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Il business plan

Definizione Il Business Plan, o piano economico-finanziario, è il documento che permette di definire e riepilogare il progetto imprenditoriale, le linee strategiche, gli obiettivi e la pianificazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa. Diverse sono le funzioni del business plan, che possono essere rappresentate sinteticamente nel seguente schema.

Comprensione dell’ambiente circostante all’impresa: definisce il mercato, la concorrenza, le strategie, il posizionamento competitivo

Analisi della fattibilità finanziaria e dell’attrattività economica di un investimento, sia che si tratti di ampliamento di una attività esistente o di nascita di una nuova iniziativa Pianificazione delle strategie e determinazione del paino operativo in tutte le sue aree Definizione dell’assetto organizzativo aziendale efficiente oltre che coerente con gli obiettivi, e chiarificazione di compiti e responsabilità del personale coinvolto

Definizione della visione imprenditoriale e degli obiettivi perseguiti

Business Plan

Utilizzo del budgeting nella quantificazione degli obiettivi e dell’analisi degli scostamenti come procedura di controllo dell’andamento dell’impresa Accesso alle fonti di finanzamento

Figura1. Le funzioni del business plan, cfr. “Il Business Plan”, Antonio Borello, McGraw-Hill, Milano, 1999, pag. XIII Il business plan ha, quindi, un funzione interna, svolge, cioè, il compito di informare e di guidare i processi decisionali all’interno dell’azienda; ma ha anche una funzione esterna, in quanto, ha lo scopo di presentare il progetto ai terzi. Infatti, il piano di impresa risulta essere lo strumento con il quale si cerca di convincere gli operatori economici, estranei all’impresa, circa la credibilità del business aziendale. Il business plan, all’interno dell’impresa, è alla base per la pianificazione strategica (3-5 anni). Attenzione, però, a non confondere il business plan con il budget, pur essendo forte la loro complementarietà.

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che da una parte include l’analisi di mercato. le strategie. attraverso la quantificazione dei numeri che consentano di determinare il grado di attrattività economica e fattibilità finanziaria dell’iniziativa. ai finanziatori esterni (che nel caso specifico sono rappresentati da istituti di credito. ossia un riassunto del documento che. sintetizzi l’iniziativa. Un’attenzione particolare va anche riservata alla forma. nazionali e locali) di valutare la validità del progetto per l’erogazione di un finanziamento o di contributi. la redazione di un business plan quale elemento principale per la valutazione della fattibilità economico-finanziaria di un’iniziativa di investimento dovrà permettere: o o all’imprenditore di valutare la validità della sua idea. agli enti che promuovono l’innovazione di valutare il potenziale commerciale ed innovativo del progetto. i finanziamenti richiesti e l’uso che si intende fare degli stessi. è possibile individuare dei requisiti minimi di forma e contenuto dai quali non si può prescindere. Composizione La preparazione del business plan è un lavoro complesso. meno accurata Staff e alta direzione Creatività. In particolare. perseguendo quali strategie. che contiene i dati economico-finanziari. un Executive Summary. attraverso quale organizzazione. attraverso l’esplicitazione di una visione imprenditoriale chiara e coerente. sin dalla predisposizione della copertina.Differenze tra il business plan e il budget Caratteristiche Orizzonte temporale Contenuto Complessità Natura dell’’informazione Persone coinvolte Attività mentale Finalità Valutaz. descrittiva. e dell’altra il piano sviluppato dall’azienda su come presentarsi. gli obiettivi. È buona norma includere nel business plan. nella parte iniziale. proiettando questa visione d’insieme nel breve periodo. con quali prodotti/servizi. e quella successiva. più accurata linea e alta direzione Amministrativa. o Non esiste un modello prestabilito per la redazione del business plan. una cinquantina di pagine sono generalmente più che sufficienti. lavoro svolto Business plan Medio-lungo termine Un aspetto per volta Molte variabili Più esterna e previsionale. È preferibile riportare in allegato le parti non strettamente attinenti (altre informazioni di supporto) ed i curricula dei soci. In generale. 2 . È uno studio. che prevede una serie di fasi. l’intero piano di impresa non deve essere molto lungo. analitica Indicare risultati attesi Estremamente difficile Budget Breve termine Tutta l’azienda Meno complesso Su dati interni e storici. È logico che la struttura del business plan risente molto delle finalità per cui è redatto. amministrazioni sovranazionali. e nel lungo periodo. persuasiva Condurre a risultati sperati Meno difficile Il business plan può essere concepito come il piano realizzato ad hoc in fase di analisi di una nuova iniziativa e preposto alla valutazione dell’attrattività e finanziabilità del progetto. Tuttavia. Si tratta di alcune semplici regole che rendono la lettura del documento più facile e soprattutto più interessante. è possibile individuare due parti o macro-aree di lavoro: la parte iniziale. in una o due pagine al massimo. Inoltre. i costi. del settore e della concorrenza. Tale riassunto ha lo scopo di stimolare il proseguimento della lettura del business plan stesso evidenziando gli aspetti favorevoli del progetto e vendendone l’idea di impresa.

i risultati conseguiti. sviluppo e area tipica della sua attività. lo stato di avanzamento degli stessi. nonché la gestione dei meccanismi di coordinamento (funzione politica) all’interno dell’impresa e nei rapporti con l’esterno. all’organizzazione. La parte economico-finanziaria. Vanno definiti i ruoli e le mansioni dei responsabili e le funzioni di controllo dei compiti da essi svolti (funzione organizzativa). 3 . la situazione economico finanziaria corrente e tutti gli altri elementi che consentono di fornire un quadro complessivo dell’azienda. Nel caso di nuova attività. al campo di attività e alle sue prospettive future. 1. quali la realizzazione di precedenti progetti. Presentazione dell’impresa In questa parte del business plan vanno riportate tutte le informazioni relative all’impresa proponente con riferimento sia alla struttura societaria che all’oggetto sociale. bisogna indicare i responsabili della gestione con le rispettive funzioni. Un possibile indice È possibile individuare un indice di massima per la redazione di un business plan da presentare in occasione della partecipazione a procedure valutative di assegnazione delle agevolazioni. è opportuno che in tale parte si riportino: gli stadi di sviluppo dell’iniziativa in corso. e così via. della concorrenza. Sarà interessante riportare anche eventi significativi del passato. disponendoli in una serie di prospetti che guidino il lettore nella valutazione del progetto e che siano al contempo gli strumenti per una presentazione professionale e accurata dello studio. si compone di analisi e studi necessari per una corretta comprensione del mercato. quelle ancora da completare o da avviare. In questo modo è possibile già tracciare le prospettive e lo scenario del prossimo futuro. del prodotto/servizio offerto e del piano strategico e operativo. Nel paragrafo relativo al vertice e management aziendale. se ci sono state delle modifiche nell’assetto societario. le fasi che sono state completate.La parte descrittiva. Se l’impresa è una realtà già avviata ed operativa è importante introdurre il lettore alla sua storia: quando è stata costituita. oltre alla presentazione dell’impresa e del progetto. fornisce uno strumento che consente di interpretare i dati raccolti nella prima parte. Si tratta di uno schema tipo che dovrà essere adeguato al caso concreto e alle caratteristiche specifiche del programma di investimenti proposto.

Dovranno. All’interno del mercato. essere individuate le modalità di formazione dei prezzi. Il target dei consumatori è. dunque. in maniera tale da individuare lo specifico target di mercato. quindi. partendo da una logica di mercato e non di produzione. quel particolare segmento di che individua un gruppo di potenziali acquirenti che possiedono caratteristiche simili. Presupposti e motivazioni che ne sono all’origine. sia nel caso di un ampliamento di un’iniziativa già in essere. del consumatore. 3. Sintesi del programma proposto Caratteristiche salienti del programma. spostarsi sulle utilità percepite dal consumatore e sull’analisi della capacità dei beni e servizi di soddisfare il bisogno del consumatore. in termini di potenzialità e prospettive. concentrarsi sulla descrizione del processo di commercializzazione del prodotto/servizio e sulle modalità di formazione del prezzo. in relazione al settore di appartenenza. E’ necessario indicare le ragioni produttive.2. dunque. commerciali ed economiche che hanno determinato la decisione di investimento. 4 . poi. 4. Obiettivi produttivi perseguiti. stimarne l’evoluzione futura. L’individuazione del gruppo dei consumatori avviene attraverso una particolare tecnica definita SEGMENTAZIONE DELLA DOMANDA. L’analisi del mercato di riferimento deve anche concentrarsi sul lato dell’offerta. Ciò significa ribaltare la concezione del prodotto/servizio. La descrizione dei prodotti/servizi offerti non deve limitarsi a una semplice elencazione fisica degli stessi. Tale considerazione vale sia se si è in presenza di un nuovo progetto. Sarà. L’attenzione deve. potrà essere compresa solo dopo un’attenta analisi del mercato di riferimento. Il prodotto/servizio Il paragrafo va strutturato in maniera tale da riportare tutte le informazioni utili all’individuazione dell’attività. sulla base delle serie storiche e di tutti gli altri elementi disponibili. È importante individuare l’output aziendale attraverso l’analisi delle funzioni che assolvono nei confronti del mercato. Con riferimento alla domanda. necessario quantificare la domanda attuale e. delineando l’ubicazione e per grandi linee le spese preventivate. a seguito della identificazione del gruppo di clienti. Il mercato La validità intrinseca di qualsiasi progetto. valutando l’esistenza di concorrenti già presenti o di potenziali nuovi concorrenti e il loro posizionamento sul mercato. In tale parte del business plan vanno evidenziati anche gli eventuali prodotti/servizi/attività già realizzati dall’impresa e il collegamento con i nuovi. o meglio. All’interno del paragrafo va descritto in maniera sintetica il programma che si intende realizzare. Dovranno essere indicati gli effetti produttivi attesi a seguito della realizzazione dell’investimento. qualsiasi impresa si rivolge a uno o più gruppi di consumatori (ciò è quello che si definisce mercato di riferimento o target market). l’analisi di mercato dovrà.

Dovranno essere descritti i canali di approvvigionamento e di distribuzione esistenti nel settore e la natura dei rapporti che sono detenuti dall’impresa. Barriere economiche: determinate dalla presenza di dimensioni minime di investimento elevate per l’economicità del progetto (esempio settore siderurgico ed energia elettrica). È buona prassi utilizzare i prospetti suggeriti dal bando di agevolazione. evidenziando gli eventuali effetti derivanti da attività stagionali. confrontandoli con quelli della concorrenza. devono essere evidenziati i fattori innovativi che possono modificare lo scenario (esempio il progressivo ingresso sul mercato di una nuova materia). l’analisi va verificata l’esistenza delle barriere all’entrata: Barriere legali: rappresentate dalla presenza di vincoli di legge alla possibilità di operare in un determinato settore (es. parzialmente. Gli investimenti previsti Il programma di spesa deve essere dettagliato in maniera completa. capitale e know-how) Dovranno essere riportati sia i fattori produttivi disponibili che quelli da acquisire. L’analisi del mercato di riferimento va. poi. brevetti). Tale classificazione non si riferisce alla natura dell’attività svolta. allo stesso target ma il grado di sostituzione non è elevato. Barriere tecnologiche: consistenti nella necessità di avere a disposizione una particolare tecnologia o know how. La conclusione che deve raggiungere l’analisi di mercato è quella di individuare il posizionamento competitivo dell’impresa (anche tramite la costruzione delle apposite mappe di posizionamento). in questo caso. Attenzione. Oltre a una fotografia della situazione corrente. 5. riportando anche le spese non agevolabili. si definiscono concorrenti di un’azienda quelle imprese che offrono prodotti/servizi atti a soddisfare gli stessi bisogni del consumatore. In primo luogo. integrata con un’analisi relativi ai rapporti con i fornitori e i distributori. ma al mercato di riferimento. energia elettrica) o di utilizzare una determinata tecnologia (es.In particolare. I concorrenti diretti offrono prodotti/servizi che soddisfano bisogni identici o simili e che quindi sono tra loro fungibili. I fattori produttivi (lavoro. I concorrenti possono essere distinti in diretti e indiretti. 5 . è necessario indicare sempre le fonti da cui sono reperite tutte le informazioni relative all’analisi di mercato. I concorrenti indiretti si rivolgono. L’organizzazione dei fattori produttivi ed il ciclo di produzione Il processo produttivo All’interno di tale paragrafo andrà descritto il processo produttivo attuale e/o quello conseguente all’investimento proposto ed eventuali collegamenti ed integrazioni tra i due.

leasing e pagamenti rateali. comprese quelle relative ad energia rinnovabile derivante da autoproduzione. utili e prestito soci. gli estremi delle autorizzazioni e/o delle certificazioni acquisite o. in mancanza. Le risorse finanziarie In tale parte del business plan vanno indicate le risorse con cui si prevede di sostenere l’attività proposta sulla base del fabbisogno finanziario scaturente dall’analisi degli investimenti proposti. Le risorse finanziarie possono essere distinte in: Fonti interne: capitale sociale. Oltre alla descrizione delle fonti energetiche adoperate. 6 . collocamenti azionari ed obbligazionari e altri titoli. specificando la disponibilità del Comune a soddisfare le relative esigenze. L’insieme delle fonti interne ed esterne costituiscono il capitale investito nell’iniziativa. vanno illustrate anche le eventuali modalità di realizzazione dei beni strumentali finalizzate ad assicurare il minor consumo di risorsa idrica e/o energetica. L’organizzazione del lavoro La struttura e dimensionamento del personale. suolo aziendale. L’impatto ambientale Vanno forniti tutti gli elementi necessari a identificare gli obblighi in materia ambientale previsti dalle normative vigenti che derivano dall’esercizio dell’attività e dalla realizzazione del programma. Dovranno essere indicate le fonti di approvvigionamento dell’acqua e gli elementi in merito all’eventuale quantità di rifiuti aggiuntivi e relative modalità di smaltimento. Per il suolo vanno indicate le caratteristiche dimensionali e qualitative e l’eventuale necessità di sistemazioni indagini geognostiche. se già esistenti. è necessario suddividere le spese nei capitoli relativi ai costi per progettazioni e studi. attrezzature e macchinari. impianti.In genere. allegando i computi metrici di massima e individuando gli estremi che consentono l’identificazione di ciascun opera nella planimetria generale. modifiche della struttura di bilancio esistente. fondi pubblici ed agevolazioni finanziarie e/o fiscali da leggi speciali. lo stato delle relative procedure. la relativa evoluzione dall’anno di avvio a realizzazione dell’investimento fino all’esercizio successivo a quello di ultimazione del programma di spesa. Fonti esterne: finanziamento commerciale. software. debiti verso banche e istituti finanziari. indicando. opere murarie ed assimilate. nonché le eventuali modalità di progettazione e realizzazione dei locali volte ad ottenere un miglior isolamento termico ed acustico. 7. Per le opere murarie ed assimilate devono essere riportati in dettaglio le caratteristiche costruttive dimensionali. 6.

MENTRE QUELLE FISSE CON LE PASSIVITA’ CONSOLIDATE E IL CAPITALE NETTO. il fabbisogno consolidato. una differente scelta di ottimizzazione del capitale. A tal proposito. La natura del fabbisogno finanziario di un’impresa varia in funzione di tre elementi: ammontare e composizione dell’attivo. infatti. definite anche capitale circolante e composte dalle liquidità (tutto ciò che è monetariamente disponibile per far fronte agli impegni correnti di spesa compresi i crediti) e dalle disponibilità (investimento per costituire il magazzino). 7 . Allo stesso modo. del capitale netto e del capitale di debito esistente. Con riferimento al primo punto la regola generale impone che: LE ATTIVITA’ CORRENTI DEVONO ESSERE FINANZIATE CON LE PASSIVITA’ A BREVE. Quindi sarà necessario procedere con un azioni dirette ad incrementare le attività correnti e ridurre le passività correnti. l’acquisto di un nuovo impianto dovrebbe essere effettuato con capitale di debito di lungo periodo o con capitale proprio. inoltre. ossia le immobilizzazioni. che a parità di altre condizioni il bilancio è considerato “migliore” (equilibrato) se: Attività correnti > attività immobilizzate Capitale netto > passività consolidate > passività correnti La differenza tra attività correnti e passività correnti è definita capitale circolante netto (CCN). si evidenzia che: il fabbisogno finanziario corrente. è dato dall’ammontare delle attività correnti.Al fine di una corretta elaborazione del piano finanziario dell’impresa è necessario individuare il giusto mix tra capitale proprio e quello di terzi. è determinato dagli investimenti che costituiscono il sistema-azienda e la sua struttura (macchinari. Una differente composizione dell’attivo o del passivo determina. impianti ed attrezzature). situazione di mercato. Tutte queste considerazioni devono essere alla base dell’elaborazione del piano economico – finanziario. veicoli. - La dottrina economia indica. Le attività fisse comportano un assorbimento di risorse iniziali molto consistente. Tale affermazione va però analizzata avendo riguardo anche all’effetto leverage finanziario (conviene indebitarsi fino a quando il ROI supera il tasso passivo di interesse). L’impresa non è in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento. in quanto ciò comporterà una maggiore solidità finanziaria dell’impresa. In linea generale. tipologia dell’attività svolta. In caso di valore negativo del CCN si verifica uno squilibrio finanziario. è preferibile l’impiego di capitale di rischio (maggiore capitalizzazione delle imprese).

8 . politica finanziaria. Si tratta di individuare le leve del marketing mix (posizionamento del prodotto. canali distributivi. organizzazione commerciale. Le strategie commerciali L’ultima parte del business plan è dedicata alla descrizione delle strategie commerciali che saranno intraprese dall’impresa proponente. politica commerciale) su cui l’impresa potrà agire al fine di conseguire un vantaggio competitivo consolidato. sistema dei prezzi.8.