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INTRODUZIONE

Indubitabilmente l’opera di Primo Levi consegna ai suoi lettori la testimonianza di uno degli eventi più terribili – forse il più terribile - del XX secolo. Ma essa non contiene solo questo, perché insieme alla testimonianza offre una riflessione sui comportamenti umani di altissimo valore etico. In questo Spillo si prendono in esame le tre opere fondamentali di Levi, legate all’esperienza di Auschwitz: Se questo è un uomo, La tregua, I sommersi e i salvati. Si tratta di una guida alla lettura, dettagliata capitolo per capitolo per quello che riguarda il primo libro, che cerca di mettere in evidenza sia gli aspetti del contenuto che alcune caratteristiche formali di un autore il cui stile è stato definito “classico” da studiosi come Cases e Mengaldo. L’analisi delle opere è preceduta da una cronologia della vita dell’autore e da una bibliografia, e completata da una serie di interventi in cui lo scrittore stesso parla di sé affrontando i temi del Lager, ma anche della scienza o della scrittura. Lo studente, o chiunque voglia accostarsi all’opera di Levi, troverà dunque anche numerosi spunti per approfondimenti e ricerche, tra cui è compresa un’antologia dei più importanti interventi critici sull’autore. La seconda parte – strettamente connessa alla prima – ripercorre i principali avvenimenti e i luoghi della storia della Shoah, a partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, in cui Hitler espone il suo programma già chiaramente antisemita, alla “soluzione finale”, alla liberazione degli ultimi Lager. Una particolare attenzione è posta sulle vicende italiane, spesso trascurate o messe in secondo piano dall’entità dello sterminio nazista. Oltre a ripercorrere brevemente la storia del fascismo - che prima della Germania nazista aveva approntato campi di concentramento nelle colonie - sono riportati i testi del manifesto degli intellettuali fascisti sul concetto di razza e le principali leggi razziali emanate nel 1938 e sono ricordati i principali campi di concentramento italiani. Della sterminata bibliografia sulla Shoah si riportano alcuni testi fondamentali, sempre nell’ottica di essere un utile strumento per ulteriori indagini. Inoltre, ricollegandosi strettamente alla prima parte, si è scelto di segnalare anche i libri pubblicati in Italia sull’argomento con una prefazione di Primo Levi. Non manca una parte relativa al cinema, che si è occupato in molte occasioni dello sterminio degli ebrei, sia con opere documentarie che con rielaborazioni artistiche. Infine il glossario è uno strumento agile, che illustra sinteticamente una serie di termini o di espressioni legate alla realtà della deportazione e del Lager.

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Torre Pellice. 11 1921 1934 1937 1938 © ALPHA TEST .... Con la pubblicazione delle leggi razziali diventa impossibile chiudere gli occhi sul vero volto del fascismo: «Le leggi razziali furono provvidenziali per me....... con qualche insoffe..... e Ester Luzzati. La scelta di studiare chimica è vissuta quasi come una necessità o una vocazione «per me la chimica rappresentava una nuvola indefinita di potenze future... come Augusto Monti. trasferitisi in Piemonte nel 1500 dalla Spagna e dalla Provenza. Franco Antonicelli o Norberto Bobbio..... anche se ebrea. da quella nuvola attendevo la mia legge..... CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE DI PRIMO LEVI ...... può comunque terminare gli studi.... qui si sono radicati «mai molto amati né molto odiati» (da “Argon”. I suoi antenati. ingegnere elettrotecnico. che avvolgeva il mio avvenire in nere volute lacerate da bagliori di fuoco.. Come Mosè. il nonno materno è un mercante di stoffa. Levi non ha maturato una posizione dichiaratamente antifascista e la sua stessa famiglia.. Nelle lunghe vacanze a Cogne.... per intenderci).. attorno a me e nel mondo» (da “Idrogeno”. Nella mia famiglia si accettava... anche a causa dell’assenza di forti personalità di riferimento.....Parte Prima PRIMO LEVI 11 1919 CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE DI PRIMO LEVI Primo Levi nasce il 31 luglio a Torino da Cesare Levi... Si iscrive al Ginnasio-Liceo D’Azeglio. simile a quella che occultava il monte Sinai. Il governo fascista emana le leggi razziali..... Levi... Si iscrive al corso di chimica presso la facoltà di Scienze dell’Università di Torino. Il nonno paterno è ingegnere. in Il sistema periodico).. rimaneva da vederne quello sciocco. Nasce la sorella Anna Maria.... nasce il suo amore per la montagna.... iscrittosi all’Università l’anno prima... Si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo (quello del delitto Matteotti....... non ha mostrato alcuna velleità di opporsi allo stato delle cose.. cui sarà molto legato per tutta la vita.. da cui sono ormai stati allontanati tutti i docenti che si erano distinti come oppositori al fascismo.. Fino a questo momento. Bardonecchia... ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo. l’ordine in me.... in Il sistema periodico)..

22 CARATTERI LINGUISTICI E STILISTICI DELL’OPERA DI PRIMO LEVI La scrittura di Primo Levi nasce come testimonianza... interpretandola sia nel senso di pulito. il riferimento letterario... toglie le bavature... Questo non significa vedere in entrambe le attività qualcosa di puramente meccanico: egli riconosce il ruolo fondamentale del caso e del gratuito sia nella scienza che nella letteratura..... all’interno di descrizioni crude e precise.. tra gli scrittori della sua generazione.... tale da poter essere inciso nel marmo.. lo rettifica..... ed è a questa sua funzione primaria che dobbiamo innanzitutto le sue doti di chiarezza. figlio di scienziati e anch’esso attratto dalla scienza. Levi sembra non vedere un gran differenza tra costruire un’apparecchiatura meccanica e comporre un bel racconto e in entrambi i casi avverte che sono necessarie simmetria.. Con questo linguaggio Levi intende anche.. sobrietà e realismo. capacità di togliere il superfluo e far sì che non manchi il necessario. dove l’operaio specializzato Faussone offre il suo racconto orale all’ingegnere-scrittore che poi «ci lavora sopra.. opporre un proprio ordine al caos del mondo.. gli dà un po’ di bombé e tira fuori la storia».. Questi due elementi – il bisogno di chiarezza e il piacere del raccontare – sono due fili conduttori utili per comprendere e analizzare la scrittura di Levi e sono in un certo senso.... lo smeriglia..... levigato. che in quello di chiaro ed essenziale.. Non a caso... CARATTERI LINGUISTICI E STILISTICI DELL’OPERA DI PRIMO LEVI ..... il gusto raffinato per l’aggettivazione. si è sempre sentito particolarmente vicino a Italo Calvino.. la metafora appropriata. oltre che in molte interviste... Se così non fosse non troveremmo. 21 . usata da lui stesso nel Sistema periodico.. idoneità allo scopo.. nel romanzo La chiave a stella.. A proposito delle sue scelte linguistiche. che con la sua razionalità ha il compito di riordinare il caos – a Auschwitz manifestatosi anche nella forma di una babele linguistica – con le sue © ALPHA TEST .. Cesare Cases ricorda l’espressione «italiano marmoreo».. Levi ha riflettuto a lungo sulla sua attività di scrittore e ha più volte sottolineato il rapporto per lui fondamentale tra la scrittura e la pratica scientifica.. Il parallelismo tra attività scrittoria e scientifica è sviluppato da Levi. come fa notare Pier Vincenzo Mengaldo. la descrizione attenta di episodi e particolari che assumono valore simbolico.. che ha sperimentato nella forma estrema e atroce di Auschwitz.. o forse soprattutto. precisione. specifica. due tendenze che si compendiano. Così il linguaggio... Lo scrittore ha inoltre spesso insistito sulla funzione per lui liberatoria del raccontare e sul desiderio di scrivere per essere compreso... univoca.. a cui lo accomuna il gusto per una lingua precisa.. Anche le citazioni nell’opera di Levi non sono infrequenti e sempre particolarmente significative e di autorità: dalla Bibbia a Dante a Shakespeare...

Questa stessa operazione...... la contraddittorietà e l’ambivalenza del mondo..... «dal viso energico ma insieme triste e stanco» cap. il protagonista di La chiave a stella... Deportato...... quando? è invece modellato come se l’autore avesse tradotto una narrazione fatta in yiddish. ma scrittore.... I... « con tranquillo spavento» cap... Nei racconti diventa sempre più frequente la presenza del discorso diretto... In Storie Naturali e Vizio di forma troviamo anche lo sperimentalismo linguistico della parodia di numerose lingue speciali: lo stile delle relazione burocratiche. D’altronde Levi tende a descrivere in termini di opposizione anche le esperienze fondamentali della sua vita.. ma ebreo.... «La storia della mia relazione con Lorenzo è insieme lunga e breve... di alito divino e di polvere» (Il sistema periodico).... un vivo senso della socialità della lingua e l’interesse per i suoi meccanismi portano Levi... Le figure stilistiche più significative di tutta l’opera di Levi – rilevate ancora da Mengaldo – sono l’ossimoro e l’antitesi.... X.. con ancora maggior coerenza e articolazione.......... della pubblicità... del fumetto.... ricco di popolarismi e colloquialismi sia lessicali che sintattici. del linguaggio poetico... PRIMO LEVI E LA MEMORIA DELLA SHOAH . nei libri scritti dopo La tregua. II. di Faussone......... Chimico... Il linguaggio dei personaggi di Se non ora....... © ALPHA TEST . ma spesso anche tecnico. delle telecronache. «Italiano....possibilità di libertà creativa ha anche quello di contrastare l’ordine imposto dal dominio e dall’omologazione... piana ed enigmatica» cap... Questo frequente uso serve a sottolineare la compresenza degli opposti nella vita e anche nell’animo umano.. a sperimentazioni linguistiche rivolte in diverse direzioni e accuratamente preparate. anche se – come scrive Levi – per l’orecchio del lettore italiano è difficile percepire questa sfumatura... XII..... è realizzata nel parlato informale-regionale...... Si veda per esempio da Se questo è un uomo: «la cosa suscita in noi collera e riso e uno strano sollievo» cap. quello delle relazioni scientifiche. Il gusto del raccontare e dell’ascoltare. È il modo in cui lo scrittore cerca di rendere la complessità.. «pieno di una tristezza serena che è quasi gioia» cap... 22 . groviglio di carne e mente...... di quello paludato delle riunioni nobiliari. ricordi «dolci e tristi».. ma non disposto al lamento e alla querela» e più in generale la condizione dell’uomo: «l’uomo è centauro.. XVII.....

Questa volta segue una pianificazione accurata e metodica che gli permette di comporre un capitolo al mese....... passato il confine dell’Italia....44 LA TREGUA 4.... nel 1996...2 Titolo Originariamente Levi aveva pensato di intitolare il libro Vento alto. un dono provvidenziale ma irripetibile del destino». 4...... Questo concetto ritorna più volte nel corso del libro: affermando che la guerra è finita «e la pensavo finita.. nei momenti liberi dalla sua attività di chimico che rimane ancora il suo primo lavoro. e ciascuno di essi si agitava.. una parentesi di illimitata disponibilità.. Nel 1965 Levi ne cura un’edizione per la scuola media.... scrivendo la sera e durante le feste. tra l’esperienza drammatica del Lager e il ritorno alla vita normale in cui si dovranno affrontare tutti i problemi relativi al reinserimento e alla ricostruzione... Ma una tregua non è che un arresto temporaneo delle ostilità.... come molti in quei mesi di tregua.. quasi una vacanza... pensando a ciò che li aspetterà a casa «I mesi or ora trascorsi.....1 Composizione Levi inizia a scrivere La tregua nel 1961.. in ricerca affannosa della propria sede.. di vagabondaggio ai margini della civiltà. In questo modo avrebbe sottolineato il tema del caos. in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi».. invogliato a riprendere il racconto di quanto aveva vissuto in seguito alla deportazione dalla ripubblicazione nel 1958 di Se questo è un uomo..... e ancora alla fine del libro.. abnormi. e brulicava di esemplari umani scaleni.. © ALPHA TEST .. centrale nell’opera. Francesco Rosi ne trae un film. pur duri.............. un vento alto spirava sulla faccia della terra: il mondo intorno a noi sembrava ritornato al Caos primigenio. in moti ciechi o deliberati....... della propria sfera.. né ancora era stato pronunciato il nome nefasto della guerra fredda». ed è qui racchiusa drammaticamente tra la poesia in epigrafe «Wstawac» – che riprende il capitolo di Se questo è un uomo “Le nostre notti” in cui Levi parlava dei sogni dei prigio50 .. il risvolto editoriale è di Italo Calvino.... parlando della sosta nel campo di raccolta di Katowice organizzato dai sovietici «Era la grande tregua: poiché non era ancora cominciata l’altra dura stagione che doveva seguire.. Preferisce alla fine La tregua... PRIMO LEVI E LA MEMORIA DELLA SHOAH ....... Dopo la morte dell’autore... traendo l’espressione da un passo del terzo capitolo: «In quei giorni e in quei luoghi.. come poeticamente si narra delle particelle dei quattro elementi nelle cosmogonie degli antichi».. poco dopo il passaggio del fronte........ difettivi...... L’opera è pubblicata nell’aprile 1963 nella collana «I coralli» dell’Einaudi con in copertina un significativo disegno di Marc Chagall in cui un omino si solleva in volo sopra una casa...... privilegiando l’idea che l’odissea del ritorno da Auschwitz durata nove mesi sia stata per lui e per i suoi compagni una pausa.. ci apparivano adesso come una tregua....

. i cui temi portanti sono l’inebriante senso di libertà..3 La narrazione ” Con questo libro Levi sembra tirare il fiato............................... Rispetto a Se questo è un uomo è certamente frutto di una maggiore e più consapevole elaborazione letteraria e linguistica... personaggi indimenticabili e vitali descritti con grande efficacia in un clima di stupore per essere sfuggiti a una morte quasi certa e di sospensione di fronte a un avvenire imprevedibile... 51 . Finché suonava breve sommesso Il comando dell’alba: «Wstawac» E si spezzava in petto il cuore. sollevato all’idea di aver ormai compiuto il dovere ineludibile della testimonianza e di potersi abbandonare al piacere di raccontare i diversi casi di cui è stato protagonista o a cui ha assistito nel viaggio di ritorno da Auschwitz..... 11 gennaio 1946 “ 4............. ma maggiormente filtrate dalla distanza temporale e dai numerosi racconti verbali dei singoli episodi che in diverse circostanze – e soprattutto davanti ai ragazzi delle scuole – l’autore aveva fatto nel corso degli anni................ LA TREGUA .......... Presto udremo ancora Il comando straniero: «Wstawac»..................... raccontare......... «Un singolare romanzo picaresco moderno»... anch’esso narra cose realmente avvenute.. a cui l’autore si avvicina con curiosità ma soprattutto con la consapevolezza della condivisione della condizione umana. Ora abbiamo ritrovato la casa.. Presenta così una serie di avventure....nieri e del dolore insopportabile del risveglio – e la descrizione nell’ultimo paragrafo del libro dell’incubo spaventoso di ritrovarsi ancora nel Lager perché la vera realtà del mondo non è altro che Auschwitz..... sconosciute e diverse. Abbiamo finito di raccontare..... Sognavamo nelle notti feroci Sogni densi e violenti Sognati con anima e corpo: Tornare..... E come per ogni narrazione di viaggio... secondo la definizione di Mengaldo.......... È tempo.. che si oppone alla «follia geometrica» dell’ordine nazista del Lager e l’incontro con altre civiltà... quasi anarchia..... mangiare. Il nostro ventre è sazio........... anche in questo caso si può affermare che si tratta nello stesso tempo di un racconto di formazione..................... luoghi e paesaggi diversi e affascinanti....... © ALPHA TEST .........

vv...3 Titolo Il titolo – I sommersi e i salvati – nelle intenzioni dell’autore doveva essere quello del suo primo libro. PRIMO LEVI E LA MEMORIA DELLA SHOAH ....55 I SOMMERSI E I SALVATI 5....... XX.... Levi afferma di avervi dato inizio nel 1975. e torna nuovamente. vittime e carnefici. Levi lo riprende dai versi di una terzina dantesca (Inferno...... / con tre gole caninamente latra / sopra la gente che quivi è sommersa» (Inferno....... ma Franco Antonicelli aveva preferito Se questo è un uomo ed era rimasto a contrassegnare uno dei capitoli centrali dell’opera. IV.. sotto forma di saggio... spinto dal confronto con la storia del protagonista della Notte dei Girondini di Jacob Presser che stava traducendo in quell’anno per Adelphi.. / spiriti umani non eran salvati» (Inferno.... probabilmente incrociato con altri versi di Dante successivamente segnalati dai commentatori «e vo’ che sappi che... anche perché nel corso degli anni ha osservato nei giovani una difficoltà di comprensione sempre maggiore. vv. Oltre a ciò sente la necessità di dare una riposta agli storici revisionisti che negano la realtà delle camere a gas.. l’anno precedente la morte di Levi. in cui dava risposta scritta a molte delle domande che gli venivano rivolte dai ragazzi nei suoi interventi di testimonianza... insieme alla sinistra tedesca.... 62-63)... hanno vissuto in questa terribile realtà..... 5........ vv.. fiera crudele e diversa.... dinanzi ad essi... come il francese Robert Faurisson o i tedeschi Nolte e Hillgruber che tendono a banalizzare la strage nazista come una delle tante stragi di matrice «asiatica» avvenute in Unione Sovietica...... 13-15) 62 ................ La gestazione del libro è lunga..........2 Motivazioni L’autore di Se questo è un uomo decide di tornare ancora una volta sull’argomento del Lager per un bisogno di verità: vuole andare contro la retorica e i giudizi schematici.... L’uscita del libro coincide infatti con lo scoppio della polemica tra Ernst Nolte – che vede nel nazismo la risposta patriottica alla minaccia e al terrore del comunismo sovietico e tende a ridimensionare l’eccezionalità di Auschwitz all’applicazione capillare della tecnica – e il sociologo Jürgen Habermas che. © ALPHA TEST ....... «Cerbero... 5. VI. ch’è de’ sommersi».. sul tema del Lager analizzando i comportamenti di coloro che.. Nello stesso periodo aveva scritto l’Appendice all’edizione scolastica di Se questo è un uomo..1 Composizione I Sommersi e i salvati esce nel 1986. considera la presa d’atto della responsabilità storica del popolo tedesco come un nodo irrinunciabile per la Germania democratica. 1-3): «di nuova pena mi convien far versi / e dar materia al ventesimo canto / della prima canzon....

. ma di tanto in tanto è preso da un senso di angoscia e deve vagare per il mondo a raccontare il suo delitto e a insegnare col suo esempio l’amore per tutte le cose create da Dio..... trascinata al polo da un uragano...... Ristorato da una pioggia inviata dalla Madonna..... A questo punto l’albatros gli era caduto dal collo.Per la copertina Levi sceglie un particolare del Giudizio universale di Hans Memling custodito a Danzica: volti disperati e imploranti.. Così lo scrittore si sente accomunato al personaggio creato da Coleridge anche dallo «strange power of speech» (strano potere di parola) che entrambi sembrano aver ricevuto grazie alla loro discesa negli inferi........ costringendole ad ascoltare anche se non vorrebbero...................... ancora più difficile........... Era entrato allora in uno stato di disperazione e solitudine..... Come il marinaio della Ballata. riconosciute nel loro essere creature di Dio........ i castighi.. è un complesso poemetto in cui si fondono elementi realistici e trascendenti.... era stato riportato dalla nave in patria dove un eremita l’aveva confessato e assolto. nella quale i suoi compagni hanno perso la vita....... e come lui è arso dal bisogno di raccontare la sua storia alle persone che incontra... insieme a W. Altre sue opere poetiche sono Kubla Khan (1816)... Un vecchio marinaio trattiene un giovane diretto a una festa di nozze per raccontargli la sua storia: la sua nave.. / quell’agonia ritorna: / e finché non ho terminato il mio spettrale racconto / mi brucia il cuore dentro»).. se non talvolta impossibile............ appartenente alla raccolta Ballate liriche...... articolato in sette sezioni.. Wordsworth con cui pubblicò nel 1798 le Ballate liriche........ Christabel (1816).. La Morte era sopraggiunta sullo scheletro di un’altra imbarcazione e aveva ucciso tutti i marinai tranne lui. In epigrafe alcuni versi della Ballata dell’Antico Marinaio di Coleridge: Since then... le pene. La Ballata dell’antico marinaio......... con la seguente didascalia «I delitti.... le impunità».. Una scelta significativa.. w Coleridge e la Ballata dell’antico marinaio Samuel Taylor Coleridge (1772-1834) fu. nell’inferno del Lager.. I SOMMERSI E I SALVATI .. La nave era ripartita raggiungendo l’equatore dove di nuovo si era arrestata a causa una bonaccia: la ciurma ne aveva attribuita la colpa al vecchio marinaio e gli aveva appeso al collo il cadavere dell’albatros.... 63 © ALPHA TEST . era rimasta prigioniera dei ghiacci e qui il marinaio aveva ucciso un albatros posatosi sulla tolda.. ......... uno dei maggiori esponenti del romanticismo inglese...... Levi sente di essere sopravvissuto a un’avventura terribile........ at an uncertain hour.... ma anche la sofferenza che questa azione implica... di dividere il bene dal male. terminato solo in un momento di commozione di fronte alla bellezza e alla felicità di alcune serpi marine. / That agony returns: / And till my ghastly tale is told / This heart within me burns («Da allora... che esprime il bisogno di giudicare.. a un’ora incerta. Foglie sibilline (1817)..

GLOSSARIO . Arbeit macht frei: motto che significa letteralmente «Il lavoro rende liberi».......... Blockältester: capo di un blocco. la baracca adibita a ricovero dei deportati....... dove «E» sta per «Erziehung». posto all’ingresso di alcuni dei maggiori Lager nazisti........... a Dachau sul cancello stesso.... Blocco o Block: all’interno di un Lager nazista..........55 GLOSSARIO Antisemitismo: ostilità nei confronti degli ebrei..... Nel momento della liberazione dei Lager............... muratura).......... In altri campi l’incenerimento veniva realizzato con roghi a cielo aperto e a volte le ceneri venivano sparse nelle campagne circostanti come fertilizzante....... Levi nella Tregua lo definisce «le tre parole della derisione». Comitato di Liberazione Internazionale del Lager: gruppo clandestino di deportati di varie nazioni europee e diversi partiti politici che operava all’interno di alcuni Lager cercando di aiutare i prigionieri... Vi erano varie tipologie di blocchi sia per dimensioni sia per materiali costruttivi (legno........ Buna: nome del campo e della fabbrica in cui lavorano i prigionieri di Auschwitz...... e completata con la distruzione di Gerusalemme nel 135 d....... stilando anche degli elenchi di nominativi e raccogliendo prove dei crimini commessi dalle SS e dai kapo...... Einsatzgruppen: corpi speciali che operavano nelle retrovie dell’esercito che avanzando in Unione Sovietica rastrellavano gli ebrei ed eseguivano fucilazioni di gruppo.. e della stessa gomma sintetica che vi veniva prodotta........ 121 ........ il Butadiene e il Sodio (in tedesco «Natrium»)..... Blocksperre: questo ordine significa letteralmente “chiusura dei blocchi”.... Camino: la ciminiera dei forni crematori.. © ALPHA TEST ... in occasione delle selezioni perché nessuno vi si potesse sottrarre..... I deportati erano rinchiusi nelle baracche o blocchi tutte le sere e anche durante il giorno.... Deriva dalle sillabe iniziali di due suoi ingredienti..... detti «E-Häftlinge».... Camera a gas: in molti Lager nazisti era un locale camuffato con finti impianti per docce....C.. E-Lager: è parte del Lager destinata ai lavoratori civili....... in tedesco «educazione»...... soprattutto in Polonia...... in realtà appositamente attrezzato per uccidere con il gas Zyklon B i deportati lì rinchiusi... iniziata nel 722 a.C.. Deportazione: trasferimento forzato nei Lager nazisti.... il Comitato ebbe cura dei deportati. Forno crematorio: in molti Lager nazisti erano installati più forni utilizzati per la cremazione dei deportati morti nel Lager.............. Ashkenaziti: ebrei tedeschi costretti a emigrare nel Medioevo in Europa orientale.... Diaspora: dispersione del popolo ebraico fuori dalla Palestina....... ad Auschwitz si trovava sopra il cancello d’ingresso.