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Liside (dialogo) - Wikipedia

Liside (dialogo)
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Il Liside (in greco Λύσις) non è fra i più noti dialoghi di Platone, ma è probabilmente l'unico in cui viene messo in luce il concetto platonico di amicizia. In esso il filosofo, attraverso le parole del maestro Socrate, svolge una peculiare e cavillosa indagine per comprendere chi possa essere considerato amico e chi no, anche in base ad ipotesi formulate precedentemente da altri filosofi (sebbene non esplicitamente menzionati).
Indice 1 Amore e amicizia 2 La definizione dell’amicizia 3 Note 4 Voci correlate 5 Altri progetti 6 Collegamenti esterni

Liside
Titolo originale Λύσις Altri titoli Sull'amicizia

Amore e amicizia
Socrate sta percorrendo la strada che porta dall’Accademia al Liceo, quando viene fermato da Ippotale, Ctesippo e altri Liside, ritratto nel lekythos funebre del figlio giovani, i quali lo invitano ad unirsi a loro ed accompagnarli al Timokleides (IV secolo a.C.) ginnasio, dove tiene lezione un tale Micco (sofista amico di Autore Platone Socrate, a noi sconosciuto) e potranno discutere in tranquillità. 1ª ed. originale IV secolo a.C. Prima di entrare, tuttavia, Socrate, che per un dono divino è in grado di riconoscere a prima vista un innamorato, vuole sapere Genere dialogo da Ippotale chi, secondo lui, è il più bello tra i suoi compagni. Sottogenere filosofico Ippotale è però in imbarazzo, ed è Ctesippo a rispondere in sua Lingua originale greco antico vece, lamentando le eccessive lodi che egli canta in Personaggi Socrate, Liside, continuazione per il giovane Liside (203a-204d). A queste Ctesippo, Menesseno, parole, Socrate rivolge a Ippotale un monito: non è bene lodare Ippotale un amato prima di averlo conquistato, poiché in questo modo Serie Dialoghi platonici, V non si fa altro che insuperbirlo e renderlo più ostile alle tetralogia attenzioni dell’innamorato; viceversa, bisogna lodare qualcuno solo dopo averne vinto i favori, poiché le lodi dell’amato suoneranno come un encomio per l’innamorato che è stato in grado di trarlo a sé (205e-206a). Socrate, a questo punto, è curioso di incontrare questo giovane, e il suo desiderio viene esaudito quando, insieme a Ctesippo, entra nel ginnasio, dove Liside si distingue tra gli altri fanciulli per la sua eccezionale bellezza. Qui il filosofo viene raggiunto da Menesseno e da altri ragazzi, richiamando l’attenzione dello stesso Liside, che si unisce al gruppo.[1] Socrate, vedendo tanti fanciulli e giovani attorno a lui, inizia ad interrogarli, ma ben presto finisce col rivolgere le proprie domande a Liside, così da metterlo alla prova e valutarne la nobiltà d’animo (207b-c).
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il giorno che sarà sapiente. Sembra infatti che Liside non disponga di grandi libertà. ma deve sottostare alle decisioni del pedagogo: ma allora. Ogni compito viene infatti affidato a chi è saggio e competente in materia. che si era allontanato perché chiamato dal maestro. e alla risposta affermativa del fanciullo chiede quali sarebbero i segni di questo amore. i malvagi. Tuttavia. che gli affideranno le loro stesse persone. o viceversa essere nemico di un amico (212b-213d). Chi è saggio e sapiente. secondo il quale ognuno è ostile al proprio simile: il vasaio è nemico degli altri vasai perché ne teme la concorrenza e ne prova invidia. preferendo discutere di un nuovo argomento. senza aver bisogno di rivolgersi a un altro uomo buono – e non avendo bisogno di nulla. impongono molti padroni (207d-208e).[2] La definizione dell’amicizia Terminata la discussione con Liside. e anche Liside. a riassumere i loro discorsi precedenti. non aspirerebbe nemmeno ad avere un amico. lasciando che sia Liside. e per questo motivo chiede l’aiuto di Menesseno.20/10/13 Liside (dialogo) . Socrate ipotizza che un individuo può essere amico solo di un altro a lui simile: i giusti infatti non sono amici degli ingiusti ma di altri giusti. ma anzi per le loro necessità si affidano a persone prezzolate o a schiavi? Sembrerebbe infatti che essi abbiano più fiducia dei loro schiavi che non del loro figlio. e chi subisce ingiustizie non ama chi le compie. ha molti amici. potrebbe bastare a se stesso.wikipedia. ma il filosofo declina. Forse allora. e nemmeno può “guidare” se stesso. in un secondo momento. verrà chiamato ad occuparsi dei beni di famiglia e dei suoi genitori. d’altra parte. domanda Socrate.php?title=Liside_(dialogo)&printable=yes 2/4 . Liside domanda a Socrate di rendere partecipe l’assente del ragionamento appena concluso. come è possibile che i suoi genitori lo amino se non gli permettono di fare niente. non sono amici di altri malvagi. Socrate ammette anche di non aver mai capito come una persona diventi amica di un’altra. ma questo si spiega con il fatto che essi sono incostanti e mai identici a se stessi (213e-214d). che ha per oggetto la ricerca di una definizione per l’amicizia. proprio perché buono. è uno dei beni più belli che si possa desiderare. si dovrebbe concludere che si può essere amici di chi non è nostro amico. secondo il quale «il dio conduce sempre il simile verso il simile». le quali talvolta possono addirittura provare nei loro confronti odio o disprezzo: se fosse vero ciò. Citando Omero. sembra esperto in materia. e lo stesso filosofo confessa di preferire un amico a qualsiasi ricchezza o bene materiale (211d-212a). fa il suo ritorno Menesseno.Wikipedia Socrate inizia domandando a Liside se i suoi genitori lo amino.org/w/index. e così a guidare i cavalli da corsa viene scelto un auriga. Johann Friedrich Greuter. afferma infatti Socrate. Si entra così nel cuore del dialogo. Questa tesi viene però liquidata rapidamente da Socrate. poiché sono noti a tutti i casi di innamorati non corrisposti dalle persone amate. questa persona dovrà necessariamente ricambiare i sentimenti dell’altro. XVII secolo La prima ipotesi di Menesseno consiste nell’identificare l’amicizia con l’amore: se qualcuno ama una persona. che utilità può trarre un individuo da qualcuno che gli è simile e che quindi ha le sue stesse capacità? Un uomo buono. il quale. Socrate decide allora di affrontare la questione in modo diverso. a Liside non è consentito fare certe cose e nemmeno decidere per se stesso in quanto non ne è ancora in grado. tuttavia. In realtà. aveva ragione Esiodo. poiché non gli è consentito guidare nessun carro (sia esso un carro da corsa o uno trainato da muli). essendo amico di Liside. come lo stesso Socrate non tarda a dimostrare. dando tregua a Menesseno e chiamando in causa Liside. la città sceglie come propria guida le persone migliori. L’amicizia. e quindi si può essere amico di un nemico. ipotizza Socrate. i quali lo amano proprio perché è sapiente e di conseguenza risulta utile e buono agli occhi di tutta la comunità (210a-d). mentre al contrario il povero sarà amico del ricco e il it. dunque. al quale. anzi. Socrate e i suoi studenti.

amico del buono non può essere un altro buono (poiché gli sarebbe simile) né un cattivo (che gli è opposto). a cura di E.[2] Note 1. Chi aspira al bene e al bello non è in sé né buono né cattivo.V. poiché i farmaci sono solo un mezzo e vengono scelti in vista della salute (219c-220b). i quali – un po’ ebbri – insistono per riportare a casa i due ragazzi (223a-b). andando ad indagare sulla differenza di significato tra “affine” e “simile”.org/w/index. Roma 2009. e che si sia riusciti a definire chi è l’amico – ma così non è. però. è un male e quindi è nemica: ne risulta che ciò che non è né buono né cattivo diventa amico del bene a causa di un male. ma se ciò è vero. continua Socrate. ^ Ctesippo e Menesseno sono entrambi allievi di Socrate. Il dialogo termina dunque con un nulla di fatto rivelandosi aporetico. egli terrebbe in grandissima considerazione l’antidoto. gli opposti si attraggono e si nutrono l’uno dell’altro: così il secco cerca l’umido. e se il male non esistesse non avrebbe senso ricercare il bene. ^ Socrate fa l’esempio di un padre che cerca disperatamente un antidoto per il veleno ingerito dal figlio amato: in questo caso. se fosse vero ciò che è stato detto. e cioè che l’amicizia non mira a cose utili. 1229-1231. inoltre. poiché se possedesse già in sé il bene non desidererebbe di possederlo. il freddo il caldo. causa dell’amicizia tra i due. a questo punto. così da averne aiuto.org/wiki/Pagina_principale?uselang=it) contiene immagini o altri file su Liside (dialogo) (//commons.Wikipedia debole del forte. che è una cosa amica.php?title=Liside_(dialogo)&printable=yes 3/4 . Socrate tenta allora una nuova ed estrema strada per trovare la definizione di amicizia. e così pure il recipiente che lo contiene. osserva ancora Socrate. il quale ha in sé un male e non è in grado di eliminarlo da solo. 3. Tutte le opere. Si è detto infatti che il malato è amico del medico per via della malattia. e li amerebbe più del suo stesso figlio poiché essi sono in grado di salvarlo. citati anche nel Fedone. mentre il secondo compare come interlocutore del filosofo nel dialogo che porta il suo nome. mentre lo è il malato.wikimedia. gli uomini scelgono il bene perché vi è il male. Voci correlate Dialoghi (Platone) Simposio (dialogo) Fedro (dialogo) Amicizia Altri progetti Wikiquote contiene citazioni di o su Liside (dialogo) Commons (//commons. ma anche questa ipotesi deve essere accantonata. Anche in natura. Ctesippo è tra i personaggi dell’Eutidemo. la discussione viene interrotta dai pedagoghi di Menesseno e Liside. ritornando alla situazione scartata in precedenza (215c-216b). pp. si nega quanto appena affermato. Allo stesso modo. Oppure.[3] Tuttavia. e inoltre si tornerebbe ad affermare che il giusto è amico dell’ingiusto. il vuoto il pieno e via dicendo – ma in questo modo si finisce ancora una volta con l’affermare che il giusto è amico dell’ingiusto. che gli è nemico. forse. Maltese. continua Socrate.20/10/13 Liside (dialogo) . e Socrate non tarda a dimostrarlo.org/wiki/Category:Lysides?uselang=it) it. «Dunque né il simile è amico del simile né il contrario è amico del contrario»: Socrate a questo punto tenta una nuova strada.wikipedia. ovvero tutto ciò che non è né buono né cattivo. e così anche una persona sana non è amica del medico. ma uno che non è né buono né cattivo (216c-218c). malato e medico sono amici per via della medicina. Sembra dunque che la discussione sia giunta a conclusione. ma la malattia. ricordando a Liside che oltre a “buono” e “cattivo” esiste anche una via intermedia tra i due. 2.wikimedia. ^ a b Platone.

Wikipedia Wikisource contiene il testo completo in lingua greco antico del Liside (dialogo) Collegamenti esterni Testo del Liside (http://www.txt) – Gutenberg Project Portale Filosofia Portale Letteratura Categorie: Opere letterarie in greco antico Dialoghi platonici Opere letterarie del IV secolo a.readme. possono applicarsi condizioni ulteriori.php?title=Liside_(dialogo)&printable=yes 4/4 .wikipedia. it. Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 set 2013 alle 22:19.org/pub/gutenberg/etext98/lysis10.it/libri/Filosofia/Liside.org/w/index. Inc. Vedi le Condizioni d'uso per i dettagli.C.20/10/13 Liside (dialogo) .gutenberg. Wikipedia® è un marchio registrato della Wikimedia Foundation.shtml) (EN) Lysis (ftp://sailor.

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