Il commercio estero della provincia di Pisa

II trimestre 2013
Pisa, 11 novembre 2013. I dati sull’andamento della domanda mondiale, +1,8% i volumi nel secondo trimestre 2013, nascondono i primi timidi segnali di risveglio dell’attività economica delle aree sviluppate. Pur non essendo ancora sufficienti a rafforzare il commercio mondiale, i paesi avanzati segnalano infatti un rallentamento della flessione (dal -2,0% del primo trimestre al -1,4% del secondo) che assieme ad altri segnali sembra far intravedere la fine del tunnel. Tra i paesi sviluppati spicca soprattutto il recupero dell’area Euro che dopo aver segnato pesanti contrazioni sta tornando all’interno della media segnando, nel periodo aprile-giugno, una diminuzione delle importazioni di “solo” il 2,1%. Le economie emergenti, la cui domanda di importazioni continua a crescere (+5,3%), segnano invece una decelerazione legata non solo alle difficoltà che ancora affliggono la domanda dei loro partner commerciali -soprattutto i paesi sviluppati- ma anche dal peggioramento delle condizioni finanziarie interne e le pressioni sui rispettivi tassi di cambio.
Andamento delle importazioni - volumi
Var. % tendenziali

Il quadro generale

Fonte: elaborazioni su dati CPB Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis

All’interno di un quadro in cui la domanda mondiale risulta ancora in crescita, le esportazioni espresse in valori nominali sono ancora in difficoltà in Italia (-0,1% nel secondo trimestre 2013) e, soprattutto, in Toscana che con -3,2 punti percentuali segna il peggior risultato degli ultimi 3 anni e mezzo. Il risultato toscano, tuttavia, è frutto della contrazione delle quantità e delle quotazioni dell’oro grezzo. Al netto di tale effetto, in Toscana si avrebbe avuto una crescita superiore al 4%. Pisa, invece, dopo le pesanti flessioni degli ultimi tre trimestri del 2012, continua la fase di assestamento toccando, nel secondo quarto, un +0,2%. Allungando l’analisi ai primi sei mesi dell’anno non si registrano particolari differenze con Pisa (+0,2% tendenziale) in posizione relativamente migliore rispetto all’Italia (-0,4%) e, soprattutto, alla Toscana (-1,9%). 1

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Redazione Alberto Susini

Andamento delle esportazioni in Italia, Toscana e provincia di Pisa
Var. % tendenziali

L’andamento di fondo delle esportazioni pisane1 continua a segnalare una sostanziale stabilità che, alla luce delle recenti evoluzioni della domanda internazionale, potrebbe essere foriera di una seppur lenta ripresa dopo lo scivolone del biennio 2008-2009. La tendenza delle esportazioni in provincia di Pisa
Valori assoluti in euro e media mobile a 4 termini

Mentre a livello nazionale e regionale la flessione delle importazioni continua ad essere pesante, -6,5% e -9,0% rispettivamente, a livello provinciale risulta invece evidente un recupero che si sta facendo sempre più intenso. Le importazioni pisane, indicatore principe della dinamica della domanda espressa dal territorio ma anche dei prezzi pagati dagli importatori che specialmente nel conciario risultano in accelerazione, segnalano infatti un netto recupero, abbandonando il dato negativo del trimestre precedente e passando ad un +9,9%. Nei primi sei mesi del 2013 le importazioni pisane crescono del 4,7% mentre quelle toscane ed italiane perdono, rispettivamente, il 9% ed il 7%.
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L’utilizzo di una media mobile a 4 termini permette di eliminare buona parte delle oscillazioni di breve periodo e che, quindi, consente di valutare i movimenti “di fondo” del fenomeno analizzato.

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Andamento delle importazioni in Italia, Toscana e provincia di Pisa
Var. % tendenziali

Per quanto riguarda le esportazioni, dei quindici principali settori pisani2 solo sei registrano un segno meno. All’interno della filiera delle pelli migliorano notevolmente, grazie alla forza della domanda cinese, il cuoio (+3,0% con +0,80 punti percentuali di contributo alla crescita) e anche la carne lavorata3 continua a segnare risultati molto interessanti (+37,6%, +0,60). Flessioni, invece, vengono dalle calzature che con un -0,3% fornisce un contributo alla crescita di -0,03 punti percentuali. All’interno del sistema moda l’abbigliamento, dopo la seria contrazione del trimestre precedente causata dalla crisi di un’importante azienda del settore, attenua il segno negativo (-3,8% con un -0,05 di contributo). Nella meccanica calano invece in modo consistente le macchine di impiego generale4 (-15,7% con un -1,39 di contributo) mentre crescono le altre componenti quali le altre macchine per impieghi speciali5 (+11,5%, +0,19) e le altre macchine per impiego generale (+32,0%, +0,33). Bene invece il comparto dei metalli di base preziosi e non ferrosi che con un +22,5% forniscono un contributo di 0,62 punti percentuali. Ancora un segno meno (-5,9% -1,56 punti percentuali il contributo alla crescita) per uno dei settori di punta della provincia di Pisa come quello dei cicli e motocicli6, un comparto che pur evidenziando una crescita vivace in Nord america segna un netto rimensionamento in Europa. All’interno della filiera edile è evidente il calo delle esportazioni di prodotti in vetro (-16,4% -0,20), mentre i mobili (+20,8% con 0,49 di contributo) segnano una crescita importante grazie alla spinta proveniente dalla Russia.

Le esportazioni settoriali

2 Si tratta dei cosiddetti Gruppi della classificazione Ateco 2007. I Gruppi sono il maggior grado di dettaglio settoriale disponibile a livello provinciale utilizzando la banca dati on-line Coeweb-Istat. 3 All’interno del gruppo sono prevalenti le pelli grezze. 4 Questo gruppo include la fabbricazione di motori e turbine (esclusi i motori per aeromobili, veicoli e motocicli), di apparecchiature fluidodinamiche, di altre pompe e compressori, di altri rubinetti e valvole, di cuscinetti, ingranaggi e organi di trasmissione. 5 Questo gruppo include la fabbricazione di macchine per impieghi speciali, ossia macchine utilizzate esclusivamente in una specifica attività economica. 6 Si tratta del gruppo dei mezzi di trasporto n.c.a. al cui interno, appunto, si trovano prevalentemente cicli e motocicli.

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All’interno dell’alimentare, le bevande continuano ad incrementare le loro vendite all’estero (+9,4%, +0,11 il contributo) grazie alle performance ottenute nei paesi anglosassoni.

Per quanto riguarda le aree geografiche di destinazione delle esportazioni pisane, l’Europa gioca ancora un ruolo determinante pesando notevolmente sul risultato complessivo (-2,4%, -1,62). Mentre il Vecchio continente arretra, Asia (+3,6%, contributo +0,73), America (+0,3%, +0,02), Africa (+15,0%, +0,43) e Oceania e altri territori (+72,1%, +0,65) registrano invece una crescita che, specie nell’ultimo caso grazie alla cantieristica e alla meccanica, risulta addirittura ragguardevole.
Andamento delle esportazioni della provincia di Pisa per aree geografiche II trim. 2013 Var. %

Le esportazioni per aree e per paesi

Per quanto riguarda i principali paesi di destinazione delle esportazioni pisane il quadro risulta piuttosto frastagliato. Dieci sui quindici, infatti, sono 4

i paesi che segnano una contrazione e di questi ben quattro occupano i primi cinque posti in termini di valore assoluto dei prodotti esportati. Tra i paesi verso i quali crescono le esportazioni si evidenziano soprattutto la Germania (+1,8%, +0,26 il contributo), che rimane il primo paese di destinazione con quasi il 14,5% dell’export totale, ed il gigante cinese (+26,4%, +1,17). In flessione, tra i paesi più rilevanti, la Francia (-5,8%), la Spagna (-14,6%) e anche gli Stati Uniti (-1,9%). In Europa crescono le esportazioni dirette in Turchia (+64,9%), nel Regno Unito (+1,9%), in Portogallo (+4,8%) e Svizzera (+1,6%), mentre l’Austria ed i Paesi Bassi segnano un netto calo (-6,6% e -5,9%, rispettivamente). Flettono anche i paesi delll’europa orientale come Russia (-3,9%) e Romania (-2,9%). All’interno del continente asiatico, mentre India (-5,1%) e Hong Kong ( 1,8%) calano, Giappone (+11,4%), Corea del Sud (+10,6%) e Vietnam (1,5%), crescono.

Tra i principali settori d’importazione della provincia di Pisa7, la filiera del cuoio continua a farla da padrona con tassi di sviluppo consistenti tanto per il grezzo (+12,4%, +2,61 il contributo) che per il lavorato (+30,0%, contributo alla crescita di +5,15 punti percentuali). L’ipotesi che si tratti di un aumento dei prezzi più che delle quantità, frutto delle crescenti difficoltà di approvvigionamento segnalate dagli operatori a causa di barriere non tariffarie all’esportazione da parte dei paesi di provenienza, sembra essere plausibile. Se l’aumento del valore dell’import di pellame sembra legato alla dinamica dei prezzi, la crescita dei prodotti chimici (+19,0% la chimica di base, +21,8% gli altri prodotti chimici), della gomma (+5,6%), degli articoli in
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Le importazioni settoriali

Le importazioni pisane, considerando i diversi Gruppi, risultano decisamente meno concentrate rispetto alle esportazioni. Nel secondo trimestre 2013 i primi 15 settori rappresentano oltre l’83% del valore totale delle importazioni.

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materie plastiche (+12,3%), del legno tagliato e piallato (+21,6%) e dei metalli di base (+22,8%), considerando l’andamento cedente delle quotazioni internazionali, potrebbe invece preludere ad una ripartenza del ciclo industriale. A sostegno di questa ipotesi viene anche la crescita delle importazioni di beni di investimento come le macchine di impiego generale (+32,1%) provenienti soprattutto da Germania e Cina. Tra i settori –sono solo tre tra i primi quindici– che segnalano una diminuzione delle importazioni troviamo i cicli e motocicli (-20,0%, contributo di -2,10), le calzature (-5,0%) e gli animali vivi e prodotti di origine animale (-17,2%).

Considerando l’andamento delle importazioni per area di mercato, nel secondo trimestre si assiste al notevole apporto, oltre che dell’Europa (+10,8%, +6,72 il contributo), dell’America (+41,1%, +3,06) e dell’Oceania e altri territori (+81,8%, +1,19) mentre gli acquisti dall’Asia segnano una diminuzione (-5,0%, -1,23).
Andamento delle importazioni della provincia di Pisa per area di mercato – II trim. 2013 Variazioni % tendenziali

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Tra i principali paesi di origine delle merci acquistate, Germania e Francia, grazie alla metalmeccanica nel primo caso e alle pelli grezze nel secondo, fanno segnare crescite considerevoli (+25,6% e +12,1% rispettivamente) che portano la quota di importazioni di loro competenza a rappresentare quasi un quarto del totale. La Cina, dopo la contrazione segnata lo scorso trimestre, continua ad arretrare (-20,7%) pesando per -2,54 punti percentuali sul risultato complessivo. Grazie alle pelli grezze e semilavorate continuano a fornire un importante contributo all’import il Brasile (+180,5%) e l’Ucraina (+64,5%). Gli Stati Uniti segnano invece un +18,0% grazie ai medicinali ed ai prodotti chimici.

NOTA METODOLOGICA La presente nota è stata realizzata dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa elaborando le informazioni estratte dalla banca dati on-line CoewebIstat (http://www.coeweb.istat.it/) diffusi l’11 settembre 2013. Per maggiori approfondimenti sui dati si consiglia di consultare il sito dell’Istat. Le classificazione settoriale adottata nel testo è riportata nella tabella successiva.

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GLOSSARIO Variazione tendenziale: variazione percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In formula:

Dove X rappresenta il valore della variabile (nel caso specifico l’export o l’import del periodo) e t il periodo temporale di riferimento.

Contributo percentuale alla crescita: contributo percentuale di un singolo settore o area geografica alla variazione complessiva, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In formula:

Dove Xi,t rappresenta il valore della variabile (import o export) nel settore o nell’area geografica i al tempo t e X.,t,

è la sommatoria dei valori della variabile X per tutti gli n settori o aree geografiche al tempo t.

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