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LI.H C9373p

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PRESENTED TO

THE LIBRARY
BY

PROFESSOR MILTON
OF THE

A.

BUCHANAN

DEPARTMENT OF ITALIAX AND SPANISH
1906-1946

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. sexnmTJar f. 1.43 NAPOLI Stab. H BENEDETTO CROCE I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO E IL GUSTO SPAGNUOLO /^vN» 491367 3.V. Figuro ìieU'Istituto e Veraldi Casanova 1899 JKe^ei) sions Romaniscijc.5. Tip.

.I TA L A E S PA N A 1 - EX M.1. A. 1 BR I S BLXHANAN .

1 predicatori italiani del Seicento e il gusto spagnuolo .

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Che cosa era un concetto predicabile Ignoro se il il nome viva ancora nel gergo dei predicatori e quale sia suo significato presente.* « I piaceri mondo sono pensiero della morte è motivo efficacissimo per indurre a penitenza — Egli avrebbe potuto dimostrar la prima proposizione per via a speculativa. ovvero avrebbe potuto le tristi fare ricorso a prove storiche.° « Il ». Salvatore quando l'umana malizia era per- venuta all'estremo 2. 3. predicatore del Seicento avesse dovuto svol- di queste quattro proposizioni. 4. deducendo — parlo sempre mo' d' il esempio — dal fatto della caduta la necessità della coincidenza tra punto massimo della corruttela del genere umano e la venuta di Cristo redentore." « Nessuna del offesa è più grave della parola afflizioni ». Avrebbe potuto dimostrar di seconda con ottimi argomenti è l'onore. descrivendo nascita di condizioni del mondo antico alla vigilia della la Gesù. filosofia morale. contumeliosa ». giacché il maggior bene dell'uomo . Ma qui importa spiegare che cosa esso significasse nel secolo XVII.I predicatori italiani del e il Seicento gusto spagnuolo Il secolo di XVII ci offre un gran numero le di trattati. di prontuari. ossia temi di prediche: il « Iddio fece nascere ». di selve concetti predicabili: prediche di quel tempo sono in gran parte tessuti e svolgimenti di ? concetti predicabili. e ricorreremo perciò ad alcuni esempi. Supponiamo che un gere qualcuna I.

le concetto predicabile. raccorcia il la notte ». Ripigliando dunque enunciato. Ora l' Ombra Ed notturna é il Sole é Messia. Ma. in umane. E il lume. gli t' formare tali). di né la semplice autorità un sacro scrittore. dialettica.\ fatto i — secondo non ci le idee del tempo — concetti predicabili. per dirla in breve. si doveva dunque la lasciar la da speculazione teologica e metafìsica. né una piana ed evidente ragion meraviglioso. il » Per ottenere parte stica. nò una soda e dottri- nale ragion teologica.Molto il nome di tai concetti favoriti popolo. La mobilità delle passioni. cambio di tutto il ciò. se avesse adoperato questi o simili procedimenti. al facile trapasso dalla voluttà alla noia ed dolore. l'ombra notturna essendo giunta all'ultima lunghezza. chiamerà concetto prcdicalnìe appresso il popolo. né una profana si morale. catore. che Gesù nacque nel punto di mezzanotte del solstizio invernale. il il giorno. quel predi- non avrebbe . gersi a noi ed. l'esperienza ed osservazione delle cose e. « notava. che dava luogo alla seguente . e il primo tema da noi predicatore si metteva a riflettere sulle circostante di esso. escogiure semplicemente un paragone. o scolorano all'evocata il immagine morte. esplicito: letterale dell' « Egli è chiaro — scrive — che ne un testo Evangelo.4 e le parole le BENEDETTO CROCE che offendono 1' onore fanno maggior danno che non il offese nel corpo o nei beni. quali volevano ragioni sode (o che sembrassero del genere delle precedenti trattatisti ma occorreva tutè. sogliono comudal nemente passar sotto . meno una tìlosotica sottilità. nò un esempio quantunque erudizione quantunque curiosissima. scola- l'esame della storia. onde della la nostre azioni si colorano. ecco impiantato concetto predicabile. sarebbe stato rità punto da approfondire per mostrare ve- della quarta. né una nuda istoria del Vecchio Testamento. né un articolo di San Tomaso. il Sole dal tropico più remoto comincia a rivolil allungando Peccato. altro. la Luce è la Grafia. Uno dei principali sincroni dell'argomento su questo punto. gli avrebbero fornito la osservazioni psicologiche per fondar le terza tesi. per esempio. quando.

alla stagioni: profondo mistero! La soluzione che Dio. nello snodar la lingua fece sforzi sopra l'ordinario. spunta ogni fiore.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO « 5 domanda: Perchè Dio fece nascere ? il suo caro Unigenito nel più difficoltà. da per poter Zefiri soavi fugato il dire con verità: « Jam apparmrnnt terra nostra. Lo svolgimento coli' consisteva nel chiarire la la di cui l'oratore cominciava amplificare gravità. hicins tratisiit. Fingeva perciò un dialoghetto delle altre tre Stagioni. nell'opera della creazione. che si lamentavano col Signore la della preferenza data all'Inverno.o creo coelos iiovos et lerrnin novam. per contumedi termine comparazione esempio. « si A me — diceva Primavera — in dee tale gloria. Una digressione astro- nomica acuiva ancora render eguali le i la diijicoltà. » « Anzi il me — soggiun- geva infine l'Autunno — . acciocché se nasce Messia per fare un mondo nuovo e nuove creature. L'autorità di San Gregt)rio Nisseno veniva chiamata a confermar l'interpetrazione. acciocché donator di tutti beni compaia quando non più fiori ed erbe. Con liose ». che fosse in simbolico accordo con la condizione morale del mondo. ma ungendo quell'organo con in quel la propria saliva? a ciò — Soluzione: — Perchè Gesù pensava punto che avrebbe egli medesimo . il miracolo il Gesù. che rese la favella al mutolo. ec. Difficoltà: — Perchè mai le Signore cui costava cosi poco far le grazie. pur volle far disuguali secondo della difficoltà era. crudo inverno ». per potersi avverare: a Adhiic modiciim. nasca nella cui fruttifera stagione istessa in l'uomo primo e il mondo fu creato. applicandovi al mutolo non solo proprie mani. mostrando come Dio. ebbe sempre l'occhio redenzione: onde per far la futura stabilita disuguaglianza dei giorni e delle notti nascere il Salvatore in quel punto della notte invernale. ma ricchi tesori di aurate messi sparge la terra. flores quando. lo stesso « procedimento si formava il concetto preìicahiìe del secondo tema: Il Nessuna di offesa è più grave delle parole era. acciocché il profetato Fiore di Jesse germogli gielo e le nevi. che poteva li giorni e le notti. » il Anzi i a me tocca — diceva l'Estate — . et veniet teinpus inessionis. perchè possa dir con ragione: » Ecce.

« che in Christo non era escrementiva difficolti si ma balsamo salutifero?». il Da una ciò si vede che concetto /^rt-rf/crt/u'/g consisteva nell' inculcare verità. che il Ma la la scioglieva col considerare. In Ti. che in ebraico significa ugual- mente voluttà e dolore. ri fermata si con l'Autorità al Perchè Dio : — se « vuol dare ascolto il Tesauro — era il primo Poeta dei seicentisti et Ancora grande Iddio gode talhora di tare il l'arguto favellatore. Vcd. Ili. od anche in un . BENEDETTO CROCE delle contumelie lanciategli dalle lingue dei suoi tormen1' e volle cosi mostrar quanto riputasse grave 1' offesa della contumelia. di alcun sacro scrittore ». lapidaria et simbolica. Esaminato principi del delfino Aristotele del Conte et Cavaliere Gr. Aristotelico ('). Perchè seicentista mai — si domandava predicatore — Gesù per guarire l'occhio del cieco lo copri di una poltiglia. l^MANUELE Tesauro . rendendolo venerabile ». a que' è il conte Emmanuele Tesauro. vo- lendo illuminare un cieco. a ridurre quale non et c'è altro rimedio se non polvere e il fango — PiiÌvÌ!. e Trattato de' concetti predicabili tra capp. O sofferto tatori . « che avrebbe accecato un occhio più sano di quello dell'Aquila? ». Pel quarto « sulla meditazione della morte » il concetto predicabile era costituito dal miracolo di Gesù.cap. e in eli' trattatista da noi citato. che. E non bastava forse la superfluità. Perciò il nimento della stori. Seguiva gellare il autorità di San Cipriano a « ferrare e sug- concetto. il cieco era figura del peccatore ostinato. « i Al terzo tema: concetto predicabile piaceri del mondo sono afflizioni » serviva di la parola tamiiin. leggiadramente svelata dall' ingegno biiniano. sola saliva. gli mise del fango sugli occhi.a. Quinta impressione il .. Palritiii Toriiifse.o Per Bartolomeo i Zanatta. ricordo della Morte. autore del libro lo defluiva enfa- tempi celebre del Cannocchiale n ticamente: un' ar^iitia leggiermente accennata e dall'Ingegno Divino.nn Croce D. motteggiando agli (i) // Cannocchiale Aristolelko o sia Idea dell' arguta tiilta /' ci iiigeniosa co' lilociUiotte che serve a Arte oratoria.avveun fenomeno della natura. es in piil- verem reverteris — . IX e X.iino. fatto mostrando come essa in fosse contenuta snnbolicamente in un o una parola della Sacra Scrittura. . MDCI-XX \>os\.

I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO et agli angeli 7 gli huomini con vari motti et simboli figurati di altissimi suoi concetti». o arguto se- . faceva egli stesso un'arguzia. Onde dobbiamo Ingegno Divino il concludere che : Tesauro. a Ma. di veramente divino . nel raffinato Seicento. e che quei predicatori dell' loro pubblico la fossero gente che in ogni parte il universo visione ! udiva viva parola. si qui. proprie di ci Dal supporre simili condizioni tempi primitivi ed ingenui. per cui ingegnoso meravighoso. vedeva . nel chiamarli nella prima parte della sua definizione mente accennata dell' « argu^^ia legger- ». senza che l'oratore percorresse un qualsiasi svolgimento dimostrativo. senza che dixit divino. « l'applauso divide — dice sempre Tesauro — al a Iddio dell' averla trovata e al Predicatore dell' haverla come pelle- grina merce mostrata al mondo e tempestivamente appropriata suo proposito ». se predicatori ed il loro pubblico avessero preso sul serio quei ravvicinamenti. si richiamasse neanche all' Ipse Come questo modo di predicazione poteva contentare ? ? gì' intelletti gli e rapirli di gioia ed ammirazione Come poteva muovere animi a sentimenti e propositi religiosi col del Alla prima domanda si risponde rimandare alle notizie l' che si hanno del traviamento e il intellettuale 1' Seicento. quah ragioni sarebbero state più sode sarebbe stato Dio ! di essi ? Ipse dixit : ma V ipse. il in quel caso. noi sappiamo di distoglie non solo tutto ciò che quel secolo. E quando l'ingegno umano si un abile il predicatore svela l'arguzia. che di- stingue a più riprese concetti predicalnli dalle sode ragioni. persuasione dalla scolastica e vuole che di concetti predicabili i si debbano soltanto confettare le prediche. Che. anche noi si para una ditjicidtii. Dalla definizione citata dovrebbe concludere che quella argn^ia divina fosse considerata qualcosa di come ed il reale. senza che facesse un passo sulla primitiva enunciazione. la rettorica . i ma lo stesso nostro Autore. gesto divino. Una perpetua ed illusione che sarebbe stata una condizione altamente poetica di spirito. : Nei concetti predicabili tema era confettato si ossia voltato e rivol- tato con paragoni ed arzigogoli.

chiadelle lume dell'Oratoria e poetica Elocuzione. piacevolissimo condimento ultimo sforzo è dell' intelletto . la senz'aver abitudini mentali ed estetiche. alla — Quanto con gli seconda domanda. venivano considerati non più come fini a mezzo e risultato. La storia smentirebbe tale supposizione esempi dell' ardore apostolico di molti dei primi. le Per gli : animi nostri vogliono o di solletichi per quelli del Seicento bastavano argu:(ie. di popolazione è noto detto di Luigi XVI. di quelle La psicologia ammonisce. . Ai tempi nostri udiamo talora dal pulpito le dissertazioni sulla questione sociale. Alla moda non si sottrae la parola di Dio. allora. fatta da un mio carissimo amico nel quella seminvenzione di Circolo Filologico. non etc. e i tratta- tisti italiani del .8 condo la BENEDETTO CROCE parola del tempo. si vago fior di Parnaso che dagli horti di lei etc. della Civil conversazione. « Divina parto dall'in- gegno. Non fiume si dolce di facondia che senza questa dolcezza ci si insulso e dispiacevole non non rassembri trapianti. un predicatore si senti eccitato da una conferenza. ma come sé stessi. Sono enfatiche parole dello stesso Tesauro. a discuter il anch' egli alcuni etnologi. E quelle arguzie facevano spesso sgor- gare torrenti di lagrime sincere. grave errore l'arguire dall'in- sipidezza di quelle prediche alla tiepidezza della fede negli oratori e negli astanti. le preoccupazioni e ci preparazione degli uomini di altre specie di sollecitazioni. o sui inali del liberalismo : qualche anno fa. e delle frequeni tissime conversioni operate tra secondi. gran Madre rissimo d' ogni ingegnoso Concetto. sarebbe. di ammiqua- nistrazione. pel resimale innanzi a lui predicato nel 1781 dal poi famoso abbate e (I) Del Tesauro discorrerò in un mio lavoro su Baltasar Graeian concettismo. spirito vitale morte pagine . prediche dall'effetto che le che non bisogna misurar l'effetto fanno ora su noi che le leggiamo. della foggia che abbiamo esposto. il di finanza. a Napoli. ». eh' è si cosiddetto matriarcato! Nel secolo passato di agitavano dal pulpito problemi : economia. della vestigio Divinità nell' animo umano. l'Argutezza. all'inizio del sdo trattato (). certo.

che se ne tornò al ai convento di S. 268. in cui la riassume e concentra per nostra fantasia un'intera epoca storica (3). .. racconta di un Padre Giuseppe. pp. che al aveva predicato di quaresima a Napoli. con un furor di concorso che non può credere da XVII. segn. (ms. 1801. 2' cdiz. Di simili prediche se che allude a un ne facevano in come in i ci ricorda il Bettinelli. la alla barca non volle procedere si oltre . chi la può ripenPredica- al Seicento senza rivedere in fantasia figura del nerovestito come un gesuita. del resto. vide la barca soavemente sfuggire innanzi il finalmente indietro riportando a Napoli Padre a . Le Accademie lodavano : il pubblicando rac- colte di versi e prose la società elegante cercava nella le rivalità Quaresima degli ordini fatti un sostituto ai divertimenti del Carnevale: i religiosi creavano le partiti entusiastici di nel pubblico. 9. FuiDORO III. Venezia. (i) (2) Sainte-Beuve. Caterina a Fornello.280. nel quale chi noi vide u) «_ la Tanto più gamente ciò accadeva nel secolo devozione lars' diffusa faceva delle prediche uno spettacolo predicatore. cui tutti inte- ressavano. la Venezia. Molte notizie sui predicatori di Napoli pel ventennio 1660-1680 nei C/o?-nella Bibl. . 126. «a«' del II. domenicano. B. X. Era impossibile che una predicazione cosi mondana non fosse sensibilissima alla moda intellettuale ed estetica. Tomo (3) X"XIII. giunto capo Posilipo. di tutto! d) ». Saggio suW eloquenza. come un domein nicano o col rozzo saio cappuccino a gesticolante una chiesa barocca. gara da devoti quali . si i « in un alla de' primi pergami coi Montesquieu. cronache quei tempi e. ed essendosi i egli ed i marinai e affidati sfilare volontà del Signore. avrebbe parlato Italia. » . Causeries du Lundi. sotto la data deldi l'aprile 1680. 115. 296-7. Naz. in Opere edite ed inedite. Di questi sono piene sare tore.1 I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO Maury: «Se l'Abbate Maury ci ci 9 cardinale avesse parlato un po' anche di religione. Padre Lucchesi il quale Venezia filosofava Puffendorff. Barbeirac mano. e nel partirsene per mare. innanzi a un uditorio dai di fastosi abbigliamenti? Appartiene si quel piccolo numero ligure dominanti e caratteristiche. 57-8. 107. o biancovestito . dove era visitato distribuiva balsami ed unguenti di mirabile efficacia. luogo. IV. In quest'ultimo vedi I.. si VII. 13-19): 127.

di E sovente prediche non si limitavano all'esposizione un sol concetto.Ma ormai appare chiaro che la questione non va messa propriamente cosi. di attribuiione. d' iperbole. di esaminare quali con- io Ved. o di antitesi. una corona. arzigogolando sulla Scrittura e Santi Padri e studiando le la Catena Aurea e la Selva delle Allegorie. si Ve n' erano perciò propor^une. < Pontan. si:(ione. . che di continuo si stampavano e ristampavano. in Atti i/ell'Acc. e attri- di ipotiposi. grado più elevatosi facevano un dovere i d'inventarne sempre di nuovi. concetto predicabile sulle gioie terrene e della parola ebraica tannini. Osservationi intorno questione del Secentiimo >. di il secondo di le specie di metafore di con cui buzione. laconismo. ed è assai più complessa.IO I BENENETTO CROCE trattatisti classificavano sottilmente le varie forme di concetti presette. Qual fortuna poi quando natura o gli avvenimenti porgevano essi l' occasione del paragone come hanno a Napoli. da un lato. equivoco. Il Tesauro ne distingueva costruivano. in una delle frequenti minacce del Vesuvio. II. di dolore. gradite era quella di opposizione. ma ne offrivano una tutti serie. dicabili. se il nostro secentismo fosse prodotto o no dallo spagnolismo. in cui — scrive le un cronista — « i predicatori il avuto motivo salutifero per anime. formato per mezzo cui si è parlato di sopra. con ricordare che Vesuvio (') predica con suoi muggiti per tenerci svegliati ad operar bene! ». I Una delle forme pii!i predicatori di second' ordine trovavano concetti in abbondanza. di di oppoil Per esempio. che s' aggiravano la : intorno ad un unico tema. d' ipotiposi. Si tratta. era di equivoco. quello sulle offese della lingua.. Vedi alla §§ : € Influenza sullo stile». un fuoco di fila. nella quare- sima del 1680. voi. . sene in ispecie : l. XXVIII. ai ricorrendo numerosi repertori I predicatori di . È vecchia questione tra gli storici della letteratura italiana. quello sul cieco nato. le mie Ricerche Jspano-italiane.

. pp. senese patria. ( I ) Pei due primi ved. descritti di sopra.i Una buona mancano si ancora difetto. pel secolo XVI. modo indipendente. nes. e perfino storie di essa pei singoli periodi. VII. il meglio ch'io conosca è un del Concilio di Trento capitolo del Dejob nel suo saggio sulle lettere e sulle arti il). E. FuiDORO. su Roberto da Lecce. sul Savonarola (^l. Concile de Ch. pp. in Studi di storia letteraria na- Livorno. venne anch'esso Spagna. ed unico fosse focolare d'infezione. Giornali. cit. 109-144. Pel secolo XV è scritto sparsamente su Bernardino da Siena. S. Le prediche volgari di di si. in . Vigo. injltcence Lecce. che poi. e quali furono vicende di ciascuna Non c'è ragione di supporre ch'esse sorgessero tutte presso un sol il popolo. 115. 165-203. Siena pp. Thorin. I. . ebbero secondo si i vari paesi. — come metter in chiaro l'in- fluenza spagnuola in una certa fraseologia cortigiana del pieno cin- quecento ('). durata ed effetti vari. della commiss. De les l' du Trente snr la littérature et les il beaux-arts chez pitolo II. Paris. 1884. O Bacct. Dejob. Dall'altro lato.IPREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO dizioni di e fatto I I disponessero al i vari paesi d'Europa nei secoli XVI intel- XVII all'ammirazione e culto di certe determinate forme lettuali ed estetiche. Fra Roberto da 1884. di volendo portare mio piccolo contributo all'esecuzione altra volta cercai di questo programma. e che non potessero nascere alcune in un paese ed altre in un altro. od anche in più paesi in sistenti. nel i42y lin Confcr. tratta d'indagare dove e tra quali circostanze prima le nacquero le singole forme. ìetetana. storia dell'oratoria sacra in Italia f. che noi giudichiamo ora viziose: forme. diffusione. (3) peupìes catkoliques. Vedi bel ca- Effort polir léformer l'eloqiiencc de la chaire. suW Infltienia alla L'indirizzo predicazione nel secolo XVI fu dato specialmente dal piacentino Cornelio Musso (15 1 1 - 1574). così ora posso affermare che il primo impulso alla formazione dalla dei concetti predicabili. 1895 77"'39)i F. (2) TORRACA. storici il questo campo studio. Bernardino Siena . e per genesi spontanea da germi preedi Molte indagini gli particolari in : ecco il programma che debdi bono imporsi ora E.

Ingegni spagnuoli — egli scrive — . nutrita scritturali Il di cose.. abbassando le dottrine le difficili alla capacità degl'idioti. » Ancora i ai principi del Seicento.\lcuni guida questa poco nota parte della nostra letteratura. di questi argomenti ingeniosi. detti vulgarmente concetti preriflessioni che con mirabili e nuove e metaforiche i sopra la Scrittura Sacra e Santi Padri. In questa predicazione. ma più eulte. ital.. con- L'eloquenza del Musso era grave. Ricerche fsf>imo-itaìimir. VII. § : « L' ingcgDo degli Spagnuoli . fama di in rilievo qualche tcndcnia aWe fioriture ni Ciniga- rola (o. dal suo scolaro e perfezionatore il milanese Francesco Panigarola Italia (1548-1594). il Seripando. che abbiamo scelto a « . pp. questa novella maniera d'insegnar dilettando e dilettare insegnando. come dicevamo. « Panigarola — dice Tesauro — perizia nelle rettoriche. voi. Il E sopravvennero. L. in complesso severa e scevra di giuochi rettorici <2) sopravvennero — elemento rivoluzionario — i concetti predicabili. 129-131). fr.12 detto e il BENEDETTO CROCE Bitoitto perchè fu per un trentennio vescovo il di questa città. TlRABOSCHl . nenza la facilità le . questo predicare aveva suoi rappresentanti nel Casteltìcardo e modo di nel Mon- tolmo. e. Ili. cit. formando sue prediche non men faticose. VI. fatto ci in Tesauro. §§ 7-M(2) Il Dejob mette però e. (3) Sulla il arguzia degli spaginaoli. più or- dinate e soavi. da giovane. ». ed innalzando basse e pi. i bollenti spiriti di Padre Cristoforo — . naturalmente arguti (3' e nelle sco- lastiche dottrine perspicacissimi. ). è attestato dallo stesso dalla Spagna. la grazia e la leggiadria da cavaliere ( — aveva l'avve- avuto.ane alla sfera dei (1) Ved. trovarono. accanto ed altri ('). non è gran tempo. testa di testi interpetrati pianamente il . Storia della leti. a questi due. lap. il Fiamma. che predicò in trattati e fuori e anche importanti dottrinali sulla sacra eloquenza. lasciò divino Panigarola. per mezzo dicabili. la naturai facondia e la dolcezza della lingua. Bi- sogna menzionare. e di vi argomentaaggiunse la zioni filosofiche.

Napoli « ebbe il una parte importante e dominante. lui Roma. fur chiamate Napoletani: e tosto trole offi- varon spaccio apresso a molti. ai Ma a noi basti qui di colpire al passaggio. egli nel suo italiano diceva la canta. che questo modo argomentare predicando fosse stato preparato e suscitato in Lspagna dalla letteratura poetica d'imitazione italiana. X3 i Dotti a guisa della i Manna nobili e . che copiosamente ne fornirono cine delle lor prediche. in Italia. che pure aveva avuto nella seconda metà la del Cinquecento calda e vigorosa predicazione di Fray Luis de Leon buona fiorito e di Luis de Granada. » Né narra la via di Napoli si fu la sola. di Potrebbe darsi. Anche in questo fatto lo come il in generale in tutti gli altri che riguardano spagnolismo e seicentismo italiano.\ nel secolo XVI da i predicator. e « volendo esporre quella voce calceamentiini in volgare.1633). colà primieramente sbarcarono Napoli. sarebbe da considerarsi come un innesto al italiano sul tronco spagnuolo. Ma anche per la Spagna manca una storia della sacra eloquenza. spagnuoli facevano sentire in varie parti d'Italia: valentissimo. e perchè paralitico femminile in quel linguaggio è egli faceva . lo al scarpo. P. sua preistoria. che tornava in certo di modo suo paese origine. che per circa un ventennio fu predicatore di corte dei re Filippo III e Filippo IV. che predicando italianamente a suo parere. di Italia. dalla Spagna principi del Seicento. i plebei. Le novelle merci — scrive Tesauro — per cagion dell' Hispano commercio per a terra e mare.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO . la nuova forma di predicazione. il Panigarola sentito a l'aneddoto di uno di questi. perchè in ispagnuolo di genere maschio è il :(apato. L'influenza della poesia cortigiana è stata il asserita per ciò che riguarda il più famoso oratore sacro spagnuolo della nuova scuola. e piacciono e i pascono ugualmente piccoli e grandi. senza risalir per ora alla . che fu trasportata poi in Italia. e in tal caso la pianta . » Si potrebbe si domandare come mai questi giacchetti intellettuali formassero in Ispagna. Hortensio Paravicino (1580. onde in Concetti che non ancor le conoscea. Gi.

e il La parola di Dio ora è cibo ora è bevanda.a . La severità del quale produceva delle prediche buffonesche scurrili. e trarrà frutto dai fiori ». ma quella essendo pratica e morale. Venezia. giovava all'edicol ch'era « il fine da raggiungere. quali gli haveano insegnato a predicare con maggior diletto del Popolo. Se anche non istruiva ficazione.. nelle Questione sulla Fai'ella. di cui I hanno moltissime traduzioni ed edizioni o spagnuoli. i predicatori. appunto colTesauro. col predicando che se havesser corso per poste un giorno intero nuovo faticavano ne potevano far assai meno. BENEDETTO CKOCK la sua letta . Si aggiunga si vivo commercio di libri teologici spagnuoli.. Con una nuove ! sola predica del Bitonto se eh' era tra i ben dieci delle Il Montolmo. Si sentiva di bisogno un modo predicazione meno difficile ed astruso di quello classico del Cin- quecento. senza sudare! » La Spagna. molto differente è la Rettorica persuasione dalla il Sco- questa. che semgl'intelletti. in curiose erudizioni. inferisce vero da vere ed in- trinseche ragioni. . trovarono il concetti napoletani. brava decoroso. anch' egli proposito. poiché — ripetiamo Tesauro — lastica. p.. come reazione 1" abuso con rappresentazioni mimiche e motti offriva Ora il modo spagnuolo un compromesso. etiandio cavillose ed apparenti. essendo specolativa. lieta accoglienza. come introdusse il genere.inte . tra le bibite! D'altra parte. . Tesauro riponeva concetti predicabili nella seconda categoria. che con Io stile antico « più sudavano ». e di queste seicento il ne formava il buon padre ogni mated ascetici italiane. in apologi. e discorrendo «ch'egli un giorno. buoni seguaci della scuola del Bitonto. su havea grandi obbligationi a' gli disse: i Predicatori Napoletani. . fondate in metafore. cosi continuò ad esser la (i) Il Predicatore di FRANCESCO Panigaroi. servirassi di figurate ed ingeniose ed estrinseche ragioni. 1609. vescovo d'Asti. . minore osserv. mutò tal stile. Al di che contribuirono parecchie cause.14 comand:ire dal Signore che dovesse levare puritadi di lingua tina (') ».

disciirsos. V Apparatiis concionatorum (16 14) entre di Francisco Labata di . en It. fabricarli di proprio il Marte hoggidi non tanti è troppo necessario — scrive Tesauro — . explicacion o aplicacion de l. tempi Urbano VIII. il cappuccino Girolamo da Narni. e poi veniva riducendo fra al senso cattolico le ai sue espressioni (3).iba el mundo .Ttestado . Il Tesauro nomina il quelli che predicavano suoi tempi in Torino Zachia. de Ubros de . ITI. per mostrarsi ingegnoso. tra altri. da vestirsi ed impindi guarsi con ingegno Italiano. ISL. essendone pieni volumi spagnuoli. Silva Coin- parationiim (161 1) del Gonzales de Critana.\ fray Gerundio). Il predicatori italiani formati a tale scuola sono legione. concef^tos predicabìesi'). e il gesuita P. Cap. ^§ 9-12.a- (i) i Ya est. (1663) Conceptjs preiicabiles politicos di y nwrales à I diferentes asiintos Francisco de Hontiveros. Quaresimale del padre Luigi Giuglaris della Compagnia di Gesù. appresso Lodovico Monza. TiRABOSCHi. in Milano. il domenicano fra Niccolò Riccardi. voi VIK. di ciie sopra qualunque tema predicabile. asl en Portugués come en Castellano Frances nuina y Hist. che fu allevato in Ispagna ed era grandemente III. stimato da re Filippo fra di si e predicò anche a Roma. genovese di patria. predicatore del Palazzo Apostolico ai (^ì. solesse cominciar col prodi nunziare proposizioni che avevano alcunché eretico. . gli Tira- boschi ricorda. (P. e di altrettante raccolte di esempì e concetti. (3) MDCLXIX. bastn ricorrere agl'Indici libri quei per trovarne infiniti: ma nudi e secchi.» L'Antonio dà l'elenco una qua- rantina di trattati spagnuoli dell'arte del predicare. cotKiptos predicables.x Sagrada Escritura ».-iliano en Latin v aun habìa algunos en la que tenian desterrada de literal los pulpitos la elocuencia verdadera y ge. il C. i Ccmceptos predicables e la Miscelaneas predicables (161 1-2) di Melchiorre Fuster. i Cmccptos extravagantes i qiie se ofreceii ano (16 19) Tomas Ramon. de (2) . L.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO di libri di l5 grande tornitrice « Il asimtjs. Del Riccardi racconta che. V. Luigi Giuglris. Cfr. fra le quali ricorderò couceptuiiin il Proinptuariìiiii le (1604) di Rafael Sarmiento. Ved.

Ghirlanda di varie descrizioni cavate 1636. dobbiamo spendere si virtù e di perfezione eglino . ved. Decade I. delle site prediche^ Napoli. . e « le vogliono adoprare per confetti non per vivande che « biasimava coloro tai tessono tutta Il la predica quasi un'incannata di ciambelle di 1' concetti infilzate ». mentre è descrizione del Narciso. — esclamava che metafore si finalmente il troppo è troppo ». se noi sapete. è egH l'Arco Celeste.. Celebri pei loro eccessi metaforici furono anche il P. col gesuita Padre Casalicchio. Lo stesso Tesauro con quest'ultimo imprestito. se fiore parliamo della nostra fanciullezza. che altro ella che un si e al come no. VI. Le voci non mancavano. (2) Dom.\nclie la Chiesa non risparmiava (i) Il napoletano Tommaso Carafa. di indi del giuoco del pallone. del quale si ha un liliro di Dtetc. nostra. Cent. Cfr. e notava che ». >. E sapete come noi ? incomincia quel fiimoso predicatore?: — è Signori. la sia gioventù nostra vogliamo paragonare all' che si ci voglia con ragione e qui fa opporre? Mentre. della scienza di Tolomeo. di letteratura. domeoicano. la ». scriztonì vagkissìmt:. . chi poi. etc. mentre che il fiore. « fioriti giardini di Argutezze e il di Concetti ». il La fanciullezza paragona e Narciso. Setiembbini. ad Alessandro. la II. Ticho Brahe somiglia al . 376: e Nella prima predica comincia dal pavone e ve ne descrive coda.\\' uiìkoTio deìh brevità della vita. descrive satiricamente quei dovendo formare discorrere a. al Bucefalo che la pergamo. per Gio. I. il BENEDETTO CROCE Lepore. salta ad Ercole.. qui la la — Che se Iride. ma io ne ho a mano un' edi- zione di Venezia.l6 rafa(i). Caminata e P. signori. poi parla del pomo.. tutta . Narciso. Montanaro. di «in luogo di un discorso pieno cosi breve la vita sodezza ed la in luogo di persuadere ch'essendo in esercizi di . signori. e con ragione. il Sull'Orchi.. Ulile^ Dolce (3) . Emanuele Orchi da dei critici Como (-). del Fracastoro . 1741. Arg.. descrizione dell'Arco Celeste. Lez. prenderemo commiato « — dal quale.. E dopo tutta questa roba vi di un avvertimeato per sa- lute dell' (3) anima Pubblicato nella seconda meti del Seicento. che stimano li gran dicitori si pongono di a proposito a dire farci la descrizione del flore. nel suo libro predicatori che. delle erbette del prato.

esaggerare. e un cro- nista nota tutti. come ad esempio pompa dell'erudizione). le il continue circon- locuzioni (onde Apelle san si chiamava Scettro penitente re David. Y Aquila Africana sant'Agostino.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO suoi avvertimenti. più di frequente. 1680: «Quest'anno . in alto grado viziosi. specie nella seconda nel I 7 i metà del secolo li . La mala abitudine andò cessando Segneri. Giornali. nis. nelle sue e allo stile fio- prime prediche aveva anch' rito. Porpora di Bettelenime san Girolamo). 115. I concetti predicabili sono un secentismo e semplice. . altri egli inclinato ai concetti resti Se ne liberò poi. con due g). le parole stravaganti e ricercate. Padre Casalicchio ne parlar culto e il parlar dotto.. Mi pare poi opportuno richiamar nel r attenzione sul significato che aveva assunto. Evangelista la Luca. si era di fatto frequentissimo. quenza che intellettuali spiega per la comune radice psicologica di quei vizi ed estetici: l'amore dell'ingegnosità. non occorre dirlo. VII. in il Napoli Predicatori sono Evangelici e Morali conforme precetto del Sommo Pondel secolo. (I) FuiooRo. III. rit. Basti qui ricordare che parecchi degli esempi tradizionali Il di metafore strampalate sono dati da aneddoti critica il di predicatori. anche per la forma. e simili. benché vizi del ancora intinto di parecchi degli tempo. intellettuale di è dato il nome di se- Ma non erano la il solo vi:(io del contenuto (ve n'erano altri. la parola esagerare (0. e l'accoppiamento dei vizi estetici del contenuto con quelli propriamente se ossia della forma. che fu tra i in Italia sul finir riformatori della sacra eloquenza. l'abuso delle metafore. Che i predic3tori del seicento fossero. Il tefice vivente » ('). del contenuto : se anche fossero di svolti in forma piana vi:(^io non per questo cesserebbero quelli cui si rap- presentare un centismo. linguaggio del tempo. . fre- non logicamente necessario.

I. «I predicatori quest'anno esagerano contro il con esempi e con vive ragioni contro la di Scrittura » lusso. (2) FUIDORO. XXIX. y> dice una didascalia al del Tesauro. lare punto in cui in deve par- dell'agonia di Cristo ('). Di e i tale fenomeno sono prova luminosa che ebbero fortuna anche sugli nelle tradizioni e in gli aiUos drammi sacri spagnuoli.. etc. rissano. soffre parecchie restrizioni. dove si discorse della Seconda specit dei concetti. la figura Tutti ricordano del di Cappuccino. alle turbe: quei predicatori concettisti e metaforeggianti furono largamente popolari. fatto è. che i paragoni bizzarri colpiscono l'attenzione dell'ignoartificiosi . nel se- prese però anch' essa un color di moda. gli svolgimenti soddisfano la sua intelligenza. Italia. ms. fre- quenza nelle cronache del tempo finito Esagerare . Qual fiume (1) Vedi il Trattato di concetti fredicabiU. insomma. che Federico Schiller . j8o e passim. i giuochi di parole la seducono la materializzazione delle idee nelle continuate ed esagerate metafore dà a quelle una corpulenza ed una tangibilità che si scambiano non di rado con l'evidenza. Giornali. e Dante suoi tempi la bollò con una delle sue colo ferrate terzine {Farad.. ma popolo. aveva per significare e : parlar con for^a seicentistici ! Contenuto solo al al forma erano entrambi ben accetti. nell'esi sposizione della trama di una predica. o mancata giustizia. 115-7). Il contrasto che si pone di solito tra la raffinatezza morbosa delle classi colte e la semplicità Il del popolo. . bevono. etc: sono frasi che ricorrono con (2). donneggiano e bestemmiano. non pubblico dotto delle accademie ed elegante delle corti. introduco nel suo Campo Walknstein in mezzo ai soldati che giocano. Ed un' altra prova tra i si che non sono meno lussureggianti di concetti e di è certo m etafore. e di cui vivono parecclii rima- costumanze popolari.l8 « BENEDETTO CROCE si Qui può esaggerare. rante. La predicazione burlesca non colo un fatto ai particolare del se- XVII XVII : ha origini assai antiche. cit. ha nei predicatori burleschi del Seicento.

gli basta. Die Bisthùmer sind verwandelt Die Abtet'en in IViistthuiiur. Der Rheinstrom ist worden zu einem Peinstrom. und muftìger Ketzer. Lasst sìch nennt'n den Ja freilich ist et uns alien ein Stein Des Anslosses und Aergernisses. che lo Schiller s'ispirò per questo Cappuccino ad un personaggio storico. il bue. Und so lang der Kaiser diesen Friedeland Lasst walten. t/as rómtsche Reich — das Gott erbariti ! Solite jetjt heissen ròmisch Arm. e descrive lo stato miserevole de'la Germania e del Romano Impero : . di metafore e di equivoci verbali i I9 di non gli 11 esce di bocca! Egli inveisce contro soldati che si curano più in den Knig ah più den dello den Krieg (più del boccale che della guerra). che amano .. so wird nicht Fried in Land! È noto. Oxen ah den Oxenstirn (più statista svedese.. Tra le opere le costui ve ne ha assetate una. Abramo Santa Clara (1644. und die Stifter Sind nun Ranbteien und Diebeslùfter Und alle die gesegneten deutschen in Lànder Sind verkehrt worden Elender Nò e.1709) agostiniano scalzo e predicatore di di corte a cosi : Vienna ('). avventa gli ultimi strali della sua eloquenza: So So ein hochniiithiger ein Siinden valer Nebucadnezar.. celebre predicatore. scrittore ascetico popolare.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO paragoni. satirico possente della di seconda metà del secolo XVII: ad . che V Oxeiistierna nome che in tedesco significava fronte di bue). e non risparmia i suoi detti mordaci il al Wallenstein minacciato dai soldati che sentono offeso al loro capo. Die KlSster sind ausgenommene Nester. ritirandosi innanzi tumulto. WallensUìn . intitolata Cantina ben fornita in cui anime possono ristorarsi con .

. pp. il deutscheti Kritik (3) und Poesie. raccontano in Francia pel Pére André stro. e nel di novembre 1670 Domenico Maggiore per SCHEREK la beatificazione (1) Si cfr. der deutsehen Litteralur . essendo facile verificare che medesi simi aneddoti che raccontano in Italia pel (3). Jacquinet.. 90-144. 152 di un busto esistente nel il Museo . (j) Si suo ritratto. ora ricorretto giacche quel busto ritrae tiobiliss. pp. V. « Fontanarosa — » paesello della provincia di Avellino — come d'Italia» dice (4). 300. (2). Coneion. e per l'Italia. Car AVELLI.-(r« fr/VtcA*. Paris. non priva di aneddoti lubrici Fontanarosa ha dato luogo si finanche ad una novella del Casti!). il di Santo Spirito di Palazzo ( — ch'era a Gainbrinns — '). Loescher. ciò che scrive di lui lo . Ferino. il 338-9. Firenze. cfr. (4) I1 R. con l'iscrizione: Admodutn reverendus Abraham a et S.. e per la leggenda del FoDtanaroi^a. un — e predicatore famosissimo contemporaneo — cavalcò primi « tutti i pulpiti Cavalcò anche quelH di Napoli. tratta ma può esser sicuri che i si appunto di una leggenda si . 1885. nella domenicano leggenda Padre Fontanarosa. F. C//»o<-<:A.2 BENEDETTO CROCE bemdi:(ione. Caravelli parla a p. Giovagnoli. De la Ville. Gesch. in Aapoli VI (1897). avendo tra l'altre volte predicato la quaresima del 1664 nella chiesa posta proprio dove ora è S. P. pp. pel Pére André Bossuet. SuU' uno e suU' altro è sorta (il una ricca popolare. Padre Fontanarosa. ina è : un errore. Spanien loid die spanische Litteratur im Lichte der Berlino. Si può vedere nella Deutsche Litteralur^eschichU del 1'. Pp. eremitarum discal. I43-'57• di S. Ved. 1885. — che meritò un'allusione seconda metà. Definitor Prov. 1887.311. Il Fontanarosa era nodi meridionale: si chiamava Michele Avisati. Farinelli . Des prédicateurs du XVII siicle Oliarti edii. una divina Mi pare evidente l' influsso spagnuolo e ita- liano sul suo stile Ciò che per certo la Germania fu Abramo di Santa Clara furono in modo per la Francia della prima metà del secolo XVII l'altro agostiniano Pére André(i637). /''. invece p. Coesa. Martino e ri- traente Fontanarosa . A. Leggende romane. 1892. 1889. S. voi. Roma. KoENiG Clara. Berlino. Augusiini . il Padre Rocco cfr. a'* libro di P. pp» 56-7. il del Boileau ncWArt poétique — . 87.

Comprendo trentacinque prediche. e.ro Fontanarosa. .. quale anche offende Governo delle perfette è Republiche tiva (3) per lo che si sdegna pubblico quando la giustizia non distribuì communemente a tutti ». Do- menico Maggiore. . col paragone e re Magi che recano al bambino oro. e 9. . alfieri domimi s domisono li e cavalli la diversi gradi et ordini della Chiesa » . ed la il Viceré stima al Baronaggio nobili con troppo clemenza. egli. del qual cane descrive opre mirabili. M. fatto chirurgo amante.. III. Maestro Fontanarosa)^ eh' accudisce tieni titolati al Viceré il e non trova giustizia il perchè ogni bandito e li per protettori. per una volta almeno. stile eh' è dei curiosi modelli di secentistico. fabbro . tra il suo cane e « Carità. Chiesa. Fu già indicato compianto Caravellt. etc. oppose banditi lui . il predicatore che viene a Napoli con presente e tributo di cenere altre. nave cui arsenale fu le utero di Anna. giacché qualhora officioso servo mi siegue. schierato esercito di rocchi. e col balsamo della (i) Giornali del Fuidoro. 59. com' è spesso presentato negli aneddoti popolari. col tasto della lingua palpa e lambisce la piaga . incenso mirra. Trovo anche die nel gennaio del la 1666 quindici banditi assaltarono e saccheggiarono in casa di alcuni suoi parenti vi ac- Fontanarosa. AA. ma ucci- uno Ed eccolo. rex regnin nantiiim. Il diarista soggiunge si Di questo anche li uno dell'Auditori della Provincia pigliò l'informatione e stro (// pigliò denari del suo accesso dal Mae. e se per caso vien ferito. II. Vili. gli furono sparate contro sero sei archibugiate che dei suoi (2). » tra una scacchiera e ove impera un Re Monarcha. « scacchiera et sarti virtù. 166.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO 2 1 Alberto Magno (0. ms. 1. di ce. 126. Cristo. e il padre. fatto (2) Id. con paragoni tra una nave l' e la Vergine: «pomposa nave spalil mata di e bella. a solcare 1' infinitanza del mare la la delle grazie. cit. si « ch'era forte ed animoso ». Tra i codici della nostra Biblioteca Nazionale vi è (3) anche un Qua- dragesimale del P. P. ed . segn. proveniente dal Convento di S. ai corse con altre persone. non colsero per miracolo. in contatto con banditi. Divina Provvidenza. che cominciano : ciascuna con un lungo e bizzarro paragone tra i la prima. 235. : II. dal Ms.

hor Geometra ch'usctnde et la in la terra. attribuisce al di aver paragonato i dottori della chiesa latina. gira a torno. che oh. hor lato. ferisce. tropi 1 non sa astenersi dall' esclamar ! di volta in volta: « Oh.22 saliva r BENEDETTO CROCE unge e la risana ». hora Occidente. che.stesso dei suoi paragoni. che traslati ! ». vado. da lui. puzzolente bava della malitia. che paradossi ! oh. peccato vestro moriemini. ora fioritissimo incontro d' Heroi si lui come al Pére Andre s. ob che Ragno abominevole la e venenoso è l'Empio. e mentre spande la l'or- dita la tela. che tropi! oh. ovvero : « Oh. reti dell' iniquità cadet in retiaculo eius peccato/- . le intorce le funi. intorce stami. che misteri profondi ! oh . e spande si la tela opnre si la rete in aria. tabescere fecisti sicut af'otieam cius: ego vado et quaeretis il me et in peccato vestro moritmini. divora. siile Girolamo al re di picche a cagion del suo mordace. Ugo. fa hor se distorce in un l' bora si conduce nell' in un altro. hor s'arretra. dis- seccalo dal vento. ecco l'abbandonamento. hor l'alza nel cielo della su- perbia. che figure ! oh. hor s'avanza. che figure ! oh. s. hor sbassa. funes peccatorutn circumplexi sunt me. hor si libra nel cielo.\mbrogio . hor si profonda nel centro della sensualità. ecco la morte nella medesima rete intessuta . A. che sacramenti nascosti » . spande . talvolta l'ingegnoso il Ragno di traaguggiarsi l'immonda e puzzolente Motrahe dal ventre li né potendo impennarsi bava. XIII. Sbalordito egli . A darne un saggio un po' più lungo recherò quasi per intero l'introduzione della Pred. ove depredando cerca conservarsi in vita. di nota le espressioni con fioritissiinamia le quali si udieii:(a. tesse con tergo a gioiigere a chi per l'aria vola la viscosa la brancuta conocchia 1' artificiose fila. che metafore! oh. Agostino re di cuori per la sua Carità. in circuitu ma in fine ivi se ne muore. la mosca. s. et reco ecco i Signor ofTeso. impriggiona nella sua rete succhia. . bora diventa Matematico tirando circonferenze e a misuiai la le fila punti. profonda nella terra. sbrana. Son anche degne . va a caccia delle impii ambulanl\ mosche della vanità. capogiri del Ragno. . sul testo: Ego vado et qnaeretis me et in peccato vestro morieniitii : Ambisce sca. 1' uccide. et in . punge. Ma. quaeretis non invcnietts. dal ventre della colpa vomitando intesse le fila. rivolge alla sua udienza e chiamandola ora ora uobiìissiino fioritissimo litlerario di Minerva. ora nobi! lissima ecco (eco) di virinosi. bora si Astrologo con l'osservare Del- Oriente. che enigmi! oh. hor s'inalza.

Gregorio re di . Art poétigue. scrisse un romanzo satirico sui predicatori spagnuoli. polemicos . (2) Vedi Coleccion qìte de varios escritos critìcos. e prosaica. del secolo di XVIII. che nella seconda metà del secolo XVII ebbe il Segneri. ne era ben capace. polemiche. en chaire en sema l' Evangile BoiLEAU. suo paese dal morbo dei libri di cavalleria. tardi di Girolamo Tornielli. più tutte. alias Zotes. P. rumore: ne nacquero fu pubblicato scandali. occorsero rimedi estremi. dove il male era inveterato. la Spagna. che aveva avuto anch'essa sue poiìites i sue raccolte di conccptioìis théologigues e ìe i venute d'Italia (". sulla metà Isla. col titolo: Historia dei famoso pre- dicador Fray Gerundio de Campa:(as. Il libro fece gran (2 ). eh. IV. gli Non bastando ammonimenti gravi dei precettisti. ma ch'ebbe presto! Bossuet. ad un all' Padre José Francisco de Il dar di piglio il arme ridicolo. Massillon. il Isla ricordò che con queir arme gran Cervantes aveva hberato e. I. y satiricos en prosa y en verso^ se dieron à la esiantpa a eorrìeron nianuscritos con motivo de la . La prose la re^ut aussi bien que les vers . e nella prima metà del seguente. e per curarlo. Contro il cattivo gusto nelle prediche reagi le prima la Francia. l' Bourda- loue. quadri per la sua semplicità La cosa non sarà vera ma il Fontanarosa. al del sembrò necessario. L' avocai au palais en hérissa son Et le docteiir style. gesuita. proi- bizioni Il primo volume ne aUa line di febbraio 1758 : (1) Jadis de nos auteurs les pointes igDorées Furent de l' Italie en nos vers attirées. s. Segui un po' più tardi Italia. imitando il Cervantes.I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO per la 23 al al re di fiori sua fiorita eloquenza. come si vede dai saggi delle sue prediche autentiche. Ma.

I. Non difetti è qui Isla. e. dopo molte traversie. Voglio dire qui. . ot Espagne XVIU Elude sur Paris. per elezione di vescovo. per funerali. Vi si trovano descritti caricatura scuole di grammatica. dicendo che l'impresa i l'autore era più ardita. Espan. 308. sembra che fosse stampato per circa il prima volta 1770. proporzione. voi.) l'arte di fornirsi il delle di citazioni latine da intarsiarne le prediche non che modo cavar dal tema las circumstancias (che sono di stile. P. di sobrietà. de las idias eslélicas en Espana.24 il BENEDETTO CROCE la secondo. Padre de di che ha pagine deliziosamente di ma anche gravi composizione. de Autor. 414-17. le nelle Obras escogidos del Padre de nn Isi. il quale. non era il rnedeal simo di coi predicatori . e Regina di Napoli lo leggeva con spagnuoli fosse uscito molto meravigliandosi ì che dai frati un libro così grazioso contro predicatori (). in cui quei predisi catori formavano . 363. Tomo III. (2) Nella Historia 1892. 1891 Questi estratti della Corrispondenza del Tanucci di — che si conserva negli ar- chivi Simancas e di Alcalà de Henarcs — sono Tomo pubblicati da D. XV). Son dolente di non aver potuto vedere sUcie. I. VILA y CALLAJ30. ed è ben giudi« cato dal Menendez y Pelayo storico. la cui razza in Ispagna. informandolo che diletto. esso ci algo mazorral y frailuno » ('-). scrivendo da Napoli il 4 aprile 1758 Principe del- di Jaci. : gli usi letterari . Manuel Danpp. di rettorica. sulla fine dello stesso la mese.. scriveva Duca Montalegre. e gli espedienti Historia de Fray Gerundio. come le dedicatorie e le i titoli allegorici dei libri le formule per le prediche secondo varie occa- sioni (per la settimana santa. ( I ) il libro di Gaudead. le cir- le circustanie del nostro Tesauro). T. etc. Isla. Heinodo de Carlos IH. Les prichcurs burUsques P.a (Bibl. le propagava ancora in nel secolo XVIII. pp. ch'esso destò grande entusiasmo nel marchese Bernardo al Tanucci. Come documento presenta una copiosa e bizzarra raccolta si dei deliri dei predicatori secentisti. giacché se ne porge l'occasione. di filosofia. pubbl. I. 257-402. perchè se cavalieri erranti potevano esser messi in ridicolo senza timore dell' Inquisizione. il luogo di fermarsi sul valore letterario del libro del scritte. lo paragonava al Don Onijote.

predicando un giorno sul . è da ridere — egli prosegui : — e s' alla salute vostra. incastrati la con opportunità e la con grazia. celebre predicatore italiano del il secolo XVII. mia e di tutti. ma io proverò il loro errore con la Scrittura. Fray . con voce e coi gesti 1' Tutti mezzi erano per ciò buoni. mistero della e Trinità . il È curioso notare che in P. non è solo degno del maestro. ! — Un'altra volta Fray Blas ridendo l'uditorio: « cominciò e' Alla salute vostra. propter nostram salutem descendit de et incarnatus est — Il discepolo. con io stile pomposo. con r abbondanza la della dottrina con la moltitudine delle . Manicheo. a » tutti . riparò liani Italia (i). l'Ariano. per attirar attenzione dell' uditorio. : discese dal cielo Gesù Cristo et incarnò nelle viscere di Maria ccelis Propter tios homines ». il prosegui il : « Così dice l'Ebionista. Gli cominciarono a guardarsi. Socciniano . elevato ed altisonante. in fine. signori — e. è torio dotti . volgo. il Padre Predica- convento ed . ». con le varietà e con la sceltezza dell' erudizione . de Isla. quando. essendosi quivi accese tra i letterati ita- e spagnuoli le note polemiche sulla provenienza del cattivo (l) Prese stanza in Bologna. con la popolarità. detti coi proverbi. Così Fray Blas. e il quando vide presi all'amo. cominciò : « Nef. grazie gente : ai .I PREDICATORI ITALIANI DEL SEICENTO destar . coi fatterelli. la e. Marcionista. dove mori il 1781 . Fray Gerundio. piacere all'udidella dar gusto a tutti ed entrare nelle . cacciato con gU altri gesuiti. con i presenza. scandalizzati od incerti. coi giuochi e con gli equivoci al ai raffinati. 25 Il conlocuzioni. citazioni. cristiano o no. coi Concili e coi Pa^ri di Qualche cosa di simile doveva fare — come abbiamo detto Non sopra — quel : fra Niccolò Riccardi. le furberie per tore del l'attenzione.o che Dio sia tino in essenza ascoltatori egli li trino in persona » e si fermò un poco. Blas che giovane Gerundio ha per teoria di : modello oracolo professa la seguente « Il fine che deve prefìggersi ogni oratore. con disinvoltura. con arguzie. ai pru- denti. ma lo supera. di cui ci parla Tiraboschi.

Benedetto Croce. la quale ebbe. . ediz. apertissima influenza.26 gusto dalla Spagna in Italia. sulla nostra. (i) Vedi la prefaz. alla cit. F. di P. si BENEDETTO CROCE schierò tra i difensori della purezza del gusto spagnuolo e della sua innocenza nel secentismo italiano (). XIU. Monlau. Eppure nessuno più efficacemente di lui aveva messo in mostra le storture e le bruttezze seicentistiche di un importante ramo della letteratura spagnuola. delle Obras eicogtdas p. per questo rispetto.

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