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Archivio Repubblica Extra La Repubblica

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20-04-04, pagina 14, sezione COMMENTI

La brutta storia del Darwin cancellato
RISPONDE CORRADO AUGIAS Caro Augias, da docente di filosofia dell' educazione, interpellato da un giornalista sull' assenza dell' evoluzionismo dal primo ciclo di istruzione, ho espresso tre opinioni diverse da quelle che l' illustre Luca Cavalli Sforza (e ora lei, caro Augias) mi attribuite. Eccole: a) Con la riforma Moratti si possono distendere le conoscenze da padronegggiare alla fine del percorso formativo su 12 anni, non più, come ora, su nove; ci ò permette di parlare ampiamente e documentatamente di teoria/e dell' evoluzione nel secondo ciclo. b) Prima di Newton c' è Galileo, ovvero prima di lavorare con le formalizzazioni teoriche si può lavorare bene, da parte dei docenti, anche con le "sensate esperienze" (anche biologiche, evoluzione compresa): per questo condivido la scelta delle Indicazioni nazionali di ritenere importante, non solo in scienze, partire dai dati empirici controllabili per abituare i ragazzi ad elaborare criticamente ipotesi, leggi e teorie. Esistono già i mass media che spesso procedono a trasmettere nozioni non controllabili sul piano empirico e a spostare le discussioni su quello ideologico. c) Non è certo mia la distinzione tra evoluzionismo/evoluzionismi e teoria/e dell' evoluzione; la prima coppia rimanda all' ideologia e alla filosofia, con i rischi che conseguono a tutti gli "ismi", la seconda resta nella scienza. Per quel che vale sto con la seconda e sulla prima diffido, soprattutto con ragazzi fino a 14 anni. Giuseppe Bertagna Scienze formazione e comunicazione |Universit à di Bergamo Caro Augias, sono professore di Paleontologia a Parigi, Universit é "Pierre et Marie Curie", Paris VI. Periodicamente torno in Italia a trovare parenti e amici. Avevo vagamente sentito parlare di questa brutta storia del Darwin cancellato ma credevo fosse un progetto, anche perch é non avevo visto reazioni da parte del mondo accademico: appelli lanciati via e -mail o simili. Arrivato in Italia ho appreso, con sgomento e incredulità, che effettivamente l' evoluzionismo (ma vogliamo parlare anche della storia antica?) è stato tolto dai programmi. Che la Moratti o chi per lei facciano il loro gioco creazionista in fondo non mi sorprende. Hanno il potere, lo usano per i loro fini. Quello che mi sorprende è la mancanza di reazioni da parte del mondo accademico. Perché biologi o paleontologi non hanno cominciato a tempestare di appelli e -mail da firmare, oppure da pubblicare sulle pi ù prestigiose riviste tipo Nature o Science? Nulla, salvo lettere ai giornali di personalit à, ad esempio Cavalli Sforza. Capisco che non si possono riempire le piazze con il problema dell' evoluzionismo. La mancata reazione equivale per ò ad accettare il programma retrogrado degli oscuri personaggi che governano il paese. Fabrizio Cecca cecca@ccr.jussieu.fr Ringrazio il professor Bertagna, "mente" della riforma Moratti, delle precisazioni. La mia idea è che la teoria evoluzionista, ormai pacificamente accettata in ambito scientifico e dalla stessa chiesa cattolica, sia stata tolta per non farla confliggere nelle menti degli adolescenti con la vulgata catechistica che rimane cos ì la sola fonte informativa nell' et à degli apprendimenti primari. Succo della vicenda: come scrive il professor Cecca, una brutta storia.

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25/04/04