Presso l’”Associazione Spazio Teatro” di Reggio Calabria, la regista Cinzia Colacresi ha presentato in anteprima nazionale il suo cortometraggio “Sulle

rive di Morfeo” “Sulle rive di Morfeo” cortometraggio della regista Cinzia Colacresi è stato presentato in anteprima nazionale presso l’”Associazione culturale Spazio Teatro” di Reggio Calabria. La Colacresi dopo essersi laureata in Scienze della Comunicazione nell’Università di Cosenza, con una tesi su “La comunicazione non verbale sul cinema di Chaplin” , ha lavorato presso alcune emittenti private del territorio. E’, inoltre regista del docu–film “Il mare in una bottiglia” e di un documentario su “Lawrence Ferlinghetti” girato a San Francisco (California – Stati Uniti d’America). Il lavoro di Cinzia Colacresi, anche se dura pochi minuti, è un vero e proprio film. Nel suo intervento introduttivo, il critico cinematografico Nicola Petrolino ha sostenuto che. questo genere di film, a partire dagli anni Ottanta, con l’istituzione di numerosi concorsi e mostre cinematografiche esclusivamente a loro riservati sono stati ampiamente rivalutati. Il titolo del film della regista Colacresi è stato tratto da una canzone di Carme Consoli che dice “prima dell’alba potrebbero sorprenderci rapiti da un sogno dove nitide acque divorano i nostri passi sulle rive di Morfeo”. Il contenuto del film racconta di una giovane donna, che all’improvviso, si ritrova ad avere forti attacchi d’ansia, fino a raggiungere veri e propri attacchi di panico, nel momento in cui si trova su una macchina e deve immettersi in autostrada. La storia del film prosegue con immagini e situazioni che vanno dall’ironico al burlesco, dal lirico al paradossale. Ci troviamo di fronte ad un progetto audiovisivo che è stato capace di costruire una semplice narrazione con il tono da favola, a cominciare dalla fotografia dai caldi colori pastello, allo schema del racconto puntellato di personaggi che restano impressi nella memoria. Il film si avvale di un cast molto interessante, composto da attori non professionisti, amici e conoscenti della regista, ma supportati da una grande passione per il cinema e la recitazione. A seguire la dott.ssa Maria Montalto, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in Psicosomatica (Istituto Riza), ha spiegato che il film parla di un disturbo di cui la regista stessa soffre e

che la rendono sensibile al problema e di averla stimolata prima a scrivere una sceneggiatura e poi a girare un corto in merito alla questione. “Sulle rive di Morfeo” è il risultato di questa operazione. Stefano Fava 6 novembre 2013