UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO FILARETE ON LINE Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia

ENZO PACI

Il significato del Parmenide nella filosofia di Platone
Messina e Milano, Principato, 1938 (Pubblicazioni della R. Università di Milano. Facoltà di Lettere e Filosofia, 7)

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UNIVERSITÀ

DI

MILANO

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

SERIE

TERZA

FILOSOFIA ED ESTETICA

ENZO PACI

IL DEL

SIGNIFICATO PARMENIDE

NELLA FILOSOFIA DI PLATONE

CASA EDITRICE GIUSEPPE PRINCIPATO
MESSINA - MILANO

PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA

Officine Grafiche Principato — Messina - 1938-

PREFAZIONE

La civiltà europea sempre, nei suoi momenti di più alta tensione, guardarsi, o di potenza di valutarsi, o di crisi, ha sentito il bisogno di e, questa valutazione, non può esclassica. la scuola di neo-kantiil ritrovare la profon-

sere stata che lo sguardo al passato, da sorgente

della nostra cultura nella civiltà

Si sa che, prima della guerra mondiale, trascendentale.

Marburgo ha cercato in Platone la riprova del suo sistema Ma come il pensiero tedesco dal smo si mosse verso un nuovo ontologismo, bisogno di ristudiare il pensiero platonico, l'interpretazione zel che compì metodologica del Natorp. questo grande lavoro; cosi si senti il di liberarlo dalFu Iulius Stenal penfiloideale

attentissimo

siero contemporaneo logiche,

sempre seguì un indirizzo filosofico in il grande

ogni ricerca, anche in quelle che sembrano puramente e riuscì in tal modo a realizzare

dello studioso del pensiero antico: l'unità tra la filosofia e la filologia. Mentre Husserl combatteva sione del mondo, platonismo, per una nuova virazionali del natorpiana riuscendo in fondo ad una teoria delle l'interpretazione

idee, che rinnova i motivi più profondamente Stenzel sgretolava dell'idea come legge.

Il presente lavoro, in cui si ritrovano i suaccennati motivi, pur mantenendosi nel piano di un 'interpretazione
:

sto-

storica ma eternamente inteso quest'ultimo platonico. tuttavia una tale freddezza era necessaria e solo essa che per me non mi ha permesso di ritrovare quell'armonia della stessa civiltà contemporanea. l'essenza primordiale degli opposti. del paziente anche là non essere in quanto tenta di inverare legge trascendentale non può sembrare. i difetti delnon solo come espressione c'è e ci sarà di ciò che nel pensiero non era facile e La grandezza di spesso la fatica è rimasta nel lavoro troppo visibile e verrà non ha nulla da temere dal mio metodo anatomi- co. la soluzione positiva In due parole è tutto detto: è europea la sintesi di tutte le vitale senza ridurre la potenza eter- dell' europeismo. poteva zione di Natorp è quindi un lavoro di pensiero. al lettore. studio filoso fico-filologico Il risultato è un principio antinomico assoluto. è solo base della civiltà classica ma di ogni civiltà e quindi Tornare a Platone significa ritrovare il fondamento no del nostro spirito. raggiunta micità. della loro dinadell'essere. e tale non Vinterpretadi dove in una più ampia visione del concetto e tiene conto sempre.rica di Platone. storicamente mi preme indirizzare e idealmente. creatrice antinomie. congedando questo primo lavoro. Io credo dunque al principio dell' antinomia anche se assunto oltre l'orizzonte plachi in un cristallizzato la vita come opposizione platonico. il lettore verso una meditazione . con Platone. di un idealismo cioè che non si e dogmatico ottimismo. Altrove tato e tenterò di chiarire ciò che qui. mi sembra porsi come base prima. Non starò qui a difendere anticipatamente la mia opera: certo un simile tentativo richiesta. come principio ma senta ho tendel che base di un vero idealismo. la correlatività tra l'uno e il molteplice o tra l'essere e il non essere. nostro pensiero. dello Stenzel. come assunta come fondamento razionale del platonismo. e lotta creatrice. Per ora. Platone conseguentemente.

Parma. È quello che si fa nel Parmenide. tregua la potenza legge razionale che supera la morte ad essa opponendo senza creatrice dello spirito. come vuole la filosofia K . Vopposizione di- struggitrice di tutti gli aspetti della vita e del pensiero. Metaphisik. Sarà ciò che di più grande potremo fare se riusciremo. spezzarsi (Cfr. JASPERS: Philosophie. P. Si comprenderà il senso dì questo lavoro quando ci si renderà conto che sugli stessi m o t i v i dell' esistenzialismo e della « meditatio mortis » esso tende a fondare la più libera e pura « meditatio vitae ». proprio le sue opposizioni creano la vita stessa del pensiero. seguire tutti i sensi dell'essere che la ragione ci indica. E il Parmenide non è il simbolo della distruzione. accettare in noi ogni esperiensvolgere tutti i problemi. 12 Maggio 1938-XVT. crisi. 4 6 ) . vivere in tutte le opposizioni. hanno invaso e stanno invadendo la filosofia europea. della logica. e sarà. p a g . E. non è il crollo del sistema. la missione della nostra epoca. . l'eterna III. il respiro dialettico del vivente. za. 1 9 3 2 . Mi si comprende? Non rinunciare a nulla. non è lo dell'esistenza Berlin. Non chiudiamo gli occhi. in un certo senso. ma cerchiamo di « vivere » questa rendendola positiva e creatrice.non credo inutile: il nulla. il non essere. oltrepassandola.

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PARTE PRIMA IL PROBLEMA DEL PARMENIDE NEI DIALOGHI FINO ALLA REPUBBLICA .

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I l n o s t r o s t u d i o si d i v i d e r à i n q u a t t r o p a r t i . permetteranno poi una p r e c i s a v a l u t a z i o n e del significato c h e p e r P l a t o n e c o n s e r v a il m e t o d o s o c r a t i c o così c o m e v e r r à c a r a t t e r i z z a t o nel T e e t e t o . i d i a l o g h i fino a l l a esaminati. c o m e si è d e t t o . L a d i s c u s s i o n e . tra S o c r a t e e Z e n o n e e il l u n g o discorso d e l l ' E l e a t e . Nella prima v e r r à p o s t a in l u c e . N e l l a t e r z a il T e e t e t o ci offrirà l a possibilità di v a l u t a r e . Repubblica c o m p r e s a . N o i c e r c h e r e m o s t u d i a r e il g r a d u a l e s v i l u p p a r s i di q u e s t o p r o b l e m a nei d i a l o g h i c h e p r e c e d o n o il P a r m e n i d e t e n t a n d o di s e g u i r e in essi il v a r i o m o v i m e n t o c h e c o n d u r r à alla fissazione d i a l e t t i c a d e i r a p p o r t i tra l ' u n o e il m o l t e p l i c e nelle n o v e i p o t e s i del nostro dialogo. N e l l a s e c o n d a a n a l i z z e r e m o il d i a l o g o i n q u e s t i o n e .CAPITOLO I . la dialettica che conduce al P a r m e n i d e e verranno d a q u e s t o p u n t o di v i s t a . I DIALOGHI GIOVANILI FINO AL CRATILO Il problema del P a r m e n i d e è il p r o b l e m a dei posdi sibili r a p p o r t i tra u n i t à e m o l t e p l i c i t à . T r a l a s c e r e m o perciò tutti i problemi che non contriin b u i s c o n o a c h i a r i r e il m o v i m e n t o d i a l e t t i c o i n q u e s t i o n e m o d o c h e i d i a l o g h i p r e c e d e n t i il P a r m e n i d e diventeranno u n a l o g i c a i n t r o d u z i o n e a d esso. i n q u e s t ' u l t i m o .

c h e c o n o s c e il b e n e . fa il m a l e . r a p p o r t i c h e s o n o d i m o s t r a t i n e c e s - . S e u n u o m o .la m a i e u t i c a s o c r a t i c a c o m e u n a t i p i c a f e n o m e n o l o g i a d e l c o n o s c e r e g u i d a t a d a l l a l e g g e c o r r e l a t i v a essere e n o n e s sere. d e v ' e s s e r e n e c e s s a r i a m e n t e m i g l i o r e d i A c h i l l e c h e è i n c o s c i e n t e . c o n p i e n a c o s c i e n z a di f a r l o . — Nell'Ippia Mi- n o r e S o c r a t e sostiene c h e s e il m a l e v i e n e c o m m e s s o c o s c i e n t e m e n t e si g i u n g e a d e l l e c o n c l u s i o n i s c a n d a l o s e . L'Ippia Minore e il Primo Alcibiade. c h e fa il m a l e con un ragionamento ed una premeditazione. T a n t o l e a z i o n i di A c h i l l e q u a n t o q u e l l e d i U l i s s e d e v o n o essere c o n siderate n o n in rapporto al loro v a n t a g g i o momentaneo. A c h i l l e è p e r l ' u o m o naturalmente sincero c h e n o n inganna tariamente. m a in r a p p o r t o a l l a l o r o v i c i n a n z a o l o n t a n a n z a d a l l a r e a l t à i d e a l e . alla l o r o u t i l i t à i m m e d i a t a p e r l a r e a l i z z a z i o n e d i q u e s t o o q u e l fine. s u o i fini. Il metodo usato d a Ippia per giudicare n o n tiene affatto conto invece del m o n d o ideale e perciò a delle c o n c l u s i o n i a s s u r d e . c o s t u i . N e l l ' u l t i m a c e r c h e r e m o d i v e d e r e i n c h e m o d o l e p o sizioni r a g g i u n t e d a l P a r m e n i d e p e r m a n g o n o e si s v o l g o n o nelle u l t i m e espressioni d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o . cioè il p r o b l e m a d e i r a p p o r t i t r a idee e m o n d o s e n s i b i l e . N e l presente il p r o b l e m a fondaconduce necessariamente dialogo è quindi tacitamente m e n t a l e d e l p l a t o n i s m o . è certo superiore a c h i fa il m a l e s e n z a s a p e r l o . L ' i n s e g n a m e n t o Ippia mai volonbisogna per- U l i s s e è l ' u o m o c h e f a il m a l e p e r r e a l i z z a r e i del dialogo è questo: considerare l'azione in rapporto a d u n m o n d o ideale fetto a c u i c i si d e v e a v v i c i n a r e il p i ù p o s s i b i l e . m a u n criterio c h e p o n g a in r a p p o r t o l e a z i o n i d i A c h i l l e e di U l i s s e e d il l o r o s a p e r e c o n il s a p e r e finale e t o t a l e e cioè c o n l a c o n o s c e n z a d e l m o n d o delle idee. S e U l i s s e fa il m a l e . a m e n o c h e il criterio c o n c u i si g i u d i c a n o l e a z i o n i d e i d u e eroi n o n sia u n criterio c h e g u a r d a a l c o n tenuto p u r a m e n t e quantitativo del loro sapere o a d u n contenuto riguardante i loro v a n t a g g i materiali dipendenti dalla m o l t e p l i c i t à sensibile e d a l l a d o x a .

c i o è d e l l ' i d e a d e l b e n e . — I n q u e s t o d i a l o g o si d i s c u t e s u l - l ' i d e a d e l b e l l o . C o n o s c e r e sè stessi s i g n i fica p r o p r i o q u e s t o : r i c o n o s c e r e i n noi m e d e s i m i . c h e t u t t e le c o n o s c e n z e e a z i o n i p a r t i c o l a r i d e v o n o essere r e g o l a t e d a u n ' u n i t à e c a p i r e c h e q u e s t ' u n i t à consis t e n e l l ' a n i m a ( A l e . l i m i t a t a a d u n a utilità ed asservita alla d o x a . m a si p u ò o s s e r v a r e . o g n i m o l t e p l i c i t à . m a u n a cosa è bella solo in rapporto a d u n ' i d e a della b e l l e z z a . M a p r o p r i o q u e s t o fatto ci p u ò a i u t a r e a . 1 3 2 c. d e v e essere m e s s a i n r e l a z i o n e c o n u n a v i s i o n e g e n e r a l e dei fini d e l l a v i t a . I d u e d i a l o g h i n o n d i c o n o n u l l a di p i ù . una politica che tenga conto dell'util i t à t o t a l e . 1 3 0 B . che non e r a il c a s o di t r a t t a r e i p r o b l e m i a f o n d o c o n i n t e r l o c u t o r i d e l c a r a t t e r e di I p p i a e di A l c i b i a d e e c h e n è c o n l ' u n o n è con l'altro sarebbe stato possibile comportarsi diversamente d a c o m e si è c o m p o r t a t o S o c r a t e . L'Ippici Maggiore. n e l n o s t r o i n t e r n o . di c i ò c h e si è f a t t o v e d e r e . p e r c i ò A l c i b i a d e n o n p o t r à rius c i r e m a i . e così avrebbe fatto probabilmente osservare Platone. 1 2 4 C ) . in r a p p o r t o a l n o s t r o prob l e m a . A l c i b i a d e è i m m e r s o n e l m o n d o delle o m b r e e s e g u e q u e l l o c h e v i a v i a gli s e m b r a bello e b u o n o . Nell'Alcibiade Primo si c o n t r a p p o n e alla concezione momentanea p o l i t i c a di A l c i b i a d e . d a l m o m e n t o c h e egli c r e d e c h e la v i r t ù consista nella m o l t e p l i c i t à e c h e essa si p o s s a i m p a r a r e p e r a b i t u d i n e c o m e si è i m p a r a t o a p a r l a r e la l i n g u a n a t i v a ( 1 1 1 A ) . m a in essi n o n si t r o v a nulla che contraddica alle posizioni più tardi prese da P l a t o n e .s a n i p e r a s s u r d o . Si t a c e di m o l t i p r o b l e m i . c o n u n ' u n i t à . a m e n o c h e n o n si r i m e t t a s o t t o la g u i d a di S o c r a t e . Si è d e t t o c h e q u i n o n si p e n s a a d u n a v e r a e p r o p r i a i d e a nel s e n s o d e l l a teoria delle i d e e e c h e si ri' c e r c a p i u t t o s t o u n « c o n c e t t o » s e c o n d o il m e t o d o di d i s c u s s i o n e s o c r a t i c o . n o n si p u ò e s p r i m e r e n e s s u n g i u d i z i o s u l le a z i o n i u m a n e . S i p u ò r i d u r r e s c h e m a t i c a m e n t e il r a g i o n a m e n t o d e l d i a l o g o in q u e s t o m o d o : se n o n si tiene c o n t o c h e o g n i a z i o n e p a r t i c o l a r e .

sufficiente c h e l ' I p p i a posto una Maggiore. T u t t a la discussione c o n Ippia la b e l l e z z a s e n s i b i l e : P l a t o n e v u o l far v e d e r e c h e dei riguarda questa n o n si c o m p r e n d e se n o n si p o n e i n r e l a z i o n e c o n l a b e l l e z z a c h e è p r e s e n t e i n t u t t e le c o s e . I l p r o b l e m a d e l l ' u n i t à e della m o l t e p l i c i t à è a n c h e q u i p r e s e n t e : se di d u e f o r m e si p u ò dire c h e s o n o b e l l e è p e r c h è a d esse a p p a r t i e n e medesima « ousia » (Ippia Magg. s e n z a c u r a r s i se il il s e n s o filosofico di r a p s o d o è in g r a d o di c o m p r e n d e r e . ci d i m o s t r i . così l ' I o n e è i n r e l a z i o n e c o n il F e d r o . p o i c h é u n o dei p r o b l e m i p i ù i m p o r t a n t i questo dialogo sarà q u e l l o di t r a s f o r m a r e la r e t t o r i c a F e d r o . i n u n a r e t t o r i c a diret- ta v e r s o l ' i d e a . il r a p s o d o n o n m o l t o i n t e l l i g e n t e e m o l t o p i e n o di sè. — L ' I o n e è i n r e l a z i o n e c o n il g r u p p o di d i a intorno poesia. t u t t o s p e c i a l e i n c u i S o c r a t e c o l à si trova. L a c h e t e ) che stanno della poesia e dell'interpretazione allegorica della a l P r o t a g o r a . n o n è il c a s o d i p a r l a r e c o m e c o n F e d r o . È conclusione. come risolvere tutti i d i a l o g h i c h e g l i s o n o v i c i n i . Così a d Ione v e r r à detto che la sua è u n ' a r t e non m a u n ' a r t e i s p i r a t a d a g l i d e i . c o m e il P r o t a g o r a . M a c o n I o n e . L'Ione. e di c u i u n o dei t e m i p r i n c i p a l i è la c r i t i c a D ' a l t r a p a r t e . S e una Platone n o n a c c e n n a q u i i n m o d o p i ù c h i a r o alla t e o r i a delle i d e e ciò si s p i e g a a n c o r a u n a v o l t a c o n il c a r a t t e r e d e l d i a l o g o e dei p e r s o n a g g i : n o n era il c a s o di p a r l a r e c o n I p p i a c o m e si p a r l e r à c o n P a r m e n i d e e la d i s c u s s i o n e . rettorica p u r a m e n t e f o r m a l e . i n q u e s t o d i a l o g o . Si p a r l a infatti a n c h e di u n a b e l l e z z a delle l e g g i e dei c o s t u m i . 302 C D ) .— i 4 — comprendere la v i c i n a n z a del dialogo c o n i problemi dialoghi metafisici. dialoghi ( C a r m i d e . a n c h e p e r c h è q u i n o n s i a m o sulle r i v e d e l l ' I l i s s o i n quello stato d ' a n i m o umana. si l i m i t a a d u n fatto p a r t i c o l a r e e n o n r i g u a r d a teoria g e n e r a l e . di di l o g h i c h e h a n n o p e r s c o p o di u n i f i c a r e le v a r i e v i r t ù i n u n a sola virtù. c o n l a s u a c h e il p r o b l e m a n o n si p u ò s e n z a tener c o n t o d e l l a v i s i o n e filosofica c h e P l a t o n e e s p o r r à nella R e p u b b l i c a e nel P a r m e n i d e .

e c i o è la v e r a u n i c a e p r i ma < ( areté » : l ' i d e a d e l b e n e . per ispirazione. S o l o il filosofo p u ò . s e c o n d o noi.q u e s t ' a f f e r m a z i o n e . n o i d i r e m m o del contenuto e della forma poetica. I l s u o i n t e n t o . I o n e si t r o v a c o s ì di fronte a d u e m o n d i : il m o n d o d e l l a r e a l t à ed il m o n d o d e l l a p o e s i a . u n a p r o - . m a questa particolare u areté » a s u a v o l t a n o n h a v a l o r e se c h i la p o s s i e d e n o n p o s s i e d e . il n e r c o n t o di q u e s t o f a t t o . I n quanto nella poesia si g u a r d a a l c o n t e n u t o I o n e n o n è affatto i n g r a d o di g i u d i c a r e : c o m e p o t r à egli.. c o n l ' i d e a . c o m p r e n d e r e c h e il p o e t a p u ò p a r l a r e di t u t t o p r o p r i o p e r c h è è i s p i r a t o e c h e p e r c i ò n o n si t r a t t a . m a n e l l o stesso t e m p o n o t a r e c h e t u t t e le s i n g o l e a r t i c h e O m e r o c i d e s c r i v e h a n n o u n s i g n i ficato solo in q u a n t o s o n o p o s t e i n r e l a z i o n e . ma < ( m a g n e t i c a ». O g n i virtù dipende dall'altra e tutte dipendono dalla visione dell'idea del bene. l ' u n i t à . n o n logica. filosofo trova nel f a t t o che Omero. di f r o n t e a d O m e r o . p o i c h é O m e r o p a r l a di t a n t e a r t i . n e l l a s u a p a r t i c o l a r i t à . O r a p e r P l a t o n e esiste un p i a n o in c u i il m o n d o d e l l e i d e e a g i s c e a t t r a v e r s o u n ' i s p i r a z i o n e d i v i n a .è q u e l l o di far v e d e r e c h e u n a « t e k n e » i s o l a t a c o m e q u e l l a c h e d o v r e b b e a v e r e il r a p s o d o n o n p u ò esistere. Il può p a r l a r e di t u t t e le arti s e n z a c o n o s c e r n e n e s s u n a . m a b a s t a s a p e r e f o r m a l m e n t e c h e t u t t e l e s i n g o l e a r t i s o n o f o r m e m o l t e p l i c i di u n ' u n i c a r e a l t à . essere c a p a c e di g i u d i c a r e se di t u t t e p a r l a b e n e o m a l e ? Q u i I o n e a v r e b b e p o t u t o r i s o l v e r e la s i t u a z i o n e s o l o p o n e n dosi n o n p i ù d a l p u n t o di v i s t a del r a p s o d o m a d a l p u n t o di vista del filosofo. U n a una « t e k n e » è la e s p r e s s i o n e di « areté » particolare. c o s ì c o m e n e l P r o t a g o r a si d i m o s t r e r à c h e è n e c e s s a r i o u n u n i c o c o n c e t t o della virtù. p e r i n t e r p r e t a r l o . Si tratta quindi di un dial o g o a s s a i c o m p l e s s o . dell'unità che è implicita n e l l a loro m o l t e p l i c i t à . I n q u a n t o i n esso v i e n e p r i n c i p a l m e n t e t r a t t a t o il p r o b l e m a d e l l a p o e s i a l ' I o n e è p o i a n c h e i n s t r e t ta relazione c o n la R e p u b b l i c a . S e la p o e s i a è i s p i r a z i o n e d i v i n a p r o filosofo c h e g i u d i c a O m e r o d e v e te- v e n i e n t e d a l l ' i d e a . di essere a b i l i i n t a n t e arti q u a n t e s o n o q u e l l e di c u i O m e r o p a r l a .

sce una virtù generale o meglio la virtù in generale dimostrato . d i a l o g h i c h e ci r a p p r e s e n t a n o V e d i a m o il filosofo gioventù ateniese.v a c h e in t u t t e c ' è l ' u n i t à . proprio. l (( a n d r e i a ». sione: mide S o c r a t e n o n p o t e v a infatti una discussione sistematica Dell'interlocutore con Cardelle idee. // Carmide ed il Lachete. N i c i a c e r c a di definire il c o r a g g i o m a 1 9 9 E ) . C h e nell'Ione sia presente g i à la t e o r i a delle i d e e l o si p u ò d e d u r r e a n c h e d a un parallelo possibilissimo colla R e p u b b l i c a . p e r i figli di d u e b u o n i A t e n i e s i . dice Socrate. i n m e z z o a l l a m i g l i o r e S o c r a t e è s i c u r o c h e il b e l C a r m i d e p o s s i e d e la « s o f r o s u n e » m a n o n riesce a dire in c h e c o s a q u e s t a p o s s a c o n s i s t e r e . t r o v i a m o nel L a c h e t e . È i n d i s c u s s i o n e il c o r a g g i o . l a s c e n a è a n c h e q u i in u n g i n n a s i o . come u n magnete. giovanetto fargli in u n a p a l e s t r a . d a q u e s t o p u n t o di v i s t a . l ' i d e a . b i s o g n a t e n e r c o n t o p e r c h è il d i a l o g o finisce s e n z a c o n c l u intraprendere sulla teoria A n c h e q u i si t r a t t a d i f a r c o m p r e n d e r e c o m e u n a v i r t ù p a r t i c o l a r e la si d e b b a c o n s i d e r a r e solo in r e l a z i o n e c o n l a v i r t ù in sè stessa e c i o è c o n l ' i d e a del b e n e . m a l o si d i c e p e r c i ò che riguarda il p r o b l e m a della poesia. m a in senso inverso. l ' i d e a l i t à di u n o s t a t o n o n ammettere una realtà determinata solo dall'ispirazione. Q u a l c o s a di simile. m a ciò n o n ha nessun v a l o r e per la nostra sione p e r c h è nella R e p u b b l i c a s i a m o sul p i a n o p o l i t i c o e. I n quest'opedella discuspuò ra ci t r o v i a m o c e r t a m e n t e di fronte a d u n a c o n d a n n a poesia. c e r t o c o n p i ù spirito filosofico di quello l defini(L. l ' I o n e n o n si fa a l t r o c h e dire c i ò c h e si a f f e r m a nel NelPar- m e n i d e d a u n p u n t o d i v i s t a m e t a f ì s i c o e n e l Sofista d a u n p u n t o di v i s t a p r i n c i p a l m e n t e l o g i c o . C o s ì il d i a l o g o si i n serisce n e l p r o b l e m a d e l l ' u n i t à e d e l l a m o l t e p l i c i t à i n q u a n t o d i m o s t r a c h e u n a v i r t ù i s o l a t a è i n c o n c e p i b i l e . c h e sul p o e t a a g i s c e m a gicamente. A n c h e in q u e s t o d i a l o g o si d e l i n e a u n r i t r a t t o d e l l a v i t a d i S o c r a t e : il m a e s t r o v i e n e r i c e r c a t o c o m e e d u c a t o r e d a i g e n e r a l i L a c h e t e e N i c i a . — Il C a r m i d e è uno di quei la v i t a di S o c r a t e in A t e n e .

p e r s p i e g a r s e l a seri p a r t i c o l a r i c h e si a m a n o i n q u a n t o i n essi è p e n s a r e c h e l ' i d e a d e l b e n e . secondo cui tanto nel Carmide. in o g n i p a r t i c o l a r e ci d e v e essere l ' u n i t à . m a t e n t i a m o di v e d e r e il significato filosofico d e l d i a l o g o . d a t o l ' a m b i e n t e . // Liside. si p u ò c o n c l u d e r e . sia p e r l a s c e n a c h e Nel primo una singola virtù vien e p o s t a in r e l a z i o n e a l l a v i r t ù in sè. Nel particolare n o n si a m a il p a r t i c o l a r e . c o m e a m o r e . p e r m e z z o di u n a defin i z i o n e artificiale c o m e q u e l l a d ì N i c i a . veramente — N e l l ' E u t i f r o n e il p r o b l e m a trattato è d i c a r a t t e r e r e l i g i o s o .da L a c h e t e nelle s u e d e f i n i z i o n i . essere s e p a r a t a d a l l a molteplicità. filosofia a delle assurde quanto molto nel L a c h e t e . così l ' u n i t à n o n p u ò . S e n z a r i c o r r e r e ipotesi. S e c o n d o noi S o c r a t e v u o l c h e la v e r a p i e t à n o n p u ò essere far c a p i r e a d E u t i f r o n e PACI 2 . L ' a m i c i z i a n o n è o r i g i n a t a nè d a l l a s o m i g l i a n z a d i d u e esseri n è d a l l a d i s s o m i g l i a n z a . di S o c r a t e . s i m i l i sia p e r l a c o s t r u z i o n e l e t t e r a r i a . n o n p u ò essere s v i l u p p a t o di p i ù d i L'Eutijrone. a l l ' u n i t à . b a - r e c i p r o c o dei d u e d i a l o g h i . Si t r a t t a d e l l ' a m i c i z i a e d e n t r i a m o campo: così i n u n nuovo in quello che sarà sviluppato specialmente nel Simoccorre presente p o s i o . dell'unità Anche e d e l m o l t e p l i c e . I l d i a l o g o si p u ò p e n s a r e a v v e n u t o nello stesso p e r i o d o d i t e m p o c u i s o n o a v v e n u t i il C a r m i d e ed il L a c h e t e . e si d i m o s t r a c o n c i ò c h e le v i r t ù p a r t i c o l a r i n o n s o n o c o n c e p i b i l i se n o n in q u a n t o p a r t e c i p a n o dimostra a l l ' i d e a della v i r t ù . q u i r i t r o v i a m o il p r o b l e m a c o m e è stato fatto. m a l ' u n i t à e q u i n d i . il q u a l e . a t t r a e a sè gli esl'unico v e r o amore che è quello per l'idea. P l a t o n e r i f i u t e r e b b e la sta p e n s a r e a l r a p p o r t o in essi v i e n r a p p r e s e n t a t a . n e l s e c o n d o si invece che c o m e la molteplicità non è possibile s e n z a l ' u n i t à . — L a m e d e s i m a s c e n a dei d i a l o g h i p r e c e d e n t i r i t r o v i a m o n e l L i s i d e : s i a m o in u n a p a l e s t r a e il g i o v i n e t t o L i s i d e si p u ò b e n i s s i m o p a r a g o n a r e a C a r m i d e .

. s e n z a p e n s a r e c h e c i ò c h e è g i u s t o . i n q u a n to.). I n o l t r e t r o v i a m o in q u e s t o d i a l o g o la c o n d a n n a d e l l a p o e s i a e la c o n d a n n a delle v a r i e interpretazioni d'interironicacondanl'intiene l'unità d e l l ' o p e r a p o e t i c a c o n s i d e r a t a d e l t u t t o inutile r i s p e t t o a l l a ricerca del v e r o (Prot. 182. In questo dialogo abbiamo visto che terpretazione presente e in esso che della p o e s i a n o n è p o s s i b i l e se n o n si in ogni arte particolare è presente i d e a l e . 1925. se è v e r a m e n t e t a l e . d e v e essere n e c e s s a r i a m e n t e a n c h e b e l l o e s a n t o ed avere Per forposiin c o n s e g u e n z a a n c h e tutti g l i altri a t t r i b u t i p o s i t i v i . 357 C e segg.E d . C o s ì il P r o t a g o r a si r i c o l l e g a a l d i a l o g o c o n s i d e r a t o ritroviamo una più decisa affermazione dell'unità della virtù. ) . determinandosi d i v i n i t à stessa. E u t i f r o n e non p u ò essere c h e u n errore c u n a v u o t a il s a c r o . — Il Protagora è diretto c o n t r o la sofistica di fronte a l l a q u a l e si r i v e n d i c a il m e t o d o s o c r a t i c o . pag. a sua volta. p e r e s e m p i o q u e l l a d e l l a g i u s t i z i a . n o n si a c c o r g e c h e u n a sola d e t e r m i n a z i o n e S o c r a t e la r e l i g i o n e c o i n c i d e c o n la filosofia e d il c u l t o d i m a l i t à . raccoglie nel suo seno tutte le i d e e p o s i t i v e . concepita c o m e assoluta unità.separata dalla giustizia e questa. Paris. 1 c o m e c u l t o . E u t i f r o n e v e d e solo u n a s p e t t o d e l l ' i d e a d e l b e n e : t i v a p o r t a c o n sè a n c h e t u t t e le a l t r e e c h e p e r c i ò u n c u l t o c o m e q u e l l o c h e egli p r a t i c a n o n h a n e s s u n v a l o r e . in q u a n t o si r a g g r u p p a n o d e i m o l t e p l i c i sotto u n ' i d e a . unità qui tanto più confermata q u a n t o p i ù la 1) EUTIFRONE . V e d r e m o n e l P a r m e n i d e c h e l ' i d e a d e l b e n e . Il m e t o d o pretare la poesia che Protagora mente. dal bene in sè. le q u a l i d a essa v e n g o n o distinte s o l o q u a n d o si sale a l l ' u n i t à d a l m o l t e p l i c e . è q u e l l o stesso c h e v e n n e nato nell'Ione. usa. come usa. d a l l ' i d e a m a s s i m a e u n i c a c h e q u i s e m b r a identificarsi c o n la d i v i n i t à . Crcnset. a n c h e S o c r a t e . n e g a il v a l o r e t o t a l e della 77 Protagora e VEutidemo.

C o m p r e n d i a m o t o n e ci desse la t r a t t a z i o n e p i ù a m p i a di q u e s t o in u n d i a l o g o c o m e il Sofista di c u i lo s c o p o è a p p u n t o q u e l l o d i c e r c a r di definire c h e c o s a è il sofista. L a v a l o r i z z a z i o n e del metodo socratico. si r i t r o v a nel P r o t a g o r a (355 E ) in c u i si a f f e r m a c h e l ' u o m o d o v r e b b e fare il m a l e p e r necessità d i fare il b e n e . viene ripresa nell'Eutidemo. Si noti c o m e n e l P r o t a g o r a v i e n e i n v e r a t o s c i e n t i f i c a m e n t e c i ò c h e n e l l ' I p p i a M i n o r e rim a n e solo u n a premessa necessaria p e r r i s o l v e r e il parad o s s o p r e s e n t a t o d a q u e l d i a l o g o . è m i g l i o r e di c h i fa il b e n e . T u t t o si s p i e g a . L'unità aldal pun- d e l l a v i r t ù è t u t t ' u n o c o n l a s c i e n z a : si p a r l a c i o è c h i a r a della n e c e s s i t à d i u n s a p e r e scientifico i n t o r n o mentre nell'Ione l'unità era considerata solo p u n t o di v i s t a d e l l a p o e s i a e n e l l ' I p p i a M i n o r e d a u n to d i v i s t a u n i c a m e n t e m o r a l e . G o r g i a o s s e r v a c h e la r e t t o r i c a . mente l'idea. Poiché la sofistica quello rappresenta il m e t o d o e r r a t o è c h i a r o c h e il m e t o d o g i u s t o q u i c o m e fosse l o g i c o c h e P l a problema fondamentale si a f f e r m e r à t a n t o p i ù q u a n t o p i ù si d i s t i n g u e r à d a dei sofisti. I n q u e s t o s e n s o essa v i e n e distinta d a l l a s c i e n z a c h e è s e m p r e v e r i t à ( G o r . Q u i si p a r l a d e l l a felicità d e l l ' u o m o c h e n o n si p u ò r a g g i u n g e r e se n o n a l l ' u n i t à finale d e l l e a z i o n i . a m m e t t e n d o c h e se il m a l e si fa è p e r i g n o r a n z a e n o n p e r conoscenza e l'ignoranza è precisamente il n o n conoscere la r e l a z i o n e di o g n i p a r t i c o l a r e a z i o n e c o n l ' i d e a d e l b e n e . L a d e f i n i z i o n e d e l l a r e t t o r i c a data nella prima parte del dialogo presenta quest'arte come operatrice di p e r s u a s i o n i sia v e r e c h e false. Il Gorgia. M a q u e s t o n o n p u ò bastare .— ig — t e n d e n z a d e l l a sofistica c o n d u c e v a a l p a r t i c o l a r i s m o . 4 5 4 B E ) . I l p a r a d o s s o d e l l ' I p p i a M i n o r e . d e v e essere u s a t a c o n g i u s t i z i a . c o m e m e z z o di p e r s u a s i o n e . t a n t o n e l p r i m o c a s o c o m e n e l s e c o n d o . a l l ' u n i t à delle v i r t ù c u i chi fa il m a l e v o l o n t a r i a m e n t e guardando particolari per e q u i n d i alla s c i e n z a . a scapito della sofistica. — L ' a p p o r t o p r i n c i p a l e di q u e s t o d i a l o g o è la c o n d a n n a della r e t t o r i c a c o m e essa v e n i v a c o n c e p i t a nelle s c u o l e sofistiche.

Il fatto c h e sia p o s s i b i l e l ' a r t e d e l p e r s u a d e r e . d a l l a c o n o s c e n z a di c i ò c h e è v e r a m e n t e utile p e r l a s a l u t e ? DE). se n o n i n quanto è preceduta dalla conoscenza del m o n d o ideale. a n c h e se n o n è m e d i c o . È p e r q u e sta r e l a z i o n e f o r m a l e fra le d i v e r s e a z i o n i e l ' i d e a c h e l ' o r a t o r e p u ò p e r s u a d e r e a d u n a d a t a a z i o n e . I problemi di questi d i a l o g h i si r i p r e s e n t a n o necessaria- m e n t e q u a n d o si p r e n d e i n e s a m e l a q u e s t i o n e d e l l a rettor i c a . p e r c h è l ' o r a t o r e n o n p u ò agire che secondo giustizia.a S o c r a t e (459 B ) . i n q u e s t o c a s o . D ' a l t r a p a r t e i n c h e c o s a la r e t t o r i c a si d i s t i n g u e d a l l a s c i e n z a ? I n q u a n t o p r e c i samente l'oratore non ha una v e r a c o n o s c e n z a di c i ò di c u i p a r l a c o m e . S i p e n s i q u i alle r e l a z i o n i di q u e s t a p o s i z i o n e c o n i d i a l o g h i g i à d a n o i esam i n a t i e. tra . i n u l t i m a a n a l i s i . n o n p u ò e n o n d e v e s b a g l i a r e (460 E ) . che l'oratore deve essere g i u s t o e come che non dunindi- q u i n d i p u ò n o n essere t a l e . L a s c i e n z a rett o r i c a n o n è. p e r c i ò c h e r i g u a r d a l a s a l u t e . N e l F e d r o si v e d r à c o m e la r e t t o r i c a c o n c e p i t a i n tal m o d o n o n v e n g a condannata. n o n si s p i e g a n o s e n o n si a m m e t t e una r e l a z i o n e tra il m o l t e p l i c e e l ' u n i t à . può l'oratore agire anche indipendentemente dalla con o s c e n z a d e l g i u s t o e d e l l ' i n g i u s t o e. ha fatto Gorgia. a n a l o g a m e n t e . umana Quello che l'oratore d e v e sapere è che ogni azione è t a n t o p i ù d e g n a d i essere c o m p i u t a q u a n t o p i ù essa a v v i c i n a c o l u i c h e la c o m p i e a l l a r e a l t à del b e n e . se è v e r a m e n t e t a l e . E g l i n o t a c h e u n o r a t o r e p u ò p e r s u a d e r e . m a . Secondo Socrate non può que esistere una rettorica come scienza particolare p e n d e n t e m e n t e d a l l a c o n o s c e n z a d e l l e i d e e . come il f a t t o c h e sia p o s s i b i l e la p o e s i a . il p o e t a n o n c o n o s c e t u t t e le a r t i di c u i la s u a poesia diventa l'espressione lirica. c i o è di c o l u i c h e p o s s i e d e la s c i e n z a . C o n s e g u e n t e m e n t e n o n b i s o g n a a f f e r m a r e . c o n l ' I o n e e c o n l ' I p p i a M i n o r e . p r i n c i p a l m e n t e . m e g l i o di u n o stesso m e d i c o . p o s s i b i l e . (459 Si d i m o s t r a c h e c i ò è i m p o s s i b i l e e c h e p e r c i ò l ' o r a - t o r e . e q u i s i a m o i n u n o dei p u n t i c e n t r a l i d e l d i a logo. ma esaltata come un mezzo per avvicinarsi a l l a p e r f e z i o n e d e l m o n d o delle i d e e .

m e n t r e nel F e d r o v e r r à g i u s t i f i c a t a . dell'idea. nella dimostrazione del bene della l'unità molteplicità. in q u a n t o questa attrae c o m e u n a c a l a m i t a il p o e t a ed il r a p s o d o . nel G o r g i a essa v e r r à condan- nata c o m e nel P r o t a g o r a e n e l l ' E u t i d e m o . N e l l ' I o n e a b b i a m o visto un unione n o n logica m a . è una limitata. fisti.l ' e s p e r i e n z a ed il m o n d o i d e a l e . P o i c h é la rettor i c a p u ò essere c o n s i d e r a t a . c o n l'idea. c o m e era considerata dai so- non come un'arte che avvicini all'idea ma come un'arnon te c h e delle r e l a z i o n i delle c o s e p a r t i c o l a r i a p p r o f i t t a p e r i n d i r i z z a r e le a z i o n i v e r s o il b e n e m a i n v e c e p e r s p i n gere a d azioni m a l v a g e giustificandole c o n tutti i m e z z i . mistica. C o n il p r o b l e m a d e l l a rett o r i c a s i a m o s u u n n u o v o p i a n o i n q u a n t o q u i è in q u e s t i o n e anche l'azione che deriva dalla persuasione e quindi. P l a t o n e si p o r r à c o n t r o la r e t t o r i c a . L ' e s i s t e n z a stessa di c e r t e forme noi di c o n o s c e n z a . unico in ogni azione b u o n a p a r t i c o l a r e . m a c o m e r a g i o n sufficiente d e l l ' e s i s t e n z a d e l particolare. A q u e s t a si c o n t r a p p o n e la felicità di c o l u i c h e s e g u e . dir e m o . il p r o b l e m a a s s u m e a n c h e u n v a l o r e p r a t i c o . M a quello che più Platone negativo rettorica nel dialogo che stiamo questione. c i o è c o n t r o la m o l t e p l i cità b r u t a e disorganizzata considerandola c o m e falsità ed errore. c o m e quelle presenza da del- considerate. I n q u e s t o s e n s o il G o r g i a p r e s e n t a q u e l l o c h e s a r à l'interesse centrale del F e d r o . considerando è interessa l'aspetto la della così c h e . I n q u e s t e o p p o s t e p o s i z i o n i di P l a t o n e n o n c ' è n e s s u n a i n c o e r e n z a c o m e n o n c ' è n e s s u n a i n c o e r e n z a di fronte a l l e opposte maniere con cui viene considerato Isocrate nel- l ' o p e r a p l a t o n i c a : s e m p l i c e m e n t e v a r i a il p u n t o di v i s t a d a c u i P l a t o n e si p o n e di fronte al p r o b l e m a . U s a n d o t e r m i n i c h e v e n g o n o p o i ripresi d a P l a t o n e p o s s i a m o dire c h e la r e l a z i o n e tra u n i t à e m o l teplicità non è qui considerata c o m e « koinonia » o c o m e p a r t e c i p a z i o n e . c o m e l ' e s s e n z a d e l m o l t e p l i c e il q u a l e n o n contiene l'unità nella si sua p u ò s p i e g a r e se n o n i n q u a n t o molteplicità. oltre c h e u n v a l o r e p o e t i c o .

m a c h e c o s ' è la v i r t ù i n sè m e d e s i m a . in c u i S o c r a t e d i m o s t r a M e n o n e c h e il p r i n c i p i o s e c o n d o c u i si p r e t e n d e di definire la v i r t ù i n sè stessa c o n t a n t a f a c i l i t à è u n p r i n c i p i o a s s o l u tamente muove erroneo. R i t r o v i a m o in questo dialogo a n c h e u n p r o b l e m a n o n m a n c a v a nel P r o t a g o r a . più tardi rispondere. dovrà che Platone. GRASSI: Il problema della metafisica piato- . C'interessa notare che anche n e l G o r g i a le r e l a z i o n i tra l ' u n i t à e l a m o l t e p l i c i t à c o s t i t u i s c o n o la b a s e di t u t t a la discussione: il p u n t o di v i s t a filosofico di P l a t o n e è qui dalla parte dell'unità contro la molteplicità ora e s s e n z i a l m e n t e nel s u o a s p e t t o n e g a t i v o . c h i e d e se la v i r t ù è i n s e g n a b i l e : rentemente senza risposta. La virtù è presente ricerca.il b e n e : il m i t o c h e c h i u d e il d i a l o g o e q u i n d i u n a s p e c i e di esempio della v e r a rettorica teoria. ma la d o m a n d a resta Menone appain a in realtà essa si t r o v a t u t t o l o s v o l g i m e n t o d e l d i a l o g o . c i g u i d a s e m p r e di p i ù v e r s o l a v e rità ) . Cír. La posizione è diversa da quelle esaminate questa diversità la cogliamo pienamente in q u e s t o fatto: n o n si c e r c a di s a p e r e c h e c o s a s i a n o q u e s t a o q u e l l a v i r t ù p a r t i c o l a r i . considerata Il Menone. C h e nel M e n o n e sia p o s s i b i l e r i t r o v a r e u n a p o s i z i o n e l i) L a dialettica socratica mira a rendere cosciente l'interlocutore della sua ignoranza e determina cioè con assolutezza « l'atto aporético». r a n d o c i d a g l i errori. che d i c u i il F e d r o p r e s e n t e r à la il p r o b l e m a c i o è di c o m e sia p o s s i b i l e l ' e r r o r e e di c o m e sia p o s s i b i l e c h e ci s i a n o d e g l i uomini che usano la r e t t o r i c a erroneamente ed ingiustaquesta a m e n t e . in noi in quanto libe- continuamente la nostra in q u a n t o . g ì e di t e m p o d o p o quelli p r e c e d e n t e m e n t e E). L a q u e s t i o n e si p u ò p r e s e n t a r e b e n i s s i m o i n semplice domanda: questa domanda c h e c o s ' è il sofista? E s a r à p r o p r i o come sappiamo. — Il dialogo s ' i m m a g i n a a v v e n u t o u n p o ' esaminati finora (Men.

I n r e a l t à l ' i n t e r p r e t a z i o n e del N a t o r p f o r z a u n p o c o il s e n s o d e l d i a l o g o . c o m e u n fenomeno. p u n t o di v i s t a g i à p r e s o i n altri d i a l o g h i . 1921. M e n o n e n o n riesce a ris p o n d e r e e c o n t i n u a a « fare p i ù c o s e di u n a sola » (77 B ) . c h e v i e n e b e n p o s t o in l u c e d a l M e n o n e . C o m e m a i ? S e c o n d o noi si p u ò c o n c l u d e r e c h e c o n la v i r t ù . L ' i d e a . Leipzig. n o n ci si p u ò c o m p o r t a r e c o m e c o n q u a l siasi c o n c e t t o : se l ' i d e a c o m e t a l e è u n i t à n o n p o t r e m o m a i t r o v a r l a c o m e u n o g g e t t o esistente s u l l o stesso p i a n o in c u i e s i s t o n o le c o s e m o l t e p l i c i . n o n p o t e n d o f a r e q u e s t o s a l t o .. u n a . 16 e segg. . m o l t e p l i c i . l ' a s p e t t o o p p o s t o d e l l a questione. n o n p o t r à m a i dire c h e c o s ' è la v i r t ù . E v i d e n t e m e n t e è l'unità della v i r t ù che interessa. Noi potremo avvicinarci alla virt ù i n v e r a n d o v i a v i a il n o s t r o p e n s i e r o e a m p l i a n d o la n o stra ricerca su di essa. Vedremo come si sviluppa nel Teeteto questo metodo socratico alla luce della discussione del Parmenide. pag. c o m e u n a cosa. c o n l ' i d e a d i v i r t ù . M e n o n e d o v r e b b e fare u n s a l t o d a l m o l t e p l i c e a l l ' u n i t à e.m o l t o v i c i n a a quella che noi moderni c h i a m e r e m m o « crit i c i s t a ». p e r c o s ì d i r e . La grande scoperta del Menone sarebbe la concezione dell'a priori. ciò che qui principalmente t r o v i a m o è che mentre Socrate r i c h i e d e a M e n o n e u n a s o l a v i r t ù . 1) NATORP: Platos Idecnlehre. 36 e sgg. Cfr. ) ? E si noti c h e q u i S o c r a t e c i d à d e l l a figura d u e d e f i n i z i o n i a c u i s e m b r a a t t r i b u i r e q u a s i l o stesso v a l o r e . e le v i r t ù . P o s s i a m o n o i a t t r a v e r s o il m o l teplice risalire all'uno? P o s s i a m o f a r e p e r la v i r t ù quello c h e S o c r a t e fa così f a c i l m e n t e p e r il c o n c e t t o d i figura ( 7 5 B e s e g g . m a c o n l ' i n t e n z i o n e di v e d e r e q u a l e r a p p o r t o c ' è t r a la v i r t ù . p. nella s u a a s - nica. l o h a m e s s o b e n e in e v i d e n z a il N a t o r p ') e si p o t r e b b e a n c h e d i r e c h e la c o n c l u s i o n e d e l d i a l o g o è q u e s t a : n o n si d e v e c o n s i d e r a r e la v i r t ù c o m e u n o g g e t t o . I I Ed. 61 e segg. Bari. 1923 pag. M a ciò che a noi particolarmente int e r e s s a è. m a in c h e s e n s o ? N o n nel s e n s o c h e t u t t e le v i r t ù si d e b b o n o riunire i n u n a s o l a . 42.

S e ora essa . l a s u a p r e s e n z a n o n è q u e l l a di u n ' i d e a c h e si a g g i u n g e a d altre i d e e . a l m o l t e p l i c e . è superiore all'esistenza.solutezza. Se noi nella molteplicità v o g l i a m o trovare l'unità c o m e u n a realtà molteplice dobbiamo necessariamente concludere che quest'unità n o n esiste e c h e è. s e m p l i f i c a t a n e l r a c c o n t o un a v v e n i m e n t o . c i o è . S i noti c o m e la posizione del problema determini tutto l ' a n d a m e n t o della discussione e c o m e la c o n c l u s i o n e sia s t r e t t a m e n t e l e g a t a a l l e premesse. c o m e v e d r e m o nelle ipotesi d e l P a r m e n i d e . u n i t à . a p r i o r i . S e le p r e m e s s e fossero d i v e r s e la c o n c l u s i o n e muterebbe: si r i c o r d i il p u n t o d i v i s t a d e l L a c h e t e i n c u i sepasem- l ' u n i t à d a s o l a n o n è c o n c e p i b i l e ed i n c u i n o n p u ò rarsi d a l l a m o l t e p l i c i t à . m a è a n c h e v e r o c h e . l ' u n i t à n e c e s s a r i a m e n t e p r e s e n t e nella m o l t e p l i c i t à . l ' i d e a . i n q u e s t o s e n s o . è s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a . essa d i v e n t a u n a c o s a fra le t a n t e c o s e e d a l l o r a è c o m p r o messa a n c h e la p a r t e c i p a z i o n e unità. m e n t r e M e n o n e r i c e r c a a posteriori l a d e f i n i z i o n e d e l l a v i r t ù . c o m e s a p p i a m o . S e infatti l ' u n i t à . c o m e ci d i m o s t r e r à la prima ipotesi del P a r m e n i d e . s u p e r i o r e a l c o n c e t t o di e s i s t e n z a . sta è i n v e c e nel n o s t r o i n t e r n o que- e n o n si p u ò d e d u r r e d a l è m o l t e p l i c e . è. cioè. se n o i abbassiamo la virtù ad una realtà particolarmente esistente. c o m e è possibile d i fronte a p i ù d a t i r i c o n o s c e r e l ' u n i t à stessa? C o m e d a u n o g g e t t o d a t o è p o s s i b i l e risalire a l l ' i d e a se l a v i a s e g u i t a d a M e n o n e è e r r a t a ? S e g u e n d o il l i n g u a g g i o k a n t i a n o del N a t o r p p o t r e m m o dire c h e . L e due conclusioni possono b r a r e u n ' i n c o e r e n z a m a c i ò n o n è se si o s s e r v a le c o s a p i ù profondamente : è sempre v e r o c h e in ogni particolare virtù d e v e essere p r e s e n t e la v i r t ù . P r i m a della nascita l'anima era c o n s a p e - v o l e d e l l a v e r i t à ed era. viene presentata da Socrate nel mito Q u e s t a p o s i z i o n e ci d e l l ' « a n a m n e s i s ». S e . di c i o è c o m e distesa nel t e m p o . delle v i r t ù molteplici alla virtù come D a q u e s t o p u n t o di v i s t a p o s s i a m o a n c h e s p i e g a r c i p e r q u a l e r a g i o n e si p r e s e n t i i n q u e s t o d i a l o g o la teoria filosofico di del- l ' « a n a m n e s i s » e v a l u t a r e il s i g n i f i c a t o questa t e o r i a .

nel m e d e s i m o t e m p o c h e è u n o . q u a n d o s o n o v e r a m e n t e tali. S o l o il P a r m e n i d e c i s p i e g h e r à c o m e q u e s t a c i p a z i o n e p o s s a e f f e t t i v a m e n t e essere p o s s i b i l e . . pag. 1926. II V o l . indipendente- i) A . Paris. p e r c h è essi s o n o rappresen- l'espressione se- d e l l a n a t u r a di q u e s t e e si d e t e r m i n a n o condo questa e si f o r m a n o n a t u r a . 482 e segg. cioè per l'analisi e t i m o l o g i c a dei n o m i . — Il Cratilo non contiene nessuna indica- z i o n e c h e c i r i v e l i q u a n d o esso è a v v e n u t o . Si p u ò a v v i c i n a r e a l l ' E u t i d e m o i n q u a n t o n e l C r a t i l o c ' è u n r i c o r d o di q u e s t o d i a l o g o . D a l M e n o n e noi s a p p i a m o c h e l ' u n i t à i n q u a n t o tale è sempre superiore all'essere m a s a p p i a m o anche che proprio per questo la molteplicità p u ò partecipare parte- a l l ' u n o . C o n t r o E r m o g e n e S o c r a t e fa osserna- v a r e che i nomi possiedono una certa loro caratteristica turale causata da un'altra caratteristica che. ma p o s s i a m o d i r e c o n il D i è s c h e il v e r o s e n s o d e l C r a t i l o c o n siste nel t e n t a t i v o di t r a c c i a r e u n a t e o r i a della c o n o s c e n za Si pensi al fondamento della discussione: Ermogene una c r e d e c h e il l i n g u a g g i o sia s e m p l i c e m e n t e d e r i v a t o d a c o n v e n z i o n e tra g l i u o m i n i e c h e n u l l a i m p e d i r e b b e di c h i a mare c o n u n altro n o m e una m e d e s i m a cosa e dire c h e è bianco quello che ora viene chiamato nero.r i e s c e a s c o p r i r e l ' u n i t à n e l m o l t e p l i c e è p e r c h è si r i c o r d a di q u e l l ' u n i t à c h e fu lei stessa e c h e o r a v e d e r i p r e s e n t a r s i i n t u t t e le c o s e . P e r noi è sufficiente s a p e r e c h e è a v v e n u t o i n u n p e r i o d o di t e m p o n o n m o l t o l o n t a n o d a i d i a l o g h i a n tecedentemente esaminati. Cratilo pensa i n v e c e c h e i n o m i . I l p r o b l e m a q u i s o t t i n t e s o . e c h e r i t r o v e r e m o i n s e g u i t o s v o l t o i n t u t t e le s u e p o s i z i o n i . Q u e s t o d i a l o g o h a m o l t o s v i a t o p e r il s u o c a r a t t e r e e x trafilosofico. DIÈS : Autour de Platon. tano perfettamente le c o s e . Il Cratilo. è q u e l l o di c o m e l ' u n o p o s s a essere. . a n c h e m o l t e p l i c e .

c h e q u e s t i d o v r e b b e r o essere costituiti e. S e noi g u a r d i a m o il m o n d o d e l l a d o x a v e d r e m o l'unità . che l'unità Si può quindi concludere. c h e ci s i a n o i n P l a t o n e d u e d i v e r s e teorie delle i d e e : u n a . M a i n c h e c o s a consiste questa caratteristica? N e l c a s o d e l l a s p o l a essa è di dal- « la s p o l a i n sè » (389 A ) . I n q u e s t o s e n s o n o i s a p p i a m o c h e ci p o s s o n o essere i d e e di t u t t e le c o s e di c u i ci s o n o n o m i e c h e esiste p e r c i ò m o n d o molteplice delle idee. problema è q u e l l o della p o s s i b i l i t à d a p a r t e delle i d e e t u t t e le c o s e d i a c c o r d a r s i c o n l ' u n i t à i d e a l e . I n c o n c l u s i o n e n e l C r a t i l o si p u ò g i à i n t r a v e d e r e c h e la molteplicità possiede una certa r e g o l a e q u i n d i u n a certa u n i t à . 388 E ) . noi p o s s i a m o p e r ò sapere l ' i n t e r o p a s s o d e l C r a t i l o s u l l e g i s l a t o r e dei n o m i . P u ò sembrare p e r f i n o . M a si v u o l dire n e l n o s t r o d i a l o g o a n c h e di p i ù . a tal r i g u a r d o . detto. essenza c o m e si è che la d e l l ' i d e a p u ò a n c h e essere r e l a t i v a . O g n i essere p a r t e c i p a d e l l ' e s s e r e a s s o l u t o e cioè d e l l ' i d e a ed in q u e s t o senso o g n i m o l t e p l i c e è u n o . N o n s o l o o g n i m o l t e p l i c e h a i n sè l ' u n i t à m a la m o l t e p l i c i t à stessa p o s s i e d e u n a s u a r e g o l a in q u a n t o si d e t e r m i n a c o m e t a l e . d e v e g u a r d a r e ( C r . S e n z a e s a g e r a r e l ' i m p o r t a n z a quest'ultima affermazione. s e c o n d o l ' e s s e n z a delle c o s e e q u i n d i s e c o n d o l ' i d e a . i n altri si d i mostrerà c h e le c o s e m o l t e p l i c i d i s o r g a n i z z a t e n o n hanno Il di senso e c h e d e v o n o p e r c i ò essere u n i f i c a t e i n u n ' i d e a . P e r o g n i r e a l t à c ' è u n e s s e n z a p a r t i c o l a r e oltre a l l a p i ù p r o f o n d a generale e unitaria. c o m e d i m o s t r e r à seconda ipotesi del Parmenide. in c u i l ' i d e a v i e n e c o n s i d e r a t a nella s u a u n i t à c o m e v a l o r e . distinzione che d o v r e m o in seguito esaminare. cioè è p o s s i b i l e u n a m o l t e p l i c i t à i d e a l e .m e n t e d a n o i . È p r e c i s a m e n t e a q u e s t a c h e il legislatore d e l l i n g u a g g i o . i n u n c e r t o s e n s o si c o s t i t u i s c o n o . c o l u i c h e f o r m a le p a r o l e . L a t e o r i a delle i d e e si s v i l u p p a nel p r o b l e m a e d e l m o l t e p l i c e : in certi d i a l o g h i si p o r r à dell'unità un i n e v i d e n z a la n e c e s s i t à d e l l ' u n i t à di fronte a l l a m o l t e p l i c i t à . l ' a l t r a i n c u i si g u a r d a a l l e d i v e r s e idee. r e s t a p e r m a n e n t e i n t u t t e le c o s e .

N o n s o l o m a l ' e r r o r e e la v e r i t à i n q u e s t o m o d o si c o n f o n d o n o e. Se i nomi sono una cosa diversa dalla . differenziare dal che. l a n e c e s sità di i d e e i m m o b i l i . L o g i c a m e n t e S o c r a t e sostiene di fronte a C r a t i l o l ' o p p o s t o di q u e l l o c h e a v e v a s o s t e n u t o di fronte a d E r m o g e n e : nei n o m i e nella l o r o c o s t i t u z i o n e m o l t o p o s s o n o l ' a b i t u d i n e e l ' a r b i t r i o (434 C E e s e g g . distinte d a i v a r i n o m i i n c u i esse v e n g o n o r a p p r e s e n t a t e (439 A B ) . È per questa posizione dell'uno. ) : essi r i s p e c c h i a n o il v e r o m a s o l o molto da lontano. c o m e v e d r e m o n e l Sofista. ed è s a n d o c i su q u e s t a c h e noi p o s s i a m o c o n o s c e r e la r e a l t à dei molteplici in continuo divenire. di fronte a l u i . di- a s u a v o l t a . se o g n i c o s a si a d e g u a a d u n n o m e a n c h e il c o n t r a r i o è v e r o e le i d e e n o n s o n o q u i n d i c h e dei n o m i s e n z a nessuna r e a l t à . n o n esiste p i ù il v e r o . I n o m i n o n h a n n o nes- s u n s e n s o se n o n s o n o l ' e s p r e s s i o n e d e l l ' e s s e n z a i d e a l e di o g n i essere. c o m e n o n esiste p i ù l ' u n o .i d e a l e m o l t i p l i c a r s i i n t a n t e u n i t à q u a n t e s o n o q u e l l e delle cose reali. s a r à la r e g o l a s e c o n d o c u i la m o l t e p l i c i t à si o r g a n i z z a . P e r c i ò S o c r a t e c o m b a t t e C r a t i l o c h e identifica s e n z ' a l t r o i n o m i c o n le c o s e e r i v e n d i c a . A d E r m o g e n e b i s o g n a v a far c a p i r e c h e il l i n g u a g g i o n o n è u n a c o n v e n z i o n e : in q u a n t o è u n o strumento semplice della conoscenza (387 E ) esso s e r v e a d i n f o r m a r c i s u l l e c o s e r e a l i . U n a r e a l t à delle c o s e d u n q u e esiste fis- c o m e esiste nella m o l t e p l i c i t à di esse u n a r e g o l a . per quanto rispecchino una realtà immobile. C o n il n o m i n a l i s m o di C r a t i l o t u t t o c a d e nel d i v e n i r e . diversa da q u e l l a i n c u i esso ci a p p a r e c o m e s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a . si d e v e n e c e s s a r i a m e n t e v e n i r e . Questa. e perciò quasi inconoscibili. S e si identifica la m o l t e p l i c i t à dei n o m i c o n la r e a l t à delle c o s e q u e s t a r e a l t à s c o m p a r e e c o n essa s c o m p a i o n o a n c h e le i d e e . se fosse u n a c o n v e n z i o n e n o n sarebbe in nessuna relazione c o n la r e a l t à e p e r c i ò il m o n d o d e l l e c o s e s a r e b b e p e r noi a s s o l u t a m e n t e i n c o n o s c i b i l e a n c h e se a t t r a v e r s o i n o m i l o c o n o s c i a m o solo confusamente. c h e l e c o s e s o n o p e r noi i n t e l l i g g i b i l i e s o n o unificabili i n v a r i e s p e c i ed in g e n e r i .

I l n u l l a di C r a t i l o è u n n u l l a a s s o l u t o e.r e a l t à a l l o r a si s p i e g a la p o s s i b i l i t à d e l l ' e r r o r e . questo t r o v i a m o n e l l a fine d e l C r a t i l o q u a s i u n p r e l u d i o a l Sofista. egli n o n In si a c c o r g e modo q u a n t o s i a difficile giustificare l'errore. altrimenti t u t t o q u e l l o c h e si d i c e d o v r e b b e essere v e r o (429 D ) . d o v e a q u e l n o n essere si c e r c h e r à di a t t r i b u i r e u n a realtà. n e l l a s u a n e t t a o p p o s i z i o n e tra essere e n o n essere. certa .

100 D ) . 67 A . . IL FEDONE. s u p e r i o r e a q u e s t a . la v i t a v i e n e c o n s i d e r a t a c o m e u n e s e r c i z i o della morte come fine (64 A . 65 C e s e g g . p e r m e z z o di essa n o i r i u s c i a m o a d a v v i c i n a r c i a l l a p u r a e s s e n z a . L ' u n i t à d e l l ' i d e a v i e n e q u i n d i pensata a l di l à d e l l a v i t a . a c i ò c h e è in sè e p e r sè ( F e d . L e i d e e p o s s o n o essere solo d a l l ' a n i m a . S i t r a t t a q u i a cui l'anima dell'unità come t e n d e e della m o l t e p l i c i t à m a l e d a c u i l ' a n i m a si l i b e r a . m a solo p e r m e z z o d e l l a r e m i n i s c e n z a c h e g a r a n t i s c e . ) . r a g g i u n g i b i l i (65 D . 8 1 A ) . L a v i r t ù è u n a p u r i f i c a z i o n e c o n t i n u a d a l l e i n c o e r e n z e e d a l l a p e s a n t e z z a d e l m o n d o sensib i l e .CAPITOLO I I . IL SIMPOSIO E IL FEDRO IL FEDONE. Q u e s t a g u i d a t u t t a l a v i t a d e l filosofo e p o i c h é essa sarà pienamente raggiungibile se non quando il non corpo n o n s a r à p i ù . Il m o n d o ideale è considerato r i s m o s » è i n c o l m a b i l e . Nella molteplicità dell'esperienza noi possiamo vedere i sensi s o n o a s s o l u t a m e n t e l ' i d e a . Que- I l d i a l o g o è u n r i t r a t t o i d e a l e d e l v e r o filosofo. sti desidera la morte in quanto con essa p u ò restituire l ' a n i m a a sè m e d e s i m a . t a n t o c h e come assolutamente attraverso trascendente: il « c h o conosciute irsolo c o n la morte è possibile raggiungerla.

C o m e a b b i a m o visto la discussione è sempre in P l a t o n e legata alla scena del dial o g o . P o i c h é il p r o b l e m a d e l l ' i m m o r t a l i t à t r o v a le s u e b a s i su u n a s t r u t t u r a l o g i c a . a n c h e la c o n c e z i o n e d e l l ' u n i t à r e l a t i v a d e l m o n d o . c h i a r e n d o q u e s t o p r o b l e m a . è p o s sibile a p r i o r i . i n u n c e r t o m o m e n t o . è s t a t o n o t a t o p e r il M e n o n e . C i ò c h e n e l l ' a l t r o d i a l o g o è p e r ò v i s t o d a u n p u n t o di v i s t a g n o s e o l o g i c o è q u i v i s t o di f r o n t e a l d e s t i n o ed a l s i g n i f i c a t o d e l l a v i t a d e l l ' u o m o . la p a r t e c i p a z i o n e d e l m o n d o s e n s i b i l e a l m o n d o ideale. P o i c h é qui l'interesse fondamentale n o n è gnoseologico m a u m a n o . d e l l a v i t a . Q u e sta n o n si r a g g i u n g e . in p r o p o s i t o di q u e s t a q u e s t i o n e . s u u n p i a n o i n c u i si t r a t t a di s c o p r i r e q u a l ' è il d e s t i n o d e l l ' a n i m a di o g n i u o m o e s p e c i a l m e n t e d e l l ' a n i m a d e l G i à nel M e n o n e di fronte g n o s e o l o g i c o si f a c e v a a v a n t i a l p u n t o di v i s t a filosofo. q u i la s c e n a n o n p o t e v a essere p i ù a d a t t a p e r porre i n t u t t a la s u a a m p i e z z a il p r o b l e m a d e l l ' e t e r n i t à . l ' e s s e n z a . Il fatto più notevole della trattazione mitologica del F e d o n e è la t r a s p o s i z i o n e delle p o s i z i o n i l o g i c h e s u l l ' u n i t à e s u l l a m o l t e plicità. del molteplice e delle loro relazioni. p e r così dire. si c h i a risce nello stesso t e m p o s e m p r e p i ù il p r o b l e m a d e l l ' u n o . C o m e M e n o n e si d e v e l i b e r a r e d a t u t t e le false c o n o s c e n z e p e r a r r i v a r e a l v e r o . logico- quello mistico-religioso che c o r r e v a . a c c a d e c h e . s u l l e stesse r o t a i e d e l l ' a l t r o . che noi a b b i a m o visto variare da dialogo a dialogo. nel nostro d i a l o g o . L ' i d e a è s e m p r e s t a t a . c o m e è l ' e s s e n z a di t u t t a l a r e a l t à . m a un'interiorità dell'uno rispetto all'altro. t r o v i a m o però. Quello che. D i fronte all'affermazione dell'unità ideale. d e l l a s u periorità dell'uno all'esistente. c o m e q u a l c o s a c h e si a g g i u n g e a l l a v i t a e c h e è s u l l o stesso p i a n o d e l l a v i t a . c o m e l ' i d e a . v a l e a n c h e p e r il F e d o n e . se c i o è è g a r a n t i t a l a s u a e t e r n i t à . è. si c e r c h e r à di v e d e r e se a n c h e l ' a n i m a . c o s ì l a v i t a d e l filosofo n o n è c h e il c o n t i n u o liberarsi d a l l e e s p e r i e n z e sensibili p e r r i t r o v a r e l ' i d e a . intesa in senso assoluto c o m e nel Menone. p o n e n d o n o n u n a continuità tra i due m o n d i .in u n c e r t o s e n s o . era p r i m a e s a r à d o p o .

a b b i a m o visto. dell'anima. A b b i a m o v i s t o nel M e n o n e che. da una molteplicità. N e l F e d o n e questa posizione diventa più chiar a : v e d r e m m o nel C r a t i l o l ' a m m i s s i o n e di u n a e q u e l l a del m o n d o s e n s i b i l e in q u a n t o molteplicità dive- eternamente n i e n t e . si d i s t i n g u o n o d u e m o n d i . (72 B e s e g g . di qui necessario da fronte una l'im- all'immobile molteplicità ideale? È p a r t e s a l v a r e la p u r e z z a d e l l ' i d e a e.e. 7 1 B ) . c o m e nel C r a t i l o . Q u i nel F e d o n e ci t r o v i a m o di fronte posizione: nella prima l'uno era s u p e r i o r e all'esistenza . tra il m o l t e p l i c e del d i v e n i r e e il"' m o l t e p l i c e d e l l ' i d e a ? S e l ' u n o c i o è è. M a q u a l ' è la r e l a z i o n e tra le d u e m o l t e p l i c i t à . mortalità realtà. c h e l ' u n o p e r form a r e il m o l t e p l i c e m o l t i p l i c a l a s u a u n i t à c h e d i v e n t a ciò relativa e diventa una garanzia dell'intelligibilità ad una perdel terza e r e a l e . È n e c e s s a r i o n o t a r e c o m e in questi p r o b l e m i d e l F e d o n e si p r e s e n t i il p r o b l e m a della c o m u n i o n e o p a r t e c i p a z i o n e o dei r a p p o r t i tra m o n d o i d e a l e e mondo sensibile. q u e l l o d e l sensibile e q u e l l o d e l l e i d e e . i n s e n s o r e l a t i v o . p r o p r i o p e r questa s u a a p r i o r i t à esso si p u ò p o r r e c o m e l ' e s s e n z a m e d e s i m a di o g n i m o l t e p l i c e . d i s t i n t a d a q u e l l a sensibile. quello v i s i b i l e e q u e l l o i n v i s i b i l e (79 C ) . c h e c o s a s o n o gli altri? P r o p r i o i n q u e s t o m o d o si p o r r à la q u a r t a i p o t e s i del Parmenide. I d u e m o n d i si differenz i a n o a n c o r a p e r c h è il m o n d o delle i d e e è f o r m a t o . pro- p r i o p e r c h è l ' u n o è s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a e n o n p u ò esistere c o m e u n a c o s a tra le a l t r e c o s e . A n c h e n e l F e d o n e . A b b i a m o v i s t o p o i nel C r a t i l o c h e la m o l t e p l i c i t à i d e a l e . . il m o n d o sensibile i n v e c e c o n t i n u a m e n t e diviene c u i in esso la r e a l t à d i v e n t a u n f e n o m e n o c h e o r a è e o r a n o n è. g i à d a noi ritrovata nel Cratilo. c i o è . d e l l a m o l t e p l i c i t à delle i d e e . come immoper b i l e . 70 D E e s e g g . C o m e si s p i e g a n o le c o s e m o l t e p l i c i . i n q u e s t o c a s o . ci d à la p o s s i bilità di r a c c o g l i e r e le c o s e i n u n a s p e c i e . per così dire. o r a è p o s i t i v o e o r a è n e g a t i v o . e d a l l ' a l t r a s p i e g a r e il d i v e n i r e d e l l a S e m b r a assai difficile c h e il m o n d o sensibile p o s s a all'idea senza che questa in q u a l c h e m o d o si partecipare c o r r o m p a e p e r d a la s u a p u r e z z a . .

potrebbe maggiore p e r m e t t e r e di v e d e r e i p r o b l e m i t r a t t a t i c o n u n a c h i a r e z z a . e. p o i c h é la t r o v i a m o esistente in noi g i à d a pri- m a : se a d essa p a r a g o n i a m o q u e s t e c o s e è n e c e s s a r i o c h e c o m e esistono q u e s t e . e Che . q u e s t e i d e e s o n o i m m o b i l i e d e t e r n e : se il m o n d o s e n s i b i l e partecipasse completamente a l m o n d o i d e a l e o si identificoncepi- cherebbe con questo oppure non sarebbe neppur b i l e . se è v e r o c h e noi a q u e s t a r i f e r i a m o t u t t o c i ò c h e c i v i e n e d a l l e s e n s a z i o n i . L a trascendenza del m o n d o ideale è necessaria s p i e g a r e il m o n d o d e l d i v e n i r e : per il c h o r i s m o s d e l l e i d e e è l'unica posizione che renda possibile l'intelligibilità e l'esistenza del m o n d o immanente. a l l o r a q u e s t o d i s c o r s o s a r e b b e s t a t o t e n u t o i n v a n o ». L'atteg- giarsi del problema assomiglia alla discussione che ritroveremo nel P a r m e n i d e : d i s t i n z i o n e tra nel F e d o n e però m a n c a distinzione che una netta ipotesi e ipotesi. t u t t o il m o n d o i d e a l e d i v e n t e r e b b e u n ' i l l u s i o n e e la r e a l t à e m p i r i c a di c o n s e g u e n z a i n s p i e gabile. E se la c o s a n o n è c o s ì . l o è t a n t o di più in q u a n t o c o n la s u a m o r t a l i t à t u t t o si r i d u r r e b b e a m o n d o sensibile i n f o r m e . C o m e d u n q u e è p o s s i b i l e l ' e s i s t e n z a di u n m o n d o d e l d i v e n i r e ? E s s o esiste i n q u a n t o p a r t e c i p a a l l e i d e e . v e n g o n o interpretati da Simmia col famoso esempio dell'armonia d e l l a lira. T u t t o il F e d o n e è i n d i r i z z a t o d a l l a considerazione c h e se l ' i m m o r t a l i t à d e l l ' a n i m a è n e c e s s a r i a . si t r a t t a o r a di s p i e g a r s i il m o n d o molteplice in quanto assolutamente diveniente. I r a p p o r t i t r a i d u e m o n d i . nella seconda l'unità di- v e n t a v a r e l a t i v a e q u i n d i i n t e l l i g i b i l e e r i c e v e v a p e r c i ò il p r e d i c a t o di e s i s t e n z a . c i o è tra il m o n d o c o n s i d e r a t o nella s e c o n d a p o s i z i o n e e q u e l l o della t e r z a . c o s ì sia esistita a n c h e l ' a n i m a nostra p r i m a c h e noi n a s c e s s i m o .quindi irraggiungibile (Menone). p r o p r i o il r o v e s c i o di c o m e v a n n o intesi. I n o g n i c a s o n o i n o n r i u s c i a m o a giustificare l a s u a esis t e n z a . Si c o n f r o n t i n o le nostre o s - s e r v a z i o n i c o m e il p a s s o 7 6 D E : « N o n è d u n q u e così — disse — o S i m m i a — se è v e r o c i ò di c u i s e m p r e p a r l i a m o e d il b e l l o e d il b u o n o e d o g n i e s s e n z a di q u e s t o g e n e r e .

S i c c o m e il g r a n d e e d il p i c c o l o n o n p o s s o n o s t a r e i n s i e m e (103 B ) in q u a n t o u n o di q u e s t i c o n c e t t i n e g a l ' a l t r o . n a s c e r e e p e r i r e . è n e c e s s a rio c h e la g r a n d e z z a s c o m p a i a q u a n d o si a v v i c i n a l a p i c c o l e z z a . quando. N o n e s s e n d o c i p i ù la p a r t e c i p a z i o n e all'idea e cioè la p a r t e c i p a z i o n e a q u e l l a r e a l t à c h e f a c e v a sì c h e la c o s a PACI 3 . S i m m i a n o n h a c a p i t o c h e il m o n d o d e l d i v e n i r e n o n è p o s s i b i l e se n o n esiste u n m o n d o i d e a l e c h e n e è l ' e s s e n z a . P e r c h è c i ò fosse a c c o r d a - bile c o n l ' e s e m p i o di S i m m i a b i s o g n e r e b b e c h e fosse l ' a c c o r d o a r e n d e r e p o s s i b i l e l ' e s i s t e n z a d e l l a lira (92 A B ed E ) . le si a v v i c i n a p o i la p i c c o l e z z a . partecipando del- l ' i d e a d e l l a g r a n d e z z a . sia i n q u e l d i a l o g o . L ' i n s e g n a m e n t o p r i n c i p a l e c h e d a p a s s o si p u ò r i c a v a r e è c h e il m o n d o d e l d i v e n i r e . p o i c h é le che i d e e o p p o s t e si e s c l u d o n o la p a r t e c i p a z i o n e a d u n ' i d e a si n e g a s i g n i f i c a . p e r il m o n d o . e in u n certo senso più n u o v a di fron- te a l l e p o s i z i o n i d e l M e n o n e . sia q u i n e l F e d o n e . o d e l l a n a t u r a . finì p e r m a t e r i a l i z z a r e q u e s t a m e n t e (98 C ) : b i s o g n a i n v e c e c e r c a r e la r a g i o n e d e l d i v e n i r e nel « l o g o s » (100 A ) . si t r a t t a c i o è d i s p i e g a r s i c o m p l e t a m e n t e il d i v e n i r e . S i t r a t t a q u i di s v o l g e r e i n t e r a m e n t e il p r o b l e m a d e l l a g e n e r a z i o n e e d e l l a d i s t r u z i o n e (96 A ) . l ' a n i m a . A b b i a m o v i s t o c h e l ' e s s e n z a stessa d e l l a m o l t e p l i c i t à è l'unità c h e nel suo interno noi riusciamo a scoprire. d i v e n i r e . n o n si s p i e g a finché si c e r c a l a c a u s a d e i f e n o m e n i in u n altro f e n o m e n o : analogamente nel M e n o n e n o n era l e c i t o p e n s a r e l ' i d e a c o m e u n m o l t e p l i c e tra g l i a l t r i . è la c h i a r i f i c a z i o n e a c u i d à l u o g o C e b e t e . S o c r a t e c o m i n c i a c o n il f a m o s o d i s c o r s o (96 A e s e g g . Più importante. S e il d i v e n i r e è p o s s i b i l e è p e r c h è le c o s e sensibili p o s s o n o partecipare ora a d un'idea o r a a l s u o o p p o s t o . Necessariamente una cosa muta. sagora. ) in c u i rifa la storia questo del s u o p e n s i e r o . quello cioè c h e r e n d e p o s s i b i l e l ' e s i s t e n z a d e l m o l t e p l i c e è p r o p r i o l ' u n o e.cos'è che S i m m i a non h a compreso? È quello che noi a b b i a m o g i à v i s t o nel M e n o n e e c h e ci è s t a t o p r e s e n t a t o c o n il m i t o d e l l ' a n a m n e s i s . pur parlando d e l l a n e c e s s i t à di u n a m e n t e Anasordina- t r i c e . i n q u e s t o c a s o .

elev a r l a . questa muterà e da grande diventerà picco- S e il m o l t e p l i c e d u n q u e d i v i e n e è p e r c h è ci s o n o d e l l e i d e e c h e a m m e t t o n o i n sè m e d e s i m e u n l o r o c o n t r a r i o . ric- L e p o s s i b i l i t à s c e n i c h e d e l S i m p o s i o s o n o di u n a c h e z z a e di u n a v a r i e t à infinite. I n q u e l d i a l o g o si g i u s t i ficherà. discussione crediamo. in u n certo senso. L a discussione del F e d r o non è lon- t a n a d a q u e s t o d i a l o g o e p u ò a n c h e d a r s i c h e il F e d r o sia s t a t o scritto p r i m a d e l S i m p o s i o . O r a c h e c o s a s i g n i f i c a c h e d u e i d e e s o n o o p p o s t e ? P u ò a n c h e significare c h e u n a n e g h i l ' a l t r a . sofo p a r l a a conoscere ne- non senza a v e r fatto t a r e p e r ò c h e egli p a r l e r à diversamente hanno innan- p a r l a t o g l i altri c o m m e n s a l i e c i o è p a r l e r à b a d a n d o z i o n e tra l e t t e r a t u r a tra r e t t o r i c a e e filosofia e. Per attraverso ragione. IL SIMPOSIO. R i t r o v i a m o q u i l ' o p p o s i precisamente. la r e t t o r i c a in q u a n t o filosofia. l ' e s i s t e n z a del m a l e ed infine la p o s s i b i l i t à d e l l ' e r r o r e . a Nel Simposio Socrate ci d a r à u n e s e m p i o v i v o di q u e s t a r e t t o r i c a . infatti. m a s o p r a t u t t o significa c h e è n e c e s s a r i o a m mettere che nell'interno stesso d e l p e r f e t t o mondo ideale Parmeesiste u n fattore n e g a t i v o . sarà possibile filosofica. P e r q u e s t a r a g i o n e n e l n i d e si insisterà t a n t o sulla p o s i z i o n e n e g a t i v a d e l m o n d o i d e a l e : s o l o a m m e t t e n d o u n n o n essere delle i d e e si p o t r à infatti s p i e g a r e l ' e s i s t e n z a d e l m o n d o delle d o x a . da come i m e t o d i dialettici c h e a b b i a m o i m p a r a t o dialoghi. filosofia. delle i d e e c h e si s o n o c h i a m a t e o p p o s t e .fosse g r a n d e : la (102 D E ) . a n c o r p i ù z i t u t t o a l l a v e r i t à di c i ò c h e d i c e . N o n si t r a t t a veva essere p e r v a s o potesse qui da troppo spirito sua veramente perchè secondo il filono- di u n d i a l o g o : il b a n c h e t t o i n o n o r e di A g a t o n e è e d o dionisiaco Socrate gli altri svolgere la questa Diotima.

nel q u a l e si è s e m p r e p r o n t i a d e s a l t a r e e d a g l o r i f i c a r e . gare ^importanza e la f u n z i o n e d e l l ' a m o r e c o n la d e l l a m i t o l o g i a è s p i e g a r e u n f a t t o c o n altri fatti. l ' i m p o r t a n z a d e l l ' a m o r e . d i dire d e l l e b e l l e c o s e . in u n c e r t o s e n s o . in q u e l l a l e t t e r a t u r a necessariamente. M a . F e d r o r a p p r e s e n t a nel S i m p o s i o q u e l l o s t a t o p o e t i c o . s e n z a p r e o c c u p a r s i p e r ò affatto d e l v a l o r e i d e a l e d e i c o n cetti di b e l l o e di g i u s t o . Fedro. come non dovrà mancare. P e r ò nel d i s c o r s o di F e d r o n o n m a n c a una c e r t a v e r i t à e p e r c i ò q u e s t a n o n m a n c a n e m m e n o nel s u o atteggiamento. N e s s u n a p e r s o n a di b u o n s e n s o potrebbe spiestoria c e r t o n e g a r e q u e s t a a f f e r m a z i o n e . d i l e t t a n t e s c o . m e n t r e si t r o v a i n t u t t o q u a l c o s a c h e sia d e g n o di c i ò . d i m e t t e r e i n e v i d e n z a il p i ù p o s s i b i l e c i ò c h e si d e v e c o n s i d e r a r e c o m e g i u s t o . p e r g l i u o m i n i . di p i e n a c o m m o z i o n e di f r o n t e a l l a v i t a . n o n h a n n o b i s o g n o di n e s s u n a g i u s t i f i c a z i o n e filosofica. È certo vero che l ' A m o r e è il p i ù f a m o s o e il p i ù a n t i c o tra gli d e i ( 1 7 8 A C ) ed è v e r o c h e n o i p o t r e m m o a n c h e u s a r e la storia d e l l a m i t o l o g i a p e r r e n d e r c i c o n t o di q u a n t o g r a n d e d o v e t t e essere e d è. serva e sente la vita e questa sua osservazione e questo suo s e n t i m e n t o . e i n q u e l l a r e t t o r i c a c h e d i e t r o il d i - s c o r s o di F e d r o s o n o f a c i l m e n t e r i t r o v a b i l i . F e d r o v e d e in esso a n c h e di p i ù : n o t a c h e il v e r o a m o r e è d i s i n t e r e s s a t o c o m e q u e l l o di A l c e s t i . p i e n i di g i o v a n i l e f r e s c h e z z a . T u t t o il s u o d i s c o r s o è t e n u t o i n u n t o n o m o l t o v i c i n o a q u e l l o c h e r i t r o v e r e m o nel d i a l o g o c h e p o r t a il s u o n o m e . d i A c h i l l e e di P a t r o c l o ( 1 7 9 B e s e g g . X I V e segg. ) . p e r il filosofo. u n o d e i 1) ROBIN: E d . . È u n t o n o e n t u s i a s t i c o e. n o n p r i v o di i n g e n u i t à . — Il primo discorso rispecchia t u t t o il c a r a t t e r e del g i o v a n e t t o F e d r o : egli si p r e o c c u p a di p a r l a r b e n e . Paris 1933. pag. m a v e rità p a r z i a l e : c e r t a m e n t e il s e n s o p r o f o n d a m e n t e filosofico di P l a t o n e n o n p u ò a r r e s t a r s i a l d i l e t t a n t i s m o di F e d r o n è a l p r a g m a t i s m o d i L i s i a di c u i F e d r o è t a n t o entusiasta egli o s - F e d r o n o n s e n t e affatto il b i s o g n o di u n ' u n i t à . di O r f e o . V e r i t à .II discorso di Fedro.

F e d r o è. M a sarà questa posizione. m a quale verità sarà questa p e r il filosofo? I n q u e l l a c o s ì s e m p l i c e a f f e r m a z i o n e egli ri- t r o v e r à la s u p e r i o r i t à d e l l ' i d e a . che. l'espressione in u n senso molto v a s t o . È v e r o . p o t r e m m o dire. totalmente condanna- bile? E c c o q u e l l o c h e c i i n t e r e s s a . non solo. L a s u a è u n a a c c e t t a z i o n e d o g m a t i c a d e l l a m o l t e p l i c i t à e q u e s t o è. l ' u n i t à di essa di f r o n t e ai molteplici. se l a s u a p o s i z i o n e v i e n e g i u d i c a t a d a u n su- p e r i o r e p u n t o di v i s t a di c a r a t t e r e filosofico. q u a n t o di p i ù antifilosofico sia p o s s i b i l e i m m a g i nare. I l d i s c o r s o di F e d r o è un riconoscimento della realtà del molteplice. immerso nel sonno d o g m a t i c o . m a il s u o m i t o r a p p r e s e n t a q u a s i s e m p r e u n a p r o f o n d a v e r i t à filosofica c h e s a r e b b e i m p o s s i b i l e s p i e g a r e i n t u t t e le s u e p o s i z i o n i o c h e s a r e b b e i m p o s s i b i l e r i d u r r e a d u n a d i s c u s s i o n e d i a l e t t i c a . F e d r o i n v e c e u s a la storia d e l m i t o c o m e u n a d i m o s t r a z i o n e delle s u e a f f e r m a zioni e questa dimostrazione non potrà necessariamente Che l'amo- avere per Platone u n valore veramente filosofico. forse q u e l l e stesse di c u i L i sia a p p r o f i t t a p e r la s u a r e t t o r i c a . si p e n s i bene.t a n t i fatti d e l l a v i t a c o n a l t r i fatti d e l l a s t o r i a . p e r c h è egli è c o s ì e n t u s i a s t a d e l l a v i t a ? P e r c h è sente c h e i n essa c i s o n o d e l l e « r e l a z i o n i ». per P l a t o n e . fronte a l l a v i t a . m a anche della positività del molteplice. restando tale. n o n a m a n o l a b e l l e z z a n e i p a r t i c o l a r i se n o n i n q u a n t o essa r a p p r e s e n t a l a b e l l e z z a u n i c a e cioè la b e l l e z z a i d e a l e . d e l l e r e l a z i o n i c h e l a s c i a no i n d o v i n a r e u n a p r o f o n d a r e a l t à d i e t r o a l m o n d o d e l l e a p p a r e n z e . S u q u e s t a v e r i t à d i F e d r o il filosofo b a s e r à t u t t a In usando s u a v i s i o n e d e l l a r e a l t à . m a . si t r o v e r e b b e a l l o r a n e l l a stessa p o s i z i o n e i n c u i a b b i a m o v i s t o S o c r a t e di fronte a I o n e . c o m e s a p p i a m o d a l L i s i d e . S e l a m o l t e - . cioè un m o m e n t o della conoscenza del reale. c h e S o c r a t e u s a il m i t o . r e sia d i s i n t e r e s s a t o è c e r t o u n a v e r i t à c h e il s e n s o c o m u n e p u ò immediatamente scoprire. S e F e d r o fosse c a p a c e di u s c i r e d a l s u o d o g m a t i s m o e d i e n t r a r e in u n a p o s i z i o n e c r i t i c a e p o i d a l l a l t o di q u e s t a p o t e s s e g u a r d a r e il s u o a n t e r i o r e a t t e g g i a m e n t o di . agli uomini in questo caso.

quando ogni molteplice viene giudicato tenendo c o n t o d e l l a s u a e s s e n z a i d e a l e . concepita come nel M e n o n e e i n c e r t e p o s i z i o n i d e l F e d o n e . v i e n e v i s t o i n q u a n t o o r g a n i z z a t o idealmente. t u t t o q u e s t o n o n significa c h e il d i s c o r s o d i F e d r o e le a f f e r m a z i o n i d i esso s i a n o falsi se q u e l l e a f f e r m a z i o n i v e n g o n o ricondotte al posto che veramente devono occup a r e . se v e n g o n o g i u d i c a t e c o m e u n a n e l l o della c a t e n a d e l p r o c e s s o dialettico e conoscitivo e c o m e un m o m e n t o m o n d o molteplice h a una sua realtà. se esse n o n t e n t a n o d i sostituirsi a l l a filosofia. c o m e nel F e d o n e e n e l C r a t i l o . I l v e r o significato d e l l a che" r i t r o v e r e m o nella R e p u b b l i c a ci sembra in questo m o d o sufficientemente c h i a r i t o : c o m e H e g e l P l a t o n e n o n c o n d a n n a l ' a r t e se n o n n e l senso c h e essa d e v e essere s e m p r e . così d i e t r o P a u s a n i a si p o trebbe nascondere la personalità di Isocrate che Platone . se essa è a s s o l u t a m e n t e i r r a z i o n a l e q u a n d o v i e n e contrapposta all'unità assoluta.p l i c i t à c o n s i d e r a t a c o m e tale è c o n d a n n a b i l e e c o n d u c e a l l ' a s s u r d o . e se infine è assolutamente c o n d a n n a b i l e l a p o s i z i o n e p o e t i c a di F e d r o se essa v i e n e c o n s i d e r a t a di fronte a l l o S t a t o i d e a l e e p e r f e t t o . sentita come proprio una filosofia poeticamente essere c o m p l e t a t e d a l l a a m o r e per la verità. c o m e creazione della verità attribuire alla parola condanna platonica n e l s e n s o « m a i e u t i c o ». nel s e n s o r e a l e c i o è c h e si d e v e « p o i e s i s ». N o i s a p p i a m o infatti c h e p e r P l a t o n e il q u a n d o esso. della r a z i o n a l i t à d e l r e a l e . se è a s s u r d o s e r v i r s i dello stato entusiastico di F e d r o per spingere gli uomini a q u e s t a o a q u e l l a a z i o n e c o m e forse f a c e v a L i s i a . d a u n p u n t o di v i s t a d i a l e t t i c o . A n c h e l o s t a t o p o e t i c o di F e d r o p u ò c o s ì essere a m m i s s i b i l e se n o n si d i m e n t i c a c h e d e v e essere s e m p r e s u p e r a t o d a u n a s u p e r i o r e p o s i z i o n e filosofica: ventare l a p o e s i a e la r e t t o r i c a h a n n o s e m p r e b i s o g n o d i filosofia e possono allora anche disentita. — C o m e d i e t r o F e d r o si p o - t e v a s c o r g e r e l ' o m b r a di L i s i a . s u p e rata dalla verità filosofica. Il discorso di Pausania.

una r e l a z i o n e t r a i m o l t e p l i c i e n o n sa p e r ò v e d e r e il m o n d o molteplice organizzato da una realtà ideale. p e r c h è egli u s a la s u a p a r z i a l e v e r i t à p e r u n o s c o p o m o l t o basso. c h e le azioni n o n h a n n o va- l o r e p e r sè m e d e s i m e m a in q u a n t o p a r t e c i p a n o a q u a l c h e c o s a c h e è c o m u n e a t u t t e . altrimenti è cattiva. Perciò Pausania distingue due diversi caratteri dell'amore a s e c o n d a c h e esso si m a n i f e s t i n e g l i u o m i n i d i b a s s o g e n e r e (181 B e s e g g . Questi caratteri risultano per l'azione dal modo con cui se c i o è essa v i e n e c o m p i u t a . F e d r o v e d e la p o s i t i v i t à d e l molteplice senza sapere che questa positività dipende da u n m o n d o i d e a l e . L a m a n i f e s t a z i o n e di o g n i n o s t r a a t t i v i t à . S e n z a u n ' u n i t à o g n i a z i o n e p a r t i c o l a r e è indifferente: n o n ci p u ò essere n e s s u n a bellezza in azioni prese isolatamente e viste come molteplicità disorganizzata. in un altro senso. che p e n s a n o solo al c o r p o . pag. n o n sa p e r ò q u a l e q u e s t a u n i t à s i a : egli i n t u i s c e s e m p l i c e m e n t e c h e il m o n d o e m p i r i c o d e v e essere o r g a n i z zato da una realtà che lo trascenda. u s a v a la s u a . in essa c ' è r e t t i t u d i n e . L o s c o p o p e r c u i la precedente distinzione viene usata non corrisponde però all ' a l t e z z a s p i r i t u a l e c o n c u i P a u s a n i a si è p r e s e n t a t o finora. Pausania in- v e c e sa c h e o g n i r e a l t à e m p i r i c a d e v e essere c o n s i d e r a t a in funzione di u n a certa unità. . P a u s a n i a si s e r v e d e l l a s u a i n t u i z i o n e a l l ' o p p o s t o d i c o m e se n e s e r v i r e b b e se q u e s t a i n t u i z i o n e d i v e n - i) ROBIN: Cit. n o n è p e r sè stessa n è b e l l a nè b r u t t a . P a u s a n i a v e d e il m o l t e p l i c e c o m e p o s i t i v o o n e g a t i v o a s e c o n d a c h e sia i n r e l a z i o n e o n o con u n ' u n i t à . F e d r o . in u n o stato d'entusiasmo. così c o m e . P a u - s a n i a n o n p a r l a d e l l ' i d e a del b e n e m a p e r ò i n t u i s c e q u a s i la s u a e s i s t e n z a . s o s t i e n e P a u s a n i a (180 E . è buona. 1 8 1 B ) . se n o n o p p o s t o . ) . o negli uomini n o b i l i c h e g u a r d a n o a n c h e a l l ' a n i m a .v e d e d a u n p u n t o d i v i s t a m o l t o d i v e r s o . se v i e n e c o m p i u t a r e t t a m e n t e . XXII. o meglio Lisia. d a quello con cui considerava l'opera : e la p e r s o n a l i t à di Lisia ) . Se F e d r o intuisce.

p r a t i c o d i fronte a l p r o b l e m a d e l l ' a m o r e . A b b i a m o visto come a F e d r o segue e c i o è c o m e si s u s s e g u o n o i r a p p r e s e n t a n t i . Pausania p e r così dire. verranno anche riprese d a D i o t i m a . n u o v i aspetti Quello che Fedro e Pausania .lasse una vera semplice forma unità. m a q u e sta n o n è u n a v e r i t à t o t a l e e d a s s o l u t a e. Il discorso di Erissimaco. con questo una caPlaartifizio t o n e h a v o l u t o farci n o t a r e c h e n e l S i m p o s i o n o n c ' è u n a pura relazione casuale nell'ordine c o n cui parlano i diversi personaggi. n o n e s s e n d o i n r e l a z i o n e c o n u n a v i s i o n e filosofica g e n e r a l e . d i r e m m o meglio. O l t r e a l fatto c h e l a s c e n a h a u n c a r a t t e r e b u r l e s c o e c h e essa r a p p r e s e n t a ricatura del buffone Aristofane. conocsenza. A r i s t o f a n e v e r r à l o g i c a m e n t e p o s t o i n s i e m e a d A g a t o n e . dovrebbe parlare Aristof a n e . P a u s a n i a si s e r v e i n s o m m a d e l s u o f o r m a l i s m o p e r a c c o g l i e r e il c o n t e n u t o c h e più gli fa c o m o d o . nella spiritualità. n o n è p r i v a d i u n a c e r t a v e r i t à . — A l d i s c o r s o di P a u s a n i a segue u n intermezzo (185 C E ) . M a E r i s s i m a c o ci offre del p r o b l e m a . di d u e p o s i z i o n i della r e t t o r i c a . E g l i v e d e m o l t o d i p i ù di F e d r o e di P a u s a n i a . che è un medico. C o m e a b b i a m o v i s t o p e r ò l a p o s i z i o n e di P a u s a n i a . m o l t o p r o b a b i l m e n t e di L i sia e d i I s o c r a t e . p o i c h é è il s u o t u r n o . L e s u e d u e m a n i e r e di c o n s i d e r a r e il p r o b l e m a nella n a t u r a e nell'arte infatti o. Erissimaco. m a A r i s t o f a n e n o n p u ò p e r c h è è p r e s o d a u n v i o l e n t o s i n g h i o z z o . c i o è l ' a u t o r e di c o m m e d i e s a r à a v v i c i n a t o a l l ' a u t o r e di t r a g e d i e . d i v e n t a n e c e s s a r i a m e n t e u n errore. rappresenta invece un p u n t o d i v i s t a s c i e n t i f ì c o . c o m e q u e l l a di F e d r o . può permettere di ritrovare questa relazione per ogni caso e c i o è a n c h e p e r i casi i n c u i n o n esiste. in che cosa veramente essa conoscere che ci dev'essere u n a relazione tra molteplicità e senza sapere consista. Tutto è possibile giustificare Il q u a n d o si p e n s a n o n a l v e r o c o n t e n u t o d i u n ' a z i o n e m a a l l a con cui questa azione viene compiuta.

d e l l a l o g i c a r e a l e d e l l a r e a l t à . m a s o l o di . a l n e g a t i v o ed a l p o s i t i v o ed i n q u e s t o s e n s o v i e n e u s a t a d a E r i s s i m a c o la d i s t i n z i o n e p o s t a d a P a u s a n i a tra l ' a m o r e n o b i l e e l ' a m o re p o p o l a r e e a p p l i c a t a a t u t t a l a n a t u r a ( 1 8 6 A ) . c o n s e guentemente l ' a m o r e d a lui c o n c e p i t o n o n s a r à creazione. o g g e t t i che come medico deve curare.— o — 4 n o n a v e v a n o v i s t o è. N e l l o stesso m o d o l ' a r m o n i a si r e a l i z z a nella m u s i c a i n q u a n t o essa a c c o r d a l ' a c u t o c o n il g r a v e ( 1 8 7 A B ) : il ritmo è la c o m b i n a z i o n e del l e n t o c o l v e l o c e ( 1 8 7 C ) . L a s a l u t e è u n ' a r m o n i a di c o n t r a r l i e la m a lattia c o n s i s t e nel p r e d o m i n a r e di u n o d e i c o n t r a r i (186 B E ) . E g l i p u ò p a r l a r e di u n a m o r e c a t t i v o . organizzare. m e n t r e p e r P l a t o n e n o n ci s a r à c h e a m o r e della v e r i t à . l i b e r a n d o il c o r p o d a l m a l e e f a c e n d o sorgere in esso il b e n e . I n t u t t i i c o r p i E r i s s i m a c o v e d e il m a l e ed il b e n e . e p e r essere. c o s ì n o n v e d e q u a l e sia il v a l o r e d e l l'armonia di c u i p a r l a : egli h a p r e s e n t e il m o n d o davanti a sè c o m e u n a serie di o g g e t t i n e g a t i v i e p o s i t i v i . c o m e s c i e n z i a t o . I c o n t r a r l i di E r i s s i m a c o n o n s o n o essere e n o n essere. il b u o n o ed il c a t t i v o a m o r e : l ' a b i l i t à del b u o n m e d i c o consiste n e l s a p e r l i r i c o n o s c e r e . L ' a r m o n i a i n c u i c o n s i s t e la s a l u t e d e l l ' u o m o h a b i s o g n o di u n a lanza speciale c o m e . l ' e s p o s i z i o n e d e l m e d i c o c ' è m o l t o d i v e r o . ogni armonia ha vigi- bisogno d e l l a v i g i l a n z a d e g l i s c i e n z i a t i p e r n o n essere t u r b a t a . se è n e c e s s a r i o . E r i s s i m a c o n o n c o m p r e n d e la p o s i t i v i t à del- l ' a m o r e e n o n la p u ò c o m p r e n d e r e p e r c h è n o n s'interessa. A n c h e E r i s s i m a c o p e r ò ins i e m e a l l a v e r i t à ci offre u n e r r o r e : egli è u n o s c i e n z i a t o e g i u d i c a d a s c i e n z i a t o . ristabilita (187 E ) . p r i n c i p a l m e n t e . armonizzare. Erissimaco ap- plica i suoi principi all'astronomia e alla divinazione semNel- p r e n o t a n d o la n e c e s s i t à di u n a r e g o l a e d i u n o r d i n e . del resto. a d u n p r i n c i p i o p o s i t i v o e a d u n o n e g a t i v o : c ' è q u i q u a s i il p r e l u d i o di q u e l l a c h e sarà la v i s i o n e p l a t o n i c a d e l l ' a m o r e . c o m e si è v i s t o . p e r c h è p e r lui a m o r e è s e n t i m e n t o p a t o l o g i c o c h e p u ò dirigersi sia v e r s o il b e n e c h e v e r s o il m a l e . p e r il fatto c h e egli p e n s a . c h e l ' a m o r e d e v e es- sere c o n s i d e r a t o i n r a p p o r t o a l m a l e ed a l b e n e .

i n q u e l lo d e l l ' e s s e r e e d e l n o n essere.— 4i — u n a v i s i o n e d i q u e s t a c h e p o s s a essere utile a l l a s u a a r t e di m e d i c o . anzi n e m m e n o Socrate. come osserva S o c r a t e (201 E e s e g g . C h i ricompiuta scorso. — A l discorso di E r i s s i m a c o s e g u e q u e l l o d i A r i s t o f a n e c h e . s t o f a n e sostiene c h e l ' a m o r e c o n s i s t e s o p r a t u t t o Arinell'unità e c o m b a t t e le distinzioni di P a u s a n i a e di E r i s s i m a c o . I d u e discorsi d i A r i s t o f a n e e d i A g a t o n e h a n n o u n v a l o r e s o p r a t u t t o d i fronte a l p r o b l e m a d e l c o m i c o e d e l t r a g i c o c h e n o i v e d r e m o a m p l i a r s i . m a Socrate. t r a essi il f o n d a m e n t a l e è q u e l l o d i p e n s a r e l ' a m o r e c o m e u n oggetto tra gli oggetti. A g a t o n e s a d i s t i n g u e r e t r a ciò c h e r i g u a r d a la n a t u r a d e l l ' a m o r e i n sè e ciò che riguarda la sua azione. A n c h e Aristofane ed A g a t o n e d i r a n n o l a l o r o p a r z i a l e v e r i t à s u l l ' a m o r e . i n u n c e r t o s e n s o . c o m e s a p p i a m o . m a poi. P e r l u i n e l l ' a m o r e c ' è t u t t o il d e s t i n o degli u o m i n i ( 1 8 9 A ) e l a l o r o s o l a s p e r a n z a di felicità ( 1 9 1 D . nel d i s c o r s o di D i o t i m a .1 9 4 E ) : la sua funzione è naturalm e n t e q u e l l a d i d i s t a c c a r e il d i s c o r s o di A r i s t o f a n e d a q u e l l o di A g a t o n e . 1 9 3 D ) . C o l c o n c e t t o d i a r m o n i a il d i s c o r s o di E r i s s i m a c o r i u n i s c e . l e p o s i zioni o p p o s t e d i P a u s a n i a e d i F e d r o . m a esso n o n r i m a n e p r i v o di errori. ) r i c o n f o n d e n u o v a m e n t e le p o s i z i o n i . Diotima a c c e n alle teorie a r i s t o f a n e s c h e risposta s p o n d e r à a d A r i s t o f a n e ? N o n d i m e n t i c h a m o c i d e l l a fine d e l a d A r i s t o f a n e si p u ò p e n s a r e d a l d i s c o r s o di A l c i b i a d e il q u a l e r i s p o n d e alla p r o t e s t a c h e . v e r i t à c h e d e v e e s sere r i p r e s a m a a n c h e a m p l i a t a . I d u e discorsi s o n o d i v i s i d a u n intermezzo (193 D . Aristofane ed Agatone. Il suo discorso rappresenta quasi la verità parziale c h e p u ò offrire l a s u a s c i e n z a p r a t i c a . a b b i a m o v i s t o q u a l ' è l a r e l a z i o n e tra i p r i m i tre e c o m e o g n u n o di essi ad Agatone nerà appena d i a l o g o : la risponderà risponda all'altro: p o i S o c r a t e c h e c r i t i c h e r à il s u o d i sull'amore. P e r q u a l e r a g i o n e ? L a p i ù p l a u s i b i l e ci s e m b r a q u e s t a : il d i s c o r s o di A r i s t o f a n e resta in u n c e r t o s e n s o i n s o s p e s o di fronte a g l i altri. d e v e essere messo in relazione c o n quello di A g a t o n e .

di t u t t a la p e r s o n a l i t à di A l c i b i a d e c h e a m a e v u o l e il v e r o S o c r a t e . così la una v e r a c o m m e d i a t r o v e r à s e m p r e i n f o n d o a sè m e d e s i m a v e r i t à t r a g i c a . c o s ì in A g a t o n e c ' è un falso t r a g i c o . in q u e l l o s t r a n o d e s t i n o dei m o r t a l i affannano tanto per raggiungere u n ' u n i t à che allo c h e si spirito c o m i c o s e m b r a così r i d i c o l a . m a c h e a l v e r o n o n v o r r à m a i a s soggettarsi e non potrà mai partecipare. per Platone: non sono quelli che d o v r e b b e r o essere verità i n tutti. c ' è u n a m a in tutti c ' è u n a p o s i z i o n e e r r a t a . l ' u n i c o c h e in Socrate abbia saputo vedere un profondo mistero. n o n si a c c o r g e cioè c h e l ' a m o r e in sè m e d e s i m o è p r i v o di b e l l e z z a ed è p e r q u e s t o c h e la c e r c a : egli n o n si a c c o r g e della p r o f o n d a miseria di c h i a m a c o m e A l c i b i a d e . il m i - s t e r o stesso della r e a l t à . C o m m e d i a e tragedia d e v o n o trascendersi in una vision e filosofica: se S o c r a t e ci d à l ' e s e m p i o a p o l l i n e o di q u e s t a unione. A g a t o n e d i m e n t i c a p r o p r i o il p i ù i m p o r t a n t e . t u t t o il s u o d i s c o r s o n o n è c h e u n a c e l e b r a z i o n e d e l l ' a m o r e in q u a n t o g r a z i a e g e n t i l e z z a ed i n q u a n t o p o r t a t o r e di p a c e all'umanità. D e l resto c ' è del t r a g i c o a n c h e nel d i s c o r s o di A r i s t o f a n e . T a n t o A r i s t o f a n e c h e A g a t o n e . c o m e L i s i a ed I s o c r a t e . L a r e t t o r i c a che deve sempre essere c o m p l e t a t a sappiamo d a l l a filosofia. Alcibiade ce ne dà un tragico esempio dionisiaco m a u n e s e m p i o n o n m e n o v e r o . c o m e d e l resto s a p p i a m o d a l l o stesso A r i s t o f a n e . M a A r i s t o f a n e è b e n l u n g i d a l rendersi c o n t o di q u e s t o f a t t o . U n c o m i c o c h e h a u n c a r a t tere p r o f o n d a m e n t e t r a g i c o è q u e l l o di A l c i b i a d e . È infatti A l c i b i a d e l ' u n i c o c h e p o s s a p r o n u n c i a r e u n e l o g i o di S o c r a t e .Aristofane stava per sollevare contro Socrate (212 C ) . c o m e a b b i a m o v i s t o . In q u e s t o m o d o si p u ò s p i e g a r e a n c h e u n a l t r o fatto e c i o è c h e sia s t a t o s c e l t o c o m e r a p p r e s e n t a n t e d e l l a t r a g e d i a u n t r a g e d i o g r a f o c h e c o n s e r v a t a n t o p o c o il v e r o c a r a t t e r e tra- g i c o del t e a t r o g r e c o . P e r c h è S o c r a t e è p e r lui u n d e m o - . sì d a d i v e n t a r n e p a z z o . C o m e in Aristofa- ne c ' è u n s e n s o d e l c o m i c o c h e a P l a t o n e n o n d o v e v a s u o n a r b e n e p e r il r i c o r d o s e m p r e v i v o della c a r i c a t u r a di S o c r a t e e s o p r a t u t t o dei suoi effetti.

Il S i m posio è così una tragedia ed una c o m m e d i a n e l l o stesso filosofiche. si r i c r e a c o n tinuamente per mezzo dell'amore? . m a v e r a m e n t e tragica e non f a l s a m e n t e . p o t e v a u n a v i s i o n e d e l l a v i t a di q u e s t o g e n e r e giustificarsi. il senso c o m i c o di c u i t u t t i i d i a l o g h i s o n o s e r e n a m e n t e v a s i si c o n c l u d e i n u n a per- g i u s t i f i c a z i o n e g i o i o s a di c i ò c h e t r a g i c a : la m o r t e . c o m e v e d r e m o . di s e m p l i c i t à e di c o m i c i t à . q u a n d o . c h e . l ' e l o g i o di S o c r a t e fa sì c h e noi r i t r o v i a m o nel c u i si è t a n t o p a r l a t o esempio realtà vivente. u n ' i m m a g i n e e tragedia sono una Commedia stessa la se c o n s i d e r a t e c o m e d e v o n o essere c o n s i d e r a t e : t r a g e d i a . se i n s i e m e a l l ' u n i t à n o n v e n i v a p e n s a t a l a m o l t e p l i c i t à . m a nel d o l o r e . S o c r a t e m e d e s i m o s o t t o l i n e a il significato di q u e s t i p a s si del S i m p o s i o . L a medesicome t e m p o . p e r la t r a g e d i a d i v e n t a n e g a t i v o c i ò c h e è p o s i t i v o : n u l l a s a p p i a m o e la v e r i t à è sì u n ' e t e r n a c r e a z i o n e della b e l l e z z a . filosofo. di q u e l l ' a m o r e d i ed un nel Simposio. n e l l ' a p o r i a . c o m e l ' e u d e m o n i s m o di A g a t o n e . L ' e u d e m o n i s m o s o c r a t i c o si b a s a s u u n a c o n c e z i o n e p r o fondamente tragica della v i t a . l a p i ù a r m o n i c a fusione d e l b e n e e d e l m a l e nella c r e a z i o n e di o g n i e n t e e d e l m o n d o . c o s ì l a c o m m e d i a . il t r a g i c o d e l l ' a r t e m a i e u t i c a di S o c r a t e e di t u t t a l a s u a v i t a è p u r s e m p r e p i e n o di u n c e r t o s e n s o di l e g g e r e z z a e di g i o i a . di fronte a d essi egli sostiene c h e c o l u i c h e veramente è u n c o m i c o d e v e essere a n c h e u n t r a g i c o (223 D ) .n e : p o s t o a l l a fine d e l d i a l o g o così c o m e è. se essa h a u n v a l o r e v e r a m e n t e c o m i c o . m e n t r e t u t t i s o n o c a d u t i v i t t i m e di D i o n i s o m e n o A g a t o n e e d A r i s t o f a n e . Per sembra la cosa più profondamente l a c o m m e d i a d i v e n t a p o s i t i v o c i ò c h e è n e g a t i v o . se i n s i e m e a l p o s i t i v o n o n v e n i v a giustificato a n c h e il n e g a t i v o ? S e la l o g i c a della r e a l t à n o n fosse s t a t a tale d a permete t e r e la p i ù a s s o l u t a m a n c a n z a del b e n e e la p i ù l o n t a n a o p p o s t a p o s i z i o n e di fronte a l l ' i d e a . m a . nello stesso t e m p o . a l l a fine d e l d i a l o g o . i n q u a n t o è p i e n o di v e r i t à m a c o s a si p o t r e b b e d i r e di t u t t a l ' o p e r a p l a t o n i c a . di profonda- m e n t e serio e di p r o f o n d a m e n t e i r o n i c o .

i n q u a n t o cioè c ' è t r a m o l t e p l i c i t à e u n i t à u n a r e l a z i o n e e si c h i a m i q u e s t a r e l a z i o n e c o n q u a l s i a s i n o m e ( I o n e . L a molteplicità del mondo delle i d e e ci p e r m e t t e di c o n o s c e r e il r e a l e . le r e l a z i o n i fra la m o l t e p l i c i t à i d e a l e e q u e l l a s e n s i b i l e si s p i e g a n o c o n l a p r e s e n z a d e l n o n essere n e l m o n d o i d e a l e e c i o è c o l l a t e o r i a delle idee o p p o s t e : l'idea rimane u n a m a nel suo interno si fa s t r a d a il n o n essere ( F e d o n e e t u t t e le i p o t e s i n e g a t i v e . L ' u n i t à p u ò essere a n c h e r e l a t i v a . Ricordiamoci. l a p o e s i a e l e a l t r e arti s o n o p o s s i b i l i i n q u a n t o t u t t e le c o s e s o n o r i u n i t e i n u n ' u n i t à . Simposio. L e v i r t ù p a r t i c o l a r i n o n s o n o possibili se n o n i n q u a n t o p a r t e c i p a n o a l b e n e ( C a r mide). quarta i p o t e s i ) . — Parla Diotima e non Socrate che non potrebbe parlare nel tono ispirato e solenne della sacerdotessa. la prima ipotesi del P a r m e n i d e ) . prima di iniziare l'esame del suo dis c o r s o . presa c o m e tale la m o l t e p l i c i t à è i n c o e r e n t e ( C r a t i l o . discorsi di F e d r o . la bellezza è possibile in q u a n t o nel molteplice è presente la bellezza ideale (Ippia Maggiore. p o i l a s e c o n d a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e ) . d a l punto di vista morale conduce all'ass u r d o ( I p p i a M i n o r e ) . bisogna organizzare la rettorica verso l'idea (Gorgia. quarta ipotesi del P a r m e n i d e ) . d i P a u s a n i a e di E r i s s i m a c o ) . I l m o n d o e m p i r i c o si d e v e q u i n d i o r g a n i z z a r e i n t o r n o a l l e i d e e . delle p i ù i m p o r t a n t i p o s i z i o n i fin q u i c o n s i d e r a t e : s a p p i a m o infatti c h e l ' u n i t à è s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a e c h e essa n o n p u ò essere c o n s i d e r a t a c o m e u n o g g e t t o ( M e n o n e . la loro unità ci d à la scienza e cioè la coscienza del v e r o i d e a l e a c u i c o n d u c e il m e t o d o d i a l e t t i c o ( P r o t a g o r a ) . Repubblica).Socrate e Diotima. q u i n t a e d o t t a v a ipotesi del Parmenide). F e d o n e e in seguito. Fedro. N e l p a r t i c o l a r e n o n si a m a il p a r t i c o l a r e m a l ' u n i t à e q u e s t a è q u i n d i i n esso p r e s e n t e ( L i s i d e . la m o l t e p l i c i t à c h e d o m i n a nella r e t t o r i c a è c o n d a n n a b i l e : b i s o g n a r i c o n o s c e r e l a p r e s e n z a d i u n ' u n i c a v i r t ù nelle v i r tù. quarta ipotesi). F e d o n e . è possibile c i o è u n a m o l t e plicità ideale c h e garantisce l'intelligibilità della realtà ( C r a tilo e F e d o n e . L ' u n i tà è poi necessariamente presente in ogni particolare ( F e done.

sia l ' a s s o l u t a t r a s c e n d e n z a c o m e l ' a s s o l u t a i m m a n e n z a . I l m o n d o e m p i r i c o si s p i e g a c o m e s o r g e n t e d a l l a s u a stessa u n i t à i n q u a n t o l ' i d e a si p o n e c o m e n e g a t i v a . d e l l a s u a p o s i t i v i t à . n e l l o stesso m o d o l ' i d e a è e n o n è. sia c o m e p r i n c i p i d e l l a d e d u z i o n e l o g i c a . sia p e r c h è q u e s t a d e d u z i o n e n o n p r o c e d e p e r g r a d i c h e v i a v i a si e s c l u d o n o m a p e r g r a d i c h e r i m a n g o n o s e m p r e v e r i : il m o n d o e m p i r i c o d a essa l o g i c a m e n t e d e r i v a t o e s i g e u n a unificazione. L ' i d e a p u ò essere e n o n e s s e r e : se nel s u o s e n o c ' è . D e l l ' i d e a n o n b a sta dire c h e è u n a m a b i s o g n a a n c h e d i r e t u t t o q u e l l o c h e s'è visto. q u a n d o è s v o l t a i n t u t t e le s u e i n t e r n e p o s i z i o n i . i n q u a n t o l ' i d e a n o n esiste. sia l ' u n i t à c h e la m o l t e p l i c i t à . u n a cioè n o n e s c l u d e l'altra: tutte sono vere in quanto sono momenti della ra- z i o n a l i t à del r e a l e c o m e d i m o s t r e r à c h i a r a m e n t e la d i s c u s sione d e l l a s e c o n d a p a r t e d e l P a r m e n i d e . S i a l ' e s s e r e a s s o l u t o c o m e il n o n essere a s s o l u t o s o n o e n t r a m b i l o g i c a m e n t e possibili m a essi n o n s o n o p o s i z i o n i u n i c h e p e r c h è n e richiamano . è e n o n è. L'idea n o n è s o l a m e n t e l ' u n i t à e l e a t i c a m a è a n c h e u n a r e a l t à esis t e n t e e d u n a r e a l t à m o l t e p l i c e e. s e m p r e l ' i d e a è n e l l o stesso t e m p o u n a e m o l t e p l i c e ( d i s c o r s o di D i o t i m a e terza ipotesi del P a r m e n i d e ) . p o i c h é a n c h e il m o l t e p l i c e v i e n e s p i e g a t o p e r m e z z o d e l n o n essere. c o m e la s u a molteplicità d e l l a s u a u n i t à . continua una continua riduzione della molteplicità al- l ' u n i t à . a n z i s o n o t a n t o p i ù n e c e s sarie. essa a c q u i s t a a i nostri o c c h i u n c a r a t t e r e n u o v o . L ' u n i t à e la t r a s c e n d e n z a i d e a l i n o n si n e g a n o p e r q u e s t o . Nella posizione sopra ricordata per cui l'idea è e non è n e l l o stesso t e m p o è i m p l i c i t a u n ' a l t r a p o s s i b i l i t à . s e m p r e d u n q u e è e n o n è n e l m e d e s i m o t e m p o e. e l o v e d r e m o b e n e in s e g u i t o . c o m e t a l e . L a s u a n e g a t i v i t à è u n a c o n s e g u e n z a l o g i c a . d e l n o n essere a l l ' e s s e r e . T u t t e le p r e c e d e n t i p o s i z i o n i s o n o . E s s e r e e n o n essere s o n o d u n q u e u n o di fronte a l l ' a l t r o . c o m e il P a r m e n i d e dimostrerà.d e l P a r m e n i d e ) . p r o p r i o p e r c h è si l a s c i a v e d e r e s o t t o d i v e r s i a s p e t t i . t u t t e l o g i c a m e n t e p o s s i b i l i .

quella legge che v e d r e m o giustificare chiaramente. i d e a p e r f e t t a e d u n i c a . in relazioni logiche tra loro c o m e quelle che a b b i a m o v i s t o nei d i a l o g h i e s a m i n a t i c o n d u c o n o i n v e c e a d u n a p o s i z i o n e i n c u i n o i v e d i a m o n e l l o stesso t e m p o e s i s t e n z a e n o n esistenza fusi n e l l o stesso p r i n c i p i o . I l P a r m e n i d e c i d i m o s t r e r à c h i a r a m e n t e la n e c e s s i t à di q u e s t e p o s i z i o n i e i n n a l z e r à il s e n s o d e l l ' a n t i n o m i a essere e n o n essere a l e g g e t r a s c e n d e n tale. inconcepibili. il m e t o d o m a i e u t i c o e c h e o r a v e d i a m o c h i a r i r s i a p o c o a p o c o d e l l e p r e m e s s e dei p r i m i d i a l o g h i . se c i o è p r i m a una posizio- d i essere p o s i t i v a l ' i d e a n o n era n e g a t i v a ? C o n c l u d e n d o l ' i d e a p e r n o n essere d e v e essere. nel T e e t e t o . P e n s i a m o o r a a l l e p o s s i b i l i t à di q u e s t a n u o v a p o s i z i o n e d e l l ' i d e a ed a l n u o v o c a r a t t e r e sto c o s ì in l u c e . a v r à l'essere ma. p e r essere d e v e n o n essere. essa r i m a r r à s i m i l e a sè m e d e s i m a . s a r à n o n essere e cioè la n e g a z i o n e di sè m e d e s i m a . M a p o t r à n e g a r s i se n o n esiste? P o t r à n o n essere se nello stesso t e m p o n o n si a f f e r m a positiva? E potrà essere p o s i t i v a e d affermarsi come come tale se q u e s t a n u o v a a f f e r m a z i o n e n o n r a p p r e s e n t a ne assolutamente n u o v a . l ' a v r à . nello stesso t e m p o . i n q u a n t o non lo p o s s i e d e esse si m o l t i p l i c h e r à i n u n a m o l t e p l i c i t à . n e l l o stesso t e m p o . L ' e s s e r e e il n o n essere posti immediata- m e n t e u n o di fronte a l l ' a l t r o r e s t a n o i m m o b i l i e c o m e t a l i . G i à d a o r a possiamo affermare ciò che sarà affermato solo dal P a r m e nide e cioè che dall'unità ideale deriva necessariamente la . si s v i l u p p e r à nel m o n d o s e n s i b i l e . nello stesso istante. S a r à c i o è p o s i t i v a m a s a r à che negativa. I n q u a n t o l o p o s s i e d e . r a t i o essendi della r e a l t à . C o n t e n e n d o c h e d i essa v i e n e p o che so- i n sè d u e p r i n c i p i n o o p p o s t i essa d e v e n e c e s s a r i a m e n t e p o s s e d e r e gli a t t r i annon b u t i di q u e i d u e p r i n c i p i . Così la molteplicità più assoluta d o v r à accoglie- re i n sè stessa u n a c e r t a u n i t à .c o n t i n u a m e n t e delle a l t r e di fronte a c u i g i u s t i f i c a n o la l o r o stessa p o s s i b i l i t à . u l t i m o t e r m i n e e r e g o l a di t u t t o il m o l t e p l i c e . L ' u n i t à i d e a l e p i ù p u r a n o n p o t r à affermarsi s e n o n i n r e l a z i o n e c o n u n a m o l teplicità.

In questa.struttura della realtà e che dalla struttura della realtà d e r i v a necessariamente l'unità ideale. sia nelle a n i m e . c h e n e c e s s a r i a m e n t e è n e l c r e a t o r e . c o m e creazione. L ' i d e a c o m e c r e a z i o n e v i e n e identificata con l'amore. nel Simposio. si n e g a i n q u a n t o s p e z z a la s u a u n i t à i n u n a m o l t e p l i c i t à : d a l n o n essere a l l ' e s s e r e perchè con questo spezzarsi dell'idea come supersistente. L a t e r z a ipotesi d e l P a r m e n i d e ci s p i e g h e r à . ) . S e essa m a n c a s s e a c c a d r e b b e q u e l l o c h e si s u p p o n e a c c a d e r e nel F e d o n e sè m a n c a s s e r o i c o n t r a r i ( F e d . D a l l ' e s s e r e a l n o n essere p e r c h è n e l l ' a t t o di c r e a r e l ' i d e a . P r o p r i o q u e s t o p a s s a g g i o si d e t e r m i n a . Il passaggio dal non essere a l l ' e s s e r e v i e n e c h i a r i t o nel p a s s o 205 B C : « q u a n d o c ' è p e r q u a l s i a s i r a g i o n e m o v i m e n t o d a l n o n essere a l l ' e s s e r e . S i t r a t t a di u n p a s s a g g i o e t e r n o . 208 B ) . P a s s i a m o o r a ai p a s s i d e i S i m p o s i o i n c u i p a r l a n o S o c r a t e e D i o t i m a . l ' a f f e r m a z i o n e c h e o r a a b b i a m o c e r c a t o di c h i a r i r e e c i o è c h e l ' i d e a è e n o n è nel m e d e s i m o i s t a n t e . 7 1 A e s e g g . A contatto c o n l ' i d e a d e l b e n e il filosofo v e d r à nella r e a l t à il m o l t e p l i c e c o m e logica conseguenza della sua posizione m a in questa molteplicità ritroverà immediatamente il b e n e e r i t o r n e r à allora a l l ' i d e a . esistenza. A seconda che noi ci p o n i a m o dal p u n t o di vista ideale o d a l p u n t o di v i s t a d e l l a r e a l t à d e l m o n d o n o i v e d r e m o d a l p r i m o il m o l t e p l i c e e d a l s e c o n d o l ' u n i t à . c o s ì la c r e a z i o n e p o e t i c a . s e m p r e p r e s e n t e i n o g n i istante. a p p u n t o perchè creato. nel s u o s i g n i f i c a t o p i ù profondo. dall'es- sere a l n o n essere e d a l n o n essere a l l ' e s s e r e .m e t a f i s i c o i n q u e s t o m o d o si c o m p l e t e r à d e t e r m i n a n d o s i c o m e infinito ed e t e r n o . Questa creazion e a v v i e n e sia n e i c o r p i . la c r e a z i o n e l e g i s l a t i v a e la c r e a z i o n e e d u c a t r i c e (208 E e s e g g . L ' a m o r e fa sì c h e c i ò c h e . ciò che non è acquista. ) : la v i t a finirebbe p e r c h è è a t t r a v e r s o la g e n e r a z i o n e c h e le c o s e m o r t a l i ries c o n o a d i v e n t a r e eterne ( S i m p . ancora. non potrà arrestarsi ed il c i c l o l o g i c o . A n c h e l a c r e a z i o n e spirituale tende a creare negli uomini l'eternità del ricordo. la c a u s a di q u e sto m o v i m e n t o è sempre un atto creatore ».

p e r il c r e a t o r e . m a q u e s t a s p i e g a z i o n e della r e a l t à . L a creazione è dunq u e p o s s i b i l e s o l o q u a n d o nel m o l t e p l i c e v i e n e t r o v a t a e d è p r e s e n t e la b e l l e z z a . Q u a n d o il filosofo è salito fino a l l ' i d e a c o m p r e n d e la r e a l t à e la c r e a q u a s i d a l n u l l a . la relatività dell'uno e c i o è l ' e s i s t e n z a n e l l ' i n t e r n o d e l l ' u n o stesso di u n a m o l t e p l i c i t à . I n q u e s t o m o d o la c r e a z i o n e d i v e n t a u n a t t o di c a r a t t e r e d i v i n o : « L'unione dell'uomo c'è e della d o n n a è infatti u n a p r o c r e a z i o n e . per colui che crea. « T u t t e le v o l t e c h e u n essere f e c o n d o si t r o v a i n v i c i n a n z a d e l b e l l o . È a t t r a v e r s o q u e s t a c h e la m o l t e p l i c i t à r i p r o d u c e sè m e d e s i m a : ecc o il p a s s a g g i o d a l l ' e s s e r e a l n o n essere e d il m o l t i p l i c a r s i continuo dell'idea come unità. A n c h e q u i s o l o il . L ' a m o r e t e n d e a l possesso etern o d e l b e n e (206 A ) . c o m e s a p p i a m o . A v v i e n e così. c h e il g e n e r e u m a n o n o n p e r i s c a .). e i n q u e s t ' a t t o q u a l c o s a di d i v i n o » (206 C ) : è q u e s t o nel m o r t a l e u n c a r a t tere di i m m o r t a l i t à . così il c o n o s c e r e è s o p r a t u t t o u n a t t o m a i e u t i c o p o s s i b i l e in q u a n t o in noi c ' è g i à la v e r i t à . solo q u a n d o il s i n g o l o si s e n t e reale n e l l ' i d e a d e l l a b e l l e z z a e t e r n a . p r o c r e a . ) .2 0 7 B e s e g g . di u n a n e g a z i o n e . t u t t e l e i d e e c h e d e t e r m i n a n o la p o s i t i v i t à d l l ' u n o . q u a n d o l ' i d e a v i e n e v i s t a d a l m o l t e p l i c e c o m e essere. l'idea del bello e logicamente s a r a n n o n e c e s s a r i e . la s u a a z i o n e ? Q u a l ' è l ' o g g e t t o d e l l ' a m o r e ? Q u a l ' è la s u a m a n i e r a d ' a g i r e ? È u n a c r e a z i o n e nel b e l l o (206 B ) . esige.è m o l t e p l i c e si ricrei n e l l ' u n i t à e d a m o r t a l e d i v e n t i i m m o r t a l e : i n t u t t a la n a t u r a c ' è infatti il d e s i d e r i o d e l l ' i m m o r t a lità (206 C . q u e s t a r e a l t à i n q u a n t o intelligibile. A c h e c o s a s a r à d i r e t t a . Q u i il m i t o d e l l ' a n a m n e s i v i e n e g i u s t i f i c a t o i n u n a p i ù a m p i a p o s i z i o n e . di u n n o n essere. l ' u o m o felice n o n si a c c o n t e n t a di essere felice m a v u o l e c o n s e r v a r e l a s u a felicità. L a b e l l e z z a p r e s e n t e n e l m o l t e p l i c e fa i n m o d o c h e q u e s t o si r i p r o d u c a . c h e q u e s t o m o l t e p l i c e si e t e r n i z z a c o n l a r i p r o d u z i o n e . È d u n q u e n e cessaria. p e r c h è n o n si p u ò c r e a r e nel b r u t t o . p e r c i ò . C i ò è p o s s i b i l e solo p e r l a p r e s e n z a d e l l ' i d e a . p e r l a p r e senza dell'unità in quanto positività assoluta. m a c i ò n o n p u ò a c cadere in v i c i n a n z a del brutto » (id.

I n q u a n t o a m o r e . r i t o r n a nel m o n d o doxa. i n r a p p o r t o a t u t t o il resto. d o v r à a v e r e u n c h e è fuori di lui e c h e c o n t i n u a m e n t e oggetto ricerca (199 C E ) .2 1 2 A . e di P o v e r t à . u s c e n d o d a l m i t o . a v e r c o n o s c i u t o il m o n d o i d e a l e . s a r à v i c i n i s s i m o a l b e l l o i n sè. L ' a s c e s a a l l ' i n t u i z i o n e d e l b e l l o è. p e r la r a g i o n e c h e . d e l s u o t e n t a t i v o di d i s c e n d e r e nel m o n d o p e r i m p o r g l i il b e n e e l a p e r f e z i o n e ( R e p . n e c e s s a r i a . c o m e v o l e v a A g a t o n e . V I . l ' A m o r e n o n s a r à b e l l o . Il filosofo d o v r à a r r i v a r c i d o p o u n ' e s p e r i e n z a r e a l e di t u t t i i d i v e r s i g r a d i d e l l a m o l t e p l i c i t à ( R e p . p e r la stessa r a g i o n e p e r c u i è n e c e s s a ria la b e l l e z z a n e l l ' a t t o d e l l a c r e a z i o n e . e d e s p r i m e c o s ì il s e n s o d e m o n i c o d e l v e r o filosofo c h e . Socrate poteva benissimo accennare sorridendo dopo della alla PACI 4 . conseguentemensarà ma l'idea a È p e r le r a g i o n i s o p r a a c c e n n a t e c h e . fenomenizzarsi. l ' i d e a è l ' e t e r n a c r e a t r i c e d e l m o n d o . ) .P a r m e n i d e p o t r à c h i a r i r e fino in f o n d o il p r o b l e m a . a l t r i m e n t i esso d a r e b b e l u o g o a c o n t r a d d i z i o n i i n s o l u b i l i . d e l d i o d e g l i e s p e d i e n t i e d e l l a ricchezza. ) . i n c o n c l u s i o n e . a d i v e n t a r e infine n o n essere. m a p r o p r i o q u e s t a v i c i n a n z a s a r à la c a u s a d e l l a s u a c r e a z i o n e . v i s t a d u n q u e nella p o s i z i o n e c o n c u i la v e d i a m o nel S i m p o s i o . A m o r e v i e n e c o n s i d e r a t o u n d e m o n e (202 E e s e g g . ) . n e l l a c r e a z i o n e . V I . S i s p i e g a c o s ì l ' u l t i m o t e r m i n e d e l l ' a m o r e . G i u n to a l l ' u l t i m o g r a d o egli s a r à i n p o s s e s s o d e l l ' i n t u i z i o n e d e l b e l l o . te. 4 9 6 B e s e g g . A m o r e è figlio di P o r o s . tra la m o l t e p l i c i t à e l ' u n i t à e comincia così ad affermarsi avrà nelle q u e l c o n c e t t o di m e d i e t à c h e t a n t a i m p o r t a n z a u l t i m e e s p r e s s i o n i del p e n s i e r o platonico. m a p r i v o d e l l a b e l l e z z a (200 A B C ) . C o s ì s e c o n d o n o i si p u ò s p i e g a r e il p a s s o 209 E . c i o è u n m e d i a t o r e tra g l i u o m i n i e g l i d e i . oltre a d essere l ' e s s e n z a e la r e a l t à p o s i t i v a di esso. e n o n p r e s o i s o l a t a m e n t e . la d i a l e t t i c a ascendente c h e p o r t a il filosofo a l l ' i n t u i z i o n e d e l l a b e l l e z z a ( 2 1 0 e s e g g . n o n solo si p a s s a d a l n u l l a a l l ' e s s e r e a n c h e si o b b l i g a la p u r e z z a i d e a l e a c o n t a m i n a r s i . 490 A B ) . partecipa in c o n s e g u e n z a sia (203 della B e natura del p a d r e sia d e l l a n a t u r a d e l l a m a d r e s e g g . ) .

Dialektik. in quanto. Entwicklung d. il F e d r o è u n v e r o r e b u s 2 an- c h e d a l p u n t o di v i s t a d e l p e n s i e r o e d e l l a f o r m a ) . con qualche piccola modificazione. Diamo alcune notizie a proposito dell'opera dello Stenzel. cit. della filos. secondo lo Stenzel. C o s ì a n c h e S t e n z e l p o n e 3 in r e l a z i o n e c o n il Sof. nell'« Arch. M a se S o c r a t e p o t e v a dire c h e la s u a era u n a v e r a r e l i g i o n e in q u a n t o i n v e r a v a l ' a n t i c a n e l s u o spirito e n e l l a s u a v e r i t à . secondo lo Stenzel. S T E N Z E L : Studien z. è l'interesse fondamentale del pensiero platonico dell'ultimo periodo. pag. t e n d e ora a t r a s p o r t a r e il d i a l o g o a l l ' u l t i m o p e r i o d o . Il passo del Sofista 253 D è uno dei passi più significativi sul procedimento diairetico che. È q u e s t a la v e r i t à n a s c o s t a d a l l a f e d e n e g l i dei e n e i d e m o n i . IL FEDRO. rimanendo applicandolo alla filosofìa. Plat. V o n A r n i m e M a i e r a v v i c i n a n o il p r o b l e m a d e l F e d r o a i p r o b l e m i d e l Sofista e del P o l i t i c o . » 1936. 1931. 105. mentre si muta in questo modo la fisionomia dell'idea che si avvicina sempre più al . i n . nel procedimento diairetico. I l F e d r o ci p r e s e n t a u n o d e i p r o b l e m i p i ù intricati d e l l'interpretazione del pensiero platonico ) . 2) I. l a p o s i z i o n e s o c r a t i c a era t r o p p o n u o v a p e r c h è u o m i n i c o m e A n i t o e M e l e t o n o n sentissero in essa u n p r o f o n d o e t e m i b i l e c a rattere rivoluzionario. c h e c o n s i d e r a v a il F e d r o c o m e l a p r i m a o p e r a di P l a t o n e . pag. Leipzig.sua credenza negli dei. notizie che sono necessarie a meglio comprendere i problemi di cui ci occupiamo. 253 D il p a s s o d e l F e d r o 265 D ) . it. di stor. Insieme alla dil s c u s s i o n e sulla p o s i z i o n e c r o n o l o g i c a . p e r c u i la critica d a l l ' i p o t e s i d e l l o S c h l e i m a c h e r . Tutti i problemi presentatisi nei dialoghi fino alla Repubblica trovano la loro soluzione. mentre fino alla Repubblica sarebbe rimasta valida la primitiva teoria platonica tendente a concepire l'idea come un valore. nel mito ed ogni posizione logica dell'idea h a la s u a v e r i t à e di essa si p u ò a f f e r m a r e t a n t o la t r a s c e n d e n z a q u a n t o la s u a p o s s i b i l i t à c r e a t r i c e . L e 1) Questo capitolo è già apparso. II. 3) S T E N Z E L : O p .

Platone si avvicinerebbe così all'interesse dominante del secolo I V . finché l'ultima idea trovata non esclude più la possibilità di essere vista come generica ed una nello stesso tempo. : il sofista è un profano о uno che se ne intende? L a risposta a questa domanda presenta un nuovo concetto il quale a sua volta è suscettibile di una divisione. L a diairesis presenta continuamente l'essere ed il non essere in una concatenazione infinita: il primo si mostra come < ( questo essere ». A Platone il regno del divenire si presenterebbe. come un campo degno della più seria indagine. quindi come l'« altro )>. nel secondo periodo del suo pensiero. volendo anche fondare la verità essenziale del singolo giudizio e non solamente la forma generica di quest'ultimo. non essere che assume il significato nuovo dell'« altro ». Questo connesso del non essere con la diairesis viene esplicitamente chiarito da Platone nel Sofista 257 E : L o Straniero: « l a natura dell'altro mi sembra dividersi nel medesimo modo della scienza». 229 B ) . L'idea diventerà divisibile e nello stesso tempo si risolverà il problema del chorismos e si fonderà una vera methexis. « anche questa senza dubbio è una ». Nel procedimento diairetico. Questo procedimento appariva a Platone come deduttivo ed il resultato. ogni divisione. conduce ad un indivisibile. l'abisso tuttora rimasto aperto tra Platone e Aristotele. per mezzo di continue differenziazioni e divisioni. E poiché Platone vuol spiegare il singolo nella sua essenza determinata necessariamente. A d es. Ora il procedimento diairetico si applica con un taglio netto ogni volta che si presenta un dato. Teet.d i s c u s s i o n i si b a s a n o t u t t e s u l f a t t o c h e si a m m e t t o n o due p e r i o d i b e n distinti d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o c o m e fa p r i n c i p a l m e n t e l o S t e n z e l . secondo lo Stenzel. « Ma ogni parte che se ne distacca per ap- . Il metodo diairetico permette a Platone di dividere l'idea e di assegnare a questa tutte le funzioni del concetto. Q u e s t ' u l t i m o c r e d e il F e d r o u n dialogo concetto. Ma ogni diairesis. Prima di giungere in questo modo al concetto ultimo si trova così una quantità di concetti che sono quindi quasi sottospecie dell'ultimo concetto e stanno nella relazione di essere e non essere. In questo modo si potrebbe colmare. si troverà di fronte al proplema della doxa. come lo chiama Platone stesso (Sof. il secondo come « non questo ». : «come? ». ad un « atomon ». e noi sappiamo dall'Usener e dal Wilamowitz che in questo tempo si era formata una vasta scienza dell'esperienza. si giunge a nuovi concetti. l'idea atomo. I problemi si aggireranno intorno alla doxa su cui bisogna tener fermo per l'interpretazione del Teeteto e del Sofista. come il resultato di una deduzione. L o Str. a concetti idee. quindi ad una nuova idea che non ha più le caratteristiche dell'antica e che Stenzel chiama « atomon eidos ».

di p a s s a g g i o ; f o r m a l m e n t e

esso è s o c r a t i c o , d a l p u n t o

di

v i s t a d e l p e n s i e r o si c o n t r a p p o n g o n o n e l F e d r o d u e p o s i z i o n i : q u e l l a d e l p a s s o 2 7 7 B : « B i s o g n a essere c a p a c i di definire o g n i c o s a d i p e r sè stessa e s a p e r e i n o l t r e , dopo

a v e r l a definita, s u d d i v i d e r l a n u o v a m e n t e s e c o n d o le s u e s p e c i e , n o n a r r e s t a n d o s i c h e a l l a s p e c i e i n d i v i s i b i l e », c h e i n d i c a c h i a r a m e n t e il p r o c e d i m e n t o d i a i r e t i c o e l ' a t o m o n c o m e s c o p o d e l l a d i v i s i o n e , e q u e l l a d e l p a s s o 249 B , « B i s o g n a c h e l ' i n t e l l i g e n z a si eserciti s e c o n d o c i ò c h e si c h i a m a i d e a , a n d a n d o d a u n a m o l t e p l i c i t à di s e n s a z i o n i v e r s o l ' u n i t à di c u i l ' a f f e r m a r s i è u n a t t o di riflessione. O r a q u e s t ' a t t o c o n siste nel r i c o r d a r s i di o g g e t t i c h e g i à a l t r o v e la n o s t r a a n i m a

plicarsi ad un oggetto determinato riveste un nome che le è proprio ed è per questo che si parla di una molteplicità delle arti e delle scienze». Teet. : « P e r f e t t a m e n t e » . L o Str.: « E b b e n e le parti di quest'unità della natura dell'altro si specificano nel medesimo modo ». Secondo lo scopo a cui tende la divisione, ogni gradino di questa mostra come un non essente sta di fronte ad un essente. Una volta giunti all'atomo-idea si compie una nuova operazione: tutti i diversi essenti trovati, tutti i diversi sottoconcetti, che hanno condotto al vero e proprio concetto, vengono riuniti: operazione questa espressa in greco con i verbi « sunagein » (Sof. 224 C), « sumplekein », « sundein » (Sof. 268 C) ed in questo precisamente consiste la « sumploke eidon », opposta alla pura « sumploke onomaton » del Teeteto. In questo modo l'atomo idea contiene tanti predicati quanti sono i concetti in esso raccolti e ci offre la definizione in maniera da realizzare ciò che nel Parmenide era sembrato assurdo a Socrate, che un oggetto possa riunire in sè, senza contraddizioni, determinazioni diverse, che l'idea sia cioè una e multipla nello stesso tempo (cfr. Parm., 195 E). (Cfr. O p . cit., pagg. 54-72). Il passo del Fedro, 265 D, ci presenta Socrate che parla di due procedimenti dialettici. Il primo consiste nel « condurre ad una forma unica, per mezzo di una visione d'insieme, ciò che è disseminato in mille parti, in modo che con la definizione di ciò che interessa (traduco così « ekaston » perchè mi sembra di poter rendere solo in questo modo il significato che qui si dà al neutro nel contesto) tra quelle, si possa far vedere con chiarezza quale è quella su cui si vuole in ogni caso condurre l'indagine ». In 265 E il riavvicinamento al metodo diairetico così come è concepito dallo Stenzel è molto chiaro: l'altro procedimento dialettico consiste per Socrate « nell'essere capace di dettagliare per specie ».

h a visto », in c u i la dialettica viene concepita in funzione dell'anamnesis e cioè in funzione a d u n a teoria essenzialmente socratica o, almeno per lo Stenzel, del Platone del primo periodo. L a formazione del concetto di specie sarebbe data nel passo 2 7 7 B c o m e risultante dalla divisione e nel p a s s o B c o m e u n i f i c a z i o n e d e l l a m o l t e p l i c i t à delle p e r c e z i o n i . N e l p a s s o 2 4 9 B l a c o n t r a d d i z i o n e c o n s i s t e r e b b e n e l fatto c h e , m e n t r e si c o n s i d e r a i n u n p r i m o t e m p o l ' i d e a c o m e r i s u l t a t o delle s e n s a z i o n i , i n u n s e c o n d o t e m p o q u e s t a v i e n e posta scenza. come condizione dell'atto unificante come remini-

Vecchio e nuovo - Due forme della dialettica. so 249 B p o t e v a p r e s t a r s i a d u n a e q u i v o c a mento, alla t e o r i a dell'anamnesis

— Lo

Stenzel nota giustamente c h e la prima affermazione del pasinterpretazione sensistica e p e r c i ò P l a t o n e h a r i c o r s o , i n u n s e c o n d o m o come alla massima g a r a n z i a c o n t r o o g n i e m p i r i s m o . I l senso d e l b r a n o è, s e m p r e p e r l o S t e n z e l , c o m p r e n s i b i l e , se si p e n s a c h e i n esso si v u o l m o s t r a r e l a p o s s i b i l i t à di r a c c o g l i e r e i n u n ' u n i t à le s i n g o l e p e r c e z i o n i . O r a il m e t o d o d i a i r e t i c o , c h e si c h i a r i r à p r i n c i p a l m e n t e n e l Sofista, è b a s a t o s o p r a t u t t o s u l r a v v i c i n a m e n t o d e l l ' i d e a c o l l a p e r c e z i o n e sensibile, c o n f o r m e m e n t e a tutto della il m o v i m e n t o d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o c h e t e n d e , p e r l o S t e n zel, sempre a d u n a maggiore valutazione del m o n d o d o x a e, r i s p e t t i v a m e n t e , a d u n p r o g r e s s i v o c o n c e t t u a l i z z a r s i d e l l ' i d e a . S e si p e n s a c h e n e l p a s s o 249 B s o n o di fronte le due concezioni, la vecchia, tendente a vedere l'idea come un valore, e la n u o v a c h e a v v i c i n a l'idea agli oggetti del m o n d o sensibile, a l l o r a n o n si t r o v e r à p i ù i n q u e l p a s s o n e s s u n a c o n t r a d d i z i o n e . E s s o , m o s t r a n d o c i c o m e le p e r c e z i o n i intese n o n s e n s i s t i c a m e n t e si r a c c o l g o n o i n u n r a g g r u p p a m e n t o , c i p r e p a r a a l l a p o s s i b i l i t à d i v e d e r e nelle p e r c e z i o n i u n v a l o r e i d e a l e e n e l l ' i d e a u n a c e r t a i d e n t i t à c o n le p e r c e c e z i o n i . C i si a v v i c i n a così a l p r o b l e m a d e l Sofista e d alla teoria d e l m e t o d o d i a i r e t i c o a c u i si a c c e n n a nello stesso

F e d r o a l p a s s o 2 7 7 B . I l v e c c h i o e il n u o v o c h e q u i si t e n t a di porre in u n a certa continuità t r o v a n o u n a corrisponden-

z a nella f o r m a d e l d i a l o g o c h e è, c o m e a b b i a m o d e t t o , p e r 10 S t e n z e l , s o c r a t i c a , m a c h e r a c c h i u d e p e r ò n e l s u o s e n o posizioni che appartengono al vero pensiero platonico. Il

m e t o d o d i a i r e t i c o è s t a t o p o s s i b i l e solo d o p o c h e il P a r m e n i d e e b b e risolto i p r o b l e m i di c o m e l ' u n o p o s s a d i v e n t a r e m o l t i ; o r a , u n a v o l t a a f f e r m a t a la n u o v a p o s i z i o n e , q u e s t a si t r o v a v a , p e r l o S t e n z e l , in u n a c e r t a c o n t r a d d i z i o n e c o n 11 p e n s i e r o p l a t o n i c o d e l p e r i o d o s o c r a t i c o , c h e r i c e r c a v a s o p r a t u t t o nei m o l t e p l i c i l ' u n i t à e t e n d e v a a n o n c o r r o m p e r e la t r a s c e n d e n z a i d e a l e . I n o l t r e il p a s s a g g i o a l l ' u n i t à risult a v a i n u n c e r t o s e n s o c o n c o r d a n t e c o n la p r i m i t i v a v i s i o n e dei d i a l o g h i s o c r a t i c i , p r e s e n t a n d o s i sì c o m e r e s u l t a t o d i u n a divisione, m a come u n resultato indivisibile (atomon), quindi c o m e risultato u n i t a r i o . Q u e s t o fatto p o t e v a r e n d e r e p i ù facile il t e n t a t i v o di r i a v v i c i n a r e la v e c c h i a e la n u o v a p o sizione. « N o n d o v e v a attrarre Platone c o m e artista la rapp r e s e n t a z i o n e di q u e s t ' u l t i m o c o n n e s s o u n i t a r i o , il ripren-

dere nuovamente i v e c c h i problemi pur tenendo conto, con grande circospezione, delle posizioni n u o v a m e n t e acqui-

state? » ' ) . S e P l a t o n e v o l e v a p o r r e in r e l a z i o n e il v e c c h i o ed il n u o v o d o v e v a p r i m a
2

di t u t t o d i m o s t r a r e

l'accordo

delle n u o v e p o s i z i o n i c o n l ' a n t e r i o r e p r o c e s s o i n d u t t i v o s o c r a t i c o ) . I n q u e s t o m o d o si s p i e g a il p a s s o 249 B in q u e s t i o n e , c o m e si s p i e g a il f a t t o c h e . nel p a s s o 2 7 7 B P l a t o n e parli chiaramente del n u o v o m e t o d o d i a i r e t i c o c h e v i e n e

c o s ì p o s t o i n r e l a z i o n e c o l p u n t o di v i s t a d e i d i a l o g h i s o cratici. Queste posizioni dello Stenzel sono certamente molto

f o n d a t e m a ci o b b l i g a n o a d e l l e o s s e r v a z i o n i . P e r n o i nel pensiero platonico n o n è assolutamente possibile porre delle n e t t e d i v i s i o n i tra p e r i o d i e p e r i o d i di p e n s i e r o e ci v o r r e m -

1) 2)

STENZEL: STENZEL:

Op. Op.

cit. cit.

Pag. Pag.

10S. 109.

m o s f o r z a r e d i v e d e r e la filosofia di P l a t o n e c o m e u n t u t t o u n i t a r i o . A n c h e se nel T e e t e t o , c o m e v e d r e m o , P l a t o n e rip r e n d e r à in e s a m e , d o p o il P a r m e n i d e , il m e t o d o s o c r a t i c o , n o n ci s a r à m a i n e l l o s v o l g i m e n t o d e l s u o p e n s i e r o u n v e r o salto e v o l u t i v o . S e d e l r e s t o P l a t o n e sente il b i s o g n o di ricollegare il

n u o v o all'antico, vorrà considerare questo antico come una p o s i z i o n e s u p e r a t a e p e r c i ò n o n p i ù v e r a d i fronte a l l ' u l t e riore s v i l u p p o d e l s u o p e n s i e r o ? P l a t o n e v u o l e e v i d e n t e m e n te c h e i n s i e m e a l l a s u a n u o v a p o s i z i o n e sia c o n s e r v a t a l ' a n tica ed è t e n e n d o c o n t o di q u e s t o fatto c h e p e r noi è p o s s i bile accettare i resultati dello Stenzel. T r a m e t o d o diairet i c o e m e t o d o s o c r a t i c o ci s e m b r a c h e n o n ci sia c o n t r a d d i zione, m a piuttosto crediamo che i due metodi siano a m b e d u e v e r i , c i a s c u n o nel loro a m b i t o . N u l l a i m p e d i s c e c o n c i ò di r i c o n o s c e r e e f f e t t i v a m e n t e nel F e d r o p o s i z i o n i g i à n o t e , m a non è detto che queste posizioni d e b b a n o considerarsi

c o m e superate dalle n u o v e posizioni del pensiero platonico e c h e d e b b a n o p e r c i ò essere del t u t t o r e s p i n t e ; e d è p r o p r i o lo S t e n z e l c h e c i d à , c o m e a b b i a m o v i s t o , le b a s i f o n d a m e n t a l i di u n a s i m i l e i n t e r p r e t a z i o n e . S e c o n d o il n o s t r o p u n t o di v i s t a , in P l a t o n e si p o s s o n o distinguere, non storicamente ma filosoficamente, due me-

todi della d i a l e t t i c a : il p r i m o è d i r e t t o a l l a c o n o s c e n z a d e l l a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e e c i o è è un m e t o d o in c u i si m u o v e u n problema filosofico, il s e c o n d o è i n v e c e c a r a t t e r i z z a t o dal

f a t t o di a v e r e c o m e o g g e t t o la m o l t e p l i c i t à del m o n d o e m p i r i c o . L e l e g g i s u c u i q u e s t o s e c o n d o m e t o d o si b a s a s a r a n n o p i ù r i g i d e e m e n o e l a s t i c h e di q u e l l e d e l p r i m o , si r i u s c i r à a v e d e r e in esso d e l l e r e g o l e c a r a t t e r i s t i c h e c h e c e lo f a r a n n o apparire quasi come una logica formale. Corrispondente-

m e n t e c i d o v r a n n o essere d u e d i a l e t t i c h e , u n a d i a l e t t i c a c h e chiameremo filosofica ed una che c h i a m e r e m o formalistica.

U n o dei p r o b l e m i p i ù i m p o r t a n t i s a r à q u e l l o di v e d e r e i n q u a l e r e l a z i o n e q u e s t e d u e d i a l e t t i c h e s t a n n o tra di loro.

P e r lo S t e n z e l , c o m e si è v i s t o , le d u e d i a l e t t i c h e si d i s t i n -

g u o n o in quanto a p p a r t e n g o n o a due diversi periodi del pensiero p l a t o n i c o . N e i d i a l o g h i s o c r a t i c i P l a t o n e pensa alla si

d i a l e t t i c a filosofica; a p o c o a p o c o la v i s i o n e p l a t o n i c a

t r a s f o r m a e, e v o l v e n d o s i e l a s c i a n d o l e p r e c e d e n t i p o s i z i o n i , d i v e n t a q u e l l a c h e noi t r o v i a m o n e l Sofista, n e l P o l i t i c o e n e l F i l e b o . Q u a l ' è , si c h i e d e lo S t e n z e l , il p r o c e d i m e n t o l o gico che v i e n e usato dalla dialettica del p r i m o periodo? E s s o si b a s a s u l l ' i n t u i z i o n e di i d e e m o l t o i m p o r t a n t i c o m e il

b u o n o , il b e l l o , e il v e r o , m a p e r q u e s t o a p p l i c a r s i i m m e d i a tamente a concetti molto complicati sarebbe stato necessario a v e r formulato una logica. A n c h e queste osservazioni dello Stenzel sono giustissime. D o b b i a m o però notare che per

P l a t o n e n o n s a r à m a i p o s s i b i l e r i d u r r e a c o n c e t t i le i d e e d e l b e l l o e del b u o n o e le a l t r e s i m i l i . Q u e s t e i d e e s u p e r i o r i i n s i e m e a m o l t e altre c o n s e r v e r a n n o s e m p r e il l o r o v a l o r e p u r a m e n t e i d e a l e : s o l a m e n t e P l a t o n e ci f a r à v e d e r e , nei d i a l o g h i metafisici, c h e ci p o s s o n o essere i d e e di t u t t e le c o s e e quindi ide a cui corrisponde una realtà empirica e che poss o n o , v e v o g l i a m o u s a r e il l i n g u a g g i o d e l l o S t e n z e l , essere pensate come concetti. Si p o t r e b b e inoltre insistere a n c h e su u n a l t r o p r o b l e m a : q u a n d o si c e r c a di f o n d a r e u n a d i a l e t t i c a f o r m a l e e di c o m p r e n d e r e la r e a l t à d e l c o n c e t t o , c o n q u a l e m e z z o si s v o l g e q u e s t a i n d a g i n e ? N o n è essa u n o g g e t t o di s t u d i o , r i c a d e a s u a v o l t a s o t t o il m e t o d o di i n v e s t i g a z i o n e non

filosofi-

c a ? L a r i c e r c a di u n a l o g i c a f o r m a l e n o n è u n a d e l l e t a n t e r i c e r c h e di c u i si o c c u p a la filosofia? E s s a è in u n secondo

p i a n o rispetto a l l a d i a l e t t i c a filosofica u s a t a nei d i a l o g h i , i n q u a n t o è di q u e s t a u n ' a p p l i c a z i o n e p a r t i c o l a r e . S e l a l o g i c a formale non venisse distinta dalla logica superiore, che una

g u i d a il n o s t r o p e n s i e r o q u a n d o c o n esso si t e n d e a d verità filosofica, n o n si c a p i r e b b e p i ù c o n q u a l e

maniera metodo prostato

e c o n q u a l i m e z z i noi r i u s c i r e m m o a stabilire u n

l o g i c o . L o S t e n z e l sostiene c h e p r i m a di a p p l i c a r s i a blemi quali l'idea del buono e del bello, sarebbe

necessario trovare un metodo logico : ma, secondo noi, que-

l ' a f f e r m a z i o n e d e l l a n e c e s s i t à delle d i a l e t t i c h e . cit. P. I d u e m o v i m e n t i d i a l e t t i c i c h e è p o s s i b i l e ritrov a r e nel p a s s o s u d d e t t o si p o t r e b b e r o r i c o n o s c e r e il p r i m o c o m e una dialettica ascendente che c o n d u c e alla conoscenza d e l l a r a z i o n a l i t à del reale e d il s e c o n d o c o m e u n a d i a l e t t i c a d i s c e n d e n t e m i r a n t e a d a r e la d e f i n i z i o n e di u n s i n g o l o o g g e t t o i n r e l a z i o n e c o n la p o s i z i o n e d i q u e s t o nella r e a l t à raz i o n a l e . Naturalmente co che permetterà il m e t o d o diaireti- la c o n o s c e n z a d e l l a r e a l t à e m p i r i c a d o filo- v r à n e c e s s a r i a m e n t e essere i n r e l a z i o n e c o n u n a v i s i o n e sofica g e n e r a l e del m o n d o e c i o è c o n i risultati d e l m e t o d o filosofico. I l p a s s o del F e d r o 265 D si p o t r e b b e due spiegare p e n s a n d o c h e nella p r i m a p a r t e di esso si a c c e n n a a l m e t o do filosofico e c h e nella s e c o n d a p a r t e si a c c e n n a a l m e t o d o d i a i r e t i c o . N o i c r e d i a m o p e r c i ò c h e c i sia in P l a t o n e . i n v e c e s o r g e r e n e c e s s a r i a m e n t e nel s e n o stesso d e l l a r i c e r ca filosofica c o m e t a n t i altri p r o b l e m i . . ROBIN: Op. I l R o b i n i n t e r p r e t a s e n z ' a l t r o il p a s s o i n q u e s t i o n e in q u e s t o s e n s o e c o s ì t u t t o il p r o b l e m a d e l l ' o p p o s i z i o n e d e l le d u e d i a l e t t i c h e nel F e d r o C o m e e s e m p i del p r i m o p r o - c e d i m e n t o d i a l e t t i c o il R o b i n p e n s a a i d i a l o g h i s o c r a t i c i . c o m e e s e m p i d e l s e c o n d o egli cita n a t u r a l m e n t e i d i a l o g h i m e tafisici. p i u t t o - s t o c h e la t r a s f o r m a z i o n e di u n a d i a l e t t i c a filosofica i n u n a d i a l e t t i c a f o r m a l e . dopo che i problemi s o n o stati posti i n t u t t a la l o r o i n t e r e z z a . d e d o t t o n e c e s s a r i a m e n t e d a p o s i z i o n i e m piriche. 1) Cfr. c o m e h a b e n n o t a t o a n c h e lo S t e n z e l a proposito del Parmenide.sto m e t o d o l o g i c o . a d un certo mo- m e n t o si p u ò p r e s e n t a r e q u e s t a d o m a n d a : come dobbiamo r e g o l a r c i q u a n d o si t r a t t a n o n di c e r c a r e c h e c o s ' è il b e l l o m a d i definire c h e c o s ' è l ' o g g e t t o a ? I l p r o b l e m a d e l l a c o noscenza del mondo empirico sorgerà filosofici proprio in questo modo. CLIV e segg. rità non sarebbe mai riuscito a condurci a delle v e c o m e sono quelle riguardanti l'idea del b u o Il problema della logica formale doveva filosofiche no e del bello.

ritornando quindi a giustificare. N o i c r e d i a m o c h e nel p a s s o 265 D E si a l l u d a . d e i p r o b l e m i c h e si a f f a c c i a n o a c h i r i l e g g a il F e d r o d o p o a v e r c o n o s c i u t o l ' o p e r a d e l l o S t e n z e l . co- m e a s c e n d e n t e . Q u e s t a i n t e r p r e t a z i o n e ci s e m b r a in a r m o n i a c o n il resto d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o . m a p i u t t o s t o si d e v e d i s t i n g u e r e u n m e t o d o filoe sofico c h e si d i s t i n g u e nei d u e p r o c e d i m e n t i a s c e n d e n t e d i s c e n d e n t e e d u n m e t o d o d i a i r e t i c o c h e si d i s t i n g u e n e l l o stesso m o d o . I l p r o b l e m a d e l P a r m e n i d e s a r à p r o p r i o q u e l l o di r e a l i z z a r e c i ò c h e n e l l a R e p u b b l i c a si è a f f e r m a t o c o m e n e c e s s a r i o d o p o l ' a s c e s a a l l ' u n i t à e c i o è la discesa d a l l ' u n o e l'applicazione nella sua interezza del m e t o d o filosofico d i s c e n d e n t e . L e nostre interpretazioni presuppongono però. se il p e n s i e r o sale fino a l l ' u n i t à . Il m e t o d o filosofico. N e l p a s so 249 B c r e d i a m o i n v e c e c h e si t r a t t i d e l m e t o d o filosofico così c o m e si e s p r i m e n e l l ' a s c e s a d e l p r o c e s s o i n d u t t i v o s o cratico. e 511 B . si p o n e p e r ò la n e c e s s i t à della s u a d i s c e s a p e r s p i e g a r e t u t t o il r e a l e ' ) . e n o n p o t e v a f a r l o . È questo il movimento che chiamiamo metodo ascendente della dialettica. tenendosi fermo alle conseguenze che dal principio raggiunto derivano. Cfr. sia n e l p r i m o c a so sia nel s e c o n d o . le premesse da cui era passato e per mezzo delle quali era giunto all'unità. e nello stesso t e m p o p r o v a n o . h a r a g i o n e il R o b i n a r i t r o v a r l o i n t u t t i i d i a l o g h i s o c r a t i c i e c o m e d i s c e n d e n t e o g n i lettore di P l a t o n e p u ò r i c o r d a r s i d e l l a R e p u b b l i c a d o v e . 516 e segg. Ma quando ha raggiunto l'ultimo suo gradino il pensiero ridiscende.L'interpretazione del R o b i n però n o n tiene conto. principalmente: R e p . m e n t r e il T e e t e t o c e r c h e r à di g i u s t i f i c a r e a l l a l u c e d e i r e s u l t a t i d e l P a r m e n i d e il m e t o d o i n d u t t i v o s o c r a t i c o o il m e t o d o a s c e n d e n t e . . c h e i n P l a t o n e n o n si p u ò t r o v a r e u n m e t o d o a s c e n d e n t e c h e c o i n c i d e c o l m e t o d o filosofic o e u n m e t o d o d i s c e n d e n t e c h e c o i n c i d e c o n il p r o c e d i m e n t o d i a i r e t i c o . a l p r o c e d i m e n t o d i a i r e t i c o c h e v i e n e v i sto p r i m a c o m e ascendente poi c o m e discendente. 1) L a dialettica filosofica conduce fino ad un principio incondizionato che giustifica i gradi di conoscenza per mezzo dei quali si è arrivati fino ad esso. C. in questa sua discesa.

se esiste l ' i d e a d e l l a c a c c i a (cfr.A n a l o g a m e n t e nel m e t o d o d i a i r e t i c o n o n c ' è solo u n a discesa. È p e r q u e s t o c h e nel p a s s o 265 D si d i c e c h e si d e v e d a r e u n a definiz i o n e di c i ò c h e è d i s s e m i n a t o i n m i l l e p a r t i . ci t r o v e r e m o di fronte a q u e s t o p r o b l e m a . Sarà più g e r e il m e t o d o d i a i r e t i c o a l l a d i a l e t t i c a facile r i p o r t a r s i a d u n e s e m p i o c o n c r e t o . I n p i ù il p r o c e s s o di a s c e s a u n i f i c a t r i c e . p e r m e z z o di u n a v i s i o n e d ' i n s i e m e . m a t r o v i a m o g i à l a d e s c r i z i o n e di u n p r o c e s s o d e l l a d i a i r e s i s . d i v i d e n d o i d e a da i d e a . c o n q u a l e c r i t e r i o si s c e g l i e la c a c c i a a i n u o t a t o r i animali pedigradi? Perchè e non quella agli un'unità già un si tiene p r e s e n t e precedentemente s t a b i l i t a q u a n d o si p o s e la r i c e r c a di pescatore. Questa ascesa è prop r i o il « c o n d u r r e a d u n a f o r m a u n i c a . a c c e t t a t a la s e c o n d a d o v r e m o d i v i d e r e a n c o r a . N o n s o l o . ci sembra anche compiere l'importante f u n z i o n e di r i c o n g i u n filosofica. si t r a t t a d u n q u e di u n r i a v v i c i n a m e n t o a l m o n d o e m p i r i c o . p o n e u n l i m i t e i n ciò c h e è p e r s u a n a t u r a i l l i m i t a t o . come potrebbe sembrare osservando a prima vista il p r o c e s s o di d i v i s i o n e . e si sostiene c h e si d e v e v e d e r e c o n c h i a r e z z a « q u a l e è q u e l l a p a r t e s u c u i si v u o l e in o g n i c a s o c o n d u r r e l'indaqui d i n e ». S e si t r a t t a di trov a r e l ' i d e a d e l p e s c a t o r e di l e n z a . f o r m a r s i n e l l ' i n t e r n o di u n ' u n i t à c h e è p r o p r i o q u e l l a fissata n e l l ' a s c e s a d i a i r e t i c a . ) esistono a l t r e d u e i d e e . Sof. c o m e d i c e S t e n z e l . M a . m a q u e s t a d i v i s i o n e è p o s s i b i l e s o l o se p r e c e d u t a d a u n p r o c e s s o di u n i f i c a z i o n e a s c e n d e n t e ed è p r o p r i o di q u e s t o c h e si p a r l a n e l p a s s o 265 D d e l F e d r o . c o m e primo procedimento da notare. e c i o è i l l i m i t a t o . È quindi un'unità già precedentemente stabilita . n e c e s s a r i o a d o g n i diairesis. e c i o è q u e l l a della c a c c i a a l g e n e r e a n i m a t o e q u e l l a della c a c c i a a l g e n e r e i n a n i m a t o . 2 1 9 E e s e g g . man mano che si f o r m a n o p e r d i v i s i o n e . accettata la p r i m a e trovata un'unità saremo obbligati a d i v i d e r e a n c o r a la c a c c i a a l g e n e r e a n i m a t o i n c a c c i a a g l i n i m a l i p e d i g r a d i e in c a c c i a ai n u o t a t o r i . si noti b e n e . L a diairesis. p o i c h é le p a r t i d o v r a n n o n e c e s s a r i a m e n t e . c i ò c h e è d i s s e m i n a t o in m i l l e p a r t i » c o m e si e s p r i m e il p a s s o c i t a t o .

i generi diminuiscono in comprensione ed aumentano in estensione. c h e in L i s i a c ' è u n a c e r t a c o s c i e n z a delle r e l a z i o n i p o s s i b i l i tra i molteplici. E c c o c o m e si p a s s a a l p r o b l e m a d i u n a l o g i c a d e l d i s c o r s o c h e sia i n r e l a z i o n e c o n u n a v i s i o n e filosofica generale. altrimenti noi n o n s a p r e m m o se p r o c e d e r e d a u n a p a r t e o p p u r e d a l l ' a l t r a e cioè n o n s a p r e m m o p i ù d i v i d e r e . d o v e F e d r o ci a p p a r e c o m e u n discepolo dell'oratore. Rettorica e metodo diairetico. N o i s a p p i a m o d a l Simposio. Così di seguito.che rende possibile la divisione. l a q u a l e è p i ù estesa p e r c h è c i p u ò e s s e r e c a t t u r a p e r caccia e catura per lotta. O r a è e v i d e n t e c h e i n u n d i s c o r s o d e l l e c o n n e s s i o n i l o g i c h e c i d o v r a n n o essere e c h e l a p o s s i b i l i t à di c o n v i n z i o n e d i esso si d o v r à s u q u e s t e b a s a r e . usate p e r u n fine p r a t i c o . p r i m a d e l l a c a c c i a . col ricollegare u n singolo problema morale a d u n a visione g e - . o meglio. c i t r o v e r e m m o nella n e c e s s i t à d i c e r c a r e l ' i d e a d e l l ' e s s e r e e q u i s a r e m m o i n p i e n a r i c e r c a filosofica. c i t r o v e r e m o di fronte a l l ' i d e a d i c a t t u r a . E si noti c h e m a n m a n o c h e si r i s a l e dall'idea trovata al punto di partenza. m e t o d o c h e d o v r à essere u s a t o d a u n a v e r a r e t t o r i c a ? L e r e g o l e d i c u i L i s i a si s e r v e n e l d i s c o r s o s u l l ' a m o r e . t r o v a n o u n a c e r t a ris p o n d e n z a nella r e a l t à . m a q u e ste c o n n e s s i o n i n o n d o v r a n n o essere u s a t e te d a l loro c o n t e n u t o filosofico indipendentemene d o v r a n n o essere c o n s i d e - r a t e i n r e l a z i o n e c o n t u t t a la r e a l t à e c i o è c o n l a v e r i t à . E r a p o s s i b i l e c h i e d e r s i : se l a r e t t o r i c a d i L i s i a u s a u n m e t o d o f a l s o . q u a l e s a r à il. finché arriveremo a l l ' i d e a d i a r t e e. — F e d r o p r e s e n t a a S o - crate u n discorso di Lisia. m a c h e queste relazioni v e n g o n o viste da u n p u n t o d i v i s t a d o g m a t i c o e u s a t e p e r u n fine p r a t i c o . per c u i . S i d i v i d e i n q u a n t o si c o m p i e l ' a z i o n e s u u n ' i d e a u n i c a . c h e v i e n e l e t t o d a F e d r o . t a n t o è v e r o c h e l e s u e a r g o m e n t a z i o n i s e m b r a n o a p r i m a v i s t a m o l t o c o n v i n c e n t i . se si p r o c e d e s s e a n c o r a i n a v a n t i . m a erroneamente usate. S e il d i s c o r s o di L i s i a è p o s s i b i l e l o è p e r c h è si b a s a s u delle v e r e relazioni logiche.

s a r à m e g l i o c o n c e d e r e i suoi f a v o r i p i u t t o s t o a c o l u i c h e n o n l ' a m a . u n m a l e . il g i u o c o su c u i L i s i a si b a s a v a p e r c o n v i n c e r e i suoi a s c o l t a t o ri a c o m p i e r e q u a l s i a s i a z i o n e ? U n a l o g i c a d i v e n t a i n q u e s t o m o d o a s s o l u t a m e n t e n e c e s s a r i a . I l d i s c o r s o i n q u e s t i o n e si b a s a s u u n a v e r i t à g e n e r a l e : l ' a m o r e di u n a m a n t e c h e si d i r i g e v e r s o la b e l l e z z a s e n s i b i l e è. se n e . si c o n c l u d e c h e L i s i a p a r l a di u n a m o r e s e n z a d a r c e n e la d e finizione. p e r a m o r e s ' i n tende quello che intende l'oratore. s t a b i l e n d o b e n e le definizioni di u n a c o s a . p e r c o l u i c h e v i e n e a m a t o . S e . a l l o r a il s u o d i s c o r s o s a r e b b e g i u s t o ed a v r e b b e u n s e n s o . m a c o m e una definizione posta ipotet i c a m e n t e p e r p o t e r fare in m o d o di g i u n g e r e alle stesse c o n c l u s i o n i di L i s i a . egli d i m o s t r a . L i s i a n o n tiene c o n t o c h e n o n esiste s o l o l ' a m o r e di c u i egli p a r l a e c h e il f a t t o stesso c h e r e n d e p o s s i b i l e il s u o d i s c o r s o d i m o s t r a l'esisten- z a di u n a m o r e p e r c u i n o n è m a l e a m a r e c h i a m a v e r a m e n te. L a d e f i n i z i o n e d e l l ' a m o r e c h e S o c r a t e p r o n u n c i a nel p a s s o 238 C n o n è d a prendersi c o m e tale. L i s i a n e c o n c l u d e c h e . G u a r d i a m o o r a alle c o n c l u s i o n i c h e d e r i v a n o se si p o n g o n o di fronte i d u e d i s c o r s i . m a c h e . p e r l ' a m a t o . Qual'era l'interno vizio logico. m a c h i n o n a m a . L i s i a s p i n g e v a a d u n a a z i o n e d i m o s t r a n d o c h e era g i u s t a c o l r i c o l l e g a r l a a d u n a v i s i o n e g e n e r a l e c h e p e r ò era n e cessariamente parziale. e dà qui dell'amore una definizione che potrebbe dare anche Lisia. M a i n v e c e di c o n c l u d e r e c h e t r a a m a t o ed a m a n t e l e r e l a z i o n i n o n d o v r a n n o essere c h e di c a r a t t e r e s p i r i t u a l e . p e r c i ò S o c r a t e r a d d r i z z a il d i s c o r s o di L i s i a e c e r c h e r à d i d i m o s t r a r e i n c h e m o d o è s t a t o p o s s i b i l e c o m p o r l o .nerale e determinare o g n i a z i o n e p a r t i c o l a r e i n v i s t a del- l'unità fondamentale e cioè dell'idea del bene. allora non bisog n e r e b b e a m a r e chi a m a . m a la c o n c l u s i o n e p r a t i c a di esso s a r e b b e a s s a i d i v e r s a . D a c i ò c h e p r e c e d e n t e m e n t e s'è v i s t o . q u e l l o di L i s i a e d il p r i m o di S o c r a t e . u n a v o l t a d a t a q u e s t a definizione e r i c o - n o s c i u t o i n q u a l e r e l a z i o n e essa è c o n la v e r i t à . N e l primo discorso Socrate dimostrerà in c h e senso il d i s c o r s o di L i s i a è v e r o : se.

E s s o si . M a Lisia n o n afferma c h e l'amore è — A . p e r c h è qualsiasi d e f i n i z i o n e . L i s i a u s a l a l o g i c a a l r o v e s c i o e c i o è u s a u n a l o g i c a senza premessa. A l t r i m e n t i il s u o d i s c o r s o a v r e b b e il signifidimostrare dimol ' e q u i v a l e n z a tra la definizione n e g a t i v a di u n caso gener a l e ( — A ) e u n c a s o e m p i r i c o ( — a) significa a n c h e strare l'equivalenza tra u n a definizione positiva e u n caso e m p i r i c o p o s i t i v o (se — A è e q u i v a l e n t e a — a . d a q u e s t a p o i si t r o v a l a p o s i z i o n e d e l c a s o e m p i r i c o a. a n c h e il p a s s o 2 7 3 D i n c u i i l p r o b l e m a v i e n e visto in rapporto a l valore della scrittura).d e d u c o n o le c o n c l u s i o n i l o g i c h e e si a r r i v a a d u n a c o n c l u s i o n e s u u n fatto e m p i r i c o . a n c h e A s a r à equivalente a d a ) . se L i s i a fosse s t a t o c o e r e n t e e n o n interessato. è c h i a r o c h e . se q u e s t o m a l e è p e n e t r a t o i n n o i . A n c h e qui c ' è g i à u n a c h i a r a a l l u s i o n e a l p r o c e d i m e n t o d i a i r e t i c o . q u e s t o c a s o e m p i r i c o d o v r à essere — a . v u o l dire c h e c ' è u n a r e l a z i o n e l o g i c a n e c e s a r i a tra l e p a r t i d e l d i s c o r s o . E a n c o r a narsi bisogna conoscere a fondo (262 A ) a v e v a n o t a t o c h e se si v u o l e i n g a n n a r e s e n z a i n g a n le rassomiglianze r e a l t à ( C f r . e lascia c o m p l e t a m e n t e c a t o c o n t r a r i o di q u e l l o c h e v u o l e a v e r e . Si scopre c o s ì u n o s c h e m a l o g i c o c o n c u i si p r e n d e u n o g g e t t o a e si m e t t e i n r e l a z i o n e p e r m e z z o di u n a d e f i n i z i o n e ( A ) c o n la r e a l t à . C o s ì . N e l primo caso la soluzione su u n oggetto empirico sarà positiva. Potrebbe sembrare si p r e s e n t i a n c o r a s t r a n o c h e il s u o d i s c o r s o ed e v i d e n z a . Q u e s t a r e l a z i o n e l o g i c a s a r à v e r a o falsa a s e c o n d a c h e le p r e m e s s e s i a n o i n a c c o r d o o i n d i s a c c o r d o c o n l a r a z i o n a l i t à d e l reale e c i o è c o n u n a v i sione filosofica. Socrate col suo discorso dimostrerà proprio ciò che s'è visto colle precedenti conclusioni. Prendiamo « q u a n d o si g i u - con tanta semplicità il p a s s o 2 6 2 B . I n esso S o c r a t e a f f e r m a : dica contrariamente a l l a r e a l t à e si è v i t t i m e d i u n a i l l u precedentemente della s i o n e . è a c a u s a di c e r t e somiglianze ». nel secondo caso sarà negativa. n o n a v r e b b e detto c h e la verità. N e l d i s c o r s o d i L i s i a il p r o c e d i m e n t o l o g i c o r e a l e a v r e b b e d o v u t o essere q u e s t o : se a m o r e è — A .

rivela

attraverso

il p r o b l e m a

della rettorica

in q u a n t o

è

n e l l a r e t t o r i c a c h e si a v v i c i n a d e c i s a m e n t e u n m o n d o r a z i o n a l e ed u n a v i s i o n e filosofica di q u e s t o c o n dei c a s i p a r t i -

c o l a r i , c o n l a n e c e s s i t à di g i u d i c a r e e c o n o s c e r e q u e s t i c a s i p a r t i c o l a r i . Q u a n d o q u e s t i d i v e n t e r a n n o dei s e m p l i c i o g g e t t i d e l l ' e s p e r i e n z a a l l o r a il m e t o d o d i a i r e t i c o si m a n i f e s t e r à t u t t a la s u a c h i a r e z z a . M a si noti a n c o r a quanto segue. Prima di incominvain

c i a r e u n d i s c o r s o b i s o g n a definire c i ò c h e n o n h a u n lore uguale per esplicitamente tutti (263 B ) e q u i S o c r a t e si

richiama

al suo primo

discorso. In

esso, egli d i c e , giuo-

« p e r t u t t o il resto n o n a b b i a m o

compiuto che un

c o , m a in q u e l l e c o s e c h e u n a felice f o r t u n a ci h a f a t t o d i r e , c i s o n o d u e p r o c e d i m e n t i di c u i n o n s a r à s e n z a interesse di c o m p r e n d e r e t e c n i c a m e n t e la f u n z i o n e » (265 C ) . S o c r a t e si riferisce a n c h e a l s u o s e c o n d o d i s c o r s o i n c u i h a c o m p i u t o della v e r a rettorica, ha posto l ' a m o r e in relazione a d u n m i to c h e v e l a v a la r a z i o n a l i t à p r o f o n d a della r e a l t à e p o i h a dimostrato che, nel caso particolare, bisogna amare chi

a m a . O r a è p r e c i s a m e n t e d o p o il p a s s o 265 C c h e t r o v i a m o il p r i m o c h i a r o a c c e n n o a l m e t o d o d i a i r e t i c o (265 D ) c h e , c o m e a b b i a m o v i s t o , si d i v i d e a n c h e nei d u e procedimenti

a s c e n d e n t e e d i s c e n d e n t e . I n o g n i c a s o p r i m a di definire u n o g g e t t o e m p i r i c o b i s o g n a definire l ' i d e a c h e c o n q u e s t o o g g e t t o d e v e essere p o s t o in r e l a z i o n e . I n q u e s t o m o d o noi ci s p i e g h i a m o a n c o r m e g l i o il p a s s o 2 7 7 E : in esso si p a r l a d i u n a l o g i c a f o r m a l e c o m e q u e l l a c h e è n e c e s s a r i a p e r l a rett o r i c a c h e d e v e d a r e u n a definizione e p o r r e il s u o p r o b l e m a in relazione a tutta u n a visione filosofica per poi procedere,

a t t r a v e r s o la d i v i s i o n e , a l l a c o m p r e n s i o n e d e l c a s o s i n g o l o . L a d i v i s i o n e è p o s s i b i l e p e r m e z z o delle r a s s o m i g l i a n z e d i c u i s o p r a si è p a r l a t o e se L i s i a g i u n g e a l l e c o n c l u s i o n i c h e v u o l e è p e r c h è p r o c e d e a t t r a v e r s o la d i v i s i o n e n o n p e r il l a t o g i u s t o , m a p e r il l a t o o p p o s t o a q u e l l o c h e d o v r e b b e usare.

Rettorica

e caratteriologia.

— S i è v i s t o così c o m e il considerato Socrate

p r o b l e m a della rettorica c o n d u c a al p r o b l e m a della logica f o r m a l e . M a c ' è n e l l ' i n t e r n o stesso d e l p r o b l e m a un'altra complicazione. N e l suo secondo discorso v u o l sapere qualcosa su u n fatto particolare

dimostra quale dev'essere l'ideale della n u o v a rettorica. Si dell'amore? B i s o g n a p r i m a di t u t t o p e n s a r e a l l ' i d e a d e l l ' a m o r e e p o r l a in relazione c o n tutta la realtà ideale. M a se la rettorica dev e g u i d a r e l e a n i m e e d e v e essere p e r c i ò u n a « p s i c a g o g i a », deve anche conoscere la natura dell'anima: noi diremmo c h e l ' o r a t o r e d e v e c o n o s c e r e q u a l ' è il c a r a t t e r e d i q u e s t ' a n i m a e q u a l ' è la s u a p o s i z i o n e n e l l a r e a l t à . L a v i s i o n e g e n e rale a c u i o g n i o r a t o r e d e v e r i c o l l e g a r e il fatto c h e p o s s o n o a v e r e le a n i m e particolare si r i v e l a a l l o r a c o m e u n a c o n o s c e n z a delle p o s s i b i l i p o s i z i o n i nell'universo. L e visioni del noi a b b i a m o bisogno di F e d o n e e del Simposio sono troppo vaste p e r poter ricolleg a r e a d esse u n fatto p a r t i c o l a r e : u n a s p i e g a z i o n e filosofica c h e sia p i ù v i c i n a a i b i s o g n i d e l l a v i t a , a b b i a m o b i s o g n o di r i d u r r e l a v e r i t à , d i a v v i c i n a r l a al m o n d o empirico, senza, possibilmente, c h e essa perda il s u o v a l o r e p o s i t i v o . I t e r m i n i l o g i c i d o v r a n n o i n u n c e r t o senso n e g a r e il l o r o v a l o r e u n i v e r s a l e p e r m u o v e r s i i n u n a v i s i o n e t e m p o r a l e i n c u i si s u c c e d o n o n e l t e m p o i t e r m i n i c h e i n v e c e , di fronte a l p e n s i e r o , si s u c c e d o n o l o g i c a m e n t e . È così c h e P l a t o n e ci d i s e g n a il m i t o della p r o c e s s i o n e d e l l e anime. N e l F e d r o le p o s i z i o n i l o g i c h e d e l S i m p o s i o si trasform a n o i n u n m i t o c h e t e n t a di s p i e g a r e l a r a g i o n e delle d i v e r s e p o s i z i o n i delle a n i m e d i fronte all'idea del bene e la r a g i o n e delle d i v e r s e s p e c i e di a n i m e , d e i d i v e r s i c a r a t tri, delle d i v e r s e i n d i v i d u a l i t à . I l m i t o è c o n c e p i t o s u u n o sfondo razionale, m a n o n p u ò dire nulla di preciso e di s c i e n t i f i c a m e n t e v e r o . E n o n p u ò dirci nulla d i v e r o p r o p r i o p e r c h è il p r o b l e m a n o n è u n p r o b l e m a filosofico, m a p i u t t o sto u n a applicazione del p r o b l e m a filosofico a d u n certo

c a m p o : la p s i c o l o g i a ) . N o i s a p p i a m o s i c u r a m e n t e d a l F e d o n e c h e il d e s t i n o d e l l ' a n i m a e la s u a storia s o n o r e g o l a t i d a l l e stesse l e g g i s u c u i si m u o v e il m o n d o , n e l F e d r o essa ci è p r e s e n t a t a c o m e a u t o m o t r i c e , m a n o n p o s s i a m o c o n o s c e r e p e r f e t t a m e n t e la storia di q u e s t ' a n i m a ; - s o l o in u n m i t o ci è p o s s i b i l e t r a s f o r m a r e l a v i s i o n e l o g i c a d e l p r o b l e m a n e l succedersi delle c a d u t e e del salire d e l l ' a n i m a all'idea del v e r o e del b e n e . P o i c h é il p r o b l e m a c h e q u i P l a t o n e si p o n e è u n problema psicologico in senso universale e totale, la q u e s t i o n e si p o t r e b b e p o r r e a n c h e i n q u e s t i t e r m i n i : o la

1

p s i c o l o g i a h a u n v a l o r e a s s o l u t o e a l l o r a essa si r i d u c e a filosofia o essa n o n h a u n v a l o r e a s s o l u t o e, i n q u e s t o c a s o , n o n p o s s i a m o p r e t e n d e r e di c o n s i d e r a r e i suoi risultati s u l l o stesso p i a n o d e i r i s u l t a t i di c a r a t t e r e filosofico. I l p r o b l e m a a c q u i s t a i n P l a t o n e a n c h e u n s e n s o p i ù p r o f o n d o : se l a p s i c o l o g i a e la c a r a t t e r i o l o g i a s o n o n e c e s s a r i e , lo s o n o p e r u n a p s i c a g o g i a e cioè p e r u n a v e r a r e t t o r i c a . C o m p i t o di q u e s t ' u l t i m a è, c o m e s a p p i a m o , il r i c o l l e g a r e u n a t t o p a r t i c o l a re a d u n a v i s i o n e g e n e r a l e . O r a u n a t t o p a r t i c o l a r e è u n m o m e n t o d e l d i v e n i r e , è, c i o è , u n m o m e n t o i s o l a t o nel t e m p o e nello s p a z i o . S e n o i a v e s s i m o p r e s e n t e d a v a n t i a l n o s t r o s g u a r d o t u t t o il t e m p o e t u t t o l o s p a z i o , a l l o r a p o t r e m m o v e r a m e n t e v e d e r e i n essi la r a z i o n a l i t à d e l r e a l e . M a p o i c h é a noi si p r e s e n t a u n s o l o m o m e n t o e n o n si p r e s e n t a n o t u t t i gli a l t r i c h e s o n o p r e c e d u t i o c h e s e g u i r a n n o , n o i n o n p o s s i a m o v e d e r e , n e l l a s u a t o t a l i t à , la storia di c i ò c h e d i v i e n e , n o n p o s s i a m o cioè d i s e g n a r e u n a storia r a z i o n a l e d e l l e v i c e n d e d e l l ' a n i m a p e r la stessa r a g i o n e p e r c u i n o n p o s s i a mo comprendere l ' e s s e n z a p a r t i c o l a r e di o g n i i n d i v i d u o :

o m n e i n d i v i d u u m ineffabile. D a q u e s t o p u n t o di v i s t a l ' u s o del mito diventa filosoficamente necessario, c o m e , per le

stesse r a g i o n i , v e d r e m o c h e s a r à n e c e s s a r i o nel P o l i t i c o e nel T i m e o .

i) R O B I N : Op. cit. P . C X L V I I , P . X X X V e segg.

PACI

5

Realtà

empirica

e realtà formale.

— C i ò c h e s o p r a si sembra

è d e t t o p u ò s p i e g a r e la r a g i o n e p e r c u i , q u a n d o si d e v e c o n o s c e r e l a r e a l t à di u n o g g e t t o e m p i r i c o , l a l o g i c a p e r d e r e il s u o a s s o l u t o v a l o r e filosofico p e r d i v e n t a r e u n a s e m p l i c e f o r m a . P e r l a stessa r a g i o n e p e r c u i è i m p o s s i b i l e u n a r a z i o n a l e storia delle v i c e n d e d e l l ' a n i m a , n o i s a p p i a m o che è impossibile anche u n a reale spiegazione logica di u n oggetto particolare. l'individualità Come, insomma, n o n si p u ò c o g l i e r e conoscere delle anime, così è impossibile

l ' i d e a n e l s u o essere p a r t i c o l a r e di fronte a c u i l a c o n o s c e n z a a s s u m e p e r c i ò n e c e s s a r i a m e n t e u n c a r a t t e r e f o r m a l e . S i noti b e n e p e r ò c h e q u e s t o f o r m a l i s m o n o n v u o l affatto significare c h e l a c o n o s c e n z a della r e a l t à e m p i r i c a e d il m e t o d o d i a b e tico c h e la rende possibile n o n a b b i a n o u n contenuto di idee. U n o g g e t t o si p o t r à , i n c o n c l u s i o n e , s p i e g a r e p e r m e z z o delle s u e r e l a z i o n i f o r m a l i c o n t u t t a l a r e a l t à . relazione c o n una visione generale filosofica Conseguene, q u a n d o è t e m e n t e u n d a t o e m p i r i c o q u a l s i a s i si d o v r à p r i m a p o r r e i n necessario, attraverso u n mito, e poi p e r m e z z o della relaz i o n e g e n e r a l e si r i u s c i r à a s c o p r i r e u n a r e l a z i o n e p a r t i c o l a r e . A c c a d e l o stesso q u a n d o carattere filosofico; si t r a t t a di u n a r i c e r c a di filosofica era si s a l e a l l ' i d e a e p o i d a q u e s t a si d i s c e n -

d e a s p i e g a r e il m o l t e p l i c e . M a nella r i c e r c a

la r a z i o n a l i t à d e l l ' u n i v e r s o c h e si m a n i f e s t a v a nella s u a t o t a l i t à , nella r i c e r c a e m p i r i c a è i n v e c e la p o s i z i o n e d i u n m o m e n t o d e l d i v e n i r e c h e si d e v e s p i e g a r e e, p e r l a stessa r a g i o n e p e r c u i esiste il d i v e n i r e , p e r la stessa r a g i o n e p e r c u i il n o n essere è u n a l o g i c a c o n s e g u e n z a d e l l ' e s s e r e , b i s o g n e r à c h e l a s p i e g a z i o n e di u n o g g e t t o e m p i r i c o v e n g a d a t a s o l o formalmente. A b b i a m o c e r c a t o i n q u e s t o m o d o di r e n d e r c i c o n t o d e l l ' i n t i m a c o n n e s s i o n e c o n c u i l e d u e d i a l e t t i c h e , l a filosofica e l a d i a i r e t i c a , si c o n g i u n g o n o n e l F e d r o . D a l l a l o g i c a r e a l e nasce quella che noi c h i a m e r e m m o u n a logica formale. A m b e d u e si m u o v o n o c o n i d u e p r o c e d i m e n t i a s c e n d e n t e e d i s c e n d e n t e , m a si d i s t i n g u o n o i n q u a n t o u n a m i r a a l l a s p i e -

g a z i o n e della razionalità del reale e l'altra alla spiegazione d e l l a r e a l t à di u n d a t o e m p i r i c o . N e l l o stesso t e m p o le d u e l o g i c h e si r i u n i s c o n o p e r c h è , quando però

q u e l l o stesso

p e n s i e r o c h e h a c o n o s c i u t o l a r a z i o n a l i t à d e l l ' u n i v e r s o si a v v i c i n e r à a d u n d a t o e m p i r i c o , di esso d o v r à n e c e s s a r i a m e n t e c o n o s c e r e solo il s u o c a r a t t e r e p o s i t i v o , i d e a l e o filosofico, e cioè d o v r à conoscerlo solo formalmente.

CAPITOLO I I I .
LA REPUBBLICA

LO STATO

IDEALE.

Il problema dell'essere. — L ' i m p o r t a n z a della R e p u b b l i c a n o n è s o l o d i c a r a t t e r e p o l i t i c o ; il p e n s i e r o d i P l a tone, c o m e ogni pensiero u m a n o , dpvremmo quindi trovare, rezza, si a v v i c i n a a l l a realtà, chiat a n t o p i ù q u a n t o p i ù c h i a r i s c e s è stesso. N e l l a R e p u b b l i c a espresse c o n la m a s s i m a della filosofia le linee f o n d a m e n t a l i platonica. Gli la conclusione dialoghi

studiosi h a n n o spesso visto in quest'opera non sempre,

di u n p e r i o d o d e l p e n s i e r o d i P l a t o n e e l ' i n i z i o di u n a l t r o , a p a r t e q u e i r i c h i a m i c o n g l i altri c h e si i m p o n g o n o d a sè m e d e s i m i , si è c e r c a t o d i v e d e r e nella R e p u b b l i c a il c e n t r o i d e a l e d e l l ' o p e r a p l a t o n i c a . L e d i v i s i o n i d i v a r i p e r i o d i d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o n o n rient r a n o , c o m e a b b i a m o d e t t o , n e l n o s t r o m e t o d o di s t u d i o ; in q u a n t o alla politica a noi interessa solamente porre in r i l i e v o il significato filosofico delle posizioni platoniche in rapporto allo Stato. Quest'ultimo d o v r e b b e far parte del mondo del divenire, ora noi sappiamo che per Platone è impossibile arrivare a conoscere c o m p l e t a m e n t e in quale m o d o si f o r m i e si m u o v a c i ò c h e è d i v e n i e n t e , i n q u a l e m o d o si rispecchi nella n a t u r a e nella p s i c o l o g i a l a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e s u c u i t u t t o si r e g o l a e d a c u i t u t t o si a d e g u a . Q u i

q u a n t o o r g a n i z z a z i o n e di u n a s o c i e t à . S e i n q u e s t o esso esista o n o n esista n o n h a a l c u n v a l o r e (473 A B . Q u a l e m a g g i o r e d i m o s t r a z i o n e il m o n d o del d i v e n i r e si p u ò o r g a n i z z a r e s e c o n d o che un'idea? N o i s a p p i a m o p e r ò c h e il d i v e n i r e p o r t a nel s u o . L o S t a t o è u n m o d e l l o i d e a l e c h e d e v e s e r v i r di g u i d a a g l i u o m i n i d i q u e s t o m o n d o . l'idea della giustizia in L o Stato è in fondo un'idea. come abbiamo v i s t o nel F e d r o . n e s s u n o ci a s s i c u r a s u l l ' e s i s t e n z a d e l l o S t a to platonico. tener bisognedel presenti d i v e n i r e t u t t i g l i e l e m e n t i . u n a parte del divenire che diventa idea e che viene conosciuta e studiata c o m e tale. infine. a l m e n o d a l p u n t o . l o s a r à a l t r e t t a n t o p e r la p o l i t i c a ? P e r la p o l i t i c a . Q u i essa è c o n o s c i b i l e . t u t t o il s u o essere. A che cosa mira questa idealizzazione del molt e p l i c e ? C h e s i g n i f i c a t o h a q u e s t a fusione tra i d e a e r e a l t à empirica? Evidentemente nella s u a l'idea non viene qui considerata ed in è posizione trascendente c o m e nel M e n o n e p a r t e nel F e d o n e . Q u e s t o è i m p o s s i b i l e p e r i c a m p i di c u i si o c c u p a n o il F e d r o ed il T i m e o . s o p r a t u t t o . M e l ' e s i s t e n z a di u n a m o l t e p l i c i t à i d e a l e si t r o v a nella R e p u b b l i c a i n u n a particolare. L a m o l t e p l i c i t à o r g a n i z z a t a v i e n e a mare un'idea. 592 B ) . Il m o l t e p l i c e p e r d e d ' a l t r a p a r t e il s u o p r e d i c a t o di esistenz i a l i t à e m p i r i c a . s e n o u n v u o t o i n c o l m a b i l e : il d i v e n i r e è p i e n o di n e g a t i v i t à e si m u o v e nel n u l l a . C ' è d u n que un'esistenza dell'idea come molteplicità e questa con- c l u s i o n e r i c o n f e r m a le c o n c l u s i o n i d e l l o stesso g e n e r e a c u i h a n n o c o n d o t t o g i à altri d i a l o g h i . e. S i a m o d u n q u e di fronte a d u n a v i s i o n e s p e c i a l i s s i m a e di fronte a d u n o s t u d i o r i c c o d i r e l a z i o n i e di c o m p l i c a z i o n i . t u t t o il s u o s v o l g i m e n t o nel t e m p o e c i o è . Essa è pensata posizione molte- c o m e r e a l i z z a b i l e nella p l i c i t à e m p i r i c a . a n z i è a t t r a v e r s o a l l ' e s a m e d i q u e s t a c h e si sale a l l ' i d e a d e l l o S t a t o . P e r i d e a l i z z a r l o c o m p l e t a m e n t e rebbe.nella R e p u b b l i c a t r o v i a m o i n v e c e u n ' o r g a n i z z a z i o n e s o c i a l e idealizzata. q u e s t a si p r e s e n t a così n o n c o m e for- un'unità m a c o m e un complesso molteplice che ha però valore ideale. m o l t e p l i c e ed esiste i d e a l m e n t e c o m e m o t l e p l i c i t à .

sembra di n o . q u a n t o si d i m o s t r e r à c h e è p o s sibile p e n s a r l o . C ' è q u i l ' a f f e r m a z i o n e armonia nel che poi ritroveremo F i l e b o ( F i l . s i m m e t r i a e v e r i t à . d i i n t u t t a la sua essere. si d i m o s t r a pensabile come organizzato secondo l'idea. 4 1 2 B ) . U n o Stato tanto i d e a l e è p o s s i b i l e e. Il lettore di P l a t o n e c h e h a p r e s e n t e t u t t e le o p e r e d e l filosofo p e n s a s p o n t a n e a m e n t e a l F i l e b o q u a n d o S o c r a t e d i c e c h e n o n p a r l e r à p e r o r a d e l b e n e m a s o l o di q u a l c o s a c h e gli r a s s o m i g l i a (506 E ) . 586 E . S a r à possibile anc h e fissare le linee di u n a e d u c a z i o n e p e r f e t t a (376 E . c h e esso è essere Il non insito nella m o l t e p l i c i t à s c o m p a r e : venta q u e s t a si i d e a l i z z a . T u t t o il m o l t e p l i c e v i e n e d u n q u e v i s t o nella Repub- b l i c a c o m e o r g a n i z z a t o . E c c o c i ò c h e a P l a t o n e i n t e r e s s a . T r o v i a m o nella R e p u b b l i c a . l ' i d e a . nella a r m o n i z z a z i o n e delle d i s t i n z i o n i p s i c o l o g i c h e e delle classi si f a r à c o n s i s t e r e la g i u s t i z i a . Q u e sta v i e n e v i s t a c o m e d o m i n a n t e su o g n i p a r t i c o l a r e e o g n i ~paì"ticoiarè~tróva ia^ulO'àgiorie d'essere — - in q u a n t o h a una s u a p r o p r i a f u n z i o n e (397 E ) .di v i s t a i n c u i o r a ci si p o n e . riamente per questa indagine t u t t i gli e l e m e n t i Necessadel d i v e possi- nire p o l i t i c o d o v r a n n o essere p r e s e n t i . O g n u n o di noi è g i u s t o se c i a s c u n a s u a f a c o l t à fa ciò c h e le s p e t t a (441 E . о m e g l i o . ) . 3 7 6 D ) . 65 A e s e g g . 587 A B ) . c h e in altri c a s i s a r e b b e v i s t a c o m e u n i t à assolutamente trascendente il m o n d o d i v e n t a qui armonia conper di m o l t e p l i c i o r g a n i z z a t i r a z i o n a l m e n t e . fissare tre una psicologia dell'individuo come sarà e ritrovare in esso potenze fondamentali possibile distinguere n e l l o S t a t o tre c l a s s i . s e c o n d o c u i il b e n e è b e l l e z z a . S a r à infatti bile d i s e g n a r e u n a storia d e l l a g e n e s i d e l l o S t a t o (369 B . L a g i u s t i z i a . siste nel d o m i n i o della f a c o l t à r a z i o n a l e L a prudenza dell'uomo e m e z z o di q u e s t o p r e d o m i n i o si r e a l i z z a la m a s s i m a (442 D ) . n o n si a s s i c u r e r à c h e è p o s s i b i l e r e a l i z z a r l o . L a g i u s t i z i a c o n s i s t e nel fare il p r o p r i o l a v o r o (433 B ) . si noti b e n e . p r o p r i o in q u a n t o s a r à possibile c o n o s c e r e tutti gli elementi empirici che lo h a n n o costituito. e t r o v a quindi già nella R e p u b b l i c a le s u g g e s t i o n i di q u e l d i a l o g o .

c o m e d ' a l t r a p a r t e il m o n d o i d e a l e si i m m a n e n t i z z a . P e r c i ò s a r à n e l l a . essa ci d à la p o s s i b i l i t à di r e a l i z z a r e nel m o n d o la p o s i t i v i t à d e l l e idee. S e la r a z i o n a l i t à è v e r a m e n t e r a z i o n a l i t à essa d e v e p o t e r o r g a n i z z a r e i d e a l m e n t e u n a m o l t e p l i c i t à q u a n d o tutti gli e l e m e n t i di q u e s t a sono p r e s e n t i . Nella R e mondo p u b b l i c a s o l a m e n t e il m o n d o d e l l e i d e e d i v e n t a il della realtà: n e l l o S t a t o i d e a l e p l a t o n i c o d o m i n a il f a m o chiarito s o p r i n c i p i o h e g e l i a n o c h e a n c h e a d H e g e l si era p r o p r i o nella « F i l o s o f i a d e l d i r i t t o » : c i ò c h e è r a z i o n a l e è r e a l e . I n q u e sta c r e a z i o n e t u t t o il m o l t e p l i c e si p o s i t i v i z z a i n massimo g r a d o .— 7i — g r a n d i o s i t à la p o s i z i o n e di p e n s i e r o c h e i d e a l i z z a il m o n d o e d a v v i c i n a a l l a r e a l t à la p e r f e z i o n e i d e a l e . è q u i c h e il p r o b l e m a d e l l ' e s s e r e si r i v e l a i n t u t t a la s u a r i c c h e z z a e c h e P l a t o n e c h i a r i s c e di fronte a d esso le p o s i z i o n i f o n d a m e n t a l i del suo pensiero. l ' i n s e g n a m e n t o d e l l ' o r a c o l o di A p o l l o . c o m e ci d à la p o s s i b i l i t à di c o n o s c e r l e . P o i c h é q u e s t o è p o s s i b i l e s o l o p e r la r e a l t à p o l i t i c a . i n t u t t o il s u o p r o f o n d o s i g n i f i c a t o . la p e n s a b i l i t à di u n o S t a t o i d e a l e s a r à il f o n d a m e n t o e la p r o v a d e l l a stessa r a z i o n a l i t à d e l l ' u n i v e r s o . dimostrare S e l a r a z i o n a l i t à del r e a l e è v e r a b i s o g n a c h e è p e n s a b i l e u n o S t a t o p e r f e t t o . quel permettendoci così di s e g u i r e . c o m e è n e l l a p o l i t i c a c h e P l a t o n e t r o v a v a il s u o interesse f o n d a m e n t a l e . u n a c r e a z i o n e nel s e n s o p i ù p u r o e c i o è l a c r e a z i o n e d e l l a p e n s a b i l i t à di u n o S t a t o p e r f e t t o . di educare posto n o i stessi e g l i altri o d o c c u p a r e d e g n a m e n t e c h e ci è a s s e g n a t o d a l l a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e . S e c o n d o noi q u i c ' è u n a a p p l i c a z i o n e d e l c o n c e t t o di c r e a z i o n e q u a l e è s t a t o v i s t o n e l S i m p o s i o . c h e le p o s i z i o n i p a r z i a l i si r i c o n f e r m a n o i n u n a v i s i o n e g e n e r a l e . È n e l l a R e p u b b l i c a d u n q u e c h e il p e n s i e r o platonico t r o v a la s u a m a s s i m a e s p r e s s i o n e . È c o m p r e n s i b i l e c h e in q u e s t o d i a l o g o si parli c o n t a n t a a m p i e z z a della d i a l e t t i c a e d e l l a t e o r i a d e l l e i d e e : è q u i c h e il p e n s i e r o p l a t o n i c o r a g g i u n g e il s u o s c o p o . L a r e a l t à p o l i t i c a è il p i a n o s u c u i i d e a l i t à e r e a l t à si f o n d o n o . fino a p r e s e n t a r s i c o m e c o i n c i d e n t e c o l d i v e n i r e . c i ò c h e è reale è r a z i o n a l e .

ma più pensare c o m e ideale. a n c h e d a l o n t a n o . c i o è l a p r e s e n z a d i u n a r e a l t à e m p i r i c a afferrabile nella s u a totalità c o m e essere. n o n essere. n o n p e r c h è q u i p e r r a g i o n i esteriori P l a t o n e c e n e p a r l a . c o m e i n v e c e gli altri d i a l o g h i r i v e l a v a n o d e l l a r e a l t à s o l o q u e g l i a s p e t t i e q u e l l e p o s i z i o n i c h e si trattati. c o m e solo l a r e a l t à - politica p e r m e t t e la c o i n c i d e n z a d e l m o n d o c o n l a r e a l t à i d e a l e . — A b b i a m o d e t t o c h e nella R e p u b b l i c a d i P l a t o n e d o m i n a il p r i n c i p i o h e g e l i a n o d e l l a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e . Esso sarà male. m a p e r c h è l ' o g g e t t o della R e p u b b l i c a l o p e r m e t t e e l o e s i g e . i n u n p r i m o t e m p o . n e l q u a l e si r e a l i z z a l ' i d e a d e l d i r i t t o : allo Stato filosofico per Platone nessun g o v e r n o della s u a e p o c a è a v v i c i n a b i l e . (499 B ) . non bene. N e l l a R e p u b b l i c a . della n a t u r a esso a l l o r a n o n si p u ò più molteplicità organizzata. d i v e n i r e i l l i m i t a t o . N o n sarà p i ù perfetto. E d e c c o c h e il p r o b l e m a d e l m a l e si f a a v a n t i n e l l ' V I I I l i b r o della R e p u b b l i c a : si p a r l a d e l l a c o r r u z i o n e d e l l o S t a t o e d e l l ' i n d i v i d u o e d il p r o b l e m a d e l l ' i n g i u s t i z i a v i e n e p o s t o in r e l a z i o n e c o n u n m i t o n e l q u a l e si s i n t e t i z z a n o l e r e l a - . la r e a l t à di u n o S t a t o i d e a l e . O r a p o t r e m o n o i d i v i d e r e c o m p l e t a m e n t e ritto f o n d a r s i i n d i p e n d e n t e m e n t e dalla filosofia t à s o c i a l e d a l m o n d o della n a t u r a ? P o t r à l a filosofia d e l d i della natuci g a r a ? I n P l a t o n e la possibilità d i q u e s t ' i n d i p e n d e n z a r a n t i s c e . M a n o i s a p p i a m o c h e il d i v e n i r e p e r P l a t o n e è il n o n essere e c h e s o l o l o S t a t o i d e a l e p e r m e t t e il r i a v v i c i n a m e n t o c o n H e g e l . I n -Hegel-troviamo-uno^tato^ealeT^toiicamerite determinato. P l a t o n e n o n p a r l a della n a t u r a c h e a t t r a v e r s o il m i t o . riflettevano n e g l i o g g e t t i d a essi Il problema del non essere. S e infatti lo Stato viene pensato in relazione col mondo più un'idea. H e g e l c i p u ò d a r e u n a filosofia la reald e l l a n a t u r a . n o n sarà n o n sarà m o l t e p l i c i t à d i s o r g a n i z z a t a .R e p u b b l i c a c h e n o i t r o v e r e m o nella l o r o p i e n e z z a e nella l o r o t o t a l i t à le ipotesi d e l P a r m e n i d e c h e r i g u a r d a n o l ' e s s e re c o m e i d e a e c o m e m o n d o .

può ritornare trascendente. in c u i t u t t o l ' e s s e r e e t u t t o il n o n essere d o v r e b b e r o e s sere p r e s e n t i . I l n o n essere. S o l o il m i t o mito può riuscirà ad esprimerne i l l u m i n a r c i se n o i . c o m e di q u a l c o s a di i d e a l e . n e l n u l l a . a t t r a v e r s o il s u o m i s t e r o . come posizione negativa. n o n si p o s s o n o s p i e g a r e r a z i o n a l m e n t e perchè non rientra- n o nello s v o l g i m e n t o di u n a f e n o m e n o l o g i a : la filosofia p o t r à giustificare la l o r o e s i s t e n z a e l a l o r o n e c e s s i t à d i fronte a l l ' e s s e r e ed a l b e n e m a n o n s c o p r i r e la l o r o i n t e r n a z i o n a l i t à p e r c h è in essi q u e s t a r a z i o n a l i t à n o n esiste. al L'idea di là della stessa e s i s t e n z a . Q u e s t o n o n p o t r à che c o m e tale. Il mito spiega naturalmente g a r e u n m i t o . Nella na- t u r a . opposizione al b e n e . il n o n essere. n è d o b b i a m o c o noscerla: massimo vedremo come nel T i m e o si s v i l u p p e r a n n o al q u e s t e p o s i z i o n i e c o m e . essere e n o n essere. occuperà la maggior parte del dialogo.z i o n i tra p o l i t i c a e c o s m o l o g i a (546 A B ) . ma ra- p o s s o n o n e l l o r o i n c o n t r o c r e a r e la r e a l t à d e l m o n d o possono anche negare questa realtà e distruggerla. se noi c e n e d e s s i m o r a g i o n e c o m e dell'essere. nella storia d e l c o s m o s . i n t u t t a la s u a i m p o r t a n z a . c o m e nel Fedro l ' a n i m a p u ò r i c a d e r e a n c h e d o p o a v e r r a g g i u n t o la s u a p i ù a l t a e s i s t e n z a . a p p u n t o p e r c h è tali. s o l o il il s e n s o p o s i t i v o . a n c h e l à . perfetta. a l l o r a si r i c o r r e r à al m i t o il c u i u s o v e r r à q u i n d i a n c h e q u i ad assumere un valore profondamente filosofico. nel Politico d o v e In certi periodi c ' è s u l l a t e r r a sterilità d ' a n i m e e di c o r p i . P e r questo la storia d e l c o s m o s noi n o n la c o n o s c i a m o . m i t o c h e v i e n e s v i l u p p a t o . s a p r e m o i n t r a - . immobile. c r i s t a l l i z z a t i nel d i v e n i r e fisico. Concludendo molteplicità e unità. T u t t o c i ò è p o s s i b i l e e noi v e d r e m o c o m e q u e ste p o s i z i o n i v e r r a n n o nide riguardanti affermate nelle ipotesi d e l Parmespiegarsi il n o n essere. t u t t o l ' u n i v e r s o è in un m o v i m e n t o n e g a t i v o ed a l l o r a l o S t a t o i d e a l e si quello che può spie- dissolve. assumerebbe un valore positivo. disorganizzazione. ed il m o n d o p u ò di c o n s e g u e n z a r i c a d e r e nella m o l t e p l i c i t à c a o t i c a . il m a l e . E quando sarà necessario parlarne c o m e di q u a l c o s a di o r g a n i z z a t o .

il p r o b l e m a della r a z i o n a l i t à d e l reale c h e n e g l i altri d i a l o g h i si e r a p r e s e n t a t o p i ù i n p r o f o n d i t à c h e i n l a r g h e z z a e c o l l e g a t o a dei p r o b l e m i p a r t i c o l a r i . solo anche di q u e l l ' a s p e t t o d e l m o n d o i d e a l e c h e r e n d e p o s s i b i l e l ' a v v i c i n a r s i d e l l ' i d e a a l m o n d o s e n s i b i l e . m a si d o v r à parlare della trascendenza delle i d e e . C o s ì n o n si p o t r à p a r l a r e . L ' o r g a n i z z a z i o n e ideale di un complesso così v a s t o c o m e l a s o c i e t à r i p o r t a i n q u e s t i o n e tutti i p r o b l e m i . m a c i ò d i c u i o r a si s e n t e il b i s o g n o è u n c o l l e g a m e n t o delle v a r i e p o s i z i o n i e d u n a s u p e r i o r e g i u s t i f i c a z i o n e di esse. F o r s e . l ' i g n o r a n z a e l ' i m p e r f e z i o n e . c o m e L e s s i n g . p e r c h è s e u n D i o c o s ì c o n c e p i t o esistesse e se fosse a d esso p r e s e n t e t u t t o il d i v e n i r e c o s m i c o . . — R a p presentando dunque l a R e p u b b l i c a il p u n t o di vista cenfilosofica e trale d e l p l a t o n i s m o e l a fusione t r a l a v i s i o n e la r e a l t à e m p i r i c a si d o v e v a n e c e s s a r i a m e n t e i n q u e s t ' o p e r a trattare. Il problema dell'essere. l ' a m o r e .Il metodo ascendente. m a m a i v i s t o i n u n a visione generale. DIALETTICA E RE ALTA.v e d e r e d a l o n t a n o la s a p i e n z a d i v i n a . c o n a m p i e z z a e c o n larghezza. q u e s t o D i o p o t r e b b e s p i e g a r s i il n o n essere e d il m a l e i n u n a v i s i o n e r a z i o n a l e . la r e a l t à d i . c o m e a l filosofo la r e a l t à p o l i t i c a . m a a d a s s e g n a r g l i u n p o s t o d i fronte a l l ' i d e a s e n z a negarlo come molteplice. m a a n c h e p e r c i ò . D i v i n a . c o m e d e l m o l t e p l i c e nella s u a p o s i z i o n e p i ù l o n t a n a d a l m o n d o i d e a l e . l a c r e a z i o n e e la v i t a . in u n a v e d u t a d'ins i e m e . Il filosofo cerca di trasformare il m o n d o d e l l e a p p a r e n z e i n u n m o n d o r e a l e . M a s p i e g a r e il n o n essere v u o l d i r e c o noscerlo e giustificarlo: potrebbe u n D i o considerare b e n e il m a l e ? C e r t o a L u i il m o n d o si p r e s e n t e r e b b e p e r f e z i o n e a s s o l u t a . il filosofo come come prefe- risce il m a l e . G i à nella s t r u t t u r a g e n e r a l e d e l l ' o p e r a e n e l l o spirito c h e l a i n f o r m a si p u ò n o t a r e c h e P l a t o n e n o n t e n d e a s o p p r i m e r e il m o l t e plice. nella R e p u b b l i c a .

la n e cessità d e l c h o r i s m o s v e r r à nello stesso t e m p o riaffermata guardare i n t u t t a la s u a c r u d e z z a (476 B ) . d i r e m o c o l N a t o r p . A i f i l o d o x i si d o v r a n n o c o n t r a p p o r r e i filosofi. 326 B ) . Il dialogo comincia proprio essere insito nel m o n d o c o n la p r e s e n t a z i o n e del non delle o p i n i o n i : il r a p p r e s e n t a n t e d e c i s o e c o s c i e n t e di q u e s t o m o n d o è T r a s i m a c o (336 B . il r i c o n o s c i m e n t o c h e q u e s t e o m b r e n o n s o n o r e a l i . È sul m e t o d o a s c e n d e n t e d e l l a d i a l e t t i c a filosofica q u i si insiste. di q u e l m o n d o c h e è l ' o g g e t t o d i c o n o s c e n z a della d o x a . 494 A ) . ma appunto stesso tempo o m b r e di q u a l c o s a c h e le s u p e r a permette la l o r o esistenza e la e che nello loro cono- scibilità. V I I . S o l o quan- d o questi s a r a n n o al p o t e r e finiranno i m a l i p e r l o S t a t o e p e r il g e n e r e u m a n o insisterà sul fatto (473 D . 484 B . la f u n z i o n e c r i t i c a d e l l ' i d e a l i s m o p l a t o n i c o c h e si v u o l p o r r e s o p r a t u t t o in e v i d e n z a . b i s o g n a v e c e v e d e r e i s i n g o l i c o n c e t t i i n sè. 493 E . I l p r i m o l i b r o d e l l a R e p u b b l i c a p r e s e n t a nel c a m p o p o l i t i c o la sintesi di t u t t e q u e l l e p o s i z i o n i a c u i P l a t o n e si è s e m p r e o p p o s t o in tutti i d i a l o g h i : è l ' o p p o s i z i o n e al d o g m a t i s m o c h e q u i si v u o l far n o t a r e in t u t t a la s u a n e c e s s i t à ed è i n s i e m e . Q u i nella R e p u b b l i c a è la r e a l t à p o l i t i c a c h e v i e n e c o m b a t t u t a in q u a n t o f o n d a t a s u l l a d o x a o in q u a n t o d i s o r g a n i z z a t a a c a u s a della negatività dei molteplici e cioè. L e t t . in questo caso. a l l ' i d e a . q u a n d o g l i esseri c h e n e p a r t e c i p a n o possibile in q u a n t o si c o n f o n d e il b e n e i n sè c o n (476 B ) . nella loro c o s t a n z a nella l o r o u n i f o r m i t à (479 E . 3 5 4 C ) . Platone si t r o v e r à n e c e s s a r i a m e n t e d i fronte alla ne- g a t i v i t à d e l m o n d o s e n s i b i l e . D a l l a m o l t e p l i c i t à c o n o s c i u t a che dogmaticamente b i s o g n a salire a d u n a m o l t e p l i c i t à i d e a l e (507 B ) . S a r à n e c e s s a r i o all'unità quando le i d e e v e n g o n o c o n s i d e r a t e molteplicità t r a la m o l t e p l i c i t à . 485 E . si d e v e g u a r d a r e a l l a l o r o u n i t à (476 A ) . m o l t e p l i c i . A l l o r a si benché le i d e e p o s s o n o apparire che. Q u e s t a c o n f u s i o n e è ine la c o n o s c e n z a resta d o x a . a causa dell'ingiustizia.questo mondo di o m b r e s a r à l a s u a r e l a z i o n e stessa con l ' i d e a .

— Il m e - t o d o a s c e n d e n t e . P e r q u e s t ' a s c e s a la m a t e m a t i c a l'anima ha un grandissitrovare m o v a l o r e e d u c a t i v o . c o m e si è d e t t o . L a d i a l e t t i c a d e v e q u i n d i condurre alla visione di quest'unità. Il valore ontologico del metodo ascendente. è a p p l i c a t o . a u n p r o b l e m a d i c a r a t t e r e g e n e r a l e che riguarda tutta la visione filosofica di P l a t o n e e chiarisce.di o g n i s i n g o l o . il m e t o d o usato in tutti i dialoghi platonici. 522 C . l ' a s c e s a c o n il p r o b l e m a t r a t t a t o . n e c e s s a r i a m e n t e . 526 C ) ed è per questa a s c e s a c h e si d e l i n e a u n a s c a l a d e l l e s c i e n z e . D ' a l t r a p a r t e c o m e si p u ò giustificare q u e sta m o l t e p l i c i t à i d e a l e se n o n c o n u n ' u n i t à ? Quest'unità massima e quest'ultimo grado della dialettica sarà la c o n o s c e n z a d e l l ' i d e a d e l b e n e (505 A ) . questa o quella sua posizione logica. p r o p r i o i n q u a n t o il s u o s t u d i o a b i t u a a valersi dell'intelligenza per la verità. I n questo modo Trasimaco è vinto ed in questo m o d o la f u n z i o n e critica d e l l ' i d e a l i s m o p l a t o n i c o si r i c o n ferma come ascesa all'ultimo bene. al m o n d o ideale n o n verrà c o m p i u t a in tutti i suoi gradi ed in t u t t a l a s u a t o t a l i t à c o m e nella R e p u b b l i c a . a l ' u n o in ciò c h e è molteplice ( 5 1 1 A B . solo l a c o n o s c e n z a d e l l ' i d e a di b e n governare L'educazione del ne p u ò permettere q u e s t o senso p e r c h è 5 1 9 C ) . U n a volta giunti a d u n principio n o n ipote- . a r rivare per m e z z o d'ipotesi a d u n a realtà superipotetica ( 5 1 0 B ) . p r o p r i o p e r q u e s t o s u o t o t a l e s p i e g a m e n t o . 5 1 7 C . Noi riconosceremmo nel m e t o d o d i a l e t t i c o di c u i q u i si è p a r l a t o il m e t o d o u s a t o i n tutti i d i a l o g h i a n c h e se P l a t o n e n o n c e l o f a c e s s e e s p l i c i t a m e n t e n o t a r e ( 5 3 4 D ) a s s e r e n d o c h e a l l ' i d e a si d e v e a r r i v a r e mediante l'abilità del domandare e del rispondere. M a in questi ultimi a b b i a m o v i s t o c o m e il m e t o d o filosofico è i n stretta r e l a z i o n e i n essi. N e l l o stesso m o d o g l i altri d i a l o g h i n o n ci d a r a n n o q u e l l a v i s i o n e d ' i n s i e m e c h e ci d à l a R e p u b b l i c a m a i l l u m i n e r a n n o piuttosto questo o quell'aspetto dell'idea. di c u i q u i nella R e p u b b l i c a si p a r l a . filosofo sarà dunque tutta indirizzata in del b e (505 A B . alla noesis d e l l ' u n o .

S e o g n i d i a l o g o ci d à i n p r o f o n d i t à u n a s p e t t o d e l l a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e n o n ci d o v r à a l l o r a la R e p u b b l i c a d a r e la c o n o s c e n z a t o t a l e di q u e s t a r a z i o n a l i t à ? L ' a s c e s a a l l ' i d e a d e l b e n e . ) . s e n z a p e r ò c h e esso sia la g e n e s i (509 B ) . p a s s a n d o a t t r a v e r s o i m i n o r i g r a d i di c o n o s c e n z a .tico. e si è g i u n t i p e r m e z z o di u n m e t o d o c o n o s c i t i v o c h e a d essa g u a r d a v a c o m e a s u a g u i d a . m a . E s s a è la c a u s a d e l l a c o n o s c e n z a . i n u n determinato un aspetto ideale tito p r o p r i o d a l m e t o d o u s a t o . nel m o n d o intelligibile. l a d e s c r i z i o n e filosofica della loro p o s i z i o n e g e r a r c h i c a ? In q u a n t o l ' i d e a del b e n e v i e n e e f f e t t i v a m e n t e r a g g i u n t a . p r o p r i o p e r c h è v e n g o n o l i m i t a t e le s u e p o s s i b i l i t à c o n o s c i t i v e . C h e c o s a è il b e n e ? È la c o n o s c e n z a d e l b e n e ? L ' i d e a del bene n o n ha per P l a t o n e solo un valore c o n o s c i t i v o о m e g l i o s o l o u n v a l o r e in q u a n t o è o g g e t t o di c o n o s c e n z a . I l sole n o n d à s o l a m e n t e a l l e c o s e la p o s s i b i l i t à di essere v e d u t e m a a n c h e la g e nesi. a v r à p e r c o r s o dei . t u t t e le i p o t e s i verranno ad assumere campo. l ' i d e a d e l b e n e (508 C ) . o g n i g r a d o di c o n o s c e n z a a c q u i s t a il s u o v a l o r e . d a t o il v a l o r e o n t o l o g i c o d e l l ' i d e a . O r a q u a n t o si è g i u n t i a l l ' i d e a d e l b e n e . C o m e l a v i s t a n o n è il sole così la c o n o s c e n z a n o n è l ' i d e a (508 B ) . M a se il sole n o n è la v i s t a è p e r ò l a c a u s a di essa e d a essa è v e d u t o : in q u e s t o m o d o si p u ò d i r e c h e c i ò c h e è il sole d e l m o n d o v i s i b i l e è. O r a nella R e p u b b l i c a il m e todo è usato per un problema che racchiude i problemi part i c o l a r i e q u i n d i l ' u s o di esso s p i e g a a n c h e i m e t o d i p a r t i c o l a r i . h a a n c h e u n v a l o r e o n t o l o g i c o a s s o l u t o . c o m e t u t t e le i d e e . n o n ci d a r à i n s i e m e a l l a v a l u t a z i o n e c o n o s c i t i v a di q u e s t i . i n q u a n t o S o c r a t e n o n p e r d e m a i di v i s t a l ' i d e a d e l b e n e . un certo valore: del m o n d o così attraverso garanl ' a s c e s a a l l ' i d e a in o g n i d i a l o g o p l a t o n i c o si s c o p r e . A questo p u n t o si p o t r e b b e r o p r e s e n t a r e a l lettore le stesse d o m a n d e c h e si t r o v a n o nel testo d e l l a R e p u b b l i c a (505 E e s e g g . d e l l a v e r i t à e d e l l ' e s i s t e n z a . l ' i d e a d à l ' e s i s t e n z a al r e a l e m a a q u e s t o r e a le resta s u p e r i o r e . q u e s t o m e t o d o c o n o s c i t i v o . p e r il f a t t o stesso c h e v i si è g i u n t i . l ' i n c r e m e n t o e il n u t r i m e n t o .

una dottrina delle idee o delle essenze. cioè d i s e g n a n d o le d i v i s i o n i s u u n a r e t t a : . Qual'è o r a nella R e p u b b l i c a l a r e a l t à o n t o l o g i c a c o r r i s p o n d e n t e a l l a graduazione delle conoscenze? Queste vengono descritte nello stesso t e m p o di q u e l l a n e i p a s s i 509 E e s e g g . in q u a n t o g r a d o di c o n o s c e n z a di c u i si c o n o s c o n o i limiti. Piatone E: r i v o l g e r e b b e la d o m a n d a c h e si t r o v a nel p a s s o 4 7 6 « chi conosce. L a d o x a si p o t r à giustificare s o l o q u a n d o si s a r à g i u n t i a l l ' u n i t à somma. B i s o g n a cioè v e d e r e i m o l t i n e l l a l o r o r e l a z i o n e c o n l ' u n i t à ( 4 7 9 E . P l a t o n e fa d u e g r a n d i d i v i s i o n i . c o n t r a r i a m e n t e a l l e tesi n e o . all'idea del bene. a l l o stesso m o d o c h e v e n g o n o giustificati a n c h e gli altri g r a d i di c o n o s c e n z a . conosce qualcosa o nulla? » Necessariamente a t t r a v e r s o la d i a l e t t i c a a s c e n d e n t e si d o v e v a s c o p r i r e q u e l l'aspetto della r a z i o n a l i t à del reale che corrispondeva a quel dato problema e cioè quel dato v a l o r e ontologico che corrispondeva a quel dato valore dialettico. contrariamente a c i ò c h e s p e s s o si è c r e d u t o . Risulta già da ciò c h e la d o x a .484 B ) . . È forse b e n e q u i n o t a r e che.k a n t i a n e . u s a n d o p e r c h i a r e z z a u n esempio g e o m e t r i c o . v i e n e g i u s t i f i c a t a e r i c o n o s c i u t a d a q u e l l o stesso m e t o d o d i a l e t t i c o c h e l ' h a c o n d a n n a t a c o m e insuffi- c i e n t e a c o n d u r r e a l l ' i d e a del b e n e .g r a d i di c o n o s c e n z a a c u i r i s p o n d e v a n o d e i g r a d i di esis t e n z a : in q u e s t o m o d o l a g e r a r c h i a di c o n o s c e n z e c h e h a c o n d o t t o a l l ' i d e a d e l b e n e si p r e s e n t e r à anche come una g e r a r c h i a di c a r a t t e r e o n t o l o g i c o . n o n sia c o n t r a d d i t o r i a r i s p e t t o a l p o r s i di u n a l e g g e t r a s c e n d e n t a l e m a n e i n v e r i i n v e c e la r e a l e d i n a m i c i t à A chi dubitasse di q u a n t o è stato affermalo teoretica. a p r o p o s i t o d e l Sofista c o m e . il c a proprio noteremo r a t t e r e i d e a l i s t i c o d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o si r i v e l a q u a n d o si insiste s u l v a l o r e o n t o l o g i c o d e l l e i d e e : i n s e g u i t o . L a d o x a v i e n e c o n d a n n a t a s o l o i n q u a n t o s o r p a s s a i s u o i limiti e n o n v i e n e p o s t a i n r e l a z i o n e c o n gli altri g r a d i d i c o n o s c e n z a .

cioè c h e esiste l ' i d e a d e l b e n e . rispettivamente. 3) c h e esiste u n a m o l t e p l i c i t à r e a l e . R i s p e t t i v a m e n t e i g r a d i di c o n o s c e n z a s o n o : i m m a g i n a z i o n e . I l p r i m o si d i v i d e in m o n d o delle i m m a g i n i e m o n d o d e g l i esseri molte- r e a l i . esiste una molteplicità come oggetto della . esseri r e a l i .A B doxa eikasia pistis O C episteme dianoia D episteme (in s. idee. il m o n d o del visibile oggetto della doxa e d il m o n d o d e l l ' i n t e l l i g i b i l e o g g e t t o d e l l ' e p i s t e m e . 2) c h e fantasia. 4) c h e esiste u n a m o l t e p l i c i t à r e a l e c o m e i n t e l l i g i b i l e . stretto) AB BO OC CD immagini. esseri reali c o m e intelligibili. S i d i v i d e la r e t t a p r i m a i n d u e p a r t i c h e r a p p r e s e n t a n o . c r e d e n z a . T e n e n d o c o n t o di q u a n t o si è d e t t o noi s a p p i a m o : 1) c h e esiste u n ' u n i t à . d i a n o i a e i n t e l l i g e n z a . i n q u a n t o intelligibili. cioè le idee i n q u a n t o p l i c i t à in r a p p o r t o c o n la r e a l t à s e n s i b i l e . t o n e s t a b i l i s c e s u l l a retta d e i r a p p o r t i di c a r a t t e r e Pla- geome- t r i c o c h e c h i a r i s c o n o i r a p p o r t i di c a r a t t e r e l o g i c o e c i o è (I) A B : B C = O C : C D e q u i n d i (II) B O = O C . C'è dunque l o stesso r a p p o r t o fantasia e tra m o l t e p l i c i t à i n t e l l i g i b i l e e le i d e e e tra realtà. 5) c h e esiste u n a m o l t e p l i c i t à delle i d e e . e le i d e e i n q u a n t o d i v i s e da q u e s t a r e a l t à sensibile ( 5 1 0 B C ) . N o i s a p p i a m o i n o l t r e c h e d a l l e i d e e si s a l e p o i a l l ' i d e a c h e è o r i g i n e di t u t t o e c i o è a l l ' u n i t à . Tra- d o t t o i n t e r m i n i l o g i c i c i ò significa (I) : c h e gli esseri r e a l i c o m e i n t e l l i g g i b i l i s o n o le i m m a g i n i delle i d e e a l l o stesso m o d o c h e ( I I ) le m m a g i n i d e l l a f a n t a s i a s o n o le i m m a g i n i della r e a l t à concreta.

Questo movimento si è c h i a m a t o metodo ascendente della dialettica. discendendo l o g i c a m e n t e d a essa. resi idea l'opera Il problema del non essere . i n essa. r i c o n o s c e i l o r o limiti e d il l o r o m i s e r o v a l o r e r e a l e .Il problema del metodo ci con- discendente e la creazione. — L a d i a l e t t i c a filosofica d u c e d u n q u e fino a d u n p r i n c i p i o i n c o n d i z i o n a t o c h e g i u stifica i g r a d i d i c o n o s c e n z a p e r m e z z o d e i q u a l i si è a r r i v a t i fino ad esso. . le p r e m e s s e d a c u i e r a p a s s a t o e p e r m e z z o delle q u a l i e r a g i u n t o a l l ' u n i t à . G l i u o m i n i i m p r i g i o n a t i nella c a v e r n a c r e d o n o c h e le o m b r e p r o i e t t a t e s u l f o n d o d i essa s i a n o v e r i t à ( 5 1 5 C ) m a se v e d e s s e r o l a l u c e d e l sole n o n p o t r e b b e r o p o c o a q u e l l a l u c e riesce a d a b i t u a r s i . C o m p i u t a p e r ò q u e s t a d i s c e s a i d e a l e il filosofo si a c c o r g e c h e q u e l l e o m b r e sono o m b r e . possibili questi e quelle dalia superiore e trascendente del bene dominante in tutti i problemi e d in tutta di Platone. cioè. M a q u a n d o h a raggiunto l'ultimo s u o g r a d i n o il p e n s i e r o r i d i s c e n d e t e n e n d o s i f e r m o alle c o n seguenze che dal principio raggiunto derivano e ritornando q u i n d i a giustificare. q u a n d o si t r a t t ò d e l p r o b l e m a d e l l ' e s s e r e .Se noi pensiamo ora al significato della Repubblica c h e si è c e r c a t o d i m e t t e r e i n c h i a r o a p r o p o s i t o d e l l o S t a t o i d e a l e . i n q u e s t a s u a d i s c e s a . v e d i a m o s u b i t o c h e p e r P l a t o n e il p r o b l e m a p r i n c i p a l e consiste n e l l a n e c e s s i t à d i unificare l e p r o p o s i z i o n i (2) e (3) c o n l e u l t i m e d u e e c i o è il m o n d o m o l t e p l i c e d e l r e a l e c o n q u e l l o i d e a l e in quanto molteplice. fuori d e l l a s i m i l i t u d i n e . dando sostenere la guars u a f o r z a e d il s u o f u l g o r e ( 5 1 6 A ) . c h e p r o d u c e t u t t o il v i s i b i l e e d è l a c a u s a a n c h e delle o m b r e ( 5 1 6 B C ) . I l filosofo c h e a p o c o a si a c c o r g e . così nel m o n d o d e l l ' e s s e r e si è v e r i f i c a t a u n a d i s t i n z i o n e d e l l e v a r i e c o n o s c e n z e e d e i v a r i o g g e t t i a c u i q u e s t e si r i f e r i v a n o . C o m e questa unificazione è a v v e n u t a n e l l o S t a t o c o n l e d i v i s i o n i d e l l e classi e n e l l ' i n d i v i d u o c o n le divisioni della facoltà dell'anima in m o d o c h e ogni f a coltà ed ogni classe avesse la sua funzione.

nella p r i m a ipotesi oltre quedel posi- N e l l o stesso t e m p o s a p p i a m o c h e q u e s t a zione dell'idea non è l'unica e che u n secondo aspetto della realtà afferma c h e le i d e e s o n o m o l t e p l i c i . S i p o t r à d u n q u e dire d e l l ' i d e a c o m e u n i t à è i n q u a n t o t a l e . I l p r i m o è il m o m e n t o i n c u i l ' i d e a si p o n e c o m e a s s o l u t a u n i t à s u p e r i o r e a l l a stessa esis t e n z a .— 8i — p e r c i ò n o n v u o l t o r n a r e nella c a v e r n a p e r c h è sa c h e l à t r o v e r e b b e le t e n e b r e è dovere dei filosofi ( 5 1 6 C D E ) . m a c h e non è. devono n e l m o n d o d e l m o l t e p l i c e e della d o x a e r i t o r n a r c i p e r organizzarlo. terza posizione . Ricordandoci preterza là delle c o n c l u s i o n i raggiunte p o s s i a m o ora notare che ripassando discendente dalla prima alla s e c o n d a col metodo Re- posizione della p u b b l i c a ( p o s i z i o n e c h e nello s c h e m a s o p r a s c r i t t o è la q u i n t a ) . C o m e si p o t r à compiere questa idealizzazione? Ri- p o r t i a m o c i a i c i n q u e a s p e t t i della r e a l t à c h e s o n o stati m e s si i n l u c e d a l l a R e p u b b l i c a . d o b b i a m o r e n d e r c i c o n t o c h e il p a s s a g g i o è reso p o s s i b i l e s o l o d a l c o n c e t t o d e l n o n essere. S i r i c o r d e r à c o m e nel F e d o n e e n e l M e n o n e . N e l l o stesso m o d o è p o s s i b i l e p a s s a r e d a l m o n d o d e g l i o g g e t t i reali ( q u a r t a ipotesi d e l P a r m e n i d e . per idealizzarlo. c h e nella R e p u b b l i c a . per a v v i c i n a r l o al m o n d o delle idee. M a P l a t o n e afferma che di r i t o r n a r e nel l u o g o d a c u i s o n o s a fissare le oscure imritornare liti ( 5 1 9 D ) : essi d e v o n o a b i t u a r s i a magini che una volta credettero realtà. in q u a n t o è m o l t e p l i c e . c h e esiste c i o è u n a m o l t e p l i c i t à i d e a l e . c o m e r i c o n f e r m e r à la s e c o n d a i p o tesi d e l P a r m e n i d e . L a discesa da una posizione nega- a l l ' a l t r a s a r à p e r c i ò p o s s i b i l e solo p e r m e z z o di u n a z i o n e . O r a il m e t o d o a s c e n d e n t e c i h a fatto salire fino a l l a p r i m a p o s i z i o n e m a c o m e si p o t r à d a essa d i scendere? Necessariamente d o v r e m o per passare dalla pried m a alla seconda affermazione negare l'idea c o m e unità affermarla c o m e molteplicità. N e l c a p i t o l o d e d i c a t o a l S i m p o s i o noi a b b i a m o d e r i v a t o d a q u e s t e m e s s e il c o n c e t t o di c r e a z i o n e c h e r i t r o v e r e m o nella ipotesi del P a r m e n i d e . è s t a t a r i g o r o s a m e n t e a f f e r m a t a sta p o s i z i o n e c h e noi r i t r o v e r e m o Parmenide.

e c i o è si è n e g a t a c o m e unità. N o i s a p p i a m o dal F e d o n e c h e le r e l a z i o n i tra m o l t e p l i c i t à i d e a l i e m o l t e p l i c i t à s e n sibile si s p i e g a n o c o n la teoria delle i d e e o p p o s t e e c i o è . p r o p r i o p e r c h è i n essa l ' u n i t à si n e g a . dell'essere un mondo c h e è il r i s u l e che ritro- dell'incontro col non essere .d e l l a R e p u b b l i c a ) al m o n d o delle o m b r e zione della R e p u b b l i c a corrispondente (la s e c o n d a posiipotesi alla quinta d e l P a r m e n i d e ) s o l o se si n e g a n o gli o g g e t t i i n q u a n t o r e a l i e si a f f e r m a n o in q u a n t o ombre. c o n la t e o r i a del n o n essere. c o m e a b b i a m o c o n c l u s o . così d a u n n u o v o p u n t o di v i intelligibili. a b b i a m o visto. fa sì c h e sia p o s s i b i l e u n a p a r t e c i p a z i o n e del m o n d o d e l l a d o x a al m o n d o d e l l ' e p i s t e m e . tra m o n do della d o x a e m o n d o dell'episteme. Diventando ( q u a r t a p o s i z i o n e della R e identificare Stato intelligibili si p o t r a n n o c o n le i d e e . G l i esseri reali d i v e n t a n o in q u a n t o si i d e n t i f i c a n o c o n le i d e e . D ' a l t r a p a r t e c ' è nel q u a d r o p r e s e n t a t o c i d a l l a R e p u b b l i c a u n a g r a n d e d i v i s i o n e tra v i s i b i l e e i n t e l l i g i b i l e . cioè non è u n i t à . I l m o n d o sensibile p u ò p a r t e c i p a r e a l m o n d o i d e a l e s o l o i n q u a n t o l ' u n i t à i d e a l e d i v e n t a m o l t e p l i c e . p e r i d e a l i z z a r l o . cioè l a m o l t e p l i c i t à delle i d e e c o n tiene in sè t u t t e le p o s s i b i l i t à p e r s p i e g a r e il m o n d o empi- r i c o . L'identificazione tra la molteplicità reale e la mol- t e p l i c i t à i d e a l e ci a p p a r e sta. Conseguentemente g i à la q u i n t a p o s i z i o n e . l ' e s s e r e cioè d i v e n t a n o n essere. è stata possibile l'identificazione tra mondo i d e a l e e m o n d o sensibile. C o m p i u t a la i d e n t i f i c a z i o n e si d o v r à r i c o n o s c e r e c h e in q u a n t o l ' i d e a è d i v e n t a t a m o l t e p l i c i t à . Q u e s t o si è p o s t o c o m e n o n essere di fronte al m o n d o i d e a l e e p e r c i ò . C o s ì il n o n essere c h e il m e t o d o d i s c e n d e n t e r i c h i e d e p e r il s u o m o v i m e n t o . il mondo i d e a l e si è n e g a t o c o m e u n i t à . G l i esseri reali d i v e r r a n n o c o s ì intelligibili e i n q u e s t o r a p p o r t o c o n le i d e e s a ranno conosciuti dalla dianoia pubblica). c o m e a v v i e n e n e l l a R e p u b b l i c a p e r l o i d e a l e . N e l l a t e r z a p o s i z i o rap- ne della R e p u b b l i c a t r o v i a m o d u n q u e un m o n d o che presenta tato questa identificazione.

il m a l e . c o s ì c o m e si c e l a nella n a tura u n male che a noi uomini n o n è dato spiegare. ombre di c i ò c h e n o n è. u n n o n essere c h e n o n è s o l o il n o n essere della m o l t e p l i c i t à di fronte a l l ' u n i t à . C ' è d u n q u e u n n o n essere c h e c i è s f u g g i t o . m a è il n o n essere d e l l a m o l t e p l i c i t à d i fronte a sè m e d e s i m a . . i n esso p e r ò si a n n i d a v a C'è l'errore. perchè n o n c ' è solo la i m m a g i n a z i o n e v e r a . I l m e t o d o a s c e n dente ha dimostrato che l'incontro è stato possibile d a l p a s s a g g i o d e l n o n essere a l l ' e s s e r e . il m e t o d o d i s c e n d e n t e i n v e c e c h e esso è p o s s i b i l e p e r il p a s s a g g i o d a l l ' e s s e r e a l n o n essere. È u n n o n essere c h e è s o t t o l o stesso m o n d o r e a l e . Nel- la t e r z a p o s i z i o n e della R e p u b b l i c a r i t r o v i a m o d u n q u e il c o n c e t t o di c r e a z i o n e g i à e s a m i n a t o n e l S i m p o s i o . P o t e v a n o essere i m m a g i n a z i o n falsa. d o v r e m m o dire. C r e a z i o n e q u i nella m a s s i m a b e l l e z z a . — A b b i a m o d u n q u e v i n t o il n o n e s - sere? S a r e b b e c o m e d i r e c h e l o S t a t o p e r f e t t o n o n s o l o è p e n s a b i l e m a esiste e d è s e m p r e esistito. nella v e r i t à . di q u e l l o d a al mondo u n n o n essere b e n p i ù p r o f o n d o p e r il m o n d o noi c o n s i d e r a t o r e a l e d i fronte i d e a l e . c i o è l a falsità. I n c o n s e g u e n z a il m o n d o della d o x a n o n è . N o i s a p p i a m o i n v e c e c h e c ' è e c i p o t r e b b e essere l a c r e a z i o n e d e l l o S t a t o i d e a l e m a c h e c ' è a n c h e la s u a d i s t r u z i o n e . d a l l a salita d e l m o l t e p l i c e a l l ' u n o . l ' e r r o r e . è l a f a l s i t à d i q u e s t o . P e r questo Platone a v e v a definito il m o n d o della doxa un m o n d o i n t e r m e d i o tra c i ò c h e è e c i ò c h e n o n è ( 4 7 7 B e s e g g . I l m o n d o della d o x a l o a b b i a m o v i s t o nella s u a p o s i t i v i t à . la s u a n u l l i t à n o n d i fronte a l l ' i d e a m a d i fronte a sè m e d e s i m o . c o m e q u e l l e d e i s o g n i . m a esse p o t e v a n o a n c h e essere false ed essere s e m p l i c e m e n t e o m b r e .v e r e m o n e l l a t e r z a ipotesi d e l P a r m e n i d e . c o n q u e s t o n o n essere i n t e n d e v a l a p o s s i b i l i t à insita nella d o x a d e l l ' e r r o r e e d e l l ' o m b r a v a n a senza realtà. . p e r c h è q u i n d i c r e a z i o n e di u n o S t a t o p e r f e t t o . 4 7 8 C D ) . e La distruzione. e. L e o m b r e le a b b i a m o c o n s i d e r a t e o m b r e di u n a r e a l t à .

Il divenire è stato visto come d a l l ' e s s e r e . p e r c h è è f a l s o . così c o m e si è v i s t o lo S t a t o muoversi dalla sua perfezione e quindi. n e l m o m e n t o della c r e a z i o n e si s a l i v a infatti a l l ' e s s e r e . c o s ì c o m e l a c r e a z i o n e era s o l o p o s s i b i l e nella b e l l e z z a . il f a l s o . a n c h e nel m o n d o i d e a l e si d o v r à essere q u a l c o s a c h e p e r m e t t e l'errore e d il m a l e .solamente ventare un mondo conoscibile. e r i p e t i a m o c i a n c o r a l a d o m a n d a citata: c o m e si p u ò c o n o s c e r e c i ò c h e n o n è? I l m i t o . organizzabile distruggersi. il m a l e ? C i s a r à n o n essere d e l l ' i d e a d e l b e l l o . I n f a t t i il m o l t e p l i c e nel F e d o n e v e n i v a s p i e g a t o . in q u a n t o p a r t e c i p a v a a d idee o p p o ste. cioè nella p o s i t i v i t à . C i s a r à in o g n i m o d o u n n o n essere delle i d e e c h e n o n d i p e n d e s o l o d a l l a l o r o m o l t e p l i c i t à m a a n c h e d a u n a n e g a t i v i t à c h e si p r o d u c e i n o g n i i d e a i n q u a n t o in o g n i i d e a si p u ò f a r s t r a d a l ' o p p o s i z i o n e a sè stessa. v e r s o il n o n essere? Q u a l i s a r e b b e r o a l l o r a le i d e e a c u i p a r t e c i p e r e b b e se nel m o m e n t o d e l l a c r e a z i o n e partead c i p a a l m o n d o i d e a l e in q u a n t o perfetto? P a r t e c i p e r e b b e i d e e c h e s o n o false i n q u a n t o s o n o il c o n t r a r i o di sè m e d e s i m e . I l n o n essere r i p r e n d e q u i t u l l e le s u e p o s i z i o n i . i n q u a n t o s o n o il b r u t t o . E d è l o g i c o c h e sia c o s ì . il falso. O r a noi p o s s i a m o p e n s a r e a d i d e e c o m e il v e r o ed il suo opposto. perfetto necessariamente. ed a l l o r a v e d r e m o il m o l t e p l i c e nel s u o i n f o r m e d i v e n i r e . m a u n n o n essere c h e n o n è r i d u c i b i l e a c o n o s c e n z a . U n a v o l t a i d e n t i f i c a t o il m o n - . una realtà che p u ò c ' è in diesso intelligibile e a v v i c i n a r s i a l l ' i d e a . c o m e a b b i a m o g i à ricordato. ci quanto trasfigurazione fantastica appare q u i i n t u t t a l a s u a p e r i c o l o s a v i c i n a n z a c o n la d o x a . d e l n o n essere. M a se il d i v e n i r e restasse d i v e nire? S e esso n o n r a g g i u n g e s s e l ' i s t a n t e d e l l a c r e a z i o n e ? S e i n v e c e di salire a l l a p o s i t i v i t à si dirigesse i n v e c e v e r s o la n e g a t i v i t à . M a se il m o l t e p l i c e p u ò essere falso e se esso si s p i e g a s o l o in q u a n t o p a r t e c i p a a u n m o n d o i d e a l e . u n s a p e r e fantastico di c i ò c h e a s s o l u t a m e n t e è inconoscibile perchè già in n o n è. u n n o n essere d e l l ' i d e a un del v e r o e u n n o n essere d e l l ' i d e a d e l b e n e .

h a n n o o r i g i n e l u c i e d o m b r e . M a anche qui d o b b i a m o notare che ciò c h e non è n o n p u ò i n c o n t r a r s i . m o n d o di fenomeni inorganizzabili. N e l l o stesso m o d o q u e l m o n d o r e a l e c h e n o i a v e v a m o v i s t o unirsi a l m o n d o i d e a l e e d i v e n t a r e i n t e l l i g i b i l e . d a questo incontro. n e g a t i v i t à c h e si v e r i f i c a p r o p r i o q u a n d o l a c r e a z i o n e n o n c ' è e c ' è q u i n d i il s u o o p p o s t o . L a stessa unità dovrà conseguentemente negarsi In i n s i e m e a l resto e n e g a r s i n o n i n q u a n t o d i v e n t a m o l t e p l i c i t à m a n e l senso c h e d i v e n t a a s s o l u t a m e n t e non uno. ciò che a c c a d e nel primo d o v r à n e c e s s a r i a m e n t e a c c a d e r e a n c h e n e l s e c o n d o . c o m e ci dimostrerà la settima ipotesi del P a r menide. L a d i a l e t t i c a ci h a c o n d o t t o col s u o metodo ascendente all'unità. se c i s a r à n e l m o n d o i d e a l e u n a negatività. l a d i s t r u z i o n e n o n p u ò esistere p e r c h è r a p p r e s e n t a il n u l l a . l a t e r z a s u l m o n d o r e a l e t r a sforma questo m o n d o in u n m o n d o fenomenico. diventerà n e g a t i v o e inintelligibile. col suo m e t o d o di- .do del reale col m o n d o ideale. E se le i d e e c o m e n o n essere si i n c o n t r a s s e r o c o n il m o n d o r e a l e come negativo. d o v r e b b e risultare il c o n t r a r i o d e l l a c r e a z i o n e e cioè l a d i struzione. D a l l ' i d e a d e l l ' u n i t à . — Così noi a b b i a m o nodi cinque posizioni nella R e p u b b l i c a l ' a f f e r m a z i o n e s u l l ' e s s e r e c h e p o s s o n o essere v i s t e a n c h e c o m e n e g a t i v e . c r e a z i o n e e d i s t r u z i o n e . Il problema tato del Parmenide. l a p r i m a i n q u a n t o a n c h e l'unità p u ò negarsi. R i t r o v e r e m o q u e s t e p o s i z i o n i n e g a t i v e nelle i p o t e s i n e gative del Parmenide. c o n c l u s i o n e t u t t o q u e l l o c h e si e r a g i à v i s t o c o m e essere c i a p p a r e o r a c o m e n o n essere e p r e c i s a m e n t e l a s e c o n d a p o sizione sul m o n d o delle o m b r e d i v e n t a negatività in q u a n t o le o m b r e p o s s o n o essere false. necessariamente. c o m e d a l sole. la quarta diventa negativa in quanto c ' è in ogni reale u n a negatività c o m e c ' è nelle i d e e della q u i n t a . d o v r e m o d u n q u e p a r l a r e d i q u a l c o s a d i n e g a t i v o c h e si t r o v a n e l s e n o della stessa c r e a z i o n e . oggetto di u n a credenza c h e è falsità.

solo per quello c h e r i g u a r d a v a il r i t o r n o dei filosofi nella c a v e r n a . nella sua interezza filosofica. I l p r o b l e m a d e l P a r m e n i d e s a r à a p p u n t o q u e l l o di u n i ficare t u t t e le p o s i z i o n i d a noi t r o v a t e n e l l a R e p u b b l i c a . r e a - l i z z a n d o c o s ì c i ò c h e n e l l a R e p u b b l i c a si è a f f e r m a t o c o m e necessario d o p o l'ascesa all'unità e cioè l ' a p p l i c a z i o n e . con questo suo movimento. .s c e n d e n t e p r i m a a l l a c r e a z i o n e e p o i a l n u l l a . d e l m e t o d o d i s c e n d e n t e . a t t r a v e r s o le i d e e e idee. N o i lo a b - b i a m o a p p l i c a t o a t u t t a la r e a l t à . deducendo dall'uno. d i s c e n d e n d o d a l l ' u n o . P l a t o n e stesso u s e r à nel P a r m e n i d e la d i a l e t t i c a d i s c e n d e n t e in t u t t a la s u a p u r e z z a e. U s a n d o le finirà in la i d e e esso r a g g i u n g e r à le i d e e . M a il m e t o d o discendente era usato nella R e p u b b l i c a . d e d u r r à da esso t u t t a la r e a l t à e t u t t o il n o n essere. r a z i o n a l i t à e d il n o n essere d e l m o n d o .

PARTE SECONDA P A R M E N I D E .

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S o c r a t e fa n o t a r e a P a r m e n i d e c h e Zenone. n e l l ' i d e a di S o c r a t e . a d u n a . a s u o m o d o . dice Socrate. m a v u o l a n c h e rendersi inseparabile dall'opera del maestro (128 A ) . L a c r i t i c a di S o c r a t e si c o m p i e s o l o su q u e s t a p r i m a p a r t e d e l l o s t u d i o di Z e n o n e . m a d i c e n d o i n r e a l t à p r o p r i o la m e d e s i m a c o s a . c h e esse s o n o d i v e r s e d a q u e l l e d e l m a e s t r o . parlano ciascuno dal l o r o p u n t o di v i s t a . e v i d e n t e m e n t e p e r c h è c i ò . LA PRIMA PARTE DEL PARMENIDE Socrate e Zenone. a l t r e t t a n t e c e n e d à Z e none dimostrandoci l'inesistenza del molteplice (128 B ) . P e r di S o c r a t e Z e n o n e n o n fa c h e r i p e t e r e le tesi d i P a r m e n i d e .CAPITOLO I. t e n t a n d o di far c r e d e r e . S o c r a t e l o p r e g a di r i l e g g e r e la p r i m a ipotesi d e l p r i m o a r g o m e n t o ( 1 2 7 D ) . l a d o t t r i n a di P a r m e n i d e c o n t r o c o l o r o c h e t e n t a v a n o di d e r i d e r l a c o l n o t a r e c h e se l ' u n o è. t r a t t a n d o l e d a u n a l t r o p u n t o v i s t a . n o n solo si v u o l r e n d e r e inseparabile dalla sua persona e c o n s e r v a r e così la sua amicizia. Parme- n i d e n e l s u o p o e m a a f f e r m a c h e in t u t t o è u n o e c e n e d à delle b e l l i s s i m e e d e v i d e n t i p r o v e . — Z e n o n e h a finito di l e g g e r e il s u o s t u d i o . Parmenide e Zenone. i n m o d o c h e n o n s e m b r a n o dire n u l l a di s i m i l e . p o t e v a b a s t a r e p e r c r i t i c a r e t u t t o il r e s t o . Z e n o n e r i s p o n d e c h e il s u o l i b r o h a p r o p r i o v o l u t o d i f e n d e r e .

C o n seguentemente è impossibile l'esistenza della molteplicità perchè. a di q u e s t a d o p p i a p a r t e c i p a z i o n e . 1926. . S e l ' u n i t à v i e n e affermata in tutta la sua p u r e z z a . 56 (1). Paris 1923. 225-26 (10) e (11). P a r m e n i d e v i e n e considerato semplicemente in quanto affermatore dell'unità. è dissimile. WAHL: Etude sur le Parmenide de Platon. h a f a t t o v e d e r e c h e se d a l l ' a m m i s s i o n e d e l l ' u n i t à d e l l e c o n s e g u e n z e a s s u r d e e r i d i c o l e . B i s o g n a però notare la speciale posizione in cui sono v i sti q u i il p e n s i e r o di P a r m e n i d e e q u e l l o di Z e n o n e . Parmenide. i n partequanto non causa partecipa al suo contrario. P a g . 16 Pagg. DIÈS : Ed. S o c r a t e v e d e n e l l o s t u d i o di Z e n o n e l'af- f e r m a z i o n e c h e se gli esseri s o n o m o l t e p l i c i essi d e v o n o e s s e r e a n c h e simili e d i s s i m i l i . simili e dissimili ( 1 2 9 A B ) . P a g . Perciò Socrate n o t a r e a Z e n o n e c h e d e v e p u r esistere u n ' i d e a i n sè d e l l a s o m i g l i a n z a e q u a l c o s a di c o n t r a r i o a q u e s t a ( 1 2 9 A ) . c o m e si c h i a r i r à n e l l a q u i n t a i p o t e s i . una volta posta. n o n m e n o r i d i c o l e ed a s s u r d e s o n o le c o n s e g u e n z e c h e si d e v o n o d e d u r r e quando si a m m e t t e u n a m o l t e p l i c i t à ( 1 2 8 D ) . S. i n q u a n t o c i p a a l l a s o m i g l i a n z a c i ò c h e è simile è s i m i l e .— go — tale affermazione dovrebbero seguire u n a seguenze ridicole e contrarie quantità Così di conZenone derivano a l l a tesi s t e s s a . c o m e nella seconda parte del dialogo farà P a r m e n i d e nella sua prima ipotesi. Paris. 1) A. Zenone può per q u e s t o n e g a r e l ' e s i s t e n z a d e l m o l t e p l i c e . A m b e d u e c o n d u c o n o a l l ' a s s u r d o ed è p r o p r i o q u e s t o f a t t o c h e si v u o l porre in e v i d e n z a . P a r t e c i p a n d o il m o l t e p l i c e a q u e s t e d u e i d e e . essa n o n p u ò s f u g g i r e d a l l e c o n farà traddizioni sopra notate (Cit. L o s t u d i o d i Z e n o n e v i e n e così r i d o t t o a d u n ' i m p o r t a n z a puramente polemica '). Socrate d u n q u e t r o v a n i e n t e di s t r a n o n e l f a t t o c h e le c o s e s i a n o . N o n si d o v r à q u i n d i d i r e c h e la p o s i z i o n e di Z e n o n e è e r r a t a m a p i u t t o s t o c h e essa è l i m i t a t a . necess a r i a m e n t e il m o n d o m o l t e p l i c e s a r à p i e n o di c o n t r a d d i z i o n i . c o s a i m p o s s i b i l e p e r c h è i sim i l i n o n p o s s o n o essere dissimili e v i c e v e r s a ( 1 2 7 E ) . 127 E ) .

C i appare q u i il p r i m o p u n t o di contatto tra la p r i m a e la s e c o n d a p a r t e d e l d i a l o g o . N o n c ' è solo il c h o r i s m o s u n i t à e m o l t e p l i c i t à . verrà dimoin un le di s t r a t o c h e esiste u n a ideale: dunque. quando D'altra identifica parte Zenone ha veramente ragione e la senz'altro la m o l t e p l i c i t à empirica . u n o ( 1 2 9 C ) . Z e n o n e p a r l a di u n a in generale senza distinguere tra molteplicità molteplicità empirica e m o l t e p l i c i t à i d e a l e : era i m p l i c i t o nel s u o s t u d i o c h e essend o c i l ' u n a ci fosse a n c h e l ' a l t r a e c h e . e precisamente nella s e c o n d a molteplicità ipotesi. del dialogo. e c h e l ' e s s e n z a d e l l ' u n o fosse m o l t e p l i c e e il m o l t e p l i c e . a s u a v o l t a . del molteplicità m o n d o ideale e cioè precisamente quello che Socrate chied e v a a Z e n o n e p o n e n d o il c h o r i s m o s tra i d e e e m o l t e p l i c i t à empirica. fosse i m p o s s i b i l e a n c h e l ' a l t r a . L à s t e n z a d e l l ' u n o ed a n e g a r e l ' e s i s t e n z a dei m o l t e p l i c i . Questo non sembra di c h i a r o a S o c r a t e c h e n o n p o t r e b b e c o n c e p i r e u n fatto questo genere. U n a v o l t a s e p a r a t e le idee dal m o n d o molteplice. quello che è proprio del m o n d o d e l l a m o l t e p l i c i t à . C ' è perciò implicitamente nello studio Z e n o n e q u e l l o c h e v e r r à p o i distinto d a Parmenide nella tra s e c o n d a p a r t e d e l d i a l o g o . 1 2 9 B ) . C h e ci sia u n a m o l t e p l i c i t à nel m o n d o del d i v e n i r e s e m b r a a S o c r a t e la c o s a p i ù n a t u r a l e ( 1 2 9 D ) .— gì — S a r e b b e d e l f a t t o c h e c i ò c h e è s o m i g l i a n t e i n sè d i v e n i s se il s u o c o n t r a r i o e v i c e v e r s a c h e S o c r a t e si m e r a v i g l i e - r e b b e m o l t i s s i m o ( C i t . Z e n o n e a v e v a ragione q u a n d o identificava due molteplicità. e s s e n d o i m p o s s i b i l e l'una. combatte Zenone e Parmenide in nome del Zeanche Il P a r m e n i d e che vede Socrate attraverso none è dunque un Parmenide ben diverso da quello pencioè d a l P a r m e n i d e esso n o n si l i m i t e r à della seconda ad affermare parte l'esi- sato da Platone. n o n è p i ù n e c e s s a r i o c h e sia t a l e nel m o n d o ideale. N e l l a s e c o n d a parte. certo senso. Socrate chorismos. p e r c u i la m o l t e p l i c i t à a p p a r e ma c'è anche il r i c o n o s c i m e n t o di una assurda. D ' a l tra p a r t e S o c r a t e l i m i t a la p o s i z i o n e di Z e n o n e p e r m e z z o d e l l a teoria d e l c h o r i s m o s .

I n c o n c l u s i o n e g i à d a o r a si p u ò v e d e r e la di affermare le p r i m e c i n q u e i p o t e s i di P a r m e n i d e : quarta necessità la pri- m a . p u ò a n c h e essere. più tardi. b e n c h é n o n t o t a l m e n t e e s a u r i e n t e . la i n t e r p r e t a z i o n e di S o c r a t e è. in q u a n t o n o n a m m e t t e una molteplicità ideale e n o n c o m p r e n d e c h e n e l d i s c o r s o di Z e n o n e c ' è u n esem- p i o . cioè l'affermazione dell'unità. c i o è l a m o l t e p l i c i t à e m p i r i c a c o m e a s s u r d a . c o m e si è v i s t o nel S i m p o s i o e nella R e p u b b l i c a . la seconda. data la c a r a t t e r i s t i c a p o l e m i c a d e l s u o s t u d i o . la q u a r t a . d a p a r t e s u a . se può n o n essere. (Cfr. cioè l'unione tra la molteplicità i d e a l e e m o l t e p l i c i t à e m p i r i c a r e a l e . in q u a n t o si a f f e r m a di fronte a l l ' u n i t à a s s o l u t a d e l l ' u n o . 135 D ) . tre posizioni l'una nell'altra. L a p o s i z i o n e d i Z e n o n e n o n s t a b i l i s c e t u t t e le d i s t i n z i o n i n e c e s s a r i e e S o c r a t e h a d u n q u e b e n r a g i o n e nelle s u e c r i t i c h e c h e s a r a n n o i n s e g u i t o a p p r o v a t e d a l l o stesso P a r m e n i d e ( C f r . la t e r z a .molteplicità ideale? S e questo sarà possibile lo sarà solo in p a r t i c o l a r i c o n d i z i o n i . c o m e si v e d r à nella ipotesi della s e c o n d a p a r t e d e l d i a l o g o . di q u e l m e t o d o d i a lettico a cui. Si s c o p r e così a n c o r m e g l i o la li- . Si p u ò a n c h e p e n s a r e c h e Z e n o n e n o n credesse necessaria una trattazione di q u e s t o g e n e r e . c i o è q u e s t a m o l t e p l i c i t à e m p i r i c a c o m e r e a l t à e la q u i n t a . 1 3 5 E ) . N e l l a s e c o n d a p a r t e d e l d i a l o g o t a n t o la p o s i z i o n e di S o c r a t e c o m e q u e l l a di Z e n o n e v e r r a n n o r i c o n o s c i u t e l e g i t time in quanto compenetrate dunque l'unità essere assoluta. p a r z i a l e (e si ric o r d i c h e S o c r a t e e s a m i n a solo il p r i m o p u n t o d e l d i s c o r s o di Zenone). e c o m e si v e d r à n e l l a t e r z a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e . cioè la molt e p l i c i t à i d e a l e . S e Z e n o n e a m m e t t e s s e u n a d i s t i n z i o n e tra m o l t e p l i c i t à i d e a l e e m o l t e p l i cità empirica ne deriverebbe poi anche un'altra conseguenz a e. p r e c i s a m e n t e . S e la p o s i z i o n e di Z e n o n e è p e r ò l i m i t a t a e giustifica la c r i t i c a di S o c r a t e . c h e la m o l t e p l i c i t à empirica. C i dovranno distinte: l'affermazione dele Parmenide esorterà Socrate stesso l'affermazione della molteplicità ideale l ' a f f e r m a z i o n e di u n a m o l t e p l i c i t à e m p i r i c a .

c h e d a l F e d o n e e d a l l a R e p u b b l i c a si d e d u c o n o le stesse p o s i z i o n i c h e p o i si ritrovano nel Parmenide. 20. o meglio invera. c h e si t r o v a n o n e l l a p r i m a p a r t e d e l d i a l o g o . nelle p o s i z i o n i d i P a r m e n i d e c h e si t r o v a n o n e l l a s e c o n d a . — P a r m e n i d e e n t r a nella d i s c u s s i o n e q u a s i c o m e d i - r) WAHL: O p . P a r m e n i d e dimostre- r à . c o m e l a stessa t e o r i a s o s t e n u t a n e l F e d o n e e nella R e p u b b l i c a . p . in quanto. c h e S o c r a t e s o s t i e n e i n q u e s t a p a r t e d e l d i a l o g o ( 1 2 9 A ) . Cre- d i a m o p e r c i ò c h e il F e d o n e e l a R e p u b b l i c a n o n v e n g a n o criticati e r e s p i n t i d a l n o s t r o d i a l o g o . studiando quei dialoghi e ponendoli in relazione con il S i m p o s i o . cit. S e m b r a a n c h e a n o i c o s ì c o m e a l W a h l ') c h e i n q u e s t o s e n s o il d i a l o g o si d i r i g a q u i v e r s o l ' i n t e l l i g i b i l i t à . n e l l a s u a g i o v i n e z z a . m a vista unilateralmente e non collegata coli'intera opera platonica. prima Parmenide e Socrate. L a t e o r i a c h e sostiene q u i S o c r a t e è sì q u e l l a d e l F e d o n e e della R e p u b b l i c a . . si v u o l a v v e r t i r e il lettore a n o n identificare il F e d o n e e la R e p u b b l i c a c o n u n a v i s i o n e d e l m o n d o d e l l e i d e e c h e S o c r a t e p o t e v a a v e r e a v u t o solo in u n a s u a l o n t a n a g i o v i n e z z a . l o stesso m e t o d o d i Z e n o n e . la posizione di Zenone. n o n v e d e t u t t e le r e l a z i o n i e c o n l ' i n v e r a m e n t o d e l l e s u e p o s i z i o n i u n i l a t e r a l i . m o l t o c h e q u e i d i a l o g h i si i m m a g i n a s s e r o avvenuti. G l i s t u d i o s i h a n n o di solito c o n s i d e r a t o l a t e o r i a d e l l a p a r t e c i p a z i o n e d e l l e c o s e sensibili alle i d e e . l a p o s s i b i l i t à di u n a r a z i o n a l i t à d e l m o l t e p l i c e . Il Socrate del Parmen i d e . a p p l i c a n d o . i n quanto supera.mitazione della visione zenoniana dell'opera di P a r m e n i d e . oltre a c i ò . o meglio del Parmenide di Platone. si noti b e n e . — Necessità di idee di tutte le cose. mentre Zenone affermava l'assurdo della molteplicità. m a n e l l a s u a i n t e r e z z a e d i n t u t t e le s u e poss i b i l i t à . m a c h e p i u t t o s t o v e n g o n o c r i t i c a t i i n esso g l i i n t e r p r e t i c h e n o n p o n g o n o le p o s i zioni di quei dialoghi in relazione colla seconda parte del P a r m e n i d e . N o i a b b i a m o visto. e. c o m e v e d r e m o m e g l i o i n s e g u i t o .

come ben dimostrerà Parmenide n e l l a s u a s e c o n d a i p o t e s i . i n q u a n t o la b e l l e z z a h a u n v a lore e s s e n z i a l m e n t e i d e a l e e le c o s e s o n o b e l l e s o l o i n q u a n to ne p a r t e c i p a n o . E g l i d i s t i n g u e q u i n d i due m o n d i .f e n s o r e di Z e n o n e o. c o m e c r e d e S o c r a t e . m a si p u ò a v v i c i n a r e al m o n d o s e n s i b i l e e c h e a s u a v o l t a q u e sto m o n d o sensibile p u ò l i b e r a r s i d a l l a s u a negatività ed o r g a n i z z a r s i così c o m e a b b i a m o v i s t o nella R e p u b b l i c a . p e r c h è t u t t o è o r g a n i z z a b i l e s e c o n d o u n ' i d e a e cioè p e r c h è di o g n i c o s a ci p u ò essere u n ' i d e a . S o c r a t e r i m a n e f e r m o al s u o m o n d o i d e a l e perfetto s e n z a c a p i r e c h e se esistono delle i d e e esisterà a n c h e u n a moltepliper cità ideale e quindi tante idee q u a n t e sono necessarie comprendere il m o n d o . O r a c h e c o s a significa a m m e t t e r e c h e c i s i a n o i d e e di t u t te le c o s e ? P r i m a di t u t t o c h e il m o n d o i d e a l e n o n r i m a n e f e r m o nella s u a u n i t à e p e r f e z i o n e . P a r m e n i d e p e n s a i n v e c e c h e ci s i a n o i d e e di t u t t e l e c o s e e fa n o t a r e a S o c r a t e c h e ò a c a u s a della s u a giovi- n e z z a c h e egli d i s p r e z z a certi o g g e t t i . così nulla della r e a l t à s e n s i b i l e si d o v r à disprezzare. R i c o n o s c e c h e ci s o n o nelle i d e e del b u o n o e d e l b e l l o ( 1 3 0 B ) m a n o n è s i c u r o c h e ci sia u n ' i d e a dell'uomo. S o c r a t e d i v i d e t r a le i d e e e ciò c h e a d esse p a r t e c i p a ( 1 3 0 B ) . S e c ' è u n ' i d e a d e l b e l l o ci d o v r à essere a n c h e u n ' i d e a d e l f a n g o . Il riavvicinamento am- c o m p i u t o d a Z e n o n e è d u n q u e p o s s i b i l e e se S o c r a t e m e t t e s s e idee di t u t t e le c o s e l o d o v r e b b e b e n r i c o n o s c e r e . C o m e nella R e p u b b l i c a o g n i f a c o l t à d e l l ' a n i m a ed o g n i c l a s s e s o c i a l e a v e v a n o l a l o r o f u n z i o n e . m e g l i o . d e l l a v e r i t à p a r z i a l e c h e il d i scorso di Zenone c o n t e n e v a : l'unificazione tra molteplicità i d e a l e e m o l t e p l i c i t à e m p i r i c a . m a p e r S o c r a t e n o n è c h i a r o se n e l m o n d o i d e a l e ci siano o no tante idee per q u a n t e realtà ci sono nel m o n d o e m p i r i c o . d e l f a n g o i n v e c e ci p u ò essere u n ' i d e a i n . n o n g i u d i c a n d o l i d e g n i di p a r t e c i p a r e a d u n ' i d e a (130 E ) . d e l f u o c o e d e l l ' a c q u a ( 1 3 0 C ) e n o n s a a m m e t t e r e c h e ci p o s s a n o essere i d e e di c o s e c o m e i p e l i . N o i d o b b i a m o p e r ò o s s e r v a r e c h e se l ' i d e a d e l b e l l o p u ò essere s o l o p o s i t i v i t à . il f a n g o e le m a c c h i e .

c i ò c h e è i d e a l i z z a b i l e d a c i ò c h e i) W A H L : O p . della m o l t e p l i c i t à delle c o s e b e l l e . q u e l l o c h e s o n o . — I l p a s s o filosofilo- d e l P a r m e n i d e c h e s t i a m o e s a m i n a n d o si r i c o n n e t t e ficamente al problema dei d u e metodi dialettici. in quanto l'oggetto fango appartiene essere al m o n d o della natura. determinazione la l o r o i d e a . cit. f a n g o se s o n o f a n g o . come vedremo meglio. C i s o n o i d e e d i q u e l m o n d o c h e è o g g e t t o della filosofia e d i d e e d i u n m o n d o c h e p u ò essere o g g e t t o della filosofia e della s c i e n z a . 26. I l m e t o d o filosofico che ha per o g g e t t o u n m o n d o i d e a l e si o c c u p a di t u t t a la r e a l t à . cioè determinare. e quetsa conoscenza sono la funzione cisa d e l m e t o d o d i a i r e t i c o c h e p e r c i ò d e v e d i s t i n g u e r e c i ò c h e è d a c i ò c h e n o n è. m a c i p u ò essere a n che un'opinione falsa. m a c h e p u ò essere a n c h e o g g e t t o della d o x a . c i o è i n q u a n t o è n e g a t i v i t à di fronte a s è . i n u n c e r t o s e n s o . È q u e s t o fatto c h e giustifica filosoficamente l ' a c u t a o s s e r v a z i o n e d e l W a h l ') : coraggio per ammetcorag« Socrate n o n ha ancora abbastanza t e r e c h e c i s o n o i d e e d i t u t t e le c o s e .. c o n t r a r i o c i o è a sè m e d e s i m o . I l n o n b e l l o è il b e l l o i n q u a n t o n o n è sè s t e s s o . m a s o l o i n q u a n t o è o r g a n i z z a b i l e r a z i o n a l m e n t e . Pag. nell'unità. i n q u a n t o si f o n dono. m a a l l o r a si t r a t t e r e b b e d e l b e l l o e m p i r i c o . C o s ì t u t t e le idee lo interessano S e si o c c u p e r à e t u t t e le c o s e i n q u a n t o i d e a l i z z a b i l i .q u a n t o l ' o g g e t t o f a n g o è intelligibile. e d i d e e di c o s e c h e esistono a n c h e s e n s i b i l m e n t e . I n c o n c l u s i o n e ci s o n o i d e e di t u t t e le c o s e m a c i s o n o i d e e d i enti c h e esistono solo i d e a l m e n t e . . b e l l e z z a se s o n o b e l l e z z a ? » Rapporti con il problema della diairesis. A n c h e del bello ci potrebbe u n a d o x a . m a n o n si p u ò dire d'altra parte che Parmenide non abbia abbastanza g i o p e r a m m e t t e r e c h e le c o s e s o n o . quello sofico e q u e l l o d i a i r e t i c o . l o farà p e r c o m p r e n d e r e in q u a l m o d o è possibile conoscere. oggetti del Questa predelle cose sensibili i n q u a n t o m o n d o d e l l a d o x a .

c o n q u e s t o r a f f r o n t o . P o i . 2 7 9 B e s e g g . in altre parole. la s e c o n d a p a r t e d e l Parmenide discussioni filosofiche dei d i a l o g h i r i s o l v e r à il p r o b l e m a di S o c r a t e . P a g g . e l a diairesis d i v e n t e r à in questo m o d o una continuazione della dialettica filosofica c h e la r e n d e p o s s i b i l e . nella q u i n t a i p o t e s i . se a m m e t t e r à un mondo ideale che an- p u ò s p i e g a r e ed o r g a n i z z a r e t u t t a la r e a l t à .r i m a n e o p i n a b i l e . d o v e n o n c ' è n e s s u n senso i r o n i c o m a d o v e si v e d e c h i a r a m e n t e c h e c o n la diairesis si p u ò d a r e u n a definizione e m pirica del politico a v v i c i n a n d o l o a un oggetto veramente e m p i r i c o c h e s e r v a di g u i d a ( C f r . d i t u t t a l a r i c e r c a . difficilmente n e g a b i l e . . s a r à d a t o d a u n a delle p i ù p r o f o n d e platonici. c o n o s c e r l a c o m e u n a cosa e m p i r i c a è possibile (Cfr. si u s e r à un mito (268 D - 2 7 4 E ) a c u i . ) . L e d e f i n i z i o n i c h e può d a r e il m e t o d o d i a i r e t i c o nel Sofista s o n o t u t t e e m p i r i c h e e non guardano a nessuna realtà filosofica. 2 7 9 B e s e g g . C o s ì nel Sofista il v e r o s e n s o della sofi- s t i c a . cit. I n q u e s t o s e n s o il m e t o d o d i a i r e t i c o f a r à i n m o d o c h e il m o n d o della d o x a d i v e n t i v e r o ) . S o f .. Platone sottoli- n e a c i ò c h e s t i a m o d i c e n d o a v v i c i n a n d o l a definizione d e l sofista a q u e l l a d e l p e s c a t o r e di l e n z a e d infatti le d u e defin i z i o n i c o r r o n o s u d u e linee p a r a l l e l e . nel s e n s o c h e . in 1 quanto t o g l i e r à d a esso t u t t o c i ò c h e n o n è. q u a n d o si d o v r à d i r e q u a l c o s a di c a r a t t e r e filosofico sulla p o l i t i c a . L o stesso a v v i e n e n e l P o l i t i c o q u a n d o si fa u s o d e l l ' e s e m p i o d e l l ' a r t e d e l tessitore( C f r . e a v r à il c o r a g g i o di r i c o n o s c e r e c h e le c o s e s o n o q u e l l o c h e s o n o . c o m e a b b i a m o v i s t o . ) . la teoria delle i d e e . i n v e c e del m e t o d o d i a i r e t i c o . ( C f r . u n m o n d o di c u i gli o g g e t t i d e l l a 1) S T E N Z E L : O p . a m m e t t e r à c h e . I l m o n d o dei c o n c e t t i n o n n e g a . Pag. e n o n la definizione e m p i r i c a del sofista. 2 2 1 D d o v e lo straniero eleate insiste s u l l a p a r e n t e l a dei d u e concetti) g i u s t i f i c a n d o il s e n s o i r o n i c o . L a p o l i t i c a è c o m e u n a tela e. Ritornando Parmenide al passo esaminato. 72-73. 84. la R e p u b b l i c a e s p l i c i tamente rimanda. 3 1 1 C ) .

dunque alla se- Le difficoltà della partecipazione. q u a n t o c o s e n o n p o t r a n n o m a i p a r t e c i p a r e a l l e i d e e . — Parmenide seguiegli ta a c o m b a t t e r e l a p o s i z i o n e d i S o c r a t e . r e a l e . g i u s t i f i c a n d o c o sì le e s i t a z i o n i d i S o c r a t e . razionalmente. A n c h e q u i b i s o g n a p e n s a r e alla sec o n d a i p o t e s i d i P a r m e n i d e e t e n e r c o n t o d i q u a n t o si è d e t to sopra. I l risultato della s e c o n d a ipotesi d i P a r m e n i d e s a r à c h e l ' u n o è r e l a t i v o e c h e t u t t a l a r e a l t à è c o n o s c i b i l e . a l l o r a le n o n più come oggetto della d o x a . l e c o s e a p a r t e c i p a r e a l l e idee? O g n i c o s a c h e p a r tecipa parteciperà all'idea intera oppure a d u n a parte di essa? ( 1 3 1 A ) . Si ricordi c h e Socrate n o n ammette i d e e d i t u t t e le c o s e . essere c i o è ideali o i d e e . m a i n v e r a n d o l e A n c h e questo passo del dialogo rimanda conda parte. Q u a n d o l ' i d e a è p r e s e n t e n e l m o l t e p l i c e r i m a n e u n a o diventa molteplice? R i m a n e r e u n a in oggetti c h e si d i s t i n g u o n o (131 B). L a q u a r t a i p o t e s i si f o n d e r à s u l l a s e c o n d a e si d o m a n d e r à : telligibile è r e a l e . si p o t r e b b e a n c h e d i r e . considerato un mondo quando il m o n d o d e l l e c o s e v i e n e a s u a v o l t a i n t e l l i g i b i l e .n a t u r a v e n g o n o v i s t i nella l o r o n e g a t i v i t à . m a c o m e reale che p u ò diventare n o n p u ò senza perdere la sua unità c o s e i n q u a n t o intelligibili si p o t r a n n o u n i r e c o n le i d e e i n quanto m o l t e p l i c i . D u n q u e c o s a è il m o n d o se l ' u n o è r e l a t i v o ? E c o n c l u d e r à c h e il m o n d o i n q u a n t o i n non c'è una partecipazione di . e c h e . C o m e f a r a n n o . egli n o n p u ò v e d e r e i n c h e m o d o il m o n d o i d e a l e p o s s a a d e g u a r s i a t u t t o il m o n d o r e a l e . c o m e c o s e . E s s e c h e a l l o r a l e idee a v r a n n o un'esistenza diventer a n n o reali q u a n d o s a r a n n o i d e e e. N e l m o n d o ideale c ' è u n a molteplicità e u n a distinzione. i n q u a n t o . T e n e n d o c o n t o della s e c o n d a p a r t e d e l dire c h e a l l o r a si u n i r a n n o il mondo L e cose in dialogo potremmo d e l l a s e c o n d a ipotesi c o n q u e l l o d e l l a q u a r t a . c h i e d e . esse a p p a r t e n g o n o al m o n d o d e l l a d o x a e s o n o p e r c i ò irreali. n o n a m m e t t e n d o i d e e d i t u t t e le c o s e .

Tutte le i d e e p o t r a n n o essere c r e a t e ? Evidentemente n o . del r e s t o . D i v e n t e r a n n o c r e a t e s o l o le i d e e di c o s e esistenti. esistenti e le nostre S e esse s o n o immateriali d o v r a n n o rimanere separate dalla realtà sensibile. m a p i u t t o s t o il m o n d o d e l l e idee i n quanto m o l t e p l i c e si i d e n t i f i c h e r à c o n il m o n d o reale in q u a n t o i n t e l l i g i b i l e . c o m e v e d r e m o nella q u a r t a i p o t e s i . c o m e . Q u e s t a p a r t e c i p a z i o n e s a r à p e r ò s e m p r e la parteci- p a z i o n e di u n a r e a l t à sensibile a d u n a r e a l t à i d e a l e ed a l l o r a r i t o r n a il p r o b l e m a : c o m e p u ò una realtà ideale par- t e c i p a r e a d u n a r e a l t à sensibile s e n z a p e r d e r e la s u a i d e a lità? P e r q u a n t o si f a c c i a q u e l l e c h e d o v r a n n o partecipare alle idee saranno sempre cose. m a c h e in essa r i - . Ritorniamo per questa v i a al problema lasciato poco fa. B i s o g n a r i c o r d a r e p e r ò c h e tra l a q u a r t a e la s e c o n d a c ' è la t e r z a i p o tesi.— g a - vina c o s a a u n a i d e a .c r e a z i o n e . cioè superiori al ' m o n d o reale e quindi superesistenti in q u a n t o raccolte nel seno dell'unità assoluta. c i o è esistere i n q u e s t o m o n d o . M a a l l o r a le i d e e d i v e n t e r a n n o idee immateriali scompariranno. si è g i à v i s t o negli altri dialoghi. a m e n o che queste non siano rese intelligibili ed il m o n d o d e l l e i d e e n o n d i v e n t i m o l t e p l i c e . A d u n c e r t o m o m e n t o le i d e e d i v e n t a n o la r e a l t à del m o n d o . le a l t r e r i m a r r a n n o i d e e c o m e i d e e . S o l o q u e l l e r e a l t à c h e p o s s o n o essere n e l l o stesso t e m p o o g g e t t o d e l l a s c i e n z a e della d o x a p o t r a n n o essere c r e a t e . I n questo caso la p a r t e c i p a z i o n e t r a esse e le c o s e p o t r e b b e forse a v v e n i r e s e n z a d a r l u o g o alle c o n t r a d d i z i o n i c h e P a r m e n i d e fa n o t a r e a S o c r a t e . M i l h a u d e T a y lor ' ) . b a s a n dosi s u P r o c l o e r i c h i a m a n d o s i a d H a l e v y . L a t e r z a ipotesi di P a r m e n i d e c i f a r à v e d e r e c h e nel m o n d o delle i d e e ci s a r à u n a m o l t e p l i c i t à . il c h e e q u i v a l e a dire c h e tra l ' i d e a l i t à e d il m o n d o c ' è la . p e r c h è la p a r t e c i p a z i o n e n o n d o v r e b b e essere c o n c e p i t a m a t e r i a l m e n t e c o m e sostiene il W a h l .

b e l l o e b u o n o . m a n o n s p i e g a n u l l a p e r le a l t r e cui si è f o r z a t i a d a m m e t t e r e l ' i d e a c o m e « m a t e r i a l e ». d e v e a v e r p a r t e c i p a t o nel m o m e n t o della creazione. non diventeranno esistenti. L''argomento del terzo uomo. q u e s t ' i d e a si r e a l i z z e r à e c i o è d i v e n t e r à esistente nello stesso m o d o c h e il letto c o r r i s p o n d e n t e sarà ben fabbricato.marra a n c h e u n a c e r t a u n i t à . quando nella r e a l t à acquisterà pienamente u n v a l o r e i n t e l l i g i b i l e . N o i a b b i a m o visto però che anche questo p u n t o della p r i m a p a r t e d e l d i a l o g o . il m o n d o . A s u a v o l t a u n letto s a r à b e l l o q u a n d o cioè realizzerà l ' a r e t è d e l b e l l o . p u ò a v v e n i r e s o l o nella b e l l e z z a e nella verità. in quanto — Socrate pensa che i partecipano all'idea di molteplici siano grandi g r a n d e z z a . p u r essendo presenti. p o i c h é c o m e si è v i s t o c ' è u n ' i d e a d i t u t t e l e c o s e . a l t r i m e n t i n o n s a r e b b e intelligibile c o m e l e t t o . P e r c i ò Socrate porta in risposta a Parmen i d e l ' e s e m p i o d e l g i o r n o c h e i l l u m i n a le c o s e s e n z a m o l t i p l i c a r e e d i v i d e r e la s u a l u c e . p a r t e c i p e r à i n u n m o d o s p e c i a l i s s i m o . A q u e s t e i d e e il m o l t e p l i c e . l a q u a l e . si s p i e g a . c o m e t u t t o il r e s t o . se è v e r a m e n t e p e r f e t t o . essa s a r à p r e s e n t e c o m e il sole sulle l a loro c o n o s c i b i l i t à e la l o r o e s i s t e n z a . i n q u a n t o esse s a r a n n o p r e s e n t i n e l l ' i s t a n t e d e l l a c r e a z i o n e . se si p e n s a alla s e c o n d a p a r t e . S e nel m o m e n t o cose e permetterà d e l l a c r e a z i o n e dello S t a t o è p r e - s e n t e l ' i d e a d e l b e n e . cioè l ' e s s e n z a d e l l e t t o . cioè l ' u n i t à di c i ò c h e è nello stesso t e m p o v e r o . m a s a r e b b e solo u n ' i d e a e n o n s a r e b b e s t a t o c r e a t o n e l l a b e l l e z z a e nella v e r i t à alle q u a l i . m a . si ricordi il S i m p o s i o . M a l ' e s e m p i o p u ò a n d a r b e n e p e r le i d e e i m m a t e r i a l i idee e p e r c i ò P a r m e n i d e alle q u a l i le c o s e p a r t e c i p a n o n e l oppone a Socrate u n esempio in m o m e n t o della c r e a z i o n e . M a il g r a n d e i n sè e i m o l t e p l i c i g r a n d i n o n richiedono una n u o v a molteplicità e perciò una nuova idea . m a l ' i d e a d e l b e n e i n sè s a r à s e m p r e s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a . S e i n v e c e s a r à p r e s e n t e n e l m o m e n t o della c r e a z i o n e l ' i d e a d e l l e t t o . c i o è il raffronto t r a l ' i d e a e l e c o s e c o m e u n v e l o c h e r i c o p r e p i ù individui (131 B ) .

n e l l a c r e a z i o n e . L a c o n o s c e n z a d e l sole n o n è l ' i d e a d e l s o l e . sempre p i ù m o l t i p l i c a n d o il m o l t e p l i c e e s e n z a m a i r a g g i u n g e r e l a unità. p e r q u a n t o in m a n i e r a p a r t i c o l a r e . E s s e n d o s o l o p e n s i e r o . d e v e necessariamente pensare qualcosa. p r o p r i o p e r c h è s e m p r e p i ù si a f f e r m a il b i s o g n o d i un'unità. d e l S o c r a t e di q u e l d i a l o g o . I l p e n s i e r o n o n è l a c a u s a d e l l a realtà. I l m e t o d o a s c e n d e n t e della R e p u b b l i c a ci r i v e l a v a infatti u n a r e a l t à o n t o l o g i c a . A n c h e q u e s t a difficoltà si s p i e g a q u a n d o si p e n s a c h e n o n si t r a t t e r à . L ' i d e a h a u n valore ontologico. perciò n o n ci saranno d u e cose e d u n a dualità c h e esige l ' u n i f i c a z i o n e . D o p o t u t t o c i ò c h e si è d e t t o s t u d i a n d o l a R e p u b b l i c a si p u ò n o t a r e c h e il S o c r a t e il q u a l e p e n s a a delle p o s s i b i l i t à di questo genere è b e n indietro. c o m e m i s u r a e a r m o n i a e c h e p e r c i ò resta i m m a t e r i a l e e si u n i s c e . qualcosa che è e che quindi è diverso dal pensiero stesso (cit. L ' i d e a l i s m o p l a t o nico v u o l b e n distinguersi da ciò che noi moderni p o t r e m m o . diremo c o n P a r m e n i d e . è b e n più g i o v a n e . a l l ' i d e a di v e r o e di b u o n o . d i u n g r a n d e c h e esiste m a t e r i a l m e n t e e d i u n a c o s a g r a n d e . È questo l'argomento detto del terzo u o m o . m a di u n g r a n d e a c u i la c o s a g r a n d e p a r t e c i p a .IOO di g r a n d e c h e li unifichi? M a c o s ì f a c e n d o si a c c r e s c e l a m o l t e p l i c i t à . I l p e n s i e r o . come dice Parmenide. 1 3 2 B ) . C i a s c u n a i d e a — egli d i c e — p o t r e b b e essere u n p e n s i e r o e s o l o i n q u e s t o t r o v a r e la s u a e s i s t e n z a . c o m e si v e d r à n e l l a s e c o n d a i p o t e s i . ed il procedimento continua all'infinito. — S o c r a t e c e r c a d i d i f e n d e r e le s u e p o s i z i o n i c o l n o t a r e c h e c i p o t r e b b e essere u n ' a l t r a p o s sibilità. I n q u e s t o m o d o o g n i i d e a p o t r e b b e c o n s e r v a r e l a s u a u n i t à s e n z a esser s o g g e t t a alle difficoltà di c u i s o p r a si è p a r l a t o ( 1 3 2 B ) . (132 A B ) . L'idealismo empirico. un'esistenza che è i n d i p e n d e n t e d a l f a t t o d i essere o n o p e n s a t a . c o m e si è v i s t o p r e c e d e n t e m e n t e . o g n i m o l t e p l i c e p u ò a d essa p a r t e c i p a r e senza distruggere l'unità ideale. I l g r a n d e rimarrà n e l l ' u n i t à a n c h e q u a n d o a d esso p a r t e c i p e r à u n a c o s a m o l teplice.

m a n e l l a s e c o n d a ipotesi questa unità si r e l a t i v i z z a . P o s s i a m o ora n o t a r e c h e nella s e c o n d a ipotesi la r e a l t à o n t o l o g i c a d e l l e i d e e c o i n c i d e c o n la l o r o p e n s a b i l i t à e c h e . S i è g i à n o t a t o a p r o p o s i t o d e l l a R e p u b b l i c a c h e il v e r o c a r a t t e r e i d e a l i s t i c o d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o si r i v e l a p r o p r i o quando si insiste sul v a l o r e o n t o l o g i c o delle i d e e . dialogo.forse c h i a m a r e u n i d e a l i s m o e m p i r i c o . superiore anche al siero. c o m e si v e d r à n e l l a s e c o n d a i p o t e s i . l ' i d e a d e l b e n e . c o m e tale. S o l o q u e s t a osservazione. resa p o s s i b i l e d a l l ' i d e a del bene. Ma questa realtà non è causata dal pensiero perchè è c a u s a t a d a l m o m e n t o in c u i l ' i d e a si p o n e c o m e c r e a t r i c e . può che verrà giustificare chiarita nella seconda parte del e r i s o l v e r e le difficoltà presen- t a t e n e l p a s s o di c u i s t i a m o p a r l a n d o . A l t r i m e n t i il m o n d o r e a l e si r i d u r r e b b e a d u n s o g g e t t i v i s m o a s soluto. c h e le i d e e . d i v e n t a n o r e a l i e c o i n c i d o n o c o n le c o s e i n q u a n t o i n t e l l i g i b i l i . Q u e s t e h a n n o i m a l o r o esiontoD'al- s t e n z a i m m a t e r i a l e . il sole. L a creazione. d o p o il m o m e n t o della c r e a z i o n e . L a l o r o e s i s t e n z a è p o s s i b i l e i n q u a n t o i n essa è p r e s e n t e l ' u n i t à . m a esistono indipendentemente tra p a r t e . L a r e a l t à o n t o l o g i c a delle i d e e . M a n o n esistono i n q u a n t o s o n o p e n s a t e . q u a n d o s o n o i d e e di u n a r e a l t à esistente nel m o n d o . d i v e n t a molteplice e. A b b i a m o v i s t o . le i d e e s o n o p e n s i e r o . dal pensiero. a sua v o l t a . esse s o n o p e n s a b i l i . c i o è q u a n d o i n essa è p r e s e n t e l ' i d e a d e l b e n e d à l ' e s i s t e n z a a t u t t e le c o s e c o m e a t u t t e le i d e e . m a mente esistente. avrebbe è dunque assolutamente necessaria. L a s e c o n d a ipotesi d e r i v a d a l l a p r i m a così c o m e le i d e e ed il m o n d o d e r i v a n o d a l b e n e e d a l sole. n e l l o stesso t e m p o . altrimenti alle che ragione Parmenide: se o g n i c o s a p a r t e c i p a . s o n o il p e n s i e r o i n q u a n t o r e a l t à logica. non p i ù superiore all'esistenza. a v v i e n e solo nella bell e z z a . i n quanto s o n o c r e a z i o n e del p e n s i e r o . ricordando si p u ò pensare s o l o c i ò c h e è. immaterial- L'esistenza delle idee viene però dedotta da qualche che pen- cosa che all'esistenza è superiore e quindi. in q u e s t o s e n s o .

Sofista né c o m e realtà empirica. inconcepibile : i « noemata » sarebbero « a n o e t a » (cfr. identico que- Anche st'esigenza v e d r e m o che sarà soddisfatta dalla seconda parte del dialogo. oppure t u t t o s a r e b b e p r i v o di Bisogna perciò spiegare che tutto non pensa e che c'è q u a l c o s a c h e è s o l o p e n s a b i l e . D ' a l t r a p a r t e b i s o g n a a n c h e c h e ci sia u n s o g g e t t o pensante. siero. C ' è però u n altro lato del p r o b l e m a . e fosse l ' o g g e t t o . Im- p e n s a b i l e è s o l o c i ò c h e n o n è. Se dunque Parmenide a f f e r m a c h e la r e a l t à n o n può essere p e n s i e r o . se le i d e e fossero s o l o p e n s i e r o . C i ò n o n solo r e n d e necessario u n soggetto pensante m a rende necessario anche c h e q u e s t o s o g g e t t o . egli a f f e r m a p e r ò a n c h e la n e c e s s i t à di u n s o g g e t t o p e n s a n t e .i d e e è i n e v i t a b i l e o c h e t u t t o sia p e n s i e r o e t u t t o p e n s i . poiché. come afferma il e c o m e s p i e g a il P a r m e n i d e nella seconda parte. s e n z a essere s o g g e t t o di u n p e n s i e r o . r i m a n g a m e n t r e v a r i a n o gli o g g e t t i c h e s o n o p e n s a t i . in q u a n t o i n t e l l i g i b i l i t à . pensabilità. dice Parmenide. p r i v o del pensare. s e n z a c o n esso identificarsi. in q u a n t o p e n s a b i l e . N o i s a p p i a m o i n v e c e c h e le i d e e s o n o i n d i p e n d e n t i d a l p e n siero b e n c h é c o i n c i d a n o c o n esso e s i a n o il p e n s i e r o . C o m e K a n t nella s e c o n d a e d i z i o n e d e l l a s u a « C r i t i c a . 1 3 2 C ) . o p p u r e c h e t u t t o sia p e n s i e r o e p r i v o della p e n s a b i l i t à ( 1 3 2 C ) . T u t t o penserebbe. c i t . b e n c h é . il q u a l e n o n d e v e essere il t u t t o p e r c h è altrimenti n o n ci s a r e b b e p i ù la r e a l t à : se il s o g g e t t o si identificasse c o n l ' o g g e t t o . e si r i p e n s i a K a n t . p o i c h é se t u t t o fosse s o l a m e n t e o g g e t t o di questo tutto sarebbe pen- necessariamente impensabile. c i o è u n o g g e t t o . c h e c o s a p e n s e r e b b e ? B i s o g n a b e n e c h e il p e n s i e r o p e n s i q u a l c o s a . è s e m p l i c e m e n t e l ' a l t r o e l ' o p p o s t o di c i ò c h e è. esso c o i n c i d a c o l p e n s i e r o e sia p e n s i e r o . ciò c h e n o n è. c o m e è i n c o n o s c i b i l e il m a l e ed è i n c o n c e p i b i l e il n u l l a di c u i n o n c ' è e s i s t e n z a né c o m e idea. e s a p p i a m o c h e il m o n d o n o n esiste i n q u a n t o è pensato m a in q u a n t o è creato.

battuto nuova- m e n t e . un'imitazione dell'idea del bene e del bello. O r a q u e s t e d u e e n t i t à simili b i s o g n a c h e p a r t e c i p i n o a m b e d u e d e l l ' i d e a di s o m i g l i a n z a ( 1 3 2 E ) . insomma. all'infinito ( 1 3 3 A ) . S e d u n q u e u n o g g e t t o è simile a l l'idea a d un oggetto. in u n certo senso. L a p a r t e c i p a z i o n e p e r m e z z o della s o m i g l i a n z a e l ' i d e a c o m e m o d e l l o della n a t u r a s o n o d u n q u e i m p o s s i b i l i . E g l i s u p p o n e c h e le i d e e e s i s t a n o c o m e m o d e l l i d e l l a n a t u r a . p r e s e n t a a P a r m e n i d e u n n u o v o m o d o d i c o n c e p i r e le i d e e e la p a r t e c i p a z i o n e a d esse delle c o s e . B i s o g n a p r i m a di t u t t o n o t a r e c h e qui siamo. M a n e i p a s s i citati c ' è u n a l t r o p r o b l e m a : se la p a r t e c i p a z i o n e c o m e s o m i g l i a n z a è i m p o s s i b i l e . N o n t u t t e le i d e e p o s s o n o c r e a r e delle i m m a g i n i d i s è . senza corrompere quelle idee. vedremo spuntare u n a nuova idea e c o s ì . c h e le c o s e n e s i a n o p o i l e c o p i e e c h e l a p a r t e c i p a z i o n e delle cose a l l e idee consista nella rassomiglianza di queste c o n quelle ( 1 3 2 D ) . così l ' i d e a del sole nella R e pubblica viene presa c o m e u n simbolo. P e r c i ò c h e r i g u a r d a le i d e e c h e p o s s o n o d i v e n t a r e r e a l t à esistenti i n q u e sto m o n d o a b b i a m o g i à v i s t o i n c h e s e n s o l a p a r t e c i p a z i o n e p u ò a v v e n i r e . n o n è p o s s i bile. a n c h e P l a t o n e h a v o l u t o difendersi d a l l a possibile accusa di idealismo empirico. o b b i e t t a P a r m e n i d e . c o m e s a r à possibile l a t e o r i a d e l l a m i m e s i s t a n t e v o l t e a f f e r m a t a da Platone? B i s o g n a bene c h e ci siano in questo m o n d o delle . s o n o c i o è imitabili. S e questa imitazione è real i z z a b i l e . — Socrate. c h e q u e s t ' i d e a sia s i m i l e a l l a s u a i m m a g i n e n e l l a m i s u r a i n c u i q u e s t a le r a s s o m i g l i a . nel m o n d o della d o x a . c o m e si s a . A queste idee. c o m e esistenti c i o è nella r e a l t à fìsica. L e idee che n o n h a n n o u n a realtà corrispondente in q u e s t o m o n d o . M a se u n o g g e t t o è l ' i m m a g i n e d i u n ' i d e a b i s o g n a .d e l l a r a g i o n p u r a » . a b b i a m o g i à v i s t o c h e la p a r t e c i p a z i o n e delle cose a v v i e n e i n m o d o s p e c i a l e n e l m o m e n t o della c r e a z i o n e . La teoria della mimesis. q u e l l e i d e e s a r a n n o p r e s e i n u n altro s e n s o . n o i s a p p i a m o c h e s o n o d i v i s e d a esso e c h e d i esse n o n è p o s s i b i l e n e s s u n a i m i t a z i o n e .

C o n s e g u e n t e m e n t e u n l e t t o (e n o n il letto) non sarà una cosa intelliggibile m a una cosa del mondo d e l l a d o x a . c h e c i o è è intelligibile e l ' i d e a . C o s ì si c o m p r e n d e s e m p r e m e g l i o p e r c h è il m e t o d o d i a i r e t i c o . S i p r e n d a il f a m o s o p a s s o d e l l a R e p u b b l i c a s u l l ' i d e a d e l l e t t o . n e l l a s e c o n d a parte del P a r m e n i d e . O r a l ' i d e a d e l letto è c i ò c h e è il l e t t o . ma la m a n c a n z a di i d e n t i t à t r a u n a c o s a e l ' i d e a c h e c o l l a c o s a coincideva in q u a n t o questa cosa era intelligibile. dalla quinta ipotesi. m a n o n è (cfr. C o n c l u d e n d o l ' i m i t a z i o n e n o n si d e v e c o n c e p i r e c o m e una partecipazione all'idea per rassomiglianza ma come u n n o n essere d e l l ' i d e a . I l f a b b r i c a n t e farà d u n q u e q u a l c o s a c h e è s i m i l e a c i ò c h e è. si p r e s e n t i c o m e u n a d o x a r a z i o n a l i z z a t a e d eserciti la s u a f u n z i o n e . in q u a l c h e m o d o accettabile. m a c h e . È n a t u r a l e p o i c h e q u e s t o essere. d a l l ' a l t r o l a t o . cioè ideale. ammesso che c i ò sia p o s s i b i l e . 597 A ) . I l f a b b r i c a n t e di letti n o n fa l ' i d e a d e l l e t t o m a un l e t t o . q u a n d o n o n è p e r f e t t o . R e p . è u n ' i m i t a z i o n e d e l l ' i d e a d i S t a t o ( R e p . dato l'ultimo rapporto. contrapposto di c i ò c h e è. D a q u e s t o p a s s o si v e d e c h i a r a m e n t e c h e la s o m i g l i a n z a e l ' i m i t a z i o n e n o n a v v e n g o n o t r a u n a c o s a c h e è. t r a u n a c o s a c h e n o n è e l ' i d e a . n e l l o stesso m o d o la r i c e r c a s u l sofista. nel dialogo omonimo. u n m o n d o che è. a c u i è affidata l a c o n o s c e n z a d e l l e c o s e e m p i r i c h e . C o s ì l o S t a t o . volta non c'è l'essere. N o n essendoci più quest'identità l'idea non sarà più reale e c i o è n o n s a r à . In realtà l'imitazione non è una partecipazione. L ' i m i t a zione.copie delle idee e c h e quindi la teoria della s o m i g l i a n z a sia. è s t a t a p r e s a p e r p r o v a d e l l ' i d e a e d e l l ' e s s e r e . cioè di q u e l m o n d o d e t e r m i n a t o . c o s ì il d i s c o r s o r e t t o r i c o nel F e d r o ci h a d a t o il m e z z o di t r o v a r e il d i s c o r s o l o g i c o . Così anche l'imitazione. 484 D ) . n o n è. concettualizzando i molteplici ed eliminando v i a v i a dalla r i c e r c a ciò c h e n o n è p e r t r o v a r e c i ò c h e è . permetterà di t r o v a r e i n v e c e il filosofo . m a . n o n p o s s a affermarsi se a s u a nell'Ione. è possibile in q u a n t o è p o s sibile il n o n essere di u n ' i d e a . c o m e d i c e S t e n z e l .

come uomo. S e — egli c o n t i n u a — si p o n g o n o delle i d e e i n sè e p e r s è . L e i d e e n o n esistono c h e i n sè e p e r sè e c i ò c h e è i n n o i n o n è r e l a t i v o che a ciò c h e è in noi (133 E ) . P a r m e n i d e a m m e t t e g i à da p r i n c i p i o c h e l a c o n f u t a z i o n e n o n sia i m p o s s i b i l e . Le idee. sarà scienza di ciò che è la verità in sè. L a g r a v i t à d i q u e s t e n u o v e o b b i e z i o n i di Parmenide c o n s i s t e .(cfr. 2 5 3 C e. I n c o n c l u s i o n e c i ò c h e è i n n o i n o n h a n e s s u n a efficacia sulle i d e e . egli n o n s a r à s c h i a v o d e l l ' e s l'essenza del padrone e nemmeno padrone dell'essenza del servo ma. D'altra parte le cose c h e sono in noi p u r a v e n d o g l i stessi n o m i delle i d e e . p r i n c i p a l m e n t e R e p . e c i a s c u n a s c i e n z a c h e è i n n o i . q u e s t a resta per noi assolutamente inconoscibile (134 B ) . s a r à l a s c i e n z a di c i a s c u n e n t e c h e esiste i n n o i ( 1 3 4 A ) . S e qualcuno è p a d r o n e o s e r v o d i u n a l t r o . n è le idee ne h a n n o s u n o i . a m e n o c h e il c o n t e s t a n t e n o n sia u n a p e r s o n a ricca di u n a cultura scientifica e c c e z i o n a l e e d i s p o s t a a s e g u i r e l ' a s s e r e n t e p e r u n d e d a l o di a r g o m e n t i » ( 1 3 3 B ) . N o n a b b i a m o le i d e e i n sè stesse e n o n a b b i a m o q u i n d i l a s c i e n z a i n sè stessa e. Il problema della scienza delle idee e la conoscenza del mondo. e n o n i n q u a n t o sono in rapporto c o n le idee (133 C D ) . 233 B e s e g g . h a n n o u n essere riferibile a loro m e d e s i m e e n o n a c i ò c h e in n o i v i c o r r i s p o n d e . anche se h a n n o rapporti r e c i p r o c i tra d i l o r o . n o n s o n o c h e i n q u a n t o s o n o i n r a p p o r t o t r a sè m e d e s i m e . 596 C . i n u n c e r t o s e n s o . « S e q u a l c u n o dirà che per l ' u o m o non è possibile c o noscere le idee. — P a r m e n i d e n o n h a a n c o r a finito l e s u e c r i t i c h e . p o i c h é s o l o q u e s t a p e r m e t t e la c o n o s c e n z a delle i d e e i n s è . egli s a r à p a d r o n e o s e r v o di u n u o m o . Così la scienza in quanto è scienza in sè. nel fatto c h e esse r i a s s u m o n o . egli p r o s e g u e . S o f . n o n sarà possibile confutarlo. S o f . ) . d i c e n d o c h e l a teoria di S o c r a t e d à l u o g o a difficoltà a n c o r p i ù g r a v i d i q u e l l e finora considerate. s i a m m e t t e n e l l o stesso t e m p o c h e n e s s u n a di esse sia i n n o i . p e r i r a p p o r t i t r a l a sofistica e l ' a r t e m i m e t i c a .

deduce poi il fino dal- la stessa r e a l t à attraverso cui è passato metodo ascendente. ma il L o comondo a r r i v i a m o a c o n o s c e r l o in q u a n t o ne. in relazione c o n il m o n d o ipotesi. p r i m a c h e si d i s t i n g u a . se è p o s s i b i l e u n a d i a l e t t i c a filosofica. se l ' o g g e t t o c h e è c o n o s c i u t o sia esistente s o l o i d e a l m e n t e o a n c h e realmente. col metodo discendente. la s p i e gazione e la conoscenza della realtà. C ' è d u n q u e g i à i m p l i c i t a nella d i a l e t t i c a la p o s s i b i l i t à della c o n o s c e n z a . c o l s u o m e t o d o a s c e n d e n t e . u n a v o l t a r a g g i u n t a . c o n la c r e a z i o n e . all'unità l'uno e che. come sappiamo. e il m e t o d o d i a i r e t i c o c h e c o n o s c e le i d e e i n q u a n t o reali. c o m e c o n o s c e r e ciò che è superiore all'esistenza? D ' a l t r a parte l'unità idea- le s o l a m e n t e p u ò p e r m e t t e r c i . L e i d e e s o n o i n sè. a n c h e la conoscenza empirica. esiste. nosciamo per m e z z o della seconda i d e a l e si p o n e a n c h e c o m e s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a n e l l a s u a u n i t à a s s o l u t a . q u i n d i .— io6 t u t t e le p r e c e d e n t i . queste scienze non saranno a s s o l u t a m e n t e i n d i p e n d e n t i l ' i m a d a l l ' a l t r a ? I n altri Parmenide poi termini q u i si c h i e d e : c o m e è p o s s i b i l e ed i n c h e c o s a tra la d i a l e t t i c a filosofica che conosce consiste il r a p p o r t o le i d e e e l ' o r g a n i z z a z i o n e r a z i o n a l e d e l l a r e a l t à . A m m e s s a una scienza delle i d e e c o m e q u e l l a c h e ci v i e n e a s s i c u r a t a d a l l a s e c o n d a ipotesi ed a m m e s s a u n a s c i e n z a d e l r e a l e c o m e q u e l l a g a rantita dalla quarta ipotesi. nel entrare in contatto col nostro m o n d o m o m e n t o della c r e a z i o n e . sempre I n q u e s t o m o d o il m e t o d o d i a i r e t i c o ci a p p a r e . e n t r a i n c o n t a t t o c o n il m o n d o i d e a l e . in seguito. N o i esso è esistente e si p o reale. m a esse p o s s o n o . tutto è possibile. M a c o m e f a c c i a m o n o i a c o n o s c e r e le i d e e ? P e r q u e s t o s c o p o c ' è l a d i a l e t t i c a filosofica c h e g i u n g e . n e l l o stesso m o d o . i n q u a n t o o g getti d i q u e s t o m o n d o c h e d i v e n t a n o i d e e ? L a s e c o n d a i p o tesi ci d i m o s t r e r à c h e . I n u n certo senso però P a r m e n i d e h a ragione afferma quando c h e noi p o s s i a m o c o n o s c e r e il m o n d o i d e a l e . ed a l l o r a c o m e è p o s s i b i l e c o n o s c e r l o ? C o m e è possibile conoscere l'unità? T u t t o ciò che è conosciuto è o g g e t t o del n o s t r o p e n s i e r o . I l m o n d o r e a l e .

C ' è però sotto questo l'altro p r o b l e m a : u n o schiav o n o n è lo s c h i a v o c o m e i d e a . r e a l i . per Platone. c o n l ' e s e m p i o d e l l o s c h i a v o e d e l p a d r o n e . l a s u a i d e a . c o m e c ' è il b e l l o i n sè ( 1 3 4 C ) . prima ancora che esistano realm e n t e gli oggetti a cui d e v e applicarsi. logicamente. c o n o s c e r e sè s t e s s o . a l fatto c h e n o n esiste la s c h i a v i t ù m a l o s c h i a v o . a l l o r a t r o v a r e l ' i d e a d e l letto s i g n i f i c h e r à d e t e r m i n a r e la r e a l t à d e l l e t t o . E s s o si p u ò s o l o p e n s a r e c o m e . C o m e s a r à p o s s i b i l e a l p e n s i e r o p e r f e t t o di c o n o s c e r e sè stesso? L a d o m a n d a è la m e d e s i m a c h e si p o r r à P a r m e n i d e sull'unità è conoscibile non è più unità. e quindi essa n o n p u ò essere c o n o s c i b i l e e n o n p u ò n e m m e n o essere. i n q u a n t o p e n s i e r o p e r f e t t o . esisterà i n v e ce l'idea dello s c h i a v o a cui può corrispondere una realtà empirica. O r a l ' i d e a d e l l a s c h i a v i t ù c o m e t a l e n o n d i v e n t e r à m a i esistente. del m o n d o del c'è d i v e n i r e c o m e n o n i n t e l l i g i b i l e : esso esiste i n q u a n t o in lui u n a r e a l t à p o s i t i v a c h e è l ' i d e a d e l l o s c h i a v o . P a r m e n i d e s o t t o l i n e a s u b i t o l a s u a p o s i z i o n e a f f e r m a n d o c h e c ' è u n a s c i e n z a i n sè. M a u n o s c h i a v o s i n g o l a r mente determinato. S i p a r l a di u n a c o n o s c e n z a della s c i e n z a i n sè. di u n ' i d e a d e l l a s c i e n z a i n sè. L a quinta ipotesi s p i e g h e r à q u e s t e p o s i z i o n i d a n d o c i insieme il f o n d a m e n t o r a z i o n a l e d e l m e t o d o d i a i r e t i c o .p i ù c o m e u n p r o s e g u i m e n t o d e l l a d i a l e t t i c a filosofica e d esso è reso possibile. di un p e n s i e r o in s è . P a r m e n i d e p e n s a . m a n o n esiste in q u a n t o le d e t e r m i n a z i o n i c h e l o c o s t i t u i s c o n o c o m e singolo restano rappresentazioni fantastiche mai di- m o s t r a b i l i e q u i n d i m a i o r g a n i z z a b i l i in u n g i u d i z i o . P a r m e n i d e fa i n o l t r e n o t a r e c h e se noi n o n c o n o s c i a m o la s c i e n z a v e r a d e l l e i d e e e le i d e e s o n o a s s o l u t a m e n t e i n d i p e n d e n t i d a n o i . n e r i s u l t e r e b b e c h e se D i o p o s s e d e s s e la s c i e n z a in sè n o n p o t r e b b e c o n o s c e r e il n o s t r o m o n d o ( 1 3 4 C D ) . I l p e n s i e r o n o n p u ò . c o n la c r e a z i o n e . L ' o b b i e z i o n e si s p i e g a nello stesso m o d o delle p r e c e denti: c'è però u n a verità parziale in questa n u o v a c o m - p l i c a z i o n e c h e v i e n e p r e s e n t a t a . Il m e t o d o diairetico d i v e n t a u n m e t o d o a sè p e r c h è i s u o i o g g e t t i d i v e n t a n o d a i d e a l i . fa p a r t e .

unità ontologica assoluta c h e permette l'esistenza o c o m e unità c h e permette la conoscenza. C o m e a S o - . rassom i g l i a perfino fisicamente. E l a stessa r a c c o m a n d a z i o n e r i p e t o n o c o s t a n t e m e n t e a l l e t t o r e tutti i d i a l o g h i p l a t o n i c i c o n i l o r o p a r a d o s s a l i resultati e c o n l a l o r o s c o n c e r t a n t e manc a n z a di conclusione. nè Protagora e tanto m e n o Ippia o Ione. L'esercizio dialettico. l ' i m p o s s i b i l i t à d i u n a teoria delle i d e e . c o m e si v e d r à nella p r i m a i p o t e s i della s e c o n d a p a r t e d e l d i a l o g o a c u i q u e s t a d i scussione è quasi un'introduzione diretta. il b e n e e g l i altri c o n c e t t i d i q u e s t o g e n e r e . H a s o l o p r e s e n t a t o S o p r a t u t t o h a v o l u t o f a r v e d e r e c h e è i m p o s s i b i l e definire il b e l l o . m a p u ò b e n avvicinarsi a Teeteto a c u i . Solo u n esercizio dialettico di u n a ricc h e z z a inverosimile h a potuto permettere a P l a t o n e di scrivere i suoi dialoghi. i m m e r g i t i fino i n f o n d o n e g l i esercizi della d i a l e t t i c a c h e s e m b r a n o n o n s e r v i r e a n u l l a e c h e il v o l g o c o n s i d e r a c h i a c c h i e r e e n i e n t ' a l t r o . c o m e ci dice Platone. p e r c h è se n o l a v e r i t à f u g g i r à s e m p r e d a g l i sforzi c h e t u farai p e r r a g g i u n g e r l a ( 1 3 5 D ) . E s e r c i t a t i finché sei g i o v a n e . p o t r à p e r m e t t e r e a l lettore di P l a t o n e di a v v i c i n a r s i a l s u o p e n s i e r o e di p e r d e r e d i esso il m e n o p o s s i b i l e . solo la visione sempre presente di u n a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e q u a l e q u e l l a c h e il P a r m e n i d e c i s v e l a . i n t u t t o il s u o d i s c o r s o . s p a v e n t a t o . E g l i n o n delle obbiezioni. A Teeteto Socrate raccomanderà eserciq u e l l o c h e o r a a lui stesso r a c c o m a n d a P a r m e n i d e : t a t i . n è Gorgia. n è o g g e t t o di c o n o s c e n z a . — P a r m e n i d e h a finito. h a m a i n e g a t o . filosofia e t r o v a n o il l o r o v e r o p o s t o s o l o q u a n d o si è i n p o s s e s s o d i u n a t e o r i a totale sulla razionalità del reale. p e r c h è essi a p p a r t e n g o n o a d u n a v i s i o n e sono i termini ed i momenti di u n a filosofica generale. C e r t a m e n t e egli n o n è E u t i f r o n e . N o n sarà m a i però n è esistente. Il g i o v a n e Socrate c h e q u i a s c o l t a . il g i u s t o . r a s s o m i g l i a b e n e a tutti g l i interlocutori del Socrate m a t u r o c h e P l a t o n e ci h a present a t o n e i s u o i d i a l o g h i . le difficoltà c h e s o r g o n o d a v a n t i alla s u a i p o t e s i d i u n m o n d o i d e a l e .

da parte nostra. in s e g u i t o . n o n h a u n v a l o r e p u r a m e n t e gnoseologico. in o g n i c a s o . e s a m i n a r e ancora c h e c o s a n e r i s u l t e r à . D e l resto c o m i n c i a r e d a u n ' i d e a o d a u n ' a l t r a è lo stesso. tale ric e r c a d o v e v a a v e r e u n v a l o r e p a r t i c o l a r e ». c h e c o s a n e risulta p e r il m o l t e p l i c e in r a p p o r t o a sè m e d e s i m o e p o i i n r a p p o r t o a l l ' u n o e p o i . i n q u a n t o i n r a p p o r t o a sè m e d e s i m o i n r a p p o r t o a l m o l t e p l i c e . in q u a n t o i n r a p p o r t o c o n sè m e d e s i m o e in q u a n t o i n r a p p o r t o l ' u n o c o n l ' a l t r o ( 1 3 6 B ) . d i c h i a r i c h e l ' e s a m e d e l r a p p o r t o fra l ' u n i t à e la m o l t e p l i c i t à c h e egli s c e g l i e s e r v e s o l t a n t o a d a r e l ' e s e m p i o d i u n p r o c e d i m e n t o d i a l e t t i c o c h e d e v e essere a p p l i c a t o a t u t t e le i d e e . e s a m i n a r e ancora che c o s a n e r i s u l t e r à . i n s e guito. cosa che. nota il L e v i ' ) . sia p e r l ' u n o c o m e p e r il m o t l e p l i c e . non s o l o . a n c h e 1) A . s u p p o s t a la s u a e s i s t e n z a . a b b i a m o sostenuto d i c e n d o c h e esso si o c c u p a d e l l a r a z i o n a l i t à del r e a l e . 4g. p r e n d i a m o in considerazione l'ipotesi di Z e n o n e sulla p l u r a l i t à . n e l p e n s i e r o di P l a t o n e . Se. p e r o g n i c o n c e t t o di g e n e r e . Parmenide a v r e b b e q u i n d i p o t u t o u s a r e a n c h e u n a l t r o c o n c e t t o oltre l'unità m a perchè usa l'unità? « Sebbene Parmenide. sia p e r l ' u n o c o m e p e r il m o l t e p l i c e . chiarisce P a r m e n i d e . Bisogna. dice P a r m e n i d e . risponde quest'ultimo. p e r l ' u n o . c o s ì p e r il l e t t o r e il P a r m e n i d e a v r e b b e d o v u t o essere l a g u i d a segreta per comprendere ogni dialogo platonico. . m a a n c h e s u p p o r r e l ' i n e s i s t e n z a di esso e v e d e r e c i ò c h e risulta d a q u e s t a p o s i z i o n e ( 1 3 5 D ) . è c h i a r o c h e . ig20. s u p p o s t a la s u a i n e s i s t e n z a . L o stesso si p o t r e b b e fare.— iog — crate giovanetto l'insegnamento di P a r m e n i d e permetterà di c o m p r e n d e r e il v e r o s e n s o d e l l a s u a t e o r i a delle i d e e . P a g . L E V I : Il concetto di tempo nella filosofia di Platone. b i s o g n a c e r c a r e . M a d i q u a l e e s e r c i z i o d i a l e t t i c o si v u o l p a r l a r e ? C h i e d e Socrate a Parmenide. Milano. in r a p p o r t o a sè m e d e s i m o in r a p p o r t o a l m o l t e p l i c e . supposta la s u a i n e s i s t e n z a . C i ò significa c h e il m e t o d o di P a r m e n i d e . s u p p o r r e l ' e s i s t e n z a d e l l ' o g g e t t o e c o n s i d e r a r e q u e l l o c h e ne r i s u l t a .

c o m e il sole è p r i n c i p i o della n a t u r a d e l l ' e s s e r e e del conoscere. C e r t o q u a l s i a s i a l t r a i d e a ci a v r e b b e c o n d o t t i a l l ' u n i t à c h e è il p r i n c i p i o e l ' i n i z i o della d i s c u s s i o n e .il m o l t e p l i c e di Z e n o n e p o t e v a s e r v i r e . la c o n o s c e n z a e l ' e r r o r e . A v v e n t u r i a m o c i o r a c o n P a r m e n i d e e t e n t i a m o di a t t r a v e r s a r e il s u o < ( i m m e n s o o c e a n o di p e n s i e r i » ( 1 3 7 A ) . il n o n essere e l ' e s s e r e . È l o g i c o in o g n i m o d o c h e P a r m e n i d e p a r l i Ed è filosoficamente necessario. . dell'unità. la sua discussione comincia finisce l à d o v e finisce la d i s c u s s i o n e della R e p u b b l i c a e d o v e l'ascesa del metodo filosofico. i m p l i c i t a m e n t e . p u r c h é si t e n g a c o n t o n o n s o l o d e l l ' e s s e r e m a a n c h e d e l n o n essere. sopratutto. p e r s p i e g a r e le idee e il m o n d o . nella R e p u b b l i c a . d i c e P a r m e n i d e . n e l l a stessa f o r m a c o n c u i le t r o v e r e m o nella s e c o n d a p a r t e d e l Parmenide. l'unità a cui P a r m e n i d e e Platone erano a r r i v a t i e d a c u i r i d i s c e n d o n o i n s i e m e . p u r c h é la d i a l e t t i c a filosofica v e n g a u s a t a i n t u t t a l a s u a t o t a l i t à e. così c o m e a b b i a m o v i s t o c h e le i p o t e s i del n o n essere s o n o c o s t a n t e m e n t e a fianco del- l ' e s s e r e nei d i a l o g h i p l a t o n i c i e s a m i n a t i e si t r o v a n o . E n o i a b b i a m o v i s t o c o m e s o l o il c o n c e t t o d e l n o n essere p u ò p e r m e t t e r e di r i s o l v e r e certe difficoltà p o s t e d a P a r m e n i c e .

I l N a t o r p la parola ha sostenuto che. q u e s t e l e g g i s o n o u n i v e r s a l i e d a s s o l u t e e. c o m e o g g e t t o . c o n s e g u e n t e m e n te. t o n e . s o n o . L'unità come superessente. 1914 p . E g l i d i c e p e r c i ò se l'uno è tino. 3 e . O r a il p e n s i e r o h a delle l e g g i i n t e r n e . segg. O r a n o i c i t r o v i a m o . p e r il N a t o r p . m a la c o p u l a h a q u i u n v a l o r e d i u g u a g l i a n z a e n o n d e t e r m i na un'esistenza ( 1 3 7 C ) . L ' e s s e r e delle i d e e è l ' e s s e r e d e l p e n s a t o . c h e l ' u n i t à è.CAPITOLO I I . nella p r i m a 1 1) NATORP: Ueber Platos Ideenlehre. come Pla- mentre per Protagora attributo del pensiero essere v i e n e u s a t a come soggettivo. S e u n a c o s a è essa esiste. Egli non parla dell'esistenza dell'uno. « È » n o n significa d u n q u e . LA SECONDA PARTE D E L PARMENIDE LA PRIMA IPOTESI. m a v u o l v e d e r e c h e cosa d e r i v a dal fatto di pen- s a r e l ' u n o c o m e u n i t à . l ' e s s e r e c h e v i p o n e il p e n s i e r o . Parmenide. — Parmenide comincia con l'affermazione dell'unità. I l p e n s i e r o i n q u a n t o l e g g e d i sè m e d e s i m o n o n p u ò q u i n d i p e n s a r e c h e c i ò c h e è ) . se n o i p e n s i a m o u n a c o s a essa è così c o m e si p r e s e n t a d a v a n t i a n o i . in questo c a s o . q u e l l e c h e P l a t o n e c h i a m a i d e e . c o m e il pensato. Berlin. i n t e n d e l ' e s s e r e c o m e l ' o g g e t t o d e l p e n s i e r o .

nel Sofista. I n q u e s t o s e n s o il n o n essere è p e n s a b i l e . D u n q u e se il n o n essere v i e n e p e n s a t o esso v i e n e pensato in q u a n t o altro dall'essere. e in q u a n t o è quest'alt r o . conseguentemente. n o n s a r a n n o . i n q u a n t o esso cinsiste n e l l ' a l t r o . M a è possibile pensare un non pensato. D i r e l ' u n o è l ' u n o i n q u a n t o n o n è il m o l t e p l i c e . di f r o n t e a l f a t t o c h e il p e n s i e r o p e n s a u n o g g e t t o c h e n o n è. pur a v e n d o u n v a l o r e p o s i t i v o . considerato questo come negativo. 237 A e 258 C ) il p e n sare ciò c h e non è s e m b r a v a assolutamente i m p o s s i b i l e il Platone. Nella p r i m a i p o t e s i le i d e e n o n s o n o d u n q u e l ' o g g e t t o del p e n s i e r o . D a ciò risulta c h e . di c u i o g n i p a r t e c h e si o p p o n e a l l ' e s sere. è il n o n essere. P e n s a a l l ' u n i t à . o meglio. Se. 7 D i e l s d u e v o l t e c i t a t o d a P l a t o n e in S o f . t u t t o quello che è altro da lei.i p o t e s i . I n c o n s e g u e n z a q u a n d o il p e n s i e r o p e n s a a l l ' u n i t à . i n q u a n t o s o n o p o s i t i v e . c o m e altro dalla molteplicità. M a sé il p e n s a t o c o i n c i d e c o n l ' e s s e r e a l l o r a il p e n s i e r o d o v r à p e n s a r e q u a l c o s a c h e n o n è. c h e è in p i e n o a c c o r d o c o n le tesi d e l N a t o r p . d i m o s t r e r à c h e il n o n essere è. n o n essere. L ' u n i t à n o n è. m a v e n g o n o determinate c o m e tutto ciò che è opposto all'esistente. è sè m e d e s i m o . significa d i r e c h e l ' u n o n o n ha l'esistenza del molteplice. m a affermando semplicemente l'unità c o m e unità. M a c i ò c h e n o n è l ' a l t r o c h e c o s ' è ? E v i d e n t e m e n t e . Necessariamente le idee avranno qui un valore positivo. O r a essere sè m e d e s i m i significa u s a r e il v e r b o e s sere non c o m e copula m a c o m e equazione. s o n o l ' o p p o s t o di c i ò c h e esiste. n o n a f f e r m a n d o n e l'esistenza. si p o t r e b b e dire b a s a n d o s i sul Sofista. n o n d e v e i n t e n d e r s i c o m e il p e n s a t o . m a sa- . O r a se il p e n s i e r o n o n p e n s a u n p e n s a t o c h e cosa pensa? Evidentemente qualcosa che non è pensato. pensare un n o n essere? A P a r m e n i d e ( c o m e s a p p i a m o d a l fr. s e m p r e s e g u e n d o il S o f i s t a . se s e g u i a m o la p o s i z i o n e d e l N a t o r p . se l a p e n s a c o m e q u a l c o s a c h e n o n è. È questa l'unica maniera con cui il p e n s i e r o p u ò p e n s a r e l ' u n i t à . l'unità cioè come l'oggetto del p e n s i e r o . la p e n s a i n rapporto alla molteplicità.

c o m e n o i . ci si p u ò d o m a n d a r e : q u a l ' è la p o s i z i o n e d e l p e n s i e r o in q u a n to pensa una realtà ontologica superiore al pensato. q u a n d o il p e n s i e r o la p e n s a . q u a n d o p e n s a l ' u n i t à p e n s a u n essere infinitamente superiore alle idee. la p e n s a o c o m e n a z i o n e e a l l o r a l ' i n t u i s c e . e quindi a n c h e le idee. di q u a n t o l'essere d e l m o n d o è s u p e riore a l n o n essere d e l m o n d o . p e r m e z z o di essa. A p p u n t o per questo suo superiore v a l o r e o n t o l o g i c o l ' u n i t à unità assolutamente superiore n o n si p o n e c o m e all'esistenza senza oggetto deterniinon d e l p e n s i e r o e. ci p u ò c h i a r i r e q u i l a p o s i z i o n e . nello Q u a n d o si t r a t t a di s p i e g a r e q u a l e è l a r e a l t à d e l l e i d e e . a f f e r m a r e n o n solo il m o n d o f e n o m e nico. c o m e c i ò c h e è a l t r o d a lei. è p o s s i b i l e di fronte a d essa e. P l a t o n e si t r o v a . egli d i c e c h e la stessa d i s t a n z a c h e c ' è tra il m o n d o fantac'è s t i c o (il n o n essere) e d il m o n d o e m p i r i c o c o m e r e a l e . t u t t o il s u o v a l o r e filosofico.r a n n o p i ù d e l l ' e s s e r e . P e r s p i e g a r c i c h e c o s ' è q u e s t o x . a s s u m e n d o . q u a n t o oggetti del pensiero. C ' è tra le idee c o m e esistenti (cioè le i d e e in q u a n t o p e n s a t e . i n nella dunque u n ' e s i s t e n z a o n t o l o g i c a d e l l ' i d e a c o m e u n i t à . D a c i ò risulta c h e l e i d e e c o m e m o l t e p l i c i non sono di fronte a l l ' i d e a c o m e u n i t à . c o m e saranno affermate s e c o n d a ipotesi) e le i d e e c o m e u n i t à a s s o l u t a . In conclusione l'unità ha un valore ontologico superiore a l l ' e s s e r e c h e p e n s a il p e n s i e r o . d a v a n t i a tre t e r m i n i noti e a d u n t e r m i n e i g n o t o . o p p u r e la p e n s a in q u a n t o è ciò che è altro da lei. la q u a l e è d i t a n t o s u p e r i o r e a l l e i d e e o n t o l o g i c a m e n t e esistenti c o m e m o l t e p l i c i e c o m e p e n s a t o . stesso t e m p o . e d a p p u n t o p e r c h è h a q u e sto s u p e r i o r e v a l o r e o n t o l o g i c o . c i o è c o m e esistenti. m a tutto ciò che è pensabile. U n a volta riconosciuta la superiore posizione ontologica dell'unità che viene intuita o pensata dal pensiero. senza c h e q u e s t o la r e n d a u n o g g e t t o c i o è u n essere esistente. c i o è la r e a l t à delle i d e e . Ora s i c c o m e il p e n s i e r o p e n s a solo le i d e e c o m e m o l t e p l i c i . in . L a p r o p o r z i o n e della R e p u b b l i c a tra i d e e e r e a l t à i n t e l l i g i b i l e e tra m o n d o r e a l e e m o n d o d e l l a f a n t a s i a .

cioè. della realtà abbiamo ontoconl o g i c a d e l l ' i d e a . 216. dice Natorp. c o m e i o t r a s c e n d e n tale. l a p o s i z i o n e stessa d e l p e n s i e r o i n q u a n t o g i s l a t i v a . c h e n o n p u ò a v e r e parti e che non p u ò nemmeno L'uno tendo sarà illimitato essere u n t u t t o ( 1 3 7 D ) . p. n e l F e d o n e e n e l la R e p u b b l i c a . nè r a d d o p p i a r e sè m e d e - 1) N A T O R P : Platos Ideenlehre cit. per P l a tone. L a legge del puro pensiero è però possibile. il p e n s i e r o p u r o . n o n p o n è essere c i r c o n d a t o e d a v e r e c o n t a t t i . A n c h e se si d o v e s s e metodologico della quel preciso i n t u t t a la dovrebbe mantenere v a l o r e o n t o l o g i c o c h e P l a t o n e le h a a t t r i b u i t o s u a o p e r a e.Figura e luogo. p r i n c i p a l m e n t e .quanto pensa cioè un'unità? n e c h e d à il N a t o r p m a rappresenta. — D a l l a Parmenide affermazione dell'unità come unità. D i c o n s e g u e n z a q u a n d o il p e n s i e r o p e n s a l ' u n i t à p e n s a sè stesso c o m e unità. in quanto fondamento dell'essere e del c o autolen o s c e r e . perchè per q u e s t o d o v r e b b e a v e r e delle p a r t i . c h e se b i s o g n a p e n s a r e l ' u n i t à c o m e a l t r o d a l m o l t e p l i c e . n e l M e n o n e . c o m e e s i g e n z a unificatrice assoluta. . Riportiamoci all'interpretazio- d e l l ' i d e a d e l b e n e nella R e p u b b l i c a . Svolgimento sua prima della discussione . in questo c a s o . b i s o g n a n e l l o stesso t e m p o p e n s a r l a c o n s i d e r a r e l ' u n i t à c o m e il f o n d a m e n t o nostra c o n o s c e n z a essa come positività e q u i n d i c o m e s u p e r i o r m e n t e esistente. c o m e p o s s i a m o dire r i f e r e n d o c i a K a n t . d e d u c e c h e n o n p u ò essere m o l t e p l i c e . L ' i d e a del bene non è oggetto di conoscenza. solo p e r m e z z o d e l l ' a f f e r m a z i o n e concludere. N o n s a r à i n n e s s u n l u o g o n è i n sè stesso. l a p u r a l e g g e d e l p e n s i e r o ' ) . v e d r e m o c h e n o n n e g h e r à affatto il s e n s o o n t o l o g i c o dell'essere. avere nessuna figura e non potrà ( 1 3 7 E ) . S e essa d i v e n t e r à l e g g e s a r à solo c o m e m o mento correlativo della molteplicità e la legge. P a r t e n d o d a l l e stesse p r e m e s s e d e l N a t o r p si d e v e n e c e s s a r i a m e n t e come c l u s o .

come è superiore alla m o l t e p l i c i t à i d e a l e c h e . Essere in sè medesimo stere. a s s o l u t a m e n t e i m m o b i l e ( 1 3 8 C . o per translazione. prendere m a n o n essere l o c a l m e n t e i n s è . c i o è n o n Essere sè medesimo. q u i n d i i n u n l u o g o i d e a l e . N o n essere i n n e s s u n l u o g o significa q u i n e c e s s a r i a m e n t e n o n essere a l l o stesso l i v e l l o delle i d e e . L ' u n o n o n è i n n e s s u n l u o g o . — P e r muoversi l'unità d o - vrebbe muoversi o per alterazione. significherebbe al contrario essere d i v e r s o d a s è . N e c e s s a r i a c i ò d e v e a c c a d e r e se il v a l o r e o n t o l o g i c o d e l l ' u n o all'unità. S e si m u o v e p e r t r a n s l a z i o n e . S e si a l t e r a n o n è p i ù u n i t à . non sarà possib i l e r a c c o g l i e r l e . e d essere q u i n d i nel s e n s o di esi- Movimento e immobilità. è logico anche c o m e superiore . in quanto molteplicità. i n c o n c l u sione. di fronte N o n si p o t r à dire d u n q u e c h e l ' u n o r a c c o g l i e i n sè le a l tre i d e e p e r c h è i n q u a n t o u n i t à q u e s t e i d e e n o n s a r à p o s sibile dividerle. è superiore a qualsiasi molteplicità. c o m e q u a l c u n o ha interpretato. E n e m m e n o p u ò darsi c h e v i d i v e n g a . p e r c h è u n a p a r t e di essa s a r e b b e n e l l o s p a z i o e u n a p a r t e f u o r i : ci s a r e b b e r o d u n q u e n e l l ' u n i t à delle p a r t i . L ' i m m o b i l i t à è r e l a t i v a a l m o t o : dunque che l'unità sia c o n s i d e r a t a al c o n c e t t o d i r i p o s o ( 1 3 9 B C ) . Q u e s t a i m m o b i l i t à p e r ò n o n b a s t a p e r stabilire l a s u p e r i o r i t à d e l l ' u n o al m o v i m e n t o . N o n essere i n sè n o n significa n o n essere i n sè m e d e s i m o . L'affermazione d e l l ' u n i t à a s s o l u t a s p i e g a s u f f i c i e n t e m e n t e l a m a n c a n z a di parti nell'unità. 1 3 9 A ) .simo in contenente e contenuto (138 A B ) . p e r c h è il l u o g o p a r t e c i p a d i u n ' e s i s t e n z a . v e r s o altri n e m m e n o p e r c h è n o n è i n n e s s u n l u o g o . sè stesso c o m e u n a p a r t e . L ' u n o è. mente M a questa m a n c a n z a di parti è tale c h e l ' u n o n o n p u ò essere u n i t à d i u n a m o l t e p l i c i t à . è essere u n o i n u n senso d i u g u a g l i a n z a e n o n d i e s i s t e n z a . s u sè stessa n o n p u ò m u o v e r s i p e r c h è n o n a v e n d o p a r t i n o n h a u n c e n t r o . p e r l ' u n o . è n o n essere.

differente — Così l'unità non sa- r à n è simile n è dissimile. L'unità sarà conseguentemente anche superiore a d ogni relazione tica. d o v r e b b e d i v e n t a r e a n c h e u n i t à » ( 1 3 9 D ) . parti.Differenza a d u n altro differente e identità. n o n p o t e n d o essere n è i d e n t i c a n è ( 1 3 9 E e segg.). nello stesso s e n s o . non sarà cioè più grande o p i ù piccola di qualsiasi altra cosa (140 C D ) . c o m e permetterà l'esistenza delle altre idee c h e seguiranno. L'unità non potrà da qualcos'altro. — L ' u n o n o n p o t r à essere n è p i ù v e c c h i o nè più g i o v a n e e n e m m e n o dell'identica età di u n a l t r o . P e r esserci u n a d i f f e r e n z a c i d o v r e b b e essere u n a m o l t e p l i c i t à e p e r c i ò l ' u n i t à è s u p e r i o r e a l c o n c e t t o della d i v e r s i t à . Somiglianza e non somiglianza. permette alla molteplicità di essere molteplice. (( l a n a t u r a d e l l ' u n o n o n è l a stessa di q u e l l a d e l l ' i d e n t i t à » . l ' u n o p e r m e t t e l ' e s i s t e n z a d e l m o t o e d e l l a q u i e t e . non sarà cioè nè uguale nè disuguale n o n potendo a v e r e misure identiche. i n q u a n t o si differenzia d a l l a m o l teplicità. L ' u n o n o n è identico a sè stesso i n q u a n t o . esso n o n p o t r à d u n q u e i n n e s s u n m o d o esistere n e l . N e i c a s i p a r t i c o l a r i è p e r c h è l ' u n o è u n o c h e e s i s t o n o delle i n q u a n t o q u e s t e s o n o possibili s o l o se l ' u n o v i e n e assoluta d a esse distinta. — L ' u n o n o n p u ò essere d i v e r s o nemmeno essere d a sè m e d e s i m o . Tempo ed essere. L a m e d e s i m a c o s a a c c a d e p e r ciò c h e riguarda l'identità ( 1 3 9 D E ) . sarà cioè superiore all'idea di matemasomiglianza e all'idea di dissomiglianza. Q u i risulta c h i a r a m e n t e c h e l ' u n i t à . tutte le v o l t e c h e qualcosa d i v e n t a ident i c a . Analogal'esistenza concepito come unità mente l'inesistenza spaziale dell'unità permette d e l l o s p a z i o e. nè maggiore o minore numero di misure. e a n c o r a : « se si a m m e t t e s s e c h e l ' u n o e l ' i d e n t i c o n o n differiscono in nulla. d e l l a differenza e d e l l ' i d e n t i t à . c o m e d i c e c h i a r a m e n t e Parmenide. n o n p u ò c o n s e g u e n t e m e n t e essere i d e n t i c o (139 C ) .

Ora « s e l ' u n o n o n p a r t e c i p a affatto.t e m p o . L ' a f fermazione n o n è possibile su u n a m e d e s i m a persona. dopo. diveniva. n o n diveniva e n o n era. l'uno n o n partecipa affatto a l l ' e s s e r e . c i o è n o n è (cit. . c o m e b e n d i c e il D i è s ) . nè sarà » ( 1 4 1 E ) . nè diviene. n o n p o t e n d o n e m m e n o essere p i ù g i o v a n e o p i ù v e c c h i o d i sè m e d e s i m o ( 1 4 1 A B C ) . P a g . esso non è m a i stato. sarà diventato. p e r c h è q u e s t o s i g n i f i c h e r e b b e c h e è s t a t o n e l t e m p o e p e r l a stessa r a g i o n e n o n si p o t r à dire: è. p e r c h è c h i è s u p e r i o r e a sè stesso d o v r e b b e a n c h e essere inferiore a s è stesso. diviene. R e p . c h e n o n c i p u ò essere u n a r e l a z i o n e : 1) DIÈS : O p . sarà. ) p u ò a p p a r i r e a n c h e m o l t o sofistico. è staio. Q u e s t i u l t i m i p a s s i s o n o molto importanti perchè ci fanno capire c h e l ' u n o non è e n o n esiste n e l s e n s o c h e n o n p a r t e c i p a a l l ' e s s e r e esistente nel t e m p o . cit. 77 (2). P a g . nè. i n n e s s u n c a s o . N o n si p u ò d u n q u e d i r e d e l l ' u n o era. nè è. N e l l a R e p u b b l i c a si d i c e c h e « essere s u p e r i o r e a sè stesso » è u n ' a f f e r m a z i o n e r i d i c o l a . 4 3 1 B ) . n o n è diventato ora. 1 4 1 E ) . 2) DIÈS : O p . C o s ì l o S t a t o è s u p e r i o r e a s è stesso q u a n d o la s u a p a r t e m i g l i o r e d o m i n a la p e g g i o r e (cfr. diventerà. n o n sarà diventato m a i . 77 (1). C ' è l a c o n f e r m a q u i c h e l ' u n i t à h a u n ' e s s e n z a s u p e r i o r e . a l t e m p o . g i a c c h é si è d e d o t t o l ' e s s e r e d a l t e m p o ( 1 4 1 E ) . N e l C a r m i d e si fa n o t a r e . I l p a s s o i n c u i si d i m o s t r a c h e o g n i c o s a c h e è n e l t e m p o d e v e a v e r e l a m e d e s i m a e t à d i sè m e d e s i m a e d e v e d i ventare nel medesimo tempo più giovane e più vecchia di sè stessa ( 1 4 1 B e s e g g . Se n o n è possibile partecipare all'essere c h e i n questo m o d o . cit. Il Diès h a giustamente posto in relazione questo passo con il p a s s o d e l l a R e p u b b l i c a 4 3 0 E e c o l p a s s o d e l C a r m i d e 168 A .169 C ' ) . e d è p e r q u e s t o c h e si c o n c l u d e c h e l ' u n o n o n a v r à n e m m e n o q u e l l ' e s s e r e n e c e s s a r i o p e r essere u n o . se n o n a m m e t t e n d o i n essa delle p a r t i d i v e r s e . diventerà.

il p a s s o di Parmenide è un sofisma solo se n o n si p e n s a c h e esso t e n d e a s p i e g a r e . q u a n d o si p a r l e r à nella s e c o n d a i p o t e s i d e l l ' u n o c o m e esistente. come l'idea prima stente. M a q u e s t o essere nel non sarà concepito come una partecipazione al divenire esistente del m o n d o e m p i r i c o . Si v u o l far v e d e r e c h e l ' u n o . esistente d e l l ' u n o e n o n come i p o t e s i . a l t r i m e n t i il p i ù v e c c h i o di sè s a r à a n c h e p i ù g i o v a n e di sè. O r a c o m e m a i nel P a r m e n i d e si d i c e c h e u n a c o s a p u ò essere p i ù g i o v a n e e p i ù v e c c h i a di sè m e d e s i m a ? Tenendo c o n t o dei passi d e l l a R e p u b b l i c a e del C a r m i d e . si p a r l a d e l l ' u n i t à come superiormente D e l l ' u n i t à si p u ò dire q u e l l o c h e n o n si p u ò dire d e l le a l t r e c o s e . c i o è c h e s o n o o p p u r e più g i o v a n i e p i ù v e c c h i e di sè stesse s e n z a una molteplicità. c o n u n e s e m p i o i n c u i si p a r l a di c o s e i n g e n e r a l e . è p i ù v e c c h i o e p i ù g i o v a n e di sè m e d e s i m o . non p u ò nè diventare più g i o v a n e nè più v e c c h i o e questo perchè. d e l l ' u n o che non è possibile per nella s e c o n d a i p o t e s i s a r à i n v e c e p o s tempo sibile d e l l ' u n i t à in q u a n t o è. senza determinare vecchiaia. c i ò di c u i si p a r l a nel P a r menide non è assurdo proprio perchè è applicato all'uno. si v e d r à c h e di esso si p u ò d i r e c h e d i v e n t a più giovane e più vecchio pur restando sempre uno. s e n z a p e r ò m o l t i p l i c a r s i in p i ù p a r t i e in p i ù t e m p i . di . L ' e s s e r e nel t e m p o l'unità c o m e unità. si p u ò non sono determinadire invece sono r e in sè m e d e s i m e dell'idea dell'uno per cui a m b e d u e le a f f e r m a z i o n i possibili. p r o p r i o p e r c h è l ' u n o a n c h e c o m e i d e a d e l l ' u n o . i n sè m e d e s i m o un dualismo tra giovinezza e sarà pensata nella esi- Ciò avverrà però quando l'unità quando. Si i n t r a v e d e g i à q u i la n e c e s s i t à d e l l a t e r z a i p o t e s i . c o m e si sa dai p a s s i c i t a t i della R e p u b b l i c a e d e l Carmide. i n q u a n t o a s s o l u t a u n i t à . c o n c l u s i o n e il p a s s o c h i a r i s c e c h e c i ò c h e n o n è p o s s i b i le d i r e di t u t t e le c o s e . di P a r m e n i d e una difficoltà c h e il In g i o v a n e interlocutore non a v e v a capito.c h e d o v e c ' è u n r e a l e d u a l i s m o di t e r m i n i .

— Se l'uno non partecipa però come Conoscibilità. c i o è . N o i s a p p i a m o c h e l ' u n o n o n si p u ò n o m i n a r e e Parmenide lo nomina. d e l l ' u n o n o n c i sarà n e m m e n o s e n s a z i o n e e o p i n i o n e . N e l l a s u a d o m a n d a ( p u ò essere così . n o n è possibile nè u n n o m e nè u n a definizione. d i c e proseguendo il s u o d i s c o r s o . con la s u a d o m a n d a ci introduce alla seconda. nè scienza.— ng u n a concezione speciale cioè dei rapporti tra unità e t e m p o e del tempo stesso. U n a v o l t a giustificata l ' u n i t à c o m e superesistente ipotesi. M a P a r m e n i d e d i c e a s s a i di p i ù e c h e . della nostra L'afassoluta. P a r m e n i d e c o n c l u d e c h i e d e n d o se è p o s s i b i l e che sia così dell'uno (142 A ) . si a f f e r m e r à dell'uno c o m e esistente f e r m a z i o n e d i P a r m e n i d e si s p i e g a i n q u a n t o . nella s e c o n d a ciò che qui v i e n e n e g a t o . in cui l'unità LA SECONDA IPOTESI. ipotesi. L a conpensato unità clusione di P a r m e n i d e i n t e r p r e t a z i o n e . c o m e a b b i a m o v i s t o . c o m e q u i nella s e c o n d a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e . N o i abbiamo visto che l'uno non e che. partecipare è dunque una prova non può. d i esso. Q u a n d o si p a r l a v a dell'unità come assoluta unità. a v e v a u n v a l o r e a s s o l u t a m e n t e s u p e r i o r e . — C o m e a b b i a m o n o t a t o nella R e p ú b l i c a il p a s s a g g i o d a l l a p o s i z i o n e in c u i si s t a b i l i s c e l a s u p e r e s i s t e n z a d e l l ' u n i t à . conseguentemente. P a r m e n i d e r i p e n s a a c i ò a c u i si p u ò d a r e il n o m e d i u n o e p e r q u e s t o . Parmenide a s s o l u t a u n i t à a n e s s u n essere e p e r c i ò n o n è. m a d i q u a l c h e c o sa c h e . Il passaggio dalla prima alla seconda ipotesi. all'essere. n o n si p a r l a v a d i u n essere c h e p o t e v a a v e r e il n o m e d i u n o . a l l a p o s i z i o n e in c u i si a f f e r m a l a m o l t e p l i c i t à i d e a l e . nè s e n s a z i o n e può essere in q u a n t o (142 A ) . nè opinione. è reso solo possibile d a l c o n c e t t o d i n o n essere. s t a c c a n d o s i d a i risultati d e l l a p r i m a potrà chiamarsi unità.

nella l o r o infinita molt e p l i c i t à . 2 5 6 E ) . 2 5 7 A ) . S e l ' u n o p o i si a f f e r m a v a c o m e u n i t à n o n s u p e r e s i s t e n t e . q u a n d o p a r l i a m o in questo m o d o dell'essere. P e r spiegarci q u e s t e d u e d i v e r s e m a n i e r e d i c o n c e p i r e il n o n essere p r e n d i a m o il Sofista. p r i n c i p a l m e n t e 2 4 1 D . m a esistente. — C h e s i g n i f i c a t o h a q u i il c o n c e t t o di n o n essere? N e l l a R e p ú b l i c a a b b i a m o v i s t o c h e il n o n essere p u ò essere c o n s i d e r a t o c o m e m a l e . c h e il n o n essere in u n c e r t o s e n s o è (cfr. I l n o n essere p e r m e t t e così . Osservazioni sul concetto di non essere nel Parmenide. a l l a l o r o v o l t a . L ' u n o c h e esiste n o n è d u n q u e l ' u n o c o m e u n i t à assoluta. P r e c i s a m e n t e q u e s t o m e t o d o viene seguito nel Parmenide. I n q u e s t o s e n s o t u t t i i g e n e r i p o t r a n n o n o n essere e d i n o g n i i d e a ci s a r à u n a q u a n t i t à definita d i e s sere e u n a q u a n t i t à infinita di n o n essere (cit. I n q u e s t o d i a l o g o si d i m o s t r a . A n c h e n e l l a p r i m a ipotesi l ' u n o si d e t e r m i n a v a come n o n essere p e r q u a n t e v o l t e si n e g a v a c o m e m o l t e p l i c i t à . c o m e distruzione. m a come un passaggio da una posizione all'altra. n o n s o n o p e r t a n t e v o l t e p e r q u a n t e l ' e s s e r e si aff e r m a c o m e t a l e (cit. G l i altri. Evid e n t e m e n t e n e l n o s t r o c a s o il c o n c e t t o d i n o n essere v i e n e ad assumere u n altro significato c h e è quello c h e a s s u m e v a nella R e p ú b l i c a q u a n d o n o n si p r e s e n t a v a c o m e errore. i m m e d i a t a m e n t e r i v a l ' e s s e r e d e g l i altri. n o n e s sere ( 2 5 6 E ) . c o m e s a p p i a m o . P e r q u a n t e v o l t e s o n o g l i altri p e r t a n t e v o l t e l ' e s s e r e n o n è : q u e s t ' u l t i m o infatti n o n è g l i altri m a s e m p r e sè m e d e s i m o (257 A ) . E . ) . c i o è . Nella seconda l'uno p o t r à a v e r e t u t t e le a t t r i b u z i o n i p e r c h è n o n s a r à l ' u n o d e l la p r i m a . I n tutti i g e n e r i c i ò c h e è a l t r o d a essi fa sì c h e c i a s c u n g e n e r e sia a l t r o d a l l ' e s s e r e e. n o n parl i a m o di q u a l c o s a c h e è c o n t r a r i o a l l ' e s s e r e m a di q u a l c o s a c h e è a l t r o d a l l ' e s s e r e (457 B ) . I n c o n c l u s i o n e il Sofista scompaafferma che. c o m e errore.d e l l ' u n o ? ) P a r m e n i d e p e n s a v a g i à a d u n u n o c h e n o n era quello considerato dalla prima ipotesi. s p a z i a l i t à e così v i a .

differenzia altre anche dalla terza. seconda. e le a l t r e rappresentano ciò che non è l'ipotesi considerata. C ' è dunq u e nel P a r m e n i d e un non essere di c i a s c u n a i p o t e s i di fronte a t u t t e le a l t r e . n o n s a r a n n o per e s e m p i o . Nella quinta si p r e s e n t e r à c o m e opposizione alla perfezione . in si e così a v v i e n e p e r t u t t e le del ipotesi. L a n a t u r a di c i ò c h e è a l t r o si s p e z z a nel m e d e s i m o m o d o c o n c u i si d i v i d e l a s c i e n z a (257 C ) . d a q u e s t a distinz i o n e . p r o c e d e v e r s o la d e d u z i o n e della m o l t e p l i c i t à . a d u n c e r t o m o m e n t o . V i a v i a c h e si p r o c e d e .la m o l t e p l i c i t à delle i d e e e d è a c a u s a d e l n o n essere c h e si p a r l a di u n a p l u r a l i t à di a r t i e di s c i e n z e (257 D ) . s e m p r e meno ciò che è l'uno della prima ipotesi. d a t e le n e c e s s i t à d e l m e t o d o d i s c e n d e n t e . a u m e n t a s e m p r e p i ù il c a r a t t e r e n e g a t i v o d e l l e i p o t e s i . P r e n d e n d o così q u a l s i a s i i p o t e s i i s o l a t a P a r m e n i d e essa è sè stessa i n q u a n t o è sè stessa. e quindi. finc h é . la m o l t e p l i c i t à d i v e n t a s e m p r e p i ù n o n essere. I n q u e s t o m o d o il n o n essere è u n g e n e r e c o m e g l i altri g e n e r i c h e si d i s t r i b u i s c e s u tutti g l i esseri (260 B ) . prima doxa ma anche per opporsi alla positività ipotesi infatti il m o n d o della della del- ipotesi. Q u e s t a a l t e r i t à si v e r i f i c a i n q u a n t o la p r i m a i p o t e s i si differenzia dalla seconda. c i o è p e r r a g i o n i dialettiche. la p r i m a . D a q u e s t o p u n t o di v i s t a il r i s u l t a t o di o g n i ipotesi d e l P a r m e n i d e è a l t r o d a quelli di t u t t e le a l t r e . q u a n d o si d i s c u t e la s e c o n d a . e poiché l'uno è ivi p o s i t i v i t à . L a m o l t e p l i c i t à d i v e n t a . questa dalla terza. L e a l t r e p e r ò n o n s a r a n n o q u a n d o si d i s c u t e u n ' i p o t e s i i s o l a t a . L a dialettica discendente del P a r m e n i d e distingue semp r e p i ù l ' u n i t à d a c i ò c h e n o n è u n i t à e. L a d i s t i n z i o n e a v v i e n e d u n q u e tra ipotesi p e r r a g i o n i di d i s c u s s i o n e . si p u ò dire. mantenendo sè l a d i f f e r e n z i a z i o n e d a l l a p r i m a . la q u i n t a ipotesi r i a s s u m e r à i n sè u n a q u a n t i t à di n o n essere t a l e d a b a s t a r e n o n s o l o p e r differenziarsi. t u t t e q u e l l e c h e v e n g o n o d o p o la presenti presenti. Man m a n o c h e le d i f f e r e n z i a z i o n i a u m e n t a n o la m o l t e p l i c i t à a c centua il s u o c a r a t t e r e immanentistico finché si n e g a del t u t t o .

d i stinte. d a u n a l t r o p u n t o di v i s t a . m a a n c h e si o p p o n e a d u n ' a l t r a i p o t e s i . P o s s i a m o c o n c l u d e r e c h e i d u e c o n c e t t i d e l n o n essere c h e t r o v i a m o nel P a r m e n i d e si p r e s e n t a n o u n o c o m e a l t e r i t à . la sesta alla seconda. ma una legata all'altra. o l t r e c h e a d e t e r m i n a r s i c o m e a l t r o d a l l ' e s s e r e . L a n o n a ipotesi h a u n a p o s i z i o n e p a r t i c o l a r e c h e e s a m i n e r e m o . la s e c o n d a è la p o s i z i o n e di t u t t e le i p o tesi c h e s e g u o n o . c o m p r e s a la q u i n t a . h a u n a p o s i z i o n e p a r t i c o l a r e a n c h e la q u i n t a . s o n o q u e l l e g i à v i s t e nella R e p u b b l i c a c o m e a s s o l u t a m e n t e n e g a t i v e . si d e t e r m i n e r à a n c h e c o m e o p posto all'essere. i n s i e m e a d u n a d i v e r s i f i c a z i o n e a n c h e u n ' o p p o s i z i o n e . la settima alla terza. C ' è quindi nel P a r m e n i d e una distinzione generale tra i d u e g r u p p i di i p o t e s i . L a prima è la p o s i z i o n e p e r c u i u n a ipotesi si d i s t i n g u e d a t u t t e le altre e c i o è d a l l a p r e c e n d e n t e e q u e s t a p o s i z i o n e è q u e l l a d i t u t t e le ipotesi fino a l l a q u a r t a . L e ipotesi i n c u i si d e t e r m i n a . D a l l a quinta ipotesi i n avanti il n o n essere a u m e n t e r à s e m p r e p i ù e. C i si p u ò r e n d e r e c o n t o d e l l a v e r i t à di q u a n t o si è d e t t o e s a m i n a n d o s e m p l i c e m e n t e la p o s i z i o n e i n i z i a l e di c i a s c u n a i p o t e s i c o m e risulta d a l s e g u e n t e s c h e m a : . l ' o t t a v a a l l a q u a r t a . posizione per cui o g n u n a di esse si d i s t i n g u e d a l l a p r e c e d e n t e . C o n s e g u e n t e m e n t e c i s a r a n n o d u e p o s i z i o n i d e l n o n essere.l'unità della prima ipotesi. c o m e . l ' a l t r o c o m e a l t e r i t à e o p p o s i z i o n e . P r e c i s a m e n t e la q u i n t a si o p p o n e alla p r i m a . le p r i m e q u a t t r o r i g u a r d a n o l'es- sere e le u l t i m e c i n q u e r i g u a r d a n o il n o n essere.

in rapporto agli altri (opposizione alla quarta ipotesi). V i l i — Non esistenza relativa dell'uno. Mondo della doxa (opposizione alla I ipotesi). . (opposizione alla terza Non essere come alterità e opposizione. Non essere assoluto. II — Esistenza dell'uno. Non essere come rità. Non essere come alterità e opposizione. I V — Gli altri in rapporto all'esistenza relativa dell'uno. Creazione. Ipotesi sull'essere. Coincidenza del non essere con l'essere superesistente. III — Instantaneità dell'uno. V — Gli altri di fronte alla positività dell'uno. X I — Inesistenza dell'uno e degli altri.I — Superesistenza dell'uno. Relatività dell'uno. alte- Ipotesi sul mondo della doxa (Essere e non essere). V I I — Non essere come distruzione ipotesi). Ipotesi sul non essere. V I — Non esistenza relativa dell'uno (opposizione alla seconda ipotesi). Essere assoluto.

P a r m e n i d e n o n n e g a l a p r i m a i p o t e s i e d il s u o r e s u l t a t o . h a assunto. c h e n o n è.Mondo ideale e idealità dell' esperienza. negherà la sua superesistenza. I n questo m o d o la copula « è ». c o m e u n pensato. p r e c i s a m e n t e c o m e è s t a t o . c i o è l a s u p e r e s i s t e n za dell'unità. N e l l a p r i m a l ' e s i s t e n z a della m o l permanenza realtà q u e s t a u n i t à i n o g n i m o l t e p l i c e . noi conosciamo tutta la c i o è t u t t o q u e l l o c h e nella r e a l t à h a u n v a l o r e p o s i t i v o e . Egli riprende l'uno concepito come esistente e p o n e i t e r m i n i d i u n a n u o v a i p o t e s i : s e l ' u n o è.fatto nella p r i m a i p o t e s i . C o n s e g u e n t e m e n t e essa si d e c o m e superesistente c h e l'idea del conosciamo v e negare come soggetto e porsi come oggetto. data la relazione tra p e n s i e r o e u n i t à s u p e r o n t o l o g i c a . nella s e c o n d a è oggetto di pensiero. i n v e c e di distinguersi d a o g n i g e n e r e . I n q u e s t o m o d o si d i c e c h e l ' u n i t à è tutto quello che non è si p o n e c o m e s u p e r e s i s t e n t e . — Parmenide r i t o r n a . è. I n q u e s t o m o d o le d u e i p o t e s i c i d i c o n o p r o p r i o l a stessa c o s a i n d u e p o s i z i o n i l o g i c h e d i v e r s e : nella p r i m a è p e r l a s u p e r e s i s t e n z a d e l l ' u n o c h e esiste il m o l t e p l i c e . u n valore preciso per cui è impossibile determinarlo come l'oggetto del pensiero. a l p u n t o d a c u i era p a r t i t o . Q u i l a c o p u l a h a u n v a l o r e n o n d i u g u a g l i a n z a m a il solito v a l o r e p e r c u i afferma l ' e s s e r e d i u n s o g g e t t o ( 1 4 2 C ) . si quando identifica c o n esso e n e f o n d a c o s ì l ' i d e a l i t à . della conoscenza. d o p o l a fine d e l l a d i s c u s s i o n e s u l l ' u n o c o m e u n i t à . I n q u a n t o bene viene conosciuta e pensata r e a l t à c h e d a l l ' i d e a d e l b e n e è resa p o s s i b i l e . cioè l'uno. ogni volta che affermerà dell'unità un predicato. i n q u e s t o s e n s o . Questa quanto realtà della conoscenza viene determinata in garantita stessa l'unità. dopo la discussione sulla sua superesistenza. Nella sec o n d a ipotesi è p e r ò s o l o l ' u n i t à diventa oggetto di conoscenza e che. « p e r vedere se u n n u o v o esam e d a r à d e i risultati d i v e r s i » ( 1 4 2 B ) . e d i r à . Q u e s t o s o g getto però. nella s e c o n d a i n v e c e il m o l t e p l i c e teplicità perchè era g a r a n t i t a l'unità diventa dall'unità e dalla esiste di p e r l ' e s i s t e n z a d e l l ' u n o .

e i n s e g u i t o . in q u e s t o s e n s o . anche c o m e negatività. Q u a n d o l'unità viene pensata il p e n s a t o è t u t t o c i ò c h e nel m o n d o v i e n e reso esistente d a l l ' u n o come s u p e r esistente. si è v i s t o n e l l a Repubblica t u t t o il m o l t e p l i c e è g a n i z z a t a l e . 222 e segg. immagine vera. t u t t o c i ò c h e esiste p u ò a v e r e la s u a funzione e. t u t t o c i ò c h e è i n quanto ideale. ma o c o m e i d e a c h e esisterà a n c h e come immagine positiva. P a g . m a n m a n o c h e si p r o c e d e v e r s o il n o n essere. come immagine. come ben voleva Parmenide. h a u n v a l o r e i d e a l e . sia c o m e i d e a c h e r e s t e r à s e m p r e i d e a . l ' i d e a l i t à stessa di t u t t o c i ò c h e è e. Q u a n d o n e l l a R e p u b b l i c a si c o s t r u i s c e u n o S t a t o q u a l e è r e s o p o s s i b i l e d a l l ' i d e a d e l b e n e . c i o è t u t t o c i ò c h e è p o s i t i v i t à . A n c h e il f a n g o . si c o s t r u i s c e l ' i d e a dello Stato. D ' a l t r a p a r t e se ci si l i m i t a alla s e c o n d a i p o t e s i h a r a g i o n e a n c h e B u r n e t p e r c u i la d i - i) NATORP: Op. il f a n g o me quindi potrà avere avrà il s u o la s u a i d e a e d valore anche Coor- positivo. di q u e l m o n d o i d e a l e c h e g i à è s t a t o v i s t o nella R e p u b b l i c a . . cit. in a l t r e p a r o l e . Il mondo empirico è dedotto dall'unità prima c o m e m o n d o positivo cioè ideale. Da quevede teoria sto p u n t o di v i s t a N a t o r p h a p e r n o i r a g i o n e q u a n d o n e l l a d i s c u s s i o n e d e l P a r m e n i d e la f o r m a z i o n e di u n a dell'esperienza '). sia c o m e i d e a c h e p o t r à e s p r i m e r s i anche sensibilmente. m a u n a m o l t e p l i c i t à o r g a n i z z a t a . c o m e nel F e d o n e e n e l C r a t i l o . quindi c o m e idealità.c i o è i d e a l e . nato quindi dalla In conclusione ipotesi tutto ciò che viene ha un'esistenza come determiidea e seconda la s e c o n d a i p o t e s i r a p p r e s e n t a la p o s i z i o n e dialet- t i c a d i s c e n d e n t e i n c u i si giustifica e si d e t e r m i n a l'esistenza d e l l e i d e e . t u t t o c i ò c h e è r e a l e p u ò a v e r e u n v a lore r a z i o n a l e c o m e a v v i e n e n e l l o S t a t o p e r f e t t o . cioè solo come T u t t o c i ò c h e n e l l a r e a l t à p e r P l a t o n e p u ò essere v i sto c o m e p o s i t i v i t à . 242 e segg. U n m o n d o d e l l e idee è perciò u n a molteplicità di idee e non una moltepli- c i t à c a o t i c a .

m a sono delle v e r e e p r o p r i e s o s t a n z e c o m e t u t t e le i d e e ) . Q u e s t o c i p r o v a c h e l ' u n i t à i n q u a n t o esistente e p e n s a t a è il m o n d o i d e a l e nella s u a m o l t e p l i c i t à . 253 e segg. n o n sia m a i u n o » (142 E 143 A ) . . B i s o g n a t e n e r che i numeri ideali n o n sono numeri materiali. È proprio perchè l'unità n o n è r a g g i u n t a c h e la d u a l i t à si r i p e t e r à s e m p r e . c i o è se n o i a t t r i b u i a m o e l'uno all'essere c h e è u n o . cioè sia nell'essere c h e nell'unità. i n q u e s t o caso. l ' u n o c o m e esistente i n v e c e l o p u ò . 2) ROBIN : L a théorie plat. C i a s c u n a di queste parti è la parte di u n tutto e perciò l'uno sarà u n tutto c h e h a parti (cit. q u i n d i l ' u n o . E c c o c o m e l ' u n i t à i n q u a n t o esistente p u ò essere m o l t e p l i c e senza negarsi c o m e unità: mentre l'unità assoluta n o n p u ò essere l ' u n i o n e d i p a r t i . des idées et des nombres. pag. « Q u a l u n q u e p a r t e c i d i a essa c o n t i e n e s e m p r e q u e s t e d u e p a r t i : l'uno sempre com- prende l'essere. 1932 pag. P a r m e n i d e . 1932. senza l'essere e l'essere senza l'unità. d a l l ' u n i t à d e l l ' i d e a . Paris. 1908. in m o d o c h e è necessario che. d e l l a d i a d e indefinita. s i a u n t u t t o e p r e c i s a mente « l'uno c h e è ». è necessario c h e l'oggetto della n o s t r a i p o t e s i . poiché è sempre d o p p i o . e l'essere l ' u n o . presente per-quanto permettano l'esistenza di questi.L a pensée grecque. è multiplo all'infinito (143 A ) . P a g . C o s ì in ciascuna delle parti. 260. ci sarà u n a n u o v a d u a l i t à tra essere e d u n o . London. d i c e l ' e s s e r e a l l ' u n o c h e è. L ' u n i t à e l ' e s s e r e s o n o q u i n d i d u e p a r t i d e l l ' u n i t à stessa i n q u a n t o esistente. . p e r 2 1) BURNET: Greek Philosophy. S i c c o m e .Paris. — S a r e b b e difficile n o n v e d e r e q u i l a d e d u z i o n e . . c i o è l ' u n o c h e esiste. l a d i a d e . i n q u a n t o e s i s t e n t e . d e l quale tutto sono parti l ' u n o e l'essere (142 D ) . / numeri ideali. O r a l ' u n i t à n o n è a m m i s s i b i l e . 1 4 2 D ) . 267 e segg. riguarda s o l a m e n t e l e i d e e e n o n il m o n d o sen- Svolgimento della discussione. — S e l ' u n o esiste.scussione sibile ' ) .

sterà la pluralità e l'infinita molteplicità degli esseri » senso ( 1 4 4 A ) . d e l m o v i m e n t o e d i t u t t o il r e s t o . pag. Limite e figura. 255. C o s ì l ' u n i t à p o t r à t r o v a r s i « in ciascuna parte dell'essere » e n o n mancare nè alla più piccola nè alla p i ù g r a n d e Parmenide. . C o s ì si c o n c l u d e c h e la molteplicità dev'essere nel seno stesso dell'uno (cit. T u t t a la p l u r a l i t à esistente s o l o i n q u e s t o p u ò p a r t e c i p a r e a l l ' e s s e r e i n m o d o c h e n u l l a di c i ò c h e esiste n e s i a p r i v o ( 1 4 4 B ) . u n l i m i t e c r e a delle d i s t i n z i o n i : l ' u n o a v r à q u i n d i u n p r i n c i p i o . in que- sto m o d o . « S e esiste il n u m e r o . S i c o m p r e n d e o r a p e r c h è l ' u n o p u ò essere i n t u t t i i m o l t e p l i c i s e n z a c e s s a r e di essere u n o e p e r c h è i d i a l o g h i platonici hanno sempre affermato che la molteplicità è tale p e r c h è i n essa c ' è l ' u n i t à . l'uno sarà limitato in quanto è u n t u t t o ( 1 4 4 E ) . c o m e nella p r i m a . n o n fa p a r t e d e l l a serie d e i n u m e r i e n e l P a r m e n i d e n o n si p a r l a d e l d u e c h e p e r P l a t o n e è il p r i m o n u m e r o . c o m e u n limite. 1 4 4 E ) . « l e s u e p a r t i s o n o i n n u m e r o u g u a l e a q u e l l e d e l l ' u n o » ( 1 4 4 D E ) . — S e le parti sono comprese in u n tutto. N o n solo m a . è sicuro c h e in questa ipotesi. P l a t o n e n o n c i p a r l a di r e a l t à m a t e r i a l i q u a n d o p a r la d i n u m e r i . In questi passi l'unità ci a p p a r e . d e l l a figura.P l a t o n e . p a r t e c i p a r e a d u n a c e r t a f o r m a (145 A B ) . m a si c o m i n c e r à a d e d u r r e i n u m e r i ( 1 4 3 A ) c o m i n ciando d a l tre ) . O r a il m e z z o è u g u a l m e n t e distante tra il p r i n c i p i o e d il fine e l ' u n o p o t r à . m a c i p a r l a di i d e e . a n z i 1) ROBIN: L a thèorie cit. Le idee numeri permettono all'unità in q u a n t o esiesi1 s t e n t e d i f r a z i o n a r s i a l l ' i n f i n i t o . (144 C ) . C i ò c h e c o m p r e n d e delle p a r t i è u n l i m i t e . continua Parmenide. d a superiore a d ogni limitazione quale era nella p r i m a ipotesi. chiarisce di l'essere « n o n è diviso in m a g g i o r n u m e r o q u a n t o n o n l o sia l ' u n o ». u n m e z z o e d u n fine.

S e nei passi p r e c e d e n t i si p a r l a v a delle i d e e n u m e r i q u i si v u o l p a r l a r e di t u t t e le i d e e c h e d a n n o u n a f o r m a a l l a r e a l t à . Idealità uno spazio: dello spazio. si p o n e q u i n d i dell'idealità dello spazio. — D a l l a s p a z i a l i t à si strano passa necessariamente al movimento. p u ò essere l i m i t a t o e f o r m a r e d e l l e CD). necessariamente d e v e essere i n q u a l c h e l u o g o e q u i n d i a n c h e i n sè ( 1 4 5 B « I n q u a n t o l ' u n o è u n t u t t o esso è i n a l t r o . P u ò sembrare c h e P l a t o n e a m m e t t a u n m o v i m e n t o n e l m o n d o delle i d e e : . c h e è infinita (infinitamente moltiplicabile) trover e m m o tutto lo spazio. c o m e n e l s e g u i t o della d i s c u s s i o n e di q u e s t a i p o t e s i . Movimento e riposo delle idee. il p r o b l e m a tale. c i o è tutti g l i altri g e n e r i . T u t t o c i ò che nel mondo ha una figura ha un'idea e q u e s t ' i d e a fa p a r t e d e l s e c o n d o g r u p p o di i d e e c h e l a d i a l e t t i c a d i s c e n dente deduce dall'unità in quanto esistente.c o m e ciò che limita e d à l'essenza alle figure. pur rimanendo all' « apeiron » producendo le tuito c o m e s o p r a si è d e t t o . I n altre parole per intendere questo concetto p o t r e m m o dire c h e n e l l o s p a z i o i d e a l e l'infinito n o n c ' è p i ù i n q u a n t o t u t t o quello c h e è spazio è realizzato. S e noi avessimo presente il m o n d o s e n s i b i l e i n t u t t a l a s u a s p a z i a l i t à . i n m o d o c h e l ' u n o è n e c e s s a r i a m e n t e i n sè stesso e i n altri » ( 1 4 5 D ) . c i o è r e a l i z z a t u t t a l a s p a z i a l i t à p o s s i b i l e . C i risulta d u n q u e u n m o n d o i d e a l e c o m p o s t o d i i d e e numeriche. L o s p a z i o h a u n v a l o r e i d e a l e n e l s e n s o c h e si p o n e n o n c o m e i l l i m i t a t o (apeiron) m a n e l s e n s o c h e esso è t u t t o sè m e d e s i m o . esso è i n sè m e d e s i m o . in cui l'unità agisce c o m e u n a limitazione. m a i n q u a n t o si c o m p o n e d i t u t t e le p a r t i . Q u i « altri » significa t u t t o c i ò c h e n o n è u n o i n q u a n t o i d e a . Se l'uno. c o me figure « peras » contrapposto e le f o r m e . — Questo m o n d o ideale costin o n p u ò esistere se n o n i n necessariamente figure. i n o g n i s u a parte.

m a u n m o v i m e n t o i d e a l e e riposo. l a f o r m a . o r a c o m e p u ò l ' u n i t à essere differente d a c i ò c h e d e r i v a l o g i c a m e n t e d a essa m e d e s i m a i n q u a n t o esistente. m a i nell'identità essa n o n s a r à m a i n i e n t e d i c i ò c h e esiste » ( 1 4 6 E ) . c h e a b b i a cioè u n valore positivo in quanto è u n a differenziazione c h e unisce nell'uno c o m e idea del bene. il q u a l e è s e m p r e i n sè stesso e n e g l i altri sia s e m p r e i n r i p o s o e i n m o t o » ( 1 4 6 A ) . c o m e tale. i n u n m o n d o c h e è o p p o s t o a q u e l l o i d e a l e e c h e si differenzia n o n in u n cosmos m a in u n caos. c o m e a b b i a m v i s t o d e r i v a r e i n u m e r i . O l t r e le i d e e c h e s t a b i l i s c o n o l o spazio sono dunque un movimento dedotte anche quelle c h e stabiliscono nello s p a z i o . L a d i f f e r e n z a s a r e b b e a l t r i m e n t i i n c i ò c h e n o n è. P e r c h è ci s i a cioè u n a d i f f e r e n z i a z i o n e r e a l e t r a g l i esseri. — L e relazioni sopra notate i m - p l i c a n o p e r ò u n a differenza t r a l ' u n i t à e g l i altri g e n e r i . b i s o g n a c h e q u e sta differenziazione stabilisca nello stesso tempo la loro unità. l o s p a z i o e il m o v i m e n t o ? B i s o g n a d u n q u e c h e a n c h e l a differenza e l ' i d e n tità tra questi generi a b b i a n o u n v a l o r e ideale. « S e l a differenza. Somiglianza e dissomiglianza. « È necessario d u n q u e che l'uno. P e r essere i n c i ò c h e h a u n a r e a l t à b i s o g n a q u i n d i c h e la differ e n z a sia n e l l ' i n t e r n o stesso d e l l ' i d e n t i t à . dice Parmenide. N e l m o n d o ideale identità e differenza non devono n o n sarà essere contrarie l ' u n a d a l l ' a l t r a c o m e a v v i e n e p e r gli esseri m a t e r i a l i . S o l o i n q u e s t o s e n s o l ' u n o p u ò essere differente d a g l i altri e d a sè m e d e s i m o e d i d e n t i c o a g l i altri e d a sè m e d e s i m o ( 1 4 7 B ) .m a si p e n s i c h e q u i è t u t t a l a r e a l t à c o m e i d e a l e c h e si d e d u c e e cioè tutta la realtà in quanto positività: ci d e v e essere n e c e s s a r i a m e n t e a n c h e u n m o v i m e n t o i d e a l e se c i s o n o dei m o v i m e n t i p e r f e t t i . diverso dal m o v i m e n t o reale del quale n o n si p o t r e b b e dire c h e si m u o v e m e n t r e è i n Differenza e identità. — N e l l o stesso m o d o l a dissomiglianza ideale sarà u n a rassomiglianza in ciò c h e è . quindi.

Uguaglianza e non uguaglianza. L a d i s s o m i g l i a n z a c h e n o n fosse nello s t e s so t e m p o somiglianza sarebbe u n ' i m i t a z i o n e e cioè. s a r à p o i p i ù p i c c o l o e p i ù g r a n d e d e g l i altri c o m e . I n questo m o d o l'uno sarà u g u a l e a sè stesso e a g l i altri ( 1 5 0 E ) . Contatto. non saranno nè più piccoli nè più grandi dell'uno e così sarà per quest'ultimo (150 D ) . C ' è d u n q u e n e l m o n d o i d e a l e u n a a d e renza assoluta e perfetta c o m e differente di tutto ciò che è molteplice e dissimile u n i c o e d h a f o r m a e si m u o v e p e r f e t t a m e n t e nello s p a z i o . H a c o n t a t t o c o n sè stessa i n q u a n t o r e s t a u n i t à . S a r à p e r ò c o n t e n u t o d a g l i altri.u n o di tutti i g e n e r i e c i o è n e l l a l o r o e s s e n z a . i n c i ò c h e si c o r r o m p e e d i v e n t a n e g a t i v o . c o m e nello stesso t e m p o li c o n t e r r à i n s è . e d i d e n t i c o n e l l o stesso t e m p o . n e l s e n s o c h e h a c o n t a t t o c o n gli altri. — N e l l o stesso m o d o l ' u n i t à « ha contatto e n o n h a c o n t a t t o c o n g l i altri e c o n sè m e d e s i m a » ( 1 4 9 D ) . p i c c o l e z z a e n e g a t i v i t à essa a p p a r t i e n e l a s o m i g l i a n z a . L a piccolezza. s a r à p i ù p i c c o l o e p i ù g r a n d e di sè m e d e s i m o ( 1 5 1 B ) . m a s i m i l e nella d i s s o m i g l i a n z a . D a l p u n t o d i . m a a n c h e n o n h a c o n t a t t o c o n sè stessa. nell'unità ( 1 4 7 A e s e g g . e d in q u e s t o s e n s o . n e l l o stesso t e m p o n o n h a c o n t a t t o c o n g l i altri e q u i n d i il c o n t a t t o h a u n v a l o r e i d e a l e p e r c h è s o l o di u n c o n t a t t o i d e a l e s o n o p o s s i b i l i t u t t e l e a f f e r m a z i o n i s u d d e t t e p r e s e i n s i e m e e s o l o p e r u n c o n t a t t o i d e a l e esse p o s s o n o essere v e r e . come p e r il c a s o della differenza e c o m e g i à a b b i a m o v i s t o n e l l a prima parte del dialogo. n o n p u ò p r o d u r s i i n c i ò c h e è. ) . — Per non corromcome p e r e la s u a i d e a l i t à q u e s t o m o n d o i d e a l e n o n d o v r à a v e r e parti più grandi e parti più piccole. C o s ì l a g r a n d e z z a n o n p u ò e s sere i n c i ò c h e è p e r c h è q u e s t o s a r e b b e p i ù g r a n d e d i lei ( 1 5 0 B C ) . m a . G l i altri n o n c o n t e n e n d o g r a n d e z z a e p i c c o l e z z a . i n q u a n t o all'opposto di ciò c h e è e c i o è a l n o n essere. p o t r e b b e a v v e n i r e solo in ciò c h e n o n è. r i m a n e n d o u g u a l e i n q u e s t a r e l a z i o n e .

L ' e t e r n i t à di P l a t o n e è u n ' e t e r n i t à i n c u i si s v o l g e u n d i v e n i r e i n m o d o c h e a m b e due i concetti assumono u n valore assolutamente ideale. — D o v r e m m o d u n q u e .vista della misura l'uno sarà dunque « numericamente e g u a l e . l ' e r a e d il s a r à u n p a r t e c i p a r e a l l ' e s s e r e d e l passato e del futuro ( 1 5 2 A ) . un'opinione ed u n a sensazione. sarà possibile definirlo e d a r g l i u n n o m e . c h e è e t e r n i t à . a v e r e di fronte a noi t u t t e le . d i v e n i v a . c o n il r e s u l t a t o d e l l a s e c o n d a i p o t e s i . d i v i e n e e d i v e n t e r à ( 1 5 5 D ) . I l m o n d o i d e a l e . D i esso c i sarà u n a scienza. in t u t t e le r e l a z i o n i fin q u i c o n s i d e r a t e è s e m p r e t u t t o sè stesso e d i v i e n e p u r r e s t a n d o u n i t à ( 1 5 4 A ) . /7 mondo delle idee. I n q u e s t o t e m p o . N o n si d i m e n t i c h i c h e il m o n d o d i c u i si p a r l a n o n h a altri g e n e r i a l l ' i n f u o r i di q u e l l i d i c u i s o p r a è s t a t o d e t t o e c h e è q u i n d i s e m p r e a t t r a v e r s o l e r e l a z i o n i d i essi c h e si s v i l u p pano n u o v e r e l a z i o n i i d e a l i : i n q u e s t o m o d o il c o n g i u n rappreseng e r s i ed il differenziarsi di u n g e n e r e d a l l ' a l t r o tano tutta la realtà ideale. — N e l m o n d o i d e a l e p e r f e t t o c h e fin q u i è s t a t o d e d o t t o m a n c a il c o n c e t t o d i t e m p o i d e a l e . Il tempo. hanno u n v a l o r e cioè in quanto sono applicati a d u n t e m p o i d e a l e . e c h e p u r e r e s t a t e m p o . Si d e v e q u i n e c e s s a r i a m e n t e c o n c l u d e r e il c o n t r a r i o d i q u e l l o c h e si è c o n c l u s o c o n l a p r i m a ipotesi e cioè c h e l ' u n o e r a . S o l o i n q u e s t e infatti p u ò l ' u n i t à essere e d i v e n i r e p i ù g i o v a n e e p i ù v e c c h i a di sè m e d e s i m a e d e g l i altri ( 1 5 1 E ) . p o t r à essere n o m i n a t o e d espresso ( 1 5 5 E ) . L'essere è u n partecipare all'essere d e l p r e s e n t e . m a g g i o r e e m i n o r e d i sè e d e g l i altri » ( 1 5 1 E ) . è. s a r à . A b b i a m o v i s t o g i à nella p r i m a i p o t e s i c o m e i r a g i o n a m e n t i di P l a t o n e sul t e m p o h a n n o u n v a l o r e solo in q u a n t o sono applicati all'uno. È l'idealità del piccolo e del grande che qui viene dedotta. l ' u n o i d e a l e e t u t t o il m o n d o i d e a l e esistono e c o s ì si a r r i v a fino a l l ' u l t i m a c o n s e g u e n z a d e l l ' a m m i s s i o n e dell'esistenza dell'unità.

Queste sue caratteristiche n o i le possiamo scorgere quando c o n s i d e r i a m o la s u a a z i o n e sul m o n d o i d e a l e . bellezza. (64 sotto diversi aspetti. e p e r c i ò q u e s t e s c i e n z e . s i m metrica. a f f e r m a la R e p u b b l i c a . p e r c h è d e l l ' u n o si p u ò dire c h e è e c h e è p e n s a t o . c o m e n e l l o stesso t e m p o si p u ò n o m i n a r e e dire c h e è b e l l o . I n u m e r i i d e a l i e le a l t r e i d e e s o n o c o n o s c i b i l i i n q u a n t o d e d u c i b i l i . ) . È attraverso la m a n i e r a di c o n o s c e r e c h e le i d e e si r i v e l a n o . l e g g i s t u diate dalla matematica e dall'astronomia in m o d o particosono l a r e . b u o n o . v e r o e g i u s t o . essa n o n p u ò essere b e l l a . questo m o d o e secondo queste categorie viene dedotta tutta la r e a l t à i d e a l e . dell'unità in realtà superesistente quanto c h e n o n p u ò essere o g g e t t o di p e n s i e Sappiamo sale r o : abbiamo dunque una prima e massima idea. se n o n i n q u a n t o s o n o u n a p o s i t i v i t à . come e verità. nello s p a z i o e nel m o v i m e n t o i d e a l i . buona e giusta. I l m e t o d o ascendente c o n d u c e all'idea del bene.i d e e nella d e d u z i o n e c h e di esse v i e n e c o m p i u t a dall'unità. col metodo della scienza empirica. . e se n o n i n q u a n t o s o n o l ' u n i t à stessa i n t u t t a la s u a p e r f e z i o n e . N o n esistono d u n q u e le i d e e del b e n e . L e i d e e s u c u i si è m o s s o il m e t o d o d i s c e n d e n t e . d e l b e l l o e del v e r o . e cioè l ' u n i t à a s s o l u t a m e n t e p o s i t i v a e i n u m e r i i d e a l i c o n t u t t e le altre. nei n u m e r i empirici e nelle altre l e g g i c h e r e g o l a n o l ' a r m o n i a d e l m o n d o . se è a s s o l u t a m e n t e p o s i t i v a . nel c o n t a t t o e n e l l ' u g u a g l i a n z a ideali e In q u i n d i n e l l ' e s i s t e n z a e nel d i v e n i r e di u n t e m p o i d e a l e . s o n o i d e e c h e p e r m e t t o n o l'organizzarsi i d e a l e di t u t t o u n m o n d o il q u a l e d i v e n t a c o n o s c i b i l e . nella differenza. c h e . di essa c h e è p o s i t i v i t à a s s o l u t a . nella s o m i g l i a n z a . così c o m e dice P l a t o n e nel F i l o b o A e s e g g . nelle figure i d e a l i . delle I n t u t t a la s u a o p e r a P l a t o n e h a s e m p r e p a r l a t o idee attraverso i problemi della conoscenza. I l m e t o d o a s c e n d e n t e a lei p a r t e n d o d a l m o n d o d e l l e o m b r e e d e l e v a n d o s i s e m p r e p i ù : n o n riesce a d e t e r m i n a r l a Essa appare simmetria dunque ed a d a r n e u n a definizione. il q u a l e a p p u n t o nella p o s i t i v i t à si o r g a n i z z a i n u n a m o l t e p l i c i t à a r m o n i c a : nei n u m e r i i d e a l i . c o m e si è f a t t o . p r o p r i o i n q u a n t o è il t u t t o .

D i t u t t o c i ò c h e è p o s i t i v o c i d e v e p o i essere u n ' i d e a e p e r c i ò t u t t o q u e l l o c h e è reso p o s s i b i l e d a l m o n d o i d e a l e d e d o t t o p e r m e z z o delle i d e e n u m e r i e delle a l t r e . ideale — Il mondo c o m e v i e n e p e n s a t o nella s e c o n d a ipotesi è t u t t a l a r e a l t à . t u t t o q u e l m o n d o delle i d e e di c u i t a n t o si p a r l a nell'opera platonica. P e r c i ò a n c h e delle cose sensi- N e l P a r m e n i d e t r o v i a m o d u n q u e u n a g e r a r c h i a di i d e e . a n c h e l a s e n s a z i o n e p u ò q u i n di essere v e r a . L a s e c o n d a ipotesi ci h a d e d o t t o . T u t t o q u e l l o c h e esiste p e r g l i altri. se v i s t i nella l o r o f u n z i o n e . bili c i s a r à un'idea. di c u i la p r i m a c o n t i e n e l a m a s s i m a p o s i t i v i t à . m a a n c h e a t t r a v e r s o l a d o x a . d e v e esistere c o m e i d e a .utilissime p e r indirizzare verso la conoscenza del m o n d o i d e a l e . C i s a r a n n o cioè tutte q u e l l e i d e e c h e si p o s s o n o c o n o s c e r e n o n solo a t t r a v e r s o il m e t o d o a s c e n d e n t e . il m o n d o r e a l e . s e unificata d a l l ' u n i t à . e q u i « altri » significa. e le altre s o n o v i a v i a inferiori. il m e t o d o d i a i r e t i c o . e d e s s e n d o p e r c i ò t u t t e p e r fette. TERZA IPOTESI. n u l l a è fuori d i esso. l ' o p i n i o n e i n q u a n t o o p i n i o n e g i u s t a . M a nella s e c o n d a i p o t e s i . C i s a r a n n o d u n q u e i d e e di t u t t e le c o s e p o i c h é t u t t e le c o s e p o s s o n o essere p o s i t i v e . p r o p r i o i n q u a n t o i d e e . d a l l ' u n i t à c o m e esis t e n t e . ed anche gli oggetti di c u i è p o s s i b i l e a v e r e u n a s e n s a z i o n e p o t r a n n o essere p o s i t i v i . il m e t o d o d i s c e n d e n t e e l a s c i e n z a e m p i r i c a . N o n solo. L o t r o v i a m o nel P a r m e n i d e e solo nel P a r m e n i d e s v o l t o i n t u t t a la s u a c o m p l e s s a organicità. come ben h a d e t t o P a r m e n i d e . c o m e v u o l e N a t o r p . p u r p a r t e c i p a n d o t u t t e d e l l ' e s s e n z a u n i taria. nella l o r o i d e a l i t à n a t u r a l e . esiste a n c h e p e r l ' u n i t à ( 1 5 5 E ) . C o s ì t u t t e le c o s e d e l mondo quanto della doxa avranno un'idea perchè dell'unità in esistente è p o s s i b i l e a n c h e u n ' o p i n i o n e . a n c h e i peli e d il f a n g o . LA La posizione negativa dell'uno. m a d e l m o n d o i d e a l e è p o s sibile a n c h e u n a s e n s a z i o n e .

Il mondo della ideale Ora della Paresiste essere? seconda quanto menide. Q u i P a r m e n i d e d i v i d e d u n q u e le d u e p o s i z i o n i d e l l a p r i m a e della s e c o n d a i p o t e s i e le p o n e u n a di fronte a l l ' a l t r a : l ' u n i t à d i c u i si p a r l a rit o r n a a s s o l u t o n o n essere e. significa s o p r a t u t t o essere n e l t e m p o ed è d a l l a p a r t e c i p a z i o n e a l t e m p o c h e si d e d u c e la p a r t e c i p a z i o n e a l l ' e s s e r e . c i d a v a il m o n d o il resultato ipotesi ora. cioè in c o n c l u s o c h e il m o n d o ideale in q u a n t o esiste in u n t e m p o i d e a l e . i m p l i c i t o supereessente delle i d e e . a p p u n t o p e r c h è il t e m p o n o n h a u n v a l o r e e m p i r i c o e se h a u n v a l o r e i d e a l e . L a d i v i s i o n e tra i d u e m o n d i . ipotesi è i d e a l e in q u a n t o i n esso l ' u n o è positività. p e r la p r i m a n o n sarà nè u n o n è m o l t e p l i c e . prima. cioè in q u a n t o essere. s e d i esso si d i c e v a c h e n o n è. g i à riuniti nella s e c o n d a i p o t e s i . s a r à cioè s u p e r i o r e a l l ' e s i s t e n z a . dice Parmenide. N o n s a r à p o s s i b i l e p e r l'unità p a r t e c i p a r e a l l ' e s s e r e c h e i n d u e m o m e n t i distinti. che. u n m o m e n t o in c u i l ' u n o è e u n a l t r o i n c u i l ' u n o n o n è. c i ò s i g n i f i c a v a e significa c h e n o n è il m o n d o i d e a l e . p o i c h é essere. P e r la seconda l'uno sarà u n o e molteplice. . e r a c i o è l'unità pensata. è p e r c h è in esso l ' u n i t à resta u n i t à . ci s a r à necessariamente u n m o m e n t o in c u i l'uno p a r t e c i p a a l t e m p o e u n m o m e n t o in c u i l ' u n o n o n p a r t e c i p a a l t e m p o e.rimaneva. si c h i e d e : c o m e s a r à p o s s i b i l e la p a r t e c i p a z i o n e d e l l ' u n i t à a questo S i è g i à v i s t o c h e l ' u n i t à è i n q u e s t o essere. c o m e a b b i a m o v i s t o . si p o n e l ' u n i t à stessa m a i n q u a n t o p e n s a t a .1 5 6 A ) . c o n s e g u e n t e m e n t e . della prima il r i s u l t a t o d e l l a p r i m a . S i r i c o r d i o r a c h e l ' u n o della p r i m a in quanto non partecipava a nessun ipotesi e r a u n o essere delle i d e e e c h e . D ' a l t r a p a r t e e r a solo p r e s u p p o n e n d o q u e s t o n o n essere d e l l ' u n i t à c h e essa si p o teva poi pensare è presente dopo aver come esistente. O r a . in quanto Prendiamo della seconda ipotesi e consideriamolo in relazione a quello che v i era implicito. d i fronte a d esso. C i s a r à d u n q u e u n t e m p o in cui l ' u n i t à è ed esiste c o m e i d e a l i t à e u n t e m p o in c u i n o n esiste c o m e t a l e ( 1 5 5 E .

m a s a r à l ' u n i t à i n q u a n t o esistente e cioè l ' u n i t à della seconda ipotesi. m a non è in q u a n t o è p o s i t i v i t à . O r a se. a d u n m o n d o perfetto p e r ò c h e o r a si s t a c c a d a lei. L'unità della quinta ipotesi n o n è. e c i o è nella n o n a i p o t e s i . in t u t t a la s u a a s s o l u t e z z a . i n q u a n t o p u ò essere t u t t o ciò c h e lei n o n p u ò essere. i n q u a n t o è il c r e a t o r e . m a q u i si i n tenderà l'unità come assoluta positività. d e l l ' u n i t à . A l l o r a il n o n essere d e l creatore non è più superesistenza m a piuttosto diventa un n o n essere di fronte a c i ò c h e è.è dunque s o l o p o s s i b i l e se il r e s u l t a t o di q u e s t a seconda ipotesi viene staccato nettamente dal resultato della prima che viene. si t r o v e r e b b e di fronte a d u n a r e a l t à c h e si è s t r a n i a t a d a l l a s u a u n i t à . p e r f e t t a p e r ò c o m e il s u o c r e a t o r e e q u i n d i q u a l c o s a di p i ù d e l s u o c r e a t o r e . N e l l a q u a r t a i p o t e s i l ' u n i t à s a r à s u p p o s t a di fronte a g l i altri. e facesse cioè ciò considera c h e fa P a r m e n i d e c o l s u o r a g i o n a m e n t o q u a n d o le d u e ipotesi s e p a r a t a m e n t e . d o p o la c r e a z i o n e . P a r m e n i d e la r i t r o v e r à f a t a l m e n t e a l l a fine di t u t t a la s u a d e d u z i o n e . Q u e s t a p o s i z i o n e n e g a t i v a . q u e s t o D i o si s t a c c a s s e d a l m o n d o c h e h a c r e a t o e ritornasse nella posizione primitiva. E se la s u a c r e a z i o n e è t u t t a la r e a l t à in q u a n t o p e r f e t t a . I l c r e a t o r e n o n si t r o v a p i ù d a v a n t i a l l a s u a c r e a z i o n e e n e m m e n o d a v a n t i a sè s t e s s o . A c c a d e c h e l ' u n i t à si t r o v a di fronte a d u n m o n d o perfetto c h e è s t a t o p o s s i b i l e ed è p o s s i b i l e s o l o perchè l ' u n i t à si è p o s t a c o m e a s s o l u t a . Questo D i o crea un m o n d o perfetto e p u ò c r e a r l o s o l o i n q u a n t o si era p e r c i ò distinto g i à p r i m a di c r e a r l o d a l m o n d o c h e p o i c r e e r à . O r a P a r m e n i d e . il c r e a t o r e d i v e n t e r à n o n essere a s s o l u t o . l'unità risultata d a l l a p r i m a i p o t e s i q u a n d o la s e c o n d a n o n era a n c o r a d e dotta. p e r c h è m e n t r e il c r e a t o r e r i t o r n a n d o nella s u a p o s i z i o n e n o n esiste. L a n u o v a posizione p r o d u c e così un rovesciamento di t e r m i n i . Nella quinta ipotesi l ' u n i t à s a r à a n c o r a p o s t a di fronte a g l i altri. S i p u ò in u n c e r t o s e n s o m i t o l o g i z z a r e il ragionamento per renderlo più chiaro. a sua volta. S'immagini un D i o c o m e perfezione assoluta. presa c o m e assolutamente isolata. essa esiste in u n t e m p o i d e a l e .

E c h e c o s ' è l a s c o m p a r s a d e l m o n d o s e n o n il salire v e r s o c i ò c h e n o n è il m o n d o . c o m e a b b i a m o visto nel F e d o n e . L'unità a s s o l u t a c h e h a c r e a t o il m o n d o delle i d e e . q u a n d o il c r e a t o r e . dice Socrate. v e r s o l ' i d e a ? N o n h a s e m p r e d e t t o S o c r a t e c h e la v e r a r e a l t à n o n è q u e l l a d e i sensi? L a v i t a d e l la m o r t e . e q u i v a l e a l n u l l a a s s o l u t o d e l l a n o n a i p o t e s i . T u t t e l e i p o t e s i . Deduzione alternata delle ipotesi. dopo la sua creazione. c o m e s a p p i a m o . n o n p u ò a v e r e u n n o n essere c h e g l i si c o n t r a p p o n e . O r a p o t r e b b e a v e r e l ' e s s e r e p e r f e t t o c h e h a c r e a t o il m o n d o i d e a l e u n t e r m i n e n e g a t i v o c h e g l i si c o n t r a p p o n e ? N e c e s s a r i a m e n t e q u e s t o u l t i m o g r a d o nella scala dell'essere. c o m e s a p p i a m o . viene nuovamente divisa. e q u i n d i il n u l l a p e r f e t t o coinciderà col- quando. il n o n essere n o n è c h e u n c o n t r a p p o s t o d e l l ' e s s e r e . E l a p o n e c o m e n o n essere. d o p o a v e r c r e a t o il m o n d o i d e a l e .p o n e a n c o r a u n a v o l t a l ' u n i t à d i fronte a g l i altri e c i o è d i fronte a l m o n d o . n o n è c h e u n esercizio delsuperiore alla v i t a e s o l o c o n la m o r t e r a g g i u n g i b i l e . m a la vera filosofia filosofo. C o m e si d e v e i n t e n d e r e q u e s t o n o n essere se n o n il c o n t r a r i o a s s o l u t o d e l l a positività e cioè l a negatività assoluta? Nella nona ipotesi gli altri s o n o c o n s i d e r a t i c o m e il m o n d o : s e l ' u n o s a r à n e g a t i v i t à . si s t a c c a n u o v a m e n t e d a esso. l'assoluto bene. il m o n d o s c o m p a r i r à n e l n u l l a . c o s ì n e l F e d o n e l ' i d e a e r a c o n s i d e r a t a è la filosofia. questo nulla assoluto della nona si d o v r à identificare con l'unità perfetta ipotesi in della p r i m a q u a n t o si è s t a c c a t a d a l m o n d o i d e a l e c h e h a c r e a t o . M a a n c h e il m o n d o ideale della seconda ipotesi subirà u n mutamento . si d i c e . L a v e r a m u s i c a è un impar a r e a m o r i r e e l ' a s s o l u t a e p e r f e t t a a r m o n i a si p u ò r i t r o v a r e s o l o nella m o r t e . I l n u l l a p e r f e t t o n o n p u ò esistere p e r c h è . e cioè il l o r o n o n essere. Q u a n d o l'essere p e r f e t t o n o n è. — I l m o n d o p e r f e t t o della p r i m a i p o t e s i è d u n q u e il n u l l a a s s o l u t o . un'ipotesi contraria che rappresenta hanno la l o r o n e g a z i o n e .

ci p o r t e r à a d u n a n u o v a p o s i z i o n e d e l l ' u n i t à c o m e esistente d e l l a s e c o n d a ipotesi ed a n z i si d e t e r m i n e r à i n f u n z i o n e di q u e s t a n u o v a p o s i z i o n e ed i n r e l a z i o n e a d essa. P e r q u e s t a r a g i o n e P a r m e n i d e la p o r r à nei s e g u e n t i t e r m i n i : se l ' u n o è (è nel s e n s o n o t o . l'uno che nasce sarà l'uno d e l l a s e c o n d a i p o t e s i i n u n a n u o v a p o s i z i o n e i n c u i il m o n d o d e l l e i d e e d i v e n t a m o n d o della r e a l t à e cioè la p o s i z i o n e d e l l a q u a r t a i p o t e s i . S i a m o s e m p r e n e l l a q u a r ta ipotesi e c i o è n e l l a s e c o n d a d i v e n t a t a q u a r t a . d a l l ' a l t r a . e. L ' u n o c h e m u o re s a r à l ' u n o della p r i m a i p o t e s i nella s u a n u o v a p o s i z i o n e . L ' u n i t à si è q u i n d i n u o v a m e n t e s p e z zata in d u e parti di cui una rappresenta il n u l l a e l ' a l t r a la r e a l t à i d e a l e d i v e n u t a r e a l e . C ' è u n m o n d o r e a l e d a u n a p a r t e i n c u i il t e m p o n o n h a p i ù u n v a l o r e i d e a l e . a p p u n t o perchè è una trasformazione della s e c o n d a . L a s u a morte. c ' è il n u l l a d e l l a n o n a ipotesi. « L ' u n o d u n q u e a s s u m e n d o e p e r dendo l'essere nasce e m u o r e » (156 A B ) .q u a n d o di f r o n t e a sè t r o v e r à il n u l l a . S e il m o n d o delle i d e e è d i v e n t a t o realtà. P e r c o m p r e n d e r e q u e s t o n u l l a nel s u o p i e n o s i g n i f i c a t o è n e c e s s a r i o a v e r e p r e s e n t i in q u a l c h e m o d o t u t t e le i p o t e s i di P a r m e n i d e . as- t u t t i i g e n e r i c h e i n esso a v e v a n o v a l o r e i d e a l e h a n n o s u n t o u n v a l o r e r e a l e . m a è d i v e n t a t o t e m p o r e a l e . E s s o n o n s a r à p i ù u n m o n d o i d e a l e p e r c h è c ' è q u a l c o s a c h e n o n è c h e g l i si c o n trappone: q u e l l o stesso essere c h e l ' h a c r e a t o . E p r i m a di t u t t i gli altri la m o l t e plicità ideale diventerà reale. E d a l l o r a il m o n d o i d e a l e si r i a f f e r m e r à di fronte a q u e s t o n u l l a a s s o l u t o e se il s u o c r e a t o r e è d i v e n t a t o il n u l l a e la q u e s t o m o n d o i d e a l e d i v e n t e r à la v i t a . O r a q u e s t a quarta ipotesi. L a quarta ipotesi rappresenta il m o n d o r e a l e e cioè g l i altri di fronte a l l ' u n o c o m e esistente. i numeri ideali diventeranno l ' e s p e r i e n z a n u m e r i c a della r e a l t à . cioè quella della nona ipotesi. partecipa- z i o n e a l l ' e s s e r e a v r à q u i n d i u n n u o v o significato : « p r e n d e r e p a r t e a l l ' e s s e r e n o n è forse q u e l l o c h e t u c h i a m i scere? ) > — chiede P a r m e n i d e — « ed a b b a n d o n a r e na- l'essere n o n è forse m o r i r e ? ».

D i fronte q u e s t o m o n d o r e a l e l ' u n i t à d e l l a p r i m a i p o t e s i si d o v r à p o r r e in u n a n u o v a r e l a z i o n e e c o s ì . h a reso p o s s i b i l e u n m o n d o d e l l a d o x a . si è t r o v a t a di fronte a d u n m o n d o p e r f e t t o c h e a v e v a a c q u i s t a t o p i ù r e a l t à d e l l o stesso c r e a t o r e . Il m o n d o della seconda ipotesi assumerà così ancora u n n u o v o aspetto a causa del n u o v o resultato e cioè della quinta ipotesi. N e c e s s a r i a m e n t e a l l o r a . q u e s t i c h e c o s a s a r a n n o ? I n q u e s t o m o d o d a v a n t i a l m o n d o della. p o t e v a identificarsi c o n esso. la q u a r t a r i s u l t a v a d a l l a r e l a z i o n e d e l l ' u n o i n q u a n t o i d e a l e c o n g l i altri. O r a la s e c o n d a ipotesi si è n u o v a m e n t e t r a s f o r m a t a e si è t r a a s f o r m a t a d a i d e a d e l m o n d o a m o n d o r e a l e . Il m o n d o ideale t r o v e r à n e c e s s a r i a m e n t e i n sè m e d e s i m o q u a l c o s a di n e g a t i v o se l ' u n i t à c o m e esistente. il q u a l e si è t r a s f o r m a t o nel m o n d o reale della q u a r t a ipotesi. q u a l c o s a c h e è il l o r o o p p o s t o e la l o r o n e g a z i o n e . d i s t a c c a t o a s s o l u t a m e n t e d a g l i altri.d e l l a s e c o n d a ipotesi) c h e c o s a s o n o g l i altri? E gli altri s a r a n n o il m o n d o r e a l e i n q u a n t o p o s i t i v o . più p r e c i s a m e n t e . Q u e s t o si p o r r à c o n t r o il m o n d o delle i d e e e le i d e e t r o v e r a n n o nel l o r o s e n o q u a l c o s a c h e n o n s a r à . la q u i n t a risulterà da una n u o v a posizione della prima e come. R i c o r d i a m o o r a di c h e c o s a è a v v e n u t o q u a n d o a l l a fine d e l l a d i s c u s s i o n e sulla s e c o n d a ipotesi si s o n o d i v i s e le d u e p r i m e i p o t e s i l ' i m a d a l l ' a l t r a . c o m e m o n d o d e l l a d o x a c h e p u ò essere v e r o m a p u ò a n c h e essere f a l s o . d o x a l ' u n o h a r i a c q u i s t a t o la s u a p u r e z z a u n i t a r i a e si è p o s t o n u o v a m e n t e di fronte a l l ' u n o c o m e esistente. di fronte a l l a p o s i z i o n e d e l l a s e c o n d a ipotesi e c i o è a l m o n d o i d e a l e . se il m o n d o r e a l e . P e r c i ò . L ' u n i t à d e l l a p r i m a . c h e p u r c o n t i e n e . c o m e la q u a r t a ipotesi c i è r i s u l t a t a d a u n a n u o v a p o s i z i o n e d e l l a s e c o n d a . m i t o l o g i c a m e n t e il c r e a t o r e . D a v a n t i a q u e s t a r e a l t à la p r i m a ipotesi si t r a s f o r m ò n e l n u l l a e c i o è n e l l a n o n a . P e r q u e s t a r a g i o n e la q u i n t a i p o tesi si e n u n c e r à in q u e s t o m o d o : se l ' u n o è u n o . q u i n o n si p u ò p i ù i d e n t i f i c a r e c o n l ' u n i t à p e r f e t t a e p e r c i ò di fronte a q u e s t a esso si p r e s e n t e r à c o m e m o l t e p l i c i t à n e g a t i v a . la q u i n t a s a r à il r e s u l t a t o d e l l ' u n o in q u a n t o u n i t à s u p e r e s s e n t e c o n g l i a l t r i .

c o m e a b b i a m o v i sto. si p o n e c o m e n u l l a /7 continuo passaggio dalla prima alla seconda ipotesi. O r a si p o t r à m a i arrestare questo p a s s a g g i o t r a l ' u n i t à a s s o l u t a e le idee? G i u n t a a l l a fine d e l l e s u e r e a z i o n i l ' u n i t à si t r o v a n u o v a m e n t e c o m e n u l l a a c o i n c i d e r e c o n sè stessa e cioè c o n sè stessa c o m e p o s i tività. M a q u e s t a p o s i z i o n e è q u e l l a della p r i m a ipotesi c h e c o n d u c e f a t a l m e n t e alla s e c o n d a e q u i n d i a t u t t e le a l t r e . rit o r n a c o n l a n o n a ipotesi nella p r i m a e cioè a l l ' a s s o l u t a p o s i t i v i t à c h e . c o m e dimostra l'ipotesi settima. l a sesta. esse si d o - . i n c u i v e r r à d i m o s t r a t o c h e l ' u n o i n q u a n t o esistente e c i o è il m o n d o i d e a l e . a s u a v o l t a . e d i n questa corruzione n o n potranno più trasformarsi nel m o n d o reale. n o n potendo l'assoluta positività. I n q u e s t o s e n s o a v e v a b e n r a g i o n e il N a t o r p q u a n d o afferm a v a c h e g i à n e l l a p r i m a ipotesi e r a c o n t e n u t a t u t t a u n a teoria d e l l ' e s p e r i e n z a . l'idea del bene ed il m o n d o d e l l e i d e e . u n c o r r o m p e r s i c h e .r i s u l t e r à u n a n u o v a i p o t e s i . N e v e r r à di conseg u e n z a c h e le i d e e p o t r a n n o c o r r o m p e r s i e n e g a r s i . il p e n s i e r o e l a r e a l t à n o n si p o s s o n o p i ù a r r e s t a r e e d e v o n o n e c e s s a r i a m e n t e g i u n g e r e fino i n f o n d o e p o r r e t u t t e le a l t r e i p o t e s i . U n a v o l t a a f f e r m a t a l'unità creatrice e una volta pensata l'unità creata. h a in se u n s u o contrario e quindi n o n è. — N e l l e r e l a z i o n i s o p r a c o n s i d e r a t e t r a le v a r i e ipotesi si p u ò n o t a r e u n p a s s a g g i o c o n t i n u o d a l l a p o s i z i o n e d e l l a prim a e q u e l l a della s e c o n d a i p o t e s i . il m o n d o r e a l e d e l l a q u a r t a i p o t e s i t r o v e r à u n s u o n o n essere e d u n s u o c o n t r a r i o e c o m i n c e r à a dirigersi v e r s o q u e l l a n e g a z i o n e d i sè m e d e s i m o c h e c o n d u c e a l n u l l a . s e a r r i v a a l n u l l a p e r f e t t o . necessariam e n t e . E così. c o m e a b b i a m o v i s t o . U n a v o l t a n e g a t a l ' u n i tà a s s o l u t a e d a f f e r m a t a la s u a e s i s t e n z a . u n a v o l t a d i v i s i p o i q u e s t e d u e p o s i z i o n i . c o n t e n e r e i n sè il s u o c o n t r a r i o . d i fronte quarta perfetto. al m o n d o reale della i p o t e s i . L ' o t tava ipotesi c i s p i e g h e r à c o s ì il c o r r o m p e r s i del mondo r e a l e . c o m e fa P a r m e n i d e nella t e r z a i p o t e s i .

r e l a z i o n e p e r r e l a z i o n e . H A R T M A N N : Piatos Logik des Seins. L o H a r t m a n n vede giustamente c h e il p r o b l e m a centrale del dialogo è da quello della relazione tra idea e m o n d o reale per cui u n a p a r t e si p o n e u n a c o n c e z i o n e d e l l e i d e e c h e p o s s a c o n ciliarsi c o n la r e a l t à . P e r m e z z o di q u e s t a « m e t a b o l è » t u t t e l e i d e e p u r e p a s s a n o a l l ' e s i s t e n z a così c o m e noi a b b i a m o c e r c a t o di far v e d e r e ) . cit. F o u i l l é e ) . H A R T M A N N : O p . V o l . se egli p u ò p a r a g o n a r e . I l W a h l v e d e n e l l a t e r z a ipotesi u n e c o d e l l e p i ù p r o f o n d e d o t t r i n e di E f e s o : 1) N A T O R P : Op. 332 e segg. I . 5) N. si s v o l g e d a l l ' i d e a il m o n d o d e l l ' e s i s t e n z a c o n c r e t a . P e r H a r t m a n n la p a r t e c i p a z i o n e a v v i e n e p e r m e z z o d e l l a t e r z a ipotesi e c i o è n e l l ' i n c o n t r o t r a il m o v i m e n t o e il r i p o s o . 6) W A H L : O p . 170-171. 1909 Pag. A n c h e p e r H a r t m a n n ) le d u e tesi si p o n g o n o di fronte i n q u e s t o s e n s o . P a g . Questa ricongiunzione poiché n o n sarà però immobile e statica. : sempre l'unità reagirà alla n u o v a posizione della molteplic i t à c h e è s t a t a d a lei c r e a t a . S e l ' i d e a e s c e d a l l a s u a fissità. Pag. Pag. e d a l l ' a l t r a u n a c o n c e z i o n e di q u e s t a t a l e c h e essa p o s s a p a r t e c i p a r e a l l e i d e e . cit. Giessen. 2) F O U I L L É E : L a philosophie de Platon. c o m e fa. Pagg. la s e c o n d a come 3 2 antitesi e la t e r z a c o m e sintesi. la r e a l t à della t e r z a i p o t e s i c o n l ' i n t u i z i o n e del « K e r a u n ò s » e r a c l i t e o c h e g o v e r n a il m o n d o . nel c o n c e t t o d e l l ' i s t a n t a n e i t à ) . H A R T M A N N : O p . 4) N. A n c h e il W a h l ) n o n ci s e m b r a t a n t o l o n t a n o d a u n a 6 5 i interpretazione giustamente c o m e la n o s t r a . cit. 260.vranno nuovamente ricongiungere. P a g . . essa si p o n e i n u n a r e l a z i o n e infinita c o n il m o n d o d e l p e n s i e r o . d e l r e s t o . Paris 1888. cit. 3) N. N a t o r p ) a v e v a b e n v i s t o c h e la t e r z a ipotesi era u n a m e d i a z i o n e tra la p r i m a e la s e c o n d a c o m e . 360 e segg. i n m o d o c h e p o i . m a sarà eterna. a p o c o a p o c o . 264 e segg. c h e e s p r i m e il p a s s a g g i o t r a l a p r i m a e la s e c o n d a i p o t e s i e la r e l a z i o n e c o n l a t e r z a d i c e n d o c h e la p r i m a si p o n e c o m e tesi. 355-358.

D o p o q u e sto suo n u o v o distacco l'uno. si t r o v a . proprio perchè è determinata d a l l a n a s c i t a d e l l ' u n o . 1935. q u a n d o il m o n d o m o l t e p l i c e è s c e s o i n t u t t e le s u e d i f f e r e n z i a z i o n i d i a l e t t i c h e fino a l n u l l a . KIRKEGAARD: Le concept de l'angoisse. L'unità nasce c o m e unità ma quando. pag. 2) 3) S. pag. i n u n a p o s i z i o n e n u o v a p e r c u i si p u ò dire c h e n a s c e q u a n d o il m o l t e p l i c e . è u n a m o r t e c h e r a p p r e s e n t a la v i t a stessa d e l m o l t e p l i c e : infatti l ' u n i t à . m u o r e . perchè distaccandosi da 1) S. che c o m e molteplice è morto. p e r c h è c o i n c i d e con la p o s i t i v i t à a s s o l u t a e q u i n d i si m u o v e e c r e a la se- c o n d a ipotesi d a c u i s u c c e s s i v a m e n t e si s t a c c a . Op. e t e r n i t à e d i s t a n te d i v e n e n d o i t e r m i n i estremi di u n a c o n t r a d d i z i o n e » ) . Kirkegaard osserva. forse c h e l a s u a n a s c i t a c o m e u n o n o n è la s u a m o r t e c o m e m o l t e p l i c e . p e r c u i la t e r z a ipotesi si p o t r e b b e c o m e (( il p a s s a g g i o c o n t i n u o d a l l a p r i m a a l l a s e c o n d a i p o tesi e d a l l a s e c o n d a a l l a p r i m a » e c i o è p r o p r i o q u e l l o c h e n o i a b b i a m o c e r c a t o di far v e d e r e . Op. 1 2 1 . a proposito del P a r m e n i d e . 122. n o n p u ò r e s t a r e i n sè stesso. morirà. c o n t r a d d i z i o n e c h e f o n d a p e r n o i la r e a l t à trascendentale 3 : della terza ipotesi che trascende a p p u n t o nella sua medietà ogni termine contradditorio. S. na- « U n o dunque e molteplice — dice Parmenide — s c e n t e e s o g g e t t o a l l a m o r t e . c h e è di fronte a lui. Ma questa morte. cit. a sua volta. pag. c o m e s a p p i a m o . Paris. si n e g a e muore. come molteplice. KIRKEGAARD: KIRKEGAARD: . i n v i r t ù di t u t t o il g i r o d i a l e t t i c o c h e h a c o m p i u t o i n t e r a m e n t e . e l a s u a n a s c i t a c o m e m o l t e p l i c e n o n è la s u a m o r t e c o m e u n o »? ( 1 5 6 B ) . 123. Q u e s t o n u l l a .in questo modo egli s e m b r a accettare le interpretazioni considerare kantiane. l che l ' i s t a n t e « è il n o n essere nella c a t e g o r i a d e l t e m p o » ) e d i v e n t a « la t i p i c a c a t e g o r i a d i p a s s a g g i o ( m e t a b o l é ) » tra l ' u n o e il m o l t e p l i c e e tra tutti g l i o p p o s t i ) p e r c u i è p o s s i b i l e a t t r i b u i r e « il s u o s e n s o a l l ' e t e r n i t à . cil. q u a n d o creerà u n m o n d o perfetto.

p o s s a . « N o n è d u n q u e i n u n a s t r a n a p o s i z i o n e c h e b i s o g n e r à d i r e c h e è q u a n d o esso m u t a ? ( 1 5 6 C D ) (( I n q u a l e p o s i z i o n e ? » — C h i e d e il g i o v a n e A r i s t o tele — . e d a l l o r a n a s c e r à molteplice della sua morte c o m e unità. « Q u a n d o l ' u n i t à si m u o v e e p o i si i m m o b i l i z z a — d i c e P a r m e n i d e — e q u a n d o e s s e n d o i m m o b i l e p o i si m u o v e . è g i u s t a m e n t e il p u n t o d ' a r r i v o e il p u n t o di p a r t e n z a p e r q u e l l o d e l m o b i l e c h e p a s s a al r i p o s o c o m e p e r quello dell'immobile che passa al m o v i m e n t o » (156 E ) . A l di s o p r a d e l l e d u e c o r r e n t i e t e r n e s i a m o p e r c i ò in u n a p o s i z i o n e di c o r r e l a t i v i t à a s s o l u t a .esso. nè a s s i m i l a z i o n e n è d i s i n t e g r a - . q u a n d o ha creato. « Q u e s t a s t r a n a n a t u r a d e l l ' i s t a n t a n e o . « M a n o n c ' è p e r ò n e s s u n t e m p o in c u i u n m e d e s i m o essere. c e r t a m e n t e . c i ò . a l d i v e n i r e e a l l ' e t e r n i t à . a m o r i r e e a r i n a s c e r e c o n t i n u a m e n t e e a r i c r e a r s i p e r c i ò in o g n i i s t a n t e . « E p p u r e s e d e v e m u t a r e si d e v e p u r m u t a r e i n q u a l c h e m o d o ». n e l m e d e s i m o t e m p o n o n essere i n m o v i m e n t o n è i m m o b i l e » . « A n a l o g a m e n t e nel s u o p a s s a g g i o d a l s i m i l e a l d i s s i m i l e . trascendentale rispetto a l m o v i m e n t o ed a l l a stasi. « Nell'istantaneo » (cxaifnes) — risponde Parme- « Q u e s t o è infatti il v e r o s i g n i f i c a t o d e l l ' i s t a n t a - n e o : esso è il p u n t o di p a r t e n z a di d u e d i v e r s i c a m b i a m e n ti ». M i t o l o g i z z a n d o il r a g i o n a m e n t o si p o t r e b b e dire c h e il D i o c r e a t o r e n o n p u ò creare una volta tanto. si t r o v e r à a n c o r a nel n u l l a . a l l ' u n i t à e a l l a m o l t e p l i c i t à . L ' u n o n o n p o t r à s e n z a m u tarsi p a s s a r e i n d u e stati d i v e r s i . la s u a c o n v i n z i o n e sulla i m m o r t a l i t à d e l l ' a n i m a . fuori nell'indi ogni t e m p o . n o n è nè u n i t à m o l t e p l i c i t à e n o n si d i v i d e nè si r i u n i s c e » ( 1 5 7 A ) . n o n lo p u ò fare c h e i n u n m o m e n t o i n c u i n o n è in nessun t e m p o ». n e l F e d o n e . nide — . « Q u a n d o sta p e r p a s s a r e dall'uno nè a l m o l t e p l i c e e d a l m o l t e p l i c e a l l ' u n o . « Q u a n d ' è d u n q u e c h e esso m u t a la s u a p o s i z i o n e ? » « C e r t a m e n t e n o n è q u a n d o è nel t e m p o ». p o s t a tervallo del m o v i m e n t o e dell'immobilità. essa n o n è nè s i m i l e nè d i s s i m i l e . come N o n si d i m e n t i c h i c h e è p r i n c i p a l m e n t e s u l l ' a r g o m e n t o d e l l ' « a n t a p o d o s i s » c h e S o c r a t e b a s a v a . m a è costretto.

e n o n « rimanersene là. nè crescente nè decrescente. in questo tempo. il p o s s i b i l e a c c o r d o d e l l ' o n t o l o g i s m o c o n u n v e r o i d e a l i s m o . essa n o n s a r à . nè piccola. 7) c h e c h i u d e l ' E n c i c l o p e d i a di H e g e l — p e n s a . X I . solenne e sacra » ma privata così d e l l a stessa i n t e l l i g e n z a (Sofista 2 4 9 A ) . L e d u e grandi correnti dell'ideale e del reale. a p r o p o s i t o d e l Sofista. la t e n s i o n e v i v e n t e d e l p e n s i e r o . nè i n atto di uguagliarsi » ( 1 5 7 B ) . sibile ritrovare — Se dunque è pos- n e l p e n s i e r o p l a t o n i c o il c o n c e t t o d i u n a l e g g e t r a s c e n d e n t a l e a p p l i c a n d o a d esso le e s p e r i e n z e d e l l o s v i l u p p o d e l p e n s i e r o filosofico o c c i d e n t a l e — e c i ò è i n e v i t a bile se il n o s t r o P l a t o n e d e v e essere il P l a t o n e v i v o nelle a p o r i e d e l n o s t r o p e n s i e r o —• q u e l l a l e g g e n o n l a si t r o v a n e g a n d o il s e n s o o n t o l o g i c o d e l l ' i d e a .zinne. P o i c h é s o l o così l ' a t t i v i t à t e o r e t i c a p u ò v i v e r e l a s u a v i t a p r o f o n d a e d esprimersi c o m e a n i m a d i t u t t e le c o s e i n m o v i m e n t o e t e r n o s u sè stessa (Fedro 245 C ) . Il senso della legge trascendentale. passo Il pensiero — dirà più tardi Aristotele nel famoso ( M e t . si è risolta terza ipotesi i n c u i la dialettica alternata n o n essere h a d e d o t t o d a l l a c o r r e l a z i o n e d e l l ' u n o e d e l m o l t e p l i c e tutti i possibili p u n t i d i v i s t a d a c u i il p e n s i e r o d e v e c o n s i d e r a r e il r e a l e . n e l l ' i n e s a u r i b i l e d i n a m i c i t à c h e le p o n e continuam e n t e e c o n t i n u a m e n t e le unifica i n q u e l l ' a t t o p e n s a n t e i n c u i v e r a m e n t e si e s p r i m e . n o n si p o n g o n o i n u n a i m m o b i l e e s t a t i c a o p p o s i z i o n e . ritrovata nei d i a l o g h i p r e c e d e n t i il P a r m e n i d e e d nella dell'essere e del espressosi n e l S i m p o s i o c o m e c r e a z i o n e . V e d r e m o i n s e g u i t o . della sostanza pensante e della s o s t a n z a estesa. C h e d a l piccolo v a d a al grande ed all'eguale o i n versamente. c o m e lotta t r a il nulla e d il t u t t o . nè uguale. m a si t r a s c e n d o n o n e l l o r o c o n t i n u o c o r r e l a t i v i z z a r s i l ' u n a a l l ' a l t r a . del pensiero e d e l l ' e s i s t e n t e . Q u i si v u o l n o t a r e c h e t u t t a l a c o m p l e s s a p r o b l e m a t i c a della a n t i n o m i a d e l l ' u n o e d e l m o l teplice. nè grande. d e l l ' e t e r n i t à d e l t e m p o e d e l d i v e n i r e e m p i r i c o .

perchè fisico. 90 e segg. m a il costituirsi del m o l teplice nell'armonia ideale. P a g . s v i l u p p a n d o in l e g g e t r a s c e n d e n t a l e l ' e s e r c i z i o d i a l e t t i c o a c u i l ' E l e a t e i n v i t a v a il g i o v a n e S o c r a t e . 170. e t e r n a sè e p e r sè. « s a p e r e e n o n s a p e r e . l o stesso m o n d o di c u i si p a r l e r à nelle i p o viene posto tesi s e g u e n t i . il m o n d o della realtà e m p i r i c a . 1923. 3) STENZEL: Op. P e r 3 2 ir) H E G E L : Enciclopedia III Bari.sè stesso a c c o g l i e n d o in sè il s u o p e n s a t o . Pag. l ' i d e a . si a t t u a e si p r o d u c e in Dinamismo trascenden- t a l e d u n q u e c h e q u i si e s p r i m e n e l l a c o r r e l a t i v i t à d e i t e r m i n i essere e n o n essere. 2) S T E N Z E L : Platone educatore. m a l ' u n i t à c h e il p e n s i e r o d e v e n e c e s s a r i a m e n t e sare nell'opporre l'uno parmenideo alla molteplicità pendel m o n d o . . il s e n s o d e l I n q u e s t a t e r z a ipotesi c o n v e r g e d u n q u e p l a t o n i s m o . il m o n d o d e l l e i d e e n o n è il fissarsi d o m m a t i c o d e i c o n c e t t i r a g g i u n t i d a l l ' i n d u z i o n e . Bari. posti c o m e i « pensati » dalla legge trascendentale e quindi c o m e la v e r a r a z i o n a l i t à del m o n d o . P e r c h è il D i o t r a s c e n d e n t e della p r i m a i p o t e s i n o n è il s o g n o i r r a z i o n a l e d e l l ' e s p e r i e n z a m i s t i c a . P e r essa si giustifica q u e l l a m e t a f i s i c a d e l l ' a p p r e n d e r e c h e S t e n z e l h a così b e n e p o s t o i n l u c e a p r o p o s i t o d e l M e n o n e ) . immortalità e mortalità » trapassano l ' u n o nell'altro ed attuano « il c o n c e t t o della v e r a v i t a d e l l o spirito » ) . 1936. c o r r e l a t i v i t à c h e nelle s u e p o s s i bili p o s i z i o n i p o n e il s e n s o d e l l e v a r i e ipotesi c o m e i n e c e s s a r i m o v i m e n t i dialettici c h e il p e n s i e r o c o n t i n u a m e n t e per- corre nel suo c a m m i n o . C o s ì si r i s o l v o n o le difficoltà della p r i m a p a r t e del d i a l o g o . 512. i n c u i tutti gli o p p o s t i . n o n è il m o n d o c h e d o m m a t i c a m e n t e accettato dalla sensazione m a un senso dell'essere d a l p e n s i e r o e c o s t i t u i t o d a u n a n e c e s s a r i a c o r r e l a z i o n e di questo. N o n l a t e o ria d e l l e i d e e c a d e nella d i s c u s s i o n e di P a r m e n i d e m a o g n i sua possibile interpretazione dogmatica. Sensi dell'essere — quelli delle v a rie ipotesi — c h e n o n s o n o d a t i d o m m a t i c a m e n t e m a p o s t i dal pensiero c o m e sue necessarie determinazioni. cit. P a g .

la dialettica discendente tende invece a ricolleg a r e l o g i c a m e n t e q u e i v a r i m o m e n t i d e l s a p e r e . Questa ricerca di una dialettica ascendente positiva è proprio quella che da noi è stata c o m p i u t a in quei dial o g h i i n c u i il t o n o m a i e u t i c o n e g a t i v o si s o v r a p p o n e s p e s s o a l l ' a s c e s a d i a l e t t i c a dei g r a d i d e l l ' e s s e r e . I l m e t o d o m a i e u t i c o . d o v e si e s p l i c a la d i a l e t t i c a d e l P a r m e n i d e t u t t o si r i p o n e a l s u o g i u s t o p o s t o . L à d o v e la m a i e u t i c a a g i s c e t u t t o v i e n e s u p e r a t o . il q u a l e p r e n d e r à c o n s i d e r a z i o n e il p r o b l e m a d e l m e t o d o . p o t r e b b e m e g l i o dirsi u n a f e n o m e n o l o g i a del c o n o s c e r e m e n tre l a d i a l e t t i c a è p i u t t o s t o u n a l o g i c a d e l l ' e s s e r e . da u n punto di vista puramente socratico. N o n si rischia di e s a g e r a r e t r o p p o d u n q u e c h e il m e t o d o di s t u d i o d a noi u s a t o . c h e p u r si a t t u a fin . c h e s a r à c o m e v e d r e m o . L a maieutica è essenzialmente me- t o d o c h e s p i n g e il d i s c e n t e a s u p e r a r e o g n i p a r z i a l e s a p e r e d o m m a t i c o . f e n o m e n o l o g i a del c o n o affermando in s c e r e . tra la negazione socratica nec e s s a r i a a g u i d a r e il p e n s i e r o a d u n p u n t o essenzialmente a n t i d o g m a t i c o e la c o r r e l a t i v i t à essere e n o n essere i n c u i si e s p l i c a l a v i t a p o s i t i v a della r a g i o n e . l a t e o r i a di u n a appunto. per abitudine. d o v e v a sparire una volta compiuta la discussione del Parmenide. P e r c i ò b i s o g n a v a c e r c a r e nei d i a l o g h i p r e c e d e n t i il P a r m e n i d e il d i s p o r s i d i a l e t t i c o di q u e i sensi d e l l ' e s s e r e c h e . t r a f e n o m e n o l o g i a d e l c o noscere e teoria dell'essere.tanto non bisogna confondere questa metafisica del c o n o s c e r e c h e d o m i n a i n t u t t a la m a i e u t i c a s o c r a t i c a c o n la d i a lettica del P a r m e n i d e . per presentarli c o m e necessari sensi della r e a l t à p e n s a t i d a l l a c o r r e l a t i v i t à trascenden- t a l e . q u e s t a confusione dunque. Q u e s t a c o n f u s i o n e tra m e t o d o e filosofia d e l l ' e s s e r e . g u i d a t o d a l l a stessa l e g g e . ed a P l a t o n e d o v e v a presentarsi nella sua v e r a l u c e il s e n s o d e l m e t o d o s o c r a t i c o . c h e il m e todo h a considerato parziali. v e n g o n o spesso negati. c h i a m i a m o m a i e u t i c o il m e t o d o d e i d i a l o g h i p r e c e d e n t i il P a r m e n i d e . N o n si d i m e n t i c h i che se noi. t u t t a v i a è solo nel T e e t e t o c h e P l a t o n e p a r l a p e r la p r i m a v o l t a di u n a m a i e u t i c a s o c r a t i c a e di essa s v o l g e l ' i n t e r a t e o r i a .

c o m e la l e g g e d e l p e n s i e r o c h e d a l l e s u e p r i m i t i v e p o s i z i o n i d o m m a t i c h e t e n d e v i a v i a a c o n q u i s t a r s i la p r o p r i a l i b e r t à : i n q u e s t o m o d o la d i a l e t t i c a a s c e n d e n t e si p r e s e n t e r à c o m e u n s u p e r a r e c o n t i n u o q u e i v a r i i sensi d e l l ' e s s e r e in cui il p e n s i e r o si m u o v e . s p i r i t o e m a t e r i a .d a i p r i m i d i a l o g h i . L a t e r z a i p o t e s i n o n è s o l o d u n q u e la l e g g e d e l l a c o n o s c e n z a del r e a l e e c i o è la c o r r e l a t i v i t à c h e p o n e le v a r i e ipotesi d e l P a r m e n i d e . s o l o d o p o la d i s c u s s i o n e d e l P a r m e n i d e . per cui v e r a m e n t e p u ò dire c h e il p e n s i e r o è il c r e a t o r e d e l m o n d o . si p o n e altresì c o m e il l o r o c e n t r o . 170. d o v e l ' a m o r e c r e a nel b e l l o c o n d u c e n d o il n o n essere all'esistenza. nella s u a trascendenza si all'eternità e al divenire del t e m p o . p r o c e d e i n a c c o r d o c o l m o v i m e n t o d e l p e n s i e r o di P l a t o n e . 174. si s o n o fusi n e l l a l e g g e c h e li m e d i a e li unifica n e l l a s u a i s t a n t a n e i t à . d o p o cioè c h e i d u e o p p o s t i i d e a e fusis. e cioè d o p o a v e r c o n d o t t o le p a r z i a l i p o s i z i o n i d i a l e t t i c h e d i quelli a l l ' u n i t à del n o s t r o d i a l o g o . cit. L a stessa t e o r i a l dell'amore a s s u m e t u t t o il s u o v a l o r e p r o p r i o d a q u e s t o p u n t o di v i sta ) . 133. S i r i c o r d i c h e il m o n d o e m p i r i c o o il m o n d o r e a l e v e r s o c u i o r a c i p o r t a n o le ipotesi d e l P a r menide trova logicamente posto d o p o quetsa terza ipotesi. Platone svilupperà questo concetto della centralità c o m e m e d i a z i o n e tra g l i o p p o s t i . in q u a n t o t u t t e le t r a s c e n d e . in u n a sola i p o t e s i . l ' i n c o n t r a r s i eterno di t u t t e i n q u e s t a t e r z a i p o t e s i c h e . p e n s i e r o e d e s t e n s i o n e . 1 5 1 . 1) S T E N Z E L : O p . . N o n insistiamo su questo risolversi della legge t r a s c e n d e n t a l e nel c o n c e t t o di c r e a z i o n e g i à c o n s i d e r a t o a p r o p o s i t o d e l S i m p o s i o . m a si r i v e l e r à a l t r e s ì . P a g g . d o g m a t i c c i z z a n d o c o s ì i n u n a sola d i r e z i o n e la d i n a m i c i t à del s u o m o v i m e n t o . e l o v e d r e m o nel T e e t e t o . p o n e n d o in l u c e l ' i m p o s s i b i l i t à p e r il p e n s i e r o di fissarsi i n u n o s o l o di essi.

n o n p o s s o n o essere l ' u n i t à ( 1 5 7 B ) . È chiaro c h e q u i si s p i e g a i n c h e m o d o la m o l t e p l i c i t à r e a l e p o s s a p a r t e c i p a r e a l l ' u n i t à . Necessariamente d u n q u e la p a r t e c i p a z i o n e d i c u i q u i si p a r l a n o n p e r m e t t e r à u n a c o n o s c e n z a di c a r a t t e r e filosofico. n o n solò*" i n q u a n t o i d e a . partecipano pure al tutto ed a l l ' u n o . — P a r m e nide ritorna ora. S e q u e s t i s o n o a l tri d a l l ' u n o . n o n è q u i c o n siderata. e c i o è c o n la s e c o n d a i p o t e s i . p r i m a di t u t t o . È c h i a r o c h e n o n si p u ò s p i e g a r e t o t a l m e n t e l a r e a l t à se n o n si m e t t e i n r e l a zione una realtà particolare c o n tutta la realtà ideale e quindi a n c h e c o n t u t t a l a r e a l t à p a r t i c o l a r e . perchè questa a v v i e n e nel m o m e n t o della creazione ed è pensata d a l pensiero c o m e creatore. « L a p a r t e n o n s a r à . il q u a l e f o r m a u n ' u n i t à p e r f e t t a . d u n q u e . o r a . l o s o n o i n q u a n t o s o n o p a r t i d i u n tutto e qui perciò l'unità diventa l'unificazione dei molt e p l i c i reali i n u n a r e a l t à u n i c a ( 1 5 7 C ) . M a si noti c h e q u e s t ' u n i t à è u n ' i d e a . u n a p a r t e d e l l a p l u r a l i t à n è d i tutti i s u o i c o m p o n e n t i . alla seconda ipotesi e al m o n d o creato per m e z z o della la c o n s i d e r a d i fronte t e r z a i p o t e s i . i n quanto si s c o r g e i n o g n i m o l t e p l i c i t à di i d e e l ' u n i t à di un'unica idea. e d è d i q u e s t a c h e la p a r t e s a r à p a r t e » ( 1 5 7 E ) . b i s o g n a essere q u a l c o s a di differente d a l l ' u n o . I n q u e s t o m o d o se g l i altri h a n n o parti. l'unità p e r p a r t e c i p a r e a l l ' u n o . L a p a r t e c i p a z i o n e d u n q u e c o n il m o n d o i d e a l e in q u a n t o tale. m a di u n a c e r t a i d e a u n i c a . in q u e s t o m o d o . c o m e s a p p i a m o . m a i n q u a n t o p a r t e c i p a n t e alla r e a l i z z a z i o n e e c h e g l i altri s o n o a l t r e t t a n t e i d e e c h e h a n n o u n a r e a l t à .LA QUARTA IPOTESI. cioè d a l pensiero nella s u a p o s i z i o n e filosofica p u r a . P e r ò q u e sti altri. c h e n o i c h i a m i a m o t u t t o . Il mondo del reale ed il metodo diairetico. e cioè di fronte a g l i a l t r i . m a u n a c o n o s c e n z a d e l l a r e a l t à i n c o m e tale c h e si ottiene. riaffermatasi . se s o n o t a l i . Parmenide p r o s e g u e nelle s u e d e d u z i o n i e n o t a c h e .

p e r c h è q u a n d o si identifica c o n q u e s t a . s o n o le r e l a z i o n i p o s s i b i l i tra le i d e e i n q u a n t o reali. a l m o n d o i d e a l e . S i s a l e d u n q u e d a l m o n d o r e a l e . C o s ì le i d e e d e l b e l l o . 1 5 8 C ) . o m e g l i o essere c o m e p e n s a t o . T e n e n d o c o n t o c h e c o n la q u a r t a ipotesi s i a m o nel m o n d o d e l l a r e a l t à . poi c o m e pens a t o e q u i n d i c o m e essere. n o n si realizzeranno ma saranno s e m p r e p r e s e n t i in q u a n t o per- m e t t e r a n n o . t u t t o ciò c h e v i s c o p r i r e m o n o n s a r à s e m p r e i n f i n i t a m e n t e m o l t e p l i c e ? » (cit. C o s ì l ' u n i t à e la m o l t e p l i c i t à a n t e c e d e n t e m e n t e t r o v a t e si p o r r a n n o c o m e u n a n u o v a m o l t e p l i c i t à r a c c h i u s a dall'unità ( 1 5 8 B ) . d e l b u o n o e d e l v e r o . L ' u n i t à si p o n e q u i c o m e unificatrice i n q u a n t o è afferm a t a la s u a e s i s t e n z a . q u a n d o si d e t e r m i n a n o in esso le s u e r e l a z i o n i l o g i c h e . e d « è » . n a s c e una n u o v a u n i t à e d a l l o r a c i s a r à « u n a m o l t i t u d i n e di c o s e i n c u i n o n si t r o v a l ' u n o » ( 1 5 8 C ) . m a è p r e s e n t e c o n t i n u a m e n t e t u t t e le v o l t e c h e l a r e a l t à v i e n e c o n o s c i u t a e q u i n d i p e n s a t a . A n c h e q u i il p e n s i e r o p u ò p e n s a r e il r e a l e s o l o in q u a n t o n o n p e r d e il contatto con la sua posizione filosofica precedentemente s t a b i l i t a . Q u e s t a u n i t à i n q u a n t o r i m a r r à s e m p r e i d e a . prima c o m e unità. in q u e s t o « è » c ' è la sintesi di t u t t o il m e t o d o a s c e n d e n t e d e l l a d i a l e t t i c a filosofi- ca che è arrivato a porsi. p e n s a t o . I n questo modo l'unità rimarrà sempre estranea alla moltep l i c i t à . p o s s i a m o d i r e c h e i n essa l ' u n i t à i d e a l e n o n si r e a l i z z a . Q u a n d o si d i c e : il l e t t o è. S v i l u p p a n d o il s u o r a g i o n a m e n t o Par- m e n i d e p r e n d e le d u e p o s i z i o n i t r o v a t e e le m e t t e d i fronte. t a n t o il t u t t o c o m e le p a r t i d o v r a n n o p a r t e c i p a r e a d essa. c o n c u i si p r e n d e c o n t a t t o m e d i a n t e l ' i d e a d e l l ' e s s e r e c o m e u n i t à . qui stabilite da P a r m e n i d e .c o m e u n i t à . L e relazioni tra altri e molteplicità. P e r P l a t o n e d i r e « è » significa dire « è b u o n o ». o m e g l i o s a r a n n o la g a r a n z i a di o g n i g i u d i z i o . D ' a l t r a parte bisogna notare che queste relazioni è stato possibile determinarle solo pensando all'unità come tale esistente d e l l a s e c o n d a i p o t e s i . « C o n s i d e r a n d o sempre così in m a n i e r a a s s o l u t a la n a t u r a e s t r a n e a a l l ' i d e a . i n q u a n t o si d i c e c h e è.

Ora le relazioni di cui stiamo parlando son o . le stesse s u c u i si m u o v e il m e t o d o d i a i r e t i c o . c o n s e g u e n t e m e n t e . se se n e p o t r à p a r l a r e . S i a m o q u i di fronte a d u n o dei p r i n c i p i f o n d a m e n t a l i d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o : n o n si p u ò c o n o s c e r e l a r e a l t à se n o n si c o n o c s e la s u a p o s i t i v i t à e il r e a l e si c o n o s c e solo q u a n d o si c o n o s c e il b e n e . Q u e s t o « n o n è » significa n o n essere q u e l l o c h e si è e c i o è l ' a l t r o e n o n il m e d e s i m o . C o s ì nel Sofista lo Straniero Eleate q u a n d o u s e r à il m e t o d o d i a i r e t i c o affer- m e r à c o n t i n u a m e n t e di o g n i i d e a t r o v a t a « è ». N o i a b b i a m o d e t t o c h e la r e a l t à si c o n o s c e p e r m e z z o d e l m e t o d o d i a i r e t i c o : o r a si v e d e c h i a r a m e n t e p e r c h è a b b i a m o s o s t e n u t o c h e a n c h e nel m e t o d o d i a i r e t i c o c ' è una d i a l e t t i c a a s c e n d e n t e . c o m e se n o i c i r i c o r d a s s i m o di lei e n o n i n q u a n t o n o i l a p e n s i a m o . L a p o s i t i v i t à è s e m p r e p r e s e n t e i n o g n i g i u d i z i o . e d è l o g i c o . m a c h e si è c o n o s c i u t a n e l l ' a l t r o . nel s e n s o che sarà chiaramente spiegato dal Sofista. È p r o p r i o q u e s t a c h e fa sì c h e a n c h e la c o n o s c e n z a e m p i r i c a sia p e n s i e r o e c h e r e n d e p o s s i b i l e dire di o g n i r e a l e « è q u e l l o c h e è ». p e r n o i . i n c o n t r a p p o s t o a « n o n è )).a n c h e tutte quelle altre determinazioni che costituiscono la p o s i t i v i t à d e l l ' u n o . p e r c h è in q u a n t o il p e n s i e r o p e n s a u n o g g e t t o n o n si c o n o s c e come pensante. tra l ' u n i t à e la m o l t e p l i c i t à . o g n i g i u d i z i o s a r à p e r c i ò u n g i u d i zio esistenziale. ma si a d e g u a a l l ' o g g e t t o e s o l o quando d i c e « è ». L e r e l a z i o n i t r o v a t e d a P a r m e n i d e nei p a s s i a n t e c e d e n t e m e n t e e s a m i n a t i s o n o p o i . b a s a t e s u l l o stesso p r i n c i p i o s u c u i si b a s a o g n i r a g i o n a m e n to e c i o è sulla c o n t r a p p o s i z i o n e t r a la p r i m a e la s e c o n d a i p o t e s i . c o m e si p u ò v e d e r e f a c i l m e n t e . e q u i n d i sulla l e g g e trascendentale. N a t u r a l m e n t e si parlerà d e l l ' i d e a d e l b e n e . m a . è p e r il s u o essere o n t o l o g i c o a c u i ci a v v i c i n a il m i t o d e l l ' a n a m n e s i s . Q u i la riconosciamo quando i m o l t e p l i c i ci d a n n o l ' o c c a s i o n e di r i c o r d a r l a . . si p o n e i n c o n t i n u a r e l a z i o n e c o n il m o n d o r e a le e. Quelle determinazioni positive non sono che l'idea dell'unit à l a q u a l e n o n si p u ò c o n o s c e r e i n q u e s t o m o n d o .

L o S t e n z e l l o s p i e g a d i m o s t r a n d o c h e il m e t o d o d i a i r e t i c o si b a s a e s s e n z i a l m e n t e su di e s s o . — G l i altri s o n o u n a m o l t e p l i c i t à infinita ( 1 5 8 C ) . — G l i altri p a r t e c i p a n o a l l ' u n i t à m a s o n o d a essa differenti. e la quarta c o n la q u a r t a . cit. T r a d u c o il p a s s o . la t e r z a c o n la s e c o n d a . . l o g i c a m e n t e . dal conoscibile del m e t o d o d i a i r e t i c o ed in q u a n t o perciò realtà mondo. p o s s i a m o a c c o r d a r e la nostra i n t e r p r e t a z i o n e c o n q u e l l a d e l l o S t e n z e l . I V . la determinazione della c o n c l u d e n d o .C i ò significa c h e a n c h e la c o n o s c e n z a e m p i r i c a d e l l a r e a l t à è basata. — L a p a r t e è p a r t e n o n di u n a p l u r a l i t à m a d i u n ' i d e a u n i c a : la p a r t e fa d u n q u e p a r t e di u n ' i d e a c h e r e sta u n i c a p u r a v e n d o p a r t i (157 E ) . q u e s t a d u n q u e unifica gli altri c h e r e s t a n o renti l'uno dall'altro (157 B C ) . tra le d e l l a fusis ' ) . — G l i altri s o n o u n a m o l t e p l i c i t à r a c c h i u s a d a l l'unità (158 B ) . c h e h a dato t a n t o d a fare a g l i studiosi "). nella quarta realtà in quanto ipotesi. C i resta d a v e d e r e la c o r r i s p o n d e n z a r e l a z i o n i t r o v a t e d a P a r m e n i d e e le l e g g i c h e r e g o l a n o il m e t o d o d i s c e n d e n t e della c o n o s c e n z a d i a i r e t i c a . P a g . tenendo conto di t u t t o q u e l l o c h e si è n o t a t o s u l m e t o d o d i a i r e t i c o . I I . N o i lo s p i e g h i a m o m e t t e n d o l o i n r e l a z i o n e c o n i p a s s i d e l Parmenide in q u e s t i o n e : in questo senso. Si p r e n d a ora il p a s s o d e l Sofista 253 D . diffea I I I . sulla stessa l e g g e s u c u i si m u o v e t u t t o il r e a l e . 81-82. S e si p r e n d o n o i p a s s i s o p r a c i t a t i si p o t r à v e d e r e c h e P a r m e n i d e a r r i v a quattro conclusioni differenti: I . c h e è di difficile 1) S T E N Z E L : Studien. l a s e c o n d a c o n l a t e r z a . 2) Si veda la nota su Stenzel nel nostro capitolo dedicato al Fedro. Troviamo dunque. dove si dimostra che la diairesis si orienta verso gli oggetti esistenti in natura. N e l p a s s o d e l Sofista 253 D t r o v i a m o q u a t t r o p o s i z i o n i di c u i la p r i m a c o i n c i d e c o n l a p r i m a dei p a s s i d e l P a r m e n i d e .

p e r c h è ste p o s i z i o n i . e d infine I V . E g l i si l i m i t a p e r ò a d i s c u t e r e l a p o s i z i o n e d e g l i altri r i s p e t t o a l l i m i t e e a l l ' i l l i m i t a t o e l a l o r o p o s i z i o n e d i fronte a l l a s o m i g l i a n z a e d alla d i s s o m i g l i a n z a . Q u e l l a c h e S t e n z e l c h i a m a l'idea a t o m o P a r m e n i d e ci dimostra c h e n o n è possibile se non in u n a mediazione tra l'unità sceglie.) u n ' u n i c a idea. Ritorneremo su questo passo a proposito del Sofista.interpretazione. a t t r a v e r s o m o l t e . c h e l a r i c e r c a d i p e r sè stessa p o t r e b b e essere infinita. a c c e t t a n d o il testo a c c e t t a t o d a l l o S t e n z e l : « D u n q u e c o l u i c h e è c a p a c e d i f a r c i ò (di e s e r c i t a r e l a d i a lettica). c h e u n ' i d e a è i n infinita r e l a z i o n e c o n l e a l t r e . S e si u n a p i c c o l a p a r t e d e l m o t l e p l i c e . ) m o l t e i d e e . d i v i s a i n o g n i p a r t e . P a g . parte all'uno. 63. ) u n a molteplicità di idee divise l'una dal- l'altra » ' ) . ) u n ' u n i c a i d e a c h e resta u n i c a p u r e n t r a n d o i n u n a p l u r a l i t à d i i d e e . p r o p r i o p e r c h è la r e a l t à si è c o n c e p i t a i n u n a m o l t e p l i c i t à infinita. sarà ancora necessariamente molteplicità » al metodo ( 1 5 8 C ) . Considerata 1) STENZEL: Studien. scussione Parmenide dovrebbe — P r o c e d e n d o nella d i il m o n d o della esaminare r e a l t à d a t u t t i i p u n t i d i v i s t a d a c u i h a e s a m i n a t o il m o n d o d e l l e i d e e . È c h i a r o c h e q u i si a l l u d e d i r e t t a m e n t e diairetico e precisamente cerca attraverso a l p r o c e s s o d i a l e t t i c o p e r c u i si Parmenide dice dato una molteplicità un'idea. si p o t r à s e m p r e . . I I . mentalmente. Diaìresis limite e somiglianza. p r o s e g u i r e la d i v i s i o n e . d i c u i c i a s c u n a resta una separatamente. Cit. e l a m o l t e p l i c i t à . s u p p o n i a m o . I n f a t t i « non avendo l'idea alcuna che così a b b i a m o isolato dalle altre. I I I . I n q u a n t o molteplicità mancante dell'unità gli altri s o n o illimitati e q u i n d i infiniti. differenti l ' u n a d a l l ' a l - t r a . que- contribuiscono a spiegare come sia p o s s i b i l e l a c o n o c s e n z a d e l l a r e a l t à p e r m e z z o d e l l a d i a ì resis. r a c c h i u s e d a l d i fuori d a u n a s o l a i d e a . è a b b a s t a n z a accorto per n o t a r e : I.

a s u a v o l t a è l i m i t a t o d a l l e p a r t i » ( 1 5 8 D ) . dice P a r m e n i d e . C o s ì di s e g u i t o . R i p o r t i a m o lo stesso e s e m p i o g i à u s a t o n e l l a nostra d i s c u s s i o n e s u l F e d r o c i t a n d o c i ò c h e si è g i à d e t t o : « se si t r a t t a di t r o v a r e l ' i d e a del p e s c a t o r e di l e n z a . Però una pos i z i o n e di q u e s t o genere è. a c c e t t a t a la s e c o n d a d o v r e m o d i v i d e r e a n c o r a . P e r t r o v a r l a si s u p p o n e c o m p i u t a una . p o i c h é le p a r t i vranno necessariamente man mano che. « in q u a n t o ciascuna parte diviene u n a p a r t e . S o f . la q u a l e è p i ù estes a p e r c h è c i p u ò essere c a t t u r a per caccia e cattura per l o t t a . A v v i e n e c o s ì c h e l a diairesis. e cioè q u e l l a d e l l a c a c c i a al g e n e r e a n i m a t o e q u e l l a d e l l a c a c c i a a l g e n e r e i n a n i m a t o . M a si n o t i b e n e . finché a r r i v e r e m o a l l ' i d e a di a r t e c h e è q u e l l o c h e è ». È quindi un'unità c h e r e n d e p o s s i b i l e la d i v i s i o n e . E si n o t i c h e m a n m a n o c h e si risale d a l l ' i d e a t r o v a t a p u n t o di p a r t e n z a i g e n e r i d i m i n u i s c o n o i n al comprensione e d a u m e n t a n o in e s t e n s i o n e p e r c u i . presa isolatamente. si formano doper d i v i s i o n e . infatti. c o n q u a l e criterio si s c e g l i e la c a c c i a ai n u o t a t o r i e c o n q u e l l a a g l i a n i m a l i p e d i g r a d i ? P e r c h è si t i e n e p r e s e n t e u n ' u n i t à g i à p r e c e d e n t e m e n t e sta- b i l i t a q u a n d o si p o s e la r i c e r c a c o m e r i c e r c a di u n p e s c a t o r e . d i v i d e n d o i d e a d a i d e a . c i t r o v e r e m o di fronte a l l ' i d e a d i c a t t u r a . a c c e t t a t a la p r i m a e trovata un'unità saremo obbligati a dividere ancora la caccia al genere animato in caccia agli animali pedigradi e in c a c c i a ai n u o t a t o r i . f o r m a r s i n e l l ' i n t e r n o di u n ' u n i t à che rende pos- sibile la d i v i s i o n e stessa. se esiste l ' i d e a d e l l a c a c c i a (cfr. p o n e u n l i m i t e i n c i ò c h e p e r s u a n a t u r a è i l l i m i t a t o . assurda. essa v i e n e l i m i t a t a d a l l e a l t r e e d a l t u t t o . ) esistono a l t r e d u e i d e e . c o m e il t u t t o . S e si d i v i d e si d i v i d e in q u a n t o si c o m p i e l ' a z i o n e s u u n ' i d e a u n i c a .isolatamente dall'unità di u n ' i d e a la m o l t e p l i c i t à n o n riuscirebbe ha mai l i m i t i . 2 1 9 E e s e g g . p r i m a d e l l a "caccia. e q u i n d i il m e t o d o d i a i r e t i c o n o n a trovare l'idea che cerca in u n a molteplicità. a l t r i parte op- m e n t i n o i n o n s a p r e m m o se p r o c e d e r e d a u n a p u r e d a l l ' a l t r a e cioè n o n s a p r e m m o p i ù d i v i d e r e . ci t r o v e r e m o di fronte a q u e s t o p r o b l e m a .

p r e s e n t i nel m o n d o r e a l e c o m e tale e c o m e t a l e Il t e m p o s a r à infinito e p p u r e finito e così s a r à a d e l l o s p a z i o . l i m i t a t o e d i l l i m i t a t o e s i m i l e e d i s s i m i l e . S e p e r ò si p r o c e d e s s e a n c o r a i n avanti ci t r o v e r e m m o nella n e c e s s i t à di c e r c a r e l ' i d e a dell'essere e q u i s a r e m m o in p i e n a r i c e r c a filosofica. per lo stesso Stenzel. si t r o v e r à p o i .1 5 9 A ) . in u n a op- p o s i z i o n e di fronte a t u t t e le i d e e di q u e s t o g e n e r e in q u a n t o q u e s t e a s s u m o n o u n a r e a l t à . d i c e a n c o r a P a r m e n i d e . essere c o m p r e s a q u a l e s p e c i e di u n g e n e r e supe- r i o r e . P e r c i ò s a r à p o s s i b i l e alle i d e e i n q u a n t o reali di p a r t e c i p a r e a t u t t e « le o p p o s t e affezioni e s c o g i t a b i l i » ( 1 5 9 B ) . alla premessa fondamentale di tutto il nostro lavoro (cioè la divisione del pensiero platonico in due periodi) bisogna aggiungere di proposito il seguente fatto: appare qui che Platone non ha mai abbandonato la sua posizione socratica ». e d il t e m p o a s s u m e r a n n o v a l o r i n u o v i . I n q u a n t o g l i a l t r i s o n o l i m i t a t i e i l l i m i t a t i . c h e s o n o q u e l l i appunto pensato. I n q u e s t o m o d o il m e t o d o d i a i r e t i c o r a g g i u n g e il m e t o d o filosofico P a r m e n i d e e s p r i m e c i ò c h e si è s p i e g a t o in q u e s t o m o d o : « g l i altri d a l l ' u n o . sia nel t u t t o c h e nelle p a r t i . Stenzel stesso nota a pag. dallo stesso punto di vista. con quella che lo studioso tedesco aveva chiamato prima maniera di Platone e divisa da quella seguente alla Repubblica. .ricerca d i a i r e t i c a . S i noti c h e i c o n c e t t i di s o m i g l i a n z a e di dissomiglianza s o n o q u i in u n a posizione completamente n u o v a . la diairesis si riconcilia. U n ' i d e a è simile a d u n ' a l t r a i n q u a n t o p u ò . c o m e questa. c o n s e g u e n t e m e n t e . 1) Così. p e r e s e m p i o . I l m o n d o r e a l e c h e a t t r a v e r s o le i d e e si c o n o s c e . S a r e b b e facile a p p l i c a r e il r a g i o n a m e n t o t u t t e le i d e e e p e r c i ò P a r m e n i d e t e r m i n a la s u a d i s c u s s i o n e sulla quarta ipotesi. 84: « a questo punto. L e i d e e a c u i c o r r i s p o n d e u n a r e a l t à s o n o simili e dissimili nel senso c h e s o n o u n i f i c a b i l i i n u n a « sumplokè e i d ò n ». essi s o n o simili e dissimili a sè m e d e s i m i e l ' u n o r i s p e t t o a l l ' a l t r o ( 1 5 8 E . N e l l a r e a l t à il m o v i m e n t o . i n q u a n t o è m o l t e p l i c e ed u n o . ven- g o n o a d essere così illimitati e l i m i t a t i » ( 1 5 8 D ) . a questa divisione. Si ricordi la critica da noi compiuta a proposito del Fedro.

Essi non sono così unificabili m a . d i c e P a r m e n i d e . e d a l l o r a p o t r à essere v e r o m a a n c h e f a l s o . E s s o p u ò essere o r g a n i z z a b i l e ed a l l o r a è v e r o .LA QUINTA IPOTESI. Il m o n d o c h e la q u i n t a i p o t e s i ci negatività ed In è il m o n d o della d o x a . n o n s o n o u n a v e r a m o l t e p l i c i t à (cit. la d i v i s i o n e . N o n p o t r a n n o n e m m e n o n a s c e r e e m o r i r e ( 1 6 0 A ) .1 6 0 A ) . Q u e s t a . p r e s a nel s u o i n s i e m e . q u e s t o m o n d o . 1 5 9 C ) e così gli altri non potranno partecipare all'uno (159 D ) . c o m e assoluto e perfetto. c o m e s a p p i a m o . L ' u n i o n e delle p r i m e d u e ipotesi c o n la t e r z a e la q u a r t a e la l o r o i n t e r d i p e n d e n z a v i e - . n o n nella s u a a s s o l u t a . T u t t e le v o l t e c h e si è fissato l o s g u a r d o sulla p e r f e z i o n e d i v i n a il m o n d o r e a l e è s e m p r e d i v e n t a t o u n a v a l l e di l a c r i m e . « L ' u n o n o n s a r à d u n q u e g l i altri n è p e r il s u o t u t t o . p e r c h è s e n z a l ' u n i t à . l ' u n o e gli altri n o n s o n o mai insieme perchè l'unità in quanto assoluta non può avere p a r t i ( 1 5 9 C ) . N e l l a n u o v a p o s i z i o n e della q u i n t a ipotesi l ' e s s e r e si p o r r à d u n q u e c o m e diviso dal m o n d o . 1 5 9 D ) . sempre in equilibrio instabile tra la p r i m a e l a s e c o n d a i p o t e s i . C o s ì s a r à p r o p r i o la p e r f e z i o n e a s s o l u t a q u e l l a che permetterà presenta l'errore. n è p e r le s u e p a r t i » (cit. è possibile. A l l o r a n o n si p u ò p i ù ritrovare l'unità mente nei m o l t e p l i c i e c i o è c o n o s c e r e non diaireticagli o g g e t t i . C o m e t a l i n o n s a r a n n o n è simili n è dissimili. n è m o b i l i nè i m m o b i l i ( 1 5 9 E . O r a l ' u n i t à era nella s u a m a s s i m a e s t e n s i o n e l ' e s s e r e stesso c o m e e s i s t e n t e . nelle c i n q u e ipotesi c o n s i d e r a t e . p u ò essere f a n t a s i a o p i n i o n e . m a nella s u a p o s i z i o n e i n t e r m e d i a . S i noti q u i c o m e v i e n e s o t t o l i n e a t a la i m p o s s i b i l i t à d e l m o n d o i m p e r f e t t o d e l l a d o x a di p a r t e c i p a r e a l l a c r e a z i o n e c h e a v v i e n e solo nel p e r f e t t o e c i o è c o n la p r e s e n z a d e l l ' u n i t à . N e l l e false l u c i d e l c r e p u s c o l o il m o n d o d e l l a r e a l t à si v e d e e n o n si v e d e e se p u ò essere r i c o n o s c i u t o c o m e r e a l e p u ò a n c h e s v a n i r e n e l l ' o m b r a . si è r i v e l a t a c o m e unità e c o m e non unità. a p p u n t o p e r q u e s t o .

in q u a n t o n o n è si dirige s e m p r e p i ù v e r s o il n o n essere. . e r a n o p o t e n z i a l m e n t e g l i altri d e l m o n d o tesi ci i n t r o d u c e v e r s o u n n u o v o c a m p o . c h e è e c h e n o n è. LA L'errore entrati. G l i altri d e l l e p r i m e d u e ipotesi e r a n o . Si è d e t t o c h e se l a m o l t e p l i c i t à r i m a n e t a l e e n o n v i e n e unificata essa d i v e n t a i n c o n o s c i b i l e ed i r r e a l e . SESTA IPOTESI. N o n si d i m e n t i c h i i n o g n i m o d o c h e g l i altri della s e c o n d a i p o t e s i . sia d i fronte a g l i altri. quindi dovrebbe sempre avere un valore positivo.n e s o t t o l i n e a t a d a P a r m e n i d e i n u n p a s s o di g r a n d e i m p o r t a n z a p e r c h è i n esso si c h i a r i s c e il c o n c e t t o di « altri » q u a l e è u s a t o n e l P a r m e n i d e . P a g . q u e l l o d e l n o n e s il m o n d o della d o x a . cit. E d è l o g i c o . se essa r a p p r e s e n t a sazione e fantasia metodo vera e forma ipoi d e e . s e n delle i d e e c o n o s c i b i l i d a l diairetico. I l m e t o d o diairetico n o n p u ò p i ù quindi esplicare la s u a funzione conoscitiva. è t u t t o e nel m e d e s i m o t e m p o n o n è u n o » ( 1 6 0 B ) . c o m e si v e d e . sia d i fronte a sè m e d e s i m o . c o m e s a p p i a m o . in q u a n t o c o n il viene mondo resa tale d a l l o g o s Il Teeteto porrà con chiarezza pro- i) S T E N Z E L : O p . anche la d o x a se è doxa e s e . in q u a n t o reale. dunque ed il non essere delle idee. i n m a n i e r a i n e q u i v o c a b i l e . e p o i c h é r e n d e v e r i g l i o g g e t t i della d o x a c h e d i v e n g o n o idee trovate p e r m e z z o della divisione. 73-74. C o n l a c o n c l u s i o n e c i t a t a di P a r m e n i d e l a q u i n t a s e r e . I n q u a n t o è esso d i v e n t a o p i n i o n e . — S i a m o a t t r a v e r s o la q u i n t a i p o t e s i . il m o n d o r e a l e . nelle u l t i m e d u e g l i altri s o n o « così l'uno se è. P e r c i ò P a r m e n i d e c o n c l u d e r à : l'unità in q u a n t o p e n s a t a o n o n p e n s a t a . d e v e essere s e m p r e v e r a . è i n c o m u n i c a z i o n e i d e a l e . nel p r o b l e m a d e l n o n essere. M a come p u ò il m e t o d o diairetico in q u a n t o tale essere i m p o s s i b i l e ? E s s o si b a s a su u n a r e a l t à ideale.

Il r i c h i a - m o a l n o n essere h a u n v a l o r e c o n c r e t o nel senso c h e il p r o b l e m a d e l l ' e r r o r e n o n si p u ò r i s o l v e r e . 1 8 7 D e s e g g .prio questo p r o b l e m a : c o m e si p u ò f o r m a r e un'opinione falsa? (cfr. C o m e si è v i s t o e s s e n d o l a d o x a i n c o m u n i c a z i o n e c o n la diairesis. I l s e c o n d o è c h e è n e c e s s a r i o c h e l ' o p i n i o n e falsa si g e n e r i c o n u n a t t o m e n t a l e c h e n o n è il g i u d i c a r e . ) . e q u i n d i a l l e idee n o n c o r r i s p o n d e r à p i ù u n a r e a l t à . P e r ò si d i c e p i ù i n n a n z i che « giudicare falso è diverso dal giudicare una cosa c h e n o n è » ( 1 8 9 B ) p e r c h è « chi g i u d i c a c i ò c h e n o n è n o n g i u d i c a affatto » ( 1 8 9 A ) . e c h e non è quindi nemmeno d o x a o rappresentazione. i n v e c e d i b a d a r e a l l ' o p p o s i z i o n e tra s a p e r e e n o n s a p e r e t e n e r c o n t o i n v e c e di q u e l l a d e l l ' e s sere e d e l n o n essere? » ( T 8 8 C D ) . T e e t . M a il m e t o d o d i a i r e t i c o noi s a p p i a m o c h e è p o s s i b i l e s o l o in q u a n t o c ' è i n esso u n a c o n g i u n z i o n e a s c e n d e n t e c o n l ' e s s e r e . S e nel m o n d o ideale c'è u n elemento negat i v o a l l o r a esso n o n s a r à p i ù i d e a l e e c i o è p o s i t i v o . O r a blemi: il p r i m o . se n o n r i s o l v e n d o il p r o b l e m a d e l n o n essere. P e r c i ò P a r m e n i d e d o v r à r i t o r n a r e sulla s e c o n d a ipotesi e d i m o s t r a r e c h e i n essa è p o s s i b i l e u n n o n essere. c h e il n o n essere p u ò c i o è a v e r e u n ' e s i s t e n z a in quanto opposi- zione all'essere. c o m e s a p p i a m o dal Sofista. p e r c h è p e r P l a tone non è possibile conoscere che ciò che ha u n v a l o r e p o s i t i v o . m a . C o n s e g u e n t e m e n t e l ' e s s e r e p o s i t i v o ed i d e a l e in q u a n t o esistente p u ò a v e r e i n sè u n e l e m e n t o n e g a t i v o c h e è a l t r o d a esso e c h e è a d esso c o n t r a r i o . non s a r à a l l o r a p i ù p o s s i b i l e la c r e a z i o n e . sono impliciti qui quanto due pronon c h e il g i u d i z i o in giudizio p u ò essere c h e v e r o . R i s o l v e r e q u e s t ' u l t i m o p r o b l e m a significa r i c o n o s c e r e i n q u a l c h e m o d o c h e il n o n essere è. logico quindi che Socrate nel Teeteto prosegua in È questo da m o d o : « b i s o g n e r à forse n o n d i r i g e r e la n o s t r a r i c e r c a q u e s t o p u n t o di v i s t a . Q u e s t o significa p r e c i s a m e n t e c h e il m e t o d o d i a i r e t i c o p u ò n o n essere v a l i d o e c h e l ' e r r o r e . il p r o b l e m a riguarda anche quest'ultima. S a p e r e q u e l l o c h e n o n si sa e n o n s a p e r e q u e l l o c h e si sa s o n o c o s e i m p o s s i b i l i ( 1 8 7 B ) . c o m e a b b i a m o v i s t o .

P e r n o n u n o s ' i n t e n d e q u i il m o l t e p l i c e i n t e s o c o m e g l i altri. i n q u a n t o nella d i v i s i o n e è p o s s i b i l e u n o s c a m b i o tra l ' e s s e r e e il n o n essere.è possibile. E s s o è l'essere del m o n d o ideale in q u a n t o esistente. cit. O r a n o i s a p p i a m o il v a l o r e c h e h a q u e s t o essere c o m e i d e a s u p e r i o r e a c u i t u t t o il p r o cesso di divisione è legato. 74. L a f o r m u l a « s e l ' u n o non è » intende perciò c o n la sua negazione n o n negare gli altri m a n e g a r e l ' u n i t à q u a l e era s t a t a p o s t a nella s e c o n d a i p o t e s i ( 1 6 0 C D ) . quello appunto c h e non è » ) . Svolgimento della discussione. a g g i u n g e c i o è a l l ' o g g e t t o un « altro » predicato. l ' u n o i n q u a n t o n o n è. S e il metodo diairetico è possibile. m a r i g u a r d a l ' u n o i n q u a n t o esistente. i n q u e s t a s u a p o s i z i o n e . P a r m e n i d e v u o l f a r n o t a r e c h e la d i s c u s s i o n e d e l l a sesta ipotesi n o n r i g u a r d a g l i altri. se cioè i n v e c e di p o r s i esse c o m e altri i n u n i o n e c o n l ' u n o si p o n g o n o c o m e altri i n o p p o s i z i o n e c o n l ' u n o . e cioè il m o n d o reale. è i) STENZEL: Op. u n o s c a m b i o dell ' « 011 » c o l « mé 011 )). — P a r m e n i d e r i c o m i n c i a la d i s c u s s i o n e f a c e n d o n o t a r e c h e a l t r o è dire c h e l ' u n o n o n è. S e a d u n c e r t o p u n t o si s c a m b i a l ' e s sere c o l n o n essere. r e n d e il l o g o s e r r a t o e d a p p o r t a a l c o n c e t t o r i c e r c a t o falsi p r e d i c a t i . Pag. I l 1 m e t o d o d i a i r e t i c o p u ò q u i n d i e r r a r e e n o n essere c i o è p i ù u n m e t o d o . cioè c o m e il m o n d o s e n s i b i l e . . I l m e t o d o d i a i r e t i c o p e r c i ò n o n fa c h e r i c e r c a r e n e l l ' u n i t à e nella m o l t e p l i c i t à ideali u n i t e . S u b i t o d o p o a P a r m e n i d e interessa n o t a r e c h e . a l t r o è dire c h e il n o n u n o n o n è. q u e s t o p u ò essere p o s s i b i l e solo se t r a le idee o n t o l o g i c a m e n t e esistenti s o n o possibili d e l l e relaz i o n i false. n e l p e n s a t o . Stenzel dice molto giustamente : « u n solo errore nella p a r t e g i u s t a d e l l a d i v i s i o n e . è d u n q u e possibile in quanto c ' è u n a r e a l e c o n n e s s i o n e t r a l e i d e e esistenti ontologicam e n t e c o m e p e n s a t e . P e r f a r q u e s t o s c e g l i e le v i e c h e s e r v o n o p e r stabilire l e r e l a z i o n i t r a le i d e e e le r e l a z i o n i d i q u e s t e c o n l ' e s s e r e . q u e l l a d e t e r m i n a t a i d e a di c u i h a b i s o g n o . c o m e si s a .

p e r c e r c a r e il p e s c a t o r e di l e n z a . a c i ò di cui essa si d e t e r m i n a c o m e differente. S e la c o n c l u s i o n e è e r r a t a . se è c o n o s c i b i l e . O r a r i m a r r à p u r s e m p r e fra l o r o u n a r e l a z i o n e e q u e s t a rel a z i o n e è q u e l l a s t a b i l i t a d a l n o n essere. nè. . n o n è. c o n s e g u e n t e m e n t e e d i n tale m o d o . P e r ò il c o n c e t t o d i d i f f e r e n z a n o n si a p p l i c a q u i a g l i a l t r i a l l ' u n o stesso nel s u o i n t e r n o . N e l l o stesso m o d o le i d e e . M a u n a p l u r a l i t à di p a r t e c i p a z i o n i gli è p o s s i b i l e a n z i gli è n e c e s s a r i a a l c o n t r a r i o . il m e t o d o di p e r sè stesso è g i u s t o . B i s o g n a p e r c h è l ' u n o in q u a n t o n o n essere sia c o n o s c i b i l e . p r o c e d a d a l l a s b a g l i a t a e finisca p e r d i r e c h e il p e s c a t o r e di l e n z a è u n c a c c i a t o r e di u c c e l l i e n o n di p e s c i . p e r c h è c o m e si s a . c h e s o n o u n i t à . i n q u a n t o n o n è. appunto perchè viene considerato c o m e o p p o s t o a l l a s e c o n d a i p o t e s i (cit. P e r c i ò p e r l ' u n o « è i m p o s s i b i l e essere. 1 6 0 E ) . « N o n si p o t r e b b e p a r l a r e n è d e l l ' u n o n è d e g l i altri d a l l ' u n o e n o n c i s a r e b b e n i e n t e di l u i n è i n r a p p o r t o a lui c n o n si p o t r e b b e n e m m e n o d i r e c h e è q u a l c h e cosa ) > se p r e c i s a m e n t e n o n p a r t e c i p a s s e nè a q u e s t o q u a l c h e c o s a . i n v e c e di p r o c e d e r e d a l l a p a r t e g i u s t a . lo è p e r c h è i n v e c e di p r o c e d e r e d a u n a p a r t e . P e r i n t e n d e r e m e g l i o l a q u e s t i o n e si p e n s i a d u n p r o c e s s o m e n t a l e di d i v i s i o n e c h e . a t u t t i g l i altri (cit. si è p r o c e d u t o d a u n ' a l t r a . 1 6 0 D ) . i n q u a n t o n o n p a r t e c i p a n o a l l ' u n o e n e m m e n o tra di l o r o . I l n o n essere p u ò p a r t e c i p a r e d e l l a m o l t e p l i c i t à c h e n a s c e d a l s u o stesso p o r s i c o m e t a l e . a n c h e differente d a g l i altri e g l i altri s a r a n n o differenti d a lui ( 1 6 0 E ) . p o s s o n o n o n essere unità. In questo interno ma l'unità p a r t e c i p a .conoscibile. dal momento c h e l ' u n o c h e n o n è d e v e essere b e n lui e n o n è u n a l t r o » (161 A ) . q u a n d o h a d i v i s o la c a c c i a i n c a c c i a a g l i a n i m a l i p e d i g r a d i e d i n c a c c i a ai n u o t a t o r i . o s s e r v a r e la s u a n e g a tività in ciò che è già stato osservato c o m e conoscibile e c o m e p o s i t i v o . P e r c i ò s a r à . C o s ì il n o n essere d e l l e i d e e v i e n e r e s o p o s s i b i l e n e l l'interno delle i d e e stesse della s e c o n d a ipotesi e n e l l ' i n - t e r n o d e l l ' u n i t à m e d e s i m a c h e i n q u e l l ' i p o t e s i si a f f e r m a v a c o m e esistente.

P a r m e n i d e a n z i insiste s u l l a n e c e s s i t à d e l n o n essere d i affermarsi c o m e opposto all'essere. a p p u n t o p e r q u e s t o . C o m e si è v i s t o n e l l a q u a r t a ipotesi il p r o b l e m a della diairesis interessa anche il c o n c e t t o di somiglianza. se è s b a g l i a t o . considerata c o m e m e d i a t r i c e t r a il p i c c o l o e il g r a n d e . Per questo Parmenide p a r l a di s o m i g l i a n z a e n o n s o m i g l i a n z a fra le i d e e e d a f f e r m a c h e ci d o v r à essere d i s s o m i g l i a n z a n e l l ' u n i t à in sè m e d e s i m a e. e non solo riguardo al n o n essere. A n a l o g a m e n t e a c c a d r à p e r c i ò c h e r i g u a r d a il p r o b l e m a d e l l ' u g u a g l i a n z a e del suo contrario: quando nel mondo d e l l e i d e e si s t a b i l i r a n n o delle r e l a z i o n i n e g a t i v e o s b a g l i a t e . a n c h e gli altri s a r a n n o d i s s o m i g l i a n t i . e p e r c i ò si m o l t i p l i c a in u n a m o l t e p l i c i t à c h e n o n è p i ù i n r e l a z i o n e c o n l'unità. « È partecipando a l l ' e s s e r e d e l l ' e s s e r e es- sente ed a l n o n essere d e l l ' e s s e r e n o n essente c h e c i ò c h e è p o t r à essere p i e n a m e n t e . q u e s t o essere si d o v r à p e r ò c o m prendere solo c o m e è s t a t o c h i a r i t o a n t e c e d e n t e (162 A ) . questo è a v v i e n e p e r c h è d e l l ' u n i t à c h e si c e r c a si d i c e c h e n o n q u a n d o i n v e c e è o p p u r e il c o n t r a r i o . D a c i ò c h e fin q u i si è c o n s i d e r a t o risulta p e r P a r m e n i d e il p r i n c i p i o g i à d a noi notato e che ora v i e n e affermato esplicitamente: l'unità che n o n è d o v r à c i o è essere. e d a l n o n essere della m o l t e p l i c i t à . P e r c i ò l ' u n i t à n o n esis t e n t e d o v r à . m a p r o p r i o p e r c h è s o l o in q u a n t o d a c i ò c h e è p o s i t i v o si d i s t i n g u e il s u o c o n t r a r i o la p o s i t i v i t à p u ò essere p o s i t i v i t à . Ora.t a n t o è v e r o c h e se si c e r c a s s e p e r e s e m p i o il c a c c i a t o r e di allodole andrebbe benissimo. e d infine a l l a p i c c o l e z z a e d a l l a g r a n d e z z a ( 1 6 1 D E ) . m a c h e è i n u n a r e l a z i o n e a s s u r d a s t a b i l i t a d a l n o n essere dell'unità. partecipare all'uguaglianza. È n a t u r a l e c h e c h i a f f e r m a c h e il p e s c a t o r e di l e n z a è u n c a c c i a t o r e di u c c e l l i u n i s c e c o s e c h e n o n si r a s s o m i g l i a n o e cioè c o m p r e n d e s o t t o u n o stesso g e n e r e delle s p e c i e c h e n o n v i d e v o n o essere c o m p r e s e . C o s ì ciò c h e n o n d o v r à p a r t e c i p a r e . u n d a t o m o l t e p l i c e p o t r à essere g r a n d e o p i c c o l o i n quanto si p e r d e la s u a r e l a z i o n e c o n il t u t t o . i n q u a n t o nel s u o s e n o si s t a b i l i s c e u n a m o l t e plicità negativa.

N o n si t r a t t a d e l n a s c e r e o d i v e nire c o m e u n p e r d e r e o u n a s s u m e r e l ' e s s e r e . c o m e a l l ' e s s e r e d e l l ' e s sere n o n essente. L a s u a i m m o b i l i t à c i v i e n d a t a d a l s u o essere i n q u a n t o non uno. L ' u n o che non è è d u n q u e immobile e m o s s o . M a si noti c h e si t r a t t a della n e g a t i v i t à d e l l e i d e e e c h e q u e s t a n e g a t i v i t à d e v e s p i e g a r e t u t t o c i ò c h e di n e g a t i v o a c c a d e nel m o n d o r e a l e . I l m o n d o r e a l e di c u i si è finora p a r l a t o . c o s a c h e n o n p u ò f a r e n o n esistendo. l ' a l t r o c u i a f f e r m a il s u o essere p a r t e c i p a n d o a l l ' e s s e r e c h e è. p e r c h è p e r m u o v e r s i b i s o g n a m u o v e r s i in q u a l c h e l u o g o ( 1 6 2 E ) . q u e l l o p e r c u i a f f e r m a il s u o n o n essere i n p a r t e c i p a a l n o n essere d e l l ' e s s e r e n o n essente. m a di u n n a s c e r e e di u n d i v e n i r e c h e a v v e n g o n o i n q u a n t o l ' e s s e r e n o n . dal suo permanere c o m e entità n e g a t i v a . P e r ò in q u a n t o n o n è d o v r à essere a n c h e i m m o b i l e . Q u i l ' u n o è e n o n è nel s e n s o c h e si m u o v e fra l ' e s s e r e e il n o n essere p e r a f f e r m a r e la s u a e n t i t à .IÓO a l n o n essere d e l l ' e s s e r e n o n essente. s e n z a c h e si verifichi u n m u t a m e n t o . i n q u a n t o n o n si a l t e r a n o n n a s c e nè p e r i s c e » ( 1 6 3 B ) . L a c o n c l u s i o n e d i t u t t a la t r a t t a z i o n e è p o i la s e g u e n t e : « i n q u a n t o si a l t e r a l ' u n o c h e n o n è n a s c e e p e r i s c e . è in u n certo senso i m m o b i l e o meglio n o n c ' è in esso c h e q u e l l a m o b i l i t à di v a l o r e i d e a l e c h e c ' è a n c h e nelle i d e e . d a p a r t e s u a . nelle c o n d i z i o n i s o p r a e s a m i n a t e . la c o m p l e t e z z a d e l s u o n o n essere » ( 1 6 2 A B ) . se si v u o l e c h e c i ò c h e n o n è r e a l i z z i . I l d i v e n i r e v i e n e g i u s t i ficato nel s e n o stesso d e l m o n d o i d e a l e i n q u a n t o n e g a t i v o : « l ' u n o c h e n o n è si è r i v e l a t o c o m e m o s s o p o i c h é esso p a s s a d a l l ' e s s e r e a l n o n essere » ( 1 6 2 C ) . Il non u n o partecipa a d u e stati quanto per d i v e r s i . L o stesso essere d e l n o n essere n o n è p o s s i b i l e . Q u e s t ' u l t i m a affer- m a z i o n e s e m b r e r e b b e s t r a n a t r a t t a n d o s i di u n m o n d o i d e a le. T r o v i a m o p e r u l t i m o u n a l t r o p r o b l e m a di u n a importanza. I n q u a n t o c o n o s c i b i l e c i ò c h e è r e a l e è c o s t a n t e : è i n q u a n t o errore e m a l e c h e il m o n d o d i v i e n e . Nello stesso m o d o l ' u n i t à si a l t e r e r à e n o n si a l t e r e r à . certa ap- p u n t o perchè è reale. O r a a n c h e q u e s t o d i v e n i r e d o v r à t r o v a r e s p i e g a z i o n e nel m o n d o i d e a l e c o m e n o n essere.

q u i a v v e r r à l o g i c a m e n t e il c o n t r a r i o . come sappiamo anche dal Fedone. è u n nascere e un perire disorganizzato che è possibile. e p o i c o m e s p e c i e di u n a l t r o g e n e r e c h e a n c o r a n o n è il s u o . Nel mondo empirico in quanto negativo a v v i e n e un p a s s a g g i o tra l a v i t a e la m o r t e c h e n o n è n è d i s t r u z i o n e n è creazione. perchè cioè u n ' i d e a p r i m a si a f f e r m a . S e il m o n d o d i v i e n e è p e r l'alterarsi dei rapporti n e g a t i v i fra le i d e e . mutando il g e n e r e di c u i è s p e c i e m u t a a n c h e l a s u a tra p e n s i e r o e r e a l t à . L a terza ipomondo ideale tesi si t r o v a v a tra u n m o n d o i d e a l e p o s i t i v o e u n r e a l e p o s i t i v o . p e r e s e m p i o . se c i ò a c c a d e nel m o n d o e m p i r i c o i n q u a n t o d i s o r g a n i z z a t o . n o n a v v i e n e c i ò c h e a v v i e n e nel mondo s e n s i b i l e . c o m e nella t e r z a e r a p o s s i b i l e la c r e a z i o n e . così l a n e g a z i o n e d e l l a s e c o n d a i p o tesi i n t r o d u c e a l l a n e g a z i o n e della t e r z a .c ' è . e. d a t o il r a p p o r t o m o n d o ideale in q u a n t o n e g a t i v o . in quanto a c i ò c h e è i d e a l i t à p o s i t i v a . S e il m o n d o del d i v e n i r e n a s c e e m u o r e c o m e t a l e . L a s e t t i m a si t r o v e r à fra u n m o n d o n e g a t i v o e u n m o n d o r e a l e n e g a t i v o . Q u i l ' e s s e r e d e l n o n essere n o n r i m a n e n e l l a stessa p o s i z i o n e m a . C o s ì c o m e si s p i e g a l ' e r r o r e si s p i e g a il n a s c e r e e il m o r i r e d e l m o n d o s e n s i b i l e . c o l m u t a r e d e l l a p o s i z i o n e e r r a t a e q u i n d i d i t u t t o u n c o m p l e s s o di r e l a z i o n i errate. Si noti inoltre c h e il d i v e n i r e è s p i e g a t o c o n l ' a l t e r a r s i d e l n o n essere. i n q u a n t o n e g a t i v o . c o m e s p e c i e di u n g e n e r e c h e n o n è il s u o . P e r c i ò la s e t t i m a i p o t e s i n o n s p i e g a il n a s c e r e e il m o r i r e in q u a n t o n e g a t i v i t à m a d e t e r m i n a il c o n t r a r i o d e l l a c r e a - zione. S i v e d e g i à q u i la n e c e s s i t à di u n a n u o v a p o s i z i o n e . muta sè stesso i n q u a n t o n e g a i n d i v e r s e r e l a z i o n i Questo alterarsi q u e l l a in c u i si t r o v a v a p r e c e d e n t e m e n t e . si d o v r à dire contrapposto necessariamente c h e n a s c e e d i v i e n e . n e g a z i o n e i n c u i si d i m o s t r e r à l'impossibilità della creazione. C o m e la s e c o n d a ipotesi i n t r o d u c e v a a l l a t e r z a . Così del e s i s t e n z a . q u e s t o s u o s t a t o n o n lo si p o t r à s p i e g a r e se a n c h e n e l mondo i d e a l e . d e l n o n essere a v v e r r à p e r ò i n s i e m e e a c a u s a d e l l ' e s i s t e n z a . in q u a n t o ciò che è molteplice non sempre rimane unito alla sua essenza ma.

Il nulla p e r f e t t o si d e t e r m i n a s o l o di fronte a l l ' e s s e r e p e r f e t t o : t i v i t à a s s o l u t a si d e t e r m i n a l'unità come posis o l o di fronte a l m o n d o delle i d e e c o m e p e r f e z i o n e esistente. p e r c u i si p o t r à d i r e c h e il n o n uno p u ò a l t e r a r s i . I l c r e a t o r e sente p i ù il c r e a t o c o m e u n a r e a l t à c h e h a u n ' e s i s t e n z a p i ù r e a l e d e l l a s u a . m a m a n t i e n e la s u a e n t i t à n e g a t i v a a t t r a v e r s o le a l t e r a z i o n i e. la n u o v a p o s i z i o n e d e l l ' u n i t à s a r à n o n u n a vità perfetta mina come opposta a l l a p o s i z i o n e c h e essa stessa negatiaveva ed a s s o l u t a . N e l s e n o stesso del m o n d o i d e a l e ci p u ò essere. si p o n e v a c o m e n e g a t i v i t à a s s o l u t a e p e r sua negatività assoluta permett e v a la n u o v a p o s i z i o n e d e l l ' u n i t à e la c r e a z i o n e d e l m o n d o . È il n o n essere non delle idee c h e l ' u n i t à d o v r e b b e a f f e r m a r e i n s i e m e a l l a s u a n o n esistenza d a v a n t i a q u e s t o n o n essere. a d esso si p u ò contrapporre la d i s t r u z i o n e e c i o è il n o n essere della c r e a z i o n e . .del n o n essere stesso. n e c e s s a r i a m e n t e . m a u n a n e g a t i v i t à c h e si d e t e r - a s s u n t o nella t e r z a i p o t e s i . M a q u i ci t r o v i a m o d a v a n t i a l l a n o n esistenza d e l m o n d o i d e a l e . t u t t o il n o n essere p o s s i b i l e . S e n e l s e n o d e l l a r e a l t à c ' è u n ' i s t a n t e c r e a t o r e . Q u e s t a non a v v e r r à e l'unità non sarà in nessun senso. i n q u e s t o s e n s o . p e r c h è o r a il m o n d o delle i d e e n o n e s i s t e . LA SETTIMA IPOTESI. possibile. M a o r a il m o n d o delle i d e e lo a b b i a m o v i s t o n e l l ' o p p o s t o di sè m e d e s i m o e n o n nella s u a p e r f e z i o n e . S a r à n o n essere m a n o n il n o n essere c h e p e r m e t t e la s o p p r e s s i o n e d e l m a l e . m a il n o n essere c h e a f f e r m a il m a l e di fronte a l b e n e . D i fronte a d esso l ' u n i t à n o n p o t r à p i ù essere e n o n essere c o m e a v v e n i v a nella t e r z a i p o t e s i . E d a l l o r a . non a v r à e non potrà avere nessuna d e t e r m i n a z i o n e . Q u a n d o ed era questa l'unità dal mondo perfetto che delle i d e e si s t a c c a v a . così c o m e c ' e r a n e l l a s e c o n d a i p o t e s i t u t t o l ' e s sere fetta. in q u a n t o c ' è q u a l c o s a c h e g l i si o p p o n e . n o n n a s c e e n o n p e r i s c e .

nelle v a r i e p o s i z i o n i d e i d u e t e r m i n i c r e a t o r e e c r e a zione perfetta. D e v e passare necessariamente per questa settima ipotesi e s c o n t a r e fino i n f o n d o le c o n s e g u e n z e d e l l a s u a c r e a z i o n e e q u i n d i d e l l a s u a p e r f e z i o n e . p a s s a g g i o c h e abbiamo visto eternamente presente nell'istante creatore e c h e . Questo se D i o . N o n p a s s a n d o p e r la d i s t r u z i o n e n o n a r r i v e r à m a i alla n e g a z i o n e di q u e l mondo c h e h a c r e a t o e c h e si d e v e n e g a r e c o n t i n u a m e n t e p e r p o t e r continuamente risorgere. n o n si p o r r à c o m e p e r f e z i o n e e nulla assoluti. l ' u n o n o n n a s c e r à e n o n p e rirà ( 1 6 2 D ) . N o n si a l t e r e r à e n o n a v r à m o v i m e n t o e n e m m e n o p o t r à essere i m m o b i l e ( 1 6 2 E ) . N e l l o stesso m o d o . se v u o l e a f f e r m a r e sè stesso. c o m e si è a f f e r m a t o paralle- l a m e n t e nella s e c o n d a i p o t e s i . n o n p u ò n o n c r e a r e : v u o l e a f f e r m a r e la s u a a s s o l u t a p e r f e z i o n e d o v r à m u o v e r s i tra sè e la s u a c r e a z i o n e ed a r r i v a r e f a t a l m e n t e a l l a n e g a z i o n e di sè e c i o è a l m a l e e d a l l a d i s t r u z i o n e . Mancherà il p a s s a g g i o d a l l a p r i m a a l l a s e c o n d a i p o t e s i . N o n c r e e r à . così c o m e n o n potrà c r e a r e il m o n d o r e a l e e p e r c i ò P a r m e n i d e c h i a r i s c e c h e g l i altri n o n p o s s o n o a v e r e c o n l ' u n o n e s s u n a r e l a z i o n e ( 1 6 4 A ) . m a r i m a r r à nella sua superiorità all'esistenz a . A l l o r a n e m m e n o la s u a r e a l t à p o t r à a f f e r m a r s i e c i o è n e m m e n o la s u a p e r f e z i o n e a s s o l u t a c h e è p o s s i b i l e s o l o i n quanto essa si c o n t r a p p o n e ad un mondo creato. P e r c i ò il m o n d o d e l l e i d e e n o n esisterà e n o n esisterà la v i t a . C o s ì c i ò c h e n o n è « n o n sarà essere nè p o t r à partecipare all'essere in nessun mo- d o » ( 1 6 2 C ) . Ma q u i il p a s s a g g i o n o n ci s a r à p i ù e n o n ci s a r à p i ù p e r c o n s e g u e n z a la d e d u z i o n e d e l r e a l e d a l l ' u n i t à . Questa ritornerà una divinità superiore all'esistenza e una divinità non creatrice. P e r c i ò « p o i c h é n a s c e r e e perire n o n è c h e p e r d e r e o a s s u m e r e l ' e s s e r e ». . Q u e s t a v o l t a d i c e n d o c h e l ' u n o n o n è P a r m e n i d e l o aff e r m a d u n q u e in s e n s o a s s o l u t o . d o v r à a n c h e d i s t r u g gere. q u a n d o si d e t e r m i n ò c o m e n e g a t i v i t à di fronte a t u t t e le i d e e . c o n t e n e v a nel s u o s e n o t u t t a la r e a l t à . nel s u o n o n essere d e l l a p r i m a i p o t e s i .A l l o r a il c r e a t o r e n o n r e a g i r à . se h a c r e a t o .

S i noti c h e d e g l i altri c o m e g e n e r i altri d a l l ' u n o si è g i à p a r l a t o e c h e q u i si v u o l e i n t e n d e r e il m o n d o r e a l e . N o n solo la d o x a q u i s a r à errore. c o m e è s t a t o g i u s t a m e n t e d i mostrato m a n e c e s s a r i a m e n t e a n c h e la r e a l t à d e l m o n d o r e a l e d i v e r r à i r r e a l t à . « S e l ' u n o n o n è c h e c o s a s a r a n n o g l i altri? » ( 1 6 4 B ) . A l l o r a la d o x a e d il m e t o d o d i a i r e t i c o errati si r i v e l e r a n n o p r o p r i o p e r q u e l l o c h e s o n o e c i o è c o m e c o n o s c e n z a di u n a r e a l t à inesistente. P a r m e n i d e si chiede: altri? ralmente se n o n c i s a r à la c r e a z i o n e c h e c o s a s a r a n n o gli Natupresupnon bisogna perdere di v i s t a c h e essa Quest'ipotesi è l'ipotesi opposta alla quarta. saranno una molteplicità empirica. conclude P a r m e n i d e . Q u e s t o m o n d o p e r ò . D o p o la s e t t i m a i p o t e s i . si ricordi diventa l ' o g g e t t o d e l m e t o d o d i a i r e t i c o in q u a n t o i l l i m i t a t o e d a s bene. p e r c h è . « L ' u n o . i n c u i si è a f f e r m a t a la p o s i z i o n e d i s t r u t t i v a c o m e o p p o s t a a l l ' u n i t à c r e a t r i c e . Si d o v r e b b e d i r e c h e il m o n d o s u r d o . d i ce Parmenide. n o n a v r à nessuna det e r m i n a z i o n e sotto n e s s u n r a p p o r t o » ( 1 6 4 B ) . L a r e a l t à d e l m o n d o si è a f f e r m a ta p r i m a c o m e r e a l e . esiste s o l o c i ò c h e h a u n ' i d e a : il resto è n o n essere. p o n e t u t t e le a l t r e e c h e p e r c i ò si p r e s e n t a c o m e l ' u l t i m o g r a d i n o d e l l a d i s c e s a . così concepito. G l i a l t r i . L'OTTAVA IPOTESI. non ha un'esis t e n z a r e a l e . o r a d o p o la sesta e la s e t t i m a i p o t e s i . p o i c o m e r e a l e e d irreale. c o m e s a p p i a m o . come l'oggetto di una ricerca diairetica che non a b b i a nè princip i o nè fine e c h e n o n sia q u i n d i n è r i c o l l e g a t a c o n il c o n - . I n q u e s t o m o d o il m o n d o r e a l e s a r à c o m e il n o n essere d e l m o n d o i d e a l e . essa d o v r à essere s o g g e t t a a q u e l l a d i s t r u z i o n e e d a q u e l n o n essere di c u i l ' i p o t e s i p r e c e d e n t i h a n n o d i m o s t r a t o la p o s s i b i l i t à .

quando r o m p e a c a u s a d e l n o n essere delle i d e e . I l m o l t e p l i c e si d e t e r m i n a c o m e a l t r o d a sè stesso attraverso molteplicità su molteplicità.c e t t o g e n e r a l e di essa. e t u t t o c i ò c h e è p o s s i b i l e solo di u n m o n d o reale in c u i t u t t o è o r g a n i z z a t o s e c o n d o l ' i d e a d e l b e n e . nè si c o n c l u d a i n u n ' i d e a atomo non si ( 1 6 5 B ) . a v v i e n e c o m e d i u n s o g n o q u a n d o si d o r m e . I l m o n d o i n g a n n e v o l e di c u i q u i si p a r l a . C i s a r a n n o plessi i l l i m i t a t i n o n delle u n i t à . S e si s c e n d e d a l l ' u n i t à a r r i v a fino i n f o n d o : sibile r i t o r n a r e e t e r n a m e n t e perfetta noi s a p p i a m o c h e si Par- al n u l l a . p e r c h è o g n i v o l t a v e r r à a s s u n t o u n c o m p l e s o s p r i v o di u n i t à » ( 1 6 5 B ) . dato che l'unità esiste ( 1 6 4 C ) . m a d o « l o si e s a m i n i d a v i c i n o e c o n o c c h i o a c u t o . essa è p r i v a d e l l ' u n o » ( 1 6 5 C ) . I c o m p l e s s i di c o s e m o l t e p l i c i illimitati e disorganizzati sembreranno a questi filodoxi delle u n i t à v e r e e p r o p r i e . m e n t r e va uno diviene multiplo e mentre sembrava sembrapiccolissimo si c o r - d i v e n t a g r a n d i s s i m o a c a u s a d e l l e s u d d i v i s i o n i c h e esso s u bisce » (164 D ) . E d è solo così c h e è p o s a c r e a r e nella p e r f e z i o n e . c r e d e r a n n o di v e d e r e in essi u n ' a r m o nia n u m e r i c a . e di questi di m o l t e p l i c i t à « se a n c h e m a dei c o m - p r e n d e q u e l l o c h e p u ò s e m b r a r e il p i ù p i c c o l o . c h e r a s s o m i glia n e l l o stesso t e m p o alla r e a l t à nel p r e c r i t i s m o ed a l l a rappresentazione di S c h o p e n h a u e r . . n o n esiste p i ù . L a s u a r e a l t à è c o m e q u e l l a dei s o g n i e v i v o n o c o m e in u n s o g n o c o l o r o c h e c r e d o n o a l l a r e a l t à di u n m o n d o i n c u i d o m i n a n o l ' e r r o r e ed il m a l e . unità non può non sembrare multipla all'infinito.1 6 5 A e D ) . S o l o a c h i lo g u a r d e r à d a l o n t a n o esso p o t r à s e m b r a r e v e r o . Il m o n d o reale dunque. quanperchè ciascuna LA NONA IPOTESI. c r e d e r a n n o di v e d e r l o a n c h e in q u e s t o m o n d o c h e esiste solo nella l o r o i l l u s i o n e ( 1 6 4 E . dovrà necessariamente < ( d i v i d e r s i e sfasciarsi in p o l v e r e . il q u a l e .

p e r c h è se p r e s e t u t t e i n s i e m e le i p o t e s i s o n o i term i n i i n c u i si m u o v e la l e g g e t r a s c e n d e n t a l e e. S e l ' u n i t à è il n u l l a p e r f e t t o a n c h e il m o n d o n e g a sè stesso ( 1 6 6 A B ) . n e m m e n o il m a l e .m e n i d e o r a h a il n u l l a d a v a n t i a s è : il m o n d o d e l l e o m bre scomparirà e ritornerà tri. P a r m e n i d e ' a l l a fine d e l d i a l o g o r i a s s u m e la r i c e r c a : « t a n t o se l ' u n o è. non ci sarà più negazione dell'idea. n u o v a m e n t e la l u c e . esso stesso e g l i altri n e i r a p p o r t i c h e h a n n o c o n sè e nei r a p p o r t i sono. T o t a l e e q u i n d i a n c h e il n o n essere t r o v e r à . la v i s i o n e t o t a l e della r a z i o n a l i t à del r e a l e . nemme- n o le o m b r e . la s u a f u n z i o n e e la s u a n e c e s s i t à . q u a n t o se n o n è. g l i altri n o n p o t r a n n o essere nè c o m e u n i t à n è c o m e m o l t e p l i c i t à . . N e g l i a l nemmeno nulla. sembrano reciproci. S e l ' u n o n o n è i n s e n s o a s s o l u t o e t o t a l e . Questo s c h e m a t i c o r i a s s u n t o è a n c h e u n ' a v v e r t e n z a : il lettore n o n r i m a n g a a l l ' u l t i m a ipotesi m a le a b b i a s e m p r e p r e s e n t i t u t t e i n s i e m e . me nel m o n d o . i n q u e s t o s e n s o . c o m e a b b i a m o t a n t e v o l t e aff e r m a t o . co- non essendoci più l'unità. il P a r m e n i d e ci offre. sono assolutamente essere tutto e non tutto e non s e m b r a n o ». c o m e a b b i a m o v i s t o .

PARTE TERZA IL T E E T E T O .

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in c h e rapporto è c o n il p r i n c i p i o f o n d a m e n t a l e d e l P a r m e n i d e p e r c u i l ' e s sere è s e m p r e c o r r e l a t i v o a l n o n essere? A l lettore d i P l a tone n o n d o v e v a n o sembrare troppo chiari i rapporti Parmenide. i n altre p a r o l e . la dialettica di Socrate. A n a logamente l'organizzazione unitaria di u n m o n d o ideale è s e m p r e c o r r e l a t i v a a l l a n e g a z i o n e di q u e s t a o r g a n i z z a z i o n e : l ' e s s e r e è. — serie il m e t o d o s o l'unità come D o p o il P a r m e n i d e a P l a t o n e si d o v e v a n o p r e s e n t a r e difficoltà s o p r a t u t t o per ciò che riguardava era i n b r e v e q u e s t o : cratico nei rapporti colla discussione di quel dialogo. aspetto per porsi in u n a n u o v a forma. N o i a b b i a m o v i s t o c h e il p r o b l e m a dell'unità e della m o l t e p l i c i t à è p r e s e n t e i n tutti i d i a l o g h i p l a t o n i c i . P e r c i ò a P l a t o n e si i m p o n e u n n u o v o l a - . m a il m e t o d o socratico. s e m p r e c o r r e l a t i v o a l n o n essere. Socrate seguiva nella s u a d i a l e t t i c a il p r i n c i p i o d i c o r r e l a z i o n e t r a essere e n o n essere? O r a . se n e i d i a l o g h i a n t e r i o r i a l P a r m e n i d e il p r o blema dell'unità e del molteplice non m a n c a v a . Il resultato del Parmenide unità non è pensabile c h e in rapporto alla molteplicità. tato come sembrano chiari a noi che a b b i a m o d'altra p a r t e il p r o b l e m a muta sistetenora m a t i c i t r a i d i a l o g h i fino a l l a R e p u b b l i c a e i p r o b l e m i d e l di r i c o s t r u i r l i . n o n è certo facile v e d e r e i n essi il m e t o d o s o c r a t i c o c o m e a p p l i c a z i o n e di q u e l p r i n c i p i o .Dialettica ascendente e fenomenologia del conoscere.

Platone n e l l o stesso userà Parme- qui u n trucco letterario già preparato 1) DIÈS : Parmenide. S o c r a t e . nel P a r m e n i d e . v a l e a dire alla conquista q u e l l ' u n i t à c h e p o i . un problema di m e t o d o . si d i m o s t r e r à di correlativa e alla molteplicità. P a g . . c o n il s u o m e t o d o .v o r o . Il m o vimento discendente del m e t o d o filosofico l o si è v i s t o i n a t t o nel P a r m e n i d e i n c u i si d i s c e s e d a l l ' u n i t à a c u i a v e v a condotto l'ascesa dialettica della R e p u b b l i c a . cit. XII-XIII. nelle s u e d u e d i s t i n z i o n i . C o n esso si d o v r à e s a m i n a r e i n c h e m o d o la d i a l e t t i c a socratica è accordabile col Parmenide e in che m o d o quin- d i il m e t o d o s o c r a t i c o di r i c e r c a è d o m i n a t o d a l p r i n c i p i o d i c o r r e l a t i v i t à tra essere e n o n essere. s p i n g e v a il s u o i n t e r l o c u t o r e a l l a n e g a z i o n e di ogni s a p e r e p a r z i a l e e p r o p r i o q u e s t a n e g a z i o n e a p r i v a la v i a a l l a conquista del sapere assoluto. si d i v i d e a n c o r a in due m o v i m e n t i : ascendente e discendente. I l p r o b l e m a è d u n q u e . Platone d o v e v a perciò tornare indietro r i v e d e r e le p o s i z i o n i s o c r a t i c h e d a l n u o v o p u n t o di v i s t a c h e gli si era c h i a r i t o d o p o il P a r m e n i d e . M a si r i c o r d i c h e il m e t o d o d i a l e t t i c o n e l p e n s i e r o p l a t o n i c o si p u ò osserv a r e d a d i v e r s i p u n t i di v i s t a . C o n c i ò n o i ci p o s s i a m o r e n d e r e c o n t o d e l l a f u n z i o n e d e l T e e t e t o n e l l ' i n s i e m e del p e n s i e r o p l a t o n i c o : esso t e n d e a d i m o s t r a r e c h e S o c r a t e h a sempre seguito gli insegnamenti dell'Eleate. Ora in quell ' a s c e s a d i a l e t t i c a c h e f u n z i o n e a v e v a il p r i n c i p i o s o c r a t i c o p e r c u i s a p e r e è s a p e r e di n o n s a p e r e ? I n a l t r e p a r o l e se il pensiero raggiunge l'unità e q u i n d i la s u a p o s i z i o n e a s s o - l u t a fino a c h e p u n t o ciò è d o v u t o a l l a d i a l e t t i c a s o c r a t i c a ? D ' a l t r a p a r t e il p r i n c i p i o s o c r a t i c o del s a p e r e c h e n o n si sa i n c h e r e l a z i o n e è c o n il P a r m e n i d e ? P l a t o n e risponderà alle precedenti d o m a n d e dimostran- d o c h e il p r i n c i p i o s o c r a t i c o è u n ' a p p l i c a z i o n e d e l p r i n c i p i o c o r r e l a t i v o tra essere e n o n essere. E s s o si p r e s e n t a c o m e « m e todo filosofico » e come « metodo dialettico-formale » o me- g l i o m e t o d o d i a i r e t i c o . fondamentalmente. e.

X V I . l ' A p o l o g i a e il C r i t o n e . O r a p o i c h é nel T e e t e t o S o c r a t e è g i à v e c c h i o e nel P a r m e n i d e è g i o v a n e . egli c o n o b b e d u n q u e T e e t e t o p e r p o c o t e m p o .iride. S o c r a t e i n c o n t r ò T e e t e t o p o c o p r i m a di m o r i r e e n e a m m i r ò la felice n a t u r a ( 1 4 2 D ) . S o c r a t e nel P a r m e n i d e è a n c o r a g i o v a n e . c o n il v e c c h i o m e t o d o socratico. c i ò c h e si v u o l far c r e d e r e è c h e tra il P a r m e n i d e il T e e t e t o . l ' E u t i f r o n e . q u a n d o era a n c o r a nel fiore d e l l ' e t à . q u a l e d o v e v a essere a g l i o c c h i di P l a t o n e e p o i c h é . cit. N e l T e e t e t o i n f a t t i S o c r a t e r i c o r d a di essersi i n c o n t r a t o . Conse- g u e n t e m e n t e il T e e t e t o c i p r e s e n t e r à il v e r o m e t o d o s o c r a tico. forse p e r q u e l t a n t o i n c u i a v v e n n e r o il d i a l o g o o m o n i m o e d i d u e s e g u e n t i . c o m e si è d e t t o . Diés ha dimostrato che Platone d e s i d e r a c h e il T e e t e t o sia letto a p p u n t o d o p o il P a r m e n i d e ' ) . P a g . P o i c h é . il Sofista e il P o l i t i c o . La finzione h a lo s c o p o g i à n o t a t o : si v u o l e c h e il letcura di r i a t t a c c a r l i . e q u i n d i tra il P a r m e n i d e e i d i a l o g h i m e t a f i s i c i . è a l l ' i n i z i o della sua carriera filosofica. o s a r à f a t t o il t e n t a t i v o di q u e s t o a c c o r d o . id. . si s o n o s v o l t i t u t t i g l i altri t o r e p e n s i c h e S o c r a t e h a s e m p r e t e n u t o p r e s e n t e la d i s c u s sione a v u t a nella s u a giovinezza con Parmenide. S o c r a t e p o c o d o p o m o r ì . è c h i a r o che P l a t o n e v u o l farci credere che i dialoghi suddetti pre- c e d e t t e r o il F e d o n e . cit. c o n P a r m e n i d e il c u i p e n s i e r o g l i a p p a r v e di sublime profondità (Teet. M a o r a il p r i n c i p i o c h e a P l a t o n e a p p a r e 1) Dies: O p . c h e s i c u r a m e n t e s e g u o n o il T e e t e t o a c u i P l a t o n e h a a v u t o somma dialoghi. come ben dice Diés. nota 2 stessa » ) . Platone non ha un passato dogmatico da rigettare il m e t o d o d e l T e e t e t o si a c c o r d e r à . L a d o m a n d a a c u i si d e v e r i s p o n d e r e d i v e n t a così l a seguente: crate? q u a l e s a r à l a f u n z i o n e d e l l a p e r s o n a l i t à di S o Diés. « si è i n c a r n a t a la filosofia fon- In Socrate. 1 8 3 C ) . 2) DIES : O p .

d e t e r m i n a n d o s i c o m e p r i n c i p i o di s a pere e non sapere. ed Lo s c h i a v o del M e n o n e « si r i c o r d a » s o l o q u a n d o si a c c o r g e c h e c r e d e d i s a p e r e c i ò c h e n o n sa e q u a n d o S o c r a t e l o h a c o n d o t t o a q u e l p a r t i c o l a r e s e n t i m e n t o di i m b a r a z z o i n c u i . d a P l a t o n e s v i l u p p a t o n e l l a s u a t o t a l i t à . n e l l a s u a f u n z i o n e c r i t i c a . I l m e t o d o d e l T e e t e t o n o n è affatto i n c o n c i l i a b i l e c o n l a t e o r i a d e l l a r e m i n i s c e n z a esso si r i c o l l e g a d i r e t t a m e n t e alle a p o r i e d e l M e n o n e . S e il f a t t o p e r c u i P l a t o n e p o n e t u t t i i s u o i d i a l o g h i tra P a r m e n i d e Teeteto è una finzione. s e c o n d o l a p o s i z i o ne hegeliana della F e n o m e n o l o g i a . questa finzione e i n d i c a p e r ò c h e il m e t o d o s o c r a t i c o d e v e essere c o m p r e s o e v a l u t a t o d a l p u n t o di v i s t a d e l T e e t e t o e q u i n d i d a q u e l l o d e l P a r m e n i d e . S i p u ò d i r e p e r c i ò c h e S o c r a t e r a p p r e s e n t a il p r i n c i p i o t r a scendentale del m e t o d o e che T e e t e t o p o n e i varii m o m e n t i d e l s a p e r e c h e s o n o « f e n o m e n o l o g i c i ». è u n m e t o d o n u o v o . P e r ò n o n si d e v e c r e d e r e c h e tale m e t o d o . sen- z a p e r c i ò c h e esso v e n g a n e g a t o . E g l i p o r t a i n sè il s a p e r e assoluto e critica quindi ogni posizione relativa del sapere affermata d a Teeteto. I l P a r m e n i d e per- m e t t e i n q u e s t o m o d o a P l a t o n e di r e n d e r s i t o t a l m e n t e c o n t o e di s v i l u p p a r e fino in f o n d o il m e t o d o d i a l e t t i c o di S o c r a t e . in- S o c r a t e si p o n e . O g n i posizione di T e e t e t o è u n m o mento relativo del sapere che v i e n e criticato e n e g a t o di fronte a l s a p e r e a s s o l u t o . c o m e c a r n a z i o n e della d o t t a i g n o r a n z a . L a di q u e s t ' u l t i m o è q u e l l a di t r a s c e n d e r e ogni funzione affermazione p a r z i a l e di T e e t e t o p e r s p i n g e r e T e e t e t o a d u n v e r o s a p e r e . I l m e t o d o a s c e n d e n t e si r i v e l a così c o m e « f e n o m e n o l o gia del conoscere » diretta da u n principio trascendentale i n c u i si e s p r i m e l a c o r r e l a t i v i t à tra essere e n o n essere c o ~ m e c o r r e l a t i v i t à tra s a p e r e e n o n s a p e r e . rispetto al sapere assoluto a cui Socrate tende.damentale è la c o r r e l a z i o n e d e l l ' e s s e r e c o n il n o n essere: nel T e e t e t o s a r à p r o p r i o q u e s t o p r i n c i p i o c h e g i u s t i f i c h e r à il m e t o d o di S o c r a t e . P e r c i ò il s a p e r e di T e e t e t o « n o n è » di fronte a l l ' e s s e r e d e l s a p e r e di S o c r a t e .

ROBIN: Op. I n o l t r e c o m e la n u o v a p o s i z i o n e c h e a b b i a m o c h i a m a to f e n o m e n o l o g i c a n o n è i n c o n c i l i a b i l e c o n il m e t o d o s o c r a t i c o dei p r i m i d i a l o g h i c o s ì essa n o n d i s t r u g g e i r e s u l t a t i d e l l a d i a l e t t i c a a s c e n d e n t e q u a l e d a noi è s t a t a v i s t a n e l l a R e p u b b l i c a . p e r c h è s e n z a q u e l l e i p o t e s i n o n si s p i e g h e r e b b e r o le r e l a z i o n i fra le i d e e e il f a m o s o p r o b l e m a d e l l a p a r t e c i p a z i o n e . C i ò significa. e d a n z i le n u o v e p o s i z i o n i n o n si s p i e g a n o se n o n a l l a l u c e di q u e l l a . d i v e n t a il p r o b l e m a d e l t r a s c e n d e n t a l e . Pag. M a . n e g a n d o s i il l o r o s e n s o o n t o l o g i c o . c o s ì c o m e essa è a p p a r s a nelle ipotesi del Parmenide. cit. Il v a l o r e ontologico delle idee non viene da Platone ripudiato: le i d e e s o n o e s a r a n n o mai s e m p r e enti o e s s e n z e . N e l T e e t e t o « la r e m i n i s c e n z a è p r e s e n t a t a c o m e il f o n d a m e n t o della maieutica » ' ) . t r a d o t t o nel nostro l i n g u a g g i o . c h e la t r a d i z i o n a l e t e o r i a d e l l e i d e e è s e m p r e v a l i d a nel T e e t e t o . P a g . 2) L . I v a r i i sensi d e l l ' e s s e r e c h e la R e p u b b l i c a r a g g i u n g e e c h e p o i si r i p r e s e n t a n o n e l P a r m e n i d e n o n v e n g o n o i n n e s s u n m o d o n e g a t i p e r il f a t t o c h e c o n c h i a r e z z a si v e d e il p r o c e d e r e a s c e n d e n t e d e l p e n s i e r o a t t r a v e r s o di e s s i : c i ò c h e si n e g a è s e m p l i c e m e n t e il f a t t o c h e u n o q u a l s i a s i di essi p o s s a sostituirsi a l l a t o t a l i t à d e l c o n o s c e r e c h e è a p p u n t o la t o t a l i t à delle p o s i z i o n i in c u i si p u ò p o r r e l ' u n o di fronte a l m o l t e p l i c e e v i c e v e r s a . s o l o il n o s t r o k a n t i s m o ci fa c r e d e r e c h e u n a tale p o s i z i o n e sia i n c o n c i l i a b i l e c o n u n m o v i m e n t o a s c e n d e n t e di t o n o fen o m e n o l o g i c o . « L a r i c e r c a i n c o m u n e in u n 1 dia- logo b e n condotto è u n fattore capitale della r e m i n i s c e n z a : n u l l ' a l t r o p u ò c o n d u r r e q u e s t a fino ai s u o i u l t i m i effetti ». c o s ì 1) L . in altre p a r o l e . si n o t i b e n e . n o n v u o l d i r e c h e le i d e e d e b b a n o essere esse stesse l e g g i e ridursi.si e s p r i m e l ' a p o r i a ) . 72. 7 1 . . R O B I N : Platon. alla l e g g e stessa del c o n o s c e r e . c h e P l a t o n e sia a r r i v a t o a porsi u n p r o b l e m a c h e . c o m e nel Sofista e n e g l i altri d i a l o g h i . Paris 1935.

non essendo pittore. appunto Socrate perchè conclude sapere che è un non sapere. d a t i i t e r m i n i in c u i la d i s c u s s i o n e si m u o v e . del conoscere non La maieutica. il loro v a l o r e . delle n e c e s s i t à del p e n s i e r o p e r c i ò la stessa e s p r e s s i o n e d e l l a « k i n e s i s » d e l Come si e s p r i m e r à dunque l'interiore Socrate e Teeteto? S o c r a t e sa a n d a r e necessariamente certo lato è u n a principio oltre le a p o r i e e c o n c e p i s c e a sul quindi questo un piano rassomiglianza e fra pensiero. d i c e c h e n o n b i s o g n a c r e d e r e a T e o d o r o il q u a l e . S o c r a t e s o t t o l i n e a a l l ' i n i z i o d e l d i a l o g o la distinzione « ap- su a c c e n n a t a . sia p e r gli o c c h i i n f u o r i : p e r c i ò n o n è b e l l o . e perciò interrogherà n o n p u ò g i u d i c a r e di Teeteto. si d i s t i n g u e immediatatrascendenmente da Teeteto dato che Teeteto non supera t a l m e n t e le s u e p o s i z i o n i . S o c r a t e .come vuole Natorp. sia p e r il n a s o c a m u s o . sia p r o p r i o c o l r i c o n o s c i m e n t o c h e le a p o r i e in c u i il T e e t e t o si s v o l g e h a n n o u n v a l o r e p r o p r i o c o m e tali e s o n o l a n e c e s s a r i a espressione. c h e s e n z a essere a d e r e n t e Teeteto i quali hanno ai problemi immediati poteva del un valore aporético. essere d a t a d a S o c r a t e sia in u n a v i s i o n e g e n e r a l e c h e noi p o s s i a m o o t e n t i a m o d i r i c o s t r u i r e . errori c h e n o n p e r m e t t o n o u n a r i s p o s t a . giovane a Teeteto e rassomiglianze interiori v i s i v e : Socrate ricercherà piuttosto rassomiglianze S o c r a t e d o v e v a a s s o m i g l i a r e da a v r e b b e p o t u t o q u i n d i fare gli stessi errori c h e T e e t e t o f a r à nel c o r s o d e l d i a l o g o . I n r a p p o r t o non scienza. p a r l a n d o a T e e t e t o di q u e s t a r a s s o m i g l i a n z a e s c h e r z a n d o sul s u o stesso m e t o d o . L a trascendentalità d i s t r u g g e il m o n d o delle i d e e . — T e o d o r o fa n o t a r e a S o c r a t e c h e T e e t e t o gli a s s o m i g l i a ( 1 4 4 A ) . m a solo le a c c e t t a o le n e g a . a questa scienza che da della d i s c u s s i o n e è n e g a t i v a in q u a n t o t a l e la p o n e il s u o trascendentale. T e e t e t o resta nelle a p o r i e e q u i n d i in m o d o n e g a t i v o . E g l i d o m a n d a a l g i o v a n e i n t e r l o c u t o r e : p r e n d e r e n o n è d i v e n i r e p i ù s a g g i o i n t o r n o a c i ò c h e si a p - .

Q u i n d i S o c r a t e d o v r à c h i e d e r e a T e e t e t o c h e c o s a è la s c i e n z a e. q u e sta v o l t a . Teeteto risponde affermativamente. se è intesa la sofìa p o s i t i v a m e n t e la s c i e n z a si b a s a i n v e c e su u n s a p e r e n e g a t i v o . il fatto cioè c h e n o n s a - . Si t r a t t a q u i n d i della « sofia ». la s u a r i s p o s t a .prende? » (145 E ) . per q u a n t o sia c o n v i n t o c h e il m e t o d o d a u s a r s i d e b b a essere lo stesso. T e e t e t o si p o n e q u i n d i fino d a l l ' i n i z i o della d i s c u s s i o n e i n u n a p o s i z i o n e falsa i n q u a n t o d o g m a t i c a . r i s p o n d e c h e l a s c i e n z a è l ' i n s i e m e di t u t t e le d i s c i p l i n e d a c u i si a p p r e n d e . in q u a n t o . P e r s a p e r e c h e c o s a è u n a p o t e n z a b i s o g n a infatti n o n d e s c r i v e r e e n o m i n a r e le p o t e n z e m a tro- v a r e la l e g g e p e r c u i u n n u m e r o si c o s t i t u i s c e c o m e p o t e n z a ( 1 4 8 B ) . D i fronte a q u e s t a sintesi d o g m a t i c a S o c r a t e p o n e l ' e s i g e n z a di u n f o n d a m e n t o e d u n i t a r i o della s c i e n z a ( 1 4 6 D ) . semplice Socrate non chiede nè che l ' o g g e t t o della s c i e n z a . ma n o n sa c h e S o c r a t e n o n a c c e t t a . m a S o c r a t e n a t u r a l m e n t e n o n la p e n s a così e resta p e r p l e s s o s u l l a p o s s i b i l e i d e n t i f i c a z i o n e della sofia c o n l ' e p i s t e m o . P e r c i ò S o c r a t e h a b e n r a g i o n e di far a p p r o f o n d i r e a T e e t e t o il c o n c e t t o del s a p e r e c o m e n o n s a p e r e . L a domanda presuppone naturalmente già un s u p e r a m e n t o d e l l a p r i m i t i v a p o s i z i o n e di T e e t e t o c h e . Si t r a t t a di u n p r i n c i p i o e n o n di d a t i e p r o p r i o di q u e l p r i n c i p i o c h e . f a r e b b e c o m p r e n d e r e a T e e t e t o c h e la s c i e n z a è anche un non sapere. nè q u a n t e s c i e n z e c i s i a n o . m a c o s a è l a s c i e n z a in sè ( 1 4 6 E ) . c o m e i n v e c e noi s a p p i a m o . in q u a n t o p o s t a così d o g m a t i c a m e n t e . m a T e e t e t o n o n è i n g r a d o di a p p l i c a r e lo stesso processo all'indagine sul sapere. Si d i v e n t a p i ù s a g g i o d u n q u e i n t o r n o a d u n a c o s a i n q u a n t o si a p p r e n d e positi- v a m e n t e i n r a p p o r t o a d essa. i n q u a n t o t r a s c e n d e n t a l e . Teeteto c o m p r e n d e ciò che Socrate v u o l d i r e . egli a n z i s'è s p e s s o s f o r z a t o di r a g g i u n g e r e una definizione d e l l a s c i e n z a ( 1 4 8 E ) e offre o r a u n e s e m p i o di c a r a t t e r e m a t e m a t i c o . d i m o s t r a r g l i c h e essa n o n è s e m p l i c e m e n t e sofia nel senso p o s i t i v o i n t e s o da Teeteto. p o s s i b i l m e n t e . e s e m p i o c h e d o v r e b b e c h i a r i r e il m e t o d o della r i c e r c a . m a essa è v e r a m e n t e « e p i s t e m e »? T e e t e t o ne è c o n v i n t o .

t a n t o p i ù c h e esso n o n essere s t a t o u s a t o n e l P a r m e n i d e . L a s p i e g a z i o n e sulla m a i e u t i c a t e n d e f o n d a m e n t a l m e n t e a due s c o p i . q u e s t a v o l t a . E d egli. p r i m a di t u t t o essa giustifica le c o n c l u s i o n i n e g a t i v e d e l d i a l o g o .p e r e a p p l i c a r e il m e t o d o c h e p u r e T e e t e t o c o n o s c e è i n d i z i o d i p i e n e z z a e n o n d i m a n c a n z a . c o m e si è g i à v i s t o . ad un pubblico che conosceva bene la d i s t a n z a r e a l e c h e c ' e r a tra il P a r m e n i d e ed i p r i m i d i a l o riaf- g h i s o c r a t i c i e di fronte a l q u a l e p o t e v a essere utile f e r m a r e il m e t o d o s o c r a t i c o . Socrate dovrà dunque c h i a r i r e il s i g n i f i c a t o d e l l a sua m a i e u t i c a r i s p e t t o a c i ò c h e si è d e t t o . p r o p r i o c o m e le l e vatrici. m e nel T e e t e t o u n ' i m p o r t a n z a sembrava assu- L a maieutica c o n s i d e r e v o l e : la d i s c u s s i o - n e sulla s c i e n z a è p o s t a a l s u o i n i z i o in r a p p o r t o a l m e t o d o m a i e u t i c o c h e v i e n e p o i r i c o r d a t o a l l a fine d e l d i a l o g o . Ora che cos'è questa lo formulazione chiara del problema d e l l a s c i e n z a se n o n stesso s v i l u p p o della r i c e r c a ? L a l e g g e c h e T e e t e t o c e r c a è cercata dogmaticamente in q u a n t o egli n o n sa c h e n o n problematica che essa è del è formulabile prima di a v e r posto l'intera conoscere. c o n tutta probabilità. n o n è i n g r a d o di f o r m u l a r e il p r o il b l e m a c o n la stessa c h i a r e z z a c o n c u i a v e v a f o r m u l a t o problema d e l l a l e g g e delle p o t e n z e . N o n è i n p o t e r e di S o c r a t e di c r e a r e m a d i a i u t a r e a c r e a r e . così c o m e ci è familiare attraverso ai dialoghi socratici. I n f a t t i se T e e t e t o « n o n sa » è p r o p r i o p e r c h è « sa » c h e l a r i c e r c a d e v e c o m p i e r s i s e c o n d o u n m e t o d o g i à a l u i n o t o c h e p e r ò n o n sa u s a r e i n quanto. C i si r i v o l g e . può aiutare la creazione proprio perchè è impo- . i n s e c o n d o l u o g o . anzi noi s a p p i a m o l a stessa problematica dal Parmenide dell'unità a cui rimandano tutti i p a r z i a l i p u n t i di v i s t a . m e t t e n d o in r i l i e v o il s u o significato aporético e cioè il fatto c h e il p r i n c i p i o m a i e u t i c o a g i s c e r i s p e t t o alle ricerche particolari e dogmatiche come principio trascen- d e n t a l e e q u i n d i n e g a v i a v i a le v a r i e p o s i z i o n i i n c u i T e e t e t o si a r r e s t a . c o m e l'incarnazione del principio trascendentale stesso. si t e n d e a presentare la figura di S o c r a t e .

D i s c u t e n d o c o n S o c r a t e essi s c o p r o n o i n v e c e i n P e r c i ò si è d e t t o c h e Socrate sè m e d e s i m i il l o r o s a p e r e . P a g . e qualcuno proprio del tutto. a s s u m e nel d i a l o g o la f u n z i o n e d e l p r i n c i p i o ed è costretto trascendentale è ap- quindi a negare ogni posizione. I più non l a stessa sanno arte questo e cioè che Socrate pratica Fenarete di s u a m a d r e e d i c o n o c h e egli è « b i z z a r r o ». Paris. . m a p u n t o solo c o s ì c h e i p r o b l e m i si s c o p r o n o e n a s c e la s c i e n z a i n t u t t a la s u a p r o b l e m a t i c a . non sapere u n bel niente » (150 D ) .t e n t e a c r e a r e egli stesso ( 1 5 0 C ) . notava acutamente Kirkegaard. perchè. A n c o r a n e l T e e t e t o si r i t o r n a a d i f e n d e r e S o c r a t e contro (( i p i ù » c h e v e d o n o i n l u i solo u n a c a u s a di disor- dine e un dissolvitore di ogni sano principio morale e soc i a l e . « tra gli u o m i n i la m a i e u t i c a è t u t t o c i ò c h e è p o s s i b i l e . che è apparso Platone. 59. U n D i o gli p r o i b i s c e la creazione. 1937. il d i a l o g o p i ù n e g a t i v o di t e n d e i n v e c e a giustificare t u t t i i d i a l o g h i n e g a rapporto che t i v i i n q u a n t o i n v i t a il lettore a c o m p r e n d e r l i i n alla maieutica e in rapporto al principio trascendentale i n essa si m u o v e . Il Teeteto. I l g i o v a n e T e e t e t o è p r o p r i o l'esempio di u n S o c r a t e c h e n o n h a c o s c i e n z a d e l v a l o r e d e l l a m a i e u tica e che conclude negativamente senza accorgersi del v a - 1) KIRKEGAARD: Riens philosophiques. « sembrano. m a ciò che fonproprio n o n s a n n o è c h e il s a p e r e si c r e a i n q u e s t o « a p o r e i n ». c h e n o n fa c h e c r e a r e d e l l e p e r p l e s s i t à n e l l o s p i r i t o d e g l i u o m i n i (tous a n t h r o p o u s damentalmente aporein 149 A ) . da principio. l a c r e a z i o n e r e s t a la f u n z i o n e d e l l a d i v i n i t à » È proprio que- sto a t t e g g i a m e n t o n e g a t i v o di S o c r a t e c h e fa n a s c e r e il s a pere nei suoi interlocutori che. È s i g n i f i c a t i v o c h e p r o p r i o nel T e e t e t o c i ò v e n g a ricordato: evidentemente il P a r m e n i d e offre un approfon- d i m e n t o d e l l a p e r s o n a l i t à di S o c r a t e e del s u o m e t o d o a l l a luce della trascendentalità appunto del conoscere.

n e l l o r o ambito. C i ò c h e S o c r a t e n e g a è c h e la s e n s a z i o n e sia t u t t o il p e n s i e r o . e s a m i n a n d o il s a p e r e c o m e sensib i l e . p e r c i ò l a s c i e n z a è un'equiva- si d e c i d e p e r la s u a p r i m a definizione d e l l a s c i e n z a : c o l u i sensazione. sente (aisthanetai) — Spinto da Socrate Teeteto c i ò c h e sa. l'episteme è aisthesis. c h e s a . è p o s s i b i l e n o t a r e i n esso la m a n c a n z a di i d e n t i t à l ' u n i v e r s a l i t à c h e v i e n e p o s t a d a l l a t e n d e n z a t e o r e t i c a e il s u o reale c o n t e n u t o c o m e s e n s i b i l e ? I n a l t r e p a r o l e c ' è nel sapere equivalente alle s e n s a z i o n i u n a E. perciò offerto viene d a l l e s e n s a z i o n i ? È c h i a r o c h e se l ' a n a l i s i delle s e n s a z i o n i dimostra c h e il l o r o s a p e r e corrisponde all'esigenza bisogna di n e c e s s i t à e di u n i v e r s a l i t à c h e esige il p e n s i e r o c o n c l u d e r e c h e le s e n s a z i o n i n o n d a n n o la s c i e n z a . C o n c i ò si c h i a r i s c e il l a t o p o s i t i v o della f u n z i o n e n e g a t i v a di S o c r a t e . m a si p u ò a n che sapere senza che a l nostro sfera del sensibile. N o n è v e r o c h e in o g n i c a s o si sa q u a n d o si s e n t e . e s s e n d o d a t o c h e q u a n d o si sa si h a n n o delle s e n s a z i o n i . Si v o r rà p e r c i ò c o n c l u d e r e c h e le s e n s a z i o n i n o n s o n o . O r a . T e e t e t o pone l e n z a . c h e essa e s a u risca il p e n s i e r o e c h e in essa si e s p r i m a d u n q u e totalmen- .lore p o s i t i v o d e l l a s u a d i s c u s s i o n e . S e S o c r a t e nei d i a l o g h i della legge platonici viene concepito come l'incarnazione trascendentale è logico che tutti p r e n d a n o luce nel m e t o d o d i r i c e r c a c h e li m u o v e e li g u i d a . di c i ò c h e d a l l a stessa discussione necessariamente n a s c e . un processo dogmatico non contraddizione dialettico che e int e r n a c h e c h i e d e di essere s u p e r a t a ? un'aporia al che spinge ad del superamento sapere conseguentemente. un sapere? Proprio in q u a n t o il loro contenuto sapere non viene più considerato dogmaticamente il l o r o v i e n e giustificato c o m e r e l a t i v o . La libertà del sensibile. D ' a l t r a sapere corrisponda dirett a m e n t e u n a s e n s a z i o n e : il s a p e r e è p e r c i ò p i ù v a s t o d e l l a p a r t e è e v i d e n t e c h e il s a p e r e tra è a n c h e s e n s a z i o n e . L ' e r r o r e e la v e r i t à della u a a f f e r m a z i o n e s o n o fin d a ora r i v e l a b i l i . la s c i e n z a c o n s i s t e in q u e s t e s e n s a z i o n i .

L ' e s s e r e si r i s o l v e così n e l l ' e s s e r e d e l l a f a n t a s i a cioè n e l l ' a p p a r e n z a . essa è i n f a l l i b i l e e. È nella t r a s l a z i o n e . Poiché questo apparire è l'essere (aisthanesthai). nel m o v i m e n t o e nel c o n t i n u o f o n d e r s i di o g n i c o s a c h e si f o r m a il d i v e n i r e di c i ò c h e n o i c r e d i a m o essere. Q u e s t a e s i g e n z a di s u p e r a m e n t o è p r o p r i o q u e l l a c h e fa sì c h e i c o n t e n u t i delle s e n s a z i o n i ci a p p a i a n o relativi p r o p r i o p e r c h è è di o g n i s e n s a z i o n e l ' e s s e r e r e l a t i v a . e « N u l l a è u n o i n sé e p e r sè. L a s e n s a z i o n e p e r c i ò d e v e v a lere c o m e s e n s a z i o n e e n o n a l t r o . L o stesso essere e l o stesso d i v e n i r e s o n o a p p a r e n z e dotte dalla kinesis. sec o n d o la n o t a f o r m u l a e r a c l i t e a . è s c i e n z a (cfr. i n q u e s t o s e n s o .te il p r i n c i p i o d e l c o n o s c e r e . scerla come il sentire una sentita s e n s a z i o n e significa r i c o n o In quanto sensazione apparenza (fantasia). c r e d e n z a e r r a t a p o i c h é . N e l l o stesso t e m p o il p r i n c i p i o t r a s c e n d e n t a l e c h e è s t a t o q u i a p p l i c a t o c h i a r i s c e il p r o p r i o metodo: d a l l ' e s a m e stesso del s e n s i b i l e si d e d u c e c h e il s a p e r e risulta d a l r i c o n o s c e r e c h e la s e n s a z i o n e n o n è il s a p e r e . n u l l a è m a t u t t o d i v i e n e . m a n o n si p u ò fondare il v a l o r e d e l l a s e n s a z i o n e se nello stésso t e m p o n o n si c h i a r i s c e c h e l a s c i e n z a esige il s u p e r a m e n t o d e l c o n t e n u t o s e n sibile. il c a s o p a r t i c o l a r e della s e n s a z i o n e è i n d i c e d e l m e t o d o g e n e r a l e s o c r a t i c o : il v e r o p r i n c i p i o d e l c o n o s c e r e è a p p u n t o l a l e g g e c h e p e r m e t t e di fiss a r e a d o g n i c o n o s c e n z a p a r t i c o l a r e il s u o l i m i t e ponendo in l u c e così c h e il c o n o s c e r e n o n si e s a u r i s c e i n n e s s u n sapere particolare m a è la legge universale che fonda e limita t u t t e le f o r m e d e l s a p e r e . n o n c ' è n u l l a c h e si p o s s a n o m i n a r e e q u a l i f i c a r e c o n g i u s t e z z a : se t u l o c h i a m i g r a n d e p o t r à a p p a r i r e a n c h e p i c c o l o » e così di s e g u i t o ( 1 5 2 D ) . C r a t i l o 386 A ) . Il m o v i m e n t o v i e n e considerato procome . L a s e n s a z i o n e a p p a r e (fainetai) d u n q u e d i v e r s a i n o g n i diverso soggetto. È n o t e v o l e p e r c i ò c h e S o c r a t e t r a sporti immediatamente la difìnizione di T e e t e t o sul c a m p o r e l a t i v i s t i c o e p o n g a l ' e q u i v a l e n z a d e l l a f o r m u l a di T e e t e t o c o n q u e l l a di P r o t a g o r a : « l ' u o m o è la m i s u r a di t u t t e le cose » (152 A ) .

M a noi n o n c r e d i a m o c h e il p r o b l e m a della d o x a d e t e r m i n i u n interesse ne trascendentalistica filosofico che escluda l'interpretaziodominante d e l ' p r i n c i p i o del conoscere i n P l a t o n e : il p r o b l e m a d e l l a d o x a è a p p u n t o p o s t o i n r a p - 1) 2) 3) 4) STENZEL: STENZEL: STENZEL: STENZEL: Studien cit. d e l t u t t o e s t r a n e o a l l e opere G i u s t a m e n t e l o S t e n z e l r i c o n o s c e c h e il p r o ed alla d e l T e e t e t o è di far p o s t o a l l a s e n s a z i o n e d o x a : il v e r o t e m a d e l d i a l o g o è a p p u n t o di v e d e r e i n c h e senso ci p u ò essere u n a s c i e n z a d e g l i o g g e t t i d e l d i v e n i r e ") e p e r c i ò di s t u d i a r e i r a p p o r t i tra d o x a ed e p i s t e m e . orientata in senso etico. P e r S t e n z e l c i ò significa c h e la teoria g n o s e o l o g i c a p r e s e n t e liberata nel T e e - teto è già completamente dalle relazioni coli'idea del bene e quindi dalla visione generale. Pag.vita e come sanità: esso è il b e n e . Socrate che anche noi non cosa affermiamo. Pag. u n richiamo questo. sia p e r l ' a n i m a è la stasi. id. m e n t r e t u t t o il c o n t r a r i o elogio del m o v i m e n t o secondo Stenzel è una chiara p a z i o n e del Sofista d o v e l a k i n e s i s d e l l e i d e e s e m b r a v e n t a r e il p r e s u p p o s t o d e l l a l o r o c o n o s c i b i l i t à . nota socratiche blema s e m p r e lo S t e n z e l . A f o n d a m e n t o di q u e s t a p o s i z i o n e g n o s e o l o g i c a q u i S o c r a t e si r i c h i a m a ad- dirittura all'eterno m o v i m e n t o del cosmos. il c o n c e t t o di s c i e n z a c h e t r o v i a m o nel P a r m e n i d e naturalmente e nel Sofista » ) . . a v e v a g i à c h i a r a m e n t e 3 presente. come si v e d r à p i ù i n n a n z i . Op. 38. « P l a t o n e . S e m p r e s e c o n d o l o S t e n z e l . Op. metodo t e n e n d o p r e s e n t e p e r ò t u t t o c i ò c h e si è d e t t o sul m a i e u t i c o . q u a n d o scrisse il T e e t e t o . d e t e r m i n a t o presenza poi risolti poteva d i S o c r a t e nel d i a l o g o . 35-36. Op. Nel Teeteto p u n t o di v i s t a s o c r a t i c o . i p r o b l e m i c h e s a r a n n o n e l Sofista d a l l o S t r a n i e r o naturalmente risolvere. nelle s u e linee essenziali. Eleate '). cit. P a g . fino che domina alla la p r i m a parte del pensiero si e s p o n g o n o d a l l a stessa platonico sotto il Repubblica. 37. cit. cit. come Questo anticidi- p e r il c o r p o .

c o m e d e l r e s t o si f a r à p o i n e l Sofista. perchè trascende e pone ogni posizione particolare. senza perciò che v e n g a riconosciuto proprio l ' e s a u r i r s i i n essa d e l l a s c i e n z a c h e n e l s u o s e n o . a m b e d u e sono aspetti della problematica dell ' u n o e del molteplice ed attuano la n o n superabile correlaz i o n e tra u n o e m o l t e p l i c e . anteriore a l l a stessa d i s t i n z i o n e di s o g g e t t i v o e di o g g e t t i v o . a in quella degli « iniziati » dice Socrate. I l p i a n o delle s e n s a z i o n i si r i v e l a d u n q u e in u n a s u a specifica a u t o nomia. essa p o n e il s o g g e t t o e l ' o g g e t t o in r a p p o r t o a l l a sua a s s o l u t a i n s t a b i l i t à e li t r a s p o r t a s u l s u o p i a n o c h e è appunto assolutamente relativo. negativadalla e c h e v e n g o n o espresse c o l l a m a s s i m a forza p e r s o n a l i t à di S o c r a t e .p o r t o alle n e c e s s i t à t r a s c e n d e n t a l i d e l p e n s i e r o . presenta un piano del c o n o s c e r e i n t u t t a la s u a p u r e z z a . arriva distinguere il r e a l e i n d u e f o r m e in c u i la d u a l i t à si r i p e t e a l l ' i n f i n i t o . . v i e n e r i c o n o s c i u t o u n v a l o r e così c o m e a l l a tesi d e l l'immobilità. O r a la s e n s a z i o n e si giustifica appunto c o m e il m o m e n t o dell'assoluta molteplicità e del movimento continuo. A l l a tesi d e l m o v i m e n t o . non meno evidentemente. m a . E v i d e n t e m e n t e il sensibile n o n p u ò costituire la scienza. U n a considerazione di q u e s t o g e n e r e è d e l l a m a s s i m a i m p o r t a n z a p e r il c o n o s c e r e : in essa v i e n e infatti s u p e r a t o o g n i r e a l i s m o d o g m a t i c o sia in r a p p o r t o a l l ' o g g e t t o c h e i n r a p p o r t o a l s o g g e t t o . di fronte al sapere dogmatico. mente. L ' o g g e t t o c o m e s e n s a z i o n e n o n si p o n e i n r e l a z i o n e c o n u n s o g g e t t o : la s e n s a z i o n e è l i b e r a d a q u e s t a stessa r e l a z i o n e . n e c e s s i t à c h e si d e t e r m i n a n o . L e a c c o g l i e l i m i t a n d o l e e p o n e n d o i n l u c e la loro relatività che rimanda continuamente a c i ò c h e le t r a s c e n d e e c i o è a d u n p u n t o di v i s t a u n i v e r s a l e . L ' a s p e t t o c h e q u e s t o relativismo prende nella s u a p i ù p r o f o n d a espressione. accoglie tutte le v a r i e p o s i z i o n i p o s t e d a l l a p r o b l e m a t i c a del P a r m e n i d e . L a tesi d e l m o v i m e n t o t r a s p o r t a i m m e d i a t a m e n t e So- c r a t e nel c a m p o d e l l ' a s s o l u t o r e l a t i v i s m o d e l sensibile e n o n solo d e l s e n s i b i l e i n q u a n t o o g g e t t o m a d e l s o g g e t t o stesso delle s e n s a z i o n i .

stessa c h e h a p o s t o d a v a n t i a. Il s o g g e t t o . s e m p r e i n s i e m e . p e r c i ò . il l o r o p i a n o è lo stesso p i a n o dei s o g n i e delle a l l u c i n a z i o n i . Non bisogna dimenticare che questa esigenza d o m i n a t u t t o il d i a l o g o e c h e è di fronte a l l ' e s s e r e di q u e s t a s c i e n z a c h e si n e g a l ' e s s e r e d e l l e p a r t i c o l a r i f o r m e del c o n o scere. L ' o g g e t t o n o n è b i a n c h e z z a m a u n fiore b i a n c o o u n a p i e t r a b i a n c a . di fronte all'unione dogmatica della molteplicità delle s c i e n z e . c i o è n o n si p u ò a t t r i b u i r e l ' e s s e r e alla sfera del s e n s i b i l e e n o n si p u ò di esso d i r e in a l c u n c a s o . p e r d e il s u o fisso. L ' o g g e t t o d i v e n t a q u i il sensibile p o s t o i n q u e s t a c o r r e l a z i o n e e p e r d e p e r c i ò il s u o d o g m a t i c o . p r e s e c o m e s e n s a z i o n i . la l o r o c a r a t t e r i s t i c a è q u e l l a di essere u n a fantasia. che h a n n o p o t e n z a l ' u n a di a g i r e e l ' a l t r a di p a t i r e » ( 1 5 6 B ) . P e r c i ò c o n c l u d e S o c r a t e : « essere è u n t e r m i n e c h e b i s o g n a d e l t u t t o s o p p r i m e r e » ( 1 5 7 A ) . aspetto carattere sensa- i n q u a n t o d i v e n t a p u r a s e n s a z i o n e ed è p u r a z i o n e : o c c h i o . e t u t t o c i ò c h e a r r i v a a colorarsi di q u e l c o l o r e ( 1 5 6 E ) .« II' t u t t o è m o v i m e n t o e n i e n t ' a l t r o c h e m o v i m e n t o e q u e sto riveste due forme. a m b e d u e di c a r a t t e r e infinito. Queste non sono r e a l t à . e d o c c h i o c h e v e d e . q u e l l o è. q u a n d o si i n c o n t r a . R i m a n e n d o nel p u r o sensib i l e n o n si p u ò a f f e r m a r e l ' e s s e r e in q u a n t o q u e s t o si r i s o l v e . nel m o v i m e n t o . E ciò c h e è v i s i v o n o n è a s t r a t t a m e n t e il v i s i b i l e . D ' a l t r a p a r t e n e m m e n o il r a p p o r t o a g e n t e e p a z i e n t e è fisso: m a è corre- l a t i v o e c i ò c h e è a g e n t e p u ò porsi c o m e p a z i e n t e e v i c e v e r s a . D a l l o r o a v v i c i n a r s i e d a l l a frizione d e l l ' u n a e d e l l ' a l t r a n a s c o n o d u e serie p a r a l l e l e : il s e n s i b i l e e la s e n s a z i o n e c h e si p o n g o n o . p e r e s e m p i o . d a p a r t e s u a . c o n q u a l c o s a di v i s i v o c h e si p o n e in r a p p o r t o di p a z i e n t e a l l ' a z i o n e d e l l ' o c c h i o . È proprio questo concetto unitario che permette la c r i t i c a ed è in r a p p o r t o a d esso c h e S o c r a t e a f f e r m a l ' a s s o l u t a m o l t e p l i c i t à del s e n s i b i l e l i b e r a n d o T e e t e t o d a l l a c r e denza nel v a l o r e reale delle s e n s a z i o n i . p o n e v a la n e c e s s i t à di u n a s c i e n z a s e m p l i c e e unitaria. quando. q u e s t o è. T e e t e t o a l l ' i n i z i o del d i a l o g o . N a t u r a l m e n t e è logico la c h e S o c r a t e p a r l i qui di essere c o m e e s i g e n z a u n i t a r i a .

l ' a s s o l u t a problematicità in del c o n o s c e r e . nelle c o r renti della fenomenologia tedesca. i n q u e s t ' e s i g e n z a . di fronte a l r e a l i s m o di L o c k e . c o s ì q u i è il r e a l i s m o c h e v i e n e s u p e r a t o r a p p o r t o a l l ' e s i g e n z a di u n i t à i m m a n e n t e nel p e n s i e r o stes- s o e cioè i n S o c r a t e . E c o m e il c o s c i e n z i a l i s m o di B e r k e l e y p o n e i n risalt o . specialmente nel neo- r e a l i s m o a m e r i c a n o e perfino. in u n c e r t o s e n s o . il principio trascendentale c h e m u o v e la d i s c u s s i o n e .interamente nel percipi. C i ò non v u o l dire. c h e P l a t o n e resti i n q u e s t a posi- z i o n e di r i v e n d i c a z i o n e della l i b e r t à d e l sensibile. la q u a l e n o n è g i à . m a u n a c o m p r e n s i o n e di q u e s t o p i a no che riduce l'esperienza a puro fenomeno. Il sensibile è il m o n d o c o m e p u al c o n o s c e r e dell'intel- antecedente letto e a n t e c e d e n t e a d o g n i d i s t i n z i o n e di s o g g e t t o e di o g g e t t o . naturalmente. u n a n e g a z i o n e d e l p i a n o d e l l ' e s p e r i e n z a . D a q u e s t o p u n t o di v i s t a la d e t e r m i n a z i o n e di u n p i a n o del sensibile c o m e i n d i p e n d e n t e è u n ' e s i g e n z a c h e si è s p e s s o fatta viva nella filosofia m o d e r n a . ro m o m e n t o intuitivo. è in u n d i a l o g o v e r o c h e s t i a m o discorren- d o ? ». nel s u o v e r o s i g n i f i c a t o . N o n c'è qui d ' a l t r a p a r t e n e s s u n a t e n d e n z a a p o r r e u n a « c o s a in sè » nè di v e d e r e il s e n s i b i l e in r e g o l e e c o n n e s s i o n i c h e n e l i m i t i n o la l i b e r t à e la s p o n t a n e i t à . o se i n v e c e . an- L ' e q u i v a l e n z a p o s t a tra s o g n o e r e a l t à fa risaltare c o r p i ù il c a r a t t e r e a s s o l u t a m e n t e sensibile nella sua relazione col f e n o m e n i c o di o g n i d a t o movimento universale: alla sfera o g n i l e g g e c h e n o n sia il m o v i m e n t o è e s t r a n e a d e l s e n s i b i l e c o m e t a l e . c h e fa v a l e r e q u i . a d u n a simile p o s i z i o n e c o n d u c e d i r e t t a m e n t e la c r i t i c a di H u m e a l c o n c e t t o d i c a u s a e di s o stanza ed a p r e p e r c i ò la v i a a d u n a posizione critica. c o m e esigenza dell'assoluta libertà del m o m e n t o intuitivo del conoscere. L a d o m a n d a c h e si fa S o c r a t e nel passo (158 C) è di netto carattere b e r k e l e y a n o : a che cosa risponderemo a c h i v o l e s s e s a p e r e se n e l m o m e n t o attuale noi d o r m i a m o e s o g n i a m o t u t t o c i ò c h e noi p e n s i a m o . s v e g l i . L a stessa sensibilità si r i v e l a su p i a n i c h e l ' o r g a n i z z a n o e la u n i f i c a n o s e c o n d o c e r t e d i r e z i o n i : s a r à q u e s t o il p r o b l e m a della tra- .

p o n e n d o s i in t u t t a la s u a i n f i n i t e z z a . g a r a n t i s c e c o m e l i m i t e il m o v i m e n t o stesso di d i v i s i o n e d e l l a diairesis. c h e è l ' e s s e r e d e l l a s u a f a n t a s i a . c h e unifica i n t u i z i o n e e d i n t e l l e t t o . N o n bisogna d'altra parte pensare che P l a t o n e intell e t t u a l i z z i il s e n s i b i l e : nei p a s s i p r e c e d e n t i si p o n e anzi. Se gli atomi idee sono. È a p p u n t o q u e s t o u l t e r i o r e m o m e n t o di c o n o s c e n z a . si d o v r e b b e d i r e . ed a n c h e a m m e s s a una a l l ' o g g e t t o c h e sta divì- universale organizzazione dei r e s u l t a t i d e l l a diairesis. c o m e si è v i s t o . il s e n s i b i l e c o m e t a l e . sono a p p u n t o in q u a n t o contrapp o s t i a i s e n s i b i l i . il s e n s i b i l e è p i ù v a s t o c o m e « irrazionale » del razionale e non è m a i c o m p l e t a m e n t e razion a l i z z a b i l e : in q u e s t o s e n s o esso è v e r a m e n t e u n c o m p i t o p o s t o a l p e n s i e r o . Q u e s t o p i a n o in c u i la s e n s i b i l i t à si p o n e c o m e a s s o l u t a m o l t e p l i c i t à c o i n c i d e c o n il m o n d o d e l l a d o x a q u a l e v i e n e costituita sulla struttura della quinta ipotesi del P a r m e n i d e . i n d i p e n d e n t e d a o g n i a l t r o a t t r i b u t o . I n a l t r e p a r o l e se il s a p e r e c o m e s c i e n z a è p i ù v a s t o d e l sensibile. la sensibilità i n q u a n t o s e n s i b i l i t à a p r i o r i . la sfera d e l s e n sibile resta s e m p r e p i ù v a s t a e n o n si e s a u r i s c e m a i c o m e c o n t e n u t o d e l l a diairesis c h e la c i r c o s c r i v e s o l o f o r m a l m e n te. m e n t r e la s u a v a s t i t à . d o v e la d o x a n o n è a n c o r a d i s t i n t a c o m e v e r a o f a l s a . se fosse p o s s i b i l e . m a è vista indipendentemente dalla sua assunzione nel metodo d i a i r e t i c o . q u i il m o n d o d e l l a sensibilità si p o n e c o r r e l a t i v a m e n t e a l l ' u n i t à c h e S o c r a t e fa v a l e r e c o m e . L a diairesis o r g a n i z z a s e m p l i c e m e n t e in r a p p o r t o dendo.s p o s i z i o n e di c i ò c h e è p u r a f a n t a s i a s u u n p i a n o di c o n o scenza in cui i varii elementi sensibili v e n g o n o organizzati s e c o n d o v a r i e f o r m e u n i t a r i e c h e si c o l l e g a n o p o i a d una i n t e r a s i s t e m a t i c a del c o n o s c e r e . C o m e nel P a r m e n i d e la q u i n t a i p o t e s i si d e t e r m i n a di fronte a l l ' u n i t à . g l i a t o m i i d e e . L a s e n s i b i l i t à h a d u n q u e u n s u o essere. la s u a p i e n a a u t o n o m i a . c h e ci v e r r à n e l Sofista p r e s e n t a t o c o m e m e t o d o d i a i r e t i c o e quindi c o m e conoscenza formale del sensibile e v e d r e m o c o m e e i n c h e s e n s o la n e c e s s i t à d e l l a d i a i r e s i s v i e n e p r e s e n t a t a a n c h e q u i nel T e e t e t o .

approfondendo il s u o a s p e t t o aporético e ponendo . di ciò che Teeteto h a detto. c o m e si è v i s t o . L a c r i t i c a di S o c r a t e n o n si s v o l g e p e r ò i n s e n s o dirett o . a s p e t t o n e g a t i v o c h e si r i v e l a n e l s u o d o g m a t i s m o p e r c u i si c o n c l u d e c h e l a s c i e n z a è s e n s a z i o n e . a l l a q u a r t a d i s t i n z i o n e d e l f a m o s o p a s s o d e l Sofista (253 D ) c o n c u i d u n q u e il c o r r i s p o n d e n t e passo del Parmenide (158 C) è in dalla s t r e t t a r e l a z i o n e . I n ognuno di questi m o m e n t i della s u a c r i t i c a S o c r a t e p r o c e d e i n d u e d i r e z i o n i : d a u n l a t o critica l ' e q u i v a l e n z a di T e e t e t o tra s e n s a z i o n e e s c i e n z a . sentarsi del q u i n d i c o m e si e r a p r e s e n t a t o dall'altra ipotesi a l l a l u c e d e l p e n s i e r o . potrà.esigenza assoluta nel corso del dialogo. M a S o c r a t e r i t o r n a a l l ' a s p e t t o n e g a t i v o della d e f i n i z i o n e d i T e e t e t o . l'aspetto di verità e cioè il c o n c e t t o della l i b e r t à d e l s e n s i b i l e . L a legge trascen- d e n t a l e d i c o r r e l a z i o n e è q u i i n a t t o e d e d u c e d a sè il m o m e n t o d e l m o l t e p l i c e . La prima critica di Socrate a Teeteto. Q u e s t o m o m e n t o i n c u i il m o l t e p l i c e si p o n e c o r r i s p o n d e nello stesso t e m p o a l q u a r t o v a t o nella q u a r t a ipotesi d e l P a r m e n i d e momento ritroa in c u i si s v o l g e il m e t o d o d i a i r e t i c o e c h e a b b i a m o corrispondente s u a v o l t a i n m o d o p r e c i s o . I n s e g u i t o il p r o b l e m a d e l T e e t e t o si s v o l g e r à s e c o n d o le d i r e z i o n i rese possibili e n e c e s s a r i e p o s i z i o n e della sesta i p o t e s i . R e s u l t a t o p o s i t i v o i m p l i c i t o p o i c h é S o c r a t e n o n h a fatto c h e s v o l gere. I l m o n d o del sensibile c h e d a u n a p a r t e p u ò a p p a r i r e c o m e r e a l e . — A b b i a m o v i s t o il r i s u l t a t o p o s i t i v o c h e si d e v e t r a r r e d a l l a p r i m a analisi c h e c o m p i e S o c r a t e d e l l a definizione di T e e t e t o . m a egli la s v i l u p p a i n q u a t t r o p a r t i distinte e r e g o l a r mente separate dai rispettivi intermezzi. d a l l ' a l t r o a p p r o f o n d i s c e il p i a n o d e l sensibile. I n q u e s t o senso la d e f i n i z i o n e non p u ò non venire criticata. r i v e l a r s i c o m e errore e p r e nella sesta Parmenide. così c o m e a p p a r e nella quarta ipotesi del P a r m e n i d e permettendo quindi u n a c o n o s c e n z a di sè e p e r c i ò u n a s c i e n z a d e l sensibile.

p o n e n d o il f e n o m e n o d e l l a m e m o r i a . u s a n d o a r g o m e n t i p o p o l a r i e d eristici. volutamente. o a l m e n o da questo p u n t o di v i s t a v i e n e c o n s i d e r a t o . qui rigettato. Protagora non ha posto a misura di t u t t e le c o s e il p o r c o o il c i n o c e f a l o ? N o n s a r e b b e s t a t o lo stesso? N e l l a d i f e s a d i P r o t a g o r a c h e S o c r a t e f a r à c i a r e a lui stesso u n simile a r g o m e n t o v i e n e pronun- giustamente g i u d i c a t o g r o s s o l a n o d a P r o t a g o r a e q u i n d i d a l l o stesso P l a t o n e . sia il s u o p r i n c i p i o t r a scendentale. c o m e a b b i a m o v i s t o . con una c e r t a s u p e r f i c i a l i t à . N o n p i ù p r o f o n d i s o n o g l i altri a r g o m e n t i c h e S o c r a t e q u i u s a p e r la s u a c r i t i c a : è d a n o t a r e principalmente che Protagora viene confutato. Se qui Socrate confutasse Protagora con un simile s i s t e m a c o m p r o m e t t e r e b b e il s u o stesso p r i n c i p i o e c i ò c h e g i à si è r i v e l a t o c o m e p o s i t i v o nella s u a r i c e r c a . C o l u i c h e r i c o r d a di a v e r v i s t o e n o n v e d e sa o n o n s a ? S e s c i e n z a e s e n s a z i o n e s o n o i d e n t i c h e q u a n d o io c h i u d o g l i o c c h i e m i r i c o r d o di c i ò c h e h o v i s t o so e n o n so nello stesso t e m p o ( 1 6 4 B ) . c o m e tutti i sofisti. L ' a r g o m e n t o . h a il s u o l a t o di v e r o : P r o t a g o r a . nel modo innanzi c h e solo a p r i m a v i s t a s e m b r a p i ù s e r i o . L ' a r g o m e n t o fondamentale c h e n e l l a critica S o c r a t e u s a è questo: la s c i e n z a n o n è s e n s a z i o n e p e r c h è se c o s ì fosse si p o t r e b b e s a p e r e e n o n s a p e r e nel m e d e s i m o t e m p o ( 1 6 5 B ) . h a i n i z i a t o il d i a l o g o c o n l ' e q u i v a l e n z a m a i a c c e t t a t a da T e e t e t o tra s a p e r e e n o n s a p e r e .q u i n d i la n e c e s s i t à di s u p e r a r l o e u n i f i c a r l o i n u n a s c i e n z a della s e n s i b i l i t à . v a l e . sarà ripreso con più chiarezza e senza alcuna grossolanità. dice Socrate. M a n o n o s t a n t e c i ò . e q u i v a l e n z a c h e giustifica sia la p r o b l e m a t i c a del c o n o s c e r e . n o n s e m b r a r e n d e r s i c o n t o d e l l a d i g n i t à dell'uomo in q u a n t o ricercatore del v e r o . La prima critica è compiuta. Perchè. L a s u a t e o r i a p u r p o n e n d o l ' u o m o a c e n t r o d e l m o n d o si c o n c l u d e c o n il solito pragmatismo. proprio dopo l ' a p o l o g i a di P r o t a g o r a . M a a l l o r a c h e c o s a r i m a n e d e l l a g i à p o s t a l i b e r t à d e l sensibile r a g g i u n ta p r o p r i o p e r il p r i n c i p i o p e r c u i si sa e n o n si sa q u a n d o si sa di n o n s a p e r e ? S o c r a t e s t e s s o .

d a l p u n t o di v i s t a a r t i s t i c o è pienamente r i u s c i t o e r a g g i u n g e nella d i s c u s s i o n e totalcontro m e n t e il s u o s c o p o . a comprendere una r i v e n d i c a z i o n e della r e l a t i v i t à d e l sensi- b i l e d a p a r t e di P l a t o n e . affrettandoci. prenderan- È c h i a r a d u n q u e la r a g i o n e p e r c u i S o c r a t e i n t e r r o m p e il s u o p r i m o a t t a c c o c r i t i c o r i c o n o s c e n d o n e la v o l g a r e s u p e r ficialità: « m i s e m b r a c h e a b b i a m o f a t t o c o m e u n g a l l o di b e n p r i m a di essere v i n c i t o r i . L a p o c a d i s p o s i z i o n e d a p a r t e del lettore. S o c r a t e f a r à dire a P r o t a g o r a sè stesso : « se t u p a r l i q u i di p o r c i e di c i n o c e f a l i v u o l d i r e c h e il p o r c o sei p r o p r i o t u ». in quanto nega- riafferma c o n e n e r g i a il v a l o r e d e l sensibile. e d u n a tiva che dalla precedente affermazione svolge un pragmati- . c i ò c h e n o n c ' è di v e r o p e r S o c r a t e c h e si r e n d e p o s s i b i l e i n q u e s t o m o d o u n a p i ù s t r i n g e n t e e più profonda critica. c o m e si v e d r à . E P r o t a g o r a t e r m i n a la s u a apologia invitando Socrate a servirsi con più onestà della discussione dialettica. giustifica a m p i a m e n t e q u e s t o p r i m o falso a t t a c c o di S o c r a t e c h e . a d a b b a n d o n a r e la l o t t a e d a g r i d a r e v i t t o r i a ». I n essa possiamo distinguere due parti: una positiva. altrimenti. a c u i si r i s p o n d e r à nella difesa d e l filosofo d a i s a g g i d e l l a r e a l t à p r a t i c a e c h e a p p a r i r à tan- t o p i ù v i v a in q u a n t o a l l a fine del d i a l o g o S o c r a t e si d i r i g e r à v e r s o il P o r t i c o d e l R e d o v e t r o v e r à M e l e t o .a d i r e q u e l t a n t o di v e r i t à c h e è c o n t e n u t o nella p o s i z i o n e di Protagora non più interpretata dogmaticamente. a l t r i m e n t i c o loro che vengono confutati i n v e c e di p r e n d e r s e l a con sè stessi e di r i c o n o s c e r e c h e h a n n o s b a g l i a t o se l a n o n e c e s s a r i a m e n t e c o n il l o r o confutatore. egli n o t a c o n u n a ironia n o n p r e c i s a m e n t e i n n o c e n t e . s e m p r e affascinato dall'aspetto ultraterreno dell'idealismo platonico. ancora cattiva razza. E d p i ù c h i a r a è la r a g i o n e d e l l ' a p o l o g i a di P r o t a g o r a . Si comp r e n d e a l l o r a q u a l ' è la f u n z i o n e di q u e s t a p r i m a c r i t i c a s u p e r f i c i a l e : essa fa v e d e r e c o m e n o n si d e v e c o n f u t a r e Pro- t a g o r a e p e r m e t t e a S o c r a t e di far e n t r a r e i n s c e n a l ' a c c u s a t o stesso a d i f e n d e r e c i ò c h e c ' è di v e r o n e l l a s u a t e o r i a e a n c h e .

Protagora comincia a sbagliare q u a n d o pretende di s u p e r a r e il s u o r e l a t i v i s m o nel senso d i v o l e r d e d u r r e è. sensazioni che sembrano b u o n e . C i ò c h e si r i a f f e r m a . l'errore che commette Teeteto quando identifica scienza e sensazione. C i ò è n a t u r a l m e n t e p o s s i b i l e i n q u a n t o le s e n s a z i o n i . s o t t o u n altro d a esso c i ò c h e n o n è p o s s i b i l e d e d u r r e : aspetto. h a s o t t o p o s t o il sensibile a d u n a c r i t i c a c h e n e h a c o n f u t a t o il c a r a t t e r e d o g m a t i c o . a n c o r a u n a v o l t a . s e n z a s a p e r l o . v i s t o s u l p i a n o d e l s e n sibile. se P r o t a g o r a r i a f f e r m a c h e . A S o c r a t e esso è s e r v i t o p e r afferm a r e l ' a s s o l u t a r e l a t i v i t à d e l s e n s i b i l e : p r o p r i o q u e s t o è il l a t o di v e r i t à c h e si c e l a s o t t o il r e l a t i v i s m o p r o t a g o r e o . c o m e t a l e . m a di p r o v o c a r e l ' i n v e r s i o n e d e l l a s e n s a z i o n e p e r il m a l a t o e p r o p r i o q u e s t o è il c o m p i t o del m e d i c o c h e p r o v o c a q u e l l ' i n v e r s i o n e c o n la m e d i c i n a . c h e nella sua falsa c r i t i c a s u p e r f i c i a l e . S e u n c i b o è a m a r o p e r chi è m a l a t o e d o l c e p e r c h i è s a n o . p e c c a v a di r e a l i s m o . L a s a g g e z z a consiste per P r o t a g o r a nel s a p e r m u t a r e e far m u t a r e le s e n s a z i o n i e n e l s a p e r sostituire a sensazioni che s e m b r a n o cattive. C o m e b e n s a p p i a m o l ' e s i g e n z a di u n i t à p o n e nuamente sempre conti- il m o l t e p l i c e di fronte a sè. L a m e m o r i a f a t t o m n e m o n i c o è infatti u n fatto tra i fatti e n o n come potrà g a r a n t i r e m a i . nel c a m p o m o r a l e . è il p i a n o d e l l a m o l teplicità e assoluta relatività. n o n si t r a t t e r à c e r t o di r i c e r c a r e c h e c o s a s i a n o la d o l c e z z a e l ' a m a r o .s i n o l o g i c o e d etico c h e s a r à p o i c r i t i c a t o d a S o c r a t e . mentre. determinazione possibile solo di fronte a l l ' e s i g e n z a di u n i t à c h e S o c r a t e m a n t i e n e v i v a . S e P r o t a g o r a p u ò a f f e r m a r e c h e n o n esiste u n s o g g e t t o c h e h a m e m o r i a e c h e sa e c h e p e r m a n e di fronte a l v a r i a r e d e g l i o g g e t t i . il sofista l a o t t i e n e c o n i suoi discorsi ( 1 6 7 A ) . il c o n o s c e r e . P r o t a g o r a afferma infatti decisamente il p r i n c i p i o p e r c u i si p u ò s a p e r e e n o n s a p e r e . E r a d u n q u e S o c r a t e . c o m e il m o l t e p l i c e sempre all'unità e la legge trascen- d'altra parte rimanda d e n t a l e si a t t u a p r o p r i o in q u e s t a s u a n o n s u p e r a b i l e c o r r e lazione. il s o g g e t t o n o n è c h e u n a s e n s a z i o n e a n c h ' e s s a c o n tinuamente m u t e v o l e c o m e t u t t e le s e n s a z i o n i . è perchè.

c o m e d a i p r o b l e m i di q u e s t a si p a s s i n e c e s s a r i a m e n t e al p r o b l e m a della diairesis. e u n a v a l e l'altra ed è sostituibile all'altra. D a u n a p a r t e si s v o l g e d a l l a p o s i z i o n e r e l a t i v i s t i c a u n a s c i e n z a . di fronte a L i s i a . C o n c i ò P r o t a g o r a è a n d a t o a l di l à d e l s u o r e l a t i v i s m o c h e ha trasformato in u n v e r o e proprio p r a g m a t i s m o . L e sensazioni n o n s o n o p i ù o m e n o v e r e . b e n altrimenti d i c o m e fa P r o t a g o r a . p o i c h é s o l o q u e sto p o t r à d i r c i i n c h e c a s o u n a s e n s a z i o n e è v e r a e f a l s a .— i8g — c o m e tali s o n o s e m p r e v e r e . I l F e d r o h a g i à d i m o s t r a t o . Si t r a t t a q u i n d i d i l i m i t a r e q u e sta a r b i t r a r i a e s t e n s i o n e d i m o s t r a n d o c h e la sfera d e l sensib i l e si l a s c i a o r g a n i z z a r e s e c o n d o u n a l e g g e . b i s o g n a a s s o l u t a m e n t e e s a m i n a r e i n c h e m o d o e d in c h e senso il s e n sibile è p e n e t r a b i l e d a p a r t e d e l p e n s i e r o . m a s o l o h a n n o . S e n o n si v u o l e c h e il r e l a t i v i s m o a s s o l u t o d e i sensibili i n v a d a l a sfera d e l p e n s i e r o e se si p o n e d ' a l t r a p a r t e l ' e s i g e n z a di s u p e r a r e il p i a n o d e l l a sensibilità. c o m p i e p e r ò q u e l l o di r i d u r r e t u t t o a r e l a t i v o . p i ù o m e n o v a l o r e . d i s t i n z i o n e c h e s o l o alla l u c e d e l . d a t a la l o r o a s s o l u t a r e l a t i v i t à . d a t o c h e tale criterio n o n è r i t r o v a b i l e s u l p i a n o delle s e n s a z i o n i . c h e l ' o p i n i o n e si l a s c i a d i s t i n g u e r e in v e r a e falsa d a l p e n s i e r o . I l b u o n o r a t o r e fa i n m o d o c h e a l l a c i t t à s e m b r i g i u s t o c i ò c h e p e r lei è utile e d i n g i u s t o c i ò c h e le è dannoso (167 C ) . c h e q u e st'ultimo infine r a c c o g l i e e d i s c i p l i n a i c o n t e n u t i sensibili r e n d e n d o così p o s s i b i l e il g i u d i z i o s u l loro essere e sulla l o r o v e r i t à . V e r o è c i ò c h e è p i ù utile e s e m b r a t a l e . di c u i la p o s i z i o n e n o n è l o n t a n a da q u e l l a c h e q u i a s s u m e P r o t a g o r a in r a p p o r t o a l l a r e t t o r i c a . N o n si p o r r à q u i necessariamente p e r S o c r a t e il p r o b l e m a d i c o m e è p o s s i b i l e u n a c o n o s c e n z a d e l sensibile e di c o m e è p o s s i b i l e s u p e r a r e . d a l l ' a l t r a se n e d e r i v a n o i p r i n c i p i i di u n a r e t t o r i c a . C i ò significa c h e è n e c e s s a r i o d i s t i n g u e r e u n a doxa v e r a d a u n a d o x a f a l s a . i n certi r a p p o r t i . il r e l a t i v o d e l l e s e n s a z i o n i ? I l p r o b l e m a è tanto più urgente in q u a n t o P r o t a g o r a basa sul rel a t i v i s m o t u t t o u n s i s t e m a e se n o n s e m b r a c o m m e t t e r e l ' e r r o r e di d o g m a t i z z a r e t u t t o il s e n s i b i l e .

a n c h e d a q u e s t o p u n t o di vista. tra S o c r a te e la r e t t o r i c a sofistica. O g n u n o v e d e c o m e il c o n t r a s t o tra sofistica e sofia corra lungo t u t t o il p e n s i e r o platonico e come filola c o n t i n u i t à del m o t i v o d e l l a d i s t i n z i o n e tra S o c r a t e ed i s u o i a c c u s a t o r i si f o n d a c o n la r i c e r c a d e l v e r o e c o n il c o m p l e t o d i s p i e g a m e n t o della teoria delle i d e e c o m e l a si r i t r o v a nel Sofista e nel F i l e b o . È proprio questa ai e s i g e n z a c h e giustifica il r i t r a t t o d e l filosofo c o n t r a p p o s t o s a p i e n t i della pratica. L ' e s i g e n z a di u n a d i a i r e s i s è q u i c h i a ramente posta m a non è detto perciò che Platone rinunzi alla sua v i s i o n e d e l l a v i t a o r i e n t a t a i n s e n s o e t i c o . c i o è il n o n essere d e l sofista.— igo — p e n s i e r o s a r à p o s s i b i l e se la d o x a c o m e t a l e è s e m p r e v e r a . L a d i a i resis n o n è c h e u n m o m e n t o d e l l a g e n e r a l e t e o r i a delle i d e e . L a c o n q u i s t a d e l v e r o p r o c e d e di p a r i p a s s o c o n la d i s t i n z i o n e tra ciò c h e è s a g g e z z a sofistica e s a g g e z z a fica. filoso- tra il « sofista » e il « filosofo » a c u i d o v e v a essere d e - d i c a t o u n d i a l o g o c h e p o i . L ' u n i t à i d e a l e tra i d i a l o g h i metafisici ed i d i a l o g h i s o c r a t i c i v i e n e c o s ì . conclusione che permette a Protagora l'arbitraria estensione del s u o r e l a t i v i s m o . q u e s t a p e r m a n e s e m p r e v i v a ed a n z i si a l l a r g a . in q u a n t o i n a m b e d u e i g r u p p i d i d i a esigenza e la della verità stessa l o g h i si r i v e l a l a stessa f o n d a m e n t a l e fondamentale equazione: la r i c e r c a coincide c o n la s e m p r e m a g g i o r e d e t e r m i n a z i o n e di c i ò c h e a l l a v e rità si o p p o n e . P e r c i ò a n c h e nel T e e t e t o l ' o p p o s i z i o n e tra S o c r a t e ed i p i ù . n o n è p i ù s t a t o s c r i t t o . r i m a n e c o m p l e t a m e n t e v i v a ed essa è p o s t a c o n la stessa c r u d e z z a c o n c u i ci a p p a r e n e l l ' A p o l o g i a e nel F e d o n e . S e m b r a q u i n d i i n u t i l e d i s c u t e r e se l o s c o p o principale del T e e t e t o sia la r a f f i g u r a z i o n e d e l filosofo di fronte a i p r a tici della s c i e n z a o la r i c e r c a d e l m o d o c h e r e n d a possibile una conoscenza del molteplice e della sensibilità. . riconfermata. n o n si sa p e r c h è . I due scopi s o n o p a r a l l e l i e si f o n d o n o l ' u n o nell'altro. tra l ' e s i g e n z a i d e a l e di P l a t o n e e il p r a g m a t i s m o d e g l i u o m i n i della c a v e r n a .

d o v e t r o v e r a n n o essi il c r i t e r i o p e r g i u d i c a r e di q u e s t a u t i l i t à ? v i e n e così c r i t i c a t o a t t r a v e r s o l a s u a stessa e s i g e n z a d i s o r - . Infatti d a u n l a t o essa d o v r à c r i t i c a r e l a d o x a i n q u a n t o si c r e d e p o s s i b i l e d i d e r i v a r e d a essa q u a l c o s a di v e r o e d i f o n d a r e s u d i essa. e s o l o s u di essa. si p o t r à o p p o r g l i c h e e f f e t t i v a m e n t e . n e l c a s o di u n a m a l a t t i a . m a p i u t t o s t o c h e t u t t e le o p i n i o n i s o n o v e r e . le o p i n i o n i d e i p i ù c h e n e g a n o q u e l l a di P r o t a g o r a s a r a n n o v e r e e c o n c i ò P r o t a g o r a a m m e t t e c o m e f a l s a l a s u a stessa o p i n i o n e ( 1 7 1 B ) . p e r t a n t e v o l t e il n u m e r o d i c o l o r o a c u i n o n s e m b r a v e r a sorp a s s a il n u m e r o u n o . Certo per u n o s t a t o il g i u s t o è c i ò c h e s e m b r a g i u s t o . secondo Protagora. c o m e egli stesso h a a f f e r m a t o . così è c o m e a lui sembra. le o p i n i o n i n o n si e q u i v a l g o n o e c h e . — D a c i ò c h e si è d e t t o a p r o p o s i t o del contenuto dell'apologia di Protagora apparirà chiaram e n t e i n c h e d i r e z i o n e si s v o l g e r à l a n u o v a c r i t i c a di S o c r a t e . d a t o c h e P r o t a g o r a v u o l r e s t a r e a l l ' o p i n i o n e .— I9i — La seconda critica. S u p p o n e n d o c h e egli v i c r e d a e c h e g l i altri si rifiutino d i c r e d e r v i . L a conseguenza c h e d a questa a f f e r m a z i o n e si p u ò d e d u r r e n o n s a r à m a i c h e u n ' o p i n i o n e sia v e r a r i s p e t t o a d a l t r e c h e s o n o false. d e v o n o fare i n Protagora m o d o c h e s e m b r i g i u s t o c i ò c h e è p i ù utile. C o s ì l a v e rità di P r o t a g o r a n o n s a r à v e r a p e r n e s s u n o : n é p e r l u i n é p e r g l i altri ( 1 7 1 C ) . L a v e r i t à n o n esiste d u n q u e c h e p e r l u i . p e r a l t r e t t a n t e l a s u a v e r i t à s a r à n o n esistente p i u t t o s t o c h e esistente ( 1 7 1 A ) . D e l r e s t o . dall'altro essa d o v r à c o n t r a p p o r r e a l l a s a g g e z z a d i P r o t a g o r a l a s a g g e z z a p i ù a l t a e p i ù n o b i l e d e l filosofo e d è p r e c i s a m e n t e qui c h e t r o v a il s u o p o s t o l a d i s g r e s s i o n e di S o c r a t e s u t a l e argomento. m a d a t o c h e i s a g g i . l a s c i e n z a c h e h a i n vece esigenze a cui la d o x a n o n p u ò soddisfare. N o n s o l o m a p o i c h é tutte le o p i n o n i s o n o v e r e . L ' o p i n i o n e c h e è v e r a p e r m e è falsa p e r u n a q u a n t i t à di P r o t a g o r a e n o r m e di altri u o m i n i . l ' o p i n i o n e c h e p i ù v a l e s u l m e t o d o di g u a r i r l a n o n è c e r t o q u e l l a d e l p r i m o venuto m a piuttosto quella del medico ( 1 7 1 E ) . C i ò che sembra a ciascuno. c o m e l o stesso P r o t a g o r a afferma. p e r e s e m p i o .

la s u a v i s i o n e d e l l o Stato sarebbe in realtà quella di T r a s i m a c o . i n fatti se q u e s t e si e q u i v a l g o n o p e r c h e r a g i o n e i n v e r t i r l e ? C ' è g i à n e l m e d i c o il s e n s o di c i ò c h e è m i g l i o r e e di c i ò c h e è p e g g i o r e . di P r o t a g o r a n o n p o s s a v e n i r critic a t a in t u t t a la s u a i n t e r e z z a se n o n sulle b a s i p o s t e d a l l a Repubblica. R e s t a n d o s u l piano d i essa la v e r i t à d i P r o t a g o r a n o n p u ò v a l e r e u n i v e r s a l m e n te. d a l p u n t o di v i s t a g e n e r a l e filosofico e non solo l o g i c o . L'utilità dello Stato è legata indissolubilmente con l'idea d i q u e l l o . q u e s t o r i c h i a m o è u n r i c h i a m o alla logica filosofica senza la quale è impossibile porre l e b a s i d e l l a stessa diairesis e s e n z a la q u a l e n o n è s u p e r a b i l e t o t a l m e n t e . L ' e s i g e n z a di universalità spinge a superare r e l a t i v i s m o sensibile m a è assolutamente irrealizzabile sul p i a n o di q u e l r e l a t i v i s m o . È significa- t i v o c h e la posizione. T u t t a l ' a n t e riore o p e r a di P l a t o n e è q u i r i c h i a m a t a c o n l ' e v i d e n t e i n t e n z i o n e di s o t t o l i n e a r e l a n e c e s s i t à di t e n e r l a p r e s e n t e . P o i c h é il T e e teto mira anche a porre i fondamenti di u n a diairesis e q u i n d i di u n a l o g i c a f o r m a l e . la p o s i z i o n e di P r o t a g o r a . q u e s t a è s o l o p o s s i b i l e sul p i a n o d e l l a d i a l e t t i c a filosofica della R e p u b b l i c a e a t t r a v e r s o la s u a a s c e s a a l l ' i d e a filosofo contrappo- del b e n e .f o r m a l e . n o n a p p e n a cioè si c o n s i d e r a u n ' o p i n i o n e c o m e c e n t r a l e a n c h e le o p i n i o n i c o n t r a r i e a q u e s t a d e v o n o essere poste il c o m e tali. di c i ò c h e è p i ù u t i l e e m e n o u t i l e . L a d i s g r e s s i o n e di S o c r a t e s u l s t o a g l i u o m i n i d e l l a s a g g e z z a p r a t i c a a c q u i s t a c o s ì il s u o p i e n o significato se si p e n s a c h e c o n n e t t e il T e e t e t o c o n la R e p u b b l i c a e quindi c o n tutti i dialoghi socratici in cui d o m i n a l ' e s i g e n z a di u n a d i a l e t t i c a a s c e n d e n t e . I l m e d i c o c h e c o m p i e l ' i n v e r s i o n e d e l l e s e n s a z i o n i s u p e r a g i à il p i a n o d e l l e s e n s a z i o n i . L a s t e s s a c o s a v a l e p e r il sofista i n r a p p o r t o a l l e l e g g i d e l l a s u a c i t t à : se la s u a r e t t o r i c a t e n d e a far a c c e t t a r e u n a m a g g i o r e u t i l i t à v u o l dire c h e egli h a l ' i d e a di q u e s t a u t i l i t à .p a s s a r e la s u a p o s i z i o n e r e l a t i v i s t i c a . s p e - . A l t r i m e n t i l a s u a r e t t o r i c a p u ò essere s o l o giustificata d a l l a v o l o n t à di far p r e v a l e r e il s u o p u n t o di v i s t a .

Si noti il p a s s o s e g u e n t e e si v e d r à c o m e i n esso sia v i v o il t o n o ed il c o n t e n u t o dei d i a loghi socratici: « C i sono due modelli. u o m i n i d e l l a p r a t i c a . a q u e l l i si r i m a n d a c o n questa parentesi sul filosofo. nel s e n o d e l r e a l e : l ' u n o d i v i n o e felice. F e d o n e e R e p u b b l i c a form a n o il t o n o d i q u e s t o p a s s o c o m e d e g l i altri d e l l o stesso g e n e r e s p a r s i i n q u e s t a a p o l o g i a del filosofo (cfr. S e si p e n s a p o i a c i ò c h e si è n o t a t o z i o n e tra filosofo e sofista si c o m p r e n d e r à sull'opposi- a n c o r m e g l i o lo cui s c o p o di u n i f i c a z i o n e d e l l ' i n t e r e s s e d e i v a r i d i a l o g h i a t e n d e il p a s s o i n q u e s t i o n e . i s a g g i d e l l a p r a t i c i t à ) se n e a c c o r g o n o a f f a t t o : la loro estrema non irragionevolezza rendersi i m p e d i s c e a d essi d i a c c o r g e r s i c h e n o n f a n n o c h e simili a l s e c o n d o m o d e l l o c o n le l o r o i n g i u s t e a z i o n i e c h e perdono ogni rassomiglianza c o n il p r i m o . il c o n t e n u t o g e n e r a l e dei d i a l o g h i a n t e r i o r i . 1 7 5 E .cialmente ora che l'interesse si d i r i g e s o p r a t u t t o v e r s o la c o n o s c e n z a d e l m o n d o sensibile. M a noi d i r e m o l o r o c h e . che sintetizza in una apologia del v e r o saggio contrapposta a l l ' a p o l o g i a di P r o t a g o r a . o caro amico. 482 C . 1 7 6 D .1 7 7 A ) . È d a n o t a r e d ' a l t r a p a r t e il p o s sibile raffronto c o n il d i s c o r s o c o n t r o i filosofi c h e t r o v i a m o n e l G o r g i a ( G o r . la r e g i o n e l i b e r a d a o g n i m a l e n o n li r i c e v e r à i n n e s s u n c a s o e c h e i n q u e s t o m o n d o essi n o n f r e q u e n t e r a n n o a l t r e c o m p a g n i e se n o n q u e l l e a c u i si s o n o resi simili. l ' a l t r o p r i v o di D i o e p i e n o di m i s e r i e . essi. 1 7 3 A B ) . n o n s a p r a n n o v e d e r e c h e discorsi d e l t u t t o insensati » ( 1 7 6 E . se n o n si l i b e r a n o d a l l a l o r o p r a t i c i t à . S o c r a t e q u i n o n p o t e v a rip r o d u r r e t u t t e le p o s i z i o n i dei d i a l o g h i s o c r a t i c i appunto p e r c h è il s u o c o m p i t o è di p o r r e il f o n d a m e n t o di u n a d i a i resis. ed in questi avvertimenti. U n a tale l i b e r t à nel t r a t t a r e l ' a r g o m e n t o e u n tale r i c o n o s c i m e n t o d e l v a l o r e p o s i t i v o d e l l a . I r i m p r o v e r i ed i s a r c a s m i di G o r g i a s o n o q u i . L a loro puni- z i o n e è la l o r o v i t a stessa v i s s u t a s e c o n d o il m o d e l l o a c u i si r e n d o n o s i m i l i .486 D ) . q u a s i p a r a l l e l a m e n t e . a s s u n t i c o m e v i r t ù d e l l ' u o m o di p e n s i e r o . M a essi (i p i ù . q u a n d o s a r a n n o m o r t i . u o m i n i b a s s i e v i l i c h e solo i v i l i frequentano. 1 7 6 A B .

d e l s u o interesse p e r la d o x a . N o n c ' è b i s o g n o d u n q u e di d i f e n d e r s i d a G o r g i a . p r o p r i o nella d i a l e t t i c a d i s c e n d e n t e e n e l l ' i n t e r e s s e s e m p r e p i ù v i v o p e r il m o n d o d e l m o l t e p l i c e . m a n o n s e m p r e r a g g i u n g e il s u o s c o p o ( 1 7 8 A ) . di r a g g i u n g e r e l'uti- lità. r i p r o v e v o l e : cioè la n o n c i t à d e l filosofo è t a n t o p i ù q u i a f f e r m a b i l e in q u a n t o p o n g o n o nel d i a l o g o i f o n d a m e n t i d e l l a s u a stessa praticità. La ripresa critica dell'arbitraria estensione della d o x a serie di viene passi d o p o l ' a p o l o g i a d e l filosofo in u n a c h e r i p r e n d o n o la d i s c u s s i o n e i n t e r r o t t a e c h e ripresentano a n c o r a p i ù e n e r g i c a m e n t e l ' e s i g e n z a di u n i v e r s a l i t à d e l p e n siero c h e o r a s a p p i a m o r i c o l l e g a r s i c o n la t r a t t a z i o n e Repubblica e dei d i a l o g h i s o c r a t i c i . p e r o r g a n i z z a r l e e d i r i g e r l e s e c o n d o verità. c o m e s a p p i a m o . c o n le s u e l e g g i . d a l p u n t o di v i s t a filosofico.proverbiale indifferenza d e l filosofo v e r s o la v i t a pratica s o n o p e r P l a t o n e t a n t o p i ù p o s s i b i l i in q u a n t o nella R e p u b b l i c a h a p i ù v o l t e insistito. i s u o i stessi s a r c a s m i d i v e n t a n o l o d i : a d i f e n d e r e il filosofo dal- l ' a c c u s a di a s t r a t t e z z a è sufficiente l ' i n t e r e s s e c h e il d i a l o g o stesso d i m o s t r a p e r il m o n d o d e l l a sensibilità. d a c u i s o n o saliti. L ' e s i g e n z a di q u e s t a d i s c e s a si e s p r i m e . Il tema c h e s a r à i n s e g u i t o s v i l u p p a t o è qui seche i m p l i c i t o : c o m e è p o s s i b i l e l ' e r r o r e ? L a tesi p r o t a g o r e a c o n d o c u i t u t t o è v e r i t à n o n d i c e nello stesso t e m p o . L a c i t t à c e r c a . d i c u i si v u o l v e d e r e i n q u a l s e n s o sia p o s s i b i l e u n a s c i e n z a ed i n q u a l s e n s o p o s s a q u i n d i r i c o l l e g a r s i c o n l ' i d e a l e e t i c o a c u i t e n d e la d i a l e t t i c a d e l l a Repubblica. P e r c i ò è q u i possibile un atteggiamento che nella Repubblica sarebbe pratisi a p p a r s o . della la Nella Repubblica r i c e r c a della g i u s t i z i a era b a s a t a s u l s u o d i s t i n g u e r s i d a c i ò c h e n o n è g i u s t i z i a . s o t t o certi a s p e t t i . I l f a t t o s t e s s o c h e sia possibile u n c o r rompersi dello Stato e che questo corrompimento sia r i c o - n o s c i b i l e è la p r o v a d e l c a r a t t e r e r a z i o n a l e dello S t a t o c o m e i d e a . sul d o v e r e c h e h a n n o i filosofi di r i d i s c e n d e r e n e l l a c a v e r n a delle o m b r e . N o n t u t t e le o p i n i o n i s o n o d u n q u e v e r e m a è possibile u n ' o p i nione falsa.

t u t t o è e r r o r e ? E n o n si p o n e p e r c i ò c o m e n e c e s s a r i a . I l m e d i c o d o v r à p e r e s e m p i o s a p e r e c o n p i ù s i c u r e z z a d e l m a l a t o se l a f e b b r e p o t r à o non potrà sopraggiungergli. n e l l a s u a e s i g e n z a di u n i v e r s a l i t à . Così sarà l'agricoltore che giudicherà della futura d o l c e z z a o a m a r e z z a del v i n o . « I l m e z z o di f a r e a c c e t t a r e p i ù u n i v e r s a l m e n t e a n c o r a c o n c l u s i o n i s a r e b b e c h e la q u e s t i o n e a b b r a c c i a s s e queste l'intera e s t e n s i o n e d e l l ' i d e a l i t à in c u i r i e n t r a l ' u t i l e . u n a d i s t i n z i o n e tra le s e n s a z i o n i s e c o n d o i r a p p o r t i c h e q u e s t e a s s u m o n o di fronte a l c o n o s c e r e ? A p p l i c a r e l ' u t i l e n o n è p o s s i b i l e se n o n si sa c h e c o s a è l ' u t i l e . L ' e s t e n s i o n e d e l l ' i d e a a c c o g l i e q u i n d i il t e m p o in sè stessa e l o t r a s c e n d e n e l l a s u a u n i v e r s a l i t à . da p a r t e d e l p e n s i e r o . L a v e r a u n i v e r s a l i t à d e l p e n s i e r o sta a p p u n t o in questa distinzione per cui l'utile è accettato per la s u a v e r i t à e n o n p e r l ' o p i n i o n e c h e il r e t o r e v u o l e i m porre. c o m e s a p p i a m o dai dialoghi socratici. A d una indagine più approfondita il p r o b l e m a ap- pare anche da un altro aspetto che lo ricongiunge al p u n t o di v i s t a m o b i l i s t i c o di P r o t a g o r a . S o c r a t e s v i l u p p a q u e s t a tesi. essa si e s t e n d e infatti a n c h e a l l ' a v v e n i r e » ( 1 7 8 A ) . c o n il m o v i m e n t o assoluto da cui invece Protagora pretende di d e r i v a r e la . altrimenti resta i n g i u s t i f i c a t a la s u a a r e t é . Ogni arte. è tale in q u a n t o ha un v a l o r e ideale e rimanda all'idea del bene. I l c r i t e r i o p e r g i u d i c a r e d e l l e c o s e future P r o t a g o r a n o n p u ò t r o v a r l o nella s u a p o s i z i o n e r e l a t i v i s t i c a . M a il p r o b l e m a c h e s o t t o stà a q u e s t a t r a t t a z i o n e è p i ù v a s t o : il p e n s i e r o n o n si c o n cilia. O r a è e v i d e n t e c h e l ' u t i l i t à i n q u a n t o si r i c o l l e g a alle e s i g e n z e d e l m o n d o d e l l e i d e e è i n dipendente e superiore non solo in rapporto alla molteplic i t à s p a z i a l e m a a n c h e in r a p p o r t o a q u e l l a t e m p o r a l e . F i n c h é si resta s u l p i a n o d e l m o v i m e n t o n o n si p u ò r a g g i u n g e r e u n a v e r i t à u n i v e r s a l e : il p u n t o di v i s t a p r o t a g o r e o n o n p o t r à m a i d i v e n tare scienza in q u a n t o è costretto a restare legato al t e m p o ed a l l ' e m p i r i c i t à d e l t e m p o . C o n e s e m p i di c a r a t t e r e eguale a quello dei d i a l o g h i s o c r a t i c i . m a n o n si sa c h e c o s a è l ' u t i l e se n o n si p u ò d i s t i n g u e r e d a ciò c h e n o n è u t i l e .

La terza critica.s c i e n z a . I l Sofista c i d a r à la c r i t i c a d e l l a s t a b i l i t à e l e a t i c a . C h e c o s a significa. I s u o i sostenitori p i ù energici sono gli appartenenti stato fatto tesi v i e n e r i c o l l e g a t a c o n l e a n t i c h e c o s m o g o n i e c o m e g i à è n e l C r a t i l o . d i c e S o c r a t e . L ' a c c e n n o a Parmenide spinge Teetet o a c h i e d e r e u n a d i s s e r t a z i o n e i n p r o p o s i t o d e i sostenitori d e l l ' u n i t à m a S o c r a t e si rifiuta d i c e n d o c h e n o n è il c a s o d i richiamare l ' o c e a n o di discorsi c h e noi a b b i a m o g i à tentato di a t t r a v e r s a r e e r i c o r d a . d o v e la super essenza dell'unità viene giudicata trascendente al m o v i m e n t o e al rip o s o . m a la v i s t a s t o r i c o la tesi d e l m o v i m e n t o . m a g i à il P a r m e n i d e a v e v a a c c e t t a t o il m o v i m e n t o d e l s u o significato p o s i t i v o . di a l t e r a z i o n e e d i t r a n s l a z i o n e ( 1 8 1 A ) . p e r c i ò o g n i s e n s a z i o n e è i m p o s s i b i l e in q u a n t o o g n i s u o c o n t e n u t o è eternamente fluttuante. S i a p r e così l a v i a a l l a t e r z a c r i t i c a d i S o c r a t e c h e r i g u a r d a a p p u n t o il m o v i m e n t o . L a d i s t i n z i o n e t r a m o v i m e n t o d i a l t e r a z i o n e e d i t r a n s l a z i o n e si r i t r o v a t a l e e q u a l e nella p r i m a ipotesi d e l P a r m e n i d e (138 C ) . Si noti o r a c h e la tesi d e l m o v i m e n t o v i e n e c r i t i c a t a i n q u a n t o si p r e t e n d e d i d e d u r r e ma d a l m o v i m e n t o la s c i e n z a . m u o v e ? S i tratta in realtà di d u e forme di m o v i m e n t o . il s u o a n t i c o i n c o n t r o c o n P a r m e n i d e e la s u b l i m e p r o f o n d i t à d e l d i a l o g o a cui questi partecipò. I n c o n t r a p p o s i z i o n e a i sostenitori dire c h e t u t t o si d e l m o v i m e n t o v i e n e p o s t a la s c u o l a d i P a r m e n i d e e d i M e lisso. c o m e s a p p i a m o . Il m o n d o . L a s e c o n d a ipotesi p e r ò c i d i r à c h e l ' u n o p u ò n e l l o stesso t e m p o e m u o v e r s i e essere i n r i p o s o : il m o v i m e n t o viene q u i accettato d a u n punto di vista ideale. c h e il m o v i m e n t o n o n v i e n e c r i t i c a t o i n sè stesso e gli v i e n e p i u t t o s t o c o n t r a p p o s t a c o m e c o r r e t t i v o l a tesi d e l l ' i m m o b i l i t à a c u i si a g g i u n g e u n d i r e t t o r i c h i a m o a l P a r m e n i d e . C i ò c h e si m u o v e si m u o v e i n sè stesso e i n r a p p o r t o a g l i altri. L e sensazioni non potranno dunque mai dare la scienza. — S o c r a t e r i c h i a m a d a u n p u n t o d i a l l a s c u o l a e r a c l i t e a .

è quindi anche qui potenzialm e n t e p r e s e n t e . Il problema dell'errore. il p r o b l e m a del m o v i m e n t o era stato ripreso nel P a r m e n i d e . — L ' u l t i m a c r i t i c a d i S o c r a t e a l l a nettamente positivo. I l m o v i m e n t o del sensibile è assolutamente relativo. I l m o n d o i d e a l e si m u o v e p u r r e s t a n d o t a l e .d e l l e i d e e si m u o v e s e n z a a l t e r a r s i . il s u o m o v i m e n t o p u ò essere c o n o s c i u t o i n q u a n t o m o v i m e n t o i d e a l e m a p u ò essere c a u s a d i errore p r e c i s a m e n t e . d a questo punto d i v i s t a . r e s t a n d o p u r s e m p r e sè stesso e m a n t e n e n d o l a s u a p e r f e z i o n e . i n c u i il m o v i m e n t o d i v e n t e r à c a u s a d e l l'errore e quindi non più positivo m a negativo. I l sensibile n o n v e r r à p i ù c o n s i d e r a t o o r a nella s u a r e l a t i v i t à m a . Il m o v i m e n t o p u ò d u n q u e essere c o n s i d e r a t o d a d u e p u n t i di v i s t a : i n q u a n t o è g i u s t i f i c a b i l e i d e a l m e n t e e d i n q u a n t o è negativo rispetto alla scienza e quindi causa d'err o r e . c o m e la d o x a p u ò essere g i u d i c a t a v e r a o f a l s a . La c o n t r a p p o s i z i o n e stessa t r a E r a c l i t o e Parmenide l a s c i a s u p p o r r e c h e la p o s i z i o n e di P l a t o n e è nella c o n c i l i a z i o n e d e i d u e p u n t i di v i s t a . F i n q u i noi sappia- equivalenza posta da Teeteto tra sensazione e scienza riveste u n c a r a t t e r e m o c h e il p e n s i e r o p o n e c o m e a s s o l u t a m e n t e r e l a t i v o il p i a n o d e l s e n s i b i l e e c h e n e l l o stesso t e m p o è c o s t r e t t o a s u p e r a r l o se v u o l d e r i v a r e d a esso u n a c o n o s c e n z a . c h e in seguito sarà chiaramente posto da Socrate. I n o g n i c a s o l a g i u s t i f i c a z i o n e d e l m o v i m e n t o delle i d e e n o n significa c h e l a s c i e n z a d e rivi dalla sensazione: anzi. è anteriore al significato di n e g a t i v o e p o s i t i v o c h e g l i si p u ò a t t r i b u i r e d a u n p u n t o d i v i s t a r a z i o n a l e e m a i d a esso si p o t r à d e r i v a r e u n a s c i e n z a s e n z a v e d e r e i n c h e senso il m o v i m e n t o è comprensibile come razionalità e in c h e senso è invece causa d ' e r r o r e . si noti b e n e . nella sesta ipotesi. La quarta critica. S o c r a t e m a n t i e n e s e m p r e s a l d a la s u a p o s i z i o n e della r e l a t i v i t à a s s o l u t a d e l sensibile c h e q u i v i e n e r i c o n f e r m a t a d a u n n u o v o p u n t o di v i s t a . il m o n d o esistente si m u o v e e p u ò n a s c e r e e m o r i r e .

genza unitaria L a n e c e s s i t à di r i p o r r e l ' e s i nega- d e l p e n s i e r o c h e c o n la s u a f u n z i o n e t i v a sul m o l t e p l i c e c r e a c o n t i n u a m e n t e u n s a p e r e . in q u a n t o Il principio traal fa v a l e r e d i fronte m o m e n t o della m o l t e p l i c i t à l ' e s i g e n z a di u n s a p e r e ce e unitario. c o m e il t e r m i n e nella s u a affinità giustamente con Somaieutico Teeripre- personale s u c u i a g i s c e il m e t o d o quale a p p l i c a z i o n e in atto del m e t o d o trascendentale. i n m o d o c h e le s e n s a z i o n i si r i v e l i n o . M a di fronte a q u e s t a n u o v a m o l t e p l i c i t à c h e è s t a t a posta dal pensiero proprio per salvaguardare la propria p u r e z z a u n i t a r i a . scendentale c o m e l e g g e . è T e e t e t o c h e si p o n e . c o m e g i à è a v v e n u t o a p r o p o s i t o della g i u s t i f i c a z i o n e d e l p i a n o del sensibile. s e c o n d o c e r t e d e t e r m i n a t e regole logiche. della s u s s u n z i o n e d e l m o l t e p l i c e in u n a t t o c o n o s c i t i v o c h e p o s s a i n esso. D a T e o d o r o non nasce sapere. distin- g u e r e e v a l u t a r e le c o n n e s s i o n i s e c o n d o c u i i d a t i sensibili si d i r i g o n o e si r a g g r u p p a n o . È a n c o r a il p r i n c i p i o t r a s c e n d e n t a l e scere che. come a v e v a posto la relatività del conodel del piano s e n s i b i l e .in quanto p u ò essere o r g a n i z z a t o d a l p e n s i e r o . era s c e s o a l p o s t o di s e m p l i c e a s c o l t a t o r e d o p o l ' a p o l o g i a di P r o t a g o r a . s e n z a c h e u n r e s u l t a t o v e r a m e n t e n u o v o d e r i v a s s e dalla discussione. attraverso il c o n t i n u o g i u o c o tra molteplicità . crate. T e o d o r o era l ' i n t e r l o c u t o r e p i ù a d a t t o a c u i S o c r a t e si p o t e s s e r i v o l g e r e p e r c r i t i c a r e e r i p o r r e nei s u o i v e r i a s p e t t i la tesi p r o t a g o r e a . solutamente deve dapprima relativo. come fanta- s i a . r i p o r t a nella s c e n a d e l d i a l o g o il g i o v a n e T e e t e t o il q u a l e . si r i p o n e l ' e s i g e n z a d e l l ' u n i f i c a z i o n e . nella a s s o l u t a relatività della doxa. in quanto atto l ' i n t u i z i o n e p u ò essere a s s u n t a c o m e c o n t e n u t o di u n i n t e l l e t t i v o . sostituito d a T e o d o r o . così p o n e di fronte a l l a m o l t e p l i c i t à delle s e n s a z i o n i l ' e s i g e n z a di u n p r i n c i p i o u n i t a r i o . t e t o r i t o r n a c o s ì in s c e n a n o n a p p e n a la d i s c u s s i o n e s e n t a la n e c e s s i t à di c r e a r e u n n u o v o p u n t o di v i s t a p o s s i bile proprio e unità. come sempli- p o r r e il m o l t e p l i c e c o m e a s contrapposto all'unità imma- n e n t e n e l l ' a t t o d e l c o n o s c e r e .

noi p e r c e p i a m o usantutti i sensibili » (184 D ) . M a l'esempio degli occhi ha semplicemente il v a l o r e di u n p a r a g o n e . P e r c i ò S o c r a t e si r i v o l g e r à a T e e t e t o « ed a l l e s u e c o n c e z i o n i s u l l a s c i e n z a » d a c u i t e n t e r à « di l i b e rarlo per m e z z o della sua arte maieutica » (184 B ) . l'equivalenza ancora una cioè volta. l'audizione d a l l e o r e c c h i e . la v i s i o n e è data sono dagli occhi.L'oggetto della discussione. D a d o v e proviene l'unificazione? Il primo tere c o m u n e c h e il p e n s i e r o r i c o n o s c e tra carat- d u e sensibili è che a m b e d u e sono (185 A ) . I n q u e s t o m o d o v i e n e g i à assunta la s e n s a z i o n e s o t t o l ' a t t i v i t à d e l c o n o s c e r e di essa è o r a p o s sibile dire c i ò c h e n o n si p u ò dire d e l l a f a n t a s i a : è o n o n è (185 E ) . ad a m b e d u e è applicabile quindi la c a t e g o r i a d e l l ' e s s e r e . assolutamente r e l a t i v e . sarà riposta p i ù c o m e a m p l i f i c a z i o n e dei p u n t i di v i s t a d a c u i si p u ò a c c e t t a r e il s u o r e l a t i v i s m o e rifiutare l a s u a p r e t e s a di v a lere c o m e c o n o s c e r e . Ogni sensazione. a n i m a o c o m e si v o g l i a c h i a m a r l a . oltre c h e di essere e di n o n . come sappiamo. Teeteto c o m p r e n d e subito ciò a cui v u o l e arrivare Socrate: il p e n s i e r o c o m p r e n d e il sensibile e r i c o n o s c e il forma il s u o essere s u p e r a n d o la s u a r e l a t i v i t à in q u a n t o sensibile c o n le c a t e g o r i e i d e a l i . c o m e p u ò a l l o r a il pensiero sensa- c o n o s c e r e q u a l c o s a c h e si formi d a l l ' i n s i e m e di p i ù z i o n i distinte dei r e l a t i v i o r g a n i di senso? V e d e r e ciò c h e in uno stesso d a t o l e g a le s e n s a z i o n i della v i s t a c o n quelle del d e l l ' u d i t o n o n s a r à m a i p o s s i b i l e se si resta sul p i a n o sensibile. le s e n s a z i o n i d i v i s e d a g l i o r g a n i di s e n s o . per esempio. ad gli o c c h i . d o v e t u t t e le sensazioni c o n v e r g o n o insieme e per m e z z o della quale. alla vista. dice Socrate. O r a gli o c c h i c h e c o s a s o n o se n o n il m e z z o c o n c u i noi v e d i a m o ? P e r m e z z o di essi noi r a g g r u p p i a m o le s e n sazioni visive. m a p e r v e d e r e se a t t r a v e r s o lo s v i un l u p p o della c r i t i c a è p o s s i b i l e d e r i v a r e d a essa a n c o r a r e s u l t a t o p o s i t i v o . L e s e n s a z i o n i s o n o s l e g a t e tra l o r o e. è possibile in quanto essa c o r r i s p o n d e un o r g a n o . L a c o n c l u s i o n e è c h e « c ' è u n ' i d e a u n i c a . tra non scienza e sensazione. d o le s e n s a z i o n i come strumenti.

S o l o il r a g i o n a m e n t o p u ò inoltre v a l u t a r e fino a che punto una . è l ' a n i m a c h e . ricercata nel s e n s i b i l e . se n o n la si r a g g i u n g e . « uomini e bestie hanno il p o t e r e d e l l a s e n s a z i o n e p e r o g n i i m p r e s s i o n e c h e . la s c i e n z a n o n v a dunque sensibile. qui ancora ragionale s e n s a - indeterminato. L a categoria prim a . la s c i e n z a è i m p o s s i b i l e .essere. C i ò n o n u n s e n s o d o g m a t i c o m a significa c h e s o l o la r a g i o n e ha può a p p l i c a r e la c a t e g o r i a d e l l ' e s s e r e : il s e n s i b i l e c o m e tale è al di l à di q u e s t a c a t e g o r i a ( 1 8 6 C D ) . m a nell'atto che pone il u c o n cui l ' a n i m a s'applica sola e direttamente a l l o s t u d i o d e g l i esseri » ( 1 8 7 A ) . P e r c i ò è il p e n s i e r o c h e p u ò a f f e r m a r e c i ò c h e è o n o n è e s o l o il p e n s i e r o p u ò a t t r i b u i r e o n o la c a t e g o r i a d e l l ' e s s e r e . S i c o n c l u d e p r i m a di t u t t o c h e le s e n s a z i o n i p o s s o n o d i v e n t a r e il c o n t e n u t o d e l l ' a t t o d e l c o n o scere c h e le r e g o l a s e c o n d o le s u e c a t e g o r i e . Esse sono d u n q u e a priori. nel S o f i s t a . a t t r a v e r s o il c a n a l e d e l c o r p o . i n q u a n t o p e r m e t t o n o il c o n o s c e r e . « a u t é dia a u t é s ». d i i d e n t i t à e di differenza e c o s ì di s e g u i t o ( 1 8 5 D ) . di s o m i g l i a n z a e di d i s s o m i g l i a n z a . si i n c a m m i n a v e r s o l ' a n i m a . dice Socrate. a p p l i c a le idee c o m u n i . c o m e v e d r e m o . Q u i si p r e t e n d e d a T e e t e t o s e m p l i c e m e n t e il r i c o n o s c i m e n t o c h e l ' e s s e r e n o n è u n d a t o r e a l i s t i c o . o s o n o a p r i o r i ? Q u e s t e c a t e g o r i e ( k o i n à ) n o n h a n n o c o m e i sensi u n o r g a n o l o r o p r o p r i o . d a l s e n s i b i l e . quella che ha m a g g i o r e estensione è l'essere (186 A ) e la p r o b l e m a t i c a d e l l a s u a a p p l i c a z i o n e e d e i s u o i r a p p o r t i c o n le i d e e v e r r à s t u d i a t a . L a verità si c o n q u i s t a c h e nella s u a e s s e n z a e nella s u a t o t a l i t à e. M a i ragionamenti che confrontano queste impressioni nel loro rapporto con l'essere » appartengono all'anima e si r a g non g i u n g o n o attraverso l'esercizio e lo studio. I l m e n t o solo p u ò p r e d i c a r e l ' e s s e r e c o n f r o n t a n d o zioni : questo « c o n f r o n t a r e ». C o m e è f a c i l e v e d e r e le c o n c l u s i o n i di S o c r a t e s o n o di d e c i s i v a i m p o r t a n z a . O r a q u a l e è l ' o r g a n o c h e c o n o s c e q u e s t e c a t e g o r i e ? S o n o esse d e r i v a b i l i . d i v e n t e r à p i ù t a r d i il d i v i d e r e d e l m e t o d o d i a i r e t i c o . I n conclusione.

della sistematica filosofica d e l sensibile a t svolgendo dal traverso l'atto categoriale. atto conoscitivo trascende continuamente Parmenide. m a è s t u d i o d i q u e s t o oggetto.— 20I — c o s a è utile e si a l l u d e q u i d i r e t t a m e n t e a l l a d i a l e t t i c a a s c e n dente del metodo filosofico c h e r i c o l l e g a le d i v e r s e aretaì c o n l'idea del bene. non a c c e t t a p a s s i v a m e n t e il s u o o g g e t t o . questo o quel contenuto si v i e n e P e r c i ò T e e t e t o n o n p o t r à m a i aff e n o m e n o l o g i c o d e l c o n o s c e r e afche non è scienza. Si rimanda principio trascendentale. i n q u a n t o ogni suo partico- lare contenuto. l'atto trascendentale c o n u n a delle s u e f o r m e f e - . — L ' a t t o i n c u i si c r e a e si e s p r i m e l a semsupera scienza è dunque l'atto trascendentale che. i n t a n t o T e e t e t o c o n o s c e . si d o x a z e i n . così c o n t i n u a m e n t e può determinare sè stesso. l'esercizio dialettico a cui consigliava u n farsi c o n t i n u o di sè e d e i p r o p r i i c o n t e n u t i . Perciò la come s c i e n z a n o n è d a t a . dogmatiche f e r m a r e c h e l a s c i e n z a è q u e s t o o q u e l l o . quindi alla unificatotalità z i o n e delle i d e e n e l l ' u n i t à . L'essere è la conseguenza dello studio c h e l'anima compie e questo studio è la scienza c o m e principio t r a s c e n d e n t a l e c h e p o n e v i a v i a c o m e s u o o g g e t t o le p a r t i colari forme del conoscere. c o m e il g i u d i c a r e : d i c e T e e t e t o . si c r e a il della maieutica di La scienza come giudizio. i n m o d o c h e S o c r a t e sia c o s t r e t t o a superarlo ed a negarlo riaffermando Teeteto svolge continuamente suo sapere sotto la continua Socrate. s a . n è p o t r à m a i esserlo. A n c o r a u n a v o l t a il c o n o s c e r e v i e n e identificato c o n u n a delle s u e f o r m e p a r ticolari. Q u e s t ' a t t o . I limiti d i comprensione di Teeteto sono subito chiaramente posti: la s c i e n z a è il g i u d i z i o i n q u a n t o d o x a z e i n . p o t r à solo p o r r e f e r m a n d o c h e è s c i e n z a . superando p r e il d e t e r m i n a t o c o n t e n u t o c h e p o n e c o m e s a p e r e . comprensione quale categorie. Il conoscere non è u n dato. Sapere è proprio questo sapere e non sapere e in quanto le s u e p o s i z i o n i influenza nella l o r o a p o r é t i c a . il metodo diairetico e il problema dell'errore. sensazioni.

qualsiasi nome abbia. p a r a g o n a n d o le o p i n i o n i . p r a g m a t e u e t a i p e r ì ta o n que- ta » ( 1 8 7 A ) . per nella cui sensazione l ' a n i m a . c o m e a b b i a mo precedentemente v i s t o . d i s v o l g e r l o e. d a sola e d i r e t t a m e n t e . L a p o s i z i o n e di T e e t e t o p e r m e t t e r à d'altra p a r t e d i s v o l g e r e d a essa u n p a r t i c o l a r e s a p e r e . n a t u r a l m e n t e . N o n c ' è b i s o g n o q u i n d i di s u p e r a r e la d o x a p e r g i u d i c a r e : il g i u d i z i o è l ' a p p l i c a r s i della d o x a e la d o x a stessa i n q u e s t o s u o a p p l i c a r s i è v e r i t à . T e e t e t o q u a n d o d i c e d o x a z e i n n o n se l ' è p o s t o : esso è g i à d a t o p e r lui nel f a t t o di o p i n a r e v e r o . M a è nello stesso t e m p o e v i d e n t e c h e T e e t e t o n o n v a oltre il c o n c e t t o di d o x a . S i è s p e s s o t e n t a t o di r i c o n o s c e r e in q u e s t o d o x a z e i n del T e e t e t o u n s e n s o d i v e r s o d a l senso c h e comunemente da viene attribuito al v e r b o da P l a t o n e . il g i u d i z i o s a r à l ' a t t o c h e . d o x a z e i n significa a v e r e u n ' o p i n i o n e ed in questo s e n s o è s t a t o g i à p i ù v o l t e u s a t o il v e r b o n e l l e precedenti p a g i n e del T e e t e t o . egli h a r i c o n o s c i u t o c h e il c o - n o s c e r e si s v o l g e a t t r a v e r s o le c a t e g o r i e . si f o r m a u n ' o p i n i o n e s u di esse. dunque le p e r T e e t e t o il l a v o r o d e l l ' a n i m a paragonando s e n s a z i o n i . E g l i r i s p o n d e a S o c r a t e il q u a l e aveva affermato « ma c h e la s c i e n z a n o n si p u ò t r o v a r e nell'atto. T e e t e t o h a u n a c e r t a i d e a di q u e s t a r e l a z i o n e p o i c h é . di s u p e r a r l o . Esso indica quando.n o m e n o l o g i c h e . P e r c i ò egli c o n c l u - . g i u d i c a q u a l e di esse sia v e r a e q u e sto a t t o è il d o x a z e i n . T e e t e t o n o n sa t r o v a r e a l t r o n o m e p e r sta a t t i v i t à d e l l ' a n i m a che doxazein. né v e r a né f a l s a . I l m o d o c o n c u i T e e t e t o i n t e n d e il g i u d i z i o resta l e g a t o a l m o d o c o n c u i egli i n t e n d e la d o x a . q u e s t o f o r m a r s i u n ' o p i n i o n e è p o i in r e l a z i o n e a l l o s t u d i a r e ta o n t a . P o i c h é q u e s t a è l ' o p i n i o n e . O r a è e v i d e n t e c h e T e e t e t o c o l s u o n u o v o d o x a z e i n n o n i n t e n d e p i ù il v e r b o nel s u o s e m p l i c e s e n s o di a v e r e u n a o p i n i o n e . e c o m e t a l e n o n è. I l p r o b l e m a d e l criterio c o n c u i il p e n s i e r o d i v i d e il falso d a l v e r o . I n q u a n t o deriva doxa. sul p i a n o d e l p e n s i e r o . A v e r e u n ' o p i n i o n e è affermare q u a l c o s a su u n g r u p p o di s e n s a z i o n i in rap- p o r t o alle c a t e g o r i e : o p i n a r e d i v e n t a d u n q u e g i u d i c a r e .

è s e m p r e v e r a . c h e q u a n d o il g i u d i z i o d i c e è o n o n è a p p l i c a la c a t e g o r i a d e l l ' e s s e r e a q u e s t o o a q u e l d a t o c h e n o n di p e r sè stesso è o n o n è. essa c o n o s c e c i ò c h e è. sul s u o p i a n o . M a è p o s s i b i l e u n a s e n s a z i o n e s e n z a il s u o c o n t e n u t o ? C ' è d u n q u e una r e a l t à oltre il sensibile? È i n essa il criterio del v e r o e del falso. già d o g m a t i c a m e n t e d a t o . i n c u i noi d i c i a m o c h e u n o di n o i giudica falsamente e l'altro giustamente. q u a n d o il d a t o n o n c ' è .de: scienza è l'opinione v e r a . affermiamo noi c h e q u e s t a d i s t i n z i o n e (di g i u s t o e falso) esiste in n a t u r a ? » (187 E ) . c h e la s c i e n z a sia s e m p r e s a p e r e . D i fronte a q u e s t a r i c a d u t a S o crate ripone immediatamente la s u a p o s i z i o n e trascenden- t a l e . C o s ì T e e t e t o c o r r e il r i s c h i o di d o g m a t i z z a r e di n u o v o q u e l p i a n o d e l sensibile di c u i g i à a v e v a r i c o n o s c i u t a la a s s o l u t a r e l a t i v i t à e di c u i g i à a v e v a c r i t i c a t o l ' a s p e t t o r e a l i s t i c o . è u n p r e n d e r e l ' e s sere d o v e c ' è e farlo d i v e n t a r e c o n o s c e r e . Il d o x a z e i n ha d u n q u e un d o p p i o s i g n i f i c a t o c h e giustifica la s u a d o p p i a interpreta- z i o n e : esso t e n d e a d i v e n t a r e g i u d i c a r e . S e m b r a d u n q u e . T e e t e t o n o n v e d e c h e è la c a t e g o r i a d e l l ' e s s e r e c h e p u ò p e r m e t t e r e la d i s t i n z i o n e tra v e r a e falsa d o x a . n o n si sa. E g l i n o n s ' a c c o r g e . in a l t r e p a r o l e . e i n q u a n t o n o n c ' è il c o n o s c e r e n o n p u ò s v i l u p p a r si? T e e t e t o d o v r e b b e r i s p o n d e r e affermativamente a tutte queste d o m a n d e e perciò dovrebbe concludere che conoscere . Teeteto risponde affermando. p e r c h è i n q u a n t o s e n s a z i o n e è s e m p r e d a t o se l ' o p i n i o n e . m a p o n e u n g i u d i z i o c h e n o n esce d a l l a d o x a e c o m e t a l e v i e n d e t t o o p i nare. c ' è la s e n s a z i o n e e q u i n d i il c o n o s c e r e . Il v e r o e il f a l s o s o n o q u i n d i c o n c e p i t i d a lui c o m e d a t i e n o n c o m e p r e d i c a t i d e l g i u d i z i o . P e r c i ò o si sa o n o n si s a : si sa q u a n d o al sapere corrisponde ciò che c'è. m a n o n è il c o n o s c e r e c h e p o n e l ' e s s e r e . s e c o n d o il p u n t o di v i s t a di T e e t e t o . se in q u a n t o essa c ' è . n o n d i s t i n g u e c i ò c h e è d a c i ò c h e n o n è. P e r c i ò S o c r a t e è c o s t r e t t o a p o r r e il p r o b l e m a d e l l ' o p i n i o n e falsa e a p o r l o nei s e g u e n t i t e r m i n i : « in t u t t i i c a s i i n c u i n o i p a r l i a m o di o p i n i o n e f a l s a .

perchè in quanto il s e n s i b i l e è a p p u n t o il s e n s i b i l e n o n p u ò essere c h e u n v e r o s e n s i b i l e . M a se il c o n o s c e r e è s e m p r e c a u s a t o d a c o s e c h e s o n o esso è vero: c o m e mai allora è possibile l'errore? sempre C o m e è possipotrà bile u n giudizio sbagliato? Il realismo d o g m a t i c o non m a i risolvere un problema simile. le q u a l i . l ' e s s e r e e il n o n essere s o n o c o n c e p i t i c o m e a n t e r i o r i al g i u d i z i o c h e i n v e c e li p o n e .è s e m p r e c o n o s c e r e il v e r o e c h e il c o n o s c e r e il falso è i m possibile. perchè dovrebbe determinarsi come conoscenza possono di c o s e c h e n o n s o n o . L'affermazione che S o c r a t e è c o s t r e t t o a r i p o r r e (188 B ) si c o l o r i s c e d e l l a s u a tipica ironia: è impossibile sapere e non sapere nel mede- simo tempo? È impossibile. di c u i è i m p o s s i b i l e dire se è o n o n è. C h i p u ò s v o l g e r e il s i g n i f i c a t o c o m p l e t o d e l l a form u l a s o c r a t i c a p e r c u i s a p e r e è s a p e r e di n o n s a p e r e ? Non è i n essa c h e si a t t u a l'infinito p r o c e s s o d e l c o n o s c e r e c h e p r e n d e c o s c i e n z a di s è . P e r c i ò è n e c e s s a r i o c h e p r i m a c h e il g i u d i z i o si formi si r i c o n o s c a il s e n sibile c o m e u n a sfera a s s o l u t a m e n t e indipendente dalle ca- t e g o r i e . se è v e r a o falsa. n o n d a r l u o g o a s e n s a z i o n i e q u i n d i a c o n o s c e n z a . trascende i termini continuamente o c h e n e g a . movimento trascendentale proprio afferma in q u a n t o Il c o n o s c e r e i n q u a n t o continuo ma che è un affermare e un negare. ripone il p r o b l e m a ma della eternamente molteplicità? I l p r o b l e m a n o n è facile n e p p u r e derno: una p e r c h è la f e n o m e n o l o g i a della v e r i t à ? p e r il p e n s i e r o si p o n e mocome ri- dell'errore E non fenomenologia si p o t r à mai s o l v e r e se si c r e d e c h e l ' e r r o r e o la v e r i t à s i a n o d a t i e s e . n o n è essa stessa l ' a s p e t t o p i ù c h i a ro della legge trascendentale non sa i n quanto c h e sa in q u a n t o unifica. conferma Teeteto e d e v e conf e r m a r l o . S o l o l'inesauribilità ra- di q u e s t a sfera d e l l ' i l l i m i t a t o giustifica il l i m i t a r e d e l l a g i o n e c h e a l t r i m e n t i si p o n e c o m e u g u a l e a sè stessa i n u n v u o t o g i u d i z i o di i d e n t i t à . se n o n s o n o . c o n s e g u e n t e m e n t e . p e r e s e m p i o nel p i a n o d e l l a sensibilità c h e il . O r a l ' e r r o r e n o n consiste g i à i n c i ò c h e si n e g a .

c o m e nello stesso t e m p o c h e si a f f e r m a il v e r o si p o n e il n o n v e r o . L ' e r r o r e n a s c e n o n a p p e n a si a s s u m e u n o dei m o m e n t i f e n o m e n o l o g i c i d e l l a v e r i t à c o m e t u t t o il s a p e r e . d e v e n e c e s s a r i a m e n t e a n c h e dire n o n è. L a p i ù p i c c o l a a n a lisi p r e s u p p o n e l ' i n t e r a s i s t e m a t i c i t à d e l l a r a g i o n e p e r c u i l ' e s s e r e e il n o n essere n o n s o n o d a t i m a continuamente p o s t i e n e g a t i . p o i c h é l ' e s s e r e è u n p r e d i cato del p e n s i e r o s e ne deve necessariamente concludere c h e l ' e s s e r e è a n c h e n o n essere. c o m e si s a . I n f a t t i . L ' e r r o r e di u n ' a n a l i s i . d o v r à riportarsi al- . I n f a t t i c o m e s a p e r e è a n c h e n o n s a p e r e . il m e t o d o d i a i r e t i c o si e s p r i m e r à p r o p r i o i n q u e s t o m o d o : u n a c o s a è in q u a n t o n o n è u n ' a l t r a cosa. P e r c i ò Parmenide q u a n d o n e l l a sesta ipotesi r i p o r r à il p r o b l e m a dell'errore. l o s c a m b i o n e l g i u d i z i o di u n è c o n u n n o n è. L a complessa struttura del m e t o d o diairetico in tanto è v a l i d a i n q u a n t o l ' a n a l i s i di u n d a t o è s e m p r e r i c o l l e g a t a a l m o m e n t o t r a s c e n d e n t a l e del p e n s i e r o . C o s ì p o s t o il p r o b l e m a si t r a s f o r m a immediatamente i n q u e l l o d e l l ' e s s e r e e d e l n o n essere. I l g i u d i z i o c h e d i c e è. v i s t o nel s u o p r o f o n d o s i g n i f i c a t o .c o n o s c e r e n e g a p e r la s u a e s i g e n z a di u n i v e r s a l i t à e di a u t o n o m i a . I l p r o b l e m a d e l Sofista c o m i n c i a p r o p r i o q u i . c o s ì . della d o x a in quanto falsa. ma nel n o n t r a s c e n d e r e sia l ' a f f e r m a z i o n e c h e l a n e g a z i o n e e n e l l ' a r r e s t a r e il m o v i m e n t o c o n o s c i t i v o n e l l ' u n a o n e l l ' a l t r a . p e r e s e m p i o n e l l o stesso p i a n o d e l s e n s i b i l e a f f e r m a t o nella s u a a s s o l u t a r e l a t i v i t à . o p p u r e q u e l l o si p r e s e n t a c o m e t u t t o il c o n o s c e r e in q u a n t o s c i e n z a e a l l o r a la s c i e n z a si r e l a t i v i z z a . n o n è p o s s i b i l e se n o n si s c a m b i a il r a p p o r t o d e l l e c a t e g o r i e stesse d e l p e n s i e r o e se n o n si n e g a q u i n d i t u t t a la s t r u t t u r a i d e a l e d e l l a r e a l t à . M a q u a n d o questo m o m e n t o fenomenologico viene riconosciuto c o m e tale tutta la fenomenologia dell'errore diventa fenomenologia della v e r i t à c o m e l o s p i e g a r s i f e n o m e n o l o g i c o d e l l o stesso p r i n cipio trascendentale. o i n c i ò c h e si a f f e r m a . A l l o r a si s b a g l i a i n q u a n t o il sensibile si p r e s e n t a c o m e a s s o l u t a m e n t e n e g a t i v o di fronte a l p e n s i e r o c h e esige l ' a s s o l u t o .

come quello per con uno qualsiasi dei c u i il c o n o s c e r e v i e n e i d e n t i f i c a t o s u o i m o m e n t i f e n o m e n o l o g i c i . Se errori l ' e s e m p i o s o p r a p o r t a t o e si p e n s a a d più probabili e immensamente più vasti. E g l i d e v e per forza credere che tutto ciò c h e è è a n i m a t o e r e s t a r e f e r m o i n q u e s t a s u a c r e d e n z a : non appena u n o g g e t t o g l i si p r e s e n t a i n v e c e di d i r e c h e n o n è in r a p p o r t o a l l ' a n i m a t o d i c e c h e è a n i m a t o . che . p r o p r i o il farsi della v e r i t à c h e si p o n e i n u n s u o m o m e n t o p e r n e g a r s i in u n m o m e n t o p i ù u n i v e r s a l e del p r i m o . d i e tro a q u e s t o m i o g i u d i z i o sta t u t t a u n a s i s t e m a z i o n e f a l s a del m i o p e n s i e r o . i n q u a n t o n o n si è s v i l u p p a t a in t u t t a l a s u a p r o b l e m a t i c a . È l o s c a m b i o d e l l ' e s s e r e c o l n o n essere c h e c a u s a l ' e r r o r e . p i ù q u a n t o p i ù c i si a v v i c i n a a i p r o b l e m i della tanto è filosofia.l ' u n i t à i d e a l e e r i c o n o s c e r e la p o s s i b i l i t à di r a p p o r t i n e g a t i v i nel s e n o d e l l o stesso m o n d o i d e a l e . in u n a v i s i o n e s i s t e m a t i c a d e l l ' u n i v e r s o n o n e r r a t a a m b e d u e s o n o . il s a p e r e di q u e l l ' u o m o n o n si s u p e r a . è l a v i s i o n e sistem a t i c a c h e . e m e n t r e d i fronte a l l a v a r i e t à d e g l i esseri il p e n s i e r o si m o l t i p l i c a c o n tinuamente distinguendoli in questa sua moltiplicazione e di ponendoli appunto c o m e esseri. O r a n o n è c h e la c a s a n o n sia o c h e l ' a n i m a t o n o n sia. M a p o i c h é il p e n siero n o n d o g m a t i z z a m a i l ' e s s e r e o il n o n essere m a c o n t i n u a m e n t e li t r a s c e n d e n e s o r g e il p r o b l e m a c h e si p o n e il S o f i s t a : i n c h e senso il n o n essere è? S e io g i u n g o a dire : l a c a s a è u n o g g e t t o a n i m a t o . n o n si m u o v e . L ' e r r o r e mancato moltiplicarsi del sapere è dunque sempre un e quindi una mancata esplicazione del principio trascendentale si a b b a n d o n a del conoscere. I l c o n c e t t o di a n i m a t o v i e n e c o n c e p i t o d o g m a t i c a m e n t e . è e r r a t a e p e r c i ò f a sì c h e il g i u d i z i o s c a m b i l ' e s s e r e c o n il n o n essere. egli si a r r e s t a a d u n o q u e s t i e a d esso identifica gli a l t r i . si v e d r à c h e l ' e r r o r e . C o m e p u ò v e d e r e il m o n d o u n u o m o c h e g i u n g a a d u n a simile a f f e r m a z i o n e ? E i n c h e c o s a c o n s i s t e r à la s u a v i s i o n e falsa d e l m o n d o ? E s s a d e r i v a da un'infinità certamente però di m a n c a t e d i s t i n z i o n i c h e si r i p o r t a n o ad una fondamentale.

I l g i u d i z i o e r r a t o n o n è c e r t o il r i c o n o s c e r e c o m e un r e a l e c h e è u n r e a l e c h e n o n è. d i c e T e e t e t o . il b e l l o c o n il b r u t t o . Quest'ultimo riore d e l l ' a n i m a : è quindi l'espressione del d i a l o g o inte- o r a si p u ò . sarebbe in e s a m e l ' o p p o s i z i o n e t r a s a p e r e e n o n L'errore è o c c u p a r s i d e l l ' e s s e r e e d e l n o n essere? » così l ' a f f e r m a r e su q u a l s i a s i c o s a c i ò c h e n o n ( 1 8 8 D ) . « Quando essa si f e r m a e si t r o v a c o n t e n t a d e l l a s u a a f f e r m a z i o n e e n o n g i u d i c a p i ù . « Forse che — nota Socrate — non bisognerà d i r i g e r e la n o s t r a r i c e r c a d a q u e s t o p u n t o di v i s t a . dire c h e il b e l l o è b r u t t o ? P u ò a n c h e il folle a f f e r m a r e d a v a n t i a sè c h e il b u e è u n c a v a l l o e c h e u n o è u g u a l e a d u e ? (190 . c h e infine conosce in q u a n t o continuamente noscere mai. il g i u dizio » (190 A ) . È i m p o s s i b i l e c o n f o n d e r e c i ò c h e si sa c o n ciò c h e n o n si sa (188 B ) . O r a p e n s a r e è u n d i s c o r s o c h e l ' a n i m a fa c o n sè stess a . d a v a n t i a noi m e d e s i m i . m a i n v e c e di p r e n d e r e sapere. S o c r a t e c o n t i n u a s u p p o n e n d o c h e e r r a r e sia s c a m b i a r e u n a c o s a c o n u n ' a l t r a . in essa. C o n s i d e r a t o il c o n o s c e r e c o m e s a p e r e di u n a c o s a r e a l e l ' e r r o r e è impossibile. p e r e s e m p i o . p e r c h è è i m p o s s i b i l e g i u dicare sul nulla. M a p e r far c i ò b i s o g n a p e n s a r e a m b e d u e le c o s e . è q u e s t o c h e noi d i c i a m o c h e è. M a s a r à p o s s i b i l e u n g i u d i z i o s u c i ò c h e n o n è? Colui che giudica ciò che non è n o n giudica nulla (189 B ) e g i u d i c a r e f a l s a m e n t e è d i v e r s o d a l g i u d i c a r e ciò c h e n o n è. h a c o s c i e n z a di n o n c o - c i ò c h e n o n si sa n o n si p u ò s a p e r e . analogamente. D u n q u e l ' e r r o r e si giustifica i n q u a n t o è v i s t o n e l l a t o t a l i t à s i s t e m a t i c a del s a p e r e . I t e n t a t i v i di c a p i r e l ' e r r o r e su q u e s t o p i a n o s a r a n n o s e m p r e infruttuosi. S e si p a r t e d a l p r i n c i p i o p e r c u i c i ò c h e si s a n o n si p u ò p i ù n e g a r e e. i n d i r i z z a n d o s i c o n t i n u a m e n t e d o m a n d e e risposte e p a s sando dall'affermazione alla negazione.si e s p r i m e i n u n a m e t a f i s i c a p e r n e g a r l a e c o m p r e n d e r l a in u n a m e t a f i s i c a p i ù v a s t a e p i ù r i c c a d e l l a p r i m a . n o n si a r r i v e r à m a i a r e n d e r s i r a g i o n e d e l l ' e r r o r e .

sintetizzandole. io i d e n tifico il g e n e r e q u a d r u p e d e . p o s s o v e derli e p u r n o n riuscire a d i s t i n g u e r l i se. c o m e si fa a d i r e c h e l ' u n o è l ' a l t r o ? T a n t o m e n o è p o i c i ò p o s s i b i l e se si c o n o s c e u n o s o l o d i essi. C i ò c h e T e e t e t o n o n c a p i s c e è il f o n d a m e n t o d e l g i u d i z i o nel p e n s i e r o e il s u o r i c o l l e g a r s i a l p r i n cipio trascendentale: il s u o g i u d i z i o è u n a t t o d o g m a t i c o e . E se a n c h e v e d o le l o r o differenze. p e r e s e m p i o . e. n e l l e i n t u i z i o n i infinite d i c u i è c o m p o s t o il m i o m o n d o s e n sibile. n e l d i a l o g o interiore c h e l ' a n i m a fa c o n sè m e d e - s i m a : esso n o n p u ò essere c a u s a t o d a l l a e s t r i n s e c a z i o n e v e r b a l e d e l g i u d i z i o . L'errore quadrudel nasce dall'arrestarsi p e n s i e r o in u n g i u d i z i o p r i m a c h e il p e n s i e r o si sia c o m p l e t a t o nel s u o d i a l o g o i n t e r i o r e . Se l'errore è possibile è d u n q u e nell'interno di me stesso. c o l p e n s i e r o . M a il s u o essere o v e r o o f a l s o n o n d i p e n d e d a l l e intuizioni m a dal suo m o v i m e n t o interiore. c o n t u t t e le s p e c i e c h e h a n n o q u a t t r o g a m b e e il m i o p e n s i e r o n o n è a r r i v a t o a l l o r a a d i s t i n g u e r e nel g e n e r e p e d e le s p e c i differenti. s e n z a il g i u d i z i o p o s s o s e m p r e c r e d e r e c h e s i a n o differenze a n a l o g h e a q u e l l e t r a u n c a v a l l o n e r o e u n o b i a n c o o tra u n b u e g r a n d e e u n o p i c c o l o . c o n o s c e n d o l i a m b e d u e . non h o d i s t i n t o la s p e c i e e q u i n a d a q u e l l a b o v i n a . L ' e r r o r e non nasce mai dalla conoscenza o non c o n o s c e n z a delle c o s e c o m e t a l i . C e r t o il g i u d i z i o p r e s u p p o n e l a i n finita l i b e r t à delle s e n s a z i o n i s u cui fissa. il s u o a t t o . v u o l d i r e c h e si c o n o s c o n o sia il b u e c h e il c a v a l l o . I n a l t r e p a r o l e S o c r a t e n o t a c h e se si a f f e r m a c h e il b e l l o è b r u t t o o si d i c e c h e il b u e è u n c a v a l l o . che considero come cavallo. S e io d i c o c h e il b u e è u n c a v a l l o v u o l d i r e c h e n o n h o d i s t i n t o d u e s p e c i e e c h e .B C ) . S e l o f a c c i o è p e r c h è il m i o p e n s i e r o n o n è arrivato a certe distinzioni e n o n perchè s c a m b i o due c o noscenze che possiedo o una conoscenza che possiedo con u n a c h e n o n p o s s i e d o . il c a v a l l o c o m e u n a s p e c i e e il b u e c o m e u n ' a l t r a è l o g i c o c h e io n o n p o t r ò m a i c o n f o n d e r e i d u e c o n c e t t i d a v a n t i a m e s t e s s o . N e l m i o m o n d o d ' i n t u i z i o n i io p o s s o i n t u i r e il c a v a l l o e il b u e . M a se io a r r i v o a fissare.

del giudizio. Socrate critica questa spiegazione n o t a n d o che in q u e s t o m o d o n o n si s p i e g a l a p o s s i b i l i t à d e l l ' e r r o r e i n q u a n t o si f o r m a n e l l ' i n t e r n o d e l p e n s i e r o stesso. nell'assunzione della sensazione da pensiero » (195 C ) . I n c i ò la c o n c l u posizioni sono loro possibili: sapere o non sa- s i o n e p o s i t i v a d e l l a c r i t i c a a l l a s e c o n d a d e f i n i z i o n e di T e e t e t o . P a g . . c ' è quindi ancora una critica da f a r e . ha « per chi pone la quanto perfettascienza che c o m e s u p e r i o r e a l g i u d i z i o v e r o ( l ' o p i n i o n e v e r a di T e e t e t o ) . c o m e a v v i e n e Si potrebbe inoltre di- p e r e s e m p i o n e g l i errori di n u m e r i . D i è s .non un momento fenomenologico del conoscere. è possibile un intermediario tra scienza e n o n scienza. Però c'è ancora una possibile. finché si r i m a n e i n e s s o e si p e n s a c h e l ' a t t o s l e g a t o d e l g i u d i c a r e sia s a p e r e n o n si r i u s c i r à m a i a c a p i r e l a s u a f u n z i o n e c o n o s c i t i v a e t a n t o m e n o a g i u s t i f i c a r e il g i u d i z i o e r r a t o . s t i n g u e r e t r a a v e r e la s c i e n z a e p o s s e d e r e l a s c i e n z a . N o n si p u ò o r a s c a m b i a r e u n r i c o r d o p e r u n a l t r o e d a t t u a r e nel giudizio un ricordo che non corrisponde? L'errore è dun- 1) A . I n c o n c l u s i o n e S o c r a t e c o n o s c e l a sfera di v a l i d i t à d e l g i u d i z i o s o l o i n q u a n t o la t r a s c e n d e e r i c o n d u c e il g i u d i z i o al principio trascendentale d e l c o n o s c e r e . o meglio impossibile. solo due pere » '). C i ò c h e si p o n e i n q u e s t i o n e è l a m e m o r i a e l ' o b l i o . n e l r i g e t t a r e il g i u d i z i o c o m e f o r m a dogmatica della s c i e n z a si e s p r i m e i n v e c e di q u e l l a c r i t i c a l ' a s p e t t o n e g a t i v o . parte del « nè ma nelle s e n s a z i o n i . L a si h a c o m e r i c o r d o . la si p o s s i e d e q u a n d o si fa r i v i v e r e q u e s t o o quel ricordo. 461. p e r v e d a il p r o b l e m a i n m a n i e r a mente ragione osservando diversa da noi. nè nel l o r o r a p p o r t o . r i m a n e n d o nel c a m p o della seconda definizione di T e e t e t o . II. DIÈS : Autour de Platon cit. s p i e g a z i o n e dell'errore. a seconda della necessità. solo tra- s c e n d e n d o il g i u d i z i o si f o n d a il s u o v a l o r e . M a n o n c e n ' è p i ù p e r c h i r i p o r t a la s c i e n z a a l g i u d i z i o v e r o . conseguentemente il g i u d i z i o f a l s o n o n consisterebbe nè nel p e n s i e r o .

i n q u e s t a o q u e l l a d i r e z i o n e . a c u i si r i s p o n d e nella s e c o n d a p a r t e d e l P a r m e n i d e . q u a l e è la s u a f u n z i o n e ? C o m e s a p p i a m o essa a t t r i b u i s c e l ' e s s e r e a l l e s e n s a zioni: il p r o b l e m a si a m p i a d u n q u e in q u e l l o d e l l ' e s s e r e . r a g g i u n g e . P r i m a di tutto in c h e senso v a i n t e s o il r a p p o r t o tra s e n s a z i o n e e i n t e l l e t t o ? I n c h e m o d o il m o l t e p l i c e d e l sensibile v i e n e a s s u n t o n e l g i u d i z i o ? C o m e s a p p i a m o è il g i u d i z i o c h e d i s t i n g u e tra v e r a e falsa d o x a . O r a se n e l g i u d i z i o è l a c o p u l a c h e u n i s c e s o g g e t t o e p r e d i c a t o . M a q u i il p r o b l e m a si r i p o n e i n m o d o specifico i n r a p p o r t o a l g i u d i z i o .q u e u n sostituire u n r i c o r d o c o n u n a l t r o . L ' e s s e r e del sensibile n o n è d u n q u e che l ' e s s e r e d e l l e i d e e o m e g l i o il m o n d o d e l sensibile l i m i t a t o in q u a n t o i d e a l e . c h e p o n g a u n q u i n d i tra l ' u n i t à rapporto e la m o l t e p l i c i t à . I problemi che Socrate pone vertono ancora su u n giud i z i o i n t e s o n e l p i a n o della d o x a e i n d i c a n o il p u n t o di v i s t a per superare tale posizione. del I l s u o c o n c e t t o d e v e essere t a l e c h e u n i s c a l'infinità m o l t e p l i c e c o n il l i m i t e del p e n s i e r o . l'idea . r a g g i u n g e il m o l t e p l i c e e l o giustifica n e l l a s u a concatenazione. in c h e s e n s o q u e s t a si p o n e c o m e s u o c o n t e n u t o e i n c h e senso si c o m p i e l ' a d e g u a z i o n e del s e n s i b i l e c o n la forma l o g i c a d e l g i u d i z i o ? C o m e m a i l ' i l l i m i t a t o della s e n s a z i o n e si l i m i t a ? L a s e n s a z i o n e a s s u n t a nel giudizio v a l e ancora c o m e s e n s a z i o n e ? D ' a l t r a p a r t e c o m e p u ò il p e n s i e r o l i m i tare l'illimitato? Il m e t o d o diairetico risponde a questi prob l e m i c h e s o n o gli stessi c h e si p o n g o n o a p r o p o s i t o d e l l a p a r t e c i p a z i o n e tra i d e e c o s e . L'introdurre un sapere a c c a n t o a u n n o n s a p e r e è p o s s i b i l e ? E s s i d o v r e b b e r o essere l ' o g g e t t o di u n n u o v o s a p e r e e c o s ì a l l ' i n f i n i t o (200 B ) . I l g i u d i z i o n o n p r e n d e u n a s e n s a z i o n e p e r farla d i v e n t a r e i d e a . O r a il g i u d i z i o d e l l a e limita nella loro d i a i r e s i s r a c c o g l i e le r a p p r e s e n t a z i o n i illimitatezza quelle che interessano l'oggetto della r i c e r c a : il sensibile a l l o r a è. m o l t i p l i c a n d o s i . m a il p e n s i e r o m o l t i p l i c a n d o nel m o n d o delle i d e e . in q u a n t o il m o n d o d e l l e i d e e . u n s a p e r e c o n l o stesso s a p e r e ? M a a l l o r a è p r o p r i o il s a p e r e c h e c i fa s b a g l i a r e e la c o n c l u s i o n e è a s s u r d a .

L a rappresentazione in q u a n t o v e r a è g i à i d e a . I l sensibile i n q u a n t o p e r f e t t o è g i à d e d o t t o . I l p r o b l e m a d e l l ' e r r o r e si giustifica nello stesso . P e r c i ò nella s e c o n d a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e l ' è h a solo il s i g n i f i c a t o c h e a s s u m e i n u n g i u d i z i o di r e l a z i o n e . L a d i a i r e sis è p o s s i b i l e s o l o in q u a n t o il r a p p o r t o t r a m o l t e p l i c e e u n i t à si è d e t e r m i n a t o in m o d o t a l e c h e il m o l t e p l i c e . a n z i è l ' i d e a . il s u o essere. I l g i u d i z i o n o n h a n u l l a fuori di sè d a a s s u m e r s i . l a s u a e s s e n z a . n e l l a q u a r t a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e . È i n q u e s t o m o d o c h e il g i u d i z i o si m o l t i p l i c a . c o m e si è v i s t o .di u n d a t o s e n s i b i l e : q u e s t ' i d e a è l ' i d e a l i t à d e l sensibile. E s i s t e r e c h e significa esistere i n m o d o perfetto in quanto l'esistenza perfetta è l'aspetto i d e a l e del sensibile e q u i n d i la s u a p o s s i b i l i t à di c o n n e t t e r s i c o l m o n d o i d e a l e . d a l m o n d o i d e a l e : l a q u a r t a ipotesi lo h a g i u s t i f i c a t o c o m e u n a n e c e s s a r i a p o s i z i o n e d e l la c o r r e l a z i o n e u n i t à e m o l t e p l i c i t à . q u a n d o si p r o n u n c i a u n g i u d i z i o su di esso. I n q u e s t o m o d o il g i u d i z i o n o n t r o v a n u l l a d a v a n t i a sè d a f o r m a r e . O r a p o i c h é nel P a r m e n i d e l ' e s s e r e v i e n e continuamente d e t e r m i n a t o c o m e u n r a p p o r t o tra u n i t à e m o l t e p l i c i t à e p o i c h é il v a r i a r e d e l r a p p o r t o dà all'essere s e m p r e n u o v o s i g n i f i c a t o . D ' a l t r a p a r t e d ' i d e a l i t à di un solo s e n s i b i l e n o n è a m m i s s i b i l e c h e n e l l ' i d e a l i t à di t u t t o l o s v i l u p p o del pensiero sistematico: l ' e s s e r e di u n a sensa- z i o n e si p u ò g i u s t i f i c a r e s o l o in q u a n t o ricollegabile con l ' e s s e r e d e l l e i d e e . il g i u d i z i o di c u i l ' e s s e r e si p o n e c o m e c o p u l a v a r i a di significato a s e c o n d a d e l r a p p o r t o c h e i n esso a s s u m o n o u n i t à e m o l t e p l i c i t à . si è c o s t i t u i t o c o m e il m o n d o r e a l e esistente i n q u a n t o p e r f e t t o . t u t t o è d e n t r o di lui e ciò è n a t u r a l e se e f f e t t i v a m e n t e il sensibile n o n è u n d a t o m a è p o s t o d a l p e n s i e r o . è il p e n s i e r o c h e la p o n e c o m e t a l e e n o n u n sensibile p o s t o oltre il p e n s i e r o c h e la p o n e di fronte a l p e n s i e r o stesso. non una rappresentazione. n o n u n c o n tenuto. q u i n d i il s u o « è » e q u i v a l e q u i a d « esiste ». nella d i a l e t t i c a a s c e n d e n t e l'è n e g a c o n t i n u a m e n t e o g n i p r e d i c a t o c h e n o n p u ò essere a s s u n t o n e l l ' i d e n t i t à a s s o l u t a del s o g g e t t o e n e l m e t o d o d i a i r e t i c o l ' è v a r i a a n c o r a di s e n s o .

e m o l t e p l i c i t à . Q u a n d o io g i u d i c o e r r o n e a m e n t e è p e r c h è il m i o p e n s i e r o . n e l l a c o s c i e n z a ? L ' a r g o m e n t o d e l t e r z o u o m o si r i p o n e q u i c o m e nella p r i m a parte del Parmenide quale chiara indicazione che per ri- s o l v e r e la q u e s t i o n e b i s o g n a t e n e r c o n t o d e l l a s e c o n d a p a r t e del dialogo stesso. è m u t a t o i n q u a n t o il m o n d o d e l l e i d e e v i si p o n e i n rapporti negativi. m a t e r i a l i z z a t e . il p r o b l e m a stesso d a l p u n t o di v i s t a p s i c o l o g i c o c h e t a n t o s p e s s o si c o n f o n d e c o n il p e n s i e r o . Altrimenti come giustificare le s c i e n z e e le n o n s c i e n z e c h e a v r e i . il g i u d i z i o n e l l a s u a f u n z i o n e di l i m i t e è u n a l t r o m o m e n t o p e n s i e r o c h e q u e s t a v o l t a . il senso d a a t t r i b u i r e a l l a r a p p r e s e n t a z i o n e i n c o n n e s s i o n e c o n la d o x a . e i n esso la c o r r e l a z i o n e u n i t à . sono tutti aspetti che .m o d o i n q u a n t o n e l l ' i n t e r n o stesso d e l m o n d o i d e a l e si p o n e non solo l'esistere c o m e perfetto m a a n c h e l'esistere c o m e indipendente d a l l a p e r f e z i o n e e infine l ' e s i s t e r e c o m e i m - perfetto e negativo. Si t r a t t a di u n a n u o v a m a t e r i a l i z z a z i o n e d e l p r o c e s s o c o n o s c i t i v o . D a t o c i ò c h e si è p r e c e d e n t e m e n t e o s s e r v a t o il r i c o r s o a l l a m e m o r i a e a l l ' o b l i o p e r d e o g n i s i g n i f i c a t o d i fronte a l problema che è qui puramente teoretico e non può venire risolto p s i c o l o g i c a m e n t e . N o n o s t a n t e c i ò le c o m p l i c a z i o n i c h e n a s c o n o d a que- s t ' u l t i m a c r i t i c a di S o c r a t e n o n s o n o e s a u r i t e . p o n e il sensibile c o m e p e r f e z i o n e d e l l ' e s i s t e n t e . F i n c h é si p e n s a c h e il g i u d i z i o sia u n a t t o u n i f i c a t o r e di elem e n t i d a t i n o n l o si p o t r à m a i c a p i r e . Il p a s s a g g i o d a s e n s a z i o n e a l g i u d i z i o n o n s a r à m a i p o s s i b i l e se n e l l ' i n t e r n o d e l p e n s i e r o stess o n o n si p a s s a d a u n a p o s i z i o n e a d u n ' a l t r a : s o l o il P a r m e n i d e g i u s t i f i c a n d o il p a s s a g g i o d a i p o t e s i a i p o t e s i e q u i n di le possibili p o s i z i o n i della correlazione trascendentale giustifica nel m e d e s i m o t e m p o la p o s s i b i l i t à d e l g i u d i z i o . v a r i a n d o la c o r r e l a z i o n e del unità m o l t e p l i c i t à . L o stesso si p u ò dire d e l t e n t a t i v o di g i u s t i f i c a r e l ' e r r o r e p e r m e z z o della d i s t i n z i o n e d i a v e r e e p o s s e d e r e la s c i e n z a . L'illimitato della sensibilità è un m o m e n t o d e l p e n s i e r o i n q u a n t o è p o s t o d a l p e n s i e r o .

Stenzel nota a proposito di q u e s t ' u l t i m a definizione finora che essa r a p p r e s e n t a il c o n c e t t o d e l s a p e r e c h e Platone a v e v a s o s t e n u t o e di c u i q u i si c o m p i e l a c r i t i c a . Q u a n d o si n o t a c h e gli e l e m e n t i s o n o i n c o n o scibili e le c o s e d a essi c o m p o s t e si p o s s o n o definire me- d i a n t e l a c o m b i n a z i o n e dei n o m i d e l l e p a r t i c h e le c o s t i t u i s c o n o (201 E ) . Pag. n o t a s e m pre lo Stenzel. e s s e n d o irrazionali. l a s c i e n z a è a l l o r a i m p o s s i b i l e . . p o n e senz'altro in tutta chiarezza i problemi g i à a c c e n n a t i c h e si r i s o l v o n o s o l o r i c h i a m a n d o s i a l P a r m e n i d e .c h i e d o n o diessere c h i a r i t i e s a r a n n o r i p r e s i p e r c i ò d a P l a t o n e . r a g i o n e definita c o m e differenza c a r a t t e r i s t i c a ) . S i a m o i n t r o d o t t i così s e n ' z a l t r o a l l e q u e s t i o n i s u s c i t a t e d a l l ' u l t i m a d e f i n i z i o n e di T e e t e t o : « l a scienza è opinione v e r a a c c o m p a g n a t a d a r a g i o n e » (201 D ) . non possono m a i formare un razionale con la loro somma. M a è tale p e r c h è T e e t e t o p a r l a di u n a s o m m a di e l e m e n t i (203 E ) m e n t r e la si d o v e v a c o n s i d e r a r e . c o m e un elemento n u o v o . L ' e s e m p i o c h e S o c r a t e u s a e c i o è gli e l e m e n t i d e l l a s i l l a b a c h e . c o m e si è v i s t o . 43-44. le o s s e r v a z i o n i di S t e n z e l s o n o n o t e v o l i s s i m e . Solo l'idea divis i b i l e della diairesis p u ò r i s o l v e r e t u t t i i p r o b l e m i ed è a l l a d i a i r e s i s c h e si r i m a n d a c e r c a n d o di definire la r a g i o n e p e r m e z z o d e l l a differenza caratteristica. L a s u a giustificazione viene ricercata p e r tre v i e c h e rimandano t u t t e e t r e a l Sofista (pensiero e s p r e s s o i n p a r o l e . si a c c e n n a s e n z ' a l t r o c o n q u e s t a onomaton sumploké alla s u m p l o k é eidòn del Sofista. cit. E f f e t t i v a m e n t e s o l o la diairesis r i s o l v e i p r o b l e m i c h e si p o n e S o c r a t e . Stenzel nota giusta- m e n t e c h e solo il P a r m e n i d e p o t e v a p e r m e t t e r e di r i s o l v e r e le c o n t r a d d i z i o n i di T e e t e t o e c r e d e di v e d e r e i n ] questa p a r t e d e l d i a l o g o u n a c h i a r a c r i t i c a della t e o r i a d e l l e i d e e g i à c r i t i c a t a nel P a r m e n i d e ) . sintesi di e l e m e n t i i n u n t u t t o . m a se l a d e f i n i z i o n e 1) S T E N Z E L : O p . C o n l'esempio delle s i l l a b e si t r a t t a . di u n ' u n i t à r a z i o n a l e c o m p o s t a di p a r t i i r r a z i o n a l i . A p a r t e q u e s t a c r i t i c a a l l ' i n e sistente passato d o g m a t i c o di P l a t o n e .

p e r n o i . di i d e n t i t à I concetti generali e di e g u a g l i a n z a . DIÈS : O p . a l l a l e g g e t r a s c e n d e n t a l e . S i a m o o r a sul p i a n o d e l l a d i a i r e s i s e c i o è d i u n a c o n c a t e n a z i o n e di g i u d i z i c h e d e v e p e r m e t t e r e la c o noscenza del molteplice. 467. Teeteto v e d e bene che è la ragione e n o n la d o x a c h e r e n d e p o s s i b i l e il s a p e r e m a concepisce la r a g i o n e c o m e il r e s u l t a t o m a t e r i a l e d e l l a u n i f i c a z i o n e dei m o l t e p l i c i . T e e t e t o n o n h a a n c o r a d o n a t o il s u o c o n c e t t o d o g m a t i c o di o p i n i o n e a c u i si v i e n e a d aggiungere c o m e u n altro concetto d o g m a t i c o . L a differenza c a r a t t e r i s t i c a v a l e i n q u a n t o m e z z o di d i v i s i o n e e n o n è p o s s i b i l e r i t r a r l a d a l c o n t e n u t o sibile. II. Ancora una v o l t a s o l o il P a r m e n i d e può rispondere. P a g .di T e e t e t o v i e n e c r i t i c a t a n o n è p e r c h è e s s a r a p p r e s e n t i un pusto di vista superato. v i e n e m a t e r i a l i z z a t a . I l f a t t o è c h e T e e t e t o m a t e r i a l i z z a a n c o r a il s u o c o n c e t t o di s c i e n z a . la ragion e . c o m e n e l l ' e s e m p i o di S o c r a t e . Diés ha per esempio notato che ciò che m a n c a a quella definizione per accordarsi al p u n t o v i s t a d e l F e d o n e e d e l M e n o n e è di ssere u n di ragionamento c a u s a l e c h e si r i a t t a c c h i a l l a d e f i n i z i o n e g e n e r a l e d e l l ' e s s e r e inteliligibile e quindi alla reminiscenza. L a r a z i o n a l i t à d e l l a diairesis si g i u s t i f i c a s o l o i n quanto il P a r m e n i d e h a g i à g i u s t i f i c a t o l a r e g i o n e s u c u i essa d e v e a g i r e . abbansen- c o m e n o t a b e n e lo S t e n z e l . di e s i s t e n z a . Se n o n si v e d e c h e i r a p p o r t i i m p e r f e t t i d e l m o l t e p l i c e tendono a l l ' u n i t à i n sè n o n si r a g g i u n g e m a i il l e g a m e c h e s t a b i l i s c e la d o x a nè la s u a g i u s t i f i c a z i o n e r a z i o n a l e ' ) . . i) A . p o n e n d o q u e s t a i n r e l a z i o n e i d e a l e c o n il m o n d o d e l l e i d e e . C o n c i ò n e m m e n o la d i f f e r e n z a c a r a t t e r i s t i c a giustifica q u a n d o . L a diairesis d e v e r i c o n d u r c i a l m e t o d o d i s c e n d e n t e fi- losofico e d a l p a r a l l e l o m e t o d o a s c e n d e n t e e q u i n d i a q u e l l a r e g i o n e i n t e l l i g i b i l e a c u i si r i c h i a m a D i é s c h e è q u a n t o d i re. m e n t r e la d i v i s i o n e si c o m p i e s o l o nell'interno si d e l l e i d e e . d e v o n o r i c o l l e - garsi alla realtà intelligibile che loro d à senso e v a l o r e . cit.

procedere . I v e c c h i p r o b l e m i d e l l a p a r t e c i p a z i o n e e del c o r i s m o s s e m b r a n o così d e f i n i t i v a m e n t e risolti. d a t a su una visione Q u e l l ' a s c e s a d a l l ' u n i t à d a c u i p o i la d i a l e t t i c a . i n q u e s t o m o d o . v i s t o c o m e f e n o m e n o l o g i a del c o n o s c e r e . le v a r i e f o r m e i m p e r f e t t e o f e n o m e n o l o g i c h e d e l s a p e r e e si a v v i a a l s a p e r e a s s o l u t o . L a d i a l e t tica filosofica. passando p e r i v a r i sensi d e l l ' e s s e r e c o n d u c e a d u n a p o s i z i o n e a s s o l u t a d a c u i si s v o l g e la p r o b l e m a t i c a d e l l ' u n o e d e l m o l t e p l i c e . c o n il s u o m o v i m e n t o a s c e n d e n t e . a p p a r e a n c h ' e s s a r e g o l a t a d a l l a c o r r e l a z i o n e ess e r e e n o n essere. v i s t a o r a d o p o la d i s c u s s i o n e d e l Parme- n i d e s t e s s o . s c e n d e . c o r r e l a z i o n e c h e S o c r a t e fa v a l e r e c o m e principio trascendentale di fronte a l s u o i n t e r l o c u t o r e che s u p e r a . d i s c e n d e n d o d a l l ' u n o . la q u a l e . L o stesso p r i n c i p i o t r a s c e n d e n t a l e è la v i t a della d i a i resis. m a n e l giudizio è entrato nel m o m e n t o in cui n o n d o l e v a entrare. c h e i n t a l m o d o è q u i n d i g u i d a t a d a l l o stesso p r i n c i p i o c h e g u i d a il m e t o d o a s c e n d e n t e minammo fino filosofico c h e noi g i à esa- a l l a R e p u b b l i c a e c h e si è r i v i s t o q u i nel T e e t e t o . nel P a r m e n i d e .I l T e e t e t o h a c o s ì r i c o n g i u n t o la d i a l e t t i c a ascendente. g i u s t i f i c a t u t t i i v a r i sensi d e l l ' e s s e r e e q u i n d i a n c h e l'esistere s u c u i a g i s c e il m e t o d o d i a i r e t i c o e si r i c o l l e g a a s u a v o l t a c o n il m e t o d o filosofico in q u a n t o ogni sua distinzione particolare è fonfilosofica generale. c h e n o n solo è r i m a s t o oltre il g i u d i z i o . ciò c h e h a u n ' i d e a o p u ò ricollegarsi al m o n d o ideale e ciò che è i n v e c e disorganizzato e s p e z z a t o . c o m e l o stesso p r i n c i p i o è q u e l l o c h e d o m i n a nella d i s c u s s i o n e d e l P a r m e n i d e e nel p r o c e s s o di d i v i s i o n e c h e si m u o v e a t t r a v e r s o i v a r i sensi d e l l ' e s s e r e s c o p e r t i i n q u e l d i a l o g o e fissa p e r t u t t o il m o n d o del n o s t r o s a p e r e c i ò c h e è v e r o e c i ò c h e n o n è v e r o . q u a n d o il m o v i m e n t o di p e n s i e r o d o v e v a a n c o r a nel s u o l a v o r o e si è i n v e c e a r r e s t a t o . c o n il m e t o d o d i a i r e t i c o . D a u n a l t r o p u n t o di v i s t a s o n o d u n q u e c o n f e r m a t e le f o n d a m e n t a l i p o s i z i o n i d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o .

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PARTE QUARTA GLI ULTIMI DIALOGHI .

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I l lettore r i c o r d e r à c h e le n o v e ipotesi d e l P a r m e n i d e rappresentano rapporti altrettanti piani dell'essere e che questa disuperessente e il m o n d o delle idee. — C o m e n e l T e e t e t o . P l a t o n e h a r i p r e s o il m e t o d o s o c r a t i c o p e r d e l i n e a r e u n a teoria d e l c a m m i n o c h e il p e n s i e r o p e r c o r r e p e r a r r i v a r e alla v e r i t à . r i a s s u m e n d o t u t t e le ipotesi n e l l ' a n t i n o m i a essere e n o n essere. N e l l o stesso t e m p o si è v i s t a l a p o s i z i o n e c e n t r a l e c h e la t e r z a i p o tesi o c c u p a n e l l a d i s c u s s i o n e : essa si p o n e c o m e m e d i o t r a il m o n d o d e l l e i d e e e il m o n d o c r e a t o e. v e r s i f i c a z i o n e p e r m e t t e d i r i s o l v e r e il difficile p r o b l e m a d e i tra l'unità t r a il m o n d o delle i d e e e il m o n d o d e l l e c o s e e p e r m e t t e i n fine la s p i e g a z i o n e della l o g i c a d e l m e t o d o d i a i r e t i c o . a l l a l u c e della d i s c u s s i o n e d e l P a r m e n i d e . I L S O F I S T A /7 problema degli ultimi dialoghi in rapporto al Par- menide. I l lettore d ' a l t r a p a r t e r i c o r d e r à c h e le i p o tesi d e l P a r m e n i d e d i s c e n d o n o d a l l ' u n i t à i n sè p e r f e t t a e d i m m o b i l e a l n o n essere a s s o l u t o d e l l ' u l t i m a i p o t e s i . c o s ì n e i d i a l o g h i metafisici e n e l T i m e o egli r i p r e n d e l e b a s i f o n d a m e n t a l i d e l s u o s i s t e m a p e r r a c c o g l i e r l e e d a r m o n i z z a r l e c o n i risultati d e l P a r m e n i d e .CAPITOLO I . e s p r i m e l a legge trascendentale del conoscere nell'istantaneità che div e n t a e t e r n i t à . c h e esse c i o è p r e s e n t a n o t r a i d u e o p p o s t i c o n c e t t i d i essere a s s o - .

n e l q u a l e il s a g g i o t e n t e r à d i risalire d a l n u l l a a q u e l l ' e s s e r e p e r f e t t o d a c u i p u r e q u e s t o nulla è derivato. i n sè d o g m a t i c h e . c o m e v i s i o n e finalistica e d e t i c a d e l m o n d o . o b b l i g a n d o la p r e t e s a del p e n s i e r o a l l a s u a a s s o l u t e z z a a t e n e r c o n t o d e l n o n essere c h e a q u e l l a a s s o l u t e z z a si o p p o n e e p e r m e t t e n d o c h e l ' i l l i m i t a t o m o l t e p l i c e d e i c o n c e t t i p o s s a essere m e d i a t o n e l l ' u n i f i c a z i o n e d e l g i u d i z i o . E s s o t r a s c e n d e r à q u e ste d u e p o s i z i o n i . E poiché. p e r q u a n t o esso n o n si p r e s e n t i i n u n s i s t e m a d o g m a t i c o . a l m e d e s i m o di p a r t e c i p a r e a l l ' a l t r o . di m e d e s i m o e a l t r o . a l m e n o di u n a v i s i o n e g e n e r a l e d e l m o n d o .l u t o e di n o n essere a s s o l u t o u n a g r a d u a l i t à d i sensi d e l l ' e s sere c o m e m e d i a z i o n e t r a l ' u n i t à s u p e r e s s e n t e e la m o l t e plicità dell'esistere del m o n d o . è v i s i b i l e i n esso l o s f o r z o di u n a o r g a n i z z a z i o n e s i s t e m a t i c a . S u q u e s t e b a s i P l a t o n e c o s t r u i s c e il s u o p e n s i e r o e. L a l e g g e d e l c o n o s c e r e in q u a n t o essere. e si p r e s e n t e r à quindi c o m e correlazione p u r a tra gli opposti. come sappiamo d a l l a teoria d e l l e i d e e n u m e r i l a s c i a t a c i d a A r i s t o t e l e . di stasi e m o v i m e n t o . e d a q u e s t ' u l t i m o di p r e s e n t a r s i infine n o n p i ù c o m e . c h e è nello stesso t e m p o la v i t a d e l l ' u n i v e r s o . s a r à d u n q u e una l e g g e t r a s c e n d e n t a l e . a l l ' e s s e r e di p a r t e c i p a r e a l n o n e s s e r e . e si p r e s e n t e r à c o m e l o g i c a m e n t e d o v e v a p r e s e n t a r s i d o p o la d i s c u s s i o n e d e l P a r m e n i d e e c i o è c o m e essere c o r r e l a t i v o t r a le d u e o p p o s t e p o sizioni di u n i t à e m o l t e p l i c i t à . i n q u a n t o si p o n e oltre o g n i d e t e r m i n a z i o n e p a r t i c o l a r e e d o g m a t i c a d e l c o n o s c e r e . l ' u n i t à è nello stesso t e m p o il b e n e s o m m o . C o m e il T e e t e t o h a r i p r e s o l a t e o r i a d e l m e t o d o c o s ì il Sofista r i p r e n d e r à la t e o r i a d e l l ' e s s e r e . Q u a l ' è la l e g g e c h e il c o n o s c e r e a t t u a nel s u o p o r s i c o m e p e n s i e r o d e l l ' e s s e r e ? I l n u o v o essere n o n s a r à p i ù l ' e s s e r e a s s o l u t o parmenideo c o m e n o n s a r à il d i v e n i r e di E r a c l i t o . la g e r a r c h i a d e i sensi d e l l ' e s s e r e si p r e s e n t a c o m e g e r a r c h i a di v a l o r i . I n q u e s t ' u l t i m o le m o l t e p l i c i i d e e c h e il m e t o d o d i a i r e t i c o s c o p r e p o t r a n n o essere a s s u n t e grazie alla correlatività del principio trascendentale che perm e t t e a l l a m o l t e p l i c i t à di p a r t e c i p a r e a l l ' u n i t à .

mera n e g a z i o n e . m a c o m e alterità. in q u a n t o il p r o b l e m a p o l i t i c o e cioè d e l « b u o n c o n d u t t o r e di p o p o l i » si f o n d e c o n il p r o b l e m a della storia. i n c u i g i à il c o n o s c e r e si p r e s e n t a v a c o m e espressione di q u e l l a contrapposizione e quindi c o m e prima forma di quella che a b b i a m o chiamato sua legge trascendentale. costrui- v a u n a teoria d e l l a r e m i n i s c e n z a e q u i n d i d e l c o n o s c e r e . si p r e s e n t a v a q u e l l a c o r r e l a z i o n e tra essere e n o n e s s e r e . opposizione che quei termini p o n e v a c o m e eternamente succedentisi l'uno all ' a l t r o . se p u r s o t t o u n a s p e t t o m i t i c o e relig i o s o . su q u e l l a f o n d a m e n t a l e c o n t r a p p o s i z i o n e . ripresense d e l l a p o l i t i c a . c o s ì P l a t o n e r i p r e n d e r à il p r o b l e m a d e l l a n a t u r a . C o m e il p r o b l e m a d e l l a c o n o s c e n z a e il p r o b l e m a del- l ' e s s e r e v e n g o n o ripresi e t o t a l m e n t e s v o l t i d o p o il P a r m e n i d e . s u l l a filosofico. d e l l a s u a g e n e s i e della s u a storia. I l T i m e o si r i a l l a c c i a . vedrà con rinnovata ricordare c h i a r e z z a il s e n s o o s c u r o di m o l t i d i a l o g h i . c o m e o p p o s i z i o n e tra v i t a e m o r t e . e. c o m e non c h e è i n q u a n t o a p p u n t o è l ' a l t r o e c i o è il t e r m i n e c o r r e l a t i v o d e l l ' e s s e r e . i n tal c a s o i n c o n c e p i b i l e ed inesplicabile essere c o m e l'essere assoluto. d a l l a p e r f e z i o n e i d e a l e a l c a o s della L e g a t o al problema della natura d o v e v a poi tarsi il p r o b l e m a materia. c o m e si è f a t t o nel T e e t e t o a p r o p o s i t o d e l m e t o d o . p o s s i b i l i t à d i u n b u o n g o v e r n o e di u n g o v e r n o L a storia è p e r P l a t o n e b e n a l t r o d a l l a r a z i o n a l i t à d e l m o n d o ed essa n o n è tale p r o p r i o p e r c h è n e l l ' u n i v e r s o lo stesso r i t m o del pensiero domina nel disteso c r o n o l o g i c a m e n t e t e m p o . spetta in g e n e r a l e v i s t a c o m e storia d e l l ' u n i v e r s o a l l a q u a l e l'ultima parola. E s s e r e e n o n essere d i v e n t a n o q u i d u e movimenti . C o n c e z i o n e q u e s t a n o n n u o v a nel p e n s i e r o p l a t o n i c o e infatti c h i d a essa si r i v o l g a i n d i e t r o . c o m e si v e d e nel m i t o d e l P o l i t i c o . n o n alla R e p u b b l i c a . e b a s t i il F e d o n e d o v e g i à . principalmente rimandano svolgendolo al Parmealla nel T i m e o s u b a s i c h e d i r e t t a m e n t e n i d e di c u i n e l T i m e o r i v i v e il m o v i m e n t o d a l l ' u n i t à m o l t e p l i c i t à . a l m e n o a d u n a d i s c u s s i o n e c h e le r a s s o m i g l i a e su c i ò P l a t o n e v o l e v a a t t r a r r e l ' a t t e n z i o n e del lettore.

o. nel T i m e o . c o m e la m e d i a z i o n e a t t i v a tra mondo finito. inutile e d a n n o s o d o g m a t i s m o . n e l F i l e b o . a s e c o n d a c h e si m u o v e nel p r o b l e m a d e l l a n a t u r a o in q u e l l o della m o r a l e . in nuova l u c e c h e . l'al- S o t t o u n a n u o v a l u c e si d o v e v a p o i p r e s e n t a r e . n o n r i n u n z i a a i risultati s u q u e s t o p r o gradualità il bene e il altepresentando il limite e l ' i l l i m i t a t o c o m e c o s m o s di v a l o r i c r e a n t i s i s u l l ' o p p o s t a rità d e l l ' u n o e del m o l t o . Ciò che pertanto è da tener presente è che per P l a t o n e i p r o b l e m i in q u e s t i o n e s o n o s p e s s o insolubili in q u a n t o leg a t i a l l a n a t u r a d e l l ' a l t r o e d e l d i v e n i r e a c u i il p e n s i e r o stesso p a r t e c i p a . p e r a l t r o . Teeteto e lo Straniero d ' E l e a che d o m i - . c h e solo c i o è m u t a i suoi t e r m i n i m a n o n la s u a ess e n z a . il p r o b l e m a m o r a l e o il p r o b l e m a d e i v a l o r i . u n o d i r e t t o v e r s o la p e r f e z i o n e e l ' o r d i n e . q u i . teressa: Ma non è questo che principalmente inproun P l a t o n e ricorre a l m i t o solo p e r e v i t a r e . C i ò c h e i n v e c e b i s o g n a sottolineare è che questi tentativi sistematici seguono tutti una l e g g e c h e solo v a r i a in q u a n t o v a r i a l ' o g g e t t o a c u i si a p p l i c a . esso s a r à s e m p r e q u e l p r i n c i p i o pato e già definitivamente raggiunto. d e l finito e d e l l ' i n - b l e m i c h e s o n o gli eterni p r o b l e m i d e l p e n s i e r o u m a n o . c o m e c o r r e l a z i o n e di m e d e s i m o ed a l t r o sia c h e si p o n g a c o m e m e d i a z i o n e tra il finito e l ' i n - finito nel F i l e b o . L ' e s s e n z a della l e g g e tale è s t a t a o r m a i c o n q u i s t a t a p e r s e m p r e e sia c h e essa si presenti fista. — I p e r s o n a g g i d e l d i a l o g o s o n o T e o d o r o . b l e m a g i à r a g g i u n t i . di c o r r e l a t i v i t à tra essere e n o n essere d a l P a r m e n i d e s v i l u p - 77 sofista e il filosofo. Socrate. m a li s v o l g e sul p i a n o di gerarchica dell'essere del P a r m e n i d e . tro diretto v e r s o l a d i s s o l u z i o n e e la d e c a d e n z a . c o m e m e d i a z i o n e tra il m o n d o i d e a l e e il m o n d o m a t e r i a l e n e l l ' a n i m a d e l m o n d o e n e l l ' a z i o n e del D e n i u r g o .d e l c o s m o s . o m e g l i o . in q u e s t a c i o è o in q u e l l a s c i e n z a di q u e l l a p a r t e d e l p e n s i e r o una filosofia filosofico che noi chiameremo trascendennel S o d e l l o s p i r i t o .

è un v e r o filosofo. a v r ò il p i a c e r e di d o mandarlo (216 D ) . questi filosofi. e d a l l ' u o m o p o l i t i c o ? N o n è facile s a p e r e c h i s o n o . t r a S o c r a t e e i sofisti o retori d e l s u o t e m p o . C i ò c h e p i ù c o n t a è il f a t t o c h e l o Straniero. D i é s . che « dall'altezza della loro vita » g u a r d a n o c o n c o m m i s e r a z i o n e « gli u o m i n i di q u a g g i ù » ( 2 1 6 C ) e p r o p r i o a l l o S t r a n i e r o . T e m a c h e c o r r e n e l l ' i n t e r n o d i t u t t o il p e n s i e r o p l a t o n i c o c o m e s e m p r e p i ù m a r c a t a d i s t i n z i o n e tra S o c r a t e ed i s u o i a c c u s a t o r i . o m e nel dialogo compiere da Platone a Parmenide c h e p o r t a il s u o n o m e . d a P a r m e n i d e stesso. m e n t e . Si è g i à d e t t o c h e . T e m a i n o l t r e c h e nel F i l o s o f o a v r e b b e d o v u t o t r o v a r e l a s u a e s p l i c a z i o n e e la s u a t o t a l e o r c h e s t r a z i o n e . T e m a n o n n u o v o p e r noi c h e a b b i a m o g i à v i s t o nel Teeteto la contrapposizione tra il filosofo ed i saggi del m o n d o a p r o p o s i t o d e l l a q u a l e si è n o t a t o c h e la c o n q u i s t a d e l v e r o p r o c e d e di p a r i p a s s o c o n l a c o s c i e n z a d e l l a d i s t i n z i o n e fra c i ò c h e è v e r o e c i ò c h e è f a l s o .n a t o t a l m e n t e l a d i s c u s s i o n e c o m e p o i f a r à a n c h e nel P o l i t i c o . completa saprà N o n si m a i certo perchè questo dialogo promesso non è stato scrit- . u n p a r r i c i d a (241 D ) r i s p e t t o a l m a e s t r o . i n q u a n t o d i m o s t r a c h e il n o n essere è. g l i o . E non p i u t t o s t o u n D i o ? C h i e d e S o c r a t e fra il serio e lo s c h e r z o s o . fatta d e l resto. sia s c o p r i r e la s c u o l a c h e esso r a p p r e s e n t e r e b b e . t r a c i ò c h e è veramente filosofico e c i ò c h e i n v e c e è sofistico. come dice Teodoro. d i c e S o c r a t e . C i basterà p e r c i ò s a p e r e c h e l o s t r a n i e r o d ' E l e a è u n d i s c e p o l o di P a r m e n i d e e di Z e n o n e ( 2 1 6 A ) . filosofo? E c c o il t e m a c o n c u i il d i a l o g o si i n i - C h i è il z i a . per sia p e r il f a t t o del c h e c o n la s u a p r e s e n z a esso s i m b o l i z z e r e b b e la m o r t e p e n s i e r o s o c r a t i c o n e l l o s v i l u p p o della filosofia p l a t o n i c a . noi n o n c r e d i a m o c h e P l a tone abbia u n passato dogmatico da rigettare. c o m e A . S i è m o l t o d i s c u s s o s u q u e s t o p e r s o n a g g i o . d i m o strazione g i à fatta. S e n o n u n D i o u n essere d i v i n o p e r c h è tale è il titolo c h e spetta a d un v e r o g u e r e il filosofo filosofo ( 2 1 6 C ) . M a è t a n t o facile distinprincipal- d a g l i altri u o m i n i ? D a l sofista.

L e sei definizioni di q u e s t o p e r s o n a g g i o s o n o t u t t e p a r z i a l i e insufficienti. M a . del p e s c a t o r e di l e n z a . l ' a r t e . c o m i n c e r à c o n l ' a n a l i z z a r e u n concetto p i ù facile p e r p o i a p p l i c a r e l o stesso m e t o d o a n c h e a l sofista ( 2 1 8 D ) . non possono essere c o n s i d e r a t i sul p i a n o di quelli. L o Straniero risponde è a n a l i z z a n d o il c o n c e t t o di sofista. c o m e s a p p i a m o . E p r o p r i o il Sofista. L ' e r r o r e è q u e l l o stesso c o m p i u t o d a S t e n z e l : il m e t o d o d i a i r e t i c o n o n si s o s t i t u i s c e a l l a c o s i d e t t a v e c c h i a teoria d e l l e i d e e m a è s e m - . O g n i p r o b l e m a sere considerato come un filosofico problema p u ò . c h e p o n e le b a s i d e l m e t o d o d i a i r e t i c o . se p e n s a c h e è a p p u n t o s c o p r e n d o c h e c o s a è il Sofista c h e si sa c h e c o s a è l a filosofia? C h e è proprio con l o s p i e g a r s i l ' e r r o r e e il n o n essere c h e si a r r i v a a l l a c o n q u i s t a d e l v e r o essere c h e t a l e è p r o p r i o i n q u a n t o si c o n trappone al suo opposto. esdi u n ' a r t e dell'espe- r i e n z a . se si v u o l e . p e r g l i o g g e t t i e m p i r i c i . P o t r à essere u s a t o i n u n a ricerca filosofica? N o .t o . P e r c i ò la r i c e r c a di u n c o n c e t t o filosofico d e l sofista s a r à la impostazione del seguente p r o b l e m a : essere è? i n c h e m o d o il n o n T e e t e t o è s e m p r e l o stesso p e r s o n a g g i o di nostra c o n o s c e n z a : egli c r e d e sul serio c h e si p o s s a r i s o l v e r e u n pro- b l e m a c o m e q u e l l o del sofista n e l l o stesso m o d o c o n c u i si è d a t a la definizione d e l p e s c a t o r e di l e n z a . I c o n c e t t i di sofistica e di filosofia t r a s c e n d o n o i p r o b l e m i e m p i rici. p e r gli o g g e t t i d e l m o n d o . p o i c h é l ' a n a l i s i p i e n a di difficoltà. M a le s o l u z i o n i n o n s a r a n n o m a i sufficienti. in q u a n t o è sempre correlativo a ciò che lo nega? S o c r a t e c h i e d e chi è il filosofo. Si c o n s i d e r i l ' a r t e d e l sofista c o m e u n ' a r t e q u a l s i a s i d e l m o n d o e m p i r i c o . p e r e s e m p i o . O r a d e l p e s c a t o r e di l e n z a si p o t r à d a r e u n a d e f i n i z i o n e p e r m e z z o d e l m e t o d o d i a i r e t i c o . m e t o d o c h e v a l e . O r a il m e t o d o d e l l o S t r a n i e r o è il m e t o d o d i a i r e t i c o . n o n s a r à p o s s i b i l e f a r e a l t r e t t a n t o p e r il sofista. m a forse c h e il l e t t o r e n o n t r o v a u n a r i s p o s t a a questo p r o b l e m a . d i m o s t r a c h e q u e s t o m e t o d o n o n è il m e t o d o a d a t t o p e r una r i c e r c a filosofica.

L a conn e s s i o n e i n c u i esso si t r o v a . n e l S o f i s t a . c h e a D i é s h a fatto p e n s a r e a R a b e l a i s ) . II. . p e r c h è egli è u n filosofo c h e p u ò d i v e n t a r e s a g g i o d e l m o n d o e m p i r i c o e i n c o n s e g u e n z a essere p a r a g o n a t o a l p e s c a t o r e e a l c a c c i a t o r e . Lo sviluppo delle posizioni del Parmenide. — I l sofista filo- è d u n q u e u n filosofo c h e s c e n d e n e l m o n d o e c h e d e l l a sofia si s e r v e c o m e di u n m e s t i e r e . c o l l a r i c e r c a d e l c o n c e t t o d i n o n essere. il p e s c a t o r e d i l e n z a e il c a c c i a t o r e d i s e l v a g g i n a g i o v a n e e r i c c a . L'enig: m a d e l l ' a r t e sofistica è q u e l l o stesso g i à n o t a t o n e l F e d r o a proposito del discorso di Lisia ricostruito d a S o c r a t e : Lisia p o s s i e d e u n a l o g i c a m a la a p p l i c a d o v e m e g l i o c r e d e e d o v e p i ù g l i fa c o m o d o . L ' i r o n i a d e l S o f i s t a . d i m o s t r a d u e c o s e : p r i m a d i t u t t o c h e l a diairesis n o n è a p p l i c a b i l e a c i ò c h e t r a s c e n d e g l i o g g e t t i d e l l a d i v i s i o n e . P r o b l e m a st'ultimo evidentemente legato alla molteplicità del m o n d o e m p i r i c o e d a l l a s u a n e g a t i v i t à i n m o d o tale c h e s c o p r i r e c h e c o s a è il sofista significa nello stesso t e m p o s c o p r i r e i n c h e m o d o la filosofia p u ò r a g g i u n g e r e l a c o n o s c e n z a d e l l e c o s e d i q u e s t o m o n d o a t t r a v e r s o il m e t o d o d i a i r e t i c o . i n s e c o n d o l u o g o c h e l a diairesis è r e t t a d a l l a stessa l e g g e c h e r e g g e o g n i p e n s i e r o c h e s i a v e r a m e n t e t a l e e c i o è d a l l a l e g g e di c o r r e l a z i o n e t r a essere e n o n e s s e r e . c o s a i n v e c e assolutamente impossibile per l'arte filosofica. e a c a u s a s u a que- si p o n e p e r c i ò il p r o b l e m a d e l n o n essere. U n filosofo q u i n d i c h e n o n è filosofo. q u a l e si r i v e l a il sofista stesso i n u n a d e l l e definizioni e m p i r i c h e c h e d i lui si d a n n o . DIÈS : O p . L ' i r o n i a d e l p a r a g o n e è a n c o r a p i ù e v i d e n t e se si p e n s a c h e s o l o l ' a r t e sofistica si p u ò p o r r e sullo stesso p i a n o d e l l a c a c c i a e d e l l a p e s c a . P a g . cit. n a s c e t u t t a d a l t e n d e n z i o s o p a r a l l e l i s m o t r a il sofista. I l sofista è u n filosofo c h e usa quello stesso m e t o d o .plicemente u n o dei metodi del pensiero platonico. 307. c h e è e nello stesso t e m p o n o n è. E s s e r e sofista significa af- i) A .

avvici- n a n d o così l ' a r t e sofistica a l l ' a r t e m a i e u t i c a (229 C . il sofista d e v e essere c o n s i d e r a t o c o m e u n p e s c a t o r e o u n c a c c i a t o r e e la definizione r a g g i u n t a s a r à p u r a m e n t e a n a l o g i c a s e n z a r i u s c i re a p e n e t r a r e n e l l ' e s s e n z a del p r o b l e m a .f e r m a r e c h e n o n si c e r c a a l t r o c h e la v i r t ù m a « farsi pa- g a r e i n m o n e t a s o n a n t e » (223 A ) . si c a p i s c e . la r i c e r c a di u n a d i s t i n z i o n e si i m p o n e n o n m e n o p e r il p r i m o c h e p e r il s e c o n d o . F i l . A d esso. n o n è c o m m e r c i a b i l e (224 A B). si fa a p o c o a poco una avanti un'esigenza q u e l l a stessa i n e r e n t e a d fondazione trascendentale della diairesis. P o i . P e r f i n o p r o b l e m i filosofici p o s s o n o essere t r a t t a t i i n q u e s t o s e n s o c o m e a v v i e n e p r o p r i o del p r o b l e m a d e l sofista. continuamente L o S t r a n i e r o d o p o la considerato è q u i n t a definizione n o t a c h e il sofista p u ò essere a n c h e c o m e l i b e r a t o r e della n o s t r a i g n o r a n z a . Sofista e filosofo si a s s o m i g l i a n o c o m e la l o g i c a di L i s i a a s s o m i g l i a v a a q u e l l a di S o c r a t e . Q u e s t a o s s e r v a z i o n e n o n h a p e r ò il s e n s o c h e le si è v o l u t o a t t r i b u i r e e c i o è n o n significa affatto Platone rinunzi ad ogni posizione filosofica che del s u o p e n s i e r o e q u i n d i a l l a v e c c h i a teoria delle i d e e d a sostituirsi o r a c o n la d i a i r e s i s . significa far c o m m e r c i o di u n a c o s a c h e . si a r r i v a a p o c o a p o c o . p e r s u a n a t u r a . C o s ì lo Straniero ripete un'osservazione già a noi nota dal P a r m e n i d e e cioè che un metodo veramente filosofico non tien conto del v a - lore d e g l i o g g e t t i c h e e s a m i n a (227 B cfr. A n a l o g a m e n t e si v e d r à c h e il p r o b l e m a d e l n o n essere è n o n m e n o intima- m e n t e l e g a t o c o n q u e l l o d e l l ' e s s e r e . e. 266 D . i n q u e s t o c a s o . c i s o n o idee di t u t t e le c o s e . 230 B ) . t r a s c e n d e n d o le p o s i z i o n i p a r z i a l i della q u e s t i o n e . C o m u n q u e le definizioni . c o n o s c e n z a c h e il m e t o d o d i a i r e t i c o ci a s s i c u r a p o n e n d o le idee su u n p i a n o di r e a l t à c o n c r e t a c o m e a p p u n t o nel P a r m e n i d e si è v i s t o . 58 C ) . P a r m . i n q u a n t o sempre pronto a confutare le n o s t r e affermazioni. G i à fin d ' o r a c e r c a n d o il sofista si t r o v a il filo- s o f o . c o m e il c a n e a s s o m i g l i a a l l u p o (231 A ) . c o m e si è d e t t o . d e v e essere p o s s i b i l e a n c h e la c o n o s c e n z a d e l m o n d o e m p i r i c o . 1 3 0 C . S e . c o m e d i c e il P a r m e n i d e . In q u e s t e definizioni e m p i r i c h e filosofica. m a .

E g l i sa tutto p e r c h è p u ò f a r sì c h e sia c i ò c h e n o n è. Così ciò che non è una seggiola n o n s a r à n o n essere m a t u t t o q u e l l ' e s s e r e c h e è a l t r o d a u n a s e g g i o l a . m a sempre sarà. C o m e il P a r m e n i d e dimostrava c h e l ' e s s e r e c o n c e p i t o c o m e u n i t à è c o r r e l a t i v o a l n o n essere. se essa riesce a t r a s p o r t a r e sul piano dell'essere ciò c h e n o n è. c h e le s u p e r a . C i ò gli è p o s s i b i l e g r a z i e a l l ' i m i t a z i o n e . di fronte a l s a p e r e a s s o l u t o . 2 4 1 B e s e g g . q u e l l o a p p u n t o c h e d a l l a m i m e s i s gli v i e n e a t t r i b u i t o p e r m e z z o di u n i n g a n n o . c o n d a n n a b i l e . E s s e h a n n o p e r m e s s o p e r ò di a r r i v a r e a l l a c o n c l u s i o n e . i n altre p a r o l e . così il Sofista d i m o s t r e r à c h e q u e s t o « è c o r r e l a t i v o » significa « è » e q u e s t o è significa c h e « n o n è » il n o n essere a s s o l u t o m a è 1'« a l t r o ». I m i t a r e è fingere di s a p e r e ciò c h e n o n si s a . p e r c u i il sofista si r i v e l a principalmente u n c o n t r a d d i t o r e i n g r a d o di c o n t r a d d i r e in o g n i c a s o e i n p o s s e s s o di u n a s c i e n z a u n i v e r s a l e e t o t a l e . v e c c h i o p r o b l e m a c h e q u i ritorna i n t i m a m e n t e c o n g i u n t o c o n il p r o b l e m a d e l l ' e s s e r e (234 B e s e g g . C o m e quest'inganno è possibile? C o m e mai ciò che n o n è c i p u ò v e n i r e in q u a l c h e m o d o p r e s e n t a t o c o m e essere? (236 E ) B i s o g n a p e r q u e s t o c h e i n q u a l c h e m o d o il n o n essere sia e p e r c i ò l o S t r a n i e r o si o p p o r r à a l l a tesi p a r m e n i d e a p e r c u i il n o n essere è a s s o l u t a m e n t e i m p o s s i b i l e c h e sia (237 A B e s e g g . s a r à il necessario. ) . I l sofista. L e i d e e r e s t a n o s e m p r e e s s e n z e . . C i ò c h e n o n è b e l l o n o n è q u a l c o s a di i n e s i s t e n t e m a è l ' a l t r o d a l b e l l o : s a r à l ' u t i l e . C i s o n o d u n q u e v a r i esseri c h e solo d i v e n t a n o n o n essere n e l l a l o r o r e l a z i o n e . L a c o n t r a p p o s i z i o n e t a c i t a di c u i b i s o g n a tener c o n t o è tra il sofista c h e t u t t o sa e il filosofo c h e sa di n o n s a p e r e . È sempre su questa base che per P l a t o n e o g n i r e t t o r i c a ed o g n i a r t e è. q u e s t o n o n è d e v e p u r a v e r e u n s e n s o . O r a è e v i d e n t e c h e se l ' i m i t a z i o n e è p o s sibile.e m p i r i c h e d e l sofista n o n h a n n o d a t o u n r e s u l t a t o s o d d i s f a c e n t e . è q u i n d i n o n t e n e r c o n t o affatto d e l p r i n copio trascendentale. m a egli a p p r o f i t t a di questa l e g g e t r a s f o r m a n d o c o n t i n u a m e n t e l ' e s s e r e in n o n essere o v i ceversa. non realizza la legge trascendentale del Teeteto per cui sap e r e è s a p e r e di n o n s a p e r e . ) .

L ' e s s e r e e il n o n essere r i g u a r d a n o q u i n d i n o n l ' e s s e n z a delle i d e e m a la l o r o r e l a z i o n e e la l o r o c o m u n i c a b i l i t à . N o n s o l o m a s v i l u p p a n d o t u t t e le possibili r e l a z i o n i tra u n i t à e m o l t e p l i c i t à il P a r m e n i d e c o n c l u d e v a c h e e s i s t e v a n o v a r i p i a n i d e l l e e s s e n z e a s e c o n d a della p o s i z i o n e di c o r r e l a z i o n e i n c u i e r a n o a s s u n t e . c h e n e l l a t e r z a ipotesi si a f f e r m a c o m e c r e a z i o n e e si p o n e c o m e m e d i o fra m o n d o i d e a l e e m o n d o r e a l e . p u r e s s e n d o e s s e n z e . p o s s o n o essere e s s e n z e . P o s t e di fronte a l l ' u n i t à esse d i v e n t a n o m o l t e p l i c i e a f f e r m a n d o il l o r o m o n d o i d e a l e n e g a n o l a p o s s i b i l i t à d i u n ' u n i t à a s s o l u t a . C o s ì era p o s s i b i l e sia u n m o n d o i d e a l e di p u r e i d e e . n e l l o stesso t e m p o . L e i d e e s o n o e n o n s o n o . sia u n m o n d o di i d e e in r e l a z i o n i false e d e r r o n e e c h e i n sè a m m e t t e v a n o l ' e r r o r e e d il n o n essere. le i d e e e il r e a l e n o n s o n o n o n a p p e n a v e n g o n o v i ste d a u n a l t r o p o s s i b i l e p u n t o di v i s t a e si fissano c o m e n e - . i n q u a n t o a p p u n t o o g n u n a di esse si p o n e c o r r e l a t i v a m e n t e a t u t t e le a l t r e . M a . di u n essere a s s o l u t o n o n c o r r e l a t i v o . A b b i a m o v i s t o c h e o g n i ipotesi è in q u a n t o n o n è t u t t e le a l t r e e c i o è p o s s i a m o dire. L a r e a l t à è i d e a p e r c h è l o stesso principio trascendentale di correlazione può vederla sia c o m e r e a l t à c h e c o m e i d e a e. E s s e p a r t e c i p a n o a l l ' e s s e r e a f f e r m a t o d a l g i u d i z i o e si p o n g o n o v i a v i a c o m e u n i t à in q u a n t o n o n s o n o m o l t e p l i c i t à . sia u n m o n d o r e a l e in c u i le i d e e si c o n c r e t i z z a v a n o c o m e r e a l t à . p e r l a stessa r a g i o n e . le i d e e p o s s o n o esistere. c h e o g n i ipotesi è i n r e l a z i o n e alle a l t r e g r a z i e a l p r i n c i p i o t r a s c e n d e n t a l e di c o r r e l a t i v i t à . G r a z i e a d esso. I l P a r m e n i d e a v e v a d i m o s t r a t o c h e p o s t e di fronte a l l a m o l t e p l i c i t à esse d i v e n t a n o u n i t à e d e s c l u d o n o il m o l t e p l i c e c o m e n o n essere.m a nella relazione g i u d i c a t i v a in cui v e n g o n o assunte o g n u n a di esse si d e t e r m i n a c o m e e s s e n z a i n q u a n t o n o n è t u t t e le a l t r e . T u t t a v i a f a n n o p a r t e d e l l a m o l t e p l i c i t à . s o n o n o n essere. s i a u n m o n d o d e l l ' o p i n i o n e v e r a . i p r o b l e m i d e l l a p a r t e c i p a z i o n e v e n g o n o risolti. I l m o n d o d e l l e i d e e e il m o n d o c r e a t o s o n o c o m u n i c a b i l i p r o p r i o p e r c h è il p r i n c i p i o d i a l e t t i c o c h e li p o n e p u ò g i u s t i f i c a r e sia u n m o n d o di i d e e c h e u n m o n d o r e a l e .

nel c a s o i n c u i le r e l a z i o n i s i a n o e r r a t e . I n a l t r e p a r o l e il s e m p l i c e f a t t o c h e il n o n essere è n o n giustifica a n c o r a l ' e r r o r e . e q u i n d i . il n o n essere delle i d e e . P l a t o n e s v i l u p p a di esse l a particolare concezione di comunicabilità delle i d e e dimo- s t r a n d o c h e è la p o s i z i o n e t r a s c e n d e n t a l e del conoscere ed il g i u d i z i o i n c u i q u e s t a si e s p r i m e c i ò c h e fa sì c h e u n ' i d e a sia o n o n sia e c h e . Come si è g i à v i s t o nel T e e t e t o l ' e r r o r e n o n è n e l l ' o g g e t t o d e l p e n siero m a nel g i u d i z i o c h e n o n si è e s p l i c a t o t o t a l m e n t e e si e s p r i m e q u i n d i i n false r e l a z i o n i tra i d e e ed i d e e . È p r e c i s a m e n t e q u e s t o s c a m b i o c h e il sofista c o n tinuamente u s a p e r il s u c c e s s o d e i s u o i d i s c o r s i . bisogna c h e . Queste s o n o a l l a l o r o v o l t a possibili i n q u a n t o n o n solo il n o n essere m a a n c h e l ' e s s e r e v e n g o n o d a t i alle i d e e d a l g i u d i z i o i n . Queste posizioni del Parmenide non v a n n o d i m e n t i c a t e n e l Sofista. in quanto quindi la correlazione tra l ' u n i t à e la m o l t e p l i c i t à n o n s o l o si p u ò p o r r e in m o d o t a l e c h e d a essa risulti il m o n d o r e a l e c h e l a diairesis c o n o s c e e il m o n d o della d o x a . il n o n essere e l ' e r r o r e v e r s o i q u a l i s e m p r e p i ù ci si a v v i c i n a m a n m a n o c h e si scende dall'unità. l'alalteuna L'errore t e r i t à n o n è n e g a z i o n e . c o m e infatti a v v e n n e nella sesta i p o t e s i . falsa c o m u n i o n e .gatività ed errore. L ' e r r o r e è i n v e c e u n a falsa r e l a z i o n e tra le i d e e . u n o s c a m b i o tra gli altri e l ' u n o . si s c a m b i c i ò c h e è c o n c i ò c h e n o n è o v i c e v e r s a . p e r c h è esso a v v e n g a . fa sì c h e il g i u d i z i o sia falso i n q u a n t o scambia un non essere c h e u n essere o v i c e v e r s a . n o n si d e v e c o n f o n d e r e c o n 1'« a l t r o ». C o m e si sa nella diairesis u n solo s c a m b i o d e l l ' è c o n il n o n è è sufficiente a p r o d u r r e l ' e r r o r e . m a a n c h e i n m o d o d a g i u s t i f i c a r e . O r a . M a quel usato in n o n essere p u ò a n c h e v e n i r e u s a t o c o m e d e v e essere e c i o è nelle r e l a z i o n i giudicative per cui una cosa è q u a n t o n o n è t u t t e le a l t r e . n o n è falsità. c o m e nelle altre ipotesi n e g a t i v e . m a è a p p u n t o r i t à . c i o è la q u a r t a e la q u i n t a ipotesi d e l P a r m e n i d e . tale s c a m b i o è p o s s i b i l e i n q u a n t o t u t t o il m o n d o delle i d e e p u ò essere p o s t o i n relazione negative. a s u a v o l t a .

— P o i c h é il resul1 d e l P a r m e n i d e era stato quello di somè l o g i c o c h e . c o m e le i p o approtesi d e l P a r m e n i d e s o n o o n o n s o n o a s e c o n d a d e l l e p o s i z i o n i d e l l ' u n o e d e l m o l t e p l i c e . Perciò u n a teoria del non essere è nello stesso t e m p o u n a teoria d e l l ' e s s e r e e c o n o s c e r e c h e c o s ' è l ' e r r o r e significa s a p e r e c h e c o s ' è l a v e r i t à . si p o n e c i o è n o n p r i m a del giudizio. Paris. Etudes . e q u i n d i t u t t o il m o n d o d i i d e e c h e n o n s o n o il c a v a l l o . I l m o n d o c h e p r o p r i o p e r il f a t t o c h e le i d e e In ciò d e l l e i d e e resta s e m p r e v a l i d o c o n le s u e s o l i t e c h e . s a p e r e c h e q u e s t ' u l t i m a è e n o n è. Parmenide. m a solo c h e . m a nel giudizio c h e l'afferma. come è naturale. 1912. u n ' i d e a è in quanto n o n è tutte le altre. de phil. anc. Il m o n d o delle i d e e è s a l d o c o m e n o n m a i e c i ò p e r c h è si è d i m o s t r a t o col c o n c e t t o di a l t e r i t à c h e le idee s o n o a n c h e se n e l g i u d i z i o si p u ò dire c h e n o n s o n o . N e l Sofista P l a t o n e f o n d i s c e q u e s t a teoria d e l l ' e s s e r e g i à r i s u l t a t a nide m a . de la participation. nella r e l a z i o n e g i u d i cativa. p e r c h è a n c h e q u a n d o d i c i a m o « il c a v a l l o n o n è u n b u e » c i ò n o n significa c h e n o n esiste l ' i d e a d e l b u e . m u o v e r e la concezione dogmatica dell'essere per risolverla nella c o r r e l a z i o n e t r a s c e n d e n t a l e lo S t r a n i e r o inizi la s u a c r i t i c a alle c o r r e n t i c o n c e z i o n i d e l - i) B R O C H A R D : L a théorie platon. Ontologismo tato fondamentale e trascendentalismo. la l o r o a l t e r i t à .c u i esse e n t r a n o in relazione. B r o c h a r d a v e v a perciò perfettamente ragione sostenen- d o c h e l a teoria d e l l ' e s s e r e d e l Sofista n o n è c h e u n o s v i l u p p o delle p o s i z i o n i del P a r m e n i d e e c h e s o l o c o n il p r i m o d i a l o g o si s p i e g a il s e c o n d o ) . dal Parme- il Sofista n o n d i s t r u g g e n è il caratteristi- n è l a t r a d i z i o n a l e teoria d e l l e i d e e . solo si d i m o s t r a sono è possibile tra loro u n rapporto e c h e sono o n o n sono in r a p p o r t o a l l a r e l a z i o n e c o n c u i v e n g o n o a s s u n t e . P a g . e n o n il l o r o n o n essere. 132 e segg. n e l Sofista. et mod.

l ' e s s e r e p r o p r i o c o l s u o p a r r i c i d i o e c i o è c o n la c o n f u t a z i o n e d e l l a tesi d o g m a t i c a di P a r m e n i d e p e r c u i l ' e s s e r e n o n p u ò m a i n o n essere. Si noti p e r ò c h e l a p o s i z i o n e di trascendenza dell'essere come unità è criticata in assoluta quanto preten-

viene dogmaticamente assunta,

i n q u a n t o c i o è essa

d e di e s a u r i r e , i n u n a sola p o s i z i o n e , t u t t e le possibili p o s i z i o n i della c o r r e l a z i o n e . L ' u n i t à parmenidea diventerebbe un

s u b i t o v a l i d a se T e e t e t o c o m p r e n d e s s e

c h e essa n o n è

d a t o c h e v a l e di p e r sè, m a è u n a delle p o s i z i o n i c o r r e l a t i v e della legge e in tanto v a l e in q u a n t o è posta dal pensiero

c o m e s u a p o s s i b i l e d e t e r m i n a z i o n e . L a c r i t i c a delle d o t t r i n e pluralistiche dell'essere, c o m e q u e l l a delle d o t t r i n e unita-

r i e , l a c r i t i c a d e l l e teorie delle i d e e d e g l i A m i c i delle i d e e c o m e q u e l l a d e i F i g l i della t e r r a , v e n g o n o t u t t e d a l m e d e s i m o p u n t o di v i s t a in q u a n t o t u t t e compiute

rappresentano,

« u n a c o n c e z i o n e d o g m a t i c o - m e t a f i s i c a delle i d e e stesse » e in q u a n t o « l ' a s t r a t t o essere in sè di tali p o s i z i o n i rifiuta il rapporto con posizioni razionali antitetiche e rende
l

quindi questo

i m p e n s a b i l e la c o m p l e s s a s t r u t t u r a d e l r e a l e » ) . I n s e n s o « c o n P l a t o n e la r a g i o n e esce d a l l a s u a z a , il s u o essere d i v i e n e s i s t e m a : il m o m e n t o

immediatezontologico razionale,

n o n a p p a r e sufficiente a d e s p r i m e r e l ' a u t o n o m i a

e, b e n c h é esso a b b i a le sue r a d i c i n e l t e l e o l o g i s m o etico-rel i g i o s o d e l l a v i s i o n e p l a t o n i c a d e l l a r e a l t à , si s v o l g e e si risolve verso una posizione logico-trascendentale » ) . A questo p u n t o la n o s t r a interpretazione del pensiero filosofia platonico contemampliarsi. la c u i chiari2

a s s u m e il s i g n i f i c a t o di u n p r o b l e m a d e l l a poranea,

e i n esso, in u n c e r t o s e n s o , t e n d e a d

C i sia p e r m e s s o p e r c i ò a r r e s t a r c i chiarificazione rappresenta ficazione

su tale p r o b l e m a una

n e l l o stesso t e m p o

c o n c l u s i v a dei p u n t i di v i s t a d e l n o s t r o

studio.

L a f o n d a z i o n e di u n a teoria delle i d e e intese c o m e es-

1 ) A. B A N F I : 1926, Pag. 404.
2) A. BANFI:

Principii di una teoria della ragione. Milano
Op. cit. Pag. 405.

senze e quindi una teoria ontologica dell'essere rappresenta certo una delle conquiste fondamentali del p l a t o n i s m o . T u t t a v i a t a l e m o n d o i d e a l e , q u a n d o esso v e n g a v i s t o i n r a p p o r t o a d u n a p o s i z i o n e di s a p e r e a s s o l u t o , n o n p u ò n o n a p p a r i r e p a r z i a l e e insufficiente e n o n p u ò e s a u r i r e i n sè l ' a s s o l u t o s a p e r e . D a q u e s t o p u n t o di v i s t a u n a t e o r i a o n t o l o g i c a d e l l e i d e e , e q u i n d i l a t e o r i a di u n ' e i d e t i c a , d e v e v e n i r e n e c e s sariamente criticata e considerata non come sapere asso-

l u t o m a s o l o c o m e u n a t a p p a di a r r e s t o n e l c a m m i n o c h e l a r a g i o n e p e r c o r r e v e r s o q u e l s a p e r e . C o m e t a l e essa si p r e senterà come un momento fenomenologico della ragione. appunto

Nella dialettica ascendente del Teeteto, tendente

a l l a c o n q u i s t a di u n s a p e r e p u r o , t a l e p o s i z i o n e v e r r e b b e n e g a t a ; a n a l o g a m e n t e , nel S o f i s t a , v i e n e c r i t i c a t a la t e o r i a d e g l i A m i c i d e l l e i d e e i n q u a n t o essi p r e t e n d o n o c h e l ' e i d e tica esaurisca l'intero senso razionale della realtà. Tanto

v a r r e b b e p r e t e n d e r e c h e la s e c o n d a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e , d o v e si f o n d a il s e n s o di u n m o n d o i d e a l e , sia l ' u n i c a i p o tesi p o s s i b i l e . P e r tale r a g i o n e a g l i A m i c i d e l l e i d e e si c o n t r a p p o n g o n o i F i g l i d e l l a terra e c i o è i s o s t e n i t o r i di q u e l m o n d o di c u i il s e n s o v i e n e g i u s t i f i c a t o d a l P a r m e n i d e d o p o la t e r z a i p o t e s i e cioè q u a n d o il m o n d o a p p a r e , a n c h e se f o n d a t o d a l p e n s i e r o , non p i ù c o m e m o n d o d e l l e i d e e , m a , a l l a l u c e d e l l a stessa c o r r e l a z i o n e c h e h a g i u s t i f i c a t o il m o n do ideale, c o m e m o n d o reale, c o m e m o n d o creato. A m b e d u e le p o s i z i o n i s o n o d o g m a t i c h e m a , c o m e l a r a g i o n e g i u n ta a l l a c o s c i e n z a d e l l a s u a t r a s c e n d e n t a l i t à r e s t i t u i s c e v a l o r e ai momenti superati che a tale posizione l'hanno condotta,

e si r i c o r d i nella R e p u b b l i c a l ' i d e a m a s s i m a d a c u i il m o n d o c o m e d a l sole r i c e v e e s s e n z a e d e s i s t e n z a , c o s ì le p o s i z i o n i d o g m a t i c h e fissate n e l r i c o n o s c i m e n t o d e i p a r z i a l i sensi d e l l ' e s s e r e c h e i n esse si r i v e l a n o , v e n g o n o t u t t e r i v a l u t a t e n o n a p p e n a le l o r o d i m e n s i o n i si p r e s e n t a n o c o m e p o s i z i o n i possibili d e l l a c o r r e l a t i v i t à t r a s c e n d e n t a l e essere e n o n e s -

sere, n o n a p p e n a cioè si c o m p r e n d e c h e esse n o n v a l g o n o i n sè e p e r sè m a s o n o p o s t e , c o m e n e l P a r m e n i d e a v v i e n e ,

d a l l a r a g i o n e c h e si m u o v e n e l l a s u a i n t e r i o r e

dinamicità.

I l m o n d o delle i d e e e l a t e o r i a o n t o l o g i c a di esse n o n p u ò p r e t e n d e r e di r a c c h i u d e r e il s e n s o d e l l a r a z i o n a l i t à d e l r e a l e , m a n o n c e s s a p e r q u e s t o di essere u n o d e i m o m e n t i n e c e s sari della legge unità e molteplicità e quindi altre uno degli

aspetti

necessari dell'essere. I n

p a r o l e se l ' e i d e t i c a

n o n è p i ù i n u n a p o s i z i o n e d o g m a t i c a e se q u i n d i la r a g i o n e si r i s o l v e v e r s o la s u a p o s i z i o n e l o g i c o - t r a s c e n d e n t a l e , p r o prio questa r i s o l u z i o n e restituisce a l l ' e i d e t i c a t u t t o il s u o

s e n s o e t u t t o il s u o v a l o r e . I l p e n s i e r o m o d e r n o h a c r e d u t o di a v v i c i n a r e P l a t o n e a sè stesso n e g a n d o il s e n s o o n t o l o g i c o d e l l ' i d e a p e r r i d u r l a a l c o n c e t t o di l e g g e ; se c i ò , c o m e si è v i s t o , è in u n c e r t o s e n s o p o s s i b i l e , n o n è m e n v e r o c h e p r o p r i o q u e s t a r i s o l u z i o n e , g r a z i e a l l a teoria d e i v a r i sensi dell'essere corrispondenti zioni della legge alle possibili e necessarie di correlazione, posi-

trascendentale

rivaluta

p r o p r i o q u e l senso o n t o l o g i c o d e l l e idee c h e p r i m a si è d o v u t o , e n e c e s s a r i a m e n t e , n e g a r e . I l r e s u l t a t o di q u e s t o m o v i m e n t o è che l'essenza o l'idea non ha più u n significato d o g m a t i c o , il s u o essere n o n è p i ù u n essere d a t o , m a a p p u n t o u n o d e i sensi i n c u i la r a g i o n e m u o v e sè stessa q u a n d o si e s p l i c a nella s u a t o t a l e e a u t o n o m a l i b e r t à . L ' a n t i n o m i a i n a t t o nelle i n t e r p r e t a z i o n i p l a t o n i c h e c o r r e n t i è t u t t a b a s a t a s u l l ' a n t i t e s i fra l ' i d e a i n t e s a c o m e essere o n t o l o g i c o e l ' i d e a c h e si a v v i a , se n o n s e m p r e a d i v e n t a r e l e g g e , diventare m o v i m e n t o e dinamicità, interpretazione a

questa

a c u i il Sofista h a offerto t a n t o m a t e r i a l e . P e r la stessa r a g i o n e l ' u n i t à del p e n s i e r o p l a t o n i c o si s p e z z a i n d u e p e r i o d i i n c u i d o m i n e r e b b e r o le d u e c a r a t t e r i s t i c h e a c c e n n a t e : nel

p r i m o P l a t o n e s t a r e b b e p e r l a t e o r i a delle idee c o m e e n t i t à fisse e i m m u t a b i l i , nel s e c o n d o le i d e e si r i v e l e r e b b e r o c o m e v i t a e m o v i m e n t o . M a a m b e d u e le p o s i z i o n i , c o m e si è v i s t o , h a n n o v a l o r e e si c o m p e n e t r a n o l ' u n a n e l l ' a l t r a , e d e s i ste u n solo P l a t o n e c h e non h a mai rinunciato alla teoria d e l l e i d e e intese c o m e e s s e n z e e c h e nello stesso t e m p o h a c o m p r e s o quella teoria in una visione generale della realtà

c h e la l i b e r a d a l l a s u a s t a t i c i t à e d a l s u o i n i z i a l e s e n s o d o g matico. Si- c o n f r o n t i n o queste posizioni con una corrente di

pensiero in parte sorta,

si noti b e n e ,

c o m e reazione alla

s c u o l a di M a r b u r g o , v o g l i a m o d i r e c o n l a f e n o m e n o l o g i a d i Husserl. E s s a parte dalla critica del sensibile c o m e base del s a p e r e , c r i t i c a c h e si e s p r i m e nella teoria d e l l ' « e p o c h e » e nel p r o c e s s o di « r i d u z i o n e f e n o m e n o l o g i c a ». L a d i r e z i o n e naturale del nostro pensiero ci c o n d u c e a considerare il

sensibile c o m e u n d a t o a l di fuori di n o i

si t r a t t a i n v e c e

di astenersi d a l l ' u s o di u n a simile d i r e z i o n e , di p o r l a « tra p a r e n t e s i » e, c o n essa, tutti i g i u d i z i e d i c o n c e t t i , i n s i e m e a t u t t i i d a t i esterni, i f e n o m e n i p s i c h i c i e c c . Si r a g g i u n g e r à c o s ì u n « d o m i n i o n e u t r o del v i s s u t o » c h e si p r e s e n t a come originario ed irriducibile: la fenomenologia
2

è

per

H u s s e r l p r o p r i o la d e s c r i z i o n e di q u e s t o d o m i n i o n e u t r o d e l v i s s u t o così c o m e esso si p r e s e n t a a l l ' i n t u i z i o n e ) . I n sto d o m i n i o n e u t r o , menologica, que-

o t t e n u t o a t t r a v e r s o la r i d u z i o n e f e n o indipen-

noi p o s s i a m o s c o p r i r e d e l l e e s s e n z e

denti dal t e m p o e da ogni relatività del vissuto non neutro, o p p o s t e q u i n d i a i fatti s e m p l i c e m e n t e d a t i e i m m e r s i n e l l a relatività d e l d i v e n i r e ) . L ' e p o c h i z z a z i o n e e la conducono quindi Husserl alla
3

riduzione fondazione

fenomenologica

d i u n m o n d o d e l l e e s s e n z e e cioè di u n ' e i d e t i c a p u r a . Q u e sta r a p p r e s e n t a a s u a v o l t a la s t r u t t u r a stessa d e l l a r e a l t à parenra-

i n q u a n t o gli stessi a s p e t t i d e l reale p r i m a p o s t i tra

tesi v e n g o n o r i c o m p r e s i c o m e d i r e z i o n i d e l s e n s o d e l

zionale. L ' o g g e t t o c o m e tale, a cui l'intenzionalità della c o scienza tende, d i v e n t a il c o n t e n u t o di quest'intenzionalità
4

c h e r i s o l v e gli o g g e t t i nel loro essere i d e a l e ) . M a c i ò c h e

1) E . H U S S E R L : Idee zu einer reinen Phänomenologie und phänomenologischen philosophie. I. Halle, 1928, P a g g . 48-49.
2) E . H U S S E R L : 3) E . H U S S E R L : 4) E . H U S S E R L : O p . cit. P a g . 139-140. O p . cit. Pag. 7 e segg. O p . cit. Pag. 64 e segg.

p i ù interessa è c h e questa t r a s f o r m a z i o n e d e l l a f e n o m e n o l o gia in scienza delle strutture razionali della realtà ) a v v i e n e a t t r a v e r s o il m o v i m e n t o l o g i c o g i à p o s t o i n l u c e ; cioè la rid u z i o n e f e n o m e n o l o g i c a , t e n d e n t e a s e p a r a r e le e s s e n z e d a l l a r e a l t à e m p i r i c a , a d u n c e r t o m o m e n t o s e m b r a n e g a r e le ess e n z e stesse, p e r b a s a r s i s u l l ' u n i c o f a t t o i n d u b i t a b i l e d a c u i le stesse e s s e n z e finiscono p e r d i p e n d e r e , v a l e a d i r e la c o J

s c i e n z a i n t e n z i o n a l e risolta i n io p u r o inteso c o m e r e s i d u o f e n o m e n o l o g i c o o m e g l i o , p o s s i a m o d i r e , c o m e io t r a s c e n dentale: la f e n o m e n o l o g i a d e s c r i t t i v a si t r a s f o r m a
2

c o s ì in

f e n o m e n o l o g i a t r a s c e n d e n t a l e ) . D a l l o stesso p u n t o di p a r t e n z a di H u s s e r l , la s u a critica d e l n a t u r a l i s m o c o m e n a t u ralizzazione del conoscere e del suo oggetto, d o v e v a necessariamente sorgere una teoria del trascendentale. Ora la

t e n d e n z a d e l n a t u r a l i s m o è q u e l l a di c o n c e p i r e o g n i essere n e l l o stesso « senso » con cui concepisce l'essere dell'og3

g e t t o n a t u r a l i z z a t o ) . D i q u e s t o p a s s o si g i u n g e alla stessa n a t u r a l i z z a z i o n e della c o s c i e n z a , e, c o n s e g u e n t e m e n t e , ad

u n a r i d u z i o n e di q u e s t a a l l ' e s s e r e d e l l a p s i c o l o g i a . D a c i ò la n e c e s s i t à di u n a c r i t i c a d e l l o p s i c o l o g i s m o a t t r a v e r s o la

q u a l e si d o v r à a r r i v a r e a l l a d e t e r m i n a z i o n e d e l v e r o essere d e l l a c o s c i e n z a . Q u e s t o v e r r à r a g g i u n t o p r i m a a t t r a v e r s o la r i c e r c a f e n o m e n o l o g i c a delle e s s e n z e su c u i si b a s a un'on-

t o l o g i a d e l l a c o s c i e n z a e p o i c o n il c o n c e t t o di c o s c i e n z a t r a s c e n d e n t a l e c h e giustifica lo stesso m o n d o o n t o l o g i c o d e l l e i d e e . D u n q u e se la c r i t i c a d e l n a t u r a l i s m o e dello p s i c o l o gismo permette a d H u s s e r l di a r r i v a r e a l l a c o s c i e n z a t r a -

s c e n d e n t a l e , a q u e l c o n c e t t o si a r r i v a s o l o i n q u a n t o si d i stingue fra d i v e r s i sensi d e l l ' e s s e r e : prima l'essere della

s c i e n z a , n a t u r a l i z z a t o , e l ' e s s e r e d e l l a c o s c i e n z a , c o m e ess e n z i a l i t à e i d e t i c a e p o i tra le p r a t i c a m e n t e infinite o n t o l o gie r e g i o n a l i e c i o è a t t r a v e r s o i v a r i sensi d e l l ' e s s e r e c o r r i -

1) E . H U S S E R L :
2) E. HUSSERL:

Op.
Op.

cit. P a g .
cit. Pag.

309
178.

e

segg.

3) E . H U S S E R L :

O p . cit. P a g .

34 e segg.

phil. 1 solti n e l l a s t r u t t u r a t r a s c e n d e n t a l e I l p e n s i e r o m o d e r n o si è c o m p o r t a t o v e r s o q u e l s e n s o d e l l ' e s s e r e s u c u i si f o n d a la p o s s i b i l i t à d i u n ' e i d e t i c a c o m e la s c u o l a di M a r b u r g o si è c o m p o r t a t a c o n l ' i d e a di P l a t o n e . I n altre parole per Husserl i v a r i m o m e n t i del conoscere n o n sono solo forme fenomenologiche negative del sapere assoluto e quindi gradi di sviluppo puramente teoretici c h e l a r a g i o n e d e v e percorrere p e r c o n q u i s t a r e sè stessa. R I T T E R : Die Kerngedanken der plat. M a se c i ò h a p o s t o i n c h i a r o l ' e s i g e n z a d e l p r o b l e m a d e l t r a s c e n d e n t a l e e q u e l l a di u n a c r i t i c a d e l l a c o n c e z i o n e d o g m a t i c a dell'eidetica. v a r i i sensi d i q u e l l ' e s s e r e c h e n o n s o n o p i ù d a t i dogmaticamente. m a d i v e n t a n o a n c h e v a r i i p i a n i e s s e n z i a l i . m a ridella coscienza ) .s p o n d e n t i alle v a r i e f o r m e d e l s a p e r e . 1920. . La definizione dell'arte dialettica. come prima dell'epochizzazione. — N e l l a c r i t i c a d e l l e a n t i c h e teorie d e l l ' e s s e r e c o m p i u t a d a l l o S t r a n i e r o è d a n o t a r e s o p r a t u t t o l'interesse p l a t o n i c o n e l r i g e t t a r e q u e l l e t e o rie c h e p r e s e n t a n o i n s e n s o d o g m a t i c o la l e g g e t r a s c e n d e n t a l e d i c o r r e l a z i o n e . 2) C. D a q u e s t o p u n t o di vista Husserl ripresenta alla fondamentale filosofia 2 m o d e r n a il p r o b l e m a del pensiero platonico ) . Paris. 188 e segg. Pagg. München 1931. de H. C o s ì v i e n e c r i t i c a t a s u b i t o l a teoria secondo c u i l'essere è d o g m a t i c a m e n t e u n o e molteplice n e l l o stesso t e m p o e si s o s t i e n e c h e s o l o u n a c o n f u s i o n e d e l concetto dell'essere p u ò rendere possibile l'accordo del di- 1) Si veda a proposito di questa interpretazione il lavoro di L É V I N A S : L a théorie de l'intuition dans la phen. h a però posto n e l l ' o m b r a la legitt i m a n e c e s s i t à d i u n m o n d o d e l l e i d e e . L a c a r a t t e r i s t i c a f o n damentale della fenomenologia sembra dunque consistere n e l p o r r e il c o n c e t t o d i t r a s c e n d e n t a l e d a u n p u n t o di v i s t a t a l e p e r c u i il f o n d a r e q u e l c o n c e t t o significa n e l l o stesso t e m p o d e t e r m i n a r e i v a r i sensi d e l l ' e s s e r e a c u i il t r a s c e n dentale n o n d e v e adeguarsi.

l ' a n t i t e s i tra i F i g l i della t e r r a e g l i A m i c i d e l l e i d e e r i a s s u m e la stessa a n t i n o m i a c o m e o p p o s i zione tra m o n d o ideale. 3) A. cit. 1909. analogamente. L a c o n c l u s i o n e a c u i P l a t o n e v u o l e arr i v a r e è c h e l'essere n o n è definibile. 54 e segg. P e r m e z z o di tra m a t e r i a ed i d e a c o m e c o r - quella definizione l'antitesi p o r e i t à ed i n c o r p o r e i t à si t r a s f o r m a i n q u e l l a di stasi e di m o v i m e n t o ' ) . 21 e segg. P a g . P a g . 5) A . Pag. E si r i c h i a m a l a stessa p o s i z i o n e d i c o r r e l a z i o n e 1) A . cit. D I E S : L a definition de l'etre et la nature des idees dans le Sophiste de Platon. 35 e segg. n o n i n t r o d u c e il m o v i m e n t o nelle i d e e . ma f a c c i a s u o sia c i ò c h e è i m m o b i l e sia c i ò c h e si m u o v e » (249 C ) . D ' a l t r a p a r t e q u e s t o c o n c e t t o di m o v i m e n t o s u c u i si è t a n t o insistito.s a c c o r d o e c o s ì v i a (242 E . L o S t r a n i e r o stesso r i a s s u m e la p o s i z i o n e d i a l e t t i c a della d i s c u s s i o ne: b i s o g n a c h e il filosofo « da quelli che affermano sia 5 l'unità. c h e esso è oltre o g n i definizione. O p . cit. N e l l a c r i t i c a di q u e s t e o p p o s t e p o s i z i o n i si i n t r o d u c e la definizione d e l l ' e s sere c o m e « p o t e n z a ». 29-30. 31. 4) A . . Pag. viene data c o m e provvisoria e consid e r a t a c o m e tale ' ) . 2) A . D o t t r i n e pluraliste e d o t t r i n e u n i t a r i e c a d o n o i n q u a n t o l ' e s s e r e è s e m p r e a l di l à d e l l e loro i d e n t i f i c a z i o n i . n o n t r a s f o r m a le i d e e stesse i n m o v i m e n t o ) . « È proprio questa eterogeneità 3 dell'essere in r a p p o r t o a d o g n i a l t r a c o s a c h e P l a t o n e v o l e v a far n e l l a s u a storia risentire delle teorie d e l l ' e s s e r e » ) . A . L a c r i t i c a d e l p u n t o di v i s t a u n i t à e m o l t e p l i c i t à r i a s s u m e le a n t i n o m i e g i à v i s t e nel come. anteriore alla terza ipotesi del P a r m e n i d e e m o n d o r i s u l t a t o d a l l a c r e a z i o n e . Pag. 243 C ) . Parmenide. DIES: DIES: DIES: Op. Paris. D I E S : Op. cit. n o n si l a s c i affatto imporre l'immobilità del tutto. n o n presti nemmeno ascolto. e a quelli poi che m u o v o n o l ' e s s e r e i n t u t t i i sensi. O p . t r a s c e n d e s e m p r e o g n i s u a p o sizione dogmatica. sia la m o l t e p l i c i t à delle i d e e . D i é s h a notato giustamente 1 che questa posizione. non nuova nel pensiero platonico ). c o m e a z i o n e e p a s s i o n e .

. 252 A . Ma l'es- sere n o n si l a s c i a e s a u r i r e n e m m e n o d a q u e s t a quando stessa questa non v e n g a considerata come opposizione l'eterogeneità op- che l'essere pone a sè m e d e s i m o e cioè c o m e posizione tra l'essere e l'altro (250 C ) . cit. 15. 252 D ) .trascendentale verso l'interpretazione dogmatica della qua- le T e e t e t o è m e s s o a n c o r a L'eterogeneità dell'essere si una volta in guardia determina sempre (250 A ) . (253 A ) che chi saprà le lettere p o s s o n o unirsi l ' u n a c o l u i c h e n o n se n e i n t e n d e o p p u r e il g r a m m a t i c o ? A n a l o g a m e n t e c h i è c h e c o n o s c e r à in q u a l c a s o e i n 1) A. sia c o m e u n i t à e molteplicità e. Il p r o b l e m a z i o n e si m u o v e su q u e s t e d u e p o s s i b i l i t à : o la r e a l t à n o n è che molteplicità assoluta ed allora nessuna idea può en- t r a r e i n c o m u n i c a z i o n e c o n l ' a l t r a e il m o v i m e n t o e la stasi s o n o i n c o n c e p i b i l i in q u a n t o l'essere. P e r c i ò il p r o b l e m a aporético d e l l ' e s s e r e s v i l u p p a t o i n t u t t o il s u o m o v i m e n t o conduce necessariamente due problemi diventano al p r o b l e m a del non essere ed i proprio u n o solo (250 E ) . come una 105 c o r r e l a z i o n e sia d e i d u e t e r m i n i v i t a e m o r t e (Fedone B e s e g g . O r a è nel m o m e n t o stesso c h e il p r o b l e m a si p o n e nella s u a inter e z z a c h e esso si t r a s f o r m a i d e e e c i o è nel p r o b l e m a del dialogo ancora una in quello della c o m u n i o n e delle della predicazione. oppure un'idea non possono all'altra partecipare senza al- partecipa distinterza z i o n e ( 2 5 1 D E . ) . Pag. DIÈS : O p . sia c o m e i d e a l i t à e c o r p o r e i t à . volta insieme alla Nell'interno chiarificazione diairetico predica- della legge trascendentale che ad si c h i a r i s c e il m e t o d o della essa v i e n e r i c o l l e g a t o . C o n l'antico quando metodo socratico lo Straniero chiede: all'altra. stasi e movimento '). 252 E ) in u n a concezione che faccia della di- la p o s s i b i l i t à o l'impossibilità comunicazio- ne d a l l a l e g g e d e l p e n s i e r o c h e r e g o l a i v a r i sensi d e l l ' e s sere. finalmente. M a il v e r o sta in u n a p o s s i b i l i t à e c i o è nella m e d i a z i o n e d e l l e d u e p o s s i b i l i t à c o n siderate pendere (251 E .

s t a b i l e n d o u n a c o n t i n u i t à a t t r a v e r s o t u t t i g l i altri. « Il terzo ed il q u a r t o fra membro del p a s s o s o n o riuniti strettamente del di l o r o e s t a b i l i s c o n o l ' a c q u i s t o d e l l a d e f i n i z i o n e . I I I ) u n ' u n i c a i d e a c h e r e sta u n i c a p u r e e n t r a n d o i n u n a p l u r a l i t à di i d e e . « F o r s e c h e n o n ci s i a m o i m b a t t u t i . se d a l di fuori d a u n a sola i d e a .m o d o la partecipazione delle idee è possibile? L a risposta: il filosofo. d i m o s t r i inoltre se v e ne s o n o c h e . l o g o s . è evidente. tra non essere ed essere. c o n u n a c o n c a t e n a z i o n e di p r e d i - 1) S T E N Z E L : Studien cit. rendono p o s s i b i l e l a l o r o c o m u n i c a z i o n e e se p o i nella d i v i s i o n e v e n e s o n o altri c h e . . che dedica un intero capitolo a questo p a s s o ' ) . p r o p r i o il filosofo? » (253 C ) S e g u e la d e f i n i z i o n e d e l filoPar- sofo d i a l e t t i c o i n u n p a s s o g i à c i t a t o a p r o p o s i t o d e l m e n i d e p e r d i m o s t r a r e le c o n n e s s i o n i della diairesis c o n il problema della partecipazione q u a l e è v i s t o nella quarta i p o t e s i di q u e l d i a l o g o . di u n a sola i d e a . tra sofistica e filosofia. m o l t e . d i v i s a i n o g n i p a r te. tra q u e l l i r a g g r u p p a t i . sennon z a a c c o r g e r c e n e . G2-71. lo della riu- s p i e g a s o s t e n e n d o c h e i n esso si a l l u d e a l r e s u l t a t o separazione dei c o n c e t t i . s o n o i fattori della d i v i s i o n e stessa » (253 B C ) . di c u i c i a s c u n a resta una separataracchiu- I I ) m o l t e i d e e . I V ) u n a m o l t e p l i c i t à di i d e e d i v i s e l ' u n a d a l l ' a l t r a » (253 B ) . a l l a diairesis. S t e n zel. differenti l ' u n a dall'altra. dice lo Straniero. e r i s c h i a m o n o i di a v e r s c o p e r t o p r i m a di t r o v a r e il sofista. cioè la nita a t t r a v e r s o sumploké eidòn necessaria per raggiungere l ' a t o m o eidos. e a d u n ' i d e a m o l t i interi c o n l ' u n i t à . c o l l a s c i e n z a d e g l i u o m i n i liberi. « È necessaria una scienza che ci g u i d i nel r a g i o n a m e n t o se si v u o l s a p e r e c o n p r e c i s i o n e : conzonanti e quali invece quali generi sono mutualmente n o n p o s s o n o a c c o r d a r s i . a t t r a v e r s o mente. C o l u i c h e è u n v e r o d i a l e t t i c o è i n g r a d o di d i s t i n g u e r e « I) u n ' u n i c a i d e a . Q u a l e s a r à questa scienza? S i r i c o r d i c i ò c h e si è d e t t o della c o n n e s s i o n e tra errore e verità. Pagg.

c a t i c h e è il r e s u l t a t o d e l l a s e p a r a z i o n e d e l l e m o l t e superiori: questa concatenazione costituisce la unità ricercata n u o v a unità e c o n ciò separa tutte le altre idee n e t t a m e n t e d a q u e s t a . I l r e s u l t a t o d e l l a diairesis è dunque un'unità separata nettamente. c o n il c h e è r a g giunto pienamente c i ò c h e si era a f f e r m a t o nel p a s s o s o - p r a c i t a t o c o m e s p e c i f i c a f u n z i o n e d e l l a d i a l e t t i c a e c i o è il dividere per generi e non prendere per altra u n ' i d e a che è la m e d e s i m a partecipare contrario e non confondere cioè le idee che possono possono farlo: il con quelle che i n v e c e non l'errore. I n t e r e s s a v a far p r e s e n t e c h e q u e s t a è p o s sibile s o l o q u a n d o v i e n e p o s t o i n t u t t a la s u a i n t e r e z z a il p r o b l e m a d e l l ' e t e r o g e n e i t à d e l l ' e s s e r e e c h e c i o è il m e t o d o diairetico è reso possibile proprio dalla r a g g i u n t a posizione della legge trascendentale. . S u l l a stessa b a s e si c o m p r e n d o n o a n c h e il p r i m o e d il s e c o n d o m e m b r o » Però mentre i due ultimi m e m - b r i h a n n o p e r s c o p o la s e p a r a z i o n e . U n ' u n i c a i d e a infatti e n t r a i n lasciandole separate d a l semolte ( p r i m a m e m b r o ) p e r c u i (nel s e c o n d o m e m b r o ) si r i s t a b i l i s c e l ' u n i t à i n q u a n t o q u e s t e i d e e v e n g o n o p o i r a c c h i u s e in u n ' u n i c a idea. c o n i p r i m i d u e si i n dica i n v e c e la r i c o n g i u n z i o n e di ciò che è stato diviso. Nel terzo membro su- l'unità v i e n e stabilita dalle c o n c a t e n a z i o n i delle unità p e r i o r i e p o i i p r e d i c a t i a d a t t i v e n g o n o r i a s s u n t i (nel q u a r t o m e m b r o ) in u n a d e f i n i z i o n e p e r c u i si p u ò r a g g i u n g e r e u n a d i v i s i o n e d e f i n i t i v a d e i c o n c e t t i . sarebbe proprio Stenzel è riuscito così a s p i e g a r e il difficile p a s s o s c o p r e n d o i n esso i f o n d a m e n t i d e l l a d i a i r e s i s . cit. A b b i a m o v i s t o nel Parmenide c o m e n e l l a q u a r t a i p o t e s i si p o s s a d e t e r m i n a r e il s e n s o d e l l ' e s s e r e s u c u i la diairesi si m u o v e p e r c h è P a r m e n i d e pone 1) STENZEL: O p . P a g . I l p r i m o m e m b r o p o i e il t e r z o s o n o d a c o n s i d e r a r s i c o m e le p r e m e s s e d e i r e s u l t a t i r a g g i u n t i r i s p e t t i v a m e n t e c o n d o e d a l q u a r t o . 6 7 . dalla quale ne v a n n o s e p a r a t e m o l t e a l t r e (255 D E ) .

e s p r i m e essa i n idee? I n a l t r e p a r o l e se l a l e g g e d e n t a l e p o n e il m o n d o i d e a l e e g l i altri sensi d e l l ' e s s e r e . così è oltre l o s t e s s o s e n s o i d e a l e : le i d e e i n c u i essa si e s p r i m e d i v e n t a n o idee di u n a speciale categoria correlativa. Q u e s t o 1 essere s u p e r i o r e è l ' e s s e r e c o m e c a t e g o r i a m a s s i m a i n c u i il p e n s i e r o si esprim e c o m e nella s u a l e g g e . q u e s t a stessa l e g g e . L a legge trascendentale è oltre o g n i senso d e l l ' e s s e r e a p p u n t o p e r c h è p o n e l ' e s s e r e stesso. L a diairesis i n altre p a r o l e è p o s s i b i l e s o l o se l a c o r r e l a z i o n e t r a s c e n d e n t a l e è g i à e n t r a t a i n g i u o c o e h a d e t e r m i n a t o le p o s i z i o n i s u c u i q u e l l a si d e v e muovere. p o i c h é n o n c o n g i u n g e le s i n g o l e s p e c i e inferiori c o n il s o g g e t t o c o m e f a r e b b e i n q u a l i t à d i c o p u l a e d esso è c o n t e n u t o i m m e d i a t a m e n t e in q u e s t e s i n gole determinazioni come l'arte nell'arte del pescatore di l e n z a . A n c h e S t e n z e l n o t a c h e « l'essere c o m e c o n c e t t o s u p e r i o r e a t u t t e le s p e c i a l i z z a z i o n i n o n è nè l ' e s sere della p r e d i c a z i o n e . l'eterogeneità tale — I l p r o b l e m a c h e o r a d i r e t t a m e n t e si p r e s e n t a a P l a t o n e n o n d i difficoltà: d e l l ' e s s e r e e la c o r r e l a z i o n e si trascenc o r r e l a z i o n e c o n il n o n essere.i n r e l a z i o n e il m o n d o d e l l e i d e e d e l l a s e c o n d a i p o t e s i c o n il m o n d o della r e a l t à . l'idea male e dell'uomo non p u ò formalmente dell'aniidentificarsi c o n l ' i d e a d e l l ' e s s e r e . n è è u g u a l e a l s o l o esistere m a è il c o n c e t t o s u p e r i o r e a i c o n c e t t i c h e si m u t a n o i m m e d i a t a m e n t e i n d e t e r minati g i u d i z i esistenziali » ) . c o m e d e v e essere i n t e s a ? I g e n e r i s o n o i d e e di p e r sè m a d o v e t r o v a p o s t o il t e r m i n e stesso i d e a l e d e l l a l o r o c o r r e l a z i o n e ? S i t r a t t a f o n d a m e n t a l m e n t e d e l p r o b l e m a delle categorie. è q u i n d i l ' e s s e r e c h e t r a s c e n d e le d u e p a r t i c o l a r i p o s i z i o n i . p r e s e i n s è . d i essere e n o n essere . n e i t e r m i n i i n c u i si e s p r i m e e i d e t i c a m e n t e . Deduzione è privo sua dall' eidetica data della legge trascendentale.

S e m b r a che solo i getale del- neri m a s s i m i p o s s o n o p e r m e t t e r e posizione il p a s s a g g i o a d u n a dell'idea (254 C ) . in u n p e r i c o l o s o d o g m a t i s m o . C e r t o la c o m u n i c a b i l i t à l ' e s s e r e c o n q u e l l a d e l n o n essere è la l e g g e p r i m a a c u i si t e n d e e la l e g g e sufficiente p e r s p i e g a r e o g n i p a r t e c i p a z i o n e . . l'eidetica è vista nella correlazione stessa da cui v i e n e fondata. la l e g g e stessa c h e si p o n e oltre le i d e e come ragione trascendentale problema si deve della deduzione di q u e l l e ? S i t r a t t a q u i n d i delle c a t e g o r i e . Si noti c o m e tutta l ' a r g o m e n t a z i o n e usa dei g e - 1) A . Questa dimostrazione si r a g g i u n g e c o m i n c i a n d o d e l l a c o r r e l a z i o n e stasi col para- gonare tra mento loro i termini e movi- L a stasi e il m o v i m e n t o n o n s o n o nè il m e d e s i m o nè l'altro. ma c o m e dedurre dall'idea dell'essere e dai predicati im- m e d i a t i c h e a d essa si a d d i c o n o . d a t i a n c h e i p e r i c o l i di r i t o r n a r e . 9. l a t o . scendentale chiara ma L a meta dei questa cinque finale s a r à s e m p r e la l e g g e t r a i n m o d o c h e sia dalle essa d e v e v e n i r d e d o t t a la c o m u n i c a b i l i t à delle i d e e . t r a il s e n s o e i d e t i c o d e i t e r m i n i e la l o r o risoluzione in funzioni categoriali. Egli parla di essere di n o n essere c o m e i d e e . DIÈS : O p . Q u e s t a m a s s i m a tegoria non d o v e v a risultare a Platone troppo ca- chiaramenda questo e te c o m e t a l e . an- c h e se n e c e s s a r i o . P a g . L a n e c e s s i t à di d e d u z i o n e s p i e g a la c o m p l e s s a a r g o m e n t a z i o n e generi massimi. compiere sul deduzione nel del che mo- necessariamente pensiero m e n t o d e l l a s u a p o s i z i o n e e i d e t i c a . B i s o g n a p a r t i r e i d e e stesse e. Si pone u n p a s s a g g i o non perfettamente chiaro. r a g g i u n g e r e la l e g g e di q u e s t a e q u i n d i il c o n c e t t o di n o n essere c o m e a l t r o d a l l'essere. d a l l a l o r o c o n n e s s i o n e .e si p o n e c o m e l o r o p u r a c o r r e l a z i o n e . cit. e c e r t a m e n t e termini essere c o n s i d e r a t i sul p i a n o così possono i due ma qui dell'eidetica. P e r far c i ò è n e c e s s a r i o d i m o s t r a r e che l'altro è u n ' i d e a a p a r t e p u r e s s e n d o in r e l a z i o n e c o n t u t t e le a l t r e . e q u i n d i d a l l e i d e e i m m e d i a t a m e n t e v i c i n e .

n o n in v i r t ù d e l l a s u a p r o p r i a n a t u r a . « non è » il r i p o s o . si d e v e c o n c l u d e r e c h e e s s e n m o v i m e n t o e riposo sono do uguali ad un terzo termine. è altro dal m o v i m e n t o e dal riposo.n e r i intesi c o m e r e l a z i o n i t r a s p o r t a n d o l i detica. DIKS : Op. pag. e d e v e essere t a l e se t u t t e le i d e e p a r tecipano all'idea dell'altro. d o p o a v e r d e t t o c h e la stasi è u n a i d e a e c h e il m o v i m e n t o è u n ' a l t r a i d e a si d i m o s t r a che a n c h e il m e d e s i m o e l ' a l t r o s o n o a l t r e i d e e . p u r p a r t e c i p a n d o al m o v i m e n t o e al riposo. s e n z a c o n f o n d e r s i c o n esso (255 B ) ) . miamo che (l'idea dell'altro) è sparsa « Noi a affertutte attraverso le a l t r e . Ma esso p e r ò « è » i n q u a n t o p a r t e c i p a a l l ' i d e a d e l l ' e s s e r e (256 A ) . C o n s e g u e n t e m e n t e c o s ì c o m e l ' e s s e r e . n o n solo d e l m o v i m e n t o .. riposo e m o v i m e n t o 1 parteciperanno a l l ' e s s e r e . < ( E s i s t e d u n q u e u n essere d e l n o n essere. Q u e s t o a l t r o h a d u n q u e la s u a v a l i d i t à o l tre l e i d e e di essere. C o s ì . L e categorie dell'essere e dell'alterità sono dedotte dunque d a l l e i d e e c o m e i d e e a c u i t u t t e le i d e e p a r t e c i p a n o p u r r e stando q u e l l e c h e s o n o . u g u a l i . stasi e m e d e s i m o e si d e t e r m i n a c o m e u n a q u i n t a i d e a (255 E ) . A q u e s t o p u n t o si a r r i v a a c i ò a c u i la d i m o s t r a z i o n e t e n d e v a . esse t r a s f o r m a n o il s e n s o e i d e t i c o trascenden- d e i g e n e r i u s a t i nella d i s c u s s i o n e nel c a r a t t e r e t a l e d e l l a l e g g e di c o r r e l a z i o n e . p e r c i ò s t e s s o . S e infatti si afferma: movimento = a l t r o . . n o n essere. u n i v e r s a l - 1) A . m a in t u t t o l ' i n s i e m e d e i g e n e r i . m o v i m e n t o . sul piano dell'einon s e n z a l a q u a l e t r a s p o s i z i o n e il r a g i o n a m e n t o p o t r e b b e r e g g e r s i . L o stesso a c c a d e se si i d e n t i f i c a n o c o n l ' e s s e r e (255 A ) . I n t u t t i essi infatti la n a t u r a d e l l ' a l t r o r e n d e c i a s c u n o di essi a l t r o che l ' e s s e r e . e. I l m o v i m e n t o i n parquan- to è a l t r o d a l r i p o s o . N e l l o stesso m o d o l'essere non è identico al medesimo (255 E ) nè a l - l ' a l t r o (255 D ) . C o s ì t u t t i . cit. m a i n q u a n t o t e c i p a a l l ' i d e a d e l l ' a l t r o (255 E ) » . il c h e è a s s u r d o . C i a s c u n a di esse infatti è a l t r a d a t u t t e le a l t r e . 10.

R e s t a d a n o t a r e q u a l c o s a i n t o r n o a l c o n c e t t o d i essere totale (pantelòs on). c a t e g o r i a c h e si s v o l g e d a l l e . appena m e n t r e d ' a l t r a p a r t e n e s s u n a di esse è v a l i d a n o n l a c o r r e l a z i o n e v e n g a s p e z z a t a e d i d u e o p p o s t i intesi d o g maticamente. DIÈS : O p . si s v i l u p p a e si t r a s f o r m a nella l e g g e stessa c o n c u i il p e n s i e r o p e n s a l ' e s s e r e e il n o n essere di sè m e d e s i m o . sotto questo aspetto. Q u a n d o si e n u n c i a il n o n essere n o n si e n u n c i a il s u o c o n t r a r i o « m a s o l o q u a l c o s a c h e è a l t r o d a lui ) > (257 B ) . possiamo chiamarli non es- s e r e e d ' a l t r a p a r t e . 4 5 . P e r t a n t e v o l t e g l i altri s o n o . determinazione c o m e termine di un altro di paragone necessario alla il concetto » che è appunto n o n essere c o m e a l t e r i t à s i z i o n i in P l a t o n e mentazione: C e r t o la n e t t e z z a d i q u e s t e p o difficoltà d e l l ' a r g o - è complicata dalla u n i t à e m o l t e p l i c e . I l c o n c e t t o di m o v i m e n t o c o m e q u e l l o d i stasi e q u e l l o d i m e d e s i m o n o n è c h e un p a s s a g g i o n e c e s s a r i o della d e d u z i o n e d e l l ' e s s e r e come posizione trascendentale. 2.mente. Si d a r à quindi pienamente ragione a Diés ed alla sua c r i t i c a d i q u e l l e i n t e r p r e t a z i o n i c h e c o n s i d e r a v a n o il m o v i m e n t o c o m e b a s e di t u t t o il d i a l o g o . « I n t o r n o a d o g n i i d e a c ' è u n a m o l teplicità di essere e u n ' i n f i n i t a quantità di non essere » ( 2 5 6 E ) . Pagg. e d è p e r c h è l ' e s s e r e n o n p u ò essere s e n z a n o n essere. P a r m e n i d e è così d e f i n i t i v a m e n t e confutato (258 C D E ) : il n o n essere è. a t i t o l o c i o è d i intermediario. p e r a l t r e t t a n t e l ' e s s e r e n o n è (257 A ) . 127 e 128. Infatti che c o s ' è questa legge trascend e n t a l e se n o n q u e l l a p o s i z i o n e i n c u i l ' u n i t à si p o n e c o m e 1 ) A . n o i li c h i a m i a m o essere » . cit. m o v i m e n t o e stasi e a l t r e simili c o r r e l a z i o n i p o s s o n o in r e a l t à t u t t e v a l e r e c o m e c a t e gorie massime su c u i si m u o v e la legge trascendentale. p o i c h é essi p a r t e c i p a n o a l l ' e s s e r e . L a c a t e g o r i a d e l l ' e s s e r e c o n c u i il p e n s i e r o p e n s a il m o n d o . « Il m o v i m e n t o v i e n e stabilito e difeso s o t t o il m e d e s i m o titolo d e l l a stasi. . stesse i d e e .

« m a . c h e g i à nella c r e a z i o n e c o m e c o s t i sistemazione razionale t u t i v a della v i t a s p i r i t u a l e .s u p e r i o r e a t u t t e le a l t r e ipotesi d e l P a r m e n i d e ? C h e c o s ' è se n o n l ' i n c o n t r o c r e a t i v o d e l l ' e s s e r e c o n il n o n essere p e r c u i il p e n s i e r o c r e a d a l l ' i n t e r n o di sè stesso il m o n d o ? quanto legge trascendentale continuità il p e n s i e r o è il g r a n d e t a x ù ». della v i t a che noi. ancora u n a v o l t a . S e l ' e s s e r e è i m m o b i l e esso n o n a v r à nè intelletto nè v i t a e c i ò n o n è p o s s i b i l e (249 B ) . d e l l a m o r a l e e d e l l a n a t u r a ? . Quella vita piuttosto che sorpassa ogni determin a z i o n e p a r t i c o l a r e di m o b i l i t à e i m m o b i l i t à . in q u a n t o uomini. Si è t a n t e v o l t e d i m e n t i c a t o c h e s u b i t o d o p o il f a m o s o p a s s o s u l l ' e s s e r e nella s u a t o t a l i t à (249 A ) t r o v i a m o nel Sofista u n a l t r o p a s s o n o n m e n o s i g n i f i c a t i v o . i n c u i la v i t a si f o n d e c o n la m o r t e . ciò v o r r à dire. i se- D ' o r a i n a v a n t i i p r o b l e m i di P l a t o n e s a r a n n o g u e n t i : la l e g g e t r a s c e n d e n t a l e . conosciamo. il m o v i m e n t o c o n l a p a c e e t e r n a . di n a s c i t a e di m o r t e . se n o i a c c e t t i a m o di p o r r e in t u t t o la t r a s l a z i o n e e il m o v i mento. c h e e s p r i m e n d o s i nelle c a t e g o r i e essere e n o n essere. i n q u a l i c a t e g o r i e si d o v r à espricome del m o n d o della p o l i t i c a . tra il m o v i m e n t o e la stasi. sopprimere l'intelletto d a l r a n g o d e g l i esseri » (cit. g a r a n t i s c e il n o s t r o c o n o s c e r e e unifica i n sè i d e a l i t à e m a t e r i a l i t à . M o v i m e n t o e v i t a d u n q u e q u e l l i d e l l ' e s s e r e t o t a l e . q u e l l a v i t a d u n q u e c h e t r a s c e n d e o g n i p o s i z i o n e p a r z i a l e e in c u i s o l o si a t t u a il p e n s i e r o c o m e p u r a l e g g e della sua razionalità. 249 B ) . tra l ' e t e r n i t à e il t e m p o . m a n o n il m o v i m e n to delle cose. nel S i m p o s i o si era p r e s e n t a t a mere quando si p r e s e n t e r à spiegando l'unità del m o l t e p l i c e e la p o s s i b i l i t à d e l l ' e r r o r e . n e l l o stesso tempo. L ' e s s e r e nella s u a t o t a l i t à è l ' e s s e r e oltre o g n i z i o n e . q u e l l a l e g g e . l ' e t e r n a In « me- c o r r e l a t i v a tra l ' u n o e il m o l determina- t e p l i c e .

A q u e s t o p u n t o i n t e r v i e n e l ' a p p l i c a z i o n e della diairesis c h e c o n d u c e a l l a d e finizione d e l p o l i t i c o c o m e p a s t o r e di u o m i n i . N o n si t r o v e r à infatti a l t r o d i a l o g o p l a t o n i c o in c u i si p a r l i c o n t a n t a Ciò nonostante la diairesis n o n p u ò r i s p o n d e r e d e l m e t o d o d i a i r e t i c o ed i n c u i q u e s t o v e n g a p i ù ad nessun attuato. POLITICO. e d i r i g e n o n caratteris t i c a di v i v e r e i n c o m u n e (261 C D E ) . una parte che per analogia a b b i a m o c h i a m a t o direttrice. TIMEO E LE IDEE NUMERI 77 Politico — Si è definito il c o n t e n u t o di q u e s t o d i a l o g o c o m e u n p r o b l e m a p o l i t i c o c h e s e r v e di p r e t e s t o esercizi dialettici sul m e t o d o . L o s t r a n i e r o r i a s s u m e così la r i c e r c a : a v e v a m o . p r i m a di t u t t o . m a l'uomo di Stato non è u n puro tecnico o un puro prat i c o . di sta. FILEBO.CAPITOLO I I . L a p o l i t i c a s a r à u n a s c i e n z a p r a t i c a e n o n t e o r i c a (258 E ) . esso p o s s i e d e u n s a p e r e (259 C D ) c h e p e r ò h a delle c o s e m a d e g l i esseri v i v e n t i c h e h a n n o l a una f u n z i o n e n o n c r i t i c a m a d i r e t t i v a (260 B C ) . nemmeno continuità q u i a p r o b l e m i c h e e s c o n o d a i suoi l i m i t i . L ' a r t e di a l l e v a r e gli a n i m a l i fu p o i d i v i s a c o m e u n a n o n p i c c o l a p a r t e di q u e l l a e c o m e s p e c i e a s u a v o l t a di q u e s t ' u l t i m a a b b i a m o t r o v a t o l ' a l l e v a m e n t o d e l g r e g g e . « nella s c i e n z a t e o r e t i c a dunque queautou n a p a r t e d i r e t t r i c e e. . Si t r a t t a di sap e r e c h i è il p o l i t i c o e si c e r c a di r i s o l v e r e il p r o b l e m a a n a l i z z a n d o e d i v i d e n d o n e l s e n o della t e c n i c a e della s c i e n z a .

si r i s p o n d e c o n l o stesso è l'homo sapiens. maestri di ginnastica. C o n s i d e r a t a la p o l i t i c a c o m e u n f a t t o tra i fatti e m p i r i c i a n a l i z z a t i essa si c o n f o n d e c o n t u t t e le a l tre arti empiriche.e d i q u e s t o l ' a l l e v a m e n t o del g r e g g e e r r a n t e e a n c o r a l ' a r t e di allevare gli animali senza corna. P e r t r a s c e n d e r e q u e s t a p o s i z i o n e puramente empirica del problema si i n t r o d u c e un mito. è p r o p r i o q u e l l a c h e si c e r c a v a e c h e si p u ò c h i a m a r e a r t e r e g i a o p o l i t i c a » (267 B C ) . deve separare di q u e s t ' u l t i m a L a p a r t e c h e p o i si essere arte ha bisogno per d i v i s a di essere c o n s i d e r a t a d a tre p u n t i di v i s t a se l a si vuol comprendere sotto u n n o m e solo e chiamarla l'arte d i p a s c o l a r e a n i m a l i n o n a d a t t i a l l ' i n c r o c i o . N o n si v o r r à con fi- metodo che l'uomo ciò pretendere c h e la s i s t e m a z i o n e r i s o l v a il p r o b l e m a losofico d e l l ' u o m o c o m e n o n si p u ò p r e t e n d e r e c h e P l a t o n e r i s o l v a t o t a l m e n t e nella diairesis il p r o b l e m a p o l i t i c o . bisogna i n v e c e passare alla posizione del problema politico n e l l a sua i n t e r e z z a : q u a l ' è l a l e g g e c h e r e g o l a l a v i t a p o l i t i c a ? Q u a l ' è l a c a t e g o r i a p e r m e z z o della q u a l e il p e n s i e r o p u ò rendersi r a g i o n e d e l l ' a t t i v i t à p o l i t i c a ? La definizione raggiunta d a l l a diairesis n o n serve a q u e s t o s c o p o . D a l l a c o n s i d e r a z i o n e d e l l a p o l i t i c a c o m e t e c n i c a o a r t e fra le a r t i . I n c h e c o s a il re differisce d a t u t t i gli altri p a s t o r i ? (267 E ) . i n c u i il m o n d o era g u i d a t o d a u n D i o . I l lettore r i t r o v e r à f a c i l m e n t e nel p a s s o c i t a t o il m o v i m e n t o d e l l a diairesis nel m o m e n t o i n c u i nella s u m p l o k é eidòn raccoglie tutti i predicati intorno p a r t e c h e r e s t a v a » e cioè a l l ' a t o m o q u a l s i a s i t r a t t a t o di s i s t e m a t i c a manda: eidos. è una condi- z i o n e r e t r o g r a d a r i s p e t t o a l m i t i c o r e g n o di C r o n o s . « all'ultima Si a p r a un do- e si t r o v e r à c h e a l l a « c h e c o s a è l ' u o m o ? ». F i n a l m e n t e la d i v i s i o n e di q u e s t a . L a condizione attuale dell'umanità è derivata da una « caduta » come quella dell'anima individuale. L e d u e e t à s o n o i n d i - . l ' a r t e c i o è di p a s c o l a r e g l i u o m i n i . 268 A ) . Commercianti. a g r i c o l t o r i e f o r n a i p r e t e n d e r a n n o di essere c o n s i d e r a t i u o m i ni politici (267 E . u l t i m a p a r t e c h e r e s t a v a del g r e g g e b i p e d e .

n e l l ' u n o e n e l l ' a l t r o si c e r c a u n a realizzazione storica d e l l ' i d e a in uno Stato perfetto. L a p o l i t i c a n o n si p u ò s t a c c a r e d a l l a storia d e l l ' u n i v e r s o e il m i t o v e d e i n e s s a il s u c c e d e r s i di d u e m o v i m e n t i c h e r i f l e t t o n o i d u e s e n s i della legge del pensiero: il m o v i m e n t o verso l'essere e q u e l l o v e r s o il n o n essere. s o t t o il r e g n o di Z e u s « l a f u n z i o n e p a s t o r a l e a p p a r t i e n e p i ù a delle d i v i n i t à : gli u o m i n i d e v o n o ] non bastare a sè stessi e g o v e r n a r s i d a soli » ) . « Il m i t o d e l P o l i t i c o afferma c h e la f u n z i o n e p o l i t i c a esige a t t i t u d i n i s p e c i a l i s caduta. s i m e . Nel T i m e o il m i t o r e a l i z z a il d e s i d e r i o d i S o c r a t e c h e v o r r e b b e l a storia di u n a città veramente esistita e corrispondente (Timeo 19 B ) . il D i o d e l l ' u n i v e r s o e le s u e d i v i n i t à . A l r e g n o di C r o n o s s u c c e d e a l l o r a il r e g n o di Z e u s e m e n t r e p r i m a gli u o m i n i e r a n o g u i d a t i d a u n p a store o d a p i ù p a s t o r i d i v i n i . 293. cit. v i e n f a t t o g i r a r e d a u n D i o i n senso positivo e sotto questa g u i d a divina sulla terra tutto è felicità e b e l l e z z a . p o i c h é il p o l i t i c o è c o l u i c h e . B i s o g n a d u n q u e t e n e r c o n t o p e r la p o l i t i c a di u n f a t t o f o n d a m e n t a l e : si t r o v a fra u n m o n d o negativo e una l'uomo funzione politico positiva d a c o m p i e r e i n q u e s t o m o n d o n e g a t i v o .pendenza del movimento dell'universo che si svolge in d u e t e m p i . c o n c u i si i n i z i a il T i m e o (21 E e s e g g . I l c o s m o s . la a l l a d e s c r i z i o n e t e o r e t i c a d e l l a c i t t à perfetta L a descrizione della città ideale del T i m e o h a proprio 1) R O B I N : 2) ROBIN: Platon cit. Op. ) . p o i il D i o l ' a b b a n d o n a e l ' u n i v e r s o rit o r n a i n d i e t r o . I l m i t o d e l l ' A t l a n t i d e . . c o m e u n a sfera p e r f e t t a m e n t e equiun l i b r a t a s u di u n a b a s e . i n u n a u m a n i t à 2 d e v e r a p p r e s e n t a r e c i ò c h e r a p p r e s e n t a v a il D i o p e r l ' u m a nità del t e m p o di C r o n o s » ) . P a g . Pag. r i s p o n d e a l l a stessa esig e n z a d e l m i t o di C r o n o s . A n a l o g a m e n t e nel T i m e o l ' u n i v e r s o si m u o v e r à in d u e sensi c o n t r a r l i corrispondenti al m o t o che partecipa del m e d e s i m o e a quello che partecipa d e l l ' a l t r o ( T i m e o 36 C D ) . 292.

legato al d i v e n i r e . 2 7 5 A ) . L ' a n t i t e s i si r i p r e s e n t a come opposizio- . N e l l ' a r t e della l a n a si d i s t i n g u e r à l'arte di filare il s o l o o r d i t o e q u e l l a c h e fila le t r a m e p e r conclu- d e r e c h e l ' a r t e d e l tessere è q u e l l a c h e « c o n l ' i n t r e c c i o d e l le t r a m e e d e l l ' o r d i t o f o r m a u n tessuto » (283 A ) . a l n o n essere. pastore er- grande r o r e » (274 E . I l m i t o n o n è sufficiente a questo s c o p o e l o S t r a n i e r o c e r c a di s v o l g e r e l a d i s c u s s i o n e s u l l a b a s e di u n esempio paradigmatico s i m i l e . I l p o l i t i c o n o n è d u n q u e il p a s t o r e di p o p o l i d e l l ' e p o c a d i v i n a m a il c o r r e t t o r e di u n m o n d o i m p e r f e t t o . a l m a l e . V i e n e così introdotto essere c o m e p r o p e d e u t i c a nella r i c e r c a il c o n c e t t o di a l l a d e s c r i z i o n e della l e g g e non che g o v e r n a la v i t a p o l i t i c a . a n d a r e a c e r c a r e . divino e non umano. nella s u a fun- z i o n e . Si e s c l u d o n o d a q u e sta d i a i r e t i c a m e n t e t u t t e le arti p r o s s i m e c h e c o n t r i b u i s c o n o alla tessitura. « M e n t r e ci v e n i v a c h i e sto il re ed il p o l i t i c o d e l ciclo a t t u a l e e d e l m o d o di v i v e r e . a q u e l l o d e l p e s c a t o r e di l e n z a g i à u s a t o nel Sofista. Si t r a t t a di definire l ' a r t e d e l tessere. S i t r a t t a di u n p r o c e d i m e n t o a n a l o g i c o giustificato d a l fatto c h e l a p o l i t i c a r i e n t r a nella sfera d e l l ' a z i o n e : tra mondo p o l i t i c o e il m o n d o empirico c'è una il connessione muo- n e c e s s a r i a i n q u a n t o la p o l i t i c a d e v e n e c e s s a r i a m e n t e v e r s i ed a g i r e i n q u e l m o n d o così c o m e esso si p r e s e n t a a l l ' a n a l i s i d i a i r e t i c a . Si t r a t t e r à di u s a r e l o stesso p r o c e d i m e n t o p e r r a g g i u n g e r e la d e finizione d e l p o l i t i c o . poiché il p o l i t i c o verrà effettivamente considerato come u n r e a l e tessitore c h e t e s s e n d o i n s i e m e le v a r i e i n d o l i d e g l i uomini « conduce a termine il p i ù m a g n i f i c o e il p i ù ec- c e l l e n t e d i t u t t i i tessuti » ( 3 1 1 C ) . Q u i n o n t r o v i a m o il t o n o i r o n i c o d e l Sofista r i s p e t t o a l l ' a n a l o g i a tra p e s c a t o r e d i l e n z a e sofista.f u n z i o n e d i r i c o l l e g a r e il p r o b l e m a della n a t u r a a l p r o b l e ma politico. p r o p r i o nel p e r i o d o 'il p a s t o r e c h e g u i d a v a il g r e g g e u m a n o di a l l o r a . C i ò n o n v u o l dire p e r ò c h e la diairesis r i e s c a e f f e t t i v a m e n t e a definire l ' a r t e p o l i t i c a . questo era proprio un attuale opposto.

la g r a n d e m i s u r a : l a l e g g e interiore Questo concetto è to m é t r i o n » ' ) . fa p a r t e di u n ' e s p o s i z i o n e c h e si presenta c o m e u n a d i s g r e s s i o n e e c h e si h a s p e s s o il t o r t o di c o n s i d e r a r e c o m e t a l e . c o s ì le v a r i e a t t i v i t à all'arte praIl vengono avvicinate politica. X L I I I XLIV. . C o s ì si comprende chiaramente l'approfondimento del processo p a - r a d i g m a t i c o : in u n c e r t o s e n s o è u n p a r a d i g m a t u t t a l ' a z i o ne p o l i t i c a c h e t e n d e a r e a l i z z a r e in u n m o n d o n e g a t i v o u n ordine e un'armonia. il c o n c e t t o c h e q u i v i e n e i n t r o d o t t o . in u n l u o g o c h e è m a t e r i a l m e n t e il c e n t r o d e l d i a l o g o . « D o b b i a m o d u n q u e fare c o m e n e l l a q u e s t i o n e d e l Sofista. Paris. c o n la c o n s u e t a pro- fondità.n e tra il s e n s i b i l e e l ' i n c o r p o r e o : primo prepara alla vera dialettica l'esercizio dialettico del secondo (285 sul E. c h e r a p p r e s e n t a proprio la c h e r e g o l a la v i t a p o l i t i c a e p e r c i ò e s p r e s s i o n e della l e g g e di c o r r e l a z i o n e a s s u n t a direttiva della vita politica stessa. S i d e d u c e c o s ì . se m a n c a s s e . c o m e nel Sofista. 1935. in c u i si p r o l u n g a o p i u t t o s t o r i s o r g e il p r o b l e m a del p a r a d i g m a . p e r s u a natura. c h e « questa opposizione tra realtà corporali e inc o r p o r e e . come legge che P l a t o n e sottolinea q u e s t a l e g g e d e l l a m i s u r a . c o m e s e si t r a t t a s s e d i m i s u r a r e delle cose. dei due m o n d i che l'esempio p a r a d i g m a t i c o cerca di a v v i c i n a r e . O r a . sura ma partecipano ambedue l'uno del concetto di m i cate- (283 E ) . I n q u e s t o m o d o c o m e la d i a i r e s i s nel Sofista v e n i v a ricollegata alla ricerca tiche e tecniche filosofica. P a g g . renderebbe i m p o s s i b i l i t u t t e le a r t i e la p o l i t i c a stessa (284 A ) . G r a n d e e piccolo n o n sono solo in rapporto con l'altro. n e è n e l l o stesso t e m p o il c e n t r o d i n a m i c o . metodo diairetico circola nell'interno della scienza politica p e r i c o n t a t t i n e c e s s a r i d e l l a p o l i t i c a c o n il m o n d o . A . 286 A ) . d o v e 1) A. u n a g o r i a c h e si s v o l g e i n l e g g e e c h e . DIÈS : Edizione del Politico. c h e r e g o l a il r a p p o r t o tra il p i c c o l o e il g r a n d e e tra il n e g a t i v o e il p o s i t i v o . L ' u o m o p o l i t i c o si t r o v a a m e t à . Diés nota. n o n d e v e i n t e n d e r s i i n s e n s o e m p i r i c o .

essa p e r m e t t e l a d i v i s i o n e p e r s p e c i e g e n e r i i n m o d o t a l e c h e q u e s t a d i v i s i o n e si p o s s a a p p l i c a r e a t u t t e le a r t i t e c n i c h e e c r e a t i v e : si t r a t t a di u n a s p e c i e di diairesis a l serv i z i o d e l l ' a z i o n e b a s a t a sul p o s s i b i l e a c c o r d o tra il m o n d o e la r e a l t à d e l b e l l o . cit. i n c a s o di n e c e s s i t à . C o m e il sofista si t r o v a v a p e r i c o l o s a m e n t e connessione c o n il t i r a n n o . p e r c h è q u e s t ' e s i stenza e r a l ' u n i c o rifugio d e l n o s t r o questa v o l t a . in q u a n t o gli è p e r m e s s o di essere s u p e r i o r e a l l e l e g g i . così il p o l i t i c o è i n stretta sofista (291 C ) . perchè p o s s i e d e la dalla scienza legge r e a l e (296 D e s e g g . e. ) . 270-271. stessa c h e r e g o l a la v i t a p o l i t i c a . e maturo: — I l F i l e b o è il d i a l o g o di u n a u t u n n o un'atmosfera di s a g g e z z a g o e t h i a n a lo pieno perva- d e . il p i ù ragionamento a e corispetto stringeremo. d e l g i u s t o e d e l b u o n o L ' u o m o di dal S t a t o è l a r e a l i z z a z i o n e di q u e s t o p r i n c i p i o c h e p e r m e t t e di d i s t i n g u e r e il p o l i t i c o d a l p o l i t i c a n t e . L ' a r t e reale è d u n q u e una metretica superiore che acc o r d a il m o n d o i d e a l e c o n il m o n d o n e g a t i v o d e l d i v e n i r e . c o m e il filosofo v i c i n o al filosofo. Filebo.a b b i a m o c o s t r e t t o il n o n essere a essere. I l g i o v a n e S o c r a t e del c h o r i s m o s fra i d e e e m o n d o si è r i p i e g a t o s u sè stesso e la s u a r i b e l l i o n e a l l a v i t a d e l senso è diventata lutazione. e il m e n o diventare c o m m e n s u r a b i l i n o n solo l ' u n o a l l ' a l t r o m a a n c h e a l l a g i u s t a m i s u r a » (284 B ) . Pag. di v i o l a r l e (293 A B ) e p r o p r i o i n q u a n t o h a c o s c i e n z a d e l l a differenza tra sè e il t i r a n n o è u n v e r o u o m o p o l i t i c o . . la s u a v i o l e n z a è giustificata d a l l a una mediazione paradigmatica. È a l di s o p r a d e l l e l e g g i proprio necessità perchè di può fondarle. S o c r a t e s ' i n t r a t t i e n e s o r r i d e n d o c o n q u e s t o « F i l e b o il bello » che non v u o l e a nessun patto porre in discussione accettazione totale e serena c a l m a di v a - 1) R O B I N : Op.

S o c r a t e r i m a r r e b b e comunicante c o n F i l e b o . l ' a p e i r o n p r i n c i p i o di d i s o r d i n e e c o n f u s i o n e della relatività assoluta dell'illimitato. . c r e d o si c o m p o r t i b e n a l trimenti. e infe- parimenti squallida c o m e la p u r a s a p i e n z a c o n t e m p l a t i v a r i m a r r e b b e di affetti se u n t e n o r e i n t e r m e d i o di v i t a n o n e l e v a s s e n e l l a sfera del p e n s i e r o q u a l c h e p a l p i t o di c o m p i a c e n z a e q u a l c h e f r e m i t o di p i a c e r e » Infinità e finitezza sono ora le d u e nuove categorie d'ordine s o t t o c u i si p r e s e n t a il c o s m o s . la d i v i n a . non può identificarsi c o n il b e n e . t e r m i n e m e d i o tra le d u e c r e d e n z e d o g m a t i c h e d e l b e n e c o m e i n t e l l i g e n z a e del bene c o m e piacere. Padova. 283. nella stessa guisa che senza inla generazione del misto la finitezza delle idee sarebbe conda rispetto al torbido fluire d e l l ' i n f i n i t o . Sotto questo nuovo 1) L . « ma forse n e m m e n o l a t u a i n t e l l i g e n z a . I l c o n c e t t o d i m i sura e di a r m o n i a ritorna c o m e medietà degli opposti e trionfa in u n a v i s i o n e etico-finalistica d e l c o s m o s in c u i S o c r a t e t e n t a di fissare u n a g e r a r c h i a di v a l o r i . STEFANINI: Platone. L a possibilità' stessa della r i c e r c a è d a t a d a P r o t a r c o . d i mostra Socrate. » (22 C ) . m a il c u i v e r o n o m e è P i a c e r e » ( 1 2 B ) . o S o c r a t e ». Pagg. II. D a q u e s t o n u o v o p u n to di v i s t a la p u r a r a z i o n a l i t à s o c r a t i c a d e v e d i s c e n d e r e d a l s u o a r i s t o c r a t i c o s e g g i o e l ' i n d i v i d u a l e c e r t e z z a di F i l e b o e l e v a r s i a d u n a p o s i z i o n e u n i v e r s a l e .l a s u a c e r t e z z a c h e il p i a c e r e sia p e r l ' u o m o la massima felicità. P e r c h è ecco che cosa ora interessa a S o c r a t e : c h e cias c u n o di n o i c e r c h i di p o r r e i n l u c e q u a l i s o n o il t e n o r e d i vita e lo stato d ' a n i m o atti a rendere possibile per tutti gli u o m i n i u n ' e s i s t e n z a felice » ( 1 1 D ) . M a l a v e r a . L a d e a di F i l e b o . . « L a m i a o F i l e b o . il p e r a s p r i n c i p i o e di a r m o n i a . . 1935. V e r o s a c e r d o t e d i q u e l l a d e a c h e « egli d i c e p o r t a r e il n o m e di A f r o d i t e . Molto a c u t a m e n t e nota lo Stefanini : « s e n z a la m e d i a z i o n e di P r o t a r c o . E n e m m e n o io o r a c o m b a t t o p e r c h è l ' i n t e l l i g e n - z a c o n q u i s t i il p r i m o p r e m i o .

n e l l o r o i n t i m o . r e a l i z z a la p r o p r i a n a t u r a ed è i n u n c e r t o s e n s o c a u s a di sè stessa resa p o s s i b i l e d a l l a p o s s i b i l i t à di una m e d i e t à tra. l ' i n t e l l e t t o e la m e m o r i a di o g n i c o s a . d o t t r i n a p e r c u i « le c o s e c h e si d i c o n o eterne s o n o c o m p o s t e d a l l ' u n o e d a i m o l t i e h a n n o insito in l o r o il l i mite e l'illimitato » (16 C ) . q u e s t a n u o v a d o t t r i n a c h e c i h a n n o l a s c i a t o gli a n t i c h i . « D o n o di P r o m e t e o a g l i u o m i n i ». 23 D ) e. e. d i s t i n g u e n d o l a d a l l a p u r a o p p o s i z i o n e (14 C) e ponendola c o m e giustificazione delle enadi ideali. forse. a l l ' a r m o n i a di L e i b n i z .aspetto l ' u n i v e r s o d e v e essere v i s t o p e r c h è la r i c e r c a sul b e n e sia p o s s i b i l e . « risplen- d e n t e di l u c e infinita ». « p i ù s a g g i di noi e p i ù v i c i n i a g l i d e i ». s e n z a p e r ò a v e r p i a ceri piccoli e grandi e neppure dolori » (21 D E ) . e l ' i m p r e c i s a b i l e infinità molteplice. S o dunque I nuovi generi sono il l i m i t e . 23 D ) p e r c h è « n e s s u n o di noi v o r r e b b e v i v e r e p o s s e d e n d o la s c i e n z a . s u l l ' u n i o n e d e l l e d u e o p p o s t e p o s i z i o n i di l i m i t e e di i l l i m i t a t o . E di q u e s t o m i s c u g l i o d e l l i m i t e e d e l l ' i l l i m i t a t o ci d e v e essere u n a c a u s a c h e r i u n i s c a i n u n a a r m o n i a sola i d u e estremi stati d e l r e a l e (22 D . q u e s t a g r a d u a l i t à diventa rapporto armodel n i c o tra il l i m i t e . t e m a p r e l u d i a n t e . il p r e c i s o . quando a v v i e n e . il sapere. l ' i l l i m i t a t o . Perchè « l'uno originario non è s o l t a n t o u n o e m o l t i e illimitati m a è a n c h e u n o e u n a quantità l i m i t a t a » ( 1 6 D ) . la g r a d u a l i t à d e l l ' u n o e d e l m o l t e p l i c e c h e q u i si r i c h i a m a . quattro o cinque: (23 E ) . u n ' a l t r a a z i o n e c a u s a le c h e d i v i d a c i ò c h e p r i m a è s t a t o u n i f i c a t o c r a t e n o n v i insiste t r o p p o . I n f o n d o la c a u s a d e l l o r o unificarsi e d e l l o r o d i v i d e r s i si r i s o l v e nella p o s s i b i l i t à o m e n o d e l l a sintesi a r m o n i c a d e l b e n e c h e . q u a n d o n o n a v v i e n e . il l o r o m i s c u g l i o . l a c a u s a d e l m i s c u g l i o dei d u e p r i m i g e n e r i e forse la c a u s a che divide i due generi in questione. essi si b a s i n o e si r i a s s u m i n o s u l t e r z o g e n e r e . e n o n il s o l o in q u e s t o d i a l o g o . i d u e m o n d i . l a s c i a i due mondi rivolgersi l'uno contro l'altro rendendoli causa . C i n q u e generi. ma n o n è difficile v e d e r e c o m e . L a v e r a v i t a è così u n misto d e l l i m i t e e d e l l ' i l l i m i t a t o (22 A .

N o n b i s o g n a insistere t r o p p o su q u e s t i g e n e r i e S o c r a t e stesso c e l o c o n s i g l i a . cui svolgersi per posto chiara- morale. L ' e s s e n z i a l e è il s u p e r a m e n t o delle d u e p o sizioni d o g m a t i c h e della v i t a morale. P a g . 3) L. d e l l a m a n c a t a sintesi. II. 154 e segg. u n a p r e c i s a z i o n e metafìsica troppo ambiziosa r e s p i n g e r e il t e n t a t i v o M a n e m m e n o sembra facile su un di L a c h e l i e r c h e . m a p i ù c h e esteriore l ' a n a l o g i a è r i o r e : si t r a t t a s e m p r e d e l l a l e g g e p o s t a i n l u c e d a l Sofista che d e v e ora comprendere mente costruirsi la vita le c a t e g o r i e d a L. D i é s c h e n o n n e c e s s a r i a . b a s a n d o s i p a s s o di P l u t a r c o . II. a p r o p o s i t o del n o s t r o d i a l o g o . i n u n a s i s t e m a z i o n e c h e sè è r a z i o n a l e si p o n e a n c h e c o m e e s s e n z i a l i t à e t i c a g r a d u a l e dei v a l o r i . sono inte- forse fuori l u o g o . L A C H E L I E R : Paris. P a g . dato l'avvertimento notato di Socrate. 2) Oeuvres de J. p e r q u a n t o 3 l'identificazione sia t u t t ' a l t r o c h e p r i v a d i difficoltà ) . P r e c i s a z i o n i d i q u e sto genere.essi stessi. ma quanto il c o s m o s si di c o m e d i s t e s o a l d i fuori q u e l l a l e g g e . R O B I N : O p . I l m o n d o 1) A. v a l e a dire del b e n e come piacere e del bene come contemplazione. cit. 19 e segg. STEFANINI: Op. . cit. 289 (1). 4) L . nel l o r o d o g m a t i s m o . Pag. 1933. Perciò si s a p r e b b e d e l t u t t o d i s s e n t i r e d a A . superapensa non crede m e n t o i n c u i si e s p r i m e l a l e g g e c o n c u i il p e n s i e r o l'universo come ordinamento etico-teleologico. Robin ha in l u c e l ' u n i t à ideale dei problemi del Filebo con q u e l l i d e g l i u l t i m i d i a l o g h i ') e si c a p i s c e c h e se i d e n t i f i c a z i o n i letterali s o n o i m p o s s i b i l i n o n si d e v e r i n u n z i a r e u n i t à dei p r o b l e m i . identifica i c i n q u e g e n e r i d e l F i l e b o c o n i c i n q u e g i à v i s t i d e l Sofista "). 385. DIÈS : Autour de Platon cit. Si p u ò c o m u n q u e porre la seguente questione: quali alla s o n o le e s s e n z e d e l l a v i t a m o r a l e ? in c h e m o d o si d e d u c o n o e in che rapporto sono i generi? Ora questi generi sono i t e r m i n i i n c u i si e s p r i m e la l e g g e d e l l a r a g i o n e i n assunta presenta c o m e legge del m o n d o e si d e v e p r e s e n t a r e morale. P a g .

V e d r e m o come da questo c h i c o P l a t o n e s v i l u p p e r à la teoria delle idee-numeri. pur retto e pensato zionalmente. necessario l'uso I n ogni m o d o Platone non crede ancora d e l m i t o c h e nel P o l i t i c o a v e v a risolto p r o b l e m i n o n m e n o g r a v i e c h e si r e n d e r à n e c e s s a r i o nel T i m e o q u a n d o il q u a dro del m o n d o oggettivo come m o n d o fisico diventerà. E se i sensi d e l l ' e s s e r e del P a r m e n i d e risultavano senz'altro dallo spiegarsi delle p o s s i b i l i t à a n t i n o m i c h e del p e n s i e r o . c o m e si è d e t t o . se si v u o l così p a r l a r e . a s s o t t i g l i a n d o s i . F o r se p e n s a n d o a q u e s t a n u o v a difficoltà S o c r a t e fa intervead n i r e il g e n e r e c a u s a c h e c r e a il m i s c u g l i o e d a c c e n n a una seconda causa che d o v r e b b e dividere ciò che è stato unito: semplici accenni che poi non v e n g o n o sviluppati. r i v e l a t i d a l l a stessa l e g g e i n c u i i v a l o r i m o r a l i esprim o n o la p r o p r i a essenza e che è necessario scoprire nella finalismo gerarPer loro gerarchia. è u n ' a p r i o r i r a z i o n a l e i n q u a n t o è n e l l o stesso t e m p o u n a p r i ori m o r a l e . o g g e t t o d e l p e n s i e r o fissato su c u i il p e n s i e r o r i t o r n a p e r s c o p r i r e i n esso la g r a d u a l i t à d e l m o n d o e i d e t i c o i n c u i si e s p r i m e la v i t a m o r a l e . o r a d o b b i a m o s o l o s o t t o l i n e a r e c h e se la l e g g e della v i t a morale fonde il l i m i t e e l ' i l l i m i t a t o n e l l a trascendentalità d e l l a sintesi. è n e c e s s a r i o p o i s p e z z a r e a n c o r a u n a v o l t a la sintesi p e r r i v e d e r e il c o s m o s i n u n a r e t e i d e a l e di c u i il l i m i t e è l a m a g l i a p i ù l a r g a e p i ù forte e l ' i l l i m i t a t o si p r e s e n t a c o m e l a m o l t e p l i c i t à delle p i c c o l e m a g l i e in c u i la r e t e si a l l a r g a . q u i il p e n s i e r o si p o n e n o n c o m e l a r a g i o n e stessa c h e si c r e a il s u o o g g e t t o m a c o m e pensiero di u n m o n d o che. p e r t e n d e r e a l l ' i n f i n i t o . O l t r e le c a t e g o r i e ci t r o v e r e m o a l l o r a di fronte ai gradi- i d e e . in racui l ' a p r i o r i . in . ha il s u o t i p i c o o r d i n a m e n t o etico. L a f u n z i o n e di q u e s t ' u l t i m o n o n è s o l o q u e l l a di r i v e l a r e a l p e n s i e r o u n o r d i n e e t i c o d e l c o s m o c o m e esplicarsi della l e g g e di ar- m o n i a t r a il l i m i t e ed il l i m i t a t o m a a n c h e q u e l l a di v e d e r e q u e l c o s m o s . disteso.del P a r m e n i d e che d a l l ' u n o scende al molteplice viene v i s t o c o m e u n q u a d r o s t a t i c o i n c u i la l e g g e della v i t a m o r a l e d e v e s c o p r i r e u n a g e r a r c h i a .

o p a c o alla legge del pen. una filosofia — I l p r o b l e m a d e l T i m e o è il p r o b l e m a di filo-- della natura c o n g i u n t o c o n quello di u n a sofia d e l l a s t o r i a . n o n p o s s o n o costituirsi c i o è se n o n c o m e e s p l i c a z i o n e d e l l a sintesi r e g o l a t r i c e d e l l a m o r a l e e q u i n d i d e l l a stessa l e g g e d e l p e n s i e r o c h e i n q u e l l a sintesi si e s p r i m e . . n o n p o s s o n o costituirsi se n o n c o m e m e d i a z i o n e t r a l ' o r d i n e l i m i t a t o d e l b e n e e il d i s o r d i n e infinito d e l l a v i t a sentimen- t a l e .e s s e n la d e d u z i o n e d i q u e s t e l ze per quanto d a i p r i m i sia tut- t'altro c h e chiara ) . Socrate nel F i l e b o p u ò distendere la sua legge di a r m o n i a in una descrizione delle essenze della v i t a m o r a l e : q u i n o n ci s e m b r a c h e L a c h e l i e r a b b i a t o r t o n e l l ' i n s i s t e r e sul rapporto dei c i n q u e g e n e r i c o n i c i n q u e v a l o r i .n e l . g e rarchicamente posti c o m e misura. 25-27. n o n s o l o nel T i - m e o . divenire. o p i n i o n e r e t t a c h e si a t t u a nelle a r t i e nelle s c i e n z e .q u a n t o s o m m e r s o . D e l resto u n a simile indagine s a r e b b e a s u o p o s t o s o l o i n u n o s t u d i o s u l l a teoria della m o r a l e p l a t o n i c a . L e v i e s e g n a t e d a l p e n s i e r o g r e c o s o n o le stesse c h e l a s c i e n z a moderna p e r c o r r e : il p r o b l e m a d e l t e m p o r i a s s u m e i n sè . Il Timeo. A l l a c o n c l u s i o n e d e l s u o s t u d i o sul c o n c e t t o d i t e m p o nella filosofia d i P l a t o n e A . filosofica e si p o n e d ' a l t r a p a r t e t u t t o il s e n s o d e l l a r i c e r c a i n t e r m i n i c o s ì p e r e n t o r i i d a l a s c i a r c i p e r p l e s s i p e r la s u a f a t a l i t à a p o r e t i c a . Cit. c h e c o n g i u n g e i n e s o r a b i l m e n t e la n e c e s s i t à d i u n o s t r u m e n t o t e o r e t i c o a t to a l l a c o n o s c e n z a d e l l ' u n i v e r s o fisico e la p a r a l l e l a n e c e s sità d i t e n e r p r e s e n t e c h e q u e s t o s t r u m e n t o d i p e n d e a sua. D a q u e s t o t e m a i n i z i a l e . saggezza. proporzione. m a i n t u t t o lo s v o l g e r s i d e l p e n s i e r o o c c i d e n t a l e . L e v i si e s p r i m e 1) LACHELIER: O p . volta dal tempo e dalla sua inalienabilità. S i a sufficiente n o t a r e c h e q u e s t i c i n q u e v a l o r i . Pagg.* siero. p i a c e r i l i b e r i d a l l a l o r o c o r r e l a z i o n e c o n il d o l o r e (66 A B C ) . nasce tutta problematica di una filosofia la d e l l a n a t u r a .

corriri- s p o n d e u n a filosofia c h e . v o l g e la p r o p r i a r i c e r c a a l l a d e t e r m i n a z i o n e dei fondamenderivare se tali di ti r a z i o n a l i d e l l a c o n o s c e n z a . I n ve. c o n d a n n a n d o ogni metafisica. I. offerta d a l N a t o r p e d a i s u o i s e g u a c i . nelle u l t i m e espressioni d e l p e n s i e r o p l a t o n i c o il c o n c e t t o di m e d i e t à c o m p i e u n a f u n z i o n e a n a l o g a nella quale 1) A. . E n o n s a r e b b e fuori l u o g o n o t a r e c h e . se v a l g o n o a l l ' i n f u o r i o g n i s u c c e s s i o n e c o m e è p o s s i b i l e r i d u r r e a d essi q u e l l ' e s p e rienza che necessariamente assume l'aspetto del divenire temporale? L e obbiezioni che sono legittime contro' l'interp r e t a z i o n e l o g i c o . q u e l l i stessi c h e il n o s t r o p e n s i e r o a s s a l e vanafuori p e r c h è n o n t r o v a il p a s s a g g i o d a c i ò c h e è d e l t e m p o a c i ò c h e in esso si s v o l g e . per cui l o s c h e m a partecipa da u n lato della n a t u r a d e l m o n d o i n t e l l e t t u a l e e d a l l ' a l t r o al m o n d o sensibile "'). Bari. 2) K A N T : Critica della ragion pura. P a g g . 1924. Ma fondamenti n o n s o n o n e l t e m p o .m e t o d o l o g i c a del p e n s i e r o p l a t o n i c o . d a c u i si s f o r z a d i la logicizzazione progressiva dell'esperienza. c o n u n processo intellettuale che ha un decorso temporale. i n . e p e r c i ò n o n s à s p i e g a r e il p r o b l e m a d e l l ' e s p e r i e n z a nè c o m p r e n d e r e c o m e . Pag. si p o s s a c o g l i e r e u n a sfera di v a l o r i teoretici c h e s t a n n o fuori di ogni successione » C e r t o K a n t n o n si è r i t i r a t o d i fronte a d u n tale p r o blema: n o i s a p p i a m o c h e il c o n c e t t o d i t e m p o è a l c e n t r o doil ideale della « Critica della ragion p u r a » c o m e tema m i n a n t e del p r o b l e m a dello schematismo trascendentale q u a l e d o v r e b b e p e r m e t t e r e l ' a p p l i c a z i o n e delle c a t e g o r i e a i fenomeni. g o n o anche contro ogni neo-kantismo formalistico. L E V I : Il concetto di tempo cit.nei seguenti termini: « All'interpretazione logico-metodo- l o g i c a d e l l ' i d e a . c o m e si è g i à v i s t o . 159-160. c h e pensano questa c o m e metodo o legge del pensiero. i problemi n o n risolti d a l l e c o n c e z i o n i p l a t o n i c h e valbreri- mangono mente.

è c e r t o u n t e r z o g e n e r e . A l l o s c h e m a t i s m o t e m p o r a l e si a g g i u n g e c o s ì u n a s p e c i e di s c h e m a t i s m o s p a z i a l e e d a n c h e q u i si t e n t a di r i s o l v e r e il p r o b l e m a p e r m e z z o d e l c o n c e t t o di m e d i e t à o. p e r m e z z o di u n piano c h e c o n c i l i i le o p p o s t e p o s i z i o n i d e l l ' i d e a l e e d e l l ' e s i s t e n t e . 48 E e s e g g . l a r g a m e n t e u s a t a i n t u t t o il d i a l o g o ') no- n o s t a n t e la b e n n o t a c r i t i c a d e l P a r m e n i d e . m e d i o tra il m o n d o i d e a l e e il m o n d o d e l d i v e n i r e . c h e il r a g i o n a m e n t o c o n d u c e di n e c e s s i t à a p o r r e . Pag. II. « Egli ha un'imitazione f a t t o . « È forse i n v a n o c h e n o i a f f e r m i a m o c o n t i n u a m e n t e c h e esiste d i o g n i oggetto un'idea intelligibile. oppure tutto ciò non è che u n a q u e s t i o n e di p a r o l e ? » ( 5 1 C ) E si r i s p o n d e d i s t i n g u e n do l'intellezione dall'opinione: ciò che risponde (52 A ) . p e r l o m e n o . L a q u e s t i o n e s e m b r a r i p o r r e i n d i s c u s s i o n e t u t t a l a t e o r i a delle i d e e : il c h o r i s m o s è ripresentato decisamente proprio all'inizio del T i m e o c o m e opposizione fra c i ò c h e è s e m p r e e n o n è m a i s t a t o g e n e r a t o e eie che i n v e c e n a s c e c o n t i n u a m e n t e e m a i è (27 D ) e c o n il c h o r i s m o s r i t o r n a u n a t e o r i a c h e gli era p a r a l l e l a e c i o è la m i mesis ( 3 1 A ) . 326.si r i s p e c c h i a il p u n t o di v i s t a d e l l a t e r z a i p o t e s i d e l Par- menide applicato v i a v i a alla politica nel Politico e alla m o r a l e n e l F i l e b o . ) c h e . . cit. d e l l ' e t e r n i t à i m m o b i l e ed u n a . q u e s t a i m m a g i n e eter- 1) L . alla pri- m a esiste e di esso è p o s s i b i l e u n ' i d e a M a n o n si d e v e d i m e n t i c a r e l a r a g i o n e p e r c u i q u e s t a c h i a r i f i c a z i o n e s u l l e i d e e è i n t r o d o t t a nel T i m e o . I l t e m p o d e l P a r m e n i d e era l ' e t e r n o p r e s e n t e c h e c o i n c i d e con l'eternità: come il t e m p o d e l T i m e o è c r e a t o d a l D e m i u r g o mobile dell'unità eterna. a n c h e se l o stesso P l a t o n e confessi di n o n v e d e r troppo c h i a r o n e l l a q u e s t i o n e (49 A ) . E p p u r e il m o n d o d e l l e idee esiste e n e g a r l o è i m p o s s i b i l e . E s s a è l e g a t a i n t i m a m e n t e a l p r o b l e m a del l u o g o . M a c o n t u t t o c i ò n o n è d e t t o c h e la difficoltà s i a r i s o l t a . c o m u n q u e si v o g l i a i n t e n d e r e . d e l l o s p a z i o ( x o r a . STEFANINI: Op.

c h e g i u n g e l à d o v e s e m b r a v a fosse a s s u r d o g i u n g e r e a S o c r a t e g i o v a n e t t o . I l t e m p o d e l P a r m e n i d e era eternità e d i s t a n t a n e i t à come incontro delle d u e posizioni dell'uno e del molteplice. 38 A ) . D o p o la t e r z a ipotesi la c o r r e l a z i o n e d e l l ' u n o e del m o l t e p l i c e riguarda n o n solo u n m o n d o i d e a l e m a u n m o n d o r e a l e . l a r e a l t à esistente del m o n d o in q u a n t o raggiunta dall'angolo visuale di u n a d a t a c o r r e l a z i o n e resa p o s s i b i l e d a l l a l e g g e t r a s c e n dentale. n e l l a c o s t i t u z i o n e del n o s t r o intelletto c h e a s u a v o l t a p e r m e z z o delle s u e .n a c h e p r o g r e d i s c e s e g u e n d o la l e g g e d e i n u m e r i » (37 D ) . Ma a p p u n t o perchè posta dal m o v i m e n t o dell'uno e d e l m o l t e p l i c e la r e a l t à d e l P a r m e n i d e sarà sempre. c h e v a l e la r i c e r c a di u n a spaziale e temporale se è v e r a m e n t e tempo esistenzialità dirla possibile. e. e i n c i ò d e l resto la g i u s t i f i c a z i o n e della m a s s i m a apertura dell'ideali- s m o p l a t o n i c o . D o p o c i ò t u t t o v r e b b e essere p i ù facile di q u a n t o i n r e a l t à n o n s i a : e s p a z i o s o n o i d e e . p o i c h é t u t t e le possibili p o s i z i o n i d e l l ' u n o e d e l m o l t e p l i c e c o n f l u i v a n o n e l l a t e r z a i p o t e s i . nel s u o significato f o r m a l e . u n a r e a l t à d e l p e n s i e r o . C i s o n o i d e e di t u t t e le c o s e e il v e r o m e t o d o è q u e l l o p r o s p e t t a t o risolto nel P a r m e n i d e : per finire a n c o r a dalla Repubblica e « u s a r e le i d e e e r a g g i u n g e r e le i d e e do- nelle stesse idee ». per c o n l i n g u a g g i o m o d e r n o . N e l T i m e o l ' u n o ritorna eternità i m m o b i l e : si d i s t i n g u e l ' è c h e gli a p p a r t i e n e d a l fu e d a l s a r à del m o n d o : le tre d i m e n s i o n i del t e m p o n o n si f o n d o n o m a r i a p r o n o a n c o r a u n a v o l t a il d u a l i s m o (37 E . dell ' e s s e r e e d e l n o n essere. si p o t e v a in essa rit r o v a r e il c o n c e t t o di c r e a z i o n e d e l S i m p o s i o . Il problema d e l l o s p a z i o si p o n e s u l l o stesso p i a n o : eterna del P a r m e n i d e era apl'in- punto perchè l'istantaneità c o n t r o tra l ' e s s e r e c o m e essere p e r f e t t o e il n u l l a assoluto e. c h e « la n a t u r a nel s u o significato m a t e r i a l e » si r i s o l v a « nella c o s t i t u z i o n e d e l l a nostra sen- sibilità ». in s e n s o l a r g o . le c o s e della diairesis s a r a n n o s e m p r e p o s t e d a l m e t o d o c h e le p e n s a . n o n s o l o le i d e e p o s s o n o essere le d i m e n s i o n i del p e n s i e r o m a si p r e s e n t a n o c o m e l ' e s s e r e r a z i o n a l e della r e a l t à .

semLa sua possibilità del sarebbe mondo ragione impossibile. Pag. e cioè c o m p l e s s o di c a t e g o r i e brerà a Platone del pensiero scientifico. . A p p l i c a r e al T i m e o il m o v i m e n t o d e l P a r m e n i d e la s u a i n t e r e z z a è i m p o s s i b i l e e se fosse p o s s i b i l e la n a t u r a non sarebbe più natura m a a p p u n t o pensiero e non è c o m e p e n s i e r o c h e noi v o g l i a m o c o m p r e n d e r l a m a c o m e n a t u r a : b i s o g n a m u o v e r s i in essa s e n z a n e g a r l a . pura dei p r i n c i p i i proprio universali tavola fissate della una tavola scienza della fisiologica natura? un Eppure questa fisiologica p u r a . m a si t e n g a presente che t a l e r i s o l u z i o n e e q u i v a r r e b b e a l l a stasi a s s o l u t a c h e p r o p r i o il P a r m e n i d e ticata a fondo. u n ' o n t o l o g i a d e l l ' e s i s t e r e dell ' o g g e t t o scientifico. 1925. d e l l ' e s i s t e r e n e l l ' e s s e r e . C i ò c h e q u i si c e r c a . ) . C i ò è necessario non tanto dal pun- 1) K A N T : Prolegomeni. P e r la stessa p e r c u i la diairesis h a u n s e n s o f o r m a l e . S i p o s s o n o r i d u r r e il c o n c e t t o di t e m p o ed il c o n c e t t o di s p a z i o a c a t e g o r i e . esprimen- d o s i i n m o d o a p p r o s s i m a t i v o . n o n è u n ' o n tologia dell'essere m a un'ontologia dell'esistere. È dunque di u n a spe- c i a l i s s i m a o n t o l o g i a c h e si h a b i s o g n o p e r la g i u s t i f i c a z i o n e d e l l a n a t u r a . S'indovina parmenidea cridel e p i ù t a r d i il Sofista h a n n o q u i il m o v i m e n t o interiore p e n s i e r o p l a t o n i c o : la c o m p r e n s i o n e t o t a l e d e l m o n d o e q u i v a l e alla sua negazione c o m e m o n d o e quindi. nel p e n s i e r o . stata l'intera risoluzione del reale nell'ideale. attraverso lo schematismo. u n ' e q u a z i o n e tra essere ed esistere è i m p o s s i b i l e . P l a t o n e l o r i a f f e r m a . Si r i t r o v a il senso d e l l a n o t a c r i t i c a di H a r t m a n n a K a n t : tra le c a t e g o r i e a p r i o r i e il m o n d o n o n c ' è i d e n t i t à . 118. Bari. L e idee s o n o n e c e s s a r i e . per un passaggio logicamente necessario. alla sua m a n c a t a comprennel- s i o n e . B i s o g n a c o m p r e n d e r e l ' i r r a z i o n a l e s e n za ridurlo a razionale.regole rende p o s s i b i l e la stessa esperienza se infine è possibile. c o m e si è c o n c l u s o a p r o p o s i t o d e l F e d r o . m a l o riafferma i n r a p p o r t o a l l a t e o r i a della x o r a e q u a n d o sta p e r r i c o l l e g a r e a l p r o b l e m a delle i d e e la s u a t e o r i a d e g l i e l e m e n t i (53 C e s e g g .

C i ò c h e o r a si h a presente non è l'essere ideale o la riduzione del m o n d o d e l l a n a t u r a e della storia a l l ' i d e a . 23 e segg. a n c h e nel c a s o c h e q u e s t a v e n g a r i c o n o s c i u t a c o m e i r r a z i o n a l e ) . Paris 1927. L'ontologia dell'esi- s t e n t e c h e q u i si r i c e r c a d e v e p e r m e t t e r e il m u o v e r s i d e l p e n s i e r o scientifico e n o n p u ò n o n essere p o s t a d a l p e n s i e r o m e n t r e d e v e nello stesso t e m p o far parte dell'irrazionale d i v e n i e n t e . I l p r o b l e m a d e l l ' e s i s t e n z i a l e diventa correlativo al problema dell'essere: il s u o porsi n o n è la n e g a z i o n e della r a z i o n a l i t à m a l o s v o l g e r s i i n v e c e della sua intima esigenza aporética. 1923. M E Y E R S O N : Explication Pag. dans les sciences. dei problemi qui posti si v e d a : filosofia della scienza. P a g . 1938. N o n si v u o l n e g a r e il s e n s o profondo dell'hegelismo ma la c o n c l u s i o n e della filosofia d e l l a storia n o n è l a r a z i o n a l i z z a z i o n e d e l l a storia m a la rid u z i o n e del razionale a contingente. Si r i t r o v e r à la m e d e s i m a e s i g e n z a nella s p e c u l a z i o n e scientifica c o n t e m p o r a n e a : la scienza non p u ò fare 2 a m e n o di u n ' o n t o l o g i a s u c u i o p e r a r e . Bari 2) E . 209. nel s u o essere i m m a n e n t e n e l t e m p o e nello s p a z i o e m p i r i c o . È n e c e s s a r i o d u n q u e r i p o r r e il d u a l i s m o d e l T i m e o e d è n e c e s s a r i o p r o p r i o p e r s a l v a r e la r a g i o n e . II.to d i v i s t a d e l l ' e s p e r i e n z a q u a n t o d a l p u n t o di v i s t a pensiero: non si c o s t r i n g e l ' i r r a z i o n l e nella logica del senza v i o l a r e la stessa l e g g e della r a g i o n e . A n a l o g a m e n t e consi- d e r a n d o l a n a t u r a c o m e i d e a nel s u o essere « a l t r o d a sè » e c o m e s i s t e m a dei g r a d i l o g i c i d e l l ' i d e a ') si identifica l ' i d e a con il f a t t o . I d e n t i f i c a r e l ' i d e a c o n l ' e s i s t e n t e n o n significa i d e a l i z z a r e l ' e s i s t e n t e m a compro- m e t t e r e la r a z i o n a l i t à d e l l ' i d e a . si s p e z z a l a c o r r e l a t i v i t à tra essere e n o n essere c h e la giustifica. 20. II. p r o p r i o p e r s a l v a r e la r a z i o n a l i t à d e l p e n s i e r o . l ' e s s e r e c o n il n o n essere e. m a p r o p r i o l ' e s i s t e n z i a l i t à nel s u o t i p i c o n o n essere. i n q u a l c o s a di ibri- in q u a l c o s a c h e p u r e s s e n d o n o n è : n o n si t r a t t a s o l o 1) H E G E L : Enciclopedia. R i v . C o s ì le i d e e d e l l a diairesis d o v r e b b e r o t r a s f o r m a r s i do. Per Io sviluppo E. di . P A C I : Filosofia della natura e Fil.

C i ò c h e è v e r o p e r P l a t o n e c o m e p e r noi è" c h e la s c i e n z a n o n sarebbe p o s s i b i l e se g u i d a t a d a l solo p r i n c i p i o di identità. . la r i s o l u z i o n e m e c c a n i c i s t i c a è u n l i m i t e a c u i la s p i e g a z i o n e scientifica t e n d e s e n z a r a g g i u n g e r l o m a i : si o p p o n e a l m e c c a n i c i s m o a s s o l u t o il p r i n c i p i o di Carnot e c i o è il c o n c e t t o d e l l ' i r r e v e r s i b i l i t à d e l t e m p o '"). L a s p i e - 1) MEYERSON: MEYERSON Op. sia r i s p e t t o al c o n c e t t o stess o di u n ' o r i g i n e come la del m o n d o (29 C ) . P e r c i ò o g n i s o l u z i o n e s c i e n tifica è p r e c a r i a e. S e si t r a t ta di i d e e q u e s t e hanno q u i la b e n strana caratteristica di u n essere n è s t a b i l e nè in a l c u n m o d o r i s o l u t i v o . cit. razionaraziona- L a s p i e g a z i o n e scientifica n o n è c h e u n a c o n t i n u a lizzazione del molteplice che pure non d e v e venir l i z z a t o m a essere m a n t e n u t o tende a negare i fenomeni ] c o m e t a l e . II. Paris.dell'idea del fuoco m a del fuoco concepito c o m e elemento c h e e n t r a nella g e n e s i t e m p o r a l e d e l m o n d o su c u i l a s c i e n z a d e v e o p e r a r e . P a g . 87 e segg. particolari sia rispet- s p i e g a z i o n e delle s e n s a z i o n i t o a l l ' i n s i e m e di t u t t a la d i s c u s s i o n e (69 A B ) . d a l p u n t o di v i s t a verosimile. in P O I R I E R : 1926. C o n la r a g i o n e si « m e n t r e p e r m u o v e r s i nel d e mantenere d a l o c h e essi f o r m a n o noi d o b b i a m o a l c o n t r a r i o la l o r o r e a l t à » ) . Pag. et Savants Franc. L ' i r r a z i o n a l e a s s i c u r a così il m o v i m e n t o del p e n s i e r o scientifico e d i n a m i c i z z a l ' i d e a l e m e c c a n i c i s t i c o d e l l a s c i e n z a . 676. 2) Phil. Platone insiste con forza filosofico. di teorie (68 D). L e i d e e n o n coincidono identi- c o n g l i e l e m e n t i p e r c h è il m o n d o i d e a l e n o n si p u ò ficare c o n l ' o n t o l o g i a scientifica. sul solamente pura- carattere m e n t e i p o t e t i c o di o g n i p o s i z i o n e t e o r e t i c a c h e r i g u a r d i il m o n d o d e l l ' e s i s t e n t e scientifico. Q u a l s i a s i i d e a di c u i si a m m e t t a l u z i o n e nella g e n e s i è f a t a l m e n t e inadeguata: l a risoche ma si p e n s i si p u ò s e m p r e p a r l a r e di e s s e n z a o di i d e a d e l l ' a c q u a c h e la s c i e n z a p u ò m a n t e n e r e elemento l'acqua quell'idea quando (dell'acqua non ha come risolto i n d i v i s i b i l e ) solo fino a i n o s s i g e n o ed i d r o g e n o .

o r a la s u c c e s sione temporale rimanda fatalmente fine: al problema b i s o g n a i n altre dell'oriparole g i n e d e l l ' u n i v e r s o e della s u a s p e z z a r e l a serie c a u s a l e c o n u n p r i n c i p i o d a c u i t u t t o h a o r i g i n e e c o n u n fine a c u i t u t t o t e n d e . n o n p u ò a m m e t t e r e il t e m p o c h e c o m e r e v e r s i b i l e . d a l l ' a l t r a l a s c i a r e i t e r m i n i della s p i e g a z i o n e assolutamente m o b i l i e sostituibili e q u i n d i s o l a m e n t e i p o t e t i c i . filosofia In q u e s t o a r r e s t o si r i a s s u m e il p a s s a g g i o d a l l a natura alla razionale filosofia d e l l a storia. 17 e segg. infine. D i fronte a l l a r e a l t à p e r c u i c i ò c h e è s t a t o n o n p u ò essere p i ù il p e n s i e r o deve necessariamente arrestarsi. dovrebbe Ciò che una raggiungere della spiegazione la d e l l a storia è proprio s p i e g a z i o n e a s s o l u t a del s u c c e d e r s i dei fatti. t e n e n d o c h e si è n o t a t o . e cioè v e r a m e n te r a z i o n a l e . P r i n c i p i o e fine si c o n f o n d o n o i n q u a n t o a m b e d u e t e n d e n t i a p o r s i c o m e spie- i) L .gazione meccanicistica dell'universo sarebbe dunque quella t o t a l e r a z i o n a l i z z a z i o n e d e l d i v e n i r e c h e si r i v e l a i m p o s s i b i l e p e r P l a t o n e c o m e p e r noi e c h e . E si p u ò dire. P l a t o n e s a l v a la s i t u a z i o n e p e r m e z z o del m i t o e c i o è . I. I l m i t o h a q u i l a f u n z i o n e di s a l v a r e la r a z i o n a l i t à compromettere in u n d a n n o s o d o g m a t i s m o l c h e n o n si v u o l conformemente fondamentale c o n t o di c i ò a q u e l l o c h e s e c o n d o B r u n s c h v i c g è il s e n s o d e l m i t o p l a t o n i c o ) . in q u e s t o c a s o p a r t i c o l a r e . Paris. e q u i v a l e al p a r a d o s s o e p i s t e m o l o g i c o di M e y e r s o n i n c u i si traduce l'antinomia. Pag. B R U N S C H V I C G : Le progrès de la conscience dans la phil. 1927. e principio di C a r n o t . d i s t r u g g e r e b b e la s c i e n z a stessa. n e c e s s a r i a a l p e n s i e r o scientifico. tra tra p r i n c i p i o di i d e n t i t à ra- zionale e irrazionale. c h e il m i t o . . u n a v o l t a compiuta. occ. L ' i r r e v e r s i b i l i t à d e l t e m p o è l ' o s t a c o l o i n c u i si urta fatalmente la s c i e n z a c o m e la filosofia della natura: ogni spiegazione v e r a m e n t e meccanicistica. r i c o r r e n d o a d u n m e z z o di conoscenza non razionale che permette di r i s o l v e r e la p a r a d o s s a l e s i t u a z i o n e p e r c u i si d e v e d a u n a p a r t e o n t o logizzare e risolvere l'universo in una visione razionale.

Visione ardua — nota 2 l o S t e f a n i n i — in cui si riflette l a t i p i c a c o n c e z i o n e c l a s s i c a della storia. Questa concezione classica è nettamente opposta alla concezione della storia dell'idealismo hegeliano: t u t t a v i a b i s o g n a n o t a r e c h e u n e s a m e a p p r o f o n d i t o del p r o b l e m a d e l l ' i r r e v e r s i b i l i t à c i r i c o n d u c e a l l a stessa p o s i z i o n e g r e c a . l'etersempre il g r a n d e a n n o (39 D ) — q u e l l ' u n i t à in c u i p e r m a n e no propriamente detto » ) . M a d i f r o n t e a l l a serie temporale c o m e irreversibile tale correlazione d o v e v a ne- c e s s a r i a m e n t e c a d e r e e l ' u n i t à ristabilirsi n e l l a s u a t r a s c e n d e n z a . serie temporale. V o i . Pagg. C o s ì P l a t o n e si s f o r z e r à a n c o r a d i s i n t e t i z z a r e le d u e p o s i z i o n i d e l l ' e r a c l i t i s m o e d e l l ' e l e a t i s m o . 3) A. c h e è p o i e t e r n o . REY : L e retour èternel et la philos. i n v e c e di v a n i r e n e l l ' i n f i n i t o d e l l a s u c c e s s i o n e . P a g . II. 351. Firenze 1934. cit. MONDOLFO: L'infinito nel pensiero dei Greci. 1927. P e r il p r i m o t e m p o si r i s o l v e v a n e l l a n a s c i t a d e l l ' u n o e nel r i t o r n o il al- l ' u n o di t u t t e le c o s e e l ' e t e r n i t à d i v e n t a v a infinita s u c c e s s i o n e c i c l i c a . 298-300.gazione razionale della. Come principio par- assoluto a Platone non p o t e v a presentarsi che l'unità m e n i d e a g i à risolta i n c o r r e l a z i o n e . si s v i l u p p a c i r c o l a r m e n t e c o l m o t o p e r f e t t o d e g l i a s t r i e r i s t a b i l i s c e a l t e r m i n e di c i a s c u n o d e i s u o i cicli numericamente determinato — il g i o r n o . L'irreversibilità è d u n q u e corretta nel solo m o d o p o s s i b i l e : si a m m e t t e u n r i t o r n o . Paris.532) STEFANINI: O p . al- l'unità intorno a cui l'universo gira temporalmente e spazialmente. p e r il s e c o n d o l ' e t e r n i t à si fissava nel s u o s e n so a s s o l u t o P l a t o n e cerca di fondere le d u e p o s i z i o n i : ed il Il di- l ' u n o si r i p o n e nella s u a t r a s c e n d e n z a c o m e e t e r n i t à t e m p o d i v e n t a l ' i m m a g i n e mobile di quell'eternità. a g . A . l'anno. il m e s e . R e y h a d i m o s t r a t o la n e c e s s i t à d i v i o l a r e il p r i n c i p i o d i C a r n o t ) e la p o s s i b i l i t à d i u n c o n c e t t o scientifico 3 1) R. v e n i r e si s v o l g e così i n e t e r n i t à p u r r e s t a n d o d i v e n i r e e s a l v a n d o la stasi d e l l ' e s s e r e : « l ' i m m a g i n e m o b i l e d e l l ' e t e r n i t à è e t e r n a in q u a n t o essa. de la phisique. p .

c h e t u t t e le r i a s s u m e . cit. . P a g . R E Y : O p . la discesa l o g i c a delle ipotesi d a l - l ' u n o s u p e r e s s e n t e e il l o r o r i t o r n o a l l ' u n o d o p o il t e r m i n e u l t i m o d e l l a d i s c e s a . 73. n o n è c h e u n a v e s t e m i t i c a c h e t r a d u c e il p r i n c i p i o l o g i c o i n i n i z i o c r o n o l o g i c o ) . c o m e u n o svolgersi e un ritornare. 3) M O N D O L F O : Op. 68.d e l l ' e t e r n o r i t o r n o c h e r i s o l v a le a n t i n o m i e di u n i t à e m o l t e p l i c i t à e di s p a z i a l i t à e t e m p o r a l i t à ) . A n a l o g a m e n t e si s p i e g a l ' u n i t à rende p o s s i b i l e a l D e m i u r g o l a c r e a z i o n e ") : l a eterna che creazione del T i m e o . cit. 28G. 3 1 A ) . e q u e s t e s o n o s o l o possibili i n u n a visione dell'universo che non neghi l'irreversibilità. F i l o s o f i a della storia e t u r a si f o n d o n o n e l l o stesso p r o b l e m a : porale deve necessariamente filosofia della na- la successione temcorrelazione del s p e z z a r e la P a r m e n i d e p e r p o r r e la c a t e n a d e l l e ipotesi n o n nella i s t a n t a n e i t à e t e r n a d e l l a t e r z a ipotesi. c o m e già a v e v a n o visto Xenocrate e Plutarco. la s e c o n d a ipotesi deter- d i v e n t a il m o n d o i d e a l e c o m e m o d e l l o d e l l ' u n i v e r s o m i n a n d o s i c o m e il v i v e n t e i n sè (30 D . 1 s e n z a c h e si sia o b b l i g a t i a d a b b a n d o n a r e la d i n a m i c i t à v i t a l e d i q u e l l e a n t i n o m i e . L e s c o n n e s s i o n i del m i t o s o n o f a cilmente spiegabili: il D e m i u r g o doveva necessariamente 3 t r o v a r s i tra l ' i d e a e l'esistente e r a p p r e s e n t a r e la l o r o fu- 1) A. A l p o s t o della c r e a z i o n e l o g i c a si sostituisce il m i t o d e l D e m i u r g o . L a v i o l a z i o n e d e l p r i n c i p i o d i C a r n o t e il c o n c e t t o dell'eterno ritorno all'unità. 2) M O N D O L F O : O p . 74. m a che p o n g a l o s v o l g i m e n t o v i c i n o al r i t o r n o i n u n s u s s e g u i r s i di p r o c e s s i o n i e di i d e n t i f i c a z i o n i g i à m i t i c a m e n t e espresse nel m i t o d e l P o l i t i c o . intanto sono ammissibili in al- q u a n t o le d u e v i e di p r o c e s s i o n e d a l l ' u n o e di r i t o r n o l ' u n o s o n o rese p o s s i b i l i . 70. cit. L a p r i m a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e si fissa d u n q u e nella s u a extratemporalità. P a g g . la t e r z a i p o tesi d o v e v a n e c e s s a r i a m e n t e c a d e r e i n q u a n t o l ' u n i t à ipotesi nell'istante eterno d e l l a c r e a z i o n e era o r m a i delle spez- z a t a . P a g g . ma i n u n d i s t e n d e r s i c i c l i c o c h e t r a d u c e nel t e m p o .

C i ò c h e n e l P a r m e n i d e è u n m o m e n t o d i a l e t t i c o d i v e n t a nel T i m e o u n a r e a l t à : a n c h e sen- za tentare determinazioni più precise in proposito è certo c h e nel T i m e o si p r o c e d e d a l l ' u n i t à a l n u l l a . n o n s o n o n e g a t e m a s o l o r i p o r t a t e a l l ' e s i g e n z a d e l m i t o e c i o è a l l ' e s i g e n z a scientifica del verosimile e dell'irrazionale. q u e l l o i n c u i e q u e l l o a c u i i m i t a z i o n e la g e n e r a z i o n e si c o m p i e : ossia l ' a s s o l u t a m e n t e J amorfo e la d e t e r m i n a z i o n e c h e esso r i c e v e » ) . L ' a l t r o e il m e d e s i m o si r i t r o v a n o nella c o m p o s i z i o n e d e l l'anima del m o n d o (35 A B ) m e d i a t i d a u n t e r z o genere uf- c h e . c o m e q u e l l a t r a finità e infinità.s i o n e n e l l a c r e a z i o n e p r i m a a n c o r a c h e l ' e s i s t e n t e fosse eff e t t i v a m e n t e c r e a t o . L a c o r r e l a z i o n e tra unità e alterità. 320-321. c o m p i r à s e m p r e u n ficio di m e d i a z i o n e . C o s ì la q u a r t a i p o tesi del P a r m e n i d e . la f o r m a z i o n e d e l c o s m o « a l p a r i di q u e l l a d i o g n i a l t r a r e a l t à c o n d i z i o n a t a nel F i l e b o . si p r e s e n t a come quella speciale ontologia di i d e e nello s p a z i o di c u i si è p a r l a t o . Pag. cit. T u t t a v i a si v e d r à q u i r i s p e c c h i a r s i n e l m i t o la l e g g e c h e s v i l u p p a i n u n t e r z o t e r m i n e d u e o p p o s t i . Op. N e c e s s a r i a m e n t e . 311. cit. c o m u n q u e si v o g l i a i n t e n d e r e . 3) M O N D O L F O : O p . i n u n a 3 : regione i p e r u r a n i a ) i n c u i il n u l l a si riafferma c o m e s u p e r e s s e n z a 1) M O N D O L F O : 2) MONDOLFO: Op. d a l l a p i e n e z z a d e l l ' e t e r n o a l v u o t o di c u i si c e r c a di d i m o s t r a r e l ' i n c o n c e p i b i l i t à . P a g g . cit. Pag. M o n d o l f o h a n o t a t o c h e il v u o t o e s c l u s o n e l l ' i n t e r n o si r i t r o v a a l l ' e s t e r n o ) . 316. d a t o il d i s p o r s i t e m p o r a l e d e l l e i p o t e s i del Parme- n i d e . d e v e essere r i c o n d o t t a al concorso dei due elementi costitutivi della generazione e di o g n i g e n e r a t o . oltre l ' u n i v e r s o . il m o n d o d e l l e i d e e d o p o la c r e a z i o n e . . In questa complessità facilmente cosi s p e s s o o s c u r a d i t e r m i n i u n a p o s i z i o n e si f o n d e c o n l ' a l t r a m a l ' e s i g e n z a b a s e è s e m p r e la m e d e s i m a : doveva aggiungersi alle precedenti p o s i z i o n i il problema della x o r a c o n le difficoltà c h e si p o r t a d i e t r o .

d i t o n o m i s t i c o r e l i g i o s o . si r i s o l v e i n u l t i m a analisi n e l m i t o e q u e st'ultimo n o n t r a d i s c e il r a z i o n a l e m a n e s a l v a il v a l o r e l a s c i e n z a nella sua necessaria ipoteticità e mantenendo d e l l a t e r z a ipotesi d o v e v a n e l m i t o s p e z z a r s i e f a r p o s t o a l l e fissazioni d e l t e m p o c o m e salvando la ragione da u n dogmatismo che renderebbe imp o s s i b i l e l a v i t a stessa d e l p e n s i e r o scientifico. c h e si n e g a nel s e n o d e l l a s u a i n e v i t a b i l e d i a l e t t i c a . — P o i c h é le « L e g g i » n o n i n t e r e s s a n o il n o s t r o s t u d i o finiremo c o n q u a l c h e b r e v i s s i m a v a z i o n e sulla dottrina sul p r o b l e m a zione. S i v o r r à n o t a r e il s i g n i f i c a t i v o p a rallelismo di questo m o v i m e n t o di idee c o n la g i à studiata risoluzione dell'ultima ipotesi del P a r m e n i d e risoluzione c h e presenta q u i il c o n g i u n g e r s i e che ripone nella prima. Il tradimento verso la ragion e . c o n l ' a s s o l u t o essere s u p e r e s s e n t e mitico-naturalistico della legge nello s p i e g a r s i la stessa ipotesi e delle i p o t e s i del Parmenide c o r r e l a z i o n e t r a essere e n o n essere della t e r z a trascendentale. E d è facile c a p i r e c h e l ' i s t a n t a n e i t à passato e come avvenire. dell'esistere. s e n z a una troppo richiederebbe vasta ossertrattadiffonderci dall'unità nella s e c o n d a ipotesi e si è g i à d e t t o c o m e sia i m p o s s i b i l e identificare questi matematici. e cioè v e r s o l a p o s i z i o n e d e l P a r m e n i d e e d e i d i a l o g h i c h e l o s e g u o n o . N e l l o stesso m o d o è p o s s i b i l e s p i e g a r e il ripresentarsi della mimesis c h e qui d o v e v a apparire c o m e l'unica possib i l i t à d i e s p r i m e r e u n r a p p o r t o t r a l'essere e d il m o n d o . C h e ideali i n q u e s t o p a s s o d e l P a r m e n i d e si d e d u c a n o i n u m e r i . A b b i a m o visto la posizione del problema nide: la diade indefinita numeri viene dedotta c o n i numeri nel P a r m e ideale che delle idee n u m e r i . I n c o n c l u s i o n e l a t e o r i a delle i d e e n o n è r i p o s t a i n d i s c u s s i o n e s e n o n i n q u a n t o il p r o b l e m a della filosofia d e l l a n a t u r a e d e l l a storia e q u e l l o c o n c a t e n a t o d e l t e m p o e s i g o no u n n u o v o punto di vista. Le idee numeri.

i d e a l e di u n a thesis u n i v e r s a l i s c h e d o v e v a r i v i v e r e in L e i b n i z e c h e n o n è spento nemmeno o g g i .58. c o m e si è v i s t o n e l T i m e o . C o m u n non 1 q u e il s e n s o d e l l e « d o t t r i n e n o n scritte » di P l a t o n e s e m b r a p o t e r s i r i d u r r e a c i ò c h e se n e d i c e nel Parmenicome d e . P l a t o n e p o t e v a p e n s a r e di s v i luppare in u n solo p i a n o u n a dottrina p u r a m e n t e formale ma- su c u i n o n influissero c o n t e n u t i di s o r t a . 1) S T E N Z E L : Leipzig 1933. 85. m a n m a n o c h e si p r o c e d e dalla seconda ipotesi del P a r m e n i d e alle i p o t e s i n e g a t i v e . si è v i s t o . senza. dal I l p r o b l e m a c i s e m b r a r i m a n e r e nei t e r m i n i p o s t i L e v i c h e r i c o l l e g a la teoria delle i d e e n u m e r i c o n il s e n s o fondamentale matematica del pensiero platonico. d o v e v a n o far p e n s a r e a l l a p o s s i b i l i t à di u n a s u p e r i o r e v i s i o n e s c h e m a t i c a o f o r m a l e di c a r a t t e r e e x t r a .e t i c h e d e l p l a t o n i s m o : tale fusione è i n d i c a t a d a l l a a f f e r m a z i o n e c h e la m i s u r a 2 la s i m m e t r i a s o n o b e l l e z z a e v e r i t à » ) . cit.t e m p o r a l e cui rimanessero fuori i p r o b l e m i c h e n a s c o n o m a n da mano c h e ci si a v v i c i n a a l n o n essere. A P l a t o n e le e s t r e m e le prima il difficoltà di r i c o n d u r r e d i v e n i r e i n u n s i s t e m a r a z i o n a l e . B e n c h é i p r o b l e m i delle a l t r e i p o t e s i d e l P a r m e n i d e d o v e s sero r e s t a r e s e m p r e v a l i d i .dall'unità viene sostenuto anche dallo Stenzel ) . Si noti t u t t a v i a c h e g i à i n q u e l d i a l o g o si t r o v a . C o n la teoria d e l l e i d e e n u m e r i a b b i a m o d u n q u e l ' u l t i m o t e r m i n e di s v i l u p p o del p e n s i e r o p l a t o n i c o c h e s v o l g e a n c o r a i n p r o f o n d i t à sue premesse. p e r g a r a n t i r e il m o v i m e n t o stesso del p e n s i e r o scientifico.Piaton und Aristoteles. P a 2) LEVI: Op. 1 1 E d Zahl und Gestalt bei . Pag. difficoltà c h e d ' a l t r a p a r te d o v e v a n o essere m a n t e n u t e . u n a g e r a r c h i a di o r d i n i di i d e e di c u i il p r i m o posto è o c c u p a t o dalle idee numeri. secondo noi. negare i resultati r a g g i u n t i . O r a p o i c h é g i à nel P a r m e n i d e i n u m e r i e r a n o v i s t i c o m e le i d e e p r i m e s u b i t o d o p o l'unità. . S . « L'interpretazione indissolubilmente e e della realtà i d e a l e si f o n d e c o n le p r i m i t i v e i n t u i z i o n i e s t e t i c o .

10 e segg. P o i c h é l o s v i l u p p o d e l l a n u o v a s c i e n z a esatta univer- s a l e e l a s u a f o r m u l a z i o n e s o n o possibili i n q u a n t o si a s t r a e da o g n i p r o b l e m a p a r t i c o l a r e e si r e s t r i n g e il s a p e r e i n u n assoluto formalismo. cit. 1) LEVI: Op. 90. « L a ordi1 molteplicità delle idee forma in tal m o d o u n sistema nato gerarchicamente. applicato di discendere alcon- alle grandezze geometriche d u c e a l l a « linea i n s e c a b i l e » c o m p r e n d e n t e superfici e s o lidi e p r o d u c e . p u ò p o r r e u n a p a r a l l e l a diairesis d e i n u m e r i ' ) . e la molteplicità dentro ogni singola i d e a (il p e r a s d e l F i l e b o ) è r i d o t t a a l l ' a z i o n e d e t e r m i n a t r i c e d e l l ' u n o » "'). q u e l l o sensibile ( c h e r i c e v e d a l p r i m o l a s u a r a g i o n e d ' e s s e r e ) . cit. l ' i d e n t i f i c a z i o n e della diairesis c o n l a d i a lettica filosofica e d il m e t o d o trascendentale. c o s ì c o m e v u o l e Stenzel. i n q u a n t o il m e t o d o d i a i r e t i c o . cit. P e r questa f o r m a l e r e g i o n e i d e a l e t u t t o il m o n d o si r i s o l v e r à .e r a l o g i c o c h e si s v i l u p p a s s e p e r u n s a p e r e f o r m a l e a s s o luto proprio l a r e g i o n e i d e a l e d a essi d e t e r m i n a t a . C i ò r e n d e a c c e t t a b i l e i resultati d e l l o s t u d i o s o t e d e s c o c h e a c c a n t o a l l a d i a i r e s i s delle idee ) . sul piano di un'unica realtà 3 ideale-ma- t e m a t i c a . p e r c o n s e g u e n z a . Pag. e. . p e r c h è l ' u n o è il p r i n c i p i o incondizionato c h e nulla ammette sopra d i sè » ) . doveva essere possibile. Pag. 2) L E V I : O p . di fondare sull'incondizionato il m o n d o i d e a l e .n u m e r i si r i p r e s e n t a l a p o s i z i o n e g i à d a n o i r i t r o v a t a n e i d i a l o g h i p l a t o n i c i d o p o il P a r m e n i d e . Op. n e l c a m p o a r i t m e t i c o . Il m o n d o ideale rimane nella s u a tipica gerarchia e in t a l m o d o « P l a t o n e realizza il p i a n o della R e p u b b l i c a . 23 e segg. c h e a p p l i c a t o a l l e idee p e r m e t t e l'idea atomo. M a c i ò c h e a n o i p r e m e d i s o t t o l i n e a r e è il f a t t o c h e n e l l a t e o r i a d e l l e i d e e . id. cit. tanto p i ù c h e essa p e r m e t t e v a d i c o n s e r v a r e t u t t i g l i altri a s p e t t i del pensiero platonico. i n u m e r i . da questo p u n t o d i v i s t a . Op. 3) S T E N Z E L : 4) S T E N Z E L : Pag.

q u e l l a stessa r e a l t à della s e c o n d a i p o t e s i d e l P a r m e n i d e e d e l m o d e l l o d e l l ' u n i v e r s o c h e P l a t o n e t e n t a di a l l a r g a r e i n u n a r i g o r o s a del t u t t o . Cit. che Dall'azione del- l ' e s s e r e s u l n o n essere n a s c e il m o n d o delle i d e e c h e risolv o n o il v i v e n t e i n sè ' ) .L a d o t t r i n a si b a s a infatti s u l l ' a z i o n e d e l l ' u n o . 2) R O B I N : Platon. Pag. c h e t r a d u c e il n o n essere. traduce il c o r r e l a t i v o c o n c e t t o d i essere. risultava dalle mitologizzazioni m a t e m a t i c h e visione che in c i ò dell'antichità. cioè t u t t a la r e a l t à v i s t a c o m e p e r fetta e s i s t e m a t a . c h e « d e v e significare il p r i n c i p i o d e l l a v a r i a z i o n e indefinita. t e n t a t i v o c i ò di u n a v i s i o n e scientifica r i g o r o s a . Pag. o il b e n e o l ' u n o . I d e a l e c h e d o v e v a c a d e r e . p r i n c i p i o f o r m a l e . della c o n t i n u i t à » Tentativo dunper- q u e di r i s o l v e r e o g n i s a p e r e i n s a p e r e i d e a l e . 145. i n r e l a z i o n i p u r a m e n t e i d e a l i . . P r i n c i p i o m a t e r i a l e o il m o l t e p l i c e . più fortunato 1) L E V I : Op. c o m e cipio formale. sulla diade del g r a n d e prin- e del piccolo c o m e e l e m e n t o m a t e r i a l e . riil m a a cui lo s v i l u p p o del pensiero occidentale d o v e v a servare. in ciò che c o n t e n e v a avvenire. cit. i n c u i si ripresenta l ' a n t i n o m i a tra il p r i n c i p i o m a t e r i a l e e il p r i n c i p i o f o r m a l e . eli p u r a m e n t e razionale. 89. l ' i l l i m i t a t o .

specialmente per ciò che riguarda il Parmenide.. Souilhè. Bude » a cura di Robin. ci dà una buona bibliografia sull'argomento alla quale sia sufficiente aggiungere: G. München. a . 1931. London. de Platon. A .. L . Rivaud. R I T T E R : Die Kerngedanken der Plat. D I E S : Platon. Non si dimentichino le belle pagine dedicate da S T E N Z E L a Platone in Metaphysik des Altertums. Paris. 1934 e lo studio di M A X W U N D T : Ueber Platons Parmenides. 1926. Oxford. Burnet. d. s. Per il Parmenide J. C A L O G E R O : Studi sull'eleatismo. W A H L : Etude sur le P. C. 1935. T A Y L O R . Una sobria bibliografia si può trovare alla fine della bella sintesi di L . Stuttgart. München. T A Y L O R : Plato. Croiset. 1931. 1935. 1927. Diès. 1932-1935. Altre belle e chiare sintesi sono: A . Paris. 1930. Phil. due vol. Roma. S T E F A N I N I : Platone. Preziosa ed arricchita della traduzione e di ottime introduzioni è la collezione « G. l'edizione del Parmenide con introduzione e appendice di A . Paris. Milano. Per ciò che esula dal contenuto di quest'opera si vedano i due volumi di A . l'esposizione e la critica delle principali interpretazioni del pensiero platonico.PER UNA BIBLIOGRAFIA I testi migliori sono quelli di Hermann-Wohlbrad nella biblioteca Teubner di Lipsia e la seconda edizione della collezione di Oxford a cura di J. II lettore troverà in A D O L F O L E V I : Le interpretazioni immanentistiche della filosofia di Platone. E . però non ancora completa. 1929. R O B I N : Platon. Padova. D I E S : Autour de Platon. Paris. 1932. E . 2 ediz.

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e il Fedro . . . Il Fedone Il Simposio Il Fedro » III. . . . . PARTE PRIMA IL P R O B L E M A D E L P A R M E N I D E N E I D I A L O G H I FINO ALLA REPUBBLICA Cap. Il Carmide ed il Lachete Pag. . . 16 17 17 18 19 22 25 29 29 34 50 68 68 .I N D I C E PREFAZIONE Pag. . . il Simposio . . . — La Lo . il 12 13 Repubblica Stato ideale Dialettica e realtà . . — I dialoghi giovanili fino al Cratilo . . . L'Ippia Minore e il Primo Alcibiade L'Ippia Maggiore L'Ione Il Liside L'Eutifrone Il Protagora e l'Eutidemo Il Gorgia Il Menone Il Cratilo » I L — 77 Fedone. I. . . 74 .

. . . . . . . . . . . . . . — La prima P A R M E N I D E parte del Parmenide . . . . . . .Necessità di idee di tutte le cose . . . . . . . . . . . . . . . — La seconda parte del Parmenide L a prima ipotesi L a seconda ipotesi L a terza ipotesi L a quarta ipotesi L a quinta ipotesi L a sesta ipotesi L ' o t t a v a ipotesi L a nona ipotesi . . . . PARTE TERZA IL T E E T E T O » . . La La La maieutica libertà . » » » » » . . L a terza critica L a quarta critica L a scienza come giudizio. . . . . del sensibile . » II. Parmenide e Socrate. . il metodo diairetico e il problema dell'errore . . . . . . . . . . . .PARTE SECONDA IL Cap. . . . . . . . . . . . L a settima ipotesi . . . . . . » » 169 174 178 185 191 196 197 201 Dialettica ascendente e fenomenologia del conoscere . . . Il problema della scienza delle idee e la conoscenza del mondo L'esercizio dialettico . . . . » » . . . » » » » » » » 93 95 97 99 100 103 105 108 ni in 119 133 147 154 155 162 164 165 Socrate e Zenone . . I. . . . L a prima critica di Socrate a Teeteto seconda critica . . . . . . . . . . Pag. . Rapporti con il problema della diairesis Le difficoltà della partecipazione L'argomento del terzo uomo L'idealismo empirico La teoria della mimesis . . . . . . . . . . . . . 89 89 » » » » .

. Il sofista e il filosofo L o sviluppo delle posizioni del Parmenide Ontologismo e trascendentalismo La definizione dell'arte dialettica Deduzione dall'eidetica della legge tra scendentale . Filebo 11 Timeo . 219 Il problema degli ultimi dialoghi in rap porto al Parmenide . » I L — Politico.PARTE QUARTA GLI ULTIMI DIALOGHI Cap. Pag. I. . . . . . — 77 Sofista . . Timeo e le idee numeri Il Politico . Le idee Per una bibliografia numeri Filebo.