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CE GA

Corso di Laurea in

COSTRUZIONE E GESTIONE DELL'ARCHITETTURA

CORSO DI FONDAMENTI DI URBANISTICA B


1 anno (1 semestre) 4 CFU

LA CITT IDEALE DEL 900 Ebenezer Howard e la Garden City Tony Garnier e la Cit Industrielle Il contributo di Le Corbusier

INTRODUZIONE La formazione della moderna scienza urbanistica stata preceduta, nel periodo che va dallOttocento ai primi decenni del Novecento, da una fase utopistica, caratterizzata dalla ricerca di invenzioni di una citt del futuro atta ad esprimere una nuova societ, poste come alternativa globale alle citt e alla societ attuali. Come le utopie rinascimentali si pongono i termini di un modello risolutore di tutti i mali sociali ed urbanistici del presente. In ogni caso, la creazione ricorrente nella storia delle civilt e si manifesta essenzialmente nei periodi di declino o di trapasso, quando appaiono pi necessari profondi mutamenti della struttura sociale.
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Tra la fine la fine dellOttocento e i primi del Novecento E. Howard (1850-1928) illustra la sua utopia urbanistica, prima in Tomorrow, a peaceful Path to Real Reform (1898), poi in Garden Cities of Tomorrow (1902), che rappresenta un punto di arrivo e di sintesi di varie utopie associazioniste, e la cui originalit consiste nellaccento posto sulla realizzazione urbanistica come strumento per leliminazione non solo dei mali urbanistici del presente, ma anche come supporto per una societ migliore. Con Howard il modello urbanistico, concepito non sotto forma progettuale, ma come insieme di princpi, di norme e di procedure, precede e facilita la riforma sociale.
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Ebenezer Howard e la Garden City


In Inghilterra il movimento per la creazione di citt-giardino autosufficienti ha in Howard il pi valido sostenitore. Le matrici della sua proposta sono molteplici, dallutopia di Robert Owen alla predicazione antiurbana di John Ruskin, ma che la molla che spinse Howard a impegnare tutto se stesso in questa impresa sia stata la lettura del romanzo dell autore americano Edward Bellamy, Looking Backward, nel quale si descrive una ipotetica societ del Duemila, libera dalla piaga delle differenze di classe e organizzata secondo un totale socialismo di stato. La proposta di Howard del 1898 si pone lobiettivo di decongestionare la citt storica, programmare e gestire lespansione attraverso il decentramento della popolazione in citt di nuova formazione denominate citt giardino.
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Partendo dalla constatazione che sia la citt che la campagna presentano aspetti positivi e negativi per lesistenza delluomo, Howard individua in una terza entit, la citt-campagna, la soluzione ideale che racchiude in s i benefici della vita urbana e della vita agreste, permettendo nel contempo, leliminazione delle caratteristiche sfavorevoli alla convivenza umana. questa la teoria dei tre magneti su cui si fonda la sua ipotesi e che pu essere illustrato con un diagramma con tre calamite, dove i principali vantaggi di citt e campagna sono espressi assieme agli svantaggi corrispondenti, mentre i vantaggi della citt-giardino appaiono liberi dagli svantaggi di ambedue. N la calamita citt n la calamita campagna interpretano appieno i disegni e i fini della natura. Poich la societ umana e le bellezze della natura sono fatte per essere godute insieme, le due calamite devono fondersi in una sola.
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calamita citt vantaggi


salari pi alti, occasioni di impiego e prospettive di avanzamento, facilit di relazioni e divertimenti, strade ben illuminate, edifici monumentali

svantaggi
canoni a prezzi elevati, orari di lavoro eccessivi, distanze dal lavoro, solitudine della folla, aria inquinata, tuguri

calamita campagna vantaggi


bellezza dei panorami, salubrit dellaria, boschi ombrosi, acque pulite

svantaggi
monotonia e scarse relazioni sociali, carenza di fognature appropriate e di impianti igienici, problemi ai raccolti a causa di siccit o piogge eccessive
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Il contemperamento delle attrazioni con il massimo vantaggio si pu ottenere mediante una terza soluzione, denominata Garden City, della quale Howard precisa le caratteristiche dimensionali: popolazione massima di 32.000 abitanti, su di una superficie di 1.000 acri (405 ha) destinati al nucleo urbano, circondato da 5.000 acri (2.025 ha) di terreno agricolo, con 2.000 abitanti nella cintura agricola, e ne analizza minutamente i costi di impianto. Ogni citt immersa nel verde e ha struttura radiocentrica. Al centro della citt posto un giardino di 5 acri e mezzo (2,25 ha), circondato dalle principali attrezzature pubbliche (municipio, teatro, biblioteca, ospedale,); attorno, disposto in forma circolare, si sviluppa un parco di 58 ha, delimitato da un crystal palace che accoglie i negozi e lesposizione permanente dei prodotti della citt. Allesterno, lungo la linea ferroviaria, si trovano le industrie e, tra queste e il crystal palace, Le abitazioni disposte in due fasce che si attestano su una grandavenue circolare. Nella corona verde (greenbelt), che stabilisce i limiti della citt, sono localizzati gli edifici particolari per malati e bambini e le fattorie
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Lo schema proposto da Howard prevede le caratteristiche del sistema dei tracciati: il centro urbano di 1.000 acri ha forma circolare con raggio di 1.200 m; sei boulevard radiali, larghi 36,5 m, lo dividono in spicchi di uguale dimensione; le corone circolari sono definite da cinque avenues, numerate progressivamente dallesterno verso linterno, la terza delle quali, la grand-avenue, larga 128 m e lunga pi di 5 Km, ha la configurazione di una parkway lungo la quale si dispongono le abitazioni aggregate in crescents, scuole e chiese; le case pi lontane distano dalla grand-avenue 220 m; le roads con andamento radiale collegano la prima e la quinta avenue, mentre le streets collegano la grand-avenue con la corona ferroviaria; il calibro delle strade via via decrescente in relazione al ruolo di connessione svolto.
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Il progetto, espresso in forma ideogrammatica, individua a scala territoriale un sistema di citt satelliti sufficientemente lontane tra loro e dalla citt centrale, in modo da evitare la saldatura.

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Per quanto riguarda la forma del costruito e degli spazi aperti, Howard non affronta la definizione tipologica del costruito, ma si limita ad auspicare grande variet e libert espressiva. Un approfondimento sulle modalit di costruzione della cittgiardino si pu ottenere dagli scritti e dalle realizzazioni di Raymond Unwin. Il suo manuale, Town Planning in Practice (1909), ripartendo dal concetto di citt-giardino, arriva alla definizione dei materiali urbani che la costituiscono: piazze, corti e percorsi sono spazi compiuti, delimitati da edifici o caratterizzati da prospettive paesaggistiche; i cul-de-sac formati dalle strade di servizio, gli spazi aperti di pertinenza delle abitazioni e le soluzioni dangolo sono tra gli aspetti che contraddistinguono la ricerca morfologica; il tipo quello della casa unifamiliare a schiera aggregata in gruppi da 3 a 6 unit. 12

Unwin sperimenta i principi enunciati nella progettazione di Letchworth e del quartiere di Hampstead a Londra. Nel 1899 fondata a Londra la Garden Cities Association, di cui nel 1901 diventa presidente Ralph Neville e, nel 1903, acquistati da una societ pioniera i terreni per la prima citt-giardino, Letchworth, viene creata e registrata la prima Garden City Company Ldt, come societ per azioni non-profit. La costruzione di Letchworth, su progetto di Unwin e Barry Parker avviata, ma difficolt finanziarie ne rallentano la crescita per decenni, cosicch solo nel 1961 raggiunger la popolazione prevista.
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Letchworth, realizzata tra il 1904 e il 1920, ha una struttura radiocentrica deformata dalle preesistenze ed attraversata, anzich cinta, dalla ferrovia che resta il perno per la localizzazione dellindustria. Ai margini della citt viene mantenuta una fascia inedificata che assume il ruolo di green belt. Le strade sono disposte in modo da formare isolati di grandi dimensioni con gli angoli inedificati e con forme diversificate che consentono aggregazioni composite delle unit abitative. Il tipo residenziale prevalente la casa mono e bi-familiare su due piani in villino isolato o pi spesso a schiera. Nel 1973, divenuta una new-town, Letchworth conta circa 68.000 abitanti su una superficie di 2.060 ha, con densit abitativa pi che raddoppiata rispetto a quella ottimale indicata da Howard.
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Welwyn (1920-26) rappresenta il secondo esempio di citt giardino realizzata e la sua osservazione consente di approfondire la conoscenza della garden city. Progettata da Louis de Soissons, ha un diametro di circa 3 Km ed divisa in quattro settori da una linea ferroviaria principale e da una secondaria preesistenti. Uno dei settori destinato allindustria, mentre laltro occupato principalmente dal centro cittadino organizzato attorno ad una parkway. Questa lelemento principale del disegno urbano ed pi simile ad un parco lineare che a una strada urbana, essendo larga 60 m e trattata con alberature, prati e aiuole. Come a Letchworth il tipo edilizio prevalente lunit monofamiliare su due piani aggregata a formare figure aderenti alla forma del terreno.

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Anche Welwyn diviene una new-town e nel 1972 conta circa 40.500 abitanti su 1.747 ettari. Una conseguenza positiva anche se marginale rispetto agli intendimenti del programma della realizzazione delle due citt , come afferma Leonardo Benevolo, quella di aver prodotto importanti risultati culturali che: abituano gli architetti a considerare il paesaggio urbano come un tutto organico, dirigono la loro attenzione verso la moltitudine di fattori accessori (alberature, pavimentazioni stradali, recinzioni , panchine, cartelli, impianti di illuminazione) che integrano la scena architettonica modificando il carattere ambientale. In definitiva, pongono le basi della teoria moderna del townscape, del paesaggio urbano.
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Lesperimento della Garden City ripetuto a Welwyn perch insito nellidea di Howard il principio della sua ripetizione e moltiplicazione, ma si dovr attendere fino alla ripresa edilizia dopo la seconda guerra mondiale perch lidea della citt-giardino trovi la sua pi ampia applicazione nel piano dellarea metropolitana della grande Londra di Patrick Abercrombie (1944), e, aggiornata nei termini dimensionali e programmatici e spogliata delle caratteristiche di azionariato, diventi uno dei capisaldi della politica inglese di decentramento urbanistico a livello nazionale degli anni 50, con il New Towns Act (1947). Lutopia urbanistica di Howard lunico dei sistemi teorizzati nel XIX secolo a diventare realt e che abbia dimostrato una sufficiente flessibilit per adeguarsi nel tempo alle esigenze di uno sviluppo pianificato a vasto raggio.
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I caratteri essenziali della proposta di Howard non consistono tanto nello schema e nelle dimensioni dellinsediamento autonomo, completo di industrie e servizi, quanto nella combinazione di norme e procedure per limpianto e la gestione, concepiti in modo da sottrarre liniziativa ad ogni possibilit di lucro sul plusvalore delle aree e da garantire il controllo comune sulle varie fasi di attuazione. Lidea quindi essenzialmente operativa, ed in ci consiste la sua novit e modernit .

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Essa si basa sulla forza durto dellinsieme delle proposte che comprendono: decentramento pianificato di industrie e di popolazione dalle metropoli sovraffollate alle citt-giardino limitazione della dimensione della citt, che non deve crescere oltre un limite prefissato, in modo da garantire servizi equilibrati amenit del luogo di insediamento e nel tracciato scambi fra citt e campagna controllo di pianificazione dellintero sistema, delle comunicazioni, della suddivisione in zone funzionali, della limitazione di densit, della tipologia e della destinazione degli edifici e dellimpianto e della distribuzione del verde la suddivisione in quartieri o neighborhoods lintera propriet del suolo unificata ed intestata ad una societ senza profitto, che cede le aree in locazione e tempo limitato (99, 198 o 999 anni) 21

imprese municipali e cooperative. Lidea ha immediato successo, per la minuziosa dimostrazione della sua realizzabilit. Al di l delle valutazioni sullincidenza della teoria howardiana su particolari aspetti dellinsediamento urbano moderno, il pensiero e lattivit di Howard costituiscono un preciso punto di riferimento per gran parte della cultura urbanistica anglosassone. In Inghilterra, dopo la seconda guerra mondiale, ha inizio una politica di decentramento, il cui episodio pi qualificante consiste nella realizzazione delle cosiddette citt nuove. In America, a partire dagli anni 20 si forma una vasta corrente di teorici ed operatori. Tra questi emergono Lewis Mumford e Clarence Stein che cooperano nel tentativo di sviluppare ed adattare alle esigenze degli Stati Uniti le proposte di Howard, offrendo i primi e pi positivi contributi alla formazione della cosiddetta urbanistica organica americana.
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TONY GARNIER E LA CIT INDUSTRIELLE


Coevo alla nascita della prima citt-giardino il concepimento di Una cit industrielle ad opera di Tony Garnier (1901-1904). Mentre Howard enuclea un metodo per ledificazione generalizzata di citt moderne ed autonome, ma di limitate dimensioni e con riedizione in chiave moderna dellinsediamento comunitario medievale, Garnier affronta il problema di una grande citt industriale, tutta attuale e proiettata nel futuro, da costruire di getto in una localit precisa. Mentre Howard per acquisire consensi alla sua idea elenca minuziosamente costi e procedure, Garnier presenta un progetto completo di citt, tutto disegnato non solo come insieme, ma come singole parti costitutive industrie, servizi e abitazioni fin nei particolari costruttivi, con lapplicazione sistematica della nuova tecnica del calcestruzzo armato, cui apporta rilevante contributo inventivo, e basa la sua forza di convinzione nellevidenza e nel fascino di questa progettazione integrale che rester un ineguagliato tour de force progettuale e inventivo.

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Per comprendere nel giusto significato la proposta di Garnier appare opportuno ricordare che nacque nel 1869 in un quartiere operaio di Lione, il centro pi industrializzato della Francia, dove visse fino allet di venti anni e dove frequent con assiduit gli ambienti del forte movimento socialista e divenne un profondo ammiratore dellimpegno civile di Emile Zola. Questa formazione spiega anche perch nel suo progetto per una citt industriale egli presupponga che lamministrazione pubblica possegga la libera disponibilit dei suoli. Lassunzione di questa ipotesi sgombra il campo da difficolt insormontabili e permette a Garnier di concentrarsi a fondo sul problema della progettazione urbanistica e architettonica.
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Garnier, volendo progettare un prototipo di citt valido non tanto per la sua forma o per la forma dei suoi edifici, quanto per la sua funzionalit, comprendere di non poter prescindere dal parametro pi condizionante dellesistenza umana: lattivit industriale. Quanto agli abitanti sceglie la cifra di 35.000 e fornisce una motivazione teorica per questa scelta, dichiarando di volersi occupare di una citt di media grandezza per poter affrontare e risolvere il caso pi generale; il che non sarebbe potuto accadere se si fosse occupato di una cittadina o di una metropoli. Anche linvenzione del luogo sui cui sviluppare lipotesi appare rivolta a rendere il pi possibile generalizzabile lesperienza: una pianura attraversata da un fiume e attorno rilievi pi o meno elevati.

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Gli elementi principali sono chiaramente distinti tra loro: la zona industriale in pianura, nei pressi del fiume e della ferrovia quella residenziale, una scacchiera molto allungata con il centro civico nella parte mediana, ubicata su un terreno pi elevato e separata dalle fabbriche mediante unampia area verde lospedale e le altre attrezzature sanitarie disposte nella zona collinare a nord della citt le strade sono distinte secondo il tipo di traffico con netta separazione tra percorsi 26 veicolari e pedonali.

Il nuovo insediamento, adagiato su di un terrazzamento artificiale, lontano dal centro storico ipotizzato pi in alto, con una netta separazione tra la parte industriale e quella residenziale. La ferrovia intesa come snodo tra industria, nuova zona residenziale e citt antica. Limpianto ortogonale delle zone industriali e residenziali contrasta con quello della citt esistente; il quartiere residenziale si organizza attorno ad un largo viale centrale disposto secondo lasse eliotermico e percorso da mezzi pubblici, sul quale si attestano in servizi con una concentrazione delle grandi attrezzature urbane nella parte mediana. Allinterno del tessuto residenziale si distribuiscono con regolarit i servizi di quartiere, soprattutto le scuole, mentre nel territorio attorno sono localizzate le aziende agricole e altre attrezzature urbane: ospedale, macello, 27 cimitero.

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Il sistema dei tracciati ortogonali della zona residenziale costituito da quattro tipi stradali: larteria principale, con orientamento E-O, larga 40 m con ampi marciapiedi e corsie differenti per veicoli lenti, veicoli veloci e per la ferrovia; le strade del secondo tipo, perpendicolari alla principale, hanno una sezione di 20 m, 10 dei quali occupati dalle corsie carrabili con ai due lati marciapiedi di 5 m ciascuno , alberati con filare unico; le strade del terzo tipo, che garantiscono la penetrazione allinterno delle aree residenziali, sono parallele alla principale e presentano due sezioni di dimensione differente che si alternano regolarmente: ogni due strade strette, una strada larga; alcuni tratti della viabilit sono ruotati di 45 per abbreviare 31 i percorsi e una strada curvilinea collega le zone extraurbane.

Per quanto riguarda la forma del costruito e degli spazi aperti, il tipo fondamentale utilizzato per la residenza la casa unifamiliare isolata e pi spesso abbinata: le pi economiche case plurifamiliari che superano i due piani di altezza sono collocate prevalentemente nellarea della stazione. Per lalloggio unifamiliare Garnier studia molteplici varianti relative alla distribuzione interna a secondo del numero dei piani (simplex o duplex) e del taglio, valutato in camere da letto (da una a quattro). Combinando insieme il numero dei piani e i diversi tagli di alloggio ne deriva una consistenza volumetrica delle unit edilizie molto variabile. Il tessuto urbano comunque a bassa densit e sempre condizionato dallasse eliotermico (*).
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(*) Rossi S., Parte F Urbanistica, del Nuovo Manuale dellArchitetto, (coord. Bruno Zevi), Mancosu Editore, Roma, 1996 (Parte G nelledizione del 2003)

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Le anticipazioni tecnologiche di Garnier, come le previsioni sullo sviluppo dellindustria aeronautica e automobilistica e sullorganizzazione delle zone industriali, avranno ampia conferma nei fatti ed il suo schema di impianto diventer un modello ideale di riferimento per la creazione delle nuove citt industriali nellUnione Sovietica degli anni 30. Con Garnier lutopia urbanistica cambia rotta ed egli, pi di Howard, apre la strada alla sperimentazione progettuale, anche se rinuncia totalmente al contemporaneo rinnovamento della struttura sociale. Lutopia urbanistica con lui si dissocia nelle due distinte componenti della progettazione e della politica; la progettazione diventa neutra, come la tecnica infrastrutturale di fine secolo.
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Allo slancio progettuale che consegue a tale dissociazione e che trova la massima espressione in Le Corbusier e la sua applicazione estensiva nei razionalisti degli anni 30, fa riscontro un affievolimento programmatico ideale e politico nei progettisti, che contribuir a rallentare il processo stesso della pianificazione urbanistica. In questo senso, la pi modesta, ma operativa, idea howardiana finir per dimostrare in tempi lunghi unassai maggiore continuit di presenza e di prolificit. Dopo Garnier poche figure che possano essere definite utopisti moderni grandeggiano sulla scena della progettazione urbana: essenzialmente Le Corbusier e Wright e, in tono minore, Gropius e Hilberseimer.
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LE CORBUSIER Esamineremo ora il contributo di Le Corbusier allurbanistica relativamente alle proposte contenute nel progetto di Une ville contemporaine, di 3 milioni di abitanti, presentato nel 1922 al Salon dAutomne nel Plan Voisin per Parigi presentato nel 1925 al Padiglione dellEsprit Nouveau nellEsposizione internazionale delle arti decorative nel commento sulla Ville Radieuse, apparso i dieci capitoli fra il 30 e 31 sulla rivista Plans.
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Con questi tre episodi messa a punto tutta la teoria lecorbusieriana sulla citt del futuro che, in polemica con la citt-giardino, concepita come grande concentrazione umana ed attivit essenzialmente direzionale, contenuta in una serie limitata di grattacieli capaci di ospitare ciascuno da 10.000 a 50.000 addetti, ma distanziati ampiamente tra loro nel verde, e strutturata con una chiara struttura viaria in cui il traffico automobilistico separato rigorosamente anche nel livello, dai percorsi pedonali a terra.
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I temi intorno ai quali si articola la citt lecorbusiana, classificazione delle funzioni urbane moltiplicazione degli spazi verdi creazione di prototipi funzionali razionalizzazione dellhabitat collettivo, appartengono alla base comune degli architetti della sua generazione. I numerosi piani regolatori mai realizzati applicano uno schema relativamente costante alle situazioni pi diverse. Il primo, il Piano per una citt contemporanea di tre milioni di abitanti (1922), diventer il Plan Voisin di Parigi (1925).
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Le successive esercitazioni applicative della teoria a varie citt (Algeri 1930, Anversa 1935, Rio de Janeiro 1936, Buenos Aires 1938, Saint-Di 1945) tendono a fornire la conferma della sua validit, mentre con una instancabile azione pubblicistica mantenuta viva lattenzione sulle idee, che dominano a lungo nei vari movimenti per il rinnovamento dellarchitettura moderna e che trovano, dopo decenni, loccasione della loro sperimentazione nell unit dhabitation di Marsiglia e, soprattutto nel piano di Chandigarh nel Panjab, dove i grattacieli cartesiani ad uso ufficio sono sostituiti dal centro rappresentativo e amministrativo e i quartieri di abitazione redents a 10 piani della Ville contemporaine sono ridotti a quartieri assai pi simili a quelli delle citt-giardino, da lui combattuti.
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La proposta di Una citt contemporanea di tre milioni di abitanti, presentata nel 1922 al Salon dAutomne, del tutto indipendente da una qualsiasi realt territoriale esistente, uno schema attraverso il quale mostrare un diverso modo di intendere la progettazione della citt. Le Corbusier scrive di aver evitato casi specifici e trascurato tutti i particolari accidentali per concedersi un terreno ideale, avendo lo scopo non di superare uno stato preesistente, ma di arrivare a formulare i principi base per unurbanistica moderna. Principi da intendere come regole del gioco dellurbanistica contemporanea.

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Scelto come pi idoneo il terreno piano, Le Corbusier vi organizza una trama viaria con arterie ortogonali e diagonali, creando nel complesso una struttura assolutamente simmetrica. Egli pone la massima attenzione al problema del traffico e, pertanto, individua un triplice sistema di strade sovrapposte: uno sotterraneo adibito al traffico pesante; un secondo sistema al livello del terreno destinato al traffico propriamente urbano; un terzo sistema, costituito dalle due direttrici N-S ed EO che attraversano la citt ad un livello sopraelevato, incrociandosi al centro di essa, riservato alla circolazione rapida a senso unico.
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Al centro di questo organismo urbano Le corbusier colloca la stazione ferroviaria sotterranea, la cui copertura adibita a piattaforma per latterraggio e il decollo di aerotaxi. Attorno alla stazione una vasta area rettangolare a verde in cui trovano posto 24 grattacieli cruciformi di 60 piani disposti simmetricamente destinati prevalentemente ad uffici e alberghi. Le industrie sono allestrema periferia e collegate al nucleo urbano per mezzo dellautostrada con percorso da est ad ovest.

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Planimetria e immagini della Citt contemporanea di Le Corbusier. Progettata per 3 milioni di abitanti, la citt prevedeva un efficiente sistema di circolazione veicolare ad una quota diversa, nettamente separato dal resto della citt.

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Le zone residenziali sono di due tipi: lottizzazioni a greca a sei piani doppi senza cortili interni, nella zona intermedia lottizzazioni a schiera chiusi ad alveoli o immeublesvillas, nellimmediata periferia. Questultima tipologia, edificio a cinque piani doppi con servizi comuni, prefigura lunit di abitazione del secondo dopoguerra. Scrive Le Corbusier che Il piano terra degli immeubles-villas una specie di grande officina di lavori domestici: raccolta di provviste alimentari, lavori di manutenzione, servizi vari, lavanderia.

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PLAN VOISIN
(il nome del piano deriva da quello dellindustria Voisin la quale, su richiesta di Le Corbusier, che si era rivolto anche alla Peugeot e alla Citren, finanzi il progetto)

Per Le Corbusier, considerato il massimo esponente del Movimento moderno, la citt antica rappresenta un grave problema ed ostacolo allo sviluppo delle esigenze moderne, soprattutto quelle legate alligiene e alla circolazione. Pur riconoscendo a molti centri storici innegabili caratteristiche architettoniche, armonia ed equilibrio, e pur ammettendone il loro valore storico e testimoniale e la necessit di una loro conservazione, egli non ritiene possibile se non in rari casi una integrazione, un equilibrio fra citt storica ed esigenze 47 della citt moderna.

Grande sostenitore di Haussmann, del suo coraggio e della sua lungimiranza, nellanalizzare la condizione di Parigi, Le Corbusier ritiene che neppure le operazioni chirurgiche di Haussmann potrebbero pi porre rimedio allo stato attuale (1925), di degrado del suo centro storico. Il rifiuto della citt storica e e dei suoi elementi sintetizzato nei disegni per il Plan Voisin, dove una parte del centro storico di Parigi viene demolita per far posto a 18 grattacieli cruciformi circondati da uno spazio libero. Il metodo proposto prevede la demolizione di vecchi ed addensati fabbricati di 5-7 piani per far posto a grattacieli immersi nel verde, che significa pi suolo libero e allo stesso tempo maggiore densit duso.
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Nei suoi scritti troviamo tutti gli ingredienti che saranno per anni alla base della politica di tutela dei centri storici: demolizioni, sventramenti, isolamento dei monumenti,. Tuttavia, alcuni anni dopo, nel redigere la Carta di Atene, Le Corbusier sent lesigenza di una politica di conservazione del patrimonio storico della citt e dedic al tema un capitolo della Carta. Nonostante la parziale apertura al tema della salvaguardia (purch nulla si sacrifichi alligiene e alla circolazione) rimane una sostanziale idea di fondo, che la citt antica non abbia nulla da offrire in termini di qualit dello spazio urbano, al quale non si riconosce alcun valore sociale o di spazio di relazione, e di luogo di incontro.
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La poca attenzione per i puri valori architettonici. Per Le Corbusier, nessuna organica coesistenza fra antico e moderno sembra possibile. La citt antica pu essere al massimo museizzata.

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In La Ville Radieuse, proposta manifesto pubblicata nel 1933, Le Corbusier applica una sorta di antropologia schematica che riduce allosso le necessit delluomo moderno. I principi alla base della proposta per una citt verde destinata ad un milione di abitanti sono: morte della strada angolo retto zoning.
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Morte della strada significa porre fine alla storica promiscuit dei percorsi pedonali e motorizzati e rompere la cortina edilizia per lasciare posto a grandi strade dedicate al traffico automobilistico senza interferenze con ledificato. La zonizzazione comporta una separazione assoluta delle funzioni e dei percorsi. Langolo retto condiziona limpianto generale e quello delle parti costituenti, fino a decidere larticolazione degli edifici in linea destinati alla residenza. Le strade diagonali sono sopraelevate su pilotis. Per i pedoni sono previsti percorsi nei parchi protetti da pensiline.
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La maglia stradale ritaglia isolati quadrati che hanno un lato di 400 m. La residenza viene ospitata da macro edifici in linea, di 11 piani, con piegature a novanta gradi che formano sei tipi diversi di redents studiati rispetto allorientamento. Gli ingressi scandiscono i singoli elementi della linea su pilotis, ciascuno dei quali pu alloggiare 2.700 abitanti.

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Lopera urbanistica di Le Corbusier, pur con qualche limitazione, rester una delle pi vivaci e fertili manifestazioni di capacit creativa a carattere utopistico, di vera e propria alternativa globale, ricercata nel mondo tecnico e artistico. Di fronte a questa produzione progettuale unitaria ben poche altre moderne utopie urbanistiche possono essere messe a confronto.

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APPENDICE SU LE CORBUSIER

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Riferimenti bibliografici Astengo G., voce Urbanistica, in Enciclopedia universale dellarte, vol. XIV, Istituto per la collaborazione culturale, Venezia-Roma 1966. Benevolo L., Le origini dell'urbanistica moderna, Laterza, Bari 1963. Brunetti F., Profilo storico dellurbanistica moderna, Padova, 1990. Calabi D., Storia dellurbanistica europea, Bruno Mondadori, Milano 2004. Fera G., Urbanistica, teoria e Storia, Gangemi editore, Roma 2002. Gabellini P., Tecniche urbanistiche, Carocci, Roma 2001.

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