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TECNOLOGIE

Tecnologie ottiche per laccesso: le soluzioni Passive Optical Network

MARCO DE BORTOLI ROBERTO MERCINELLI PAOLO SOLINA ADLER TOFANELLI

Larticolo presenta una panoramica aggiornata riguardante le Reti Ottiche Passive PON (Passive Optical Networks), una delle principali tecnologie su fibra ottica adatta al segmento di rete di accesso. In particolare viene effettuata unanalisi della tecnologia, degli aspetti sistemistici, architetturali e della normativa di settore esistente, con un quadro delle principali sperimentazioni ed applicazioni realizzate nel mondo. Le soluzioni PON offrono lopportunit di conseguire significativi vantaggi economici per lelevato grado di condivisione delle infrastrutture, fibra e apparati, soprattutto lato rete, e per la possibilit di eliminare elementi attivi nel segmento di rete di distribuzione ottica. Dallanalisi effettuata emergono numerosi punti dinteresse relativi allimpiego e alle prospettive di questa tecnologia.

1. Introduzione
Lopportunit di introdurre le tecnologie ottiche nel segmento di rete di accesso costituisce, per tutti gli operatori, una possibile risposta alla sempre crescente richiesta di servizi sia da parte dellutenza affari (grandi e medie imprese) sia nei segmenti pi bassi di clientela (piccole imprese, SOHO, clienti residenziali). I servizi di interesse, in questo contesto, vanno ben al di l dellesigenza di classica connettivit vocale, e comprendono la connettivit dati per accesso a Internet ad alta velocit, il commercio elettronico, I servizi di teleconferenza e telemedicina, fino a comprendere i servizi video (broadcast e on demand). Questi servizi, oltre ad altri che saranno proposti in un prossimo futuro, hanno la caratteristica di essere particolarmente band consuming e richiedono pertanto limpiego di adeguate tecnologie abilitanti per poter essere offerti ad un livello di costo che li rendano attraenti ad un bacino di utenza il pi ampio possibile.

Nel segmento di rete di accesso la larga diffusione e capillarit della classica rete di distribuzione in rame, sviluppata per il servizio telefonico, ha indotto fino ad oggi tutti gli operatori a sfruttare il pi possibile lingente patrimonio infrastrutturale disponibile, introducendo vari sistemi trasmissivi della famiglia xDSL (x Digital Subscriber Loop); tale strategia, sicuramente efficace nel breve e medio periodo, non pu tuttavia prescindere dalla sempre crescente richiesta di banda e dallinevitabile futura obsolescenza della rete in rame, soprattutto nel cablaggio di nuovi insediamenti. Questo spiega il crescente interesse da parte degli operatori di rete e dei costruttori di apparati verso soluzioni che prevedono limpiego di tecnologie ottiche in rete di accesso. Il problema principale nellintroduzione della fibra ottica in rete daccesso rappresentato dal costo dellinfrastruttura stessa, in particolare per quanto riguarda gli scavi, la posa delle tubazioni e dei cavi, le opere di ripristino; tale costo potrebbe essere dilazionato nel tempo per esempio, posando la fibra nelle zone di nuova urbanizzazione

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e nei casi di manutenzione e/o sostituzione dei cavi in rame deteriorati. Tra le possibili architetture che fanno uso della fibra, quelle che si basano su soluzioni punto-multipunto PON, presentano alcuni vantaggi che le rendono convenienti rispetto alle soluzioni puntopunto, quali: una affidabilit elevata rispetto a soluzioni a stella attiva con apparati attivi in strada la manutenzione semplificata la riduzione del numero di fibre in centrale e del costo per utente la possibilit di evoluzione mediante la sola sostituzione degli apparati terminali. Tuttavia, come si vedr nel seguito, parte di questi vantaggi possono andare perduti in funzione delle architetture di rete adottate. Per contro queste soluzioni presentano alcuni aspetti di criticit, soprattutto da un punto di vista tecnologico, come la complessit derivante dalla necessit di adottare tecniche di multiplazione, trasmissione e ricezione molto sofisticate. Le specifiche di questi sistemi, a cui i prodotti attualmente sul mercato si attengono, sono state concepite da un organismo detto FSAN (Full Service Access Networks) composto da ben ventuno tra i pi importanti operatori TLC a livello mondiale, che individuano e definiscono i meccanismi ritenuti indispensabili per una rete di TLC dal punto di vista degli operatori. Tali meccanismi comprendono la gestione ed il controllo della QoS opportuna, la gestibilit, la configurabilit e linteroperabilit di apparati tra diversi fornitori. Le attivit svolte in FSAN, i cui risultati sono stati proposti e sostanzialmente recepiti in ambito ITU-T nelle Raccomandazioni pertinenti, sono state condotte con il pieno supporto dei costruttori che stanno dando il massimo per rendere gli apparati particolarmente attraenti. Nel corso del 2003 le attivit di definizione degli standard sulle soluzioni PON (Passive Optical Network) hanno raggiunto una fase di avanzamento significativo. stata, infatti, pressocch completata la serie delle Raccomandazioni ITU-T della serie G.983, con una G983.10 in fase di elaborazione, che definiscono le caratteristiche delle soluzioni BPON (Broadband PON). Anche per le soluzioni pi avanzate, le GPON (Gigabit PON) definite dalle Raccomandazioni ITU-T della serie G.984, le attivit di standardizzazione sono ormai giunte alla loro fase conclusiva. In alcuni Paesi limpiego delle soluzioni PON rappresenta gi oggi una realt. , ad esempio, il caso del Giappone dove, gi a partire dal 1998, iniziata lintroduzione commerciale di soluzioni FTTH (Fiber To The Home) basate su soluzioni PON. Sono numerosi gli operatori che adottano tali soluzioni. A fine 2003 erano 960mila gli utenti connessi, con un tasso percentuale di crescita superiore a quello dellADSL. Negli Stati Uniti le soluzioni PON sono ad oggi impiegate in particolare da piccoli operatori locali o da municipalit che realizzano piani di cablaggio

ottico per piccole comunit. A fine 2003 erano circa 180mila le abitazioni passate di cui circa 100mila risultavano connesse. Nel corso del 2003 tre dei quattro operatori incumbent degli Stati Uniti e cio Verizon, BellSouth ed SBC hanno avviato e concluso una RfP (Request for Proposal) per soluzioni del tipo FTTH-FTTB (Fiber to the Home-Fiber to the Building) basate su PON. Nel corso del 2004 sono previsti i primi field trials e le prime applicazioni in determinate situazioni, quali ad esempio le aree green field. La prevedibile evoluzione dei sistemi PON comporter la possibilit di supportare nuove potenzialit, quali le tecniche di WDM (Wavelength Division Multiplexing) acquisendone i vantaggi di ampliamento della capacit disponibile per singola fibra.

2. Descrizione delle soluzioni PON 2.1 Generalit


Una rete ottica passiva (PON) una rete di accesso caratterizzata dallassenza di apparati attivi al di fuori delle sedi ove sono collocate le OLT (Optical Line Termination) e le ONT-ONU (Optical Network Termination-Optical Network Unit). in genere basata su topologie di rete ad albero, realizzate mediante luso di ripartitori ottici di tipo passivo. La struttura generale di una rete PON rappresentata nella figura 1.

o
OLT

ONT

o
Splitter

ODN

ONU

NT

ONU

NT

Central Office

Cabinet Curb

Building

Home

NT ODN OLT ONT ONU

= = = = =

Network Termination Optical Distribution Network Optical Line Termination Optical Network Termination Optical Network Unit

FIGURA 1 La struttura generale di una rete PON.

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2.2 La terminazione di linea ottica (OLT)


Sul lato rete presente la terminazione di linea ottica (OLT) che tipicamente si trova in un punto di raccolta, quale una centrale, e funziona da interfaccia condivisa tra tutti gli utenti connessi e la rete core. Nella figura 2 riportato lo schema funzionale di principio di una OLT che comprende i seguenti blocchi funzionali: Core shell: questa sezione comprende le interfacce verso la rete e di distribuzione ottica (ODN Interface Function), la funzione di multiplazione di trasmissione (Transmission Multiplexing Function) e quella di permutazione (Digital Cross Connect Function). Service shell: comprende le interfacce dei tributari (Tributary Interface Function) e le funzioni di elaborazione della segnalazione (Signalling processing Function). Common shell: comprende le funzioni di elaborazione delle informazioni di gestione, manutenzione e controllo (OAM Function), oltre a quella di alimentazione della OLT (Power supply Function).
Service Interface Function

Customer and Service Multiplex Function

Transmission Multiplex Function

ODN Interface Function

CORE SHELL

COMMON SHELL Service Interface Function SERVICE SHELL Power Supply Function

OAM Function

OAM = Operation Administration and Maintanance ODM = Optical Distribution Network

FIGURA 3 Lo schema funzionale di principio di una ONU.

Tributary Interface Function

Digital Cross Connet Function

ODN Interface Function Transmission Multiplex Function ODN Interface Function

Tributary Interface Function

CORE SHELL

Signalling Processing Function

COMMON SHELL Power Supply Function

OAM Function

SERVICE SHELL

OAM = Operation Administration and Maintanance ODM = Optical Distribution Network

FIGURA 2 Lo schema funzionale di principio di una OLT.

2.3 La Optical Network Unit (ONU)


Lutente accede ai servizi offerti dalla rete tramite la terminazione di rete ottica (ONT o ONU). In figura 3 riportato lo schema di principio dellONU che contiene i seguenti blocchi funzionali: Core shell: comprende linterfaccia verso la rete

di distribuzione ottica (ODN Interface Function), la funzione di multiplazione di trasmissione (Transmission Multiplexing Function) e quella di multiplazione di utenti e servizi (Customer and Services Multiplexing Function); Service shell: comprende le interfacce dedicate ai differenti servizi supportati (Service Interface Function); Common shell: comprende le funzioni di elaborazione delle informazioni di gestione, manutenzione e controllo (OAM Function), oltre a quella di alimentazione della ONU (Power supply Function). Le OLT e le ONU sono connesse dalla rete di distribuzione ottica ODN (Optical Distribution Network) in configurazione punto-multipunto 1 che pu essere realizzata con uno o pi livelli di diramazione e con i diramatori ottici disposti pi o meno vicini alla OLT o alle sedi cliente, a seconda della disponibilit di fibra e delle strategie di introduzione della fibra ottica adottate dal gestore di rete; la fibra ottica impiegata tipicamente di tipo single mode conforme allo standard ITU-T G.652. La rete di distribuzione ottica rappresentata in figura 1 totalmente passiva, ma possono essere concepite soluzioni che fanno uso di elementi attivi allinterno della rete di distribuzione ottica (es. amplificatori ottici) al fine di consentire la copertura di maggiori distanze, lutilizzo di un minor numero di
(1)

Il massimo numero di terminazioni ottiche ONT o ONU collegabili ad una singola OLT uno dei pi importanti parametri caratteristici di una rete PON e prende il nome di fattore di splitting (valori tipici sono 1:16 / 1:32 / 1:64).

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centri di commutazione e/o servire un numero pi elevato di clienti (maggiore fattore di splitting, 2048 contro 9 7 13 2 2 27 9 2 13 21 9 7 13 2 2 27 9 2 13 21 t t il 32-64 dello standard): in questo caso si parla di soluOLT ONU OLT ONU TDM/TDMA zioni SuperPON. Tali soluzioni tuttavia sono, per il momento, in fase di sperimentazione nei principali laboratori di ricerca e sono state oggetto di studio in 9 7 13 2 2 27 9 2 13 21 9 7 13 2 2 27 9 2 13 21 f f progetti di ricerca internazioelettrica elettrica nali (ad esempio i progetti OLT ONU OLT ONU SCM/SCMA ACTS PLANET e PELICAN). Come risulta evidente dallesame della figura 1, il modello di rete presentato pu essere applicato sia ad architetture di tipo FTTH (Fiber to the Home) - nelle 9 7 13 2 2 27 9 2 13 21 9 7 13 2 2 27 9 2 13 21 quali la singola ONT dediottica ottica cata al singolo cliente - sia OLT ONU WDM OLT ONU ad architetture con un maggior grado di condivisione della terminazione ottica (ONU) quali FTTB (Fiber to OLT = Optical Line Termination the Building) o FTTC (Fiber ONU = Optical Network Unit to the Curb). evidente che SCM = Sub Carrier Multiplexing SCMA = Sub Carrier Multiple Access in questi due ultimi casi larTDM = Time Division Multiplexing chitettura di rete daccesso TDMA = Time Division Multiple Access = Wavelength Division Multiplexing WDM potr prevedere un parziale impiego di rete in rame, sfruttando cos la capillarit FIGURA 4 La rappresentazione schematica di alcune possibili soluzioni tecniche per laccesso condiviso. di questultima nel tratto terminale e riducendo notevolmente la necessit di posa di nuova fibra. 2.4 Laccesso al mezzo condiviso Per il drop su rame si possono utilizzare i sistemi trasmissivi ad alta velocit su rame della Sono possibili diverse tecniche di accesso al famiglia VDSL (Very High Speed Didital Subscriber mezzo condiviso, come schematizzato nella figura 4. Loop). Con queste soluzioni architetturali tuttavia si Le tecniche di multiplazione pi comunemente stuperde una delle propriet essenziali delle soluzioni diate e proposte sono la TDM/TDMA (Time Division PON, cio una rete puramente passiva tra appaMultiplexing/Time Division Multiple Access), la rato di rete e terminazione di utente. Tali differenti SCM/SCMA (Sub Carrier Multiplexing/ Sub Carrier opzioni architetturali, oltre al diverso grado di conMultiple Access) e la WDM (Wavelength Division divisione degli apparati, presentano notevoli diffeMultiplexing) e, ma solo per citarla, la tecnica a divirenze in termini di requisiti funzionali e di implicasione di codice. zioni di esercizio2; la soluzione FTTC, per esempio, richiede linstallazione in ambiente esterno (strada) Di seguito sono descritte le tecniche di della terminazione di rete ottica (ONU): questo accesso: richiede la realizzazione di un adeguato armadio TDM/TDMA: le informazioni destinate o prove(cabinet) in grado di soddisfare tutti i necessari nienti dalle diverse ONU sono inserite in interrequisiti di sicurezza, dissipazione termica e di alivalli temporali (time slot) differenti della trama mentazione in grado di offrire la continuit dei serTDM/TDMA. Tali intervalli temporali possono vizi adeguata alle aspettative della clientela. essere di larghezza fissa o variabile. Lunit temporale utilizzata un multiplo intero di byte (pacchetto). (2) SCM/SCMA: le informazioni destinate alle diverse ONU modulano altrettanti sottoportanti Al fine di evitare una possibile confusione nella definizione delle funzionalit elettriche per formare un multiplex in frequenza. richieste alle terminazioni di rete ottica nei differenti scenari architetturali FTTx, in ambito di normativa si assunto per convenzione di chiamare alterIl segnale cos generato utilizzato per modunativamente ONT le terminazioni di rete ottica collocate presso la sede lare in ampiezza lemissione del laser. Le sincliente (FTTH) e ONU quelle collocate al Cabinet, Curb o Building (FTTC/B). gole ONU trasmettono le informazioni dutente

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previa modulazione della sottoportante elettrica ad esse assegnata. Un segnale multiplex in frequenza elettrica analogo a quello trasmesso dalla centrale allutente, si rende cos disponibile al ricevitore della OLT. I segnali provenienti dalle differenti ONU vengono estratti dal multiplex mediante filtraggio e poi demodulati. WDM: con questa tecnica, ciascuna ONU riceve e trasmette su una differente lunghezza donda ottica, ad essa riservata. Rispetto alla tecnica SCM/SCMA, in questo caso il filtraggio dei segnali avviene necessariamente a livello ottico, ma non richiesta alcuna modulazione e demodulazione elettrica. La tecnica TDM/TDMA particolarmente adatta alla trasmissione di servizi numerici ed quella pi comunemente adottata. Essa consente di ottenere una notevole flessibilit nellallocazione della banda, variando il numero medio di intervalli temporali (pacchetti) allocati nellunit di tempo a ciascuna ONU. Per contro, tale allocazione controllata da un complesso protocollo di accesso al mezzo condiviso MAC (Media Accecss Control). Inoltre il segnale multiplex numerico richiede una elevata velocit di trasmissione e sono necessarie opportune procedure di allineamento e calcolo del tempo di ritardo (ranging) per compensare le differenti distanze delle ONU dalla OLT. La tecnica SCM/SCMA stata studiata nelle fasi iniziali dello sviluppo delle soluzioni PON, nellottica di fornire servizi video diffusivi analogici in aggiunta ai servizi numerici. In tal caso, un segnale multiplex dei canali video compatibile con i ricevitori standard (apparati TV) pu essere direttamente trasmesso sulla PON. La necessit di utilizzare laser ad elevata linearit (nella OLT) per ridurre gli effetti di intermodulazione e lelevato numero di modulatori, demodulatori e filtri limitano limpiego di tale tecnica. La tecnica WDM riunisce in s le caratteristiche positive delle due tecniche considerate in precedenza. Essa rende disponibile un differente canale ottico per ogni utente, con una banda pressoch illimitata e con la massima flessibilit duso. Laccesso a livello ottico consente anche di ottenere una elevata riservatezza delle informazioni. Peraltro, la tecnica WDM richiede luso di tecnologie ottiche ancora molto costose.

upstream: dallutente verso la rete) e 1480-1580 nm (direzione downstream: dalla rete verso lutente). Questa soluzione richiede limpiego di accoppiatori/disaccoppiatori WDM che solitamente sono integrati negli apparati di rete. Grazie al progresso tecnologico, i pi recenti sistemi PON possono accedere al portante fisico tramite un componente unico denominato Diplexer, in cui sono integrati il trasmettitore ottico, il ricevitore ottico e il filtro ottico WDM. Nel sistema TDM/TDMA, lOLT invia (downstream) a tutti gli utenti collegati alla PON una trama costituita dalla multiplazione nel tempo delle informazioni destinate a ciascun utente; questi pu estrarre dalla trama la sola informazione a lui destinata sulla base delle informazioni che la OLT comunica alla ONT tramite apposite celle dedicate alla gestione dellaccesso al mezzo condiviso. Il fatto che tutte le terminazioni di rete (ONT) ricevano tutto il traffico inviato dalla OLT e debbano selezionare solo quello a loro destinato pone, in linea di principio, un problema di sicurezza delle informazioni.

ONT
C B A

A OLT

C ONT B

TDM

B C

ONT

ONT
A

A OLT

B ONT B

2.5 Le soluzioni commerciali


Nelle soluzioni PON oggi proposte, sia come standard sia come soluzioni commerciali, la condivisione del mezzo da parte di pi utenti ottenuta ricorrendo alla multiplazione a divisione di tempo TDM (Time Division Multiplexing) nella direzione downstream e ad un sistema di accesso multiplo TDMA (Time Division Multiple Access) nel verso upstream. Per minimizzare luso della fibra ottica, le soluzioni PON possono sfruttare la condivisione di un singolo portante per entrambi i versi di trasmissione (figura 5), utilizzando le due finestre di trasmissione ottica a 1260-1360 nm (direzione

TDMA

ONT

OLT ONT TDM TDMA

= = = =

Operation Line Termination Optical Network Termination Time Division Multiplexing Time Division Multiple Access

FIGURA 5 Il dettaglio del principio di funzionamento della tecnica

TDM/TDMA.

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Al fine di assicurare un adeguato livello di riservatezza dei dati downstream prevista, Eirecom nella Raccomandazione Telia ITU-T G.983, limplemenVerizon KT tazione della funzionalit BT NTT di churning che consiste Bell Canada KPN Bezea nel crittografare le inforDTAG Chunghwa mazioni destinate alle FT SwissCom SingTel varie ONU con delle chiavi distinte che venTI Telstra gono aggiornate dinamiQwest BellSouth Telefonica camente con la cadenza di una al secondo. Il SBC Malta meccanismo di churning fornisce pertanto un efficace livello di sicurezza di base che pu essere ulteriormente affinato FIGURA 6 Gli operatori membri delliniziativa FSAN. applicando una vera e propria encr yption a livello di servizio. comunque evidente che tale problematica di sicudi rete tramite il sistema di gestione, oppure dinarezza decisamente meno significativa nel caso di mica cio assegnata dalla OLT sulla base delle architetture FTTC/B poich in tali casi gli utenti contingenti esigenze di banda espresse dalle ONT: sono collegati alla rete tramite collegamenti a loro in questo caso si parla di DBA (Dynamic Bandwidth dedicati (remotizzazione xDSL) avendo pertanto Assignment). accesso solo ai dati ad essi indirizzati. Nel verso opposto (upstream) sorge il pro3. La normativa blema di sincronizzare tra di loro la trasmissione di tutte le ONT in modo da evitare che i segnali ottici, 3.1 FSAN/ITU-T inviati dalle terminazioni di rete e combinati passivamente nella ODN, si sovrappongano tra loro in Un ruolo determinante nellattivit di standarcorrispondenza della OLT per effetto delle differenti dizzazione dei sistemi PON stato svolto dal conlunghezze fisiche di ciascun percorso, delle variasorzio FSAN (Full Service Access Network), nato zioni della velocit di propagazione ottica a causa nel 1995 su iniziativa di cinque centri di ricerca dei della temperatura e delle variazioni nel tempo delle maggiori operatori di telecomunicazioni (in particocaratteristiche dei componenti. lare TILAB, allepoca CSELT), cui, subito dopo, Questo problema viene risolto per mezzo della hanno aderito altri operatori ed i costruttori di procedura di Ranging, con la quale vengono effetapparati (figura 6). Uno tra gli obiettivi era quello di tuate da parte dellOLT le seguenti operazioni: creare uno standard per lemergente tecnologia calcolo del tempo di ritardo effettivo tra la OLT delle PON utilizzando ATM come livello di trae ciascuna ONT (round trip delay); sporto, in modo da favorire lo sviluppo commer comunicazione del tempo di ritardo alle varie ciale degli apparati ed abbattere i costi (si veda ONT. riquadro a pagina 110). Linteroperabilit tra appaLe singole ONT a questo punto, prima di trarati di diversi costruttori (OLT/ONT), avrebbe anche smettere il burst di informazione che compete loro, consentito agli operatori un pi facile approvvigiointroducono un opportuno ritardo in modo tale da namento e favorito la competizione tra fornitori di porsi virtualmente alla medesima distanza (la sistemi. Le prime specifiche dei sistemi ATM-PON massima consentita) indipendentemente dalleffet(APON), ora BPON 3 , sono state completate agli tiva collocazione fisica delle singole ONT. Questa inizi del 1998 dal gruppo OAN (Optical Access operazione va ripetuta periodicamente sia per perNetwork), che opera tuttora in ambito FSAN. Non mettere linstallazione di nuove ONT (senza interessendo questultimo un ente di normativa ufficialrompere il normale funzionamento della rete), sia mente riconosciuto, ma uniniziativa volontaria, le per compensare le eventuali variazioni nel tempo specifiche prodotte dal gruppo OAN sono normaldel ritardo di propagazione (dovuto per esempio mente presentate in ITU-T come proposte di racalla variazione di lunghezza dei cavi con la tempecomandazione, in particolare nello Study Group 15, ratura). Le singole ONT a questo punto possono Question 2. utilizzare unopportuna porzione della banda disponibile nella direzione upstream a loro asse(3) gnata dalla OLT per mezzo di messaggi di servizio Il termine BPON sta per Broadband PON, ed ha recentemente sostituito (Grant); tale assegnazione potr essere semilabbreviazione APON (ATM-PON). rigida, cio assegnata con flessibilit dal gestore

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ENTI DI STANDARDIZZAZIONE DELLE PASSIVE OPTICAL NETWORKS


FSAN (Full Service Access Network) e ITU-T
Un ruolo determinante nellattivit di standardizzazione dei sistemi PON stato svolto senza dubbio dal consorzio FSAN (Full Service Access Network), nato nel 1995 su iniziativa dei maggiori operatori di telecomunicazioni e costruttori di apparati. Infatti, grazie allelevato consenso raggiunto dalliniziativa, i rapporti tecnici prodotti dal consorzio, che non rappresenta un ente di normativa ufficialmente riconosciuto, sono stati e vengono abitualmente recepiti in ambito ITU-T, in particolare nello SG15, questione 2, che lente di standardizzazione internazionale ufficialmente riconosciuto a livello mondiale.

caratteristiche e i requisiti delle soluzioni ATM-PON, ora BPON; le velocit di linea di riferimento in questambito vanno da un minimo di 155 Mbit/s downstream, 155 Mbit/s upstream ad un massimo di 1,24 Gbit/s downstream, 622 Mbit/s upstream. La famiglia delle raccomandazioni G.983.x stata arricchita nel corso degli anni con raccomandazioni integrative che definiscono le modalit di realizzazione di funzionalit evolute, quali la gestione dinamica della banda DBA (Dynamic Bandwidth Assignment) e gli aspetti di protezione e di sfruttamento della banda ottica mediante soluzioni a multiplazione di lunghezza donda (WDM).

Encapsulation Method) che consente il trasporto sia di traffico ATM, sia Ethernet, sia TDM. In questo caso le velocit di linea di riferimento vanno da un minimo di 1,24 Gbit/s downstream, 155 Mbit/s upstream ad un massimo di 2,48 Gbit/s downstream, 2,48 Gbit/s upstream.

Lo standard IEEE
Ache IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) ha avviato studi nel settore a partire dal 2000, quando venne creato il gruppo di lavoro EFM (Ethernet in the First Mile). Lo scopo principale era quello di valutare limpatto relativo allimpiego del protocollo trasmissivo Ethernet anche nella rete di accesso, prendendo come riferimento proprio le soluzioni ottiche passive, PON. Le specifiche ivi prodotte sono in maggior parte coerenti con la raccomandazione ITU-T G.984.2 per quanto riguarda il livello fisico, ma conservano alcune tipiche peculiarit delle interfacce Ethernet (esempio la codifica di linea 8B10B) che ne limitano fortemente lefficienza. In questo caso il framing basato su Ethernet, da qui il nome EPON per questi apparati, con un adattamento dovuto allarchitettura punto-multipunto della PON tramite MPCP (Multi Point Control Protocol).

Lo standard GPON ITU-T


Pi recentemente lattivit di standardizzazione si spostata su soluzioni PON pi avanzate, le GPON, soluzioni in grado di funzionare a velocit di trasmissione dellordine del Gbit/s. Seguendo le procedure indicate in precedenza, sono state preparate in ambito FSAN ed approvate in ambito ITU-T una serie di Raccomandazioni (serie G.984.x) che specificano tali soluzioni. A differenza delle Raccomandazioni G.983.x in questo caso il framing non basato su celle ATM ma viene utilizzato il protocollo GEM (Gpon

Lo standard BPON ITU-T


Il primo set di raccomandazioni sviluppato in FSAN ed approvato in ITU_T SG15 (serie G.983.x) definisce le

3.1.1 Stato della normativa

Numero G.983.1 Amend2 G.983.2 Revised G.983.3 Amend1 G.983.4 Amend1 G.983.5 G.983.6 G.983.7 G.984.1 G.984.2 G.984.3 G.984.4 BPON DBA GPON OLT OMC = = = = =

Outline Optical line interface specification for BPON ONT management and control interface (OMC) for BPON Wavelength allocation of BPON for increased service capability DBA function for BPON Performance Monitoring Duplication function between OLT and ONT for BPON OMCI specification for BPON with duplication OMCI specification for BPON with DBA General characteristics for GPON GPON: PMD layer specification GPON: TC layer specification GPON: ONT Management and Control Interface specification OMCI ONT PMD TC = = = =

Data 10/1998 1/2003 4/2000 1/2003 4/2001 5/2002 12/2001 10/2003 1/2002 5/2002 12/2001 1/2003 1/2003 10/2003 5/2003

Le Raccomandazioni approvate da ITU-T del gruppo FSAN-OAN relative alle soluzioni PON sono riportate in tabella 1. La Raccomandazione G.983.1, la prima di una serie ad oggi piuttosto lunga, come descritto nel seguito. In essa sono specificati i principi fondamentali di funzionamento delle BPON, ed suddivisa in tre parti principali: Physical Media Dependent (PMD) layer; Transmission Convergence (TC) layer; Ranging. Nella prima parte (PMD layer) sono definiti tutti i parametri della ODN, cio la massima lunghezza della fibra ottica tra OLT e ONT, lattenuazione, il fattore di splitting e la riflessione tollerata alle varie

Broadband Passive Optical Network Dynamic Bandwidth Assignment Gigabit PON Optical line Termination ONT Management and Control

ONT Management and Control Interface Optical Network Termination Physical Media Dependent Transmission Convergence

TABELLA 1 Le Normative su BPON serie G.983 e GPON serie G.984.

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interfacce ottiche. A completamento della definiLunico mezzo per gestire, configurare e monizione del livello fisico sono inoltre specificate le torare4 remotamente le ONT il canale di OMCI, che utilizza lo stesso portante fisico del normale caratteristiche dei trasmettitori e dei ricevitori della traffico dati, cio la stessa fibra ottica. La G.983.2 OLT e della ONT (potenza ottica, maschera del diautilizza un MIB (Management Information Base), gramma ad occhio, etc.) per le diverse velocit di indipendente dal protocollo utilizzato, per gestire lo trasmissione previste nella raccomandazione scambio di informazioni tramite lOMCI. (155.52/155.52 Mbit/s e 622.08/155.52 Mbit/s Sebbene la G.983.2 sia stata concepita per downstream/upstream ). Lopzione 622.08/622.08 offrire ai costruttori di apparati una certa modulaMbit/s simmetrica stata introdotta a ottobre rit e flessibilit per soddisfare i diversi requisiti dei 2001 con un emendamento alla G.983.1 e recenteclienti, questa raccomandazione in continua evomente si aggiunta lopzione ad elevata velocit luzione, tramite documenti aggiuntivi o emenda1.2 Gbit/s in downstream. menti, per tenere conto delle funzionalit che sono Nella parte dedicata al TC layer (Transmission state aggiunte alle BPON nel corso degli anni Convergence layer) viene definita la struttura di (WDM, DBA, protezione). trama downstream/upstream. Inoltre sono definite le celle di PLOAM (Physical Layer Operation Administration and Maintenance), che sono tra3.1.2 Raccomandazioni integrative smesse sia dalla OLT che dalle ONT e permettono lassegnazione dei Grant ed il controllo dei paraNella prima met dellanno 2000 gli operatori metri dei trasmettitori e ricevitori ottici presenti di telecomunicazioni aderenti alliniziativa FSAN nella PON. da sottolineare che nella prima genehanno espresso la necessit di aumentare le razione di sistemi BPON, cio quelli costruiti in potenzialit, lefficienza e laffidabilit dei sistemi conformit con la G.983.1, lassegnazione della BPON. stato quindi riattivato il gruppo OAN banda upstream avviene in maniera statica, cio su (Optical Access Network), con lobiettivo di elabobase provisioning. In pratica le ONT trasmettono rare quattro proposte di raccomandazione da sotcelle upstream sulla base di Grant che vengono toporre allapprovazione di ITU-T. assegnati periodicamente dalla OLT. Quando una Con la G.983.3 luso della tecnica WDM sulle ONT non ha nulla da trasmettere invia comunque BPON stato introdotto solo nella direzione downalla OLT celle idle per occupare la banda assestream, dove maggiore la richiesta di incremento gnata. I problemi di inefficienza trasmissiva che della banda, in particolare, per i servizi video questo meccanismo comporta sono stati in seguito broadcast. risolti con la Raccomandazione G.983.4 che speciIl requisito degli operatori FSAN era di destifica lassegnazione dinamica della banda DBA nare solo una parte della gamma downstream al (Dynamic Bandwidth Assignment). normale funzionamento delle BPON (Basic Band), Lultima parte della G.983.1 specifica nei detriservando alcune lunghezze donda per la fornitura tagli la procedura di ranging. Come gi accennato di nuovi servizi (Enhancement Band) , come indiin precedenza, la OLT deve stimare la distanza cato in figura 7. Un ulteriore requisito era quello di delle diverse ONT connesse alla PON, le quali poter utilizzare la Enhancement Band sia per tradovranno poi inserire un opportuno ritardo che le pone virtualmente alla medesima distanza. Lo scopo quello di evitare la collisione tra le celle che vengono trasmesse nella direzione Basic Band Enhancement Band Future L Band upstream dalle diverse ONT. 202.3 THz Reserved for Guardband Gi nel corso della stesura della Guardband allocation by ITU-T ATM-PON G.983.1 apparve evidente che lobiettivo di avere piena interoperabilit 1 1480 2 3 4 5 6 tra apparati di diversi costruttori non era raggiungibile senza ulteriori sforzi per arrivare a standardizzare anche ATM = Asynchronous Transfer Mode ITU-T = International Telecommunication Union linterfaccia di gestione e controllo tra Telecommunication standardization la OLT e le ONT, cio la OMCI (ONT PON = Passive Optical Network Management and Control Interface). Per colmare questa lacuna il gruppo FIGURA 7 La suddivisione delle bande di lunghezza donda in downstream. FSAN-OAN si attiv a fine 1998, arrivando dopo circa un anno alla presentazione della proposta di Raccomandazione G.983.2, approsmissione broadcast di video analogico, con diffevata nellaprile del 2000 da ITU-T. renti tipi di modulazione, sia canali digitali (optical leased line). In questultimo caso la Enhancement (4) Band pu essere utilizzata anche in upstream con LOMCI definito nella G.983.2 consente di gestire le ONT nelle seguenti tecnica D W D M ( D e n s e W a v e l e n g t h D i v i s i o n aree applicative: Configuration management, Fault management, Multiplexing). Performance management, Security management.

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G.983.4 prevede invece lutilizzo dei Minislot per riportare alla OLT lo stato dei buffer in cui viene accodato il traffico upstream. Le ONT sono quindi distinte in NSR (Non Status Reporting) e SR (Status Reporting) . Le OLT conformi alla G.983.4 (DBAOLT) devono quindi gestire due tipi di ONT (NSR/SR) con due diversi meccanismi di DBA. Proprio allo scopo di ottimizzare lefficienza del meccanismo di DBA, la G.983.4 introduce il concetto di T-CONT (Transmission Container). Basic Band Enhancement Band Esso un canale virtuale Notes Future L Band (12) (34) che trasporta connessioni For digital 1540 - 1565 nm ATM VP/VC sulla PON. 1480 - 1500 nm use For further study Tx Ogni ONT pu gestire For video 1480 - 1500 nm 1550 - 1560 nm diversi T-CONT, che sono use trattati indipendentemente * Depend on Filter characteristics: tra loro. I Grant generati transmission Isolation 20 dB @ 1540 nm format and Rx dalla OLT sono, in realt, Isolation 30 dB* @ 1550 nm number of associati ai T-CONT, non channels alle ONT. Lintroduzione dei T-CONT non cambia n influisce sulle raccomandazioni ITU-T relative ai serTABELLA 2 Allocazione delle lunghezze donda in downstream. vizi ATM. Infatti il DBA una funzione appartenente al TC layer, non allATM Come si vede nella tabella 2, i limiti della layer. I T-CONT definiti dalla G.983.4 sono di 5 tipi, Banda L, oggetto di una futura standardizzazione e ognuno pu trasportate uno o pi profili di trafda parte di ITU-T, non sono ancora fissati, per cui fico, secondo la tabella 3. la soluzione proposta non causa conflitti di competenza. La Enhancement Band ha una larghezza diversa a seconda dellutilizzo. Nel caso di canali Assignment Applicable T-CONT types Delay Bandwidth digitali, come gi detto, si usa la tecnica DWDM type sensitive 1 2 3 4 5 lunghezze donda centrali e spaziatura (200 GHz) in Provisioned X Yes X Fixed conformit con le Raccomandazioni G.959.1 e G.692. Lo svantaggio della soluzione adottata X No Provisioned X Assured X limpossibilit di utilizzare le attuali sorgenti a 1510 nm (le pi diffuse attualmente sul mercato) per la No X Non-assured X Dynamic Basic Band, che stata ridotta a 20 nm. Il costo Best-effort del laser a 1490 nm, bench pi alto rispetto a X X No Dynamic 1510 nm, ripartito tra 32 clienti, mentre il costo dei filtri ottici incide sulla singola ONU. T-CONT = Transmission CONTainer La Raccomandazione G.983.4 nata dallesigenza di migliorare lefficienza del meccanismo di assegnazione della banda upstream dei sistemi TABELLA 3 Il sommario dei tipi di banda assegnabile e tipi di T-CONT. conformi alla G.983.1, che di tipo statico. Il principio di base quello di determinare in modo continuo quali sono le ONT che hanno maggiore esiQuesta tabella riporta i tipi di banda assegnagenza di banda upstream. A queste la OLT assebile in ordine di priorit decrescente con cui vengna un maggior numero di Grant, a scapito di altre gono gestiti dal meccanismo di DBA. Per chiaONT che in quel determinato momento gestiscono rezza, nel seguito sono riportate le definizioni relaun traffico pi limitato. Un ulteriore requisito tive ai diversi tipi di banda assegnabile, raggrupquello di mantenere la compatibilit con i vecchi pati in Guaranteed Bandwidth (disponibile sempre) sistemi, cio quelli senza DBA. e Additional Bandwidth (assegnata dinamicaIl primo problema che si pone per realizzare un mente). efficace meccanismo di DBA quello di conoscere le esigenze di banda upstream delle varie ONT. Per Guaranteed Bandwidth quanto riguarda le vecchie ONT la soluzione Fixed Bandwidth (priorit 1): banda fissa alloidentificata di monitorare le celle idle, che vencata ciclicamente per consentire un basso gono trasmesse quando non c traffico sufficiente ritardo di trasmissione delle celle, tipicamente per occupare tutta la banda assegnata (staticausata per servizi CBR (Constant Bit Rate, mente). Per le ONT di nuova generazione la secondo specifica ATM Forum). Se un T-CONT

La scelta di 2, 3 e 4 stata fatta in base ai requisiti dei filtri ottici necessari per separare la Basic Band dalla Enhancement Band. In particolare il costo dei filtri ottici sensibilmente influenzato dalla larghezza della Guard Band. La tabella 2 riporta le lunghezze donda specificate nella G.983.3, che delimitano le tre bande mostrate in figura 7.

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trasporta questo profilo di traffico e non ci sono celle da trasmettere in upstream, i relatvi Grant vengono comunque assegnati dalla OLT, che di conseguenza ricever delle celle idle. Assured Bandwidth (priorit 2): banda sempre disponibile se il buffer del T-CONT ha celle da trasmettere. Se, al contrario, non ne ha, questa banda pu essere utilizzata da un altro T-CONT. Additional Bandwidth Non-assur ed Bandwidth (priorit 3): la variante con priorit pi alta nella banda addizionale, assegnata a T-CONT che trasportano anche traffico con priorit 2 (Assur ed Bandwidth). Best Effort Bandwidth (priorit 4): la banda che un T-CONT pu trasportare solo se non richiesta da profili di traffico a priorit pi alta. Non c nessuna garanzia che questa banda sia disponibile. Uno dei temi che la prima raccomandazione sulle BPON, cio la G.983.1, aveva individuato ma non specificato nei dettagli, quello della protezione del traffico sulla PON in caso di rottura della fibra ottica. Questa lacuna stata colmata con la nuova Raccomandazione G.983.5, approvata anchessa a ottobre 2001. Oggi le PON offrono diversi gradi di protezione. La pi elementare prevede la duplicazione della fibra fino al primo splitter, mentre nel caso di protezione totale si ha una doppia interfaccia PON sia nella OLT che nella ONT, e la rete ottica raggiunge lutente attraverso due percorsi diversi. Tale soluzione, evidentemente pi onerosa garantisce un eccellente grado di affidabilit. In ogni caso il tempo di ripristino del servizio inferiore a 50 ms, quindi lutente non ha percezione dellavvenuto guasto neanche con i servizi vocali.
3.1.3 Il presente e il futuro: le GPON

La crescente richiesta di servizi a banda larga sta spingendo tutti i costruttori a considerare velocit dellordine del Gbit/s per entrambi i versi di trasmissione; per questa nuova generazione di sistemi (GigaPON) sono in fase avanzata le attivit di specifica sia in ambito FSAN/ITU-T sia in ambito IEEE nel gruppo di lavoro EFM (Ethernet in the First Mile). Il crescente interesse che le soluzioni di rete IP based stanno riscuotendo nel mondo, insieme allesigenza di razionalizzare e semplificare al
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La semplificazione possibile evitando un passaggio nello stack di protocolli da supportare: si passerebbe dunque dal modello IP - ETH - ATM - PON al modello IP - ETH - PON. opportuno sottolineare che tale semplificazione potrebbe avere alcune controindicazioni qualora si intendano supportare servizi che non sono Ethernet nativi quali ad esempio i servizi a circuito (leased line): in questo caso lesigenza di offrire adeguate garanzie di qualit richiede funzionalit evolute a livello Ethernet/IP (QoS) che, oltre a non essere ancora consolidate, potrebbero compromettere il vantaggio di semplificazione e contenimento dei costi.

massimo larchitettura degli apparati di rete al fine di conseguire la massima competitivit in termini di costo, suggeriscono di riconsiderare la scelta di utilizzare la tecnica ATM, con pacchetti (celle) tutti di uguale lunghezza, come protocollo di trasporto tra la OLT e la ONT nei sistemi PON di nuova generazione. Un possibile approccio il cosiddetto Ethernet based 5 (dove i pacchetti sono di lunghezza variabile: pacchetti Ethernet): le soluzioni PON appartenenti a questa famiglia vanno sotto il nome di EPON (Ethernet-PON). Una valida alternativa costituita dai sistemi GPON, che si avvalgono di un protocollo di incapsulamento molto flessibile, in grado di trasportare in modo nativo traffico ATM, Ethernet, TDM, , denominato GEM (GPON Encapsulation Method). Unaltra strada che si pu percorrere per soddisfare la crescente esigenza di servizi a larga banda quella di adottare per le reti PON le opportunit offerte dallimpiego dei sistemi WDM6: una prima possibilit quella di sfruttare linfrastruttura ottica con topologia punto-multipunto per la distribuzione di segnali video (si otterrebbe cos una rete CATV sovrapposta), mentre unaltra possibilit quella di utilizzare differenti lunghezze donda per realizzare uno stacking di reti PON moltiplicando cos le capacit trasmissive. La recente storia delle GPON nata dal Management Committee di FSAN, che ha incaricato il gruppo OAN di studiare (con lobiettivo di arrivare, come sempre, a proposte di raccomandazione per ITU-T) sistemi PON funzionanti a velocit di trasmissione dellordine del Gbit/s. Dietro questa decisione c la necessit di avere sistemi PON in grado di trasportare servizi di nuova generazione, che verosimilmente richiederanno bande molto elevate. In aggiunta, FSAN vuole anche esprimere la sua opinione su un argomento (le Gigabit PON, GPON) che contemporaneamente allo studio in IEEE. Lo spirito non stato quello di competere con IEEE, bens di sfruttare il know-how del gruppo OAN per arrivare ad una soluzione efficiente e, possibilmente, a basso costo. Tradizionalmente FSAN ha sempre specificato sistemi basati su ATM, ma per le GPON questo non pi un requisito fondamentale, purch venga preservata la capacit di supportare tutti i tipi di servizi (Full Service), non solo quelli basati su IP. Lattivit del gruppo FSAN-OAN sulle GPON iniziata, di fatto, a settembre 2001, a valle del significativo sforzo compiuto per completare la serie di raccomandazioni relative alle BPON. Per accelerare i lavori sono state costituite tre Task Force che hanno operato allinterno del gruppo FSAN-OAN: GSR (GigaPON Service Requirements) GPM (GigaPON Physical Media) GTC (GigaPON Transmission Convergence)
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Lutilizzo della tecnologia WDM per le reti PON stata recentemente considerata e standardizzata in ambito FSAN/ITU-T nella raccomandazione G.983.3.

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Il primo gruppo, costituito dagli operatori di telecomunicazioni che fanno parte di FSAN, ha prodotto la prima Raccomandazione della serie G.984, che raccoglie i requisiti di alto livello sui servizi che gli operatori intendono fornire tramite le GPON (G.984.1). Oltre ai servizi video numerici a diversi livelli di definizione ed a quelli Ethernet, gli operatori intendono comunque fornire i servizi telefonici (PSTN/ISDN) integrati sulle GPON. Per il video (analogico o digitale) esiste comunque la possibilit di usare in futuro la Enhancement Band con tecnica DWDM, cos come definita nella G.983.3. Il maggiore interesse per questa opzione da parte degli operatori del Nord America. Al gruppo GPM, la cui responsabilit stata affidata a Telecom Italia LAB, hanno partecipato attivamente sia operatori sia costruttori, con lincarico di specificare il livello fisico delle GPON. Il gruppo GPM ha lavorato nellottica di definire specifiche comuni con IEEE per il livello fisico, in modo da ridurre i costi dei componenti optoelettronici. Quasi tutte le proposte FSAN sono state accolte da IEEE, con leccezione della codifica di linea e delle tempistiche di accendimento e spegnimento delle sorgenti ottiche. Lattivit di studio svolta dal gruppo GPM riassunta nella Raccomandazione G.984.2. Questa specifica racchiude in pratica tutte le informazioni riportate nella prima parte della G.983.1, cio i parametri della ODN e le caratteristiche dei trasmettitori/ricevitori della OLT/ONT (potenza ottica, maschera del diagramma ad occhio, ...). Ci che cambia sono ovviamente le velocit di trasmissione, che al loro aumentare evidenziano i limiti sulle prestazioni introdotti dalla dispersione della fibra ottica. La tabella 4 riporta le velocit di trasmissione contemplate dalla G.984.2, che sono il risultato di uno studio di fattibilit ed economico del livello fisico che ha portato allesclusione (al momento) di valori superiori a 2488.32 Mbit/s.

Opzione n 1 2 3 4 5 6 7

Downstream 1244.16 Mbit/s 1244.16 Mbit/s 1244.16 Mbit/s 2488.32 Mbit/s 2488.32 Mbit/s 2488.32 Mbit/s 2488.32 Mbit/s

Upstream 155.52 Mbit/s 622.08 Mbit/s 1244.16 Mbit/s 155.52 Mbit/s 622.08 Mbit/s 1244.16 Mbit/s 2488.32 Mbit/s

Di seguito sono riportate le principali novit rispetto alla G.983.1 relativamente al livello fisico: attenuazione ottica: viene introdotta come opzione anche la Classe A (5-20 dB), oltre alle altre gi previste nella G.983.1, cio la Classe B (10-25 dB) e la Classe C (15-30 dB). La ragione di questa scelta la necessit di avere sistemi economicamente competitivi. In area urbana la Classe A pu trovare diverse possibilit di applicazione, con un notevole risparmio sui componenti opto-elettronici; lunghezza della fibra: il valore massimo rimane di 20 km, ma opzionalmente pu essere 10 km, per gli stessi motivi del punto precedente; lunghezza donda downstream: 1480-1500 nm, come nella G.983.3. Anche se al momento il limitato power budget sconsiglia di includere le perdite dovute ai WDM nella G.984.2, la scelta di queste lunghezze donda pone le basi per un futuro utilizzo della Enhancement Band nelle GPON; rapporto di splitting: il valore massimo viene aumentato da 1:32 a 1:64 a livello fisico, mentre il MAC (Medium Access Control) deve essere in grado di supportare un rapporto 1:128; power leveling: in alcuni sistemi GPON7 il ricevitore della OLT dovr necessariamente utilizzare un APD (Avalanche Photo Diode) per la conversione del segnale ottico in elettrico. Questo pone dei problemi di dinamica del ricevitore, anche perch questo funziona in Burst Mode, a causa della natura del traffico upstream. Per rilassare i requisiti di dinamica del ricevitore della OLT occorre diminuire la differenza di potenza ottica tra i pacchetti trasmessi dalla ONT pi vicina e da quella pi lontana dalla OLT. Le ONT vicine devono trasmettere con un livello basso di potenza ottica, le ONT lontane devono fare lopposto. Questa operazione viene gestita dalla OLT in fase di installazione delle ONT, tramite unopportuna procedura. Il gruppo GTC, che ha visto coinvolti sia operatori di telecomunicazioni sia costruttori di apparati, ha vagliato diverse proposte per la realizzazione del TC layer delle GPON. La soluzione scelta, denominata GTC protocol, consente come gi detto di realizzare un TC layer indipendente dal protocollo del traffico, che pu essere ATM, Ethernet, TDM, MPEG2 e altro. Si basa sulla segmentazione del traffico downstream in blocchi di lunghezza fissa di 125 s, ai quali vengono sincronizzati i frame upstream , che sono di pari lunghezza. Allinterno di un frame upstream possono esservi pacchetti di dati trasmessi da diverse ONT. Per lincapsulamento dei dati viene usato il gi citato GEM (GPON Encapsulation Method) . Il gruppo GTC ha terminato il suo mandato con la recente approvazione della G.984.3, che definisce appunto il TC layer delle GPON.
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TABELLA 4 La velocit di trasmissione downstream e upstream per

le GPON.

Quando la massima lunghezza della fibra di 20 km, lattenuazione di Classe C e la velocit di trasmissione upstream 1 Gbit/s.

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La figura 8 sintetizza il meccanismo di controllo della trasmissione upstream per evitare collisione tra pacchetti trasmessi da diverse ONT. In pratica ogni frame downstream contiene una parte di payload, che trasporta i servizi per i vari utenti, preceduta da un preambolo con diverse funzionalit. In particolare, la trasmissione upstream viene regolamentata dalla Upstream Bandwidth Map (US BW Map) indicata in figura 8.

FSAN ha ricevuto un contributo determinante per la definizione delle specifiche delle GPON, sia per il livello fisico che per il TC layer, dal progetto GIANT (Gigapon Access NeTwork), in cui Telecom Italia Lab attivamente coinvolta. GIANT un progetto finanziato dalla Commissione Europea nellambito del V programma quadro di ricerca IST (Information, Society, Technology), ed ha come obiettivo lo studio e realizzazione di un prototipo GPON pienamente conforme agli standard G.984.

Downstream
PCBd PSync PLOAM BIP US BW Map Payload Section

3.2 IEEE

IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) unassociaAlloc Alloc Alloc Start End zione tecnico-professioStart End Start End ID ID ID nale senza scopo di 300 1 100 2 400 500 3 504 600 lucro con pi di 350.000 iscritti in 150 nazioni. Attraverso i suoi membri, la IEEE (www.ieee.org) un istituto trainante in Slot Slot Slot Slot Slot Slot aree tecniche che vanno 100 300 400 500 504 600 dalla tecnologia biomeONT 1 ONT 2 ONT 3 dica alle telecomunicazioni, solo per citar ne Upstream alcune. Nel novembre 2000 un gruppo di costruttori di BIP = Bit Interleaved Parity apparati Ethernet decise PCBd = Physical Control Block downstream di iniziare unattivit di PLOAM = Physical Layer Operation Administration and Maintanance ONT = Optical Network Termination standardizzazione in US BW = UpStream BandWidth ambito IEEE, dando vita al gruppo di studio EFM (Ethernet in the First FIGURA 8 Il controllo di accesso al mezzo condiviso in upstream. Mile)8. Lobiettivo principale era quello di sviluppare uno standard che Per ogni ALLOC_ID, che identifica un canale di utilizzasse il ben noto e largamente usato (specialtraffico, viene comunicato il tempo (slot) di inizio e mente nelle LAN) protocollo trasmissivo Ethernet, di fine di autorizzazione alla tramissione, espresso anche nella rete di accesso. Larchitettura presa in byte. Ovviamente le ONT dovranno avere in precome riferimento fu quella ad accesso condiviso cedenza eseguito correttamente la procedura di delle PON. Ethernet consente di trasportare sulla ranging ed essere sincronizzate al campo Psync, PON servizi basati su IP con una certa semplificache identifica linizio del frame upstream. zione rispetto allATM. Contrariamente alla tecnica Una novit importante rispetto ai sistemi BPON ATM, in cui la lunghezza delle celle trasmesse luso (opzionale) del FEC (Forward Error fissa (53 byte), i pacchetti Ethernet possono, Correction). Questo meccanismo di codifica/decoinfatti, variare da 64 a 1518 byte, consentendo una difica pu consentire di guadagnare circa 3 dB di minore frammentazione dei pacchetti IP. Per contro power budget, preziosissimi per le GPON, speciali requisiti imposti da alcuni tipi di servizi, come mente nella direzione upstream . Il prezzo da quelli a circuito, impongono funzionalit aggiuntive pagare una leggera riduzione della banda utile, di controllo della QoS al protocollo standard. ma i vantaggi sul costo dei componenti ottici sono Il gruppo di studio EFM fu formato nellambito considerevoli. del gruppo CSMA/CD (Carrier Sense Multiple Infine, le GPON offrono un livello di protezione Access with Collision Detection) IEEE 802.3, lo della riservatezza decisamente superiore alle BPON, in quanto viene utilizzato il meccanismo AES (8) (Advanced Encryption Standard) anzich il churning. Il First Mile, cio il primo miglio, il tratto di rete di accesso che va dal da segnalare che lencryption si applica solo sul lutente (ONT) alla centrale telefonica o comunque al punto di distribuzione traffico downstream, perch nella direzione upstream dei servizi. Questo tratto di rete viene anche chiamato Last Mile, a seconle PON sono intrinsecamente molto sicure. da del contesto o della nazione, generando in effetti una certa ambiguit.

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I primi studi sulle reti ottiche passive furono condotti a partire dal 1982 nei laboratori di ricerca di British Telecom. Successivamente in molti laboratori furono avviate attivit di studio e ricerca volte a valutare linteresse tecnico-economico di tali reti. In questo contesto vennero realizzate numerose sperimentazioni in campo, principalmente negli Stati Uniti, in Giappone e nel Regno Unito. La pi rilevante di queste esperienze sicuramente quella di Bishops Storford dove, a partire dal 1987, furono sperimentate soluzioni ottiche passive del tipo TPON (Telephony over OLT ONU PON) e BPON (Broadaband MAC Control MAC Control PON) su alcune centinaia di GATE message REPORT message utenti. Clock register TS TS TS Le prime significative Slot Start register Start Start Q #1 MPCP applicazioni commerciali Lenght Lenght Q #n DBA Slot Length register sono state invece condotte Laser ON/OFF in Germania dove, a partire dal 1993, in alcune aree delMAC MAC lest del Paese furono instalPHY PHY late da Deutsche Telekom soluzioni ottiche passive. Successivamente, se la fase di sperimentazione risultata particolarmente intensa, quella di realizzazione per servizi commerDBA = Dynamic Bandwidth Assignment MAC = Media Access Control ciali risultata molto limiMPCP = Multi-Point Control Protocol tata. A questo ha sicuraOLT = Optical Line Termination ONU = Optical Network Unit mente contribuito il sucPHY = Physical Layer cesso delle soluzioni ADSL TS = Time Slot start (circa 64 milioni di apparati installati a fine 2003) consiFIGURA 9 Il meccanismo di GATE del Multi-Point Control Protocol. derato da tutti i principali
Upstream Data Path

stesso che ha prodotto la normativa di riferimento del protocollo di rete Ethernet. Per distinguerne lattivit, al gruppo EFM stato assegnato il codice IEEE 802.3ah. Nei documenti prodotti dal gruppo EFM sono molto frequenti i rimandi alla raccomandazione G.983.1, confermando la bont del lavoro svolto dal gruppo FSAN-OAN sul tema PON. Lattivit del gruppo EFM quindi concentrata sullo studio del protocollo MAC, riferendosi a FSAN per tutti gli altri livelli funzionali delle PON. Il gruppo EFM si riunito con cadenza bimestrale dalla sua nascita fino alla met del 2003, quando lattivit del gruppo diventata prettamente editoriale per la stesura delle specifiche. I documenti presentati nel corso delle riunioni sono pubblici, e sono accessibili sul sito web (http://grouper.ieee.org/groups/802/3/efm/). Come gi detto, il livello fisico dei sistemi EPON abbastanza simile a quello delle GPON, ad eccezione di alcuni parametri: Codifica di linea: 8b10b (GPON=NRZ, NonReturn to Zero); Bit rate: 1.25 Gbit/s (GPON=1.24416 Gbit/s); Tempo di guardia tra due pacchetti upstream consecutivi: 1600 ns (GPON=16 ns). Per quanto riguarda il TC Layer, i sistemi EPON fanno uso del cosiddetto MPCP (Multi-Point Control Protocol), un meccanismo di controllo tra ununit Master e pi unit Slave, collegate ad una rete punto-multi-punto o ad un segmento di rete condivisa, che consente unefficiente trasmissione dei dati. Il protocollo definito nellambito del livello di controllo MAC. Sono definiti due messaggi di controllo denominati rispettivamente GATE e REPORT. La OLT invia il messaggio GATE (che ha funzioni simili al Grant delle BPON) ad una ONU, autorizzando cos il controllo MAC della ONU alla trasmissione upstream (figura 9). Questa

avviene solo per il periodo di tempo specificato nel messaggio GATE, che contiene linformazione Tstart e Lenght. Il messaggio di REPORT permette alla OLT di avere informazioni sullo stato delle varie code Q di traffico in attesa nelle ONU e consentire quindi di allocare dinamicamente la banda upstream in modo efficiente. Anche in questo caso il messaggio generato nel livello di controllo MAC, ma questa volta dalla ONU che poi lo trasmette alla OLT. Anche per le EPON esiste una relazione temporale assoluta tra la OLT e le ONU. In fase di inizializzazione del sistema ogni ONU inizia una procedura di Discovery, alla quale la OLT risponde con messaggi contenenti parametri di configurazione, tra cui il ritardo di compensazione upstream per evitare la collisione con pacchetti trasmessi da altre ONU. Una volta configurata, la ONU trasmette con una temporizzazione derivata dal suo ritardo di compensazione riferita ad un timestamp, presente in tutti i messaggi che la OLT trasmette alle ONU. Il timestamp definito come il riferimento temporale assoluto del sistema, e viene generato da un contatore interno alla OLT.

4. Le iniziative degli operatori

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operatori di telecomunicazione come il primo passo per fornire allutenza servizi a larga banda sfruttando lesistente infrastruttura di rete basata sui doppini in rame. Tuttavia, pi recentemente, in alcuni Paesi linteresse per lintroduzione di soluzioni PON cresciuto e sono state avviate le prime applicazioni commerciali anche per lutenza residenziale. Ci anche da mettere in relazione alla disponibilit, come ricordato in precedenza, di una serie completa di Raccomandazioni ITU-T che coprono tutti gli aspetti tecnici delle soluzioni PON. Tra i Paesi che maggiormente si distinguono in questo settore vi sicuramente il Giappone, dove a partire dal 1998 iniziata lintroduzione commerciale di soluzioni FTTH basate su PON. A fine gennaio 2004 si contavano nel paese 960 mila utenti che utilizzano questa tecnologia di rete. Sono molteplici i fattori che hanno portato a questo importante risultato. Tra essi si ricordano: la forte propensione dellutenza verso i servizi a larga banda (il Giappone con circa 11 milioni di utenti ADSL il secondo paese al mondo dopo la Cina per quantit di linee ADSL), il forte livello di competizione (NTT, loperatore Incumbent del Giappone, controlla meno del 70 per cento del mercato FTTH nazionale e sono circa una decina gli operatori che operano nel settore PON), una infrastruttura di rete che ben si adatta alla introduzione del portante ottico in accesso (il 98 per cento della rete secondaria in accesso basata su palificazione aerea, soluzione questa che facilita le operazioni di posa e ne riduce i relativi costi). Secondo le stime del governo che ha avviato il progetto e-Japan per lintroduzione massiva di collegamenti a larga banda, a marzo 2006 si dovrebbero contare alcuni milioni di utenti FTTH. Negli Stati Uniti, a valle di una intensa fase di sperimentazione, lintroduzione di soluzioni PON stata tuttavia sino ad oggi condotta esclusivamente dagli operatori CLEC (Competitive Local Exchange Carrier) e dalle municipalit di alcune piccole citt (96 a fine 2003 in 26 stati del Paese). A fine 2003 risultavano passate circa 180mila abitazioni, di cui circa 100mila connesse. Tra le esperienze pi significative si ricordano quella condotta dalla municipalit di Palo Alto (26mila abitazioni oggetto di sperimentazione), il progetto Provo (Utah, ancora in fase di completamento che prevede oltre 32mila abitazioni passed di cui oggi 1100 connesse), la citt di Jackson (circa 30mila abitazioni passate) e la sperimentazione di Mission Bay (baia di San Francisco) condotta da SBC con circa 6mila abitazioni connesse. Tuttavia da segnalare che a giugno 2003 tre dei quattro operatori nazionali, e cio Bell-South, SBC e Verizon, hanno avviato e concluso a fine dello stesso anno una richiesta di RFP (Request For Proposal) per la realizzazione di soluzioni FTTP basate su soluzioni PON. Tra gli obiettivi di tale approccio vi anche quello di cercare di contrastare le offerte da parte degli operatori di CATV che attraverso cable modem (circa 15 milioni di cable

modem contro 9 milioni circa di ADSL negli USA) forniscono alla propria utenza sia servizi a larga banda sia telefonia tradizionale. Ci potrebbe portare nel corso del 2004 ad un significativo deployment di soluzioni ottiche basate su PON: ad esempio Verizon prevede nel corso della prima met del 2004 di avviare un primo field trial, quindi di predisporre cento centrali in nove stati e di passare nel corso del 2004 un milione di abitazioni. Questo ultimo valore potrebbe presumibilmente raddoppiare nel corso del 2005. Le aree per una prima applicazione secondo Verizon sono considerate quelle di nuova urbanizzazione. La Corea del Sud (con 11 milioni di utenti broadband di cui il 60% ADSL) ha ormai raggiunto un livello di saturazione del mercato della larga banda: circa il 27,7% delle linee telefoniche oggi equipaggiato con soluzioni ADSL. Attualmente in atto una fase di migrazione da soluzioni ADSL verso VDSL (circa 900mila) sebbene le soluzioni PON (in particolare le WDMbased PON) vengano considerate come il target ultimo. In questambito in corso una prova in campo a Seoul di una soluzione WDM-PON a 16 lunghezze donda su distanze massime di 20 km. Lofferta commerciale potrebbe iniziare in modo consistente a partire dal 2007. Ad oggi in Europa, a valle di una intensa fase di sperimentazione condotta negli anni passati, lintroduzione in rete di soluzioni PON avvenuta su piccola scala solo da parte di alcuni operatori CLEC in alcuni paesi (Francia, Russia, Spagna, Olanda). Nel corso del 2004 sono state tuttavia annunciate sperimentazioni pi significative in Norvegia, Olanda, Svezia ed in alcuni Paesi dellest Europa.

5. Conclusioni
In questo articolo stata presentata una panoramica aggiornata riguardante le reti ottiche passive PON (Passive Optical Networks) , una delle principali tecnologie su fibra ottica, adatta prevalentemente al segmento di rete di accesso. Dallanalisi effettuata emergono in sintesi i seguenti punti di interesse relativi allimpiego e alle prospettive di questa tecnologia: le soluzioni PON offrono lopportunit di conseguire significativi vantaggi economici per lelevato grado di condivisione delle infrastrutture (fibra e apparati) e per la possibilit di escludere elementi attivi nel segmento di rete di distribuzione ottica; nelle configurazioni miste fibra e rame, utilizzando la ONU come elemento di snodo tra i due portanti, possibile ridurre drasticamente la lunghezza del tratto in rame, elevando di conseguenza la capacit trasmissiva verso lutente. Questo approccio pu rivelarsi molto interessante nei casi in cui lattuale rete di distribuzione in rame troppo lunga per supportare le velocit adeguate per fornire servizia larga banda;

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la definizione degli standard praticamente conclusa per alcune soluzioni (BPON, Raccomandazioni ITU-T della serie G.983), mentre per altre soluzioni (es. GPON, EPON) le attivit di standardizzazione sono in fase conclusiva; le caratteristiche delle soluzioni presenti sul mercato permettono di individuare come clientela target sia il segmento business PMI (Piccole e Medie Imprese) sia il segmento residenziale. In alcuni paesi si sta gi estendendo il servizio anche alla clientela consumer residenziale, con lofferta di servizi distributivi ed interattivi ad alta velocit. Questa estensione motivata essenzialmente dalla competizione dei CLEC ed i cable operators con gli operatori

incumbent. Infatti, in Giappone esistono, stabilite dallAuthority, condizioni particolarmente favorevoli allULL (Unbundling Local Loop) che favoriscono i CLEC nei confronti degli operatori incumbent. Invece, nel mercato del nord America presente un forte sviluppo della larga banda (basato su cable modem ) insieme ad unofferta di servizi integrati (voce e dati), particolarmente aggressiva nei confronti degli operatori dominanti.

ABBREVIAZIONI

AAL ACTS APD APON APS ATM BAF BPON CANARIE CATV CBR CDMA CDV CIR CLEC CO CPE CSMA/CD DBA DBS DWDM EFM EPON FEC FITB FSAN FTTB FTTC FTTCurb FTTH FTTO FTTx GbE GEP GFP GIANT GPON GPM GSR GTC IEEE

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BIBLIOGRAFIA

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ATM Adaptation Layer Advanced Communications Technologies and Services Avalanche Photo Diode ATM PON Automatic Protection Switching Asynchronous Transfer Mode Broadband Access Facilities Broadband PON Canadian Network for the Advancement of Research Cable TV Constant Bit Rate Code Division Multiple Access Cell Delay Variation Communications Information Researchers Competitive Local Exchange Carrier Central Office Customer Premise Equipment Carrier Sense Multiple Access with Collision Detection Dynamic Bandwidth Assignment Digital Broadcast Satellite Dense Wavelength Division Multiplexing Ethernet in the First Mile Ethernet PON Forward Error Correction Fiber-In-The-Building Full Service Access Network Fiber-To-The-Building Fiber-To-The-Cabinet Fiber-To-The-Curb Fiber-To-The-Home Fiber-To-The-Office Fiber-To-The-x Gigabit Ethernet GigaPON Encapsulation Protocol Generic Framing Procedure GigaPON Access NeTwork Gigabit PON GigaPON Physical Media GigaPON Service Requirements GigaPON Transmission Convergence Institute of Electrical and Electronics Engineers

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ILEC IP ISDN IST ITU-T LAN MAC MDU MIB MLEC MPCP MPEG NSR NTT OAM OAN ODN OLT OMCI ONT ONU OPAL PLANET PLOAM PMD PMF PMI PON PST PSTN QoS R&D RACE SBC SCM SCMA SDP SDH SOHO SP SR T-CONT TC TDM: TDMA VC VDSL VLAN VP WDM WDMA xDSL

Incumbent Local Exchange Carrier Internet Protocol Integrated Service Digital Network Information Society and Technology International Telecommunication UnionTelecommunication standardization Local Access Network Media Access Control Multiple Dwelling Unit Management Information Base Municipal Local Exchange Carrier Multi-Point Control Protocol Motion Picture Expert Group Non Status Reporting Nippon Telephone and Telegraph Operation Administration and Maintanance Optical Access Network Optical Distribution Network Optical Line Termination ONT Management and Control Interface Optical Network Termination Optical Network Unit Optische Anschlussleitung-optical access line Photonic Local Access NETwork Physical Layer OAM Physical Media Dependent PHY Multi-Frame Piccole Medie Imprese Passive Optical Network PON Section Trace Public Switched Telephone Network Quality of Service Research and Development Research and development in Advanced Communications technologies in Europe Southwestern Bell Communication Sub Carrier Multiplexing Sub Carrier Multiple Access Simple Device Protocol Synchronous Digital Hierarchy Small Office Home Office Service Provider Status Reporting Transmission Container Transmission Convergence Time Division Multiplexing Time Division Multiple Access Virtual Channel Very high bit-rate Digital Subscriber Line Virtual LAN Virtual Path Wavelength Division Multiplexing Wavelength Division Multiple Access x Digital Subscriber

Marco De Bortoli ha conseguito il diploma in Elettronica e Telecomunicazioni nel 1973. Nello stesso anno entrato in CSELT ove ha svolto le proprie attivit nellambito della ricerca sui sistemi di trasmissione in fibra ottica per applicazioni sia in rete di accesso che per lunga distanza. Ha inoltre operato nella fase di progettazione e pianificazione dei sistemi ottici sottomarini. Ha partecipato alle attivit di numerosi progetti internazionali, sia in ambito Race (progetti Titan, Optimum) sia in ambito Eurescom, focalizzando le attivit sugli aspetti tecnico-economici ed evolutivi della rete di accesso. Attualmente impegnato principalmente nelle attivit di studio e valutazione di soluzioni avanzate previste per la rete di accesso e nelle attivit di Benchmarking internazionale volte a valutare le attivit condotte, incluse quelle di ricerca, nel settore della rete di accesso dai principali operatori del mondo, con particolare riferimento alla introduzione in rete di nuove tecnologie. inoltre impegnato nelle attivit di standardizzazione internazionale sulle reti di accesso in ambito ITU-T nello Study Group 15 e ha svolto per alcuni anni anche il compito di coordinamento del gruppo nazionale di esperti del settore. coautore di numerosi articoli presentati a convegni nazionali ed internazionali ed stato docente in seminari tenuti presso i centri di formazione del Gruppo. Paolo Solina si e diplomato in Elettronica Industriale a Torino nel 1974. Nello stesso anno ha iniziato la sua attivita in CSELT. Ha contribuito allo sviluppo di sistemi di comunicazione su fibra ottica ad alta capacit nellambito di diversi progetti internazionali: Esprit 169 LION, Esprit 2512 IACIS, RACE 2024 BAF, ACTS 050 PLANET. stato anche responsabile dei dimostratori di servizi basati su piattaforme PON nellambito dei progetti EURESCOM P917 BOBAN e P1015 FREEHANDS. Dal 1996 membro del gruppo FSAN OAN (Optical Access Network), in cui ha anche svolto il ruolo di Editor della Raccomandazione ITU-T G.984.2, che definisce il livello fisico dei nuovi sistemi GPON. Attualmente impegnato alla realizzazione di un prototipo GPON nellambito del progetti IST GIANT. Adler Tofanelli si laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino nel 1974, anno in cui inizia la sua attivit lavorativa in CSELT (oggi Telecom Italia LAB) occupandosi principalmente dello sviluppo della larga banda in rete di accesso. In particolare, stato responsabile di progetti per la realizzazione di sistemi trasmissivi per ISDN, conseguendo alcuni brevetti. Partecipa ad enti di normativa internazionale, ITU ed ETSI, ed responsabile e rappresentante per Telecom Italia nei gruppi di interesse internazionale FSAN (Full Service Access Networks) e FS-VDSL che si occupano dello sviluppo di soluzioni ottiche ad alta velocit nella rete di accesso, nei quali ha coordinato gruppi di lavoro per la stesura dei requisiti degli operatori, divenuta un documento di riferimento adottato in ITU. stato responsabile di numerosi progetti per linnovazione della rete di accesso e lo sviluppo della larga banda, tra i quali quello dedicato alla caratterizzazione della rete di accesso di Telecom Italia e allo sviluppo e al deployment delle tecnologie xDSL. Pi di recente, responsabile di attivit di ricerca focalizzate alla valutazione di soluzioni architetturali daccesso basate sullimpiego di fibra ottica. Roberto Mercinelli si laureato in Ingegneria Elettronica presso il politecnico di Torino nel 1990; nello stesso anno prende servizio presso CSELT (oggi Telecom Italia LAB) dove ha lavorato principalmente su tematiche nellambito della rete di accesso. In particolare ha condotto studi sulle caratteristiche trasmissive della rete di distribuzione in rame in termini di diafonia, attenuazione resistenze di loop e di isolamento nel corso di unestesa campagna di caratterizzazione della rete di Telecom Italia. Questi studi sono stati la base per successive indagini sui limiti di funzionamento in rete dei sistemi xDSL che hanno contribuito alla stesura delle linee guida per lattuale inserimento in rete dei sistemi xDSL e hanno permesso un adeguato posizionamento di Telecom Italia nei tavoli tecnici legati allUnbundling del Local Loop (ULL). Pi di recente le attivit di ricerca si sono focalizzate sulla valutazione di soluzioni architetturali daccesso basate sullimpiego della fibra ottica, tra le quali anelli GbE, soluzioni MSPP e in particolare PON; a tale riguardo si segnala la partecipazione ad alcuni progetti di ricerca internazionali quali ACTS PLANET (studio di soluzioni SuperPON) e IST GIANT (studio di soluzioni GigaPON).

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