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Simposio (dialogo) - Wikipedia

Simposio (dialogo)
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Il Simposio (in greco Συμπόσιον, noto anche con il titolo di Convivio) è forse il più conosciuto dei dialoghi di Platone.[1] In particolare, si differenzia dagli altri scritti del filosofo per la sua struttura, che si articola non tanto in un dialogo, quanto nelle varie parti di un agone oratorio, in cui ciascuno degli interlocutori, scelti tra il fiore degli intellettuali ateniesi, espone con un ampio discorso la propria teoria su Eros ("Amore"). Nel 1988, il regista italiano Marco Ferreri ha trasposto filmicamente, per la televisione francese, alcuni dialoghi del Simposio ne Il banchetto di Platone.
Indice 1 L'ambientazione e svolgimento 2 Prologo 3 Fedro 4 Pausania 5 Erissimaco 6 Aristofane 7 Agatone 8 Socrate 9 Alcibiade: «Socrate è un sileno» 10 Note 11 Bibliografia 11.1 Edizione principale 11.2 Edizioni italiane 11.3 Saggi 12 Film 13 Voci correlate 14 Altri progetti

Simposio
Titolo originale Συμπόσιον Altri titoli Convivio

Papiro greco con frammento del Simposio

Autore 1ª ed. originale Genere Sottogenere Lingua originale Personaggi

Platone IV secolo a.C. dialogo filosofico greco antico Socrate, Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane, Agatone, Alcibiade Serie Dialoghi platonici, III tetralogia

L'ambientazione e svolgimento
La cornice in cui si inseriscono i vari interventi è rappresentata dal banchetto, offerto dal poeta tragico Agatone per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle Lenee, oppure alle Grandi Dionisie, del 416 a.C. Fra gli invitati, oltre a Socrate e al suo discepolo Aristodemo, il medico Erissimaco, il commediografo Aristofane, Pausania l'amante di Agatone e il suo amico Fedro, figlio di Pitocle ed esperto di retorica: ognuno di loro, su invito di Erissimaco, terrà un discorso che ha per oggetto un elogio di Eros. Verso la fine, fa una clamorosa irruzione anche Alcibiade, completamente ubriaco, incoronato di edera e di viole, accompagnato dal suo komos, che si presenta per festeggiare Agatone, e che viene accolto con cordialità. Alla fine del banchetto, la mattina seguente, Socrate (uno dei pochi rimasti svegli per tutta la notte) lascia l'abitazione e, seguito da Aristodemo, si dirige verso il Liceo.
it.wikipedia.org/w/index.php?title=Simposio_(dialogo)&printable=yes 1/8

: G. Gli dei invece onorarono Achille che per sua scelta morì in aiuto e vendetta di Patroclo. essi vincerebbero. Pausania. tanto da eguagliarlo anche a chi è valorosissimo in natura. perché aveva raccontato l'evento prima a Glaucone. poiché era apparso vile. sono imbattibili: « Se vi fosse dunque qualche possibilità perché una città o un esercito fossero costituiti per intero da amatori e da amati. cosa che non avvenne a Orfeo. Una sera Socrate viene avvistato da Aristodemo il quale nota che il filosofo si è fatto incredibilmente bello e profumato ed ha indossato perfino dei sandali. Il simposio di Platone Apollodoro spiega che il banchetto era avvenuto molti anni prima e che era stato Socrate a divulgare la notizia ad Aristodemo. per così dire. È amore a spingere amante e amato a gareggiare in coraggio. valore. Tutti sono entusiasti dell'argomento e cominciano a dialogare. tanto da farli apparire estranei alla sua vicenda e da suscitare l’ammirazione degli dei. non vi è modo per cui potessero disporre meglio la propria esistenza tenendosi lontani da ogni bruttura e gareggiando tra di loro in desiderio di gloria. fra tutti gli dei. it. A un certo punto il primo esorta Apollodoro a raccontargli del famoso banchetto tenutosi in casa di Agatone con Socrate. stanno passeggiando per le vie della città. Tuttavia per la strada Socrate rimane indietro a riflettere ed entra in casa solo a metà della festa. nobiltà d'animo: gli eserciti. che poi la aveva sparsa per tutta la città. propone la discussione sul Eros. Dopo essersi puliti ed aver bevuto del buon vino mielato.. cosa rara per uno come lui. Apollodoro è entusiasta della richiesta. e Acusilao. i quali all'origine del mondo pongono il Caos e la Terra e quindi anche Amore. Anselm Feuerbach. Parmenide sostiene che la Giustizia «per primo.org/w/index. il padrone di casa chiede agli invitati di cosa vogliano discutere quella sera e uno di loro. Inoltre. suo sposo. Egli afferma che Amore è il più antico fra tutti gli dèi ad essere onorato. che tornò indietro dall'Ade senza risultato.php?title=Simposio_(dialogo)&printable=yes 2/8 . Socrate spiega che si sta dirigendo in casa di Agatone il quale sta dando una festa per celebrare una sua vittoria e Aristodemo lo segue incuriosito. nella Teogonia. » (Simposio 178e-179a. primo fra tutti quello di Alcesti che superò in amore i genitori di Admeto. Giardini) Fedro porta alcuni esempi. suo amante. anche se in pochi. un altro suo amico. E quanto ad abbandonare l'amato o non portargli aiuto quando corre pericolo non c’è nessun vile a tal punto che amore stesso non lo renda pieno di ardore in valore. riservando a lui l’Isola dei Beati. se costituiti da tutti amanti e amati.20/10/13 Simposio (dialogo) . trad.Wikipedia Prologo Durante una notte ad Atene due amici. Fedro e molti altri. si prese cura di Amore». come attestano Esiodo. conversando. arrivando anche alle orecchie di Apollodoro.wikipedia. e combattendo insieme gli uni con gli altri. malgrado i continui richiami di Agatone.. tutti gli uomini. ovvero l'Amore. Fedro Il primo a parlare tra gli invitati è Fedro. Infatti l'uomo che ama sarebbe disposto ad essere visto da tutti gli altri mentre abbandona la posizione o getta via le armi più che dal proprio amato e sceglierebbe di morire più volte invece di questo. di cui uno si chiama Apollodoro. Fedro.

cioè portatrice di disordine). produce guasti e distrugge molte cose». ma determinano contagi. Nell'esporre la sua teoria si trova d'accordo sulle due specie d'Amore individuate da Pausania: «che Amore dunque sia duplice. come ogni cosa in natura. il più meritevole di onore e quello che è più padrone di spingere gli uomini.Wikipedia Verso la fine del discorso si assiste a un rovesciamento del concetto greco secondo il quale l'amato è superiore all'amante. Egli distingue due generi di Amore. non soggetto a urti e scossoni. con una piccola differenza però: al posto dell’Afrodite Pandemia (Volgare). pare a me che sia un distinguere bene». norme. Qui invece la superiorità è dell'amante e perciò il merito maggiore è dell'amato che ama: Achille.20/10/13 Simposio (dialogo) . “il disordine” insiti in ogni forma di attrazione non possono riuscire a buon fine. all'acquisto della virtù e della felicità. invece.php?title=Simposio_(dialogo)&printable=yes 3/8 . malattie.considerate nella cultura greca antica oggetto inferiore d'amore . a Sparta o anche in Beozia» a causa della scarsa capacità oratoria di queste popolazioni.org/w/index. Amore infatti. Chi invece si è innamorato dello spirito quando è nobile resta costante per tutta la vita perché si è attaccato a una cosa che resta ben salda. considera l'amore un fenomeno naturale e ne distingue gli aspetti normali da quelli morbosi. Abbietto è l'amante volgare.wikipedia. mostrando Monaco di Baviera) come questo sia disprezzato «nell’Elide. “volgare”. mentre Alcesti non amata. si accompagna all'Afrodite “Urania”. come salda non è nemmeno la cosa che egli ama. L'Amore “Celeste”.quanto i fanciulli imberbi. « È cosa brutta quando si ha compiacenza per un abbietto e in maniera abbietta. riprovevole farlo in pubblico. il secondo detto “Volgare”. “comune”. interviene Erissimaco. it. “celeste”. da buon medico. partecipando di entrambe le nature dei suoi genitori. poiché è considerato lecito farlo in privato. da vivi e da morti. in sostituzione di Aristofane che è colto dal singhiozzo. figlia di Urano. » (Simposio 183d-e) Erissimaco Come terzo. maschile e femminile. perché autosufficiente. il quale. ritenendo la donna indegna di essere superiore. trascende quello corporale e si fa guida verso un elevato sentire e. siano esse leggi scritte o no) delle varie regioni della Grecia. parte modi mostrarsi compiacenti a causa della virtù». » (Simposio 180b ) Pausania Pausania è il secondo a parlare fra gli ospiti. Perciò il greco ama l'uomo. mentre ad Atene il nomos è più complicato. deve essere armonico ed equilibrato in ogni sua azione . e l’Afrodite Pandèmia. ma amante. guasti e distruzione.«comunione di opposti»: infatti la “soverchieria”. Il suo discorso si conclude con una ricerca della giustificazione dell'amore omofilo basandosi sui nomoi (cioè le Platone (Glyptothek. figlia di Zeus e di Dione) così esistono anche due Amori: il primo detto “Celeste”. poiché come esistono due Afroditi (l’Afrodite Urania. Erissimaco pone l’Afrodite Polimnia (“dai molti inni”. innamorato più del corpo che dell'anima: non è un individuo che resti saldo. è bella invece quando la si prova per uno meritevole e in maniera bella. L'Amore Volgare è volto ad amare i corpi più che le anime e. «ma quando invece l'Amore diventa incontenibile e infuria violento durante le stagioni dell'anno. si accompagna invece all’Afrodite “Pandèmia”. Infatti quando svanisce il fiore della bellezza del corpo del quale era preso "si ritira a volo" ad onta dei molti discorsi e delle promesse. L'ultima frase del discorso inoltre sottolinea l'importanza di Amore: « Così io sostengo che Amore è il più antico fra gli dei. quindi facilmente plagiabili. preferisce tanto le donne .

Aristofane Per approfondire. Ciascuno di noi dunque è come un contrassegno (σύμβολον) d'uomo. Questa natura doppia è però stata spezzata da Zeus. che partecipa del maschio e della femmina (cioè. inoltre.Wikipedia All'inizio del suo discorso. il quale spiega la sua devozione verso Amore per mezzo di un fantasioso. per evitare che gli uomini si estinguano. tanto che le “parti” non fanno altro che stringersi l’una all’altra. Erissimaco infine. due organi genitali e tutto il resto come ci si può immaginare. da uno diventa due. e oltre a ciò è come flessuoso nell'aspetto. » (Simposio 192e) Agatone Per quinto parla il padrone di casa. che definisce Amore il dio più bello e più nobile. all'origine del mondo. né contro un uomo. bisogna bene osservare l'uno e l'altro di questi amori: infatti sussistono ambedue». Non sarebbe infatti in grado di abbracciarsi ovunque.org/w/index. Per lui. perché “giustizia”. “potenza” e “sapienza” sono le virtù che lo contraddistinguono: « La cosa più grande è che Amore non fa ingiustizia né la subisce da parte di un dio né contro un dio. Come quarto. così da provare piacere (e riprodursi) e potersi poi dedicare alle altre incombenze cui devono attendere. eliminarli del tutto avrebbe comportato la perdita dell’unica forma vivente da cui gli dei erano venerati).wikipedia. Inoltre essi erano di tre generi: il maschile. interviene Aristofane. cerca anch'egli una giustificazione per l’amore omofilo. La forma degli uomini era inoltre circolare: quattro mani. se pure prova qualche sofferenza. appunto. quattro gambe. per quanto è dato. Egli non fa ingiustizia né la subisce. due volti su una sola testa. nella medicina e in tutte le altre attività umane e divine. vedi Mito di Aristofane o dell'androgino. al fine di renderli più deboli ed evitare che attentassero al potere degli dei (d’altro canto. quattro orecchie. e afferma che «nella musica. “uomo-donna”).20/10/13 Simposio (dialogo) . e di armonia. Erissimaco ci propone una sua definizione di medicina. trovandola in maniera più fondata nella Physis (natura) piuttosto che nel Nomos. Agatone. Zeus allora. né egli soffre per violenza. come Pausania. formati da due degli umani attuali congiunti tramite la parte frontale (pancia e petto).php?title=Simposio_(dialogo)&printable=yes 4/8 . e così muoiono di fame e di torpore per non volersi più separare. giacché è tagliato in due come sogliole. « Da tempo è dunque connaturato che negli uomini l'amore degli uni per gli altri che si fa conciliatore dell’antica natura e che tenta di fare un essere solo da due e di curare la natura umana. it. poiché Amore simboleggia la bellezza. né di entrare in ogni anima di nascosto e poi uscirne se fosse inflessibile». né da parte di un uomo. Da sottolineare l'affermazione che «tra Amor e bruttezza c’è sempre guerra». » (Simposio 191c-d ) Ma da questa divisione in parti nasce negli umani il desiderio di ricreare la primitiva unità. Egli si incarica di dire «qual è e di quali beni artefice» è Amore. il femminile e l'androgino. rimessosi dal singhiozzo. È il più bello perché è tale: anzitutto è il più giovane tra gli dei». il quale fu indotto a tagliare a metà questi esseri per la loro tracotanza. e inoltre «è il più giovane e il più soave. «la sua esistenza tra i fiori reca una testimonianza della bellezza della carnagione del dio». manda nel mondo Eros affinché. essi possano ricostruire “fittiziamente” l’unità perduta. ἀνδρόγυνος. attraverso il ricongiungimento fisico. ma significativo mito. “morigeratezza”. gli esseri umani erano differenti dagli attuali. «Amore è il più felice perché è il più bello e il migliore. « Questo è il motivo per il quale la nostra natura antica era così e noi eravamo tutti interi: e il nome d'amore dunque è dato per il desiderio e l'aspirazione all'intero.

ma un qualcosa di mezzo tra bello e brutto. irrompe nella sala del banchetto Alcibiade ubriaco e. vedi Diotima . Fu concepito da Penìa (Povertà). Kalokagathia e Mito della nascita di Eros. gli ha salvato la vita in battaglia.. era caduto nello stesso equivoco nel quale cadono tutti o quasi tutti gli uomini che in Amore vedono solo il lato più bello.20/10/13 Simposio (dialogo) . maestra di Socrate della concezione di Amore. Socrate Interviene per sesto e ultimo. gli ha fatto attribuire dagli strateghi.] e non è neanche buono». ma sostenuto dalla convinzione che su ogni cosa «basta dire la verità». in guerra. Secondo essa «Amore non è bello [.Quindi accusa gli altri di aver attribuito false qualità ad Eros. Pur senza aver udito le considerazioni di Socrate. sacerdotessa di Mantinea.org/w/index. A questo punto sul discorso di Socrate si innesta quello di Diotima. it. Sulle prime tenta di schermirsi per la sua incapacità come oratore.wikipedia. assomma in sé anche quelle negative. Parigi) avverte mancanza». Socrate Per approfondire. assieme alle qualità positive. ma non se è fine a se stessa: tra gli uomini chi è fertile nel corpo è attratto dalla donna e cerca la felicità nella discendenza della prole e nella continuità. il secondo invece è quale appare nella descrizione che Diotima ne viene facendo. le leggi regine della città dicono che è giusto. partirà dalla verità. Tutto questo deriva dal fatto che Amore viene identificato con l'amato e non con l'amante: il primo è delicato. come apprende da Diotima. arrivando a gareggiare nell'associare ad Eros i migliori benefici. decide di fare lo stesso anche con Eros.Wikipedia perché la violenza non si attacca ad Amore.php?title=Simposio_(dialogo)&printable=yes 5/8 . Infatti gli elogi di Eros fatti dai precedenti oratori poggiavano tutta la loro efficacia sul dispiego della retorica e su argomentazioni sofistiche. » (Simposio 196b-c) Agatone compone anche versi in onore di Amore: « Pace fra gli uomini e sul mare una tranquillità senza vento. compiuto. Ma qual è la molla che spinge l’amante verso l'amato? L'attrazione della bellezza può essere uno stadio. luogo di quiete e di sonno nell'affanno dei soffi impetuosi. » (Simposio 197c) E conclude il suo discorso tessendone un elogio molto poetico. dopo una breve schermaglia con Socrate. perché ognuno volentieri in tutto serve ad Amore e le cose che mettono d'accordo chi lo desidera con chi lo desidera. come detto. ne tesse il più splendido elogio. quei riconoscimenti che avrebbe meritato per sé. chi invece è fertile nell'anima cerca un'anima bella a cui unire la propria. ubriaco. tra mortale e immortale. Alcibiade viene a darne la più viva e diretta dimostrazione: Socrate gli è stato maestro. e può creare con questa una comunanza più profonda di quella che si può avere con i figli. Alcibiade: «Socrate è un sileno» Dopo che Socrate ha concluso il suo discorso. In sostanza. agisce con violenza. Socrate. scegliendo ed ordinando nel modo migliore le cose più belle. «Amore è amore di alcune cose». amico. in particolare «di quelle di cui si Socrate (Louvre. Eros (filosofia). Su questo piano chi ama riuscirà «a capire che tutto il bello che riguarda il corpo è cosa ben da poco». un dèmone insomma. né quando agisce. alla festa del genetliaco di Afrodite: egli è quindi un essere intermedio tra il divino e l'umano che.. tra buono e cattivo. Socrate invece. che come detto dalla sacerdotessa approfittò di Póros (Espediente).

ma mentre per ogni altro atteggiamento nella vita tali cose si potrebbero dire anche di altri. questa è cosa degna di ogni meraviglia. Regnault. anche in quell'occasione chiesi ripetutamente agli strateghi che i riconoscimenti li concedessero a te.. ma quando poi si impegna seriamente e si apre.php?title=Simposio_(dialogo)&printable=yes 6/8 . dorate. perché non a questo mirava. Socrate e Alcibiade (1791) « Quando avvenne lo scontro per il quale gli strateghi mi concessero i premi del valore. quanto a stranezza.wikipedia. lui e i suoi discorsi. non mescolata..-B. che non volle abbandonarmi benché ferito. genuina.] Ma gli strateghi guardando solo alla mia condizione erano intesi a dare a me le insegne del valore e tu ti impegnasti più di loro perché fossi io a riceverle e non tu. e che noi. neppure cercando si potrebbe trovare uno che gli si avvicini né tra gli uomini d'ora. Era desideroso di contemplare la «bellezza divina nel suo unico aspetto». « Sappiate che a lui non importa nulla se uno è bello e ne fa così poco conto quanto nessun altro. [.] Ma come è fatto quest’uomo. portano alla felicità. cioè non con un uomo.20/10/13 Simposio (dialogo) . » (Simposio 220d-e) Socrate gli ha resistito quando egli gli ha fatto dono della propria bellezza.. a meno di metterlo a confronto con quelli che dico io. né tra quelli di un tempo.org/w/index. lui e i suoi discorsi. non siamo nulla e passa la sua vita ostentando candore e scherzando. nessuno tra i soldati mi salvò se non costui. né di colori.Wikipedia J. e mi apparvero così divine. Ritiene di ben poco conto tutti questi beni. » (Simposio 221c-d ) Note it. belle e meravigliose da provare che si doveva fare subito quel che Socrate comandava. molte altre cose per lodare Socrate e tutte da far meraviglia. senza dubbio. il fatto di non essere egli simile a nessuno degli uomini. vi assicuro. né di ogni altra vacuità mortale».. ma con i sileni e i satiri. per la gente. [. da tempo. né di quelli di adesso. » (Simposio 216d-e) « Si potrebbero dire. non incorporata di carni umane. non so se uno ha mai visto le splendide qualità che ha all'interno: io le ho già osservate. né gli interessa se è ricco o se ha un altro titolo di quelli che. pura. né degli antichi. E io. ma con me trasse in salvo anche le armi. Era attratto piuttosto «dalla bellezza in sé. Socrate.

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