PERCORSO TEMATICO 1

L’essere e la sostanza
` che Cio ´ e esiste in se permane nel mutamento

Manzoni, nei Promessi sposi, mette in bocca a don Ferrante un celebre polisillogismo. Eccolo in estrema sintesi: – in natura esistono sostanze e accidenti; ` ne ´ sostanza ne ´ accidente; – la peste non e – quindi la peste non esiste. Che cosa significano i termini «sostanza» e «accidente», con i quali fa ironia il Manzoni? Essi sono stati introdotti da Aristotele. Per capirne il significato, cerchiamo di rispondere ad alcune domande. ` delle loro Che cosa accomuna gli oggetti che vediamo, tocchiamo, desideriamo al di la differenze? In comune hanno il fatto che «sono», che appartengono all’area dell’«essere». ` : cio ` che, infatti, non ha bisogno di L’essere, tuttavia, non si manifesta con un’unica modalita ` diverso da cio ` che, al contrario, ha bisogno di altro. Un esempio: «Silvia altro per esistere e sorride». L’atto del sorridere rinvia indubbiamente all’area dell’essere, ma qui siamo in ` esistere presenza di una manifestazione dell’essere (detta quindi «accidentale») che non puo ´ : l’atto del «sorridere» esiste infatti in quanto appartiene al «soggetto» Silvia (che di per se coincide con la sostanza). Riprendiamo adesso lo stesso esempio, ma introducendo il tempo: ` ». Qui siamo di fronte a un mutamento: a cambiare non e ` il soggetto «Silvia non sorride piu ` cio ` che permane al di la ` del Silvia (la sostanza Silvia), ma l’accidente: la sostanza, dunque, e `: variare degli accidenti. Questi ultimi, poi, a loro volta, si presentano con diverse modalita ` bella, che e ` figlia di un avpossiamo infatti affermare che Silvia sorride, ma anche che e ` piu ` intelligente di Giorgia ecc. vocato, che pesa 70 kg, che e ` , suddividendola in «sostanza» e «accidenti», perQuesto modo di interpretare la realta mane a lungo, ben oltre il Medioevo (epoca dominata da concettualizzazioni di questo tipo): ` al centro della riflessione di illustri pensatori del Seicento e il concetto di sostanza, infatti, e del Settecento.

Il ruolo strategico del concetto di sostanza nei pensatori razionalisti
Cartesio: spirito e materia sono davvero autosufficienti?
Sono una sostanza pensante

` , secondo Cartesio, la prima certezza? Di che cosa non posso assolutamente dubitare? Qual e ` esterna, posso dubitare perfino di avere un corpo, ma Io posso dubitare che esista una realta ´ dubito, esisto. Ecco la prima certezza: cogito, ergo non posso dubitare che io, proprio perche ´ so con certezza di esistere a presum. Ora, che cosa sono «io che penso»? Proprio perche ` chiaro che la natura del mio «io» consiste nel pensare: io sono scindere dallo stesso corpo, e ` che esiste in se ´ e ha come natura una res cogitans, una sostanza pensante, qualcosa cioe ` la prima certezza perche ´ non posso dubitare del fatto quella, appunto, di pensare. Questa e che io, che dubito, non esista. Cartesio prosegue oltre questa prima certezza, sostenendo che noi tutti abbiamo l’inclinazione naturale a credere che esista un mondo esterno al pensiero. Attraverso la dimostrazione dell’esistenza di Dio, Cartesio imposta la seguente argomentazione: ´ tutti abbiamo l’inclinazione naturale a credere che vi sia un mondo esterno, se 1) poiche questo non esistesse, noi saremmo ingannati;

L’esistenza del mondo esterno

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& Loescher Editore, 2008 - da ISBN 97-888-201-2725-1

3) e ` che caratterizza la materia. concetto di altro (cio ` causa sui: la sua natura implica l’esistenza. non avendo nulla di cio ` e immateriale. apl’idea cartesiana secondo cui solo Dio puo ` radicale da demolire non solo i cardini della tradizione criproda a una concezione cosı stiana.). dunque. l’esistenza del mondo. il mondo esterno esiste. per cui avrebbe bisogno del concetto 3) e ` che la limita) per essere concepita. Siamo in presenza di due sostanze radicalmente distinte tra loro. 3) e ´e ` unica: Proprio perche ` nulla che non sia in Dio (panenteismo). la sostanza: Proprio perche 1) ha infiniti attributi. la sostanza pensante. ma quelli della stessa tradizione occidentale. mentre la materia-estensione e ` divisibile all’infinito. Il filosofo francese. e quindi l’esistenza di un’altra sostanza. sapore. invece. vale a dire «sostanza estesa»: agli organi di senso. ma (colore. Ecco dunque la terza sostanza. 2) si manifesta in infiniti modi. ma spogliata delle sue qualita ` sensibili tratta della materia cosı ` delle qualita ` che appartengono non ai corpi. di altro (cio ´e ` infinita. 2) e ` infinita: se fosse finita. allora essa: ` essere generata: se lo fosse. infatti: ` divisibile. Come definire questa sostanza? Non si ` come appare ai nostri sensi.da ISBN 97-888-201-2725-1 . odore ecc. ma e ` pure infinita e di conseguenza unica. Ecco perche egli si riferisce a una materia che si riduce ai suoi aspetti quantitativi. Oltre all’esistenza della sostanza pensante dobbiamo affermare. ponendo l’io (e non Dio) come il punto di partenza dell’indagine sulla realta ` una vera e propria rivoluzione nella storia del pensiero: per la prima volta infatti il soggetto e al centro della riflessione filosofica. perche esistenza dipende da Dio. ` causa Dalla definizione di sostanza Spinoza deduce geometricamente che essa non solo e ´ la sua essenza implica l’esistenza). Ma si tratta davvero di due sostanze che non ´ la loro hanno assolutamente bisogno di altro per esistere? Cartesio ritiene di no. sarebbe delimitata da altro. in quanto perfettissimo. e autosufficienti? L’io che pensa (la sostanza pensante) senza dubbio non e questo vale anche per un corpo (sostanza estesa). due cardini della tradizione cristiana. ` unica. mentre cio ` che e ` corporeo e ` soggetto al determinismo delle leggi. infatti. spogliata cioe ´ Cartesio parla di res extensa. 2008 . Spinoza. 1) non e ` consapevole. non puo 3) di conseguenza. mentre cio ` che e ` corporeo e ` inconsapevole. attua Cartesio. Ora. 2) e ` libera. ritiene ancora di fondamentale importanza la dimostrazione dell’esistenza di un Dio trascendente e del` dell’anima. 2) qualsiasi ente non e 2 & Loescher Editore. sui (poiche ´ la sostanza e ` cio ` che e ` in se ´ ed e ` concepito senza bisogno del concetto di Proprio perche altro.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza ` ingannarci. e ` Dio stesso Spinoza: la sostanza e La definizione spinoziana di sostanza ` . poniamoci una domanda: considerato che la sostanza (a differenza dell’accidente) non ha bisogno di altro per esistere. Dio. nel senso che ha avuto origine da un suo atto creativo. le due sostanze in oggetto (spirito e materia) sono davvero ` accidente di altro. la sostanza a cui si addice la definizione di sostanza nella sua pienezza: solo ` totalmente autosufficiente in quanto non dipende da nessun altro. per essere concepita avrebbe bisogno del 1) non puo ` che la genera). La sostanza pensante. sviluppando l’immortalita ` essere rigorosamente definito «sostanza». infatti. 2) Dio. tuttavia. 1) non vi e ` che una manifestazione di Dio (panteismo). di conseguenza.

avrebbe potuto non accadere: l’accadere. la liberta ` sottrarsi al determinismo universale. puo Spinoza. Dio non e ` che esistere in Dio. viene ` dell’uomo: se tutto e ` in Dio. logico-matematici. che tutto e «2 + 7 = 9» oppure «la somma degli angoli interni di un triangolo equivale a 180o». noi potremmo ritrovare la ragione per cui e ` ` a Waterloo. 2008 . Non avendola. nella sua prospettiva. il ` di sostanze individuali. Cio ` che sono dunque diversi da quei rapporti in cui il predicato e ` un fatto contingente. infatti. Cade inoltre. Tutto in Dio e ` necessario: non solo il rapporto realta tra Dio (Natura naturans) e mondo (Natura naturata). Dio non ha nulla a che vedere col Dio-persona che ha liberamente creato l’universo. Non e ` necessario: altro. vi troveremmo la ragione sufficiente di tutti i suoi attributi. Dio si identifica con lo stesso ordine geometrico che struttura la ` e i cui nessi sono rigidamente necessari. per il semplice fatto che occupano uno spazio differente. che equivale a 180o. In sintonia con Aristotele. quindi la natura in quanto causa) dalla Natura naturata (l’insieme dei modi. E di metafisica del 1686. in cui il predicato e ` dato dall’esperienza. Se avessimo. alcuna necessita che l’imperatore-generale francese perdesse a Waterloo. nel Discorso pur essere una ragione. l’interno della quale il concetto di sostanza occupa un ruolo fondamentale. ma semplicemente due attributi della ` puro spirito: anche l’universo. infatti. nessuno puo ` Dio non e persona ` di ogni sostanza individuale Leibniz: l’irripetibilita La sostanza individuale Contro la concezione spinoziana. Non e completa di ogni sostanza individuale. di conseguenza. la nozione completa della ` stato sconfitto sostanza individuale «Napoleone». non deve aspettare che un fatto accada per conoscerlo (e quindi attribuirlo al soggetto). distingue la Natura naturans (Dio e i suoi attributi. ognuna delle filosofo tedesco sostiene l’esistenza di una pluralita quali ha caratteristiche del tutto irripetibili e uniche: neppure due gocce d’acqua sono identiche. e che tra la Natura naturans e la Natura naturata vi e ` tra la natura di un triangolo e la somma degli angoli rapporto logico necessario che vi e interni. inoltre. ci deve ` in questo contesto concettuale che Leibniz introduce. specifiche di ogni soggetto.da ISBN 97-888-201-2725-1 . che possiamo attribuire a ` . il caso di Dio: questi. ha perso la battaglia? Se qualcosa accade. necessario. allora. I rapporti ` gia ` contenuto nel soggetto (da qui la loro necessita ` ). invece. che mina alle radici il patrimonio cristiano e occidentale. l’uomo non e ` dunque libero. ` tra la sostanza individuale e queste sue caratteristiche uniche. nesso tra predicato e soggetto e ` infatti. e se in Dio tutto e ` eliminata anche. Leibniz. naturalmente. Secondo Spinoza. portando fino alle estreme conseguenze l’idea cartesiana di sostanza. Se infatti nei primi due casi il l’affermazione che «Napoleone e ` necessario. ` moderna. un altro pilastro della tradizione cristiana: la libera creazione del mondo da parte di Dio. che sviluppa una dottrina alsi batte l’altro grande razionalista dell’eta ` vero. ma anche tra la sostanza infinita e gli infiniti attributi. In altre parole. Di conseguenza. cio ` non vale per la terza proposizione: non vi era. ma lo conosce da sempre.L’essere e la sostanza ` Dio non e trascendente PERCORSO TEMATICO 1 Spinoza. Cade. ma e ` anche vero mondo). mentre per noi ` Verita di fatto ` e verita di ragione 3 & Loescher Editore. e altro ` stato sconfitto a Waterloo». non medesima sostanza. E ` lo stesso che si tratta di un «effetto». quindi. invece di vincere a Waterloo. Leibniz sviluppa questo discorso anche per i soggetti umani. avendo la nozione Napoleone la sconfitta a Waterloo. demolisce un attributo essenziale della concezione ebraico-cristiana di Dio: la trascendenza divina. Eliminata l’idea di un Dio libero. ad esempio. ovvero la natura in quanto ` vero che il mondo (la Natura naturata) e ` parte integrante di Dio. e solo sulla base di quanto e accaduto. sono proposizioni quali secondo il filosofo tedesco. ovvero i suoi Che rapporto c’e attributi? Se noi uomini avessimo una conoscenza completa di tale sostanza. che ritiene tutti unici e con caratteristiche irripetibili. il concetto di «sostanza individuale». Ma perche ´ accade. il dualismo cartesiano: le cosiddette res cogitans e res extensa (spirito e materia) non sono due sostanze. e Napoleone.

Dio. di conseguenza. non possono che essere degli atomi immateriali: solo se immateriali. che sono sostanze del tutto semplici.? 2) se le sostanze semplici sono. ma hanno una loro ` e una loro intrinseca forza. sono estesi e. mentre le leggi delle finalita `pi logici e le verita ` di ragione. appunto. e quindi semplici. ma una continuita ` graduale. 1) l’irripetibilita ` dell’anima (negata da Spinoza): la sostanza semplice. non 2) l’immortalita ` disgregarsi e quindi non puo ` morire (solo Dio. secondo il quale la sostanza non ha alcun fondamento nell’esperienza. Con queste teorie Leibniz riesce a salvare alcuni valori della tradizione: ` di ogni soggetto e. privi di parti. a un 1) se cio fiore ecc. ` solo un’idea costruita dalla mente umana Locke: la sostanza e La sostanza: un’idea complessa costruita dalla mente ` il materiale che ci e ` fornito dall’esperienza? Noi abbiamo due tipi di esperienza: le Qual e percezioni sensoriali e la nostra esperienza interiore – costituita da percezioni. Anche i corpi sono sostanze dotate di L’intero universo e una compattezza interna: essi non sono solo un mucchio di elementi.da ISBN 97-888-201-2725-1 . essendo materiali. 1) tra materia e spirito non vi e ` distanza tra una realta ` inerte (la res extensa cartesiana) e una attiva (lo spirito). come possono influenzarsi reciprocamente (e quindi ricevere impulsi da altre e produrne su altre) senza che venga meno la `? loro semplicita ` che e ` immateriale e ` libero. I corpi fisici. proprio perche Se le sostanze semplici sono immateriali. e di serrata critica da parte degli empiristi inglesi. ` una verita (che conosce perfettamente la sostanza individuale «Napoleone») e ` Una pluralita di sostanze irripetibili ` popolato da sostanze individuali. puo Leibniz supera inoltre anche il dualismo cartesiano: ` alcun salto. possono essere privi di estensione. per Dio ` stato sconfitto a Waterloo» e ` una verita uomini la proposizione «Napoleone e ` di ragione. e quindi agisce per fini. come e ` possibile attribuire il pensiero a un sasso. sono divisibili. come si spiega la materia? La sostanza: le critiche degli empiristi inglesi La sostanza non ha alcun fondamento nell’esperienza ` oggetto Il concetto di sostanza. 5) anche se corpo e anima seguono leggi differenti. 3) le leggi meccaniche regolano i corpi. «forza». infatti. nel suo atto creativo. sono degli aggregati. confuse e inconsce. Le sostanze semplici. in quanto tale. ` regolano le anime. – che realizziamo quando riflettiamo su noi stessi. che riveste un ruolo fondamentale per i filosofi razionalisti. Ora.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza ` di fatto. la sua unicita `. quanto ogni monade. che l’ha creata. ma anche le verita ` di fatto e le stesse 4) non solo i princı sensazioni sono innate. semplici. non delle sostanze unita semplici. Secondo Locke. 2008 . noi non ´ di un oggetto materiale percepiamo solo le qualita ` sensibili. 2) le «piccole percezioni». Ecco alcuni problemi che scaturiscono dalle teorie leibniziane: ` che e ` immateriale e ` pensiero. la puo ` annullare). emozioni ecc. perche 4 & Loescher Editore. come e ` possibile attribuire la 3) se cio ` a un corpo fisico? liberta Ecco le soluzioni di Leibniz: 1) i «corpi» sono aggregati di monadi e vanno distinti dalle «anime». che cosa sono queste sostanze semplici di cui i corpi fisici sono aggregati? Non possono essere gli atomi: questi. ha prestabilito un’armonia tra loro (armonia prestabilita). a iniziare da Locke. mentre la percezione consapevole qualifica le anime. percepiamo la sostanza. quindi. Tali atomi speciali sono detti «monadi». desideri. pero ` . infatti. in 2) non v’e ´ immateriale. e ` attivita ` . caratterizzano i corpi. in quanto estesi.

` possibile separare le cosiddette qualita ` oggettive (quelle che Locke chiama pri3) non e ` separare gli aspetti quanmarie) da quelle soggettive (che Locke chiama secondarie). l’esistenza di qualcosa di esterno all’io-spirito. appunto. Di borazione delle idee semplici: la sostanza. La sostanza ` non e conoscibile.L’essere e la sostanza PERCORSO TEMATICO 1 ` di qualcosa che sta «sotto» e che fa da Come nasce allora l’idea di sostanza. Ora. ma spiegherebbe come mai qualita ´ . ma solo un nome che diamo a un supporto a noi del tutto ignoto. una sostanza che sta sotto e che unifica tali qualita ` della cartesiana «sostanza pensante»: proprio Allo stesso modo nasce l’idea dell’«io». a un oggetto sensibile).da ISBN 97-888-201-2725-1 . infatti. senza appunto un soggetto. siamo passivi. siamo portati a pensare che ci sia un io (una sostanza) che faccia loro da supporto. Berkeley non nega. quindi. ` in tale quadro concettuale che viene meno la drammaticita ` del dualismo cartesiano: E ´ la natura della mente (io. o sostanza pensante) e del corpo (sostanza estesa) ci e ` poiche ` escluso che possano comunicare tra loro. infatti. sognare ecc. Perche ´? a negarla del tutto: l’essere delle cose altro non e Berkeley sostiene che: ` possibile separare una cosa dal suo essere percepita: pensare a una cosa che sia 1) non e esterna al pensiero (ovvero. esista un supporto (un substratum). materia e spirito – intesi cartesianamente come sostanza estesa e sostanza pensante – non sono oggetto di esperienza. tuttavia. ma deve esistere ` l’esistenza della materia (sostanza Locke non nega l’esistenza di tale supporto. Berkeley giunge anche ad affermare che solo ne` evitare lo scetticismo: chi separa le cose dalle idee. l’irlandese Berkeley va oltre e giunge ` che il loro essere percepite. ` in Secondo Berkeley. poiche ´ insieme certe qualita ` possano esistere da sole. cioe ´ noi percepiamo costantemente insieme determinate operazioni interiori (percepire. non solo non si ` e percezioni interiori appaiano costantemente unite. Non siamo piu presenza di idee intese – come in Locke – quali rappresentazioni di cose esterne. e «idee complesse» le idee che la nostra mente costruisce mediante l’ela` che un’idea creata dall’uomo. avrebbe il gando la materia si puo dubbio permanente che le idee non corrispondano alle cose. Esiste solo lo spirito 5 & Loescher Editore. noi crediamo che non riusciamo a immaginare come tali qualita `. non e Berkeley: la sostanza corporea non esiste ` L’essere e essere percepito Se Locke considera inconoscibile la sostanza corporea.). perche quelle soggettive (una superficie senza colore non sarebbe infatti percepita). percepire una cosa come esterna all’essere percepita). non e conseguenza. non nega cioe estesa) e dello spirito (sostanza pensante): senza tale supporto. e (quali cause delle nostre percezioni sensibili) esistono. 2) se fossero delle cose corporee esterne a provocare le percezioni. ma di idee che consistono nel loro essere percepite. ed e ` quindi 1) poiche consapevole di non essere la causa dell’ordine necessario che caratterizza la relazione tra le idee. non si spiegherebbe come possa qualcosa di corporeo causare idee che corporee non sono. ignota. perche ricordare. 2008 . il che e contraddittorio. Locke chiama «idee semplici» le percezioni dell’esperienza esteriore e di quella interiore. neppure come potrebbero sussistere di per se ` la prova che i corpi esterni nel momento in cui noi percepiamo con i sensi. equivale a ` letteralmente pensarla come non pensata (ovvero a percepirla come non percepita). Egli argomenta che: ´ lo spirito pensante (l’io) si coglie passivo di fronte alle idee (cose). esiste solo la sostanza spirituale che percepisce le idee. l’idea cioe ` sensibili? Nasce dal fatto che noi percepiamo costantemente supporto alle stesse qualita ` sensibili (se ci riferiamo. cioe ´ le cosiddette qualita ` oggettive sono percepite tramite titativi da quelli qualitativi. Il fatto poi che.

Kant e ` ` anche altrettanto vero che senza di essa razzarsi: e vero che non deriva dall’esperienza. quindi. 2) poiche 3) allora la causa deve essere una sostanza spirituale superiore (Dio). cioe «esistono percezioni». La sostanza altro non e chiama categoria) con cui la mente umana unifica le percezioni che hanno a che fare con un «oggetto» sensibile. desideri ecc. Io percepisco alcune associazioni costanti di percezioni. infatti. ergo sum.) e. noi siamo portati a credere di essere di fronte a un unico raggruppamento. ma e ` vero che assume un sarebbe letteralmente impossibile vivere la propria vita quotidiana. crediamo nell’esistenza di un io che con` anche quando sprofondiamo nel sonno o siamo incoscienti. ` un L’io e fascio di percezioni La rivoluzione copernicana di Kant: la sostanza ` una categoria mentale e ` possibile E liberarsi del concetto di sostanza? Kant si trova di fronte – dopo l’analisi stringente di Hume – alle ceneri del concetto di ` solo il prodotto di un sostanza: questa non ha alcun fondamento nell’esperienza. In sintonia con il filo` convinto che non si tratti di un’idea di cui sia agevole sbasofo scozzese. dobbiamo affermare spiegarli? Secondo Kant. Che cosa e ` che il risultato di un meccanismo psicologico che fa leva sull’abitudine e sulla credenza. ed e ruolo determinante nell’ambito scientifico. a conferire loro un ordine. siamo abituati a percepire di nuovo tali insiemi. serva la sua identita ` soltanto questo: l’io altro non e ` che un Quello che rigorosamente possiamo affermare e fascio di percezioni. ma cio ` cogitatio». ma e meccanismo psicologico che si basa sull’abitudine e sulla credenza.? Si tratta di una credenza che – e ` meriti e le colpe. e Abituati a vedere e a rivedere una serie di raggruppamenti di percezioni simili. i ` . La certezza cartesiana del cogito. Si tratta di un Dio che non solo e ma che fa pure sussistere tali idee-cose anche quando l’uomo non le percepisce: queste. la ` del nostro percepire) e ` parte integrante nostra convinzione che vi siano cose materiali al di la della nostra vita. i tribunali. sono sempre oggetto della percezione divina. percepisco il mondo interiore come «mio». giungendo a mettere in dubbio non Lo scozzese David Hume supera la radicalita ` la sostanza materiale? Non solo la sostanza materiale.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza ´ non esiste un mondo materiale che potrebbe esserne la causa. gli scienziati. dopo un intervallo. tuttavia. del resto. ma anche quella spirituale. formulando una legge. ma che gioca un ruolo indispensabile nella nostra vita privata e pubblica. la responsabilita vero – non ha alcun fondamento sotto il profilo teoretico. a dare unita ` al che e ` che uno schema (che Kant loro essere costantemente insieme. ad esempio. consistenza che va al di la ´ noi siamo abituati a Questo vale anche per le nostre percezioni interiori: proprio perche percepire insieme determinate percezioni (emozioni. per una cometa. 2008 . attribuiscono un predicato a un soggetto permanente: si tratta di fatti innegabili. ` l’autore e il legislatore delle idee-cose che percepiamo. E questo vale anche per il Sole. Hume: la morte dell’anima La sostanza ` il prodotto e di un meccanismo psicologico ` di Berkeley. al di la ` del fatto che dette qualita ` siano all’interno o meno del delle variazioni di tali qualita 6 & Loescher Editore. Senza la credenza in un io-sostanza che valore avrebbero.da ISBN 97-888-201-2725-1 . a cui conferiamo una ` del suo essere percepito. Questo non significa che dobbiamo disfarci dell’io: la certezza dell’io (come. poiche ` la nostra mente a organizzare le percezioni. Come ´ la sostanza non deriva dall’esperienza. le scuole ecc. non ha fondamento: ` alcuna evidenza – perche ´ non vi e ` alcuna esperienza a testimoniarlo – che vi sia un non vi e ` che possiamo affermare con un linguaggio cartesiano e ` solo «est io che pensa. per un qualsiasi soggetto ` sensibili e che permane al di la ` di una legge: noi parliamo di qualcosa che unifica le qualita ` .

2008 . un’idea creata dalla mente umana e. perche ` un io che unifica e sa di unificare in quanto e ` autocoscienza. e ` il prodotto di un meccanismo psicologico fondato dalla mente umana. 1967. 51-52) P 7 & Loescher Editore.L’essere e la sostanza PERCORSO TEMATICO 1 nostro orizzonte percettivo. parte dalla definizione cartesiana di «sostanza». la soluzione di Kant: le percezioni non hanno un ´ . I principi della filosofia. per Kant. par. dunque. in seguito alla speculazione di Kant. ma di un’attivita ´ le percepisce come tutte le percezioni (del senso esterno e di quello interno) a un io. sotto le critiche dell’empirismo. Cartesio. 51. l’io e ` sue. allora. lo puo ` fare perche ´ vi e ` questo io grazie alla categoria di sostanza. appunto) con cui la ragione unifica le percezioni interiori. da realta cante della mente. E alla base della stessa categoria di sostanza (come di tutte le altre categorie): se l’intelletto. in Opere filosofiche. che le percezioni appaiono mie. partendo dal concetto di sostanza. Che cos’e ` . se per Locke e ` un’idea complessa creata stanza. Bari. per i razionalisti. ma siamo noi che le organizziamo e conferiamo loro un’unita ` . blico-cristiana di Dio e a sostenere che tutto e Spinoza.da ISBN 97-888-201-2725-1 . dunque. Se la soordine di per se ` qualcosa che esiste in se ´ . una categoria mentale (dell’intelletto) con sull’abitudine e sulla credenza. (R. se per Hume e ` . ` sensibili. a parlar propriamente. essa e cui noi organizziamo il mondo dei fenomeni (delle percezioni). concepiamo solamente una cosa che esiste in ` esserci 5 tal modo da non aver bisogno che di se medesima per esistere. e ` una categoria applicabile solo ai L’io. Non si ` la cui natura e ` di riferire tratta di un io-sostanza di cartesiana memoria. diventa. Nello stesso tempo. identificata con Dio da Spinoza. Cio ` io? E vale anche per quello che Kant chiama «Io penso» (o «appercezione trascendentale»). questo munque. ` possibile dedurre che il concetto di sostanza e ` attribuibile solo a Dio. una ` unita ` ai singoli ragcategoria mentale con cui la mente organizza l’esperienza e da ` oggettiva diviene un’attivita ` unifigruppamenti di percezioni. poiche v’ha niuna cosa creata che possa esistere un sol momento senza essere sostenuta e conservata dalla sua potenza. non v’ha che Dio che sia tale. e ` oscuro da quello che e ` evidente nella nozione che abbiamo di ciascuna. vol. quindi non all’io. pp. arriva a demolire radicalmente la concezione bi` in Dio e che tutto e ` rigidamente necessario. L’anima. secondo Kant. unifica le qualita ` ` unificante. Ecco. L’anima: un’idea della ragione ` una sostanza: questa. Laterza. cio La sostanza. per arrivare a queste conclusioni. cofenomeni (al mondo dell’esperienza sensibile). infatti. II. per distinguere stenza. Nel che puo ` riguardo alla spiegazione di questa espressione: non aver bisogno che dell’oscurita ´ . non e ` un dato di fatto. allora. quello ch’e Quando noi concepiamo la sostanza. grazie alla quale e er quanto riguarda le cose che noi consideriamo come dotate di qualche esi` necessario che le esaminiamo qui l’una dopo l’altra. e non di se medesimo. E il caso di precisare che l’Io penso non si identifica con i singoli soggetti. parte I. E ` unificate da un io. ma e ` che caratterizza l’attivita ` unificante presente in ogni soggetto. cioe ` un’idea (idea di anima. TESTI A CONFRONTO T 1 ` sostanza Cartesio: Solo Dio e Spinoza.

cui sussistono quelle molteplici qualita supponendo una sostanza in cui sussistono il pensare. ma a una «collezione» di idee semplici. siamo inclini a pensarle come le azioni di ` appare tuttavia eviqualche altra sostanza. [c] Lo stesso accade riguardo alle operazioni della mente. ma non possiamo attribuirgli il valore di un supporto (sostegno) extra` di andare oltre i fenomeni. poiche ` dell’una si suppone che sia (senza conoscere cio che sia) il sostrato delle idee semplici che acquisiamo dall’esterno. ´ la sostanza corporea (il «sostrato delle idee semplici [d] Ne ´ la sostanza spirituale (il che acquisiamo dall’esterno») ne «sostrato delle operazioni che sperimentiamo in noi stessi») hanno come fondamento l’esperienza.. che chiamiamo spirito». «non abbiamo alcuna idea chiara e distinta». sebbene sia certo che non abbiamo alcuna idea chiara o distinta riguardo alla cosa che ipotizziamo come supporto. pero ` essere applicato a quella [c] Lo stesso ragionamento puo ` l’io. che chiamiamo spirito. [d] Da cio dente che. noi otteniamo una nozione della sostanza ´ come spirito tanto chiara quanto quella che possediamo del corpo. per le quali. il «ragionare».. la sostanza altro non e noi diamo a quell’insieme di idee semplici che appaiono costantemente associate. la pietra ecc.da ISBN 97-888-201-2725-1 . cui. il ragionare. come il cavallo. poiche ´ una nell’altra. infatti. tuttavia. 531-33) 5 10 15 20 J Lo sviluppo argomentativo Ricostruiamo i nessi logici fondamentali. il conoscere. [b] E nome di sostanza. sebbene le idee che abbiamo dell’uno e dell’altra non siano altro che la combinazione complessa o la collezione delle ` sensibili che siamo soliti trovare unite nella cosa molteplici idee semplici di qualita ´ non possiamo concepire come possano chiamata cavallo o pietra. non l’idea di sostanza. Locke.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza T 2 ` solo una nostra supposizione Locke: La sostanza e ` che una nostra costruzione mentale: e ` solo un nome che Secondo Locke. Milano. Bompiani. il «dubitare». non avendo altra idea o nozione sull’argomento se non di qualcosa in ` sensibili che colpiscono i nostri sensi. il temere ecc. 2008 . ci riferiamo a una serie di qualita ´ non percepiamo costantemente insieme e proprio perche riusciamo a capire come esse possano esistere da sole. Anche tale che chiamiamo «sostanza spirituale». quando parliamo una nostra supposizione: proprio perche ` sensibili che di «cavallo». non abbiamo alcuna possibilita sia per le cosiddette sostanze corporee sia per quelle spirituali. infatti. ma di cui non conosciamo nulla. [a] Quando parliamo di «cavallo». L’idea di tale supporto altro non e ´ non riusciamo a dotto di una supposizione: proprio perche pensare come possano delle operazioni mentali sussistere da sole e non capiamo come possano essere prodotte da un corpo o appartenere a un corpo. ne ` tale supporto che designiamo col comune e che da questo siano supportate. il «temere». e ´. non ci riferiamo a un’idea semplice. 8 & Loescher Editore. Sono que` senste idee semplici (che hanno come oggetto le «qualita sibili») che derivano dall’esperienza. il dubitare e il potere di imprimere un movimento. (J. ` nient’altro che il prodotto di [b] L’idea di sostanza. ipotizziamo che sussistono in un «soggetto» (sostanza) di ` . ma non il supporto extra-fenomentico di tali ` che il prooperazioni. " Una nostra supposizione ` anche l’esie stenza di una sostanza che pensa e dubita [a] Quando parliamo o riflettiamo riguardo a un genere particolare di sostanze corporee. 2004 pp. infatti. ossia il pensare. Esso facilita la nostra comunicazione. «siamo inclini a pensarle come le azioni di qualche altra sostanza. non e oggetto di esperienza: quello che noi percepiamo sulla base della nostra esperienza interiore sono delle operazioni mentali quali il «pensare». noi supponiamo che esistano in un soggetto sussistere da sole. cioe ` per nulla sostanza (la res cogitans cartesiana). e dall’altra si suppone che sia (con la ` che essa sia) il sostrato delle operazioni che sperimedesima ignoranza su cio mentiamo in noi stessi. Questo vale fenomenico: noi. giungendo alla conclusione che non sussistono per se stesse e non arrivando a conoscere in che modo appartengano al corpo o siano da esso prodotte. Saggio sull’intelletto umano.

argomenta che non c’e ´ non sono estesi. che pretendono di avere un’idea della sostanza delle nostre menti. altrimenti che per rassomiglianza? [.. a eccezione di quelli della vista e del ` collocarsi a destra o a sinistra di una pastatto. infine. che non soltanto cio ` dire che un oggetto non si trovi da nessuna deve esistere in questo modo. ne oggetti e queste percezioni.] Io esorto quei filosofi. ci informa che nessun oggetto esterno e farsi conoscere dalla mente immediatamente. inoltre. Questi sione.. i ` quali associano tutto il pensiero a una sostanza semplice e indivisibile. ma dove? " L’idea di estensione ` che non puo essere estesa ´ ogni idea deriva da un’impressione precedente. Una sostanza ` completamente diversa da una percezione. quando le sue parti non sono situate. ` bisogno di essere inerente a qualcosa (sostanza) e di Hume. 2) l’idea di sostanza non deriva da alcuna impressione. dicendo chiaramente in che ` forse un’impressione di modo agisca quell’impressione. se non impossibile. e tuttavia non essere in alcun luogo: affermo. quindi. sarebbe davvero difficile chiarire come tale idea (realmente estesa e. a concepirsi. a additare l’impressione che la produce. esistono ma essere in un luogo per esistere: i desideri... senza il frapporsi di un’immagine o 5 10 15 20 25 30 9 & Loescher Editore. La piu ` in grado di volgare delle filosofie. Ora. un argomento di grande efficacia: ` che considerato che l’idea dell’estensione. essendo una copia perfetta di un’impressione.da ISBN 97-888-201-2725-1 . e da che oggetto derivi. non puo essere estesa come l’impressione.. infatti. tuttavia e breve riflessione per mostrarci altrettante ragioni per biasimare i loro antagonisti. la sostanza immateriale). e nemmeno l’immaginazione puo tribuirgliene uno. in modo da formare una ` . lungi dal richiedere una particolare collocazione. e ` evidente che si tratta spondere alle nostre nozioni di contiguita delle nostre percezioni e dei nostri oggetti. dovremmo anche averne un’impressione. in modo da corrifigura o una quantita ` o distanza.] ` se proclamo una massima condannata da Dopo tutto questo. Percio ` noi non abbiamo alcuna idea di e una sostanza. stimata contraria ai principi della ragione umana. [. sostenendo che l’idea di sostanza non ha alcun ` semplice: 1) ogni idea deriva da un’imfondamento nell’esperienza. quando principalmente ritorna. Hume si domanda con ironia: detta anima spirituale si troverebbe alla destra o alla sinistra della percezione? " Quale sa- rebbe l’impressione originaria dell’idea di sostanza? P " I desideri esistono. all’infuori della percezione. e quali cause la producono? [. oppure ritorna a intervalli? Se a intervalli. 2008 . proprio perche non sono in alcun luogo. Questa mas` che un oggetto puo ` esistere. 3) dunque. Il suo ragionamento e pressione.L’essere e la sostanza PERCORSO TEMATICO 1 T 3 ` «alla sinistra Hume: La «sostanza immateriale» e o alla destra della percezione»? Hume prosegue e sviluppa l’indagine di Locke.] Ma. nessuno si stupira diversi metafisici. Il filosofo scozzese aggiunge. come puo ` un’imcosa assai difficile. una con l’altra. [. E ` dunque piacevole. Una riflessione morale non puo ´ un odore o un colore possono avere figura circolare o quadrata. ´ . ne ´ il tutto in rapporto agli altri corpi... o indifferente? Ci si sensazione o di riflessione? E presenta sempre. sima e `e ` possibile.] Di nulla noi abbiamo un’idea perfetta. sebbene da questo punto di vista non possiamo che condannare i mate` sufficiente una rialisti. Si puo parte. sono ` atcon questa assolutamente incompatibili. divisibile) possa avere a che fare con un «soggetto semplice e indivisibile» (l’anima. ma che la maggior parte degli esseri esiste e inoltre. Poiche pressione rappresentare una sostanza. se avessimo un’idea oiche della sostanza delle nostre menti. dolorosa. i quali associano tutto il pensiero all’estensione. l’idea di sostanza non ha alcun fondamento nell’esperienza. ad esempio..

un soggetto semplice e indivisibile) abbia un fondamento nell’esperienza: dai passi che hai letto ti risulta che il filosofo scozzese neghi anche l’esistenza di qualcosa di inesteso (immateriale)? 10 & Loescher Editore. e tutte le sue qualita `e ` l’estensione. Mobilita ` e separabilita ` sono le Questa figura e ` distintive degli oggetti. se preferite. pp. e tuttavia anche in tutte ` possibile rispondere a queste domande senza cadere di per se ´ le altre? Non e nell’assurdo [. l’idea proprieta ` soltanto la copia di un’impressione. Il soggetto indivisibile. Hume. Ora.. separabile. consiste di parti. 473-75. larghezza. e divisibile. e ` estesa. di due approcci che hanno come background due punti di partenza molto differenti: quali? O Hume in T3 nega che l’anima (una sostanza immateriale. 2001. Bompiani. oppure in quest’altra? Si trova in tutte le parti senza essere estesa? Oppure si trova in una parte soltanto. naturalmente. sinteticamente. la parabola del concetto di sostanza nella filosofia moderna. dunque. 167-69. o. e quindi deve concorstessa di estensione e ` dire darvi perfettamente. di lunghezza.]. puo ad accorpare un soggetto semplice e indivisibile a una percezione estesa. disposte tutte le sue qualita ` . e spessore: la terminazione di queste tre dimensioni e ` mobile. che questa stessa e ` questo il momento che il libero pensatore trionfi: avendo trovato che ci sono E ` chiedere ai suoi antagonisti come facciano impressioni e idee realmente estese.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza " Come conciliare l’idea di estensione con l’anima? ` soltanto una percedi una percezione. Trattato della natura umana. la sostanza immateriale. La percezione. E per tagliare corto con tutte le dispute. (D. Dire che l’idea dell’estensione concorda con qualcosa. 2008 . Si tratta.da ISBN 97-888-201-2725-1 . Tutti gli argomenti dei Teologi possono venire ritorti contro di loro.. in modo da consentirci la nozione di distanza e contiguita ` cio ` che chiamiamo figura. 480-81) 35 40 45 50 LAVORO SUL TESTO O Dalla «sostanza-tutto» alla «sostanza-nulla»: questa. si trova alla sinistra o alla destra della percezione? Si trova in questa parte. Milano. Il tavolo che mi si presenta proprio ora e ` sono le qualita ` di una percezione. la piu ` ovvia di zione.

ma. ed altri. ` e ` in Senza dubbio questa autoidentita ` del nostretta relazione con l’autoidentita stro corpo (il quale si modifica notevolmente nel corso della sua vita e cambia costante` comente le particelle materiali da cui e stituito).] La teoria ufficiale di Hume (se posso `) e ` che l’io non e ` nulla piu ` chiamarla cosı della somma totale (il fascio) delle sue ` volta – esperienze. Esse sono connesse all’idea delle es` l’io essenzialmente?» – e senze – «Che cosa e quindi a quella filosofia molto autorevole che ho chiamato «essenzialismo» e che considero erronea. Noi possiamo – e questo e l’importante – avere benissimo qualche piccola conoscenza su noi stessi. della copersona e della personalita ` fin troppo esposta al scienza e della mente.L’essere e la sostanza PERCORSO TEMATICO 1 FARE FILOSOFIA ` l’io? Che cos’e Rifletti sul brano seguendo gli spunti suggeriti. ma ognuno di noi e ` consapevole della sua di essere un io.. 2008 . Ryle: Gilbert Ryle (1900-76).. le domande del ` ?».da ISBN 97-888-201-2725-1 . Concordo con quanti dicono che questo modo di ` illuminante. suppongono che se parliamo dell’io come di una sostanza. e ognuno di noi e ` consapevole di avere una responsabilita morale per le sue azioni. La sua argomentazione e a mio avviso giustamente – a mostrare che le chiacchiere su un io «sostanziale» non ci ´ d’aiuto. T 4 ` del chiedersi «che cos’e ` ?» Popper-Eccles: L’inutilita Come sono valutate le teorie affrontate in questo percorso dai pensatori del nostro tempo? Iniziamo da Karl Popper. [.. Sia la conoscenza prescientifica che la conoscenza scientifica so- 1. e da John Eccles. non sono mai fruttuose. In questi termini ritengo che la questione sia ` formulata male. [. Hume.] Noi non solo siamo consapevoli di ` consapevole essere vivi. e non c’e bisogno di alimentare speculazioni su un ` . pur avendo suscitato molte tipo «che cos’e discussioni tra i filosofi. e parlare di un io. esprimersi non e possiamo parlare delle «nostre» esperienze.. filosofo analitico inglese.. da Ryle1 e da tanti altri) sulla questione se si possa o meno osservare il proprio io. ` stato scritto (da Hume. da [. Del mio presunto rapporto di proprieta gatto posso dire che «ha» un carattere aggressivo senza pensare che questo modo di ` (condire esprima un rapporto di proprieta trariamente a quanto accade quando parlo del «mio» corpo). al contrario di nonche quanto molti ritengono ancora. allora si ` dire che le proprieta ` (e le esperienze) potra dell’io siano «inerenti» ad essa. U na discussione sui temi dell’io. ` quanto basta per poter A mio avviso. della ` . Le domande del tipo ` ?» tendono facilmente a degene«Che cos’e ` in una discussione rare nel verbalismo – cioe sul significato delle parole o dei concetti ´ sulle definizioni. non sempre la cono` basata sull’osservazione (come scenza e crede tanta gente). simili discussioni e definizioni sono inutili. come ho indicato prima. che hanno scritto a due mani L’Io e il Suo Cervello. Ma. Cio ` alcun bra perfettamente naturale. e ` durante periodi di tempo consideidentita revolmente lunghi e nelle interruzioni della sua autoconsapevolezza dovute a periodi di ` sonno o di incoscienza. Ma cos’e come ho fatto notare spesso. 11 & Loescher Editore. ` mi semusando il pronome possessivo. e rischio di suscitare interrogativi come «Che ` l’io»? o «Che cos’e ` la coscienza?»..] Molto e Kant. Cio ` nonostante desono granche scrive ripetutamente le azioni come «derivanti» dal carattere di una persona. neurobiologo (premio Nobel 1963). Tuttavia. noto filosofo della scienza del XX secolo.

. 2008 . ossia che durante quella mezz’ora il mio io ha effettivamente & Loescher Editore. Fanz (1961) hanno mostrato che anche dei bambini piccolissimi fissano lo sguardo I Prova a riflettere sul brano rispondendo ai seguenti quesiti: `?»: si tratta della classica domanda con cui Socrate provocava i suoi interlocutori. Roma. una – «Che cos’e domanda che ha segnato il percorso di numerosi filosofi. diciamo mezz’ora. di – Secondo Popper ed Eccles. 126. Lo stesso Hume – avere cioe secondo gli autori –.J. Eccles. le nostre congetture. e ` un’identita ` che permane al di la ` dei periodi di sonno e di incoscienza. cioe consapevolezza del nostro io? – Siamo in grado di auto-osservarci? Secondo Popper ed Eccles. Ma io credo che le nostre ordinarie convinzioni riguardanti l’io esigano che diciamo dell’altro. (K. molto tempo prima di arrivare alla coscienza e alla conoscenza di noi stessi. L. 129-30. E conseguenza. 138) no largamente basate sull’azione e sul pen` siero: sulla soluzione di problemi. 136. Ritengo che una coscienza di se minci a svilupparsi attraverso la mediazione delle altre persone [.. ed eventualmente ad eliminare. e innegabile che le osservazioni svolgano un ` quello di porci dei ruolo. secondo me.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza su una rappresentazione schematica di un ` lunghi di volto per periodi di tempo piu quelli in cui fissano una configurazione di stimoli simile. L’Io e il Suo Cervello. poi viene notato di nuovo e torna nella luce della coscienza. Normalmente. invece. Sembra che vi sia un interesse innato per il volto umano: alcuni esperimenti condotti da R. di solito dei nostri genitori. del tutto infruttuosi: che cosa ne pensi? ` un fatto che ognuno di noi ha la consapevolezza di essere un io. L’ 12 io viene ignorato per un certo lasso di tempo. Popper . 137.. ma «insignificante». ma dalla mediazione delle altre persone (si pensi. ma questo ruolo e problemi e di aiutarci a saggiare in tutti i modi. pp. che – anche senza la pretesa di sapere che natura abbia questo io – noi abbiamo Sei persuaso. che pure riduce l’io a un fascio di percezioni e mette quindi in discussione la ` legittimo. in particolare.] Come otteniamo l’auto-conoscenza? Non per auto-osservazione.. Certo. I bersagli polemici sono Hume e Kant. ammette l’esistenza del carattere di una persona da cui derivano le azioni. Ma anche prima di acquisire la padronanza del linguaggio. Ti convincono i due autori? `. Armando Armando. Questi e altri risultati suggeriscono che i bambini molto piccoli sviluppano un interesse e una specie di comprensione verso le altre per´ cosone. al formarsi del concetto di «io» nel bambino): che cosa ne pensi? L’anima come sostanza Leggi il brano ed esprimi le tue riflessioni seguendo gli spunti suggeriti. 127. il bambino impara ad essere chiamato con il suo nome e ad essere approvato o disapprovato. siamo diventati consapevoli di altre persone. parlare – anche in tale approccio di Hume – del «mio» io. T 5 ´ non recuperare la concezione Barrett: Perche dell’io come sostanza? Il filosofo americano William Barrett prende nettamente le distanze dalle critiche della filosofia ` tratto da un suo libro moderna alla concezione sostanzialistica dell’io. si tratta di un tipo di quesito che suscita solo dibattiti inutili.da ISBN 97-888-201-2725-1 . [. R. la maggior parte delle conoscenze che abbiamo di noi stessi non deriva dall’auto-osservazione. 1982. C. Il brano che qui segue e che si intitola La morte dell’anima.] Le fasi successive di un tale processo dipendono molto dal linguaggio. di sostanza-io. Secondo Popper ed Eccles. ma divenendo un io e sviluppando teorie su noi stessi. ora (dal punto di vista dell’empirista ` dire altro se non che noi critico) non si puo possiamo pensare l’io in relazione agli eventi di quella mezz’ora.

La ` caratteristica di tale sostanza e ` il proprieta suo essere capace di un’esistenza separata. quasi inafferrabile identita tutti viviamo in una famiglia. Questi ` modificarla. oggi e ` l’idea passato ancora piu stessa di sostanza ad apparire traballante e ´ sarebbe senz’altro opportusospetta. questa seggiola o l’individuo Socrate. nella nostra vita quotidiana. Il colore di un oggetto per esistere deve inerire ` canell’oggetto stesso. forse ci conviene rivolgerci ad un Senonche ` lontano. piu ` persuasivo della lettura che dell’io fa Hume? I Ti convince questo recupero? Ti pare. che stanza. invece. alla ricerca di una sfuggente e ` . ma essa restera ` potranno bensı ` che riconoscibilmente la stessa: un’identita ` in quest’ultimo senso perdura nel tempo. Se esco per una mezz’ora. e ` ` pace di un’esistenza separata: e piu so´ il problema stanziale dei suoi colori. «il fenomeno del permanere dell’identita personale ci appare tutt’altro che problematico»? I I due approcci – quello di Popper e di Eccles. invece. l’oggetto. nonche ´ di persone che ci stanno piu quella che esse hanno di noi. Di fatto. Prendiamo in considerazione le seggiole e il tavolo presenti in questa stanza. ` persoIl fatto del perdurare dell’identita ` un elemento cosı ` macroscopico e nale e dominante della nostra comune esperienza che riesce difficile comprendere come la filosofia moderna abbia potuto ignorarlo. Noi siamo delle ` permanenti sia dal punto di vista identita fisico che da quello mentale. E che io intendo sottolineare il carattere sostanziale dell’io umano. senza? Il senso comune e l’istinto dicono di sı Nella prospettiva kantiana. pensera spaventoso arretramento sulle posizioni di Cartesio e sugli errori che ne sono scaturiti! ´ .da ISBN 97-888-201-2725-1 . a questa proprieta sostanza naturalmente si diede grande ri` di cui si aveva bisogno era un’asalto. I filosofi hanno parlato dell’io come se gran parte della nostra esperienza si svolgesse nel chiuso di una stanza. Laterza. Finche ` dell’anima occupo ` una podell’immortalita ` della sizione centrale. A giudicare dalla conoscenza che noi abbiamo delle ` vicino. riconosceremo pur sempre nel nostro io la stessa persona. in mezzo ad ` dell’identita ` personale amici. 125-26) I Siamo in presenza del recupero dell’idea di sostanza. pp. 1987. Per quanto noi cresciamo. Il senso comune qui e di Kant e al riguardo io preferisco schierarmi dalla parte del senso comune. una concezione dell’io o dell’anima ` concreta e sostanziosa di umana molto piu quella presente in Kant: l’anima come so` qualcuno. Barrett. ci sviluppiamo e cambiamo. ` . il senso comune e I In che senso Barrett si schiera dalla parte del «senso comune» contro Kant? ` I Sei d’accordo con Barrett che. (W. dall’altro – ti appaiono antitetici o ritieni che abbiano qualcosa in comune? 13 & Loescher Editore. da un lato. e qui la realta ` fondacostituisce un dato di fatto cosı mentale del nostro mondo che non si av` di farne l’oggetto verte neppure la necessita di una considerazione particolare. cioe ` «piu ` dogmatico» della posizione di Kant? I In che senso. in solitaria introspezione. quando torno tutto mi appare come prima. Ma seggiole e tavolo hanno continuato ad esistere durante la mia as`. si deve dire che nell’ambito dell’esperienza quotidiana il fe` personomeno del permanere dell’identita nale ci appare tutt’altro che problematico. ´ Barrett ritorna ad Aristotele ed evita il richiamo alla sostanza pensante di I Hai compreso perche Cartesio? `. Cio PERCORSO TEMATICO 1 nima sostanziale capace di sopravvivere alla dissoluzione del corpo. sicche no tornare per un po’ ad Aristotele per riconsiderarla adeguatamente. tutto quello che si ` che noi possiamo pensare che essi deve dire e abbiano continuato ad esistere durante la mia ` piu ` dogmatico assenza. secondo Barrett. in Quella che intendo proporre qui e breve. ` un Per Aristotele una «sostanza prima» e oggetto individuale concreto: questo tavolo. Che orrore!. Roma-Bari. Ma Aristotele mette in luce anche un’altra ` sostanza cio ` caratteristica della sostanza: e che permane indipendentemente dai cambiamenti che possono intervenire.L’essere e la sostanza continuato ad esistere e che l’autore di quei pensieri di fatto ero io. 2008 . e quello di Barrett. La morte dell’anima.

e che danno origine ad altre persone. tracciando dopo di esso ` a sua volta un terzo pensiero. The comparison of the theatre must not mislead us. 506-7. Le percezioni successive sono le uniche a costituire la ` dimente. l’anima una repubblica Hume: La mente e Hume conduce alle estreme conseguenze la critica lockiana al concetto di sostanza. qualunque sia ne la nostra propensione naturale per immagi` e identita ` . anche per ` una sorta di teatro.. i cui diversi membri sono uniti da reciproci legami del governo e della subordinazione. oppure dei materiali di cui si compone. queste idee. and draws after it a third.PERCORSO TEMATICO 1 L’essere e la sostanza L’anima e le percezioni Leggi il brano e rifletti sui problemi che emergono. that constitute the mind. passano. nor is there any single power of the soul. Un pensiero ne caccia un altro. Trattato della natura umana cit. in which the several members are united by the reciprocal ties or government and subordination..] Le nostre impressioni generano le loro idee corrispondenti. ` di posicombinandosi in un’infinita varieta zioni e di situazioni. che rimanga invariabilmente identica. arrivando ` personale». The mind is a kind of theatre. e non abbiamo nemmeno la piu stante delle nozioni del posto in cui queste scene vengono rappresentate. and mingle in an infinite variety of postures and situations. Our thougth is still more variable than our sight. [. pp. a loro volta. secondo te? ` I Prescindendo dalle conseguenze. glide away. where several perceptions successively make their appearance. I nostri occhi non possono ruotare nelle loro orbite senza variare le nostre perce` ancora piu ` variabile zioni. T 6 ` un teatro. in esso alcuna semplicita ´ identita ` in tempi differenti. or of the materials. nor identity in different. re-pass. One thought chaces another. dal quale e espulso. A questo riguardo. non potrei pa` appropriato ragonare l’anima a niente di piu di una repubblica o di uno stato. They are the succes- sive perceptions only. la stessa «identita Ecco un classico passo tratto dal Trattato della natura umana. and give rise to other persons. who propagate the same republic in the incessant changes of its parts. (D. un momento. addirittura a negare lo stesso «io». I cannot compare the soul more properly to any thing than to a republic or commonwelth.da ISBN 97-888-201-2725-1 . ne esiste nell’anima una singola potenza. nor have we the most distant notion of the place. le quali perpetuano la stessa repubblica nello scambio incessante delle sue parti. perphaps for one moment. where these scenes are represented. ti convince l’argomentazione con cui Hume demolisce l’identita personale? 14 & Loescher Editore. La mente e in cui diverse percezioni appaiono in successione. of which it is compos’d. pass. Hume. O ur eyes cannot turn in their sockets without varying our perceptions. ci sarebbero conseguenze – sia a livello individuale che sociale – tutt’altro che irrilevanti: quali.. In this respect. e i nostri sensi e facolta ´ contribuiscono a questo cambiamento. [. 2008 . whatever natural propension we may have to imagine that simplicity and identity. and these ideas in their turn produce other impressions. 522-23) I Se l’io fosse davvero un teatro di percezioni. Il paragone nare quella semplicita del teatro non deve confonderci.. and all our other senses and faculties contribute to this change. There is properly no simplicity in it at one time. ripassano. Non esiste propriamente ` in un dato tempo. by which it is expell’d in its turn. wich remains unaterably the same. Il nostro pensiero e ` della nostra vista.. producono altre impressioni.] Our impressions give rise to their correspondent ideas. scivolano via.

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