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ELENA FALLETTI

SCOZIA
Tra nuvole e storia
Seconda Parte

2013
Quest'opera è rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT)

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Iona è uno dei luoghi più santi e sacri di quelle latitudini, centro di cultura monastica e meta di pellegrinaggi proveniente da tutte le isole britanniche. Il noto “Book of Kells”, ovvero il Vangelo miniato e custodito presso il Trinity College di Dublino, pare essere stato realizzato qui. Fu a causa delle razzie dei vichinghi che i monaci lo trasferirono presso la località di cui porta l'attuale nome. Questo luogo, fondato da San Colombano, evangelizzatore della Scozia, è noto per essere l'ultima destinazione terrena dei re scozzesi, compreso Macbeth. Il monastero ha seguito il destino deciso da Enrico VIII per le abbazie, tuttavia è stato ricostruito agli inizi del Novecento, cercando di essere il più fedele possibile all'originale. Nell'attiguo museo sono raccolti notevoli esempi di lapidi di cavalieri e di croci di pietra.

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Le rovine della cattedrale di Saint Andrews sono magnifiche ed imponenti e fanno immaginare come sarebbero potute essere prima della dissoluzione voluta da Enrico VIII. Si tratta di uno dei luoghi spirituali più importanti di tutta la Scozia poiché custodiva le spoglie di Sant'Andrea, patrono di questa terra. La salita sulla St Rule's Tower verrà ricordata a lungo per gli spazi angusti della scala a chiocciola e per la superlativa vista sulla cittadina e sul mare di fronte ad essa. Saint'Andrews è altresì noto per i ruderi del castello attiguo alla cattedrale, per l'università e per l'Old Course, il campo da golf più antico del mondo, proprio sul mare.

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I cimiteri con le lapidi in pietra e i ruderi delle cappelle hanno un'aura mistica indescrivibile, specie quando bagnati dalla pioggia, avvolti dalla nebbia o dalle nuvole incombenti. Spesso si trovano adiacenti a luoghi di incomparabile bellezza, quali, come in questo caso, la spiaggia di Durness.

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Durness, sulla costa atlantica, presenta sorprendenti spiagge bianche, quasi coralline, acque trasparenti, quasi caraibiche, solo che la temperatura è di 12°C, il vento è molto forte e il cielo alquanto mutevole. La spiaggia raffigurata nella fotografia sottostante, invece è sul Mare del Nord a Eyemouth, le acque sono più tranquille con le foche che si crogionlano al tepore del crepuscolo.

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Vere regine incontrastrate della Scozia sono le pecore e le loro deiezioni. Esse girovagano libere e senza timore alcuno, anche se non si fanno neppure sfiorare. Spesso sfidano la sorte sonnecchiando sul bordo o addirittura in mezzo alla strada, tanto è dovere dell'automobilista, turista o meno, curarsi di non urtarle.

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Le difficili condizioni climatiche delle Highlands scozzesi hanno avuto un impatto sul bestiame bovino facendolo diventare più resistente e mutandone il mantello, lanoso e folto. In tutti i nostri incontri “ravvicinati” questi animali si sono dimostrati miti e non timidi, tuttavia l'impossibilità di scrutarne lo sguardo, coperto dal lungo pelo, ci suggeriva di tenerci a opportuna distanza di sicurezza.

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Poteva mancare un incontro (più o meno) ravvicinato con delle foche? No!

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Ogni tanto si intravedono nei fondali asciutti dalla bassa marea dei relitti di natanti, come questo raffigurato durante una escursione all'isola di Mull.

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Orkney Islands
La bellezza delle Orkney merita uno spazio a sé. Su queste isole sono presenti molti siti neolitici di grande fascino e bellezza che testimoniano la presenza di una cultura assai raffinata, della quale però non si sa pressoché nulla. Culturalmente si tratta di territori legati alla tradizione vichinga, infatti la letteratura norrena registra una saga, la Orkneyinga saga, dedicata alla conquista vichinga e sui fatti accaduti dal IX al XIII Secolo. Nel 1468, le Orkney, insieme alle Shetland furono date in pegno per il pagamento della dote di Margaret di Danimarca (o di Norvegia, a seconda delle fonti) andata in sposa a James III di Scozia. Siccome il denaro non venne mai versato, tanto le Orkney, quanto le Shetland divennero scozzesi. Il mutamento del regime giuridico ebbe pesanti effetti sulla vita degli abitanti del luogo, per esempio sul trasferimento della proprietà. Secondo gli usi locali, il passaggio della proprietà terriera avveniva attraverso l'usucapione, mentre secondo la tradizione feudale scozzese il patrimonio fondiario apparteneva al sovrano che lo concedeva ad aristocratici di sua fiducia. De jure et de facto per gli abitanti ciò significò perdere la libertà per essere considerati dei servi della gleba. Pertanto, molti di loro lasciarono la coltivazione agricola per formare comunità indipendenti di pescatori e commercianti, contrapponendosi, a volte con forza, all'aristocrazia fondiaria scozzese alla quale era stata affidata la terra.

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Il Ring of Bogdar è un ampio anello di menhir circondato da piante di erica e lambito dal Loch of Stennes da un lato e dal Loch of Harray dall'altro. Insieme alla tomba di Maes Howe, ai 4 menhir superstiti di Stennes e agli scavi del villaggio neolitico di Barnahouse dà l'idea di quanto dovesse essere importante questo insediamento neolitico, abitato presumibilmente tra il 3000 e il 1800 avanti Cristo. Dei 60 menhir del Ring of Bogdar ne sono rimasti eretti 22, dei quali ancora non si comprende quale fosse la funzione. Probabilmente, come il coevo sito di Stonehenge, avevano una funzione sacrale e rituale.

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Oggi, il sito del villaggio neolitico di Skara Brae è lambito dalle cristalline acque oceaniche, ma fino al 1850 esso era celato da uno strato di terra e sabbia, spazzato da una tempesta marina. La prima impressione che si ha quando si accede, facendo estrema attenzione a dove si mettono i piedi, è di andare a far visita a casa dei Flinstones, poiché arredamento e suppellettili ivi conservati sono tutti rigorosamente in pietra. Mano a mano che lo si osserva ci si rende conto che, nonostante il non uso dei metalli e di elettricità, sono presenti tutti i manufatti utili allo svolgimento di una quotidianità raffinata e complessa. Poi, si cerca di immaginare sé stessi impegnati nello svolgimento di situazioni quotidiane, immedesimando i propri bisogni, relazionandoli a 5000 anni fa, come se si cercassero i ricordi di una vita precedente. Infine, si rimane così incantati dalla bellezza del luogo che è proprio difficile decidere di andare via

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Come in Islanda, altra terra di dominazione vichinga, anche alle Orkney si nota subito l'assoluta assenza di alberi. Probabilmente, come in Islanda anche qui questa circostanza è dovuta alla costante presenza di un forte vento. Ma qui, a differenza dell'Islanda, il paesaggio non è dominato dai licheni, o come in Scozia, dalle felci o dall'erica. Sulle Orkney, la terra è coltivata a foraggio o a grano e il paesaggio assume un aspetto di strana dolcezza addomesticata.

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L'imponente mole rossa della cattedrale di Kirkwall, dedicata a San Magnus, domina con evidente sproporzione sull'abitato della piccola cittadina. La costruzione iniziò intorno al 1100 e durò circa 300 anni. Tanto epica è stata la costanza dei fedeli nel corso del tempo, considerate le forze a disposizione e la grandezza dell'edificio, quanto è sobrio e spartano il suo interno gotico. Gli elementi di maggior interesse sono le lapidi commemorative dei defunti, sulle quali è descritta una vita di devozione religiosa, di amore familiare, di rispetto della comunità e di avventura e sfida agli elementi della natura.

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Anche alle Orkney riusciamo a ritagliare anche uno spazio dedicato all'orgoglio patrio. Succede quando visitiamo la chiesetta cattolica di Lambholm, costruita dai prigionieri di guerra italiani distaccati su quelle isole per la costruzione delle c.d. “Barriere Churchill”, a protezione delle basi navali inglesi durante l'ultimo conflitto mondiale. Essa è l'unico edificio sopravvissuto al Campo 60, ancora oggi zona militare. Il suo interno è dipinto da un artista italiano, Domenico Ciocchetti, purtroppo scomparso recentemente, che però mantenne uno stretto contatto con l'isola, i suoi abitanti e il suo capolavoro, restaurato negli Anni Sessanta anche grazie al contributo di tutti gli “orcadiani”. Di fronte alla cappella sventola un tricolore ed è presente una statua di San Giorgio e il Drago che porta una data significativa: 7 settembre 1943.

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Poteva mancare l'immancabile visita alla distilleria di whisky? Certo che no. La distilleria in questione domina dall'alto l'abitato di Kirkwall ed è quella situata più a nord nel mondo: la Highland Park. Il percorso attraverso tutta la fase di produzione del noto superacoolico è stata anche una interessante lezione di storia dell'alimentazione, in quanto molti degli strumenti di produzione, sono originali e sfidano il tempo. Ciò è senz'altro possibile per il fatto che questa distilleria non ha una produzione industriale, ma è rimasta orgogliosamente artigianale e legata ai ritmi stagionali del raccolto del grano.

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I servizi igienici pubblici scozzesi sono una rassicurante presenza su tutto il territorio, anche nelle lande più lontane e sono regolarmente forniti di acqua calda, asciugamani o phon funzionanti, carta igienica. Sono puliti come nessun bagno pubblico italiano può mai pensare di essere e addirittura sono valutati dai fruitori con l'attribuzione di stelle e premi come se si trattasse di prestigiosi alberghi e ristoranti. Accanto ai bagni pubblici è pressoché quasi sempre presente una cabina telefonica pubblica, di quelle rosse, in via di sparizione anche a Londra. Quando si dice servizio pubblico.

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Per concludere, il ricordo di un tramonto mite e senza nuvole a Oban.

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