Storia dell'architettura

L'architettura barocca

PDF generated using the open source mwlib toolkit. See http://code.pediapress.com/ for more information. PDF generated at: Wed, 06 Jun 2012 09:21:13 UTC

Contents
Articles
Architettura barocca Chiesa del Ges€ Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano Basilica di Sant'Andrea della Valle Palazzo del Lussemburgo Castello di Maisons-Laffitte Castello di Vaux-le-Vicomte Carlo Maderno Gian Lorenzo Bernini Francesco Borromini Pietro da Cortona Baldacchino di San Pietro Piazza San Pietro Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza Chiesa di Sant'Agnese in Agone Basilica di Santa Maria in Montesanto Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Palazzo Barberini Palazzo Montecitorio Palazzo Chigi-Odescalchi Trompe-l'•il Palazzo Pamphilj Guarino Guarini Cappella della Sacra Sindone Barocco napoletano Barocco siciliano Barocco leccese Barocco inglese Barocco russo 1 29 37 42 48 49 50 52 57 72 85 91 93 105 109 113 115 119 122 126 127 137 139 145 148 175 197 199 202

References
Article Sources and Contributors Image Sources, Licenses and Contributors 204 206

Article Licenses
Licenza 212

Architettura barocca

1

Architettura barocca
L'architettura barocca € quella fase della storia dell'architettura europea che, preceduta dal Rinascimento e dal Manierismo, si svilupp• a partire dal XVII secolo, durante il periodo dell'assolutismo.[1] Il termine barocco, originariamente dispregiativo, indicava la mancanza di regolarit‚ e di ordine, che i fautori del neoclassicismo, influenzati dal razionalismo illuminista, consideravano indice di cattivo gusto.[2] Infatti, caratteristiche fondamentali dell'architettura barocca sono le linee curve, dagli andamenti sinuosi, come ellissi, spirali o curve a costruzione policentrica, talvolta con motivi che si intrecciano tra di loro, tanto da risultare quasi indecifrabili. Tutto doveva destare meraviglia ed il forte senso della teatralit‚ spinse l'artista all'esuberanza decorativa, unendo pittura, scultura e stucco nella composizione spaziale e sottolineando il tutto mediante suggestivi giochi di luce ed ombre. Tuttavia questa definizione non € applicabile a tutti i paesi europei; in Francia, in Inghilterra, in diverse regioni dell'Europa settentrionale e, successivamente, persino in Italia, il Barocco fu ripreso attraverso forme derivanti dal Rinascimento e dall'architettura antica, in quello che viene definito come classicismo barocco.[2]

Il contesto storico
Nel periodo che va dalla seconda met‚ del XVI secolo ai primi anni del Seicento, la riforma protestante si diffuse in numerose regioni d'Europa, dando inizio allo sviluppo di diverse chiese riformate. La conseguente Controriforma, avviata dalla Chiesa cattolica col Concilio di Trento, ebbe notevoli ripercussioni anche in campo artistico: fu promossa l'importanza didascalica delle immagini e furono fissate una serie di norme nelle arti per sottolineare la distinzione tra il clero ed i fedeli.[3] Questo atteggiamento raggiunse tutte le regioni del mondo cattolico grazie all'opera dei Gesuiti e, malgrado il suo carattere rigido e difensivo, favorƒ lo sviluppo dell'arte barocca. Infatti, nel XVII secolo la Chiesa cattolica si avvi• alla ricerca di un compromesso col potere politico, cessando di combattere contro le intromissioni della realt‚ storica[4] e cercando di conciliare le questioni di fede con quelle inerenti alla vita mondana; proprio per questo il Barocco divenne uno stile atto ad esprimere sia i dogmi della fede che le frivolezze della mondanit‚.[3]

Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza

Ad esempio, questa duplice espressione dell'arte barocca pu• essere riscontrata nelle sistemazioni urbanistiche ideate da Domenico Fontana per Roma, durante il pontificato di Sisto V: il miglioramento dei collegamenti tra le chiese pi„ importanti della citt‚ coincise con la formazione di ampie piazze ornate con obelischi e fontane, che divennero pertanto simboli di una vitalit‚ e un dinamismo non solo religioso.[5]

[7] Infatti. Roma massicce della cupola della Basilica di San Pietro a Roma[9]. da qui si diffuse nel resto della penisola ed in Europa.[8] Gi‚ nel XVI secolo. Il piano. In generale.[2] Tuttavia. la piazza barocca cess• la sua tradizionale funzione civica e pubblica. infatti. mentre nel XVIII secolo Roma volse di nuovo al classicismo sull'esempio di Parigi. a Parigi invece i nodi del sistema viario furono definiti per mezzo di piazze simmetriche. gett• le premesse per una serie di analoghe trasformazioni in diversi centri europei.[2] Questo stile si svilupp• a Roma e raggiunse i suoi massimi risultati tra il 1630 ed il 1670. i centri focali del panorama urbano vennero sottolineati mediante l'uso di antichi obelischi egizi e alte cupole. che pur non essendo una semplice continuazione del primo[10]. pu• essere inteso come l'ultima fase del Barocco. l'architettura manierista non fu abbastanza rivoluzionaria per mutare radicalmente. incentrate attorno alla statua del sovrano. ma al contempo punto di riferimento per l'intero territorio.[11] I temi dell'architettura barocca Urbanistica Nel 1585 papa Sisto V avvi• i lavori per la trasformazione urbana di Roma. anche le alterazioni delle proporzioni e le tensioni espresse dallo stesso architetto nel vestibolo della Biblioteca Laurenziana e l'aggiunta del massiccio cornicione al Palazzo Farnese avevano suscitato all'epoca reazioni. per divenire mezzo di esaltazione dell'ideologia politica o religiosa.[12] Pertanto. Michelangelo Buonarroti aveva preannunciato il Barocco nelle forme colossali e Piazza San Pietro. gli stilemi dell'antichit‚ ai fini popolari e retorici del clima controriformistico. l'influenza del Barocco non si limit• al solo XVII secolo. in senso spaziale e non solo a livello della superficie decorativa.[14] . si contrappose la concezione barocca della citt€ capitale. Ciononostante.Architettura barocca 2 Periodizzazione Contrariamente alle tesi secondo cui il Barocco fu generato dal Manierismo[6]. studi pi„ recenti sostengono che fu invece il tardo Classicismo a dare inizio al nuovo stile. A Roma. fu solo quando il Manierismo volse al termine che fu riscoperto Michelangelo quale padre del Barocco. in altre opere Michelangelo aveva ceduto alle influenze della corrente manierista. pi„ dinamica e aperta verso i propri confini. dando incarico a Domenico Fontana di collegare i principali edifici religiosi della citt‚ per mezzo di grandi assi stradali rettilinei. come nel caso delle cosiddette place-royale francesi (ad esempio la Place Dauphine e la Place des Vosges) e di Piazza San Pietro a Roma. Quindi. alle planimetrie centralizzate e chiuse delle citt‚ ideali rinascimentali[13]. che aveva il compito di enfatizzare il ruolo di Roma come citt€ santa. all'inizio del Settecento si afferm• il Rococ•. proprio per l'alterazione in senso drammatico delle proporzioni classiche.

rimase fedele alla tipologia residenziale del Rinascimento. naturalmente. sembra anticipare i temi pi„ marcatamente barocchi. Roma nelle piante. costruita a partire dal 1568 su progetto del Vignola. la disposizione longitudinale della pianta permetteva di accogliere il maggior numero di fedeli.[16] Anche la facciata. a Torino . spesso definito da ellissi. mentre la pianta a croce latina con numerose cappelle laterali rappresentava un ritorno a quella tradizione auspicata durante il Concilio di Trento. senza modificare la logica planimetrica e strutturale delle facciate negli edifici. Peraltro.[17] Da questo modello deriveranno una serie di chiese a pianta longitudinale centralizzata o a pianta centrale allungata. seppur con alcune varianti regionali.Architettura barocca 3 Chiese Tra le chiese. viene continuamente modellato attraverso il movimento degli elementi spaziali. sia nelle partiture di facciata. entrambe le tipologie solitamente caratterizzate da un asse longitudinale e dalla presenza di un elemento catalizzatore (come una cupola). con un corpo edilizio chiuso attorno ad una corte interna. Generalmente i prospetti principali furono dotati di avancorpi e decorati mediante l'impiego di colonne giganti. riscontrabili ad esempio nei prospetti di Santa Susanna e Sant'Andrea della Valle. lo spazio interno. barocca. l'asse longitudinale introdotto in Palazzo Carignano. ad esempio. manierista e. Pertanto. differenziandosi totalmente dalla concezione rinascimentale. Le facciate delle chiese non costituiscono pi„ la terminazione logica della sezione interna. Palazzi Nell'architettura civile occorre distinguere due tipi di abitazione nobiliare: il palazzo di citt‚ e la villa di campagna. dove si aprono il vestibolo e la corte centrale. soddisfaceva pienamente le esigenze dettate dalla Controriforma: infatti. ma divengono un organismo plastico che segna il passaggio dallo spazio interno alla scena urbana. il punto di partenza dell'architettura barocca pu• essere ricercato nella chiesa del Ges„ in Roma. Se gli architetti manieristi alterano l'impaginazione rigorosa delle facciate rinascimentali aggiungendovi temi e decorazioni caratterizzati da un raffinato e oscuro intellettualismo. che rappresenta una sintesi tra architettura rinascimentale.[18] Si registra inoltre l'estensione dell'asse di simmetria anche all'interno dell'edificio.[15] L'edificio. in funzione di una concezione spaziale nuova. costruita su progetto di Giacomo della Porta. gli architetti barocchi modificano quell'architettura sia Santa Susanna. la presenza di una cupola sottolinea la centralit‚ dello spazio verso il fondo della navata e lascia presagire la ricerca di un'integrazione tra gli schemi longitudinali e quelli centralizzati derivati da San Pietro in Vaticano. che invece prevedeva un susseguirsi uniforme di elementi disposti in simmetria tra loro. Il palazzo italiano.

. Peraltro. a differenza di altri edifici. centro nodale dell'intera costruzione. realizzato da Salomon de Brosse a partire dal 1617. quello di Vaux-le-Vicomte (1656-1661). Invece. qui. si richiamava allo schema delle corti medioevali[2]. contribuisce alla definizione della pianta e ne sottolinea il rapporto con l'ambiente esterno. opera di Fran…ois Mansart. che port• alla realizzazione di complessi assai estesi. il clima rigido richiedeva una maggiore esposizione al Sole degli ambienti ed impose l'adozione di planimetrie pi„ articolate. a Roma.[19] Il corpo principale € arretrato rispetto alla strada ed € preceduto dalla cour d'honneur. denominata h•tel. verso i quali convergevano le principali direttrici viarie. ma che al contempo separa la residenza dalla citt‚. a Parigi In Francia notevole fu pure lo sviluppo delle dimore di campagna (i castelli). i cui lavori di ricostruzione furono avviati dallo stesso Le Vau per volont‚ di Luigi XIV. uno spazio aperto verso l'esterno. con un profondo atrio che si riduce costantemente in larghezza fino ad immettere in una sala ellittica.[20] Tra questi si ricordano il Castello di Maisons-Laffitte (1642-1646). infatti. naturalmente. progettato da Louis Le Vau e.Architettura barocca Palazzo Barberini. 4 Palazzo del Lussemburgo. l'abitazione urbana della nobilt‚ francese. simbolo dell'assolutismo francese. ma contenevano appartamenti veri e propri ad ogni piano. definite mediante la costruzione di pronunciate ali laterali. il Castello di Versailles. questo palazzo costituisce un punto di svolta nella tipologia delle residenze all'italiana: la pianta € ad H. i padiglioni angolari non furono destinati ad ospitare locali di servizio. Riconducibile a questo schema € il Palazzo del Lussemburgo.

con una pianta ovale fortemente dilatata e caratterizzata dalla presenza di numerose cappelle ricavate nel muro perimetrale. basata sulla trasformazione delle forme piuttosto che sull'applicazione di elementi decorativi. numerose facciate furono innalzate con il medesimo fine propagandistico[22]. Lo stesso Maderno fu incaricato di prolungare un braccio della Basilica di San Pietro. adottato da Bernini anche nella scomparsa cappella dei Re Magi (1634) e nella Piazza San Pietro (conclusa nel 1667). poggia sulla trabeazione che si snoda al di sopra degli invasi laterali. Alcuni decenni pi„ tardi. Francesco Borromini (1599-1667) e Pietro da Cortona (1596-1669). dove numerose colonne si concentrano nella parte centrale del prospetto. divennero il punto focale dell'intera costruzione. mostra una maggiore intensit‚ plastica verso il centro. nel Baldacchino di San Pietro (1624-1633). a partire dal 1658. avrebbe dovuto essere ripreso pure da Carlo Rainaldi (1611-1691) nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli. In questo contesto. nel 1603. una cupola. la navata ellittica fu mutata in Pianta di Sant'Andrea al Quirinale . differenziandosi nettamente dal disegno pilastri della basilica vaticana. accentuando cosƒ la plasticit‚ gi‚ emersa nell'opera del Della Porta. semicolonne e colonne verso la parte centrale dell'edificio. qui l'asse centrale venne rafforzato mediante l'uso graduale di pilastri. la facciata (1608-1612). progettata da Carlo Maderno (1556-1629) e ritenuta da alcuni il "primo esempio pienamente realizzato di architettura barocca"[21].Architettura barocca 5 La diffusione del Barocco nel XVII secolo Italia Roma Alla fine del XVI secolo Roma divenne il centro di sviluppo dell'architettura legata alla Controriforma ed esercit• la sua influenza in tutto il mondo cattolico. Le premesse all'affermazione dello stile barocco si riscontrano gi‚ nelle opere di Giacomo Della Porta (1533-1602). ma. poco evidente all'esterno. come nel caso della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Baldacchino di San Pietro Una nuova impostazione. alcune con risultati assai particolari. anche in questo caso. Bernini inserƒ delle colonne tortili che. al fine di rendere la chiesa idonea ad accogliere un maggior numero di fedeli. di Martino Longhi il Giovane (1602-1660). il medesimo architetto realizz• la piccola chiesa di Sant'Andrea al Quirinale.[24] Ad esempio. fu ultimata la facciata della chiesa di Santa Susanna. Il tema dell'ovale. si ebbe con l'affermazione di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680).[17] Pochi anni dopo. al momento della costruzione. che innalz• la facciata della chiesa del Ges„ negli ultimi decenni del Cinquecento. una delle opere pi„ discusse della storia dell'architettura[23].

generata essenzialmente dall'intersezione di due triangoli equilateri contrapposti. La pianta. si ripete anche nella facciata principale. Il movimento ondulatorio dei muri e il ritmico alternarsi a forme sporgenti e rientranti danno luogo a un Planimetria della chiesa di San Carlo alle Quattro palpitante organismo plastico.Architettura barocca uno spazio biassiale. la chiesa della Sapienza fu posta a chiusura di un cortile preesistente progettato dal Della Porta. riferibile ai modelli bramanteschi o al Pantheon di Roma. si inserivano anche il chiostro e l'attiguo convento. € nella chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane del Borromini che il tema degli spazi ricavati nel perimetro dell'edificio raggiunge il suo apice. ma di misurata.[25]. sempre del Bernini. la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza. Nella facciata. privo di curve. controllata espansione". oltre al luogo di culto vero e proprio. € una felice fusione tra un palazzo e una chiesa[28]). con il corridoio anulare che rappresenta un esterno ed un interno al tempo stesso. con pareti concave e convesse che si alternano fino a formare delle cappelle laterali. Direttamente collegata a San Carlo alle Quattro Fontane. con superfici sinuose disposte su due ordini: la parte inferiore € caratterizzata da una successione di superfici concava .[25] Il progetto. la chiesa di Santa Maria dei Setti Dolori (incompleta) e. € coronata in alzato da una cupola con una lanterna conclusa a spirale. ricca di concavit‚ e convessit‚. si evidenzia ancora la ricerca di un intenso dinamismo. di cui la centrale ospita un'edicola convessa. il raccordo tra la cupola e il corpo dell'edificio € realizzato per mezzo di quattro pennacchi che poggiano sulla trabeazione. con una serie di cappelle che si restringono fino alla zona absidale. evidenziato dalla presenza di colonne e pilastri sui quali € impostata la trabeazione. ad Ariccia. la pianta qui € circolare ed € affiancata all'esterno da due propilei posti al termine di un corridoio che circonda la parte posteriore della costruzione. La pianta di San Carlino € riconducibile all'ovale. all'esterno l'invenzione barocca si manifesta nella disposizione urbana del complesso. L'andamento frastagliato della navata.concava. quella superiore si articola su tre parti concave. iniziata solo negli ultimi anni di vita del Borromini. fu cominciata nel 1638 in un lotto di ristrette dimensioni dove. Se la figura in pianta mostra un'intavolatura classicheggiante. 6 Interno di San Giovanni in Laterano (dipinto di Giovanni Paolo Pannini) . che non € di contenimento. come nel Borromini. dove emergono ancora colonne addossate a pilastri. la cui forma viene sottolineata Fontane con il convento e il chiostro dall'assenza di sontuose decorazioni. rispetto a Sant'Andrea al Quirinale. fu messo in opera nei primi anni sessanta del secolo. e con il volume della chiesa che "genera a vista la sua fascia spaziale. a partire dal 1642 inizi• quello che pu• essere considerato il suo capolavoro[29]. La cupola presenta una base ovale ed € incisa da un profondo cassettonato nel quale si alternano forme diverse.convessa . cosƒ piccola che potrebbe stare all'interno di un pilastro della basilica vaticana[27]. una cittadina ubicata nei dintorni di Roma. Borromini fu impegnato in diversi cantieri di Roma: realizz• l'Oratorio dei Filippini (la cui facciata. Questa chiesa.[26] Tuttavia. La ricerca di spazi ricavati all'interno della muratura perimetrale € evidente nella chiesa dell'Assunta.

proprio per la sua audacia. per adattarsi al meglio alla configurazione del lotto. mentre la prevista copertura a volta non fu realizzata. poste simmetricamente attorno al tridente costituito da via del Corso. non trov• analoghe applicazioni nelle opere dei contemporanei. Borromini mantenne la struttura originaria. ma in realt‚. la seconda. con angoli concavi che proseguono anche nelle volte. appaiono uguali. La prima.[30] Il medesimo architetto. mentre per l'adiacente Santa Maria in Montesanto. Pochi anni dopo lavor• alla chiesa di Sant'Agnese in Agone. inglobando le colonne delle navate all'interno di larghi pilastri. fu eseguita dal 1675. fu iniziata nel 1662. cosƒ da mantenerne l'apparente simmetria del fronte. una maggiore integrazione plastica tra spazi.[32] La pianta € una croce greca che si fonde con l'invaso circolare sormontato da una grande cupola. richiama alla mente gli schemi rinascimentali di Santa Maria della Consolazione a Todi.Architettura barocca 7 l'impianto di Sant'Ivo. realizzando uno dei prospetti pi„ classicheggianti della sua produzione artistica. sempre con la collaborazione del Fontana. in modo da edificare due torri campanarie caratterizzate da un progressivo andamento frastagliato verso la sommit‚. Analoghe invenzioni si ritrovano peraltro nel campanile di Sant'Andrea delle Fratte. consacrata a Santa Maria in Montesanto. anche se. che si conclude con una sorta di lanterna a pianta circolare. estese quindi il prospetto ai palazzi laterali. furono differenziate nelle piante: per Santa Maria dei Miracoli fu adottata una pianta circolare. malgrado il progetto non sia stato eseguito per intero. masse e superfici si avverte in Pietro da Cortona. Carlo Rainaldi si dedic• anche alle due chiese gemelle di Piazza del Popolo.[33] La sua chiesa dei Santi Luca e Martina (1635). posta su un lotto pi„ profondo. dove arretr• il fronte principale al fine di ottenere un andamento concavo. Secondo la critica. seppur con significative differenze: infatti. un braccio della navata € allungato. L'invenzione del Borromini risiede nella facciata. rimandano ai temi del primo Barocco. su incarico di papa Innocenzo X. l'edificio. € uno dei pi„ unitari della storia dell'architettura. intervenne anche nel restauro della grande Basilica di San Giovanni in Laterano. di dimensioni trasversali analoghe alla precedente. riportando la . Se le opere di Carlo Rainaldi. cominciata da Girolamo Rainaldi (1570-1655) e dal figlio Carlo nel 1652. pur mostrando soluzioni originali. intitolata a Santa Maria dei Miracoli. risulta una delle opere pi„ significative dell'epoca poich† ebbe una notevole influenza in ambito internazionale. fu scelta una forma ellittica. per essere poi conclusa da Carlo Fontana (1638-1714) su disegni del Bernini. Chiesa dei Santi Luca e Martina articolata su una pianta a croce greca. "San Giovanni in Laterano possiede una delle pi„ belle Chiesa di Sant'Agnese in Agone [31] navate che esistano" : l'intergrazione degli spazi € accentuata dalle larghe aperture che corrono lungo la navata. ancora una volta plasmato attraverso l'uso di concavit‚ e convessit‚. via di Ripetta e via del Babuino. Le due chiese. mentre le navate laterali sono costituite da piccole unit‚ centralizzate. alla cui costruzione subentr• nuovamente Carlo Rainaldi.

definito mediante lesene giganti e coronato da una balaustra alla sommit‚. dove. la soluzione dell'esedra in facciata influenz• profondamente il Bernini nella concezione della citata Sant'Andrea al Quirinale. Sempre del Bernini € il Palazzo Chigi-Odescalchi (1665-1667). mentre la facciata. fu impegnato nella costruzione di un nuovo prospetto. il forte ritmo verticale dell'edificio. che doveva servire per il collegamento tra i Galleria prospettica di Palazzo Spada 8 . la facciata aggiunta dal Bernini pu• essere considerata un vero e proprio modello per i prospetti dei palazzi barocchi[35]: essa presentava un risalto nella parte centrale (scomparso durante gli ampliamenti settecenteschi). Dal 1650 Bernini eseguƒ pure il Palazzo Montecitorio. non riflette la curvatura delle absidi interne. La pianta. I principali architetti del Barocco romano lasciarono tracce importanti anche nell'architettura civile. La facciata. ma si estese anche agli edifici laterali. occorre innanzitutto ricordare quella di Santa Maria ai Monti (1580). successivamente terminato da Carlo Fontana. alla morte del Maderno l'opera venne portata avanti da Bernini. presenta elementi innovativi negli archi strombati dell'ultimo ordine. Malgrado le alterazioni subite nel corso del XVIII secolo. Realizzata dopo il 1660. alcuni massi in pietra rustica. di Giacomo della Porta. la navata € articolata mediante i pilastri laterali che scandiscono. assieme alla cupola. In precedenza € stato evidenziato come lo schema dell'edificio.[34] Tra le chiese a pianta longitudinale derivate dallo schema de Il Ges„. la parte pi„ classicheggiante dell'opera. con una cupola all'incrocio con la navata principale. la scala. Assai pi„ imponente € la basilica di Basilica di Sant'Andrea della Valle Sant'Andrea della Valle. anche la facciata. si differenzi dalla tradizione del palazzo all'italiana. la chiesa ha dimensioni modeste e un transetto poco sviluppato. nella quale fu mantenuta sostanzialmente l'impronta del progetto iniziale. presenta cappelle laterali meno profonde e sensibilmente pi„ alte. ai lati del piano terreno. Nel 1625 Carlo Maderno avvi• i lavori del citato Palazzo Barberini con la collaborazione del Borromini. pur riprendendo il modello della chiesa del Ges„. privo della classica corte interna. Lo stile di Pietro da Cortona emerge con maggior vigore nella sistemazione della chiesa di Santa Maria della Pace. tra il 1656 ed il 1657. che rappresenta uno dei punti pi„ alti dell'illusionismo ottico seicentesco.Architettura barocca chiesa alla tipologia delle piante longitudinali. ha un andamento convesso e mostra. la facciata fu aggiunta da Carlo Rainaldi dopo la met‚ del XVII secolo. cui € attribuita la scala elicoidale. peraltro. cominciata sempre dal Della Porta nel 1591 e completata da Carlo Maderno. con la realizzazione di una scenografica piazzetta dominata al centro da un colonnato semicircolare. convessa. L'intervento non si limit• alla sola facciata della chiesa. Un altro importante cantiere seguito dal Bernini fu quello della costruzione della Scala Regia in Vaticano. costruito attorno ad un cortile ideato dal Maderno.

di grande effetto drammatico. avrebbe dovuto essere chiusa con un terzo braccio. Suo € l'effetto di Trompe-l'‡il nella galleria prospettica di Palazzo Spada (1652-1653). tanto da poter essere identificata con il vero e proprio centro della Roma seicentesca. compiuta da Bernini sotto Alessandro VII tra il 1657 ed il 1667. La piazza ovale. fu costruita in un lotto molto ristretto e di forma irregolare. con l'erezione di un obelisco. vera e propria porta d'accesso alla citt‚. posti ai margini di un'area di forma trapezoidale. sorta sulle rovine dell'antico stadio voluto dall'imperatore Domiziano e che. la correzione della prospettiva fu ottenuta disponendo opportunamente una serie di colonnati ai lati del corridoio. In particolare. Qui furono poste le fondamenta della chiesa di Sant'Agnese in Agone. il centro della piazza € sottolineato dalla Fontana dei Fiumi (il Nilo. delimitata da imponenti colonne disposte su pi„ file. pi„ stretto rispetto alla larghezza della facciata del Maderno. ma le sue pi„ interessanti realizzazioni vanno ricercate nei palazzi ecclesiastici. Il collegamento tra l'ovale ed il trapezio. assunse i caratteri di una piazza tipicamente barocca. divenne un punto nodale del sistema viario a partire dal 1589. Un altro spazio di rilievo € costituito da Piazza Navona. nella trattazione del Barocco romano € doveroso ricordare le principali trasformazioni urbanistiche della citt‚. e la costruzione nel XVII secolo delle citate chiese gemelle del Rainaldi. coperta da volta a botte. posto tra la basilica e la residenza papale. riconducibili al citato piano voluto da papa Sisto V. come il Collegio di Propaganda Fide (al cui interno si trova la Cappella dei Re Magi). Anche Borromini lasci• alcuni contributi significativi in questo ambito.Architettura barocca Palazzi Vaticani e la facciata di San Pietro. ideando una scala di larghezza decrescente. elemento di spicco di una cortina muraria pressoch† unitaria. il tridente di Piazza del Popolo rappresenta uno degli elementi di maggior rilievo. Inoltre. Bernini realizz• uno spazio ben definito. che per• non fu mai eseguito. nel XVII secolo. che suggerisce una profondit‚ diversa da quella reale. ma al contempo aperto verso l'esterno ed integrato con il resto della citt‚ grazie alla permeabilit‚ offerta dai grandi colonnati. nella quale € possibile leggere un'allusione al potere della Chiesa nel mondo allora conosciuto. mitigando le infelici proporzioni della stessa facciata. Infine. il Danubio ed il Rˆo de la Plata). malgrado ci•. la cui cupola € messa in evidenza dall'andamento leggermente concavo della facciata. edificato da Girolamo Rainaldi. . simbolici e delle emergenze architettoniche preesistenti: lo spazio venne articolato per mezzo di una piazza ovale collegata alla facciata della basilica vaticana con due bracci obliqui. miglior• la prospettiva verso la basilica. intorno alla met‚ del Seicento prepar• gli studi per il Palazzo Pamphilj in Piazza Navona. La soluzione finale tenne conto di problemi liturgici. il Gange. dove innalz• una facciata plasmata da compressioni e dilatazioni. Bernini sfrutt• queste caratteristiche a proprio vantaggio. Piazza del Popolo in un'incisione di Piranesi prima delle trasformazioni di Giuseppe Valadier 9 Piazza San Pietro con il terzo braccio Questa serie di piazze barocche trova il suo apice nella celeberrima Piazza San Pietro. che peraltro raccoglieva alcuni interventi gi‚ attuati dai suoi predecessori.

Architettura barocca Torino Verso la fine del XVI secolo. mentre verso il fiume la strada fu conclusa con un'esedra (portico in luogo aperto. nei dintorni di Torino. prest• la sua opera nel Palazzo Ducale (ora Palazzo Reale) e intorno agli anni sessanta del Seicento fu incaricato da Carlo Emanuele II di Savoia di progettare la Reggia ed il borgo di Venaria Reale. durante il regno di Carlo Emanuele I. L'invaso. Ancora Guarini.[36] Ascanio Vitozzi (1539-1615) fu incaricato della sistemazione di Piazza Castello. lo spazio. iniziata proprio dal Castellamonte sul retro della cattedrale torinese. lungo la via vennero eretti palazzi Cupola della Cappella della Sacra Sindone porticati dal disegno uniforme. La cappella doveva avere tre entrate (due dal duomo e una dall'adiacente Palazzo Ducale) e questo condizion• la planimetria dell'edificio. figlio di Carlo. € diviso in nove parti ed in corrispondenza degli ingressi si aprono tre arcate. ai lati della direttrice principale furono poste due chiese gemelle. ma un presbiterio ellittico posto trasversalmente introduce un asse principale nella composizione. La pianta € riconducibile all'ottagono. simbolico riferimento all'apertura della citt‚ verso il territorio circostante. Le straordinarie invenzioni del Guarini trovarono applicazione anche ai temi dell'architettura civile: il suo Palazzo Carignano. a pianta circolare. uno spazio derivato dalla place royale francese ed incentrato attorno ad una statua equestre. la stessa cupola € definita da uno straordinario gioco di costoloni. intorno alla quale si svilupparono i nuovi quartieri della citt‚. in una soluzione analoga a quella attuata nella Piazza del Popolo a Roma. secondo il progetto dell'architetto. i lavori furono portati avanti da Carlo di Castellamonte (1560-1641). alla sommit‚. tra il 1668 ed il 1680. pochi anni dopo. 10 Piazza San Carlo Il piano di ampliamento di Torino fu continuato da Amedeo di Castellamonte (1610-1683). basato su una pianta ad U. tuttavia. spesso con sedili per sedersi a conversare). Torino era ancora racchiusa all'interno dell'antico impianto romano del castrum. che pianific• lo sviluppo della citt‚ verso est. Guarino Guarini (1624-1683) port• a terminare la Cappella della Sacra Sindone. mentre. fu iniziata la realizzazione di una strada per unire Piazza Castello alla Porta di Po. enfatizzato dalla luce diffusa per mezzo di numerose finestre che emergono curiosamente all'esterno della struttura. con i lati di forma convessa. Lo stesso Amedeo di Castellamonte lavor• a diverse residenze sabaude. presenta una monumentale facciata convessa che sporge su entrambi i lati . la citt‚ divenne un importante centro barocco. costruƒ la chiesa di San Lorenzo. punto di incontro delle tendenze romane e francesi. al livello inferiore. Nel 1673. Al medesimo architetto si deve la formazione della vasta Piazza San Carlo (all'epoca Piazza Reale). una serie di costoloni si intrecciano fino a formare l'ottagono sul quale poggia la lanterna. al di sopra delle quali € impostato il tamburo della cupola. Nei medesimi anni. che dal 1621 continu• lo sviluppo verso sud dell'abitato secondo un sistema di assi tra loro ortogonali. € definito dalla presenza di ampie serliane che delimitano le cappelle laterali.

Inoltre.[38] Tra il 1607 ed il 1630 costruƒ la chiesa di San Giuseppe. che trova corrispondenza nella conformazione degli spazi interni. . dopo la Peste del 1630 cominci• la costruzione della chiesa di Santa Maria della Salute. anticipatrice di certi temi espressi da Borromini. come la chiesa del Ges„ a Roma. questa soluzione.Architettura barocca dell'edificio. Al corpo ottagonale della basilica. coperto da una grande cupola. determin• il superamento del Manierismo accademico in voga sino ad allora. Milano Venezia Il Barocco veneziano si conform• agli usi locali[40] e vide in Baldassarre Longhena (1598-1682) il suo principale esponente. Venezia una navata vera e propria. simile a quella adottata da Andrea Palladio nella chiesa del Redentore. Il carattere barocco del tempio € evidente nella conformazione della massa esterna. Longhena aggiunse un santuario delimitato ai lati da due absidi.[41] Egli. l'imponente arco in facciata. pur essendo in qualche modo riconducibile ai progetti di Gian Lorenzo Bernini per il palazzo del Louvre e al Castello di Vaux-le-Vicomte. Longhena si ciment• anche nell'architettura civile: la sua Ca' Pesaro presenta uno schema apparentemente convenzionale. nel 1627 si dedic• alla facciata del Collegio Elvetico (oggi sede dell'Archivio di Stato). ricorrendo ad una pianta centrale. ornata da una serie di edicole sovrapposte. ribadisce la presenza dell'asse longitudinale. si affiancano la calotta del santuario e due torri campanarie. Successivamente. notevole per effetto plastico € pure la facciata. rafforz• l'asse longitudinale del tempio e di fatto trasform• l'organismo centrale in Basilica di Santa Maria della Salute. sempre a Milano. posta scenograficamente lungo il Canal Grande: al corpo ottagonale. ma i giochi di luci ed ombre che si instaurano sul ricco apparato ornamentale della facciata determinano una plasticit‚ tipicamente barocca. conferma Richini come uno dei maggiori architetti del primo Barocco. l'interessante soluzione. Questa configurazione.[39] 11 Chiesa di San Giuseppe. fa del Palazzo Carignano una delle pi„ interessanti residenze del XVII secolo. dove mir• ad una integrazione tra interno ed esterno mediante un prospetto concavo.[2] Richini introdusse una pianta combinata. composta da due spazi centralizzati derivati dalla chiesa di Sant'Alessandro. che.[37] Milano Francesco Maria Richini (1584-1658) fu il pi„ importante architetto del Barocco milanese.

[45] La figura di maggior rilievo nella citt‚ partenopea fu Cosimo Fanzago (1591-1678). sin dalla fine del XVI secolo. spesso ornate con ricche decorazioni marmoree o a stucco (confrontabili con gli interni berniniani). l'esasperazione dei dettagli plastici di Longhena raggiunse il culmine nella facciata della chiesa dell'Ospedaletto (completata negli anni settanta del XVII secolo). dal 1610 e nei decenni avvenire a Napoli si costruirono numerose chiese barocche. mostra una maggiore permeabilit‚ tra l'interno ed il cortile. in una serie di grandi palazzi che la critica ha annoverato tra i pi„ importanti del panorama italiano. che lavor• nella Certosa di San Martino.[44] Le premesse vanno ricercate nell'attivit‚ di architetti quali Francesco Grimaldi (1543-1613). ma. autore di alcuni Interno della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. Soltanto agli inizi del XVIII secolo con Ferdinando Sanfelice (1675-1748) l'architettura napoletana si indirizz• verso una vera sensibilit‚ barocca per forme spaziali complesse. denuncia la presenza di un movimento in profondit‚.[46] 12 . in seguito divenuto sede dell'Universit‚ di Genova (1634 circa). Questa soluzione fu ripresa da Bartolomeo Bianco (1590€1657) in quello che pu• essere considerato il suo capolavoro[43]: il collegio dei Gesuiti. ornata da un fantasioso e ricchissimo apparato costituito da telamoni. Genova A Genova l'architettura barocca si tradusse. Bianco realizz• una straordinaria scenografia urbana. unito al pi„ alto giardino interno per mezzo di una vasta scalinata. Napoli importanti edifici sacri (come la basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone e la Cappella di San Gennaro) nei quali la decorazione barocca fu applicata su impianti ancora classicheggianti. ma prive di quelle invenzioni spaziali e della fusione tra architettura tipiche del Barocco romano. teste giganti e maschere leonine. rispetto al precedente. dove la configurazione planimetrica del vestibolo. innalz• la chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. infatti.[42] Tra questi si ricorda il Palazzo Doria-Tursi. a croce latina o greca. il Palazzo Donn'Anna e la Guglia di San Gennaro. Il palazzo ha una pianta ad U. sfruttando la conformazione assai scoscesa del terreno. Napoli L'architettura barocca nell'Italia meridionale produsse i suoi risultati pi„ significativi solo nel XVIII secolo. Le sue chiese presentano peraltro una pianta molto semplice. con un vestibolo largo quanto il cortile ed una serie di loggiati sovrapposti e scalinate.[40] Ciononostante.Architettura barocca In ogni caso.

che introdusse elementi pienamente barocchi sia nelle piante e nella concezione spaziale (chiesa di San Francesco Saverio a Palermo). influenzato da Guarini. cosƒ come la sede dei teatini.[13] . Tali decorazioni furono rese possibili dall'uso di una pietra locale di color giallo detta pietra leccese: questo materiale appena cavato possiede una grande facilit‚ di intaglio.[51] 13 Francesco Sicuro. Questo stile raggiunse il suo apice nella chiesa di Santa Croce. fu aperta a margine dell'antico ponte. di fatto. mentre la statua del sovrano fu posta all'intersezione della piazza con il Pont Neuf. voluta da Enrico IV tra il Pont Neuf e l'‰le de la Cit†. in uno stile molto distante dal Barocco romano. chiesa della Santissima Annunziata a Messina. che realizz• la chiesa della Santissima Annunziata. lo sviluppo urbanistico di Parigi non partƒ dalla necessit‚ di unire tra loro dei punti focali gi‚ esistenti. € caratterizzato da un'esuberante decorazione.[48] La facciata dalla sagoma piramidale e dalla superficie mossa far‚ da modello a molte chiese siciliane del XVIII secolo. in Vedute e prospetti della citt€ di Messina.[47] Tuttavia dal 1660 al 1662. € andata distrutta durante il terremoto del 1908. L'interno completamente bianco con stucchi contrastava con il gusto locale. sia nelle facciate e nell'apparato decorativo (chiesa Madre di Palma di Montechiaro). Francia A differenza di Roma. ma scaturƒ dalla formazione di una serie di piazze incentrate attorno alla figura del sovrano. Lecce Il Barocco leccese. per poi indurire all'aria dopo la posa in opera.Architettura barocca Sicilia In Sicilia gli interventi pi„ interessanti furono attuati dopo il terremoto che investƒ la Val di Noto nel 1693 (si veda il paragrafo sull'architettura tardobarocca). dalla facciata riccamente decorata. si registra un'intensa attivit‚. quasi a sottolineare l'asse del fiume. nel cuore di Parigi. prevalente verso il policromismo marmoreo e sar‚ un altro esempio molto seguito nella Sicilia tardobarocca. 1768 Basilica di Santa Croce. influenzato dal plateresco spagnolo. il Barocco in Sicilia tra molte perplessit‚ dei contemporanei. a forma triangolare. Nella seconda met‚ del Seicento fu attivo il frate gesuita Angelo Italia.[49] Alla fine del XVII secolo troviamo composizioni derivate dal Barocco romano. introducendo.[50] Lecce A Lecce a met‚ del Seicento. applicata a costruzioni improntate a modelli cinquecenteschi piuttosto convenzionali. La costruzione. anche nelle facciate delle chiese disegnate da Giacomo Amato.[52] Il primo esempio di place royale € da ricondurre alla Place Dauphine (1599-1606). che si diffuse nel Salento grazie all'opera di architetti come Giuseppe Zimbalo (1617-1710) e Giuseppe Cino (1644-1722). fu attivo a Messina Guarino Guarini. foltissima di elementi floreali e talvolta figurativi-sculterei. a ridosso della Senna. La piazza.

ma in seguito il piano venne disatteso. ma come punto di snodo all'interno del sistema urbano.[2] Durante il regno di Luigi XIII i lavori interessarono alcuni distretti cittadini ed in particolare l'‰le St-Louis ed il distretto Richelieu. mostrano ancora un accentuato verticalismo goticizzante. eppure.[54] Place des Victoires. con la vendita dei singoli lotti di terreno. la prima del genere nell'urbanistica barocca. intorno al 1696 fu tracciato il perimetro della piazza per mezzo delle sole facciate dei palazzi: gli edifici veri e propri furono innalzati in seguito. gli edifici. Il primo progetto. essa avrebbe dovuto avere una pianta radiale.[55] Gli edifici lungo la piazza persero i caratteri ancora vagamente goticizzanti delle prime realizzazioni di Enrico IV.[53] Sempre per volont‚ di Enrico IV fu progettata un'ulteriore piazza. la cui presenza venne sottolineata mediante dei frontoni classicheggianti. Parigi € la sua controparte laica". . prevedeva la formazione di uno spazio delimitato da importanti edifici rappresentativi. una piazza quadrata chiusa su tre lati e circondata da palazzi destinati ad ospitare abitazioni per il ceto borghese. Il Barocco delle trasformazioni parigine risiede pertanto in una "forte aspirazione all'integrazione. Curiosamente. databile al 1685. Questa impostazione € riscontrabile anche nella seconda piazza fatta costruire durante il regno di Luigi XIV. Mentre Roma € la tipica citt€ santa del Barocco.Architettura barocca 14 Nei primi anni del XVII secolo fu iniziata la costruzione della Place des Vosges (anticamente nota proprio come Place Royale). sugli angoli e al centro dei lati lunghi dei palazzi furono realizzati dei risalti. Palazzi della Place VendŠme non pi„ come spazio chiuso. sul perimetro di Place des Victoires sorsero palazzi dall'aspetto uniforme.[56] Non a caso l'architettura francese del Seicento trov• i suoi massimi risultati nelle residenze urbane e nei suggestivi castelli di campagna. che per• non fu portata a compimento a causa della morte del re. anche nell'architettura sacra furono prodotte opere di indubbia originalit‚. La piazza assunse una forma rettangolare. con angoli smussati al fine di aumentare la superficie edificabile. quando Jules Hardouin Mansart (1646-1708) realizz• la Place des Victoires. con un bugnato al piano terra e un ordine gigante al livello superiore. nella definizione dei nuovi gusti architettonici notevole fu l'apporto di Salomon de Brosse (1571-1626) e Fran…ois Mansart (1598-1666). dal disegno unitario. artefici di un innovativo linguaggio classico destinato ad avere un'intensa fortuna anche negli anni successivi. queste tendenze trovarono la definitiva consacrazione sotto Luigi XIV. alla continuit‚ e all'apertura. Parigi Infatti. il cui modello ebbe per• notevole fortuna nelle successive trasformazioni della citt‚. ancora su progetto di Hardouin Mansart: la Place VendŠme.

caratterizzata da robusti contrafforti lungo il tamburo. su modello di San Carlo ai Catinari a Roma. Fran…ois Mansart eresse la chiesa della Visitation con una pianta centrale e cappelle di forma ellittica accostate all'invaso circolare principale tanto da compenetrarsi con esso. All'esterno il tutto fu celato con delle superfici molto semplici e la facciata fu ornata con due ordini di colonne classiche Dome des Invalides liberamente spaziate. la struttura della medesima cupola € composta da ben tre calotte sovrapposte: una pi„ esterna rivestita in piombo.Architettura barocca 15 Nel 1616 Salomon De Brosse innalz• la svettante facciata della chiesa di Saint-Gervais-Saint-Protais de Paris. ma con la profondit‚ derivante dal Barocco. ma direttamente verso l'invaso della cupola. negli ultimi decenni del Seicento. la pi„ importante chiesa francese a pianta centrale del periodo. la pianta € articolata con tre campate che si concludono nella cupola. gettando le basi dell'architettura francese del Seicento. oltre ad allungare un braccio verso il presbiterio. cre• dei passaggi diagonali tra l'ambulacro ed il centro della chiesa. Mansart si ispir• al progetto michelangiolesco di San Pietro. . opera di Fran…ois Mansart (1645).[58] L'edificio presenta diverse analogie con la chiesa della Salute di Venezia: entrambe. conferendo all'edificio i caratteri di una chiesa basilicale. mostrano l'aggiunta di un corpo posteriore dotato di una seconda cupola. termina in una svettante guglia dal verticalismo gotico. Cosƒ come nelle chiese romane. con cappelle laterali che si affacciano sulla navata attraverso due aperture per ciascuna.[40] Pi„ tardi. Successivamente. Jules Hardouin Mansart progett• DŠme des Invalides. De Brosse attinse al verticalismo gotico. Nel medesimo periodo Jacques Lemercier (1585-1654) costruƒ la chiesa della Sorbona. nei pilastri che sostengono la calotta si trovano quattro cappelle che per• non si aprono lungo la navata. malgrado le differenze formali della pianta (un quadrato nel caso della chiesa degli Invalidi e un ottagono in Santa Maria della Salute).[57] L'impianto € riconducibile ad una croce greca allungata. ma. facendo ancora ricorso alla tradizionale sovrapposizione degli ordini classici. rafforzandone la centralit‚. All'interno. negli anni trenta del XVII secolo. Chiesa di Val-de-Gr‹ce Tra le chiese a pianta longitudinale € doveroso ricordare quella di Val-de-Gr‹ce. La cupola. una intermedia affrescata ed una terza dotata di un grande oculo per permettere la visione dei dipinti sovrastanti.

Architettura barocca

16

Nella tipologia dei castelli e dei palazzi il punto di partenza dell'architettura barocca € nelle opere del citato Salomon de Brosse, che nei primi decenni del Seicento costruƒ alcune importanti residenze, tra cui il Palazzo del Lussemburgo a Parigi (1617).[59] L'edificio fu innalzato per volont‚ di Maria de' Medici e nella planimetria non si discosta dalla tipologia dell'h•tel francese, ma la sistemazione di appartamenti completi nelle ali laterali determin• un miglioramento del concetto di comodit‚ rispetto ai modelli del passato. Tuttavia, la prima vera opera del classicismo francese € da ricercare nella facciata del Palazzo di Giustizia di Rennes (noto come Palazzo del Parlamento di Bretagna), innalzata sempre da Salomon de Brosse nel 1618.[60] Qui le ali laterali assumono minore importanza, mentre il centro della facciata € sottolineato da due coppie di colonne binate sulle quali poggia un frontone rotondo.
Sede del Parlamento di Bretagna

L'architettura di de Brosse influenz• l'opera di Fran…ois Mansart; nella sua ala d'Orl†ans del Castello di Blois (1635-1638) ide• una cour d'honneur di profondit‚ contenuta, raccordando le ali all'edificio principale per Castello di Maisons-Laffitte mezzo di elementi curvi.[61] L'opera principale di Mansart resta la casa di campagna di [2] Maisons-Laffitte. In pianta presenta una forma rettangolare, chiusa ai lati da due ali non molto pronunciate e che sul retro dell'edificio vengono ridotte a dei semplici risalti; in alzato, la parte centrale € sottolineata da un avancorpo su tre piani, che riprende il tema degli ordini sovrapposti (gi‚ riscontrato in alcune realizzazioni di de Brosse), conferendo al complesso un dinamismo verticale riconducibile ancora allo stile gotico. L'altro grande protagonista della stagione barocca in Francia fu Louis Le Vau (1612-1670), autore del Castello di Vaux-le-Vicomte, il pi„ importante edificio francese della met‚ del Seicento.[62] Il castello, costruito tra il 1657 ed il 1661, € immerso in un grandioso parco progettato da Andr† Le NŠtre (1613-1700) e si innalza al centro di un suggestivo fossato. All'esterno emergono chiaramente le conformazioni degli ambienti interni ed in particolare € evidente il volume del grande salone ellittico coperto da una cupola; inoltre le ali laterali perdono la loro autonomia e divengono parte integrante del corpo Vaux-le-Vicomte principale del palazzo. L'importanza di Vaux-le-Vicomte non risiede solo nella composizione spaziale, ma anche nell'organizzazione degli spazi interni in appartamenti indipendenti (appartement double). Infatti, sino ad allora, le stanze dei prestigiosi complessi residenziali erano collegate l'una all'altra direttamente o mediante un corridoio laterale avente la funzione di

Architettura barocca disimpegno; a Vaux-le-Vicomte gli appartamenti furono disposti in maniera pi„ funzionale attorno al corpo centrale dell'edificio. Direttamente collegata a Vaux-Le-Vicomte € la Reggia di Versailles, commissionata da Luigi XIV a Le Vau, Le NŠtre e Charles Le Brun (1619-1690). I lavori cominciarono nel 1664 con la ristrutturazione e l'ampliamento di un padiglione di caccia preesistente voluto da Luigi XIII; la Reggia assunse una conformazione ad U e nel 1668 fu ulteriormente ingrandita con l'aggiunta di due ali che accentuarono la profondit‚ della cour d'honneur. Dieci anni dopo, Hardouin Mansart innalz• due blocchi posti trasversalmente alle ali e chiuse la terrazza del corpo Reggia ed i giardini di Versailles centrale del palazzo con la Galerie des Glaces (la Galleria degli Specchi); allo stesso Mansart si deve anche il progetto della cappella, iniziata nel 1689 e terminata solo nel 1710, nella quale si fondono elementi barocchi, classici e gotici. La monumentalit‚ del complesso € sottolineata mediante una piazza rivolta verso la citt‚ di Versailles, in cui converge un tridente di strade diretto verso Parigi; sul fronte opposto si estende un vastissimo parco che, con i suoi viali ortogonali e radiali, le sue fontane e le sue vasche cruciformi, rende la Reggia il simbolico punto focale dell'intera Nazione. Il classicismo francese raggiunse il suo apice nella facciata del Louvre di Claude Perrault (1613-1688)[63], innalzata dopo che fu rifiutato un disegno proposto da Gian Lorenzo Bernini. Il progetto di Perrault chiuse il prospetto est del Louvre con una lunga galleria di colonne binate sorrette da un massiccio basamento e delimitate alla sommit‚ da una trabeazione con una balaustra.

17

Inghilterra
Fino al principio del XVII secolo, l'architettura inglese fu lontana dalle tendenze maturate nel resto d'Europa.[64] Intorno al 1616 Inigo Jones (1573-1652) introdusse in Inghilterra lo stile palladiano, destinato ad avere un'enorme fortuna oltre La Manica e nelle colonie americane: tra le sue prime opere si ricorda la Queen's House a Greenwich, un edificio dall'aspetto italiano, ma dotato di numerose grandi aperture di stampo nordico. Nella seconda met‚ del secolo, complice una forte immigrazione di protestanti francesi, l'architettura inglese volse verso il gusto barocco. La figura di maggior rilievo dell'ultima fase del Seicento fu Christopher Wren (1632-1723)[65], protagonista della ricostruzione di Londra dopo l'incendio del 1666. In particolare, nel 1673 present• un primo progetto per la ricostruzione della cattedrale di

Cattedrale di Saint Paul, Londra

Saint Paul, basato su una pianta a croce greca evidentemente influenzata dai disegni di Michelangelo Buonarroti per la Basilica di San Pietro in Vaticano, ma che presentava delle cappelle laterali aperte sulle diagonali direttamente

Architettura barocca verso la cupola. Il clero anglicano rifiut• la proposta e Wren fu costretto ad apportare notevoli cambiamenti al progetto, facendo assumere al complesso una forma basilicale. L'elemento pi„ Barocco della cattedrale divenne la facciata principale, schermata con due ordini di colonne di derivazione francese ed affiancata da due campanili ispirati allo stile del Borromini. All'intersezione della navata con il transetto si innalza una grande cupola, definita come "una espressione piuttosto banale degli ideali dell'architettura inglese"[66]; vista dall'esterno appare decisamente classicheggiante, mentre all'interno € strutturata con un'artificiosa serie di calotte sovrapposte tipiche dell'architettura barocca. Tra le altre opere di Christopher Wren si ricorda il Greenwich Hospital, realizzato sul finire del XVII secolo nei pressi della Queen's House di Inigo Jones. Proprio la Queen's House divenne il punto conclusivo di un asse definito mediante lunghi colonnati sormontati da due cupole speculari. Il tema delle colonne binate, che all'epoca aveva trovato ampio risalto nella facciata del Louvre di Perrault, venne proposto in ogni parte dell'edificio e persino nelle cupole, peraltro vagamente ispirate a quella della chiesa degli Invalidi, di Jules Hardouin Mansart. Invece, l'architettura civile fu condizionata da Roger Greenwich Hospital Pratt (1620-1684), che dalla Francia import• l'appartement double e la cour d'honneur, ma che non si distacc• dall'architettura di Inigo Jones. Un'altra figura di rilievo fu Hugh May (1621-1684), che introdusse i temi del classicismo olandese e lavor• al Castello di Windsor, realizzando alcune tra le pi„ interessanti decorazioni barocche dell'Europa settentrionale (oggi purtroppo perdute).[67]

18

Paesi Bassi
Il Barocco olandese fu influenzato dalla sobriet‚ calvinista e si svilupp• soprattutto tra il 1648, con la pace di Vestfalia, ed il 1685, anno in cui numerosi Ugonotti si rifiugiarono nei Paesi Bassi importandovi gusti e tendenze francesi che di fatto posero fine all'espressione autonoma del Barocco locale.[68] Proprio nel 1648, con l'indipendenza dei Paesi Bassi, fu iniziato il Municipio di Amsterdam, un vasto edificio dal carattere severo, con facciate caratterizzate da finestre inquadrate all'interno di una serie di pilastri che uniformano tutto il prospetto. L'architettura civile fu influenzata anche da un classicismo derivato dallo stile di Andrea Palladio, riscontrabile ad esempio nella Mauritshuis di Jacob van Campen (1596-1657).[69] Sulla scia di Van Campen, si inserisce l'opera di Pieter Post[70] (1608-1669), la cui realizzazione principale € il Municipio di Maastricht (1659-1664).
Municipio, Amsterdam

Di grande rilevanza fu lo sviluppo dell'architettura sacra. Le prime chiese, legate al culto protestante, avevano una pianta basilicale piuttosto tradizionale; alcune innovazioni si ebbero nella Noorderkerk (1620-1623), un edificio a croce greca con gli angoli smussati, dove confluiscono anche elementi della tradizione gotica.[2]

Architettura barocca Le piante centralizzate sono alla base di numerose chiese olandesi; tra le soluzioni pi„ interessanti ed originali occorre ricordare la Marekerk di Leida, di forma ottagonale, la Nieuwe Kerk de L'Aia (1649), formata da due quadrati con absidi e sormontata da un campanile centrale, ed infine la Ronde Lutherse Kerk di Amsterdam (1668), a pianta circolare con un ambulacro che si sviluppa solo per met‚ del perimetro.[71]

19

Europa del Nord
L'architettura dell'Europa settentrionale fu influenzata da un insieme di tendenze francesi, olandesi ed italiane. In Danimarca, nei primi anni del XVII secolo furono innalzati diversi edifici di stampo manierista e solo nel 1672 fu costruito il Charlottenborg, il primo edificio in stile barocco di Copenaghen.[72] L'architettura danese del primo Seicento condizion• anche la produzione svedese, ma la nomina del francese Jean de la Vall†e (1620-1696) come architetto reale favorƒ l'affermazione del gusto barocco; su modello del palazzo italiano, eresse a Stoccolma il Palazzo Axel Oxenstiernas (posteriore al 1650) e nel 1656 costruƒ la chiesa di Santa Katarina ed il Palazzo Bonde, quest'ultimo caratterizzato da una cour d'honneur e da una articolazione delle superfici derivata dallo stile di Salomon de Brosse. Dal 1649 la carica di architetto reale fu ricoperta da Nicodemus Tessin il Vecchio (1615-1681), al quale si deve ad esempio la Cattedrale di Kalmar (1660), il Mausoleo Carolino presso la Riddarholmskyrkan di Stoccolma (dove sono presenti angoli convessi) ed il Castello di Drottningholm. Un ruolo di primo piano ebbe il figlio Nicodemus Tessin il Giovane, architetto formatosi a Roma e che Palazzo Reale, Stoccolma pi„ volte visit• la Francia. Proprio da queste esperienze trasse l'ispirazione per il progetto del Palazzo Reale di Stoccolma, ricostruito dopo il 1697 a seguito di un incendio. Tessin, memore dei disegni di Gian Lorenzo Bernini per l'ampliamento del Louvre, edific• un blocco dall'aspetto unitario; ad occidente furono posti due corpi curvilinei a delimitare una corte, mentre ad est furono inseriti due blocchi fortemente aggettanti. I rapporti con l'architettura francese sono riscontrabili nel cortile, che fu pensato come una place royale parigina, tanto che l'architetto propose di innalzarvi una statua del sovrano; invece, l'influenza del Barocco romano € evidente nella facciata sulla cort d'honneur, dove sono ripresi i temi di Palazzo Barberini. Tessin il Giovane fu autore di numerosi altri edifici di Stoccolma e della sua residenza di citt‚, il Palazzo Tessin; sul retro del palazzo si apre un giardino nel quale lo spazio si restringe e si dilata accentuando quell'illusione di profondit‚ tipicamente barocca.

Cattedrale di Kalmar

raggiunge un'integrazione degli spazi superiore a quella della basilica romana. che impoverƒ enormemente le regioni del Sacro Romano Impero. ma l'arrivo del francese Jean Baptiste Mathey (1630-1695) introdusse uno stile pi„ raffinato. del lucchese Domenico Martinelli. Palazzo di WilanŒw. nel 1690.[2] Il bolognese Agostino Barelli introdusse il Barocco italiano in Baviera. morto nel 1679.Architettura barocca 20 Europa Centrale In Germania. riscontrabile ad esempio nel Castello di Troja. poi continuato da Enrico Zuccalli. presso Varsavia Cattedrale di Passavia Chiesa am Hof. Vienna . con un'ampia volta sorretta direttamente dai grandi pilastri perimetrali. eretta a cominciare dal 1585 su modello della chiesa del Ges„ di Roma. numerosi architetti italiani e svizzeri furono attivi in buona parte dell'Europa Centrale e gettarono le premesse per l'affermazione dell'architettura tardobarocca del Settecento. si devono alcuni dei pi„ imponenti palazzi di Praga.[73] Questa soluzione fu ripresa da Hans Alberthal (1575-1657) in altre chiese costruite in diverse aree del paese negli anni a ridosso della guerra dei trent'anni. definita mediante una successione di volte ellittiche. pi„ tardi innalz• la cattedrale di Passavia. Carlo Antonio Carlone.[74] Lurago lavor• soprattutto in Boemia. L'edificio. Domenico Martinelli (1650-1718). Agostino Barelli (1627-1679) ed Enrico Zuccalli (1642-1724). con una navata squisitamente barocca. di Carlo Antonio Carlone. Francesco Caratti. iniziata nel 1663 ispirandosi alla chiesa di Sant'Andrea della Valle. Dopo la guerra. A Francesco Caratti. ancora inquadrabile nella corrente manierista. edificata nel 1662 e caratterizzata da ali laterali che la raccordano ai palazzi adiacenti. una delle prime architetture legate alla Controriforma fu la chiesa di San Michele a Monaco di Baviera. tra questi si ricordano Carlo Lurago (1615-1684).[76] A Monaco disegn• la Theatinerkirche.[2] A Vienna il Barocco giunse nella seconda met‚ del Seicento e la prima opera di rilievo fu la facciata della chiesa am Hof[75]. che realizz• il Palazzo Liechtenstein ispirandosi al Palazzo Chigi-Odescalchi di Bernini. nella medesima citt‚ avvi• la costruzione del Palazzo di Nymphenburg. L'architettura viennese raggiunse la pienezza solo con l'arrivo. realizzando inizialmente opere di stampo manierista.

[2] 21 Impero russo Ancor prima del regno di Pietro il Grande l'architettura russa si avvicin• alle tendenze europee con l'adozione di motivi rinascimentali e barocchi. ma privo di un'autentica relazione con la coeva architettura europea. oggi scomparsa. ma non lasci• segni particolarmente significativi nella storia dell'architettura. si articola attorno ad una cour d'honneur a forma di ferro di cavallo. iniziato nel 1681. Un esempio considervole di questa corrente si ha nel Convento di NovodeviŽij di Mosca. la chiesa di Santa Maria Magdalena a Granada (posteriore al 1677. fu logicamente esportato nelle colonie dell'America Latina.[78] Allo stesso tempo. con pianta longitudinale derivata dalle coeve costruzioni romane) e la Cappella di Nostra Signora dei Desamparados a Valencia (1652-1657. con chiese a pianta ottagonale o circolare. erano sorti importanti complessi come il Monastero dell'Escorial (seconda met‚ del XVI secolo). l'affermazione dello stile barocco si scontr• con le difficolt‚ legate alla decadenza economica del regno di Filippo III. tra gli edifici sacri pi„ interessanti della Spagna seicentesca.[77] Successivamente fecero la loro comparsa schemi centralizzati a KlimontŒw. dove Tielman van Gameren (1632-1706) costruƒ alcuni edifici tra cui la chiesa di San Casimiro (1688-1689) e quella di Sant'Anna (1689-1705). che gi‚ mostra una comprensione degli ordini architettonici. Gosty• ed in particolare a Varsavia.[63] Fino ad allora.Architettura barocca Anche in Polonia l'architettura sacra fu influenzata da Roma. lo stile.[79] Penisola iberica In Spagna. con maggior vigore. port• allo sviluppo di uno stile con caratteristiche proprie. a Lisbona oper• anche il celebre Guarino Guarini. costruito in buona parte da Juan de Herrera (1530-1597). Inoltre. la riconquista delle zone occidentali ed in particolare dell'Ucraina. I castelli invece risentirono dell'influenza francese: ad esempio il grande Palazzo di WilanŒw. allo stesso Herrera si deve il progetto della cattedrale di Valladolid. con pianta ellittica). che risultava immediantamente comprensibile anche per la popolazione meno istruita. le tendenze barocche si limitarono allo sviluppo dell'apparato decorativo. Solo nel corso del Settecento la Russia accolse. influenz• notevolmente l'architettura brasiliana e raggiunse il culmine nel Settecento. nella maggior parte dei casi. Ci• nonostante. che intorno al 1650 costruƒ la chiesa della Santa Maria della Divina Misericordia. si ricordano la collegiata di San Isidro a Madrid (iniziata dopo il 1629). in cui si avverte un rafforzamento dell'asse centrale e che fu modello per quella di Citt‚ del Messico. questo linguaggio. La transizione coincise col Barocco di Mosca.[64] Infatti. i canoni stilistici del mondo occidentale (si rimanda al paragrafo sull'architettura tardobarocca).[80] . Anche in Portogallo il Barocco giunse solo nell'ultimo scorcio del XVII secolo. tanto che a Cracovia i Gesuiti eressero la loro chiesa basandosi su quella del Ges„. soprattutto nelle chiese. Successivamente l'architettura spagnola del XVII secolo volse verso il Barocco. pi„ moderato rispetto a quello spagnolo. sotto Filippo II.

dove sorsero numerose residenze ispirate al modello francese. . il Rococ• aprƒ un secolo nel quale si verificarono rivoluzioni culturali tali da mettere in discussione gli ideali ed i valori maturati sino ad allora. in Austria Fu proprio in Francia che il Rococ• si svilupp• e si diffuse nel resto del continente. Questa corrente € riscontrabile nelle campagna piuttosto che nei grandi centri urbani. mentre le strutture portanti vennero alleggerite e la plasticit‚ delle superfici venne affidata al solo movimento ondulatorio delle pareti. per la leggerezza delle superfici murarie. Questa ultima fase si differenzia dal passato per l'adozione di una ricca decorazione. restando in auge fino ai primi anni dell'Ottocento. nella prima met‚ del Settecento si registra la costruzione di numerosi edifici in stile tardobarocco e rococ•. il fascino di Versailles resistette per• in gran parte d'Europa.[83] Muta il contesto storico: se il Barocco aveva avuto la funzione di esaltare il ruolo della monarchia e della Chiesa. sfociando nel [81] Churriguerismo . uno stile dalla decorazione esuberante che si diffuse soprattutto nel Settecento in Spagna e nell'America latina. con una distinzione dei locali in base al loro uso. dove invece sorsero le grandi cattedrali barocche di Citt‚ del Messico (1573-1667) e di Puebla (1551-1664). Lo stile interess• soprattutto le arti decorativi e l'arredamento. Architettura tardobarocca e rococ€ Bench† il Barocco sia essenzialmente legato al XVII secolo. Versailles cess• di essere il punto focale della nazione e la corte reale si trasferƒ di nuovo a Parigi. Abbazia di Melk. ma in seguito lo stile si diffuse soprattutto a S•o Salvador da Bahia ed a Minas Gerais. dei quali € opportuno dare alcuni cenni. Cattedrale di Citt‚ del Messico Il Brasile invece rest• dipendente dalla cultura portoghese. per la complessit‚ spaziale (gi‚ emersa peraltro in Borromini e Guarini) ed infine per l'intensa luminosit‚ in antitesi all'oscurit‚ barocca.Architettura barocca 22 America latina Influenzata dalle tendenze spagnole. in architettura fu accentuata la differenza tra ambienti interni ed esterni. l'architettura messicana si avvicin• al Barocco tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. una prima chiesa barocca sorse nel 1652 a Rio de Janeiro[82].

Chiesa di San Nicola in Mal‚ Strana Significativa € pure la chiesa di San Nicola in Mal‚ Strana a Praga. Monaco di Baviera Bernhard Fischer von Erlach cominci• sul finire del Seicento. la basilica di Vierzehnheiligen (1743-1772) e la Asamkirche di Monaco di Baviera (1733-1746). in Inghilterra (Blenheim Palace) e a San Pietroburgo (Palazzo d'Inverno. prima di essere ricoperti da una decorazione pittorica. mentre la facciata € convessa con il risalto. con due ali che si affacciano ciascuna su due cortili interni. di Johann Balthasar Neumann. Una fase pi„ esuberante si ebbe durante il regno di Elisabetta di Russia. altri esempi notevoli si ebbero a Dresda (Zwinger). costituita da Kilian Ignaz Dientzenhofer (1689-1751) dal 1703. tipico delle architetture medioevali. l'opera che pu• considerarsi il punto di svolta tra Barocco e Rococ• € l'Abbazia di Melk[84]. la chiesa di San Giovanni della Roccia a Praga (1727-1739).Architettura barocca 23 Tuttavia. Le cappelle di San Nicola sono sormontate da una sorta di matroneo. Nell'Impero russo questo stile fu importato dall'Europa Centrale attraverso il Barocco ucraino e dette origine. con affreschi di Giovanni . di Johann Lucas von Hildebrandt. Esternamente l'edificio ha una volumetria compatta. con una grande serliana che apre il segrato verso il territorio circostante. con cappelle laterali separate l'una dall'altra da pilastri ruotati di 45 gradi. presentano un ricco apparato decorativo. l'interno € a pianta longitudinale. tipico di alcune chiese italiane. tra i quali emergono lo scalone e la Kaisersall. con il cosiddetto Barocco elisabettiano. sulla scia dell'affermazione dei nuovi gusti. di due torri campanarie. Prandtauer apport• modifiche agli edifici lungo i cortili e edific• una chiesa con raffinati dettagli rococ•. Tuttavia il capolavoro del Rococ• € la Residenza di W‘rzburg[86]. che Johann Asamkirche. con la fondazione di San Pietroburgo. Quindi. nel quale furono sostanzialmente recepiti i canoni stilistici del mondo occidentale (Monastero di Aleksandr Nevskij). fu costruito il Castello del Belvedere. infatti l'abbazia si erge imponente su un'altura a ridosso del fiume. di Bartolomeo Rastrelli). gli ambienti interni.[85] Nelle stesse regioni furono innalzati imponenti palazzi. numerose altre chiese rococ• sorsero in gran parte dell'Europa centrale. di Johann Bernhard Fischer von Erlach (1656-1723): l'interno € uno spazio centralizzato preceduto da un atrio ellittico. ma conformato da una plasticit‚ tutta barocca. dai quali partivano. ampiamente rimaneggiata tra il 1702 ed il 1736 ad opera di Jakob Prandtauer (1660-1726). Poco dopo. il primo dei quali fu il Castello di Sch•nbrunn a Vienna. tra le quali si ricordano la chiesa di San Carlo a Vienna (1716-1740). al sobrio ed equilibrato Barocco petrino. archi a doppia curvatura. sempre nella capitale austriaca. Il complesso si apre attorno ad una cour d'honneur. ma ancora barocca per la posizione scenografica. Una fusione tra i temi del Barocco italiano e quelli Rococ• si riscontra nella Kollegienkirche[2] di Salisburgo.

[87] Di Juvarra si ricorda la Basilica di Superga e la Palazzina di caccia di Stupinigi. la corte borbonica mise in atto un ambizioso piano d'interventi nella capitale del regno.[91] Dopo la costruzione della facciata di San Giovanni in laterano. come piazza di Spagna.[90] Accanto ad esponenti della scuola locale. in cui si ravvisa. anzich† Scalone della Reggia di Caserta ad un'approfondita continuazione delle medesime. tra la vasta produzione di Bernardo Vittone si ricordano la Cappella della Visitazione del Valinotto. che introdusse modelli pi„ affini ai gusti classici. come Giovan Battista Foggini (1652-1737). che prest• la propria opera nella sfarzosa Villa Garzoni di Collodi. a Roma la cultura settecentesca port• ad una concreta e civile utilizzazione delle esperienze barocche. innalz• il prospetto della chiesa dei Girolamini e il Real Albergo dei Poveri a . chiamati a Napoli intorno al 1750. Palazzina di caccia di Stupinigi 24 Invece. il toscano Ferdinando Fuga. il Granducato di Toscana si distacc• dai modelli dell'architettura tardo-manierista. da ci• deriv• un progressivo mutamento dei gusti architettonici sotto il segno pi„ "classicista" dei due maggiori protagonisti: Ferdinando Fuga[93] (1699-1782) e Luigi Vanvitelli[94] (1700-1773). un ripiego su un linguaggio sterilmente accademico. l'estremo capito della stagione barocca a Roma coincise con la realizzazione della sagrestia della basilica di San Pietro in Vaticano. In particolare. la fase conclusiva del Barocco romano trova le sue realizzazioni pi„ importanti in alcuni interventi urbanistici. tuttavia. si contrappongono le concavit‚ della chiesa di Grignasco. in voga fino ad allora (unica eccezione di rilievo erano state alcune opere di Gherardo Silvani)[89]. Nell'Italia settentrionale l'architettura rococ• trov• i massimi esponenti in Filippo Juvarra (1678-1736) e Bernardo Antonio Vittone (1702-1770).Architettura barocca Battista Tiepolo e stucchi di scuola italiana. nel granducato lavor• anche il citato Filippo Juvarra. due opere costruite nell'area torinese nella prima met‚ del Settecento. costituito da una pianta ellittica da cui partono due ali a forma di croce di Sant'Andrea. allievo di Giovan Battista Foggini e autore della facciata di Santa Maria Maggiore e del Palazzo della Consulta a Roma. di Carlo Marchionni. la Fontana di Trevi e il porto di Ripetta. non a caso. la piazzetta di Sant'Ignazio. la residenza di Stupinigi € considerata l'opera pi„ originale di tutta l'architettura barocca e rococ•[88]: il complesso € formato da una serie di corpi di fabbrica che plasticamente si dilatano e si comprimono verso il nucleo centrale. indirizzandosi con maggior vigore verso un misurato stile barocco. Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento. Giovanni Baratta (1670-1747) ed altri. prima dell'affermazione dei gusti neoclassici.[92] A Napoli. presso Carignano e la chiesa parrocchiale di Grignasco. alle superfici convesse della cappella. Ad esempio. due edifici centralizzati dalle opposte conformazioni esterne: infatti. Nello stesso periodo.

nel capoluogo siciliano realizz• la chiesa di San Giorgio (1739-1775). attivo anche a Modica e Ragusa[96]. il cui riassetto fu studiato da Rosario Gagliardi (1698-1762). Qui. Giovanni Battista Vaccarini (1702-1768) contribuƒ alla riedificazione di Catania dopo il terremoto del 1693. tuttavia. Roma Scala elicoidale di Palazzo Barberini. Roma Chiesa dell'Assunta. se all'interno € evidente la ricerca di sfarzose scenografie di stampo barocco. Parigi . Roma Oratorio dei Filippini. definita come l'ultima grande realizzazione del Barocco italiano[2]. anticipando pertanto i temi dell'architettura neoclassica.[2] Il cammino attraverso le opere tardobarocche dell'Italia settecentesca si conclude in Sicilia. Torino La chiesa delle Donne. Roma Palazzo Montecitorio. Napoli Chiesa di San Giorgio. Certosa di San Martino. l'esterno appare pi„ misurato. Roma Palazzo Barberini.[95] Lo stesso terremoto caus• la ricostruzione di Noto. Roma Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. L'opera pi„ celebre del Vanvitelli € invece la Reggia di Caserta. Roma Chiesa di San Marcello al Corso. Ragusa Institut de France. dopo aver appreso l'arte del Borromini. caratterizzata da una svettante facciata dal notevole effetto plastico. restaur• la cattedrale di Sant'Agata e. Ariccia Cupola di San Lorenzo. 25 Altre immagini Chiesa di Santa Maria della Pace. edific• la chiesa della Badia di Sant'Agata ove manifest• il suo stile esuberante.Architettura barocca Napoli. esaltato anche dalla presenza di una scalinata che la collega alla piazza antistante.

p. cit. N.Schulz. De Fusco. p. La cupola vaticana. De Fusco. p. 305.. Hauser. Vers une Architecture. [10] R. Gioseffi. 353. Pevsner. Mille anni d'architettura in Europa. Storia dell'architettura dalle origini all'et€ contemporanea.. cit. intesi solo come termini convenzionali e sintetici (e pertanto imprecisi) di fronte ad concretezza e complessit‚ delle varie realizzazioni architettoniche. 405. [13] Ibidem. Architettura Barocca. manierismo spaziale oltre il barocco. 340. cit. € stata sostenuta da illustri studiosi. p. cit. Architettura Barocca. 1970. 12.Schulz. De Fusco. A. [39] C. Vogel. 283. 157. Honour.Schulz. p. Norberg . Storia dell'architettura europea. cit. Vogel. p. Norberg . R. Mille anni d'architettura in Europa... Trieste 1960. p. Pevsner. p. R.Schulz. [7] R. Architettura Barocca. Architettura Barocca. De Fusco. cit. Mille anni d'architettura in Europa. p. Architettura Barocca.. Ibidem. p. pp. La prima architettura barocca.Schulz. cit. [37] Ibidem.. Bari 1998. Atlante d'architettura. [38] N. p. Fleming. cit. [17] R. Muller. 351. Ibidem. 399. p. Storia sociale dell'arte. p. 177. Si veda per esempio: Arnaldo Bruschi. Monaco di Baviera Chiesa di San Giuseppe.. Pevsner. p. R.. Le Corbusier. p.. Vogel.Architettura barocca 26 Reggia di Versailles Cappella della Reggia di Versailles Theatinerkirche. [11] N. p.Schulz. Mille anni d'architettura in Europa. Pevsner. 150. Atlante d'architettura. Torino 1956. 367. pp.. cit. p. Torino 1981.Schulz. 95-96. Francesco Maria. cit. 1966. Mille anni d'architettura in Europa. C. p. 155. pp. che afferma in effetti una continuit‚ tra Classicismo (o Rinascimento). 175. [9] N. cit. H. 125. G.. Martellago (Venezia) 1998. Architettura Barocca. 339. L'architettura del manierismo nel cinquecento europeo... p.. cit. Ibidem. [16] D. cit. Ibidem. J. p. Dizionario di architettura. C. Borromini. Architettura Barocca.. Fleming. cit. R. Parigi 1934. De Fusco. Architettura Barocca. Manierismo e Barocco. De Fusco. G. Dizionario di architettura. H. voce Rococƒ. Questa tesi. cit.. [8] Ibidem.. p. Honour. p. 177. cit. 180.. Brandi. 358. W. 137. 386. Dizionario di architettura. Honour. cit. 1978. Manfredo Tafuri. C. Mille anni d'architettura in Europa. p... 403. Muller. Laterza. 431. p. Bari 1999. cit. voce Richini. Mille anni d'architettura in Europa. 122 Ibidem. Fleming. Pevsner. G. De Fusco. C. Atlante d'architettura. R. p. [12] W. J. 147. 390. Storia dell'architettura europea. Rozzano (Milano) 1997. De Fusco. H. p. J. 13.Schulz. volume II. 154. voce Barocco. De Fusco. Norberg . Bari. Tavole e testi. cit. C. 423. Norberg . KlimontŒw (1643) Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] N. [15] Ibidem. Norberg . R. C. p. Norberg . C. Norberg . 122-125. p. Muller. cit. [14] C. p. Mille anni d'architettura in Europa. [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] [29] [30] [31] [32] [33] [34] [35] [36] W. . p. 409. 144. Norberg . Mille anni d'architettura in Europa.

p. Fleming. Honour. [80] N. [90] www. . 203. voce Rococƒ. cit. Baldassarre. [92] C. Pevsner. Architettura Barocca. Pevsner.Architettura barocca [40] [41] [42] [43] [44] [45] [46] [47] [48] [49] [50] [51] [52] [53] [54] [55] [56] [57] [58] [59] [60] [61] Ibidem. [77] Ibidem. it/ arte-barocca/ arte-barocca-architettura. Architettura Barocca. 161-164. pp. 44.. Pevsner. voce Messico. 1997. Pevsner.. voce Fuga. 202. C. 438-448. Pevsner. 446. voce Italia.. 199-200. p. p.. voce Barelli. p. 191. Dizionario di architettura. p. Luigi. J. Agostino. html). [74] Ibidem. J. H. voce Russia. Blunt. H. p.. [82] Ibidem. cit.. [65] Ibidem. [71] Ibidem. Fleming. Storia dell'architettura europea. Dizionario di architettura. p. Honour. pp. voce Campen. de Seta. Dizionario di architettura. Il Barocco in Toscana (http:/ / www. 2002. Pevsner. p. Fleming. Storia dell'arte italiana. cit. p. Ferdinando. Ibidem.. [84] R. Architettura Barocca. [96] Ibidem. Fleming. cit. Fran„ois. cit. [85] Ibidem. Mille anni d'architettura in Europa. De Fusco. Norberg .Schulz. [87] Ibidem. 27 [62] N. voce Amato. voce Portogallo. Blunt. J. si vedano anche i giudizi di C. AA. p. Ibidem. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. pp. baroque. intoscana. N. [95] Ibidem. [75] Ibidem. [64] Ibidem. 183. php). J. pp. cit. de Seta. Francesco. Giuseppe e Cino. [76] N.it.. Dizionario di architettura. 186. Mille anni d'architettura in Europa. Norberg . Honour. voci Zimbalo. Fleming.it. Honour. voce Grimaldi. [72] Ibidem. De Fusco. 194. voce Vaccarini. Architettura Tardobarocca. 86. 183. Dizionario di architettura. voce Longhena... p. [89] C. Ibidem. Architettura Barocca. cit.intoscana. Honour. Sicilia barocca: architettura e citt€. H. [86] Ibidem. Fleming. Pevsner. Milano 1980. Architettura e citt€ barocca. Briganti. p. L'architettura barocca (http:/ / www. [68] R. Ibidem. Ibidem. [94] Ibidem. cit. p. Ibidem. Ibidem. p. p. Briganti. Honour. Giovanni Battista. Bertelli. J. Dizionario di architettura. J. Storia dell'arte italiana. 200.Schulz. Giuseppe. Milano 1991. Mille anni d'architettura in Europa. 195. 187. it/ intoscana2/ export/ TurismoRT/ sito-TurismoRT/ Contenuti/ Itinerari/ visualizza_asset. C. 196. 1610-1760. cit. 439. p.’URL consultato in data 17-09-2009. Honour.. Norberg . cit. N. Ibidem. cit.. [63] C.. C. J. 338. Rosario. 425-436. cit. Fleming. [93] N. 397. voce May.Schulz. p. Fleming. 45. 164. H.. Dizionario di architettura. Architettura e citt€ barocca. Pevsner.Schulz.. 425. [67] N. A. J. cit. voce Brasile. Dizionario di architettura. G. Bertelli. Jacob van. [69] N. Dizionario di architettura. p. p. Architettura Barocca. 38.. H. De Fusco. C.. p. 78. H. Donzelli Editore. Ibidem.’URL consultato in data 17-09-2009. Honour.. p. 138. Giacomo. J. [66] Ibidem. H. p. Napoli 1978. Pevsner. turismo.. voce Gagliardi. Dizionario di architettura. Fleming. cit. 198..Schulz. 183-184. p. cit. cit.turismo.. G. [73] Ibidem. Fleming. [83] Ibidem. Francesco Abbate. Norberg . Norberg . cit. cit. A.baroque. Honour. Pevsner. [78] N. N. [81] Ibidem. Norberg . H. Honour. Hugh. html_894823325. cit. [70] C. N. voce Polonia. H. voce Mansart. 443. [88] Ibidem. R. p.VV. C. cit. p. 146. J. Pevsner. cit. H.Schulz. voce Vanvitelli. pp. [91] www.. p. p. [79] Ibidem. 357.

N. Torino. A. Harmondsworth. Bari. Bari.Schulz.C. La prima architettura barocca. Murat Cavallari. Atlante d'architettura. 1980. T. ISBN 8820319772 A. ISBN 8806130692 P. ISBN 8843524615 C. Norberg . 1970. Roma. Tavole e testi. Vogel. Honour. Laterza. Downes. C. Mille anni d'architettura in Europa. Paulsson. J. 1957.wikimedia. 1981. W. Einaudi. Milano. Pane. 1997. Napoli. 1998. 1998. 1956. Scandinavian Architecture. Dizionario di architettura. Laterza. 1957. Norberg . H. Bari. Rozzano (Milano). R. 1939. Storia dell'architettura dalle origini all'et€ contemporanea. G. A. Torino. Milano. Roma barocca. 1966. Laterza. Blunt. 1966. 1958. Architettura Tardobarocca. English Baroque Architecture.org/wiki/Category:Baroque architecture . Electa. Muller. Fleming. Storia dell'architettura europea. Martellago (Venezia).Schulz. 1966. ISBN 8842042951 K. Architettura dell'et€ barocca in Napoli. Voci correlate “ Barocco “ Arte barocca “ Architettura neobarocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Londra. 1999. Portoghesi. L'architettura barocca in Italia. Brandi. Torino. Pevsner. Storia sociale dell'arte. Hoepli.Architettura barocca 28 Bibliografia “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ G. ISBN 8842039306 N. Hauser. Pevsner. Forma urbana e architettura nella Torino barocca. Architettura Barocca. C. Argan. Art and Architecture in France 1500-1700. R. De Fusco. Londra.

conosciuta soprattutto come chiesa del Ges• o pi„ semplicemente come Il Ges•.Chiesa del Ges„ 29 Chiesa del Ges• Coordinate geografiche: 41”53•45‚N 12”28•47‚E41. architettura barocca 1568 1580 Sito ufficiale [2] Collegio Internazionale del Ges„ [3] La chiesa del Santissimo Nome di Ges• a Roma. € la chiesa madre della Compagnia di Ges„.89583”N 12.47972”E Chiesa del Santissimo Nome di Ges• [1] Facciata Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Anno consacrazione 1584 Stile architettonico Inizio costruzione Completamento Sito web architettura manierista. .

perch† fu costruita secondo lo spirito dei decreti del Concilio di Trento: € stata progettata a navata unica. erano stati disegnati da Nanni di Baccio Bigio. € considerata come una svolta importante nella storia dell'arte. I primi progetti della chiesa. Fu consacrata il 25 novembre 1584. Il Della Porta rielabor• il disegno della movimentata facciata e progett• la cupola. In quell'anno il cardinale Alessandro Farnese. gi‚ nel 1551. con due esigenze: “ una grande navata con un pulpito laterale. mentre Generale della Compagnia era Francesco Borgia che fu Generale dal 1565 al 1572. perch† l'attenzione dei fedeli fosse concentrata sull'altare e sul celebrante. che si affaccia su piazza del Ges„. L'interno . il progetto fu rielaborato da Michelangelo e poi dal Vignola (1568). fondatore della Compagnia di Ges„ ed attivo durante la riforma protestante e la successiva riforma cattolica. Costruire la chiesa era stato. Dopo la morte del Vignola il cantiere pass• sotto la direzione di Giacomo Della Porta fino al 1580. nipote di papa Paolo III. I lavori cominciarono solo nel 1568. per facilitare la predicazione. La chiesa del Ges„ € stata il modello per vari edifici di culto eretti dalla Compagnia del Ges„ in tutto il mondo. che si trovava sull'attuale sito della chiesa. Nel 1554. Papa Paolo III nel 1540 aveva autorizzato la costituzione della Compagnia di Ges„.Chiesa del Ges„ 30 Storia La costruzione della chiesa. un architetto fiorentino. “ un altare centrale per la celebrazione dell'Eucarestia. vicina alla sua residenza. All'epoca Paolo III viveva a Palazzo Venezia ed offrƒ ai primi gesuiti la cappella. I lavori furono diretti dal Vignola dal 1568 al 1575. richiesti da Ignazio. Ma per mancanza di mezzi finanziari i lavori della chiesa non furono iniziati durante la vita di Ignazio. costituƒ un fondo per la costruzione. un desiderio di Ignazio di Loyola. come la chiesa del Ges„ all'Ateneo di Manila.

fra musiche e luci. Essi rappresentano: “ l'Approvazione della Compagnia del Ges…. ametista. alabastro. Un punto della navata. L'altare dedicato a Ignazio di Loyola. con il quale la larga fascia inferiore € divisa da quattro coppie di paraste e chiusa in alto da ampie volute che conchiudono il tetto. L'affresco centrale della volta della navata. L'altare dedicato a Ignazio di Loyola . Il pittore Giovanni Andrea Carlone. cristallo).30 dietro la grande tela illustrata al fianco. dotato di uno Trionfo del Nome di Ges…. di Angelo de Rossi. colpisce per la sovrabbondanza di oro e di altri materiali preziosi (lapislazzuli. un presbiterio. Lo stesso Della Porta disegn• per Il Ges„ una facciata sovrastata da un timpano triangolare. vi lavor• come frescante negli anni (1673-1678). Le spoglie del santo riposano in un'urna in bronzo dorato. “ il Trionfo della Fede sull'Idolatria.Chiesa del Ges„ 31 Architettura. onice. opera di Giovan Battista straordinario effetto di prospettiva. contrassegnato con il monogramma • IHS – (le prime lettere del nome di Ges„ in greco). appare. di Jean-Baptiste Th†odon.[4] La cupola del Della Porta. Con questo progetto. Quattro gruppi scultorei circondano l'altare. Modello di questa chiesa (che si pone come punto di collegamento tra Classicismo. allievo di Carlo Maratta. Manierismo e Barocco) fu la chiesa di Sant'Andrea di Mantova costruita circa un secolo prima su disegno di Leon Battista Alberti. — opera di Andrea Pozzo. nella grande cappella dedicata al Santo. attivo pure nel vicino Palazzo Altieri. una grande statua dorata del Santo. € il Trionfo del nome di Ges… Gaulli detto il Baciccio di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio. pittura e scultura La chiesa presenta pianta longitudinale con una sola navata (secondo i dettami tridentini) coperta da una volta a botte. marmo. Ogni giorno intorno alle 17. ha un tamburo ottagonale. opera di Alessandro Algardi. affiancata da tre cappelle per lato. Sempre del Baciccio l'affresco della cupola. un artista gesuita e fu completato tra il 1696 e il 1700. sormontato da una cupola sull'incrocio del transetto (i cui bracci sono stati contratti sino a trasformarsi in due cappelle). Vignola volle favorire la meditazione individuale e la predicazione. indicano il punto ottimale per lo spettatore.

il momento a cui viene assegnato il nome ai bambini e. contributo personale dellƒautore. Con questi presupposti diventa impegnativo dare allƒopera una lettura rispettosa di una serie di elementi che guidano lo studio verso un giudizio pi„ unitario. “ la Religione che trionfa sull'Eresia. Con questo metodo € possibile accostarsi alla lettura delle opere dƒarte contenute nel ciclo iconografico francescano della Cappella del Sacro Cuore nella chiesa del Santissimo Nome di Ges„ in Roma. di fattura decisamente pi„ sobria. tecniche utilizzate per la composizione. Ciclo iconografico francescano nella Cappella del Sacro Cuore Quando ci si trova dinanzi ad unƒopera dƒarte. La pala di altare. Giovanni Andrea Carlone: Gloria di San Francesco Saverio L'altare maggiore della chiesa. La cupola € affrescata con la Gloria di San Francesco Saverio del pittore Giovanni Andrea Carlone. Sotto l'altare un reliquiario contiene il braccio destro del santo. Davanti alla cappella di Ignazio si trova quella di San Francesco Saverio. € del 1843. solo dopo aver analizzato lƒopera tenendo conto di questi criteri si pu• dare spazio alle impressioni personali suscitate nel soggetto. la tela richiama il tema del "Santissimo Nome di Ges„". in questo modo. attraverso. oltre quelle qui segnalate. riportato in Italia nel 1614 su ordine del generale Claudio Acquaviva. di Bernardino Cametti. di Antonio Sarti. corrente artistica. invece. . tanto pi„ perch† alcune delle opere dƒarte prese in esame godono di numerosissimi studi.Chiesa del Ges„ 32 “ la Canonizzazione di Ignazio. Sono interessanti altre cappelle laterali fra le quali. Lo scopo verso cui vogliamo puntare lƒattenzione non € quello di affrontare in maniera dettagliata ciascun argomento. di Pierre Le Gros. raffigura la circoncisione di Ges„. organico e per alcuni aspetti oggettivo. dipinta da Alessandro Capalti. Questo lavoro si propone di tenere fede a queste coordinate: situazione storico. fu disegnata da Pietro da Cortona e Carlo Fontana. per gli ebrei. anche quella degli Angeli. La circoncisione € infatti. nellƒintelletto si costituiscono pensieri e giudizi in ragione del sorgere di emozioni e sensazioni che portano ad un'interpretazione soggettiva dellƒopera. contesto religioso e spirituale. motivi e fonti dƒispirazione. unƒanalisi sintetica ed essenziale cercheremo di fornire informazioni che appaghino lƒinteresse artistico e storico.culturale in cui unƒopera nasce e si sviluppa. Un meccanismo simile a quello dell'altare di San Ignazio permette di abbassare la tela per scoprire una statua del Sacro Cuore.

. La pianta della cappella € circolare. su commissione di Francesco Borgia (terzo preposito generale della Compagnia di Ges„. delle cui spese si fa carico una nobildonna: Olimpia Orsini. Prima che la cappella divenisse del Sacro Cuore. in quanto. nel 1920 la cappella diventa del Sacro Cuore. Cappella Sacro Cuore Lƒaltare € fiancheggiato da due colonne di marmo africano. Il ciborio € rivestito di marmo rosso greco intarsiato in pietre dure. viene situato un ovale del Sacro Cuore. opera di Baldassarre Croce (Bologna 1558 € Roma 1628). primo confidente della santa veggente. Nel 1599 la cappella realizzata dal Della Porta viene inaugurata e dedicata a San Francesco d'Assisi. sotto la pala dƒaltare delle stimmate vi era un piccolo gruppo marmoreo raffigurante Sant'Anna e Maria Bambina di un gusto molto raffinato. poi proclamato santo) si iniziano i lavori di costruzione di una cappella sul lato destro del transetto della chiesa del Santissimo Nome di Ges„. al posto della pala dƒaltare raffigurante San Francesco che riceve le stimmate e due tele con Santa Chiara e Santa Elisabetta d'Ungheria che la fiancheggiavano. intervallati da teste di cherubini. nella volta. sono raffigurati i quattro Evangelisti e quattro dottori della Chiesa: Ambrogio. riproduce lƒapparizione del Sacro Cuore. ai lati due statue di bronzo di Santa Margherita Maria Alacoque e San Claudio La Colombi†re.Chiesa del Ges„ 33 La Cappella del Sacro Cuore gi‚ di san Francesco d'Assisi Note storiche ed artistiche Nel XVI secolo. nella spezzatura del timpano due angeli sostengono il monogramma del nome di Ges„. Agostino. Girolamo e Gregorio Magno. di cui il committente portava il nome e nutriva una profonda devozione. ora poste nella Cappella di Santa Maria della Strada sul lato sinistro del transetto. primo dipinto in Italia dopo le apparizioni a santa Margherita Maria Alacoque. il paliotto. in malachite con fascia in rosso e bassorilievo dƒargento.

San Francesco ammansisce il lupo di Gubbio. contemporanea della riforma gesuitica. alcuni su tela altri su tavola. Unƒattenzione particolare merita il fatto che la figura di Francesco dƒAssisi. bisogna risalire ad altre motivazioni pi„ profonde. inoltre nel periodo in cui queste opere sono state eseguite. si presentava sia alla Chiesa cattolica che al mondo protestante come paradigma di vita cristiana. segno evidente di questo legame € il modo con cui sono raffigurati i frati nei dipinti. Nella vita di Ignazio poi si riscontra una attenzione particolare verso lƒOrdine francescano. fondatore della Compagnia di Ges„. 34 San Francesco si spoglia e rinuncia ai suoi beni Per capire quali siano stati i motivi che hanno spinto alla collocazione di scene della vita di San Francesco nella chiesa del Ges„. se guardiamo alla vita di Ignazio di Loyola. Innanzitutto. la Riforma cattolica. il suo confessore. San Francesco appare ai frati in un carro di fuoco. ci accorgiamo che vi sono degli episodi riconducenti alla vita di Francesco dƒAssisi: spogliazione dai beni per abbracciare la povert‚ estrema. sulla volta dellƒatrio dƒingresso.[5] Unƒultima annotazione va fatta in merito al legame di questo ciclo francescano con la riforma cappuccina. raffiguranti alcune scene della vita di San Francesco. non ci si pu• fermare di fronte al fatto che il committente delle opere portasse il nome di Francesco e nutrisse una profonda devozione verso lo stesso santo. si trova un affresco poco considerato a causa della sua ubicazione e che rappresenta San Francesco tentato sulla Verna. poi.Chiesa del Ges„ Ciclo iconografico francescano Sulle pareti perimetrali della Cappella del Sacro Cuore si trovano dei dipinti. e cio€ con la barba e con il cappuccio del saio pi„ allungato di quello degli abiti dei frati appartenenti ad altri rami dellƒOrdine francescano. . per il suo evangelismo radicale ma ortodosso e obbediente. conforme anche al concetto della pittura riformata che si concepiva come esercizio della virt„ della carit‚. ad esempio. San Francesco dinanzi al Sultano di Egitto. Iniziando dal lato destro dellƒatrio dƒingresso alla cappella abbiamo: San Francesco si spoglia e rinuncia ai suoi beni. ardore apostolico nel recarsi pellegrino in Terra Santa per la conversione degli infedeli. profondo zelo verso i pi„ poveri e bisognosi di conforto. la chiesa del Ges„ costituisce la chiesa madre dellƒOrdine dei gesuiti che ha dato alla stessa Riforma un contributo notevole e per alcuni versi decisivo. San Francesco appare a un Frate Minore. era un frate francescano del Convento di San Pietro in Montorio. e incarnava a perfezione il modello "dellƒeroe della carit‚". San Francesco predica agli uccelli. Pu• sembrare quanto mai insolito che in una chiesa retta dai padri gesuiti da secoli ci sia una massiccia presenza di opere iconografiche francescane. San Francesco muore sulla nuda terra.

artista appartenente alla famiglia Alberti di Borgo Sansepolcro. evitando di addentrarci nell'excursus storico degli studi riguardanti suddetto problema. Francesco sono suoi e il rimanente a olio € di Giuseppe Peniz e dƒaltri fiamminghi–[6] Da qui € sorto un problema che ancora oggi € trascinato in modo incerto e monotono. lo studio della loro attribuzione va avanti a stento dal 1642. spiritualit‚ Problema attributivo Attribuire a dei precisi autori i dipinti del ciclo francescano risulta essere un'opera ardua e coraggiosa. a proposito della vita del pittore fiammingo Paul Bril. infatti. Ci sembra opportuno dare un quadro dello stato attuale in cui versa il problema attributivo. arte. Altre perplessit‚ sorgono di fronte alla ipotesi che il ciclo francescano potesse ritrovare il suo autore in Paul Brill: alcuni rifiutano questa possibilit‚. se poi si pensa che egli avrebbe firmato le opere del ciclo allƒet‚ di circa ventiquattro anni. le incertezze aumentano perch† non ci sono sue opere coeve per poterle confrontare. tuttavia ci sono testimoni oculari che attestano ci•. questa notizia € inoltre confermata da Giovanni Baglione nel 1642. scriveva: •Gli uccelli e i paesi che sono nella Chiesa della Compagnia di Ges„ dentro la Cappella di S. di Durante Alberti (1538-1613). sebbene rimangono molte questioni aperte alla ricerca di nomi certi e definitivi. Riguardo agli altri sette dipinti gli studiosi si trovano dƒaccordo nellƒattribuirne la fattura ad artisti fiamminghi. come Gaspare Celio che ha lavorato nella chiesa del Ges„ e ne ha dato testimonianza scritta nella sua Memoria del 1638 dove scrive testualmente: „li paesi suoi (del ciclo francescano) di Paolo Brillo…. . quando Giovanni Baglione. Alcuni riportano il nome del fiammingo Maarten Pepijn (Anversa 1575-1642) seppure con incertezza riguardo alla sua fama poco diffusa e alle notizie frammentarie sul suo soggiorno in Italia e a San Francesco predica agli uccelli Roma.Chiesa del Ges„ 35 Storia. Rimangono del tutto incerti gli autori delle tele di Santa Chiara e Sant'Elisabetta e dellƒaffresco della tentazione di San Francesco sulla Verna situato sulla volta dellƒatrio dƒingresso alla Cappella del Sacro Cuore. Lƒunico quadro di cui attualmente si pu• definire con fondata certezza lƒautore € la pala delle Stimmate.

Infatti. “ Tommaso da Celano. chiesadelgesu. trasparenti tanto da sembrare quasi smalti. Chiesa del Ges…. Le vite de€ Pittori Scultori et Architetti. ma € lo spazio che si restringe e si concentra fino a trovare nella figura il suo punto focale. [5] Russo. Roma 1952.I. osservare il movimento dei personaggi. perch† poco carichi di olio e pi„ di vernice.Chiesa del Ges„ Brevi note sullo stile artistico Sarebbe interessante puntare lo sguardo su ciascuno dei dipinti per poterne studiare i particolari. “ Farrugia Mario S. traduzione di F.389. Societ‚ Grafica Romana. Il ciclo francescano nella chiesa del Ges… in Roma.. Ristampa anastatica. non € la figura che domina lo spazio col gesto dellƒazione. pp. 1999. cosƒ anche i vari paesaggi sono presentati con profondit‚. Russo.I. I quattro del Ges…. Dal Pontificato di Gregorio XII del 1572. € tipico dellƒarte fiamminga il gusto dellƒanalisi del particolare che risalta chiaramente nella tavola di San Francesco che predica agli uccelli. preghiera. . Roma 2001. 2001 III 247-260 (3627-3628). Il ciclo francescano nella Chiesa del Ges… in Roma.. “ R. a volte. senso atmosferico e con colori splendidi. riflessione. Roma 2002. ci limiteremo soltanto a dare uno sguardo dƒinsieme a tutte le opere. Bari 1999. “ Tommaso da Celano.44. Citt‚ del Vaticano 1995. Le figure e gli oggetti non trovano. per i fiorentini. 304. Storia. Committente e fruitori d'opera nella Roma del Cinquecento. p. Roma 2001. dove la minuzia con cui sono raffigurati gli uccelli € straordinaria. Assisi 1989. Edizioni ADP. org/ [3] http:/ / www. 36 Note [1] http:/ / toolserver. “ Dionisi Aurelio S. Bibliografia “ Giulio Andreotti. Dalla considerazione di ciascuna rappresentazione € facile trarre degli elementi che ci riportano decisamente ad attribuire ad artisti fiamminghi la fattura. Breve storia e illustrazione della chiesa-madre dei gesuiti III edizione riveduta e aggiornata da Gualberto Giachi S.. p. il loro giusto rapporto proporzionale per la mancanza di quella unit‚ e sintesi di visione San Francesco muore disteso sulla nuda terra che solo le leggi della prospettiva lineare potevano dare e che il pittore fiammingo ignorava. Trattato dei Miracoli. Infine. Roma 1642. 38. Casolini.I. in "La Civilt‚ Cattolica". La Madonna della Strada venerata nella Chiesa del Ges… in Roma. “ Lucas Thomas M. [6] Baglione. “ Pecchiai Pio. Rizzoli. Vita di San Francesco d€Assisi I e II. trarne il loro specifico e significativo messaggio. in "La Civilt‚ Cattolica". luminosi. ad esempio. 296. sembra che lƒarte fiamminga segni lƒinizio ad una sorta di ascetismo religioso o ad una astratta sacralit‚ ed alla frequenza di riferimenti simbolici. tav. Il progetto del "Ges…" di Roma. collegiodelgesu. 119. pag. org/ ~geohack/ geohack. Assisi 1989. Le camere di sant'Ignazio a Roma. “ Giovanni Sale. Mille anni d'architettura in Europa. net/ [4] R. php?pagename=Chiesa_del_Ges%C3%B9& language=it& params=41_53_45_N_12_28_47_E_region:IT-RM_type:landmark_source:dewiki [2] http:/ / www. Il Ges… di Roma. Il Ges… di Roma descritto ed illustrato. p. De Fusco. Nella rappresentazione dello spazio non avviene ci• che accade. In fino a€ tempi di Papa Urbano VIII nel 1642.. per quanto riguarda lƒispirazione e lo spirito. 1991 III 280-286 (3387-3388). 2005.

9042167”N 12.46‚E41. 1980. 37 Voci correlate “ “ “ “ “ “ Santissimo Nome di Ges„ Architettura manierista Architettura barocca Jacopo Barozzi da Vignola Piazza del Ges„ Arte della Controriforma Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.net/) “ Galleria fotografica (http://www. Padova.4937389”E Santa Susanna alle Terme di Diocleziano [1] Facciata di Carlo Maderno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Stile architettonico barocco Inizio costruzione Completamento 800 1603 .wikimedia.Chiesa del Ges„ “ Fonti francescane.Compagnia di Ges„ (http://www.collegiodelgesu.htm) Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano Coordinate geografiche: 41”54•15.org/).giovannirinaldi.it/page/rome/gesu/index.org/wiki/Il Ges„ (Roma) Collegamenti esterni “ Chiesa del Ges„ (Roma) . Italiano e Inglese “ Collegio Internazionale del Ges„ (http://www.chiesadelgesu.18‚N 12”29•37.

e attraverso il cardinale Cushing fu restituito in propriet‚ al monastero cistercense. Il complesso. Nel piano pastorale della diocesi di Roma. 38 Storia Nelle strutture della chiesa sono stati osservati resti di un edificio romano di epoca imperiale[2]. ottenuta qui La facciata attraverso passaggi non concavo-convessi. ora visibili attraverso la pavimentazione in vetro della sacrestia. ma gli spunti potrebbero essere stati importanti per gli allievi di Carlo Maderno. L'attuale facciata € opera di Carlo Maderno del 1603. Non si pu• ancora parlare di ricerca dell'infinito. La comunit‚ monastica cistercense femminile € proprietaria del complesso monastico e della stessa chiesa. Al contrario volendo si potrebbe leggere la facciata come un processo di rarefazione degli elementi architettonici dal centro all'esterno. in quanto al secondo ordine le semicolonne lasciano il posto a lesene molto meno rilevate. i resti di una casa romana del III secolo. La chiesa. assegnato dal 1937 a cardinali americani (per questa ragione € attualmente la chiesa nazionale dei cattolici statunitensi). poste agli estremi della facciata. fu fatta riedificare prima da papa Leone III. Altri scavi del 1990 hanno riportato in luce un sarcofago romano con dentro frammenti di intonaco dipinto. definita come il "primo esempio pienamente realizzato di architettura barocca"[3]. alcune intuizioni sembrano anticipare le ricerche barocche sul tema della visione e del rapporto con il contesto urbano. una sorta di anticipazione del tema della facciata sinusoidale borrominiana. Fu elevata a titolo cardinalizio sul sito delle case di Gabinio e Caio.Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano La chiesa di Santa Susanna € una delle chiese pi„ antiche di Roma. papa Sisto V ne fece la sede della comunit‚ monastica cistercense di san Bernardo (femminile). L'elemento che pi„ colpisce l'osservatore € il tema del graduale avanzare verso l'esterno della facciata nella sua parte centrale. mentre il timpano si conclude con un coronamento a balaustra che lascia intravedere il cielo. sotto la confessione (cio€ l'altare edificato sul luogo del martirio). Lo stesso processo si evidenzia in una lettura dal basso verso l'alto. . costituisce un momento di straordinaria qualit‚ nel passaggio complesso dal tardo Manierismo romano all'inizio del Seicento. la chiesa di Santa Susanna € prima di tutto una chiesa monastica e poi chiesa nazionale. Scavi del XIX secolo hanno effettivamente portato alla luce. situata nel Rione Trevi. ritorn• gradualmente in possesso del titolo cardinalizio. Descrizione Esterno La facciata di Santa Susanna. intitolata alla martire Susanna. tesi a rafforzare l'asse centrale del tempio. Dal 7 ottobre 1587. e poi completamente da papa Sisto IV nel 1475. Infatti. originariamente detta ad duas domos (cio€ presso le case di Gabinio e Caio) e in forma basilicale. nell'800. ma attraverso scatti successivi degli elementi strutturali. Al primo ordine si passa infatti dalle lesene singole e poco rilevate. espropriato con gran parte del convento dallo Stato unitario dopo il 1870. ad un primo avanzamento ottenuto con una semi-colonna e infine con l'accostamento di due semicolonne che delimitano il portale disposte in modo gradualmente emergente verso il centro.

l'abside semicircolare. pi„ piccola rispetto alla navata. Prima tastiera . rettangolare. invece. fatto realizzare nel 1596 dal cardinale Girolamo Rusticucci.[4]. Dietro l'abside della chiesa. Il soffitto. opera di Cesare Nebbia. con l'affresco Gloria di Santa Susanna nel catino. L'abside La cappella Peretti. € stata progettata da Marsilio Fontana di Melide. Nella sacrestia delle Monache cistercensi sono conservati gli affreschi del VII secolo riferibili alla primitiva chiesa paleocristiana e ritrovati durante gli scavi archeologici eseguiti negli anni 90 del secolo scorso[5]. Le pareti sono state completamente affrescate con Storie della vita di Santa Susanna di Baldassarre Croce nel 1595. Il coro.Grand'Organo Principale Flauto Bordone Ottava Flauto Decimaquinta Ripieno Voce Umana 8' 8' 8' 4' 4' 2' 5 file 8' . In fondo ad esso. con un soffitto in legno a cassettoni. fratello del pi„ celebre Domenico Fontana. separato da questa da una grata in ferro. invece. In essa vari dipinti. accoglie la pala Martirio di Santa Susanna. € situato il coro delle monache. a sinistra. opera del palermitano Tommaso Laureti. Organo Nella chiesa si trova un organo Ruffatti del 1965 a trasmissione elettrica con due tastiere e pedaliera concavo-radiale. Gli affreschi alle pareti sono attribuiti a Francesco Mezzetti (1676-1706). nel 1597 vi trov• la morte durante i lavori. fu fatto costruire da papa Paolo V. fra cui Il Martirio di San Lorenzo di Cesare Nebbia e il Battesimo di San Genesio di Baldassarre Croce. titolare della chiesa tra il 1570 e il 1597.Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano 39 Interno L'interno della chiesa € a navata unica con una cappella laterale in prossimit‚ della balaustra del presbiterio. L'altare maggiore. Sotto la chiesa e sotto il monastero delle monache cistercensi sono stati rinvenui mosaici e affreschi di ville romane del periodo imperiale. € a cassettoni dorati e reca al centro un'immagine della Madonna sormontata dallo stemma Rusticucci. Il presbiterio € diviso dalla navata tramite una balaustra marmorea.

Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano 40 Seconda tastiera .Espressivo Bordone Viola da Gamba Principalino Flauto a camino Sesquialtera Ottavino Ripienino Voce celeste 8' 8' 4' 4' 2 file 2' 3 file 8' Tromba armonica 8' Pedale Subbasso 16' Principale 8' Bordone Flauto Tromba 8' 8' 8' Unioni e accoppiamenti Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione Unione I 16' I II 16' I I 8' I I 4' I II 4' I II 16' II II 4' II I 8' P II 8' P I 4' P II 4' P .

Susanna). Norberg . Cassino 2003.html). Martellago (Venezia) 1998. org/ ~geohack/ geohack. Norberg . Firenze 2007. pp. Olschki Editore.html). 403-404 Voci correlate “ Santa Susanna (titolo cardinalizio) “ Architettura barocca “ Carlo Maderno Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. 377-386 Bibliografia “ M. [3] C. Architettura Barocca. Verona 1984. 359-376. Edizioni Ticino Management.edu/Thayer/I/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/_Texts/Titi/1763*/6. 223. Scavi e ricerche in Santa Susanna in Roma. numero 35. nella cultura. 486-487 “ F. pp. Firenze 1927 (http://penelope. v. 175. Arnoldo Mondadori Editore. p. I. Organi di Roma. Sculture e Architetture esposte in Roma. Le Chiese di Roma nel Medio Evo. v. 297-298 “ C. La parrocciale di Melide. Descrizione delle Pitture. nell'arte. Titi.demo04. I dipinti murali depositati nel sarcofago dell'area di Santa Susanna in Roma. [4] Mollisi.Schulz. Armellini. Leo S. Fronzuto. Architettura Barocca. 2007. Lugano 2007.soluzione-web. pp.html#S. pp. Atti del VII Congresso nazionale di Archeologia Cristiana. Un esempio di decorazione sistina nella chiesa dei Fontana. “ Giorgio Mollisi. 63. [5] Alessandro Bonanni. Roma 1763 (http://penelope. 46_E_type:landmark [2] Filippo Coarelli. "Svizzeri a Roma nella storia. in Giorgio Mollisi (a cura di).edu/Thayer/I/ Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/churches/_Texts/Armellini/ARMCHI*/2/Trevi. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni. pp. settembre-ottobre 2007. anno 8. “ G. 18_N_12_29_37. Martellago (Venezia) 1998. nell'economia dal Cinquecento ad oggi".uchicago. I. pp. 268-269 “ C. uchicago. pag. php?pagename=Chiesa_di_Santa_Susanna_alle_Terme_di_Diocleziano& language=it& params=41_54_15. La Parrocchiale di Melide.Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano 41 Note [1] http:/ / toolserver. ivi.asp?ID=3) sito istituzionale .Schulz. Maria Andaloro. Roma 1891 (http://penelope.org/wiki/Category:Santa Susanna (Rome) Collegamenti esterni “ Cistercensi di Santa Susanna (http://www. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX.it/Objects/Pagina.uchicago. Guida archeologica di Roma. H‘lsen.wikimedia.edu/Thayer/I/ Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/churches/_Texts/Huelsen/HUECHI*/2/S. Arte&Storia. p.

I lavori furono finanziati dal cardinale Alessandro Peretti di Montalto. nel rione Sant'Eustachio.47435”E Basilica di Sant'Andrea della Valle [1] Facciata di Carlo Rainaldi Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Stile architettonico Barocco Inizio costruzione Completamento 1590 1650 Sant'Andrea della Valle € una basilica di Roma. ampliando il transetto ed innalzando la cupola. Storia La basilica fu progettata e costruita da Giacomo Della Porta. il cardinale Pietro Francesco Galleffi cant• la messa. Il vicino Palazzo Valle diede il nome alla chiesa. ubicata in piazza Vidoni.[2] . Nel 1608 Maderno fu incaricato di completare l'edificio. All'inizio del XIX secolo papa Pio VII vi celebr• i funerali di Enrico Benedetto Stuart. nipote di papa Sisto V. Francesco Grimaldi.Basilica di Sant'Andrea della Valle 42 Basilica di Sant'Andrea della Valle Coordinate geografiche: 41”53•46‚N 12”28•28‚E41.89606389”N 12. Invece la facciata barocca fu aggiunta tra il 1655 e il 1663 da Carlo Rainaldi. e Carlo Maderno tra il 1590 e il 1650. quarto e ultimo pretendente giacobita al trono britannico.

sontuosa. perch† si ha una visione delle colonne "schiacciata". secondo quanto scrive Cesare Brandi nel suo libro Teoria del restauro. nipote di Alessandro. Le statue nelle nicchie sono di Domenico Guidi (San Gaetano e San Sebastiano) e di Ercole Ferrata (Sant'Andrea apostolo e Sant'Andrea d'Avellino). sebbene con alcune differenze: in particolare. Per cui nella facciata di Sant'Andrea della Valle il "fuoco fisso" era ottenuto e salvaguardato dalla larghezza della strada. La volta € a botte. Martirio di sant'Andrea e Sepoltura di sant'Andrea. affrescata. e non stupisce che Giacomo Puccini l'abbia scelta per ambientare il primo atto della Tosca (anche se la cappella Attavanti di cui si parla nell'opera € un'invenzione poetica). un punto di stazione dell'osservatore. maestosa. dovuti alla abbondante presenza di colonne e cornicioni con forte aggetto. Dello stesso scultore € l'angelo con la croce che adorna il ponte Sant'Angelo. fiancheggiata da otto cappelle laterali. perch† da quando € stata allargata la strada il "fuoco fisso" dell'osservatore € stato spostato. pur mantenendo una struttura ordinata ed elegante. alta. La tradizionale voluta di raccordo € assente nella parte destra. di Ercole Ferrata. La facciata per•. aggettanti. Due ulteriori cappelle laterali si affacciano sull'abside. L'interno della chiesa € fastoso e luminoso. L'interno . In travertino. mentre ai lati si hanno nicchie con statue e finte finestre. Si perde cosƒ tutta la bellezza plastica dell'intero complesso architettonico. fu realizzata dal 1655 al 1665 da Carlo Rainaldi che ampli• il progetto originario di Carlo Maderno. mentre nella parte sinistra € sostituita da un caratteristico angelo con l'ala alzata. com'era prima dei lavori stradali. Interno La pianta della chiesa € a croce latina con una vasta navata e un transetto poco pronunciato. di gusto tardo-barocco. l'originale finanziatore dell'opera. Lo schema planimetrico € riconducibile al modello della non distante chiesa del Ges„. ampia e ricca di ori e affrescata da Mattia Preti con il trittico Crocifissione di sant'Andrea. sottolineando cosƒ il forte ritmo verticale dell'edificio. La facciata € caratterizzata da marcati chiaroscuri.Basilica di Sant'Andrea della Valle 43 Descrizione Facciata La facciata. presenta due ordini di colonne appaiate e lesene corinzie. Vi si presume una distanza fissa limitata. I lavori per la facciata furono finanziati dal cardinale Francesco Peretti di Montalto. le cappelle di Sant'Andrea della Valle sono meno profonde e sensibilmente pi„ alte. Le due statue muliebri sopra la porta sono di Cosimo Fancelli. Al centro un finestrone sovrasta il portale. che era inferiore rispetto ad oggi. e non si ha pi„ lo stesso effetto delle colonne incassate. ha subito "figurativamente" un danno. al di l‚ della quale l'effetto previsto della facciata della Basilica non si produce pi„.

assisteva i martiri nelle prigioni. che divenne in seguito papa Urbano VIII. e per questo fu messo a morte da Diocleziano. Pietro. in quanto ritrae San Sebastiano. € la terza in altezza della citt‚ di Roma. Narra la leggenda che la matrona romana Luciana trov• il suo corpo proprio dove ora si erge Sant'Andrea della Valle. piuttosto rovinato. Cristoforo Stati. dedicata ai Lancellotti. Fervente cristiano. Gian Lorenzo Bernini. con storie di Sant'Andrea. dall'altro rende difficilmente distinguibile il La cupola meraviglioso affresco della cupola. tanto che lo Zampieri accus• Lanfranco di averlo spinto da un'impalcatura. la cui chiesa sorgeva dove ora si trova Sant'Andrea Della Valle. All'esterno. Sebastiano fu un valoroso soldato romano. se da un lato permette l'illuminazione sontuosa che caratterizza la chiesa. Terza cappella a sinistra La terza cappella a sinistra ospita un dipinto.Basilica di Sant'Andrea della Valle 44 Cappelle Cappella Lancellotti La prima cappella a destra si distingue per la qualit‚ delle sculture. con l'affresco dei pennacchi (o peducci) e del transetto absidale. eseguiti dal Domenichino tra il 1621 ed il 1628. eseguito da Giovanni De Vecchi nel 1614. c'era forte competizione. La cappella. Nel IV secolo venne eretta sul sito una piccola chiesa. La pala che orna l'altare € di Domenico Passignano (1616). preceduta solo da quella della basilica di San Pietro in Vaticano e dalla pi„ recente cupola della chiesa dei Santi Pietro e Paolo all'EUR. dopodich† fuggƒ a Napoli. realizzato da Giovanni Lanfranco tra il 1621 ed il 1625. . Fu allestita da Matteo Castelli dal 1604 al 1616 su commissione del cardinale Maffeo Barberini. Alla sua decorazione lavorarono dal 1609. Francesco Mochi e Ambrogio Bonvicino. e probabilmente in competizione. La cupola ritrae la Gloria del Paradiso. in numero di otto. entrambi appartenenti alla Scuola Carracci. mentre i pennacchi rappresentano i Quattro evangelisti. Il lavoro venne condotto in concomitanza. La presenza delle finestre. Cupola La cupola. che divenne meta di assidui pellegrinaggi. realizzata da Carlo Maderno. capitano dei Pretoriani sotto Diocleziano (280).[3] — molto luminosa grazie ad un ordine di finestre intervallate da semi-colonne. Secondo la tradizione. € opera di Carlo Fontana (1670). Tra i due artisti. Cappella Barberini La prima cappella a sinistra € dedicata alla famiglia Barberini. Venne giustiziato dagli arcieri: nell'iconografia cristiana € raffigurato trafitto da numerose frecce. il tamburo riprende il tema delle colonne binate della cupola di San Pietro. Il valore di questa opera € simbolico.

si trova l'organo a canne[4] della basilica. costruito nel 1909 da Carlo Vegezzi-Bossi e Guido Buccolini e restaurato nel 1964 da Leandro Buccolini e ancora nel 1975. realizzata nel 1905 da Enrico Caraffa.Espressivo Principale Viola Gamba Bordone Ottava Eolina Nazardo Silvestre Decimino Pieno 8' 8' 8' 4' 4' 2.3/5' 3 file Tromba Armonica 8' Oboe Viola Celeste Salicionale Tremolo 8' 8' 16' . Attualmente (2012).Basilica di Sant'Andrea della Valle 45 Organo Sull'ampia cantoria in controfacciata. Di seguito.Grand'Organo Principale Principale Dulciana Flauto Ottava 16' 8' 8' 8' 4' Flauto in Ottava 4' Duodecima Decimaquinta Ripieno Grave Ripieno Acuto Tromba Clarinetto Voce Umana 2. l'organo € a due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera di 32 ed € a trasmissione elettrica.2/3' 2' 1.2/3' 2' 3 file 3 file 8' 8' 8' Seconda tastiera . la sua disposizione fonica: Prima tastiera .

Il palazzo Della Valle .Basilica di Sant'Andrea della Valle 46 Pedale Contrabbasso Principale Subbasso Ottava 16' 16' 16' 8' Basso Armonico 8' Bordone Violoncello Flauto 8' 8' 4' Unioni e annullatori Unione I-II Ottava Grave I-II Ottava Grave I Ottava Acuta I-II Ottava Grave II Ottava Acuta II Unione I-P Ottava Acuta I-P Unione II-P Ottava Acuta II-P Altre note La Basilica ospita il sepolcro di Papa Pio II. ovvero viene legato al nome di un cardinale al momento dell'ordinamento. Titolo cardinalizio Dal 1960 Sant'Andrea della Valle costituisce un titolo cardinalizio.

org/ ~geohack/ geohack.it/page/rome/santandreadellavalle/index. p. corso Vittorio Emanuele. 24-26 Voci correlate “ Chiese di Roma “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.initaly. Note [1] http:/ / toolserver.vicariatusurbis. The Jacobite Heritage (http:/ / www.com/regions/latium/church/sandrea. Olschki Editore. Firenze 2007.giovannirinaldi. Organi di Roma. [4] * G.’URL consultato in data 13-07-2008. Scenografia teatrale La basilica teatina fa da scenografia al primo atto dell'opera lirica Tosca. Il palazzo.jacobite.Basilica di Sant'Andrea della Valle 47 Probabilmente il nome della chiesa si deve al Palazzo Della Valle. scritta da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica (basata su un soggetto di Victorien Sardou) e musicata da Giacomo Puccini alla fine del XIX secolo. film TV in diretta realizzato da Giuseppe Patroni Griffi.ca. nei luoghi e nelle ore di Tosca. Norberg . Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni. Architettura Barocca.htm) .org/wiki/ Category:Sant'Andrea della Valle (Rome) Collegamenti esterni “ La scheda della basilica sul sito del vicariato di Roma (http://www. 47435_E_type:landmark [2] www. scultore ed architetto legato a Raffaello) intorno al 1517. pp. Fronzuto. L'autore € Carlo Maderno (1614). 66 e 208. htm) “ Galleria fotografica (http://www. ca/ gazetteer/ Rome/ SAndreaValle. piazza distrutta per i Fontana del Maderno lavori di demolizione della spina di Borgo e la conseguente creazione di via della Conciliazione. 89606389_N_12. Martellago (Venezia) 1998. Nel 1992 ha realmente fatto da fondo per la messa in scena televisiva di Tosca. htm). presenta il nome del cardinale Andrea della Valle scolpito sopra il portone. [3] C. php?pagename=Basilica_di_Sant%27Andrea_della_Valle& language=it& params=41. al numero 101.asp?ID=916) “ (EN) Approfondimento molto sentito di June Hager (http://www.org/Ente. La fontana La piazza antistante la chiesa e che da questa prende nome € ornata da una fontana che proviene dalla scomparsa piazza Scossacavalli.Schulz. jacobite.wikimedia. che sorge accanto sulla stessa via. realizzato da Lorenzo Lotti (detto il Lorenzetto. Leo S.

realizzato da Salomon de Brosse dal 1617. php?pagename=Palazzo_del_Lussemburgo& language=it& params=48_50_54_N_2_20_14_E_region:FR-J_type:landmark . Dal 1958 € sede del Senato francese. Il frutteto. Il giardino (circa 22 ettari) venne aperto al pubblico per la prima volta nel 1778. Il giardino all'inglese fu aggiunto da Napoleone Bonaparte. La sua edificazione fu promossa dalla regina Maria de' Medici. L'edificio. Il Palazzo del Lussemburgo La fontana di Maria de' Medici Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. quando suo figlio Luigi XIII divenne maggiorenne e quindi cess• la sua reggenza. ha una pianta a U con un porticato al pian terreno e due ali laterali dove erano alloggiati gli appartamenti privati della famiglia reale.org/wiki/Category:Palais du Luxembourg References [1] http:/ / toolserver.wikimedia. circondata dai vasti Giardini del Lussemburgo. Nella parte ovest € presente una fontana voluta da Maria de' Medici stessa dall'impianto manierista.84833”N 2. org/ ~geohack/ geohack. ma qui il centro dello spiazzo € occupato da una grande vasca circolare.33722”E [1] Il Palazzo del Lussemburgo (Palais du Luxembourg in francese) € un palazzo di Parigi. Volle un palazzo in una zona allora periferica. ricorda sia Palazzo Pitti di Firenze (per l'uso del bugnato) sia una villa di campagna. Attorno si dispongono varie terrazze con filari di ippocastani e numerose statue.Palazzo del Lussemburgo 48 Palazzo del Lussemburgo Coordinate geografiche: 48”50•54‚N 2”20•14‚E48. importante esempio di architettura barocca francese. Presenta davanti al palazzo una vasta area semicircolare che assomiglia ad un anfiteatro. L'aspetto del palazzo. un'altra somiglianza con il giardino di Boboli. un po' come aveva fatto la sua lontana parente Caterina de' Medici con il Palazzo delle Tuileries. con seicento qualit‚ diverse di mele e pere. risale al 1650.

con un verticalismo riconducibile tuttavia al gusto gotico. Norberg . a nord-ovest di Parigi. org/ ~geohack/ geohack.15389”E [1] Il Castello di Maisons-Laffitte (Ch‡teau de Maisons-Laffitte in francese) € una residenza di campagna situata nel comune di Maisons-Laffitte.Schulz. Martellago (Venezia). Architettura Barocca. In alzato. impaginato mediante la sovrapposizione degli ordini architettonici. Electa. che sul retro formano due Veduta del castello semplici risalti. la parte centrale € caratterizzata da un avancorpo su tre piani. La pianta dell'edificio € rettangolare. delimitata da due ali non molto pronunciate. Il palazzo fu costruito tra il 1642 ed il 1646 su progetto di Fran…ois Mansart e rappresenta una delle pi„ significative opere del barocco francese.Castello di Maisons-Laffitte 49 Castello di Maisons-Laffitte Coordinate geografiche: 48”56•50‚N 2”09•14‚E48.94722”N 2. php?pagename=Castello_di_Maisons-Laffitte& language=it& params=48_56_50_N_2_09_14_E_region:FR-J_type:landmark_source:dewiki . ISBN 8843524615 Voci correlate “ Architettura barocca “ Jacques Laffitte Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia. Bibliografia “ C. 1998.org/wiki/Category:Ch‹teau de Maisons-Laffitte References [1] http:/ / toolserver.

Le Vau. i giardini furono progettati dal celebre architetto paesaggista Andr† Le NŠtre. l'architetto fu Louis Le Vau. un'opera teatrale di quest'ultimo fu inscenata durante la sontuosa festa di inaugurazione tenutasi il 17 agosto del 1661 alla presenza di Luigi XIV e rallegrata da una lussuosa cena organizzata da Vatel seguita da un imponente spettacolo pirotecnico.Castello di Vaux-le-Vicomte 50 Castello di Vaux-le-Vicomte Vaux-le-Vicomte € un castello situato circa 6’km a est di Melun e 55’km a sud-est di Parigi nel dipartimento francese di Senna e Marna nella regione dell'‰le-de-France. Quindici anni dopo Fouquet. Il castello ebbe una breve ma intensa stagione di feste e di eventi Un'incisione del XVII secolo raffigurante il parterre nella versione culturali. Edificato tra il 1656 e il 1661[1] su incarico di Nicolas Fouquet. Facciata sud del castello. affidando loro la realizzazione di quello che divenne il pi„ bel castello con giardino alla francese dell'epoca. divenuto ministro delle finanze di Luigi XIV. sovrintendente alle finanze di Luigi XIV. inizi• la ristrutturazione della tenuta. si assicur• la collaborazione di tre personaggi eccellenti. con il parterre Storia Nel 1641 l'allora ventiseienne Nicolas Fouquet. fra i frequentatori abituali vi furono il poeta originaria La Fontaine e il commediografo Moli€re. membro del Parlement compr• una tenuta sulla quale si trovava un modesto castello e situata alla confluenza di due piccoli fiumi tra le residenze reali di Vincennes e Fontainebleau. . degli affreschi e delle decorazioni interne si occup• Charles Le Brun con la collaborazione di Pierre Mignard e Pierre Puget. Le Brun e Le NŠtre.

Valmont di Milos Forman (1989) Eloise la figlia di D'Artagnan (La Fille de d'Artagnan) di Bertrand Tavernier (1994). Curiosit‚ Nel castello e nei giardini di Vaux-le-Vicomte sono state effettuate parte delle riprese di numerosi film [2]. Nel 1704 la famiglia Fouquet vendette Vaux-le-Vicomte al generale francese Claude Louis Hector de Villars. Le avventure galanti del giovane Moli†re (Moli†re) di Laurent Tirard (2007). la tenuta venne rinominata Vaux-Villars. La leggenda vuole che la caduta in disgrazia di Fouquet fosse causata dall'invidia del sovrano per la magnificenza del castello del suo sottoposto. Mania di grandezza (La folie des grandeurs) di Gerard Oury (1971). Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006). Il patto dei lupi (Le pacte des loups) di Christophe Gans (2001). . Ci• non toglie che la leggenda abbia giovato alla fama del castello e venga tuttora usata per magnificarne la bellezza. I visitatori 2: Ritorno al passato .(Les Couloirs du temps: Les visiteurs 2) di Jean-Marie Poir† (1998). dallo stesso Colbert che fu suo successore come ministro delle Finanze. Il re danza (Le roi danse) di G†rard Corbiau (2000). su incarico del sovrano. in realt‚ la sorte di Fouquet era gi‚ segnata ben prima dell'inaugurazione della sua residenza. la caduta in disgrazia di Fouquet in seguito arrestato e imprigionato.Castello di Vaux-le-Vicomte 51 Nel giro di poche settimane and• in scena un altro dramma.Operazione spazio (1979). L'Allˆe du roi (1995). poco dopo Luigi XIV eresse Vaux a ducato come riconoscimento per i meriti del proprietario. Ridicule di Patrice Leconte (1997). “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Les mariˆs de l'an deux (1971). Jean de La Fontaine di Daniel Vigne (2007). Vatel di Roland Joff† (2000).La maschera senza volto di Pitof (2001). Agente 007 . Visione d'insieme del Castello e dei giardini Ancora nello stesso anno Luigi XIV incaric• i tre artisti di ristrutturare il casino di caccia di Versailles. Vidocq . Les aristos di Charlotte de Turckheim (2006). La maschera di ferro di Randall Wallace (1998).Moonraker .

nacque da Paolo e da Caterina Fontana. php) Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. nel 1593. vaux-le-vicomte. com/ en/ histoire-chateau. cui venne affidato lo spostamento dell'Obelisco Vaticano che fu da lui compiuto nel settembre 1586. All'inizio degli anni novanta. Biografia Gli esordi romani Di origini ticinesi. gli subentr• come socio il nipote. La data di nascita € indicata dalle fonti antiche[2]. nel 1587 con l'erezione degli obelischi al Laterano e in Piazza del Popolo (lavori terminati rispettivamente nel 1588 e 1589). sempre all'ombra dello zio Domenico. Il cardinale Girolamo Rusticucci fin dal 1588 aveva deciso un radicale rifacimento della chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano che inizialmente fu avviato su progetto di Francesco da Volterra. nel 1592 fu assunto il Fontana e. a conferma del prestigio raggiunto. 30 gennaio 1629) € stato un architetto svizzero-italiano[1]. In quell'anno.org/wiki/Ch‹teau de Vaux-le-Vicomte Carlo Maderno Carlo Maderno (Capolago. anche negli anni successivi si specializz• in questo tipo d'intervento. di cui lo zio era Facciata della chiesa di Santa Susanna esecutore. form• una solida associazione e insieme al medesimo lavor• al palazzo Rusticucci. col Fontana. mentre il luogo di nascita € dichiarato dallo stesso Carlo in vari documenti notarili.Castello di Vaux-le-Vicomte 52 Note [1] Sito ufficiale . ottenne anche la cittadinanza romana insieme ai fratelli che a loro volta si erano stabiliti nell'Urbe. creando una vera e propria impresa di famiglia. investito dalle accuse di malversazioni da papa . in qualit‚ di coarchitetto. 1556 € Roma. com/ films. sorella dell'architetto Domenico. Il definitivo passaggio alla professione di architetto e ingegnere si consolid• nel decennio successivo.Storia del castello (http:/ / www. dalla scultura all'architettura. ma il trasferimento a Roma avvenne assai presto al seguito dello zio architetto: la prima menzione nota risale al 1576 allorch† ricevette un pagamento per lavori di decorazioni in stucco svolti nella chiesa di San Luigi dei Francesi. vaux-le-vicomte. Nel 1588 si occup• dello spostamento e della collocazione delle statue dei Dioscuri davanti al Quirinale e dell'erezione dell'obelisco davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore. Poi lo zio. Cominci• la sua carriera nell'industria del marmo. php) [2] Sito Ufficiale (http:/ / www. nelle maestranze ticinesi e anche il Borromini la seguƒ.wikimedia. L'iniziale attivit‚ di stuccatore era la tradizionale trafila. Divenne famoso soprattutto perch† autore della facciata e della navata longitudinale della basilica di San Pietro a Roma.

Nello stesso anno. ma ancora senza i campanili laterali).[7] 53 . per la regolamentazione del fiume Velino presso Rieti. che proseguƒ fino al 1613: si tratta dell'unico edificio noto interamente da lui progettato ed edificato. tanto che € stata definita il primo esempio pienamente compiuto di architettura barocca.Carlo Maderno Sisto V preferƒ trasferirsi alla corte di Napoli (e da quel momento il nome del Fontana non apparve pi„ nei documenti). riconducibile ad una croce latina.[3] Venne pure ricercato per consulenze ingegneristiche. Nel 1601 occup• un'abitazione di propriet‚ della Compagnia di San Giovanni dei Fiorentini. segretario del cardinale Pietro Aldobrandini. L'architetto ticinese risult• vincitore. sostituƒ il defunto Della Porta anche nella direzione del cantiere della Fabbrica di San Pietro. anch'esso a lui attribuito. priva dei campanili previsti nel progetto di Maderno e non realizzati per problemi strutturali. Questo intervento rappresenta una delle opere pi„ discusse e criticate della storia dell'architettura [5]: infatti. l'estensione della basilica. la sua prima opera autonoma. cappelle laterali. cosa tanto pi„ complicata in un cantiere che si protrasse a lungo fino al 1626. A partire dal 1598. bandendo un concorso tra vari architetti per completare la nuova chiesa. conoscendo anche variazioni in corso d'opera. ebbero corso i pagamenti relativi alla costruzione del palazzo romano di Asdrubale Mattei. fornite dal 1596 al 1602 e nel dicembre 1599 nell'ambito di una commissione per il contenimento delle inondazioni del Tevere. che gi‚ a partire dal 1598 lo aveva incaricato dei lavori di completamento della propria chiesa. possibile antecedente del San Carlino borrominiano tra il 1593 e il 1595. tutta compiuta sui cantieri e assai Facciata della basilica di San Pietro poco teorica ed accademica. loggia delle benedizioni) con la maggior fedelt‚ possibile ai progetti michelangioleschi. e insieme a Giovanni Fontana proseguƒ il gi‚ iniziato cantiere di villa Adobrandini a Frascati e progett• per la stessa famiglia un palazzo a Roma (poi Palazzo Doria-Pamphili): in quest'occasione venne a contatto con monsignor Giovanni Battista Agucchi[4]. ma pi„ in generale la sua formazione "pratica". come nel caso dei campanili che Paolo V volle eretti a fianco della facciata che era gi‚ stata realizzata (un'incisione del 1613 di Matteo Greuter ci mostra il progetto definitivo. sacrestie. Il cantiere interess• l'area del coro con creazione ex novo di una cripta a pianta ovale. anno in cui spos• Elisabetta Mariottini. tali lavori proseguirono fino al 1618 in collaborazione con Filippo Braccioli con cui costituƒ una "compagnia" dedita al commercio e al trasporto di materiali da costruzione.[6] Scrive Le Corbusier che "il reale scopo dell'edificio era la cupola: essa fu celata! La cupola aveva un rapporto coerente con le absidi: sono state celate". impedisce la visione ravvicinata della grande cupola. da molti considerata tra i suoi capolavori. In realt‚ cerc• di conciliare le nuove esigenze (pianta longitudinale. allontanandosi dal progetto cinquecentesco a pianta centrale a favore di una struttura a croce latina. in particolare per la basilica petrina. vedova dello scultore Giovanni Battista Della Porta. tra le polemiche di chi gli rimproverava non solo il tradimento delle idee di Michelangelo Buonarroti. colpisce per l'eccessiva larghezza. nel 1604 il nuovo papa Paolo V deliber• la definitiva demolizione della basilica costantiniana. per poi spostarsi al rivestimento "moderno" della navata e alla facciata del 1603. Sulla scia di questo intervento si pu• collocare quello per il prospetto del casino dell'Aurora di Palazzo Borghese (1611-1612). mentre la facciata. sempre con Giovanni Fontana. Nel 1602 subentr• a Giacomo Della Porta.

Esso presenta una forma ad H ed € privo della classica corte interna chiusa tra i quattro lati dell'edificio. anno in cui l'architetto morƒ lasciando la conclusione dell'opera a Gian Lorenzo Bernini. caratterizzato da un profondo atrio che si riduce costantemente in larghezza fino ad immettere in una sala ellittica. si occup• dal 1625 al 1628 dei restauri e dei rifacimenti nei cantieri della chiesa di Santa Maria Rotonda. ed il palazzo papale di Castel Gandolfo.Carlo Maderno 54 La maturit‚ artistica Nel 1603. Palazzo Barberini. prest• consulenza. vedova di Jacopo Zanni. La planimetria rimanda a quella della chiesa del Ges„ di Jacopo Barozzi da Vignola. Ne abolƒ il cortile. iniziata da Giacomo Della Porta nel 1591. Tra gli altri suoi lavori si ricordano la cupola della basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini. Il palazzo € preceduto da due ali laterali. mentre la navata € articolata mediante i pilastri laterali che scandiscono. che vi apport• notevoli cambiamenti. conferendo Interno di Sant'Andrea della Valle all'edificio l'aspetto di una villa urbana. il cortile di Palazzo Chigi-Odescalchi. I riscontri documentari permettono di suddividere i lavori nel tempo con sufficiente precisione: dal 1612 al 1613 completamento della navata e inizio del transetto e del coro. previsto in un primo progetto. nel 1620 presentazione del modello della cupola. la chiesa di Santa Maria della Vittoria. che inquadrano una sorta di cour d'honneur. . tra il 1608 ed il 1627. venne sepolto nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. la navata e la cupola della basilica di Sant'Andrea della Valle (all'epoca la seconda cupola pi„ alta di Roma dopo quella della basilica di San Pietro). parente dello stesso Maderno e che lavor• inizialmente come suo assistente. nel dicembre 1605. il forte ritmo verticale dell'edificio. Sant'Andrea della Valle si colloca tra le principali fabbriche della Roma barocca. da lui diretti fino alla fine dei suoi giorni. della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Campo Marzio e forse nei lavori di ampliamento di Palazzo Barberini. rimasto vedovo. negli anni 1623-1624 lavori sulla facciata (poi costruita su nuovo progetto di Carlo Rainaldi solo alcuni decenni dopo). spos• in seconde nozze Angela Calina. diresse il cantiere teatino della Basilica di Sant'Andrea della Valle. assieme alla cupola. Va segnalato che proprio per detta cupola fornisce alcuni disegni il Borromini entrato nel 1621 come scalpellino e scultore nella cerchia dei Maderno. Il movimento barocco della costruzione € evidente al piano terra. Avendo ottenuto la concessione di una tomba fin dal 1623. terminati nel 1619. avvalendosi ancora della collaborazione del Borromini. riscontrabili ad esempio nelle piccole cupole disposte attorno al centro della chiesa. Palazzo Mattei[8] e il Palazzo del Quirinale. centro nodale dell'intera costruzione. Alla costruzione del Palazzo Barberini partecip• pure Francesco Borromini. In particolare.[9] Dopo essersi sposato per la terza volta nel 1621 con Elisabetta Malucci da cui ebbe la figlia Giovanna Battista nello stesso anno. la sua articolazione rappresenta infatti "un grande passo avanti verso la continuit‚ e plasticit‚ barocche". a conferma delle sue capacit‚ ingegneristiche. ancora in societ‚ con Giovanni Fontana. dove fu successivamente inumato anche il corpo di Borromini. Malgrado i caratteri ancora convenzionali. per la realizzazione dell'acquedotto di Loreto. tutti a Roma. nel biennio 1626-1627 suo rivestimento in travertino. soprattutto nella facciata principale. il cui completamento fu promosso dal cardinale Alessandro Peretti. la cui ideazione € anteriore al 1629. sebbene con alcune differenze importanti: le cappelle laterali risultano essere meno profonde e sensibilmente pi„ alte.

Cafisch. in Spoletium. XVI. 55. Beltramme.Schulz.A. 156 e seguenti.Schulz. Eadem. Architettura Barocca. 1926. Note [1] [2] [3] [4] Carlo Maderni (http:/ / www. Lugano-Agno 1983. Paris Rˆunion des Musˆes Nationaux 1996. Ibidem. 1955. 31.XII-XXIII. Christoph Luitpold Frommel. 16-18 novembre 1994. IV. “ P. 24. Hibbard. Bernini and Pietro da Cortona. 1987. Carlo Maderno. 1981. roma. cultura. Carlo Maderno and Roman Architecture 1580-1630. 323-325. Klamt. info. ad vocem. “ R. 48. 41-47. Architettura Barocca. The Portrait of Agucchi at York reconsidered. Il Maderno nella valle spoletina e la sistemazione del Maroggia. 2004. Della Porta e Maderno a Palazzo Chigi. Il testamento di Carlo Maderno. Carlo Maderno. scultori. (edizione critica a cura di A. Rivista di arte. Il progetto di Carlo Maderno per la facciata e la piazza di San Pietro a Roma. C. 94. 20-23. “ Ugo Donati. Vers une Architecture. “ Antonino Bertolotti. 87. “ Giovanni Baglione. Sebastian Sch‰tze. 56. 88. 21.F. Le Vite de' Pittori. in Palladio. Aleph film / RTSI. 35. architettoticinese a Roma. Blunt. Prod. 32-38. “ Lione Pascoli. Giovanni Battista Agucchi e la sua cerchia. gennaio 1994. 1642. Carlo Maderno. l'emergenza del barocco. (a cura di) Olivier Bonfait. Zu einer Zeichnung aus der Werkstatt Carlo Madernos.Carlo Maderno 55 Filmografia “ Adriano Kestenholz. “ J. Allgemeines Lexikon der bildende K‘nstler. Arti grafiche Bernasconi S. I Barberini. Lefebvre. 307-309. Milano 1882. Schede spoletine. “ Mariusz Karpowicz. 1958. Silvia Ginzburg. it/ monumenti_dettaglio. 37. in Bollettino storico della Svizzera italiana. 66. “ A. Architettura Barocca. tesi di dottorato. Nuove ricerche su Giovanni Battista Agucchi. 151-158. 256-287. pp. Carlo Maderno. Rivista di arte. [5] [6] [7] [8] [9] Bibliografia “ Domenico Fontana. atti del colloquio €ll'Acadˆmie de France a Roma e alla Bibliotheca Hertziana. libro primo. architetti moderni. Roma 1730. di storia. in Journal of the Warburg and Courtauld Institutes. 56. p. CXXXVI. “ Antonio Mu˜oz. 1995. 66. Thieme . Martellago (Venezia) 1998. “ N. 85. “ M. in Strenna dei romanisti. 33. Lugano 1957. 273-291. 529-532. C. Storia dell'Arte.1090. 4-14. Roma 1642. The Palazzo Barberini: the Contribution of Maderno. Della trasportazione dell'obelisco vaticano et delle fabriche di Nostro Signore Papa Sisto V fatte dal Cavallier Domenico Fontana architetto di Sua Santit€. “ B. Norberg . Pascoli. 57. Toscano. XVI e XVII. in Poussin et Rome. Roma 1922. 1986. XXVIII. asp?ID_schede=7) C. 174. I. Martellago (Venezia) 1998. Marabottini. php) sul Dizionario storico della Svizzera Baglione. 175. 15.. p. in U. Martellago (Venezia) 1998. Artisti Ticinesi In Polonia nel '600. 36. 1959. 46. 119. in Nederland Kunsthistorisch Jahrbuch. 1730. Leipzig 1929.Schulz. Carlo Maderno: ein Beitrag zur Geschichte der rŠmischen Barockarchitektur. storia cultura. p. Becker (a cura di). 32. Le Corbusier. Vite de' pittori. . Parigi 1934. Scultori et Architetti dal Pontificato di Gregorio XIII fino a tutto quello d'Urbano VIII. p. 118-121. 143. M‘nchen 1934. in The Burlington Magazine. in Artisti lombardi a Roma nei secoli XV. hls-dhs-dss. ch/ textes/ i/ I11329. Eadem. 58. “ H. 42. 34. 1971. architetto idraulico. il Maderno e la Fonte i Piazza. 84. “ Idem. Domenico Basa. Perugia 1992. Norberg . Michel Hochamnn. Universit€ degli Studi di Pisa. 22. “ Giorgio Casella. in Spoletium. 137.Ch. Frosini. Roma 1590. I. Palazzo Mattei di Giove (http:/ / www. 86. New York 1971. 95. 21. ad vocem. "Fontana fatta in bogho alla catena". Metelli. VI. Norberg . “ G. ad vocem.

17-52. 7. Hibbard. Guerrini. 150-157.La casa studio di Carlo Maderno. Carlo Maderno in S. Carlo Maderno: architetto e ingegnere nella Roma barocca. in Kahn-Rossi. “ S. 2007. Arte&Storia. Carlo Maderno architetto delle acque. 329-341.A. 2006. in Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura. “ G. “ C. Carracci. La decorazione dei palazzi nel primo Seicento. 30-45. in Palladio.VV. La facciata di S. Carlo Maderno e il mono antico. Marco Franciolli (a cura di). 85-109. Maderno and Borromini: Plan and Section. 1995-1997. Carlo Maderno.in Studi romani. “ E. “ L. 1-2. 1998-1999.C. Silvestro "in capo di Roma" nel sec. 43-46. 118-123. in Architettura: storia e documenti. Vicioso. Marcucci. Benedetti. 36-37. XXXIII-XXXIV. Curcio. University Park (PA). Architettura Barocca. Idem. Rivista di arte. “ Nicoletta Marconi. “ J. 108-117. settembre-ottobre 2007. ad vocem. in H. Il giovane Borromini. Roca De Amicis. Sant'Andrea della Valle: un cantiere in eredit€'. Il rinvenimento della tomba di CArlo Maderno e di Francesco Borromini. Giovanni Ambrogio Magenta. in Basilica di S. La facciata maderniana: principi cadenze e caratteri. “ J. Dagli esordi a San Carlo alle Quattro Fontane. Scotti Tosini.Carlo Maderno e le maestranze ticinesi a Roma: il cantiere di San Giovanni de' Fiorentini. soria. 70-74. “ G. nella cultura.. nell'economia dal Cinquecento ad oggi. numero 35. Edizioni Ticino Management.Carlo Maderno “ A. 287-292. cultura. in Arte e Storia. 194-233. Pietro: note sul prolungamento della Basilica Vaticana. 67. Organizzazione e tecniche del cantiere per il completamento della Basilica Vaticana. in Ibidem.Schulz. in Jane Turner. Maderno: la Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma. aggiornata. catalogo della mostra di Lugano. “ M. Pietro: Maderno e la ricezione dei progetti michelangioleschi nel primo Seicento. Pietro. Roma 2006. 2001-2002. ad vocem. nell'arte. 31. Pallottino. Cinisello Balsamo 2001. 47. in Giorgio Mollisi (a cura di). Loi. Flaminio Ponzio e altri. Antinori. I. “ AA. in Palladio. 57-87. An Architectural Project in Renaissance and Baroque Sojournns in and out Italy. “ Edoardo Villata. Waddy. 1999. 1990. 1995-1997. “ Axel Christoph Gampp. 11. Biografia e bibliografia di Carlo Maderno. anno 8. Carlo Maderno in S. Carlo Maderno. in Spoletium. Caravaggio. a cura di A. 88-107. 14. 1992. “ H. Millon (a cura di). Londra 1996. La cattedrale di Bologna al tempo di Scipione Borghese arcivescovo. Milano 1999. Spagnesi. in Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura. Vicioso. “ P. 1999. in Dizionario Biografico degli Italiani (DBI). “ Axel Christoph Gampp. 2001 (inglese 1971. La fabbrica di S. 1992. “ A. Lugano 2007. 261-268. 311-323. 14. Svizzeri a Roma nella storia. Martellago (Venezia) 1998. 279-284. Mariano Comense 1999. VI e l'opera di Carlo Maderno. The Dictionary of Art. con bibl. Norberg . Pietro: restauri e conservazione. Lo "sportone" di Besagna. 25-30. 25-30. “ P. 56 . in Ibidem 2007. Note di cronaca della fabbrica di Maderno (1608-1628). 76-82.

it/enciclopedia/carlo-maderno_(Dizionario-Biografico)/) Gian Lorenzo Bernini Gian Lorenzo Bernini (Napoli.org/wiki/Category:Carlo Maderno Collegamenti esterni “ Committenze romane di Carlo Maderno (http://www.it/personaggi_dettaglio. 28 novembre 1680) € stato uno scultore. architetto e pittore italiano. Biografia Autoritratto .info.treccani. asp?ID_personaggi=5) “ Dizionario biografico Treccani (http://www. 7 dicembre 1598 € Roma.wikimedia.Carlo Maderno 57 Voci correlate “ Architettura barocca “ Domenico Fontana Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.roma.

Nel 1605 Pietro si trasferisce con la moglie e il piccolo Gian Lorenzo. in particolare realizzando l'altorilievo con Incoronazione di Clemente VIII nel 1611. progettata da Flaminio Ponzio. fu la costruzione della Cappella Paolina. in un continuo confronto e scambio di conoscenze ed esperienze. di grandi novit‚. un esempio di traduzione in termini scultorei dei valori della pittura devozionale contemporanea. sul fronte naturalistico. una tecnica quella di Pietro particolarmente attenta alla resa degli effetti pittorici. Altra impresa di Pietro che ebbe molta importanza nella formazione di Gian Lorenzo. di rivoluzioni vere e proprie. Il padre si era stabilito nella citt‚ partenopea per lavorare nel cantiere della Certosa di San Martino dove conobbe la moglie. La Roma dell'inizio del XVII secolo era una citt‚ che viveva un periodo di fervore di un mondo artistico eccezionale. . della pittura caravaggesca.Gian Lorenzo Bernini 58 Le origini Gian Lorenzo Bernini nacque a Napoli il 7 dicembre 1598 figlio di Pietro Bernini. come l'esplosione. tutte tecniche che il figlio utilizzer‚ nelle sue prime prove autonome. proprio in quegli anni. una popolana napoletana. destinata ad accogliere le tombe dei papi Paolo V e Clemente VIII. di soli sei anni. in cui Pietro partecip• insieme a una schiera di altri scultori e pittori al complesso progetto decorativo. i panneggi profondi. a Roma dove ottenne la protezione del cardinale Scipione Caffarelli-Borghese ed ebbe l'occasione di mostrare il precoce talento del figlio. un pittore e scultore toscano originario di Sesto Fiorentino (attualmente in provincia di Firenze). L'apprendistato e le prime opere Pietro Bernini. rientrato a Roma nel 1605 per lavorare nei cantieri di Paolo V Borghese. ma soprattutto citt‚ che ospitava artisti provenienti da tutta Europa. Il nome Roma: memoria di Bernini a via Capolecase. e di Angelica Galante. e di quella carraccesca su quello accademico e rispettoso della tradizione figurativa rinascimentale mentre quella rubensiana apriva la strada al barocco. il rilievo delle figure che aumenta nei personaggi in primo piano. realizz• in questo periodo quello che sarebbe stato comunemente riconosciuto il suo capolavoro. le barbe e i capelli resi con il traforo. il rilievo in marmo raffigurante l'Assunzione della Vergine nel battistero della basilica di Santa Maria Maggiore. Importante fu per il giovane Bernini la conoscenza dell'organizzazione di un cantiere collettivo (in futuro ne diriger‚ molti) e la fusione all'interno di un progetto architettonico e iconografico di scultura e pittura unite in un ambiente ricco di marmi policromi. a fianco del palazzo dove visse (1898) Il nome Gian pu• quindi ipoteticamente rappresentare una versione italiana del nome francese Jean con il quale pu• essere stato tradotto il nome dell'artista (anche noto in Francia come "Le Bernin") dalla prima critica.

come nell'opera detta Capra Amaltea nella quale l'artista adott• una particolare tecnica di invecchiamento del marmo. I gruppi borghesiani Con i quattro gruppi borghesiani. e i due busti-ritratto del Santoni nella chiesa di Santa Prassede a Roma e del Vigevano nella chiesa di Santa Prassede nella stessa citt‚. Gian Lorenzo ottenne una fama immediata. Ma ci• che colpiva e che affascinava gli osservatori e che fece ben presto di Bernini un mito della sua epoca era il virtuosismo. una pi„ libera interpretazione dell'arte ellenistica e nella figura di Plutone una ripresa delle cariatidi color pietra. degli effetti materici e . il primo esempio di fattiva collaborazione tra i due scultori. Le opere create dal solo Gian Lorenzo. invece. terminata nel 1615. il David. e ora al Metropolitan Museum of Art di New York. insieme ai gruppi delle „Quattro stagioni… commissionate da Leone Strozzi e destinate alla sua villa romana. l' Apollo e Dafne un'invenzione figurativa che sospende i due personaggi nell'attimo culminante dell'azione e del dramma. Si tratta di Enea e Anchise. € attratto nella loro orbita: un esempio di ci• che i contemporanei intendevano con l'espressione Ut pictura poesis. assoluto della scultura ellenistica in opere che imitavano alla perfezione lo stile antico. con qualche incertezza formale e delle citazioni dirette dalle opere di Raffaello come l'Incendio di Borgo. affrescate da Annibale Carracci nella Galleria Farnese. che lo tennero impegnato per cinque anni. rappresentando i massimi raggiungimenti del barocco. grazie a una quantit‚ di espedienti. A partire da "Enea e Anchise". Inoltre l'osservatore. La resa sensuale e realistica dei festoni di frutta ricorda le opere di Caravaggio possedute dal cardinal Scipione Borghese nella sua collezione. tre soggetti mitologici e uno biblico che dimostrano l'interesse antiquario del suo mecenate: il cardinale Scipione Borghese. di piccolo formato e con il vello reso naturalisticamente. Nella prima fase stilistica. Sono di questo periodo il "Putto con il dragone" e "Il Fauno che scherza con gli Amorini". Per le opere di questo gruppo € probabile che vi sia stato il consiglio paterno: seguono poi il Ratto di Proserpina. del Ratto di Proserpina (1621-1622). cio€ il punto culminante dell'azione. Si pu• affermare che in queste composizioni l'artista fissava un momento transitorio. il naturalismo estremo. fondendo le figure con lo spazio circostante. lo stile mostra un'evoluzione. sono La Capra Amaltea.tanto da far credere agli studiosi che la statua fosse d'et‚ ellenistica. della Collezione Contini Bonacossi di Firenze. bloccato nell'atto culminante del confronto con Golia. l'artista confess•. la capacit‚ di resa dei particolari anatomici. Il Bernini imita anche l'ultima fase della scultura di Michelangelo Buonarroti come rivelano il San Sebastiano della collezione Thyssen di Madrid e il San Lorenzo sulla graticola. naturalistici. affrescato sempre da Annibale Carracci nella Galleria Farnese. Bernini dimostra un interesse e un rispetto Apollo e Dafne. rivedendo uno dei suoi capolavori giovanili (l'Apollo e Dafne): "Oh quanto poco profitto ho fatto io nell'arte della scultura in un s‹ lungo corso di anni. gi‚ maturo.Gian Lorenzo Bernini 59 Le opere giovanili 1609-1617 Le prime opere del Bernini rivelano subito la grandezza del suo talento. ripreso in parte dal Polifemo. Anni dopo. mentre io conosco che da fanciullo maneggiavo il marmo in questo modo!" Gli studi pi„ recenti indicano nel gruppo dei due „Termini… di Priapo e Flora destinati ai giardini di Villa Borghese del 1615-16. del David (1623-1624) e di Apollo e Dafne (1624-1625). che non si vede ma che € implicito grazie ai gesti e all'espressione dell'eroe biblico.

con le armi poggiate. che circol• in seguito. Molto spesso usava fare uno schizzo sommario o una caricatura vera e propria. e ripristinando tutte le parti mancanti rendendole riconoscibili dalla scelta differente del marmo e dal diverso trattamento eseguito nella lavorazione. moglie di un suo allievo e amata dall'artista. ma anche che per ottenere il massimo effetto di naturalezza bisognava portare il soggetto verso un atteggiamento caricato. come dimostra il L'Ermafrodito restauro del cosiddetto Ares Ludovisi del 1627. aggiungendo un putto nelle sembianze di Amore. con drappi agitati dal vento e una cascata di riccioli. a partire dai due che ritraggono il cardinale Scipione Borghese. ignorando che quello era il tempo necessario a scolpire un busto esattamente identico. suo biografo e confidente durante il soggiorno in Francia. Ne € un esempio il busto di Scipione Borghese: poich†. che colgono il personaggio nel momento immediatamente prima del pronunciamento di una parola. dei personaggi pi„ importanti e influenti del suo tempo.’„ Alcuni ritratti sono legati ad aneddoti celebri su Bernini.Gian Lorenzo Bernini chiaroscurali. questo fece la fortuna di molti artisti. . in quanto: ƒ’Chi vuol sapere quel che un uomo sa bisogna metterlo in necessit‚. la novit‚ di gruppi scultorei che entrano in relazione con lo spazio circostante in maniera pi„ libera e articolata. servƒ a incrementare il mito della sua bravura e velocit‚ d'esecuzione. tra cui anche il Nostro. ma anche al rispetto della sua integrit‚ e della lettura filologica dell'opera. volti a un'interpretazione originale dell'ellenismo nelle creazioni come l'Ermafrodito del Louvre (in cui aggiunge un letto in marmo dall'effetto realistico a una statua antica). che era un acuto osservatore. con la bocca socchiusa e la camicetta aperta sul petto. immobilizzarlo in un qualsiasi momento della vita e in quel momento rappresentarlo. 60 I restauri Lo studio dell'antico per Gian Lorenzo fu alla base della sua formazione artistica: alcuni restauri ne indicano il gusto e gli intenti precisi. In alcuni casi Bernini fu costretto a fare ritratti senza il modello davanti come nel caso di Francesco I d'Este. Anche qui. Nel 1621 ottenne la Croce dell'Ordine di Cristo per aver eseguito il "Ritratto di Gregorio XV". viene restaurata dal Bernini come un Marte. dei regnanti. molto spesso idealizzati nell'aspetto e nell'espressione. la donna € colta di sorpresa. Allo Chantelou. Solo in quel modo si potevano evidenziare i difetti e le espressioni che pi„ caratterizzavano ogni personaggio. l'ignaro Scipione fu invitato a non posare per qualche giorno. L'opera. anche economica: per tutta la sua vita gli fu richiesto di eseguire i ritratti dei papi. diceva. finto e teatrale. L'episodio. Molti furono i capolavori tra i ritratti dell'artista come il ritratto di Paolo V Borghese del 1620. scolpiti nel 1632. erano importanti. dei nobili. era questo il segreto per rappresentare al meglio un carattere umano: fermarlo. di Richelieu ma le difficolt‚. per il Bernini. Il genere del busto-ritratto fece la sua fortuna. I ritratti Virtuosismo e imitazione del vero erano le doti che i committenti illustri richiedevano allo scultore. I potenti dell'epoca gradivano essere ritratti "all'eroica". durante il lavoro. Tra il 1630 e il 1635 realizza il busto-ritratto di "Costanza Buonarelli". il marmo mostr• un difetto. Bernini confid• di essersi ispirato alla ritrattistica di Raffaello. inoltre. una raffigurazione di Achille stante. sul tipo del ritratto di Bindo Altoviti. come soltanto Francesco Mochi nel 1605 aveva fatto con le statue per il duomo di Orvieto.

tanto da evidenziare l'estasi della santa. persuasivo e celebrativo. poggiato su basamenti marmorei con lo stemma barberiniano. tutte le statue sono posizionate sotto le logge contenenti le reliquie stesse. da lui considerato l'artista ideale per realizzare i suoi progetti urbanistici e architettonici. svincolandosi da ogni logica concatenazione. Il Papa voleva che il nuovo altare situato sopra la confessione fosse sormontato da un enorme baldacchino bronzeo. La zona attorno. Questo monumento si ispira alle tombe medicee di Michelangelo. tre giri di pieghe partono dal nodo sotto il braccio sinistro. che comprendeva anche il progetto della facciata e una statua che ritrae la santa in un momento di estasi. nel 1623. alla morte di Carlo Maderno viene incaricato dei lavori di completamento di Palazzo Barberini. fu collocato in posizione simmetrica rispetto a quello cinquecentesco di Paolo III Farnese. guidando lo sguardo verso la replica marmorea della sacra lancia. formata dai quattro piloni che sorreggono la cupola. per dare forma ed espressione alla volont‚ della Chiesa di rappresentarsi come forza trionfante. segna un ulteriore momento di cambiamento dello stile dello scultore. con uno spiccato carattere comunicativo. il papa del concilio di Trento. luci e ombre. attraverso delle opere spettacolari. La prima commissione barberiniana fu. L'innovazione iconografica sta a significare che anche la morte. In seguito user‚ sempre maggiormente l'espediente di utilizzare l'abbigliamento e i drappeggi come mezzo per sostenere un concetto spirituale in un gioco di rientranze e sporgenze. la scultura e l'urbanistica. animate da panneggi mossi. statue che sembrano dialogare con l'ambiente circostante. in luogo della consueta statua allegorica della Fama che scrive l'epitaffio. creando al contempo accentuati effetti chiaroscurali. doveva rappresentare la rinascita della Chiesa stessa e la sua rivincita morale e spirituale dopo la crisi del secolo precedente. Nel Longino. cantiere che nel frattempo era stato portato avanti da Borromini. Bernini in questo modo ha bloccato nel bronzo un'invenzione provvisoria. con tutto il suo carico di trionfo effimero. in tal modo il panneggio acquista vita autonoma. la statua di Santa Bibiana. Al centro uno scheletro. costruito tra il 1624 e il 1633. Sviluppato su quattro colonne tortili lungo le quali si dipanano racemi e motivi naturalistici. rende omaggio alla gloria del Papa. con un panneggio gi‚ barocco. anche dal punto di vista artistico. Fu eletto papa Matteo Barberini col nome di Urbano VIII. Nel 1627 comincia la costruzione del monumento sepolcrale di Urbano VIII: terminato molti anni pi„ tardi. e culmina con il globo e la croce: si ispira ai baldacchini effimeri utilizzati durante le Quarantore o altre cerimonie religiose. un altro protagonista del barocco romano. La scultura. un pontefice ambizioso. fu dedicata al culto delle reliquie con nicchie contenenti statue monumentali di santi: San Longino di Bernini. con la statua del Papa in cima in atto di benedire e con ai lati del sarcofago le figure allegoriche della Carit‚ e della Giustizia. Sant'Andrea di Francois Duquesnoy e infine la Veronica di Francesco Mochi. che dialoga con le pitture di Pietro da Cortona. che avevano nel teatro il loro denominatore comune: Bernini fu infatti un realizzatore di scenografie e opere teatrali molto apprezzate. cio€ colui che aveva iniziato la riforma della chiesa che si considerava conclusa proprio dal Barberini. nell'omonima chiesa. . “ Baldacchino di San Pietro “ Sepolcro di Urbano VIII Nel 1630. fondatore della Chiesa cattolica. riutilizzati poi nelle sue architetture. Il sodalizio artistico di Urbano VIII col suo artista prediletto trover‚ in San Pietro il suo luogo ideale: la basilica sorta sul luogo della sepoltura dell'apostolo Pietro. e che vanno oltre lo spazio fisico delle nicchie. con il quale comincia in questo periodo una stretta collaborazione. mosso ed espressivo. Doveva essere un'arte che fondeva diverse tipologie: l'architettura. rappresentata dallo scheletro.Gian Lorenzo Bernini 61 Il papato Barberini Il 1623 fu un anno cruciale per le sorti di Roma. Sant'Elena di Andrea Bolgi. nelle quali utilizzava ogni espediente possibile per stupire il pubblico con effetti illusionistici. amante delle arti e grande ammiratore di Bernini. reliquia conservata nella cripta sottostante. che sfocer‚ in seguito in accesa rivalit‚. termina con quattro volute che si incurvano a dorso di delfino sorrette da angeli.

Palazzo Montecitorio. subƒ anche l'umiliante abbattimento del campanile posto sulla facciata della Basilica di San Pietro. la prima delle sue fontane: un insieme di motivi classici e secenteschi in una fantasia del tutto barocca. con tanto di spettatori. a causa della crisi economica dello stato pontificio dopo la guerra di Castro e del ridimensionamento del suo potere in seguito alla pace di Vestfalia del 1648. Da questo momento alcune delle commissioni pi„ ambite finiscono ad artisti rivali del Bernini come Francesco Borromini che si occupa del rifacimento della Basilica di San Giovanni in Laterano e Carlo Rainaldi che costruƒ il Palazzo Pamphilj e cominci• l'edificazione della chiesa di Sant'Agnese in Agone in Piazza Navona. realizzato dal Bernini su commissione di Innocenzo X . I suoi detrattori lo consideravano un cattivo architetto dal punto di vista tecnico. un'opera che nei suoi valori estetici e culturali rappresenta uno dei fatti artistici pi„ importanti del XVII secolo. Con la successiva riconciliazione con il Papa si iniziava infatti in quegli anni uno dei periodi pi„ favorevoli per le meditazioni del Bernini che. 62 Il Pontificato di Innocenzo X Pamphili La fortuna dell'artista sembra fermarsi improvvisamente con la morte del suo protettore: infatti nel 1644 comincia il pontificato di Innocenzo X Pamphili. sulla scena. gi‚ Palazzo Ludovisi. nel rappresentare un evento estatico organizza lo spazio angusto di una cappella come uno scenario teatrale. Bernini. con l'angelo che la trafigge con un dardo. Quelle persecuzioni ingiuste ispirarono allo scultore uno dei gruppi pi„ felici e forti tra le sue opere: la "Verit€ scoperta dal tempo". Al 1642-43 risale la bellissima Fontana del Tritone. che fece incidere le stampe per le edizioni delle poesie latine del pontefice nel 1631. e si vendicarono. ma anche temuto e odiato per il potere quasi dittatoriale esercitato sul mondo artistico romano. In questi anni ebbe modo per• di realizzare anche uno dei suoi capolavori assoluti. intanto il Papa Innocenzo X dava al Bernini il suo appoggio e gli permetteva la decorazione (con marmi colorati e statue di putti) del braccio lungo della Basilica di San Pietro. rimasta per• incompiuta con la sola figura della "verit‚". molto pi„ austero.Gian Lorenzo Bernini Con Urbano VIII crebbe la fortuna del Bernini. i familiari del committente ritratti a mezzo busto e sporgenti da palchetti laterali. la Cappella Cornaro nella chiesa di Santa Maria della Vittoria con l'estasi di santa Teresa d'Avila. Basilica di San Pietro: la facciata (Carlo Maderno) con in primo piano il colonnato di Bernini Nel 1644 Bernini. e il gruppo centrale della santa. per problemi di statica e per la natura cedevole del terreno sui cui insistevano. che era stato rispettato. La santa ha un'attitudine talmente sensuale da far dimenticare a molti osservatori la natura mistica e spirituale dell'evento.

dove.Gian Lorenzo Bernini Inoltre gli permise nel 1644 di realizzare la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona a Roma. un'invenzione dal forte contenuto allegorico. Pietro termina l'apparato decorativo interno con la spettacolare macchina della Cattedra di San Pietro (1657-1666) situata in fondo all'abside. Sempre per la famiglia Chigi costruƒ due chiese: la Collegiata dell'Assunta ad Ariccia e la Parrocchiale di San Tommaso a Castel Gandolfo. e precede la piazza di forma ovale con due centri dati dalle due fontane a lato dell'obelisco. distrutto durante il fascismo. i palmizi e i muschi con le quattro statue allegoriche dei fiumi. utilizzando i colonnati che fiancheggiano la scalinata.Pietro terminano con la costruzione della Scala Regia. circondata da una corona di angeli volanti. Obelisco della Minerva Il sagrato € di forma trapezoidale. e con il Monumento equestre dell'Imperatore Costantino (1662-1668). che sottintende all'abbraccio della Chiesa. Progetta nel 1666 per la piazza di Santa Maria sopra Minerva L'Elefante Obeliscoforo (noto anche come Pulcin della Minerva) realizzato da Ercole Ferrata. torna un papa umanista. costituito da una fitta trama di piccole viuzze: il pellegrino che si recava alla basilica rimaneva cosƒ colpito dall'improvvisa visione che comprendeva la piazza. circondata da un porticato di ordine dorico. e di Francesco I d'Este nel museo Estense di Modena. la facciata e la cupola di Michelangelo Buonarroti. In seguito realizz•: il "Monumento di Suor Maria Raggi" a Santa Maria sopra Minerva. alla totalit‚ del suo popolo. un'opera di difficile interpretazione. uno spazio dedicato alle cerimonie religiose pubbliche. Le prime opere commissionate furono le statue di Daniele e Abacuc e l'angelo (del quale resta anche lo studio di Testa d'angelo) per la cappella Chigi in Santa Maria del Popolo (1655-1661) e le decorazioni della navata e del transetto. In S. che sceglie il nome di Alessandro VII nel 1655. simbolo dell'illuminazione divina. 63 Il Pontificato di Alessandro VII Chigi Con l'elezione di Fabio Chigi. La piazza si apriva improvvisamente all'interno di un quartiere. che come Maffeo Barberini trent'anni prima si circonda di artisti e architetti per l'esecuzione di ambiziosi progetti urbanistici. come simbolo della saggezza e della conoscenza della chiesa che sostiene l'autorit‚ papale e illuminata dalla sfolgorante apparizione della colomba stilizzata sulla finestra da cui proviene una luce intensa. con al centro un obelisco su un basamento di travertino che imita gli scogli. sorretta dalle state dei quattro Padri della Chiesa. impegnando in diversi cantieri Pietro da Cortona e Carlo Rainaldi. la Spina di Borgo. la "Verit€" custodito nella Galleria Borghese e i busti di Innocenzo X. All'esterno costruisce il colonnato ellittico. I lavori di S. custodito nella Galleria Doria Pamphilj. le rocce. un intervento urbanistico e architettonico. che materializza una simbologia tratta dalla Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna. l'ingresso ufficiale ai palazzi apostolici. corregge l'irregolarit‚ del muro. un reliquiario contenente la cattedra dell'epoca paleocristiana. . come la sistemazione della piazza del Popolo. intesa come istituzione ecumenica.

la Carit‚ e la Verit‚ sul davanti e la Prudenza e la Giustizia sul retro e a mezzo busto. un volto dall'atteggiamento eroico e idealizzato e una cascata di riccioli. a Roma. 64 Ultime opere Sotto il nuovo papa Clemente IX Rospigliosi. In questo periodo l'attivit‚ di Gian Lorenzo € incentrata soprattutto nella realizzazione di progetti architettonici come la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale. Nella chiesa di San Francesco a Ripa Bernini affronta nuovamente il tema dell'estasi nella cappella dedicata Estasi della beata Ludovica Albertoni alla Beata Ludovica Albertoni terminata nel 1674. anche per Alessandro VII costruƒ un sepolcro con l'aiuto dei suoi allievi. lo scultore esegue una serie di angeli portanti i simboli della Passione di Cristo da collocare lungo Ponte Sant'Angelo. in questo il Papa € assorto in preghiera e non ha l'atteggiamento risoluto: la morte non scrive sul libro. Bernini era ormai un artista di fama internazionale. Come per Urbano VIII. Il monumento presenta nel suo complesso un tono pi„ meditativo e intimistico e pu• essere letto come un invito a spendere il tempo della vita nella preghiera per far diventare la morte un semplice passaggio. commissionata da Camillo Pamphilij. e nel 1644 il ministro Colbert per conto del re Luigi XIV convinse il Papa a concedergli il suo artista prediletto e cosƒ il 29 aprile 1665 l'artista partƒ per la Francia. Fu accolto come un principe. dopo essersi reso conto che il suo stile non incontrava il gusto dei committenti francesi e i suoi progetti rimasero sulla carta. — l'epoca del pontificato di Clemente X che aveva beatificato Ludovica Albertoni nel 1671. Di queste opere. solo una € firmata dall' autore ed € ora collocata nella basilica di Sant'Andrea delle Fratte.Gian Lorenzo Bernini Nello stesso periodo amplia il Palazzo Pontificio al Quirinale. L'esperienza francese dur• per• pochi mesi. con la sua statua sul frontone concavo che sembra ascendere verso la cupola. di gusto pienamente barocco con un accentuato svolazzo del mantello. . scoprendo la porta che simboleggia il passaggio all'aldil‚. In San Lorenzo in Lucina nel 1673 viene collocato il Busto di Gabriele Fonseca. ma mostra la clessidra da sotto un enorme drappo di alabastro movimentato da pieghe amplissime che unisce le quattro figure allegoriche. Muore il 28 novembre del 1680. con l'intento tra l'altro di progettare la ristrutturazione del palazzo del Louvre. il 20 ottobre ritorn• a Roma. Cominci• a lavorare anche al Ritratto Equestre del Re che fu addirittura riciclato come soggetto classico. la sua reliquia viene posta nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Riuscƒ Altare maggiore di Sant'Andrea al Quirinale soltanto a completare il ritratto di Luigi XIV. a pianta ellittica e con l'entrata in corrispondenza dell'asse minore. che utilizza la fama di santit‚ dell'antenata per celebrare la propria famiglia. sulla cappella absidale € dipinta la scena dell'apoteosi del santo titolare. Diverso dal monumento per il suo predecessore. Il suo ultimo lavoro € il busto del Salvatore conservato nel convento di San Sebastiano fuori le mura a Roma. Ludovica apparteneva alla famiglia del cardinal-nipote Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni.

Bordeaux. Roma. National Gallery of Scotland Busto del Cardinale Escoubleau de Sourdis. San Francesco a Ripa Busto del Cardinale Melchior Klesl. Kunsthalle Busto dell'Arcivescovo Carlo Antonio dal Pozzo. Roma) Fontana del Leone (Canale Monterano. Roma) Fontana del Moro (piazza Navona. Museo e Galleria Borghese Beata Ludovica Albertoni. Mus€e d'Aquitaine Busto di Sir Thomas Baker. citt‚ vecchia di Monterano) Fontana della Barcaccia Sculture (in marmo ove non specificato) “ “ “ “ “ “ “ “ Angelo con la Corona di Spine. Mus€e du Louvre . Cattedrale Busto del Cardinale Alessandro Peretti Montalto. Londra. Parigi. Roma. RM. Roma) Fontana del Tritone (piazza Barberini. Wiener Neustadt (Austria). Roma) Fontana delle Api (piazza Barberini. Sant'Andrea delle Fratte Apollo e Dafne. Edimburgo.Gian Lorenzo Bernini 65 Opere Architettoniche “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Piazza San Pietro Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale Collegiata di Santa Maria Assunta (Ariccia) Palazzo Chigi (Ariccia) Santuario di Santa Maria di Galloro ad Ariccia Palazzo Montecitorio Palazzo Chigi-Odescalchi Palazzo Barberini Scala Regia in Vaticano Facciata della chiesa di Santa Bibiana San Tommaso da Villanova Monumenti “ Altare del Santuario di Nostra Signora della Misericordia (Savona) “ “ “ “ “ “ “ “ “ Baldacchino di San Pietro Sepolcro di Urbano VIII Sepolcro di Alessandro VII Cattedra di San Pietro Elefante Obeliscoforo Cappella Cornaro Altare del Santissimo Sacramento Cappella Raimondi Cappella Paluzzi Albertoni Fontane “ “ “ “ “ “ Fontana dei Quattro Fiumi (piazza Navona. Amburgo. Victoria and Albert Museum “ Busto del Cardinale Richelieu. Roma.

Versailles. Firenze. Siena. Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede David. Museo e Galleria Borghese “ Costantino a Cavallo. Roma.Gian Lorenzo Bernini “ Busto del Salvatore. New York. Chateau “ Busto di Paolo V. Duomo. "il Fauno che scherza con gli amorini" e i Santoni . Roma. Basilica di San Sebastiano. Roma. Roma. Roma. Spoleto. Roma. [opera rimaneggiata nel '700] Ratto di Proserpina. Museo di San Giovanni dei Fiorentini “ Busto di Costanza Bonarelli. Madrid. Duomo. Galleria Doria-Pamphilj (due esemplari) “ Busto di Luigi XIV. Siena. Chateau (giardini). Roma. Roma. Museo e Galleria Borghese Maria Maddalena. Chrysler Museum (altra vers. a Roma. San Lorenzo (Spagna). Museo di San Giovanni dei Fiorentini “ Busto di Antonio Coppola. Santa Maria della Vittoria Fauno molestato da cupidi. € controverso quale delle due sia autografa) “ Busto di Alessandro VII. Galleria Estense “ Busto di Gabriele Fonseca. Roma. Roma. Museo e Galleria Borghese “ Busti di Scipione Borghese. Roma. cappella del Voto San Girolamo. Museo e Galleria Borghese Estasi di santa Teresa d'Avila. New York. Modena. Cattedrale di Santa Maria Assunta “ La Capra Amaltea. coll. Firenze. San Lorenzo in Lucina “ Busti di Innocenzo X. cappella del Voto San Longino.Contini-Bonacossi San Sebastiano. Roma. Roma. Norfolk (USA). Versailles. Museo e Galleria Borghese Enea. Museo e Galleria Borghese Luigi XIV a Cavallo. Frick Collection (attribuzione incerta) Gian Lorenzo Bernini esegue anche "il Putto con il Dragone". collezione Chigi-Zondadari “ Busto di Antonio Cepparelli. Monastero dell'Escorial “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Busto di Luigi XIV. Anchise e Ascanio. Museo e Galleria Borghese (due esemplari) “ Busto in bronzo di Urbano VIII. Chiesa di Santa Bibiana Testa d'angelo. Roma. Roma. Metropolitan Museum of art La Verit‚. Basilica di San Pietro San Lorenzo sulla Graticola. Museo nazionale del Bargello “ Busto di Francesco I d'Este. Siena. portico della Basilica di San Pietro “ Crocifisso dell'Escorial (bronzo). Versailles. Roma. Galleria degli Uffizi. Chateau 66 “ Busti di Anima beata e Anima dannata. Collezione Thyssen-Bornemisza Santa Bibiana.

Roma Baldacchino (1624-33). Basilica di San Pietro in Vaticano. Basilica di San Pietro in Vaticano. Roma Gloria della cattedra di S. particolare Busto di Luigi XIV. Versailles Musei Elenco dei musei che contengono opere dell'artista: “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Galleria Borghese di Roma Musei Capitolini di Roma Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma Galleria Spada di Roma Museo San Giovanni de' Fiorentini di Roma Galleria degli Uffizi di Firenze Mus†e du Louvre di Parigi Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid National Gallery di Londra National Gallery of Art di Washington National Gallery of Scotland di Edimburgo Victoria and Albert Museum di Londra Kunsthalle di Amburgo . Santa Maria della Vittoria. Roma Fontana dei Quattro Fiumi.Gian Lorenzo Bernini 67 Galleria di alcune opere Estasi di Santa Teresa (1647-52). Basilica di San Pietro in Vaticano. Pietro (1656-66). Roma Tomba di Alessandro VII (1672-78).

Vita di Gian Lorenzo Bernini a cura di Sergio Samek Ludovici. Romana Societ‚ Editrice (1981) Banconota da 50. Laterza (1970) “ Walter Vitzthum. Te Roma Sequor (1981) “ Maurizio Fagiolo dell'Arco. La Nuova Italia (1981) “ Bernini in Vaticano catalogo della mostra a cura di Anna Gramiccia. Universit‚ degli Studi di Roma. New York. La chiesa di S. De Luca (1981) “ Gian Lorenzo Bernini: il testamento. Pietro da Cortona. Bulzoni (1967) “ Irving Lavin. Gianlorenzo Bernini. Bernini architetto. La scultura barocca (1958) “ Cavaliere Di Chantelou Bernini in Francia. Roma. Angelo: storia di un ponte. New York University Press (1968) “ Robert Wallace. Milano. Bari. Roma. la casa.. New York.000 lire italiane sulla quale € impresso l'autoritratto di Gian Lorenzo Bernini Autoritratto . Bernini architetto. nuova ed. Bernini and the crossing of Saint Peter's. Milano. Milano. Bernini. Bibliografia Testi di carattere generale: “ Luigi Grassi. Bergamo. “ A Bernini € stata intitolata una via nella famosa citt‚ del pesce Mazara del Vallo. Edizioni dell'Ateneo (1962) “ Howard Hibbard. Roma. Roma. Electa (1980) “ Irving Lavin. (1980) “ Franco Borsi. Fabbri (1971) “ Massimo Birindelli. Istituto di Fondamenti dell'Architettura. Penguin Books (1965) “ Franco Borsi. Istituto di arti grafiche (1944) “ Id. Pozza (1953) “ Valentino Martinelli. La machina heroica: il disegno di Gianlorenzo Bernini per piazza San Pietro. Time-Life Books (1970) “ Cesare Brandi. Bernini: disegni. Harmondsworth. Ed. Roma. Roma. traduzione e prefazione di Stefano Bottari (1946) “ Filippo Baldinucci. Andrea al Quirinale. Bernini. Cristina Acidini Luchinat e Francesco Quinterio. Bernini con la collaborazione di Angela Cipriani. La prima architettura barocca. Venezia.Gian Lorenzo Bernini 68 Curiosit‚ “ A Bernini € stato intitolato il cratere Bernini. Oxford University Press (1980) “ Valentino Martinelli. Firenze. Il barocco a Roma. “ Su alcune opere del Bernini € incentrato il romanzo Angeli e demoni di Dan Brown. sulla superficie di Mercurio. del Milione (1948) “ Luigi Grassi. Bernini pittore. Gian Lorenzo Bernini e gli angeli di Ponte S. Officina Edizioni (1967) “ Maurizio e Marcello Fagiolo dell'Arco. De Luca (1981) “ Renato Lefevre. Mondadori (1953) “ Italo Faldi. Danesi (1945) “ Roberto Pane. Roma. Milano. Il Bernini ad Ariccia e la "Piazza di Corte" dei Chigi. Bernini: una introduzione al gran teatro del barocco. Alinea (1981) “ Cesare D'Onofrio. Borromini. Firenze. la raccolta dei beni a cura di Franco Borsi. Bernini and the unity of the visual arts. Roma.1680. Bernini. Disegni del Bernini. The world of Bernini: 1598 .

2002. Napoli. ediz. a cura di Olivier Bonfait e Anna Coliva. Pizzi (1998) “ Irving Lavin.italiana: Roma. 1950-1990.(1985) “ Gian Lorenzo Bernini e le arti visive a cura di Marcello Fagiolo. Roma. “ Bernini e la pittura a cura di Daniela Gallavotti Cavallero. “ Bernini dai Borghese ai Barberini: la cultura a Roma intorno agli anni Venti € Atti del convegno (Roma. Milano. Milano. Vel‚zquez. Silvana edit. Electa. Edizioni Scientifiche Italiane (1995) “ L'ultimo Bernini 1665-1680. Laterza (2001) “ Gian Lorenzo Bernini regista del barocco (catalogo della mostra di Roma. “ Daniela del Pesco: Bernini in Francia. “ Carolin Behrmann: Die R‰ckkehr des lebenden Toten. (2004). Silvana Editoriale. Un€industria dell€arte. S. 17 € 19 febbraio 1999). “ A cura di Checa Cremades Fernando. Phaidon (ed. De Luca (1998) “ Gian Lorenzo Bernini: regista del Barocco. Milano. 1990) “ La collezione Boncompagni Ludovisi. Skira. Los Angeles.italiana: Bernini. Getty Museum. (2004). “ Andrea Bacchi e Jennifer Montagu (a cura di): Bernini and the birth of baroque portrait sculpture (catalogo della mostra di Los Angeles . Berlin: Akademie Verlag (2006) “ Philipp Zitzlsperger: Gianlorenzo Bernini. Berninis Grabmal f‰r Urban VIII. Barberini. 179-196 “ Arne Karsten: Bernini. in: Totenkult und Wille zur Macht. Luca Giordano.Gian Lorenzo Bernini “ Immagini del barocco: Bernini e la cultura del Seicento a cura di Marcello Fagiolo e Gianfranco Spagnesi. Quasar (1996) “ Alessandro Angelini: Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena.Vita di Giovan Lorenzo Bernini. Philipp (ed. Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft 2004. Istituto della Enciclopedia Italiana (1984) “ Gianlorenzo Bernini : new aspects of his art and thought a cura di Irving Lavin. Istituto della Enciclopedia Italiana (1982) “ Gian Lorenzo Bernini architetto e l'architettura europea del Sei-Settecento a cura di Marcello Fagiolo e Gianfranco Spagnesi. Milano. Istituto della Enciclopedia Italiana (1987) “ Jennifer Montagu. Donzelli (1998) “ Bernini scultore: la nascita del barocco in Casa Borghese catalogo a cura di Anna Coliva e Sebastian Sch‘tze. Gian Lorenzo Bernini e la sua cerchia: studi e contributi. Bernini e il Salvatore: la "buona morte" nella Roma del Seicento. Marsilio (1992) “ Valentino Martinelli. Algardi. Roma. 2007. Der SchŠpfer des barocken Rom. Peter. Roma. Milano. “ Tomaso Montanari: Bernini pittore (catalogo della mostra di Roma. the Sculptor of the roman baroque.H. Napoli. nuovi argomenti. Roma. Milano. Pennsylvania State University Press. Milano. Bari. The industry of Art (1989. Venezia. Salerno editrice. Beck 2006 (ed. M‘nchen: Hirmer Verlag 2002. 2008. Roma. La scultura barocca romana. Skira (1999) “ Maurizio Fagiolo dell'Arco. “ Schneider.Ottawa). 69 . catalogo a cura di Maria Grazia Bernardini e Maurizio Fagiolo dell'Arco. italiana. Die Papst. prefazione di Paola Barocchi. Roma. M‘nchen: C. Palazzo Barberini). Palazzo Venezia). L'immagine al potere . Palazzo Ruspoli). 1991) “ Rudolf Wittkower: Gian Lorenzo Bernini. Londra. Paul de Chantelou e il Journal de voyage du cavalier bernin en france. Die unruhigen Ruhest™tten der P™pste in St.und HerrscherportrŒts. lo scultore del barocco romano. Bernini e la fortuna dell€antico catalogo della mostra a cura di Antonio Giuliano (Roma. 2007. documenti e immagini a cura di Valentino Martinelli. Roman Baroque Sculpture. 2004. Electa Napoli. Zum VerhŒltnis von Bildnis und Macht. 2007). Bernini.): Bernini in Paris. Das Tagebuch des Paul Freart de Chantelou ‰ber die Reise des Gianlorenzo Bernini nach Frankreich. Pablo/ Zitzlsperger. Le Corti del Barocco.

Spinosi (1970). 79/84 (1967). Firenze. contributi: “ Valerio Mariani. Palombi. Le fontane in Piazza Navona. 65 (1955). 13 (1962). pp. 254-264 “ Rudolf Wittkower. pp. 44 (1981). Borromini e Bernini in Studi sul Borromini . Giovan Lorenzo Bernini a Rieti in •Archivi– n. I disegni del Bernini in •Commentari– n. Giunti (2009) Articoli. 13-24 “ Silvia Bordini. Capolavori noti e ignoti del Bernini: i ritratti del Barberini. 145 (1962).. 3 (1955). 21 (1958). (1970). Bernini's Death in •The art bulletin– n. 159-170 “ Antonia Nava Cellini. pp. pp. pp. pp. 49-62 e pp. 10 (1956). (1950) pp. Gianlorenzo Bernini: illusionism and mysticism in •Art history– n. 191 (1966). 1949. pp. 193-211 “ Frank H. 305-313 “ Cesare d'Onofrio. 38 (1953). pp. 23-45 “ Anthony Blunt. Roma. 158-186 “ Anthony Blunt. 256-287 “ Valentino Martinelli. The vicissitudes of a dynastic monument: Bernini's equestrian statue of Louis XIV in De artibus opuscula XL: essays in honor of Erwin Panofsky a cura di Millard Meiss. Aggiunte alla ritrattistica berniniana e dell'Algardi in •Paragone– n. Novit€ berniniane 3: le sculture per gli Altieri in •Commentari– n. pp. The iconography of action: Bernini's Ludovica Albertoni in •The art quarterly– n. 10 (1959). pp. pp. pp. Bernini and Pietro da Cortona in •Journal of the Warburg and Courtauld Institutes– n. 18-29 “ Rudolf Wittkower. il pittore e la pittura in Bernini pittore(catalogo della mostra di Roma.Gian Lorenzo Bernini “ Alessandro Angelini: Bernini. 2 (1966). pp. 32-52 “ Antonia Nava Cellini. Pietro in •Bollettino d'arte– n. 204-227 “ Rudolf Wittkower. 214-227 “ Armando Schiavo. Press (1961). Palazzo Barberini). Bernini's Barcaccia in •The Burlington magazine– n. 23-31 “ Angelo Sacchetti Sassetti. 54 (1972). pp. pp. 129-134 “ Valentino Martinelli. p. 133-154 “ Id. 140€146 e pp.22 (1955). 267-288 “ Giovanni Previtali. Il terzo braccio del Bernini in Piazza S. New York Univ. 34 (1949). pp. 1 (1978). De Luca (1970). saggi. pp. Bernini e il Pantheon: note sul classicismo berniniano in •Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura– n. The Palazzo Barberini: the contributions of Maderno. 223-248 “ Giulio Carlo Argan. (1953) pp. Novit€ berniniane: "Flora" e "Priapo". 3. Five new youthful sculptures by Gianlorenzo Bernini and a revised chronology of his early works in •The art bulletin– n. 181-189 70 . 53-84 “ Irving Lavin. Palladio e Bernini in •Bollettino del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio– n. 30-38 “ Irving Lavin.Atti del Convegno promosso dall'Accademia Nazionale di San Luca. 497-531 “ Valentino Martinelli. Note sulle sculture borghesiane del Bernini e Nuove note sul Bernini in •Bollettino dƒarte– n. 67-89 “ Armando Schiavo. pp. Una proposta ed una rettifica per Gian Lorenzo Bernini in •Paragone– n. di Innocenzo X e di Alessandro VII in •Studi romani– n. Il Costantino messo alla berlina o bernina su la porta di San Pietro in •Paragone– n. pp. Nel III centenario della morte di Gian Lorenzo Bernini: la Scala Regia e l'imperatore Costantino e La cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria in •L'Urbe– n. Bernini regista e scenografo in Studi in memoria di Luigi De Gregori a cura di Cristina Arcamone Barletta. Roma. Sommer. i due termini gi€ nella Villa Borghese a Roma in •Commentari– n. 106 (1964). Roma. 172-186 “ Italo Faldi. IV: Pietro Bernini e figli in •Commentari– n. Bargello). 310€316 “ Valentino Martinelli. pp. Il viaggio del Bernini in Francia nei documenti dell'Archivio Segreto Vaticano in •Bollettino del Centro di Studi per la Storia dell'Architettura– n. 55-58 “ Howard Hibbard e Irma Jaff†. Milano. Silvana Editoriale (2007) “ Andrea Bacchi et alii: I marmi vivi (catalogo della mostra di Firenze. pp. 4. pp. 33. isola dei Pamphilj. Contributi alla scultura del Seicento. 50 (1968).

441-478 “ Leonardo Benevolo. Rietbergen. 23 (1981).Gian Lorenzo Bernini “ Bruce Boucher. pp. pp. pp. 89/90 (1998). 44/45 (1983). 11-35 “ Irving Lavin. pp. Gianlorenzo Bernini and the colonnades of St. Le Bernin et son image du Roi-Soleil in "Il se rendit en Italie": ˆtudes offertes € Andrˆ Chastel (1987). Scritti in onore di Maurizio Fagiolo dell€Arco (2004). pp. pp.wikimedia. 184-192 “ Id. 101-145 “ Sandro Benedetti. treccani. 117 (1983).org/wiki/ Category:Gianlorenzo Bernini Collegamenti esterni “ Dizionario biografico Treccani [1] References [1] http:/ / www. 368-379 “ Carlo Del Bravo. l'allegoria a cura di Marcello Fagiolo e Maria Luisa Madonna (1985). 111-163 “ Ursula Schlegel. A vision come true: Pope Alexander VII. 27-43 “ Olga Raggio. Sul significato della luce nel Caravaggio e in Gianlorenzo Bernini in •Artibus et historiae– n. Bernini and the collection of Cardinal Flavio Chigi in •Apollo– n. pp. l'effimero. pp. Bernini e il completamento della Basilica di San Pietro in Metamorfosi della citt€ (1995). it/ enciclopedia/ gian-lorenzo-bernini_(Dizionario-Biografico)/ . Bernini und Guido Reni in •Jahrbuch der Berliner Museen– n. Peter's in •Mededelingen van het Nederlands Instituut te Rome–. pp. Alessandro VII. pp. 27 (1985). n. 73-87 “ Irving Lavin. pp. La metafisica del mondo nell'architettura di Bernini in Barocco romano e barocco italiano: il teatro. Bernini e le cappelle Chigi di Roma e di Siena in •Annuario dell'Istituto Storico Diocesano di Siena– (2001). The young Bernini in Studi sul Barocco romano. 7 (1983). 287-338 “ Alessandro Angelini: Il busto marmoreo di Alessandro VII scolpito da Gian Lorenzo Bernini nel 1657 in •Prospettiva– n. 69-77 “ Peter A.. 39-56 71 Voci correlate “ Monterano Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Bernini e l'architettura del Cinquecento: la lezione di Baldassare Peruzzi e di Sebastiano Serlio in •Bollettino del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio– n.J.

Nel periodo dal 1620 al 1621 come scalpellino realizz• la decorazione della loggia del pilone della Veronica (sud-ovest). casata del secondo marito della nonna e diventato un soprannome anche del padre. gi‚ soci del Garovo. da Giovanni Domenico Castelli. formandosi nell'orbita di Giovanni Andrea Biffi. documentato almeno dal 13 aprile 1619. tra i principali esponenti dell'architettura barocca[1]. forse nel cantiere del Santuario di Saronno. alcuni volti di cherubini dell'altare di San Leone e sopra le porte della cappella del Sacramento in San Pietro.Francesco Borromini 72 Francesco Borromini Francesco Borromini. per la sua profonda devozione a San Carlo Borromeo[3]. secondo altri. 3 agosto 1667). . suo lontano parente per parte di madre. le inferriate del coro e della stessa cappella del Sacramento. oppure. La prima attivit‚ a Roma Al suo arrivo a Roma. € stato un architetto svizzero-italiano. Il 2 novembre 1621 acquisƒ per una spesa complessiva Lo scalone di Palazzo Barberini a Roma di 155 scudi vari effetti lasciati dal defunto Leone. trov• ospitalit‚ presso un parente della madre. a partire dal 1628. Nel luglio 1623 fece lavori in travertino per il palazzo del Monte di Piet‚. Leone Garovo capomastro scalpellino sotto Carlo Maderno[4]. si trasferƒ ancora giovane a Milano Francesco Borromini. troviamo al cognome Castelli l'aggiunta del nome Boromino o Boromini. Da tale periodo di formazione durato dal 1608 al 1614. Iniziata la carriera di intagliatore di pietre. Biografia L'apprendistato a Milano Francesco nacque nell'attuale canton Ticino. capomastro. disegnatore d'inferriate e rinettatore di cere nella fabbrica di San Pietro. interpretato da alcuni come un omaggio alla famosa famiglia Borromeo. Borromini deriv• un insolito interesse per l'architettura gotica ed alcuni elementi compositivi derivati dalle opere di Ricchino riscontrati nelle sue prime opere architettoniche. ed Anastasia Garvo o Garovo. per il quale dal marzo 1621 inizi• a lavorare come primo assistente in Sant'Andrea della Valle fino al 1623. gi‚ a Roma. eseguƒ lavori al basamento della Piet‚ di Michelangelo. nato col nome di Francesco Castelli (Bissone. 25 settembre 1599 € Roma. nel cantiere petrino. anonimo ritratto giovanile presso lo zio materno con il quale cominci• il proprio apprendistato nella grande fabbrica del Duomo di Milano allora diretta dall'architetto Francesco Maria Ricchino. forse per distinguerlo dai numerosi artisti luganesi di nome Castelli[2]. Lavor• fino al 1626 come scalpellino. tra cui diversi marmi che us• per costituire una compagnia per il commercio di marmi e pietre con i lapicidi Bernardino Daria di Pellio Inferiore e Gerolamo Novi di Lanzo d'Intelvi. Cominci• a firmarsi definitivamente Francesco Borromini dal 1629 alla morte di Carlo Maderno. assumer‚ il cognome Borromini derivato da Brumino. a lui si riconducono gli angeli ad ali aperte che sulla lanterna sostituiscono i capitelli per le colonne binate.

al Bernini e a Pietro da Cortona risalgono le sue primizie architettoniche a Palazzo Barberini Alla morte del Maderno le sue attese di essere nominato architetto delle fabbriche portate avanti da questi. Capolavoro in questo palazzo € l'elegante scalone elicoidale. Al 1629 risale un suo intervento nella progettazione degli angoli smussati della cappella maderniana del Sacramento nella basilica di San Paolo fuori le mura. delegandogli di Il Baldacchino di San Pietro nella Basilica di San fatto la resa progettuale e strutturale delle proprie idee e disegni. Borromini)[5] 73 Il baldacchino in San Pietro A questa attivit‚ va collegato il suo ruolo nel contesto dell'impresa del Baldacchino di San Pietro (1624-1629). riscontrabile in particolari quali lo schiacciamento della balaustrata nella sua progressione verso l'alto. il suo compito consist† nell'allestimento delle basi (realizzate nel 1627) e nella ideazione e modellazione dei relativi ornati. Al 1631 risalgono pagamenti relativi a disegni in grande di tutte le centine. oltre che nella supervisione della decorazione scultorea. Nel 1634 si vide accogliere da parte del sodalizio dei Piceni l'offerta di presentazione gratuita per la chiesa romana della Madonna di Loreto. . lo conferm• quale primo assistente. vennero frustrate con la nomina a tale ruolo di Gian Lorenzo Bernini il quale.Francesco Borromini "Grazie a tutti per questa grande opportunit‚ di condividere le mie conoscenze con gli altri". piante. Lungo gli anni venti. acerbo allora di architettura. in cui l'esempio di Jacopo Barozzi da Vignola nel Palazzo Farnese di Caprarola e di Ottaviano Mascherino nel Palazzo del Quirinale viene sviluppato con un nuovo virtuosismo formale. forse intesa ad allontanare un pericoloso rivale). sempre accanto al Maderno. in collaborazione e rivalit‚ con Gian Lorenzo Bernini. cornici. inoltrata l'anno prima. Nel 1632 fu nominato architetto della Sapienza (su proposta del Bernini. fogliami ed altri intagli destinati al baldacchino. in cui si osserva la stretta simbiosi tra i due. pur riuscendo sempre a identificare l'opera dell'uno e dell'altro. (F. Pietro in Vaticano collaborazione che possiamo ammirare nel corpus di disegni relativi al citato Palazzo Barberini. in seguito si estese fino alle soluzioni architettoniche (ricevute e disegni sono di recente scoperta) che si estesero sugli anni fino al 1631-1633.

nascoste all'interno dal fregio in stucco sopra l'imposta della cupola. L'eccezionale complessit‚ strutturale € vista come un virtuosistico tentativo di rinnovare la tradizione imparata sul cantiere con riferimento a soluzioni adottate dal Richino per la chiesa di San Giuseppe a Milano. la cupola ovale fu rivestita con cassettoni di varie forme che rimpiccioliscono verso il centro in modo da aumentare l'impressione di altezza. dieci anni dopo la morte dell'artista. scritto tra il 1648 e il 1656 (ma stampato solo nel 1725) da padre Virgilio Spada. ideata intorno a forme triangolari[6]. enfatizzando la simbologia di "cielo". attenuando l'effetto scenografico pensato all'origine. dal nipote Bernardo Castelli in modo sostanzialmente fedele al modello originale. Nel 1640 l'oratorio venne benedetto. dedicata a San Carlo Borromeo. nello stesso anno vinse il concorso per l'Oratorio dei Filippini. aprendo quattro grandi nicchie attorno al setto murario in modo da creare un continuo e ondulato trapasso tra superfici concave e convesse. Facciata di San Carlino . che l'occup• tra il 1637 e il 1640 alla Casa professa e nella cui facciata alla convessit‚ della campata centrale dell'ordine inferiore corrisponde nell'ordine superiore la concavit‚ della nicchia. suo amico e collaboratore. Il convento fu organizzato intorno ad un minuscolo chiostro di forma rettangolare con angoli smussati mediante segmenti leggermente convessi e fu realizzato dal 1634 al 1636 per quanto riguarda le celle. dopo una lunga interruzione per mancanza di mezzi finanziari. nel 1652 fu sostituito da Carlo Rainaldi e poi da Camillo Arcucci che nel 1665 aggiunse i mezzanini laterali alle volute. — arretrata rispetto al cornicione decorato da una corona fiammeggiante. L'oratorio dei Filippini Tra il 1632 e il 1637 lavor• alla galleria di palazzo Spada. il che la fa apparire come non poggiante sull'architettura sottostante. tranne la facciata che rimase incompiuta fino al 1665 e fu terminata solo nel 1677. i lavori ripresero. La cupola di San Carlino La piccola chiesa venne edificata con una pianta complessa. sia nella funzionalit™ degli interni. sia nelle soluzioni di raccordo urbanistico. di derivazione bramantesca: uno dei progetti pi„ innovativi della sua produzione. il refettorio e la biblioteca. sia nell'uso variato dei materiali. La realizzazione della chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane fu il primo grande capolavoro di Borromini.Francesco Borromini 74 La realizzazione del San Carlino alle Quattro Fontane Nello stesso anno l'ordine rigoroso dei Trinitari scalzi gli affid• il suo primo lavoro personale. grazie ai buoni uffici del cardinale Francesco Barberini: il progetto della propria sede centrale e dell'annessa chiesa. Ne resta precisa documentazione nell'Opus architectonicum. La chiesa fu completata nel 1642. Infine nel febbraio del 1650 abbandon• il cantiere per dissensi sul compenso. L'ambiente € illuminato da una luce diffusa proveniente sia dalla lanterna che da finestre aperte sul tamburo. solo nel 1647.

concludendo la ristrutturazione del palazzo in forma pi„ modesta. decorazione di alcuni ambienti interni) di il Palazzo di Propaganda Fide in una stampa di Giuseppe Vasi palazzo Falconieri. un rallentamento dei lavori si ebbe a partire dal 1644 quando il nuovo papa Innocenzo X. . lo impieg• in diversi lavori legati alla celebrazione dell'Anno Santo del 1650. il cantiere della chiesa di Sant'Ivo si concluse nel 1662 con l'esecuzione degli stucchi interni. L'attuale abside verr‚ poi da lui realizzata sul medesimo tema ma in maniera formale totalmente diversa negli anni Sessanta del Seicento con l'aggiunta del gruppo scultoreo di Antonio Raggi.Francesco Borromini 75 Altre opere Contemporaneamente dal 1628 al 1639 l'architetto lavor• per opere di decorazione alla cappella della Trinit‚ nella chiesa agostiniana di Santa Lucia in Selci su incarico di suor Clarice Vittoria Landi. Nel 1638 Orazio Falconieri. all'interno di grande pregio sono il grande scalone e gli stucchi dei soffitti. deriva dall'integrazione del progetto originale di Giacomo Della Porta con gli studi di architettura antica tratti principalmente da Giovan Battista Montano. espresso sulla stabilit‚ del campanile di San Pietro. formata dall'unione di due triangoli equilateri. che contribuš alla decisione di demolire il manufatto. eseguito per lo pi„ a Roma e ultimato a Napoli nel 1647. la chiesa annessa all'antico studio romano diventato poi universit‚. progettato dal Bernini. A partire dal 1642 produsse i primi disegni per il monumento Merlini in Santa Maria Maggiore e inizi• i lavori per la cappella Falconieri in San Giovanni dei Fiorentini. si concreta solo nel 1642. La pianta stellare. Nello stesso anno fu incaricato da Camilla Virginia Farnese di progettare il convento di clausura delle oblate agostiniane. portandolo da 8 a 11 campate. gli affid• l'incarico a di ampliarlo. gi‚ iniziata da Pietro da Cortona. alla sua morte nel 1643 il fratello. della nobile famiglia fiorentina. Intelligentemente Borromini integra nella pianta lo studio relativo all'ape allora portato avanti da diversi studiosi in omaggio all'emblema della famiglia Barberini. se pur ufficializzato fin dal 1634. Seguirono i progetti per la decorazione dell'abside e per il ciborio di Santa Maria a Cappella Nuova a Napoli. Su commissione della famiglia Filomarino nel 1639 eseguƒ il disegno per l'altare della cappella dell'Annunziata nella chiesa dei Santi Apostoli in marmo bianco. cardinale Ulderico. si limit• a recepire alcuni elementi borrominiani. L'anno successivo avvi• i lavori a Sant'Ivo alla Sapienza. Nel 1643 fornƒ una consulenza alla Congregazione de Propaganda Fide. apertamente a lui favorevole. allorch† realizz• la facciata su piazza Sant'Eustachio e l'aula della Biblioteca Alessandrina. vicino alla Fontana di Trevi (mai portato a compimento) acquistato dal conte Ambrogio Carpegna. Allo stato di progetto sono rimaste le idee per la chiesa mai realizzata di San Giovanni di Dio voluta dai padri Fatebenefratelli. Tra il 1638 e il 1643 fornƒ disegni per l'ampliamento del palazzo Vaini. Al 1645 risale il suo parere negativo. La chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza L'incarico di architetto della Sapienza. e a San Martino al Cimino quelli per la porta Romana e per il tracciato delle mura dal 1646 al 1652. Ai lati della facciata su via Giulia sono presenti due grandi erme barocche con busti femminei e teste di falco poste come lesene o cariatidi e che presumibilmente sono opera sua almeno in parte. alla met‚ del decennio si collocano i lavori di sistemazione (prospetto sul Teveree l'adeguamento della facciata. sul prospetto che affaccia sul fiume € invece interessante la loggia composta di tre arcate a tutto sesto del 1646.

e il salone di raccordo tra i due cortili. Per salvare le lapidi e le memorie medievali e rinascimentali egli oper• nel successivo pontificato di Alessandro VII un capillare lavoro di smontaggio dei monumenti antichi. demolendo la precedente cappella. non riuscƒ a realizzare interamente il progetto e dovette escogitare in corso d'opera soluzioni di ripiego. come si era fatto a San Pietro le testimonianze costantiniane. in vista dell'anno santo del 1650. affidandogli solo la galleria nord. cio€ un ideale percorso ascensionale. uno fra i primi lavori di Bernini. ritenendolo opera di Michelangelo. Egli avrebbe voluto coprire la navata con una volta[8]. interrotti nel 1646 e ripresi. dell'antica basilica. Racchiudendo le vecchie pareti in muri doppi aperti da finestre ovali. ma anche materiale delle antiche murature. Il restauro della basilica di San Giovanni in Laterano Sant'Ivo alla Sapienza. Il 26 luglio 1652 per tutti questi insigni lavori papa Innocenzo X lo rimuner• con le insegne dell'Ordine di Cristo. anche muraria. segue il ritmo delle sporgenze e rientranze del setto murario. in quanto il papa aveva deciso di conservare ad ogni costo il cinquecentesco soffitto ligneo a cassettoni sulla navata. present• tre soluzioni alternative: il papa scelse la pi„ riccamente decorata. destinata a protrarsi fin dentro gli anni sessanta (la cappella dei Re Magi € degli anni 1660-1664). All'esterno la cupola € coperta da un tamburo convesso e si conclude su un'alta lanterna con un coronamento a spirale. con finestre inquadrate da modanature plastiche e colonne di ordine gigante. cortile e facciata Sempre nel 1644 fu incaricato da Innocenzo X. completato il lavoro sulla navata centrale nel 1648. alla fine degli anni cinquanta. a preferenza di quelli borrominiani per il loro palazzo di Piazza Navona. tuttavia. di preparare diversi progetti per il rifacimento (o propriamente restauro) della basilica di San Giovanni in Laterano: un compito caratterizzato dalla esplicita volont‚ papale di conservare la facies. in modo da accelerare dinamicamente la sensazione di elevazione verticale della cupola. Borromini ingabbi• allora le precedenti rovinatissime colonne a due a due entro grandi pilastri. Tuttavia ancora nel 1646 subš uno smacco: i Pamphili (per cui contemporaneamente progett• un casino nella villa di San Pancrazio) scelsero il progetto di Carlo Rainaldi. nella navata principale pose nicchie incurvate verso l'esterno e le racchiuse tra i pilastri. Il palazzo di Propaganda Fide e la chiesa di Sant'Agnese in Agone Dal 1646 il Borromini fu nominato architetto della Sacra Congregazione de Propaganda Fide. Anche la facciata rimase incompiuta (quella attuale non € borrominiana).Francesco Borromini 76 All'interno il fluire concavo e convesso delle pareti viene interrotto da angoli vivi e segmenti rettilinei. che gli commission• il palazzo omonimo: opera tra le pi„ impegnative del suo intero percorso artistico. impose a Borromini il rispetto non solo formale. su probabile suggerimento di Virgilio Spada. mentre le navate laterali furono coperte con vari tipi di volte a botte e ribassate con cupolette. La cupola. Per l'annessa cappella dei Re Magi disegn• una volta ribassata percorsa da larghe costole a rilievo che si incrociano diagonalmente inquadrando un esagono con l'emblema dello Spirito Santo. innestata direttamente sui muri perimetrali. .[7] Nel 1644 inizi• gli sfortunati lavori del tempio di Santa Maria dei Sette Dolori. tutti elementi ripresi nella costruzione del tiburio e del campanile della Basilica di Sant'Andrea delle Fratte.ormai affidati ad altri. Non volendo abbattere le antiche strutture murarie per non cancellare. decorata dagli affreschi di Pietro da Cortona. Vista la concorrenza di Vincenzo della Greca. il Papa. realizz• la facciata del Collegio di Propaganda Fide. abitante proprio nel palazzo di fronte. inserendo gli elementi caratterizzanti dei primi in monumenti commemorativi da lui creati.

Inoltre trasform• la pianta da una croce greca in un ottagono sfondato da cappelle alternate a larghi pilastri. La facciata fu ampliata per includere alcune parti dell'attiguo palazzo Pamphili. che prevedeva l'ingresso principale in Via di Santa Maria dell'Anima. guadagnando cosƒ dello spazio per le due torri campanarie.Francesco Borromini Il favore incontrato presso Innocenzo X (che il 26 luglio 1652 lo nomin• cavaliere dell'Ordine di Cristo) gli aprƒ le porte per altri prestigiosi incarichi: dal 1644 al 1652 un corpo di fabbrica (non compiuto secondo l'originario progetto che prevedeva anche una rotonda non eseguita) contiguo alla Chiesa di Santa Maria in Vallicella e nel 1653 l'assunzione del cantiere della chiesa di Sant'Agnese in Piazza Navona. per cui perse il suo lavoro prima che esso fosse terminato. e il principe Camillo Pamphili richiamarono Carlo Rainaldi. l'ampliamento del convento annesso alla Chiesa di Sant'Agostino (Roma). ossia l'ora europea. generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre € solo di 8) con una scultura. sormontato da due volute. articolata su linee concave e convesse. che port• a termine i lavori senza per• apportare modifiche sostanziali al progetto borrominiano. la copertura della Chiesa di San Giovanni in Oleo (del cui battistero si era interessato fin dal 1657). nell'androne dell'accesso al cortile. ne occupa la met‚ sinistra. l'altro per il tempo ultramontano. come in San Pietro: uno per l'ora di Roma. dissapori e fine violenta In quelli stessi anni. e intervenne in palazzo Spada (poi Banco di Santo Spirito) a Monte Giordano nel 1661. in un giardino in fondo illuminata dal sole. il progetto per la Chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori gli fu affidato e tuttavia dovette interrompere i lavori nel 1655 per mancanza di fondi: il complesso si presenta con una facciata incompiuta in mattoni grezzi. La chiesa ha invece una pianta rettangolare ad angoli smussati. Alessandro VII. in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza. mentre all'espansione orizzontale data dalla facciata fanno da contrappeso gli elementi che si slanciano in verticale: i due campanili e la cupola. 77 Nuovi incarichi. La chiesa nel suo complesso si viene impostando come una serie di strutture con valori Chiesa di Sant'Agnese in Agone opposti che si bilanciano tra di loro: alla facciata concava fa da contrappeso la convessit‚ del tamburo e della cupola. con due piccole rientranze semiellittiche sulla met‚ a formare un atrofizzato transetto. tra il 1650 e il 1657 intervenne in palazzo Giustiniani in via della Dogana Vecchia e fornƒ disegni per la mensa dell'altare maggiore e per il ciborio della chiesa di San Paolo Maggiore a Bologna e per un altare destinato alla chiesa di Santa Maria dell'Angelo a Faenza. che sembra a grandezza naturale mentre in realt‚ € alta solo 60 centimetri: per creare la sua falsa prospettiva fu aiutato dal matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto. Il portone da accesso ad un vestibolo a pianta centrale dalla pianta centrale mistilinea ispirata ad alcuni ambienti della Villa Adriana a Tivoli. su un alto tamburo si innesta la cupola. rimasta incompiuta all'altezza del cornicione. A Sant'Agnese in Agone capovolse il progetto originario di Girolamo Rainaldi (e di suo figlio Carlo Rainaldi). disposto lungo un asse parallelo alla facciata. singolare € la forma dell'altare maggiore. All'inizio del settimo decennio progett• la cappella Spada nella chiesa di Santa Maria della Carit‚ (Roma). Il nuovo papa. Progett• per conto della famiglia Del Bufalo la cupola di Sant'Andrea delle Fratte a Roma (dopo il 1653). ciascuna delle quali ha un orologio. fatti avvenuti due anni prima. il corpo della chiesa. Qui cre• il capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva. . incarico da cui fu sollevato nel 1657 dopo la morte del papa e un parziale crollo dell'edificio.

Nel 1994 lo scrittore Leros Pittoni. rettore della chiesa e l'ambasciatore svizzero a Roma Francis Pianca hanno posto alla base d'un pilastro della chiesa una lapide che ne onora l'opera e la memoria: ƒ’FRANCISCVS BORROMINI TICINENSIS EQVES CHRISTI QVI IMPERITVRAE MEMORIAE ARCHITECTVS DIVINAM ARTIS SVAE VIM AD ROMAM MAGNIFICIS AEDIFICIIS EXORNANDAM VERTIT IN QVIBUS ORATORIVM PHILLIPINVM S. ANDREAS DELLE FRATTE NVNCVPATVM S. AGNES IN AGONE INSTAVRATA LATERANENSIS ARCHIBASILICA S. venne sepolto nella tomba di famiglia di Carlo Maderno. dopo aver dettato il testamento e aver ricevuto i sacramenti[9]. prima di portare a termine la cappella Falconieri (la cappella principale) nella basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini. IVO S. si gett• sulla propria spada. che soffriva di disturbi nervosi e di depressione. dove. per sua volont‚. Borromini. Nell'estate del 1667. Villa Falconieri Dopo due giorni morƒ. fu forte in quegli anni il legame con la famiglia Falconieri: in aggiunta ai lavori gi‚ da tempo in corso per la cappella famigliare nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. verso il 1665 ricevette il compito degli adattamenti della villa Falconieri a Frascati. CAROLVS IN QVIRINALI AEDES DE PROPADANDA FIDE HOC AVTEM IPSVM TEMPLVM ARA MAXIMA DECORAVIT NON LONGE AB HOC LAPIDE PROPE MORTALES CAROLI MADERNI EXVVIAS PROPINQVI MVNICIPIS ET AEMVLI SVI IN PACE DOMINI QVIESCIT’„ . monsignor Mario Canciani. era il 3 agosto del 1667.Francesco Borromini 78 Oltre a quello con gli Spada.

suo protettore) Basilica di Sant'Andrea delle Fratte Oratorio dei Filippini Palazzo di Propaganda Fide Chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori Chiesa di San Giovanni in Oleo (restauro) Palazzo Giustiniani (con Carlo Fontana) .) che sostituirono con una turbolenta irrequietezza.Francesco Borromini 79 Karl Baedeker nel 1883 nella Guide of Central Italy racconta: Francesco Borromini ƒ’Maderno con Borromini e Carlo Fontana erano i leader di una banda di artisti che cospirarono per strappare l'architettura dal suo tranquillo riposo (. Opere principali “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane con annesso convento e casa professa Chiesa di Sant'Agnese in Agone (modifiche al progetto di Girolamo Rainaldi) Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza Basilica di San Giovanni in Laterano (restauro e ricostruzione parziale dell'interno) Palazzo Spada.. nella chiesa di San Girolamo della Carit‚ (revisione del progetto di Virgilio Spada.. rinnovo Cappella Spada.’„ L'effigie di Francesco Borromini € stata riprodotta sulla banconota da 100 Franchi svizzeri negli anni ottanta del XX secolo.

cio† li due Agosto seguente. aspx?languageId=1& tabId=110) Nel dialetto locale "borrometa" designa un venditore ambulante di termometri e barometri. scultori ed architetti che anno lavorato in Roma. 146-155. anno 8. ristampa Edizioni Met‚ Luna.’„ . Architettura Barocca. Martellago (Venezia). Effemeridi ticinesi. google. Svizzeri a Roma nella storia. dentro la sepoltura medesima di Carlo Maderni. 1652 Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] Francesco Borromini (http:/ / www. [7] Emilio Motta. php) sul Dizionario storico della Svizzera D'Onofrio. nella quale si compiacque di esser deposto.Francesco Borromini 80 “ Palazzo Falconieri (ampliamento) “ Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (abside) “ Chiesa di Santa Lucia in Selci (restauro) Palazzo Giustiniani Onorificenze Cavaliere dell'Ordine Supremo del Cristo †’Roma. Edoardo Villata. Carlo Maderno (http:/ / www. p. Electa. Fu sepolto nella Chiesa di San Giovanni de' Fiorentini. cosƒ ne descrive la fine: ƒ’Finalmente nel mese di Luglio dell'anno 1667 diede in qualche indisposizione e fu necessitato trattenersi in casa ed in letto per l'infermit€ che lo aggravava. 1998. Lugano 2007. che diede segni di qualche violenza. numero 35. dalla qual ferita malconcio fu riportato nel letto. valledimuggio. dal quale fu trasportato a segno che uscendo furioso cos‹ in camiscia dal letto. 125. Giubiasco 1991. p. e dando di mano ad una spada. nelle citate Vite de pittori. it/ books?id=U_Y9AAAAcAAJ& printsec=frontcover#v=onepage& q& f=false). in Giorgio Mollisi. Fu assalito da una febbre. hls-dhs-dss. e lo tenne in travagli alcuni giorni. sfoderandola se la cacciƒ nel petto. che per sua disgrazia teneva in casa. nell'arte. e dopo pochi giorni. si rese s‹ gagliardo il male. Roma 1772. ad indicem. 1968. avendo lasciato alla figlia di detto Maderni cento doble per ragione di detta sepoltura. se ne mor‹ con estremo dispiacere di chi amava le sue buone qualit€ e il capriccio del fuo ingegno. e malignit€. ch/ textes/ i/ I11329. morti dal 1641 fino al 1673 (http:/ / books. nella cultura. php) sul Dizionario storico della Svizzera Francesco Borromini (http:/ / turismo. Edizioni Ticino Management. hls-dhs-dss. tirato dall'amore della parentela e della sua professione. settembre-ottobre 2007.Schulz. Norberg . [8] C. 388. Francesco Borromini. nell'economia dal Cinquecento ad oggi. ch/ textes/ i/ I9083. 65. ch/ Desktopdefault. [9] Giovanni Battista Passeri. che lo fece traboccare in delirio.

opere. Disegni di Francesco Borromini. Volume VI. “ Ugo Donati. “ P. Roma 1772. 1967.Francesco Borromini 81 Bibliografia “ F. in Commentari. 367-371. ad indicem. Artisti ticinesi a Roma. Studi sul Borromini. Borromini nella cultura europea. Allgemeines Lexikon der bildenden K‘nstler. ad vocem. 1967. “ Paolo Portoghesi. Antichi maestri d'arte e di scuola delle terre ticinesi. “ O. Bellinzona 1886. scultori. “ E. in L'Urbe. Roma ornata dall'architettura. Volume XVII. VI. catalogo della mostra. ad vocem. 1942. Citt‚ del Vaticano 1967. Augsburg-K•ln 1928. I. 299-302.255-262. architetti moderni. Firenze 1773. Borromini in ferro. Vite de' pittori. scultori. Roma 1968. in Bollettino d'Arte. Istituto grafico Casagrande S. Wien 1958. L'architettura del Borromini. 2 volumi. Francesco Borromini. Roma 1967. volume II. 2 volumi. Borromini decoratore. in Arte Lombarda. 383-389 (edizione a cura di J. catalogo dellamostra. Pollak. IV. Inediti borrominiani. Idem. Lugano 1957. 20. Ragguagli borrominiani. Artisti svizzeri in Roma nei secoli XV. “ H. “ Filippo Baldinucci. Roma nel Seicento. Morrissey. Del Piazzo (a cura di). Milano 1996). XVI e XVII. I. Tafuri. “ N. Hess. Torino 1967. “ Piero Bianconi. Borromini: Architettura come linguaggio. I. Roma 1920. “ Paolo Portoghesi. L'emblematica in Lombardia e il Borromini. Francesco Borromini. Art and Architecture in Italy 1600 to 1750. in Dizionario biografico degli italiani. L'opera di Francesco Borromini nelle letteratura artistica e nelle incisioni dell'et€ barocca. Becker. Bellinzona 1942. “ Lione Pascoli. 12. 227. Idem. 90-97. Venezia e Roma 1958. coll. “ H. I. 298-306. pittura e scultura (1660-1663). 103-117. Leipzig 1910. Citt‚ del Vaticano 1937. editori Laterza Bari 2010 “ G. 1972. XL. in Enciclopedia Universale dell'Arte. catalogo della mostra di Roma. fortuna. De Bernardi Ferrero. “ Rudolf Wittkower.A. 61-71. Graz 1967. Idem. Wien. Firenze 1968. Vite de' pittori. . Notizie dei professori del disegno da Cimabue in qua. Francesco Borromini nei lavori della Fabbrica di San Pietro. Milano 1955 (2› edizione Milano 1978). 317-324. 52-116. in C. Disegni e documenti vaticani. 1919. Sedlmayr. 1967. “ Paolo Portoghesi. Hempel. catalogo della mostra. ad vocem. Harmondsworth 1959 (traduzione italiana. Torino 1972). 1953. La formazione artistica del Borromini. 70 disegni di Francesco Borromini dalle collezioni dell'Albertina di Vienna. Passeri. Borromini. Il Testamento di Francesco Borromini. 1955. Roma 1970-1972. “ Massimo Guidi. atti del convegno. morti dal 1641 fino al 1673. 50. architetti che hanno lavorato in Roma. Die Architektur borrominis. VII. “ O. " Geni Rivali. Roma 1971. (a cura di). “ Antonio Mu˜oz. “ D. “ Antonio Mu˜oz. Pollak. “ E. Per la biografia di Francescoborromini. M‘nchen 1930 (traduzione italiana. “ Giulio Carlo Argan. “ Paolo Portoghesi. in Civilt‚ delle macchine. Verona 1952. Francesco Borromini. Roma 1730. “ Antonio Mu˜oz. Francesco Borromini. Francesco Borromini. “ H. in Palatino. Francesco Borromini. “ M. VI. Arte e architettura in Italia 1600-1750. XVIII. 86-89. Borromini. Tournon. Thelen. I-II. Roma e Milano 1967 (2› edizione 1984). Roma 1922. Bellinzona 1967. Carboneri. Borromini e la creazione di Roma Barocca.Bernini. “ Luigi Brentani. Thieme-F. Vita. 163-202. Idem. 52-116. 2. Roma 1964.. Die KunsttŒtigkeit unter Urban VIII. “ J. “ M. Battisti. in U. volume 6. Idem. D'Onofrio. Thelen. Die Handzeichnungen 1620-1632. Wien 1924 (traduzione italiana Roma 1926). 717-740. Martinelli. Leipzig und Wien 1934). in Rassegna d'arte. in Scritti in onore di Bartolomeo Bogara. “ Antonino Bertolotti.

XXIX. Girolamo Masi . Carlo alle QuattroFontane in Rom. Beitr™ge zur Literatur-Srach. Pietro in Vaticano. 1994.. in G. MailŒnder Vorstufen von Borrominis S. 82 . 87-97. Kummel. Il Palazzo di Propaganda Fide. Thelen. Waddy. “ Joseph Connors (a cura di). Teorie scientifiche e pratiche di cantiere per il restauro in una raccolta di scritti inediti sul restauro dell'Oratorio dei Filippini in Roma.Francesco Borromini “ S. Roma 1992. “ S. in Ricerche di storia dell'arte. 108-109. Borromini e l'oratorio romano. Milano 1990. Millon e S. Borromini. 20.in M‘nchenerJahrbuch der Bildenden Kunst. in Arte Lombarda. San Carlino alle Quattro Fontane: le fasi della costruzione. 1991-1996. “ A.<<Notizie spettanti alla volta del nostro Oratorio nell'anno 1759>>. 131. Francesco Borromini. Borromini in oppenord's Sketchbook. L.Ex voto borrominiani nellaBasilica di S. “ Joseph Connors. Francesco Borromini. Elemond-Electa. Comme l'uom s'eterna. Osoh-Wehden (a cura di). in Annali di architettura. San carlino alle Quattro Fontane: il restauro del chiostro. Plan and Section. “ Maria Luisa Gatti Perer. “ Antonio Pugliano. 1977. London e Cambridge (Massachusetts). Nuiovi argomenti per francesco borromini. Giovanni in Oleo e S. R. 1989. A Study in Multiple Form and Architectural Symbolism. 14-20. Borrominis Kirchenbau der Propaganda Fide in Rom. “ Joseph Connors. 153-190. “ H. Roam 1981. Bemerkungen zur PersŠnlichkeit. (traduzione italiana.und Kunstgeschichte Italiens und der Romania. febbraio 1989.M. 11-38. “ R. Milano 1999. 203-229. R. Virginio Spada's Defense of Borromini. Francesco Jacquier. <<Ragionamento in difesa della fattura del novo Oratorio>>: uno scritto inedito del 1637. Dedalo. 121. 76-90. Opus Architectonicum. i prezzi del cantiere. Bonavia. Festschrift f‘r Einrich Loos. Roma-Bari 1983. London e Cambridge (Massachusetts). catalogo della mostra di Lugano. Steinberg. (a cura di). Borromini and the Roman Oratory: Style and Society. catalogo della mostra. in R•misches Jahrbuch der Biblioteca Hertziana. in Architettura Storia e Documenti. in Paper in Art History from the Pennsylvania State University (An Architectural Progress in Renaissance and Baroque Sojourns in and out of Italy. Architektur im Dienst der Politik. Maderno and Borromini. New York. Marco Franciolli (a cura di). in Arte Lom. “ Antonio Blunt. “ Manuela Kahn-Rossi. “ Paolo Portoghesi. 1993. Knapper. New York 1977. Carlo alle Quattro Fontane. 1979. “ Joseph Connors. Renzulli. Roam 1996. Stalla. Milano 1998. 46. Dagli esordi a San Carlo alle Quattro Fontane. Bruschi. 1983. in The Burligton Magazine. “ P. Francucci. Francesco Borromini. in Ars Naturam adiuvans. “ P. Essays in Architectural History Presented to Helmut Hager in his Sixtysixth Birthdayy. Mezzana. Mainz am Rhein 1996. Munshover). “ L. 264-294. F. Borromini restauratore: S. Torino 1989). San Carlino alle Quattro Fontane: il restauro della facciata. Borromini: manierismo spaziale oltre il barocco. Gammino. in Streb^nna dei Romanist. 5-42. 1980. Francesco Borrominis Ausbldjahren an der Mailander Dombauhutten 1608 bis 1619. A. Note di cantiere. “ G. Vita e opere di Borromini. “ A. Ein Jesuitischer Bautypus f‰r die Zentrale der Weltmission. 372-378. 1998-2000. Giordano. Scarfone. il chiostro di S. Roma 1979. 1992. le tecniche caratteristiche. Berlin 1994. “ E. 1997. Bari 1978. Antoniazzi. Il giovane Borromini. 289-341.. Staccioli. “ L. Stile e societ‚. Festschrift fue Matthias Winner. in Architettura Storia e Documenti. “ M. “ N. VIII. Laterza. XXVIII. 598-612. Borromini's San Carlo alle Quattro Fontane. 39-59. Modelli e invenzioni. “ G. 1977. edito da H. Borromini. in Zeitschrift f‘r Schweizerische Arch™ologie und Kunstgeschichte. “ Vittorio Ceradini. Bernini in Vaticano. Salvatore a Ponte Rotto. Blunt. 2. Degni (a cura di). 10/11. Antonio Pugliano.barda. 203-220. 1986.

studi e documenti. 107-128. Samperi. “ K. Electa. “ Joseph Connors. “ R. Marconi. in Palladio. 32. in R. 2004. in Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Accademia. progetti e vicende storiche. 27-28. Gubbio nel Seicento: Francesco Borromini e la chiesa della Madonna del Prato. Planriss zu S. A. Roma.s.idee e immagini. Ambrogi (a cura di). “ F. 2004 (ma 2005).s. Werner Oechslin zum 60. "Un ingegnoso et capriccioso architetto": la poetica architettonica di Francesco Borromini attraverso le fonti contemporanee. Fagiolo (a cura di). 61-66. in Quaderni del Dipartimento Patrimonio Architettonico e Urbanistico.V. “ N. “ H. Intorno a Borromini. Sladek (a cura di). Alcune considerazioni sulle matrici geometriche nell'architettura di Francesco Borromini. Borromini e l'universo barocco. 13. n. Marisa Merz. Giovanni Anselmo. Festschrift fur Rudolf Preimersberger zum 65.Berli 2001. “ G. Baader (a cura di). 2002.. “ M. Frommel. Milano 2000. “ R. 32.. n. 526-533. 91-94. apparati. “ F. I cantieri di Francesco Borromini a Roma. in R•misches historische Mittelungen. “ H. Milano 2004. Thelen. Tellini Santoni. 63-76. “ B. Contributi sul Barocco romano: rilievi. in S. Luoghi della cultura nella Roma di Borromini. catalogo della mostra di Roma. “ T. 2).VV. 11. Strollo (a cura di). Grazia Toderi. Roma 2001. Borromini "Tagliacantone": architektonische Gestaltungsprinzipen einen (Eck-) Aufschneiders. B•sel. n. Manfredi.s. Hendrix. Frommel. 1998 (ma 2000). Giovanni in Lateran (zwei Fragmente). Tabarrini. in Polittico. 14. “ M. Milano. C. Cripta Falconieri in San Giovanni dei Fiorentini. 83-94. in The Burlington Magazine. Ars et scriptura. 43. Lewiston (New York). “ M.L. Borromini e laBiblioteca Angelica: storia di un'esperienza interrotta. Una nota sul Borromini di S. in H. “ M. Bellini. Geburtstag. n. 83 . Zalum. “ M. 2001. 545-560. 170-181. Canciani. Roma. Caruso. 2003. A. Roma 2001. Contributi sul Barocco romano: rilievi. ModalitŒten der Formfindung bei Borromini. Geburtstag. Gubbio 2005. Francesco Gennari. Douar )a cura di). Il sistema delle residenze nobiliari (Atlante tematico del Barocco in Italia. 2. Francesco Borromini.s. B•sel. atti del convegno di studi (Roma. La committenza dei Cesi e egli Spada a Tivoli: memorie architettoniche e nuove ipotesi per Borromini. “ J.s.. A new plan by Borromini for the Lateran Basilica. Rome. “ AA. in Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Accademia. 67-74.s. Paris 2004. “ C. M. 37-48. 20/21. Wolfe. “ L.. Le cupole di Borromini: la *scientia" costruttiva in et€ barocca. The relation between architectural forms and philosiphical structures in the work of Francesco Borromini un sewenteenth Century.Francesco Borromini “ R. 27-36. 27-46. Palazzo Falconieri.. 2000/2001. 2002.M. n.Roma 2003. Claus (a cura di). Z‘rich 2004. in R. 13-15 gennaio 2000). Tradizione e rinnovamento nella prima attivit€ di Borromini: i disegni per la facciata di Sant'Andrea della Valle a Roma. in Disegnare. Manodori Sagredo (a cura di). 2005. Souza Lima. n. Strollo (a cura di). 53-68. 14. 2004 (ma 2005). in Quaderni del Dipartimento Patrimonio Architettonico e Urbanistico. Roca De Amicis. macchine da costruzione e strutture provvisionali. Borromini e l'architettura sacra "domestica": il progetto per la cappella di monsignor Alfonso Gonzaga. 2000. Francesco Borromini. numero 25. in Storia dell'arte. Borromini scultore?. Thelen. Borromini nel dettaglio architettonico: l'altare maggiore e la cripta Falconieri in San Giovanni dei Fiorentini.C. 146. Baldoni. 113-120. in M. Borromini en perspective. studi e documenti. 101-116. (a cura di). “ H. Biblioteca Hertziana. Roam 2004. Borromini alla Biblioteca Angelica: disegni. 16 dicembre 2003-1 febbraio 2004. 2000. E. 1998 (ma 2000). Thelen. Comune. 27-28. Giovanni in Laterano. 110.

it/spada/it/prospett. Svizzeri a Roma nella storia. numero 35. anno 8. nell'arte. numero 35. Svizzeri a Roma nella storia._il_sublime_trascurato. nella cultura.htm) “ Principali opere del Borromini (http://worldart. sul sito della Scuola di Architettura dell'Universit‚ di Navarra. 84 Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.sjsu. nell'arte. Edizioni Ticino Management.comhem. nell'economia dal Cinquecento ad oggi.org/wiki/Francesco Borromini Collegamenti esterni “ Eva Renzulli. nell'economia dal Cinquecento ad oggi.ch/images?um=1&hl=it& rlz=1C1GGGE_itCH371&tbs=isch:1&q=francesco+Borromini&sa=N&start=20&ndsp=20) “ Francesco Borromini architetto (http://www.se/~u13117202/suicide. Il brece incontro tra due rivali. cisapalladio. 2007.google. “ Paolo Portoghesi.org/annali/pdf/a10_13_saggio_Renzulli. Francesco Borromini.pdf) in Annali di architettura n” 10/11. nella cultura. L'opera del Borromini ricostruita sul suo lago. Borromini: tre rilievi indiziari. London.royalcollection.usc. anno 8. il sublime trascurato (http://www. nella cultura.htm) (da Joaquˆn Lorda Classical Architecture. Belardi.thais. Bernini.wikimedia. cattedra di Storia dell'Architettura). in Giorgio Mollisi (a cura di).artandarchitecture.htm) “ (ES) Uso e trasformazione delle modanature classiche in Borromini (http://www. The Western System to Achieve Sately Buildings (A draft of a) History of the Architectural Composition. Lugano 2007.es/ha/002-ORNA/ mold-borromini. “ Immagini per Francesco Borromini (http://images. html?_creators=ULAN4374&display=Borromini.Francesco Borromini “ P. “ Edoardo Villata.unav. 138-145. in Giorgio Mollisi (a cura di). nell'economia dal Cinquecento ad oggi. London. settembre-ottobre 2007. Dvorak.sancarlino-borromini. Biografia e bibliografia. The Grand Manner. Vicenza 1999 “ (EN) Il suicidio di Borromini (http://w1.uk/search/results. Lugano 2007.131.edu/schools/annenberg/asc/projects/comm544/library/ artists/BorrominiFrancesco. “ M.swissinfo. “ Mario Botta. Edizioni Ticino Management.aut.it/scultura/image/sch00372.edu/vow/ ULANFullDisplay?find=&role=&nation=&subjectid=500028306) . settembre-ottobre 2007.wikiquote. nell'arte. numero 35.galleriaborghese.asp?maker=11801) “ Courtauld Institute of Art.asp) “ Borromini. 130-137. Lugano 2007. Salvatore a Ponte Rotto (http://www. Borromini e il Baldacchino di San Pietro. 145-149.html?cid=7987698) “ The Royal Collection. Borromini restauratore: S. Svizzeri a Roma nella storia. in "Umeni".it/chiesa/borromini. anno 8.org.org/wiki/ Category:Francesco Borromini “ Wikiquote contiene citazioni: http://it. Edizioni Ticino Management. 55. Giovanni in Oleo e S. Bernini.uk/eGallery/maker.edu/4DACTION/HANDLECGI/ CTN1?theKW=BORROMINI&RefineSearch=NewSelection) “ Copia degli affreschi di Gentile da Fabriano (http://pintura. settembre-ottobre 2007. 146-155. Roma 2006.org/BU04?Autnum=15. Alessi.org.844) “ San Carlo alle Quattro Fontane (http://www.htm) “ La cappella Spada (http://www. Il San Carlino a Lugano.ch/ita/cultura/ Francesco_Borromini.+Francesco) “ Galleria Borghese (http://www. Francesco Borromini jako restaur€tor. in Giorgio Mollisi (a cura di). UK (http://www. UK (http://www.html) “ Union List of Artist Names (Getty Museum): Borromini (http://www.getty.

Celeberrimo € l'affresco Trionfo della Divina Provvidenza. Facciata di Santa Maria della Pace. 1œ novembre 1596 € Roma. Facciata di Santa Maria in via Lata. € stato un pittore.ch/ita/borromini-f-ita. Nel 1633-39 realizza gli affreschi per Palazzo Barberini che diventano la sua opera pi„ rappresentativa e in cui le caratteristiche barocche sono evidenti. oltre a una serie di tele tra cui Il ratto delle Sabine. in cui rende evidenti sia i suoi punti di forza (come la capacit‚ narrativa e figurativa) sia i suoi punti deboli. con l'evidente prospettiva melozziana da sotto in su.artistiticinesi-ineuropa. Durante il papato di Urbano VIII (di cui fece un ritratto) fu uno dei principali architetti operanti a Roma. troviamo suoi lavori soprattutto nel campo dell'affresco decorativo e della pittura. Pietro Berettini progett• Castel Gandolfo per come lo conosciamo oggi. architetto e stuccatore italiano. Roma Pittura Nel settore pittorico le opere giovanili furono una serie di affreschi per Palazzo Mattei raffiguranti le storie di Salomone. Nel 1634 divenne principe dell'Accademia di San Luca ed ebbe una parte attiva nella progettazione della chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano. dal 1625-26 si occupa degli affreschi presso Santa Bibiana in cui € evidente il rifiuto della tradizione pittorica classica. come l'assenza di spessore psicologico nei personaggi rappresentati.it/enciclopedia/ francesco-borromini_(Dizionario_Biografico)/) “ http://www. Pietro fu un artista del primo Barocco. Negli anni successivi la famiglia Sacchetti gli commissiona la decorazione per la Villa a Castel Fusano a tematica storica-mitologica e allegorica. insieme a Bernini e a Borromini. 16 maggio 1669). Roma .html 85 Pietro da Cortona Pietro da Cortona. l'impianto a croce greca della chiesa € una sua ideazione.Francesco Borromini “ Dizionario biografico Treccani (http://www. nato come Pietro Berrettini (Cortona.treccani.

Dal 1656 al 1657 si dedica alla realizzazione della scenografica facciata di Santa Maria della Pace e negli anni successivi alla basilica di Santa Maria in Via Lata. olio. Boston. National Gallery: Santa Cecilia e un angelo. Le colonne dell'interno sono tutte ioniche. dal 1634 al 1650 si dedica alla realizzazione della chiesa dei Santi Luca e Martina. olio su rame. 1626. 1645. Fitzwilliam Museum: Vocazione di Pietro e Andrea. gli unici elementi decorativi sono presenti in corrispondenza delle absidi. Per quanto riguarda le opere architettoniche. “ Lione. “ Detroit. Le Tabulae anatomicae sono state prodotte sicuramente verso il 1618. olio su rame. . Dipinti “ “ “ “ “ Aversa. Cortona. Interno della Chiesa di San Carlo al Corso a Roma con gli stucchi del Cortona Tavole anatomiche Prima ancora di diventare famoso come architetto. 1620-1625. “ Firenze. Cambridge. un secolo dopo la sua morte. chiesa di Santa Chiara: Piet€. “ Fort Worth. Institute of Arts: San Gerolamo penitente. l'interno si presenta come un unicum omogeneo e totalmente bianco dando l'idea di grande neutralit‚ e rigore riscontrabile anche nell'ordine inferiore di stampo classico. ma quelle di Pietro da Cortona sono particolarmente espressive. Mus†e des Beazu-Arts: Cesare condivide con Cleopatra il trono d'Egitto. Pietro disegn• delle tavole anatomiche che tuttavia furono pubblicate solo nel 1741. chiesa di San Francesco delle Monache: Nativit€ Ajaccio. “ Museo dell'Accademia Etrusca: Madonna e santi. usa una pianta a croce greca in cui l'asse longitudinale € leggermente pi„ lungo di quello trasversale. 1616. Museum of Fine Art: Madonna col Bambino e santi. “ Frascati. Kimbell Art Museum: Madonna col Bambino e santa Martina.Pietro da Cortona 86 Architettura La sua incidenza sugli sviluppi dell'architettura barocca fu notevole nonostante la relativa scarsit‚ di opere e la tendenza che egli aveva a considerare quest'attivit‚ come secondaria rispetto a quelle pittorica. Villa Arrigoni: affreschi. “ Londra. Uffizi: “ Palazzo Pitti: Santa Martina rifiuta di adorare gli dei. Unisce la rigidezza classica e la fluidit‚ delle decorazioni rendendo evidente il suo legame con il manierismo fiorentino. Museo Fesch: Autoritratto. La volta € realizzata sia con costoloni che cassettoni. Le pose drammatiche e precise dei soggetti sono in accordo con lo stile degli artisti del genere di et‚ rinascimentale o barocca. 1626-1630.

Parigi. Romolo e Remo trovati dal pastore Faustolo. Sarasota. Kunsthistoriches Museum: Ritorno di Agar da Abramo. Sala del Balcone: affresco con Partenza e Trionfo di David. cappella del Ss. Ermitage: Cristo appare alla Maddalena. Leone. Galleria: Storie di Salomone. tela. Museo del Prado: Nativit€. 1630-1635. Martirio di santo Stefano. 1657-1660. Monaco di Baviera. Santa Dafrosa. “ Roma. Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza: Sant'Ivo. Rennes. “ “ “ “ “ “ Galleria Colonna: Resurrezione di Cristo. Cappella di Urbano VIII: stucchi dorati e affreschi. Rosario. Appartamento Borgia. Vienna. olio. olio su rame. 1626. olio. tondi nei pennacchi con Profeti. San Pietroburgo. galleria: affreschi. olio su rame. cappella a destra dell'abside. volta con Angeli con gli strumenti della Passione. Palazzi Vaticani. olio su rame. 1631. “ Palazzo Pamphilj a Piazza Navona: affreschi nel Salone con Storie di Enea. nella Sala dei Trionfi. “ Palazzo del Quirinale. Ringling Museum: Agar e l'angelo. Mus†e des Beaux-Arts: Madonna col Bambino e santa Martina. Galleria dell'Accademia di San Luca: Galatea. “ Pinacoteca Capitolina: Madonna col Bambino. 1624-1626. olio. Cappella del Santissimo Sacramento: Pala della Trinit€. 87 “ “ “ “ “ . Louvre: Discussione di Giacobbe e Labano. Chiesa di San Carlo ai Catinari: San Carlo Borromeo porta in processione il Sacro Chiodo. “ Palazzo Barberini: affresco col Trionfo della Divina Provvidenza. Oxford. stucchi e affreschi nel soffitto. “ Chiesa di Santa Maria della Concezione: Anania rid€ la vista a san Paolo. Galleria Pallavicini: Riposo nella fuga in Egitto. "Madonna col Bambino". Basilica di San Pietro in Vaticano. “ Chiesa Nuova. Madonna col Bambino e santa Martina. Asmolean Museum: Semiramide si accinge a placare la rivolta di Babilonia. terminata da Giovanni Ventura Borghesi. affreschi.Pietro da Cortona “ “ “ “ Madrid. Trionfo della Trinit€ nella cupola. affresco. 1667. 1651-1654. Segni. Alte Pinakotek: Riposo durante la fuga in Egitto. Appartamento dei Conservatori: affresco con Vittoria di Alessandro su Dario. Ratto delle Sabine. San Paolo † guarito da Anania. “ “ “ “ “ Chiesa di Santa Bibiana. Concattedrale di Santa Maria Assunta. “ Palazzo dei Conservatori al Campidoglio. Chiesa di San Lorenzo in Miranda: Martirio di san Lorenzo. Galleria nazionale d'arte antica di Palazzo Barberini: Angelo custode. 1661. Venere appare ad Enea. 1627-1629. L'Assunta nel catino absidale. olio. Sacrificio di Polissena. Pantaleone. 1647-1651. Trionfo di Bacco. affreschi con episodi religiosi. Chiesa di San Salvatore in Lauro: Nativit€ di Cristo. 1635. 1628-1631. appartamtno di Giulio II e Leone X. “ Galleria Borghese: Ritratto di Marcello Sacchetti. “ Palazzo Sacchetti gi‚ Chigi. Luca e Caterina d'Alessandria in Gloria di angeli. Museo di Roma: Ritratto di Urbano VIII. olio su rame. 1639. 1622-1623. Veduta di Allumiere. “ Palazzo Mattei di Giove.

7. 1958. 35. “ Karl Noehles. a cura di Vittorio Casale. “ J•rg M. . “ Pietro da Cortona e il disegno. 1962. “ Mostra di disegni di Pietro Berrettini Da Cortona per gli affreschi di Palazzo Pitti catalogo a cura di Malcolm Campbell. 1973. Frommel e Sebastian Sch‘tze. Roma. Roma 1998. La Chiesa dei SS. 1980. Firenze. pp. Romanelli. n. “ Malcolm Campbell. “ Maurizio Fagiolo dell'Arco. La prima architettura barocca. 1992. 114-127. Articoli. n. il Borgognone. Cortona. Gangemi. The Palazzo Barberini: the contributions of Maderno. Pietro da Cortona architetto. e scultura: uso et abuso loro (1652) di Gian Domenico Ottonelli e Pietro Berrettini. in •L'architettura–. Bernini. pp. 1982. Atti del Convegno di studio nella ricorrenza del III centenario della morte. Bari. Dessins de Pietro da Cortona pour la Chiesa nuova € Rome. Santa Maria della Pace. a cura di Christoph L. Borromini. a cura di Simonetta Prosperi Valenti Rodin•. Olschki. Press. Lidia Bianchi e Luciano Berti. “ Pietro da Cortona architetto. 1962. 2 ediz. Canova. 1597 • 1669. Wasmuth. in •Bollettino d'arte–. Firenze. Skira. contributi “ Urbano Barberini. 2001. Roma. Calosci. 256-287. 1950. “ Cesare Brandi. 1961. pp. in •The art quarterly–. Dedalo Libri. Laterza. Pietro da Cortona "Stuccatore". Electa. Studies in the Italian baroque (Londra. 1975) “ Francis Haskell. 9. “ Annarosa Cerutti Fusco e Marcello Villani. “ Mostra di Pietro da Cortona (Cortona.Pietro da Cortona 88 Bibliografia essenziale Testi di carattere generale “ Rudolf Wittkower. Roma. Electa. 145-152. 1977. Bari. 1997. “ Il voltone di Pietro da Cortona in Palazzo Barberini. Roma. De Luca. Thames & Hudson. “ Irving Lavin. Pietro da Cortona at the Pitti Palace: a study of the planetary rooms and related projects. Atti del convegno (Roma. 1965. 62-67. Bozzi. in •Journal of the Warburg and Courtauld Institutes–. n. Ferri. 2. Pietro da Cortona o della pittura barocca. “ Disegni di Pietro da Cortona e Ciro Ferri dalle collezioni del Gabinetto Nazionale delle Stampe catalogo a cura di Maria Giannatiempo. Allemandi. 1998. catalogo a cura di Alessandro Marabottini. Sansoni. 1970. in •L'architettura–. 1997). 1956). Roma. “ Sandro Benedetti. 55-59. De Luca. “ Giuliano Briganti. Art dossier n. Treviso. Pietro da Cortona e i "cortoneschi": Gimignani. 83. Milano. n. Princeton. SS. pp. Milano. Roma. Giunti. “ Walter Vitzthum. “ Pietro da Cortona € Atti del Convegno Internazionale (Roma€Firenze. Luca e Martina. Mecenati e pittori. 1969. Pietro da Cortona e l'arazzeria Barberini. 1956. saggi. Baldi. catalogo della mostra a cura di Anna Lo Bianco. 1991. n. 72. n. Pietro da Cortona: der Aufstieg zum f‰hrenden Maler im barocken Rom. Luca e Martina nell'opera di Pietro da Cortona. pp. 1956. 1983. 1977. “ Maurizio Fagiolo dell'Arco. 1978. Pietro da Cortona e la grande decorazione barocca. 2000) Monografie “ Trattato della pittura. Roma. Bernini and Pietro da Cortona. 1997. 19. 2002. Merz. T‘bingen. pp. 21. 840-851. “ Id.. 1997-1998). “ Paolo Portoghesi. Firenze. 1963. “ Pietro da Cortona. Pietro da Cortona e i "cortoneschi": bilancio di un centenario e qualche novit€. “ Anna Lo Bianco. Quaderni di Palazzo Venezia n. Bulzoni. in •L'oeil–. di Pietro da Cortona. Architettura come metafora. Princeton Univ. Pietro da Cortona and the frame. Pietro da Cortona. “ Anthony Blunt. L'arte e la societ€ italiane nell'et€ barocca (Torino.

Pietro da Cortona's drawings for the Pitti Palace at the Uffizi. 11. Pietro da Cortona in the Barberini salone. “ Erich Schleier. 93-108. “ Mina Gregori. 1989. 1971. “ Vittorio Casale. pp. “ Lorenza Mochi Onori. pp. 1970. La mostra celebrativa di Pietro da Cortona: ascesa e fortuna di un giovane artista. pp. I. 1965. 1997. 131-161. pp. Palazzo Pamphilj. Trattato della pittura e scultura. 1998. in Innocenzo X Pamphilj. n. n. 37-76. ne I luned‹ della galleria. n. n. in Caravaggio e la collezione Mattei. pp. Maria della Pace. in •Paragone–. Pietro da Cortona a Palazzo Pitti: un episodio ritrovato. pp. 399-460. 446-451. “ Carlo Severati. 4. 79. 145€155. “ Vittorio Casale. 1994. “ Elena Fumagalli. n. 27-57. in •The Burlington magazine–. in •Revue de l'art–. 1995. 1. pp. 42-54. pp. a cura di Mina Gregori e Erich Schleier. 1990. 55-62. I disegni di Pietro da Cortona per gli affreschi nella Chiesa Nuova a Roma. n. 313. La pittura a Firenze nel Seicento. 1970. 89 . in •Bollettino d'arte–. 3-90. “ Irving Lavin. “ Claudio Strinati. 85-118. in •L' architettura–. 1976. “ Caroline Coffey. pp. 233-239. in •Disegnare. “ Maria Luisa Riccardi. vol. r. “ Antonio Cistellini. 34-82. I. Pietro da Cortona e Mattia Preti intorno al 1650. Pietro da Cortona e la chiesa di San Filippo Neri in Firenze. 107. in •Antichit‚ viva–. in •The Burlington magazine–. I disegni di Pietro da Cortona per gli affreschi di Palazzo Pitti. La chiesa e il convento di S. 71-78. 1972. pp. 327-337. 292-379. 752-759. n. pp. pp. a cura di Alessandro Zuccari e Stefania Macioce. 52. “ Sabine Jacob. Pierre de Cortone et la dˆcoration de la Galˆrie d'Alexandre VII au Quirinal. Le "ambiguit€" di Pietro da Cortona e la prima attivit€ di Cirro Ferri. in •The Burlington magazine–. Pietro da Cortona. pp. n. Merz. An unnoticed early work by Pietro da Cortona. in •Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura–. pp. pp. 140. immagini–. in •The Burlington magazine–. pp. pp. “ Luigi Salerno. 1998. Pietro da Cortona e la Cappella del Sacramento in San Marco a Roma. 135. The art of the painter's scaffold. 279€324. 1967. 48. a cura di Maurizio Fagiolo Dell'Arco. “ Alice Jarrard. “ J•rg M. pp. in •Paragone–. 135-148. n.Pietro da Cortona “ Anna Maria Petrioli. Il Seicento. 1970. pp. 1970. pp. 112. pp. a cura di Mina Gregori e Erich Schleier. in •Bollettino d'arte–. 81-87. a cura di Luigi Salerno e Dioclecio Reding de Campos. n. n. arte e potere a Roma nell'et€ barocca. n. La pittura del Seicento a Roma. 16-24. storia e architettura in Piazza Navona. Isola dei Pamphilj. n. La galleria di palazzo Mattei e la decorazione di Pietro da Cortona. 1970. La chiesa della Pace e l'abside di Santa Maria dell'Anima. 16. n. pp. Pietro da Cortona documents from the Barberini archive. in La pittura in Italia. 1/2. in •The Burlington magazine– n. “ Anna Lo Bianco. idee. in •Studi secenteschi–. 1993. 198) vol. Studi su Pietro da Cortona. n. Pietro da Cortona's project for the church of San Firenze in Florence. Pietro da Cortona and the Este in Modena. 1981. 1996. in •Commentari–. 112. pp. n. “ Elisabetta Rasy e Pia Vivarelli. “ Erich Schleier. 1969. 26. “ Walter Vitzthum. “ John Beldon Scott. a cura di Rosaria Mencarelli. 67-99. 1978. 258-267. a cura di Rossella Vodret.(1965). Il casino Sacchetti di Pietro da Cortona a Roma. 7. opera stampata ad instanza del S. “ Claudio Lo Monaco. in La pittura in Italia: il Seicento. Atti delle conferenze. in •Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz–. in Architettura barocca a Roma. 522-526 “ Marco Chiarini e Karl Noehles. pp. architetto Pietro da Cortona. 11.

catalogo a cura di Marcello Fagiolo e Paolo Portoghesi. 272-287. 2006. 15. Pietro da Cortona e la Galleria di Alessandro VII al Quirinale. in Roma barocca: Bernini. 2003. “ Claudio Strinati. Alberto Felici e Mariarosa Lanfranchi. pp. pp. Le pitture e gli stucchi di Pietro da Cortona nella Sala di Giove in Palazzo Pitti. a cura di Christoph L. 114-141. 2000). 213-220. 80-87. pp. “ Stefania Pasti. Pietro da Cortona e gli allievi: l'uso del disegno tra progetto e esecuzione. in Palazzo Pitti. 90 Galleria fotografica Ritratto di Urbano VIII Ritratto di Marcello Sacchetti Martirio di Santo Stefano Anania restituisce la vista a San Paolo . “ Laura Baldini. Pietro da Cortona. Borromini. Amelio Fara e Detlef Heikamp. in Francesco Borromini. Atti del congresso (Roma. 1/2. “ Francesco Petrucci. Borromini. pp. a cura di Lorenza Mochi Onori. 1999. “ Chiara Baglione. Cortona e gli altri: l'ascesa nello spazio. “ Serenella Rolfi. Pietro da Cortona. 2002. Atti del convegno internazionale (Roma. 184-209. pp. 88-97. 98-106. Il Palazzo nella progettazione di Pietro da Cortona. La Grotta di Pietro da Cortona in Palazzo Pitti. in I Barberini e la cultura europea del Seicento. Novit€ sulla pittura di Bernini. I. Pietro da Cortona. 37-50. in Artifici d'acque e giardini: la cultura delle grotte e dei ninfei in Italia e in Europa. “ Fabrizio Bandini. in Studi di storia dell'arte in onore di Denis Mahon. la reggia rivelata. Frommel e Elisabeth Sladek. Sebastian Sch‘tze e Francesco Solinas. pp. “ Anna Lo Bianco. Pietro da Cortona e Baciccio. pp. 1999. Pietro da Cortona e gli anni della volta Barberini. 211-217. in Roma barocca: Bernini. Silvia Danesi Squarzina e Claudio Strinati. 364-371. a cura di Isabella Lapi Ballerini e Litta Maria Medri. Mostre cortonesche fra Roma e Cortona 1996-1997. n. Atti del V Convegno Internazionale sui Parchi e Giardini Storici (Firenze-Lucca. a cura di Maria Grazia Bernardini. “ Marcello Villani. 2003. Pietro da Cortona. 2006. Convergenze nella Roma barocca: Borromini e Pietro da Cortona. 1998). 85-94. 2006). in Storia dell'architettura italiana. Il Seicento.Pietro da Cortona “ Laura Baldini. 2000. in •Kermes– n. in •Roma moderna e contemporanea–. “ Anna Lo Bianco. pp. Borromini. 2000. catalogo a cura di Gabriella Capecchi. pp. pp. vol. 2007. a cura di Aurora Scotti Tosini. un grande cantiere barocco a Firenze. pp. in Roma barocca: Bernini.

L'autore della celebre "pasquinata" € stato identificato dal .Pietro da Cortona 91 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. molto pi„ grande del solito. un catafalco processionale di grandezza monumentale. L'incarico di realizzarlo fu la prima grande commissione pubblica che l'artista ottenne in seguito all'elezione di papa Urbano VIII nel 1623. il quale partecip• alla progettazione [1]. Quest'impresa € il risultato di un lavoro di cantiere collettivo che vide Il Baldacchino di San Pietro nella Basilica di San coinvolti Francesco Borromini. uiowa. html Baldacchino di San Pietro Il Baldacchino di San Pietro € un monumentale impianto architettonico barocco all'interno della basilica di San Pietro in Vaticano. lib. Fu realizzato da Gian Lorenzo Bernini tra il luglio 1624 e il 1633. l'opera venne inaugurata il 28 giugno 1633 dallo stesso papa. Per realizzare l'opera vennero asportati e fusi gli antichi bronzi del Pantheon. e altri artisti celebri come gli scultori Stefano Maderno. e che sostituisce il consueto ciborio inserendosi nello spazio in maniera innovativa e scenografica. Francois Duquesnoy.wikimedia. consistenti nelle massiccie travature del pronao. fecerunt Barberini ("ci• che non fecero i barbari. suo assistente per la parte Pietro in Vaticano architettonica. fecero i Barberini") con la quale si voleva sottolineare la smisurata ambizione della famiglia del pontefice che. edu/ exhibits/ imaging/ cortona/ index. spendeva cifre enormi e neppure si fermava di fronte al danneggiamento di uno dei monumenti pi„ importanti dell'antica Roma. aprendo nuove prospettive all'architettura barocca. inserendosi sullo spazio semicircolare della confessione. pur di autocelebrarsi con monumenti spettacolari. Quella del Baldacchino € la prima impresa di Bernini in cui si fondono scultura e architettura a tal punto da creare una allegorica immagine di un oggetto.org/wiki/Category:Pietro da Cortona Collegamenti esterni “ Tabulae anatomicae [1] References [1] http:/ / sdrc. Giuliano Finelli. ideato per segnare il luogo del sepolcro del santo. La scellerata decisione ispir• la celebre pasquinata Quod non fecerunt barbari. Luigi Bernini (fratello di Gian Lorenzo) e una schiera di fonditori e scalpellini. Andrea Bolgi.

benchˆ ciƒ sia stato vero di haver levato quel Metallo. lucertole (simboli di rinascita e di ricerca di Dio) e api. le statue sono animate in senso barocco e sono impreziosite cromaticamente. sono composte di tre pezzi ciascuna. Questi quattro pilastri sono collegati da una trabeazione convessa tipica del Barocco. alte 11 metri. al fine di alleggerirne l'aspetto. a sottolineare la commissione di un papa afferente alla famiglia Barberini. [2] Il Baldacchino visto da sotto. a cui si aggiungono i capitelli e i basamenti su cui sono raffigurate le fasi di un parto tramite le espressioni di un volto femminile[3]. dall'uso della doratura. ambasciatore del Duca di Mantova.Baldacchino di San Pietro 92 critico d'arte de L'Osservatore Romano. con la cupola nello sfondo Le caratteristiche colonne tortili. ma estimato ancor bene e posto. conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana con il nome di Codice Urbinate 1647. mentre i drappi sotto la trabeazione sono in movimento come mossi dal vento. . in cima fu collocato il globo con la croce. e si aggiunsero statue (che furono disegnate da Francesco Borromini) di angeli e putti che reggono i festoni. Bernini pose su uno dei lati del baldacchino un putto che alza al cielo un enorme corpo d'ape rovesciato. come il resto dell'opera. Sandro Barbagallo. egli morse d' infermit€ e nel letto chiese perdono a Papa Urbano Ottavo. perchˆ l' Agente del Duca di Mantova che fu Detrattore di aver affissi i Cartelli di quell' infame Pasquinata da famiglia Barbera ad Barberina. Per la parte superiore fu adottata la struttura a dorso di delfino. sono tortili ad imitazione del Tempio di Salomone e del ciborio della vecchia basilica e attraversate da elementi naturalistici bronzei come tralci di lauro (che alludono alla passione di papa Urbano VIII per la poesia). A pagina 576v € cosƒ scritto: Dalle lingue malediche e detrattori di fama contaminata fu decantato lo spoglio d' un ornamento antico. — possibile ammirare una copia del Baldacchino (simile e di dimensioni minori) presso la Cattedrale di San Feliciano di Foligno. per essere stata ornata la Chiesa de' SS. e si † visto a tempi nostri sopra di questi Critici la maledizione di Dio. che fanno parte dello stemma della famiglia papale e che si trovano anche nei basamenti marmorei. in monsignor Carlo Castelli. Apostoli. A certificare l'identificazione di Sandro Barbagallo € il diario dello stesso Urbano VIII.

€ dedicata all'omonimo santo ed € quotidiano punto d'incontro per migliaia di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo. Posta a margine del centro storico di Roma. Bibliografia “ Touring Club Italiano. il colonnato del Bernini e Via della Conciliazione con il rione di Borgo viste dalla Basilica di San Pietro Lo spazio della piazza € formata da due parti: la prima a forma di trapezio rovescio il cui lato maggiore corrisponde alla facciata con specifiche motivazioni prospettiche. i principali accessi sono da via di Porta Angelica o da via della Conciliazione.org/wiki/ Category:Baldachin of Saint Peter's Basilica Piazza San Pietro Coordinate geografiche: 41”54•8‚N 12”27•23‚E41. L'Italia. Milano 2004 Voci correlate “ Basilica di San Pietro in Vaticano “ Gian Lorenzo Bernini “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Descrizione La celeberrima piazza. Roma. it/ 2012/ aprile/ 25/ chiamava_Carlo_Castelli_Pasquino_Urbano_co_9_120425046. corriere. di forma ovale con .La Rocca. la piazza fa parte della Citt‚ del Vaticano ed € delimitata dal confine con lo Stato italiano. 30 gennaio 2007. (guide rosse). [2] Si chiamava Carlo Castelli il Pasquino di Urbano VIII (http:/ / archiviostorico.27. notevole esempio di architettura ed urbanistica barocca. Piazza San Pietro. p.45639”E [1] Piazza San Pietro € la piazza antistante la basilica di San Pietro.90222”N 12. attraverso il rione Borgo che giace a est.wikimedia. pi„ grande. La Repubblica. shtml) [3] Puntata de L'eredit€ del 26/10/2010. Il baldacchino € anche del Borromini. la seconda.Baldacchino di San Pietro 93 Note [1] O.

in quegli anni. Portica Sancti Petri[3] e traversando la platea con una striscia lastricata. in parte dal quadriportico ed in parte lasciata libera. la residenza del papa. come una lunga passatoia che dall'androne di questo entra nella citt‚. la tomba di san Pietro dopo il martirio nel vicino Circo. Per tale motivo nel IV secolo fu eretta su tale area la grande basilica costantiniana. Il prototipo alessandrino nasce nell'ambito di un programma che non € architettonico: non si prevedeva. detto anche Borgo Nuovo. con un dislivello di circa dieci metri tra il piede della scalinata che conduceva alla basilica e l'antistante quartiere del Borgo che giungeva al Tevere. creava davanti al grande portale di ingresso ai palazzi vaticani una prospettiva di circa 800 metri (il Borgo pi„ l'attraversamento lastricato della platea): si trattava della conferma che Alessandro VI non assegnava alcun ruolo prioritario alla basilica di San Pietro nel quadro della creazione della cittadella pontificia. priva di pavimentazione. in parte occupata dalla chiesa. Mentre tutto verr‚ demolito e ricostruito attorno a quel portale. Papa Niccol• V aveva progettato di trasformare l'informe spazio in terra battuta della platea in una piazza porticata all'interno del complessivo riordino dell'area vaticana in cui era impegnato Bernardo Rossellino. Tale asse viario. secondo la tradizione. regolarizzando nel contempo le tre strade medievali del Borgo che vi afferivano. Il progetto non ebbe seguito immediato. La Via Recta. con l'aiuto dei pellegrini. nacque il quartiere del Borgo che occupava l'area compresa tra il Tevere e la spianata. o via Alessandrina o via Borgo Nuovo. fra il ponte Sant'Angelo e il portone del Palazzo vaticano. Storia La Platea Sancti Petri fino al XV secolo Piazza San Pietro vista da Giovanni Battista Piranesi (1748) La Piazza di San Pietro e la basilica retrostante occupano una piccola valle posta tra il colle Vaticano e colle Gianicolo occupata in epoca classica dal Circo di Nerone. dove fu posta. La Via Recta o Via Alessandrina Papa Alessandro VI per il Giubileo del 1500 fece aprire la prima strada nuova rettilinea di Roma. I due grandi spazi sono unificati da un imponente colonnato architravato.Piazza San Pietro 94 l'obelisco Vaticano al centro. l'atrio retrostante diventa il lungo corridoio del Bernini. n† i Palazzi Vaticani secondo un disegno unitario. inclinata di circa 6 gradi rispetto all'asse dell'antica basilica. la curia. Per realizzare tale strada fece demolire. Con tale costruzione venne creata. allineato in fondo con la Scala regia che conduce . di ricostruire n† San Pietro. interrando anche l'area cimiteriale[2]. una vasta spianata chiamata platea Sancti Petri. All'inizio del Cinquecento la piazza (platea Sancti Petri) era all'incirca rettangolare. Al suo margine nel Medioevo. e la sua immagine rimane impressa gi‚ molto prima di arrivarvi. quell'asse non verr‚ pi„ cancellato: il portone diventa il Portone di bronzo. oggi piazza Pio XII) e su cui sbocca in asse. la cosiddetta Meta Romuli. forse regolarizzando la medievale via porticata. Papa Pio II fece realizzare una scalinata marmorea davanti alla facciata della basilica ed iniziare una loggia per le benedizioni a Francesco del Borgo. la novecentesca Via della Conciliazione. Nella situazione attuale. € dunque il primo rettifilo centrato sul portone di un palazzo. egli proponeva invece come riferimento per questa operazione il palazzo. una sepoltura monumentale romana a forma di piramide. dalla via Cornelia e da un'area cimiteriale ora denominata Necropoli vaticana. davanti alla piazza vera e propria troviamo un altro spazio che funge da vestibolo (Piazza Rusticucci.

l'antico obelisco egiziano che. 95 La basilica di San Pietro Durante il pontificato di Giulio II venne deciso di riedificare completamente la grande basilica. Nel 1586 Sisto V fa trasportare davanti alla basilica. Tuttavia la lunga storia dei progetti. sarebbe risultato quasi a ridosso degli isolati a sud della piazza. il quadriportico e le varie costruzioni addossate. precedentemente in stato di abbandono. Raffaello (con Giuliano da Sangallo e Fra' Giocondo). la nuova fabbrica di San Pietro si erge in fondo alla piazza. vent'anni dopo. Interventi sulla platea dal Cinquecento Durante tutto il XVI secolo la piazza non fu interessata dai lavori di ricostruzione della basilica che continuava a rivolgere. Jacopo Barozzi da Vignola. Giacomo Della Porta con Domenico Fontana. Inoltre. con un lungo elenco di progettisti: Bramante.Piazza San Pietro alla Sala omonima. Rapidamente intorno a quest'asse il Borgo. La costruzione del grande edificio pocedette lentamente. da cui si entra nella Sistina da una parte. dopo essere stato usato come Meta nel Circo Neroniano. si riorganizza in una commistione di edilizia popolare e palazzi cardinalizi progettati dai pi„ importanti architetti del primo XVI secolo. la cui demolizione verr‚ decisa molto pi„ tardi. sul fianco sud della Basilica. poco discosto dall'edificio. circa a met‚ dell'intervallo fra il piede dell'antica scalinata e l'isolato di fronte. verso la piazza la vecchia facciata. Michelangelo. se fosse stato collocato sull'asse dell'edificio nuovo.56 metri verso nord rispetto al suo asse. nel trasportarlo e collocarlo. tanto che la piazza per oltre un secolo non sar‚ interessata dal grande cantiere. Maderno. La piazza alla fine del XVI secolo Quando per•. nell'alloggio del pontefice dall'altra. perch† l'architetto Domenico Fontana. prima dello spostamento organizzato da Domenico Fontana. l'obelisco risulta spostato di 1. Antonio da Sangallo il Giovane con Baldassarre Peruzzi. determiner‚ il rapporto con la citt‚ della basilica ed in definitiva il futuro assetto della piazza. . si innalzava. nell'alternanza tra pianta centrale a croce greca coperta la grande cupola (voluta da Bramante e Michelangelo Buonarroti) e quella a croce latina che si affermer‚ definitivamente nel clima della Controriforma. Scavi archeologici hanno dimostrato come l'obelisco. Pio IV a met‚ del Cinquecento allarga la piazza sui due lati. si era probabilmente riferito alla basilica costantiniana allora parzialmente ancora in piedi. iniziando i lavori dalla parte absidale. avesse mantenuto la posizione originaria del I secolo[4].

Dopo che fu sostanzialmente finita si decise di costruire anche due campanili affiancati alla facciata. si ripropone il problema di soddisfare alle sue funzioni di anticamera di san Pietro. negli anni seguenti. . legata alla risistemazione complessiva della piazza. nei primi decenni del secolo fa costruire da Maderno il corpo longitudinale della chiesa rinunciando definitivamente al progetto a pianta centrale di Michelangelo. Giovanni Antonio Dosio e Ludovico Cigoli. La facciata con i campanili del Maderno non realizzati direttamente funzionale alla basilica. Inoltre adesso i papi guardano dal Quirinale a San Pietro in una prospettiva formale e ideologica diversa da quella che avevano dal Vaticano. marcato da una torre con orologio. La piazza. pi„ all'esterno verso est. La facciata Subito dopo la navata. La loro costruzione si interruppe nel 1622 e le due torri rimaste incomplete al primo ordine. Mentre. sempre sull'asse della via Alessandrina.[6] tanto che Bernini la definƒ "quatta". ma le critiche ed il cedimento delle fondamenta gli impedirono di procedere con la costruzione. Maderno realizz• anche la facciata. — in questa situazione che si passa dalle annose questioni relative all'impianto planimetrico della chiesa. si distrugge l'antico quadriportico del Paradiso. viene sempre voluta e pensata come chiusa anche per evidente contrapposizione alla precedente platea Sancti Petri.[5] Maderno ripropose il prospetto disegnato da Michelangelo. Il problema era quello di trasformare uno spazio abbastanza indifferenziato. Si ottenne cosƒ una facciata pi„ larga che alta. a cui avevano dato avvio Giulio II e Bramante. per costruire la navata.Piazza San Pietro 96 La questione della piazza — solo dal Seicento che si pone la questione della piazza. San Pietro cessa di essere la grandiosa cappella del palazzo papale e ritorna ad essere una delle basiliche di Roma. ed anzi ormai si concretizza il travagliato progetto. Infatti papa Paolo V. Immaginer‚ poi una diversa soluzione. compreso l'ordine gigante. Girolamo Rainaldi. di fare della chiesa il centro simbolico della cristianit‚. vuoto ottenuto senza nessun disegno e •progetto–. Nello stesso periodo Martino Ferrabosco adegu• l'ingresso ai palazzi vaticani costruendo un nuovo avancorpo monumentale. Comunque l'intervento secentesco comprende in realt‚ tre parti successive: la navata longitudinale con la sua facciata. finiranno per aumentare le dimensioni orizzontali della facciata. alle questioni relative alla sua facciata ed alla definizione dello spazio antistante. la piazza San Pietro interna. apertissima in ogni direzione. ma pi„ avanti. •chiusa– ed unitariamente progettata. forse per correggere le sue proporzioni inusuali. in uno spazio monumentale e rappresentativo. per dare un maggior rilievo assiale all'edificio. Nella prima met‚ del Seicento anche Bernini prov• a delimitare la cupola con due campanili. II progetto fu scelto nel 1607 con un concorso a cui parteciparono anche Domenico e Giovanni Fontana. la piazza Rusticucci esterna. senza l'avanzamento del pronao centrale. reinterpretandolo per• su un unico piano prospettico. •aperta–. quale era la platea Sancti Petri.

La soluzione viene comunque rapidamente scartata. con vista frontale sull'omonima basilica.[7] La soluzione di un tale problema non poteva non avere un grande impatto urbanistico. la cui presenza rispondevano anche ai presupposti economici e funzionali enunciati dalla Congregazione della Fabbrica di San Pietro. rispondeva anche all'esigenza liturgica della tradizionale processione del Corpus Domini.[8] che intendeva vendere o affittare botteghe e aloggi di prestigio affacciati sulla grande piazza. . senza ulteriori costruzioni soprastanti. guidata dal papa attraverso le strade vicine del Borgo e protetta da grandi baldacchini. non avrebbe impedito al popolo la veduta del palazzo residenza del papa e a lui di veder loro e di benedirli. La prima soluzione elaborata nel 1656 da Bernini fu il progetto di una piazza trapezoidale chiusa tra facciate di palazzi porticati. urbanistici (come l'asse alessandrino eccentrico rispetto alla facciata). Il portico. che rendono asimmetrica la veduta della piazza possibili rientri finanziari legati alla possibilit‚ di edificare edifici sui margini della piazza. si trov• a dover conciliare diversi elementi architettonici (come la grande facciata della basilica).[8] Il progetto definitivo Piazza San Pietro in una fotografia del 1909 Cosˆ nel 1657 il primo progetto fu sostituito da un altro con porticati liberi di archi su colonne a formare unƒampia piazza ovale e poco dopo con colonnati architravati. Nel ripensare il progetto Bernini dovette comunque destreggiarsi tra il papa stesso e i prelati della Fabbrica.Piazza San Pietro 97 Il primo progetto di Bernini Quando Bernini affront• la sistemazione complessiva dello snodo tra il nuovo san Pietro e la citt‚. funzionali (come la necessit‚ di ampi portici per ricovero dei pellegrini) e liturgici (relativi alle rituali benedizioni papali).[8] In pi„ l'altezza del portico. probabilmente perch† non sufficientemente monumentale e rappresentativa del ruolo liturgico della basilica destinata a diventare sempre di pi„ il centro della cristianit‚. superando intrighi e opposizioni. Decisivo fu l'intervento di papa Alessandro VII Chigi Piazza San Pietro. si notino che consente di superare le obiezioni relative ai le architetture ai suoi lati.

nella piazza diventa l'asse secondario. come il Papa). e la fontana nell'esedra settentrionale della piazza € tangente all'angolo esterno di questo percorso. Si ha cosƒ l'impressione di un unico partito architettonico che circonda l'invaso. Non lo evidenzia in alcun modo n† il disegno della pavimentazione. proprio per non intercettarlo. Le due ali rettilinee devono per• essere svincolate dalla scalinata centrale. Inevitabilmente Bernini per la prima volta nella storia della piazza impone l'asse della basilica. n† alcuna eminenza scultorea. L'asse architettonico e quello urbanistico Quello che nella citt‚ € l'asse principale (via Alessandrina). anche se completamente nascosto. inserendo sotto la base e tra capitello e trabeazione dei 'cunei' triangolari. essendo il pavimento della nuova basilica 3. ma € vero che nulla lo interrompe. centrata sul portone di bronzo. imprimendo cosƒ una sensibile deformazione alla parte trapezoidale. . e usa invece un'"architettura obliqua". perch† il leone viene schematizzato con un trapezio per via delle maggiori dimensioni delle spalle).2 metri pi„ alto di quello antico. in corrispondenza con tale asse urbanistico. tanto pi„ che si procede alla demolizione della torre di Ferrabosco che sottolineava l'ingresso ai Palazzi Vaticani. Ci• contravviene a quanto sosteneva Vitruvio riguardo all'architettura come specchio della realt‚. Per la forma trapezoidale pu• essere avanzata anche l'ipotesi di un riferimento extra-biblico all'Ariel ("leone di Dio". ma vi conserva dentro l'asse ormai plurisecolare del Borgo Nuovo. un cortile trapezoidale del Tempio di Salomone (Re e Sacerdote. per la decisione presa di realizzare le •grotte vaticane–. La divergenza fra le ali fa sembrare pi„ vicina la parete di fondo e al contempo cerca di mediare la necessit‚ di far predominare nella piazza l'asse della basilica (sottolineato dall'obelisco) e nella citt‚ l'asse della via Alessandrina. Bernini ha dovuto ruotare l'asse maggiore dell'ovale per renderlo parallelo alla facciata. La cornice dei tratti porticati finisce esattamente alla quota di quella dell'ordine basso inserito da Maderno nell'ordine gigante michelangiolesco. Dovendo per• accettare l'obelisco come centro della nuova piazza.Piazza San Pietro 98 La piazza retta Davanti alla facciata Bernini prevede uno spazio a trapezio la piazza "retta" la cui forma € ottenuta ribaltando simmetricamente la direzione di via Alessandrina rispetto all'asse della basilica. La fontana vista da nord La fontana vista da sud Nella vistosa inclinazione dei "corridori" Bernini rinuncia alla soluzione cinquecentesca di lasciare un ordine retto.

Bernini dissimula l'incongruenza (la fontana a nord era stata rinnovata dal Maderno. Pietro. Altri particolari: “ il prospetto a est di Palazzo Nuovo (la residenza papale) si trova ad essere uno dei raggi dell'emiciclo settentrionale. con modelli dal vero provati sulla piazza € sono esattamente la met‚ di quelle sulla facciata della basilica. € deformata a parallelogramma da pavimento a soffitto. Con le demolizioni. La lunga teoria delle 162 statue di santi € ognuno in corrispondenza di una colonna. Infine. serviva a reggere la spinta della sequenza formata dalla chiesa e dal suo sagrato. su cui la posizione dell'obelisco costituiva una quota non modificabile. che spezzano la linearit‚ dell'emiciclo. Nella soluzione definitiva il colonnato corre su un piano inclinato in modo impercettibile e sollevato di tre gradini uniformi. la sua tessitura. E divent• probabilmente anche pi„ romano. il quartiere di Borgo cambier‚ radicalmente. La piazza ovale doveva per• essere ricavata in pendio. che inevitabilmente deriveranno dalla redazione definitiva del progetto. La scelta del "triplo portico" era legata all'uso processionale. ma al centro dell'emiciclo l'interno del corridoio risulta scorciato. Dimensioni: 198 • 148 metri.Piazza San Pietro Piazza ovale Inizialmente Bernini prevedette un limitato sviluppo della piazza. “ la testata libera (quella verso est) dell'emiciclo Nord € parallela al prospetto meridionale dello stesso Palazzo Nuovo. come tante singole colonne trionfali € rappresenta la •ecclesia triumphans– in relazione alla •ecclesia militans– cio€ la folla dei fedeli in preghiera nella piazza. per non occupare altra area oltre a quella dell'•insula grande– e rispettare i prospetti delle case ad essa antistanti. con Matthia De' Rossi). Ma perch† l'ovale? Perch† non era un'ellisse. dando cosƒ una felice immagine del suo intervento ancor oggi comunemente riconosciuta e accettata. quella "gemella" a sud fu fatta da lui stesso. fino ad allora le sue case si erano spinte oltre l'abside di San Pietro sul lato meridionale. Nella primitiva soluzione ad arcate si era pensato di far assorbire il dislivello dal basamento. quasi matrice di tutte le altre doveva haver' un portico che per l'appunto dimostrasse di ricever € braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza. in forte contrapposizione alla basilica longitudinale. e perch† l'ovale € l'unione di due semicirconferenze che si intersecano nei rispettivi centri unite da due archi di cerchio. 3). La trasformazione di Borgo corrispose poi anche a un cambiamento di popolazione: da povero il quartiere divenne aristocratico. a differenza delle colonne perfettamente allineate. rappresentanti i dodici apostoli e un Ges„ di mano berniniana (la cui croce € sulla retta di quella della cupola retrostante e di quella dell'obelisco antistante). formata da intercolumni uguali. Le dimensioni delle sculture € realizzate da collaboratori di Bernini sotto la sua supervisione. lasciando l'ordine architettonico orizzontale. e gl'Infedeli per illuminarli alla vera fede–. dietro ad esse vi sono dei pilastri. figura geometrica notoriamente cara alla Chiesa per via delle sue implicazioni cosmologiche. di pi„ difficile disegno e realizzazione e inconsueto nell'architettura sacra. come in una cavea. dove il cortile del Tempio di Dio viene descritto da Ezechiele come porticus incta portici triplici (Ez 42. potrebbe evocare il mistero della Trinit‚. permette alla folla di veder se stessa. ma era anche un tema evocabile dall'Antico Testamento.[9] Il corridoio centrale viene interrotto da risalti con colonne aggettanti. Le demolizioni per la piazza lo spaccano quasi a met‚. Con la posizione delle fontane. gl'Heretici per riunirli alla Chiesa. 99 . E la concavit‚ della piazza produce l'effetto •teatro– (cosƒ definito nei documenti): quando € piena di gente. Bernini sosteneva opportunamente che •la chiesa di S. tra questo e le mura. con l'intenzione di dimostrare cosƒ la netta insufficienza della proposta. L'idea dell'ovale di Bernini-Alessandro VII. che si frappongono tra l'osservatore e gli avancorpi.

mentre all'esterno € pi„ massicce € sono compatibili col dorico. il dorico forniva un contrasto semplice e poco attraente ("contrapposto" era la parola di Bernini). La parte occidentale € il recapito dell'asse urbanistico e il luogo del suo raccordo con l'asse architettonico. La giacitura curva implica per• l'espediente di aumentare gradualmente il diametro delle colonne dalla prima alla quarta fila per compensare l'aumento dell'intercolumnio. cosƒ come i capitelli se fossero stati utilizzati lo ionico o il corinzio. Il contributo di piazza Rusticucci alla riuscita dell'insieme era determinante: non solo creava la distanza prospettica necessaria per ritrovare la cupola al di sopra della facciata. com'€ € per esempio € la trabeazione del primo piano del Colosseo. Quello dorico € pertanto l'ordine pi„ adatto alla geometria della piazza. che vengono soppressi anche per questo motivo. senza metope n† triglifi cosƒ come proposto nell'opera teorica del Vignola. del Bramante). da cui. Dopo lo sventramento piacentiniano € stata sostituita dalla simmetrica piazza Pio XII. non potendo prolungarsi nella dimensione urbana. utilizzato semplificando la trabeazione. dovuta alla demolizione dell'ultimo isolato tra la via Alessandrina e Borgo Vecchio € interrompendone la continuit‚ € € messa a frutto in scala architettonica. termine di via della Conciliazione. lo scarto proporzionale sarebbe risultato evidente soprattutto nei triglifi. ma permetteva di vedere anche la piazza e il portico. Tra l'obelisco e la fontana di destra. ma dalla parte giusta. di cogliere questo spazio-catino anteposto e strettamente congiunto al resto. che avrebbe ingrandito l'altezza della facciata e aumentato la magnificenza dell'ordine corinzio della facciata. L'ordine dorico era comunque considerato un ordine eroico adatto alla figura di san Pietro (vedi il martyrium del Tempietto di San Pietro in Montorio a Roma. le quattro massicce file di colonne sembrano solo una 100 . Le colonne La forma complessa rendeva difficile l'allineamento delle colonne e la conformazione dell'ordine. si trova contrassegnato il "centro del colonnato".Piazza San Pietro Piazza Rusticucci L'ingente e complessa manomissione della forma urbana. Anche le basi devono essere deformate sull'arco di cerchio. con un gioco prospettico. Ci• comporta che le proporzioni delle slanciate colonne e degli intercolumni sul lato interno della piazza sono vicine a quelle del corinzio. La piazza € molto decentrata rispetto a San Pietro. cio€ verso il portone di bronzo. che si ferma. Relativamente basso ed estremamente austero. pilastri e lesene € e pi„ o meno ionico (privo di triglifi) nella trabeazione: cosƒ del resto era usato spesso per marcare volumi curvilinei. In realt‚ il grande ordine continuo della piazza € dorico nei sostegni verticali € colonne. sul suolo.

Piazza San Pietro 101 Vista del colonnato Il ƒterzo braccio„ Un tema controverso (e delicatissimo) € la saldatura fra il nuovo scenario aulico e il paesaggio urbano preesistente. Risoluzione dei problemi •L'abilit€ dell'Architetto si conosce principalmente in convertir i difetti del luogo in bellezza–. su un unico contesto. Poco dopo.[10] Bernini impost• il suo progetto su tutti i vincoli che i secoli precedenti € e i papi e gli architetti € gli avevano trasmesso e imposto. essendo a dubitarsi che quella demolizione possa nuocere all'effetto della piazza di san Pietro–. simmetrie soltanto apparenti. Prima segue la forma ovata della piazza (rendendone pi„ netta la percezione). con la morte di Alessandro VII. l'esecuzione del piano regolatore del 1881 •anche per ragioni di estetica. ancora nel 1882 il consiglio comunale di Roma delibera di sospendere. che pi„ tardi vorrebbe anche arretrare verso il borgo. poi approda a una versione rettilinea. Bernini non considera le proporzioni un valore assoluto ma una variabile dipendente da un pi„ ampio contesto. pur decidendo La piazza con il terzo braccio l'abbattimento dell'ultimo isolato di Borgo Nuovo. . Bernini ipotizza allora un •terzo braccio– centrale del colonnato. Ma la Congregazione. rimanda al futuro ogni spesa edilizia. soluzioni insolite. distanziato dai laterali quanto basta per non invadere il canale visivo fra Borgo Nuovo e il portone di bronzo. Riesce cosƒ a riordinare un intero pezzo di citt‚. accomodamenti dissimulati e bruschi raccordi francamente accettati. Solo a San Pietro ha modo di lavorare abbastanza a lungo. La mediazione tra la scala del monumento bramantesco e la scala minuta della citt‚ moderna non viene pi„ separata nettamente da altri corpi edilizi. per questa parte. in fasi successive e correggendo se stesso. Lo scenario della piazza € presentato obliquamente anche nella maggior parte delle incisioni e delle fotografie antiche. — questa coscienza connaturata con la citt‚ che ha scongiurato per lungo tempo l'esecuzione dei tanti progetti per la demolizione della •spina–. adattamenti ai vincoli imposti dagli elementi preesistenti e artifici per mascherare la loro irregolarit‚. Ci sono anomalie. tramonta l'eventualit‚ di queste aggiunte.

Raffaello. •Dal 1960 a oggi le passivit‚ dell'operazione restano in tutta evidenza. 102 Via della Conciliazione (1936€1950) Bisognava arrivare al 1936 perch† due spensierati progetti distruggessero. Maderno. Sulla facciata. Peruzzi.) sono immagazzinate nei depositi comunali e al Museo di Roma. e in certi casi ribattezzati con gli stessi nomi. Definita da Bernini una facciata •quatta–. In questo modo la nuova scala sembra qualcosa di aggiunto. Un certo numero di manufatti interi. Un momento della costruzione della via nel 1937: si noti l'ultimo palazzo che copriva la piazza prima della fine degli abbattimenti Alla loro distruzione € seguita la ricostruzione con palazzi •armonizzati– a quelli antichi.. fu modificata in senso tanto estetico quanto funzionale. scava il terreno sottostante e abbassa il nuovo piano di calpestio fino a dove lo consentono le fondazioni delle due appendici. Molte parti decorative (contorni di porte e finestre.[11] Lo sventramento piacentiniano era parte di una prassi collettiva gi‚ culturalmente declassata e battezzata da Pagano nel 1940 •l'internazionale dei pompieri–. L'intervento di Piacentini e Spaccarelli fu eseguito dal 1936 al 1950 e port• alla demolizione di palazzi e chiese del Borgo opera € tra gli altri € di Bramante. Antonio da Sangallo il Giovane. migliorando le proporzioni del prospetto. e dunque pavimentazione continua senza gradonature e corretta raccolta delle acque piovane). occludendo addirittura l'asse del portone di bronzo e puntando sulla piazza l'asse di uno stradone. replica la stessa zoccolatura che c'era gi‚ nelle parti absidali della chiesa. di anteposto. colonne.Piazza San Pietro Interventi sulla facciata del Maderno Il prospetto troppo sviluppato in orizzontale. avvicinandolo per quanto possibile al livello del piano su cui poggia la base dell'obelisco. facendo sopravvivere la voce che Bernini stesso avesse pensato ad una strada assiale alle spalle del •terzo braccio–. . reimpiegando alcune finiture ricavate dalle demolizioni. senza neppure accorgersi. anzi si sforza di riconoscere pregi "artistici" o "testimoniali" a ogni parte della citt‚ sufficientemente stagionata–. Bernini demolisce la gradinata preesistente.. che riconosce a tutti i fatti compiuti un diritto di esistere. priva di ogni apprezzabile articolazione in profondit‚. davanti alle due appendici. come le fontane. sculture. sono state trasportate in altri luoghi. viene limitata solo alla parte centrale. Non solo: ai lati della nuova scalinata € possibile realizzare due passaggi percorribili anche dalle carrozze e l'originale dislivello tra i piani di spiccato della facciata e dell'obelisco si € ridotto a solo sei metri (che con i 200 metri di distanza dall'obelisco fa una pendenza del 3%. ecc. trabeazioni. costruite come basi dei due campanili. non poteva essere rialzato senza danneggiare ulteriormente la visuale della cupola. La scalinata che davanti alla chiesa. un Il rione Borgo prima della costruzione della via equilibrio tanto a lungo elaborato. larga quanto l'intera facciata. basso e largo. ma sembrano controbilanciate da una rassegnazione storicista. nella parte rimasta scoperta al di sotto dell'ordine. stemmi. Il proposito generico di "fare largo" alle spalle del •terzo braccio– berniniano trova credito nella letteratura fino al XX secolo.

il grande colonnato ovale € sempre stato considerato la figura di due grandi braccia che avvolgono maternamente i fedeli. come avvenne nel 2005 per Giovanni Paolo II. giunta nei giorni precedenti a Roma per rendere omaggio al grande Pontefice.Piazza San Pietro 103 Anche la piazza Rusticucci asimmetrica € sostituita da una piazza simmetrica. avvolti dal cielo di Roma che € bello sempre. la domenica alle 12. e molte altre cerimonie ed eventi presieduti dal Pontefice. come la solenne messa di inaugurazione del Pontificato (che ha sostituito l'Incoronazione). e non solo quando € bello come quello di Lombardia (diceva Manzoni). — diventato abituale l'appuntamento dell'Angelus Domini. lo slancio dell'obelisco fiorito di mille leggende. quella di Pasqua con il messaggio e la Benedizione Urbi et Orbi (questi ultimi due si tengono anche a Natale). di fronte ad un'immensa folla. oltre che alle esequie di quest'ultimo. Il progetto fu approvato dallo stesso Mussolini che intendeva rendere nota la grandezza della piazza mettendola a paragone con una strada. saluta la folla radunata. le udienze generali (solo nella bella stagione). la piazza € diventata la sede abituale di grandi cerimonie liturgiche presiedute dal papa. siano pellegrini con devozione o siano turisti con interesse culturale. quando il papa si affaccia dalla finestra del suo studio. recita la preghiera dell'Angelus ed impartisce la benedizione. lo scroscio delle due copiose fontane. qui cominciano sempre dall'ammirare e godere l'ampiezza e l'armonia dello spazio e delle forme. confondendo quel delicato equilibrio trovato in cinquant'anni di lavoro dal Bernini (1629€1679) e declassando cosƒ l'intera composizione. da tutto il mondo e di La piazza in occasione del Natale tutte le razze e le lingue. La basilica vista da via della Conciliazione La vita nella piazza Essa € la piazza pi„ vicina. I visitatori della basilica di San Pietro.00. le canonizzazioni. piazza Pio XII. Data la sempre maggiore affluenza. fa un breve discorso. al cuore del cattolicesimo. la messa della Domenica delle Palme. in un certo senso. . che ripete senza alcuna ragione la forma e l'orientamento della piazza trapezia davanti alla facciata della basilica.

1993. ma € affidata alla pubblica sicurezza dello Stato Italiano. ISBN 978-88-420-1758-5. pag. 296. F. [7] Rudolf Wittkower. Roma-Bari. 1981 Italo Insolera. Edizioni Laterza. 2003. Il 13 maggio 1981. che fu arrestato dalla polizia italiana. 1600-1750. [11] Leonardo Benevolo. [3] Gianfranco Spagnesi. Torino. Einaudi. 1993. 2000. [8] Rudolf Wittkower. Parigi. Milizia. 49. il borgo e la citt€. “ Leonardo Benevolo. pag. 2004 Voci correlate “ “ “ “ “ “ Basilica di San Pietro in Vaticano Obelisco Vaticano Citt‚ del Vaticano Stato Pontificio Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia Borgo . Laterza. Bari. Piazza San Pietro. [4] Lorenzo Bianchi. durante un'udienza pubblica. Roma-Bari. Piazza San Pietro. i soldati tedeschi occupanti Roma ne presidiavano il perimetro. Bernini architetto. cit.Piazza San Pietro 104 La piazza fa parte del territorio vaticano. Arte e architettura in Italia. per evitarne la perenne occupazione abusiva in essa sono proibite tutte le manifestazioni pubbliche diverse da quelle religiose. 297. [5] Rudolf Wittkower. op. papa Giovanni Paolo II fu colpito dalla pistola di un attentatore. php?id=2582& parametro= Bibliografia “ “ “ “ “ Paul Letarouilly. cit. 191. 1993. La Fabbrica di San Pietro in Vaticano. Essendo un palcoscenico d'immenso prestigio mondiale. 1882 Marcello e Maurizio Fagiolo dell'Arco. San Pietro e la citt€ di Roma. op. Roma: la Basilica di San Pietro. Roma. com/ interventizeta. Bari. effedieffe. Mario Bulzoni Editore. 1981. Roma-Bari. 77. Memorie degli architetti antichi e moderni. VTE A. Immagini e realt€ dal X al XX secolo. 1999. op. p. Roma. php?pagename=Piazza_San_Pietro& language=it& params=41_54_8_N_12_27_23_E_type:landmark_scale:2500 [2] Su questa pietra. 1967 Franco Borsi. [10] a proposito di Bernini. 2004. [6] Rudolf Wittkower. Morel et CIE žditeurs. 1980 Massimo Birindelli. catalogo della mostra. Il papa in piazza San Pietro in occasione di un'udienza generale Note [1] http:/ / toolserver. Bernini. org/ ~geohack/ geohack. pag. 211. Laterza.. Le Vatican et la Basilique de Saint-Pierre de Rome. 1980. Laterza. pag. Laterza. ISBN 88-16-40605-4. Milano. Ad limina Petri: spazio e memoria della Roma cristiana.[12] Durante la seconda guerra mondiale. senza potervi entrare. San Pietro e la citt€ di Roma. pag. 232. 1993. pag. cit. [12] http:/ / www. [9] Massimo Birindelli. Electa. Parma 1781.

wikimedia. realizzata nella seconda met‚ del XVII secolo (tra il 1642 e il 1660) dall'architetto ticinese-italiano Francesco Borromini. situata nel rione Sant'Eustachio.Piazza San Pietro 105 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. In quel momento l'impianto del cortile su cui doveva affacciare era gi‚ stato definito da Giacomo della Porta compresa l'esedra terminale. I lavori iniziano solo nel 1643. del Barocco e della storia dell'architettura in generale. Borromini.html). foto.89833”N 12. blog “ Piazza San Pietro (http://www. ed era stata anche prevista una chiesa a pianta circolare con piccole cappelle. tecnici e simbolici.org (http://www. La fontana del Bernini Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza Coordinate geografiche: 41”53•54‚N 12”28•28‚E41. Storia Nel 1632 Francesco Borromini divenne architetto della Sapienza e cominci• ad occuparsi della chiesa che doveva sorgere all'interno del complesso universitario. invece. anche se probabilmente la progettazione inizi• prima e attravers• varie .47444”E Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza [1] Esterno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Anno consacrazione 1660 Stile architettonico Inizio costruzione Completamento Barocco 1643 1664 Sant'Ivo alla Sapienza € una chiesa di Roma. progetta una organismo certo a pianta centrale. Per i suoi valori artistici.org/wiki/Category:Saint Peter's Square Collegamenti esterni “ (EN) stpetersbasilica.com/saint-peter-view. libri. ma dalla geometria complessa [2].stpetersbasilica.leonhouses. l'edificio € considerato come uno dei capolavori dell'architetto.org) Mappe.

L'effetto della luce. e l'immagine dello Spirito Santo sul soffitto della lanterna. gi‚ visto nel San Carlino. mistilinea. intrecciati tra loro. sulla trabeazione poggia infine la cupola con sottili costolature che convergono all'ultimo anello della lanterna. e le mura ne ricalcano il perimetro. condizionato dalla preesistenza del palazzo e del cortile gi‚ realizzati che lasciavano uno spazio grossolanamente quadrangolare molto limitato per far sorgere la chiesa. la realizzazione della Biblioteca Alessandrina e delle facciate su piazza sant'Eustachio e via dei Canestrari. suggeriscono altezze smisurate ed intoccabili. l'interesse per un involucro mistilineo (che gli permettesse di continuare l'esperienza di San Carlino alle Quattro Fontane) e l'idea di trarre spunto da forme simboliche (capaci di legare l'origine e lo schema a dei significati primari) saranno i motivi ispiratori del progetto. Del resto la partenza geometrica. sopra questa fascia vi € una cornice non eccessivamente aggettante. fa pensare a un bilanciamento di movimenti centrifughi e centripeti. La prima fase costruttiva fu dal 1643 al 1655 quando la chiesa si trovava ancora al grezzo e con edifici estranei addossati. come testimonia anche la totale visibilit‚ da ogni parte di tutta la struttura. Dopo un'interruzione i lavori ripresero nel 1659. La conclusione pi„ profonda € verso l'alto. con funzioni di trabeazione.Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza fasi. disegna una sorta di stella a sei punte. Prospetto dal cortile Sezione verticale dell'edificio (1720) . creata dalla contaminazione di forme dure e forme concave. L'esigenza di sfruttare il pi„ possibile un lotto di forma quadrata. € estremamente efficace e. Nel 1660 la chiesa fu consacrata. compresa la realizzazione di modelli lignei. unito al candore totale delle mura. sembra rendere le pareti della chiesa come diafane e trasparenti. con il completamento della chiesa. Sceglie una matrice triangolare che gli consente di creare un organismo orientato gi‚ dalle linee del triangolo costruito. delle sottilissime cornici orizzontali. 106 Struttura Sant'Ivo alla Sapienza fu tema difficilissimo per Borromini. dove decorazioni di stelle. La parete € divisa da una serie di lesene scanalate. Da questi vincoli egli ricaver‚ un'occasione di grande libert‚. raddoppia il triangolo per creare una stella a sei punte che occupi tutta la superficie a disposizione. La biblioteca fu invece completata dopo la morte di Borromini [3]. che rimpiccioliscono. anche se i lavori proseguirono ancora per qualche anno. I lavori proseguirono per oltre vent'anni. ed a questa forma sottrae ed aggiunge spazi circolari secondo un rigoroso schema logico. che sottolineano gli spigoli interni concavi e convessi della chiesa. Lo spazio interno € racchiuso in un involucro unitario in cui c'€ un riferimento classico al Pantheon. Il risultato € ottenuto con estrema purezza ed apparente semplicit‚: la pianta centralizzata. che entra incrociandosi sia dalla lanterna sia dalle finestre. in cui ritroviamo il motivo del soffitto leggermente concavo.

A coronamento della chiesa. prudenza e laboriosit‚. mentre la spirale che sale verso l'alto non trova corrispondenza in una forma interna dove la lanterna finisce molto prima. € interessante per chiarire certe componenti della scultura del Borromini. 107 Simbologia. ma come elementi rivissuti prima separatamente e poi organicamente. ma va a poggiare direttamente sul contorno mistilineo della Cappella. come la luce di un faro. il cui esponente papa Urbano VIII commission• la chiesa. e la leggerezza ricreata trova il suo compimento nella gabbia di ferro e nel globo posti sopra le fiamme che. € l'intuizione dello spazio come elemento che reagisce in senso negativo. € Schema della pianta posta una lanterna spiraliforme che rimanda al Faro di Alessandria[4]. . come se la chiesa dovesse appunto fungere da faro per i fedeli: sul colmo della lanterna sono presenti delle "fiamme" in pietra che indicano il fuoco che illumina il percorso dei cristiani.Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza All'interno si segnala la pala d'altare con Sant'Ivo patrono degli avvocati di Pietro da Cortona. L'aspirazione all'infinito € data dalla spirale. simboleggiata dal triangolo. devono illuminare il fedele. simbolo a sua volta di carit‚. Il rapporto tra la muratura e la atmosfera diventa qui pi„ serrato e Borromini dimostra che la materia € anche entit‚ incorporea. nonch† nello stesso tempo elemento araldico nello stemma della famiglia Barberini. la cupola sarebbe un falso strutturale. egli opera una fusione di elementi classici e gotici. nella luce. ma l'elemento ispiratore maggiore. in quanto la diversit‚ dei sei lobi interni non traspare nell'esterno. rappresentante Dio. all'esterno € composta da sei parti concave con doppie colonne che terminano in pinnacoli altissimi. Continuit‚ ed organicit‚ si raggruppano comprendendo che si deve creare un ordine nuovo. former‚ la figura stilizzata di tre api. usandoli non come ingrediente per un compromesso. anzi perch† da questo punto di vista. Nella sua ricerca di sintesi. € la figura di partenza che. combinata con un altro triangolo rovesciato e con parti di cerchio concave e convesse. La continuit‚ € resa dalla linea sinusoidale del tamburo che viene evidenziata dalla cornice in alto. perci• la cupola non € pi„ sorretta da arconi strutturali che creano delle unit‚ secondarie confluenti a crearne una sola primaria. e il sesto acuto interno € nascosto da un tamburo ed un tetto a gradinate va verso la lanterna: non esiste cio€ corrispondenza tra interno ed esterno. La stessa operazione di coerenza avviene tra esterno ed interno e non per ragioni meccaniche. trasformando in modo lento e graduale la complessa forma di partenza in un cerchio perfetto. La lanterna che all'interno € completamente La lanterna da piazza sant'Eustachio rotonda. rispetto al movimento della massa muraria. lettura e riferimenti La simbologia che il Borromini adopera nella pianta mistilinea. La Trinit‚. infine. incompiuta per la morte del maestro nel 1669 e terminata dai suoi allievi. legata al tema della religione. senza peso.

nelle rappresentazioni mitiche della spiraliforme torre di Babele e nel faro di Alessandria che. php?pagename=Chiesa_di_Sant%27Ivo_alla_Sapienza& language=it& params=41_53_54_N_12_28_28_E_region:IT_type:landmark La cupola vista dall'interno [2] Paolo Portoghesi. Sant'Ivo alla Sapienza in "Arte & Storia". org/ ~geohack/ geohack. Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Note [1] http:/ / toolserver.dic 2008 [3] Paolo Portoghesi.it/ROMA/CHIESE/Chiese_Barocche/ s_ivo_alla_sapienza.wikimedia. fusi fra di loro. scolpiti appollaiati sui merli della lanterna..htm) “ Pagina sulla chiesa sul sito Roma SPQR (http://www. I riferimenti sono nel gotico fiorito del duomo di Milano. hanno giocato nella fantasia del Borromini fino a creare un riferimento totalmente originale e potentemente iconico. cit. Il genio del Borromini raggiunse qui un apice e sconcert• i contemporanei testimoni della visione dello spazio che annullava i confini tra massa e atmosfera.htm) . 2008 [4] A confermare il riferimento al faro di Alessandria € la presenza di alcuni gabbiani di pietra.romecity.it/Santivoallasapienza.org/wiki/Category:Sant'Ivo alla Sapienza (Rome) Collegamenti esterni “ Pagina sulla chiesa sul sito Rome City (http://www.romaspqr. Op.Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza 108 Come nei casi dei globi di travertino. che sono tenuti sollevati da una piccola asta di ferro sopra i merli che hanno funzione di contrafforti.

Il committente fu papa Innocenzo X Pamphili. una fanciulla che sarebbe morta nello stadio di Domiziano. .58‚N 12”28•21. Costruzione La chiesa ebbe un primo progetto disegnato nel 1652 da Girolamo Rainaldi (1570-1655) in stile barocco. Borromini cambi• in parte il progetto originale. Nel 1672 la costruzione fu completata da Carlo Rainaldi (1611-1691). La famiglia aveva ampi possedimenti nella piazza e la chiesa doveva essere una specie di cappella privata annessa al palazzo di famiglia che si trova accanto. a Roma. con i suoi avancorpi e le sue rientranze.8987722”N 12. tra le altre cose aument• la distanza tra le due torri integrate nel prospetto ed ide• l'impostazione della facciata concava per dare pi„ risalto alla cupola. il cui monumento funebre si trova all'interno della chiesa.21‚E41. il figlio dell'architetto che aveva cominciato i lavori.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 109 Chiesa di Sant'Agnese in Agone Coordinate geografiche: 41”53•55. € tanto bella quanto singolare’„ (Montesquieu) La chiesa di Sant'Agnese in Agone (latino: Sanctis Agnetis in Agone) si trova al centro del lato occidentale di Piazza Navona. Nell'VIII secolo il posto divenne un luogo di culto. Negli anni 1653-1657 i lavori proseguirono sotto la direzione di Francesco Borromini.4725583”E Sant'Agnese in Agone [1] La facciata su Piazza Navona Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma Cristiana cattolica di rito romano Diocesi di Roma Stile architettonico barocco Inizio costruzione Completamento Sito web 1652 1672 Sito ufficiale [2] ƒ’Una piccola chiesa meravigliosa: la facciata. — dedicata a sant'Agnese. che si trovava esattamente sullo stesso posto occupato ora dalla piazza e del quale la piazza ricalca la forma.

ospita sull'altare Il miracolo dei capelli di Sant'Agnese. Leonardo Reti. l'affresco della cupola. Interno. Un altro dipinto importante si trova sulla volta della sagrestia e raffigura la Gloria di Sant'Agnese ed € opera di Paolo Gismondi. con il centrale pi„ grande rispetto agli altri. si aprono tre portali.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 110 Descrizione Esterno La facciata della chiesa. con pale marmoree e statue rispettivamente di Francesco Rossi.frase che si ricollega anche a . raffigurano le Quattro virt„ cardinali. Sant'Eustachio (1” a sinistra) e Santa Cecilia (2” a sinistra). Melchiorre Caf‚ e Antonio Raggi. priva di decorazioni all'infuori delle ghirlande fra le lesene. tre angeli che sostengono il cartiglio con la scritta tratta dal Vangelo "tra i nati di donna non c'€ nessuno pi„ grande di Giovanni". Al centro. con una statua di Ercole Ferrata). dell'abside e dei transetti. in cui si trovano quattro altari dedicati a Sant'Alessio (1” a destra). i quattro corti bracci della navata. Santa Ermenziana (2” a destra). con una statua di Pier Paolo Campi). ricavato da un antico oratorio medievale. caratterizzata dal suo arretramento nella parte centrale e dalle parti laterali curve. veduta delle volte e della cupola I pennacchi della cupola. Nella facciata. Il sotterraneo. € decorata alla base da coppie di pilastri corinzi alterate ai finestroni rettangolari. Il timpano € sormontato da da due angeli in stucco che recano la colomba con la palma simbolo del martirio. € in mezzo ai due campanili. L'elevazione dell'altare € costruita su quattro colonne scanalate in marmo verde antico provenienti dall'Arco di Marco Aurelio al Corso. dipinti fra il 1667 e il 1671 da Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia. I transetti sono dedicati a Sant'Agnese (a destra. invece. rilievo marmoreo di Alessandro Algardi. opera di Ciro Ferri e di Sebastiano Corbellini che lo port• a termine.che sorreggono la trabeazione ad andamento curvilineo. entrambi culminanti con una copertura conica recante delle croci. L'altare maggiore L'altare maggiore fu eseguito fra il 1720 e il 1724 su un progetto di Carlo Rainaldi ed accoglie la pala Sacra Famiglia di Domenico Guidi. La cupola. opera di Giovanni Maria Baratta (tamburo) e di Carlo Rainaldi (lanterna). Particolare della cupola e dei campanili Interno All'interno la chiesa presenta una pianta a croce greca. le colonne terminano con capitelli compositi in marmo dorato a foglia. presenta la Gloria del Paradiso. e a San Sebastiano (a sinistra. riccamente decorati con stucchi dorati nelle volte si incontrano nell'ottagono centrale.

Ercole Ferrata e Domenico Guidi furono incaricati di realizzare il modello grande in stucco conforme a quello preparato dall'Algardi. costruito nel 1914 in sostituzione di un organo pi„ antico del 1673 voluto dal cardinale Giovanni Battista Pamphilj e realizzato dal fiammingo Guglielmo Hermans.cherubini.si decise di dedicare alla santa non pi„ l'altare absidale ma la cappella nel lato nord.Grand-Orgue Gedackt Montre Octave Bourdon Forniture 3-6 rangs 8• 8• 4• 16• Seconda tastiera .angeli e putti svolazzano tra ramoscelli di ulivo e porgono grappoli di datteri.sostenuto dalla Vergine alle sue spalle. € stato recentemente restaurato dall'organaro Carlo Soracco ed € a tastiera unica senza pedaliera. 111 La pala absidale Inizialmente l'altare doveva essere dedicato a Sant'Agnese e la pala doveva contenere il miracolo di sant'Agnese che fa resuscitare con la preghiera Procopio ucciso dal diavolo.Chiesa di Sant'Agnese in Agone Giovanni Battista Pamphilj il quale volle che l'altare fosse dedicato al santo di cui portava il nome. e si decise di dedicare la pala absidale alle due Sacre Famiglie (quella di Maria. al quale era stata affidata la realizzazione. In seguito per•.Expressif Voix celeste Viole Flute harmonique Violoncello Flute 8• 8• 8• 8• 4• Pedale Soubasse Contrebasse 16• 16• Basse de flute 4• Trompette harmonique 8• Nella chiesa vi € anche un piccolo organo positivo italiano di scuola napoletana.Giuseppe e Ges„ e quella di Elisabetta. Prima tastiera . sopra una cantoria lignea sorretta da quattro mensole riccamente scolpite. In seguito alla morte di Alessandro Algardi. Tastiera Principale bassi Principale soprani VIII XV XIX Voce Umana Flauto in Ottava Accessori Tiratutti Zampogna Uccelliera . Ges„. In alto. Per anni in abbandono completo. Al centro della composizione il piccolo Giovanni Battista mostra a Ges„ un cartiglio arrotolato. costruito da Pasquale Giantosca agli inizi dell'Ottocento. vi sono le canne del piccolo organo Walcker a due tastiere e pedaliera.viene inondato dalla luce dello Spirito Santo. Organo Nella controfacciata.Zacaria e Giovanni).

Kunstf‰hrer Rom.wikimedia. poich† la fontana fu realizzata prima della chiesa.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 112 Leggenda Esistono alcune leggende legate alla prospiciente Fontana dei Quattro Fiumi che la tradizione popolare attribuisce alla rivalit‚ tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. Roma 1994. Ad esempio si crede che la statua del R•o de la Plata tenga alzato il braccio nel timore di un crollo della chiesa e che ugualmente la statua del Nilo si copra il volto per non doverla vedere. cultura e culto nella chiesa di Sant'Agnese in Agone [2] La scheda della chiesa sul sito del vicariato di Roma [3] RomaViva: "Sant'Agnese in Agone . mentre Borromini sopraggiunse nel cantiere di Sant'Agnese intorno al 1653. particolare della fontana dei Quattro Fiumi Voci correlate “ Chiese di Roma “ Sant'Agnese “ Piazza Navona Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. “ Anton Henze.Piazza Navona Roma" [4] Sant'Agnese in Agone [5] (EN) Sant'Agnese in Agone [6] Gli organi [7] . Si tratta di una semplice leggenda. Bibliografia “ Heinz-Joachim Fischer. Infatti la statua rappresentante il fiume Nilo si copre il volto perch† a quell'epoca non se ne conoscevano le sorgenti. Le chiese barocche di Roma. Philipp Reclam GmbH. DuMont Buchverlag. Rom. 262 ISBN 88-87365-46-6 Rio della Plata. K•ln 2001 “ Federico Gizzi. Zweieinhalb Jahrtausende Geschichte. tra il 1648 e il 1651. Roma. Franco Di Mauro Editorie. Kunst und Kultur der Ewigen Stadt. Stuttgart 1994 “ Carlo Raso. Sorrento 2005. Tutta la citt€ in quaranta itinerari. Newton Compton. pag.org/wiki/ Category:Sant'Agnese in Agone (Rome) Collegamenti esterni “ “ “ “ “ “ Sito ufficiale: storia. Guida Letteraria.

htm [5] http:/ / www. com/ Piazza-Navona/ sant'agnese_in_agone. in piazza del Popolo. Dal 1953 la chiesa € diventata sede della Messa degli artisti.9099111”N 12. org/ homepage. ma i lavori furono interrotti alla morte del pontefice nel 1667. Essa fu edificata per iniziativa di papa Alessandro VII nel 1662. romaviva. org/ ~geohack/ geohack. la manifestazione liturgica trov• sede nella chiesa di piazza del Popolo dove tutte le domeniche. php?pagename=Chiesa_di_Sant%27Agnese_in_Agone& language=it& params=41_53_55. situata nel rione Campo Marzio. vicariatusurbis. santagneseinagone. sei sono le cappelle laterali. 58_N_12_28_21. ripresi nel 1673 sotto la supervisione di Bernini e la collaborazione di Carlo Fontana. no/ agneseagone. it/ Santagneseinagone. asp?ID=908 [4] http:/ / www. Essa € popolarmente conosciuta come chiesa gemella di Santa Maria dei Miracoli. Il nome della chiesa deriva dal fatto che essa sostituƒ una piccola chiesa che apparteneva ai frati Carmelitani della provincia di Monte Santo in Sicilia. da oltre cinquantƒanni. molto simili per forma e dimensioni alla Piramide di Caio Cestio ed alla demolita Piramide Vaticana: anche questi due sepolcri dovevano . Sotto le due chiese gemelle si trovano i resti di due monumenti funerari a piramide. una singolare iniziativa ideata nel 1941 da Ennio Francia. org/ organi. html Basilica di Santa Maria in Montesanto Coordinate geografiche: 41”54•35.94‚E41. org/ Ente. € in questa chiesa inoltre che vengono spesso celebrate le esequie di persone legate al mondo della cultura e della televisione. contro le quattro della sua "gemella". romecity. dopo aver cambiato diversi luoghi per il culto. santagneseinagone. 21_E_scale:1000 [2] http:/ / www.Chiesa di Sant'Agnese in Agone 113 References [1] http:/ / toolserver. mentre la sua cosiddetta "gemella" Santa Maria dei Miracoli € a pianta circolare.68‚N 12”28•36. tra via del Corso e via del Babuino. pur presentando sensibili differenze soprattutto nell'impostazione planimetrica. La chiesa si presenta all'interno a pianta ellittica. viene celebrata questa messa cui prendono parte rappresentanti del mondo della cultura e dellƒarte. katolsk. furono terminati nel 1679. html [3] http:/ / www.4769278”E Santa Maria in Montesanto [1] Esterno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma cattolica Diocesi di Roma Stile architettonico Barocco Inizio costruzione Completamento 1662 1679 Santa Maria in Montesanto € una chiesa di Roma. htm [7] http:/ / www. htm [6] http:/ / roma.

Quercioli. Rendina. 114 Bibliografia “ M. uchicago. Roma 1891 [2]. p. 68_N_12_28_36. Fratelli Palombi Editori. Luciani. pp. pp. Milano 2000. Roma 1990. 94_E_ [2] http:/ / penelope. Newton & Compton Editori. I rioni di Roma. Newton & Compton Editori.Basilica di Santa Maria in Montesanto risalire all'et‚ augustea ed erano posti a mo' di ingresso monumentale al Campo Marzio. 322 “ C. php?pagename=Basilica_di_Santa_Maria_in_Montesanto& language=it& params=41_54_35. Rione IV Campo Marzio. in AA. Vol. 47-73 Voci correlate “ Architettura barocca “ Piazza del Popolo (Roma) Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Le Chiese di Roma. I. Milano 2000.VV. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX. Armellini. 237 “ M. html . Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria di Montesanto. p. org/ ~geohack/ geohack.org/wiki/Category:Santa Maria in Montesanto (Rome) References [1] http:/ / toolserver. 264-334 “ R.wikimedia. proprio la funzione che hanno oggi le due chiese. edu/ Thayer/ I/ Gazetteer/ Places/ Europe/ Italy/ Lazio/ Roma/ Rome/ churches/ _Texts/ Armellini/ ARMCHI*/ 2/ Campomarzio.

lungo il Tevere. avvenuto. Nel settembre 1515. da allora chiamata ‚Madonna dei Miracoliƒ. nel rione Campo Marzio. in riva al Tevere.4764417”E Santa Maria dei Miracoli [1] Esterno Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Italia Lazio Roma cattolica Diocesi di Roma Anno consacrazione 5 agosto 1681 Stile architettonico Inizio costruzione Completamento Barocco 1675 1679 La chiesa di Santa Maria dei Miracoli € una chiesa di Roma. Il salvataggio del bambino impose la costruzione di una cappella dedicata a Maria. il 20 giugno 1325. Storia Preesistenze Sotto le due chiese gemelle si trovano i resti di due monumenti funerari a piramide. sebbene le due strutture si differenzino soprattutto per l'impostazione planimetrica. papa Clemente VII affid• la cappella al vicino Ospedale di San Giacomo degli Incurabili. per salvare il suo bambino caduto nelle acque. secondo la tradizione. del Tempesta (del 1593) e del Losi. molto simili per forma e dimensioni alla Piramide di Caio Cestio ed alla demolita Piramide Vaticana: anche questi due sepolcri dovevano risalire all'et‚ augustea ed erano posti a mo' di ingresso monumentale al Campo Marzio. La cappella lungo il Tevere Allƒorigine della costruzione della chiesa vi € un miracolo. vicino allƒattuale Ponte Margherita. Essa € popolarmente conosciuta come chiesa gemella di Santa Maria in Montesanto.19‚E41. proprio la funzione che hanno oggi le due chiese.909775”N 12. ed appare nella pianta della citt‚ del Bufalini (del 1551). Nel .Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) 115 Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Coordinate geografiche: 41”54•35. Questa piccola cappella € riportata dai cartografi dellƒepoca. invoc• unƒimmagine della Madonna dipinta sulle mura lungo il fiume. quando una donna. e nella cappella venne sistemata lƒimmagine miracolosa.19‚N 12”28•35. in piazza del Popolo. tra via del Corso e via di Ripetta. cosicch† le ingenti offerte lasciate alla „Madonna dei Miracoli… potessero servire a coprire le spese dellƒOspedale.

Arte L•esterno La facciata € caratterizzata dalla presenza di un profondo pronao rettangolare. ove si trova ancora oggi. e nel 1590 lƒimmagine della Madonna dei Miracoli fu trasportata nella Chiesa di San Giacomo in Augusta. nel 1675. nel 1661 papa Alessandro VII ordin• che si costruisse in piazza del Popolo una nuova chiesa ove custodire la copia dellƒimmagine della Madonna dei Miracoli. a causa di una piena del Tevere. e di cui solo alcune sono identificate con certezza. Come per lƒesterno. In via del Corso si innalza il campanile. Le colonne del pronao in origine erano destinate alle torri campanarie di San Pietro in Vaticano. quando. Alla sommit‚ della chiesa si trova una cupola ottagonale. progettata e realizzata da Carlo Fontana. che in precedenza occupavano la Chiesa dei Santi Angeli Custodi al Tritone. Nel 1793 la chiesa venne concessa alla Confraternita del Santissimo Sacramento e nel 1856 allƒArciconfraternita di San Gregorio Taumaturgo. Sulla balaustra esterna dellƒedificio si ergono 10 statue. L•interno La chiesa si presenta con pianta circolare (mentre la cosiddetta chiesa gemella € a pianta ellittica). ora scomparsa. anche lƒinterno venne progettato da Carlo Rainaldi ed eseguito da Carlo Fontana. 116 La chiesa in piazza del Popolo Poich† il sito lungo il Tevere risultava sempre di pi„ insalubre e sottoposto a continue esondazioni del fiume. il cardinal Gastaldi. committente e mecenate della chiesa. sul quale si legge il nome del benefattore della chiesa. attribuito a Gerolamo Theodoli o a Francesco Navona. e che questo nuovo edificio sostituisse uno preesistente dedicato a SantƒOrsola. che per• lasciarono la chiesa lƒanno successivo. Ercole Ferrata ed altri. La chiesa fu conclusa nel 1679 e solo due anni dopo consacrata ed aperta al pubblico. Negli anni seguenti la cappella lungo il fiume fu affidata a diverse congregazioni religiose. coronato da un timpano. eseguite fra il 1676 e il 1677 da Filippo Carcani. specularmente rispetto a quello della vicina Santa Maria di Montesanto. essa venne completamente sommersa dallƒacqua. rivestita con tegole di lavagna. e 13 anni dopo la fondazione della cosiddetta chiesa gemella di Santa Maria di Montesanto. Dal 1915 la chiesa € officiata dai Preti del Sacro Cuore di Ges„ di B†tharram. di recente costruzione. che raffigurano santi e sante. Al centro del pavimento € collocata una lapide circolare con lo stemma cardinalizio del cardinale Girolamo Gastaldi. Al suo posto nella cappella venne collocata una copia. sopra la lapide commemorativa che ricorda lƒedificazione della chiesa. .Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) 1529 la cappella pass• ai Cappuccini. La nuova chiesa fu iniziata per• solo 14 anni dopo lƒordine del papa. progettate dal Bernini ma mai realizzate. con quattro cappelle laterali ed un profondo presbiterio. lo stesso stemma si trova anche nella controfacciata.

discepolo ed amico di Antonio Canova. “ sotto lƒaltare. “ il monumento funebre ad Antonio d€Este. presenta: “ una Vergine con Bambino. e che fu canonizzato da papa Pio XII nel 1947.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Le cappelle laterali Lƒedificio sacro presenta quattro cappelle laterali: “ la prima cappella a sinistra. trasportata qui quando la chiesa fu affidata allƒArciconfraternita di San Gregorio Taumaturgo. copia eseguita da Gino Mazzini di un'opera realizzata da Alessandro Renoir. proveniente dalle catacombe di Priscilla. vi € la Cappella di San Giuseppe. “ la seconda cappella a sinistra. “ passando oltre il presbiterio. sulla via Salaria. nel pilastro che separa questa cappella e il presbiterio € murato un Crocifisso bronzeo di Pericle Fazzini: “ la Cappella di San Giuseppe prende il nome dal dipinto a olio su tela raffigurante San Giuseppe e Ges… bambino. Sant€Antonio abate e Sant€Antonio da Padova. vi sono due dipinti a forma circolare raffiguranti Ges… in casa di Marta e Maria e La Maddalena in casa di Simone il Fariseo. detta Cappella del rosario. realizzato dallo scultore Cesare Benaglia nel 1868. “ inoltre. “ infine la prima cappella a destra dellƒentrata € la Cappella dellƒAssunta. chiamata Cappella di SantƒAntonio. in essa si trovano: “ la pala dƒaltare raffigurante l'Assunta e San Gregorio Taumaturgo. presenta: “ la pala dƒaltare raffigurante la Madonna del rosario. 117 La statua della Vergine di B†tharram “ e due ovali affrescati con storie della Santa Croce. sono conservate le reliquie di Santa Candida. fondatore dei Preti del Sacro Cuore che officiano la chiesa. vergine e martire. il cui originale si trova in Francia. “ al centro della cappella € collocata una statua della Madonna di Bˆtharram. copia realizzata nel XIX secolo di unƒopera conservata nella Basilica di Santa Balbina. tela attribuita al parigino Henry Gascard. sopra le porte laterali della cappella. “ sulla parete destra il monumento sepolcrale della famiglia Guglielmi delle Rocchette. nel Santuario Nostra Signora di B†tharram. “ sulla parete sinistra la statua di san Michele GaricoŽts. . in unƒurna.

pp. Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria di Montesanto. Fratelli Palombi Editori. Newton & Compton Editori. Le Chiese di Roma. pp.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) Il presbiterio e la sacrestia Il profondo presbiterio. Roma 1990. Quercioli. a destra la Prudenza e la Temperanza. Ai lati del presbiterio i due monumenti sepolcrali dei Gastaldi: quello di sinistra € il monumento sepolcrale del cardinale Girolamo Gastaldi. Rione IV Campo Marzio.wikimedia. realizzato dal Fontana. Lƒaltare maggiore venne commissionato il 3 novembre 1677. copia di fine Cinquecento dellƒoriginale affresco ora conservato nella chiesa di San Giacomo in Augusta: la Madonna e il Bambino sono coronati con corone dƒoro. pp. mentre la decorazione in stucchi € di Antonio Raggi. Armellini. i due monumenti sono coronati da quattro statue. p. Roma 1891 [2]. H‘lsen.org/wiki/Category:Santa Maria dei Miracoli (Rome) Collegamenti esterni “ Galleria fotografica [4] . a sinistra. la Fede e la Speranza. 537-538 C. Al centro dellƒaltare maggiore € collocata lƒimmagine della Madonna dei Miracoli. Newton & Compton Editori. 323 C. Milano 2000. raffiguranti. 118 L'altare maggiore Lƒampia sacrestia venne realizzata contemporaneamente alla chiesa. 22-46 “ “ “ “ Voci correlate “ Architettura barocca “ Piazza del Popolo Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. realizzato da Carlo Fontana. I. 203-204 M. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX. Bibliografia M. Rendina. Firenze 1927 [3]. in AA. 264-334 “ R. € unito alla navata della chiesa da un arco trionfale sormontato dallo stemma del Cardinal Gastaldi. quello di destra € il monumento sepolcrale del cavalier Benedetto Gastaldi. p. I rioni di Roma. Milano 2000. quella della Madonna risale al 1646 e fu una delle prime applicate ad unƒimmagine sacra. la sacrestia conserva un busto in marmo di papa Pio VI. oltre a due lapidi commemorative che ricordano gli antichi proprietari della chiesa. Luciani.VV. Le chiese di Roma nel Medio Evo. Vol. e le sue decorazioni risalgono al XVII secolo.

19_N_12_28_35. uchicago. Dopo la seconda guerra mondiale il palazzo € stato acquisito dallo Stato Italiano. edu/ Thayer/ I/ Gazetteer/ Places/ Europe/ Italy/ Lazio/ Roma/ Rome/ churches/ _Texts/ Huelsen/ HUECHI*/ 2/ Appendici/ 2. Dopo la morte di Maderno il cantiere passa dal 1629 sotto la direzione di Bernini sempre con la collaborazione di Francesco Borromini. html#S. Scultura via delle Quattro Fontane. htm Palazzo Barberini Coordinate geografiche: 41”54•13‚N 12”29•25‚E41. Maria_dei_Miracoli [3] http:/ / penelope. a circa 200 metri da Piazza Barberini. edu/ Thayer/ I/ Gazetteer/ Places/ Europe/ Italy/ Lazio/ Roma/ Rome/ churches/ _Texts/ Armellini/ ARMCHI*/ 2/ Campomarzio. Il grande salone al piano nobile € stato decorato nel periodo 1633-1639 da Pietro da Cortona con un affresco che raffigura Il trionfo della Divina Provvidenza e il compiersi dei suoi fini sotto il pontificato di papa Urbano VIII Barberini: si nota la potente prospettiva melozziana.49028”E Galleria Nazionale di Arte Antica. coadiuvato da Francesco Borromini. php?pagename=Chiesa_di_Santa_Maria_dei_Miracoli_%28Roma%29& language=it& params=41_54_35. Allo stesso pittore e ai suoi aiuti si devono anche alcuni affreschi nella cappella. 13 . html#35 [4] http:/ / www. con la quale dialoga lo scalone d'onore berniniano a pianta quadrata nell'ala est. uchicago. A . nei suoi saloni vide la luce il Partito Socialista Democratico Italiano fondato da Giuseppe Saragat a quel tempo Presidente dell'Assemblea Costituente.Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) 119 References [1] http:/ / toolserver. Palazzo Barberini [1] Tipo Indirizzo Sito Pittura.00184 Roma www. it/ page/ rome/ mariadeimiracoli/ index. Si trova in via Quattro Fontane.90361”N 12. Storia Il palazzo fu costruito nel periodo 1625-1633 ampliando nelle forme del primo Barocco il precedente edificio della famiglia Sforza creando una struttura ad acca. cui si devono numerosi particolari costruttivi e decorativi quali l'elegante scala elicoidale nell'ala ovest del palazzo. Autore del progetto € l'anziano Carlo Maderno. Altre sale sono state decorate. diaframma fra il loggiato d'ingresso e il giardino sviluppato sul retro. da sotto in su. L'11 gennaio 1947. da Andrea Sacchi e Giovan Francesco Romanelli. tra gli altri. 19_E_ [2] http:/ / penelope. a seguito della scissione politica dell'ala riformista del PSI. caratterizzata da uno spettacolare atrio a ninfeo. nel centro storico.it [2] Palazzo Barberini € un palazzo di Roma che ospita parte dell'importante Galleria Nazionale d'Arte Antica e l'Istituto Italiano di Numismatica. org/ ~geohack/ geohack. giovannirinaldi.galleriaborghese.

con le opere esposte in ordine cronologico. con i grandi telamoni scolpiti da Adamo Tadolini. 1540 “ Filippo Lippi: Madonna col Bambino. 1437 “ Tintoretto: Cristo e l'Adultera. "Kunstf‰hrer Rom". Kunst und Kultur der Ewigen Stadt. € stato recentemente assegnato completamente alla prima. ionico e corinzio).Palazzo Barberini testimonianza dell'evento storico venne affissa una targa commemorativa sulla facciata principale. Il palazzo. l'organizzazione della collezione sar‚ differente come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche attualmente presenti a Roma. L'ingresso si apre sulla via delle Quattro Fontane mediante la cancellata progettata dall'architetto Azzurri nel 1848 e realizzata nel 1865. A lavori e restauri ultimati. Battesimo di Cristo 1546-1548 “ Hans Holbein il Giovane: Ritratto di Enrico VIII. 120 Descrizione Il progetto del Maderno prevedeva originariamente di inglobare il preesistente palazzo Sforza secondo il classico schema di palazzo rinascimentale. che render‚ fruibile al pubblico il palazzo nella sua interezza. dopo anni di coabitazione fra Galleria d'Arte Antica e Circolo delle Forze Armate. L'esempio fu la Villa Farnesina costruita da Baldassarre Peruzzi tra il 1509 e il 1510. San Francesco. Roma 2004 Scala elicoidale opera di Borromini . Rom. "La volta di Pietro da Cortona". Oggi € in corso una attenta campagna di restauro che interessa edificio e giardino. una Galleria Nazionale vera e propria. L'intento € quello di creare. centralmente si apre una scala che porta ai giardini. K•ln 2001 “ Anton Henze. 1520 Bibliografia “ Heinz-Joachim Fischer. opere di: “ Caravaggio: Giuditta che taglia la testa a Oloferne. 1598-1599. DuMont Buchverlag. Narciso. 1546-1548 “ Tiziano: Venere e Adone. La collezione La galleria fu fondata nel 1895 per raccogliere opere provenienti da diverse collezioni private e dal Monte di Piet‚. di tutti i pi„ moderni servizi. posti ad un livello pi„ alto del piano terra. Zweieinhalb Jahrtausende Geschichte. un blocco quadrangolare con uno spazio centrale cinto da arcate. Gebart. Tramite le arcate pi„ basse si accede al piano terra entrando in un ampio atrio ellittico fiancheggiato da due scale nei lati e nel quale. in questa sede. 1553-1554 “ Raffaello: La Fornarina. dunque. Una successiva stesura dell'architetto proponeva invece di superare questo concetto facendo coesistere le due funzioni di palazzo e villa mediante una facciata regolare e severa che dava su piazza Barberini per assolvere alla funzione di rappresentanza e una parte invece tipica della villa suburbana dotata di vasti giardini e prospettive aperte. Stuttgart 1994 “ Anna Lo Bianco. La facciata € formate da sette campate che si ripetono su tre piani di arcate sostenute da colonne rappresentanti i tre stili classici (dorico. e godr‚ di un impianto molto pi„ vicino ai grandi musei stranieri e sar‚ dotata. 1606 “ El Greco: Adorazione dei Pastori. come questi. Philipp Reclam GmbH. Il museo ospita tra le altre. soprattutto per l'impostazione a ferro di cavallo della pianta. anni 1597-1600. ma con la possibilit‚ di inserire nel percorso acquisti e integrazioni.

scala elicoidale [5] Palazzi di Roma [6] Aedes barberinae . com/ romeartlover/ Vasi36. it/ barberini/ it/ default. php?pagename=Palazzo_Barberini& language=it& params=41_54_13_N_12_29_25_E_region:IT-RM_type:landmark [2] http:/ / www. galleriaborghese. asp [4] http:/ / members. it/ palazzo%20Barberini. Palazzo Barberini [4] (EN) Borromini. progetto curato dal Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Universit‚ di Pisa e dalla Scuola normale superiore di Pisa References [1] http:/ / toolserver. com/ adalberto_tiburzi/ stairway [6] http:/ / www. ticketeria. html [5] http:/ / www. signum.Palazzo Barberini 121 Voci correlate “ Mitreo Barberini “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.Fonti. sns. pbase. htm [7] http:/ / aedesbarberinae.org/wiki/Category:Palazzo Barberini (Rome) Collegamenti esterni “ “ “ “ “ “ Sito ufficiale del museo [2] Biglietteria di Palazzo Barberini [3] (EN) Piazza Barberini. tripod. it/ barberini-biglietti. palazzidiroma. htm [3] http:/ / www. documenti.wikimedia. contributi per lo studio del Palazzo Barberini alle Quattro Fontane e delle collezioni barberiniane [7]. it/ . org/ ~geohack/ geohack.

Palazzo Montecitorio 122 Palazzo Montecitorio Coordinate geografiche: 41”54•5‚N 12”28•43‚E41.90139”N 12.47861”E Palazzo Montecitorio Camera dei deputati della Repubblica Italiana [1] Palazzo Montecitorio Ubicazione Citt‚ Paese Roma ’Italia Informazioni Stato Inaugurazione Uso In uso Prima met‚ del Seicento Sede della Camera dei deputati della Repubblica Italiana Realizzazione Architetto Appaltatore Proprietario Gian Lorenzo Bernini. Storia Il logo della Camera dei deputati . Ernesto Basile famiglia Ludovisi Stato italiano Palazzo Montecitorio € un edificio di Roma in cui ha sede la Camera dei deputati della Repubblica Italiana.

Il Bernini. assumendo cosƒ un ruolo di spicco nella vita giudiziaria e amministrativa del governo pontificio. Dopo il Risorgimento Con l'Unit‚ d'Italia. lievemente curva. per essere ripresi pi„ di trent'anni dopo per volere di Innocenzo XII (famoso per il suo antinepotismo). inaugurata il 27 novembre 1871. realizz• un edificio che. La Curia fu inaugurata nel 1696. Nel frattempo. freddissima La facciata verso piazza del Parlamento d'inverno e troppo calda d'estate. il palazzo fu anche sede del Governatorato di Roma e della direzione di polizia[3]. Oltre ai tribunali pontifici. Le modifiche necessarie alle nuove mansioni del palazzo vennero compiute rapidamente. La nuova aula si dimostr• tuttavia inadeguata. Palazzo Montecitorio fu espropriato dallo Stato italiano e destinato ad ospitare la Camera dei deputati (vennero scartati nella scelta Palazzo Venezia e il Campidoglio). Dopo la morte di Bernini. dai quali fuoriescono foglie e rametti spezzati. il progetto pass• a Carlo Fontana che modific• profondamente il progetto originale. segue l'andamento della collina artificiale e gli elementi di pietra appena sbozzata. simulano un edificio costruito nella viva roccia. sia nella struttura che nelle decorazioni. La facciata del palazzo. Inoltre. . che costruƒ nel cortile una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno. dotata di una pessima acustica. il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato a un poco noto ingegnere dei lavori pubblici. straordinario interprete del barocco romano. a causa di copiose infiltrazioni d'acqua. Morto il papa nel 1655. fu dichiarata pericolante e chiusa nel 1900.Palazzo Montecitorio 123 Origine e periodo pontificio La storia del palazzo inizia nella prima met‚ del Seicento quando Innocenzo X commission• a Gian Lorenzo Bernini di realizzare una residenza per la famiglia Ludovisi. e solo nel 1918 fu inaugurata la sede definitiva nel Palazzo Montecitorio. che originariamente intendeva destinare il palazzo come ospizio per i poveri per decidere in seguito di installarvi il massimo organismo dell'amministrazione della giustizia: la Curia Pontificia (che rimase a lungo denominata Curia innocenziana). conservando comunque la caratteristica facciata convessa e aggiungendovi il campanile a vela. si adatta alla morfologia del territorio. fallito un tentativo di costruire un nuovo palazzo del Parlamento in Via Nazionale venne costruita una nuova aula provvisoria in via della Missione. Paolo Comotto. i lavori dovettero essere interrotti bruscamente a causa delle difficolt‚ economiche dei Ludovisi.[2] — ancora discussa l'origine del toponimo della modesta altura sulla quale fu costruito il palazzo: c'€ chi ritiene che in epoca romana vi si svolgessero le assemblee elettorali (da cui "mons citatorius") e chi pensa che il nome deriverebbe dal fatto che vi venivano scaricati i materiali di risulta della bonifica del vicino Campo Marzio ("mons acceptorius").

che circonda l'aula in alto: l'autore era Aristide Sartorio ed il fregio era dedicato alla storia del popolo italiano[4]. posto sul diametro dell'emiciclo e centro informale della vita politica italiana. innalzando. € arredata con mobili in stile rococ• provenienti dalla Reggia di Caserta. quando ricorreva il trentesimo anniversario della scomparsa del politico. insieme agli uffici del Presidente e dei componenti dell'Ufficio di Presidenza e del Segretario generale. posto alle spalle dello scranno del Presidente € intitolato: "La glorificazione della dinastia sabauda". sulla piazza del Parlamento. che eseguƒ importanti interventi costruendo un nuovo edificio alle spalle dell'originale. Sul lato destro € invece situata la Sala Aldo Moro. caratterizzato da un pavimento in marmo siciliano. esponente di primo piano della stagione liberty italiana. Basile mantenne infatti solo la parte frontale del palazzo berniniano. il famoso Velario di Giovanni Beltrami. Insieme a Basile collaborarono anche altri artisti. riducendo invece il cortile e demolendo le ali e la parte posteriore. La sala. Descrizione Le pi„ importanti sale di rappresentanza si trovano al secondo piano. alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini. L'aula progettata da Ernesto Basile Sotto il velario in vetro colorato di Beltrami fu posto un fregio pittorico.Palazzo Montecitorio 124 I lavori di ampliamento del palazzo furono affidati all'architetto palermitano Ernesto Basile. Qui fu proclamato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e si svolgono ancora oggi riunioni importanti. All'interno di questo blocco Basile colloc• l'aula delle sedute. Un altro salone € chiamato "della Lupa". tra i quali Leonardo Bistolfi e Domenico Trentacoste. A Basile si deve anche il grande salone detto "Transatlantico". che deve la curiosa denominazione alla presenza di particolari plafoniere tipiche delle grandi navi d'inizio Novecento. € opera del torinese Davide Calandra ed € stato fuso a Pistoia[5]. Attraverso uno scalone monumentale. che prima era soprannominata Sala gialla per il colore della tappezzeria. Il pannello bronzeo dell'Aula. lungo il quale sono esposti una trentina di busti in bronzo e marmo di illustri deputati. che deve il suo nome alla presenza di una scultura in bronzo della lupa capitolina. . l'ambiente pi„ ampio dell'ala berniniana. autori dei gruppi marmorei e della facciata posteriore. si accede al cosiddetto corridoio dei busti. A sinistra del salone della Lupa si affaccia la Biblioteca del Presidente. dove si tengono le riunioni dell'Ufficio di Presidenza e degli altri organi della Camera. illuminata da uno straordinario lucernario a ventaglio in stile liberty. L'intitolazione della storica sala € avvenuta il 13 maggio 2008. lungo ed imponente. il nuovo corpo di fabbrica caratterizzato da quattro torri angolari rivestite in mattoni rossi e travertino.

quali: orologi. Una piccola parte del patrimonio artistico € inoltre rappresentata da donazioni Ulisse e Nausicaa. Nel corso della XIII legislatura. (http:/ / www. asp) . Sartorio disegn• i volti sulla base di diapositive che ritraevano i malati di mente del Policlinico: M. Michele Desubleo Le quattro stagioni. Storie sconosciute. € stata direttamente acquisita in propriet‚ dalla Camera a partire dagli anni trenta. Storie sconosciute. Tra le opere pi„ famose restituite figurano[6]: “ “ “ “ “ La via del Calvario. M. Interno Montecitorio. Mattia Preti Ulisse e Nausicaa. Interno Montecitorio. Pacelli. con cavalli. un nucleo consistente di reperti archeologici e una discreta quantit‚ di beni artistici. Franco Angeli. gelocal. php?pagename=Palazzo_Montecitorio& language=it& params=41_54_5_N_12_28_43_E_type:landmark_scale:3000_region:IT [2] Le fondamenta dell'edificio sarebbero insufficienti rispetto all'altezza e alla dimensione del Palazzo. di un buon numero di opere collocate temporaneamente alla Camera dei deputati per favorire la ricostituzione del patrimonio museale di tali istituzioni. it/ iltirreno/ archivio/ iltirreno/ 1999/ 04/ 30/ LF204. M. [5] Quel bronzo a Montecitorio † un pezzo di storia pistoiese (http:/ / ricerca. 2006. Storie sconosciute. Michele Desubleo fatte sia dagli artisti che dagli eredi.Palazzo Montecitorio 125 Patrimonio artistico A Palazzo Montecitorio si trovano pi„ di mille dipinti e sculture datati tra il XVI e XX secolo. si € deciso di procedere alla restituzione. mobili d'epoca. alcune migliaia di incisioni e stampe di varie epoche. Pacelli. Guido Reni Fiori e cacciagione. Franco Angeli. di Maria Lai Note [1] http:/ / toolserver. it/ amministrazione/ 316/ 323/ 6553/ documentotesto. 2006. per giunta costruito su un terreno particolarmente cedevole. 2006. html). camera. Giuseppe Recco Venere dormiente. Il Tirreno. [3] Nella prigione sotterranea dell'epoca pontificia si sarebbe rifugiato (ricercato dai fascisti che l'avevano espulso dall'aula) il deputato comunista Francesco Misiano: cfr. Interno Montecitorio. [4] Esso decora tutta in circolo la parte alta dell'aula e reca figure di uomini e donne anche nudi. tra le tante € presente nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari anche l'opera: “ Orme di Leggi. fu proprio l'esibizione delle crepe sui muri da parte di un funzionario dell'ufficio stralcio a bloccare l'occupazione della Camera da parte delle truppe tedesche: cfr. rappresentata soprattutto da opere d'arte moderna e contemporanea. La rimanente parte del patrimonio artistico. Una buona parte di queste opere € di propriet‚ delle varie Soprintendenze e si trova in deposito temporaneo presso la Camera dei deputati. 30 aprile 1999. fu eseguito con una tale fretta da richiedere l'uso di una specie di proiettore. [6] Patrimonio artistico di Palazzo Montecitorio sul sito della Camera dei deputati. arazzi e busti. Pacelli. dopo l'8 settembre 1943. org/ ~geohack/ geohack. Luca Giordano Il palazzo ospita comunque diverse opere d'arte di grande valore. alle varie Soprintendenze proprietarie. raccolte in buona parte per abbellire l'edificio dopo i lavori di ampliamento del 1918. Franco Angeli.

ubicato in piazza Santi Apostoli. rimaneggiato da Carlo Maderno.81‚N 12”28•57. Decisamente eclettica la facciata su via del Corso. fu oggetto di una significativa trasformazione ad opera di Gian Lorenzo Bernini (1665 circa). corredato da varie tavole. Stamperia Buagni (http:// diamante. Nel 1661 il palazzo.asp) “ Il sito ufficiale della Camera dei deputati (http://www.org/wiki/Category:Palazzo di Montecitorio (Rome) Collegamenti esterni “ Storia e descrizione di Palazzo Montecitorio sul Sito della Camera dei deputati (http://www. tale facciata seicentesca pu• essere considerata un vero e proprio modello per i prospetti dei palazzi barocchi italiani ed europei.it/hipparcos/carlo_fontana. Storia L'edificio originario. Tale progetto fu poi alla base di importanti realizzazioni come il Palazzo Reale di Stoccolma disegnato da Nicodemus Tessin il Giovane. la ripropose anche in un suo progetto per la facciata del Louvre. riprendendo per• lo stile del disegno berniniano. ornato con numerose statue.camera.8980028”N 12. Infatti. infatti. quando la facciata fu raddoppiata. essa presentava un risalto nella parte centrale. Descrizione Particolarmente significativa € la parte originaria del palazzo. Nel 1745 l'immobile pass• al principe Palazzo Chigi-Odescalchi in piazza Santi Apostoli Baldassare Odescalchi e quindi fu ampliato da Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli. ceduto in usufrutto al cardinale Flavio Chigi.camera.Palazzo Montecitorio 126 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. per poi riacquistarlo pochi anni dopo.it/ amministrazione/316/318/documentotesto.htm) Palazzo Chigi-Odescalchi Coordinate geografiche: 41”53•52.camera.it) “ Volume di Carlo Fontana dal titolo Monte Citatorio. .4825917”E [1] Palazzo Chigi-Odescalchi € un palazzo di Roma.33‚E41. mentre il prospetto su via del Corso fu ricostruito da Raffaelo Ojetti. Essa risulta aperta da due portali. apparteneva alla famiglia Colonna. Tuttavia. poi non realizzata.wikimedia. 1694. edificata in stile neorinascimentale sul modello dei palazzi fiorentini del XV secolo. che nel 1622 lo vendette ai Ludovisi. definito mediante lesene giganti e coronato da una balaustra alla sommit‚. Bernini.asp) “ Disegni e foto di Palazzo Montecitorio sul Sito della Camera dei deputati (http://www. Tale risalto fu celato nel corso del Settecento. la cui facciata fu ideata dal Bernini. Prima dei successivi ampliamenti.uniroma3. dai quali si accede al cortile porticato realizzato da Carlo Maderno. nel 1887 il palazzo fu danneggiato da un incendio: la facciata su piazza Santi Apostoli fu restaurata.it/serv_cittadini/ 8180/8185/8277/album_nuovo. che studi• proprio presso lo studio del Bernini.

palazzidiroma. Il trompe l'‡il consiste tipicamente nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico da far sparire alla vista la parete su cui € dipinto. IPA: [t‡ˆ‰p l‡j]). ma l'uso del trompe-l'‡il. olio su tela Definizione . Sfuggendo alla critica. org/ ~geohack/ geohack.org/wiki/Category:Palazzo Chigi-Odescalchi (Rome) Collegamenti esterni “ Storia e foto del palazzo su www. o il finto coro di Santa Maria presso San Satiro a Milano.Palazzo Chigi-Odescalchi 127 Bibliografia “ C. Pere Borrell del Caso. palazzidiroma.Schulz. Un tipico murale trompe-l'‡il pu• rappresentare una finestra. La tecnica era in uso gi‚ nell'antica Grecia e nella societ‚ romana. Martellago (Venezia). Architettura Barocca. da tromper. molto precedente (si rammentino opere come la Camera degli Sposi del Mantegna a Mantova. 81_N_12_28_57. Electa. htm Trompe-l'…il Il trompe l'…il (francese per "inganna l'occhio". induce nell'osservatore l'illusione di stare guardando oggetti reali e tridimensionali in realt‚ dipinti su una superficie bidimensionale. una porta o un atrio per dare l'illusione che l'ambiente sia pi„ vasto. € una tecnica pittorica che. attraverso espedienti. 1998. it/ palazzo%20Odescalchi.wikimedia. del Bramante). 33_E_type:landmark_region:IT [2] http:/ / www. Norberg .it [2] References [1] http:/ / toolserver. prosegue fino all'et‚ contemporanea. ISBN 88-435-2461-5 Voci correlate “ Architettura barocca Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. ingannare. php?pagename=Palazzo_Chigi-Odescalchi& language=it& params=41_53_52. l'espressione pare nata nel periodo Barocco.

visto che solo la decorazione architettonica rendeva possibile un trompe l'oeil a tre dimensioni che potesse essere messo in rapporto con la categoria della copia. creata artificialmente attraverso mezzi pittorici. coprivano le pareti dei templi. e l'„oeil…. tener conto delle reali sorgenti luminose dell'ambiente. battaglie e vicende della vita quotidiana come la caccia. si costruir‚ l'opera pittorica in modo da • ingannare – la percezione visiva di colui che entra nella stanza. se si decide di collocare il dipinto sulla parete di una stanza che sta di fronte alla porta di ingresso. Lo studio del punto di vista dell'osservatore rispetto al dipinto € fondamentale. Artisticamente prospere furono anche le civilt‚ mediterranee. Si basa sostanzialmente sulla creazione di una sorta di scenografia volta ad inglobare in maniera oculata elementi funzionali per arrivare poi a fondersi con l'architettura e nel contempo a superarne i limiti. venivano immortalati sulle pareti delle caverne. il trompe l'oeil richiede un'assoluta conoscenza del disegno. come quella greca e cretese. che riproduce la realt‚ in modo tale da sembrare agli occhi dello spettatore illusione del reale. per raggiungere il massimo dell'illusoriet‚ pittorica. un giorno. e all'inizio del secolo successivo si sviluppa un'architettura "di facciata" che tende ad esaltare e contemporaneamente a dissimulare l'edificio sottostante. La perfetta simulazione del mondo fisico d‚ vita ad un sottile gioco di rimandi tra realt‚ e illusione percettiva nella quale l'uomo moderno si perde e perde a sua volta le limitazioni imposte dal mondo fenomenologico. il pittore greco Parrasio . in corrispondenza del punto di fuga. Se l'artista desidera creare un'illusione prospettica. delle regole prospettiche. l'artista dovr‚ individuare i punti di vista privilegiati. tecniche ben precise e rigidamente sottoposte a regole matematiche e geometriche per ottenere l'effetto voluto. Essa crea un'ambiguit‚ tra il piano pittorico e quello dell'osservatore. nate con i primi insediamenti umani. Miti. ossia i punti di vista da cui generalmente si osserva quell'area. Storia Origini Il tentativo di rappresentare realisticamente la realt‚ risale alle origini della pittura. L'illusione ottica € particolarmente efficace se l'osservatore si pone al centro della stanza. Pertanto. in modo che il soggetto rappresentato appaia come illuminato da quelle luci. facendo risultare tridimensionale ci• che in realt‚ € bidimensionale. nel mondo greco ed ellenizzato si assiste ad una diffusione senza precedenti dell'illusionismo nell'architettura e nella decorazione. Secondo uno di questi. le cerimonie religiose ecc. subito dopo avere scelto la superficie su cui operare l'intervento. ingannare. Gli artisti egizi o minoici. negli edifici di culto e nei palazzi.Trompe-l'‡il Il trompe l'‡il (dal francese „tromper…. alle antiche pitture murali. occhio). dovr‚ inoltre collocare il punto di fuga dell'immagine pittorica in corrispondenza del punto di vista dell'osservatore. dell'uso delle ombre e degli effetti di luce. nelle tombe. la loro natura e la loro direzione. L'origine di questa decorazione € indissolubilmente legata all'evoluzione dell'architettura. basata sull'uso del chiaroscuro e della prospettiva.C. oltre alla perfetta padronanza dell'uso del colore e delle sfumature. in questo modo infatti l'osservatore percepisce illusoriamente una realt‚ inesistente. Durante l'epoca ellenistica. Per esempio. Le pareti tombali dell'antico Egitto infatti ci tramandano figure stilizzate e un ricchissimo repertorio naturalistico di dipinti eseguiti con campiture piatte di colori puri. 128 Tecnica Dal punto di vista tecnico. € una tecnica pittorica naturalistica. con pitture raffiguranti giardini. Nell'ultimo quarto del IV secolo a. delle tombe o dei palazzi e non immaginavano che le forme da loro create si sostituissero a veri e propri giardini. le quali probabilmente influenzarono l'arte pittorica etrusca e poi quella romana da un punto di vista religioso ma soprattutto naturalistico e decorativo. All'inizio della storiografia relativa al trompe l'oeil si collocano alcuni aneddoti narrati di Plinio il Vecchio e divenuti alcuni degli episodi pi„ noti nella storia dell'arte. A queste inoltre risalgono i primi „sfondati illusionistici… della storia e temi decorativi che sono entrati sistematicamente nel repertorio decorativo di oggi. — fondamentale.

propria del III secolo a.Trompe-l'‡il 129 ƒ’venne a gara con il contemporaneo Zeusi. chiese che. fantasma. vengono curati i minimi particolari di elementi architettonici. nell'una e nell'altra lingua. Taso. gli concesse la vittoria con nobile modestia: se egli aveva ingannato gli uccelli.Come gli epigrammi ecfrastici della tradizione greca. schiudendo spazi continui ma di estensione limitata. un pittore. secondo Strabone. innamorati che soffrono pene d'amore alla vista del ritratto di una bella ragazza. questi piccoli racconti tendevano ad accreditare l'idea secondo la quale l'arte pu• spingersi cosƒ lontano nell'imitazione del visibile che diventa impossibile differenziare la realt‚ dalla sua raffigurazione dipinta. L'apparato decorativo € molto ricco e si ispira a un criterio di imitazione della realt‚.) e collegati alla tradizione pompeiana. il carattere "realistico". Parrasio aveva ingannato lui stesso. pi„ tardi. mentre questi present• dell'uva dipinta cosƒ bene che gli uccelli si misero a svolazzare sul quadro.C. che per• supera la soglia della verisimiglianza. segnalino i limiti della falsa apparenza nell'arte (eidolon. opere che sembrano volersi animare o voler parlare. si produce in qualsiasi categoria di rappresentazione dipinta o scolpita: quella dell'essere umano innanzitutto. pieno di orgoglio per il giudizio degli uccelli. La riflessione degli antichi sull'arte della pittura o della scultura. Alcuni monumenti presentano gi‚ due elementi caratteristici della decorazione illusionistica. bench† diversi vocaboli. lo psicoanalista e teorico Jacques Lacan (1901 -1981) osserv• che il mito dei due pittori rivelava un aspetto interessante della cognizione umana: mentre gli animali sono attratti da apparenze superficiali. Se l'effetto dell'illusione esiste veramente. finalmente fosse mostrato il quadro. la rassegna degli elementi architettonici diviene analitica. una pernice tent• di unirsi. Ma € possibile annoverare altri racconti simili che risalgono all'antichit‚: il cavallo dipinto da Apelle che provoc• il nitrito di alcuni cavalli. dei fiori e degli alimenti (xenia). le tegole dipinte sulle quali dei corvi tentarono di posarsi. tolta la tenda. . ha tuttavia moltiplicato le osservazioni sul carattere illusionistico e ingannevole delle immagini. il ruolo affidato alle piante € infatti troppo contenuto. gli elementi architettonici si addensano. skiagrafia. La "grande pittura" greca del quinto e quarto secolo permette di scorgere tratti di questa di questa tecnica in particolar modo negli affreschi prodotti in un'et‚ successiva (il I secolo a. Lo sviluppo di una decorazione monumentale fondata su effetti illusionistici € certamente da mettere in relazione con l'emergere di un modello di vita aristocratico e regale. species). che gli artisti pompeiani riprendono in una fase successiva. tuttavia. quello espose una tenda dipinta con tanto verismo che Zeusi. gli esseri umani sono attratti dall'idea di ci• che € nascosto. Per gli antichi ogni opera d'arte € un trompe l'oeil e tuttavia l'antichit‚ non ha conosciuto realmente un genere pittorico strettamente equivalente all'odierno trompe l'oeil. In un seminario del 1964. nei quali si insinua una natura che anche € esito di fantasia. ai quali. esclusivamente pittorica:la dilatazione dello spazio suggerita dalla sovrapposizione dei piani e il motivo di una finta galleria (teatro di Metaponto. e infine i volatili rappresentati da Protogene sullo sfondo di uno dei suoi quadri. sia che si tratti di una decorazione prevalentemente architettonica o. ma anche quella degli animali.. dopo essersi accorto dell'errore. rielaborando originali greci di cui mantengono. sviluppato fino alle sue estreme conseguenze. si sovrappongono. Tuttavia n† in greco n† in latino esiste una parola che istituisca esplicitamente una categoria estetica fondata sull'effetto ingannatore dell'arte.C. Storia naturale XXXV 65-66) Tale storia era largamente diffusa al di fuori del piccolo mondo dei pittori e degli amatori d'arte. n† un termine che designi un genere paragonabile a quello del moderno trompe l'oeil. porta di Zeus ed Era).’„ (Plinio il Vecchio. Si tratta di un'interpretazione gi‚ ellenistica. Anche l'elemento naturale contribuisce a delineare un paesaggio fantasioso. Queste immagini in genere raffigurano animali ingannati dalla rappresentazione di un loro simile. fondata sulla convinzione della natura mimetica della rappresentazione. e lo spazio del reale dallo spazio della raffigurazione. La "grande pittura" antica ha dedicato scarsa attenzione alla "pittura d'oggetti". la sola realmente capace di creare un effetto di trompe l'oeil. € usato come un "riempitivo" che occupa il poco spazio lasciato libero dalla struttura architettonica.

dove dipinse in grisaille le „Allegorie del Vizio…. gi‚ di per s† caratterizzata da un'estrema attenzione al dettaglio. la skiagrafia stava comunque ad indicare la pittura realizzata in base all'ombra riflessa. porte create con decorazioni illusorie che fanno parte di un'antica cultura genovese iniziata verso la fine del Quattrocento dalle famiglie pi„ ricche e in vista della citt‚ di Genova. Con questi importanti artisti il trompe l'oeil non solo venne condotto a livelli di estremo realismo e di grande raffinatezza. Leonardo impieg• scientificamente la prospettiva nelle sue opere e introdusse importanti intuizioni su di essa a livello cromatico. Da non dimenticare sono le eleganze dei motivi decorativi di ispirazione vegetale del Rococ• e il contributo storico dato dalla pittura olandese caratterizzato dalla riproduzione minuziosa di oggetti. della pietra ecc. la impieg• nella Cappella degli Scrovegni di Padova. ma anche a livello scultoreo. Al giorno d'oggi. marmi. applicato anche alle strutture architettoniche. tarsie lignee di studioli rinascimentali. furono scoperte e codificate le leggi della prospettiva. Vengono di fatto rappresentati spesso finti armadietti semiaperti con libri al loro interno. Certamente l'ombra ha solo l'apparenza dell'essere ma € anche il riflesso del vivente. disegno. molte opere provenienti da musei e collezioni private italiane e straniere raccontano l'intrigante e spettacolare storia del trompe l'oeil. arte che da Genova finƒ con l'espandersi lentamente in tutta la regione. Nel mondo greco la nozione di ombra € gi‚ in se stessa portatrice di ambiguit‚. infatti. 130 Il Trompe l'oeil in Italia L'Italia € sempre stata il maggior centro per questa forma d'arte e molti furono gli artisti che nel corso dei secoli utilizzarono questo tipo di tecnica pittorica: Giotto. Questa leggenda eziologica. certamente elaborata nella cerchia del bronzista torico Senocrate. probabilmente solo in parte. e da graf†. recuperata e rielaborata successivamente con grande virtuosismo dai loro successori barocchi. quella di "trompe l'oeil" bisogna aspettare Platone: la parola skiagrafia. che quando viene utilizzata dai pittori per "aprire" lo spazio di un muro o al soffitto viene definita quadratura. in particolare nella fascia inferiore della suddetta. vennero teorizzate le prime regole della prospettiva ad opera di grandi maestri quali Masaccio. In questo periodo storico. con motivo che saranno poi ripresi da pittori delle epoche seguenti come per esempio Jean-Simon Chardin. formata da skia. soprattutto nei quadri di interni e nei ritratti. pittura. ma gett• le basi della profondit‚ spaziale. Fu per• durante il Rinascimento che la pittura „architettonica… illusionista trov• la sua massima diffusione. dell'eterna sfida tra finzione e verit‚ € presente non solo nell'ambito della pittura. . Il tema dell'inganno.. La figura cosƒ ottenuta era chiamata skia.. nell'ambito della porcellana. Nel Quattrocento questa tecnica fu largamente impiegata nella pittura fiamminga. Brunelleschi e Leon Battista Alberti. soprattutto a levante. deformate ed amplificate otticamente con la costruzione di falsi "sfondati" prospettici. poneva l'ombra all'origine dell'immagine per far capire meglio che la vera fonte dell'arte era il desiderio di captare o di catturare l'essere vivente. e il trompe-l'oeil venne condotto a livelli di estremo realismo e grande raffinatezza.Trompe-l'‡il Per incontrare per la prima volta un termine la cui accezione ricopra. ombra. capitelli.. Finestre. zuppiere e suppellettili da tavola a forma di ortaggio.dell'illusione. Teorie prospettive nel XVII secolo permisero un approccio pi„ pienamente integrato all'illusione di architettura. piani di tavolo a scagliola e pietre dure raffiguranti oggetti apparentemente prensili. una delle sue opere pi„ note. Anche se la parola probabilmente non € stata usata in questo senso prima dell'inizio dell'epoca ellenistica. ambizione pienamente condivisa dai pittori di trompe l'oeil. nel Trecento. il disegno che ne tracciava il contorno.

Solo verso l'Ottocento questa tecnica assunse una funzione architettonica reale. Lo sforzo decorativo della Camera Picta appare in tutto il suo splendore nella vivacit‚ della gamma cromatica e dell'oro. ma non sono rari i casi in cui viene simulato tutto. Solitamente si simulavano gli elementi pi„ classici di un edificio come le finestre o dei finti rivestimenti specialmente sugli angoli di quest'ultimo. Per ritrovare un forte interesse per la pittura „architettonica … illusionistica bisogna fare un salto di quattordici secoli e arrivare al Rinascimento. Camera Picta. I giochi di tonalit‚ che fanno sembrare pi„ chiari gli Esempio di Trompe l'oeil sulla facciata di una palazzina a Genova elementi del paesaggio che si trovano pi„ lontano. . In qualche occasione si trovano anche le prime intuizioni sperimentali sugli effetti dell'atmosfera sul colore. ala est rappresentata La corte di Ludovico III Gonzaga entro un cortile dietro il cui muro a medaglioni marmorei si intravede un albero del giardino. sulla quale putti con ali di farfalla reggono un'epigrafe latina con la dedica ai marchesi. Sulle pareti est e sud si aprono finestre tra finti drappi. detta anche Camera degli sposi. situata nel palazzo ducale di Mantova ed eseguita da Andrea Mantegna intorno al 1464.Trompe-l'‡il 131 Veniva adottata pi„ che altro per esibizionismo ed eseguita da veri e propri pittori che realizzavano affreschi di notevole valore artistico. le finestre e i peducci sono reali. volta non solo a nobilitare un edificio. alla vetrata con panorama. come anche nel registro centrale. ed anche qui si pu• trovare di tutto. Sulla parete nord € Esempio di Trompe l'oeil. che accolgono le scene dietro finti tendoni damascati scostati. nell'arcata di sinistra vi sono paggi con un cavallo e dei cani. nell'imitazione delle stoffe preziose e degli stucchi della volta e dei pilastri. finte tendine dietro ad altrettanti finti vetri. tutto il resto € reso illusionisticamente con la pittura al fine di dare l'impressione di maggiore spazio allo spettatore di seguito. Nella terza arcata € raffigurato l'incontro tra Ludovico III e i figli Francesco e Federico sullo sfondo di una veduta ideale di Roma. inoltre le ricerche del pittore sull'unificazione spaziale raggiungono qui il massimo risultato. il finto oculo della volta in cui si affacciano putti e figure femminili su uno sfondo costituito dal cielo blu creato illusionisticamente con effetti di sfondato. Naturalmente la tecnica del trompe l'oeil € usata anche all'interno delle case. dove € posta la porta. dal finto divano. La stanza presenta pareti tripartite verticalmente da arcate di un finto loggiato. Solo il camino. finte statue con tanto di nicchia. ma anche a sostituire materiali altamente decorativi. La Camera Picta di Mantegna Tipico e famosissimo esempio di esecuzione dell'arte dell'inganno € rappresentato dalla camera picta. in virt„ della profonda consapevolezza prospettica ma anche dell'uso realistico della luce. Sulla parete ovest. le porte. fino alla finta stanza con tanto di arredamento interno. fatta provenire da un'unica fonte. la firma di Mantegna e la data di nascita dell'opera.

La libert‚ compositiva. la struttura dell'intero edificio. l'architetto dovette risolvere l'arduo problema rappresentato dal muro piatto del presbiterio: una parete cieca gli impediva infatti di costruire l'abside. ai livelli che da questa scaturiscono. rappresentando con forza l'ingresso dell'umanit‚ in uno spazio divino. Almeno. Bramante ide• allora l'artificio di una falsa prospettiva. rappresenta l'incontro tra Cristo e San Giovanni evangelista negli ultimi istanti della vita di quest'ultimo.dalle visioni che l'Apostolo Giovanni ebbe nell'isola di Patmos. a garantire una loro corale unit‚. L'ardito gioco prospettico del presbiterio riesce ancor pi„ efficace osservando la chiesa dall'esterno. limitandolo come una vera e propria barriera. ma n† loro n† le miriadi di angeli acquisterebbero il dovuto rilievo se non intervenisse il turbine di luce a investirli da ogni parte. che aderisce direttamente al transetto. Per ottenere l'effetto voluto da Bramante. che Šaggiunge' alla chiesa un elemento di leggiadria. vi inserƒ. ma la luce rivela il suo carisma soprannaturale. al fine di accrescere la sensazione di profondit‚. poi.usufruisce di uno spazio illusorio. modanature in cotto dorate e. rendendola pi„ lieve. il mistero dell'evento straordinario. la cosiddetta croce commissa. Subito colpisce per la plasticit‚ delle figure. di un vigore michelangiolesco. sempre leggere e sempre pi„ inconsistenti via via che salgono verso la luce divina. quando fu dato principio alla fabbrica della chiesa attuale. Oltre a inglobare nella nuova struttura la Cappella della Abside della chiesa di San Satiro Piet‚. a qualche metro dall'ingresso. di „chiudere… l'edificio con una struttura che conferisse all'altare maggiore l'attesa spazialit‚ e al piedicroce il suo punto focale. ma per recuperare alla chiesa ed al suo altare un decoro. risalente all'epoca della fondazione (876). in particolare. la posizione ideale si trova al centro della navata.secondo una tradizione . L'insieme si adatta splendidamente al tema profetico. dalla singolare configurazione a Štau'. creando uno sfondo luministico in grado di rievocare la solennit‚. appare subito condizionata dal luogo in cui sorge. fra il 1523 e il 1530. Sostanzialmente. Le plastiche figure vi assolvono un ruolo dominante. La prospettiva si apre al suo culmine. lacunari e rose in rilievo. dall'esistenza di Via Falcone. sancito anche dagli Apostoli sottostanti. Proprio il rapporto tra luce e figure segna una precisa. significativa evoluzione. comprensiva dell'umanit‚ e della divinit‚ di Cristo. per il loro rilievo „scultoreo…. il colore della scena . la prospettiva simulata nel presbiterio. non possiamo dimenticare che chi vede questa scena trasfigurata € anche l'autore dell'Apocalisse. ma non ha alcun punto di appoggio: la luce soltanto lo sorregge.Trompe-l'‡il 132 Chiesa di San Satiro La planimetria della chiesa di San Satiro. desunto . qui molto pi„ pronunciato che non nella cupola del Duomo parmense. nella volta a botte. Gli apostoli continuano ad assistere a un prodigio. Nel grande affresco del Duomo le proporzioni risultano invertite. coinvolgendo il moto. L'artista riesce a creare un moto ascensionale molto accentuato. situando nel poco spazio disponibile una breve Šfuga' di semicolonne convergenti. che conclude. Il Cristo che nella cupola di San Giovanni domina il centro della scena nell'atto di ascendere al cielo € possente. Il Cristo appare come un Re. mentre l'effetto luminoso ci ricorda che lo spazio della cupola non deve prescindere da una dimensione ben pi„ ampia. ottenuto con la spirale delle molte figure galleggianti su nubi. una funzionalit‚ che la topografia avrebbe loro negato. con le volte a botte. e insieme al campanile unica parte superstite di una chiesa anteriore.cosƒ ricreato . dove la via lambisce la lunga muratura: limite insormontabile che qui la genialit‚ dell'architetto ha superato non per ragioni puramente "illusionistiche". guidando l'occhio del visitatore all'affresco della Madonna racchiuso fra due candelabri: il solido punto focale . appartenendo il ruolo primario alla luminosit‚ e ai piani. Cupola della Basilica di San Giovanni La cupola di San Giovanni affrescata dal Correggio fra il 1520 e il 1523. il potente effetto illusionistico. In armonia con le lesene corinzie che fregiano la navata e il transetto. cui poco dopo il Duca Gian Galeazzo Visconti mise a capo Donato Bramante. la cui scena dell'Assunzione risale a una fase immediatamente successiva. I pesanti pilastri inquadrano. tale € la situazione che risulta dal 1476.

Infine. per•. Lo sposalizio della Vergine. Olio su tela. di cui quella esterna pare idealmente prolungarsi appunto al di l‚ dei limiti dello spazio del quadro: in questo spazio unitario Raffaello ha saputo compendiare tutti gli aspetti della natura e dell'opera dell'uomo con un discorso sacro coniugato in termini d'immersione nel reale. e nemmeno la ieratica staticit‚ delle figure principali. e ben a ragione pu• essere ritenuto . dato che l'occhio sale verso l'alto. per certi aspetti analoghe a quelle provocate dal Giudizio Universale di Michelangelo. dove i colli lievemente abbozzati rievocano una prospettiva infinita. Non stupisce che questo affresco abbia suscitato critiche. non ritroviamo soltanto un puro rigore geometrico. eseguito da Raffaello nel 1504 su commissione della famiglia Albizi. la figura geometrica perfetta per antonomasia e simbolo dell'armonia cosmica. al vertice rimane soltanto l'oro della luce. adatta a circoscrivere. risente degli insegnamenti del maestro Pietro Perugino che viene per• superato nella conquista di una maggiore spazialit‚. In primo piano avviene l'episodio evangelico: al centro della scena il sacerdote tiene le mani di Giuseppe e Maria intenti a scambiarsi gli anelli. che avviene in una realt‚ che viene sottoposta dall'autore ad una sorta di operazione di purificazione all'interno di una struttura ispirata al motivo del cerchio. Sullo sfondo € presente un tempio rinascimentale a pianta centrale contornato da un immenso cortile che delimita il paesaggio profondissimo. la cui luminosit‚ invade la scena lasciando a ogni particolare la sua naturale morbidezza.la necessaria premessa a non poche arditezze della successiva. Milano L'osservatore viene letteralmente risucchiato in un unitario avvolgente globo spaziale. imminente et‚ barocca. . attraverso l'artificio sapiente delle due ali divergenti tra loro di figure. a definire ogni dettaglio. Sulla destra sono raffigurati i pretendenti delusi. Raffaello Sanzio. ma un tramite con il paesaggio. ecco una delicata luce meridiana. mentre sulla sinistra delle giovani donne del paesaggio naturale e umano.Trompe-l'‡il intera e delle masse corporee che la popolano. Come simbolo di quell'armonia € il tempietto rappresentato sullo sfondo del dipinto e strettamente riferibile al tempietto di San Pietro in Montorio realizzata dal Bramante nel 1503 a Roma. 133 Lo sposalizio della Vergine di Raffaello Lo sposalizio della Vergine. sembra voler rinunziare a un'atmosfera dai toni marcati: in luogo della luce mattutina. invece.nei suoi effetti di colore . che qui non € pi„ occupato dal rilievo di una figura maestosa. Un'immersione. n† la 'tentazione' di riempire lo spazio in ogni modo. Tutto. l'insieme che compone la prospettiva € innovativo per il suo tempo. infatti il tempio non € soltanto un fondale. Pinacoteca di Brera.

per esempio nell'opera di Salvador Dalƒ. diventando uno strumento espressivo che crea un'atmosfera raccolta e silenziosa. allegoria del mare che circonda la terra e del fonte battesimale che lava dal peccato originale. periodicamente. di volta in volta leggibile in modi opposti. in cui studio. € rappresentato come un letterato. La bellezza del reale si unisce a quella intellettuale. Il trompe l'oeil nella societ‚ moderna e la sua scomparsa Tra i moderni. che tuttavia permane come forma espressiva di valenza artistica. nei periodi di vuoto ideologico. Il portale rappresenta la porta del Paradiso e ha una cuspide a forma di cardo. Londra l'apparente casualit‚ degli oggetti nasconde in realt‚ significati simbolici. secondo un abile illusionismo che suggerisce la continuit‚ dello spazio ai lati. Il naturalismo fiammingo si esprime negli scorci di paesaggio. Due tipici esempi di illusioni ottiche sono il cubo di Neker e il triangolo di Penrose.Trompe-l'‡il 134 San Gerolamo nello studio di Antonello da Messina Antonello da Messina dipinse questo piccolo quadro nel 1474.Fuori restano l'astuzia di cui € simbolo la pernice.Accanto € un catino con l'acqua. come una certezza alla quale in ogni momento si pu• far riferimento perch† basata sulla realt‚. nei Murales di Diego Rivera. si pu• dire che la rivolta antimimetica delle avanguardie. Per ci• che riguarda l'arte moderna. oggetto impossibile che pu• esistere solamente come rappresentazione bidimensionale e non pu• essere costruito nello spazio. in alcune correnti colte come il . di sterilit‚ creativa.in quanto evidenziata da un punto di vista ribassato e dall'illuminazione diretta. di particolare importanza € Maurits Cornelis Escher. perch† inserito entro una sapiente costruzione spaziale. olio su tavola. la rappresentazione come riproduzione ma come intuizione pi„ profonda della cultura e della psiche umana. La tavola € inoltre ricca di significati simbolici. dove il trompe-l'oeil € utilizzato volontariamente per destabilizzare il sistema percettivo dell'osservatore e mettere in dubbio l'univocit‚ della rappresentazione. privo di aureola. che non concepisce pi„. dai riflessi metallici del catino agli effetti di controluce nel leone o di morbidezza pulviscolare sul pavimento a sinistra. emblema di Cristo. di crisi di identit‚. Solo la figura del santo sfugge alla prospettiva. e ricompare. e gli Inferi custoditi da Argo. dall'avvento dell'Espressionismo. abbia dato un duro colpo al trompe-l'oeil. di Siqueiros. di Orozco. mostro dai cento occhi a cui rimanda il pavone. : accade nell'Iperrealismo. Questo microcosmo nordico di eredit‚ ancora tardogotica non € per• dispersivo come quello di Colantonio. geniale creatore di prospettive impossibili. nei vari Antonello da Messina.San Gerolamo € seduto nel suo studiolo ligneo inserito entro un ambiente basilicale con elementi gotici (la volta a crociera e le bifore) e rinascimentali (le finestre rettangolari e il luminoso loggiato a destra). San Gerolamo nello animali. ma soprattutto nei mille dettagli dello studiolo. a dimostrare l'importanza della cultura umanistica. la cui prospettiva € resa nello scorcio delle architetture e nel disegno delle maioliche del pavimento ed evidenziata dai raggi di luce. La luce € resa con grande realismo e si offre all'occhio nelle sue molteplici manifestazioni. secondo gli ideali rinascimentali: il santo € monumentale e plasticamente modellato e. smentendo il canone della bellezza classica e naturale. ispirandosi probabilmente a un dipinto oggi perduto del fiammingo Jan van Eyck. Lo spettatore osserva la composizione come se fosse affacciato ad una porta gotica. poich† presenta una sovrapposizione impossibile di linee parallele con differenti costruzioni prospettiche. che utilizza l'illusionismo del trompe-l'oeil per relazionare il pensiero irrazionale e la realt‚ fenomenica (ci• che fa anche la pittura metafisica). mentre i conci dell'arco sono dodici come gli apostoli. National Gallery.

sfruttando con un certo cinismo un virtuosismo ridotto a valore commerciale.impiegarono questa tecnica pittoria con le ultime energie rimaste come una forma in via di disincanto. distruggendone le caratteristiche prospettiche e modificandone illusoriamente i confini. ma diventa mezzo per appropriarsi del territorio. Cosƒ nell'ottobre del 1800 il critico Philippe Ch†ry accusa la moda del trompe l'oeil di adulare l'ignoranza crassa dei nuovi ricchi. Non c'€ pi„ posto per questo estremo della raffigurazione nell'era della fine della rappresentazione. per cosƒ dire in un circuito chiuso. si diventa parte consapevole. sovrapponendosi all'ambiente circostante. di galleristi. dalle quali spuntano teschi o bambini giganteschi. alla sintassi figurativa. sosteneva. Deriva avvertibile a partire dalla fine del XVIII secolo. che si aggrappa alle vestigia di una tradizione e viene respinto nei limbi della storia del gusto. Una cerchia artistica e mondana. Oppure ce n'€ uno solo: quello di un alibi offerto a un pubblico a corto di riferimenti. una delle forme d'arte moderna pi„ esemplificativa dei nostri tempi.L'equivoco piacevole e abile del trompe l'oeil per adeguarsi ad un pubblico del genere cerca iconografie rassicuranti. Disegno su pavimento di Julian Beever . che non € pi„ semplicemente un mezzo di comunicazione attraverso le tracce lasciate sui muri. uno dei pi„ famosi artisti di trompe d'oeil da marciapiede. nel momento in cui affiorano le tensioni che nel secolo successivo ridurranno in brandelli la tradizione mimetica. dopo di lui. si instaura anche un nuovo modo di rapportarsi con il contesto architettonico-urbanistico.La resurrezione del trompe l'oeil nel XX secolo . Harnett). Elsa Schiaparelli nella collezione dei golf armeni. e Eduardo Relero. il mercato dall'una e dall'altra parte dell'Atlantico. emulava fiocchi e ricami e Roberta di Camerino negli anni sessanta port• il motivo prima su borse. dove l'effetto trompe-l'oeil amplia di molto il significato del fenomeno. € attivo in tutte le strade del mondo. un oggetto paradossale. Il suo luogo di produzione e fruizione € la strada. geniale ed ironico la sua forza € nello scatto di una foto e ancora prima dell'occhio che l'osserva creare.Favore che segna in qualche modo la definitiva volgarizzazione del genere e la sua prossima scomparsa. 135 Julian Beever e i disegni su pavimento Un particolare tipo di illusione ottica odierna € quella realizzata sui pavimenti stradali: enormi voragini che si aprono lungo i marciapiedi. del quale. scene di genere vengono cosƒ sostenuti dall'interesse dei nuovi amatori.Piccoli formati adatti agli interni borghesi. crea disegni trompe-l'‡il con il gesso su pavimenti e marciapiedi dalla met‚ degli anni novanta. poi su abiti che portavano la stampa di tailleur. animano di personaggi disegnati le vie di varie metropoli con opere surreali e spiritose.Trompe-l'‡il Post-moderno.€ dunque l'opera di pochi artisti. Julian Beever nato nel 1959 in Gran Bretagna. Julian Beever. Il Trompe l'oeil nella moda Nella moda il trompe l'oeil fu il punto di partenza e di forza di due grandissime couturier del 900. il marciapiede. Il XX secolo sar‚ quello della scomparsa del trompe l'oeil. attraverso il graffito. che imposta forme di comunicazione completamente nuove. che tuttavia non ignorava il modernismo. in questo ritorno al mestiere. ritratti. Le sue opere vengono create utilizzando una proiezione chiamata anamorfosi per creare l'illusione tridimensionale quando viene visto da una determinata angolazione. sono il frutto di disegni trompe-l'oeil realizzati con gessetti colorati. accade nel Graffitismo. soggetti galanti.fino agli anni cinquanta . con una speciale tecnica di distorsione dell'immagine. — soprannominato "Pavement Picasso". ricami e bottoni. Gli ultimi e pi„ grandi virtuosi del genere del trompe l'oeil (Boilly Louis L†opold e. Con questa operazione. di amatori cosmopoliti che creano e alimentano.

Roma L'interno del Duomo di Biella € un capolavoro di trompe-l'‡il Trompe-l'‡il murale.wikimedia. Bedini. dipinto da Andrea Mantegna nel Palazzo Ducale a Mantova Falsa cupola a Sant'Ignazio dipinta da Andrea Pozzo. Tecnica della pittura d'inganno. Lione Vasi cinesi ad effetto trompe-l'‡il Balaustra e panorama trompe-l'‡il Bibliografia “ “ “ “ “ Alberto Veca. Manuale di Trompe l'oeil. De Cinque. Cosimato. Il Rinascimento e la Maniera moderna Voci correlate “ “ “ “ Anamorfosi Illusione ottica Matte painting Pittura romana di giardino Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.org/wiki/Category:Trompe l'oeil .Trompe-l'‡il 136 Esempi Affresco dalla Cappella degli Scrovegni di Giotto a Padova Soffitto della Camera degli Sposi. EdUP 2006 Patrick Mauri€s. Il Trompe l'oeil. L'arte tra noi. Inganno e realt€ Bevilacqua. Architettura dell'Inganno Cristina Fumarco. Illusioni pittoriche dall'antichit€ al XX secolo Anna Maria Matteucci. Anna Stanzani.

decorazioneperinterni. dipinto-in-chianti. reteimprese. com/ trompe_loeil. htm Palazzo Pamphilj Palazzo Pamphilj Vista del Palazzo Ubicazione Indirizzo Citt‚ Paese Piazza Navona Roma ’Italia Informazioni Stato Costruzione Inaugurazione Uso In uso 1644-50 1650 Ambasciata del Brasile Realizzazione Architetto Proprietario Girolamo Rainaldi Rep.Trompe-l'‡il 137 Collegamenti esterni “ “ “ “ “ Arte e percezione Trompe l'oeil [1] Arte genovese del trompe l'oeil [2] che cos'€ un trompe l'oeil? [3] Il perch† del nome l'Inganno [4] ArtMande [5] References [1] [2] [3] [4] [5] http:/ / www. it/ nonsoloarte/ artepercezione/ articolo6. Fed. artonweb. htm http:/ / www. jsp?idSezione=43 http:/ / www. it/ sers_A16752B7052 http:/ / www. html?PHPSESSID=456d9bf67c4e8fc88c290d26932bdc17 http:/ / www. inganniadartefirenze. com/ it/ trompe. it/ Sezione. del Brasile .

Giacinto Brandi. 138 Bibliografia “ Giorgio Carpaneto.Palazzo Pamphilj Palazzo Pamphilj (o Pamphili) € un palazzo che si trova in Piazza Navona a Roma. Francesco Allegrini. Pietro da Cortona nel 1651-1654 dipinse la lunga galleria. Questo palazzo ospita la galleria Doria Pamphilj. In seguito il nuovo palazzo divenne la residenza della cognata di Innocenzo. Era molto impopolare ed era sospettata di essere l'amante del papa. ed € diventato una propriet‚ brasiliana nel 1961. Pier Francesco Mola. 2004 ISBN 88-541-0207-5 . Palazzo Pamphilj ospita dal 1920 l'ambasciata del Brasile in Italia. tra gli altri all'Accademia Filarmonica Romana. Il nuovo progetto inglob• edifici contigui. L'edificio originale fu costruito nel 1630 al posto di una serie di immobili di propriet‚ della potente famiglia Pamphilj. una residenza estiva a Valmontone. Quando i Pamphilj si insediarono nel nuovo edificio al Corso. progettata da Borromini. Ne fu incaricato Girolamo Rainaldi. I palazzi furono chiamati. L'ingresso € particolarmente alto e luminoso: il piano nobile ha 23 stanze affrescate da artisti come Giacinto Gemignani. La moglie gli rec• in dote la propriet‚ di Palazzo Aldobrandini. anche quando la famiglia prese il nome di Doria-Pamphilj. compreso il precedente palazzo dei Pamphilj. Quando il committente Giovanni Battista Pamphilj divenne papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X. Gaspard Dughet. le cui decorazioni di Agostino Tassi furono almeno in parte mantenute. detta anche "La Pimpaccia" era la madre di Camillo Pamphilj. in forme tardo rinascimentali. la famiglia ritenne che il palazzo non fosse sufficiente per il nuovo prestigio e inizi• una nuova e pi„ imponente costruzione. Esiste anche un altro Palazzo Doria-Pamphilj. Olimpia Maidalchini. ed il Palazzo Cybo. Andrea Camassei. la vedova Donna Olimpia Maidalchini. cui si accede da piazza del Collegio Romano e che si affaccia su Via del Corso. I palazzi di Roma. con lo stesso nome di Palazzo Pamphilj o "Palazzo Pamfilio". costruito tra il 1644 e il 1650. L'interno ha tre cortili. Roma. il palazzo di Piazza Navona fu lasciato e dato in affitto. cardinale-nipote. con le Storie di Enea. Newton & Compton. che era la sua confidente e consigliere. che si spos• con Olimpia Aldobrandini. ora noto come Palazzo Doria Pamphilj.

filosofia. intitolata a San Vincenzo per le quali € stato ipotizzato un suo intervento progettuale. a soli trent'anni. a Roma. Nel 1655. che successivamente influenzarono profondamente la sua opera. Biografia Il periodo di formazione Guarino Guarini entr• nell'Ordine dei Teatini nel 1639 e lo stesso anno si trasferƒ. viene nominato Preposito della Casa Teatina di Modena. per il noviziato. Cominci• inoltre la sua attivit‚ di architetto partecipando al cantiere per la nuova Casa dell'Ordine e per la chiesa. 17 gennaio 1624 € Milano. 6 marzo 1683) € stato un architetto e teorico dell'architettura italiano. Ritratto di Guarino Guarini. dove studi• fino al 1647. Qui fu ordinato sacerdote e nominato insegnante di filosofia nella casa del suo Ordine. Come architetto fu tra le figure pi„ importanti del barocco. matematica e architettura.Guarino Guarini 139 Guarino Guarini Camillo Guarino Guarini (Modena.[1] Nel 1647 fece ritorno a Modena. ma a tale carica € costretto a rinunciare per lo sfavore manifestato dal futuro duca d'Este Alfonso III. A Roma ebbe modo di conoscere le architetture di Francesco Borromini. . all'epoca ancora vivente. a seguito del quale Guarini ritenne opportuno lasciare la sua citt‚ natale. teologia. oltre che trattatista ed autore di opere di matematica e filosofia. Torino.[2] In ogni modo negli anni modenesi ebbe modo di completare la sua formazione con l'esperienza diretta del cantiere. ed in particolare i primi progetti. Cupola della chiesa di San Lorenzo.

Comunque. l'adiacente Collegio dei Teatini. A Parigi pubblica. Santa Maria da Alt•tting a Praga e Santa Maria della Divina Misericordia da Lisbona. l'opera di Mansart e le ricerche sulla geometria proiettiva di Girard Desargues. Non esiste documentazione per il successivo periodo fino al 1660. non € chiaro se abbiano comportato viaggi nella penisola iberica ed in centro Europa e non € certa neppure l'epoca di progettazione. Lisbona[3] e Spagna. progett• il completamento della La chiesa della Santissima Annunziata a Messina chiesa della Santissima Annunziata. quando a Messina pubblica la "tragicommedia morale" La piet€ trionfante. Fu prima a Parma e poi a Guastalla dove la sua presenza € documentata nel 1655. Sono stati ipotizzati viaggi a Praga. tra molte difficolt‚.Guarino Guarini 140 Un decennio di viaggi Il decennio tra il 1655 ed il 1666 fu caratterizzato da viaggi anche fuori dall'Italia e da continui spostamenti tra una sede e l'altra dell'ordine. il volume Placita philosophica che gli da notoriet‚ negli ambienti religiosi e che testimonia il perdurare dei suoi studi filosofici e scientifici. incaricato di dirigere i lavori per la chiesa teatina di Sainte Anne la Royale. oltre ad insegnare alla scuola dei Teatini ed a coltivare i propri interessi matematici e letterari. di filosofia e di matematica e poi anche come architetto. Nel 1662 torn• momentaneamente a Modena. Guarini cambi• completamente il progetto e. senza portarlo a compimento. entrambe non pi„ esistenti. secondo i documenti disponibili fu attivo dal 1660 al 1662 a Messina dove. realizz•. l'edificio oggi perduto in quanto demolito nel XIX secolo. inizialmente impegnato come docente di teologia. il cui cantiere era gi‚ stato iniziato da altri. di ritorno dai quali si sarebbe fermato a Messina. . In riferimento a due altri progetti di Guarini fuori dall'Italia. In tale periodo ebbe modo di maturare la conoscenza di culture architettoniche diverse. Tutte le costruzioni sono andate distrutte durante il terremoto del 1908. ma nellƒautunno del 1662 si rec• a Parigi. In Francia ebbe modo di estendere le proprie conoscenze manifestando interesse per l'architettura gotica. In alternativa € probabile che la sua presenza a Messina dati a prima del 1660. costruito per• successivamente e la Chiesa di San Filippo Neri.

Cupola della Cappella della Sacra Sindone del Duomo di Torino. tra l'altro. Sul corpo cilindrico innest• tre pennacchi che reggono il tamburo dove sei finestroni si alternano a nicchie convesse. in Vedute e prospetti della citt€ di Messina. Chiesa della Santissima Annunziata e casa dei teatini a Messina. risolta con l'introduzione di un campanile in posizione asimmetrica. Francesco Sicuro. chiamato inizialmente ad occuparsi della chiesa teatina di San Lorenzo. dove il tamburo € chiuso da una linea sinuosa che racchiude i finestroni. 1768 Cappella della Sacra Sindone La cappella € posta nella parte absidale del Duomo di Torino a contatto con il Palazzo Reale.Guarino Guarini 141 A Torino Si trasferƒ nel 1666 a Torino. Recentemente la costruzione € stata pesantemente danneggiata da un incendio. rimasta a livello progettuale[5] e nota grazie alle incisioni del suo trattato Architettura civile: Il progetto sembra anticipare le grandi cupole nervate poi realizzate da Guarini a Torino. a pianta esagonale. la Cappella della Sacra Sindone nella parte absidale del Duomo di Torino. Sempre per Messina progett• la chiesa dei padri Somaschi. anche se la datazione del progetto al 1660-1662 non sembra certa e potrebbe essere da posticipare. e pertanto oggetto di un restauro ricostruttivo particolarmente difficile. dalla sagoma piramidale e dalla superficie mossa far‚ da modello a molte chiese siciliane del XVIII secolo. La facciata a vari ordini sovrapposti. per cui la facciata presentava un'insolita rotazione. il barocco in Sicilia tra molte perplessit‚ dei contemporanei[4]. Di grande originalit‚ il coronamento a pagoda ottenuto mediante la progressiva diminuzione degli elementi concentrici utilizzati. Il progetto di Guarini dovette tener conto di un corpo preesistente da completare e dal diverso orientamento dello spazio esterno. L'interno della chiesa era caratterizzato da una cupola che anticipava quelle poi realizzate a Torino. . Opere Chiesa della Santissima Annunziata Con questo edificio messinese Guarini introdusse. Ben presto fu chiamato a lavorare per la Casa Savoia per la quale tra il 1667 e il 1690 realizz•. la stessa cupola € definita da costoloni che si intrecciano frantumando la superficie della cupola e dalla luce diffusa per mezzo di numerose finestre che emergono curiosamente all'esterno della struttura. di fatto.

Castello Reale di Racconigi Su richiesta di Emanuele Filiberto detto il Muto. € definito dalla presenza di ampie serliane che delimitano le cappelle laterali. La chiesa di San Lorenzo vista da piazza Castello. Guarino Guarini € incaricato di compiere la prima. Nel 1681 invece amplia ulteriormente la residenza effettuando la copertura del cortile medioevale del castello. con i lati di forma convessa con un presbiterio ellittico posto trasversalmente che introduce un asse principale nella composizione. secondo Principe di Carignano. . diverr‚ il Salone di Ercole. realizza il nuovo prospetto e lo scalone della facciata settentrionale del Castello di Racconigi e progetta l'innalzamento dei due padiglioni con copertura a pagoda. nel successivo rimaneggiamento settecentesco. Torino.Guarino Guarini 142 Chiesa di San Lorenzo Tra il 1668 e il 1687 realizza per i Teatini la chiesa di San Lorenzo a pianta centrale ottagonale. del Castello di Racconigi. radicale trasformazione della fortezza medievale di Racconigi in Villa di delizie. Traccia della sua opera negli interni pu• essere ancora oggi rinvenuta nelle sale dell'Appartamento Cinese (caminetti e cornicione) e nella Sala di Diana (caminetti). al livello inferiore. A partire dal 1676. La facciata nord. lo spazio. la copertura € costituita da una cupola a costoloni che si intrecciano fino a formare l'ottagono sul quale poggia la lanterna. verso il parco. creando un nuova sala interna che.

innervata da otto costoloni. databile tra il 1675 ed il 1680 ed attribuita a Guarini a seguito di studi di Paolo Portoghesi. un trattato architettonico che illustra i principi architettonici dell'autore e documenta con incisioni anche i progetti non realizzati e gli edifici scomparsi. nel 1737 apparve postuma l'opera Architettura civile. Guarini progetta altre chiese a pianta centrale e cupola. che presenta una monumentale facciata che alterna tratti concavi con parti convesse in una configurazione forse riconducibile ai progetti di Gian Lorenzo Bernini per il palazzo del Louvre[6] e al Castello di Vaux-le-Vicomte[7]. rimase incompiuta e successivamente demolita. San Gaetano a Vicenza) ed altre a pianta longitudinale. scritto nell'ultimo quarto del XVI secolo. Il Trattato di Architettura civile Bench† molte delle opere architettoniche del Guarini siano scomparse. l'architetto Bernardo Antonio Vittone. San Filippo a Casale. Realizza fuori da Torino altre opere oggi perdute: “ Sant'Anne La Royale di Parigi (1662). . trattato come materia plastica e modellabile. A curare la pubblicazione del trattato. a Vicenza. tra cui uno. Tra le opere di carattere letterario e fiilosofico si ricorda La piet€ trionfante. Altri scritti Nel 1674 aveva pubblicato a Torino un trattatello sul Modo di misurare le fabbriche. al cui interno si staccano quattro fusti di colonne formando un rettangolo sostenendo quattro archi su cui si appoggia una cupola a spicchi. “ Santa Maria della Divina Misericordia di Lisbona (forse tra il 1679 ed il 1681)[10]. Guarini ha scritto anche una serie di libri sulla matematica sia in latino che in italiano. tragicommedia morale. Altri progetti Dopo San Lorenzo. caratterizzata da uno spazio interno estremamente plastico ed ondulato in cui i piloni interni sono percorsi da lesene tortili. richiamato anche nella scansione con paraste della facciata e nell'uso del laterizio a vista. fu un continuatore ed ammiratore della sua opera. 1660. non realizzate (San Gaetano a Nizza. Euclides adauctus. distrutta da un terremoto[11].Guarino Guarini 143 Palazzo Carignano Del 1679 € il Palazzo Carignano basato su una pianta ad U. demolita successivamente. sulla geometria descrittiva che fu uno dei primi in Italia su tale argomento. venne aspramente criticata dai classicisti francesi[9].[8] presenta una pianta a doppia ellisse in cui un anello di colonne delimitano un deambulatorio completo intorno allo spazio centrale. Altre opere in Italia Palazzo Carignano a Torino Chiesa di Santa Maria in Araceli. che dimostra il suo interesse per i resti dell'arte classica. Inoltre. Sul piano teorico viene spesso notato come il trattato del Guarini sia una delle prime manifestazioni d'interesse per il "gotico" dopo un lungo periodo di disinteresse. cappella dei Teatini a pianta centrale. “ Santa Maria da Alt•tting a Praga (1679). Nel 1665 pubblic• a Parigi il trattato matematico-filosofico Placita Philosophica che difendeva la tesi del sistema geocentrico dell'universo contro le teorie di Niccol• Copernico e Galileo. ma anche all'Oratorio dei Filippini dell'ammirato maestro Borromini.

Barroco e classicismo. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. in G. Millon (a cura di). htm) [9] Victor-Lucien Tapi†.Guarino Guarini 144 Galleria di immagine Chiesa della Santissima Annunziata (Messina). araceli. it/ parrocchia/ chiesaold. Dardanello. 2002 [5] Fino a qualche decennio fa alcuni autori ipotizzavano che fosse stata costruita ed anch'essa distrutta. p. vd. "Guarino Guarini". I progetti per la casa dei Teatini di Modena. Milano 1991.Cristian Norbert-Schulz. H. Mille anni d'architettura in Europa. S. Architettura barocca. Milano 1956. 21 [4] Francesco Abbate. Milano [11] Secondo alcuni autori non fu mai costruita: J. [6] Bernini fu a Parigi negli stessi anni di Guarini [7] R. Guarino Guarini 1624-1683. Torino 2006 [3] Harold Alan Meek. Electa Editrice. Bari 1999 [8] Info sul sito ufficiale della parrocchia dell'Araceli. Vicenza (http:/ / www. 14. facciata Castello Reale di Racconigi Note [1] Paolo Portoghesi. pag.Berchez e F. Donzelli Editore. 2002 .1-2 [2] Susan Klaiber.Marias. 1971. Umberto Allemandi Editore. in Annali di architettura n. 1998 [10] la chiesa di Lisbona potrebbe essere stato invece il suo primo edificio importante. fra Juan Andreas Ricci de Guevara e la sua architettura teologica. Guarino Guarini. costruito tra il 1656 ed il 1659 e progettato durante la sua presenza a Lisbona. Klaiber. De Fusco. Electa.

.st-and.org/wiki/Category:Guarino Guarini Collegamenti esterni “ (EN) Biografia (http://www-groups. Dal 1694 la cappella ospita la Sindone. costruita a Torino alla fine del XVII secolo.html) in MacTutor “ (EN. Con il tempo i progetti vennero modificati dal figlio di Carlo. a cui si deve la progettazione di un edificio a base quadrata incastonato tra il palazzo ducale (ex palazzo vescovile e futuro palazzo reale) e l'abside della Cattedrale di san Giovanni Battista.Guarino Guarini 145 Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.uk/~history/Biographies/Guarini.vitruvio.ac. Alla fine il progetto venne affidato al frate-architetto Guarino Guarini che rivoluzion• il progetto dando pianta interna circolare. sopraelevata al presbiterio e comunicante direttamente con alcune sale di Palazzo Reale.dcs.wikimedia. e poi dallo svizzero Bernardino Quadri.ch/arc/masters/guarini.it/enciclopedia/guarino-guarini_(Dizionario-Biografico)/ ) Cappella della Sacra Sindone Cappella della Sacra Sindone Paese Regione Localit‚ Religione Diocesi Stile architettonico Inizio costruzione Completamento ’Italia Piemonte Torino Cattolica Arcidiocesi di Torino barocco XVI secolo XVII secolo La Cappella della Sacra Sindone o Cappella del Guarini € una mirabile opera architettonica dell'architetto Guarino Guarini.†IT) Pagina su Guarini (http://www.treccani. Amedeo di Castellamonte. Storia La cappella fu commissionata a Carlo di Castellamonte dal duca Emanuele Filiberto di Savoia per conservare il prezioso telo della Sindone che la famiglia ducale sabauda custodiva da alcuni secoli.php) in Vitruvio.ch “ Dizionario biografico Treccani (http://www.

Il pavimento presenta un disegno in marmo nero e bianco che sottolinea l'importanza dell'altare. con l'altare del Bertola. fino a salire alla parte terminale della cupola. Al di sopra vi € una copertura a cappella sorretta da costoloni su cui sono installate numerose urne in pietra. che prevedeva una cuspide a spirale). Nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997 un incendio. danneggia pesantemente l'edificio e la stessa Sindone € sottratta alle fiamme dai pompieri che sfondano la teca in vetro contenente la cassetta in legno e argento che custodiva il telo. in una teca d'argento e vetro. dove al centro svetta l'altare barocco (opera di Antonio Bertola) che conservava. La decorazione a stucco della cappella e della sua sagrestia si deve allo stuccatore Pietro Somazzi[2]. Alla fine delle due scalinate si entra in due vestiboli circolari paralleli delimitati da colonne in marmo nero. Il Duomo di Torino con la cupola del Guarini sotto restauro — internamente che il genio barocco del Guarini si concretizza: ai lati dell'altare maggiore del Duomo si aprono due portali in marmo nero che introducono a due cupe scalinate con bassi gradini semicircolari. . Oggi € interessata da un importante restauro. grazie ad un'illusione ottica[1]. La cupola € progettata in maniera da risultare pi„ alta. un piccolo tamburo circolare finestrato e prolungato con una struttura a cannocchiale (estranea al progetto originale.Cappella della Sacra Sindone 146 Nella prima met‚ dell'Ottocento la cappella venne decorata con alcuni gruppi di statue sui grandi personaggi di Casa Savoia commissionati da re Carlo Alberto. provocato da un corto circuito in alcune attrezzature di restauro. a pianta circolare. Tra i costoloni sbucano morbidamente linee arcuate orientaleggianti che disegnano numerose aperture a semicerchio. Sopra la base si innalza un tamburo in mattoni a pianta poligonale con 6 grandi finestroni ad arco. Da qui si accede alla cappella. La Cappella della Sindone. la Sindone. mentre grosse stelle di bronzo incastonate nel marmo bianco riflettono la luce proveniente dall'alto. in una fotografia di Giovan Battista Maggi di fine Ottocento Descrizione Esternamente la cappella si presenta come un edificio a pianta quadrata che compenetra sia il Duomo che Palazzo Reale. incorniciati da lesene e protetti da un tetto che morbidamente si adagia sugli archi.

Torino 2005.’URL consultato in data 31-05-2010. 55. in Ricerche di Storia dell'arte. •Arte&Storia–. 1995.Cappella della Sacra Sindone 147 Galleria La Sacra Sindone per diversi secoli € stata custodita nell'omonima Cappella. com/ Guarini/ G. cultorweb. 400. [2] Bolandrini. Stuccatori luganesi a Torino. Lugano 2011. sotto restauro. 2011. Sculture nel Piemonte del Settecento "Di differente e ben intesa bizzarria". 53-76. I Somasso e i Papa. in Giorgio Mollisi (a cura di). La Cupola del Guarini. anno 11. nell'economia dal Cinquecento ad oggi. nell'arte. ottobre 2011. Disegno e pratiche di bottega. gusto e carriere. Edizioni Ticino Management. vista dal cortile di Palazzo Reale Raffigurazione del monumento ad Emanuele Filiberto I di Savoia Raffigurazione del monumento a Carlo Emanuele II di Savoia Note [1] La Cappella della Sindone di Guarino Guarini a Torino (http:/ / www. “ Beatrice Bolandrini. numero 52. Idem (a cura di). Voci correlate “ “ “ “ Duomo di Torino Sindone di Torino Antonio Bertola Guarino Guarini . sempre nel Duomo di Torino. Bibliografia “ Giuseppe Dardanello. 29-30. html). Dopo l'incendio del 1997 € situata provvisoriamente sotto la Tribuna Reale. nella cultura. Svizzeri a Torino nella storia. Due dinastie di stuccatori a Torino nel Sei e nel Settecento.

il Barocco napoletano fiorisce verso la met‚ del Seicento con l'opera di alcuni architetti locali molto qualificati e termina a met‚ del secolo successivo con l'avvento di architetti di stampo neoclassico. che si svilupp• in Campania e nel sud del Lazio (dove fu costruita l'Abbazia di Montecassino che rappresenta il massimo esempio di architettura barocca napoletana al di fuori di Napoli) fu portato all'attenzione della critica internazionale solo nel XX secolo. grazie al volume Architettura barocca e rococƒ a Napoli di Anthony Blunt. dando origine ad una combinazione dalla quale scaturirono edifici di grande valore artistico. In particolare. Tipica scala napoletana in Palazzo dello Spagnolo (Ferdinando Sanfelice) . Nel Settecento il Barocco raggiunse l'apice con le architetture ricollegabili al Rococ• e al Barocco austriaco. Questo stile.Barocco napoletano 148 Barocco napoletano Il barocco napoletano € una forma artistica e architettonica sviluppatasi tra il XVII secolo e la prima met‚ del XVIII secolo a Napoli ed € riconoscibile per le sue sgargianti decorazioni marmoree e di stucchi che caratterizzano le strutture portanti degli edifici.

Il Grimaldi. si prediligono gli schemi riconducibili ad una pianta centrale iscritta in un quadrilatero in modo da non occupare spazio per l'edificazione di altri fabbricati. le facciate non si presentano particolarmente slanciate. e alludendo alla vita come ad un sogno come € possibile percepire nelle opere di William Shakespeare e Pedro CalderŒn de la Barca e nella filosofia di Cartesio. non di rado le piante sono a croce latina ed in minor quantit‚ Certosa di San Martino. talvolta con motivi molto complessi. 2. scultura e stucco nella composizione spaziale e sottolineando il tutto mediante suggestivi giochi di luce ed ombre. come il domenicano Giuseppe Nuvolo ed il gesuita Giuseppe Valeriano. le facciate delle chiese hanno quasi sempre un andamento rettilineo e spesso non rispettano l'orientamento delle navate. Le lesene presenti servono per dare discontinuit‚ e ritmo alle masse murarie e talvolta sono accompagnate da nicchie. tanto da risultare quasi indecifrabili. inoltre. Nicola Tagliacozzi Canale e tanti altri.[1] Tuttavia. tra cui edifici sacri. al fine di raccordarsi ai prospetti degli edifici adiacenti. influenzarono soprattutto il primo trentennio del XVII secolo con l'avvento di architetti estranei alla formazione locale. uniti a quelli del Manierismo toscano. tra i quali occorre ricordare Giovanni Antonio Dosio. Le esigenze dettate dalla Controriforma portarono alla creazione di uno stile teso ad esaltare la centralit‚ della Chiesa cattolica. Alcune chiese posseggono prospetti pi„ complessi. detti a doppia facciata. Le opere dovevano rispettare alcuni caratteri imposti durante l'edificazione. si trasferƒ nel secondo decennio del Seicento a Napoli. il forte senso della teatralit‚ spinse l'artista all'esuberanza decorativa. soprattutto per quanto concerne gli edifici religiosi: 1. dagli andamenti sinuosi. Riconducibili a Dosio sono alcune opere come la chiesa dei Girolamini e il chiostro della Certosa di San Martino.Barocco napoletano 149 Caratteri del barocco napoletano L'architettura barocca si sviluppa a Roma nei primi anni del Seicento. ebbe l'incarico di progettare la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone e la Cappella del Tesoro nel Duomo di Napoli. € possibile individuare una serie di caratteristiche standard. chiesa . dopo aver compiuto varie esperienze a Roma. tanto che. Domenico Antonio Vaccaro. che costituiscono una reinterpretazione in chiave tardo manierista del Rinascimento toscano. dove progett• molte opere scultoree e architettoniche. sotto l'influenza del lascito culturale di Michelangelo Buonarroti e con l'opera di Carlo Maderno ed altri. I caratteri del Barocco romano oltrepassarono presto i confini della Citt‚ eterna. Le caratteristiche fondamentali dell'architettura barocca sono le linee curve. Gli architetti avevano l'incarico di rimaneggiare i palazzi esistenti e di progettare le opere su lotti di terreno non particolarmente estesi all'interno delle mura urbane. la personalit‚ di spicco del secolo € Cosimo Fanzago. che mutarono in modo irrefrenabile il volto della citt‚. A Napoli i temi barocchi. Il Settecento vide attivi Antonio Canevari. civili e decorazioni interne di chiese in marmi policromi ed in marmi commessi. Lombardo di nascita. Ferdinando Sanfelice. nelle costruzioni della Napoli barocca. Tuttavia. unendo pittura. il ferrarese Bartolomeo Picchiatti ed il lucano Francesco Grimaldi. mentre Francesco Grimaldi faceva parte della cerchia degli architetti religiosi insieme ad altri architetti del periodo. Picchiatti invece appare legato al gusto del primo Barocco romano. dove la decorazione barocca fu applicata su impianti ancora classicheggianti. ma atto anche ad esprimere le frivolezze della vita mondana e della nuova filosofia scientifica copernicana e galileiana protesa verso una nuova frontiera delle conoscenze.

notevole € anche il lavoro di architetti come Gian Battista Cavagna. Dalla seconda met‚ del secolo fino al Settecento furono innalzati i Quartieri Spagnoli ed i borghi esterni alle mura della capitale del regno (come quelli dei Vergini e di Sant'Antonio Abate).Barocco napoletano a croce greca ed ellittiche. che realizz• diversi restauri e prese parte ai maggiori cantieri presenti in citt‚. sul fronte opposto. in parte disatteso. fino al 1626 fu anche supervisore della fabbrica della Certosa di San Martino. Cosimo Fanzago. Contemporaneamente fu attivo anche il tardomaniesta Giovan Giacomo di Conforto. 150 3. 4. che morƒ a Napoli nel 1627. precedute da rampe di gradini. Invece. per ottenere i chiaroscuri si utilizzavano marmi. La realizzazione pi„ importante del Cinquecento fu il progetto di Ferdinando Manlio e Giovanni Benincasa per la via Toledo. La fase si suddivide in due fondamentali periodi che vanno rispettivamente dal 1582 al 1613 e dal 1613 al 1626. a causa dei dislivelli morfologici del suolo le chiese vengono costruite su banchine artificiali. Nel frattempo Don Pedro ed altri vicer† iniziarono una lenta trasformazione dei borghi in quartieri della citt‚. Questo periodo si conclude con l'avvento dello scultore lombardo. che divenne autonomo dopo la morte di Fontana e che fu autore di importanti fabbriche religiose come ad esempio la chiesa di Santa Maria della Stella e la chiesa di San Giorgio dei Genovesi. Inoltre. 5. Altri due importanti esponenti furono Giulio Cesare Fontana figlio di Domenico Fontana e il suo collaboratore Bartolomeo Picchiatti. mentre altri nuclei urbani si sviluppano alle pendici del Vomero come aggregati della citt‚. La Controriforma ebbe notevole influenza sulla citt‚. diversi complessi religiosi. prevedeva un'idea unitaria dei fronti lungo la strada. dove la croce greca € inscritta in un ottagono in modo da formare un ambulacro che collega le varie cappelle con l'entrata e l'abside. nel secondo periodo le maestranze e gli architetti partenopei acquisirono maggiore autonomia dal punto di vista progettuale. la chiesa del Ges„ Nuovo e la Basilica di Santa Maria della Sanit‚ (queste ultime furono edificate rispettivamente da gesuiti e domenicani). dentro e fuori le mura. che fu il primo a curarsi di un'espansione accurata dell'urbe. a lato della quale il vicer† decise di innalzare. i palazzi sono costruiti attorno ad un cortile sul fondo del quale si sviluppa una scala aperta a doppia rampa. L'artista pi„ importante a cavallo dei due secoli fu lo svizzero Domenico Fontana. Storia ed evoluzione dello stile Prima fase La prima fase del Barocco napoletano prese avvio nel XVI secolo con i piani di urbanizzazione voluti fortemente da Don Pedro di Toledo. le residenze della nobilt‚ locale. naturalizzato napoletano (a quei tempi era tutto riunito nella stessa corona). 6. che lavor• a pi„ riprese nella capitale del regno seguendo tra l'altro canoni classicisti e vignoleschi. prima di essere sostituito dal Fanzago. A partire dal Settecento si registra la presenza di forme pi„ libere e inusuali come nella chiesa della Concezione a Montecalvario. lungo le pendici Chiesa di San Giorgio dei Genovesi della collina vomerese. i quartieri militari spagnoli e. i portali dei palazzi sono realizzati in marmo. da prendere in considerazione € l'avvento di ordini monastici. Il progetto. autore del Palazzo Reale e del Complesso di Ges„ e Maria. in piperno oppure con l'impiego di entrambi i materiali. Il primo pu• essere considerato una fase di premessa. che fecero erigere. con la costruzione di blocchi edilizi continui. tanto che le autorit‚ dovettero garantire un terreno edificabile per ogni ordine pi„ importante: tra le prime strutture realizzate si ricordano il Complesso di Ges„ e Maria. caratterizzato ancora da edifici d'impronta manierista e romana. . piperno e talvolta il tufo.

vide invece il sussegursi di Gian Battista Cavagni e Giovan Giacomo Di Conforto. che possiede le navate laterali e l'abside semicircolare. 151 Interno della chiesa del Ges„ Nuovo Le soluzioni delle planimetriche degli edifici sacri restano fedeli all'impianto a pianta centrale. la realizzazione ex novo degli ambienti della Certosa di San Martino richiese oltre cento anni. Il cantiere della Basilica di San Paolo Maggiore. Agatio Stoia (che present• un progetto alla chiesa di San Francesco Saverio. che vennero progettati con sequenze di arcate slanciate. ma si interessarono anche alle realizzazioni architettoniche dei loro conventi. Pertanto. i cui cantieri si protrassero per lungo tempo. mentre gli ultimi interventi del progetto di rinnovo risalgono alla met‚ del XVIII secolo. la Basilica di San Paolo Maggiore e la chiesa dei Girolamini. il teatino Francesco Grimaldi. ma l'intero edificio fu rinnovato tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. molto evidenti nei cortili dei palazzi nobiliari. Infatti. il domenicano Giuseppe Nuvolo. come per la Certosa di San Martino. la chiesa dei Girolamini venne progettata alla fine del XVI secolo da Giovanni Antonio Dosio e successivamente proseguita da Dionisio Nencioni di Bartolomeo. con transetti e abside rettangolare. per cui si pu• dedurre che sia stato anch'esso gesuita) ed infine il padre Giovanni Vincenzo Casali. Gli ordini monastici comunque non furono estranei al panorama di cambiamento culturale del periodo. che ultim• la struttura ad eccezione della cupola. caratterizzata da un impianto tipicamente basilicale a tre navate e la chiesa dei Girolamini. da qui inizia una lunga lista di architetti che entrarono in un ordine religioso e che svolsero la propria attivit‚ in seno ad esso o per altri ordini: i progettisti di riferimento sono il gesuita Giuseppe Valeriano. Alcune note a margine meritano gli edifici civili. la chiesa del Ges„ Nuovo. il primo intervento fu quello di Giovanni Antonio Dosio ed € datato tra il 1589 e il 1609. affidata ai teatini. anch'essa divisa in tre navate. rivestite di piperno in modo da ottenere un forte contrasto di luci e ombre. Infine. che invece fu portata a termine da Dionisio Lazzari a met‚ del secolo successivo. . tra queste fanno eccezione la Basilica di San Paolo Maggiore. con l'intervento di numerosi architetti. con Nicola Tagliacozzi Canale. il barnabita Giovanni Ambrogio Mazenta.Barocco napoletano Successivamente gli ordini monastici innalzarono ulteriori complessi.

Anche gli altari divengono una macchina scenografica che ingloba scultura e architettura. in Calabria. Giovan Giacomo Di Conforto. € accostata ai medaglioni e ai festoni di frutta. ma serve anche per dividere la zona pubblica. e in Spagna. con decorazioni in commesso. il Palazzo Donn'Anna e il Palazzo Firrao. nella Cattedrale di Palermo. Inoltre si interess• anche alla pittura. nel basso Lazio e a Roma. . quando gli venne commissionata la Guglia di San Gennaro e il restauro della chiesa del Ges„ Nuovo. La certosa divenne in un certo senso un laboratorio di architettura e scultura per Fanzago e per tanti altri artisti dell'epoca. le sue notevoli capacit‚ di architetto lo portarono ad occuparsi di innumerevoli fabbriche. quando il suo predecessore. il Fanzago pu• essere considerato il vero capostipite del barocco napoletano. Fu un artista molto ricercato anche dai nobili. nella Guglia di San Gennaro non vi € una netta distinzione tra elementi architettonici e scultorei: la colonna. La sua attivit‚ ebbe un notevole incremento negli anni trenta del XVII secolo. ad esempio conosceva lo Spagnoletto. Guglia di San Gennaro Alla luce di ci•. che gli affidarono la progettazione o il restauro delle proprie residenze: tra queste si possono citare il Palazzo Carafa di Maddaloni. soprattutto grazie alle sue conoscenze in campo artistico e culturale. La sua attivit‚ ebbe inizio intorno al 1626. L'attivit‚ del Fanzago oltrepass• i confini di Napoli. Inoltre la sua architettura era complementare alla scultura: ad esempio. Fanzago divenne il supervisore della certosa. che termina nel presbiterio. le sculture nel chiostro grande con annesso cimitero dei monaci e altre opere di valore. l'accesso tra i due ambienti avviene tramite portelle marmoree poste ai lati dell'altare. ed altri. che di fatto si tramuta in un arredo sacro. abbandon• il cantiere di San Martino. con quella riservata al coro dell'ordine. cinta da alcune volute. Nella sua longeva carriera il Fanzago fu scultore e architettura e realizz• pregevolissime opere in citt‚.Barocco napoletano 152 Seconda fase La seconda fase del Barocco napoletano inizia con l'avvento di Cosimo Fanzago nel cantiere della Certosa di San Martino. estendendosi nel Casertano. alias Josep de Ribera. L'altare € progettato non solo per le celebrazioni liturgiche. ad Avellino. Peraltro. realizzando le decorazioni scultoree nella chiesa maggiore del complesso.

del paese di Cerreto Sannita a seguito del il disastroso terremoto del 5 giugno 1688. Terza fase Verso gli anni novanta del XVII secolo si susseguirono. ma lavor• pure nel Chiostro di San Domenico Soriano ed in entrambi i cantieri venne sostituito dal regio ingegnere e architetto Francesco Antonio Picchiatti. Sant'Andrea delle Dame e Santa Maria dei Miracoli. mentre il secondo oper• nel solco dello stile barocco. Per gli ordini monastici invece si rimaneggiavano le chiese gi‚ esistenti. La chiesa di Santa Maria del Rosario a Portamedina (1742) . Grazie all'intervento della nobilt‚ i danni furono riparati in breve tempo: un caso esemplare € la ricostruzione. che. l'opera pi„ famosa del frate € la darsena vecchia. occorre ricordare il regio ingegnere e architetto Pietro De Marino. che venne da Bologna come falegname e si specializz• anche in architettura e ingegneria seguendo da vicino i cantieri della Certosa di San Martino. completata da Dionisio Lazzari. tra cui l'antico prospetto della basilica di San Paolo Maggiore. architetto. che precedette quello del 1693. scultore e orafo. era stato ammodernato secondo gli stilemi barocchi su disegno di Dionisio Lazzari. pochi anni prima. Chiesa di Santa Maria della Sapienza Altri architetti attivi a met‚ del secolo sono ancora alcuni esponenti degli ordini religiosi. con le profusioni di marmi policromi e marmi commessi. due terremoti che danneggiarono molti edifici dell'urbe. che divenne dapprima collaboratore di Bartolomeo Picchiatti e successivamente intraprese la carriera autonomamente e venne affiancato all'ingegnere Natale Longo. e la chiesa di San Potito. e la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi. in un breve lasso di tempo. furono molto richiesti dalle committenze dell'epoca. all'epoca il suolo destinato alle edificazioni si era bruscamente ridotto a causa del sorgere di numerose fabbriche religiose. voluta fortemente dal conte Marzio Carafa.Barocco napoletano 153 Anche i contemporanei. caus• diversi crolli. dallo stesso Cosimo Fanzago: altre sue opere sono la chiesa di Santa Maria dell'Aiuto. che si form• alla bottega di Dionisio Lazzari e fu l'autore della facciata della chiesa del Ges„ Vecchio e delle decorazioni architettonico-scultoree delle seguenti chiese napoletane: Santa Maria Donnaregina Nuova. Gli architetti avevano difficolt‚ nel progettare nell'area delle vecchie mura urbane e quindi cominciarono ad edificare palazzi nobiliari verso la collina di Pizzofalcone e verso la Riviera di Chiaja. Un'altra figura di rilievo fu Giovan Domenico Vinaccia. come il certosino Bonaventura Presti. presumibilmente. completata solo intorno alla met‚ del Settecento. che fu compromessa nelle decorazioni marmoree nel XVIII secolo. come Francesco Antonio Picchiatti e Dionisio Lazzari. le sue opere pi„ famose sono la chiesa di Santa Maria di Montesanto. Dionisio Lazzari lavor• al Palazzo Firrao e nella chiesa di Santa Maria della Sapienza. Il terremoto del 1688. Il primo si discost• dallo stile del Fanzago. dove realizz• la facciata progettata. In particolare. facendo ricorso ad un'architettura pi„ classicheggiante. Dal punto di vista urbanistico. Infine. e talvolta si abbattevano per ricostruirle con piante pi„ complesse.

Infine occorre ricordare Giuseppe Astarita. restaur• il Complesso di Santa Maria delle Periclitanti e la chiesa di Santa Maria Donnalbina. fu un importante sperimentatore di piante come quella mistilinea di Sant'Anna a Capuana. al cui interno € conservato un altare in marmo disegnato da Ferdinando Sanfelice. come il campanile della Cattedrale di San Prisco a Nocera Inferiore e il nuovo portale della chiesa di San Giuseppe dei Vecchi. Invece. I massimi esponenti del secolo furono Domenico Antonio Vaccaro e il citato Ferdinando Sanfelice. decorazioni in stucco di sulla piazzetta Mondragone (iniziata da Arcangelo Guglielmelli (fine XVII secolo) Guglielmelli poco prima della propria morte). Inoltre. Agli inizi del XVIII secolo Napoli vide un'incontrollata espansione urbanistica a causa dell'incremento demografico. ai due si deve la Reggia di Capodimonte. come Giovanni Antonio Medrano e Antonio Canevari. il primo fu il pittore e architetto Francesco Solimena. nel Settecento in citt‚ giunsero architetti di estrazione romana per lavorare per conto del re.Barocco napoletano Durante le riparazioni post-sismiche furono attivi architetti di transizione fra i due secoli. che lavor• principalmente alla Certosa di San Martino e realizz• i palazzi Mastelloni e Trabucco. che fu attivo fino alla seconda met‚ del secolo tra Napoli e la Puglia. dove innalz• la navata ispirandosi a quella della stessa abbazia benedettina. Altri due esponenti di transizione furono Arcangelo Guglielmelli e Giovan Battista Nauclerio. 154 . Il primo. collaboratore del citato Lazzari. nel frattempo ide• numerosi edifici sacri e civili tra cui una cappella nel Duomo di Avellino e la Villa Faggella. che raggiunse la conformazione definitiva nel 1751. Complet• la chiesa di Santa Maria delle Grazie Santa Maria Donnalbina. che progett• ad esempio il Palazzo Solimena come propria abitazione. Altri architetti sono Nicola Tagliacozzi Canale. il Nauclerio era l'allievo dell'architetto Francesco Antonio Picchiatti ed oper• per alcuni ordini monastici. la facciata della chiesa di San Nicola alla Carit‚ (eseguita successivamente da Salvatore Gandolfo) e varie opere minori. la sua attivit‚ si registra nell'Abbazia di Montecassino per la realizzazione della navata della chiesa e fu attivo anche nel cantiere del Duomo di Salerno. nei due viene riscontrato uno stile tra quello di Cosimo Fanzago e di Fisher Von Erlach.

indirizzarono l'architettura verso nuove forme di decoro e compostezza tipiche della scuola romana. attorno alla propria figura. intorno agli anni cinquanta a stravolgere la moda barocca. Facciata di San Nicola a Nilo Nella prima met‚ del secolo.Barocco napoletano 155 Ancora nel Settecento furono attivi Enrico Pini. Pollio. mentre Antonio Guidetti lavor• alla chiesa di Santa Maria della Colonna. ebbe numerosi collaboratori e allievi che riuscirono. Francesco Antonio Maggi. esse furono Carlo Buratti (Cattedrale di San Paolo). realizz• la facciata della chiesa di San Carlo alle Mortelle e lavor• agli interni della chiesa del Ges„ delle Monache insieme ad Arcangelo Guglielmelli.[4] Altri furono Giovanni del Gaizo. soprattutto per quanto riguarda il meno noto Bartolomeo che nella progettazione della Farmacia degli Incurabili diede prova di una personalit‚ nervosa e raffinata di un artista che vive la sua opera in profondit‚ e in superficie. Enrico Pini era un frate e. Verso la met‚ del Settecento questi architetti. Entrambe le chiese fanno riferimento alla cultura architettonica di ispirazione borrominiana. Giuseppe Lucchese Prezzolini e Antonio Guidetti. Aversa: Cattedrale di San Paolo.[2] Fra gli architetti che collaborarono all'affermazione del barocco aulico del Vanvitelli ci furono il Tagliacozzi Canale che risentƒ molto blandamente degli influssi. il Pini disegn• anche l'altare maggiore della chiesa. senza zone neutre. ma prese parte alla realizzazione del Foro Carolino. ma seppero dare anche un tocco di originalit‚ alle loro composizioni. Astarita e Gaetano Barba . insieme all'ingegnere regio Giuseppe Pollio presso il Real Albergo dei Poveri come revisore dei conti della fabbrica. ad Aversa e dintorni. poco tempo prima il Tagliacozzi Canale fu assunto. assieme ai nuovi esponenti del classicismo barocco come Ferdinando Fuga e Luigi Vanvitelli. Vanvitelli. nella prima si nota un andamento concavo-convesso del prospetto e nella seconda sono presenti accorgimenti prospettici che slanciano l'intera composizione fino ad aprirsi verso lo spazio antistante. intorno alla met‚ del secolo. si affacciarono diverse personalita romane che contribuirono alla formazione di un linguaggio Arcadico dell'architettura napoletana. orientando i gusti verso il classicismo dell'Arcadia. senza soldo[3]. facciata ad opera di Buratti I fratelli Luca e Bartolomeo Vecchione si mossero nel solco della cultura classicista dell'epoca. Giuseppe Lucchese Prezzolini divenne celebre per l'intervento presso la chiesa di San Nicola a Nilo. Infatti. Lorenzo Vaccaro e Nicola Cacciapuoti. Filippo de Romanis e Paolo Posi.

Barocco napoletano Infine occorrono alcune note sull'architettura civile del XVIII secolo. Essa mostra l'impiego di elaborate scenografie nella composizione degli scaloni e dei cortili; in questo si specializz• Ferdinando Sanfelice, che progett• il maestoso scalone aperto del Palazzo dello Spagnolo, posto scenograficamente sul fondo di uno stretto cortile.

156

Urbanistica
I Quartieri Spagnoli

Due tipologie residenziali della zona risalenti, rispettivamente, al Seicento e al Settecento

I Quartieri Spagnoli, voluti fortemente dal vicer† per l'acquartieramento di soldati spagnoli in citt‚, sorgono in un'area compresa tra via Tarsia e via Chiaia longitudinalmente e tra via Toledo e l'attuale corso Vittorio Emanuele; la superficie coperta € di circa 800.000 metri quadrati. Analogie alla conformazione del quartiere sono riscontrabili peraltro anche nelle zone delle Mortelle e di Cariati, dove un'edilizia pi„ compatta, articolata attorno ad una maglia stradale pi„ rarefatta e non ortogonale, € costituita da un insieme di palazzi tardocinquecenteschi. L'espansione dei Quartieri Spagnoli procedette comunque in pi„ fasi, distribuite in un lasso di tempo che va dalla carta di Lafr†ry a quella del Duca di Noja. In origine, nel primo ventennio del XVII secolo, la zona era formata da case e comprensori di case trasformati nei palazzi di lusso della nobilt‚; tuttavia, sostanziali trasformazioni avvennero intorno al 1630 per protrarsi fino al XIX secolo. Nella vicina via Toledo non appare nessuna affluenza degli ordini monastici tranne qualche chiesa; invece, addentrandoci nei quartieri si possono scorgere numerose fabbriche religiose che talvolta costituirono un ostacolo allo sviluppo urbanistico a causa del loro notevole ingombro dell'insula quadrangolare. Presenti sono le arciconfraternite volute dai nobili. Esse sorsero principalmente intorno alla met‚ del XVI secolo per poi svilupparsi nel secolo successivo con le rendite annue; un esempio € la chiesa dell'Immacolata Concezione e Purificazione di Maria de' nobili in Montecalvario, che, a partire dal 1620, divenne il centro di una manifestazione artistica con la realizzazione di un carro alla quale partecipavano artisti importanti del panorama barocco della citt‚, come Lorenzo e Domenico Antonio Vaccaro. Pertanto l'edilizia sacra influenz• notevolmente lo sviluppo architettonico della zona. Alcuni dei primissimi interventi risalgono al Cinquecento con realizzazioni di ordini monastici o grazie alle elargizioni nobiliari. Esempi sono: la chiesa di Santa Maria della Mercede a Montecalvario il cui restauro avvenne nel 1677 ad opera dello stuccatore Gennaro Schiavo, e la chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori, anch'essa fondata nel Cincquecento su progetto di padre Giovanni Vincenzo Casali (quest'ultima fu completamente rifatta nel XVIII secolo da Nicola Tagliacozzi Canale e oggi dell'originale non rimane altro che il portale). La presenza di aree conventuali e dei relativi cantieri port• alla formazione di veri e propri laboratori che conferirono agli architetti una formazione scientifica riguardo alle tecniche costruttive e che favorirono lo sviluppo di nuove concezioni spaziali. Notevole € l'applicazione del piperno a tutti gli edifici.

Barocco napoletano

157

Costantinopoli
Costantinopoli € la zona intra moenia compresa tra la Porta di Costantinopoli e piazza Bellini, includendo anche l'area di Port'Alba. La zona ospitava, sin dall'epoca aragonese, alcuni palazzi nobiliari, come il Palazzo Castriota Scanderbeg, e notevoli complessi conventuali, come la chiesa di Santa Maria della Sapienza e la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la cui apertura € datata intorno agli anni trenta del Cinquecento, che furono oggetto di ulteriori espansioni o restauri nel secolo successivo. Tuttavia, una prima sistemazione urbanistica si ebbe intorno al La chiesa di San Giovanni Battista delle Monache Seicento per volont‚ dei vicer† Pedro Ÿlvarez de Toledo e Pedro Fern ndez de Castro. In particolare, sotto quest'ultimo, che fu vicer† dal 1610 al 1616, via Costantinopoli assunse importanza grazie alla presenza esterna alle mura dei Regi Studi, realizzati da Giulio Cesare Fontana nel 1622; la nuova strada venne quindi unita alla preesistente via Toledo tramite il largo Mercatello (attuale Piazza Dante). In generale, i palazzi che sorsero lungo la via, derivarono da case palazziate; i proprietari acquistarono case o lotti limitrofi, trasformando l'isolato cosƒ formatosi in vasti palazzi residenziali; ad esempio, nel XVII secolo sono testimoniate all'archivio storico della citt‚ alcune ricevute di pagamento riguardanti terreni acquistati che appartenevano al Complesso di San Gaudioso. In ogni caso, l'intervento urbanistico dovette tener conto del dislivello morfologico dell'area, che risulta evidente nella configurazione del Palazzo Conca (inglobato successivamente nella fabbrica del Complesso di Sant'Antonio delle Monache a Port'Alba), dove la presenza della scala d'accesso settecentesca evidenzia l'andamento scosceso del terreno. Un nuovo intervento si ebbe tra il 1620 e il 1656, quando via Costantinopoli fu sottoposta ad un rinnovo in chiave barocca; infatti furono rifatte le facciate di diversi palazzi, tra cui quella di Palazzo Firrao realizzata nella seconda met‚ del Seicento ad opera di Cosimo Fanzago con la collaborazione degli La facciata di Palazzo Firrao scultori Giacinto e Dionisio Lazzari, Simone Tacca e Francesco Valentino. Pi„ radicale invece fu il restauro del complesso di Santa Maria di Costantinopoli, la cui chiesa fu interamente ricostruita grazie all'intervento del domenicano Giuseppe Nuvolo, che innalz• anche la facciata con tre portali (oggi quelli laterali risultano murati a causa di un intervento del XVIII secolo che port• alla trasformazione delle navate laterali in cappelle). Contemporaneamente fu eseguito il rinnovo della chiesa di Santa Maria della Sapienza, i cui lavori durarono ben quarantacinque anni (1625-1670); al primo intervento di Giovan Giacomo Di Conforto fece seguito dapprima quello di Cosimo Fanzago (a cui € attribuita la creazione della facciata a loggiato nella quale lavorano Dionisio e il padre Jacopo Lazzari per le decorazioni in marmo) e infine quello dell'ingegnere Orazio Gisolfo per il completamento della cupola. Al contempo si registrano i lavori nella chiesa di San Giovanni Battista delle Monache. Questo complesso era stato fondato nel 1597, mentre la chiesa fu realizzata solo alla fine del XVII secolo e completata a gli inizi del successivo; l'impianto si deve a Francesco Antonio Picchiatti, mentre la facciata, che s'ispira a quella del Soria di San Gregorio al Celio a Roma, € opera di Giovan Battista Nauclerio e risale al Settecento.

Barocco napoletano

158

Fuori le mura: Vergini, Stella, Sanit‚ e Materdei
Questa serie di borghi extraurbani sorti in epoca medievale tra Porta San Gennaro e la Porta Santa Maria di Costantinopoli, costituisce un importante punto di riferimento dell'architettura barocca napoletana per i successivi aggregamenti creati tra la fine del XVI e il XVII secolo. In quest'epoca di rinnovo architettonico e sociale sorsero le prime importanti fabbriche extra moenia: oltre alla chiesa di San Gennaro Extra Moenia, ricordata sin dall'epoca paleocristiana, il primo intervento fu quello inerente alla Basilica di Santa Maria della Sanit‚, voluta dai domenicani e costruita tra il 1602 e il 1613 su progetto di Giuseppe Nuvolo. Contemporaneamente furono eretti ulteriori complessi con canoni della Controriforma, come la chiesa di Santa Maria della Verit‚, conoscita anche come Sant'Agostino degli Scalzi, e la vicina chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, entrambe situate nel compresorio di Fonseca-Materdei ed erette da Giovan Giacomo Di Conforto su commissione dei Carmelitani Scalzi.
La chiesa di Santa Teresa degli Scalzi

Al 1606 risale la fondazione del conservatorio dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca con annessa chiesa progettata anni dopo da Pietro De Marino. Pi„ antica € la fondazione della chiesa di Santa Maria di Materdei (1585), che per• fu rinnovata nel XVIII secolo da Nicola Tagliacozzi Canale. Altri rinnovamenti interessarono le chiese di Santa Maria della Vita, Santa Maria Succurre Miseris ai Vergini, Santa Maria della Misericordia ai Vergini, Santa Maria dei Vergini ed altri complessi. Questi rinnovamenti sono datati nel lasso di tempo compreso tra il terremoto del 1688 e la met‚ del Settecento. Proprio nel Settecento vennero fondatati altri due importanti complessi monastici: la chiesa dell'Immacolata e San Vincenzo, realizzata a met‚ del secolo da Bartolomeo Vecchione su un precedente complesso distrutto, e il Complesso dei Cinesi fondato nel agli inizi del secolo. Meritevole d'attenzione € la chiesa di Santa Maria della Stella, fondata nel 1571, e realizzata dai primi decenni del Seicento su progetto di Bartolomeo Picchiatti, coadiuvato dal figlio Francesco Antonio; l'edificio, completato nel 1734 sotto la direzione di Domenico Antonio Vaccaro, fu severamente danneggiato a causa della seconda guerra mondiale e durante il successivo restauro furono riutilizzati marmi di chiese demolite. Notevole € la sagrestia barocca con decorazioni di Luca Vecchione vagamente Rococ•. L'edilizia civile invece pu• essere distinta in due parti: “ la zona di Materdei, dove persistono ancora edifici risalenti al XVI secolo, malgrado le sopraelevazioni, e innesti settecenteschi (come in Palazzo di Majo, opera di Ferdinando Sanfelice) e altri di notevole spicco e qualit‚ architettonica; “ il blocco Vergini, Stella e Sanit‚, che presenta ancora qualche palazzo di campagna del Quattrocento (come Palazzo Traetto), ma dove l'architettura civile € quasi tutta omogenea e risalente al XVIII secolo; i palazzi di spicco sono il Palazzo Sanfelice, Palazzo Lariano Sanfelice e il Palazzo dello Spagnolo, tutti progettati dal citato Ferdinando Sanfelice.

Barocco napoletano

159

Pontecorvo e Pizzofalcone
Entrambi i quartieri sono posti sul lato della collina del Vomero, agli estremi dei Quartieri spagnoli. Pontecorvo € definito come il quartiere conventuale poich† qui, nel XVII secolo, sorsero numerose insule conventuali. Anticamente la zona, dove vi era un'elevatissima concentrazione di prostitute, era destinata alla plebe che smerciava ogni cosa. Pontecorvo acquist• importanza solo grazie all'espansione collinare del XVI secolo voluta da Pedro Ÿlvarez de Toledo, quando, in un primo momento, i nobili acquistarono i suoli dal complesso dei Santi Severino e Sossio, che aveva in propriet‚ i terreni della collina. Questa ondata residenziale venne progressivamente sostituita da quella conventuale; la venuta degli ordini caus• la trasformazione dei palazzi Caracciolo, Spinelli, Pontecorvo e de Ruggiero in conventi, portando alla formazione di una vera e propria via sacra, sulla falsariga di via Costantinopoli, dove invece vi erano numerosi palazzi civili. Importanti fu anche la fondazione del Complesso di Ges„ e Maria, iniziato nel 1580 e terminato nel 1603 sui terreni venduti dal nobile Ascanio Coppola a Fra' Silvio di Atripalda. Il progetto del complesso fu affidato a Domenico Fontana che vi eresse la chiesa. Invece, al 1601 risale la fondazione della Basilica di Santa Maria della Pazienza, voluta da Annibale Cesareo e restaurata nel XVIII secolo. Pochi anni pi„ tardi, nel 1614 fu cominciato il Convento di San Potito nell'area detta Costagliola; la chiesa, di poco successiva, fu disegnata da Pietro De Marino e restaurata dall'architetto Giovan Battista Broggia nel XVIII secolo. A questi si aggiunse, nel 1617, il Complesso di San Giuseppe dei Vecchi, con chiesa progettata da Cosimo Fanzago nel 1634 e terminata nel secolo successivo. Nel 1616 e nel 1619 furono fondati rispettivamente il Complesso di San Francesco delle Cappuccinelle e la chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo; il nucleo originario del complesso € del XVI secolo, ma fu restaurato nel Settecento da Giovan Battista Nauclerio, mentre la chiesa fu progettata all'interno di Palazzo Spinelli a Pontecorvo da Cosimo Fanzago dal 1643 al 1660 e rifatta nella facciata da Giovanni Battista Manni nel 1709. Altro complesso importante € quello di Santa Maria delle Periclitanti, che venne restaurato alla fine del XVII secolo da Arcangelo Guglielmelli.
Facciata degradata del Complesso di Ges„ e Maria

La facciata della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone

Pizzofalcone (o Monte Echia) € invece una collina prospiciente sul mare. La sua fondazione risale al VII secolo a.C. ad opera dei Cumani ed assunse importanza nel XVI secolo, quando le espansioni vicereali interessarono la zona del vecchio palazzo vicereale. La morfologia del suolo fece si che venisse costruito, a met‚ del XVII secolo,

In particolare. Arcangelo Guglielmelli. Tommaso Carrere e Nicola Longo. la Nunziatella. Palazzo Ruffo della Scaletta gi‚ Palazzo Carafa di Belvedere e Palazzo Guevara di Bovino. grazie agli interventi rinascimentali e barocchi. attorno alla chiesa di Santa Teresa a Chiaia. i borghi di pescatori situati tra il Monte Echia e Posillipo si stavano trasformando. Inoltre. Altri palazzi degni di nota sono: Palazzo Ischitella. L'edilizia civile si svilupp• prevalentemente lungo costa. in luoghi di svago della nobilt‚ per la presenza di ville e casini. nel Settecento. Tra esse occorre citare la chiesa di Santo Strato a Posillipo. . voluto da Anna Carafa. come nel caso del Palazzo Ravaschieri di Satriano che venne ampliato nel XVIII secolo da Ferdinando Sanfelice. alcuni dei quali furono trasformati in chiese e conventi. quella di Santa Maria del Faro ingrandita da Ferdinando Sanfelice. Ciononostante il progetto del Fanzago per Santa Maria Egiziaca fu continuato da Francesco Antonio Picchiatti. come la chiesa di Santa Maria della Solitaria con annesso convento. infine la chiesa di Santa Maria di Bellavista che venne restaurata in chiave tardo-barocca. che contribuirono alla costruzione di chiese (Santa Maria della Vittoria. tra questi si ricordano il Palazzo Carafa di Roccella e il Palazzo d'Avalos del Vasto. consorte del vicer† Ramiro N¡˜ez de Guzm n. Antonio Galluccio e Arcangelo Guglielmelli che mutarono buona parte del disegno originario. San Giuseppe a Chiaia. entrambi restaurati nel XVIII secolo da Luca Vecchione e da Mario Gioffredo che caratterizz• Palazzo d'Avalos con una decorazione neoclassica assai distante dalle forme barocche. chiesa dell'Ascensione e Santa Teresa). 160 Chiaia e Posillipo Oltre la Porta di Chiaia. eretta nel Settecento per opera dello stesso Sanfelice. rimaneggiata da Ferdinando Sanfelice. Invece. liberando al contempo i vicini Quartieri spagnoli per far spazio agli ordini religiosi. Fu progettata da Cosimo Fanzago precedentemente al suo soggiorno romano. Un nucleo pi„ interno di edifici sorse nell'odierno Rione Amedeo. Santa Maria in Portico. Nel corso del Seicento e del Settecento vi fu una notevole espansione dei borghi di Villanova e Santo Strato. ai margini della collina di Posillipo venne realizzato Palazzo Donn'Anna. la seicentesca basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone del teatino Francesco Grimaldi e infine la chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone con il convento.Barocco napoletano l'accampamento militare con funzioni di fortezza per ospitare i soldati spagnoli. Alla trasformazione dei borghi marinari in luoghi urbani non furono estranei i religiosi e le fondazioni di laici. prendendo spunto dal progetto della chiesa partenopea partecip• al concorso per la chiesa di Sant'Agnese in Agone influenzando Carlo Rainaldi. il primo che si pu• ricordare € Palazzo Caravita di Sirignano. Cospicua € la presenza di edifici civili. fondato nel XVI secolo. ma l'opera non fu portata a termine per la morte di Donn'Anna Carafa e rimase incompleto. la cui progettazione Il Palazzo Donn'Anna visto dal mare venne affidata ad architetti importanti come Cosimo Fanzago. Santa Maria della Consolazione. dove numerose chiese furono ampliate e restaurate. Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone venne fondata prima dei tumulti di Masaniello e occup• l'area della propriet‚ dei Toledo. duca di Medina de las Torres: venne commissionato a Cosimo Fanzago. per volont‚ di un mercante pisano sorse il Complesso di San Francesco degli Scarioni il cui disegno venne affidato a Giovan Battista Nauclerio. ampliata gi‚ nel 1577. infatti.

Invece. ma anche a marmorai: le decorazioni del XVII secolo sono in taglio marmoreo. sono costituite da piante a croce latina. il Lazzari si occup• del presbiterio della chiesa del Purgatorio ad Arco. una commistione di una serie di applicazioni diverse: la balaustra € in commesso. le pareti erano costituite da marmo rosso venato (oggi non pi„ presenti. il marmo policromo € particolarmente diffuso nelle chiese erette nel primo Seicento e ricorre nelle decorazioni derivate da temi classici. spesso. che realizzarono pregevoli decorazioni in comesso. la loro progettazione fu affidata non soltanto ad architetti. Ad esempio. Chiesa del Purgatorio ad Arco (rosso) e contesto urbanistico del Decumano maggiore . di medie e piccole dimensioni (come nel caso della chiesa di San Gennaro all'Olmo o della Basilica di Santa Maria della Sanit‚. Croce di Lucca Il primo tipo di decorazione € molto diffuso nelle chiese napoletane. marmo commesso e marmo policromo. di solito. grazie all'opera di celebri specialisti come Cosimo Fanzago e Dionisio Lazzari. Infine. oppure a croce greca. come nel caso della chiesa del Purgatorio ad Arco). in quest'ultima. per dare maggior rilievo all'illuminazione interna). affidate ad architetti e stuccatori. poich† sono state sostituite da pannelli di plastica) e le sculture s'innestano nell'apparato architettonico. Le decorazioni architettonico-scultoree sono prevalentemente in marmo. le decorazioni a stucco.Barocco napoletano 161 Chiese Chiese secentesche Le chiese seicentesche. erano utilizzate in chiese. eseguendo un apparato decorativo con una tecnica brillante. o ad aula centrale senza transetto (una tipologia architettonica adatta solo ad edifici che non avevano sufficiente spazio a disposizione. Decorazioni in marmi commessi.

€ quella di Sant'Angelo a Nilo. nella chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario venne adottata una pianta a matrice ottagonale. a copertura della parte centrale € posta una cupola che irradia di luce l'edificio. Per esempio. Luca. decorate a stucco. Nel Settecento. In molte altre importanti chiese. altre chiese del periodo mostrano ancora una pianta tradizionale (croci latine e greche). Il palazzo del Seicento . Bartolomeo Vecchione. ma non fu mai completata e oggi € riconoscibile soltanto attraverso i segni delle fondazioni. crea altri spazi destinati a cappelle e al deambulatorio di collegamento. ma. Tra i principali stuccatori delle chiese napoletane si ricordano: Domenico Antonio Vaccaro. con una croce greca espressa negli assi ingresso-abside e transetto-transetto. l'interno della chiesa. La parte centrale dell'edificio. cortile e scala. dalla quale riprende la disposizione del sistema formato da androne. destinata al raccoglimento dei fedeli. le decorazioni marmoree delle epoche precedenti furono sostituite da quelle a stucco. scelta favorita da una maggiore semplicit‚ costruttiva e dai minor costi e tempi di esecuzione. Una delle chiese pi„ rilevanti. Altre piante fantasiose trovarono applicazione nella cappella del Real Albergo dei Poveri e nella chiesa di Santa Maria del Ben Morire. lavor• il citato Vaccaro. il quale introdusse composizioni decorative assai sinuose e adott• la tecnica dei riccioli. Bartolomeo Granucci e Giuseppe Astarita. la prima avrebbe dovuto essere caratterizzata da una pianta stellare ideata da Ferdinando Fuga. Giovan Battista Nauclerio. Arcangelo Guglielmelli. mentre. Decorazione in stucco. che mostra un'interessante decorazione a stucco. frutto del genio del suddetto Arcangelo Guglielmelli. nel contempo. l'ottagono allungato fa da raccordo agli assi. poich† risultavano pi„ semplici da realizzare.Barocco napoletano 162 Chiese settecentesche Le chiese settecentesche presentano un'impostazione planimetrica pi„ libera. In particolare. € divisa dalle cappelle e dal deambulatorio grazie ad una serie di pilastri che sorreggono un complesso sistema di volte. s'ispira all'architettura classica. Palazzi Il palazzo del periodo barocco non si discosta molto dalla tipologia rinascimentale. Sant'Angelo a Nilo Tuttavia.

mentre per i restauri eseguiti all'interno del centro antico fu condizionato dalle impostazioni dei cortili. le decorazioni che compaiono principalmente sono il piperno e lo stucco. a causa delle superfetazioni barocche. discostandosi dalla tipologia della scala aperta in voga nel secolo successivo. restano solo il fabbricato centrale e il cortile Scala aperta del Palazzo Trabucco (di Nicola Tagliacozzi rettangolare di ampie dimensioni. la tipologia residenziale cambi• impostazione: le strutture. Attivo dal 1720 fino alla data della sua morte. Durante il XVII secolo il palazzo si articola spesso su due piani nobili. il suo pi„ importante progetto civile € il Palazzo Trabucco. come il Palazzo Carafa della Spina. lesene e sculture. che oper• in tre palazzi della citt‚: il Palazzo di Magnocavallo. mentre il secondo fungeva da abitazione per l'intera famiglia. Il primo venne ampiamente restaurato dall'architetto per farne la propria abitazione. Tra gli altri architetti del XVIII secolo occorre citare Nicola Tagliacozzi Canale. che talvolta causava persino appesantimenti strutturali assai nocivi sulle murature esistenti. per gli incontri ed altro. espresso attraverso l'applicazioni di numerose decorazioni come colonne alveolate. Esternamente il palazzo mostra lo sfarzo della casata. vennero orientate verso l'ingresso. € il caso ad esempio del Palazzo Filippo d'Angi• che. Il modello di questo palazzo € tipicamente romano. uno dei primi esempi di architettura barocca civile a Napoli Il palazzo del Settecento Verso la fine del Seicento. che con il suo stile barocco si occup• di nuove costruzioni e di restauri. realizz• il celebre Palazzo dello Spagnolo. dove le sgargianti decorazioni si fondono col nascente Rococ• dando vita un pregevole esempio di architettura settecentesca. in via S. oggetto di un ambizioso progetto che prevedeva la realizzazione di un immenso palazzo nobiliare impostato sulla ricerca di scenografiche prospettive.Barocco napoletano 163 Uno dei primi palazzi ad essere costruito nel XVII secolo fu il Palazzo Reale. ancora oggi mostra elementi in acciaio a sostegno dei blocchi in piperno dei pilastri del loggiato. Del secondo. il primo serviva come piano privato del padrone. notevole € inoltre la scala aperta nel cortile. chiamato largo Tarsia. . nel Seicento molti palazzi gi‚ esistenti subirono modifiche e rimaneggiamenti che determinarono una vera e propria stratificazione architettonica. rappresenta invece l'unico edificio di interesse storico e architettonico nella zona portuale. Il Palazzo Reale. Altro architetto attivo nell'architettura civile € l'onnipresente Domenico Antonio Vaccaro. Infatti anche altri palazzi eretti nel primo Seicento mostrano scale disposte lateralmente o su un estremo della facciata. il Palazzo Spinelli di Tarsia ed infine il Palazzo dell'Immacolatella. ed in particolare le scale. ad esempio le scale risultano ancora celate all'interno della struttura e non assumono un aspetto scenografico. Peraltro. Il Canale). Liborio 1 terzo palazzo € quello dell'Immacolatella. Uno dei maggiori architetti in ambito civile fu Ferdinando Sanfelice.

con l'avvento dei Borbone e specialmente di Carlo VII al trono del Regno di Napoli. che aprono gli spazi alle finestre. come il suddetto Ferdinando Fuga.Barocco napoletano Altra cosa che caratterizza la realizzazione dei palazzi in citt‚ fu l'afflusso di architetti estranei alla formazione locale come Ferdinando Fuga. nel quale si riconoscono peraltro tendenze classiciste. ai margini della citt‚. la facciata € caratterizzata da intervalli di paraste. nella capitale confluirono architetti di formazione non locale. ma presenta influssi di quel monumentalismo portato dalle esperienze che il Fuga aveva fatto a Roma. 164 La facciata del Real Albergo dei Poveri La Reggia di Caserta Gli elementi architettonici civili e sacri Gli elementi architettonici civili Nel Barocco napoletano i principali elementi architettonici sono la scala. ma che nascondono i vari passaggi di stile che caratterizzarono l'epoca barocca. con pizzichi di monumentalismo e la compostezza delle decorazioni e delle proporzioni che danno il benvenuto ad un nascente Neoclassicismo. alcuni di questi palazzi furono danneggiati nei restauri avvenuti dopo la seconda guerra mondiale. L'edificio. il pi„ giovane della schiera di architetti chiamati dal re. € una delle pi„ grandi opere architettoniche settecentesche in Europa: la facciata lunga 354 metri € scandita da una estesa teoria di finestre. Il progetto originario. 169 di via Tribunali. Le regge Nel corso del Settecento. Le altre architetture settecentesche di Napoli sono espresse in palazzi nobiliari. l'anziano Antonio Canevari e Giovanni Antonio Medrano. oggi poco noti al grande pubblico. rimasto incompiuto. come nel caso del palazzo al n. . la pi„ importante realizzazione in questo ambito fu la Reggia di Caserta. Questo edificio s'imposta come un normale palazzo nobiliare locale. chiamato anche la Reggia dei Poveri poich† doveva ospitare i poveri del regno. l'accesso al portico € servito da una scala a doppia rampa che dona slancio verticale al palazzo. Al contempo Ferdinando Fuga progett• il Real Albergo dei Poveri. iniziata da Luigi Vanvitelli e terminata dal figlio Carlo. mentre la parte centrale € aperta da un portico con porte d'ingresso in stile michelangiolesco. e da un possente cornicione che aggetta sulla via pubblica. Ad essi si deve la progettazione della Reggia di Capodimonte. malgrado ci•. Tuttavia. che progett• un palazzo in via Medina. magnifica residenza barocca posta. esprime con ambiguit‚ uno stile architettonico nel quale confluiscono le scenografiche prospettive barocche. il cortile e il portale che solitamente costituiscono le invarianti nell'articolazione dei palazzi. all'epoca.

qui la struttura ad arco mistilineo € racchiusa da una composizione in bugnato disposto in misure alterne (che riprende il carattere stilistico dell'arco spezzato con conci marmorei). imposero la necessit‚ di concentrare sul portale tutta la teatralit‚ e drammaticit‚ dello stile barocco. mentre ai lati sono presenti volute di raccordo. Ci• favorisce la visuale di scorcio dell'edificio. anche portali di grande qualit‚ architettonica. Nel Seicento anche Cosimo Fanzago progett• imponenti portali barocchi. opera di Giuliano Finelli dell'osservatore € rivolta verso la composizione della masse che compongono il portale. passare in ombra il resto della facciata rinascimentale. generalmente in piperno e talvolta accompagnato da cromatismi in marmo che generano un effetto chiaroscuro.Barocco napoletano 165 La facciata della Reggia di Capodimonte Il portale Il portale. assunse un ruolo importante nell'architettura napoletana seicentesca. oltre ad innumerevoli scale aperte. in un certo senso. il tutto sormontato da un timpano spezzato a volute che racchiude al centro un fregio con metopa. l'attenzione che Picchiatti rivolge verso questo elemento fa. Infatti. come quello di Palazzo Filomarino. perch† l'attenzione Il portale di Palazzo di Sangro. l'angustia delle strade del tessuto greco-romano e del Borgo dei Vergini. Un esempio € il portale di Palazzo di Sangro progettato da Bartolomeo Picchiatti ed eseguito da Giuliano Finelli in cui € espresso il contrasto dei conci in piperno e marmo che accompagnano le colonne alveolate composte da conci che incorniciano l'ingresso. Nel Settecento la realizzazione di fastosi portali raggiunse l'apice. Ferdinando Sanfelice progett•. il pi„ importante dei quali fu quello di Palazzo Carafa di Maddaloni. sul quale termina un'effimera decorazione marmorea con coppe. dove l'arco centrale € racchiuso da una composizione di lesene tuscaniche che poggiano su un basamento rigonfiato a conci. determinata rispettivamente dallo schema ippodameo adattato su un suolo in declivio sul mare e dalla necessit‚ di seguire la conformazione dei corsi d'acqua torrentizi che si generavano con le piogge. .

creando dei meravigliosi giardinetti privati. dove fu adottato. Ad esempio quello del Palazzo Spinelli di Laurino venne caratterizzato da una pianta ovale con decorazioni in piperno e sculture. un modulo ripreso da molti edifici dei quartieri Avvocata e Montecalvario. gli architetti chiamati alla progettazione dei cortili si trovarono davanti alla necessit‚ di coniugare le ristrette dimensioni del lotto all'esigenza di realizzare strutture scenografiche per quella che doveva rappresentare. sorto nel periodo rinascimentale. dove si affacciano la farmacia. raccordandoli tra loro. Infatti.Barocco napoletano Il cortile Il cortile dell'abitazione barocca non € altro che l'evoluzione del cortile quattrocentesco e cinquecentesco in piperno. Elementi che compongono la struttura del cortile sono il loggiato (raro a Napoli). Notevole € il loggiato di Palazzo Carafa di Maddaloni. la stanza centrale del palazzo. dove i palazzi sorsero in prossimit‚ dell'ex cinta muraria prima dell'espansione voluta da Pedro Ÿlvarez de Toledo. influenz• notevolmente l'articolazione di questi spazi. Qui gli edifici si sviluppano attorno ad una corte ad U. poich† costituisce un vero e proprio largo (una sorta di "corte d'onore") interposto tra la strada e il palazzo stesso. tranne nella zona di Tarsia e Toledo. dal punto di vista funzionale. spesso sulla parete di fondo € possibile trovare disposte in maniera simmetrica le decorazioni scultoree che accompagnano le fontane. il portico in piperno. l'ospedale e gli uffici del personale. 166 . Invece. nella scala di progettazione territoriale. Cortili di ridotte dimensioni si trovano nelle espansioni urbanistiche pianificate. il cortile ebbe anche il compito di accorpare insieme i vari corpi di fabbrica. da un muro divisorio che la separa dal giardino dell'edificio opposto. in questo caso il cortile assume una funzione urbanistica. Spesso consiste proprio nell'adattamento plani-volumetrico di un cortile d'epoca precedente. come nel Complesso degli Incurabili. Dal punto di vista geometrico il cortile presenta diverse forme. L'angustia delle strade. come nei Quartieri Spagnoli. Quello del Palazzo Caracciolo di Avellino. la scala aperta ed altri elementi strutturali-decorativi che impreziosiscono e dilatano la visuale di questo spazio. ha una conformazione strutturale diversa. dove l'isolato assunse caratteristiche pi„ monumentali. sul lato aperto. dove Cosimo Fanzago cre• una mirabile soluzione architettonica basata sulla fuga prospettica generata dalla presenza del loggiato stesso. Altri esempi importanti sono i cortili in via Santa Maria di Costantinopoli. gi‚ emersa al paragrafo superiore. in un certo senso. schermata.

Gli elementi architettonici sacri Nell'architettura sacra. Il motivo della scala aperta sanfeliciana fu ripreso anche da architetti di successiva formazione. accentuandone sia il valore architettonico che quello simbolico. in cui Schema strutturale di una scala barocca del Settecento. le drammatiche facciate. L'aspetto tecnico invece fa della scala l'elemento con il quale € possibile superare le naturali pendenze del suolo cittadino. dove Giuseppe Astarita si attenne ai preesistenti progetti di Giovanni Francesco Mormando. gli elementi nei quali € possibile leggere l'espressione pi„ nitida del Barocco napoletano sono: il sagrato rialzato. la pianta e le cupole. a strutture gi‚ esistenti. quella decorativa e simbolica si presenta soprattutto nei sagrati delle chiese. visibili ad esempio nel Palazzo di Majo. fino al XIX secolo. Dal punto di vista simbolico rappresenta il distacco tra il mondo laico e profano dell'esterno con il mondo spirituale e sacro della chiesa e del convento. che si sovrappose. le chiese furono realizzate su veri e propri terrazzamenti. infatti. come quella del Palazzo Acquaviva d'Atri. La scala e il sagrato Molti edifici sacri sono preceduti da una scala-sagrato. il portale. ricchezza e povert‚. particolare attenzione meritano anche le scale chiuse.Barocco napoletano 167 La scala La scala € un elemento molto importante del palazzo napoletano. Del Sanfelice celebri sono le scale aperte del Palazzo dello Spagnolo e del Palazzo Sanfelice. una soluzione dovuta ad aspetti simbolici e tecnici. sapienza e ignoranza. a causa della scoscesa morfologia partenopea. le scalinate potevano servire a dare ulteriore slancio alla struttura. Ciononostante. Il maggior progettista di scale aperte fu il nobile Ferdinando Sanfelice. non fu l'unica soluzione adottata. verso la met‚ del Settecento. ad ali emerge la fitta rete strutturale costituita delle volte che di falco scaricano il loro peso sui pilastri. raccordati al livello inferiore mediante una serie di rampe. La scala barocca s'innesta nel cortile divenendo lo scenografico punto di fuga della visuale d'insieme del palazzo. poich†. dove la scala sottolineava quel dislivello tra sacro e profano. Il sagrato della Santissima Trinit‚ alla Cesarea . nella maggior parte dei casi. la scala € ancora rilegata ad un compito essenzialmente funzionale alla struttura. Allo stesso tempo. sia in quello rinascimentale che in quello barocco. che rappresenta un simbolico riferimento all'ascesa divina. Nel Seicento. si svilupparono le scale a loggiato. che ide• vere e proprie quinte teatrali. caratterizzate per• da evidenti sbalzi delle volte. Solo nel Settecento si svilupp• il modello barocco della scala aperta.

la chiesa della Santissima Trinit‚ alla Cesarea e Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova. ma quella di destra € lunga quasi il doppio di quella di sinistra. architetto del complesso fino alla sua morte (1723). con interventi successivi di stampo barocco) mostra un analogo sistema a quello della chiesa di via Scura. esempi sono la serliana creata da Cosimo Fanzago nella Certosa di San Martino e nella chiesa di San Giuseppe dei Ruffi. di San Paolo Maggiore. l'edificio. permettendo quindi di valorizzare la chiesa. in particolare tra l'ex monastero situato lungo via Santa Lucia al Monte e il sagrato della chiesa posto all'incrocio delle tre strade (via Girardi. che presenta una pendenza del suolo sia da ovest a nord-ovest che da a est a nord-est. 168 Facciata della chiesa dei Girolamini La facciata della chiesa di San Giorgio Maggiore fu per• distrutta dopo l'espansione di via Duomo nel 1860.Barocco napoletano Un esempio € il sagrato della chiesa di Santa Maria ad Ogni Bene dei Sette Dolori. come nel caso delle chiese di San Ferdinando. Esistono anche edifici privi di una scala monumentale. Un caso a Facciata doppia della chiesa di San Giuseppe dei Ruffi . La chiesa di Santa Maria la Nova (progettata tra il 1596 e il 1599 in stile tardo-rinascimentale. I casi pi„ esemplari di innovazione e ancoraggio alle preesistenze sono offerti dalla facciata dei Girolomini e da quella della chiesa di San Giorgio Maggiore. presenta diversi salti di quota. proprio a causa dell'andamento del terreno. La facciata La facciata costituisce una sorta di macchina da festa esterna degli ordini religiosi. un espediente che cela dietro ad un prospetto in vista l'altra facciata.[5] Un primitivo progetto di facciata a due campanili della chiesa dei Girolamini risalirebbe al 1614 su disegno di padre Talpa. i primi cambiamenti avvennero gi‚ nel 1602. L'evoluzione dei lavori che interessarono l'edificio si possono notare nelle vedute della citt‚ del Seicento. quando agli Oratoriani venne concesso lo spazio antistante. favorite dalla cospicua presenza in citt‚ di diversi ordini monastici. via Scura e via Santa Lucia al Monte). Nel complesso le facciate pi„ monumentali risultano molto semplici. Altri esempi sono la basilica di San Paolo Maggiore. ubicato sulle pendici del Vomero. e infine da Ferdinando Fuga che ne complet• il progetto. il sagrato € preceduto da due rampe. di San Lorenzo Maggiore e di Santa Maria Donnaregina Nuova. dove per• € la piazza che funge da sagrato. come nel caso del Ges„ Nuovo. Essa era frutto di demolizioni avvenute durante l'operato di Fanzago nel cantiere di ricostruzione dell'edificio. i lavori furono eseguiti da Dionisio Lazzari. Le facciate di epoca barocca offrono comunque un notevole reportorio di composizioni. Molto ricorrente € la facciata doppia. L'ingresso era stretto da una spina di abitazioni e per fruire dello spazio del sagrato vennero demolite le abitazioni preesistenti creando uno slargo capace di rendere visibile la facciata. rendendolo pi„ imponente agli occhi dell'osservatore. ma con influssi manieristi. Nella chiesa di San Nicola a Nilo la scala diventa elemento che esalta la monumentalit‚ dell'edificio. ma presentano una evidente ricchezza decorativa e risultano livemente mosse dalle lesene. Arcangelo Guglielmelli. dei Girolamini.

del Pio Monte della Misericordia e della chiesa di San Giovanni Battista delle Monache. finestre caratterizzate da forme pi„ sinuosidali. il portale del XVII secolo € piuttosto semplice. pi„ austero. e portali contornati da un sistema di lesene che conferiscono maggiore monumentalit‚ all'insieme. Il motivo che ricorre al primo ordine del prospetto € di carattere mortuario. come nella chiesa di Santa Teresa a Chiaia. Il portale Il portale. ai lati. cancellando al contempo i . anche quando si sovrappone ad edifici gi‚ esistenti. cosƒ come nell'architettura civile. Le decorazioni ricorrenti sono i cromatismi in piperno e marmo che creano un sublime effetto di teatralit‚. talvolta stuccati. La maggiore parte dei portali napoletani sono costituiti da piperno. dal punto di vista architettonico. 169 Facciata di Santa Teresa a Chiaia Dopo i terremoti del 1688 e del 1693. esempio lampante € la chiesa di Santa Teresa a Chiaia. in stucco progettata da Bartolomeo Granucci. conferisce importanza e monumentalit‚ alle facciata a causa della presenza di strade e vicoli di anguste dimensioni. ma non mancano timpani a sesti spezzati. € formato quasi sempre da una cornice in piperno con fasce e trabeazione che si conclude con o senza il timpano (a seconda dell'importanza dell'edificio e dello stile del portale stesso). Facciata e portale della chiesa della Nunziatella Nei restauri tardosecenteschi[7] si present• l'esigenza di decorare i portali e le strutture con stucchi che accentuarono la decorazione plastica del prospetto. di Santa Maria della Stella. La facciata a portico € invece gi‚ utilizzata alla fine del Cinquecento nel prospetto della chiesa di San Gregorio Armeno. molte facciate vennero quasi completamente ridsegnate.Barocco napoletano parte € la chiesa del Ges„ Nuovo dove la decorazione marmorea barocca delle finestre s'innesta nella facciata rinascimentale. e da marmo negli edifici pi„ rilevanti. Tuttavia. € caratterizzata dalla presenza di questi simboli mortuari. a differenza di quelle secentesche. dove si appoggia molto spesso anche un determinato simbolismo. mentre un secolo pi„ tardi fu realizzato il secondo ordine. la cui facciata fu edificata in due fasi: la prima risale alla met‚ del XVII secolo ad opera del Lazzari[6]. molti sono celati dietro le doppie facciate. mentre agli inizi del Seicento furono erette quelle a portico di Santa Maria della Sapienza. sulle facciate furono applicate decorazioni plastiche in stucco e. Nel XVIII secolo si assiste ad un graduale passaggio da forme piuttosto esuberanti ad uno stile pi„ austero. la cui facciata. In particolare. Casi analoghi al Purgatorio ad Arco sono la chiesa di Santa Maria Vertecoeli. caratterizzato da un regolare utilizzo degli ordini architettonici. dove la facciata in marmo e piperno datata intorno alla met‚ del Seicento fu completamente rifatta nelle decorazioni come la si vede attualmente. Con l'avvento di motivi rococ•. come per la chiesa del Purgatorio ad Arco. La conclusione con il timpano prevede pi„ modalit‚ di chiusura: quella classica € il timpano triangolare o arcuato. risulta come una parte organica della chiesa e del convento poich†.

che si configura come un'espansione del portale preesistente. come quello della chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario. Inoltre. presentano una composizione formata da linee sinuose che terminano in volute arricciate. Il primo trentennio del XVII secolo venne a caratterizzarsi per un'intensa e costante sperimentazione nella conformazione degli ambienti sacri. ideando una cupola centrale affiancata da quattro calotte minori. e va ricercata nell'opera di Giuseppe Valeriano. aggiungendo la trabeazione e le colonne composite. Giuseppe Nuvolo fu tra i principali architetti dediti alla continua ricerca di 170 . del religioso Francesco Grimaldi. i cui timpani. le decorazioni delle facciate nel loro insieme determinarono la formazione di portali dai profili assai particolari e complessi. la composizione iniziale fu mantenuta fino 1685. con modulo di partenza ascrivibile ad una croce greca. Nel Settecento il portale assunse disegni pi„ frivoli per la presenza di riccioli. con cappelle incastonate ai lati dell'edificio.Barocco napoletano cromatismi di piperno. qui la pianta € combinata. con al centro una nicchia in piperno o decorazione marmorea. i cui cantieri furono diretti da Giovanni Cola di Franco e che rappresenta una personale interpretazione dell'invaso della basilica vaticana. mentre altri si appoggiarono ad una semplice decorazione rococ•. dove gli interni divennero l'espressione pi„ viva del Barocco partenopeo. Da questo punto di vista sono esemplari i portali delle chiese Profilo del portale della chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario della Nunziatella e di San Nicola dei Caserti. Padre Grimaldi realizz• anche un altro Pianta della demolita chiesa del Complesso di San Francesco capolavoro riconducibile ad uno schema centralizzato: il di Paola Complesso di San Francesco di Paola. autore della chiesa del Ges„ Nuovo. cimase ed altre decorazioni provenienti dalla fusione dell'architettura napoletana con i gusti rococ•. per la copertura l'architetto trasse ancora ispirazione dal San Pietro bramantesco e michelangiolesco. Nei medesimi anni in citt‚ fu costruita anche la chiesa di Santa Maria della Sanit‚. cio€ scaturisce da una combinazione tra uno schema longitudinale ed una pianta centrale. pressoch† simili nella forma. La pianta L'epoca barocca fu un periodo molto importante per gli sviluppi della pianta centrale in Italia e soprattutto a Napoli. anno in cui l'ordine gesuita apport• le attuali modifiche strutturali. Questa sperimentazione si attesta tra la fine del XVI ed il principio del XVII secolo. la cui chiesa fu articolata mediante una pianta a croce greca. direttamente derivata dai modelli centralizzati di San Pietro in Vaticano (XVI secolo). riferibile al Quattrocento e appartenente all'originario palazzo progettato da Novello da San Lucano (il Palazzo Sanseverino). Un caso particolare € il portale del Ges„ Nuovo. Altro esempio € la Cappella del Tesoro di San Gennaro.

adottando un presbiterio rialzato per permettere l'ingresso alle catacombe della basilica paleocristiana. Giovan Battista Nauclerio.[8] Riguardo alla pianta ellittica e alla pianta ovale. nel progetto della chiesa. le lunghe vicende del cantiere portarono alla formazione di una cupola sostenuta da un tamburo. Altre piante combinate compaiono nella chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta realizzata a fine Seicento da Cosimo Fanzago (che pose particolare attenzione sulla spazialit‚ creata dal gioco delle volte a calotta e cupole). di cui oggi rimane il chiostro ovale (deturpato dal Ponte della Sanit‚). nella chiesa di Sant'Ignazio al Mercato e nella chiesa del Complesso della Santissima Trinit‚ delle Monache. Nunzio Nauclerio e Gennaro Papa. e la direzione della fabbrica pass• a Fra' Nuvolo. In ogni caso. intervennero Pietro De Marino. Invece. scomparsa nei primi anni del XIX secolo. Ferdinando Sanfelice. tanto che fu alleggerita eliminando otto colonne e otto pilastri. ma l'edificio napoletano si rif‚ agli studi condotti nel XVI secolo da Baldassarre Peruzzi e a quelli proposti da Sebastiano Serlio. caratterizzata da una pianta ovale di cui saranno dati cenni in seguito. dopo i terremoti che si susseguirono nel Seicento. Francesco Antonio Picchiatti e Dionisio Lazzari. Il progetto originario del Fanzago presentava problemi legati alla copertura e alla cupola: la pianta era ovale e aveva la peculiarit‚ di far risaltare il coro delle monache posto sull'atrio d'ingresso.Barocco napoletano soluzioni nuove ed originali. non senza difficolt‚. la perizia sullo stato della cupola fu redatta nel XVIII secolo da Francesco Solimena. delle strutture preesistenti. A Cosimo Fanzago si deve il progetto originario della citata chiesa di San Sebastiano. Pianta della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone probabilmente non previsto inizialmente e che ebbe comunque copiata su riferimenti del progetto di Fanzago (Archivio fortuna nell'architettura napoletana del XVIII secolo. Uno schema simile alla chiesa di San Sebastiano si riscontra peraltro nella chiesa dell'Assunta ad Ariccia progettata da Gian Lorenzo Bernini. la cupola di San Sebastiano fu gravemente danneggiata. Fra' Nuvolo dovette tener conto. l'edificio per• fu demolito negli anni cinquanta del XX secolo perch† ritenuto pericolate. 171 . Le cronache attribuiscono al Nuvolo anche una partecipazione alla costruzione della chiesa di San Sebastiano. le prime sperimentazioni a Napoli risalgono al progetto di Fra' Nuvolo per il suddetto chiostro della Sanit‚ (impostato attorno ad un ovale policentrico) e alla chiesa di San Carlo all'Arena. a Pietro De Marino si deve la pianta della chiesa di Santa Maria a Cappella Nuova. Al Storico di Napoli) completamento di San Sebastiano si avvicendarono comunque altri architetti che terminarono i lavori intorno al 1670: oltre al Fanzago e Fra' Nuvolo. A lui si deve la basilica di Santa Maria della Sanit‚ con annesso convento. mentre si procedette al rifacimento del cupolino. Tuttavia. quest'ultimo per• fu estromesso a causa degli stalli nel cantiere e delle difficolt‚ tecniche a cui la fabbrica and• incontro (gli ingegneri Domenico Stigliola e da Francesco Antonio Pepe lo accusarono di aver disegnato una chiesa irrealizzabile). che ispirer‚ successivamente la pianta ovale della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella.

attribuibile secondo alcuni a Domenico Antonio Vaccaro. mentre i transetti fungono da cappelle maggiori. Esse sono solitamente rivestite con conci di piombo. Le prime cupole barocche partenopee furono erette tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento. la cupola ha origini cinquecentesche. In questo caso. ideata da Cosimo Fanzago poco prima del soggiorno romano e messa in pratica negli anni sessanta del Seicento. che progett• numerose chiese rifacendosi proprio a piante ottagonali. grazie all'abilit‚ degli Cupola della Sanit‚ architetti presenti in citt‚. . qui le cappelle minori. sono definite passanti. Le piante gigliate invece rappresentano l'evoluzione settecentesca degli schemi ottagonali. Si tratta di uno schema assai caro al Fanzago. asfalto bituminoso e pitture argentate. dove s'intrecciano i materiali locali adattati al progetto di stampo romano). La cupola napoletana subƒ l'evidente influenza delle cupole romane. mentre per altri fu opera di Angelo Carasale. maioliche. Riconducibile a questo modello € l'impianto della chiesa dei Santi Giovanni e Teresa. ma tra il XVII secolo e il XVIII secolo ne furono progettate in gran numero. un esempio importante si osserva nella chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario di Domenico Antonio Vaccaro. Giuseppe Nuvolo (che progett• le magnifiche cupole della Sanit‚ e di Costantinopoli) e Francesco Grimaldi (che import• i modelli romani nella cupola della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro. anche se. occorre evidenziare come quelle presenti nella citt‚ partenopea siano piuttosto semplici nelle membrature e poco ritmate da tamburi poligonali e da lanternini bizzarri. Un primo esempio di schema a matrice ottagonale € la chiesa di Santa Maria Egiziaca a Pizzofalcone. di ogni forma e colore. tra i primi progettisti si ricordano i gesuiti Giuseppe Valeriano e Pietro Provedi (entrambi lavorarono presso le fabbriche del Ges„ Nuovo e del Ges„ Vecchio).[9] La cupola Pianta di Vaccaro per la Concezione a Montecalvario A Napoli. poste sugli angoli.Barocco napoletano 172 Tra la seconda met‚ del Seicento e il Settecento si svilupparono pure le piante ottagonali e quelle gigliate.

della chiesa di Santa Maria in Cupola di San Marcellino e Festo. fecero la loro comparsa opere di stampo ancora secentesco progettate dal Nauclerio e Gugliemelli. decorazioni in stucco Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta Scalone monumentale della Reggia di Caserta . Egli realizz• alcune delle pi„ belle cupole. con struttura piena in tufo e non in battuto di lapillo. Pietro d'Apuzzo Portico. Francesco Antonio Picchiatti e Dionisio Lazzari. Negli anni venti del XVIII secolo. Nella seconda met‚ del secolo altri architetti ed ingegneri presero parte ai progetti di cupole mastodontiche e tra questi sono di spicco Arcangelo Guglielmelli e Giovan Battista Nauclerio. al primo € attribuibile la cupola del Rosariello alle Pigne. anche se. invece. Gli altri protagonisti delle cupole barocche furono Pietro De Marino. la personalit‚ di spicco € Cosimo Fanzago. dapprima. artista indiscusso del Seicento napoletano. riconducibili al primo Seicento. autore di numerosi edifici sacri. In questo periodo. dotata di una cupola a pianta ellittica. cosƒ da rendere pi„ leggera la struttura. la chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario. Le cupole pi„ importanti risalgono intorno alla met‚ del Seicento. Altre immagini San Gennaro all'Olmo. in un tempo indicativamente compreso tra il 1630 e il 1660. come ad esempio quelle della chiesa di San Ferdinando. retta da pilastri angolari traforati.Barocco napoletano 173 Altri esempi. della Pietrasanta ed altre. si devono a Bartolomeo Picchiatti. autore della cupola di San Giorgio dei Genovesi. che realizz• uno dei suoi maggiori capolavori. Pietro d'Apuzzo. altro architetto da menzionare € Giovan Giacomo Di Conforto che realizz• la magnifica cupola della chiesa dei Santi Apostoli. ovvero. fu attivo Domenico Antonio Vaccaro. Nel Settecento le cupole assunsero una forma pi„ libera.

Edizioni scientifiche italilane. Napoli. Barocco napoletano. 1975. Le cupole di Napoli. Napoli 1939. H. [7] La maggior parte delle fabbriche furono restaurate. Dai primi collaboratori del Maestro all'opera dei suoi seguaci. Laterza. Cosimo Fanzago. La Costigliola e Fonseca da platee a borgo. Torino 1981.. [9] Ibidem. (Milano.La cultura del doppio a Napoli in et‚ barocca". [4] Ibidem. 1997 “ Giulio Carlo Argan.VV. Guida Sacra della Citt€ di Napoli. “ Valeria Giannantonio. Elio de Rosa editore. Dai primi collaboratori del Maestro all'opera dei suoi seguaci. ed ammodernate secondo i gusti pi„ aggiornati dell'epoca. Napoli barocca. 1964 “ AA. seguendo tra l'altro i modelli di Arcangelo Guglielmelli e Giovan Battista Nauclerio. La Scuola del Vanvitelli. 2006) “ Roberto Pane. Electa. Laterza. [6] Molti attribuiscono l'opera a Cosimo Fanzago. Napoli Fuori le Mura. [2] Il Vanvitelli era membro dell'Arcadia con il nome Archimede Fidiaco. Spinosa. Argo. Napoli barocca. Roma. Napoli. London. Napoli. anche per motivi di sicurezza.Barocco napoletano 174 Note [1] N. Dizionario di architettura. 1996 “ Salvatore Costanzo. NapoliGuida-Tra Luoghi e Monumenti della citt€ storica. l'esecuzione della maggior parte dei portali venne affidata alle maestranze napoletane che comunque avevano rapporti con gli architetti della fine del secolo.1994 “ Antony Blunt. voce Francesco Grimaldi. L'Europa della Capitali 1600-1700. Lecce. Napoli. 2006. Edizioni scientifiche italiane. Voci correlate “ Napoli “ Barocco “ Architettura barocca . “ Francesco Domenico Moccia e Dante Caporali. La Scuola del Vanvitelli. 283. L'architettura barocca in Italia. 2006. Le Chiese di Napoli. “ Dario Nicolella. Clean. Napoli. Architettura dell'eta barocca in Napoli. Milano. Napoli. [3] Salvatore Costanzo. 2002. J. 1957 “ Giulio Carlo Argan. [8] Gennaro Aspreno Galante. 2006. Fleming. Pevsner. Napoli. "L'ombra di Narciso . Bibliografia “ Gaetana Cantone. Napoli. 1992 “ A. Ginevra. XIX secolo. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. p. p. 2002. 288. [5] Gaetana Cantone. Clean edizioni. Architettura Barocca e Rococƒ a Napoli. Honour. Clean edizioni. 2001 “ Alfonso Gambardella e Giosi Amirante.

tuttavia prima del 1693 lo stile Barocco si era comunque affermato nell'isola. fortemente caratterizzato e radicato nel territorio. Figura 1: Facciata della Basilica della Collegiata a Catania progettata da Stefano Ittar circa 1768. la conoscenza diretta o indiretta dei grandi architetti barocchi di Roma fece maturare esperienze pienamente barocche sia sul piano del linguaggio architettonico che nella ricerca di complesse geometrie spaziali e nell'inserimento scenografico e prospettico. Definizione e periodizzazione L'identificazione di uno specifico stile barocco siciliano si deve principalmente ad un pioneristico studio di Anthony Blunt[1] che ne identific• tre fasi di sviluppo verso il pieno sviluppo nel corso del XVIII secolo. Dopo lo studio di Blunt l'interesse continu• a concentrarsi sul XVIII secolo. con il suo stile riccamente decorato. a seguito del fervore edilizio della ricostruzione dopo il terremoto e ne riconobbe il carattere principale nell'esuberanza decorativa che univa architettura colta e tradizione artigianale. seppure condizionato dalla tradizione architettonica autoctona e dall'architettura classicista tardorinascimentale.Barocco siciliano 175 Barocco siciliano Il Barocco siciliano non definisce soltanto le espressioni dello stile barocco in Sicilia realizzate fin dal XVII secolo. trovarono un'abbondanza di opportunit‚ per dar vita ad un sofisticato stile Barocco allo stesso tempo popolare e colto. in seguito agli interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investƒ la Val di Noto nel 1693. . rifletteva perfettamente la storia sociale dell'isola. Per tali caratteri Blunt avvicin• tale stile ad altri come quello della Baviera e quello che si svilupp• in Russia anche noto come Barocco Naryshkin. In seguito al sisma del 1693. ma rappresenta una particolare declinazione di questo stile. caratterizzata da un acceso decorativismo. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finƒ poi con l'essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo. e venne a simboleggiare il canto del cigno della sua nobilt‚. gli architetti locali (molti dei quali formati a Roma) ed i progettisti ed artisti venuti da fuori. L'era Barocca della Sicilia. Tale maniera si manifest• pienamente solo nel XVIII secolo. Nel corso del Seicento infatti. senso scenografico e cromatico. lasciando sull'isola un marchio di identit‚ architettonica.

padre di Antonello. 1610 Comunque. nel caso dell'architettura ad una sovrabbondanza e sovrapposizioni di decorazioni. come gli archi a sesto acuto e le bifore. Tra il 1531 e il 1537. nel Santuario dell'Annunziata di Trapani. recependone tutta la complessit‚ fatta di tardo manierismo. temi della Controriforma e tanto altro. Piazza Pretoria. .[2] Un ruolo particolare in tale processo ebbe la citt‚ di Messina in cui operarono a met‚ secolo. Il lento affermarsi del linguaggio rinascimentale era stato pi„ evidente nella pittura e nella scultura che non nell'architettura. decorato da santi reclinati che sostengono composizioni floreali collegati allo scudo centrale a coronamento del frontone stesso. nei tempi. qualunque sia stata nei modi e nei tempi l'adesione della Sicilia alle forme del rinascimento e del classicismo. costruita nel periodo 1564€1633. fondando una bottega ed una dinastia di artisti presente in moltissime imprese decorative nelle chiese di tutta l'isola. pienamente rinascimentale. Palermo. convivevano in impianti architettonici di derivazione medievale. Questo frontone adorno fu uno dei primi segni che un'architettura decorativa specifica della Sicilia si stava formando. l'arco della Cappella della Madonna. aveva portato in Sicilia le novit‚ della penisola. con elementi gotici. che mostra anch'essa avvisaglie del Barocco Siciliano. nel caso dell'architettura. cosƒ come il frontone. come i capitelli classici. nella seconda met‚ del secolo l'isola si trova perfettamente aggiornata al panorama artistico della penisola ed in particolare di Roma. architetti e scultori come Andrea Camelech e Giovanni Angelo Montorsoli artisti toscani aggiornato al linguaggio architettonico prevalente a Firenze e Roma.Barocco siciliano 176 Premesse Tradizionalmente gli studiosi hanno spesso ritenuto che l'adesione della Sicilia alle forme rinascimentali sia stata. dalle preesistenti tradizioni artistiche gotico-catalane o addirittura normanne. Invece un monumento come la Fontana Pretoria a Palermo. elementi decorativi classicheggianti. Tale adesione condizionata port•. fu per• portata da Firenze. La Fontana Pretoria (1554 circa) di Francesco Camilliani Figura 6: I Quattro Canti. Lo scultore Domenico Gagini. in ritardo rispetto alle altre regioni italiane e molto condizionata. Lo stile dei Gagini si adatt• comunque al gusto prevalente per una ricca decorazione. meno di un secolo dopo che la sua famiglia era arrivata sull'isola. tanto che nell'architettura del primo XVI secolo. Molto simile nello stile € la Chiesa del Ges„ di Palermo. classicismo. normanni e di derivazione ispanica. Un esempio di tale commistione € la costruzione di Santa Maria di Porto Salvo nel 1536 progettata dall'artista rinascimentale Antonello Gagini ma completata con archi gotici da Antonio Scaglione. Antonello Gagini complet•. simile ad un proscenio. dotato di pilastri non scanalati ma decorati pesantemente con busti a rilievo dei santi. Palermo. nei modi.

Fu completata dopo lavori che si protrassero fino al 1637. sono i Quattro Canti a La Palazzata di Messina Palermo.[4] Si trattava dell'edificazione dell'intero fronte a mare con una cortina di tredici edifici. Pur con un linguaggio architettonico riferibile al tardo manierismo ed al classicismo. con quattro lati coincidenti con le strade che vi convergono. prolungato fino al mare. come comunque comincia ad essere gi‚ dalla seconda met‚ del XVI secolo (Jacopo Del Duca). infatti. Anticipazioni Porta Felice. il barocco arriva in Sicilia con qualche decennio di ritardo rispetto a Roma ed agli altri centri di diffusione. costituita da due imponenti piloni. Tuttavia nei primi decenni del XVII secolo alcune realizzazioni anticipano in qualche modo alcuni temi del barocco. I motivi di tale valutazione comprendono anche la distruzione di molte opere per via di terremoti. Filippo III e Filippo IV. L'intero complesso edilizio si configurava cosƒ come un enorme edificio di 267 interassi. tali esempi possiedono una delle caratteristiche specifiche del nuovo stile che si andava formandosi a Roma: il forte senso della teatralit‚. rifacimenti. la storia dell'architettura barocca nell'isola inizia ben prima del terremoto del 1693. generalmente giudicati scarsi e poco significativi. formato dalle due principali vie della citt‚ e realizzato tra il 1609 ed il 1620 da Giulio Lasso e Mariano Smiriglio. Il primo di questi esempi. formatisi spesso a Roma[3]. i quattro sovrani Carlo V. con la facciata scandita da quattro ordini di aperture. attuata mediante la ricerca prospettica e scenografica a scala urbanistica. L'intersezione forma una piazza ottagonale. . Altri progettisti siciliani nella cui opera sono stati rintracciati elementi del primo barocco sono Natale Masuccio[5] e Antonio Muttone. I tre piani degli edifici sono adorni di statue in nicchie raffiguranti le quattro stagioni. Palermo Secondo alcuni autori. I palazzi erano collegati da passaggi monumentali a due ordini. Dopo questo periodo tale fenomeno si ferma ed i principali artisti attivi in Sicilia nel XVII secolo sono nativi dell'isola. ingresso monumentale sull'asse rettilineo del Cassaro (l'attuale Corso Vittorio Emanuele). Il Primo Barocco Siciliano (XVII secolo) Con gli autori e le opere sopra ricordate. cause belliche e la contemporanea perdita di molte fonti documentarie. nonostante alcuni autori spostino a dopo il 1650 circa i primi esempi di barocco architettonico in Sicilia. Filippo II. Santa Ninfa. voluto da Papa Sisto V. Un'opera in cui l'intento scenografico coinvolse in modo del tutto inedito l'urbanistica e l'immagine di una intera citt‚ fu la Palazzata a mare di Messina. Lo stesso Mariano Smiriglio realizz• la Porta Felice. un'opera pienamente inserita nella sensibilit‚ barocca. stilisticamente omogenei. detta anche "Teatro marittimo" realizzata da Simone Gullƒ. un incrocio monumentale. Santa Olivia e Sant'Agata. le novit‚ continuano ad essere portate da artisti e architetti immigrati in Sicilia dai principali centri artistici italiani. e quattro spigoli inclinati corrispondenti a fronti di edifici leggermente concavi. a volte definito il primo esempio di architettura e urbanistica barocca nell'isola. che rendono difficile comprendere appieno e valutare accuratamente l'architettura del XVII secolo sull'isola. e le quattro patrone di Palermo: Santa Cristina. Questi fronti che dominano la piazza hanno al piano terreno fontane che ricordano il crocevia delle Quattro Fontane di Roma.Barocco siciliano 177 In tale epoca.

sagoma piramidale e superficie mossa che far‚ da modello a molte chiese siciliane della Val di Noto. Nel 1685 ha modo di vedere a Messina le opere di Guarino Guarini che lo influenzeranno. ormai anziano. Dalla Porta[8]. di fatto. Con questi edifici Guarini introdusse. Nell'opera del frate architetto possiamo trovare sia una ricerca spaziale basata su spazi centralizzati e sulla compenetrazione di spazi geometrici (come nella chiesa palermitana di San Francesco Saverio). il Barocco nelle mani degli architetti e scultori locali stava gi‚ deviando. Rainaldi.Barocco siciliano Nonostante tali giudizi sono molte le architetture del periodo riferibili all'architettura romana ad esse contemporanee e perfettemante aggiornate al panorama architettonico della penisola. il campanile posto in facciata e gli spazi interni caratterizzati da stucchi bianchi. fu il frate gesuita Angelo Italia. Nella seconda parte del XVII secolo comincia inoltre l'attivit‚ del pi„ importante degli scultori barocchi siciliani. rimasta a livello progettuale[7] e nota grazie alle incisioni del suo trattato Architettura civile. il Collegio dei Teatini. la Chiesa Madre di Palma di Montechiaro . anche se la datazione del progetto al 1660-1662 non sembra certa e potrebbe essere da posticipare. sia nell'integrazione tra architettura e scultura. Sempre per Messina progett• la chiesa dei padri Somaschi. In particolare ebbero molti Chiesa della Santissima Annunziata a Messina. dal Barocco dell'Italia continentale. Il progetto sembra anticipare le grandi cupole nervate poi realizzate da Guarini a Torino. Giacomo Serpotta. a pianta esagonale. nella quale comunque Angelo Italia. con particolare interesse per l'esagono[9]. in senso decorativo. uno dei protagonisti della stagione barocca in Sicilia nel trentennio che precede il fervore costruttivo della ricostruzione dopo il terremoto della Val di Noto. decora a stucco gli interni di molte delle chiese del periodo 178 Guarini Guarino Guarini fu l'eccezionale presenza esterna che dette una duratura impronta all'architettura siciliana introducendo elementi che saranno ripresi in seguito. Tutte le costruzioni sono andate distrutte durante il terremoto del 1908. il barocco in Sicilia tra molte perplessit‚ dei contemporanei[6]. Secondo alcuni autori. che con la sua scuola. costruito per• successivamente e la Chiesa di San Filippo Neri (Messina). Altri elementi importanti furono la cupola che anticipava quelle poi realizzate a Torino. in sviluppi futuri sull'isola la facciata della Chiesa della Santissima una incisione settecentesca Annunziata a sviluppo verticale con vari ordini sovrapposti. complesse nella loro geometria e nelle mebrature (come la facciata delle Chiesa Madre di Palma di Montechiaro del 1666)[10]. Angelo Italia Tra gli architetti che conobbero l'opera di Guarini a Messina. anche se la sua opera risente del repertorio stilistico di Borromini. Risiedette a Messina per un periodo non totalmente documentato e comunque dal 1660 al 1662 e vi realizz• la chiesa della Santissima Annunziata. € comunque evidente che gi‚ durante il XVII secolo. sia la ricerca linguistica con facciate articolate. ebbe un ruolo di rilievo.

179 Altri progettisti “ Nella seconda met‚ del XVII secolo fu attivo. Barocco Siciliano dal 1693 Terremoto e mecenatismo †Bene protetto dall'UNESCO† ’Patrimonio dell'umanit‚ Citt‚ tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale) (EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily) Tipo Criterio Pericolo architettonico C (i) (ii) (iv) (v) no . soprattutto a Palermo anche Paolo Amato che ebbe una lunga carriera. semicolonne. Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa “ A Siracusa si concentra l'opera di Giovanni Vermexio che progetta il palazzo Senatorio. architetto e scultore. importando i modi di Carlo Fontana e Rainaldi. sopra il portale. con richiami al Vignola. dalla facciata su due ordini. forse per difficolt‚ tecniche relative alla copertura e fu completata nell'Ottocento a tre navate. come architetto del Senato e progettista di apparati e spettacolari decorazioni a commesso. “ Dopo essersi formato a Roma. realizz• con la facciata della Chiesa di San Matteo a Palermo. “ Gaspare Guercio. anch'essa incompleta. la Chiesa di San Filippo Neri dalla pianta ellittica ed altre architetture. colonne libere e un tondo con un bassorilievo. commissionata da Carlo Carafa Branciforte principe di Butera. iniziata nel 1682. a partire dal 1640. oper• a Palermo anche Giacomo Amato (1643’€ 1732). Tra le sue opere la chiesa di Santa Maria della Piet‚ e la chiesa di Santa Teresa alla Kalsa (dal 1686). dalla curiosa pianta dodecagonale allungata sormontata da una cupola ellittica. ma dall'esuberante decorazione che fonde elementi manieristici e barocchi con altri locali[11]. Rimane come testimonianza del progetto originale la slanciata facciata. un'architettura pienamente barocca. fortemente plastica con paraste. circondato da putti.Barocco siciliano Tra le sue opere pi„ importanti € la Chiesa di Santa Maria della Neve (1685-1693) a Mazzarino. fu progettata con un'unica grande navata coperta a botte. La sua opera migliore € sicuramente la Chiesa del Santissimo Salvatore. Rimase incompiuta.

Cosƒ l'aristocrazia siciliana non aveva solo ricchezze ma anche vasta manodopera alle proprie dipendenze. Questo schema si ripet†. i pi„ ricchi residenti sia secolari che spirituali vennero presi da una quasi maniacale orgia di edificazione.Barocco siciliano 180 Riconosciuto dal Scheda UNESCO 2002 [12] (EN) Scheda [13] (FR) Scheda Il grande terremoto siciliano del 1693 danneggi• gravemente cinquantaquattro citt‚ e paesi e 300 villaggi. i poveri ricostruirono le proprie casupole nel solito modo primitivo di prima. Altre citt‚ che subirono gravi danni furono Ragusa. La ricostruzione inizi• quasi immediatamente. In aggiunta a questi c'erano i pi„ rampolli cadetti delle famiglie con i loro titoli cortesi di nobile e barone. L'aristocrazia condivideva il proprio potere solo con la Chiesa Cattolica. Per contrasto. la Sicilia era ancora ufficialmente sotto il controllo Spagnolo. veniva di solito pagata alla Chiesa per facilitare ci•. per preservare l'eredit‚ della famiglia dalla sua divisione. su scala minore. Una volta iniziata la ricostruzione. Catania rimpiazz• Messina sorgere dal disastro € connessa alla politica dopo la rivolta del 1686 come seconda citt‚ della Sicilia. — stimato che c'erano pi„ aristocratici per metro quadrato che in qualsiasi altro stato. ma in realt‚ era governata dalla sua aristocrazia autoctona. nella forma di propriet‚. e quindi i membri dell'aristocrazia avevano bisogno di un palazzo in ogni citt‚. dove la citt‚ di Noto fu completamente rasa al suolo. tenendo corte in ciascuna citt‚. Fu stimato che un totale di pi„ di 100. invariato sin dalla sua introduzione in seguito alla conquista Normanna del 1071. Scicli. il Libro Aureo della Nobilt‚ Siciliana (pubblicato per l'ultima volta nel 1926) ne elenca ancora di pi„. Molti preti e vescovi erano a loro volta membri dell'aristocrazia. come San Martino delle Scale. fenomeno che al tempo era declinato in molte altre parti d'Europa. La maggior parte dei membri della nobilt‚ aveva diverse abitazioni in Sicilia. Nel XVIII secolo fu calcolato che c'erano 228 famiglie nobiliari. gioielli o denaro. Questa € una delle ragioni per cui cosƒ tante chiese Barocche e monasteri.000 persone uccise. che gli Spagnoli avevano nominato vicer† per appagare l'aristocrazia. essenzialmente degli status symbol. 27 duchi. La Chiesa faceva leva sul timore della dannazione nell'altra vita e sull'Inquisizione nella presente e come conseguenza sia le classi superiori che quelle inferiori donavano generosamente tutto quanto potevano in tutte le principali ricorrenze dei santi. Cosƒ la ricchezza di certi ordini religiosi crebbe fuori da ogni proporzione rispetto alla crescita economica di qualsiasi altro gruppo sociale del tempo. La sontuosit‚ dell'architettura che stava per figura 7: Catania e il Palazzo Biscari. L'architettura non era l'unica eredit‚ dei Normanni. della Sicilia del tempo. Militello e Ispica. perch† il Vicer† di Spagna trascorreva sei mesi dell'anno a Palermo e sei a Catania. Modica. 26 conti. e la ricchezza della Chiesa di Sicilia era ulteriormente aumentata dalla tradizione di spingere i cadetti maschi e femmine verso i monasteri e i conventi. L'epicentro del disastro fu nel Val di Noto. furono ricostruiti dopo il 1693 con tale lusso. 1 visconte e 79 baroni. le ville dove riposare in autunno. in tutte le citt‚ . 37 marchesi. una pesante tassa. Una volta che i palazzi della devastata Catania furono ricostruiti alla nuova moda. furono costruiti nell'elegante enclave di Bagheria. che fornivano alla Sicilia una classe di governo consistente di 58 principi. quelli di Palermo sembrarono antiquati per confronto. mentre la citt‚ di Catania fu danneggiata in modo molto grave. Questa era guidata dal Duca di Camastra. Dalla met‚ del XVIII secolo. o dote. Il potere sul popolo (non esisteva una classe media stabile) fu anche fatto osservare tramite il sistema feudale. quindi anch'essi furono ricostruiti di conseguenza. iniziato nel 1702.

Le abitazioni di campagna non sfuggirono alla mania edilizia. Questo esempio di pianificazione urbanistica si pu• attribuire direttamente ad un erudito aristocratico locale. Si tratta di cittadine. La fondazione di nuovi centri abitati in Sicilia non era nuova visto che tra la fine del XVI secolo e tutto il XVII secolo ne erano stati fondati. Paceco. pu• ancora essere visitata nel suo stato diroccato. Noto. Catania. 181 Nuove citt‚ In seguito al sisma il programma di ricostruzione fu velocemente avviato. Giovanni Battista Landolina. Palazzolo. Il nuovo sito prescelto era pi„ pianeggiante di quello antico per facilitare un lineare sviluppo a griglia. Modica. La frenesia edilizia guadagn• slancio finch† l'architettura Barocca commissionata dagli aristocratici edonisti raggiunse il suo zenith verso la met‚ del XVIII secolo. e del suo collaboratore. Siracusa. l'ingegnere militare Carlos de Grunembergh. Tali caratteristiche miravano anche a minimizzare i danni alla propriet‚ e alle vite umane in caso di probabili nuovi terremoti. Leonforte. Pianta di Avola La ricostruzione avvenne infatti spesso secondo uno schema razionale a griglia e quando fu possibile si preferƒ ricostruire i centri abitati in altri siti.Barocco siciliano secondarie della Sicilia. anche piuttosto grandi realizzate con impianti a scacchiera o comunque ortogonali. L'antica citt‚ in rovina. con ogni citt‚ impegnata a fornire una vita sociale pi„ divertente e un'attrazione all'aristocratico provinciale rispetto alla sua abitazione di campagna. . anche se ognuna con particolari caratteristiche: Vittoria. un centinaio per ripopolare vaste aree di latifondo spopolate ed incrementare cosƒ la produzione agricola. Cinisi. figura 8: Piazza del Duomo. la citt‚ ricostruita circa 10’km dal sito originario sul Monte Alveria. la necessit‚ di avere piazze e strade principali ampie. Le strade principali procedono da est a ovest in considerazione dell'angolazione del sole. o ville rurali furono interamente ricostruite. In genere si nota questo aspetto nelle citt‚ pi„ estensivamente ripianificate di Caltagirone. Architettonicamente i nuovi impianti urbanistici pianificati crearono la possibilit‚ di ampie prospettive e scenografie urbane come quelle realizzate da Rosario Gagliardi a Noto. la possibilit‚ di erigere difese fortificate efficienti in un'epoca in cui era ancora presente la minaccia turca. sotto la direzione del Duca di Camastra. Uno dei migliori esempi di questa nuova pianificazione urbana pu• essere visto a Noto (figura 9). e Scicli. tenendo conto di vari criteri. aiutato da tre architetti locali € responsabile di aver pianificato la citt‚. Ragusa. tra cui la volont‚ di non ricreare la struttura medievale fatta di ristretti vicoli. Spesso ali Barocche o nuove facciate furono aggiunte ad antichi castelli. Palma di Montechiaro. La Cattedrale dotata di pilastri di Andrea Palma fiancheggiata da palazzi barocchi e dal vescovado. Militello Val di Catania. dai nobili titolari di feudi. conosciuta come Noto Antica. vicario con pieni poteri per la ricostruzione. Infatti nel 1693 le strade molto strette avevano reso pi„ disastroso il terremoto.

I commercianti e mercanti scelsero come quartiere le pianificate strade larghe originate nelle piazze principali. La chiesa fu collocata al centro della citt‚ (figura 8). Alcuni tra i centri ricostruiti dopo il sisma del 1693. Infine i meno abbienti furono figura 9: Via Corrado Nicolaci. come Palermo. e per riflettere la globale centralit‚ della Chiesa. A Palermo la chiesa di Santa Caterina. New Bern. Noto. In seguito molte altre citt‚ e paesi siciliani che erano stati un po' danneggiati o furono completamente risparmiati dal sisma. per comodit‚ di tutti. con marmi colorati. furono anch'essi trasformati dallo stile Barocco. e in seguito il suo stile e la sua filosofia si diffusero in luoghi tanto lontani come Annapolis. dove l'aria era pi„ fresca e pulita (nelle torride estati siciliane) e la vista pi„ gradevole. iniziata nel 1566. non presentano il tradizionale tracciato ortogonale a scacchiera ma una forma urbana geometrica su base esagonale: Avola progettata da Angelo Italia e Grammichele il cui disegno € attribuito a Carlo Maria Carafa Branciforti i cui schemi urbanistici sono desumibili dal trattato di architettura militare allora pi„ conosciuto: I Quattro Primi Libri di Architettura di Pietro Cataneo. In tal modo la pianificazione urbanistica Barocca venne a simboleggiare e riflettere l'autorit‚ politica. l'aristocrazia si localizz• nelle aree pi„ sopraelevate. e Savannah nell'America Britannica e con fama ancora maggiore nella ripianificazione urbanistica del XIX secolo di Paris operata dal Barone Haussmann. intorno alla coppia costituita da Cattedrale e Palazzo Vescovile furono costruiti anche i conventi. ammessi ad erigere i loro rifugi di mattoni e le loro case nelle aree a cui nessun altro ambiva. man mano che la moda si allargava e gli aristocratici con un palazzo a Catania iniziarono a desiderare che il loro palazzo nella capitale fosse altrettanto opulento di quello nella seconda citt‚. . fu una di tante nella citt‚ i cui interni furono ridecorati nel XVIII secolo in stile Barocco. Erano stati deposte le basi per l'esplosione dell'architettura Barocca che avrebbe predominato in Sicilia fino al primo XIX secolo.[14] e rappresentano in un certo senso la tardiva realizzazione della citt‚ ideale rinascimentale. Williamburg.Barocco siciliano 182 In queste nuove citt‚.

quasi imbrigliata. molti erano stati educati nell'Italia continentale ad una comprensione pi„ dettagliata dell'idioma Barocco. — il suo frequente rifarsi a disegni affermati che rende l'architettura di questo periodo.Barocco siciliano 183 Nuove chiese e palazzi La caratteristica principale dell'architettura barocca in Sicilia dopo il 1693. e introdusse all'architettura dell'isola un movimento unificato e un gioco di linee curve che sarebbe risultato inaccettabile nella stessa Roma. € stata una grande esuberanza decorativa. Per questo edificio Vaccarini chiaramente attinse all'"Architettura Civile" di Guarino Guarini. anche se le particolari caratteristiche di calore. Ugualmente i nobili si sentirono in dovere di dotarsi di palazzi e residenze di campagna per affermare il proprio ruolo sociale. Subito dopo il terremono furono costruite o ricostruite innumerevoli chiese e palazzi. Giovanni Battista Vaccarini era il principale architetto siciliano durante questo periodo. In tal modo il Rinascimento finalmente sbarc• in Sicilia diciamo cosƒ per procura. Va osservato che questi architetti furono anche assistiti da pubblicazioni di incisioni di Domenico de' Rossi. Egli arriv• sull'isola nel 1730 portando un personale amalgama delle idee del Bernini e del Borromini. gioia espressiva e libert‚ vennero raggiunti gradualmente nel corso del secolo. pur opulenta. Notevoli lavori di questo periodo erano le ali del XVIII secolo di Palazzo Biscari a Catania e della Chiesa di Sant'Agata del Vaccarini. Le prime rivelano il ruolo sociale che aveva assunto in Sicilia il gran numero di congregazioni. sempre a Catania. che per la prima volta fornƒ le precise dimensioni e misure di molti delle principali facciate Barocche e Rinascimentali di Roma. Il loro lavoro ispir• progettisti siciliani che figura 10: La Chiesa Madre di San Giorgio Modica avevano avuto minori occasioni. per cui in un solo piccolo centro erano spesso presenti un elevato numero di ordini conventuali caratterizzati da un'intensa attivit‚ edificatoria. dotata di una qualit‚ disciplinata. Gli architetti spesso locali furono capaci di progettare in un modo pi„ sofisticato di quello del tardo XVII secolo. . favorendo le espressioni artistiche pi„ opulente di decorazioni. Comunque i suoi lavori sono di qualit‚ considerevolmente inferiore rispetto a quella di ciŒ che sarebbe seguito. Lo stile di Vaccarini era destinato a dominare Catania per decenni.

. € la pi„ complessa € ingegnosa di qualsiasi altra costruita nell'era Barocca della Sicilia. tornando con una collezione di incisioni e disegni. Mentre Gagliardi us• le stesse formule che tanto successo gli arrisero a San Giorgio a Ragusa. col risultato che si possono percepire stretti legami con l'architettura austriaca. qui a Modica la costruzione € pi„ pesante e manca dell'abituale leggerezza di tocco e libert‚ di disegno. e dovevano quindi far coincidere i loro progetti con lo stato dei luoghi e dei manufatti o quanto ne rimaneva. ricostruita nel 1643 in stile Barocco conservando la pianta medievale. o almeno parte dei lavori. lo stesso Rosario Gagliardi progett• con lo stesso stile la basilica di Santa Maria Maggiore a Ispica (figura 11). quindi danneggiata di nuovo nel 1693. Un architetto siciliano. la sua doppia scala di scalinate rettilinee. essendo morto in quegli anni. unica nella Provincia di Ragusa grazie alla presenza del Loggiato progettato da Vincenzo Sinatra. avvenuto nel 1760. Tra il 1718 e il 1734 la Sicilia fu controllata personalmente da Carlo VI da Vienna. procedettero a sviluppare l'appariscenza. di cui comunque si conservano disegni correlati. la libert‚ e il movimento che oggi sono sinonimi dell'espressione Barocco Siciliano. La chiesa di San Giorgio a Modica (figura 10) ne € un esempio: malamente danneggiata dal terremodo del 1613. con frequenti cambi di direzione. Infine Rosario Gagliardi supervision• il completamento della facciata. Secondo alcuni autori pi„ recenti questo pu• anche dipendere in figura 11: La Basilica di Santa Maria Maggiore Ispica parte dall'avvicendarsi di altri alla supervisione a cavallo della morte del Gagliardi. la sua Villa Palagonia iniziata nel 1705. C'era anche un'altra influenza al lavoro. La ricostruzione ebbe luogo a partire dal 1702 ad opera di un ignoto architetto. il monaco Tommaso Napoli. notevoli per le loro pareti concave e convesse e per il complesso disegno delle loro scale esterne. In seguito una nuova ondata di architetti. Diversi edifici sull'isola sono imitazioni dei lavori di Fischer von Erlach. Una.Barocco siciliano 184 Un secondo ostacolo per il pieno sviluppo del potenziale degli architetti siciliani fu che frequentemente essi stavano solo ricostruendo una struttura danneggiata. visit• Vienna due volte verso l'inizio del secolo. consci del fatto che gli stili del Rococo per gli interni iniziavano altrove a guadagnare ascendente sul Barocco. Fu in seguito architetto di due ville di campagna del primo periodo Barocco siciliano. Per• i compromessi a cui egli dovette prestarsi in ossequio alla struttura esistente sono evidenti. Col compito di ricostruzione dal terremoto del 1693. fu il prototipo di ci• che divenne una caratteristica eminente del Barocco Siciliano.

ad essere decorati con un tumulto di marmi intarsiati e un'ampia variet‚ di colori. Pur tenendo in considerazione il Barocco di Napoli e Roma.essi erano capaci di formulare stili fortemente individuali in autonomia.Barocco siciliano 185 Il pieno sviluppo del Barocco Siciliano Intorno al 1730 il Barocco siciliano cominci• gradualmente a distanziarsi dallo stile Barocco definitosi a Roma e guadagn• una individualit‚ anche pi„ forte per due ragioni: in questo periodo la corsa a ricostruire stava cominciando a scemare e la costruzione stava divenendo pi„ tranquilla e meditata. Il loro uso di risorse e sfruttamento dei siti era spesso follemente creativo. specialmente a Palermo. Francesco De Sanctis e le scalinate di Piazza di Spagna a Roma. questo stile € una manifestazione caratteristica di esuberanza siciliana. e un nuovo manipolo di architetti siciliani veniva alla ribalta. le masse interrotte da una facciata colonnata creano un effetto teatrale. ma comunque il singolo spettatore possa reagire. Questa generazione aveva assistito alla ricostruzione nel Barocco e studiato le stampe e i libri di architettura che giungevano con sempre maggiore frequenza dal continente. definita la "perfetta citt‚ barocca"[15]. . essi adattarono adesso i loro progetti a bisogni e tradizioni locali. Le facciate delle chiese spesso vennero a rassomigliare a torte nuziali piuttosto che luoghi di culto man mano che gli architetti guadagnavano sicurezza. cominciarono. Questo € fondamentale nel Barocco Siciliano. Diversamente dai predecessori . e questa fu la ragione per cui si evolse in modo tanto spettacolare. Gli interni chiesastici. figura 12: Duomo di Siracusa: Facciata della Cattedrale di Andrea Palma (iniziata nel 1728). Basata sulla formula dell'arco trionfale romano.i vecchi studenti degli architetti di Roma . fu idealmente intonato alla personalit‚ siciliana. In nessun luogo in Sicilia lo sviluppo del nuovo Barocco € pi„ evidente che a Noto. Ragusa e Catania. Questi architetti inclusero Andrea Palma. e va classificato tra le pi„ importanti e originali creazioni di arte Barocca sull'isola". competenza e statura artistica. che era adesso condotto ad un nuovo stadio: chiese in cima alle colline venivano raggiunte tramite meravigliose scalinate che evocavano il mentore di Vaccarini. Napoli e quindi Vaccarini avevano promosso l'uso di scale esterne. che fino a questa data erano stati leggermente prosaici. Rosario Gagliardi e Tommaso Napoli. Anthony Blunt ha descritto questa decorazione come "affascinante o repellente.

tutto costruito nello stesso tufo giallo. Al di sopra delle . il quale in una scena de L'Avventura. accentuata da colonne e pilastri rastremati contro le pareti curve. A differenza di quanto accade di solito nelle costruzioni barocche delle province del Sud Italia. si accorse pure un maestro dell'immagine come Michelangelo Antonioni. come dice bene il Fichera. convesse (come la chiesa di San Domenico) o addirittura curvilinee. immagine precisa del gusto d'un'epoca. Noto Borromeo al Corso). Rosario Gagliardi. fiammeggiante. di colore tra il dorato e il rosato. fa dire al protagonista. progettata nel 1738 (figura 12). chiese. in un'ottica barocca pienamente consapevole e non provinciale. come soprattutto a Lecce e. separato dal primo dalla vallata S. vanta un insieme impressionante di manufatti Barocchi. La unitaria ricostruzione produsse un tessuto urbano coerente e ricco di episodi architettonici. pel fatto sembra d'una volont‚ sola. si impegnarono anche nella realizzazione di architetture elaborate. che includono la chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi. A visitarla. i quali restano sempre ben controllati. La torre sembra esplodere dalla facciata.Barocco siciliano 186 Noto Le vie della citt‚ sono intervallate da scenografiche piazze ed imponenti scalinate che raccordano terrazze e dislivelli. L'abitato € diviso in due parti: Ragusa Ibla. Chiesa di San Domenico. Ragusa Ibla. ricostruzione della citt‚ vecchia sul suo colle. che movimento. Successivamente Ragusa Superiore si espanse su un ulteriore altopiano. conventi. gli architetti attivi a Noto. con l'impiego di facciate concave (come nella chiesa del Carmine o in quella di San Carlo Rosario Gagliardi. senza squilibri rispetto alle architetture nelle quali sono inseriti[16]. Inoltre. Si preoccupavano degli effeti scenografici. una caratteristica Barocca frequentemente adottata in Sicilia a causa della morfologia dell'isola. la citt‚ inferiore. come nella torre campanaria del seminario. gli architetti che lavorano a Noto non puntano tutto sui motivi ornamentali. intento ad ammirare la citt‚ dalla terrazza del campanile della chiesa di San Carlo al Corso:•Ma guarda che fantasia. La ricostruzione avvenne unitariamente sotto la guida del duca di Camastra. Domenica e ad esso collegato tramite tre ponti costruiti in epoche diverse. Che libert‚ straordinaria!– Ragusa Ragusa fu gravemente danneggiata nel 1693. Nel progetto di questa chiesa Gagliardi sfrutta la difficile topografia del sito collinare. che rappresentava a Noto il vicer† spagnolo. Dell'impegno degli architetti netini per la creazione di grandi scenografie. A tal proposito Ugo Ojetti sostenne:•Noto ai primi del Settecento € una delle nostre citt‚ sorte d'un colpo. e Ragusa Superiore che invece fu edificata ex novo dopo il terremoto su un altopiano adiacente. nello stesso barocco. Il barocco di Noto pervade l'intera citt‚: gli elementi barocchi non sono isolati all'interno di un contesto urbano caratterizzato da diversi stili. in Sicilia. teatro pare un monumento unico. con una grandiosit‚ senza pause e una regalit‚ senza avarizia–[18]. riccamente intagliata. Vincenzo Sinatra e Paolo Labisi. interpretato da Gabriele Ferzetti. a Catania. ma sono collegati tra di loro in modo da realizzare quella che € stata definita la "perfetta citt‚ barocca"[17]. La chiesa torreggia in modo impressionante su una imponente scalinata di circa 250 gradini. palazzi. Venne utilizzata la tenera pietra locale. girata a Noto.

definito dalla classica Roma. La cupola neoclassica non fu aggiunta prima del 1820. timpani si svolgono e curvano con un senso di libert‚ e di movimento che sarebbe stato impensabile ai precedenti architetti ispirati al Bernini e al Borromini. Insolitamente il Barocco indugi• qui fino al primo XIX secolo. L'ultimo palazzo costruito qui era in forma Barocca ma con colonne di ordine Dorico Romano e balconi neoclassici. La sua facciata principale € puro Barocco. In un vicolo che connette Ragusa Ibla con Ragusa Superiore si trova la Chiesa di Santa Maria delle Scale. La Cattedrale di San Giovanni Battista a Ragusa Superiore fu costruita tra il 1718 e il 1778. una caratteristica del palazzo.Barocco siciliano aperture di porte e finestre. 187 . Solo met‚ della chiesa fu ricostruita nello stile Barocco. Il punto focale della principale facciata sono i tre balconi centrali divisi da colonne con capitelli corinzi. fu ripianificata intorno alla Cattedrale. da cui il nome. probabilmente disegnato per minimizzare i danni in futuri terremoti. ciascuna con sei ampie balconate che portano lo stemma della famiglia Melfi. dotato di colonne Corinzie che sostengono balconate di elaborato ferro battuto. mentre la met‚ sopravvissuta fu mantenuta nell'originale veste Normanna (con elementi Gotici). mentre sostengono maschere grottesche volte a burlarsi. che vanno da putti a musicisti a maschere figura 13: La Chiesa di San Giorgio di Rosario Gagliardi. una cornice di foglie d'acanto contro cui si appoggia un puttino. sono notevoli per le mensole aggettanti che li sostengono. il disegno dei palazzi qui € tipico di questa citt‚: essi sono lunghi e di solo due piani. contenente fini sculture e bassorilievi. La Cattedrale ha un elevato campanile siciliano nello stesso stile. Palazzo Zacco € uno dei pi„ notevoli edifici Barocchi della citt‚. colpire o divertire i passanti. grottesche. in seguito al 1693. Questa chiesa € interessante. Ragusa. Fu in seguito acquistato dalla famiglia Zacco. L'edificio ha due facciate sulla strada. Questo stile molto Portoghese. la parte pi„ danneggiata della citt‚. € molto diverso da quello dei palazzi di Ragusa Ibla. Il palazzo fu costruito nella seconda met‚ del XVIII secolo dal Barone Melfi di Sant'Antonio. Ragusa Superiore. che sono in vero stile Siciliano. nonostante gravemente danneggiata nel terremoto. a dimostrazione di un tassello dell'evoluzione del Barocco Siciliano. I balconi. a contrasto con il Barocco di altre parti d'Europa. L'adorno interno Barocco € diviso in tre navate colonnate (figura sopra). Qui i balconi sono sorretti da immagini di musicisti con facce grottesche. con una soglia centrale solo appena sottolineata da un balcone e da un arco che conduce al giardino interno.

simbolo di Catania. Gli architetti lavorarono in completa armonia ed € impossibile distinguere il lavoro di Alonzo da quello dei suoi assistenti. mostra forti influenze spagnole anche a questo stadio tardo del Barocco Siciliano. concentrandosi prima su Piazza del Duomo. e trabeazioni o timpani curvilinei. Tuttavia non manca un tentativo del Di Benedetto ad associarsi agli stili pi„ attuali in Europa. Alonzo di Benedetto. cosƒ si spiega il Neoclassico che si respira nel Convento dei PP. mostra influenze architettoniche spagnole. dove si insinu• il nascente Monastero dei Benedettini). La facciata principale di Giovanni Battista Vaccarini attuali vie Vittorio Emanuele II a sud e [20] datata 1736. Costui diresse una squadra di architetti chiamati da Messina.Barocco siciliano 188 Catania La seconda citt‚ della Sicilia. Cosƒ essa fu riprogettata e ricostruita. e colonne a tutto tondo a sostegno di balconi. . ma spesso la decorazione dei piani nobili € superficiale. Nel 1730 Vaccarini arriv• a Catania come architetto della citt‚ e immediatamente impresse sui nuovi lavori lo stile Barocco Romano. utilizzandola in alternanza ritmica con altri materiali. Gesuiti (dov'egli € capomastro tra il 1701 e il 1720)[21]. fu gravemente danneggiata e le strutture pi„ imponenti che rimasero in piedi furono il medievale Castello Ursino e tre navate della cattedrale.10 onze per tumulo. distinti dalle figura 14: Duomo di Catania. Il nuovo progetto separ• la citt‚ in due principali quartieri. e spettacolarmente per il suo obelisco posto sul dorso dell'Elefante. I tre palazzi collocati sono: il Palazzo Vescovile e il Seminario dei Chierici a sud. Il lavoro € valido ma elementare. il Palazzo degli Elefanti a nord (che sostituisce l'antica Loggia medioevale) e ad ovest il Palazzo Pardo Sammartino. I pilastri perdono i loro bugnati e sostengono cornicioni del tipo romano e timpani. per una fontana nello stile di Berini di fronte al nuovo Palazzo di Citt‚. Catania. Questo € tipico del Barocco di questo periodo immediatamente seguente al terremoto. Il nuovo piano prevedeva infatti strade pi„ larghe[19] e l'inserimento di ampie piazze che consentissero eventuali aree antisismiche. uno nobile (il cui terreno era venduto pi„ caramente a 20 onze per tumulo) e uno popolano (a 13. Vaccarini sfrutt• anche la locale pietra lavica come elemento decorativo piuttosto che come un generico elemento costruttivo. La ricostruzione fu supervisionata dal Vescovo di Catania ed unico architetto sopravvissuto della citt‚. con bugnati decorati nello stile siciliano del XVII secolo. La facciata principale di Vaccarini per la Cattedrale di Catania. dedicata a Sant'Agata. costruita intorno al 1768 ed esempio di Barocco Siciliano colto nella sua massima semplicit‚ stilistica. Santa Maddalena a est . che presto aprirono i cantieri. In citt‚ si trova anche la Chiesa della Collegiata di Stefano Ittar.

3. Si tratta di uno dei pi„ duraturi e caratteristici aspetti dell'architettura del Barocco Siciliano (figure 1 e 9).Barocco siciliano 189 Caratteri del Barocco Siciliano L'architettura Barocca € generalmente uno stile architettonico drammatico. l'architettura del XVIII secolo. diventando uno stile riconoscibile che si trova principalmente espresso in edifici sacri e palazzi nobiliari costruiti per la numerosa aristocrazia siciliana. e opere murarie bicrome con pietra lavica. In Figura 3: Campanile che corona la chiesa di San una chiesa con molte campane la facciata principale diviene Giuseppe attribuita a Rosario Gagliardi o a fr‚ Alberto particolarmente alta. L'uso diffuso di scale esterne in ville e palazzi extraurbani che spesso erano erano progettati con un portale nella facciata principale. con una o pi„ campane. ispirate a modelli romani. spesso a supporto di balconi o a decorazione delle varie parti orizzontali delle trabeazioni di un edificio. spesso al centro. soprattutto nella Sicilia orientale dopo il sisma. e le simmetriche fughe di gradini frequentemente cambiano direzione anche quattro volte. 2.(figure 2 e 9). antistante le sale di ricevimento del primo piano. Le balconate. modellata. Figura 2: Monastero di San Nicol• l'Arena (Catania). In generale la presenza di elementi in ferro battuto caratterizza. esempio tipico di Barocco Siciliano. come la Chiesa della Collegiata a Catania. oggi sede della Facolt‚ di Lettere dell'Universit‚ degli Studi di Catania. di forma piramidale e riccamente Maria di San Giovanni Battista a Ragusa Ibla. concave o convesse. con putti a supporto della balconata. che conduce ad un cortile interno. Tale caratteristica coinvolge a volte anche ville o palazzi che esibiscono scale esterne ricavate nei recessi creati dalle curve (figure 1 e 6). Alla met‚ del XVIII secolo. Inferriate panciute si trovano anche a guardia di finestre. Il campanile generalmente non era posizionato a fianco della chiesa in un'autonoma torre campanaria. . a causa della topografia del siti. balaustre ricurve in ferro battuto. questi volti furiosi o ghignanti sono vestigia del Manierismo. Anche le chiese. accessibile alle carrozze. bugnato decorato. ciascuna chiaramente in vista sotto il proprio arco. (figure 12 e 20). costituendo l'ingresso principale alla casa. da dove doppie scale portano fino al piano nobile. La presenza di mascheroni e putti. gli edifici costruiti esibivano almeno alcune delle seguenti caratteristiche specifiche: 1. ma posto in facciata. spesso sono accompagnate da complicate balaustre in ferro battuto (figura 2). Il Barocco Siciliano esalta tali caratteristiche. riccamente adorno di sculture ed altre decorazioni. 5. 4. a sovrastare il timpano. spesso erano munite di scalinate scenografiche. Un esempio particolare € la scalinata antistante San Giorgio a Modica che procede per un dislivello di decine di metri con gradini molto ripidi fiancheggiati da giardini pensili. Sia le chiese che i palazzi spesso esibiscono facciate dalla geometria complessa. caratterizzato da chiaroscuri e giochi di luce creati da masse e ombre. quando il Barocco Siciliano era ormai ben definito rispetto ai caratteri generali del Barocco del continente.

190 figura 4: Primo Barocco Siciliano. Ragusa. (figura 2). L'influenza architettonica della Spagna (che allora dominava la Sicilia) € spesso riconoscibile. elementi floreali e faunistici. Consiste in molti esempi di un monoblocco di marmo policromo.. riscontrabili nelle cattedrali Normanne d'Europa. Le sue sfumature di nero e grigio erano spesso usate per creare effetti decorativi cromatici a contrasto(figure 2 e 14). 11. 1694€1735. Negli interni sono spesso dorate o decorate ma sostengono invece archi molto semplici 8. Interni chiesastici con profusione di marmi intarsiati a pavimentazione e rivestimento delle pareti. con abbondante utilizzo di marmo policromo su Questi motivi con tondi di porfido sono spesso derivati da disegni pavimentazione e a rivestimento delle pareti. lasciate lisce. ma alla fine del XVI secolo. Molti edifici del Barocco Siciliano. gli architetti siciliani ornavano i blocchi addirittura con sculture di foglie. con profusione di sculture. Persistenza di elementi costruttivi e decorativi dell'architettura del periodo normanno. Per apprezzare il Barocco Siciliano occorre identificare uno o pi„ di queste caratteristiche. diventando pi„ lievi e meno intensi (confrontare figura 15 all'interno posteriore mostrato in figura 15). a supporto di architravi spezzati. mostrando ancora le origini normanne della architettura siciliana. affreschi e marmi (figura 15). 7. poich† nessuna caratteristica € esattamente specifica della sola architettura siciliana. Le colonne. essendo questa la pi„ facile da reperire. Palermo (1564€1633). cornicioni e frontoni. L'altare maggiore € solitamente il pi†ce de resistance. in modo particolarmente evidente nella Sicilia orientale. Man mano che le chiese del dopo-terremoto venivano completate negli tra il 1720 e il 1730. nelle loro colonie. A volte il bugnato veniva usato per pilastri anzich† pareti. decorato con volute dorate e ghirlande. Marmi intarsiati su pareti e pavimentazioni con motivi figura 15: La chiesa del Ges„. poi valutare la composizione nel suo complesso e allora se l'edificio € posteriore alla fine del secondo decennio del XVIII secolo determinare se l'architettura possiede una fluidit‚ nelle proprie curve. 10. gli interni cominciarono a riflettere di pari passo le decorazioni esterne. 9. sono solitamente isolate e staccate dalla facciata. nelle proprie volute e nelle decorazioni che ne producono l'indefinibile sensazione tipica di "joie de vivre". Interni Gli esterni delle chiese siciliane erano stati decorati in stili elaborati dal primo quarto del XVII secolo. squame. e . La Cattedrale di San Giovanni Battista. il pezzo forte. Il bugnato € molto diffuso e spesso variamente decorato. spesso nella forma di putti.Barocco siciliano 6. specialmente a Catania e nella Sicilia orientale. con effetti decorativi e chiaroscurali. perfino con dolci e soprattutto con conchiglie che diventarono il simbolo ornamentale prevalenti dello stile barocco siciliano. La monumentale Porta Grazia di Messina (1680) starebbe a suo agio in qualsiasi cittadella costruita dagli spagnoli altrove. sono costruiti con la pietra lavica locale. complessi sono una delle pi„ definite caratteristiche dello stile. In ogni caso il Barocco Siciliano non pu• essere definito semplicemente in base alla presenza di uno o pi„ di questi caratteri. stucchi. con profusione di ornamenti scultorei degli elementi portanti. Gi‚ in Sebastiano Serlio troviamo il bugnato con conci decorati. Lo stile di questa porta cittadina ad arco fu diffusamente copiata per tutta Catania subito dopo il terremoto.

la decorazione barocca era ancora considerata pi„ adeguata al rituale Cattolico del nuovo neoclassicismo di basi pagane. — stato detto.Barocco siciliano frequentemente incastonato con altre pietre come lapislazzuli e agata. la maggioranza della nobilt‚ siciliana non scelse di avere le proprie spoglie mortali esibite in eterno nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. e oggi i pianterreni sono di solito negozi. che "il funerale di un aristocratico siciliano era uno dei grandi momenti della sua vita". gli interni dei palazzi si mostrarono subito meno elaborati di quelli delle chiese Barocche di Sicilia. con affreschi di Giovanni Tuccari. La Chiesa di San Benedetto a Catania (figure 16 e 17) € un bell'esempio di interni in stile Barocco Siciliano. stile neoclassico noto come "Pompeiano". Le lapidi che coprivano le tombe oggi forniscono un barometro accurato dello sviluppo del Barocco e delle tecniche di intarsio anno per anno. come nell'ala della sala da ballo del Palazzo Aiutamicristo a Palermo. semplicemente perch† ci voleva cosƒ tanto tempo a costruirle. lo stemma e la calligrafia sono costituiti interamente da intarsi in marmo colorato. formando motivi. I cambiamenti negli usi degli ultimi 250 anni hanno semplificato le decorazioni dei palazzi ulteriormente. che fu progettato in tal modo che le voci delle sorelle potessero essere udite durante le funzioni religiose ma che le suore stesse fossero comunque ben separate e nascoste dal mondo meno spirituale di fuori. incorniciati da bordi a motivi decorativi. il periodo in cui il Barocco Siciliano era al vertice del suo fascino ed unicit‚. e il resto della stanza fu decorato in modo ben pi„ semplice. Con poche notevoli eccezioni. I funerali divennero impressionanti esibizioni di fasto. datato intorno al 1750. I soffitti furono affrescati da Giovanni Tuccari. decorata tra il 1726 e il 1762. ma furono abbastanza convenzionalmente tumulate sotto le loro cappelle di famiglia. Contrariamente ad una diffusa convinzione. mentre gli interni originari sono andati perduti per sempre. dove il soffitto della sala da ballo fu affrescato da Giuseppe Cristadoro con scene allegoriche incorniciate da motifi dorati in gesso. Catania. alla fine del secolo. costruito da Andrea Giganti. 191 . Uno degli esempi pi„ belli € Santa Zita a Palermo. Spesso si pu• trovare una fusione dei due stili. Molti furono costruiti privi di decorazioni Barocche elaborate per gli interni. e le stanze di rappresentanza furono decorate nel nuovo figura 16: Chiesa di San Benedetto. Dal 1650 circa piccole quantit‚ di intarsio in marmo colorato iniziarono ad apparire. Ben dopo che il Barocco iniziasse a cadere in disgrazia negli anni '80 del 1700. banche o ristoranti e i piani superiori sono divisi in appartamenti. Per esempio quelle della prima met‚ del XVII secolo sono di semplice marmo bianco decorato con i simboli araldici e riportanti nome. Il fenomeno si pu• seguire nella sua crescita finch†. La parte pi„ spettacolare della decorazione della chiesa € il coro delle monache (figura 17). quando queste furono completate il Barocco era passato di moda. La costruzione delle chiese della Sicilia sarebbe stata tipicamente finanziata non solo dai singoli ordini religiosi. il soffitto era gi‚ fuori moda quando fu terminato. I gradini che conducono alla pedana dell'altare sono caratteristicamente curvi tra concavi e convessi e in molti casi decorati con marmi policromi intarsiati. ma da una famiglia aristocratica. data e cosƒ via. per•.

le stanze erano adornate con profusione. Spesso le famiglie estese dei servi. per meglio esibire il rivestimento a motivi decorativi del pavimento in marmo. Questi alloggi quotidiani. specialmente un Inglese. Qualunque straniero in visita. € che molte stanze non furono mai destinate ad essere decorate. Molti dei palazzi erano enormi. riservato a ospiti e all'intrattenimento. scultura e pittura in tre dimensioni. Una delle stanze pi„ notevoli in questo stile € la Galleria degli Specchi di Palazzo Gangi a Palermo. a volte alternate a dipinti. e anche la pi„ comune. che nel Barocco era sempre lasciato vuoto. scelto dal regista Luchino Visconti per il film "Il Gattopardo". Questa famosa stanza con il suo soffitto affrescato da Gaspare Fumagalli € in ogni caso una delle poche stanze Barocche in questo palazzo Barocco. Questo € un componente importante del design e della filosofia Barocca. prevalentemente nel pi„ tardo stile neoclassico. ritratti di famiglia e supportati da ninfe e pastorelle similmente incorniciate. maggiordomo. Comune sia al design degli interni sia di chiese che di palazzi era il lavoro a stucco. pi„ un portiere che suonava una campanella un numero prestabilito di volte proporzionato al rango dell'ospite in arrivo. Mentre nelle chiese lo stucco poteva rappresentare angeli e putti collegati da ghirlande di fiori. mentre altra luce proveniva da candelieri a parete che fiancheggiavano gli specchi. contabile. per esempio per abbinarsi ad un pannello in seta della parete con cornice dorata. con un salone molto ampio a fare spesso da sala da ballo. La casa dell'aristocratico siciliano. in una casa privata poteva rappresentare il cibo o gli strumenti musicali preferiti dei proprietari. Il mobilio era transitorio all'interno della casa. I soffitti erano alti ed affrescati e dal tetto pendevano enormi lampadari di Murano. figura 17: coro delle monache della Chiesa di San Ulteriori stanze erano richieste in base alla tradizione siciliana che Benedetto. anche per il "Maestro e Maestra di Casa" stessi. Poi venivano i dipendenti. Catania. erano spesso decorati e ammobiliati con semplicit‚. Dotato di accesso formale dalla doppia scala Barocca esterna. ed intesi per la vita quotidiana di un grande numero di persone. era un segno di origini plebee il consentire anche a mere conoscenze di sostare nelle locande del posto. questo era un appartamento costituito da grandi e piccoli saloni. governante. o pi„ spesso in ceramica. a partire da lui stesso. specialmente se anziani.Barocco siciliano 192 Una terza ragione per l'assenza di decorazione Barocca. segretario. . spesso incluso un cappellano o confessore privato. conteneva tipicamente anche un insieme di parenti pi„ poveri e membri della famiglia estesa. che fu dal 1750 esteso e trasformato dal suo proprietario Marianna Valguarnera. in quanto combina senza soluzione di continuit‚ architettura. speso spostato da una stanza all'altra in base alle esigenze del momento. Se decorate durante l'era Barocca. Le pareti erano frequentemente rivestite da specchi. A volte i mobili erano commissionati specificamente per una stanza. bibliotecario e innumerevoli servi inferiori. archivista. Le stanze pi„ belle pi„ decorate erano quelle del piano nobile. dorata e frequentemente con tavoli dal piano superiore in marmo. tutti dotati di appartamenti minori nella casa. Le molte stanze erano necessarie per alloggiare una simile unit‚ familiare. mai come nel successivo stile informale al centro della stanza. Il mobilio durante l'era Barocca era in linea con lo stile: adorna. Di conseguenza la casa dell'aristocratico siciliano era raramente vuota o tranquilla. incastonati in cornici dorate nelle pareti. sua moglie e molti figli. lasciando altre stanze vuote. A volte le camere da letto degli ospiti erano collocate qui. I mobili erano sempre disposti contro le pareti. ed inteso come sala principale della casa. vivevano nel palazzo anch'esse. La sua combinazione in soffitti e pareti a trompe l'oeil nella pittura illusionistica Barocca confonde arte e realt‚. ma verso la fine del XVIII secolo essi erano sempre pi„ spesso situate sul piano secondario al di sopra. era ritenuto uno speciale trofeo e aumentava il prestigio sociale.

Il Barocco Siciliano stava declinando. comunque.Barocco siciliano 193 L'ultimo periodo Come del resto per tutti gli stili architettonici a lungo andare la gente si stanc• del Barocco. Controllata da Napoli dal fiacco Ferdinando VI e dalla sua moglie esuberante. o corrotti. aveva anche elementi barocchi. alle quali si chiedeva ugualmente di fornire introiti. Napoli. costruito attorno ad un cortile porticato che creava le masse Barocche di luce e ombra. In combinazione con ci•. curandole e migliorandole. per godere dei piaceri sociali della corte del Vicer† e Catania. alienandosi di . il pi„ bell'esempio di questo periodo di transizione architettonica. Durante il XVII secolo l'aristocrazia viveva principalmente delle propriet‚ terriere. Durante il XVIII secolo la nobilt‚ migr• gradualmente verso le citt‚. Siracusa. Cosƒ i siciliani riscoprirono il loro antico passato. come definita in Inghilterra dal 1760. Il Barocco rimase popolare sull'isola. ma ora i balconi siciliani. ed era un segno delle novit‚ da venire. Nel 1784 progett• il Palazzo Riso-Belmonte a Palermo. I balconi in ferro battuto e le curve ardite. la Sicilia (dal 1735 ufficialmente denominata Regno di Sicilia) era goveranta dal Re di Napoli. Un'altra ragione per il graduale declino dello sviluppo del Barocco Siciliano e delle costruzioni in genere fu che il denaro stava terminando. Al di sopra delle finestre si trovavano lineari frontoni classici. Gli intendenti lasciati a governare le propriet‚ nel tempo divennero sempre meno efficienti. finch† il valore delle propriet‚ abbandonate scese al di sotto dell'importo dei prestiti che garantivano. la Sicilia aveva intrapreso la via del declino ben prima che le battaglie contro la Francia napoleonica nel 1798 e 1806 costringessero due volte il Re a fuggire da Napoli alla Sicilia. A quel punto il Re Ferdinando impose le prime nuove tasse. spesso entrambi. semplici. sarebbero stati rimpiazzati da severe contenuto stile tardo del Barocco Siciliano. che combinava sia motivi Barocchi che Palladiani. Dufourny inizi• a progettare a Palermo. o chiaroscuro. I francesi furono tenuti alla larga dalla Sicilia solo in forza di una spedizione di 17. I loro palazzi di citt‚ crebbero in dimensioni e splendore. "Tempio dell'Ingresso" (1798) del Giardino Botanico fu il primo edificio in Sicilia in uno stile basato sull'ordine Dorico Greco. che con i suoi idiomi classici era adesso al vertice della moda. Molti di loro visitarono Parigi rincorrendo tali interessi e tornarono con le ultime stampe architettoniche e gli ultimi trattati teoretici. I pilastri erano privi di decorazione. e in effetti la Sicilia era ormai controllata de facto dal Regno Unito. moda e architettura. In alcune parti d'Europa esso si tramut• nel rococo. Come conseguenza i ricavi dell'aristocrazia precipitarono. Ferdinando IV. ma il profilo era lineare. progettato da Luciano Alƒ nel periodo 1779€1788 nel stravaganti come non mai. dove aveva luogo una crescente conversione ai pi„ classici stili architettonici. dalla filosofia alle arti. Era il grande amico e collega architetto di Dufourny Giuseppe Marvuglia che doveva presiedere al graduale declino del Barocco Siciliano. Il cambiamento dei gusti non avvenne da un giorno all'altro. in particolare Palermo. A seguito di ci• Palermo fu in assiduo contatto con la capitale maggiore. mantengono colonne classiche.000 soldati britannici. Si tratta di architettura neoclassica pura. e il suo a debita distanza il neoclassicismo. molti dei nobili siciliani pi„ acculturati svilupparono la moda di una infatuazione per le cose francesi. ma non in Sicilia. a tutta spesa delle propriet‚ abbandonate. In pi„ la Sicilia diventava ormai politicamente instabile quanto l'aristocrazia lo era economicamente. e come risultato il loro reddito era prevalentemente speso l‚. ospitante enormi pilastri. figura 18: Palazzo Beneventano Del Bosco. La facciata principale. L'aristocrazia ricorse al credito utilizzando le propriet‚ come garanzie ipotecarie. L'architetto francese L†on Dufourny fu in Sicilia tra il 1787 e il 1794 per studiare e analizzare gli antichi templi Greci sull'isola. d'ordine ionico e sorreggevano una trabeazione disadorna. Non pi„ controllata dall'Austria.

Comunque. ma la versione alla moda adottata dalla Francia. quando pochi anni dopo il piano superiore fu aggiunto. i primi edifici della nuova era neoclassica furono spesso copie o ibridi dei due stili. l'influenza francese neoclassica si fece pronunciata. La mania di edificare della classe dominante terminava definitivamente. Una innovazione legale di particolare gravit‚ per l'aristocrazia fu che i creditori. Questi fattori. La tassa fu revocata nel 1812 dai britannici. e il nuovo stile era principalmente utilizzato in edifici pubblici e civili come l'Orto Botanico di Palermo. questo fu un ultimo bagliore e il Neoclassico presto predomin• del tutto. significarono la condanna dell'aristocrazia siciliana.Barocco siciliano colpo tutta l'aristocrazia. Comunque l'influenza britannica in Sicilia era destinata a fornire al Barocco Siciliano un'ultima vampata di vitalit‚. che in precedenza potevano solo pretendere un pagamento di interessi su un prestito. adesso potevano requisire la propriet‚ a garanzia. Palazzo Ducezio a Noto (figura 19) fu iniziato nel 1746. compreso Andrea Giganti. abbinati all'agitazione sociale e politica del seguente Risorgimento nel XIX secolo. Cosƒ il Barocco Siciliano veniva gradualmente e lentamente soppiantato dal neoclassicismo francese. e le ville di campagna un tempo sontuose decaddero. Gli architetti siciliani. Un esempio di ci• € la figura 19: Palazzo Ducezio. neoclassica sopra. e facevano presagire le fortune del liberalismo. un elemento essenziale del sistema feudale. che a quel punto imposero una forma di governo di stampo britannico sull'isola. 194 . combinando alcuni dei pi„ lineari e solidi elementi del Barocco con motivi palladiani piuttosto che con progetti palladiani organici. sottolineata dall'arcata centrale. cominciarono a progettare nello stile Neoclassico. La Villa Galletti di Giganti a Bagheria € chiaramente ispirata al lavoro di Ange-Jacques Gabriel. e di conseguenza la borghesia possidente inizi• a fiorire. Il tardo Barocco Siciliano somigliava al Barocco popolare nel Regno Unito all'inizio del XVII secolo. Barocca al palermitana Chiesa di San Francesco di Sales del pianterreno. Come per i primi giorni del Barocco Siciliano. La propriet‚ cominci• a passare di mano e ad essere suddivisa alle aste. reso popolare da Sir John Vanbrugh con un edificio come Blenheim Palace. un tempo un architetto Barocco capace. svilupp• lo stile che aveva prima cautamente adottato a Palazzo Riso-Belmonte nel 1784. e il pianterreno con portici che creano un gioco di luce e ombra € puro Barocco. la campagna finƒ presto in mano a briganti e banditi. Comunque. Marvuglia. Pochi aristocratici potevano permettersi di costruire. Inoltre per aver trascurato e abbandonato i principi del "noblesse oblige". Giuseppe Marvuglia. riconoscendo che la nuova moda britannica prendeva sempre pi„ piede. Noto. quasi Inglese nella sua interpretazione del Barocco. Rivolte contro i Borboni nel 1821 e nel 1848 divisero la nobilt‚. di Vincenzo Sinatra.

1981. e gli interni sono stati smantellati. S. Il Barocco della Sicilia orientale. pag.. La cultura estetica in Sicilia nel Settecento in Annali del Dipartimento di Filosofia Storia e Critica dei Saperi.VV. I restanti Principi. Boscarino. pag. Quelli che sopravvissero ai raid aerei in buono stato sono spesso suddivisi in uffici o appartamenti. [10] AA. Sicilia Barocca. ma oggi salons e sale da ballo a lungo dimenticate tornano ad ospitare eventi pubblici ed aziendali. Grazie alla continua devozione religiosa della popolazione siciliana molte delle chiese del Barocco Siciliano sono ancora oggi destinate all'antica funzione per la quale furono progettate. Palermo. Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. org/ en/ list/ 1024 [13] http:/ / whc. 1981. voce Vermexio. potrebbe essere troppo tardi per questa parte dell'eredit‚ culturale siciliana. op. Roma. 1968 G... Gangi.168-169. org/ issn/ 1824-6966). Pochi anni fa la sala da ballo di Palazzo Gangi era l'unica ad avere ospitato un set cinematografico. Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] A. costruita nella seconda met‚ del XVIII secolo I membri rimanenti dell'aristocrazia siciliana che tuttora abitano i palazzi di famiglia si sono trattenuti da lusinghe turistiche come riempire i propri giardini con animali esotici. Francesco Abbate.93-94 Francesco Abbate. 1610-1760. ma anche all'agenda politica dei successivi governi. divisi. 1981. org/ fr/ list/ 1024 . Storia dell'arte nell'Italia meridionale: il secolo d'oro. con la loro condizione. 1964.ISBN 8806519611 [12] http:/ / whc. ISSN: 1824-6966 (http:/ / worldcat. Boscarino. Spesso nessun tentativo € stato fatto per ripristinarli o metterli in salvo. 1981. nonch† ad un pubblico Americano e Britannico piuttosto che Italiano. cit. Barocco siciliano. Alcuni palazzi offrono servizio di Bed and breakfast ad ospiti paganti. Hugh Honour. Ci furono poche famiglie a fare eccezione. i palazzi Barocchi stanno lentamente aprendo le loro porte ad un entusiasta pubblico pagante. uno scopo al quale furono rivolti sin dall'origine. pag. 02/06/2005. 1997 [11] Nikolaus Pevsner. pag. tornando ad offrire cosƒ ospitalit‚ ai visitatori dell'isola. In ogni caso la colpa della decadenza e dello stato rovinoso di preservazione di cosƒ tanti palazzi non pu• ricadere solo su proprietari riottosi ad accettare il cambiamento. Einaudi. Blunt. Sicilia barocca: architettura e citt€. Man mano che la Sicilia diventa politicamente pi„ stabile e sicura e la corruzione allenta la presa. Roma. perch† la vecchia aristocrazia perveniva tramite l'istituzione del matrimonio ai fondi della borghesia o si indebitava fino alla liquidazione. 2002 Fino a qualche decennio fa alcuni autori ipotizzavano che fosse stata costruita ed anch'essa distrutta. John Fleming. Boscarino. Dizionario di architettura. unesco. se non agiscono in fretta. venduti. op. cit. unesco.13-14 S. Giovanni. circondati spesso da un misto di bellezza e decadenza. le quali conservano tuttora i palazzi aviti. Alcune delle pi„ belle ville e palazzi. ma pi„ per una forma di barricamento: per anni assoggettati a tasse dotate di connotazioni punitive. sono tuttora in rovine sin dai bombardamenti statunitensi del 1943. 2002 Francesco Paolo Campione. € solo oggi che loro. Questo non per disprezzo delle masse o indifferenza al loro retroterra. Marchesi e Conti di Sicilia hanno preferito vivere in un dorato isolamento. Architettura e citt€ 1610-1760. figura 20: La chiesa delle Anime Sante del Purgatorio a Ragusa. incluso il palazzo palermitano del Principe di Lampedusa. Roma.Barocco siciliano 195 Eredit‚ La maggioranza dei palazzi barocchi fu di propriet‚ privata fino a tutto il XIX secolo. Donzelli Editore. si stanno svegliando alla possibilit‚ che.10-14 S.

G. Architettura e citt€ 1610-1760. Artisti Architetti “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ Giulio Lasso (1565?-1617) Guarino Guarini (1624-1683) Angelo Italia (1628€1701) Paolo Amato (1634-1714) Giacomo Amato (1643-1732) Andrea Palma (1644/64-1730) Tommaso Maria Napoli (1655-1725) Giuseppe Ferrara (1660-1743/46) Alonzo di Benedetto (1664?-1729?) Girolamo Palazzotto (1688-1754) Rosario Gagliardi (1698-1762) Francesco Battaglia (1701-1788) Giovanni Battista Vaccarini (1702-1768) Vincenzo Sinatra (1720?-1765?) Stefano Ittar (1724-1790) Giuseppe Venanzio Marvuglia (1729-1814) Andrea Giganti (1731-1787) Paolo Labisi (XVIII sec.centrostudibarocco. [21] G. Roma 1983. Noto. Bari. S. Noto . J. Associazione culturale "Alcide De Gasperi". cfr.sentieridelbarocco. Noto.. MR Nobile.. Tobriner. p. 15. 1981. 3. 25. H.the Perfect Baroque City (1958) [16] Stephen Tobriner. Sicilia Barocca.it/) “ Migliaia di immagini sul Barocco Siciliano (http://www. J.064 metri) alle strade maestre di 8 canne. Boscarino. Neil. 1968. [19] Si andava dalle altre di 4 o 6 canne (una canna siciliana equivale a 2. p. 2000. Dato-G. Electa. Sicilian baroque. 1958. [20] G. Noto . La genesi di Noto (1989). Forma e struttura 1693 . Dufour. pp.org/wiki/Sicilian Baroque Collegamenti esterni “ Centro internazionale di studi sul Barocco (http://www. La genesi di Noto.it/) .Barocco siciliano [14] L. 66.VV. 1993 [15] John J. no. La citt€ di Catania. p.the Perfect Baroque City.. Ide. H. Dato-G. [17] John J. Edizioni Dedalo. p.the Perfect Baroque City (1958). Weidenfeld and Nicolson. A. Ide. cit.) Pittori “ “ “ “ “ “ “ “ “ Pietro Novelli (1603-1647) Giacinto Platania (1612€1691) Giovanni Tuccari (1667-1743) Pietro Paolo Vasta (1697-1760) Olivio Sozzi (1690-1765) Vito D'Anna (1718-1769) Pietro D'Asaro (1579€1647) Pietro del P• (1610-1692) Pietro Aquila (1630-1692) Scultori “ “ “ “ “ “ Umile da Petralia (1600 c. Pagnano.wikimedia. Ide. Noto (1992). Corsico (MI) 1991. 1992. M. L'architettura dei Gesuiti a Catania. 55 e ss.1833. 32 passim 196 Bibliografia “ “ “ “ “ “ AA. 1989.-1648) Giacomo Serpotta (1656-1732) famiglia Li Volsi (XVII secolo) Procopio Serpotta (1679€756) Gaspare Guercio Altri progetti “ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Noto . S. VV. Pagnano op. [18] AA. Journal of the Royal Institute of British Architects. La Sicilia nella storia dell'architettura italiana: il Settecento. Dato. Milano. Roma. Giuffr†. Blunt. Dalla citt‚ ideale alla citt‚ reale.-1639) Innocenzo da Petralia (1591 c. Raymond.

a cominciare dal vescovo Luigi Pappacoda. la pietra leccese. conobbe pertanto un periodo di intenso sviluppo. con la battaglia di Lepanto. interess• solo gli edifici sacri e nobili. che giunse un impulso fortissimo alla costruzione degli edifici e dei monumenti che. i fregi e gli stemmi trionfano anche nell'architettura privata. esplose nelle sue caratteristiche pi„ rilevanti. l'arte assunse nuove forme e si abbandon• l'antica forma classica. si diffuse nel Salento dalla met‚ del Seicento grazie all'opera di architetti locali come Giuseppe Zimbalo (1617-1710) e Giuseppe Cino (1644-1722).Barocco leccese 197 Barocco leccese Il Barocco leccese € una forma artistica e architettonica sviluppatasi tra la fine del XVI secolo e la prima met‚ del XVIII secolo a Lecce e nel Salento. plasmarono l'immagine della citt‚. nell'arco di quasi duecento anni. Questa corrente artistica. € riconoscibile per le sue sgargianti decorazioni che caratterizzano i rivestimenti degli edifici. Basilica di Santa Croce Dettaglio del rosone della basilica di Santa Croce. ma successivamente le esuberanze barocche. Il nuovo stile aveva lo scopo di sorprendere e di stimolare l'immaginazione e la fantasia. fu definitivamente allontanata la minaccia delle incursioni da parte dei turchi. quando. sui balconi e sui portali degli edifici. Lecce Facciata laterale del Duomo di Lecce . le figure. che fino alla fine del Cinquecento costituiva solo una piccola citt‚ fortificata raccolta attorno alla mole severa del Castello di Carlo V. un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino. Fu dalle autorit‚ religiose. i motivi floreali. Avvento del Barocco a Lecce e caratteristiche Durante il Seicento con la dominazione spagnola. Lo stile. tuttavia solo nella seconda met‚ del XVII e perdur• per buona parte del Settecento. influenzato dal plateresco spagnolo. che si afferm• su quella aragonese. Lecce. gli animali mitologici. Essa si diffuse in tutta la provincia favorita oltre che dal contesto storico. sulle facciate. Il nuovo stile. anche dalla qualit‚ della pietra locale impiegata. in un primo momento. Lecce. La fioritura dell'arte barocca a Lecce avvenne a partire dal 1571.

Barocco leccese

198

Nel riadattare le chiese alle nuove liturgie post-tridentine, molti edifici di costruzione medievale furono "rinnovati", mediante abbellimenti con stucchi, marmi e decorazioni varie, che fecero assumere a queste lƒaspetto di chiese barocche.

Gli architetti del Barocco leccese
Lecce insieme con il Salento fu arricchita di edifici e palazzi barocchi, grazie al talento di architetti locali come Giuseppe Zimbalo, Giuseppe Cino, Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo, Gustavo Zimbalo, Cesare Penna, Mauro Manieri ed Emanuele Manieri (Lecce, 1714 € ivi, 1780).

Palazzo dei Celestini, Lecce

Esempi di barocco leccese
Nella citt‚ di Lecce
Le opere pi„ importanti del Barocco leccese sono la basilica di Santa Croce (1548-1646) e il vicino Palazzo del Governo, del Seicento; la scenografica piazza del Duomo su cui si affacciano il Duomo (1659-1670) e il Seminario (1694-1709), nel cui cortile € conservato un pozzo dalla ricca ornamentazione scultorea, opera di Giuseppe Cino e le chiese di Santa Irene, Santa Chiara, San Matteo, del Carmine e di San Giovanni Battista. Altri monumenti barocchi della citt‚ sono la chiesa del Ges„, la chiesa delle Alcantarine e Palazzo Marrese.

Negli altri centri
“ “ “ “ “ “ “ “ “ Concattedrale di Sant'Agata a Gallipoli Chiesa del Crocifisso a Galatone Ex Convento degli Agostiniani a Melpignano Guglia dell'Immacolata a Nard• Basilica di San Martino a Martina Franca Chiesa di San Domenico a Martina Franca Altari delle cappelle della chiesa del convento di Maruggio Chiesa Madre di Francavilla Fontana Santuario di Maria Santissima della Croce a Francavilla Fontana

Voci correlate
“ Architettura barocca “ Lecce “ Premio Barocco

Barocco inglese

199

Barocco inglese
Barocco inglese € un termine che indica lo sviluppo dell'arte, architettura in particolare, in Inghilterra nel periodo di tempo che va dall'epoca di Carlo I sino al XVIII secolo. Pur assimilabile temporalmente all'epoca barocca nell'Europa continentale, il barocco inglese si distinse per numerosi aspetti, sviluppando un fenomeno artistico diverso e, nel suo genere, unico. L'architettura inglese dell'et‚ barocca e tardo-barocca si pu• distinguere in tre periodi: “ Il "palladianesimo" (XVIII secolo); “ Il "classicismo romano" (dal grande incendio di Londra); “ Il "neopalladianesimo".[1]

Il palladianesimo
Inigo Jones (1573-1652) introdusse l'architettura rinascimentale, ed in particolare quella palladiana, in Inghilterra. Figlio di un sarto cattolico di origine gallese, Inigo Jones inizi• i suoi studi come pittore e divenne scenografo e costumista. Chiamato alla corte di Danimarca, lavor• per re Cristiano IV fino al 1605, data in cui torn• in patria. Prima di rientrare a Londra, ebbe tuttavia la possibilit‚ di soggiornare per un periodo in Italia. In Inghilterra entr• al Veduta della Queen's House, presso Greenwich servizio di re Giacomo I e venne nominato architetto di corte. A spingere Giacomo I ad affidargli l'incarico intervenne il fatto che Jones era stato in Italia una seconda volta, tra il 1613 e il 1614, accompagnato dal collezionista Thomas Howard, conte di Arundel. Durante il viaggio i due amici avevano visitato i centri artistici dell'Emilia e del Veneto per poi spostarsi a Firenze e a Roma. Durante il viaggio di ritorno Jones si era fermato a lungo nel vicentino, dove aveva avuto modo di studiare approfonditamente i lavori di Andrea Palladio. Tornato a Londra, il re gli affid• l'incarico di costruire la Queen's House, presso Greenwich. La residenza, i cui lavori iniziarono nel 1616, venne costruita in un primo tempo per la regina Anna di Danimarca, ma in seguito alla morte di questa e di Giacomo I, il suo successore Carlo I volle donarla alla moglie Enrichetta Maria. I lavori terminarono nel 1635. Il palazzo, su modello delle ville di campagna italiane edificate nel rinascimento, in particolare la Villa medicea di Poggio a Caiano, rappresenta il nuovo orientamento dell'architettura inglese e il distacco dalle forme tardomedievali.[2]

Barocco inglese

200 Mentre proseguivano i lavori per la Queen's House, Jones ricevette il suo secondo incarico importante. Nel 1619 il re gli commission• la costruzione del Palazzo dei Banchetti, nel centro di Londra. Per la realizzazione del Palazzo, che doveva essere adibito alle feste di corte, Jones si rifece ai progetti di Andrea Palladio e progett• un edificio monumentale. Il palazzo faceva parte del complesso di edifici di Whitehall ed € oggi l'unico rimasto integro. La sala delle feste della Banqueting House venne affrescata da Rubens, su ordine di Carlo I. Accanto alle commesse provate, Inigo Jones venne scelto anche per la realizzazione di opere pubbliche, come la piazza di Covent Garden.

Wilton House, opera di Isaac de Caus

Gli architetti emergenti dell'epoca erano tutti allievi di Inigio Jones, come Isaac de Caus (1590-1648), o suoi familiari, come John Webb (1611-1672). Isaac de Caus, di origini francesi, € il realizzatore di Wilton House, la residenza di campagna dei conti di Pembroke, edificata in stile veneziano. L'abitazione comprende due grandi sale di rappresentanza dove si trovano alcuni dipinti realizzati all'epoca da van Dyck per il conte di Pembroke. La progettazione di Wilton House fino a qualche tempo fa era attribuita a Inigo Jones mentre oggi si € piuttosto certi della paternit‚ de Caus.[3] John Webb e Roger Pratt (1620-1684) sono invece noti per la progettazione di ville di campagna commissionate dalla nobilt‚ dopo il ritorno della monarchia. Webb realizz• il palazzo di re Carlo II presso il Greenwich Hospital, mentre Pratt la residenza di Clarendon House.

Il classicismo romano
La ricostruzione di Christopher Wren
Con lo scoppio della guerra civile e l'instaurazione del Commonwealth sotto la tutela di Oliver e Richard Cromwell, il fervore architettonico che aveva contraddistinto le et‚ di Giacomo I e Carlo I subƒ una brusca interruzione. Nel clima post rivoluzionario, di impronta chiaramente puritana, lo stile architettonico di Inigo Jones non ebbe spazio: l'assenza di una committenza come quella rappresentata dal sovrano e dai nobili della sua corte interruppe la grande produzione architettonica.

Nel 1660 con il ritorno di Carlo II sul trono, ci fu un rinnovato risveglio delle arti. Con il sovrano sorsero nuove forme dell'arte pittorica, del teatro, della musica e anche dell'architettura, che in questi anni, ritenuti i veri anni del barocco inglese, ottenne i risultati pi„ elevati. Il principale esponente di questo secondo periodo, definito, classicismo romano, fu Christopher Wren (1632-1723).[4] Wren, proveniente da una famiglia realista di studiosi, studi• presso la Westminster School e poi ad Oxford. Conclusi gli studi, gli venne affidata una cattedra di astronomia presso l'universit‚ di Londra. Nel 1661 venne chiamato ad Oxford e gli fu affidata la realizzazione delle sue prime due opere architettoniche, il Sheldonian Theatre (1662-1663) e la cappella del Pembroke College (1663-1665). Finiti i lavori ad Oxford partƒ per una viaggio sul continente; in particolare soggiorn• nei Paesi Bassi e in Francia, dove studi• e copi• numerosi progetti di costruzione, tra cui quelli realizzati da Gian Lorenzo Bernini per il Louvre. Durante il soggiorno a Parigi incontr• Fran…ois Mansart, Louis Le Vau e Bernini. Tornato a Londra, la citt‚ fu colpita da una violenta peste seguita da un incendio che distrusse quasi completamente la citt‚: le case distrutte furono 1300, le chiese 88, compresa la cattedrale.[5]

Disegno preparatorio per St. Paul's Cathedral realizzato da Christopher Wren

Barocco inglese

201 Carlo II chiese quindi a Wren di riprogettare la capitale: ma i progetti presentati furono ritenuti irrealizzabili. Nondimeno, il re gli affid• la costruzione di 51 chiese e della cattedrale. St Paul's Cathedral fu progettata da Wren con una unione di stili diversi: la cupola richiama idealmente San Pietro a Roma (pur rifacendosi al tempietto di San Pietro in Montorio di Bramante nella struttura esterna), la facciata principale il Louvre a Parigi. Wren fu un grande realizzatore anche di torri, in cui unƒ elementi gotici e borrominiani.[6]

Le altre grandi opere di Wren furono la biblioteca del Trinity College di Cambridge, il palazzo di Kensington e il Greenwich Hospital. Per la realizzazione di Kensington Palace, Wren si rifece originariamente ai progetti per la realizzazione del Louvre: il palazzo, che sorge su una precedente abitazione Tudor, si presenta oggi, all'interno e all'esterno, come una unione di elementi di chiara influenza francese, come le finestre, e di assoluta novit‚, come il contrasto dei colori, bianco e rosso. Il Royal Hospital Chelsea e il Greenwich Hospital, ospedali riservati a soldati e marinai, si presentano come monumentali edifici di chiara ispirazione barocca francese: modello infatti per entrambi fu l'HŠtel des Invalides, fatto costruire nel centro di Parigi dal re di Francia Luigi XIV.
La residenza reale di Kensington Palace, commissionata a Wren da Guglielmo III e da Maria II nel 1690

Il secondo periodo
Il secondo periodo classico del barocco vede come suoi rappresentanti principali due degli allievi di Wren, John Vanbrugh (1664-1726) e Nicholas Hawksmoor (1671-1736). Essi operarono essenzialmente sotto i regni di Guglielmo III d'Orange, Anna Stuart e Giorgio I Hannover. Vanburgh, di origini fiamminghe, crebbe in ambienti aristocratici e fu un sostenitore della politica del partito Whig, mentre Hawskmoor, di origini contadine, era uno stuccatore. Nel 1699 entrambi ricevettero l'incarico dal conte di Carlisle di progettare Castle Howard, monumentale casa di campagna nello Yorkshire. L'edificio comprende il palazzo, una Veduta di Blenheim Palace, realizzato da Vanbrugh e scuderia, una cappella e numerosi cortili. Il parco € ricco di Hawksmoor tra il 1705 e il 1724 elementi architettonici definiti "storici", tra cui obelischi egizi e tempietti greci. Oltre a questi, Hawksmoor si dedic• anche alla realizzazione di un grande mausoleo, che divenne la tomba della famiglia Howard. Il palazzo, di notevole innovazione, stupƒ i contemporanei per la cupola a tamburo, di carattere romano e religioso.[7] L'altro grandioso progetto dei due architetti fu quello realizzato per Blenheim Palace. Il palazzo, regalo da parte della nazione al duca di Marlborough, vincitore dell'esercito di Luigi XIV durante la battaglia di Blenheim, sorge nell'Oxfordshire e si presenta come un'altra maestosa dimora di campagna. Come Castle Howard, anche Blenheim Palace € un'unione di diversi stili architettonici, anche se in questo caso risulta marcata l'eredit‚ inglese: sono presenti infatti elementi gi‚ utilizzati da Inigo Jones per i palazzi londinesi, torri angolari che rimandano all'et‚ elisabettiana e numerose decorazioni echeggianti il medioevo. I due architetti furono fiancheggiati da molti artisti di fama minore, che contribuirono alla ricostruzione della capitale e alla decorazione dei grande centri universitari come Oxford e Cambridge.

Barocco inglese

202

Note
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] Rolf Toman, Il Barocco, p. 162. Toman, p. 163-164. Toman, p. 165. Toman, p. 166. Toman, p. 166. Toman, p. 167. Toman, p. 170-171.

Bibliografia
“ Mark Kishlansky, L'et€ degli Stuart, Bologna, il Mulino, 1999.ISBN 88-15-07216-0 “ Rolf Toman, L'arte barocca, Milano, K•nemann, 1999.ISBN 3-8290-1747-2

Voci correlate
“ Arte barocca “ Architettura barocca

Altri progetti
“ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:English Baroque architecture

Barocco russo
Il Barocco russo € quello stile architettonico ispirato all'architettura barocco che si sviluppa nello Zarato russo prima e nell'Impero russo poi fra la fine del XVI secolo ed il XVIII e che pu• essere suddiviso nelle seguenti correnti: “ Barocco moscovita, dal decennio 1680 fino al primo decennio del 1700, in un primo periodo assume la denominazione di Barocco Naryshkin, suddiviso “ Barocco Stroganov, una deviazione provinciale e conservatrice del barocco moscovita, i cui esempi maggiori sono alcune chiese di Ni¢nij Novgorod, Chiesa della Nativit‚ degli Stroganov ed altre architetture nel nord della Russia. Prende il nome da Grigorij DmitrieviŽ Stroganov, esponente della famiglia Stroganovy “ Barocco Golicin dal nome di Boris AlekseeviŽ Golicin

Barocco russo “ Barocco petrino dal 1700 al 1720 stile a cui canoni si ispir• l'edificazione di San Pietroburgo “ Barocco elisabettiano dal 1730 al 1760, una sintesi del barocco moscovita e petrino, il cui maggior esponente fu Francesco Bartolomeo Rastrelli Accanto a queste suddivisioni esistono delle varianti regionali. “ “ “ “ barocco sarmatskoe barocco siberiano barocco ucraino barocco vilnusiano

203

Voci correlate
“ Architettura barocca “ Architettura russa “ Impero russo
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Kazan'

Ramac. 105 anonymous edits Palazzo Chigi-Odescalchi ’Source: http://it. Lucio Di Madaura. Orsotron. LucaLuca.php?oldid=49880252 ’Contributors: Aedo89. Buggia. Aushulz. L736E.org/w/index. Dr Zimbu. AndreA. Maurus Flavus. Guidomac. Klaudio. Phantomas. AttoRenato. Fpittui.php?oldid=46917497 ’Contributors: AttoRenato. Teodoro Amad•. Nicola Roversi. Klauswiki.org/w/index. Er Cicero. Guidomac. No2.org/w/index. Mark Hymann-Adler. Archeologo. M7. Mizardellorsa. Etienne (Li). WinstonSmith. Lalupa. Tenebroso. Fpittui. Gliu. Eumolpa. Sicilarch. 14 anonymous edits Basilica di Santa Maria in Montesanto ’Source: http://it. Hill. Steo153. No2. Ary29. Alexander VIII. Justinianus da Perugia. L736E. Avemundi. Buonomojus. G. Swinger. Simo ubuntu.wikipedia. Moloch981. Gac. Adam91.php?oldid=46393461 ’Contributors: Baronnet. DispAcc01. Mr buick. Croberto68. Marcel Bergeret. Etienne (Li). Lospagna. Angelosante. 33 anonymous edits Palazzo Montecitorio ’Source: http://it. Carlomorino. Lonet. Gvf. Svante. Leoman3000. Fluctuat. Fpittui. Ripepette. Araldo81.wikipedia. Piddipi. Simone. Beren94. Gaux. DaveBlack. Andd78. Eumolpo. Etienne (Li). Panairjdde.txt. Ticket 2010081310004741. Qbert88. Dario.org/w/index.org/w/index.org/w/index. Croberto68. Uomodis08. Ldoc.wikipedia.Article Sources and Contributors 204 Article Sources and Contributors Architettura barocca ’Source: http://it. Francisco83pv. Dario. Sailko. Svante. Salvatore gioitta.wikipedia. Sailko. Dcosta. Phantomas. Etienne (Li). Cruccone. Taueres. Panapp. Johnlong. Frieda.php?oldid=50081174 ’Contributors: %Pier%. Pracchia-78. Croberto68. Shivanarayana. Larry Yuma. Rago. Pil56. Fpittui. Laranjinha. Negue72. Francisco83pv. Felyx. Valerio79. Guidomac. Franco56. Luca. Delpo. Maria. Parsifall. Riccardo de conciliis. Archenzo. Mess. Pufui Pc Pifpef I. L736E. Eilean. Lalupa. Rositaelredalt. Framo. Carlomorino. Shivanarayana. Federico. Mini120. Antonio Caruso. IlSistemone. Davide. Twice25. Stefano80. Paphlagon. Pinotto92. No2. Tenebroso. Eumolpa. . Grigio60. Etienne (Li). Beard. Etienne (Li). Mahmud. Balabiot. Carlomorino. Lalupa. Mess. 10 anonymous edits Basilica di Sant'Andrea della Valle ’Source: http://it. Filippoburoni. Guidomac. Medan.org/w/index. Rita tonelli. Elborgo. K. Szczebrzeszynski. Lingtft. Pinotto92. Ask21. Lalupa. Senpai. ArtAttack. Ticket 2010081310004741. Lingtft. Abisys. Marko86. Ysogo. Calabash.org/w/index. Marco Daniele. Panapp. Panairjdde. Teodoro Amad•. 19 anonymous edits Gian Lorenzo Bernini ’Source: http://it. Francisco83pv.txt. DanGarb. Civvƒ. Moloch981.org/w/index.. Gastone francini. Renato Caniatti.wikipedia. Eumolpo. Angelosante. Patafisik. Teodoro Amad•. Giacomo Augusto. Torsolo. Jalo. Midnight bird. Etienne (Li). Gian-. Croberto68. Dario. La Corona. Panapp. Tiberinus. Teodoro Amad•. Angelorenzi. Panairjdde. Luciano G. DispAcc01. Avemundi. Chaoleonard. Calƒ. Lukius. M7. Sir marek. Wiso. GiovaneScuola2006. Peppo. Johnlong. 81 anonymous edits Chiesa del Ges• ’Source: http://it. M1CH3L3. Lingtft. Red Power. Etienne (Li). IlSistemone. Cloj. Steo153. Sailko. TierrayLibertad.php?oldid=49874716 ’Contributors: Calabash. Incola.wikipedia. Plutarco&Dante. Taueres. Pinotto92. Crisarco. PersOnLine. Mizardellorsa. Causa83. Sailko.wikipedia.fragassi. Freddyballo. Pensiero. Carlomorino.org/w/index. Massic80. Gian-. Shaka. Angelosante. Markos90. Basilero. Killer BOB. Paolo da Reggio. Joana. Lira McLeon. Devil213243. Shivanarayana.rossi. Phantomas. Pancho Dibba. Taueres. Ysogo. Incola. Shaka. Erud. Senza nome. RaminusFalcon. Riccardo de conciliis. Turzh. 39 anonymous edits Baldacchino di San Pietro ’Source: http://it. Kal-El. Suisui. Bunta. Aedo89. Sailko. Frigotoni.chiodo. Restu20. 116 anonymous edits Pietro da Cortona ’Source: http://it. Vittorio bordo. Bjankuloski06it.php?oldid=44512465 ’Contributors: ANGELUS. Joana. Salento81. Twice25.txt. ALESSANDROMARCOA.snoopy.dallorto. Marcok. Orion21. Sailko. Gatto Nero. Cinzia. Taueres. Sky. Klauswiki. MM. Sogniebisogni. Pracchia-78. Abyssadventurer. Eumolpo.org/w/index. Gian-. Yoruno. ARCHIsavio. Ask21. Phantomas. Urbourbo Trompe-l'…il ’Source: http://it.jhc. Jcr. Ffeeddee. Yopohari. Archeologo. Larth Rasnal. Leopold. Lingtft. . PauluSJ. Midnight bird. Phantomas.php?oldid=48069502 ’Contributors: BSonne.php?oldid=49800150 ’Contributors: Alec. Franco56. Mizardellorsa. Panapp. AttoRenato. Patafisik. Luisa. Teodoro Amad•. Dommac. Cloj. Barbaking. PMM. Taueres.php?oldid=49165079 ’Contributors: Aiste36. Tetraktys.php?oldid=49600166 ’Contributors: Antonio Caruso. Enne. Torredibabele. Euforbio. Alastor2602. Simo82. Nonnobesk. Deniszamp.php?oldid=49921688 ’Contributors: . Varre93. Enne. Avemundi.. Sailko. Luisa. Sailko. DispAcc01. Petrik Schleck. MM. AndrewRm. Carlomorino. Salvatore gioitta. Calabash. Kaeso. Elwood.Weise. Frigotoni. DispAcc01. Alex2006. Patty.php?oldid=48544380 ’Contributors: Albertomos. Marcok.. Framo.autuori. Hill.org/w/index. Ldoc.martelli. MM. RePennacchio. Sailko.anaconda.fragassi. M7. Panairjdde. M. Lalupa. Etienne (Li). Pufui Pc Pifpef I. Alec.org/w/index. Larth Rasnal. Pracchia-78. Twice25. Codas. Qbert88. Snowdog. Moloch981. Il Beffa.org/w/index. Hasanisawi. Croberto68. Ricky-Tom Castello di Vaux-le-Vicomte ’Source: http://it. Tango7174.wikipedia. Friedrichstrasse. No2. Ticket 2010081310004741. Loroli. Antonio Caruso. Perillif. Civvƒ. Albertomos. Croberto68. Lalupa.php?oldid=49189760 ’Contributors: Azigmut. M7. Carlomorino. Tango7174. Lalupa. Etienne (Li). MM. Omino di carta.php?oldid=46457908 ’Contributors: Ary29.org/w/index. Laurom. Gacio. Carlomorino. Archeologo. Llodi. Panairjdde. AnRo0002. Attilios. Mark91. Murales87. Teodoro Amad•. Dome. Parsifall. Taueres. Shaka. Fpittui. Baku. Anthropos. DonPaolo. Phantomas. Eumolpo.php?oldid=49947492 ’Contributors: Etienne (Li).org/w/index. Snowdog. Parsifall. 3 anonymous edits . Snowdog. Lukspacemba.wikipedia. FSosio. Mac9. Azigmut. Massimo Macconi. Salvatore gioitta. Mercuri88. Stefan K-50678. AttoRenato. Simone. Framo. LucaLuca. Rampa4. Wiki4ever. Marko86. Blackcat.php?oldid=49634538 ’Contributors: Alessandr79. LoStrangolatore. Moloch981. Cloj. No2.wikipedia. Panapp. Panapp. No2. Marcok. Jaqen. LaPizia.dallorto. TierrayLibertad. NicFer. 24 anonymous edits Palazzo del Lussemburgo ’Source: http://it. Carlomorino. Iiiioo.org/w/index.org/w/index. 6 anonymous edits Palazzo Barberini ’Source: http://it. Pietrodn. Il saggio notte. Wiso. 29 anonymous edits Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano ’Source: http://it. Supernino. Salvatore gioitta. Delfort. Luckyz. Coyau. No2. Sextum. Razzairpina. Parsifall. Tenebroso. Framo. Moroboshi. Maria. Lovio. Superzen.wikipedia. Sailko. Senza nome. HAL9000. Ylak. Cialz. Marrabbio2. Shaka. Zerged. Sotalpunci„n. Shaka. Archisocial. Fpittui. Eippol. Sicilarch. Ignlig. F l a n k e r. Croberto68. Kamata. Lingtft.php?oldid=49585534 ’Contributors: Asicurezza. Spinot. Blasco Rossi. Amarvudol. Tango7174. Sailko. Etienne (Li). Lingtft. MM. Alberto Gaffi. Shaka. Mtt. Croberto68. Giacomo Augusto. AttoRenato. Marzedu. Antonella Nigro. Guidomac. Archeologo. Klauswiki. Jalo. Frigotoni. Guidomac. Pufui Pc Pifpef I. Etienne (Li). Sailko. Stefano80. Carlomorino. Qbert88. 275 anonymous edits Francesco Borromini ’Source: http://it. Ginosal. SpeDIt. Gigi er Gigliola. Hellis. Rago. Gaux. Francescost.php?oldid=42981876 ’Contributors: Etienne (Li). Lalupa.wikipedia. Gac. Marcel Bergeret. Avemundi. Alberto Orlandini. Sailko. Caravaggioluca3000. Senpai. Markos90. Massimo Macconi. Jalo. Panairjdde. Aplasia.chiodo. Gianfranco. Nadira. Avemundi. 18 anonymous edits Piazza San Pietro ’Source: http://it. Etienne (Li). Ticket 2010081310004741. 1 anonymous edits Castello di Maisons-Laffitte ’Source: http://it. Narayan89.wikipedia. Lingtft. DispAcc01. Pracchia-78. AnjaManix. Wolfbark.org/w/index. Tenebroso. TierrayLibertad. Silvo. Sailko. 49 anonymous edits Palazzo Pamphilj ’Source: http://it. Pelete. Pufui Pc Pifpef I. Urumbamba. Qbert88.org/w/index. Pufui Pc Pifpef I.wikipedia. Martin Myst€re. Dega180. PacchieriniLino. Phantomas. Calabash. Warmoesstraat. Steo153. Sailko. Pil56.php?oldid=50003084 ’Contributors: Alpav. Luciodem. Terrasque. Drugonot. Ary29. F. Enne. Ticket 2010081310004741. Cotton.wikipedia. Laurom. Luisa. Belgravia. Gvnn.wikipedia. Torsolo. AttoRenato. Felyx. Zandeg„. Marcus89. Etienne (Li). Gipsy. Square87. Ponci. Shaka.php?oldid=47858703 ’Contributors: Antonio Caruso. Gregorovius.mau. Luresedoc. Etienne (Li). Parsifall.lombini. Luca Visentin. DanielPao. Bkmd. Etienne (Li). PersOnLine. G. Lukius. Lalupa. Al Pereira. Beatrice. RuandaBit. Nanae. DarkAp. Carlomorino.fragassi. Mr buick. Simon Smiths. Veryhardcoder. IlSistemone. Lalupa. Vito Petrarota. Etienne (Li). Ffelix. Visor. Dr Zimbu. LucaLuca. No2. L'alchimista. Mau db. Reflorent. 114 anonymous edits Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza ’Source: http://it. Shaka. Migliorpasquale. Gigi er Gigliola. Guidomac. Tibu. Giacomo Augusto. Lingtft. Supersabbus. Andd78.wikipedia. Doc. Giovanna47. WinstonSmith. Goldwin. Panapp. Davide. ColdShine.wikipedia. Cotton. Latinese. LucaLuca. Triph.wikipedia. Giac83. L'alchimista. Giuseppe Profiti. Andreabrugiony. Pil56. Markos90. Ffabbri71. . Ldoc. LucaLuca. Latinese. Ines. McBoing 99. Wiskandar Carlo Maderno ’Source: http://it. Gargath. Carlomorino. Dega180. Archeologo. Fpittui. Fpittui. DonPaolo. Formica rufa. Archeologo. Razzairpina. Carlomorino. Fiaschi. Etienne (Li). Leodavinci. DoppioM.mari. LaPizia. Sailko. Sailko. Fpittui. Rago.martelli. Cruccone. Tener. Moloch981. Nur. Ulises Sarry. 2 anonymous edits Chiesa di Santa Maria dei Miracoli (Roma) ’Source: http://it. Twice25. Croberto68. Etienne (Li). Rojelio. Attopaca. Massimo Macconi. Fpittui. Giovannigobbin. Andreij. Melancholia. Aedo89. 30 anonymous edits Chiesa di Sant'Agnese in Agone ’Source: http://it. Blackcat. Mac9. Ginosal. Nickel Chromo. Ldoc. Alexander VIII. Elitre. DonPaolo. Panairjdde.php?oldid=49981707 ’Contributors: %Pier%. Phantomas. Jotar. Allions. No2. Marcok. Lalupa. Antonio Caruso. Lingtft. Teresita. Phantomas.org/w/index. Phantomas. Iodavide. Nubifer. Eumolpo. Fpittui. Lawrel. Matt1971. Phantomas. Formica rufa. Salento81. Croberto68. Archenzo. Parsifall.wikipedia. Lingtft. Alex2006.wikipedia. Mahmud. Zorro. Steo153. Melos. Archenzo. Lalupa. Croberto68. LaPizia. Panairjdde. Lalupa. Hashar. Francisco83pv.wikipedia. F. Senza nome. Kalibos.org/w/index.php?oldid=49934418 ’Contributors: %Pier%. Bigwheel.

php?oldid=46405046 ’Contributors: Andrea. Formica rufa. Sunflower. MapiVanPelt. Nuceria5. Freddyballo. Ylak. Trifi. Little john. Sailko. Salvatore gioitta.wikipedia. Pinotto92. Al Pereira.wikipedia. Klauswiki. Marko86. Rago 205 . Tooby. Squattaturi. Civvƒ. Dottormospa. Marco Plassio. Enne. Wikipedia Express. Phantomas. Rago. 31 anonymous edits Cappella della Sacra Sindone ’Source: http://it. MaEr. Utonto. Fra dimo. Angelosante. Eumolpo.php?oldid=48554144 ’Contributors: Aedo89. Lingtft. Phantomas.org/w/index. Azrael555. Rago. Gac. 31 anonymous edits Barocco inglese ’Source: http://it. Manutius. Baruneju. Fornaro92. Silas Flannery. Io'. Marcok.php?oldid=49581383 ’Contributors: Blasco Rossi. 2 anonymous edits Barocco russo ’Source: http://it. Salvatore gioitta. Pracchia-78.wikipedia. Sanremofilo.txt.org/w/index.php?oldid=50108005 ’Contributors: 32X. Lingtft.org/w/index. Askeron. Fpittui. AttoRenato. Gregorovius. Fire90. Salvatore gioitta. Enryonthecloud. To011. Dani 7C3. Massic80. Salvatore gioitta. AnjaManix. Ultimocrociato. Fra dimo. Larry Yuma. CityClass. Felyx. Lupiae.dox. Sicilarch. Gio volpe.org/w/index. Sesquipedale. Etienne (Li). Stef Mec.org/w/index. No2. Bfez84. Fpittui.wikipedia. Qbert88.php?oldid=42077319 ’Contributors: Etienne (Li). Tenebroso. Maiurana. Paolo Bertinetto. IlSistemone. Antonio Caruso. Sky. PersOnLine. Brownout. Alberto da Calvairate. Superchilum. LaPizia. Parsifall. MM. Smart. Franco56. SpeDIt. Aedo89. Taueres. Johnnyfichte. LucaLuca. Paolopiglione. Tenebroso. Gregorovius. Marrabbio2. Verdolino. Georgius LXXXIX. Pinotto92. Parsifall. Luckyz. Salvatore Ingala. Jalo. Giacomo Augusto. Denghi„. Rago. Antonio Caruso. Guidomac. Araldo81. Wikipedia Express. Rombaldyszx. 46 anonymous edits Barocco siciliano ’Source: http://it. Elwood. Ginosal. Mizardellorsa. Archenzo. Eumolpo. Sailko. Tango7174. Pietrodn.gf. ElGatoLopezz. Moloch981. MaEr. Materialscientist. Parsifall. Gacio. Kamata. Formica rufa. Gac. Castagna. Marek93. Framo. Dommac.wikipedia. 108 anonymous edits Barocco leccese ’Source: http://it. Nubifer. 16 anonymous edits Barocco napoletano ’Source: http://it. Trixt. Shivanarayana.wikipedia. Etienne (Li). Dread83. Senza nome.org/w/index. Teodoro Amad•. Superchilum.wikipedia. Markos90. Sailko. Inviaggio. Marcol-it. Jacopo. Giovanni986. Nicolabel. Pinotto92. Justinianus da Perugia. Phantomas. Eumolpa. Tancred. Sicilarch.php?oldid=50052557 ’Contributors: ANGELUS. Carlog3.org/w/index. Mino71. DoppioM.php?oldid=47440031 ’Contributors: Etienne (Li). Pracchia-78. PersOnLine. Etienne (Li). Metralla. MM. Marrabbio2. Salvatore gioitta. Wars.Article Sources and Contributors Guarino Guarini ’Source: http://it. HAL9000. Baku. Ing. Sabrinac78.

php?title=File:Floor_Map_Sant'Andrea_al_Quirinale.org/w/index.org/w/index.php?title=File:Spada. Fb78.02 .wikipedia.org/w/index.wikipedia. PhilFree.php?title=File:Invalides_(1).jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Mattes File:Parione . Warburg. File:Greenwich Hospital from Thames.5 ’Contributors: Nickel Chromo File:Facade Santa Susanna Rome.jpg ’License: Creative Commons Attribution ’Contributors: FSII. 7 anonymous edits File:St Pauls Cathedral from West.jpg ’Source: http://it.0 Unported ’Contributors: Daniel Ventura .wikipedia.0 ’Contributors: Zantastik File:Le chateau de Vaux le Vicomte.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Maros M r a z (Maros) File:Palazzina di caccia di Stupinigi1.php?title=File:Stift_melk_001_2004.org/w/index.0 ’Contributors: Baku File:Francesco Sicuro The church of S.0 Unported ’Contributors: Mu. Original uploader was Salvatore gioitta at it. Boh€me.0 ’Contributors: Panairjdde (FlagUploader) File:S Eustachio .jpg ’Source: http://it.php?title=File:02_Val-de-Gr‹ce.jpg ’License: unknown ’Contributors: Matteo Ferrari File:Place des Victoires 01.jpg ’Source: http://it.Panairjdde.JPG ’Source: http://it.14-Apr-2007.0 Unported ’Contributors: User:Riggwelter File:Vˆstra fasaden.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Remi Jouan File:Rennes . FlickreviewR.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: NicvK File:Floor Map Sant'Andrea al Quirinale.org/w/index.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it.0 Unported ’Contributors: Lalupa File:Santi Luca e Martina al Foro Romano .jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Piranesi-16025.wikipedia.wikipedia.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Turin_piazza_san_carlo_2009.dallorto. Citta del Vaticano.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002.php?title=File:Borromini_Drawing_03.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it.org/w/index.org/w/index.org/w/index.2.org/w/index.JPG ’Source: http://it. Sitacuisses.php?title=File:Venedig_s_maria_della_salut.org/w/index.org/w/index. User:G.wikipedia.Pietro_(Bernini).jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3. File:Passauer Dom.jpg ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it.G. Ras67.0 Unported ’Contributors: Wojsyl File:Catedral Metropolitana.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.Image Sources.jpg ’Source: http://it. Starus. FlickrLickr. Para.2.org/w/index.wikipedia.org/w/index.php?title=File:V™stra_fasaden.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: D.dallorto File:Venedig s maria della salut.s Agnese in Agone 1020587.php?title=File:S_Eustachio_-_s_Andrea_della_valle_interno_1030618-9.jpg ’Source: http://it.org/w/index.php?title=File:Cupola_sindone.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.2.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Anamorphosis at en.php?title=File:Francesco_Sicuro_The_church_of_S.JPG ’Source: http://it.org/w/index.0 Unported ’Contributors: Lalupa File:Spada.org/w/index. Leoboudv.org/w/index.php?title=File:Passauer_Dom.php?title=File:Kalmar_cathedral_Kalmar_Sweden_001.jpg ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:3851ParigiPlaceVendome.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Walter Hochauer File:Chram sv Mikulase.JPG ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.Foto Giovanni Dall'Orto .wikipedia.Parlement de Bretagne . Licenses and Contributors File:Sant Ivo Sapienza.php?title=File:Pannini.jpg ’Source: http://it.org/w/index.org/w/index.jpg ’Source: http://it. Johann Nepomuk .wikipedia.Annunziata_dei_teatini_built_by_Guarino_Guarini.php?title=File:Plan_de_Versailles_-_Gesamtplan_von_Delagrife_1746. Man vyi.wikipedia.wikipedia.org/w/index.svg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it. TomAlt.Interior of the San Giovanni in Laterano in Rome .JPG ’License: Creative Commons Attribution-Share Alike ’Contributors: chensiyuan File:Cupola sindone.1.Inside (M‰nchen).org/w/index. Rome.5.wikipedia. Greenhorn.jpg ’License: Creative Commons Sharealike 1.K.org/w/index. Hpschaefer.wikipedia File:Luxembourg Palace.0 ’Contributors: Welleschik File:Wilanow palace.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.php?title=File:St_Pauls_Cathedral_from_West.0.php?title=File:Egiziaca_interno.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Koninklijk_Paleis_Amsterdam.php?title=File:Parione_-_s_Agnese_in_Agone_1020587.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: User:Grenavitar File:Koninklijk Paleis Amsterdam.5 ’Contributors: Eric Pouhier File:Plan de Versailles .wikipedia.jpg ’License: Attribution ’Contributors: User:G.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia File:Piranesi-16025.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Etienne (Li) at it.wikipedia.0 Unported ’Contributors: Ludek File:St.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Lecce_Santa_Croce.JPG ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index.org/w/index.dallorto.wikipedia.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.2.Gesamtplan von Delagrife 1746.jpg ’Source: http://it. Diligent.org/w/index.php?title=File:Bernini_Baldachino.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Le_chateau_de_Vaux_le_Vicomte. Hydrargyrum.jpg ’License: unknown ’Contributors: Bkmd File:Progetto Piazza S.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.org/w/index.org/w/index.0.org/w/index.jpg ’Source: http://it.1.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Cancre.wikipedia. Giovanni Paolo .wikipedia.org/w/index.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Piazza_San_Pietro.s Andrea della valle interno 1030618-9.php?title=File:Chram_sv_Mikulase.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: G.php?title=File:Luxembourg_Palace.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.O.wikipedia.wikipedia.20080706.5.San Giuseppe .org/w/index.php?title=File:Ch‹teau_de_Maisons-Laffitte_02.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.0.wikipedia File:8300 Milano . Original uploader was Georgius LXXXIX at it.0 ’Contributors: Aconcagua File:Kirche am Hof Wien2.php?title=File:Wilanow_palace.jpg ’Source: http://it.wikipedia File:Turin piazza san carlo 2009.wikipedia.wikipedia.0 ’Contributors: macrochip2003 / antonio filigno.A.php?title=File:Palazzina_di_caccia_di_Stupinigi1.php?title=File:Facade_Santa_Susanna_Rome.wikipedia. 1 anonymous edits File:Pannini.org/w/index.org/w/index.php?title=File:Palazzocarignano._Rome.php?title=File:Place_des_Victoires_01. Spangineer File:Stift melk 001 2004._Giovanni_Paolo_-_Interior_of_the_San_Giovanni_in_Laterano_in_Rome_-_18th_c. Juiced lemon. Sailko File:3851ParigiPlaceVendome.wikipedia.0.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: derivative work: Xeph (talk) Luxembourg_Palace.wikipedia.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Rennes_-_Parlement_de_Bretagne_-_20080706.JPG: picture taken by user:doanrreiskoffer File:Bernini Baldachino. 1 anonymous edits File:Egiziaca interno.org/w/index.wikipedia.org/w/index. U.org/w/index.org/w/index.org/w/index.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Francesco Sicuro File:Lecce Santa Croce. Sir Gawain.0 Unported ’Contributors: Tokyorama File:Piazza San Pietro.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Jastrow File:Palazzocarignano.org/w/index.org/w/index.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Georgius LXXXIX.wikipedia.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Sant_Ivo_Sapienza.0 ’Contributors: Steve Cadman from London.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.wikipedia.wikipedia.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia.wikipedia.php?title=File:St._Johann_Nepomuk_-_Inside_(M‘nchen).wikipedia.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2. Para.JPG ’Source: http://it.org/w/index.php?title=File:8300_Milano_-_San_Giuseppe_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_-_14-Apr-2007.wikipedia.0 ’Contributors: S†mhur File:Ch‡teau de Maisons-Laffitte 02.Annunziata dei teatini built by Guarino Guarini.Pietro (Bernini).JPG ’Source: http://it.php?title=File:Santi_Luca_e_Martina_al_Foro_Romano_-_02_-_Panairjdde.org/w/index.php?title=File:Greenwich_Hospital_from_Thames.0 ’Contributors: stevecadman File:Invalides (1). Licenses and Contributors 206 Image Sources.php?title=File:Catedral_Metropolitana.wikipedia.svg ’Source: http://it.php?title=File:Kirche_am_Hof_Wien2.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Progetto_Piazza_S.18th c.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2._Citta_del_Vaticano.jpg ’Source: http://it.0 ’Contributors: Robert Scarth File:Kalmar cathedral Kalmar Sweden 001.0 ’Contributors: Afernand74 File:Borromini Drawing 03. Savh.wikipedia.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: MarkusMark File:02 Val-de-Gr‡ce.

php?title=File:SantAndreaQuirinale-Altare02-SteO153.org/w/index.wikipedia. Look2See1.php?title=File:San_giorgio_Ragusa_Ibla.wikipedia.wikipedia.php?title=File:Bernini_PalazzoBarberini.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Jensens File:Lazio Roma SAndreaValle1 tango7174.5 ’Contributors: Marie-Lan Nguyen File:capella_sacro_cuore.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Bernini-Elefant.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: LPLT File:Lazio Roma SSusanna1 tango7174.2.0 ’Contributors: Welleschik File:San Marcello al Corso.JPG ’Source: http://it.wikipedia.5.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2. c1623. Original uploader was Salvatore gioitta at it.wikipedia.org/w/index.org/w/index.org/w/index.JPG ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it. Lalupa.wikipedia.php?title=File:SCarloQuattroFontaneRome2.org/w/index.php?title=File:Parc_chateau_versailles.wikipedia.jpg ’Source: http://it.org/w/index.AcadŠmie fran‹aise et pont des Arts. Mac9.jpg ’Source: http://it. Shakko.wikipedia.org/w/index. V™sk File:Lazio Roma Gesu2 tango7174.jpg ’Source: http://it.wikipedia. Torvindus.0 Unported ’Contributors: filip File:Versailles Chapel .php?title=File:Capella_sacro_cuore.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.St.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Share Alike ’Contributors: Tango7174 File:SantAndreaDellaValle_Dome._self-portrait.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0 ’Contributors: Int3gr4te File:Borghese Hermaphroditus Louvre Ma231.jpg ’Source: http://it. Para File:Parc chateau versailles.php?title=File:Gian_Lorenzo_Bernini.0 ’Contributors: Manfred Heyde File:Ariccia sta maria assunta.org/w/index.php?title=File:Borghese_Hermaphroditus_Louvre_Ma231.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Sant_Andrea_della_Valle_Roma.jpg ’License: Creative Commons Attribution 3.July 2006. Warburg Immagine:Vaux-le-Vicomte Panorama.jpg ’Source: http://it.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it.org/w/index.0 ’Contributors: FlickrLickr.php?title=File:Palazzo_del_luxembourg_fontana_di_maria_de'_medici_02. Mac9.0 Unported ’Contributors: Adriano Amalfi File:Ponte.php?title=File:Il_Gesu. Lalupa. MM.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3. self-portrait. Threecharlie.wikipedia. Ygrek File:Bernini-Elefant.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.0 Unported ’Contributors: Diliff File:M‰nchenTheatinerkirche a.php?title=File:Napoli_s_Martino_chiesa_1040974.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Share Alike ’Contributors: Tango7174 File:Altare_Chiesa_del_Ges•. PRA.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Reflorent File:Eglise Santa Susanna alle Terme di Diocleziano-2. V™sk.5 ’Contributors: Quinok File:Palazzo Montecitorio Rom 2009.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Reflorent File:capella_sacro_cuore4.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0.wikipedia.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Common Good. 2 anonymous edits Immagine:Commons-logo.php?title=File:ApolloAndDaphne.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Reflorent File:capella-sacro_cuore_2.wikipedia.jpg ’Source: http://it.0 ’Contributors: Lalupa File:San giorgio Ragusa Ibla.org/w/index.jpg ’Source: http://it.wikipedia. Mattes.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Carlomorino.wikipedia.org/w/index.org/w/index. 1 anonymous edits File:ApolloAndDaphne. based on the earlier PNG version.php?title=File:Vaux_088. Sailko.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Share Alike ’Contributors: Tango7174 File:Sant Andrea della Valle Roma. Man vyi.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution 3.0 ’Contributors: Peter beim Graben File:Roma436te.org/w/index. Urban.org/w/index.0 ’Contributors: Uwe Barghaan File:Poland Klimontow .0 Unported ’Contributors: SteO153 207 .org/w/index.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Anna reg.org/w/index.org/w/index.0 ’Contributors: gaspa File:Borromini Drawing 01.jpg ’Source: http://it.Chiesa di S.php?title=File:Il_Gesu_(Interior). Look2See1. Scewing.wikipedia.php?title=File:Institut_de_France_-_Acad†mie_fran…aise_et_pont_des_Arts.php?title=File:Borromini_Drawing_01.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2. Jacopo.0.jpg ’Source: http://it. TomAlt File:SCarloQuattroFontaneRome2.php?title=File:Cupola_di_San_lorenzo_a_Torino.php?title=File:Versailles_Chapel_-_July_2006.org/w/index.php?title=File:Ariccia_sta_maria_assunta.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Vaux-le-Vicomte_Panorama.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Mac9.wikipedia. Shizhao File:01 Bernini a Capolecase._c1623.php?title=File:Sant'Andrea_della_Valle_fountain.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Cypher84 File:Institut de France ._Peter's_Basilica_1.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index. created by Reidab.wikipedia.wikipedia.wikipedia.org/w/index.svg ’License: logo ’Contributors: SVG version was created by User:Grunt and cleaned up by 3247.wikipedia.php?title=File:Capella-sacro_cuore_2.JPG ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2.org/w/index.Maria della Pace.Image Sources. Primaler.wikipedia.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Capella_sacro_cuore4.org/w/index. Meteor2017.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.wikipedia.org/w/index.0 ’Contributors: ppo / Giuseppe Marino. Mattes.php?title=File:Eglise_Santa_Susanna_alle_Terme_di_Diocleziano-2.jpg ’Source: http://it.org/w/index.php?title=File:Commons-logo.org/w/index.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Para.jpg ’Source: http://it.org/w/index.jpg ’Source: http://it.Joseph church.JPG ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it.0 ’Contributors: de:Freedom_Wizard File:Palazzo del luxembourg fontana di maria de' medici 02.org/w/index.org/w/index. Sidhekin File:Sant'Andrea della Valle fountain.5 ’Contributors: Alexandrin.svg ’Source: http://it.wikipedia.jpg ’Source: http://it.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Jolly Janner File:Gian Lorenzo Bernini.2.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Reflorent File:capella_sacro_cuore3.org/w/index.org/w/index.wikipedia.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Lazio_Roma_SSusanna1_tango7174.Joseph_church.wikipedia.jpg ’Source: http://it. JMCC1. Maksim.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Carlomorino. Magnificus.php?title=File:Vaux_101.wikipedia. File:Il Gesu.org/w/index.org/w/index.wikipedia.org/w/index.wikipedia.jpg ’Source: http://it. 1 anonymous edits File:Bernini PalazzoBarberini.php?title=File:FW_Palais_du_Luxembourg.wikipedia.php?title=File:Altare_Chiesa_del_Ges„.jpg ’Source: http://it.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it. Peter's Basilica 1.php?title=File:San_pietro.php?title=File:M‘nchenTheatinerkirche_a.org/w/index.org/w/index.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Gugganij.php?title=File:Poland_Klimontow_-_St. Kneiphof. Pippo-b.wikipedia.wikipedia.wikipedia. 1 anonymous edits File:FW Palais du Luxembourg. 3 anonymous edits File:Cupola di San lorenzo a Torino.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Fb78.jpg ’Source: http://it.wikipedia. Wst File:SantAndreaQuirinale-Altare02-SteO153.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: User:Jastrow File:San pietro.wikipedia File:Napoli s Martino chiesa 1040974. Sailko Immagine:Vaux 101. Primaler.jpg ’Source: http://it. Urban Immagine:Vaux 088.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Sfu.jpg ’Source: http://it.php?title=File:SantAndreaDellaValle_Dome.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Berrucomons.0 ’Contributors: Simo ubuntu File:Glory St Francis Xavier Carlone Gesu Rome.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: en:User:Chirho File:Il Gesu (Interior).0 Unported ’Contributors: Boh€me.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.wikipedia.php?title=File:Glory_St_Francis_Xavier_Carlone_Gesu_Rome.php?title=File:Fa…ade_of_St.wikipedia.php?title=File:01_Bernini_a_Capolecase.jpg ’Source: http://it.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Croberto68.php?title=File:Roma436te.php?title=File:Capella_sacro_cuore3.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Wikibob. FlickreviewR.wikipedia. Cantons-de-l'Est.org/w/index.wikipedia.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Lazio_Roma_SAndreaValle1_tango7174.jpg ’Source: http://it.wikipedia.0 ’Contributors: Thomas Henz Sadeness File:Fa‹ade of St.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it. Licenses and Contributors File:Interno Reggia Caserta.org/w/index.php?title=File:Lazio_Roma_Gesu2_tango7174.wikipedia.wikipedia.0 Unported ’Contributors: AnRo0002.org/w/index.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Merlin.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Palazzo_Montecitorio_Rom_2009.1.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Anna reg.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2.Maria_della_Pace.wikipedia.php?title=File:San_Marcello_al_Corso.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.php?title=File:Ponte-_Chiesa_di_S.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Interno_Reggia_Caserta.org/w/index.

Fb78. G.wikipedia File:VasiPropagandaFide. Turb Immagine:Estasi di Santa Teresa.Savin.wikipedia. Bernin (1665) 03.dallorto.JPG ’Source: http://it.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.JPG ’Source: http://it.org/w/index.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Archeologo File:St peters vat distance.org/w/index.jpg ’Source: http://it.wikipedia File:Francesco_Borromini.org/w/index.jpg ’Source: http://it.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AndreasPraefcke. G.jpg ’Source: http://it._Basˆlica_de_San_Pedro.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2.org/w/index.wikipedia.jpg ’Source: http://it. Tano4595. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Wikiquote-logo.dallorto.php?title=File:Urban_VIII.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Kilom691.jpg ’Source: http://it.wikipedia. Coyau.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2.wikipedia. Frank C.0 ’Contributors: Lalupa Immagine:Ordine Supremo del Cristo Rib.0 Unported ’Contributors: G. Diligent.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Cupola_di_san_Carlo_alle_quattro_fontane. Denghi„Comm.wikipedia.wikipedia. No2 File:Centrocolonnato. NormanB Immagine:Bernini Baldachino.jpg ’Source: http://it. Javier Carro.dallorto.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Anne97432. from Rome.org/w/index.php?title=File:VasiPropagandaFide. Kurpfalzbilder. G. Kurpfalzbilder.org/w/index.jpg ’Source: http://it.de.jpg ’License: unknown ’Contributors: Gianfranco.jpg ’Source: http://it. Coyau. Denghi„Comm.wikipedia.org/w/index. Majorly. FSII.org/w/index. User:Jastrow Immagine:Ch‡teau de Versailles. Joseolgon.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Arch2all.org/w/index.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Diomede.0 Unported ’Contributors: SteO153 Image:Urban VIII.de File:Vivianocodazzi stpetersbasilica.png ’Source: http://it. BasŒlica de San Pedro. Rl.0 Unported ’Contributors: Denghi„Comm. Pabouk.wikipedia.php?title=File:Centrocolonnato.org/w/index. Kurpfalzbilder.org/w/index.0 ’Contributors: Marek. Gugganij. Grenavitar. 11 anonymous edits File:Pigna .php?title=File:Ch‹teau_de_Versailles.wikipedia. Fb78.jpg ’Source: http://it.org/w/index.dallorto File:SCarlino.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Arianna.JPG ’Source: http://it.wikipedia. Mahlum 208 . Foto Giovanni Dall'Orto. Balbo. Fb78.php?title=File:Gian_lorenzo_bernini_selfportrait.wikipedia. buste de Louis XIV. salon de Diane. buste de Louis XIV. Mattes.wikipedia. Argomento "Giuseppe Vasi" non riconosciuto.wikipedia. Mattes.php?title=File:Francesco_Borromini. Bernin (1665) 03.jpg ’Source: http://it. Licenses and Contributors File:Bernini Ludovica Albertoni 2.org/w/index. Trizek._salon_de_Diane.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: A.org/w/index.wikipedia.jpg ’Source: http://it. User:Jastrow.org/w/index.org/w/index.palazzo Giustiniani 1150644. Giovannigobbin. Hydrel._buste_de_Louis_XIV. M‘ller.wikipedia.jpg ’Source: http://it._Bernin_(1665)_03.org/w/index.jpg ’Source: http://it. 3 anonymous edits File:Lire 50000 (Bernini).wikipedia.JPG ’Source: http://it. Denghi„Comm.org/w/index. Rei-artur.php?title=File:Estasi_di_Santa_Teresa.s M in via Lata 1130321.wikipedia.wikipedia. Fb78. Shakko. Per vedere le categorie esistenti fai clic su "+": UNIQ-categorytree-1-f63e77b012fe756e-QINU Data non specificata. OFS File:Ch‡teau de Versailles. peters rome 1909.dallorto. Kilom691.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Javier Carro. Sintassi: UNIQ-nowiki-0-f63e77b012fe756e-QINU File:Borromini SantIvo. 1 anonymous edits Immagine:Ganges fontana dei Quattro Fiumi Rome.org/w/index.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia.org/w/index.wikipedia. G.org/w/index.0 ’Contributors: Almorca.0 ’Contributors: Anthony M.jpg ’License: unknown ’Contributors: Gianfranco. Guillom.JPG ’Source: http://it.png ’License: Public Domain ’Contributors: Kei Immagine:Wikiquote-logo.5 ’Contributors: user:g. Primaler.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it.wikipedia.php?title=File:Ganges_fontana_dei_Quattro_Fiumi_Rome. Kurpfalzbilder.dallorto.php?title=File:079ColonnatoSPietro.php?title=File:DscFFelix02001.org/w/index. Mattes. Mac9. Doodledoo.php?title=File:Pigna_-_s_M_in_via_Lata_1130321.org/w/index. Eugenio Hansen. No2 File:Piazza San Pietro Fontana lato sud 52-2. Warburg.org/w/index.php?title=File:Ananias_restoring_the_sight_of_st_paul_(34663925).Savin.de.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: NicvK Immagine:Monumento en memoria a Alejandro VII.php?title=File:Ordine_Supremo_del_Cristo_Rib. G.0 ’Contributors: Lalupa Immagine:SanCarloCorso-Interno02-SteO153. Xenophon Image:Ananias restoring the sight of st paul (34663925). Torvindus. Kilom691. Torvindus.org/w/index.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Peter beim Graben File:Cupola di san Carlo alle quattro fontane.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Falconieri_front. Ranveig. TomAlt. Torvindus Image:PdaCortona01.php?title=File:Lire_50000_(Bernini).jpg ’Source: http://it.php?title=File:Pope_Benedict_XVI.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia. Denghi„Comm.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Renato Clementi Original uploader was R Clemens at en.jpg ’Source: http://it._buste_de_Louis_XIV.php?title=File:S_Eustachio_-_palazzo_Giustiniani_1150644.svg ’License: Public Domain ’Contributors: -xfi-.wikipedia.php?title=File:Cathedra_Petri. Rufinus File:Borromini Treppenhaus.org/w/index.JPG ’Source: http://it. Italy Immagine:Lightmatter stpeterscathedral vatican.wikipedia.Image Sources.php?title=File:PdaCortona01. Vincent Steenberg File:Piazza st.org/w/index. Jeffq. Kurpfalzbilder.JPG ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: User:Jastrow.0 ’Contributors: Ricardo Andr† Frantz (User:Tetraktys) File:Pope Benedict XVI. Han borg File:Via della Conciliazione (costruzione). Elian. Karrackoo.wikipedia.php?title=File:Petersplatz-um-1600.jpg ’Source: http://it. Till.php?title=File:Bernini_Baldachino. Editor at Large. Krinkle.wikipedia.jpg ’Source: http://it._peters_rome_1909.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Denghi„Comm.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3. Fabien1309.jpg ’License: unknown ’Contributors: Fb78 File:Falconieri_front. Ogre.php?title=File:SanCarloCorso-Interno02-SteO153.php?title=File:Borromini_SantIvo.jpg ’Source: http://it. 2 anonymous edits File:DscFFelix02001.php?title=File:Marcello_Sacchetti._Foto_Giovanni_Dall'Orto.org/w/index.de.php?title=File:Piazza_San_Pietro_Fontana_lato_nord_55-2.jpg ’Source: http://it. Shaka File:S Eustachio . Wikibob.org/w/index.php?title=File:Borromini_Treppenhaus.jpg ’Source: http://it. Turb File:Gian lorenzo bernini selfportrait.niermann.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Carlomorino.0 Unported ’Contributors: OneArmedMan File:Borromini.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Lightmatter_stpeterscathedral_vatican.php?title=File:SantIvo_Drawing_02.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Vaticano14. Dbc334.php?title=File:Piazza_st.dallorto.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002. FlickreviewR. 1 anonymous edits Immagine:Cathedra Petri. Snowdog File:Piazza San Pietro Fontana lato nord 55-2.php?title=File:Via_della_Conciliazione_(costruzione).jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002. Carlomorino.org/w/index.org/w/index.69 talk Immagine:SantIvo Drawing 02.php?title=File:Piazza_San_Pietro_Fontana_lato_sud_52-2.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Ffelix. Nishkid64. Rnt20.org/w/index. Fb78.wikipedia. Romary.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.org/w/index. TomAlt File:Vaticano14.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: unknown ’Contributors: Bkmd File:Petersplatz-um-1600.jpg ’Source: http://it. salon de Diane.de. TomAlt. Jean-Fr†d†ric. Miaow Miaow.php?title=File:The_Spina_dei_Borghi_before_1937.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Monumento_en_memoria_a_Alejandro_VII.org/w/index.php?title=File:St_peters_vat_distance.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: user:GDK Image:Marcello Sacchetti. Carlomorino.jpg ’Source: http://it.wikipedia. del Borromini (Roma).wikipedia.wikipedia.org/w/index.jpg ’Source: http://it.org/w/index.php?title=File:Vivianocodazzi_stpetersbasilica.org/w/index.org/w/index.php?title=File:Piranesi-16005.0 ’Contributors: MarkusMark File:The Spina dei Borghi before 1937.org/w/index.wikipedia. Quasipalm.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: etching by Questa voce € da wikificareQuesta voce o sezione sull'argomento Giuseppe Vasi non € ancora formattata secondo gli standard._del_Borromini_(Roma). Maderibeyza.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution ’Contributors: Bkwillwm. Jean-Fr†d†ric._salon_de_Diane.php?title=File:Bernini_Ludovica_Albertoni_2.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3. Denghi„Comm. Rocket000.wikipedia. Trizek.wikipedia._Bernin_(1665)_03. Kevyn.svg ’Source: http://it.jpg ’License: Public domain ’Contributors: Lovio File:079ColonnatoSPietro.php?title=File:Ch‹teau_de_Versailles.org/w/index.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: A.php?title=File:SCarlino. Mattes. Quadell. Sparkit.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002. Xenophon File:Piranesi-16005.wikipedia.jpg ’Source: http://it.wikipedia.php?title=File:Borromini.org/w/index. RedCoat. Anetode. Hydrel.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AnRo0002.wikipedia. Torvindus.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Original uploader was Lamr† at sv.wikipedia.

_scala_02.-18.jpg ’Source: http://it. V™sk File:Torino piazzacastello.0 ’Contributors: Negue72 File:Roma 2011 08 07 Ambasciata del Brasile in Italia.Cappella Regia.0 Unported ’Contributors: sailko Immagine:Flag of Italy. parete est.php?title=File:FacciataGuarini.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Wst.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.wikipedia.1.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: moi-m£me File:Shroudofturin.it.2..jpg ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index.org/w/index.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia. 1931 209 .php?title=File:Genova-Albaro-DSCF7619.wikipedia.wikipedia. Roomba.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.org/w/index.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Denniss.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: moi-m£me Image:Messina Santa Annunziata2.jpg ’Source: http://it.org/w/index. Wst.jpg ’Source: http://it._Trompe_d'oeil_at_night.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: unknown File:Messina Santa Annunziata.wikipedia.JPG ’Source: http://it.wikipedia. User:G.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3..php?title=File:Desubleo_ulises_y_nausicaa_montecitorio. Licenses and Contributors Immagine:Borromini SantIvo Cut.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it._34_-_Torino_-_Cappella_Regia.wikipedia.wikipedia.wikipedia._Giovanni_Battista_(183.dallorto.wikipedia.php?title=File:Mac9004.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.-18.wikipedia.org/w/index.php?title=File:BiellaFresco.php?title=File:Messina_Santa_Annunziata.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Fb78. Mac9 Immagine:Sant'Ivo cupola. Perillif.wikipedia.wikipedia.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: User:MatthiasKabel File:Piazza navona 0511-02. Maria dei Miracoli.php?title=File:Escaping_criticism-by_pere_borrel_del_caso.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: G.0 ’Contributors: User:Blackcat File:Guarino Guarini._parete_est.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Antonello_da_Messina_012.php?title=File:FacciataGuarini. Lalupa.wikipedia.jpg ’Source: http://it.org/w/index.)_-_n.jpg ’Source: http://it.org/w/index.org/w/index.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Campo_Marzio_-_Vergine_di_Betharram_Chiesa_NS_dei_Miracoli.wikipedia. Emijrp.wikipedia.jpg ’Source: http://it.wikipedia.JPG ’Source: http://it._Maria_di_Montesanto.org/w/index.php?title=File:Flag_of_Italy.jpg ’License: unknown ’Contributors: GiovaneScuola2006 Immagine:Lyon.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Marcok.gif ’Source: http://it.php?title=File:Logo_camera.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: (gi‚ attribuito a Guido Reni) File:Trevi .JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.org/w/index.jpg ’Source: http://it.dallorto.wikipedia Immagine:SantaMariaMiracoli-Altare01-SteO153.dallorto. scala 02. G. Sudario.php?title=File:Maggi. Mac9 File:Aula Montecitorio.wikipedia.JPG ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Croberto68 at it. EDUCA33E.jpg ’Source: http://it.wikipedia.php?title=File:Campo_Marzio_-_S.org/w/index.wikipedia.org/w/index.0 ’Contributors: Lee Jordan from Walsall.org/w/index.wikipedia Immagine:Campo Marzio .S.jpg ’Source: http://it.php?title=File:SantIvo_Geometry.wikipedia.php?title=File:Bernini_PalazzoBarberini.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Anne97432.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: see filename or category Immagine:IMG 5384 .jpg ’Source: http://it.org/w/index.php?title=File:Julian_Beever_DHL_promotion.wikipedia.jpg ’License: unknown ’Contributors: Carlomorino.piazza ss Apostoli 1050945.0 ’Contributors: Peter beim Graben File:Palazzo Barberini (Rome). 1 anonymous edits Image:FacciataGuarini. Michele Bassi.php?title=File:Sant'Ivo_cupola. Lamiot._SS.php?title=File:IMG_5384_-_Milano_-_Abside_trompe-l'oeil_in_Santa_Maria_presso_san_Satiro_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_-_17_febr. Lalupa File:Campo Marzio .php?title=File:Raphael_Marriage_of_the_Virgin.php?title=File:SantaMariaMiracoli-Altare01-SteO153.org/w/index.php?title=File:Piazza_navona_0511-02.php?title=File:Borromini_SantIvo_Cut.org/w/index.0.svg ’Source: http://it.wikipedia. Lalupa.wikipedia. Dmitry Rozhkov. Sailko.wikipedia.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Original uploader was Id†fix at nl.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Original uploader was RuandaBit at it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Trompe_l'oeil_decorinterni.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Giotto_di_Bondone_004.wikipedia File:Desubleo ulises y nausicaa montecitorio.org/w/index.Image Sources.2.php?title=File:Campo_Marzio_-_S.0 ’Contributors: Negue72 Image:Trompe l'oeil decorinterni.wikipedia.wikipedia. Sailko. Xenophon Image:Ignazio.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: AndreasPraefcke.Foto Giovanni Dall'Orto .dallorto. 1 anonymous edits Image:Andrea Mantegna 064.jpg ’Source: http://it. Trixt File:Mac9004.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Denghi„Comm.php?title=File:Andrea_Mantegna_064. TomAlt.it.gif ’License: unknown ’Contributors: F l a n k e r.org/w/index.org/w/index.png ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index.0.org/w/index.php?title=File:Camera_picta. Sailko.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.jpg ’Source: http://it. Trompe d'oeil at night.S.svg ’License: Public Domain ’Contributors: see below File:Logo camera.org/w/index.org/w/index.jpg ’Source: http://it.org/w/index.png ’License: Public Domain ’Contributors: Pere Borrell del Caso Immagine:Genova-Albaro-DSCF7619.17 febr.org/w/index.wikipedia. Mattes. G.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Olivier2.jpg ’Source: http://it. Nickel Chromo.wikipedia. Cookie Immagine:BiellaFresco. Marcok. Maria di Montesanto.org/w/index.php?title=File:Sant_ivo_alla_sapienza_lanterna_051211-04.org/w/index.jpg ’Source: http://it.0 ’Contributors: User:Blackcat File:Sant Agnese in Agone Rome main vault. Shakko. Foroa. Warburg.org/w/index.dallorto Immagine:Raphael Marriage of the Virgin. 1 anonymous edits Immagine:SantIvo Geometry.0 Unported ’Contributors: Gerbil Image:Vasi trompe l'oeil decorinterni.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Sanzio Immagine:Antonello da Messina 012.php?title=File:Guarino_Guarini.php?title=File:Aula_Montecitorio._2007.php?title=File:Roma_2011_08_07_Sant'Agnese_in_Agone_cupola_e_campanili.0 ’Contributors: Lalupa Immagine:Escaping criticism-by pere borrel del caso.org/w/index.org/w/index.wikipedia.org/w/index.wikipedia.svg ’License: Public Domain ’Contributors: user:Fb78 Immagine:Sant ivo alla sapienza lanterna 051211-04.n.jpg ’Source: http://it.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Multichill.org/w/index. Sailko.php?title=File:Lyon.dallorto Immagine:Duomo Torino. England Image:Giotto_di_Bondone_004.Milano ._Maria_dei_Miracoli. G.org/w/index.jpg ’Source: http://it.it.Vergine di Betharram Chiesa NS dei Miracoli.org/w/index. 34 .php?title=File:Sant_Agnese_in_Agone_Rome_main_vault.org/w/index.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.php?title=File:Duomo_Torino.5 ’Contributors: G.wikipedia File:FacciataGuarini.svg ’Source: http://it.0 ’Contributors: Paolopiglione Immagine:Museo del Risorgimento italiano..jpg ’Source: http://it.php?title=File:Shroudofturin.jpg ’Source: http://it.0 Unported ’Contributors: User:Torvindus File:Roma 2011 08 07 Sant'Agnese in Agone cupola e campanili.dallorto.php?title=File:Trevi_-_piazza_ss_Apostoli_1050945.org/w/index.org/w/index.dallorto.. Sailko.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Croberto68 at it. SS.jpg ’Source: http://it.0 Unported ’Contributors: Twice25 & Rinina25 Immagine:Camera picta.0 Unported ’Contributors: SteO153 File:Bernini_PalazzoBarberini.php?title=File:Palazzo_Barberini_(Rome).wikipedia. Docu. Maria lo sposo..wikipedia.wikipedia.php?title=File:Torino_piazzacastello.it.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Ignazio.php?title=File:Messina_Santa_Annunziata2.wikipedia.org/w/index. Giovanni Battista (183.org/w/index.wikipedia.JPG ’Source: http://it.) .php?title=File:Vasi_trompe_l'oeil_decorinterni.Torino ..JPG ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: G.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Giuseppe Enrie.php?title=File:Roma_2011_08_07_Ambasciata_del_Brasile_in_Italia.wikipedia.org/w/index.Abside trompe-l'oeil in Santa Maria presso san Satiro .jpg ’License: Attribution ’Contributors: User:G.jpg ’Source: http://it.0 ’Contributors: Paolopiglione Immagine:Maggi.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Museo_del_Risorgimento_italiano.wikipedia.wikipedia.JPG ’Source: http://it. Xenophon Immagine:Julian Beever DHL promotion. 2007._Sudario.JPG ’License: Public domain ’Contributors: Croberto68 File:Campo Marzio .5. Eugene a.wikipedia.

jpg ’Source: http://it.org/w/index.JPG ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Baku Immagine:Sfp.1.php?title=File:Napoli_-_Chiesa_dei_Girolamini.2.0 Unported ’Contributors: Baku Immagine:Donnalbina Centrale.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.org/w/index.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Pinotto992 Immagine:Sanvinsanita.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia.php?title=File:PalazzoQuartierispagnoli.php?title=File:NapoliPalazzoReale.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3. Mac9.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Sfp.0.jpg ’Source: http://it.wikipedia Immagine:Altare Lucca.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia.0 ’Contributors: Baku File:Napoli .php?title=File:Chiesa_di_Santa_Teresa_a_Chiaia_100_3108.php?title=File:NapoliSantaMariaMaggiore.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Hszeee at it.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: User:Archenzo File:Santa Teresa kalsa.org/w/index.5.0 ’Contributors: User:IlSistemone Immagine:Albergo Poveri6.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.5.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia.wikipedia.jpg ’Source: http://it.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution 2.wikipedia.0.jpg ’License: Public domain ’Contributors: Jeffmatt at en.php?title=File:EsternoRuffi.org/w/index.wikipedia.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Paleis_met_tuin_Caserta.php?title=File:Torino_e_suoi_dintorni_16.org/w/index.org/w/index.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Pinotto992 Immagine:Montecalvario2 Model.0 Unported ’Contributors: Lalupa File:Duomo di Aversa.php?title=File:Teresa_scalzi4.php?title=File:Palermo_Piazza_Pretoria1.0 ’Contributors: Baku Immagine:Cupola Marcellino3.jpg ’Source: http://it. unknown (Domenico Mondo ?) (Turin) File:Torino e suoi dintorni 16.org/w/index.0 ’Contributors: Dedda71 210 . Apalsola.jpg ’Source: http://it.0.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Denghi„Comm.0.wikipedia.org/w/index.2.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Messina_Palazzata_Simone_Gullƒ3432.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: MM File:Palazzo Trabucco (Napoli).0.org/w/index.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Altare_Lucca._Santa_Maria_dell'Elemosina. Urban Immagine:Palermo Quattro Canti.wikipedia.5.org/w/index.1.wikipedia.0 Unported ’Contributors: japiot Immagine:Sommer. User:Urban Immagine:Palermo Piazza Pretoria1.0.org/w/index.jpg ’Source: http://it.5.2.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Pinotto992 File:San Giovanni Battista delle Monache.dallorto.jpg ’Source: http://it.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Chiesa_Madre_Palma_Montechiaro.php?title=File:Albergo_Poveri6.5.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’Source: http://it.0 ’Contributors: acetosa888 File:Napoli .wikipedia.0 ’Contributors: Baku Immagine:Napplan.org/w/index.php?title=File:Scala_Napoletana.org/w/index.wikipedia.org/w/index.wikipedia.0 ’Contributors: Baku Immagine:Palazzodonnanna.Image Sources.wikipedia.jpg ’Source: http://it. Lalupa Immagine:Decorazioni dell' ingresso del Palazzo di Sangro.wikipedia.JPG ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Zero ’Contributors: Original uploader was DafneII at it. unknown engraver File:Palazzo dello Spagnolo.php?title=File:Cupola_Marcellino3.php?title=File:Cappella_della_sindone_vista_dal_cortile_di_palazzo_reale_01.0 ’Contributors: Lalupa Immagine:Chiesagenovesi.JPG ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it.0 ’Contributors: Lalupa Immagine:NapoliPalazzoReale.org/w/index.php?title=File:Palazzo_Trabucco_(Napoli).5.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Dr.0 Unported ’Contributors: Baku File:Chiesa di Santa Teresa a Chiaia 100 3108.0.org/w/index.php?title=File:Palazzo_Firrao.php?title=File:Duomo_di_Aversa.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.php?title=File:Catania.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.0.wikipedia.dallorto.0 ’Contributors: Armando Mancini File:EsternoRuffi.wikipedia.0.php?title=File:Facciata_Giovanna.0.jpg ’Source: http://it. Mac9.s Nicola a Nilo 1030747.jpg ’Source: http://it.org/w/index.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: MM Immagine:Facciata Giovanna. Zscout370 Immagine:NapoliSantaMariaDellaSapienza. Santa Maria dell'Elemosina.jpg ’Source: http://it. Samuele Piazza.wikipedia. Giorgio (1834-1914) .wikipedia.php?title=File:Porta_Felice.wikipedia. IlSistemone.org/w/index.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.1.wikipedia.wikipedia. Licenses and Contributors File:Cappella della sindone vista dal cortile di palazzo reale 01.wikipedia.2.wikipedia.0 ’Contributors: Baku File:NapoliSantaMariaMaggiore.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Napoli_s_Martino_chiesa_1040974.2.org/w/index.0 ’Contributors: User:IlSistemone Immagine:Concezione Montecalvario.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Pinotto992 Immagine:Trinit‚ Cesarea.2.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: User:IlSistemone.0 ’Contributors: Baku Immagine:EgiziacaPizzo2.org/w/index.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Napplan.2.php?title=File:EgiziacaPizzo2.org/w/index.2.0.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Pinotto992 Immagine:S Angelo a Nilo interno 1030737.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Maria lo sposo File:Chiesa Madre Palma Montechiaro.1.php?title=File:Palazzo_Na2.jpg ’Source: http://it.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.0.0 ’Contributors: Baku Immagine:PalazzoQuartierispagnoli.org/w/index. User:Magnus Manske Immagine:Scala Napoletana.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia File:Messina Palazzata Simone Gull•3432.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Palermo_Quattro_Canti.wikipedia. User:Jan Luca.php?title=File:Decorazioni_dell'_ingresso_del_Palazzo_di_Sangro.php?title=File:Ges„_e_Maria.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Concezione_Montecalvario.2.wikipedia Immagine:Guglia di San Gennaro.php?title=File:Sommer.jpg ’Source: http://it.Palazzo Reale di Capodimonte.wikipedia.php?title=File:S_Angelo_a_Nilo_interno_1030737.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Scan by Anassagora.0 ’Contributors: Silvio Gaudenti Immagine:Napoli s Martino chiesa 1040974.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Pinotto992 Immagine:Pizzofalconecad.dallorto.php?title=File:Palazzo_dello_Spagnolo.php?title=File:San_Giovanni_Battista_delle_Monache.2.0.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: photography by Anassagora.wikipedia.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Original uploader was Johnnyrotten at it.org/w/index.org/w/index.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Trinit‚_Cesarea.php?title=File:Palazzodonnanna.dallorto.php?title=File:Santa_Teresa_kalsa.php?title=File:Montecalvario2_Model.org/w/index.php?title=File:Guglia_di_San_Gennaro.php?title=File:Volta_Olmo.2.wikipedia Immagine:Paleis met tuin Caserta.org/w/index.2.org/w/index.org/w/index.JPG ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.1.Conati at it. G.wikipedia.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Dinamo86 Immagine:Palazzo Na2.wikipedia File:ChiesaNunziatellaNaples2.0.org/w/index.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it. G.wikipedia.wikipedia.0 Unported ’Contributors: G.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: ANGELUS.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.jpg ’Source: http://it.org/w/index.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: User:Inviaggiocommons Immagine:Palazzo Firrao.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: MM Immagine:Catania.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Inviaggiocommons.1.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Donnalbina_Centrale.2.jpg ’License: Public domain ’Contributors: Little john Immagine:Interno della Chiesa del Ges• Nuovo.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia.1.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.JPG ’Source: http://it.php?title=File:Napoli_-_s_Nicola_a_Nilo_1030747.2.wikipedia.org/w/index.org/w/index.wikipedia.JPG ’Source: http://it.Chiesa dei Girolamini.php?title=File:Torino_e_suoi_dintorni_15.org/w/index.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: User:G.wikipedia.php?title=File:Sanvinsanita. Lalupa.org/w/index.wikipedia.jpg ’Source: http://it.org/w/index.wikipedia.org/w/index.jpg ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index.0 Unported ’Contributors: Diligent.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: User:Inviaggiocommons Immagine:Teresa scalzi4.wikipedia.php?title=File:Pizzofalconecad.php?title=File:Interno_della_Chiesa_del_Ges„_Nuovo.JPG ’Source: http://it.org/w/index.php?title=File:NapoliSantaMariaDellaSapienza.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.org/w/index.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: sailko File:Torino e suoi dintorni 15._Giorgio_(1834-1914)_-_Palazzo_Reale_di_Capodimonte.org/w/index.jpg ’Source: http://it.JPG ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’Source: http://it. Urban File:Porta Felice.5.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.php?title=File:Chiesagenovesi.org/w/index.php?title=File:ChiesaNunziatellaNaples2.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.0 ’Contributors: Baku Immagine:Ges• e Maria.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Baku Immagine:Volta_Olmo.

JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: User:GiorgioPro Immagine:Lecce Santa Croce.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia.org/w/index.wikipedia. Urban.php?title=File:Syracuse_dome_Sicily. Venske Immagine:Ragusa Ibla San Giuseppe. Urban Immagine:Palazzo Biscari.org/w/index. G. Mac9. Urban Immagine:Catane San Benedetto2.JPG ’Source: http://it.0 Unported ’Contributors: Diligent.org/w/index. Urban Immagine:Noto Via Nicolasi retouchejpg.svg ’Source: http://it.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Deadstar.org/w/index.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.dallorto.0 Generic ’Contributors: John Goodall File:St Paul's .dallorto.jpg ’Source: http://it.svg ’License: unknown ’Contributors: Blackcat File:Noto_San_Domenico.php?title=File:Noto_Via_Nicolasi_retouchejpg.jpg ’Source: http://it.dallorto.php?title=File:Catane_Universit†.0 Unported ’Contributors: Diligent.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.wikipedia.jpg ’Source: http://it.wikipedia.dallorto. Urban Immagine:Ispica Santa Maria Maggiore. Urban.wikipedia.wikipedia.0 Unported ’Contributors: User:MatthiasKabel Immagine:Piazza Duomo. Urban Immagine:Noto02 1024.dallorto. Mac9. Pko.jpg ’Source: http://it.5 ’Contributors: Bill Bertram File:Wilton House.php?title=File:Catane_San_Benedetto1. JaT. Mac9.0 Unported ’Contributors: AnRo0002.org/w/index. Manchot sanguinaire Immagine:Catane duomo.org/w/index. Mac9. Pko.JPG ’Source: http://it.php?title=File:St_Paul's_-_the_Greek_Cross_design.jpg ’Source: http://it.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Utente:Aanto File:Queens House.org/w/index.php?title=File:San_giorgio_ragusa_ibla_italy.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: G.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Lecce_Palazzo_dei_Celestini.wikipedia Immagine:Ragusa-Chiesa-Anime-Purgatorio.jpg ’Source: http://it. Kurpfalzbilder. SirAlec File:Kensington Palace.dallorto. Mac9. File:Blenheim Palace 6-2008 4.php?title=File:Catane_duomo.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.wikipedia. G.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Piazza_Duomo.php?title=File:Syracuse_Palazzio_Beneventano_Del_Bosco1.0 ’Contributors: Steve Cadman from London.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Wilton_House.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’Source: http://it.org/w/index. Urban Immagine:San giorgio ragusa ibla italy. Infrogmation.0 Unported ’Contributors: G.php?title=File:Queens_House.dallorto.jpg ’Source: http://it. Montinar.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Archeo. Memorato Immagine:Syracuse dome Sicily.wikipedia.JPG ’Source: http://it.org/w/index.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.JPG ’Source: http://it.jpg ’Source: http://it.php?title=File:Modica_San_Giorgio_Front1. Denghi„Comm.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’Source: http://it.org/w/index. Threecharlie. G. V™sk Immagine:Lecce_Palazzo_dei_Celestini.0 ’Contributors: TY-214.jpg ’Source: http://it.wikipedia.org/w/index. Giuseppe ME.org/w/index.wikipedia.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. G.php?title=File:UNESCO_World_Heritage_Site_logo.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Giac at en.org/w/index. Mac9. Mac9. Mac9. Urban File:Noto San Domenico.jpg ’Source: http://it. U.svg ’Source: http://it.wikipedia.wikipedia.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2. GJo.wikipedia. Mac9.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.php?title=File:Ragusa_Ibla_San_Giuseppe.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: G.php?title=File:Ragusa-Chiesa-Anime-Purgatorio.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.jpg ’Source: http://it.wikipedia.php?title=File:Lecce_Santa_Croce. Licenses and Contributors File:Flag of UNESCO.wikipedia.jpg ’Source: http://it. Original uploader was TY-214 at ru. Mac9.wikipedia.de.org/w/index.org/w/index.jpg ’Source: http://it.org/w/index.org/w/index.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Share Alike 2.dallorto.0 Unported ’Contributors: Diligent.wikipedia.wikipedia.jpg ’License: Public Domain ’Contributors: Jvhertum file:Petropavlovsky sobor kazan.org/w/index.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Noto02_1024.org/w/index.dallorto.php?title=File:Sicilia_Palermo7_tango7174.org/w/index.org/w/index.jpg ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: Diligent.jpg ’License: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3. Pko.php?title=File:Detail_santa_croce_6.0 Unported ’Contributors: Diligent.org/w/index.JPG ’Source: http://it. G.JPG ’License: GNU Free Documentation License ’Contributors: User:GiorgioPro File:Sicilia Palermo7 tango7174.wikipedia 211 .php?title=File:Noto_San_Domenico.php?title=File:Blenheim_Palace_6-2008_4.the Greek Cross design.wikipedia.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Gmelfi.wikipedia.org/w/index.jpg ’Source: http://it. Urban Immagine:Catane UniversitŠ.jpg ’Source: http://it.wikipedia. R†mih File:Pianta di Avola.svg ’License: Trademarked ’Contributors: Mouagip File:UNESCO World Heritage Site logo.jpg ’Source: http://it. Look2See1.org/w/index.0 Unported ’Contributors: Diligent.php?title=File:Palazzo_Biscari.php?title=File:Ragusa-Duomo.org/w/index. G.org/w/index.wikipedia.php?title=File:Ispica_Santa_Maria_Maggiore.wikipedia.org/w/index.0 Unported ’Contributors: G.dallorto. Diligent.php?title=File:Syracuse_Place_Cathedral.php?title=File:Petropavlovsky_sobor_kazan.org/w/index.org/w/index.php?title=File:Pianta_di_Avola.php?title=File:Catane_San_Benedetto2.org/w/index.wikipedia. Pko.jpg ’License: unknown ’Contributors: Immagine:Modica San Giorgio Front1. Manchot sanguinaire.Image Sources.php?title=File:Flag_of_UNESCO.dallorto. Wikiwal Immagine:Syracuse Palazzio Beneventano Del Bosco1.jpg ’Source: http://it.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Share Alike ’Contributors: Tango7174 Immagine:Catane San Benedetto1. G. Mac9.jpg ’License: unknown ’Contributors: Matteo Ferrari Immagine:Detail santa croce 6.php?title=File:Kensington_Palace.wikipedia.dallorto.JPG ’License: Public Domain ’Contributors: Salvatore gioitta Immagine:Syracuse Place Cathedral.wikipedia.0 Unported ’Contributors: G.0 Unported ’Contributors: User:Urban.jpg ’License: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.php?title=File:Noto_San_Domenico.wikipedia. User:Yann Immagine:Ragusa-Duomo.K.

Licenza 212 Licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0/ .org/licenses/by-sa/3.0 Unported //creativecommons.

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful