LINGUAGGIO ASTRALE

Pubblicazione Trimestrale del Centro Italiano di Astrologia

ANNO XXXII n. 126 Primavera 2002

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SOMMARIO
IL PROBLEMA ETICO 118 Dante Valente: Il Papa ha ragione.............................................................................................. 110 Glenn Perry: Verso un Codice Etico per gli Astrologi.......................................................... 113 Marco Pesatori: Minima Moralia. Etica e ruolo professionale dell’astrologo............ 110 Armando Billi - Claudio Cannistrà: Dialogo: la professionalità dell’astrologo ....... 244 Giancarlo Ufficiale: L’astrologo e la fine della vita ............................................................ 150 Risultati del VI esame albo professionale e nuovo bando ................................................ ASTROLOGIA MONDIALE 233 Julianne Evans: Ancora sul tema degli Stati Uniti d’America: cenni storici ............. 234 Dante Valente: Come trovare l‘ascendente degli Stati Uniti........................................... 212 Adriana Rampino Cavadini: Islam: dalla Luna a Plutone ..................................................

pag. 8 10 26 30 35 38 46 54 57

ASTROLOGIA CLASSICA 231 Mariano Aladren: Il significatore: un elemento dimenticato dalla tradizione ........ 66 411 Gary Warren Price: L’alcocoden e il suo uso .......................................................................... 85 405 Le carte divisionali vediche usate in astrologia occidentale............................................ 90 222 Daniele Duretto: L’astrologia quantistica ................................................................................ 92 237 Fulvio Mocco: L’energia della Fenice.......................................................................................... 103 412 Charles Ridoux: L’abbandono del potere: Carlo V, Napoleone, De Gaulle ................. 108 232 Isa M. Zanni: Fabrizio De André: studio astrologico ........................................................... 127 230 Lidia Fassio: Il progetto del Sole ................................................................................................. 143 CASA QUINTA 103 Asterischi............................................................................................................................................... 332 Liliana Cosentino: Sulle pietre preziose ................................................................................... 903 Lucia Biazzo: Poesie.......................................................................................................................... 902 12° viaggio-studio sotto il segno dei Pesci in Portogallo................................................. 520 “Linguaccia Astrale” - Gli insulti astrologici ........................................................................... 530 “Linguaccia Astrale” - Il mondo di Mirka................................................................................. ANGOLO DEI NEOFITI (A casa di Mercurio e di Urano) 602 Dante Valente: Didattica elementare........................................................................................ 633 A cosa servono queste ore planetarie (D.V.) ........................................................................... 620 VI esame per l’albo - Soluzioni ai quiz per la prova scritta .............................................. 370 La posta di Marco Pesatori............................................................................................................. 111 Computer club .................................................................................................................................... 152 155 158 160 163 164 172 174 178 183 187

CASA NONA 900 Liliana Livaldi Laun: Lilith in transito nelle dodici case astrologiche .......................... 191 950 Gracentro - Giornate internazionali di astrologia e cabala ............................................. 195 953 Claudio Cannistrà: Recensioni..................................................................................................... 198 960 Secondo congresso della Federazione Astrologica del Sud Europa (F.A.E.S.) ............ 200 980 Elenco Delegati e corrispondenti CIDA ................................................................................... 206

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Cara “Giuliapink” questo numero è dedicato a te. Ci sostiene la speranza che la tua bella anima, da qualche parte dell’Empireo o delle celesti sfere, possa ancora captare i nostri sentimenti, il nostro affetto e rendere meno penoso il distacco. Abbiamo avuto la fortuna, così rara, di avere fra noi una “Vergine ottimista“ come te, che ha fatto onore al suo segno. Ti sono grato per aver confortato me nella tua malattia (… dài, che ce la faccio!). Sò che non resterai inattiva e continuerai con nuovi mezzi a darci una mano e a sorvegliare sulle nostre sviste. Una volta di più constatiamo quanto siano inesorabili le leggi delle stelle, che pure amiamo; o forse ti hanno privilegiato rendendo più rapido il compiersi del tuo fato. Durante il ricovero ti sei preoccupata di inviarci in tempo due belle immagini laudative della nostra disciplina. Come vedi la prima campeggia già in copertina, e l’altra qui accanto.

Ciao Giulia… Giuliarosa Bigazzi Vincenzi (Castelbolognese, 22 settembre 1943 h 12.37, Bologna 13 marzo 2002 h 7), entrata nel corpus del CIDA con il concorso Voci nuove, è stata per lunghi anni efficiente Delegata per la Emilia nonché Consigliere e Tesoriere nazionale del CIDA. . Ha organizzato un prestigioso Congresso Nazionale a Bologna nel 1989. Ha ceduto ad una crudele malattia che in due mesi ha stroncato la sua pur grande vitalità, ma non il suo esemplare ottimismo. È stata preziosa collaboratrice della nostra Rivista, in cui ha profuso la sua lunga esperienza editoriale. Rimpianta da due bravi figlioli, dal nipotino e dal suo amato Vincenzo. Alla sua memoria sarà assegnato il premio Serena Foglia per il 2002.

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Argomento

Ecco come un importante Congresso Medico internazionale ha valorizzato i suoi contenuti ricorrendo ad una antica immagine di Astrologia Medica. (segnalazione di Giuliarosa Bigazzi)

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IN QUESTO NUMERO:
Abbiamo ricevuto numerosi commenti positivi sul numero precedente di LA, ma globali. Purtroppo non erano accompagnati da giudizi specifici sui singoli articoli come avevamo invitato a fare, per aggiustare il tiro in base alle richieste o alle necessità dei Soci. Stando alle poche specifiche pervenute dovremmo farcire la Rivista solo di Astrologia classica, visto che i suoi cultori sono più attenti. Per facilitare l’espressione del vostro parere – anche anonimo – abbiamo riprodotto a fondo Rivista una copia aggiuntiva dell’indice, affiancato da una colonna in cui esprimere un giudizio progressivo da 1 a 5 per i singoli articoli analizzati. Va ritagliata e inviata alla Redazione (via Monzambano 13, 20159 Milano). * * *

Il numero precedente era stato suddiviso coi criteri delle Case. Criterio in parte conservato, ma in aggiunta si sono raggruppati gli articoli per comunanza di argomenti, in modo che possiate confrontare suoni di diverse campane. In particolare sono stati disposti per blocchi logici – l’etica professionale, vista da un Californiano, e dai nostri Pesatori, Billi e Cannistrà – il problema della durata della vita, Giancarlo Ufficiale, Aladren e l’Alcocoden – il dilemma del “primo vagito” degli USA con aggiunta di dati sperimentali – Didattica elementare – Astrologia Classica

Buona lettura!

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La rocca di Angera (sul Lago Maggiore) ha una antica tradizione esoterica: già anticamente era sede di un culto mitraico. E nel 1300, assai prima dell’era ficiniana, compaiono nel Castello visconteo raffigurazioni zodiacali (v. particolare di Leone e Cancro con Sole e Luna)

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IL PROBLEMA ETICO

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Il Papa ha ragione (Dante Valente) Verso un Codice Etico (Glenn Perry) Minima moralia (M. Pesatori) La professionalità dell’Astrologo (Billi e Cannistrà) – La fine della vita (G. Carlo Ufficiale) – Esami e nuovo concorso per l’Albo

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Etica professionale

DANTE VALENTE

IL PAPA HA RAGIONE

L.A. 126-118

Dal suo punto di vista, naturalmente. Deve difendere una struttura da deviazioni nettuniane che possono sfociare in pratiche incompatibili per un buon cristiano. Analogamente avevano “ragione” gli Imperatori romani quando vedevano nei Cristiani una anomalia rischiosa per la sopravvivenza dell’Impero – anche se il calcolo si dimostrò infondato, in quanto a Costantinopoli il cristianesimo potè convivere per altri mille anni col potere imperiale – . Vale però la pena di sottolineare che il Santo Padre non ha emesso una bolla di scomunica, ha solo deplorato, e sappiamo che quasi ogni settimana emette una deplorazione: quindi semmai si tratta di peccati veniali, perché non viola nessuno dei dieci comandamenti. Non è neppure chiaro se il Papa faccia una distinzione fra consultanti e praticanti, che in teoria dovrebbero essere meno suggestionabili, come gli esorcisti. Ma su questo argomento è ritornato più volte e riteniamo che il Santo Padre abbia la vista acuta. Avvertiamo tutti, indubitabile, una crisi della fede: le cause possono essere varie, ma certamente incide molto il benessere: la religione impone delle rinunce, dei sacrifici, e i poveri ci sono abituati, mentre per i benestanti è davvero un grosso sacrificio (già il Vangelo lo prevede col cammello…); e dubito che i ricchi islamici in privato siano particolarmente osservanti … Tuttavia nel ricorso a pratiche mantiche non si tratta solo di infrangere le regole della morale cattolica, ma di insidiare la stessa religione, in alcuni casi di sostituire la religione con la magia. In tal caso entrerebbe in gioco, sia pure assai da lontano, il primo Comandamento. Sappiamo quanto la Chiesa – obtorto collo – abbia incorporato nei secoli riti pagani e pratiche esoteriche, sia pure incanalate verso i culti di Santi e Madonna. Il cattolicesimo in Brasile e nelle Filippine è a volte irriconoscibile. La Chiesa insomma aveva capito, o ammesso, che la necessità del mistero, del magico, è connaturato all’uomo, come lo è il bisogno di ossigeno, di cibo, di amore, di speranza; in definitiva è una semplice esigenza naturale dell’uomo. In particolare l’uso del ”latinorum” aveva una funzione magica, specie – paradossalmente – per chi non lo capiva affatto.

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La recente abolizione del latino, la semplificazione – anzi la comprensione razionale – delle formule, il prete rivolto al pubblico, i canti laicizzati con chitarrate varie, la tecnologia stessa, tutti questi fattori hanno sottratto ai fedeli quella quota magica che li teneva inconsciamente più avvinti. La Chiesa ha voluto “spiegare” quello che i fedeli preferivano restasse patrimonio esclusivo del mistero. E giustamente; ma come spesso succede, le cose “giuste” si possono rivelare controproducenti. Pertanto la “crisi della fede” per molti soggetti è anche una crisi di astinenza dal magico, tanto più intensa quanto più si estende l’ambito del razionale. La preghiera – almeno nella accezione utilitaristica così diffusa, – è una forma larvata di magia: riteniamo i Santi corruttibili o perlomeno cancerinamente sensibili ai lamenti, anziché capricorniani ministri di Dio che concedono solo ciò che è giusto, o al limite ciò che ci meritiamo.La differenza fra quel tipo di preghiera e la magia è un sottile diaframma: per ottenere un beneficio, nel primo caso si implora con le buone, nel secondo si pretende con le cattive. In entrambi i casi vogliamo qualcosa che non sappiamo conquistare con le nostre forze. L’indigenza ti permette solo la preghiera, il benessere ti permette anche il lusso della magia nera, che è una forma perversa di arroganza del potere. Un altro fattore che porta al magico- anomalo è l’eccesso di conoscenza: una contadina semi-analfabeta è di solito un’ottima educatrice e ha un rapporto più sano con la fede: non chiede ciò che non le spetta. Viceversa credo tutti abbiano verificato come le psicanaliste siano un fallimento come madri e spesso come mogli: frutto delle indecisioni dovute al troppo sapere, all’angoscia sugli effetti di ogni microdecisione famigliare, alla troppa consultazione di testi specialistici che ingigantiscono i problemi. Il risultato finale è una situazione nettuniana per cui si delega un’entità esterna per le decisioni. Ci spiace solo che questa ricerca del magico – così redditizia – sia diventata così esasperata da spianare la via a sciami di mistificatori e profittatori, a causa dei quali anche noi siamo finiti nel fascio comune. E non possiamo pretendere una distinzione, perché troppi maghetti affermano di praticare l’astrologia. Per fortuna possiamo vantare alcune sane differenze: – il CIDA insiste prioritariamente per il rispetto di un Codice Etico – fra le arti mantiche solo l’Astrologia permette anche un “consulto” di astrologi su un comune substrato ( e in questo è sicuramente scientifica) – l’età della nostra disciplina, nata spontaneamente sotto ogni cielo e latitudine– e quindi naturale – per cui ha superato il vaglio dei secoli, mentre tutte le altre forme mantiche sono svanite nelle nebbie dei tempi. Il nostro scopo non è de-siderare (ossia pretendere dalle stelle) ma con-siderare (…forzando l’etimologia), ossia vivere in armonia con esse.

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GLENN PERRY, Ph. D

VERSO UN CODICE ETICO PER GLI ASTROLOGI
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO

L.A. 126-110

Le norme etiche, eventualmente modificabili nel tempo, ma uguali per tutta la categoria, rappresentano una guida finalizzata a: 1) Formazione professionale consapevole dei propri limiti di competenza e supervisione nella pratica. 2) Servizio per il benessere del cliente nel rispetto dei suoi bisogni, valori ed autonomia. 3) Cautela nelle previsioni da offrire come gamma di possibilità in cui il lato positivo è sempre messo in evidenza. Una delle sfide più importanti che affrontiamo nel tentativo di guadagnare rispetto e credibilità coinvolge il senso etico. Sappiamo che l’astrologia come legittimo campo d’indagine non è accettata nella maggior parte di Istituti ed Università. In alcune comunità vigono persino leggi che proibiscono la pratica astrologica. Chi di noi la esercita può essere tollerato, ma c’è ancora il sospetto diffuso che siamo immorali, fraudolenti e distruttivi per il benessere sociale. Per colmare il divario tra astrologi e cultura dobbiamo essere preparati a dimostrare che non siamo contro la morale o pericolosi per la società. Certamente, dobbiamo continuare i nostri sforzi per dimostrare la validità astrologica attraverso la ricerca. Però, sebbene questa sia una condizione necessaria per essere accettati, non è sufficiente. Dobbiamo anche provare che chi esercita l’astrologia lo fa con sensibilità, seguendo determinati principi. Questo è un bene non soltanto per gli astrologi - ovviamente, vogliamo essere rispettati- ma anche per la più vasta società che serviamo. Più grande è la percezione pubblica della moralità degli astrologi, più largamente verrà usata l’astrologia. Ne risulterà un vantaggio per chiunque, ma al servizio di un bene più grande. L’essenza dei codici etici La prima cosa apprezzabile di un codice etico è quello di costituire una serie di direttive. Non si tratta di un insieme di leggi dogmatiche ed eterne trasmesse dall’alto e scolpite nella pietra. I codici etici rappresentano le aspirazioni o i principi ideali di

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una professione. L’obiettivo fondamentale per esercitare in modo etico è quello di accrescere il benessere dei nostri clienti. Tuttavia, l’interpretazione di un codice è diversa da persona a persona, e qualcuno potrebbe non approvarlo in toto. Ad un certo momento, l’astrologo può essere paradossalmente costretto a scegliere tra l’adesione ad un codice etico e il fare ciò che ritiene sia meglio nell’interesse del cliente. Teoricamente , tali conflitti sono presentati e discussi davanti alla collettività. Un codice etico è un documento dinamico passibile di espansione e revisione in linea con l’evolversi della materia.. E riflette, perciò, il livello di sviluppo della professione. I dibattiti e le discussioni sono necessarie perché ci portano verso un complesso di valori normativi. Un codice etico dovrebbe fornire agli astrologi una guida per un comportamento moralmente corretto nei riguardi del cliente. L’etica ha il compito di proteggere gli utenti dalla moralità individuale degli astrologi. Le relative norme tentano di stabilire i migliori o più adeguati principi morali e sono intese a sostituire i valori ora professati individualmente. Naturalmente, gli standard morali e il comportamento degli astrologi sono una questione privata nella stessa misura in cui lo sono per qualsiasi altra persona. Tuttavia, il problema sorge ogni qualvolta la condotta di un astrologo compromette le sue responsabilità professionali o riduce la pubblica fiducia nell’astrologia e negli astrologi. Ognuno di noi è responsabile verso gli altri; e la condotta di ciascuno ha ripercussioni sull’intero settore. La funzione dei codici professionali L’astrologia è un servizio per aiutare la gente a comprendere se stessa e a produrre decisioni consapevoli. Come tale, essa è giustamente considerata una delle professioni assistenziali, allo stesso titolo della consulenza, della psicoterapia, della psichiatria, e del lavoro sociale. Ovviamente, l’astrologia va oltre in quanto viene applicata alla finanza, al commercio, alla politica, e alla sociologia. Tuttavia, è giusto affermare che l’astrologia applicata include generalmente, in una maniera o nell’altra, la consultazione. Nell’arte della consulenza, i codici etici adempiono una certa varietà di funzioni. Il loro scopo basilare è, primo, educare i professionisti ad un valido comportamento morale. Riflettere sui principi aiuta coloro che esercitano ad espandere la propria consapevolezza e a chiarire i rispettivi valori professionali. Secondo, gli standard etici forniscono un meccanismo adeguato per garantire la responsabilità professionale. I consulenti sono obbligati a controllare non soltanto la propria ma anche ad incoraggiare la condotta etica fra i colleghi. Terzo, i codici servono come catalizzatori per migliorare la pratica. Quando gli astrologi interpretano ed applicano il codice, i problemi sollevati spesso aiutano a chiarire la loro posizione sui dilemmi che non hanno risposte semplici o assolute. Quando viene pronunciata la parola immorale, la gente spesso pensa a grandi violazioni di norme stabilite, come quando un consulente va a letto con una cliente

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o si mostra ubriaco durante una seduta. In realtà, la maggior parte delle violazioni etiche avvengono quasi inavvertitamente e sono così sottili che i professionisti non ne sono neppure consapevoli. Per esempio, un astrologo troppo ansioso di aiutare il cliente potrebbe dare consigli prima che questi abbia avuto l’opportunità di comprendere realmente e di riflettere sulle informazioni appena ricevute. Questo avviene con una certa frequenza soprattutto con i clienti affetti da dipendenza che abitualmente chiedono “Cosa dovrei fare?”. Tuttavia, dire al consultante cosa fare potrebbe derubarlo del suo potere di scelta e incoraggiarlo alla dipendenza in modo subliminale. Un codice di etica non dovrebbe imporre pesanti restrizioni ma piuttosto incoraggiare gli astrologi a mettere alla prova il loro pensiero e a controllare il proprio comportamento con i clienti a livelli sempre più sottili. Naturalmente, il miglior modo di mantenere una chiara posizione etica consiste nel chiedersi spesso: “Ciò che sto facendo è davvero nell’interesse dei miei clienti?” Col fornire un insieme di indicazioni e di valori, si incoraggiano gli astrologi a pensare più intensamente a ciò che stanno facendo e perché, e agli effetti potenziali della loro condotta sui clienti e sull’intera società. L’importanza della psicologia In ogni codice di etica la direttiva primaria è quella di non fare del male. Questo implica che gli astrologi dovrebbero sempre agire nel migliore interesse del cliente. Ma come si stabilisce il miglior interesse del cliente? Cosa significa, in realtà, l’espressione “non fare del male”? Secondo me, nuocere significa sfruttare o tradire la fiducia dei clienti o ledere i loro diritti e, così facendo, causare pene emotive ed infelicità. Questo può avvenire, per esempio, quando gli astrologi ingannano i clienti con annunci illosori; usano i clienti per soddisfare le loro esigenze sessuali; o li spaventano con interpretazioni dogmatiche eccessivamente negative. In altre parole, nuocere ai clienti significa influenzarli psicologicamente in modo distruttivo. Ne segue che l’ingiunzione non fare del male è implicitamente psicologica. La dimensione etica dell’astrologia è necessariamente interessata al benessere mentale ed emotivo del cliente. Questo non significa che l’astrologia psicologica dovrebbe essere preferita ad altri approcci, ma è bene che tutti gli astrologi, al di là del loro orientamento, siano sensibili ed attenti all’impatto delle loro parole sui clienti. Qualsiasi forma di astrologia che s’interessi del comportamento umano, della personalità, delle decisioni, delle pressioni dovute ad eventi esterni, o si preoccupi del futuro, si rapporta inevitabilmente con la psiche del cliente: i bisogni, le speranze, le paure, i desideri, le credenze, e gli obiettivi degli individui. Ogni volta che aiutiamo una persona a prendere una decisione, entriamo nell’area psicologica sia che lo riconosciamo o no. L’astrologia psicologica lo fa sistematicamente, ma chiunque faccia consulenza lavora con la psiche. E più restiamo inconsapevoli di questo, più grande è la possibilità di danneggiare, seppure inavvertitamente.

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Questo ci suggerisce che il nostro approccio all’astrologia – psicologico, tradizionale, vedico, cosmobiologico, uraniano, od altro – non dovrebbe, in definitiva, determinare la natura della nostra etica. E’ valido lo stesso nucleo di principi, indipendentemente dal tipo di astrologia praticata. Risultati personali di crescita Poiché spesso chiedono ai loro clienti di guardare in se stessi con onestà, gli astrologi devono essere aperti allo stesso genere di esame. Abbiamo bisogno di chiederci: “Sono in grado di aiutare qualcuno? Faccio quello che consiglio agli altri di fare?” Non basta conoscere la teoria astrologica per fare un buon astrologo. Se coloro che esercitano desiderano incoraggiare i loro clienti a crescere, devono essere inclini a favorire la loro crescita personale; devono “percorrere la strada, non raccontare parole”. Siamo una testimonianza di ciò che insegniamo? E’ improbabile che astrologi immobilisti, inconsapevoli, e resistenti al cambiamento siano in grado di ispirare i loro clienti ad effettuare scelte vitali. Nello stesso modo, abbiamo una responsabilità personale e professionale nell’impegnarci verso la consapevolezza dei nostri problemi vitali. Una volta Jung affermò che saremmo riusciti a guidare il cliente sul sentiero dell’individuazione soltanto nella misura in cui noi stessi lo avremmo percorso. Le aree cui noi restiamo attaccati o di cui siamo inconsci definiscono i limiti della nostra competenza. Gli affari incompiuti degli astrologi, i conflitti personali, le difese, e i punti vulnerabili alla fine riusciranno ad infiltrarsi nel lavoro con il cliente - la focalizzazione della seduta può passare impercettibilmente dall’incontro con i bisogni del cliente a quello con i bisogni dell’astrologo. I bisogni personali Una domanda critica per tutti gli astrologi è: “Che cosa ricevo, personalmente, in cambio delle mie consulenze?” Senza dubbio, ci sono molte risposte: un senso di soddisfazione per essere capaci di aiutare coloro che lottano per raggiungere l’auto-comprensione, gioia per la profondità e l’onestà del rapporto di consulenza, e così via. Il vantaggio, tuttavia, può essere seriamente compromesso quando gli astrologi, inconsciamente, usano i loro clienti per realizzare i loro bisogni. Per esempio, gli astrologi che hanno bisogno di sentirsi potenti o importanti possono incominciare a credere di essere indispensabili per i clienti o, peggio ancora, tentare di rendersi tali. L’impulso a dare consigli e il tentativo di dirigere la vita altrui può essere particolarmente dannoso perché favorisce l’eccessiva dipendenza e accentua la tendenza dei consultanti a guardare al di fuori di se stessi per ottenere risposte. Gli astrologi che dicono ai loro clienti cosa devono fare o gonfiano il proprio valore personale diminuiscono l’autonomia degli stessi e li invitano ad una crescente, futura dipendenza.

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Questo potrebbe andar bene per l’ego degli astrologi o per il loro portafoglio, ma non è necessariamente nell’interesse dei clienti. Quando gli astrologi hanno bisogni eccessivamente pressanti di approvazione e rispetto, possono controllare le loro sedute in modo da rinforzare continuamente tali bisogni. Per esempio, la lettura delle carte natali può degenerare in “rappresentazioni” in cui gli astrologi si sforzano di impressionare con l’accuratezza delle loro interpretazioni e la profondità delle loro spiegazioni. E poiché molti clienti tendono compulsivamente a compiacere gli altri, possono essere facilmente portati a prendersi cura dei bisogni dell’ego degli astrologi: “Oh, aveva proprio ragione per lo scorso mese, è successo davvero quello che aveva detto!” Gli astrologi che si sentono a disagio quando i loro clienti soffrono potrebbero essere portati a spingerli verso rapide soluzioni dei problemi o persino tentare di prendere decisioni al posto loro. “Faccia in questo modo,” sembrano dire, “così non devo sentirmi responsabile per la sua pena”. Se il cliente incoraggia questa tendenza esprimendo la sua gratitudine per tale genere di “aiuto”, allora il rapporto diventa una folie à deux . Naturalmente, gli astrologi hanno bisogni personali, ma questi non dovrebbero assumere la priorità durante le consultazioni astrologiche. Tutti vogliamo aiutare ed essere apprezzati per i nostri sforzi. E questo è legittimo. Ma impedire ai nostri bisogni di introdursi nelle nostre sedute professionali richiede una intenzione consapevole di mantenere quelli del cliente in primo piano. Se gli astrologi non si rendono conto della loro personale area di vulnerabilità (i loro bisogni perennemente non vissuti), i problemi personali si insinueranno e contamineranno il lavoro astrologico. Si tratta di qualcosa di immorale o soltanto di una cattiva consulenza? La risposta è entrambe. E’ immorale quando gli astrologi non riescono a prendere atto della supervisione 2 o ad acquisire la consapevolezza necessaria per evitare l’appagamento dei propri bisogni a spese dei clienti. Se essi si sottraggono ai problemi che provocano ansia nella loro vita, probabilmente saranno inefficaci nel consigliare ai clienti come affrontare problemi simili. Supponiamo che una persona con la Luna quadrata a Saturno stia tentando di affrontare i suoi sentimenti di abbattimento e disperazione. Come potete aiutarlo a esplorare in maniera profonda tali sensazioni se, nelle vostra vita privata, siete compulsivamente impegnati nel rallegrare chiunque? Gli astrologi devono essere consapevoli delle loro ferite, punti deboli, e “pulsanti rossi”, in modo che le zone difficili non compromettano indebitamente la loro capacità di rendere un servizio. Le ferite non rimarginate degli astrologi spesso si riflettono nei clienti. Quando i clienti rappresentano qualità che sono riluttanti ad accettare in se stessi, gli astrologi potrebbero tentare di soggiogare tali persone con il pretesto di conoscenze trascendentali. “So tutto sulle sue vite passate, sulle sue ferite infantili, e sul suo destino futuro; so tutto quello che lei ha bisogno di conoscere”. Quando un astrologo è troppo investito della sua missione di aiutare, curare, o trasformare il cliente, il potere esterno diventa un sostituto di quello interno, cioè si cerca di imporre al cliente

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quel controllo che non si è capaci di esercitare su di sé. In tal caso, gli astrologi possono mostrare impazienza, fastidio, e persino ostilità verso quelle persone che si sono impegnate ad aiutare. Valori personali Poiché il problema dei valori pervade il processo di consulenza, il come gli astrologi lo affrontano può avere dei risvolti etici. In genere, essi dovrebbero essere consapevoli dei valori che professano ed evitare di imporli ai propri clienti. Definiamo ciò che io intendo per valori. Primo, non intendo quelli della 2ª casa che si riferiscono al merito e all’importanza di qualcosa per il possessore; tali valori sono pertinenti a ciò che vorremmo possedere, avere, o godere, come un’automobile. Sto parlando del tipo di valori della 9ª casa; i quali sono relativi ai principi, agli standard o alle qualità che sono considerati meritevoli o desiderabili. Non è né possibile né auspicabile per gli astrologi essere neutrali in questo campo, ma non è compito loro persuadere i clienti ad adottare un determinato sistema di valori. Se si è professionalmente competenti e non missionari di un qualche credo, è essenziale mostrarsi aperti ma non coercitivi. La sfida per noi consiste nell’usare i nostri valori in modo da rendere la seduta più significativa senza sfruttare la vulnerabilità del cliente, e abusare così del nostro potere. In altre parole, gli astrologi non dovrebbero “organizzare il viaggio” per i loro clienti attraverso il tentativo di persuaderli sul “giusto” modo di pensare, sentire, o agire. Supponiamo che venga da voi una donna sposata, con il Saturno congiunto a Plutone in 7a casa, entrambi in quadrato a Giove nella 4a. E’ stata educata con rigidi principi religiosi che le proibiscono di divorziare dal marito malgrado questi abbia ripetutamente violentato la loro figlia dodicenne. Le vostre convinzioni spirituali sono di un eclettismo New Age con una consistente spruzzata di femminismo. Come l’avreste consigliata? Viene a consultarvi una ragazza sedicenne sessualmente attiva. Il suo ragazzo ne ha 15, ed entrambi sono contrari ai contraccettivi perché li considerano innaturali. Il suo tema rivela un T-quadrato: Giove congiunto a Venere in 5a casa con entrambi i pianeti in quadrato ad una opposizione tra Marte in 8ª casa e Pluto in 2ª. Lei dice che se rimarrà incinta “naturalmente abortirà” ma supponiamo che voi consulenti siate fortemente pro-vita. Sembra che il suo tema sia predisposto per una gravidanza illegittima in attesa di avverarsi. Che cosa le direste? Una persona di razza bianca ha Saturno congiunto al Sole in 11ª casa, con entrambi i pianeti opposti a Plutone. Sospettate che sia un razzista. Vi racconta che la figlia di 25 anni è fidanzata con un americano di origine africana e che, per tal motivo, ha minacciato di escluderla dal testamento se si sposerà con lui. L’uomo non sa che voi stesso siete coinvolto in un matrimonio interrazziale. Cosa gli consigliereste? Ovviamente, le vostre opinioni sul fondamentalismo, l’aborto, e il matrimonio interrazziale avranno senz’altro un peso sulle vostre capacità di consigliare tali

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clienti. Li indirizzereste verso qualche altro professionista? Li aiutereste a comprendere la base psicologica del loro comportamento, come è simboleggiato nelle loro carte natali? Potreste controllare i vostri sentimenti di antipatia? O vi trasformereste in un astrologico “Dr. Laura” e li truffereste con alcune interpretazioni assortite? Essere aperti verso i clienti che professano principi diversi non implica che dobbiate accettare tali principi: sottintende, invece, una sicurezza sufficiente a non farvi sentire minacciati per il fatto che state in effetti ascoltando e tentando di capire quei valori e il modo in cui quelle persone vi sono arrivate. L’ideale sarebbe discernere il significato che quei valori rappresentano per i clienti ed in seguito comunicare tale comprensione. Questo tipo di accettazione esige la volontà di permettere alla gente di essere quello che è, senza bisogno di convincerla a vedere la vita come la vedete voi. Quando i vostri principi sono collegati ai problemi con cui i vostri clienti si stanno misurando, è cosa saggia ammetterlo lealmente. Se siete partner in un matrimonio interrazziale ed il vostro cliente è un razzista bianco che lotta per accettare il fidanzamento di sua figlia con un afro-americano, non gli servirà che voi nascondiate la vostra posizione sui pregiudizi razziali. La chiave sta nell’offrire compassione, non coercizione. Sono necessari onestà e coraggio per ammettere che i vostri principi influenzano le vostre modalità di lavoro su certi problemi. L’introspezione e la rivelazione di voi stessi possono indicare ai clienti come riflettere sulla natura dei loro valori. Limiti di competenza Una norma etica, in qualsiasi campo, è quella che invita i professionisti ad esercitare soltanto nei limiti della propria competenza – basata su cultura, preparazione, esperienza monitorata, ed adeguata esperienza professionale. Tuttavia, c’è scarsa preparazione accademica di tipo formale in astrologia (con l’unica e benvenuta eccezione del Kepler College), perciò il nostro settore è caratterizzato da una precisa mancanza di limiti professionali. Con quali criteri ci si può considerare astrologi professionisti? A differenza dei settori collegati, ci sono pochissimi programmi di preparazione che richiedano l’internato o forniscano una supervisione. E non ci sono istituti appropriati in grado di concedere facoltà di esercizio e certezza che i professionisti abbiano raggiunto almeno gli standard minimi di preparazione e competenza. Come risultato, chiunque può definirsi astrologo e molti fanno tutto ciò che vogliono – astrologia oraria, elettiva, finanziaria, commerciale, rilocazionale,* consulenza. Eppure, ciascuna di queste sotto-discipline richiede una considerevole specializzazione. Dovrebbe, perciò, essere evidente che prima di offrire consigli ai clienti in aree specialistiche poco conosciute dobbiamo fare i passi necessari per assicurarci una competenza adeguata attraverso una corretta istruzione, il tirocinio e la supervisione durante la pratica.

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Questo implica inoltre che, quando sorgono problemi astrologici al di là della portata della preparazione e dell’esperienza dell’astrologo (per esempio, domande di astrologia medica, rilocazionale oppure oraria), questi dovrà indirizzare i clienti verso altri professionisti esperti in tali materie. Talvolta, i problemi possono andare al di là di qualsiasi servizio di tipo astrologico. Per esempio, un cliente potrebbe essere clinicamente depresso, aver bisogno di terapia matrimoniale, o avere problemi di alcolismo. Tuttavia, i clienti possono insistere nel volere che siate voi a spiegare i motivi e a fornire la soluzione ai loro problemi come appaiono (così pensano) nelle loro carte natali. In tal caso, sarebbe immorale procedere oltre la singola sessione. Gli astrologi dovrebbero essere bene informati sulle risorse di riferimento e suggerire alternative – come uno psichiatra, un terapista matrimoniale, o un Programma in 12 fasi – ogniqualvolta si renda necessario. Benessere del cliente Durante la classica interpretazione del tema natale, gli astrologi forniscono tutta una gamma di servizi: ● Aiutano le persone a riconoscere le loro potenzialità e le loro doti ● Forniscono un’analisi approfondita sulle sfide psicologiche ● Spiegano i modelli di crescita e di sviluppo ● Confermano l’autoconoscenza ● Suggeriscono lo scopo vitale ● Inquadrano i periodi di crisi e di opportunità ● Illuminano sul significato di una particolare esperienza o fase della vita ● Forniscono una guida sui tempi o sulle decisioni circa il particolare evolversi di un’azione. Quando gli astrologi si rivolgono ai singoli o alle coppie per trattare uno qualsiasi di questi punti, fanno consulenza. Ma qualsiasi tipo di astrologia venga praticato è irrilevante ai fini della domanda se si sta facendo consulenza astrologica. E’ importante riconoscere che l’etica di consulenza non è limitata soltanto all’approccio pscicologico. C’è una domanda chiave alla base di un’importante preoccupazione etica: Che cosa è in funzione dell’interesse e del benessere del cliente? Qualcuno potrebbe affermare che gli astrologi dovrebbero incoraggiare la crescita e lo sviluppo del consultante per evitare di favorire la dipendenza nel rapporto. Sostenere l’autonomia dei clienti significa promuovere la loro capacità di autodeterminazione. Il rispetto per l’autonomia implica il riconoscimento del diritto altrui a scegliere e ad agire secondo i propri desideri. Come astrologi, è necessario che appoggiamo la capacità decisionale dei nostri clienti. Spesso, avviene proprio il contrario. Questo è un problema estremamente delicato, poiché molti clienti ed astrologi credono che il massimo fattore determinante per un cliente dovrebbe essere, per esempio, “la carta natale dice che la sua Luna è congiunta a Plutone in 8a casa; lei dovrebbe fare il terapista, “oppure “il Marte progresso è congiunto al suo Mediocie-

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lo; lei dovrebbe dare inizio alla sua attività”. In molte occasioni, futuri clienti mi telefonavano per farmi comunicazioni del tipo, “Sto pensando di divorziare da mio marito; vorrei sapere se il mio tema dice che dovrei farlo”. Perché i clienti insistono a credere che possiamo trovare tali risposte in una carta natale? C’è l’implicito presupposto che gli strumenti da noi usati per fare consulenza siano migliori di quanto in realtà non siano. Noi vogliamo che gli oroscopi diano risposte chiare ed inequivocabili a tutte le domande dei clienti. Ma siamo onesti; in quasi tutti i casi (eccettuata l’astrologia oraria), non succede. Possiamo proiettare la risposta nell’oroscopo: “Oh, il prossimo mese Plutone di transito sarà in opposizione alla sua Venere. Si tiri fuori da questo matrimonio prima che sia troppo tardi!” Ma in realtà, questo transito può preannunziare una trasformazione riguardo il tipo di intimità della cliente. Che ne potrà beneficiare soltanto se è sposata. Come facciamo a saperlo? Una cosa è certa: la carta non ce lo dirà. Forse, la cosa migliore cosa consiste nell’aiutare i clienti a restare con le loro domande lasciando che le risposte emergano, in modo naturale, dalla profondità delle loro anime. Se decidiamo al posto loro piuttosto che con loro, li derubiamo del loro potere. Da questa prospettiva, potrebbe essere immorale dire ai clienti ciò che dovrebbero fare nell’ambito dei rapporti, carriera, trasferimenti, sesso, finanza, o in qualsiasi altro campo. L’astrologo può chiarire i temi visti nella carta, fornire un’analisi approfondita della natura dei conflitti, porsi in empatia coi dilemmi del cliente, o anche raccomandare un percorso di azione, ma dovrebbe anche rispettare ed appoggiare le capacità decisionali del cliente. La consulenza include anche aspetti più tradizionali e direttivi dell’astrologia: Ciò sottintende il consigliare i clienti circa i tempi e le decisioni. Tuttavia, il dare spesso delle “indicazioni”, è diverso dal dire ad una persona ciò che deve fare. Certamente, è una distinzione sottile – ma cruciale. E’ particolarmente importante accettare l’intrinseca ambiguità del simbolismo del tema quando si consigliano i clienti su specifiche azioni da intraprendere. Come tutti sappiamo, qualsiasi configurazione astrologica ha molteplici sfaccettature; e può manifestarsi in infiniti modi. Così pure, non sappiamo mai con certezza cosa accadrà e, di conseguenza, quale azione concreta una persona dovrebbe compiere per sfruttare un’opportunità o per apprestarsi ad un periodo di sfide. Questo non vuol dire che non dovremmo dare consigli. Significa, tuttavia, che dovremmo farlo con umiltà e rispetto per i misteri del cosmo: l’Universo potrebbe benissimo avere delle intenzioni per i nostri clienti che noi, come astrologi, non possiamo scandagliare. L’incapacità di prendere tali precauzioni fu uno dei motivi per cui, nel 17° secolo, l’astrologia perse il pubblico favore. L’importanza dell’ascolto Nel mio lavoro con i clienti, mi preoccupo specialmente di evitare l’uso dei “significatori universali” come ogni, sempre, mai, certamente, qualsiasi, nessuno, o vuote

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affermazioni che implicano risultati definiti e concreti. Io cerco di far sapere ai miei clienti che è impossibile per l’astrologia avere certezze assolute sui profili delle personalità o sugli eventi predestinati. Quando incominciai a studiare astrologia, pensavo che le posizioni planetarie nei segni, le case e gli aspetti avessero significati chiari e distinti. Tuttavia, dopo quasi 30 anni di esperienza mi sono convinto che il significato di una carta è intrinsecamente complesso e multidimensionale. Questo è parzialmente dovuto al fatto che una qualsiasi parte del tema è sempre il pezzo di una storia più grande. E tale storia emerge dalle modalità con le quali è organizzata la carta nel suo intero. In altre parole, gli archetipi planetari sono multivalenti; essi si combinano in diversi modi per produrre una varietà di espressioni apparentemente senza fine. Così, non si può mai essere del tutto certi di cosa significhi una data configurazione planetaria finché non si colloca nella storia generale della vita del cliente. In un tema, ogni cosa influenza qualcos’altro, e più importante ancora, i significati cambiano in maniera da riflettere nel tempo la realizzazione delle potenzialità del cliente. Perciò, credo che l’abilità più notevole per un astrologo sia quella di ascoltare. Se non ascolto, io sono soggetto a proiettare sulla carta del cliente i significati che presumo siano veri (è scritto nel tema), senza preoccuparmi di indagare se la mia interpretazione sia in realtà adeguata all’esperienza del cliente. L’ironia è che gli astrologi possono offrire ottime interpretazioni che riflettono un’accurata comprensione del simbolismo del tema; tuttavia, se questo tipo di interpretazioni cade al di fuori del campo di esperienza del consultante, esso è del tutto inutile. Una configurazione planetaria (segno, casa, ed aspetti) può manifestarsi in un’infinita varietà di modi ed essere ancora vera in se stessa. C’è una moltitudine di comportamenti, credenze, sentimenti, caratteristiche, ed eventi che esprimono la stessa configurazione planetaria – così enorme, infatti, che selezionarne uno adatto all’esperienza del cliente è maledettamente difficile, ammenocché non lo si ascolti. I significatori indeterminati Noi ci sentiamo su un terreno eticamente più sicuro quando usiamo termini a risposta multipla e indeterminati come è possibile, potrebbe, forse, e probabilmente sforzandoci, ogni volta, di ancorare queste affermazioni a studi di ricerca. Questo, per evitare certezze senza garanzia e interpretazioni dogmatiche di variabili . Credo che sia immorale per gli astrologi arrogarsi il diritto di prevedere eventi futuri in grado di far preoccupare il cliente – come prevedere che dovrà affrontare una crisi di malattia, un crollo finanziario, che non si sposerà mai o non avrà figli, o che qualcuno potrebbe morire in un tempo ben preciso. Qui, la parola chiave è rigidità: gli astrologi non dovrebbero fare affermazioni perentorie circa gli eventi negativi. Non è immorale consigliare cautela, esprimere interessamento o indagare sulla possibilità che le cose potrebbero non andare se-

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condo i desideri del cliente. Questo non preclude l’informazione di risultati negativi o non auspicabili. Piuttosto, i significatori come sarebbe possibile, potrebbe, è probabile semplicemente ricordano agli astrologi di sottolineare il concetto che l’astrologia non è un sistema infallibile, deterministico o fatalistico, che elimina la scelta personale e la responsabilità individuale. Similmente, aiutare i clienti a vedere la potenzialità di crescita in una situazione difficile non esclude, in alcun modo, l’informazione dei probabili pericoli di un particolare aspetto. La varietà dei significati del tema Dopo 30 anni di consulenza, sono giunto alla conclusione che le variabili del significato di una carta sono intrinsecamente ambigue ed operano in un continuum, e che il ritratto del cliente impresso sul tema riflette il suo livello di maturità, integrazione psicologica, e grado di autorealizzazione. Un esempio lo potrebbe chiarire. Immaginiamo una donna con Marte opposto a Plutone nella carta natale. Il suo astrologo afferma: “La gente con questo aspetto ha quasi sempre sentimenti di rabbia radicati nel profondo che, alla fine, erompono in maniera distruttiva. Inoltre, ho constatato che tutte le donne con questo aspetto hanno problemi con uomini facili alla collera, molti dei quali ad un certo momento diventano violenti”. Se la donna in questione è impressionabile, essa può giustamente sentirsi allarmata di fronte a tale analisi. L’interpretazione in sé non è necessariamente sbagliata, ma è incompleta ed espressa con certezza infondata: l’astrologo usa significatori generali come “[quasi] sempre” e “tutte” e fa un’asserzione abbastanza rigida circa un evento negativo - coinvolgimento con uomini collerici e violenti. Tuttavia, supponiamo che la nostra donna con il Marte-opposto-a-Plutone sia una persona straordinariamente forte dedita al suo sviluppo spirituale, mentale e fisico. Segue un corso di aikido, un’arte marziale giapponese che usa i principi di non-resistenza per indebolire un avversario. Pratica la meditazione Vipassana ed ha imparato a trasformare i suoi impulsi marziani in potenti alleati. E’ acutamente consapevole del proprio e dell’altrui potenziale aggressivo (Marte), e sa come affrontare situazioni implicitamente pericolose. Questo funziona particolarmente nell’ambito della sua carriera in campo finanziario (Plutone). Ha un lavoro indipendente in qualità di competitiva speculatrice in mercati azionari volatili, e usa il suo istinto per azioni decisive e trasformatrici in un mondo con potenti interessi in gioco. Tutto ciò rappresenta una positiva integrazione del suo Marte-opposto-a-Plutone. Ora, se lei dovesse usare questo aspetto per trarne vantaggio anche in altri settori vitali, non si identificherebbe con l’interpretazione del suo astrologo e potrebbe ritenersene offesa. Interpretazioni rigide e sbagliate di questo tipo possono danneggiare sia il cliente sia la sua percezione dell’astrologia. Per tale motivo è importante far sapere ad un cliente che il significato di un aspetto può variare in un continuum di possibilità - da quelle integrate a quelle non-integrate.

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I clienti si evolvono attraverso una serie ininterrotta di potenzialità. Le modalità con cui esprimono un aspetto durante gli anni venti possono essere radicalmente diverse dal come lo esprimeranno nei quaranta. Senza un dialogo adeguato, gli astrologi non possono sapere come i clienti manifestano il loro tema. Essendoci la possibilità di influenzare negativamente attraverso interpretazioni dogmatiche, negative e sbagliate, gli astrologi devono cercare di conoscere i loro clienti per fornire interpretazioni che offrano un’appropriata gamma di significati. E’ particolarmente importante presentare ciò che io chiamo “un’anteprima di future attrazioni” – la più alta ed integrata espressione di un aspetto psicologico.4 Come si sentirebbero, penserebbero, agirebbero i clienti se si rendessero conto del pieno potenziale dei loro modelli zodiacali? Quale genere di avvenimenti e di rapporti sarebbe rispecchiato da questa integrazione? Gli astrologi non dovrebbero rifuggire dall’indicare le possibili difficoltà, sebbene sia importante mostrare, nello stesso tempo, la via verso la soluzione. Forse la funzione più utile della consulenza astrologica consiste nel dare speranza. Esprimendo la sua fede nella capacità individuale di superare qualsiasi difficoltà possa sorgere, l’astrologo fornisce al cliente il potere di affrontare il futuro In breve, i clienti dovrebbero sentirsi incoraggiati da una consulenza astrologica, non scoraggiati. Asserzioni circa le vite passate Se gli astrologi non sono in grado di sapere (senza dialogo) come i clienti vivono i loro temi in questa vita, come possono presumere di conoscere il modo in cui una carta natale rispecchia una vita passata? Quando gli astrologi fanno dichiarazioni sulle vite passate dovrebbero rendersi conto che le loro interpretazioni sono ipotetiche. Comportarsi diversamente significa insinuare un’idea sbagliata sulle tecniche e le interpretazioni astrologiche. Sono esterrefatto quando su un testo astrologico si legge che questo o quell’altro aspetto astrologico significano qualcosa di relativo ad una vita passata. Gli autori diffondono dappertutto queste interpretazioni come se realmente vedessero il comportamento o le esperienze del cliente in una precedente incarnazione. Per quel che so, nessuno ha mai effettivamente osservato la vita passata di qualcun altro. Non sto contestando l’esistenza di vite precedenti in sé, soltanto la pretesa che si possono estrarre le informazioni relative dai temi natali. Personalmente, credo nelle vite precedenti e nella dottrina del karma. Tali dottrine sono radicate nelle ricche tradizioni spirituali dell’Oriente e sono stati esposti avvincenti argomenti pro-reincarnazione in seguito ad indagini relative alle apparenti memorie di vite passate 5 e alle terapie basate su vite precedenti.6 Sembra ragionevole che il tema natale rifletta modelli karmici maturati in altre vite – ma esattamente come? Una cosa è asserirlo filosoficamente; tutt’altra cosa affermare che gli astrologi possono conoscere la logica delle vite passate, nascosta entro i misteri della carta natale.

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Chiunque conosca l’astrologia può osservare una carta ed imbastire una storia plausibile su quello che potrebbe essere accaduto in una vita precedente. Poiché l’astrologia è un linguaggio simbolico, è facile proiettare i significati che sorgono interamente dall’immaginazione dell’astrologo. Il problema si aggrava quando gli astrologi dichiarano che i clienti hanno fatto o sperimentato qualcosa di negativo in una vita passata. Tali affermazioni possono produrre paura e sensi di colpa. Per esempio, una cliente potrebbe rivelare una storia di abusi sessuali che hanno inizio con il padre. L’astrologo che vuole disperatamente dire qualcosa di significativo, afferma inconsideratamente: “Lei ha Saturno in 8ª casa quadrato a Marte nella 10ª. Questo significa che lei ha abusato del suo potere sessuale in una vita precedente, Ecco perché ne è vittima durante l’attuale incarnazione”. Certo, questo è plausibile; potrebbe essere vero. Ma tale informazione non è utile (biasima la vittima), ed è anche fuorviante in quanto tale giudizio implica che c’è un qualche tipo di prova cosmica come fondamento della veridicità dell’affermazione. La cliente è indifesa: non ha modo di confermare se l’interpretazione è vera. Se è vulnerabile al senso di colpa, il che succede abitualmente con le vittime di molestie sessuali, allora è incline ad accettare acriticamente l’interpretazione- a suo discapito. In effetti, si potrebbero inventare molte storie ugualmente plausibili. Leggere le vite passate negli oroscopi è una forma di ragionamento a priori, e promuove la falsa impressione che l’astrologia sia in grado di fornire precise conoscenze circa i misteri dell’esistenza individuale a coloro che la esercitano. Personalmente, credo che gli astrologi inventino tutto quanto. Certo, si può sempre dire che tali informazioni derivano dalla psiche. Tuttavia, se è così, non si tratta di astrologia e tali informazioni dovrebbero essere differenziate da quelle di derivazione astrologica. Allora sorge un’importante domanda: a chi servono queste affermazioni? Fino a qual punto sono proiezioni della fantasia degli astrologi? Aiutano il cliente o servono soltanto l’impulso inconscio dell’astrologo al potere? In una recente conferenza, mi è stato riferito che un astrologo presumibilmente “sensitivo” aveva detto a tre clienti di fila (tutte donne) che erano state vittime di abusi sessuali in vite precedenti. Quando, più tardi, quelle clienti discussero tra loro i contenuti delle analisi fatte dallo stesso astrologo, rimasero sbalordite nello scoprire che a tutte era stata detta la stessa cosa! Benessere del cliente e previsioni Quando gli astrologi presumono di sapere se due persone sono destinate a stare insieme, dove qualcuno si trasferirà, la carriera adatta per un cliente, o qualsiasi altra cosa, essi non stanno ingannando soltanto il cliente, ma anche se stessi. Ancora peggio, stanno inconsapevolmente sabotando l’indipendenza dei loro clienti con l’implicazione che questi dovrebbero affidarsi all’astrologia per avere direttive. Di nuovo, non discuto contro le forme direttive di astrologia quando gli astrologi consigliano i clienti sulla cronologia dei tempi e li aiutano a prendere decisioni. Tutta-

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via, è importantissimo informare umilmente i clienti che l’astrologia non fornisce per niente risposte precise. Al massimo, la carta accenna, suggerisce, allude a diversi possibili risultati. E’ necessario restare consapevoli della differenza tra l’aiutare il cliente ad esplorare le opzioni disponibili e il dirgli che cosa fare..7 Una malattia professionale, epidemica nella nostra attività, è la hubris – arroganza. Il potere proiettato sull’astrologo da un cliente può essere intossicante. Come una droga, tende a gonfiare la nostra stima sul valore e sulla validità delle nostre opinioni finché, alla fine, le nostre interpretazioni cessano di essere astrologiche e diventano semplicemente narcisistiche. Si consideri questo esempio: un cliente va da un astrologo perché è preoccupato per la sua carriera. Sente che le cose stanno per cambiare, tuttavia è incerto sulla direzione da prendere. L’astrologo guarda la sua carta natale e dice: “Il Saturno di transito in 4ª casa si oppone al suo Marte in 10ª. Non cerchi di espandere i suoi affari in questo periodo o subirà una sconfitta frustrante!” Si noti in questa interpretazione che l’astrologo 1 dice al cliente cosa fare e 2 offre una interpretazione negativa uni-dimensionale. Gli astrologi possono prevedere quando qualcosa sta per accadere (il Saturno di transito resterà in opposizione al Marte del cliente durante la prima settimana di giugno), ma cosa accadrà può variare in un continuum di possibilità. Gli astrologi sono più bravi nel predire le qualità della durata del tempo. In altre parole, la qualità del periodo può essere differenziata dai possibili eventi. Nello stesso modo in cui è più importante discernere il significato di un sogno piuttosto che descriverne semplicemente il contenuto, così il significato di un periodo- le sue sfide, opportunità, e potenziale di sviluppo- è più importante che conoscere i particolari di ciò che effettivamente accadrà. Molti di noi hanno sperimentato un transito difficile e ci siamo resi conto, in seguito, che non era proprio uni-dimensionale come avevamo anticipato. Inoltre, il significato del transito era al di sopra dei diversi eventi che lo riflettevano. Se il transito di Saturno in 4ª si oppone al Marte natale in 10ª , quale significato, sfida, e opportunità di sviluppo potrebbe essere simboleggiato da questo periodo? Potrebbe significare che l’individuo debba disciplinare le sue energie competitive e autonome per imbrigliarle a beneficio di un progetto a lungo termine. E’ probabile che ciò sia inizialmente frustrante, ma forse egli imparerà a padroneggiare in modo più efficace la sua rabbia ed incanalare così la sua aggressività verso una realizzazione durevole Si immagini che, una settimana dopo l’interpretazione della carta, il capo gli dica che ha l’opportunità di espandere la zona delle vendite in un’area geografica nuova ma che ciò comporterà all’inizio molto lavoro. Dovrà accollarsi parecchie nuove responsabilità, ed assumere personale extra. Dapprima ciò potrebbe comportare la perdita di una certa libertà personale (non potrà smettere di lavorare prima delle 3.00 p.m., e dovrà ridurre il tempo dedicato al golf). Tuttavia, a lungo andare, le sue entrate si triplicheranno, ed avrà più tempo libero di prima. A quel punto, il nostro cliente ricorderà le direttive dell’astrologo: Non allarghi i suoi affari durante

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questo periodo o soffrirà una sconfitta frustrante! Se crede al suo astrologo, è possibile che rinunzi ad una buona opportunità. Certo, Saturno farà pressione su Marte per un po’ ma, così facendo, si potranno costruire le fondamenta (4ª casa) per accrescere sia il suo successo sia la sua indipendenza: Saturno e Marte in un rapporto di collaborazione. L’esempio sottolinea che l’astrologia non dovrebbe fare previsioni rigide capaci di causare irragionevoli paure nella gente. Previsioni di eventi disastrosi come fallimenti negli affari, divorzi, incidenti, malattie, morte, fine di un impiego, rovina finanziaria o altri risultati negativi dovrebbero essere controbilanciate da significati alternativi più positivi, ed ugualmente probabili. Io cerco di rassicurare i miei clienti sul fatto che, sebbene alcuni periodi costituiscano delle prove e possano implicare risultati non graditi, le difficoltà sono in grado di contribuire ad una crescita psicologica con le modalità specifiche di un particolare transito. Le previsioni sono una parte essenziale della nostra tradizione e della nostra pratica, ma c’è un modo utile ed uno dannoso di farle. Il problema non è se fare previsioni, bensì come farle. Una previsione dovrebbe presentare una gamma di probabili risultati, sia interni che esterni. Se un transito o una progressione sembrano difficili, gli astrologi dovrebbero aiutare il cliente ad indagare sulla natura della sfida e sulle potenziali opportunità di evoluzione personale. Limitare il significato di un transito ad un solo effetto, enfatizzare il lato negativo, incoraggiare ad intraprendere azioni evasive, o ignorare l’implicita potenzialità di sviluppo personale può insidiare le speranze del cliente e il suo senso di potere interno, di responsabilità, e di iniziativa. Conclusione La resistenza alla standardizzazione ha rallentato lo sviluppo dell’etica in astrologia. La contestazione abituale è che le norme portano alla perdita di libertà. Tuttavia, vorrei suggerire che senza i criteri per far riconoscere l’astrologia come una professione etica e responsabile noi non saremo mai liberi. Persino adesso, in molti stati non siamo liberi di pubblicizzare o praticare l’astrologia; non siamo liberi di impararla nelle nostre scuole ed università perché non viene insegnata; e la maggior parte di noi non è libera di guadagnarsi da vivere perché la professione è così mal considerata che non c’è abbastanza gente per usufruire dei nostri servizi. Naturalmente, gli astrologi desiderano essere rispettati ed accettati. Questi sono bisogni legittimi. Ma è ancora più importante pubblicizzare l’astrologia per se stessa – cioè, a causa dell’intrinseco valore che detiene per i nostri clienti, per quelli che lavorano nelle professioni assistenziali, per i leader religiosi, per gli uomini di affari, ed una infinità di altre persone. Ma se vogliamo davvero sostenere l’astrologia dobbiamo incominciare a purificare il nostro modo di agire che, probabilmente, è la migliore ed unica cosa che possiamo fare. Lo studio e l’applicazione di un codice etico costituiscono uno dei mezzi per farlo.

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Credo che siamo sull’orlo di una nuova era. L’area astrologica sta maturando proprio mentre il clima intellettuale della cultura che la circonda mostra i segni di una nuova percettività. Il paradigma meccanicistico che fu largamente responsabile di aver messo al bando l’astrologia è ormai vecchio e fatiscente; stanno emergendo nuove teorie aperte all’astrologia. Se vogliamo approfittare dello spostamento dell’attuale paradigma, è necessario dimostrare che meritiamo lo stesso rispetto accordato alle altre professioni fornite di codice etico. E’ perciò estremamente importante che la comunità astrologica stabilisca consensualmente gli standard di comportamento etico. Così facendo, saremo sicuri che agli astrologi riceveranno dovunque il credito e le opportunità che meritano.
REFERENZE E NOTE 1. Da Kudos a Jayj Jacobs, Doroty Oja, ed altri membri dell’AFAN per i loro instancabili sforzi nel fare abrogare queste leggi. 2. Stiamo appena incominciando a riconoscere l’importanza della supervisione su campo. L’AFAN, per esempio, ha iniziato un programma pilota per mezzo del quale i consulenti dell’AFAN sono disponibili a guidare i nuovi studenti di astrologia membri dell’associazione per un periodo fino a tre mesi. Altri esperti astrologi hanno dato inizio a dei loro gruppi di supervisione e programmiguida , per es., Michael Lutin e Glenn Perry, tra gli altri; sebbene qualsiasi astrologo possa contattare un collega rinomato e richiederne la supervisione. 3. Vedi JOHN ANTHONY WEST, The Case for Astrology, pp.111-119, per la discussione del come e perché l’astrologia cadde in disgrazia rispetto alle classi colte del 17° secolo. (Questo libro non è attualmente in circolazione). 4. Per integrazione intendo la coordinazione e l’armonizzazione delle rispettive funzioni planetarie. L’integrazione è generalmente caratterizzata da una maggiore consapevolezza, controllo, flessibilità, sinergia, stabilità, soddisfazione, e potenziale per una nuova crescita. 5. IAN STEVENSON, Twenty Cases Suggestive of Reincarnation, Charlottesville, VA: University of Virginia Press, 1974 6. BRIAN L. WEISS, M.D., Through Time into Healing, New York: Simon & Shuster, 1972; Roger J. Woolger, Other Lives, Other Selves, New York: Bantam Books, 1987. 7. Di nuovo, un caveat (avvertimento) per l’astrologia commerciale, finanziaria, oraria o elettiva dove il cliente può cercare delle specifiche indicazioni per decidere. Tuttavia, anche in queste sottodiscipline, c’è una differenza tra il fare raccomandazioni e dire al cliente cosa deve fare.

Glenn Perry, Ph.D., è un astrologo e psicoterapista autorizzato a San Rafael, California. Oltre ad esercitare privatamente, Glenn tiene conferenze in tutto il mondo sull’applicazione dell’astrologia nelle aree della consulenza e della psicoterapia. Ha scritto tre libri, incluso Saggi sull’astrologia psicologica, ed offre un programma di supervisione - un corso personalizzato sull’interpretazione dei temi natali secondo la psicologia del profondo. Glenn può essere contattato al (415) 479-5812 o aaperry@home.com. Libri e dischetti possono essere ordinati a www.aaperry.com
(da The Mountain Astrologer, Ott./Nov.2001)

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MARCO PESATORI

MINIMA MORALIA ETICA E RUOLO PROFESSIONALE DELL’ASTROLOGO

L.A. 126-113

Lo scritto di Glenn Perry ripropone e sottolinea una questione fondamentale per l’identità professionale dell’astrologo. La questione dell’etica – o moralità – è qualcosa di non facilmente definibile e circoscritto, ma un campo aperto, sempre e continuamente da coltivare. Soprattutto all’interno di se stessi. In alcuni interventi su Sestile (in un simpatico e serrato tête à tête con Giancarlo Ufficiale) e su Linguaggio Astrale, di qualche anno fa, ponevamo tre pilastri alla base della formazione professionale e dell’identità dell’astrologo: la tecnica, la moralità e la cultura. Per tecnica si intendeva il pieno possesso dello strumento astrologico, ad esempio nell’interpretazione della carta natale, nell’analisi dei transiti e della rivoluzione solare o comunque di una tecnica anche personale (personale e soggettiva). Ad esempio uno può dare più importanza ai Nodi, un altro alle progressioni di Rivoluzione, un altro ancora alle rivoluzioni Lunari oppure avere un approccio classico di interpretazione del tema e analisi dei transiti, con vari stili possibili, in questo senza creare antipatiche e inutili contrapposizioni di scuole. Naturalmente nel rispetto assoluto della “langue” astrologica, del codice, del sistema simbolico, senza aprire il campo a personalismi irrispettosi del sistema linguistico dell’astrologia e senza dare via libera ad atteggiamenti troppo “intuitivi-sensitivi”, ma rimanendo all’interno del codice stesso. Ad esempio, in preda a deliri post-femministi, mi è capitata una persona che poneva Venere come simbolo del maschile e Marte, pianeta della pace; il che può essere vero se la persona in questione è ben esperta dei territori dell’inconscio e quindi ben cosciente delle proiezioni che fluttuano nella dialettica Marte-Venere; ma la simbologia astrologica non può essere “rivoltata” a piacere. Si può fare una relazione dal titolo “Marte come Amore” o “Venere come rabbia”, ma solo partendo dalla lucida messa a fuoco del simbolo classico. La “tecnica”, insomma, è quel pilastro relativo allo strumento che noi usiamo e che deve essere posseduto con sicurezza sempre maggiore. Ad esempio, sapendo ben riconoscere, possibilmente in tempi sempre più brevi, il gioco dei transiti passa-

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ti, presenti e futuri in un tema di nascita, con un colpo d’occhio sempre più privo di incertezze. In questo senso il possesso della “Tecnica” è un obbiettivo raggiungibile da tutti con relativa facilità. E in effetti ci sono astrologi o presunti tali, che la posseggono e si lanciano in commenti, giudizi, previsioni, aprono studi, vanno in televisione, pontificano e in qualche caso colgono anche previsioni esatte che vengono riprese dai giornali. Oppure posseggono un minimo di tecnica e si auto-eleggono “grandi veggenti” e conquistano centinaia di clienti dopo un battage pubblicitario martellante di vario genere. O si presentano con regolarità nei talk-show televisivi, sparando sentenze sui dodici segni, senza preoccuparsi di dire due paroline sui limiti di quello che stanno dicendo. Non è certo qui che siede e si definisce l’identità professionale dell’astrologo. L’altro pilastro è infatti quello della “Cultura”, da non confondersi con “erudizione”. La “Cultura” significa possedere una varietà di modelli (strumenti) che arricchiscono il modello e lo strumento astrologico. Un astrologo che possiede il solo modello (strumento) astrologico, sarà rozzo nel linguaggio, frettoloso e barbaro nelle conclusioni, globalmente ignorante, dunque con una clientela possibile solo pari alla sua formazione culturale, diventando aggressivo e apodittico con chi, avendo una coscienza e cultura più ampia, gli trasmette paure e sensi di rivalsa. L’astrologo non può possedere il solo modello astrologico e non può essere – provocando la svalutazione d’immagine professionale dei colleghi – uno con la quinta elementare che non conosce l’italiano, la storia, la filosofia, la psicologia, etc.. A dire il vero, negli articoli di Sestile e Linguaggio Astrale, il concetto di “Cultura” era molto più ampio e metteva a fuoco la questione (che ritengo fondamentale e urgente) dell’ingresso dell’Astrologia nel campo della cultura, con un rispetto generale, dove (durante questo ingresso), sia la Filosofia, che la tronfia (e invecchiata) Psicanalisi, che la Matematica, che la Genetica, che la Letteratura, che la Medicina, che l’Astronomia, tornassero ad alzarsi dalle loro poltroncine e abbassando gentilmente la testa, la salutassero finalmente con un minimo di buona educazione. Succederà prima o poi, quando qualche anchor-man un po’ meno spaventato dai diktat dell’audience inizierà a invitare personalità importanti del campo astrologico in contesti meno schiavi dello spettacolo a tutti i costi e succederà quando - e sta già succedendo – gli studenti di astrologia alzeranno e amplificheranno il loro background e sapranno usare lo strumento astrologico, anche come strumento d’attacco nei territori – per altro asfittici – della cultura corrente. La “Moralità” (o etica, come preferisce chiamarla Perry) è il campo che definisce non solo la “qualitas” (la natura essenziale) dell’astrologo, ma anche la sua azione nel ripulirla e nel mantenerla viva. Le norme etiche descritte da Perry sono un codice scritto che circoscrive un territorio ben preciso, con inviti, consigli e ammonimenti. In realtà il campo “Moralità” è più vasto, dato che presuppone il raggiungimento, il mantenimento e la “manutenzione” di quella pulizia dell’anima, che mai

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scivola nel moralismo, ma anzi è aperta a trecentosessanta gradi alla conoscenza e alla dialettica della conoscenza, con una continua messa in discussione di se stessi. Quello che la Psicanalisi ben voleva fare ai tempi di Freud, Jung o dei più recenti Lacan e Hillman, ma progressivamente impoverendosi, banalizzandosi, fino a diventare, da centro trainante della cultura di tutto un secolo, un luogo malato e frenato, che ha il solo compito di rimettere in sesto stuoli di impiegati e di commesse in preda ad attacchi di panico o nevrosi di vario genere, perdendo quella “aggressività” che smuoveva le montagne e uniformandosi, istituzionalizzandosi, dopo essersi fatta inglobare dalla mediocrità generale. La psicanalisi oggi è una professione con il suo campo ben definito e con una sua ragione sociale, che ha perso il contatto con quei territori di frontiera della cultura, che meglio sono percorsi, oggi, dalla letteratura o da poche branche della filosofia. Questo “perdere l’anima” della psicanalisi, apre territori nuovi all’astrologia e nel contempo è visibile nella perdita di etica di moltissimi psicanalisti e di perdita di efficacia della psicanalisi stessa, che libera territori che proprio l’Astrologia, nei prossimi decenni, può e deve conquistare. Potremmo citare, come invito alla riflessione sulla moralità nel senso che qui intendiamo, la storia cinese del Sesto Patriarca del buddismo zen. Il precedente maestro stava morendo e per scegliere il suo successore invitò gli allievi a porre sulla sua porta una breve frase sull’essenza della mente (dell’anima diremmo noi in occidente): il più bravo della classe scrisse in modo perfetto il suo compitino. “La Mente è uno specchio. Fai in modo di tenerla pulita e fai che la polvere non ci si depositi”. Hui Neng, che nel monastero puliva i gabinetti, leggendo il biglietto gli scrisse sotto questo: “Se non c’è nessuna Mente, cosa mai dobbiamo tenere pulita?”. Insomma, non c’era, in Hui Neng, nemmeno il concetto di Mente a “sporcare” la Mente stessa. Verso questa “pulizia” si può tendere e questo si deve intendere per raffinare quella capacità di ascolto che lo stesso Perry mette in evidenza. Quando scrive dei “limiti di competenza” è già nel territorio specifico del consulto, ma il punto di partenza è quella “mente limpida” – ripulita da personalismi, da de-sidera, da egocentrismo, da brame di potere, da pura sete di soldi – che poi permette la nitidezza dell’ascolto (del cliente). Il consiglio sulla cautela nelle previsioni (“come gamma di possibilità in cui il lato positivo è sempre messo in evidenza”) andrebbe sottolineato ed evidenziato in giallo da molti – che dovrebbero cogliere il barlume della tendenza terroristica nelle previsioni, prima che questa prenda davvero forma. Anche se il suo scritto denota la timorosa sudditanza verso il dominio dell’Istituzione, che in realtà, secondo me, sarebbe qualcosa, anche, da mettere in discussione (“per colmare il divario tra astrologia e cultura, dobbiamo essere preparati a dimostrare che non siamo contro la morale o pericolosi per la società”). E’ chiaro che qui restringe molto il campo e non risponde alla domanda su quale morale e su quale società, ricercando quell’immagine (sociale) più rassicurante su cui ci sarebbe da discutere. In realtà, per molti versi, la società sta già inglobando l’astrologia. Pur non contestando la necessità di un codi-

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ce etico scritto per gli astrologi, non si può delegare al solo codice il pieno possesso delle “direttive” che poi Perry descrive. Queste direttive, insomma, devono essere ben possedute “dentro” e dall’inizio, dall’Astrologo stesso. Detto questo, il codice etico proposto da Perry pone già una serie di paletti concreti che sarebbe il caso di rispettare. Ritorneremo presto sull’argomento, ampliandolo e approfondendolo e dando il via, con il contributo dei lettori e dei professionisti più attenti e sensibili, a un dibattito in progress che poi dovrà finire nelle orecchie di chi conta, a livello istituzionale e politico. Sarebbe davvero ora.

APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI
11 May 2002 - “Lilly Day” an astrologers’ feast to commemorate William
Lilly’s 400th solar return (born in 1602), organized by The Company of Astrologers (COA), England. More details to follow soon. Info: PO Box 792, Canterbury CT2 8WR, England. Phone: 44-1227-362427. Email: admin@coa.org.uk URL: http://www.coa.hubcom.net

11 – 17 May 2002 - Tenth International Urania Cruise/Conference: “Soul
and the Symbols of Water” o/b m.s. “Dmitry Furmanov”, Russia. Route: Perm-Sarapul-Makary Monastery-Nizhny Novgorod-Ples-Kostroma-Yaroslavl-Myshkin-Moscow. Featuring the best Russian astrologers, specialists in the history of cultures, philosophy and psychology. Info: Irina Antonyan at URANIA, 8 Maly Zlatoustinsky pereulok, Suite 2, Moscow 101000, Russia. Phone/Fax: 7-095-924-7124. Email: quest@urania.ru URL: http://www.urania.ru/cruise-x/Announce-eng.html

17 – 19 May 2002 - 10th Annual Astrology & Stock Market Conference, Hotel Intercontinental, New York City, U.S.A, sponsored by the Astrologers Fund Inc. with Jim Badura, Timothy Bost, Alphee Lavoie, Richard Mogey, Rebecca Nolan, Henry Weingarten. Info: Phone 1-212-949-7211, Fax 1-212-949-7274, Email: conf@afund.com URL: http://www.afund.com/nyconf2002.html

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ARMANDO BILLI - CLAUDIO CANNISTRÀ

DIALOGO: LA PROFESSIONALITÀ DELL’ASTROLOGO
UN CONTRIBUTO PER DEFINIRE LE PROBLEMATICHE DA AFFRONTARE

L.A. 126-1031

La lettura in anteprima degli articoli di Glenn Perry e di Marco Pesatori ha immediatamente sollevato fra di noi un dibattito informale sui loro contenuti. Questo vuole essere il semplice resoconto, a caldo, di ciò che è emerso dalla nostra discussione, tenendo presente che un argomento così vasto non può, per forza di cose, esaurirsi in poche pagine. – CL. Tecnica, cultura e moralità sono realmente i tre pilastri su cui si basano la professionalità e l’identità dell’astrologo? – AR. Certamente, si! Credo che su questa “formula” possiamo essere tutti d’accordo. Ma, non basta, perché la questione è più complessa e articolata di quanto in apparenza possa sembrare. – CL. Cosa intendi dire? Sulla necessità di rispettare un Codice Etico, che peraltro nell’ambito del nostro Albo Professionale CIDA già esiste, non possono esserci dubbi e fraintendimenti? – AR. Sicuramente! Tuttavia, mi viene istintivo per prima cosa cercare di puntualizzare quali sono le problematiche di fondo, che dobbiamo tenere rigorosamente separate e che, invece, troppo spesso si mescolano fra loro. Ritengo che il rispetto di un Codice Etico e una sua corretta definizione possano avvenire molto più facilmente, avendo ben chiaro che deve esistere una netta separazione fra quelle che sono le problematiche di fondo. – CL. A cosa ti riferisci? – AR. Mi riferisco a tre punti in particolare che finiscono per interferire direttamente o indirettamente sulla questione etica e sulla professionalità: a) La validità dell’Astrologia, in quanto tale, anche con i suoi eventuali limiti. b) Il rapporto fra Astrologo e Consultante, che sarebbe più corretto definire rapporto fra Professionista e Cliente. c) La preparazione dell’astrologo.

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– CL. Prendiamo in esame il primo punto, la validità dell’Astrologia. – AR. È essenziale che sia dimostrata realmente e quindi accettata a livello sociale, la validità dell’Astrologia in quanto tale, con i suoi eventuali o relativi limiti. Al momento attuale questo non è un dato totalmente acquisito dall’intera società in cui viviamo. La mancanza di un tale riconoscimento crea una serie di fraintendimenti e comporta una serie di conseguenze, che possono interferire sulla questione etica. Una di queste è che la validità dell’astrologia finisce spesso per essere in qualche modo subordinata al valore delle singole persone, che se ne occupano, e non alla sua reale e intrinseca efficacia. – CL. Sì. In effetti, se è vero che la serietà del singolo professionista non depone a favore della validità e serietà dell’astrologia, è anche vero il contrario; il fatto che alcuni astrologi si comportino da ciarlatani non può e non deve squalificare la nostra disciplina. – AR. Ma, proprio perché la validità dell’astrologia non è da tutti riconosciuta, il nostro contesto sociale tende a proporre questo tipo di equazioni: a) Se chi se ne occupa è un ciarlatano, l’astrologia è sbagliata b) Al contrario, quando se ne occupano persone definite “serie”, ad esempio docenti universitari, l’astrologia è ritenuta affidabile. – CL. Un corollario di questo assunto riguarda gli stessi astrologi. Molti di noi pensano che visto che l’astrologia ha una sua validità, questa validità sia assoluta e che la nostra disciplina possa affermare e dare per veritiera qualsiasi cosa o accettare per buona qualsiasi tecnica. – AR. E invece, l’astrologia può avere dei limiti, e ne ha, in realtà, molti; limiti che vanno individuati e definiti senza timore. – CL. Spesso dai mass media e da una certa stampa, ma a volte anche dagli stessi astrologi, l’astrologia viene “venduta” come fosse un fenomeno fideistico (secondo la logica del “ci credo o non ci credo”) e non come una tecnica, che può essere appresa e che ha quindi limiti oggettivi. In questo modo vengono vendute al grande pubblico ”affermazioni”, che non sono supportate dall’astrologia stessa e che non sono strettamente legate ad essa. – AR. È vero! Un classico esempio è quello delle teorie reincarnazioniste, che non fanno parte in senso stretto di tutta la nostra disciplina, ma che vengono date per scontate dall’astrologia karmica. – CL. E questo atteggiamento fa si che spesso si chieda all’astrologia quello che non può dare e nello stesso tempo non la si utilizzi per quello che potrebbe dare, per sfruttare nel modo migliore le sue caratteristiche. – AR. In sintesi, individuare limiti e confini della nostra disciplina non può che giovare alla sua crescita o ad un suo maggiore riconoscimento, oltre che favorire la “crescita etica” degli operatori del settore. – CL. Veniamo adesso, al secondo punto in questione: il rapporto Astrologo/Consultante, che, abbiamo detto, sarebbe meglio definire rapporto Professionista/Cliente.

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– AR. Si, è necessario che questo rapporto sia ben delineato. D’altra parte è più corretto parlare di rapporto fra Professionista e Cliente, perché si tratta di un rapporto valido per qualsiasi tipo di professione e che quindi risulta indipendente dalla materia astrologica. Molti dei problemi che nascono da questo rapporto, ben evidenziati nell’articolo dell’astrologo californiano (che non a caso è uno psicoterapeuta), sono comuni anche ad altri tipi di rapporti professionali, primo fra tutti il rapporto medico/paziente. Pertanto, come per qualsiasi altra professione, questo rapporto è soggetto ad una valutazione che non ha nulla a che vedere con “la cultura o la preparazione tecnica” della persona e con la validità della materia in questione (in questo caso l’astrologia). Questo problema si ripropone in tutte le discipline nelle quali la relazione umana è determinante. – CL. Infine, eccoci all’ultimo punto, la preparazione dell’Astrologo. Cosa ne pensi? – AR. La preparazione dell’astrologo come studioso, professionista o ricercatore presuppone che la persona per essere definita legittimamente con questo titolo abbia maturato un iter formativo-culturale, che sia in qualche modo verificato e controllato. – CL. È ciò che in parte già avviene nel nostro Albo Professionale, anche se, a mio parere, questo iter formativo-culturale andrebbe delineato in maniera più incisiva. – AR. Cosa intendi per maniera più incisiva? – CL. Che si tenga in maggior conto una multidisciplinarietà di conoscenze, dall’astronomia alla storia, dalla mitologia all’arte, che stanno alla base della comprensione e dell’uso del simbolo nella pratica interpretativa. Inoltre, il giovane studioso andrebbe aiutato, anche attraverso un opportuno tirocinio, proprio per ciò che riguarda la parte pratica del suo “counselling” con il cliente. Ma questo è un argomento troppo vasto, per essere affrontato in questa sede. – AR. D’altra parte, questo della preparazione dell’astrologo è l’unico punto su cui è possibile realmente intervenire in tempi brevi o meglio su cui ognuno di noi, nel suo piccolo, può intervenire. Infatti la preparazione dell’astrologo sia a livello culturale che tecnico è il risultato delle ricerche, dello studio e dell’impegno dei singoli. Ed è proprio per questo motivo che bisogna discuterne. – CL. Ma quali condizioni dovrebbero verificarsi, perché una persona sia in grado di potersi definire professionista, studioso o ricercatore? – AR. In primo luogo, un minimum di cultura scolastica deve essere richiesta; ma questa “cultura” non necessariamente deve identificarsi con una laurea… – CL. magari in... “discipline astrologiche”! – AR. Ad esempio, il ragioniere o il geometra sono professionisti perfettamente abilitati e capaci che possiedono solamente un diploma a livello di scuola superiore e non una laurea. In secondo luogo, la persona deve possedere una certificazione che dimostri che ha seguito un preciso iter culturale o che è in possesso delle conoscenze astrologiche necessarie, anche altrimenti acquisite.

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– CL. Occorre, poi, che questa persona dimostri “qualità morali”, anche se queste qualità morali sono difficili da definire. – AR. Possiamo affermare, in linea di principio, che dovrebbe rifiutare comportamenti o atteggiamenti manifestamente disdicevoli, quali partecipazioni a dibattiti o manifestazioni cialtronesche, come quelle cui ci hanno abituato alcuni maghi presenti nelle varie televisioni; non abbassarsi a fare propaganda commerciale di infimo ordine; non utilizzare le proprie conoscenze per finalità immorali. E così via. – CL. Ma direi che soprattutto non debba dimostrarsi “avida” e comunque troppo interessata unicamente al “lato commerciale” della propria professione. Infatti, anche a medici, psicologi e professionisti in genere, per prudenza, è fatto divieto di farsi pubblicità diretta; e questa norma è specificamente prevista direttamente o indirettamente dai loro ordini professionali. – AR. In ogni caso, qui il discorso si allarga; la preparazione dell’astrologo e la sua professionalità si intrecciano strettamente con la questione etica, anche se ne sono tecnicamente distinte. – CL. Sì, da una parte, l’Etica non può essere legata solamente alla formazione, soprattutto fino a quando non si è ben capito cosa l’astrologia può realmente offrire (ad esempio, come abbiamo detto prima, non tutti gli astrologi sono d’accordo sulla validità delle tematiche in relazione con le vite precedenti e sui percorsi da seguire per affrontarle), mentre dall’altra è indubbio che un minimo di formazione sia garanzia che una persona possa occuparsi del problema con maggiore serietà e cognizione di causa. – AR. A mio parere, un test “veramente significativo” della moralità e professionalità di uno studioso serio è costituito dal fatto di non prestarsi a voler vendere, come vere, opinioni personali non dimostrabili. Ecco perché il primo punto che abbiamo analizzato, quello che pone la questione se l’astrologia sia vera e in quali limiti, diventa un’esigenza improrogabile. Quanto più uno studioso serio crede che una proposizione sia valida, tanto più deve sentire emergere dal profondo del proprio animo l’esigenza improcrastinabile di approfondire e verificare l’opinione stessa. Ma fino al momento in cui ciò non avvenga, egli si guarderà bene dall’esprimerla o la farà precedere dai necessari distinguo e puntualizzazioni preventive. – CL. La sola profonda convinzione personale su un punto o su una tecnica non può essere motivo sufficiente per affermare, anche in perfetta buona fede, che l’opinione medesima sia vera in assoluto. – AR. Sì, è sotto gli occhi di tutti, come opinioni personali, forse anche vere, siano “vendute” come verità, addirittura storicamente acquisite. – CL. A questo punto, mi sento di affermare che si corrono meno rischi a livello del punto b - Rapporto Professionista/Cliente – quanto più sono ben chiari e sono stati affrontati e approfonditi i punti a) e c). – AR. Sicuramente! Sono d’accordo.

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In ogni caso, riteniamo che sarebbe necessario, per non dire vincolante, cominciare, fin da oggi, ad aprire un dibattito sulla questione, aperto ad ogni contributo; prima di tutto per fare chiarezza su questi punti e poi per sviluppare in maniera corretta le relative problematiche senza commistioni che portano inevitabilmente fuori strada. Sarebbe anche auspicabile che fosse creato una sorta di gruppo di lavoro, quasi un cenacolo, comunque lo si voglia chiamare, che affronti sistematicamente i problemi suddetti; nella massima libertà di espressione, ma anche di critica, senza necessariamente attribuire a priori a questa o a quella posizione un carattere di infallibilità.

APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI
18 – 24 July 2002 - United Astrology Conference UAC 2002 “The Mystery of Time and Space”, co-sponsored by AFAN, ISAR and NCGR, Wyndham Palace Resort and Spa, Lake Buena Vista, Florida, USA, with Wendy Z. Ashley, Verena Bachmann, Claudia Bader, Lynn Bell, Robert P. Blaschke, Greg Bogart, Janet Booth, Tim Bost, Bernadette Brady, Nicholas Campion, Gloria C. Carol, Caroline Casey, Gary Christen, David Cochrane, James Coleman, Geoffrey Cornelius, Darby Costello, Priscilla Costello, Donna Cunningham, Monica Hable Dimino, Zipporah Dobyns, MaryB. Downing, Ronnie Gale Dreyer, Adrian Ross Duncan, Carolyn Egan, Kim Farnell, Basil Fearrington, Dennis Flaherty, Steven Forrest, Mari Garcia, Pat Geisler, Demetra George, Laura N. Gerking, Mitchell E. Gibson, Jeffrey Wolf Green, Arielle Guttman, Karen M. Hamaker-Zondag, Robert S. Hand, Dennis M. Harness, Ko Hashiguchi, Edith Hathaway, Lynda Hill, Madalyn Hillis-Dineen, Joyce Hoen, M. Kelley Hunter, Kenneth Irving, Jeff Jawer, Lynn Koiner, Arlene A. Kramer, Terry Lamb, Alphee Lavoie, J. Lee Lehman, Luis Lesur, Joyce Levine, Rick Levine, Michael Lutin, Lea Manders, A.T.(Tad) Mann, John Marchesella, Thea Girard Marshall, Eileen McCabe, Karen McCauley, Mark McDonough, Frances Coman McEvoy, Chris McRae, Bill Meridian, Raymond Merriman, Grace K. Morris, Roxana Muise, Bob Mulligan, Ken Negus, Arlene M. Nimark, Dorothy Oja, Alan Oken, Amanda Owen, Glenn Perry, Frank Piechoski, David Pond, Maritha Pottenger, Linda Reid, Melanie Reinhart, Haloli Q. Richter, Jane Ridder-Patrick, Lois M. Rodden, Kim Rogers-Gallagher, Diana K. Rosenberg, Barbara Schermer, Robert Schmidt, Bruce Scofield, Philip Sedgwick, Sandra-Leigh Serio, Mary Fortier Shea, Maria Kay Simms, Jackie Slevin, Jan Spiller, Gloria Star, Georgia Anna Stathis, Erin Sullivan, Richard Tarnas, Elizabeth Tessier, Angel Z. Thompson, Bil Tierney, Chris Turner, Noel Tyl, Mark Urban-Lurain, Donna Van Toen, Judy Vitale, Christopher Warnock, Topaz Weis, Claude Weiss, Lorraine Welsh, Leigh Westin, Joanne Wickenburg, Cynthia Withers, Robert Zoller. Info: Phone: 1-866-330-4040 or 1-206-320-1033. Fax 1-206-8306345. Email: uacinfo@worldnet.att.net URL: http://www.uacastrology.com/

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GIANCARLO UFFICIALE

L’ASTROLOGO E LA FINE DELLA VITA
LA QUESTIONE PRELIMINARE ALLA TECNICA

L.A. 126- 244

(Considerazioni introduttive alla conferenza dell’autore sulla durata della vita svolta al CIDA di Forlimpopoli del 17 novembre 2001) Sia nella didattica che nella pratica professionale generalmente l’astrologo quando affronta l’argomento della durata della vita, si misura con la morte solo dal punto di vista tecnico. Questo almeno è ciò che traspare, ciò che il destinatario dell’insegnamento o del giudizio percepisce. Se una simile prassi appare comprensibile – ma non lo è – nei confronti dei (rari) consultanti che pongono la questione, lo è meno sia in sede didattica, sia quando egli è chiamato a discuterne in dibattiti, conferenze, simposi e quant’altro esiste come occasione comunicativa rispetto ad un uditorio o ad un pubblico di lettori. Io ritengo che in quelle circostanze la questione tecnica sia del tutto insufficiente ad autorizzare l’astrologo a parlare o a scrivere della durata della vita, vale a dire del momento della morte dell’individuo. È assolutamente indispensabile invece che egli abbia maturato in sé un percorso tale da porlo in una posizione per così dire “terza” rispetto ad essa. Con ciò non intendo dire “distaccata”, poiché la morte lo riguarda non meno che chiunque altro, bensì consapevole. In altri termini deve farne i conti, sia nel senso popolare della frase, sia nel senso letterale; o, per dire ancora meglio, farne i conti prima nel senso popolare, e poi nel senso letterale: il contrario costituirebbe un errore fondamentale. Ora non intendo scendere sui particolari del percorso da seguire: ognuno reperisce il suo secondo le proprie credenze – se ne ha –, secondo le proprie convinzioni, secondo le proprie esperienze, secondo le proprie inclinazioni. Tuttavia credo che il punto di partenza per ognuno dei percorsi sia il medesimo; la domanda cruciale: che cos’è la morte. Domanda peraltro informulabile, e che nondimeno non facciamo altro che porci, e il più delle volte in modo del tutto inconsapevole. Senza veramente riuscire a darne risposta. Molti in verità ne hanno tentata una che fosse finalmente definitiva, ma francamente bisogna ammettere che i risultati sono immancabilmente insoddisfacenti: persiste sempre qualcosa, un resto di non detto, o di inter–detto, o di indicibile. Indicibile perché nessuno ne sa abbastanza.

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Su questo non saperne abbastanza si sono sviluppati il pensiero, il linguaggio, la cultura, la civiltà. Non solo in occidente. Questione di struttura, direbbe Levy–Strauss. Si dice che l’essere umano sia l’unico animale a sapere di dover morire. Forse è vero che sia l’unico, ma non è questo il punto. L’essenziale è che lo sappia. E sapendolo non ne vuole sapere. Per non volerne sapere costruisce. Costruire è dare forma. Formare è fermare. Fermare l’istante nell’opera completa. Ciò che è fatto, a cui si è dato forma, non può essere distrutto. In particolare l’opera d’arte. L’opera d’arte è la quintessenza della forma, il culmine ideale, la sua sessualità sublimata. Ma proprio in quanto sublimata, deve eternizzarsi nel suo culmine. La costruzione, la forma, l’opera artigianale, l’arte sono tutti tentativi inconsci dell’essere umano per fermare la morte, bloccarla oltre la soglia del precipizio. Darle scacco matto, come ci ricorda Ingmar Bergman. Che poi, a ben vedere, non è altro che ciò che l’esperienza quotidiana ci rievoca: quell’angoscia così fulminea nell’apparire e nello scomparire nell’istante che segue immediatamente l’orgasmo. Voi vedete che mai come in quest’ultimo secolo l’uomo si affanna sulla produzione. Il feticcio delle merci, quale anticipava Marx. E non è un caso che mai come in questo secolo la morte è stata rimossa. Più si produce, più si dimentica la morte, la si esorcizza. Ma per continuare a produrre è necessario che qualcuno consumi, cioè distrugga, uccida il prodotto. Paradosso? No, perché non si fa altro che ricrearlo questo prodotto, magari anche migliore. Insomma, attraverso la ri–produzione si rinasce. Per impedire di pensarsi morti. Ciò che con altri mezzi fa la religione, o, in un territorio fiancheggiatore, un certo malinteso esoterismo non a caso assai di moda negli ultimi decenni. Non a caso, giacché l’esoterismo dei giorni nostri non è che l’altra faccia della medaglia della produzione: rinnegare il nulla, il tempo finito che evoca la morte. Il dramma dunque sta qui: riuscire a pensarsi morti, vale a dire senza vita. Lacan spiega che la morte è l’unico avvenimento della vita che l’essere umano non riesce a simbolizzare. Per questo non c’è mai niente da dire quando muore qualcuno. Certo, poi qualcosa poi si finisce con il dire, ma si tratta di banalità di cui siamo perfettamente coscienti mentre le pronunciamo, e che ci scivolano fuori quasi a nostra insaputa. Ma in realtà è il silenzio la prima reazione. Non c’è parola. Il silenzio che ci coglie nel pensarci morti, nel pensare morto l’altro, qualsiasi cosa esso rappresenti per noi. Sta in questo il passo dell’astrologo, il luogo nel quale dimorare e, in qualche modo, esserne dimorato. Dimorato, non divorato, rischio incombente e pertanto da fronteggiare senza sottrarsene. Per poi sentirsene immersi fino al collo. Esperienza tuttavia da non raccontare; forse da condividere con gli intimi, ma non oltre. Esperienza da cui comunque non si esce indenni. Qualcosa cambia. Si è fatto un passo in più. La maggior parte delle volte, come nel mio caso, la consapevolezza sta nel sapere di aver paura, perché la risposta alla domanda fondamentale che cos’è la morte non s’è trovata. Né si troverà. Paura che non ci molla, almeno nei primi tempi. Poi si attenua. Non per autocontrollo, non per rassegnazione. Chi fa davvero

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astrologìa alla fine si rende conto di essere immerso nella natura, di farne parte integrante: che è tutt’altra cosa dal sentirsi al centro dell’universo. Quante volte, ahimè!, abbiamo sentito o letto questa espressione… Nulla di più sbagliato, nulla di più fuorviante. Paranoia pura. Ci siamo dentro, punto e basta. E la dialettica vita–morte ne costituisce il fondamento.. Se qualcosa o qualcuno non finisce, non si consuma, nulla d’altro può nascere. Veniamo alla luce quando qualcun altro – un altro di cui non sapremo mai nulla – ci ha lasciato il posto. Raccogliamo un testimone, che poi passeremo a nostra volta. Se il cielo ce lo concede, abbiamo abbastanza tempo affinché tale testimonianza sia la migliore possibile, secondo le nostre capacità e attitudini. Consapevolezza del limite. Ma quanta vita, quanta poesia prima di toccare questo limite! Ecco, è di questo che in qualche modo deve parlare l’astrologo, prima ancora di illustrare la tecnica. Ma in precedenza è opportuno che abbia calcolato il tempo della propria morte. Deve sapere. Un deve che si trasformi in vuole. Dopo un simile percorso qualsiasi sia la data, lontana o vicina, l’effetto su di lui non sarà devastante. Tutt’altra cosa eseguire il calcolo per le persone che ci sono vicine: figli, partner, genitori, amici. Passaggio terribile, eppure indispensabile. Solo a questo punto l’astrologo è pronto. Non si dà astrologo che non affronti questo argomento, che non si cimenti con la tecnica della durata della vita. Non esiste astrologo propriamente detto che si sottragga a questo passaggio critico. Critico e cruciale. Cruciale nel senso di incrocio: ci si ferma, ci si può confrontare o consultare con qualcuno che è lì al pari di noi, si fa passare chi ha maturato la precedenza, e si prosegue la via, scegliendo il percorso. Nulla vieta di tornare indietro. Ma senza imbroglio. Chi torna indietro paga la rinuncia all’autorizzarsi da sé in quanto astrologo. Rinuncia al diritto ad un tale statuto. Non date retta a quelli che affermano che di “queste cose” non vogliono trattare, anzi, le rifiutano proprio. Diffidatene. Di quale sensibilità pensate possa disporre quell’astrologo che fugge alla vita sottraendosi all’evidenza della sua perdita? È questo un punto da sostenere con vigore, con la massima decisione. Sapete infatti che in quest’ultimo secolo non sono stati pochi gli astrologi a sostenere che con la nostra dottrina non è possibile pre–conoscere il tempo della fine della vita dell’essere umano. Povertà tecnica o povertà umana? Difficile dirlo. O comunque posso essere certo più della prima che della seconda. Ma la seconda la metto in conto. Sospetto, insomma. E voi ben conoscete l’aforisma dell’acuto on. Andreotti in merito… Allora, tanto per essere chiari, l’astrologìa ci ha tramandato delle tecniche per calcolare la durata della vita. Qualcuna ben fondata, qualche altra meno. E proprio su quella che ho definito “ben fondata” si è accentrata la mia attenzione. Con risultati interessanti. Non vi dico inoppugnabili, giacché in alcuni casi persistono dei dubbi, delle incertezze, ma in altri no: i princìpî trovano piena corrispondenza nella prassi. E, lo affermo per una maggiore trasparenza del mio dire, non è un caso che io qui spesso usi espressioni del tipo “fine della vita” o “durata della vita” al posto della parola “morte”: intendo infatti riferirmi alla conclusione biologica della

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vita dell’essere umano, al suo epilogo, al suo atto finale. Né più né meno di quanto la intenda la medicina. Insomma, in questo discorso non esistono metafore, almeno da parte mia. In altri termini: l’astrologìa prende la parola intorno alla vita, a partire dal concepimento. Ma come ci insegna la biologia – tuttavia prima di essa l’astrologìa lo sapeva già! – la morte fa parte della vita. E quindi se ne deve parlare. Non se ne può fare a meno, se vogliamo che tutto ciò su cui ci impegniamo abbia un senso. La sostanza del discorso sta in questo: l’astrologìa scandisce matematicamente i vari passaggi della vita, i suoi avvenimenti. Così, matematicamente, giungiamo a determinarne anche l’atto finale. La tecnica inizia da qui.

Comunicate il vostro e-mail direttamente al sito www.cida.net. (click su Redazione sito) e/o all’email della Rivista (lastrale@fastwebnet.it)

Potrete essere aggiornati tempestivamente sulle iniziative dell’Associazione.

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RISULTATI DEL VI ESAME DI CONCORSO PER L’AMMISSIONE ALL’ALBO PROFESSIONALE PRIVATO DEL CIDA

L.A. 126-150

Con l’espletamento della prova orale si sono conclusi il 2 e il 3 febbraio a Bologna gli esami relativi al VI Bando di Concorso per l’accesso all’Albo Professionale Nazionale privato degli Astrologi, patrocinato dal CIDA. In totale sono pervenute 21 domande e 17 candidati hanno superato le prove del concorso, acquisendo il diritto di essere inseriti nell’elenco ufficiale degli iscritti all’Albo. La prova scritta prevedeva 60 tra quiz e domande a risposta multipla. La prova orale richiedeva l’interpretazione di un grafico zodiacale con l’applicazione delle tecniche previsionali, oltre a domande di ordine tecnico-interpretativo e inerenti il rapporto con il consultante. Tutti i candidati ammessi hanno inoltre sottoscritto il Codice Etico, che li impegna ad esercitare l’attività astrologica in maniera corretta nei confronti dei consultanti e dei colleghi. La Commissione Esaminatrice era formata da: Stefano Vanni (Presidente dell’Albo), Dante Valente, Grazia Mirti, Claudio Cannistrà, Vittorio Ruata con membro supplente Giuliarosa Bigazzi Vincenzi. Di seguito pubblichiamo l’elenco alfabetico dei nuovi iscritti con la città di residenza: 1) AMBROGETTI RAFFAELLO – Forlì. 2) ARDEMAGNI NADIA – Canelli (Asti). 3) CORTESE MARIA – Genova. 4) DEMMA GATTAI ANNA – Lentini (Siracusa). 5) FONTANA ANTONIO – Torino. 6) JAMA GIAMMARINO GENEVIEVE – Luvinate (Varese). 7) ODORICO COLETTO ADELE – Alessandria. 8) OLIVO MARIA PIA – Gorizia.

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9) PAGGI MARIA GRAZIA – Bergamo. 10) PERSICHINI CINZIA KATERINA – Castelnuovo di Farfa (Rieti). 11) PESATORI MARCO – Milano. 12) RODANTE GIUSEPPE – Siracusa. 13) SCIVICCO CARLO ALBERTO – Napoli. 14) VANARELLI SILVIA – Chieti. 15) VIGORELLI ANGELO – Casalpusterlengo (Lodi). 16) ZANIOLO ADRIANA – Santa Giustina (Padova). 17) ZUCCHI CLAUDIO – San Colombano (Milano). Il Comitato Esecutivo dell’Albo e la Redazione di Linguaggio Astrale esprimono a tutti i più vivi complimenti e l’augurio che questo sia solo il primo passo verso una positiva affermazione in campo culturale e astrologico. * * * Prendiamo l’occasione per segnalare l’apertura di un nuovo VII BANDO APERTO DI CONCORSO per l’accesso all’ALBO PROFESSIONALE NAZIONALE PRIVATO DEGLI ASTROLOGI promosso dal CIDA e istituito a Torino con atto notarile del 15/12/1989 Il Bando Aperto consente l’iscrizione continua senza data di scadenza. Quando si superano i 15 iscritti si procede con la convocazione per l’esame scritto (con preavviso di almeno un mese) ● A partire dal 1/1/2002 si indice il Bando Aperto di Concorso per titoli ed esami per l’accesso all’Albo Professionale Nazionale Privato degli Astrologi. ● Tutte le prove si tengono in Lingua Italiana. I candidati sono tenuti a prendere visione del Codice Etico riportato in calce al presente Bando. ● L’esame si compone di una prova scritta e di un colloquio orale. All’atto dell’iscrizione il Candidato dovrà segnalare la tecnica revisionale preferita, da utilizzare nel corso della prova orale, fra Rivoluzione Solare, Rivoluzione Lunare, Tema Progresso, Tema di Luna Nuova, Armonica, Transiti La prova scritta consiste in una serie di Test (quesiti a risposta multipla) ad argomento astrologico, di carattere tecnico ed interpretativo. Il candidato deve munirsi di Effemeridi giornaliere per il XX secolo, di una Tavola delle Case a scelta, di tabelle per l’interpolazione anche logaritmiche. Le notizie relative ai fusi orari e alle ore estive fanno parte integrante del tema di esame. E’ consentito l’uso di calcolatrici; sono vietati i sistemi computerizzati. Il possesso di materiale non esplicitamente consentito comporta l’esclusione dalla prova. Gli ela-

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borati vengono svolti esclusivamente sui fogli e sui grafici consegnati e controfirmati dalla Commissione. La prova scritta si terrà a Bologna. Il tempo a disposizione è di 5 ore. Data e luogo delle prove orali saranno comunicati nel corso della prova scritta. L’ammissione sarà comunicata mediante A.R. almeno 30 giorni prima della prova orale. Le domande di iscrizione vanno inviate tramite raccomandata A.R. alla Segreteria Generale CIDA (c/o Claudio Cannistrà - via Vizzani, 74 - 40138 Bologna - Tel. 051.342445). Le domande compilate su carta semplice devono contenere: a) generalità del Candidato; b) titolo di studio conseguito; c) professione svolta; d) eventuale appartenenza ad altri Albi Professionali o ad Associazioni Astrologiche; e) curriculum astrologico (corsi seguiti, pubblicazioni, partecipazioni a Congressi e Convegni, etc.); f) sintesi interpretativa del proprio tema natale con grafico redatto a mano. Devono avere in allegato: a) ricevuta del versamento della tassa di esame di 250 EUR sul c/c postale n. 11905411, intestato al CIDA, indicando nella causale del versamento il Bando di Concorso. Per coloro che hanno partecipato ad uno dei concorsi precedenti con esito negativo la tassa è ridotta a 150 EUR. La quota dà diritto, oltre che alla partecipazione alle prove, al ricevimento a domicilio di almeno due testi specifici, alla partecipazione gratuita a due Seminari propedeutici e alla iscrizione annuale all’associazione. b) certificato di godimento dei diritti politici autocertificato; c) due fotografie a colori formato tessera; d) fotocopia di un documento di riconoscimento valido. Chi è munito di titoli culturali, bibliografici ed è autore di serie pubblicazioni in campo astrologico di particolare rilevanza può richiedere l’esenzione dalla prova scritta. Essa sarà decisa dalla commissione esaminatrice con giudizio insindacabile. Il Candidato non può richiedere lo spostamento della data della prova scritta per nessun motivo. L’assenza del candidato alla suddetta prova ha valore di rinuncia. Il Candidato che intenda ritirarsi deve darne comunicazione scritta almeno 60 giorni prima della data di inizio delle prove, in tal caso la quota di iscrizione sarà restituita detratte le spese di segreteria. Dopo tale data nulla sarà dovuto. I documenti allegati alla domanda di esame non vengono restituiti. I risultati finali dell’esame saranno comunicati all’interessato a mezzo raccomandata A.R. entro 30 giorni dal termine degli esami anche in caso di esito negativo. I Candidati che desiderano conoscere il giudizio dell’esame devono farne richie-

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sta scritta alla Segreteria entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione stessa. I Candidati idonei saranno inseriti nell’Albo Professionale Nazionale degli Astrologi e saranno informati delle formalità relative per mantenere nel tempo tale inserimento. La tassa di esame si intende comprensiva dei Seminari propedeutici all’esame, dell’abbonamento alle due riviste del CIDA, Linguaggio Astrale e a Sestile, per un anno e della quota di iscrizione all’Albo per l’anno di svolgimento dell’esame. Anche coloro che non avranno superato la prova e che non saranno inseriti nell’Albo avranno diritto all’abbonamento alle due riviste del CIDA per un anno. Facendone richiesta all’atto della domanda i Candidati che lo desiderano possono sottoporsi ad un test di autovalutazione circa i loro requisiti astrologico-culturali, allo scopo di verificare se sono sufficientemente preparati per affrontare l’esame. Saranno organizzati due Seminari propedeutici di Tecnica e di Counseling, mirati al sostenimento dell’esame, riservati ai candidati iscritti, con modalità che saranno a suo tempo comunicate. CODICE ETICO L’Astrologo è tenuto ad operare nei limiti della sua competenza astrologica senza sconfinare in altre pratiche professionali. Nel caso indirizzerà il consultante agli specialisti opportuni. Egli deve onorare la sua professione e combattere decisamente ogni abuso dell’arte astrologica che possa nuocere alla sua immagine e all’immagine della disciplina esercitata. È tenuto ad osservare il segreto professionale. Deve impegnarsi a non fare un uso deterministico o intimidatorio della sua professione, e a non condizionare la facoltà decisionale del consultante. Deve avere per obiettivo l’approfondimento e l’aggiornamento costante della propria preparazione culturale, teorica e pratica. Deve rispettare la professionalità propria ed altrui ed è tenuto a collaborare con gli altri iscritti secondo le sue possibilità. Deve astenersi da forme pubblicitarie deteriori. Il mancato rispetto di queste norme comporta il deferimento ai probiviri con proposta di espulsione dall’Albo.

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PORTOGALLO
Diceva Arturo che l’undicesimo viaggio sarebbe stato uraniano, e ha avuto ragione. Per cui il dodicesimo poteva solo essere nettuniano. E così sarà : potremo ritrovarci ancora una volta di fronte all’immenso Oceano in terra pescina lusitana, carica di mistero e di fascino dell’infinito. Dopo tanto vagare nel mare Mediterraneo,sulle orme di Ulisse, anche noi affronteremo i misteri delle colonne d’Ercole, verso l’ignoto . Noi però ritorneremo…

Vedi dettagli del viaggio a pagina 160

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Abbiamo inserito per alcuni Soci un bollettino per il rinnovo quota (40 Euro o 60 Euro)
Spiegazione: Sul foglio allegato alla Rivista in cui compare il vostro indirizzo è indicata anche la vostra situazione così come risulta alla nostra Segreteria: se la scadenza è inferiore a 128 occorre rinnovare il versamento. Preghiamo pertanto i pigri e i distratti di provvedere sollecitamente. Ci scusiamo con i Soci diligenti che hanno già provveduto. Attualmente – forse colpa dell’EURO – il versamento tramite bollettino postale può impiegare anche più di un mese per la segnalazione alla Segreteria. È allo studio una via informatica di segnalazione più rapida.

ATTENZIONE!!!
Sono pervenuti numerosi bollettini privi delle generalità del mittente! Anche questo inconveniente, insolito, potremo imputarlo… all’angoscia da EURO! Per rintracciare i Soci diligenti ma distratti segnaliamo l’ufficio postale di partenza, e la data in cui è stato effettuato il versamento: gli interessati sono pregati di contattare la Segreteria. CITTÀ Trieste Città della Pieve Fiesso d’Artico Airasca Padova UFFICIO Agenzia n. 7 DATA 17 gennaio 2002 17 gennaio 2002 17 gennaio 2002 4 febbraio 2002 5 febbraio 2002

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– Sul tema degli USA (J. Evans) – Islam e Plutone (A. Cavadini) – Ricerca Ascendente USA (D. Valente)

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JULIANNE EVANS

ANCORA SUL TEMA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA: CENNI STORICI E DATE PROPOSTE PER IL SUO TEMA

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Un’analisi accurata delle varie ipotesi prese in esame dagli Astrologi per trovare appigli consistenti sullo Stato più potente della Terra. E indirettamente anche i nostri destini. La vita di una nazione non nasce in un momento preciso. La sua creazione è il risultato di un processo storico, lungo o breve che sia, perciò nessun momento singolo può essere considerato ‘una nascita’ come quella di un individuo, un singolo contesto in grado di raccontare tutta la sua storia. Nell’astrologia mondiale è importante considerare tutti i temi relativi ai processi storici della nazione e cercare un filo, una ripetizione di fattori (pianeti e aspetti) che emergono mentre il processo si schiude. Ovviamente è preferibile avere ore precise per questi eventi ma non è essenziale se ci si concentra sugli aspetti planetari per trovare i temi che si ripetono. Non è detto che il momento considerato importante dal popolo (come il 4 luglio in questo caso) sia quello definitivo. Tolomeo nel III libro del Tetrabiblos, in quale discute i diversi inizi con i quali, secondo le posizioni degli astri, prediciamo le cose che vi sono significate, osserva che “dalle cose generali dobbiamo prendere più momenti iniziali”.1 È importante considerare che cosa rappresenta un tema e confrontarlo con l’evento in questione, non cercando di interpretare tutti gli eventi in un singolo contesto. Così, diverse carte astrali considerate insieme possano evidenziare l’aspetto della nazione più colpito da un evento. I temi ‘di nascita’ degli Stati Uniti basati sulla Dichiarazione di Indipendenza del 4 luglio possono essere rappresentativi della psiche della nazione in quanto l’evento fu una dichiarazione dell’intento ideologico rivoluzionario e un’affermazione dei valori che i 13 Stati rappresentavano.

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Il valore ‘popolare’ di questa data è rafforzata dalla sua sincronia con le morti simultanee di Thomas Jefferson e John Adams, il secondo e il terzo dei presidenti, e le due figure politiche che hanno essenzialmente definito il sistema bipartito con i loro dibattiti, morti entrambi il 4 luglio, 1826. Anche il più grande simbolo dell’America, la Statua della Libertà, fu regalata dai Francesi al popolo americano il 4 luglio 1876, per il centenario della Dichiarazione. Perciò quando questi temi del 4 luglio sono stimolati dai transiti e dalle progressioni, la psiche nazionale, la sua identità culturale, socio-economica e geopolitica ne subiscono gli effetti. Dichiarazione di Indipendenza: 4 luglio, 1776 – Ascendente Gemelli Nicholas Campion, nel suo libro The Book of World Horoscopes, nota che la scelta del 4 luglio per il tema degli Stati Uniti al posto del 2 luglio, data della votazione in favore dell’Indipendenza, sottolinea il valore simbolico di questa data anziché quello storico (gli obbiettivi collettivi dei 13 stati indipendenti furono adottati il 4 luglio); è soprattutto un’espressione profonda del cosiddetto sogno americano. Non vi è chiarezza in merito al momento preciso degli eventi del 4 luglio. I verbali del Congresso non specificano l’ora e ‘le voci’ sono contraddittorie. Le prove esistenti suggeriscono che gli eventi chiave si siano svolti tra le 10 e le 17 ma una mitologia sviluppatasi intorno alla firma della Dichiarazione racconta che Ben Franklin organizzò la firma nelle prime ore della mattina. L’idea centrale di questa è che i firmatari, i padri fondatori della nazione, erano Massoni e versati in astrologia, perciò l’ora è stata eletta, ma Campion smentisce questa idea dicendo che nessun astrologo di allora avrebbe scelto un’ora in cui il pianeta governante fosse retrogrado (AS/GE, Mercurio retrogrado in 3a casa) e non vi sono prove per sostenere questo teoria. Fa parte del mito. Campion presenta un’altra spiegazione per la scelta dell’AS/GE basata sulla importanza data a Urano in Gemelli nel 1776 dagli astrologi nel’800. Nel 1861 Luke Broughton, il più noto astrologo americano di allora, affermò che gli Stati Uniti erano sotto il segno dei Gemelli dato che la rivoluzione ebbe inizio quando Urano entrò in Gemelli nel 1775, e quando il pianeta arrivò a 9° GE, l’Indipendenza fu dichiarata. Collegava anche la pace fra i ribelli e il governo britannico nel 1782 con l’ingresso di Urano in Cancro e la guerra Civile (12 aprile 1861) con il ritorno di Urano a 9° Gemelli. Così Urano è stato identificato come significatore principale della Rivoluzione e la cuspide della prima casa venne collocata insieme alla posizione di Urano. Campion afferma che questa pratica è in linea con la tradizione astrologica dove si erige il sistema delle case mettendo un significatore importante sulla cuspide della prima casa (2). Così, risulterebbe che il tema con AS/GE abbia origine come tema simbolico non basato su un preciso momento storico. Diverse ore rettificate sono state proposte per il tema con Gemelli all’Ascendente:

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2:13:32 LMT (7GE14) – Carolyn Dodson in Horoscopes of the US Cities and States 2:14 LMT (7GE31) – Doris Doane in Accurate World Horoscopes, citando C.C. Zain 2:17 LMT (8GE21) – American Astrology, gennaio 1995, “ora rettificata da H.V. Herndon..” 2:52 LMT (17GE40) – l’ora rettificata da Laurie Efrein 3:03 LMT (20GE26) – Anthony Louis citando Evangeline Adams, famosa astrologa americana, dal suo libro Astrology for Everyone. Charles Carter in Introduction to Political Astrology presenta un tema con 20GE11 all’Ascendente, pubblicato nell’annuario della Federazione di Astrologi Americani (AFA) nel 1940, ma commenta anche: “dal punto di vista psicologico, Urano sull’Ascendente sembra più probabile che non Marte, tenendo conto della predisposizione degli Americani per tutti tipi di cose tecniche e meccaniche”. Nonostante la mancanza di prove storiche per verificare un orario nelle prime ore della mattina, il recente sondaggio condotto da Astrodatabank (www.astrodatabank.com) rivela che il tema eretto con Ascendente Gemelli è quello più usato/amato dagli astrologi americani per descrivere il carattere degli Stati Uniti, seguito da quelli di Sibley e Grimes (che analizza gli eventi usando lo zodiaco siderale e l’astrologia indiana). L’Ascendente in Gemelli descrive bene l’importanza di affermare le proprie idee e un’ideologia che esalta il commercio e il libero mercato, l’importanza sia del ruolo che gioca i mezzi di comunicazione e il loro commercio, sia le notizie (notizie televisive/ radiofoniche 24 ore sul 24) nel contatto con il mondo esterno. Descrive anche la superficialità e i pettegolezzi tanto amate nell’arena politica. Il Discendente in Sagittario sottolinea l’affiliarsi per questioni etico/culturali e di mettersi contro quelli che non condividono i valori del ‘American way of life’ (Giove, governante del DS congiunto al Sole in Cancro – la politica di isolamento e ‘non interferenza’ da parte dei Stati Europei come espresso dal Monroe Doctrine, tuttora il cardine principale della politica estera). Le ore 2:13, 2:14 e 2.17 mettono Urano congiunto all’Ascendente, mettendo in evidenza i valori umanitari espressi dalla Dichiarazione di Indipendenza e le imprese pionieristiche in campo tecnologico e dell’informatica. Venere/Giove/Sole in Cancro cadono nella seconda casa sottolineando che l’importanza del successo economico e i valori familiari sono una vera questione di orgoglio nazionale. Indica anche l’opportunità per la donna di emergere negli affari e campi professionali (Luna, dispositore dei pianeti in Cancro al MC). La Luna in Acquario al MC, trigono Saturno in Bilancia, descrive il principi fondamentali di governo proposta dalla Dichiarazione di Indipendenza: eguaglianza dell’uomo, la protezione dei diritti “alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità” e

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nel caso che il governo nega questi diritti, il popolo ha diritto di abolirlo e di istituire uno nuovo. Riflette anche l’importanza di essere un paese riconosciuto nel mondo anche per i suoi valori umanitari, la sua difesa dei più deboli, e per la sua ingegnosità. L’importanza della Borsa americana, il NYSE, è descritta da Saturno in esaltazione (l’istituzione autorevole) nella 5a (speculazione), dispositore sia dell’ottava/nona/decima case (soldi/ investimenti degli altri, dal/all’estero, ricchezza della nazione) sia della Luna (la folla). Luna/MC trigono Saturno conferisce popolarità e assicura il volume di contrattazioni necessari per mantenere il suo posizione dominante. Marte in prima quadrato a Nettuno (governante dell’11a) in 5a descrive l’individuo che lotta per realizzare il sogno americano, la libertà e i diritti dell’individuo (anche a detrimento della collettività – come il sacrosanto diritto di portare le armi contrapposto ad un’adeguata regolamentazione in proposito per proteggere la comunità).

Altri Ascendenti relativi alla Dichiarazione di Indipendenza, 4 luglio 1776
09:36 LMT – Ascendente Vergine (Dobyns) Esiste una documentazione che suggerisce la mattina del 4 luglio per la firma della Dichiarazione. Una lettera (1) scritta da 4 membri del Comitato di Congresso, incluso Benjamin Franklin, indica “questa mattina” in riferimento alle decisioni prese durante la seduta. I verbali del Congresso mostrano che la Dichiarazione fu il terzo punto nell’ordine del giorno e che la seduta si concluse prima di mezzogiorno. L’ora rettificata da Zip Dobyns è 9:36 AM. (AS/11°Vergine, Urano al MC) (1) “Letters of Delegates to Congress, 1774-1789, Vol.1-V” 12:14 LMT – Ascendente Bilancia Charles Carter in Introduction to Mundane Astrology commenta che gli astrologi americani sono divisi fra Ascendenti Gemelli e Bilancia, con alcuni sostenitori per quello AS/Sagittario, dicendo che quelli in favore di Bilancia mettono 13°32’ all’AS, congiunto Saturno a 14°48’. L’evento dell’11 settembre (8:45 EDT Manhattan) mette l’AS/Mercurio di transito congiunti all’AS/SA radix e il MC/Giove di transito congiunto al Sole/MC degli USA; l’opposizione Saturno/Plutone cade sulle cuspidi delle 9a/3a case; Marte in transito nella 3a opposta a Venere radix e Luna in transito nella 9a; il Sole in transito è congiunto a Nettuno radix nella 12a (nemici nascosti). Il mezzopunto di Luna/Saturno (21°GE24’) di transito cade sul Marte radix (21°GE14’). Marte radix nella 9a (paesi stranieri), dispositore della 7a (alleati/nemici) in Ariete, può descrivere come gli Stati Uniti sono stati coinvolti nel bombardamento di 19 paesi negli ultimi 50 anni.

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14:21 LMT – Ascendente Scorpione (Wolfstar/Penfield) Marc Penfield in Horoscopes for the Western Hemisphere cita le ore 14:00 come riportate nella biografia del patriota John Hancock. A base di questa, Penfield ha rettificato l’ora alle 14:20, in seguito rettificata da Michael Wolfstar O’Reilly (4) alle 14:21. Quando il tema calcolato per le 14:21 è progresso al 12 aprile, 1861, l’inizio della Guerra Civile, Marte a 16°06 Leone è esattamente congiunto il MC. 84 anni più tardi, il 6 giugno 1944 (D-Day) lo sbarco degli Alleati sulle spiagge di Normandia, l’Ascendente progresso è congiunto a Marte (8°LE28’) del D-Day. Wolfstar afferma che l’Ascendente Scorpione enfatizza il bisogno degli Stati Uniti di accumulare sempre più potere, sia finanziario che militare e ideologico, e di essere riconosciuto come la potenza più ricca, forte e giusta nel mondo. L’AS Scorpione mette Urano, Marte, Venere e Giove nell’ottava casa, dove si accumulano le risorse degli altri e danno peso agli interessi delle corporazioni e multinazionali. Wolfstar associa 8a casa con il capitalismo e pensa che quest’enfasi sull’8a rispecchia l’identità dell’America come esponente principale del sistema capitalista . Lo Scorpione, naturalmente in sintonia con i cicli di morte e rinascita, cade nel periodo dell’anno che corrisponde con la trasformazione dell’identità nazionale politica – le elezioni si tengono il primo martedì (giusto il giorno di Marte per lo Scorpione) dopo il primo lunedì di Novembre, una data che mette i transiti del Sole, e spesso Mercurio e Venere, molto vicino l’AS Scorpione. 16:50 - 17:10 LMT – Ascendente Sagittario (Sibly) Thomas Jefferson, uno dei firmatari, racconta che il documento fu firmato nel “tardo pomeriggio”, come affermano anche John Adams e John Quincy Adams, ma anche in questo caso vi sono ricordi contraddittori. Un astrologo americano, John B. Early, scrisse nel margine delle sue effemeridi, “Dichiarazione firmata alle 10:10 PM.(22.10)”. Ebeneza Sibly, un astrologo inglese dell’800, pubblicò il primo oroscopo degli Stati Uniti usando 10:00 PM GMT che corrispondono alle 5:00 PM (17:00) LMT, Philadelphia, ma in seguito furono trovati errori di calcolo degli angoli. Dalla confusione emergono altri due oroscopi, calcolati per ore diverse (16:50, 17:10). L’oroscopo di Sibly è stato molto criticato per questa inesattezza ma, nel 1994, Susan Manuel (3) pubblicò una critica in quale propone che l’oroscopo di Sibly non è calcolato in base ad un’ora esatta per l’evento ma un momento che rappresenta la Dichiarazione. Manuel dimostra che Sibly lavorava secondo la tradizione stabilita dai grandi astrologi del mondo islamico, Masha Allah e Abu Ma’shar, nella quale non è necessario erigere l’oroscopo per l’ora dell’evento ma trovare l’oroscopo che significa l’evento. Sibly usava i temi degli ingressi del Sole in Ariete e Cancro per calcolare l’ora e gli angoli dell’oroscopo per la Dichiarazione. In questo contesto anche Campion presenta il tema non come l’oroscopo per la Dichiarazione ma quello che lo significa.

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Altre date considerate per un probabile “tema”
Dichiarazione di Guerra (Boyd): luglio 6, 1775 10:30 LMT (+5:00:39) Philadelphia Helen Boyd nel The True Horoscope of the United States propone questa data come “data di nascita” degli Stati Uniti. Brigadier Firebrace ha rettificata l’ora alle 10.30 LMT, basandosi sulle prime 2 ore della seduta del 6 luglio. Jim Lewis, usando Astrocartografia, propone le 11:00 LMT. Si deve ricordare che la guerra era già in corso dal 19 Aprile 1775 (ore 5:00, basato su quanto riferiscono le fonti contemporanee) con la Battaglia di Lexington. Il Voto per l’Indipendenza (Armistead): luglio 2, 1776 12:04 LMT (+5:00:39) Philadelphia Nicholas Campion nel The Book of World Horoscopes commenta che ‘il compleanno’ degli Stati Uniti è festeggiato il 4 luglio, ma il momento cruciale è il voto per l’indipendenza 2 luglio 1776, come riportato dalla stampa di allora. John Adams, in una lettera a sua moglie, esprime la convinzione che il 2 luglio sarebbe festeggiato dalle generazioni future come l’anniversario dell’Indipendenza. Adams scrisse che il 2 luglio 1776, Congresso ha concluso la discussione e la lettura della Dichiarazione intorno alle 11:00 e in seguito ha votato. Julian Armistead, il quale ha impiegato molti anni ricercando eventi storici, mette il Sole al MC della carta astrale, dando l’ora rettificata alle 12:04 EST. Il Congresso ha ordinato che il documento fu autenticato e stampato ma non fu firmato fino al 2 agosto 1776 - da alcuni delegati; Thomas McKean di Delaware non firmò fino al gennaio 1777 e George Washington il 4 luglio 1777. La Dichiarazione di Indipendenza non è ‘la nascita’ da punto di vista legale. Gli Articoli della Confederazione rappresentano un momento importante nello sviluppo costituzionale e il primo passo verso una cooperazione fra i 13 Stati. Così sia il tema proposto da David Solte che quello di Ron Grimes, entrambi relativi agli Articoli di Confederazione, sono potenzialmente validi per il governo e la costituzione. Articoli di Confederazione adottati (Solte): Nov. 15, 1777 12:46 LMT (+5:00:39) York David Solte sottolinea il fatto che la Dichiarazione di Indipendenza, la quale ha dichiarato gli Stati un’entità separata dalla Gran Bretagna, fu proclamata da 13 stati individuali, non una nazione sola, e furono gli Articoli di Confederazione che stabilirono gli Stati uniti sotto un governo. Solte ha usato i verbali del Congresso (tenuto a York, PA) per restringere il tempo dedicato agli Articoli tra le ore 11:00 e 14:00: l’ora rettificata 12:46 LMT. Un numero di astrologi trovano questo tema utile per seguire l’andamento del governo e della politica.

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Gli Articoli di Confederazione ratificati (Grimes): Marzo 1, 1781 15:19 LMT Philadelphia La data è chiaramente indicata dagli Articoli stessi. L’ora è stata rettificata nel 1996 da Ron Grimes usando eventi storici. Grimes afferma che questa data è l’unica da considerare dato che la Dichiarazione di Indipendenza rappresenta solo il “divorzio” dalla madre Inghilterra. La Dichiarazione afferma che gli Stati sono liberi e indipendenti, ma non affronta la questione della formazione di una nuova nazione. Neanche la data relativa alla formazione della Costituzione degli Stati Uniti (17 sett. 1787), la quale dichiara chiaramente che il suo scopo è di “formare un’unione più perfetta”, non di crearne una nuova, può essere considerata come “data di nascita”. La nazione era già stata formata ufficialmente quando gli Articoli di Confederazione furono ratificati. Così la Costituzione riscriveva gli Articoli che hanno dato vita alla nazione. Grimes non considera la data dell’approvazione della dicitura degli Articoli di Confederazione valida perché un documento non ha effetto legale finche non tutte le parti firmano, come avvenuto in questo caso il 1 Marzo, 1781. Indipendenza Con la resa delle forze britanniche a Yorktown il 17 ottobre 1781 (alla 10:00 circa) gli Stati hanno ottenuto indipendenza di fatto. Questo è descritto in modo lampante dall’eclisse (Sole/Luna/Nodo sud congiunti a 24/28/25 gradi della Bilancia rispettivamente) di quel giorno: quest’eclisse fa parte del ciclo Saros N°18 Sud, descritta da Bernadette Brady come una famiglia di eclissi che indicano separazioni e fini, “ma il dolore della separazione è attenuato nell’incontrare nuove situazioni che conducono ad un esito positivo”. La Confederazione fu un fallimento e fu sostituito dalla Federazione e la sua Costituzione dell’Unione il 17 settembre 1787. Questa data è quella della firma che finalizza l’adozione dell’attuale Costituzione; dopo essere ratificata da tutti gli Stati fu dichiarata effettiva dal 4 marzo 1789 (ore 00:00 LMT). Shelagh Kendal in American Astrology Magazine (luglio 1987, p32) cita Records of the Federal Constitution di Max Ferraud per la data e le ore 16:00 LMT, Philadelphia. L’inaugurazione del primo Presidente, George Washington, il 30 aprile 1789, rappresenta l’atto finale nella creazione degli Stati Uniti e potenzialmente descrive l’incarico della presidenza. Al momento dell’arrivo di Washington a Federal Hall (ore 12:30), l’Ascendente a 26°33’ Leone è congiunto alla stella fissa Regulus (26°54’), un presagio di grande riconoscimenti. Conclude qui gli eventi o ‘inizi’ che condussero le 13 colonie inglesi ribelle ad una Federazione e la creazione degli Stati Uniti d’America.
NOTE
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TOLOMEO, Tetrabiblos, III.I MANILIUS, Astronomica, 3.160-175 colloca la Parte di Fortuna sulla cuspide della prima casa Citato in The Book of World Horoscopes, p 415 Vedi il suo sito www.homstead.com per un approfondimento del argomento l’AS Scorpione

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BIBLIOGRAFIA ■ CAMPION NICHOLAS, The Book of World Horoscopes, 2° edition, Cinnabar Books, 1996. ■ C ARTER C HARLES , An Introduction to Political Astrology, Camelot Press Ltd, Southampton, 1980. ■ Brady Bernadette, The Eagle and the Lark, Samuel Weiser, Inc., Maine, 1992.

Sta dilagando a macchia d’olio sulla stampa nazionale il problema sollevato da Serena Foglia, nostro past-President, con il lavoro “Il posto delle fragole” edizioni Armenia 12.5 €. Vi si tratta del “testamento biologico” ossia del diritto di ogni persona di disporre del proprio corpo anche prima della morte, in particolare disporre la cessazione dell’accanimento terapeutico, e pretendere di affrontare la morte con dignità; finora questa facoltà è ammessa – solo in alcuni Stati – a parenti intimi, con enorme strazio.

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DANTE VALENTE

COME TROVARE L’ASCENDENTE DEGLI STATI UNITI

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Come già evidenziato da Julianne in precedenza, il segno dei Gemelli è abitualmente impiegato dalla maggioranza degli Astrologi, soprattutto perchè sembra “funzionare bene”. Un Urano all’ASC e Luna Acquario in M.C. sono veramente “parlanti”. Sarebbe però utile dimostrarlo anche coi fatti… Prendiamo allora lo spunto per proporre un metodo nuovo, particolarmente adatto alle Nazioni, basato sugli archi delle direzioni simboliche, ma usate in senso inverso, ossia dall’evento si calcola l’arco sotteso fra i pianeti e un angolo del cielo. Un esempio chiarirà meglio il procedimento, peraltro assai semplice. Posto che si accetti come data di inizio il 1776 si annota la longitudine natale di tutti i pianeti, es. Giove a ca 6 gradi del Cancro (= 96 di longitudine), Urano a circa 9 gradi Gemelli (= 69 di longitudine) ecc.. Per ogni evento storico – es. l’entrata in guerra contro il Giappone (1942) – si calcola la differenza in anni (1942-1776= 166). Un ascendente possibile sarà situato a una longitudine di 166 gradi superiore a quella di Giove natale, idem per Urano e così via per tutti i pianeti. Tutti i punti trovati sullo Zodiaco vanno contrassegnati con varie crocette. Questa operazione va ripetuta su numerose date storiche, e alla fine si spera di trovare una zona dello zodiaco particolarmente denso di “crocette”, un ‘operazione che il computer esegue facilmente. Tuttavia va considerato che l’arco vale sia in senso zodiacale che antizodiacale: sia ascendente-pianeta che pianeta-ascendente, per cui vanno aggiunte doppie crocette per ogni condizione. Bene, nel caso degli USA, con gli archi diretti, come si vede dalla tabella, quasi la metà dei gradi coinvolti si trovano nella zona del Sagittario, con grado 20 come valore mediano e 18.2 come media ponderata. Il risultato è …l’opposto di quanto sperato, almeno a prima vista: ma se si considera che le date sono quasi tutte di battaglie, di conflitti, è evidente che riguardano la cuspide della settima casa, quella degli avversari. E di conseguenza i conti tornano, a conferma di un Ascendente in Gemelli!

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Entrando più nei dettagli: in corrispondenza di 15 SAG la dicitura germ-m wall-H significa che in quel grado arriva la direzione di Marte con la dichiarazione di guerra alla Germania, e la direzione di Helios = Sole per Wall-Street. Interessante notare l’ulteriore interessamento simultaneo di Urano e Giove per due eventi della natura dei due pianeti: lo sbarco sulla Luna e lo sbarco in Sicilia, sia insoliti che inattesi. Inverse. Il calcolo delle direzioni simboliche in direzione antizodiacale (che grosso modo corrisponde a quello delle direzioni primarie dirette) dà risalto a due segni, Capricorno e Aquario, e curiosamente conferma esattamente il grado 22 del Sagittario e il grado 6 dell’Aquario. Si potrebbe optare per un’ angolarità (MC) per l’Aquario, visto che un MC in Capricorno è impossibile se l’ASC è Gemelli La somma dirette+inverse conferma sia la prevalenza finale del Sagittario che l’importanza di Capricorno e Aquario.

DIREZIONI DIRETTE (Zodiacali) 4 ARI| luna-N 20 GEM 17 CAN 12 SCO 24 SCO 26 SCO 8 SAG 15 SAG 20 SAG 22 SAG 27 SAG 6 AQU 6 PES 9 PES | hiro-S | indi-M | york-H | germ-M | wall-M | germ-G | wall-G | germ-m | pear-G | luna-U | wall-m | | germ-P | norm-P | wall-U | pear-U | sici-U | sici-M | wall-H | norm-V | sici-G | pear-H

| | | | | | | | | | Il Sagittario prevale nettamente con ca il 40% dei casi!

| vers-P | twee-M | | germ-S | pear-N | | twee-m | norm-N |

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INVERSE 2 ARI | luna-S 0 TOR 14 GEM 22 SAG 6 CAP 17 CAP 18 CAP 24 CAP 0 AQU 6 AQU 9 AQU 21 AQU | hiro-N | germ-N | vers-M | luna-G | wall-U | pear-V | germ-U | york-P | indi-P | twee-N | wall-H | germ-H | | pear-S | twee-P | sici-U | pear-M | norm-G | wall-M | norm-H | germ-M | norm-m | pear-m | wall-m | | | | | | sici-G| | | | | |

TOTALI DIRETTE+INVERSE (per n > 2 occorrenze) 2 ARI | luna-S 4 ARI | luna-N 14 GEM| vers-M 17 CAN | vers-m 26 SCO | luna-U | sici-S | sici-N | twee-P | york-H | germ-G | hiro-N | hiro-S | york-U | norm-P | sici-U | | | | | | | | sici-U|

8 SAG| luna-M | wall-G | sici-M 20 SAG| pear-G | norm-V | hiro-U 22 SAG| luna-G | luna-U | sici-G

18 CAP | luna-G | germ-U | wall-M | sici-G| 24 CAP | twee-U | york-P | norm-H | 6 AQU | vers-P | twee-M | twee-N | norm-m| Uno studio analogo riguardante le glorie della Francia nei secoli (con puntatore all’anno 1789) ha messo in evidenza il segno del Leone . Per l’Italia non è facile trovare un anno di partenza convincente. Per cui si può usare nell’attesa un metodo differente, basato sui “bombardamenti” dei gradi aspettati in corrispondenza di date storiche. Con questo metodo si è messo in risalto il segno del Leone, ma fino al 1498, indi predomina la sopravvivenza cancerina, infine dal dopoguerra prevale nettamente il segno dei Gemelli, che mi pare avallato più dall’entrata degli Alleati in Roma il 4 giugno 1944 che dalla proclamazione formale della Repubblica, il 2 giugno del 1946. Insomma, una “precessione”dei segni tutta particolare, come si addice ad un popolo – diciamo così – “mutevole”!

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ADRIANA RAMPINO CAVADINI

ISLAM: DALLA LUNA A PLUTONE

L.A. 126-212

Ogni popolo può essere associato simbolicamente a un segno Zodiacale, che ne forma l’anima, modulato, tuttavia, da fattori storici, geografici, culturali e religiosi.. Per esempio, gli Stati Uniti appartengono al segno dell’Acquario, sia per essere una Nazione che tiene ad una immagine di avanguardia, tecnologica e scientifica, sia per le caratteristiche del proprio tema natale. Il tema redatto con la data della dichiarazione d’indipendenza di Thomas Jefferson 1 a Filadelfia, il 4 luglio 1776 mostra una Luna in Acquario e Urano all’Ascendente. Non è un caso se gli americani scelsero proprio quella data per festeggiare ogni anno la nascita della loro nazione. Islam: una radice lunare Più complessa invece la scelta del segno zodiacale da assegnare all’Islam, vista la difficoltà di scegliere una data di nascita, specie oggi che in particolare siamo interessati a studiare gli sviluppi dopo i tragici fatti terroristici dell’11 settembre a New York, causati dalle due sette politico-religiose, quella dei Talebani e quella di Osama Bin Laden, il cui scopo principale, e non solo da ora, sembra essere quello di distruggere il sistema che ha fatto ricco l’Occidente. Ognuno di noi si chiede come andrà a finire questa inimicizia. Per saperlo non ci rimane altra via che indagare sul mondo simbolico di questo popolo, ripercorrendo il cammino che lo ha portato a passare da un antico durissimo matriarcato a un patriarcato altrettanto duro e a volte feroce, in termini astrali a diventare da lunare a plutoniano. Probabilmente per secoli la zona geografica ora occupata dall’Islam ebbe l’impronta del segno del Cancro, sotto cui nacque in seguito l’Egira, mentre la Luna permea profondamente la simbologia della civiltà islamica; il digiuno si interrompe durante la notte, il calendario è lunare, molte delle bandiere degli Stati del Medio Oriente (Pakistan, Algeria, Arabia merid., Tunisia, Turchia, Marocco, ecc.) portano una falce di Luna, senza dimenticare il culto del femminile, la manina di Fatima che appartengono ai musulmani. Le loro stesse usanze come la poligamia e il tenere nascosta la donna hanno radici legate al culto della fertilità femminile e al fortissimo istinto riproduttivo tipico delle società povere. Dalla Luna facilmente si passa alla donna e al potere femminile. La leggenda storica, narrata da Erodoto, sostiene che

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in Egitto, in Palestina e in Grecia molti secoli avanti Cristo vigeva il matriarcato.2 Anche nella Bibbia si trova menzione del fatto che in epoca preislamica il regno di Saba, a sud ovest nella penisola arabica, ora Yemen, fu governato da regine. Nel bene e nel male, l’impronta lunare influenza ancora oggi l’Islam. E se davvero ci fu per secoli un matriarcato condotto da regine sanguinarie e violente - come tratta Bachofen nel suo saggio 3 – potremmo spiegarci le radici della loro spietata misoginia. Di certo c’è stato un sovvertimento lento, ma inarrestabile che ha trasformato una società matriarcale in una società patriarcale, passando simbolicamente da una tipologia lunare - taurina, legata alla fertilità e al potere femminile, a una tipologia plutoniana - scorpionica legata al culto della morte e al potere dispotico maschile. Quando nasce l’Islam? L’Islam come grande religione universale nasce con Maometto e più precisamente con la data d’inizio del calendario islamico dell’era musulmana.4 Il calendario è lunare e composto di dodici mesi di durata irregolare di 29 o 30 giorni, il nono mese è quello in cui cade il Ramadan, il mese del digiuno diurno. Questo calendario lunare è puramente e solo religioso e vede retrocedere ogni anno il Ramadan di un mese lunare. Curiosa è la distribuzione geografica dei paesi di religione islamica, dal Marocco all’Indonesia, che sulla carta del mondo assumono nell’insieme la forma di una falce lunare; anche la zona d’ombra dell’eclisse che precedette la nascita di Maometto copre la stessa zona; l’eclissi, che un tempo veniva considerata magica, avvenne il 3 agosto del 566 e coprì con il suo cono d’ombra tutto il Medio oriente, un presagio per il destino religioso e politico di quei popoli (fig. n.1 dell’eclisse). Anche la morte di Maometto nel giugno del 632 fu annunciata da un’eclisse di Sole. La data dell’Egira Ma è la data dell’Egira quella che ci interessa perché è la data che dà inizio all’era islamica e corrisponde al periodo in cui Maometto da profeta diventa anche uomo di Stato e condottiero. L’Islam, infatti, non è soltanto una religione è anche un sistema di potere politico e sociale che permea con il suo stile di vita tutta la società, maschile e femminile. Purtroppo la data dell’Egira, non è certa; sappiamo soltanto che la fuga di Maometto dalla Mecca a Medina è avvenuta nel 622 d.C.. Giorno e mese, il 15 luglio, furono scelti arbitrariamente dal califfo Omar, dopo la morte di Maometto, come Capodanno dell’anno solilunare e il 15 luglio era il giorno in cui si era formata la Luna nuova e una parziale eclisse di Sole. I mesi del calendario islamico partono sempre dalla Luna nuova. Ma non esattamente. È probabile che, come il Ramadan inizi dal momento in cui l’osservatore può distinguere nel cielo una sottile falce di luna visibile al tramonto dopo il novi-

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FIG. 1. Area geografica di influenza dell’eclisse che precedette la nascita di Maometto.

lunio (nel 2001, infatti, il Ramadan è iniziato il 16 novembre con lo spicchio di Luna già visibile in cielo), anche l’anno dell’Egira potrebbe aver avuto inizio allo stesso modo. Ma la falce di luna è visibile solo due o tre giorni dopo il novilunio e quindi non il 15 luglio. Dunque la date più significative astronomicamente e astrologicamente potrebbero essere il 18 o il 19 luglio, i giorni in cui si poteva vedere meglio il famoso spicchio di Luna.5 Ma a nostro parere quella del 19 luglio ci sembra la più attendibile. Ecco la data completa: 19 luglio 622 h. 20,10 Medina – Arabia Saudita. (oroscopo n. 1). Nei due oroscopi cambia solo la posizione della Luna, l’astro simbolo di quel popolo e quindi cardine dell’oroscopo che il 19 è in Leone anziché in Cancro. L’Ascendente Acquario è uguale in entrambi i casi, ma Urano, maestro dell’Ascendente, il giorno 19 è congiunto alla Luna, in settima, mentre il 18 si trovava in settima, ma quasi isolato. Indubbiamente il maestro dell’Ascendente, Urano, in settima, congiunto alla Luna la dice lunga sulla misoginia che alberga da sempre nell’animo degli islamici, per non parlare delle lotte sanguinose che dividono le diverse etnie di cui è composto l’Islam. È come se l’Ascendente acquariano li volesse fratelli, mentre il rivoluzionario Urano congiunto alla Luna (che nell’oroscopo delle nazioni è simbolo del popolo), li dividesse senza tregua. Inoltre la congiunzione Urano\Luna mi pare suggerisca anche la rottura definitiva di una regola sociale che aveva le sue

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FIG. 2. Grafico della Prima Falce Lunare calcolato per il 19 luglio 622 d.C. ore 20:10 a Medina.

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radici nel matriarcato. In entrambi gli oroscopi Plutone è fortissimo in Ariete. Si tratta di un Plutone combattivo che si allea con l’agilità di Mercurio con cui fa trigono preciso. A questo proposito citiamo la definizione che ne da Lisa Morpurgo, nella Introduzione all’astrologia: “Questo trigono rafforza la sicurezza di sé, la coscienza serena dell’Io”. Giove, isolato, in prima casa si oppone a Nettuno, un aspetto che rivolto a una popolazione intera suggerisce una visione pessimistica della vita, un malcontento cronico e una ricerca di compensi che possono sfociare in eccessi. Eccessi giustificati anche dalla vicinanza di Nettuno a Urano. I temi hanno come asse centrale la prima casa e la settima, un’asse cui fa riferimento il rapporto tra il soggetto e il mondo esterno, ossia tra questo popolo e gli altri, alleati o nemici. Toro – Luna - matriarcato, Scorpione – Plutone – patriarcato Il Toro e i valori lunari Ma torniamo allo Zodiaco. Il segno più femminile dello Zodiaco, a mio avviso, non è il Cancro, bensì il Toro, segno di Terra, fecondo, fisso, fattore di stabilità governato dall’umida e fertile Venere e sede dell’esaltazione della ciclica Luna. Facciamo notare che in Toro sono in esilio sia Marte, sia Plutone; valori in sfavoriti in un segno in cui vengono esaltate le facoltà del genere femminile, e d’altronde Venere e la Luna si trovano in detrimento nell’opposto segno dello Scorpione, dove vengono messi in risalto qualità legate al mondo maschile. Il mondo dei simboli a volte può chiarire meglio di qualunque altra teoria il comportamento dei popoli. Secondo la disciplina astrologica l’eccesso di energia di un segno zodiacale, in questo caso il Toro, si riflette sempre sul segno opposto, lo Scorpione, indebolendolo e provocando l’emissione di energie distorte. Il segno del Toro è potente perché accoglie in sé i fermenti e i semi della vita e della riproduzione (Venere). La terra del Toro è fertile, accoglie e protegge il seme durante l’inverno, nutre la vegetazione in primavera e in estate. La Luna qui in esaltazione è simbolo della ciclicità cui è sottoposta la riproduzione sessuata; la gravidanza umana è scandita da dieci lune, il ciclo fertile della donna è mensile, lunare. La parola araba “Qarn” significa corno e ha il doppio significato di età, ciclo, ovvero ciclo lunare. Ma anche l’ascia bipenne dalle due lame ricurve usata dalle Amazzoni deriva dalle due punte della falce lunare. Dunque corno, ciclo, Luna, donna sono concatenati simbolicamente. Il segno del Toro governa anche le foreste e la vegetazione rigogliosa e analogicamente i capelli, specie quelli femminili così legati al ciclo riproduttivo. Governa anche i bulbi oculari e la vista, e grazie a Venere anche la bellezza e le forme morbide, come il piacere di guardare e di mostrarsi o di autocontemplarsi. Essendo un segno fisso è simbolo di popolazioni stanziali, legate alle radici e al loro territorio che difendono con tenacia. Riassumendo: il Toro e la Luna sono il simbolo del mondo femminile, fertile e legato alla riproduzione della specie umana, animale e vegetale. Un mondo legato

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simbolicamente alla vegetazione e alle foreste, e nell’uomo, anatomicamente ai capelli, agli occhi e alla vista. Lo Scorpione e i valori plutoniani Complementare al segno del Toro, a Venere e alla Luna troviamo, opposto nello Zodiaco, il segno dello Scorpione. Anche lo Scorpione è un segno fisso, femminile e d’acqua. Ma governato dal bellicoso Marte e da Plutone, dio degli inferi, possiede valori opposti a quello del Toro. I due segni però simbolicamente si completano a vicenda dato che soltanto insieme possono rappresentare la funzione riproduttiva, femminile e maschile. Ricordiamo però che in Scorpione Venere si trova in esilio e la Luna in caduta, e questo, in parte, rende conto del la misoginia dei popoli islamici. Così come il segno del Toro è associato al germogliare della vita e alla ciclicità del nostro tempo terrestre, lo Scorpione racchiude tutta la simbologia del disfacimento della materia, della morte e del non tempo. E come il Toro accoglie e riproduce, lo Scorpione penetra e attraverso la morte rigenera per un diverso ciclo vitale. E’ Plutone la chiave d’interpretazione ultima del segno. Plutone – inferi. Gli inferi, sono il luogo dove il tempo, la luce e la vita degli uomini e della vegetazione non esistono. Plutone - Ade - secondo la leggenda possedeva un casco d’oro che gli permetteva l’invisibilità: ancora un simbolo del non vedere, del nascondere, del segreto, ma era anche il dio signore della morte e delle ricchezze sotterranee. E gli Inferi sono sotto, nel centro della Terra, luogo buio per eccellenza che ci ricorda le caverne, i luoghi desolati dove non germoglia la vegetazione e le foreste sono di roccia o di ghiaccio. L’acqua dello Scorpione è l’acqua della morte già nota nel mondo mitico. Secondo i Babilonesi l’acqua era il simbolo del “profondo scuro e dell’apparentemente inattraversabile fiume della morte, il fiume che divide le due forme di esistenza tra la vita e la morte”.6 Nel corpo umano lo Scorpione è associato oltre al già citato sistema riproduttivo e agli ormoni maschili che sono alla base dei caratteri sessuali secondari come la barba, la voce profonda, baritonale, e la muscolatura più potente, anche alle sostanze di rifiuto, alla putrefazione, alla dissoluzione, ai gas intestinali e gastrici prodotti dalla fermentazione del cibo. Governa anche il sistema difensivo. Riassumendo: Scorpione e Plutone sono simboli di un mondo maschile legato al sacrificio per la sopravvivenza della specie e per questo segnato da Plutone–morte e da Marte–attacco, difesa. Un mondo legato simbolicamente all’oscurità, al segreto, al non tempo e anatomicamente soprattutto agli organi sessuali maschili e alla dissoluzione del corpo. Islam: sotto il segno dello Scorpione L’esposizione del mondo simbolico dell’asse Toro/Scorpione ha certamente fatto scaturire nella mente dell’astrologo un fitto intreccio di associazioni tra i simboli

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celesti e il mondo culturale, religioso e politico dell’Islam. Ade con il suo casco dell’invisibilità ci ricorda il turbante nero dei Talebani o bianco dei musulmani. Invisibilità è nascondersi e nascondere, ecco il nascondere le donne con il velo o in periodi come questo di esasperazione religiosa, con il burqa, una veste che mette la donna completamente al buio, cioè sprofondata nelle voragini dell’oscurità. E ancora, l’iconoclastia, ossia la proibizione della vista delle immagini, la distruzione delle statue del Buddha, il divieto di farsi fotografare, di guardare immagini televisive o di leggere libri o riviste. Le grotte buie e inospitali degli afgani sono in analogia con il sottosuolo senza luce né vita degli inferi, e Plutone - oro- ricchezze sotterranee è in analogia con il petrolio, chiamato anche “l’oro nero”, prodotto del sottosuolo di cui è ricco il Medio Oriente. Anche il culto della morte, proprio delle fazioni collegate alla Jihad islamica, è molto scorpionico; non si tratta della conservazione dei corpi per un’altra vita nell’aldilà come avveniva per gli antichi egiziani, bensì di una morte sacrificale, un suicidio religioso, con l’unico scopo di colpire il nemico portandolo con sé in una morte atroce, convinti con questo sacrificio di aver conquistato per sé il Paradiso. A questo proposito ricordiamo che lo scorpione, cui si ricollega il segno, è un aracnide che in caso di pericolo si autoinocula il veleno con il suo aculeo procurandosi la morte; è anche una forma terricola diffusa dal Marocco alla Mesopotamia, più o meno la stessa area coperta dall’Islam. Certo, l’Islam non ha solo connotazioni così negative; sono stati i Talebani a imporre con la violenza leggi crudeli, soprattutto verso la donna, leggi che non si trovano nel Corano. In ogni caso “teneri” gli arabi non devono esserlo stati neanche in passato. Nel VII secolo d.C. erano divisi in tribù nomadi ostili gli uni agli altri e la vendetta e la razzia erano operazioni all’ordine del giorno. Scrive lo storico Giordano Bruno Guerri 7 che i capi delle tribù avevano un potere totale e in caso di carestia decidevano di sopprimere le bocche inutili, sacrificando per prime le ragazze più giovani, seppellendole vive. Si tratta di aberrazioni, ma è interessante notare che anche nella tipologia delle loro fanatiche crudeltà i Talebani e le altre sette antioccidentali hanno conservato e esaltato i valori simbolici della loro natura plutoniana. Non dimentichiamo poi che quasi tutti i popoli islamici ancora oggi non solo non amano il progresso occidentale e i popoli di diversa religione (Giove in Pesci, isolato e opposto a Nettuno), ma hanno sempre inferto alle loro donne mutilazioni sessuali crudeli, trattandole alla stregua di oggetti da usare e poi gettare. Le documentazioni su queste ingiustizie e crudeltà contro le donne sono infinite, ma non sono esclusiva di questo popolo. Cosa suggerisce lo Zodiaco Per trovare la pace e un vivere sereno i popoli plutoniani, come gli islamici, dovrebbero rispettare le volontà del loro profeta, Maometto, che esaltava la tolleranza. Secondo lo Zodiaco dovrebbero lasciare spazio anche alle istanze del segno opposto, il

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Toro, rinunciando allo strapotere dello Scorpione. Quando i valori dei due segni opposti e complementari Toro / Scorpione si fonderanno tra loro, l’uomo e la donna, la vita e la morte, avranno uguale peso e si formerà quell’unità simbolica che porta all’armonia. Dal segno dei Pesci che è un segno d’Acqua fratello dello Scorpione, ma che ha in sé i simboli dell’accettazione di chi è diverso o sofferente, questi popoli dovrebbero imparare ad accogliere anche le altre fedi religiose e tutto ciò che è diverso da loro.
NOTE 1 Si veda su Linguaggio Astrale n. 125: Una nazione uraniana. Gli Stati Uniti e le sue guerre. 2 R. GRAVES, I miti greci, ed. Longanesi&C. Milano. II ed. Il Cammeo, 1985. 3 J..J. BACHHOFEN, Il Matriarcato, ed. G. Einaudi, Torino, 1988. 4 L’Islam è la più recente religione universale, adora un Dio unico, onnipotente. Il suo fondatore fu Maometto, l’uomo scelto da Dio come portavoce delle leggi divine, in cielo, in terra, in vita, e nell’oltretomba; leggi divulgate attraverso il libro sacro, del Corano. L’Islam si propagò con la forza e la velocità di un uragano. Già nel 632 dell’era volgare l’Islamismo era presente in tutto il Medio Oriente e nello spazio di un secolo si estese da Gibilterra all’Himalaya. Fu grazie all’Islamismo che il popolo mediterraneo a quell’epoca nel caos di guerre tribali trovò un ordine religioso, sociale e politico, tale che riunì quei popoli in una sorta di fratellanza sotto l’autorità di Dio e al disopra delle barriere di razza o di nazione. 5 Secondo le effemeridi di alcuni programmi computerizzati, come il “Prima” della Matrix, la congiunzione Sole/Luna si forma il 17 e non il 15 luglio. Le posizioni astrologiche sono identiche, ma programmi diversi, come il “Nova”, le pongono in giorni diversi. In ogni caso, il tema della prima falce di Luna è graficamente identico per entrambi i programmi. 6 Cit. dal Libro tibetano dei morti, di Detlef I. Lauf, ed. Mediterranee, 1992. 7 Io Donna (allegato del Corriere della Sera), Maometto Story di Giordano Bruno Guerri, nov. 2001. (ha collaborato Claudio Cannistrà)

Argomento

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ASTROLOGIA CLASSICA

– Il significatore: un elemento dimenticato dalla tradizione (Mariano Aladren) – L’alcocoden e il suo uso (Gary Warren Price) – Le carte divisionali vediche usate in astrologia occidentale

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Astrologia classica

MARIANO ALADREN

IL SIGNIFICATORE: UN ELEMENTO DIMENTICATO DALLA TRADIZIONE
TRADUZIONE DI MARINA REGNO E DI MARIA RITA PREGNOLATO

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DUE RIGHE DI PRESENTAZIONE Quando si ha per le mani una ricerca così interessante e profonda, come è questa di Mariano Aladren, non si può fare a meno di scrivere due righe di presentazione, anche se il suo autore di presentazioni, certamente, non ne ha bisogno. Chi ha avuto occasione di ascoltare Aladren qualche anno fa al Congresso Internazionale di Venezia, sa che è un ricercatore di prim’ordine, senza dubbio la punta di diamante dell’astrologia spagnola: membro fin dalla sua nascita del gruppo Gracentro, una delle più importanti associazioni spagnole, fondatore del Foro Mundial Dyatessarón e coordinatore della mailing list “Astrocuantica”. In particolare, è uno dei pochi astrologi nel mondo che abbia cercato di recuperare le tecniche dell’astrologia classica utilizzandole nella pratica quotidiana, con l’obiettivo soprattutto di divulgarle e di renderle meno ostiche al grande pubblico. L’argomento che ci presenta non è facile, ma potrà aprire nuovi orizzonti a chi già utilizza i governatori, oltre a chiarire alcuni equivoci in cui cadono tutti coloro che non conoscono la tradizione astrologica. Il metodo di “Quantificazione”, illustrato nell’articolo, è una tecnica antica, che può essere di grande aiuto a tutti coloro che desiderano comprendere meglio la forza racchiusa in un tema natale e quella dei suoi elementi fondamentali. Rappresenta, come afferma Mariano nel suo lavoro, un classico esempio di una reale tecnica astrologica antica andata perduta ai giorni nostri o peggio ancora travisata e mistificata, ma che invece era normalmente utilizzata nella pratica del medioevo e del rinascimento. A conferma di ciò troviamo illustrati il metodo di “quantificazione” e la ricerca del Significatore in molti trattati antichi, come quello qui citato e conosciutissimo del fiorentino Francesco Giuntini o quello meno conosciuto in Italia, ma peraltro molto interessante di Antonio de Nájera, cosmografo portoghese nato a Lisbona, ma vissuto in Spagna, posteriore a Giuntini di circa una cinquantina d’anni.

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In stretta relazione con queste due tecniche è anche l’uso di alcune Parti Arabe, legate alle case e poco conosciute, che vengono presentate da Aladren nell’ultima parte dell’articolo. Dopo aver seguito la loro applicazione nel caso del tema di Filippo II, re di Spagna, personaggio che in vita ebbe un rapporto tutto speciale con l’astrologia e la magia talismanica, i lettori che lo desiderano potranno provare a calcolare queste parti nel proprio tema natale, ricavandone sicuramente interessanti informazioni. Alla base di tutta questa costruzione sta, però, l’utilizzo e la comprensione di quelle che vengono definite le “qualità elementali”, che rappresentano, come i lettori potranno constatare attraverso la lettura di questo articolo, la vera e propria base pratica per entrare nei meandri di ogni tema natale. Questa ricerca, presentata al Congresso Nazionale Spagnolo di Bilbao del 2000, è stata anche la relazione iniziale di una parte di un corso completo di astrologia classica, organizzato dall’Associazione Gracentro di Valencia nell’ambito delle Giornate di Astrologia e Cabala. Chi desiderasse leggere qualche altro lavoro di Mariano Aladren potrà trovare sul n. 106 di Linguaggio Astrale un suo pregevole studio sulla storia dell’astrologia iberica. (Claudio Cannistrà) Introduzione In questo fine secolo abbiamo ridotto così tanto le tecniche astrologiche che, per interpretare un tema natale, ci riferiamo quasi esclusivamente al REGGENTE. Questo riduzionismo ha fatto perdere, ai giorni nostri, anche la tecnica della “quantificazione”, poichè la ricerca del Significatore obbligava in modo assoluto alla quantificazione del tema natale. Poichè nell’antichità il segno non era così idolatrato, come ci propongono i testi attuali, il solo reggente del segno non può spiegare tutti i significati delle case, e non per carenze della teoria, ma per evidenza pratica; questo riduzionismo astrologico, che oggi si pratica, forse trae le sue origini da alcune traduzioni o applicazioni dei segni realizzate dagli autori antichi, non in senso astrologico, ma mnemotecnico. Come ben sappiamo, l’astrologia fu nell’antichità la colonna portante di ciò che chiamiamo “Arte della Memoria”, poichè permetteva di classificare significati filosofici e morali per mezzo di immagini, consentendo un miglior ricordo dell’informazione. Così non si deve confondere la mnemotecnica con l’astrologia; benchè fin dai tempi antichi possano sembrare la stessa cosa, in realtà non lo sono. Di pari passo, il Significatore fornirà una valida risposta alla maggior parte delle domande che derivano dai molteplici significati delle case, poiché l’astrologia classica dà maggior valore alle case e ai pianeti che ai segni. Di conseguenza possiamo affermare che l’astrologia classica si può definire PLANETARIA, e l’astrologia attuale ZODIACALE.

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Per comprendere il metodo che si deduce dai manuali di astrologia degli autori classici, metodo che mantenne l’egemonia di questa scienza per oltre 5000 anni, dovremmo avvicinarci soprattutto alla fisica di Aristotele e al suo linguaggio, poichè la quantificazione viene riferita in questa chiave, che tutti riportano senza comprenderne il significato: mi riferisco all’utilizzo delle ”qualità elementali”, chiave fondamentale per capire la quantificazione, e che consentono di conoscere il grado di realizzazione dei significati analogici dei pianeti. Come detto precedentemente, è di fondamentale importanza strutturare le deduzioni in chiave planetaria e non zodiacale. Facciamo un esempio. Il termometro è formato da un tubo di vetro, da mercurio e da una scala graduata. Quando parliamo di temperatura facciamo riferimento alla scala graduata, e, tuttavia, ciò che in realtà misura è il vetro con il mercurio, e tutto sommato nulla di ciò è realmente importante, perchè quello che conta veramente è la variazione della sensazione di maggiore o minore calore, dato che il valore intrinseco non ci serve a nulla, se consideriamo che 21° gradi centigradi per un senegalese saranno come 15° gradi per noi spagnoli. Pertanto, lo strumento denominato termometro, di cui nominiamo solo la sua scala, non è importante: ciò che a noi realmente serve è l’esperienza della variazione termica. Lo stesso accade con il determinismo in astrologia. Lo ZODIACO è l’equivalente della scala graduata del termometro, il tubo contenente mercurio corrisponde ai pianeti ed ai loro cicli, e le variazioni termiche sono ciò che vogliamo misurare: il loro grado di determinazione che, naturalmente, non è uguale per tutti. Esiste il LIBERO ARBITRIO, dato che viviamo in condizioni e culture differenti, ed alcuni sono meglio preparati di altri per neutralizzare il determinismo. Quanto detto finora, è ciò che in forma semplice dobbiamo avere chiaro per poter quantificare: tutto si riduce nel trovare una PROPORZIONE e non una quantità. Ricordiamoci che le parole confondono, poichè incapaci di esprimere pienamente le idee. Per esempio: Il CALDO è reale rispetto al FREDDO, che è nella realtà una minore gradazione di calore, pertanto, la parola freddo non possiede una propria rilevanza, ma solamente in quanto qualifica una proporzione di calore. La quantificazione In astrologia l’importanza del valore di una posizione planetaria non può essere lasciata solo all’intuizione simbolica, è una modalità che la Tradizione non contempla, e in questi ultimi 50 anni di diffusione astrologica in occidente, pochi testi del settore trattano. Sarò più chiaro: la maggior parte dei testi omette ogni riferimento alla quantificazione dei temi natali, non esiste un serio dibattito su questo argomento, che non viene neppure menzionato nella maggior parte dei testi fondamentali della dilagante astropsicologia. Tenuto conto che la quantificazione era per la Tradizione un argomento fondamentale e un requisito indispensabile per qualsiasi seria interpretazione del tema

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natale, illustrerò per cominciare un modello di quantificazione elaborato da Antonio de Nájera, compendiatore della tradizione e correttore di calcoli e tavole per la sua speciale condizione di cosmografo. Questo modello è tratto dalla sua opera più importante, la “SUMMA ASTROLOGICA”, che fu sovvenzionata dalla corona di Spagna perchè divenisse un testo di consultazione per tutti i capitani della marina spagnola, poichè questa opera si imperniava sulle previsioni meteorologiche, fornendo nella sua parte iniziale i rudimenti dell’astrologia, conoscenze indispensabili per decidere i momenti migliori per salpare o ammainare le vele in alto mare. Se pensiamo che una nave costava molto denaro in quei tempi, il suo utilizzo doveva risultare un affare redditizio. Elenco dei valori delle potenze e debolezze essenziali e accidentali dei pianeti (secondo Antonio de Nájera 1632) ENTITÀ DELLE FORZE N°. 5. Casa prima o decima. 4. Casa settima, quarta o undicesima. 3. Casa seconda, o quinta. 2. Casa nona. 1. Casa terza. 5. Domicilio, o mutua ricezione di domicilio. 4. Esaltazione, o mutua ricezione di esaltazione. 3. Triplicità. 2. Termine. 1. Facies. 5. Presenza planetaria in Cazimi. 5. Libero da combustione, e dai raggi del Sole. 5. Congiunzione corporale con Fortuna. 4. Applicazione con Fortuna in trigono. 3. Applicazione con Fortuna in sestile. 3. Gioia in ragione del segno. 2. Gioia in ragione della casa del tema. 2. Orientalità dei tre superiori. 2. Occidentalità dei due inferiori. 3. Haiz.1 2. Conformità con il quadrante.2 5. Ductoria o securitas.3 4. Moto diretto, per la Luna non si considera. 1. Velocità del moto. 1. La Luna che aumenta di luce, dalla congiunzione fino all’opposizione. 2. Ascesa nel circolo dell’Auge.

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2. Ascesa verso il Settentrione. 5. Presenza tra le due Fortune. 5. Congiunzione con la stella Regulus entro i cinque gradi prima e dopo i 24°44’ di Leone. 5. Congiunzione con (Spica Virginis), entro i cinque gradi prima e dopo i 18°43’ di Bilancia. ENTITÀ DELLE DEBILITÀ N°. 5. Casa dodicesima. 4. Casa ottava. 3. Casa sesta. 5. Esilio. 4. Caduta. 6. Combustione del pianeta col Sole. 4. Sotto i raggi del Sole al di fuori della combustione. 5. Oppressione fra due malefici. 3. Applicazione a un malefico per opposizione. 5. Pianeta peregrino. 2. Pianeta che gira a vuoto. 3. Pianeta ferale.4 2. Occidentalità dei tre superiori. 2. Orientalità dei due inferiori. 2. Contrarietà di Haiz. 5. Moto retrogrado, non si considera per la Luna. 1. Pianeta di moto lento. 1. La Luna che diminuisce di luce nelle fasi dall’opposizione alla congiunzione. 2. Discesa nel circolo dell’Auge. 2. Discesa verso il Mezzogiorno. 2. Vía Combusta. 5. Eclissi dei Luminari. 2. La Luna in Gemelli, o alla fine dei segni nei confini dei malefici. 4. I Luminari tra i confini delle eclissi. 4. La Luna verso la combustione, quando è posta entro i 12° di orbita. Continuando con la quantificazione, prendiamo in considerazione quella riportata da Morin nella sua opera “Astrologia Gallica”. Sfortunatamente questa opera non è stata compresa dai moderni, anche Weiss ce la trasmette in modo incompleto nella sua “Astrologia Razionale”, che è una vera enciclopedia dell’astrologia colta di questo secolo; tuttavia per ciò che concerne la quantificazione, come già detto, Weiss non comprende o non ci riferisce la classificazione completa, che invece Morin ci offre nella sua opera, e ci fornisce solamente ciò che riproduciamo nella Tavola n. 1.

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TAVOLA n. 1
CALDO SOLE LUNA SATURNO GIOVE MARTE VENERE MERCURIO 5,5 5 3.5 1.5 2.5 0.5 1.5 6 3 1 3 4 1 FREDDO UMIDO SECCO 2

Questo schema è ben poco esaustivo, in mancanza degli altri due, non vi è possibilità di utilizzarlo. Non serve neppure a calcolare la potenza planetaria, poichè ci offre solamente una proporzione su base 10, impiegata per calibrare la forza elementale e non quella degli influssi. In definitiva dobbiamo pensare, come diceva Morin, che si debba quantificare pensando ad un termoscopo, più che ad un oroscopo. Dobbiamo anche ricordare che Morin era medico, in seguito divenuto astrologo, e che fondamentalmente questa valutazione può essere utile in terapia. Altra cosa, molto diversa, è la Potenza Planetaria, di cui daremo esempi di calcolo, e che molti astrologi confondono, per mancanza di riflessione su questo argomento, o per mancanza di informazioni di prima mano. Fondamentalmente dobbiamo saper utilizzare le tecniche che ci trasmesso la tradizione in modo completo, prima di rifiutarle, perchè, così facendo, possono andare perduti suggerimenti molto utili, che costarono un grande sforzo intellettuale ai loro artefici. Le Tavole mancanti (n. 2 e n. 3) sono inserite qui di seguito. TAVOLA n. 2: Secondo il ciclo Lunare
CICLO LUNARE dalla cong. alla quadratura dalla quadratura alla opposizione dalla opposiz. alla 2º quadratura dalla 2º quadratura alla cong. CALDO 1 2 1 2 FREDDO UMIDO 2 1 2 1 SECCO

TAVOLA n. 3: Secondo il ciclo planetario
CICLO PLANETARIO dalla cong. alla 1ª stazione dalla 1ª stazione alla opposizione dalla opposizione alla 2ª stazione dalla 2ª stazione alla cong. CALDO 0.30 0.60 0.30 0.60 FREDDO UMIDO 0.60 0.30 0.60 0.30 SECCO

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Come possiamo vedere, in quella che è stata considerata la Bibbia dell’astrologia (così veniva definita l’opera di Weiss), grazie alla quale si sono formati centinaia di astrologi di questo secolo ed è stata punto di riferimento indispensabile per ogni astrologo colto, si possono notare alcune incompletezze nella trasmissione di ciò che l’autore considerava molto importante, e cioè la Tradizione. Il metodo Parlo di metodo perchè esiste una metodologia chiara proveniente dalla tradizione, attraverso cui, avvalendosi di tecniche, si possono affrontare le principali sfide del destino e dell’essere, che l’uomo deve conoscere. Sembra che oggi giorno non si dia la giusta importanza a questo fatto, che facilmente si deduce dalla lettura dei classici, sia perchè non è stato letto nulla in proposito, sia perché è stato saltato a piè pari. Nell’antichità questi scritti venivano commentati in trattati chiamati SUMMAE o SPECULI. Questo tipo di trattati appartengono all’ambito dei commentatori delle fonti; fra questi commentatori il più conosciuto per il suo rigore e la sua capacità documentativa è Francesco Giuntini da Firenze, commentatore della pratica astrologica. Dagli scritti ermetici fino ai suoi giorni, ben 76 autori compresi in un periodo di tempo che va dal 1488 a. C. fino al 1554 d. C., sono tutti commentati magistralmente nel suo “Speculum Astrologiae”, indispensabile enciclopedia astrologica, che riassume il modello astrologico fino a quel periodo. Quest’opera è un punto di riferimento fondamentale per gli astrologi del Rinascimento e di obbligata lettura per qualsiasi studio serio sull’astrologia colta. Non cadrò nel semplicismo di affermare che quest’autore possieda tutte le conoscenze, ma rappresenta una fonte di documentazione molto importante, e viene consultato dalla maggior parte degli astrologi colti. Farò qui di seguito un’esposizione della sua maestria. In ogni momento, è fondamentale conoscere bene il significato delle parole con le quali definiamo le tecniche o i loro significati; per questo motivo e per le molteplici mancanze di rigore nell’uso del linguaggio chiarirò alcuni concetti. Il principale di questi e quello che è stato maggiormente confuso da coloro che si sono avvicinati a questi testi, riguarda le parole ALMUTEN, SIGNORE E SIGNIFICATORE. La confusione nell’interpretazione di queste parole ha dato luogo ai maggiori equivoci nell’uso e nella trasmissione delle conoscenze astrologiche ad esse correlate. Elenco qui di seguito una definizione dei loro utilizzi: ALMUTEN E SIGNIFICATORE sono sinonimi, e la loro funzione è qualificare il pianeta che possiede maggiori dignità in seguiito ad una QUANTIFICAZIONE, sia per la sua natura essenziale che per la natura locale. Il termine SIGNORE si riferisce esclusivamente al reggente del segno, cioè al pianeta che ha il domicilio in quel determinato segno; a volte, nei testi trasmessi scorrettamente viene confuso con l’almuten o significatore.

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Una volta chiarito questo, procediamo a considerare come si calcolano i principali significatori o almuten di un tema natale. Due sono le cose da ricercare: 1° Il Significatore del tema di nascita. 2° La proporzione elementale. 1°) Il Significatore o Almuten natale viene dedotto dalla quantificazione dei seguenti elementi: Sole Luna Sorte di Fortuna Ascendente Novilunio o Plenilunio prenatali. Questo sarà l’ALMUTEN o SIGNIFICATORE, e cioè il pianeta che riassume i significati del destino intrinseco del soggetto. 2°) Il passo seguente consiste nel calcolare la proporzione umorale attinenente. Considereremo: a) Qualificheremo ogni pianeta a seconda della sua relazione con il Sole, cioè se è orientale od occidentale. b) Questo ci fornirà la qualità dominante di quel pianeta in quel tema natale per tutta la vita. Vedere a riguardo le Tavole n. 4 e n. 5. TAVOLA n. 4.
PIANETA SATURNO GIOVE MARTE VENERE MERCURIO ORIENTALE FREDDO-UMIDO CALDO-UMIDO CALDO-SECCO CALDO-UMIDO CALDO LUNA 1º QUARTO 2º QUARTO 3º QUARTO 4º QUARTO CALDO – UMIDO CALDO - SECCO FREDDO - SECCO FREDDO - UMIDO SOLE PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO INVERNO CALDO – UMIDO CALDO – SECCO FREDDO – UMIDO FREDDO – SECCO OCCIDENTALE SECCO UMIDO SECCO UMIDO SECCO

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TAVOLA n. 5: Reggenti di triplicità
TRIPLICITÀ FUOCO ARIA ACQUA TERRA SOLE + MARTE + GIOVE SATURNO + GIOVE + MERCURIO VENERE + LUNA + MARTE LUNA + VENERE + SATURNO

In seguito valuteremo: Ascendente. Almuten (e parlo di Almuten e non di Signore) dell’Ascendente. Pianeti che fanno aspetti all’Ascendente ( soprattutto in base alla Latitudine). La stagione in cui il Sole si trova. La fase in cui si trova la Luna. L’Almuten del tema natale. Esempio: il Tema Natale del Re Filippo II Farò l’esempio di un tema natale conosciuto, quello di Filippo II, nato il giorno 21 di maggio del 1527, alle ore 16:15, a Valladolid, Lat: 41°N31’; Long: 4°W43’. Vedi Tavole n. 6 e n. 7. TAVOLA n. 6: Pianeti del tema di Filippo II
PIANETI DEL TEMA DI FILIPPO I PIANETI SATURNO GIOVE MARTE VENERE MERCURIO LUNA ORIENTALE X X X X X X OCCIDENTALE

TAVOLA n. 7: Proporzione umorale nel tema di Filippo II
POSIZIONE ASC. 28° BILANCIA ALM.DI ASC SAT 26° ARI TRI MER TRI VEN SEMISESTILE MAR CALDO X X X X X SECCO FREDDO UMIDO X X

Astrologia classica TRI GIOVE OPP. SAT QUARTO DI LUNA TRI MER TRI VEN QUADR. MAR TRI GIOVE SEST. SAT QUARTO DEL SOLE ALMUTEN DEL TEMA GIO TOTALE X X

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X X X

X X

X X X X X 10

X X 2 5 4

Il risultato di questa quantificazione è la proporzione “umorale” del soggetto e il modello con cui il suo corpo e il suo spirito reagiscono al loro interno e all’ambiente. Questo procedimento è stato seguito sistematicamente fin dall’antichità ed è quello che permette di ottenere risultati. Logicamente possiamo dedurne il motivo: 1° Si desume quasi tutto dai Luminari. 2° La base fondamentale è costituita dal Sole e dal suo ciclo. 3° I suoi derivati, le parti, i cicli di Lunazione e il ciclo composto dei Luminari concludono lo schema. E’ normale pensare che con questi due metodi potremmo definire globalmente un pianeta o più pianeti, che riassumeranno per tutta la vita del soggetto un significato intrinseco per qualsiasi crisi, poichè stiamo considerando i punti più importanti del tema natale . Quanto detto sopra, che può essere verificato senza difficoltà, oggi non si fa più, e neppure si quantifica considerando questi parametri, pur essendo questo metodo stato avvallato dalla pratica di tutti gli astrologi dell’antichità. Esempio del Reggente nel tema di nascia di Filippo II: -Medio-cielo in Leone, reggente il Sole (procedendo così con tutte le case). Esempio di Significatore: Sui Punti Hyleg del tema di Filippo II. Sole a 8° GEMELLI. Luna a 26° ACQUARIO. ASC. a 28° BILANCIA. Sorte di Fortuna a 16° CANCRO. Punto del Novilunio prenatale a 4° SAGITTARIO.

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Calcolo dei punteggi per quantificare solo la potenza planetaria (Tavola n. 8) Il Significatore dei Punti Hyleg o Almuten di Filippo II è Giove, con la partecipazione di Saturno. Vedi a riguardo la Tavola n. 8: TAVOLA n. 8
POSIZIONE FAC=1 Sol 8° GEM Luna 26° ACQ ASC. 28° BIL P. Fortu. 16° CAN Parte di previdenza 4° SAG

CALCOLO DEL SIGNIFICATORE
DOM=5 MER SAT VEN LUN GIO ESALT=4 TRI=3 SAT-GIO SAT-GIO SAT-GIO VEN-LUN SOL-MAR TER=2 GIO SAT GIO MER GIO GIO LUN VEN MER MER

SAT GIO TOTALI

SOLE LUNA MERCURIO VENERE MARTE GIOVE SATURNO

3 5+3+1 5+2+1+1 5+3+1 3 5+4+3+3+3+2+2+2+1 5+4+3+3+3+2

3 9 9 9 3 25 20

Considerato quanto detto in precedenza, possiamo affermare che i significati più rilevanti, in riferimento alla persona e alla vita di Filippo II, saranno associati fondamentalmente a Giove con un sottofondo saturnino, sia in riferimento alla durata della sua vita e alle questioni di salute, sia in riferimento agli aspetti morali e generali del soggetto. Prima di tutto questo bisogna valutare l’aspetto dell’INFLUSSO del pianeta, dati quantificabili dalla sua relazione con il Sole e dalla sua velocità o fase. Questa ulteriore quantificazione ci darà la certezza del verificarsi dei significati e in che direzione, intendendo per questa il verificarsi completo, quasi completo o nulla di quanto promesso dal significatore. Passiamo ora a valutare i significatori delle case (vedi Tavola n. 9): TAVOLA n. 9: Significatori delle Case.
POSIZIONE 1º 28 LIB 2º 25 SCO 3º 27 SAG 4º 5 ACQ DOM=5 VEN MAR GIO SAT EXA=4 SAT TRI=3 SAT-MER-GIO VEN-MAR-GIO SOL-GIO-MAR SAT-MER-GIO TER=2 GIO SAT MAR MER FAC=1 VEN VEN SAT VEN ALMUTEN SATURNO MARTE GIOVE SATURNO

Astrologia classica 5º 9 PES 6º 6 ARI 7º 28 ARI 8º 25 TOR 9º 27 GEM 10º 5 LEO 11º 9 VER 12º 6 BIL GIO MAR MAR VEN MER SOL MER VEN VEN SOL SOL LUN MER SAT VEN-MAR-LUN SOL-GIO-MAR SOL-GIO-MAR LUN-VEN-SAT SAT-MER-GIO SOL-GIO-MAR LUN-VEN-SAT SAT-MER-GIO VEN GIO VEN SAT SAT GIO VEN SAT SAT MAR MAR SAT SOL SAT VEN LUN

77 VENERE MARTE MARTE VENERE MERCURIO SOLE MERCURIO SATURNO

Allo stesso modo procederemo per dedurre il SIGNIFICATORE DELLO SPIRITO (vedi Tavola n. 10). Per poterlo fare, prenderemo in considerazione: a) Mercurio b) Luna c) Ascendente. Saturno sarà il pianeta che rappresenta il suo spirito. TAVOLA n. 10: Significatore dello Spirito CALCOLO DEL SIGNIFICATORE
POSIZIONE ASC. 28° LIB MER 2º CAN LUN 27º ACQ DOM=5 VEN LUN SAT ESALT=4 SAT GIO TOTALI SOLE LUNA MERCURIO VENERE MARTE GIOVE SATURNO 0 5+3+1+1 0 5+3+1 2 4+3+3 5+4+3+3+2+2 0 10 0 9 2 10 19 TRI=3 SAT-GIO VEN-LUN SAT-GIO TER=2 SAT MAR SAT FAC=1 LUN VEN LUN

Questo risultato ci dà il pianeta che riassume i significati relativi all’essenza spirituale del soggetto e alla capacità di esprimere la sua sensibilità; quando si verifica una direzione o una rivoluzione che tocca questo pianeta, verrà toccato in qualche modo anche l’intimo dell’essere della persona. Il significatore della sua fortuna Per la quantificazione terremo in considerazione:

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La Cuspide della II° casa. Il Reggente della II° casa. Il Luminare del Tempo. I Pianeti presenti nella casa. Il Reggente di triplicità della casa. Il Reggente del confine della casa. La Sorte di Fortuna. Il Reggente della Sorte di Fortuna. Le stelle più luminose poste alla cuspide o agli Angoli delle case cardinali. Infine, per tutti i significati derivanti da qualsiasi casa, il procedimento da seguire sarà generalmente il seguente: 1° 2° 3° 4° 5° Guardare le 12 case. Osservare i loro reggenti. Considerare i pianeti presenti. Parti Arabe relative alle case. Significatori speciali delle questioni delle case.

Dopo questa valutazione troveremo il valore “elementale” che corrisponde ad ogni pianeta, mettendolo in relazione con un significato correlato con la casa, tenendo in considerazione che ad ogni casa corrispondono più significati. Possiamo velocemente dedurre che può esistere un significatore diverso per ogni significato, pertanto a seconda del livello di interpretazione adottato per quella casa, ognuna di esse potrà essere quantificata molte volte, a seconda degli elementi da quantificare. Una volta fatto questo, vengono confermati i significati relativi del Significatore con le case derivate, che confermerà o meno alcuni significati piuttosto che altri. Tutto ciò può sembrare complicato, ma non lo sarà più una volta che venga sistematizzato, permettendo un alto grado di individualizzazione del tema natale, anche per i gemelli. Questa è la chiave dei sorprendenti successi degli astrologi del rinascimento, che ricevettero queste tecniche in maniera piuttosto completa e le misero in pratica, come Gaurico, Cardano, Morin, Lobicio, Haco, Bellanti, Simon de Phares, Nostradamus, etc.., che furono incompresi dal loro ambiente culturale, tanto che furono tacciati di essere più dei profeti chiaroveggenti che dei buoni astrologi, poichè l’astrologia è sempre stata vista con sospetto dal potere clericale dominante in quei tempi. In questo modo ogni tema natale è unico e irripetibile, così procedevano i classici, producendo formule individualizzate, comparandole successivamente con le tecniche del Atazir. Spero, con questa esposizione generale, di aver fornito almeno le linee essenziali, poichè vi sono tre livelli di quantificazione:

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1° 2° 3°

Elementale (è quanto abbiamo spiegato per il Significatore). Quantificazione degli Influssi. Potenziale (quella maggiormente utilizzata, a causa di una non corretta interpretazione dei classici).

Le parti, un elemento essenziale Le Parti Arabe sono fondamentali per caratterizzare i significati delle case. Per questo motivo, ogni casa può essere quantificata tante volte, in base al numero di parti che prendiamo in considerazione, secondo i diversi significati della casa stessa. Questo metodo è poco diffuso tra gli astrologi contemporanei, dimostrando così, ancora una volta, lo scarso rigore con cui è stata recuperata l’astrologia tradizionale; questo sistema, riportato da Francesco Giuntini di Firenze, che l’aveva attinto dalla tradizione del “Libro Cunplido del Juicio de las Estrellas” dell’arabo Ali Aben Ragel, fu praticato in Spagna e in seguito in tutta Europa. Questa quantificazione permette di trarre le seguenti conclusioni: 1° Chiarisce i significati promessi dalle case. 2° Permette di conoscere quali significati corrispondono ad ogni pianeta, in base alle diverse corrispondenze di ogni casa. 3° Permette di sapere a che livello di importanza il pianeta assume i significati attribuitigli o se li condivide con un altro pianeta. 4° Dimostra che un solo pianeta non governa tutti i significati della casa solo per possedere la reggenza del segno che la contiene (fatto rilevato anche da Morin). 5° Permette di differenziare al massimo un tema natale per un singolo soggetto, con tutti i significati inerenti. 6° Il suo limite più importante consiste nel conoscere il più esattamente possibile, il grado dell’Ascendente, giacchè tutto si basa su questo punto. Pertanto la rettifica del tema natale risulta fondamentale. Inoltre permette, con i diversi sistemi di direzione, di verificare realmente, se questi pianeti significatori producano gli eventi promessi. Le Parti attribuite alle case, per la loro quantificazione, sono le seguenti (non si tratta di una tabella definitiva, in quanto ogni autore preparava le sue in base alle proprie osservazioni, ma l’elenco che segue era il più accettato nell’antichità): CASA 1ª:
HILEG = Asc. + Luna - Grado Novilunio Prenatale/ Grado del Plenilunio Prenatale (G)/(N). VITA =Asc. + Giove - Saturno (G)/ Asc. + Saturno – Giove (N) FUTURORUM = Asc. + Sol - Luna(N)/Asc. + Luna - Sol(G). AUDACIA = Asc. + Marte - Fortuna (G)/Asc. + Fortuna - Marte (N) CASA 2ª: FORTUNA = Asc. + Luna - Sole(G)/(N) POVERTA’ = Asc. + Fortuna - Futurorum(G)/Asc. + Futurorum - Fortuna(N).

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PROPRIETA’ = Asc. + 2ª casa - Reg di 2ª casa(G)/ Asc. + Reg di 2ª casa - 2ª casa(N). FELICITA’ = Asc. + Futurorum - Giove(G)/ Asc. + Giove -Futurorum(N) CASA 3ª: FRATELLI/SORELLE = Asc. + Giove - Saturno(G)/ Asc. + Saturno - Giove(N). AFFETTO PER FRATELLI/SORELLE = Asc. + Saturno - Sole (G)/ Asc. + Sole - Saturno(N). CASA 4ª: PADRE = Asc. + Sole – Saturno (G)/ Asc. + Saturno - Sole(N). MORTE DEL PADRE = Asc. + Giove - Saturno(G)/ Asc. + Saturno - Giove(N). EREDITA’ = Asc. + Luna - Saturno(G)/ Asc. + Luna - Saturno(N). CASA 5ª: FIGLI = Asc. + Giove - Saturno(G)/Asc. + Saturno - Giove(N). TEMPO DEI FIGLI = Asc. + Giove - Marte(G)/ Asc. + Marte - Giove(N). AMORE PER I FIGLI = Asc. + Venere - Saturno(G)/(N). FUTURO DEI FIGLI = Asc. + Luna - Venere(G)/(N). CASA 6ª: AZEMENA = Asc. + Marte - Saturno(G)/ Asc. + Saturno - Giove(N). SERVI = Asc. + Mercurio - Luna(G) /Asc. + Luna - Mercurio(N). CASA 7ª: MATRIMONIO DELL’UOMO = Asc. + Sole - Venere(G)/ Asc. + Venere - Sole(N). MATRIMONIO DELLA DONNA = Asc.+ Venere - Saturno(G)/ Asc. + Saturno -Venere(N). LASCIVIA = Asc. + Mercurio - Marte(G)/ Asc. + Marte - Mercurio(N). PIACERE = Asc. + Mercurio - casa 7ª(G)/(N). NOZZE = Asc. + Saturno - Venere(G)/ Asc. + Venere - Saturno(N). CASA 8ª: MORTE = Saturno + 8ª casa - Luna(G)/ (N) PUNTO CHE UCCIDE = Asc. + Luna - Reg. ASC(G)/ Asc. + Reg. ASC - Luna(N) PUNTO DEL PIANETA DELL’ANNO DELLA MORTE = Asc. + Saturno - grado del novilunio/plenilunio prenatale (G)/(N) CASA 9ª: RELIGIONE = Asc. + Luna - Mercurio(D) / Asc. + Mercurio - Luna(N). VIAGGI PER TERRA = Asc. + 9ª casa - Giove(G) / Asc. + Giove - 9ªcasa(N). VIAGGI PER MARE = Asc. + 15º di Cancro - Saturno(G)/ Asc. +Saturno - 15ºdi Cancro(N). CASA 10ª: DEL LAVORO DEL REGNO = Asc. + Saturno - Luna(G)/ (N). DEL RE O DELLA DINASTIA = Asc. + Marte - Luna(G) / Asc. + Venere -Saturno(N). MADRE = Asc. + Luna - Venere(G) / Asc. + Venere - Luna(N). FELICITA’, NOZZE = Asc. + Giove - P. Fortuna(G) / Asc. + P. fortuna - Giove(N).

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CASA 11ª: AMICI = Asc. + Mercurio - Luna(G)/ Asc. + Luna - Mercurio(N). CASA 12º: NEMICI = Asc. + 12ª casa - Reg. 12ª (G) / Asc. + Reg. 12ª - 12ªcasa(N). LOTTA = Asc. + Sol - Marte(G) / Asc. + Marte - Sole(N). PRIGIONIE = Asc. + Saturno - P. Fortuna(G) / Asc. + P.Fortuna -Saturno(N)

1° Tutto si valuta in base ad un massimo di 5 valori (soprattutto lo stato celeste ed il ciclo). 2° Esistono tre criteri di chiara divisione nella quantificazione: a) Stato celeste. b) Ciclo proprio e rispetto al Sole. c) Stato terrestre. 3° Si intende come un equilibrio tra forze e non come valori assoluti (proporzione). Queste sono le chiare regole, che ha lasciato la tradizione a noi astrologi, e che non sono state toccate prima di questo secolo. L’importanza della scala (in base 5) non è casuale, poichè ripercorre il linguaggio scientifico antico (matematica pitagorica), che stabilisce quattro valori (caldo, freddo, secco, umido), più un valore equilibrato o temperato (proporzione stabile) (4 + 1). Questo è il concetto basilare che permette di stabilire una scala, simile a quella della temperatura (questo concetto consente di collegarci alle tradizioni orientali, soprattutto quella cinese, che si basa sulla polarità del numero 5). Il punteggio più alto riflette il livello di stabilità della proporzione raggiunta nell’equilibrio dei valori in natura, sia umana che terrena. Mi spiegherò meglio: quando un pianeta si trova nel suo domicilio si considera il punteggio di 5, per la stabilità data dalla mescolanza dei valori dei quali è composto il pianeta ed il luogo in cui si trova. Viene così trasmesso un valore di equilibrio stabile a questo amalgama, per cui può garantire la qualità dell’effetto astrale. Il punteggio di 4 relativo all’esaltazione, introduce un elemento di distorsione, negativo verso l’equilibrio della mescolanza dei valori e non garantisce più la totalità della qualità dell’effetto astrale. Potremmo così proseguire con il sistema dei punteggi, ma credo di aver chiarito il concetto di fondo in modo esauriente, perchè possa essere compreso. Seguendo questa linea di ragionamento possiamo capire come si può misurare, sia in medicina, come nell’arte talismanica o nell’astrologia giudiziaria, il grado di sproporzione che produce l’effetto astrale, per ricercare successivamente elementi esterni, con la stessa proporzione, che restituiscano l’equilibrio perduto: in medicina con miscele di piante appropriate; nell’arte talismanica con pietre e metalli appropriati; l’alchimia utilizza queste basi per ricercare i suoi fluidi essenziali di trasmutazione, e sono queste le basi che danno fondamento alle sue analisi (vedi Paracelso e altri).

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Astrologia classica

Questo era un argomento poco studiato anche dagli astrologi antichi, molti lo praticavano senza conoscerne a fondo le basi, ma siccome ottenevano risultati continuavano ad applicarlo; oggi facciamo lo stesso, nessuno cerca di comprendere come è strutturato un videoregistratore, lo usiamo senza comprendere come funziona, ottenendo i risultati sperati: vediamo i film! Sono lontani i tempi in cui, nei congressi spagnoli, al solo nominare le Parti Arabe, si veniva tacciati di essere superstiziosi, ignoranti, sognatori dei tempi antichi, volendo dire in realtà sorpassati. Il panorama odierno è cambiato molto e possiamo vedere che questo argomento suscita un maggior interesse per un gruppo più ampio di persone, ma pochi sono coloro che usano le Parti pubblicamente nei loro lavori ufficiali e che le spiegano con sicurezza o presentano degli esempi. Farò, ora, un esempio di come debbano usarsi in astrologia giudiziaria in riferimento ad un tema complesso, di cui abbiamo già trattato, ma che è di facile verifica. Si tratta del tema natale di FILIPPO II, IL PRUDENTE. Il Significatore riferito alla parte della relazione con i fratelli = Saturno. Partecipanti: Marte e Giove (vedi a riguardo Tavola n. 11). TAVOLA n. 11: Quantificazione per la casa 3ª di Filippo II - 1ª parte dei Fratelli (ASC. + Giove - Saturno). CALCOLO DEL SIGNIFICATORE
POSIZIONE CUSP DE 3º= 28 SAG REG. JUP.= 27º GEM COSIGN. MAR=28º SCO REG. MAR.=28º SCO PUNT. FRATELLI =29º SAG. REG. PUNT. FRATELLI GIO=27º GEM. REG.TRIP.1º SOL=9ºGEM. REG.TRIP 2º GIO=27ºGEM REG TRIP 3º MAR=28º SCO DOM=5 GIO MER MAR MAR GIO MER MER MER MAR TOTALI SOLE LUNA MERCURIO VENERE MARTE GIOVE SATURNO 3+3+1+1+1 3+3+3 5+5+5+5 3+3+3+1+1+1 5+5+5+3+3+2+2 5+5+3+3+3+3+2+1 3+3+3+3+2+2+2+2+2+2+1+1 9 9 20 12 25 25 26 ESALT=4 TRI=3 SOL-MAR SAT-GIO LUN-VEN LUN-VEN SOL-MAR SAT-GIO SAT-GIO SAT-GIO LUN-VEN TER=2 MAR SAT SAT SAT MAR SAT GIO SAT SAT FAC=1 SAT SOL VEN VEN SAT SOL GIO SOL VEN

Astrologia classica

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Il Significatore della Parte dell’Affetto tra fratelli = Mercurio. Partecipanti Marte e Saturno (Vedi a riguardo la Tavola n. 12). TAVOLA n. 12: Quantificazione per la casa 3° di Filippo II - 2ª parte dell’Affetto tra Fratelli (ASC. + Saturno - Sole) CALCOLO DEL SIGNIFICATORE
POSIZIONE FAC=1 CUSP DI 3º= 28 SAG REG. GIO.= 27º GEM COSIGN. MAR=28º SCO. REG. MAR.=28º SCO. PUNTO AFFET. FRATELLI =15º VIR. REG. PUNT. FRAT. MER=1º CAN. REG.TRIP.1º SOL=9º GEM. REG.TRIP 2º GIO=27º GEM REG TRIP 3º MAR=28º SCO. DOM=5 GIO MER MAR MAR MER LUN MER MER MAR TOTALI SOLE LUNA MERCURIO VENERE MARTE GIOVE SATURNO 3+1+1 5+3+3+3+3+3 5+5+5+5+3 3+3+3+3+2+1+1+1+1+1 5+5+5+3+2+2 5+4+3+3+3+2+1 3+3+3+3+2+2+2+2+2+1 5 20 24 19 22 21 23 ESALT=4 TRI=3 SOL-MAR SAT-GIO LUN-VEN LUN-VEN LUN-SAT LUN-VEN SAT-GIO SAT-GIO LUN-VEN TER=2 MAR SAT SAT SAT VEN MAR GIO SAT SAT SAT SOL VEN VEN VEN VEN GIO SOL VEN

MER GIO -

La verifica risulta facile: con l’atacir dell’Ascendente C-60 nominò suo fratello reggente dei paesi Bassi, ciò avvenne quando Filippo II aveva 49 anni (1576) e quando l’Ascendente stava superando il livello 30 di astrodinas e faceva quadratura a Marte, trigono a Saturno e Trigono alla Parte dei Fratelli. Due anni più tardi, nel 1578, suo fratello morì di tifo a Namur: congiunzione alla Parte dell’Affetto tra fratelli: gli diede una sepoltura da imperatore. Oggi giorno si può visitare la tomba del fratello ed è più bella di quella di Filippo II. Come sappiamo alla terza casa si attribuiscono, tradizionalmente, solo due Parti, ma esistono anche sei parti, per cui la possiamo quantificare tante volte quante sono le parti assegnatele, per sapere come distribuire il livello delle analogie dei pianeti.

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Astrologia classica

Conclusione Si può affermare che nella metodologia astrologica esiste un settore molto importante, che riguarda la quantificazione, che è andato perduto. Questo metodo si può intuire studiando opere come quella Ali Ben Ragel, El Libro Cumplido en el Juicio de las Estrellas, nell’edizione completa di 8 tomi, pubblicata in spagnolo da Gracentro, che contiene un apparato critico sufficientemente documentato sia in note come in annessi e tavole riassuntive, che permette all’astrologo o all’intellettuale interessato all’attualità di comprendere più pienamente la portata culturale e tecnica dell’opera. Mariano Aladren è diplomato in Elettronica Industriale. Attualmente è tecnico municipale dell’Ambiente a Saragozza. E’ membro di Gracentro fin dalla sua fondazione, è socio Fondatore del Foro Mondiale Dyatessaron, membro del Collegio di ricercatori e astrologi dell’Antica Corona di Aragona, coordinatore della lista mondiale di ricerca “Astrocuantica” e ricercatore astrologico. (email: aladren@interbook.net).
NOTE 1 Haiz. E’ il termine utilizzato dagli astrologi del medioevo per indicare il concetto dell’”hairesis”, cioè della condizione diurna o notturna di un astro, il suo appartenere al partito del giorno o a quello della notte. Un pianeta è nella sua Haiz, quando se è maschile nel giorno si troverà sopra l’orizzonte; e in un segno maschile; e di notte sotto l’orizzonte; e per questo se si trovasse in un quadrante maschile della figura celeste, acquisterebbe maggior forza. E al contrario il pianeta femminile in un segno e in un quadrante femminile; di notte sopra l’orizzonte e di giorno sotto di esso. E posto che questa dignità accidentale valga tre punti di forza, se si dovesse unire a quella che segue, sarà simile a quella data da un pianeta che si trovi nel suo domicilio. 2 Conformità con il Quadrante. La Conformità con il quadrante delle case celesti si verifica quando il Pianeta Maschile si trova in un quadrante maschile; e il Pianeta Femminile in un quadrante femminile. E questa dignità ha una forza di due punti. 3 Ductoria o Securitas. Si parla di Ductoria o Securitas quando il pianeta si trova nella sua haiz, e in un angolo, e il Luminare del tempo si trova in un altro angolo. E questo in maniera tale che di giorno sia Orientale al Sole e di notte Occidentale con la Luna. E così è necessario che di giorno sia nel decimo segno dal Sole; e di notte nel quarto segno dalla Luna, contati seguendo la successione dei segni. Così, trovandosi il Sole nell’Angolo Orientale, il pianeta si troverà nell’Angolo della decima casa, o il Sole nella decima casa, e il pianeta nell’Angolo dell’Occidente. E quando la Luna si trovasse nell’Angolo della quarta casa, il Pianeta si troverà nell’Occidente. Questa dignità vale cinque punti di Forza. 4 Pianeta Ferale. Si definisce “Feralis” un pianeta che non si unisce a nessun altro pianeta, nè per corpo, nè per altro aspetto; e acquista tre gradi di debilità. (Definizioni tratte dal Trattato di Antonio de Nájera)

Astrologia classica

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GARY WARREN PRICE

L’ALCOCODEN E IL SUO USO
TRADUZIONE DI GIUSEPPE RODANTE

L.A. 126-411

Nell’astrologia medievale l’alcocoden è usato per determinare il numero di anni che una persona dovrebbe vivere. Il primo passo consiste nello stabilire se la natività è un Oroscopo di Prima, Seconda, Terza o Quarta Differentia.1 Il secondo passo consiste nel trovare l’Hyleg2 e l’ultimo nel trovare l’alcocoden.3 L’alcocoden è il signore principale dell’Hyleg per confine/termine, segno, esaltazione, triplicità e faccia o decano. Si noti che per primo consideriamo sempre il signore del confine. Per quanto riguarda i confini, attualmente si fa riferimento a tre sistemi/tabelle. Il più noto ai cultori/studiosi dell’astrologia classica è quello dei confini di Tolomeo, proposto da Lilly.4 Vi sono anche i confini indicati da Tolomeo nel Tetrabiblos – poiché Lilly vi operò alcune leggere modifiche – e quelli egiziani. Usando l’alcocoden, ci interessano soltanto i confini di Tolomeo, così come egli li definì nel Tetrabiblos. Le regole per trovare l’alcocoden sono semplici; tuttavia scoprirlo, in realtà, non è sempre facile e può talvolta risultare impossibile. Innanzitutto consideriamo il pianeta che ha il maggior numero di dignità. Se ve ne è più di uno e sono tutti ugualmente forti, consideriamo quello angolare. Se vi è più di un pianeta angolare, prendiamo in considerazione quello più vicino alla cuspide dell’angolo. Se ne rimane ancora più di uno, si consideri quindi il più vicino al Sole, a patto che non sia combusto. Se il Sole si trova esattamente all’orizzonte orientale, lo si consideri alcocoden. Si preferisce un pianeta in aspetto con l’Hyleg. Tolomeo include l’aspetto tra le dignità. Si preferisce un pianeta con tre dignità ad un altro che ne abbia soltanto una. L’alcocoden darà il numero maggiore di anni che gli è attribuito (vedere tabella) quando è orientale, quando è al di sopra della terra in un segno maschile o in un segno femminile al di sotto (in questo caso si definisce Aym), quando si trova in una o più delle sue cinque dignità (citate sopra), o quando è all’Ascendente o in decima casa. L’alcocoden dà il numero medio di anni che gli è attribuito, quando è orientale, succedente e non afflitto, specialmente in undicesima casa. Dà, invece, il numero minore di anni quando è cadente. Possiamo aggiungere e sottrarre anni, se un benefico o un malefico rispettivamente formano aspetti con l’alcocoden. Se un benefico forma un aspetto di sestile o trigono ed è forte, bisogna aggiungere il numero minore di anni più un numero di mesi uguale al numero medio di anni. Nel

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Astrologia classica

caso un malefico formasse aspetto di quadrato od opposizione con l’alcocoden, si sottrarrebbe in eguale misura secondo il numero minore di anni attribuito al malefico. Marte costituisce il pericolo maggiore. Se il pianeta che forma l’aspetto è fortunato/ben collocato e forte, diminuirà gli anni di vita di solo un terzo del suo numero minore di anni. Il Nodo Nord 12 gradi prima o dopo l’alcocoden diminuisce di un quarto (Bonatti afferma che è il Nodo Sud a far questo). In base ad alcune sperimentazioni con i pianeti trans-saturniani, è stato affermato che Urano toglie 10 anni, Nettuno 4 e Plutone 5. Non ci si dovrebbe affidare all’alcocoden, pensando che indichi la data di morte di una persona, ma piuttosto un periodo di pericolo/crisi. Dobbiamo considerare anche le direzioni primarie dell’Ascendente, dell’Hyleg e dell’anereta.5 Vale la pena sottolineare che se il Sole e la Luna sono individuati come alcocoden, quando si trovano in posizione angolare, bisogna osservare con attenzione la media del loro numero maggiore di anni. In due esempi che conosco personalmente, nei quali la Luna fu individuata come alcocoden, il nativo visse soltanto fino all’età di 54 anni. Nelle due natività che seguono, è fornito un esempio di come trovare l’alcocoden. Dopo aver determinato se l’oroscopo in questione è di prima, seconda, terza o quarta differentia, troviamo l’hyleg secondo i nostri riferimenti. Infine, troviamo l’alcocoden. William Lilly nacque il 30 aprile 1602 a Diseworth nel Leicestershire. L’ora di nascita che riporto è 14:08 secondo la Christian Astrology, ma se si osserva l’oroscopo con attenzione, si noterà che il Sole è sotto l’orizzonte. Pertanto deve trattarsi di un tema notturno. La probabile ora di nascita è: 2:08 del mattino. A causa del cambiamento del calendario, la data moderna sarebbe 11 maggio 1602. Calcolando l’hyleg, ho scelto la Luna poiché è un tema notturno e la Luna si trova in uno dei cinque luoghi dell’hyleg indicati da Tolomeo, cioè l’undicesima casa. Si preferisce innanzitutto la Luna perché è un tema notturno. Nel calcolare l’alcocoden, uso un sistema di punteggio elaborato per trovare “l’Almutem Domus usando i confini egiziani” o l’Almuten (Almutem) della prima casa. Secondo

FIG. 1

Astrologia classica

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questo sistema di punteggio, attribuiamo cinque punti ad un pianeta nel suo segno, quattro ad uno nel segno della sua esaltazione, tre ad uno nella sua triplicità, due ad uno nel suo confine ed un punto ad uno nel suo decano. Inoltre, se ad esempio consideriamo Saturno nell’oroscopo di Lilly a 18°28’ dello Scorpione, notiamo che è nel segno di Marte, così Marte ottiene cinque punti. Non vi è alcun pianeta in esaltazione. Per triplicità assegniamo tre punti a Venere, tre a Marte e tre alla Luna. Assegniamo due punti a Giove, perché Saturno è nei confini di Giove. Infine un punto al Sole che si trova nel proprio decano. Seguiamo questa procedura per tutti i pianeti in modo da determinare il numero di punti da assegnare. In questo caso, Marte ottiene otto punti. Considerando i signori delle triplicità, non ho fatto riferimento a quelli proposti da Lilly ed ho usato quelli più antichi: triplicità di Fuoco, Sole, Giove, Saturno; Aria, Saturno, Mercurio, Giove; Acqua, Venere, Marte, Luna; Terra, Venere, Luna , Marte. Si tratta dei signori delle triplicità rispettivamente diurno, notturno e partecipante. Possiamo invertire i signori diurno e notturno, se l’oroscopo è un tema diurno o notturno. Si fa la stessa cosa con la Parte di Fortuna. Esiste anche un sistema di punteggio per determinare il numero delle virtù. Lo citerò brevemente. Se vi è un pianeta nella prima casa, gli si attribuiscono dodici virtù; in decima, undici; in settima, dieci; in quarta, nove; in undicesima, otto; in quinta, sette; in seconda, sei; in nona, cinque; in ottava, quattro; in terza, tre; in dodicesima, due e in ottava una. Il signore del giorno ne ottiene sette, il signore dell’ora sei. Nel nostro esempio sia Marte che Giove ottengono dieci virtù. Marte è angolare in settima casa e, se non stiamo attenti, potremmo sceglierlo come alcocoden.

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Astrologia classica

ANNI PLANETARI DI VITA PER W. LILLY Pianeta Saturno Giove Marte Sole Venere Mercurio Luna Minimo 30 12 15 19 8 20 25 Media 43.3 45.5 40 69.5 45 48 66.5 Massimo 57 79 66 120 82 76 108

Anche Venere rappresenta una possibilità, però è combusta. Poiché consideriamo innanzitutto il Confine e scopriamo che Giove, il Sole, Venere, la Luna (quattro pianeti su sette) e la Parte di Fortuna sono tutti nei confini di Giove e poiché quest’ultimo, nella figura di natività, è signore partecipante della triplicità della Bilancia, Giove è stato scelto come alcocoden. Quando è angolare, l’età maggiore attribuita a Giove è 79 anni. Lilly visse 79 anni, 1 mese e 9 giorni. La Luna ha luce decrescente e dovrebbe essere considerata in questo caso come un malefico, ma essa non sembra avere influenza sull’alcocoden secondo la teoria. In quanto malefici naturali, Marte e Saturno non risultano importanti in questo esempio. Il calcolo delle Virtù dei pianeti si usa per stabilire quale pianeta è Almutem. Usiamo il primo sistema di punteggio per trovare inoltre l’almutem della casa in questione. Nel prossimo esempio che vorrei proporre, vediamo l’oroscopo di Olivia Barclay, nata il 12 dicembre 1919 a Londra - latitudine 51N13, longitudine 1E25 – alle 20:37. Olivia morì l’1 aprile 2001 e non solo fu mia cara amica ed insegnante, ma fu cara amica di molti astrologi e, dal mio punto di vista, ebbe principalmente il merito di riportare in auge l’astrologia tradizionale. Dapprima non penseremmo che Venere sia l’alcocoden, ma usando il metodo del precedente esempio, notiamo che Saturno, Giove e Marte sono tutti nei confini di Venere. Quest’ultima è in mutua ricezione con Marte, il che nella natività la porta da una condizione inferiore ad una posizione molto più elevata; e quando Venere è spostata al grado di Marte per mutua ricezione, si sposta verso i suoi propri confini. Gli anni maggiori di Venere, quando è angolare, sono 82. Olivia visse 81 anni e 3,5 mesi. Venere è inoltre nel suo Aym, altro motivo per sceglierla come alcocoden. Si potrebbe avere la tentazione di preferire Giove a Venere, ma Giove è retrogrado e in questo caso non è stato preso ulteriormente in considerazione. Coloro che si interessano a ricerche che prevedano l’uso dei Firdaria,6 dovrebbero notare che per calcolare il Firdaria in cui si trova il nativo, bisogna tracciare una stella a sette punte secondo l’ordine caldeo, ed usando l’ordine caldeo dei pianeti, attribuire dieci anni al Sole, otto a Venere, tredici a Mercurio, nove alla Luna,

Astrologia classica

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undici a Saturno, dodici a Giove, sette a Marte, tre al Nodo Nord e due al Nodo Sud. Il sotto-firdaria o sottoperiodo si trova dividendo il firdaria per sette. Se il tema è notturno, si inizi con la Luna; se diurno, con il Sole. Quando Lilly morì, si trovava nel firdaria (periodo) della Luna, nel sottoperiodo di Marte. La Luna è signore partecipante della triplicità dell’Ascendente, che comprende Marte. Marte era in opposizione all’Ascendente in quel periodo. Nel secondo esempio, Olivia si trovava nel periodo della Luna, sottoperiodo del Sole. La Luna è all’Ascendente, che rappresenta il corpo, e il Sole è signore dell’Ascendente. Mi è stato chiesto perché, quando si stabilisce l’alcocoden, il numero di anni che la persona vive non è esatto. L’unica riposta che posso dare è che l’alcocoden dovrebbe essere usato come regola empirica e che dobbiamo tenere in considerazione i fattori già citati. Nel caso dell’oroscopo di Olivia, Plutone è in aspetto con Venere. Con Plutone cadente, potremmo sottrarre cinque mesi, il che ci porta più vicino alla data della morte. Si tratta, ad ogni modo, di un’opinione e non definitiva. Si noti inoltre che il Sole di Olivia è molto vicino al Medio Cielo di Lilly, ad indicare il fatto che essa riportò in auge il suo lavoro. Nota: la tabella usata negli esempi citati si può trovare nell’articolo di Robert Zoller “Gli Anni Enigmatici della Tavola dei Pianeti nei Testi Astrologici Medievali”. Secondo le mie note tratte da Zoller, la tavola è stata leggermente corretta. In questo articolo sono state usate diverse fonti, compresi Tolomeo, il Tetrabiblos, Aboaly e Bonatti. Gary Warren Price, QHP, Astrologus, ha seguito il Corso di Diploma in Astrologia Oraria di Olivia Barclay. Ha completato il Corso per Corrispondenza di Astrologia Medievale di Robert Zoller nel 1999. Gary attualmente risiede a Taiwan e svolge un’intensa attività di insegnamento, viaggiando per Taiwan e in Cina. I progetti futuri di Gary comprendono lo studio dei talismani con Chris Warnock. Attualmente sta preparando un libro sull’astrologia tradizionale insieme ad Hideaki Kokubu, QHP, in Giappone. Giuseppe Rodante di Siracusa, neo iscritto all’Albo è anche valido docente e traduttore di inglese
NOTE 1 ZOLLER ROBERT, Tools and Techniques for Medieval Astrologers, Spica Publications. 2 LILLY, Christian Astrology, Regulus Publications. 3 ZOLLER ROBERT, Tools and Techniques for Medieval Astrologers. 4 LILLY, Christian Astrology. 5 LILLY, Christian Astrology. 6 ZOLLER, Tools and Techniques for Medieval Astrologers. (The astrological journal, 2001)

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Astrologia classica Argomento

LE CARTE DIVISIONALI VEDICHE USATE IN ASTROLOGIA OCCIDENTALE
SEGNALATO DA ANDREA MALVAGNA

L.A. 126-405

In questo articolo parlerò delle carte divisionali vediche usate in astrologia occidentale: I decani, i termini e le facce. Le carte divisionali o vargas, in astrologia vedica sono ampiamente usate in astrologia vedica per approfondire i significati delle case, il gruppo delle carte divisionali usate nel Parashara la scuola di astrologia indiana più nota è chiamato Shodashavarga il gruppo di sedici, ci sono differenti gruppi di carte divisionali secondo altre scuole, ma tutti gli astrologi indiani erigono almeno una carta divisionale, la carta del matrimonio o Navamsa oggetto del prossimo articolo sull’argomento. La terza carta divisionale è chiamata drekkana ed è usata per approfondire i significati della terza casa, come tutte le altre carte divisionali ha una sequenza di governatori, in questa carta divisionale il segno è diviso in tre parti uguali, il primo decano è governato dal pianeta che governa il segno, la seconda parte dal pianeta che governa il segno successivo dello stesso elemento e l’ultimo decano dal pianeta che governa il successivo segno dello stesso elemento. Ogni decano è diviso in due parti che insieme costituiscono la sesta carta divisionale chiamata Shastamsa che è usata in astrologia medica, in un’altra scuola di astrologia vedica il Tajaka Tra gli astrologi occidentali era usata da Alan Leo che la definiva faccia del decano, nell’immagine alla fine dell’articolo si può vedere la 2° carta divisionale chiamata Hora, i 36 decani e le 72 facce dello zodiaco. In astrologia occidentale sono generalmente usati altri due sistemi di decani, il sistema proposto da Manilio e il sistema Caldeo, nel primo i decani seguono la successione dei segni, nel sistema Caldeo i governatori si succedono secondo la loro velocità, dal più lento al più rapido, dalla Luna a Saturno, i due sistemi cominciano con Marte che governa il primo decano dell’ariete, nel testo di S.J. Ennis citato si può trovare un interessante comparazione tra i tre sistemi di decani che possono essere usati per differenti livelli di interpretazione, come la Ennis preferisco usare il sistema indiano.

Astrologia Argomentoclassica

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La trentesima carta divisionale in astrologia vedica è chiamata trimshamsa in astrologia occidentale Termini, è l’unica carta divisionale ad avere divisionali non uguali, cito testualmente Al Biruni: L’ordine dei gradi chiamati trimsamsaka o trentesimi, a cui corrispondono i nostri confini, è il seguente: i primi cinque gradi dei segni maschili appartengono a Marte, i seguenti cinque a Saturno, gli otto seguenti a Giove, i sette che seguono a Mercurio e gli ultimi cinque a Venere; in un segno femminile l’ordine è inverso: i primi cinque gradi a Venere, i sette che seguono a Mercurio, gli otto dopo questi a Giove, i seguenti cinque a Saturno e gli ultimi cinque a Marte. Così come nei termini o confini egizi e caldei non ci sono divisioni governate dal Sole e dalla Luna, se confrontiamo le tre succesioni dei termini notiamo che il segno del Toro ha lo stesso ordine nei tre tipi di confini, gli altri segni hanno i cinque governatori in ordine diverso con un numero diverso di gradi di influenza. È sempre possibile usare i tre tipi di termini, nell’articolo Morte al summit del G8 pubblicato in alcuni siti astrologici, ho usato le direzioni in ascensione obliqua dell’ascendente usando i termini egiziani. Ogni scambio di opinione è gradito, la e-mail di Andrea Malvagna è 095242599@iol.it. TESTI CONSULTATI JAMES T. BRAHA, Ancient Hindu Astrology for the Modern Western Astrology. DAVID FRAWLEY, Astrology of Seers, Passage Press 1990. BERNICE P. GREBNER, Decanates a full view, A.F.A. 1990. STEPHANIE J. ENNIS, Decanates and dwads, A.F.A 1983. THYRZA ESCOBAR, The 144 doors of the zodiac the dwad technique, A.F.A 1986. SWAMI MAHACHANDRA, Manual of vedic astrology. ALAN LEO, Practical astrology being a simple method of instruction in the science of astrology, London 1910. ■ PAOLO D’ALESSANDRIA, Lineamenti introduttivi alla scienza della previsione astronomica, (traduzione a cura di G. Bezza). ■ AL BIRUNI, L’arte dell’astrologia il più completo trattato di astrologia della cultura islamica, (traduzione a cura di G. Bezza). ■ AL BIRUNI, Gli astri, il tempo, il mondo, a cura di G. Bezza Ed. Xenia.
(Riportato dal sito americano di astrologia classica: www.zodiac-x-files.com)

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ASTROLOGIA SCIENTIFICA

DANIELE DURETTO

L’ASTROLOGIA QUANTISTICA
L.A. 126-222

Il detto ermetico “così in alto così in basso” spinto agli estremi del mondo subatomico Prologo L’attestarsi di una visione scientifica del mondo ha causato nei secoli non pochi problemi di adattabilità al libero pensiero astrologico. Prima la rivoluzione copernicana stravolge la fede antropocentrica, scalzando drammaticamente l’essere umano dal suo ruolo centrale e centralizzante per proiettarlo in un cosmo privo di analogie. Un secolo più tardi Newton, con i Principia mathematica, consegna definitivamente il destino umano nelle mani di un universo meccanicistico del tutto indipendente da un ordine spirituale ritenuto ormai superfluo. Il tentativo di fornire un succedaneo alla perduta armonia tra l’uomo e la sfera celeste ha per così dire generato nel tempo un’ibrido astrologico, il cui attributo scientifico non è immediatamente palese ma è tuttavia ben radicato nelle pieghe dei suoi stessi metodi; ci riferiamo alla propensione statistica e sperimentale entrata ormai a pieno titolo nel bagaglio dell’interpretazione astrologica. Questa generalizzazione, che ricalca molto da vicino il metodo probatorio della metodologia scientifica, consiste nel “testare” il significato di una particolare configurazione planetaria in base alla coincidenza di eventi innumerevolmente ripetuti, di modo che se ne possa verificare sul campo la correttezza analogica; per esempio, stabilito che una congiunzione natale Mercurio-Saturno in terza casa limita la libertà di movimento, andiamo a verificare l’incidenza statistica di incidenti nel corso di spostamenti quando Marte transita in prossimità di tale configurazione. Tale modus operandi appare totalmente legittimo quando l’astrologo utilizza la memoria statistica come supporto per l’affinamento della comprensione simbolica. L’astrologo di fronte alla scienza Tuttavia vi sono dei limiti nell’applicazione di un protocollo strettamente scientifico all’astrologia, limiti inerenti la natura olistica della stessa, il suo riferirsi a individualità irripetibili che, a parità di configurazioni oroscopiche, sottostanno a eventi non riconducibili a un modello statistico. Ciò non ha impedito ad alcuni studiosi di cimentarsi nell’affannosa ricerca di prove a conforto di una rivalutazione “scientifica”

Astrologia Scientifica

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dell’astrologia. Primo fra tutti citiamo Gauquelin, che tenta un avvicinamento su di una base causale, postulando una complessa serie di influenze elettromagnetiche a livello planetario in grado di determinare un “temperamento tipo” quando specifici pianeti si trovano all’orizzonte o al meridiano nel tema natale di un individuo.1 Qui siamo in presenza di una generalizzazione che ha una sua validità statistica, ma che con l’astrologia ha poco a che fare. Consideriamo ora il caso del barone von Klöckler, autore di un’opera che si eleva a pietra miliare nel campo dei trattati astrologici, fonte di studio e di consultazione da parte di almeno tre generazioni di astrologi mitteleuropei e non.2 I suoi scritti possiedono un rigore formale ineccepibile, e prendono in considerazione quasi tutti gli elementi facenti parte del bagaglio astrologico tradizionale, incluse metodologie desuete o poco conosciute come i termini tolemaici o le stazioni lunari arabo-indiane. Si tratta di un approccio organico totalmente privo di quello sdegno che contraddistingue alcuni studiosi di altre discipline che per un motivo o per l’altro si avvicinano all’astrologia (von Klöckler era un medico). Ciò non gli impedirà tuttavia di affermare che: “L’antica sapienza poteva accontentarsi del dogma: ‘Come in alto così in basso’, mentre l’uomo moderno guidato dalla scienza cercherà una definizione esatta delle serie di causalità che regnano nei rapporti astrologici. Finora non si è riusciti ad illustrare con chiarezza la causalità della natura nell’astrologico, che secondo l’immagine universale della fisica dovrebbe sfociare un una teoria radiante (il corsivo è nel testo), quale che sia”.3 E ancora: “L’attuale assenza di fondazione causale dà l’impronta all’astrologia facendone una scienza puramente empirica. Essa divide questa sorte con numerose altre discipline, che tuttavia godono di riconoscimento ufficiale”.4 Il nocciolo della questione stà dunque nello spasmodico tentativo di fornire un avallo scientifico all’astrologia cercando di includerla in un contesto causale che ne evidenzi il rango di scienza sperimentale; peccato che essa risponda a criteri analogici. Del resto anche von Klöckler era consapevole di quanto debole fosse l’approccio causale in senso tradizionale, tanto che cercò di mettere in gioco quelle che definiva risonanze o sintonizzazioni, un complicato sistema di relazioni tra i piani fisico-chimici e psicologici e diversi tipi di causalità, evidentemente riferiti alle qualità radianti dei singoli pianeti, auspicandosi per il futuro una comprensione del fenomeno. Ciò non è avvenuto, ma il merito di aver fornito un’efficace base empirica a livello previsionale e interpretativo permane intatto. L’approccio di Ebertin, il rappresentante più conosciuto della Cosmobiologia,5 è singolarmente diverso da quelli appena citati. Il suo scopo dichiarato è quello di pensare alla Cosmobiologia come a uno strumento in grado di unificare, sotto un unico vessillo, le varie branche dello scibile – psicologia, medicina, storia, ecc. – utilizzando l’astrologia come strumento d’indagine cosicché, per citare le sue parole, “…in futuro la cosmobiologia, pur senza mescolarsi alle filosofie e alle ideologie correnti, possa diventare di un incalcolabile aiuto per la scienza concepita come un tutto”.6 L’iniziativa è encomiabile, ma ad essere sinceri non è esattamente una no-

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vità, visto che il simbolismo astrologico è inteso appositamente per trattare strati multiformi di senso e di significato. Ebertin tentò un parziale affrancamento dalle metodologie astrologiche classiche al fine di potenziare gli strumenti di indagine messi a disposizione dalla tradizione; in particolare egli accentuò l’utilizzo dei mezzipunti o punti di equidistanza (il grado di longitudine eclittica in cui un pianeta forma angoli equivalenti con altri due pianeti), degli aspetti divisibili per 45° e del grafico a 90° (un cerchio graduato di 90° che facilita la lettura dei mezzipunti). Se pure in Ebertin, e in una certa misura anche nello svizzero Witte e nel francese Choisnard, troviamo un abbozzo di pensiero sincretistico volto a integrare l’astrologia in una visione unitaria del mondo, siamo ancora ben lontani dall’aver raggiunto quella compattezza organica che sola può fornire la misura dell’integrazione tra pensiero astrologico e pensiero scientifico. Ciò non è nemmeno imputabile alla figura del ricercatore astrologico, poiché egli lavora con il materiale messogli a disposizione dal retaggio newtoniano. La fisica newtoniana Per almeno tre secoli Newton ha fissato, attraverso il determinismo delle sue leggi sul moto dei corpi, un processo che ancora oggi è alla base della verifica scientifica. Le tre leggi di Newton sull’inerzia, sulla proporzionalità tra forza e accelerazione e sull’accelerazione stabiliscono che il moto di un corpo nello spazio è completamente determinato dalle forze che agiscono su du esso, una volta che siano conosciute la posizione e la velocità iniziali. Questo fatto implica che lo stato di un sistema in un dato istante, che sia il moto di un pianeta intorno al sole, il moto delle molecole di gas in un contenitore o la traiettoria parabolica di un proiettile, determina i suoi stati in un qualunque momento successivo. Ora in che modo il determinismo newtoniano influisce sul pensiero scientifico? Come è stato messo in evidenza da Laplace,7 un’intelligenza superiore in grado di conoscere in qualunque istante tutte le forze che controllano la natura e tutti gli enti soggetti a queste forze, potrebbe inglobare in un’unica formula il moto dei corpi celesti come degli atomi; in ultima analisi qualunque azione è completamente predeterminata e l’intero universo si comporta come un gigantesco meccanismo ad orologeria dove tutto è stabilito sin dall’inizio. Tale è la portata del paradigma newtoniano che lo scienziato, memore della necessità che ha un evento di verificarsi, applica le sue equazioni e le sue teorie al fine di produrre delle generalizzazioni, o delle leggi universali, in grado di spiegare le caratteristiche comuni ai diversi sistemi fisici, di definire classi di comportamento che consentano di dedurre l’evoluzione di un sistema a partire da uno stato iniziale conosciuto. Il che è esattamente il fine che si propone l’astrologo scientifico allorquando sposa la tesi deterministica e va alla ricerca delle cause prime che originano il fenomeno della previsione astrologica. Per onestà intellettuale occorre chiarire che la causazione deterministica degli eventi è un fatto comunemente accettato e

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di cui facciamo quotidianamente esperienza: pensiamo ad esempio all’attrazione che la luna esercita sulle masse oceaniche; tuttavia vi sono ambiti in cui uno stretto determinismo fallisce nel rappresentare la realtà; il fenomeno della vita rientra in questa categoria, come pure l’astrologia. Jung e la sincronicità Probabilmente il primo studioso che in tempi relativamente recenti ha rimosso il retaggio causale dall’astrologia è stato Jung, con i suoi studi sulla sincronicità. L’opera di Jung non ha, è vero, pretese propriamente scientifiche, in quanto la psicologia si situa in quel territorio ancora ampiamente inesplorato che fa da ponte tra il fisico e il mentale; tuttavia il suo nome è accreditato tra i massimi esponenti, o meglio fondatori, della moderna psicologia occidentale. Jung coniò il termine sincronicità a seguito dei suoi studi sul parallelismo di certi stati psicologici, che a suo dire non venivano pienamente compresi nell’ambito della causalità in quanto risultanti da processi simultanei, da cui il termine sincronico. Il suo carteggio con il sinologo Wilhelm lo portò in seguito ad approfondire la conoscenza dell’I Ching, in cui riconobbe il pieno dispiegarsi del principio di sincronicità. A proposito dell’astrologia, altro suo ramo di interesse assieme all’alchimia, egli scrisse: “Un esempio di sincronicità in grande scala potrebbe poi essere quello dell’astrologia, se si disponesse di risultati pienamente sicuri. Ma esistono almeno alcuni fatti ben attestati e documentati e confermati da esaurienti statistiche, che fanno apparire la problematica astrologica degna di essere sottoposta a indagine filosofica”.8 Ma il passo più illuminante lo troviamo qui di seguito: “…l’oroscopo di nascita non si fonda per nulla sull’effettiva posizione degli astri, bensì su un sistema cronologico arbitrario e meramente concettuale; a causa della precessione degli equinozi, infatti, l’equinozio primaverile si è ampiamente spostato…; ove quindi si formulino corrette diagnosi astrologiche, esse non si fondano sulle influenze degli astri, ma su nostre ipotetiche qualità temporali, vale a dire, in altre parole: tutto ciò che viene generato e prodotto in un particolare momento reca in sé la qualità specifica di quello stesso momento”.9 Tale premessa fa piazza pulita di tutte le pretese deterministiche espresse dai fautori dell’astrologia scientifica, in quanto viene stabilito che la relazione tra gli umani destini e il cosmo si fonda sul simbolismo temporale dello zodiaco tropico e non sulle relazioni astronomiche effettive generate a partire dalla posizione del punto vernale rispetto alle stelle fisse; il percorso umano e il percorso cosmico risultano correre sui binari paralleli dell’analogia, così come compiutamente espresso dall’ermetico detto: “come in alto così in basso, per compiere il miracolo di una cosa sola”. A questo punto il tentativo di coniugare astrologia e scienza parrebbe senza storia - per chi accetta le premesse analogiche - a meno che non prendiamo in considerazione uno degli impianti teorici che ha rivoluzionato il panorama della fisica classica: la meccanica quantistica.

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La fisica dei quanti: due realtà a confronto Sino alla fine del XIX secolo la situazione teorica e sperimentale della fisica poggiava sui seguenti assiomi: l’universo è costituito da materia e da radiazione. La materia sottostà alle leggi di Newton, che come abbiamo già evidenziato consentono di definirne lo stato per ogni istante conoscendone posizione e velocità. La radiazione è di natura ondulatoria, e si presenta sotto forma di variabili dinamiche i cui componenti sono il campo elettrico e magnetico per ogni punto dello spazio; la natura ondulatoria della radiazione sta a significare che essa non è costituita da corpuscoli localizzabili nello spazio. La teoria dell’emissione elettromagnetica di cariche elettriche fu formulata da Maxwell intorno al 1870 e successivamente confermata sperimentalmente da Hertz nel 1887. All’inizio del nuovo secolo si verificarono alcuni fatti che misero in crisi gli assunti della fisica classica. Risultava difficile con essi formulare un modello atomico soddisfacente, e la scoperta dei raggi X da parte di Roentgen e della radioattività da parte di Becquerel trovava una collocazione teorica alquanto problematica, senza contare le difficoltà di comprensione dei dati sperimentali relativi all’emissione spettrale della radiazione termica da un corpo nero.10 Nel 1900 Planck suggerì, al fine di spiegare lo spettro di un corpo nero, che la radiazione venisse emessa in quantità discrete, o quanti. In tal modo la radiazione acquisì una natura duale, presentandosi a volte come onda e a volte come corpuscolo. Questa scoperta segnò l’inizio della fisica quantistica. Successivamente de Broglie avanzò l’ipotesi che anche le particelle materiali possedessero una natura duale, corpuscolare e ondulatoria; tale ipotesi fu confermata da esperimenti sulla diffrazione di elettroni da parte di cristalli.11 Sulla base dell’ipotesi di de Broglie Schroedinger, Heisemberg, Dirac e altri svilupparono una teoria matematica che sta alla base dell’attuale meccanica quantistica. Questa breve premessa è necessaria per comprendere le implicazioni ‘filosofiche’ del dualismo onda-particella. Nella meccanica classica l’evoluzione delle particelle è determinabile attraverso le leggi di Newton, quindi in linea di principio è sempre possibile conoscere lo stato di un sistema definendone le coordinate spaziali e temporali. D’altro canto la meccanica quantistica ha a che fare con la natura indeterminata – corpuscolare e ondulatoria - della realtà subatomica, e di conseguenza sostituisce ad una visione concreta modelli matematici astratti che descrivono lo stato delle grandezze soggette ad osservazione in termini di probabilità. Attraverso la cosiddetta funzione d’onda, una grandezza che fa parte dell’equazione fondamentale della meccanica quantistica,12 si stabilisce non l’esatta posizione o velocità di una particella, bensì la probabilità che essa si trovi in una certa regione dello spazio e che abbia una determinata velocità. Tale vocazione statistica della fisica dei quanti non è dovuta ad una imprecisione nelle misurazioni o ad una debolezza della teoria, ma alla natura intrinseca di una particella quantistica, che non possiede attributi specifici ben determinati. Tale incertezza portò Heisemberg alla

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formulazione dell’omonimo principio di indeterminatezza, che afferma che le coppie di grandezze osservabili di una particella – come la posizione e la velocità – non possono avere contemporaneamente un valore esatto: la misurazione di una quantità rende incerta e indeterminabile l’altra. Perché si parla di coppie di grandezze? Nel nostro esempio posizione e velocità consentirebbero di determinare l’evoluzione futura e il passato di una particella; in mancanza di uno di questi dati la storia della particella è una pagina bianca. Si potrebbe obiettare che alla luce dei fatti il paradosso quantistico è frutto di supposizioni astratte e che la nostra realtà macroscopica non risente comunque di tali stranezze; sfortunatamente non è così. A parte la considerazione che noi stessi siamo composti di particelle quantistiche, rimane il fatto che l’ipotesi quantistica è stata oggetto di numerose sperimentazioni che hanno tutte pienamente confermato la teoria: le particelle possiedono una natura intrinsecamente indeterminata, che esce dal regno della probabilità solamente quando viene osservata, o meglio quando viene preparato un esperimento atto a rivelarne uno dei suoi aspetti. Tecnicamente ciò viene definito collasso della funzione d’onda, e sta a indicare che la natura della realtà decade in uno stato ben determinato quando viene compiuta una misura che estrae dal regno delle probabilità una certezza selezionando un risultato specifico da una gamma di possibilità. È come se coesistessero due realtà complementari e sovrapponibili, una in cui la particella non viene osservata e non esiste in modo preciso, l’altra dove la particella osservata si manifesta in uno dei suoi possibili stati. Il problema della natura dualistica della realtà subatomica venne esemplificato da Schroedinger attraverso il famoso paradosso del gatto. Poniamo di avere un sistema – in cui anche gli elementi macroscopici sono considerati quantistici – composto da un gatto, una sorgente radioattiva, un rivelatore di radioattività e una fiala di gas cianuro. Il rivelatore, un contatore geiger, aziona un martelletto che rompe la fiala di cianuro se un nucleo della sorgente radioattiva decade. Supponiamo che dopo un certo tempo dall’inizio dell’esperimento lo stato quantistico di un nucleo abbia un’eguale probabilità di decadere oppure no; ne consegue che il gatto, essendo parte integrante del sistema quantistico, è sia vivo che morto! L’esempio, oltre a rivelare l’innata vena sadica dei fisici, costituisce il punto di partenza di una serrata dialettica volta a risolvere il paradosso, e i cui limiti estremi danno origine alle seguenti spiegazioni: da uno parte vi è chi sostiene che la coscienza dell’osservatore, nel momento in cui diviene consapevole dei risultati dell’esperimento, causa il collasso della funzione d’onda; dall’altra si considera che l’atto della misura scinda l’universo nelle varie probabilità quantistiche – gatto vivo e gatto morto – ciascuna abitata da una copia dell’oservatore. Effettivamente quest’ultima ipotesi tende al grottesco, e la teoria più accreditata è senz’altro quella che sostiene il primato della misura, laddove l’atto stesso causa una modificazione irreversibile negli strumenti di rilevazione, una registrazione del fatto che resta a disposizione dell’osservatore. Spingendo il ragionamento all’eccesso si può sostenere

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che non esiste una realtà quantistica definita quando nessuno la osserva, e che solo l’uso di strumenti di misurazione macroscopici consente di determinare lo stato del microcosmo delle particelle. In una serie di esperimenti di ottica quantistica si è rilevato che la conoscenza della realtà corpuscolare o ondulatoria dei fotoni utilizzati negli esperimenti può essere posticipata sino a dopo che i dati sono stati registrati e interpretati, ovvero la modalità di lettura dei dati da parte dello sperimentatore tende a determinare il risultato dell’esperimento stesso. Tale scenario apre la strada a spiegazioni inquietanti e paradossali, come quella che lo sperimentatore intervenga nel modificare il passato della particella; ma in ultima analisi esso è la misura di come realtà oggettiva e soggettiva si intersechino sino a confluire in una visione unitaria, attestando che non esiste una realtà “esterna” per sempre. In definitiva quello che viene rivelato del mondo subatomico sono solo le tracce lasciate negli strumenti di misura e di rilevazione – che sia un contatore geiger, uno spettroscopio o la camera a bolle di un acceleratore; in effetti nessuno può dire di aver mai osservato un elettrone o una qualunque altra particella subatomica. Il lavoro del fisico teorico consiste nel costruire un formalismo matematico – un’equazione – che soddisfi il dato sperimentale; se poi tale equazione è in grado di predire il risultato di esperimenti futuri allora essa è considerata essere rappresentativa della realtà suffragata dal dato sperimentale stesso. Ordine e caos Uno degli aspetti della fisica dei quanti che in qualche modo riguarda da vicino il processo della credibilità scientifica dell’astrologia è legato all’applicabilità della meccanica quantistica nel mondo macroscopico. Gli enti materiali e i processi vitali in cui noi siamo coinvolti appaiono infatti altamente organizzati, e non sembrano soffrire dell’indeterminatezza quantistica che contraddistingue le particelle subatomiche. Il dibattito su come i due livelli – microcosmico e macrocosmico – possano o meno integrarsi è fonte tuttora di vivaci prese di posizione da parte dei fisici. Ma il problema rischia di essere più apparente che reale; la quantomeccanica, attraverso gli “indizi” lasciati negli strumenti macroscopici di misura, prospetta che al di là di un certo livello di definizione (la costante di Planck?) la natura della realtà manifesti la sua “vacuità” in senso buddhista, la mancanza di un’esistenza inerente (di per sé) dei fenomeni. Il paradigma quantistico è la dimostrazione dell’indeterminatezza a cui si giunge quando i valori di definizione cosciente raggiungono la soglia minima, al di là della quale esiste soltanto il caos, un potenziale indifferenziato da cui è possibile estrarre alcuni significati tra quelli possibili. Tale indeterminatezza rivela in sostanza che la realtà è caotica sino a che non viene posto il suggello dell’interpretazione cosciente. Il macrocosmo ci appare organizzato in virtù dell’ordinamento attraverso cui la coscienza legge il mondo, e trattandosi di una coscienza umana l’universo diviene antropomorfo, a misura d’uomo. L’astrologia è uno dei modi possibili per avere

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un’informazione di ritorno su noi stessi e sul mondo che ci circonda, proprio perché l’universo – o meglio la sua rappresentazione – è a nostra immagine e somiglianza, è un organismo che a certi livelli di complessità diviene vitale in senso biologico e a livelli di complessità ancora più elevata – vedasi quella umana – ospita un’autocoscienza. Il momento della nascita è quindi interpretabile come un rapporto di equivalenza analogica con il cosmo: il sito spazio-temporale ove ha luogo l’evento-nascita diviene il punto di convergenza delle esperienze di un’entità cosciente che riflette se stessa nella sua particolare e prospettica visione del mondo; qui le leggi dell’analogia e della sincronicità hanno valore perché l’osservatore e il fenomeno sono interdipendenti, anzi sono la stessa cosa. Il modello di una visione quantistica del mondo che in così larga misura privilegia il ruolo dell’osservatore non è a dire il vero una novità nemmeno per il pensiero occidentale. Già il filosofo greco Protagora ebbe a dire, nel trattato La Verità, che “l’uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono”. Questo passo apparentemente sibillino venne interpretato da Platone nel senso di una negazione dell’opposizione tra “essenza” e “sembianza”, come a dire che l’essere e la sua manifestazione formale non differiscono. In effetti il sofismo, di cui Protagora è uno dei maggiori rappresentanti, propone un orizzonte a misura d’uomo, sostanzialmente critico nei confronti dell’assoluto, relativistico, volto a conciliare gli opposti attraverso la sottile arte della retorica. L’asserzione principale della sofistica secondo cui di ogni argomento possono essere date due interpretazioni, entrambe vere, dove il fine delle retorica è quello di imporne una, equivale poi in modo stupefacente ai metodi investigativi della fisica quantistica, che “estrae” la realtà corpuscolare o ondulatoria di una particella predisponendo un esperimento atto a rivelarne un aspetto. Sino a qui l’apporto del modello quantistico alla spiegazione dei meccanismi non causali dell’astrologia rivela il comune intendimento di razionalizzare processi altrimenti caotici e non deterministici, beninteso se si estende il fattore quantistico sino a includere il macrocosmo, e nella considerazione che in entrambi i casi è la coscienza umana a proporsi come logos ordinatore. Vi è un principio quantistico, noto come principio di non località, che aiuterà a definire ulteriormente questo punto. La non località dei sistemi quantistici Nella fisica classica si usa il termine località per indicare che gli eventi che si verificano in un punto nello spazio sono influenzati da ciò che accade nelle immediate vicinanze. Nella meccanica quantistica quando due particelle aventi un’origine comune, essendo ad esempio generate dal decadimento di un’altra particella, si allontanano una dall’altra a seguito dell’evento, producono risultati correlati su misure eseguite in modo indipendente; tale correlazione di particelle lontane definisce la fisica quantistica come non locale. Pur avendo contribuito alla formulazione delle

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leggi quantomeccaniche, Einstein fu sempre estremamente contrariato dall’indeterminatezza che queste comportavano (rimane famosa la sua asserzione che “Dio non gioca a dadi”), e in particolare la non località gli pareva scontrarsi apertamente con le sue teorie relativistiche. Per tale motivo nel 1935 egli concepì assieme a due colleghi, Boris Podolsky e Nathan Rosen, una serie di esperimenti noti come esperimenti EPR, dalle iniziali dei tre scienziati. Essi postularono due sistemi fisici in grado di interagire, ad esempio il decadimento di un pione neutro in due fotoni.13 L’EPR verificò che la misurazione su un particolare stato di un fotone invalidava in modo apparentemente misterioso le misurazioni sul secondo fotone, quasi come se quest’ultimo “sapesse” che il primo fotone era stato misurato. Se immaginiamo che il secondo fotone sia distante anni luce dal primo ed eseguiamo “simultaneamente” le misurazioni sui due fotoni, l’indeterminatezza nelle misurazioni stesse sta a indicare che il fotone 2 “sa” che il fotone 1 è stato misurato, in aperta contraddizione con la teoria della relatività che non consente la trasmissione di messaggi ad una velocità superiore a quella della luce. Per ovviare a questa contraddizione Einstein propose l’esistenza di variabili nascoste locali che non rendono necessarie azioni istantanee a distanza. Nel 1964 il fisico John Bell propose un esperimento per verificare l’esistenza di queste variabili nascoste, sviluppando quello che è noto come principio di ineguaglianza di Bell. In effetti egli dimostrò che le variabili locali nascoste non erano in grado di spiegare la non località e che le particelle sembravano cooperare qualunque fosse la distanza fra di esse. Niels Bohr, uno dei fondatori della meccanica quantistica, si fece carico di un’interpretazione specifica, detta interpretazione di Copenaghen, sostenendo che entrambe le particelle in questione, avendo un’origine comune, fanno parte di un’unica funzione d’onda, e quindi è impossibile sostenere che esse sono fisicamente indipendenti. L’indipendenza delle particelle si manifesta soltanto quando esse vengono misurate, ma prima di quel momento non è dato di sapere se esse possiedano una posizione e uno stato di moto definiti. Cosa se ne deduce? Che tutte le particelle che in qualche modo hanno interagito, e per estensione tutte le particelle che compongono l’universo, fanno parte di una singola funzione d’onda, e che la realtà di ogni singola particella è inestricabilmente connessa con il cosmo intero. Sostanzialmente si può affermare che la realtà appare separata solo quando è sottoposta a indagine, e questa è un’ulteriore conferma alle leggi dell’analogia, che sotto questa luce si prefigura come un linguaggio che consente di “scavalcare” l’illusione separativa indotta dal pensiero razionale per ritornare all’unità “quantistica” tra uomo e cosmo. Epilogo Quali conclusioni trarre da questo nostro viaggio nel mondo caotico delle particelle subatomiche? Indubbiamente la non località può spiegare in modo scientificamente accettabile quella che sembra essere un’azione a distanza delle configurazioni

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astrologiche. Del resto, come più volte rilevato, i principi dell’analogia e della magia simpatetica non sono altro che le modalità espressive tradizionali – alcuni direbbero “primitive” – di una realtà che in questo secolo ha trovato espressione scientifica grazie alla quantomeccanica. Frazer stesso rilevava che la formulazione delle leggi magiche rispettava quella che definiva legge del contagio: due cose che siano state a contatto continuano a interagire anche a distanza, dopo essere separate.14 Il problema che la fisica si pone allo stato attuale delle ricerche è di capire se il paradigma quantistico ha valore anche al livello dei sistemi complessi a livello macroscopico. Ad esempio i sistemi biologici evolvono secondo un principio quantistico non locale, poichè parti diverse di un organismo adeguano il loro sviluppo in accordo ad altre parti spazialmente distanti, quasi seguissero un progetto comune; ma ciò non è sufficiente per affermare che i processi quantistici sono tutto quanto occorre per spiegare la vita. Se non si vuole sposare la tesi riduzionistica che nega alcuna realtà distintiva tra le particelle atomiche e i processi biologici organizzati (il mondo come nube d’atomi), o la tesi idealistica che considera la realtà come un puro costrutto mentale, allora ci si deve situare in un aureo mezzo dove processi mentali e manifestazione sono entrambi necessari nel costruire le fondamenta della realtà di cui noi abbiamo esperienza, presupponendo che le leggi quantistiche non vadano negate bensì integrate con nuovi principi di organizzazione. Una rilettura delle leggi evoluzionistiche in questo senso farebbe supporre che la coincidenza tra circostanze ambientali (ad esempio la siccità prolungata) e i meccanismi di codifica genetica causi un rimescolamento del DNA atto a rispecchiare, cioè a creare un’analogia, tra l’interno e l’esterno: la risultante sarebbe un organismo geneticamente adattato all’ambiente. Questa ipotesi invalida la casualità darwiniana e tutti i suoi derivati, ma anche qui l’apporto della fisica quantistica verrebbe a ridefinire l’evoluzione come collasso del genoma (l’insieme dei geni presenti nei cromosomi di una specie) in un fenotipo (l’apparenza esterna di un organismo biologico). Nello studio dei legami che intercorrono tra micro e macrocosmo alla fine si scopre che la ricerca di una soluzione ai paradossi quantistici richiede delle premesse già pertinenti al pensiero astrologico: l’interrelazione tra osservatore e fenomeno (l’identità tra l’uomo e il cosmo) e l’accettazione della non località (il legame analogico che attualizza tale identità). A ragion veduta si può quindi affermare che la quantomeccanica permette di abbandonare il retaggio causale dell’astrologia, ma ribaltando i termini della questione nulla ci vieta di dire che la metafora astrologica contiene in sé i germi per una rivoluzione del pensiero scientifico! Tutti i campi di studio dove la causazione locale incontra dei limiti (un esempio per tutti il finalismo e la cooperazione dei fenomeni biologici che non si integrano con il meccanicismo delle forze locali agenti a livello molecolare) potrebbero “subire” una rivisitazione astrologica in senso olistico. Parafrasando le parole di Ebertin sulla Cosmobiologia, la fisica dei quanti può radunare sotto un unico vessillo le varie branche dello scibile consentendo all’astrologia, libera finalmente da pregiudizi, di operare come principio unificatore dei pensieri scientifico e umanistico.

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NOTE 1 Cfr. M. GAUQUELIN, Il dossier delle influenze cosmiche, Astrolabio, Roma 1974. Dello stesso autore: Ritmi biologici ritmi cosmici, Faenza editrice, Faenza 1976. 2 H. FREIHERR VON KLÖCKLER, Corso di Astrologia, voll. 1, 2 e 3, Mediterranee, Roma 1979. 3 Op. cit., vol 2, p. 24. 4 Ibid. 5 R. EBERTIN, Cosmobiologia, la nuova astrologia, CEM, Napoli 1982. 6 Op. cit., p. 14. 7 P. S. DE LAPLACE, Saggio filosofico sulle probabilità, Theoria, Roma 1987. 8 C. G. JUNG, Opere vol. 13. Studi sull’alchimia, p. 70, Boringhieri, Torino 1988. 9 Ibid., p. 71. 10 Un corpo nero è una superficie ideale in grado di assorbire tutte le radiazioni che la colpiscono, e può essere pensato come una sfera cava ricoperta internamente di nerofumo. Il motivo che spinse Planck a formulare l’ipotesi quantistica nell’emissione del corpo nero fu che utilizzando l’ipotesi ondulatoria l’intensità totale della radiazione emessa tendeva all’infinito, il che era un risultato assurdo. 11 Il fenomeno della diffrazione è caratteristico della propagazione ondulatoria. Nel caso dell’esperimento citato indica che gli elettroni, che sono particelle dotate di massa, manifestano anche una natura ondulatoria qualora l’esperimento dia come risultato uno spettro di diffrazione. 12 L’equazione temporale di Schroedinger. 13 Il pione è una particella prodotta nele collisioni ad alta energia. Il fotone è la particella portatrice delle interazioni elettromagnetiche, che a differenti stati energetici si manifesta come luce visibile, raggi X, microonde, ecc. 14 Cfr. FRAZER, Il Ramo d’Oro, Boringhieri, Torino 1973.

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L’ENERGIA DELLA FENICE
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Al di là della leggenda, pur affascinante, troviamo una selva di miti, condensati in un simbolo a polarità femminile , immaginato proveniente dalle sorgenti celesti del Nilo. I 500 anni corrispondono anche alla riproduzione di una eclissi di Sole presso il nodo di Venere. Perché è detta “araba”. L’argomento non è nuovo. Ne ha trattato copiosamente Sergio Ghivarello, di cui cerchiamo di mantenere vive le idee, un po’ come se fosse ancora lui a scrivere. Nell’antico Egitto un particolare geroglifico a forma d’ibis rappresentava l’immortale Fenice. Il simbolo variava dall’uccello al serpente. Lo stesso glifo indicava il corpo astrale del Faraone. La leggenda della Fenice rinascente dalle proprie ceneri, replicava il trasferimento di questo doppio astrale da un Faraone al suo successore, in una sorta di mistica fusione del futuro col passato. Questo passato probabilmente presentava ancora cannibalistici riti di smembramento e consumazione del “corpo e del sangue” del Re Divino; riti poi sostituiti dal sacrificio di un toro o di un agnello, e per noi da pane e vino. La tradizione orale dei Dogon, popolo del Mali, descrive un oscuro rito in cui Nommo, un dio (o alieno?) anfibio venuto da Sirio, si sarebbe lasciato crocefiggere su un albero affinché il suo corpo nutrisse l’umanità, per poi risorgere. Ricordiamo che la scienza non ha mai spiegato come questo popolo conoscesse il fatto che il sistema stellare di Sirio è in realtà multiplo, per la presenza di due astri invisibili, il primo dei quali, Sirio B, è stato fotografato solo nel 1970, mentre l’altro, un probabile buco nero, è tutt’ora solo un’ipotesi. Di Sirio B, i Dogon conoscevano anche il fatto che si trattasse di una stella nana d’enorme densità, con un periodo di cinquant’anni. Evidentemente, sia gli antichi Egizi che i Dogon si rifacevano ad una tradizione primordiale comune, ben anteriore alla nostra astronomia moderna. Tornando al corpo astrale del Faraone, esso aveva una controparte più densa nel doppio o Ka, il cui geroglifico era identico a quello del segno del Toro. Si crea dunque un legame fra quest’ultimo, il fuoco o energia della Fenice, e la divinità femminile legata al segno zodiacale. La rigenerazione del leggendario uccello avveniva tradizionalmente sul sicomoro, vero albero di vita sacro a Hathor, dea a testa di mucca che corrisponde alla nostra Venere. Il termine Bennu, in Egitto, indicava anche sia la Fenice sia il pianeta in questione. Questo fuoco o acqua infuocata provie-

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ne, secondo gli Egizi, proprio da Sirio, e costruisce o anima il nostro Zodiaco ed i suoi elementi (deformata a volte in certi fantomatici sottoprodotti, come la cosiddetta “energia della piramide”). Che poi la Fenice rappresentasse un’energia di polarità femminile, lo dimostra anche il fatto che il trasferimento del Doppio faraonico era guidato dalle regine egizie. Come la Dea Iside, esse generavano magicamente sul piano sottile, ovvero facevano nascere per la seconda volta (non fisicamente!) il Faraone stesso, trasformato nel dio Horus. Simbolo di questo potere sacerdotale era la custodia di quest’energia, il sacro fuoco (di Ptah - Vulcano) da parte delle sacerdotesse, prima di Khnum e poi di Amon, il dio nascosto. Com’è noto, presso i Romani erano le Vestali a svolgere quel ruolo. In epoca più vicina a noi, certi aspetti filtrarono, anche attraverso i Druidi e le loro feste del fuoco (a volte quasi come in una parodia) in certe sette gnostiche (Ofiti) e nella Wicca delle streghe. Anche la custodia della Sindone da parte delle Pie Donne è un’eco di questa vigilanza. L’energia della Fenice avrebbe potuto incarnarsi in personaggi umani, soprattutto nei momenti cardine del suo ciclo astronomico-astrologico di 502 anni, in cui si ripete un’eclissi di sole presso il Nodo di Venere, quando quest’ultima passa sul disco solare oscurato. Quadri viventi di questa forza sarebbero state le regine Nefertiti, Hashepsut e Nitocris, le imperatrici bizantine Pulcheria ed Irene, quest’ultima mancata sposa di Carlo Magno e, più di recente, Serafina Cagliostro, Maria Antonietta e la contessa di Castiglione. Astrologicamente, la Fenice corrisponde quindi al pianeta Venere, ma nella sua fase vespertina. Presso gli Aztechi, lo stesso ruolo era svolto da Quetzalcoatl, l’uccello-serpente di fuoco o serpente piumato. Per quel popolo si trattava di un dio “amoroso”, ma con un volto bellicoso, pericoloso, nella versione mattutina. Anche in Egitto la Venere mattutina era divinità infera (un Horus sotterraneo in cui riviveva il Faraone morto). In certe culture, il ruolo guerriero del pianeta e della divinità era più chiaro, e allora troviamo la fenicia Ishtar, drago femminile vestito di fuoco, la siriana Atargatis, l’indiana Kalì e le tibetane Dakini, personificazioni del serpente infuocato Kundalini, ed infine la druidessa solare Velleda, dai biondi capelli coronati di verbena, appunto pianta di Venere. Nel cristianesimo il ruolo è stato demonizzato (come per la biblica Lilith), e dobbiamo accontentarci di qualche ambigua e sotterranea Madonna Nera, e della Donna vestita di sole nell’Apocalisse. Tracce fresche si rinvengono però nella tradizione britannica, che ispirerà i Fedeli d’Amore. Ci appaiono la regale Ginevra, nome che significa “il bianco fantasma”, la fata Morgana, cioè “uscita dal mare” (da quali strane “acque”?), e la Dama del Lago, il cui candido braccio emerge ad offrirci l’ignea Excalibur (l’energia della Fenice) da un fluido portale di nebbia. Sempre nell’isola britannica, troviamo lo Zodiaco di Glastonbury, visibile solo da fotografie aeree per le sue dimensioni chilometriche. Alcuni segni sono scolpiti in modo veramente strano: lo Scorpione è un’aquila, il Capricorno è un unicorno, la Bilancia è una colomba, il Cancro è una barca, e l’Acquario è una forma alata subito battezzata

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“Aquarian Phoenix”. Gli allineamenti “solari” della Collina del Calice, del labirinto di Tor, e dell’abbazia di Glastonbury, sono terribilmente complessi, e magari ci ritorneremo con più calma. Essi formano una croce astronomica nei punti intermedi fra equinozi e solstizi, cioè sulle quattro grandi feste celtiche: il primo giorno di Febbraio, Maggio, Agosto, Novembre. Nelle culture islamiche e giudaiche, quel ruolo femminile “brilla per l’assenza”, non a caso, anche se è rivelatore il tabù della carne di maiale (cioè di Maia, la Dea Bianca, bianca come una scrofa, delle civiltà mediterranee). Perché poi la Fenice sarebbe stata “araba”? Il Faraone intraprendeva un viaggio per acqua alla ricerca delle sorgenti celesti del Nilo, nel mitico paese di Punt, patria spirituale delle Regine. Si riteneva fosse proprio nell’Arabia meridionale uno degli ingressi al sotterraneo mondo dorato (El Dorado) custodito dalle Amazzoni e dalle Druidesse (altri erano nel deserto del Gobi, e nelle caverne del Tibet, ma ogni civiltà ha punti sensibili e meridiani diversi della Geografia Sacra). Laggiù, oltre il tempo e lo spazio (oltre le nebbie di Avalon, insomma), sopravvive la civiltà antidiluviana dell’Età dell’Oro, da cui ci giungono i risplendenti UFO. Secondo la leggenda, la Fenice si recava ad Eliopoli ogni mezzo millennio, e deponeva un uovo di mirra, sostanza simbolo d’immortalità, che conteneva le spoglie materne. Essa proveniva proprio dal mitico paese sotterraneo: l’Arabia dei balsami e degli aromi, ma non quella fisica che conosciamo. La Fenice andava poi a consumarsi per autocombustione, rinascendo dall’uovo deposto. Gli gnostici cristiani hanno voluto vedere questo mito racchiuso nelle parole di Gesù: “Ho il potere di deporre la mia anima, e quello di riprenderla” (Gio. X, 18). Per questo il Salvatore è paragonato alla Fenice o al pellicano. L’ignea energia serpentina di polarità femminile-venusiana è importante in alchimia e tantrismo, dove le trasformazioni descritte nell’Apocalisse avvengono già in anteprima nel “corpo” degli adepti. Per gli Arabi la Fenice si posa su Qaf, la montagna di smeraldo e ombelico del mondo. Per i Cinesi è l’uccello di cinabro, dove questo minerale rappresenta l’immortalità, ma anche, nell’espressione “grotta di cinabro”, il sesso femminile. Il fuoco fonde passato e futuro, e il Libro dei Morti Egizio definisce la Fenice “guardiana delle cose che sono e saranno”. Dante dice dell’uccello: “Così per li gran savi si confessa, / che la Fenice muore e poi rinasce, / quanto al cinquecentesimo anno appressa. / Erba e biada in sua vita non pasce, / ma sol d’incenso lacrime e amomo; / e nardo e mirra son l’ultima fasce” (Inf. XXIV, 107). È un riferimento all’imbalsamazione, riempiendo di balsami il “corpo” e le sue fasce. La mirra, lo abbiamo detto, simboleggia l’immortalità, dono che con oro (regalità) e incenso (sacerdozio) rappresenta il corredo dei Tre Mondi che i Re Magi depongono ai piedi dell’Uomo-Dio. Tutto è donato a lui, anche il tempo, con la barba bianca di Melchiorre (il passato), quella nera di Baldassarre (il presente), e il volto imberbe di Gasparre (il futuro).

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Il bellissimo pavone dalle piume d’oro, che talvolta è contornato di ninfee, e allora simboleggia la castità, ha dunque abbondantemente suggestionato mistici e poeti. I versi più famosi sono di Metastasio: “È la fede degli amanti come l’araba fenice: che vi sia ciascun lo dice; dove sia nessun lo sa. Se tu sai dov’ha ricetto, dove muore e torna in vita, me l’addita, e ti prometto di serbar la fedeltà” (Demetrio II, 3). Nel Parsifal di Von Eschenbach, si dice che il Graal arde la Fenice. L’energia serpentina ed infuocata del sacro uccello è quindi ciò che è contenuto nel calice del Graal, smeraldo caduto dalla corona di Lucifero, angelo di Venere e demone dell’astrologia. E’ noto infatti il significato magico del pentacolo o stella a cinque punte, ed il suo valore diabolico se rovesciato. Guarda caso: Venere traccia proprio una stella a cinque punte lungo lo Zodiaco ed attorno all’osservatore terrestre, con le sue congiunzioni solari. Inoltre, se Venere è stella della sera in un dato anno, dopo otto anni lo sarà di nuovo nello stesso segno zodiacale e nella stessa stagione. Moltiplicando poi 365 x otto, si ottiene un numero di giorni (2920) che, se diviso per le “cinque punte della stella”, dà appunto come risultato il periodo sinodico medio del pianeta (584 giorni). Il diluvio atlantideo sarebbe stato provocato proprio da un satellite di materia oscura, sfuggito a Venere e avvicinatosi troppo alla Terra (e non da Venere stessa come sosteneva Velikovsky). Questo corpo diventerà poi Lilith, seconda e invisibile luna terrestre. La stella a cinque punte era anche legata ai misteri della Pentapoli, un gruppo di cinque città che replicavano geograficamente la stella stessa. Esse erano poste a sud del Mar Morto e sotto il controllo della regina egizia Nitocris. Secondo Ghivarello, in questa zona avvenne una battaglia tra i “nostalgici” della tradizione atlantidea e i suoi dissidenti, battaglia combattuta non solo sul piano fisico, ma anche su quello astrale, e che ebbe per conseguenza lo sprofondamento della valle e la creazione del Mar Morto stesso, come riflesso della catastrofe che fece sprofondare (certo non nel mare) Atlantide stessa. Quindi: “Il mondo era stato partorito con quel grande cataclisma, già interamente costruito con alle spalle la storia infinita della sua evoluzione, attraverso l’oscuro fenomeno definito “emersione” od esteriorizzazione della coscienza, che provocò la grande frattura tra osservatore e osservato, a cui è riconducibile ogni livello della manifestazione. Quest’atto magico veniva anche collocato in un tempo preciso (il 4000 a.C.), ed era considerato come l’uscita dalla placenta, la separazione della testa dalla coda nel serpente del tempo” (S. Ghivarello, comunicazione personale). E’ un po’ lo stesso processo che applichiamo ai sogni, la cui storia, o sequenza logica, pare sia aggiunta istantaneamente al nostro risveglio. Torniamo a Lucifero: la sua caduta ha scavato il centro della terra formando gli Inferi, proprio dove si trovano le sorgenti del Nilo celeste e l’ingresso al profondo paese dell’immortale Fenice. Questo fuoco serpentino (Beleno per i Druidi) è particolarmente disponibile ad essere risvegliato le notti precedenti le ricorrenze celtiche già citate, quando questo mondo e “l’altro”si compenetrano maggiormente.

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Il ciclo della Fenice, coinvolgendo astri oscuri, Venere-Lucifero e, culto del ritorno del dio nascosto, cui non furono alieni i Templari, simboleggerebbe anche il rientro della coppia Lilith-Lucifero (Adamo ed Eva astrali) nel paradiso perduto. Sempre a proposito d’astri neri, la scoperta di un immateriale transplutoniano dovrebbe corrispondere alla manifestazione dell’Anticristo. Noi pensiamo però che questi non sia un personaggio diabolico, ma esprima solo l’altra faccia di Gesù, che tornerà come giustiziere e restauratore dell’Eden, piuttosto che come agnello sacrificale. Se si preferisce, sarà Artù, non più ferito, a scatenare sul mondo il Drago Rosso della collera e quello Bianco della morte. Per quel che riguarda il segno del Toro, la famosa leggenda del Vedanta dice che allo scadere dell’Età dell’Oro, la Vacca o Toro celeste perde una zampa. Perde gli altri arti allo scadere delle Età dell’Argento e del Rame. Nell’attuale Età del Ferro (o Età Nera = Kali Yuga) l’ultima zampa si staccherà, ed il Toro crollerà su se stesso insieme al mondo, che sarà rigenerato come la Fenice dalle sue ceneri. Per gli Egizi le quattro ere venivano rappresentate, nella cripta di Denderah, dai ripiani su un pilastro che s’inclinava sempre più fino al crollo definitivo, che corrispondevà però anche al suo simultaneo RADDRIZZAMENTO. Il pilastro sostiene un fior di loto in boccio (l’uovo della Fenice), nel cui interno dimora il serpente zodiacale o drago del tempo, destinato alla fine del processo a mordersi la coda. Quest’atto eliminerà le contraddizioni spazio-temporali che affliggono il nostro mondo fisico, che sarà reintegrato nel giardino paradisiaco e riconsegnato al suo gardiniere, sicché inclinazione e caduta non saranno mai avvenute. La Fenice venusiana, che si posa sul pilastro o asse del mondo, costruisce, per poi distruggerle, quelle contraddizioni, attraverso la sua duplice natura, volatile e sotterranea, d’uccello-serpente. Quest’energia, che sappiamo far ruotare i quattro elementi astrologici attraverso i tre mondi della Tradizione, nella materia resta occultata dalle iridescenze del bel piumaggio, dalle ombre dell’inestricabile selva oscura in cui, come Dante, ci dibattiamo. In questa “selva selvaggia ed aspra e forte” il poeta entra “pien di sonno”, attendendo che Virgilio e Beatrice lo destino alla “vita nuova”. La presenza di una guida “pagana”, mostra che queste tradizioni primordiali sono anteriori al cristianesimo, che ne ha solo raccolto l’eco, insieme a quella vetrina d’antichità che è l’astrologia.

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CHARLES RIDOUX

L’ABBANDONO DEL POTERE: CARLO V, NAPOLEONE, DE GAULLE
TRADUZIONE DI VITTORIO RUATA

L.A. 126.412

Una interessante applicazione della quinta armonica (quintili, quindicili e derivati) come indice di potere intenso e spesso distruttivo. Certamente il potere è un tema affascinante e all’astrologia non mancano argomenti per circoscrivere il problema. Il fattore più espressivo sembra essere un nesso, armonico o dissonante, fra Giove e Plutone, con i pianeti rapidi in veste di staffetta, i quali conferiscono una connotazione alla natura del potere: risplendente e sovrano con il Sole, dominatore e tirannico, addirittura crudele, con Marte, proteso ad un predominio dell’intelletto con Mercurio. La relazione con i Nodi, sta ad indicare che il potere tende ad esercitarsi nell’ambito di una collettività, mentre un rapporto con il MC evoca l’aspirazione e quello con l’ASC le capacità proprie del soggetto ed il modo di esercitarle. I segni del Leone, dello Scorpione e del Capricorno conferiscono al potere un tocco solare, plutoniano e capricornino, denotando, rispettivamente, una regalità legittima e di ostentazione, un potere irriducibile, che ama circondarsi di mistero, una padronanza cavillosa, che bada a mantenere tutto sotto il proprio controllo. A questi mezzi tradizionali, si può aggiungere l’esame della 5° Armonica - vale a dire gli aspetti di 72°, di 144° ed anche quelli di 36° e di 108° - il cui accumulo in un tema è indice di un potere intenso, spesso distruttivo, come testimoniano, ad esempio, i temi di Robespierre, di Hitler, di Mao Tse Tung.1 Il potere, così come l’amore, ha una storia. È necessario all’inizio, nella maggior parte dei casi, conquistarlo e l’accesso al potere richiede una sorta di adeguamento fra il felice eletto e la collettività che egli si accinge a dirigere. Perciò è interessante studiare, quando ciò è possibile, le affinità fra il tema di un Capo di Stato e quello della nazione che governa. Parimenti, sono le grandi circostanze, i momenti tragici della storia, quelli che rivelano, a se stesso ed al mondo, il grand’uomo eccezionale: è valido, a tal fine, esaminare la corrispondenza del tema individuale con i grandi cicli in corso durante il periodo in cui si manifesta l’autorità di una personalità di rilievo. Ma nulla nel cielo è stabilito in maniera definitiva ed il movimento degli astri con-

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duce un giorno alla caduta del potere. Gli Antichi e gli autori del Medio Evo erano soliti rappresentare questo “mutamento di fortuna” sotto la forma di una ruota, in cui la dea della Fortuna non faceva altro che innalzare i potenti per poi precipitarli successivamente dal loro trono. Il potere si consuma ed esso logora coloro che lo esercitano. Le trombe della gloria ed i fasti dell’incoronazione lasciano spazio, con il tempo, alla solitudine, alla stanchezza e all’abbandono. È quest’aspetto del potere che vorremmo esplorare, in tre casi famosi in cui l’abbandono del potere ha lasciato nella storia una forte immagine: trattasi di Carlo V che abbandonò il trono più prestigioso del suo tempo per finire i suoi giorni all’ombra di un monastero; di Napoleone I che abdicò dopo la sua disfatta in Russia, congedandosi innanzi alla vecchia guardia a Fontainebleau; di Charles De Gaulle, che da le dimissioni da Colombey– les-deux-Eglises senza neppure ritornare all’Eliseo, dopo l’insuccesso del suo referendum sulla riforma del Senato. Con questi tre personaggi ci troviamo innanzi a tre figure del potere: un monarca legittimo, votato al trono sin dalla sua nascita e preparato a questo compito dalla propria educazione; il fondatore di una dinastia, usurpatore, la cui personale genialità va di pari passo con un’onda rivoluzionaria, la quale, a sua volta, si canalizza e si estende per tutta l’Europa; un generale ambizioso e politico, il cui colpo di stato incruento è, a sua volta, successivamente legittimato da un plebiscito a suffragio universale, il quale fonda in questo modo un nuovo regime. In ciascuno di questi tre casi, osserveremo anzitutto il tema natale, per scoprirvi le predisposizioni all’esercizio del potere ma, nello stesso tempo, anche le eventuali falle che indicano il ritiro finale, quindi il preciso quadro astrale per il momento dell’abbandono del potere. Abbiamo la fortuna, con questi tre personaggi, di avere a disposizione dei temi che ormai si possono considerare come certi: il tema di Carlo V è stato debitamente verificato da André Barbault nella sua presentazione in Astri Reali 2 quello di Napoleone I è stato di recente oggetto di uno studio approfondito in un numero di L’Astrologue che gli è stato interamente dedicato;3 infine il tema di Charles De Gaulle non è oggetto, sulla base della nostra esperienza, di contestazione alcuna. CARLO V André Barbault ha evidenziato il “tratto saturnino” di Carlo V: un Saturno al FC, governatore dell’ASC Capricorno, che regge, a sua volta, la congiunzione Luna/Nettuno in I e sestile al Sole. Se Saturno in X è frequentemente indice di una perdita di potere rovinosa, questa Saturno al FC corrisponde piuttosto ad una rinuncia volontaria al potere. Saturno in Toro e Luna in Capricorno sono segni di tenacia ed ostinazione nell’ambito degli interessi che stanno a cuore al soggetto. La presenza del governatore dell’Ascendente in IV casa indica che il soggetto vive in funzione delle proprie origini, che è attaccato alle tradizioni, la qual cosa è confermata dalla congiunzione Sole/Giove nei Pesci. La Luna in Capricorno predispone alla solitudine, alla necessità di calma e di pace che l’imperatore troverà, sul finire dei suoi giorni,

110 Carlo V 24 febbraio 1500 3h30 Gand

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presso un monastero. Questa Luna, congiunta all’ASC e a Nettuno, è testimone di un’esigenza di fusione dell’essere con una comunità, che, in questo caso, è di ordine religioso ed ascetico. La presenza del Sole in Pesci accentua questa colorazione nettuniana, apportando delle doti di visionario, una potente facoltà di sintesi, ma anche il rischio di fuggire dalla realtà, tanto più che Giove in Pesci, segno di idealismo, può condurre anche alla delusione nel momento in cui la realtà non corrisponde alle proprie aspettative. Ma questa dominante saturno/nettuniana, di tendenza depressiva, è controbilanciata dal rigore di un quadrato a T nei segni fissi, costruito intorno all’opposizione Marte/Plutone, sull’asse IV-X in doppia quadratura con Urano in II: qui tutto parla di lotta, di potere e di possesso. Plutone governatore della X in X, denota l’ambizione e l’aspra volontà di farsi interamente coinvolgere nell’esercizio del potere, ma lascia anche incombere la minaccia di un ribaltamento della fortuna e di un’usura di questo potere. L’opposizione Marte/Plutone, coinvolgente il MC, segno di un potere autocrate, testimonia la gran capacità di lotta del soggetto ma anche il rischio di farsi coinvolgere in situazioni distruttive, a causa del suo modo di agire in maniera spietata. Pianeta apice di questo quadrato a T, Urano, dimostra che il soggetto dovrà confrontarsi, nel corso della vita, con nuove esperienze, senza precedenti, che lo costringeranno a modificare la propria scala di valori: ben a ragione sembra che questo quadrato a T sia evocatore del grande problema di questo regno, la lotta contro lo spirito della Riforma. La casa X in Scorpione lascia presagire un atteggiamento intransigente e altezzoso del soggetto, il quale moltiplicherà delle violente ostilità al suo riguardo e Saturno, in quanto maestro dell’Ascendente, lascia temere numerosi rovesci e smacchi.

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La relazione fra queste due dominanti – saturno/nettuniana e plutonico/marziana - è indicata da un semiquadrato della Luna con Plutone che mal presagisce circa il risultato finale, giacché questo aspetto suggerisce delle situazioni caotiche con il disgregarsi ed il disintegrarsi di tutto quello che si è cercato di proteggere. Pronostico rinforzato dal mezzo punto Luna=Marte/Saturno, significatore di depressione e scoraggiamento così come dall’inquadramento della Luna fra Nettuno e Plutone, che sta’ ad indicare una personalità strana ed una mancanza di stabilità. Si comprende quindi come il polo depressivo saturno/nettuniano abbia alla fine prevalso sul solido quadrato a T strutturato intorno alla opposizione Marte/Plutone. Queste annotazioni sul tema radix possono essere completate con l’esame della 5° Armonica, la quale consiste nell’evidenziare gli aspetti di 72° (la divisione dello Zodiaco per 5) ed il suo multiplo di 144° (così come gli aspetti di 36° e di 108°, che derivano dalla 10° Armonica, risultanti dalla divisione dello Zodiaco per 10, vale a dire in aspetti di 36°). Questo studio delle Armoniche è stato elaborato in Gran Bretagna da John Addey, il quale fu il gran maestro del compianto Charles Harvey, che ha trattato questo argomento in un’opera scritta in collaborazione con Michael Harding e dedicato alla memoria di John Addey e di Reinhold Ebertin, il cui titolo è Working with Astrology e di cui le tre parti si organizzano intorno a tre tecniche “mirate” in astrologia: i mezzi-punti, le armoniche e l’astrocartografia. In sintesi, si può asserire che i pianeti dominanti e le configurazioni maggiori della 5° armonica indicano il modo in cui l’individuo realizzerà la propria opera nel mondo nonché la tipologia dei principi dinamici attorno ai quali egli si concentrerà in maniera consapevole. Nel momento in cui si presentano forti configurazioni in questa 5° Armonica, ci si può attendere un individuo forte, altamente creativo verso una direzione

Carlo V Tema della 5 Armonica.

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ben determinata, raggiungendo talvolta la genialità. Il numero 5 è in relazione con il sapere ed il potere. Robert Hand suggerisce che le energie legate da una serie di settili “non appartengono a questo mondo”, ma avverte anche che un eccesso di questi aspetti in un tema può corrispondere ad una “sconnessione con l’universo psichico così come noi lo conosciamo”. Charles Harvey cita, quale maggior contributo allo studio delle armoniche, un’opera non ancora tradotta di un astrologo svizzero, Hans-Jorg Walter (il cui titolo è Enschlusselte Aspektfiguren), la quale rapporta la 5° Armonica al pianeta Marte, sottolineando il potere sovente distruttivo di cui è testimone la potenza di questa armonica in un tema. Accade che nel tema di armonica di Carlo V la configurazione più significativa del potere, l’opposizione Marte/Plutone sia in aspetto di quintile e biquintile con il Sole, il che valorizza questa Armonica. Nella 5° Armonica, l’aspetto Sole/Marte sta’ a significare che il soggetto esprime la propria personalità per mezzo dell’azione, mentre il legame Sole/Plutone indica che egli sviluppa uno stile di comportamento proteso a punire se stesso, a privarsi di ogni distensione nello sforzo. Il quintile Mercurio/Saturno evoca, di per se stesso, una disciplina ed un controllo che si manifestano nella tendenza a comunicare ed è testimone di un sistema di pensiero ben strutturato. Ed ancora, così come nel tema radix, ci troviamo innanzi ad una doppia indicazione di un potere potente ma con il rischio di una smacco la cui causa risiede in una sorta di disfatta insita nella centralità del profondo essere della persona, in una tendenza verso la propria autodistruzione (Sole/Plutone). Ma che cosa ci dice il quadro astrale per il momento dell’abdicazione ?

Carlo V Abdicazione 3 febbraio 1556 Tema nodale

Personaggi Carlo V Abdicazione sul tema natale

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In assenza di un’ora precisa per l’istante dell’abdicazione, si può benissimo redarre un tema nodale, che vede radicato il Nodo Nord sull’ASC con delle CASE eguali di 30° ciascuna.Troviamo così un’eloquente valorizzazione della configurazione tipica del potere, un quadrato Giove/Plutone angolare, con Marte congiunto al MC. Il mezzo-punto Marte/MC =Nodo Nord stà ad indicare piuttosto che trattasi di un atto proveniente dalla volontà del soggetto, che si impone su di una collettività, mentre la congiunzione Venere/Plutone testimonia un sentimento assoluto di giustizia, unito ad una grande lealtà. Rapportato al tema natale la posizione degli astri, per il momento dell’abdicazione, fa vibrare intensamente il quadrato a T natale, in quanto il Sole transita su Urano apice, mentre il semi-quadrato Sole/Saturno coinvolge l’opposizione Marte/Plutone, laddove i Nodi si trovano sulla loro posizione natale, Nettuno transita su Saturno (dissoluzione di un’autorità) ed infine Plutone si avvicina alla sua congiunzione con Giove natale in Pesci. Ma vi è di più e di più sottile. Se si prende in considerazione, nel tema natale ed in quello dell’abdicazione, qualcuno fra i pianeti lenti, si nota anzitutto l’applicazione nel quadrato Giove/Plutone in transito sul quadrato Giove/Plutone natale. Ma, si osserva, nello stesso tempo, che turno natale e Nettuno di transito formano, con Giove ed Urano in transito, una sorta di YOD, costituito da due quindicili (aspetti di 165°). Questa configurazione dà origine a due mezzi punti Giove/Urano=Saturno e Giove/Urano=Nettuno, i quali evocano entrambi un cambiamento esistenziale (Giove/Urano), caratterizzato da una perdita (Saturno) e da un dissolvimento ed un abbandono (Nettuno). Quanto all’aspetto di quindicile (vale a dire la

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Personaggi Carlo V Abdicazione sul tema natale Lenti sui lenti.

suddivisione dello Zodiaco in segmenti di 15°, che corrispondono alla 24° armonica), esso va abbinato, secondo Noel Tyl, alle nozioni di rottura, separazione, rivolgimento, ossessione.4 Consideriamo adesso il tema di Carlo V nelle sue risonanze con i temi della Spagna e del sacro Romano Impero di cui egli cinge la corona. Non abbiamo trovato molto circa i legami con il tema della Spagna (19/1/1479), mentre i rapporti con il tema del Sacro Romano Impero sono di grande importanza. In realtà, come è stato brillantemente dimostrato da Reinhold Ebertin,5 la storia della Germania - da Carlo Magno fino a Helmut Kohl - è in un certo senso coronata dalla triplice configurazione Marte/Saturno/Plutone, la quale risulta fra le combinazioni planetarie più pesanti. Ora il tema di Carlo V presenta, con quello del Sacro Romano Impero (l’incoronazione di Ottone I a Roma il 2 febbraio 962), alcune affinità rimarchevoli, le quali mettono in gioco precisamente questa triplice configurazione ed i due Soli: il Sole di Carlo V° cade sul mezzo-punto Marte/Saturno = Marte/Plutone del tema del Sacro Romano Impero; ed il Sole del Sacro Romano Impero si pone in quadratura al mezzo-punto Marte/Saturno del tema di Carlo V. Ed è tramite questa caratteristica essenziale che Carlo V appare come una delle figure attese per la realizzazione di quelle potenzialità contenute in germe nella fondazione del Sacro Romano Impero germanico.

Personaggi Carlo V e tema del Sacro Romano Impero (2 febbraio 962 - Roma)

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NAPOLEONE I È Napoleone I che porrà fine al Sacro Romano Impero, costringendo l’imperatore Francesco I d’Austria, il 6 agosto 1806, a rinunziare a questa corona prestigiosa. André Barbault spiega in dettaglio la questione, alquanto dibattuta, circa il giorno e l’ora di nascita di Napoleone; nel nostro caso ci limiteremo a adottare come definitivo il tema che egli redige per le ore 11,30 del 15 agosto 1769. In questo tema, di una rara forza, caratterizzato da uno straordinario gioco di armoniche intorno al grande trigono in segni di terra costituito dai tre pianeti transaturniani - Urano, Nettuno e Plutone – l’attenzione è attirata dal quadrato a T formato dall’opposizione Giove/Urano sulla linea dell’orizzonte in doppia quadratura al MC. Il MC in Leone, rinforzato dalla presenza del Sole, Governatore del MC in X, indica l’incontenibile forza delle ambizioni di ordine sociale che spingono il soggetto ad affermarsi nel mondo, ad esercitare il dominio sugli altri con tutta la forza della propria autorità. Il quadrato a T nei segni Fissi ed angolare al MC denota l’enorme impatto sugli altri da parte di un soggetto teso verso il proprio scopo, il quale è sospinto a compiere delle imprese che lo rendono illustre. Nello stesso tempo Giove in Scorpione conferisce l’autorità e la volontà necessarie per realizzare questo grande disegno; in congiunzione con l’ASC caratterizza un’individualità estroversa, aperta agli altri e ben vista da costoro ma capace di eccessi. L’opposizione con Urano lascia presagire un essere poco conformista, anche ribelle e rivoluzionario. Il Grande Trigono nei segni di Terra dà la capacità di essere centro dell’attenzione, di accumulare e di gestire le risorse necessarie in uomini e beni. Colui che, nel 1812, trascinerà la Grande Armata attraverso le pianure della Russia fu certamente, prima della Grande

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Guerra del 1914-18, il primo grande fornitore di forze vive gettate sui campi di battaglia dei tempi moderni. André Barbault ha sottolineato il carattere eccezionale di questo Grande Trigono dei super-lenti presentato come un fenomeno unico del millennio, presiedendo alla renovatio temporis che apporterà la Rivoluzione francese. In realtà, pur essendo rarissimo, questo Grande Trigono non è l’unico durante il nostro millennio, poiché noi lo incontriamo nel 1254 con Urano in Pesci, Nettuno in Cancro e Plutone in Scorpione. Questo anno, che corrisponde al ritorno di San Luigi dalla crociata d’Egitto e al Grande ordine che apportò una profonda riforma amministrativa del reame di Francia, si situa soprattutto all’epoca della più grande estensione dell’Impero Mongolo, la cui unità durò appena dal 1241 al 1259. Nel 1251, Kubilai Khan, nipote e quarto successore di Gengis Khan, era stato incaricato da suo fratello, il Grand Khan regnante Mongka, di conquistare in Cina i territori della dinastia Song, conquista che egli ultimò nel 1279, instaurando la dinastia degli Yuan. Al pari dell’epopea napoleonica, l’epopea mongola, ai tempi di Gengis Khan e dei suoi successori, sconvolse il mondo mettendo in contatto delle civiltà sino ad allora senza grandi scambi (è precisamente in questo periodo che si situa il famoso viaggio di Marco Polo) e queste due avventure furono nello stesso tempo di breve durata. Conviene rilevare che, nel corso della maggior parte del XIII secolo, resta in orbita un trigono discendente Nettuno-Plutone, la qual cosa si ripresenterà nel XVIII secolo, poi, in un futuro avvenire, nel corso del XXIII secolo. Nell’VIII secolo, in compenso, il trigono

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discendente dura poco tempo, quanto basta, tuttavia, per consentire una bella configurazione nel 794, con Urano/Nettuno a 27° della Vergine trigono a Plutone a 27° del Capricorno – astralità che precedono l’incoronazione di Carlo Magno come imperatore cristiano a Roma, il giorno di Natale dell’anno 800. Bisognerà adesso attendere l’anno 2282 per ritrovare un tale Grande Trigono con Urano in Gemelli, Nettuno in Bilancia e Plutone in Acquario Tutti i nativi compresi fra il 1767 ed il 1771 sono così caratterizzati da questo Grande Trigono dei super-lenti nei segni di Terra. Ma nell’agosto del 1769, al momento della nascita di Napoleone, un trigono Venere/Giove, rinforzato da Marte in doppio sestile, viene ad aggiungersi a questa armoniosa architettura. Il sestile di Giove a Plutone stà a confermare le capacità del soggetto a dirigere, organizzare, a testimoniare un’eccellente facoltà di organizzazione, un’eccezionale facoltà di resistenza e di recupero. Elementi di vitalità, di ottimismo e di perseveranza nei propri obiettivi che vengono a confermare i sestili Marte/Giove e Marte/Plutone. La congiunzione di Marte a Nettuno corrisponde qui alla vasta portata delle azioni e all’ideale che anima il soggetto. Marte in Vergine spiega l’ordine e l’eccellente metodo di lavoro, la meticolosità ed il senso di responsabilità in virtù del quale il giovane Bonaparte ottenne i suoi primi successi militari. Marte in X è, in questo caso, il segno di uno dei più grandi strateghi della storia. Marte, Giove e Plutone – tre significatori del potere – così legati fra loro da queste armoniche, sono tuttavia tutti e tre in dissonanza con il MC, Marte e Plutone per quinconce, Giove per quadrato. Se i quinconce rivelano difficoltà ovvero carenze da sormontare, essi consentono, nello stesso tempo, una volta effettuato questo lavoro di presa di coscienza, di conquistare delle qualità complementari: le energie marziali, che protendono alla distruzione, sono canalizzate per acquisire delle mete prestabilite; le energie, che possono rappresentare fonti di smacco dovute alla temerarietà o ad un’ambizione sfrenata, sono suscettibili di recare dei successi, acquisiti grazie all’arte del compromesso. Il quadrato di Giove al MC è senza dubbio più difficile, in quanto se esso costituisce un segno di ambizione e di popolarità, può anche condurre a perdere di vista la realtà, a boria e ad intolleranza. Presa in questo gioco di armoniche, l’opposizione Venere/Plutone va ad evidenziare una delle debolezze del personaggio, il rischio di un estremismo inasprito nelle faccende sentimentali, una caratteristica passionale e drammatica in questo campo. L’opposizione Luna/Saturno costituisce in questo tema un’altra debolezza, denotando la fragilità emotiva della persona, il suo timore di essere rifiutato ed il suo coinvolgimento nella vita di azione per sfuggire da questo sentimento svilente. Si aggiungerà, beninteso, ai significatori di un potere che irradia, la posizione del Sole in Leone e in X: l’Imperatore aveva di che sentirsi al centro del mondo ed essere animato dal desiderio di portare a compimento qualcosa di grandioso e di brillante. Gli “encadrements” dei fattori personali del tema sono parimenti eloquenti: l’ASC fra Marte e Giove rappresenta la tipica tipologia dell’eroe – è a Bonaparte che Beethoven aveva dedicato la sua “Sinfonia eroica”; il MC fra Sole e Mercurio

118 Napoleone Tema della 5 Armonica (72°).

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denota uno spirito ingegnoso un po’ fanfarone e vanitoso ma capace anche di diplomazia e di opportunismo; la Luna fra Urano e Plutone, significativo di un normale nervosismo, indica un’ascesa vertiginosa; il Sole fra Mercurio e Nettuno è egualmente testimone di una forte personalità, dall’immaginazione traboccante, la cui intuizione e razionalità logica si accoppiano con armonia; ma vi si può parimenti leggere il rischio di vedere le proprie aspettative annientate (dal momento che Nettuno viene dopo il Sole). Cosa ha da aggiungere a questo quadro il tema per la 5° Armonica? Vi si notano dei legami fra Mercurio e Marte (un aspetto di 36°), i quali indicano la potenza ed il dinamismo nel proprio modo di comunicare; un aspetto di 72° fra la Luna e Giove, segno di spontaneità e di franchezza, ma anche di una forma di teatralità istintiva nel proprio comportamento; ed un aspetto di 108° (72 + 36) fra Giove e Saturno, a testimone della capacità a canalizzare la propria esuberanza istintiva sotto una forma di autocontrollo. Trattasi di indicazioni certamente interessanti per quanto riguarda taluni aspetti della personalità di Napoleone, ma che, in definitiva, rendono non poco testimonianza dell’estensione eccezionale del suo potere. Dopo tutto, come giustamente rimarca André Barbault, Napoleone brilla in primo luogo per il suo genio militare, piuttosto che per il suo genio politico, molto meno eclatante. Non abbiamo rilevato, in Napoleone I, quella caratteristica saturnina che predisponeva l’imperatore Carlo V a rinunciare volontariamente al potere. Ma Napoleo-

Personaggi Napoleone I Abdicazione 6 aprile 1814 Tema nodale.

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ne, il quale possedeva un senso acuto del proprio destino ed il sentimento di essere guidato dalla propria stella, presagiva la minaccia di un crollo il giorno in cui non fosse più condotto innanzi dagli dei. Il tema nodale, redatto per il giorno della sua abdicazione a Fontainebleau, il 6 aprile 1814, mostra un Saturno angolare al DS, simbolo di un’autorità verso il proprio declino. La forte strutturazione associata al potere nel tema natale, l’opposizione Giove/ Urano, si ritrova, ma sotto la forma di un quadrato discendente, segno di una crisi di dissolvimento, e, su questo quadrato Giove/Urano, si applica la tensione di un semi-quadrato Sole/Marte che fa le veci, in quel preciso momento, di un transito scatenante. Poco dopo mezzogiorno, in questa giornata fatale, la Luna transiterà sull’ASC natale a 6° dello Scorpione. Questo quadrato discendente Giove/Urano, esso stesso al doppio sesqui-quadrato del Sole, coinvolge nel tema natale Plutone, mentre Marte è in dissonanza con la congiunzione di nascita Marte/Nettuno. Sono, queste, le configurazioni associate al potere ed al genio strategico di Napoleone che vengono ad essere colpite. Inoltre l’asse dei Nodi transita, in questo momento cruciale, sull’asse più doloroso del tema, quello dell’abbandono e della privazione, l’opposizione Luna/Saturno. È senza la partecipazione alcuna del soggetto alla propria spoliazione che questi si vede privare del proprio potere, il governatore dell’Europa essendo ormai confinato nella mediocre distesa dell’isola d’Elba.

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Napoleone I Abdicazione sul tema natale.

CHARLES DE GAULLE Troviamo in De Gaulle, come in Napoleone, un Grande Trigono, il quale, tuttavia, collega, questa volta, non dei fattori d’ordine trascendente bensì elementi del tema di natura molto personale: i luminari ed il MC. Al riguardo di quest’ultimo punto, la domanda che ci si potrebbe porre è di sapere se esso vada considerato in Cancro - il che corrisponderebbe ad una nascita per le ore 4 precise, in altre parole, se conviene porlo tutto all’inizio del Leone, la qual cosa porterebbe l’ora di nascita per le ore 4h05, cosa affatto impossibile. Un MC in Cancro porrebbe l’accento sulla necessità di avere il consenso degli elettori – configurazione frequente fra gli uomini politici – e situerebbe il governatore della X in Ariete e in VI: il quotidiano è condizionato da una sensazione di un destino o di una missione, e la Luna in Ariete è testimone di un desiderio d’affermazione e di un forte bisogno d’indipendenza, al pari di un’immaginazione galoppante. Invece il MC in Leone corrisponde ad una delle configurazioni tipiche dell’ambizione e della volontà di potenza, della tendenza verso l’autoritarismo; ma con il Sole governatore della X in II avremmo l’immagine di un nativo preoccupato per i problemi d’intendenza e di finanza, la qual cosa non sembra sia stata per il caso di Charles De Gaulle. Qualunque sia l’ora della nascita, Venere è il governatore dell’ASC, che sta’ ad indicare lo “charme” ed il fascino proveniente dalla parola, mezzo privilegiato dal nativo per conseguire le proprie finalità, ma stante anche ad indicare che il soggetto si cura poco delle proprie promesse e che

Personaggi Charles De Gaulle 22 novembre 1890 4h - Lille.

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avrebbe torto a fidarsi. I trigoni fra il Sole e la Luna e i trigoni dei luminari con il MC recano dell’equilibrio, del buon senso e buona fortuna, delle agevolazioni così come il favore del pubblico. La congiunzione Marte/Giove, frequente nei capi militari, è segno di vitalità, di coraggio, di fermezza e di potere; in Acquario, denota un individuo idealista il quale si ribella con facilità contro l’autorità. Giove angolare al FC può indicare il rispetto per i costumi e per le tradizioni, ma anche l’ambizione ed il desiderio di farsi valere. Il trigono Giove/Plutone indica un temperamento riformista e denota una capacità di riemergere nelle circostanze difficili. La Luna è al centro di questo sistema armonico: questa Luna marziale in Ariete sottolinea l’energia del soggetto, la sua capacità di battersi, soprattutto quand’egli è nella convinzione di essere dalla parte della ragione; il suo legame con la congiunzione Marte/Giove rinforza l’indipendenza, la fortuna e la riuscita del soggetto, mentre il suo legame con la congiunzione Nettuno/Plutone – che contraddistingue quasi tutti i nati fra il 1888 e il 1900 e, in particolare, quelli dei Gemelli o del Sagittario – pone l’accento sulla forza dell’immaginazione, su di un’intensa curiosità di spirito, le quali hanno caratterizzato numerosi artisti e sapienti della prima metà del XX° secolo. Come nel tema di Napoleone I, questa forte struttura armonica è controbilanciata da un quadrato a T costituito, anche questo, da un aspetto Giove/Urano legato al MC ; ma in questo caso non si tratta più di un’opposizione fra Giove e Urano; i due pianeti si trovano in quadrato ed angolari rispetto all’ASC e al FC. Se Giove al FC evoca il senso della tradizione, l’attaccamento alla famiglia e alla patria, Urano

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angolare all’ASC denota una personalità eccentrica, dal temperamento teso, suscettibile di entrare in conflitto con il proprio ambiente naturale. Se l’opposizione Giove/Urano denota uno spirito indipendente in relazione ai pregiudizi o alle usanze in vigore, il quadrato rende sistematico questo non-conformismo, protende a dismisura verso lo spirito di ribellione e, nel rifiuto d’ogni autorità, è testimone dell’intolleranza e dell’egocentrismo inasprito del soggetto. Il quadrato di Urano al MC rinforza queste tendenze, denotando una persona poco prevedibile cui piace apparire sensazionale per il proprio modo di esprimersi. Urano apice in un quadrato a T indica spesso un individuo che ama assumere un ruolo di catalizzatore sociale per delle riforme collettive e di progresso sociale – vi fu, ad esempio, il caso di Boris Eltsin all’inizio degli anni 90, quando assurse a simbolo della libertà e della rivolta popolare contro la dittatura comunista in Russia, il quale contribuì allo smacco del putsch del 19 agosto 1991, trascinando anche la caduta di Gorbaciov, il quale, al contrario, cercava di salvare il regime riformandolo.Questa configurazione dissonante è inoltre legata ad un quadrato Venere/Saturno, significatore di ferite affettive, aspetto sovente presente in coloro che si impegnano in un’attività politica. Quanto all’opposizione Sole/Plutone, essa rammenta a sua volta la forza di volontà, la testardaggine, la tendenza innata a resistere ed a battersi, come pure l’implicazione della persona nelle lotte per il potere. Gli “encadrements” sono in rapporto con l’impegno nella azione politica e con le norma di questo impegno. L’ASC situato tra Saturno e Urano unisce stabilità e perseveranza con originalità e stravaganza; esso è segno di intransigenza, di rigorosità, di durezza nei riguardi di se stesso e degli altri. Il MC fra Saturno e Plutone rievoca grandi ambizioni dai ragionamenti tortuosi e dalle mète impersonali. Il Sole inquadrato da Urano e Mercurio reca l’impronta di numerose azioni ribelli e denota una forma di estremismo politico, una tendenza al dogmatismo; è anche la caratteristica di un uomo di azione e di un patriota. L’ordine Urano/Sole/Mercurio sembra indicare che l’apice della carriera giunge tardi nella vita. Questo “ encadrement ” significa infine il rischio di morte violenta, da cui De Gaulle sfuggì a più riprese. La Luna fra Marte e Nettuno suggerisce un sogno che sfocia nell’azione ma anche un’azione incompiuta, senza risultato alcuno, in altre parole un’azione irregolare, talora autoritaria, talaltra indolente.Vi è là, parimenti, il sentimento di una missione venuta dall’alto, la devozione a beneficio di una collettività. Alcuni mezzi-punti del tema confermano il quadro di un essere combattivo, coinvolto in grandi liti (Marte=Sole/ASC), chiamato ad un destino collettivo (Plutone=Sole/Nodo Nord) e beneficiario di colpi di fortuna (Giove=Luna/Plutone); altri denotano un essere incompreso che conosce numerose separazioni (ASC=Sole/Saturno), l’influsso di un ambiente pesante (Luna=Saturno/ASC), il rischio di una disfatta (Saturno=Marte/ASC). A differenza di Napoleone I, il cui tema è in perfetta risonanza con le tendenze fondamentali di un’epoca straordinaria, il tema di De Gaulle ci sembra caratterizza-

Personaggi Charles De Gaulle Tema della 5ª Armonica.

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to anzitutto da questa impronta uraniana che ne fa un essere indipendente, ribelle ed eccentrico. Tuttavia il tema della 5e Armonica fa emergere delle risonanze a prima vista insospettabili rispetto alle configurazioni mondiali tipiche della sua generazione. Ciò che qui colpisce è la ricchezza di questo tema di 5° armonica, di cui abbiamo visto che può essere associato ad un genio creatore ma, parimenti, anche ad un forte potere distruttivo. Si rileverà anzitutto un aspetto generazionale, il biquintile fra Urano e la congiunzione Nettuno/Plutone (144°). In tale Armonica, Urano con Nettuno testimonia il desiderio di investire la propria originalità al servizio di una causa universale, mentre Urano con Plutone denota un essere accanito a sviluppare un comportamento originale. Altri aspetti legano i pianeti personali: Sole/Marte corrisponde ad un individuo che esprime la propria personalità tramite l’azione, Sole/Saturno ad un soggetto che impone a se stesso le contrarietà che gli consentono di accettare il proprio destino e Marte/Saturno indica l’amore per un’azione disciplinata e sotto controllo. Luna/Venere in 5° Armonica conferisce il senso della bellezza plastica, uno stile ricco di grazia e “charme”. Si potrebbero aggiungere a questi numerosi legami i due decili (36°) che collegano il Sole e Saturno all’ASC. È rimarchevole costatare che, il giorno in cui De Gaulle abbandona la presidenza della Quinta Repubblica, i suoi due pianeti angolari Giove ed Urano, vengono a trovarsi congiunti con Plutone al quadrato di Marte, essendo inoltre Urano congiunto al Nodo sud. Questa configurazione è appesantita da due sesqui-quadrati

124 De Gaulle Dimissioni 28-aprile 1969 Tema nodale.

Personaggi

fra Sole/Plutone e Marte/Saturno. Più sottilmente, si distingue uno YOD di transizione sulla base del sestile Giove/Nettuno (significatore della Quinta Repubblica) con Saturno per apice: rischio d’una tendenza disfattista da parte di un individuo il quale si sente alla stregua di un declassato indesiderabile. Il mezzo-punto Saturno=Urano/Nettuno indica abbattimento, mancanza di fermezza e perdita dolorosa, ma è soprattutto il mezzo-punto Nettuno=Sole/Marte il quale è eloquente: dimissioni volontarie o forzate, abbandono. Infine, si osserva che la configurazione più pesante di questo giorno, il sesquiquadrato Marte/Saturno, coinvolge la zona delle dissonanze del tema natale colpendo il quadrato Venere/Saturno in doppio semi-quadrato d’Urano sull’ASC, mentre Plutone viene a colpire con il sesqui-quadrato la congiunzione Marte/Giove in IV, mentre Nettuno transita nelle vicinanze del Sole natale (il transito sarà esatto nel 1970, al momento della morte del Generale). Il transito di Saturno in VII segna la fine del contratto fra il presidente della Repubblica ed il paese, mentre l’ingresso di Urano in XII apre un periodo nel corso del quale il destino può manifestarsi all’improvviso, rivelando dei nemici occulti là ove si era convinti di poter contare su degli amici.. Conclusione Nei tre casi che abbiamo studiato, i Nodi lunari sono situati sull’asse Gemelli-Sagittario. Nello stesso tempo, in tutti e tre i casi, questo fattore appariva decisivo al

Personaggi De Gaulle Giorno dimissioni contro il tema natale.

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momento dell’abbandono del potere: il ritorno dei Nodi sulla loro posizione natale nel tema di Carlo V, Saturno congiunto al Nodo Sud per il momento dell’abdicazione di Napoleone I e Urano congiunto al Nodo Sud per l’istante delle dimissioni del generale De Gaulle. L’attuale transito della opposizione Giove/Plutone e Saturno/Plutone su questo asse Gemelli-Sagittario è senza dubbio in rapporto con un’attualità che ripropone questi personaggi in evidenza: il quinto centenario della nascita di Carlo V comporta ogni sorta di cerimonie e di dibattiti scientifici; l’inaugurazione della statua del generale De Gaulle sui Champs-Elysées, eretta all’epoca della opposizione Giove/Plutone a 10° Gemelli-Sagittario, cade proprio sul mezzo punto MC/ASC a 10° della Vergine. E nel dicembre 2004, in occasione del bicentenario della consacrazione di Napoleone I a Notre-Dame, Plutone transiterà sul suo Nodo Nord natale. Questi transiti in movimento spiegano, forse, anche il perché ci è venuta in mente l’idea di trattare assieme questi tre personaggi in relazione al tema dell’abbandono del potere.
NOTE 1 HARDING M. E HARVEY C., Working with Astrology, The psychology of Harmonics, Midpoints and Astro*Carto*Graphy, Londres, Arkana, 1992 (2° Ed.). 2 BARBAULT A., Astres Royaux. Horoscopes des tetes couronnées, Paris, Editions du Rocher, 1995, pp. 296-297. 3 L’Astrologue, n. 130, aprile-maggio-giugno 2000. 4 TYL N., Minor measurements, major meanings, “The Mountain Astrologer”, Dec. 1997, pp. 54-66. 5 EBERTIN R., Das Schicksal des Deutschen Volkes, Ebertin Verlag, Aalen, 1975.

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Fate pervenire anche voi i vostri giudizi sugli articoli che avete consultato (come hanno fatto numerosi cultori di Astrologia classica) Compilate la scheda – anche anonima – che trovate a fondo Rivista e speditela alla Redazione (D.Valente - via Monzambano 13 - 20159 Milano)

Chi non teme l’anonimato può usare la posta elettronica, riportando semplicemente il numero dell’articolo e il giudizio (da 0 a 10) a lastrale@fastwebnet.it

De André

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ISA M. ZANNI

FABRIZIO DE ANDRÉ: STUDIO ASTROLOGICO
SECONDA PARTE (la prima parte sul n. 124 di L.A.)

L.A. 126-232

Incontra Guccini. Si prepara a pubblicare il primo album. Lascia che sia fiorito Signore, il suo sentiero Quando a Te la sua anima E al ricordo la sua pelle Dovrà riconsegnare, quando verrà al Tuo cielo là dove, in pieno giorno. Risplenderanno le stelle. … ascolta la sua voce che ormai canta nel vento Dio di misericordia, vedrai, sarai contento.
(Preghiera in gennaio)

È il 27 gennaio 1967: a Sanremo l’amico Luigi Tenco si toglie la vita. Una morte che addolora molto Fabrizio (lungo la sua vita perderà molti cari amici, stanchi di vivere). Nella notte che segue la morte di Tenco, Fabrizio scriverà per l’amico ‘Preghiera in gennaio’. Fabrizio viene richiesto per delle serate. Rifiuta: non ha intenzione di proporsi dal vivo; non fa nulla per imporre il suo personaggio con la pubblicità. La RAI censura alcune sue canzoni: è ben vero che, per quel tempo, alcune fanno rabbrividire i benpensanti; ma la maggior parte dei suoi estimatori apprezza quel modo nuovo, talvolta crudo ed altre volte così delicato nelle espressioni poetiche. C’è, nello stile di Fabrizio, un’autenticità che può apparire crudele a chi non vuole, nelle canzoni, ritrovare gli aspetti cruenti della realtà espressi in modo diretto ma preferisce continuare ad ascoltarli velati da romantiche trascendenze, da immagini illusorie.

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E la tua dolce sposa Consolò la sua tristezza Cercando fra la gente Chi le offrisse tenerezza. E’ andata via senza far rumore Forse cantando una storia d’amore. La raccontava ad un mondo ormai stanco Che camminava, distratto, al suo fianco. Lei tornerà, una notte d’estate, l’applaudiranno le stelle incantate. Rischiareranno dall’alto i lampioni La strana danza di due fannulloni.
(Il fannullone)

Il tempo dell’unione con Puny (la dolce sposa) e delle scorrerie notturne con Villaggio (la strana danza di due fannulloni) chiude un capitolo; il matrimonio tentenna. Poi Villaggio si sposa e cambia le sue abitudini: Fabrizio perde un compagno di scorribande.

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La Rivoluz. Solare 1968 vede l’Ascendente in Acquario, nella X casa radix, con Mercurio in cuspide, trigono alla Luna in Bilancia. Il Mediocielo di RS è in Sagittario (viaggi, religione, insegnamento) e Venere di RS in Capricorno-XII casa è in aspetto a Nettuno-IX casa, trigono ad Urano-Plutone in settima passanti sul Nettuno radix; anno di ispirazione, di Sole, di luce. È l’anno in cui Fabrizio prepara l’album (vol. II) ‘Tutti morimmo a stento’ (Mercurio trigono alla Luna in VIII: ispirazione che ha per oggetto il problema della morte) con canzoni ispirate alle poesie di F. Villon, Brel, anche Stecchetti. Di Brassens traduce e canta ‘Nell’acqua della chiara fontana’. È l’anno in cui, grazie ai guadagni ricavati dalle vendite del disco con ‘La canzone di Marinella’, puo’ lasciare il lavoro negli Istituti del padre e dedicarsi a tempo pieno a comporre musica e canzoni che canterà. Voci di strada, rumori di gente. Mi rubarono il sogno per ridarmi al presente. Sbiadì l’immagine, stinse il colore Ma l’eco lontana di brevi parole Ripeteva di un Angelo la strana preghiera Dove forse era sogno ma sogno non era. - Lo chiameranno Figlio di Dio Parole confuse nella mia mente Svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.
(Il sogno di Maria)

È del 1969 la pubblicazione dell’album vol. III e del 1970 ‘La buona novella’ ispirata ai Vangeli Apocrifi con l’evidente impronta degli chansonnier francesi. Nel 1971 esce l’album ‘Non al denaro non all’amore né al cielo’ liberamente tratto da l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, il poeta delle elegie. Fabrizio rifiuta sempre di proporsi di persona al pubblico per cantare le sue canzoni. “S’è detto, s’è cercato di capire il motivo di certe mie asperità di carattere, di un mio scappare dalla gente, di una selvatichezza che mi rendeva antipatico e inavvicinabile. La verità è molto banale. Fin da piccolo avevo paura degli altri a causa del mio occhio sinistro. La mia palpebra soffriva di una forma di paresi, per cui mi pendeva sull’occhio chiudendolo più della metà. Questa imperfezione mi faceva sentire brutto, diverso, impresentabile. Ero arrivato al punto di credere che, se qualcuno mi guardava, lo faceva soltanto perché era stato colpito dal mio difetto. Un difetto che mi ha rovinato la vita fino all’età di 35 anni. Fino a quando, cioè, con una semplice operazione, ho rimediato a tutto. È stato, quello dell’occhio, un complesso gigantesco e terrificante, dal quale sono derivati quasi tutti gli altri che, più o meno, ancora oggi mi affliggono”. (cfr., Vita di FDA, di L. Viva). Io dedico questa canzone Ad ogni donna pensata come amore

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In un attimo di libertà: a quella conosciuta appena non c’era tempo, o non valeva la pena di perderci un secolo in piu’ a quella quasi da immaginare tanto di fretta, l’hai vista passare.
(Le passanti, trad. Brassens)

La Rivoluz. Solare 1974 è parlante, almeno per una lettura che annunci l’importanza dell’anno, nelle congiunzioni dei ‘ritorni’ dei pianeti di RS sui pianeti o punti radix: innanzitutto Urano, in Bilancia (VII segno) è in III RS dove indica incontri con persone originali; tenuto conto poi che Urano è Maestro del Sole-Acquario di Fabrizio, si nota la congiunzione del pianeta con il nodo nord della Luna, in Bilancia, del radix. La V di RS è impegnata da Luna, Lilith, Venere. Il Sole di RS è congiunto a Giove, entrambi vicinissimi alla cuspide della VII di RS. Mercurio di RS ritorna su Mercurio/Lilith di nascita, nella VII di RS. Marte di RS passa sull’Urano radix, al Mediocielo di RS. Saturno passa sulla Luna e sull’ASC radix, nella X di RS.

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È l’anno in cui incontra, ad una cena, Dori Ghezzi (lei a quel tempo canta in coppia con Wes) ed il loro incontro diventa ben presto una cosa estremamente importante per entrambi, tant’è che Fabrizio lascia definitivamente Puny e Dori lascia un fidanzato: vanno a vivere insieme. È l’anno in cui scrive ‘Canzoni’ in collaborazione con De Gregori. Fabrizio in quel periodo si sente più sicuro di sé, quindi pronto a proporsi dal vivo in pubblico, cosa che avviene il 18 marzo 1975 alla Bussola di Viareggio con il gruppo dei New Trolls (che non si presentano come tali). Si sente nella fossa dei leoni: un’incubo. Il pubblico, eccetto alcuni suoi amici espressamente invitati da lui, è composto da snob; non è certo il pubblico a cui è abituato e quindi la serata non rappresenta un successo. Lui torna quindi al “suo” pubblico, nei palazzetti dello sport, nei teatritenda ecc., ricevendone molte gratificazioni. La RS 1975 ha un’Ascendente in Scorpione nella VI casa radix; la Luna è angolare, però al Discendente, sull’Urano-Toro radix (è l’anno in cui si fa operare per risolvere il problema della palpebra). La maggior parte dei pianeti è disposta sotto l’orizzonte e non in posizioni privilegiate; il Sole, in IV RS, è congiunto a Lilith: nella III casa di RS c’è Marte in Capricorno opposto a Saturno in Cancro (alla nascita erano congiunti in XI). I rapporti con i vicini di casa, col fratello; gli scritti, la comunicazione con il circostante, non sono pacifici. È un anno di lotta (ASC. Scorpione) che porterà però a maturazione i suoi frutti nel successivo 1976. Nel 1976, la RS ha un’Ascendente nell’VIII casa radix (movimenti di fondo, eredità o prestiti) e Saturno, maestro di RS, è in Cancro in VII casa (quindi opposto all’Asc. Capricorno) e lui, infatti, lascia una casa (Saturno in Cancro) per un’altra, definitivamente. Forse, Saturno sul Plutone radix indica anche una definizione relativa al vincolo matrimoniale con Puny . Il Giove di RS si piazza nella IV RS, in Ariete, sul Saturno-Marte radix: firma l’atto per l’acquisto dell’Agnata il 1° aprile 1976, proprio quando il Sole transita nella IV di RS, su quel Giove RS e Saturno radix. Ci si potrebbe chiedere se è stato un caso, la scelta del momento della firma dell’atto di proprietà, ma poi nel libro di L. Viva si legge – pag.195 – che l’astrologia “era un’altra delle sue grandi passioni”. Le altre passioni? La pittura, l’arte in sé, i libri – con i quali ha un rapporto che definisce “anale” – … e naturalmente, la musica, anche quella etnica. È nel 1976 che Fabrizio supera l’esame per la patente di guida; la userà solo per guidare la campagnola aziendale, all’Agnata. L’Agnata, dopo la ristrutturazione, diventerà un paradiso: il paradiso di Fabrizio ma anche di Dori, che con lui ha condiviso il sogno, i progetti, le fatiche. All’Agnata Fabrizio è ispirato a scrivere i testi delle canzoni in dialetto sardo. Ai primi tempi quel luogo non sorge con l’idea di farne un’azienda produttiva, ma più tardi diventerà un agriturismo.

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Il 30 novembre 1977 con Giove che transita nella sua 1ª casa radix, nasce la figlia di Fabrizio e di Dori: Luisa Vittoria (il nome delle due nonne), subito soprannominata Luvi. Nel 1978 si occupa parecchio del figlio Cristiano, allora sedicenne, che sta passando una profonda crisi. Ed ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome Ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme Ma se ti svegli e hai ancora paura dammi la mano Cosa importa se sono caduto se sono lontano Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole Perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole Ma dov’è dov’è il tuo cuore Ma dove è finito il tuo cuore.
(Hotel Supramonte)

La RS dell’anno 1979 ha la Luna ascendente come nel radix, ma qui è in Scorpione. Plutone, maestro dell’ASC RS, è in XII casa, sul nodo nord della Luna radix e, come se non bastasse, il Sole di RS, in IV RS, è stretto fra Marte che precede e Mercurio che segue: Prossimo al Mediocielo di RS, Giove si congiunge al Plutone radix (viaggio segreto). Luna-Scorpione = casa segreta. Urano in Scorpione in prima casa RS, = evento improvviso di natura scorpionica che scombussola il quotidiano. Plutone poi, nella XII di RS, può indicare, come il Sole in IV congiunto a Marte (violenza in casa), la cattura e la prigionia. Tenendo conto del fatto che la IV di RS è in Acquario e che Urano in Scorpione in prima va letto come detto. Marte radix si sovrappone alla cuspide della VII di RS (VII che cade nella XII radix): il fatto riguarda la coppia. L’Urano-Toro radix è opposto ad Urano RS sull’asse I-VII! L’Asc. di RS cade nella VI rad.: per qualche motivo, c’e’ un indebolimento vitale. La VI RS va nell’XI: amicizia e servitù legate fra loro? Come nel radix, però, Sole e Luna sono in trigono fra di loro, qui fra la I e la IV casa. Si prospetta la soluzione di un problema, proprio per la capacità di reagire positivamente. Il 27 agosto 1979, verso le ore 21.30, all’Agnata, Fabrizio e Dori sono soli; Luvi è partita nel tardo pomeriggio con le due nonne e zii. All’improvviso compaiono tre uomini incappucciati che, armi alla mano, li costringono a seguirli così come sono in quel momento (indossano abiti estivi) ma che si premurano anche di prendere per loro due giacconi e qualche maglione: sicura premessa del periodo che li aspetta ed utilissimi nel tardo autunno, considerando che per tutto il periodo della prigionia rimarranno con indosso gli abiti di quella sera. Al momento della cattura, la Luna transita sull’Ascendente di RS, ai gradi della Luna RS. Durante la prigionia – racconterà poi Fabrizio – ci sono stati momenti in cui ha ritrovato le preghiere dell’infanzia; dopo quel periodo cercherà anche di non bestemmiare più. Il riscatto viene trattato dal padre e dal fratello Mauro; nel mese di

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ottobre (verosimilmente col transito del Sole sul Plutone di RS in XII casa) c’è una drammatica interruzione delle trattative ma, infine, si perviene ad un accordo e, il 22 dicembre 1979, la liberazione di Fabrizio, che è stata di poco preceduta dalla liberazione di Dori. In quel giorno, la Luna transita in Acquario (sul Sole radix e di RS, nella IV casa di RS = il ritorno a casa = Luna, la casa) Quel periodo, condiviso da entrambi, tutte le limitazioni ed i disagi subiti, non rende Fabrizio ostile ai problemi ed alle necessità “di chi, per sopravvivere, è costretto a diventare fuorilegge”. All’esperienza, nascono altre canzoni. Nell’estate 1980 scrive, con Bubola, per la RAI, la sigla di uno speciale TV che, in quattro puntate, racconta la storia dei delitti Pasolini e Montesi. Titolo della sigla: “Una storia sbagliata” … Cominciò con la luna sul posto e finì con un fiume d’inchiostro. È una storia un poco scontata È una storia sbagliata. Storia diversa per gente normale Storia comune per gente speciale. Cos’altro vi serve da queste vite Ora che il cielo al centro le ha scolpite Ora che il cielo ai bordi le ha scolpite.
(Una storia sbagliata)

In quel periodo Dori si ripropone come cantante in un nuovo disco ed il figlio di Fabrizio, Cristiano, si affaccia professionalmente nel mondo della musica leggera (con il gruppo dei Tempi Duri) Cristiano segue le orme del padre; si è diplomato in violino al Conservatorio, ma è bravo anche con la chitarra. Il rapporto fra padre e figlio è sempre stato cameratesco, grazie anche al fatto che con Puny – e fra Puny e Dori – si è sempre mantenuto su un piano amichevole. Dal 1981 al 1984 Fabrizio proporrà, prima un album di canzoni liberamente ispirate all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (il poeta delle elegie) e poi, nel 1984, il famoso “Creuza de ma”, tutto in dialetto genovese e con un’orchestrazione molto curata e particolare. Intanto si succedono le richieste di proporsi in pubblico e Fabrizio accetta anche un tour europeo. La RS del 1985 ha un’ASC in XII casa e l’Urano-Toro radix si piazza sull’ASC. di RS. Il nodo nord della Luna di RS è sull’ASC. Maestro dell’ASC, Venere, è congiunto a Lilith (che segue) ed a Marte (che precede) nella XII casa, su Giove radix: anno di decisioni e di cambiamenti (l’Urano ASC. è quello di nascita) che “ritoccano” le indicazioni natali (il Maestro dell’Asc. RS è congiunto a Lilith, come nel tema natale). La Luna RS è angolare, ma qui è al Mediocielo e congiunta a Giove in Capricorno (fortuna e protezione per/dalle persone femminili vicine).

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Il Sole di RS è in XI, congiunto a Mercurio. Sole che è quadrato a Saturno VII e trigono a Plutone in VI. (Saturno è co-maestro dell’Acquario e qui è quadrato al suo domicilio-base). Saturno = padre, amico, qui quadrato al Sole nella casa di Saturno! E per di più Saturno RS che è nella casa-base della Bilancia, dove è co-maestro… Saturno che nella RS è in scorpione! Inoltre, nel radix la casa IV è in Leone e, anche alla nascita, il Sole era situato al Mediocielo come ora. Alla nascita però Saturno era sestile al Sole: un aspetto che ora emerge nel quadrato, in modo drastico però. Il 18 luglio 1985, quando sia il Sole, sia Marte, transitano congiunti nella IV casa di RS e Giove (il viaggio) ha raggiunto il Sole, muore suo padre. Il padre, prima di morire, strappa a Fabrizio la promessa di smettere di bere: promessa che Fabrizio mantiene: infatti, dalla morte del padre, non berrà più. In sintonia con Urano, pianeta maestro del suo Sole in Acquario e che in quell’anno è così significativo nel tema di RS, avviene il giro di boa nella sua vita. Sul tema di nascita, i transiti di quel 18 luglio 1985 vedono il gruppo MarteSole-Luna passare sul Plutone leso in III casa; Saturno transita in VI ed è opposto ad Urano radix mentre Urano di transito è in VII, opposto alla Luna radix. Nel 1986 la RS dà un’Ascendente Leone (onori, bambini, creatività), nella III radix (fratelli, scritti, ambiente vicino) e c’è una V casa impegnata da Saturno, Marte, Urano e Nettuno. Il Sole è congiunto a Giove nella VII RS. Fabrizio ha 46 anni: è l’anno in cui il figlio Cristiano diventa padre di Fabrizia e quindi Fabrizio diventa nonno. Intanto, è sempre immerso in una fase creativa, concedendosi interruzioni all’Agnata, dove per lui il tempo sembra procedere in modo diverso dal resto del mondo. Alterna il suo tempo fra la Gallura e Milano. Scrive la colonna sonora per il film di Grillo (ha scritto in precedenza le musiche per il “Gulliver” televisivo). Nel 1987 canta un pezzo con Ivan Fossati ne “Le ragazze di Firenze”. Nel 1989 l’AS di Riv. è in Ariete. Marte (il fratello maggiore) di RS è opposto a Plutone (che nel radix era in III casa, dei fratelli) Scorpione nell’VIII RS. L’anno è segnato da eventi plutoniani. Muore il fratello Mauro, il 18 agosto 1989, preceduto da soli due giorni da Emilio Fassio, il “Milio” della sua infanzia. Nei giorni 16 e 18 agosto 1989, il Sole transita in opposizione al Sole di nascita di Fabrizio, è Luna piena, e per di più c’è anche un’eclissi lunare. La domenica delle salme Gli addetti alla nostalgia Accompagnarono tra i flauti Il cadavere di Utopia. La domenica delle salme Fu una domenica come tante Il giorno dopo c’erano i segni Di una pace terrificante.
(La domenica delle salme, dall’album Le Nuvole)

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Fabrizio sta preparando l’album “Le nuvole” che uscirà nel 1990 per la FonitCetra-Ricordi. Quel 1989, il 7 dicembre, Fabrizio e Dori si sposano, dopo circa 15 anni di convivenza. “…Dori è fonte di creatività, ottimismo, positività, confronto con la vita. Senza di lei sarei probabilmente morto di alcol, di dolore, o, semplicemente, di autodistruzione.” FDA, da L. Viva. Nel tema di RS 1989 l’avvenimento non è esplicitamente indicato, come lo sono invece la scomparsa del fratello e di Emilio Fassio. I transiti del 7 dicembre vedono però il Sole congiunto a Mercurio in VII radix e la Luna su Venere-Giove radix. Il 25 gennaio 1990 il figlio Cristiano diventa nuovamente padre, di due gemelli: Filippo e Francesca; e Fabrizio, nonno per la seconda e terza volta, chiamerà i due nuovi arrivati Cip e Ciop. I transiti del 25 gennaio 1990 vedono il Sole su Mercurio di RS e ben sei pianeti in Capricorno, al Mediocielo di RS. Gli anni passano. Ogni Natale, finché vivrà sua madre, Fabrizio lo trascorre da lei a Genova, a Villa Paradiso, con Dori, la figlia Luvi, Cristiano e Puny, con la moglie del fratello Mauro ed il nipote. Sono gli anni dei concerti e dei tour; nel 1993 Cristiano partecipa al Festival di Sanremo, raggiungendo il secondo posto più il premio della critica. La morte verrà all’improvviso Avrà le tue labbra e i tuoi occhi Ti coprirà di un velo bianco Addormentandosi al tuo fianco.
(La morte)

Il 3 gennaio 1995, all’età di 93 anni, muore la madre. Venere transita in congiunzione al Sole Acquario di Fabrizio, indicando come tale commiato venga accettato con armonia; nella RS del 1995, la Luna è all’Ascendente, in Vergine, sul Nettuno radix (nel tema natale, Luna e Nettuno sono in quadratura fra di loro). Nel 1996, Fabrizio, che ha scritto, con la collaborazione di A. Gennari, un romanzo dal titolo “Un destino ridicolo”, lo pubblica per i tipi della Einaudi. Nel 1996 è testimone alle nozze dell’amico Beppe Grillo. Incontra sovente colleghi ed amici del mondo della musica leggera italiana del tempo. Il 6 ottobre 1997 muore l’amico Rino Oxilia: Saturno sta transitando nell’XI casa radix (gli amici): nel radix era sempre in XI, congiunto a Marte: la RS dell’anno 1997 propone un’XI casa in Capricorno e Saturno e Marte sono opposti fra di loro sull’asse I-VII di RS. Evidente come anche la scomparsa dell’amico Oxilia abbia un significato per Fabrizio: molte presenze del suo vissuto sono già “passate di là” ed egli sente l’implacabilità del tempo che fugge, portandosi con sé a poco a poco sempre più frammenti della sua vita.

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Questa di Marinella è la storia vera Che scivolò nel fiume a primavera Ma il vento che la vide così bella Dal fiume la portò sopra una stella.
(La canzone di Marinella)

Già condotta al successo da Mina nel 1968 (decretando un preciso indirizzo professionale nella vita di Fabrizio), “La canzone di Marinella” viene ora riaggiustata in chiave jazz ed è ancora Mina che la canta nella nuova versione strumentale: Mina che canta Fabrizio! Si rinnova il successo di 30 anni prima. Sempre nel 1997, Fabrizio costituisce la società “Nuvole” e, con la distribuzione della BMG Ricordi, nello stesso 1997, a novembre, pubblica l’album “Mi innamoravo di tutto”, riedizione di canzoni precedenti, come “Coda di lupo”, “Canto del servo pastore”, “La canzone di Marinella”, ecc. Dio del cielo se mi vorrai In mezzo agli altri uomini mi cercherai. Dio del cielo se mi cercherai Nei campi di granoturno mi troverai. Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a cercare Oh Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a cercare.
(Spiritual)

Il 1998 è un anno denso di impegni. Viterbo, Palinuro, Roma, Pontassieve, Arenzano… è ad Aosta, il 24 agosto 1998, quando viene ricoverato in ospedale e la TAC evidenzia la sentenza inesorabile: cancro ai polmoni. La RS 1998 dà un ascendente Cancro, nella II casa radix; la Luna di RS è in Scorpione, quadrata ad Urano. Il Sole di RS, congiunto a Giove ed a Mercurio, è nell’VIII RS. Marte passa sul Mercurio e su Lilith radix. Il tema progresso è più esplicito; l’ASC. Leone ha Plutone radix in cuspide ed il Sole, giunto in Ariete, è congiunto a Saturno e a Giove radix. Anche qui – come nella RS dell’anno – la Luna (Leone) è al quadrato di Urano. Da notare poi come la RS del 18 febbraio 1999 mostri una successione planetaria di Mercurio, Venere, Giove, Saturno, come alla nascita. In tale RS, Saturno ritorna su Saturno/Marte radix, opposto a Marte di RS. (è risaputo come ogni RS sia attiva circa un mese prima del compleanno). Secondo il metodo Huber, a 59 anni la progressione d’età per case, conduce al punto di Lilith radix in Pesci (ospedale) ed in congiunzione al Mercurio radix (vie respiratorie) ove Mercurio è maestro dell’Asc. radix. Quindi è l’epilogo. L’11 gennaio 1999 Fabrizio muore. In quel momento, sul suo tema natale, Plutone e la Luna passano nella VI casa (la malattia) ed il Sole passa in

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VIII casa (la morte); Urano e Venere nella IX (il viaggio, il cielo); Saturno è, al grado, sul Saturno radix (26° Ariete). Il menestrello, il poeta, colui che ha tracciato il suo percorso di vita attraverso contrasti e dissipazioni, fra luci ed ombre, esponendo sempre a nudo gli spasimi del suo cuore, termina la sua esperienza terrena; lascia una famiglia allargata che lo ha amato e che lo ama, e lascia agli altri le sue canzoni, i suoi dischi. La sua voce, il suo canto, continuano a vivere dopo di lui. Oh Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a salvare Oh Dio del cielo se mi cercherai In mezzo agli altri uomini mi troverai. BIBLIOGRAFIA ■ CESARE G. ROMANA, Amico fragile, ediz. Sperling & Kupfler ■ LUIGI VIVA, Vita di Fabrizio De André, ediz. Univ. Economica Feltrinelli. ■ Fabrizio De André - I testi e gli spartiti di tutte le canzoni, edizione Mondadori SuperMiti. ■ Vari articoli di giornali e riviste.

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LIDIA FASSIO

IL PROGETTO DEL SOLE

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Il tema natale è uno degli strumenti più affascinanti che io abbia conosciuto; per me è sempre sbalorditivo guardare un grafico astrologico e pensare che dietro a quelle righe blu e rosse che uniscono o scindono i simboli che vi sono all’interno, vi sia spiegata la psicologia di una persona, le sue particolarità, le sue dinamiche, le sue paure e le sue speranze, in poche parole “ciò che potenzialmente è e di cui dovrà divenire cosciente”. Fin dall’infanzia sono stata incuriosita dall’idea del significato della vita, e, dall’adolescenza ho cominciato a chiedermi perchè mai l’essere umano debba combattere per comprendere il suo reale mondo interiore e la sua essenza più profonda, il suo “daimon”, quel prezioso elemento interiore che affascina perchè contiene tutte le potenzialità, anche se queste potranno dispiegarsi come la tastiera di un pianoforte, dall’ottava più bassa, con note ridondanti e cupe, fino all’ottava più alta, dove il suono si fa acuto, squillante, quasi celestiale, come se un filo sottile potesse condurci dalle profondità della terra con i suoi meandri oscuri fino alle vette più elevate dove l’aria rarefatta e pura permette di contemplare le sfere celesti in un’armonia estremamente sottile che sa di “completezza e di partecipazione”. La mia domanda è stata per lungo tempo rivolta a comprendere perchè mai un tema natale sembra manifestare tutto il suo potenziale di elevazione fino a diventare il rappresentante di una individualità che riesce ad esprimersi, come se avesse spremuto a fondo ogni simbolo estraendone la linfa più preziosa, e perchè mai un altro si esprime ai livelli minimi come se non fosse riuscito a cogliere altre possibilità se non quella di vibrare su canali in cui sembra non essere ancora filtrata la luce della coscienza? Perchè due temi simili possono rappresentare vite fondamentalmente diverse per scopi, valori, intenti e consapevolezza, come se uno fosse stato capace di scandagliare le pieghe del SÈ individuandone obiettivi e mete, carpendone i desideri, i segreti, le aspettative e le intime ricerche di realizzazione, come se fosse riuscito a leggere senza alcun velo quello che, all’epoca della scelta dell’incarnazione, aveva inciso in modo decisivo nel miscelare quel particolare tipo di combinazione tra i vari ingredienti che formano il corpo, la psiche e l’anima, rappresentati poi nel tema della nascita, e l’altro, invece, sembra essere sordo alle esigenze del SÈ, orientato esclusivamente a soddisfare i più superficiali bisogni dell’IO e come tale, incapace di

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dirigersi verso obiettivi evolutivi, impossibilitato a cogliere gli intenti reali e, infine, costretto a negare realizzazioni e gratificazioni interiori? Perchè a volte si riesce a centrare questo bersaglio e la vita sembra scorrere agilmente poichè se ne percepiscono le impalpabili vibrazioni interiori che motivano le necessità del SÈ, ed altre volte si è lontani anni luce da questa comprensione e non si colgono significati che vadano al di là del semplice dibattersi nella mediocrità o perfino nello squallore di una vita che sembra essere per la persona stessa qualcosa di insignificante ed inutile se non addirittura di doloroso? Perchè qualcuno ritiene la vita meravigliosa e qualcun altro un sacrificio, un calvario o un qualcosa da cui prendere le distanze? E ancora, perchè qualcuno riesce ad intravvedere piani di evoluzione tali da farlo sentire partecipe di un tutto armonico che rende la realtà e la quotidianità così affascinante da essere affrontata con curiosità, entusiasmo ed energia, come se dietro a questo sipario ci fosse una sorta di ispirazione divina che anima e muove le scelte, mentre per altri non esiste nulla di tutto ciò e la realtà è solo un piano di immanenza imprigionante, vista come limitata e limitante? A queste domande, ho cercato per anni di rispondere e, in queste poche righe, tenterò di esprimere i miei tentativi più o meno efficaci di comprensione che non vogliono essere una verità e che non hanno la presunzione di dare spiegazioni esaurienti, tali da colmare il “ vuoto” che io sento nascondersi dietro ad ogni tema natale. Con la parola “vuoto” intendo qualcosa di impercettibile che è però incombente al punto da poter fare la differenza tra due temi con potenzialità iniziali simili che invece percorrono strade diverse, con risultati che sembrano addirittura opposti;. Questo “vuoto” è qualcosa con cui ogni astrologo è costretto a confrontarsi ogni giorno chiedendosi dov’è quell’ingrediente celato in grado di fare la differenza, dove lo si può individuare nel tema e se esiste? Infatti, mentre non è difficile per un astrologo preparato riuscire a comprendere con una certa precisione quali sono le potenzialità di una persona, risulta invece estremamente arduo stabilire a priori se questa persona svilupperà le sue potenzialità e in che modo lo farà. Questo discorso iniziale ci riporta appieno al presupposto che l’Astrologia si fonda sul libero arbitrio personale; sono infatti proprio queste differenze che ci fanno pensare che esista la piena possibilità di dirigere la propria vita, usando e sfruttando il bagaglio in dotazione in maniera squisitamente individuale. Devo dire altresì che ritengo che questa possibilità non fosse così a portata di mano nell’antichità ma sia una conquista recente dell’uomo acquisita nel momento in cui ha cominciato a vivere interiormente i simboli di Urano, Nettuno e Plutone che rappresentano sia gli scenari della psiche collettiva sia la possibilità individuale di andare oltre il limite posta dalla “parte cosciente” rappresentata dal simbolismo di Saturno, ultimo baluardo fino al 1717. Oggi, alcuni riescono a prendere in mano il loro potenziale, a sviscerarlo fino a risolvere e superare le tematiche e gli automatismi che sono inizialmente di blocco

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o di ostacolo; altri invece, non riescono in quest’intento e la loro vita sembra essere in balia di un destino che tesse le trame in maniera occulta da cui si sentono determinati, anche se – da un punto di vista psicologico – sappiamo che la sensazione di essere determinati nasce esclusivamente dall’inconsapevolezza e dalla difficoltà di conoscere e di integrare tutte le parti di SÈ. È quindi vero che l’inconsapevolezza forgia il destino di una persona, così come è vero che ognuno può fare il proprio destino diventando consapevole. A parità di strumenti e di bagaglio iniziale, la consapevolezza e le modalità di elaborazione ed interpretazione del proprio vissuto faranno la differenza. Possiamo ancora aggiungere che se è vero che nella prima parte della vita noi siamo determinati per il fatto che nasciamo in una famiglia e da questa assorbiamo per osmosi il bagaglio genetico, psicologico e karmico su cui non abbiamo – per un lungo periodo – possibilità nè di memoria nè di intervento, è però altrettanto vero che da quella situazione iniziale – che possiamo definire di “passività esperienziale” – possiamo re-agire cercando di venire a conoscenza dei nostri mezzi, limiti e potenziali e da lì in poi usarli per interpretare in maniera propositiva la nostra vita. Esiste quindi un momento nella storia personale di ognuno in cui ci si può mettere al comando della barca e questo momento è sempre un vero e proprio punto di svolta in cui si sceglie se continuare a percorrere la vecchia strada oppure imboccare quella nuova. Questa è l’occasione che io definisco “la chiamata” in cui il passato, la storia personale può smettere di contaminare il futuro ma servire invece da serbatoio di esperienze da cui attingere risorse e forze per il viaggio verso l’individualità. È importante a mio avviso sapere che in ogni vita si presenta la “ chiamata” e capita in un preciso momento della storia tesa a spingerci verso il conoscere “chi siamo”. Miticamente è il momento in cui l’ eroe scopre di avere un destino unico e speciale, e parte per conquistarlo. Mentre è facile vedere il momento in cui avviene la chiamata, è invece difficile stabilire se la persona risponderà . Questo è il punto “vuoto” di cui parlavo all’inizio, quel qualcosa che non può essere letto a priori nel tema natale : si tratta della pura e semplice risposta personale. Quello che invece è assolutamente leggibile è il “progetto” che la persona ha al momento della nascita che comprende cosa dovrà realizzare ; quali strumenti ha in dotazione, quali invece dovrà sviluppare e quali trasformare affinchè possano essere utilizzabili nel suo viaggio. Il tema natale si presenta così sia come una mappa che ci permette di orientarci bene nella vita, sia come uno strumento che ci dà la possibilità di scoprire via via la strada da seguire. Il SOLE, invece, rappresenta il progetto di quella vita e come tale è sia il punto di partenza, sia il punto di arrivo, ma richiede che la persona lo individui e lo comprenda e lo realizzi.

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La vita infatti sembra scorrere molto più facilmente quando si giunge alla consapevolezza che c’è un progetto; in quel momento assume significato e senso, prima difficilmente individuabili. Il significato consente di sentirsi parte di qualcosa di più grande di sè, fa sentire utili, accolti, e riesce anche a far comprendere con chiarezza le motivazioni delle sofferenze passate: improvvisamente, il dolore non è più inutile, ma viene visto con nuovi occhi, come qualcosa che era necessario per condurre ad un nuovo orientamento più costruttivo e positivo, ma soprattutto più vero di sè. Il progetto permette all’uomo di individuare la sua reale relazione con il cosmo. Il Progetto può essere definito come una sorta di “divinita” interiore – psicologicamente parlando è la volontà del SÈ che lavora per palesarci la nostra vera essenza e farci diventare ciò che dobbiamo diventare. In nessun modo noi possiamo sfuggire a tutto ciò; Bertrand Russell dice a questo proposito: “ è difficile non essere quello che si è, ma è ancora più difficile cercare di essere quello che non si è”. Possiamo anche vedere questo “divenire” sotto l’angolazione data da Assagioli il quale parla del bisogno di ognuno di “collaborare con l’inevitabile”. Il punto sta nel comprendere che l’inevitabile è ciò che siamo e non ciò che un destino esterno ci ha imposto di essere. Noi uomini, siamo gli unici esseri viventi a non riconoscere quello che siamo e a voler essere qualcosa di diverso, esattamente come se un pero decidesse dal giorno dopo di voler essere un castano. A volte dentro di noi c’è un gran caos in cui seme, buccia e polpa sembrano appartenere ad alberi diversi. Nella mia esperienza ho spesso visto come il disagio vero delle persone non sia tanto riconducibile a patologie che, per fortuna, sono abbastanza rare; il più delle volte si tratta di incapacità a conoscersi e a riconoscersi nelle strade che si percorrono; la nostra è una società complessa che produce innumerevoli condizionamenti che distolgono da questo centro interiore che, nonostante le nostre cecità e sordità, cerca disperatamente e con modalità via via sempre più individuabili, di farsi notare per metterci sulla nostra vera strada. Il tema natale può essere estremamente utile per riuscire a sensibilizzare la persona su quello che è il suo progetto affinchè il puzzle cominci a svelare il disegno. Quello è anche il momento in cui si percepisce che è più facile allinearsi con il Sè che non allontanarsi e combatterlo. Ho detto che l’istanza del tema natale che racchiude il progetto è il SOLE, che rappresenta l’IO, ovvero l’elemento di contatto con il SÈ in quanto il Sole –IO nasce dal SÈ, si differenzia, assume una propria entità e individualità e poi dovrà riagganciarsi in quel processo di centroversione di cui parla Jung che si compie allorchè l’individuazione è raggiunta e l’asse IO-SÈ si ricompone. Il SOLE-IO è anche il punto centrale della vita psichica, quell’istanza che essendo un’ affiliazione del SÈ può coglierme i segreti e convogliare le altre istanze psi-

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chiche (pianeti) a sè, ordinandole e organizzandole in modo da servire il progetto comune. Questo Archetipo ordinatore della psiche è anche ciò che via via plasma la nostra coscienza individuale, fino a farle raggiungere quel senso di unità con la vita e con il cosmo. Lo stesso glifo del Sole rappresenta un cerchio con un punto al centro: il punto rappresenta l’istanza centrale della coscienza dell’Io, mentre la circonferenza rappresenta il Sè: Il “Centro”, così individuato, in quanto punto di mezzo degli estremi congiunti da un diametro, avrà il significato ulteriore di archetipo dell’equilibrio teso a neutralizzare le tendenze estreme della circonferenza bilanciandole in un punto che le conterrà entrambe. Il cerchio, perfetto nella sua struttura che non ha nè inizio nè fine; eterno nella sua rotondità poichè non possiede un prima e un dopo, contiene in sè gli opposti che l’Io vedrà e manifesterà in maniera polarizzata a partire dalla scissione conscio/inconscio per giungere infine alla riunificazione consapevole che si otterrà nel trascendere la polarità. E poichè il progetto rappresenta il riflesso nel mondo individuale e microcosmico di funzioni sincroniche molto più vaste che riguardano l’universo intero, rispondere alla chiamata del diamon e soddisfare il progetto prendendo per mano il proprio destino personale, aprirà anche uno squarcio di comprensione sul divenire del macrocosmo. È facile notare che quando siamo orientati verso il progetto, l’universo intero sembra renderci onore offrendoci i talismani che ci aiutano nelle difficoltà che costellano il nostro viaggio unico e speciale. Ed è anche in questo senso che il SOLE può essere letto come la parte spirituale che è in noi, complementare a quella materiale LUNA; realizzare il nostro progetto significa liberare la nostra essenza divina dalla coercizione delle abitudini standardizzate, dal proprio vissuto fatto di automatismi inconsci, da quel collettivo che nega l’individualità e costringe a vivere in un incantesimo ; in una parola significa portare l’uomo a riaffermarsi come un individuo unico e speciale che scoprendo sè stesso scopre anche l’universo e il senso di appartenenza al Tutto. Passiamo ora alla parte più prettamente tecnica ed astrologica ovvero al come si fa ad individuare il progetto nel tema natale?. Bisogna pensare che il Sole è il centro da cui noi partiamo, ma è anche ciò a cui dobbiamo tendere, passando attraverso il lungo percorso di inconsapevolezza, esattamente come fa l’Io che acquisisce nel tempo la coscienza di aspetti della personalità che prima sembravano non appartenergli ; ordinando attorno a quel determinato simbolo (Sole per segno e casa), integrando quelle parti che apparentemente sembrano lottare contro o non collaborare (aspetti dinamici), fino a condurre tutte le parti (funzioni psichiche) a lavorare per il progetto comune… Quando il progetto diventa chiaro, si riescono a leggere con estrema esattezza i blocchi, addirittura se ne comprende la motivazione ad esistere e si scopre che quell’aspetto di quadratura o di opposizione che tanto ci ha disturbati e ostacolati, aveva un suo particolare significato ed era assolutamente opportuno per il nostro progetto finale.

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Molte volte mi sono trovata di fronte a temi di persone che vivevano continue frustrazioni e fallimenti, proprio perchè il tipo di vita o di obiettivi che l’Io perseguiva non erano assolutamente in linea con il progetto interiore. Il Sole racchiude dapprima il seme di un progetto legato al Segno: ogni singolo Sole ha un suo particolare viaggio che possiamo chiamare “archetipico” da cui nessuno può prescindere: se io ho un Sole in Capricorno, non potrò prescindere dal diventare autonomo e indipendente, in grado di assumere la responsabilità della mia vita creando all’interno, con le mie sole forze quella struttura che mi consente di giungere a sostenere il peso delle mie scelte rinunciando man mano a ciò che mi impedirebbe di essere autonomo. Dovrò riconoscere all’interno le mie debolezze, accettarle, permettere loro di rafforzarsi poiche, in caso contrario verranno combattute all’esterno (tramite il meccanismo della proiezione) senza mai giungere a quel reale senso di forza morale ed interiore che mi consentirà di arrivare alla meta finale. Se ho un Sole in Bilancia, dovrò riconoscere me stesso e il mio progetto passando attraverso le relazioni (sia affettive che di altro tipo) e saranno proprio queste che mi daranno gli strumenti per mettere in equilibrio parti di me che inizialmente non sono armoniche. È così che io posso riunire gli opposti psichici, non solo in termini di maschile e femminile, ma anche in termini di realtà e ideale, di razionalità ed emotività, di affermazione di sè e di bisogno di relazione con l’altro. la Bilancia è costretta a vedere sempre i due aspetti di ogni cosa, ed è dotata di questa potenzialità perchè deve giungere all’ultimo compito del suo viaggio che consiste nella scelta che è assolutamente fondamentale per il suo progetto. Ogni nativo si troverà più volte nella vita di fronte a questa necessità proprio perchè la scelta è la condizione attraverso cui cresce e si evolve chi ha questo segno solare. La scelta comporta sempre una rinuncia e un prezzo da pagare come a dire che non c’è crescita senza sofferenza; per questo i nativi sono così dubbiosi e indecisi, perchè sanno che è parte del loro compito, ma proprio perchè lo conoscono, lo temono, esattamente come lo temeva Paride che pagò un prezzo altissimo per la sua scelta. Oltre al progetto del segno esiste però anche un progetto “casa” che deve integrarsi : tornando al Sole in Capricorno, se ad esempio, si trova in 7a casa, significherà’ che il mio percorso di autonomia e di indipendenza dovrà avvenire ed essere portato a termine proprio all’interno delle relazioni e questo sarà un tema portante della mia vita: La posizione del Sole nella casa tenderà a farmi ricercare, soprattutto nella prima parte della vita, situazioni di fusione, difficoltà di esprimere ciò che veramente sento e penso e questo mi costringerà, finchè non comprendo il mio progetto,a trovare relazioni in cui o sarò dipendente - ma sarò al tempo stesso anche molto frustrato e insoddisfatto – oppure avrò la sensazione che gli altri siano sempre estremamente distanti da me e, anche in questo caso vivrò un senso di non armonia. Dovrò quindi riequilibrare il mio bisogno di relazione con il mio bisogno di autonomia, altrimenti uno dei due sarà sempre proiettato sul partner. In ultimo, quel Sole in Capricorno in 7a può anche portarmi se non riesco ad allinearmi con il progetto a vere e proprie perdite affettive qualora io insista con l’ appoggiarmi ad

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eventuali partners o soci o altro, e se continuo a cercare situazioni in cui non ho una identità separata da portare poi all’interno di un piano di relazione in cui trovare punti di condivisione come la 7a richiede, senza però perdere di vista la propria autonomia e indipendenza. Questo non significherà che io non posso avere relazioni, ma che non posso avere nè fusioni simbiotiche e neppure relazioni in cui io permetto la dipendenza di qualcun altro. Esattamente come vuole la 7a casa, dovrà esserci l’incontro di due IO altrettanto separati che imparano a “scambiare e a negoziare” i termini della relazione. Se voglio invece vivere una vita in cui dipendo da altri senza una mia realizzazione personale – cosa che il Capricorno richiede - è molto probabile che io scivoli nelle manifestazioni più negative del segno che passano dal ritenermi costantemente sacrificata poichè cerco di ottenere potere accollandomi ed accentrando su di me tutte le responsabilità anche quelle che non mi spettano rischiando di diventare tirannica nei confronti di ciò che ho attorno, tentando in modo disperato di ottenere quel senso di forza (in questo caso in negativo) che il segno richiede. In questo caso, il progetto del Sole (indipendenza)e quello della Casa (relazioni paritetiche) devono trovare un modo per integrarsi senza che nè l’uno nè l’altro vengano disattesi. È chiaro che le situazioni possono essere molto complesse e già segno e casa possono rappresentare di per sè forti contrasti e passare per una battaglia interna per riuscire ad integrare due bisogni che sembrano opposti (solo apparentemente) e che invece, solo insieme, possono portare al progetto; è comunque importante sapere che in nessun caso si potrà andare contro ad esso senza pagare un prezzo molto alto in termini di sofferenza. Ho visto per esempio il SOLE in 12a casa in persone che sostengono di aver aver vissuto solo prove. In realtà, questo progetto Casa non richiede necessariamente questo; però si realizza in un cammino di sicura diversità, un cammino in cui la vita personale spesso deve cedere a a significati più allargati e quindi l’Io deve lasciare il posto ad un senso di unità con la vita e con il mondo; qui l’Io cede al NOI. In 12a non ci si può agganciare a nulla di materiale e di concreto, poichè in quel caso Nettuno provvede a dissolvere ciò che si concretizza e si crea. La 12a casa richiede che tutte le sicurezze siano interiori e quindi non permette alcun aggrappamento all’esterno nè materiale nè affettivo o psicologico: è una casa in cui spesso vi è grande sensibilità che dà la possibilità di svolgere professioni di sostegno o di cura: tuttavia, chi elude questo progetto e vuole costruire una vita imperniata solo sul mondo personale ed egoico - che la casa non permette - si candida a grandi sofferenze e perdite, in quanto non riesce a raggiungere gli obiettivi che si pone e tende a veder svanire ogni sforzo. In ultimo, il 3° ingrediente da integrare sono gli aspetti al Sole che, hanno sempre a che fare con il progetto. Se ad esempio c’è un Sole in 12a opposto a Urano, significherà nel mio percorso devo anche mettere in conto una difficoltà iniziale a conoscermi, a portare all’esterno ciò che sono veramente: sono lacerata tra il vi-

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vere un senso di uniformità (6a) - che Urano mi renderà impossibile ma che sarà desiderato per questioni di sicurezza - e un senso di diversità e di libertà che è ricercato ma di cui si ha tanta paura perchè sembra non esserci una identità forte. In effetti, il Sole opposto a Urano di per sè ci riporta ad un padre assente, strano, eclettico, pieno di risorse ma anche di contraddizioni; incapace di essere costante e di dare continuità e stabilità per cui il soggetto porterà tutto questo nelle pieghe del suo IO che sarà, insofferente, incapace di rispettare le regole, ma altrettanto incapace di sostenere con coerenza e costanza le sue battaglie per l’affermazione e il riconoscimento. L’opposizione avrà lo scopo sia di impedire di appoggiarsi agli altri, sia di operare quella fusione che la 12a lesa spesso confonde e mal comprende: in effetti la 12a chiede di lasciar andare ogni separazione tra l’Io e il Sè, chiede di trascendere l’Io, non di lasciar andare il proprio senso di identità e di individualità che a questo stadio dovrebbero invece essere solidi ed integri. L’opposizione richiederà prima di tutto un lavoro sulla propria parte maschile che dovrà portare ad una accettazione della propria diversità e alla capacità di affermare sè stessi in modo libero, lontano dai condizionamenti ricevuti, ma lontano anche dagli appoggi che l’uniformità al mondo esterno può garantire. In una parola deve portare ad accettare di essere sè stessi senza la paura che questo comporti un senso di solitudine o di isolamento. A quel punto, quel Sole non sarà più in balia di nessuno e potrà fare esattamente ciò che sceglierà di portare avanti senza aver bisogno di legami esterni o di leggi esterne, dando il suo contributo in maniera unica ed originale. Spero di aver dato un piccolo esempio di come la comprensione del progetto da parte dell’astrologo possa poi fornire al consultante una chiave di lettura illuminante: spesso io mi trovo a spiegare il progetto personale a soggetti che alla fine della mia esposizione mi dicono : “ sa, io questo l’ho sempre intuito, ora è però molto più chiaro”. CURRICULUM Lidia Fassio – laureata in psicologia – Studiosa di simbolismo, di Miti e Archetipi – Da anni impegnata a trovare i collegamenti tra la Psicologia e l’Astrologia. Tiene conferenze, corsi e seminari in tutta Italia. Ha messo a punto un corso di “formazione in Astropsicologia” della durata di 3 anni. Vive e lavora a Torino. È Capricorno, ascendente Ariete con Luna in Leone.

Argomento

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CASA QVINTA

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Asterischi Sulle pietre preziose (Liliana Cosentino) Poesie (Lucia Biazzo) 12° viaggio-studio sotto il segno dei Pesci in Portogallo – “Linguaccia Astrale” – Gli insulti astrologici – “Linguaccia Astrale” – Il mondo di Mirka

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Asterischi

ASTERISCHI
L.A. 126-103

Nel numero scorso abbiamo segnalato l’origine dei nomi per i giorni della settimana, che hanno conservato l’origine planetaria in italiano e in inglese. Ora riportiamo quella dei mesi: Gennaio, da Janus Giano Februarius, da februus, purificazione Marzo evidentemente da Marte. E inizio Ariete! Aprile, da Aphros, schiuma (Venere) sec. Macrobio (inizio Toro!) Maggio da Maia, madre di Mercurio, inizio Gemelli Giugno da Juno Giunone, simbolo lunare Luglio da Julius Caesar Agosto da Augusto I mesi da settembre a dicembre rivelano che il calendario antico partiva in realtà da Marzo per cui settembre era il settimo mese. Fu Numa Pompilio a riformarlo nel senso moderno. * * * Nel sito www.armonics.com una Sibilla informatica risponde simpaticamente alle vostre domande, con un SI o un NO ( a differenza di quella antica…) dopo aver consultato le stelle, in particolare i transiti lunari. * * * La data di nascita di Napoleone, garantita da una infinità di metodi (rivoluzioni, transiti, gradi tebaici, ecc. tutti perfettamente rispondenti) pare sia errata, in quanto il padre avrebbe usato il certificato di nascita del fratello minore Giuseppe per far entrare Napoleone nell’Accademia (segnalato da Lois Rodden e riportata in DATANOTIZIE del 9 marzo 2002). La data corretta sarebbe 7 gennaio 1768 ore 11.30, anziché 15 agosto 1769 stessa ora... Che non lo sappia il CICAP! * * *

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Il nome Ecate – Dea angosciante delle apparizioni notturne - deriva dal greco hekaton, cento (da cui derivano i nostri termini come etto-litro), perché i morti insepolti dovevano vagare cento anni sulle rive dello Stige. * * * Il nome greco di Plutone è Ade o Ades, in francese Hadès (da a-eidon, non-visibile). Come mai Plutone è associato al denaro? In realtà si è fatta confusione col fratellastro di Proserpina che si chiamava in greco Ploutos, legittimo dio della ricchezza (vecchio cieco, perché distribuiva senza scernimento), che nel mondo romano fu confuso col cognato. In Astrologia il denaro “plutoniano” è un denaro oscuro, al limite “sporco”, più Ade che Pluto! * * * Nel numero precedente avevamo chiesto: perché la dea “greca” Afrodite aveva scelto la così lontana Cipro per nascere e abitare, con tante belle isole greche più vicine all’Olimpo? Ed era praticamente l’unica dea non parente di Giove La spiegazione più sensata è che sia una dea di importazione, derivata dalla Ishtar dei caldei e dei Fenici, per i quali certamente l’isola vicina rappresentava un’oasi di straordinaria bellezza. In effetti è curioso che la mitologia greca – evidentemente maschista (sic) abbia esaltato oltremodo la bellezza maschile (Apollo, Adone, Ganimede, Narciso, Endimione, Eros,) riservando alle dee (Atena, Artemide, Giunone, Latona, Cerere, ecc.) altre virtù! Possiamo malignamente osservare che la situazione media delle donne greche – di allora, naturalmente - fosse tale che le vere bellezze andassero importate dall’Oriente…Oppure che Afrodite non fosse un fulgido esempio di sottomissione… * * * Marina Regno, la nostra Corrispondente di Voghera, in una intervista di Giuseppe Spatola, comparsa sul Corriere della Sera e sulla Provincia Pavese, ha brillantemente difeso la “diversità” degli studiosi di Astrologia – e in particolare il CIDA – dalla schiera dei vari maghi. In particolare ha fatto riferimento al Codice etico del nostro Albo. Il CIDA ringrazia! * * *

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Asterischi

Riceviamo dalla Delegazione triestina questa simpatica lettera di Lidia Callegari: Caro Dante ti invio le foto della più giovane socia onoraria d’Italia, si chiama Anna è nata a Trieste il 9.12.2001 alle 20.42. La sua cara mamma Claudia Vascotto, nostra socia da anni, ha continuato a seguire le nostre riunioni in gravidanza ed ora che ha la graziosa figlioletta continua ad intervenire con lei. Nel tema della bimba c’è una bellissima Luna in Bilancia: ecco perché se ne sta sempre buonissima e a suo agio con “gli altri”. Da noi le risate e le discussioni si sprecano, ma evidentemente ciò non la turba o spaventa affatto, lei serafica muove le manine ed intanto sono sicura che “acchiappa” tanta astrologia. Vedremo tra qualche decennio cosa ha imparato. Un saluto affettuoso da tutta la delegazione Lidia * * * Antonio Capitani ci segnala alcuni Aforismi tratti da “Dizionario dei proverbi”, di Annarosa Selene, Siad Edizioni, Viale Ca’ Granda, 2 - Milano
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L’astrologia che è fuori dallo scibile, la scienza dir si può dell’impossibile Astrologi, pittori e pellegrini a fare e a dire sono indovini Astrologi, medico e avvocato, trovasi in ogni lato * * *

DOMANDA DIFFICILE I glifi dei segni rappresentano bene il loro significato: il Toro è la testa stilizzata di un toro, così come l’aculeo per lo Scorpione, le chele per il cancro-granchio. Ma ci sono due segni che non sono così agevoli da spiegare: sono il Leone e la Vergine. Guadagnerà un abbonamento alla Rivista chi segnalerà per primo la soluzione corretta.

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LILIANA COSENTINO

SULLE PIETRE PREZIOSE

L.A. 126-332

Nella pratica astrologica spesso ci si sente chiedere qual’ è la gemma adatta ad un determinato segno. Una risposta seria, secondo me, è cosa piuttosto complessa; infatti generalmente ci si riferisce solo alla posizione del Sole nel segno, ma una pietra “portafortuna” dovrebbe potenziare, aiutare, la parte critica, debole del nostro oroscopo, anche in relazione ai transiti del momento, ed in relazione alle difficoltà da affrontare in quel determinato periodo. Ci si dovrebbe dunque rivolgere ad opere classiche che trattano l’argomento come il “Lapidario “ di Alfonso il Saggio o il “ De occulta philosophia” di Cornelio Agrippa che per l’Occidente sono dei punti di riferimento. Certo è che in ogni civiltà le associazioni tra i pianeti, i colori, le note, i profumi, le piante, gli animali, le gemme, segnano dei fili analogici che vanno dal più rarefatto al più denso; dunque le gemme, rappresentano la cristallizzazione purificata di una determinata idea – archetipica. I materiali stessi, il tipo di cristallizzazione, per esempio, richiama la struttura ideologica del segno astrologico. Andando nel concreto, per esempio la perla e la madreperla, sono le classiche associazioni con la Luna ed il segno del Cancro. In effetti sia la perla che la madreperla, si formano in ambiente acquatico, dalle ostriche, animali che sono sottoposti all’influenza delle fasi lunari. Da un punto di vista mineralogico, se si considera valida l’assegnazione magico – alchemico – astrologica operata da Cornelio Agrippa, ho potuto notare una cosa curiosa: tutte le gemme associate con i pianeti hanno un sistema di cristallizzazione dimetrico, mentre quelle associate con il Sole hanno un sistema monometrico. La differenza consiste nel fatto che i cristalli monometrici hanno una struttura estremamente regolare, simmetrica, nel cui interno esiste un punto che è equidistante da facce, spigoli e vertici opposti, tale che il cristallo monometrico può essere inscritto in una sfera; i suoi assi sono uguali e dunque i suoi spigoli presentano un’angolazione di 90° tra di loro. (Un esempio di questo tipo di cristallizzazione è il cubo). I cristalli dimetrici presentano invece la caratteristica di avere gli assi di cristallizzazione diseguali: dunque si potrebbero inscrivere in un cilindro, inoltre all’inter-

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no di questo gruppo due distinzioni: in un caso questi assi formano tra di loro angoli di 90° (sistema trigonale ed esagonale , le cui forme tipiche sono prismi e piramidi a base triangolare ed esagonale), in un altro, gli assi giacenti sul piano orizzontale si trovano a 60° tra di loro e a 90° dal piano verticale. Ora, se analizziamo pianeta e gemma associata possiamo avere un’idea più chiara di questo: Sole: diamante ( monometrico) topazio (monometrico). Luna: Perla, madreperla ( si tratta di lamine parallele di carbonato di Calcio secrete dal mantello dell’animale e che contiene aragonite e/o calcite). Venere: corallo rosa (come pianeta coinvolto nella riproduzione, è associato ad un organismo che cresce nell’acqua); smeraldo (dimetrico esagonale). Marte: corallo rosso (anche lui è un pianeta coinvolto nella riproduzione, però la sua natura più yang, fa preferire il colore primario). Rubino (corindone, sistema dimetrico trigonale), ametista e diaspro sanguigno (quarzi , sistema dimetrico trigonale). Mercurio: pietre con due colori, perché è governatore di due segni mutevoli: Gemelli e Vergine come l’occhio di tigre, striato di giallo o l’occhio di falco o di gatto, striati di grigio; agata (quarzi che cristallizzano nel sistema dimetrico trigonale. Giove: come governatore dei Pesci acquamarina (berillo sistema dimetrico trigonale) e turchese (fosfato idrato di alluminio e rame); come governatore del Sagittario: zaffiro (sistema dimetrico trigonale). Saturno: onice (quarzo sistema dimetrico trigonale) corniola (quarzo, dimetrico trigonale). Nella cultura vedica, le rocce sono considerate come creature che hanno un grado di coscienza nascente, in effetti anche le rocce hanno una sia pur lentissima evoluzione, vengono sottoposte infatti a pressioni, fusioni magmatiche, terremoti, emersioni, immersioni, nel corso delle ere geologiche. Tutto questo, genera delle caratteristiche peculiari che restano fissate nel cristallo. In ogni cultura si fa riferimento ai famosi “sette saggi”; nella tradizione indiana essi prendono il nome di “rishi” erano coloro che, in cima alle montagne sacre, percepivano le vibrazioni dei pianeti e le cose ad essi connesse come la natura cioè l’appartenenza ad uno dei quattro elementi (fuoco, terra, aria o acqua) il colore, le note, gli aromi, le piante, gli animali, gli organi del corpo e per l’appunto, le gemme. Nell’antico ebraismo, i sacerdoti del tempio portavano a mo’ di medaglione una piastra rettangolare chiamata “razionale” suddivisa in dodici settori al centro dei quali erano poste delle gemme che simbolicamente rappresentavano le dodici tribù d’Israele (e quindi i dodici segni zodiacali). Un altro importante gioiello astrologico lo troviamo ancora oggi in India, usato nell’arte dell’adornarsi “alamkara”, esso rappresenta quell’amore per una sintesi di pensiero tipica di questa cultura.

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Si tratta del “navaratna” (nove pietre), composizione di forma circolare, ovale, romboidale, quadrata o in linea retta che ha una corrispondenza diretta con la configurazione del “navaragra” (corpi e fenomeni celesti). Può essere un anello, un medaglione, un bracciale, una spilla, o l’ornamento di una scatola. Fu indossata soprattutto dalle danzatrici sacre dei templi, come armilla, fino all’inizio di questo secolo, è comunque consuetudine degli artisti di oggi indossarne una sotto forma di anello o bracciale. L’antichità di questa composizione d’oreficeria suggerisce il fatto che in India esistesse una visione eliocentrica del sistema planetario quando ancora in occidente si seguiva la teoria tolemaica (geocentrica), dunque molto prima della nascita di Copernico. Dunque “nava – ratna” (nove gemme) per “nava – ragha” (nove corpi e/o fenomeni celesti) che corrispondono ognuno ad una divinità ed a quel fenomeno inquietante che sono le eclissi. Al centro sta il rubino per rappresentare il Sole (Surya), sopra il diamante per Venere (Sukra) e sotto lo zaffiro per Saturno (Sani), a sinistra di chi guarda la perla per la Luna (Chandra), il corallo per Marte (Mangala) ed un granato (o uno zircone) a rappresentare Rahu il Nodo lunare Nord, il drago che divora il Sole durante l’eclissi; a destra, invece, sempre partendo da sopra, lo smeraldo per Mercurio (Budha), il topazio per Giove (Brhaspati) e l’occhio di tigre o di gatto per il Nodo lunare Sud e le comete (Rahu). La sua filosofia, è quella di far convivere armonicamente le varie tendenze, un modo di portare addosso (e quindi entrare in contatto vibratorio) con le varie energie, attirandosi gli influssi benefici che possono arrivarci dal cielo; mettersi in contatto con le forze contrarie significa prenderne conoscenza, questo alternarsi di forze positive e negative, si connette con il principio dualistico che impernia tutto sull’alternanza sì/no, bene/male come se la scintilla di quello che esiste avesse bisogno, per essere attivata, del polo positivo e di quello negativo, portare addosso anche le pietre che “portano sfortuna” per esorcizzare il timore del futuro. BIBLIOGRAFIA ■ Corallo italiano e gioiellieri indiani, (K.B.), dalla rivista “India”, anno 1999, n° 1, edito dall’Ambasciata dell’India in Roma. ■ Cornelio Agrippa, De occulta Philosophia, ed. Mediterranee.

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LUCIA BIAZZO

POESIE

L.A. 126-903

BILANCIA Tra le sfere e le piramidi Maat incoronata con la piuma di struzzo impugna la Spada Magica. con le sfere pesa l’Alfa e l’Omega. SCORPIONE Il serpente della vita s’avviluppa nella spirale dei desideri di creazione materiale. SAGITTARIO La freccia di Chirone, il centauro arciere, scende alla radice del dolore l’antica ferita del solitario in questa notte senza stelle. Occulte mani di Luce risanano in silenzio. All’Alba la freccia, è un glifo nel Cielo. Tra un mondo e l’altro ti muovi guarito, innocente.

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Lucia Biazzo è una socia di Catania interessata agli studi esoterici, al simbolismo della vita, al mistero di vivere, che traduce in un linguaggio poetico molto personale. Le poesie sono tratte dal volume, “Io donna dell’Eone” pubblicato dalle edizioni Akkuaria. Chi desidera ricevere una copia del volume può mettersi direttamente in contatto con l’autrice inviando una e-mail a: luciabiazzo@tiscalinet.it.

Michele Psello

Oracoli Caldaici con appendici su Proclo e Michele Italo
Mimesis - € 9,00 Michele Psello (1018-1078 d.C.), filosofo, politico ed erudito bizantino, fornito di una eccezionale cultura enciclopedica, ha lasciato una gran mole di opere e commenatri inerenti la cultura e la filosofia del mondo antico, con particolare attenzione agli Oracoli Caldaici. Per quest’ultima opera fondamentale e purtroppo perduta dell’antichità, i commentari di Psello costituiscono una fonte di conoscenza insostituibile. Il volume è completato da due appendici: una relativa al filosofo neoplatonico Proclo (410-485 d.C.) e a suoi Estratti del commentario alla filosofia caldaica, tramandatatici dallo stesso Psello, l’altra sull’Epistola XVII del dotto Michele Italo (XII sec.) relativa alla teologia dei Caldei.

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Portogallo

12° VIAGGIO-STUDIO SOTTO IL SEGNO DEI PESCI
IN PORTOGALLO: DAL 20 AL 29 SETTEMBRE 3 GIORNI A LISBONA E 7 GIORNI AL MARE IN ALGARVE

L.A. 126-902

Carissimi amici, a Cipro avevamo deciso Portogallo e Portogallo sarà. Abbiamo dovuto cambiare l’itinerario solo in parte poiché ci è stata sconsigliata Madeira che a fine settembre è piuttosto fresca e ventosa. Visto che tutti hanno gradito il clima rilassante del viaggio precedente, abbiamo deciso di prenderci qualche giorno in più per godere delle bellezze di questo Paese senza dover correre troppo. Lisbona sarà la prima meta e per tre giorni avremo modo di visitarla con calma al suo interno e nei dintorni, trovando il tempo anche per lo shopping. Poi ci sposteremo nella regione dell’Algarve, nel profondo sud del Portogallo, protetta a nord da una catena di colline, con una costa incantevole che gode di un clima mite tutto l’anno grazie al mare calmo e alle correnti d’aria provenienti dalla vicina Africa. Per noi, assetati di sole e di calore sarà il massimo del godimento prima di ripiombare nelle autunnali brume nostrane. L’Algarve già dal tempo dei Fenici era una zona ambita, grazie alla fertilità del suolo e alla presenza di fiumi e promontori di importanza strategica. Cinque secoli di dominio arabo, a partire dal 711 d.C., hanno lasciato alla regione un’eredità ancora ben visibile: dall’architettura, agli aranceti, agli “azulejos”, piastrelle decorate che formano veri e propri quadri. Anche il nome è di origine moresca, infatti “ALGHARB” (l’ovest) indicava la zona più a ovest dell’impero islamico. Per il soggiorno marino abbiamo scelto la zona tra Albufeira e Praia de Rocha, la parte più centrale e più bella della costa con spiagge meravigliose intercalate di calette di sabbia, di rocce enormi dalle forme strane e bizzarre che formano degli archi e dei passaggi naturali a strapiombo sulla spiaggia, di scogli in pietra arenaria che spuntano come fiori dall’acqua color zaffiro. Vicino a Faro, il capoluogo dell’Algarve, c’è un parco naturale protetto che comprende 60 km. di costa che potrà essere meta di escursioni, così come l’entroterra che è immerso in una vegetazione rigogliosa e ricco di paesini pittoreschi.

Portogallo

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Lisbona, la capitale del Portogallo, è un affascinante groviglio tra passato e presente. Le sue origini si perdono nella leggenda che vuole Eliseo e Ulisse come fondatori di questa città. Adagiata su 7 colli lungo le rive del Tago, Lisbona è una metropoli cosmopolita caratterizzata da un’intensa attività culturale, sede di diversi musei nazionali e gallerie d’arte. Rasa al suolo, come gran parte del Portogallo, dal terremoto del 1755, conserva un centro del 18° secolo, con le vie eleganti e lineari della Baixa, al contrario del groviglio di stradine del quartiere moresco di Alfama sovrastato dal castello di Sao Jorge. Altri quartieri sono il Bairro Alto e l’Estrella sulle colline ai lati della città. Nella parte occidentale si incontra la Torre di Belem ed il Monastero di Jeronimos, veri gioielli dell’architettura manuelina. Questo insieme di stili diversi conferisce a Lisbona un tocco originale e ne fa una delle città più affascinanti del mondo. Il Portogallo, paese più occidentale d’Europa, si estende su una superficie non più grande dell’Italia Settentrionale. Ha però 850 km. di coste variegate tra dune di sabbia, scogliere a picco, promontori e lunghe spiagge che contrastano con un interno montuoso e un paesaggio estremamente vario in un alternarsi di vallate, colline e pianure. Questo Paese possiede una storia antichissima: dapprima colonizzato dai Celti, poi dai Fenici e, in seguito, dai Romani e dai Mori, nel 1143 diventa Regno

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Portogallo

e proietta le sue speranze di sviluppo sull’oceano. Il mare (Nettuno/Pesci) diventa infatti teatro di incredibili imprese e grandi scoperte con i famosi “descubridores”, da Enrico il navigatore, a Vasco de Gama, a Magellano, intrepidi navigatori che cambiarono la storia del mondo. Sarà anche per questo che gli antichi hanno assegnato al Portogallo il segno dei Pesci? Un altro particolare che collega il Portogallo al 12° segno è legato al suo patrono (il santo più amato dai portoghesi), S.Antonio “da Padova” che, in realtà, è nato e cresciuto a Lisbona. Poi, affascinato da alcuni frati francescani crociati incontrati a Coimbra, dove studiava, si trasferì in Italia, a Padova appunto, dove visse gli ultimi mesi della sua vita. Ebbene, molte statue e immagini di S.Antonio lo raffigurano mentre parla ai pesci, come S.Francesco era solito fare con gli uccelli. Il “FADO” è la musica tradizionale di Lisbona. La parola fado letteralmente significa fato, esprime una struggente malinconia ed è intrinsecamente legata al concetto di “saudade”, la nostalgia per ciò che si è perduto o il rimpianto per ciò che non si è raggiunto, che spiega il suo intenso valore emotivo. Se il Portogallo è Pesci questa musica esprime molto bene il senso del segno Nettuniano. In comunione con il 12° segno i nostri docenti, Grazia Mirti e Arturo Zorzan, che ci hanno accompagnato nel percorso dell’intero Zodiaco, hanno scelto le seguenti ricerche, da esplorare insieme attraverso l’analisi dei Temi dei presenti: Grazia Mirti proporrà: “Il Tema Nodale”. Arturo Zorzan: “Nettuno o l’Arca di Noè”. A questo proposito chi desidera avere un’interpretazione personale sugli argomenti trattati dovrà inviare all’atto dell’iscrizione i suoi dati personali completi. Al momento di andare in stampa non abbiamo ancora i dettagli e la quotazione definitiva del viaggio. Chi fosse interessato a saperne di più potrà chiedere informazioni ed eventuale programma definitivo, da aprile in poi, presso Nadia Paggiaro – tel/fax 041/5346047 o tramite E-mail aug3@libero.it. Un caloroso saluto da Nadia e Arturo e un arrivederci a fine estate.

È previsto fre breve la pubblicazione di un Supplemento della Rivista, contenente due argomenti monografici: – I pianeti retrogradi (sintesi di un lavoro collettivo del gruppo di lavoro-mailing.list di Mary Olmeda) – Il Karma È possibile che l’invio sia riservato ai soli Soci in regola al 1 marzo 2002.

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“LINGUACCIA ASTRALE” GLI INSULTI ASTROLOGICI
L.A. 126-520

Una recente sentenza ha assolto un imputato dalla diffamazione in quanto gli insulti erano espressi in vernacolo e quindi non necessariamente comprensibili a tutti. Vuol dire allora che noi astrologi possiamo impunemente usare il nostro linguaggio per scatenarci in feroci allusioni e insulti. Proviamo a fare qualche esempio? – Cosa vuoi che capisca con quel Mercurio leso! – Ha una delicatezza tutta aretina – Cosa vuoi, lei ha Plutone leso in seconda (virtù non eccelse, ma redditizie) – Lui vive tranquillo nella sua dodicesima – Poveretto: con Venere in caduta in settima, dovrebbe circolare con un cappello a cilindro – Io l’avevo detto quando ho visto quella Veneraccia in quinta – E tu gli hai creduto? Con Mercurio opposto a Saturno! – Ouf, Luna in Vergine, è detto tutto. In realtà è vago: potrebbe essere: o Aspirante zitella o Maniaca della pulizia e ordine o Vede solo i dettagli e si fa imbrogliare facilmente – Sono stata a casa sua, così nettuniana che non trovavi la porta del bagno – Sì, è intelligente, ma è un po’…uraniano – Non ti consiglio di andare in vacanza con quella: ha tanti debiti karmici oppure: ha Saturno sul nodo (tradotto: mena gramo) – Caro, se non vado alle Bermude per il mio compleanno resterò vedova

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“LINGUACCIA ASTRALE” IL MONDO DI MIRKA
L.A. 126-530

Come già annunciato in precedenza, il testo di Mirka Martini, “Amori Zenitali” della Acanthus, è da tempo esaurito: ci auguriamo che possa uscire una ristampa. L’Autrice (Toro - ASC Gemelli) sembra spesso feroce nel descrivere le “virtù” dei segni, è in realtà propone un ottimo testo didattico, perché con l’ironia mette in risalto le caratteristiche basilari del segno “puro”, che benché inesistente nella pratica, può essere inquadrato da ogni alunno senza confusione coi restanti. Iniziamo con la descrizione dell’Ariete, suddiviso in Ariete e Arietessa. Fra l’altro per ogni segno fornisce i consigli per conquistarlo e – ancor più preziosi quanto difficoltosi – per “mollarlo”, un’arte che, visti gli attuali turnover, richiederebbe qualche corso specifico…

ARIETE
Capro espiatorio Una povera bestia questo primo segno dello zodiaco, che la leggenda identifica con l’ariete dal vello d’oro, sacrificato da Zeus perché colpevole di aver trasportato i fuggiaschi Elle e Frisso lontano dalla matrigna con intenti omicidi. Sappiamo come vanno certe cose: a farne le spese è sempre quello che c’entra di meno. Capita anche oggi, e non solo nelle favole. Fu così che il divino ariete, a quei tempi mitologici munito di ali e di uno sfavillante manto dorato, pagò di morte propria la fuga altrui. In compenso ce la mise tutta a vender cara la pelle, anche dopo morto. Il suo ambito vello causò infatti tante e tali rogne a chi tentava di impadronirsene che Zeus dovette chiedersi più di una volta chi glielo aveva fatto fare. Questa storiella, forse inventata o forse no, è illuminante sulle peculiarità dell’Ariete: la generosità avventata che finisce col tramutarlo da montone in capro espiatorio, e l’audacia ad oltranza che 10 spinge a tenzonare finché quando non serve più a niente e un altro piomberebbe in ginocchio implorando pietà. Lui no. Lui piuttosto si lascerebbe arrostire sul rogo. Come il Savonarola: altro Ariete che seppe vender cara la pelle.

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Colpi di testa A somiglianza dell’animale da cui ebbe il nome, l’ Ariete nella vita è tutto proteso verso l’avvenire, che affronta a testa bassa prendendolo a zuccate. Prima di pensare, agisce. Se qualche volta si soffermasse a riflettere eviterebbe dispiaceri ed emicrania, ma non bisogna mai farglielo notare: si rischia una testata. Micidiale per chi la riceve. La forza d’urto arietina del resto è ben simboleggiata in quell’attrezzo da guerra chiamato appunto ariete, formato da una trave e una capocchia di ferro, che serviva agli antichi per sfondare le mura delle città nemiche. Quando un Ariete carica è perciò prudente tenersi alla larga. Solo un bulldozer potrebbe fermarlo. Forse. Un marziano in assetto di guerra Impulsività, fervore, esaltazione, irruenza fanno si che l’Ariete si lanci abitualmente in gesta impossibili, meglio se pericolose, tipo combattere contro i mulini a vento. Don Chisciotte poteva benissimo essere un Ariete, benché stupido. Ma aveva una perseveranza che è estranea al nostro: il vero Ariete delle imprese ama solo l’inizio, appena ha aggredito una cosa se ne dimentica e ne aggredisce subito un’altra. La sua energia si brucia nella veemenza dell’assalto. Poi, slombato, molla. È la fortuna delle pubbliche amministrazioni. Esistono un mucchio di cittadini che quando scoprono un sopruso decidono di cambiare il mondo e attaccano a colpi di corna, anche se la faccenda non li riguarda affatto. Sono tutti Arieti. Se non si stancasse, il cittadino Ariete farebbe cadere giunte, destituire sindaci, crollare coalizioni. Ma non lo sa, non se ne rende conto, e soprattutto un istante dopo scopre un secondo sopruso che lo indigna molto più del primo e cambia obiettivo. Ecco perché certe giunte, purtroppo, reggono. Nella gente normale, tutto questo agitarsi dell’ Ariete, questo agire sconsiderato in balia di fuochi di paglia ideologici che hanno quasi sempre nefaste conseguenze tipo incidenti, scontri, processi (oh quanti!) suscita stupore e incredulità. Ma non dimentichiamo che lui è un marziano: sia nel senso che è governato da Marte, noto guerrafondaio, sia nel senso che chi ha ancora un briciolo di coraggio oggi come oggi sembra proprio calato da un’altra galassia. lper maschio È davvero un individuo iperbolico. poiché addiziona enormi quantità di energia, l’individuo Ariete finisce con l’essere iper collerico, iper emotivo, iper testone, iper rompi, iper tutto. Ovvio che sia anche un iper maschio. Ma per poco. Come in tutte le cose, spreca le forze nell’irruenza dell’impatto. Il che lo porta a faticare moltissimo per il classico pugno di mosche. In teoria sarebbe un autentico dongiovanni, in quanto ha la virtù di far sentire una donna l’Unica con la U maiuscola, anche se racchia come Dulcinea. Subito dopo o quasi, però, eccolo impegnato in altre amo-

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rose tenzoni con dame diverse dalla sua, che se ne adombra moltissimo. E invano. L’Ariete è un infedele nato, non tanto per la lussuria quanto per la fretta: in lui l’urgenza di cambiare argomento, donna, pedalini – è così impellente che non può impedirsi di passare ad altro appena possibile. È ben noto il tipo che scende a comprare le sigarette dicendoti “torno subito” e mentre te lo dice ci crede. Solo che strada facendo si imbatte nel colpo di fulmine e non torna né subito né mai. Ecco che allora la gente sentenzia ”è un bugiardo”. Nulla di più ingiusto. Se l’Ariete ha un difetto è quello di essere sincero fino alla brutalità. Imbastir menzogne è troppo laborioso e costituisce una perdita di tempo, cose che gli creano entrambe gran sofferenza. Perciò non bisogna fargli domande indiscrete. Per non costringerlo a soffrire. Minerva l’incendiaria E lei, la signora Ariete, che tipo è? Sostanzialmente non si differenzia molto dal suo omonimo di sesso maschile. Anche lei soffre di umori improvvisi, si catapulta in avanti, si becca la sua bella cornata – che farà male solo all’oggetto contundente – e ricomincia da capo come se niente fosse. È la dea Atena, che scaturì dalla capoccia di Giove in seguito a un fendente, e invece di frignare per il dolore si mise a fare una danza bellica. In seguito, divenuta titolare del ministero della guerra in combutta con Marte, si fece uno scudo con la pelle di Pallade e capeggiò il movimento pacifista, come certi signori dei giorni nostri che per stabilire la pace non esitano a scatenare la guerra. Armata fino ai denti, impugnando la spada in una mano e l’ulivo nell’altra, l’Arietessa è l’identica copia di Pallade Atena detta Minerva: passionale, di umor variabile, impulsiva, prepotente, focosa, si incendia facilmente, proprio come un fiammifero. E per sedurlo ? Sedurre un Ariete non è impresa laboriosa, essendo l’individuo molto ben disposto a collaborare. Il problema se mai è come riuscire a trattenerlo nella propria vita più di tre ore. Per spuntarla bisogna ricorrere al mIstero, e talvolta alla fuga. Di indole battagliera, l’ Ariete non si diverte a ottenere una cosa senza conquistarsela a cornate: deve poter credere di aver smantellato il muro della resistenza,vera o presunta, con le sue sole forze. Un altro trucco per tener desta l’attenzione dell’Ariete è il trasformismo: per esempio vestirsi oggi da odalisca esibendosi nella danza del ventre, domani tramutarsi in donna efebo con il rock nelle vene e dopodomani assumere sembianze di fanciulla virginale con o senza arcolaio. La smania di novità arietina sarà in tal modo appagata, così come la sua insaziabile sete di conquista: avrà infatti l’impressione di possedere non una sola donna ma tante, e ciò lo distoglierà, forse per un’intera settimana, dal dedicarsi ad altre signore.

Casa Quinta - Linguaccia astrale

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Strozzami ma di baci ingozzami Se l’ Ariete ha sempre premura, l’ Arietessa ne ha anche di più. Al contrario del fratello maschio, che ama scalpitare e combattere, benche non troppo a lungo, per conquistare l’oggetto delle sue brame, con la signora Ariete la tattica di farsi sospirare non funziona affatto. Con lei bisogna essere rapidi, tempestivi e anche un po’ brutali: una sfumatura trogloditica infatti non guasta. Più che armarsi di pazienza occorre armarsi di bastone in guaina di velluto. All’Arietessa piace l’uomo forte, capace di domarla nel solo modo possibile: appagando la sua avidità amorosa. E per riuscirci bisogna davvero essere forti. Un attacco diretto, senza scampo, è quello che ci vuole per conquistarla, dopo un corteggiamento serrato che non dovrà però mai superare le quarantott’ore, durante il quale le avrete sussurrato frasi esaltanti sulla sua persona. Il sistema più idoneo per passare al dunque è avvinghiarla a tradimento e farla vostra sul pianerottolo, o sul pavimento dell’ascensore. Qualsiasi luogo insolito va bene, anche una piantagione di cactus. La sofferenza amorosa alla signora Ariete non fa paura, purché chi gliela infligge dimostri di essere all’altezza della situazione. Non abbiate timore di essere troppo rudi: è l’unica donna dello zodiaco che non vi denuncerà mai per violenza carnale. AI massimo, se proprio non siete il suo tipo e se non ha gradito l’aggressione, vi caverà gli occhi. Esiste un solo modo per impedirglielo: farle dei complimenti. Adora essere adulata. Corna segrete Un tipo cosi, pronto a scaldarsi per un flirtino innocente, parrebbe una specie di Otello capace di strangolarvi senza indugio se per accidente vi capitasse di tradirlo davvero. Invece no. L’Ariete, di fronte alla faccenda, purché esterniate il vostro più profondo pentimento, sfodera tutta la sua generosità e si mostra assai più di tanti altri, propenso a sorvolare. Ma a un patto: che non si sappia in giro. Che il fattaccio non abbia risonanza e che nessuno,né oggi né mai, possa sospettare l’accaduto. In fondo non è una condizione inaccettabile. Tuttavia non lasciatevi turbare dall’eccessiva magnanimità del vostro Ariete: ha sempre tante e tali marachelle da farsi perdonare, che come minimo deve perdonarne una anche a voi. L’ Amore con l’elmetto L’amore con l’Ariete non è mai noioso. poiché difficilmente si interessa alla stessa cosa per più di cinque minuti, e poiché ha bisogno di dividere con voi i suoi interessi, potete star certe che nessuna giornata trascorsa con lui sarà uguale all’altra. Se però desiderate un’esistenza tranquilla, o se avete problemi cardiaci, innamoratevi di chiunque tranne che di un Ariete. E se lo sposate, optate per la divisione dei

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Casa Quinta - Linguaccia astrale

beni. Adorando il rischio, non esita infatti a lanciarsi anche in quello finanziario, con grave pericolo per le sistole di chi gli sta vicino. Alle sue speculazioni non ci sono limiti: può darsi che si metta a giocare in borsa, o che decida di Investire tutte le sue – e le vostre – sostanze nell’allevamento dei lombrichi. L‘incredibile è che a volte, quando proprio è sull’orlo della bancarotta, gli va anche bene. Ma di solito gli va male. Non importa, bisogna lasciarlo fare: impedirglielo non servirebbe che a intestardirlo di più, in quanto la vostra opposizione diverrebbe un ostacolo da spianare a cornate. In sostanza un felice rapporto amoroso con l’Ariete richiede solo di essere sempre d’accordo con lui, starlo ad ascoltare per ore e ritenere giustissimo tutto quello che intende fare, foss’anche andare sulla luna a bordo di un aliante. Inopportuno sottolineare i suoi difetti in chiave ironica, poiché l’ Ariete ha uno scarso senso dell’umorismo, specie verso se stesso. Ma non si può dirglielo: non ne riderebbe. Pericolosissimo, anzi letale, può invece risultare il non dargli ragione, soprattutto quando non ce l’ha. L’Ariete soffre di reazioni violente, urla, strepita, carica, prende subito fuoco e talvolta lo appicca. Alla fine, estenuati, si finisce col chiedergli scusa se non altro per spegnere l’incendio. Si acquieta subito: i furori arietini sono come i temporali di primavera, sfumano di colpo senza lasciare rancori. I rancori, se mai, è il partner a covarli, ammesso che non ne esca prima con un la testa infranta. Prudente, anzi doveroso, indossare sempre e comunque l’elmetto. Primadonna Se tener testa a un Ariete maschio richiede come minimo l’elmetto, riuscire a tener testa a un’ Ariete femmina non è da meno: le loro corna sono ugualmente dure e infrangibili. Amare un’Arietessa inoltre è pericoloso: assetata di novità, terrorizzata dalla noia, si sente molto più attratta da avventure rapide e infuocate che non da lunghe relazioni, destinate a sfociare nella monotonia. Perciò se l’avete catturata e volete tenervela, dovete essere pronti a tutto: I’Arietessa è una donna interessante ma eccentrica, che non esita a umiliarvi e a schiacciarvi sotto il tacco qualora vi mostriate più debole di lei. I suoi giudizi suonano feroci. le sue ingiurie decorticanti. È un tantino sadica. Nei deliri più intimi sogna di essere una diavolessa adibita alla punizione degli ignavi. Attenti quindi a non essere scambiati per uno di loro: sarebbe la fine. La vostra. Mentre lei se ne andrebbe a testa alta, più viva che mai, a cercarsi un sostituto meno spregevole. E faticherebbe pochissimo a trovarlo. Gli uomini cadono come mosche nella rete dell’ Arietessa, che peraltro non è mielosa nè melensa, probabilmente attirati dalla sua sensualità violenta e dalla sua violenza sensuale. Quasi subito ci lasciano le penne. L’unica arma per difendersi da lei, e tenerla a bada, è l’ammirazione. Ditele che è bella e vedrete che comincerà ad addolcirsi. Ripeteteglielo a ogni istante e sotterrerà l’ascia di guerra per volarvi tra

Casa Quinta - Linguaccia astrale

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le braccia. Naturalmente a questo punto non potete deluderla: dovete amarla follemente, per dimostrarle di non aver mentito e soprattutto di essere eroticamente degno di lei. In caso contrario non esiterebbe a farvi a fette. Come Robespierre, che era un Ariete. L‘insuperabile Passionale, sempre in preda ad amori improvvisi quanto effimeri, questa donna eccezionale, per fortuna unica, pretende fedeltà assoluta e non sopporta di essere seconda a nessuno. Se non viene considerata la Sola, l’Inimitabile, l’Insuperabile, l’Arietessa discendente di Pallade dà al partner del filo da torcere. Non a caso la sua antenata fu, all’epoca, sindacalista delle tessitrici. A dire il vero nemmeno tanto leale. Attenzione dunque, con la vostra Arietessa, a non competere mai in nessunissima cosa, specie se siete più bravi di lei. Rischiate, come Aracne, di venir tramutati in ragni. Ariete addio Non è improbabile che un individuo così logorante dopo un po’ stenda anche i più resistenti. Per fortuna scaricare un Ariete non risulta affatto problematico: basta stancarlo. Il che, come abbiamo visto, è facilissimo. Per perdere interesse ai suoi occhi sarà sufficiente rimanere freddini di fronte alla prospettiva di scalare il Cervino in pieno inverno e preferire una vacanza a casa piuttosto che in una tenda turcomanna nel cuore dell’ Asia. Opponetevi insomma a tutte le perigliose, astruse trovate che l’entusiasmano tanto. Infilatevi le pantofole e diventate casalinghi. Sbadigliate ostentatamente in sua presenza, soprattullo quando parla, e addormentatevi di fronte a un avvenimento che lo eccita, tipo il combattimento di galli o la lotta dei samurai. Impeditegli di divertirsi e portatelo via dai parties non appena comincia a prenderci gusto. Se per una volta siete voi ad avere premura anziché lui e volete liberarvene in fretta, fate leva sulla sua gelosia sanguigna: civettate sfacciatamente con tutti e non datevi la pena di nasconderlo. L’Ariete non potrà tollerarlo, e d’altronde non avrà voglia di perder tempo a riconquistarvi. Ma badate: non è necessario tradirlo davvero. Basta farglielo credere. Con l’Arietessa la tattica funziona un po’ meno: perché si eclisserebbe, sì, subito dopo il vostro tradimento vero o presunto, ma non prima di avervi fatto a brandelli. Meglio perciò essere prudenti e ricorrere a sistemi più diplomatici. poiché ama l’esagerazione, smettete di usare iperboli per magnificare le sue doti: non trovatela così eccezionale come ,vorrebbe, cioé tantissimo, e dimenticatevi di lei specie durante la notte. Ciò l’allontanerà da voi ma soprattutto le impedirà di darvi l’unghiata finale laddove è meglio per un uomo conservarsi integro: l’ Arietessa è una donna che lascia il segno, in tutti i sensi.

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Argomento

Se conoscessimo i dati natali del Botticelli potremmo spiegarci – forse per lesioni dell’asse PesciVergine – come fosse indotto a dipingere questi piedi artrosici e sproporzionati. A meno che si voglia dare la colpa ai soli allievi. Ma qualcuno troverà sicuramente un messaggio esoterico. Ce lo faccia sapere… (Per Linguaccia astrale)

Argomento

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L’ANGOLO DEI NEOFITI
A casa di Mercurio e di Urano
– Didattica elementare (Dante Valente) – A cosa servono queste ore planetarie (Dante Valente) – VI esame per l’albo – Soluzioni ai quiz per la prova scritta – La posta di Marco Pesatori – Computer club

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L’angoloArgomento dei neofiti

DANTE VALENTE

DIDATTICA ELEMENTARE

L.A. 126-602

Quanti di noi – quasi tutti forse -ci siamo accostati all’Astrologia per una folgorazione, dovuta ad una frase, ad un commento inconsueto, ad un approccio assai diverso da quello dei settimanali. O più spesso grazie ad un incontro con un “mentore”, un iniziatore che pronuncia una parola, spesso magica,che ci dischiude come per incanto orizzonti infiniti e incantatori. A quel punto tutto diventa facile, fluisce spontaneamente, e i sentieri da percorrere diventano più sicuri, anche se richiedono sacrifici seppur gradevoli,ma adeguatamente compensati dai risultati. Ma quando ci capita di incontrare persone incuriosite, che vorrebbero sinceramente accostarsi, noi quella parola speciale – magica – non la sappiamo, perché varia da persona a persona. Possiamo però insistere sulla logica zodiacale, che è un mezzo meno potente, ma aiuta ad entrare in un nuovo universo. Forse basta un piccolo lume che basti a far intravede quanto diversa sia dal comune sentire. E allora proviamo a stilare perlomeno dei modelli che evidenzino la logica interna, armoniosa, geometrica dello zodiaco in generale. Possiamo iniziare a spiegare la LA LOGICA DELLA SUCCESSIONE DELLE CASE (e indirettamente dei segni) Ipotesi: le case sono disposte secondo la successione esistenziale delle domande, delle prese di coscienza, di un soggetto che si affaccia per la prima volta alla vita. O più semplicemente con quale sequenza un neonato si chiede i perché della vita. Primo problema: rendersi conto per prima cosa di ESISTERE (casa prima), l’ergo sum. Secondo problema: Che cosa HO: Come sono fatto, i miei attributi, la mia dote fisica, (Casa seconda, ev. Toro ).

L’angolo dei Argomento neofiti

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Risolta la mia identità e proprietà che – va notato – sono prioritari e indispensabili per sopravvivere, posso guardarmi intorno e CONFRONTARMI col diverso-dame, con chi mi sta vicino, l’ambiente (fra cui la mamma, che inizialmente non è vista come “diversa”), quindi = casa terza. Quarto passo: identificare il luogo “dove sono?” quindi la casa, il rifugio sicuro, che mi distingua, mi separi bene dagli altri. E così finisce la prima fase, che possiamo definire vegetativa-animale. Si puo’ ulteriormente sintetizzare con la successione: chi sono, che ho, con chi, dove. Risolti i problemi di sicurezza elementare si può sperimentare il piacere (quinta casa), l’emozione, e inevitabile conseguenza di quello: il dolore, la malattia (sesta casa). PARTE SECONDA I problemi INDIVIDUALI della prima fase si ripresentano specularmene ma a livello SOCIALE, con il non-io, nella seconda serie di case Se la prima casa è “chi sono io“ la settima sarà “chi è il mio partner”, necessario per essere inserito nella struttura sociale. Se la seconda casa rappresenta quello che ho, l’ottava è quello che ricevo o che cedo alla società Se la terza casa è conoscere chi mi sta accanto, la nona è comunicare col lontano,o col trascendente Se la quarta è la mia casa di abitazione, la decima è la mia casa sociale, il lavoro. Se la quinta sono le emozioni fisiche, l’undecima saranno le emozioni mentali, gli incontri, i progetti Se la sesta è la malattia in casa, la dodicesima è la reclusione, l’esclusione dalla società In generale uno schema logico va solo capito, non richiede sforzo mnemonico e dovrebbe restare impresso per sempre. Tocca a voi proporne altri!

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L’angolo dei neofiti

A COSA SERVONO QUESTE ORE PLANETARIE (D.V.)

L.A. 126-633

Ricordo che a Mykonos, nell’estate 2000, fra i rappresentanti italiani, francesi, spagnoli, greci e ciprioti, si cercava inutilmente un’intesa su alcuni dettagli per attivare questa Federazione Mediterranea (FAES), (v. avanti a pag. 200). Mi colpì l’atteggiamento sornione e attendista di Maurice Charvet. Quando come per incanto tutte le cose si aggiustarono, Maurice si alzò sorridente e annunciò con solennità: Signori in questo preciso istante abbiamo lasciato l’ora planetaria di Saturno e siamo entrati in quella di Giove! Confesso di aver controllato subito l’orologio per riservarmi un controllo più accurato, ma dovetti in effetti ammettere questa “strana casualità”.

L’angolo dei neofiti

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In seguito utilizzando le sue comode tabelle stilate per ogni giorno dell’anno, ho dovuto rassegnarmi a ritenere un po’ meno “strane” queste corrispondenze. Vale la pena di rammentare questa tecnica: anzitutto risente sensibilmente del luogo, poi propone due livelli di scelta: il giorno ”propizio” e in quell’ambito l’ora “propizia”. Si divide sia il giorno che la notte in dodici parti (ore planetarie). La prima ora deriva dal nome (marte al martedi, giove al giovedi, sole la domenica, saturno il sabato). La successione planetaria segue la sequenza: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna (quindi la domenica si inizia col Sole, segue poi Venere, Mercurio, ecc. ecc.)

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L’angolo dei neofiti

La morale dovrebbe essere che chi riesce a superare Saturno si trova un bel Giove. Come al solito i condizionamenti del “viver civile” raramente ci permettono di decidere alcunchè, in particolare di iniziare un viaggio, un colloquio, un affare, nell’ora e nel giorno propizio. Però possiamo scaricare la colpa alle stelle anzichè alle nostre capacità e rimpiangere un “costoso” ritardo di cinque minuti. Oppure avere la coscienza a posto “ho fatto di tutto, ho scelto persino le ore planetarie giuste!” Sul n. 124 della nostra Rivista abbiamo pubblicato un articolo dettagliato di Maurice Charvet sull’argomento con ottimi esempi. Maurice ha preparato anche un comodo inserto con tutti i giorni dell’anno anche per Mlano (suppongo per altre

L’angolo dei neofiti

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città a richiesta), con chiarissime spiegazioni in francese, che permettono un facile orientamento per il lettore e contiene anche una brillante sintesi dei principi astrologici. Inoltre è arricchito con tabelle su DIMORE lunari ( posizione nello zodiaco) e CASE lunari (angolo lunisolare) con la rispettiva interpretazione. Per esempio le case 8,12, e 18 sono assai favorevoli. Alleghiamo un modulo per chi fosse interessato e una tabella di esempio.

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Argomento Quiz Albo

VI ESAME PER L’ALBO
SOLUZIONI AI QUIZ PER LA PROVA SCRITTA
L.A. 126-620

PARTE PRIMA Le domande che seguono possono prevedere più di una risposta corretta! Se la vostra nascita fosse avvenuta 20 gradi più a sud in latitudine terrestre di quanti gradi sarebbe variato il MC? ❏ 20 gradi circa ❏ 20/4=5 gradi X ❏ nessuna variazione Due pianeti sono in antiscia quando ❏ Sono equidistanti dal MC ❏ Sono equidistanti dal FC X ❏ Sono equidistanti d 0° Cancro X ❏ Sono equidistanti da 0° Capricorno X ❏ Hanno lo stesso arco diurno ❏ Sono equidistanti dal punto vernale Con un tempo siderale pari a h 3.00, quale fra questi segni potrebbe trovarsi all’ASC a Bologna ❏ Toro X ❏ Leone ❏ Aquario ❏ Sagittario ❏ Pesci Secondo la teoria delle case derivate indicate (segnalando V+XII+IV=VII): ❏ Gli studi scolastici dei figli ❏ La dote della nuora ❏ Il vizio del gioco nel marito della sorella ❏ L’eredità del figlio del fratello ❏ La carriera della moglie il percorso utilizzato, es. 3+5-1=7 8+7+5-2=18-12=6 5+7+3-2=13-12=1 8+5+3-2=14-12=2 10+7-1=16-12=4

Quiz Albo Argomento

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Per inaugurare un Ricovero per anziani a quale tipo di Astrologia si dovrebbe ricorrere? ❏ A.oraria ❏ A.medica ❏ A.finanziaria X ❏ A.elettiva ❏ A.mondiale ❏ A.karmica Nella domificazione aequalis rispetto al Placidus ❏ cambia l’ASC X ❏ cambia il MC X ❏ cambiano le cuspidi ❏ cambia l’ora siderale Fate un esempio di due pianeti in mutua ricezione Venere Gemelli Mercurio Toro
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In che segno si trova il Sole per un soggetto nato in Spagna il 19 agosto 1601 ❏ Ariete ❏ Gemelli ❏ Cancro X ❏ Leone La Spagna ha adottato subito il Gregoriano ❏ Vergine Dove è nata la “nostra” Astrologia? ❏ in Persia ❏ in Cina ❏ in India X ❏ in Caldea X ❏ a Babilonia ❏ in Grecia, a Cos ❏ in Egitto ❏ in Arabia Lo spazio locale X ❏ divide la città natale in 12 quartieri X ❏ è la proiezione sull’orizzonte delle posiz. planetarie X ❏ non dipende dalle case X ❏ non dipende dai segni

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Quiz Albo

Due persone nascono NELLO STESSO ISTANTE in due paesi posti esattamente agli antipodi (es. Italia e N.Zelanda). Che cosa differenzia i due temi? ❏ la posizione del Sole ❏ La posizione della luna ❏ i pianeti nei segni X ❏ i pianeti nelle case ❏ i segni sono invertiti X ❏ i pianeti sopra l’orizzonte si trovano sotto X ❏ L’ASC X ❏ Il MC X ❏ le case sono invertite Quali fra le seguenti voci non riguardano corpi celesti : ❏ Caronte ❏ Giunone X ❏ Sole nero X ❏ Luna nera ❏ Bacco X ❏ Punto vernale ❏ Afeta X ❏ Parti arabe X ❏ Midpoint X ❏ Vertex X ❏ Nodo discendente X ❏ Coda del drago ❏ Ecate Contrassegnate le seguenti asserzioni solo se VERE: ❏ Il Sole spunta sempre al punto EST dell’orizzonte NO, solo agli equinozi e non ovunque ❏ Nell’emisfero australe i segni diventano quelli opposti ❏ Il vertex si trova sempre fra l’undicesima e la seconda casa X ❏ L’Ascendente varia con la latitudine terrestre ❏ L’ASC e il MC dipendono dal sistema di domificazione ❏ La latitudine del Sole può arrivare a 3 gradi ❏ La longitudine della luna non supera i 23 gradi ❏ La latitudine dei pianeti è lo scostamente dall’equatore X ❏ Parallelo di declinazione equivale a stesso arco diurno X ❏ Due pianeti sono controantisci quando hanno archi diurni complementari

Quiz Albo

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Che cos’è l’ayanamsa Zodiaco siderale con anticipo di ca 23 gradi
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Che cos’è il ciclo di Saros (brevemente !) o di Metone Il ritorno della congiunzione Sole Luna allo stesso grado zodiacale ogni 19 anni circa
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Perchè si parla di calendario “Giuliano” Fu riformato da Giulio Cesare
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Indicate 5 personaggi famosi del segno del Capricorno 1 2 3 4 5 (Esempi) Adenauer Andreotti Modugno Marlene Dietrich Mao

Nominate tre personaggi storici che si sono occupati anche di astrologia (Esempi) Keplero Galileo Dante Quale fra i pianeti classici NON è parente stretto di Giove nella mitologia (Sole=Apollo, Luna= Diana) Venere, nata autonomamente dalla spuma del mare
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Che differenza c’è fra sinastria e tema integrato 1) aspetti incrociati 2) punti medi di ogni pianeta
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Attribuite un segno zodiacale alla Toscana e giustificate le scelte (contano i criteri, non il segno!)

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Quiz Albo

Tra le risposte sembra giustificata la Bilancia per l’arte, la moda e il gusto della bellezza, PECULIARE ossia quasi esclusiva della Toscana. Chi specifica mare, colline, cucina non pensa che sono valori comuni a molte altre Regioni Spiegare il principio dell’astrologia oraria Tema eretto per il momento in cui si pone un quesito (si-no)
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Trascrivete a fianco la posizione natale della vostra Luna (L) 5 Ariete (esempio)
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Indicate una posizione zodiacale in quinconce con (L) 5 Vergine (esempio)
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Indicate una posizione zodiacale in sesquiquadrato con (L) 5+135=140 ossia 20 Leone
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Indicate un punto in antiscia con (L) 25 Bilancia 90+85=175=25 bilancia equidistante da 0 cancro
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(D.V.)

La posta di Argomento Marco

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LA POSTA DI MARCO PESATORI
L.A. 126-370

Vorrei approfondire il soggetto pianeti retrogradi in un tema natale. So che esprimono il bagaglio di prove e virtù di tipo karmico. Nella letteratura in merito non sono riuscita a trovare spiegazioni esaurienti per Sole, Luna e Nodi Lunari retrogradi. Su quale principio astrologico si basano i bioritmi e come vanno interpretati? Qual è l’influenza di Lilith in un piano natale? Silvia di Milano Cara Silvia, non so fino a che punto ti posso rispondere e quindi probabilmente ti deluderò, ma l’importanza dei pianeti retrogradi nel mio uso dello strumento astrologico è pari a less than zero. Vale a dire non li guardo proprio. Il che non vuol significare un rifiuto della cosa, o una accusa di nullità assoluta dell’argomento o ancora un insulto gratuito a tutti quelli che ne tengono conto. Semplicemente non ne ho la minima esperienza e mai mi sono applicato in uno studio reale, sul campo, dell’argomento pianeti retrogradi. Per quel poco però che ci ho buttato l’occhio, sul piano pratico e concreto, la risposta è stata… less than zero. Nada de nada. Se poi mi ci agganci anche la questione del Karma, allora andiamo di filato in quel luogo hegeliano,. In quella notte nera dove, come diceva il filosofo, tutte le vacche sono nere o in quella foresta di Bondit dove di notte tutti gli alberi sono banditi e tutti i banditi possono diventare alberi. Un campo, il karma, troppo degno di meditazione e rispetto, per ricondurlo a giochini di bassa astrologia dove ne esce un concetto banalizzato, istupidito, imbesuito…Il karma è la vita stessa. Il karma è il tema natale stesso in tutta la sua complessità. Fa ridere ricondurlo e restringerlo ai pianeti retrogradi o al Nodo Lunare, sia esso est, sud, ovest o nord-est. Il karma è la semplice legge di causa ed effetto, che è sempre in atto ogni volta che ci muoviamo, che pensiamo, che spostiamo una penna o parliamo con una persona. Il karma sono le nostre azioni, che possono ripulire e liberare l’errore del passato e nello stesso tempo migliorare l’azione futura (nel presente). Oppure seguire il desiderio e l’ego e dunque ribadire e amplificare un meccanismo di ripetizione che ci danna da anni e per anni, proiettandosi sul futuro, allargando e facendo diventare più duro e forte il suo condizionamento. Il karma non è altro che la nostra coscienza, il sapere bene con semplicità quello che si sta facendo, consapevoli che ciò avrà delle conseguenze, non sempre immediatamente visibili. E altro ancora, su cui non mi dilungo. Ridurre tutta l’essenza dell’esistenza (delle esistenze, se vogliamo essere in linea con il concetto buddhista), all’improbabile retrogradazione, fa ridere. Sole e Luna, poi, non

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La posta di Marco Argomento

hanno mai moto retrogrado. Sui bioritmi sarebbe il caso di interpellare un esperto di bioritmi che io non sono. Su Lilith, io personalmente non mi soffermo mai nell’analisi del tema natale, preferendo leggere le parti “ombra” del femminile o del rapporto con il femminile, dall’analisi di Luna e Venere e dall’equilibrio generale del tema di nascita. Lilith è un elemento in più che semmai viene dopo l’analisi precisa e attenta del tema. Personalmente la vedo in connessione con quell’inconscio femminile “eterico” (nel senso che dà alla parola Bachofen), che richiama un femminile libero e liberato da ruoli tradizionali (madre, figlia, moglie, regina del focolare etc.) e da ruoli amazzonici di contrapposizione al maschio, laddove la femmina lotta col maschio per uno “stato-chiuso”, dove ripropone gli scenari tradizionali con la sola differenza che il potere è in mano a lei. A Lilith non interessa altro potere che la propria libertà e questa forza realizzata (della libertà e del potere libero del femminile; libero anche dalle pastoie dell’economico), genera una visione conturbante, erotica, in diretta connessione con i fantasmi finalmente vinti. E’ chiaro che Lilith spaventa il maschietto tradizionale, con tutte le sue connessioni di fragilità e di prepotenza. Come Kalì dalle mille braccia e con la lingua di fuori, Lilith esprime tutta la carica divorante del femminile eterico, che a nulla e nessuno deve rendere conto. Realizzarla non è facile per la donna, che deve vincere tutti i legacci della sua identità sociale; averci a che fare non è facile per l’uomo, che subito vede sorgere i terrori dela solitudine e della castrazione. Ma il percorso di conoscenza e realizzazione di sé, passa anche attraverso qualche appassionante ed emozionante giro di ballo con Miss Lilith in persona. La tua dov’è in questo momento? * * * Nella mia rivoluzione solare c’è quest’anno una Luna congiunta al grado all’ascendente Toro. Cosa ne pensi di un aspetto così forte ed evidente? Brunella di Asti L’analisi di una Rivoluzione solare non può essere disgiunta da quella dei transiti – del recente passato, presenti e almeno dei successivi due anni. In più, bisognerebbe avere il quadro generale del tema di rivoluzione stesso, con gli aspetti dell’ascendente e della stessa Luna, oltre alla basilare relazione con la carta del cielo di nascita. Detto questo - e senza conoscere la tua ora di nascita non è possibile una analisi davvero precisa - in teoria la Luna in Toro che va sopra l’ascendente di rivoluzione è qualcosa di molto forte. Sul piano pratico indica scelte importanti nel campo del lavoro (Toro-lavoro), sia in senso positivo (aspetti favorevoli), sia in senso di situazioni bloccate (aspetti o relazioni con il tema di nascita poco buone), o l’acquisto di una casa, magari in campagna (Luna-casa, Toro-campagna) o ancora, se i transiti lo confermano, la questione della maternità, con un avvenimento importante riguardante la propria madre o il soggetto come madre, rendendo anche possibile una maternità nuova. La Luna nel Toro non va, poi, dimenticata nella sua sim-

La posta di MarcoArgomento

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bologia di “femminilità”, indicando un anno importantissimo per l’evoluzione del proprio essere donna, con un recupero di quella natura semplice e sensuale, che la simbologia taurina sempre richiama. Molto importante l’analisi e la presa di coscienza del clima famigliare generale, dato che l’attenzione profonda del soggetto, in quell’anno sarà catturata da fatti, sensazioni, desideri legati allo stato del clan e appunto della famiglia. In casi particolari, non vanno dimenticate le simbologie taurine di “vista” e di “immagine”, che potrebbero imporsi durante l’anno con particolare incisività.

* * *
Marco Pesatori è a disposizione dei Soci che sottopongano argomenti di interesse generale. Inviare i quesiti per posta o per e-mail alla Redazione della Rivista o direttamente a: Marco PESATORI Via Crema, 21 – 20145 Milano

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Argomento

XIX CONGRESO IBÉRICO DE ASTROLOGÍA:
SIVIGLIA 10-13 LUGLIO 2002
Recuerda que del 10 al 13 de Julio próximo tienes una cita en Sevilla con el XIX CONGRESO IBÉRICO DE ASTROLOGÍA. Como todos sabemos, los Congresos Ibéricos son la mayor celebración de la comunidad astrológica nacional y cuentan con la participación de importantes investigadores de diferentes países. En esta nueva edición, no solamente tendrá cabida el ciclo de conferencias,exposiciones y mesas redondas con la participación de destacados/as estudiosos/as de la Astrología, sino que se ofrecerán charlas y seminarios de introducción para los que por primera vez se acercan a esta maravillosa área del saber. Como en todos estos encuentros, podrás compartir tus conocimientos y acceder a las presentaciones de libros de mano de los más destacados autores, a las últimas publicaciones en los estands especializados y contactar con las personas y asociaciones astrológicas de dentro y fuera de España. Visita nuestra página web: http://www.es.geocities.com/xixcongresev/ Y no lo olvides, te esperamos este año en Sevilla.
XIX Congreso Ibérico Avda. Luis de Morales nº 26, 4º - C 41005 SEVILLA Para más información: http://www.es.geocities.com/xixcongresev/ xixcongresev@yahoo.es Tlf.- Fax: 954 53 08 00

A Casa di Urano Argomento

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COMPUTER CLUB
L.A. 126-111

Cosa sarebbe cambiato se lei fosse nata 5 minuti prima? Ecco una risposta che può dare in modo semplicissimo il programma KRONOK2 di Piercarlo Caratti. Con il tema natale a video, basta un click su una freccina per far avanzare o retrocedere il tempo a piacere (a tappe da 1 minuto a 4 ore) e vedere l’effetto che fa. L’effetto si può vedere in due modi: – con la comparsa di nuovi aspetti: in particolare quando l’aspetto diventa esatto viene segnalato ingegnosamente con linee più “grasse” – con le potenze dei singoli pianeti, che essendo disposte “a canne d’organo”, salgono e scendono ad ogni cliccata, spesso in modo vistoso, per cui si può notare la prevalenza – o dominanza relativa – di un pianeta al variare del tempo. È un metodo che facilita fra l’altro le microcorrezioni del tema natale Ancora più utile è nei transiti, in cui si può verificare per ogni giorno successivo gli aspetti (solo i maggiori) di un pianeta in transito sui pianeti natali. L’esempio della figura chiarirà meglio: Le potenze planetarie sono un punteggio arbitrario da assegnare ai pianeti secondo segni,case,aspetti. Il risultato può essere prevalentemente A=armonico , Neutro o Dissonante Osservare nelle due figure seguenti quanto influiscono cinque minuti di differenza sulle potenze planetarie Mercurio e Saturno passano da Neutri a Dissonanti, Giove e Plutone da Neutri ad armonici
A D A N N D D N A A D A N

D A D D N A A

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LA VACANZA “INTELLIGENTE” Per chi crede alla rilocazione per la rivoluzione solare, Piercarlo Caratti propone un programma che indica le località che contemplano l’Ascendente desiderato al momento del ritorno solare (NAVIGATOR) Si introducono i dati natali e l’anno per la rivoluzione solare. Nel menu compaiono i dodici segni e basta cliccare su quello che si vorrebbe come Ascendente di rivoluzione: compaiono le principali città del mondo adatte allo scopo. Anche per i non-credenti è gradevole sapere che l’occasione favorevole e sarebbe stata a Sant’Elena o nell’ Amba-Radan in Etiopia…

TRANSISTOR Programma utilissimo per “lavorare” coi transiti. Propone varie possibilità. – In una tabella a tre colonne compaiono al centro tutte le date, a sinistra gli aspetti dissonanti in rosso, a destra gli aspetti armonici in blu – Si può chiedere al programma di segnalare tutte le date in cui c’era un determinato aspetto fra pianeti. Ad esempio in quali giorni del passato ci fu una opposizione Giove-Luna, che potrebbe orientarci sul tipo di evento che aveva rappresentato. Ovviamente altrettanto per il futuro. – Chiedere ad esempio di elencare solo opposizioni e quadrati, e solo limitatamente ai pianeti selezionati . – Contiene naturalmente anche il classico grafico a due anelli, in esterno i transitanti, all’interno i natali. – In forma grafica, molto utile, espone il percorso annuale nei segni di tutti i pianeti (luna esclusa) Questi programmi si possono richiedere alla Segreteria CIDA con 60 Euro l’uno (50 Euro per gli abbonati a Sestile).

A Casa di Urano Argomento

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CIDA - Transiti su temi di nascita
ORBITE: DISSONANTI A A A A „ A „A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A A „M 1,5 0,5 „ 0,5 DATA 04/03/2002 05/03/2002 06/03/2002 07/03/2002 08/03/2002 09/03/2002 10/03/2002 11/03/2002 12/03/2002 13/03/2002 14/03/2002 15/03/2002 16/03/2002 17/03/2002 18/03/2002 19/03/2002 20/03/2002 21/03/2002 22/03/2002 23/03/2002 24/03/2002 25/03/2002 26/03/2002 27/03/2002 28/03/2002 29/03/2002 30/03/2002 31/03/2002 01/04/2002 02/04/2002 03/04/2002 0,5 0,5

ARMONICI M M

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CORSI QUALIFICATI DI ASTROLOGIA:
Segnaliamo alcuni dei corsi tenuti fra breve da Membri CIDA o da iscritti all’Albo Professionale CIDA.

A MILANO: Adriana Rampino Cavadini, uno dei “pezzi da novanta” del CIDA, già delegata per la Lombardia e Direttore per numerosi anni della Rivista Astrodonna, autrice di un testo fondamentale di Astrologia Medica ci informa che terrà quest’anno a Milano una serie di lezioni di Astrologia medica e di Astrologia tradizionale. Contattare direttamente l’interessata per tempi e altri dettagli al Tel. 338.8572292 oppure 333.1303870

Antonio Capitani terrà all’Hotel Ibis di Via Zarotto, 8, un corso avanzato di Astrologia Previsionale, incentrato sull’interpretazione di Rivoluzioni Solari, Transiti, Tema di Luna Nuova e Direzioni Simboliche. Il corso si articolerà in 4 incontri, dalle ore 14 alle ore 18 nelle segg. date: sabato 13 aprile 2002 domenica 21 aprile 2002 sabato 11 maggio 2002 domenica 19 maggio 2002 più un quinto incontro (facoltativo) di esercitazione pratica, dalle ore 14 alle ore 18 in data 26 maggio 2002. Il corso è riservato agli iscritti CIDA – Per i non iscritti si effettua una iscrizione privilegiata con 20 €. Per informazioni sulle tariffe e per ricevere il programma, si prega di contattare Stefano Birion al 347.25.34.806 dopo le ore 19,30 oppure via email: stefanobirion@inwind.it

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LIANELLA LIVALDI LAUN

LILITH IN TRANSITO NELLE DODICI CASE ASTROLOGICHE

L.A. 126-315

Presentiamo un estratto dal suo libro “Lilith in Transit“ pubblicato in lingua tedesca da Chiron Verlag. Lilith in transito nella prima casa Nell’anno in cui Lilith transita in prima inizia un nuovo ciclo della durata di circa nove anni. Durante questo transito ci accorgiamo che nella nostra vita ci sono diverse cose sorpassate che non ci soddisfano più come una volta. Il bisogno di modificare, di trasformare e di rendere più autentica la nostra personalità si farà sentire con maggiore insistenza. Se in un passato prossimo ci sono state delle rotture, sia nella sfera privata che in quella lavorativa, e le ferite ancora ci duolgono, nascerà adesso la consapevolezza che ciò che è accaduto era inevitabile per il nostro sviluppo interiore e per potere vivere in modo più autentico e consono alla nostra vera essenza. Non saremo più portati a fare dei compromessi, soffocando in questo modo il lato più vivo di noi stessi. Il prezzo che probabilmente abbiamo pagato in passato per dare modo alla nostra vera indole di svilupparsi è stato alto, ma ne è valsa la pena. Ogni transito di Lilith ci priva di qualcosa, ma col passare del tempo ci accorgiamo che il prezzo, benchè alto, è relativo paragonato a ciò che abbiamo ricevuto in cambio. Rimanendo schiavi in una situazione che causava rifiuto, rabbia, ma anche impotenza e frustrazione o umiliazione non avrebbe di certo giovato alla nostra salute e alla nostra psiche. Con il transito della Luna Nera in prima casa è arrivato il momento nel quale la maschera che celava il nostro vero volto è caduta. Lilith non tollerà la falsità, essa tende a svelare tutto ciò che è segreto e nascosto e spesso lo fa con prepotenza, poco curandosi dei nostri sentimenti. Il nuovo periodo che accompagna questa evoluzione non sarà semplice, dato che tante emozioni tenute a bada o rimosse saliranno alla superfice e vorranno essere espresse. Ci sentiremo confrontati con il lato selvaggio, ribelle e contraddittorio della nostra personalità che ci stupirà o ci incuterà timore - a seconda dei valori

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che abbiamo nel tema natale. Chi non è abituato al confronto con le emozioni scomode, probabilmente si sentirà turbato da questa esplosione di sensazioni – Allo stesso tempo sentiremo rinascere in noi anche una grande energia creativa che non aspetta altro di poter trovare l’espressione giusta per venire incanalata. Le persone che svolgono un attività artistica si sentiranno spinte verso una nuova forma di creatività . Metteranno su tela o daranno forma con altri materiali alle immagine e alle forme che popolano il loro inconscio. Queste figure potrebbero essere inquietanti nella loro suggestività, esse non vanno temute, ma accettate come lati poco conosciuti di se stessi, però vitali e rigeneranti. Appena Lilith si avvicinerà all’AS nascerà in noi un forte bisogno di protagonismo. La reazione all’ambiente circostante sarà più immediata e disinibita del solito. Le nostre reazioni nei confronti degli altri appariranno poco dettate dal raziocinio, ma molto emotive. Ci sentiremo più in contraddizione del solito con i vari aspetti della vita di tutti i giorni e le costrizioni esterne ci diventeranno insopportabili. La nostra personalità emanerà un fascino sottile, inquietante, colorato di sensualità. L’impulso a sedurre sarà dettato più dal narcisimo che dal bisogno di conferme emotive. Non è escluso che il bisogno di provare sensazioni fisiche nuove, di riscoprire e riinventare la propria carica erotica ci spingerà verso avventure, nelle quali non sarà però l’amore a condurre il gioco, ma un forte bisogno fisico da soddisfare. Se certe avventure non potranno essere vissute, sarà allora l’immaginazione a togliere ogni censura ai nostri desideri più sfacciati. Anche il bisogno impellente di cambiare il nostro aspetto fisico potrebbe manifestarsi. Abiti più femminili e provocanti per le donne, e un look più interessante per gli uomini, potrebbero farci sentire più seducenti e più a nostro agio. Ma i cambiamenti più importanti non saranno quelli fisici. Nella nuova fase che inizia adesso ci impegneremo a diventare più indipendenti. Il compito che Lilith in prima richiede da noi è quello di prendere finalmente il coraggio di vivere con più autenticità. Chi per anni ha represso o nascosto le sue vere tendenze, specialmente quelle della sfera sessuale, si sentirà spinto a viverle e a mostrarsi al mondo per quello che è, senza falsi pudori o inutili remore. Gli uomini si sentiranno spinti a penetrare negli abissi del mondo femminile e di scoprirne i misteri. Attraverso intense esperienze con le donne, entreranno in contatto con la loro “anima“, imparando cosi’a comprendere il lato più oscuro e istintivo della loro personalità. Sarà per loro un esperienza iniziatica che li condurrà alla fonte di quel lato femminile inconscio che si cela in ognuno di essi. Per entrambi i sessi comincia una fase in cui cambiamenti psicologici profondi trasformeranno i nostri concetti riguardo al rapporto uomo-donna, maschile-femminile. Se ancora nella nostra vita non è successo, ci emanciperemo e usciremo dagli schemi prestabiliti dalla società. Tenderemo ad un unione con l’altro più matura, nella quale nessuno dei due dovrà sopraffare l’altro. Lilith aspira alla parità dei sessi.

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Lilith in transito nella seconda casa Il nostro rapporto col denaro e con i beni materiali diverrà molto ambivalente. Da una parte ci sentiremo spinti dal desiderio impellente di accumulare e di guadagnare il più possibile per renderci liberi dalla dipendenza economica, se essa è presente nel nostro rapporto di coppia o nella nostra situazione familiare, ma dall’altra parte è possibile che si presenti sotto questo transito il rischio di divenire schiavi della troppa sicurezza economica. Sarà un periodo nel quale non vogliamo rinunciare a ciò che ci porta dei vantaggi materiali. Se la bramosia di possedere diventerà ossessiva, sarà bene chiedersi che cosa si nasconde dietro di essa. In questo caso i valori materiali potrebbero avere la funzione di compensare una mancanza profonda o un debole senso del valore personale. Se la brama di possesso e di denaro diventerà più importante del senso che diamo nella nostra vita ai talenti e alle capacità vere, inaridiremo e ci renderemo schiavi di questa nevrosi. Ogni insuccesso materiale potrebbe provocare in noi uno stato depressivo. In questo caso dobbiamo cercare di allentare la tensione emotiva che causata dalla sete di possesso e di successo ci rende ciechi di fronte alla mancanza che cerchiamo disperatamente di compensare. È necessario riapprezzare le nostre qualità personali, in questo modo potremmo riacquistare un ottica giusta di noi stessi e ridimensionare il peso che giocano denaro e possesso nella scala dei valori personali. Una giusta rivalutazione dell’Essere e dell’Avere potrà aiutarci a comprendere quel senso di vuoto o di mancanza che cerchiamo disperatamente di colmare. Coltivando le qualità che ci arricchiscono interiormente provvederemo a rafforzare la nostra identità . Un’altra tematica di questo transito potrebbe essere il rapporto che intercorre tra amore e denaro, è il momento di distanziarci dalla lusinga di poter ottenere amore, affetto e attenzioni in cambio di ciò che possiamo offrire materialmente. Regali costosi o lasciti finanziari non devono servire per “comprare“ ciò che non ci viene offerto spontaneamente. Ma anche il concedersi con la speranza di ottenere dei vantaggi potrebbe causarci un odiosa dipendenza, impossibile da evitare sotto gli effetti di questo transito. Sotto l’influsso di questo transito non sono escluse delle circostanze in cui potremmo indebitarci a causa di speculazioni avventate o sbagliate. è bene tenersi lontano da tutto ciò che promette facili guadagni. Ma anche chiedere dei prestiti ed ottenerli potrebbe causare una spiacevole dipendenza da persone che in un primo momento sembrano disposte ad aiutarci, ma che in seguito si rivelano interessate a ben altro. Lilith in transito in terza casa Il rapporto con i nostri fratelli risente dell’influsso del transito, specialmente se questo non è mai stato dei migliori. Se sussistono delle rivalità con uno o con alcuni di

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essi, il problema si acuirà. Dobbiamo però fare attenzione perchè il transito della Luna Nera in terza non incoraggia alla lotta aperta e leale. Colpi bassi da parte di fratelli o sorelle potrebbero riaprire vecchie “dimenticate“ ferite, è possibile che durante una terapia psicanalitica dobbiamo elaborare vecchi traumi legati a subite violenze o sopprusi da parte di fratelli e il ricordo di vecchie ferite mai rimarginate potrebbe prostrarci. Se nella nostra infanzia, il nostro cuore di bambino ha sofferto nel vedersi preferire un fratello o una sorella da parte dei genitori o dei parenti, in questo periodo è inevitabile che la rabbia, la gelosia e il dolore provati riaffiorino. Non ci resterà altra scelta che quella di affrontare ancora una volta questa tematica molto dolorosa. Lilith premia chi ha il coraggio di guardare in faccia la sofferenza, essa ci presta la giusta energia per affrontare qualsiasi situazione dolorosa e per liberarci da ciò che ci fa soffrire. Per questo le terapie fatte sotto il periodo in cui transita la Luna Nera in un punto cruciale del nostro tema natale si rivelano efficaci. Un’altra possibilità che si presenta sotto questo transito potrebbero essere delle noie causate da fratelli. Essi potrebbero abusare della nostra disponibilità e cercare di sfruttare a loro vantaggio il nostro affetto. Un’altra tematica legata alla casa terza è la comunicazione. Essa potrebbe non funzionare. Istaurare un dialogo con chi ci ha deluso, offeso o frainteso non sarà facile. Lilith spinge a troncare qualsiasi rapporto verbale quando sussiste la sensazione di non venir compresi. Il silenzio è l’arma che essa usa quando è ospitata in terza casa. è più facile mettere un muro di silenzio tra noi e gli altri che non venire veramente ascoltati e compresi. Dobbiamo però scaricare le tensioni che ci portiamo nell’anima, per questo è consigliabile durante questo transito di riportare almeno su carta l’inferno che ci brucia dentro. In questo periodo possono nascere dei nuovi interessi, tutto quello che è proibito ci attira. Se in gioventù non abbiamo conseguito un titolo di studio e se la nostra istruzione è lacunosa è possibile che ce ne rammarichiamo adesso. Si potrebbero presentare situazioni che ci mettono per questo in imbarazzo. La soluzione è quella di rimettersi “tra i banchi di scuola“. Dobbiamo però evitare di volere freneticamente colmare quel vuoto e di mettersi nevroticamente a studiare. Il compito da svolgere durante questo transito è quello di arricchire la nostra personalità e non di voler compensare una mancanza ad ogni costo.

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GRACENTRO GIORNATE INTERNAZIONALI DI ASTROLOGIA E CABALA
L.A. 126-950

Il gruppo spagnolo di Gracentro, ultimo prestigioso acquisto della nostra F.A.E.S. (Federazione Astrologica dell’Europa del Sud), organizza a Valencia per la fine di aprile un congresso internazionale, che si terrà presso la prestigiosa sede della Università Menendez Pelayo. Nel corso della manifestazione verrà anche assegnato il Premio di Investigazione Astrologica, che avevamo annunciato sul precedente numero della rivista. LISTA MUNDIAL ASTROCUANTICA-GRACENTRO 26, 27, 28 de Abril de 2002 en Valencia VII Jornadas Mundiales de Astrología y Kabbalah 2002 email:web@gracentro.com Universidad Internacional Menendez Pelayo GRACENTRO Plaza de la Santa Cruz,9 46003 Valencia Tel. 96 391 14 33 Fax 96 392 04 76 ARGENTINA Emilia Olga Ghirlanda (Kuki) Maestra Nacional. Profesora de Matematicas. Astróloga profesional. Presidenta de la Fundación CABA. Profesora de Astrología en el Centro Transpersonal de Buenos Aires. RELAZIONE: El holograma astrológico como patrón de vida. FRANCIA Yves Lenoble - Paris Miembro fundador de la FAES. Profesor de astrología en la escuela AGAPE de Paris.

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Especialista del estudio de los ciclos. Organizador de congresos anuales desde 1990 en Paris. RELAZIONE: Los signos mutables entre el cielo y la tierra. ITALIA Claudio Cannistrà - Bolonia Secretario C.I.D.A. Centro Italiano de Astrología. Miembro fundador de las FAES. Miembro del Foro Mundial Dyatessarón. RELAZIONE: Las obras astrológicas de Tommaso Campanella. ESPAÑA Mariano Aladren - Zaragoza Técnico Municipal de Medio Ambiente. Miembro fundador del Foro Mundial Dyatessarón. Miembro del Colectivo de Investigadores y Astrólogos de la Antigua Corona de Aragón. Coordinador de la lista mundial de Investigación Astrocuántica. Investigador astrológico. RELAZIONE: Sobre el uso de los grados Astrológicos. Francisco Verdú - Valencia Médico. Doctor en Filosofía y CCEE por la Universidad de Valencia. Diplomado en Lengua Egípcia por la Facultad de Teología de Valencia. Profesor de Medicina Naturista en las Universidades de Valencia y Zaragoza. Miembro fundador del Foro Mundial Dyatessarón. Investigador Astrológico. RELAZIONE: El techo astronómico-astrológico de la tumba secreta de SENMUT. José Luís Carrión - Valencia Presidente de Gracentro. Presidente y fundador del Foro Mundial Dyatessarón. Coordinador del “Libro Conplido en los Iudizios de las Estrellas”. Miembro del Colectivo de Investigadores y Astrólogos de la Antigua Corona de Aragón. Investigador Astrológico. RELAZIONE: Sinastría. Compatibilidad e incompatibilidad sexual entre dos personas. Jesús Lidón - Valencia Licenciado en Ciencias Económicas y Empresariales por la Universidad Complutense de Madrid. Catedrático de la Universidad Politécnica de Valencia. Miembro fundador del Foro Mundial Dyatessarón. RELAZIONE: El Eclipse. Rosa Abad - Palma Mallorca Licenciada en Derecho. Presidenta de la Fundación Sumar-Palma Mallorca. Miembro fundador del Foro Mundial Dyatessarón. Investigadora Astrológica. RELAZIONE: Kabbalah y psicoretrato “Glorias y milagros de la mente humana”.

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Pepita Sanchis - Valencia Licenciada en Filología Clásica por la Universidad de Valencia. Titulada en Francés. Catedrática de Latín desde 1983. Primer premio de la sección de narrativa del 15º congreso Iberico de Astrología. Premio Mundial de Investigación Astrológica Gracentro, Mención de honor. RELAZIONE: Estudio de las Técnicas de Astrología Mundial de Morin de Villefranche aplicadas a la guerra hispano-americana de 1898. Alfredo Ballestín - Zaragoza Licenciado en Filosofía y Letras, Doctor en História. Imparte en la universidad de Zaragoza la asignatura de Los márgenes de la racionalidad: História de la Astrología. RELAZIONE: El simbolismo astrológico en la Kabbalah. Benjamin Martínez Beviá - Alicante Profesor de Astrología en la Sociedad Teosófica de Alicante (1990 a 1995). Especializado en Astrología Caldea y Egipcia. Divulgador de temas astrológicos en radio y televisión. RELAZIONE: Conceptos astrológicos en el antiguo Egipcio: Ciclos y símbolos. * * * VII Jornadas Mundiales de Astrología y Kabbalah Precio de las Jornadas 80 Euros. Socios y Asociados de Gracentro 35 Euros. Hotel NH Abashiri(* * *) Av. Ausias March, 29 Valencia 460013 Tel. 963732852 Fax 963734966 www.nh-hoteles.com E.mail: Nhabashiri@nh-hoteles.es Contacto: Maribel Rubio y Lola Bosch. Habitación doble o doble de uso individual: 40,12 Euros. Más 7% de IVA. Desayuno Bufete: 8.38 Euros por persona más 7% de IVA. Fecha límite para reservas hasta el 30 de Marzo de 2002 Hostal Antigua Morellana Calle En Bou, 2 Tel y Fax 96 391 57 73 46001 Valencia http://inicia.es/de/hostalam/ Gracentro ha organizado para vosotros una doble exposición de las obras más recientes del pintor Enrique López Casín y de la pintora Mª Jesús Escobedo, y como colofón una exposición de los prestigiosos joyeros Paco&Elena.

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CLAUDIO CANNISTRÀ

RECENSIONI

L.A. 126-953

HOWARD SASPORTAS - GLI DEI DEL CAMBIAMENTO (Urano, Nettuno, Plutone) - Astrolabio, Roma, 2000, pp. 360. Euro 23,76. Sono numerosi i motivi per cui merita di essere segnalato questo volume della casa editrice Astrolabio, uscito da poco in Italia, ma che era stato pubblicato dall’editore inglese “Arkana” nel lontano 1989. In primo luogo, sono poche le opere attualmente in commercio che trattino in maniera esauriente le tematiche relative all’azione dei pianeti gnerazionali (Urano, Nettuno e Plutone). A parte le belle monografie di Paul Haydn su Plutone e Urano e le opere di Stephen Arroyo, non esistono tradotti in italiano testi realmente didattici, che aiutino nell’interpretazione di questi pianeti e che, soprattutto, insegnino praticamente ad affrontarne i transiti. In secondo luogo, l’autore, Howard Sasportas, recentemente scomparso, non è uno dei soliti astrologi improvvisati, che pubblicano in continuazione libretti “scopiazzati” da altri, ma è stato uno dei maggiori astrologi contemporanei, che ha tentato di realizzare una saldatura fra la nostra disciplina e la psicologia del profondo. Altro pregio di questo testo è l’ottima traduzione, che ne rende gradevole la lettura. Spesso capita che alcune opere, e di conseguenza i loro autori, non abbiano la fortuna che meritano, perché immesse sul mercato con traduzioni improvvisate, incomplete o in alcuni casi perfino errate. La traduttrice del volume, la nostra socia milanese Cristiana Tretti, ha il merito di aver saputo rimanere fedele al testo originale inglese, permettendo al tempo stesso una lettura agile e scorrevole. Il volume è diviso in tre parti, ognuna delle quali affronta in dettaglio i transiti di ciascun pianeta transaturnino; Urano, Nettuno e Plutone vengono analizzati sia in rapporto alle case, sia in rapporto agli altri pianeti. Le ultime trenta pagine sono, invece, dedicate ad un commento didattico di tre temi natali. Il titolo dell’opera, “Gli Dei del cambiamento”, vuole proprio evidenziare la funzione di trasformazione che i pianeti transaturnini hanno nella vita di ognuno di noi. I loro transiti non passano mai inosservati; generano crisi, modificano le situazioni, ma portano anche quei periodi della vita che per quanto difficili e dolorosi, aprono nuove prospettive; quei periodi in cui viene forgiata una nuova personalità

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o si fa strada un nuovo modo di vedere le cose. In definitiva, marcano le fasi della nostra crescita interiore. Pertanto, se desideriamo utilizzare a fini evolutivi il periodo in cui ha luogo un passaggio planetario di questo genere, è necessario comprendere le energie, che abbiamo di fronte, iniziando per tempo a confrontarsi con esse, quando ne vengono piantati i semi; non serve a molto tentare di interpretare il transito, quando ormai si è sostanzialmente già espresso. A questo proposito, vorrei concludere con una frase di Tracy Marks, riportata da Sasportas nella prima parte del volume: “Se non vogliamo che per costringerci a prestare attenzione a ciò che sta accadendo, il Cosmo ci incenerisca la casa, ci distrugga l’automobile o mandi il nostro coniuge a letto con altre persone, dobbiamo sentirci motivati a vivere attivamente i transiti cui siamo soggetti. Occorre armonizzarsi con l’energia del transito non appena inizia ad approssimarsi, e individuare il modo più costruttivo di esprimerla”. In altre parole, dobbiamo prepararci per tempo, per evitare “l’ira degli Dei”; questo libro può suggerirci le contromisure da adottare!

APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI
28 June – 1 July 2002 - International conference: “Geburt, Tod und Transzendenz” organized by the German Astrological Association DAV, Muenchen, Germany. Info: DAV, Wilhelmstrasse 11, D-69116 Heidelberg, Germany. Phone/Fax 49-6221-182010. Email: davev@t-online.de URL: http://www.dav-astrologie.de/ 6 – 8 September 2002 - 34th Annual Conference: “Return to Astrological
Excellence” organized by the Astrological Association of Great Britain, Swansea University, Wales, with Prof. Chris Bagley, Laura Boomer, Bernadette Brady, Nicholas Campion, Geoffrey Cornelius, Pamela Crane, Darrelyn Gunzberg, Robert Hand, Robin Heath, Joyce Hopewell, Judith Levy, Claire Martin, Frances McEvoy, Julia Parker, Frank Piechowski, Lindsay Radermacher, Jaya Shekhar, Sue Tompkins, Joanne Wickenburg, Sophia Young. Info: Phone 44208-880-4848 Fax 44-208-880-4849 Email: astrological.association@zetnet.co.uk URL: http://www.astrologicalassociation.com/

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SECONDO CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE ASTROLOGICA DEL SUD EUROPA (F.A.E.S.)

L.A. 126-960

Dopo il primo congresso della FAES a Mykonos (Grecia) 9-11 giugno 2000, ecco il programma del secondo congresso previsto per il 6 e 7 luglio 2002 al Corum di Montpellier. La Sinastria ed i suoi molteplici aspetti in astrologia Sabato 6 Luglio 2002 ore 9.15 Apertura per i membri della FAES presenti (Claudio Cannistrà, Dante Valente, Ernesto Cordero, , Grazia Mirti, Francis Santoni, Helia Ramos, Joe Fallisi, José-Luis S. Miguel de Pablos, Maurice Charvet, Thomas Gazis, Yves Lenoble) ore 9.30 GESTAS Catherine (Francia): Il rapporto con l’altro: un mistero ore 10,00 SAN MIGUEL de PABLOS Marlène (Spagna): La rete di Efesto (rapporto Marte-Venere nel Tema di nascita e in comparazione) ore 10.30 intervallo (visita degli stand del salone della FAES) ore 11,00 BERRY Jean-François (Francia, Montpellier): Crisi ed iniziazione all’orizzonte delle differenze reciproche ore 11.30 RAMOS Hélia (Spagna) e CANNISTRA’ Claudio (Italia): Le sinastrie astrogeografiche ore 14,00 GAZIS Thomas (Grecia): Gli elementi nascosti della comparazione dei Temi. ore 14,30 MODERNE Françoise (Francia, Montpellier) L’impatto importante delle congiunzioni nelle sinastrie ore 14.50 CARRION José-Luis (Spagna): I fattori astrologici nell’attrazione sessuale di due persone ore 15,50 Intervallo (visita degli stand del salone della FAES) ore 16,30 BARBAULT André: Comparazione dei temi di Hitler. Stalin, Roosevelt e de Gaulle

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ore 17,00 ore 17,30 ore 18,00

PRADALIER ROY Fanchon (Montpellier, Francia): L’albero astrologico del Mediterraneo BALDINI Renzo (Italia): La parte di matrimonio alla Corte di Francia Distribuzione del Cdrom FAES ai congressisti

Domenica 7 luglio 2002 ore 9,15 CASTILLE Didier (Francia): Basi della nebulosa familiare ore 9,45 CORDERO Ernesto (Spagna): Comparazione di temi di profeti ore 10,15 Pausa ore 10,45 GIANI Patrick (Francia, Montpellier): Le dodici fasi della relazione amorosa ore 11,15 CAVADINI RAMPINO Adriana (Italia): Astrologia medica (eredità familiare delle malattie) ore 11,45 AUBIER Catherine: L’aspetto di quinconce nel tema individuale e nella comparazione di temi ore 12,05 FALLISI Joe (Cieloterra, Italia): L’abbraccio celeste. Le unioni secondo l’astrologia classica ore 14,00 CASTANIER Catherine (Francia, Montpellier): Giunone, l’asteroide delle unioni ore 14,30 HAND Robert (Stati Uniti): Compatibilità ed analisi sinastrica in astrologia antica e medioevale Traduzione di Katherine Hyman Pausa ore 16,00 DUCHAUSSOIY Christian (Francia, Montpellier): La coppia e gli archetipi collettivi nella comparazione dei temi ore 16,30 MIRTI Grazia (Italia): L’esperienza della consultazione astrologica applicata a coppie celebri ed originali ore 17,00 Chiusura per i membri della FAES presenti (Claudio Cannistrà, Dante Valente, Ernesto Cordero, Grazia Mirti, Francis Santoni, Helia Ramos, Joe Fallisi, José-Luis S. Miguel de Pablos, Maurice Charvet, Thomas Gazis, Yves Lenoble più i nuovi membri): progetti della FAES, presentazione dei nuovi responsabili e scelta del luogo del prossimo congresso. Durante gli intervalli si potrà prendere visione dei vari stand, in spagnolo, francese, greco ed italiano, verificando le recenti pubblicazioni di libri, Atti, riviste e software.

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Prezzi: Tariffa completa 115 € (due giorni) 60 € (1 giorno) Tariffa ridotta 85 € (due giorni) 45 € (1 giorno) (per iscrizioni prima del 1° maggio) Tariffa speciale 70 € (due giorni) 35 € (1 giorno) (per coloro che ospitano un congressista) Per bonifico bancario il conto è n° 04036015698 (intestato a Sep Hermes) Coordinate internazionali: IBAN - BIC (identifiant international): FR76 1020 7000 3604 0360 1569 846 CCBPFRPPMTG Bollettino di iscrizione da inviare a Yves Lenoble, 98 rue Charles Maréchal, 78300 Poissy. (A chi ne farà richiesta verrà inviato un elenco di hotel e camping). Lunedì 8 luglio 2002 Università estiva al Corum organizzata da Univers-site Tratterà anch’essa della “Sinastria e dei suoi molteplici aspetti in astrologia”. I laboratori animati da Dominique Levadoux, Catherine Gestas, Yves Lenoble, Christian Drouaillet e Fanchon Padralier Roy metteranno in pratica quanto trattato nei due giorni del Congresso.

BOLLETTINO DI ISCRIZIONE Da inviare ad Yves LENOBLE , 98 rue Charles Maréchal, 78300 POISSY Cognome e Nome: Indirizzo:
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Tel. (facoltativo):

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si iscrive al congresso “Il rapporto con l’altro” del 6-7 luglio 2002 e versa la somma di ………………………………… Euro all’ordine di SEP HERMES Data e firma ..................................................................................................................................................................................................................................

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L’OPERA OMNIA ASTROLOGICA DI ROBERTO SICUTERI PER LINGUAGGIO ASTRALE
Cari amici, ho avuto un grande privilegio, del quale forse non mi ero mai resa conto in modo totale: l’opportunità di conoscere personaggi unici, fuori del comune, all’unanimità considerati speciali, quasi inavvicinabili. Tra questi Federico Capone, André Barbault, Sergio Ghivarello, Stephen Arroyo, Roberto Sicuteri. Alcuni di loro hanno già oltrepassato la soglia, ma il ricordo ci sarà sempre: si tratta di amici, che hanno frequentato con grande affetto la casa dei miei genitori, e mi hanno aiutato nel lungo cammino evolutivo. Roberto Sicuteri è stato certamente una presenza significativa nella vita di mia madre: non ho un ricordo chiaro di lui, ma non dimenticherò mai la sua calligrafia chiara, decisa ma al tempo stesso dolce, sulle lettere che arrivavano. Avverto una particolare affinità verso il suo pensiero per aver condotto studi di Psicologia. Questo lavoro riassuntivo di tutti i suoi contributi per Linguaggio Astrale vuole essere un riconoscimento, pur modesto, per il lavoro che Roberto ha svolto con entusiasmo, motivazione, amore per l’Astrologia in tempi non facili, permettendo agli studiosi della materia di considerarlo non solo un simpatizzante, ma ‘uno di loro’ in tutto, fino ad accettare di far parte del Consiglio Direttivo CIDA. È stato complesso raccogliere tutti gli arti-

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coli, riportarli su computer, correggere gli errori, inserire i grafici: non nascondo che è stato un lavoro saturnino, che a volte ha alimetnato il desiderio di lasciar perdere tutto quanto. Voglio ringraziare la dott. Jolanda Boyko, che con pazienza ha ricopiato il lavoro, Fabrizia Vigna e Gabriella Righi che hanno corretto e corretto ancora le bozze per eliminare le imperfezioni. Per tutti noi ha rappresentato un ulteriore arricchimento culturale e non solo: ripercorrere più volte lo stesso paragrafo consente, alla fine, di entrare in un’altra dimensione, quasi karmica, nella quale l’autore svela a chi legge i segreti interpretativi e idee astrologiche personali. Nei primi due volumi sono stati raccolti i contributi per Linguaggio Astrale; il terzo raccoglie la riproduzione anastasica delle lettere di Roberto Sicuteri a mia madre, che ringrazio per aver messo a disposizione del pubblico una corrispondenza che le sta molto a cuore. Dagli scritti emerge la figura di un Sicuteri ‘dietro le quinte’, sicuramente originale e meritevole di essere letta. Anche se le ho riviste molte volte, non dimenticherò mai l’impressione che ho provato quando sono state nelle mie mani per la prima volta: ho pensato che valeva davvero la pena di vivere per ricevere lettere ricche di affetto, stima, incoraggiamento (specialmente in una società spesso ostile agli studi astrologici). Non ci sono stati tagli, revisioni, adattamenti, sono pubblicate integralmente, in toto. Torino, febbraio 2002 I volumi possono essere richiesti a: Elisabetta Mirti - via Giacinto Collegno, 12 bis - 10143 Torino Tel. 011.4376192 - e-mail: mirti@venco.it Il prezzo di ogni volume è di 20 euro + 5 euro per la spedizione tramite raccomandata.

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Con il patrocinio del CIDA Centro Italiano di Astrologia VIII SEMINARIO DI FORMAZIONE IN ASTROLOGIA MINORCA 16 - 23 GIUGNO 2002 LA DANZA DEI PIANETI SULLO ZODIACO: GLI ASPETTI, MISURA PRECISA DELLE POTENZIALITA’ ASTROLOGICHE NELLA CARTA DEL CIELO E NEI TRANSITI. Minorca, isola poco conosciuta, nasconde tesori che scopriremo insieme… Docente: GRAZIA MIRTI Case bianche che contrastano piacevolmente con l’azzurro mare e del cielo, un clima temperato durante tutto l’anno, oltre 200 spiagge, porti naturali e una vegetazione mediterranea: questa è Minorca, la seconda per grandezza delle Baleari. Saremo alloggiati all’HOTEL SEA-CLUB PUNTA PRIMA (Categoria ufficiale 5 stelle) nuovo complesso costruito in stile minorchino con edifici di un piano immersi in un giardino completamente climatizzato. La posizione è ottima rispetto alla spiaggia e a disposizione sono molti servizi, gratuiti (3 piscine, terrazza e solarium, Wellness center con piscina coperta, sauna, idromassaggio e bagno turco; 8 campi da tennis, 2 campi da squash, tiro con l’arco e carabina, mountain bike, pallavolo, pallacanestro, calcetto, ping pong, aerobica e palestra) e a pagamento (corsi di tennis e sub, Beauty center con cosmetica, massaggi, trattamenti per il corpo, riflessologia e parrucchiere). Sarà un piacere trascorrere rigeneranti tra amici celestiali. Uno splendido anticipo d’estate! Per informazioni e iscrizioni: Elisabetta Mirti – Tel: 011.4376192 – e-mail: mirti@venco.it

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Casa Prima

ELENCO DEI DELEGATI E CORRISPONDENTI DEL CENTRO ITALIANO DI ASTROLOGIA
L.A. 126-980 Presidente: DANTE VALENTE - Via Monzambano, 13 - 20159 Milano - Tel: 02-69005576 e-mail: linguaggioastrale@iol.it, davalente@fastwebnet.it Segretario: CLAUDIO CANNISTRÀ - Via Vizzani, 74 - 40138 Bologna - Tel: 051-342445 e-mail: canniclau@libero.it

DELEGATI
ABRUZZO BIA GATREN - Via dei Cimatori, 14/A - 00186 Roma - Tel:06-6877803 Via Silvino Croce, 11 - 66026 Ortona (Chieti) - Tel: 085–9065565 CAMPANIA CLARA NEGRI - Via Trinità degli Spagnoli,33 - 80132 Napoli - Tel: 081-407550 www.astrarmonia.it Collaboratore: MARIA VACCA - Via Manzoni 24 - 80046 S. Giorgio a C remano (Napoli). - Tel: 081-7711034 e-mail: mariavacca@libero.it EMILIA-ROMAGNA GIULIAROSA BIGAZZI VINCENZI - Via Ferrara, 72 - 40139 Bologna - Tel: 051-462053 e-mail: giuliarosa.bigazzi@libero.it Collaboratore: ANNA COLACICCO - Via Cracovia, 9- 40139 Bologna - Cell: 347-5600067. e-mail: cazzolaassetta@libero.it FRIULI VENEZIA GIULIA LIDIA CALLEGARI - Via F. Bonazza, 61- 34149 Trieste - Tel. 040-941263 e-mail: lidiacallegari@yahoo.it Segreteria: LICIA RAINÒ - Via Junker, 6 - 34014 Grignano (Trieste) - Tel: 040-224647 Sede della Delegazione (gruppo ONLUS Tergeste): Via Mazzini, 30 - V piano – 34121 Trieste

Casa Prima LAZIO VITTORIO RUATA - Via Antonio Silvani, 108- 00139 Roma - Tel:06-88640922. e-mail: ruatabilotta@tiscalinet.it Consiglieri di Delegazione: MARIA GRAZIA LA ROSA - Piazza A. Righi, 8- 00146 Roma - Tel: 06-5572242 e-mail: giacki@tiscalinet.it MARIA TERESA MAZZONI - Via Montebruno, 32 - 00168 Roma - Tel: 06-35500606 e-mail: mariateresa.mazzoni@tin.it MARY OLMEDA - Via Foglia, 3- 00199 Roma - Tel: 06-86200959 e-mail: m.olmeda@tin.it

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LIGURIA TIZIANA BERTONE - Piazza A. Massena 5 int.11 - 16152 Genova - Tel: 010-6502617 - Cell: 3386258781 e-mail: tizianabertone @libero.it LOMBARDIA ANDREA ROGNONI - Via Berchet, 7- 20052 Monza (Milano) - Tel. 039-329577. Fax 039-365793. e-mail: ogma@libero.it Vicedelegato: LOREDANA PENNATI - Via Forze Armate 14 - 20146 Milano - Tel: 02-40090888 e-mail: l.pennati@libero.it PIEMONTE MARIA GRAZIA DASSETTO GRANAGLIA - Via Luisa del Carretto,17 - 10131 Torino - Tel. 011-8195021 TOSCANA RENZO BALDINI - Via di Cocco, 9 - 50145 Firenze - Tel: 055-315580 e-mail: renzobaldini@dada.it TRENTINO-ALTO ADIGE FRANCA RIGONI BERNARDI - Via Venezia, 25 - 38100 Trento - Tel: 0461-237068. e-mail: giosbernardi@inwind.it Collaboratore: ISABELLA LINDEGG PASQUALI - Via Ottaviano Rovereti, 4 - 38100 Trento - Tel: 0461-913591 VENETO ARTURO ZORZAN - Via S. Bona Nuova, 106 - 31100 Treviso - Tel: 0422-22843 - Cell: 347-4474877 a Venezia: Cannaregio, 6079 – Tel: 041-5226201 e-mail: zorart@libero.it Collaboratore: NADIA PAGGIARO - Via Adda, 5 - 30174 Mestre - Tel: 041-5346047. e-mail: aug3@libero.it CATANIA Dopo 15 anni di attività la Delegata MARIA LIUZZO CALÌ ha chiesto di essere dispensata Vicedelegata: LILIANA COSENTINO - Viale Regina Margherita, 35 B - 95123 Catania - Tel:095-312251 e-mail: lcosentino@libero.it

208 FORLI ATTILIO MATTIOLI - Via Papa Giovanni, 9 - 47034 Forlimpopoli (Forli) - Tel. 0543-741158 Collaboratore: RINO MANEO - Via dell’Aida, 5 –48100 Ravenna - Tel: 0544-270652 e-mail: rimaneo@libero.it RAGUSA PIPPO PALAZZOLO - Via Forlanini, 116 - 97100 Ragusa - Tel:0932-642619 e-mail: ermes22@katamail.com

Casa Prima

CORRISPONDENTI
AGRIGENTO SEBASTIANO CATALANO - Piazza Metello, 3 - 92100 Agrigento - Tel:0922-595230 e-mail: sebastiano.catalano7@tin.it ALESSANDRIA ALDO VISENTIN - Via Burgonzio, 4 - 15100 Alessandria - Tel: 0131-236445 e-mail: visaldo@tin.it ASCOLI PICENO STEFANIA PARTINI CENCIARINI - Via Leopardi, 9 - 63100 Ascoli Piceno - Tel: 0736-252576 ASTI LIVIO MONTANARO - Via Stazione 18/A - 12058 Santo Stefano Belbo (Cuneo) - Tel: 0141-840868 e-mail: monliv@tin.it BIELLA LOREDANA BORTOLIN - Regione Valgrande, 4 - 13856 Vigliano Biellese (Biella) Tel. 0348-7490205 (dalle ore 14 alle ore 17 dei giorni feriali) e-mail: i.p.s.e.dipaoloorizzo1@tin.it BOLZANO GIANNA MASCIS - Via Mendola, 59/B - 39100 Bolzano - Tel: 0471-920015. e-mail: manuel@planwerkstadt.it CASERTA PAOLO CRIMALDI - Viale Lincoln-Parco Aversano pal/E - 88100 Caserta - Tel. 06-4740910 e-mail: crim.paolo@virgilio.it CHIETI ONOFRIO CEROLI - Via A De Gasperi,18 - 66032 Castel Frentano (Chieti) - Tel: ab. 0872-569454 - Tel: uff. 0872-56862 CUNEO FIORELLA LUNATI - Via Bodina, 46B - 12100 Cuneo - Tel: 0171-65825

Casa Prima PARMA MARIA ELISA LEVATI MASINI - Via Ognibene, 22 - 43100 PARMA - Tel: 0521-964484 PIOMBINO LUCIO CANONICA - Località Germandine, 118 - 57028 Suvereto (Livorno) - Tel. 0565-829089 e-mail: lcanon@infol.it REGGIO EMILIA LAMBERTO GHERPELLI - Via Bisi,10 - 42100 Reggio Emilia - Tel:0522-513635 e-mail: lgherpe@tin.it SALERNO MASSIMO CIAGLIA - Via delle Querce, 95 - 84080 Capezzano (Salerno) - Tel: 338-6913555 e-mail: demiantau@yahoo.it SASSARI ARIANNA MENDO - Via del Faro - Residence della Marina, 3 - 07020 Palau (Sassari) Tel: 0789-708380 (dalle ore 18 alle 20,30) - Cell: 335-8165504 e-mail: arianna@uomoterra.it

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SIENA SUSANNA RINALDI - Via Chiantigiana, 105 - 53100 Siena - Tel: 335-7116003 (dalle ore 21 alle 22,30 ogni lunedi, martedi, mercoledi) e-mail: susanna.rinaldi@tin.it VARESE DANIELA GREGORI - Viale G.B. Vico, 34 - 21100 Varese - Tel: 0332-224875 VERONA CARLA PRETTO - Via G. Mameli, 116- 37126 Verona - Tel. e fax: 045-8344149 e-mail: ptcarla@tin.it VOGHERA MARINA REGNO - Via Carlo Longa, 3 - 27058 VOGHERA (Pavia) - Tel: 0383-49523 - Fax: 0383363609 - Cell: 338-7344877 e-mail: mregno@tiscalinet.it

GRUPPI AFFILIATI
BRESCIA Centro Studi Astrologici “Il Simbolo” presieduto da Danila Biglino - Via S. Orsola, 145/L - 25135 Brescia - Tel: 030-360357 PADOVA Gruppo Zodiaco presieduto da Cristina Valesio - Via S. Pietro, 44 - 35139 Padova - Tel: 049655470

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Casa Prima

CORRISPONDENTI ESTERI
ARGENTINA PIO GOWLAND - Arenales, 1478 2”B” - 10161 Buenos Aires - Argentina - Tel: 54-18128768 AUSTRALIA ELIDA MARCHISONE - 6, Terry Road - Eastwood NSW2122 - Australia - Tel. 0061-02-8583265 CROAZIA SLAVEN SLOBODNJAK - 2, Kunc 1- HR 10000 Zagreb - Croatia - Tel: 0385-16159907 e-mail: Slaven Slobodnjak@public.srce.hr GERMANIA LIANELLA LIVALDI LAUN - 79540 Schlossgasse, 10 – Lorrach - Stetten - Tel: 0049-762112453 e-mail: lianella@freenet.de GRAN BRETAGNA e IRLANDA ROSEMARIE ADAMS - D.F.Astrol 262 B Kingsbury Road - Kingsburg - London - NW9 OBT Londra Tel: 0044-1817322717 - Dublino Tel: 00353-12601955 GRECIA THOMAS GAZIS - Franghiadon, 49 - 18537 Pireas - Grecia OLANDA GIOVANNI ZATTINI - Kromstevenwerf, 32 - 2317 DH Leiden - Holland - Tel: 0031-715214017 e-mail: giozatti@planet.nl REPUBBLICA CEKA RADMILA VALTROVA - Trojicka 2 - 12800 Praha 2 - Ceska Republika RUSSIA PTOLOMEI SVAROGICH - ap. 352, Kountsevskaia St.41 - 121351 Moscow - Russia - Tel. e Fax: 07-0914177332 e-mail: ptolomei@levante oppure e-mail: ptolomei@cida.net SLOVENIA BERN JURECIC - Jrastje, 21- 68310 Senjernej - Slovenija - Tel: 00386-6842906 - Fax: 0038668323091 (Krka - Novo Mesto) SPAGNA JOSÈ LUIS SAN MIGUEL DE PABLOS - Plaza de Matuta, 4 - 4°D - E28012 Madrid - Espana - Tel:003491-4281897 STATI UNITI JAMES H. HOLDEN - American Federation of Astrologers - P.O. Box 22040 - 6535 South Rural Road ad TEMPE - AZ 85285-2040 U.S.A.

GIUDIZI SU QUESTO NUMERO
Esprimete il vostro giudizio anonimo sugli articoli che avete letto con interesse – positivo o negativo – e assegnate un punteggio da zero a dieci. Ritagliate e spedite alla Redazione (D.Valente – via Monzambano 13 - 20159 MILANO) È un metodo più concreto delle solite lagnanze “a voce” (o a “sottovoce”), vaghe e improduttive. Aiutateci a migliorare!
punteggio IL PROBLEMA ETICO 118 Dante Valente: Il Papa ha ragione .......................................................................................................... ........ 110 Glenn Perry: Verso un Codice Etico per gli Astrologi ...................................................................... ........ 113 Marco Pesatori: Mimina Moralia. Etica e ruolo professionale dell’astrologo........................ ........ 110 Armando Billi - Claudio Cannistrà: Dialogo: la professionalità dell’astrologo ................... ........ 244 Giancarlo Ufficiale: L’astrologo e la fine della vita ........................................................................ ........ 150 Risultati del VI esame di concorso per l’ammissione all’albo professionale.......................... ........ ASTROLOGIA MONDIALE 233 Julianne Evans: Ancora sul tema degli Stati Uniti d’America: cenni storici.......................... ........ 234 Dante Valente: Come trovare l‘ascendente degli Stati Uniti ....................................................... ........ 212 Adriana Rampino Cavadini: Islam: dalla Luna a Plutone ............................................................... ........ ASTROLOGIA CLASSICA 231 Mariano Aladren: Il significatore: un elemento dimenticato dalla tradizione..................... 411 Gary Warren Price: L’alcocoden e il suo uso ...................................................................................... 405 Le carte divisionali vediche usate in astrologia occidentale........................................................ 222 Daniele Duretto: L’astrologia quantistica ............................................................................................ 237 Fulvio Mocco: L’energia della Fenice...................................................................................................... 412 Charles Ridoux: L’abbandono del potere: Carlo V, Napoleone, De Gaulle.............................. 232 Isa M. Zanni: Fabrizio De André: studio astrologico........................................................................ 230 Lidia Fassio: Il progetto del Sole.............................................................................................................. CASA QUINTA 103 Asterischi........................................................................................................................................................... 332 Liliana Cosentino: Sulle pietre preziose................................................................................................ 903 Lucia Biazzo: Poesie...................................................................................................................................... 902 12° viaggio-studio sotto il segno dei Pesci in Portogallo ............................................................. 520 “Linguaccia Astrale” - Gli insulti astrologici ....................................................................................... 530 “Linguaccia Astrale” - Il mondo di Mirka ............................................................................................. ANGOLO DEI NEOFITI (A casa di Mercurio e di Urano) 602 Dante Valente: Didattica elementare .................................................................................................... 633 A cosa servono queste ore planetarie (D.V.) ....................................................................................... 620 VI esame per l’albo - Soluzioni ai quiz per la prova scritta .......................................................... 370 La posta di Marco Pesatori......................................................................................................................... 111 Computer club ................................................................................................................................................ CASA NONA 900 Liliana Livaldi Laun: Lilith in transito nelle dodici case astrologiche....................................... 950 Gracentro - Giornate internazionali di astrologia e cabala ......................................................... 953 Claudio Cannistrà: Recensioni................................................................................................................. 960 Secondo congresso della Federazione Astrologica del Sud Europa (F.A.E.S.) ........................ 980 Elenco Delegati e corrispondenti CIDA ................................................................................................ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........ ........

INDICE

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Argomento

L.A. 126-980

AVVERTENZE PER L’INVIO DI ARTICOLI
Modalità di invio Il lavoro va trasmesso preferenzialmente via e-mail all’indirizzo linguaggioastrale@iol.it oppure lastrale@fastwebnet.it accuratamente controllato per i refusi. Inviare il materiale come allegato, in formato compatibile con WORD6 per Windows 98 . Per le illustrazioni (grafici,tabelle e figure) esistono due possibilità: 1) Inserire direttamente le stesse nel corpo del testo ( spezzare in più tronconi se fosse lungo) 2) Inviare separatamente a) un file per ogni illustrazione,in formato JPEG o TIF, in bianco e nero, da denominare col vostro cognome + fig.1, fig. 2 ecc. b) il testo, con l’indicazione: [qui figura 1, ecc ]. Al caso la Redazione può ritoccare o rifare le figure ai fini estetici. La conferma sia della ricezione sia dell’eventuale accettazione sarà trasmessa sollecitamente con lo stesso canale. In alternativa usare un dischetto, con le stesse modalità, ma con maggiori rischi. Se le figure non sono trasmissibili con lo stesso metodo si provveda all’invio del materiale cartaceo alla Redazione (D. Valente - via Monzambano 13 - 20159 MILANO) con l’indicazione. “Materiale per Linguaggio Astrale”. L’invio di materiale esclusivamente cartaceo comporta grossi ritardi nella pubblicazione e il rischio d’errori di battitura. Sui contenuti Il titolo deve corrispondere effettivamente al contenuto e non deve essere vago o generico. Andrebbe corredato da un riassunto assai sintetico (es. 3-5 righe) che chiarisca al lettore il contenuto e lo inviti a leggere in extenso. Sono ammessi lavori non strettamente astrologici in cui sia evidente l’analogia o la connessione con la simbologia astrologica. Sono gradite anche notizie, osservazioni, curiosità, amenità, notizie particolari del mondo astrologico, così come segnalazione di articoli di quotidiani, notizie su avvenimenti, resoconti d’incontri interessanti per il CIDA ecc.. Oppure frasi scultoree o aforismi specie se utili didatticamente.. Non si ammettono: – lavori inutilmente prolissi, o ripetitivi, salvo che l’Autore accetti che se ne faccia un’opportuna riduzione. Di regola non si dovrebbero superare le 25 pagine dattiloscritte, note e figure comprese; – lavori con introduzioni superflue che “spieghino” concetti ampiamente noti al lettore medio (ad es. la precessione degli equinozi o il domicilio dei pianeti ecc.); – ingiurie personali, polemiche sull’operato altrui, mentre sono benvenute le discussioni sulle idee; – sentenze arbitrarie, personali e negative prima di esporre le prove (tipo “l’Autore sbaglia quando dice” ecc., anzichè esporre la frase incriminata e dimostrarne l’infondatezza); – traduzioni o trascrizioni di lavori senza indicare la fonte; – linguaggio scurrile o troppo gergale; – uso di termini ermetici o sigle ultraspecialistiche senza spiegarne il significato, specie per materie non astrologiche (psicanalisi, esoterismo, omeopatia ecc.); – conclusioni “scientificamente” inaccettabili (ad es. definire “statistica” un’indagine su tre casi e ritenendo significativi i risultati). La Redazione si riserva di apportare le modifiche (grammaticali, sintattiche, ecc.) volte esclusivamente a migliorare la qualità e la comprensione del testo. I tagli consistenti saranno comunicati all’Autore. I manoscritti non saranno restituiti. La Redazione può anche accettare un’ulteriore versione in francese, inglese o spagnolo dello stesso articolo. Per lavori di particolare pregio il Comitato editoriale può prescindere dalle regole suesposte.

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