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23/10/13

Mitologia greca e latina, Fauno, Faustolo, Fedra

MITOLOGIA CLASSICA

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Mitologia greca e latina : lettera F

Fauno, Faustolo, Fedra.

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FAUNO: antica divinità latina della pastorizia, il dio che favorisce la fecondità delle greggi e le preserva dagli assalti dei lupi: onde il nome di Luperci dato ai sacerdoti del dio, di Lupercal alla sede originaria del suo culto (una grotta sul fianco settentrionale del Palatino), di Lupercalia alla sua festa principale (15 febbraio), e l'epiteto di Lupercus al dio stesso. Fauno era anche venerato come il genio dei boschi che spaventa, di notte, gli uomini con sogni e apparizioni paurose (onde il nome di Incubus); che fa conoscere l'avvenire per mezzo dei rumori del bosco, del volo degli uccelli o coi sogni. Nel culto, Fauno decadde presto d'importanza, soprattutto in seguito alla parte sempre maggiore data a un dio di umile origine, Silvano. Identificato col greco Pan, divenne un semplice semidio mortale e si confuse con la folla dei Pani, dei Satiri, delle Ninfe. Fauno viene a volte considerato un mortale e chiamato discendente di Marte. Governò sul Tevere e accolse Evandro al suo arrivo in Italia donandogli la terra dove sarebbe poi sorta Roma. Fauno sposò una ninfa dell'acqua, Marica, che gli generò Latino, re dei Latini al tempo dell'arrivo di Enea, che sposò
Lavinia, sua figlia. In un mito Fauno compare insieme al dio Pico e a Egeria, la ninfa amata da Numa Pompilio, il leggendario secondo re di Roma. Secondo alcuni, Fauno era lo sposo o il padre di Bona Dea, nota anche con il nome di Fauna. Secondo i Romani, Eracle uccise re Fauno, che usava sacrificare gli stranieri sull'altare di suo padre Ermete; e generò Latino, l'antenato dei Latini, dalla vedova di Fauno, oppure dalla di lui figlia. Ma i Greci sostengono che Latino era figlio di Circe e di Odisseo.

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FAUSTOLO: figura mitica della tradizione relativa alle origini di Roma. Capo dei pastori di Amulio, re di Alba Longa, aveva appreso la nascita dei due gemelli partoriti da Ilia ed aveva assistito alla loro esposizione sulla riva del Tevere da parte dei servitori del re. Quando furono ritrovati salvi sul greto del fiume da alcuni pastori, se li fece consegnare e li portò alla moglie, Acca Larenzia, perché li allevasse, essendosi proprio allora sgravata di un fanciullo morto. Secondo una tarda deformazione della leggenda, Numitore, sostituiti con altri due gemelli i nati da Ilia, avrebbe affidato i suoi nipoti a Faustolo, compagno di Evandro, il quale avrebbe poi fatto educare a Gabi i due fanciulli. Fatti adulti i due gemelli, è Faustolo che, conn le sue rivelazioni, rese possibile l'identificazione dei giovani e l'accertamento del delitto tentato da Amulio. Nella lite fra Romolo e Remo per la fondazione di Roma, trovò la morte anche Faustolo, che era intervenuto come pacificatore: sarebbe stato seppellito nel Foro, dove, più tardi, un leone di pietra indicava il suo tumulo (oppure, secondo un'altra versione, nel Comizio, sotto il lapis niger). Nell'angolo sud-ovest del Palatino si mostrava la sua capanna (tugurium Faustuli). L'identificazione di Faustolo con Fauno, da alcuni sostenuta, è da altri respinta.

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mentre correva lungo la parte più stretta dell'istmo. ma Ippolito. da Pitteo. Ippolito. impedì che precipitassero nel baratro sottostante. XHTML . Teseo mandò il figlio Ippolito. Al che Afrodite. fecero uno scarto verso la parte opposta della strada. Tuttavia gli animali si lanciarono in una corsa sfrenata. re di Atene. imprigionato dal groviglio delle redini.NET . fece in modo che. volle vendicarsi e organizzò una spedizione contro l'Attica.CSS. ben decisa a punire ciò che considerava un insulto a lei diretto. L'attacco ebbe luogo il giorno stesso del matrimonio di Teseo e di Fedra. abile auriga qual era. terrorizati. Il fratello Deucalione la diede in sposa a Teseo. cercò di occupare la sala del festino. mentre Ippolito partecipava ai Misteri Eleusini. I quattro cavalli di Ippolito. Più tardi si rammentò dei tre desideri che il padre suo Poseidone aveva promesso di esaudire e pregò perché Ippolito morisse quel giorno stesso. In tal modo Ippolito non avrebbe avuto ragione di contestare il trono di Atene ai suoi legittimi fratelli. spalancò le porte e gridò che era stata violentata. Faustolo. Il suo cocchio si infranse su un mucchio di pietre. OPERA REALIZZATA IN ESCLUSIVA PER © DOSSIER. che lo adottò come suo erede al trono di Trezene. e Ippolito. Fedra seguì Ippolito a Trezene. Teseo.23/10/13 Port alini: dal met eo ai t elefoni Mitologia greca e latina. lasciando un biglietto che accusava Ippolito di orrendi crimini. figli di Fedra. Non lontano dal santuario di Artemide Saronide si trovava un olivo selvatico e le redini di Ippolito s'impigliarono nei rami di quell'albero. andò a sbattere prima contro il tronco.RIPRODUZIONE VIETATA. Fedra FEDRA: figlia di Minosse e di Pasifae.dossier. poi s'impiccò a una trave del soffitto. ma gli orpiti riuscirono a chiudere le porte e a ucidere Atiope. innalzò alla dea un nuovo tempio in Trezene. Fedra si innamorasse perdutamente di lui. avuto dall'Amazzone Antiope. Dopo le sue nozze con Fedra. ricevendo tale biglietto. ma la vecchia nutrice indovinò la verità e consigliò alla regina di inviare una lettera ad Ippolito. poi contro le pietre. Fauno. e infine fu calpestato a morte dai cavalli. si recò nella camera di Fedra e la rimproverò aspramente. Acamante e Demofoonte. Ippolito bruciò inorridito quella lettera. sorella d'Arianna. che era stata ripudiata da Teseo. Fedra seguì il consiglio e scrisse confessando il proprio amore. maledisse Ippolito e diede ordini affinché il giovane lasciasse immediatamente Atene e mai più vi ritornasse. col quale aveva fatto un'alleanza. un'enorme ondata si abbattè con un boato sulla spiaggia e dalla sua spuma emerse un orribile mostro.html#fauno 2/2 . Antiope.net/fauno. Fedra allora si lacerò le vesti. WEB DESIGN CURATO DA FLASH GALLERY mitologia. alla testa della Amazzoni. Poiché a quell'epoca Teseo si trovava in Tessaglia con Piritoo o forse nel Tartaro. Ippolito aveva abbandonato Atene in gran fretta e. L'Amazzone Antiope. assalito da un orribile mostro marino sulla strada di Trezene. che aveva ereditato da sua madre Antiope un'accesa devozone per la casta Artemide. Fedra non svelò ad alcuno il suo incestuoso desiderio.