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Indice

Voci
Prontuario di diritto romano Atti illeciti La capacit€ di agire I contratti I contratti consensuali I contratti letterali I contratti reali I contratti verbali I delitti Gli elementi del negozio L'estinzione delle obbligazioni Estinzione delle obbligazioni ope exceptionibus Il diritto di famiglia La filiazione Gli atti unilaterali L'invalidit€ del negozio La lex Aquilia Le obbligazioni non contrattuali La mora Il negozio giuridico Classificazione delle obbligazioni L'obbligazione le fonti del diritto romano I quasi contratti I quasi delitti Il regime patrimoniale familiare L'inadempimento Obbligazioni complesse I soggetti e le persone Trasmissione delle obbligazioni La responsabilit€ La tutela del credito I vizi della volont€ 1 3 4 6 7 10 10 12 13 14 17 21 22 25 27 28 29 30 32 33 35 36 38 40 41 42 43 44 46 48 49 50 52

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Prontuario di diritto romano

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Prontuario di diritto romano
Con l'espressione Diritto romano si indica l'insieme delle norme che hanno costituito l'ordinamento giuridico romano per circa XIII secoli, dalla data della Fondazione di Roma (753 a.C.) fino alla fine dell'Impero di Giustiniano (565 d.C.). Infatti, tre anni dopo la morte di Giustiniano l€Italia fu invasa dai Longobardi: l€impero d€Occidente si dissolse definitivamente e Bisanzio • formalmente imperiale e romana • si allontan€ in parte dall€eredit• dell€antica Roma e della sua civilt• (anche giuridica).

Sommario
1. I soggetti e le personeProntuario di diritto romano/I soggetti e le persone ‚ Le persone fisiche, la capacit• giuridica e gli status 2. Il diritto di famigliaProntuario di diritto romano/Il diritto di famiglia ‚ Il matrimonio e il divorzio 3. La filiazioneProntuario di diritto romano/La filiazione ‚ Adrogatio e adoptio 4. Il regime patrimoniale familiareProntuario di diritto romano/Il regime patrimoniale familiare ‚ La dote 5. La capacit• di agireProntuario di diritto romano/La capacit• di agire ‚ La tutela e la curatela 6. Il negozio giuridicoProntuario di diritto romano/Il negozio giuridico ‚ Mancipatio, in iure cessio, traditio 7. Gli elementi del negozioProntuario di diritto romano/Gli elementi del negozio ‚ Essentialia, naturalia, accidentalia. 8. I vizi della volont•Prontuario di diritto romano/I vizi della volont• ‚ L'errore, Vis e metus, il dolus, la simulazione 9. L'invalidit• del negozioProntuario di diritto romano/L'invalidit• del negozio ‚ Nullit• e annullabilit• del negozio; sanatoria del negozio invalido. 10. Atti illecitiProntuario di diritto romano/Atti illeciti ‚ Atti illeciti, la colpa 11. L'obbligazioneProntuario di diritto romano/L'obbligazione ‚ Elementi del rapporto obbligatorio, fonti delle obbligazioni, le obbligazioni naturali. 12. Classificazione delle obbligazioniProntuario di diritto romano/Classificazione delle obbligazioni ‚ Obbligazioni generiche e alternative, divisibili e indivisibili, con soggetto variabile, solidali, civili e onorarie 13. L'estinzione delle obbligazioniProntuario di diritto romano/L'estinzione delle obbligazioni ‚ Solutio, acceptilatio, datio in solutum, novatio, confusio, concursus causarum 14. Estinzione delle obbligazioni ope exceptionibusProntuario di diritto romano/Estinzione delle obbligazioni ope exceptionibus ‚ Compensatio, pactum de non petendo, transactio, praescriptio longi temporis 15. Trasmissione delle obbligazioniProntuario di diritto romano/Trasmissione delle obbligazioni ‚ Delegatio, expromissio 16. Obbligazioni complesseProntuario di diritto romano/Obbligazioni complesse ‚ Obbligazioni soggettivamente e oggettivamente complesse 17. L'inadempimentoProntuario di diritto romano/L'inadempimento

Prontuario di diritto romano ‚ La responsabilit• personale (nexum), la garanzia generica patrimoniale, la bonorum venditio, la cessio bonorum 18. La responsabilit•Prontuario di diritto romano/La responsabilit• ‚ La colpa, il dolo, la responsabilit• oggettiva 19. La moraProntuario di diritto romano/La mora ‚ Mora solvendi, mora credendi, usurae 20. La tutela del creditoProntuario di diritto romano/La tutela del credito ‚ Le garanzie reali e personali la interdictio fraudatorium, la restitutio in integrum. Actio Pauliana, bonorum venditio, bonorum distractio 21. Le obbligazioni non contrattualiProntuario di diritto romano/Le obbligazioni non contrattuali ‚ Il votum, la pollicitatio, la solutio indebiti, la negotiorum gestio. 22. Gli atti unilateraliProntuario di diritto romano/Gli atti unilaterali ‚ La interrogatio in iure, la communio incidens 23. La lex AquiliaProntuario di diritto romano/La lex Aquilia ‚ Le iniuriae, la culpa, l'actio legis Aquiliae 24. I contrattiProntuario di diritto romano/I contratti ‚ I contratti in geneale, il contratto preliminare 25. I contratti realiProntuario di diritto romano/I contratti reali ‚ ‚ ‚ 26. Il mutuo, la fiducia, il comodato, il deposito I contratti verbaliProntuario di diritto romano/I contratti verbali Generalit• I contratti letteraliProntuario di diritto romano/I contratti letterali

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‚ Generalit• 27. I contratti consensualiProntuario di diritto romano/I contratti consensuali ‚ La emptio-venditio, la locazione

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Atti illeciti

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Atti illeciti
Atto illecito era (ed ƒ) ogni atto lesivo di un diritto altrui. L'atto illecito constava di due elementi, cioƒ la volontariet• dell'atto (colpa) e la lesione del diritto altrui (danno). Come la volont• nel negozio giuridico, anche la colpa esige capacit• di agire. Pazzi e impuberi non potevano essere in colpa. Vi erano varie specie di colpa: contrattuale ed extra-contrattuale. La colpa contrattuale interveniva negli atti che presuppongono un particolare rapporto (appunto di natura contrattuale) con la persona lesa. La colpa extra-contrattuale era quella che occorreva in tutti gli atti "illeciti per sƒ stessi"; prendeva anche il nome di colpa aquiliana dalla Lex Aquilia, che disciplinava i danni recati alle cose altrui quando tra il responsabile e il danneggiato non vi era alcun tipo di rapporto.

La colpa
La colpa ƒ il difetto di attenzione, ma senza malvagia volont• di nuocere, senza previsione effettiva delle conseguenze dell'atto. Si diceva qui in dolo scit, in culpa scire debet, intendendo generalmente la colpa come imputabilit• del fatto illecito. I Romani conoscevano due gradi di colpa: la colpa grave (lata culpa, magna neglegentia), consistente in una grave negligenza, superiore alla media comune, cioƒ il non usare l'attenzione pi„ banale, il non intendere ci€ che intendono tutti. Per il Digesto, Lata culpa est nimia neglegentia id est non intelligere quod omnes intelligunt. La culpa laevissima fu introdotta dalla Lex Aquilia La colpa lieve (culpa levis) consisteva nel non usare l'attenzione propria dell'uomo regolare e ordinato nell'azienda domestica: questo tipo di uomo, per i Romani, era il bonus paterfamilias, ossia il tipo ordinario di persona che nella vita di tutti i giorni agiva con diligentia quam suis. Una particolare figura di colpa era la culpa in concreto, che non aveva come parametro il tipo astratto del paterfamilias bens… la persona stessa del colpevole. Era tale la colpa di chi non adoperava negli affari altrui quella stessa diligenza che adoperava nei propri affari, ma si trattava di un concetto estremamente variabile.

Il danno
Il danno ƒ la lesione di un diritto: nel diritto romano era considerato danno, oltre alla lesione di un qualsiasi diritto del paterfamilias, anche la privazione di un vantaggio purch† economicamente valutabile. COnseguenza del fatto illecito era sempre l'obbligazione all'indennizzo o al risarcimento del danno in favore della parte lesa, collegato alla responsabilit• del daneggiante e alla rei aestimatio.

La tutela mulierum era la tutela data alla donna propter laevitatem. tale capacit• ineriva ai soggetti sui iuris. La tutela In diritto romano. la tutela aveva una funzione ben diversa da quella moderna. essa era data agli impuberi (incapaci di agire) il cui pater fosse morto o avesse perduto la libert•. La tutela impuberis esisteva gi• ai tempi della Lex XII Tabularum. ai minores (minori di XV anni). (sotto Diocleziano). essa tendeva infatti a proteggere gli interessi del patrimonio e della famiglia del pupillo. ( E ai minores ? ). si distinguevano le categorie dei furiosi (pazzi. La donna poteva compiere da sola tutti gli atti di ordinaria amministrazione. alla nomina del tutore da parte del magistrato si faceva luogo solo se la donna ne faceva richiesta. Solo in seguito fu dato alle donne di scegliere il proprio tutore (tutor optivus) e addirittura di cambiarlo (optio tutoris). Il tutor mulieris poteva essere legittimo o testamentario. i suoi poteri si articolavano nella gestio e nella 'auctoritas interpositio. la donna fu sempre considerata soggetta al pater o al marito. Le infermit• mentali riconosciute portavano allo stesso tipo di incapacit• giuridica. Sin dai primordi.La capacit• di agire 4 La capacit€ di agire La capacit€ di agire Era la capacit• di esercitare validamente i diritti di cui si era titolari. in et• postclassica . Il tutore aveva l' administratio del patrimonio dell'impubere. Il diritto romano conosceva tre figure di tutela impuberis: quella legittima. Nel IV secolo d. ‰ da notare che. quella dativa e quella testamentaria. limitando la tutela ai soli infantes. La legislazione giustinianea chiam€ alla tutela anche i cognati e stabil… che si potesse dare un tutore anche sotto condizione o a termine. Solo in prosieguo di tempo si ammise che l'impubere orfano o figlio di chi avesse perduto la libert• acquistasse capacit• di agire e divenisse sui iuris. mentre l'evoluzione della tutela impuberis si trasform€ dall'originaria configurazione potestativa in istituto assistenziale. Le fonti fanno cenno anche alla gestione patrimoniale: ‡quando i tutori gestiscono gli affari del pupillo. La gestio era la normale gestione degli affari. agli impuberes (dai XV ai XVIII anni). non si trattava quindi di gestione rappresentativa ma piuttosto di una negotiorum gestio. erano assai frequenti la tutela impuberis e la tutela mulierum. pi„ che a costituire un istituto di protezione per l'incapace. al sesso e alle condizioni mentali. degli atti compiuti dal pupillo proximus pubertati. per il principio di inferiorit• delle donne. in relazione all'et•.C. dopo la pubert• rendono il conto in giudizio della tutelaˆ. non sufficientemente oculati nell'amministrazione dei propri beni). mentre l' auctoritas interpositio consisteva nell'approvazione successiva. in particolare. alienati) e dei prodigi (prodighi. da parte del tutore. Le donne e gli impuberes non potevano compiere tutti gli atti giuridici se la loro volont• non era integrata dall' auctoritas tutoria. riceve la tutela legittima di quelli. In epoca classica. e durava tutta la vita. il tutore compiva egli stesso l'atto. ai puberes (maggiori di XVIII anni). Dalle fonti si ricava l'esistenza anche di una tutela "fiduciaria": quando il genitore abbia affrancato il figlio o il nipote o altri impuberi. ma sempre dativo. mentre in epoca classica il tutore poteva compiere ogni atto di amministrazione. Lo ius civile stabiliva una graduazione di et• che andava dagli infantes (che non sapevano ancora parlare). ritrasferendogli gli effetti. poich† il tutore agiva per conto dell'impubere ma in nome proprio. Se il pupillo era infans. mentre per quelli di straordinaria amministrazione occorreva l' auctoritas del tutore. l'istituto della tutela mulieris scomparve definitivamente. Giustiniano stabil… che la piena capacit• di agire si acquistava con i XVIII anni.

5 La curatela ‰ difficile individuare la differenza tra tutela e curatela in diritto romano. Essendo la tutela concepita come un munus. Contro il curator suspectus erano date al minore le stesse azioni infamanti della tutela.ˆ. ‡. I sordi e i muti.. In epoca imperiale fu introdotta la cauzione prestata dal tutore (satisdatio pupilli salvam fore) su ordine del pretore. actio tutelae bonae fidei. avvicinandosi alla moderna concezione. Il consenso.ˆ.i medici sono esonerati se esercitano la professione in Roma. dovevano essere affidati a dei curatori nominati dal pretore o dai governatori delle province: i curatores debilium personarum. Ma la pi„ importante forma di curatela fu introdotta nel 192 a. La responsabilit• del tutore era assai grave. egli era tenuto al rendimento dei conti. Quando il minore si faceva assistere dal curatore. altrimenti. con il compito di conservare i beni che sarebbero spettati al nascituro... actio rationibus distrahendis. ‡.. Le fonti sottolineano che ‡se non interviene l' auctoritas del tutore.per miseria del tutore ƒ dato esonero . al curatore era altres… data l' actio contraria per essere risarcito. diventando personalmente proprietario e obbligato. a differenza dell' auctoritas. la curatela fu predisposta a favore di soggetti privi delle normali capacit• psichiche. quasi si confuse con la curatela. . azione privata che condannava il tutore al doppio risarcimento dei beni sottratti. Al tutore era altres… concessa l' actio tutelae contaria. costui con il proprio consenso garantiva al terzo che l'obbligazione sarebbe stata adempiuta. Le cosiddette excusationes previste in diritto romano riguardavano per lo pi„ lo stato di salute fisica e mentale del tutore... e si concretava nella sola negotiorum gestio. di certo chi contrae con il pupillo poi resta obbligato.. cioƒ come incarico obbligatorio per il designato. erano poche e ben definite le cause di esonero.. come anche chi amministra il fisco. e coloro che soffrivano di malattie croniche. Ma quando la tutela si trasform€. mentre al contrario il pupillo non resta obbligatoˆ. come i pazzi. e fu la cura minorum XXV annorum. ed in caso di cattiva amministrazione (dolosa o per negligenza) erano date contro di lui delle azioni infamanti: actio suspecti tutoris.. la legge prevedeva un curatore speciale. allo scopo di ottenere il rimborso delle spese e la liberazione dalle obbligazioni assunte durante l'amministrazione. Il tutore trattava gli affari del pupillo come propri. il curator ventris. al termine della tutela.deve essere esonerato anche colui che ignora l'alfabeto. Per il nascituro istituito erede o beneficiario di un legato. e altre circostanze contingenti: ‡. intentabile da chiunque e tendeva alla rimozione del tutore venuto meno alla fides. poich† non erano in grado di sopravvivere con le proprie capacit• e con i propri mezzi. non serviva a convalidare l'atto (gi• valido) ma impegnava il curatore di fronte alla controparte come garante. tale istituto si rese necessario nello stesso interesse dei minori che non avrebbero.La capacit• di agire divenne sempre pi„ frequente la necessit• dell'autorizzazione del magistrato per gli atti di straordinaria amministrazione...C. in et• postclassica sorse una forma di ipoteca tacita sui beni del tutore.. potuto stipulare con terzi timorosi di essere accusati di aver abusato della minore et• della controparte. In linea di massima.ˆ.

Se per€ il nudum pactum (obbligo di contrarre) era adiectum. era stabilito gi• nel diritto classico: pactum est pollicitatio offerentis solius promissum (in altre fonti si legge: nudo pacto fiet compromissum). era esclusa la possibilit• di esecuzione specifica. Il contratto preliminare Il contratto preliminare non era riconosciuto come autonma fonte di obbligazioni.si aveva quando il soggetto si conformava ad un obbligo di legge. In linea di massima. o -al contrario. Che il preliminare impegnasse il solo promittente. poteva essere eseguito coattivamente: nuda pactio obligationem non parit. tentativo da cui sono state estratte le varie categorie di contratti: ‚ obligatio re . ma si configurava come nudum pactum che obbligava il solo promittente. . ma non poteva essere costretto a prestare il futuro consenso. il termine contractus indicava esclusivamente quei negozi consistenti in un accordo di volont• (cd.si aveva quando la cosa veniva ceduta sulla base di una domanda del venditore e relativa risposta dell'acquirente ‚ ex consensu .si aveva quando i soggetti si impegnavano a fare o dare qualcosa ‚ ex lege . cioƒ aggiunto ad un negozio. consensum in idem placitum) e in una causa.I contratti 6 I contratti I contratti I Romani non avevano uno schema astratto di contratto. Costui poteva essere condannato (in caso di inadempimento) al solo risarcimento del danno o a pagare la penale pattuita. ma tentarono di classificare le fonti delle obbligazioni. sed parit exceptionem. perci€.non obbediva.si aveva quando la cosa veniva ceduta materialmente ‚ obligatio verbis . Nel diritto giustinianeo.

Vi erano due eccezioni: 1.I contratti consensuali 7 I contratti consensuali Contratti consensuali Elemento caratterizzante e costitutivo era il consensum (sufficit eos. i due eventi infatti rimangono pacificamente due cose separate. Il prezzo secondo i proculiani ƒ solamente una somma di denaro. sebbene la cosa non sia stata ancora consegnata. il mandato e la societ•. poteva essere stipulato un contratto consensuale. Emptio rei speratae: compravendita di una cosa sperata. Queste le regole principali relative al contratto di w:compravendita. sebbene non sia stato ancora pagato e non sia stata data caparra. Dalla compraventita nascono obbligazioni. il pactum displicentiae (cd.. Ovviamente il prezzo deve essere pagato anche se la cosa non si produce. finch• infatti manca qualche requisito.. Non appena viene pattuito il prezzo. qui negotium gerunt. si acquista scommettendo che la cosa nasca (Es: acquisto del pescato).la locazione.che quindi era nei fatti con la traditio della somma di denaro. L'atto traslativo della propriet• non ƒ quindi il consenso ma la compravendita. ma dorvr• accompagnare questo atto con un altro atto che trasferisca la propriet•. Ma occorre formalizzare quelle compravendite stipulate senza scrittura . cioƒ si vende una cosa futura che non si sa se verr• in natura (Es: vendita del partus ancillae). ed il prezzo deve anche essere certo . consensisse). vendita a prova) il pactum addictionis in diem (clausola risolutiva della vendita se il venditore trova un terzo che gli offre un prezzo maggiore). da far valere con l'actio empti. concediamo alle parti di recedere impunemente... L'obbligazione del compratore ƒ invece quella di trasferire al venditore la propriet• di una somma di denaro . o tramite un messo. Il prezzo quindi deve essere una somma certa di denaro che pu€ essre determinata per relationem.. vendita ad arra) il pactum degustationis (cd.res nec mancipi . La compravendita La emptio-venditio. per cui anche tra assenti.. o per lettera. la prima grava sul venditore che ha l'obbligo di trasferire la disponibilit• del bene pacifica e definitiva. preverr• la tesi dei proculiani in quanto lo scambio di cosa contro cosa ƒ la permuta. "si perfeziona non appena sar€ convenuto il prezzo. secondo il diritto giustinianeo. L'obbligazione in questo caso ƒ sottoposta ad una condizione e nasce solo se la cosa si produce. Emptio spei (acquisto della speranza): oggetto della vendita ƒ la speranza medesima.. anche nel caso della traditio l'atto traslativo delle propriet• coincide nei fatti ma rimane pur sempre cosa separata.. il prezzo pu€ anche essere . deve consistere in denaro contante. se non fu data la caparra . ‚ necessario che anche il prezzo sia stabilito: infatti non puƒ esserci compravendita senza prezzo. 2.. la compravendita tanto puramente quanto sotto condizione puƒ essere stipulata". il rischio della cosa venduta passa subito sul compratore. quali ‚ ‚ ‚ ‚ il pactum de retrovertendo e de retroemendo (patto di riscatto). e l'obbligo per il venditore di custodire la cosa fino alla consegna e di garantire il trasferimento della vacua possessio. altre norme riguardavano la rescissione consentita al venditore che (senza raggiri) avesse venduto un immobile per meno della met• del suo valore. il rischio grava su entrambi ma c'ƒ una convenienza per entrambi perch† si elimina il rishcio di impresa. Le quattro figure scaturite dallo ius gentium erano la compravendita. mentre secondo i sabiniani poteva consistere in una qualsiasi cosa. Anche la responsabilit• per i vizi della cosa fu considerata un naturale negotii.. Vi erano poi regole sull'esistenza di un naturale negotii quale la stipulatio habere licere (garanzia per l'evizione) eventualmente escludibile da un contrario patto. La compravendita poteva essere corredata da clausole particolari.

le due obbligazioni infatti non sono sullo stesso piano. ecc. mentre al conduttore spetta l'actio conducti. I romani pongono il problema della differenza tra locazione e compravendita. e cos„ la locazione si contrae appena stabilito il fitto. Ed al locatore spetta l'actio locati. Diceva Giustiniano: La locazione ‚ simile alla compravendita ed ‚ disciplinata dalle medesime regole di diritto. Il mandato ƒ quindi un contratto imperfettamente bilaterale. pi„ che un unico contratto. Le obbligazioni del mandante sono meramente eventuali. 3.I contratti consensuali determinato dall'arbitrio di un terzo in et• giustinianea. La cosa che differenzia la locazione dalla compravendita ƒ quindi la restituzione del bene. la locatio rei: un soggetto (locatore) da la detenzione di un bene ad un altro soggetto (conduttore). il mandante pu€ citare in giudizio il mandatario con l' actio mandati. il conduttore riceve in cambio una mercede alla restituzione della res. Obbligazioni del venditore accessorie 8 La locazione La locazione. . Infatti. La locatio operarum era ritenuta una cosa disdicevole per gli uomini liberi. L'onorario divenne obbligatorio in tarda et• classica. L'incarico ƒ gratuito . c'ƒ ad esempio il caso dei giochi dei gladiatori: questa ƒ una compravendita o una locazione? Visto che almeno la met• dei gladiatori muore.il mandatario ƒ tenuto a rispettare il mandato ed il mandante deve rispondere a spese e danni eventuali. i romani giungono ad una via di mezzo: i gladiatori che muoiono sono stati comprati mentre quelli che sopravvivono sono stati locati. mentre la gratuit• ƒ fondamentale ed essenziale. La gamma delle situazioni della locatio operis ƒ molto ampia. avvocato. Il locatario che prestava la sua opera era chiamato mercenarius cioƒ colui che svolgeva opere dietro mercede. E' per€ certa solo la prima obbligazione. la compravendita si contrae appena pattuito il prezzo. 2. tuttavia quando un soggetto avesse raggiunto un alto livello professionale(medico. la locatio operarum il locatore mette a disposizione del conduttore la sua attivit• lavorativa dietro il pagamento di una mercede(prestazione di lavoro manuale). Anche la locazione di lavoro intellettuale (operae liberales) era sconsigliata dal costume. poich† per qualche aspetto ci si sottoponeva alla soggezione disciplinare del conduttore (esempio: poteva punirlo in caso di furto). tra le pi„ famose rientrano l'appalto di opere edilizie e il contratto di trasporto marittimo. Queste tre sottocategorie di locazione non permettono una definizione unitaria. era un genus nel quale i Romani facevano rientrare figure diverse: 1. se invece una volta portato a termine il mandato. Il mandato nasce ex officio et amicitia.) il cliente lo onorava con un compenso chiamato appunto honorarium. se non si porta a termine il mandato ricevuto. Il mandato Il mandato ƒ un contratto in forza del quale il mandatario ƒ tenuto a dare esecuzione ad un incarico assegnatogli dal mandante. che dovr• pagare al locatore un canone (mercede) ed al termine del contratto restituire la cosa. la locatio operis: il locatore d• la cosa in detenzione al conduttore affinch† questi vi compia un lavoro. il mandante non risarcisce gli eventuali danni o spese sostenuti il mandatario pu€ citarlo in giudizio con l' actio mandati contraria.ma essendo il mandato un contratto .

La societ• ha fine di lucro. per fare questo ci vuole un'apposita legis actio: ‚ Actio communi dividundo (tra estranei). ‚ Actio familiae erciscunde (tra sui heredes). Il contratto di societ• ha alcune particolarit• che lo differenziano dagli altri. La societas omnium bonorum nasce sul modello del consortium ercto non cito. se non c'ƒ non ƒ una societ•. 2. . 2. si dividono sia utili che perdite al 50% per logica dell' affectio societatis. La societ• di tutti i beni si formava spesso nelle sette che prevedevano l'abolizione della propriet• privata (pitagorici).I contratti consensuali 9 La societ€ La societ• ƒ un contratto attraverso il quale due o pi„ persone si obbligano a mettere insieme bene o servizi per giungere ad uno scopo patrimoniale comune. Societas unius negoti (societ• di una sola attivit•). in questo caso i soci possono fare un'azione contro chi ha scliolto la societ• in maniera intempestiva. cioƒ quando gli eredi non dividono l'eredit• ma restano in comunione nel complesso dell'eredit•. Ci sono due tipi di societ•: 1. ‚ Negozio posto in essere dai soci Gli effetti dell'acquisto posto in essere da un socio vanno in solo in capo a chi compie il negozio. Societas omnium bonorum (societ• di tutti i beni). cioƒ se si ha una societ• con Tizio. i romani pensano che la societ• sia simile al matrimonio ed in essa vi ƒ l' affectio societatis. "Il socio del mio socio non ƒ mio socio". come il consenso che se viene a mancare (renuntiatio societatis) scioglie l'intera societ• anche se molto numerosa. io non sono socio di Caio e le due societ• sono separate e non hanno alcun legame. il socio danneggiato pu€ usare l' actio pro socio. Renunitatio dolosa: un socio sapendo di essere stato istituito erede scoglie la societ•. I giuristi applicano due tutele per i soci che vengono danneggiati dalla renuntiatio: 1. che a sua volta ha una societ• con Caio. Se nulla ƒ stabilito nel contratto. La societas omnium bonorum si verifica quindi quando degli estranei mettono insieme tutti i loro beni (si puƒ ridividere la propriet€ quando si vuole). quest'ultimo dovr• poi trasferire la parte che spetta agli altri soci. Renuntiatio intempestiva: si scioglie la societ• quando si crea un grave danno alla societ• in buona fede. Gli utili e le perdite si dividono sulla base di quanto ƒ stabilito sul contratto di societ•. ƒ proibito il patto cum leone (patto leonino): cioƒ ad un socio vanno solo le perdite e ad un altro solo gli utili.

Era essenzialmente un contratto unilaterale. . Inoltre. e poteva avere ad oggetto solo cose fungibili. anzi. in mancanza del quale il giudice poteva accordare un'equa dilazione. Il mutuatario doveva restituire il tantundem eiusdem generis. qualche studioso ritiene che egli avesse addirittura la propriet• delle suddette merci finch† l'armatore non le avesse riscattate pagando capitale e interessi. il creditore (faenerator) poteva chiedere interessi molto pi„ elevati rispetto agli usi correnti. cioƒ dalla datio: mutuo. se si sostituiva il debitore con un altro. in quanto da esso scaturiva il solo obbligo per il mutuatario di restituire. ma in tal caso non si trattava di un contratto. una per la restituzione della sors (capitale) e l'altra per il pagamento delle usurae. comodato. trattandosi di contratto essenzialmente gratuito. o pecunia traiecticia: era un prestito diffuso nel commercio marittimo. pegno. il faenerator aveva uno speciale diritto di pegno sulle merci trasportate. ma se questa era fatta in forma solenne allora dava titolo al mutuatario per il risarcimento in caso di mancato ottenimento del prestito. soggetta alla cognitio extra ordinem. non poteva pattuirsi la restituzione di una somma maggiore e la restituzione stessa era soggetta ad un termine. il quale aveva diritto alla restituzione solo se la nave avesse compiuto felicemente il viaggio. deposito. fiducia. I contratti reali Contratti reali Erano considerati contratti reali tutti quelli che nascevano dalla consegna del bene. Per il suo perfezionamento era richiesta la datio rei: non aveva valore la promessa de mutuo dando. Forma particolare di mutuo era il fenus nauticum. usurae maritimae potevano arrivare fino al doppio del tasso normale. I nomina transcripticia potevano essere: ‚ a re in personam.I contratti letterali 10 I contratti letterali Contratti letterali Erano conclusi quando la scrittura diventava obbligazione: ci€ accadeva ad esempio con i nomina transcripticia (annotazioni fatte dal pater sul codex accepti et expensi. Per quanto riguarda gli interessi sulla somma mutuata. bens… di una concessione amministrativa. se obbligavano litteris chi si era gi• obbligato in altro modo. I chirographa ed i syngrapha sono figure di origine greca: i primi erano documenti con funzione probatoria dell'obbligazione (cioƒ un'attestazione dell'obbligazione che restava nelle mani del creditore). Mutuo Etimologicamente. Nello stesso codex (registro) si annotavano i nomina arcaria. al mutuante erano date due azioni. cioƒ avevano la mera funzione di ricordare e testimoniare un'obbligazione preesistente. che nullum facere obligationem sed obligationis factae testimonium praebere. occorreva un'apposita stipulatio usurae: in tal caso. mutuo deriva da mutare. Anche le civitates potevano concedere mutui. cioƒ cambiare (padrone). il libro delle entrate e delle spese familiari) e con i chirographa. Date queste particolari caratteristiche. e le cd. ‚ a persona in personam. con assunzione del rischio della navigazione da parte del creditore. mentre i secondi avevano funzione costitutiva dell'obbligazione.

Questi poteri derivavano al fiduciario dalla propriet•. poi in ius. si trattava di un'azione bonae fidei. ma soltanto per farne mostra (nei ricevimenti. o di costituire la cosa in deposito. Il depositario doveva restituire la cosa insieme ai frutti. Per questo motivo fu soppiantata da rapporti pi„ specifici. la fiducia veniva detta cum amico. o di fornire al creditore una garanzia reale (in tal caso si diceva fiducia pignoris iure cum creditore). se fosse stato pattuito un compenso. sembrerebbe piuttosto una locatio. venne via via estesa a garantire ogni violazione del patto e ogni uso illecito della cosa. cio‚ fu comodata. ecc. L'azione a garanzia del fiduciante era chiamata actio fiduciae. il diritto di usarne. in buona sostanza. Ma egli ‚ molto diverso da quello che accetta un mutuo: infatti la cosa non gli ‚ data per diventare sua. per cui la fiducia veniva impiegata. in origine. per cui una delle parti(fiduciario). che aveva ad oggetto cose inconsumabili o consumabili.I contratti reali Fiducia La fiducia era un contratto reale che poteva avere diverse cause: garanzia. convenzione scevra da forme e distinta dalla sucessiva mancipatio. ‚ quindi tenuto a restituire la medesima cosa. Il deposito Il deposito era un contratto reale con cui il depositante consegnava la cosa e il depositario si impegnava a custodirla ed a restituirla su richiesta. o prestito ad uso. del resto. La mancipatio dell'oggetto costituiva la causa giustificatrice dell'obbligo assunto e allo stesso oggetto si riferiva la prestazione (conformemente alla struttura classica dei contratti reali). I diritti del fiduciario sulla cosa consistevano nel diritto di vendere la cosa stessa se non vedeva soddisfatto il suo credito. e fu riconosciuto e tutelato per la prima volta dal diritto pretorio. In questo genere di applicazioni. che per la sua struttura era ricompresa fra i contratti reali o le res creditae. generalmente stabilita per ottenere la restituzione dell'oggetto. e non basta adoperare tanta diligenza quanta si ‚ soliti adibire alle proprie cose". o di concederla in comodato. Quello che riceve in comodato ‚ obbligato a restituire la stessa cosa. La fiducia si pu€ definire come una convenzione. ma il diritto giustinianeo ammise un modesto compenso. il diritto di manomettere lo schiavo. Figure anomale di deposito erano: 11 . Comodato Nel Corpus iuris civilis si parla del comodato: "Parimenti. che egli acquistava sulla cosa. La fiducia scomparve col cessare delle forme della mancipatio e della in iure cessio. era di natura assai varia. Il fine. deposito. Per esempio. o infine in un altro uso qualsiasi. La fiducia costituiva un negozio di vasta applicazione e di grande interesse nel diritto classico. colui al quale fu data una cosa per usarla. ma in sostanza egli poteva fuire di essa solo in maniera conforme al pactum. nelle cene di gala. Era altres… nota la figura del comodato ad pompam. in quanto trovarono generale applicazione i contratti di pegno. era un'azione infamante ed ammetteva l'actio fiduciae contraria a favore del fiduciario. ecc. custodendola con esatta diligenza. Queste. veniva mancipato al fiduciario uno schiavo. perch† questi lo manomettesse. deposito e comodato. Elemento essenziale era la gratuit•. ecc.) e non per usarle. nonch† le spese da questi sostenute. L'azione. le regole sul comodato. La cosa ‚ comodata se nessun compenso ‚ stato pattuito. L'obbligazione del fiduciario nasceva dal pactum fiduciae. La mancipatio eseguita per raggiungere il fine del pactum fiduciae era detta fiduciae causa. Il deposito non ƒ un istituto antichissimo. come il pegno e l'ipoteca (per i contratti con causa di garanzia) e con il comodato e il deposito (per gli altri casi). assume l'obbligo di usarne ad un fine determinato e di restituirla (una volta esaurito il fine). il depositante doveva risarcire i danni che la cosa avesse causato al depositario. ‚ obbligato reale ed ‚ soggetto all'actio commodati. ricevendo dall'altra (fiduciante) una cosa nella forma dellamancipatio o della in iure cessio. ma il diritto giustinianeo la abol….

la prima spetta al debitore del rapporto obbligatorio preesistente. L'actio pignoraticia in personam ƒ un actio di factum e serve in due casi: 1. La sponsio ƒ lo scambio contestuale di domanda e risposta. 2.I contratti reali ‚ il deposito miserabile. Da ciƒ nascono due azioni. si usano: ‚ L'Actio ex stipulatio ‚ L'Actio certae creditae pecuniae (quando si trattava di una somma certa di denaro) Nel diritto post classico la stipulatio diventa una forma di impegno generico in accordo tra le parti. la risposta deve utilizzare lo stesso verbo della domanda. ‚ il sequestro: ƒ il deposito presso un terzo della res litigiosa fino alla sentenza. Mediante i contratti verbali si poteva dare vita a stipulationes certae ed incertae: quelle certae si caratterizzavano per il fatto che da domanda e risposta si ricavavano il quid. cos… detti in quanto perfezionati esclusivamente mediante formule orali (eventuali documenti scritti avevano solo valore probatorio). in questo caso il creditore deve per forza restituire la cosa consegnata come garanzia. forse provenendo da stipite (ceppo. fatto in occasione di calamit• pubbliche o private. basta che vis sia la congruit• si pu€ utilizzare anche un altro verbo. perch† sorgeva l'obbligo di restituire il tantundem e non le stesse monete. stipulando di dare o di ricevere qualcosa. I contratti verbali [in ordine cronologico] SPONSIO E STIPULATIO La sponsio. L'obligatio verbis era fonte di contratti verbali. deposito di denaro): era considerato pi„ come un mutuo. e l'actio ex stipulatu se ‚ incerta. Quando la sponsio cede il terreno alla stipulatio i requisiti non sono cos… rigidi. Il pegno Il pegno ƒ un contratto reale imperfettamente bilaterale che si conclude fra chi da la cosa in pegno (debitore) e chi la riceve come garanzia (creditore). Nel periodo pi„ antico il votum ƒ visto come un contratto bilaterale voti sponsium perch† una volta soddisfatta la richiesta ƒ come se la divinit• avesse dato il suo assenso. il quale e il quantum della prestazione. la condictio se la stipulazione ‚ certa. Nel periodo antico si usa per un'infinit• di casi (Es: acquistare debiti o crediti. A far valere il diritto del creditore ad un corretto svolgimento del rapporto obbligatorio. la seconda al creditore pignoratizio. Requisiti necessari erano: ‚ la presenza di ambo le parti ‚ la capacit• di disporre ‚ l'unitas acti. Essa era chiamata con questo nome poich• l'impegno era detto stipulum presso gli antichi. tronco). ƒ un contratto verbale antichissimo nel quale il consenso si manifesta pronunciando delle parole. 12 I contratti verbali Contratti verbali "L'obbligazione ‚ contratta con parole tramite domanda e risposta. A far valere la responsabilit• del creditore nella conservazione della cosa data in pegno (probabilmente ƒ sempre rimasta un actio in factu). quando non si usano pi„ le legis actiones. rapporti familiari). Nell'et• arcaica lo strmumento processuale in caso di inadempienza ƒ la Legis actio per iudicis arbitrive postulationem. ‚ il deposito irregolare (es. che poi diventer• la Stipulatio. I requisiti sono la contestualit€ e la congruit€. a scopo cautelativo. Il contratto di pagno venne protetto dal pretore con l' actio pignoraticia in personam che si distingue dall' actio pignoraticia in rem. in et• classica. . Questo contratto si estingue quando viene pagato il debito.

La pena per il furto era di tipo capitale. esse erano: ‚ ‚ ‚ ‚ furtum rapina damun iniuria datum iniuria Furtum per furto si intendeva la sottrazione di propriet• altrui ma anche l'utilizzo indebito.C. infatti nel caso in cui il furto avveniva di notte la potenziale vittima del furto poteva anche uccidere il ladro. dove con questo termine non si intendeva solo la previsione della morte ma anche l'assoggettamento del ladro nei confronti della vittima. non si sa bene se considerarlo un contratto e tanto meno se classificarlo come verbale.prima di essere manomesso . 13 I delitti come Delitti venivano a configurarsi 4 fattispecie. Oblatum se fosse stata portata dal ladro in altro luogo. A sua volta vi erano diverse pene se del tipo "manifestum" fosse stato compiuto di notte o di giorno. le pene per questa fattispecie si configuravano a seconda che esso fosse stato "manifestum" o meno.I contratti verbali DOTIS DICTIO La dotis dictio ƒ la promessa di costituire la dote: la donna.promette al padrone di compiere verso di lui determinate operae. prima di essere citato in giudizio. il ladro poteva essere ucciso solo se armato e dopo aver chiesto aiuto. del doppio per fusto non manifesto e del triplo nel caso di furtum conceptum e oblatum. Questa promessa. NEXUM Il nexum ƒ un istituto antichissimo. si riteneva furtum conceptum se la refurtiva fosse stata trovata a casa del ladro. . il padre oppure un debitore si assume l'obbligo di costituire la dote. fa sorgere delle obbligazioni che saranno per€ esigibili solo dopo la manomissione. dalla lex Poetelia Papiria. in progresso di tempo si sostitu… a questa pena una pecuniaria che consisteva nel quadruplo del valore della cosa per furto manifesto. ƒ una dichiarazione unilaterale. Consiste in un auto-asservimento che si fa nella forma per aes et libram con il quale il debitore inadempiente. avviene uno loquente in quanto il marito manifesta il suo assenso tacitamente. Quando Gaio scrive il nexum non esiste gi• pi„ perch† fu abolito nel 326 a. quindi. Gaio ci dice che ƒ l'unico caso in cui un giuramento produce obligazioni in quanto lo schiavo . se fosse stato commmesso di giorno. pu€ accordarsi con il creditore per estinguere il suo debito attraverso il lavoro. Sempre il quadruplo del valore era previsto per il furto proibitum cioƒ quando il ladro fosse stato scoperto. PROMISSIO IURATA LIBERTI La promissio iurata liberti ƒ la promessa giurata dell'ex schiavo (libertinus).

mentre gli accidentalia si prestavano ad una trattazione unitaria. il creditore deve provare la causa del suo credito. ad es. costitutivi di tutti i negozi reali o obbligatori. quindi anche la stipulatio era divenuta causale. La categoria dei negozi astratti. per non invalidare il negozio. Damnum iniura datum anche conosciuto nel nostro ordinamento come danno aquilano e cioƒ il danno extracontrattuale. o meglio erano effetti giuridici che derivavano dalla natura del negozio. Dopo la legge di Leone del 472 (epoca del terzo sacco di Roma da parte dei Longobardi). garanzia che peraltro poteva essere esclusa su accordo delle parti. Perci€. Tra gli essentialia.. I naturalia erano elementi previsti dalle norme. ad esempio. prevedeva la stessa pena pecuniarua sopra descritta. oltre che iuxta. Era necessario che vi fosse un rapporto diretto fra chi compie l'azione e questo tipo di risultati per la configuarazione del danno aquilano. doveva anche essere lecita. Per€. il modus e il dies: erano autolimitazioni della volont•. pagamento di 25 assi.I delitti 14 Rapina Questo delitto era in origine considerato un tipo di furto. o il pagamento di 300 assi se l'oggetto del danno fosse stata una persona libera. la stipulatio si ritiene fatta ex abundanti. esso prevedeva sia l'uccisione di un servo o di un capo di bestiame (primo capitolo legge aquilia) sia il ferimento degli stessi anche nel caso di una uccisione di un animale feroce. . scomparve completamente. che prevedeva: in caso di non risanamento del membro rotto la stessa rottura nei confronti di chi aveva arrecato il danno. cioƒ un'obiettiva e sufficiente ragione che giustificasse quel negozio in relazione ai fini che le parti si proponevano. vi erano tre fattispecie: ‚ membrum ruptum. la cui validit• era indipendente dalla causa. re. ‚ os fractum. i Romani ponevano la iuxta causa. Ad esempio. La causa. consensu ecc. che facevano dipendere da un quid estraneo al volere dele parti la produzione degli effetti giuridici del negozio. 150 se fosse stato uno schiavo. naturalia. E se l€obbligazione ƒ gi• costituita per una causa di per s† efficace. e accidentalia negotii. nella compravendita era elemento naturale la garanzia per evizione e vizi della cosa venduta. Tra gli accidentalia troviamo la condicio. Fu introdotta solo in periodo classico e la sua configuarazione si deve all'actio raptum bonorum con il quale veniva tutelata la sottrazione di beni per mezzo della forza. ‚ iniuria generica. nel senso comune che la sua esistenza dipende dalla realt• e liceit• di una causa. nell'ultimo mese nel caso del terzo capitolo Iniuria si configurava come iniuria ogni tipo di violenza esercitata su un altro soggetto. Gli elementi del negozio Gli elementi del negozio Anche in diritto romano si distingueva tra essentialia. tutti i negozi sono causali. I rapporti obbligatori nascevano da conventiones (contractus. la pena era prevista in base al maggior valore che aveva avuto la cosa rupta nell'ultimo anno nel caso del primo capitolo. gli essentialia vanno esaminati in riferimento alle singole figure di negozio. altre fattispecie dove questo mancasse come la persuasione o la limitazione di libert• prevedevano la tutela da parte del pretore. secondo le norme dello ius gentium che Giustiniano fonder• con lo ius civile. stipulationes). pacta. se essa non apparisce dall€atto (cautio indiscreta). Conventio e causa sono elementi essenziali.

Il problema del negozio modale era quello di assicurare in qualche modo che il destinatario della liberalit• ottemperasse all'onere. si considerava verificata. Alla condizione impossibile era equiparata quella illecita e quella turpe. e tuttavia. tranne che nei negozi mortis causa nei quali si consideravano come non apposte. mentre il diritto giustinianeo ammise anche la condicio risolutiva. cretio.. cioƒ dal momento in cui il negozio era stato stipulato.c. ma lasciava intatte le aspettative derivanti dalla condizione. o si apponeva al negozio una clausola accessoria. . Le fonti riportano che "tutte le stipulazioni possono essere costituite puramente o a termine". potestative e causali. si riscontrava la tendenza ad escludere (in pendenza di condizione) tutti gli effetti del negozio. venne inizialmente introdotta per risolvere il problema del legato che il testatore avesse sottoposto a condizione potestativa negativa (ad es. fingendo che il modus avesse natura di fedecommesso. Per i Romani infatti. ‚ cautio Muciana: apparsa nel IŠ secolo a. Le pi„ note delle clausole accessorie applicate in diritto romano sono: ‚ in diem addictio: il contratto sospeso cessava di avere efficacia. Il modus L'onere era una clausola accidentale apposta come limite alle liberalit•. negative. in iure cessio. ma prestava garanzia obbligandosi a restituirla se la condizione si fosse verificata. naturalmente. il diritto classico presentava molteplici regole. Furono elaborate in particolare tre regole per il periodo di pendenza: 1. ‚ lex commissoria: il bene rientrava nella disponibilit• del venditore se il compratore non pagava il prezzo entro un certo termine. trattandosi di efficacia ex nunc. se l'onere era a vantaggio di persone determinate. Il negozio era efficace. I Romani distinguevano tra condizioni affermative.: lascio a Tizio il piatto d'argento se non vender• mai il servo Sticho). in favore del venditore. ma escogit€ vari espedienti per singoli casi pratici: ad esempio. Ogni atto che intaccasse il valore del bene pendente condicione generava responsabilit• in chi l'aveva compiuto. miste. come anche la qualit• di erede (semel heres semper heres) e la costituzione di servit„ a termine. proprie ed improprie. Nello ius civile Romanorum vi erano atti che non ammettevano la presenza di condizioni: erano i cosiddetti actus legitimi. Erano sottratte al dies ad quem i trasferimenti di propriet• e le eredit•. gli actus legitimi erano esclusi dall'apposizione di termini. 2. 3. con la cautio il legatario acquistava subito la cosa. come la datio tutoris. l'avverarsi della condizione non faceva retroagire gli effetti del negozio.Gli elementi del negozio 15 La condicio Il diritto classico conobbe la sola condicio sospensiva. Si veniva ad introdurre cos… nel sistema romano la condizione risolutiva potestativa negativa. Il diritto classico non conosceva mezzi per imporre l'osservanza del modus. mentre in diritto pi„ tardo esso aveva effetto retroattivo. Il problema della condicio risolutiva fu cos… risolto: o si trasformava questa condizione in una normale condicio sospensiva. secondo la regola vitiantur et vitiant. mentre erano validi i trasferimenti della cosa dovuta (analogamente a quanto previsto nel diritto moderno). Circa il periodo di pendenza. il pretore aveva facolt• di accordare ai destinatari le azioni fedecommissarie. In diritto classico. mancipatio. ecc. difficili da ricondurre sotto un principio unitario. era inconcepibile una propriet• temporanea. La condizione non verificatasi ad opera di chi avrebbe potuto subirne dei danni. venditore se entro lo scadere del giorno fissato questi avesse ricevuto un'offerta migliore. Il dies Il termine era noto al diritto romano sia come dies a quo che come dies ad quem. Principio generale era che la condicio doveva essere possibile e lecita: le condizioni impossibili rendevano nullo il negozio.

. In epoca postclassica. Casi tipici di rappresentanza legale furono il curator furiosi e il tutor impuberis. 16 La rappresentanza Anche i Romani conobbero il concetto della rappresentanza. Della rappresentanza volontaria nelle fonti troviamo due applicazioni: il mandatum e la negotiorum gestio. nel suo duplice aspetto volontario e legale. Nel caso che taluno avesse compiuto negozi giuridici per conto di altri senza averne l'autorizzazione. che si differenziavano per il fatto che nel mandato vi era un esplicito incarico a compiere l'atto.Gli elementi del negozio Fu il diritto giustinianeo ad accordare le azioni riconosciute per i contratti innominati: la condictio causa data causa non secuta (per recuperare il bene trasmesso con donazione modale) e l' actio praescriptis verbis (per pretendere l'adempimento del modus). si afferm€ la regola ratihabitio mandato comparatur. Regola comune era che il mandatario non doveva superare i limiti del mandato per non perdere l'esperibilit• dell' actio mandati. che il mandato non fosse contra bonos mores. nel senso che la ratifica fu ritenuta idonea a porre le parti nella posizione in cui si sarebbero trovate ove ci fosse stato un mandato preventivo. il rappresentato poteva far sorgere retroattivamente nei suoi confronti gli effetti della rappresentanza. con effetti identici alla rappresentanza diretta. e che fosse del tutto gratuito e rinunziabile. salvo a riversarli sul rappresentato con altro negozio. Il diritto romano conobbe la sola rappresentanza indiretta. Il mandatum poteva essere costiutito sive nostra gratia sive aliena. anche il mandato poteva essere soggetto a termine o condizione. Come le altre obbligazioni consensuali. gli effetti del negozio gestito dal rappresentante ricadevano su di lui. mentre tale incarico mancava nella gestio. tranne poche eccezioni: di conseguenza. mediante una successiva manifestazione di volont• che prendeva il nome di ratihabitio. gli acquisti effettuati dai soggetti sottoposti alla patria potestas si intendevano fatti direttamente dal pater. In generale.

dall' adiecuts o dall'adstipulator. nel senso che occorrevano determinati negozi per estinguerlo (ad es. un soggetto gi• indicato nell'atto quale valido destinatario alternativo del pagamento. fatto a persona diversa dal creditore. come la propriet•. allora sorgeva la figura dell'adiectus solutionis causa. il pagamento liberatorio avveniva solo nei suoi confronti. La solutio La solutio per aes et libram era l'atto con cui il debitore si scioglieva dal vinculum. se nulla era pattuito in proposito. altrimenti durava indefinitamente.: se abbiamo stipulato un mutuo. eseguendo la prestazione in favore del creditore: solvere dicitur qui id facit quod facere promisit. con lo stesso oggetto. qui fecit quod facere promisit: sembra che la solutio. cioƒ l'equivalente). nexi liberatio. solutio per aes et libram). salva l'estinzione dell€oggetto su cui gravava. se non era stabilito un termine. ‚ la solutio andava effettuata quando dies venit. Causa di estinzione dell'obbligazione era perci€ qualsiasi fatto giuridico che comportasse la cessazione del rapporto obbligatorio comprendente tutti i diritti e obblighi che ne derivavano. o poteva concedere proroghe. o la confusio o la compensatioˆ. Se invece l'obbligazione conteneva la formula prometti di dare a Caio o a Tizio?. ‚ circa il luogo del pagamento. remissio. che di regola era a favore del debitore (diei adiecto pro debitore est). ossia alla scadenza del termine. Qualsiasi pagamento. ut retro pecuniae tantundem solvi debet (trad. ‚ solo nel diritto pi„ tardo sorgeranno nuovi modi di sciogliere il vincolo obbligatorio: dissensu. cioƒ l'adempimento. il luogo era quello dove si trovavano gli oggetti. quidque contractum est. occorrevano forme solenni per poter sciogliere l'obbligazione: ‚ Solvere dicimus eum. Ed infatti si legge nelle fonti: ‡le obbligazioni o naturalmente o civilmente si adempiono.L'estinzione delle obbligazioni 17 L'estinzione delle obbligazioni L'estinzione dell'obbligazione L'obligatio. invitando formalmente (con l'interpellatio) il debitore a pagare. L'adstipulator era invece una persona di fiducia del creditore che stipulava un'obbligazione sulla scorta di quella originaria. naturalmente con la solutio o con l'acceptilatio o la novatio o il concursus causarum. ecc. Nell'antico diritto. Varie erano le regole che disciplinavano l'adempimento: ‚ cum mutuum dedimus. solvi debet: per il debitore non c'era altro modo di sottrarsi al vincolo che quello dell'adempimento. L'adiectus solutionis causa L' obligatio poteva intercorrere fra due o pi„ soggetti: quando era indicato il creditore. . dobbiamo restituire il tantundem. non era valido se il creditore non lo autorizzava. il creditore poteva chiedere l'adempimento in qualsiasi momento. Comunque. era un rapporto tendenzialmente perpetuo. ‚ il debitore poteva pretendere la quietanza (apocha) o la presenza di cinque testimoni al momento dell'adempimento. fosse il modo principale di estinzione dell'obbligazione.

Il concordato e il beneficium competentiae Altri modi di estinzione delle obbligazioni erano il concordato e il beneficium competentiae. l'erede aveva facolt• di convocare i creditori e invitarli a ridurre proporzionalmente i propri crediti. il creditore si impegnava con il debitore a non richiedere la prestazione. sostanzialmente si trattava di una remissione del debito. poi quelle ipotecarie e infine quelle indicate dal debitore o (in mancanza) dal ceditore. . si riteneva estinto dapprima il debito di interessi e poi quello di capitale. poi fu usata come formula di remissione del debito. L'acceptilatio Istituto ibrido era l'accettilazione (acceptilatio): originariamente. Il debitore interrogava il crditore se avesse ricevuto il pagamento o meno: ‚ (debitore): Quod ego tibi promisi habesne acceptum? ‚ (creditore): Habeo Era dunque un actus legitimus che non ammetteva n† condizioni n† termini. Il beneficium competentiae aveva lo scopo di evitare l'esecuzione personale o l'infamia (conseguente all'esecuzione reale) oppure ancora l'ignominia (derivante dalla cessio bonorum). mentre la apocha non libera se non ƒ stata versata la pecuniaˆ. soccorrevano criteri legali di imputazione. eredi. anche se la pecunia non ƒ stata data. ma se mancava la scelta del debitore.) coinvolti nel rapporto obbligatorio (ne petam). incompatibili peraltro col tenore della dichiarazione formale. Ulpiano diceva: ‡tra acceptilatio e apocha (=quietanza) c'ƒ questa differenza: l'acceptilatio in ogni modo scioglie il vincolo e libera il debitore. che nel tardo diritto cominci€ ad essere usata come una sorta di pactum de non petendo: rispondendo di aver ricevuto il pagamento. sottraendo alla liquidazione generale il patrimonio (dedotte le spese per il necessario sostentamento: deductio ne egeat). In ogni caso. il debitore aveva diritto di non essere condannato a pagare se non nella misura delle sue facolt• economiche (in id quod facere potest). quindi. I Romani applicarono il concordato solo alle eredit•:una costituzione di Marco Aurelio stabiliva che se un'eredit• era molto gravata di debiti. era la dichiarazione con cui il creditore attestava di aver ricevuto la prestazione. La forma consisteva in una interrogazione e una risposta. ecc. che poteva valere solo nei confronti del debitore (ne a te petam) oppure nei confronti di tutti i soggetti (condebitori. In virt„ del beneficium competentiae. garanti. L'imputazione seguiva questo ordine: prima le obbligazioni ex delicto.L'estinzione delle obbligazioni 18 Imputazione dei pagamenti Quando il debitore aveva pi„ debiti verso lo stesso creditore. La deliberazione era presa a maggioranza dell'assemblea dei creditori. era libero di imputare il pagamento ad uno qualsiasi di essi. Le persone alle quali il beneficio spettava erano: ‚ il marito rispetto alla moglie ‚ la moglie rispetto al marito ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ il suocero il patronus il milite il socio il donante l'emancipato il filiusfamilias diseredato il fallito che cede i beni o ha subito la bonorum venditio il debitore ex promissione doti oppure ex reddenda dote.

) Anche Gaio parla dell' acceptilatio come veluti imaginaria solutio. nonch† la prima regola per potersi avere novazione: una novazione non pu€ riferirsi a un contratto che non esista.. Nel diritto giustinianeo.)quia hoc iure utimur. ut iuris gentium sit acceptilatio: et ideo puto ut Graece posse acceptum fieri. il concetto antico della novazione era svanito e l'identit• di oggetto eliminata come requisito: anzi. e sono perci€ d'avviso che essa possa essere fatta in greco. ut Latinis verbis solet (trad. Si accedeva alla novatio mediante stipulatio. Circa l'oggetto. habesne acceptum?† (trad. cioƒ una forma di concordato preventivo tra gli eredi del debitore insolvente e i creditori ereditari. Il pactum quo minus solvatur poteva anche consistere nel chiedere la met• del credito. sicch† quella vecchia restasse estinta (ut prior obligatio pereatur): un negozio. Nel diritto classico. si diceva che omnes res transire in novatione possunt. applicabile quando il debitore non poteva procurarsi denaro ma aveva degli immobili: in tal caso. Sia il pactum quo minus. l' acceptilatio fu usata principalmente come atto di remissione di un debito appartenente al ius gentium: era infatti il negozio di chi non accipiat pecuniam. di non lasciar sussistere la nuova obbligazione insieme a quella vecchia. quae non committitur: questo brocardo esprime una necessit• formalistica del diritto romano. Tuttavia. erano patti validi per lo ius civile. li ho ricevuti". se l'obbligazione poteva essere adempiuta in una volta sola. Giustiniano introdusse anche una forma di datio necessaria. giacch† non erano ammessi tra le stesse persone due contratti aventi lo stesso oggetto. se accettava. 19 La datio in solutum Il creditore non poteva essere costretto ad accettare una cosa diversa da quella dovuta..: fa le veci della vendita) e doveva essere effettuata nel luogo e nel termuine stabilito. .: "perch† secondo il nostro diritto l' acceptilatio ƒ un'istituzione del ius gentium. allo scopo di limitare le pretese di questi ultimi ed evitare la bonorum venditio in danno del defunto. la novit• (aliquid novi) pu€ consistere appunto nel mutamento dell'oggetto. e prendeva il nome specifico di pactum quo partem dimidiam solvatur. a condizione che sia fatta cos… come ƒ usuale in parole latine: "tu hai ricevuto tanti denari?" "si. quindi. sed habere se dicat. nel senso che ƒ un pagamento immaginario: era sufficiente che il debitore chiedesse …Quod ego tibi promisi. La novatio consisteva nella sostituzione di una nuova obbligazione con la vecchia. fondamento dell'effetto estintivo della novazione era l'idem debitum. cioƒ l'intenzione effettiva di novare. Secondo Giustiniano. il creditore non era tenuto ad accettare prestazioni parziali.: ci€ che ti ho promesso tramite una stipulazione. ma nel diritto classico non si poteva mutare l'oggetto dell'obbligazione. Oltretutto. come non erano possibili due processi sulla stessa controversia (bis de eadem re agi non potest). Anzi. Poteva altres… essere applicato il pactum quo minus solvatur. che il pactum quo partem dimidiam. la datio vicem venditionem habet (trad. tu lo hai ricevuto?). La novatio Novatio non potest contingere ea stipulatione. (. tendenzialmente contrario alle astrazioni. il debitore faceva stimare equamente i suoi immobili e li offriva al creditore. dal duplice effetto di costituire una nuova obbligazione ed estinguerne un'altra. applicabile sulla base di apposito decretum emanato dal pretore. si aveva la datio in solutum. il diritto pretorio concesse ai debitori meritevoli di evitare la bonorum venditio (e con essa l' infamia) mediante il beneficium competentiae.L'estinzione delle obbligazioni Per Ulpiano. dummodo sic fiat. cioƒ condannando tali debitori all'id quod facere possunt. Era invece indispensabile l'animus novandi. e che il creditore rispondesse: …Habeo†.

Si legge infatti nelle fonti che ‡se l'erede continuasse ad essere creditore verso il debitore e in seguito lo stesso creditore morisse. sia mortis causa che inter vivos. lo scopo del soddisfacimento del credito si riteneva conseguito. La compensatio La compensazione ƒ l'imputazione in pagamento di ci€ che il creditore deve a sua volta al debitore. Il concursus causarum Era una forma di satisfactio senza solutio. qualora l€acquisto del creditore fosse stato a titolo oneroso. i mutui e i legati a favore dei municipia. la compensazione si poteva opporre (ope exceptionis) solo da parte dei banchieri (argentarii) e del bonorum emptor (colui che aveva comprato qualcosa dal debitore). il legato sarebbe estinto: e ci€ ƒ vero. Giustiniano stabil… che la compensatio fosse un modo generale di estinzione dell'obbligazione. che si aveva nei casi di impossibilit• sopravvenuta della prestazione: il nome preciso era concursus duarum causarum. che comportava altres… la cessazione della mora. i crediti nascenti da deposito. l€obbligazione non si estinguesse e il debitore dovesse pagare l'aestimatio. Non si poteva opporre la compensazione contro i crediti del fisco. senza ulteriori formalit•.. poich† l'obbligazione si estingue allo stesso modo per confusione e per solutioˆ. . Nel'antico diritto. violenza. furto. dovuta ad un evento giuridico: confusio est cum debitor et creditor una persona fit. L'ipotesi pi„ ricorrente era la confusio per successione nel credito.L'estinzione delle obbligazioni 20 La confusio Corrisponde alla moderna figura della confusione. quando il creditore acquistava a titolo diverso (onerosamente o gratuitamente) e per altra via la cosa dovutagli. Requisito indispensabile era l'omogeneit• degli oggetti: le due prestazioni dovevano avere per oggetto cose fungibili della stessa specie. in quanto debitor sui ipsius nemo esse potest. ed era la concentrazione nella stessa persona della qualit• di creditore e debitore. La giurisprudenza classica ritenne poi che. In sostanza. La confusione operava quindi ipso iure l'estinzione dell'obbligazione: confusione perinde extinguitur obligatio ac solutione. perch† si faceva distinzione a seconda che la causa dell'obbligazione (o quella dell'acquisto del bene) fosse onerosa o gratuita. la cessazione della decorrenza degli interessi e di tutte le altre obbligazioni accessorie.

Se era in personam. obligatio ex delicto. In diritto romano era molto pi„ frequente il pactum in personam. Il debitore convenuto in giudizio poteva opporre l'eccezione di compensazione o mediante una vera e propria exceptio oppure con una mutua petitio (=domanda riconvenzionale). il giudice doveva tener conto dell'ammontare del credito e condannare il debitore se (e solo se) il debito superava il credito. valido.). Tale patto poteva essere utilizzato come forma alternativa di remissione del debito o come dilazione nel pagamento: in ogni caso. Ci€. poteva rivolgersi ad altri soggetti per il pagamento. il concursus causarum. Erano tuttavia conosciuti altri modi di estinzione delle obbligazioni. nel diritto classico erra oper€ anche ipso iure. sponsio (promesse unilaterali) e fidepromissio. Il pactum de non petendo Era il patto con cui il creditore si impegnava a non richiedere (per sempre o per un certo periodo) il suo credito. richiedeva dei presupposti tassativi ed occorreva l'intervento del giudice. La compensatio era una figura ibrida. in virt„ del principio secondo cui la compensazione ƒ bilanciamento fra credito e debito. Il contrarius consensus e il perimento della cosa erano ulteriori modi di estinzione. La compensatio Era il pi„ importante modo di estinzione operante per lo pi„ ope exceptionibus. ma dava al convenuto una exceptio pacti per paralizzare la pretesa dell'attore. in quanto tali obbligazioni erano fondate sulla fiducia personale del debitore. ecc. ma il primo poteva applicarsi solo se non era ancora stata eseguita la prestazione. Nel diritto giustinianeo. la datio in solutum e la solutio. che operavano ope exceptionibus oppure ipso iure. delictum. ai garanti o agli eredi). a volte ope exceptionibus. la novatio. assunse le connotazioni moderne: poteva applicarsi solo ai casi espressamente previsti dalla legge. e cioƒ: Estinzione ope exceptionibus In diritto romano. volendo benficiare il debitore ma senza rimetterci il credito. In caso di parit• fra credito e debito. Si distingueva dalla figura della acceptilatio. e il creditore poteva chiedere quanto dovutogli ad altri (ad es. ecc. cioƒ se il prezzo non era stato pagato e la cosa non era stata consegnata. questi ultimi erano appunto la confusio. era un accordo privo di ogni formalismo. . ed ebbe ambito applicativo pi„ limitato. scaduto. il creditore si impegnava a non richiedere il suo credito generaliter. il giudice assolveva. cioƒ verso tutti. per agevolare il creditore che.) o per la natura dell'obbligazione fatta valere dal creditore (es. Poteva essere un pactum in rem oppure in personam: se era in rem. I casi legali di compensatio si identificavano in relazione ai soggetti e all'oggetto dell'obbligazione. a volte operante ipso iure. in quanto non operava ipso iure come quella. In primo luogo. il credito poteva compensarsi solo con altro debito liquido. Solo in alcuni casi si escluse la compensazione: o per le qualit• del creditore (fisco. di facile prova ed omogeneo a quello per cui era stato convenuto il debitore in giudizio. si riferiva al solo debitore e non anche all'erede o al fideiussore di questi.Estinzione delle obbligazioni ope exceptionibus 21 Estinzione delle obbligazioni ope exceptionibus Estinzione delle obbligazioni La morte o la capitis deminutio (perdita della capacit• giuridica) estinguevano tutte le obbligazioni derivanti da mandato. si distingueva tra modi di estinzione ope exceptionibus e modi di estinzione ipso iure. obbligazione alimentare. municipio.

ecc. la transactio divenne un autonomo negozio innominato. notevoli . bens… un complesso di persone soggette a vario titolo alla potest• di un comune capostipite. La concezione patriarcale della famiglia sub…... non sulla cosa definitaˆ. persone in adozione. Il debitore citato in giudizio poteva appunto eccepire l'intervenuta transactio mdiante exceptio pacti. ecc. attraverso altri maschi. ossia i rapporti di parentela. La familia civilis A Roma. quando le tre originarie tribus romulee erano organismi compatti e indipendenti di fronte all'autorit• "politica".. padre e figlio erano agnati di 1Š grado. Il diritto di famiglia Il diritto di famiglia Nel diritto romano debbono essere distinte due specie di rapporti familiari: ‚ quelli che si ricollegano alla familia civilis. il sorgere di un rapporto di coniugio o affiliazione tra debitore e creditore. Il vincolo di agnazione aveva rilievo giuridico fino alla sesta generazione (6Š grado di agnazione) e non oltre. Il creditore non doveva essere n† impubere n† filius. La concezione romana della famiglia era eminentemente patriarcale: paterfamilias era chi non aveva ascendenti vivi.) Chi transige. contro di lui non decorreva la prescrizione. che in pi‡ determinava anche l'estinzione delle obbligazioni eventualmente sussistenti tra le parti. Il diritto romano attribuiva molta importanza alla transazione: ‡(. schiavi. il diritto del paterfamilias.). poich† tra di loro intercorreva una sola generazione). Solo in et• giustinianea. cioƒ atipico. Il rapporto che legava tra loro i vari componenti della famiglia era chiamato adgnatio. La praescriptio longi temporis Questo modo di estinzione delle obbligazioni fu introdoto da Teodosio II nel V secolo d. il termine familia indicava il paterfamilias e le persone libere a lui sottoposte (moglie. e la dominica potestas su tutti gli altri beni (casa. se lo era. che comprendono tutto ci€ che ricade nel dominio domestico del paterfamilias (compresi schiavi.) ƒ stabilito che non minore autorit• della transazione rispetto alla cosa giudicata si abbia (. termine con cui si indicava la comune discendenza da uno stesso capostipite maschio.). col passare dei secoli e l'evolversi della societ• civile. poich† non indicava un nucleo composto da sole persone legate da vincoli di sangue e di parentela. animali.C. Il vincolo di agnazione era computato per gradi. Erano cause sospensive la sopravenuta incapacit• del creditore. Il diritto romano ƒ stato. ma era inizialmente un modo di estinzione dell'azione creditoria: trascorsi trent'anni dal momento in cui il credito fosse divenuto esigibile e non fosse stato richiesto il pagamento.Estinzione delle obbligazioni ope exceptionibus 22 La transactio Era un negozio con cui porre fine ad una controversia (fine peraltro raggiungibile anche mediante acceptilatio.. la patria potestas sui discendenti. ed il grado era dato dal numero delle generazioni (ad es. ed esercitava la manus maritalis verso la moglie. nipoti). il concetto di famiglia fu essenzialmente politico. ecc. si estingueva la facolt• del creditore di agire in giudizio. ‚ quelli che invece si richiamano al concetto della famiglia naturalis. stipulatio. transige sulla cosa dubbia e sulla lite incerta. L'istituto familiare si richiamava a primitive condizioni sociali. i cui poteri si raggruppavano sotto il nome di manus.). fin dalle origini. La messa in mora del debitore o il pagamento parziale erano atti interruttivi della prescrizione.. figli. termine che poi fu usato per designare anche l'autorit• dei re e dei magistrati. Di conseguenza.

nel diritto civile vigente. Giustiniano sanc… definitivamente la figura del negozio "matrimonio". Per un matrimonio legittimo occorrevano vari requisiti: anzitutto. il principio della consensualit• e della monogamia. grazie soprattutto all'influenza del Cristianesimo. esistevano due tipi di matrimonio: ‚ il matrimonium cum manum conventione ‚ il matrimonium sine manu Il primo rappresentava la forma pi„ antica di celebrazione. allo scopo di evitare il passaggio dei patrimoni di una famiglia all'altra. l' adfinitas aveva valore solo come impedimento al matrimonio. successivamente. il fondamento della familia era nel matrimonio. una sorta di caparra . tra fidanzati si creava un vincolo assimilabile al vero matrimonio (cos…. In et• giustinianea. cioƒ sposata. Il maritus pagava il prezzo simbolico di una moneta aquistando la manus sulla donna matrimonii causa. che spettava a tutti i cives romani. Mentre l'usus era un principio di applicazione dell' usocapione. istituto che pi„ di tutti ha subito evoluzioni e modifiche nel corso della storia e che. era un'applicazione della mancipatio e consisteva in una finta compra-vendita della donna. In epoca imperiale. Per rafforzare questo vincolo tra fidanzati. . ancora oggi. la Lex XII Tabularum escludeva qualsiasi rilevanza alla discendenza materna. e con il solo termine di cognati vennero chiamati tutti i parenti. In et• postclassica. essi erano punibili per adulterio e non potevano contrarre altre nozze). in epoche antiche. chiamata cognatio. due senatusconsulta consentirono finalmente la regolare successione tra madre e figli. cui doveva seguire la coabitazione per un anno (usus). la resistenza alla successibilit• dei cognati fu pi„ dura. vennero introdotte le arrhae sponsaliciae. Nel diritto antico troviamo altri due modi di aquisto della manus sulla donna da parte del marito: la coemptione e la confarreatio. ossia la perdita di tutti i diritti successori verso la famiglia d'origine. mentre di certo in et• classica non creava alcun obbligo e non richiedeva forme solenni. sia in linea maschile che femminile. e l'uomo suo maritus. Solo in materia successoria. in cui i promessi venivano impegnati dai rispettivi padri al futuro matrimonio tramite una stipulazione solenne. poich† in nessuna epoca mai il diritto romano ƒ stato contaminato da influenze orientali.Il diritto di famiglia mutamenti. i due sposi spezzavano una focaccia di farro come simbolo della volont• di unirsi in matrimonio. 23 Il matrimonio In diritto romano. o coemptio. Secondo una disposizione contenuta nelle XII tavole. la distinzione fra adgnati e cognati fu abolita. A seguito della Conventio in manum la donna entrava nella famiglia del marito loco filiae. la cognatio ebbe rilievo come impedimento al matrimonio. In secondo luogo. ha mantenuto inalterati alcuni principi fondamentali che ritroviamo. perdendo ogni legame con la famiglia di origine. l'istituto degli sponsalia cambi€ radicalmente: dalla promessa sorgevano obblighi tra il futuro marito e il padre della sposa.. i cui effetti si verificavano per l'intervento del semplice consenso iniziale. occorreva la pubertas e il consenso dei nubendi e del paterfamilias. tale stipulazione era perseguibile. Affinch† si realizzasse la Conventio la donna doveva essere nupta. Il matrimonium sine manu nacque infatti in epoca repubblicana. In epoca arcaica. Probabilmente. e poi si ammise la possibilit• di donazione fra cognati. la coemptione. cioƒ il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge. per evitare i gravi effetti che l'uscita della donna dalla famiglia originaria comportava. In epoca arcaica. nonostante tali modifiche. La confarreatio invece era una cerimonia religiosa che si svolgeva davanti a dieci testimoni e al Flamen Dialis. interrompendo cos… l'usus da parte del marito ed evitando la manus maritalis. come ad es. ma bastava il consenso iniziale degli sposi. Dalla adgnatio e dalla cognatio occorre tenere distinta la adfinitas. sponsalia (fidanzamento). In diritto postclassico. prima del termine di ogni anno. Il matrimonio doveva essere preceduto dai cd. si and€ affermando il matrimonio come negozio giuridico: per il sorgere del vincolo non occorrevano pi„ n† l' usus n† il permanere dell' affectio maritalis. detta sponsio (promessa). per tre notti consecutive (Trinocti usurpatio). la donna pu€ assentarsi. lo ius connubi.

Nel diritto giustinianeo. doveva restituire il quadruplo delle arrhae. Successivamente. il divorzio per mutuo consenso il divorzio unilaterale per colpa dell'altro coniuge il divorzio unilaterale sine causa il divorzio bona gratia (che in senso tecnico indica il divorzio per cause non imputabili n† all'uno n† all'altro coniuge). le vere e proprie nozze. era gravemente punito. se il fidanzamento veniva sciolto. Agli sponsalia seguivano le nuptiae. ossia quando veniva ridotto in schiavit„ oppure diveniva servus poenae per condanna. Impregnato di spirito antidivorzista. Dalle origini fino all'et• repubblicana. invalse l'uso di mandare la comunicazione per iscritto con un libellus repudii. Costantino riconobbe tre sole iuxtae causae per il divorzio: ‚ per la donna. regolate dai principi dello ius civile circa i rapporti patrimoniali. non scioglieva il matrimonio ma faceva che esso divenisse iuris gentium. Il matrimonio si scioglieva di regola per morte di uno dei coniugi. Nessun limite sussisteva per il divorzio bilaterale. secondo cui il vincolo veniva meno per la morte di uno dei coniugi o quando veniva a mancare la cd. In et• imperiale. 3. che importava la perdita della cittadinanza. i diritti successori. Il divorzio per sua natura non doveva esigere forme. come non ne esigeva il matrimonio. se l'uomo era un omicida. Gli sponsalia si scioglievano per mutuo consenso o per recesso unilaterale (repudium). La capitis deminutio media. che aveva la funzione di evitare la commixtio sanguinis. 24 Il divorzio Lo scioglimento del matrimonio era una diretta conseguenza della concezione classica dell'istituto. che importava anche il risarcimento e la restituzione dei beni reciprocamente donati adfinitas contrahendae causa. La Lex Julia prescrisse che il divortium o repudium fosse comunicato da un liberto alla presenza di sette testimoni. ‚ per l'uomo. Un semplice avviso per litteras o per messaggio verbale (per nuntium) doveva bastare. Le pene comminate per il divorzio illecito (cioƒ quello sine causa) sono il ritiro forzato in convento e la perdita della dote e di tutti i propri beni in favore dei figli. Gli inadempienti erano puniti con la infamia e con l'incapacit• di ricevere per testamento. per cui Giustino II fu costretto a ripristinare la liceit• del divorzio per mutuo consenso. la legittimit• della prole. per il venir meno di qualche requisito. Il matrimonio era sciolto anche quando il marito di una libertina diventava senatore. Chi divorziava unilateralmente al di fuori di questi casi. Particolare attenzione merita l'istituto del tempus lugendi. mezzana o avvelenatrice. se la donna era adultera. affectio maritalis. violatore di sepolcri o avvelenatore. si introdusse una quadruplice partizione: 1.Il diritto di famiglia penitenziale da pagare da parte del padre del fidanzato alla famiglia della donna. Fu solo nel w:Medioevo che il diritto canonico rese indissolubile il matrimonio di sua natura. Se era la donna a sciogliere il fidanzamento. . ma i giureconsulti ammettevano lo scioglimento del matrimonio anche in assenza dell'osservanza di questa formalit•. Queste disposizioni sembravano superare tutti i limiti tollerabili della vita sociale. il matrimonio si scioglieva anche per la capitis deminutio maxima subita da uno dei coniugi. qualsiasi motivo era valido per divorziare. anche se futile. Giustiniano abol… questa conseguenza e in seguito anche il divieto. 4. il divieto di donazione tra coniugi. la caparra era restituita. ecc. Dall'et• repubblicana. 2. o per divortium. queste pene furono estese anche al divorzio lecito.

non vi era alcuna forma di celebrazione (solo una dichiarazione espressa). Lo status di filiusfamilias in primo luogo derivava dalla procreazione in costanza di nozze legittime (iuxtae nuptiae) da parte del paterfamilias: l'analogia con l'acquisto della cittadinanza per nascita da padre cittadino ƒ evidente. Era. Adrogatio Per tale forma di assoggettamento alla patria potestas. quest'ultimo. In buona sostanza. e tutte le persone a lui soggette. Era proprio questo il carattere negativo che distingueva il matrimonio dal concubinato. il concubinato consisteva nella convivenza di una donna (generalmente di bassa condizione. cioƒ della stima della societ• quasi al pari di una moglie. presieduti dal pontifex. avevano limitata capacit• successoria rispetto al pater. si assoggettava alla potest• di un altro paterfamilias. Varie categorie di filiazione Il diritto romano distingueva tre categorie di figli: legittimi. allo scopo di creare artificialmente un erede quando l' adrogator non aveva altri . lo status di filiusfamilias si acquistava in maniera analoga all'acquisto della cittadinanza. interrogava l'adrogante. Non era invece punito dalla legge il concubinato. il concubinato fu elevato al rango di istituzione giuridica: i liberi naturales (figli naturali) potevano essere legittimati ed acquisire pertanto un diritto agli alimenti ed un limitato diritto di successione. I figli legittimi erano quelli nati dal paterfamilias almeno 182 giorni dopo le nozze o entro 300 giorni dallo scioglimento del matrimonio. La filiazione La filiazione La posizione di filiusfamilias all'interno della famiglia. Con la adrogatio. al contrario. anche in assenza di affectio maritalis. ma senza affectio maritalis. ossia la costituzione del vincolo familiare (adgnatio) era stabilita in dipendenza dall'assoggettamento alla patria potestas: in altre parole. scelta tra i liberti) con un uomo libero. l'adrogato e poi il popolo delle curie (rappresentato dai 30 Littori. I figli spurii erano equiparati a quelli illegittimi: non avevano diritti successori e gli si attribuiva lo status libertatis che aveva la madre al momento del parto. un'istituzione di fatto tollerata. la concubina (qualora donna ingenua e honorata) godeva della existimatio. naturali e spurii. non prevedeva la dote (consentita solo per gli sposi). se ed in quanto appartengono ad un diverso paterfamilias. perch† per il resto non vigevano i consueti principi di monogamia e fedelt•. I figli naturali erano quelli che nascevano dall'unione di un uomo libero con una concubina. largamente diffuso nella societ• romana sia a causa delle pene gravi contro lo stuprum sia per i vari divieti matrimoniali. un paterfamilias. per rescriptum principis e per oblationem curiae (mediante iscrizione nella curia del luogo dove domiciliava la famiglia e la dotazione di almeno 26 iugeri). ma potevano essere legittimati per subsequens matrimonium. era previsto nei tempi antichi che si dovesse fare in Roma dinanzi ai comizi curiati. diventandone il filius. I discendenti per ramo femminile non sono membri della famiglia. ma non veniva mai confuso (il concubinato) con le relazioni transitorie e voluttuarie. Sotto gli imperatori cristiani. Tuttavia. dal lato etico e affettivo. presa cognizione della vicenda.Il diritto di famiglia 25 Il concubinato I rapporti sessuali al di fuori del matrimonio con persona honesta (cioƒ di onesta condizione) erano severamente puniti dalla lex Iulia de adulteriis.

nel quale il nuovo paterfamilias. Effetti dell'adozione e dell'arrogazione Gli effetti dell'adozione e dell'arrogazione erano perfettamente identici a quelli della procreazione all'interno della famiglia. attribuendo solo alla prima i pieni effetti (ed invero fu chiamata adoptio plena). n† lo sottraeva alla potest• del suo paterfamilias: l'adottato conseguiva solo il diritto di succedere nel patrimonio dell'estraneo adottante. In diritto giustinianeo. mancipando ossia trasferendo all'adottante il figlio per tre volte. ma solo compiendo la procedura nelle province romane. Questo istituto era caratterizzato dall'equiparazione dei filius iure legeque ai filius nato da giuste nozze. ‚ doveva poter generare ‚ non doveva essere schiavo n† evirato. agnazione. Giustiniano applic€ anche il principio fondamentale adoptio natura imitatur: chi adottava: ‚ doveva aver passato la piena pubertas (maggiore di XVIII anni rispetto all'adottato. L'adrogato. trib„. poich† pro monstro est ut maior sit filius quam pater). 26 Adoptio L'adozione seguiva nel diritto antegiustinianeo una procedura complicata. nella quale perdeva ogni diritto. il che ha importanza per la posizione futura del filiusfamilias e per i suoi diritti di successione. subiva una capitis deminutio minima. presentandosi al magistrato (in iure). l'adozione ha luogo in modo pi„ semplice. tutto il suo patrimonio diveniva dell'arrogante. ma non in tutti. il quale prende nota della dichiarazione concorde delle tre parti. cui doveva aderire tacitamente anche l'adottato. il quale usciva cos… dalla famiglia originaria perdendo con essa ogni rapporto ed ogni pretesa. culto.anche i sacra del paterfamilias arrogato si estinguevano. Antonino Pio permise anche l'arrogazione degli impuberi e delle donne. che fu chiamata minus plena. Doveva precedere la rinuncia dell'antico paterfamilias alla sua potest• con tutte le debite solennit•. simulava di rivendicare dall'antico il suo diritto di patria potest•. L'adottato si staccava completamente dala sua famiglia di origine. L'adozione fatta da un estraneo non toglieva il filiusfamilias alla sua famiglia di origine. l'adottato era equiparato al figlio legittimo. ecc. In molti casi. subendo un cambiamento dello stato familiare e diventando alieni iuris. consistente in un finto processo. Tale adozione. e veniva ad acquistare gli stessi diritti ed obblighi dei membri del nuovo gruppo: nome. . Giustiniano infatti distinse l'adozione fatta da un ascendente e quella fatta da un estraneo. prenome. Non era consentita l'adrogatio delle donne e degli impuberi. ƒ in buona sostanza il modello su cui ƒ ritagliata la moderna adozione. Cos… facendo si estingueva la patria potestas che veniva trasmessa al nuovo paterfamilias mediante la in iure cessio. L'adottante si reca insieme con l'antico paterfamilias e con il suo legittimo filiusfamilias dinanzi al magistrato. l'adozione cambi€ radicalmente: abbandonata la formula dell'ordine del magistrato (iussu praetoris). si richiese un'apposita dichiarazione di parte dinanzi al magistrato o notaio (adoptio per tabulas). o per rafforzare il potere economico e o quello politico. In et• imperiale.La filiazione discendenti. Si poteva adottare attribuendo indifferentemente il grado di figlio o nipote. Nel diritto giustinianeo.

naturalmente. o per il fatto del terzo. secondo il diritto giustinianeo nascevano dei rapporti obbligatori. co-usufrutto. cui si aggiunsero la communio incidens e la tutela. I rapporti nascenti dalla comunione incidentale si ritenevano inquadrabili nei "quasi contratti". solo ai rapporti patrimoniali nascenti dalla tutela.). essendo tenuti alla diligentia quam suis rebus. Altro atto unilaterale era l'interrogatio in iure. La condictio causa data causa non secuta era la richiesta di adempimento fatta da quello dei contraenti che avesse gi• adempiuto a sua volta. analogamente a quanto accadeva per le societas: e -proprio per questa analogia. .si applicavano le regole sulla societas. ad esempio una somma prestata per affrancare uno schiavo gi• libero. o per legge. co-servit„. tant'ƒ vero che i comunisti rispondevano fino al limite della culpa in concreto. Quando c'era una compropriet• di diritti su un medesimo bene (es. omettendo di difendere le sue ragioni: ci€ portava alla sua condanna alla restituzione. I rapporti tra tutore e pupillo rientravano nella categoria dei quasi contratti: si fa riferimento. La communio incidens era la comunione sorta non per volont• dei comunisti ma per un fatto accidentale. vi erano ricomprese la condictio sine causa. con cui il convenuto confessava il suo debito in giudizio davanti al magistrato. Originariamente. la condictio causa data causa non secuta ed altre. ciascuno dei comunisti era libero di chiedere lo scioglimento della comunione mediante l' actio communi dividundo (l'actio familiae erciscundae era riservata ai casi di pi„ coeredi che volessero sciogliere la comunione ereditaria). La condictio sine causa era la richiesta di restituzione di una cosa prestata per una causa impossibile. ecc. Di conseguenza. perch† alla loro base non c'era un contratto vero e proprio ma neanche un atto illecito.Gli atti unilaterali 27 Gli atti unilaterali Gli atti unilaterali Gli atti unilaterali nascevano generalmente da una datio ed erano tutelati da una condictio.

Tale istituto era noto anche ai Romani. che ritiene sorgere il concetto di annullabilit• dalla fusione dello ius civile con lo ius honorarium. inoltre. fosse iniquo. il legatum per vindicationem (invalido) fu convertito da una legge in un legatum per damnationem (valido). Nullit€ In et• classica. suffragata da riscontri storici. che trova la sua massima espressione nell'istituto della conversione del negozio nullo. Principio di conservazione del negozio Uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento ƒ il principio di conservazione. Guarino distingue tra invalidit• ipso iure e invalidit• ope magistratuus. Questa in sintesi la teoria dominante di Arangio-Ruiz. che concesse al danneggiato l'esperibilit• di alcune exceptiones. che il nuovo negozio anche se non espressamente voluto dalle parti rientrasse nello scopo pratico avuto di mira dai contraenti. o convertito in altro negozio alla cui esistenza giuridica fossero sufficienti i requisiti validi esistenti. Se l'exceptio veniva opposta con successo. questo problema fu affrontato come al solito dal diritto pretorio. distingue tra invalidit• totale e parziale. e che la conversione risultasse opportuna. Talora un negozio formale e astratto poteva valere come negozio causale. ma in pratica. Cos…. si mutava l'efficacia del negozio da contestabile in definitivo). escludendo una condanna del convenuto. . perch† non era ammissibile che un negozio si potesse trovare in una situazione di efficacia precaria: quod initio vitiosum est. a tal fine era per€ richiesto che il negozio invalido potesse essere riutilizzato (avesse cioƒ gli elementi di una diversa stipulazione). l'ordinamento romano non poteva ignorare i casi in cui il negozio.L'invalidit• del negozio 28 L'invalidit€ del negozio L'invalidit€ del negozio L'invalidit• dei negozi giuridici poteva dipendere da varie cause: ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ ‚ mancanza di qualche requisito essenziale contrasto con la legge incapacit• del soggetto indisponibilit• del diritto inosservanza delle forme prescritte vizi della volont• A seconda della gravit• del difetto. e il negozio invalido poteva essere reintegrato nella totalit• dei requisiti o ridotto ai requisiti utilizzabili. Annullabilit€ Al diritto romano era sconosciuto il concetto di annullabilit•. Vi era quindi differenza con l'attuale azione di annullamento (che pone nel nulla l'atto). l'invalidit• assunse il duplice aspetto della nullit• ipso iure e della contestabilit• ope exceptiones (se l'excepio non veniva opposta. Tuttavia. Argomentando dala casistica. caratterizzato da una causa identica o analoga allo scopo avuto di mira dalle parti. Merita tuttavia un accenno la teoria di Guarino. non poneva nel nulla il negozio ma ne paralizzava gli effetti sul terreno del diritto pretorio. per la tipicit• dei negozi (che mal si conciliava con il passaggio da una categoria all'altra) i casi di conversione ammessi furono pochi. non potest tractu temporis convalescere. il negozio poteva essere ipso iure nullo o annullabile o rescindibile. pur essendo valido. perch† non sempre la mancanza o il vizio di un requisito sono tali da far venir meno tutto il negozio (utile per inutile non vitiatur).

essa valeva soltanto nei casi espressamente riconosciuti dalla legge: ma in quei casi aveva pure effetto retroattivo. specialmente "gli insulti pronunciati per disprezzare. le offese e le altre iniquit• e ingiustizie che i Greci chiamavano ‹Œ•Ž••‘". l'alienazione compiuta dal minore diventava valida solo quando il curatore l'avesse ratificata. Per la responsabilit•. e poi richiese che tra il damnum e il factus vi fosse un nesso di causalit•. cioƒ che aspetta di essere reso efficace. era sufficiente anche la culpa laevissima.L'invalidit• del negozio 29 Sanatoria della invalidit€ La nullit• degli atti giuridici poteva essere sanata dalla conferma o ratifica. La disciplina del damnum si trova nella Lex Aquilia (287 a. nel senso che (salvi i diritti acquistati dai terzi) le conseguenze giuridiche del negozio non avevano data dalla ratifica. Generalmente. iniuria e del conseguente damnum iniuria datum.C. impose di ragguagliare il valore del risarcimento all'ultimo prezzo pi„ alto raggiunto dal bene nel mese precedente. aggravando cos… la posizione del danneggiante. ma piuttosto incompleto. bens… dal momento iniziale in cui fu stipulato. Casi analoghi erano quelli in cui si richiedeva per la validit• del negozio tra le parti il consenso di un terzo: ad esempio. il mutuo stipulato da un filiusfamilias diventava pienamente valido e inattaccabile solo quando il paterfamilias anche in seguito vi avesse consentito. detta ratihabitio. nonch† il damnum (effettiva lesione) e l'iniuria (antigiuridicit•). Tale ƒ la funzione della ratifica nel riconoscimento della gestione esercitata circa gli affari altrui. la prima legge scritta in materia di risarcimento del danno: in primo luogo. quanto la perfezione di un atto non propriamente nullo. ƒ detta iniuria tutto ci€ che "accade contro il diritto". La ratifica non era un istituto organico e riducibile ad un principio. La lex Aquilia La lex Aquilia A prescindere dalle varie figure di delictus che rientravano nella tutela penale. istituto piuttosto complesso in cui si comprendeva tanto la convalida di un negozio annullabile (o anche radicalmente nullo) mediante un atto posteriore. lo ius civile conosceva alcune figure di danneggiamento che trovavano tutela in sede civile: si parla della cd.). Si legge infatti nelle fonti che la plebe romana fu contenta quando Aquilio Gallo (tribuno romano) eman€ questa legge. senza averne mandato (negotiorum gestio). . L‚actio legis Aquiliae era concessa contro il danneggiatore che doveva risarcire il duplum se si provava la colpa. In qualunque funzione.

la pollicitatio. nell'ambito del rectius esse). poteva liberarsi dall'obbligazione cedendo la quinta parte del suo patrimonio. devotio). generalmente. La pollicitatio era considerata stipulatio ad honorem. La solutio indebiti La solutio indebiti si aveva quando un soggetto. usurae accedunt† (trad. il votum ed altre figure minori. legatum sinendi modo). affinch† gli dei concedessero la propria benevolenza (cd. A sua volta. La pollicitatio Altra promessa unilaterale era la pollicitatio. erroneamente ritenendosi obbligato.Le obbligazioni non contrattuali 30 Le obbligazioni non contrattuali Le obbligazioni non contrattuali Oltre che da contratto. sottoposto a condizione sospensiva. Il votum era un'obbligazione trasmissibile agli eredi. altrimenti si riteneva aver commesso un furto. Aveva struttura di atto unilaterale. il promittente poteva essere costretto a portarla a termine mediante la cognitio extra ordinem. Chi pronunciava il votum era detto voti reus (cioƒ beneficiario dell'aiuto della divinit•) ma anche voti damnatus (cioƒ obbligato all'adempimento. l'accipiens doveva ignorare che il solvens nulla gli doveva. cioƒ l'ignoranza di non essere obbligato. oppure di istituire i ludi. quindi regolata dal fas. in quanto la promessa veniva mantenuta solo dopo che la divinit• avesse dimostrato la sua benevolenza. i quali potevano liberarsi cedendo un decimo del loro patrimonio. Il votum era una promessa sacra. l'indebiti solutio. La pollicitatio andava mantenuta all'atto dell'assunzione di una carica pubblica (magistratura o sacerdozio). cioƒ dal fato. la negotiorum gestio. promessa solenne che trae le sue origini dalla consuetudine che un cittadino promettesse alla sua citt• o al municipium di effettuare un versamento o realizzare un'opera di pubblico interesse per la comunit•. pagava un'obbligazione del tutto inesistente (indebito ex re) oppure esistente ma tra altri soggetti (indebito ex persona). Se per€ il promittente cadeva in miseria. perch† se il solvens sapeva di non esserlo. ma se l'opera promessa era gi• iniziata. . scattano gli interessi moratori in caso di ritardo nell'adempimento della promessa. allora si riteneva avesse voluto fare una liberalit• (irripetibile). Che la pollicitatio fosse ritenuta alla stregua di una normale obbligazione. Dal pagamento dell'indebito sorgeva l'obbligo dell'accipiens di restituire e scattava la condictio indebiti (azione giudiziaria) per il solvens. Era anche ammessa la forma suprema di votum. Presupposto per l'azione di indebito era l'errore. lo si ricava dalle fonti: …Si pollicitus moram coeperit facere. si trattava di erigere un tempio. I sacerdoti delle divinit• tuttavia potevano ricorrere alla cognitio extra ordinem per ottenerne l'adempimento. consistente nel sacrificio volontario della vita per il bene pubblico. le obbligazioni potevano derivare da atto lecito unilaterale: tale categoria fu detta delle obligationes quasi ex contractu e comprendeva i legati obbligatori (legatum per damnationem. Il votum Il votum era un istituto del ius sacrum consistente in una preghiera accompagnata da una promessa solenne fatta dal paterfamilias ad una divinit• per ottenerne i favori.

Si richiedevano alcuni requisiti: 1. sostituendosi a chi vi era tenuto: lo ius praetorium concesse l€actio funeraria per il recupero delle spese sostenute. . Circa la tutela del gestore. Giustiniano ampli€ le facolt• discrezionali del giudice nella valutazione delle spese ripetibili con l‚actio funeraria.Le obbligazioni non contrattuali 31 La negotiorum gestio La negotiorum gestio era la gestione di affari altrui. eventualmente anche invito vel ignorante domino.con esattissima diligenza. ma il gestore avesse intrapreso l'attivit• con l'intenzione di lucrare per s†. Al gestore spettavano le expensas. cioƒ la gestione intrapresa senza averne ricevuto incarico e senza esserne altrimenti obbligato. ma non prohibente domino. che affianca e sorregge le regole riguardanti il rendiconto. sicch† si rispondeva anche di colpa lieve. con privilegio sopra l'eredit€. o ancora perch† nutrisse propositi disonesti. si applicava la compensatio lucri cum damno. l'utiliter coeptum 3. a nulla valendo la pietas. vi si trova perfino un richiamo al principio di solidariet• sociale. il cui patrimonio diveniva del tutore stesso. l'animus aliena negotia gerendi In altre parole. o perch† vi aveva interesse. Le ipotesi pi„ frequenti di negotiorum gestio riguardavano l'ufficio del tutore. la semplice amministrazione di negotia aliena non basta per obbligare il gestore verso l'amministrato: occorrono altres… l'elemento psicologico dell'animus e che l'affare sia utilmente intrapreso (utiliter coeptum). In caso di danni e di lucro arrecati contemporaneamente al dominus. l'absentia domini 2. non veniva accordata l‚actio negotiorum gestorum. che doveva essere fornito -al termine della gestione. o volontariamente rimborsate o recuperate con l'esperimento dell‚actio negotiorum gestorum. con riferimento al tutore degli impuberi e degli incapaci. Laddove mancava l‚animus di gerire un affare altrui. pur sempre occorreva l‚animus aliena negotia gerendi. le fonti sono insolitamente puntuali. Ipotesi particolare di negotiorum gestio era quella di chi provvedeva ad un funerale. In tal caso.

La mora debendi (o mora solvendi) era la mora del debitore. si nulla difficultas venditorem impediat). Principio generale era in illiquidis non fit mora. poi recepito dal vigente art. civ. qui tardius solvit. Giustiniano viet€ gli interessi composti (anatocismo). ‚ occorreva poi la cd. La mora debendi Mora fieri intellegitur ex re vel ex persona era il brocardo che sanciva la distinzione tra i due tipi di mora: quella automatica e quella ex persona. che era perci€ tenuto a dare usuras. 1282 del cod. che si verificava quando il creditore rifiutava senza motivo di ricevere il pagamento integrale. ma poteva anche essere stabilita dalle parti. ‚ l'obbligazione doveva anche essere pura ed esigibile: non poteva essere richiesta la prestazione ante diem. La mora credendi Diversa era la mora credendi (o mora accipiendi). cioƒ l'atto di costituzione in mora (nulla mora ubi nulla petitio). oppure il colposo rifiuto di accettarla. il debitore era esonerato dagli interessi e poteva addirittura rifiutare di adempiere se non veniva rimborsato delle spese sostenute per il ritardo. nonch† a risarcire il danno derivante dal ritardo (damnum iniuria datum) e ad accollarsi il rischio del perimento della cosa.La mora 32 La mora La mora ƒ l'inadempimento colposo dell'obbligazione al tempo debito e con le modalit• previste. Generalmente. decorrevano a favore del creditore gli interessi (usurae). L'obbligazione di interessi (usurae) Dopo l'interpellatio. la misura degli interessi veniva determinata officio iudicis oppure apud iudicem. Per aversi mora solvendi occorrevano i seguenti requisiti: ‚ innanzitutto l'obbligazione doveva essere valida e munita di azione: non si configurava mora nelle obligationes naturales. Gli effetti della mora del creditore erano analoghi a quelli moderni: il rischio per il perimento della cosa era a carico del creditore. ossia prima della scadenza del termine. Per effetto della mora. l'obbligazione si perpetuava e sorgeva la responsabilit• del debitore. In tale materia. per le obbligazioni eo die (cioƒ a termine) si applicava il principio del dies interpellat pro homine. come forme valide di estinzione dell'obbligazione. cioƒ il ritardo colposo nel pagamento. comunque. Giustiniano introdusse l'offerta pubblica e il deposito della cosa. cioƒ a pagare gli interessi dal giorno della mora. Si distingue pertanto la mora in solvendo (mora del debitore) dalla mora in accipiendo (mora del creditore). n† se mancava l'imputabilit• del ritardo al debitore (mora videtur esse. interpellatio. . vigeva il principio minus solvit. Le parti potevano preventivamente stabilire la misura degli interessi con una clausola chiamata stipulatio usurarum. la questione degli interessi era esaminata apud iudicem.

rispettivamente il venditore ed il compratore. compiuti mediante determinati rituali. Effetto caratteristico della mancipatio era la obligatio auctoritatis. e difatti. nei quali poco o nulla rilevava la volont• dei contraenti: il diritto romano arcaico era impregnato del pi„ rigoroso formalismo.Il negozio giuridico 33 Il negozio giuridico Il negozio giuridico Il diritto romano non formul€ mai una concezione di negozio giuridico come quello moderno. aquistando il carattere di imaginaria venditio. stipulatio e in iure cessio. Lo ius civile pi„ antico attribu… grande importanza ai negozi solenni (cioƒ formali). nella mancipatio familiae e cos… via. per realizzare il trapasso. La in iure cessio e la mancipatio scomparvero dalla scena giuridica quando si addivenne alla creazione e diffusione del contratto di compravendita (emptio et venditio). pi„ simile nella forma e nei contenuti a quello moderno. Tuttavia vi furono singole figure e singoli istituti suscettibili di applicazione analogica. Tale negozio veniva usato anche per altri scopi: ‚ come vendita della figlia fatta dal padre allo sposo. ƒ appunto la mancipatio. La in iure cessio Era un contratto che comportava l'effettiva consegna (anche se simbolica) del bene da trasferire. le res mancipi.B. scambiavano l'oggetto del negozio. avesse potuto difendersi da solo con la rei vindicatio. Letteralmente. fino a che il compratore stesso. venditore e compratore intentavano davanti al magistrato una finta actio sacramenti in rem. Dalle fonti si evince che i Romani non usano la parola contrahentes ma per la mancipatio o per lo in iure cessio indicavano con precisione l€atto che ognuno compie: is qui rem mancipio dat et is qui eam accepit. apparenza. per le eredit• e le tutele. La mancipatio La mancipatio era il pi„ antico negozio traslativo della propriet•. e tutti i negozi esistenti erano riconducibili alle tre categorie della mancipatio. dopo aver usucapito il bene per il trascorrere del tempo. is qui rem in iure cedit et is qui eam accepit. il termine significa "fare un passo indietro". quali il dies. dovette distinguere nettamente la mancipatio adibita a questo fine che aveva assunto nella sottostruttura tutti gli elementi del negotium iuris gentium. che davanti a cinque testimoni e ad un libripens. Il potere che ne deriva sui beni sociali. ma anche per la manomissione degli schiavi. La dottrina romana. ‰ un negozio del tipo gesta per aes et libram. come nella coemptio. In seguito la sostanza dell'istituto cambi€ e divenne un negozio astratto di trasferimento del dominium sulle res mancipi. . n† mai elabor€ una figura con caratteristiche generali cui fossero riconducibili le manifestazioni di volont• fatte da soggetti capaci. il dolo e la rappresentanza. Era un negozio solenne che si svolgeva tra il mancipio dans e il mancipio accipiens. elaborando la categoria dei negozi giuridici che servono al commercio dei beni. Questo perch† le costruzioni astratte presentavano scarso interesse per i giuristi Romani. in base alla quale il mancipium dans era obbligato a garantire l'evizione al compratore contro terzi. Il sistema della in iure cessio veniva usato in genere per l'acquisto della propriet• e di altri diritti reali. dalla mancipatio che ƒ mera formalit•. ‚ come consegna del nexum (debitore) a garanzia dell'obbligazione. la res. N. pesandone il valore sulla bilancia e pronuciando formule solenni (certa e sollemnia verba). ‰ poi importante sottolineare che tale negozio giuridico richiedeva la presenza corporale della cosa. ‚ come negozio di trasferimento di poteri sulle persone in causa mancipi. della res. colui che portava la bilancia.

In epoca giustininanea non si riteneva pi„ necessario l'uso del verbo spond’o e la stipulatio si era trasformata in un negozio astratto con cui si potevano assumere obbligazioni di qualunque genere e con qualunque causa. ma soprattutto bisognava che vi fosse una iuxta causa traditionis..l'esempio tipico ‚ quello del lancio di monete alla folla In epoca imperiale si afferm€ il principio che la traditio doveva essere accompagnata da una scriptura. In epoche arcaiche era indispensabile la materiale consegna del bene (dominia rerum non nudis pactis transferuntur). usufruttuario. ecc.conductio societas mandatum. La traditio Sopravvisse al diritto classico la sola traditio: dal punto di vista formale. Il diritto pretorio introdusse il comodato. Era caratterizzata dall'oralit•. che era l'inverso della traditio brevi manu: chi aveva posseduto da proprietario..C. constarono sempre di due elementi: la causa (cioƒ il fatto oggettivo che giustificava l'obbligazione) e la solennit• (talora sostituita dal consenso). propter quam traditio sequeretur. cominciava a possederla a titolo di propriet•. per cui chi aveva posseduto la cosa a titolo di pegno. consistente nella trasformazione dello stato soggettivo. Ed infatti Nunquam nuda traditio transfert dominium. consistente nel mostrare la cosa da lontano.). dalla contemporanea presenza delle parti. sed ita. spondeo!). da allora. ‚ traditio longa manu. avendo mutato l' animus. occorreva poi che quest'ultimo avesse volont• di acquisire. ecc. Erano tutti negozi causali. Mentre il formalismo scompariva. trasferendo la cosa ne rimaneva locatario. I negozi. ossia un motivo giuridicamente valido per trasmettere il bene (causa solvendi. il pegno e il deposito. Gi• alla fine del III secolo a. . e si sostenne che era questa (e non la consegna) a trasferire la propriet•: era nata l'esigenza dello scriptum ad substantiam. L'introduzione della forma scritta fin… per far prevalere l'elemento scritto sull'oralit•.venditio locatio . la traditio era la forma pi„ semplice di trasferimento della propriet•. si venditio aut aliqua iusta causa praecesserit. che Giustiniano invece richiese come pura formalit•. perch† perficiuntur verbis. poi fu sufficiente anche la traditio symbolica (consegna delle chiavi della casa). ‚ constitutum possessorium. Per la traditio occorreva che il bene fosse di propriet• o in possesso del tradens.Il negozio giuridico 34 La stipulatio Un prom…ssor si obbligava ad eseguire una qualsiasi prestazione in favore di uno stipul•tor con lo scambio solenne di domanda e risposta (spondes?. segno che il diritto romano andava svincolandosi dal formalismo arcaico. In seguito si ammise la validit• delle due seguenti forme: ‚ traditio brevi manu. ‚ In incertam personam(caso di volont€)nonostante mancasse il destinatario della cosa. dalla immediatezza e consequienzialit• di domanda e risposta. si riconosceva valore pregnante alla volont• pi„ che ai rituali. in quanto consisteva nella materiale consegna del bene. si conoscevano ben quattro negozi scaturiti dallo ius gentium: ‚ ‚ ‚ ‚ emptio .c'era in ogni caso la volont€ di trasferire la stessa a chiunque diventasse il nuovo proprietario. causa donationis.

Ma quando l'oggetto era indivisibile. la responsabilit• restava a carico di chi doveva compiere la scelta. mensura consistunt. dare una quantit• periodica di frutti). Vi sono tuttavia alcune obbligazioni di facere che sono divisibili. ove ci€ sia espressamente pattuito. al fine di ottenere una divisione congrua. . un cavallo). perch† i diritti sulle cose si possono di regola costituire pro parte. che ricollegavano arbitrariamente (mediante convenzione) le obbligazioni con i rapporti fondiari. qualora perissero tutti gli oggetti tra cui compete la scelta. Obbligazioni con soggetto variabile Di regola. ciascuno dei condebitori poteva chiedere una proroga al creditore per ottenere il pagamento pro parte dagli altri condebitori. i soggetti dell'obbligazione sono individualmente determinati: pu€ accadere tuttavia che i soggetti siano determinati solo in relazione ad un rapporto reale. Anche se qualcuno si obbligava ad eseguire una prestazione in relazione ad un fondo (ad es. La distinzione tra obbligazioni divisibili e indivisibili assume rilievo in presenza di pi„ soggetti attivi o passivi: il caso pi„ frequente di pluralit• di creditori (o debitori) rispetto ad un unico oggetto indivisibile si verificava nell'eredit•. del solarium. L'essenza della disciplina delle obbligazioni generiche e alternative sta nel diverso esito del deterioramento o della perdita dell'oggetto da prestare: ‚ per le obbligazioni generiche. ma pu€ anche spettare al creditore o ad un terzo. il pegno.Classificazione delle obbligazioni 35 Classificazione delle obbligazioni Obbligazioni generiche e alternative Obbligazioni generiche sono quelle in cui l'oggetto ƒ indeterminato solamente nel genere o in una categoria di oggetti (un quintale di grano. Indivisibili. ed in proporzione una parte non ha mai il valore del tutto. in quanto l'essere debitore o creditore dipende dal rapporto con un certo bene. (in presenza di pi„ concreditori) il debitore adempiente poteva chiedere al creditore soddisfatto di garantirlo contro gli altri concreditori. pondee. nel caso contrario. genus numquam perit e dunque la responsabilit• resta a carico dell'inadempiente debitore. Obbligazioni alternative sono quelle in cui ƒ stabilito un gruppo di singoli oggetti. ecc. La Lex duodecim tabularum disponeva che i debiti e i crediti fossero divisi ipso iure tra i vari coeredi. Le obbligazioni di facere sono di norma indivisibili: eseguire una parte di edificio non ƒ realizzare tutto l'edificio. erano obbligazioni con soggetti variabile quelle dell'actio aquae pluviae arcendae. Nel diritto romano non erano ammessi i cd. quest'obbligo passa ai suoi eredi ma non ai successivi proprietari del fondo. l'enfiteusi. La scelta che in entrambe le specie occorre fare compete di regola al debitore. sicch† il diritto di credito veniva a scindersi in tanti diritti. tra cui scegliere. ciascuno avente ad oggetto una parte della prestazione originaria. ma costui poteva liberarsi pagando il prezzo dell'oggetto perito oppure soggiacere alla actio doli intentata dalla controparte. ecc. quando alla morte del creditore (o debitore) succedevano pi„ eredi. Le obbligazioni di dare sono in genere divisibili. dell'actio quod metus causa. del vectigal. Tali obbligaizoni erano chiamate 'obligationes propter rem. ciascuno determinato. ‚ nelle obbligazioni alternative. Obbligazioni divisibili e indivisibili Le obbligazioni si dicono divisibili quando la prestazione ha natura tale che si possa eseguire parzialmente senza alterarne l'essenza. oneri reali. Ad esempio. e precisamente quelle che hanno per oggetto la prestazione di opere fungibili quae numero. come ad esempio il diritto di diritto di propriet•.

Le pretorie erano quelle introdotte dallo ius praetorium ed erano perci€ dette anche honorariae.C. in cui rientrava la negotiorum gestio. ma si basavano sulla possibilit• dei creditori di reagire contro l'inadempiente. Honorariae e pretoriae erano le obbligazioni introdotte di volta in volta dal pretore. per la nota avversione alle astrazioni. Le civili erano quelle costituite per legge o secondo il diritto civile. ovvero ciascun creditore pu€ pretendere l'intera prestazione. A differenza dell'attuale regime delle obbligazioni solidali. eadem res o pecunia. quasi ex maleficio. La summa divisio di tutte le obbligazioni si articolava in due categorie: civili e pretorie. Senza elaborare mai una categoria generale. Con l'intensificarsi degli scambi commerciali e l'evolversi dei traffici giuridici. L'obbligazione Le obbligazioni Il Codice civile vigente del 1942 non d• una definizione di obbligazione. quasi ex contractu. si fece sentire sempre pi„ pressante l'esigenza di garantire in qualche modo i rapporti relativi: il debitore diventava nexum (cioƒ vincolato) e se l'obbligazione restava inadempiuta. bens… il vincolo personale che il debitore contraeva a garanzia dell'adempimento. il creditore poteva incatenarlo o venderlo come schiavo. Ma in diritto romano il termine obligatio non indicava il dovere di eseguire una prestazione. lo ius civile distinse le obbligazioni ex contractu. Le obbligazioni solidali erano anche chiamate correali. in quanto si riteeneva che il debitore adempiente per l'intero avesse pagato un debito proprio. la solidariet• doveva essere espressamente pattuita. Vi era poi la categoria residuale delle cosiddette obligationes ex variis causarum figurae. Lentamente nei secoli cominci€ ad affermarsi l'idea che il vincolo dovesse stringere due patrimoni e non due persone. Obbligazioni civili e onorarie Civiles in senso stretto erano le obbligazioni stabilite dagli organi legislativi del popolo romano o create dalla libera interpretazione della giurisprudenza. una summa. Fu il diritto pretorio che istitu… poi le varie azioni a tutela del creditore insoddisfatto. abol… la possibilit• di esecuzione sulla persona del debitore. altrimenti l'obbligazione si presumeva parziaria. il rapporto obligatorio si pu€ configurare come parziario (se l'obbligazione si divide tra i vari soggetti) oppure solidale (se l'obbligazione ƒ per l'intero (es. la solutio indebiti e il legatum per damnationem. e questa ideologia culmin€ nella lex Poetelia Papiria che nel 326 a. perch† il legislatore si ƒ giovato delle fonti romane. ex maleficio. legatum per damnationem) e ciascun debitore ƒ tenuto all'intera prestazione. grazie anche all'introduzione della pecunia. dove si afferma che: obligatio est iuris vinculum quo necessitate adstringimur alicuius solvendae rei. idem debitum habet. ed inoltre la solidariet• escludeva di per s† il regresso.Classificazione delle obbligazioni 36 Obbligazioni parziarie e obbligazioni solidali Quando pi„ debitori sono tenuti ad eseguire una certa prestazione. L'arcaico ius Quiritium fu molto preciso nel disciplinare i diritti reali e le successioni. poich† indicavano con l'espressione duo rei o conrei le stipulazioni con unico oggetto e pluralit• di soggetti che una res. tutti gli impegni assunti in tal senso non avevano alcun fondamento giuridico. o pi„ creditori hanno diritto di esigerla. Tae distinzione aveva rilevanza nel diritto classico. . ma fu carente rispetto al fenomeno economico del credito. o addirittura ucciderlo. perch† nel diritto giustinianeo cadde in disuso.

tempus iniectum) della quale il promittente approfittava per eseguire la prestazione. mentre la semplice difficultas praestationis non facit inutilem stipulationem. ma non era esclusa la compresenza di pi„ soggetti attivi o passivi. poi si intese nel senso del comportamento che il debitore doveva tenere per soddisfare la pretesa del creditore: poteva essere un facere. pazzi.L'obbligazione 37 Elementi del rapporto obbligatorio Erano elementi dell' obligatio i soggetti. un non facere. Inoltre. per lo pi„ in forma indiretta. giudiziali (provenienti dalla mera funzione del giudice). Tuttavia. la obligatio verbis (stipulata mediante domanda e risposta). Le fonti affermano: …se ‚ dovuto qualcosa a qualcuno "per natura". la compravendita e la societ•). le cauzioni). quasi contratti. ecc. troviamo l'obligatio re (originata dalla datio rei). ma sembra che la prestazione dovesse avere necessariamente un determinato requisito: la cosiddetta patrimonialit•. l'oggetto e le varie clausole (condicio. sordi. Sembra infatti che non esistesse prestazione senza un contenuto patrimoniale. si ritenne possibile la compensazione di un'obbligazione civile con un'obbligazione naturale (etiam quod natura . Tra le obbligazioni da atto lecito. Circa l'oggetto della prestazione. e di respingere la condictio indebiti che il debitore poteva intentare per riavere quando aveva dato.. ecc.). nei tempi arcaici era la persona del debitore. non avendo un titolo formale che gli consentisse di agire in giudizio. sebbene sembri sorgere puramente. costoro non sono da ritenersi creditori (. res illicitae o turpes. un praestare (nel senso di "garantire"). qualsiasi cosa abbia dato in dote non puƒ richiederla in restituzione†. tuttavia aveva inserita in s† una circostanza (cd. Era ammessa la rappresentanza. con tutte le conseguenze relative. l' obligatio litterarum (consistente in un documento scritto) e l' obligatio consensu (comprendente la locazione. Oltre la condicio e il dies. la disciplina era la stessa degli elementi accidentali del negozio. Circa le clausole apponibili. e neanche le obbligazioni con un soggetto indeterminato. et repeti non poterit. Fonti delle obbligazioni Giustiniano oper€ la summa divisio che identificava le fonti in contratti. l'obbligazione era nulla. egli oper€ una ulteriore distinzione tra obbligazioni convenzionali (contratte per effetto del consenso dei contraenti). Le fonti non lo richiedono esplicitamente. come quando si diceva "prometti di dare in Cartagine": questa stipulazione. anche i "luoghi" erano soliti essere inseriti nelle obbligazioni. un dare. questi di regola erano due. minori.. In epoca postclassica. Era ritenuta inutile stipulatio (cioƒ invalida) quella avente ad oggetto res sacrae o res extra commercium. e si conoscevano diverse categorie di soggetti che non potevano contrarre (muti. la categoria delle obbligazioni naturali si generalizz€ fino a comprendere qualsiasi dovere morale o sociale di contenuto patrimoniale ma privo di riconoscimento giuridico: …se la moglie crede di essere obbligata a dare la dote. tutte connotate dall'assenza del vinculum in quanto generate dallo jus naturale: di conseguenza. ‰ da notare che se l'oggetto era indeterminabile o indefinito. ma gli era consentita la soluti retentio dell'adempimento fatto spontaneamente. pretorie (stabilite dal pretore nell' edictum) e comuni (ad es. il mandato. Altri casi di obbligazioni naturali erano descritti dalle fonti: tutti coloro che contraevano con il filius senza l'intervento del paterfamilias assumevano semplicemente delle obbligazioni naturali. poich† in quel caso non era ancora nella disponibilit• del promittente. Il diritto romano riteneva inutile la prestazione quando questa aveva ad oggetto una res futura. delitti e quasi delitti.) e quello che deve "per natura" puƒ essere perseguito solo per coscienza†. Le obbligazioni naturali Il diritto romano classico conobbe varie ipotesi di obbligazioni naturali (dette naturales tantum).). il creditore non aveva alcuna azione verso il debitore. Circa i soggetti.

Accanto ai mores il diritto arcaico conosce un'altra grande fonte del diritto ovvero LA LEGGE DELLE XII TAVOLE. tra paterfamilias e filiusfamilias o tra due filiifamilias soggetti alla medesima patria potest•). le obbligazioni tra persone legate insieme da un rapporto di patria potest• (ad es. adrogatio. 3. le obbligazioni estinte per capitis deminutio anche minima (si ricordi che le obbligazioni potevano estinguersi a seguito di emancipazione. Poich† si trattava di una singolare causa di estinzione dell'obbligazione. Et€ arcaica Nell'et• arcaica.. venit in compensationem). Quello che impediva il sorgere di un'obbligazione giuridica era la presenza della patria potestas. ovvero le consuetudini.C. Inoltre un'altra grande fonte del diritto viene dai pretori. la costituzione di garanzie reali e personali su un'obbligazione naturale. la giurisprudenza stabil… che l'obbligazione civile estinta dava luogo ad una obbligaione naturale solo se si trattava di una prestazione di mero fatto (le obbligazioni aventi ad oggetto la trasmissione di un diritto restavano estinte e non facevano luogo a obbligazioni naturali). ma ƒ anche vero che essi contraevano obbligazioni "per il loro padrone" e non gi• per sƒ stessi. Essi sono magistrati che hanno un ruolo fondamentale nel processo. Sono obbligazioni naturali (naturales tantum): 1.. e l'interpretazione ponteficiale.L'obbligazione debetur. da una grande importanza per il sacro e dettata da un grande formalismo. Quindi nel periodo arcaio. Inizialmente il processo ƒ quello per azioni di legge. ed ƒ questo aspetto che conferiva validit• civile a questo genere di obbligazioni. il pupillo che ha contratto senza l'auctoritas del tutore novari potest). ‰ vero che gli schiavi non avevano capacit• giuridica. 38 le fonti del diritto romano Le fonti del diritto romano non sono sempre le stesse e si adeguano al mutamento di societ• ma soprattutto ai mutamenti costituzionali. anno in cui si instaurer• il principato con Augusto. Esse sono comportamenti posti in essere dalla societ• poichƒ visti ripetuti dalla stessa e accettati. Le consuetudini e l'interpretazione del pontefice lasciano il posto ad un'interpretazione pi„ laica del diritto. Naturamente le fonti del diritto arcaico saranno molto diverse dalle fonti del diritto classico o addirittura Giustinianeo.. le obbligazioni degli schiavi sia tra di loro. le principali fonti del diritto erano i MORES. che hanno studiato nelle scuole greche. Et€ preclassica Nell'et• preclassica si assiste allo sviluppo e al decadimento dell'et• repubblicana fino al 27 a. sia col loro padrone. In questo periodo le fonti del diritto mutano. principalmente degli schiavi. nel quale costituzionalmente abbiamo assistito al passaggio da monarchia a repubblica le fonti del diritto sono i mores e la legge delle XII tavole. 2. e la novazione (cos…. per assenza di capacit• di intendere e di volere (vedi La capacit• di agire) si tramutava in obbligazione naturale. l'obbligazione del pupillus assunta senza l'intervento (auctoritas) del tutore. sia con estranei. questo ƒ il motivo per cui nella legislazione giustinianea le obbligazioni naturali costituivano ancora un istituto anomalo. giustificato da uno speciale fondamento ma insuscettibile di applicazioni analogiche. sicch† restavano possibili le sole obligationes naturales tantum. Essa ƒ una raccolta di disposizioni di carattere generale voluta sulla spinta dei plebei che erano interessati ad una legislazioe scritta e riformatrice. che sono deliberazioni dell'assemblea deio plebei convocata dal tribuno. ponendo il diritto come una grande scienza accanto alla matematica. adozione). 4. la filosofia. societ• caratterizzata da un economia statica. Il territorio precipuo (se non esclusivo) delle obbligazioni naturali era individuato dalla giurisprudenza nei rapporti delle persone alieni iuris. Esistono tuttavia anche i plebisciti. grazie a una nuova classe di persone ovvero i giuristi laici. dettato da grande formalismo e che lascia poco spazio alla creazione di diritto tuttavia in questo periodo si ha la creazione pretoria del processo .

i digesta. ‚ decreti. . Lo far• con la creazione del CORPUS IURIS CIVILIS (composto dalla seconda edizione del Codex detto repetitae praelectionis. 39 Et€ classica Nell'et• classica il cambiamento costituzionale porta ad una modifica delle fonti del diritto. ci sar• Giustiniano. Dunque il potere normativo si accentra nelle mani dell'imperatore grazie allo strumento delle costituzioni imperiali.poichƒ presuppongono illimitatezza temporale e spaziale ed ƒ rivolto a tutti. risposte inviate a privati circa la risoluzione di casi specifici. Et€ post-classica L'et• classica andr• avanti fino circa alla dinastia dei Severi. ci€ che stabilisce il popolo mediante comitia centuriata. sentenze giudiziare. ‚ epistole. in relazione alla quale si ha l'inizio dell'et• post-classica. rivolgendosi per alcune questioni ai pi„ eminenti giuristi che oramai facevano parte della burocrazia imperiale (e quindi assistiamo al monopolio della produzione di iura da parte del dominus et deus). una parentesi che va dal 527 al 565 d. L'intervento pretorio perde la sua importanza cos… come la lex publica. ad eccezione dell'et• Giustinianea.C. Inoltre annoveriamo anche le leges publicae.Il senato inizia gradualmente a perdere potere.ma da Dio stesso (considerando anche l'ampia influenza della diffusione del Cristianesimo). diversi dagli edicta dei pretori in et• repubblicana. limitandosi in et• dioclezianea ad acclamare l'oratio principis.la pi„ grande raccolta di iura dell'et• preclassica e le istitutiones per l'insegnamento didattico). curiata e tributa. ‚ editti. Tralasciando questo ultimo periodo Giustinianeo il diritto post-classico vede la fine del principato e l'inizio del dominato. Egli divenne conditor ed interpretes del diritto. ‚ rescritti. et• della morte di Giustiniano e della fine della storia romana. Questa et• coprir• temporalmente gli ultimi secoli della storia romana.dalle novellae costitutiones. che tenter• di dare vitalit• ad un diritto privato romano ormai in crisi. In ultimo.Esse sono di 5 tipi: ‚ mandati. istruzioni inviate a governatori e a funzionari burocratici sullo svolgimento delle proprie attivit•.in cui vi era la massima autorit• dell'imperator. deleghe conferite a funzionari o a governatori provinciali.le fonti del diritto romano formulare.Il potere non gli veniva pi„ conferito dal popolo o dalla fedelt• dell'exercitus. grazie al quale si far• diritto.

il vicino . non gli verranno opposti in giudiziol. il votum privatum e l' in debiti solutio. Da ci€ nascono delle obbligazioni in carico al gestor: ‚ Portare a termine la gestione. L'uso tipico della pollicitatio ƒ nelle campagne elettorali. ‚ E' tenuto ad accertare gli effetti dei negozi sostenuti dal gestor. inzia l'opera ed ƒ obbligato a finirla. nel caso sia stato eletto. Nasce solo quando il candidato. ‚ Trasmettere al dominus gli effetti dei negozi. Anche nel votum era presente la clausola sospensiva.senza alcuna richiesta e spontaneamente fa il raccolto. Al momento della promessa. Sono il negotiorume gestio. ƒ una promessa privata che non fa parte della carica che andr• a coprire il candidato: gli impegni politici infatti pu€ anche non farli. ma queste ci fanno capire che poteva nascere in tre momenti diversi: 1. il dominus non pu€ fare nulla. i giustinianei invece classificano il . E delle obbligazioni in carico al dominus: ‚ Rimborsare al gestor le eventuali spese che ha sostenuto per la gestione. il negozio deve presentarsi utile soltanto nel suo principio. Gli affari devono essere altrui (elemento oggettivo). la prestazione veniva sancita con un oggetto: l' ex voto. Negotiorum gestio Il negotiorum gestio ƒ la gestione dei negozi altrui cioƒ quando un soggetto (gestor) senza alcun incarico e senza alcun dovere nato da un qualsiasi ufficio. Il gestor deve essere consapevole di compiere attivit• per affari altrui (elemento soggettivo). All'inizio il voto ƒ concepito come una sponsio. quindi come un atto bilaterale. questo fa scattare un'obbligazione in circostanze particolari. 3. la pollicitatio. 2. Non ƒ chiaro dalle fonti in quale momento sorgesse l'obbligazione. La soluzione ƒ una via di mezzo tra le prime due cioƒ l'obbligazione nasce al momento della promessa ma ƒ condizionata da un fatto futuro ed incerto. Pollicitatio La pollicitatio ƒ una promessa unilaterale che non richiede alcuna accettazione da parte del ricevente. poi se si finisce in perdita ed il gestor ha utilizzto la diligenza del buon padre di famiglia. l'impegno di fare qualcosa pu€ essere richiesto in giudizio. vende i frutti ed aspetta il ritorno del vicino). 2. Al momento dell'elezione. Votum privatum I giustinianei inquadrano nella categoria dei quasi contratti il votum privatum. 3. intraprende l'attivit• negoziale degli affari altrui (ad esempio un uomo abbandona il campo prima del raccolto per un qualsiasi motivo. rispetto ai contratti manca il consenso.I quasi contratti 40 I quasi contratti Contratti consensuali Nei quasi contratti le obbligazioni nascono da un atto unilaterale lecito. questo era la promessa unilaterale verso una divinit• di compiere una prestazione in cambio dell'esaudimento di una preghiera. la bilateralit• era data dai fatti concludenti della divinit•. Affinch† vi sia un negotiorum gestio sono indispensabili tre elementi: 1. La gestione deve essere utile ma solo inizialmente.

4. Un soggetto che pensa erroneamente di avere un debito nei confronti di un altro soggetto compie la prestazione che o non esiste o non ƒ a lui imputabile. Il presunto creditore deve essere in buona fede altrimenti si tratter• di furto. quando oggetti sono posti in bilico o in modo pericoloso e sconsiderato sul tetto o sul cornicione e si fefiniscono quindi positum aud sospensum. wikibooks.)nascono i reati a carico del proprietario della casa in due situazioni: 1. L'obbligazione nasce dunque al momento dalla datio. Contribuisci [1] a migliorarlo secondo le convenzioni di Wikibooks Note [1] http:/ / it. Il votum prima del cristianesimo era considerato un negozio vero e proprio ma non con il Dio ma con i sacerdoti di quest'ultimo che potevano addirittura richiedere la prestazione in giudizio nel caso in cui il Dio avesse accolto la preghiera.C. i sacerdoti redigevano delle tavolette come prova. php?title=Prontuario_di_diritto_romano/ I_quasi_delitti& action=edit . I quasi delitti si riconoscono come tali quando in et• Repubblicana (509-27 a. Error solventis: errore nel pagamento. In debitum: cioƒ qualcosa di non dovuto.I quasi contratti votum nei quasi contratti in quanto i cristiani non ammettevano contrattazioni con Dio. l'oggetto ƒ totalmente diverso oppure l'obbligazione esiste ma in capo ad un'altra persona. 2. Da ricordare che in entrambi i casi elencati rispondeva solo ed esclusivamente il proprietario dell'abitazione e non l'affittuario qualora ci fosse. I quasi delitti I quasi delitti sono anche essi fonte d'obbligazione come il giusrista di et• Classica Gaio scrisse nella sua opera "Aurea" che ci ƒ giunta in parte. quando cadono o vengono lanciati oggetti dall'appartamento che provocano danni a passanti. Sono necessari quattro elementi affinch† si abbia una in debiti solutio: 1. org/ w/ index. Error accipientis: errore nell'accettazione. 3. 2. Si parla di responsabilit• oggettiva. Solutio: si deve aver pagato (elemento oggettivo). l'obbligazione non esiste. Per definire tale situazione si usano i termini latini effusum vel deiectum. L'azione per la tutela ƒ la condictio indebiti che si fonda sull'ingiustificato arricchimento. non pu€ essere per€ considerato un contratto reale in quanto il pagamento non ƒ fatto per creare un'obbligazione ma bens… per estinguerla. In tal caso il passante che ravvisava il pericolo aveva la possibilit• di agire contro il proprietario della casa anche se non gli era stato arrecato alcun danno. 41 In debiti solutio Gaio non riusc… a farla entrare n† nei delitti n† nei contratti e per questo le mise nelle varie causarum figurae. Questo modulo ‚ solo un abbozzo. Questa obbligazione sorge in capo al ricevente e consiste nel restituire ci€ che ha ingiustamente ricevuto.

La necessaria connessione della dote col matrimonio faceva s… che la dote fosse nulla. Secondo antichi testi. era uso che tali beni venissero consegnati "in amministrazione" al marito. in genere. sicch† la moglie poteva agire contro di lui con l'ordinaria actio depositi o con l' actio mandati. la dote ricadeva sotto il diritto generale del nuovo paterfamilias. serviva alla famiglia per provvedere ai pesi economici della vita quotidiana (ad onera matrimonii ferenda). che poi confluivano anch'essi nella dote. del peculium e dei paraphernalia. fu creata la figura della dos. Il peculium non poteva essere infatti trasferito al filius. In ogni caso. schiavi. ecc). Bona paraphernalia Nel regime patrimoniale della famiglia entrava anche l'insieme dei bona paraphernalia. recasse con sƒ un patrimonio (profecticius) o un peculio. . era in uso a Roma fare donazioni alla propria fidanzata. se nullo era il matrimonio. la dote poteva essere promessa (quando non veniva materialmente data con la traditio) mediante i normali modi di costituzione delle obbligazioni. Era anche uso che la donna. Oggetto della dote potevano essere sia beni materiali che immateriali (es. per cui era solito donare al filius una piccola somma (pusilla pecunia) perch† l'amministrasse. e costituiva lo scopo (elemento teleologico) per l'impiego di tali beni (ad sustinenda onera matrimonii). con un proprio regime ed una propria disciplina. e dunque la sua esistenza presupponeva una connessione con questo istituto. che rimaneva di propriet• del padre e di cui il figlio aveva solo l'amministrazione. crediti). donazioni che venivano poi costituite in dote (donazioni inter vivos). Il marito poi passava alla moglie periodicamente una modesta somma (spillaticum) per le spese quotidiane. mentre poteva essere revocato dal pater con l' ademptio peculii.Il regime patrimoniale familiare 42 Il regime patrimoniale familiare Il regime patrimoniale familiare L'insieme delle donazioni propter nuptias. per evitare che il marito (una sorta di usufruttuario) abusasse di tali beni. si trattava del peculium profecticium. Giustiniano equipar€ la donatio propter nuptias alla dote. e di avere il privilegium exigendi nei confronti dei creditori del marito. la dote. costituiva una limitata garanzia a favore dei terzi per le obbligazioni contratte dal figlio. In et• postclassica. Il peculium Il pater non poteva peraltro provvedere da solo a tutte le necessit• familiari. ed anzi una legge postclassica stabil… l'assoluta eguaglianza fra quanto portato in dote dalla donna e quanto donato dal fidanzato propter nuptias. Solo il matrimonio giustificava l'acquisto dei beni trasmessi dalla moglie al marito. cos… chiamato perch† ex patre proficiscitur. cioƒ bona extra dotem (beni propri della moglie ed a lei appartenenti anche dopo il matrimonio: vestiti. Nei primi secoli dell'impero. all'atto di andare sposa. gioielli. la moglie ebbe la possibilit• di iscrivere hypoteca legale tacita su tutti i beni del marito. Donazioni propter nuptias Fin dalle epoche pi„ antiche. La dote La dote era il complesso dei beni che la moglie (o chi per lei) dava o prometteva al marito in vista del matrimonio. e per garantire la loro destinazione ed eventuale restituzione in caso di scioglimento del matrimonio. a garanzia della restituzione della dote in caso di scioglimento del matrimonio.

si afferm€ il principio della responsabilit• patrimoniale: il creditore. furono riconosciuti diversi mezzi di rafforzamento del credito.Il regime patrimoniale familiare Poich† i beni apportati in dote erano irripetibili. Il debitore. perch† si riteneva che nessuna sopravvenienza potesse rendere impossibile la prestazione. propter res amotas) e stabil… che il marito dovesse restituire tutta la dote. appariva ingiustificato l'arricchimento del marito in caso di divorzio: si cerc€ di rimediare. di natura penale. ai quali furono riconosciute diverse azioni per il caso che il debitore distraesse dei beni sottraendoli alla garanzia generica. La responsabilit• da inadempimento si traduceva in responsabilit• personale del debitore: quando la Lex Poetelia Papiria abol… il nexum. peraltro. il patrimonio del debitore assunse valore di garanzia generica per i creditori. dapprima con stipulationes private (che pattuivano la restituzione della dote in caso di divorzio) che consentivano l'actio ex stipulatu. L'inadempimento poteva essere imputato per dolo o per responsabilit• oggettiva. comodato) o di gestione di affari altrui (mandato. che competeva alla donna in caso di indebita alienazione (da parte del marito) dei beni dotali o di mancata restituzione degli stessi dopo il divorzio. detti garanzie. Con l'introduzione dell'esecuzione patrimoniale. stante il vincolo di destinazione dei beni dotali. propter impensas. Giustiniano abol… tutti i diritti di ritenzione precedentemente vigenti (retentio propter liberos. poteva venderne i beni (bonorum venditio) in una sorta di procedura fallimentare. e si cerc€ di assicurare al creditore l'esecuzione della prestazione mediante clausole diverse (arrha. tutela. in luogo di ridurre in schiavit„ il debitore. Il discorso era diverso per le obbligazioni specifiche: qui il debitore poteva essere esonerato da responsabilit• se l'impossibilit• non dipendeva da sua colpa. . Problemi particolari si avevano circa le obbligazioni che importavano l'obbligo di restituzione (pegno. Si afferm€ poi l'istituto della bonorum distractio.): tale obbligo era detto custodiam praestare e si poneva in stretta relazione con la responsabilit• (chiamata dolum praestare). deposito. propter mores. Il problema dell'inadempimento non si poneva nel caso delle obbligazioni di dare fungibili. L'actio rei uxoriae era un'azione: ‚ intrasmissibile agli eredi della donna: poteva intentarla solo il padre della donna. indipendente da qualunque convenzione (l'actio rei uxoriae). ecc. negotiorum gestio. che costituisce l'archetipo della moderna esecuzione individuale. e comprese le accessioni e i frutti 43 L'inadempimento L'inadempimento Il diritto romano ammetteva che alcuni tipi di obbligazioni potessero far luogo a responsabilit•. propter res donatas. poena. quando la prestazione non fosse adempiuta o non fosse esattamente adempiuta. poteva evitare la procedura esecutiva cedendo volontariamente i beni ai creditori (cessio bonorum). Quest'ultima era l'azione dotale vera e propria. la figura della colpa era meno nota e si afferm€ solo nel tardo diritto postclassico. e poi con una vera azione legale. e per la sola parte della dote profecticia. ecc). ‚ di buona fede: il giudice doveva modulare l'obbligo di restituzione aequius melius. detratte le spese effettuate per la famiglia. cioƒ la vendita dei singoli beni. Inoltre.

a meno che non vi fosse una preventiva pattuizione in tal senso. obligatio pecuniae) mente nelle seconde era una cosa ben individuata. Lo ius variandi era escluso se vi era la clausola quam voluero: in tal caso. egli doveva dare una res mediae aestimationis. solutio. Il rapporto interno tra concreditori e condebitori era poco tutelato: gli altri creditori non potevano rivolgersi all'unico che avesse riscosso. n† il debitore solvente aveva azione di regresso contro gli altri. perch† genus numquam perit ed il bene fungibile poteva essere facilmente sostituito. sia ai creditori insoddisfatti (in qualit• di domini). pactum de non petendo in rem. se spettava al debitore. 3. l'obbligazione solidale si estingueva per il principio del ne bis in idem: se il creditore era rimasto insoddisfatto. Altro sistema fu quello di ottenere dal creditore soddisfatto la cessio niminis' (cessione del credito): queste le regole romane per le obbligazioni elettive o correali. obbligazioni alternative e facoltative:(duae vel plures sunt in obligatione. Le obbligazioni solidali nascevano per lo pi„ da stipulatio o da legato per damnationem. Il debitore aveva anche lo ius variandi. Si faceva quindi la distinzione tra obbligazione parziaria e obbligazione solidale. L'obbligazione generica non diveniva mai impossibile. il pagamento totale eseguito da uno dei condebitori produceva l'estinzione dell'obbligazione per tutti gli altri. mentre per le obbligazioni nascenti da atto lecito. 2. o per volont• delle parti o per legge. Se quindi la solidariet• non era stata convenuta o pattuita. cum semel elegerit. In mancanza di accordi. o da entrambi i lati. cum una sit obligatio. salvo patto contrario. in virt„ del fatto che l' obligatio si divideva ipso iure in tante obbligazioni per quanti erano i soggetti attivi o passivi. Nel diritto classico. egli poteva scegliere e mutare intenzione fino alla chiamata in giudizio del debitore. non poteva pi„ agire contro gli altri condebitori perch† l'obbligazione era estinta). una e summa est. Se lo jus variandi spettava al creditore. Obbligazioni oggettivamente complesse Circa la prestazione. ipso iure al singolo ƒ dovuto e i singoli devonoˆ. il diritto romano distingueva: 1. si aveva obbligazione solidale (nel vigente ordinamento accade esattamente il contrario). tant'ƒ che nelle fonti si dice: ‡avendo due persone promesso o pattuito la stessa somma. litis contestatio (dopo il processo. l'obbligazione di dare era di regola divisibile se era pecuniaria o aveva per oggetto una cosa fungibile. egli poteva pretendere una res optima. L'estinzione dell'obbligazione parziaria si aveva con la solutio pro rata. purch† non desse la cosa peggiore ricompresa in quel genus (nec optimum nec pessimum). . la solidariet• stava nella possibilit• di chiedere indifferentemente all'uno o all'altro debitore la prestazione. cioƒ la facolt• di mutare la scelta fino al momento della solutio. una autem in solutione): lo ius electionis spettava di regola al debitore. obbligazioni generiche e specifiche: nelle prime. l'oggetto era una cosa generica (ad es. ut sive unus solvat. Ad esempio. obbligazioni divisibili e indivisibili: la disciplina di esse era per lo pi„ simile a quella moderna. Giustiniano stabil… che la scelta potesse spettare anche al creditore: se spettava al creditore. mutare voluntatem non possit. o meglio il suo oggetto. a seconda del tipo di vincolo che stringeva i soggetti. il diritto romano accord€ l'actio negotiorum gestorum sia al debitore solvente (in qualit• di gestor). il creditore era soddisfatto solo con l'estinzione dell'intero debito. Solo in determinati casi. Ma per le obbligazioni ex delicto. La regola era la parziariet•.Obbligazioni complesse 44 Obbligazioni complesse Obbligazioni soggettivamente complesse L'obbligazione poteva presentare pluralit• di soggetti sia dal lato attivo che passivo. perch† l'adempimento spettava a ciascun crditore e gravava su ciascun debitore pro parte. Poteva estinguersi nei confronti di tutti i soggetti per novatio. la scelta delle cose da dare spettava al debitore (ad libitum debitoris).

se al debitore o al creditore. ma nel diritto postclassico la regola era che il perimento per caso fortuito della cosa rimasta dava al creditore la cd. anche se l'altra cosa era rimasta in vita. se spettava ad un terzo. anche se non mancano fonti che sostengono il contrario. La normativa romana in materia di impossibilit• sopravvenuta della prestazione si avvicina molto a quella moderna. cioƒ il prezzo della cosa perita per caso fortuito. Il pactum de non petendo riferito ad una sola delle prestazioni non chiariva se si volesse rimettere tutta l'obbligazione o solo la prestazione cui si riferiva: Giustiniano ritenne che si volesse estinguere solo la prestazione cui era riferito il pactum. 45 . morte finitur. Il debitore poteva liberarsi pagando l'aestimatio.Obbligazioni complesse Lo ius variandi era trasmissibile agli eredi del debitore o del creditore. Giustiniano attribu… la ripetizione allo stesso soggetto che aveva lo jus electionis. che poteva essere ex stipulatu oppure ex testamento a seconda della fonte dell'obbligazione. egli poteva agire con l'actio incerti. ma il debitore poteva liberarsi prestando un'altra cosa (una res est in obligatione. il creditore aveva l'actio certi (se la prestazione era generica. l'obbligazione si concentrava sulla cosa rimasta. Se il perimento della cosa era dovuto a colpa del debitore. Problema particolare era se il debitore per errore pagasse entrambe le prestazioni alternative: si dubitava della titolarit• del diritto di chiedere la repetitio rei. duae sunt autem in facultate solutionis). actio doli per ottenere una somma pari al valore medio dele due prestazioni. L'obbligazione facoltativa era considerata a tutti gli effetti un'obbligazione semplice. Se spettava al debitore. Il pagamento. Per ottenere l'adempimento dell'obbligazione alternativa. l'obbligazione si estingueva. la acceptilatio o la remisione di una delle due cose alternative estingueva l'intera obbligazione. se il perimento era dovuto al caso fortuito e riguardava l'unica cosa rimasta. con una sola prestazione. Nelle obbligazioni facoltative invece la prestazione era una soltanto. aveva l'actio incerti) quando la scelta spettava a lui.

erano cives Romani solo i nati in Roma e gli appartenenti ad una delle 31 trib„ rustiche. nasceva libero il figlio di chi -al momento del concepimento. ma anche il momento del concepimento: infatti. neonati deformi. a prescindere dalla forma. che indicava la posizione dell'individuo nei confronti dell'ordinamento: uomo libero. Per essere soggetto di diritto. il ius connubii e il ius commercii. una donna libera si univa ad uno schiavo. in base al quale aveva effetto qualsiasi manifestazione di volont• in tal senso espressa dal padrone per liberare lo schiavo. Di conseguenza. la capacit• giuridica. Lo status civitatis Lo status civitatis era la cittadinanza di cui godevano solo i cives Romani. Giustiniano afferm€ il principio del favor libertatis. Lo status libertatis Importante era. A parte veniva considerato lo ius militiae. Solo i liberi ingenui potevano avere la cittadinanza. Il diritto romano conobbe nei tre suddetti status altrettanti requisiti.ad esempio. in relazione allo status libertatis.I soggetti e le persone 46 I soggetti e le persone I soggetti e le persone In Roma. Giustiniano stabil… che per determinare lo status libertatis si doveva avere riguardo al momento della nascita o a quello del concepimento a seconda dei vantaggi che ne potevano derivare all'individuo. Roma distingueva gli uomini in liberi e schiavi (summa divisio) . considerando morti dapprima i pi„ deboli (impuberes). che il parto fosse perfectus (cioƒ maturo. Il ius civile conosceva diverse forme di manumissione (=affrancazione) degli schiavi. Per il caso di commorienza. Il frutto dell'aborto non era considerato nato a nessun titolo. poi i vecchi (seniores) e infine i puberes. nella terminologia romana. il termine status. La cittadinanza si acquistava per nascita da padre o madre cittadini. mentre il diritto giustinianeo applic€ il principio della maggior resistenza fisica. anche se successivamente il genitore perdeva la libert•. solo gli uomini avevano capacit• giuridica ed erano ritenuti soggetti di diritto. L'estinzione della persona fisica avveniva con la morte. di almeno sette mesi) e che avesse forma umana. non aveva importanza il solo momento della nascita. era soggetto di diritto la persona fisica intesa nel senso di uomo. la libert• si acquistava per nascita (liberi ingenui) o per manumissione (liberti). In et• arcaica. Per i Romani. In relazione allo status libertatis. Non esiste traccia di persone giuridiche intese in senso moderno: vi erano solo associazioni ed enti cui non veniva mai riferito il termine persona.). cittadino. ius connubi. e si perdeva per capitis deminutio media (come ad esempio il trasferimento in una colonia). Il possesso della cittadinanza comportava la piena capacit• giuridica consistente nello ius commercii. La perdita dello status libertatis costituiva una capitis diminutio maxima(e poteva avvenire quando. o meglio condizioni necessarie per l'acquisto della capacit•. Invece i liberti potevano avere una cittadinanza di serie b come la Latinitas o potevano essere considerati peregrini deiectii. e veniva indicata con il termine caput che significa testa. il diritto classico presumeva iuris et de iure che tutti fossero morti nello stesso istante. ius suffragi e ius honorum. mentre gli altri erano latini o peregrini o apolides. venivano soppressi e comunque non avevano alcuna capacit• giuridica. membro della famiglia. ovvero individuo.era libero. I monstra (o ostenta) . . occorrevano determinati requisiti: che il neonato fosse nato vivo. ius testamenti factio (attiva e passiva.

Cause minoratrici della capacit• giuridica erano la cosiddetta infamia. per aver commesso delitti o a garanzia di obbligazioni assunte. giungendo cos… a configurare le fondazioni. sembra che per la costituzione di in nuovo collegium occorresse la voluntas di almeno tre . Nel diritto classico si form€ una terza categoria di persone quelle in causa mancipi. veniva limitata la capacit• giuridica. attivit• teatrale o gladiatoria. scelti fra gli adgnati o parentes. si riconobbe una certa soggettivit• giuridica agli enti associativi. mentre le seconde erano costituite a fini di ricreazione e mutua assistenza ai soci.) ‚ inosservanza del tempus lugendi ‚ aver commesso un delictum ‚ esclusione dall'esercito per ignominia Gli infami erano privati della capacit• di postulare pro aliis (di diritto pretorio). con perdita del suo stato di paterfamilias) costituiva una capitis diminutio minima. Argomentando da Gaio. La regolamentazione di questi enti fu opera di Augusto. le piae causae e le sodalitates. La perdita dello status familiae (ad esempio per volont• di un sui iuris di farsi adottare. del ius suffragi e del ius honorum. Era sui iuris il paterfamilias. "Populus Romanus" era il nome con cui si indicava lo Stato come persona giuridica. anche se ad esso non fu mai riconosciuta una capacit• giuridica di diritto civile. gli impuberes. cioƒ quelli che erano stati trasferiti ad altri soggetti a titolo di propriet•. Limitazioni alla capacit€ giuridica Al cittadino che si trovasse in determinate condizioni. avevano limitata capacit• di succedere e non potevano contrarre obbligazioni. le provinciae. vi erano altre persone giuridiche quali le coloniae. Di regola. il quale rese obbligatoria un'autorizzazione del Senato per la costituzione di nuovi collegia e sodalitates. a parte l'incapacit• di partecipare alla vita pubblica. pur rimanendo egli libero. ma soltanto dopo l'epoca giustinianea si ammisse la possibilit• di personificare un patrimonio avente un proprio autonomo scopo. le donne. i furiosi. i primi erano formati in prevalenza a scopo di culto. Le persone giuridiche Fin dal periodo classico. i collegia. Il modello su cui i giuristi elaborarono la figura dei corpora vel universitates fu fornito dalla maggiore organizzazione esistente all'epoca: il Populus Romanus Quiritium. Le donne. La capacit• giuridica era nettamente distinta dalla capacit• di agire. in posizione quasi servile. incarnazione dell'autorit•. i prodighi e gli affetti da infermit• mentali. la patria potestas sui filii. tali soggetti venivano assistiti da tutori o curatori. Anche gli addicti (coloro che erano caduti nelle mani dei propri creditori insoddisfatti) ed i nexi (coloro che si consegnavano volotnariamente ai propri creditori a garanzia del proprio debito. assoluto dominus della propria casa. familiari e schiavi. incapaci di gestire i propri beni. il dominium ex iure Quiritium sulle res. o anche fra estranei.I soggetti e le persone 47 Lo status familiae In rapporto allo status familiae si avevano persone sui iuris e persone alieni iuris. I collegia e le sodalitates erano consociazioni di antichissima tradizione. con poteri pressoch† illimitati sui figli. Oltre al Populus. ma subivano di fatto delle limitazioni in campo patrimoniale. derivante da: ‚ esercizio di mestieri infamanti (lenocinio. cives e sui iuris. Erano incapaci di agire gli infantes. I poteri che esercitava il pater familias erano: la manus maritalis sulla uxor. con facolt• di riscattarsi) rimanevano formalmente liberi. i minori di XXV annorum. ecc. non potevano adottare n† essere tutrici di impuberes. Infatti. la dominica potestas sugli schiavi.

vennero riconosciute le piae causae (associazioni con fini di beneficenza). La definizione di delegatio si trova nelle fonti: ‡delegare significa dare un altro obbligato al creditoreˆ. Il cessionario di un'eredit• a titolo oneroso aveva l'actio utilis suo nomine (dove nomine significa "debito") contro tutti i debitori dell'eredit•. il diritto romano non conosceva la categoria delle associazioni non riconosciute e degli enti di fatto. la creazione di una arca communis (patrimonio sociale distinto da quello dei soci). era soggetto al potere del Principe. 48 Trasmissione delle obbligazioni Trasmissione delle obbligazioni Il diritto romano escluse che un rapporto obbligatorio fosse trasmissibile da persona a persona. seppure mediante espedienti empirici. il collegium veniva costituito. Il cessionario acquistava il credito cos… come era presso il cedente. sotto forma di stipulatio o per litis contestatio. Questo divieto posto in via teorica. infatti. si prefer… fingere che la vita del de cuius si protraesse fino all'accettazione. il fiscus in seguito assunse l'insolita struttura di cassa generale dello Stato. nella forma di una stipulazione "novatoria". Partendo da questa considerazione. La delegatio (o novatio delegatoria) era un accordo trilatero fra creditore delegante. Un notevole progresso nel riconoscimento della personalit• ai patrimoni autonomi si ebbe con la figura della eredit€ giacente. Il fiscus non fu mai considerato persona giuridica: anzi. A tale scopo. ci€ che doveva a lui.I soggetti e le persone persone. Al cessionario spettava la garanzia del nomen verum. Un mezzo pi„ efficace per effettuare la cessione del credito fu dato dal ricorso alla cd. e la richiesta di autorizzazione al Senato. rappresentanza indiretta: il . non imped… nella pratica che si potesse attuare il trasferimento del credito o del debito. non anche quella del nomen bonum (garanzia di solvibilit• del debitore ceduto). In tal caso. Solo se l'autorizzazione era rilasciata. l'unica eccezione riguardava la successione a titolo universale. si arriv€ infine a considerare l'eredit• giacente come domina delle cose ereditarie. o di entrambi. solo in questo periodo. In et• arcaica. sostenendo che l'eredit• giacente ‡personae defuncti vicem sustinetˆ. e non comportava un semplice mutamento soggettivo. alle quali fu attribuita anche la testamenti factio passiva. si utilizzarono lo schema della novatio delegativa e della novatio espromissoria. Per volont• degli imperatori. si consider€ retroattiva l'accettazione dell'eredit• da parte dell'erede. debitore delegato e terzo delegatario. essendo aerarium Populi Romani. e il debitore ceduto poteva opporre tutte le eccezioni relative al credito. ma non si giunse mai a considerarlo come persona giuridica autonoma. cioƒ dell'esistenza del debito. Anche le fondazioni erano ignote ai Romani fino all'epoca giustinianea. poi domina delle cose ereditarie. salvo quelle inerenti alla persona del cedente. ma creava una nova obligatio con un nuovo creditore. cioƒ la capacit• di ricevere per testamento. che fu considerata dapprima come res nullius (suscettibile quindi di occupazione). La delegatio Chi voleva cedere un credito imponeva al debitore di promettere ad altri. il debitore che avesse avuto notizia della cessione non poteva pi„ validamente pagare al cedente: si afferm€ cos… l'uso (divenuto poi regola giuridica) del cessionario di notificare immediatamente al debitore la cessione. sempre se sussisteva il consenso del debitore. altrimenti non esisteva neanche di fatto: invero. successivamente.

Era ben nota anche la responsabilit• ex recepto: essa si agganciava ai contratti di jus civile che importavano restituzione o gestione. in diritto romano la cessione del debito era impedita dal principio (quasi) inderogabile della intrasmissibilit• dell'obbligazione dal lato passivo. Alcuni contratti ammettevano solo il dolus malus (frode). il diritto romano imputava l'inadempimento. magna culpa dolus est†: con queste regole. sia pure mediante espedienti pratici. in virt„ del principio della perpetuatio obligationis che poteva far condannare il debitore (dal giudice a pagare una somma di denaro in luogo della prestazione ormai divenuta impossibile. Nei casi in cui l'inadempimento poteva addebitarsi al debitore. Costui prendeva il posto del debitore originario nel giudizio e ne assumeva il debito. . ma potevano essere modificati dalle parti. il pi„ diffuso. nella cessione del debito si aveva un accordo bilaterare tra cedente e cessionario. tale sistema ebbe larga diffusione per la rapidit• con cui si consentiva l'acquisto del credito. 49 L'expromissio Mentre la cessione del credito era di fatto ammessa. altri il dolo e la colpa: …magna neglegentia colpa est. l'obbligazione continuava a sussistere. incendia. Tale criterio di imputazione si riteveva applicabile se l'oggetto depositato o comodato periva. Uno di questi. Tuttavia. la neglegentia nella custodia faceva scattare una sorta di responsabilit• oggettiva. Sia nel caso del procurator che del cognitor. Anche nel campo della cessione del debito si afferm€ l'uso di far subentrare in giudizio. ed il procuratore (che nel caso di specie era procurator in rem suam) con la litis contestatio acquistava il credito. ma mentre nel primo caso l'accordo era trilatero. il fine pratico della cessione del debito venne comunque raggiunto con espedienti imperfetti. ecc). cognitor interveniens). Tra l'altro. si aveva dunque un mutamento del soggetto (rispettivamente attivo e passivo) del rapporto obbligatorio. con l'esclusione dell'intervento del creditore ceduto. in quanto in entrambi i casi si trattava di eventi del tutto inevitabili (rapinae. cioƒ con strumenti indiretti. vigeva anche il principio della compensatio lucri cum damno. al posto del convenuto-debitore. che portavano senz'altro alla liberazione del debitore. per cui il soggetto passivo era tenuto a praestare dolum. ma non trascurava di operare una graduazione della colpa. expromissio. Esonero da responsabilit€ contrattuale I casi di esonero da responsabilit• erano dati dalla vis maior e dal casus fortuitus. era la cd. impetus praedonum.Trasmissione delle obbligazioni creditore conferiva al cessionario un mandato ad agire. un altro soggetto in veste di cognitor in rem suam (cd. con un nuovo soggetto passivo. La responsabilit€ La responsabilit€ contrattuale I criteri di imputazione della responsabilit• erano considerati "elementi naturali" del contratto. un contratto novatorio in cui si sostituiva alla vecchia obbligazione una nuova.

come l'actio Pauliana. i crediti assistiti dal privilegium exigendi (crediti pignoratizi o ipotecari). in base al quale un soggetto si obbligava a pagare. ‚ la culpa levissima. Il rafforzamento del credito poteva avvenire mediante i privilegia o le garanzie. il receptum argentarii era il contratto con cui un banchiere si obbligava a pagare somme per conto di . a seguito di esecuzione forzata. analoghi al constitutim. venivano pagati nel seguente ordine: 1. il constitutum debiti alieni. poi actio in factum concepta). ma riconoscibile solo nei casi di illecito extracontrattuale. 4. 3. i privilegia inter personales actiones (cioƒ i crediti chirografari. ma Giustiniano ammise che il patto potesse avere ad oggetto qualsiasi cosa. purch† non illecita. Si distinguevano: ‚ privilegia causae (privilegi reali). I recepta erano contratti. i pignora publica (risultanti da atto pubblico).La responsabilit• 50 La culpa La colpa contrattuale interveniva negli atti illeciti collegati ad un particolare rapporto (derivante da contratto) con un altro soggetto. rafforzare o reintegrare il patrimonio debitorio. Il constitutum era un patto munito di azione (actio de constituta pecunia. Nel diritto classico. a delle azioni. in un certo giorno. 2. dove manca qualsiasi rapporto convenzionale o pattizio con altri soggetti. I privilegia I privilegia attribuivano una preferenza a taluno dei creditori al momento della distribuzione del ricavato dei beni venduti. che riassumeva in sƒ le caratteristiche dell'interdictum fraudatorium e della restitutio in integrum. ‚ la culpa levis (cioƒ non provvedere diligentemente). privi di garanzia reale). Per lungo tempo non vi fu una gerarchia dei privilegia: solo in et• post-classica si stabil… che. che non potevano trasmettersi agli eredi. introdotta dalla Lex Aquilia e perci€ detta "colpa aquiliana". che era soggetto a garanzia generica. ‚ privilegia personae (privilegi personali). Antesignane dell'attuale esecuzione forzata erano la bonorum venditio e la bonorum distractio. Erano ipotesi note: ‚ la culpa lata (cioƒ non capire quello che tutti capiscono) assimilata in qualche ipotesi al dolo. Le garanzie personali Le garanzie personali erano contratti: si conoscono il receptum argentarii. La reintegrazione del patrimonio debitorio era affidata. dal punto di vista processuale. In particolare. al momento della ripartizione del ricavato dalla vendita forzata. che potevano trasmettersi agli eredi el creditore in quanto assistiti da garanzia reale. mezzi giudiziari che consentivano l'esecuzione contro il debitore inadempiente pi„ che la prevenzione del pregiudizio economico dei creditori. il mandatum de pecunia credendae e l'adpromissio. tutelati dallo jus paetorium. La tutela del credito La tutela del credito si realizzava presso i Romani mediante strumenti che miravano a mantenere. un debito altrui. personali e reali. era riconosciuto soltanto il constitutum de pecunia (denaro o altre cose fungibili). i pignora quasi publica (costituiti dinanzi a tre testimoni).

La tutela del credito un proprio cliente. Giustiniano ritorn€ al sistema greco. La caparra ƒ un nudum pactum. ma. Proprio per le evidenti analogie con il constitutum. 51 L'autotutela del credito Con l'espressione autotutela del credito si intende il complesso di mezzi giuridici con cui il creditore pu€ soddisfare le sue pretese nei confronti del debitore inadempiente senza ricorrere all'Autorit• giudiziaria. Oggetto della fideiussione era la medesima prestazione dell'obbligazione principale (fideiussio in omnem causam). da opporre al debitore che venisse a ripetere la somma versata prima di aver eseguito l'obbligazione principale. considerando la caparra come garanzia nella compravendita. impegnandosi a non ripeterla nell'ipotesi di inadempimento dell'obbligazione principale. Giustiniano soppresse i termini sponsor e fideipromissor. Adriano fu il primo imperatore a concedere il beneficium divisionis. Era perci€ una sorta di malleveria. in virt„ del quale il fideiussore convenuto in giudizio pu€ opporre al creditore che egli si rivolga prima contro il debitore principale: fu con questa riforma che la fideiussio assunse il suo ruolo di negozio sussidiario. Sponsio e fideipromissio erano due contratti perfettamente simmetrici. tutelabile con l'actio mandati contraria o con l'actio negotiorum gestorum. quando poi Giustiniano concesse al mallevadore il beneficium excussionis. Il mandatum pecuniae credendae era un mandato di credito di natura consensuale (obligatio consensu). Fu invece Giustiniano ad accordare al fideiussore il beneficium excussionis. il secondo anche dai peregrini. secondo cui ilfideiussor era tenuto a corrispondere solo quella parte che il debitore principale non aveva pagato. con cui taluno incaricava un altro di prestare denaro (o altre cose fungibili) ad un terzo. in virt„ del quale il fideiussore escusso poteva esigere dal creditore che dividesse la sua azione tra i vari co-garanti presenti e solventi. mentre se non si concludeva per colpa del compratore. avente ad oggetto un mutuo. che con Giustiniano divenne l'unica figura di garanzia personale assistita da azione. Se il mutuatario non pagava. il mandatario poteva agire con l'actio contrarium iudicium mandati per ottenre il pagamento. il mandatum cadde in disuso in favore della fideiussio. sicch† il contratto non concluso per colpa del venditore comportava l'obbligo per costui di restituire il duplum. . la caparra era nata come mezzo di prova del contratto: il compratore consegna al venditore una parte del prezzo (arrha confirmatoria). In epoca classica. come prova che il contratto ƒ stato concluso. con natura accessoria. che genera quindi la exceptio pacti conventi. il primo utilizzabile solo da parte dei cives romani. Giustiniano fuse le due figure sotto l'unica denominazione di constituta. La sponsio e la fideipromissio erano le figure pi‡ antiche e pi‡ tipiche di garanzia conosciute dal mondo romano: creavano rapporti accessori aventi lo stesso oggetto dell'obbligazione principale (essendo inammissibile la sponsio in duriorem causam) e restavano validi anche in caso di nullit€ dell'obbligazione principale. ma le parti potevano pattuire una fideiussio indemnitatis. sostituendoli con quello di fideiussor. questi perdeva il simplum (arrha poenitentialis). e cos… il mandante assumeva il ruolo di garante del mutuatario. La fideiussio era un contratto formale nato in et• repubblicana. Il mandato non creava solidariet• fra debitore e garante. La posizione del fideiussore fu pi„ equamente regolata in et• imperiale.

I requisiti generali dell'error facti. ivi considerato. quindi. per il consueto motivo che aborriva le astrazioni. error in negotio: uno dei contraenti manifesta la sua volont• ritenendo di compiere un negozio diverso da quello che in realt• sta compiendo. error in qualitate: uno dei contraenti ritiene che l'oggetto del negozio abbia una determinata qualit• (non essenziale). ed in riferimento a determinati soggetti (minori.. sono la sua essenzialit• e la sua scusabilit•: secondo questi esso doveva essere determinante dell'invalidit• del negozio e comunque grossolanamente riconoscibile come derivante dall'ignoranza dell'autore. L' error in persona aveva rilevanza solo se la persona era considerata elemento essenziale. ritenendolo per errore un cittadino romano. Ma in alcune ipotesi l'errore aveva la funzione di rendere valido un negozio che (senza l'errore) sarebbe stato invalido: ad esempio. Ma vennero in aiuto lo ius honorarium e la iurisprudentia classica. non elabor€ una categoria generale dei vizi della volont•. si preferiva parlare di ignorantia. mentre il diritto [[]]w:Giustiniano Igiustinianeo ammise un'azione a favore del compratore allo scopo di chiedere una riduzione del prezzo. Quest'ultima aveva rilievo solo eccezionalmente. con differenti conseguenze circa la validit• di questo. che diedero rilievo ai casi in cui l'autore di un negozio non avrebbe manifestato una certa volont• se non fosse intervenuto un elemento esterno a turbarla. 4. il matrimonio sarebbe stato nullo se la donna. . 3. nella donazione. che ovviamente sar• invalido. In diritto classico. 2. error in persona: uno dei contraenti manifesta la sua volont• ritenendo erroneamente che la sua controparte sia una determinata persona. 5. rustici) che. aveva rilievo generale come vizio della volont•. con l'erroris causa probatio. ritenendo per errore che una cosa abbia una determinata qualit•.I vizi della volont• 52 I vizi della volont€ I vizi della volont€ Il diritto romano. Dalle fonti si rileva l'esistenza di cinque tipi di errore: 1. come nel mandato. Il principio generale posto da Ulpiano. donne. non avesse chiesto la convalida del matrimonio e l'acquisto per il marito della cittadinanza romana. per le loro condizioni. militari. dolus malus. Tale errore non aveva alcuna rilevanza. Solo l'ignoranza di fatto. L'errore L' error fu uno dei vizi della volont• che poteva cadere sulla persona o su altri elementi del negozio. ed era perci€ detto "errore accidentale". Tre furono i vizi giuridicamente rilevanti nell'ordinamento romano: error. metus. error in corpore: uno dei contraenti manifesta il suo consenso ritenendo erroneamente che il negozio abbia ad oggetto una data cosa. secondo cui ‡non videntur qui errant consentireˆ. che poteva essere di due tipi: ignorantia facti e ignorantia iuris. error in substantia: uno dei contraenti manifesta il suo consenso al negozio. ecc. se una cittadina romana sposava uno straniero che era privo di ius connubi. nella 'datio tutoris. per tale errore. si traduceva quindi nell'invalidit• del negozio quando l'ignoranza di fatto cadeva nei primi quattro casi elencati. il diritto classico adott€ soluzioni eterogenee a seconda del caso concreto. erano ritenuto meno in grado degli altri di conoscere il diritto. Tale errore portava l'invalidit• del negozio.

Dalle parole di Ulpiano ("l'editto pretorio ha anche tali parole: giudicher€ quelle cose fatte con frode. Ma entrambe le forme di dolo erano considerate causa di annullabilit• del negozio. ma poi il termine vis fu abolito. inganno. quando senza il raggiro (il negozio) non si sarebbe stipulato. Per la gravit• delle sue conseguenze. l'actio metus era detta …actio metus ac vis causa†. e il dolo incidens quando l'artifizio non ƒ stato l'unica causa della stipulazione" (e quindi il negozio sarebbe stato concluso ma a condizioni migliori). ƒ dato dalle fonti: …vis autem est maioris rei impetus. ma anche le exceptiones ebbero la loro parte. La tutela della vittima del metus si inquadrava nell'attivit• del pretore diretta a reprimere qualsiasi forma di dolo o violenza. tale azione poteva essere esperita solo quando mancava ogni altro rimedio giuridico. opponibile contro chi pretendesse l'esecuzione del negozio estorto con la violenza o il metus. a favore delle vittime del metus e della vis. in base al quale la vis compulsiva (detta anche metus) rendeva il negozio annullabile. A discrezione del pretore. Il principio generale. che poteva essere absoluta oppure compulsiva (violenza morale. Questa era infatti considerata come necessit• imposta ad una volont• contraria. infra). La in integrum restitutio era un'azione che ripristinava lo status quo ante e quindi eliminava gli effetti dannosi del negozio viziato. dei rimedi giuridici: primo e pi„ importante fu l'actio in integrum restitutio. art.I vizi della volont• 53 Vis e metus Altro vizio della volont• era la vis (violenza fisica). cioƒ come paura indotta nel soggetto. Il dolus Ultimo vizio della volont• riconosciuto dallo ius civile era il dolus malus. o del quadruplo del danno subito. il dolus incidens consentiva solo di chiedere un congruo indennizzo o la reductio ad aequitatem (questa distinzione ha origini medioevali e non romanistiche). se intorno ad esse non vi sar• altra azione giudiziaria e se la cosa mi sembrer• opportuna") si deduce che l'actio doli aveva . poteva essere concessa l' actio in factum. macchinazione. In et• classica. Il diritto pretorio introdusse. ma anche contro chiunque avesse abusato o acquisito o goduto della cosa frutto della violenza. non infamante. Anche qui in fondo si riconosceva l'esigenza sociale di tutelare chi era stato raggirato. minaccia). Nella dizione originale. qui repelli non potest†. in un negozio bilaterale. ma il timore di un male pi„ grave" (cfr. Il convenuto poteva liberarsi restituendo la cosa. mentre il metus era definito trepidatio mentis causa futuri periculi. cioƒ il comportamento malizioso che. imbrogliare". Anche la repressione del dolo fu opera del diritto pretorio: Cicerone diceva che fu iniziativa del giurista Aquilio Gallo. Consisteva nella richiesta del quadruplo della prestazione eseguita sotto minaccia. tesi ad ingannare. Il dolus causam dans costituiva motivo di chiedere l'annullamento dell'atto (con l'azione o l'eccezione di dolo: v. L'actio doli era un'azione penale infamante. Nel Digesto si legge: "distinguiamo il dolo causam dans. caratterizzata dall'intrasmissibilit• passiva e dall'esperibilit• entro un anno dal raggiro. 1435 Codice civile vigente). sia dopo un anno dal raggiro. Tale azione spettava non solo contro l'autore o il mandante della vis compulsiva. sia contro gli eredi dell'autore del dolo. a proposito del metus. e di difendere l'individuo da certi errori che di per s† sarebbero stati irrilevanti ma che (se causati da dolo) rendevano il negozio attaccabile. Famosa ƒ la definizione del dolo fornita da Labeone: "ogni astuzia. circonvenire. Lo ius honorarium concesse come rimedi l'actio doli e l'exceptio doli: la prima era esperibile dalla vittima del raggiro quando aveva gi• adempiuto la propria prestazione e mirava ad ottenerne la restituzione. Altro rimedio era l'exceptio metus. trae in inganno la controparte. mentre prima era considerata causa invalidante anche la vis. Labeone diceva che esso "non ƒ qualsivoglia timore. che redasse la Lex Aquilia. il pretore non considerava valido ci€ che era stato stipulato a causa del metus.

dai casi in cui vi era divergenza tra volont• e manifestazione. in quanto promovibile solo in mancanza di altri rimedi. il diritto classico riteneva che acta simulata veritatis substantiam mutare non possunt. donazione fra coniugi) poteva aver valore. se il negozio dissimulato era in frode alla legge (es. Inoltre. e che quindi il negozio simulato non aveva alcun effetto nel mondo giuridico. mentre lo aveva quello effettivamente voluto dalle parti (se c'era): plus valet quod agitur. questi era tutelato indirettamente mediante l'exceptio o la replicatio doli. la giurisprudenza la ritenne applicabile anche nel caso in cui il dolo fosse stato conseguente alla formazione del negozio. 54 La simulazione Lo ius civile distingueva i casi in cui la volont• mancava. Poteva anche darsi che la manifestazione di volont• non collimasse perfettamente con l'intenzione del dichiarante: era l'ipotesi della simulazione. ed una exceptio doli generalis seu praesentis per il dolo commesso in un momento successivo (di pi„ larga applicazione). L'exceptio doli era invece opponibile a chi (dopo aver agito col dolo) chiedeva l'adempimento del negozio: anche qui si distingueva una exceptio doli specialis seu praeteriti per il dolo commesso al tempo della conclusione del negozio. Quando la volont• mancava del tutto.I vizi della volont• carattere sussidiario. quam quod simulata concipitur. Simulare significa fingere. il diritto romano considerava nullo il negozio. vel demonstrandi causa†. cioƒ nei casi in cui il soggetto dichiarava una cosa mentre ne voleva un'altra. . e nei casi illustrati da Paolo: …per iocum puta. mentre se era in frode a qualche soggetto. La volont• mancava nei casi di riserva mentale.

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