You are on page 1of 56

Gentile Lettrice, Gentile Lettore,
come hai potuto constatare, per leggere e stampare questo eBook non abbiamo inserito nessun particolare codice. In questo modo abbiamo voluto rendere il più facile possibile la fruizione del testo, sia che decidi di leggerlo direttamente da un monitor oppure stamparlo. L'unica azione che non è possibile fare è il “copia e incolla” del testo per evitare la duplicazione illegale. Come vedrai scorrendo il testo, abbiamo inoltre scelto di personalizzare l'eBook indicando per ogni pagina i tuoi dati, in modo da rendere ancora più unico e solo Tuo l'intero eBook. Restiamo a Tua disposizione per ogni ulteriore chiarimento, puoi scriverci alla seguente email: ebook@gruppomacro.net

...e Buona Lettura!!!
Lo staff Gruppo Editoriale Macro - area eBook -

Avviso di Copyright ©
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo libro digitale può essere riprodotta o trasmessa in alcuna forma tramite alcun mezzo elettronico, digitale, meccanico, fotocopie, registrazioni o altro, senza il preventivo permesso scritto dell'editore. Il file acquistato è siglato digitalmente, risulta quindi rintracciabile per ogni utilizzo illegittimo.

Norme tecniche di utilizzo
Il file acquistato può essere visualizzato a scorrimento testo per una lettura a video, oppure adattato a doppia facciata per la stampa su cartaceo. Il file trasmesso è immodificabile, ogni alterazione dei contenuti è illegale.

Collana “Scienza e Conoscenza” I edizione eBook: 2009 Copertina Matteo Venturi ISBN: 978-88-7507-960-4 © Macro Edizioni via Giardino 30 47023 Diegaro di Cesena (FC) www.macroedizioni.it ebook@gruppomacro.net
Copia dell’opera è stata depositata per la tutela del diritto d’autore, a norma delle vigenti leggi.
4

MARCO TODESCHINI - Massimo Teodorani - eBook Macro Edizioni

PREMESSA BIBLIOGRAFICA

Marco Todeschini nacque a Valsecca di Bergamo il 25 aprile 1899 e morì a Bergamo il 13 ottobre 1988, per poi essere sepolto nel suo paesino natale, dove in suo onore fu eretto un romantico cippo. Si laureò a Torino nel 1921 in ingegneria, dopodiché si specializzò in svariati rami della fisica e della neurofisiologia. Lavorò presso il Genio militare di Pavia. Fu docente sia nelle scuole superiori che come professore ordinario di meccanica razionale ed elettronica al biennio di Ingegneria Superiore “STGM” di Roma. Iniziò gli studi che lo avrebbero reso uno scienziato controverso e al contempo famoso in tutto il mondo nel 1914 e li terminò nel 1946, ma ne divulgò i risultati soprattutto negli anni successivi, nel corso dei quali scrisse trattati molto corposi che

6

i fisici Enrico Fermi. a parte alcuni estimatori. assodato e indiscutibile. con i quali ebbe occasione di collaborare e dai quali la sua teoria venne considerata con grande serietà e oggettività. E invece Todeschini 7 . C. Castelfranchi. o forse di semplice timore di vedersi crollare sotto i piedi un terreno scientifico che si è sempre creduto (a-criticamente) solido. Blackett. Molti illustri cattedratici del nostro tempo non hanno ritenuto nemmeno fosse il caso di prendere in considerazione il lavoro di Todeschini: un atteggiamento irrazionale.eBook Macro Edizioni ebbero un’ampia diffusione sia in Italia che nel mondo. A. Bohr. P. Per l’imponenza e l’originalità della sua ricerca ebbe il riconoscimento di alcuni esponenti della scienza accademica del periodo. P.Massimo Teodorani .MARCO TODESCHINI . C. Pauli. antiscientifico. monolitico. Majorana. Inoltre Todeschini ebbe fruttuosi scambi di idee con insigni fisici stranieri come N. e la sua opera è ancor più ignorata ai giorni nostri: infatti non si trovano libri di Todeschini nelle facoltà universitarie di fisica. W. tra cui il matematico Tullio Levi-Civita. D. Finzi. G. o per lo meno di chiusura o pigrizia mentale.W. Todeschini era complessivamente abbastanza emarginato dal resto della comunità accademica. Medi e l’ingegnere Guglielmo Marconi. Dirac e con illustri clinici cattedratici come N. B. E. Chain.W. Anderson. il quale tra l’altro istituì la prima cattedra universitaria di Psicobiofisica negli USA. Heisenberg. Walker. Q. Tuttavia.

Ma cercare realmente la verità. Con obiettivi ben chiari nella mente. quella scientifica. Questa nuova scienza. che lo stesso Todeschini definì come la “scienza unitaria del terzo millennio”.MARCO TODESCHINI . dell’ingegneria. dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. egli fondò una scienza fisica completamente nuova denominata “Psicobiofisica”. La Psicobiofisica. che andavano ben oltre la mera erudizione. fu perfino proposto nel 1974 per il premio Nobel per la fisica. della fisiologia. la biologia e la psicologia. per la quale.Massimo Teodorani . una scienza il cui scopo era una reale unificazione di tutte le leggi del creato. inglobava in sé la fisica. La Psicobiofisica di 8 . e al di fuori di qualunque compromesso. nascessero da un etere universale in perenne moto vorticoso in grado di influenzare sia la materia che gli esseri viventi e il loro spirito. che come sempre sono duri a morire. egli dedicò la sua vita interamente alla scienza. nonostante i numerosi contrasti con l’accademia del tempo. ha un prezzo altissimo: comporta spesso e inevitabilmente uno scontro con i paradigmi e i dogmi correnti. tutto proteso a ricercare la verità. della storia della scienza e della filosofia. partiva dall’assunzione che tutti i moti nell’universo.eBook Macro Edizioni rappresentava quello che dovrebbe essere il prototipo dello scienziato vero. Forte delle sue conoscenze nei rami più svariati della fisica. costi quello che costi.

la sua finalità e il ruolo dell’umanità in esso. che congiunga il non vivente al vivente. Con questa scienza Todeschini riuscì a superare le tantissime contraddizioni della scienza ufficiale. tatto e forza. odore. suscitando così nella psiche le sensazioni di luce.eBook Macro Edizioni Todeschini infatti comprende tre specifici settori tra loro strettamente interagenti: a) una parte fisica con la quale egli dimostra come tutti i fenomeni naturali si identifichino in particolari movimenti di spazio fluido (ciò che lui intende per “etere”). suono. del mondo spirituale e di Dio. dimostrando così che tutti gli organi del nostro sistema nervoso funzionano in base a una vera e propria tecnologia elettronica. c) una parte psichica – dove la psiche viene intesa come un atto di volontà che si serve del sistema nervoso come di un semplice strumento – che fornisce la dimostrazione scientifica dell’esistenza dell’anima umana. Todeschini sviluppò la sua teoria non solo come mera 9 . b) una parte biologica con la quale dimostra come i movimenti di spazio fluido. producono in essi delle correnti elettriche che vengono trasmesse dalle linee nervose del cervello. può spiegarci la reale struttura dell’universo. Solo una teoria completamente unificata. elettricità. urtando contro i nostri organi di senso.Massimo Teodorani . calore.MARCO TODESCHINI . dimostrando che la frammentazione della scienza nelle sue innumerevoli branche è alla radice della nostra ignoranza sulla reale natura dell’Universo e sulla nostra stessa vita.

ed ebbe occasione di esporre la sua teoria in svariati congressi scientifici internazionali. Infatti. Todeschini. Per quanto egli fosse piuttosto inviso alla comunità ufficiale degli accademici. presieduto dal fisico Enrico Medi.Massimo Teodorani . pur dissentendo con la teoria ufficiale del tempo. soprattutto per aver basato la sua teoria sull’esistenza dell’etere. fu nominato membro d’onore di 25 Accademie e Società Scientifiche sia in Italia che all’estero (in Francia. in particolare). non gli mancarono comunque i riconoscimenti anche nel mondo accademico. in modo particolare al Congresso Internazionale di Fisica a Roma nel 1949.eBook Macro Edizioni astrazione. in particolare con la relatività. Oltre alla sua partecipazione ai convegni ufficiali.MARCO TODESCHINI . Pertanto. pur perseguendo in maniera deter- 10 . fondò a Bergamo il Centro Internazionale di Psicobiofisica (CIP). in particolare della fisica. che invece era stato bandito dal paradigma fisico del tempo e per essersi messo in urto frontale sia con la fisica newtoniana che con la relatività di Einstein (nascente proprio mentre nasceva la Psicobiofisica). ebbe un dialogo molto stretto e continuativo con i colleghi del suo tempo – anche con quelli con cui non si trovava d’accordo – cosa che gli permise di fondare la sua nuova teoria su una solida conoscenza della scienza standard del tempo. ma anche effettuando esperimenti che la comprovassero e perfino inventando strumenti tecnologici che si avvalessero di questa teoria.

Ancora una volta uno scienziato diventa “dissidente” solo per aver stabilito che lo spazio che ci circonda non è vuoto. fino alla fine della sua vita. Marco Todeschini fu autore di oltre un migliaio di pubblicazioni.eBook Macro Edizioni minata la sua strada. in grado di governare non solo tutti i meccanismi che hanno luogo nell’universo. sono sorte delle vere e proprie cattedre universitarie di Psicobiofisica.Massimo Teodorani . in particolare in America Latina e negli Stati Uniti. filosofi e teologi dalla mente aperta.MARCO TODESCHINI . e quando c’era da difendere il suo operato lo fece in maniera decisa e con coraggio. Una teoria tanto rivoluzionaria come quella di Todeschini – che ai giorni nostri trova riscontro in importantissime scoperte sulla natura dell’etere (o “campo di punto zero” come viene denominato oggi) – non può certamente sfuggire alle menti di noi umani del terzo millennio. oggi così bisognosi di interrogarci su noi stessi in un 11 . tra libri. ma anche la vita di chi ci vive e lo spirito che alberga in quelle vite. Nonostante il non celato dissenso – e spesso anche l’indifferenza – all’interno del mondo accademico più tradizionalista la sua opera è stata comunque analizzata da centinaia di scienziati. Alcuni scienziati e studiosi stanno tuttora continuando la sua opera. ma è costituito da una sostanza fluida denominata “etere”. mentre all’estero. non commise mai l’errore di chiudersi in se stesso. articoli e comunicazioni a congressi. che hanno scritto articoli su di lui e sulla sua teoria.

e soprattutto di trovare nuove sorgenti di energia in grado di sostituire quelle inquinanti – nate da una fisica e da una tecnologia mal impostate – che stanno sconvolgendo il nostro mondo e il suo clima.Massimo Teodorani .eBook Macro Edizioni mondo completamente materialista e incerto.MARCO TODESCHINI . 12 .

Allo stesso modo. il quale. in partico- 13 . astro centrale del sistema. alla fine del ’700. e circa un secolo dopo.Massimo Teodorani . ipotesi sostenuta anche dal fisico olandese Christian Huygens. prima ancora del famoso esperimento di Michelson con il quale si pretese di dimostrare l’inesistenza dell’etere. dove le onde si propagano per oscillazione attraverso di esso.MARCO TODESCHINI .eBook Macro Edizioni CAPITOLO 1 IL VUOTO DI NEWTON E DI EINSTEIN E IL “PIENO” DI TODESCHINI Il pensiero di Todeschini raccoglie in parte quello del filosofo della natura Cartesio. ma riempito di una sostanza denominata “etere”. Ciò era supportato anche dal fisico Michael Faraday e dal fisico Lord Kelvin. il fisico Heinrich Rudolph Hertz dimostrò che anche la teoria classica dell’elettromagnetismo confermava l’ipotesi che lo spazio fosse pervaso da un etere fluido e vibrante. nella quale possono prodursi vortici e onde. il fisico Augustin Jean Fresnel spiegò la natura ondulatoria della luce come una vibrazione dell’etere. riteneva che lo stesso sistema solare fosse un gigantesco vortice di etere in cui i pianeti sarebbero immersi e costretti a effettuare rivoluzioni intorno al Sole. sulla base della ferma convinzione che lo spazio non fosse vuoto.

MARCO TODESCHINI . Nei primi del ’900 Guglielmo Marconi usò proprio il concetto di etere per realizzare la sua telefonia senza fili.Massimo Teodorani . era nata dal caposcuola Anassagora. né velocità. sarebbe nulla. nel vuoto assoluto la forza ben nota descritta dal Secondo Principio della Dinamica di Newton. da un punto di vista più filosofico. né accelerazioni. E ancora prima di Cartesio la stessa idea. negando l’esistenza dell’etere. m è la massa e a è l’accelerazione). ma che in realtà era la stessa cosa. condividevano l’idea che non esistesse spazio vuoto.eBook Macro Edizioni lare con la sua teoria dei “vortici atomici”. che seppur rivali su aspetti fondamentali. i quali sarebbero in grado di muoversi di moto uniforme all’interno di uno spazio assolutamente vuoto e quindi privo di attrito. dal mo- 14 . secondo il quale F=m·a (dove F è la forza. La teoria di Todeschini è in aperto contrasto con la teoria della gravitazione universale di Isaac Newton la quale. denotando il fatto che nel vuoto assoluto non è possibile né produrre forze. seguita e rielaborata da Leucippo e poi adottata dai grandi filosofi Platone e Aristotele. quella che gli orientali hanno sempre chiamato prana e i fisici di oggi chiamano “campo di punto zero”. ma che la materia fosse immersa in una sostanza che l’uno chiamava “spazio pieno” e l’altro “etere”. contempla l’esistenza di misteriose “forze” che si manifesterebbero in corpi dotati di massa. Secondo Todeschini.

La formula sopra citata diventa valida solo all’interno di quello che Todeschini chiama “spazio ponderale”. non uno spazio inteso come astratta estensione geometrica. ma solamente uno spazio assoluto ben separato dal tempo (a differenza delle assunzioni della relatività di Einstein) avente una determinata densità in grado di influenzare il moto delle masse.eBook Macro Edizioni mento che quelle che appaiono come “forze” sono possibili solo in presenza di una massa soggetta a un moto generato da un vortice di etere con una densità ben precisa. Solo all’interno di questo etere è possibile imprimere una velocità a una massa e mantenerla. In tal modo il movimento delle masse – costituito da accelerazioni o decelerazioni – sarebbe completamente ed esclusivamente determinato dall’urto tra tali masse e l’etere stesso. proprio come l’etere. secondo Todeschini. applicando la forza F. come si riteneva nell’ambito della fisica newtoniana. Ciò dimostrerebbe che nell’Universo non esiste uno spazio vuoto assoluto. In questa luce quella che viene definita come “forza di inerzia” e il peso stesso dei corpi non sono proprietà caratteristiche della materia indipendenti dallo spazio fluido che li circonda.MARCO TODESCHINI . come riteneva Newton. Quella che viene chiamata “forza di inerzia”.Massimo Teodorani . è dunque provocata dal movimento relativo tra lo spazio fluido dell’ambiente (ovvero l’etere) e i corpi che si trovano in esso immersi. ma dipendono dalla densità dell’etere e dall’accelerazione re- 15 . ma costituito da un fluido con una data densità.

ma alla sua divisione in tante branche separate. Questa frammentazione. mentre le varie forme di energia radiante nelle forme e frequenze che conosciamo non sarebbero altro che onde prodotte dalle vibrazioni di questo etere. ha allontanato l’uomo dalla verità e ha portato la scienza fisica a un vicolo cieco. a seconda delle masse descritte (dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande). secondo Todeschini. nonché alla confusione nella mente delle persone in merito alla struttura intima della realtà. il fatto che la fisica abbia creato tante “meccaniche” diverse e relative leggi. Al contrario.Massimo Teodorani .eBook Macro Edizioni lativa a tale etere. Dunque tutti i fenomeni in natura risultano essere semplici azioni fluidodinamiche dello spazio eterico fluido sulla materia all’interno di esso. elettrodeboli o nucleari – sono riconducibili a una sola dinamica. che descrive il movimento e l’urto di masse all’interno di un movimento eterno e vorticoso dell’etere. i vortici di etere formerebbero sia i sistemi atomici che quelli astronomici. non sarebbe altro che una “apparenza di forza” generata dalla resistenza opposta dall’etere all’accelerazione dei corpi in esso presenti. L’inerzia. non ha portato all’unificazione della scienza. L’impostazione Cartesiana di Todeschini si esplica nel fatto che tutti i fenomeni del mondo fisico – siano essi meccanici. elettromagnetici. secondo Todeschini e non solo secondo lui.MARCO TODESCHINI . 16 .

e fondava tutta la sua teoria sulla finitezza della velocità della luce (300. A questo risultato Todeschini arrivò assumendo che le particelle di massa m. in virtù delle proprietà dinamiche dell’etere da lui scoperte. Anche Einstein. c è la velocità della luce).000 km/sec). negava che lo spazio fosse pieno di un fluido universale. “energia cinetica” come la intendiamo oggi) definita come E=1/2·m·v2 (2).41 volte superiore alla velocità della luce. teoria nata proprio nel periodo in cui lui stava sviluppando la sua Psicobiofisica. costituenti il nucleo atomico. compiano delle rivoluzioni attorno al suo centro con velocità v in modo tale da sviluppare un’energia (“forza viva” secondo Leibniz. Tutte assunzioni che erano in totale contrasto con la teoria di Todeschini. non ne condivide affatto il significato fisico. contravvenendo così al limite insuperabile di Einstein. egli dedusse che le particelle nucleari (nucleoni) compiono rivoluzioni attorno al nucleo atomico a una velocità 1. pur assumendo come valida l’equazione di cui sopra.MARCO TODESCHINI . In particolare Todeschini. che viene ben verificata nella bomba atomica. che si avvalse strumentalmente dell’esperimento ottico di Michelson progettato apposta per dimostrare l’inesistenza dell’etere. In primo luogo.eBook Macro Edizioni Ma Todeschini è in netto contrasto anche con la teoria della relatività di Albert Einstein.Massimo Teodorani . e sull’equivalenza della massa e dell’energia nella sua famosa equazione E=m·c2 (1) (m è la massa. Ma sapendo anche 17 .

Massimo Teodorani . Todeschini dunque avrebbe scoperto il vero significato della famosa formula inventata da Einstein: ciò consisterebbe nella liberazione esplosiva dell’enorme energia cinetica intrinseca dei nucleoni in rotazione superluminale attorno al centro del nucleo atomico. E questa rotazione non sarebbe dovuta ad altre cause se non al trascinamento prodotto dal moto vorticoso dell’etere nei nuclei atomici. «Come si può pensare a un moto vorticoso dell’etere se l’etere non esiste?» si chiedeva Einstein. Secondo Todeschini dunque. quel moto vorticoso che è completamente ignorato anche da Einstein. il fatto che la velocità di rivoluzione dei nucleoni sia superiore (anche se di poco) alla velocità della luce è comprovato sperimentalmente proprio dal fatto che l’energia prodotta da una bomba atomica è esattamente quella – seppur mal interpretata – di Einstein. eguagliando tra loro i secondi termini delle equazioni (1) e (2) e risolvendo rispetto a v si ottiene il sorprendente risultato di v=0.MARCO TODESCHINI . In tal modo Todeschini convalidò la famosa equazione di Einstein sull’energia partendo dalla semplice formula della forza viva di Leibniz senza alcun bisogno di ricorrere a quella teoria della relatività che Einstein vedeva come unica interpretazione della sua famosa equazione.41·c. 18 .eBook Macro Edizioni che nella disintegrazione del nucleo atomico (come avviene nella bomba atomica) le particelle sviluppano un’energia descritta dalla famosa equazione di Einstein.

eBook Macro Edizioni Ecco perché secondo Todeschini la storica formula derivata da Einstein. in tante masse più piccole – che nell’esplosione si frantumano – aventi energie minori. seppur giusta matematicamente.MARCO TODESCHINI . In merito alla teoria di Einstein. ma rimanendo ben vincolati alla classica geometria euclidea. senza tuttavia farci vedere il meccanismo col quale si svolgono i fe- 19 . che rappresenta la base della sua teoria. aveva avuto un’interpretazione fisica errata: il reale significato fisico di questa formula secondo Todeschini non è la trasformazione della massa in energia. la cui somma è uguale a quella iniziale.Massimo Teodorani . ma solo l’effetto di suddivisione di una massa. come riteneva Einstein. senza alcun bisogno di utilizzare astruse metriche spazio-temporali. o lo spostamento del perielio di Mercurio – si spiegano in realtà con la fluidodinamica dello spazio eterico. Todeschini commentava: «Einstein riduce l’idea del mondo a un’ibrida e inconcepibile astrazione di tensori. avente una determinata energia. Attraverso svariate analisi e sperimentazioni Todeschini arriverà anche a dimostrare che le presunte “prove cruciali” della relatività – come ad esempio la deviazione dei fasci della luce delle stelle passanti vicino al sole.

Ma essendo ciò in contrasto con la relatività classica di Galileo. Einstein invece di indagare se il contrasto tra questi due fenomeni ottici esistesse veramente o meno. e per eliminarlo negò l’esistenza dell’etere e postulò la costanza della velocità della luce rispetto a qualsiasi osservatore comunque mosso.Massimo Teodorani . lo ritenne per certo. fu costretto a sostituire quest’ultima con una pseudo-relatività da lui postulata in base a supposte contrazioni che subirebbe lo spazio e 20 .eBook Macro Edizioni nomeni. dei suoi campi di forza e delle varie energie ondulatorie. e ciò senza contare che anche con tali “cronotopi” non si è potuto sinora scoprire quale sia il substrato della materia. E in merito al presunto contrasto tra l’esito del famoso esperimento effettuato dal fisico Albert Michelson 1 nel 1881 e l’aberrazione della luce astronomica scoperta dall’astronomo James Bradley nel 1726 – contrasto che avrebbe confutato l’esistenza effettiva dell’etere – Todeschini disse a proposito di Einstein: «Mentre tutti i grandi scienziati dell’epoca cercavano di risolvere questo contrasto senza rinnegare l’esistenza dell’etere perché questo risultava indispensabile alla spiegazione di tutti i fenomeni.MARCO TODESCHINI . né tanto meno unificare i campi elettromagnetico e gravitico per raggiungere la tanto auspicata scienza unitaria». e come e perché si trasmettano nel vuoto.

Einstein costruì quelle che chiamò “teorie metriche”.eBook Macro Edizioni dilatazioni che subirebbe il tempo se valutati da sistemi diversamente mossi rispetto a quello dove si svolgono i fenomeni considerati». 21 . Pertanto. Todeschini. ma anche che una corrente di questo mezzo fluido. la velocità della luce non è una quantità assoluta e insuperabile.Massimo Teodorani . lo scopo delle quali era di descrivere la struttura di un presunto “spazio-tempo” e le “leggi di invarianza” che si possono ricavare da esso. ma varia a seconda della velocità del sistema di riferimento. sulla base di calcoli matematici. Ma secondo Todeschini queste teorie erano basate solo ed esclusivamente (e arbitrariamente) su un presunto contrasto riscontrabile negli esperimenti di Michelson e Bradley. e come tali erano da ripudiare perché smentite dal risultato di due esperimenti che invece erano stati interpretati come contrastanti al puro e semplice scopo di far tornare i conti alla relatività di Einstein.MARCO TODESCHINI . Nel caso particolare. secondo Todeschini. dimostrò l’inesistenza di questo contrasto. scoprendo che entrambi tali esperimenti ottici (quello di Michelson e quello di Bradley) confermano non solo l’esistenza dell’etere. e soprattutto di giustificare la costanza della velocità della luce. come riteneva Einstein. spinge effettivamente la Terra a compiere le sue rivoluzioni attorno al Sole. avente una velocità di 30 Km/sec.

In tal modo la velocità risultante W di tale onda rispetto a un sistema ancorato al Sole viene data dalla somma delle due velocità. In realtà gli astrofisici hanno immediatamente creduto di risolvere il problema invocando macchinosi “effetti di prospettiva” relativi all’osservatore. secondo la relatività) misurate di alcune sorgenti astronomiche extragalattiche come i Quasar. Todeschini. già nel 1935 e circa 40 anni prima di alcune conferme sperimentali (pressoché ignorate a livello ufficiale) avvenute anche con esperimenti di collisioni tra particelle che dimostrarono di fatto l’esistenza del “moto tachionico” – ovvero superiore al limite invalicabile della velocità della luce fissato da Einstein – comprese che per togliere la scienza dal vicolo cieco in cui si era cacciata nel corso di secoli di diatribe inconcludenti non restava altra solu- 22 . non hanno certamente convinto tutti. ma queste astuzie ingegnosamente costruite per far tornare i conti della relatività e i suoi riscontri osservativi.Massimo Teodorani .000 Km/sec). Todeschini prese atto che il fatto che la velocità della luce possa superare il limite c – e quindi che effettivamente esista quello che viene definito “moto tachionico” – sarebbe anche confermato dalle “velocità superluminali” (anormalmente. trascina anche l’onda prodotta nel fluido.eBook Macro Edizioni secondo Todeschini.MARCO TODESCHINI . che si identifica con quella della luce (con velocità c = 300. la corrente di etere che trascina la Terra a velocità V. cioè W = V + c.

rendeva l’Universo inconoscibile ai suoi livelli più profondi. riduceva la realtà più intima della natura – quella dell’infinitesimamente piccolo – a una pura “funzione di probabilità”. secondo i calcoli di Todeschini) e mobile come un fluido. Todeschini fu convinto di riconoscere tutti i fenomeni fisici naturali. con uno spazio che in sostanza rappresentava uno “spazio assoluto” qual è l’etere – e sostituire i campi sferici di forze centrali agenti nel vuoto della vecchia fisica newtoniana e gli astrusi equilibrismi matematici relativi allo spaziotempo einsteiniano. con uno spazio tridimensionale (ben separato dalla coordinata “tempo”) di densità esilissima (10-20 la densità dell’acqua. la quale. secondo Todeschini. Infatti. nei particolari movimenti che hanno luogo all’interno di questo fluido universale. ma questo era completamente confutato dalla stessa teoria di Todeschini che in- 23 .MARCO TODESCHINI .eBook Macro Edizioni zione che riportarla alle concezioni della realistica relatività classica di Galileo – che considerava spazio e tempo come entità separate. pur ponendosi a sua volta in contrasto sia con la fisica classica newtoniana che con la relatività di Einstein. che di fatto è l’etere.Massimo Teodorani . Inoltre Todeschini era in contrasto anche con la teoria quantistica classica di Werner Heisenberg e di Erwin Schrödinger. assolutamente priva di finalità e di determinismo. La meccanica quantistica.

MARCO TODESCHINI . Cartesio credeva nell’esistenza di un “pieno” e. seppur egli fosse profondamente convinto dell’esistenza dell’etere e dei suoi influssi sulla materia. se riescono a trovare le relazioni matematiche tra le forze e le accelerazioni di massa. A tal proposito egli affermava: «Quelli che sostengono il vuoto. viceversa quelli che sostengono il pieno (ovvero l’esistenza dell’etere). cioè a trarne le leggi relative». pur spie- 24 . ben bilanciata ma a tratti anche spietata la dicotomia intellettuale in cui si trovava (e si trova tuttora) il mondo accademico. al contempo.eBook Macro Edizioni vece manifestava un chiaro determinismo a tutti i livelli e che. lo portavano ad analizzare in maniera piuttosto obiettiva. non riescono a spiegarli nella loro essenza e nel loro meccanismo. pur nell’ambito di una trattazione completamente razionale. se riescono a spiegare qualitativamente i fenomeni non riescono sempre a spiegarli quantitativamente.Massimo Teodorani . che danno le leggi che dominano i fenomeni. Per dire lo stesso concetto in altre parole. L’intelletto fino e il grande equilibrio di Todeschini. era in grado di agganciare il mondo della materia – principale terreno della scienza tradizionalista – al mondo dello spirito – principale terreno della religione – nel contesto di una unica grande scienza unitaria in grado di descrivere la realtà a tutti i livelli.

Fu proprio l’analisi critica di questa situazione che Todeschini riuscì a effettuare dopo aver studiato a fondo i dilemmi della fisica in tutta la sua storia fino ai nostri tempi. attraverso la quale si potevano comprendere tutti i fenomeni dell’Universo come eventi di natura fluidodinamica.eBook Macro Edizioni gandone il perché. sviluppatasi principalmente con il pensiero di Cartesio. nella sostanza non spiegava niente sulle cause che determinavano certi effetti. mentre Newton che credeva nel vuoto. seppur altamente semplificata rispetto ai complessi calcoli della fisica standard. la vera grande rivoluzione introdotta da Marco Todeschini consisteva nel fatto che il suo era un Universo fisico con una finalità precisa.MARCO TODESCHINI . e cioè la loro capacità di spiegare i fenomeni solo intuitivamente (come. che gli permise di superare i limiti dei sostenitori dell’etere. non calcolava nulla di convincente che rivelasse come esso si manifesti. pur essendo in grado di calcolare tutto e di comprendere il modo in cui i fenomeni si verificavano. Todeschini riuscì infatti a dare una struttura sia matematica che sperimentale. alla sua teoria. creato apposta per la vita e per lo spi- 25 . Ferma restando l’assunzione di base in merito all’esistenza dell’etere. aveva fatto Cartesio) e non quantitativamente. colmandone le lacune matematiche e sperimentali.Massimo Teodorani . L’intento di Todeschini era allora di mettere a punto la sua “teoria del pieno”.

ma anche quello dello spirito. per sua stessa ammissione. un Dio che mosse la sua mente in maniera talmente tenace da sconvolgere l’architettura atea della scienza del tempo per sostituirla con una fisica omnicomprensiva completamente nuova.MARCO TODESCHINI . Todeschini ruppe almeno cinque dei più grossi “paradigmi indiscussi” della fisica del tempo (e in gran parte anche di quella dei giorni nostri): la negazione dell’etere. 26 . la negazione che la materia sia strettamente connessa allo spirito e l’esclusione di Dio da ogni scienza.eBook Macro Edizioni rito che vi alberga. E al contempo era un Universo decisamente meccanicistico. la cui fisica non riguardava solo il mondo della materia.Massimo Teodorani . si sentì invece ispirato proprio da Dio nel mettere a punto la sua teoria. Marco Todeschini. seppur mosso da scopi divini. l’esistenza delle forze – come entità reali e non pure apparenze – e dei relativi campi in natura. dove l’uomo veniva finalmente posto al centro di un Universo retto dalla finalità e non dai moti casuali di una materia inerte in uno spazio completamente vuoto. l’insuperabilità della velocità della luce.

a seconda della direzione di propagazione. sia dal moto della sorgente. Inoltre la velocità della luce dovrebbe essere influenzata dal moto della sorgente. passando da un sistema inerziale a un altro. cercò di trovare un'eventuale dipendenza della velocità della luce dal moto della Terra. la velocità della luce dovrebbe essere minima quando viaggia nella stessa direzione e verso della Terra e massima nel caso opposto. Questo risultato era in contrasto con le trasformazioni di Galilei (che aveva costruito la “relatività classica”).MARCO TODESCHINI .e soprattutto confutava l’esistenza di un etere cosmico. Il risultato – come da oltre un secolo si vuol far credere – fu che la velocità della luce è indipendente sia dal moto dell'osservatore iniziale che la riceve.Massimo Teodorani . con il suo esperimento effettuato in varie fasi (anche assieme al suo collaboratore Edward Morley) tra il 1887 e il 1906.eBook Macro Edizioni NOTE (1) L’Esperimento di Michelson. per le quali. dato che sarebbe strano credere che il sistema di riferimento dell'etere coincida con la Terra. Michelson. 27 . la velocità della luce avrebbe dovuto modificarsi secondo la composizione delle velocità. vari osservatori terrestri dovrebbero misurare velocità diverse della luce. Supponendo che la Terra sia in moto rispetto all'etere. invece.