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LAPIS [2011]

WORKSHOP

Intensive Program in Landscape Studies

Citt+Collina
Vicenza, 1-12 maggio 2011 Il progetto di paesaggio come strumento per immaginare una nuova qualit urbana e territoriale

LAPIS [2011]

WORKSHOP

Intensive Program in Landscape Studies

Town+Hill
Vicenza, 1-12 maggio 2011 Landscape planning towards new scenarios for urban and territorial quality

INDICE |INDEX Nota di presentazione |presentation note Introduzione |introduction i. ii. iii. Lapproccio paesaggistico nel progetto della qualit urbana nella citt diffusa veneta: lesperienza triennale di Lapis Ambiti di progetto e temi trattati: dalle questioni puntuali, alle visioni strategiche dinsieme Scelte di metodo: imparare dagli e con gli abitanti

1_ Strumenti di lavoro |worktools 1.1 1.2 1.3 Rappresentazioni esperte e non esperte per la conoscenza del territorio Esplorazioni progettuali: la riflessione disciplinare in pillole nella didattica Strumenti bibliografici

2_ Esercitazione preliminare: Abitare la Riviera |preliminary task: Living the Riviera 2.1 Introduzione. Un avvicinamento al progetto di paesaggio e al contesto territoriale 2.2 Gli Elaborati. Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica 2.3 La Mostra. Comunicare allinterno, comunicare allesterno 3_ Il Workshop 3.1 3.2 3.3 Organizzazione e gestione delle attivit Calendario Presentazioni finali

Conclusioni |conclusions i. ii. iii. Questioni aperte per il prossimo ciclo dellIntensive Program LIpab e il suo patrimonio a Vicenza: nuove forme di gestione I cittadini, le istituzioni, il paesaggio: sperimentare attraverso progetti pilota

NOTA DI PRESENTAZIONE |PRESENTATION NOTE


LAPIS_Intensive Program in Landscape Studies un modulo intensivo

cofinanziato dalla Commissione Europea [Lifelong Learning Program Erasmus] che vede la partecipazione di tre scuole di architettura [Bardocenti. cellona, Ferrara, Lisbona] e il coinvolgimento di circa 40 studenti e 10

LAPIS, giunto alla sua terza edizione, sviluppa un programma di didattica innovativa e di ricerca attorno ai temi della pianificazione del territorio e del paesaggio elaborando progetti che hanno lo scopo di speLidea di strutturare un corso con queste finalit nasce da un gruppo di

rimentare metodi e pratiche derivanti dallesperienza internazionale. docenti italiani e stranieri raggruppati attorno al CENTRO INTER-

NAZIONALE DI STUDI SUI PAESAGGI CULTURALI [CISPC], struttura di ricerca e di formazione che opera sin dal 2002 allinterno del Dipartimento di Architettura dellUniversit degli Studi di Ferragli obiettivi della Convenzione Europea del Paesaggio e a prefigurare ra, esprimendo attraverso la propria attivit limpegno a promuovere nuove modalit di gestione del territorio in cui i piani - o pi in generale qualunque altro progetto sul territorio - e le politiche costituiscano una dimensione progettuale in cui lo scarto tra i diversi approcci tecnici e disciplinari venga ridotto se non addirittura superato.

LAPIS stato strutturato con un programma didattico che ha previsto cicli di conferenze (Territorio e dintorni) e esercizi sul campo (IndaAttraverso questi diversi momenti di approfondimento e confronto LAdellurgenza di una nuova concezione del progetto territoriale e di paesaggio realizzabile a partire da unattivit didattica capace di interpretare i cambiamenti imposti alle pratiche di pianificazione e gestione urbana e territoriale. gine preliminare Abitare la Riviera Berica, Workshop internazionale). PIS cerca di costruire le condizioni affinch si diffonda la consapevolezza

INTRODUZIONE |INTRODUCTION

i.

Lapproccio paesaggistico nel progetto della qualit urbana nel-

favorendo la partecipazione dei cittadini alle scelte di governo e di gestione del patri-

la citt diffusa veneta LIntensive Program LAPIS, sviluppatosi in un ciclo triennale che ora nel

monio territoriale, attraverso una sollecitazione non solo delle capacit propositive [i luoghi.

desiderata] ma anche di quelle auto-organizzative finalizzate a partecipare alla cura dei 2011 giunge alla sua conclusione, in tutte e tre le sue edizioni ha dedicato una forte zionali, fortemente tutelati e riconosciuti. Il percorso di didattica e ricerca descritto Lobiettivo progettuale del workshop stato quello di approfondire alcune

attenzione al tema dei paesaggi ordinari, posti in tensione rispetto ai paesaggi eccerisulta caratterizzato da un progressivo avvicinamento e coinvolgimento rispetto al territorio vicentino, giungendo a consolidare una approfondita conoscenza del contesto e delle sue problematiche, maturata sia nellesperienza sul campo sia grazie allinterazione, via via pi intensa, con alcuni soggetti istituzionali e sociali.

situazioni territoriali critiche per dare un contributo alla definizione di un masterplan rendere visibili le opportunit che derivano dal rafforzamento di unossatura verde, ovvero la connessione di tutte le aree verdi della citt consolidata [dagli ambiti pi

della collina urbana, inteso come uno strumento flessibile ma al contempo capace di

estesi di paesaggio periurbano, ai parchi e giardini, ai viali alberati sino ai singoli episodi verdi], attribuendo proprio alla collina il ruolo pi importante in quanto giacimento di naturalit e catalizzatore urbano, ricco di patrimonio culturale e meta per attivit di svago.

le europee di architettura [Barcellona, Ferrara, Lisbona] si sono impegnati a Vicenza nella elaborazione di alcune idee-guida per un progetto territoriale basato sul riconoscimento del ruolo del paesaggio, inteso come risorsa strategica dello sviluppo e come tramite per una migliore qualit della vita.

Per tre anni, nel mese di maggio, un gruppo di studenti e docenti di tre scuo-

casi studio e pratiche diverse che coesistono a livello europeo e internazionale: questi riferimenti, in parte illustrati attraverso una serie di lezioni ex-catedra, emergono anche dagli stessi elaborati progettuali prodotti dagli studenti come esito del workshop, e di gestione, che possono fungere da strumenti per le diverse esigenze locali. andando a configurare in maniera embrionale una banca dati di informazioni tecniche Gli approfondimenti progettuali condotti si muovono su due livelli: quelli

La collaborazione tra le tre facolt ha reso possibile il confronto tra approcci,

esaggistiche ed ambientali del territorio nella convinzione che solo questo radicadi riscatto ad un territorio, quello della cosiddetta megalopoli padano-veneta [nella sviluppo industriale ed economico ma, nello stesso tempo, da situazioni di consumo e futuro delle prossime generazioni.

Unattenzione particolare stata rivolta principalmente alle componenti pa-

le cambiamento di prospettiva pu essere davvero in grado di offrire unopportunit quale la provincia di Vicenza ha un peso assai rilevante], segnato da un riconosciuto di degrado territoriali, alcune irreversibili, le cui conseguenze negative segneranno il In una chiave di lettura ampia, il progetto di paesaggio, oltre ad affrontare le

volti ad individuare possibili interventi di trasformazione a carattere strategico [scala territoriale] e quelli di medio e micro dettaglio, volti principalmente al miglioramento della qualit paesaggistica dellarea collinare e delle sue pendici. Lobiettivo generale stata quello di giungere a comporre un catalogo di

azioni [per la gestione dello spazio pubblico, del verde, per la progettazione dellarredo urbano, per lincentivo di rapporti virtuosi con i privati finalizzati a produrre beneetc.] nellintento di contribuire al miglioramento della qualit della vita urbana .

questioni attinenti alla trasformazione fisica e spaziale, si offre come strumento per

fici di tipo collettivo in termini di presidio dello spazio, di erogazione di nuovi servizi,

rafforzare le relazioni sociali e culturali di cui la citt e il territorio sono espressione,

INTRODUZIONE |INTRODUCTION

ripercorrere brevemente il percorso svolto nelle annate precedenti, come necessario preludio alle tematiche prescelte e alle riflessioni condotte in questultima edizione.

A chiusura di questo ciclo dellIntensive Program, ci sembra opportuno qui

sul futuro dei propri ambienti di vita e di socialit.

Paesaggio lento o veloce? Ad alta o a bassa visibilit? Tensioni territoriali nella regione papaesaggio in unarea trans-regionale identificabile con la regione padana est: lo studio per le peculiarit del proprio patrimonio storico-culturale, riconosciuto dallUnesco

Nella prima edizione del workshop internazionale LAPIS|2009, dal titolo

della citt di Vicenza, stretta tra la presenza del Monte Berico e una molteplicit di

In questo contesto, il lavoro svolto si concentrato sulla fascia pedecollinare

formazioni urbano-rurali che si relazionano in maniera spesso conflittuale alla collina: la citt storica, la ferrovia, larea industriale, i quartieri residenziali pianificati dallintervento pubblico o nati in forma spontanea, le aree agricole residuali, etc.

dana est ci si era concentrati sul rapporto esistente tra le trasformazioni territoriali e il aveva interessato le citt di Vicenza e Ferrara, entrambe note a livello internazionale come patrimonio dellumanit. Lapprofondimento, nello specifico, aveva riguardato

una stratificazione continua di segni e pratiche differenti, che manifestano e evidenziano le difficolt di gestione di corpi territoriali attraversati da forze opposte, proponendone una visione come campo interattivo di pratiche duso in grado di ristabilire nuove relazioni di paesaggio tra citt e collina.

Obiettivo del workshop stato il ripensamento di questo territorio, esito di

le diverse velocit di trasformazione che interessano le due realt locali, in rapporto ai complessi fenomeni spaziali, economici, sociali e culturali conseguenza della globadiversi in particolare in relazione alle rispettive traiettorie storiche di sviluppo. lizzazione e dei rispettivi sistemi territoriali a cui fanno riferimento, profondamente LAPIS|2010 dal titolo Citt+Collina. Vicenza: il progetto di paesaggio per una

nuovi spazi di dialogo, di riattivare e riutilizzare dispositivi territoriali per ristabilire

nuova qualit urbana e territoriale ha fatto seguito alla prima esperienza di workshop internazionale stringendo il campo di osservazione prima al Nord Est veneto, poi nello specifico alla citt di Vicenza, individuando in questa porzione di territorio una sociali tra i pi alti.

precedente, di cui mantiene pressoch invariato il titolo, e sviluppa il proprio obiettivo didattico scegliendo come campo di indagine e di approfondimento progettuale, la direttrice della Riviera Berica, nel Comune di Vicenza, includendo un ambito che com-

La terza edizione, LAPIS|2011 si pone in stretta continuit rispetto alla

delle aree pi dinamiche e ricche del paese che tuttavia presenta costi ambientali e Ne testimonianza sia il modello insediativo disperso con impatti elevati

prende tanto la porzione pianeggiante che quella di collina. Fulcro di questa indagine di una trasformazione territoriale sedimentata nel tempo che ha prodotto un paesaginfrastrutturali e funzionali molto pesanti.

sono le frazioni di Debba-Bugano e San Pietro Intrigogna scelte come rappresentative gio di grandissima qualit culturale, messo oggi in pericolo da scelte di pianificazione

sui livelli di congestione territoriale e sulla qualit paesaggistica dei territori e, sempre pi, sul modello sociale che manifesta evidenti segnali di disgregazione, di chiusure con forza le contraddizioni di un modello di sviluppo dissipativo delle risorse comuni localiste e di incapacit di visione del futuro. In tempi di crisi economica emergono e la necessita di formulare quanto pi rapidamente scenari urbani e territoriali nuovi innovative forme di inclusione sociale e di coinvolgimento dei cittadini alle decisioni

capaci di farsi carico della cura del territorio e del paesaggio cosi come di nuove e

INTRODUZIONE |INTRODUCTION

ii.

Scelte di metodo : imparare dagli e con gli abitanti Ci sono molti modi per avvicinarsi ad un luogo, per studiarlo ed anche per

degrado e alla marginalizzazione delle comunit che su questo abitano.

di forte antagonismo rispetto alle scelte istituzionali, sviluppando in nuce una capa-

Lauto-organizzazione degli abitanti in questo caso ha assunto un carattere

progettarlo. Noi, che veniamo da citt pi o meno lontane [Ferrara, Barcellona, Lisbona], abbiamo scelto le frazioni di San Pietro Intrigogna e di Debba per sperimen-

cit propositiva e cha ha efficacemente messo in luce una profonda conoscenza del territorio, maturata nella quotidianit del rapporto empirico con i contesti di vita e periodo dei luoghi. con i soggetti istituzionali e non che vi operano, e rafforzata da una memoria di lungo A partire da queste sollecitazioni e dalle potenzialit proprie di queste pre-

tare queste diversit di approccio rovesciando il nostro cannocchiale, cercando cos di

conoscere qualcosa in pi rispetto a quello che mappe e documenti tecnici erano in sopralluoghi, quelli che si fanno di routine quando si chiamati a progettare in una determinata zona, ma avvicinamenti progressivi e diversificati: a piedi, in bicicletta, in autobus, molto spesso guidati con generosit e pazienza dagli abitanti che ci hanno

grado di trasmetterci. Le nostre ripetute visite a queste aree non sono stati semplici

senze espresse dal contesto, abbiamo voluto sperimentare un modo di progettare volto a dimostrare in primo luogo lutilit, anche nei progetti che riguardano lassetto del

territorio, di un giusto grado di sensibilit verso i luoghi, per riuscire a riconoscere e a costituiscono uneccezione rispetto al densamente e banalmente costruito che rende il territorio e il paesaggio veneto, e vicentino, sempre pi uguale e senzanima.

aiutato ad entrare in confidenza con le due realt che avevamo scelto di studiare, per riuscire a comprendere meglio la loro identit [la storia passata e le dinamiche che regolano il presente] spesso nascosta dietro a poche e scarne immagini ufficiali.

tutelare lintegrit e la bellezza degli spazi aperti di grandi dimensioni. Questi, infatti,

guardato con questi occhi e con questa diversa attitudine, risultato profondamente vitale, denso, radicato e dunque capace di trasmettere unenergia che altrove pare innaturali e paesaggistiche, di relazioni sociali...]. vece soffocata dal peso e dallaggressivit dei processi di consumo [di suolo, di risorse Non a caso loccasione che ha permesso linterazione con gli abitanti del-

Ci che solitamente viene descritto come periferico, marginale, rarefatto,

lindispensabile supporto dei abitanti delle frazioni, dellUnit Pastorale della Riviera

Da questo punto di vista, lavorare a San Pietro Intrigogna e a Debba, con

Berica, dellIPAB [Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza, il quale gestisce un importante patrimonio costituito da edifici e terreni, in parte localizzati proprio nelle frazione di San Pietro Intrigogna] e del Comune di Vicenza, servito a rafforzare

il nostro convincimento sullimportanza di preservare, senza riserve e senza dubbi, lintegrit di grandi porzioni di territorio rurale che nel contesto del Veneto centrale costituiscono uneccezione rispetto al dilagare dellurbanizzazione diffusa. Nel caso di Villa Rubini mantenere lintegrit dei campi circostanti assume

le due frazioni nasce dallincontro con il Comitato Area Berica, sorto proprio in opposizione ad unipotesi di intervento infrastrutturale: le previsioni di piano dello rispondenza delle due frazioni di Debba e San Pietro Intrigogna una nuova bretella strumento comunale di gestione del territorio [PAT] infatti collocano proprio in corche colleghi la Riviera Berica con il casello autostradale di Vicenza est. Si tratta di

un valore ancora pi importante perch essi costituiscono limprescindibile ambito di esprimere il cambiamento di rotta auspicato da molte parti: tutelare grandi porzioquali scorrono fiumi importanti [il Bacchiglione] e corsi dacqua minori [il Tesina, il

figurativo che d valore al paesaggio culturale di cui la villa parte integrante. Si tratta ni di terreno agricolo e valorizzare, in termini paesaggistici, gli ambiti allinterno dei

unopera i cui effetti sulla qualit ambientale sono fortemente temuti per le implica-

zioni in termini di traffico e di sicurezza che tale intervento potrebbe causare oltre alla

inevitabile frammentazione spaziale, al consumo di territorio rurale e urbano e al

INTRODUZIONE |INTRODUCTION

Canale Bisatto] che nellinsieme costituiscono la spina dorsale sulla quale poggia uno straordinario sistema verde che si snoda da Vicenza a Padova. Daltro canto ricercare sul campo, attraverso lincontro e il confronto tra al-

iii.

Ambiti di progetto e temi trattati: dalle questioni puntuali, alle

visioni strategiche dinsieme La riflessione progettuale del workshop interessa, quindi, le frazioni di Deb-

meno alcuni dei soggetti coinvolti, sotto lo sguardo di osservatori esterni quali noi siamo stati, dei possibili percorsi di cambiamento, ha costituito una grande sfida e unoccasione di apprendimento sia per gli studenti e i docenti coinvolti, che per gli abitanti stessi.

ba-Bugano e San Pietro Intrigogna secondo una direttrice sud-est che consente di analizzare insieme un vasto ambito del territorio di pianura e collinare. Lobiettivo del laboratorio di questanno stato quello di sollecitare una riflessione su cosa significa tutelare il paesaggio, soprattutto rurale, in un territorio denso e pulsante, soggetto a continue e pericolose trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali, come quello che contraddistingue la direttrice della Riviera Berica nel territorio comunale di Vicenza.

protesta incentrata sulle problematiche pi pressanti nel contesto delle politiche date e in atto, verso una prospettiva pi ampia che abbraccia il territorio nel suo complesso e le complesse dinamiche del suo governo, immaginando di introdurre dei correttivi, degli elementi di novit, delle condizioni al contorno diverse dallattuale allinterno assumere dei ruoli ed un respiro diverso. delle quali le stesse iniziative di auto-organizzazione promosse dagli abitanti possano

Lavorando con questi ultimi, abbiamo provato a slittare dal terreno della

generale, da questioni legate a nuove funzionalit da attribuire [ipoteticamente] ad edifici e spazi aperti, alla necessit di comprendere quali siano stati i processi culturali ed economici che hanno originato e alimentato la progressiva marginalizzazione di questa ampia e strategica [paesaggisticamente parlando] porzione del territorio vidabbandono e di degrado della Villa Rubini a San Pietro Intrigogna. centino. Marginalizzazione paradigmaticamente espressa, purtroppo, nellimmagine E proprio il complesso della Villa Rubini di propriet dellIPAB, ha suscitato

Lo sforzo principale stato quello di spostare lattenzione dal particolare al

un grande interesse nel nostro studio in quanto esempio di manufatto storico-monudi considerevoli estensioni ancora non intaccato dalla urbanizzazione diffusa . Lanalisi di questo caso eclatante ma puntuale ci ha guidati in una riflessione pi generale che rio, a partire dai quali si delineano le linee guida progettuali pi importanti secondo al territorio.

mentale di grande qualit compreso allinterno di una porzione di territorio agricolo

investe gli elementi di pregio storico, ambientale e paesaggistico presenti nel territolassioma che necessario ripartire dal paesaggio per dare qualit formale e funzionale I temi pi ricorrenti nelle nostre riflessioni hanno ruotato attorno al concetto

della relazione della parte con il tutto. Il Bacchiglione e il Tesina: parti di un sistema

INTRODUZIONE |INTRODUCTION

fluviale molto pi ampio che mettere in stretta relazione il territorio della provincia naturale per lo sviluppo di un sistema di mobilit lenta [a piedi, in bicicletta].

di Vicenza con quella di Padova dando evidenza al valore paesaggistico e di corridoio Il paesaggio agrario: visto come patrimonio culturale da proteggere nel suo

e in perlustrazioni in bicicletta consentendoci di guardare pi da vicino ci che ai nodel passato e della attualit, in preziosi racconti e memorie.

stri occhi appariva lontano e genericamente indistinto, traducendo le immagini visive, Il radicamento espresso dai loro racconti di vita ci ha indotti a formulare

insieme per poter continuare ad immaginare il contesto pi vasto allinterno del quale questo stesso paesaggio, nel passato, ha preso forma. Riconoscerne la precisa organizzazione spaziale e produttiva espressa dalle ville e dagli edifici rurali sparsi, un tempo ruderi e assediati nel loro intorno da funzioni aggressive e improprie. presidi territoriali, oggi sempre pi frequentemente, abbandonati a se stessi, ridotti a Laccessibilit e la mobilit: come armatura storica del territorio che nel suo

insieme dei possibili scenari di progetto, ragionando anche nei termini, ad esempio, di un maggiore protagonismo e responsabilit degli abitanti e delineando dei nuovi e pi ambiziosi obiettivi atti a consolidare queste forme di auto-organizzazione sul fronte della cura del territorio.

naturale innovarsi deve per tenere conto della fragilit dei luoghi. Il progetto di nuove infrastrutture deve contribuire ad organizzare aree ricche di funzioni produttive e residenziali, ma anche a dimostrare lutilit, oltre che la necessit, di preservare la qualit degli ambienti di vita attraverso il contenimento di interventi invasivi [ponti, bretelle ....]. Le esperienze di altre citt suggeriscono la possibilit di adottare modalit di spostamento diverse, almeno per le brevi e medie distanze, che significa favorire luso del mezzo pubblico e della bicicletta lungo le piste ciclabili esistenti [da valorizzare] e progettarne di nuove, anche per ristabilire legami territoriali spezzati.

luoghi dove la comunit si incontra e si riconosce che sono: piazze, luoghi di sosta, servizi pubblici e commerciali, marciapiedi, aree di sosta degli autobus .... Come anticipato precedentemente, lo stretto confronto con gli abitanti di

Le nuove centralit e gli spazi pubblici: che significa la riqualificazione di

queste frazioni deriva da una scelta metodologica caratterizzante il nostro lavoro che non solo ci ha fornito degli strumenti conoscitivi non convenzionali, ma ci ha anche

fornito delle direzioni e degli ulteriori temi di indagine, portandoci a focalizzare lattenzione sul loro tenace impegno a farsi comunit. Li abbiamo conosciuti e avvicinati socievolezza davvero non comuni. Altri ancora ci hanno guidati in passeggiate a piedi in varie occasioni: molti ci hanno aperto le loro case dimostrando una fiducia e una

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

1.1
Rappresentazioni esperte e non esperte per la conoscenza del territorio Per comprendere il territorio oggetto di studio, ci siamo innanzitutto avvalsi tessuto agricolo che, pur essendo ben lontano dallaver mantenuto le caratteristiche della descrizione della generalit dellarea cos come emerge da mappe, documenti, archivi e indagini di natura storica, nonch dagli strumenti di pianificazione che la riguardano messi a nostra disposizione dagli uffici comunali. Un primo dato importante che ne emerge il grande potenziale che caratAlcune di queste presenze eccellenti si collocano inoltre allinterno di un

paesaggistiche riconducibili alla gestione agricola storica legata al sistema delle ville,

riconosciuto come contesto figurativo legato alle ville venete e come tale tutelato da vincoli paesaggistici che tuttavia lasciano ancora molta incertezza sul futuro di queste e complesso. aree, che necessiterebbero uno sforzo progettuale e gestionale sicuramente pi deciso Inoltre, la presenza di un importante sistema idrico che scorre a valle della

terizza la porzione di territorio considerata dal punto di vista delle risorse ambientali, paesaggistiche e patrimoniali. La prossimit e facile accessibilit degli spazi naturalistici della collina, il cui valore sancito dai piani regionali e provinciali prevedendo elementi monumentali di spicco, a partire dalla prestigiosa Villa Capra, La Rotonda.

collina e in particolare dal corso del fiume Bacchiglione, da un lato implica la necessit

di adottare attenzioni particolari connesse al rischio idrico, daltro canto rappresenta una riserva di spazi aperti e ricreativi e, almeno in potenza, un fattore di ulteriore qualificazione per gli spazi urbanizzati che ne vengono attraversati.

tra laltro la costituzione di un Parco dei Colli Berici si coniuga con laddensarsi di

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

pa un vero e proprio sistema urbano lineare costituito dalle frazioni sud di Vicenza

Infatti, lungo la strada che costeggia il versante, la Riviera Berica, si svilup-

[Campedello, Santa Croce Bigolina, Tormeno, Longara, Debba e, in posizione discocontribuisce a saldare tra di loro i vari centri urbani.

stata dallasse viario, San Pietro Intrigogna] a cui si aggiunge ledificazione sparsa che Si tratta in gran parte di ambienti di vita i quali, per via della vicinanza e

facile accessibilit [quantomeno potenziale] alla citt che si coniuga con la vicinanza

ad un contesto almeno in parte ancora agricolo, si connotano per una discreta appetibilit a dispetto delle tante problematiche qui riscontrabili. In alcune scelte espresse nel Piano di Assetto Territoriale del Comune, e in particolare nelle schede specificamente dedicate alle frazioni e nella carta dedicata alle reti di mobilit dolce, si possono individuare dei segnali che, sia pure con qualche contraddizione, sembrano finalmente territori.

muoversi nella direzione di una maggiore valorizzazione delle specificit di questi

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

al traffico e alla mancata promozione di una migliore accessibilit e di una mobilit

Infatti le frazioni lamentano da tempo delle questioni di sicurezza legate

di mantenere e costruire una memoria condivisa dei luoghi.

interna non incentrata esclusivamente sul trasporto privato automobilistico, nonch delle forti carenze in termini di spazi e servizi pubblici [scuole, centri sociali, punti di ritrovo, frequenza delle linee di trasporto pubblico in alcuni punti]. Queste problematiche, di cui abbiamo potuto constatare lattualit, sono emerse in particolare allintera inizio anni 90, vale a dire la Ricerca partecipata finalizzata alla redazione del Piano no di uniniziativa con un forte grado di sperimentazione condotta dalla municipalit Frazioni [condotto dagli uffici comunali sotto la direzione di Alessandro Balducci, docente presso il Politecnico di Milano, e di Paolo Fareri, ricercatore dellIstituto di Ricerca Sociale di Milano]. Lindagine, finalizzata allintroduzione di processi partecipativi nella redazione degli strumenti di pianificazione comunali, aveva messo in rilievo soprattutto la generale sensazione di abbandono e marginalizzazione rispetto alle aree urbane centrali consolidatasi nelle comunit locali anche a seguito di vicende

con le comunit locali, legato ai contatti tenuti con il Comitato Area Berica, le cui attivit abbiamo seguito per un periodo ben pi lungo rispetto a quello limitato del workshop in s, acquisendo informazioni ed elementi di una competenza non esperta che ci hanno permesso anche di accedere a testimonianze scritte e a veri e propri che riguarda il proprio territorio. il caso dei numerosi articoli pubblicati su giornali

In particolare, loccasione per accedere a queste fonti nasce dal confronto

sia attraverso varie occasioni di scambio informale e di frequentazione con i cittadini, apparati iconografici legati allimpegno individuale nella raccolta di documentazione locali, spesso con taglio storico, cos come di una raccolta di cartoline storiche o di una video-intervista realizzata grazie alla disponibilit di un anziano agricoltore di San Pietro Intrigogna, Remigio Rossi: un insieme di materiali molto interessanti che abbiamo potuto consultare nelle fasi preparatorie del workshop e che ci hanno aiutato a sintonizzarci sulla frequenza del territorio studiato. O ancora, il caso della mostra Raccontare la casa curata nel 1986 dalla pro-

controverse che hanno riguardato degli interventi infrastrutturali molto invasivi [e in particolare la lunga indecisione circa la collocazione in prossimit delle frazioni della linea ferroviaria dellalta velocit].

fessoressa Romana Caduro [abitante di Debba e attivista del Comitato], che espone i risultati dellomonima ricerca interdisciplinare eseguita dagli alunni della classe 2F

terno delle comunit interessate dai processi partecipativi, che si esprimevano in termini di forte identit di alcune di esse, rilevando in alcuni casi delle inaspettate capae giungendo in molte occasioni a stimolare una maggiore partecipazione alle scelte cit di auto-organizzazione e risposta collettiva e autonoma alle necessit condivise, pubbliche nonch a processi di auto rappresentazione che sono stati visti come unoccasione per acquisire e comunicare una pi profonda conoscenza territoriale operando cos sul fronte del radicamento. Lindagine condotta sul campo in preparazione e durante il workshop ci ha

Daltro canto nel piano si individuavano delle forti potenzialit emerse allin-

della scuola media V.Scamozzi: si tratta di unindagine storica sulle case operaie a Debba che descrive spazi domestici e di quartiere, punti di riferimento e luoghi di incontro che hanno ospitato le vicende della presenza operaia a Debba e delineando cos uno stile di vita che ha caratterizzato il periodo di massima vitalit civica e sociale della frazione stessa.

indotto ad accostare alle fonti ufficiali anche un altro tipo di conoscenza, pi o meno formalizzata, ma in genere molto radicata nel territorio e nella volont degli abitanti

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

Debba_7 Maggio

San Pietro_8 Maggio

divulgazione a nostro favore di questa conoscenza locale del territorio e che animano le attivit del Comitato, hanno partecipato alle attivit del piano frazioni, testimoniando cos della sedimentazione di competenze partecipative sul territorio, cos come di un costante impegno civico. Lattivit di animazione territoriale svolta di fatto dal Comitato Area Berica

interessante notare come molte delle persone che hanno contribuito alla

stata anche loccasione per organizzare, nel corso del workshop, degli incontri pubblici pi formali con le comunit locali a Debba e San Pietro: in questi momenti abbiamo potuto raccogliere in maniera diretta delle testimonianze orali che ci hanno trasmesso rimpianto per la coesione e ricchezza di una vita comunitaria in larga parte perduta

attraverso un canale pi emozionale il sentimento di radicamento degli abitanti, il assieme alla qualit del vivere in questi piccoli centri. Il sentimento di impotenza a fronte di dinamiche di trasformazione e gestione di questi territori di fronte alle quali migliori, impegnandosi anche in prima persona nella ricostruzione dei beni comuni. gli abitanti si sentono spesso impotenti. La volont di negoziare condizioni di vita Rispetto a questi incontri, in particolare, ci importa sottolineare che la rap-

presentazione del territorio non corrisponde ad una statica trasmissione di conoscen-

ze in maniera unidirezionale, ma anche produzione di conoscenza e di visioni del mondo durante linterazione. Gli abitanti ci hanno trasmesso un modo di guardare al loro ambiente di vita; il nostro stupore e la nostra ammirazione per questi luoghi, per attraverso lallestimento contestualmente agli incontri, di piccole esposizioni [princi-

la loro storia, per la loro qualit paesaggistica e ricchezza patrimoniale, espressa anche palmente fotografiche] realizzate dai partecipanti al workshop, hanno contribuito a restituire unimmagine di come questi luoghi possono essere scoperti dallesterno, di condivisa e supportabile a varie scale e da vari punti di vista. come lattribuzione di valore non sia solo affettiva e di carattere localista, ma piuttosto

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

1.2
Esplorazioni progettuali: riflessione disciplinare in pillole nella didattica Uno degli obiettivi costanti nei tre anni di LAPIS, stato quello di costruire un territorio lento come quello del sistema urbano della Riviera Berica, di metterne in rilievo le grandi potenzialit, di cercare delle vie duscita impreviste allapparente ineluttabilit di alcune problematiche, ci ha indotti a dare un grande rilievo alla fase di rappresentazione del contesto e ridefinizione delle sue problematiche, facendo attenzione a dare spazio alle diverse voci emerse dal territorio. A fronte di queste scelte di fondo, agli studenti stato fornito una specie di un terreno di incontro tra le facolt di Ferrara, Barcellona e Lisbona che fosse anche spazio per un esperimento di didattica finalizzato a superare una cultura progettuale che negli ultimi anni ha privilegiato la settorializzazione e la specializzazione a scapito della capacit di comprensione dei processi complessi del territorio e della societ attuali.

breve vademecum, inteso come un insieme di indicazioni che individuano nel progetto di paesaggio uno strumento per trattare la complessit, un dato costitutivo della contemporaneit in maniera tanto pi evidente rispetto ai temi del governo del territorio in cui bisogna confrontarsi con le scelte pi o meno imprevedibili di una pluralit di soggetti. Nel predisporre questo documento abbiamo voluto ancorare i presupposti monio, i loro usi e le pratiche sociali che li investono e li modificano. Per questo si

ai temi affrontati, in particolare ricorrendo alle discipline economiche, geografiche, sociologiche, ecologiche. Inoltre il workshop si proposto in tutte le sue edizioni lobiettivo di una confluenza tra la cultura progettuale pi propriamente territoriale, urbana ricorrendo laddove possibile alla multiscalarit.

A questo fine LAPIS ha proposto un approccio conoscitivo multidisciplinare

del progetto nella riflessione disciplinare sui temi trattati: il territorio rurale, il patrivoluto sottolineare come il mantenimento e il miglioramento della qualit dei territori rurali passi attraverso la necessit di pensare la conservazione delle presenze patrimoniali in un contesto dinamico, in cui svariate forme di trasformazione sono continuama anche ambientale, alle necessit delle comunit locali.

e darea vasta con una cultura progettuale pi di tipo architettonica e del paesaggio, In particolare in questultima edizione del workshop, la complessit di un

contesto come quello descritto, ci ha spinti a pensare al possibile progetto per questo come la sfida di innescare un processo.

territorio non come un prodotto da consegnare finito e confezionato al cliente, ma Un processo di cambiamento dello sguardo che riveli, grazie allascolto delle

mente in corso per rispondere alle esigenze della sostenibilit economica, gestionale Il punto su cui gli studenti sono stati invitati a soffermarsi riguarda la non

voci emerse dal territorio cos come grazie alla nostra prospettiva da outsider, il valore

immutabilit del patrimonio [e in senso lato del nostro stesso passato], che sogget-

paesaggistico e patrimoniale dei luoghi, rovesciandone la percezione di marginalit e comunit locali, di cui costituiscono gli ambienti di vita.

to ad una costante ridefinizione rispetto allo sguardo, alla sensibilit, alle attitudini delloggi. Questa variabilit e continua reinvenzione costituiscono delle componenti fondamentali da prendere in considerazione nel progetto: le pratiche sociali ridefiniscono gli usi del territorio e forniscono continuamente nuove sfide e nuove risorse da indagare, ad esempio in unottica di innovazione gestionale e di partnership pubblicocome scelta metodologica di rinunciare al punto di vista unico e onnisciente del

mettendone invece in luce il valore rispetto allintera citt di Vicenza e rispetto alle Una delle sfide che abbiamo dovuto affrontare riguarda, da un punto di vista didattico, la necessit di chiedere a degli studenti di architettura di rallentare e di pensare il proprima che sulla precisa definizione di interventi fisici sul territorio. getto in una modalit minimale, incentrata sugli aspetti strategici e di comunicazione La volont di rispettare nel lavoro del workshop i tempi e le peculiarit di

privato. Questa attenzione sociologica nellindagine del territorio entra nel progetto progettista, per prestare invece lorecchio alle possibili risorse da cercare nellinterazio-

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

ne tra sguardi e soggetti interni ed esterni, nello sviluppo [spontaneo o guidato] di

forme di comunit e di cooperazione, al confronto tra una pluralit di razionalit che hanno tutte diritto ad esprimersi e determinano ciascuna una parte delle trasformazioni in atto. Il terreno comune su cui diversi soggetti e razionalit sono chiamati a confrontarsi quello dei commons, i beni comuni che rendono vivibili e abitabili i luoghi, e che sono soggetti essi stessi a continui processi di degrado e rigenerazione.

degli obiettivi a cui tendere. Lo scenario viene indicato come modalit del progetto che cerca di tenere insieme delle considerazioni che riguardano le vocazioni territoriali, i diversi soggetti e le diverse razionalit che operano sul territorio, le politiche geconfigurandosi in sostanza come uno strumento di governance.

nerali che definiscono i contorni delle possibili azioni e strategie da mettere in campo,

La sfida del progetto su questo fronte innanzitutto quella della comprensione dei processi in atto, con particolare attenzione a quelli che ridefiniscono i contorni e le caratteristiche dei beni comuni allinterno di processi partecipativi: in questo contesto nuovi beni comuni, riconosciuti come tali attraverso gli usi gi in atto che li riguardano, o semplicemente le esigenze espresse dai cittadini. Con quali strumenti tradurre

IGM storica |1890

IGM storica |1948

abbiamo pensato al progetto come capacit di comporre una specie di catalogo dei

queste riflessioni nel lavoro di analisi sul campo e nelle elaborazioni progettuali? Le indicazioni fornite agli studenti mettono laccento sulla transcalarit dei processi e quindi sulla necessit di effettuare continui passaggi di scala, spostandosi dal particolare al generale e viceversa per una migliore e pi ampia comprensione del contesto. Un altro elemento di fondamentale importanza concerne la dimensione tem-

porale e il carattere di processualit delle trasformazioni: come avvengono i cambiamenti? Come e quanto le azioni progettuali proposte devono confrontarsi con il tema puramente in termini di esiti finali e di permanenze? Quanto le relazioni di prossimit [tra comunit, individui, ma anche tra elementi territoriali,naturali o antropici, tra prestare la dovuta attenzione alle interazioni impreviste? Come proporne di nuove? della temporaneit, degli usi e degli equilibri transitori invece che pensare il progetto

aree interessate da certe problematiche] influenzano la dinamica dei processi? Come Da ultimo, abbiamo proposto come strumento progettuale quello della co-

struzione di scenari, pensati come delle visioni strategiche che non necessariamente

identificano dei futuri possibili a partire dalle condizioni attuali, ma piuttosto scelgono

di adottare anche un certo grado di utopia concreta nella misura in cui identificano

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

1.3
Strumenti bibliografici La raccolta di testi elencati in questa sezione da considerarsi uno degli esiti Politiche urbane, Periferie, Partecipazione Bateson G. (1977), Verso una ecologia della mente, Adelpi, Milano.

delle fasi preliminari del workshop: si tratta della restituzione parziale di una ricognizione bibliografica [sempre in progress] su temi cari al nostro gruppo di ricerca e in particolare sulle questioni trattate da Lapis in questi tre anni. Labbiamo considerata

Casu Alessandra (2007) Periferie: appunti per una genealogia, in Cecchini Arnaldo (a cura di) 2007, Al centro le periferie. Il ruolo degli spazi pubblici e dellattivaFranco Angeli, Milano.

una parte importante della nostra cassetta degli attrezzi nel costruire il percorso didat-

zione delle energie sociali in unesperienza didattica per la riqualificazione urbana,


Cecchini Arnaldo (2007), Dieci considerazioni per il governo della citt ovvero la

tico sia per quel che riguarda le lezioni frontali che per la parte di ricerca sul campo, a disposizione anche degli studenti durante la fase di lavoro intensivo a Vicenza come materiale di consultazione. In particolare, le tesi di laurea collocate alla fine costituiscono parte del ma-

teriale espositivo impiegato nelle mostre aperte alla cittadinanza e alcune di esse sono dei casi studio, fornendo degli esempi utili alla loro riflessione progettuale, ma anche

state presentate nel corso del workshop con il duplice scopo di presentare agli studenti di costituire delle occasioni di confronto concreto con i patner internazionali attraver-

so la presentazione di questi che consideriamo a tutti gli effetti come esemplificazioni

didattiche ma anche come contributi degli studenti alle ricerche svolte in questi anni.

questione delle periferie, in Cecchini Arnaldo (a cura di) 2007, Al centro le periferie. Il ruolo degli spazi pubblici e dellattivazione delle energie sociali in unesperienza didattica per la riqualificazione urbana, Franco Angeli, Milano. Cooper Marcus Clare & Francis Lardyn, (1998, 2nd edition), People Places. Design Guidelines for urban open space, Van Nostrand Reinhold, New York Cottino P. (2009), Reinventare il paesaggio urbano. Approccio di politiche e placemaking, in Ri-vista, luglio-dicembre 2009, FUP, Firenze. Coverti F. & Della Morte P. (2010), La qualit della vita nelle aree di margine: il luogo del progetto urbano e sociale in Asur n. 97-98 pag. 35-47, Franco Angeli,
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1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

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1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

ocali&&print=ok)

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torrente Crostolo a Reggio Emilia, Relatore: Francesca Leder a.a. 2009/2010 Andruccioli M., Ugolini M., Il progetto territoriale della Valle del Marecchia. Il fiume come direttrice strategica per lo sviluppo e la riqualificazione di scala interregionale, Relatori: Francesca Leder, Giulio Verdini, a.a. 2008/2009
Carbonieri L., Il paesaggio agrario nei luoghi di bonifica. Progetto di riqualificazione per larea del Destra Secchia mantovano, Relatore: Francesca Leder, a.a. 2007/2008 Cerri S., Il deserto verde e loasi urbana. Progetti di riqualificazione per i margini Verdini, Martin Lopo, a.a. 2009/2010

dellarea metropolitana di Santa Fe, Argentina, Relatori: Francesca Leder, Giulio


Gabrielli S., La strada nel Delta. Armatura infrastrutturale e progetto di paesaggio

nella regione del Delta del Po, Relatore: Francesca Leder, a.a. 2009/2010 Govoni M. G., Mattioli C., Luoghi Comuni Provvisori. Strategie e progetti di animazione del territorio. Il caso studio del quartiere Bovisa a Milano, Relatore:
Francesca Leder, a.a. 2009/2010 Pari M., Coast to coast. Progetto di costruzione di una direttrice di sviluppo est/

ovest tra la costa adriatica e quella tirrenica. Una Greenway per il sistema fluviale Marecchia-Tevere, Relatori: Francesca Leder, Giulio Verdini, a.a. 2008/2009 Russo E., Strategie di rigenerazione urbana in contesti multiculturali. Il caso di Prato, Relatori: Francesca Leder, Giulio Verdini, a.a. 2009/2010

1_ STRUMENTI DI LAVORO |WORKTOOLS

Piani consultati Ricerca partecipata per la stesura del piano delle frazioni del Comune di Vicenza. Rapporto finale settembre 1997 Vol I-II

Piano di assetto territoriale, Comune di Vicenza, agosto 2010 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Provincia di Vicenza, 2006 Piano territoriale regionale di coordinamento, Regione Veneto, 2010 Piano darea dei Monti Berici, Regione Veneto dintesa con la Provincia di Vicenza Progetto PAYS MED URBAN. Programma MED 20072013 - Piano progetto Il paesaggio palladiano. Il restauro del grande Theatro dellarmonia, marzo 2010

Sitografia _http://www.regione.veneto.it/Servizi+alla+Persona/Cultura/Beni+culturali/Archivi/Ar chivio+dell%E2%80%99IPAB+di+Vicenza.htm _http://www.tuttinbici.it/cms/ _http://www.a31sud.it/

_http://www.vicenzaforumcenter.it/progetti/pagina310.html

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_INTRODUZIONE | 2.2_Gli Elaborati | 2.3_La Mostra

Un avvicinamento al progetto di paesaggio e al contesto territoriale In maniera autonoma nelle tre facolt interessate dallIntensive Program, gli

zio, per cui si richiesto di elaborare delle ipotesi di intervento riguardanti la messa

Un primo livello di progetto riguarda sicuramente il disegno fisico dello spa-

in valore e leventuale rifunzionalizzazione di alcuni oggetti patrimoniali individuati come centrali (un piccolo parco pubblico lungo la Riviera Berica a Campedello, la spazi verdi limitrofi e la risistemazione di percorsi, accessi, parcheggi, sezioni stradali. biblioteca pubblica con il suo cortile a Longara) e il ripensamento della trama degli Una seconda componente, di ordine strategico-comunicativo, riguarda le modalit attraverso le quali sia possibile migliorare negli spazi pubblici, anche con interventi stimolando oltre che una maggiore conoscenza, anche dei processi di presa in carico dei luoghi da parte degli abitanti. minimali, la comunicazione dellidentit, dei valori e dei servizi presenti sul territorio,

studenti coinvolti nel workshop si sono impegnati in alcune attivit finalizzate ad dimenti teorici ed esercizi di metodo.

accostarsi in maniera preparatoria al progetto di paesaggio e consistenti in approfonPresentiamo di seguito lesito del lavoro svolto dal gruppo di Ferrara, a cui si

proposto un breve esercizio sul campo che coniuga la volont di sviluppare per gradi

una familiarit con il territorio e un buon livello di comprensione delle problematiche zare gli studenti verso un approccio di tipo multidisciplinare.

inerenti lambito di intervento del workshop, con lobiettivo metodologico di indirizLo scopo principale di questa indagine orientata al progetto consiste quindi

in prima battuta nellacquisizione di una base di conoscenza del territorio nel suo

tettura di Ferrara, riportati di seguito, hanno costituito la base per una piccola mostra

I materiali di studio elaborati dal gruppo di studenti della facolt di archi-

complesso e della percezione della transcalarit delle dinamiche che lo interessano. Inoltre si inteso stimolare una sensibilit verso le componenti pi immateriali delle trasformazioni, in modo da sviluppare unattitudine strategica rispetto al tema del veneta.

allestita presso il Forum Center del Comune di Vicenza, dal titolo Abitare la Riviera, inaugurata luned 2 maggio in apertura della terza edizione del workshop internazionale Lapis_Intensive Program in Landscape Studies.

paesaggio e del progetto dello spazio pubblico nel contesto dellurbanizzazione diffusa Questa preliminare ricognizione sul campo stata quindi funzionale a deli-

La mostra risponde ad esigenze comunicative che riguardano soggetti diversi ed ha risposto a pi livelli allobiettivo di stimolare la trasmissione di conoscenze. Innanzitutto tra i diversi gruppi internazionali di studenti: in particolare gli studenti

neare una visione di insieme del sistema insediativo della Riviera Berica, a cui hanno fatto seguito due zoom sulle frazioni di Campedello e di Longara, che costituiscono le prime due stazioni lungo la direttrice costituita dalla strada . Nello specifico le due frazioni sono state analizzate rispetto alla presenza o assenza monio architettonico e paesaggistico/ambientale e alle modalit della sua gestione; il

italiani hanno reso partecipi gli stranieri di questa riflessione preliminare condotta in maniera autonoma per ragioni logistiche, facendo in un certo senso da guida verso le questioni da trattarsi durante il workshop.

di luoghi di incontro, ai temi dellaccessibilit e mobilit, alle caratteristiche del patritema del rapporto citt-collina rimane quindi la base per un ragionamento pi vasto sulla qualit urbana da promuovere in questi luoghi e ci sia nellambito di questa esercitazione che in tutte le fasi del workshop internazionale.

analisi svolte si rivelata una buona base ed un valido strumento comunicativo e dipossibile anche un immediato confronto in termini di competenze, sguardi e tradizioespositivi ha consentito anche lo scambio di feed-back e opinioni, stimolando quindi

Da questo punto di vista lelaborazione di una prima graficizzazione delle

dattico per favorire il superamento delle difficolt linguistiche. Questo aspetto ha reso ni disciplinari: la libera discussione svolta dagli studenti per gruppi attorno ai pannelli

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_INTRODUZIONE | 2.2_Gli Elaborati | 2.3_La Mostra

lavvio dei lavori della settimana a partire da un primo sguardo orientato al progetto sul territorio vicentino. In secondo luogo, si inteso rivolgere la mostra anche verso soggetti esterni

rendendola strumento di comunicazione delle attivit svolte e da svolgersi alla cittadinanza: infatti con la mostra abbiamo inaugurato linizio della nostra presenza a Vicenza, proponendola come la prima parte di una riflessione da continuarsi nelle giornate quelle di Debba e San Pietro Intrigogna.

del workshop spostando laccento dalle frazioni di Campedello e Longara, a favore di La mostra si arricchita strada facendo con dei resoconti periodici dellat-

tivit del workshop, le newsletter, fino ad essere integrata con gli elaborati finali esito

del lavoro svolto dagli studenti a Vicenza. Inoltre dal Forum Center, situato nel centro

cittadino, dove essa stata originariamente allestita, la mostrasi in seguito spostata in alcuni spazi pubblici delle frazioni di Debba e San Pietro dove, durante lestate, si sono verificate delle occasione di raccolta e incontro delle comunit locali quali la sagra le autorit locali .

annuale di San Pietro Intrigogna e alcuni incontri voluti dalla comunit di Debba con La mostra ha costituito quindi una modalit leggera di aprire e mantenere

vivo un dibattito sul valore e sul futuro dei luoghi, pur operando in assenza di un impesperare in una pronta risposta in termini di impegni o interventi.

gno istituzionale gi definito ad aprire processi partecipativi su questi temi che lascino Lapis ha voluto piuttosto esprimere un impegno etico delluniversit rispetto

al territorio oggetto di studio; la necessit di evitare il costituirsi di false aspettative, ha

imposto di rendere chiaro fin da subito che la riflessione aperta da intendersi come uno spazio di respirazione e di apertura al cambiamento, possibilmente di dialogo e risponde alla volont di trasmettere agli studenti la necessit di ancorare il progetto di fragilit di questa interazione. organizzazione tra gli attori sociali. Dal punto di vista didattico, questo impegno corpaesaggio al confronto con i suoi abitanti, mettendo in luce per anche la difficolt e

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_GLI ELABORATI | 2.3_La Mostra

Erblin Berisha | Luca Pinnavaia

Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica FILTRARE STRATEGICAMENTE VICENZA

Nello studio dei singoli comparti individuati dal bando di concorso si tenuto conto delle problematiche generali cercando offrire delle soluzioni puntuali.

SISTEMA IDENTIT SPAZIO PUBBLICO

Il sistema costituito dalle tre frazioni pu considerarsi unitario in quanto le problematiche sono le medesime e cosi anche le soluzioni. Un problema riscontrato senzaltro il sistema dei trasporti e dei percorsi ciclabili. A nostro avviso sarebbe opportuno ampliare i percorsi ciclabili e pensare ad una linea di autobus elettrici che possa facilitare gli spostamento dei cittadini verso il centro.

Tormeno - Longara S. Croce Bigolina

Campo Parrocchiale Longara

Obiettivo: Riqualificazione dello spazio pubblico, attraverso una miglioramento dellaccessibilit ed un riordino del campo sportivo. Inoltre sarebbe interessante inserire dei piccoli servizi pubblici visto la mancanza della piazza pubblica genericamente intesa.

Piazza S. Croce Bigolina

La Riviera Berica si presenta come un sistema complesso ed etorogeneo, corresponsabile della attuale morfologia del tessuto territoriale .I sistemi naturali, come i Colli ed il Bacchiglione creano una zona cuscinetto dove si trova la S.P. Riviera Berica che separa nettamente i colli con il fiume. In questo quadro sono dispersi i nuclei urbani che vengono sopraffatti dalla morfologia naturale/artificiale. Questi nuclei sono contenuti e delimitati dalle azioni sia del fiume che dalla morfologia dei colli. Lurbanizzazione selvaggia ha portato alla perdita di valori umani e relazionali, perci necessario osservare il territorio non solo dal punto di vista morfologico ma porre attenzione anche al tipo di qualit di vita creatosi nel corso del tempo. La Riviera Berica pone in essere problematiche di carattere identitario dovute alla sua natura uniforme ed indefinita. Riconoscendo come carattere identitario il paesaggio naturale e rurale, riconosciamo la presenza di In-identit dovute allurbanizzazione incontrollata avvenuta negli ultimi decenni. La questione della perdita di identit pu essere legata al consumo del suolo, sono infatti presenti intere aree dove il pericolo di perdite ulteriori di identit reale, e riguarda in particolare il paesaggio naturale. Questi luoghi sono individuabili nella zona cuscinetto tra colli, fiume e i nuclei urbani. Tali valutazioni sono state concepite tenendo presente la definizione che la comunit europea da al sistema Paesaggio inteso come: ... Sistema ambientale che possiede una forma fisica ed una struttura, prodotta dallattivit umane svolte nel corso dei secoli e dalla loro interazione con la natura; ha una propria identit, propri valori, una dinamica interna, una diversit che consente di costruire ldentit, la qualit e la diversit delle culture locali. .. Un altro fattore facente parte del sistema rappresentato dalla S.P. Riviera Berica, la cui analisi ci ha permesso di individuare delle soluzioni a scale differenti, infatti se a livello provinciale rappresenta il sistema di collegamento tra diverse polarit, a livello locale definisce una separazione tra i diversi sistemi di cui composto il territorio. Queste valutazioni ci portano a considerare lelemento strada non solo come una questione urbana ma anche locale con cui avere a che fare in ambito progettuale.

Obiettivo: Piazza o parcheggio? La piazza ha delle potenzialit da sfruttare in quanto luogo centrale ed architettonicamente interessante considerando anche la qualit della gradinata esistente. Questo luogo potrebbe essere uno spazio realmente pubblico.

Centro anziani S. Croce Bigolina

Obiettivo: Larea verde adibita ad uso pubblico solo per il circolo degli anziani. La nostra proposta consiste semplicemente nel renderla interamente pubblica in qualsiasi ora della giornata. Si propone di conseguenza di renderla permeabile.

Campedello

Campedello una frazione del comune di Vicenza da cui dista pochi chilometri. Questa caratteristica la rende dipendente dalla citt e ad essa deve essere collegata in maniera veloce senza interferire con la strada esistente. Un aspetto importante sono le visuali verso i monumenti del territorio, come ad esempio la Rotonda. Essa strettamente legata ai Colli. Sarebbe interessante poter collegare le piste ciclabili dei Colli con la ciclabile a valle passando per la frazione.

Chiesa di Campedello

Obiettivo: Lo spazio adiacente alla chiesa della frazione ostruita da una rete metallica che non permette di arrivare in maniera agevole alla pista ciclabile. Lobiettivo quello di permettere la permeabilit nellottica di migliorare i collegamenti ciclabili colli/valle.

Giardini delle ville

Obiettivo: Gli unici giardini presenti nella frazione sono adiacenti alle ville che si trovano a contatto con la strada. Testimonianze storiche ci fanno capire come una volta le ville fossero completamente aperte verso strada, lobiettivo renderle pubbliche e a disposizione di tutti.

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_GLI ELABORATI | 2.3_La Mostra

Erblin Berisha | Luca Pinnavaia

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_GLI ELABORATI | 2.3_La Mostra

Paola Bolzon | Marco Marchini

Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica SISTEMARE CITT-COLLINA

IDENTIT CIRCUITO PUBBLICICIT

Il Comune di Vicenza si connota per la commistione di un territorio collinare, fluviale e pianeggiante, con un numero di abitanti pari a 115.550 comprendente in s diciassette frazioni. Il territorio vicentino presenta una buona accessibilit nella direzione est-ovest (linea ferroviaria e autostrada A4, che collega Padova a Verona). Un ulteriore collegamento lungo la medesima direttrice dato dalle strade regionali. Fra le strade provinciali che servono il territorio, ricopre una notevole rilevanza la SP 247 Riviera Berica, che attraversa i comuni a sud di Vicenza, incontrando una variet di siti con valenza turistica. Lungo la Riviera si incontrano alcuni tra i pi importanti esempi di architetture palladiane. Al contempo la Riviera attraversa paesaggi naturali di notevole importanza, come il corso del fiume Bacchiglione e, grazie alle vie di penetrazione interna, i Monti Berici. Elemento di valorizzazione del territorio a livello turisticopaesaggistico la via ciclabile che corre parallela alla Riviera Berica sino allinsediamento di Campedello e poi da essa si distacca portandosi pi esterna rispetto ai centri abitati. Le aree di studio sono due frazioni a sud di Vicenza di ridotte dimensioni: Campedello, di 1500 abitanti, e Longara, con 2700 abitanti. Entrambe sono caratterizzate da una prossimit rispetto Vicenza ed usufruiscono dei servizi che il comune offre; al tempo stesso con rapporto inversamente proporzionale pi la distanza aumenta pi i servizi, che la frazione tende ad offrire ai cittadini, aumentano. Infatti, la frazione di Longara, essendo pi spostata a sud, garantisce un numero maggiore di servizi rispetto alla pi vicina Campedello. Sebbene vi siano aspetti positivi del vivere in frazione, legati a fattori economici (costo dei terreni

e degli immobili) e percettivi (minor traffico, inquinamento acustico e ambientale, fruizione del verde), la condizione di dipendenza dalla citt comunque vissuta dai cittadini in modo negativo. Infatti, si costretti a continui spostamenti per accedere ai servizi maggiori. Inoltre, analizzando nel dettaglio la costituzione di questi abitati, si nota una marcata assenza didentit spaziale o di riconoscibilit, anche simbolica, dei luoghi. Non si identificano in entrambe le frazioni delle aree individuabili come centro cittadino in quanto lo sviluppo del tessuto avviene lungo la direttrice lineare della Riviera Berica. Congiuntamente a ci non si riscontra la presenza di un simbolo che possa rendere riconoscibile la frazione. La Riviera Berica si connota come unarteria ad alta percorrenza e conseguentemente determina una sorta di barriera nella comunicazione tra le due parti di tessuto della frazione che incontra e la caratterizzazione di questi abitati come meri luoghi di passaggio. In questa tipologia di abitato, il tessuto prettamente residenziale e le funzioni garantite sono quelle basilari: edificio religioso, scuola, attivit commerciali ridotte. Il centro cittadino, riconducibile alla piazza frontistante la chiesa, si trova in stretto rapporto con la Riviera Berica e per questo viene letto come surrogato di uno spazio di passaggio. La vicinanza con la villa palladiana La Rotonda, sebbene sia un fattore di particolare rilievo, non determina alcun apporto benefico alla frazione poich non propriamente collegata. In risposta a tale problematica si propone un riassetto della mobilit ciclopedonale in funzione di un maggior legame tra la fabbrica palladiana e la fruizione della frazione di Campedello. Lobiettivo principale quello di valorizzare labitato in modo da poter integrare nel tessuto anche attivit di tipo ricettivo derivanti dal settore turistico. Tale riassetto si prefigge una riconnessione strutturata delle polarit esistenti nellinsediamento, volte ad uno sviluppo sostenibile dellarea e pensate nellinteresse del residente. Una nuova qualit dellambiente urbano pu essere promossa dalla riqualificazione del parchetto pubblico esistente, attualmente utilizzato pi come parcheggio. Si prevede leliminazione del parcheggio interno ed una riconfigurazione dello spazio verde attraverso la creazione di un microgiardino che adotti un nuovo linguaggio e offra nuovi spazi nati da un intreccio di percorsi a pi livelli per moltiplicare le possibilit di fruizione dello spazio. Il parco viene arricchito di installazioni per bambini. Il conurbato di Longara accentua le problematiche rilevate per la frazione di Campedello. Lo sviluppo lungo lasse della direttrice ne ha causato la perdita del suo baricentro e delle sue attivit cittadine; tutto si polarizzato verso nord vista la vicinanza con lautostrada. Si evidenzia la necessit di rivedere lassetto globale ponendo come base la creazione-integrazione di un circuito di piste ciclabili, che colleghino e facciano dialogare tra loro le tre frazioni e propongano contemporaneamente una valorizzazione naturalistica dellarea. Nello specifico tratto di Longara, la sede della pista ciclabile lungo la Riviera Berica porterebbe ad una trasformazione della sezione stradale in funzione del collegamento delle polarit della frazione e per la creazione di un nuovo spazio pubblico nel giardino frontistante la Biblioteca Civica Bertoliana. Lapertura di un collegamento con la ciclabile preesistente ed un parcheggio, lateralmente la biblioteca, portano ad una riconsiderazione dello spazio verde. Le due entrate sono progettate in funzione dellaccesso a quello che diviene un giardino-piazza per la lettura. La spazialit, segnata dalla presenza di alberi di grandi dimensioni, viene disegnata da elementi che alle volte sono sedute e alle volte passerelle di accesso alla biblioteca.

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


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Paola Bolzon | Marco Marchini

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


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Caterina Fini | Daniela Zerbini

Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica RICOMPORRE LA CITT LA RISCOPERTA DELLE IDENTIT NEI FRAMMENTI URBANI
RISONANZA SINERGIA IDENTIT

informazione da cui far partire il cammino. Le automobili possono essere lasciate nel parcheggio che viene spostato dalla strada a un punto pi centrale rispetto al sistema dei percorsi; anche le bici possono essere lasciate nella stessa zona se non si decide di proseguire con esse. Per dare continuit allintervento si punta anche al ridisegno dello spazio interno agli edifici residenziali adiacenti e a richiamare il verde dalla strada, sostituendolo al vecchio parcheggio. LONGARA: dal sopralluogo emerge come questa frazione sia pi degradata rispetto a Campedello, ma allostesso tempo nasconda delle grandi potenzialit. Infatti saltano subito allocchio alcuni connotati del forte senso di Comunit di questa zona: le residenze multifamiliari, i vari club, sportivi e non, le associazioni. La frazione deve ritrovare unidentit, strade che siano strade, parcheggi che siano parcheggi, parchi pubblici che siano tali per i residenti. Le persone che vivono in una zona la cui qualit urbana e architettonica piuttosto scarsa hanno bisogno di riscoprire la bellezza e lidentit del luogo. A una scala ampia, il lotto esagonale dove si trova il centro civico appare come il pi idoneo allo sviluppo della comunit, che risulta lelemento centrale di tutto il ragionamento teorico. Una particolarit di queste zone periferiche che, a differenza di una grande citt, i bambini si muovono con sicurezza per le strade, anche se poi non hanno luoghi dove andare a passare il loro tempo. Inoltre non ci sono le tanto amate panchine per gli anziani, che non hanno quindi un luogo dove sedersi e colloquiare. Si decide di concentrare le attivit ricreative dei residenti nel luogo pi consono, sfruttando la presenza e la possibilit di utilizzo della biblioteca per collocarvici alcune funzioni, in modo da istituzionalizzare questo edificio agli occhi delle persone che vengono da fuori e avvalorare lintera frazione nella percezione dei residenti. La scelta formale vuole sottolineare lidentit in negativo e positivo. La frammentazione spaziale della zona residenziale chiaramente percepibile e caratterizzante in quel contesto. Alle case, che non si possono sostituire, viene garantita la ristrutturazione degli interni e degli esterni, i percorsi che girano intorno ad esse vengono mantenuti ma vengono limitati gli spazi dedicati ai parcheggi, cercando dove possibile di unificare gli ingressi. In contrapposizione a questa distribuzione varia e frammentaria degli edifici residenziali e del verde di loro pertinenza, si riorganizzano i bordi creando una fascia pi esterna ciclabile, che si riconnette alle piste ciclabili di progetto del comune, una fascia pi interna, anchessa ad anello, esclusivamente pedonale, e una fascia di verde pubblico confinante con le case, dove possibile. Non bisogna pensare che togliere metri quadrati dl verde sia sempre sbagliato. Se questo vuol dire concentrare le auto abbandonate sulla strada, che infondono una sensazione di disagio, e allargare invece gli spazi comuni, il verde residuo acquista ancora pi importanza, perch collocato in un contesto pi fruibile. Le strade riacquistano una gerarchia, sono predisposti parcheggi, e alcune funzioni sono inserite nei vuoti creati: area sgambatura cani (trovandosi sulla via principale un veterinario), orti per gli anziani, zona per attivit sportiva amatoriale con pista da pattinaggio, campi da basket e pallavolo, in stretta relazione con il polo sportivo adiacente. Ridisegnando il verde e la pavimentazione di alcune strade si ricava una zona pi intima dedicata a un parco giochi, che a sua volta si connette con il circolo anziani e la piazza a sud, per organizzare i flussi allinterno dellanello. Teniamo presente che in una grande citt gli abitanti sono pi abituati ai cambiamenti, mentre in queste zone, i cambiamenti del tessuto urbano devono essere inizialmente delicati. Valutando il progetto a una scala urbanistica maggiore, le due operazioni confluiscono in un sistema in cui le zone acquistano la capacit di attrazione dalle frazioni limitrofe. Da una parte infatti, lidentit potenziale del luogo viene diramata nella frazione, mentre dallaltra, la distribuzione opposta, si tende infatti alla concentrazione per favorire la comunit. La prima quindi diretta a nuclei ristretti, se non a singoli, che vogliono immergersi nella natura anche solo per una domenica pomeriggio, mentre la seconda (Longara) vuole creare un posto piacevole dove muoversi per andare realmente in un luogo e per utilizzare nel modo migliore il verde gi esistente, creando pi connessioni tra gruppi di persone diverse.

Osservando Vicenza, a partire dal centro, il tessuto appare dapprima ben strutturato, per poi assottigliarsi in maniera fusiforme verso sud lungo la Riviera Berica e il fiume Bacchiglione. Questa citt fusiforme vive in stretto legame con quella compatta, sfruttandone attivit e potenzialit, ma senza entrarne a fare parte realmente. Il risultato cos un susseguirsi continuo ed indefinito di piccoli centri e frazioni che quasi si confondono tra loro. Ma le potenzialit del territorio circostante sono enormi: la presenza di elementi storico architettonici di grande pregio, il contesto ambientale di staordinario fascino lambito dai Colli Berici ad ovest e dal fiume ad est, la rete stradale e il valore aggiunto delle connessioni a livello ciclabile suggeriscono alle piccole frazioni limitrofe unoccasione da non sprecare. Come possibile ritrovare unidentit perduta, rivitalizzare luoghi con carattteristiche paesaggistiche uniche, innestarvi un nuovo interesse mantenendo inalterata la loro dimensione cos silenziosa e riservata? La strategia utilizzata per elaborare il progetto si basa sul ricreare unidentit per entrambe le frazioni, che vada ad evidenziare le qualit delle due zone senza snaturare la loro forma che, seppur disordinata, abbastanza spontanea. In questo caso, consideriamo come identit sia quello che c, sia quello che non c. Ovvero, il potenziale pi evidente di ognuna delle due frazioni deve essere portato alla fase dellatto. Le analisi da cui nato il progetto, oltre che condotte a livello normativo, sono state pi che altro determinate dalle sensazioni delle progettiste durante la visita al luogo. CAMPEDELLO: Campedello caratterizzata da due elementi evidenti: una zona residenziale costituita da villette unifamiliari di massimo due piani, e un percorso promiscuo pedonale/carrabile che la collega a unambiente pi ampio, il parco, le colline, e una meta turistica rilevante come La Rotonda di Palladio. Lidea di base riordinare le tracce del terreno sottolineando e sfruttando i percorsi gi presenti, gerarchizzandoli, richiamando un target di persone che va dai residenti di Campedello ai residenti delle zone limitrofe, fino ai turisti in visita alle architetture di Palladio a Vicenza. Lintervento cerca infatti di rispettare la zona residenziale, che appare ben tenuta e autosufficiente, con i tipici giardini privati e spazi autonomi per la socializzazione. Si vuole invece incoraggiare il cammino, inteso come attraversamento, a piedi, in bici, di corsa o in contemplazione. Lelemento che si vuole caratterizzare in via indiretta attraverso questa semplice e delicata operazione di evidenziazione dei percorsi appunto lambiente, lo scenario. Per realizzare questa idea, prima di tutto si individuano i punti strategici, distribuiti vicino alla pista ciclabile, per poi allontanarsi verso i colli, in mezzo ai campi, e addentrandosi nellabitato. In questi punti si predispongono delle strutture in legno di forma e funzione variabile su due livelli, in modo da poter sfruttare lombra nei giorni estivi e il riparo nei giorni piovosi, o poter osservare la Rotonda e i colli salendo al primo piano, cos da rimanere in contatto con latmosfera di questo luogo. Queste strutture si posano su unarea pavimentata e sono dotate di un arredo urbano costituito da panchine e illuminazione, per utilizzare nella maniera migliore tutto lo spazio di queste isole. Quelle situate nella zona pi residenziale possono essere utilizzati come punti

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Caterina Fini | Daniela Zerbini

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Licia Ravaglia

Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica CONNESSIONI VERDI RICOLLEGANO LE CENTRALIT RITROVATE

VERDE PUBBLICO CONNESSIONI RIQUALIFICAZIONE

La direttrice della Riviera Berica (SP247) uno degli assi radiocentrici di espansione delledificato che si dipartono dal centro storico della citt di Vicenza. Questa si snoda sul lato est del complesso dei Colli Berici e, bench non aggredita da una sconsiderata urbanizzazione come la direttrice sullaltro versante, presenta una serie di localit che negli ultimi cinquantanni sono cresciute in maniera esponenziale. Tra queste frazioni ci si concentra in maniera particolare su quelle che sono esemplificative degli sviluppi insediativi in questo territorio di grande valore paesaggistico e storico per la sua alta qualit agricola e il suo patrimonio architettonico. La prima localit presa in considerazione, Campedello, si sviluppa proprio a ridosso delloasi della Valletta del Silenzio e, quindi, della Villa detta La Rotonda: grazie ai vincoli a cui sottoposta, larea di questo insediamento ha avuto una crescita meno caotica di quanto avvenuto per la seconda frazione in oggetto. Longara, infatti, situata oltre il taglio nel sistema collinare creato dallattraversamento dellA4 e, sebbene sia radicata intorno a un nucleo storico pi compatto sulla Riviera, presenta una crescita diradata attorno ad ampie vie e zone dinsediamento delle piccola industria. Oltre che dalla provinciale le frazioni sono collegate tra loro dalla lunga pista ciclabile sul tracciato dellex-littorina. Per favorire una maggiore valorizzazione e percorribilit del paesaggio, negli sviluppi futuri, bisogna prevedere un incremento dei percorsi ciclo-pedonali anche sul lato ovest dellSP 247. I nuovi tratti devono andare a creare una rete tra i vari spazi verdi delle frazioni e il sistema dei colli, sia per percorsi didattici e sportivi che per il turismo ambientale, cosicch ne possano usufruire sia gli abitanti della zona sia i flussi esterni al territorio. Il problemi maggiore di queste piccole realt dato dal passaggio di una bretella a forte percorrenza come la Riviera: al momento attuale non ci sono misure adeguate per attenuare il costante aumento del traffico veicolare. Bisogna prevedere ladozione di strumenti di moderazione del traffico finalizzati alla limitazione della velocit dei veicoli e alla regolarizzazione del flusso veicolare, al fine di garantire una maggiore vivibilit dello spazio pubblico. Per Campedello, si propone a tal fine listituzione di una Zona 30 da via Giovanni Cristoferri alla Strada della Porciglia: attraverso limiti di velocit, dossi, cambi materici nelle pavimentazioni e riassetto dei percorsi pedonali e delle superfici di sosta a bordo strada si vuole riportare lo spazio stradale a una dimensione di fruibilit pedonale, garantire maggiore sicurezza e, di conseguenza, riqualificare questambito. Allo stato attuale, il giardino pubblico nel centro della frazione risulta pi sfruttato come area di sosta per veicoli e locazione per cassonetti dellimmondizia che per le precipue attivit per le quali uno spazio come questo stato creato. Trovandosi attorniato dalla maggior parte delle attivit commerciali della localit, sulla via di transito principale e a ridosso della fermata del bus, ha una vocazione naturale per diventare una piazzetta in cui si combinino elementi per una pausa nel verde e per lo scambio di mezzi di trasporto. Dopo avere liberato questa superfice dalle inidonee funzioni attuali, si deve pensare ad un riordino generale. Da una lato, si vogliono sfruttare e integrare le alberature presenti al fine usufruire della loro ombra nei periodi caldi: le specie saranno a foglia caduca in maniera da non creare ombra nei periodi pi freddi e variegate in maniera da mescolare varie tonalit nelle diverse stagioni, scelte

o per il colori del fogliame, come lo scotano (Cotinus Coggyria) oppure per le vistose fioriture come la magnolia giapponese (Magnolia Soulangeana). Sempre in questottica di creare una zona di pausa, si pensa allintroduzione di un arredo urbano che possa integrare delle sedute con delle nuovo aiuole. Daltro canto, si vogliono integrare nel nuovo assetto di questa area una pensilina per lattesa dei bus, di cui la zona al momento carente, e un alloggio per delle biciclette pubbliche da noleggiare. Coordinando questi due interventi con bacheche informative sulla rete di percorsi ciclabili previsti dai piani comunali, si punta ad attirare flussi crescenti di turismo ambientale di esterni interessati a scoprire un paesaggio di pregio e incentivare luso e la conoscenza del proprio territorio per attivit ludico-sportive da parte dei locali. Nellambito della frazione si auspica a un generale riordino delle finiture stradali per tutti i tratti che presentano condizioni di evidente degrado. In particolare modo, riqualificando collegamenti storici come la Stradella della Rotonda e allacciandoli nel sistema di percorsi ciclo-pedonali che passano per le aree del parco rurale attrezzato a ridosso dellabitato, si vogliono esaltare i caratteri storici di questo paesaggio. Per una localit coi caratteri di Longara, sono in primo luogo da programmarsi interventi di moderazione dei traffico simili di quelli pensati per Campedello. Le sezioni carrabili di strade come via De Nicola e via Einaudi possono essere ridotte per lasciare le superfici residue a percorsi ciclo-pedonali e pertinenze rinverdite attrezzate con adeguate punti di sosta. Necessitano di riqualificazione anche tutti gli spazi di verde pubblico e gli impianti sportivi: sempre per mezzo di una nuova rete di connessioni sostenibili, questi si devono relazionare con servizi pubblici come le scuole o il centro della circoscrizione, soprattutto con il giardino pubblico che si ha loccasione di creare con un progetto di riqualificazione della biblioteca di quartiere. Attualmente ledificio giace in stato di evidente degrado e, perch il pubblico ne possa usufruire, necessita di un intervento consistente: si auspica un concorso indetto dallamministrazione pubblica per progettare, oltre alla biblioteca, un museo del territorio e un ecomuseo che, sfruttando anche gli spazi pertinenziali, possano cos svilupparsi allesterno mediante padiglioni semipermanenti. I padiglioni devono essere di dimensioni ridotte, principalmente pensati per essere spazi didattici, possono anche contenere varie funzioni collaterali dei musei nel verde. Lintervento si pone nellottica di innescare una rivitalizzazione della zona circostante e creazione di un giardino pubblico di pregio: a supporto di questa possibilit c la realizzazione del nuovo collegamento stradale che porter i maggiori flussi di traffico allesterno del nucleo storico di Longara. Nellanalisi del patrimonio edilizio delle due frazioni non si potuto far a meno di notare che ci sono ben pochi manufatti di edificazione recente e, di conseguenza, con le adeguate caratteristiche dal punto di vista energetico. Per tutti gli altri edifici sar necessario mettere in campo politiche, come lo scomputo degli oneri, che incentivino sempre pi il rinnovo da parte dei privati. Nellottica del risparmio dei suoli e della salvaguardi del patrimonio esistente, bisogna inoltre incentivare il recupero degli edifici fatiscenti. Edifici in stato di completo abbandono son presenti proprio lungo la Riviera sia nella localit di Campedello sia in quella Longara, per alcuni ci si riferisce anche a manufatti di dimensioni rilevanti e di valore storico: nellimmediato futuro bisogna fare in modo che gli investimenti del mercato immobiliare si concentrino su la riqualificazione e rifunzionalizzazione di questi, piuttosto che su nuove aree da strappare al contesto agricolo; questo almeno finche la crescita demografica non lo render necessario. Si ora fatto riferimento a unedilizia residenziale di dimensioni contenute: in mezzo questa si ergono due interventi di edilizia popolare di grandezza imponente e di forte impatto visuale in questo contesto. Si fa riferimento alle stecche del Villaggio Giuliano che si erge proprio a sfondo della Valletta del Silenzio e dellintervento PEEP di Longara, sia per la loro mole che per lo stato di fatiscenza delle finiture esterne. Se potessimo ragionare senza tener conto dei costi economici, guardando tali fabbricati occludere da varie prospettive la visuale dei Colli Berici, lopportunit pi attraente sarebbe quella di vederli rasi al suolo e sostituiti da tipologie abitative meno impattanti. Ragionando in unottica pi immediata, si propone una riqualificazione energetica, un ripensamento delle facciate esterne e delle finiture, non che un riordino e rinverdimento degli spazi di pertinenza.

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Licia Ravaglia

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Ottavia Pesaro

Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica CAMPEDELLO | LONGARA

labitato superi e deturpi il naturale. La cittadinanza, composta in maggioranza da pendolari, lamenta uno scarso collegamento tra i paesi e le frazioni lungo la Riviera Berica e Vicenza, oggi lasciato a mezzi di trasporto urbano su ruote; vi sono associazioni di cittadini che per vorrebbero riattivare la vecchia linea ferroviaria oggi smantellata ed adibita a pista ciclabile (intestata a Renato Casarotto). E un pista ciclabile troppo vicina alla SP 247 per (con i conseguenti disagi legati a smog e rumore), e preferirebbero che i percorsi ciclabili venissero spostati allinterno delle frazioni, verso il crinale dei Monti Berici. CAMPEDELLO_ La frazione di Campedello inserita nella Seconda Circoscrizione del Comune di Vicenza (insieme ai quartieri-zone di suddivisione di Riviera Berica e Monte Berico). Questa Circoscizione copre una superficia di 12,90 km i cui residenti sono 12,90 km. In seguito ad un sopralluogo e ad una piccola indagine svolta, risulta che i collegamenti con il capoluogo tramite trasporto pubblico non soddisfano la cittadinanza, la quale si sposta con mezzi propri. Si pensato quindi di spostare le piste ciclabili allinterno del paese e di far tornare a ferrovia quello che ora il percorso ciclabile. Si pensa pure di incrementare le zone verdi, oggi limitate al parchetto compreso tra via Ischia e via Stromboli ed in teoria al lotto tra via Bertolo e la Riviera Berica che in pratica un parcheggio (che si propone appunto di eliminare). Si intende incrementare inoltre la quantit di alberature lungo la Riviera Berica e, notato il fatto che lunica piazza cittadina sia quella di fronte alla chiesa, ci si propone di impedirne laccesso alle macchine, oggi troppo presenti. Per quanto riguarda i parcheggi si tolgono quelli di fronte alla chiesa e tra via Bertolo e la Riviera Berica, mantenendo quello su via bertolo ed i parcheggi a nastro ed a pettina sotto le alberature lungo la Riviera Berica, prevedendo come da PAT il parcheggio sul retro degli edifici scolastici su via Stradella della Rotonda. LONGARA_ La frazione di Longara inserita nella Seconda Circoscrizione del Comune di Vicenza, come pure Campedello. In seguito ad un sopralluogo si crede che manchino spazi verdi, troppo occupati da parcheggi, e piste ciclabili lungo le principali vie di comunicazione tra le frazioni (ad esempio verso Tormeno). Per quanto riguarda lesistente pista ciclabile Renato Casarotto, dopo aver sentito le intenzioni dei cittadini i quali faticano a spostarsi verso il capoluogo per assenza di mezzi pubblici, la si vuole riconvertire in linea ferroviaria.

COLLEGAMENTI SPAZI VERDI PEASAGGIO

La Provincia di Vicenza si trova in Veneto, si estende su una superficie di 80,54 km ed ha una popolazione composta da 115.927 abitanti (dati al 31 dicembre 2010). Questa zona particolarmente nota a livello nazionale ed internazionale per le bellezze architettoniche legate ad Andrea Palladio e, dal punto di vista naturalistico, per la presenza delle Piccole Dolomiti nel comprensorio della sua Provincia. Lungo la Riviera Berica (SP 247), direttrice che si sviluppa per 40 km circa verso sud alle pendici dei Monti Berici, sono nate numerosissime frazioni, le quali creano una sorta di unico paese lineare (una sorta si strip ma allitaliana, molto diversa da quella di Las Vegas) lungo il quale per si pongono problemi di riconoscibilit, accessibilit, mobilit, spazio pubblico ed al contempo di salvaguardia del patrimonio architettonico/ urbanistico/ naturalistico. Il paesaggio lungo questa strip di particolare pregio se si volge lo sguardo verso i Monti Berici, sui quali si trovano percorsi escursionistici, in mountain bike e addirittura palestre di arrampicata. Si dovrebbe perci migliorare laccesso a queste realt, che invece rimangono di nicchia e conosciute solo a chi del settore. La nostra societ ci pone di fronte ad una crescente domanda di paesaggio proprio perch al crescere della domanda purtroppo cala lofferta e quindi la qualit del paesaggio stesso. In questa realt si rischia ci, che

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Ottavia Pesaro

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Gloria Riceputi | Sara Tomassini

Una visione dinsieme e due zoom sulla Riviera Berica DUE PASSI ATTORNO A VICENZA

Campedello e Longara) e allallacciamento di alcuni rilevanti monumenti del Palladio (Villa la Rotonda , Villa Valmanara ai Nani, ecc..) con i principali percorsi adibiti alla mobilit locale. Grazie ai sopralluoghi effettuati in queste settimane siamo riusciti a parlare con gli abitanti delle due frazioni e a far emergere tramite un confronto le maggiori problematiche presenti; il tutto avvenuto inoltre in giorni con situazioni metereologiche avverse, che hanno fatto riemergere le tracce, ancora ben evidenti, delle problematiche causate dalle alluvioni. Azioni principali della riqualificazione: _ riqualificazione del tracciato : sistemazione della pavimentazione, dei bordi, delle recinzioni e delle illuminazioni con caratteri e materiali adatti al contesto misure per favorire la mobilit ciclo- pedonale ed in questo caso al pi facile raggiungimento da parte dei turisti della Villa La Rotonda di Palladio. _ realizzazione di uno tracciato per la mobilit locale caratterizzato da una linea arborea con specie autoctone di alto fusto, che garantiscano in tutte le stagioni dellanno unadeguata schermatura nei confronti dellelemento infrastrutturale o insediativo verso cui lopera dovr svolgere la propria funzione. _ nuovo tracciato che tiene conto dei caratteri morfologici e paesaggistici del luogo e delleventuale presenza di elementi culturali e insediativi e di assetti territoriali consolidati. La determinazione delle caratteristiche geometriche e costruttive e delle pertinenze della strada fanno ricorso ad accorgimenti e soluzioni progettuali che minimizzino limpatto sul territorio e garantiscano un equilibrato inserimento nel contesto. _ riqualificazione del tracciato tracciato ciclabile esistente, nel rispetto della conformazione morfolo- gica e paesaggistica del luogo e delleventuale presenza di elementi culturali, infrastrutturali e insediativi. _ per tali aree si pensato al mantenimento delluso agricolo e linedificabilit dellarea, a seguito dei quali si dovr conseguire una riqualificazione dellassetto colturale e agrario, cos che queste aree coltivate possano servire da filtro tra il costruito e il campi. _ aree destinate a servizio pubblico realizzate tenendo conto delle esigenze della frazione, del corretto inserimento nel tessuto urbano consolidato, dellaccessibilit, del rapporto con i caratteri identitari della frazione e con eventuali emergenze architettoniche e scorci paesaggistici da salva- guardare. _inoltre si pensato di aumentare la segnaletica sia verticale che orizzontale, soprattutto nella frazione di Campedello perch completamente assente.

RICUCITURA RIDEFINIZIONE PARTECIPAZIONE


La riflessione portata avanti da Lapis si focalizza sulla ricerca di strumenti con cui approfondire le questioni attinenti alla trasformazione fisica e spaziale ma anche al campo delle relazioni sociali di cui citt e territorio sono oggi protagoniste. Ci sembreva interessante studiare un territorio che necessita di essere ricucito dagli strappi provocati dalle diverse velocit dei territori, dalla maggiore o minore visibilit delle diverse componenti del patrimonio architettonico, ambientale e paesaggistico; perci intendevamo una progettazione che riassumesse in s : gestione dello spazio pubblico, del verde, progettazione dellarredo urbano, lincentivo a produrre benefici di tipo collettivo in termini di presidio dello spazio, di erogazione di nuovi servizi, al fine di ottenere un miglioramento della qualit della vita urbana. Loccasione progettuale del concorso si spende ad una scala urbanistico-paesaggistica: nello specifico si sono individuati due ambiti di progetto lungo la Riviera Berica, localizzati nelle frazioni di Campedello e Longara, che dovranno essere considerate come esemplificative delle modalit di intervento rispetto ai temi dello spazio pubblico, del patrimonio architettonico e paesaggistico/ambientale, dellaccessibilit e mobilit. Il motto scelto come titolo Due passi attorno a Vicenza in quanto la nostra strategia di azione e di riqualificazione volta al miglior collegamento della citt di Vicenza con le sue frazioni (in questo caso

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Gloria Riceputi | Sara Tomassini

passi Vicenza?
BELLUNO

analisi:

Trento

Milano Torino Genova

Bergamo Brescia Piacenza Parma

Vicenza Verona ReggioEmilia

Treviso

Venezia

Bologna Firenze Ancona

Villa La Rotonda

Rocca dei Vescovi

Basilica di Monte Berico

Cattedrale Di Vicenza

VENETO
54% pianura 29% montagna 14,5% collina
Cagliari

Roma Bari

Napoli

regione : Veneto abitanti : 115.927 densit : 1433 ab/km superficie : 80,54 km coordinate : 45 33 0 N 11 33 0 E altitudine : 39 m s.l.m

TREVISO VERONA VICENZA PADOVA

VENEZIA

VICENZA
29,8% pianura 40,2% montagna 30 % collina

Palermo

ROVIGO

Arco delle Scalette

Villa Saraceno

Villa Valmarana

storia:

SISTEMA IDRICO

teatro olimpico

I due fiumi pi rilevanti che troviamo nella provincia di Vicenza sono il Bacchiglione e il Retrone, mentre lunico lago di dimensioni considerevoli il lago di Fimon. Vi sono inoltre un numero netovole di piccoli torrenti che vanno a costituire il sistema idrico di Vicenza e dintorni.
basilica duomo

Vicenza fra le pi antiche citt venete. Essa fu fondata probabilmente dagli Euganei, molto prima che Roma conquistasse il Veneto (177-178 a.C.). Chiamata dai romani Vicetia (o Vtetia) - forse dal nome della trib che venne a colonizzarne lagro - Vicenza divenne Municipium romano nel 49 a. C. Durante limpero essa profitt largamente della sua libert municipale, per abbellirsi ed ingentilirsi, e per arricchirsi nei traffici sicuri e prosperosi. Alle bellezze naturali della localit in cui sorgeva, Vicenza aggiunse le bellezze artistiche dei suoi monumenti: i resti pervenuti, le rovine del teatro Berga, degli acquedotti e delle vie Postumia e Gallica, attestano lo splendore di Vicenza romana, che per qualche tempo fu anche sede dell'imperatore Teodosio. Con la caduta dellimpero romano, e la calata dei barbari, tutto decade, tutto rovina nella regione veneta e Vicenza non sfugge alla sorte comune. Nel periodo vescovile, che prelude l'era Comunale, la fortuna di Vicenza si risolleva alquanto ed i suoi vescovi lavorano a costituirle un territorio, spezzando o allontanando la cerchia che le facevano intorno le famiglie feudali dei signori di San Bonifacio, di Campo san Piero, di Bassano, di Marostica; o facendo fronte alle usurpazioni dei potenti dominatori di Verona, di Treviso e di Padova. La rivoluzione comunale trova Vicenza matura ad accoglierla. Il Comune subentra alla potest vescovile; e col Comune ritorna l'autonomia della citt, l'emancipazione dalle servit feudali; un alito di vita poderoso entra nell'antica citt che si rinnova tutta ed allarga il proprio territorio, e si fa ricca, potente, gelosa custode della propria libert. Diversamente dalle citt vicine, Vicenza non ebbe mai una signoria dominante: salvo i domini esterni, la citt fu sempre governata da una lite di famiglie nobili, generalmente illuminate. In definitiva, allinizio del Quattrocento, Vicenza, Verona, Bassano, Feltre, Padova, Belluno e poi Treviso, con i rispettivi territori, entrarono a far parte della Repubblica di Venezia e ne seguirono le sorti: dapprima i trionfi, legati alla vittoria del 1509 contro le truppe della Lega di Cambrai, e alla strepitosa vittoria di Lepanto (1571) contro i Turchi. Dopo il periodo napoleonico, nel 1813 Vicenza pass all'Austria. I vicentini si ribellarono alla dominazione austriaca nel marzo 1848, proclamando il Governo Provvisorio e aderendo alla Repubblica Veneta. La citt insorse, ma le truppe austriache, comandate personalmente da Radetzky, ritornarono in forze e attaccarono la citt all'alba del 10 giugno. Per leroica resistenza dei vicentini, il Gonfalone fu decorato di medaglia d'oro da Vittorio Emanuele II nel 1866, quando la citt entr a far parte del Regno d'Italia. Nel corso della prima Guerra Mondiale, Vicenza fu sede del Comando della prima armata; la provincia fu teatro della "Strafexpedition" del 1916 e di epiche battaglie sul Grappa, sul Pasubio e sullAltopiano di Asiago. Durante la seconda Guerra Mondiale, a seguito di terribili bombardamenti aerei, Vicenza sub notevoli distruzioni, anche nel centro storico; la cupola della Basilica Palladiana, simbolo della citt, si incendi e croll. Nell'immediato dopoguerra i monumenti danneggiati furono presto restaurati. Nel 1995 il Presidente della Repubblica consegn alla Citt di Vicenza.

VIABILITA SU ROTAIE
DIREZIONE TREVISO

L'urbanistica pu essere definita come l'arte di pianificare lo sviluppo fisico delle comunit urbane, con l'obiettivo generale di assicurare condizioni di vita e di lavoro salubri e sicure, fornendo adeguate ed efficienti forme di trasporto e promuovendo il benessere pubblico. Come scienza l'urbanistica pretende di scoprire la verit nella citt sulle condizioni economiche, sociali e fisiche. Come arte cerca di ottenere un compromesso, sia economico sia sociale, nelle vie di comunicazione, nell'uso del suolo, nelle costruzioni e nella altre strutture

,,

DIREZIONE PADOVA

,,

Thomas Adams
DIREZIONE VERONA

Villa Valmanara ai Nani

Vicenza attraversata dalla linea ferroviaria Milano-Venezia che rappresenta unimportante asse di collegamento est-ovest. Da Vicenza facile raggiungere in poco tempo le Citt di Verona, Padova e Treviso.
Villa Rotonda

VIABILITA PRINCIPALE

Campedello

due sono le arterie principali che vanno a formare la viabilita interna dei colli berici e si tratta della statale ss247- riviera berica e della statale ss500 - v.le santagostino. su entrambe queste strade sorgono molte delle frazioni che vanno a costituire i dintorni di vicenza.

Longara

VICENZA

CAMPEDELLO SANTAGOSTINO NOGARA

ALTA VILLA VICENTINA

ARCUGNANO

LONGARA BUGANO

TORRI DI ARCUGNANO

GOIA

LONGARE

legenda:

BRENDOLA

fiume Bacchiglione mobilit principale scuole pubbliche

comparto ospedaliero stadio tribunale cimiteri servizi bancari

MALEDO GRANCONA

chiese verde attrezzato

2 passi [o] Vicenza

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_GLI ELABORATI | 2.3_La Mostra Le cartoline: interpretare e comunicare il territorio

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_GLI ELABORATI | 2.3_La Mostra Le cartoline: interpretare e comunicare il territorio

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_Gli Elaborati | 2.3_LA MOSTRA Comunicare allinterno, comunicare allesterno

2_ ESERCITAZIONE PRELIMINARE: Abitare la Riviera |PRELIMINARY TASK: Living the Riviera


2.1_Introduzione | 2.2_Gli Elaborati | 2.3_LA MOSTRA

3_ IL WORKSHOP / 3.1_ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLE ATTIVIT

Organizzazione e gestione delle attivit

Le attivit del workshop si sono svolte prevalentemente presso i locali dellInformagiovani, in Contr Barche e in parte presso la sala conferenze dellAlbergo San RaffaBarcellona e 12 da Lisbona] e i docenti del workshop [circa 7 di cui 2 provenienti da Barcellona e 3 da Lisbona, 3 da Ferrara]. ele, presso il quale sono stati alloggiati gli studenti [circa 40 di cui 12 provenienti da

sintetizzati in alcune parole chiave quali: Patrimonio, Fiume, Mobilit, Comunit.

spondenti ai momenti di confronto e revisione tenuti in forma plenaria.

Il processo progettuale stato scandito da alcuni step [in tutto tre] corriA seguito dei sopralluoghi e delle prime giornate di lavoro, gli studenti han-

no espresso in un primo step una interpretazione preliminare nella quale la dimensione analitica e quella progettuale, intesa come esplicitazione della scelta di un punto di vista, pi che in termini di formulazione di soluzioni definite.

Si scelto di incanalare queste prime elaborazioni attraverso la stesura di un breve abstract, e lindividuazione di tre parole chiave, che hanno costituito insieme un utile supporto per il confronto allinterno dei singoli gruppi di lavoro e unefficacia traccia per lesposizione orale che gli studenti hanno arricchito per mezzo di schemi, schizzi e mappe esposte pubblicamente. Unulteriore strumento di comunicazione [gi sperimentato per la mostra

tivit di progettazione, ma anche attivit di comunicazione alla citt e alle comunit

Il programma ha previsto attivit didattiche quali lezioni, sopralluoghi, at-

locali, realizzate con il supporto del Comune, dellUnit parrocchiale a cui fanno capo durante il workshop, nonch del Comitato Area Berica e in generale degli abitanti che ci hanno accolto con molta disponibilit e interesse.

le frazioni di Debba e San Pietro, a cui abbiamo dedicato una maggiore attenzione

Abitare la Riviera] stato individuato nelle cartoline: dei fotomontaggi associati a slogan e domande, in grado di comunicare con ironia e immediatezza alcune caratteristiche, problematiche e visioni strategiche in nuce inerenti il territorio. durata del workshop, rispondendo ad alcuni obiettivi:

lerci della competenza non esperta di alcuni abitanti che ci hanno raccontato il territorio, sono stati condotti in maniera plenaria; per quel che riguarda invece i sopralluoghi liberi e le attivit di progettazione, si scelto di operare per gruppi. Infatti una delle composti da 6 componenti, allinterno dei quali gli studenti di diverse nazionalit hanno potuto familiarizzare e confrontarsi sui temi proposti.

Le lezioni e i sopralluoghi guidati, nel corso dei quali abbiamo potuto avva-

Questi strumenti sono stati riproposti e aggiornati negli steps successivi e per tutta la 1|fornire un metodo di lavoro a supporto gli studenti nella elaborazione ed

primissime attivit svolte stata proprio quella della formazione di 6 gruppi misti,

esposizione di ragionamenti complessi, svolti a volte su terreni disciplinari rispetto ai diversa da quella madre. Questo implica anche una limitata possibilit di attingere

quali potevano vantare una confidenza limitata e da esprimersi in una lingua, linglese, ad un repertorio di concetti, presupposti e modelli condivisi, viste anche le differenti valorizzata in termini di costruzione di un terreno comune di confronto attraverso la mentazioni.

sistema urbano e territoriale gravitante attorno alla Riviera Berica e delle sue problee San Pietro Intrigogna che sono state oggetto di unindagine pi approfondita e variegata.

A tutti i gruppi stato richiesto uno sforzo di comprensione generale del

tradizioni culturali e disciplinari nazionali. Una differenza che stata daltro canto presentazione di casi studio ed progetti internazionali a supporto delle proprie argo-

matiche e potenzialit, per poi concentrarsi in particolare sulle due frazioni di Debba

Come guida in questo processo conoscitivo abbiamo individuato dei temi

3_ IL WORKSHOP / 3.1_ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLE ATTIVIT

di favorire una sintesi veloce delle impressioni raccolte durante i sopralluoghi, per di-

2|Lo strumento delle cartoline invece stato pensato inizialmente nellottica

ventare in un secondo momento uno strumento accattivante di comunicazione verso

la cittadinanza allinterno delle mostre allestite durante tutto il percorso del workshop. 3|La stessa organizzazione di quella che alla fine risultata essere una vera e

propria survey fotografica sul contesto territoriale studiato e sulle attivit svolte, stata riconoscimento dei valori del territorio.

pensata come un mezzo per proporre con forza uno sguardo esterno portatore di un

pubblico e si potuta avvalere nella discussione delle proposte degli studenti sia dellapporto di docenti esterni, sia dellattenzione partecipe di alcuni esponenti del Comitato Area Berica.

La presentazione degli elaborati finali avvenuta nel corso di un incontro

pannelli esposti presso lInformagiovani e successivamente utilizzati, assieme a cartoli-

A fianco alla proiezione power point, gli studenti hanno prodotto anche dei

ne e fotografie, ad integrazione e aggiornamento della mostra allestita presso il Forum favore della cittadinanza e usufruendo solo degli spazi pi istituzionali, quali lInformagiovani e il Forum Center. Abbiamo immaginato la mostra come unesposizione

Center. La funzione comunicativa della mostra non stata pensata esclusivamente a

itinerante, che nei mesi estivi stata riproposta nelle frazioni di Debba e a San Pietro come forma di ringraziamento per lattenzione e la fiducia accordataci e soprattutto al fine di condividere i materiali prodotti e di metterli al servizio delle comunit locali. Ci avvenuto in occasione dei momenti pi significativi di ritrovo e di

confronto per queste due comunit: nel caso di Debba la mostra ha costituito lo sce-

nario per un incontro, fortemente voluto dagli abitanti, con le istituzioni municipali, mentre per quanto riguarda San Pietro Intrigogna la mostra stata allestita durante la tradizionale sagra annuale.

3_ IL WORKSHOP / 3.2_CALENDARIO
GRUPPO | Sopralluoghi | Laboratorio | Mostre | Newsletters

FERRARA
STUDENTI
Erblin Berisha Paola Bolzon Martino Correggiari Caterina Fina Marco Marchini Ottavia Pesaro Luca Pinnavaia Licia Ravaglia Gloria Riceputi Gianluca Savio Sara Tomassini Daniela Zerbini

BARCELLONA

LISBONA

Maria Camprodon Rosanas Gavina Corbetta Gallego Eduard Cuadern Campanals Ignasi Cuadern Campanals Nuria Jimnez Climent Genoveva Jorba Gaju Miriam Lorite Gmez Ferran Martori Gemma Mila Cartana Nria Petit Saludes Javier Rocamonde Lourido Kristyna Silhanova

Ricardo Conceicao Ana Costa Gabriela Fernandes Ines Ferreira Sofia Figueiredo Paulo Fonseca Filipa Frederico Janice Guilherme Ana Mateus Tiago Snelling Joana Torres Tania Oliveira

DOCENTI
Francesca Leder Silvano Custoza Giulio Verdini Chiara Durante Carles Llop Laura Font Gallard Luis Sanchez Carvalho Francisco Serdoura

VISITING
Paolo Ceccarelli Nefeli Sarri Maria Giovanna Govoni Cristiana Mattioli Enrico Russo Pedro Rodrigues

TUTORS
Maddalena Albertini Carlotta Bonvicini Simona Cerri Alessandra Mossa

3_ IL WORKSHOP / 3.2_CALENDARIO
Gruppo | SOPRALLUOGHI | Laboratorio | Mostre | Newsletters

Domenica 1 maggio 2011

pomeriggio: . arrivo a Vicenza, . alloggio presso Albergo San Raffaele dopocena: . incontro di apertura del Workshop mattina: . allestimento e inaugurazione della mostra Abitare la Riviera @ Forum Center di Vicenza pomeriggio: . divisione in gruppi dei partecipanti @ Informagiovani . primo sopralluogo nella Valletta del Silenzio mattina: . lezione di inquadramento generale: presentazione degli strumenti di pianificazione alle diverse scale territoriali pomeriggio: . primo sopralluogo nelle aree di progetto mattina e pomeriggio: . noleggio biciclette e secondo sopralluogo nelle aree di progetto, sotto la guida di Franca Biasin, Luciana Tessari, Luigi e Giovanni Remonato, abitanti delle frazioni di Debba e San Pietro Intrigogna . incontro con Giovanni Rolando, Presidente dellIPAB di Vicenza mattina e pomeriggio: . lavoro in gruppo e prima revisione generale @ Informagiovani

Luned 2 maggio 2011

Marted 3 maggio 2011

Mercoled 4 maggio 2011

Gioved 5 maggio 2011

3_ IL WORKSHOP / 3.2_CALENDARIO
Gruppo | Sopralluoghi | LABORATORIO | Mostre | Newsletters

Venerd 6 maggio 2011

mattina: . presentazione delle Tesi di Laurea di Enrico Russo, Maria Giovanna Govoni e Cristiana Mattioli pomeriggio: . lavoro in gruppo @ Informagiovani mattina: . lavoro in gruppo @ Informagiovani pomeriggio: . allestimento della mostra foto/cartografica @ oratorio della frazione di San Pietro Intrigogna . incontro/dialogo con gli abitanti della frazione di Debba . visita libera mattina: . incontro/dialogo con gli abitanti della frazione di San Pietro Intrigogna pomeriggio: . visita libera mattina e pomeriggio: . lavoro in gruppo @ Informagiovani . seconda revisione generale mattina e pomeriggio: . lavoro in gruppo @ Informagiovani

Sabato 7 maggio 2011

Domenica 8 maggio 2011

Luned 9 maggio 2011

Marted 10 maggio 2011

3_ IL WORKSHOP / 3.2_CALENDARIO
Gruppo | Sopralluoghi | Laboratorio | MOSTRE | Newsletters

Mercoled 11 maggio 2011

mattina: . presentazione dei risultati del Workshop @ Informagiovani: tavola rotonda che vede partecipare i docenti del corso, il visiting professor Paolo Ceccarelli, Franca Biasin, Luciana Tessari e Luigi Remonato delle frazioni di Debba e San Pietro Intrigogna pomeriggio: . allestimento della terza mostra @ Forum Center di Vicenza con i risultati finali del Workshop

Gioved 12 maggio 2011

mattina: . riunione di chiusura del Workshop pomeriggio: . partenza

3_ IL WORKSHOP / 3.2_CALENDARIO
Gruppo | Sopralluoghi | Laboratorio | Mostre | NEWSLETTERS

3_ IL WORKSHOP / 3.2_CALENDARIO
Gruppo | Sopralluoghi | Laboratorio | Mostre | NEWSLETTERS

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 1 |
Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 1 |
Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi

STUDENTS:
Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi

ABSTRACT
Come osservatori esterni abbiamo il vantaggio di essere obbiettivi. Il principio quello di vedere la realt senza alcun filtro o pregiudizio. Focalizzando inizialmente lattenzione sulle comunit, le loro relazioni ci indirizzeranno a capire le dinamiche e lidentit del territorio. Il metodo da noi utilizzato consiste principalmente nel concepire la comunit in modo concettuale e fisico approcciandola al territorio, scoprendo in esso valori, opportunit, punti di forza e di debolezza. Nel momento in cui avviene un coinvolgimento in senso locale e globale fra le comunit queste prendono coscienza e individuano differenti sistemi, ripensando alla loro condizione producono soluzioni ai problemi. Questa presa di coscienza della comunit non deve seguire un processo chiuso e lineare, ma individuare un metodo interattivo, reattivo e flessibile rispetto agli eventi passati, presenti e futuri. Rispetto ai cambiamenti avvenuti nel territorio, la comunit pu riequilibrarsi con esso, perci la proposta individuata tramite il nostro metodo dovr relazionarsi con differenti scenari, in questo modo le comunit possono identificarsi nei cambiamenti. As outsiders, we have the advantage of objectivity then principle is to look the reality without any filter or prejudice. Focusing at first, in communities and their relations, will lead to understand the dynamics and the territory identity. The method to be used consist mainly in the community as on conceptual and physical field of approach to the territory discovering is values, opportunities, threats and weakness. In the act of getting involved in a global and local sense of communities the actors will take awareness, revealing systems, rethinking their situations and as consequence act to solve the problems as agents. This process of acknowledging the problems and the communities cant and should not be a closed, and linear path neither in time and in the development process. The process should be an interactive and reactive methods to approach both past, present and future situations. The community during the time accompanied the landscape changements. Now it has the possibility to create a new balance to take consciousness to the effects that it made. As propose in our methodology time is not a linear process and so neither should be our proposal, that said it, changes according to different scenarios. In this way the community can identify in changements.

PAROLE CHIAVE KEYWORDS


comunit community colline sostenibili sustainable hills connettori connectors

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 1 |
Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi

AREA DI PROGETTO
Come osservatori esterni, stato importante scoprire e applicare a questo territorio sconosciuto un metodo che implicasse tutti i punti interessanti, in unarea fisica, reale. Per definire larea, in accordo con la nostra keyword comunit abbiamo preso in considerazione i sistemi che interagiscono con essa (il tempo ecologico, produttivo, umano e fisico) che abbiamo studiato e sovrapposto. In questo caso stato possibile limitare la nostra area di progetto mantenendo la connessione con il tema principale dintervento.

PROPOSTE
Il metodo utilizzato un modo per creare e aumentare coscienza tra comunit locali e non locali, non avendo i tempi o informazioni per studiare questi temi a scala territoriale. Abbiamo perci deciso di lavorare in relazione alla popolazione. I problemi riscontrati trovano elemento di contatto nella mobilit ciclo-pedonale e le inondazioni stagionali del fiume. Seguendo questo approccio, la nostra proposta consiste nel creare un ponte che connetta i due lati del fiume e che esso possa diventare unattrazione e uno spazio pubblico sostenibile di transizione tra area rurale e pubblica, rendendo dinamico questo legame con le attivit stagionali servendo gli interessi generali alla comunit. La qualit paesaggistica e naturalistica evidente, per questo si proposto di creare lungo il fiume, un semplice percorso che possa connettere leredit del patrimonio con la ricchezza del paesaggio e restituire il sistema di spazi in prossimit lungo il fiume. Il progetto generale proposto pensato per costruire modelli che possono cambiare con le stagioni, in accordo con le necessit delle popolazioni. Questi possono essere trasportati e assemblati in modo da poter essere applicati in qualsiasi punto del fiume. In una fase futura dintervento noi proponiamo di rimuovere le sedimentazioni del fiume tramite metodi tradizionali, come il lavoro dei sabbiatori e creare una barriera come un temporaneo sistema usato per/dalla popolazione.

PUNTI DI INTERESSE
I punti dinteresse presenti nellarea considerata consistono principalmente in: - forte connessione lungo il fiume; - discontinuit tra le due rive; - ricchezza naturale delle comunit e del paesaggio; - ricchezza culturale e urbanistica / eredit architettonica connessa con il sistema fiume; - il tema centrale il confronto tra il percorso ciclo-pedonale e la corsia carrabile; - la discontinuit tra le attivit economiche di riferimento che il territorio e leconomia locali hanno attivato con gli abitanti.

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 1 |
Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 1 |
Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi
CONNEXIONS

Localization

HERITAGE

OUR FIRST APPROUCH

ECOLOGY

ecolo

gy

inconscient planning

respe ct landscape
sust

con

desertifica tion

scie

nt ac

COMUNITY

tio

conn

nity mu

nity mu

herita

excessive explotation

ec

gy olo

S. Pietro Intrigogna
conn
ection

complementary

land linking

herita

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MOBILITY

bility

.0123)45)6477189:;<)=;>?:48<)

MORFOLOGY moutain limite soil, dry lines water, drainage lines highest point of mountain system

VEGETATION
ecological importance solar Exposition main forests communities main parks and gardens

SETTLEMENTS AND HERITAGE PRODUCTIVITY industry vilas farms compact settlments disperse cities

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Debba

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ecosystem

RIVER HERITAGE

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confrontation

dynamics

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3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 1 |
VICENZA

Sofia Figueiredo | Ferran Martori | Ana Mateus | Gemma Mila | Luca Pinnavaia | Gloria Riceputi

CAMPEDELLO

S. CROCE BIGOLINA

LONGARA TORMENO

DEBBA

ST. PIETRO INTRIGOGNA

SETTLEMENTS AND HERITAGE vilas compact settlments disperse cities

MOBILITY
river high way train Main road pedestral and cycle path cycle piste project aproved cycle path project cycle piste for aprovation
LAYER CAKE The 6 layers are overlapped in black with opacity to show where are the areas with more interaction. That reveal us the river system as the landmark.

PRODUCTIVITY

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H E R I TA G E INNOVATION

N N IO AT IO IT OV D N IN R A T
PR OD UC TIV ITY

B=4D4<?>)6477189:;<)=;>?:48<)

H E R I TA G E INNOVATION

N N IO AT IO IT OV D N IN R A T

ACTI ONS

S ER ID TS OU

ES TRAC
INNOVATING VALUES Future RUTED VALUES INNOVATING VALUES Future

CITIZENS

RUTED VALUES Belongings

ACTI ON CIT IZEN S

Belongings

LITY MOBI

TIV ITY

H E R I TA G E TRADITION

PR OD UC

OUTSI DERS

CES TRA

SS NE AR AW

ITY BIL MO
H E R I TA G E TRADITION

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 2 |
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 2 |
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

STUDENTS:
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

ABSTRACT
Il sito presenta uno scenario ambivalente: la bellezza del paesaggio fluviale e dei campi agricoli si scontra con la trascuratezza degli spazi cementati e del patrimonio monumentale. Partendo da Vicenza la Riviera Berica attraversa i paesi della provincia portando con s un traffico superiore alle sue possibilit; i paesi che si sviluppano a lato di questa soffrono del passaggio rumoroso e ingombrante dei camion che si dirigono verso le zone produttive dei paesi, obbligati in alcuni casi dalla lontananza del casello autostradale e a volte preferendo non pagare il pedaggio. Parallela alla Riviera, e a volte in una zona pi appartata, la pista ciclabile collega il principale comune con Debba, interrompendosi bruscamente davanti alla chiesa. Linterruzione sintomatica: Debba e San Pietro sembrano divise sia dalla Statale sia dal Bacchiglione, e questa rottura non risolta ma anzi peggiorata dalle mancanze della comunicazione viaria. The area presents an ambivalent scenario: the beauty of the landscape of farmland and river collides with the carelessness of the public spaces and the monumental heritage. Starting from Vicenza, Riviera Berica passes through the villages of the province bringing heavy traffic, the villages that are developed on the side of this street suffer from the passage of noisy trucks that are directed towards the productive areas of the country, which are often forced by the distance from the highway and sometimes preferring not to pay the toll. Parallel to the Riviera, sometimes in a more hidden area, the bike path connects the main town with Debba, stopping suddenly in front of the church. The interruption is symptomatic: Debba and San Pietro appear to be divided by both the Statale and Bacchiglione, and this break is not resolved but rather worsened by the lack of road communication.

PAROLE CHIAVE KEYWORDS


sviluppo della comunit community development valori paesaggistici landscape values auto-sufficienza self-sufficience

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 2 |
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

AREA DI PROGETTO
Analizzando la disposizione degli edifici industriali, si nota come alcuni di essi si situino lungo la Riviera o alle spalle di essa. Una strategia da cui partire quella di spostare questi ultimi (alcuni dei quali sono definiti dal PAT come Attivit da trasferire per incompatibilit) in una zona pi lontana dalle concentrazioni urbane residenziali, sviluppando il polo produttivo e commerciale che si trova sulla via della Serenissima , raggiungibile direttamente dalluscita dellautostrada. Spostare la maggior parte delle attivit che risiedono in questi edifici industriali, lasciando nella loro sede le attivit limitate a conduzione familiare, eviterebbe la costruzione della bretella autostradale in programma nei pressi di Debba e San Pietro, e vietando laccesso alla Riviera Berica ai mezzi pesanti, si dirigerebbe il flusso per vie pi consone e meno invasive. Gli edifici industriali lasciati liberi potrebbero essere utilizzati con fini sociali, per creare spazi comuni e per posizionare funzioni e servizi pubblici per la comunit. Parallelamente, la comunit, eliminato il flusso pesante, potrebbe ritrovare unidentit utilizzando il patrimonio monumentale e fluviale, puntando alla realizzazione di unarea autosufficiente e produttiva focalizzata sulla qualit invece che sulla quantit. Villa Rubini infatti costituisce solo un caso di monumento abbandonato a se stesso. La Casa del Custode dellacqua possiede un fascino suggestivo rovinato dal vicino ponte, mentre le costruzioni rurali storiche sono in disuso o utilizzate come depositi. Il sistema monumentale ha quindi tutte le potenzialit per essere recuperato e connesso, e quindi costituire un network che porti alla riattivazione del sistema economico di questa zona che, sebbene sia prettamente agricola, vede una scarsa produttivit dei campi presenti. Lutenza che potrebbe sfruttare questa sistemazione costituita sia dagli agricoltori a cui lassociazione IPAB gi affitta i terreni, sia da giovani intenzionati a intraprendere la vita di campagna. E una realt recente che la popolazione tra i venti e trentanni si stia riavvicinando alla vita in campagna, sia come tipi di lavoro che come luogo in cui vivere. Delle agevolazioni a questa parte della popolazione attirerebbe una nuova forza lavoro che si integrerebbe con quella gi presente. Gli agricoltori poi, riuniti in una cooperativa, potrebbero puntare su un tipo di produzione specializzata, quale quella biologica.

PROPOSTE
La sovrapposizione dei due network, costituiti dal riutilizzo degli edifici industriali e degli edifici monumentali, trova la sua realizzazione pratica in un sistema a due poli: Ex-Cotonificio e Casa del Custode da una parte e Villa Rubini dallaltra. LEx Cotonificio ospiterebbe una parte privata e una parte pubblica, la prima costituita da alcune attivit che hanno gi sede in questo luogo e da un nuovo mercato dove vendere i prodotti tipici della zona. La parte pubblica invece comprende servizi per la comunit e un parcheggio dove i turisti possono lasciare la macchina e noleggiare una bici nella Casa del Custode, destinata allinformazione turistica e ambientale. Indissolubile il rapporto che questa zona deve avere con Villa Rubini: il recupero di questo monumento dar la possibilit di ospitare vari tipi di utenti, attivi e passivi: la comunit gi consolidata di San Pietro e giovani desiderosi di lavorare la terra potranno convivere riattivando la produzione agricola, mentre una parte potr essere destinata allalloggio dei turisti. Il resto del patrimonio monumentale individuato e degli edifici industriali seguir le linee indicative di questo prima sistema. Lobiettivo finale, attuabile in un ampio arco di un tempo, porterebbe la comunit a riappropriarsi del suolo, dando una destinazione pubblica agli spazi e agli edifici non utilizzati, ed a riattivare leconomia e la produttivit dei campi, accogliendo un tipo di turismo interessato non solo alla citt di Vicenza ma anche alla ricchezza agricola e naturale del luogo.

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 2 |
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 2 |
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 2 |
Eduard Cuadern | Nuria Jimnez | Gabriela Fernandes | Joana Torres | Sara Tomassini | Daniela Zerbini

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 3 |
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 3 |
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

STUDENTS:
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

ABSTRACT
Il tessuto urbano diffuso lungo la Riviera Berica e le infrastrutture presenti, caratterizzate da una viabilit pesante, apportano una pressione notevole sul territorio, determinando forti limiti fisici e problematiche per gli abitanti e le comunit. Il senso di comunit e identit inoltre limitato dalla mancanza di spazi rappresentativi di incontro e scambio e quindi dalla condivisione di attivit, anche da un punto di vista lavorativo. Infatti il territorio non offre possibilit lavorative, sia nel paese di Debba, dove esistono solo pochi esercizi commerciali, sia nella campagna attorno a San Pietro, dove il lavoro agricolo affidato a pochi e anziani contadini che affittano i terreni (campi vicentini) dallente IPAB. Lapproccio adottato si basa sulla lettura delle problematiche sociali, di integrazione e divisione presenti e passate, che interessano le comunit di Debba e San Pietro in Intrigogna, correlate con le tematiche della mobilit/accessibilit/collegamenti e il patrimonio naturalistico in degrado. Nella situazione attuale il territorio soffre di una mancanza di gestione nellambito agricolo ma anche nello sfruttamento delle risorse naturali causate dalla perdita della tradizione agricola. The urban spread (along the Riviera Berica) and infrastructures, which are also characterized by heavy traffic, bring considerable pressure on land, resulting in several physical limitationsandproblemsforpeopleand communities. Thesenseofcommunity andidentityislimitedby the lackofrepresentational spacesof encounterandexchange, andthenthe sharingofactivities, even fromabusinesspointof view. In fact,theterritorydoesntofferjob opportunities, bothin thevillage of Debba,where there areonlya fewbusiness,bothin the countryside aroundSan Pietro,where agricultural workisconsignedtoa fewagedfarmerswhorentland(campi vicentini)fromIPAB. The approach is based on reading of the social problems of integration and division, of past and present, affecting the communities of Debba and San Pietro in Intrigogna, relatedtothethemes of mobility/accessibility/linksandnatural heritageindecay. In thepresent situation, theareasuffers fromalack ofmanagementinagriculturebut alsoin the explotationof natural resourcescausedbythe loss ofagricultural tradition.

PAROLE CHIAVE KEYWORDS


gestione del territorio land manegement spazi per la comunit spaces for the comunity cooperazione cooperation

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 3 |
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

PROPOSTE
La proposta si concentra in due ambiti correlati tra loro. Da una parte un progetto di sistemazione della mobilit: limitare limpatto del traffico della Riviera Berica nel centro di Debba, migliorare il collegamento tra Debba e San Pietro e ripensare il passaggio del fiume rendendo prioritaria e indipendente la via ciclabile. Questa si collega ad un progetto pi ampio di mobilit lenta con la Littorina e la pista sullargine che tocca San Pietro e arriva a Torri di Quartesolo e facilita linterazione e lo scambio tra le comunit. Limportanza di questa sistemazione ha come nucleo nuovi spazi per la comunit a Debba, ripensando ad una piazza centrale per il paese e alla riutilizzazione della Casa del custode delle acque per le attivit locali. Il secondo ambito della proposta ha come obiettivo una gestione pi efficiente

del patrimonio agricolo/naturale, per ripensare alla gestione e amministrazione delle terre e alla cura degli elementi del territorio attraverso un nuovo approccio di tipo cooperativo e ad attivit con la partecipazione degli abitanti di San Pietro, gli agricoltori della zona, gli abitanti di Debba (in particolare le associazioni presenti) e interessati esterni. Cooperazione che si pu esprimere in un primo momento con la condivisione di strumenti e macchine agricole, divisione di competenze, mercati temporanei, laboratori o eventi sociali. La forma di cooperazione pensata perch si possa intensificare progressivamente e coinvolgere soggetti e istituzioni come lo stesso IPAB, o soggetti esterni come lUnione Europea, nuovi agricoltori, integrando lidea della gestione del territorio con nuove attivit come agriturismi e turismo sostenibile.

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 3 |
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 3 |
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 3 |
Martino Correggiari | Ines Ferreira | Filipa Frederico | Genoveva Jorba | Javier Rocamonde | Gianluca Savio

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 4 | Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 4 | Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

STUDENTS
Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

ABSTRACT
La sensazione che Debba e San Pietro siano delle entit diverse e non comunicanti stato il punto di partenza di tutto il nostro studio. Anche se geograficamente molto vicine e collegate da un ponte riescono molto difficilmente a interagire fra loro. Il fiume Bacchiglione lelemento di frattura pi evidente fra le due, ma ne sono presenti degli altri insiti nella storia delle due localit. Debba e San Pietro, infatti, hanno radici storiche contrapposte: la prima fu una piccola comunit industriale, legata ad un modello comunista, la seconda, invece, una comunit rurale pi conservatrice e tradizionalista. Oggi sono ancora presenti le vecchie strutture rappresentative delle due identit anche se queste si sono trasformate con logiche e intensit diverse. A Debba non pi presente lattivit tessile e lopificio diventato un insieme di esercizi commerciali gestiti da persone non del paese. Si perso, cos, il sentimento di partecipazione e di identificazione della comunit, in questo luogo e nei suoi simboli. A San Pietro, invece, rimane lo scheletro di Villa Rubini, in forte stato di decadenza e unagricoltura di tipo intensivo che ha causato la perdita di segni importati del territorio rurale (bordi alberati etc.). Le persone, per, continuano a sentirsi parte della campagna, del suo paesaggio e dei suoi mestieri. La struttura di questo paese non ha avuto quasi nessun cambiamento negli ultimi 300 anni e tutta la frazione, con la nota propriet dellIPAB, conosciuta come il polmone verde di Vicenza. Tuttavia questo territorio fortemente minacciato dalluomo con le sue costruzioni e infrastrutture, dalla natura e dai cambiamenti demografici. Ed proprio per la sua fragilit che ha bisogno di attenzione, di cure e di essere preservato per tutti i valori che offre. As a starting point there is the feeling that Debba and San Pietro have nothing in common. They are so close, but they hardly share the only bridge that links them. The river Bacchiglione is clearly the physical barrier but there are stronger ones. The historical identity of each hamlet, for instance, is probably the most revealing feature we should be aware of in order to understand. In the end the starting feeling is a certain fact, because Debba and San Pietro are not just divided by the Bacchiglione but they have opposite historical roots. While Debba was a close industrial community and was strongly related with comunists, San Pietro was a small rural community of catholic farmers. Nowadays, there are still the old representative structures of each identity, although it has been transforming according different logics, tempi and intensity in the two places. Debba, for example has completely lost its original industry and the old Opificio is just a little craftwork activities complex, with a lack of sense of belonging to the place. Meanwhile San Pietro, although its main rural structure, Villa Rubini, is in a very bad shape, and has also changed the traditional agriculture for some intensive fields which are not producing for the locals anymore, has not lost its sense of belonging to a close rural community and its still characterized by the same specific cultural landscape. In fact, for Vicenzas municipal area, San Pietro and IPABs productive land play an important role as a green heart for the territory, since its structure has hardly changed in the past 300 years. All these concerns about identity, community and landscape, leads us to focus on San Pietro as a fragile piece of territory which still offers important cultural and environmental values and which needs attention in order to preserve it from different threats as urbanization pressures, traffic and population ageing.

PAROLE CHIAVE KEYWORDS


identit rinnovata renewed identity sviluppo sostenibile renewed identity restauro paesaggistico historical landscape restoration

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 4 | Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

PROPOSTE
Il nostro obiettivo quello di cercare di lottare contro i cambiamenti demografici in particolar modo lasciando spazio ai giovani e alle loro idee. Dobbiamo essere coscienti, per, del fatto che difficile cambiare qualsiasi comunit senza considerare lassistenza di outsider che possono portare nuovi stimoli nel sistema tradizionale considerato. Le forze esterne, infatti, devono essere percepite come positive per sviluppare un rinnovato sistema preoccupato delle necessit locali e del coinvolgimento degli abitanti. Le soluzioni si basano nel condividere le azioni con tutta la comunit, intesa nel senso pi generale del termine, e in processi e attivit aperti in modo da integrare tradizioni e valori contemporanei. I processi generati dalla nuova collettivit devono proteggere le tradizionali caratteristiche del paesaggio ed integrarsi in una scala maggiore. Una rinnovata identit, infatti, che parte da questarea specifica deve rappresentare il primo punto di una maglia pi grande che si snoda lungo tutta la riviera del Bacchiglione.

Esperienze di questo tipo devono prendere luogo nel sito pi adatto in termini di identit, valori colletti- vi e potenzialit. Villa Rubini unisce tutte queste caratteristiche e diventa il landmark di tutto il sistema, come un punto nevralgico da cui si dirama la rivitalizzazione del territorio. Il nuovo sviluppo sostenibile dovrebbe preservare le comunit locali, il paesaggio rurale e diventare il punto di riferimento non solo per lavvenire di nuove collettivit ma anche per i visitatori occasionali. Per un processo completo si dovrebbe eseguire un rilievo storico del paesaggio catalogando i beni rurali presenti e riscoprendo per mezzo di uno studio del territorio quelli ormai persi e cercare il pi possibile di ricostituirli.

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 4 | Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 4 | Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 4 | Ignasi Cuadern | Licia Ravaglia | Paulo Fonseca | Ana Costa | Gavina Corbetta | Paola Bolzon

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 5 |
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 5 |
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova

STUDENTS
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova

ABSTRACT
Il sistema Riviera Berica costituito da un insieme di elementi in relazione tra loro, quali i colli, il fiume, la campagna ed infine gli insediamenti urbani. Questa relazione entra in crisi nel momento in cui lelemento insediativo prevale sugli altri. Analizzando il territorio di Debba e San Pietro Intrigogna si nota la quasi totale mancanza di collegamento, sia di tipo sociale che di tipo fisico. In queste frazioni non si ha unadeguata risposta in termini di servizio pubblico, inteso come trasporti, spazi per la collettivit, accessibilit del sistema fluviale e connessione tra i due centri abitati. Queste deficienze fisiche riflettono la totale separazione sociale allinterno delle due realt e nella relazione tra le stesse. In passato lunica occasione di condivisione sociale era rappresentata dalla scuola elementare a Debba, ora sede della Protezione Civile, capace di creare relazioni tra gli abitanti dei due paesi. Questa lettura porta ad individuare il recupero sociale come una possibile strategia perseguibile nel tentativo di ricreare il rapporto, ora inesistente, tra le due comunit. The system of Riviera Berica is constituted by a group of elements with a relation in between them. Those are hills, the river, agriculture and an urban settlement. Facing a crisis the urban settlement, in that especial relation, prevails above the others. During analyze of territory of Debba and San Pietro Inrigogna we noted a total dysfunction of connections and relations between those small settlements, both social and physical. In this typical territory doesnt exist any right solution in the term of public service, like public transport, a space for interaction of people, accessibility to the fluvial system and an accessible connection between these two habitat centers. This physical defect is reflected in total social separation, not only in the relation to each other but also inside of their own community. In the past, the only opportunity for a social contact was represented by an elementary school in Debba, nowadays a building of Protezione Civile, which was able to create a relationship between people of those two villages. This lecture leads us to a topic of social recuperation as one of the possible strategies how to recreate an ancient connection.

PAROLE CHIAVE KEYWORDS


rete di comunit community network valori del patrimonio storico historical patrimony values

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 5 |
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova

PROPOSTE
Il recupero sociale diventa motore e promotore della riabilitazione di strutture che ora sono in stato di abbandono o di parziale disuso, individuando in queste luoghi di una possibile futura socialit. Si riconoscono le differenti realt storiche di partenza delle due frazioni, una legata al territorio agricolo e laltra allattivit industriale, realt che ora invece presentano le medesime problematiche legate alluso dello spazio pubblico. Questa lettura offre loccasione di concentrare lattenzione sul recupero funzionale di una parte dellex cotonificio di Debba. Lobiettivo quello di concepire il recupero come salvaguardia del patrimonio (heritage) sotto tutti i suoi aspetti (ambientali, culturali, sociali, ecc), nonch di sfruttarlo come occasione per creare unofferta di servizi pubblici locali per la comunit. Lintervento sulla fabbrica non che la prima azione di un processo che interessa una pi ampia rete comprendente in ordine di priorit: la casa del guardiano, la Villa Rubini e le case rosse, nonch il sistema ambientale del fiume Bacchiglione. La possibilit di concepire gli interventi non casualmente ma inseriti allinterno di un network flessibile rende il processo aperto e non compiuto, in continua evoluzione, capace di assorbire le esigenze di trasformazione futura.

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 5 |
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova

Motore-REAZIONE A CATENA/ Motor-CHAIN REACTION


The social recuperation is conceived as a process that wants to create a system in which could be presented an occasion of buildings in disuses recuperation. This motor will create a network sensible to the needs of the territory. This process is conceived as opened and not finished, so it will be possible to have a big social complexity.

MICRO-SYSTEMA
Creation of a network of immaterial relationships between the different comunities, trying to involve and improve the social control of the territory

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 5 |
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova
WHAT WE KNOW-WHAT WE SEE POSITIVES: ecological coridor traquillit/ calm place bicycle path connections the factory as an occasion font de vida agriculture patrimonio/ heritage NEGATIVES: volocit/ speed unporosity barrier noise no public spaces bad public transport polution unaccesibility erosion of the river

SAN SA AN PIETRO INTRIGO INTRIGOGNA GO OGN G A

The system of Riviera Berica is constituted by a group of elements with a relation in between them. Those are hills, the river, agriculture and an urban settlement. Facing a crisis the urban settlement, in that especial relation, prevails above the others. Il sistema Riviera Berica costituito da un insieme di elementi in relazione tra loro, quali: i colli, il fiume, la campagna ed infine gli insediamenti urbani. Questa relazione entra in crisi nel momento in cui lelemento insediativo prevale sugli altri.

DEBBA D BBA DE BBA BB

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

RIVER BACCHIGLIONE

SAN PIETRO INTRIGOGNA

DEBBA

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

VILLA RUBINI

DEBBA

SAN PIETRO INTRIGOGNA

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 5 |
Erblin Berisha | Maria Camprodon Rosanas | Janice Guilherme | Tnia Oliveira | Ottavia Pesaro | Kristyna Silhanova

NEW COMMUNITY

ACTIVITIES _community center _square _public holidays _markets _festivals

SERVICES _shops _community center _school _church _retired centre

DEBBA

S. PIETRO
BUILDINGS RECUPERATION _fabbrica, casa di guardiano _change of programme _preserving old buildings _reconstructions

_SOCIAL RECUPERATION_
RECUPERATION OF PATHS _connect bicycle paths _peatonal ways _public tranportation CASE ROSSE _change of programme _preserving and recuperation

COMMUNITY

SOCIAL RECUPERATION
DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

_environmental resources and possibilities, sustainability _culture and territorial care _tourism - long and short term _water reconstruction _public ownership

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

Motore-REAZIONE A CATENA/ Motor-CHAIN REACTION


The social recuperation is conceived as a process that wants to create a system in which could be presented an occasion of buildings in disuses recuperation. This motor will create a network sensible to the needs of the territory. This process is conceived as opened and not finished, so it will be possible to have a big social complexity.

MICRO-SYSTEMA
Creation of a network of immaterial relationships between the different comunities, trying to involve and improve the social control of the territory

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

TIME LINE

chronological interventions on local heritage

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

DIFFERENT HISTORIES, SAME PROBLEMS LAPIS 2011, intense program in landscape studies, Vicenza TOWN AND HILL GROUP_5 Kristyna Silhanova, Tania Oliveira, Ottavia Pesaro, Erblin Berisha, Maria Camprodon, Janice Guilherme

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 6 |
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 6 |
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

STUDENTS
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

ABSTRACT
Il territorio vicentino da sempre caratterizzato <<da una forte presenza acquea; la stessa fondazione di Vicenza da ricondursi alla posizione strategica che i due fiumi Retrone e Bacchiglione creavano con i loro corsi. Se storicamente il fiume era funzionale alla sussistenza delle comunit, ad oggi si trasformato in una risorsa da sfruttare e non preservare. Ponendosi in un contesto naturalistico di notevole rilevanza la concezione di sfruttamento deve traslare di paradigma verso una maggiore consapevolezza delle sue potenzialit sociali ed economiche. Lattuale fragilit del sistema fiume da ricondursi a fattori contingenti quali lincuria pubblica, linquinamento industriale, la perdita di un forte legame da parte della cittadinanza, assuefatta alla necessit di una mobilit veloce. Conseguenza di tali comportamenti sono lerosione e crollo degli argini e laumento della probabilit e del rischio di inondazioni dei territori che esso attraversa. La strategia proposta tiene conto di una programmazione attuativa per fasi e di previsione economica che intende qualificare unintera area periurbana avendo come punto di partenza la propriet pubblica Ipab nel territorio di San Pietro Intrigogna. The territory of Vicenza has always been characterized by a strong presence of water; in fact also the foundation of the city was set in a strategical point between the two rivers Retrone and Bacchiglione. If historically the river was used only for the primary subsistence of the communities, nowadays the use has been changed in a exploitation way that does not preserve that source. In that naturalistic and valuable landscape, this concept of exploitation must be turned into the sense of having a major consciousness/awareness about its social and economical potential aspects. The actual fragility of this system has to be related with the lack of the public care, industrial pollution, loss of a stronger relationship with the river due to the constant need and addiction to rapid mobility. The worst and most identifiable consequences are the erosion and the next fall of the rivers banks, and the rise of the risk of flood in these areas. The strategy is based in a program of interventions and economical previse that aims to qualify the whole peri-urban area having as a starting point the Ipab public property in the hamlet of San Pietro Intrigogna.

PAROLE CHIAVE KEYWORDS


identit comune common identity

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 6 |
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

PROPOSTE
Il modello si presenta come una sequenza attraverso cui si permette la raccolta di fondi necessari per lo step successivo e contemporaneamente si prevede la gestione dei risultati ottenuti. Villa Rubini si presta a divenire il fulcro di un paesaggio di campi con coltivazioni biologiche, ove i turisti possono approfittare risiedendo e sperimentando in prima persona le attivit effettuate in un contesto simile. La rete di attivit poste a richiamare turisti avr poi ricadute, una volta raccolti i fondi necessari, sulla creazione di infrastrutture ed opere pubbliche per i cittadini di San Pietro Intrigogna dapprima e quelli che risiedono lungo il corso del Bacchiglione poi. La gestione degli spazi viene affidata in parte agli affittuari dei terreni agricoli, in parte ai cittadini locali ed in parte grazie al recupero di antiche pratiche come lutilizzo di specie animali che contribuiscano alla naturale manutenzione delle aree. Infatti, ponendo laccento sulla centralit del fiume quale strumento atto a risolvere problemi connessi alla mobilit trasversale la Riviera Berica e allo sviluppo delle comunit urbane vicine ad esso, si vuole ritrovare: un senso di comunit perduto nello sprawl urbano degli ultimi decenni, unopportunit per una nuova gestione della mobilit pedonale ciclabile e agricola, una possibilit per la rigenerazione ecologica tramite nuove piantumazioni di un paesaggio fluviale come bene sociale.

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 6 |
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 6 |
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

3_ IL WORKSHOP / 3.3_PRESENTAZIONI FINALI


GRUPPO 6 |
Ricardo Conceio | Caterina Fina | Miriam Lorite | Marco Marchini | Nria Petit | Tiago Snelling

4_ CONCLUSIONI |CONCLUSIONS

i.

Questioni aperte per il prossimo ciclo dellIntensive Program

lorizzazione territoriale, ha rappresentato unoccasione straordinaria per il workshop LAPIS di promuovere una didattica non astratta ma calata sulla realt, cos come di fornire idee e suggestioni progettuali utili a ricreare nuovi beni comuni.

finalit principale la formazione e la diffusione della cura del territorio e del paesaggio gli abitanti interessati alla tutela e valorizzazione del proprio territorio.

LIntensive Program LAPIS, giunto alla sua terza edizione, si posto come

scelta durante il workshop attraverso un confronto cos stretto con le realt locali, e

Queste si spingono quindi con convinzione in una direzione che quella

avviando, nel corso di questi anni, relazioni virtuose sia con le istituzioni locali sia con Il lavoro svolto a Vicenza, e in particolare sullarea della Riviera Berica, ne ha rivelato

configura una ricerca applicata che non si limiti ad osservare, ma metta in moto delle nei luoghi.

trasformazioni, dia il via a delle sperimentazioni, diventi azione progettuale radicata Questo non pu prescindere dal rapportarsi ulteriormente con i soggetti che

il carattere di straordinaria riserva di emergenze storiche, paesaggistiche e ambientali, parte di un sistema territoriale che stato ed fortemente interessato da trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali spesso insostenibili.

operano sul territorio e dal ragionare sulle condizioni in cui la convergenza degli in-

teressi sulle tematiche del paesaggio possa farsi concreta; per questo che abbiamo alle proposte che avanziamo.

parti importanti del sistema territoriale della Riviera abbiamo avuto modo di maturare

Scegliendo come area studio le frazioni di Debba e San Pietro Intrigogna,

scelto degli interlocutori ed individuato dei possibili strumenti che facciano da cornice

la consapevolezza di come questo territorio necessiti innanzitutto un approfondimento di carattere conoscitivo che possa essere anche preludio a delle innovazioni gestionali. A latere rispetto alle simulazioni progettuali illustrate, esito del lavoro degli

studenti, proponiamo qui alcune possibili direzioni di ricerca, che immaginiamo come stimoli da sviluppare nel prossimo ciclo dellIntensive Program, che prender lavvio nel 2012 sotto la sigla TESS [Territorial empowerment e Social Sustainability], continuando ad occuparsi delle tematiche del paesaggio e del ruolo dei cittadini nella gestione delle trasformazioni territoriali. Si tratta di istanze conoscitive e di una riflessione sulle possibilit di sviluppo

armonico del territorio che individua un possibile terreno di impegno comune con le concreta di una pi stretta collaborazione .

comunit, gli attori e le istituzioni locali e quindi pu configurarsi come una proposta Infatti la presenza di un forte legame simbolico tra patrimonio e comunit

locali, cos come la necessit di ripensarne i contorni in un pi vasto progetto di va-

4_ CONCLUSIONI |CONCLUSIONS

ii.

LIpab e il suo patrimonio a Vicenza: nuove forme di gestione Uno degli elementi da mettere in rilievo, e che ci apparso da subito in grado

di tornare pi volte, sia nel corso delle attivit del workshop, che nelle presenti considerazioni di restituzione del lavoro svolto, sulla necessit di promuovere un cambiamento dello sguardo sui paesaggi, gli ambienti di vita e le dotazioni patrimoniali che li caratterizzano. Questo passaggio ci apparso fondamentale, sia in termini di comunicazione di fornire un buon punto di partenza per una riflessione progettuale concreta, consiste nella presenza di estese propriet pubbliche dellIPAB [vedasi Villa Rubini con il merita di essere sottolineato e valorizzato. Nel corso dei numerosi incontri svoltisi in preparazione e durante il workshop, lo stesso Ipab ha espresso il proprio interesse ad impegnarsi in questa direzione. sistema delle case rurali e lampia distesa di campi attorno] il cui valore patrimoniale

Per quel che riguarda gli approfondimenti conoscitivi, abbiamo avuto modo

verso linterno e quindi di presa di conoscenza del valore di queste presenze quotidiane, sia in termini di sollecitazione dellattenzione di soggetti esterni. Non a caso il tema della rappresentazione stato centrale nel nostro lavoro, e ci sembra meritevole

te di tre ordini: conoscitivo, valutativo e di definizione di una scala di priorit degli interventi concreti da mettere in campo.

Le proposte che possibile avanzare a questo proposito sono sostanzialmen-

di essere sviluppato pi a fondo, avvalendosi anche delloccasione offerta dal prossimo ciclo di workshop internazionali, a cui affiancare dei momenti di ricerca di tipo pi professionale.

gne fotografiche finalizzate alla pubblicazione, a testimonianza della qualit dei beni

Una via facilmente praticabile ci appare quella della realizzazione di campa-

architettonici di propriet e contribuendo a diffondere la conoscenza del loro valore, anche rispetto alle relazioni paesaggistiche con il contesto di appartenenza. Il materiale fotografico gi prodotto questanno fornisce un valido esempio dellefficacia e applicabilit di questo tipo di strumenti. In una visione di pi ampio raggio, per favorire la conoscenza del patrimonio

anche a fini turistici e per avviare campagne di sensibilizzazione tra i cittadini vicentini e non, possibile pensare ad una collaborazione con le istituzioni locali per la produzione di mappe territoriali, depliant e cartoline. Limpegno sul territorio vicentino in questo senso da condurre in maniera fortemente transdisciplinare, coinvolgendo ad esempio competenze maggiormente legate al rilievo e al restauro del patrimonio visuali paesaggistiche]. Oppure al piano delle ricerche economiche, da rivolgere allo

architettonico e degli elementi del paesaggio [es. alberature storiche, percorsi rurali, studio delle possibili modalit di gestione dei beni culturali alla scala territoriale: un

approfondimento da svolgersi attraverso lanalisi di casi studio relativi ad altri contesti

4_ CONCLUSIONI |CONCLUSIONS

territoriali e allesperienza di enti analoghi, come ad esempio il modello delle partnership angloamericane. Queste iniziative potrebbero poi trovare un corrispettivo al di fuori dal workshop, e una visibilit sul territorio, nella contemporanea organizzazione di giornate di apertura per la visita del patrimonio dellIPAB alla cittadinanza [su modello delle iniziative promosse dal FAI].

pi facili da inquadrare anche nellambito di workshop pensati per degli studenti, andrebbero poi associati degli studi valutativi incentrati sulle problematiche della gestione del patrimonio in unottica di innovazione e sperimentazione e inerenti le potenzialit di riuso, valorizzazione e/o alienazione del patrimonio IPAB, sulle opportunit di valorizzazione paesaggistica ambientale della produzione agricola [nel quadro agricola [turismo culturale; ospitalit; usi temporanei di spazi aperti e di manufatti nuove funzioni legati allabitare e al rafforzamento del presidio territoriale. dei programmi europei], sulla compatibilit di usi integrativi rispetto alla funzione per iniziative pubbliche ed eventi], sulla utilit e compatibilit di sviluppo di servizi e

A queste possibili iniziative di carattere comunicativo e di sensibilizzazione,

4_ CONCLUSIONI |CONCLUSIONS

iii.

I cittadini, le istituzioni, il paesaggio: sperimentare attraverso

Infine, a partire anche dalle esigengarantisce il presidio territoriale pur

progetti pilota

ze espresse dalla comunit locale che lamentando delle grosse difficolt, ap-

sono per delle azioni che si configurano come urgenti quali, ad esempio, delle azioni di intervento conservativo per salvaguardare lintegrit della Villa Rubini, o ancora unestensione dellarea di rispetto figurativo della Villa Rubini per non compromettere il valore paesaggistico e turistico dellambito in cui insiste il manufatto e le sue pertidellambito del contesto figurativo della Villa Rubini [ripristino arboreo lungo la Strada storica Pelosa e i percorsi minori Strada del Businello; intervento di manutenzione e riqualificazione della matrice dei canali]. nenze, includendo come interventi necessari il ridisegno e la riqualificazione dei bordi

Se queste proposte si muovono in un quadro di medio lungo periodo, ci

pare immediatamente necessaria una

rinegoziazione dei contratti di affitto finalizzata allintroduzione di pratiche al sostegno di forme di agricoltura sostenibile, nonch lincentivazione di

pratiche di cura del territorio con una pi convinta e consapevole introduzione della figura del contadino-giardiniere. Si tratta di azioni a volte

complesse, che tengono insieme molti

attori e molti strumenti. Daltronde il valore di questi beni e di questo territorio, in termini patrimoniali, ambientali e paesaggistici, va oltre linteresse dellIpab e degli stessi abitanti delle frazioni che ne promuovono il riconoscimento, ma concerne inveistituzioni locali.

ce una pluralit di soggetti ad una scala territoriale ben pi vasta e in primo luogo le possibile e necessario quindi immaginare un loro apporto alla tutela attiva

di questo patrimonio avvalendosi degli strumenti a loro disposizione. Ad esempio, nel quadro delle politiche messe in campo dalla comunit europea per incentivare lapVicenza rientra tra i siti scelti dalla regione veneto come possibile campo di applicazione del programma Paysmed Urbain. Attraverso questo programma ci si propone di plicazione concreta degli indirizzi espressi dalla Convenzione europea del paesaggio,

realizzare un Catalogo delle buone pratiche, in grado di indirizzare la progettazione, creazione e gestione paesaggistica in aree urbane, attraverso uno sguardo alle esperien-

4_ CONCLUSIONI |CONCLUSIONS

ze pi significative e positive delle regioni che hanno aderito al progetto.

la riqualificazione dellambito territoriale intorno al Monte Berico, denominato il

Attualmente lesperienza scelta a rappresentare il contesto vicentino riguarda

grande Theatro dellarmonia, che comprende alcuni ambiti della Riviera Berica e la valletta del silenzio, un luogo di grande pregio in virt del suo valore paesaggistico e del carattere agricolo mantenutosi pressoch miracolosamente intatto pur trovandosi

in unarea caratterizzata da dispersione insediativa e consumo indiscriminato di suolo, che si caratterizza inoltre per essere dominato dalla presenza della Villa Capra del Palladio, che vi si affaccia.

ci sembra in grado di costituire un ponte verso la necessit di occuparsi proprio della relazione con il contesto pi ampio e forse pi bisognoso di intervento: ci potrebbe ca adottata che, seguendo in questo lo spirito della CEP, si occupi non solo di paesaggi avvenire, nelle prossime edizioni del programma, attraverso un allargamento dellottieccezionali, ma anche dei paesaggi ordinari che li comprendono e che costituiscono gli ambienti di vita della maggioranza dei cittadini. Suggeriamo cio di soffermarsi su pratiche progettuanon possono

Un intervento di questo genere, di sicura visibilit e di interesse trans-locale,

li che per forza di cose solo sullimpegno istiimparare ad avvalersi della basarsi dersi cura del territorio che non pu che essere in parte autogestita dal basso e quale sia il nuovo ruolo delle istituzioni. Larea studiata e il sistema della Riviera Berica nel suo complesso si presenta

tuzionale, ma devono partecipazione

come un ambito territoriale ricco di potenzialit e bisognoso di questo genere di cura, nonch un contesto molto promettente anche dal punto di vista della sfida progettuale che da un lato si troverebbe a dover tener conto della profonda complessit e pluralit dei territori contemporanei con tutte le loro contraddizioni e incoerenze, e daltro canto potrebbe proporsi di rispondere pi pienamente allesigenza di sperimentare a vari livelli dei modelli di intervento che siano innovativi, nonch esportabili in ambiti territoriali affini.

dei cittadini al governo nonch alla gestione del forme che pu assumere territorio, indagando le attualmente un pren-