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I GENI DEL CUORE: LE ULTIME SCOPERTE SULLE CAUSE DELL'INFARTO

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]. NATIONAL GJ;OGRAPHIC' fEBBRAIO :1007
maschera si affaaia da ulla bottega il FOlldametrra Barbarigo, fra i qllartieri più antichi di Venezia.
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Il 25 aprile, giomo in CIIi si festeggia il patrono della cirtil Sali Marco,
i veneziani lisa/lO dOIIl1re 1111 "bòcolo" (bocciolo di roSll) alla propria
mllata. Un'abitudille che affonda le radici nelle più oscure leggende
velleziane. A sinistra, lilla gondola nel sestiere di San Marco.

ire che Venezia è bella è più scono in qualche modo a combaciare, allora Venezia
o meno come dire che il sole è la città che fa per voi. Come una maschera nascon-
sorge a est e che l'acqua de il viso, così la bellezza di Venezia nascondeva i suoi
scorre \'ttSO il basso. La sua spigoli taglienti (la lama del pugnale, l'accusa segreta,
bellezza è in realtà una lega l'ingratitudine e il tradimento). Oggi la sua bellc-aa
di tante belle-.a.c fuse insieme (naturali, ideali, nasconde una sfilza di problemi talmente cronici e
coslluite dall'uomo), lucidate da oltre Wl millennio debilitanti che, se la città non fosse così stupenda, da
di sioria e dall'adorazione, dall'invidia e pcrflllo dal- tempo sarebbe stata \'~nduta come rottame. Chi ne
l'odio di innwnere...oli stranieri. Più che una sempli- parla la svilisce e la esalta nella stessa frase.•Venezia è
ce cittil. Vene-Lia è un fenomeno, e per quanto mera- una malattia, secondo mo, dice Giovanna lanella,
vigliosa ci appaia oggi, qud che non riusciamo a calwlaia su misura. ;o:Non me ne andrei mai, neanche
cogliere è che, come ha scritto loho Ruskin, nel suo dopo mona». Anche questo, forse, è uno dei misteri
massimo splendore cra "mille volte più magnifica di della città. «Molto meglio, a mio avviso, sondare il
quello che esiste oggi': mistero che è Vene'"Lia»,sottolinea il sindaco Mas.~imo
Generazioni di pittori, fotografi, scrittori, registi.c Cacciari. do effetti, Venezia è un miracolo.
perfino compositori, hanno cercato di catturare il Addirittura un doppio miracolo, perché l'ha costrui-
suo e<centrico incanto. il suo fascino fatale e pen'aSi- ta l'uomo, rutta, a partire dalla terra su cui poggia».
\'0. Thomas MaJlJl, nel 1912, vide una ..... città, per Ovviamente la Venezia del passato non era la sola
metà favola per metà trappola per turisti, nella cui città europea in cui scorrevano fiumi di ricche'"aa e
aria insalubre le arti erano un tempo volunuosamen- d'arte, di splendore, ambi7jone e intrighi (brogli è
te e mefilicamente fiorite...': A metà degli anni una parola veneziana). Ma forse fu quella che scp~
Cinquanta, così la vedeva Truman Capote: "Venezia': meglio sfruttare questi vantaggi c farli pesare.
scrisse, "è come mangiarsi una scatola di cioccolatini «Perché fino al Settecento Venezia aveva un potere
al liquore tutta in una volta": reale con quelli più grossi di Ici». afferma Laura
Ma supponiamo che non siate interessati a Sabbadin. guida turistica. «Venezia era un francobol-
TlZiano né tantomeno a Vivaldi, e che gondole e lo, un granello di sabbia. El'impero spagnolo doveva
masdtere di carnevale vi annoino. Se apprezzate l'i- consultarsi con gli ambasciatori vetlojani prima di
ronia, la contraddizione e il paradosso, le cose che agire-. cl primi ad avvolgere la città nd mistero furo-
appaiono inconciliabili a lume di logica eppure rie- no i dirigenti ,-ene'"Liani., racconta Espedita

MiSTERIOS" \'!NIiZJ .. 5

.
L'artigiano Leonardo Faggian al lavoro nella sua
bonega di maschere il 5lln Basilio. A Vetlezia la
teolica del1n cartapesta lUi mggiumo tlei s«ofi
livelli eccelsi, quasi qllllnto quella del \'etro SOJJUlto.

Grandesso. scrittrice e storica dell'arte veneziana.
«perché la Serenissima era una bomboniera in mez-
ro a bidoni di ferro. Quindi questo stato di cose
indusse nobili e mercanti a tenere tullo segreto.
anche le cose più sciocche. Non si sbagliavano poi
tanto. Bastava che si sospettasse di qualcosa che non
andava, e avrebbero iM.lto sul collo il fialo di tuni i
governi d'Europa».
«l segreti dei mestieri dovevano essere protet-
ti, come il segreto per ottenere la tintura scarlat-
ta», ricorda il designer di costumi Stefano
Nicolao. Tra l'altro, si cuslodivano gelosamente i
segreti della fabbricazione del vetro C la ricetta
della migliore teriaca (un anlico medicamento)
d'Europa. La segretl"zza diventò la parola d'ordi-
ne, anche grazie all'uso di portare la maschera sei
mesi l'anno o quasi, e da li a considerare !'intera
ciuà come un fantastico decano di intrighi,
mascheramenti, inganni e avventure erotiche, il
passo fu breve. r poeti romantici inglesi fecero del
loro meglio per rappreselllare Venezia nelle algi-
de e maestose vcsti di un'eroina greca, ma il pub-
blico reclamava i ritmi pulsanti e i decadenti
divertimenti del Settecento, ultimo sussulto di
vita c libertà per Venezia.
Una delle qualità più attraenti e forse più miste-
riose di Venezia è il modo in cui i suoi aspetti sen-
suali creano armonie e contrasti nci momenti più
inattesi. E non mi riferisco soltanto alle zaffate di
fogna che arrivano di tanto in tanto da dietro
un'impareggiabile facciata gotica. Penso piuttosto
allo straordinario contrasto tra la costellazionc dì" tempo era la Scuola dei Varoleri, ovvero la sede
oggetti che riempiono le calli e i campi, intrisi di della confraternita dei pellicciai. Qualunque guida
significai i onnai dimenticati, e la vita quotidiana ve lo può dire. Ma se lo guardate da vicino vcdre-
che su quelle cose passa come un'onda affaccenda- te un modesto cippo di pietra, allo fino al ginoc-
la e indifferente. Alcuni di questi oggetti un tempo chio, scm.a segni particolari che ne rivelino lo sco-
erano d'uso così comune che ne5Suno presta\'3 po o la storia passata. Non c'è modo di indovina-
loro attenzione, neanche allora, e oggi che non si re cosa sia. J\la se foste vissuti qui non più di cin-
sa più a cosa servissero appaiono enigmatici, per- quant'anni fa, sapreste che davanti al cippo, do\"C
fino inspiegabili, a chi per caso li nota.. oggi c'è un ristorante. un tempo c'era un negozio
Pcr scorgerne alcuni basta fare una passeggiata chc vendeva baccalà, E che questa umile colonna
attorno a Campo Santa Margherita. uno dei più vCIlÌva usata per battere il baccalà e renderlo tene-
grandi e affollali campi della città. Verso l'estre- ro. Persone che oggi non sono ancora \'e<chie pos-
mità orientale della piazza c'è un solido edificio di sono raccontarvi che da bambini si appostavano
mattoni. Insolito, ma per niente misterioso: un attorno a quella pietra per raccogliere le briciole

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.;:he cadevano al suolo. Ora è qui muto come una vedendole, non si faccia il segno della croce. lo
...finge, inutile a tuni tranne che a qualche cane di' personalmente ci sono passata davanti per dieci
rassaggio. Sull'altro lato dci campo c'è quella che anni senza accorgermi di niente. i: la scrittrice
un tempo era la chiesa di Santa Margherita, che ha Espedita Grandc:sso a farmi notare quelli che
..ubilo mohe trasformazioni, da chiesa cattolica a interpreta CQme simboli alchemici.
protestante, poi è diventata cinema e ora è audito- Per prima cosa mi indica la testa e le 7..ampe ante-
:ium dell'Università dì Ca' Foscari. La strena stra- riori di un leone alato che spalanca le fauci sul muro
Jina che va dal campo al vicino ponte è di solito di mattoni. «Quello non è il leone di San Marco",
.n1oUata di gente che cerca di farsi largo tra capan- mi fa nolare. È vero, non ha il libro. «E vedi che gli
nelli di studenti che chiacchierano, fumano e artigli sono pronti a ghermire la preda. Potrebbe
bevono spritz o birra fuori dal piccolo bar di fron· essere il simbolo dello zolfo,.. Lo psichiatra Cari
:e all'entrata. Sovrintendono a queste frenetiche e Gustav lung, che studiò gli antichi mili, scrisse che
normalissime attività quattro creature talmente la leonessa alata è il simbolo dcllo 7.01[0 bianco.
fantastiche che sembra impossibile che la genIe, Appena più in basso a destra c'è un'altra bizzarra

MISTERIOSA VENEZIA 7
creatura: un drago munito di ali e,sì, non c'è dubbio, Grandcsso. «E Venezia andava spegnendosi e rin-
di seni di donna. ..Questo potrebbe essere il simbolo chiudendosi in se stessa.. Non fu un periodo tranquil-
del mercurio», prosegue Espedita, «che in alchimia è lo, perché c'era l'Inquisizione, perciò bisognava tene-
un simbolo della femminilità». A fianco della porta re la bocca cucila. Si sviluppò, im'eCe, la musica•. E,
d'entrata c'è una straordinaria coppia di creature, come abbiamo visto, forti simboli che oggi più nes-
collocate l'una sopra l'altra ma risalenti a due diversi suno si preoccupa di decifrare. «la città ~ misterio-
periodi. «Qui abbiamo un dclfino», spiega la scrittri- sa-, afferma. cll mistero è stato costruito a strati. Ela
ce...Questo è un mostro marino, più che altro un ser- città è falla di stradine ognuna delle quali conduce da
pente che termina in una testa con le orecchie e la qualche parte. Tuno questo la rende misteriosa. Ho
bocca aperta Vedi, sta sopra questa strana struttura, notato queste strane sculrurc, ma probabilmente cc
sembrano dci colli con minuscole casette circondati ne sono all.r'e».
da un serpente. Qui c'è un altro serpente e dalle Non ci sono dubbi. Una della immagini più toc·
viscere della terra emerge la testa di Wla tartaruga. canti non ha niente di occulto. anzi, al contrario: è
Secondo il mito greco, la tartaruga appartiene al un ex voto dietro l'altare maggiore della basilica
mondo sotterraneo (il Tartaro). Appartiene agli infe- della Madonna della Salute, e la sua storia ~ sepol-
ri, è infernale. Quindi il mondo umano è circondato ta nei cuori di coloro che vissero quell'evento. Sulla
dal male, raffigurato dal serpente. Dobbiamo stare parete, in alto, c'è un grosso pannello rettangolare
attcoti perché siamo circondati dal male. Potrebbero di pietTél su cui un bassorilievo rappresenta il mira-
risalire al Seicento; penso che siano stati fatti quando coloso salvataggio di un uomo della famiglia dei
l'edificio venne restaurato. Qui perciò abbiamo tulli Badoer. Vediamo dell'acqua, sicuramente il Canal
questi simboli del demoniaco. Ed è un memento del Grande perché si scorge la cupola della basilica. Su
sacro (che trionfa?) sul demoniaco». Qui,come spes- una gondola un uomo è chino nell'atto di issare a
so accade a Venezia, storia e arte, e perfino mito e bordo il corpo inanimato di un altro. In alto sulle
simbolo, gettano luce l'uno sull'altro...OSeicento fu loro teste, un grande angelo risplendeme. Non c'è
un secolo molto particoIaro, conclude Espcdita bisogno di un interprete per capire la vicenda; sul~

Nel 1630 Venezia fu colpiuz da Im'epidemia di peste che decimò la popolazione. AIÙl fine dell'epidemia,
per ingraziare Ùl Madonna, fu avviata /a costnmorle delln maestosa chiesa di Santa Maria de/Ùl Sa/we.
Da allora, i121 novembre i veneziani accendono uno. mndeÙlnella c11iesa in ricordo di quel voto.

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~! mistero fondamentale di Venezia è come ha
;1tto questa città a sopravvivere così a lungo.
parete opposta, una laconica targa rivela soltan- Cremona, Pavia, Milano. Le isole della Laguna erano
che l'ex \'010 è stato messo qui dalla moglie del- il luogo perfeno per organizzare e gestire queste red-
:.lOffiO scampato alla morte. Nessuno può dirci ditizie opcrazioni.l1 riso, il cafiè e lo zucchero fecero
:uenlc di più, e neppure il giornale locale dcll'epo- la loro comparsa in Europa attra\'eTSO il pono di
.::.l riporta l'evento. In quale altra cim al mondo il Venezia. E quando i veneziani riuscivano a ricavare
denzi.o può essere così intenso e vibrante? soldi anche dalla gente (dai pellegrini diretti in
Poi c'è il caso di Lucia (o Giustina) Rossi, nota Terrasanta, per esempio, ma anche da moltitudini di
mchccomc la "vecia del morter~ vecchia del mortaio. schiavi) tanto meglio. La Laguna e le sue isole non
~ na piccola ma visibile illustrazione del suo momen- erano affatto un piccolo avamposto umido, anzi: per
di gloria (lill momento, in realtà, di incalcolabile molti aspetti erano il luogo ideale per una città, una
KIlportarna per il futuro di Vcnc7.ia) si trova su un'ar- città che volesse essere ricca c potente.
.:ala proprio dietro la Torre dell'Orologio arrivando Nei secoli, i vencziani hallllO considerato la
Ja Piazz.1 San Marco. Milioni di persone passano da Laguna un'amica, un'alleata e una difesa; un erudito
.~, ma a pochissimi viene in mente di guardare in del Rinascimento paragonò la Laguna di Vcnezia alle
"-l,e di chiedersi perché mai questa piccola signora di mura fortificate di una città dell'entroterra. lnoltre,
!"etra osservi stupita il mortaio di marmo che sta forniva con continuità e in abbondanza pesce, ottima
..:adendo dalla sua finestra. In realtà, la data sul selcia- seh'aggina, piante utili e prezioso sale. r \,etlcziani la
parla chiaro: 15 giugno 1310. Il giorno c il conoscevano c la comprendevano. Anche .se la supcr-
mento in cui il manipolo di cospiratori armati fide della laguna originale è stata ridotta da progetti
~ a Baiamonte Tiepolo si dirigeva dalle Mercerie di recupcro della terraferma lungo la costa. si estende
~ Palazzo Ducale, per rO\'eSCiare il governo, Per ancora per circa 550 chilometri quadrati Le isole
.:ertO sappiamo soltanto che un mortaio di manno occupano poco più del cinque per cento deU'intcra
~e al momento giusto, colpendo sulla testa il por- area. Non è soltanto uno degli ecosistemi più inlpor-
~endardo, scmin<lndo la confusione tra i rivoltosi e tanti di tutto il bacino mediterraneo, ma anche una
~mtando la rivolta. li mistero che non \'\'ITà mai dellc principali zone umide d'Ewupa. Quando, nel
-.50ilo è questo: fu un caso, o lo fece apposta? 1987. l'UNF..5CO dichiaro Venezia patrimonio deU'u-
-rancamente, a me piacciono entrambe le \'Ccsioni, maIÙtà, sottolìnro che questo comprendeva anche la
Fra i misteri fondamentali di Venezia, i.n ogni caso, Laguna. Gli acquitrini sono vitali per la 10m eccezio-
. ~ quello di come ha potuto essere crC3ta questa nale biodiversità, e [a Laguna veneta è situata in un
;:mà c, cosa non meno sorprendentc, comc ha fatto a punto stmtcgico delle maggiori viedi \'alo, cd è quin-
vravvi\'erc così a lungo. Su quest'ultimo possiamo di un'area cruciale per i circa 200 mila uccelli che qui
.::re grazie alla Laguna veneta, la fungosa acqua sog- sostano, funno il nido o svernano; per non parlare
~ a maree che circonda la città c che offrì salvezza delle seppic migranti e delle miriadi di altri animali
popolazioni del vicino entroterra in fuga dai sac- marini che ogni anno vengono qui a riprodursi o a
.:beggi deUe orde barbariche nel TV secolo d.C. La' maturare, e delle tante specie di piante e animali mri,
....aguna continuò a salvare e sostentare il suo popolo o a rischio di estinzione.
311797, quando Napoleone assediò la città e la Questa è una zona importante, non è solo un
_lStrinse ad arrendersi. Se Venezia ha meritato lode bcUo sfondo per i milioni di istantanee che vengo·
;,6. secoli, gran parte del merito va aDa Laguna. Ai no scattate ogni giorno. Ma la conViven7.a tra
:'"imi abitanti, le isole lagunari non offrivano soltan- Venezia e le acque che la circondano è in crisi. Tutto
il \'3Jltaggio ddla sicurezza ma anche di una posi- il mondo sa che c'è qualcosa che non va, ma di soli-
me strategica per il commercio. Le merci che arri- to si schiera da1la parte di Venezia. Ma anche la
_!'"JJlO in Europa dal Levante, da Costantinopoli, da Laguna ha le sue ragioni. Per proseguire nella
1eta o dalI'Egit~ c che erano destinate ai mercati metafora, essa ha accolto degli ospiti in difficoltà, i
i, do\"e\ano essere trasferite dalle navi maritti- quali poi, in men che non si dica, le hanno COStrui-
alle imbarcazioni fluviali che risalivano il Po. il to una città che al suo culmine era una delle più
IfeIlta, il Sile, il Pian' e altri fiumi per arrivare a grandi d'Europa, e adesso si rifiutano di andarsene.

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10 NATIO~AL GIlOG"RAPHIC FEBBRAIO :l007
Stefano Nicolao, qlli
davanti a Wl suo
ritratto, è titolare di
1/1/ atelier di Sllrtorw

tra i più famosi di
Ve1lezia. Specializzato
iII costllmi storici
per il teatro e il
cinema, Nicolao Ila
11I1 occhio di riguardo

per la storia del
costume velleziano.

Ccrt~ l'acqua è un pericolo per la città, anche se alla magia della città: metafore e immagini che
soprattutto a causa del moto ondoso provocato dal- giocano con le nostre sensibilità nascoste, e tocca-
le imbarcazioni a motore, e non per lo strombaxzato no corde dimenticate nel nostro animo, sprigio~
fenomeno deU'acqua alta. (Ogni volta che, durante nando inquietudine e incanto. "Venezia': ha scritto
['inverno, l'acqua sale anche di pochi centimetri sulla ~'lary McCarthy, "è l'inconscio del mondo': (: così,
terraferma, nei giornali appaiono articoli apocalitti- è evident~, e in buona parte lo si deve alla Laguna:
ci, che hanno finito per imprimere neU'immagina- un mondo magico, possente, più grande di quanto
7jone popolare l'immagine della città che sprofonda non appaia. I grevi pomeriggi d'estate, quando
sotto le onde, come una moderna Atlantide.) Di l'acqua diventa di un latriginoso verdc giada incre·
sicuro, però, la città costituisce un pericolo altrettan- spato di ond~ bianche, sotto i nuvoloni neri ch~ si
to g.rave per la Lagunà'. Da 40 anni a questa parte, addensano. Le immote albe invernali colorat~ di
owero dall'awento delle barche a motore e del turi- rosa, quando l'acqua è così trasparente che scom-
smo di massa, sono sempre meno quelli che dipen- pare sotto la tua barca. Lo scialo dei tramonti
dono dalla Laguna; di consegoeTl7.a sono sempre ammantati di colori fiamnlco.,gianti, così che men-
meno quelli che la conoscono bene. Mentre la città tre remi nella tua mascareta ti sembra di planare
va acquistando sempre più valore come attrazione attraverso fluttuanti praterie di nubi fucsia, rosso
turistica, grazie soprattutto alle sue acque, si direbbe cupo, rosso rame, rosso bronzo.
che proprio la Laguna venga sempre più considerata Qui l'acqua ha una sua realtà possente che appa-
come il nemico: inaffidabile, costosa, pericolosa. re misteriosa, anche se omlai sappiamo pratica-
Sono pochi quelli che la vedono come una ricchC7.7.a mente tullO quello che c'è da sapere sul come fun-
paragonabile, per dire, alla Scuola di San Rocco. ziona c p~rché. Ma Venezia riesce a far sembrare
«Oggi troppe cose sono cambiate., sostiene fantastico anche il tangibile. La nebbia a Poggibonsi
Alberto Pcratoncr, veneziano e professore di filosofia non ispira immagini di spettri, amori infelici,
allo Studium Generale Marcianum ocLa percezione malinconie e strcgoncrie. Ma quando la nebbia
deU'acqua ècambiata L'acqua per gli antichi venezia- stringe nel suo abbraccio Venezia, cominci a ricor-
ni era un mezzo di comunicazione. Ma adesso è dare strane cose che non sono mai awcnUle. Gli
diventata un ostacolo; ora li chiude, invece di aprir- scienziati hanno il loro daffare a misurare i ritmi
ti». E Cm qui non c'è granché di misterioso. Ma l'ac- delle marce ~ analizzare la salinità, la diossina, il
qua di Venezia,che sciaborda furtiva nella penombra fitoplancton dell'acqua. Ma l'acqua,l~i, sarà sempre
dei canali, che si a17.a e si abbassa con la marca, è capace di mistific.arci. «Noi pompieri abbiamo
andata assumendo un ruolo sempre maggiore nel riscontrato ch~ con l'alta marca la città si solleva,
mistero di VenC7ja n simbo1ism~ la psicanalisi, lo come una barC1Jt, osserva TIziano Gni. «t com~ se
studio dci miti hanno conferito un nuovo aspetto galleggiasse sull'acqua.. Quando l'acqua è alta, le
case pesano di meno•. Misterioso? Probabilmente una cifra che, comc l'acqua, salirà di anno in anno,
no. Ma ancora una volta affascinante. anchc se per i turisti la previsione è più facilc.
La città. f. vera, ovviamente., ma insiste nell'appa- Viwre qui è un privilegio che non tutti possono
rire finta. Salta agli occhi di tutti, e ormai è d'obbli- permenersi. «Salvare Venezia è roba vecchia»,
dire che sembra uno scenario. «Sono un grande sostiene Fabio Carrera, tra il serio e il faceto.
sostenitore del finto., dice allegramente l'artista «Ormai bisogna dire: salvare j vCflC7iani•.
Guido Fuga. «Una città come questa, così magica, è Le cifre impietose puntano ''erSO un esito pa\'en-
un'invenzione assoluta». Se conoscete Vene-.da, è lato: il parco a tema. Forse è già troppo tardi.
probabilc che ci siate venuti come turisti. t norma- Dicono le guide che la domanda più ricorrente dei
le. Il turismo cominciò a diventare un affare d'oro turisti è: cA che ora apre Venezia?».
già dal Medioevo, quando i pellegrini si fermavano "Pur essendoci in Venezia alcune cose sgradevo-
a Venezia anche per un mese, in attesa di trovare un li': osservò nel 1882 il romanziere americano
passaggio in nave; ci fu un momento in cui ben cino Henry James, "non c'è niente di così sgradevole
quanta navi di pellegrini diretti in Terrasanta salpa- come i visitatori'~ Avcva ragione, ovviamente,
TOno l'ancora da Vene-Lia ogni mese. Nell'attesa, la anchc se dimenticava che anche lui era un visitato·
genIe spcndeva qui i suoi soldi, acquistando il re. I veneziani sono i soli ad avere veramente il
necesS<1.rio pcr il viaggio. Bci tempi. diritto di fare commenti sui turisti, e il loro punto
Ma quando la popolazione di Vcnezia cominciò di vista non è affatto misterioso, anche se, lo sap-
a calare, i dati del turismo le si rivoltarono contro. piamo bene,la situazione non è semplice.
Lo spopolamento della città è drastico: ogni anno «Vrvere è duro. Ho due bambini. Prova a prende-
circa 1500 persone se ne vanno. «Quando sono re il vaporetto, è pieno di turisti, non riesci neanche a
nato io la popolazione era il doppio di adesso., sot· salirc.iJl, spiega l'architetto Alberto Gallo, dell'orga-
tolinea Guido Fuga, classe 1947. «Ora siamo intor- nizzazione Forma Urbis...11 mistero quotidiano è
no ai 60.000, ti rendi conto?.
E se da un lato i veneziani sfoUano, per colpa Nella bottega di Giovanna Zn"elIa, vicino a
della mancanza di lavoro, dei prezzi esagerati delle
CÀmpo San Lio, ufla dOnna impara l'arte della
case, del costo della vita, c perfino delle difficoltà
quotidiane ("'faticosa", "'impegnativa': "'scomoda"), calzatura venezia1lil, Wl mestiere tmdizionillmente
dall'altro i.turisti aumentano: 15 milioni nel 2006, risen'tlto agli uomini della Serenissima.

MI$TF.RIOSA VF.SCf.ZIA 13
come diavolo si fa a vivere qui, con il turismoll, ste informazioni, a che servono? Mistero. E a propo-
aggiunge Cristina Caberlotto, moglie e madre. sito del tormentonedell'acqua alta, Carrera si chiede:
_Nostra allgoscia xe che la CIIllllra nostra xe drio _Perché nessuno ha mai fatto uno studio di quello
a perdersi al nome del Dio TurisII/(}It, riassume il che verrebbe sommerso in Wl caso di acqua alta
remer Sa\'erio Pastor, mentre nel suo laboratorio eccezionale? Sarebbe molto semplice farlo, e così
pialla un nuovo remo per il poppiere di una oor- sapremmo cosa veramente è a rischiOli. Un enorme
lina. Pastor fa parle del gruppo El Fe17.e, che riuni- punto interrogativo indugia sulle nostre tazzine da
sce artigiani che fabbricano gondole e le loro varie caffè vuote. L'approccio della Città a molti problemi
componenti. Fabbrica remi e forcole (scalmi di è un po' come quello dell'equipaggio di una nave che
legno) per ogni genere di barca veneziana, e ne esi- affonda, che decida di svuotare l'acqua più in fretta
stono circa venti tipi. all7.iché trovare il modo di turare la falla. Il venezia-
«Perfino quelli che guadagnano sul turismo sono no medio questo l'ha capito da un pezzo.
infastiditi dal turismo», fa norare Fabio Carrcra. «I veneziani sono visti come portatori di un tor-
Come direttore del Centro Progcno Venezia, Carrcra pore culturale, un'indifferenza", asserva il professor
ha studiato la città con i suoi studenti del '\urccster Peratoner....Ci sono spiegazioni psicologiche del
Polytcchnic lnstitute. Hanno perlustrato la città fino sonno vene-nano. Sentono di essere stati espropriati
alla follia, e il 10m minuscolo ufficio è strapieno di della città eapiscono di non avere alcun peso. Ecosì
dossier. "'Pavimentazione delle chiese': "'Pozzi e fon- cadono ncl pessimismo".
lane~ "Portali e lunelte~ "Campane c campanili", E poi c'è il carnevale. Pur non essendo affatto l'u-
"Piedestalli per bandiere", "Archivolti decof3tivi~ nico periodo di baldoria prequaresimale ncl mondo,
"Fonti di sedimenti~ "Gestione del verde pubblico~ negli ultimi trent'anni questO evento è diventato, un
"Trasporti veneziani", "San Marco'; "Traffico~ po' come lo era trecento anni fa, un'attrazione inter-
"Idrodinamica dci canali interni'; e così via, a non nazionale. Per gli abitanti la cosa ha degli aspetti
finire. Parte di queste indagini sono state fatte su quantomcno misteriosi. Tanto per cominciare, i
richiesta del comune. Dove vanno a finire tutte que- costumi. «Durante il carnevale, a Venezia regna un'at-

In WIO squero (laboratorio jn CIIi si costruiscono e riparano le gondole) del sesriere di Castello, Car/etta
canta un'amica callzone. La "veda" è fra le 11/lime depositarie dell'antica tratiiziolle veneziana del camo
popolare: conosce mlclle i vecchi canti dei pescatori, che a Venezia 11011 esistono pirì da mo/li afll1L

14 SATIONAI. GEOGRAPHIC • FEBBRAIO 2007
È diventato un cliché anche tra i veneziani
parlare dei canali come del sangue della città.
mosfera prettamente settecentesca», prosegue «(Apparentemente i veneziani hanno un caratte-
Peratoner. "Perché i costumi sono del Settecento, re molto cordiale, ma in realtà sono in difesa»,
quando sappiamo perfettamente che in quel periodo osserva Espedita Grandesso. «In pratica siamo iso-
Venezia ha vissuto la sua epoca peggiore? Viene cele- lati, molto chiusi, soprattutto i politici».
brata la decadenza del Settecento, e questo dà un'im- Purvivendo in una città universalmente acclama-
magine par.dale e falsata di Venezia. Non è eloquente ta come [a più romantica della terra, i veneziani sono
che si celebri proprio Wl3 fase di declino?», le persone meno romantiche del mondo. Non furo-
Una domanda che fa pensare, ma in ogni caso non no raptus poctici a spingerli a conficcare nel fango
sono i veneziani a indossare gli elaborati costumi d'e- milioni di pali di quercia per sostenere i loro palaz-
poca, bensì una moltitudine di forestieri, in mezzo a zi, a rubare il corpo di San Marco da Alessandria, a
una folla dieci volte più numerosa di spettatori in farsi scomunicare in massa almeno due volte e a
giubbotti di piuma e annati di macchina fotografica. massacrare i turchi a Lepanto. "Era la regina dci
..Mascherarsi significa cambiare identità)}, spiega mari'; scrisse Ernest Heming;vay, "e la gente è molto
Stefano Nicolao, che spesso noleggia le sue elaborate dura e se ne frega di tante cose molto più del resto
creazioni teatrali per le feste di carnevale. Nicolao è in del mondo. t: una città più dura di Cheyenne, a
un certo senso il veneziano perletto, artista, artigiano conoscerla bene, e sono tutti molto gentili':
ecommerciante allo stesso tempo. Ha studiato a fon- È diventato un cliché, anche tra i venC'Liani, par-
do il periodo che ricrea, e secondo lui nella pratica del lare dei canali come del sangue della città. Non si
mascherarsi c'è un cambiamento radicale. (Questa, si accorgono che sono loro, il suo sangue. Ma se gli si
capiscc, è una questionc a parte rispetto al commer- fa la domanda sbagliata: «Credi che Venezia abbia
cio di maschere, onnai diventate souvenir che si ven- dei misteri?», non esitano a darti una risposta deci-
dono tutto l'anno.) «lo al carnevale di Venezia non ci samente poco misteriosa, espressa con un'esaspera-
sono mai andato», dice un veneziano che si è trasferi- zione che nasconde un amore viscerale.
to a Mestre, (perché mi fa venire il mal di stomaco». «Il veneziano è molto fatalista», si lamenta
«Oggi è solo esibizionism())>, commenta Nicolao Ti].iano Cini, vigile dci fuoco. «E sono svenduti.
nel suo sontuoso atelier, nel quartiere in cui visse Perché non riescono a risolvere i problemi di
Tintoretto; qua e là sono appese foto di attori con i Venezia? Perché non c'è la volontà. Non vogliono
suoi costumi, tra ali Al Pacino nel MercQ/lte di risolverli. Non sarebbe difficile risolvcrli. Gli sta a
\enczia. «(Oggi il travestimento non è più il vero cuore la città, ma il profitto ancora di più».
significato. C'è gente che viene qui sem.a mettersi «Dovrebbero buttare la bomba a neutroni", dice
neanche un naso finto. Vengono a "spiare': come tranquillamente la scrittrice Espedita Grandesso.
Javanti a un reality show. Vengono a Venezia con «(Così la gente e i topi se ne andrebbero e resterebbe
questa idea, spiare quelli che fanno carnevale. solo la città in tutto il suo splendore. Nessuno
'·ivono di puro voyemismo. Chi si esibisce, lo fa per potrebbe metterci piede per anni, e Venezia final-
quelli che vengono a vedere. Così si parte da \In mente tornerebbe a respirarCl). «Come identità sia-
.:oncetto e si finisce COIl un altro, totalmente diver- mo allo sbando», sottolinea Alberto Toso Fei, autore
~H. Che, in fondo, è una cosa per cui Venezia è di numerosi e dettagliati libri sugli enigmi di
:amosa. Il mistero è una maschera che nasconde Venezia, le sue leggende, la sila storia, e su alcuni epi-
ovvio. Gli sciami di turisti che si estasiano davanti sodi occulti. «Venezia era una civiltà, come quella
.u palazzi e ai quadri, si perdono uno dei più note- Maya. E questo è stato un po' dimenticato» .
l{)1i, e forse misteriosi, aspetti dell'intera città: i Come tutti sanno, la città si regge su fondamen-
nleziani. «Immaginate un palazzo come la Ca' ta poggiate sopra innumerevoli pali di legno infissi
d'Oro», dice la guida Laura Sabbadin, «quando ci nel fango degli originari isololti, fino allo strato di
~te davanti vedete una facciata piatta, bellissi- tufo arenoso che i veneziani chiamano camnto.
=, con archi e marmi policromi, e per molta gen- Chiunque abbia visto i pali che delimitano i canali
r \"enezia è questo: una facciata. Al punto che mi della laguna si domanda se i palaui e le chiese del-
.::::J.iedono: ma c'è gente che ci vive quì?l>. la città non poggino ormai su pali così consumati

MISTERIOSA VENEZIA 15
11lcrocio di rii dietro la chiesa di Salita Maria
dei Miracoli (slIlIo sfondo), eretta ilei 1498
SI/ lilla stallla della Madollna cOllsideraw

miracolosa e costruita COli il dellaro delle offerte.

da essere ridotti alla grandezza di fiammiferi.
Stranamente, invece, i pali stanno meglio dei palaz-
zi che sorreggono. Gli archeologi che hanno avu-
to la possibilità di esaminare alcuni dei pali pian-
tati più anticamente, che non sono mai stati
esposti all'aria né ai flussi dì marea, confermano
che sono rimasti praticamente com'erano il pri-
mo giorno. Si potrebbe logicamente dedurne che
l'intera città si sarebbe conservata meglio se fosse
stata sommersa dall'aqua e dal fango un bel po' di
tempo fa. Una conclusione logica, ma con alcune
piccole controindicazioni.
tlPeccato che Venezia non sia tutto quello che
potrebbe essere. Potrebbe essere molto di più»,
sospira Giovanna ?.anel1a, mentre mette in fonna
un pezzo di morbidissimo cuoio. tlDa Venezia tutti
prendono. c nessuno dà. Non è che un prendere,
prendere, prendere».
L'ultimo. doloroso mistero di Venezia è come si
fa a dedicare così tanto tempo. energia e anenzione
a salvare la nave, per usare questa immagine, senza
neanche una mappa né una bussola a bordo per
indicare la rotta, per non parlare della destinazio-
ne. "Venezia e piacevole per miei occhi~ osservò
Montcsquicu all'inizio dci Settecento. "ma non per il
mio cuore, né per la mia mente':
tlCi sono misteri nel futuro., osserva Laura
Sabbadin. «La cecità e l'ottusità dei suoi abitanti e
governanti. Lo spopolamento, l'incapacità di stare
al pas.ro con i tempi. VenC'"Lia un tempo sapeva sta-
re al passo con i tempi, reinventarsi. Nel periodo
tra il Cinquecento e il Seicento, a Venezia si conta- «Non me ne andrò mai da Venezia, finché non
rono circa 600 brevetti. Nello stesso periodo, in· sarà sommersa dall'acqua», afferma Alberto
tutta la Francia ce ne furono solo 100. Ti rendi Peratoner. «A volte mentre cammino per la città
conto? Era all'avanguardia. E oggi, ci sono l'im- passo accanto a luoghi che sento carichi di ener-
mobilismo, l'assenza di artigianato e risorse eco~ gia., riflette Alberto Toso Fei. tlNon so cosa sia, ma
nomiche che non siano maschere, vetro. gelati e me lo sento sulla pelle. A volte mi coglie di sorpre-
panini. Il mistero del futuro è riuscire a farla fun- sa. Non mi risulta che sia una cosa soprannatura-
zionare come una città, un'ecc di continuare sem- le. Venezia ha questa capacità: quando meno te lo
plicemente a sprcmerla•. aspetti, qualcosa di terribilmente profondo ti toc-
Questo vuoi dire che non c'è nessuna poesia nel- ca. Succede più facilmente a Venezia, e penso che
l'animo dei \'eneziani? No. an~i. Secondo Laura anche per questo è così amata. Non è solo per la
Sabbadin, «L'anima della città sfugge a chi non ci sua bellezza. Non è una ciua esteriore. ! molto più
vive•. «G sono momenti che mi riempiono l'ani- una città interiore. Di fuori e bella, ma se te la lasci
ma., confida Giovanna Zanella. entrare dentro, non ti lascia più•.

16 NATIONAL GEOGKAPIIIC· FEBBKAIO 2007

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«Quando cammino, di notte, e magari non c'è tutto ciò e molto altro ancora sono il "mistero" di
nessun ahro in giro, non ho mai la seos,!zione di Venezia da indagare davvero».
essere solo. In un'altra città, se la vedi vuota ti sem- Nel laboratorio di Saverio PasCor due amici, Lino
bra deserta. Ma qui io non provo mai un senso di Todaro c Luisa Conventi, arrivano a ritirare i remi
solitudine.:t: come se la città pulsasse attorno a me», che hanno portato a riparare.
riflette Toso Fei. "Il mistero di Venezia è l'impossi- «Chi riesce a percepire il mistero è anche capace
oilità di conoscerla», sostiene Stefano Nicolao. Chi di sopportare i disagi», dice Saverio.
la ama davvero sembra accettarlo. Osserva Cacciari: "Ma in altre città i disagi sono maggiori!», escla-
La costruzione della città, il suo essere simbolo for- ma Luisa. le chiedo se secondo lei Venezia è miste·
tissimo, la sua capacità, che si è manifestata più vol- riosa. Si mette a ridere.
:e nella storia, di andare oltre e di superare ostacoli «Se xe un mistero, no podemo saver/o'>.
ili'apparenza insormontabili, il suo saper incontra- E quando le nostre risate si spengono, mi rendo
:e l"'altro" e dialogare con profitto, facendosi ponte conto che, ancora una volta, Venezia mi è sfuggita
tra l'Est e l'Ovest dell'Europa e del mondo: ecco, tra le dita. O

MISTeRIOSA VENEZIA 17

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