Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita

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05/08/2013 anno XIV - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

diventato un classico l’apertura di questo editoriale dando un riferimento alla situazione politica italiana, nell’ultimo numero ho manifestato tutto il mio preoccupante disappunto su quanto sta accadendo, e avevo pensato di disintossicarmi un po dall’argomento. Ma al “momento di andare in macchina”, come si diceva un tempo in gergo giornalistico, non posso ignorare la condanna del cavaliere per antonomasia, anzi ex cavaliere. Sembra che dovrà scontare una pena “ai servizi sociali “ allora invio immediatamente richiesta per farlo venire da noi in redazione uno, ma forse anche un paio di collaboratori ci farebbero comodo. Veniamo direttamente ai …fatti nostri, a questo nuovo numero sicuramente da leggere, battuta scontata. L’argomento che ha tenuto banco in particolare a Santa Rita è stata la vicenda della richiesta di realizzare un impianto a Biomasse all’interno dell’Area Industriale, cercheremo di offrire uno spaccato fra lettere ricevute articoli usciti sulla stampa. Visto il successo dell’articolo sul capicollo in particolare per le sue istruzioni fotografiche questa volta andiamo a proporvi ancora in sequenza fotografica come si costruisce un pennello di serracchio. In “fiori d’arancio” un matrimonio con “ratto” non con Fabio di Pratoapozzo e neppure con un topolino ma con rapimento dell’amata. Per profili andiamo a raccontare una storia particolare legata a degli avvenimenti storici importanti e a quando, come si dice, “il diavolo ci mette lo zampino”. Per “Girellando…” ci affidiamo a dei fidi collaboratori d’eccezione “Gli amici dell’allegra compagnia di Nunzi”. Poi le consuete voci “Dalle associazioni” con in primo piano la Banda con il saggio di fine anno scolastico e lo splendido concerto di Foiano, poi c’è la nascita di una nuova associazione “Le ciospette” e la nostra rivista al raduno Nazionale. credo che ci sia da leggere “dell’interessante” l’ho già fatto ma credo che qualcosa mi rileggerò anch’io. Consueta buona lettura e sempre … fatti nostri,

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DESTINI INCROCIATI Cinigiano Fort Benning
Gente fidata in avanscoperta Matrimonio nella notte L’ultimo pennello ...di serracchio

il presidente Massimo Fabiani

Lettera dal presidente.........................pag Bacheca..............................................pag Numeri utili..........................................pag La nostra posta...................................pag Cinigiano in libreria.............................pag Cinigiano in edicola............................pag Notiziando...........................................pag Profili Cinigianesi................................pag Notiziando...........................................pag Dalla storia..........................................pag Gingillando..........................................pag Comune Cinigiano informa.................pag Notiziando...........................................pag Fiori d’arancio.....................................pag Gingillando..........................................pag Notiziando...........................................pag Profeta in patria...................................pag Il sommo poeta...................................pag Gente di classe...................................pag Gioie e sapori......................................pag Papaveri e papere...............................pag Dalle associazioni...............................pag Girellando............................................pag

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Penna ecologica in omaggio con la tessera Pro loco Cinigiano

PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera per il 2013: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito oltre € 10,00. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della Tessera del Socio Pro loco ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.
ASSOCIAZIONE PRO - LOCO CINIGIANO TESSERA N° 05006 UNIONE NAZIONALE PRO - LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Fabiani Giulia Segretario: Dari Irene, Tesoriere: Stivaletti Andrea, Consiglieri: Federica Spacca, Francesco Fantacci, Carlo Magini, Maria Grazia Bianchini, Sergio Fabiani, Ilaria Ventre, Giulia Lanzini, Guido Anselmi, Federico Tavaroli. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc_cinigiano@alice.it - www. prolococinigiano. org seguici su: Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Irene Dari, Cristina Bartalucci, Anastasia Marano - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

... fatti nostri,

Indice

... fatti nostri,
informa

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B a c h ec a

bacheca
AGOSTO
GIOVEDI’ 29 VENERDI’30 SABATO 31
POGGI DEL SASSO CANTINA COLLEMASSARI AMIATA PIANO VESTIVAL DIONISUS

SETTEMBRE
DA VENERDI’ 13 A DOMENICA 15
SASSO D’OMBRONE “SAGRA DEL CAPITONE” Cantine aperte, stand, mostre, banchetti di artigianato, serate danzanti

OTTOBRE
DA VENERDI’ 4 A DOMENICA 6
CINIGIANO “XLIV FESTA DELL’UVA” Cantine aperte , stand, musica itinerante, domenica sfilata dei carri allegorici e corteo storico delle contrade Cassero, Molino e Pescina

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DA VENERDI’ 11 A DOMENICA 13

MONTICELLO AMIATA “FESTA DELLA CASTAGNA” Cantine aperte, stand, musica itinerante, mercato dell’artigianato

FRA BORGHI PIEVI E CASTELLI: PROGRAMMA DI TUTTI GLI EVENTI DELL’ESTATE E DELL’AUTUNNO IN DISTRIBUZIONE PRESSO GLI UFFICI TURISTICI E GLI OPERATORI ECONOMICI

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... fatti nostri,

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commerciale s.r.l.

EMPORIO DEL TRATTORE RICAMBI MACCHINE AGRICOLE

APERTURA BIBLIOTECA:

Utensileria

DAL LUNEDI AL VENERDI 8,30 - 12,30 SABATO 10,00 - 12,30 tel. 0564 994187

tel. 0564.23369 - Tel. e Fax 0564.24932 Via Pisa, 46/A - GROSSETO

Numeri di utilità nazionale 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 800 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 CO. SE. CA. 0566 919946 www.coseca.it ACQUEDOTTO DEL FIORA - NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407 UFFICI POSTALI Cinigiano - 0564/994134 Monticello Amiata - 0564/992781 Sasso d’Ombrone - 0564/990705

MISERICORDIA CINIGIANO - 338/4396799 FRATRES CINIGIANO 335/481440 MEDICI Dott. Giovannini A. 0564/990709 (amb. Sasso d’Ombrone) Dott. ssa Bargagli D. 0564/99344 (amb. Cinigiano) Dott. ssa Naldini L. 0564. 992752 (amb. Monticello Amiata) DENTISTA Dott. Galeotti Alberto 333.2321993 GUARDIA MEDICA Emergenza Sanitaria 118 U. s. l. 9 zona 3 0564/993311 usl 9 zona 3 0564/483040 amministrativo 0564/483041 studio medico ginecologico 0564/483042 infermieri 0564/483043 guardia medica 0564/483044 pediatria/psichiatria 0564/483045 assistenza sociale 0564/483046 veterinario Fax 0564/993311 INFORMAZIONI TURISTICHE Pro - loco Cinigiano 0564/994187 Pro - loco Monticello Amiata 0564/992777 Strada del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata 0564/994630 COMUNE DI CINIGIANO centralino 0564/993407 ORARIO APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI dal lunedì al venerdì 10.00-13,30 • martedì 8,30-13,30 Pomeriggio martedì giovedì 16,00-18,00

PANIFICIO BATANI
di Gianluca Batani & C. snc Loc. La Concia -Monticello Amiata Tel. 0564 992730 -Fax 0564 992750

... fatti nostri,

Nu m er i u t i l i

NUMERI UTILI

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La nostra posta

NUOVA LAUREA A CINIGIANO Valentina Sani
l giorno 27 marzo 2013 Valentina Sani ha conferito la Laurea Magistrale in Scienze delle pubbliche amministrazioni e delle organizzazioni complesse, presso l’Università degli Studi di Siena. Tesi di Laurea in Diritto Tributario dal titolo “l’imposizione patrimoniale in Italia: dalle origini all’IMU”. Congratulazioni Vale, da parte della tua famiglia felice per il tuo traguardo e colpita con commozione dalle stupende e profonde parole rivolte e scritte nei ringraziamenti della Tesi di Laurea, che rimarranno indelebili nei nostri ricordi più belli. Sinceri complimenti anche da parte della nostra redazione che ben ricorda di essersi occupata di te nei tuoi trascorsi di Sindaco dei ragazzi. la Famiglia

Una gradita risposta Lettera del Dott. Bargagli
aro Massimo, sento il grato dovere di ringraziarti per le belle espressioni di stima ed affetto che hai scritto su “Fatti nostri” al fine di onorare la mia persona nel compimento del novantesimo anno. Questa sera, la pioggia cade sui prati di primavera, sui cipressi del mio giardino, sulla mia anima solitaria e la vita degli uomini, il frastuono della loro frenetica attività,le loro grida di gioia e di dolore, tutto sembra disperdersi nel silenzio della notte: quel silenzio che è tempo, è pace ed è mistero. Ma in questo silenzio, sento la gioia di essere vissuto in questa bellissima terra, tra questa gente che mi ha voluto bene, perché io - a questa gente – ho voluto bene per tanti, lunghi anni! Ho letto l’appello che invita alla collaborazione a “Fatti nostri”. Conservo, per mio diletto, qualche scritto, su “qualche” figura caratteristica fra la gente di Cinigiano; ma oggi il modo di scrivere non è più …manzoniano… e forse non verrebbe letto o compreso… Ormai, prigioniero della mia solitudine, soltanto nel rifugio dell’anima - che ricorda- provo la gioia di una libertà infinita: la gioia di essere ancora fra voi! Ti ringrazio veramente, sentitamente, cari auguri, Gustavo

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Abatourab Maymouna Di Es Said/En-nassiri Layla Nata a Grosseto il 13.05.2013 Vicolo Amiata, 1 Monticello Amiata Aderucci Caterina Di Franco/Rossi Barbara Nata a Grosseto il 27.04.2013 Via Amiata, 29 Monticello Amiata Bindi Petra Di Massimo/Sani Serena Nata a Grosseto il 23.05.2013 Via Amiata, 29 Monticello Amiata Garosi Matilde Di Luca/Woszkowska Kinga Klaudia Nata a Grosseto il 10.07.2013 Loc. Residence Bucaneve 7 Monticello Amiata Guven Sena Nese Di Seyhan/Guven Guley Nata a Grosseto il 01.07.2013 Via Grosseto, 6 Cinigiano

Lanzi Viola Di Lorenzo/Fattoi Lucia Nata a Grosseto il 14.05.2013 Pod. Trieste 1 Santa Rita Grassi Michele Di Stefano/Leoni Sara Nato a Grosseto il 16.07.2013 Pod. Ribusieri 1 Santa Rita Luttazzi Simone Di Marco/Sartori Gaia Nato a Grosseto il 19.07.2013 Via Guido Rossa 4 Sasso d’Ombrone

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GREEN O NON GREEN? Un contributo alla discussione

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enerdì scorso, 5 luglio, ero a Pisa nella Tenuta Presidenziale di San Rossore dove una platea di agricoltori e tecnici di settore presenziava al convegno sul tema della Pirogassificazione con specifico riferimento alla scelta della materia prima quale derivato di scarto dell’agricoltura. Il titolare di una azienda ha chiesto se le potature del suo consistente oliveto, se utilizzate su di un impianto di Pirogassificazione, potevano dare risultati confortanti e in quale misura. Occorre dire che le risposte a queste ed altre domande venivano date in funzione delle verifiche che vengono fatte nell’ impianto pilota realizzato dall’Università di Pisa, che seleziona materia prima di vario genere, tara l’impianto e, per un periodo prefissato, testa e cataloga tutti i dati di produzione, scarto, emissioni nonché difficoltà meccaniche e/o pratiche. Il risultato dei test svolti dava questa risposta: PROBLEMI - la materia deve essere cippata secca quando ha perso per caduta la foglia che disturba non poco il processo digestivo del gassificatore; RISULTATO - l’Azienda può sostenere un impianto da 200 Kw . che viene ammortizzato in 5/6 anni e che produce utili per i successivi 14-15 anni. L’Azienda azzera la sua spesa per il riscaldamento e/o raffreddamento della stessa in quanto viene utilizzata per intero l’energia termica derivata dall’impianto; BILANCIO ENERGETICO - fino ad oggi, come sempre fatto, l’Azienda brucia le potature con conseguente immissione in atmosfera di CO2. Conferendo la materia all’Impianto questa viene gassificata (non si brucia - non c’è camino) e l’immission in atmosfera deriva dallo scarico del motore che aziona la turbina . Il motore è nella fattispecie un motore endotermico che anziché andare a gasolio va a gas, più o meno come la mia macchina che va a GPL, ed è lo stesso motore che può azionare una nave, un camion, un pulman o altri mezzi di trasporto. L’immissione in atmosfera di CO2 è irrilevante rispetto a quella derivata dalla combustione delle ramaglie. Secondo me, quando si è capito questo, siamo sulla buona strada per comprendere che è dalla Green Energy che passa il nostro futuro. Una volta superata la crisi che ci attanaglia, riprenderà al rialzo l’asta del petrolio e del carbone; le nostre economie soffriranno sempre di più e il nostro ambiente sarà sempre più invivibile in quanto i danni e le certezze dell’inquinamento da idrocarburi non necessitano di ulteriori spiegazioni scientifiche, ma sono lì dinanzi a tutti e tutti ne siamo consapevoli . Recentemente, alcuni cavalieri dell’apocalisse, riunitisi nel ns. Comune hanno descritto spettrali e nefasti scenari che niente hanno a che vedere con la realtà della Pirogassificazione che, piaccia o no, non brucia e non immette nell’aria null’altro di più dello scarico di un motore, con il grande pregio di rapportarsi in modo virtuoso all’inquinamento prodotto da centrali tradizionali alimentate da combustibili fossili. L’importante è che vengano rispettate le condizioni di base perché un impianto si rapporti

correttamente col territorio: utilizzo non solo dell’energia ma anche del calore; filiera corta delle biomasse – con utilizzo anche delle potature e dei sottoprodotti agricoli del territorio; dimensioni correlate all’effettiva possibilità di rispettare le due condizioni precedenti. Se non è vero che piccolo è bello, altrettanto vero è che grande non è necessariamente virtuoso; il dimensionamento di un impianto ed il suo calarsi sul territorio sono le basi per un impianto di gassificazione economicamente ed ambientalmente sostenibile, due termini che fortunatamente coincidono. Certo sarebbe bello poter dire impatto zero, ma questo, si sa, non è possibile perché è la nostra presenza che inquina, tutto intorno a noi è fonte di inquinamento, i nostri gas intestinali inquinano, le sigarette e le bottiglie di Coca Cola inquinano; quello che possiamo fare è cercare di ridurre tutto ciò per favorire il recupero e il riequilibrio naturale. Consentitemi un consiglio, andate a rivedere su you tube un servizio che fece REPORT (RAI 3) su Gussing, un paesino Austriaco il cui destino era il lento suo abbandono: le banche chiudevano, così i negozi, le scuole e gli abitanti erano in netto,costante calo. Un lungimirante Borgomastro decise di giocare tutto sull’unica ricchezza che circondava il paese: enormi, sterminati boschi di conifere. Iniziò così a favorire la costruzione della prima centrale di gassificazione per la produzione di energia elettrica alimentata dal cippato di legna e per il teleriscaladamento del paese, seguite poi da altri impianti, pubblici e privati. Oggi Gussing ha triplicato i propri abitanti, è un centro accogliente dove non manca nulla perché il Municipio si permette inportanti entrate. Tutti i camini del paese sono stati spenti ed il termico viene conferito ad un prezzo poco più che simbolico ad ogni abitazione. L’energia elettrica pubblica è gratuita e quella privata è convenzionata. Il teleriscaladamento funziona perfettamente. Importanti fabbriche per la lavorazione del legname si sono trasferite a Gussing dove l’energia ed il calore costano molto meno. Lo spegnimento di tutte le singole caldaie ha permesso di abbattere dell’80% l’inquinamento ambientale. Questo è Gussing e questa è Green Energy. Detto questo due parole sull’Impianto proposto a Santa Rita. Presentare progetti Green di per sé non può bastare per ricevere plausi e incitamenti; la strada delle rinnovabili è anche costellata di errori; nel solare, ad esempio, mentre con soddisfazione vediamo il recupero di siti dismessi, l’utilizzo di tetti e

La nostra posta

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La nostra posta

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grandi coperture, il realizzarsi di parchi in aree particolarmente vocate ecc. non possiamo non ricordare che negli ultimi tempi tante, troppe superfici, anche di pregio, sono state “coperte” da praterie di pannelli sottraendole di fatto all’agricoltura. Nella terra del Morellino un Sindaco era arrivato a ipotizzare il realizzarsi di 20-30 Ha di impianto fotovoltaico, tutto ciò, per fortuna è rimasto sulla carta per le proteste massiccie dei settori ambientalisti e degli stessi operatori sul campo delle rinnovabili. Qualcosa evidentemente deve essere rivisto, ed è stato rivisto. Nel mondo delle Biomasse, quello che osservo è che la proposta di Santa Rita appare non equilibrata; risulta palesemente eccessiva 3 MW sono una dimensione che esce fuori dagli standard che il nostro territorio può sostenere. Quando la Regione Toscana firmava l’accordo con l’Unione delle Comunità Montane si auspicava il realizzarsi in modo diffuso e capillare di piccoli – medi impianti che servivano al recupero produttivo ed ambientale dell’entroterra, con particolare riferimento alla Garfagnana e all’Amiata. Impianti diffusi da 500Kw – 1 Mw consentivano ritorni occupazionali e utilizzo di quella enorme quantità di materia prima derivata da oltre il milione di ettari di superficie boscata di cui siamo ricchi detentori (110.000 ha Patrimonio Regionale). Oggi questo ingente patrimonio è sotto utilizzato, se non completamente inutilizzato, con conseguenze negative nel campo occupazionale, faunistico ed idrogeologico. Spalmare e non concentrare è una scelta di gestione politica del territorio che appare logica e condivisibile. A questo si deve aggiungere una seconda, non marginale osservazione. Ma l’enorme quantità di Energia Termica prodotta dall’Impianto (oltre 5 Mw ) come viene utilizzata? Il progetto dice che “verrà utilizzata “ ma tutto viene rinviato a successive scelte e progetti. Appare doveroso specificare e documentare cosa viene fatto di tanta energia che “teoricamente” potrebbe essere sprecata e dispersa nell’aria in contrasto con i nobili principi della Green Energy e del buon senso. L’auspicio quindi è resettare il progetto, ridimensionarlo e calarlo nella realtà del territorio e partire spediti su questa strada, con buona pace dei Talebani che detestano vedere gli aquiloni volare nei nostri cieli. Cordialmente vostro Cesare Fabiani

PIANTE E FIORI
bomboniere

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“SCAFFALE DEL VOLONTARIATO” Biblioteca Comunale Cinigiano

I cittadini e in particolare i volontari potranno dunque prendere in prestito presso la Biblioteca questi testi per la loro informazione e le loro ricerche. Questi testi sono anche scaricabili dal sito internet del Cesvot www.cesvot.it e possono essere richiesti gratuitamente al Cesvot, sia tramite sito, sia rivolgendosi alla Delegazione di Grosseto , in via Ginori 17 a Grosseto, tel. 0564/418447, email del.grosseto@cesvot.i

N

esportati e replicati in diversi ambiti e territori. Ne “I Quaderni”, invece, sono pubblicati ricerche, vademecum e approfondimenti tematici di interesse non solo per il volontariato ma anche per gli enti locali e le scienze sociali, come guide normative, indagini sulle politiche sociali e su temi attinenti l’immigrazione, la protezione civile, la disabilità, l’ambiente e la comunicazione sociale.

ell’ambito del percorso “Spazi comuni: lo scaffale del volontariato” la Delegazione di Grosseto del Cesvot (Centro Servizi al Volontariato della Toscana), ha donato alla Biblioteca Comunale le pubblicazioni edite da Cesvot nei periodici “I Quaderni” e “Briciole” che ad oggi contano 95 titoli, 63 dei quali usciti ne “I Quaderni” e 32 in “Briciole”. Oltre 260 gli autori: volontari e operatori del terzo settore, docenti universitari, esperti e rappresentati delle istituzioni. Si tratta di volumi che, nel caso di “Briciole”, raccolgono gli atti dei corsi di formazione al volontariato promossi dalle associazioni toscane. Esempi di buone prassi formative che possono essere

INfORMAZIONI BIBLIOTECA Approfittiamo dell’occasione per ricordare che la biblioteca è aperta nelle ore di apertura al pubblico dell’ufficio turistico al mattino dal lunedì al sabato 10,00-12,30 e nel pomeriggio 16,00-18,00. Sono disponibili alcuni periodici come i mensili: Il nuovo corriere dell’Amiata, notiziario del territorio amiatino, Maremma Magazine informazioni turistiche e culturali della maremma, Le Antiche Dogane informazioni storiche tecnico scientifico sulle origini, le evoluzioni del territorio e le strutture in esso contenute. Alcuni periodici dei 63 associati al Gepli, giornali editi dalle pro loco, provenienti da ogni parte d’Italia. Da pochi giorni è disponibile per la sola consultazione, rilegatura con copertina in pelle e scritte in oro, il quarto volume della raccolta di …fatti nostri, che può essere anche realizzato per chi lo desidera al prezzo di € 60,00, costo netto del rilegatore, portando i giornali negli uffici pro loco. Il volume in questione può raccogliere circa 12 numeri, per coloro che intendono avere l’intera raccolta o anche di alcune annate e hanno smarrito qualche numero abbiamo una modesta rimanenza che per l’occasione possiamo fornire gratuitamente cosa diversa se dovessimo ristampare qualche giornale i questo caso i costi devono essere valutati a seconda delle pagine del numero e dei colori di stampa. Ulteriori chiarimenti 0564 994187.

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Cinigiano in libreria

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Cinigiano in edicola

PAROLE DI CARTA Fra comunicati e articoli

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n questo numero abbiamo un sacco di materiale da esaminare riguardante principalmente l’argomento che nei mesi di giugno e luglio ha tenuto banco, in particolare al “Villaggio”, la richiesta di costruire un impianto a biomasse nell’area industriale di Borgo Santa Rita. Con la raccolta dei vari articoli, principalmente nati da comunicati stampa di quella o di quell’altra associazione, apparsi prevalentemente negli spazi delle cronache locali di Tirreno, Nazione e Corriere di Maremma proviamo a ricostruire la vicenda attraverso questo particolare osservatorio che è la carta stampata.

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Notiziando

“COMENIUS” Visita nelle nostre scuole

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n occasione dell’incontro finale del progetto europeo Comenius, dove le delegazioni dei tre istituti hanno visitato le scuole del Comune di Cinigiano e per il pranzo sono state ospiti dell’amministrazione comunale presso il ristorante “La Posta” di Cinigiano. Nella foto (da sinistra in alto): Silvana Totti (sindaco di Cinigiano), Cinzia Machetti (dirigente dell’I.C. “Civitella Paganico”), Concepción Castro Higelmo (docente dell’Istituto “Miraflores” de La Coruna), ElýbietaPietraszewska (docente dell’ Istituto “Mickiewicza” di Jejkowice), Barbara Araszkiewicz (docente dell’ Istituto “Mickiewicza”), AndrésGabínSánchezz (dirigente dell’Istituto “Miraflores”), MaciejPrus (docente dell’ Istituto “Mickiewicza”), BogusùawaBuczel (dirigente dell’ Istituto “Mickiewicza”), Paola Perrone (docente dell’I.C. “Civitella Paganico”), Leonardo Meini (docente dell’I.C. Civitella Paganico), Carlos Domingo Salgado (docente dell’Istituto “Miraflores”).

SANTA RITA Festa delle rose
i sono svolti mercoledì 22 maggio a Borgo Santa Rita, come da calendario, i festeggiamenti dedicati a Santa Rita da Cascia con la consueta Festa delle rose. La cerimonia religiosa officiata da Don Antonio si è conclusa con l’esposizione ai fedeli della reliquia della Santa e con la distribuzione di un piccolo ma significativo dono a ricordo della giornata. A seguire una ricca merenda cena preparata dalle abili massaie locali allietata con musica dal vivo.

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DESTINI INCROCIATI DALLE PIAGGE A FORT BENNING Un prigioniero a casa dello Zio Sam
di Massimo Fabiani

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... fatti nostri,

on queste righe vado ad aprire una pagina di storia non molto conosciuta, legata almeno per il nostro paese a Giulio Barbi. L’idea di occuparmi del nostro compaesano nacque una mattina di non ricordo bene di quale occasione, sicuramente era una delle feste civili dove la Sezione Combattenti comunale di Cinigiano apre le sue porte per il consueto “rinfresco”. Non so chi tirò fuori la storia che il primo caduto, del nostro territorio, nella seconda guerra mondiale, fosse uno morto in “America”... La cosa mi incuriosì anche perché al momento non ricordavo di aver letto di soldati cinigianesi deceduti negli Stati Uniti. Perché si raccontasse, tra i “combattenti”, che Giulio Barbi fosse la nostra prima vittima del secondo conflitto mondiale credo di averlo capito guardando un vecchio quadretto, con al suo interno un foglio, del tipo ciclostile, decisamente ingiallito e sbiadito nelle scritte, tutt’ora in mostra nella sede dei Combattenti in via Firenze a Cinigiano. Il foglio, scritto in parte a macchina e con aggiunte a mano, riporta come indicato sullo stesso l‘ “ Elenco dei caduti morti nei campi di battaglia e per cause belliche nella guerra 1940- 1944”. La lista, purtroppo corposa per un comune di pochi abitanti come il nostro, non è scritta in ordine di scomparsa ma più semplicemente in ordine alfabetico, ecco sicuramente svelato il perché si è pensato che fosse il primo caduto della seconda guerra mondiale. Barbi Giulio, o come si trova erroneamente in alcuni registri Gulio, nasce a Cinigiano in via delle Piagge al numero 2 il 18 luglio 1912 figlio del Cinigianese Giovanni e di Nannetti Angela (Angiolina) nativa di Campagnatico il tutto riportato in bella grafia nella Scheda Individuale dell’Archivio Comunale. E’ la nonna paterna Pieri Carolina, che dai documenti non si capisce bene se fosse anche ostetrica, che con il nascituro in braccio si presenta davanti all’ufficiale di stato civile per la registrazione accompagnata da due testimoni Fabiani Icilio muratore e Unito Alessandri meglio conosciuto con il nome di Giocondo lo storico Barbiere di via Roma, assente il padre perché al momento “lontano” forse impegnato a servire la patria nelle spedizioni Coloniali o più semplicemente in viaggio fra il Casentino e la nostra terra con i suoi muli essendo vetturino. Piccola divergenza negli atti sul numero civico della residenza, nel registro delle nascite si dichiara che il bambino abita sempre sulla stessa via delle Piagge ma al 4 bis, questo solo per la cronaca. In gioventù, come indicato dalla sua scheda, Giulio va a imparare il mestiere di falegname e ancora dagli atti a disposizione si rileva cha al momento delle nozze avvenute con una delle sette sorelle Alessandri: Emilia il 16 ottobre 1936, svolge l’attività di bracciante agricolo a giornate e fissa il tetto coniugale in Via Roma al n° 3 che al momento

risultava essere un civico di Palazzo Berti, struttura oggi non più in facente parte di via Roma ma di Largo di Via Italia. Cercando di far chiarezza torniamo a parlare del periodo storico nel quale il nostro compaesano ha vissuto. Sono decisamente molte sia le pubblicazioni sia le pellicole dedicate alla seconda guerra Mondiale ma ci sono argomenti tutt’ora poco conosciuti, come la prigionia dei nostri soldati avvenuta nelle più svariate parti del mondo e nello specifico mi riferisco ai irca 51000 italiani spediti negli Stati Uniti di cui almeno 171 morirono per varie cause durante il periodo di internamento. In questi ultimi anni grazie alla ricercatrice americana Kathy Kirkpatrick che si è occupata di ordinare buona parte del materiale inerente agli internati d’”America” sono emerse notizie interessanti che incrociate con testimonianze raccolte anche in Italia hanno contribuito a far emergere importanti tasselli di questa parte di storia semisconosciuta. Vediamo di ricostruire attraverso alcune situazioni note parte della storia del nostro compaesano Giulio. Il soldato Barni faceva parte della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale dette camice nere con precisione della comunemente detta Milizia Artiglieria Contraerei, conosciuta con l’acronimo di MAC, ( nel 1940 aveva preso il nome di MACA Milizia Artiglieria Contro Aerei) in particolare Giulio, apparteneva alla Legione 22 di istanza a Palermo . 70 anni fa del mese di Luglio nei giorni 9 e 10 del 1943 lo sbarco che davano in molti per probabile, che sarebbe avvenuto in terra sarda o corsa vide le truppe alleate provenienti dalla vicina Africa toccare terra in vari punti della Sicilia in particolare presso Licata dando vita all’operazione denominata con il nome del simpatico cane da slitta: Husky. Sette divisioni di fanteria tre statunitensi, tre britanniche e una canadese al comando dei Generali Patton e Montgomery con la super visione del generale Alexander. Le forze tedesche e quelle italiane comandate dal Generale Guzzoni opposero una decisa resistenza a quella che doveva essere una quasi passeggiata alleata invece nonostante lo svantaggio di mezzi e la metà delle forze umane e la complicità della mafia che in mille forme aveva contribuito a rendere più agevole lo sbarco alleato, argomento ancora di grande discussione. C’è anche la storia quella che piace a noi della gente comune con le

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testimonianze raccontate in alcuni diari di prigionieri come quello di Canova Lino, che aggiungono altro ancora su questo importante episodio bellico. Il Canova che ha vissuto la sua prigionia nello stesso luogo del nostro Giulio, così ci racconta dello sbarco: ”Gli Alleati si stavano avvicinando alla Sicilia. Prima che sbarcassero gli americani, vennero cambiate le munizioni alle nostre armi, affinché non funzionassero più. Un ufficiale della marina mi chiese di guardare il mare e di dirgli se vedevo qualcosa. In effetti mi pareva di vedere tante montagnole: erano le navi della prima linea americana che si stavano avvicinando. Un altro ufficiale, veneziano, mi disse di mettermi al sicuro, perché prevedeva che quella sera sarebbe stata una bruttissima sera. Io e altri soldati dell’aviazione ci siamo rifugiati nel sotterraneo della scuola agraria che si trovava nelle vicinanze della nostra base, assieme ai civili, mentre gli ufficiali e altri graduati scapparono con le loro macchine verso migliori rifugi.” Nonostante tutto le vite umane lasciate dalle due forze sul campo furono quasi diecimila, equamente divise, fra italiani e tedeschi e oltre seimila le perdite alleate con più di sessantamila feriti fra ambedue gli schieramenti, 116681 gli italiani presi prigionieri, molti rilasciati perché siciliani, questo sembra fosse uno dei tanti accordi fra mafia e comando Alleato. E proprio sulle tracce dei prigionieri, prosegue la nostra storia e forse quella di Giulio. Il 22 luglio gli alleati conquistano Palermo sede della Legione 22 e dopo 38 giorni dallo sbarco si concludeva il 17 agosto la presa della Sicilia. Molti prigionieri italiani furono portati e imbarcati a Agrigento per raggiungere Algeri da lì a un vicino campo di prigionia “sfiniti pieni di fame” “più della metà dei prigionieri camminava gattoni” “senza cibo e senza acqua”. Lì è stata fatta una selezione i più sani potevano scegliere, rimanere in Africa o seguire gli americani per costruire ponti, strade e case, in molti hanno scelto l’ignoto al triste conosciuto. Al momento di imbarcarsi è stata resa la meta: “America” un mese di viaggio con un pò di viveri “ma sempre sul ponte sotto il sole di agosto”. Dopo un lungo viaggio in treno dalle coste di New York fino alle località previste e per Lino come per Giulio Fort Benning in Georgia al campo dei prigionieri di guerra. Queste alcune testimonianze dal

diario del friulano Lino Canova che con minuziosa precisione ci offre una testimonianza della vita di Fort Benning: “Il campo era chiuso con gli articolati perché la gente non scappasse, e le guardie si davano il turno: nel campo c’erano le baracche. Questo campo era grande come venti campi dei nostri, all’aperto, c’erano pini altissimi tra le baracche, il campo era in pianura e appena fuori iniziava il bosco, ben tenuto. Andavamo anche noi a pulire il bosco. Dopo un mese gli abitanti del posto venivano a chiedere il nostro lavoro, che era gratuito: per raccogliere il cotone, i bagigi, o per altri lavori anche nelle fabbriche.” “Gli italiani avevano il vizio di rubare oggetti vari, se li portavano nel campo e alla sera iniziava il lavoro di trasformazione. Passavano anche le guardie americane per vedere cosa realizzavano i prigionieri con gli attrezzi e i materiali rubati: ferro, metalli vari. Con il ferro che veniva colato dentro al campo si realizzavano accendini, anelli, modellini d’aerei, modellini di trebbiatrice, macchinine, insomma sembrava un’officina di inventori. I vicentini con la terra facevano gli stampi degli anelli che poi realizzavano con il metallo, creavano maniglie per le valigie e altre cose. La sera gli ufficiali perlustravano le baracche, passavano vicino alle brande e alla vista degli oggetti rimanevano incantati: li compravano e davano la mancia ai prigionieri. Quando gli abitanti del posto protestavano a causa dei furti subìti, gli ufficiali americani davano loro del denaro, e tutto continuava come prima. Ogni prigioniero riceveva una paga giornaliera di 80 centesimi di dollaro, che venivano dati sotto forma di buoni da spendere negli spacci che si trovavano all’interno del campo. Negli spacci c’era di tutto, dai generi alimentari al vestiario alle calzature, alle stoffe. Nel campo si mangiavano a pranzo e a cena una fetta di pane e una bistecca, frutta, verdura, gelato, e caffè a bidoni. C’era l’assistenza sanitaria: siamo stati sottoposti a visite mediche periodiche alle vaccinazioni. “ “Dopo l’8 settembre non siamo più nemici e le autorità Statunitensi si pongono il problema: “ “…poi ci hanno chiesto se volevamo firmare per cooperare con l’esercito americano, cioè per diventare collaborazionisti”. “Quasi tutti hanno accettato e firmato, ma nella certezza che a guerra terminata si sarebbe

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ritornati a casa. Io ho firmato e sono diventato collaborazionista perché come tanti altri avevo il desiderio che il fascismo in Italia finisse”. “Dopo la firma non avevo più la divisa con il timbro PW (prisoner of war, prigioniero di guerra): ero diventato un soldato come gli americani, vestito come loro, ma sulla manica della giacca e sul berretto c’era lo stemma con scritto ITALY, sfondo verde e scritta bianca.” Si era agli inizi del 1944 e nel giorno 25 del mese di febbraio un tragico incidente mortale coinvolse Giulio riportando una fatale “frattura del cranio” come da referto. Sembra che il camion su cui viaggiava sia andato a sbattere contro un cavalcavia di un ponte. La notizia non giunse a Cinigiano con tempestività tanto che il 20 giugno, ancora i carabinieri non avevano bussato a casa Barbi per annunciare il tragico evento ma il destino non aveva finito con i suoi scherzi e così quando la moglie Emilia andando “da Salvatore alle Capannacce a prendere una damigianina d’acqua, scivolò dallo stradello”, incappando in una mina, nulli furono i tentativi di salvarla “giunse all’ospedale senza sangue”. Si compiva così un tragico destino confortato dal solo fatto che nessuno dei due sposi avrebbe mai sofferto della morte dell’altro cosa che non si poté evitare alla figlia Liana di sette anni lasciata sola con i nonni Angiolina e Giovanni. Barbino era il soprannome di Giovanni, di mestiere faceva il vetturino conosciutissimo in paese per essere persona buona e simpatica e ricordato anche per ancora uno scherzo del destino questa volta con un lieto fine. Barbino era in campagna, con il forcone in spalla attraversava un modesto acquitrino causato dalla pioggia quando un forte “bruciore” e uno “scossone” lo assalirono alle spalle facendolo cadere e bruciandogli “giubba “ camicia e pantaloni trasportato ancora

“frastornato” a casa ricevette la visita di tanti amici compresa quella di Don Francesco su questa visita ancora oggi rimane il dubbio se al momento fosse stata gradita o meno, il perché è di facile intuizione. Per dovere storico devo segnalare che il periodo di prigionia negli Stati Uniti dei nostri concittadini conobbe svariate vicende dalle più positive di pieno rispetto del prigioniero e forse anche oltre a quelle legate a episodi di violenza comunque sicuramente niente nei confronti di altre situazioni che ben conosciamo avvenute nello stesso periodo altrove. Fort Benning l’ immensa piattaforma militare fuori della città di Columbus in Georgia nota per i suoi Ranger per la sua Scuola delle Americhe detta anche “la fabbrica degli assassini”, raccoglie al suo interno anche un cimitero per i prigionieri di guerra e nella tomba numero 111 della sezione A-2 si raccolgono le spoglie di Giulio chi dovesse andare per archivi potrebbe trovare che la tomba è la 118 poco cambia anche se con il 111 sono riuscito a entrare sul sito del cimitero americano e vedere attraverso le foto la lapide in marmo bianco che porta il suo nome. Si conclude qui il mio narrare, come al solito devo ringraziare diversa gente che mi hanno aiutato a scrivere queste righe in particolare Lino Canova con il suo diario, Azelio dell’anagrafe, Zeno Aluigi della locale Sezione Combattenti i soliti amici del Bar come Danilone e Mario Carlo e in ultimo solo per casualità Elba Fattoi sorella di Emilia, la moglie di Giulio. Come al solito lasciamo sempre aperto ogni argomento per tornarci appena arriveranno ulteriori notizie e come sempre cogliamo l’occasione celebrando uno di noi per dire il nostro no a qualsiasi guerra.

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Notiziando

UN TEMPO ANDAVAMO NELLA CHIANA A COMPRAR LOCI
di Massimo Fabiani

Oggi a farci conoscere
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L

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a serata non prometteva bene un tempo si sarebbe detto è “marzo pazzarello” invece siamo a giugno quasi luglio. Tornavo da Arezzo e più mi avvicinavo a Foiano più l’orizzonte era scuro, il minimo era dare un colpo di telefono a Francesco per sentire se il concerto della nostra Banda in piazza a Foiano fosse confermato. Tutto ok, stiamo partendo le parole del Maestro Fantacci. Il Corpo Filarmonico Ruggero Francisci si preparava a tornare in terra Chianina dopo quasi quarant’anni. Allora era arrivato per partecipare a una rassegna musicale a Pozzo della Chiana, circa sei chilometri dal capoluogo Foiano. Dell’allora corpo bandistico al tempo integrato anche con le majorettes e i tamburini sono tornati il sottoscritto in veste di rappresentante dell’Amministrazione Comunale, Piero Fantacci nel suo ruolo di presidente del Corpo filarmonico e il maestro Sergio Raffaelli e Tono che dichiara: “un mi ricordo di esse stato tanto lontano”. L’invito della serata arriva dal Comitato organizzatore della Sedicesima edizione della Settimana Musicale organizzata dal locale Corpo Filarmonico Pietro Mascagni che per la serata di mercoledì 26 giugno ha messo in programma il concerto della Banda di Cinigiano. La seratina tende al fresco e la piazza, se pur arredata con comode seggiole in vimini, non vede al calar del sole il pubblico delle grandi occasioni. “Ancora non è ora, è presto ” dice Marco il maestro, non vi preoccupate la gente arriverà”. Del resto non capita spesso che siano i musici a attendere gli spettatori, ma questa è la Banda …un’altra storia. Pierino mi “ronza” intorno con sicuro nervosismo sicuramente non preoccupato del pubblico non ancora arrivato ma per la prestazione che se pur garantita dalla qualità dei componenti, specialmente in queste occasioni del “domani no v’è certezza..”. Sistemazione sul palco che non è sufficiente per i quasi quaranta elementi dell’occasione, occorre posizionare “i legni” e parte degli ottoni a terra e anche questa è Banda. Tutto è pronto lo speaker annuncia storpiando nel classico “Cinigliano” la nostra provenienza e via al concerto con il primo brano dedicato al famoso gruppo di musica pop italiana dei Pooh e come si dice il buon giorno si vede dal mattino in questo caso non si vede ma si sente … vuoi che le aree musicali sono sicuramente conosciute che l’acustica della piazza non delude si crea subito un’atmosfera decisamente ottimale. Le poltrone si stanno riempiendo arrivano anche “palati” del mestiere come i componenti della Banda di Ciggiano e anche gli avventori del bar e della gelateria

prendono posto nelle ultime poltrone rimaste. Al termine di ogni brano applausi dalla piazza e sorrisi di soddisfazione da parte dei componenti e del Maestro e anche chi mi sta dietro si lancia a commenti positivi, indicando il concerto in corso uno dei migliori ascoltati nella piazza. Alcuni si aspettavano il classico concerto da Banda, con le consuete marcette, invece si sono piacevolmente trovati davanti un’ Orchestra Bandistica con musicisti di buon livello, anche professionisti, di indubbia qualità lo hanno dimostrato anche negli “assoli” di Antonio di Francesco e di Rachele. Intermezzo di pausa per lo scambio fra i presidenti dei doverosi ringraziamenti e qualche minuto per il sottoscritto che come accompagnatore assessore non ha potuto fare a meno di ricordare con precisione il nome del paese e lanciare un invito a visitare la nostra terra ricca di tradizioni, monumenti e di prodotti tipici pronta in ogni occasione a aprire le sue porte, compresa quella del rientro dal mare. Il concerto si è svolto nell’attenzione più assorta possibile di un sicuro competente pubblico sia nei brani più conosciuti come i “pourpourri “come si diceva un tempo, dedicati a Fabrizio de Andrè e a Morricone sia nei brani meno famosi come un Blues, poco conosciuto ma di grande effetto per poi concludere in un enfasi progressiva in pieno stile Balcanico alla Bregoivic per intenderci, dove il pubblico non ha potuto fare a meno di richiedere il bis. Complimenti Banda per la piacevole serata musicale che ha sicuramente contribuito a presentare un territorio con il suo giusto vestito fatto di tradizioni come quella musicale. E anche qualche giacca non proprio della divisa ufficiale parla decisamente di noi dove fortunatamente ancora la sostanza è più importante dell’apparenza. Un ringraziamento da parte del sottoscritto al presidente della Mascagni signor Paolo Bernini e ai suoi collaboratori e anche a una mia vecchia conoscenza il mitico cuoco di Renzino che non inganni Renzino non è il suo nome ma è la località dove si svolge la sagra dove lo chef Crostone fa il miglior cacciucco di Toscana “ci vengano a “pulma” anche da Livorno a mangià il mi cacciucco” che ha imbandito la tavola per il dopo concerto con delle squisite penne al sugo di locio. Ringraziamenti e complimenti anche per il sottoscritto, forse perché non mi hanno mai sentito suonare, da parte dei dirigenti della Banda locale. Un indiscusso nostro invito alla prima occasione a rivederci e sentirsi a Cinigiano in conclusione di una bella serata. Una parola e un pensiero non può non andare a un amico che pur abitando a Sant’Angelo è sempre stato uno di noi non solo suonando nella banda ma anche collaborando con altre associazioni come la pro loco e le società di calcio. So che ci teneva a essere uno di noi avendolo dimostrato in più occasioni, per questo e con sincera commozione mi permetto di dedicare da parte di tutti noi questo concerto in terra Chianina a Stefano che ci ha lasciato recentemente.

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Campionato provinciale di Montain Bike
della Red White che concludeva quindi la gara in seconda posizione assoluta.- Le prime dichiarazioni di Del Grande sono state quelle di un elogio per l’organizzazione e per la spettacolarità del percorso: “… duro al punto giusto e con un tratto in discesa molto tecnico da vera gara di MTB, cosa non molto facile da trovare nelle varie manifestazioni” .- Alla conclusione della manifestazione è da rilevare che non si sono verificati incidenti di rilievo e dopo che i Giudici ACSI hanno stilato l’ordine di arrivo sono state consegnate la maglie ai campioni Provinciali e fatto la premiazione dei primi tre posti delle 8 categorie alla presenza del Presidente Provinciale ACSI Fabrizio Montomoli e del Delegato Nazionale Frido Rocchi.- Un pasta-party all’interno del circolo ARCI Il Maggiore concludeva una bellissima giornata di sport, fissando sin da oggi l’appuntamento al prossimo anno.

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Nell’ambito delle iniziative dell’Amministrazione Comunale e della Pro Loco di Cinigiano, per la promozione del turismo sostenibile nel territorio comunale, si sta puntando molto sul mondo degli amici della bici, partendo dalla ultra decennale Wine & Bike di fine maggio, a altri percorsi già segnalati, fino alla passeggiata rievocativa della transumanza “La via dei Biozzi” che in sei tappe partendo da Badia Tedalda arriva a Alberese con punto tappa a Cinigiano che a breve diventerà snodo organizzativo sia dei due eventi annuali in programma sia per coloro gruppi o singoli che intendono avventurarsi nell’”impresa”; da non dimenticare il percorso suggerito da qualche anno dalla Provincia di Grosseto con “cicloturismo in maremma” che vede il territorio interamente coinvolto nel percorso 12 “la via del Montecucco” e nel più ampio tragitto che tocca un po’ tutta la provincia e in ultimo ma solo casualmente la ben gradita iniziativa privata del Camping Lucherino con le giornate con il campione di Mountain Bike Mirco Balducci. Su iniziativa di Giovanni Pettinari (dell’Associazione FIAB Grosseto ciclabile) e la collaborazione di Luciano Corridori, esperto di percorsi ciclabili della zona, era già da tempo maturata l’idea di organizzare un evento sportivo su Mountain Bike, nella Riserva Naturale di Poggio dell’Olmo, o Poggio all’Omo come sarebbe il vero nome del luogo, in virtù delle caratteristiche morfologiche del territorio e dei suoi suggestivi sentieri che si snodano tra Monticello Amiata, le pendici del Monte Aquilaia e Castiglioncello Bandini. A tale scopo è stata contattata la Associazione Dilettantistica Sportiva Red White, squadra ciclistica amatoriale della provincia di Grosseto.Dopo alcuni sopralluoghi e contatti il presidente della A.S.D. Marcello Mazzetti ha sciolto ogni dubbio e con la fattiva collaborazione dei promotori dell’iniziativa, i citati Pettinari e Corridori ma soprattutto dell’Amministrazione Comunale di Cinigiano, in primis dell’assessore Massimo Fabiani, della Pro loco di Cinigiano e del circolo Arci Il Maggiore di Castiglioncello Bandini, e spontanei amici che non hanno voluto esimersi da dare una mano preziosa come quella di Sergio Landi che ha liberato parte del percorso dall’erba, hanno acconsentito di organizzare la manifestazione di MTB in quel luogo. L’ACSI, Ente di Promozione sportiva riconosciuta dal Coni, Settore ciclismo di Grosseto, a cui la Red White è affiliata per il 2013, ha programmato la gara per la data 7 luglio 2013 denominandola 1° Gran Premio di MTB Poggio dell’Olmo, chiaramente aperta a tutti i tesserati riconosciuti dalla Consulta Nazionale del Ciclismo ma anche valida come Campionato Provinciale MTB per tesserati ACSI, con la relativa consegna della Maglie Il percorso, aveva un po’ spaventato, sia gli organizzatori della Red White, sia i tanti praticanti di questo sport della Provincia. In effetti le circa 30 unità partenti non era il numero che si poteva auspicare, ma vi è da dire che tra questi vi era un parterre di tutto rispetto.- Senza ombra di dubbio i più forti bikers della provincia, ma come poi si è visto anche altri corridori di fuori regione non sono stati da meno.- E mi riferisco soprattutto al vincitore assoluto Carlo del Grande, cicloamatore di Celle Ligure, fresco vincitore del Giro della Provincia di Savona in MTB.- Quest’ultimo sin dal primo giro (12 KM) si è ritrovato in fuga solitario con all’inseguimento Emanuele Digilio che nel secondo si è visto raggiungere dall’indomito Alessandro Timitilli

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Dalla storia

INCIAMPANDO NELLA STORIA In uno scalino del 1935
di Carlo Pistolesi E rieccomi qui a parlare di storia, perché è proprio questa la peculiarità dell’“accadere delle vicende umane” in cui, prima o poi, ci inciampi sempre sopra, a qualcosa o qualcuno di tua conoscenza, e quando questo accade ti pare impossibile. Ti fa sobbalzare, quando ti ritrovi a tu per tu con chi credevi che fosse solo un ricordo della tua vita ed invece ... puff, ti si materializza dove non lo avresti mai cercato, ne pensato, legato a filo doppio ad un accadimento parallelo della tua vita che come per miracolo si incrocia nel cammino dell’universo. Vi chiederete cosa mai avrò trovato di così importante, di così straordinario. non è proprio una scoperta sensazionale, ma regalando a mio suocero una copia originale del “corriere della sera” del 22 febbraio del 1935, il suo giorno di nascita (un idea carina che vi suggerisco), per il suo settantottesimo compleanno, ho trovato tra i necrologi del giorno, quello di Luigi Bruchi, che serenamente concludeva la sua avventura terrena in Cinigiano (Grosseto), il tutto accanto ad avvocati, commendatori, maggiori e gran dame di Milano, Torino, Genova ecc. ecc. Due tasselli della mia storia che si sono incastrati come in un puzzle pazzesco (scusate lo spargimento di zz), una storia finiva e l’altra cominciava, una a Cinigiano, l’altra a Firenze, senza che i due si conoscessero, senza che tra loro ci fosse un minimo intreccio, due storie lontane che hanno trovato il loro comun denominatore nel sottoscritto. Qualcuno dirà :”niente di speciale”, e forse avrà anche ragione, ma a me piace tantissimo inciampare nella storia e nelle storie, perciò vi auguro di trovare anche voi uno scalino, un bagliore che vi faccia notare come la storia siamo noi.

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Indovinala Grillo

ganghero la porta di Castel Porrona

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ecisamente difficile se non impossibile, anche se volutamente avevamo lasciato in foto anche uno scorcio di arco in mattoni che poteva aiutare a risolvere l’indovinala grillo del numero scorso suggerito da Leonardo Alessandri che anche lui come del resto anche il sottoscritto, pur frequentando il luogo da anni, non aveva mai notato quel grosso ganghero l’ultimo rimasto dei minino quattro che servivano a sorreggere e far muovere la porta di Castel Porrona. Il pezzo oramai figlio unico si trova in alto a sinistra uscendo da Castel Porrona a fianco all’arco della porta

restaurato in questi giorni. Da queste righe ci lanciamo anche alla ricerca di qualsiasi documento che ci possa aiutare a conoscere qualche notizia sull’antico portone di legno che era collegato al nostro ganghero. Ancora alla vostra attenzione un particolare da voi suggeritomi.

“in odor di fior” come LA E come disse.. proprio si dice. Si racconta che già COSTRUZIONE aveva tollerato abbastanza. Ma, come calza a pennello per DI VILLA questo caso, quando “la si fa fuori dal vaso” scatta l’ira funesta. E così una mattina l’improvvisato muratore tastando CACONE al buio alla ricerca di mestola e paiola affondò l’artistica mano in una fresca, solo perché appena fatta, ma in realtà ancora “Fresca e calda calduccia, cacca umana. Recitato le litanie del caso dichiarò al misterioso “cacone”. Non si può dire che non ci fumante” di Massimo Fabiani guerra fossero dei sospetti, ma come in ogni buon poliziesco le prove

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opo oltre un decennio di ..e come disse, ben sapete che il silenzio sui i nostri protagonisti è d’oro e ligi alla nostra deontologia vengo a narrare, ringraziando un bel gruppo di amici che mi hanno ricordato di questo episodio, che non poteva non entrar nella storia. Come per ogni prodotto che si rispetti non posso non dare le avvertenze per l’uso: “si consiglia di non leggere ne prima, ne dopo i pasti”. Protagonisti, due simpatici personaggi totalmente diversi con storie diverse e che ognuno di loro avrebbe merito di un bell’articolo anche sulla nostra rubrica “profili cinigianesi” . Il nostro amico artista della lattoneria, ancora molte testimonianze arredano i nostri canali di gronda, usava anche cimentarsi nell’arte della muratura che non era proprio il suo mestiere e ben ricorda un mio omonimo di quando per spostare il porta carta igienica si ritrovò a dover cambiare buona parte del rivestimento ceramico e fu la volta dello storico e come disse “una mattonella tira l’altra”, ma questa è un altro …e come disse. Il nostro amico di buon mattino, prima del sorgere del sole, ogni giorno andava all’orto per costruire una casetta, la storia con i condoni ci ha già detto come mai proprio di buio. E da qualche tempo trovava all’interno del perimetro di lavoro un pensierino fumante e non

devono essere inconfutabili. Appostamento di prima, anzi di più prima mattina del solito e via di “songuatto” nel buio della costruenda casetta al momento anche gabinetto. L’ attesa fu di pochi minuti e in arrivo, e con favore di vento, l’odore di sigaretta e dopo pochi secondi la figura di un signore di una certa stazza, con un certo cappello e con una certa sportina da lavoro. Il nostro fumatore posa la sporta, si slaccia la cinghia e si accovaccia a quel punto dal buio sbuca fuori l’improvvisato Derrick al grido di “brutto cacone” che fa sobbalzare il nostro uomo che sembra … ma sembra- sembra che con la cacca al culo scatta alla Mennea verso la strada, piantando “banco e burattini” anzi, la sola sporta. Ma che le nostre siano commedie e non tragedie lo avete sempre saputo e allora il nostro muratore non se la sentì di lasciare senza pranzo il vecchio amico e con fare paterno lo raggiunse alla fermata della Rama e gli riconsegnò la sportina ma non mancò di ricordagli il suo misfatto apostrofandolo ancora con un “tieni cacone “. Per colore che sono sfiorati dal pensiero che sia stato questo episodio a dare il nome alla “villa” sappiano che si sbagliano il nome deriva da un grande pomo del quale i suoi frutti sono conosciuti anche col nome di cachi che faceva bella vista davanti alla casetta….

Comune di CINIGIANO
www.comune.cinigiano.gr.it

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LETTERA DEL SINDACO
mettere in dubbio il nostro impegno civico e la nostra onestà intellettuale. Tutto quello che abbiamo fatto e che faremo nell’ultimo scorcio del nostro mandato è stato e sarà dettato esclusivamente dall’intenzione di giovare al bene comune. E’ quindi con profonda amarezza che ho, abbiamo vissuto i giorni degli attacchi indiscriminati con continue diffide a fare
quello che altri ritenevano il vangelo, ma non abbiamo l’anello al naso, abbiamo avuto a chi chiedere pareri legali e scientifici , a cominciare dai nostri tecnici, e su quella base abbiamo predisposto le nostre mosse. Ringrazio coloro che non hanno fatto mancare il loro appoggio rimarcando la fiducia nell’Amministrazione ,qualcuno che ha saputo ragionare con la propria testa c’è stato, fortunatamente; un ringraziamento in particolare alla minoranza consiliare, subito coinvolta, che con la consueta correttezza non ha cavalcato la protesta a priori ma ha atteso gli sviluppi della vicenda, condividendo il percorso seguito dall’amministrazione. Auguri di una serena estate

cui prodest? A chi giova? Questa la domanda che mi sono posta ripetutamente nei giorni trascorsi che hanno visto montare un movimento.. popolare?? (Per essere tale avrebbe dovuto partire dal basso, così non mi risulta essere nato)… che mirava soprattutto a discreditare l’Amministrazione comunale. L’antefatto credo sia noto a tutti, per mettere al corrente i due che non lo fossero, riassumerò brevemente: è stato presentato alle autorità competenti provincia comune asl arpat ecc. ecc. un progetto per la realizzazione di un impianto a biomasse a Santa Rita nel famigerato enorme capannone che da un decennio svetta nell’area industriale. Prima ancora che potessimo fare le nostre valutazioni, nostre nel senso della Giunta, perché il parere del comune riguardava solo l’aspetto tecnico della rispondenza al regolamento urbanistico, siamo stati investiti da una richiesta di opposizione a priori, perché qualcuno vedeva lesi i propri interessi dalla costruzione di tale impianto. Non entro nel merito nella giustezza o meno delle argomentazioni portate al riguardo, io rispetto le idee e le posizioni di tutti e proprio per questo pretendo rispetto per le mie, bé questi portatori indiscussi della verità, pretendevano che sposassi le loro tesi senza ascoltare le mie posizioni e soprattutto le mie rassicurazioni che stavamo valutando tutti gli aspetti della questione e ci stavamo muovendo a tutti i livelli, presso tutti gli enti istituzionali che potessero supportarci. Ma ascoltarci avrebbe significato mostrare un minimo di fiducia nelle istituzioni , sia mai, coloro che amministrano sono tutti ladri e farabutti, agiscono solo per il loro tornaconto, infatti io, il sindaco, percepisco la ben lauta prebenda di 500 euro al mese di indennità avendo rinunciato volontariamente alla metà per poter fare qualche intervento nel sociale, gli assessori riscuotono, udite udite, ben 215 euro al mese , e tutti e cinque siamo a disposizione della collettività 24 ore su 24, questo non per dire che siamo bravi, abbiamo i nostri limiti e le nostre difficoltà, ma nessuno si deve permettere di

C

ari concittadini e care concittadine,

il sindaco Silvana Totti

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BILANCIO
Il bilancio deve essere costruito in modo da garantire il rispetto delle regole del patto e la certificazione del rispetto del patto deve essere sottoscritta dal sindaco e dal responsabile finanziario, oltre che dal revisore, entro il 31 marzo dell’anno successivo.

iamo stati il primo Comune dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetana a sottoporre il bilancio ad approvazione, nonostante le incertezze normative e con la consapevolezza che ci potranno essere significative variazioni. Incertezze anche legate alla gestione in forma associata di tutte le funzioni previste tramite l’Unione dei Comuni entro la fine dell’esercizio in corso: ad oggi è contabilizzata a regime solo la funzione Pubblica istruzione, le altre ancora fanno contabilmente capo ancora ai singoli comuni. Perché questa scelta di approvare il bilancio? E’ prima di tutto sintomo di corretta gestione dell’esercizio, è inoltre necessario per procedere all’applicazione immediata dell’avanzo di amministrazione, come ribadito in fase di rendiconto nell’ottica di concepire l’esercizio un continuum, permettendo l’estinzione anticipata di un mutuo senza dover aggravare ulteriormente la pressione tributaria per € 42.500,00. Infatti, il bilancio di previsione 2013 rispetta comunque il principio del pareggio finanziario e dell’equivalenza tra entrate e spese pari ad € 4.298.444,00. Il bilancio di previsione che rappresenta l’atto di indirizzo su cui si basa la gestione dell’ente, per il 2013, rivela una previsione finanziaria influenzata da un’incertezza normativa considerevole e da cambiamenti che comporteranno effetti pesanti sulla situazione finanziaria dell’ente:

BILANCIO DI PREVISIONE 2013

S

TRASFERIMENTI STATALI

I

l “taglio” di risorse che il provvedimento spending review aveva stabilito per il comparto dei comuni è pari ad euro 2.250.000.000,00; oltre questo, mancano i criteri di determinazione dei tagli a carico dei singoli enti, nessun dato ufficiale, quindi l’ufficio ha stimato una riduzione di circa 60.000,00 euro.

IMU

S

ssoggettabilità al patto di stabilità (l.183/2011): occorre iscrivere in bilancio le entrate e spese correnti in termini di competenza in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrate e spese in conto capitale, al netto della riscossione e concessione di crediti, consenta il raggiungimento dell’obiettivo programmatico del patto per gli anni 2013-2014 e 2015. Pertanto la previsione di bilancio annuale e pluriennale e le successive variazioni devono garantire il rispetto del saldo obiettivo, calcolato pari ad euro 329.314,00.

PATTO DI STABILITA’

A

travolta completamente l’impostazione del 2012: il gettito è interamente attribuito ai comuni, con eccezione della riserva di gettito spettante allo Stato sugli immobili a destinazione produttiva appartenenti alla categoria D (capannoni ed edifici industriali in genere), calcolata ad aliquota base dello 0,76%. La perdita di gettito derivante dalla categoria D è maggiore dei benefici derivanti dall’incasso degli altri immobili. È istituito un fondo di solidarietà comunale, con le finalità di attuare la perequazione orizzontale tra i comuni, alimentato con una quota del gettito Imu. Contestualmente, è soppresso il fondo sperimentale di riequilibrio. Quindi, anche da questa operazione il Comune non può trarne giovamento in quanto eventuali maggiori entrate dovranno essere trasferiti allo Stato; più precisamente dall’accertato 2012 pari a 688.991,00 euro siamo passati ad una previsione di 720.000,00 euro, ma questa presunta maggiore entrata è stata compensata con una minore previsione di pari importo dei trasferimenti statali, che hanno assunto denominazione di fondo di solidarietà. E’ stato sospeso il pagamento dell’acconto per la prima abitazione e dalla stampa emerge che lo Stato si è fatto carico di tutti gli oneri: in realtà lo Stato non trasferisce pari risorse ma si farà carico solo degli eventuali interessi se il comune dovesse far ricorso all’anticipazione di cassa; in ogni caso il comune non potrà beneficiare degli interessi attivi sull’acconto. Tutto questo va a marcare la distanza tra Stato ed enti locali, soggetti che dovrebbero garantire i cittadini. Possiamo certo condividere che l’anno orribile patito per l’imu nel trascorso 2012, si reitera nell’incertezza, nell’impegno e nello sconcerto anche nell’annualità 2013. Queste considerazioni ci costringono a mantenere inalterate le aliquote Imu (0,4 per mille sulla 1° abitazione, 10 per mille sulla 2° abitaz ed altri immobili).

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BILANCIO
MAGGIORAZIONE

l tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte e pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali di cui art 1117 cod civ. che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Vige l’obbligo copertura 100% dei costi . Le tariffe sono determinate sulla base dei criteri fissati dal regolamento di cui al D.P .R. n. 158/1999 ed il Consiglio comunale è chiamato ad approvare le tariffe, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. L ’ente ha previsto nel bilancio 2013, tra le entrate tributarie, la somma di euro 543.823,00 per il nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi istituito con il d.l 201/2011 in sostituzione della tarsu (o tia). Questo importo si compone di 3 componenti: € 58.000,00 di maggiorazione alla quale corrisponde pari taglio dei trasferimenti statali, € 23.135,00 di addizionale provinciale a fronte della quale è stato previsto pari trasferimento allo stesso ente in uscita e di € 462.688,00 di tassa pura che corrisponde al costo Coseca . Questo importo si suddivide in costi fissi (183.000,00 euro) e in costi variabili (279.000,00 euro) ripartiti tra le utenze che si distinguono in domestiche e non domestiche. Per le domestiche dobbiamo tener conto dei mq, del n. dei componenti nucleo familiare (ciò comporta maggior aggravio tariffe per nuclei familiari di maggiore numerosità), e distingue tra residenti e non residenti; nel caso di non residenti a livello di unione dei comuni si conviene di associare n.3 componenti come parametro di riferimento, fatto salvo diversa dichiarazione dell’utente. Inoltre, nel nostro regolamento abbiamo stabilito 2 distanze dai cassonetti: fino a 200 m si paga il 100%, mentre oltre 200 m si paga il 40% con lo sconto del 60%, in quanto la legge stabilisce che per le zone non servite non si può far pagare più del 40% del costo. In questa fase di predisposizione del bilancio non ci sono stati i tempi per poter prevedere una maggiore distanza dai cassonetti da considerarsi zona non servita, avendo ridotto le 3 distanze dell’applicazione tarsu (fino 200, tra 200 e 350, oltre 350m ) in due distanze. Altra novità rispetto allo scorso anno, che sull’imposta prevedeva anche l’addizionale del 15%, quest’anno rimane solo quella provinciale pari al 5%, quindi dall’aumento percentuale della tariffa sottraiamo questo 10%. Le utenze domestiche ammontano a 409.000,00 del costo totale. In ambito dell’Unione dei Comuni è stato deciso di prevedere uno sconto del 5% per le utenze domestiche stagionali. Per le utenze non domestiche, oltre all’incidenza dei mq, il DPR 158 stabilisce, per tipologia di rifiuto, 21 categorie di appartenenza abbinate ad un coefficiente di produttività K. Il costo di queste utenze non domestiche è pari a 52.000,00 euro.

TARES: tassa comunale rifiuti e servizi

I

O

ltre alla Tares, la legge prevede l’applicazione di una maggiorazione determinata in 0,30€ a mq. Questa legata alla tares è stata sbandierata come una maggiore entrata per gli enti, quando nella realtà dei fatti, essendo accompagnata da una riduzione di pari importo dei trasferimenti statali, comporta solo una diversa denominazione dell’entrata, senza cambiare lo stato di fatto del bilancio comunale. E’ evidente però che così facendo lo Stato ha migliorato le proprie finanze, usando come esattori i sindaci ed addebitando il conto ai soliti noti: i cittadini. Ancora in riferimento al lato entrate correnti sono confermate le aliquote già vigenti nell’anno 2012 riguardo addizionale irpef, lampade votive, trasporto e mensa scolastica, tosap. Riguardo alle spese correnti, la spesa del personale prevista per l’esercizio 2013 in € 637.364 è riferita al personale già in servizio (diminuzione del 5% costo rispetto all’anno precedente) e non sono previste nuove assunzioni, vista l’integrazione con l’Unione. Il bilancio di previsione 2013 si caratterizza ancora per la prevalenza dei costi dovuti alla prestazione dei servizi pari ad euro 847.436,00,comunque in diminuzione del 20% rispetto all’anno precedente. Anche nell’acquisto beni di consumo e materie prime prevediamo una diminuzione del 25% rispetto al 2012. Alcune iniziative culturali e sociali (quali mantenimento centro gioco educativo e progetti didattici nelle scuole) ce le possiamo permettere grazie all’intervento generoso della Fondazione Bertarelli. Per la spesa in conto capitale, l’ammontare della spesa pari a € 535.000,00 è pareggiata dalle entrate ad essa destinate nel rispetto delle specifiche destinazioni di legge. Le spese di investimento nel 2013 sono finanziate senza far ricorso all’indebitamento, ma altresì è prevista l’estinzione anticipata di un mutuo.
Assessore Romina Sani

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S O C IALE
A CASTIGLIONCELLO BANDINI Servizi importanti per tutta la comunità cinigianese.
ista la latitanza delle istituzioni nazionali che non hanno saputo difendere le piccole realtà come la nostra caratterizzata da una scarsa popolazione spalmata su un ampio territorio, la regione Toscana cerca di arginare il disagio che la chiusura o la rarefazione di alcuni servizi determina per coloro che vi abitano. Ed “ Ecco fatto” il progetto fortemente voluto dall’Uncem in collaborazione con la Regione vedrà la luce a Castiglioncello Bandini presso la struttura del Circolino “Il maggiore” nei locali precedentemente usati dalle Posta, tra i primi 35 comuni dei 150 che ne avevano fatto richiesta per sopperire alla chiusura di uffici postali, nel quale saranno erogati servizi innovativi alla cittadinanza tramite l’ausilio delle nuove tecnologie. Saranno impiegati due giovani del servizio civile regionale, che avranno così la grossa opportunità sia di poter riscuotere un pur minimo salario sia di usufruire di un’importante formazione professionale perché il punto Ecco fatto potrà offrire servizi di alto profilo e competenza. Difatti accanto alla possibilità di aiutare la popolazione anziana nell’espletamento di tante pratiche, oltre che nell’aiuto negli spostamenti e nella fornitura a casa di medicinali e spesa, si prevede l’installazione di punti di appoggio all’INPS ,alla camera di commercio che potranno essere utilizzati dai cittadini di tutto il Comune senza spostarsi nelle sedi più lontane. Altri servizi potranno essere erogati su indicazione dei cittadini di Castiglioncello, ai quali durante l’assemblea di presentazione del progetto, tenuta il 15 luglio alla presenza della giunta comunale ,il presidente dell’Uncem Toscana Oreste Giurlani ha lasciato dei questionari da riempire dove indicare le proprie particolari esigenze. L’Uncem sta inoltre lavorando con Poste per attivare nei punto Ecco fatto delle sedi di “ fermo posta” e di altri servizi sempre legati al servizio postale. E’ importante che i cittadini credano in questo progetto così come ci crede l’Amministrazione , che lo ha tenacemente perseguito, e lo facciano crescere utilizzando le opportunità che offre ed indicando nuove prospettive . Se questo si avvererà i vari servizi potranno anche essere portati sulle altre frazioni creando un’importante rete di relazioni e cooperazioni. Entro agosto si concluderanno i corsi di formazione dei giovani del servizio civile selezionati dalla Regione attraverso un’apposita agenzia, a metà settembre il progetto partirà in contemporanea in tutte le sedi accreditate.

Cinigiano- Piazzale Capitano Bruchi Monticello Amiata - Piazza Donatori del sangue

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SOCIALE
dei comuni dell’Amiata grossetano, dopo l’approvazione in consiglio comunale, ha firmato un protocollo di intesa per arginare e possibilmente prevenire questo fenomeno, con la Provincia, gli altri 28 comuni della provincia, la ASL 9, la procura della Repubblica, il centro antiviolenza Olimpya de Gouges, i punti di ascolto già operativi : di Grosseto, Orbetello, Manciano, Follonica e Castel del Piano. Si tratta di un impegno che si innesta sull’esperienza già avviata con ottimi risultati su Grosseto e che sarà potenziata mettendo in campo le sinergie di tutti gli enti locali. A tal proposito le operatrici dei vari centri di ascolto hanno portato le esperienze toccanti e drammatiche che hanno vissuto e vivono quotidianamente con un coinvolgimento

LA BOTTEGA DELLA SALUTE Innovazioni sul territorio

A

ccanto alla sede di Ecco fatto a Castiglioncello, tra i primi in Toscana, verrà realizzata una nuova struttura sempre a servizio della collettività, denominata” la bottega della salute”. Non è che potremo andarci a chiedere un etto di salute, come ha scherzosamente sottolineato il presidente Giurlani, ma sarà un presidio per aiutare la popolazione nella gestione della propria salute. Importante la vicinanza con l’ambulatorio di cui diverrà un supporto con la presenza del personale, convenientemente preparato, a disposizione della gente e dei suoi problemi . Sarà dotato di un defibrillatore e di altre presidi e potrà fungere da supporto per il personale del servizio sociale. che le vede in prima linea 24 ore su 24 e chiedono nuove forze da inserire nei gruppi soprattutto di giovani donne che siano sensibili e disponibili a mettere a servizio dei più deboli parte del loro tempo. Tengo a ribadire che il problema è reale : al centro di ascolto di Castel del Piano si sono presentate donne anche del nostro comune che vengono ascoltate e seguite con percorsi personalizzati da esperte quali psicologhe ed avvocate.

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on passa giorno che purtroppo la cronaca non ci riporta casi di violenza contro le donne ma anche contro altri soggetti considerati deboli, violenza molto spesso consumata tra le mura domestiche, nell’ambito familiare, quello che dovrebbe garantire la maggiore sicurezza e protezione. E non diciamo che è un problema che riguarda gli altri, altre realtà sociali e culturali, riguarda tutti. Consapevole di questo l’Amministrazione comunale di Cinigiano, singolarmente e poi anche tramite l’Unione

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UN GRAVE PROBLEMA DI CUI DOBBIAMO FARCI CARICO La violenza contro le donne ed i soggetti deboli

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INAUGURATO L’ESPOSITORE CESVOT Un punto informazione

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n nuovo punto di riferimento nell’androne di Palazzo Bruchi per tutte le associazioni di volontariato che operano nel terzo settore sul territorio di Cinigiano. Con questo obiettivo è stato inaugurato lo scorso 16 Luglio l’espositore informativo donato dalla Delegazione Cesvot di Grosseto alle Associazioni del Comune di Cinigiano, che lo potranno utilizzare per promozionare le proprie attività con l’affissione di locandine e volantini. L ’occasione è stato l’incontro promosso dal Cesvot, il Centro Servizi Volontariato Toscana, con tutte le associazioni di volontariato del territorio per fare il quadro sullo stato di salute del terzo settore e far emergere le criticità maggiori di chi opera all’interno delle associazioni. All’incontro, a cui hanno partecipato il Presidente della Delegazione Cesvot di Grosseto Andrea Caldelli, e l’Assessore alla Cultura del Comune di Cinigiano Massimo Fabiani, sono state definite le linee guida per agevolare e migliorare il rapporto fra le varie realtà operanti nel terzo settore: “Siamo convinti che soltanto ‘facendo rete’ possiamo realmente apportare dei miglioramenti concreti all’attività che quotidianamente svolgono i volontari – ha spiegato Andrea Caldelli – per questo motivo serve l’aiuto da parte di tutti gli attori oggi presenti. E’ indispensabile lavorare per permettere alle associazioni di attivarsi rapidamente laddove necessario. Una migliore e più coordinata comunicazione, anche attraverso spazi comuni come l’espositore Cesvot , significa infatti poter intervenire tempestivamente aiutando le tantissime persone che, oggi più di ieri, si trovano in difficoltà.” Comunicazione per le associazioni. L ’espositore fatto a “albero” può ospitare annunci su volantini e locandine di vari formati i quali possono essere portati direttamente a Palazzo Bruchi e posizionati negli spazi disponibili o inviati a mezzo posta elettronica alla segreteria comunale f.ranieri@comune.cinigiano. gr.it. Per ulteriori informazioni contattare l’assessore di competenza Massimo Fabiani.

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Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

MONTICELLO VERSO il “Festone 2014” festeggiamenti venticinquennali in onore della Madonna di Val di Prata
di Franco Cherubini iporto a seguito le parole di Don Luigi Martini: “La venerabile immagine di questo santuario, con approvazione e decreto del Rev.mo Capitolo di San Pietro in Roma del 26 febbraio 1747, fu il 4 giugno dello stesso anno solennemente incoronata per mani di Mons. Bernardino Ciani, Vescovo di Montalcino, deputato per tale effetto dal Rev. mo detto Capitolo. E’ bene sapere però che a quel tempo Monticello era nella giurisdizione del Vescovo di Chiusi. Fu unito a Montalcino non molto dopo (1772). L’anno 1775 fu data, per opera del signor Stefano Magini di questo paese, alla stampa un’accurata relazione del detto giocondissimo avvenimento, che si conserva nell’archivio parrocchiale. Non sarò qui a riportare per esteso quanto fecero i buoni e devoti monticellesi in tale faustissima circostanza. Mi accontenterò di dire, ad edificazione di chi leggerà queste umili pagine, che, mosse replicatamente suppliche e preghiere al ricordato Capitolo di San Pietro, questo deputò, pel relativo processo giuridico, Mons. Pio Magnani, Vescovo di Chiusi, e provato, come da atti del processo : 1) Il culto memorabile della Sacra Effige; 2) Le venerazioni di questo popolo non solo,ma di quelli anziadio lontani; 3) I Miracoli operati, come luminosamente attestano innumerevoli voti che pendevano dalle pareti del suo tempio Furono finalmente coronati gli ardenti desideri di questi terrazzani. Ricche e varie erano le suppellettili sacre, ornatissimi gli altari, le pareti superbamente abbellite di preziosi damaschi di seta e cinque medaglioni , in cui erano espresse cinque meravigliose grazie, con meravigliosa maestria esposti, presentavano insieme , un colpo d’occhio così grazioso e stupendo che sollevavano ineffabilmente l’anima. Quando poi con salve di artiglieria, cortesemente concessa dal pio Sovrano, con suoni di trombe e di musicali strumenti, il devotissimo Simulacro fu trasportato dalla sua Chiesa al paese di Monticello, fu un vero trionfo di fede e di amore, e il lungo tratto di strada incredibile a dirsi, fu graziosamente ricoperto di preziosi drappi di seta. In quest’opera veramente grande per un popolo così piccolo come era allora Monticello ( poco più di 300 anime, a tante era ridotto per una

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... fatti nostri,

micidiale epidemia petecchiale) si segnalarono soprattutto per il loro zelo, per i nobili sacrifici il Sig.Cav. Alessandro Calai, l’Abate Giulio della Ciaia Il molto Rev.do Sig.D. Pietro Tosetti, Cappellano della compagnia di Val di Prata , l’illustre Sig. Alfiero Giovanni Simone Galassi e le famiglie Grifoni e Bucci ( vedi relazione citata, impressa in Siena l’anno 1775). Si osserva ancora adesso la tavoletta in cui da Roma a Monticello furono portate le sacre Corone, ricevute qui fra il gaudio di tutti , il 5 aprile 1747, dalle mani del fratello Benedetto Bucci di questo paese. Ambedue la Corone, della Vergine e del Santo Bambino, portano incisa la seguente iscrizione “ R.Cap. S. Petri de Urbe hac coronam auream ex legato Ill. mi Alexandri Sforziae huic B.M.V. DDD. Anno 1746 ” Sappiamo che il Cardinale Alessandro Sforza dei Conti di Santa Fiora ha vissuto al tempo del pontificato di Gregorio XIII , eletto nel 1572 e morto nel 1585 ; quindi il Pio legato Sforza venne istituito in quel tempo.” Da queste pagine tratte dalle memorie di Don Luigi Martini si deduce che la traslazione dell’ immagine di Maria dal Tempio di Val di Prata alla chiesa parrocchiale avvenne negli anni dell’incoronazione dell’effige da parte del Sacro Capitolo di San Pietro ,ma non sappiamo a partire da quale data, ogni 25 anni il popolo di Monticello organizza solenni festeggiamenti in onore della Madonna traslando per alcuni giorni la Sacra Immagine nella chiesa parrocchiale, vivendo quella circostanza come un vero momento di gioia, riempiendo quelle giornate con eventi religiosi, ricreativi e culturali organizzati da un popolo che riscopre il suo orgoglio, le sue origini e la sua appartenenza. Oggi i tempi sono notevolmente cambiati rispetto ai” Festoni” precedenti ma la volontà di riuscire in questa impresa e tanta ed il ”Comitato per il Festone 2014” presentato domenica 21 luglio u.s. in Val di Prata ha tanta voglia di fare e di fare bene con l’obbiettivo primario di riscoprire quello spirito di collaborazione e di appartenenza ad una comunità che sta cambiando ma che sappiamo essere la comunità del nostro paese. Il comitato sotto la guida del parroco Don Antonio Bartalucci è così composto: Cellini Sergio, Landi Sergio, Batani G.Luca, Batani Alessandro, Canuti Egidia, Terni Viola, Maccherini Monica, Magnani Aurora, Cherubini Franco, Fazzi Lorenzo, Cellini Giancarlo, Magini Federica, Landi Edoardo, Aluigi Alessio, Ciacci Seriano, Terni Mario, Clementi Elisa, Leoni Carlo, Malcapi Gioberto, Cornelia Niedermeier, Canuti Anna, Bramerini Riccardo, Baldassarri Enrica, Fazzi Fulvio, Gorelli Elesabetta.

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Not i z i a n do

Fi or i d’ a r a n c i o

“I PROMESSI SPOSI” Matrimonio notturno dopo la fuga
di Giulia Fabiani


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Quel ramo del logo di Como..”inizia così un romanzo di Manzoni che ritrova nella nostra terra un riscontro di “Promessi sposi”. Il giornale diceva “Fuggono insieme al Parroco per unirsi in matrimonio”, è così che Renzo, Adelio Borracelli e Lucia, Cremiria Guidarini e perfino Don Abbondio, il Parroco di Stribugliano, che ai tempi era don Francesco Pigoli, fuggirono dal paese per unirsi in matrimonio, contro il volere delle famiglie dei due sposini. Così quel matrimonio che “non s’aveva da fare”, secondo la volontà dei genitori e dei fratelli della ragazza, è stato celebrato in una fuga a cinque, insieme ai futuri sposi e al parroco si aggiunsero due testimoni. Tutto è iniziato quando Adelio e Cremiria si fidanzarono ufficialmente e tanto ufficialmente furono fatti separare dopo circa un anno, perché pare che i familiari della ragazza avrebbero preferito un altro partito per la figlia. Ma i due giovani, clandestinamente, continuarono a mantenere i contatti, a vedersi di tanto in tanto e a studiare un sistema per risolvere il loro complicato problema sentimentale. L’unica soluzione presa in considerazione fu il matrimonio; ma la ragazza era minorenne, ed era allora come tutt’oggi, indispensabile il consenso del padre, lo scoglio contro il quale naufragavano tutte le loro speranze. A questo punto venne in loro soccorso don Francesco, che studiando le leggi canoniche e le norme che regolano il matrimonio concordatario, sentenziò che si poteva supplire al mancato consenso del padre con la dispensa del vescovo. Risolta la parte teorica si passò alla parte pratica del piano; i promessi sposi cominciarono, in gran segreto, a fare le “carte”, poi venne definita la data del gran giorno, il 28 febbraio. Nel pomeriggio del giorno stabilito, la ragazza con la scusa di vendere una partita di ricotta, lasciò il podere e scese in paese trattenendosi per un po’. Poi corse in località le Macchie dove ad aspettarla trovò il suo futuro sposo, i testimoni e don Pigoli. Da questo momento ebbe inizio la lunga corsa in auto, prima a Montalcino per ottenere la dispensa vescovile di quella diocesi, poi a Porrona per una nuova consultazione dei complicati testi di diritto canonico; nel frattempo il vescovo, però, dovette rifiutare la dispensa per incompetenza giurisdizionale, e quindi furono costretti a partire di nuovo per un’ultima tappa, Pitigliano, il centro diocesano “buono”. Il Borracelli tra una sosta e un’altra aveva acquistato per la ragazza un cappotto e un dignitoso abito da sposa. Arrivarono a Pitigliano in piena notte e senza alcun dubbio o incertezza andarono a svegliare il vescovo, mons. Pacifico

Vanni,

perché concedesse la sospirata dispensa. Il vescovo era un po’ scocciato ma si comportò davvero come un buon padre, concesse la dispensa alle ore 1,30 del primo marzo, Cremiria Guidarini divenne, per Dio e per gli uomini la signora Borracelli. Intanto dall’altra parte della provincia il padre aveva sporto denuncia di scomparsa della figlia al comando dei carabinieri di Stribugliano che iniziarono le ricerche nelle campagne circostanti, tra un atroce sospetto e il timore di un eventuale disgrazia. Dopo la celebrazione del matrimonio segreto i novelli sposi partirono per la luna di miele alla volta di Roma da dove inviarono un telegramma alle rispettive famiglie dicendo solamente: “Siamo sposi felici”. Chiaro e conciso il messaggio arrivò a destinazione. Adelio e Cremiria sono ancora oggi insieme e quindi mi pare proprio il caso che come ogni favola che si rispetti ci sia il lieto fine..”e vissero per sempre felici e contenti”.

... fatti nostri,

CINIGIANESI INCROCIATI di Carlo INCROCIATI e Beppino CINIGIANESI
O O N N I I L L O O C C C C E E H H C C A A T T E E O O O O E E A A L L L L O O S S I I R R T T N N R R V V p p O O C C C C I I N N A A M M E E A A G G O O L L U U p p A A I I O O L L O O I I
Pistolesi

CINIGIANESI INCROCIATI
C C E E N N T T O O M M I I N N I I T T R R B B
- BARBAGLI BOTRONCUpO - BARBAGLI CANNONE - BOTRONCUpO CASTI - CANNONE CECCANTINI - CASTI - CECCANTINI CENTOMINI - CENTOMINI CHECCOLINO CHIOCCIA - CHECCOLINO CORTI - CHIOCCIA EROSO - CORTI FRANCO - EROSO GIANNI - FRANCO MANGONI - GIANNI - MANGONI MANICCO MORRA - MANICCO NORGINI - MORRA pAIOLO - NORGINI pULO - pAIOLO RANNO - pULO RIOMA - RANNO - RIOMA ROSSINO TIRO - ROSSINO TRISOLLA - TIRO - TRISOLLA

I I I I T T S S A A C C T T O O A A U U O O L L

C C N N E E N N O O N N N N A A C C N N N N G G

C C I I F F R R A A N N C C O O p p A A I I A A

O O O O T T C C A A M M O O I I R R A A S S B B

I I I I C C R R L L L L E E R R N N T T S S R R

H H E E M M A A N N G G O O N N I I T T O O A A

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DIFFERENZE

Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, scritti in orizzontale, verticale, diagonale, e anche da destra a sinistra o dal basso in alto. Le lettere restanti vi Cancellate nello schema tutti i nomi elencati, scritti in orizzontale, verticale, diranno che aveva inventato il poro “CHIEPPITE” per far passare le serate dei diagonale, e anche da destra a sinistra o dal basso in alto. Le lettere restanti vi citti ... e non solo, cinigianesi. diranno che aveva inventato il poro “CHIEPPITE” per far passare le serate dei citti ... e non solo, cinigianesi.

Le due immagini differiscono per 10 piccoli particolari, sapete trovarli?

I due disegni differiscono per 10 piccoli particolari, sapete trovarli?

... fatti nostri,

Gingillando

Gingillando

Contro Notiziando

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Cinigianesi sul gradino più alto del podio
Firenze.
diventata ormai consuetudine la partecipazione dei Cinigianesi alla famosissima DeeJayTen, corsa podistica che si tiene ogni anno a fine Maggio a Firenze. L’anno passo, furono i generi del maestro Sergio a dominare la gara. Quest’anno a fare da alfieri, un trio di tutto rispetto, Capo cordata sempre lui, il runner professionista Massimiliano Vannelli, a seguire Sergio Fabiani (io), e madrina della squadra, nonchè, titolare del omonimo mobilificio Michela Ciardi. Da anni sono direttore de Le Ficarì, un periodico online che spazia dall’astrofisica, alla cronaca locale, fino agli inferi del calcio amatoriale. Ho deciso insieme al Vannelli di creare il reparto corse Le Ficarì, per essere per le corse a piedi, quello che il team SKY è per il ciclismo, il top. Dopo varie ed estenuanti riunioni abbiamo deciso di iscriverci alla 5km a squadre miste. I componenti non potevano superare le 3 unità, almeno una doveva essere donna, e il totale degli anni non poteva essere sotto i 125 anni. Sono stati giorni difficili per il team Le Ficarì, è risaputo che Cinigiano è un feudo di radio DeeJay, e con due posti già occupati da me e il Vannelli, per l’unico posto femminile vacante siamo dovuti ricorrere ad un domatore di genitori, per placare la furia di qualche babbo che pretendeva che prendessimo sua figlia. Per tagliare

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la testa al toro siamo ricorsi ai più democratici trials, tante erano le richieste. Alla fine dopo tre spareggi, la voglia di esserci di Michela le ha permesso di avere la meglio proprio sua sorella Paola. La 5km è stata la nostra scelta, primo perchè avevamo più chance di vittoria, ma soprattutto per la presenza del Trio Medusa che esortava i partecipanti a presentarsi con mustacchi (baffi) e agghindati a modino. La gara. Il numero degli iscritti superava le 10mila unità, piazza della Signoria era pervasa da un acre odore di sugo, sintomo di una totale assenza di igiene personale da parte dei più. Allo sparo siamo rimasti attardati nelle retrovie, (gli s’è dato la giunta come si dice da noi), ma usciti dall’imbuto iniziale, è partita la nostra rimonta che ha avuto la sua apoteosi su ponte Vecchio dove, non esagero, ne abbiamo superati 4mila, per arrivare in Santa Croce fra gli applausi tenendoci per mano. Il primo posto è stato ampiamente meritato, ma anche gli amici di Pian di Scò (secondi) hanno ben figurato. Dopo la premiazione abbiamo deciso per dei sobri festeggiamenti in un bar fuori dal centro. Amara è stata la sorpresa al momento di pagare. Per dirla col Vannelli “il gestore ci vende un villino a Fiesole, a giudicare dal conto. Anche se il barrista ci ha alleggeriti di 100 euro, non è riuscito comunque a toglierci il buonumore per la vittoria e per la splendida giornata trascorsa con le nostre famiglie in una delle città più belle del mondo... Per maggiori informazioni vi rimando al mio blog www.leficari.com dove si parla dettagliatamente della preparazione, della gara, e del dopo gara in un racconto a puntate da non perdere!

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LA RIMPATRIATA DEI CINIGIANESI
una giornata “memorabile”
di Silvana Totti

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n paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. “ Queste parole di Cesare Pavese sintetizzano bene il significato della giornata che si è celebrata il giorno 12 maggio, domenica dedicata dalla comunità cinigianese alla festa della Madonna, che ha visto molti cinigianesi, che per vari motivi vivono lontano, accogliere l’invito congiunto del parroco Don Antonio Bartalucci, del sindaco Silvana Totti, del Presidente della Pro Loco Massimo Fabiani. E’ stato un abbracciarsi, un intrecciare di ricordi , aneddoti , tutto condito di profonda e vera emozione . Dopo la celebrazione della Santa Messa, c’è stato il momento conviviale al Campino in cui alle vivande si sono mescolati : sei te? Ma ti ricordi? Quanto tempo che non ci vedevamo!! Come siamo cambiati!! Alcuni che non avevano potuto partecipare avevano inviato delle lettere che sono state lette tra la commozione generale e che proponiamo su grande richiesta dei partecipanti che le hanno apprezzate moltissimo e vorrebbero poterle conservare . Presente e brillante come al solito anche Romolo Angelini ha fatto sentire la sua voce. A seguire le lettere di Alfonsina Feri, Tito Tiberi, Cesare Meloni e le rime di Romolo Angelini con l’augurio e l’invito a tutti che questa data diventi un appuntamento da rispettare anche negli anni futuri.

23 aprile non è stato così. La lettera che mi consegnava portava qualcosa, secondo me, di speciale: un invito per il 12 maggio a ritrovarsi al nostro paese per tutti quelli che come me mancano da tanto tempo. Ho letto quelle righe con la furia di arrivare in fondo al foglio e scoprire chi avesse avuto una così bella iniziativa e tanta pazienza, credo cosa non da poco. Leggendo gli autori mi vorrei rivolgere a loro. Alla signora Totti che arrivata nel nostro paese in silenzio, colta con stima e affetto al punto di essere eletta primo cittadino, carica che ricopre tutt’ora con fiducia e correttezza, a lei mando un grande abbraccio. Nei nostri album di foto delle cerimonie vediamo ripreso il piccolo Antonio fare il chierichetto, ma il tempo è passato anche per lui, si è fatto uomo e davanti al nome Antonio sono state messe tre lettere : Don e per la gioia di noi paesani lo vediamo dire Messa nella sua chiesa. Che dire, una grande persona per un piccolo paese: IL SUO PAESE! Per Massimo che nel corso della sua giovane vita c’è stato un momento dove la salute è venuta a mancare, ma il grande Massimo non ha fermato la sua penna continuando tramite il giornalino a farci arrivare le notizie del posto a noi che più non viviamo lì. Cinigiano non è certo un posto dove possiamo trovare musei, cattedrali e mura antiche, sicuramente però si può trovare accoglienza e rispetto per chi viene da fuori. Da cinquanta anni non vivo più nella mia campagna dei Bernardinai, ma non potrò mai dimenticare la mia infanzia fatta di povere cose ma vere. Andando al paese da ragazzina vedevo quelle case e la loro gente come fosse un grande presepe con tutti i suoi personaggi, ognuno al loro posto. Al Molino c’era Ero che faceva il fabbro, Torello che spezzava la carne e che chiamava a gran voce Alberto, Solimano che incartava zucchero e pasta in fogli di carta gialla, Aldo che con forbice e pettine faceva il taglio di capelli all’Umberta ( tutti uguali), Giovannino che risuolava le scarpe mettendo le bullette così duravano di più, Savina che con i suoi capelli arruffati ci dava un gelato con 10 lire. Poi avevamo i nostri personaggi come : Azzelio, Becalla, il Gobbo e altri ancora. La vostra iniziativa è veramente una cosa bella perché ritrovarsi vuol dire ricordare tante cose del passato, come io le ricordo e tanti altri come me avranno da dire. Purtroppo la mia salute non mi permette di essere con voi seduta a quel tavolo, ma vorrei avere un piccolo posto per il pensiero che non mancherà lì quel giorno. Grazie a tutti voi da una paesana che con orgoglio quando parlo con altre persone e mi esce di dire un proverbio, un detto, oppure uno sfondone mi salvo sempre dicendo “ scusate ma io vengo da Cinigiano! e ne sono orgogliosa”. Ora però scusatemi per tutti gli errori scritti , sono scritti con il cuore ma con poca istruzione. Vi auguro buon lavoro, vi saluto da una vostra paesana Alfonsina Feri

Quando il postino suona la paura è tanta, ma la mattina del

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Not i z i a n do

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Not i z i a n do

Carissimi amici e compaesani,

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vi ringrazio tantissimo per l’invito e per la bellissima idea che avete avuto. Una rimpatriata di cinigianesi che, per vari motivi, hanno lasciato il paese natale e si sono ritrovati a vivere e lavorare su altri “ lidi”, proprio come nel mio caso. E mi dispiace molto di non essere oggi qui con voi, spero comunque di esserlo senz’altro la prossima volta. Fino a pochi giorni fa mi trovavo a Grosseto mentre la lettera da voi inviata in data 12 aprile arrivava a destinazione all’Elba, dove vivo oggi per la maggior parte dell’anno, soltanto giovedì 9 maggio, che coincideva con la data del mio rientro sull’isola. Una vera sfortuna, ma sullo “scoglio” da qualche anno il servizio postale ha dell’incredibile e ricevere una lettera per tempo è diventato quasi un’impresa impossibile, anche perché il postino passa una volta a settimana, se va bene. Siamo vecchiotti ormai e oggi si comunica con la posta elettronica e skipe ( me lo dice mia figlia..io non so neanche cos’è…), il postino è veramente roba di altri tempi… Così, visto i tempi ristretti, con l’aiuto di mia figlia, ho pensato di farvi avere una lettera per via mail. Vista la mia età sarei più a mio agio con i piccioni viaggiatori, ma per una volta sfruttiamo la tecnologia e con un click…eccomi qui tra voi. Non ci sono fisicamente ma ci sono con il pensiero e queste poche righe vogliono rappresentare soprattutto questo. A Cinigiano comunque passo spesso a trovare le mie sorelle Dilva e Renata e mio nipote Massimo, e quindi il legame è forte e la frequentazione ancora abbastanza assidua. Finché ce la facciamo…quest’anno infatti compirò 81 anni, un’età in cui i ricordi sono tanti mentre le persone care che hanno segnato la giovinezza in paese, le fatiche, i sacrifici, ma anche le gioie e le bisbocce, cominciano a lasciarci per essere rimpiazzati dalle nuove generazioni. Sì perché tanti anni fa, soprattutto nel tempo della guerra e del dopoguerra, le cose non erano facili, i soldi pochi e miseria tanta. Ma la gente contadina non si abbatte mai e malgrado tutto siamo andati avanti e piano piano abbiamo trovato tutti una strada verso il benessere. Ed è così che mi sono trovato a passare quasi 45 anni all’isola d’Elba, per la maggior parte di questi a lavorare presso un grande hotel di lusso, e ora da qualche anno a fare il pensionato…ma non pantofolaio, tutt’altro… Le origini sono dentro di noi per sempre e alla fine ti ritrovi dove avevi iniziato…con una vanga in mano e nell’orto a zappare e piantare ortaggi, fave e cavoli…e visti i tempi è anche una fortuna. Con i soldi che sono sempre meno e visto quanto costa la verdura…ormai un orto è come un conto in banca, anzi meglio! Non voglio tediarvi né prendermi troppo spazio..per i racconti e

gli aneddoti ( e ne ho molti) ci rifaremo la prossima volta..ma non aspettiamo un anno, troviamoci quest’estate! E per non avere problemi questa volta vi lascio un indirizzo mail, su questo sì che la posta arriva tutti i giorni! Un abbraccio affettuoso a tutti e un ringraziamento in particolare a don Antonio, al Sindaco e al Presidente della Pro loco del nostro paese A presto Tito Tiberi

La Rimpatriata Notiziando Vi chiedo solo un momento di attenzione Chi mi conosce lo sa bene In queste occasioni, non so stare zitto Se voi presenti me lo permettete Vi leggo delle frasi che vi ho scritto. Prima di tutto voglio ringraziare gli organizzatori Di questo invito bello e molto umano Per aver invitato tutti i paesani A ritrovarsi tutti insieme a Cinigiano. A me ha fatto piacere e son contento Di rivedere persone che non vedevo da tanto tempo È un’occasione per stare vicino Ritrovarsi insieme qui al confino! Con questa tavola ben apparecchiata Un saluto a tutti e buona giornata! Io spero mi perdonerete Se ricordo chi per sempre ci ha lasciato Per me è come se fossero presenti E che dal cielo ci guardano contenti Con il suo volto pieno di sorriso Ci guardino lassù dal paradiso! Un saluto a tutti, ho davvero finito. Grazie di avermi ascoltato, e buon appetito Romolo

Gent.mo sign. Fabiani,

mi ha fatto molto piacere l’invito che mi avete rivolto per la festa del 12 maggio. Purtroppo l’età avanzata e la salute mi obbligano a moderare i viaggi ; e ciò non mi consente di essere con voi. Con molto rammarico, mi creda; perché, giunto all’età dei ricordi, ho grande nostalgia della giovinezza trascorsa a Cinigiano e dei molti amici che vi ho lasciato. Con questi sentimenti auguro un pieno successo alla festa alla quale la prego voler considerare me e mia moglie dolcemente presenti. Cordialmente Cesare Meloni

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CAMPING LUCHERINO

Un pezzetto di paradiso in terra
Andiamo a farci raccontare dall’amico Leonardo Neini la storia di questa nostra eccellenza.
Il Camping Lucherino nasce nel luglio del 1978 da un’idea e per mano di Raffaello Cagneschi, che decide di trasformare il Podere Lucherino, questo pezzetto di paradiso in terra, e renderlo fruibile al pubblico. Avanti rispetto ai tempi, Raffaello decide di fare di questo piccolo podere di montagna un luogo di svago e di rigenerazione, un rifugio dallo stress e dal logorio dei ritmi cittadini. Con il tempo il campeggio ha incontrato sempre più il gusto e le aspettative del pubblico d’oltralpe, divenendo un punto di riferimento per ospiti sia stranieri che italiani. Negli anni il campeggio ha mantenuto le sue caratteristiche di campeggio “familiare” e, nelle sue modeste dimensioni, gli ospiti ritrovano quella semplicità e quell’intimità che ormai sembra perduta da tempo.

Oggi, come trentacinque anni fa, il campeggio si propone come luogo ideale per il riposo e come antidoto allo stress delle città. Una lunga tradizione di ospitalità e generosità che, affondando le radici nelle nostre origini e mantenendosi immutata fino ad oggi, fa sì che ogni ospite del campeggio si senta a casa propria. Esposto a ovest, il Lucherino offre una vista unica sul tramonto maremmano, dispone di una piccola piscina e di uno spazio giochi per bambini. Il campeggio si estende su una superficie di circa due ettari e, con le sue settanta piazzole, per una ricettività massima giornaliera di 280 persone, è la più grande struttura ricettiva del comune e rappresenta una vetrina privilegiata per la promozione turistica locale. Con punte massime di oltre 9.000 presenze annuali, il campeggio negli anni ha rappresentato e continua a rappresentare un efficace e diffuso strumento promozionale per i prodotti agroalimentari e l’unicità paesaggistica del nostro territorio all’estero. Il ristorante al suo interno è riuscito negli anni a guadagnarsi il posto che merita nell’ambito della gastronomia locale. Aperto a tutti, e non solo agli ospiti del campeggio, il ristorante è attivo in ogni stagione dell’anno e, su prenotazione, attrezzato anche per celiaci. Le mani preziose di Patrizia, sono in grado di creare prelibatezze di ogni genere, tra cui la zuppa di funghi, il cinghiale “a scottiglia” e i tortelli maremmani che, da soli, valgono un viaggio a Monticello Amiata.

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Profeta in patria

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“io credo” Arianna Sani
di Massimo Fabiani

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n questa occasione la nostra rubrica si occupa di far conoscere la poesia di Arianna Sani terza classificata al concorso bandito dal Serra Club International di Grosseto evento dedicato alla memoria di Salvatore Cinà. Ricordiamo la sua figura, conosciuta anche nel nostro territorio, riportando parte di un articolo apparso sul quotidiano il Tirreno il 10 maggio 2012. Addio a Salvatore Cinà il provveditore buono. Lutto nel mondo dell’istruzione grossetano e italiano. Mercoledì sera (9 maggio 2012) all’ospedale San Giovanni Battista dei Cavalieri italiani del Sovrano Ordine di Malta, si è spento a 79 anni Salvatore Cinà, storico provveditore agli studi di Grosseto e conosciutissimo in città. Cinà, sposato con la signora Anna, volontaria della Croce Rossa, e padre di Lucio, Chiara, Stefania, Silvia e Paola, era originario di Napoli. Giovanissimo, aveva vinto il concorso al Ministero della pubblica istruzione come dirigente. Nella seconda metà degli anni Ottanta fu trasferito in Maremma dove ha ricoperto il ruolo di provveditore agli studi. Un incarico che ha lasciato il segno sull’intero sistema scolastico provinciale. «Ha portato molte novità», ricorda l’ex preside dell’istituto magistrale “Rosmini”, Carminio La Porta. «Ha fatto uscire noi presidi dalla solitudine, creando incontri periodici e corsi di aggiornamento. È stato il suo tocco personale». «Il suo operato è stato discreto e proficuo», ricorda Gianni Sebastiani, vicepreside del “Rosmini” in quegli anni. «Il nostro istituto poté avviare il Liceo linguistico subito con cinque classi grazie al suo interessamento presso il ministero. Guidò lui la nostra delegazione alla commissione cultura del parlamento». A Grosseto Salvatore Cinà è entrato nel Rotary Club. «Lascia un gran vuoto», spiega il presidente del Rotary Raffaello Picchi. «Era uno dei soci di rilievo, si occupava della commissione cultura e istruzione. Proprio in questi giorni abbiamo assegnato una borsa di studio al “Fossombroni” della cui commissione faceva parte. Lascia in noi un vuoto enorme». Poi il trasferimento a Napoli, sempre nelle vesti di provveditore, in uno dei periodi più difficili per la scuola partenopea. Quindi il “salto” nella politica scolastica a livello nazionale: l’importante incarico all’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione). Dopo la pensione, aveva mantenuto una docenza universitaria e collaborava con il Centro Europeo dell’Educazione.

Aria

Sa nna

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a oggispiri, i p la oi re , e h c An sce i tu forme lle angeli e e agli Cono sono le più bn l o ca ta l e u q ond verità. rara il mla sua la lega ia fede i u c è lla m che so. à t con i Verl’oro deo di ciòmuto. Dio. tra ’argent ulla è di te, e l Ma n parla ratio ali to ciide setvano… e t u u T F dice isto d eme mi mpre v insito. o n e o s tt ’infini no… o Io hche sba o l so re, vers, credos, so vola o o Pensnque pon Te. du C

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Il sommo poeta

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Gente di classe

SCUOLA PRIVATA “in ricordo dell’anno scolastico1952-53”
inigiano.La foto in questione riveste ulteriore importanza in quanto ricorda un breve periodo, inizio anni cinquanta, durato pochi anni dove “le Medie” erano private sostenute economicamente dagli iscritti. In alto da sinistra: Giovanna Cherubini, Serafina Cherubini, l’insegnante, Gabriella Minacci, Bice Dalonzo, Grazia Ginanneschi, Francesca De Rham. In basso da sinistra Ivo Bartalucci,Giorgio Galassi, Italo Pieri, Natalino Galassi, Marcello Sani, Ado Meloni.

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FESTA DANZANTE 1962 Ballo al Consorzio Cinigiano
a Sinistra in piedi: Franco Niccolai (Franchino di Lea),Marco Raffaelli(Scopino),Corrado Vestri (Patavino), Casimiro Galassi (Cerboni) Athos Berti (Pisse), Giuseppe Bartalucci (Mugi), Nedo Armanni (Cacini). Da sinistra in basso. Roberto Biondi (Spina), Silvano Armanni (Mefo), Luciano Tassi (Pulo),Pierangelo Lanzini (Pera), Sotto in primo piano Mauro Ragnini (Peccianti).

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di Giulia Fabiani

LUNGHE O ROTONDE MA SEMPRE RIPIENE “Zucchini ripieni” un’armonia di sapore
n estate tanti sono i piatti dai colori vivaci e dal gusto sopraffino, dalle verdure a tutti i tipi di frutta è un vero idillio. Molti sono i piatti della tradizione di cui poter parlare, ma ad oggi voglio allietare il vostro palato con una ricetta semplice e gustosa, le zucchine ripiene.

La tradizione culinaria locale vuole che il “re” della tavola sia ripieno di carne, ma molti sono i modi in cui possono essere farcite le zucchine, con il tonno, con le patate, con i fiori zucca, ricotta, melanzane, mozzarella, salsiccia e riso, al pomodoro o in bianco e chi più gusto ha più ne faccia!

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6 zucchine lunghe o rotonde 300 g macinato 50 g di parmigiano grattugiato 2 cucchiai di pane grattato, circa battuto (prezzemolo, basilico, aglio) 1 uovo Lavare le zucchine, asciugatele e dividetele a metà (quelle rotonde privarle del “cappello”) e svuotarle della polpa. In caso le zucchine non siano molto “tenere” scottarle per pochi minuti in acqua bollente. Preparate un trito con prezzemolo, basilico e aglio (se volete), amalgamate la carne con l’uovo, il trito aromatico, salate e pepate a piacere, aggiungete un cucchiaio di pane grattato. Tritate a parte la polpa delle zucchine, che avete tolto in precedenza e unitela al composto. Farcite ogni zucchina con il ripieno di carne e disponetela in una teglia con dell’olio. Cospargete le zucchine con il rimanente pane grattato e mettete un poco di olio a filo; infornate a 180 °C per circa un’ora. E il piatto è pronto!

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Gioie e sapori

Papaveri e papere

L’ULTIMO DEI PENNELLI …di serracchio
di Giulia Fabiani
n Cinigianese serracchio, ma nome proprio Ampelodesmus mauritanicus, e volgarmente detto saracchio, è una pianta a portamento cespuglioso, perenne, alta fino a 2 m, con rizoma strisciante e culmi eretti, della famiglia delle Graminacee, tipica delle praterie mediterranee. E’ una pianta erbacea con foglie resistenti lanceolate, lunghe fino a 1 m e larghe circa 7 mm, con margini taglienti. Fiorisce a fine estate e l’infiorescenza è una pannocchia “piumosa”. Questa pianta dall’aspetto particolare e indesiderata perché molto prolifera e per le foglie taglienti, ha avuto ed ha tutt’oggi un importanza nella cultura dei nostri territori. Cresce principalmente lungo le coste mediterranee e in alcune aree adatte dell’entroterra. In tempi antichi veniva usata per legare le piante a pali di sostegno e anche per le viti nella vigna, il suo nome significa legame (desmos) per la vite (ampelos) in alcune regioni, anche oggi, viene utilizzata per impagliare sedie e produrre cordame, o per l’industria della carta o per realizzare fantasiose confezioni di fior secchi. Una trentina di anni fa alcune persone con il “taglio del serrachio” ci arrotondavano la pensione poi con gli anni la richiesta è andata a scemare e il prezzo pagato era talmente basso che come si dice “il gioco non valeva la candela” neppure a perditempo. In un passato recente, veniva anche usato per realizzare manualmente dei pennelli. Il muratore usava principalmente questo pennello per bagnare i muri via via che procedeva a intonare, l’imbianchino per pitturare, principalmente nell’imbiancatura a calce o in pitturazioni grossolane come per dare il bitume di impermeabilizzazione sia nei tetti che nei pali da interrare. Se un tempo poteva capitare di vedere qualche d’uno intento a realizzare un pennello oggi è sicuramente un arte scomparsa che noi grazie alla collaborazione di Agostino cerchiamo di far rivivere o perlomeno di non far perdere questa importante testimonianza.

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livello della legatura. Una volta ripiegate per intero si lega di nuovo, questa volta in basso; così fatto si otterrà il manico e le “setole” del pennello. A questo punto il pennello è quasi ultimato, si prendono nuovamente le forbici e si spuntano le cime delle foglie in maniera omogenea, poi si prende un sasso, o più di uno, e si va a battere le cime appena tagliate. Le “setole” da verdi diventeranno leggermente gialle e piumate, il pennello è pronto per essere utilizzato.

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Occorrente: Un falcetto, per tagliare Un paio di forbici Fil di ferro o spago, per legare Un bastoncino, per il manico Un paio di sassi di medie dimensioni Innanzitutto importante è la scelta del “serracchio” giusto, si deve optare per quello più fino che troviamo, e sfalciarlo a circa 5-10 cm dal culmo. Si forma un bel mazzetto, con la sommità tagliata da un lato e le punte dall’atro, la quantità di foglie necessarie va in base alla grandezza che vorremmo ottenere del nostro pennello. Una volta formato il fascio di foglie, si legano, più o meno, al centro del mazzo e si taglia vicino alla legatura (circa a 10 cm) dove le foglie sono più grossolane, si inserisce un bastoncino di legno dalla parte non ancora tagliata e si ripiegano su se stesse le foglie al

l 13 giugno si è svolto al Teatro Comunale di Cinigiano il consueto appuntamento con il Saggio della Scuola di Musica “R. Francisci”. Quest’ultima rappresenta ormai da molti anni una realtà ben consolidata nel nostro territorio, capace di attrarre tantissimi giovani, che hanno l’occasione di ricevere l’alfabetizzazione musicale necessaria per entrare a far parte del mondo della musica. La scuola è costituita da circa quaranta allievi, dall’età scolare in poi, che quotidianamente si trovano ad affrontare momenti formativi determinanti, a condividere difficoltà ed entusiasmi, a parlare attraverso un linguaggio, quello della musica, capace

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UN MESE DI SUCCESSI PER LA BANDA Il saggio della Scuola di Musica e il concerto a Foiano della Chiana.

di superare barriere e divisioni. Il merito di tutto questo è sicuramente del M°Francesco Fantacci, che da oltre dieci anni cresce a “ritmo di musica” i bambini di gran parte del Comune e non solo. I giovani musicisti della Scuola, in occasione del Saggio, hanno realizzato uno spettacolo davvero interessante, eseguendo da arie classiche a brani blues/rock e riuscendo a coinvolgere il pubblico che li ha premiati con calorosi applausi… Guadagnato il primo successo, i ragazzi che fanno parte della banda si sono ritrovati a conseguirne un secondo a Foiano della Chiana con l’intero Corpo Bandistico “R. Francisci”. Il 26 giugno, infatti, la Banda si è esibita in concerto nella Piazza del paese aretino. Diretta dal M°Marco Piattelli ha eseguito alcuni brani cantautoriali di De Andrè, melodie intramontabili dei Pooh, “The ecstasy of gold” di Morricone ed altri pezzi di rilievo internazionale. Il Corpo Bandistico ha raggiunto livelli invidiati anche da realtà con potenzialità maggiori, sia per le performance che per l’impegno dei componenti. L’intera Banda coglie l’occasione per ricordare il musicante Stefano Piccioni, che ha lasciato un grande vuoto all’interno dell’associazione. Il Consiglio del Corpo Bandistico “R. Francisci”

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ono ormai più di 20 anni che la scuola di danza esiste a Cinigiano e continua a svolgere il suo lavoro con impegno e amore per questa arte , che ha visto parteciparvi molte delle ragazze che vivono e hanno vissuto in questo paese. Ogni anno questa scuola allieta il paese con i suoi piccoli spettacoli mettendo in scena ogni volta temi e storie sempre diverse. L’ultimo saggio spettacolo per questo anno della scuola A.S.D. Europa Danza e’ stato messo in scena il 22 giugno al teatro comunale , in collaborazione con il comune e la pro-loco... le ragazze di cinigiano in collaborazione con le ragazze di Grosseto hanno presentato : “GENIALE”... Invenzioni e Scoperte a partire dai Primi Passi dell’Uomo sulla Terra a quelli

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“GENIALE” Scuola di danza Cinigiano

Dalle associazioni

Dalle associazioni

sulla Luna... Su coreografie di Veronica Cucini e Antonella Garosi. Lo spettacolo era gia stato presentato con successo il 15 giugno al teatro moderno di Grosseto. Nel secondo tempo invece , le ragazze di Cinigiano , si sono esibite in un rifacimento di Biancaneve : “LA NOSTRA BIANCANEVE” , tra favola e realtà... Su coreografie di Veronica Cucini e Marianna Bacci. Si ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro , le ragazze , gli insegnanti , il comune , la pro-loco e i genitori , che ci affidano i loro bambini perché possiamo insegnare loro tutto quello che sappiamo e per la pazienza e la disponibilità che hanno per ogni nostra richiesta. Si ringrazia inoltre Jessica Fattoi che ha dato un tocco di originalità al nostro spettacolo cantando bellissime canzoni. La scuola A.S.D. Europa Danza vi da appuntamento come ogni anno per l’inizio dei nuovi corsi : Baby Jazz , Modern e Fanky Hip Hop mercoledì 18 settembre ore 16:15 presso la palestra della scuola elementare (le prove sono gratuite)!!! Per ulteriori informazioni chiamare Veronica Cucini 393/1449802 Marianna Bacci 339/8768295.

“LE CIOSPETTE “ Amici per un palcoscenico
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l 13 Giugno 2013 noi ragazzi dell’ex centro d’aggregazione la “Tribù” con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, abbiamo dato vita ad una nuova associazione culturale-teatrale dal nome le “Ciospette”. Abbiamo scelto questo nome perché in gergo giovanile rappresenta un’espressione che viene usata per chiamarsi e salutarsi. Il gruppo nasce dalla volontà di noi ragazzi di essere parte integrante e attiva del territorio. Lo scopo che ci poniamo è dare vita ad attività teatrali e di intrattenimento, per promuovere la diffusione dell’arte e della cultura del teatro in ogni sua forma, e creare una nuova occasione di socializzazione e crescita umana. L’entusiasmo e la buona volontà ci portano a prepararsi per il periodo invernale, in cui verranno messi in scena spettacoli e creati eventi di intrattenimento al teatro comunale di Cinigiano. Le ciospette

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PICCOLI CALCIATORI Passi da gigante
di Sergio Fabiani a in archivio la seconda stagione della scuola calcio della S.S.D. Cinigiano. Il bilancio è senz’altro positivo, il numero dei partecipanti è salito, ai 2003/04 si sono aggiunti anche alcuni 2 5/06. La vera novità però, è stata la partecipazione dei 2003-2004 al campionato provinciale di categoria. Dopo un girone di andata di sole, amare, sconfitte, il ritorno ha riservato ai nostri cuccioli, piacevoli sorprese, con ben due vittorie un pareggio e una sola partita persa. Per il futuro c’è da ben sperare, i progressi si sono visti e su alcuni bambini le “grandi” hanno già messo gli occhi...non faccio nomi onde evitare che si montino la testa. Grazie bambini per le gioie che ci avete regalato! Per i più grandi o come si usa dire “la prima squadra” la società dopo il prolungamento dell’attività invernale per aver organizzato il primo torneo La croce si è tuffata in piena campagna acquisti. Dopo il ritorno del figlio prodigo Emanuele Panfi i definitivi acquisti di Davide e Jacopo Coppi e di Lorenzo Oneto concluse a buon fine le trattative per Luca Popega dallo Sticciano per il difensore Federico Fanfani e Il centrocampista Tommaso Ferrini dal Roselle e Alessandro Corina. In attesa che il direttore sportivo porti in collina ancora qualche piccolo ritocco che ci consenta di sperare a posizioni che il nostro blasone ci impone.Non rimane che augurare buon lavoro al Mister Massimo Bornia, al suo vice Sergio Giranneschi e ai preparatori Graziano Carboni e Caporali Luciano.

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TRENT’ANNI DOPO con …fatti nostri, a convegno

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lessandro Dumas dopo le vicende raccontate nei Tre moschetti scrisse Vent’anni dopo io farò di meglio, anche se purtroppo solo per lo spazio temporale, scrivendo di “Trent’anni dopo”. Torno a Spilimbergo, in terra friulana, i mie punti di riferimento sono ancora tutti lì: la piazza, la chiesa, il corso, il castello, il campo sportivo, la caserma il Buso e il Bachero con il solito particolare odore forse solo leggermente attenuato, il tutto con un nuovo vestito attentamente cucito su misura, sinceri complimenti a tutti coloro che hanno contribuito a questo, ottimi i restauri e complimenti agli abitanti per la stessa aria di casa che oggi come ieri si può ancora respirare. Una vera perla meritata la sua presenza fra “I gioielli d’Italia”. E’ questa la sede concordata per l’ incontro Nazionale del Gepli l’acronimo che riunisce tutti i giornali editi dalle pro loco, tutti insieme per festeggiare i cinquant’anni del Barbacian lo storico giornale della pro loco locale che per l’occasione esce con un numero speciale dove si racconta attraverso articoli usciti la storia della rivista e di riflesso quella del paese. Il ritrovo è fissato per Venerdì 6 a cena alla storica osteria Al Bachero aperta nel lontano 1897 dove la cucina oltre al baccalà e alla trippe in vari modi c’è la mia passione friulana il frico di Montasio, un formaggio che recentemente è purtroppo andato in cronaca per qualche furbetto, ma questo è il prezzo che paga chi è famoso … Tavolo intimo e decisamente geograficamente assortito con il “padrone di casa” il presidente Marco Bendoni, con nelle vene sangue Toscano, il Responsabile Abruzzese di “Sant’Omero” e il rappresentante Unpli della Regione Puglia e Basilicata. Cena ben immersa nel tipico ambiente da osteria con argomento principale di discussione: il mondo pro loco. Marco mi dice con mio stupore che c’è il “cuoco pro loco” che si ricorda di me, penso subito gli sarà rimasto impresso qualche mio gol? oppure avrà gradito le quatto note che accoppiavo in fanfara?peccato, niente di tutto questo solo la simpatia del mio chia-

ro accento Toscano, del resto è già tanto essere ricordato. Dopo cena “un paio di vasche” per il corso dove le vetrine festeggiano il cinquantesimo compleanno del Barbacian esponendo nuovi e vecchi numeri della rivista. Una birra in piazza con alcuni nuovi amici di pro loco dove una festicciola fra balli e musica western educatamente impazza. E’ il momento di andare a nanna ospite nel villaggio sportivo, in una casetta in legno, pronto a una buona sveglia mattutina per recarmi alla vecchia osteria dove nel lontano 1983 passavo il tardo pomeriggio in compagnia di signori locali affascinato dai racconti di storie di alpini e di racconti sul terremoto da poco vissuto, vivo in me il ricordo di una volta che avevo portato un fiasco di vino cinigianese per un confronto all’ultimo bicchiere. Rispettato il programma prefissato, torno a quanto in scaletta per la mattina: cerimonia con le autorità presso palazzo Tadea al castello per festeggiare ufficialmente l’ambito traguardo dei cinquant’anni del Barbacian. Nell’attesa non posso non andare a ringraziare le ragazze dell’ufficio turistico, che più volte mi hanno chiamato per meglio organizzare la mia permanenza, prima di salire nella sala dove si svolgerà la storica cerimonia. Qualche minuto di ritardo per l’ospite d’eccezione, il presidente nazionale delle pro loco, Claudio Nardocci e poi si da inizio alla cerimonia. Aprono le autorità: sindaco a seguire i rappresentanti della regione e della provincia e l’atteso intervento di Nardocci che ben è riassunto da Paolo della pro loco di caselle nel suo Cose nostre: ”nelle sue parole il richiamo alla nostra funzione di “sentinelle del territorio” e all’importanza della comunicazione e

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Dalle associazioni

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quindi dei giornali delle pro loco: ci colpisce la metafora di “salire in cima al campanile” per allargare il nostro campo di visone” . Concludono gli interventi una nuova forza della redazione Spilimberghese Maria Santoro e Paolo Romanzin coordinatore editoriale del Barbacian che aveva anche ricordato che il nome del giornale lo si deve alle mura del barbacane poste fra il borgo medioevale e la sua espansione moderna verso l’esterno che ben simboleggiano la funzione del Barbacian, giornale che vuole essere ponte di collegamento fra tradizione e problemi di oggi. Arriva il gruppo storico locale del Leon Coronato che approfittando della splendida acustica, che ben ricordavo, della piazza rulla i suoi tamburi creando una splendida atmosfera medioevale che diventa ancora più suggestiva con il volteggiare delle bandiere facendo da sottofondo al pranzo con prodotti della terra friulana dove a conclusione viene servita una mega torta a forma di 50 che s’ improvvisa anche scenario per infinite foto ricordo. Foto che ho perso essendo impegnato nella degustazione. Rientro in palazzo Tadea per l’inizio dei lavori del convegno, scettro della situazione a Paolo Ribaldone della Pro Loco Caselle che fa da moderatore illustrando un anno di attività del Forum Gepli e propone un primo giro di interventi in ordine geografico da sud a nord. Rompe il ghiaccio Artemisia il giornale di Castroreale con Mariella Sclafani fino a arrivare in Friuli a Mortegliano e a Spilimbergo, primo argomento in programma come fronteggiare la crisi che coinvolge anche le nostre testate visto il diminuire, in alcuni casi scomparire, sostentamenti pubblici dove esistiti, il diminuire della vendita degli spazi pubblicitari e l’aumentare dei costi di spedizione. Questo ultimo argomento sulle spedizioni postali è materia per gli interventi del sottoscritto e del presidente della Pro Loco di Caselle Torinese Claudio Barra. A fronte di un costo del servizio di distribuzione aumentato sull’intero territorio nazionale emerge la diversità di tariffe applicate da poste italiane dove a parità di condizioni si arriva a pagare fino a tre volte nel rapporto fra il minimo e il massimo. Un vero e proprio meandro di situazioni delle quali è decisamente impossibile trarre delle conclusioni logiche. Emergono delle progettualità per affrontare alcune situazioni con il coinvolgimento e la diretta collaborazione dell’UPLI nazionale, come il realizzare alcune iniziative anche editoriali in comune, accolta e da sviluppare la proposta di partecipare al salone del libro di Torino e accettata la candidatura del paese di Sant’Omero per la prossima edizione dell’incontro nazionale. Attimi di gloria e foto ricordo per la nostra testata quando il presidente Nardocci mostra a sorpresa un numero di …fatti nostri, a esempio di come si promuove la tessera pro loco, conclude il suo intervento chiedendo a tutti i giornali di collaborare con la testata nazionale dell’associazione la rivista Arcobaleno. La giornata si conclude con il classico temporale di fine giornata friulana che nulla rovina alla programmata visita alla scuola internazionale del Mosaico con la visita guidata con il preside dell’istituto che ben ci racconta la storia e le opere di questa eccellenza conosciuta in tutto il mondo per avere con i suoi allievi realizzato mosaici in ogni dove. La sera si conclude

con la cena presso le strutture del campo sportivo dove posso finalmente incontrare Zisa del quale non mi ricordavo il volto ma sicuramente il nome e poi i racconti del periodo, amicizie comuni hanno contribuito a un fraterno abbraccio specialmente dopo alcuni suoi racconti dove compagni d’armi se la sono vista brutta come nei tragici eventi di Capaci. Cena con al mio fianco rappresentanti della pro loco di paesi che per un motivo o per un altro conosco come Vito d’Asio, e Rauscedo e Sequals il paese di mitico pugile Carnera. Scambio rituale dei doni fra gli intervenuti e gli organizzatori, mi si rimprovera, scherzosamente, di non portare olio e vino ma semplicemente un piatto ricordo. Un ringraziamento per l’impeccabile ospitalità alla Pro Loco Spilimbergo e un saluto a leggersi sul forum e a rivedersi il prossimo anno in terra teramana d’Abruzzo.

ALLA MERIA DELL’ABBAZIA SENZA TETTO! affrontando la spada nella roccia
di Emma Anselmi

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a nostra rubrica ci porta oggi in uno dei luoghi più suggestivi della nostra Toscana e lo fa in modo insolito inviando in “avanscoperta” dei fidatissimi collaboratori “L’allegra compagnia di Nunzi”. Per raggiungere la nostra meta di oggi occorre oltre un’oretta di viaggio per percorre i 60 km del tragitto più breve, con una spesa di benzina calcolata intorno agli 8€: Cinigiano, Sasso d’Ombrone terra delle Granocchie o Paganico come dir si voglia, si procede verso Siena e dopo il Ponte del Petriolo si esce per Iesa si seguono le indicazioni per Monticiano, e prima di entrare in paese svoltare a destra per San Galgano e dopo sette chilometri siete arrivati alla meta. Il 19 giugno, il centro adulti “L’Allegra Compagnia di Nunzi” con la compartecipazione dell’Amministrazione Comunale, ha organizzato una gita a San Galgano e Chiusdino. Grazie alla bella giornata, la partecipazione è stata piuttosto cospicua: 30 partecipanti, includenti 5 sapienti, 3 gaudenti e 2 avventurieri, tutti accomunati dalla voglia di stare insieme e passare una giornata diversa dalla solita routine. Il ritrovo, previsto alle ore 8,30 nella famosa piazza “davanti al Comune”, luogo solito di partenze e arrivi della maggior parte delle gite del paese, l’orario è stato rigorosamente rispettato da tutti i partecipanti, alcuni dei quali arrivati in loco con ¾ d’ora di anticipo, per assicurarsi i posti migliori in pullman, facendo notare, con ragione, lo scandaloso ritardo di 2 minuti e mezzo delle organizzatrici: Giulia Fabiani e Emma Anselmi, impegnate a

rimediare per la mancata presenza della guida che doveva essere prevista nella giornata. Dopo una brevissima sosta a Sasso d’Ombrone per far salire le ultime due turiste, siamo partiti alla volta di San Galgano, e fra i vari discorsi sulla crisi, il tempo e qualche gossip arriviamo a destinazione. Scesi dal pullman, dopo una breve discussione se lasciare o meno la caratteristica “sportina”, ci rechiamo al bar dove sostiamo per gustare un buon caffè, mentre ammiriamo da lontano la meravigliosa abbazia senza tetto. Una volta entrati in questa particolare struttura fra una foto e l’altra abbiamo assaporato la misticità che si sprigionava al suo interno, fantasticando sugli eventi storici avvenuti in quell’epoca lontana. Galgano Guidotti, figlio di Guido e Dionisa, nacque nel 1148 a Chiusdino (Siena), in quella parte del Medioevo colma di violenza, soprusi e stupri vissuti anche in modo ludico, sempre tesi ad affermare la propria forza e ad ampliare la propria sfera di dominio. Galgano, come gli altri cavalieri, era fiero e prepotente ma con il passare del tempo cominciò a rendersi conto dell’inutilità del suo modo di vivere. In questo stato d’animo maturò la voglia di cambiare, decidendo di ritirarsi sulla collina di Montesiepi. L’uomo abbandonò il suo mondo per dedicarsi ad una vita di eremitaggio e penitenza nella ricerca di quella pace che il suo tempo non consentiva e di quel desiderio di contemplazione di Dio che solo la vita ascetica poteva permettere. Come segno

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Girellando intorno casa

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tangibile di rinuncia ad ogni forma di violenza prese la sua spada e la conficcò in una roccia che affiorava dal terreno, con l’intenzione di usarla come croce dinanzi a cui pregare anziché come arma con cui offendere. Galgano il 3 dicembre 1181 morì. Nel 1185 fu dichiarato santo da Papa Lucio III. Nel 1218 iniziava la costruzione dell’Abbazia portata a compimento nel 1262 e consacrata nel 1288. Tanto rilevante era l’importanza sociale ed economica della struttura cistercense che il Comune di Siena allacciò i rapporti con i monaci. La peste del 1348 colpì duramente la comunità monastica, per cui iniziò un progressivo declino e i monaci decisero di trasferirsi a Siena. Nel secolo successivo la chiesa fu privata della copertura in piombo, nel 1781 crollavano le parti rimanenti della copertura e qualche anno dopo un fulmine colpì anche il campanile. L’abbazia venne sconsacrata e di lì a poco trasformata in fattoria; alcuni parziali interventi di restauro, effettuati nel corso dell’Ottocento tamponarono i danni maggiori, ma un vero e proprio intervento di restauro fu iniziato solo nel 1926 con lo scopo di preservare, quanto rimaneva della struttura originaria. Rimasti colpiti da tanto fascino i partecipanti più coraggiosi decidono di avviarsi verso l’eremo di Montesiepi, non particolarmente lontano dall’Abbazia, dove il percorso caratterizzato da una ripida salita e il caldo atroce, sembrava voler farci sentire come penitenti applicati a farsi redimere anche il peccato più mediocre. Fra urla di dolore, lamenti vari e anche qualche “striptease” arriviamo a destinazione. La Cappella di Montesiepi è una piccola chiesa situata su una collina, costruita nel 1183 per ordine del vescovo di Volterra, si presenta nella sua forma circolare che richiama i mausolei di origine Romana. Finita la visita, scesi a valle ci avviamo verso il ristorante e dopo aver gustato le prelibatezze che più soddisfacevano il nostro palato decidiamo di sostare all’aperto per riposare ed aspettare che arrivasse l’ora più consona per proseguire la nostra gita. Alle ore 15:00, circa, ci rimettiamo in cammino verso Chiusdino, un caratteristico paese toscano che conserva intatto gran parte del suo tessuto urbano medievale. Benché i suoi dintorni presentino segni di insediamenti etruschi, Chiusdino dichiara fin dal suo stesso nome un’antica origine longobarda. Fra le varie salite e discese che solo i presenti più temerari hanno deciso

di affrontare abbiamo potuto ammirare la casa natale di San Galgano, il Santuario della Madonna delle Grazie, la chiesa di San Martino, la prepositura di San Michele Arcangelo e la chiesa di San Sebastiano. Sostando sulla terrazza del paese abbiamo gustato un fresco gelato, apprezzato il suggestivo paesaggio e conversato con gli abitanti del posto per poi, alle ore 17:00 in punto, rimetterci in viaggio verso casa. Alle ore 19:00 come previsto dalla tabella di marcia, arriviamo a Cinigiano e nonostante le preoccupazioni delle accompagnatrici, dovute all’eccessivo caldo ma temperate dalla presenza di soccorritori esperti della Misericordia (Gesuina, Renato, Rino…..) tutto è andato per il meglio, ci salutiamo e ci avviamo verso casa consapevoli di aver fatto un’esperienza in più, vissuta in compagnia e spensieratezza, una gita che ci permettiamo di suggerire a tutti voi.

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