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Caloprese, Gregorio
Dizionario Biografico degli Italiani di Amedeo Quondam CALOPRESE (Caroprese, Caropreso, Calopreso), Gregorio. - Nato a Scalea (Cosenza) nel 1650, mostrò ben presto eccezionali doti d'ingegno, che convinsero i suoi genitori ad inviarlo a Napoli per compiere un regolare corso di studi. Prima allievo dell'insigne letterato Giuseppe Porcella, il C. si volse poi alle scienze, particolarmente in auge in Napoli per merito del gruppo degli Investiganti, e si laureò in medicina. I suoi rapporti con la capitale del Regno rimasero particolarmente intensi, anche quando il C. decise di ritirarsi nella sua città natale: prese parte ai lavori dell'Accademia degli Infuriati, intorno al 1690, e quindi alle sedute di quella istituita verso il 1689 dal viceré duca di Medinaceli. Ma il C. fu in rapporto anche con Roma, ove risiedeva Gian Vincenzo Gravina, suo cugino, e ivi soggiornò anche per qualche tempo, tra il 1699 e il 1700, come risulta da alcune lettere del Gravina a monsignor F. Pignatelli, arcivescovo in quegli anni a Taranto. L'esiguità di precise notizie non consente di definire compiutamente l'arco delle esperienze del C., la cui vita risulta costantemente ispirata da una essenziale vocazione all'isolamento; in ogni caso due sono i suoi momenti fondamentali: la formazione a Napoli e la fondazione, a Scalea, di una "scuola" che divenne ben presto famosa. La formazione culturale del C. si realizza a diretto contatto con alcuni dei maggiori protagonisti dell'attività scientifica e filosofica dell'Accademia degli Investiganti (fondata nel 1650, dispersa dalla grande peste del 1656 e poi ricostituita nel 1662), quali Lucantonio Porzio, Tomaso Comelio, Lionardo Di Capoa; il C. ne assimila largamente le proposte "moderne", antiautoritarie e antidommatiche, sul piano sia della metodologia scientifica sia dell'elaborazione teorico-filosofica generale. Egli, quindi, si schiera apertamente dalla parte dei "moderni" nel corso delle polemiche che percorrono la scena culturale napoletana del secondo Seicento, anche se privilegia la componente razionalistico-mentalistica su quella sperimentale-naturalistica, che organicamente avevano concorso a costituire il senso coerente dell'esperienza degli Investiganti. Questo aspetto vistosamente razionalistico della posizione teorica del C. fu colto già dal suoi contemporanei, che furono concordi nel definirlo "gran filosofo

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Nel ritratto che lo Spinelli ha lasciato. e se le memorie del Metastasio e del Giannone passano al filtro d'una distanza nel tempo di diversi decenni. quasi in volontario esilio (che è segno storicamente indicativo della crisi dell'esperienza investigante e della chiusura in atto nella situazione intellettuale napoletana alla fine del Seicento). è particolarmente insistita la trattazione di questo aspetto del carattere del C. da un ambito strettamente cartesiano a una più vasta considerazione dei suoi rapporti con la problematica filosofica e morale della cultura europea del secondo Seicento.. Metastasio. Francesco Maria Spinelli. recuperando proprio certe testimonianze dirette. il portale del sapere Pagina 2 di 7 renatista" (l'espressione ricorre prima nel Vico e nel Metastasio e poi nel Giannone. il C. anzi risultava rigorosamente organizzata e strutturata. ma più largamente costituiva l'emblema culturale del C. il giovane iniziava lo studio delle http://www. Ma non per questo costituiva un'esperienza spontanea oapprossimativa.). Alla normale scuola precettistica e autoritaria il C. è documentata almeno dal fatto che fu frequentata da molti allievi. come la dettagliata descrizione dello Spinelli. utilizzando per vivere le rendite di alcuni possedimenti. offre una ricognizione completa delle dimensioni ideologiche e teoriche reali della posizione calopresiana.treccani. Se infatti il giudizio del Vico può derivare da una non del tutto disinteressata distribuzione delle parti nella cultura napoletana postinvestigante. se non come esclusiva e del tutto disinteressata dedizione agli amici e ai poveri del paese.. Il programma era scandito in impegni graduati con attenzione: dopo quattro mesi di esercizi fisici. Saverio Pansuti. la testimonianza di un discepolo diretto del C. senza bisogno di ricorrere alla figura del "maestro" come depositario assoluto della verità. E l'importanza di questa "scuola" del C. Tornato da Napoli a Scalea. Alessandro Riccardi. 23/11/2013 .. voleva sostituire un metodo graduale e conversativo. è offerta dall'impostazione del tutto lontana dalla pratica del tempo sia per l'articolazione dei programmi sia per il metodo didattico.Treccani. Nicolò Cirillo ed altri. che ne fu uno degli ultimi allievi. ma volle promuovere la costituzione di una "scuola". che fosse in grado di unire allo studio l'esercizio fisico del corpo (non per reminiscenza classicistica.it/enciclopedia/gregorio-caloprese_(Dizionario-Biografico)/?stam. consente di stabilire. ma per coerenza con i dati elementari della tradizione sperimentale-naturalistica.. non si dedicò all'esercizio della sua professione di medico. che senza dubbio finì per assorbirne quasi interamente le capacità intellettuali e creative. sul problema del rapporto mente-corpo) e che quindi fosse in grado di disporre il giovane a impostare la sua futura attività culturale in modo organico. schivo della mondanità e della stessa applicazione del suo mestiere. che gli furono peraltro contesi dai parenti. Questa definizione necessita d'una verifica che non solo estenda i confini dell'esperienza intellettuale del C. La prima caratteristica della "scuola del C.. ma anche ne riconsideri le articolazioni interne sia di progettazione sia di esecuzione. ben più analitiche e documentate di quanto non sia quella definizione di "renatismo". poi destinati a ricoprire ruoli non secondari nelle vicende della cultura napoletana tra Sei e Settecento: come il Gravina.

nei confronti della tradizione culturale "media" del Seicento. che vede la preminenza di Cartesio. non un astratto sistema di gestione di fatti soltanto letterari demandato alle indicazioni assolute delle auctoritates (in particolare ai trattati di retorica aristotelici). In essa. stesso motivata nella sua prima opera a stampa.. filosofia. Questa fondamentale discriminante (che è comune non solo a tutta l'esperienza intellettuale napoletana sperimentale-investigante. nel corso di uno dei suoi soggiorni a Napoli. come mostra l'epigrafe significativa del libro.in una prospettiva che è apertamente antibarocca . in realtà intende affrontare il problema dell'"eloquenza" . E se la lezione calopresiana su Dante certamente è alla base dell'importante rivalutazione che ne farà il Gravina nella sua Ragion poetica. La sua giornata era articolata in quattro parti: prima leggeva e commentava un passo della Scrittura. dal Bulifon). soprattutto nell'attenzione prestata a Dante e ad Ariosto.it/enciclopedia/gregorio-caloprese_(Dizionario-Biografico)/?stam. Tasso e Petrarca. sia attraverso una sì diretta esperienza di lettura di testi classici. Il metodo. Non s'impiegavano. nell'anno successivo. Ariosto. nella quarta. ma coerente anche con le scelte che emergono nettamente nelle opere del C.) risulta anche nella precisa elencazione dei testi impiegati nelle lezioni. il C. eloquenza. cioè liberati dalla deviante mediazione dei commenti scolastici. come gli Essais de morale del giansenista Pierre Nicole.Treccani.. massimamente nella filosofia e nell'eloquenza. a Napoli. ma si spiegava un autore. autori che si servissero del metodo scolastico. seguito con coerenza. e razionalismo e mentalismo. dall'altra. il C. da una parte. innestava la lettura di Lucrezio e di Bacone: che vale come emblematico riconoscimento dolla complessità della posizione teorica calopresiana tra sperimentalismo e atomismo. nella terza. Nel 1690. con una Lettura sopra la concione di Marfisa a Carlo Magno contenuta nel "Furioso" al canto trentesimottavo (che sarà poi pubblicata. Su questa fondamentale esperienza di lettura pressoché integrale delle opere cartesiane. quanto un modo di comportamento http://www. come avverte il frontespizio dell'edizione bulifoniana. sia italiani: Dante. si spone ancora quello che si è usato dal Tasso nell'orazione d'Armida a Goffredo". greci e latini. ma quei che adoperavano l'analitico" (p. di cui era membro. 23/11/2013 . Anche da questo punto di vista si riconosce la collocazione profondamente originale del C. il portale del sapere Pagina 3 di 7 scienze. partecipò a una seduta dell'Accademia degli Infuriati. Ampio spazio nei programmi della "scuola" era dato anche all'educazione letteraria. e chiamando a sostegno di questa impostazione metodologica antiautoritaria proprio il Bacone del De augmento scientiarum. 476). Non si tratta però d'un attardato intervento sulla questione della supremazia tra il Tasso e l'Ariosto che aveva tanto affaticato la cultura italiana tra Cinque e Seicento: il C. L'eloquenza significa infatti per il C. è così descritto dallo Spinelli: "Le lezioni non si scrivevano. parzialmente. accanto ai testi aristotelici "puri". utilizzando anche testi moderni. la scelta dell'Ariosto (che è coerente con le posizioni della cultura napoletana e si riallaccia a certe pagine sull'Ariosto di Marco Aurelio Severino) sarà dal C. nella seconda studiava matematica.treccani.esemplandolo sul campione del Furioso. "oltre l'artificio adoperato dall'Ariosto in detta concione.

e nello stesso tempo dimostrare la continuità mai interrotta tra la tradizione cinquecentesca del naturalismo rinascimentale (il Quattromani fu discepolo ed espositore del Telesio) e la nuova cultura moderna investigante. e nello stesso tempo testimonia la considerazione che in essi trovava. Marco Aurello Severino e del C.treccani. accompagnate dalle "sposizioni" di Sertorio Quattromani. che. come appunto l'"invenzione". a definire con maggior rigore e più intensa problematicità il senso reale della linea petrarchistica. E infatti l'indicazione degli "artifici" utilizzati da Maffisa nella sua "concione" a Carlo Magno risulta tanto più agevole ed esemplare nel momento in cui il C. aveva una sua logica interna nell'accostamento di tre commenti così diversi sia per collocazione cronologica sia per impostazione di metodo e teoria: affermare e documentare il primato della cultura napoletana su una problematica di tipo filosofico-estetico. il portale del sapere Pagina 4 di 7 intellettuale complessivo.. mantenesse i suoi contatti cm gli ambienti culturali napoletani. Quest'opera del C.. Bulifon) delle Rime di Giovanni Della Casa. propone un sistema d'analisi fondato su un nucleo essenzialmente filosofico. costituisce il momento fondamentale di precisazione delle implicazioni teorico-ideologiche della proposta neopetrarchistica avanzata dalla cultura sperimentale napoletana di fine Seicento: e sono soprattutto le "posizioni" del C. che costituisce la prima parte della retorica classica). rifiuta gli strumenti retorici tradizionali e sottopone il testo a una minuziosa indagine per mezzo di strumenti metodologici che pongono il testo stesso in relazione con un coerente sistema filosofico.secondo l'analisi calopresiana . la necessità di dare all'eloquenza proporzioni di praticabilità razionale e di comunicabilità di "discorsi" chiari e distinti: come sono . 23/11/2013 . respingendo la tradizione normativa delle discipline retoriche aristoteliche (ma è da osservare comeil meccanismo di scarto di questa tradizione passi dall'interno della verifica dell'uso delle sue nozioni fondamentali. quello razionalistico-cartesiano.. perché attraverso la "concione" passa ogni possibilità di comunicazione umana e intellettuale. Il lavoro del C. Da questa preliminare impostazione consegue per il C. quasi a voler espungere dalla storia culturale napoletana l'esperienza del barocco dommaticoaristotelico. (come poi le altre) non è compiuta: si arresta al primo dei quattro capitoli progettati e si limita soltanto alla trattazione dell'"invenzione".. che rimase fermo al primo volume ancora una volta per responsabilità del C. ma in realtà diventa ben presto un http://www. L'edizione del 1694 (Napoli. Quest'opera. uno dei protagonisti del rinnovamento scientifico degli Investiganti).. Il progetto bulifoniano (inserito in un più ampio piano di edizione delle opere edite e inedite del Severino. costituisce una parziale documentazione di come il C.it/enciclopedia/gregorio-caloprese_(Dizionario-Biografico)/?stam. iniziò come opera di completamento e aggiornamento delle esposizioni del Quattromani (di tipo essenzialmente retorico-tecnico) e quindi di estensione e riproposizione problematica di quelle del Severino. ma risulta in ogni caso indicativa in modo organico delle scelte teoriche antidommatiche del C. nonostante la lontananza della sua residenza calabrese.quelli della "concione" di Marfisa nel Furioso.Treccani. poi.

perseguendo anch'esso una verifica delle Rime dellacasiane sul metro d'un "natural ordine" razionalisticamente scandito. che nelle proporzioni mentalistiche complessive dell'elaborazione teorica delle http://www. che. infatti supera la contraddizione severiniana tra l'esecuzione di una prova retorica sullo schema di Ermogene e l'aderenza a una prospettiva scientifica sperimentale. per verificame i margini di presenza nei testi dellacasiani. ma si svolge in un più generale contesto di motivazioni filosofiche generali. L'importanza dell'uso di questa tipologia. rispetto all'amplificazione barocca del gesto eroico e cavalleresco. delle passioni e della verifica della loro realizzazione poetica.Treccani. di fronte all'interesse reale della scrittura del C. cartesiana in partenza. perché costituisce di fatto l'elaborazione di un'ideologia per quei gruppi di "popolo civile" la cui ascesa rappresenta uno dei fatti di maggior rilievo nel quadro politico-sociale dell'epoca: attribuire al petrarchismo queste proporzioni filosofiche e scientifiche significa proporre un'alternativa netta a modalità di gestione dei fatti letterari e culturali individuate nelle loro organiche componenti aristotelico-gesuitico-feudali.treccani. 23/11/2013 .. e propone con risolutezza una "sposizione" complessivamente coerente non solo nel metodo ma pure nell'esercizio critico. che è motrice di tutta una serie di passioni conseguenti e direttamente ad essa collegate. che perde ogni collegamento con l'originale del Della Casa. Alla base delle "sposizioni" calopresiane sta un'attenta lettura e meditazione del testo cartesiano delle Passions de l'âme. puntando sul concetto di "lucidezza" che deriva da una espressione "dritta e piana". lo spazio assegnato alla "fantasia". Grosso rilievo ha nella teorizzazione del C. ilC. ma costituisce una reale indicazione teorica. per una problematica soltanto teorica e non retorico-letteraria. Con coerenza rispetto al metodo già impiegato nella Lettura sopra la concione. e quindi della "finezza di spirito". acquistano una funzione esclusivamente strumentale. il portale del sapere Pagina 5 di 7 testo autonomo.it/enciclopedia/gregorio-caloprese_(Dizionario-Biografico)/?stam. perché lo spazio specifico della poesia (e di quella petrarchesca e petrarchistica in particolare) è quello definito nei termini rigorosi di una dettagliata scansione e descrizione dei tempi e dei modi della passione d'amore. ma capace anche di originali spunti speculativi. Ma cambia il metodo d'analisi: il C. che non soltanto è di frequente citato direttamente. è notevole perché è la prima volta che l'esercizio critico non è fondato su una precettistica di tipo dommatico-retorico. a sua volta conseguente da una "disposizione de' concetti secondo il natural ordine eseguito". e quindi presupporre un rovesciamento dei valori sia intellettuali sia sociali. La poesia diventa pertanto strumento privilegiato di conoscenza: dell'uomo in primo luogo. a favore delle capacità di razionalità e di analisi. parte a definizione di una "natura delle passioni". assumendo alla fine le proporzioni di vero e proprio trattato teorico-filosofico.. al cui centro è posta l'ipotesi cartesiana dell'uomo-macchina e della natura delle passioni. si svolge nella linea tracciata dal Severino. La direzione del commento del C. Questa fondazione della poesia come antropologia ha una notevole importanza nel contesto storico della situazione napoletana del tardo Seicento. mediata dall'elaborazione cartesiana.

la lettera costituisce la prova più organica (anche perché è condotta a termine delle sue parti) dello sforzo speculativo del C. nella raccolta di Lettere memorabili. Per quanto sia orientata a una specifica trattazione di problemi teatrali. espressamente citato) deve essere collegata a quella di "fantasia". che hanno "edificata" la "scienza del viver civile" e quindi procedere a un'articolata "confutazione" del Machiavelli. il portale del sapere Pagina 6 di 7 "sposizioni" ("Tutte le passioni che in noi si generano. Nelle "lezzioni" calopresiane si coglie infatti una forte direzione polemica antiaristotelica nel loro risoluto puntare. pubblicata a Napoli. Della Casa. p. nel definire una teoria della poesia come espressione e veicolo di un procedimento razionale conoscitivo. "ragiona della invenzione della favola rappresentativa". principe di Santobuono. come autorità per un discorso sulla "natura dell'uomo" politico. dal D'Andrea al Valletta. in cui il C. dal Bulifon. 68) risulta nettamente definita come la parte dell'intelletto che "più si accosta al materiale del corpo" e che costituisce la fimzione razionale preposta alla formazione delle immagini. su Pitagora. Di particolare importanza sono le quattro "lezzioni" tenute dal C.treccani. L'altra lettera del C. che contengono una serrata discussione dei principi politici e ideologici connessi a quel problema del governo civile dei popoli che costituisce un tema continuo e fondamentale dell'elaborazione della cultura napoletana di fine Seicento. procedono secondo il mio avviso dall'idea che fa la mente delle cose come buone o come ree". Questa condizione oggettiva dell'uso calopresiano della "fantasia" non consente arbitrarie appropriazioni in prospettiva idealistica. se non alcune che senza manifesta cagione da' soli interni movimenti del corpo hanno i loro principi. E la nozione di "favola" (peraltro da raccordare all'uso graviniano. collegato direttamente all'enucleazione del ruolo centrale della "favola" come strumento di mediazione di dati razionalisticamente reali. presso l'Accademia di Medinacoeli sull'Origine degli imperi. per opera delle quali poi si scatenano le passioni dell'anima. 23/11/2013 .. Rime. G. di cui costituisce il momento privilegiato d'esecuzione. dal C.it/enciclopedia/gregorio-caloprese_(Dizionario-Biografico)/?stam. visse la gran parte della sua vita a Scalea. Socrate e Platone.Treccani. al Capasso.. Il C. anche la sua scarsa propensione a portare a termine l'edizione delle proprie opere è indicativa di http://www. ma necessita di un corretto riferimento all'ambito complessivo dell'uso di tale nozione nell'elaborazione teorico-filosofica di fine Seicento e di primo Settecento: proprio per meglio caratterizzarne e analizzarne la fondamentale componente mentalistica. edita nel volume bulifoniano delle Lettere memorabili è diretta a Niccolò Gaetano d'Aragona e "ragiona sopra le cagioni de' fenomeni che nel monte della Solfonaria presso a Pozzoli si veggono": documento di particolare interesse per la ricostruzione critica dei rapporti con la tradizione investigante-sperimentale. anche perché costituisce il solo esempio dell'interesse calopresiano per le scienze naturali. Direttamente collegata sia alla Lettura sopra la concione sia alle "sposizioni" è la lettera a Niccolò Caracciolo. in un isolamento volontario solo a tratti interrotto dalla partecipazione a iniziative culturali promosse a Napoli. nel 1697.

912-920. o almeno vale come segno d'una minima convinzione delle possibilità di reale comunicazione intellettuale della parola scritta: e la sua istituzione della "scuola" e la cura esclusiva che ad essa dedicò per tanti anni confermerebbero questa posizione che storicamente vale come segnalazione della crisi in atto nella situazione culturale napoletana di primo Settecento. XI (1955). in Calabria nobilissima. Roma 1720. A.. in Ricerche sulla cultura dell'Italia moderna. P. Bari 1973. C. C. Trani 1910. Ma. C. pp. se non fedele alla linea crescimbeniana: ulteriore segno della sua condizione isolata. 17-19. pp. Fonti e Bibl. 204-216. Spinelli. A. pp. ff. Suppa). L'Accademia di Medinacoeli…. pp.treccani. U. La dimora del Metastasio in Calabria e le sue relazioni con Gravina e C. 103-137. XLIX. in Raccolta di opuscoli scientifici e filologici.. pp... 148-157 (ora pubblicate in appendice all'Accademiadi Medinacoeli di S. VI. XIV(1962). in Raccolta di rime di poeti napoletani. Quondam. Suppa. Ilpensiero estetico e il metodo critico di G. M. nonostante l'isolamento. pp. Id. in Atti dell'Accademia cosentina. per le "lezzioni" di Medinaceli. pp.Treccani. vedi il ms. Napoli 1955. critica e fantasia poetica…. Il rogo postumo di P. e il maestro renatista nel ricordo del Metastasio. N. P. Id. rimase estraneo. 409-422. L'esperienza civile e religiosa di P. Milano-Napoli 1970. pp. Opere: Rime. III (1954). 27-70. G. XIV(1929). 42-ss. R. ital. V. Pepe. XIII B 71. B. II. 11116. Ricuperati. Giannantonio. M. 111-114. Fu anche arcade col nome di Alcimedonte Cresio. LXXV(1971). http://www.it/enciclopedia/gregorio-caloprese_(Dizionario-Biografico)/?stam. Milano 1968. in Storia di Napoli. dal 1691: ma nello "scisma" del 1711. 23/11/2013 .. 65-75. pp. E. della Biblioteca nazionale di Napoli. il portale del sapere Pagina 7 di 7 questa volontà di isolamento. 837-845. Morì a Scalea il 2 maggio 1715. Giannone. A. G. Marvardi. Dal Barocco all'Arcadia. Introduzione a G. pp. Doria. Milano 1961. S. Condizione. Cotugno. 120-122. L'Arcadia napoletana. L'estetica del Gravina e del C. 266-272. M. Napoli 1970. Napoli 1971. Cultura e ideologia di G. Venezia 1753. pp. in La rass. fu ben presto riconosciuto in tutta Italia come autorevole protagonista delle vicende intellettuali. Pepe. Vita e studi di Francesco Maria Spinelli principe della Scalea scritta da lui medesimo. pp. Napoli1702. Gravina. Notizie istoriche degli Arcadi morti. G. Rak. tanto che il Muratori lo indicò come "arconte" ella progettata "repubblica letteraria". Napoli 1962. Lupetti.. Badaloni. nella cultura napoletana del suo tempo. pp. in Lettere italiane. il C. La poesia del C. ispirato dal Gravina. in Cenobio. della lett... Vico.: F. 56-99.. Zambelli.