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Amor, che ne la mente mi ragiona

Uno studio de La filosofia della libert di Rudolf Steiner

Di: Lucio Russo

Osservatorio Scientifico Spirituale www.ospi.it/

La scienza dello spirito deve chiarire in continuazione la sua vera essenza (...) Tutti gli appartenenti al movimento scientifico-spirituale dovrebbero capire che una certa coerenza interiore delle nostre scelte pratiche dipende proprio dal nostro modo spirituale di vedere le cose. A loro spetta porre nella giusta luce la scienza dello spirito di contro agli errori del mondo" Rudolf Steiner (O.O.203, p.48)

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Questo "Osservatorio" frutto della colla ora!ione di poc"e persone dedite# da $olti anni# allo studio dell%opera di Rudolf Steiner. &a fini pura$ente culturali e si rivol'e# in pri$o luo'o# a (uanti# conoscendo l%inse'na$ento di Steiner# cercano di dare una risposta a'li interro'ativi posti dal presente e# in secondo luo'o# a (uanti invece# cercando di dare una risposta a tali interro'ativi# avvertono# pi) o $eno c"iara$ente# l%insufficien!a del consueto $odo di pensare e dell%ordinario 'rado di coscien!a. *'li uni e a'li altri# (uesto "Osservatorio" intende offrire delle occasioni di riflessione in ordine# soprattutto# all%attualit+. ,sso inoltre a disposi!ione di c"iun(ue desideri avere dei c"iari$enti su (uanto vi si trover+ esposto# o infor$a!ioni e indica!ioni ri'uardanti la scien!a dello spirito -orientata antroposofica$ente. di Rudolf Steiner.

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I !I"# !#$ $I%RO


&ag. Ai no'tri gentili lectori(((((((((((((((((( &re'enta)ione((((((((((((((((((((((.. Introdu)ione((((((((((((((((((((((( Uno studio de La filosofia della li ert+ di Rudolf Steiner &refa)ione..((((((((((((((((((.................. &rimo capitolo................................................................. Secondo capitolo.............................................................. .er)o capitolo................................................................... + , -* 22 3 4 *

/uarto capitolo...................................................................................................... ................. 4/uinto capitolo...................................................................................................... .................. +Se'to capitolo...................................................................................................... ..................... 08 Settimo capitolo...................................................................................................... ................ 8, Otta1o capitolo...................................................................................................... .................. -0+ ono capitolo...................................................................................................... .................... --2 !ecimo capitolo...................................................................................................... ................. -3, 2ndice'imo capitolo...................................................................................................... .......... -4+ !odice'imo capitolo...................................................................................................... .......... -*2 .ridice'imo capitolo...................................................................................................... ......... -*, /uattordice'imo capitolo...................................................................................................... . -01

I !I"# &#R I "O .RO


&ag.
/er o'ni incontro indicata la data e il riferi$ento a La filosofia della libert di Rudolf Steiner -3 Incontro 0 1 otto re 1223 0 prefazione 0 comincia il primo capitolo ............................................. + 23 Incontro 0 3 otto re 1223 0 finisce il primo capitolo ..................................................................... -2 33 Incontro 0 14 otto re 1223 0 comincia il secondo capitolo ........................................................... -* 43 Incontro 0 55 otto re 1223 0 finisce il secondo capitolo - comincia il terzo. ................................ -, *3 Incontro 0 52 otto re 1223 0 continua il terzo capitolo ................................................................. 24 +3 Incontro 0 4 nove$ re 1223 0 continua il terzo capitolo .............................................................. 20 03 Incontro 0 15 nove$ re 1223 0 finisce il terzo capitolo ............................................................... 383 Incontro 0 12 nove$ re 1223 0 aggiunta al terzo capitolo - comincia il quarto ........................ 3+ ,3 Incontro 0 56 nove$ re 1223 0 continua il quarto capitolo ........................................................ 43 -03 Incontro 0 5 dice$ re 1223 0 continua il quarto capitolo ......................................................... 4, --3 Incontro 0 17 dice$ re 1223 0 continua il quarto capitolo ....................................................... *4 -23 Incontro 0 18 dice$ re 1223 0 finisce il quarto capitolo ........................................................... *8 -33 Incontro 0 8 'ennaio 1222 0 comincia il quinto capitolo ........................................................... +-43 Incontro 0 19 'ennaio 1222 0 continua il quinto capitolo .......................................................... +* -*3 Incontro 0 51 'ennaio 1222 0 continua il quinto capitolo .......................................................... +, -+3 Incontro 0 53 'ennaio 1222 0 finisce il quinto capitolo aggiunta ............................................. 04 -03 Incontro 0 9 fe raio 1223 0 comincia il sesto capitolo ............................................................. 08 -83 Incontro 0 11 :e raio 1222 0 finisce il sesto capitolo ............................................................... 83 -,3 Incontro 0 13 :e raio 1222 0 comincia il settimo capitolo ....................................................... 8, 203 Incontro 0 52 :e raio 1222 0 continua il settimo capitolo ........................................................ ,3 2-3 Incontro 0 9 ;ar!o 1222 0 continua il settimo capitolo .............................................................. ,8 223 Incontro 0 11 ;ar!o 1222 0 finisce il settimo capitolo ................................................................. -0233 Incontro 0 13 ;ar!o 1222 0 comincia e finisce l'ottavo capitolo aggiunta ............................... -0+ 243 Incontro 0 54 ;ar!o 1222 0 comincia il nono capitolo .............................................................. --2 2*3 Incontro 0 5 *prile 1222 0 continua il nono capitolo .................................................................. --+ 2+3 Incontro 0 3 *prile 1222 0 continua il nono capitolo ................................................................. -2203 Incontro 0 14 *prile 1222 0 continua il nono capitolo ............................................................... -2+ 283 Incontro 0 55 *prile 1222 0 continua il nono capitolo ................................................................ -32,3 Incontro 0 52 *prile 1222 0 finisce il nono capitolo - comincia il decimo .................................. -3+ 303 Incontro 0 6 ;a''io 1222 0 continua il decimo capitolo .............................................................. -43-3 Incontro 0 1< ;a''io 1222 0 finisce il decimo capitolo - comincia l'undicesimo ......................... -44 323 Incontro 0 57 ;a''io 1222 0 finisce l'undicesimo capitolo - comincia il dodicesimo ................ -4, 333 Incontro 0 58 ;a''io 1222 0 continua il dodicesimo .................................................................... -*4 343 Incontro 0 < =iu'no 1222 0 finisce il dodicesimo ......................................................................... -*+ 3*3 Incontro 0 17 =iu'no 1222 0 comincia il tredicesimo .................................................................... -*, 3+3 Incontro 0 18 =iu'no 1222 0 continua il tredicesimo ................................................................... -+3 303 Incontro 0 1 Lu'lio 1222 0 continua il tredicesimo ....................................................................... -+* 383 Incontro 0 finisce il tredicesimo capitolo - comincia e finisce il quattordicesimo capitolo . .......... -0-

Ai no'tri gentili lettori,


>i au'uria$o di fare cosa 'radita a'li a$ici di (uesto osservatorio pu licando la presenta!ione e l?introdu!ione del li ro di Lucio Russo: mor! c"e ne la mente mi ragiona# e annunciando c"e# a partire dal $ese di $a''io 577<# pu lic"ere$o# nel corso della pri$a e della ter!a setti$ana di o'ni $ese# uno dei <8 incontri c"e lo co$pon'ono. Si tratta @ co$e recita il sottotitolo @ di Uno studio de La filosofia della libert di Rudolf Steiner c"e l?autore "a sta$pato# nel 5771# in for$a privata e in sole cento copie. Quella c"e presentere$o puA essere tuttavia considerata una seconda edi!ione# poic"B l?autore "a nel fratte$po avuto $odo di rivederla# corre''erla e $i'liorarla# soprattutto dal punto di vista for$ale. Lucio Russo nato a Ro$a nel 1297. * partire dal 126<# si dedicato pri$a allo studio della psicoanalisi freudiana e poi di (uella Cun'"ianaD nel 1281# stato uno dei fondatori del =.*./.*. -=ruppo *utono$o di /sicolo'ia *nalitica. e "a pu licato# fino al 1235 su El ;inotauro# una decina di lavoriD nel 1285# "a incontrato ;assi$o Scali'ero e# sotto la sua 'uida# "a intrapreso lo studio della scien!a dello spirito di Rudolf Steiner. Dal 1227# si dedicato esclusiva$ente all?antroposofia. Dal 122< al 1222# "a tenuto conferen!e e corsi di studio presso la Societ+ *ntroposofica Ro$ana. &a colla orato alle riviste *ntroposofia e FairAs. Oltre a varie dispense# "a pu licato# in for$a privata# #ialog"i sulla libert -1226. e# in colla ora!ione con l?associa!ione culturale Source -c"e editava FairAs.# $reud! %ung e Steiner -1226.# &'pnos e (neiros -1228.# )ensare il *+,, -1223.. ,% possi ile le''ere diretta$ente on0line la &re'enta)ione e l%introdu)ione. Gutti i capitoli c"e verranno pu licati in futuro saranno scarica ili in for$ato DO>. /er o'ni incontro indicata la data e il riferi$ento a La filosofia della libert di Rudolf Steiner.

&re'enta)ione
#all-ottobre del .++/ al giugno del .+++! "o svolto! presso la sede della Societ ntroposofica Romana! un corso settimanale di studio su La filosofia della libert di Rudolf Steiner 01ditrice ntroposofica - 2ilano! .+334. mia insaputa! l-amico Roberto 2arcelli! cui va la mia pi5 sincera gratitudine! "a registrato tutte le 6lezioni! le "a pazientemente trascritte e me le "a poi fatte avere. 2i sono ritrovato cos7 tra le mani pi5 di 89, cartelle c"e mal si sarebbero prestate! nonostante l-accuratezza della trascrizione! a un-immediata pubblicazione. Una cosa : infatti l-esposizione orale! altra quella scritta. 1 per quanto si voglia conservare nella seconda il carattere della prima! si rende pur sempre necessaria una qualc"e rielaborazione. ;omunque sia! il testo c"e qui presento! pi5 c"e una 6rielaborazione! : un vero e proprio 6rifacimento della trascrizione originaria. <ella speranza di riuscire a essere pi5 c"iaro ed esauriente! "o infatti eliminato alcune parti! ne "o modificate altre e ne "o aggiunte altre ancora. &o anc"e arricc"ito il numero delle citazioni! ma! per non appesantire il lavoro e non stravolgerne la forma iniziale! "o volutamente omesso di corredarle! com-: consuetudine! dei relativi riferimenti bibliografici 0e ne faccio quindi ammenda4. ncora una cosa. <el .++3! a seguito di un analogo corso sullo stesso tema! "o pubblicato i miei #ialog"i sulla libert. <on : dunque la prima volta c"e mi occupo de La filosofia della libert. )otrei anzi dire c"e non faccio altro! da quasi trent-anni! c"e occuparmi di quest-opera. 6<el campo della scienza dello spirito! dice in proposito Steiner - di fronte a una esposizione c"e si : fatta! si sente sempre la necessit di portare quel c"e si : gi detto a maggiore c"iarezza mediante le luci c"e vi si vorrebbero gettare da diversi lati 0R.Steiner= prefazione alla nona edizione di >eosofia - ntroposofica! 2ilano .++,! p./4. >uttavia! proprio per il fatto di occuparmene sempre! : come se non me ne fossi in realt mai 6occupato= almeno nel senso in cui si crede c"e ogni argomento di cui ci si sia gi occupati debba ritenersi! per ci? stesso! 6c"iuso! 6esaurito o 6sistemato. Sia perci? c"iaro= io non 6insegno La filosofia della libert! ma la penso e la medito tentando di raggiungerne il cuore e cercando di rendere partecipi della gioia di questa mia avventura tutti quelli c"e "anno la bont di seguirmi e di sopportarmi 0molto mi conforta! in questa impresa! quanto Steiner scrisse! allorc": manifest? all-amico Ronsperger la propria intenzione di scrivere il libro= 6Sarei contento se mi riuscisse! attraverso la forma! di rendere il contenuto cos7 accessibile! c"e i pensieri filosofici vengano letti come un romanzo avvincente ed istruttivo - cit. in @.Roggero= $iducia nel pensare - >ilopa! Roma .++9! p...A4. <ella presentazione dei #ialog"i sulla libert! "o parlato dell-insegnamento di Steiner come del 6grande amore della mia vita. 2a ancor pi5 grande! se possibile! : l-amore c"e mi lega a La filosofia della libert. 2iguel de Unamuno "a detto! una volta! c"e ;ervantes era nato per scrivere il #on ;"isciotte! mentre lui era nato per commentarlo. 1bbene! se : concesso ai 6piccoli di ficcare il naso nelle cose dei 6grandi! mi piacerebbe poter dire di me la stessa cosa= di essere nato! cio:! per 6commentare La filosofia della libert. #el resto! - dice sempre Steiner - nello studiare 6un 6libro molto difficile non importa tanto capire il contenuto! quanto seguire! mettersi nel filo delle idee dell-autore ed imparare a pensar con lui. )erci? non dobbiamo trovar troppo difficile nessun libro. ;i? vorrebbe semplicemente dire esser troppo pigri a pensare. B migliori libri sono quelli c"e bisogna prendere e riprendere molte volte in mano! c"e non si comprendono subito! c"e : necessario studiare frase per frase. <ello studio non importa tanto c"e cosa! quanto come si studia 0R.Steiner= Bniziazione e misteri Rocco! <apoli .+9A! pp..8,-.8.4.

Introdu)ione
;redo c"e uno dei modi migliori d-introdurre lo studio dell-opera fondamentale di Rudolf Steiner sia quello di considerare! seppur brevemente! una questione quantomai attuale e importante. tal fine! vi legger? alcune rig"e di una enciclica di @iovanni )aolo BB= la Ceritatis splendor! del .++A. La (uestione fonda$entale c"e le teorie $orali sopra riportate pon'ono con particolare for!a (uella del rapporto fra la li ert+ dell?uo$o e la le''e di Dio. Ulti$a$ente la (uestione del rapporto tra la li ert+ e la verit+. Secondo la fede cristiana e la dottrina della c"iesa# sola$ente la li ert+ c"e si sotto$ette alla verit+ conduce la persona al suo vero ene. El ene della persona di essere nella verit+ e di fare la verit+. ;ome vedete! si colloca da una parte la libert! dall-altra la verit! e si afferma c"e la prima! 6secondo la fede cristiana e la dottrina della c"iesa! dovrebbe essere sottomessa alla seconda. questo! si oppone per? una dottrina filosoficopolitica 0o etico-politica4 c"e potremmo definire genericamente 6liberale 0e c"e )io BD! nel S'llabus del ./3E! giudica 6pestilenziale4. )er meglio coglierne l-aspetto c"e qui c-interessa! faremo riferimento a due dei suoi testi fondamentali= ossia! alla Lettera sulla tolleranza di LocFe e al >rattato sulla tolleranza di Coltaire. 1ntrambi sono infatti dei 6classici di quel pensiero liberale c"e! ben pi5 tardi! "a spinto ;roce a parlare addirittura di una 6religione della libert. Guesta dottrina rifiuta la sottomissione della libert alla verit! ma! nell-intento di affermare la prima! non sa far di meglio c"e sottometterle la seconda. 1ssa assegna infatti alla libert un valore 6assoluto! e alla verit un valore 6relativo= ovvero! quello stesso #ella 6opinione o - come dice &egel - del 6pensiero casuale 06l-opinione - spiega infatti quest-ultimo - : un pensiero mio! non gi un pensiero in sH universale! c"e sia in sH e per sH4. <on si darebbe quindi una sola verit! ma se ne darebbero tante quanti sono gli individui 0quot capita! tot sententiae4. 1d : proprio questo - secondo tale dottrina - c"e dovrebbe indurci alla reciproca 6tolleranza. L-esistenza di una verit 6assoluta comporterebbe infatti! necessariamente! l-6intolleranza di c"i ce l-"a nei confronti di c"i non ce l-"a. ;ome vedete! la questione : quantomai complessa e delicata. Bn ogni caso! dal momento c"e l-opera c"e ci accingiamo a studiare s-intitola La filosofia #ella libert! potremmo cominciare col c"iederci= la libert di cui parla Steiner in quale rapporto sta con la veritI La sua 6sostanza! vale a dire! : la stessa 0omous7a4 o non : la stessa 0omoius7a4 di quella della veritI bbiamo appena visto c"e! per il pensiero liberale! l-intolleranza conseguirebbe sempre alla pretesa! da parte di qualcuno! di avere o possedere la verit. 2a la verit c"iediamoci ancora - : forse una 6cosa o un 6oggetto c"e si possa 6avere o 6possedereI ( non : invece un 6soggettoI )ilato - ricorderete - c"iede appunto al ;risto= 6;os-: la veritI. ;onvinto com-: c"e sia un 6oggetto o una 6cosa! egli non viene nemmeno sfiorato dall-idea c"e la verit stessa possa trovarsi proprio l! di fronte a lui! quale 6soggetto o 6persona. #ice infatti il ;risto= 6Bo sono la via! la verit e la vita. >uttavia! se la verit : un 6essere 0e non un 6avere4! c"iediamoci allora se il pensiero c"e usiamo ogni giorno! ossia quello c"e ci consente di misurare! pesare! contare e calcolare 0e del quale il computer non rappresenta c"e una reificazione o una 6ipostasi4! sia davvero idoneo a pensare la verit e la libert. Bn effetti! ove queste fossero dei 6soggetti! e non degli 6oggetti! la domanda rivolta da )ilato al ;risto dovrebbe essere! non pi5= 6;"e cos-: la veritI! bens7= 6;"i : la veritI o 6;"i : la libertI. &o voluto dire queste cose soltanto per darvi un-idea del cammino c"e ci accingiamo ad affrontare. ;onsiderate c"e sono appunto questi problemi a giustificare il fatto c"e l-opera si divida in due parti= la prima! dedicata a la scienza della libertJ la seconda a la realt della libert. >uttavia! alla luce di quanto abbiamo appena detto! la prima parte potrebbe essere anc"e intitolata= la libert come verit! e la seconda= la verit come libert. ;i? significa! dunque! c"e stiamo per intraprendere e seguire una 6terza 7

via= ovvero! una via c"e ci condurr oltre il dualismo di verit e libert! e quindi al di l tanto della verit oggettiva! ma trascendente del cattolicesimo 0c"e sottomette la libert4 quanto di quella immanente! ma soggettiva del liberalismo 0c"e : sottomessa alla libert4.

Prefazione
! incontro i prefazione - comincia il primo capitolo . ottobre .++/ Hella tradu!ione italiana# la pri$a parte della prefa!ione -alla seconda edi!ione del 1213. risulta al(uanto oscura. El suo senso co$un(ue (uesto: a ituati co$e sia$o al lin'ua''io della filosofia e al suo $odo di procedere# ci viene or$ai spontaneo i$postare i pro le$i in ter$ini# ad ese$pio# di spirito e $ateria# di conscio e inconscio o di Eo e non0Eo# co$e cio se ri'uardassero direttamente il $ondo e solo indirettamente noi stessi. En altri ter$ini: noi# in (ualit+ di ter!i o di neutri spettatori# ci ponia$o il pro le$a di capire cosa sia# nel $ondo c"e ci circonda# spirito# conscio o Eo oppure $ateria# inconscio o non0Eo. Qui ci viene invece proposto di ricondurre tali pro le$i all?uo$o: ossia a (uell?essere c"e# nel $o$ento stesso in cui li pone# solita$ente non si avvede di allontanarli da sB e di alienarli nel $ondo. >on ciA# si porta dun(ue in pri$o piano un?esi'en!a pretta$ente antropologica. Dice infatti Steiner: La pri$a (uestione se esista una possi ilit+ di considerare l?entit+ u$ana in $odo c"e (uesta visione di essa si di$ostri una ase per tutto ciA c"e viene all?uo$o per via di esperien!a o di scien!a# e di cui e'li "a perA la sensa!ione c"e non possa sorre''ersi da sB e# an!i# possa venir spinto dal du io o dal 'iudi!io critico nella sfera dell?incerte!!a -p.8.. Or ene# una si$ile esi'en!a non puA essere invero soddisfatta da un?antropolo'ia c"e si or$ai (uasi del tutto ridotta a !oolo'ia e c"e# invece di essere una scien!a dell?uo$o ela orata dall?uo$o -antropocentrica.# una scien!a dell?uo$o fatta dal suo solo cervello o# per $e'lio dire# dal suo solo apparato neuro0sensoriale -cefalocentrica.. Hell?uo$o vivono# al di sotto dell?ele$ento propria$ente u$ano -lo spirito o l?Eo.# l?ele$ento ani$ale -il corpo astrale.# (uello ve'etale -il corpo eterico. e (uello $inerale -il corpo fisico.. Quando (ualcuno dice -co$e si usa o''i. c"e si vuole reali!!are# sare e perciA ene tenesse presente c"e# ove si reali!!asse in lui il $ondo ani$ale# lui non si reali!!ere e# cosI co$e non si reali!!erre e se si reali!!assero in lui il $ondo ve'etale o (uello $inerale. >i si puA infatti dire reali!!ati soltanto (uando# reali!!ando lo spirito o l?Eo -il nostro vero essere.# reali!!ia$o inte'ral$ente la nostra u$anit+. Dun(ue c"iedia$oci: possi ile una scien!a dell?uo$o c"e 0 co$e dice Steiner 0 si di$ostri una ase per tutto ciA c"e viene all?uo$o per via di esperien!a o di scien!aJ K evidente c"e una si$ile esi'en!a puA essere soddisfatta soltanto da un?antroposofia: ovvero# da una scien!a piena$ente umana dell?uo$o# della (uale (uesti sia (uindi insieme o''etto e so''etto. Solo cosI# del resto# l?antropolo'ia puA essere# a un te$po# scien!a e autocoscien!a. Su ito dopo aver posto tale (uestione# Steiner ne l?uo$o# 0 scrive infatti 0 in (uanto essere volitivo# attri oppure (uesta li ert+ una se$plice illusione c"e 'li c"e e'li non scor'e i fili della necessit+# ai (uali la sospesa (uanto un fatto naturale (ualsiasiJ -p.8.. pone perA un?altra. /uA uire a se stesso la li ert+# proviene dalla circostan!a sua volont+ altrettanto

K c"iaro c"e la solu!ione c"e si dar+ a (uesto secondo pro le$a dipender+ in toto da (uella c"e si sar+ data al pri$o. /er (uesto# sar+ allora opportuno affrontare pri$a la (uestione antropolo'ico0noetica -relativa a la scienza della libert. e poi (uella antropolo'ico0etica -relativa a la realt della libert.. *ncora Steiner dice: Si tenter+ di di$ostrare c"e esiste una conce!ione a proposito dell?entit+ u$ana c"e in 'rado di sorre''ere tutto il resto della conoscen!aD e# inoltre# di indicare c"e con tale conce!ione si ac(uista una piena 'iustifica!ione dell?idea della li ert+ del volere# purc"B si trovi pri$a la sfera dell?ani$a in cui la li era volont+ possa esplicarsi. -p.3.. 9

/urc"B si trovi pri$a la sfera dell?ani$a in cui la li era volont+ possa esplicarsi: cosa si'nifica (uestoJ /er rispondere# vorrei proporvi uno sc"e$a. Li ricordo# tuttavia# c"e 'li sc"e$i vanno usati con accorte!!a onde evitare c"e si trasfor$ino in trappole. Uno sc"e$a co$e uno sc"eletro. Gutti noi ne a ia$o uno# $a ce ne servia$o in (uanto non sia$o solo uno sc"eletro. >osI pure# per servirci di uno sc"e$a# do ia$o far sI c"e (uesto non sia solo uno sc"e$a# $a un (ualcosa c"e esi'e di essere opportuna$ente ri$polpato e# soprattutto# $esso in $ovi$ento. Eo re'no u$ano Lo'os psic"B p"Msis sA$a li ert+ $otivo0 a!ione sti$olo0 rea!ione causa0effetto *'ente ;otivo *'ire *!ione

>orpo astrale re'no ani$ale >orpo eterico re'no ve'etale >orpo fisico re'no $inerale

Spero proprio c"e (uesto sc"e$a possa esserci di aiuto nello studio della pri$a parte del li ro: di (uella dedicata# cio# all?aspetto conoscitivo o noetico del pro le$a. >o$incia$o dun(ue con l?osservare c"e tutti coloro c"e ne'ano la li ert+ sono 'li stessi c"e# proprio l+ dove altri credono di aver operato una li era scelta# sono pronti a scovare invece una causa o un $otivo e# per ciA stesso# una costri!ione. Gu 0 dicono 0 credi di aver fatto li era$ente ciA c"e "ai fatto# $a t?illudi poic"B posso di$ostrarti c"e lo "ai fatto per un preciso $otivo. >redi di aver a'ito li era$ente solo perc" non sei cosciente del $otivo c"e ti "a spinto ad a'ire cosI. =i+# $a (ual 0 do$andia$oci 0 il presupposto antropolo'ico di (uesta posi!ioneJ >o$e si puA vedere nello sc"e$a# tale presupposto c"e l?uo$o sia costituito soltanto dal s?ma# dalla p"'sis e dalla psic"H. , si deve riconoscere c"e# in ase a un si$ile presupposto# la li ert+# non solo non c?# $a ne$$eno puA esserci. El motivo -posto co$e causa psic"ica. 'enera infatti nel te$po l?agire e (uesto# a sua volta# 'enera nello spa!io l? azione. Si tratta di una se(uen!a lo'ica c"e "a perA il torto di $uovere da un presupposto s a'liato. >oloro c"e ne'ano in (uesto $odo la li ert+ credono infatti di ne'are la li ert+ umana# $entre non fanno c"e ne'are# sen!a rendersene conto# la li ert+ della parte animale c"e vive nell?uo$o. , in (uesto "anno ra'ioneD "anno perlo$eno pi) ra'ione di tutti (uelli c"e# pur $uovendo dal $edesi$o presupposto# vorre ero affer$are la li ert+. ;a la li ert+# cosI affer$ata# davvero un?illusione. En fondo# do ia$o i$parare a vedere# nei deter$inisti# de'li intelli'enti e utili provocatori c"e ci sti$olano a ricercare il vero luo'o della li ert+ -o la sfera dell?ani$a 0 co$e a ia$o sentito dire pri$a da Steiner 0 in cui la li era volont+ possa esplicarsi.# e a non illuderci perciA c"e la stessa si dia laddove invece non si d+ e non puA darsi. Osservando ancora il nostro sc"e$a# e tenendo conto di (uanto a ia$o appena detto# potre$$o co$inciare dun(ue a intuire c"e il pro le$a della li ert+ non ri'uarda tanto i rapporti c"e sussistono tra il motivo# l?agire e l?azione# (uanto piuttosto il rapporto c"e sussiste tra il soggetto -l?Eo. e il motivo -il corpo astrale.. En altri ter$ini# dando per scontato c"e# posto un $otivo# (uesto deter$ina pri$a l?a'ire e poi l?a!ione# il vero pro le$a allora (uello di sta ilire come : stato posto il motivo o# per $e'lio dire# da c"i : stato posto il motivo . >? da c"iedersi# inso$$a# se ci trovia$o di fronte a un $otivo c"e stato posto dall?Eo o a un $otivo c"e# viceversa# stato imposto all?Eo. En o'ni caso# spero vi siate resi conto del ruolo c"e 'ioca# in tutta (uesta vicenda# il presupposto antropolo'ico. Hon a caso# Steiner ricorda spesso il 10

>oncilio di >ostantinopoli dell?362 d.>. poic"B fu appunto in (uell?occasione c"e venne for$ali!!ata# dal cattolicesi$o# la dottrina della costitu!ione inaria dell?uo$o: di una costitu!ione fatta cio di corpo e ani$a -il cosiddetto co$posto. e nella (uale l?ani$a possiede alcune (ualit+ spirituali. Da (uello stesso $o$ento co$inciA a essere 'iudicata eretica o'ni dottrina c"e attri uisse all?uo$o un corpo# un?ani$a e uno spirito -i$$anente.. Ricorderete forse c"e Steiner dice pure# al ri'uardo# c"e $olti nostri conte$poranei non sono c"e de'li inconsci se'uaci della dottrina for$ulata da (uel >oncilio. /ensate# tanto per fare un ese$pio# a Nun'. ,'li si allontana# sI# da :reud perc"B (uesti affer$a la realt+ del corpo -del bios. e ne'a# $aterialistica$ente o naturalistica$ente# (uella dell?ani$a# $a non "a poi il cora''io di andare oltre e di affer$are# al di l+ della realt+ dell%ani$a -(uella in cui si danno 0 a suo dire 0 le i$$a'ini arc"etipic"e.# la realt+ dello spirito -(uella in cui dovre ero darsi# se si fosse conse'uenti# i suoi arc"etipi in sB.. * (uesto punto# riflettia$o: e se fosse proprio lo spirito# in (uanto so''etto -in (uanto Eo.# a costituire tanto la li ert+ c"e la verit+J ;a se fosse cosI# eli$inando lo spirito# non avre$$o eli$inato anc"e la verit+ e la li ert+J , non sar+ allora c"e proprio dalla eli$ina!ione della verit+0li ert+ c"e discendono tanto (uella verit+ cattolica -$a non solo cattolica. c"e non li ert+# (uanto (uella li ert+ li erale -$a non solo li erale. c"e non verit+J Dice Steiner -pensando a tutti (uelli c"e conoscono i suoi lavori successivi.: >i si sfor!a# in (uesto li ro# di 'iustificare una conoscen!a della sfera spirituale pri$a di penetrare nel ca$po dell?esperien!a spirituale. , (uesta 'iustifica!ione viene ricercata in $odo c"e# nel corso di (uesti ra'iona$enti# purc"B si possa e si vo'lia approfondire il $odo in cui (uesti ra'iona$enti stessi ven'ono svolti# non occorre $ai ric"ia$arsi# per trovare accetta ile ciA c"e (ui viene detto# alle esperien!e c"e pi) tardi "o fatto valere -p.2.. Hella speran!a di riuscire a c"iarire (uello c"e intende dire Steiner# allorc"B invita ad approfondire il $odo in cui si svol'ono i suoi ra'iona$enti# $i capitato pi) volte di ricorrere a (uesto ese$pio. /ensate al classico indovinello. Uno c"iede: >os? (uella cosa c"e odora di rosa# $a rosa non J. , un altro su ito risponde: Lo so# la saponettaO. >o$e vedete# la solu!ione dell?indovinello consiste in una rappresenta!ione c"e si presta# co$e tale# a essere facil$ente $e$ori!!ata. Guttavia# possono anc"e esserci de'li indovinelli la cui solu!ione non altrettanto facile da fissare nella $e$oria. Uno di (uesti# ad ese$pio# (uello dei tre cappelli ianc"i e dei due cappelli neri. Le lo propon'o perc"B possiate speri$entare tutta la diversit+ c"e c? tra una solu!ione c"e si d+ in for$a di rappresenta!ione e una c"e si d+ invece in for$a di ra'iona$ento. Dun(ue# ci sono tre condannati a $orte cui viene offerta un?ulti$a possi ilit+ di salve!!a. Liene detto loro: Qui ci sono cin(ue cappelli: tre ianc"i e due neri. He prendere$o a caso tre e ve li $ettere$o in testa# in $odo c"e ciascuno di voi possa vedere il cappello altrui# $a non il proprio. Li c"iedere$o poi di dirci il colore del cappello c"e avete in testa. Se non risponderete o s a'lierete# $orreteD se indovinerete avrete salva la vita. Liene dun(ue interro'ato il pri$o condannato. Risponde: Hon lo so# e viene 'iusti!iato. Liene interro'ato il secondo. Risponde: Hon lo so# e viene 'iusti!iato. Liene interro'ato il ter!o c"e invece si salva perc"B risponde: El cappello c"e indosso ianco# e non puA essere c"e iancoO. >o$e vedete# tutto il 'ioco consiste nel ricostruire il ra'iona$ento c"e "a per$esso al ter!o condannato di indovinare# con assoluta certe!!a# il colore del proprio cappello. /urtroppo# non posso lasciarvi il te$po di ricostruirlo da soli e devo (uindi darvi su ito la solu!ione. El ter!o "a ra'ionato cosI: El pri$o avre e potuto indovinare soltanto se avesse visto# sulla testa del secondo e sulla $ia# due cappelli neri. El secondo poi# considerato c"e il pri$o non "a indovinato# poic"B appunto non "a visto due cappelli neri# ove avesse visto sulla $ia testa un cappello nero# avre e su ito reali!!ato di averlo ianco. >osI perA non stato e ciA si'nifica allora c"e il $io cappello ianco. Quale esperien!a si fa dun(ue con (uesto tipo di indovinelloJ Quando uscirete da (ui# provate a ripensare alla sua solu!ione e vi accor'erete (uanto sia pi) difficile da ricordare c"e non (uella della saponetta. Li accor'erete# volendo essere pi) precisi# c"e $entre la solu!ione del pri$o indovinello si fissa# in (uanto rappresenta!ione# nella $e$oria# (uella del secondo deve essere invece# in 11

(uanto ra'iona$ento# o'ni volta ripensata e ritrovata. Un ra'iona$ento infatti un $ovi$ento o uno svol'i$ento del pensiero. /roprio perc"B si tratta di un?attivit e non di una cosa# ci accor'ia$o appunto di doverla se$pre tornare a svol'ere e di non poterla fer$are una volta per tutte nella $e$oria# co$e faccia$o nor$al$ente con una rappresenta!ione. Gornando al testo# osservia$o c"e Steiner dice appunto: Quella c"e verr+ data non sar+ una risposta teorica# da portare poi con sB co$e una se$plice convin!ione conservata nella $e$oria -.... Hon vi sar+ dun(ue una risposta di (uel 'enere# co$piuta# finita# $a si indic"er+ un ca$po di esperien!e dell%ani$a nel (uale# in o'ni $o$ento in cui l?uo$o ne a ia iso'no# la do$anda# per virt) dell?attivit+ interiore dell?ani$a# torner+ ad avere una risposta viva -p.3.. So ene c"e l?ese$pio di (uesti due diversi 'eneri di indovinelli puA apparire i!!arro o inade'uato# purtuttavia (uanto a ia$o appena detto del loro rapporto con la $e$oria ricorda $olto da vicino una delle principali caratteristic"e delle esperien!e spirituali. Queste non si prestano infatti a essere $e$ori!!ate co$e tutte le altre# $a devono o'ni volta essere ripetute. Ri'uardo alle esperien!e spirituali# Steiner# ne La scienza occulta# cosI dice: La via c"e conduce al pensare li ero dai sensi# per $e!!o delle co$unica!ioni della scien!a dello spirito# co$pleta$ente sicuraD ve ne un?altra anc"e pi) sicura# e special$ente pi) esatta# se ene sia per $olti uo$ini pi) difficile. ,ssa descritta nei $iei li ri Linee fondamentali di una teoria della conoscenza della concezione goet"iana del mondo e La filosofia della libert . Questi li ri espon'ono i risultati a cui il pensiero u$ano puA arrivare (uando# invece di a andonarsi alle i$pressioni esterne del $ondo fisico sensi ile# si concentra soltanto in se stesso. Soltanto il pensiero puro# co$e entit+ per sB vivente# e non il pensiero rivolto solo ai ricordi di o''etti sensi ili# esplica allora la sua attivit+ nell?uo$o -pp.5830582.. Ledete# il titolo del li ro di cui ci stia$o occupando potre e a pri$a vista in'annare facendo pensare a un?opera classica$ente o tradi!ional$ente filosofica. ;a non cosI. Hon solo Steiner 0 nella prefa!ione alla pri$a edi!ione -1329. 0 "a infatti precisato d?intendere la filosofia co$e una scientia scientiarum o un?arte del pensiero o del concetto# $a# in altre e successive occasioni# "a anc"e affer$ato c"e l?epoca propria della filosofia# coincidendo con (uella dell?anima razionale o affettiva # finita nel secolo PL. O''i ci trovia$o nella fase evolutiva dell?anima cosciente e (uesta 0 co$e en sapete 0 si espri$e pi) attraverso la scienza c"e non attraverso la filosofia. Hon a caso# il secondo dei sottotitoli c"e acco$pa'nano il li ro recita appunto: Risultati di osservazione animica secondo il metodo delle scienze naturali . /oco fa# "o para'onato la fun!ione assolta nello studio da'li sc"e$i a (uella assolta nel corpo dallo sc"eletro. ;a tale fun!ione# per la verit+# svolta an!itutto dal pensiero. En $ilosofia e ntroposofia# Steiner osserva infatti: Hon saranno certo coloro c"e vo'liono solo sentir narrare i fatti delle sfere superiori a far appre!!are nel $ondo il nostro $ovi$ento scientifico0spirituale nelle sue parti pi) profonde# $a saranno coloro c"e "anno la pa!ien!a di penetrare in una tecnica di pensiero c"e crea una ase reale# (uasi uno sc"eletro per il lavoro nel $ondo superiore. >"e non si tratti di se$plici $etafore lo testi$onia il fatto c"e se$pre Steiner "a detto# in un?altra occasione# c"e proprio a coloro c"e co$prendono seria$ente e profonda$ente La filosofia della libert puA facil$ente capitare di so'nare de'li sc"eletri. Or ene# co$e lo sc"eletro costituisce il soste'no del corpo# cosI la ri'orosa ela ora!ione 'noseolo'ica presentataci in (uesto testo -$a anc"e in (uelli c"e l?"anno preceduto e preparato. dovre e costituire il soste'no di o'ni sana inda'ine spirituale. Li dico (uesto in $odo particolar$ente sentito# perc"B $i successo spesso di notare c"e# alla le'itti$a preoccupa!ione dei nostri co$pa'ni di strada di non presentare al $ondo un?antroposofia devitali!!ata o scleroti!!ata dall?intellettualis$o# non se$pre si acco$pa'na l?altrettanto le'itti$a# se non doverosa# preoccupa!ione di non presentare al $ondo un?antroposofia disossata o ra$$ollita dal senti$entalis$o. 12

Si dovre e se$pre ricordare# infatti# c"e l? 1ssere vivente dell?antroposofia non si rivela nB a c"i lo accosta in $odo troppo freddo# nB a c"i lo accosta in $odo troppo caldo# nB tanto$eno a c"i lo accosta -per dirla con l? pocalisse. in $odo troppo tiepido. Da (ualc"e anno a (uesta parte capita inoltre# e se$pre pi) spesso# di incontrare persone c"e# sulla scia della <eK age# si avvicinano alla scien!a dello spirito in $odo superficiale# ludico o so'nante. ,? perA i$possi ile se'uire la via del pensiero sen!a il pensiero. Si ricordi c"e Steiner affer$a c"e l%antroposofia un%alta scuola di pensiero e c"e solo da una superiore educa!ione dello stesso c"e puA o''i scaturire una vera e sana ve''en!a. *llorc" si parla di ve''en!a# sare e ene altresI ricordare c"e i non0ve''enti# co$? naturale# s?i$$a'inano i ve''enti da non0 ve''enti# e (uindi in $odo necessaria$ente i$proprio# inade'uato o 'rossolano. Dico (uesto perc"B i pri$i se'ni dello sviluppo di una sana ve''en!a possono passare inosservati proprio a causa dell?interferen!a di (ueste previe e scorrette rappresenta!ioni. Soprattutto all?ini!io# la vera esperien!a spirituale invero estre$a$ente sottile e delicata. Hon avendo nulla a c"e fare# ad ese$pio# con (uella spiritistica# non prevede c"e allino i tavolini nB c"e si diano altri feno$eni sensi ili# eclatanti o cla$orosi. En realt+# c"iun(ue riesca a speri$entare la vivente realt del pensare 'i+ sulla via della pi) pura e sicura conoscen!a dello spirito. Siate pur certi c"e c"i procede su (uesta via -sulla via dell? rcangelo 2ic"ele. i$para presto a diffidare delle proprie fantasie e a s ara!!arsi delle proprie illusioni. >erto# si tratta di una via faticosa. Steiner stesso 0 co$e a ia$o sentito 0 riconosce c"e essa # per $olti uo$ini# pi) difficile. Hon tale# perA# perc"B si sia costitu!ional$ente de'li inetti# $a perc" si divenuti interior$ente pi'ri e i$pa!ienti. Sono (ueste de ole!!e# infatti# a far preferire# a $olti# (ue'li inse'na$enti# sedicenti spirituali# c"e tutto ric"iedono fuorc"B un serio e profondo i$pe'no del pensiero. *l nostro te$po 0 dice a tale proposito Steiner# in Bniziazione e misteri 0 non c? vera ini!ia!ione# c"e non passi per l?intelletto. >"i vuole o''i 'iun'ere a'li arcani superiori evitando di passare per l?intelletto# non capisce nulla dei se'ni dei te$pi e non puA far altro c"e porre suggestioni nuove al posto delle antic"e.

Primo capitolo
Si c"iede Steiner: K l?uo$o# nel suo pensare ed a'ire# un essere spiritual$ente li ero# o sta e'li sotto la costri!ione di una ferrea necessit+ asata su le''i pura$ente naturaliJ -p.1<.. Sc"open"auer non "a alcuna esita!ione a far sua la seconda di (ueste due ipotesi. ,'li infatti convinto c"e sia la natura del nostro carattere a deter$inare (uella delle nostre a!ioni. Quali so''etti# noi sare$$o sotto$essi al carattere. Sare e perciA (uesto a farsi $otivo dell?a!ione# e noi non potre$$o far altro c"e (uello c"e esso c?i$pone. >o$e vedete# sia$o in pieno nel deter$inis$o: ossia# nella convin!ione c"e o'ni nostra a!ione non sia c"e l?effetto di una causa intera$ente deter$inata. El vero pro le$a 0 co$e a ia$o 'i+ detto @ perA un altro: (uello di sapere# cio# (uale sia# per cosI dire# la causa della causaD di sapere# in altri ter$ini# se tale causa -in veste di $otivo. sia stata posta dall?Eo a partire da sB# o sia stata imposta all?Eo a partire dalla natura -vale a dire# dalla psic"H# dalla p"'sis o dal s?ma.. En (uesto secondo caso# risulta co$un(ue evidente c"e la natura -in pri$o luo'o la psic"H. in tanto puA riuscire ad a'ire co$e un Eo in (uanto l?Eo stesso# per insufficiente coscien!a di sB# vi si identificato. >iA si'nifica c"e una cosa porre l-Bo nell-Bo# altra porlo nell?ani$a -co$e fa ad ese$pio Nun'.# nella 13

vita -co$e fa ad ese$pio Q.Reic". o nel corpo -co$e fa ad ese$pio :reud.. En tutti (uesti casi# infatti# lo spirito o l?Eo# c"e si crede cosciente$ente di ne'are# viene invece inconscia$ente proiettato# e (uindi i$propria$ente dislocato nella natura. La perA ricordato c"e# dal punto di vista della $edicina antroposofica# o'ni stato patolo'ico non altro c"e il risultato di una disloca!ione# nel te$po o nello spa!io# di una fun!ione altri$enti fisiolo'ica. ,ssere ali$entati col poppatoio# ad ese$pio# fisiolo'ico a sei $esi# patolo'ico a vent?anni. En un caso del 'enere 0 co$e vedete @ si "a una disloca!ione nel te$po# e (uindi un anacronis$o. Lolendo ese$plificare anc"e la disloca!ione nello spa!io# potre$$o considerare il fatto c"e# nel corpo u$ano sano# la te$peratura dei pol$oni si a''ira intorno ai <4R# $entre (uella del fe'ato intorno ai 97R. , ene# provate a pensare a ciA c"e accadre e se i pol$oni co$inciassero ad avere una te$peratura di 97R e il fe'ato di <4R. >i trovere$$o di fronte a un 'rave stato patolo'ico. En tutti i $odi# (uesta c"iave della patolo'ia valida tanto sul piano corporeo c"e su (uello ani$ico. *d ese$pio# la $alattia dei deter$inisti e dei sostenitori del li ero ar itrio deriva proprio dal fatto c"e entra$ i dislocano l?Eo nella natura -soprattutto nel s?ma o nella p"'sis i pri$i# e nella psic"H i secondi.# per 'iudicarlo poi erronea$ente non0li ero 'li uni e illusoria$ente li ero 'li altri. >? co$un(ue da dire c"e alle tesi dei deter$inisti "a portato un rilevante contri uto la psicoanalisi. Enfatti# con la cosiddetta scoperta dell?inconscio# ci si sentiti ancor pi) in diritto di dire: E $otivi deter$inanti della nostra condotta sono attivi nell?inconscio. >i credia$o li eri perc"B nor$al$ente li i'noria$o. Un?analisi del profondo potre e perA portarli alla luce# e distru''ere cosI o'ni nostra illusione. En o'ni $odo# Steiner# per $e'lio illustrare e riassu$ere il punto di vista del deter$inis$o# cita un lun'o rano di una lettera di Spino!a. En (uesto# c? soprattutto da notare la se'uente affer$a!ione: Eo 0 dice Spino!a 0 faccio consistere la li ert+ non in una li era decisione# $a in una li era necessit+-p.14.. Or ene# per capire cosa si'nific"i una li era necessit+ occorre distin'uere la li ert+ cosiddetta ne'ativa -la li ert+ da. da (uella cosiddetta positiva -la li ert+ per.. Hon difficile infatti accor'ersi c"e ci rappresentia$o (uasi se$pre la li ert+ pi) co$e un vuoto o un?assenza -di deter$ina!ione o di costri!ione. c"e non co$e un pieno o una presenza -di Eo o di spirito.. Li ert+J @ scrive appunto /aul Hi!an# in den rabie @ Hon era (uesto vuoto c"e cercavo# $a una facolt+ veraD e perfino &e'el# nella sua 1nciclopedia delle scienze filosofic"e# dice: La pi) alta for$a del niente per sB sare e la li ert+. Questo non perA c"e un sinto$o del particolare stato interiore in cui vive l?uo$o $oderno: ovvero# un uo$o c"e# per sviluppare appieno la coscien!a della propria esistenza# si pro'ressiva$ente svuotato della coscien!a della propria essenza. Hon a caso# appunto l?esisten!ialis$o a vedere nella li ert+ una condanna o una fonte di an'oscia. Or ene# se un supre$o valore co$e (uello della li ert+ viene a trasfor$arsi addirittura in una fonte di dolore o di sofferen!a -di (uel dolore o di (uella sofferen!a dai (uali i deter$inisti si difendono ne'ando la li ert+.# si dovre e avere allora il cora''io di riconoscere c"e il nostro attuale rapporto con tale valore s a'liato. ;a s a'liato il nostro attuale rapporto con la li ert+ perc"B s a'liata la nostra attuale coscien!a della li ert+# ed s a'liata la nostra attuale coscien!a della li ert+ perc"B s a'liato -o inade'uato. il tipo di pensiero con cui la pensia$o -La verit+ 0 dice infatti il Lan'elo 0 vi far+ li eri.. Hon certo l?ordinario pensiero astratto# ossia un pensiero asservito all?apparato neuro0 sensoriale# c"e puA pensare realistica$ente la li ert+. /ensare realistica$ente la li ert+ si'nifica infatti pensare la li ert+ positiva -o la li ert+ per.: ossia# una li ert+ c"e gioiosa presenza e pienezza di spirito. Dice Spino!a: Eo c"ia$o libera una cosa c"e esiste e a'isce per se$plice volont+ della sua natura# e forzata (uella c"e viene invece deter$inata all?esisten!a e all?a!ione# in $odo preciso e fisso# da (ualcos?altro -pp.19014.. >iA si'nifica dun(ue c"e l?Eo li ero (uando esiste e a'isce (uale Eo -vale a dire# per se$plice volont+ della sua natura.# e non li ero -o for!ato. (uando viene invece deter$inato all?esisten!a e all?a!ione dalla psic"H# dalla p"'sis o dal 14

s?ma. L?Eo# in definitiva# non tanto deve essere li ero per essere l?Eo# (uanto piuttosto deve essere l?Eo per essere li ero. Quale so''etto# infatti# la li ert+ lo spirito libero e lo spirito li ero l?essen!a dell?uo$o. Lo spirito li ero non a$a o edire nB co$andareD a$a la li ert+ e la sua $assi$a 'ioia (uella di potersi incontrare con altri spiriti li eri. ,'li perciA patisce tanto la costri!ione (uanto la ricorrente tenta!ione# offerta'li dall?altrui de ole!!a# di eri'ersi a 'iudice o do$inatore. En o'ni caso# tornando al rano di Spino!a# osservia$o la sua conclusione: 'li uo$ini si credono li eri perc" vi sono cose c"e essi desiderano di $eno e perc"B certi desideri si possono facil$ente do$are per $e!!o del ricordo di altri# a cui si pensa spesso -p.16.. La stessa cosa 0 detta da Sc"open"auer 0 suonere e invece cosI: (uando si tratta di sce'liere# se$pre il $otivo pi) forte a i$porsi. ;a (ual 0 do$andia$oci 0 la fun!ione del $otivoJ /er rispondere a (uesto interro'ativo# do ia$o ricordarci c"e l?Eo# il corpo astrale -la psic"H.# il corpo eterico -la p"'sis. e il corpo fisico -il s?ma. rappresentano (uattro diverse realt+ 'erarc"ica$ente ordinate. Genia$o infatti presente c"e# parlando dell?ani$a# parlia$o delle tre facolt+ del pensare# del sentire e del volere# $entre# parlando dello spirito# parlia$o di 'radi o stati di coscien!a: ovvero# di (uelli di ve'lia# di so'no# di sonno e di $orte. Riprendia$o dun(ue il nostro sc"e$a per osservare le cose da (uesto nuovo punto di vista. Eo ve'lia ,ssere -spirito. for$a te$po spa!io

>orpo astrale So'no >orpo eterico sonno >orpo fisico $orte

*desso do$andia$oci: (uale fun!ione "a il te$poJ /er rispondere# sufficiente osservare c"e esso si trova situato tra la for$a e lo spa!io. Ricordia$oci# a tale proposito# c"e (uando Steiner ci parla della so'lia ci parla di un li$ite c"e passa esatta$ente tra la for$a e il te$po e c"e ciascuno di noi attraversa# in un senso# (uando si addor$enta e# in (uello opposto# (uando si sve'lia. Gale so'lia divide infatti le sfere dell?essere e della for$a da (uelle del te$po e dello spa!io: da (uelle# cio# dell?esisten!a. Or ene# una for$a c"e intenda reali!!arsi nello spa!io non puA# in pri$a istan!a# c"e calarsi nel te$po. El te$po "a dun(ue una fun!ione di $edia!ione. Ra$$entate cosa succedeva a scuola (uando ci veniva asse'nato un te$aJ /ri$a c?era il te$a (uale pura for$a# poi il suo svol'i$ento nel te$po# e infine il te$a svolto e# per ciA stesso# spa!iali!!ato. Gutto ciA c"e intende reali!!arsi nello spa!io deve dun(ue servirsi della $edia!ione del te$po. Un discorso analo'o# tuttavia# deve essere fatto per la for$a -o per il $otivo.. *nc"?essa svol'e infatti un ruolo di $edia!ione tra l?essere e il te$po -o tra l?a'ente e l?a'ire.. ;a a (ual fine si svol'e tale attivit+ $ediatriceJ *l fine appunto di dar for$a# a un pri$o livello# alla pura e indeter$inata for!a dell?a'ente -dell?Eo. e# a un secondo# al puro e indeter$inato $ovi$ento del te$po -dell?a'ire.. *d ese$pio# (uando sentia$o (ualcuno espri$ere il proprio disa'io dicendo: Hon so neppure io (uello c"e vo'lio# ci trovia$o appunto in presen!a di un Eo c"e# non riuscendo a dar for$a alla propria volont+# si vede frenato nell?a'ire e parali!!ato nell?a!ione. Spero vi sia c"iaro# a (uesto punto# c"e le $edia!ioni c"e consentono allo spirito di incarnare la propria volont+ nell?a!ione non possono essere saltate. Gutto il pro le$a della li ert+ consiste dun(ue nel vedere da dove o da c"i parta l?ini!iativa. 15

Quello c"e i$porta 0 scrive infatti Steiner 0 non se io possa portare ad effetto una decisione presa# $a come sorge in me la decisione -p.12.. Lede# tutto sta nell?intendersi sul concetto di so''etto. Difatti# se per so''etto intendia$o l?io a ituale -o e'o.# (uello 0 vale a dire 0 c"e in tanto sa di sB co$e so''etto o Eo in (uanto si contrappone se$pre a un o''etto o a un non0 Eo# ci trovia$o allora sul piano di (uella coscien!a ordinaria c"e Steiner c"ia$a anc"e $ateriale od o''ettiva. Questo# perA# non il nostro reale Eo: non ancora# cio# un Eo spirituale. Lo spirito# del resto# va se$pre concepito in ter$ini di so''ettivit+ -i teolo'i cattolici dire ero forse di persona.: di certo# nei ter$ini di una so''ettivit+ superiore c"e si d+# a un te$po# (uale unifica!ione e trascendi$ento di so''etto e o''etto# di Eo e non0Eo. Do ia$o dun(ue con(uistarci un pensiero in 'rado di speri$entare# si$ultanea$ente# l?Eo co$e essere -co$e o''etto. e l?essere co$e Bo -co$e so''etto.. * ia$o detto# in preceden!a# c"e la verit+ un essere e non un avere. Hon si puA avere infatti la verit+# $a si puA avere un?opinione. ;a appunto l?e'o ad avere le proprie opinioni o i propri punti di vista. D?altro canto# ove si sia incapaci di elevarsi alla verit+ -all?Eo spirituale. e si sia (uindi pri'ionieri dell?opinione -dell?e'o.# en ven'a allora una dottrina# (uale (uella li erale# c"e# riconoscendo la relativit+ delle opinioni# si sfor!i di indurci alla reciproca tolleran!a. L?appello di LocSe e di Loltaire alla tolleran!a va visto dun(ue co$e il frutto di un?epoca# o di una fase evolutiva# in cui l?antica capacit+ dell?uo$o di speri$entare in $odo vivo la realt+ dello spirito si era or$ai atrofi!!ata. L?attuale appello di =iovanni /aolo EE invece diverso. En parole povere# infatti# co$e se il /apa ci dicesse: Loi# uo$ini $oderni# sentite $olto il pro le$a della li ert+# $a $olto $eno (uello della verit+. Risc"iate perciA di reali!!are una falsa li ert+ poic"B# fuori della verit+# non c? vera li ert+. Do ia$o riconoscere c"e si tratta di una dia'nosi ineccepi ile. El pro le$a nasce# tuttavia# allorc" si passa dalla dia'nosi alla terapia. Hell?incapacit+ di co$prendere le ra'ioni per le (uali l?uo$o $oderno si reso se$pre $eno sensi ile al te$a della verit+ -se$pre $eno capace# ossia# di pensarla verace$ente.# cosa fa infatti il /apaJ Si sfor!a di ricordarci c"e della verit+ depositaria la >"iesa cattolica# e c"e si puA perciA tornare alla verit+ soltanto tornando al suo inse'na$ento. Si sfor!a di ricordarcelo# oltretutto# co$e se ce lo fossi$o se$plice$ente di$enticato# sen!a affatto spie'arci# a$$esso c"e cosI fosse# il perc"B ciA sia potuto accadere. *ll?uo$o $oderno# in realt+# non occorre una via della $e$oria -c"e lo ricondurre e# in (uanto tale# al passato.# ensI una via della conoscen!a c"e sappia restituire al pensiero la for!a e la capacit+ di speri$entare $oderna$ente -e (uindi li era$ente e individual$ente. la realt+ della verit+ o dello spirito. ;a davvero si crede c"e l?uo$o $oderno -l?uo$o dell?e'o. sia disposto# rinne'ando se stesso# a dele'are ad altri l?a$$inistra!ione e la 'estione del pensiero# della coscien!a e della verit+J Ho# l?uo$o $oderno in tanto $oderno in (uanto la verit+ vuole con(uistarla# co$e :aust# con le proprie for!e# assu$endosi tutti i risc"i e tutte le responsa ilit+ c"e un?i$presa del 'enere co$porta. L?uo$o $oderno# inso$$a# va aiutato# non a ricordare o ad apprendere la verit+# ensI a pensarla -co$inciando perciA col li erare il pensiero stesso da tutto ciA c"e li$ita o i$pedisce il suo vivo $ovi$ento.. /i) c"e di una dottrina# a ia$o pertanto iso'no di un $etodo. Sare e un vero peccato# (uindi# se (ualcuno credesse c"e La filosofia della libert espon'a una dottrina o un siste$a. Hella pri$a delle sue $assi$e antroposofic"e# Steiner dice infatti: L?antroposofia una via della conoscen!a c"e vorre e condurre lo spirituale c"e nell?uo$o allo spirituale c"e nell?universo. >o$e vedete# l?antroposofia appunto una via# un $etodo o un ca$$ino. Un ca$$ino c"e ciascuno puA li era$ente intraprendere e se'uire nella speran!a di poter un 'iorno incontrare (uella verit+ c"e# sola# potr+ condurlo verso la elle!!a e verso la ont+. El vero infatti la $anifesta!ione dello spirito nel pensare# il ello la $anifesta!ione dello spirito nel sentire# e il ene la $anifesta!ione dello spirito nel volere. Gre diverse $anifesta!ioni# dun(ue# di uno stesso spirito. Da dove prendere allora le $osseJ Questo il pro le$a. /ensate# ad ese$pio# al $etodo ipnotico. * cosa $ira l?ipnoti!!atoreJ ;ira ad a'ire diretta$ente sulla volont+ -incosciente. e# proprio per (uesto# la presen!a della coscien!a 'li d?i$paccio. /ensate poi alla su''estione pu licitaria. Questa a'isce diretta$ente sul sentire -su cosciente. e# proprio per (uesto# un sia pur $ini$o atte''ia$ento critico non puA c"e esserle d?intralcio. *nc"e la su''estione vuole co$un(ue arrivare alla volont+ -per influen!are# nel 16

caso specifico# le nostre scelte di consu$o.: vuole perA arrivarvi indiretta$ente -attraverso il sentire.# e non diretta$ente co$e fa l%ipnosi. Li "o proposto (uesti due ese$pi perc"B consideriate co$e possano darsi $etodi diversi. Quelli c"e s?indiri!!ano diretta$ente verso la volont+ sono una cosaD (uelli c"e s?indiri!!ano diretta$ente verso il sentire e indiretta$ente verso la volont+ sono un?altraD (uello c"e infine s?indiri!!a diretta$ente verso il pensare# indiretta$ente verso il sentire# e ancor pi) indiretta$ente verso il volere# un altro ancora: (uello appunto dell?antroposofia o della scien!a dello spirito. ,ssendo l?unico $etodo c"e si rivol'e diretta$ente al pensare e alla coscien!a di ve'lia# per ciA stesso l?unico @ co$? facile capire 0 c"e rispetti inte'ral$ente la nostra autono$ia o li ert+. Steiner "a infatti detto# e pi) volte: Hon desidero c"e crediate a (uel c"e vi dico# desidero c"e pensiate (uel c"e vi dico.

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"! incontro #ontinua il primo capitolo - / ottobre .++/ Correi cominciare! stasera! col mettere in luce quella c"e potremmo c"iamare la logica interna del testo. Riferendosi a questa! Steiner "a detto! una volta! c"e sarebbe bene arrivare a possederne lo svolgimento cos7 come un direttore d-orc"estra possiede quello della musica c"e si accinge a dirigere. Una cosa : infatti impadronirsi di alcune considerazioni o conclusioni 0ossia! di alcuni pensati4! altra impadronirsi di quel movimento del pensare dal quale quelle considerazioni o conclusioni sono scaturite. )er fare quanto ci siamo riproposti! dobbiamo comunque tornare a Spinoza. $ate attenzione a questo passo= 6Guesta pietra! - dice - ora cosciente del suo sforzoL. La pietra : dunque cosciente del proprio 6sforzo! cio: del proprio movimento o del proprio agire! ma non : cosciente di quel c"e "a dato origine al movimento stesso= ovvero di ci? c"e! nella sfera meccanica! c"iamiamo 6causa e c"e! nella sfera del comportamento umano! c"iamiamo invece 6motivo. Gueste distinzioni terminologic"e le dobbiamo in verit a Sc"open"auer. Sapete c"e! nel suo sistema! la volont svolge all-incirca lo stesso ruolo c"e &egel assegna invece al pensiero. Secondo Sc"open"auer sarebbe una medesima volont a manifestarsi in forme diverse nei vari regni della natura. Una sola volont si darebbe quindi come legge di causa-effetto nel regno minerale! come legge di stimolo-reazione nel regno vegetale! e come legge di motivo-azione nel regno animale e umano. 6La differenza tra stimolo e motivo - dice testualmente - la si pu? spiegare fisiologicamente cos7= lo stimolo provoca immediatamente la reazione! la quale proviene dalla parte stessa sulla quale "a agito lo stimolo! il motivo invece : uno stimolo c"e deve fare il pi5 lungo giro attraverso il cervello! l dove per suo influsso nasce innanzitutto un-immagine ed : questa c"e provoca in modo immediato la reazione conseguente c"e viene c"iamata ora atto del volere! ora atto dell-arbitrio. #a determinista egli equipara dunque il comportamento umano a quello animale! e si dice convinto c"e! come ogni effetto : determinato da una causa! cos7 ogni reazione : determinata da uno stimolo e ogni azione da un motivo. Riguardo al comportamento umano! nel quale considera quindi determinante il motivo e non l-Bo 0la natura e non lo spirito4! egli afferma c"e si dovrebbe essere proprio degli stolti per continuare a parlare di libert. Scrive infatti= 6#ove la causalit : pi5 comprensibile 0cio: nel regno minerale - nda4 in modo minimo riconosciamo l-essenza della volont e dove la volont si manifesta in modo innegabile 0cio: nel regno umano - nda4 la causalit si trova a tal punto oscurata c"e un rozzo intelletto potrebbe arrisc"iarsi a negarla. >ale 6rozzo intelletto - per Sc"open"auer : naturalmente quello dei sostenitori del 6libero arbitrio= ovvero! di coloro c"e vorrebbero distinguere! da un lato! il comportamento umano da quello animale! senza per? distinguere! dall-altro! l-io abituale dall-Bo spirituale. Colendo riprendere i termini dei nostri sc"emi! potremmo quindi dire= pur partendo dalla comune convinzione c"e l-uomo sia costituito solo da un corpo fisico 0costituzione4! da un corpo eterico 0temperamento4 e da un corpo astrale 0carattere4! i seguaci del 6libero arbitrio si distinguono dai deterministi in quanto pongono l-agente o la libert proprio l dove i secondi pongono il motivo o la necessit 0vale a dire! una molteplicit di 6agenti psic"ici! c"imici o fisici4. ;ome potete vedere! entrambi "anno a un tempo torto e ragione. B sostenitori del 6libero arbitrio "anno infatti ragione nell-affermare la libert! ma "anno il torto di attribuirla all-anima 0alla psic"H4! mentre i deterministi "anno ragione nel non attribuirla all-anima! ma "anno il torto di negarla. Una considerazione del genere : particolarmente importante poic"H ci permette di osservare c"e sia gli uni c"e gli altri non fanno in fondo c"e scontrarsi con uno stesso limite di pensiero= ossia! con quel limite del pensiero 6legato ai sensi c"e costringe gli uni! in nome della libert! all-astrazione o all-illusione 0luciferica4 e gli altri! in nome del realismo! alla negazione 0arimanica4.

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Bn un contesto del genere! cosa propone SteinerI )ur prendendo atto! con i deterministi! c"e l-azione : causata dall-agire e c"e l-agire : causato dal motivo! egli propone di distinguere i motivi coscienti da quelli inconsci. Scrive infatti: Sono forse le a!ioni de'li uo$ini tutte di un unico 'enereJ L?a!ione del 'uerriero sul ca$po di atta'lia# (uella dello studioso nel la oratorio scientifico# e (uella dell?uo$o di stato nelle pi) intricate circostan!e diplo$atic"e# possono seria$ente essere $esse allo stesso livello con l?a!ione del a$ ino c"e cerca il latteJ K en vero c"e un pro le$a si risolve tanto pi) facil$ente (uanto pi) se$plice il caso di cui si tratta. ;a anc"e vero c"e 'i+ $olte volte l?incapacit+ di discerni$ento "a portato ad una confusione sen!a fine. ,d una differen!a assai profonda (uella c"e corre fra il caso in cui so perc"B faccio una cosa e il caso in cui non lo so -pp.16018.. Sc"ematizzando! possiamo quindi dire c"e il primo passo c"e compie Steiner : quello di sviluppare e trasformare la sequenza del determinismo 0motivoagireazione4 nel seguente modo= a. $otivo cosciente . $otivo inconscio

a'ire 0 a!ione

Ca comunque sottolineato c"e Steiner non sostiene affatto c"e un motivo cosciente sia! in quanto tale! libero. 1gli si limita infatti a dire= se si ammette una differenza tra un motivo cosciente e un motivo incosciente! l-azione c"e deriva dal primo dovr essere allora giudicata diversamente da quella c"e deriva dal secondo. Steiner - non : superfluo ripeterlo - non giudica quindi 6libera la prima e 6necessaria la seconda! ma dice soltanto c"e l-azione prodotta da un motivo cosciente dovr essere valutata in modo necessariamente diverso da quella prodotta da un motivo incosciente. B deterministi parlano dunque genericamente di motivi! mentre Steiner distingue quelli c"e possono avvalersi del riconoscimento della coscienza da quelli c"e non lo possono. /ri$a di decidere se un?a!ione cosciente sia o non sia li era# si dovr+ perciA cercare di capire 0 secondo Steiner 0 se sia o non sia li era la coscien!a stessa. Enfatti 0 scrive 0 sta proprio (ui la (uestione: sapere se la ra'ione# se scopi o decisioni non esercitino sull?uo$o una costri!ione analo'a a (uella c"e esercitano 'li i$pulsi ani$ali. Se# sen!a $io intervento# una decisione ra'ionevole sor'e in $e con la stessa necessit+ con cui sor'ono in $e la fa$e e la sete# allora io posso soltanto se'uirla per costri!ione# e la $ia li ert+ un?illusione -p.13.. <on possiamo quindi stabilire! sin dal principio! c"e l-azione cosciente :! in quanto tale! libera! poic"H dobbiamo prima scoprire quale sia il valore dell-essere coscienti= poic": dobbiamo prima scoprire! cio:! quale sia il valore del pensare 0in quanto : questa la sola attivit c"e svolgiamo in pieno stato di veglia4. 6M evidente - scrive appunto Steiner - c"e un-azione non possa esser libera se il suo autore non sa perc"H la compie. 2a come stanno le cose per le azioni dei cui motivi si diventa coscientiI Guesto ci porta alla domanda= 6Guale : l-origine e il valore del pensareI. Bnfatti! senza la conoscenza dell-attivit pensante dell-anima! non : possibile farsi un concetto di c"e cosa sia conoscere qualcosa! e quindi anc"e conoscere un-azione 0p.8.4. ,ccoci dun(ue al punto in cui il pro le$a etico vira nella dire!ione di (uello noetico. )rima di proseguire! sar comunque opportuna una precisazione. Steiner secondo quanto abbiamo visto - si c"iede come stiano le cose 6per le azioni dei cui motivi si diventa coscienti. Si pu? per? 6diventare coscienti sia di motivi c"e non si sono ancora tradotti in azioni! sia di motivi c"e si sono gi tradotti in azioni! ma c"e! nel momento in cui "anno informato l-agire! erano ancora 19

incoscienti. Sia c"iaro! quindi! c"e Steiner si riferisce ai primi e non ai secondi= c"e si riferisce! ossia! ai motivi c"e riguardano azioni future 0di cui siamo consapevoli a-priori4! e non a quelli c"e riguardano azioni passate 0di cui prendiamo coscienza a-posteriori4. <ella sua $enomenologia della coscienza morale! 1duard von &artmann sostiene c"e la volont umana : determinata soprattutto da due fattori= dalle 6cause motrici 0o motivi4 e dal carattere. Le prime! in veste di 6stimoli ambientali! condizionano la volont umana dall-esterno! mentre il secondo la condiziona dall-interno. Enfatti# 0 spie'a Steiner 0 se si considerano 'li uo$ini co$e tutti u'uali o soltanto irrilevante$ente diversi# allora il loro volere appare deter$inato dal di fuori# cio dalle circostan!e c"e ad essi si presentano. Se si considera invece c"e per uo$ini diversi una rappresenta!ione diventa $otivo di a!ione soltanto (uando il loro carattere tale c"e la rappresenta!ione susciti in essi un desiderio# allora l?uo$o appare deter$inato dal di dentro e non dal di fuori -p.18.. Dati dun(ue due individui caratterial$ente u'uali o irrilevante$ente diversi# c"e dire$o perciA * # e due sti$oli disu'uali o rilevante$ente diversi# c"e dire$o T e ># avre$o le rea!ioni -o a!ioni. e c: ovvero# delle rea!ioni -o a!ioni. la cui diversit+ rifletter+ diretta$ente (uella de'li sti$oli. Dati invece due individui caratterial$ente disu'uali o rilevante$ente diversi# c"e dire$o T e ># e due sti$oli u'uali o irrilevante$ente diversi# c"e dire$o perciA *# avre$o le rea!ioni -o a!ioni. e c: ovvero# delle rea!ioni -o a!ioni. la cui diversit+ rifletter+ diretta$ente (uella dei due caratteri. En (uesto caso# tanto per fare un ese$pio# l?idea di feste''iare il >arnevale# recandosi $a'ari a un allo in $asc"era# pi) pro a ile c"e si traduca in a!ione in un carattere stenico -estroverso. c"e non in un carattere astenico -introverso.. *lla stessa stre'ua di Sc"open"auer# anc"e von &art$ann (uindi convinto c"e la tradu!ione di una rappresenta!ione in a!ione non frutto di una li era scelta# ensI necessaria conse'uen!a del fatto c"e una rappresenta!ione# in (uanto con'eniale o si$patica al nostro carattere# suscita in noi la vo'lia di reali!!arla. El deter$inista 0 co$e a ia$o detto @ ritiene dun(ue c"e l?a'ire e l?a!ione siano se$pre effetti di precise cause -eso'ene o endo'ene.. >i si potre e tuttavia do$andare: $a il deter$inista# (uell?a'ire e (uell?a!ione li eri di cui ne'a l?esisten!a# co$e se li rappresentaJ Hon puA rappresentarseli 0 possia$o rispondere 0 c"e co$e un a'ire e un?a!ione de0$otivati: ovvero# co$e de'li effetti privi di causa. Se si tiene conto di (uesto# si fa c"iaro allora c"e il deter$inista di fatto ne'a# non tanto l?esisten!a -in sB. della li ert+# (uanto piuttosto l?esisten!a della li ert+ nella for$a in cui# pi) o $eno cosciente$ente# se la rappresenta. >iA confer$a c"e il vero pro le$a (uello di i$parare a pensare la li ert+. ,d per (uesto c"e noi ci c"iedia$o (uale sia# nel caso dell?a'ire cosciente -si pensi# $a'ari# a (uello di un neuroc"irur'o durante una delicata opera!ione al cervello.# il so''etto c"e# all?interno di (uell?insie$e di cause c"e for$ano# (uali cellule# il tessuto del corpo astrale -detto anc"e# non a caso# corpo causale.# sce'lie proprio (uella c"e# in (uanto adatta alla situa!ione specifica# viene deputata a deter$inare la for$a dell?a!ione. Hoi ci c"iedia$o# inso$$a# (uale sia la causa delle cause. , se sia$o d?accordo nel 'iudicare non li era o'ni a!ione la cui causa risieda nel corpo fisico -$inerale.# nel corpo eterico -ve'etale. o nel corpo astrale -ani$ale.# ci do$andia$o# tuttavia# se non sia da 'iudicare altri$enti (uell?a!ione la cui causa risieda invece nell?Eo. /er (uale ra'ione# infatti# non potre e porre in essere delle cause anc"e l?Eo -vale a dire# l?ele$ento u$ano nell?uo$o.J 2a come si fa a riconoscere c"i pone le causeI Bn effetti! operare un riconoscimento del genere : tutt-altro c"e facile. Si tratta infatti di una 6diagnosi differenziale c"e presuppone! in colui c"e voglia effettuarla! la capacit di un vero e proprio 6discernimento degli spiriti= capacit c"e pu? essere comunque educata e sviluppata da c"iunque assimili con seriet e profondit la scienza dello spirito. Bn ogni modo c-: da dire c"e il c"i viene quasi sempre rivelato dal come. tale proposito! si dice c"e $reud! una volta! abbia risposto a un suo interlocutore= 6Guello c"e dici mi convincerebbe! se non lo dicessi nel modo in cui lo dici. Bn quel frangente! il come era stato dunque! per $reud! pi5 importante del cosa. 2a 20

perc"H era stato pi5 importanteI )erc"H il come manifesto pu? rivelare il c"i immanifesto od occulto. &o qui con me )sicologia e lc"imia e vorrei farvi ascoltare quanto dice in proposito %ung= 6)articolarmente la domanda 6;"i agisce merita la massima attenzione. )erc"H in ultima analisi : la risposta a questa domanda c"e decide del valore dell-azione. )er la societ! : vero! il ;osa dell-azione "a in un primo momento l-importanza massima! poic"H "a evidenza immediata. lunga scadenza per? anc"e il giusto agire in mano all-uomo sbagliato avr effetti nefasti. ;"i sa vedere lontano! si far altrettanto poco abbagliare dall-agire giusto della persona sbagliata quanto dall-agire sbagliato della persona giusta. )er questa ragione il medico delle anime dirige la sua attenzione non al cosa! ma bens7 al come dell-azione! perc"H in esso : compresa tutta l-essenza della persona c"e agisce. ;erto! %ung distingue la persona 6giusta da quella 6sbagliata! mentre Steiner distingue! in una stessa persona! l-6Bo dal 6corpo astrale e raccomanda a sua volta di fare attenzione al come 0alla modalit4 poic": : appunto questo a poterci guidare alla scoperta di c"i! tra i due! sia l-agente effettivo. 6La via del cuore - dice Scaligero - passa per la testa. <on disponendo del tempo necessario ad approfondire un-affermazione del genere! mi limiter? qui a osservare c"e una via del cuore c"e non passi per la testa non : una via del cuore! ma una via viscerale o 6isterica. #-altro canto! anc"e una via del cuore c"e non passi per la testa! ma vi si arresti! non : una via del cuore! ma una via cervellotica o 6nevrastenica. Carrebbe la pena meditare! al riguardo! l-immagine dell-evangelista @iovanni c"e! nell-Ultima cena affrescata dal @"irlandaio nel convento di (gnissanti! posa la testa sul petto o sul cuore del ;risto.

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Secondo capitolo
AN incontro - .9 ottobre .++/ ffrontando il secondo capitolo! cominceremo stasera a inoltrarci nel campo della gnoseologia. bbiamo gi visto come il titolo del libro possa trarre in inganno facendo pensare a un-opera 6tradizionalmente o 6classicamente filosofica. 2a La filosofia della libert! qualora non potessimo proprio fare a meno di caratterizzarla! : un-opera! pi5 c"e 6filosofica! logodinamica! e per ci? stesso in linea con l-interesse c"e il pensiero moderno rivolge al fattore dinamico o energetico. La perA osservato c"e i $oderni si sono sI interessati alla realt+ dina$ica o ener'etica dell?o''etto -fisico o psic"ico.# $a non ancora a (uella del pensiero -dello spirito.. *d ese$pio# si vorre e teori!!are e praticare una psicodina$ica o una psicolo'ia del profondo: $a co$e farlo davvero continuando a utili!!are un pensiero intrinseca$ente statico o superficialeJ Sta di fatto c"e# nel corso del Hovecento# il concetto di ener'ia si portato al centro dell?interesse della fisica e della psicolo'ia - asti pensare alla libido di :reud e Nun'.# $a ri$asto ai $ar'ini della coscien!a c"e il so''etto "a del pensiero e di sB stesso. Gale coscien!a ri$asta infatti ancorata 0 per dirla con =entile 0 alla realt+ spa!iale o $ateriale del pensato -del sostantivo.# incurante della realt+ te$porale o ener'etica del pensare -del ver o.. K su (uest?ulti$a# tuttavia# c"e si fonda il li ro c"e stia$o studiando. /ossia$o rendercene conto 'i+ col solo osservare il $odo in cui ven'ono i$postati i pro le$i. /rendia$o# ad ese$pio# (uello del dualis$o di so''etto0o''etto. Solita$ente ci co$portia$o co$e se noi# rispetto ai corni del dile$$a# costituissi$o una ter!a e neutra realt+. Sia$o portati infatti a considerarci co$e coloro c"e riflettono# dall?esterno# sui rapporti tra il so''etto e l?o''etto# (uasi c"e (ueste realt+ non ci ri'uardassero diretta$ente -l?entrare in rapporto con un so''etto 0 sostiene addirittura Oswald Fulpe 0 per l?o''etto altrettanto indifferente (uanto per un (uadro l?essere appeso a un $uro.. Or ene# un atte''ia$ento del 'enere possia$o o''i riconoscerlo co$e una proie!ione -ossia# co$e un inconscio $eccanis$o di difesa.. Spero c"e nessuno si scandali!!i per il fatto di aver tirato in allo un classico concetto psicoanalitico. Steiner stesso# se ene non si sia $ai occupato di $eccanis$i di difesa# si infatti riferito alla proie!ione allorc"B# nelle Linee fondamentali di 22

una gnoseologia della concezione goet"iana del mondo # "a scritto: Una facolt+ u$ana di cui l?uo$o nulla sapesse non verre e da lui riconosciuta co$e sua# $a attri uita a un ente a lui estraneo -U. Questa la verit+ destinata a diventare il principio supre$o della psicolo'ia. , ene# nel caso di cui ci stia$o occupando non accade proprio (uestoJ Hon accade cioB c"e l?uo$o# nulla sapendo del proprio Eo# finisce con l?attri uirlo a un ente a lui estraneoJ , non appunto cosI 0 stando al$eno all?inse'na$ento di :reud @ c"e si difende dalla eventualit+ di trovarsi coinvolto nel pro le$aJ K in (uesto $odo c"e ci si co$incia co$un(ue a trasferire dal piano filosofico a (uello antropolo'ico o# per $e'lio dire# antroposofico. Gutti 'li eni'$i c"e si riferiscono a spirito e $ateria# 0 scrive infatti Steiner 0 l?uo$o deve ritrovarli nell?eni'$a fonda$entale del suo proprio essere -p.54.. <on ci viene pi5 proposto! dunque! di guardare le cose all-esterno dell-essere umano! ma al suo interno. Ceniamo perci? spinti a domandarci= qual :! nell-essere umano! il soggettoI 1 qual : l-oggettoI 1 come mai l-uomo : capace! vivendo! di armonizzare spirito e materia! o soggetto e oggetto! ed : invece incapace! pensando! di fare altrettantoI <on sar questo un segno del fatto c"e il livello di coscienza c"e governa il suo pensiero ordinario non : ancora all-altezza di quello c"e governa la sua vitaI L?uo$o 0 scrive Steiner 0 non affatto un essere or'ani!!ato unitaria$ente -p.5<.. Unitaria$ente 0 si adi 0 vuol (ui dire univoca$ente. L?uo$o infatti un essere unitario -cio una sintesi di una co$plessa e articolata $olteplicit+.# $a non un essere univoco# $onolitico o fatto 0 co$e si suol dire 0 tutto d?un pe!!o. >o$un(ue sia# Steiner# parlando dell?i$pulso alla conoscen!a# cosI scrive: O'ni s'uardo c"e 'ettia$o d?attorno suscita in noi una (uantit+ di do$ande. >on o'ni feno$eno c"e ci si presenti ci viene dato un pro le$a. O'ni esperien!a si trasfor$a per noi in un eni'$a -p.5<.. Genia$o tuttavia presente c"e Steiner si riferisce (ui alla fisiolo'ia# e non alla patolo'ia dell?ani$a u$ana. >i sono infatti delle persone per le (uali feno$eni ed esperien!e non si traducono affatto in pro le$i od eni'$iD (uesto non perA c"e l?effetto di un?iner!ia o di un ottundi$ento interiore. Del resto# nell?uo$o# c"ia$ato a creare e a ricreare in sB# incessante$ente# l?e(uili rio tra 'li i$pulsi naturali e (uelli spirituali# puA deter$inarsi uno s(uili rio tanto a favore della natura -isterico. (uanto a favore dello spirito -neuroastenico.. Hon appena spuntano in noi i pri$i a'liori della coscien!a 0 scrive Steiner 0 eri'ia$o un $uro divisorio fra noi e il $ondo -U. ;a non perdia$o $ai il senti$ento c"e appartenia$o al $ondo# c"e esiste un le'a$e c"e ci unisce con esso# c"e sia$o dentro e non fuori dell?universo -p.59.. Bn effetti! c"iunque conosca almeno un poco la cosiddetta 6psicologia dell-et evolutiva sa c"e! a un certo stadio dello sviluppo! subentra questa separazione tra noi e il mondo= c"e subentra cio:! da una parte! la coscienza di noi stessi quale 6soggetto o 6Bo e! dall-altra! quella del mondo quale 6oggetto o 6non-Bo. #el resto! non si darebbe alcuna coscienza del soggetto o dell-Bo se non se ne desse simultaneamente una dell-oggetto o del non-Bo. Si tratta quindi di un grado di coscienza c"e non : presente alla nascita! c"e "a bisogno di tempo per formarsi e maturare! e c"e realizza! sul piano interiore! un secondo e ben pi5 doloroso taglio di quel 6cordone ombelicale c"e ci univa in precedenza agli altri e al mondo. )ensate a Leopardi o al )ascoli. <on esprime forse! il primo! una struggente nostalgia dell-6et lieta! e non rimpiange forse! il secondo! il 6fanciullinoI 1ntrambi mostrano dunque di patire la perdita di quello stato originario nel quale l-uomo era il mondo e il mondo era l-uomo! e al quale era ignota l-amara esperienza della solitudine. )ossiamo anc"e dire c"e! sul piano dell-evoluzione culturale! tale stadio corrisponde! grosso modo! a quello in cui ;artesio divide il mondo in due parti! assegnando il dominio dell-una alla res cogitans e quello dell-altra alla res eOtensa. 23

Guesta divisione! tuttavia! : innanzitutto una divisione tra due parti dell-uomo= ovvero! tra una parte c"e si riconosce come 6Bo e un-altra c"e viene invece disconosciuta come 6non-Bo. El contrasto fonda$entale e ori'inario 0 scrive appunto Steiner 0 ci viene incontro in pri$o luo'o entro la nostra coscien!a. Sia$o noi stessi c"e ci stacc"ia$o dal 're$ o $aterno della natura e c"e ci contrapponia$o al $ondo co$e io -p.53.. Si tratta dunque! e anzitutto! di una scissione dello stesso essere umano. @razie alla parte c"e riconosciamo come 6Bo 0res cogitans4 erigiamo - come dice Steiner - un 6muro divisorio fra noi e il mondo 0quale base dell-autocoscienza4J grazie alla parte c"e disconosciamo invece come 6non-Bo 0res eOtensa4! non perdiamo mai - come dice ancora Steiner - 6il sentimento c"e apparteniamo al mondo. Enso$$a# se col pensare -cosciente. ci separia$o dal $ondo# col sentire -su cosciente. e col volere -incosciente. 'li ri$ania$o viceversa uniti. El pensare# per potersi riunire al $ondo# deve perciA co$inciare a riunirsi -cosciente$ente. al sentire e al volere. Hon si tratta dun(ue di re'redire a (ue'li stati di coscien!a -di so'no e di sonno. in cui vi'e tuttora un?unione naturale col $ondo# ensI di pro'redire e sviluppare de'li stati di coscien!a superiori -detti# da Steiner# i$$a'inativo# ispirativo e intuitivo.. En effetti# una volta infranta# l?unione naturale puA soltanto ricostituirsi (uale comunione spirituale. Lolendo espri$ere la stessa cosa i$$a'inativa$ente# potre$$o parlare dell?unione ori'inaria co$e dell?,den o del /aradiso terrestre# e della sua perdita co$e di (uella cacciata c"e# per un verso# "a conse'nato l?essere u$ano alla solitudine# al dolore e alla $orte# $a# per l?altro# 'li "a instillato una insoppri$i ile e stru''ente nostal'ia del ene perduto. Or ene# se vo'lia$o davvero intraprendere il ca$$ino c"e puA restituirci a noi stessi# a'li altri e al $ondo# do ia$o avere allora il cora''io 0 co$e dicono 'li psicoanalisti 0 di ritirare le nostre proie!ioni. =iacc"B a ia$o a c"e fare con una lo'odina$ica# e non con una psicodina$ica# si tratter+ perA di ritirare delle proie!ioni di ordine ideativo# e non affettivo. /otr+ esserci co$un(ue di aiuto ricordare c"e l?uo$o puA utili!!are# oltre a (uello della proie!ione# anc"e altri $eccanis$i di difesa: ad ese$pio# la ri$o!ione# la re'ressione# l?isola$ento# l?introie!ione o la ne'a!ione. Questi inconsci $eccanis$i dovre ero prote''erci da (uelle rappresenta!ioni c"e :reud definisce inco$pati ili# in (uanto capaci di procurarci ansia o an'oscia. Spero vi rendiate conto di (uanto la cosa# dal nostro punto di vista# risulti interessante. >i viene detto infatti c"e# a seconda della nostra natura -cio# della nostra costitu!ione# del nostro te$pera$ento e del nostro carattere.# potre ero darsi delle rappresenta!ioni si$patic"e -in (uanto con essa co$pati ili. e delle rappresenta!ioni antipatic"e -in (uanto con essa inco$pati ili.. La nostra ordinaria e spontanea conce!ione del $ondo esposta dun(ue al risc"io di essere so''ettiva -(uale espressione della nostra personale natura. e non o''ettiva -(uale espressione del $ondo stesso.. En altre parole# esposta al risc"io di essere $era opinione -doOa. e non scien!a -epist:me.. Bn ogni caso! Steiner! dopo averci ricordato c"e la situazione esposta 6appare storicamente nel contrasto fra la concezione unitaria dell-universo o monismo e la teoria di due mondi o dualismo! dice= 6<essuna delle due concezioni pu? soddisfare perc"H nessuna delle due corrisponde interamente ai fatti 0p.894. Dell?intero feno$eno# il $onis$o riesce infatti a co'liere e affer$are la sola realt+ dell?uno -cio# del principio spirituale o $ateriale.# $entre il dualis$o riesce a co'liere e affer$are la sola realt+ del due -ossia# de'li opposti.. Lolendo# potre$$o anc"e dire c"e il dualista un pessi$ista rasse'natosi presto all?idea c"e il $ondo sia intrinseca$ente e irri$edia il$ente contraddittorio# $entre il $onista al contrario un otti$ista: un otti$ista al(uanto in'enuo e facilone# perA# poic"B non supera la dualit+# $a piuttosto la nega. $inora - dice Steiner - tale negazione si : tentato di realizzarla in tre modi diversi= ovvero! mediante due opposte reductio ad unum e mediante quella terza 24

via c"e va sotto il nome di 6parallelismo psico-fisico. Bn effetti! posta l*opposizione di 6soggetto-oggetto! il monista spiritualista tende a ridurre l-oggetto al soggetto! quello materialista a ridurre il soggetto all-oggetto! il terzo invece a cavarsi d-impaccio ricorrendo all-alibi di un presunto e originario 6parallelismo 0c"e non solo non risolve il dualismo! ma anzi lo riafferma4. questo proposito! in questo #izionario di psicologia 0del .++,4 : detto appunto c"e il problema del rapporto tra la 6mente e il 6corpo! viene impostato in termini 6dualistici dallo psicofisicalismo 0parallelismo4 e dall-interazionismoJ in termini 6monistici! dal materialismo! dall-idealismo soggettivo e dal fenomenalismo 0per il quale non 6esistono nH 6mente nH 6corpo! ma soltanto 6impressioni sensoriali e 6idee4J in termini di 6compromesso dal cosiddetto duplice aspettismo 0c"e vede nella 6mente e nel 6corpo solo due aspetti di un-unica realt sottostante4 e dall-epifenomenalismo 0c"e vede invece nella 6mente com-: detto testualmente - 6un-ombra non causale del mondo fisico4. ;-: comunque da osservare! tornando a Steiner! c"e le due 6soluzioni ottenute mediante la reductio ad unum 0quella materialistica e quella spiritualistica4 si rivelano vieppi5 illusorie se si : in grado di realizzare 0grazie all-occ"io scaltrito dello psicoanalista4 c"e quello dei due termini c"e si credeva di aver annullato lo si : invece! in un caso! inconsciamente introiettato 0ossia portato dall-esterno all-interno4 e! nell-altro! inconsciamente proiettato 0ossia portato dall-interno all-esterno4. Bl monista spiritualista 0c"e nega scientemente la realt dell-oggetto4 non fa infatti c"e introiettare inconsciamente l-oggetto 0nel soggetto4! mentre il monista materialista 0c"e nega scientemente la realt del soggetto4 non fa c"e proiettare inconsciamente il soggetto 0sull-oggetto4. La conce!ione $aterialistica 0 dice appunto Steiner 0 non puA risolvere il pro le$a# $a solo spostarlo -p.56.. ;a (uali risc"i co$portano# sul piano psicolo'ico# opera!ioni del 'enereJ /er dirla in $odo piuttosto radicale# il $onista spiritualista# avendo introiettato l?o''etto# corre il risc"io di sviluppare un delirio di poten!a o uno stato $aniacale# $entre il $onista $aterialista# avendo proiettato il so''etto# corre il risc"io di sviluppare un delirio di i$poten!a o uno stato depressivo. :ic"te# ad ese$pio# fautore di un idealis$o assoluto# e il pi) spinto 0 a detta di Steiner 0 de'li spiritualisti# tenta 0 se$pre nelle parole di Steiner 0 di dedurre dall?io l?intero edificio del $ondo -U. sen!a alcun contenuto di esperien!a -p.58.. El $ondo $ateriale non puA essere perA a olito. L?Eo# infatti# puA incontrare il $ondo solo per $e!!o del corpo. Se vuole vedere una cosa deve farlo con 'li occ"i e se vuole toccarla deve usare le $ani. L?Eo# (uale entit+ spirituale# "a dun(ue accesso al $ondo $ateriale non in $odo diretto o i$$ediato# ensI in $odo indiretto e $ediato -dal corpo.. Gutti (uelli c"e# avendo introiettato l?o''etto# ne'ano la realt+ del corpo o della $ateria# affer$ano (uindi la realt+ spirituale dell?Eo# $a finiscono per c"iuderla o i$pri'ionarla in sB stessa. Un si$ile $onista idealista 0 osserva appunto Steiner 0 viene o li'ato a ri$anere# con la sua conce!ione del $ondo# co$e incatenato entro l?a$ ito dell?attivit+ dell?io stesso -p.58.. >utti quelli c"e! di contro! si dicono convinti c"e l-uomo non sia altro c"e un 6animale intelligente! o una specie di complicatissimo e raffinato robot! e c"e negano perci?! con l-Bo! ogni sua libera volont! sono affetti da un 6delirio d-impotenza. ;ostoro! infatti! convinti come sono c"e sia il cervello a pensare e a volere! altro non fanno c"e proiettare il soggetto sull-oggetto 0l-Bo sul non-Bo4! esaltando cos7 la realt materiale del secondo e mortificando quella spirituale del primo. nzic"H dire! ad esempio= 6Bo penso c"e il cervello pensi! il monista materialista dice= 6Bl cervello pensa. ;ome vedete! da questa seconda affermazione : stato escluso l-6io penso= ovvero! : stato escluso lo spirito. #-altro canto! per elaborare una concezione del mondo materialistica ci si deve necessariamente servire dello spirito. Bl paradosso : c"e ci si serve dello spirito per negare lo spirito. 1 non : forse questo il colmo dell-autoincoscienzaI 25

)enso c"e conosciate tutti la storiella di quella bottiglia mezza piena e mezza vuota c"e appare! all-ottimista! soltanto mezza piena e! al pessimista! soltanto mezza vuota. 1bbene! tale storiella pu? risultare! in questo contesto! davvero illuminante. )er quale ragione! infatti! l-ottimista giudica la bottiglia mezza piena e il pessimista mezza vuotaI )erc"H - come sostiene $reud - la rappresentazione della bottiglia mezza vuota : 6incompatibile con il carattere dell-ottimista e quella della bottiglia mezza piena : 6incompatibile con quello del pessimista. Bn questi casi - come si vede - : appunto il carattere 0la psic"H o il corpo astrale4! e non l-Bo a formulare il giudizio. Un simile giudizio risulta perci? unilaterale in quanto psic"icamente condizionato. Ca comunque osservato c"e sarebbe una vera fortuna se cose del genere capitassero una volta ogni tanto e soltanto con le bottiglie. )urtroppo! capitano invece tutti i giorni e condizionano pesantemente il nostro rapporto con la realt. Si pensi! ad esempio! al celebre test di Rorsc"ac". ;i viene mostrata una tavola con una macc"ia 0pi5 o meno colorata4 e ci viene c"iesto di giudicarla= ci viene c"iesto di dire! cio:! quel c"e secondo noi rappresenta. Bl bello : c"e se noi rispondessimo= 6Si tratta della macc"ia di una delle dieci tavole del test elaborato dallo psic"iatra svizzero &ermann Rorsc"ac"! vissuto tra il .//E e il .+88! il test stesso verrebbe di colpo vanificato. 1sso non prevede infatti delle risposte oggettive! bens7 soggettive. 1 sapete perc"HI )erc"H! se conoscendo 0spiritualmente4 si apprende l-oggetto mediante il soggetto! opinando 0psic"icamente4 si apprende invece il soggetto mediante l-oggetto. Se (uesto ci c"iaro# ci sar+ c"iaro allora il perc"B la vera conoscen!a sia una lotta# una crescita# una $atura!ione e# in definitiva# un? ascesi. Se vuole davvero superare o vincere sB stesso# l?uo$o $oderno non "a infatti iso'no di indossare il cilicio o di $ortificare 0 co$e si suol dire 0 la carne# ensI "a iso'no di se'uire una via della conoscen!a c"e 'li consenta# per a$ore della verit+ e del $ondo# di trascendere l?e'oistica sfera delle proprie opinioni o dei propri punti di vista: c"e 'li consenta# ossia# di ricercare spiritualmente lo spirito. K proprio (uesta# di fatto# una delle $a''iori difficolt+. *d ese$pio# coloro c"e praticano lo spiritis$o o c"e si servono in un $odo o nell?altro di un medium# ricercano# sI# lo spirito# $a lo ricercano sensibilmente o materialmente: si attendono# vale a dire# c"e le sue $anifesta!ioni siano visi ili a'li occ"i o udi ili alle orecc"ie. Quelli c"e si danno invece -pi) no il$ente. alla $istica ricercano lo spirito# $a# confondendolo con l?ani$a# lo ricercano in $odo prevalente$ente sognante e sentimentale. >i viene (ui offerto# peraltro# un valido ese$pio di (uanto sia i$portante il come allorc"B si vo'lia risalire al c"i. Se ci decidessi$o infatti a non parlare pi) 0 co$e fa l?idealis$o 0 in $odo 'enerico di spirito# $a co$inciassi$o a discernere tra le $olteplici e diverse entit+ spirituali# presto ci accor'ere$$o di c"i vera$ente ispiri il come dello spiritista e di c"i vera$ente ispiri il come del $istico. L?idealis$o 0 dice in proposito Steiner 0 non riesce a cercare un mondo spirituale attraverso il $ondo delle idee# $a lo vede nel $ondo stesso delle idee -p.58.. >o$e vero# del resto# c"e l?al ero si 'iudica dai frutti# cosI vero c"e i frutti si 'iudicano dall?al ero poic"B# contenendone i se$i# sono in 'rado di svelarne l?ori'ine. Gornando a noi# dicia$o dun(ue c"e lo spirito c"iede di essere ricercato an!itutto spiritual$ente: il c"e si'nifica# $ediante il pensiero e in uno stato di piena consapevole!!a. /er far (uesto# occorre perA vincere tutto ciA c"e# in noi# non solo si rifiuta di acco'liere la realt+ dell?o''etto o dell?altro# $a tende addirittura a prevaricarla o stru$entali!!arla. ;i siamo prevalentemente occupati! fin qui! del monismo spiritualista e di quello materialista. )rima di andare avanti! diciamo perci? due parole sui monisti 6fenomenalisti! sui dualisti 6psicofisicalisti e 6interazionisti e sui seguaci del 6duplice aspettismo e dell-6epifenomenalismo. >utti costoro altro non fanno! in verit! c"e ricorrere! seppure in modi diversi! a degli esorcismi verbali 0pi5 o meno raffinati4! al solo scopo di aggirare il problema o di lavarsene agnosticamente le mani. )ossiamo essere certi c"e #ante non avrebbe avuto alcuna esitazione a collocarli tutt-insieme nel girone degli 6ignavi. Si tratta! d-altronde! di atteggiamenti 6sincretistici tipici! per lo pi5! dei periodi di 26

decadenza o d-involuzione culturale! durante i quali! venendo meno le genuine tensioni spirituali! ci si affretta a realizzare! in nome degli interessi materiali! ogni tipo di accomodamento o di compromesso. =iacc"B la li ert+ vita o movimento# siffatti atte''ia$enti testi$oniano peraltro di un i$pi'ri$ento e di un avvili$ento delle for!e dell?ani$a. K noto# ad ese$pio# c"e l?artrosi# l?artrite o i reu$atis$i sono patolo'ie del $ovi$ento fisico. , ene# i$$a'inate c"e esista pure una patolo'ia del $ovi$ento dell?Eo nell?ani$a# in 'rado di renderci# a nostra insaputa# ani$ica$ente paretici co$e i due prota'onisti della storiella della otti'lia. ,? co$e se l?Eo dell?otti$ista# identificatosi con l?otti$is$o# dicesse infatti: Sono otti$ista# dun(ue sono# e li$itasse perciA il proprio $ovi$ento entro i confini di un unico distretto ani$ico. Ove avesse detto invece: Eo sono# dun(ue posso essere sia otti$ista c"e pessi$ista# il suo $ovi$ento sare e stato pi) a$pio e il suo ori!!onte ani$ico pi) esteso. )ensate c"e Steiner! nel suo )ensiero umano e pensiero cosmico! ci presenta un cerc"io zodiacale i cui dodici segni corrispondono ad altrettante 6ideologie o concezioni del mondo 0ad esempio! il ;ancro al 6materialismo! la Pilancia al 6realismo! lo Scorpione allo 6spiritualismo e l- riete all-6idealismo4 e poi dice= 6Bl mondo non si pu? considerare dal punto di vista unilaterale di una concezione del mondo! di un pensieroJ bens7 il mondo si rivela soltanto a c"i sa c"e bisogna girare attorno ad esso. )roprio come il SoleL. Rieccoci dunque al movimento= ovvero! al movimento di un Bo c"e in tanto : libero! come il Sole! di 6girare in quanto non si identifica con nessuno dei dodici distretti animici o con nessuna delle dodici costellazioni o 6ideologie c"e attraversa. )urtroppo! l-io abituale : invece un Bo identificato e! per ci? stesso! paretico. ;olui c"e si dice 6materialista si identifica infatti! quale Bo! col materialismo! cos7 come colui c"e si dice 6idealista si identifica invece con l-idealismo. Guel c"-: pi5 preoccupante! tuttavia! : c"e l-ideologia zodiacalmente opposta a quella con la quale ci si : identificati viene vissuta come una ideologia minacciosa od ostile. Se ci siamo identificati magari con l-idealismo 0con l- riete4 ecco allora c"e il materialismo 0il ;ancro4 diverr nostro nemico. <on gi - si badi - perc"H minacci d-infirmare il nostro idealismo! bens7 perc": minaccia d-infirmare la nostra identit 0vale a dire quell-Bo c"e! con l-idealismo! si : identificato4. M cos7! del resto! c"e nascono il dogmatismo! il fanatismo e l-intolleranza= ovvero! i peggiori nemici dello spirito scientifico. Correi ricordare! al riguardo! c"e la differenza tra la 6filosofia e la 6scienza : anzitutto una differenza qualitativa. <ell-anima razionale o affettiva : infatti attivo! in primo luogo! il sentire nel pensare. M per questo c"e la sensibilit del filosofo 0c"iuso magari nella sua stanza e attento a evitare c"e nel suo sistema vi siano delle contraddizioni4 somiglia molto a quella 6estetica del musicista! attento a evitare c"e nella sua composizione vi siano delle stonature. La logica! d-altronde! si fonda appunto sul sentire nel pensare. <on : cos7 per lo scienziato. Guesti spalanca infatti le finestre della sua stanza proprio perc"H vi penetrino tutti quegli stimoli esterni c"e! per il filosofo! sono invece di disturbo. Bn questo caso! dunque! : soprattutto attivo il volere nel pensare= ossia! : attiva una forza c"e spinge il pensare verso la percezione del mondo e delle cose. Lo scienziato si preoccupa! non pi5 di elaborare dei sistemi concettuali logici e coerenti! bens7 di penetrare i fenomeni del mondo per scoprire le leggi c"e li governano. ;ome vedete! tra le due attitudini! c-: davvero una grossa differenza qualitativa. Colendo ancora una volta far uso della terminologia freudiana 0di quella - per la precisione - con cui $reud distingue le attivit della libido4! potremmo dire c"e il pensare del filosofo : 6narcisistico! mentre quello dello scienziato : 6oggettuale. Bn effetti! la filosofia non serve a conoscere noi stessi o il mondo! ma serve all-Bo per sviluppare e affinare il pensiero! e per prepararsi cos7! sul terreno dell-esperienza! all-incontro con il non-Bo. Se la filosofia corrisponde dunque all-6allenamento 0in vista della gara4! la scienza corrisponde invece alla 6gara.

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$inisce il secondo capitolo comincia il terzo EN incontro - 88 ottobre .++/


Stasera! vorrei cominciare con l-osservare il modo in cui si va dipanando quella c"e abbiamo c"iamato la 6logica interna del testo. bbiamo visto! nel primo capitolo! c"e Steiner ci propone di distinguere i motivi coscienti dell-azione da quelli incoscienti. >ale incipit : significativo poic"H implica il riconoscimento della realt di due sfere= quella del conscio e quella dell-inconscio. 1bbene! basterebbe questo a dimostrare l-assoluta modernit di quest-opera. Bn ogni caso! il dualismo di 6conscio-inconscio non : c"e l-embrione di tutti quelli c"e si presentano! nel secondo capitolo! nella forma pi5 tradizionale di 6spiritomateria! 6soggetto-oggetto o 6pensiero-fenomeno. Bn questo capitolo! si esplicita dunque in forma speculativa quanto : gi presente nel primo in quella veste c"e abbiamo definito 6logodinamica. @razie a questa osservazione viene quindi alla luce un sottile elemento di continuit. 2a : appunto la continuit a caratterizzare il processo vitale della metamorfosi. )arliamo infatti di metamorfosi tutte le volte c"e un elemento! in sH duraturo! si svolge senza soluzione di continuit nel tempo! manifestandosi in forme diverse e successive nello spazio= in forme c"e "anno la peculiarit di svilupparsi non solo l-una dopo l-altra! ma anc"e! e in primo luogo! l-una dall-altra o l-una attraverso l-altra. La polarit c"e abbiamo precedentemente incontrato nella veste di 6conscioinconscio si : ora dunque metamorfosata in quella di 6spirito-materia. M muovendo da quest-ultima c"e Steiner - come abbiamo visto - passa in rassegna le diverse soluzioni c"e vorrebbero dare al problema i monisti idealisti o spiritualisti! i monisti materialisti e i cosiddetti 6psicofisicalisti. )er quanto riguarda i primi due! abbiamo osservato c"e 6come non : possibile al materialista di abolire lo spirito! - sono queste le parole di Steiner - cos7 non : possibile allo spiritualista di abolire il mondo esterno materiale 0p.8Q4. La soluzione dei terzi 0e degli altri c"e abbiamo citato4 l-abbiamo invece definita 6pilatesca poic"H tesa pi5 ad aggirare il problema c"e non a risolverlo. La coniunctio! la coincidentia o la sintesi degli opposti : cosa ben diversa da un compromesso tra gli stessiJ una vera sintesi! infatti! s-invera sempre in una terza e superiore realt= ovvero! in quella realt c"e come principio 0o essere4 viene prima degli opposti! e c"e come fine 0o spirito4 viene viceversa dopo di essi. /ossia$o ricordare# a (uesto proposito# c"e una delle principali differen!e fra la teoria freudiana e (uella Cun'"iana ri'uarda proprio la conce!ione dell?inconscio. /er :reud# infatti# viene pri$a il conscio dal (uale# per effetto della ri$o!ione# si 28

sviluppa poi l?inconscio. /er Nun'# invece# viene pri$a l?inconscio dal (uale# per effetto di una differen!ia!ione evolutiva# si sviluppa poi il conscio. Hon credo sia difficile riconoscere co$e (uesta seconda teoria corrisponda $a''ior$ente alla realt+. El neonato vive infatti in un prevalente stato d?incoscien!a: per lo pi) dor$e e interro$pe il suo sonno solo in (uei revi lassi di te$po c"e 'li occorrono per nutrirsi. Soltanto dopo (ualc"e te$po si accende in lui il lu$e della coscien!a e# ancora pi) tardi# (uello dell?autocoscien!a. *ll?accendersi della coscien!a dell?Eo si acco$pa'na perA 0 secondo (uanto a ia$o detto 0 (uello della coscien!a del non0Eo. *l ri'uardo# /as(uale =alluppi# un filosofo italiano -188701396. caduto nel di$enticatoio pi) ancora dei suoi conte$poranei =io erti e Ros$ini# nel suo Saggio filosofico sulla critica della conoscenza -in sei volu$i.# si c"iede: /er (uali $e!!i noi arrivia$o alla conoscen!a di un fuor di noiJ. * tale do$anda# in un reve scritto dedicato a (uest?opera# "o cosI risposto: arrivia$o alla conoscen!a di un $ondo c"e fuor di noi unica$ente perc"B noi sia$o fuori del mondo. >iA vero 0 s?intende 0 solo per (uanto ri'uarda la testa. ;a nella testa c? il cervello# e (uindi il centro dell?attivit+ neuro0sensoriale c"e presiede all?ordinaria conoscen!a. K (uesto# invero# uno dei pi) i$portanti e celati aspetti dell?or'ani!!a!ione u$ana. >on una parte di sB -con (uella rit$ica le'ata al sentire e con (uella $eta olica le'ata al volere. l?uo$o ancora unito alla natura vivente# $a con un?altra parte di sB -con (uella corticale le'ata al pensare. ne s'usciato fuori deponendone il cadavere -la neocorteccia.. El vero pro le$a perciA (uello di capire (uale rela!ione vi sia tra lo spirito -o il pensiero astratto. c"e si portato fuori dalla natura e lo spirito -o il pensiero vivente. c"e# continuando ad a'ire all?interno della stessa# si presenta ai sensi (uale i$$ediata realt+ sensi ile. Lo spirito -o il pensiero. infatti presente e attivo nel $ondo $inerale# nel $ondo ve'etale e in (uello ani$ale. >o$e faccia$o a saperloJ >i asta osservare una (ualun(ue le''e della natura. En sB# cos? infatti una le''eJ Hient?altro c"e pensiero: pensiero c"e# dando for$a alle for!e# 'overna i feno$eni e le sostan!e naturali. *llorc"B inda'"ia$o le le''i della natura# non faccia$o dun(ue c"e ricercare il pensiero c"e se'reta$ente la diri'e. /roprio o''i# peraltro# un a$ico $i "a se'nalato un articolo di un (uotidiano in cui si sostiene c"e 'li ani$ali pensano# e c"e il loro pensiero non 'ranc"B diverso dal nostro. El pro le$a non sta perA nel sapere se 'li ani$ali pensino o non pensino# (uanto piuttosto nel sapere se dispon'ano o $eno della facolt+ di pensare il pensiero. >o$e si fa# infatti# a non rendersi conto c"e non c? un solo ani$ale al $ondo c"e# $essosi a riflettere sul proprio pensiero# a ia poi scritto un articolo per sostenere c"e il pensiero u$ano non 'ranc"B diverso dal suoJ Sc"er!i a parte# so ene c"e (ualc"e ani$a ella -$a in verit+ rutta. potre e risponder$i c"e un tale ani$ale c? ed appunto l?uo$o. Groppo se$plice. Se l?uo$o puA pensare il pensiero in quanto : un animale# ci si dovre e infatti spie'are il perc"B 'li altri ani$ali non lo faccianoD se l?uo$o puA pensare il pensiero nonostante sia un animale # ci si dovre e invece spie'are in virt) di (uale facolt+ 'li riesca di fare (uello c"e 'li altri ani$ali non fanno. En realt+# l?uo$o riesce a pensare il pensiero solo perc"B : uno spirito -un Eo. c"e "a in sB# (uali suoi inferiori arti costitutivi# l?ani$ale -l?astrale.# il ve'etale -l?eterico. e il $inerale -il fisico.. Dice Steiner: >i sia$o# vero# distaccati dalla natura# $a (ualcosa di lei do ia$o pure averlo preso con noi# nel nostro proprio essere. Do ia$o scoprire (uesto (ualcosa# e ritrovere$o allora anc"e l?antico nesso -pp.53052.. 1bbene! abbiamo gi visto c"e tale distacco dalla natura avviene nella sfera della testa o! pi5 precisamente! in quella della neocorteccia! e c"e ci? c"e della natura abbiamo 6preso con noi vive invece nella sfera mediana o dei ritmi 0respiratorio e circolatorio4 e! soprattutto! in quella vegetativa 0detta - da Steiner 6metabolica e degli arti4. #iciamo 6soprattutto perc"H nella sede superiore siamo sempre fuori dalla natura! in quella inferiore siamo sempre dentro la natura! mentre in quella mediana ne siamo alternativamente o ritmicamente dentro e fuori 0dentro nella fase di inalazione e fuori in quella di esalazione4. Spero vi rendiate conto c"e# cosI facendo# non solo ci lascia$o alle spalle la filosofia per fare il nostro in'resso nell?antroposofia# $a c"e# $uovendo 29

dall?antroposofia# ci inoltria$o di fatto nella fisiolo'ia: non nella fisiolo'ia ordinaria# certa$ente# ensI nella fisiolo'ia occulta. Solo (uesta strada puA in effetti condurci a una vera solu!ione dei pro le$i. ;a la vera solu!ione non in fondo c"e l?uo$o stesso. >iA si'nifica c"e (uella sintesi# (uel nesso o (uei rapporti c"e andia$o ricercando sono 'i+ presenti e attivi nella vivente realt+ dell?uo$o. En (uanto ed esiste# l?uo$o dun(ue una solu!ione vivente# $a# co$e tale# ancora sconosciuta. /er trovare la solu!ione iso'na perciA trovare l?uo$o e per trovare l?uo$o iso'na trovare la solu!ione. &o 'i+ ricordato# in uno dei nostri precedenti incontri# la fi'ura di /ilato c"e c"iede al >risto cosa sia la verit+. ;a la verit+ 0 lo a ia$o detto 0 non una cosa nB tanto$eno un?infor$a!ione o 0 co$e sottolinea Scali'ero 0 una noti!ia. ,ssa non si apprende infatti con il solo intelletto# cosI co$e si apprende# si re'istra o si $e$ori!!a un (ualsiasi dato. Dice il >risto: Eo sono la via# la verit+ e la vita. Si puA perciA essere la verit+# $a non avere la verit+. Guttavia# essere la verit+ si'nifica divenire la verit+. Si tratta dun(ue di un processo di trasfor$a!ione o di rinascita spirituale c"e ci coinvol'e intera$ente. So ene c"e ciA puA fare paura in (uanto sia$o a ituati unica$ente ad apprendere o a sapere e# per far (uesto# non avvertia$o alcuna necessit+ di $odificare noi stessi. En realt+# sia$o an!itutto noi a dover divenire veri. Difatti# se noi entria$o nella verit+# la verit+ entra in noi e# trasfor$andoci# ci rende uomini. Si ten'a presente c"e# nella sfera della natura# non ci sono uo$ini# ensI solo individui di sesso $asc"ile o fe$$inile. Hon si nasce uo$ini# $a lo si diventa. , diventare uo$ini si'nifica diventare la verit+. Hoi 0 dice ancora Steiner 0 non fare$o discussioni sulla reciproca a!ione fra natura e spirito# $a scendere$o nel profondo del nostro essere per trovarvi (ue'li ele$enti c"e# nella nostra fu'a dalla natura# a ia$o portato con noi -p.52.. /oic"B# perA# 'li ele$enti c"e a ia$o portato con noi sono# dal punto di vista ani$ico# il sentire su cosciente e il volere incosciente# scendere 0 co$e si ripropone Steiner 0 nel profondo si'nifica allora scendere nella sfera della vita su cosciente -o di so'no. e in (uella incosciente -o di sonno.. La nostra strada 0 dice se$pre Steiner 0 cosI 'i+ tracciata. 1cco riemergere qui la valenza squisitamente moderna della 6nostra strada. ;"i ritiene c"e l-antroposofia sia una 6fede e c"e noi si sia dei 6credenti! si sbaglia di grosso. 1ssere oggi in sintonia con il vero 6Spirito del tempo non significa infatti continuare a impostare le cose nei logori termini del 6credere o del 6non credere! bens7 in quelli moderni dell-6essere coscienti o del 6non essere coscienti e! innanzitutto! dell-essere coscienti di sH o del non esserlo. L-autocoscienza accende i suoi primi e incerti barlumi nell-istante stesso in cui si avvia lo sviluppo dell-anima cosciente 0nel DC secolo4 e consegue una sua prima maturazione nel DCBB secolo! soprattutto per merito di ;artesio e del suo celebre cogito. ;"e tale maturazione non rappresenti c"e un primo e basale stadio del processo di sviluppo della coscienza dell-Bo 0grosso modo equivalente a quello c"e gli individui conseguono al termine della cosiddetta 6et evolutiva4 viene messo in luce da Steiner con una considerazione molto semplice! ma rivelatrice. 6)enso! dunque sono! dice ;artesio. Bo per? penso - osserva Steiner - durante lo stato di veglia e non penso durante quello di sonno. Se fosse vero! quindi! c"e 6sono in quanto 6penso! sarebbe vero allora c"e cesso di 6essere nel momento stesso in cui! durante il sonno! cesso di pensare. Bl c"e contrasta palesemente con l-esperienza. $atto si : - possiamo aggiungere - c"e ;artesio non distingue 0come del resto fanno i pi54 l-6Bo dalla 6coscienza dell-Bo. Cegliando e cogitando non si acquisisce infatti l-Bo! bens7 la coscienza dell-Bo! cos7 come! dormendo e non cogitando non si smarrisce l-Bo! bens7 la sua coscienza. Colendo! si potrebbe anc"e osservare c"e l-Bo! in realt! : uno e trino poic"H si articola! s7! nel pensare 0cosciente4! nel sentire 0subcosciente4 e nel volere 0incosciente4! ma non smarrisce mai! al contempo! la propria realt unitaria. #i questa complessa e profonda realt dell-Bo sono! ciascuno di noi coglie! in virt5 dell-ordinario stato di veglia! il primo aspetto! ma rimane ignaro degli altri due= ne rimane ignaro! per?! nella medesima misura in cui il pensiero riflesso o astratto rimane ignaro della propria vita! della propria luce e del proprio calore. Bl pensiero c"e sappia 30

ritrovare! al di l del non-essere della sua immagine riflessa 0dall-organo cerebrale4! la propria e viva realt spirituale! comincia infatti a varcare! per ci? stesso! la soglia c"e normalmente lo separa dalla vita del sentire e del volere e ad acquisire cos7 consapevolezza di quanto altrimenti giace nelle profondit del subcoscio e dell-inconscio. 1 in tali profondit - come abbiamo visto - giace anzitutto quella 6forza dell-Bo c"e! nell-ordinaria coscienza riflessa! ci si d unicamente quale spenta immagine o 6forma. L-evoluzione della coscienza dobbiamo cominciare dunque a pensarla in termini 6intensivi e non soltanto 6estensivi= ovvero! in c"iave 6verticale o 6qualitativa! e non soltanto 6orizzontale o 6quantitativa. Se vogliamo c"e la scienza dello spirito sia davvero una 6scienza 0scaturente dallo stesso 6spirito c"e 6anima le scienze naturali4 dobbiamo quindi sforzarci di non soggiacere all-abitudine di impostare le cose in modo astrattamente razionale. La scienza procede infatti per mezzo dell-osservazione e del pensiero= in una parola! dell-esperienza. 1 come le scienze della natura "anno per oggetto la sfera dell-esperienza sensibile! cos7 la scienza dello spirito "a per oggetto la sfera dell-esperienza animico-spiritualeJ e se pure : un medesimo spirito ad animare entrambe! i loro metodi saranno diversi poic"H diversi sono i loro campi d-indagine. Sia$o cosI arrivati alla fine del capitolo c"e Steiner 0 co$e vedete 0 c"iude con (ueste parole: Quel c"e $?i$porta non il $odo in cui la scien!a "a finora interpretato la coscien!a# ensI co$e la coscien!a vive la sua vita speri$entando sB stessa# un?ora dopo l?altra -p.52.. Un siffatto modo di procedere potrebbe in qualc"e modo ricordare quello della 6fenomenologia di &usserl. Steiner c-invita infatti a muovere dalla pura osservazione del fenomeno e a realizzare! 6mettendo tra parentesi il mondo! un interiore distacco 0epoc"H4 da qualsivoglia presupposto di ordine teoretico. Cedremo appunto c"e Steiner ci esorter! nel prossimo capitolo! a compiere una particolarissima osservazione= una osservazione - dir - c"-: 6la pi5 straordinariamente importante di quante l-uomo possa farne. #etto questo! e visto c"e abbiamo ancora un po- di tempo! direi di cominciare subito il terzo capitolo.

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.er)o capitolo
<el primo capitolo ci : stato presentato il dualismo di 6conscio-inconscio= dualismo c"e si : poi mutato! nel secondo! in quelli di 6spirito-materia! 6soggetto-oggetto e 6pensiero-fenomeno. 1bbene! c"e cosa avviene adessoI )er capirlo! basta osservare il titolo di questo capitolo= Bl pensiero al servizio della comprensione del mondo. desso ci accingiamo dunque a esaminare in modo approfondito il primo dei due termini del dualismo 0rinviando l-altro al prossimo capitolo4. ;-: comunque da notare c"e mentre il primo! dopo essersi sviluppato nella sequenza 6conscio-spirito-soggetto! : gi approdato - come abbiamo visto - al 6pensiero! il secondo! dopo essersi sviluppato nella sequenza 6inconsciomateria-oggetto-fenomeno! approda solo a questo punto alla 6percezione 0il quarto capitolo : infatti intitolato= Bl mondo come percezione4. Bl dualismo iniziale : dunque pervenuto! mediante metamorfosi! alla sua forma finale= ovvero! al dualismo di 6pensiero-percezione o! per meglio dire! di 6pensare-percepire. M doveroso sottolineare c"e tale esito : specialmente fecondo poic"H ognuno pu? 32

rendere pi5 facilmente oggetto della propria osservazione le concrete attivit del pensare e del percepire c"e non le astratte rappresentazioni dello spirito e della materia o del soggetto e dell-oggetto. Guelle del pensare e del percepire sono infatti attivit c"e svolgiamo dalla mattina alla sera! ma nelle quali raramente scopriamo di essere totalmente inseriti. M appunto questo c"e veniamo esortati a scoprire! cominciando ovviamente con l-osservare il pensare. #obbiamo renderci conto! anzitutto! c"e noi esercitiamo la nostra attivit pensante in modo del tutto naturale e! per ci? stesso! incosciente. Bl paradosso! dunque! : c"e siamo di norma incoscientemente pensanti= c"e siamo ignari! ossia! del modo in cui funziona il nostro pensare! di quale sia la vera natura delle forze in gioco! o di quali siano i rapporti dinamici c"e intercorrono tra il concetto! il giudizio e la rappresentazione. Bn effetti! soltanto essendo capaci di osservare e padroneggiare il pensare si pu? sperare di trasformare la coscienza naturale in coscienza spirituale. Guest-ultima! infatti! altro non : c"e la 6coscienza della coscienza naturale. #el percepire si pu? dire quasi la stessa cosa. ;-: per? da considerare c"e! se quello del pensare : un grande mistero! quello del percepire lo : ancora di pi5. <on a caso Scaligero! ne La logica contro l-uomo! gli "a dedicato un intero capitolo 0intitolato= Cerso una nuova scienza della percezione4. <on solo! ma! nei suoi 2anuale pratico della meditazione e >ecnic"e della concentrazione interiore! "a proposto! tra gli altri! anc"e l-esercizio del 6percepire puro 0l-unica cosa - mi disse una volta - c"e si era permesso di aggiungere alle indicazioni pratic"e fornite da Steiner4. Gornia$o co$un(ue al pensare# poic"B (uesto il te$a del presente capitolo. Hotia$o dun(ue c"e# osservando il $ondo# noi ci li$itia$o se$plice$ente a re'istrare dei dati. E feno$eni si danno# $a speri$entia$o c"e# se non sia$o noi a $ettere in $ovi$ento il pensare# con i feno$eni non si danno i relativi concetti. >onoscete forse (ualcuno c"e# vedendo per la pri$a volta un trian'olo rettan'olo# a ia si$ultanea$ente pensato il teore$a di /ita'oraJ /er la verit+# ci sono persone c"e non riescono a pensarlo ne$$eno dopo anni. /er sviluppare la capacit+ di $uovere il pensiero sul piano della pura concettualit+ occorre invero essere attivi e faticare -dice in proposito =oet"e: El puro 'uardare un o''etto non ci per$ette di pro'redire. O'ni vedere trapassa in osservare# o'ni osservare in riflettere# o'ni riflettere in colle'are# cosicc"B si puA dire c"e noi teori!!ia$o ad o'ni attento s'uardo sul $ondo.. La nostra conoscen!a si co$pone dun(ue di due parti: di una c"e s?i$pone# e c"e 'uada'na$o perciA sen!a sfor!o# e di un?altra c"e viene viceversa posta# e c"e ottenia$o solo in virt) della nostra ini!iativa. Se dor$issi$o# anc"e la pri$a parte# ovvia$ente# non s?i$porre e. Qui perA presupponia$o un uo$o sve'lio e capace di (uel tanto di atten!ione di cui a iso'nano 'li sti$oli per varcare le nor$ali so'lie percettive. Stando cosI le cose# dun(ue lecito supporre c"e la pri$a di (ueste due parti si asi su un?attivit+ diversa da (uella su cui si asa la seconda. ;a in virt) di (uest?ulti$a c"e ottenia$o la spie'a!ione dei fatti o dei feno$eni. Li una differen!a profondissi$a 0 dice infatti Steiner 0 fra le reciproc"e rela!ioni c"e "anno# per $e# le varie parti di un feno$eno pri$a c"e io a ia scoperto i corrispondenti concetti# e dopo. La se$plice osserva!ione puA se'uire le parti di un dato processo nel suo svol'i$entoD $a il loro nesso ri$ane oscuro finc"B non ven'ono in aiuto i concetti -p.<1.. Bn effetti! 6seguire le parti di un dato processo nel suo svolgimento significa seguire! nel tempo! una mera successione di fenomeni= ovvero! prendere atto di una loro relazione cronologica! ma non ancora di una loro relazione causale o qualitativa. #ati! ad esempio! i fenomeni e P! la prima relazione mi dice! s7! c"e si d prima di P e c"e P si d dopo ! ma non mi dice ancora se P si dia necessariamente per mezzo di ! se sia perci? la causa e P l-effetto. M vero! dunque! c"e per istituire un nesso temporale tra i fenomeni gi si ric"iede l-intervento del pensiero! ma : pur vero c"e tale nesso non : ancora sufficiente a ottenere una loro spiegazione. Rimanendo sul piano cronologico! potremmo infatti registrare o catalogare i fenomeni! ma mai potremmo individuare le leggi c"e! sul piano qualitativo! stabiliscono e governano i loro reciproci rapporti. $atto si : c"e noi muoviamo! normalmente! da una condizione in cui il percepire e il pensare 33

fluiscono ininterrottamente l-uno nell-altro rendendo cos7 oltremodo arduo il compito di districarli. 1- soprattutto per questo c"e siamo abitualmente ignari della natura delle attivit o degli elementi c"e formano la nostra conoscenza. vremmo mai saputo! del resto! ove non l-avessimo artificialmente analizzata! c"e! per formare l-acqua! occorre unire due gas 0l-idrogeno e l-ossigeno4! e c"e occorre inoltre unirli secondo una ben determinata proporzione 0&8(4I (rbene! come ci siamo serviti dell-acqua anc"e prima di sapere c"e fosse composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno! cos7 ci siamo serviti del conoscere anc"e prima di sapere c"e fosse composto! secondo rapporti specifici! dal percepire e dal pensare. *nc"e il nostro conoscere deve essere dun(ue sottoposto a un procedi$ento di analisi: di analisi non c"i$ica# di certo# ensI pensante o critica. Soltanto colui c"e sa dividere 0 dice =oet"e 0 puA unire. ;a ciA non facile poic"B i caratteri astenici -neuro0sensoriali. sare ero pronti a $orire di sete pur di non sinteti!!are l?idro'eno e l?ossi'eno# $entre i caratteri stenici -$eta olici.# pur di non anali!!are l?ac(ua# sare ero $a'ari pronti a farsi venire una crisi. En ter$ini pi) seri# ciA vuol dire c"e# tra 'li innu$erevoli e(uili ri c"e l?uo$o c"ia$ato incessante$ente a creare e ricreare# c? anc"e (uello tra l?analisi e la sintesi# tra la divisione e l?unione o tra il $olteplice e l?uno. Difatti# colui c"e divide deve dividere (uel c"e pri$a era unito e colui c"e unisce deve unire (uel c"e pri$a era diviso. La cosa puA se$ rare forse ovvia# $a non cosI. *d ese$pio# il $eccanicista a$a dividere# $a non unire# $entre il $istico a$a unire# $a non dividere. La sintesi operata dai $onisti# per essere valida# non deve essere dun(ue frettolosa# ensI frutto di una previa e scrupolosa analisi. En o'ni caso# per tornare al pro le$a della spie'a!ione dei feno$eni# vorrei c"e riflettessi$o ancora sulla 'rande differen!a c"e c?# anc"e nella vita (uotidiana# tra l?atte''ia$ento c"e assu$ia$o nei confronti delle cose c"e conoscia$o ene e (uello c"e assu$ia$o nei confronti di (uelle c"e conoscia$o invece $eno o non conoscia$o affatto. Eo# per ese$pio -perdonate (uesto riferi$ento personale.# intendendo$i di pipe# $a assai $eno di orolo'i# conosco ene la differen!a c"e c? tra lo stato d?ani$o con il (uale $i puA capitare di portare a riparare una pipa e (uello con il (uale $i puA capitare di portare a riparare invece un orolo'io. En (uesto secondo caso# infatti# non essendo in 'rado di valutare la natura del danno# non so neanc"e valutare l?entit+ della spesa e sono perciA costretto a ri$etter$i intera$ente alla co$peten!a e all?onest+ dell?orolo'iaio. El seppur lieve disa'io c"e ciA co$porta del tutto assente# invece# (uando# portando ad a''iustare una pipa# so ene (uel c"e successo# (uel c"e iso'na fare per ripararla e la spesa cui andrA pro a il$ente incontro. En (uesto caso# $i sento pi) sicuro e (uindi a $io a'io. Ten capite c"e (uesti stati d?ani$o# dipendendo diretta$ente dal conoscere# si prestano a essere estesi al nostro intero rapporto col $ondo e con 'li altri. Lasciate$i dire# a (uesto proposito# c"e en poc"e cose $i appaiono pi) ridicole del senso di insicure!!a di cui parla la psicopatolo'ia. SuvviaO ;a su (uale senso di sicure!!a dovre e $ai contare un individuo c"e non sa darsi ra'ione del perc"B nato# del perc"B vive e del perc"B $orir+J Hon credo proprio di esa'erare dicendo c"e# stando cosI le cose# dovre e essere considerato nor$ale il senso di insicure!!a e non (uello di sicure!!a. D?altro canto# scopo pi) profondo della scien!a dello spirito (uello di renderci# nel senso pi) elevato# de'li uo$ini pratici e non dei velleitari o dei so'natori. En proposito# $i capita spesso di dire c"e si sta se$pre pi) avvicinando il 'iorno in cui# sen!a una scien!a dello spirito# non riuscire$o ne$$eno a cuocerci due uova al te'a$e. Difatti# se a una realt+ -del percepire. c"e # e se$pre stata# forte# continuere$o a contrapporre un pensiero c"e si va facendo se$pre pi) de ole# noi tutti# pri$a o poi# ci trasfor$ere$o in esseri incapaci di pensare tanto il $ondo c"e ci circonda (uanto 'li eventi o il destino c"e la storia ci c"ia$a ad affrontare.

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;ontinua il terzo capitolo 9N incontro - 8+ ottobre .++/


Stasera! prima di riprendere l-esame del terzo capitolo! vorrei di nuovo ric"iamare la vostra attenzione sul fatto c"e Steiner parla di 6osservazione e 6pensiero! o di 6percezione e 6pensiero! ma c-invita al tempo stesso a considerare l-6osservare e il 6pensare! o il 6percepire e il 6pensare= ci parla cio: di due 6cose! ma c-invita al contempo a considerare due 6attivit. L-uso del verbo! a differenza di quello del sostantivo! consente infatti di esprimere un-attivit! un processo o un movimento. 1 la prima caratteristica de La filosofia della libert : quella di prendere le mosse appunto da un verbo 0dal pensare4! e non da un sostantivo 0da un pensato4. ;"i conosce l-opera di Scaligero di certo ricorder quanto spesso vi si trovi indicato il 6movimento predialettico del pensiero. 2a questo 6movimento predialettico altro non : c"e la vita stessa del pensiero= del pensiero! ossia! quale puro movimento! svolgimento o processo 0eterico4. Bn effetti! il pensato 0la rappresentazione4 si forma dal pensare cos7 come il 6solido si forma dal 6liquido= cos7 come il g"iaccio! ad esempio! si forma dall-acqua. ;os-: infatti il g"iaccioI M acqua allo stato solido. 1 cos-: invece l-acquaI M 35

g"iaccio allo stato liquido. >ra il g"iaccio e l-acqua sussiste dunque la stessa differenza di stato c"e sussiste tra il pensato e il pensare. )otremmo anc"e dire! perci?! c"e La filosofia della libert "a un fondamento 6liquido e non 6solido= ovvero! c"e il suo 6punto d-appoggio 0quello ricercato da rc"imede per sollevare il mondo4 non : un punto 6fermo 0o 6solido4! bens7 un punto 6mobile 0o 6liquido4. ;"i : abituato - come si dice - 6 a stare con i piedi per terra! e teme pertanto di 6camminare sulle acque! non penetrer mai nel cuore vivo e palpitante di quest-opera. * ia$o visto c"e Steiner# nel pri$o e nel secondo capitolo# ci "a presentato il dualis$o nelle tradi!ionali for$e concettuali di spirito0$ateria# so''etto0 o''etto o Eo0non0EoD e'li c?invita perA adesso a considerare c"e ciascuno di noi# per potersi rappresentare lo spirito# il so''etto o l?Eo# deve necessaria$ente far ricorso alla $edesi$a attivit+ c"e 'li consente di rappresentarsi la $ateria# l?o''etto o il non0Eo. Gutte (ueste rappresenta!ioni scaturiscono infatti dall?unica attivit+ del pensare. 2a vediamo come si sviluppa il ragionamento. Gualsiasi sia la tesi c"e s-intende sostenere bisogna pensare. Bmmaginiamo! ad esempio! due persone c"e! essendo politicamente l-una di destra e l-altra di sinistra! stiano scontrandosi sul piano dialettico. 1ntrambe utilizzano la stessa forza del pensare! ma questa assume! nell-una! una forma e! nell-altra! quella opposta. ncora una volta! il pensare si mostra dunque simile all-acqua c"e! gelando! assume la forma solida ! se versata nel recipiente ! e la forma solida P! se versata nel recipiente P. 2a quali sono! nel caso dei nostri due contendenti! i 6recipientiI ltro non sono c"e le loro diverse nature. B due muovendo solo sul piano del pensato o della natura! sperimentano infatti un reciproco contrasto! mentre! ove fossero capaci di portarsi sul piano del pensare o dello spirito! sperimenterebbero di avere anc"e qualcosa in comune. Hon (ui ancora il caso 0 dice co$un(ue Steiner 0 di decidere se l?ele$ento principale dell?evolu!ione del $ondo il pensiero oppure (ualc"e altra cosaD $a c"e il filosofo non possa arrivare ad alcuna conoscen!a sen!a il pensare# (uesto sen!?altro c"iaro fin d?ora -p.<5.. Bl c"e vuol dire c"e il pensiero! fosse pure l-ultima cosa nel processo della creazione del mondo! : in ogni caso la prima nel processo della conoscenza del creato. Se il solo pensare non ci consente infatti di percepire l-oggetto! il solo percepire non ci consente per? di conoscerlo. Se dunque : vero - com-: vero - c"e la scienza si fonda! galileianamente! sull-osservazione e sul pensiero! si tratter allora! per conoscere il pensiero! di cominciare a osservarlo. 2a come si fa a osservare il pensieroI )robabilmente ricorderete! a questo proposito! c"e Scaligero parla dell-esercizio della 6concentrazione come del metodo sperimentale della scienza applicato al pensiero. l pari di un biologo c"e! per osservare e studiare un virus! deve cercare di 6isolarlo! anc"e noi! per osservare e studiare il pensiero! dobbiamo cercare di 6isolarlo! utilizzando dei procedimenti o delle tecnic"e interiori di carattere eOtra-ordinario. Dice appunto Steiner: ;entre l?osservare o''etti e feno$eni e il pensare sopra di essi sono condi!ioni (uotidiane c"e rie$piono la $ia vita $entre si svol'e# l?osservare il $io pensare una specie di condi!ione ecce!ionale -p.<<.. Hon si tratta infatti di osservare 0 co$e se$pre 0 una realt+ 'i+ data# ensI una realt+ c"e# per poter essere osservata# "a iso'no di essere pri$a prodotta. Se dun(ue# per osservare 'li o''etti o i feno$eni c"e si danno ai sensi# asta stare con 'li occ"i aperti# per osservare il pensare necessario pri$a produrlo. El pensare non ci viene infatti incontro cosI co$e ci ven'ono incontro le cose# sia$o noi# se$$ai# a portarlo incontro alle cose. :atto si c"e l?uo$o non crea la natura# $a crea la conoscen!a della natura. , in tanto puA creare la conoscen!a della natura in (uanto puA creare il pensare. Soltanto se (uesto ci c"iaro# ci sar+ c"iara allora la ra'ione per la (uale tale crea!ione o produ!ione del pensiero passa solita$ente inosservata. Hon essendo possi ile# infatti# fare conte$poranea$ente due cose diverse# il pensare o lo creia$o o l?osservia$o. , non potendolo osservare nel $o$ento stesso in cui lo creia$o# possia$o osservarlo solo dopo averlo creato. 36

L?osserva!ione di una tavola# di un al ero# 0 dice infatti Steiner 0 co$incia per $e non appena (uesti o''etti appaiono sull?ori!!onte della $ia esperien!aD $a il pensare sopra (uesti o''etti non lo osservo conte$poranea$ente. Eo osservo la tavolaD il pensiero sulla tavola lo co$pio# $a non lo osservo nello stesso $o$ento. Tiso'na c"e io $i trasferisca pri$a in un punto esterno alla $ia propria attivit+ se# accanto alla tavola# vo'lio osservare anc"e il $io pensare sulla tavola -p.<<.. Qualcuno potre e perA o iettare 0 a''iun'e 0 c"e (uando "o il senti$ento del piacere# esso pure si accende a causa di un o''etto# ed io osservo invero (uest?o''etto# $a non il senti$ento del piacere. ;a un?o ie!ione del 'enere 0 dice se$pre Steiner 0 riposa sopra un errore. El piacere# infatti# non "a affatto col suo o''etto lo stesso rapporto c"e con esso "a il concetto for$ato dal pensare -p.<9.. ;i? viene confermato! a suo modo! dalla ricerca psicoanalitica. $reud distingue infatti la libido 6narcisistica da quella 6oggettuale. 2a cos-: la libido 6narcisisticaI M un-energia psic"ica 06psicosessuale dice $reud4 c"e si consuma all-interno del soggetto e non ne fuoriesce! come fa invece quella 6oggettuale! per andare verso gli altri o verso il mondo. <el nostro contesto! la prima! c"e sarebbe pi5 appropriato definire 6intransitiva! caratterizza il sentire! mentre la seconda! c"e sarebbe pi5 appropriato definire 6transitiva! caratterizza tanto il pensare c"e il volere. ;on questa differenza! per?= c"e il volere va materialmente verso il mondo! con la speranza di 6averlo! mentre il pensare va idealmente verso il mondo! con la speranza di 6esserlo. ;-: comunque da precisare c"e il pensare : 6oggettuale o 6transitivo soltanto quando : davvero 6pensare. ;i? va detto perc"H! nella vita quotidiana! per il solo fatto di avere in testa dei pensieri crediamo di pensare. <on : cos7. Bl pensare non consiste infatti nell-avere dei pensieri! ma nel pensare i pensieri c"e si "anno. 1 questo al fine di 6possedere davvero i pensieri e non esserne viceversa 6posseduti. )otremmo anc"e dire! perci?! c"e il pensare : 6transitivo quando : davvero pensare e c"e : pensare quando : davvero 6transitivo. Bn effetti! la pi5 pura espressione della 6oggettualit o della 6transitivit del pensare : quella della scienza applicata all-indagine della realt inorganica. M soprattutto a questa espressione c"e dobbiamo quindi pensare se vogliamo capire quanto dice qui Steiner= 6M caratteristico della speciale natura del pensare il fatto c"e esso : un-attivit c"e si rivolge solo all-oggetto osservato e non alla persona c"e pensa 0L4 La peculiare natura del pensare consiste nel fatto c"e il pensante dimentica il pensare mentre lo compie. <on : il pensare c"e occupa il pensante! ma l-oggetto osservato su cui pensa 0p.A94. bbiamo dunque scoperto una specie di soglia! al di qua della quale si d il pensato cosciente! e al di l della quale si d il pensare incosciente. Guesto pensare incosciente non : per? solo un atto dell-Bo! ma : anc"e l-Bo in atto. 2entre non possiamo dire perci? nostri - come vedremo meglio in seguito - nH il percetto nH il concetto! possiamo dire invece nostre tanto l-attivit del percepire 0c"e ci fornisce il primo4 quanto quella del pensare 0c"e ci fornisce il secondo4. 2entre il concetto appartiene dunque all-oggetto! il pensare appartiene a noi. )otremmo perci? dire c"e! al mondo! se non ci fosse l-uomo! ci sarebbe! s7! il mondo! ma non la conoscenza del mondo. #obbiamo sforzarci di realizzare! infatti! c"e la conoscenza del mondo : un fenomeno del mondo= un fenomeno per il prodursi del quale : per? necessaria la presenza dell-uomo. ;a tornia$o al pro le$a dell?osservare e del produrre. Due cose 0 dice Steiner 0 non sono concilia ili# una produ!ione attiva e una contrapposi!ione riflessiva -p.<6.. ;a la produ!ione attiva precipua del creare# $entre la contrapposi!ione riflessiva precipua del conoscere. Si conosce infatti ciA c"e 'i+ esiste e si crea invece ciA c"e ancora non esiste. /rovate a i$$a'inare un pittore c"e interro$pa per un atti$o il proprio lavoro e# indietre''iando di (ualc"e passo# si dia a riflettere su (uanto "a dipinto. , ene# non vi se$ ra si'nificativo c"e# per poter riflettere# a ia dovuto pri$a interro$pere la propria produ!ione attiva e poi contrapporre sB stesso al prodotto# prendendone concreta$ente distan!aJ 37

Hon (uesta una riprova c"e ci trovia$o# creando# all-interno del produrre# e# conoscendo# all-esterno del prodottoJ * ia$o detto poco fa c"e possia$o dire nostre tanto l?attivit+ del pensare (uanto (uella del percepire. /erc"B prendia$o allora le $osse dalla pri$a e non dalla secondaJ /er la se$plice ra'ione c"e la pri$a a (ualificare o deter$inare i dati forniti dalla seconda e a farsi perciA 'arante del nostro ordinario stato di ve'lia. Guttavia# allorc" decidia$o di osservare tale attivit+ -il pensare.# e non solo i suoi prodotti -i pensati.# avvertia$o su ito la necessit+ di renderci ancora pi) vi'ili o coscienti. Hon appena scendia$o infatti al di sotto del nor$ale livello di ve'lia -di tensione psicolo'ica# dire e Nanet.# entria$o# sI# nel $ondo spirituale# $a entria$o anc"e ne'li stati di sonno e di so'no. Questo naturale e (uotidiano in'resso nel $ondo dello spirito non (uindi un in'resso cosciente. /erc"B (uest?ulti$o sia possi ile# necessario sviluppare de'li stati di coscien!a superiori c"e ci consentano di speri$entare allo stato di ve'lia (uanto nor$al$ente speri$entia$o durante (uelli di sonno e di so'no. >o$e vedete# il cosiddetto en dell?intelletto davvero un ene. Lo # perA# in (uanto costituisce l?i$prescindi ile ase di o'ni superiore evolu!ione della coscien!a e dell?autocoscien!a. /er conoscere la realt+ dello spirito# non occorre (uindi ottundere o spe'nere la nor$ale coscien!a di ve'lia# ensI educarla# affinarla o poten!iarla. El $ondo spirituale altro non # in realt+# c"e l?interiorit+ o l?essen!a del $ondo naturale. , co$e# nell?a$ ito di (uest?ulti$o# possia$o i$parare tutti a distin'uere# ad ese$pio# i fun'"i co$$esti ili da (uelli velenosi# o le isce dalle vipere# cosI pure# nell?a$ ito del $ondo spirituale# potre$$o i$parare tutti a distin'uere le diverse entit+ c"e lo popolano. Da (uesto punto di vista# potre$$o perfino dire c"e la scien!a dello spirito non # in verit+# c"e una scien!a de'li spiriti# e c"e l?affina$ento e il poten!ia$ento della coscien!a non c"e una volontaria e 'raduale ac(uisi!ione della capacit+ o della facolt+ di discernerli. ;a non tutto. &o detto pri$a c"e le colonne portanti della scien!a sono l%osserva!ione e il pensiero# e c"e# per osservare il pensiero# do ia$o adottare un procedi$ento straordinario poic"B tale l?o''etto della nostra osserva!ione -e lo 0 vale la pena ripetere 0 perc"B non lo trovia$o# co$e o'ni altra cosa# 'i+ fatto# $a sia$o noi stessi a doverlo fare.. Gutto ciA attiene co$un(ue all?osserva!ione. , per (uanto attiene invece al pensieroJ /er confor$arci al $odo di procedere della scien!a# non dovre$$o infatti# dopo averlo osservato# anc"e pensarloJ Or ene# vedre$o tra reve c"e il pensiero non solo diverso da tutti 'li altri o''etti dell?osserva!ione# $a pure diverso da tutti 'li altri o''etti del pensiero. Dice in proposito Steiner: Quando si prende il pensare co$e o''etto dell?osserva!ione# si a''iun'e al restante contenuto osservato del $ondo (ualcosa c"e altri$enti sfu''e all?atten!ioneD $a non si ca$ ia il $odo in cui l?uo$o si contiene anc"e di fronte alle altre cose. Si au$enta il nu$ero de'li o''etti dell?osserva!ione# $a non il $etodo dell?osservare -U. ;a (uando considero il $io pensare# non c? pi) nessun ele$ento trascurato# poic"B (uello c"e ora ri$ane nello sfondo a sua volta soltanto il pensare. L?o''etto osservato (ualitativa$ente u'uale all?attivit+ c"e su di lui si diri'e -p.<2.. Guando prendo 6il pensare come oggetto d-osservazione non faccio dunque c"e aggiungere alla consueta osservazione dei pensati un 6qualcosa c"e altrimenti sfugge all-attenzione. llorc": penso! ad esempio! c"e : maggiore di P 0 RP4 e c"e P : minore di 0PS 4! in e P "o appunto due pensati 0ossia! due rappresentazioni ricavate dalla esperienza percettiva4 e nei segni R 0maggiore4 e S 0minore4 due diverse relazioni tra gli stessi. 2a cos-:! in sH! una relazione se non appunto quel pensare c"e! mediante l-attivit giudicante! collega tra loro i pensatiI (ve dunque decidessi di spostare la mia attenzione dai due dati 0 e P4 alle due relazioni 0R e S4! la sposterei per ci? stesso dai pensati al pensare. Bn tal modo! tuttavia! non avrei fatto c"e aggiungere - come dice Steiner - l-inconsueta osservazione del pensare a quella consueta dei pensati. Bmmaginiamo! per?! c"e! dopo aver osservato tali relazioni! decida pure di pensarle= c"e decida cio: di scoprire se "anno una qualc"e relazione tra loro. @iungerei cos7 al punto in cui come dice Steiner - 6l-oggetto osservato : qualitativamente uguale all-attivit c"e su di lui si dirige. >anto la relazione indicata dal segno R 0maggiore4! quanto 38

quella indicata dal segno S 0minore4! non sono infatti c"e delle relazioni determinate= cio: a dire! delle relazioni c"e "anno gi assunto delle forme precise. 1bbene! quale altro elemento in comune potrebbero avere queste due forme determinate se non l-indeterminata sostanza o l-indeterminato essere della relazione stessaI 2a questo - : facile intuirlo - non : c"e l-essere o la sostanza del relazionare o del pensare puro= quello stesso! ossia! dell-attivit grazie alla quale sto svolgendo e sviluppando la mia riflessione. Questa trasparente c"iare!!a 0 dice Steiner 0 ri'uardo al processo del pensare del tutto indipendente dalla nostra conoscen!a delle sue asi fisiolo'ic"e -U. La $ia osserva!ione $i dice c"e nel connettere i pensieri io $i aso su nient?altro c"e sul loro contenuto# non sui processi $ateriali c"e "anno luo'o nel $io cervello -p.<8.. Gutto (uesto 0 potre e o iettare (ualcuno @ va perA di$ostrato. ;a (uesto (ualcuno sa forse dirci il perc" una di$ostra!ione "a il potere di di$ostrareJ En effetti# se (uesto potere non le fosse intrinseco# si avvertire e poi la necessit+ di di$ostrare la di$ostra!ione# e poi ancora la di$ostra!ione della di$ostra!ione della di$ostra!ione# e cosI via. L?esperien!a inse'na c"e non perA necessario $ettersi su una via del 'enere# in (uanto il di$ostrare# $entre di$ostra (ualcosa# in 'rado di di$ostrare anc"e sB stesso. /roverA a essere pi) c"iaro ricorrendo a un ese$pio. E$$a'inate di entrare in una stan!a assoluta$ente uia per cercare (ualcosa. /er trovarla dovrete per for!a accendere la luce. ;a i$$a'inate c"e# una volta vista la cosa c"e cercavate# vi ven'a in $ente di vedere anc"e la luce. , ene# sare e forse necessario# per (uesto# accendere un?altra luceJ Ho. La luce# infatti# $entre illu$ina le cose# illu$ina anc"e sB stessa. Hel pensare 0 dice per l?appunto Steiner 0 noi a per sB stesso -p. 95.. ia$o un principio c"e sussiste

En effetti# co$e la luce illu$ina o'ni cosa# cosI il pensare pensa o'ni cosaD e co$e alla luce non serve (ualcos?altro c"e la illu$ini# in (uanto in 'rado di farlo da sB# cosI al pensare non serve (ualcos?altro c"e lo pensi# in (uanto in 'rado di farlo da sB. ,cco trovato# in tal $odo# un principio c"e sussiste per sB stesso o c"e si re''e su di sB.

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;ontinua il terzo capitolo 3N Bncontro - 9 novembre .++/ Stasera! prima di proseguire l-esame di questo capitolo! vorrei tornare su alcune cose dette la volta scorsa. bbiamo visto! anzitutto! c"e Steiner ci invita a fare un-osservazione inconsueta. #ico 6inconsueta! poic"H si tratta di osservare una cosa c"e passa quasi sempre inosservata= la nostra attivit pensante. <on veniamo dunque sollecitati a pensare qualcosa! ma ad accorgerci di qualcosa. Una volta c"e ci si : resi conto di svolgere tale attivit! ci si pone per? la domanda= 6)erc"H! mentre pensiamo! non ci accorgiamo di pensareI. questa come abbiamo visto Steiner risponde= 6)erc"H ci : normalmente impossibile osservare una cosa nel momento stesso in cui la stiamo facendo. Guando creiamo ci troviamo infatti all-interno di un fare! mentre quando conosciamo ci troviamo all-esterno di un fatto. Bn ogni caso! dopo aver risolto il problema di 6osservare il pensare! ci si : posto quello di 6pensare il pensare stesso. /er $oltissi$i uo$ini 0 dice a tale proposito Steiner 0 o''i difficile afferrare il concetto del pensare nella sua pure!!a -p.<8.. )roprio per questo! aiutandoci con dei facili esempi! abbiamo cercato di mettere in evidenza la natura del relazionare o del pensare puro. Ricorderete! di certo! c"e abbiamo cominciato osservando le relazioni esistenti tra due dati 0 e P4= relazioni espresse l-una dal segno R 0maggiore4 e l-altra dal segno S 0minore4. questo livello come abbiamo visto non s-incontra ancora per? il pensiero puro. )er incontrarlo : infatti indispensabile prescindere da quei contenuti determinati 0 e P4 c"e! in quanto attinti alla sfera sensibile! ne recano l-impronta. ;oscienti di ci?! cosa abbiamo fatto alloraI bbiamo isolato le relazioni da siffatti contenuti e ci siamo poi concentrati su di esse. <on abbiamo pi5 pensato! cio:! c"e era maggiore di P 0 RP4 e c"e P era minore di 0PS 4! ma ci siamo concentrati sulla relazione di 6maggiore 0R4 e su quella di 6minore 0S4! c"iedendoci quale relazione potesse esserci tra le due. Se! all-inizio! ci eravamo trovati alle prese col problema di due diverse relazioni tra due stessi dati! alla fine ci siamo trovati dunque alle prese col problema di una stessa relazione tra due diverse relazioni. ;ome ricorderete! : solo a questo punto c"e ci si : infatti rivelata la relazione pura. 1 ci si : rivelata quale 6essere o 6sostanza comune delle due diverse forme di relazione. M appunto tale essere o sostanza ad aver infatti assunto! in un caso! la forma 6maggiore 0R4 e! nell-altro! la forma 6minore 0S4. Ca peraltro detto c"e una riflessione del genere pu? anc"e trasformarsi in un vero e proprio esercizio. Bnsistendo a meditare o a contemplare l-essere o la sostanza comune delle diverse relazioni si pu? infatti giungere a una diretta esperienza del pensare puro. #al momento c"e abbiamo parlato di esercizio interiore! vorrei provare a proporvi un-altra riflessione. )rendete una superficie libera 0un foglio di carta bianca o una lavagna4 e tracciatevi in mezzo una linea. 1bbene! sapete cosa avete fattoI ;on un sol gesto! avete dato vita a due opposte realt. Se avete tracciato una linea orizzontale! avete dato infatti vita a un 6sopra e a un 6sotto! o a un 6alto e a un 6bassoJ se ne avete tracciata una verticale! avete dato invece vita a una 40

6destra e a una 6sinistra. Una riflessione del genere! per quanto elementare! pu? aiutarci a capire c"e : la dualit a derivare dall-unit o c"e sono gli elementi a derivare dall-insieme. #iciamo questo poic"H gli 6atomisti sono convinti del contrario. lla base della loro convinzione c-: per? un equivoco. )ensate! ad esempio! a un puzzle. M vero c"e la figura d-insieme finale del puzzle deriva dalla unione dei singoli pezzi! ma non meno : vero c"e i singoli pezzi derivano dalla divisione della figura d-insieme iniziale. llorc"H ci accingiamo a ricomporre tali pezzi! dovremmo perci? ricordarci c"e ci troviamo soltanto all-inizio della storia del nostro 0soggettivo4 giocare! e non all-inizio della storia 0oggettiva4 del gioco. ;"iunque fosse incapace di distinguere tra queste due storie! somiglierebbe a un individuo c"e! entrato in un cinema con mezz-ora di ritardo! fosse nondimeno convinto c"e il film : iniziato nello stesso momento in cui lui "a cominciato a vederlo. 2i rendo conto c"e questi esempi possano apparire a prima vista bizzarri. 1ssi alludono! tuttavia! a una questione molto seria= ovvero! al rapporto tra la storia del mondo e la storia della coscienza del mondo. >anto dal punto di vista filogenetico quanto da quello ontogenetico! gli esseri umani pervengono alla coscienza scientifica e analitica del mondo soltanto a un certo stadio della loro evoluzione o della loro storia. L-origine del mondo non coincide dunque! nel tempo! con quella della coscienza intellettuale. B c"imici! ad esempio! sono attualmente convinti 06atomisticamente4 c"e si debbano spiegare i composti mediante gli elementi! e non viceversa. scoltate quanto dice infatti! alla voce 6composto! questa moderna 1nciclopedia della scienza e della tecnologia= 6Sostanza derivante dalla combinazione di due o pi5 elementi secondo un rapporto in peso ben definito e costante in ogni suo campione! ossia secondo un rapporto definito tra il numero di atomi di ciascuno degli elementi costituenti. L-acqua si esemplifica - : un composto c"e deriva dalla combinazione di due atomi di idrogeno e di un atomo di ossigeno. ;i? c"e non viene detto o ricordato! per?! : c"e questo lo sappiamo unicamente in virt5 dell-analisi c"imica. ;ome un bambino smonta un giocattolo per capire com-: fatto! cos7 noi 6smontiamo l-acqua per capire com-: fatta. Guel c"e non va! tuttavia! : c"e! cos7 facendo! si finisce poi col credere c"e l-acqua! all-inizio del mondo! sia stata 6montata in modo analogo a quello in cui il giocattolo viene 6rimontato dal bambino. <on si considera! perci?! c"e la coscienza intellettuale! in virt5 della quale analizziamo e conosciamo gli elementi! : qualitativamente diversa da quella c"e ci consente di conoscere sinteticamente l-insieme. (vviamente! ci? vale soprattutto per la realt vivente. L-esistenza di un qualunque organismo! non solo precede infatti quella della conoscenza analitica dei suoi componenti! ma soprattutto non si presta! quale insieme! a essere ridotta a questi ultimi. La stessa 1nciclopedia aggiunge appunto= 6Le caratteristic"e fisico-c"imic"e di un composto sono diverse da quelle degli elementi c"e lo compongono 0un composto costituisce un individuo c"imico dotato di sue specific"e propriet c"e ne permettono il riconoscimento4. 2a se le cose stanno cos7! sarebbe pi5 corretto dire allora c"e l-acqua! proprio in quanto 6individuo c"imico! costituisce una realt 0qualitativa4 a sH stante c"e si manifesta! sul piano fisico-c"imico! combinando e utilizzando! a suo modo! l-idrogeno e l-ossigeno. ;i? non viene detto! per?! perc"H la coscienza intellettuale! mentre riesce a pensare realisticamente gli elementi! non riesce a pensare realisticamente l-insieme. >anto reale : comunque quest-ultimo c"e la medesima coscienza non pu? fare a meno di figurarselo dotato - come abbiamo visto - di una propria 6individualit. Del resto -ed (uesto l?aspetto pi) i$portante della (uestione.# co$e i sin'oli ele$enti# nella vita della natura# se ne stare ero in pace o in e(uili rio nei loro co$posti se la $ano dell?uo$o non intervenisse a dividerli e isolarli# cosI i sin'oli concetti# nella vita dello spirito -c"e 0 non di$entic"ia$olo 0 l?altra faccia di (uella della natura.# se ne stare ero in pace o in e(uili rio nelle loro idee -nei loro co$posti. se l?intelletto dell?uo$o non intervenisse a dividerli e isolarli. D?altro canto# solo la coscien!a c"e "a i$parato# $ediante appunto l?intelletto# a dividere e isolare i concetti -ad anali!!arli. puA sperare di riunirli# $ediante la ra'ione# nelle idee# per rico$porre poi (ueste nella loro ar$onia ori'inaria -(uella cosiddetta delle sfere.. #ice Steiner= 6#alla semplice osservazione io non so perc"H al lampo segua il tuonoJ ma perc"H il mio pensiero colleg"i il concetto di tuono con quello di lampo! 41

io lo so immediatamente dal contenuto dei due concetti 0p.AQ4. lla luce di quanto detto fin qui! spero sia c"iaro c"e : dunque un-intrinseca e reciproca necessit a spingere questi due concetti l-uno verso l-altro. Bn effetti! dal momento c"e essi! nel mondo delle idee! sono uniti! ci si dovrebbe semmai meravigliare di trovarli! nella coscienza umana! separati. <el mondo! invero straordinaria : l-analisi cosciente 0intellettuale e 6a-posteriori4 e non la sintesi incosciente 0naturale e 6a-priori4. $isposta a una domanda @alluppi! pur essendo uno spiritualista! cerca un sostegno nell-empirismo perc"H intende contrastare le tesi 6innatistic"e del razionalismo. Guest-ultimo sostiene infatti c"e le idee sono 6innate! mentre l-empirismo sostiene c"e nascono dall-esperienza. Si tratta per? di un errore poic"H dall-esperienza 0sensibile4 non nascono le idee! bens7 nasce la coscienza delle idee. bbiamo infatti bisogno dell-esperienza se vogliamo c"e le idee divengano coscienti. So bene c"e non : facile immaginare una cosa del genere! in quanto siamo disabituati a pensare c"e esistano delle idee inconscie. Correi raccomandarvi! al riguardo! di rileggere le pagine c"e Steiner! ne Le opere scientific"e di @oet"e! dedica a 1duard von &artmann e alla sua $ilosofia dell-inconscio. Bn tale opera! questi sostiene appunto c"e una cosa : la realt in sH dell-idea! altra il rapporto c"e tale realt "a con la coscienza umana. La distinzione tra un-idea cosciente e una incosciente riguarda perci? la coscienza umana e non la natura intrinseca dell-idea. Ciene da pensare! in proposito! c"e %ung! ove fosse stato criticamente pi5 agguerrito! sarebbe probabilmente giunto alla stessa conclusione. Bnvece c"e di 6mondo dello spirito e di 6idee egli "a parlato per? di 6inconscio collettivo e di 6arc"etipi in sH! senza realizzare c"e gli 6arc"etipi in sH altro non sono c"e 6idee e c"e le 6idee altro non sono c"e 6arc"etipi in sH. Bn ogni caso! le idee! per passare dalla vita incosciente della natura a quella autocosciente dello spirito! debbono attraversare le 6forc"e caudine dell-intelletto umano. Colendo usare i termini cari agli alc"imisti! potremmo perci? dire c"e l-intelletto solve quanto la natura coagula! mentre lo spirito coagula quanto l-intelletto solve. La coscienza umana si evolve dunque attraverso un moto di 6andata 0analitico4 e uno di 6ritorno 0sintetico4= ovvero! attraverso un ritmo animico-spirituale c"e "a i suoi riflessi fisici in quello cardiaco e in quello respiratorio. La volta scorsa# a ia$o visto# concludendo# c"e il pensiero "a l?ecce!ionale capacit+ di re''ersi su di sB. /rendete# ad ese$pio# la cosiddetta psicolo'ia dell?inconscio. :reud studia soprattutto la vita corporea o istintiva# $entre Nun' studia soprattutto (uella psic"ica o affettiva. ,ntra$ i tentano dun(ue di venire a capo dei loro rispettivi ca$pi d?inda'ine servendosi del pensiero. Hon potre ero fare altri$enti# del resto# poic"B la vita istintiva non si presta a essere conosciuta dall?istinto# cosI co$e (uella affettiva non si presta a essere conosciuta dall?affetto. Un?osserva!ione del 'enere puA apparire a (ualcuno anale# se non addirittura ridicola. ;a (uesto (ualcuno dovre e spie'arci allora il perc"B sia cosI difficile i$ attersi nell?esplicito riconosci$ento c"e soltanto il pensiero a 'odere del privile'io di poter considerare sB stesso sen!a uscire da sB stesso. Qualsiasi altra realt+# per conoscersi# deve infatti interro'are il pensiero cosI co$e s?interro'a un oracolo. O'ni feno$eno# per sapere di sB# deve dun(ue uscire da sB e interpellare il pensiero# $entre il pensiero# per sapere di sB# puA ri$anere in sB e interpellare sB stesso. $isposta a una domanda /er precisare (uanto detto in preceden!a# in linea 'enerale# della rela!ione pura o del pensare puro# puA essere utile osservare il se'uente sc"e$a: Gerra 0 >orpo fisico 42 0 Rela!ione

$eccanica *c(ua *ria :uoco 0 0 0 >orpo eterico >orpo astrale Eo 0 0 0 Rela!ione or'anica Rela!ione (ualitativa ,ssere della rela!ione

;i siamo prima limitati a distinguere i pensati 0le rappresentazioni4 dal pensare! e a definire 6puro il secondo per il fatto c"e non serba pi5 nulla! in sH! di quanto proviene dalla sfera della percezione sensibile. Se vogliamo essere adesso pi5 precisi! dobbiamo allora spingere la nostra analisi all-interno della relazione stessa. ;ontinuo a dire 6relazione! ma potrei benissimo dire 6logica. M 6logico! infatti! quel movimento del pensiero c"e incessantemente tesse! ai diversi livelli! le relazioni tra le rappresentazioni! le immaginazioni e i concetti. Si potrebbe anc"e parlare! perci?! di una logica 6quantitativa o 6meccanica 0delle rappresentazioni4! di una logica 6organica o 6vivente 0delle immaginazioni4! di una logica 6qualitativa 0dei concetti4! e di un essere della logica 0dell-Bo o del logos4 c"e tutte le compenetra e le informa. La logica analitica di ristotele ben riflette! ad esempio! il modo 6discreto 0o discontinuo4 in cui si muove il pensiero al primo livello 0quello meccanico4! mentre quella 6dialettica o 6speculativa di &egel mostra di oscillare! in modo non del tutto sicuro! tra il secondo 0vivente o continuo4 e il terzo 0qualitativo4. Bn ogni caso! ci? mi ricorda un libro di 1rnest Pindel c"e "o letto! in francese! alcuni anni fa! il cui titolo! tradotto in italiano! sarebbe= @li elementi spirituali dei numeri. Bn questo lavoro! l-autore - seguace di Steiner - ci propone un-indagine qualitativa dei numeri c"e risale soprattutto a )itagora e agli insegnamenti 6non-scritti 0agrap"a4 di )latone. (rbene! Pindel! esaminando le quattro operazioni! osserva c"e viene a esprimersi o riflettersi! in queste! la realt costitutiva dell-uomo. Sul piano fisico - dice ad esempio possiamo soltanto sommare e sottrarre. Un 6aggregato : infatti diverso da un 6organismo! in quanto possiamo aggiungergli o sottrargli a piacimento delle parti senza alterarne per ci? stesso la natura. ;i troviamo dunque sul piano della logica dello spazio! laddove imperano il principio d-identit 0o di non-contraddizione4 e il nesso di causa-effetto. M interessante notare c"e il tempo! a questo livello! viene spazializzato! frazionato e sperimentato come 6successione! e non quindi come 6continuit. <ormalmente! parliamo infatti del passato! del presente e del futuro! ma quasi mai ci c"iediamo dove in realt stia! o quale sia! il tempo. 1bbene! il tempo : proprio ci? c"e "anno in comune il passato! il presente e il futuro= ovvero! proprio ci? c"e tesse una segreta! fluente e ininterrotta relazione tra queste sue ordinarie scansioni. (ve ci riesca di cogliere questa sottile realt del tempo! ci riuscir quindi di cogliere anc"e quella della logica c"e abbiamo definito 6organica o 6vivente e c"e! nel libro di Pindel! viene messa in rapporto con la 6moltiplicazione= ossia! con un processo c"e "a il suo equivalente biologico in quella 6proliferazione cellulare c"e caratterizza! ad esempio! lo sviluppo embrionale della 6morula. M dunque l-elemento del tempo o della continuit a caratterizzare la logica del vivente 0o la logica vivente4. Bn effetti! mentre ci : impossibile affermare c"e le ruote di un-automobile sono una metamorfosi dello sterzo! o c"e il cofano : una metamorfosi del cruscotto! ci : possibile invece affermare! con @oet"e! c"e lo stelo! il fiore e il frutto di una pianta sono una metamorfosi della foglia= ovvero! l-esito di un processo c"e! senza soluzione di continuit! fa nascere e crescere una forma dall-altra. Ca tuttavia ricordato c"e : stato &egel! nonostante la devozione c"e nutriva per @oet"e! a cogliere il limite della logica 6organica! e a definire la metamorfosi 6un fugace alito delle forme c"e non giunge alla distinzione qualitativa. 2a se tale logica 6non giunge alla distinzione qualitativa lo si deve al fatto c"e il piano sul quale si svolge la logica qualitativa trascende quello sul quale si svolge la logica del vivente. Bmmaginate! ad esempio! c"e nel giardino di casa! io pianti un seme di garofano e! poco pi5 in 43

l! un seme di geranio. )assa il tempo! e sotto i miei occ"i ambedue le piante cominciano a crescere e a metamorfosare. La terra! l-aria! la luce e l-acqua con cui le innaffio sono le stesse! cos7 come lo stesso : il puro processo della loro crescita e della loro metamorfosi. 2a perc"H allora da uno dei due processi viene a prendere forma un garofano e dall-altro un geranioI quale logica risponde una simile differenziazioneI lla logica qualitativa 0o della qualit4 - possiamo rispondere - c"e Pindel pone appunto in rapporto con la 6divisione. Bn ogni modo! un concreto ed eloquente esempio della differenza tra la logica del vivente e quella della qualit! pu? averlo c"iunque si prenda la briga di fare un confronto tra le cellule epatic"e! notoriamente molto vitali e poco differenziate! e quelle nervose! notoriamente poco vitali e molto differenziate. * (uesto punto# se'uendo il nostro sc"e$a# a ia$o esaurito le (uattro opera!ioni e le tre correlative $odalit+ di rela!ione. >i ri$asto (uindi da esa$inare (uanto a ia$o c"ia$ato essere della rela!ione# $a c"e potre$$o anc"e c"ia$are# avendolo $esso in rapporto con l?Eo# fonda$ento della rela!ione. Hon $i riferisco (ui# ovvia$ente# all?io a ituale -o pensato.# ensI all?Eo spirituale -o pensante.. Se la rela!ione $eccanica# (uella vivente e (uella (ualitativa# in (uanto atti# rappresentano infatti il so''etto (uale ver o# l?essere della rela!ione# in (uanto appunto essere# costituisce invece il ver o (uale so''etto. Del resto# se all?ori'ine tutto Uno# (uesto stesso Uno deve allora trovarsi anc"e all?ori'ine di tutte le rela!ioni. La coscien!a u$ana "a avuto co$un(ue iso'no di frantu$are l?Uno ori'inario per poter accedere# $ediante la co'ni!ione del $olteplice# all?autocoscien!a. Hell?Uno ori'inario# infatti# ciascuno di noi non esiste ancora (uale Eo o (uale individualit+ autono$a e separata -cosI co$e# (uali realt+ autono$e e separate# non esistono# ad ese$pio# le nostre raccia o le nostre 'a$ e.. >o$? alluso nel $ito di Osiride# l?Uno viene infatti s$e$ rato fino al punto di 'iun'ere a (uel c"e non si presta a essere ulterior$ente diviso: ovvero# alla coscien!a dell?io a ituale. Di (uell?e'o# vale a dire# c"e# identificandosi col corpo# si speri$enta nello spa!io separato da tutti 'li altri e'o# e a (uesti 'iustapposto. El ca$$ino evolutivo va dun(ue dall?Uno0Gutto -o Uno universale. all?uno0uno -o uno individuale.. ;a potre$$o anc"e dire -distin'uendo (uesta volta il Gutto# (uale Eo universale# dall?uno# (uale io individuale.: il ca$$ino evolutivo va da un Gutto c"e non ancora un uno# attraverso un uno c"e non ancora un Gutto# a un Uno c"? insie$e un Gutto# e a un Gutto c"? insie$e un Uno. Gornia$o co$un(ue al testo# e le''ia$o (uanto dice Steiner: Tiso'na pri$a# per o'ni o''etto# esa$inare i rapporti c"e esso "a con altri# per poter deter$inare in c"e senso si puA parlare della sua esisten!a. Un processo speri$entato puA essere una so$$a di perce!ioni# $a puA anc"e essere un so'no o un?allucina!ione. En reve# non posso dire in (uale senso esso esista. Questo# potrA anc"e non dedurlo dal processo# $a lo speri$enterA (uando lo considererA in rapporto ad altre cose. El $io cercare arriva su terreno solido soltanto (uando riesco a trovare un o''etto per il (uale io possa ricavare il senso della sua esisten!a dall?o''etto $edesi$o -p.<2.. Riguardo a questo credo c"e ci siamo gi detti l-essenziale. Correi tuttavia aggiungere un paio di cose. bbiamo visto c"e! tracciando una linea in mezzo alla lavagna! vengono a prendere vita due opposte realt= vale a dire! un 6sopra e un 6sotto o una 6destra e una 6sinistra. Cengono a prendere dunque vita dei concetti relativi. <on esiste infatti un 6sopra se non in relazione a un 6sotto cos7 come non esiste una 6destra se non in relazione a una 6sinistra. <ella sua Scienza della logica! &egel non manca certo di rilevare questo aspetto. B concetti - dice infatti - sono! a un tempo! degli esseri 6per sH e degli esseri 6per l-altro. Stando al principio d-identit! ad esempio! la 6destra : la 6destra! e quindi un essere 6per sH o un essere 6assolutoJ la stessa per?! avendo senso solo se correlata alla 6sinistra! : al tempo stesso un essere 6per l-altro o un essere 6relativo. Bn tutti i casi! : proprio questa relativit dei concetti a ricordarci la loro comune origine= a ricordarci! cio:! c"e tutti i concetti sono figli dell-Bo! cos7 come tutti gli uomini sono figli di #io. Se : stato l-intelletto a scacciarli dall-1den e a disperderli! : la ragione a spingerli invece a ritrovarsi e a riunirsi nell-Bo. #al momento! per?! c"e ogni esistenza rimanda a un-altra ed : perci? relativa! si pone allora il problema di trovare se esista un qualcosa c"e non rimandi a 44

null-altro c"e a sH stesso. 1d eccoci cos7 di nuovo alle prese con quella caratteristica c"e : - come abbiamo detto - precipua del pensare. La seconda cosa c"e volevo dire : questa. Bmmaginate di trovarvi in una stanza e di avere gli occ"i c"iusiJ avanzate lentamente con le braccia protese e a un certo punto toccate qualcosa. 1bbene! per il solo fatto di aver toccato qualcosa! sarete in grado! senza aprire gli occ"i! di formulare il seguente giudizio= 6Gui! c-: qualcosa. Lo stesso giudizio! formulato da un filosofo! suonerebbe probabilmente cos7= 6(ra e qui! qualcosa :. Sapete dunque c"e qualcosa :! ma non sapete ancora quale sia la cosa c"e :. Bn c"e consiste allora l-esperienza c"e avete fattoI <el vivo incontro o scontro del vostro essere con l-essere della cosa. Bl giudizio di cui abbiamo detto 0e c"e Steiner c"iama 6giudizio di percezione4 scaturisce dunque in modo immediato dall-impatto tra la forza volitiva del soggetto e quella dell-oggetto. Dice appunto Steiner: La pi) se$plice affer$a!ione c"e posso fare ri'uardo ad una cosa c"e essa # c"e esiste -p.<2.. Si tratta di un-esperienza davvero fondamentale. M da questa! infatti! c"e il percepire trae tutta la sua forza probativa. <on a caso! per raggiungere una determinata certezza! cerc"iamo dei testimoni 6oculari! oppure vogliamo vedere con i 6nostri occ"i! udire con le 6nostre orecc"ie o 0come S.>ommaso4 6toccare con le nostre mani. Se il pensare si presenta quale garante del mondo ideale! il percepire si presenta dunque quale garante del mondo reale. >utto il problema sta pertanto nel fatto c"e ci? c"e riconosciamo come ideale non lo sperimentiamo come reale! mentre ci? c"e sperimentiamo come reale non lo riconosciamo come ideale. L-effettivo stato della nostra coscienza ordinaria : appunto questo= quando percepiamo! percepiamo il realeJ quando pensiamo! pensiamo l-idealeJ ma quel c"-: ideale lo avvertiamo assai meno 6corposo di quel c"-: reale. 1 questo badate - non perc"H l-ideale sia! di per sH! meno 6corposo o 6sostanzioso del reale! ma perc"H lo incontriamo con quella parte di noi in cui domina il morto e freddo essere del nervo! e non con quella in cui domina invece il vivo e caldo essere del sangue. Bn altri termini! ci? c"e giudic"iamo 6concreto 0il percetto4! ci appare tale perc"H lo apprendiamo in modo vivo e diretto! mentre ci? c"e giudic"iamo 6astratto 0il concetto4! ci appare tale perc"H lo apprendiamo in modo spento e indiretto 0riflesso4. Bnsomma! il problema - come abbiamo detto sin dall-inizio - riguarda noi e non il mondo.

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;ontinua il terzo capitolo QN incontro -.8 novembre .++/


Lorrei co$inciare# stasera# riprendendo e co$pletando la lettura del se'uente passo di Steiner: Hel pensare noi a ia$o un principio c"e sussiste per se stesso. Si parta dun(ue da (ui# per tentare di co$prendere il $ondo. >ol pensare noi possia$o afferrare il pensare stesso. La (uestione ora di vedere se per suo $e!!o possia$o afferrare anc"e (ualc"e altra cosa -p.95.. Or ene# se ci c"iaro c"e# attraverso il pensare# possia$o afferrare non solo il pensare stesso# $a anc"e i concetti e le idee# possia$o cercare allora di co$prendere se# attraverso (uesti# possia$o afferrare 0 co$e dice Steiner 0 anc"e (ualc"e altra cosa. /ossia$o cercare di co$prendere# in altre parole# (uale rapporto vi sia tra i concetti e le idee c"e si danno per $e!!o del pensare e i dati i$$ediati c"e si danno invece per $e!!o del percepire. La volta scorsa vi "o proposto di immaginare di muovervi in una stanza con gli occ"i c"iusi e le braccia protese! e di arrivare cos7 a toccare qualcosa. ;"iamiamo adesso questo qualcosa 6D6 poic"H sappiamo! s7! avendolo toccato! c"e questo qualcosa :! ma non sappiamo ancora! non avendo aperto gli occ"i! quale sia la cosa c"e :. 1bbene! immaginate ora c"e! una volta aperti gli occ"i! diciate= 6M una sediaT. ;os-: dunque c"e "a permesso al vostro primo giudizio 06qui! c-: qualcosa4 di trasformarsi nel secondoI ;os-:! ossia! c"e vi "a permesso di determinare 0o qualificare4 quel c"e in un primo momento era del tutto indeterminatoI )ossiamo facilmente rispondere= il concetto. #-ora in avanti! perci?! D sar per noi il percetto 0il dato fornito dal percepire4 e 6 6 il concetto 0il dato fornito dal pensare4. <el nostro esempio! possiamo dunque rilevare una sequenza di giudizi c"e ricorda quella classica del 6sillogismo. bbiamo infatti= 1) 6Gui c-: D 0c"e pu? valere come 6premessa maggiore4J 2) 6D : 0c"e pu? valere come 6premessa minore4 0c"e pu? valere come 6conclusione4. 3) 6Gui c-:

<ella cosiddetta 6cognizione sensibile - dice a tale proposito Steiner - si "a la cosa completa soltanto dopo aver riunito al dato percettivo 0D4 quello concettuale 0 4. 2a come stanno le cose per quanto riguarda la cognizione 6eOtrasensibile o 6spiritualeI Bn questa! infatti! non si parte pi5 dal dato reale fornito dalla 46

percezione dei sensi! bens7 dal dato ideale fornito dal pensiero= non si muove pi5! ossia! dal percetto D 0da una forza indeterminata4! ma dal concetto 0da una forma determinata4. 2i rendo conto c"e un discorso del genere possa apparire a prima vista illogico. Steiner! tuttavia! "a pi5 volte insistito sulla necessit di distinguere la 6logica razionale dalla 6logica del reale. B sogni! tanto per fare un esempio! non sono 6illogici! bens7 frutto - come insegnano! a modo loro! $reud e %ung - di una logica diversa da quella ordinaria di veglia 06la confusione - sembra abbia detto &enr' 2iller - : un ordine non compreso4. Ca detto! comunque! c"e tanto : diversa la logica dei sogni da quella ordinaria di veglia! quanto : diversa come abbiamo visto - la logica dello spazio da quella del tempo! la logica del tempo da quella della qualit! e la logica della qualit dal logos o dall-Bo. ;i? significa c"e quella c"e Steiner c"iama 6logica del reale non : c"e l-insieme di tutte queste logic"e o! per meglio dire! la facolt dell-Bo di muoversi liberamente tra esse! in funzione della diversa natura degli oggetti con i quali si trova a confronto. La 6logica razionale ama ad esempio calcolareJ e ama farlo poic"H trova c"e sia molto bello o gradevole c"e i conti - come si suol dire - 6tornino. Sottolineo questo in quanto occorre tenere presente c"-: proprio il prevalere del fattore 6estetico a dare il tono di fondo a quella sfera dell-anima c"e Steiner definisce 6razionale o affettiva. )rendete ad esempio un bambino c"e pesi! alla nascita! A c"ili e! all-et di due anni! .A c"ili. ;onsegnate questi dati all-anima razionale o affettiva e vedrete c"e questa si metter con ogni probabilit a calcolare c"e il bambino! cresciuto di ., c"ili in due anni! : cresciuto! mediamente! di 9 c"ili l-anno! o di circa E.3 grammi al mese. $in qui! nulla da eccepire. 2a la stessa! sulla base dei medesimi dati! potrebbe essere tentata di calcolare anc"e quanto peser quel bambino quando avr compiuto magari trent-anni. Se il suo peso continuer ad aumentare di 9 c"ili l-anno! sar matematicamente certo c"e! a trent-anni! raggiunger i .9A c"ili. ;ome si vede! si tratta di un ragionamento ineccepibile e in cui! soprattutto! non c-: nulla di matematicamente sbagliato. L-unico e non irrilevante suo neo! tuttavia! : quello di non corrispondere alla realt 0il bambino potrebbe infatti morire prima dei trent-anni! potrebbe diventare un patito delle diete o un anoressico! oppure - ed : ci? c"e gli auguriamo - un normale adulto il cui peso sar di gran lunga inferiore a quello emerso dal calcolo4. Un esempio del genere - sia c"iaro - : volutamente paradossale. Guel c"e m-interessa : c"e ci si renda conto c"e una cosa : l-amore per la logica 0ossia! per una logica! per la nostra logica4! altra : l-amore per il fenomeno o per il mondo. Se si ama infatti il mondo o la realt! bisogna allora essere pronti ad abbandonare qualsiasi logica mostri di essere inadeguata o di non corrispondere alla natura del fenomeno c"e si sta indagando. Solo l-Bo pu? per? disporre di tutte le logic"e e muoversi liberamente tra esse. (rdinariamente! accade invece c"e ci si identific"i! in qualit di soggetti! con una sola di queste 0per lo pi5! con la logica impostaci - per dirla con %ung - dal 6conscio collettivo4 e! muniti di quest-arma 0letteralmente 6impropria4! ci si accosti quindi al fenomeno! non per accoglierlo e comprenderlo! bens7 per imporglisi e strumentalizzarlo. #a questa identificazione! discende una sorta di 6monoideismo= una disposizione interiore c"e non giova affatto al mondo! bens7 soltanto a colui c"e! per sorreggere e sentire sH stesso! la utilizza inconsciamente a mo- di gruccia. Gornia$o co$un(ue a noi e riprendia$o (uanto stava$o dicendo del percetto - D. e del concetto - .# in rapporto alla co'ni!ione eVtrasensi ile o spirituale. *l ri'uardo# proprio la lo'ica ra!ionale potre e indurci a dire: co$e c? stato pri$a -nella co'ni!ione sensi ile. un D c"e si trasfor$ato in # cosI ci sar+ adesso -in (uella eVtrasensi ile. un c"e si trasfor$er+ in D. Ra'ionando cosI# si corre perA il risc"io di di$enticare c"e# nella co'ni!ione sensi ile# in tanto D era un D -un percetto indeter$inato.# in (uanto non si sapeva ancora c"e fosse un -un concetto deter$inato.. En (uella eVtrasensi ile si $uove invece da : si $uove# ossia# da un concetto deter$inato c"e non "a alcun iso'no# in (uanto tale# di essere ulterior$ente deter$inato. ;a di c"e cosa necessita allora il suo astratto essere intellettuale per potersi trasfor$are in un reale essere spiritualeJ Hecessita 0 possia$o rispondere 0 di vita# di luce e di calore: necessita# in altri ter$ini# di veder trasfusa# nella sua esan'ue e vuota for$a# (uella for!a volitiva c"e irrora nor$al$ente il percepire. 47

questo proposito! sentite cosa dice Steiner! ne B segreti della soglia= 6Rafforzando e ridestando l-anima interiormente in modo da vedere e sentire i propri pensieri! si "a il meditare. Bl meditare : una condizione intermedia. <on : nH pensare nH percepire. M un pensare c"e vive cos7 intensamente nell-anima! come : intensamente vivo il percepireJ : un percepire c"e non percepisce nulla di esteriore! ma pensieri. >ra l-elemento luciferico del pensiero e quello arimanico della percezione! la vita dell-anima scorre nel meditare come nell-elemento divinospirituale c"e porta in sH solo il progresso delle manifestazioni del cosmo. L-uomo c"e medita! c"e vive nei suoi pensieri in modo c"e divengano vivi in lui come in lui lo sono le percezioni! vive nella corrente divina. >o$un(ue sia# possia$o ancora una volta notare co$e# pensando il pensiero o ricercando il concetto del concetto# si ri$an'a all?interno del pensare o del concetto stessi e si speri$enti perciA una realt+ c"e 0 co$e a ia$o detto e ripetuto 0 po''ia su di sB. En effetti# un o''etto# un i$pulso della volont+# un senti$ento# per essere riconosciuti -nel pri$o caso# $a'ari# (uale tavolo o sedia# nel secondo (uale fa$e o sete# nel ter!o (uale si$patia o antipatia.# devono uscire da sB e andare incontro al pensiero. Solo il pensiero puA invece riconoscersi ri$anendo all?interno di sB stesso. Dice Steiner: Quello c"e con la natura i$possi ile 0 il creare pri$a di conoscere 0 col pensare noi lo faccia$o. Se volessi$o aspettare di conoscere il pensare pri$a di pensare# non arrivere$$o $ai a pensare -U. * (uesta $ia proposi!ione ri'uardante il pensare# si potre e facil$ente contrapporre# co$e u'ual$ente 'iustificata# la se'uente altra: *nc"e per di'erire non si puA aspettare di aver osservato il processo della di'estione -U. Sen!a du io devo en di'erire pri$a di studiare il processo fisiolo'ico della di'estioneD $a il para'one col pensare re''ere e soltanto se io poi volessi non considerare col pensiero la di'estione# $a $an'iarla e di'erirla. , non sen!a ra'ione il fatto c"e la di'estione non puA divenire o''etto del di'erire# $entre il pensare puA enissi$o divenire o''etto del pensare -pp.97091.. En proposito# vorrei ric"ia$are di nuovo la vostra atten!ione sulla psicolo'ia dell?inconscio. :reud 0 a ia$o detto @ studia principal$ente la vita istintiva e Nun' (uella affettiva. ,ntra$ i riten'ono dun(ue di dover rendere o''etto delle loro rispettive inda'ini la vita de'li istinti e (uella de'li affetti# $a non la vita del pensiero: proprio (uella vita del pensiero c"e consente perA loro di fare scien!a. Or ene# non (uesta# proprio in senso psicoanalitico# una ri$o!ioneJ , non a ia$o appreso dallo stesso :reud c"e il ri$osso tende# tornando alla superficie# a essere proiettatoJ En (uanto ri$ossa# la for!a i$$anente del pensare e dell?Eo tende infatti a essere proiettata sul sentire# sul volere o sul non0 Eo. =roddecS# ad ese$pio# persuaso -lo dice ne Bl libro dell-1s.# c"e l?uo$o altro non sia c"e un urattino $anovrato dall?1s. Se non te$essi di essere irri'uardoso# 'li direi di parlare per sB. /roprio lui# infatti# non accor'endosi di edificare col pensiero una specie di $onu$ento al non0pensiero# d+ invero l?i$pressione di essere posseduto o $anovrato dall? 1s. Quel c"? successo a =roddecS con l?,s# non co$un(ue $olto diverso da (uel c"? capitato a :reud con la libido e a Nun' con il SB -il Selbst.. *nc"e costoro# infatti# avendo i'norato la for!a i$$anente del pensiero# "anno finito col proiettarla su de'li i$$a'inari contenuti di ordine trascendente -sia la libido sia il SH ci ven'ono per l?appunto presentati co$e realt+ diretta$ente inattin'i ili.. Lasciate$i dire c"? invero triste il constatare c"e de'li inda'atori del profondo non si accor'ano di dare cosI vita# sul piano $ateriale e su (uello ani$ico# a dei veri e propri surro'ati del pensare -la libido. e dell?Eo -il SH.: di dar vita ossia 0 per dirla con Lico @ a de'li autentici idola. K dun(ue indu itato 0 se'uita co$un(ue a dire Steiner 0 c"e col pensare noi tenia$o il divenire del $ondo per un le$ o# dove noi do ia$o essere presenti se (ualcosa deve prodursi. , (uesto proprio (uel c"e i$porta -p.91.. ;a c"e cosa vuol dire c"e# col pensare# noi tenia$o il divenire del $ondo per un le$ oJ Luol dire c"e il divenire del $ondo dentro di noi e c"e noi sia$o dentro il divenire del $ondo. Hon ci sono (uindi# da una parte# il $ondo c"e attiva$ente diviene e# dall?altra# l?uo$o c"e passiva$ente assiste al suo divenire# poic"B l?uo$o insie$e attore e spettatore del divenire del $ondo. El $ondo diviene 48

infatti per $e!!o del pensare# e il pensare diviene per $e!!o dell?uo$o. Enso$$a# se al $ondo non ci fossero 'li esseri u$ani non si dare e il pensare# cosI co$e non si dare e $a'ari il latte se non ci fossero 'li ani$ali c"e lo producono. questo proposito! ricordo di aver letto! di recente! un libro di lessandro Paricco! dal singolare titolo= L-anima di &egel e le mucc"e del Uisconsin. Bn questo lavoro! l-autore! cita un passo di &egel 0in cui si parla dell-effetto c"e la musica di Peet"oven produce nell-anima4 e poi riferisce di una ricerca! eseguita nel Uisconsin! stando alla quale la musica di Peet"oven indurrebbe le mucc"e a produrre pi5 latte. M c"iaro c"e l-accostamento tra questi due fatti vorrebbe essere! nelle intenzioni di Paricco! ironico e provocatorio. 2a c-: poco da sc"erzare. Saprebbe dirci infatti! Paricco! cos-: o 6c"i : realmente una muccaI ;rede forse c"e gli induisti venerino ancor oggi! in essa! la mera produttrice del latte o delle bistecc"eI 2a quando maiT #iciamo la verit= magari fossimo capaci di penetrare in quel fenomeno cosmico c"e si presenta ai nostri occ"i in forma di mucca. )rovate a riflettere= l dove appare una mucca in realt appare una forza metabolica in grado di trasformare la sostanza vegetale in sostanza animale. Steiner dice appunto c"e la mucca : una specie di 6metabolismo ambulante e ci suggerisce! per cominciare a orientarci un po- meno superficialmente nel mondo animale! di imparare perlomeno a riconoscere le specie c"e sono prevalentemente 6testa 0come gli uccelli4! quelle c"e sono prevalentemente 6petto 0come i felini4 e quelle c"e sono prevalentemente 6addome 0come i bovini4. #ire c"e la mucca : una specie di 6metabolismo ambulante! significa dunque dire c"e l-attivit cosmica della volont si manifesta soprattutto nel suo essere. (ve poi si consideri c"e - secondo quanto riferisce lfred >omatis - anc"e le mucc"e di un monastero bretone! sotto l-effetto delle sinfonie di 2ozart! "anno fatto registrare una produzione di latte superiore alla media! ci sarebbe invero da augurarsi di riuscire ad apprezzare tali sommi compositori tanto quanto dimostrano di saperli apprezzare questi bovini 0in modo ancor pi5 vivo ed efficace! cio:! di quanto riesca agli stessi &egel! Paricco e >omatis4. ;"i ci dice! infatti! c"e le mucc"e non siano in costante e istintivo ascolto di quella stessa 6armonia delle sfere alla quale ogni grande musicista attinge! in maniera inconscia e frammentaria! i contenuti delle proprie composizioniI ;ome le mucc"e! dunque! costituiscono il 6luogo terrestre in cui maggiormente si manifesta la volont del cosmo 0o dello spirito4! cos7 l-essere umano costituisce il 6luogo terrestre in cui maggiormente si manifesta il pensare del cosmo 0o dello spirito4. Se non ci fosse l-uomo! ci sarebbe perci? il mondo! ma non la conoscenza del mondo. >utto sta quindi a capire cosa se ne fa il mondo della conoscenza del mondo= ovvero! quale funzione svolga all-interno dell-essere e del divenire del mondo! quella conoscenza cui sono deputati gli esseri umani. >enere per un 6lembo - come dice Steiner - il divenire del mondo! significa dunque avere in mano il 6bandolo della matassa! e quindi l-opportunit di dipanarne e scioglierne l-enigma. Qualcuno potre e perA o iettare 0 dice Steiner 0 c"e il pensare# (uale in sB stesso# non ci dato in nessun luo'o poic"B (uel pensare c"e colle'a le osserva!ioni delle nostre esperien!e e vi innesta una rete di concetti# non affatto u'uale a (uello c"e pi) tardi estraia$o da'li o''etti dell?osserva!ione e faccia$o o''etto del nostro studio. Difatti# (uello c"e in un pri$o te$po intessia$o incosciente$ente nelle cose# tutt?altro da (uello c"e poi cosciente$ente ne tiria$o di nuovo fuori. >"i cosI conclude @ perA osserva 0 non capisce c"e in tal $odo non 'li proprio possi ile di sfu''ire al pensare -p.91.. Correi comunque sottolineare c"e ognuno di noi : c"iamato a sperimentare in proprio la verit di quest-affermazione. ;"e non sia possibile 6sfuggire al pensare : anzitutto un fatto del quale occorrerebbe solo prendere coscienza. ;"iunque sostenesse! ad esempio! c"e 6il pensare non conta nulla o c"e 6non ci si pu? fidare del pensare non dovrebbe essere quindi contestato quanto piuttosto invitato ad accorgersi c"e! per lui! il primo di questi due pensieri indubbiamente 6conta e c"e! del secondo! indubbiamente si 6fida. ;os7 :! del resto! per tutti coloro c"e edificano o "anno edificato! pi5 o meno scientemente! un altare al non-pensiero= vale a dire! alla materia! al corpo! alla volont! all-istinto! 49

all-emozione o al sentimento. 2a tutte queste non sono forse delle realt c"e pensiamoI $atto sta c"e il pensare pensa il mondo! ma! non considerando sH stesso! : portato a pensarlo privo del pensiero con cui lo pensa. Gui dovremmo davvero far nostra l-esortazione evangelica= 6)adre! perdona loro perc"H non sanno quello c"e fanno. Bl vero problema! infatti! : sapere quel c"e si fa. 2a come si fa a sapere quel c"e si faI ;ome vedete! ci troviamo ancora una volta di fronte al problema dell-autocoscienza= di fronte cio: alla necessit c"e il pensare sappia del pensare! c"e la coscienza sappia della coscienza e c"e l-Bo sappia dell-Bo. &o gi detto! una volta! c"e la nostra solita impressione di pensare le cose : del tutto fallace. Bn verit! noi non pensiamo mai cose! bens7 sempre e soltanto pensieri. Le cose infatti non si pensano! ma si percepiscono perc"H! nella loro essenza! sono forze c"e! nel momento stesso in cui c-impongono la loro presenza! ci pongono un limite o ci si oppongono. questo livello! al livello cio: della loro esperienza immediata! tali cose sono per? ancora delle forze senza forma= vale a dire! delle incognite o delle D. Siamo infatti noi! pensando! a conferire loro forma. Guale rapporto vi sia tra la realt delle forze c"e percepiamo e quella delle forme c"e pensiamo lo vedremo pi5 avanti. )er il momento! : soprattutto importante realizzare c"e noi non facciamo altro c"e pensare pensieri. Guel c"-: curioso! tuttavia! : c"e! pur pensando pensieri! riusciamo ugualmente a cogliere la realt delle cose e a modificarla 06la cosa pi5 incomprensibile del mondo - sembra abbia detto appunto 1instein - : la sua comprensibilit4. l riguardo! vorrei suggerirvi la lettura di un bel libro di Prian Bnglis! intitolato= La scienza e il dominio dell-occidente. Bn questo lavoro! l-autore riesce infatti a dimostrare come tutto il moderno potere 0culturale! politico ed economico4 dell-(ccidente non derivi! in definitiva! c"e dal pensiero scientifico. 2a non : questa appunto una riprova dell-efficacia del pensieroI <on : una riprova! cio:! della sua capacit di afferrare la realt e d-imprimerle il suo sigilloI Se vero# tuttavia# c"e noi non pensia$o c"e pensieri# e c"e (uesti sono capaci di afferrare e $odificare la realt+# dovre e essere anc"e vero# allora# c"e la realt+ stessa# nella sua essen!a# non c"e pensiero. Riprendia$o co$un(ue il passo c"e a ia$o appena letto e sentia$o c"e cosa dice ancora Steiner: Se si vuol distin'uere un pensare pre0cosciente da un successivo pensare cosciente# non si deve perA di$enticare c"e (uesta una distin!ione co$pleta$ente esteriore# c"e con la cosa in sB non "a nulla a c"e fare -p.910 95.. ;"e cosa significa questoI Significa c"e la distinzione tra un pensare 6precosciente 0o 6incosciente4 e un pensare 6cosciente non concerne la natura del pensare! bens7 quella del nostro rapporto con esso. )rovate a immaginare! tanto per fare un esempio! c"e mentre me ne sto affacciato alla finestra! veda spuntare da un angolo una gallina! la veda poi passare sotto di me! e infine sparire dietro l-angolo opposto. 1bbene! l-essere della gallina "a forse qualcosa a c"e fare col fatto c"e io la veda o menoI 1 cosa direste se! per il fatto appunto c"e ora la vedo e ora non la vedo! mi sentissi in diritto di teorizzare l-esistenza di una gallina 6pre-cosciente 0o 6incosciente4 e di un-altra 6coscienteI #etta cos7! la cosa suona di certo un po- buffa. Correi augurarmi! tuttavia! c"e suonasse non meno buffa anc"e quando ci si presenta in tutt-altra e pi5 paludata veste. d esempio! una nota e pregevole opera dello storico della psic"iatria &enri $. 1llenberger reca questo titolo= La scoperta dell-inconscio. 2a l-inconscio - c"iediamoci - : stato forse 6scoperto allo stesso modo dell- merica o della penicillinaI M stato 6scoperto! vale a dire! come si scopre un oggetto o una cosaI <o! di certo. Un titolo del genere non nasce dunque c"e dalla connaturata tendenza della nostra attuale coscienza a reificare o materializzare ogni realt. Bl cosiddetto 6inconscio altro non :! in verit! c"e la coscienza di cui non siamo ancora coscienti o il pensare c"e non sappiamo ancora pensare. 2a cos7 come 2ida trasformava in oro tutto ci? c"e toccava! cos7 il moderno intelletto trasforma in 6cosa tutto ci? c"e pensa. Dice ancora Steiner: Hon posso fi'urar$i c"e il $io proprio pensare diven'a un altro solo perc"B l?osservo. Eo stesso osservo ciA c"e io stesso produco -p.95.. 50

Bn effetti! se non fossimo noi i produttori del pensare! non potremmo sapere come lo stesso si presenta al momento della nascita! ma potremmo solo sapere come si presenta! una volta nato! alla nostra osservazione. Bn una condizione del genere! avremmo quindi ragione di sostenere c"e la natura del pensiero c"e noi sperimentiamo a-posteriori e dall-esterno! potrebbe essere diversa da quella c"e viene invece sperimentata a-priori e dall-interno da colui c"e lo produce. 2a cos7 non :. Siamo infatti noi - come abbiamo visto - sia a produrre sia a osservare il pensiero e! proprio per questo! abbiamo ragione di credere c"e l-unica differenza di cui si possa legittimamente parlare sia quella riguardante i diversi livelli di coscienza ai quali svolgiamo tali attivit. Si pu? pertanto parlare di un pensiero 6cosciente e di uno 6precosciente 0o 6incosciente4! con ci? intendendo! per?! c"e! di uno stesso pensare! la nostra coscienza a un certo livello sa! mentre a un altro non sa. Se questo ci : c"iaro! ci sar anc"e c"iaro! allora! c"e : la soggettiva 0o umana4 coscienza del pensare a doversi sviluppare e non l-oggettivo 0o cosmico4 pensare. llorc"H parla della coscienza immaginativa! ispirativa e intuitiva! Steiner parla infatti di livelli di coscienza c"e! in quanto superiori a quello ordinario! consentono di sperimentare lucidamente il pensare! prima quale atto dell-Bo e poi quale Bo in atto 06: l-io stesso - dir infatti - c"e! stando nel pensare! osserva la propria attivit4. Ricorderete c"e vi "o gi parlato del pensare come di una realt 6liquida e dei pensati come di una realt 6solida. Risalire - come usa dire Scaligero - il 6movimento del pensare! equivale dunque a risalire! immaginativamente! la corrente di un fiume per scoprirne la fonte. Se il movimento della coscienza naturale va infatti dalla sorgente alla foce 0dall-Bo all-intelletto4! quello della coscienza spirituale va! all-opposto! dalla foce alla sorgente 0dall-intelletto all-Bo4. <on si tratta dunque di un pigro e naturale abbandono alla corrente! quanto piuttosto di un energico e innaturale procedere 6contro-corrente. 1cco perc"H : cos7 raro c"e ci si occupi con seriet del pensiero. i molti c"e oggi credono c"e 6pensare il pensiero sia un-occupazione oziosa o! tutt-al pi5! un esercizio o un "obb' da filosofi! andrebbe pertanto ricordato c"e una cosa : speculare astrattamente e oziosamente sul pensare! in quanto animati dall-antico spirito filosofico dell-anima razionale o affettiva! altra : osservarlo e sperimentarlo quale viva realt! in quanto animati dal moderno spirito scientifico dell-anima cosciente. ;a andia$o avanti. Qualcuno 0 dice Steiner 0 potre e o iettare c"e si dovre e partire dalla coscien!a e non dal pensare poic"B l?esisten!a della coscien!a# in (uanto necessaria portatrice del pensare# lo precede. ;a un?o ie!ione del 'enere 0 dice ancora 0 dovre e essere $ossa al creatore del $ondo# e non al suo conoscitore. *nc"e a$$esso# infatti# c"e il creatore del $ondo a ia dato alla luce la coscien!a pri$a del pensare# co$un(ue certo c"e il conoscitore del $ondo deve partire dal pensare e non dalla coscien!a. >"e cosa ci serve 0 conclude appunto Steiner 0 partire dalla coscien!a e sottoporla all?analisi pensante# se pri$a nulla sappia$o attorno alla possi ilit+ di ottenere una spie'a!ione delle cose per $e!!o dell?analisi pensanteJ -p.9<.. ;"e cosa ci viene ricordato quiI ;i viene ricordato 0e ne abbiamo gi parlato4 c"e il processo del creare 0c"e va dall-invisibile al visibile4 : l-inverso di quello del conoscere 0c"e va dal visibile all-invisibile4. Bmmaginiamo ad esempio un pittore c"e prima pensi a cosa dipingere! poi dipinga! e infine se ne stia in contemplazione del proprio dipinto. Guest-ultimo! prima di diventare una cosa visibile : stato dunque un-idea invisibile. L-atto creativo non "a perci? fatto altro c"e trasformare una realt intelligibile in una realt percepibile 0dai sensi4. (rbene! l-atto conoscitivo fa esattamente il contrario= ovvero! trasforma una realt percepibile 0dai sensi4 in una realt intelligibile. Pen si comprende! cos7! il perc"H il 6conoscitore del mondo debba invertire il percorso seguito dal 6creatore del mondo. M dunque c"iaro - per tornare a noi - c"e la coscienza! dal punto di vista creativo! deve precedere il pensare! mentre il pensare! dal punto di vista conoscitivo! deve precedere la coscienza. nc"e di questo! comunque! siamo c"iamati in primo luogo ad accorgerci. En o'ni caso# invero strano c"e non ci si avveda dell?i$possi ilit+ 0 co$e dice Steiner 0 di sfu''ire al pensare. Hell?edificare la propria visione del $ondo# c? c"i pensa# ad ese$pio# alla $ateria e parte perciA dalla $ateria# c? c"i pensa 51

all?ani$a e parte perciA dall?ani$a e c? c"i pensa allo spirito e parte perciA dallo spirito. /ur partendo tutti da uno stesso pensare# pon'ono dun(ue# al principio delle loro conce!ioni# tre diversi pensati. ;a (uesto accade perc"B la coscien!a c"e "anno del vivo pensare non altrettanto lucida (uanto (uella c"e "anno dei morti pensati. #ice appunto Steiner= 6#obbiamo dapprima considerare il pensare in modo del tutto neutrale! senza una relazione con un soggetto pensante o con un oggetto pensato. Bn soggetto e oggetto abbiamo infatti dei concetti gi formati. <on si pu? negare c"e prima c"e si possa comprendere ogni altra cosa! deve essere compreso il pensare 0p.EA4. 1cco espressa! in poc"e parole! tutta l-originalit di quest-opera. #ati! infatti! un pensante! un pensare e un pensato! non abbiamo fatto altro! fin qui! c"e portare in primo piano l-attivit del pensare! lasciando provvisoriamente sullo sfondo tanto il soggetto pensante c"e l-oggetto pensato. #ico 6provvisoriamente! perc"H non manc"eremo in seguito di esaminare i rapporti c"e il pensare "a col soggetto e con l-oggetto. Bn termini antroposofici 0quelli usati da Steiner nelle 2assime antroposofic"e4! potremmo anc"e dire c"e il pensante rappresenta l-essere del pensare 0come soggetto4 quale 1ntit divino-spirituale! c"e il pensato rappresenta l-esistere del pensare 0come oggetto4 quale opera compiuta! e c"e il pensare rappresenta quel movimento eterico! divenire o effetto operante c"e! alla pari del tempo! media tra la realt superiore dell-essere 0e delle essenze4 e quella inferiore dell-esistere 0alla stessa stregua dell-"egeliano 6svolgimento del concetto4. Ricordiamoci! comunque! c"e non si tratta di un postulato c"e basti meramente apprendere. Un pensare cos7 appreso sarebbe infatti un pensato e non il pensare. #ico questo perc"H ci sono delle persone c"e! avendo inavvertitamente ridotto il pensare a un pensato! assumono poi nei suoi confronti un atteggiamento quasi fideistico! mistic"eggiante! se non perfino 6mitomaniacale. <on : di certo cos7 c"e va per? accolta l-indicazione di Steiner. Bn tal modo! si finisce soltanto col ridurre l-antroposofia a 6ideologia o 6dottrina! e sH stessi a individui c"e 6credono! a differenza degli altri! nel 6movimento del pensare! nell-etere del pensiero o nel 6pensare eterico. 2a qui - mai ci stanc"eremo di ripeterlo - non si tratta di 6postulare nH tantomeno di 6credere. Si tratta piuttosto di osservare e pensare= in una parola! di sperimentare. M meglio quindi occuparsi! dal punto di vista del pensare vivente! del pensiero morto! c"e non occuparsi! dal punto di vista del pensiero morto! del pensare vivente. Dice ancora Steiner: En vista di una spie'a!ione del $ondo per $e!!o di concetti# non si puA partire da'li ele$enti cronolo'ica$ente pri$i dell?esisten!a# ensI da (uello c"e ci dato co$e il pi) prossi$o ed inti$o. Hon possia$o trasportarci con un salto all?ini!io del $ondo per co$inciare da lI la nostra osserva!ione# $a do ia$o partire dal $o$ento presente e vedere se possia$o risalire dal pi) recente al pi) antico -U. :ino a c"e la filosofia accetter+ tutti i possi ili principii co$e ato$o# $oto# $ateria# volont+# incosciente# rester+ ca$pata in aria. Solo (uando il filosofo considerer+ l?assoluta$ente ulti$o co$e suo pri$o# potr+ arrivare alla $eta. , l?assoluta$ente ulti$o cui pervenuta l?evolu!ione del $ondo il pensare -p.99.. ,cco (ui la differen!a con la $etafisica. Questa parte infatti da principi pri$i o da fonda$enti assoluti per ricavare poi da (uesti# deduttiva$ente# tutto il resto: parte# inso$$a# dall?essere per arrivare all?esistere. Hoi invece 0 sostiene Steiner 0 dobbiamo partire dall-esistere per arrivare all-essere. ;a non facile poic"B# in 'enere# c"i $uove dall?essere perviene solo astratta$ente all?esistere# $entre c"i $uove dall?esistere# o perviene solo astratta$ente all?essere# o non vi perviene affatto e (uindi lo ne'a. Hon possia$o trasportarci con un salto 0 dice Steiner 0 all?ini!io del $ondo. Sono proprio tali salti a essere perA prediletti dalla specula!ione astratta. /enso ricordiate# a (uesto proposito# l?ese$pio della carro!!a c"e fa spesso Steiner. Le lo vo'lio co$un(ue le''ere cosI co$e viene riportato nel pri$o volu$e dell? rte dell-educazione: vale a dire# nell? ntropologia. Sopra una strada vedia$o dei solc"i# e do$andia$o: da c"e cosa proven'onoJ Si risponde: da una carro!!a passata per di (ua. 0 /erc"B passava di (ua la carro!!aJ 0 perc"B coloro c"e vi stavano seduti volevano ra''iun'ere un dato 52

luo'o. 0 /erc"B volevano ra''iun'ere (uel luo'oJU,ccoci or$ai co$pleta$ente fuori del se$inato. Hella realt+ iso'na a un certo punto finire di do$andare. Solo se si resta nell?astra!ione si puA continuare a 'irare all?infinito la ruota delle interro'a!ioni. Envece il pensare concreto# a un certo punto# si fer$a. En effetti# il pensare concreto o pratico non va curiosa$ente e capricciosa$ente da una do$anda all?altra# $a# co$e sa procedere (uando il $o$ento di procedere# cosI sa fer$arsi (uando il $o$ento di fer$arsi. Steiner "a detto# una volta# c"e l?antroposofia un?alta scuola di pensiero: ovvero# una disciplina dalla (uale i$possi ile prescindere se si vo'liono i$postare corretta$ente i pro le$i e porre in $odo 'iusto le do$ande. Solo i$parando a interro'are e ad ascoltare la realt+ s?i$para infatti ad a$arla e# solo i$parando ad a$arla# s?i$para a interro'arla e ad ascoltarla. Ca altres7 ricordato c"e si risolve un problema soltanto per poterne affrontare un altro. )roprio per questo! Scaligero amava dire c"e non sarebbe male essere animati da un certo spirito 6sportivo. Un atleta c"e pratic"i ad esempio il 6salto in alto sa bene c"e soltanto dopo aver superato un certo traguardo potr meritare di affrontare quello superiore. 2i capita spesso di dire! al riguardo! c"e : meglio sapere poco! ma saperlo bene! c"e non sapere tanto! ma saperlo male. )er 6sapere bene bisogna per? imparare a procedere con realismo! con pazienza e! soprattutto! con umilt. Bl vero conoscere "a un proprio ritmo= ci sono fasi in cui : necessario essere attivi per interrogare! e ce ne sono altre in cui : necessario essere ricettivi per ascoltare. Bnsomma! - come dice il Cangelo possiamo costruire e costruirci tanto sulla 6sabbia c"e sulla 6roccia. ;erto! finc"H tutto va bene! la differenza tra c"i "a costruito sulla 6sabbia e c"i "a costruito sulla 6roccia si vede poco o non si vede affatto. 2a nei momenti difficili! cio: in quelli in cui veniamo messi severamente alla prova! la differenza si palesa tutta. #al momento per? c"e la vita intera : una prova! dovremmo tutti sforzarci di costruire e di costruirci su un terreno sicuro= ovvero! sul sicuro terreno di una conoscenza c"e sia davvero e finalmente all-altezza della vita. )roprio l-opera di cui ci stiamo occupando :! in tal senso! fondamentale. ;"i non ne fosse ancora convinto! pensi allora a questo. Un giorno! qualcuno "a c"iesto a Steiner= 6>ra mille anni! cosa rester del suo insegnamentoI. 1bbene! sapete c"e cosa "a rispostoI &a risposto= 6<on rester altro c"e La filosofia della libert. Solo c"i comprenda davvero La filosofia della libert pu? per? comprendere il perc"H di questa risposta. #a parte mia! posso soltanto dirvi c"e in qualunque ambito condurrete le vostre ricerc"e vi ritroverete sempre alle prese con quell-essenziale gioco di forze c"e in questo libro - come vedremo - "a per protagonisti! oltre al pensare! il percetto! il concetto e la rappresentazione. $isposta a una domanda Dal $o$ento c"e il concetto sor'e $ediante il pensare# non vi speran!a di speri$entarlo realistica$ente se non si pri$a speri$entato il pensare. Hon di$enticate c"e (uella del pensato# del pensare e del pensante una precisa 'erarc"ia c"e 0 volendo 0 potre e essere ulterior$ente specificata. * ia$o 'i+ visto# infatti# c"e l+ dove colloc"ia$o il pensato va situata la rappresenta!ione# e c"e l+ dove colloc"ia$o il pensare va situato (uel 'iudicare c"e $ette in rapporto tra loro i concetti. /ossia$o adesso a''iun'ere c"e tra il pensare e il pensante c"e vanno collocati (uest?ulti$i. Difatti# co$e il 'iudicare $edia tra i concetti e le rappresenta!ioni# cosI i concetti# in (ualit+ di essen!e -o entelec"ie.# $ediano tra l?Eo e il 'iudicare. Hella lo'ica "e'eliana# ad ese$pio# la sfera dell?essen!a a far da tra$ite tra (uella ori'inaria dell?essere e (uella in cui si d+# (uale pri$a for$a di esisten!a o di $anifesta!ione# il te$po. /er &e'el# il te$po corrisponde infatti a un uscir-fuori-di-sH dell?essen!a# $entre lo spa!io un suo definitivo esserfuori-di-sH. Hella sua lo'ica# la so'lia c"e divide la sfera della realt+ in sH -dell?essere. da (uella della realt+ eO-sH -dell?esistere. si colloca (uindi tra l?essen!a e il te$po. /roprio nel $edesi$o luo'o# cio# in cui si colloca la so'lia c"e divide @ per noi 0 la realt+ dell?Eo e dei concetti -o del $ondo delle idee. da (uella del 'iudicare e delle rappresenta!ioni. 53

>erzo capitolo Guarto capitolo /N incontro - .+ novembre .++/ Aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 Qualcuno 0 dice Steiner all?ini!io di (uest?a''iunta 0 considerando ciA c"e a ia$o detto della differen!a tra il pensare e tutte le altre attivit+ dell?ani$a# potre e fare la se'uente o ie!ione: Se io penso su di una rosa# espri$o con ciA unica$ente un rapporto fra il $io io e la rosa# cosI co$e (uando sento la elle!!a di (uella rosa. Hel pensare sor'e un rapporto fra io e o''etto allo stesso $odo c"e# per ese$pio# nel sentire o nel percepire -p.94.. Ricorderete c"e ci siamo gi occupati di questo! e abbiamo visto c"e Steiner non sostiene c"e solo in virt5 del pensare s-instaura un rapporto tra il soggetto e l-oggetto! ma afferma c"e tale rapporto : qualitativamente diverso da quelli instaurati dal sentire e dal volere 0o dal percepire4. $acendo ricorso alla terminologia freudiana! abbiamo definito 6idealmente oggettuale 0o 6transitiva4 la natura del primo in quanto il pensare si spinge o protende verso l-oggetto nell-intento di afferrarne l-essenza idealeJ abbiamo definito 6narcisistica 0o 6intransitiva4 quella del secondo in quanto il sentire non fuoriesce dal soggettoJ e abbiamo definito 6realmente oggettuale 0o 6transitiva4 quella del terzo in quanto il volere 0o il percepire4 mira ad afferrare la sostanza reale dell-oggetto. M infatti il volere! in veste di cupiditas! a far s7 c"e il soggetto si senta attratto dagli oggetti e li desideri con avidit o bramosia. Steiner fa per?! a questo punto! una considerazione della massima importanza= 6<on bisogna far confusione fra l-6avere immagini mentali e l-elaborare pensieri mediante il pensare. Bmmagini mentali possono sorgere nell-anima in modo sognante! come vag"i suggerimenti. Guesto non : pensare 0p.E94. <on credo di esagerare dicendo c"e la maggior parte delle difficolt c"e s-incontrano nello studio di questo libro e in genere di tutta l-antroposofia 0almeno nella misura in cui la si affronta come una 6via della conoscenza4! discendono proprio da questo problema. Ricordo di aver gi detto! al riguardo! c"e pensare non significa avere dei pensieri o essere in bal7a dei pensieri 0come capita quando siamo ad esempio 6preoccupati4! bens7 significa pensare i pensieri c"e si "anno o di cui si : in bal7a. Bn ogni caso! a c"i desiderasse 6toccare con mano quel c"-: davvero il pensare! suggerirei di misurarsi con i due volumi della Scienza della logica di &egel. ;"i non si riscuota dalla consueta pigrizia mentale e non attivi il pensare! trover infatti quest-opera oscura e impenetrabile. tale proposito Scaligero 0grande conoscitore dell-(riente e redattore della rivista 1ast and Uest4 mi disse una volta c"e in alcuni moderni monasteri Ven si usa meditare proprio la Scienza della logica di &egel. ;erto! : quantomeno singolare c"e numerosi occidentali si diano alla lettura di testi divulgativi dello Ven 0quali quelli! ad esempio! di ;"ristmas &ump"re's! lan Uatts! #.>. SuzuFi o ;"arles LuF4! mentre alcuni maestri di questa dottrina si rifanno ad &egel. ;"i conosce la Scienza della logica non si meraviglier per? di questo! poic"H sa quale possente strumento sia in grado di divenire questo testo nelle mani di c"i voglia esercitare il pensiero! concentrarsi o meditare. >? anc"e da dire c"e il pensare# in (uanto attivit+# costa fatica. Ricordo ancora c"e il $io pri$o incontro con la 1nciclopedia delle scienze filosofic"e dello stesso &e'el -una se!ione della (uale dedicata alla lo'ica. fu al(uanto frustrante# e 54

dovetti faticare non poco per con(uistar$i (uello c"e $i era parso# in un pri$o $o$ento# (uasi inco$prensi ile. /rendete# ad ese$pio# (uesto pensiero: L?avere 0 dice &e'el 0 il passato dell?essere e dite$i se si presta a essere co$preso con la stessa facilit+ o i$$ediate!!a con la (uale capia$o# $a'ari# c"e la 'iovent) il passato della vecc"iaia. Occorre (uindi stare attenti a non confondere il pensare attivo -o 0 co$e usano dire 'li psicolo'i 0 indiri!!ato. con (uel capriccioso e fantasioso va'are del pensiero c"e caratteri!!a le nature stenic"e -o isteric"e.# o con (uel suo incessante e $olesto ru$inio c"e caratteri!!a invece le nature astenic"e -o nevrastenic"e.. :atto si c"e non solo sia$o (uasi tutti a itual$ente incapaci di padrone''iare il pensiero# $a c"e possia$o arrivare perfino a utili!!arlo 0 per dirla con la psicoanalisi 0 co$e un $eccanis$o di difesa. Ra!ionali!!are vuol dire infatti servirsi# pi) o $eno inconscia$ente# del pensiero per $asc"erare od occultare i reali $otivi delle nostre a!ioni. , non forse (uello c"e faccia$o o'ni 'iornoJ Se non fosse (uesto il nostro stato di parten!a# non si spie'"ere e# del resto# c"e iso'no avre$$o# nel se'uire le indica!ioni della scien!a dello spirito# di praticare la concentra!ione. >"i conosce (uesto eserci!io sa c"e non si tratta di padrone''iare o di tenere fer$a una singola rappresentazione# $a di padrone''iare o di tenere fer$o un tema# e (uindi uno svolgimento di rappresentazioni. El c"e vuol dire c"e i pensieri c"e andia$o dipanando devono riferirsi se$pre all?o''etto -alla spilla# al ottone# alla $atita# ecc.. e non a noi. Enso$$a# do ia$o sfor!arci (uanto pi) possi ile di farci da parte. Quel c"e conta l?o''etto e noi non do ia$o far altro c"e svol'ere# sen!a distrarci# i pensieri a esso relativi. /ensate# ad ese$pio# ai cosiddetti fo'li di lavoro. Quando si deve costruire (ualcosa# in specie con le $acc"ine utensili# si pon'ono due preli$inari do$ande: 1. cosa si deve costruireJ 5. come lo si deve costruireJ Or ene# alla pri$a si risponde col dise'no -tecnico.# alla seconda col fo'lio di lavoro. Ove para'onassi$o tutto (uesto a un via''io# il dise'no e(uivarre e alla $eta da ra''iun'ere# $entre il fo'lio di lavoro all?itinerario pi) conveniente da se'uire. Dal $o$ento c"e il te$po 0 co$e si dice 0 denaro# tale fo'lio lo si studia e prepara a tavolino in $odo da i$postare una successione ra!ionale di fasi operative c"e va poi ri'orosa$ente rispettata. Un procedi$ento del 'enere 0 co$? ovvio 0 prevede l?assoluta esclusione di o'ni ele$ento di carattere personale. Quel c"e conta# infatti# l?o''etto da costruire e non il so''etto c"e# osservando il dise'no e se'uendo il fo'lio di lavoro# lo costruisce. >iA si'nifica dun(ue c"e# in (uest?a$ ito# l?impersonalit un valore. /ensate a un inse'nante di lettere e a uno di lavora!ioni $eccanic"e c"e si accin'ano a corre''ere i lavori dei propri allievi. >"e cosa si aspetterannoJ El pri$o si aspetter+ di le''ere di uno stesso te$a# tanti svol'i$enti diversi (uanti sono 'li alunni# $entre il secondo si aspetter+ di avere tra le $ani tanti lavori uguali (uanti sono 'li alunni. Hell?a$ ito delle lavora!ioni $eccanic"e# infatti# non vi posto per lo stile personale. >erto# un dise'no -tecnico.# un fo'lio di lavoro o un lavoro possono essere fatti ene o $ale: $a (uesto non dipender+ c"e dall?aver rispettato o $eno deter$inate re'ole o criteri di unifica!ione. Gutto ciA 0 lo so 0 puA apparire freddo e forse perfino s'radevole. ,ppure# pensate in c"e condi!ioni verre$$o a trovarci se ci si ro$pesse un pe!!o dell?auto$o ile e non potessi$o contare sul fatto di poterlo sostituire con un altro assoluta$ente u'uale. En $erito# ci sare ero $olte altre cose da dire# $a non ne a ia$o il te$po. Una# perA# vorrei al$eno accennarla. Ledete# (uesta fredda di$ensione i$personale non : pi5 (uella calda della personalit+ inferiore -naturale.# $a non : ancora (uella calda della personalit+ superiore -spirituale.. ,ssa si situa infatti# alla pari del $orto intelletto c"e la 'overna# tra la sfera vivente della natura e (uella vivente dello spirito. /roprio per (uesto# perA# tale di$ensione si fa 'arante di (uella pri$a for$a di li ert+ c"e la cosiddetta libert da -dalla natura.. K da (uesta c"e do ia$o (uindi partire se vo'lia$o col$are di spirito il vuoto lasciato in noi dalla natura e trasfor$are cosI la libert da o libert negativa nella cosiddetta libert per o libert positiva. Da (uesto punto di vista# l?Eo vincolato all?intelletto -e ai sensi fisici. si rivela davvero un Eo crocifissoD un Eo crocifisso cui dato perA di sottrarsi alla sua condi!ione in due opposti $odi: o risorgendo -nello spirito. o decomponendosi -nella su 0natura.. * su''ello di 55

(ueste ulti$e considera!ioni# vi vo'lio le''ere un si'nificativo passo del li ro di Scali'ero: @raal= saggio sul mistero del Sacro more. El $oto del freddo pensiero astratto# scaturito co$e pensiero scientifico# cela in sB il potere di una di$ensione trascendente# riconosci ile nel suo carattere di i$personalis$o puro. Gale valore $etafisico# presente nell?esperien!a scientifica occidentale# sfu''e tuttavia allo scien!iato co$e al filosofo. Hell?aridit+ dell?a'nostico pensiero $ate$atico# in effetto rilla una fredda luce# se'no inavvertito di una invisi ile luce di vita# pi) prossi$a alle nitide linee della 'eo$etria e della lo'ica for$ale# c"e non alle tensioni della psic"e Mo'"ica o $istica. >orniamo dunque alla concentrazione. Ricordo c"e proprio Scaligero mi disse una volta= 6Se qualcuno ti dovesse dire c"e fa questo esercizio con facilit! non gli credere. Sapete perc"H me lo disseI )erc"H si tratta di un esercizio c"e! soprattutto agli inizi e se fatto sul serio! pu? esporci a delle pesanti frustrazioni. nimati dalla migliore volont! decidiamo di concentrarci ad esempio sul bottone. ;ominciamo allora a rappresentarci i vari tipi di bottone! a considerare la loro funzione e il modo in cui vengono costruiti! quand-ecco ci accorgiamo! d-improvviso! di esserci nel frattempo addormentati o distratti! e di essere magari arrivati a pensare! partendo dal bottone! alla giacca di nostro nonno! poi al nonno e alla nonna! e poi ancora! e con commozione! alla nostra infanzia. Bn questi casi! : interessante notare c"e non ci si accorge mai del momento in cui ci si addormenta o ci si distrae! ma c"e ci si rende conto soltanto a-posteriori di aver fatto questa fine. ncor pi5 interessante! peraltro! : la possibilit di sfruttare tali occasioni per cogliere in 6flagranza di reato una volont c"e non coincide evidentemente con la nostra= ovvero! con quella di un ego c"e si era prefisso di pensare oggettivamente e freddamente al bottone e c"e si ritrova invece a dormire 0e magari sognare4! oppure a versare calde lacrime di commozione ripensando al passato. #unque! se l-esercizio della concentrazione non si presta a essere svolto - come mi disse Scaligero - 6con facilit! : perc"H ! pur svolgendosi sul piano del pensare! : in realt un esercizio del volere o! per essere pi5 precisi! del volere nel pensareJ di quel volere nel pensare - possiamo aggiungere - c"e impronta l-attitudine scientifica dell-anima cosciente in modo palesemente diverso da quel sentire nel pensare c"e informa l-attitudine filosofica dell-anima razionale o affettiva. M attraverso questo esercizio c"e l-Bo pu? quindi strappare a viva forza il pensiero dalle mani degli usurpatori e riappropriarsene. Se volete un-immagine c"e ben rappresenti questa lotta! pensate allora a )arsifal c"e strappa la 6sacra lancia dalle mani di Wlingsor per ricondurla e restituirla alla sede del @raal. ;a te$po di tornare a noi. Hon di$entic"ia$o c"e# per dire tutto (uello c"e a ia$o detto# a ia$o preso spunto dall?esorta!ione di Steiner a non confondere l?avere i$$a'ini $entali con l?ela orare pensieri $ediante il pensare. >i sia$o soffer$ati su (uesta esorta!ione perc"B essa tocca 0 co$e "o detto 0 (uestioni fonda$entali. Loi sapete# ad ese$pio# c"e l?antroposofia detta 0 dallo stesso Steiner 0 una via della conoscen!a o una via del pensiero. , ene# cosa potre e esserci di pi) triste del constatare c"e ci sono alcuni c"e se'uono tale via della conoscen!a sen!a conoscen!a o tale via del pensiero sen!a pensieroJ Dicendo sen!a pensiero# non intendo tanto dire spensierata$ente (uanto piuttosto senti$ental$ente# se non addirittura fideistica$ente. >iA triste# oltretutto# perc"B# non essendo possi ile 0 secondo (uanto a ia$o visto 0 sottrarsi al pensare# inevita ile c"e si finisca poi col rivestire tale op!ione senti$entale o fideistica con una $asc"era di pensiero -per lo pi) dottrinario.. Un tale stato di cose# dall?esterno# lo si vede poco o non lo si vede affatto. /er poterne co'liere la sostan!a# do ia$o infatti osservarlo dall?interno. * (uesto proposito# se$pre Scali'ero $i fece una volta l?ese$pio di due asse'ni: uno 0 co$e si dice 0 coperto# l?altro scoperto. , ene# se avessi$o (ui# sul tavolo# (uei due asse'ni# potre$$o $ai# col solo osservarli# distin'uere (uello coperto da (uello scopertoJ Ho. K soltanto andando in anca# e portandoli (uindi all?incasso# c"e potre$o infatti scoprire (uale dei due soltanto un pe!!o di carta. /er 'li asse'ni# asta dun(ue andare in anca# $a dove si deve andare per controllare se un pensiero coperto o scopertoJ La risposta facile: non iso'na andare da nessuna parte# $a ri$anere all?interno del pensiero stesso per sondarne lo spessore o la corposit+ spirituale -o# per dirla con ;ic"elstaedter# il 'rado di persuasione.. 56

;-: stato un uomo! in particolare! c"e si : dato disperatamente a indagare se il moderno pensiero intellettuale fosse 6coperto o meno dalla vita dello spirito! e c"e! avendolo trovato 6scoperto! "a ritenuto di dover allora ripiegare sulla vita della natura! aizzando contro l-impotenza dell-intelletto la potente volont del sangue. vrete gi capito c"e si tratta di <ietzsc"e. <on a caso! Steiner "a dedicato alla nobile figura di questo pensatore un libro dal significativo titolo= $riedric" <ietzsc"e= un lottatore contro il suo tempo. Se permettete! vorrei leggervi! al riguardo! alcuni passi tratti da un breve saggio! intitolato= La teleologia a partire da Want! c"e <ietzsc"e prese a scrivere a soli 8E anni. 6;i? c"e eternamente diviene - dice ad esempio - : la vitaJ per la natura del nostro intelletto noi cogliamo forme= il nostro intelletto : troppo ottuso per percepire la continua trasmutazione= ci? c"e gli : conoscibile lo c"iama forma. (ppure= 6#al punto di vista della natura umana= conosciamo il meccanismoJ non conosciamo l-organismo 0L4 Bn verit l-unica cosa sicura : c"e noi conosciamo soltanto ci? c"e : meccanico. ;i? c"e sta al di l dei nostri concetti : del tutto inconoscibile. (ppure ancora= 6Bn modo puro l-uomo conosce solamente ci? c"e : matematico 0L4 <ella natura : spiegabile soltanto ci? c"e : rigorosamente matematico 0L4 )er il resto ci si trova di fronte all-ignoto. Spero c"e questi poc"i esempi bastino a capire c"e la tragedia di <ietzsc"e! dal punto di vista spirituale! : stata proprio quella di essere riuscito! da una parte! a mettere impietosamente a nudo l-arida natura del moderno intelletto! ma di non essere riuscito! dall-altra! a immaginarne un superamento! se non nella forma di un dionisiaco ritorno alla natura o alla potenza di quella volont c"e gi Sc"open"auer aveva contrapposto all-apollineo pensiero "egeliano. * (uesto punto# tornia$o perA a noi e prose'uia$o nella lettura del passo di Steiner dal (uale aveva$o preso le $osse. >erto# 0 e'li continua 0 (ualcuno potre e dire: se s?intende il pensare in tal $odo# in (uesto pensare sta nascosto il volere# e non si "a allora a c"e fare soltanto col pensare# $a anc"e con la volont+ del pensare. Questa osserva!ione# tuttavia# autori!!ere e solo a dire c"e il vero pensare deve se$pre essere voluto. ;a ciA non "a nulla a c"e fare con la defini!ione del pensare# (uale stata data in (ueste nostre considera!ioni -p.94.. Or ene# co$incia$o col dire c"e (uando distin'uia$o# nell?ani$a# un pensare# un sentire e un volere# e (uando distin'uia$o# nel corpo# (uali rispettivi supporti or'anici di tali facolt+# un siste$a neuro0sensoriale# un siste$a rit$ico e un siste$a $eta olico -e de'li arti.# affer$ia$o delle verit+ c"e "anno un valore approssi$ativo. Gali distin!ioni "anno infatti un carattere prevalente$ente funzionale e alludono perciA pi) a una triarticola!ione c"e non a una triparti!ione. >iA vuol dire dun(ue c"e il pensare# il sentire e il volere a'iscono se$pre insie$e# $a in un $odo c"e varia al variare dei loro interiori e reciproci rapporti. >iascuna di (ueste facolt+ viene a svol'ere infatti# una volta# un ruolo dominante e# due volte# un ruolo subordinato. ;i spie'o su ito. Quando parlia$o del pensare# dovre$$o piuttosto parlare del sentire e del volere nel pensareD (uando parlia$o del sentire# dovre$$o piuttosto parlare del pensare e del volere nel sentireD (uando parlia$o del volere# dovre$$o piuttosto parlare del pensare e del sentire nel volere. >o$e vedete# o'ni facolt+ riveste appunto# in un caso# un ruolo do$inante e# ne'li altri due# un ruolo su ordinato. Hell? attenzione# ad ese$pio# a ia$o il sentire e il volere attivi all?interno del pensare# $entre nell?intenzione a ia$o il sentire e il pensare attivi all?interno del volere. L?o ie!ione ipoti!!ata da Steiner non scaturisce dun(ue dall?osserva!ione della viva realt+ delle cose# $a dall?attitudine dell?intelletto a irri'idirle e sc"e$ati!!arle. /ensia$o ad ese$pio a un ospedale e c"iedia$oci: c"e cos? c"e fa di un ospedale un ospedaleJ La risposta ovvia: l?attivit+ terapeutica. ;a ciA vuol dire c"e nell?ospedale non si svol'ono altre attivit+J Ho# di certo. *n!i# proprio per assicurare lo svol'i$ento della sua attivit+ pri$aria# vi si de ono svol'ere anc"e delle attivit+ tecnic"e e a$$inistrative. Qual allora il pro le$aJ El pro le$a c"e un ospedale un ospedale fintantoc" le attivit+ tecnic"e e a$$inistrative c"e vi si svol'ono ri$an'ono su ordinate a (uella terapeutica# $entre cessere e di esserlo ove una delle due attivit+ secondarie prendesse il sopravvento su (uella pri$aria. 57

Ri'uardo all?o ie!ione secondo la (uale il pensare non sare e pensare in (uanto vi sta nascosto il volere# possia$o (uindi dire c"e il pensare il pensare non perc"B non a ia nulla a c"e fare con il sentire e il volere# $a perc"B li sotto$ette e li utili!!a per la propria espressione. La sua patolo'ia# infatti# s?ini!ia proprio nel $o$ento in cui il sentire o il volere# an!ic"B sostenerlo# lo scavalcano e 'li s?i$pon'ono. K cosI c"e nasce# ad ese$pio# la cosiddetta pseudolo'ia fantastica de'li isterici. >os?altro sono# del resto# le fantastic"erie e le illusioni se non defor$a!ioni prodotte# nel pensare# dall?insu ordina!ione del sentire o del volereJ *scoltate cosa dice in proposito Nun'# in Libido! simboli e trasformazioni: El nostro uo$o $oderno e adulto s?a andona in lar'a $isura al pensare fantastico# c"e su entra non appena il pensare indiri!!ato viene a cessare. Un allenta$ento dell?interesse# una lieve stanc"e!!a sono sufficienti a $ettere fine al pensare indiri!!ato# all?esatto adatta$ento psicolo'ico al $ondo reale# e a sostituirlo con fantasie. >i allontania$o dal te$a e cedia$o il passo al nostro corso di pensieriD se il rilassa$ento dell?atten!ione si fa pi) forte perdia$o a poco a poco coscien!a del presente e la fantasia prende il sopravvento. Hatural$ente# ciA c"e vale per le facolt+ dell?ani$a vale anc"e per le fun!ioni del corpo. La $edicina antroposofica inse'na# ad ese$pio# c"e 'i+ una se$plice cefalea se'no c"e# nella sfera in cui dovre e prevalere l?attivit+ del siste$a neuro0sensoriale# sta invece prevalendo l?attivit+ del siste$a $eta olico -e de'li arti.. Tiso'na dire 0 a''iun'e Steiner 0 c"e il pensare# proprio a ca'ione della sua essen!a c"e (ui si $essa in valore# appare# a c"i l?osserva# intera$ente voluto -p.96.. &o parlato prima della Scienza della logica di &egel come di un testo estremamente impegnativo. 2a perc"H : cos7 impegnativoI )erc"H si svolge sul piano della pi5 pura e tersa concettualit= solo di rado vi si trovano infatti degli esempi o vi si d l-ausilio di qualc"e immagine. )er seguirlo! occorre perci? un alto grado di attenzione e una continua concentrazione. 2a tutto ci? : faticoso! ed : faticoso perc"H : frutto di una attivit= proprio dell-attivit di quel pensare c"e - come dice Steiner - esige d-essere 6interamente voluto. l contrario! il pensiero quotidiano 0o 6apparente4 non solo non : 6voluto o 6posseduto! ma anzi - per cos7 dire - ci 6vuole o ci 6possiede. 2entre il pensare attivo : 6voluto infatti dall-Bo 0o - secondo quanto abbiamo detto e ripetuto - : l-Bo stesso in atto4! il pensiero passivo : invece 6voluto da qualcun altro! e agisce quindi quale medium di una forza c"e tende a sostituirsi al soggetto e ad asservirlo. Bl problema : dunque quello di capire c"i! in noi! muova realmente il pensiero. tale proposito! ricordo c"e una volta Scaligero stava per rispondere a una domanda c"e gli avevo rivolto quando d-improvviso si ferm? dicendomi= 6Se non ti dispiace! ne parliamo la prossima volta perc"H voglio vedere da dove : venuto questo pensiero. Bn verit! avrebbe potuto anc"e dire= 6perc"H voglio vedere c"i "a pensato questo pensiero. <ella vita di tutti i giorni! non capita spesso! infatti! c"e i pensieri c"e crediamo di 6avere ci siano dettati invece dall-ambizione! dalla vanit! dalla brama! dall-invidia! dalla gelosia! dalla paura o dall-ansiaI Guante volte ci capita di dire= 6Sai! mi : venuta un-ideaI @i! ma da dove : venutaI 1 c"i ce l-"a mandataI Una cosa comunque : certa= il pensare attivo e! a maggior ragione! il pensare vivente o immaginativo! sono sempre e sicuramente espressioni dell-Bo. )er capire c"i pensa! bisogna dunque badare! ancora una volta! al come si pensa= bisogna cio: badare alla qualit dell-attivit c"e in noi si svolge. <on : assolutamente detto! infatti! c"e tale attivit! per il fatto di svolgersi in noi! sia svolta da noi. Se il pensare reale! insomma! : un atto dell-Bo! il pensiero 6apparente : invece un atto del non-Bo. 2a c"e cos-: un 6atto del non-BoI Un atto c"e origina! non dallo spirito! bens7 dalla psic"e o dal corpo. Sul piano della vita psic"ica! la psicologia analitica di %ung ce ne d ampia conferma. 1ssa insegna! infatti! c"e la psic"e inconscia 0o! per essere pi5 precisi l-6inconscio collettivo4 : popolata da entit 6arc"etipic"e 0ad esempio! dall-(mbra! dal SH! dal )uer! dal SeneO! dall- nima o dall- nimus4 c"e possono prendere il sopravvento sull-io abituale. Se il SeneO! tanto per fare un esempio! prendesse inconsciamente il sopravvento su di me! mi sentirei saturninamente depresso. Se poi disgrazia volesse c"e! in tale stato! m-imbattessi pure in un tipo c"e! sopraffatto invece dal )uer! presentasse uno stato mercurialmente 58

6ipomaniacale! allora - come si dice - 6sarebbero doloriT Bn un caso del genere! non si avrebbe infatti l-incontro di due diversi Bo! bens7 lo scontro di due opposte entit c"e costituiscono! a detta di %ung! dei 6modelli di comportamento. )er coloro c"e conoscono da pi5 tempo la scienza dello spirito! potrei anc"e aggiungere c"e tali 6arc"etipi Xung"iani altro non sono! in realt! c"e quelle entit c"e l-esoterismo cristiano c"iama 6 rc"ai o 6)rincipati e c"e Steiner c"iama anc"e 6Spiriti della personalit. 2entre l-Bo umano : legato infatti 0monoteisticamente4 agli Spiriti della forma 0vale a dire! a entit di grado immediatamente superiore a quello delle rc"ai e facenti gi parte! perci?! della seconda @erarc"ia4! il corpo astrale : legato 0politeisticamente4 agli Spiriti della personalit. <otiamo incidentalmente c"e! alla luce di queste ultime considerazioni! potrebbe trovare spiegazione anc"e il fenomeno delle cosiddette 6personalit multiple o - per dirla come si diceva all-epoca di >"Hodore $lourno' 0./9E-.+8,4 e di )ierre %anet 0./9+-.+EQ4 - del 6polipsic"ismo. ;a prose'uia$o con Steiner: Da una persona# di cui l?autore di (uesto li ro "a 'rande sti$a co$e pensatore# 'li stato o iettato c"e non possi ile parlare del pensare co$e (ui si fatto# perc"B ciA c"e si crede di osservare co$e pensare attivo non sare e c"e una parven!a. En realt+ si osservere ero soltanto i risultati di un?attivit+ non cosciente c"e sta alla ase del pensare -p.96.. Sappiamo ormai c"e questa persona era 1duard von &artmann 0./E8-.+,34! autore della $ilosofia dell-inconscio 0./+34 e non a torto considerato! insieme a Sc"open"auer! uno dei precursori della psicoanalisi. La sua obiezione ci riporta a una questione c"e abbiamo gi affrontato= vale a dire! alla distinzione tra un pensare 6cosciente e uno 6incosciente. Gui possiamo per? fare un-ulteriore considerazione. (sservando quello c"e abbiamo c"iamato il 6pensare attivo sostiene infatti von &artmann - noi non osserveremmo! in realt! c"e 6i risultati di un-attivit non cosciente c"e sta a base del pensare. Sta bene! ma il problema : proprio quello di stabilire se siffatta 6attivit non cosciente c"e sta a base del pensare sia altra dal pensare o sia invece altro pensare. Guesto : il puntoT Bl flusso del pensare sgorga infatti dalla sorgente 6incosciente dello spirito 0dell-Bo4! attraversa la regione 6subcosciente dell-anima 0del corpo astrale4! quella 6precosciente del corpo vivente 0eterico4 e sfocia infine in quella 6cosciente del corpo morto 0fisico4. La nostra consueta coscienza del pensiero non : dunque c"e una coscienza 6postuma= cio: una coscienza c"e permane nell-oscurit o in penombra per tutto il tempo in cui il pensiero sorge e risplende 0come il sole4 di luce propria! e c"e si illumina invece 0come la luna4 nel momento in cui esso tramonta e muore 0nel momento! ossia! in cui si d! riflessa dall-organo cerebrale! la sua spenta immagine4. La rappresentazione : infatti il 6cadavere del pensieroJ e - diciamolo pure - il suo culto universale ed esclusivo non : pertanto c"e 6necrofilia. ncora una volta! dobbiamo quindi stare attenti a non confondere il pensare con la coscienza del pensare. Guale atto dell-Bo! il pensare vive infatti laddove la coscienza : ancora assente! e muore laddove la coscienza : invece presente. ;i? significa c"e ognuno di noi : c"iamato a operare! grazie alla forza del Logos c"e inabita il cuore dell-Bo! una resurrezione del pensiero= ovvero! una resurrezione c"e dia modo allo spirito ordinario 0o 6profano4 di mutarsi nello 6Spirito Santo. 2entre von &artmann : convinto c"e il pensiero cosciente derivi da un-attivit d-altra natura! Steiner ci fa dunque osservare c"e tale attivit : proprio quella del pensare! e c"-: l-ordinario pensiero cosciente! semmai! a essere! in quanto riflesso! d-altra natura 0solo per? nella misura in cui un essere vivente : altro dal proprio ritratto! dalla propria fotografia o dalla propria salma4. En tutti i casi# lo sviluppo superiore del pensiero o della coscien!a non puA prescindere da una sana ase intellettuale. Dico (uesto perc"B# da alcuni anni a (uesta parte# si diffusa la tenden!a a svalori!!are l?intelletto in no$e dell?i$$ediate!!a# dell?e$otivit+ o 0 co$e spesso si dice 0 del vissuto -'i+ /latone ed &e'el# co$un(ue# accanto alla $isandrIa# alla $iso'inIa e alla $isantropIa# ponevano la $isolo'Ia: ovvero# l?avversione $or osa per il logos.. Occorre attenta$ente distin'uere# tuttavia# il ene dell? intelletto dal $ale dell?intellettualismo: vale a dire# da (uella ipertrofia o elefantiasi dell?intelletto c"e si reali!!a a scapito della vita dell?ani$a. Ricordo# a (uesto 59

proposito# un so'no raccontato$i# anni fa# da una 'iovane donna. La so'natrice si trovava al centro di una stan!a perfetta$ente cu ica le cui pareti si restrin'evano pro'ressiva$ente fino (uasi a soffocarla. Si trattava 0 co$e vedete 0 di un vero e proprio in0cu oO Un incu o c"e en illustra co$e la pro'ressiva e or'o'liosa espansione della vita intellettuale# o 0 per dirla con /ascal 0 dell? esprit de gHomHtrie# produca una pro'ressiva e an'osciosa contra!ione di (uella dell?ani$a# o 0 per dirla ancora con /ascal 0 dell? esprit de finesse. Riprendia$oci la vita# l?i$$a'ina!ione al potere: ricordate (uesti due cele ri slogan dei cosiddetti sessantottiniJ Hon denunciavano forse un disa'io collettivo non $olto diverso da (uello individuale denunciato dal so'noJ , ene# un si$ile disa'io non puA essere di certo curato dallo stesso intelletto c"e l?"a prodotto# nB dal re'redire a stati di coscien!a c"e# dal punto di vista evolutivo# ci sia$o or$ai lasciati alle spalle. Solo una superiore evolu!ione della coscien!a puA sanarlo# $a proprio per (uesto i$portante c"e coloro i (uali si accin'ono ad affrontare tale co$pito i$parino non solo a distin'uere l?intelletto dall?intellettualis$o# $a anc"e a difendere il pri$o dal secondo. /er lo sviluppo della coscien!a# l?intelletto rappresenta infatti una ase o un punto di parten!a# e non 0 co$e crede l?intellettualis$o 0 un vertice o un punto d?arrivo oltre il (uale i$possi ile andare. L?intellettualis$o# ad ese$pio# ci racconta# enc"B a $odo suo# la storia dell?uo$o cere rale# $a non sa fi'urarsi corretta$ente l?antica storia dell?uo$o pre0cere rale nB tanto$eno prefi'urarsi -o i$$a'inarsi. (uella futura dell?uo$o post0cere rale o spirituale. En effetti# co$e se si fosse deter$inata# sul piano evolutivo# una sorta di fissa!ione alla fase cere rale. Hon "o usato (uesto ter$ine a caso. Si sa infatti c"e# per :reud# all?ori'ine delle nevrosi -$a# in (ualc"e caso# anc"e delle psicosi. vi sare e una stasi evolutiva della libido e una sua conse'uente fissa!ione a una delle fasi -orale# anale e uretrale. c"e precedono (uella della nor$ale 'enitalit+. >"iun(ue a ia in vista una superiore evolu!ione della coscien!a# c"ia$ato dun(ue a difendere il sano intelletto tanto dalla $inaccia della sclerosi intellettualistica -prodotta dalla fissa!ione. (uanto da (uella del rammollimento emozionale -prodotto dalla re'ressione..

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/uarto capitolo
* ia$o ancora un po? di te$po e direi perciA di co$inciare il (uarto capitolo.

#ice Steiner= 6 ttraverso il pensare sorgono concetti e idee 0p.E/4. Bn effetti! il pensare rappresenta! per i concetti e le idee! quello c"e i genitori rappresentano per i figli. Un padre e una madre! infatti! non 6fanno o 6creano l-individualit del figlio! bens7 gli offrono la preziosa opportunit di disporre di un corpo in cui incarnarsi e con cui vivere sulla >erra. Una cosa : quindi il pensare! altra sono i concetti e le idee. Se non esistesse il pensare! i concetti e le idee rimarrebbero nel loro mondo senza mai giungere alla coscienza dell-uomo= ovvero! senza mai passare - per dirla in termini "egeliani - dalla logica 6oggettiva 0c"e si manifesta nel mondo4 a quella 6soggettiva 0c"e si manifesta nell-uomo4. Dice ancora Steiner: >"e cosa sia un concetto non puA essere detto con parole. Le parole possono soltanto rendere attento l?uo$o al fatto c"e e'li "a dei concetti. , poco dopo a''iun'e: Qualitativa$ente# le idee non sono diverse dai concettiD sono concetti pi) ricc"i di contenuto# pi) saturi# c"e a racciano di pi) -p.93.. Or ene# per co$inciare a capire la differen!a tra il concetto e l?idea potre$$o para'onare il pri$o a una stella e la seconda a una costella!ione. Un?idea non 61

infatti c"e un insie$e -o un or'anis$o. di concetti e# appunto per (uesto# (ualitativa$ente u'uale al concetto# $a pi) vasta# pi) co$plessa o 0 co$e dice Steiner 0 pi) satura o ricca di contenuto. En (uanto tale# la si puA anc"e considerare un concetto sovraordinato. Si prendano# ad ese$pio# i tre concetti di universale# particolare e individuale. * pri$a vista# appaiono co$e tre ele$enti diversi e separati. ,ppure# nonostante siano diversi e separati nella for$a# sono u'uali nella sostan!a# in (uanto sono tutti e tre dei concetti. Hon solo# $a dei concetti c"e presentano un reciproco e indissolu ile le'a$e -si$ile a (uello c"e presentano tre circonferen!e concentric"e.. Enfatti# l?universale co$prende -o sussu$e. se$pre il particolare e l?individualeD il particolare co$prende -o sussu$e. se$pre l?individuale ed co$preso -o sussunto. se$pre dall?universaleD l?individuale co$preso -o sussunto. se$pre dal particolare e dall?universale. Si tratta dun(ue di tre concetti c"e stanno# non solo 'li uni accanto a'li altri -co$e li vede la lo'ica analitica.# $a anc"e 'li uni dentro 'li altri -co$e li vede la lo'ica dialettica o speculativa.. Dal $o$ento# co$un(ue# c"e i concetti e le idee sono (ualitativa$ente u'uali# c"iun(ue riesca a speri$entare la natura del concetto# avr+ allora speri$entato anc"e (uella dell?idea. >"e cosa sia un concetto 0 dice Steiner 0 non puA essere detto con parole. Hon si tratta# infatti# di definire il concetto# ensI appunto di speri$entarlo. /er$ettete$i di le''ervi# al ri'uardo# (uanto dice (uesto #izionario di grammatica e di linguistica alla voce defini!ione: Opera!ione lin'uistica# propria della lessico'rafia# c"e consiste nello spie'are il si'nificato di una parola o di una locu!ione. >o$e vedete# (ualun(ue defini!ione non si solleva# ne$$eno di una spanna# dal $ero piano lin'uistico. Lo stesso #izionario spie'a inoltre c"e# dicendo: Gi dono (uesta rosa# si "a a c"e fare con un no$e concreto -cio# con un no$e c"e si riferisce a un contenuto c"e cade sotto i sensi.# $entre# dicendo: La rosa un fiore# si "a a c"e fare con un no$e astratto -cio# con un no$e c"e si riferisce a un contenuto c"e non cade sotto i sensi.. =i+# $a se un no$e astratto# in (uanto si riferisce a un contenuto c"e non cade sotto i sensi# allora# delle due# l?una: o (uesto contenuto# pur essendo i$percepi ile sensi il$ente# :# ed corretto dire allora c"e il no$e vi si riferisceD o (uesto contenuto# in (uanto i$percepi ile sensi il$ente# non :# ed scorretto dire allora c"e il no$e vi si riferisce. En (uesto secondo caso# pi) c"e di un no$e astratto# si trattere e (uindi di un no$e puro: ovvero# di ciA c"e i no$inalisti indicavano# non a caso# co$e flatus vocis o sententia vocum. K sin'olare# peraltro# c"e in (uesto stesso #izionario siano reperi ili le voci rappresenta!ione e perctto -sola$ente# perA# (uale desueto participio passato del ver o percepire. e sia al contrario irreperi ile la voce concetto. Tasta consultare# tuttavia# un (ualsiasi Cocabolario della lingua italiana per sapere c"e l?italiano concetto deriva dal latino conceptu0m4: dal participio passato# cio# del ver o concipere. /ertanto# allorc"B a ia$o distinto il pensare dal pensato# avre$$o potuto anc"e distin'uere il concepire dal concepito o dal concetto. :atto sta c"e il concetto # a un te$po# un essere concepente o deter$inante rispetto all-oggetto -al percetto. e un essere concepito o deter$inato rispetto al soggetto -all?Eo.. La rilevato# tuttavia# c"e il concetto# (uando concepito o deter$inato rispetto all?o''etto# si d+ alla coscien!a ordinaria (uale rappresentazione. K dun(ue co$prensi ile c"e sia difficile 0 co$e dice Steiner 0 spie'are con le parole cosa sia un concetto. En o'ni caso# i$portante notare co$e e'li c?inviti# ancora una volta# a renderci an!itutto attenti: attenti# nel caso specifico# al fatto c"e i concetti sor'ono attraverso il pensare. Sapete cosa dice &e'el in propositoJ Le lo le''o: >erta$ente# in te$pi $oderni# a nessun concetto andata cosI $ale co$e al concetto stesso# al concetto in sB e per sB. Da uoni $aterialisti# noi tutti sia$o infatti portati a reificare i concetti o a identificarli con le cose. Dicendo# ad ese$pio: Questo un tavolo# sia$o per lo pi) convinti di essere alle prese con una cosa# e non con un concetto. Lolendo essere pi'noli -$a in (uesto caso ene esserlo. dovre$$o infatti dire# non: Questo un tavolo# $a: /ercepisco un insie$e di sti$oli c"e penso (uale tavolo. En effetti# ove si consideri c"e un o''etto per la vista una cosa# per l?udito un?altra# per l?olfatto un?altra ancora e cosI via# ci si dovre e pur c"iedere: ;a (ual allora l?o''ettoJ Qual # ossia# il vero contenuto della nostra perce!ioneJ K davvero difficile rispondere a (uesti interro'ativi# se non si tiene conto del fatto 62

c"e la nostra or'ani!!a!ione sensoriale suddivide se$pre l?unit+ dell?o''etto in un nu$ero di sti$oli pari a (uello dei sensi i$pe'nati nella sua perce!ione. Hell?istante stesso in cui lo si percepisce# l?o''etto si frantu$a infatti in una serie di stimoli sensoriali. Se$pre un tavolo# ad ese$pio# nell?incontro con i cosiddetti cin(ue sensi# si suddivide e traduce in cin(ue diversi sti$oli sensoriali. Questi si trasfor$ano in impulsi nervosi c"e# 'iunti per vie diverse al cervello# si $utano poi -nell?ani$a. in sensazioni. ;a c"i c"e $uta 'li i$pulsi nervosi in sensa!ioni# le sensa!ioni in concetti e attua infine (uella sintesi c"e ci si d+ (uale concetto di tavoloJ * (uesta do$anda# la neurofisiolo'ia tuttora incapace di dare una soddisfacente risposta. >"i desideri saperne di pi)# le''a ;ome l-io controlla il suo cervello. Si tratta di una delle opere pi) interessanti di No"n ,ccles# pre$io <obel -126<. per la neurofisiolo'ia. En (uesto li ro# ,ccles si do$anda appunto c"i sia a unificare rappresentativa$ente (ue'li i$pulsi c"e# nel cervello# si $anten'ono ancora divisiD e $entre 'li riesce di riconoscere in tale so''etto l?Eo# di particolare interesse c"e non 'li riesca invece di riconoscere c"? proprio per $e!!o del concetto c"e l?Eo "a $odo di sinteti!!are o coagulare (uanto la perce!ione anali!!a o solve. ,'li arriva a ipoti!!are 0 vero 0 c"e esista# tra il cervello e l?Eo# un $ondo di psiconi# $a non sa riconoscere in (uesto -co$? accaduto a Nun' con (uello de'li arc"etipi in sB.# il $ondo dei concetti e delle idee. /ossia$o co$un(ue capirlo perc"B il concetto# ove non lo si speri$enti realistica$ente# e lo si concepisca perciA no$inalistica$ente# ci si deve li$itare allora a definirlo. ;a 0 co$e a ia$o detto 0 una cosa il concetto# altra la sua defini!ione. L?affer$are# ad ese$pio# c"e la circonferen!a il luo'o dei punti e(uidistanti da un ulteriore punto detto centro# "a en poco a c"e fare con la viva esperien!a del suo concetto -cosI co$e# ad ese$pio# l?affer$are c"e il sol la (uinta nota della scala $usicale di do# "a en poco a c"e fare con l?esperien!a sonora dello stesso.. Hon a caso# Scali'ero# nel suo >ecnic"e della concentrazione interiore# utili!!a proprio la circonferen!a per proporci il se'uente eserci!io. E$$a'inate di tracciare# col co$passo# una circonferen!a e di fare poi# osservandola# (ueste considera!ioni: 1. tutte le circonferen!e "anno un centro e non possono non averloD 5. il centro di (uella c"e sto osservando non perA c"e un forellinoD <. si tratta dun(ue di un?altra circonferen!a c"e deve avere a sua volta un centro. * (uesto punto# continuate l?eserci!io cercando di individuare tale centro. Qui# perA# delle due l?una: o lo individuate con 'li occ"i del corpo# $a (uesto non allora il centro# ensI un?ulteriore circonferen!aD o il centro# $a (uesto non lo individuate allora con 'li occ"i del corpo. Difatti# (uale essenza o noumeno di (uella manifestazione o di (uel fenomeno c"e la circonferen!a# il centro visi ile sola$ente con 'li occ"i dello spirito# cosI co$e sola$ente con 'li occ"i dello spirito sono visi ili i concetti e le idee. En effetti# tanto il centro di una circonferen!a (uanto il concetto di una cosa# pur costituendo la ragion d-essere della circonferen!a e della cosa percepite# apparten'ono al re'no de'li intelligibili. , laddove si danno co$e percepi ili esistono# $entre laddove si danno co$e intelli'i ili sono. B concetti appartengono dunque alle cose! alla realt! al mondo e! come tali! avrebbero solo bisogno di essere portati alla coscienza o 6scoperti 0e non pertanto 6inventati4. Sapendo per? - stando almeno a quanto dice la psicoanalisi - c"e i contenuti inconsci tendono ad affiorare alla coscienza mediante proiezione! potremmo domandarci se anc"e l-essere inconscio del concetto non affiori mediante una proiezione! e c"i o c"e cosa possa eventualmente riceverla. La ricevono - possiamo subito rispondere - gli oggetti o le cose. M cos7 c"e nasce infatti quel realismo detto appunto 6ingenuo o 6primitivo giacc"H sa dell-immagine percettiva! ma non sa ancora della rappresentazione nH del concetto 0esso proietta infatti il concetto sulla cosa direttamente percepibile nell-al di qua! mentre l-idealismo critico - come vedremo in seguito - lo proietta sulla cosa direttamente impercepibile nell-al di l! o 6cosa in sH4.

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;ontinua il quarto capitolo +N incontro - 83 novembre .++/


La volta scorsa# a ia$o letto e co$$entato solo poc"e ri'"e di (uesto capitolo. Riprendere$o (uindi il suo studio co$e se lo co$inciassi$o stasera. Dice Steiner: Quando (ualcuno vede un al ero# il suo pensare rea'isce sulla sua osserva!ione: all?o''etto si a''iun'e una controparte ideale# e l?uo$o considera l?o''etto e la controparte ideale co$e appartenentisi reciproca$ente -U. Quest?ulti$a il concetto dell?o''etto -U. E concetti non ri$an'ono perA isolati: si riuniscono a for$are un insie$e secondo certe le''i -U. En tal $odo i sin'oli concetti si colle'ano fra loro in un siste$a concettuale c"iuso# nel (uale ciascuno "a il suo posto particolare -p.93.. ;i? significa! dunque! c"e per mezzo dell-intelletto afferriamo i singoli concetti! mentre per mezzo della ragione li colleg"iamo fra loro - come dice Steiner - 6in un sistema concettuale c"iuso. Ci ricordate della 6tavola pitagorica c"e si trovava quasi sempre stampata 0almeno ai miei tempi4 sull-ultima pagina dei quaderni di scuolaI 1bbene! immaginate di ritagliarne tutti i numeri in modo da ridurla a un mucc"ietto di quadratini! di prelevare poi da questo un quadratino alla volta rimettendo ciascun numero al suo posto e ricomponendo cos7 la tavola. (rbene! se paragoniamo questa al 6sistema concettuale c"iuso di cui parla Steiner! e ogni numero al singolo concetto! ci si c"iariscono allora e la funzione analitica svolta dall-intelletto e quella sintetica svolta dalla ragione. M infatti il primo a scomporre in singoli elementi il 6sistema concettuale c"iuso ed : invece la seconda a ricomporlo. 2a per quale motivo occorre prima scomporre 0solvere4 e poi ricomporre 0coagulare4 tale insiemeI )erc"H solo cos7 : possibile passare dalla inconscia sintesi a-priori 0naturale4 alla cosciente sintesi a-posteriori 0spirituale4. )erc"H soltanto cos7! in altre parole! pu? nascere! crescere e maturare la nostra coscienza 0tale operazione - non lo si dimentic"i riguarda direttamente noi stessi! e non il mondo4. Dice Steiner: De o attri uire particolare valore al fatto c"e (ui# a (uesto punto# si faccia atten!ione c"e io "o preso co$e punto di parten!a il pensare# e non i concetti e le idee# c"e soltanto $ediante il pensare possono essere con(uistati# e (uindi presuppon'ono 'i+ il pensareD e a''iun'e# fra parentesi: :accio espressa$ente (uesta osserva!ione perc"B in ciA consiste la $ia differen!a da &e'el: e'li pone infatti il concetto co$e ele$ento pri$o ed ori'inario -pp.930 92.. )u? essere interessante ricordare! a questo proposito! c"e anc"e @entile! nel suo 6attualismo! "a preso quale 6punto di partenza il pensare. L-"a preso! per?! quale 6punto di partenza di una 6speculazione o di una 6sistematica! e non di una 6osservazione animica secondo il metodo delle scienze naturali! come recita il secondo sottotitolo de La filosofia della libert. <e La riforma della dialettica "egeliana : contenuto! ad esempio! un breve saggio cui @entile "a dato questo titolo= L-atto del pensare come atto puro. Un 6atto del genere! tuttavia! necessita! non di essere 6dialettizzato e 6sistematizzato! quanto piuttosto di essere 6sperimentato! e sperimentato - si badi - non in modo sognante o mistico! bens7 in modo cosciente e scientifico. <on a caso! l-6atto puro di @entile "a suscitato due diverse reazioni. Una : quella di coloro c"e "anno temuto 0con ;roce! e non a torto4 c"e potesse aprire il varco a degli atteggiamenti irrazionali e regressivi 0emotivi o volontaristici4J l-altra : quella di coloro c"e gli "anno obiettato di non aver preso le mosse dall-atto del pensare! bens7 dalla 6rappresentazione del pensare quale atto= non dal pensare! insomma! ma da un pensato. ;-: da osservare! tuttavia! c"e questa seconda obiezione evidenzia! suo malgrado! non solo i limiti dell-6attualismo! ma quelli dell-intera speculazione filosofica 0e quindi dell-anima razionale o affettiva4. Guello c"e la vista fa con gli 64

oggetti! l-anima razionale o affettiva 0soprattutto nella seconda met della sua fase di sviluppo4 lo fa infatti col pensare= ne apprezza la forma! ma non la sostanza. 1 come per sperimentare la sostanza di un oggetto sensibile si deve ricorrere al tatto! cos7 per sperimentare quella del pensare si deve ricorrere a un grado di coscienza superiore= superiore non solo a quello dell-anima razionale o affettiva! ma anc"e a quello dell-anima cosciente 0o! per essere pi5 precisi! della sua prima manifestazione 6intellettuale4. Guesta seconda! infatti! se "a il pregio di avvertire l-astrattezza o l-inconsistenza dei pensieri cui : dedita la prima! "a per? il difetto - come vedremo meglio in seguito - di riversare in tali vuote forme di pensiero! non la sostanza eOtrasensibile del pensiero stesso! bens7 quella sensibile degli oggetti o delle cose. ,? appunto il pensiero reso sterile dall?asservi$ento ai sensi e all?or'ano cere rale# c"e Scali'ero c"ia$a dialettico# distin'uendolo da (uello li ero dai sensi c"e c"ia$a invece vivente. (rbene! c"iunque non riesca a trasformare l-idea del pensiero 6vivente in una reale esperienza! e non cominci perci? a pensare viventemente! corre il risc"io di ridurre perfino tale preziosa idea a mera rappresentazione! finendo cos7 con l-aumentare il gi pletorico e ingombrante bagaglio dei propri pensati 06l-erudizione - osserva per l-appunto &egel - consiste principalmente nel sapere una quantit di cose inutili! c"e non "anno in sH alcun contenuto e alcun interesse all-infuori di quello costituito appunto dal semplice fatto d-averne conoscenza4. <on tanto : importante! dunque! il cosa si pensa! quanto piuttosto il come si pensa e! soprattutto! il c"i pensa Dice Steiner: El concetto non puA venir ricavato dall?osserva!ione -U. E concetti si a''iun'ono all?osserva!ione -p.92.. Si avverte qui una c"iara eco dell-annosa diatriba c"e divide i razionalisti! per i quali le idee sono innate! dagli empiristi! per i quali sono invece ricavate dall-esperienza 0percettiva4. LocFe come : noto - concepisce la mente come una tabula rasa! e fa sua la nota espressione di >ommaso d- quino= ni"il est in intellectu quod non fuerit prius in sensu 0nulla vi : 6dentro di noi c"e non sia stato prima 6fuori di noi4. <ell-esaminare queste due opposte posizioni : comunque necessaria una certa attenzione poic"H in entrambe si rintracciano! a un tempo! torti e ragioni. Bl concetto! in effetti! non pu? essere ricavato dalla sola esperienza o dalla sola percezione! ma - come dice Steiner - si 6aggiunge a questa. 2a c"e cosa si ricava allora dall-esperienzaI questa domanda! possiamo rispondere cos7= dall-esperienza non si ricava il concetto! bens7 la coscienza del concetto 0in veste di rappresentazione4. M vero infatti c"e i concetti! in qualit di essenze delle cose! esistono 0in-re4 prima ancora c"e li si conosca o riconosca 0cosa c"e d ragione ai razionalisti4! ma : anc"e vero c"e in tanto li si riesce a conoscere o riconoscere 0post-rem4 in quanto li si sperimenta o percepisce 0cosa c"e d ragione agli empiristi4. #obbiamo essere perci? grati all-esperienza o alla percezione poic"H : in virt5 di questa c"e riusciamo ad avere coscienza del concetto o dell-idea 0quantunque! per ora! solo in modo astratto o riflesso4. ,ccoci co$un(ue arrivati al punto in cui Steiner cita# co$$enta e critica un passo in cui &er ert Spencer tenta di ese$plificare il $odo in cui si dare e# nell?essere u$ano# la cosiddetta spie'a!ione dei feno$eni. Hella speran!a di riuscire a rendere pi) c"iara la sostan!a delle osserva!ioni di Steiner# vorrei proporvi il se'uente sc"e$a: ;ondo ideale o del concetto linea di so'lia 0000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000 ;ondo reale o della perce!ione (rbene! proviamo ad analizzare in questa luce l-esempio! fatto da Spencer! della pernice c"e agita l-erba e del frusc7o c"e giunge alle nostre orecc"ie! risvegliando cos7 il nostro interesse conoscitivo. Bo dunque cammino 6attraverso i campi in un 65

giorno di settembre quando odo d-improvviso un frusc7o provenire da un punto in cui noto c"e l-erba si agita. 2a cosa : accaduto in realtI M accaduto c"e! nel mondo reale o della percezione! sono stato raggiunto da uno stimolo 0il frusc7o dell-erba agitata4 c"e! solo dopo aver attraversato la linea di soglia e raggiunto il mondo ideale o del concetto! si determina o qualifica come effetto. @razie a questo primo movimento 6ascendente! sono dunque risalito dal piano inferiore sensibile a quello superiore eOtrasensibile. desso fate bene attenzione perc"H : su quest-ultimo piano! cio: su quello in cui mi si : dato il concetto di effetto! c"e mi si d pure quello di causa. #ifatti! nel mondo superiore eOtrasensibile! un concetto evoca sempre altri concetti= quelli! anzitutto! con i quali gode - per cos7 dire - di un-6affinit elettiva. Bl secondo movimento si svolge dunque all-interno del mondo ideale o del concetto e mi consente di 6associare! al concetto di 6effetto! quello di 6causa. Solo dopo aver trovato il concetto di 6causa! io infatti riattraverso! con un ultimo e inverso movimento! la linea di soglia! ritornando cos7 in quel mondo reale o della percezione in cui! guidato dal 6concetto-causa! scopro infine l-6oggetto-causa 0la pernice4. ;ome "o dunque scoperto! nel mondo superiore eOtrasensibile! il 6concetto-causa 0o la causa come 6concetto4! cos7 devo scoprire! in quello inferiore sensibile! l-6oggetto-causa 0o la causa come 6percetto4. Lasciatemi dire c"e : davvero straordinario il poter contemplare movimenti del genere. Si tratta infatti di movimenti sottili e segreti 0eterici4 c"e ciascuno di noi compie di continuo! senza rendersene affatto conto 06)adre! perdona loro - dice per l-appunto il ;risto - perc"H non sanno quello c"e fanno4. ;ome vedete! non stiamo 6filosofando! ma stiamo 6stimolando un vero e proprio risveglio dell-autocoscienza. 1ducare e sviluppare una coscienza superiore significa infatti imparare a 6sapere quel c"e si 6fa= significa cio: penetrare nella sfera di quei processi incoscienti 0in cui sono i concetti4! subcoscienti 0in cui si svolge il giudicare4 e precoscienti 0in cui vivono le immaginazioni4 c"e presiedono alla ordinaria 6cognizione sensibile o! per dirla con Spencer! alla ordinaria 6spiegazione dei fenomeni. Guest-ultimo 0ma non : il solo4 crede di potersela cavare riducendo l-oggettiva e necessaria associazione tra il concetto di 6effetto e quello di 6causa a un semplice fatto di abitudine. #alla circostanza! ad esempio! c"e ogni sera osserviamo la luce tramontare con il sole! e c"e ogni mattina la vediamo risorgere con lo stesso! noi trarremmo - a suo parere - la soggettiva conclusione c"e la luce : effetto del sole e c"e il sole : causa della luce. 2a questo : un errore. <on si pu? spiegare infatti col tempo quello c"e non appartiene al tempo! ma alla qualit. 1 l-affinit tra il concetto di 6effetto e quello di 6causa : appunto un-affinit di ordine qualitativo= ossia di un ordine c"e trascende sia quello dello spazio sia quello del tempo. Dice infatti Steiner: Questi concetti di causa ed effetto io non posso $ai ottenerli dalla se$plice osserva!ione per (uanto estesa a nu$erosissi$i casi -p.47.. Bl c"e vuol dire= per quanto estesa nello spazio e prolungata nel tempo. bbiamo gi distinto! una volta! la logica dello 6spazio da quella del 6tempo! e la logica del 6tempo da quella della 6qualit. 1bbene! si tratta ora di capire c"e : appunto la logica della qualit a far incontrare e sposare il concetto di 6causa con quello di 6effetto. <on si giudic"i 6eccessivo un siffatto modo di esprimersi poic"H la logica della qualit altro non : c"e la logica del carattere o! meglio ancora! dell-animaJ e quando leggiamo Le nozze c"imic"e di ;"ristian RosenFreuz! o sentiamo %ung parlare a pi5 riprese della coniunctio oppositorum o del m'sterium coniunctionis! : appunto a tale logica c"e dobbiamo pensare= cio: a quella c"e spinge ogni concetto! separato e isolato dall-intelletto! a ritrovare e riabbracciare la propria 6anima gemella. La relazione tra il concetto di 6effetto e quello di 6causa non "a dunque carattere 6accidentale! bens7 6necessario. Dice Steiner: Se si pretende c"e una scien!a ri'orosa$ente o''ettiva ricavi il suo contenuto soltanto dall?osserva!ione# si deve nello stesso te$po pretendere c"e essa rinun!i del tutto al pensare. Questo# infatti# per sua natura va se$pre al di l+ dell?osservato -p.47.. 66

Si racconta c"e un antico filosofo# per potersi pi) profonda$ente dedicare alla propria riflessione sen!a essere distratto dal $ondo# volle farsi accecare. Lera o falsa c"e sia# (uesta storia testi$onia co$un(ue del fatto c"e i filosofi si asano pi) sul pensare c"e sul percepire# $entre 'li scien!iati si asano# viceversa# pi) sul percepire c"e sul pensare. * cosa serve infatti un $icroscopio# se non appunto a poten!iare le capacit+ percettive de'li occ"iJ K di certo inne'a ile c"e# su (uesto piano# si siano fatti de'li enor$i pro'ressi. Quasi o'ni 'iorno# or$ai# la tecnolo'ia $ette a nostra disposi!ione stru$enti nuovi e se$pre pi) sofisticati. Hon c? nessuno# tuttavia# c"e sia riuscito a pensare in $odo diverso o pi) profondo per il solo fatto di essere riuscito a vedere pi) cose -Dalla tecnica @ osserva appunto :riedric" =eor' Nun'er @ possia$o attenderci solo le solu!ioni a tutti i pro le$i c"e si affrontano e si risolvono tecnica$enteD non possia$o attenderci nulla c"e sia al di l+ del tecnica$ente possi ile.. *l ri'uardo# ;aV &orS"ei$er fa 'iusta$ente notare# nel suo cele re 1clisse della ragione# c"e sia$o adesso arrivati a utili!!are de'li stru$enti se$pre pi) intelli'enti per perse'uire dei fini se$pre pi) stupidiD e ciA dipendere e 0 a suo dire 0 dal fatto c"e la ra'ione stru$entale -o dei $e!!i. "a or$ai preso un nocivo sopravvento su (uella o''ettiva -o dei fini.. En effetti# non "a torto. Tasta pensare ad ese$pio alla televisione e riflettere sulla $acroscopica differen!a c"e c? tra l?intelli'en!a c"e l?"a i$$a'inata e reali!!ata -(uale stru$ento. e (uella c"e# i$$a'inandone e reali!!andone i pro'ra$$i# deputata invece a servirsene. Se i filosofi dovre ero dun(ue i$parare a sporcarsi le $ani con l?esperien!a# 'li scien!iati dovre ero i$parare invece a lavarsele con il pensiero. * tale proposito# vorrei raccontarvi una 'ustosa storiella. >? uno scien!iato c"e# c"iuso nel suo la oratorio# si accin'e# dopo anni di ricerca# a effettuare un esperi$ento decisivo. Davanti a sB# su un tavolo# "a una pulce# una lente d?in'randi$ento# una $atita e un taccuino. >on trepida!ione# prende tra le dita la pulce# la osserva con la lente# le strappa una !a$petta# la riposa sul tavolo e le Inti$a: SaltaO. Tenc"B $utilata# la poveretta ese'ue l?ordine e salta. >o$piaciuto# lo scien!iato la riprende e# dopo averle strappato un?altra !a$petta# ripete il co$ando e constata c"e la pulce# seppure con pi) difficolt+# continua a saltare. La avanti cosI finc"B alla $alcapitata non ri$ane alcuna !a$petta. K il $o$ento decisivo. ,$o!ionato# lo scien!iato l?osserva pri$a attenta$ente con la lente e poi di nuovo le ordina: SaltaO. ;a la sventurata estiola non si $uove. *llora lo scien!iato# se$pre pi) teso# le urla: SaltaO. =lielo urla con se$pre $a''or fo'a una# due# tre volte# e poi# sicuro or$ai c"e la pulce non sia pi) in 'rado di o edir'li# si al!a di scatto# afferra la $atita e# ra''iante# scrive sul suo taccuino: O''i# sono riuscito final$ente a di$ostrare c"e la pulce# allorc"B ri$ane sen!a !a$pe# diventa sordaO. >erto# non c"e una storiella: una storiella# oltretutto# sulla (uale non difficile i$$a'inare (uanto avre ero da ridire 'li scien!iati. /urtuttavia# "a il pre'io di ric"ia$are in $odo divertente l?atten!ione su un fatto $olto serio: sul fatto# ossia# c"? davvero possi ile c"e da una serie di dati o''ettiva$ente percepiti si possano trarre# so''ettiva$ente# delle conclusioni s a'liate. scoltate! ad esempio! quanto dice @oet"e! in <atura e scienza= 6<on ci si guarder mai abbastanza dal trarre da esperimenti conclusioni affrettateJ giacc"H : appunto al passaggio dall-esperienza al giudizio! dalla conoscenza all-applicazione! c"e! come ad una stretta! tutti i nemici segreti dell-uomo stanno in agguatoJ fantasia! impazienza! precipitazione! arroganza! caparbiet! forma mentis! preconcetti! pigrizia! leggerezza! volubilit o come si vogliano altrimenti c"iamare questi nemici con tutto il loro seguito! ci aspettano al varco! e inopinatamente sopraffanno sia l-attivo uomo di mondo! sia lo studioso pacato e apparentemente alieno da passioni. /roprio per (uesto# Steiner ci ricorda -in altra sede. c"e non c? un solo dato speri$entale della $oderna ricerca scientifica c"e sia in contrasto con le conclusioni o con le affer$a!ioni della scien!a dello spirito# $entre ci sono $olte conclusioni o $olte affer$a!ioni della $oderna ricerca scientifica c"e sono in contrasto con (uelle della scien!a dello spirito. Gutto il pro le$a sta infatti nel vedere co$e ven'ano pensati o $essi tra loro in rapporto i dati forniti dalla perce!ione. 67

#ico a bella posta 6dalla percezione e non 6dall-esperienza perc"H! ove si fosse capaci di fare sul serio 6esperienza dell-esperienza! ben si saprebbe allora c"e questa comprende tanto il percepire c"e il pensare 0allo stesso modo in cui l-acqua comprende tanto l-idrogeno c"e l-ossigeno4. #el resto! a c"i non : capitato d-incontrare nella vita di tutti i giorni qualcuno c"e vantando la necessit di arricc"ire la propria anima con sempre nuove 6esperienze non fa altro! in realt! c"e ripetere sempre gli stessi erroriI 2a si ripetono gli stessi errori solo perc"H l-6esperienza non "a insegnato nullaJ e non "a insegnato nulla solo perc"H non : stata sufficientemente pensata= solo perc"H! ossia! la sua componente 6reale o 6esistenziale "a preso il sopravvento su quella 6ideale o 6essenziale! e questo : potuto succedere in quanto! pur essendo sgorgata dal piano oggettivo della percezione! l-esperienza "a poi arrestato il proprio movimento su quello soggettivo della sensazione. ben vedere! infatti! quando diciamo di voler fare delle 6esperienze di vita! raramente ci accorgiamo di non voler far altro c"e passare da una sensazione all-altra. Bn tal modo! tuttavia! la realt viene goduta o sofferta! ma mai penetrata o conosciuta. ;i? non vuol dire - intendiamoci - c"e la realt non debba essere goduta o sofferta! bens7 vuol dire c"e non ci si dovrebbe arrestare a questo livello della sua esperienza= c"e non ci si dovrebbe arrestare! cio:! alle sensazioni o ai sentimenti del reale! ma li si dovrebbe trasformare in concetti e in idee. )ermettete c"e vi legga! al riguardo! quel c"e dice Steiner! in >eosofia= 6)er c"i indag"i! piacere e dispiacere! gioia e dolore non devono essere se non l-occasione di imparare dalle cose. 1gli non si rende in tal modo insensibile al piacere e al dispiacere! ma si solleva al di sopra di essi perc"H essi gli rivelino la natura delle cose. ;"i progredisca in questa direzione! impara quali maestri siano la gioia e il dolore. bbiamo dunque visto c"e! per conoscere! bisogna c"e qualcosa venga incontro a noi partendo dal mondo 0il percetto4 e c"e qualcos-altro vada incontro al mondo partendo da noi 0il concetto4. 1bbene Scaligero! nel #ell-amore immortale! cos7 scrive= 6;i? c"e dalla natura si libera e fiorisce come pensiero! : l-iniziale tessuto dell-amore. Bl volgere del sensibile all-idea e il ricercarsi dell-idea nel sensibile. #a questo punto di vista! possiamo perci? paragonare l-elemento 6dionisiaco del percetto 0o della forza4 e quello 6apollineo del concetto 0o della forma4 ai manzoniani 6promessi sposi! e tutti quelli c"e! in un modo o nell-altro! ostacolano l-incontro tra il percetto 0Renzo4 e il concetto 0Lucia4 a quel don Rodrigo c"e! tramite i suoi bravi! manda a dire appunto! a don bbondio! c"e un siffatto matrimonio 6non s-"a da fare! nH domani! nH mai. bbiamo visto! a suo tempo! c"e costoro sono! in genere! o dei dualisti 06psicofisicalisti o 6interazionisti4! o dei monisti 06materialisti! 6spiritualisti o 6fenomenalisti4! o dei fautori di un compromesso 06duplice aspettismo o 6epifenomenalismo4. 1bbene! spero vogliate perdonarmi se! dopo aver paragonato i dualisti a don Rodrigo! non so resistere alla tentazione di paragonare i monisti 0ossia quelli c"e! operando una reductio ad unum! sopprimono uno dei due membri della coppia4 a dei soggetti dediti all-6onanismo! e i fautori di un compromesso a dei soggetti! non meno singolari! c"e provano piacere nell-arrestarsi sempre ai 6preliminari! e c"e mai arrivano! quindi! a consumare un rapporto completo. >utti costoro! comunque! condividono la preoccupazione di evitare c"e il reale e l-ideale! incontrandosi e unendosi! possano generare! nell-uomo! il $iglio dell-uomo. &a detto una volta PerdXaeff= 6La vera conoscenza : sempre un atto coniugale. queste parole! vorrei solo aggiungere c"e la vera conoscenza! in tanto : un 6atto coniugale! in quanto : l-incontro fecondo dell-essere con l-essere= quel solo incontro! vale a dire! dal quale pu? nascere! come autocoscienza! lo spirito. ;a ora 0 dice Steiner 0 il $o$ento di passare dal pensare all?essere pensante# perc"B attraverso l?essere pensante il pensare viene colle'ato con l?osserva!ione. La coscien!a u$ana il palcoscenico dove concetto e osserva!ione si incontrano e ven'ono colle'ati tra loro -p.47.. >o$e vedete# la $etafora de B promessi sposi pi) c"e una $etafora. La coscien!a u$ana 0 dice Steiner 0 il palcoscenico dove concetto e osserva!ione si incontrano e ven'ono colle'ati tra loro. Si potre e anc"e dire# allora# c"e la coscien!a u$ana il te$pio nel (uale si cele rano le no!!e del concetto e del percetto: ossia# la sacra unione -Ceros'a$os. della (ualit+ fe$$inile del pri$o -la for$a. con (uella $asc"ile del secondo -la for!a.. K appunto per (uesto c"e 68

Scali'ero 0 co$e a ia$o visto 0 parla dell?atto del conoscere co$e di un atto d?a$ore: ossia# di un atto c"e $ira a riunire le due parti in cui fu diviso l?andro'ino ori'inario. Bn ogni caso! per passare - come dice Steiner - 6dal pensare all-essere pensante bisogna avere il coraggio di tuffarsi nelle acque del pensare e la forza di risalire! nuotando contro corrente! alla loro sorgente. L-impresa : tutta qui! ma esige volont ed esercizio perc"H la nostra natura va spontaneamente in senso inverso 0dal pensare al pensato4. Coi sapete! ad esempio! c"e tra i diversi esercizi interiori suggeriti dalla scienza dello spirito c-: anc"e quello cosiddetto della 6giornata a ritroso. Si tratta! alla sera e prima di addormentarsi! di ripercorre in modo sintetico! ma soprattutto a ritroso! gli eventi c"e "anno caratterizzato la giornata. 2a a cosa serve questo esercizioI Serve proprio a rafforzare il volere nel pensare! in quanto ci costringe ad andare innaturalmente dalla sera alla mattina! e a non abbandonarci al flusso dei ricordi c"e andrebbe invece naturalmente dalla mattina alla sera. Bn effetti! abbiamo l-abitudine di guardare sempre e soltanto 6avanti a noi= laddove! ossia! c-: sempre e soltanto il pensato o la rappresentazione. 1d : invece 6dietro il pensato c"e c-: il pensare! ed : 6dietro il pensare c"e c-: infine il pensante. )er passare dal primo al secondo! e poi dal secondo al terzo! non possiamo quindi valerci della forza incosciente della natura! ma dobbiamo valerci di quella cosciente della volont. Bnsomma! se il pensare - come abbiamo detto e ripetuto : un atto dell-Bo 0un divenire dell-essere4 o un Bo in atto 0un essere in divenire4! si tratta allora di impegnarci a risalire! mediante l-atto 0il divenire4! all-Bo 0all-essere4. Dice Steiner: En (uanto l?uo$o osserva un o''etto# (uesto 'li appare co$e dato: in (uanto pensa# e'li appare a se stesso co$e attivo. >onsidera la cosa co$e oggetto# e se stesso co$e soggetto pensante. En (uanto diri'e il suo pensare sull?osserva!ione# "a coscien!a de'li o''ettiD in (uanto diri'e il pensare su se stesso# "a coscien!a di sB o autocoscienza -p.47.. L?uo$o capace di percepire# $a anc"e di autopercepirsi. /ensando a ciA c"e percepisce 'uada'na la coscien!a dell?o''etto# $entre pensando a ciA c"e autopercepisce 'uada'na la coscien!a del so''etto o l?autocoscien!a. 6<on si deve per? trascurare - prosegue Steiner - c"e soltanto con l-aiuto del pensare noi possiamo designarci come soggetto e contrapporci agli oggetti. )erci? il pensare non deve mai venir considerato come un-attivit puramente soggettiva. Bl pensare : al di l di soggetto e oggetto 0L4 <on : c"e il soggetto pensi per il fatto di essere soggettoJ bens7 esso appare a se stesso come soggetto perc"H "a la facolt di pensare 0pp.9,-9.4. Ganto il concetto di so''etto (uanto (uello di o''etto sor'ono dun(ue attraverso il pensare. * ia$o 'i+ visto# (uando ci sia$o occupati dei concetti di alto e asso# di destra e sinistra o di causa ed effetto# c"e si tratta di concetti relativi. Enfatti# ponendo o to'liendo il concetto di o''etto si pone o to'lie pure (uello di so''etto# e viceversa. Ledete (uanto fra'ile il fonda$ento della nostra ordinaria autocoscien!aJ , capite (uanto sia illusoria# su un fonda$ento del 'enere# la speran!a di a$areJ /erc"B nasca e si conservi la coscien!a dell?Eo# ciascuno deve infatti se$pre allontanare da sB il non0Eo e oppor'lisi. El $ondo e tutti 'li altri esseri sono (uindi un non0Eo# $entre solo io sono un Eo -un e'o.. Eo 0 dice il Tattista 0 sono una voce c"e 'rida nel deserto. K (uesta appunto la voce di (uell?io -di (uell?e'o. c"e# per avere coscien!a di sB# per essere sB stesso# "a dovuto fare# intorno a sB# terra ruciata: ovvero# "a dovuto respin'ere e allontanare da sB tutto il resto del $ondo. ,cco perc"B si "a paura di a$are vera$ente. /erc"B si "a paura di perdere la coscien!a dell?Eo o di perdersi. *nc"e (uando dor$ia$o perdia$o la coscien!a dell?Eo poic"B ven'ono $eno i confini c"e# durante la ve'lia# ci separano dal $ondo e da'li altri. ;a (uali sono (uesti confiniJ En pri$o luo'o# (uelli del corpo. Lo spa!io c"e occupa il nostro corpo non puA essere infatti occupato da nessun altro corpo. >o$e la nostra vita il nostro tempo# cosI il nostro corpo il nostro spazio# ed entra$ i# seppure in 69

$odo diverso# ci dividono dall?altrui te$po e dall?altrui spa!io. L?ordinaria coscien!a dell?Eo dun(ue una coscien!a di (uell?Eo -di (uell?e'o. c"e esiste# nello spa!io# co$e corpo e# nel te$po# co$e vita -co$e io'rafia.. , ene# a$are vera$ente si'nifica incontrare il $ondo e l?altro al di l+ del te$po e dello spa!io: ovvero# laddove essi sono -(uali esseri ani$ico0spirituali. e non soltanto appaiono o esistono -(uali esseri eterico0fisici.. /er far (uesto# occorre perA 'uada'narsi una coscien!a dell?Eo c"e sia capace di conservare sB stessa anc"e (uando ven'ono $eno i confini c"e solita$ente la li$itano e# li$itandola# la distin'uono e la separano dal resto del $ondo. Occorre 'uda'narsi# in altri ter$ini# una coscien!a dell?Eo capace di conservare sB stessa al di l+ di (uella so'lia oltre la (uale l?ordinaria autocoscien!a costretta a s$arrirsi o a spe'nersi nel sonno. Se questo ci : c"iaro! ci sar anc"e c"iaro allora c"e : soltanto dal vero 6essere pensante 0e non perci? dall-ego c"e : un 6essere pensato4 c"e pu? discendere una coscienza di tal genere. Bl vero 6essere pensante! dandosi - come dice Steiner - 6al di l di soggetto e oggetto! : infatti un soggetto oggettivo o un oggetto soggettivo= in una parola! lo spirito 0mentre l-anima : un 6soggetto soggettivo e il corpo : un 6oggetto oggettivo4. )erdonate il gioco di parole! ma capirete c"e quando si sfiorano certi livelli di realt il nostro linguaggio abituale si dimostra inadeguato! e occorre perci? ricorrere a delle formulazioni alquanto paradossali. Lo testimonia pure il fatto c"e! parlando come abbiamo appena fatto di un 6soggetto oggettivo o di un 6oggetto soggettivo! viene anc"e meno la consueta distinzione tra la coscienza 0c"e il soggetto "a dell-oggetto4 e l-autocoscienza 0c"e il soggetto "a di sH4. #ifatti! in quanto unit o sintesi di soggetto e oggetto! l-Bo 0non l-ego4 riconosce sH nell-oggetto e riconosce l-oggetto in sH! con ci? facendo della 6coscienza del mondo una 6coscienza di sH e della 6coscienza di sH una 6coscienza del mondo 06ogni coscienza di un altro oggetto dice &egel : autocoscienzaJ io so l-oggetto come mio esso : mia rappresentazione e perci? so in esso me stesso4. <on : un caso! c"e uno dei pensieri c"e la scienza dello spirito c-invita a meditare sia proprio questo= 6Uomo! conosci il mondo e conoscerai te stessoJ conosci te stesso e conoscerai il mondo. Gornando a noi# occorre dun(ue distin'uere il soggetto pensato -l?e'o. dal soggetto pensante -l?Eo.# poic"B (uest?ulti$o c"e# in virt) del pensare# co$incia a sapere di sB nella for$a dell?e'o. Dalla propria attivit+ pensante# l?Eo ricava infatti# (uali pensati# tanto il concetto di so''etto c"e (uello di o''etto. , co$e l?attivit+ pensante s'or'a dall?Eo# cosI i concetti di so''etto e o''etto s'or'ano dall?attivit+ pensante. ;iascuno di noi "a dunque la possibilit di evadere dalla prigione della egoit grazie alla forza del pensare. Bmmaginate! ad esempio! di essere caduti in un pozzo buio e profondo! le cui pareti non offrano alcun appiglio per risalire alla superficie! ma in cui penzoli! non si sa da dove! una fune. (rbene! ove paragonassimo il fondo del pozzo all-egoit e la fune al pensare! potremmo allora accorgerci di somigliare! in tutto e per tutto! a degli individui c"e! convinti ormai c"e sia il fondo del pozzo! e solo quello! il loro vero spazio! utilizzino la fune per appenderci qualcosa o per trastullarsi! ma mai vi si afferrino per tentare! risalendola! di tornare alla luce. 2i sembra di aver gi detto! infatti! c"e il pensare : come il bandolo di una matassa c"e! afferrato entro il limite! pu? portarci oltre il limite! o c"e! afferrato entro l-ego! pu? portarci oltre l-ego= ovvero! laddove : l-Bo quale mondo e il mondo quale Bo. Guando mai! infatti! potremmo cogliere l-essenza di un fenomeno se tale essenza non fosse in noi e se noi non fossimo in tale essenzaI 2a ci? non significa allora c"e! al di l dell-apparenza immediata! vi : qualcosa c"e unisce noi al fenomeno e il fenomeno a noiI ;ome potete vedere! non : affatto per sentimentalismo c"e abbiamo associato l-idea del pensare a quella dell-amore. ;ome l-amore 0a-mors4 vince infatti la morte! cos7 il pensare vince quell-ego c"e altri non : se non il cadavere dell-Bo= ovvero! un Bo morto poic"H identificato con lo spazio 0col s?ma4 e separato! per ci? stesso! dal mondo! dagli altri e dal suo stesso e vivo essere. )roprio il pensare! infatti! : incessantemente dedito a riunire spiritualmente tutto quanto si presenta materialmente irrelato o separato= a ricollegare! cio:! i fenomeni tra loro e noi stessi ai fenomeni. 70

Ricordo! a questo proposito! due significativi passi delle lettere c"e si scambiarono ;roce e @entile negli anni 0intorno al .+,Q4 in cui il loro sodalizio cominciava a essere turbato da quel dissenso c"e li avrebbe portati! in seguito! a interrompere il loro rapporto. 6 nc"-io nutro fiducia - scrive ;roce - c"e c-intenderemo= c-intenderemo seguitando a pensareLJ 6 vete interamente ragione= - risponde @entile - il pensiero ci metter d-accordo sempre di pi5. )er loro! cos7 purtroppo non : stato= cos7 non : stato! per?! perc"H non solo non "anno 6seguitato a pensare! ma si sono pure attestati sulle proprie diverse posizioni 0sui propri diversi pensati4. Bl pensare! riportando i pensati - per cos7 dire - dallo stato 6solido a quello 6liquido! dissolve infatti tutte quelle incomprensioni e opposizioni insorte per il suo essersi riversato e rappreso nelle forme conferitegli dalle nostre differenti nature. (ccorrerebbe dunque 6camminare sulle acque! ma! essendo ormai tutti noi 6uomini di poca fede! : comprensibile c"e si nutra! come )ietro! la paura di affogare. $isposta a una domanda =li psicolo'i dicono c"e un individuo scoto$i!!a (uando si rifiuta# pi) o $eno inconscia$ente# di vedere (ue'li aspetti di sB o del $ondo c"e possono $etterlo in difficolt+ o in crisi. , ene# se la realt+ del pensare 0 co$e dice Steiner 0 passa nor$al$ente inosservata# (uella del concetto viene addirittura scoto$i!!ata. Ordinaria$ente# infatti# il concetto# (uand?anc"e fossi$o capaci di distin'uerlo dalla rappresenta!ione -cosa divenuta attual$ente assai rara.# non # per noi# c"e un nulla. ,ppure# la $oderna esperien!a della realt+ dello spirito 0 secondo Scali'ero 0 dovre e co$inciare proprio con l?esperien!a della realt+ del concetto. >o$e "o detto e ripetuto# soltanto raffor!ando il pensare# per $e!!o della concentra!ione e della $edita!ione# c"e proprio l+ dove ci appare o''i un nulla# possia$o sperare di scoprire do$ani 0 co$e dice :aust 0 un tutto. /er ora# dovre$$o avere l?u$ilt+ di a$$ettere c"e il nostro pensiero a ituale# $entre all?alte!!a del non0essere della rappresenta!ione# non all?alte!!a dell?essere del concettoD e non all?alte!!a dell?essere del concetto perc"B non ancora all?alte!!a di (uel divenire del pensare -del 'iudicare. dal (uale ori'ina la rappresenta!ione. * dirla tutta# l?esperien!a della realt+ del concetto non # invero# c"e l?esperien!a di una realt+ $usicale -di una delle note c"e danno vita all?ar$onia delle sfere. nella (uale il pensare volere e il volere pensare# o nella (uale la for$a la for!a e la for!a la for$a. Ove si consideri# del resto# c"e tutta la $usica del $ondo viene co$posta con sole sette note# non si dovre e far fatica a i$$a'inare c"e anc"e tutto il pensiero del $ondo possa essere edificato con poc"i concetti fonda$entali: ad ese$pio# con (uei dieci concetti fonda$entali c"e sono# per *ristotele# le cate'orie -sostan!a# (uantit+# (ualit+# rela!ione# luo'o# te$po# posi!ione# stato# a!ione# passione.. Secondo lo sta'irita# sono appunto (ueste le for$e# i 'eneri# le fi'ure o le deter$ina!ioni principali in cui si divide l?essere. ;a il se$plice apprendere o sapere (uesto# non asta pi). Hon nutre pi) la nostra ani$a# non la ca$ ia# non la $atura# non la fa diventare diversa e $i'liore. >iA non dipende perA dalle cate'orie# ensI dal $odo inani$ato in cui noi# diversa$ente da *ristotele e dai suoi conte$poranei# ci sia$o ridotti a pensarle. *scoltate# ad ese$pio# (uanto dice Nun'# se$pre in )sicologia e lc"imia: La cultura cristiana "a di$ostrato di essere vuota in un $odo spaventevole: una lacca esternaD l?uo$o interiore non ne stato toccato e (uindi ri$asto i$$utato. D?accordo# $a su c"i ricade la responsa ilit+ di un tale stato di coseJ :orse sulla cultura cristianaJ O non piuttosto su (uell?intelletto c"e non consente $ai a ciA c"e apprende di varcare la so'lia c"e lo divide e lo isola dall?uo$o interioreJ , co$e pretendere# allora# c"e tale intelletto# in (ualit+ di stru$ento dell?uo$o esteriore -o di ra'ione stru$entale# dire e &orS"ei$er.# sia in 'rado di conoscere e trasfor$are (uello interioreJ >o$e vedete# si tratta di un 'rave e(uivoco. K co$e se (ualcuno# dopo aver inforcato# sen!a rendersene conto# de'li occ"iali con lenti rosse# co$inciasse poi a denunciare o a la$entare il fatto c"e tutto (uel c"e vede a ia irri$edia il$ente assunto tale colore. Un e(uivoco del 'enere appare oltretutto pi) 'rave# ove si pensi c"e Nun' viene universal$ente considerato# con :reud# un $aestro della 71

psicolo'ia dell?inconscio. /roprio tali inda'atori# in verit+# avre ero dovuto accor'ersi c"e# per poter avere li ero e o''ettivo accesso alla realt+ inor'anica del $ondo# l?intelletto "a dovuto estirpare la vita dai concetti# con ciA perA estirpandola dalla stessa ani$a u$ana.

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;ontinua il quarto capitolo .,N incontro - 8 dicembre .++/ Stasera# pri$a di riprendere l?esa$e del testo# vorrei invitarvi a osservare (uesto sc"e$a: so''etto -e'o.

Eo

o''etto -non0e'o. Li pre'o perA di ricordare c"e 'li sc"e$i "anno il difetto di essere statici# e ciA puA risultare particolar$ente li$itante per c"i vo'lia affrontare una dina$ica del pensiero# o una lo'odina$ica. Lenia$o co$un(ue a noi. * ia$o udito Steiner affer$are c"e il pensare al di l+ di so''etto e o''etto. >iA vuol dire dun(ue c"e il so''etto al (uale faccia$o nor$ale e costante riferi$ento -l?e'o. parte del so''etto# $a non tutto il so''etto. Ledete infatti c"e# nello sc"e$a# "o $esso l?Eo al centro tra l?e'o e il non0e'o. Se proprio volessi$o dar'li una colloca!ione# dovre$$o i$$a'inarlo l+ dov? il cuore: non il cuore fisico# s?intende# $a (uello spirituale -il sacro cuore.. Da (uesto centro# l?Eo irradia co$e un sole la sua for!a e# in (uesta# sare e invero arduo distin'uere la luce dal calore. * (uesto livello# infatti# la luce calore e il calore luce. Hell?uo$o# perA# si verifica (ualcosa di $olto particolare. ,'li infatti strutturato in $odo tale da intercettare la luce e respin'ere il calore nella sua or'ani!!a!ione superiore -neuro0 sensoriale.# e intercettare il calore e respin'ere la luce in (uella inferiore -$eta olica.. , laddove viene intercettata la luce e respinto il calore nasce# col pensare# la coscien!a dell?Eo# nella for$a dell?e'o -o del so''etto pensato.# $entre laddove viene intercettato il calore e respinta la luce nasce# col volere# la coscien!a del non0e'o -o dell?o''etto percepito.. >iA si'nifica c"e l?Eo centrale il vero essere tanto del so''etto pensato c"e dell?o''etto percepito# e perciA il vero so''etto tanto del pensare o del conscio (uanto del volere o dell?inconscio. 73

nc"e questo modo di esprimere la cosa : naturalmente sc"ematico. Colendo essere precisi! dovremmo infatti dire c"e! nella sfera superiore 0in quella c"e Steiner c"iama! in Una fisiologia occulta! l-6organizzazione cosciente dell-io4 viene alla coscienza la luce! in veste di pensiero 0di forma4! e rimane nell-incoscienza il calore! mentre in quella inferiore 0in quella c"e Steiner c"iama! nello stesso testo! l-6organizzazione incosciente dell-io4 viene alla coscienza il calore! in veste di volont 0di forza4! e rimane nell-incoscienza la luce. <ella prima! siamo perci? alle prese col volere nel pensareJ nella seconda! col pensare nel volere. Bn ogni caso! se fate attenzione al rapporto illustrato dallo sc"ema tra il soggetto 0l-ego4 e l-oggetto 0il non-ego4! potete quasi toccare con mano il paradosso di questa situazione. <otate infatti c"e l-Bo! in quanto prende coscienza di s: come 6soggetto! non : pi5 solo un Bo c"e :! ma anc"e un Bo c"e comincia a sapere di essere. 2a come comincia a saperloI $orse in modo c"e questo sapere corrisponda al suo vero essereI <o. Guesto suo primo sapere non fonda infatti c"e la prima forma dell-autocoscienza 0riflessa4= ovvero! quella c"e si basa cartesianamente sul pensare 0sul cogito4 e non anc"e sul volere. Si potrebbe anc"e dire! volendo! c"e l-autocoscienza nasce cos7 come nasce un uomo. Si dice= 6Bn puero! "omo! ma l-uomo! nel bambino! c-: e non c-:= ossia! c-: in potenza! ma non ancora in atto. (rbene! se qualcuno! deluso dal fatto di non avere a c"e fare con un uomo! invece di aiutare il bambino a crescere e a maturare! tentasse di sopprimerlo! non farebbe cosa granc"H diversa da quella c"e fanno tutti coloro c"e! in nome della fraternit! della socialit o della solidariet! praticano metodi educativi tendenti! pi5 o meno scientemente! a una mortificazione o a un-evirazione dell-io abituale 0dell-ego4. * ia$o co$un(ue visto c"e l?Eo# nella parte superiore dello sc"e$a# si riconosce co$e so''etto -co$e e'o.# $entre# in (uella inferiore# si ritiene paradossal$ente un o''etto -un non0e'o.: un o''etto i'noto e trascendente 'iudicato da alcuni fisico e da altri $etafisico -avverte tuttavia &e'el: O'ni sfor!o di conoscere e d?apprendere# o'ni scien!a e perfino o'ni attivit+ pratica non $ira ad altro se non a far sI c"e ciA c"? interna$ente o in sB sia tratto fuori di sB# e (uindi si o''ettivi a se stesso -U. Lo spirito sdoppia$ento# estrania$ento# $a soltanto per poter trovare se stesso# per venire a se stesso.. En tutti i casi# avendo finora parlato del pensare# ci sia$o per lo pi) occupati della parte superiore dello sc"e$aD adesso# parlando della perce!ione# ci occupere$o invece della parte inferiore. K (ui c"e l?Eo# nella $assi$a incoscien!a di sB# incontra il proprio essere -o la propria for!a. co$e un essere -o una for!a. c"e 'iudica altro da sH. K (ui c"e l?Eo dun(ue si aliena e# alienandosi# d+ la stura a tutte (uelle conce!ioni c"e pon'ono a loro unilaterale e trascendente fonda$ento l?o''etto -$etafisico o fisico.. >ol porre il dualis$o di so''etto0o''etto -Dico la verit+: 0 "a scritto >roce 0 se io# filosofo# fossi in condi!ioni di dualis$o# $i ver'o'nerei e starei !itto.# si d+ infatti sfo'o alle si$patie e alle antipatie personali: ovvero# a tutte (uelle preferen!e -se non addirittura a tutti (uei 'usti. c"e dipendono# in prevalen!a# dalla costitu!ione# dal te$pera$ento e dal carattere. *d ese$pio# i caratteri astenici -o neuro0sensoriali. saranno per lo pi) inclini a dipendere antipaticamente dall?o''etto -te$uto.# $entre (uelli stenici -o $eta olici. saranno per lo pi) inclini a dipendere simpaticamente dal so''etto -a$ato.. Quest?ulti$i# avendo optato pi) o $eno consapevol$ente per il so''etto relativo -l?e'o.# e non per (uello assoluto -l?Eo.# andranno perA difficil$ente al di l+ di una visione $era$ente psicolo'istica o so''ettivistica delle cose. ;a tornia$o a noi e occupia$oci 0 co$e ci sia$o riproposti 0 della parte inferiore dello sc"e$a. 6Bn c"e modo - si c"iede Steiner - l-altro elemento! c"e abbiamo finora indicato solo come oggetto dell-osservazione e c"e si incontra con il pensare nella coscienza! penetra nella coscienza stessaI 0p.9.4. )er capirlo - dice poi 6dobbiamo rappresentarci un essere c"e! sorgendo dal nulla con intelligenza umana pienamente sviluppata! si affacci al mondo. Guello di cui si accorgerebbe prima di mettere in attivit il suo pensare : il puro contenuto dell-osservazione. Bl mondo non gli mostrerebbe c"e un aggregato sconnesso di oggetti di sensazione= 74

colori! suoni! sensazioni di pressione! di calore! gustative! olfattiveJ e poi sentimenti di piacere e di dispiacere. Guesto aggregato : il contenuto dell-osservazione pura! priva di pensiero 0p.9.4. D?accordo# il to'lier via dal nostro ca$po d?osserva!ione 0 co$e dice se$pre Steiner 0 tutto ciA c"e vi stato 'i+ portato col pensiero# un?opera!ione artificiale. ;a non forse artificiale tutto il $odo di procedere della scien!aJ Di cos?altro testi$onia# ad ese$pio# un?analisi c"i$ica se non della volont+ di andare al di l+ di (uanto ci presenta i$$ediata$ente la naturaJ *vre$$o $ai appreso# altri$enti# c"e l?ac(ua costituita da due ato$i di idro'eno e da uno di ossi'enoJ , ene# Steiner# anali!!ando in $odo analo'o l?esperien!a# pri$a ci fa notare c"e (uesta costituita da un ele$ento percettivo e da uno di pensiero# e poi ci propone di osservare il pri$o allorc"B viene scisso e isolato dal secondo. Se'uendo un tale procedi$ento# si reali!!a c"e# ove si desse il solo ele$ento percettivo# il $ondo ci si presentere e co$e un a''re'ato sconnesso di o''etti di sensa!ione: ovvero# co$e una $olteplicit+ di dati privi di (ualsivo'lia rela!ione reciproca. ;a una tale assen!a di rela!ione altro non c"e un?assen!a di pensiero. Li ricordate di (uando a ia$o parlato# citando un passo di Spencer# del fruscIo dell?er a e della perniceJ , ene# cosa a ia$o visto alloraJ * ia$o visto: pri$a c"e# attraversando la so'lia c"e divide il $ondo sensi ile da (uello eVtrasensi ile# sia$o saliti dal dato percettivo di fruscIo a (uello concettuale di effetto# poi c"e# ri$anendo al di l+ di (uesta so'lia# a ia$o per$esso al concetto di effetto di portarsi incontro a (uello di causa# e infine c"e# riattraversando in senso inverso la stessa so'lia# sia$o discesi dal dato concettuale di causa al dato percettivo di pernice. >iA vuol dire# (uindi# c"e la rela!ione tra la perce!ione del fruscIo e (uella della pernice non # in realt+# c"e la rela!ione tra il concetto di effetto e (uello di causa: dun(ue# una rela!ione di pensiero tra due concetti e non una rela!ione di pensiero tra due o''etti. :atto si c"e il pensiero -si perdoni il 'ioco di parole. non pu? pensare c"e pensieriD ed appunto in (uesti c"e deve risolvere le cose se vuole scoprire la rela!ione intercorrente tra le stesse. Hor$al$ente# tutto ciA ri$ane purtroppo inosservato. La nostra atten!ione infatti catturata dalle cose c"e osservia$o e non da ciA c"e ci per$ette di connetterle tra loro. /ensate a un re'istratore: c? un nastro c"e 'ira e sul (uale ri$an'ono i$presse le parole di c"i parla. Dovre$$o considerare# perA# c"e vi ri$an'ono i$presse anc"e le pause: anc"e (uelle $ini$e 0 intendo dire 0 c"e servono a dividere e a distin'uere una parola dall?altra. >o$e dun(ue la continuit del nastro inudibile sta a fonda$ento del nesso tra la discontinuit delle parole udibili# cosI la continuit del pensare invisibile sta a fonda$ento del nesso tra la discontinuit delle perce!ioni visibili. Si deve co$un(ue riconoscere c"e nel fatto di trascurare il pensare a favore dei percepiti o dei pensati c? (ualcosa di nor$ale# se non addirittura di sano. Si tratta infatti di uno de'li aspetti di (uella c"e usia$o talvolta indicare (uale sana o eata incoscien!a. L?uo$o# per la propria evolu!ione# c"ia$ato perA a diventare sana$ente patolo'ico e non a ri$anere patolo'ica$ente sano -Questa non una $alattia da $orirne# 0 dice appunto il >risto 0 $a per la 'loria di Dio# affinc"B il :i'lio di Dio ne sia 'lorificato.. En effetti# c"i vuole ri$anere incosciente -$a ci si puA solo illudere# or$ai# di 'odere di un si$ile stato.# evita# sI# la $alattia -(uella# ad ese$pio# della coscien!a infelice di cui parla &e'el nella $enomenologia dello spirito.# $a perde pure# cosI facendo# la possi ilit+ di (uella 'uari'ione c"e sola puA restituire all?uo$o il proprio ran'o e la propria di'nit+ spirituali. Hessuno puA essere assolto 0 dice un /adre del deserto 0 da un peccato c"e non "a co$$esso. , per la stessa ra'ione# la teolo'ia cattolica parla del peccato ori'inale co$e di una feliO culpa. L-ordinaria coscienza intellettuale 0o - per dirla con &orF"eimer - l-ordinaria 6ragione strumentale o dei 6mezzi4 non dovrebbe essere - lo ripetiamo - c"e una base o un trampolino di lancio per la conquista di superiori gradi di coscienza. 1ssa si fonda sulla percezione sensibile e ci consente perci? di conoscere in modo scientifico solo ci? c"-: 6fuori di noi= non la vita! l-anima e lo spirito! cio:! bens7 soltanto la morte o l-elemento fisico 0: al momento della morte! infatti! c"e il corpo fisico - o il s?ma - viene appunto a trovarsi al di 6fuori di quello eterico! di quello astrale e dell-io= ossia! 6fuori di noi4. llorc": una siffatta forma mentis esaurisce il proprio compito evolutivo e si fanno perci? avvertire nuove e pi5 75

profonde esigenze 0quelle c"e potrebbero essere soddisfatte - per usare sempre le parole di &orF"eimer - da una 6ragione oggettiva o dei 6fini4! il 6bene dell-intelletto comincia per? a trasformarsi nel 6male dell-intellettualismo. ;i si torna infatti a interrogare sulla vita! sull-anima 0meno4 e sullo spirito 0meno ancora4! ma si insiste! senza avvedersene! nell-inveterata abitudine di cercare le risposte a tali quesiti 6fuori di noi. Guaesivi et non inveni= : questo! ad esempio! il titolo di un libro uscito alcuni anni fa e del quale! purtroppo! non ricordo l-autore 0forse Ricciardetto= alias! ugusto @uerriero4. (rbene! : come se uno di noi entrasse in una salumeria! c"iedesse delle sigarette e! tornato a casa deluso per non averle trovate! scrivesse= quaesivi et non inveni. Sia c"iaro c"e! dicendo cos7! non intendo affatto essere irriverente nei riguardi dell-autore! ma intendo solo mettere in evidenza il paradosso di una situazione nella quale - come proverbialmente si dice - 6si cerca l-asino mentre ci si sta sopra! o 6si cercano gli occ"iali mentre li si "a sul naso. 1- proprio nel momento in cui si affacciano gli interrogativi di cui dicevamo c"e bisognerebbe infatti cominciare a osservare! in modo innaturale! l-agire e l-essere della nostra coscienza naturale. ricercare dice ad esempio Steiner - 6per mezzo della riflessione pensante! quale rapporto vi sia fra il contenuto dell-osservazione datoci per via immediata 0L4 e il nostro soggetto cosciente 0p.984. <el far questo avverte per? lo stesso - dovremo ricordarci 6c"e l-attivit del pensare non deve affatto essere concepita come soggettiva 0p.984. Quest?ulti$a affer$a!ione allude c"iara$ente all?ori'inario e o''ettivo rapporto dei concetti tra loro. En proposito# ricorderete c"e vi dissi# una sera# c"e asta tirare una linea in $e!!o a un fo'lio per dar vita a due opposti concetti: a (uelli# ad ese$pio# di alto e asso o di destra e sinistra. Or ene# ove non si tirasse (uella linea# non si evoc"ere ero (uei concetti# e (uesti se ne ri$arre ero allora nella pace della loro unit+ ori'inaria. ,vocandoli -in virt) della perce!ione delle scansioni spa!iali 'enerate dalla linea.# li si costrin'e invece a dividersi e a speri$entare 0 co$e dice &e'el 0 un?interiore irre(uiete!!a: ovvero# la co$prensi ile irre(uiete!!a di un concetto c"e# costretto dall?intelletto alla solitudine -a (uella sancita dal principio d?identit+.# ad altro non aspira c"e a tornare all?insie$e dal (uale stato strappato. 2a se le cose stanno cos7 - potremmo domandarci - com-: possibile allora formulare dei giudizi sbagliatiI Bmmaginiamo! ad esempio! c"e il concetto ! unito in origine al concetto P e poi da questo separato e isolato dall-intelletto! venga successivamente riunito! dal giudizio! al concetto ;! anzic"H a quello P. 1bbene! quando ci? accade 0e accade purtroppo assai spesso4 ci si trova di fronte a un vero e proprio 6matrimonio d-interesse! e non a un 6matrimonio d-amore. 2a c"i nutre un tale 6interesseI La nostra natura personale - possiamo subito rispondere - e! in primo luogo! la nostra natura psic"ica. M a causa! infatti! della nostra 6vanit 0del nostro sentire narcisistico4 o della nostra 6utilit 0del nostro volere egoistico4 c"e l-interesse 6particulare prevale su quello 6universale e c"e l-opinione 0doOa4 prevale sulla scienza 0episteme4 o sulla verit 0alet"eia4. Riflettendo su questo! si pu? ben capire! tra l-altro! il perc"H la vera conoscenza sia un-ascesi= ossia! un tirocinio per superare 0o 6santificare4 l-ego e far s7 c"e divenga quell-Bo c"e :! a un tempo! il vero essere di noi stessi e del mondo. La salvezza! la redenzione o la resurrezione di noi stessi : perci? quella stessa di tutto quanto esiste e ci circonda. #ice Steiner= 6#ata l-indeterminatezza del linguaggio corrente! mi sembra necessario intendermi col lettore riguardo all-uso di una parola c"e adoperer? spesso in seguito. ;"iamer? gli oggetti immediati di sensazioni! dei quali "o pi5 sopra parlato! percezioni! in quanto il soggetto cosciente ne prende coscienza attraverso l-osservazione. ;on tale nome non indico dunque il processo dell-osservazione! ma l-oggetto dell-osservazione stessa 0p.984. Hel testo# l?o''etto i$$ediato della sensa!ione verr+ detto dun(ue perce!ione. ;a perc"B i$$ediatoJ /erc"B tale tutto ciA c"e non stato ancora pensato# o su cui non si ancora riflettuto. ;entre il pensiero# in (uanto cosciente# infatti $edia!ione# la natura# in (uanto incosciente# al contrario i$$ediate!!a. En o'ni caso# Steiner "a indu ia$ente ra'ione di la$entare l?indeter$inate!!a del lin'ua''io corrente. He volete un ese$pioJ ,cco (ui un 76

#izionario di psicologiaD apria$olo alla voce sensa!ione e sentia$o cosa dice: Sensazione viene solita$ente distinta da percezione# essendo (uest?ulti$a costituita dall?interpreta!ione e dall?ela ora!ione della sensa!ione. >o$e vedete# viene considerata i$$ediata la sensa!ione e $ediata la perce!ione -in (uanto risultante dall?interpreta!ione e dall?ela ora!ione della pri$a.. Se lo apria$o alla voce perce!ione# le''ia$o infatti: En 'enerale (uei processi c"e danno coeren!a e unit+ all?input sensoriale. ;a c"e cos? l?input sensorialeJ K ciA c"e viene introdotto 0 spie'a se$pre il #izionario 0 all?interno di un siste$a. Dun(ue# ricapitolia$o: l?input sensoriale precede la sensa!ione c"e# a sua volta# precede la perce!ione. L?input sensoriale e(uivale dun(ue al percettoJ ;acc"BO * (uesta voce il #izionario dice infatti: >iA c"e viene percepito. Hotare c"e percetto non dovre e essere confuso con l?o''etto fisico -con lo sti$olo distale.# o con l?ener'ia c"e sti$ola un recettore -con lo sti$olo prossi$ale.. En ulti$a analisi# il percetto feno$enolo'ico o esperien!ialeD il risultato del processo di perce!ione. :ate dun(ue atten!ione: pri$a viene detto c"e il percetto ciA c"e viene percepito# autori!!andoci pertanto a pensare c"e si tratti di un (ualcosa c"e sta all?inizio del processo di perce!ioneD dopo viene detto invece c"e lo stesso il risultato del processo di perce!ione# e (uindi un (ualcosa c"e sta alla sua fine. Or ene# 'iacc"B il percetto non puA essere (ueste due cose insie$e# si deve allora sce'liere: o lo si colloca all?ini!io# $a resta cosI da c"iarire in c"e cosa differisca dall?input sensorialeD o lo si colloca alla fine# $a resta cosI da c"iarire in c"e cosa differisca dalla i$$a'ine percettiva. ,cco dun(ue un c"iaro ese$pio dell?indeter$inate!!a di cui parla Steiner. /er superarla -rendendo cosI superfluo il 'enerico appello al fattore feno$enolo'ico o esperien!iale.# si dovre e a$$ettere c"e il percetto # sI# ciA c"e viene percepito# $a c"e proprio ciA c"e viene percepito resta essen!ial$ente i'noto poic"B si presenta ai sensi 'i+ trasfor$ato in un input o in uno sti$olo. >o$e vedete# l?indeter$inate!!a discende tutta dal fatto c"e# alla coscien!a ordinaria# la vera natura del percetto altrettanto i'nota (uanto (uella del concetto. Gra non $olto# vedre$o c"e appunto una sola e $edesi$a realt+ a essere appresa in for$a reale o di percetto dal volere# e in for$a ideale o di concetto dal pensare. )er tornare comunque a noi e tentare di fare un po- di c"iarezza! cominciamo allora col distinguere tre cose= .4 l-atto percettivoJ 84 il percettoJ A4 l-immagine percettiva. #iciamo 6atto percettivo il momento iniziale di quello c"e Steiner c"iama 6processo dell-osservazione e diciamo invece 6percetto l-oggetto di tale atto= ossia! quello c"e! sempre Steiner! c"iama 6oggetto immediato di sensazione od 6oggetto dell-osservazione. questi due elementi : per? bene aggiungere - come si vedr - anc"e quello dell-immagine percettiva. M proprio quest-ultima! infatti! a costituire il prodotto finale di quel processo percettivo c"e potrebbe essere! in breve! cos7 riassunto. >utto s-inizia con l-osservazione 0con l-atto percettivo4 e quindi con l-incontro o lo scontro dell-essere del soggetto con l-essenza dell-oggetto. causa di questo incontro o scontro! l-essenza unitaria dell-oggetto si suddivide in un numero di qualit pari a quello degli organi di senso impegnati dal soggetto nell-evento. <ell-ambiente! o nel 6mezzo! c"e lo divide dall-oggetto! l-Bo sperimenta tali qualit come stimoli. #ai recettori degli organi di senso! questi vengono poi trasformati in impulsi nervosi c"e! raggiunto il cervello! vengono sperimentati dall-Bo come eventi corticali 0consistenti secondo 1ccles - 6in un aumento dell-esocitosi dai reticoli vescicolari presinaptici delle cellule piramidali dei dendroni4. M cos7! dunque! c"e le diverse qualit in cui si : suddiviso l-oggetto giungono! dopo aver attraversato 0per via 6afferente4 il corpo! a interagire direttamente con l-Bo. @razie a siffatta interazione 0tra 6dendroni e 6psiconi! direbbe 1ccles4! l-Bo prima ricostituisce le entelec"ie 0cio: le unit di forma e di forza! o di concetto e percetto4 e poi prende a sperimentarle e a conoscerle 0per via 6efferente4 nell-anima. <ell-anima senziente 0legata al corpo astrale4! le sperimenta e conosce come sensazioni e! nell-anima razionale o affettiva 0legata al corpo eterico4! come concetti o elementi di giudizio. M grazie alla mediazione di quest-ultima c"e l-Bo dunque sintetizza! giudicando! quella serie di qualit c"e! prima di darsi come serie di concetti! si era data come serie di sensazioni! di eventi corticali! d-impulsi nervosi e di stimoli. >uttavia! : solo in virt5 della successiva mediazione dell-anima cosciente 0legata al corpo fisico4! c"e i portati dell-anima senziente e dell-anima razionale vengono coscientemente 77

appresi dall-Bo! nelle forme della rappresentazione dell-immagine percettiva 0tridimensionale4.

0bidimensionale4

<el ;orso di medicina pastorale! Steiner cos7 appunto esemplifica= 6<el processo visivo abbiamo un primo stimolo esterno c"e viene suscitato anzitutto nell-io! poi penetra nel corpo astrale e giunge fino al corpo etericoJ infine il corpo eterico comunica alla persona l-intera esperienza cosciente! in un certo senso urtando in ogni direzione contro l-organizzazione fisica. L-esperienza della coscienza consiste in questo urto. Bl processo si svolge esattamente in questo modo 0L4 <ell-occ"io viene esercitato lo stimolo c"e agisce prima nell-io! poi passa nel corpo astrale! quindi nel corpo eterico! e nel corpo eterico urta da ogni lato contro il fisicoJ il fisico lo respinge! e questo contraccolpo del fisico : la vera e propria esperienza visiva. Ca comunque sottolineato c"e tutta la sottile e complessa attivit dell-Bo c"e presiede alla formazione e al consolidarsi della coscienza ordinaria dell-oggetto 0cio: a dire! della sua rappresentazione e della sua immagine percettiva4 si svolge allo stato di sonno e di sogno. Si noti anc"e il fatto c"e il concetto : gi 6implicato 0per dirla con @ioberti4 nella sensazione e c"e si 6esplica solo nel momento in cui l-Bo lo muta in rappresentazione 0e in immagine percettiva4. 6@i nell-anima senziente - osserva appunto Steiner! in ntroposofia! psicosofia! pneumatosofia - vive un pensare! seppure a livello inconscio! c"e viene alla luce solo nell-anima razionale e diventa consapevole solo nell-anima cosciente. K altresI i$portante sottolineare c"e la natura della perce!ione -intesa co$e percetto. oggettiva# $entre (uella della sensa!ione soggettiva. /ensate a una fo ia. ;a credete forse c"e siano l?ascensore o la $etropolitana# in (ualit+ di o''ettivi contenuti della perce!ione -in (ualit+ di percetti.# a scatenare l?an'oscia del claustrofo oJ O non piuttosto il $odo in cui tali o''etti ven'ono vissuti sul piano so''ettivo della sensa!ioneJ /ensate# per fare ancora un ese$pio# a'li ulti$i cin(ue $inuti di un incontro di calcio# e al $odo antitetico in cui ven'ono vissuti dai tifosi della s(uadra c"e sta vincendo 1 a 7 e da (uelli della s(uadra c"e sta viceversa perdendo. La stessa fra!ione di te$po dar+ infatti# ai pri$i# la sensa!ione di essere inter$ina ile e# ai secondi# (uella invece di volare via troppo in fretta. Spero sia c"iaro# dun(ue# c"e la sensa!ione rappresenta il $odo in cui speri$entia$o soggettivamente -psic"ica$ente. il contenuto oggettivo della perce!ione. K proprio per (uesto# d?altronde# c"e la sfera delle sensa!ioni -insie$e a (uella dei senti$enti. si trova al centro dell?interesse e del lavoro della psicolo'ia: della scien!a# appunto# della soggettivit. * ia$o finora preso ad ese$pio de'li o''etti o delle cose. Qualsiasi realt+# tuttavia# fisica# ani$ica o spirituale c"e sia# ci si d+ in pri$a istan!a co$e percetto. /ossono perciA essere o''etto di perce!ione 'li istinti# i $oti della volont+# le e$o!ioni# 'li stati d?ani$o# i senti$enti# i ricordi e 0 co$e a ia$o visto a suo te$po 0 perfino i pensieri. Dice Steiner: L?uo$o se$plice considera le sue perce!ioni nel senso in cui i$$ediata$ente 'li appaiono# co$e cose c"e "anno un?esisten!a co$pleta$ente indipendente da lui -pp.4504<.. Sar utile ricordare! a questo proposito! quel detto Ven c"e suona all-incirca cos7= 6)er l-uomo comune! le montagne sono montagne e gli alberi sono alberiJ per il discepolo Ven! le montagne non sono montagne e gli alberi non sono alberiJ per il maestro Ven! le montagne sono montagne e gli alberi sono alberi. Bn effetti! l-uomo 6semplice o 6comune! sostenendo c"e 6le montagne sono montagne e gli alberi sono alberi! dimostra di avere una visione del mondo realistica! ma ingenua. >ale visione esige perci? di essere superata non gi per il suo realismo! bens7 per la sua ingenuit. M quest-ultima! infatti! a provocare la reazione di tutti coloro per i quali 6le montagne non sono montagne e gli alberi non sono alberi= di tutti coloro! ossia! c"e! insieme all-ingenuit! gettano il realismo! o c"e - come si suol dire - 6insieme all-acqua sporca! gettano il bambino. #obbiamo comunque riconoscere c"e! dal punto di vista dell-evoluzione culturale! siamo sostanzialmente fermi a questo punto. @i &egel osservava c"e se anc"e la filosofia Fantiana si : distaccata 6dalla coscienza comune! la sua 6affermazione 78

c"e l-assoluto non si pu? conoscere : divenuta! paradossalmente! convinzione 6comune. Bl problema! in ogni caso! non : quello di passare da uno stato di salute 6naturale 0quello del realismo ingenuo4 a uno stato di nevrosi permanente 0quello attuale4! bens7 quello di passare! da una condizione d-incosciente certezza naturale 0o corporea4! attraverso un provvisorio stato d-incertezza animica o psic"ica! a una condizione di cosciente certezza spirituale. $isposta a una domanda >o$e forse sapete# la psic"iatria distin'ue le allucina!ioni dalle illusioni. Si "a infatti un?allucina!ione allor(uando si "a una i$$a'ine percettiva in assen!a di un o''etto o di un percettoD si "a invece una illusione allor(uando# per un errore di 'iudi!io# il percetto non viene riunito al suo concetto. Quando dicia$o# ad ese$pio# c"e si sono prese lucciole per lanterne o fisc"i per fiasc"i parlia$o appunto di illusioni. >i sare e tuttavia da osservare c"e anc"e nel caso delle allucina!ioni si tratta di un errore di 'iudi!io e non di perce!ione. /er a$ore di precisione# dovre$$o infatti dire c"e si "a una allucina!ione allor(uando si ritiene c"e l?i$$a'ine percettiva sia stata prodotta da un inesistente sti$olo esterno -a$ ientale. e non da un esistente sti$olo interno -or'anico. co$e (uello cui si devono# ad ese$pio# le note allucina!ioni uditive o !ooptic"e de'li alcolisti. En tutti i $odi# le illusioni# pi) c"e un fatto psic"iatrico# sono un fatto di vita (uotidiana. Le opinioni non sono infatti c"e delle illusioni -la 2a'a de'li orientali.. &o detto# poco fa# c"e# partendo da uno stato di certe!!a naturale# dovre$$o arrivare a con(uistarci# attraversando un provvisorio stato d?incerte!!a# uno stato di certe!!a spirituale. Or ene# se la pri$a di (ueste due certe!!e fondata sul corpo -e $oderna$ente rappresentata# perciA# dal realis$o in'enuo dei naturalisti# dei positivisti o dei $aterialisti.# a c"e cosa dovuto invece il successivo stato d?incerte!!aJ Lo a ia$o 'i+ detto: all?ani$a. >o$e a ia$o visto# (ualsiasi sti$olo vo'lia affacciarsi alla coscien!a deve attraversare pri$a il corpo e poi l?ani$a. ;a (ui c"e ci si puA perdere poic"B proprio (ui -nell?anima razionale o affettiva . c"e viene ela orato il 'iudi!io. /er ela orare un 'iudi!io o''ettivo -e (uindi spassionato.# ci vorre e infatti un?ani$a casta -cio un?ani$a c"e# in (uanto indipendente dal corpo# fosse vera o pura ani$a.# e in 'rado (uindi di a'ire cosI co$e a'iscono di nor$a 'li or'ani di senso. *llorc"B udia$o e vedia$o# ad ese$pio# udia$o e vedia$o attraverso le orecc"ie e 'li occ"i# $a non udia$o e non vedia$o nB le orecc"ie nB 'li occ"i. >iA avviene perc"B 'li or'ani di senso -soprattutto 0 s?intende 0 (uelli eteropercettivi. sono 'i+ in 'rado# per la loro co$piute!!a o perfe!ione# di farsi u$il$ente da parte# per$ettendoci cosI di apprendere non loro# ensI per mezzo di loro. La nostra ani$a# perA# non avendo ancora i$parato a fare altrettanto finisce (uasi se$pre col frapporsi tra noi e il $ondoD cosI c"e noi# $entre credia$o di essere in rapporto col $ondo# ci scopria$o in realt+# (uasi se$pre# alle prese con noi stessi -con la nostra psic"e.. >iA vuol dire dun(ue c"e l?ani$a# an!ic"B li$itarsi a fare da testi$one alle no!!e -della for!a con la for$a.# interviene in pri$a persona nel 'iudi!io# alterandolo in ase alle proprie si$patie o antipatie -la sintesi dei concetti 0 secondo (uanto a ia$o visto 0 si attua infatti nella sfera dell?anima razionale o affettiva .. Ove considerassi$o (uesto# riconoscere$$o allora di non portare ancora in noi un?ani$a# ensI solo una psic"e: ovvero# un i rido di vita ani$ica e di vita corporea -nella lin'ua tedesca si distin'ue appunto tra seelisc" @ da seele 0 e ps'c"isc".. tale proposito! mi capita spesso di dire c"e la 6oscuroveggenza : ben pi5 misteriosa! in fondo! della 6c"iaroveggenza. )er quale ragione! infatti! dovremmo essere incapaci di vedere le cose cos7 come sonoI )er la semplice ragione - dobbiamo rispondere - c"e se non ci fosse la 6oscuroveggenza 0il Wali'uga degli orientali4 non ci sarebbe nemmeno la libert. Senza l-intervento di forze 6oscuranti - dice infatti Steiner! ne La scienza occulta - 6l-uomo sarebbe diventato un essere con una coscienza il cui contenuto avrebbe rispecc"iato il mondo nelle immagini della vita conoscitiva come per necessit naturale! e non 79

per sua libera iniziativa. Solo per libera iniziativa individuale ci : possibile dunque superare la 6oscuroveggenza e riappropriarci cos7! a un nuovo e superiore livello! della 6c"iaroveggenza originaria. Superare la 6oscuroveggenza altro non significa! tuttavia! c"e superare e redimere l-ibrida soggettivit psicofisiologica! cos7 da rinnovarla e ritrovarla come pura soggettivit animica= ovvero! come quella Bside-Sop"ia c"e Scaligero c"iama! non a caso! la 6#ea ignota. #al punto di vista della cognizione sensibile! ci? vuol anc"e dire c"e la vita del sentire e del volere! normalmente vincolata alle sensazioni e alle rappresentazioni soggettive! deve imparare gradualmente ad accendersi e a risuonare per il concetto vivente. ;ome vogliamo 0o tendiamo ad affermare4 infatti noi stessi 0l-ego4! pensando e sentendo le nostre rappresentazioni! cos7 potremmo volere 0o tendere ad affermare4 lo spirito 0l-Bo4! ove pensassimo e sentissimo invece la vita! l-anima e l-essere dei concetti 0delle entit spirituali4.

;ontinua il quarto capitolo ..N incontro - ., dicembre .++/ Stasera! prima di riprendere e approfondire l-esame della percezione! vorrei darvi un altro esempio della confusione c"e regna attualmente al riguardo! leggendovi un passo di una mia dispensa del .++9! intitolata= #all-1ssere allo Spirito. Si consideri - dissi allora - 6il modo in cui si conclude quanto : scritto! alla voce 6percezione sensoriale! in un recente #izionario di psicologia= 6Le attuali conoscenze sulle relazioni inestricabili esistenti tra sensazione e percezione "anno 80

reso il termine praticamente inutile. Le cose comunque non migliorano! se ci si rivolge invece a un moderno #izionario medico. Bn uno di questi! alla voce 6percezione! leggiamo infatti= 6)er illustrare il concetto di percezione viene classicamente riportato il seguente esempio= vedere una qualit sensibile 0la bianc"ezza della carta4 : una sensazione! vedere invece l-oggetto 0la carta bianca4 : una percezione. ll-autore di questo 6classico esempio 0e anc"e a coloro c"e continuano! a quanto pare! a riportarlo4 : tuttavia sfuggito il fatto c"e la 6carta : una qualit sensibile 0cartacea4 assolutamente pari a quella della 6bianc"ezza. L-oggetto non : infatti c"e un 6insieme di qualitJ ove si sia per? incapaci di cogliere l-obiettiva realt di tale 6insieme! si finisce allora con l-identificarlo con una o pi5 delle qualit c"e lo compongono. #al punto di vista logico! si tratta dello stesso errore c"e commetterebbe c"iunque dicesse! ad esempio= 6Le zampe! la coda e i baffi sono 6parti del gattoJ il muso : invece il gatto6. >ale 6insiemenon : naturalmente c"e l-essenza dell-oggetto! il concetto vivente o l-entelec"ia. ;"e il percetto altro non sia c"e il concetto sperimentato unilateralmente dal volere! lo conferma il fatto c"e il primo mostra di possedere! a-priori! lo stesso 6potere di sintesi c"e il secondo mostra di possedere aposteriori. * (uesto punto# Steiner prende co$un(ue a parlare del carattere so''ettivo della i$$a'ine percettiva# e dice: La dipenden!a della $ia i$$a'ine percettiva dal $io luo'o d?osserva!ione# la c"ia$erei una dipenden!a $ate$atica# (uella dalla $ia or'ani!!a!ione una dipenden!a (ualitativa -p.49.. La pri$a# in (uanto le'ata fisica$ente al nostro punto di vista -a un punto di vista c"e assoluta$ente nostro 'iacc"B nessun altro puA occupare lo spa!io del nostro corpo.# dun(ue una dipenden!a lo'isticaD la seconda# in (uanto le'ata al $odo di fun!ionare dei nostri or'ani di senso -la vista# ad ese$pio# potre e essere affetta da acro$atopsia o da discro$atopsia.# invece una dipenden!a fisiolo'ica. Bn ogni caso! un siffatto 6riconoscimento del carattere soggettivo delle nostre percezioni - dice Steiner - pu? facilmente portare a dubitare se a base di esse vi sia veramente qualcosa di oggettivo 0p.9E4J c"e : come dire c"e 6il riconoscimento del carattere soggettivo delle nostre immagini percettive 6pu? facilmente portare a dubitare se a base di esse vi sia veramente un percetto. )ossiamo qui constatare quale vantaggio arrec"i all-indagine il sostituire! tutte le volte c"e si pu?! il termine 6percezione con uno di quelli relativi ai diversi momenti c"e caratterizzano lo svolgimento di tale fenomeno. 1- cos7 ad ogni modo c"e comincia a vacillare il realismo ingenuo e ad affacciarsi la consapevolezza del contributo fornito dal soggetto all-opera della conoscenza. )er il realista ingenuo! l-uomo non : infatti c"e una specie di macc"ina fotografica c"e si limita a recepire e a riprodurre tutto ci? c"e lo circonda. desso! comincia invece a farsi strada la consapevolezza c"e l-uomo non : un ri-produttore! bens7 un produttore. >uttavia! nel preciso momento in cui l-attenzione si sposta dall-oggettivit del corpo alla soggettivit dell-anima! l-uomo guadagna sH stesso! ma perde il mondo. Se il realismo ingenuo "a infatti il mondo! ma non l-uomo! il criticismo "a viceversa l-uomo! ma non il mondo. ;-: per? da dire c"e! essendo l-uomo mondo e il mondo uomo! il realismo ingenuo vive solo nell-illusione di avere il mondo! cos7 come il criticismo vive solo nell-illusione di avere l-uomo. >o$e vedete# sia$o di nuovo al pro le$a del so''etto -dell?e'o. e dell?o''etto -del non0e'o.. Enfatti# il realis$o in'enuo# per avere coscien!a dell?o''etto# s$arrisce (uella del so''etto# $entre il criticis$o# per avere coscien!a del so''etto# s$arrisce (uella dell?o''etto. Ripensando allo sc"e$a c"e a ia$o tracciato la volta scorsa# en si capisce co$e entra$ i ri$an'ano dun(ue al di (ua della coscien!a dell?Eo reale. En o'ni caso# un ese$pio ancor pi) radicale del fatto c"e il sor'ere della coscien!a del so''etto si acco$pa'na al tra$onto di (uella dell?o''etto# ci viene offerto dal cosiddetto idealis$o so''ettivo di =eor'e TerSeleM. Secondo (uanto riferisce Steiner# (uesti affer$a infatti: *lcune verit+ sono cosI vicine a noi e cosI 81

evidenti# c"e asta aprire 'li occ"i per vederle. Una di (ueste # a $io parere# l?i$portante senten!a c"e tutto il coro dei cieli e tutto ciA c"e appartiene alla terra# in una parola tutti i corpi c"e co$pon'ono il possente edificio del $ondo# non "anno nessuna sussisten!a al di fuori dello spiritoD c"e il loro essere consiste nel loro venir percepiti o venir riconosciutiD e c"e di conse'uen!a# finc"B non ven'ono real$ente percepiti da $e o non esistono nella $ia coscien!a nB in (uella di un altro spirito creato# essi# o non esistono affatto# o esistono solo nella coscien!a di uno spirito eterno -p.44.. Secondo (uesto $odo di vedere# 0 co$$enta Steiner 0 della perce!ione non ri$ane nulla# se si fa astra!ione dal venir percepita. Hon ci sono colori se non si vedonoD non ci sono suoni (uando non si odono. , altrettanto co$e colori e suoni# non esistono estensione# for$a# $ovi$ento# al di fuori dell?atto percettivo. En nessun caso noi vedia$o soltanto estensione o soltanto for$aD (ueste sono se$pre con'iunte col colore o con altre propriet+ indiscuti il$ente dipendenti dalla nostra so''ettivit+. Se (ueste ulti$e sco$paiono insie$e con la nostra perce!ione# deve avvenire lo stesso delle pri$e# c"e sono ad essa le'ate. *ll?o ie!ione c"e# se anc"e fi'ura# colore# suono# ecc. non "anno altra esisten!a c"e (uella entro l?atto percettivo# vi de ano pur essere cose c"e esistono sen!a la coscien!a# ed a cui le i$$a'ini percettive coscienti sono si$ili# la predetta corrente di pensiero risponde: Un colore puA esser si$ile solo ad un colore# e una fi'ura ad una fi'ura. Le nostre perce!ioni possono essere si$ili solo a nostre perce!ioni# e a nessun?altra cosa. *nc"e ciA c"e c"ia$ia$o un o''etto non altro c"e un 'ruppo di perce!ioni c"e son le'ate fra loro in un deter$inato $odo -pp.44046.. Ci prego di fare attenzione all-ultima frase= 6un oggetto non : altro c"e un gruppo di percezioni c"e son legate fra loro in un determinato modoJ ma se 6non : altro c"e un 6gruppo di percezioni! qual : allora l-elemento c"e! appunto 6raggruppandole o riunendole! ne fa un unico e singolo 6oggettoI 1 tale elemento appartiene all-oggetto o al soggettoI 1 qual : la sua naturaI 2a continuando con questi interrogativi! risc"ieremmo di perdere il filo del nostro ragionamento. >orniamo perci? a noi e osserviamo c"e : comunque cos7 c"e il mondo diventa un 6oggetto o un 6non-ego. Bn sostanza! quella dell-idealismo soggettivo non : c"e l-altra faccia del materialismo. )er quest-ultimo tutto : 6oggetto! mentre per PerFele' tutto : 6soggetto. Ci : tuttavia da osservare c"e il mondo! se PerFele' avesse ragione! non sarebbe! in senso strettamente psic"iatrico! c"e un-allucinazione. ;iascuno non farebbe infatti c"e immaginare! al di fuori di sH! una realt c"e non esiste. @i Want non la pensa comunque cos7. M importante cogliere questa differenza. >ra breve! vedremo appunto c"e l-idealismo 6critico non ci presenter pi5 il mondo come un-allucinazione! bens7 sempre in senso psic"iatrico - come un-illusione. Un allucinato genera infatti l-oggetto della sua percezione dall-interno! mentre un illuso accoglie l-oggetto della sua percezione dall-esterno! ma non sa poi riconoscerlo per quello c"e :. >ontro l?opinione di TerSeleM# 0 dice Steiner 0 non c? co$un(ue niente da opporre# finc"B si considera solo in 'enerale la circostan!a c"e la perce!ione condi!ionata dall?or'ani!!a!ione del so''etto. La cosa si presentere e perA essen!ial$ente diversa se noi fossi$o in 'rado di indicare (ual la fun!ione c"e il nostro percepire "a nel for$arsi di una perce!ione. Sapre$$o allora c"e cosa avviene nella perce!ione durante il percepire# e potre$$o anc"e deter$inare c"e cosa vi deve essere 'i+ pri$a c"e essa ven'a percepita -p.46.. *ncora una volta# do ia$o aiutarci con le nostre distin!ioni. >"e cosa "a detto infatti SteinerJ &a detto c"e il $ondo puA essere 'iudicato alla stessa stre'ua di un?allucina!ione fintantoc" si consideri unica$ente il fatto c"e l?i$$a'ine percettiva condi!ionata dall?or'ani!!a!ione del so''etto# $a c"e la cosa si presentere e assai diversa ove fossi$o in 'rado di risalire dall?i$$a'ine percettiva al processo c"e la 'enera e# in particolare# a ciA c"e# esistendo 'i+ pri$a# avvia tale processoD c"e occorrere e considerare# inso$$a# c"e l?i$$a'ine percettiva il risultato di un?attivit+ estre$a$ente dina$ica e co$plessa c"e# per essere osservata e se'uita# i$porre e di penetrare in (uelle sfere della vita dell?ani$a in cui vivia$o nor$al$ente allo stato di so'no o di sonno. En effetti# tutti noi ci destia$o solo nel $o$ento in cui# esaurendosi il 82

processo c"e la 'enera# prende for$a l?i$$a'ine percettivaD ed proprio (uesta circostan!a a in'enerare l?e(uivoco. E$$a'inia$o c"e ci ven'a presentata una personaD sare$$o dei veri scriteriati se pensassi$o c"e nata nello stesso $o$ento in cui l?a ia$o conosciuta. ,? in (uel $o$ento c"e nasce piuttosto la nostra conoscen!a di (uella persona. E$$a'inia$o di trovarla interessante o si$patica# e di volercela perciA fare a$icaD non ci verr+ forse spontaneo voler conoscere la sua storia: (uella storia c"e l?"a oltretutto portata a incontrarsi con noi# in (uel $o$ento e in (uel luo'oJ ,cco# un?i$$a'ine del 'enere corrisponde a astan!a ene alla realt+ di cui ci stia$o occupando. Quand?# infatti# c"e ci accontentia$o di (uelle presenta!ioni superficiali e frettolose c"e ci fanno di$enticare 'i+ dopo poc"i istanti i no$i delle persone c"e ci sono state presentateJ La risposta facile: (uando le persone non c?interessano. , ene# cosI pure per le i$$a'ini percettive. Hoi le incontria$o# le osservia$o# ne conservia$o perfino il ricordo# $a di rado c?interessia$o alla loro storia. (ve consultassimo! ad esempio! un testo di neurofisiologia! vedremmo c"e tutto il processo della percezione lo si fa partire dallo 6stimolo. @i! ma cos-: uno stimoloI 1cco qui un moderno manuale di neurofisiologia. Sentiamo cosa dice in proposito. 6Lo stimolo - dice - : una qualsiasi modificazione dell-ambiente la cui applicazione suscita l-insorgere di un impulso. Pene! immaginiamo allora di trovarci all-aria aperta! in una di quelle giornate primaverili in cui non spira un alito di vento! e di stare sdraiati su un prato a goderci il tepore e il silenzio. #-improvviso un cane si mette ad abbaiare. 1cco allora c"e l-aria entra in vibrazione e c"e tale vibrazione raggiunge le nostre orecc"ie. Gueste avvertono siffatta 6modificazione dell-ambiente come uno stimolo c"e cominciano subito a trasformare in un impulso nervoso. (rbene! com-: certo c"e l-impulso nervoso non : c"e il modo in cui reagiscono le orecc"ie alla vibrazione dell-aria! cos7 : certo c"e tale vibrazione non : c"e il modo in cui reagisce l-aria all-abbaiare del cane. $acciamo un altro esempio. Supponiamo c"e il soggetto ! rivolgendosi d-improvviso al soggetto P! gli gridi= 6 ttentoT. 1bbene! cos-: realmente accadutoI M accaduto c"e si : messo in moto un processo c"e "a la propria sorgente in e la propria foce in P. #ifatti! lo stimolo c"e raggiunge P! in qualit di vibrazione dell-aria! ancor prima di assumere questa forma! "a rivestito! nel soggetto ! quelle del pensiero e della parola. >utto : cominciato infatti perc"H prima "a avuto e poi "a espresso un pensiero. >ale espressione "a quindi modificato lo stato dell-aria c"e sta tra e P e "a poi raggiunto! in qualit di stimolo! le orecc"ie di quest-ultimo. M solo a questo punto c"e! in P! si : avviato quel complesso processo di decodificazione dello stimolo c"e serve a riconvertirlo in pensiero rendendolo cos7 comprensibile. Una volta tradotto il pensiero in linguaggio! lo "a dunque affidato all-ambiente 0al mezzo c"e pu? collegarlo a P4 e l-aria gli "a conferito una forma dipendente in toto dalla sua natura. M importante osservare! infatti! c"e la natura della modificazione dell-ambiente non dipende c"e da quella dell-ambiente stesso. Gualora e P fossero stati magari due sub! avremmo visto la medesima parola produrre! in un ambiente di natura diversa! una diversa modificazione. Uno stesso contenuto! insomma! si traduce in stimoli diversi! se diversi sono i mezzi c"e deve attraversare per andare dall-emittente al ricevente 06ogni ambiente - dice appunto >omatis! in scoltare l-universo - reagisce al suono secondo la propria struttura molecolare. L-aria! l-acqua! il ferro si comportano in modo diverso rispetto alle iniezioni sonore4. Guando si dice c"e 6lo stimolo : una qualsiasi modificazione dell-ambiente! non si abbraccia quindi l-intero fenomeno! ma soltanto quella parte dello stesso c"e si : in grado di osservare mediante gli organi di senso fisici e di comprendere con l-intelletto. <oi ci avvediamo infatti dello stimolo fisico c"e raggiunge le orecc"ie di P! ma non di quel c"e si : prima svolto all-interno di e c"e! solo nel momento in cui si : spinto all-esterno! "a ingenerato lo stimolo. ;i sarebbe altres7 da notare c"e ! dicendo= 6 ttentoT! fa diretto appello all-Bo di P. #ire= 6 ttentoT : come dire infatti= 6SvegliaT. 2a : per l-appunto cos7 c"e l-Bo ric"iama l-Bo= c"e l-Bo 6vigile ric"iama cio: l-Bo 6dormiente. 1bbene! dalla definizione dello stimolo c"e abbiamo letto! cosa trapela di tutto questoI ssolutamente nulla. Bn tale definizione! il processo fisico 0la 6modificazione dell-ambiente4 ci viene infatti presentato avulso tanto da un qualsiasi soggetto c"e da un qualsiasi oggetto. Lasciatemi dire c"e questo : proprio uno dei luog"i in cui maggiormente si palesano i sinistri effetti della 6malacultura organizzata= ovvero! nel caso 83

specifico! i sinistri effetti dell-associazione tra una neurofisiologia c"e si : fatta carico di 6eliminare il soggetto e una fisica c"e si : fatta viceversa carico di 6eliminare l-oggetto. M sintomatico! al riguardo! c"e %o"n 1ccles! per il solo fatto di aver tentato di spiegare 6come l-io controlla il suo cervello! e a dispetto del <obel conferitogli nel .+3A! sia tuttora considerato da molti neurofisiologi una sorta di eretico. Gornia$o co$un(ue a noi. Dice Steiner: Eo percepisco non solo altre cose# $a anc"e $e stesso. La perce!ione di $e stesso "a an!itutto (uesto contenuto: c"e io sono ciA c"e per$anente di fronte al continuo andirivieni delle i$$a'ini percettive. La perce!ione dell?io puA se$pre sor'ere nella $ia coscien!a $entre "o altre perce!ioni. Eo non $i li$ito# ad ese$pio# a vedere un al ero# $a so anc"e c"e sono io c"e lo vedo. Riconosco inoltre c"e (ualcosa avviene in $e# $entre osservo l?al ero. Se l?al ero sco$pare dal $io ca$po visivo# nella $ia coscien!a ri$ane una traccia di (uel processo: un?i$$a'ine dell?al ero. Questa i$$a'ine# durante la $ia osserva!ione# si le'ata col $io sB. El $io sB si arricc"ito: il suo contenuto "a accolto un nuovo ele$ento. Eo c"ia$o tale ele$ento la $ia rappresenta!ione dell?al ero. Hon arriverei $ai a poter parlare di rappresenta!ioni# se non le speri$entassi nella perce!ione del $io sB -pp.460 48.. llorc"H 6l-albero scompare dal mio campo visivo - dice dunque Steiner - rimane in me 6la rappresentazione dell-albero. ;ome abbiamo detto! una cosa : infatti l-esteriore e tridimensionale immagine percettiva dell-oggetto! altra la sua interiore e bidimensionale rappresentazione. La prima la sperimentiamo 6fuori di noi! mentre la seconda la sperimentiamo 6dentro di noiJ e la sperimentiamo 6dentro di noi come rappresentazione! solo dopo averla sperimentata 6fuori di noi come immagine percettiva. 2entre quest-ultima! inoltre! si d soltanto in presenza dell-oggetto! la rappresentazione se ne rende invece indipendente e acquisisce una propria durata. ;i? vuol dire dunque c"e l-incontro o lo scontro del mio essere con l-essenza dell-oggetto non : privo di conseguenze! e c"e proprio per il fatto di serbarne un-impronta duratura io mi scopro arricc"ito o comunque diverso. #all-incontro o dallo scontro col 6mondo esteriore dei percetti! il 6mondo interiore delle rappresentazioni viene quindi modificato. #obbiamo tuttavia stare attenti a non confondere l-essenza dell-oggetto 0l-entelec"ia4 con l-impronta rappresentativa 0o mnemonica4 da essa lasciata nell-anima. Si devono infatti distinguere tre cose= .4 il contenuto del quale l-impronta : appunto 6improntaJ 84 il processo mediante il quale il primo genera la secondaJ A4 l-impronta in quanto tale. Una cosa! ad esempio! sono i piedi! altra le orme! e altra ancora quel camminare c"e permette ai primi di imprimere sul terreno le seconde. <el nostro caso! l-essenza dell-oggetto pu? essere paragonata ai piedi! la sua rappresentazione alle orme e il processo c"e genera la rappresentazione 0ma anc"e l-immagine percettiva4 al camminare. Dice appunto Steiner: El $isconosci$ento dei rapporti fra rappresenta!ione e o''etto "a portato i pi) 'randi e(uivoci nella filosofia $oderna. Si $esso in eviden!a il $uta$ento c"e avviene in noi# la $odifica!ione c"e il $io sB speri$enta# e si perduto co$pleta$ente di vista l?o''etto c"e provoca la $odifica!ione -p.48.. #evo confessarvi c"e il momento in cui tutta questa vicenda cominci? ad apparirmi ben pi5 viva e profonda di quanto non mi sembrasse all-inizio! "a coinciso con quello in cui mi sono reso conto c"e Steiner! proponendoci di scandagliare e di portare alla luce gli elementi e i processi inconsci c"e generano la coscienza ordinaria! altro non ci propone! in realt! c"e di portare a compimento quella rivoluzione gnoseologica iniziata da Want! ma dallo stesso poi fermata e soprattutto 6de-formata. 2i spiego meglio. Ripensate al detto Ven c"e abbiamo citato in precedenza! e a quell-uomo comune! o a quel realista ingenuo! per il quale 6le montagne sono montagne e gli alberi sono alberi. 1bbene! se riflettiamo sul carattere del passaggio da questo punto di vista a quello del discepolo Ven! o dell-idealista critico! cio: a quello per il quale 6le montagne non sono montagne e gli alberi non sono alberi! ci accorgiamo c"e si tratta di un passaggio importantissimo poic"H contrassegna la prima presa di coscienza! da parte del soggetto! del suo 84

imprescindibile e attivo contributo alla realizzazione dell-atto conoscitivo. 2entre il realista ingenuo dice infatti= 6Bo mi limito a constatare o a prendere atto c"e le montagne sono montagne e gli alberi sono alberi! l-idealista critico dice invece= 6Le montagne non sono montagne e gli alberi non sono alberi! poic"H tanto le prime c"e i secondi non sono c"e delle mie rappresentazioni= ovvero! dei prodotti della mia attivit rappresentativa. @i! ma l7! proprio l7 - intendo dire - dove il realista primitivo crede c"e ci siano montagne e alberi! cosa c-: alloraI Se PerFele'! a questa domanda! : pronto a rispondere= 6<ienteT! Want : pronto invece a rispondere= 6;i sono le 6cose in sH= ossia! quelle montagne in sH e quegli alberi in sH c"e mai conosceremo perc"H mai potremo trascendere la sfera delle nostre rappresentazioni. Secondo il filosofo di WYnigsberg! mai sapremo quindi cosa sono le cose in sH! ma sapremo sempre e soltanto cosa sono le cose per noi. >o$e vedete# $entre il realista in'enuo cosciente dell?attivit+ dell?o''etto -o del corpo.# $a incosciente dell?attivit+ del so''etto# cio di (uella dell?ani$a -cui si devono le rappresenta!ioni. e di (uella dello spirito -cui si devono i concetti.# l?idealista critico invece cosciente dell?attivit+ del so''etto# $a solo per (uella parte c"e concerne l?ani$a e non ancora lo spirito. Lo confer$a il fatto c"e una si$ile incoscien!a dell?attivit+ dello spirito -del concetto. viene si'nificativa$ente a coincidere con (uella del corpo -del percetto.: nel siste$a Santiano# a un o''etto -o non0Eo. in sB sconosciuto e inconosci ile# fa infatti da pendant un so''etto -o Eo. in sB altrettanto sconosciuto e inconosci ile. Spero quindi sia c"iaro il perc"H "o detto! poc-anzi! c"e Steiner ci esorta a portare a compimento quella rivoluzione gnoseologica c"e Want "a! s7! intrapreso! ma anc"e fermato e 6de-formato. c"e vale! infatti! evadere dalla prigione del corpo 0del realismo ingenuo4 se si deve poi finire in quella dell-anima= se si deve finire! cio:! nella non meno angusta prigione della soggettivit! del relativismo o dell-illusioneI M vero c"e! superando le grevi e ottuse convinzioni del realismo ingenuo! abbiamo preso finalmente coscienza della nostra attivit e di noi stessiJ ma a c"e giova questo se! anzic"H rappresentare - come dovrebbe - l-accesso alla luminosa via c"e conduce a una piena conquista della nostra realt e di quella del mondo! rappresenta invece - come non dovrebbe - l-accesso a un vicolo cieco c"e arresta il nostro cammino e ci c"iude o ci isola in una specie di sognoI Stando a Want! infatti! come un pulcino : c"iuso nel guscio del suo uovo! cos7 ciascuno di noi sarebbe c"iuso nel guscio delle proprie rappresentazioni. 2entre al pulcino : data per? la speranza di poter un giorno rompere il guscio e venir fuori! all-uomo non sarebbe data invece c"e la possibilit di rassegnarsi all-idea di non poter mai raggiungere davvero sH stesso! gli altri e il mondo 0nelle sue Lezioni sulla storia della filosofia! &egel osserva appunto= 6Want! mostrando c"e il pensiero "a giudizi sintetici a priori! giudizi c"e non vengono attinti alla percezione! mostra il pensiero come concreto in se stesso. Siamo in presenza a una grande idea! c"e assume per?! d-altra parte! un significato volgarissimo! poic"H il suo particolare svolgimento resta racc"iuso dentro vedute grossolane ed empiric"e e a nulla pu? meno pretendere c"e ad avere forma scientifica4. Colendo usare una metafora di carattere sessuale! potremmo anc"e dire! perci?! c"e - stando a Want - dovremmo tutti rinunciare alla 6c?pula e rassegnarci all-6onanismo. ;"i ritiene c"e una metafora del genere sia inappropriata o di dubbio 6gusto! farebbe allora bene a consultare la $ilosofia erotica di $ranz von Paader 0.Q39-./E.4. Uno degli scritti c"e compongono quest-opera reca infatti il seguente titolo= Sull-analogia dell-istinto di conoscere e dell-istinto di generare. (rbene! la fondatezza di una simile analogia viene confermata dalla scienza dello spirito. Bn una conferenza tenuta a Perlino nell-aprile del .+,+! sul tema= L-Bside egizia e la 2adonna cristiana! Steiner dice infatti= 6<ell-antic"it vigeva dappertutto una viva consapevolezza del fatto c"e il processo conoscitivo : una specie di fecondazione. <ella Pibbia c-: dato di leggere= 6 damo conobbe la sua donna e diede vita aL. Lo spirituale c"e noi oggi riceviamo conoscitivamente! d vita a ci? c"e di spirituale vive nell-anima. Si tratta di un ultimo vestigio della fecondazione delle origini. Bl nostro conoscere ci mostra come noi veniamo tuttora fecondati dallo spirito universale= lo accogliamo dentro l-anima per poter conseguire l-umano conoscere! sentire e volere. 85

Stando cos7 le cose! non : dunque inappropriato o di dubbio 6gusto ricercare delle 6analogie tra le cosiddette 6perversioni dell-6istinto del generare e quelle dell-6istinto del conoscere! cos7 come non : inappropriato o di dubbio 6gusto il porre sia la concezione 6allucinatoria di PerFele' sia quella 6illusoria di Want in rapporto con l-onanismo. ben vedere! questa perversione consiste infatti nel destinare alla sterilit ci? c"e sarebbe altrimenti 0e per natura4 destinato alla fecondit. 1bbene! in tanto il soggetto mira! mediante l-atto conoscitivo! a raggiungere l-oggetto! in quanto sa c"e un simile raggiungimento equivale a una feconda e sottile trasformazione dell-uno e dell-altro= del soggetto stesso! cio:! e del mondo. Sul piano gnoseologico! la sterilit corrisponde dunque all-agnosticismo= ossia! a tutti quegli atteggiamenti conoscitivi c"e manifestano! in un modo o nell-altro! una sorta di 6volont d-impotenza. 1 perc"H mai la 6volont d-impotenza dovrebbe essere meno patologica di quella di 6potenzaI Sapete c"e $reud "a creduto d-individuare! tra i diversi 6complessi! anc"e quello cosiddetto di 6castrazione. )eccato! per?! c"e sia rimasto convinto di aver cos7 messo in luce una minaccia c"e incomberebbe sull-organo genitale masc"ile! e non invece - come sarebbe stato senz-altro pi5 proficuo - sulla forza del pensare libero 0del volere nel pensare4 e sull-Bo c"e ne : il portatore. <emesi vuole! tuttavia! c"e c"i impedisce all-Bo di essere il soggetto c"e :! finisce pure con l-impedire al mondo di essere l-oggetto c"e :. 1d : appunto un mondo c"e non : il mondo a non potersi mai incontrare con un io c"e non : l-Bo. >osa dun(ue si'nifica# per tornare a noi# portare a co$pi$ento la rivolu!ione 'noseolo'icaJ Si'nifica sviluppare la coscien!a dello spirito e# nella fattispecie# del concetto. :inora# nell?a$ ito dell?atto o del processo conoscitivo# a ia$o infatti considerato i ruoli svolti dall?atto percettivo# dal percetto# dall?i$$a'ine percettiva# dalla sensa!ione e dalla rappresenta!ione# $a non ancora# e in $odo c"iaro# (uello svolto dal concetto. >o$incia$o (uindi col dire c"e il concetto cosa diversa dalla rappresenta!ione. Le rappresenta!ioni in 'enere 0 dice appunto &e'el nella 1nciclopedia delle scienze filosofic"e 0 possono essere considerate $etafore dei pensieri e concetti. El c"e si'nifica c"e le rappresenta!ioni non sono c"e delle illustra!ioni dei concetti. En effetti# l?essere unidi$ensionale del concetto si $uta pri$a nell?essere idi$ensionale della sua viva i$$a'ine e poi# allorc"B (uesta si rispecc"ia nell?or'ano cere rale# nel non0 essere o nella parven!a della rappresenta!ione. La nostra coscien!a ordinaria non dun(ue c"e una coscien!a rappresentativa. K per (uesto c"e alla stessa 0 co$e dice ancora &e'el 0 se$ ra c"e# a to'lierle la rappresenta!ione# le si tol'a un terreno sen!a il (uale essa non "a pi) la sua ase solida e a ituale. Se$ rere e c"iaro# $a non cosI. L?anno scorso# ad ese$pio# :rancesco Sarri "a pu licato un dotto studio su Socrate e lo "a cosI intitolato: Socrate e la nascita del concetto occidentale di anima. Or ene# se si ritiene di dover parlare di un concetto occidentale di ani$a perc"B @ non si puA c"e supporre @ lo si vuole differen!iare da (uelli c"e si "anno a ,st# a Hord e a Sud. Ove fosse cosI# si avre ero perA (uattro diversi concetti di ani$a. =i+# $a cosa sare e allora l?ani$a in sBJ >osa sare e# ossia# (uell?unica realt+ della (uale# a Ovest# a ,st# a Hord e a Sud# si danno (uattro visioni diverseJ >o$e potete vedere i$possi ile rispondere a (uesta do$anda se non si ri$ettono pri$a a posto le cose: se non si d+ cio al concetto (uel c"? del concetto e alla rappresenta!ione (uel c"? della rappresenta!ione. La verit+# infatti# c"e di uno stesso concetto di ani$a si danno# a Ovest# a ,st# a Hord e a Sud# quattro diverse rappresentazioni. , ene# se anc"e uno studioso del cali ro di Sarri cade in un e(uivoco del 'enere# potete en i$$a'inare co$e vadano per il resto le cose. dirla tutta! noi non ci rappresentiamo le cose! bens7 i concettiJ ma possiamo rappresentarceli solo quando percepiamo le cose in cui sono incarnati o attraverso le quali si manifestano. 2a cos-altro credete c"e sia l-imperscrutabile 6cosa in sH di Want se non il concetto 0ovverosia! una perscrutabile 6idea in sH4I bbiamo gi detto! infatti! c"e il concetto : il percetto sperimentato dal pensare! mentre il percetto : il concetto sperimentato dal volere! e c"e il concetto e il percetto sono quindi una stessa realt sperimentata! dal pensare! nella sua forma e! dal volere! nella sua forza. 86

Se la rivolu!ione 'noseolo'ica dun(ue co$inciata nel $o$ento in cui Fant "a scoperto la differen!a tra il nou$eno -il percetto. e il feno$eno -l?i$$a'ine percettiva.# si puA allora prevedere c"e si co$pir+ il 'iorno in cui 0 se'uendo le indica!ioni di Steiner @ si reali!!er+ c"e il concetto -spirituale. diverso# da una parte# dalla rappresenta!ione -ani$ica.# $a anc"e u'uale# dall?altra# al percetto -corporeo..

$inisce il quarto capitolo .8N incontro - .Q dicembre .++/ Questa sera# nella speran!a di c"iarire ancor $e'lio la posi!ione di Steiner nei confronti dell?idealis$o critico# vorrei co$inciare col proporvi un paio di sc"e$i. Dicia$o# intanto# c"e non si puA co$prendere il punto di vista di Fant -$a anc"e (uello 0 co$e vedre$o 0 di ,duard von &art$ann.# se non si co$prende (uello del realis$o cosiddetto in'enuo# pri$itivo o do'$atico. Questo# $uovendo dal presupposto c"e la realt+ "a un?esisten!a del tutto indipendente da (uella del so''etto c"e la conosce# $a volendosi al conte$po asare sulla perce!ione -tanto da essere anc"e detto perce!ionis$o.# deve allora rendere attore del processo percettivo l?o''etto e non il so''ettoD il so''etto non fare e perciA c"e patire l?a!ione dell?o''etto o 0 co$e pure si dice 0 esserne affetto. /er il realis$o in'enuo# l?ani$a u$ana non dun(ue c"e una specie di lastra foto'rafica in 'rado soltanto di riprodurre e conservare le i$pressioni o 'li sti$oli c"e proven'ono dall?a$ iente. Or ene# tutto (uesto rappresentia$ocelo sc"e$atica$ente cosI: (-) Z 0azione4 S La O sta per o''etto -la cui essen!a viene identificata col percetto.# la / per perce!ione -per i$$a'ine percettiva. e la S per so''etto. ;ome si vede! il realismo ingenuo fa un tutt-uno dell-essenza dell-oggetto! del percetto e dell-immagine percettiva! e reputa la rappresentazione una passiva riproduzione interiore dell-immagine percettiva esteriore. )er esso! l-oggetto : dunque causa del processo percettivo! mentre la rappresentazione ne : effetto. , ene# illustria$o adesso# se$pre in $odo sc"e$atico# il punto di vista dell?idealis$o critico: ( Z 0azione4 S ) 0reazione4 Z S Gual : la novitI La novit : c"e Want! pur continuando a identificare l-oggetto 0l-essenza dell-oggetto4 col percetto 0con la 6cosa in sH= ovvero! con l-essenza dell-oggetto cos7 come si d al percepire4! distingue per? ( da ) 0l-oggettopercetto in qualit di 6noumeno dall-immagine percettiva in qualit di 6fenomeno4 e parla dell-immagine percettiva come di un-attiva produzione del soggetto c"e reagisce all-azione dell-oggetto. )er Want! dunque! noi non conosciamo mai le cose! ma sempre e soltanto la nostra reazione alle cose= non il mondo! cio:! ma sempre e soltanto noi stessi. >ontro le tesi del realis$o in'enuo# e a soste'no di (uelle dell?idealis$o critico# si potre e far valere 0 dice Steiner 0 la teoria delle ener'ie specific"e dei sensi 87

del cele re fisiolo'o No"annes ;Wller -137101343.. >osa sostiene tale teoriaJ Sostiene c"e uno stesso sti$olo# esercitato su sensi diversi# produce effetti diversi# $entre sti$oli diversi# esercitati su uno stesso senso# producono uno stesso effetto. Stando cosI le cose# c"iaro allora c"e la natura della rea!ione viene deter$inata pi) dalla natura dell?or'ano di senso c"e non da (uella dello sti$olo. Un or'ano di senso# infatti# indipendente$ente dal carattere dello sti$olo# rea'ir+ se$pre nel $odo c"e 'li con'eniale. L?occ"io# ad ese$pio# trasfor$er+ (ualsiasi sti$olo in un?i$pressione lu$inosa# cosI co$e l?orecc"io lo trasfor$er+ in un?i$pressione sonora. Hon dun(ue (uesta una prova c"e sia$o se$pre e soltanto alle prese con le nostre rea!ioni alle cose# e non con le coseJ Hon asta. La fisiolo'ia 0 ricorda ancora Steiner 0 c?inse'na c"e non lecito parlare ne$$eno di una diretta conoscen!a di ciA c"e 'li o''etti provocano nei nostri or'ani di senso -p.67.. )erc"HI )erc"H! non avendone 6diretta conoscenza! non solo non dovremmo parlare dell-essenza dell-oggetto quale sorgente dello stimolo 0ossia! della ( del secondo sc"ema rappresentante quella 6intima unit del dato c"e secondo quanto precisa Steiner ne Le (pere scientific"e di @oet"e 6ci resta occulta! nella prima forma in cui ci si presenta quando ci appare solo la sua superficie! appunto in forma diciamo noi - di percetto4! ma c"e! a rigore! non dovremmo neppure parlare dello stimolo. llorc"H parliamo dello stimolo! parliamo infatti di un fenomeno prettamente fisico c"e si svolge nell-ambiente 0ad esempio! nell-aria o nell-acqua4J quando questo incontra i recettori di un organo di senso! cessa per? di essere un fenomeno fisico e diviene un fenomeno bioelettrico 0lungo le conduzioni nervose4 e bioc"imico 0nelle sinapsi4. Lo stimolo iniziale : quindi scomparso ed : subentrato! al suo posto! un impulso nervoso c"e si dirige verso il cervello. 2a non finisce qui. #ifatti! 6quello c"e alla fine il cervello trasmette all-anima! dice sempre Steiner - non : il processo esterno nH il processo negli organi di senso! ma soltanto il processo nell-interno del cervello. nzi! neppure quest-ultimo l-anima percepisce direttamente. ;i? c"e! alla fine! abbiamo nella coscienza non sono infatti processi cerebrali! ma sensazioni 0p.3.4. La sensa!ione dun(ue la pri$a $anifesta!ione della vita dell?ani$aD $a tale vita si accende a contatto# non con lo sti$olo ini!iale o con l?i$pulso nervoso# ensI soltanto con l?evento cere rale. K a (uesto# infatti# c"e l?ani$a rea'isce nella for$a della sensa!ione. L?idealis$o critico se$ rere e dun(ue avere di nuovo ra'ione nel sostenere c"e possia$o conoscere il nostro $odo di rea'ire alle cose# $a non le cose -dice appunto von &art$ann: Quello c"e il so''etto percepisce sono se$pre solo $odifica!ioni delle sue proprie condi!ioni psic"ic"e# e nient?altro.. /erciA# c"iun(ue cada nel realis$o in'enuo vi cade poic"B# non essendo cosciente di (ueste sue rea!ioni# le proietta all?esterno e le attri uisce alle cose. Dal cervello 0 dice appunto Steiner 0 possono esser$i co$unicate soltanto sensa!ioni isolate. Quando io "o le sensa!ioni# (ueste restano ancora per $olto te$po non ra''ruppate in ciA c"e io percepisco co$e o''etto -U. Questa unione deve (uindi essere effettuata soltanto dall?ani$a stessa. >io l?ani$a (uella c"e unisce insie$e# facendone dei corpi# le sensa!ioni isolate tras$essele dal cervello. El $io cervello $i fornisce isolata$ente# per vie del tutto diverse# le sensa!ioni visive# tattili e uditive c"e poi l?ani$a riunisce nella rappresenta!ione tro$ a. Questo ter$ine finale di un processo -rappresenta!ione della tro$ a. ciA c"e alla $ia coscien!a dato co$e assoluta$ente pri$o -p.61.. Dun(ue# riassu$ia$o. >? una cosa in sB -l?essen!a dell?o''etto o @co$e dice Steiner @ l?inti$a unit+ del dato. c"e# attraverso un a$ iente# a'isce -(uale sti$olo. su un so''etto. Gale so''etto rea'isce pri$a col corpo -$ediante 'li i$pulsi nervosi.# poi con l?ani$a -$ediante le sensa!ioni. e infine sinteti!!a le sensa!ioni in un?unica rappresenta!ione c"e# proiettata all?esterno# si presenta alla coscien!a co$e i$$a'ine percettiva. /er (uesto# Steiner affer$a 0 co$e a ia$o appena udito 0 c"e tale ter$ine finale del processo si d+ alla coscien!a del so''etto co$e assoluta$ente pri$o. 88

>"e cosa "a scoperto dun(ue FantJ Due cose fonda$entali: 1. c"e l?o''etto o la cosa in sB -il nou$eno# identificato tuttavia col percetto. va distinto dalla sua i$$a'ine percettiva -dal feno$eno.D 5. c"e l?i$$a'ine percettiva non c"e una rappresenta!ione proiettata all?esterno. Osserva perA Steiner: Sare e difficile trovare nella storia dello spirito u$ano un altro edificio di pensiero $esso insie$e con $a''iore acu$e# e c"e pure# sotto un?analisi pi) $inuta# precipita nel vuoto -p.65.. )er comprendere tale 6analisi pi5 minuta! conviene tornare ai nostri due precedenti sc"emi e metterli a confronto! per vedere se! al di l delle differenze di cui abbiamo parlato! "anno anc"e qualcosa in comune. (sservandoli bene! presto infatti scopriamo c"e tanto il realismo ingenuo quanto l-idealismo critico muovono dal presupposto c"e ( 0l-oggetto4 agisca su S 0sul soggetto4. M vero c"e! secondo il realismo ingenuo! la rappresentazione : prodotta dall-azione dell-oggetto e! secondo l-idealismo critico! dalla reazione del soggetto! ma non meno : vero c"e la reazione di cui parla il criticismo deve necessariamente presupporre l-azione di cui parla il realismo. Bn altri termini! ambedue danno per scontato c"e vi sia un oggetto c"e agisce su un soggettoJ il primo si ferma per? qui! mentre il secondo prosegue osservando il modo in cui il soggetto reagisce all-azione dell-oggetto. Scopriamo! cos7! c"e l-idealismo critico! pur essendosi riproposto di superare l-ingenuit del realismo! non si avvede di ereditarne in pieno il presuppostoJ nH si avvede di venirsi a trovare! in tal modo! in stridente contrasto con le proprie conclusioni. Si rifletta= se non possiamo varcare il limite delle nostre reazioni 0soggettive4! come facciamo allora a sapere delle azioni 0oggettive4 esercitate su di noi dalle coseI Se si fosse davvero conseguenti! si dovrebbe dire di non saperne nullaJ ma non lo si dice perc"H la reazione viene pensata 6criticamente! mentre l-azione viene pensata ancora 6ingenuamente. *vevo pri$a creduto 0 dice appunto Steiner 0 c"e la cosa# cosI co$e la percepivo# avesse un?esisten!a o iettiva. Ora io noto c"e essa sco$pare con lo sco$parire della $ia rappresenta!ione# c"e essa solo una $odifica!ione dello stato della $ia ani$a. &o dun(ue io ancora diritto di partire da essa# nelle $ie considera!ioniJ /osso io dire c"e essa a'isce sulla $ia ani$aJ >erta$ente no. D?ora in poi 0 prose'ue infatti 0 la cosa# c"e pri$a avevo creduto c"e a'isse su di $e e suscitasse in $e una rappresenta!ione# devo trattarla a sua volta co$e rappresenta!ione. Di conse'uen!a# sono allora pura$ente so''ettivi anc"e 'li or'ani di senso e i relativi processi. Hon "o diritto di parlare di un occ"io reale# $a soltanto della $ia rappresenta!ione dell?occ"io. *ltrettanto si dica dei processi nei nervi conduttori e nel cervello# e persino del processo nell?ani$a# per $e!!o del (uale dal caos delle $olteplici sensa!ioni si costruiscono le cose -p.6<.. ,cco# dun(ue# co$e si risc"ia di perdere la realt+ e di cadere nel so'no o 0 co$e a ia$o detto 0 nell?illusione. ,ppure# per evitare un si$ile risc"io# sare e stato sufficiente osservare 0 co$e su''erisce Steiner 0 c"e se vero c"e non vi perce!ione sen!a il corrispondente or'ano di senso# altrettanto vero c"e non vi or'ano di senso sen!a perce!ione. >o$e co$incia$o infatti a conoscere 'li or'ani di sensoJ >o$incia$o a conoscerli 'ra!ie a un atto percettivo# cosI co$e 'ra!ie a un atto percettivo conoscia$o pure 'li sti$oli# 'li i$pulsi# i processi cere rali# le sensa!ioni# i concetti# le rappresenta!ioni e le i$$a'ini percettive. Gutti (uesti non sono infatti# all?ori'ine# c"e dei dati percettivi -dei percetti. c"e c"iedono di essere pri$a inte'rati dai rispettivi concetti e poi $essi in rapporto tra loro. Hon possi ile perciA sostenere 0 co$e fa von &art$ann 0 c"e il so''etto percepisce se$pre e solo $odifica!ioni delle sue proprie condi!ioni psic"ic"e ed essere convinti# al te$po stesso# c"e 'li or'ani di senso# 'li sti$oli# 'li i$pulsi e i processi cere rali# sottraendosi non si sa co$e a (uesta re'ola# costituiscano# non 'i+ delle $odifica!ioni delle condi!ioni psic"ic"e del so''etto# ensI delle realt+ o''ettive: o''ettive# oltretutto# proprio nel senso di (uel realis$o in'enuo c"e ci si era riproposti di s$entire e superare. #ice infatti Steiner= 6La concezione esposta pi5 sopra c"e! in contrasto col punto di vista della coscienza ingenua! c"e essa c"iama realismo primitivo! si qualifica come idealismo critico! commette l-errore di prendere una percezione come rappresentazione! e di prendere le altre proprio nello stesso senso in cui le prende il realismo primitivo! c"e essa apparentemente combatte. Cuole 89

dimostrare il carattere rappresentativo delle percezioni! mentre assume nello stesso tempo! in modo ingenuo! le percezioni del proprio organismo come fatti di valore oggettivo 0p.3E4. El $ondo 0 scrive ad ese$pio Sc"open"auer 0 una $ia rappresenta!ione. Questa la verit+ la (uale valida per (ualsiasi essere vivente e conoscente# (uantun(ue soltanto l?uo$o possa portarla nella riflessa coscien!a astratta. Se e'li real$ente fa ciA# 'i+ entrato in lui il senno filosofico. Diventa allora per lui c"iaro e sicuro c"e e'li non conosce nessun sole e nessuna terra# $a se$pre soltanto un occ"io c"e vede il sole e una $ano c"e tocca la terra. /eccato# tuttavia# c"e il senno filosofico a ia inspie'a il$ente o$esso di far notare a Sc"open"auer 0 co$e osserva Steiner 0 c"e anc"e l?occ"io e la $ano sono perce!ioni (uanto il sole e la terra e c"e perciA# se non dato all?uo$o di conoscere nessun sole e nessuna terra# non dovre e allora esser'li dato di conoscere neppure un occ"io c"e vede il sole e una $ano c"e tocca la terra. L?idealis$o critico 0 conclude pertanto Steiner 0 del tutto incapace di arrivare ad afferrare il rapporto tra perce!ione e rappresenta!ione -p.66.. >osI si c"iude il (uarto capitolo. /ri$a di co$inciare il prossi$o# vorrei co$un(ue a''iun'ere alcune considera!ioni c"e spero vi siano utili. Cedete! se La filosofia della libert fosse un romanzo! tre sarebbero i suoi protagonisti= la percezione! la rappresentazione e il concetto. (rbene! avendo appena sentito dire da Steiner c"e 6l-idealismo critico : del tutto incapace di arrivare ad afferrare il rapporto tra percezione e rappresentazione! non potremmo pensare allora c"e l-idealismo critico! in tanto patisce una simile incapacit! in quanto i protagonisti de La critica della ragion pura sono soltanto due= la percezione e la rappresentazioneI Sarebbe possibile comprendere! ad esempio! il rapporto tra un padre e un figlio! ove si prescindesse in toto dalla madreI &o fatto a bella posta questo esempio perc"H quello della conoscenza non : appunto! sul piano simbolico! c"e un 6romanzo famigliare nel quale la percezione riveste il ruolo del 6padre 0o dell-elemento masc"ile4! il concetto quello della 6madre 0o dell-elemento femminile4 e la rappresentazione quello del 6figlio 0o dell-elemento umano4. Sempre nell-ambito del processo conoscitivo! questi tre ruoli corrispondono inoltre a quelli svolti! rispettivamente! dal corpo! dallo spirito e dall-anima 0da quell-anima 6rappresentativa in cui : ravvisabile la gnostica c"amot= ossia! la figlia 6terrestre della 6celeste Sop"ia4. Se nel romanzo di Steiner vediamo dunque all-opera il corpo! l-anima e lo spirito! e in quello di Want il corpo e l-anima! in quello del realismo ingenuo vediamo invece solo il corpo. Bl realismo ingenuo sa infatti del corpo! ma non dell-anima e dello spirito! e appunto per questo identifica tanto il concetto c"e la rappresentazione con la percezione 0con l-immagine percettiva4J l-idealismo critico sa invece del corpo e dell-anima! ma non dello spirito! e appunto per questo distingue la percezione 0il percetto4 dalla rappresentazione 0dalla immagine percettiva4! ma proietta poi il concetto 0del quale : rimasto ignaro4 sul percetto! scambiandolo per una imperscrutabile 6cosa in sH. Stando cos7 le cose! possiamo dire allora c"e col realismo ingenuo! c"e ci rende coscienti di un elemento su tre! ci troviamo allo stato di 6sonno! c"e con l-idealismo critico! c"e ci rende coscienti di due elementi su tre! ci troviamo allo stato di 6sogno! e c"e : solo con La filosofia della libert! grazie alla quale perveniamo alla coscienza di tre elementi su tre! c"e conquistiamo lo stato di 6veglia. M questa! dunque! un-ulteriore prova c"e l-opera di Steiner non : un-opera filosofica! bens7 un insostituibile mezzo di risveglio interiore. L?idealis$o critico# in definitiva# condanna il pensiero a una sorta di solipsis$o o di autis$o. El conoscere viene infatti da esso se're'ato nella sfera delle rappresenta!ioni e privato d?o'ni pur $ini$a speran!a di poter un 'iorno accedere alla realt+ del $ondo# de'li altri e di noi stessi. La realt+ viene cosI spe!!ata in due: da una parte# ven'ono posti il $ondo# l?altro e il sB feno$enici e# dall?altra# il $ondo# l?altro e il s nou$enici. Se il dualis$o il sinto$o di una $alattia -o di una lacera!ione. dalla (uale l?ani$a anela a 'uarire# l?idealis$o critico# per il fatto stesso di proporre una duplicatio e non una coincidentia 90

oppositorum# allora il sinto$o di una $alattia -o di una lacera!ione. in (ualc"e $odo pi) 'rave. Dal $o$ento c"e ci stia$o $uovendo sul piano 'noseolo'ico# $i rendo conto c"e le conse'uen!e esisten!iali di un tale stato di cose possano non apparire evidenti. /rovate perA a pensare# per un atti$o# all?a$ore. Riuscite forse a i$$a'inare un (ualc"e realista in'enuo c"e si senta di confessare all?a$ata c"e la considera soltanto un corpoJ O un (ualc"e idealista critico c"e si senta invece di confessarle c"e# essendo lei una sua rappresenta!ione# non a$a in realt+ c"e sB stessoJ L-"o detta in modo sc"erzoso! ma! per la verit! ci sarebbe poco da sc"erzare. Ricordo di aver letto! una volta! di uno [og"i c"e diceva= 6c"i non capisce tutto! non capisce niente. 1bbene! qualora fossimo sul serio convinti di non poter mai arrivare a conoscere l-essenziale! e di doverci quindi accontentare di quanto : accidentale! per quale ragione dovremmo allora batterci o lottare per la veritI )er quale ragione - intendo dire - non dovremmo lasciarci andare alla rassegnazione e all-apatiaI

/uinto capitolo
.AN incontro - Q gennaio .+++ Stasera# pri$a di entrare nel vivo di (uesto nuovo capitolo# sar+ ene tornare reve$ente a riflettere su alcune delle cose trattate nei nostri ulti$i incontri. Steiner co$incia infatti il presente capitolo dicendo: Dalle considera!ioni precedenti risulta l?i$possi ilit+ di ra''iun'ere# attraverso l?esa$e del contenuto della nostra osserva!ione# la di$ostra!ione c"e le nostre perce!ioni sono rappresenta!ioni -p.68.. Or ene# non credo sia facile intendere (uesta affer$a!ione se non si distin'ue @ co$e a ia$o 'i+ proposto e fatto 0 l? oggettivo percetto dalla soggettiva i$$a'ine percettiva. 91

*ttraverso l?esa$e del contenuto della nostra osserva!ione# l?idealis$o critico riesce infatti a di$ostrare c"e le i$$a'ini percettive sono so''ettive# $a non riuscendo viceversa a di$ostrare c"e lo siano i percetti# si vede allora costretto a li erarsene confinandoli nel $isterioso universo delle cose in sB -ciA spie'a peraltro il perc"B Steiner dica# poco dopo# c"e una cosa la 'iuste!!a dell?idealis$o critico# e un?altra cosa la for!a persuasiva dei suoi ar'o$enti.. /er l?idealis$o critico# le nostre perce!ioni sono dun(ue so''ettive e ideali -in (uanto le i$$a'ini percettive# essendo 'li o''ettivi e reali percetti inconosci ili# sono solo nostre rappresenta!ioni.# $entre per il realis$o in'enuo sono o''ettive e reali -poic"B o''ettivo e reale il percetto identificato con l?i$$a'ine percettiva.. *llo stesso pro le$a# ,duard von &art$ann# con il suo realis$o trascendentale# d+ una diversa solu!ione. >o$e Fant# e'li distin'ue l?o''ettivo e reale percetto dalla so''ettiva e ideale i$$a'ine percettiva# $a sostiene# a differen!a di Fant# c"e tale ele$ento o''ettivo e reale -la cosa in sB.# se non puA essere conosciuto direttamente# puA esserlo perA indirettamente -ipotetica$ente.# proprio in virt) del $odo in cui ce lo rappresentia$o. Si tratta di un punto di vista i$portante poic"B 0 osserva Steiner 0 in (uesta posi!ione sta la scien!a naturale $oderna# la (uale adopera le perce!ioni solo co$e ulti$o $e!!o per arrivare a co$prendere i processi della $ateria c"e stanno dietro le perce!ioni e c"e soli sono veri -p.63.. Steiner fa altres7 notare c"e se il realismo ingenuo! 6logicamente svolto! "a il torto di condurre a dei risultati 6c"e sono in diretto contrasto coi suoi presupposti! l-idealismo critico "a invece quello di voler abbandonare tali presupposti! conservandone al tempo stesso le deduzioni. Bl realismo ingenuo parla infatti di un-azione dell-oggetto sul soggetto c"e! 6logicamente svolta! dovrebbe comportare! da parte del secondo! una reazione di cui per? si taceJ mentre l-idealismo critico parla di una reazione del soggetto c"e dovrebbe per? presupporre quella stessa azione dell-oggetto di cui parla il realismo ingenuo. K 'iunto co$un(ue il $o$ento di affrontare il pro le$a pi) i$portante: ossia# (uello dell?ori'ine della rappresenta!ione. >o$e fa l?io 0 c"iede infatti Steiner 0 a creare# traendolo da se stesso il $ondo delle rappresenta!ioniJ -p.87.. Hatural$ente# il realista in'enuo non si pone un pro le$a del 'enere poic" convinto c"e sia l?o''etto a creare# nel so''etto# il $ondo delle rappresenta!ioni# e c"e (uesto non sia perciA c"e una copia -una ri-produzione. di (uello delle perce!ioni. L?idealista critico invece se lo pone e lo risolve 0 co$e a ia$o visto 0 sostenendo c"e la rappresenta!ione una crea!ione -una produzione. del so''etto in risposta allo sti$olo proveniente dall?o''etto. /er il pri$o# dun(ue la rappresenta!ione a derivare dall?i$$a'ine percettiva# $entre# per il secondo# l?i$$a'ine percettiva a derivare dalla rappresenta!ione. ;a se l?i$$a'ine percettiva a derivare dalla rappresenta!ione# da c"e cosa deriva allora la rappresenta!ioneJ ,? proprio a (uesto punto# in effetti# c"e dovre e entrare in scena il concetto# $a proprio a (uesto punto c"e la scena ri$ane inspie'a il$ente vuota. Difatti# il realis$o in'enuo non puA per$ettere al concetto di esi irsi poic"B lo "a inconscia$ente identificato con il percetto# con l?i$$a'ine percettiva e con la rappresenta!ione# $entre l?idealis$o critico non puA per$etter'li di fare la sua parte poic"B# pur non identificandolo pi) con l?i$$a'ine percettiva e con la rappresenta!ione# continua perA a identificarlo col percetto e a considerarlo (uindi un?i'nota e irra''iun'i ile cosa in sB. En altre parole# il realis$o in'enuo proietta sul corpo l?ani$a e lo spirito# $entre l?idealis$o critico distin'ue l?ani$a dal corpo# $a insiste nel proiettare sul secondo lo spirito. K solo con La filosofia della libert c"e ci viene dun(ue offerta la possi ilit+ 0 co$e dicono 'li psicoanalisti 0 di ritirare le proie!ioni e di portare cosI alla coscien!a la co$plessa attivit+ svolta# nell?a$ ito della co'ni!ione sensi ile# dal corpo -dalla perce!ione.# dall?ani$a -dalla rappresenta!ione. e dallo spirito -dal concetto.. 92

Lolendo# potre$$o riassu$ere (ueste ulti$e considera!ioni nel se'uente sc"e$a:

/@> conscio /@>

@S

R@* Enconscio R@* >@S inconscio R@* conscio

>

conscio /@> >@S realis$o in'enuo: idealis$o critico: :ilosofia della li ert+:

Ovvia$ente# / e > stanno per /erce!ione e >orpo# Rappresenta!ione e *ni$a e > ed S per >oncetto e Spirito.

per

* ia$o 'i+ detto# nel corso di uno dei nostri precedenti incontri# c"e le rappresenta!ioni# a dispetto dell?apparen!a e della co$une convin!ione# non sono i$$a'ini delle cose# ensI dei concetti. Nun'# ad ese$pio# osservando e studiando la vita profonda dell?ani$a# "a scoperto c"e le i$$a'ini arc"etipic"e sono $anifesta!ioni de'li arc"etipi in sB e c"e# di un solo arc"etipo in sB# possono darsi $olteplici i$$a'ini arc"etipic"e. K davvero un peccato# perciA# c"e non si sia affatto accorto di aver $esso in tal $odo le $ani sulla realt+ profonda dei concetti e delle rappresenta!ioni e su (uella# in particolare# dei loro occulti rapporti. Hon a caso# l?i'noto concetto# confinato -o ri$osso. da Fant nell?irra''iun'i ile sfera delle cose in sB# stato infatti confinato -o ri$osso. da Nun'# in (ualit+ di ?arc"etipo in sB# in un?altrettanto irra''iun'i ile sfera psicoidea: cio a dire# in una sfera li$ite c"e @ co$e sta a indicare il suo stesso no$e @ dovre e essere a un te$po psic"ica e non0psic"ica. ;a (ui# delle due# l?una: o tale realt+ si trova al confine superiore dell?ani$a# e non si puA pi) allora parlare solo del corpo e dell?ani$a# $a si deve tirare in allo lo spiritoD o tale realt+ si trova al confine inferiore dell?ani$a# e allora# venendo in parte a confondersi con (uella del corpo# non si co$prende pi) (uale differen!a ci sia tra l?arc"etipo in sB e l?istinto# e per ciA stesso tra la psicolo'ia Cun'"iana e (uella freudiana. 93

Si dice= quot capita! tot sententiaeJ ci si dovrebbe tuttavia rendere conto c"e se ci? : vero per quel c"e riguarda le rappresentazioni! non lo : pi5 per quel c"e riguarda invece i concetti. <on : comunque facile bisogna ammetterlo riconoscere c"e il concetto 6in sH : uno e c"e ciascuno se lo rappresenta diversamente in funzione della propria natura o delle proprie esperienze. )otremmo dire! in sostanza! c"e siamo tutti! di fatto! dei 6nominalisti! in quanto la vivente realt del concetto si situa al di l di quella soglia c"e divide la nostra coscienza ordinaria! deputata a fornirci nozione di quanto esiste nel tempo e nello spazio! da quei superiori livelli di coscienza c"e potrebbero fornirci nozione di quanto : invece al di l del tempo e dello spazio 0di quanto :! ossia! animicospirituale4. <on si tratta comunque di retrocedere verso il realismo medioevale! quanto piuttosto di avanzare verso un realismo moderno= di passare cio:! grazie alla scienza dello spirito! dal realismo ingenuo 0o incosciente4 delle cose! al realismo critico 0o cosciente4 dei concetti o delle idee. l riguardo! Steiner! in un ciclo di conferenze intitolato )ensiero umano e pensiero cosmico! propone una riflessione sul concetto di 6triangolo c"e finisce col costituire un vero e proprio esercizio. Bn qual modo - dice appunto Steiner posso rappresentarmi il 6triangolo universaleI Bn effetti! alla ordinaria coscienza intellettuale riesce impossibile immaginare un triangolo c"e abbia la propriet di contenere in sH tutti i triangoli possibili. llorc": immaginiamo un triangolo! subito infatti ci accorgiamo di averlo immaginato rettangolo! acutangolo od ottusangolo! oppure equilatero! isoscele o scaleno. (ve per? immaginassimo un triangolo i cui lati avessero la facolt di ruotare intorno a uno dei vertici con velocit diverse 0come fanno pressappoco le lancette dell-orologio4! ecco allora c"e al compiersi di un suo giro sarebbero venuti a prender forma! istante dopo istante! tutti i triangoli possibili. 1 cosa accadrebbe! inoltre! se! muniti di un qualc"e congegno simile a quello c"e consente a un telecomando di fermare le immagini c"e scorrono sul video! ci divertissimo ad arrestare la rotazione di un siffatto triangoloI Si avrebbe - : presto detto - la rappresentazione. Pen si vede! dunque! come questa nasca nel momento stesso in cui il movimento 0lo 6svolgimento4 del concetto muore. La rappresentazione non : infatti c"e un coagulo della vita del pensare e un-ombra della luce del concetto. Senza tema di esagerare! potremmo quindi dire c"e una 6litiasi! come : in grado di produrre un-alterazione della funzione del fegato o dei reni! cos7 : in grado di produrre quella alterazione della funzione dell-intelletto c"e va sotto il nome di 6intellettualismo. <on a caso! &egel ritiene c"e il prodotto pi5 rappresentativo della natura dell-intelletto sia appunto il 6calcolo. >utti noi ci muoviamo normalmente su questo piano e siamo quindi inerti tanto quanto lo sono questi sedimenti o precipitati del pensiero. Bl bello : c"e qualcuno! pur versando in questa condizione! pretenderebbe c"e gli venisse mostrata o dimostrata! su questo stesso piano! la realt vivente del pensare o quella luminosa del concetto. Bn realt! non : possibile esperire tali realt se non ci si decide a riscuotersi e a muoversi interiormente. Gornia$o co$un(ue a noi e ripensia$o alla precedente i$$a'ine del trian'olo universale. * ia$o detto c"e la rappresenta!ione nasce nel $o$ento in cui si arresta lo svol'i$ento del concetto. , ene# c"iedia$oci adesso c"i sia ad arrestare tale svol'i$ento# per$ettendo cosI alla rappresenta!ione di precipitare e di affacciarsi alla coscien!a. K su ito detto: la perce!ione o# per essere pi) precisi# l?atto percettivo. Hell?istante stesso in cui percepia$o un dato -un percetto.# si avvia infatti il processo c"e sfocia appunto nella rappresenta!ione. /roprio per (uesto# Scali'ero affer$a c"e il percepire inconscio# $entre il percepito conscio. Da una parte -da (uella del corpo.# acco'lia$o dun(ue il dato individuale della perce!ione# dall?altra -da (uella dello spirito. acco'lia$o invece il dato universale del concetto: (uesti poi si coniu'ano nella sfera inter$edia o particolare dell?ani$a# 'enerando la rappresenta!ione. 2eglio sarebbe dire! comunque! c"e l-incontro del percetto col concetto genera un-immagine vivente 0un-immaginazione 6precosciente4 e c"e : poi questa! rispecc"iandosi nell-organo cerebrale! a darsi alla coscienza 0ordinaria4 come 6c"iara! 6distinta ma spenta rappresentazione. Si "a qui! dunque! la nascita dell-immagine= ovverosia! del 6fenomeno primordiale della vita psic"ica. #ifatti! ricordi! fantasie! illusioni! allucinazioni e sogni "anno tutti natura immaginativa. 94

Si verifica (uindi# con le rappresenta!ioni# un (ualcosa di si$ile a (uel c"e si verifica con i colori. Secondo =oet"e# il colore visi ile nasce infatti dall?incontro o dallo scontro invisi ile della luce con la tene ra: vale a dire# dall?incontro o dallo scontro di due for!e antitetic"e c"e si prestano a essere rispettiva$ente associate al pensare -al concetto. e al volere -al percetto.. bbiamo detto c"e non c-: cosa al mondo c"e non si dia! in prima istanza! quale percetto! e c"e non c-: percetto al mondo c"e non debba! in seconda istanza! essere integrato dal concetto! per poter essere cos7 determinato! reso cosciente e messo altres7 in relazione con gli altri percetti. Bl nostro primo incontro o scontro con la realt 0quello del percepire4 avviene dunque in forma incosciente o in stato di sonno. Guando ci serviamo poi del pensare per determinare o qualificare il dato percettivo 0per dire cio: - se ricordate un vecc"io esempio - c"e D : 4 ! : come perci? se ci trovassimo a dover interpretare! a un livello di coscienza superiore! quanto abbiamo appena sperimentato a un livello di coscienza inferiore. #ice appunto Steiner= 6#i fatto vi : qualcosa c"e si comporta! rispetto al puro percepire! come lo sperimentare allo stato di veglia si comporta rispetto al sognare= questo qualcosa : il pensare0p.Q.4. En effetti# si so'na a un livello di coscien!a diverso da (uello in cui si interpreta il so'no. /er so'nare# si deve infatti dor$ire# $entre# per interpretare i so'ni# si deve ve'liare. , ene# cosa dovre$$o fare se volessi$o interpretare invece la ve'liaJ * (uale altro livello di coscien!a dovre$$o portarci per fare una cosa del 'enereJ El Tudd"a# ad ese$pio# era un risve'liato: non perA un risve'liato dal sonno $anifesto# ensI da (uello i$$anifesto della coscien!a ordinaria. Quest?ulti$a vi'ile# infatti# fintantoc" si $isura con tutto ciA c"e esiste $aterial$ente nello spa!io e di cui "a noti!ia $ediante 'li or'ani di senso fisici# $a finisce di esserlo non appena co$incia a $isurarsi con tutto ciA c"e invece vita# ani$a e spirito. /er distin'uere# all?interno della coscien!a ordinaria# (uanto ve'lia# (uanto so'no e (uanto sonno# occorre tuttavia i$parare a osservarla da un punto di vista pi) alto. >on l?eserci!io interiore# ciascuno puA risve'liare e portare alla coscien!a (uelle for!e c"e# a'endo inconscia$ente# ci forniscono l?ordinaria co'ni!ione sensi ile. En virt) dell?eserci!io# c? c"i riesce a fare i salti $ortali e c"i riesce# col ta'lio della $ano# a spaccare i $attoni. >iA dun(ue di$ostra c"e# con un opportuno allena$ento# si possono ra''iun'ere de'li o iettivi c"e se$ rere ero a pri$a vista i$possi ili. ;a perc"B non esercitare allora la coscien!a e il pensieroJ /iuttosto c"e fare salti $ortali o spaccare $attoni# non avre$$o infatti iso'no di fare salti conoscitivi -per portarci al di l+ della so'lia. o di spaccare il $uro d?i'noran!a e di $en!o'na c"e c?i$pri'ionaJ bbiamo gi illustrato! sebbene sc"ematicamente! il viaggio 0afferente4 c"e l-essenza dell-oggetto compie! attraverso l-ambiente e il corpo! per arrivare all-Bo! e quello 0efferente4 c"e compie! attraverso l-anima! per essere in ultimo riconosciuto come il tale o il talaltro 6oggetto. >ale riconoscimento! operato occultamente ed essenzialmente dall-Bo! viene dunque alla luce solo sul piano della nostra attuale coscienza di veglia= ossia! su quel piano c"e Steiner c"iama 6materiale od 6oggettivo e c"e! non essendo all-altezza dell-essere del soggetto! non : nemmeno all-altezza dell-essenza dell-oggetto 06>u somigli - si dice appunto nel $aust - allo spirito c"e comprendi4. >ale piano coincide con quello raggiunto dall-anima cosciente al termine della sua prima fase di sviluppo 0c"e cade nella seconda met del secolo DBD4. Sar bene quindi soffermarci! seppur brevemente! sui passaggi evolutivi c"e dall-anima senziente! attraverso l-anima razionale o affettiva! "anno portato all-anima cosciente. Sappiamo - da Steiner - c"e l-umanit "a attraversato una fase di sviluppo in cui era dotata dell-anima senziente! ma non ancora di quella razionale nH! tantomeno! di quella cosciente. ;i? vuol dire c"e lo spirito 0l-Bo4 era a quel tempo attivo nell-anima senziente 0legata al corpo astrale4 e c"e gli uomini ne avevano perci? una viva 6sensazione 0in forma mitologica o immaginativa4. llorc"H : cominciato lo sviluppo dell-anima razionale o affettiva 0nel QEQ d.;.4! lo spirito 0l-Bo4 "a per? abbandonato la sensazione e "a preso ad agire nei concetti e nell-attivit giudicante 0legati al corpo eterico4. Se ne pu? avere conferma! osservando il modo in cui! partendo dai presocratici e passando per Socrate! 95

)latone e ristotele! si arriva a >ommaso d- quino e! nell-ambito della 6scolastica! al celebre contrasto tra il 6realismo e il 6nominalismo. )roprio la nascita del 6nominalismo annuncia infatti la fine della fase evolutiva dell-anima razionale o affettiva e l-inizio di quella dell-anima cosciente 0nel .E.A d.;.4. nc"e al momento di questo passaggio! lo spirito 0l-Bo4 abbandona la sua precedente mediazione. 1 dove va ad agire questa voltaI Ca ad agire nel corpo fisico 0nel sistema neuro-sensoriale! e in specie nel cervello4 per potersi cos7 6autoriflettere! e quindi 6auto-osservare e 6auto-pensare= per poter cos7 godere! insomma! seppure in modo spento e speculare! di una prima! lucida e definita coscienza di sH. #a questo punto di vista! il cogito cartesiano assume una valenza invero 6monumentale. 6;ogito! ergo sum= quale pi5 icastica espressione potrebbe infatti testimoniare della nascita dell-anima coscienteI Cedete! noi diciamo 6anima cosciente! ma 6cosciente di c"e cosaI Bn quanto 6anime! sia quella 6senziente c"e quella 6razionale non erano forse gi 6coscientiI Lo eranoJ tant-: vero c"e! anzic"H c"iamarle 6anima senziente e 6anima razionale! potremmo benissimo c"iamarle 6coscienza senziente e 6coscienza razionale. 2a cos-: allora a rendere diversa l-anima coscienteI Bl fatto del tutto singolare - possiamo dire - c"e : cosciente! non solo! come le altre! dell-oggetto! ma anc"e di sH stessa o del soggetto quale realt separata da quella dell-oggetto 0e dunque del mondo4. ;i? sta a significare c"e i punti di appoggio interiori dell-anima senziente 0la sensazione4 e dell-anima razionale o affettiva 0il concetto e l-attivit giudicante4! "anno lasciato il posto! con l-anima cosciente! a un punto di appoggio esteriore= ovvero! a quella realt dell-oggetto 0o del corpo fisico4 c"e si fa garante di quella del soggetto c"e la percepisce e la pensa. Lo stesso Bo! un tempo presente in modo incosciente! ma reale! nella sensazione! e poi in modo subconsciente! ma pur sempre reale! nei concetti e nell-attivit giudicante! : ora dunque presente! quale ideale 6forma cosciente! nel pensare e! quale reale 6forza incosciente! nel volere 0e quindi nell-atto percettivo! nel percetto e nell-immagine percettiva4. #el resto! ove cos7 non fosse! mai si sarebbe affermato quel realismo ingenuo c"e accomuna - come abbiamo visto - naturalisti! positivisti e materialisti. 1cco il perc"H Steiner! dopo aver messo in rapporto la storia dell-anima senziente con quella della mitologia! e la storia dell-anima razionale o affettiva con quella della filosofia! mette in rapporto la moderna storia dell-anima cosciente con quella della scienza. )er il filosofo! infatti! : importante anzitutto il concetto 0l-oggetto del pensare4! mentre per lo scienziato : importante anzitutto il percetto 0l-oggetto del percepire4. :ra la perce!ione 0 ricorda perA Steiner 0 e (ualsiasi asser!ione ri'uardo alla $edesi$a si frappone il pensare -p.81.. Bn effetti! grazie all-atto percettivo! m-incontro o mi scontro con ci? c"e : altro da me= ossia! con ci? c"e attende! grazie all-atto conoscitivo 0e quindi all-atto del pensare c"iamato a integrare quello percettivo4 di essere rivelato a sH stesso. #unque! il percetto va incontro al concetto per avere forma 0ideale4 e il concetto va incontro al percetto per avere forza 0reale4. (rbene! l-uomo nasce proprio laddove questi due mondi si toccano= laddove! ossia! la realt prende a vivere nell-idea e l-idea prende a vivere nella realt. Dice Steiner: La coscien!a pri$itiva tratta il pensare co$e (ualcosa c"e non "a nulla a c"e fare con le cose# $a ne ri$ane intera$ente in disparte# e in disparte fa le sue considera!ioni sul $ondo -p.85.. La coscien!a pri$itiva non considera infatti c"e al $ondo# oltre le cose# ci sono pure 'li i$pulsi della volont+# i senti$enti e i pensieri: vale a dire# c"e al $ondo non c? solo il mondo# $a anc"e la coscienza del mondo. El $ondo costituito in realt+ di due parti: del $ondo percepito e del $ondo pensato. El pro le$a perciA (uello di capire (uale rapporto vi sia tra (ueste parti. L?uo$o# in fondo# non c"e (uella parte di $ondo $ediante la (uale il $ondo stesso viene a prendere coscien!a di sB. 96

L?uo$o 0 scrive Scali'ero in >ecnic"e della concentrazione interiore 0 conosce e in (ualc"e $odo do$ina il $ondo# $ediante il pensiero. La contraddi!ione c"e e'li non conosce nB do$ina il pensiero. /i) c"e di una contraddi!ione# si tratta perA di un paradosso. /erc"BJ /erc"B si scopre c"e innan!itutto il conscio a essere inconscio -di sB o# per $e'lio dire# delle ra'ioni per cui tale.. * una raccolta di alcuni suoi sa''i# Nun' "a dato ad ese$pio (uesto titolo: Bl problema dell-inconscio nella psicologia moderna . =i+# e il pro le$a del conscioJ En effetti# se$ ra (uasi c"e (uesto non esista o c"e possa tutt?al pi) costituire $ateria di riflessione astratta per la filosofia e concreta per la neurofisiolo'ia. , se scoprissi$o# invece# c"e tale inconscio proprio (uello dal (uale nasce il conscio e nel (uale affondano le radici c"e diuturna$ente lo ali$entanoJ La (uestione oltretutto i$portante perc"B 0 co$e inse'na la stessa psicolo'ia del profondo e co$e a ia$o 'i+ avuto $odo di ricordare 0 (uanto inconscio tende a rie$er'ere alla coscien!a $ediante la proie!ione. Un pensiero c"e i'nori il proprio essere o la propria for!a# tender+ perciA a proiettare tale essere o tale for!a su una (ualsiasi altra cosa -fisica o $etafisica.# facendo cosI crescere il valore ontologico dell?o''etto a tutto detri$ento di (uello del so''etto. Da ciA conse'ue# ovvia$ente# c"e il pensiero inda'a# sI# il $ondo# $a finisce poi con lo scoprire delle cose c"e sente (uasi se$pre pi) reali di sB# e dalle (uali viene per ciA stesso do$inato. Hon vero# forse# c"e udia$o spesso la$entare il fatto c"e l?uo$o sia diventato sc"iavo di $olti de'li stru$enti c"e crea e usaJ ;a perc"B ne diventato sc"iavoJ /erc"B non piena$ente padrone del pensiero c"e li crea# e (uindi della volont+ c"e li usa. Se vero# del resto# c"e la realt+ fatta di corpo# ani$a e spirito# anc"e vero# allora# c"e una scien!a c"e si occupi solo del corpo una scien!a c"e si occupa# di fatto# di un ter!o della realt+. /urtroppo# perA# continuando a conoscere e a do$inare un ter!o della realt+ sare$o se$pre $eno in 'rado di affrontare e risolvere i pro le$i c"e 'i+ ur'ono nel presente e c"e se$pre pi) ur'eranno in avvenire.

;ontinua il quinto capitolo .EN incontro - .E gennaio .+++


* ia$o concluso il nostro ulti$o incontro parlando della coscien!a cosiddetta in'enua o pri$itiva. >o$incere$o# stasera# riprendendo (uesto ar'o$ento. 97

Dice Steiner: L?i$$a'ine c"e il pensatore si for$a dei feno$eni del $ondo# non "a valore co$e un (ualcosa c"e appartiene alle cose# $a c"e esiste soltanto nella testa dell?uo$oD il $ondo co$pleto anc"e sen!a (uesta i$$a'ine. El $ondo lI# co$pleto in tutte le sue sostan!e e for!eD e di (uesto $ondo co$pleto in sB# l?uo$o si fa un?i$$a'ine. ;a a c"i pensa cosI# iso'na do$andare: >on c"e diritto considerate voi co$pleto il $ondo# sen!a il pensareJ Hon produce forse il $ondo# con la stessa necessit+# il pensare nella testa dell?uo$o e i fiori sulla piantaJ /iantate un se$e nel terreno# 'etter+ una radice e un fusto# svilupper+ fo'lie e fiori. /onete la pianta di fronte a voi stessi: essa si unisce nella vostra ani$a con un deter$inato concetto. /erc"B (uesto concetto apparterre e all?intera pianta $eno delle fo'lie e dei fioriJ Loi dite c"e le fo'lie e i fiori esistono sen!a un so''etto percipiente# $entre il concetto appare soltanto (uando l?uo$o si contrappone alla pianta. Lerissi$o. ;a anc"e le fo'lie e i fiori si for$ano sulla pianta solo (uando vi sia della terra in cui collocare il se$e# e vi siano luce e aria in cui fo'lie e fiori possano svilupparsi. /roprio cosI si for$a il concetto della pianta# (uando una coscien!a pensante si accosta alla pianta -p.85.. 1bbene! qui c-: qualcosa d-importante da capire! qualcosa c"e non : per? facile esprimere. @uardando fuori di noi! percepiamo esseri minerali! vegetali! animali e umani! e quanto : stato costruito da questi ultimiJ e tutto ci? lo sentiamo ben pi5 reale di quanto percepiamo guardando dentro di noi= ben pi5 reale! ossia! del pensiero! del sentimento e della volont! ma soprattutto del pensiero. 2a anc"e il pensiero fa parte della realt. )erc"H : allora cos7 difficile rendersene contoI )erc"H se : vero! per un verso! c"e al mondo ci sono il reale e il pensiero del reale! : anc"e vero! per l-altro! c"e il pensiero! in quanto riflesso! non viene avvertito reale quanto il reale di cui : pensiero. <on dovremmo per? dimenticare c"e questo : un problema c"e riguarda direttamente il soggetto 0portatore del pensiero del reale4 e non l-oggetto 0il reale4. Spetta dunque al primo scoprire c"e il pensiero riflesso in tanto : tale in quanto! a riflettersi! : qualcosa di reale. ;ome! ad esempio! la fotografia di un cavallo presuppone e riflette un cavallo reale! cos7 la rappresentazione di un pensiero presuppone e riflette un pensiero reale 0un concetto o un-idea4. Bn sostanza! : proprio per questa ragione c"e il realista ingenuo : portato a credere c"e il mondo sia gi completo in sH stesso e c"e! con la nostra coscienza o conoscenza! non gli aggiungiamo nullaJ egli : anzi convinto c"e sia il mondo! agendo su di noi e lasciando in noi una sua impronta 0una rappresentazione4! ad arricc"irci di qualcosa 0a non lasciare rasa! cio:! la nostra tabula interiore4. *l ri'uardo# utile fare un reve confronto tra il processo conoscitivo# (uello ali$entare e (uello respiratorio. ;an'iando# non faccia$o altro c"e introdurre all?interno del nostro corpo ciA c"e nasce# cresce e vive al suo esterno: non faccia$o altro# ossia# c"e introdurre in noi dei pe!!i di $ondo. Ora# se (uesti conservassero# in noi# la loro natura# ci intossic"ere ero. /er (uesto# il processo $eta olico si divide in due fasi. Hella pri$a -cata olica.# (uei pe!!i di $ondo c"e c"ia$ia$o ci i ven'ono privati della loro natura in virt) di un processo di destruttura!ione della sostan!a -co$inciato 'i+ con la $astica!ione. c"e porta (uest?ulti$a a una specie di punto !ero. Quando# ad ese$pio# ci ri$ane (ualcosa sullo sto$aco# vuol dire appunto c"e un ali$ento# non essendo stato distrutto a sufficien!a# continua a vivere in noi co$e un corpo estraneo. Quando perA va tutto ene# s?ini!ia allora la seconda fase -ana olica.. En (uesta# $uovendo da tale punto !ero# la sostan!a viene in parte ricostituita# con (ualit+ u$ane e individuali c"e la rendono si$ile a noi -assi$ila ile.# e in parte eli$inata. Enutile dire c"e la (ualit+ della sostan!a eli$inata en diversa tanto da (uella ori'inaria del ci o c"e da (uella assi$ilata. Respirando# altro non faccia$o invece c"e inalare ed esalare l?aria. ;ediante l?inala!ione# l?aria esterna entra in noi e# $ediante l?esala!ione# l?aria interna esce da noi. *nc"e in (uesto caso# ciA c"e esce da noi diverso da ciA c"e entra in noi. >iA vuol dire dun(ue c"e il passa''io attraverso il corpo u$ano non privo di conse'uen!e e per il ci o# e per l?aria# e per il corpo stesso. Bn realt! ci troviamo alle prese con un unico processo c"e si svolge in modi diversi a seconda del livello al quale si manifesta. #obbiamo fare infatti un altro passo e considerare c"e anc"e al livello conoscitivo! c-: qualcosa c"e entra in noi e c"e! dopo essere stato elaborato! viene in parte assimilato e in parte eliminato. 98

1 di c"e si trattaI M presto detto= del dato della percezione 0del percetto4. <el momento in cui viene assunto! anc"e il percetto! al pari del cibo e dell-aria! rappresenta infatti un elemento estraneo c"e necessita! in quanto tale! di essere assimilato. questo livello! tuttavia! l-assimilazione avviene soltanto perc"H l-Bo si ri-conosce nel percetto e il percetto si conosce nell-Bo. nc"e in questo caso! dunque! il mondo passa attraverso l-uomoJ e lo fa perc"H vuole giungere alla coscienza di sH. Bl mondo! infatti! giace allo stato di morte nel regno minerale! vive allo stato di sonno in quello vegetale! muove allo stato di sogno in quello animale! e perviene allo stato di veglia nel regno umano. M quindi l-essere stesso del mondo c"e! accedendo attraverso l-uomo alla veglia! prima si divide da sH e poi ritorna su di sH per osservarsi! pensarsi e trasformarsi cos7 in spirito. #unque! come il 6mondo-cibo e il 6mondo-aria si trasformano o si transustanziano! attraversando sensibilmente il 6mondo-uomo! cos7 pure si trasforma o si transustanzia tutto ci? c"e viene percepito! pensato e quindi conosciuto. Un presentimento di questa verit lo si pu? trovare in tutte quelle leggende e fiabe c"e parlano di esseri c"e vivono incantati o imprigionati negli elementi della natura. >ali esseri incantati o imprigionati non sono! in realt! c"e le essenze delle cose= ovvero! quei noumeni c"e attendono di essere appunto disincantati e liberati dal conoscere umano! e al cui 6grido di dolore - come abbiamo visto Want si : mostrato del tutto 6insensibile. ;i au'uro c"e (ueste considera!ioni per$ettano di capire c"e la conoscen!a non un passate$po o un 'ioco# ensI una (uestione di vita o di $orte spirituale. K perciA assai triste il constatare (uanto sia divenuto inconsistente o superficiale il pensiero conte$poraneo. Questo# infatti# (uando non si $ostra 'reve od ottuso# si $ostra allora fatuo# ludico o vanesio# e (uindi affetto da un vi!io o da una $alattia $orale. Hel $ondo# c? in realt+ dolore e attesa: un?attesa di reden!ione c"e viene spietata$ente frustrata tutte le volte in cui utili!!ia$o il pensiero per esi irci o trastullarci# o per perse'uire (uelli c"e ci illudia$o essere i nostri veri interessi -e c"e sono invece solo (uelli particulari dell?e'o.. Se o''i ricevo un occiolo di rosa# 0 dice co$un(ue Steiner 0 l?i$$a'ine c"e se ne presenta alla $ia perce!ione da principio -$a solo da principio. in sB conclusa. Se $etto il occiolo nell?ac(ua# avrA do$ani una tutt?altra i$$a'ine del $io o''etto. Se non distacco 'li occ"i dal occiolo di rosa# vedrA lo stato odierno trasfor$arsi in (uello di do$ani in $aniera continua# attraverso innu$erevoli passa''i inter$edi. L?i$$a'ine c"e $i si presenta in un deter$inato $o$ento solo un rita'lio casuale dell?o''etto concepito in un continuo divenire. Se non $ettessi il occiolo nell?ac(ua# esso non dare e luo'o allo sviluppo di tutta una serie di stati c"e vi erano contenuti in poten!a. U'ual$ente potrei do$ani essere i$pedito di continuare ad osservare il fiore# e potrei averne (uindi un?i$$a'ine inco$pleta. ;a sare e un?opinione del tutto irreale# le'ata a se$plice casualit+# (uella c"e# dell?i$$a'ine staccata c"e si presenta in un dato istante# affer$asse: Questa la cosa -p.8<.. Se volete un facile esempio del rapporto tra l-6immagine staccata e la 6cosa! pensate allora a quello tra il singolo fotogramma e il film= a nessuno verrebbe in mente di prendere uno o pi5 fotogrammi di un film per il film. 1ppure ai realisti ingenui viene in mente di prendere una o pi5 immagini percettive della cosa per la cosa. ;i? avviene! per?! perc"H si trascura di considerare c"e l-immagine percettiva : rigidamente condizionata dal cosiddetto "ic et nunc. d esempio! l-immagine percettiva della rosa c"e "o oggi stando qui! non : uguale a quella c"e ne avr? domani stando l7. ;i si dovrebbe tuttavia domandare= ma se tanto l-immagine c"e ne "o oggi stando qui! quanto quella c"e ne avr? domani stando l7! sono immagini diverse di una stessa rosa! dov-: allora quella rosa di cui sono entrambe immaginiI 1 quando parlo! invece c"e della rosa! dell-Bo! a quale delle sue immagini percettive mi riferiscoI quella di quando avevo dieci anniI ( a quelle di quando ne avevo venti! trenta! quaranta o cinquantaI 1 se l-immagine percettiva dell-Bo cambia continuamente! dov-: allora quell-Bo c"e sta a fondamento di tale continuitI Lo spazio - dice &egel - : il luogo in cui l-essere esiste fuori di sH. )er intendere appieno una simile affermazione! : necessario avere presente questa successione= prima l-essere! sul piano della qualit 0o del concetto4! : un essere 99

in sHJ poi! sul piano del tempo! comincia a esistere venendo fuori di sHJ infine! sul piano dello spazio! esiste 0o giace4 fuori di sH. Guesti! per quanto mirabili! non sono per? c"e dei concetti astratti cui ciascuno di noi dovrebbe riuscire a dare un-anima o un contenuto di esperienza. ;iascuno! insomma! dovrebbe sforzarsi! non solo di osservare queste cose cos7 come ce le presenta la natura 0nei minerali! nelle piante e negli animali4! ma di sperimentare sH stesso e come realt 6morta nello spazio! e come realt 6vivente nel tempo! e come realt 6qualitiva 06concettuale o 6ideale4 nell-anima. ;omunque sia! tutto sta nell-educare bene l-intelletto giacc"H : da questo! volenti o nolenti! c"e si devono prendere le mosse. Cedete! la scienza dello spirito parte proprio dal punto evolutivo al quale siamo arrivati. <on siamo forse ormai tutti alle prese con la coscienza intellettuale o rappresentativaI Pene! partiamo allora da qui. ;"i "a visto l-ultimo film di ndreX >arFovsFXi! Sacrificio! probabilmente ricorder c"e uno dei suoi protagonisti! dopo aver conficcato in terra un bastone! si prende cura di andarlo periodicamente a innaffiare. 1bbene! ricorderete pure c"e : proprio da questo morto pezzo di legno c"e risorge a un certo punto la vita e si vedono spuntare dei germogli. Guesta pu? essere una buona immagine del modo in cui ciascuno di noi dovrebbe coltivare il proprio morto intelletto. Se infatti! a dispetto di ogni logica! prendessimo regolarmente a innaffiarlo! anc"e da questo potrebbe risorgere la vita. 2a innaffiare l-intelletto vuol dire educarlo e impegnarlo mediante lo studio e la pratica interiore della scienza dello spirito. Bl segreto! in fondo! : tutto qui. Lucifero sa solo far nascere la vita dalla vita 0conservare la vita4! e mostra quindi di temere o fuggire la morte! mentre rimane sa solo far nascere la morte dalla morte 0conservare la morte4! e mostra quindi di temere o fuggire la vita. 1ntrambi dunque ignorano il segreto della resurrezione! e non sanno per tanto far nascere! come il ;risto! la vita dalla morte. Si tratta# inso$$a# di trovare il cora''io di partire dalla nostra coscien!a $orta e d?i$pe'narci a capire# tanto per co$inciare# il come e il perc"H sia $orta: d?i$pe'narci# cio# a o''ettivarla# cessando cosI d?identificarcisi. >"i riesce a vedere la $orte infatti vivo: vivo poic"B riuscito# varcando la so'lia c"e divide il $ondo fisico da (uello eterico# a risalire dalla coscien!a dello spa!io a (uella del te$po# e a osservare perciA l?essere $orto della pri$a dall?alto dell?essere vivo della seconda. Sapete# o'ni tanto $i sento c"iedere: >o$e si fa a capire se il pensiero vivoJD Se si co$incia a vedere (uello $orto# rispondo. Quest?ulti$o infatti lo si vede# non fintantoc"B vi si dentro# $a non appena si co$incia a esserne fuori. >erto# per aver c"iaro (uanto stia$o dicendo iso'na aver 'i+ reali!!ato c"e# nor$al$ente# non 'odia$o affatto di una diretta coscien!a del te$po. /arlando dell?esisten!a# parlia$o 0 vero 0 di una coscien!a spa!io0te$porale# $a# in (uesta# la coscien!a dello spa!io prevale netta$ente su (uella del te$po. En tanto a ia$o infatti una (ualc"e coscien!a del te$po in (uanto lo spa!iali!!ia$o. >os? d?altronde un orolo'io se non una $acc"ina c"e $isura il te$po proprio perc"B lo spa!iali!!a o lo fra!ionaJ Hessuno# infatti# nor$al$ente in 'rado di fare diretta esperien!a del $ovi$ento continuo del te$po# nB tanto$eno di riconoscere# in (uesto# (uello stesso della vita. /er fare una si$ile esperien!a necessario infatti sviluppare (uel pri$o livello di coscien!a superiore c"e Steiner c"ia$a i$$a'inativo. Soltanto cosI ci possi ile reali!!are c"e (uello del te$po# della vita e del pensare non c"e un unico $ovi$ento: un $ovi$ento c"e sul piano del pensare puA perA osservare e conoscere sB stesso. ;a ciA nor$al$ente non avviene# poic"B# del pensare# ci accontentia$o di avere una coscien!a indiretta attraverso il pensato: attraverso cio la rappresenta!ione c"e# co$e avviene per la $isura!ione del te$po# ne arresta e spa!iali!!a il fluire. Dice Steiner: Hon dipende da'li o''etti c"e essi ci siano dati in un pri$o te$po sen!a i corrispondenti concetti# $a dalla nostra or'ani!!a!ione spirituale. La nostra entit+ co$plessiva fun!iona in $odo c"e# per o'ni o''etto della realt+# i relativi ele$enti affluiscono a lei da due parti: da (uella del percepire e da (uella del pensare. Hon "a nulla a c"e fare con la natura delle cose il $odo in cui io sono or'ani!!ato per afferrarle. La separa!ione tra percepire e pensare avviene soltanto nel $o$ento in cui io# l?osservatore# $i $etto di fronte alle cose. ;a 100

(uali ele$enti apparten'ano alle cose e (uali no# non puA dipendere dal $odo in cui io perven'o alla conoscen!a di (uesti ele$enti -p.89.. Or ene# tutti sappia$o c"e# per il $odo in cui sia$o fatti# ci i$possi ile vedere# si$ultanea$ente# la parte anteriore e (uella posteriore di un o''etto# $a c"e# dopo aver visto la pri$a# per vedere la seconda do ia$o spostare noi stessi o l?o''etto. , ene# si tratta di una situa!ione analo'a a (uella in cui vo'lia$o invece conoscere un o''etto. En (uesto caso# perA necessario# non spostare $aterial$ente noi stessi o l?o''etto# ensI spostarci o vol'erci ani$ica$ente dal percepire -volere. al pensare. 1cco comunque un altro caso in cui possiamo di nuovo ricorrere al concetto psicodinamico di 6proiezione. Se siamo organizzati dualisticamente! ma non lo sappiamo! cosa ci verr spontaneo infatti fareI )roiettare il nostro inconscio dualismo sul mondo e attribuirglielo. Guale concezione del mondo! il dualismo nasce pertanto dal fatto c"e siamo abitualmente inconsapevoli del nostro modo di essere! o della nostra organizzazione spirituale. ;ome la parte anteriore e posteriore di un oggetto sono tali solo in rapporto all-osservatore e non all-osservato! cos7 dunque il percetto 0l-elemento c"e affluisce a me dalla parte del percepire4 e il concetto 0l-elemento c"e affluisce a me dalla parte del pensare4 sono tali solo in rapporto al conoscitore e non al conosciuto. Bncontrando l-uomo! ogni realt del mondo si spezza in due e si d come 6percetto alla nostra organizzazione corporea e come 6concetto a quella spirituale. #al momento! tuttavia! c"e ogni realt del mondo : in sH una! il percetto 0la forza4 appartiene al concetto 0alla forma4 tanto quanto il concetto 0la forma4 appartiene al percetto 0alla forza4. ;i? vuol dire c"e il concetto appartiene al mondo non meno del percetto. l conoscere umano : tuttavia indispensabile infrangere l-unit originaria! naturale e incosciente per reintegrarla poi! a un superiore livello! in un-unit spirituale e cosciente! coniugando il dato della percezione! acquisito mediante il corpo! con quello del pensiero! acquisito mediante lo spirito. >ali nozze! per?! possono essere celebrate soltanto nell-anima umana. Dice Steiner: Se la nostra esisten!a fosse cosI colle'ata con le cose# c"e o'ni divenire del $ondo fosse nello stesso te$po anc"e nostro divenire# allora non vi sare e distin!ione fra noi e le cose. ;a in tal caso non ci sare ero per noi neppure cose sin'ole. Gutto il divenire scorrere e continua$ente da una cosa all?altra. El cos$o sare e un?unit+ e un?intere!!a c"iusa in sB. La corrente del divenire non avre e $ai un?interru!ione -p.89.. )ensate alla immagine alc"emica del serpente c"e si mangia la coda 0l-(uroboros4. #ivorando incessantemente sH stesso e incessantemente rigenerandosi! tale serpente rappresenta appunto quell-inconscio divenire naturale c"e non ammette soluzione di continuit. Lungo questo anello! infatti! tutto diviene ininterrottamente e non c-: nulla c"e possa sottrarsi e opporsi a tale movimento per osservarlo e conoscerlo. 06&o visto l-1ternit l-altra notte canta appunto &enr' Caug"an come un grande anello di luce pura e sterminata! \;alma quanto splendente4. >osa succede perAJ Succede c"e l?anello a un certo punto si spe!!a e c"e# proprio l+ dove si verificata la frattura# ven'ono a fronte''iarsi due opposte estre$it+. La precedente continuit+ si infatti interrotta# e si venuto a creare# tra un?estre$it+ e l?altra dell?anello# uno spa!io 'ra!ie al (uale l?Eo puA final$ente fronte''iare sB stesso# e (uindi osservare e conoscere il proprio divenire. /ri$a della frattura non vi era dualit+# ensI unit+. ;a 0 si faccia atten!ione 0 ora non ci sono soltanto le due estre$it+ dell?anello# $a c? anc"e lo spa!io c"e le divide. El c"e si'nifica c"e si sono venute a creare# non due# $a tre cose. , ene# (uesta ter!a cosa l?uo$o -la sua coscien!a di ve'lia.D ed proprio la crea!ione di (uesta ter!a cosa# in realt+# ad aver prodotto# con la frattura# le altre due. Bn questa luce! l-uomo ci si presenta dunque come un essere c"e spezza 0percependo4 e rinsalda 0pensando4! a un tempo! il silente e incessante divenire della natura. <on : c"e questo! in definitiva! il segreto dello spazio e della morte. )erc"H possa intervenire la coscienza : infatti necessario c"e si arresti! mediante lo spazio! l-ininterrotto fluire del tempo e! mediante la morte! l-ininterrotto fluire della vita= : necessario! insomma! c"e! a un terzo! l-uno appaia un due. 2a quel 101

c"-: ancor pi5 straordinario : c"-: appunto in questo terzo! vale a dire nell-uomo! c"e l-incosciente unit naturale pu? riprendere a vivere quale cosciente unit spirituale. Una cosa! infatti! : l-uno sconosciuto! altra l-uno conosciuto. )er passare dal primo al secondo occorre per? affrontare e superare la prova del due= ovvero! la prova della separazione! della solitudine e della morte. Dice ancora Steiner: * causa della nostra li$ita!ione ci appare co$e sin'olarit+ ciA c"e in verit+ non sin'olarit+. ;ai# per ese$pio# la (ualit+ sin'ola del rosso esiste isolata$ente per sB. ,ssa da o'ni parte circondata da altre (ualit+# alle (uali appartiene# e sen!a le (uali non potre e sussistere. ;a per noi una necessit+ separare certi fra$$enti del $ondo e considerarli a sB -p.89.. 1cco dunque l-analisiJ separazione! solitudine e morte non sono infatti c"e 6analisi. )otremmo perci? dire c"e mediante il corpo e il percepire analizziamo e mediante lo spirito e il pensare sintetizziamoJ o c"e il percepire 6smonta 0solve4 il mondo e il pensare lo 6rimonta 0coagula4. Colendo! potremmo anc"e dire c"e si tratta di un qualcosa di analogo a ci? c"e fanno i bambini quando! proprio per vedere come sono fatti! smontano e rimontano i loro giocattoli. ll-origine : dunque la sintesi 0a-priori4! poi viene l-analisi! e poi ancora la sintesi 0a-posteriori4. #alla prima 0dall-Bo come 1ssere4 alla seconda 0all-ego4 siamo portati dalla natura! mentre dalla seconda 0dall-ego4 alla terza 0all-Bo come Spirito4 dobbiamo portarci di nostra iniziativa. Dice Steiner: La $ia perce!ione di $e stesso $i c"iude in deter$inati confini# il $io pensare non "a nulla a c"e fare con tali confini. En (uesto senso io sono un essere doppioD sono c"iuso in un ca$po# c"e percepisco co$e (uello della $ia personalit+# $a sono anc"e portatore di un?attivit+ c"e deter$ina da una sfera pi) alta la $ia esisten!a li$itata. El nostro pensare non individuale co$e la sensa!ione e il senti$ento. K universale. *c(uista un?i$pronta individuale nei sin'oli uo$ini soltanto perc"B in rapporto con le loro sensa!ioni e coi loro senti$enti individuali. E sin'oli uo$ini si distin'uono fra loro per $e!!o di (ueste particolari colora!ioni del pensare universale. Un trian'olo "a un unico concetto. , per il contenuto di (uesto concetto# indifferente c"e esso ven'a accolto dal portatore di una coscien!a u$ana * o dal portatore di una coscien!a u$ana T. ;a da ciascuna delle due coscien!e accolto in $odo individuale -pp.84086.. M questa un-altra verit c"e ciascuno deve conquistare da sH. Sono d-altronde feconde solo le verit c"e si conquistano cos7. Si tratta infatti di pensieri c"e occorre pensare e ripensare= c"e occorre insomma meditare! fintantoc": non sprigionino dal loro seno una forza in grado di restituire all-anima vita! luce e calore. Cedete! meditare : 6covare i pensieri. #ifatti! come una gallina! covando! pu? far venire fuori l-essere vivente del pulcino dal morto guscio dell-uovo! cos7 noi! meditando! possiamo far venire fuori l-essere vivente del concetto dal morto guscio della rappresentazione. En effetti# dovre$$o avere la sincerit+ e l?u$ilt+ di a$$ettere c"e non a ia$o ancora i$parato a utili!!are il pensiero al fine per cui ci dato. *nc"e se il para'one sen!?altro 'rossolano# so$i'lia$o infatti a de'li individui c"e# avendo ricevuto in dono una Ti ia# non solo la utili!!ino per $etterla sotto una delle 'a$ e di un tavolo tra allante# $a credano pure c"e sia stata fatta e data loro per (uesto. * dirla tutta# il pensiero una for!a cos$ica e divina della (uale ci sia$o finora serviti solo per ordinare# classificare e co$prendere ciA c"e cade sotto i nostri or'ani di senso fisici. L-esercizio della meditazione presuppone! per?! quello della concentrazione. )er mezzo della concentrazione miriamo infatti 0in modo per cos7 dire 6masc"ile4 a conquistarci una sempre maggiore padronanza del pensareJ mediante la meditazione miriamo invece 0in modo per cos7 dire 6femminile4 a offrire il pensare! del quale siamo ormai divenuti padroni! a dei particolari pensieri in grado! mentre si trattengono nella nostra anima! di nutrirla! sanarla e risvegliarla. Cedete! meditare un pensiero : come intrattenersi con un amico caro! o come ascoltare una musica tanto bella c"e - come si suol dire - 6non ci si stanc"erebbe mai di sentire. 2editare! insomma! significa concedersi all-essere del pensiero meditato. M vero! d-altro canto! c"e se noi ci concediamo a un 102

pensiero! questo! a sua volta! si concede a noi. l mondo! ci sono molti pensieri c"e non trovano anime disposte ad accoglierli e amarli. Ricordate cosa si dice del Logos nel prologo del Cangelo di @iovanniI 61ra nel mondo! e il mondo fu creato per mezzo di lui! ma il mondo non lo conobbe. Cenne in casa sua! e i suoi non lo ricevettero. 1 il ;risto stesso! in Luca! dice= 6Le volpi "anno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi! ma il figlio dell-uomo non "a dove posare il capo. Bn tutti i modi! come ci accertiamo! in genere! della genuinit del cibo c"e vogliamo assumere! cos7 sar bene accertarsi della genuinit del pensiero c"e vogliamo meditare. Ricordo c"e Scaligero mi disse! una volta! c"e l-esercizio della concentrazione lo si potrebbe fare perfino con un pensiero sbagliato! in quanto il pensare c"e si concentra ad esempio sul due pi5 due c"e fa quattro non : sostanzialmente diverso da quello c"e si concentra magari sul due pi5 due c"e fa cinque. Bn effetti! se il contenuto del pensiero non :! per la concentrazione! c"e un pretesto per condurre l-osservazione dal piano del pensato a quello del pensare! lo stesso! per la meditazione! : invece decisivo! ed esige perci? una certa cautela. (ve meditassimo infatti una menzogna! ci troveremmo a esporre la nostra anima alla sua azione patogena. 1 se : gi grave pensare una menzogna! ancor pi5 grave sarebbe arrivare! in virt5 della meditazione! a parteciparne con tutta l-anima. #ifatti! la concentrazione : fredda! 6anaffettiva o - come dice Scaligero - 6apsic"ica! mentre la meditazione : calda e coinvolge la sfera del sentire. Bn definitiva! la meditazione! pi5 c"e una 6tecnica! : un-arte. ;iascuno deve infatti scegliere il pensiero giusto al momento giustoJ e tale momento deve essere in sintonia! non solo con la fase del cammino spirituale c"e sta attraversando! ma anc"e con quella relativa alla sua esistenza nel tempo e nello spazio. #obbiamo avere il coraggio di assumerci questa responsabilit. >enete presente c"e c"i non si muove per timore di sbagliare! sta in realt gi sbagliando. $isposta a una domanda Quando parlia$o di cose# parlia$o di ciA c"e percepia$o per $e!!o dei nostri or'ani di senso fisici. Or ene# la difficolt+ c"e c?i$pedisce di reali!!are c"e le realt percepite sono idee esatta$ente la stessa c"e c?i$pedisce di reali!!are c"e le idee pensate sono realt . Ove ci riesca di portarci al di l+ dell?a ituale coscien!a astratta# ci accor'ia$o perA c"e le idee sono entit+ spirituali viventi e ani$ate. El nostro vero pro le$a# in definitiva# c"e le idee# or$ai# ce le sappia$o solo rappresentare -astratta$ente.. ;i verre e vo'lia di dire 0 se $e lo consentite 0 c"e a ia$o del tutto perso la capacit+ di appre!!arne il profu$o# il 'usto# il colore# il suono o# $e'lio ancora# il carattere e la sostan!a $orale. Recita un vecc"io ada'io: Di$$i con c"i vai# e ti dirA c"i sei. , ene# potre$$o parafrasarlo dicendo: Di$$i con c"e idee vai# e ti dirA c"i sei. >o$e stia$o attenti a sce'lierci 'li a$ici# cosI dovre$$o stare attenti a sce'lierci le idee. Si sa# infatti# c"e le cattive a$ici!ie possono rovinare# $a non se$pre si considera c"e le cattive idee possono fare altrettanto# se non pe''io.

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;ontinua il quinto capitolo .9N incontro - 8. gennaio .+++ Questa sera# per riallacciare il filo delle nostre ulti$e considera!ioni# vorrei su ito le''ere (uel c"e dice Steiner: /resso 'li esseri pensanti# di fronte alla cosa esterna sor'e il concetto. ,sso ciA c"e della cosa ricevia$o non dal di fuori# $a dal di dentro. La co$pensa!ione# la riunione dei due ele$enti# interno ed esterno# deve fornire la conoscen!a. La perce!ione dun(ue non nulla di co$piuto# di finito in sB# $a uno dei lati della realt+ totale. L?altro il concetto. L?atto conoscitivo la sintesi di perce!ione e concetto. ;a soltanto perce!ione e concetto di una cosa for$ano la cosa co$pleta -pp.86088.. Or ene# se soltanto perce!ione e concetto di una cosa for$ano la cosa co$pleta# possia$o allora osservare# al fine di $ettere ancora una volta in risalto la peculiarit+ dell?approccio scientifico0spirituale# c"e# di siffatta cosa co$pleta# l?approccio filosofico privile'ia unilateral$ente il concetto -s$arrendo i fatti.# $entre (uello scientifico0naturale privile'ia unilateral$ente la perce!ione -s$arrendosi tra i fatti.. =entile# ad ese$pio# in un sa''io intitolato: ;attolicismo e storia nei libri del Semeria# a co$$ento di un?o ie!ione rivolta da Se$eria all?apolo'etica tradi!ionalista# scrive: Questa risposta puA astare all?apolo'ista# $a non serve al ra!ionalistaD perc"B si fonda su un principio di fede# non di ra'ioneD e non "a per ciA verun valore scientifico. >o$e vedete# e'li oppone il principio di ra'ione a (uello di fede# asse'nando al pri$o un valore scientifico. >osI facendo# $ostra tuttavia d?i'norare c"e l?epoca -teosofica. in cui la verit+ era an!itutto una verit+ di fede# poic"B riposta in #io -o nella Sua rivela!ione.# "a lasciato# sI# il posto a un?epoca -filosofica. in cui la verit+ era an!itutto una verit+ di ra'ione# poic"B riposta nell?uomo# $a c"e (uest?ulti$a# a partire dal 191< d.>.# "a lasciato a sua volta il posto a un?epoca -scientifica. in cui la verit+ an!itutto una verit+ di esperien!a o di perce!ione# in (uanto riposta nelle cose o nel mondo. K vero c"e# con lodevole tenacia# :ic"te scrive# nel 1829# la pri$a #ottrina della scienza# nel 1317 la seconda# e c"e &e'el# nel 1318# scrive la 1nciclopedia delle scienze filosofic"e in compendio# $a non $eno vero c"e :rancesco Tacone# ne La grande instaurazione del 1657# aveva 'i+ cosI racco$andato: L?essen!iale di non allontanare $ai l?occ"io della $ente dalle cose stesse# onde racco'lierne le i$$a'ini cosI co$e sonoD non per$etta $ai Eddio c"e noi proponia$o i so'ni della nostra fantasia invece della copia fedele del $ondo. >os? dun(ue essen!iale per TaconeJ K c"iara$ente detto: 1. l?osservare o il percepire -il non allontanare $ai l?occ"io della $ente dalle cose stesse.D 5. le i$$a'ini percettive -le i$$a'ini delle cose cosI co$e sono.D <. le rappresenta!ioni -le copie fedeli del $ondo.. >iA confer$a c"e# per l? anima cosciente -al$eno nel corso della sua pri$a fase di sviluppo.# il criterio della verit+ non pi) in Dio o nell?uo$o# ensI nelle cose o nel $ondo: non pi) nel pensare# cio# $a nel percepire -sensi ile.. * un dato del pensiero definito ideale# si viene infatti a contrapporre un dato della perce!ione definito reale. Or ene# una scienza dello spirito c"e vo'lia essere davvero tale non deve rinne'are (uesto presupposto dell?anima cosciente# ensI farlo proprio ed estenderlo dal ca$po della realt+ sensi ile a (uello della realt+ eVtrasensi ile. K col criterio dell?esperien!a o della perce!ione c"e un ricercatore dello spirito deve perciA affrontare 'li o''etti interiori: vale a dire# i pensieri# i senti$enti e 'li i$pulsi della volont+. Occorre perA reali!!are c"e il dato percettivo per un verso lo si percepisce perc"B reale# $a per l?altro reale perc"B lo si percepisce: c"e il suo carattere di realt+# ossia# dipende tanto dalla natura dell?o''etto (uanto da (uella dell?attivit+ $ediante la (uale il so''etto lo afferra. Hon si deve di$enticare# infatti# c"e l?atto 104

percettivo un atto volitivo e c"e in esso presente# seppure in $odo incosciente# la viva for!a dell?Eo. L?uo$o sente (uindi reale il $ondo percepito in (uanto sente reale (uella parte del proprio Eo c"e vive nel volere e di cui non "a coscien!a# $entre sente ideale il $ondo pensato poic"B sente ideale (uella parte del proprio Eo c"e vive nel pensare e della (uale# per ora# "a solo una coscien!a riflessa -rappresentativa.. Enso$$a# nel percepire l?Eo :! ma non sa di sH# $entre nel pensare sa di sH! ma non :. He'li o''etti# nelle cose e ne'li altri# l?uo$o non fa dun(ue c"e ricercare sB stesso: non fa cio c"e ricercare l?essere di (uell?Eo incosciente e volitivo c"e puA riunirlo al $ondo# dopo c"e il non0essere dell?e'o cosciente e pensante lo "a separato dallo stesso. >iA non si'nifica 0 sia c"iaro 0 c"e si de a rinunciare al secondo a favore del pri$o -co$e fanno tutti coloro c"e tentano# in un $odo o nell?altro# di $ortificare# ottundere o spe'nere l?intelletto.# $a c"e si deve ricondurre l?essere volitivo dell?Eo all-interno di (uello pensante cosI c"e (uest?ulti$o possa final$ente accedere a una coscien!a viva e reale di sB stesso e del $ondo. <el corso della prima fase di sviluppo dell-anima cosciente! c"e cosa : dunque diventato il pensare umanoI 6M diventato propriamente il servitore! - dice Steiner! in L-antroposofia e la scienza della natura - un semplice mezzo per la ricerca 0L4 Bl pensiero : diventato un mezzo formale di aiuto per afferrare la realt. 1ntro la scienza esso non : pi5 qualcosa c"e si automanifesta. >iA c"e or$ai si auto$anifesta infatti l?o''etto# del (uale il pensiero# secondo la scien!a attuale# non puA essere appunto c"e servitore. =i+# $a c"e cos? l?o''ettoJ Ledete# 'li scien!iati pri$a osservano e studiano i feno$eni# poi for$ulano delle ipotesi e# in ulti$o# non riconoscendo# a differen!a dei filosofi# verun valore scientifico alla sola ra'ione# procedono alla loro verifica speri$entale -reale o percettiva.. =iudicano infatti pro ativo# non ciA c"e viene dato loro dal pensare -l?ipotesi.# ensI ciA c"e# in virt) dell?esperi$ento# viene dato loro dai sensi -la verifica.: ossia# ciA c"e vedono con 'li occ"i# odono con le orecc"ie o toccano con le $ani. /eccato# tuttavia# c"e nessuno di loro sia in 'rado di dirci# a tutt?o''i# cosa davvero sia# in sB# ciA c"e si vede con 'li occ"i# si ode con le orecc"ie o si tocca con le $ani. L-orizzonte della nostra odierna coscienza di veglia : di fatto limitato da un lato dalle immagini percettive e dall-altro dalle rappresentazioni. Solo c"i riesca a osservare e quanto si trova al di l delle prime e quanto si trova al di qua delle seconde! potr quindi scoprire c"e i percetti c"e si trovano all-origine delle immagini percettive e i concetti c"e si trovano all-origine delle rappresentazioni sono una stessa cosa! e c"e non si tratta dunque come sostiene Want di due realt eterogenee 0coloro c"e conoscono in modo pi5 profondo la scienza dello spirito rammenteranno c"e! al di l delle immagini percettive! si trovano - le entit della prima e della seconda @erarc"ia 0mediate! nelle loro attivit creatrici! dagli Spiriti dei 6cicli! dagli Spiriti delle 6specie e da quelli degli 6elementi4! mentre! al di qua delle rappresentazioni! si trovano le entit della terza @erarc"ia - ossia! gli ngeli! gli rcangeli! e le rc"i4. La nostra attuale coscienza di veglia non sa dunque di vedere! udire o toccare delle entit spirituali c"e! prima di darsi come concetti al pensare! si danno come percetti al volere. 6<egli organi dei sensi - scrive appunto Scaligero! in Bside-Sop"ia - lo spirito dell-uomo! grazie a una loro mirabile struttura psico-fisica! incontra ogni volta nel sensibile lo Spirito del mondo. Correi di nuovo ricordare! perci?! c"e la scienza dello spirito non ci c"iede di abbandonare il criterio della verifica sperimentale! bens7 di applicarlo oltre il limite della sfera sensibile. )otremmo dire! insomma! c"e si fa scienza della natura quando si pensa 0come ideale4 quanto si percepisce 0come reale4! mentre si fa scienza dello spirito quando si percepisce 0come reale4 quanto si pensa 0come ideale4. Solo cos7! del resto! l-anima cosciente pu? passare dalla fase di sviluppo 6scientifico-naturale a quella 6scientifico-spirituale o 6antroposofica 0succedendo cos7 degnamente sia a quella teosofica sia a quella filosofica4. 105

;a tornia$o all?affer$a!ione di Steiner secondo la (uale l?atto conoscitivo la sintesi di perce!ione e concetto. En (uanto sintesi# l?atto conoscitivo deve essere perA preceduto dall?analisi. Bmmaginate! ad esempio! una sentinella c"e! dagli spalti di un fortino! scruti davanti a sH il deserto 0un po- come avviene ne Bl deserto dei tartari di Puzzati4. Bl suo sguardo si perde all-infinito quando! d-improvviso! appare all-orizzonte qualcosa. 1bbene! l-incrociarsi dello sguardo della sentinella con ci? c"-: apparso all-orizzonte equivale di fatto a un invisibile scontro di forze. La presenza dell-oggetto! infatti! subito limita o arresta lo sguardo del soggetto. Bl c"e vuol dire c"e la forza dell-essenza del primo limita o arresta quella dell-essere del secondo. Ricordate LeopardiI 6Sempre caro mi fu quest-ermo colle! \ e questa siepe! c"e da tanta parte \ dell-ultimo orizzonte il guardo escludeL. )roprio l dove viene sperimentato un tale limite! avviene dunque quell-urto 0tra la volont del soggetto e quella dell-oggetto4 dal quale il primo ricava l-immediata e sicura sensazione c"e l! dove il suo sguardo si : appunto arrestato! qualcosa := dal quale il primo ricava! cio:! la sensazione dell-essere. Bn tal modo! tuttavia! egli sente e sa c"e qualcosa :! ma non pu? ancora determinare qual : la cosa c"e :. M solo in seconda istanza! infatti! c"e quanto "a sperimentato! in prima! come forza indeterminata! potr essere appreso come forma! qualit o determinazione. 1cco come! attraverso l-uomo! fa dunque irruzione! nella quieta sintesi della natura! l-analisi. L-uomo - come abbiamo detto e ripetuto - : per? c"iamato a ricreare in sH stesso tale sintesi coniugando! nell-atto conoscitivo! l-atto percettivo con quello pensante. Bl percetto non : infatti c"e il concetto sconosciuto! mentre il concetto non : c"e il percetto conosciuto. Guando questi due elementi si riuniscono nell-anima! nasce la rappresentazioneJ in virt5 della memoria l-esperienza acquisisce poi durata. Dice Steiner: profonda$ente radicata nella coscien!a dell?uo$o in'enuo l?idea c"e il pensare sia astratto# sen!a alcun contenuto concreto# e c"e possa tutt?al pi) fornire una controi$$a'ine ideale dell?unit+ universale# $a non (uesta stessa. >"i 'iudica cosI non "a $ai co$preso c"iara$ente c"e cosa sia la perce!ione sen!a il concetto -pp.83082.. Sospendo qui la lettura perc"H vorrei premettere! a quanto seguir! qualc"e breve considerazione. Cedete! se noi scriviamo 8 ] 8 ^ E! fra il primo e il secondo 8 poniamo il segno 6pi5 0]4 e tra il secondo 8 e il E quello 6uguale 0^4. 2a cosa indicano questi segniI Senza dubbio qualcosa di diverso da ci? c"e indicano i numeri. 1bbene! supposto c"e i numeri indic"ino delle cose concrete 0magari delle mele4! cosa indic"erebbero allora i segni c"e stanno fra loroI M presto detto= indic"erebbero le relazioni intercorrenti tra tali cose concrete. #ire infatti 6 ] P! 6 - P! 6 O P e 6 = P significa dire c"e due stessi elementi 0 e P4 stanno in rapporto tra loro in quattro modi diversi 0nei modi cio: della somma! della sottrazione! della moltiplicazione e della divisione4. B segni indicano dunque delle relazioni. 2a le relazioni - c"iediamoci - sono o non sonoI 1 se sono! cosa sonoI Gual : - vale a dire - la loro sostanza o la loro naturaI Sono reali o irrealiI 1 se sono reali! in qual modo pu? essere conosciuta e sperimentata la loro realtI 1ccoci cos7 tornati! formulando questi interrogativi! all-esercizio della concentrazione. Sostiene Scaligero c"e tale esercizio altro non rappresenta c"e il metodo sperimentale della scienza applicato al pensiero. ;"iunque ne abbia una certa pratica sa c"e! in una prima fase! la nostra attenzione : soprattutto catturata dai suoi contenuti. Se "o deciso! ad esempio! di concentrarmi sul bottone! sar? infatti attento a passare in rassegna i diversi tipi di bottone! i diversi modi in cui vengono lavorati e realizzati! le diverse funzioni c"e sono c"iamati ad assolvere! e cos7 via. ;i? vuol dire c"e! in una prima fase! mi vedr? soprattutto impegnato a far s7 c"e le rappresentazioni c"e si succedono siano il pi5 possibile oggettive e conseguenti. M solo in una seconda fase! infatti! c"e ci si pu? distrarre dal contenuto delle singole rappresentazioni per tentare di concentrarsi su quell-invisibile 6filo c"e le collega e c"e consente loro di succedersi in modo ordinato e coerente. (rbene! : appunto rendendo visibile tale 6filo c"e si rende visibile la relazione 0eterica4 c"e collega tra loro le rappresentazioni= c"e si rende cio: visibile! e quindi percepibile! quella realt 106

fluente o dinamica del pensare 0quale verbo4 c"e tesse incessantemente i rapporti tra i pensati 0quali sostantivi4. Bn tale realt! si "a il movimento del volere nel pensare o il movimento stesso dell-Bo. Bn virt5 di questo esercizio! possiamo dunque scoprire! non solo c"e la relazione :! ma anc"e c"e : prima e pi5 delle cose. Gueste infatti! in quanto pensati! non sono c"e dei coaguli o dei precipitati dell-ininterrotto fluire del pensareJ li potremmo paragonare a dei g"iaccioli c"e si distinguono! s7! dall-acqua! ma c"e sono pur sempre fatti di acqua e in essa galleggianti. )oco fa! abbiamo sentito dire - da Steiner - c"e c"iunque creda c"e il pensare sia astratto e non abbia perci? 6alcun contenuto ideale concreto! 6non "a mai compreso c"iaramente c"e cosa sia la percezione senza il concetto. 1bbene! proviamo allora a immaginarle queste percezioni prive di pensiero. cosa somiglierebberoI Somiglierebbero alle tessere di un mosaico sparse alla rinfusa! oppure ai numeri della tombola quando! prima di essere estratti uno a uno per essere disposti in bell-ordine sul cartellone! se ne stanno ammucc"iati tutti insieme nella calza. ;os-: quindi 6la percezione senza il concettoI Un vero e proprio caos in cui non si distingue il sopra dal sotto! la sinistra dalla destra! il davanti dal dietro= in cui! insomma! non vi : nulla di qualificato o determinato c"e possa! in quanto tale! essere messo in rapporto con il resto. Dice appunto Steiner: =uardia$o dun(ue un $o$ento (uesto $ondo della perce!ione: ci appare co$e un a''re'ato di sin'ole cose sen!a nesso# se$plice$ente una accanto all?altra nello spa!io# e una dopo l?altra nel te$po. Hessuna# delle cose c"e entrano od escono dalla scena della perce!ione# "a alcunc"B da fare con l?altra# il $ondo una $olteplicit+ di o''etti e(uivalenti. Hessuno "a una parte pi) i$portante dell?altro nel con'e'no del $ondo -p.82.. ;ome vedete! Steiner afferma c"e il mondo! senza il pensiero! ci apparirebbe come un 6aggregato di singole cose senza nesso. >enendo conto del modo in cui si formano la rappresentazione e l-immagine percettiva! potremmo per? aggiungere c"e anc"e le 6singole cose! senza il pensiero! ci apparirebbero come un mero 6aggregato di singoli dati 0stimoli4 6senza nesso. (gni singolo oggetto come abbiamo gi provato a dimostrare non : infatti! dal punto di vista puramente percettivo! c"e un 6aggregato di stimoli! impulsi o eventi cerebrali irrelati. ;i? vuol dire dunque c"e al mondo! senza il pensiero! non solo non si darebbe il nesso tra le singole cose! ma non si darebbero nemmeno le singole cose. 2a torniamo a osservare il fenomeno dal punto di vista adottato da Steiner. bbiamo gi visto c"e ogni nesso non : un nesso tra 6cose! ma tra 6concetti! e c"e non potrebbe darsi perci? un nesso tra le cose 0si ricordi l-esempio del frusc7o dell-erba e della pernice4 se queste non venissero prima risolte in concetti. 6Senza il pensiero funzionante - dice infatti Steiner - l-organo rudimentale del corpo di un animale! c"e : senza importanza per la sua vita! ci appare dello stesso valore dell-organo c"e "a la pi5 grande importanza. B singoli fatti acquistano la loro importanza per sH e per le altre parti del mondo! solo quando il pensare tira le sue fila da essere ad essere. Guesta attivit del pensare : un-attivit piena di contenuto 0L4 Guesto contenuto! il pensare lo porta incontro alla percezione! attingendolo al mondo dei concetti e delle idee. Bn contrapposizione al contenuto della percezione c"e ci : dato dall-esterno! il contenuto del pensare appare nell-interno. La forma in cui appare a tutta prima! vogliamo c"iamarla intuizione. M! rispetto al pensiero! ci? c"e l-osservazione : per la percezione. Bntuizione ed osservazione sono le fonti della nostra conoscenza 0p.Q+4. Bncontro al 6contenuto della percezione! vale a dire al percetto! l-Bo porta dunque il 6contenuto del pensare! vale a dire il concettoJ ed : nell-anima umana c"e avviene la loro riunione o il loro coniugio. (sservando le cose in questo modo! gli opposti limiti del materialismo e dell-idealismo divengono ancora pi5 c"iari. Bl primo si presenta infatti come una filosofia degli oggetti o delle cose! mentre il secondo come una filosofia dei concetti o delle idee. 1bbene! in rapporto alla realt dell-uomo! il primo si dimostra troppo 6basso e il secondo troppo 6alto 0diceva )rotagora= 6#i tutte le cose : misura l-uomo4. >ra l-6alto e il 6basso! 107

laddove vive l-anima umana! rimane cos7 un 6vuoto= ed : proprio per sfuggire all-"orror vacui c"e l-uomo finisce col perdersi arimanicamente nel materialismo 0negli oggetti o nelle cose4 o lucifericamente nell-idealismo 0nei concetti o nelle idee4. )enso sia bene sottolinearlo perc"H : facile distinguere la posizione di Steiner da quella del materialismo! ma non altrettanto 0almeno per mia esperienza4 da quella dell-idealismo. tal fine! : importante soprattutto osservare c"e Steiner non prende le mosse! come &egel! dall-idea! bens7 dal pensare come 6movimento o come 6attoJ n: si sforza! come @entile! di ricavare da tale 6atto! una 6teoria generale dello spirito! bens7 lo afferra! lo domina! ne risale il movimento! per cos7 accedere a nuovi e superiori livelli di coscienza. El suo inse'na$ento# inoltre# $uove# sI# co$e (uello della psicolo'ia -soprattutto Cun'"iana.# dall?ani$a u$ana# $a non vi ri$ane intrappolato -co$e capita al so''ettivis$o o al relativis$o. in (uanto la trascende: in (uanto# cio# le spalanca l?ori!!onte dello spirito# la e$ancipa dalla tirannia del corpo e la risana# restituendole il suo ori'inario ran'o di $ediatrice -ricordate DanteJ E? son Teatrice# c"e ti faccio andare: / Len'o di loco# ove tornar desIo. / *$or $i $osse# c"e $i fa parlare... * ia$o detto# poc?an!i# c"e la nostra attuale coscien!a di ve'lia# essendo li$itata da un lato dall?i$$a'ine percettiva e dall?altro dalla rappresenta!ione# i'nora tanto ciA c"e si trova al di l+ della pri$a (uanto ciA c"e si trova al di (ua della seconda. , ene# $entre il $aterialis$o e l?idealis$o# nei confronti di ciA c"e si situa appunto al di l+ dell?i$$a'ine percettiva e al di (ua della rappresenta!ione# ci c"iedono in fondo un atto di fede# c"e cosa ci propone invece SteinerJ >i propone# partendo proprio dal centro di (uesto an'usto spa!io# di osservare e co$prendere il $odo in cui tanto la pri$a c"e la seconda scaturiscono da (uella viva attivit+ del pensare c"e passa nor$al$ente inosservata. Quello c"e soprattutto $anca all?uo$o 0 scrive Scali'ero 0 il respiro dell?ani$a indipendente dall?esisten!a ani$ale# il senso verace del sentire. En effetti# per l?ani$a c"e soffre# costretta co$? nel ristretto spa!io della coscien!a intellettuale# scoprire il $ovi$ento del pensare e(uivale a scoprire un ori!!onte in cui poter final$ente espandere il proprio respiro e riprendere cosI vita e calore. El $oto -afferente. con cui si risale dall?individuale -dal percetto. all?universale -al concetto. non infatti c"e un?inala!ione spirituale# $entre (uello -efferente. con cui si discende dall?universale -dal concetto. all?individuale -al percetto. non c"e un?esala!ione spirituale. L?ani$a u$ana# seppure inconscia$ente# vive dun(ue al centro di (uesto rit$o o di (uesta pulsa!ione c"e colle'a il $ondo fisico a (uello spirituale. <ell-ultimo passo c"e abbiamo letto! Steiner dice= 6Bn contrapposizione al contenuto della percezione c"e ci : dato dall-esterno! il contenuto del pensare appare nell-interno. (rbene! perc"H del primo dice c"e ci : 6dato 0dall-esterno4! mentre del secondo dice c"e ci 6appare 0nell-interno4I )erc"H il secondo - come abbiamo visto - ci : 6dato dallo spirito! ma 6appare nell-anima. )otremmo per? c"iederci= 6Se il primo ci : dato dall-esterno e il secondo appare nell-interno! dove si trova allora lo spirito! all-esterno o all-internoI. )otr sembrare strano! ma a un interrogativo del genere non si pu? c"e rispondere cos7= lo spirito non si trova nH all-esterno 0dov-: il corpo4! nH all-interno 0dov-: l-anima4! bens7 all-esterno dell-interno. ;ome c-: infatti da attraversare una prima soglia per passare dal mondo del corpo a quello dell-anima! cos7 c-: da attraversarne poi una seconda per passare dal mondo dell-anima a quello dello spirito. ;"i attraversa quest-ultima esce dunque dal mondo internoJ non per? per tornare in quello del corpo! bens7 per entrare in quello dello spirito= ovvero! in quel mondo c"e costituisce appunto l-esterno dell-interno. 2a qui viene il bello. ;os-: infatti lo spirito quale 6esterno dell-internoI <ient-altro c"e l-interno dell-esterno= nient-altro! ossia! c"e l-essenza o il fondamento tanto del corpo c"e del mondo. Bn un sana evoluzione interiore si deve dunque partire dal mondo sensibile e arrivare! attraversando quello animico! al mondo spirituale! cos7 da poter ritornare poi a quello sensibile! avendone ormai disvelato e afferrato il segreto o la c"iave. 108

Spie'are una cosa# 0 dice Steiner 0 render co$prensi ile una cosa# non si'nifica dire altro se non ricollocarla in (uel co$plesso da cui# per la disposi!ione sopra descritta della nostra or'ani!!a!ione# essa era stata strappata -p.37.. &o fatto prima l-esempio delle tessere di un mosaico e dei numeri della tombola. )otrei comunque riprendere anc"e quello del puzzle c"e abbiamo gi utilizzato quando ci siamo trovati a parlare degli atomisti. bbiamo dunque davanti a noi i molti pezzi del puzzleJ ne preleviamo uno e ci domandiamo= dove lo devo mettereI Gual : il suo posto nella figuraI 6L-enigmaticit di un oggetto - dice per l-appunto Steiner - risiede nel suo stato di separazione 0p./,4. Bn effetti! il singolo pezzo in tanto : 6enigmatico in quanto : stato appunto 6strappato da 6un complesso c"e solo lo 6spiegava o 6rendeva comprensibile. ;ome si crea infatti un puzzleI Si prende una qualsiasi figura e la si riduce in un determinato numero di pezziJ questi vengono ammucc"iati poi in una busta! in attesa c"e qualcuno si diverta a ricostruire pazientemente la figura originaria. ;olui c"e prepara il gioco va dunque dall-uno al molteplice! mentre colui c"e lo risolve va dal molteplice all-uno. Bn tanto pu? per? andare dal molteplice all-uno! in quanto ciascun pezzo si 6rende comprensibile solo in rapporto agli altri! cos7 come tutti si 6rendono comprensibili solo in rapporto all-insieme. Stando cos7 le cose! potremmo dunque dire! tornando a noi! c"e : il percepire a preparare il 6gioco del conoscere trasformando l-uno nel molteplice! e c"e : il pensare a risolverlo trasformando il molteplice nell-uno. Dice appunto Steiner: >iA c"e nell?osserva!ione ci si presenta sotto for$a di cose sin'ole# si riconnette perA# $e$ ro a $e$ ro# per $e!!o del $ondo coordinato e unitario delle nostre intui!ioniD e per $e!!o del pensare noi rico$ponia$o in uno (uello c"e aveva$o separato attraverso la perce!ione -p.37.. >os? dun(ue la perce!ioneJ La do$anda# 0 risponde Steiner 0 posta cosI in 'enerale# assurda. La perce!ione sor'e se$pre perfetta$ente deter$inata# co$e un contenuto concreto. Questo contenuto dato diretta$ente e si esaurisce nel dato. Ri'uardo a tale dato si puA soltanto do$andare c"e cosa esso sia al di fuori della perce!ione# cio per il pensare. La do$anda c"e cosa la perce!ioneJ puA (uindi riferirsi sola$ente all?intui!ione concettuale c"e le corrisponde -p.35.. Sare e invero arduo co$prendere (uesto passo se non avessi$o 'i+ i$parato a distin'uere# nel feno$eno 'enerale della perce!ione# i tre diversi $o$enti dell?atto percettivo# del percetto e dell?i$$a'ine percettiva. Se puA essere infatti assurdo do$andare cosa sia in 'enerale tale feno$eno# non invece assurdo do$andare cosa siano i tre $o$enti in cui si articola. Or ene# l?atto percettivo# in (uanto atto# del tutto indeter$inato. El dire 0 co$e fa Steiner 0 c"e la perce!ione sor'e se$pre perfetta$ente deter$inata# co$e un contenuto concreto non puA riferirsi perciA all?atto# $a solo al percetto o all?i$$a'ine percettiva. /oic"B e'li specifica# tuttavia# c"e tale contenuto dato diretta$ente# do ia$o scartare l?i$$a'ine percettiva -c"? data indiretta$ente. e conservare il percetto. K (uesto infatti (uel dato c"e# in alcuni dei nostri ese$pi# a ia$o c"ia$ato P in (uanto appunto nel pensare# e (uindi al di fuori della perce!ione# c"e a ia$o l?intui!ione concettuale c"e 'li corrisponde e c"e ci per$ette di sapere c"e cosa esso sia. Da (uesto punto di vista# 0 prose'ue co$un(ue Steiner 0 la (uestione della so''ettivit+ della perce!ione# nel senso dell?idealis$o critico# non puA affatto venir posta. So''ettivo si puA c"ia$are soltanto (uel c"e viene percepito co$e appartenente al so''etto. El for$are un nesso fra il so''ettivo e l?o''ettivo non puA spettare a nessun processo c"e sia reale in senso pri$itivo# cio a nessun percepi ile divenire# $a solo al pensare. /er noi dun(ue o''ettivo ciA c"e per la perce!ione appare posto al di fuori del so''etto della perce!ione -p.35.. Bl percetto : dunque oggettivo poic"H! 6per la percezione! appare 6posto al di fuori del soggetto della percezione stessa! mentre l-atto percettivo e l-immagine percettiva sono soggettivi poic"H li si percepisce 6come appartenenti al soggetto. bbiamo gi visto! del resto! c"e il percetto : mondo cos7 come il concetto : 109

mondo! e c"e per questo rimangono entrambi fuori dalla portata di quella coscienza ordinaria c"e abbraccia l-immagine percettiva e la rappresentazione= c"e abbraccia! cio:! tutto quello c"e appartiene al soggetto e non al mondo. L-immagine percettiva c"e "o io dell-oggetto : infatti diversa da quella c"e ne "a il mio vicino! non foss-altro per il fatto c"e io l-osservo da qui mentre lui l-osserva da l7. #iversa pure : la sensazione perc"H diverso : il modo in cui entrambi reagiamo alla sua presenzaJ e ancora diversa : la rappresentazione poic"H! in quanto sintesi di percezione e concetto! conserver traccia della diversa prospettiva in cui : stato osservato l-oggetto e della diversa qualit dell-organizzazione sensoriale mia e del mio vicino. Un otti$o ese$pio del $odo in cui da un solo concetto si possono ricavare diverse rappresenta!ioni ci offerto da (uelle cosiddette proie!ioni orto'onali di cui (uasi tutti ci sia$o occupati ai te$pi della scuola. RicordateJ Da uno stesso cilindro# ad ese$pio# -ossia# da uno stesso solido od o''etto tridi$ensionale. si ricavavano in 'enere tre diverse proie!ioni -cio a dire# tre diverse fi'ure piane o idi$ensionali.: una sul piano ori!!ontale -la pianta.D una sul piano verticale -il prospetto.D una sul piano laterale -il profilo.. Siffatte proie!ioni rappresentavano (uindi lo stesso o''etto osservato da tre punti di vista diversi. Or ene# ove ponessi$o al posto del cilindro un concetto -(uale realt+ o entit+ spirituale. e# al posto dei tre piani di proie!ione# i diversi cervelli di tre persone# in ciascuno di (uesti avre$$o allora una diversa e piatta i$$a'ine: ovvero# una diversa e piatta rappresenta!ione di (uell?unico e solido concetto. Dice inoltre Steiner c"e il for$are un nesso fra il so''ettivo e l?o''ettivo non puA spettare a nessun processo c"e sia reale in senso pri$itivo# cio a nessun percepi ile divenire# $a solo al pensare. ;i? significa c"e se abbiamo! da una parte! il percetto e il concetto oggettivi e! dall-altra! l-immagine percettiva e la rappresentazione soggettive! al centro abbiamo per? quel pensare c"e! in modo trans-oggettivo o trans-soggettivo! si fa garante! giudicando! del 6nesso tra i primi e le seconde. ;ome abbiamo visto! : infatti grazie al pensare c"e l-Bo! prima integra il percetto col concetto! e poi apprende l-entelec"ia cos7 ricostituita quale rappresentazione e quale immagine percettiva. bbiamo anc"e detto! comunque! c"e se l-uomo non potesse errare nel giudizio! avrebbe allora e la scienza e la verit in modo istintivo! e non perci? liberamente. La libert c"e ci consente di sbagliare : tuttavia la stessa c"e ci consente di riconoscere gli sbagli e di superarli. La libert c"e ci porta all-errore non : dunque c"e il necessario presupposto della libert c"e pu? guidarci alla verit. ;i? c"e non s-impone pi5 per istinto o per natura! possiamo farlo infatti per amore= per amore degli altri! del mondo! e quindi del nostro stesso e vero essere.

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;ontinua il quinto capitolo .3N incontro - 8/ gennaio .+++ Stasera! prima di riprendere la lettura! vorrei tornare su quel passo c"e comincia con la domanda= 6;"e cosa : dunque la percezioneI. bbiamo detto c"e il percetto e il concetto sono una stessa cosa 0l-essenza dell-oggetto4 c"e! sperimentata in un primo momento dal percepire 0o dal volere4 come forza indeterminata! e in un secondo momento dal pensare come concetto determinato! viene in ultimo appresa dalla coscienza intellettuale e come immagine percettiva e come rappresentazione. Ca comunque sottolineato c"e l-esperienza percettiva : a tal punto viva da assurgere a indiscusso criterio di convalida del reale. #i rado infatti dubitiamo di quanto ci capita sotto gli occ"i o di quanto tocc"iamo con le mani! mentre sovente dubitiamo di quanto 6ci passa come si usa dire - per la testa. #iversa : dunque l-esperienza di una forza 0fatta da un volere 6privo di pensare4 da quella di una forma 0fatta da un pensare 6privo di volere4. Bl compito : dunque quello di scoprire c"e! all-origine! quella forza : la forza della forma e c"e quella forma : la forma della forza= c"e all-origine! insomma! forza e forma costituiscono quell-unit c"e ristotele c"iamava entelec"eia! e c"e noi possiamo c"iamare anc"e 6essenza o 6concetto vivente. llorc"H s-incontra con tale unit! l-uomo la scinde esperendone! con 111

una parte di sH! la forza e! con un-altra parte di sH! la forma. >anto : netta questa scissione c"e l-uomo : portato poi a pensare c"e la forza non appartenga alla forma! bens7 a un qualc"e trascendente c"e! a seconda dei casi! vedr come materia! come energia! come inconscio! come spirito! ecc.= come altro! insomma! dal pensiero c"e lo pensa. Guesta : la trappolaJ e non : facile uscirne giacc"H! per farlo! non basta speculare! ma occorre agire interiormente. ;artesio! ad esempio! fonda la filosofia moderna dicendo= 6;ogito! ergo sum! e non= 6;ogito et volo! ergo sumJ la fonda cio: sul pensare! ma non anc"e sul volere. 1gli "a cos7 la forma dell-Bo! ma non la sua forza. )roprio quella forza c"e - in ossequio alla legge per la quale ci? c"-: inconscio tende a essere proiettato finisce infatti con l-attribuire! in contrapposizione alla res cogitans! alla res eOtensa. ;on ;artesio ci troviamo comunque agli inizi della fase evolutiva dell-anima cosciente e quindi agli inizi dell-attivit scientifica dell-intelletto 0si rammenti c"e $rancesco Pacone! @alilei e Weplero sono contemporanei di ;artesio! e c"e quest-ultimo nasce appena cinquantatre anni dopo la morte di ;opernico4. M dunque in questo contesto c"e! nel secolo diciannovesimo! fanno improvvisa irruzione! soprattutto attraverso Sc"open"auer! 1duard von &artmann! <ietzsc"e e $reud! la volont e l-inconscio= c"e nel contesto cosciente della forma! cio:! fa improvvisa irruzione quello incosciente della forza. Guesta viva realt della forza non si presta per? a essere domata o umanizzata dalla spenta irrealt della forma. veva un bel dire $reud= 6(v-era l-1s! ivi regner l-io. Bn realt! basta guardarsi intorno per realizzare c"e oggi! semmai! 6ov-era l-io! va regnando sempre pi5 l-1s. #el resto! se cos7 non fosse! per quale ragione &illman! uno dei pi5 noti seguaci della psicologia del profondo! avrebbe dato qualc"e anno fa alle stampe un libro intitolato= .,, anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggioI Questa# tuttavia# non c"e una sfida evolutiva: cio a dire# la sfida dell?uo$o del sottosuolo all?intellettuale or'"ese -scien!iato o u$anista c"e sia.. El pensiero attuale# infatti# $ai potr+ vincere tale sfida se non superer+ sB stesso per ritrovare# nel profondo di sB# (uella for!a c"e se$ ra a pri$a vista incal!arlo e provocarlo dall?esterno. Dice lo Xo'"i: Se io fossi fuoco# il fuoco non $i rucere e. , ene# potre$$o dire allora# parafrasando# c"e se il pensiero fosse vivo la vita non lo sovrastere e# se fosse lu$inoso la luce non lo a acinere e# e se fosse caldo il calore non lo dissolvere e. ;a per essere appunto vivo# lu$inoso e caldo# il pensiero deve risor'ere dalla to$ a della coscien!a intellettuale e portarsi# 'rado a 'rado# a (uei livelli superiori di coscien!a c"e Steiner c"ia$a rispettiva$ente i$$a'inativo# ispirativo e intuitivo. /ensate per ese$pio alla sessualit+. ;a davvero si crede di poter conoscere (uesta for!a# in cui riposto e custodito il se'reto della vita# con lo stesso pensiero con cui risolvia$o i 'ioc"i de La settimana enigmistica o co$pilia$o# per il fisco# il $odello 897J Oppure con (uello del tutto astratto con cui ci si co$piace di aver $a'ari appreso le le!ioni di ;arV# :reud o ,insteinJ /erdonate se $i espri$o in $odo un po? rutale# $a doveroso dire c"e la lo'ica del reale# (uella per la (uale vivia$o o $oria$o# 'ioia$o o soffria$o# a$ia$o od odia$o# s?interessa en poco di (uella con la (uale tentia$o invano 0 co$e diceva ;arV 0 di $ettere le rac"e al $ondo o di ridurlo alle nostre attuali propor!ioni. * (uesto proposito# sentite cosa dice Steiner in )arsifal e mfortas: =li inse'na$enti c"e 'i+ da $olto te$po si riversano sull?uo$o# (uel c"e si crede ene inse'nare ai a$ ini e di coltivare in essi# e c"e diviene il terreno della $oderna cultura# non va appre!!ato in fun!ione dell?intelli'en!a astratta c"e si preoccupa di co$prendere e riscontrare l?esatte!!a dei propri presupposti: la cultura va# invece# valutata in fun!ione dell?a!ione da essa esercitata sull?ani$a# delle i$pressioni e del eneficio c"e l?ani$a ne riceve. Gornando al passo con il (uale a ia$o co$inciato# per$ettete$i di dire ancora (ualcosa sul pro le$a della realt+ o''ettiva e di (uella so''ettiva. * ia$o visto c"e l?o''etto della perce!ione -il percetto. sta nel $ondo ed perciA o''ettivo# $entre la rappresenta!ione sta nel so''etto ed perciA so''ettiva. >i sono (uindi un $ondo o''ettivo e un $ondo so'ettivo# e in entra$ i si presentano dei feno$eni. El pro le$a dun(ue (uello di scovare se vi sia una rela!ione tra 112

(uesti e# in caso affer$ativo# (uale sia. ;a trovare (uesta rela!ione si'nifica trovare il pensare in (uanto il pensare 'i+ rela!ione. El pensare deve dun(ue trovare sB stesso. * ia$o visto# inoltre# c"e parlia$o del corpo co$e di una realt+ esteriore# c"e parlia$o dell?ani$a co$e di una realt+ interiore# $a c"e (uando parlia$o del concetto# parlia$o di una realt+ c"e appare# sI# nel $ondo interiore dell?ani$a# $a c"e vi 'iun'e dall?esterno: ovvero# da (uel $ondo c"e a ia$o appunto indicato (uale esterno dell?interno. Ganto il percetto c"e il concetto sono dun(ue $ondo e non ancora uo$o. L?uo$o sta infatti in $e!!o# tra il percetto e il concetto# laddove sta l?ani$a e laddove sta (uel conoscere c"e sinteti!!a percetto e concetto portandoli a coscien!a in for$a di rappresenta!ione. Definendo dun(ue so''ettivo ciA c"e appartiene al so''etto# do ia$o considerare tali e la rappresenta!ione e l?i$$a'ine percettiva. Hon a tutti c"iaro# tuttavia# c"e anc"e la seconda appartiene al so''etto poic"B 0 sulla scia dei realisti in'enui 0 viene per lo pi) identificata con l?o''etto o con la cosa. 1ppure! facendo nostra 0almeno in questo4 la lezione di Want! dovremmo renderci conto c"e il mondo pi5 c"e vederlo lo immaginiamo. Guella immagine percettiva c"e il realista ingenuo crede essere la sorgente del processo conoscitivo non solo non ne : la sorgente! ma ne : anzi la foce. <on creiamo di certo il mondo! ma creiamo l-immagine del mondo. 1 ove ci riuscisse di conoscere come la creiamo! conosceremmo anc"e il mondo e noi stessi. #ice Steiner= 6Bl soggetto della mia percezione rimane per me percepibile quando la tavola! c"e in questo momento mi sta davanti! sar scomparsa dal campo della mia osservazione. L-osservazione della tavola "a prodotto in me una modificazione! anc"-essa permanente. Bo conservo la capacit di poter suscitare pi5 tardi un-immagine della tavolaJ questa capacit rimane unita a me. La psicologia c"iama quest-immagine 6rappresentazione mnemonica. M per? l-unica cosa c"e con diritto si possa c"iamare rappresentazione della tavola 0pp./8-/A4. La tavola presente# e c"e osservo# dun(ue un?i$$a'ine percettivaD (uella assente# e c"e ricordo# invece una rappresenta!ione. En effetti# l?incontro o lo scontro con l?o''etto lascia nel so''etto una traccia# e per ciA stesso lo $odifica. Di certo ricorderete c"e# in preceden!a# a ia$o para'onato (uanto assu$ia$o $ediante l?attivit+ percettiva a ciA c"e assu$ia$o $ediante l?ali$enta!ione. , ene# un prover io ara o dice: ;an'iando si a$$ala# di'erendo si 'uarisce. K (uesta una 'rande verit+. Difatti# o'ni volta c"e introducia$o nel nostro or'anis$o un o''etto estraneo# si avvia un processo di $alattia c"e la di'estione# annullando l?estraneit+ dell?o''etto# s?incarica di 'uarire. /arafrasando# potre$$o perciA dire: /ercependo si a$$ala# pensando si 'uarisce. K i$portante tener conto di (uesto# in (uanto il nu$ero de'li sti$oli dai (uali sia$o (uotidiana$ente ra''iunti or$ai tale da renderci pratica$ente i$possi ile il pensarli e il di'erirli tutti. Or ene# considerate c"e (uesti sti$oli -(uesti percetti. non assi$ilati possono 0 a detta di Steiner 0 accu$ularsi co$e ele$enti tossici e produrre in noi dei feno$eni patolo'ici anc"e di carattere fisico. Lo ricordo perc"B spero c"e aiuti a intendere la piena realt+ di (uesti processi e a reali!!are (uanto potre ero rivelarsi perciA salutari# perfino fisica$ente# una pi) so ria attivit+ percettiva da un lato# e una pi) incisiva attivit+ pensante dall?altro. Aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 Dice Steiner: La conce!ione c"e (ui stata indicata puA essere considerata (uella a cui l?uo$o viene# a tutta pri$a# portato co$e natural$ente (uando co$incia a riflettere sui suoi rapporti col $ondo -p.3<.. #obbiamo qui tornare al momento in cui abbiamo cercato di mostrare come il passaggio dal realismo ingenuo all-idealismo critico costituisca un-evoluzione della coscienza. bbiamo visto c"e ci? di cui il realista ingenuo rimane ignaro! Want comincia a portarlo alla coscienza e a scoprire cos7 c"e tanto l-immagine percettiva quanto la rappresentazione non risultano in modo diretto dall-azione dell-oggetto sul soggetto! bens7 in modo indiretto dalla reazione del soggetto 113

all-azione dell-oggetto. L-uomo! grazie a Want! comincia quindi a prendere coscienza della propria attivit conoscitiva. >uttavia! non appena nasce questa consapevolezza! ecco affacciarsi una nuova difficolt. >"i vuole ela orarsi 0 dice infatti Steiner 0 una conce!ione sul rapporto fra l?uo$o e il $ondo# diventa cosciente c"e e'li sta ilisce per lo $eno una parte di tale rapporto col farsi delle rappresenta!ioni delle cose e dei processi del $ondo. >on (uesto il suo s'uardo viene distolto da (uanto sta fuori# nel $ondo# e diretto verso il suo $ondo interiore# verso la sua vita di rappresenta!ione -p.39.. Una tale riflessione su sB stesso non consente (uindi all?uo$o di 'uardare ad una realt+# (uale la coscien!a in'enua crede di avere dinan!i a sB# $a 'li per$ette soltanto di 'uardare alle sue rappresenta!ioniD (ueste si insinuano fra il suo proprio essere e un $ondo pi) o $eno reale# (uale il punto di vista pri$itivo crede di poter affer$are -pp.39034.. En cosa consiste tale difficolt+J >onsiste nel fatto c"e l?attivit+ pensante del so''etto# scoperta da Fant# an!ic"B porsi 0 ai suoi occ"i 0 co$e un pre!ioso tra$ite tra l?uo$o e il $ondo# vi si frappone# invece# co$e un fatale ostacolo. ,'li convinto# infatti# c"e l?attivit+ rappresentativa del so''etto costituisca una sorta d?invalica ile $uro c"e separa il so''etto stesso tanto dalla propria essen!iale realt+ (uanto da (uella dell?o''etto. Se il realista in'enuo ritiene dun(ue c"e la realt+ ci dia il pensare -il rappresentare.# Fant ritiene invece# non c"e il pensare ci dia la realt+ -il noumeno.# $a c"e ci dia soltanto la sua illusione -il suo fenomeno.. Dice al ri'uardo Steiner c"e una convin!ione del 'enere occorre viverla# per trovare la via di uscita 'ra!ie al riconosci$ento dell?errore a cui essa conduce -p.39.. En effetti# un conto prendere una (ualsiasi Storia della filosofia per to'liersi la curiosit+ di sapere (uello c"e dice Fant# altro i$$edesi$arsi nella sua conce!ione fino al punto di speri$entarne 'li effetti nell?ani$a# cosI co$e si speri$entano $a'ari# nel corpo# (uelli di deter$inate sostan!e o di deter$inati far$aci. Sappia$o tutti# ad ese$pio# c"e ci sono dei far$aci per uso interno e altri per uso esterno. , ene# se faccia$o delle conce!ioni o delle visioni del $ondo lo stesso uso c"e si fa delle po$ate# ci sar+ allora difficile valutarne l?efficacia terapeutica -o esisten!iale.. >o$e =iona# infatti# pri$a di essere li erato# stette tre 'iorni e tre notti nel ventre di un 'ran pesce o di una alena# cosI noi# pri$a di esserne li erati# dovre$$o trovare il cora''io di farci in'"iottire dalle diverse for$e di pensiero. >"i conosce il Uil"elm 2eister di =oet"e sa# ad ese$pio# c"e il prota'onista# nei suoi anni di novi!iato o di for$a!ione# viene se'reta$ente educato da una lo''ia o da una societ+ ini!iatica c"e applica nei suoi confronti una peda'o'ia dell?erroreD (uesti viene cio portato incontro all?errore perc"B trovi o'ni volta in sB stesso (uella for!a della verit+ c"e 'li per$etta di riconoscerlo co$e tale e di superarlo. Gale peda'o'ia dell?errore si trasfor$a cosI in una peda'o'ia della verit+: ovvero# in un vivo processo di autentica for$a!ione u$ana. =ra!ie a un siffatto inse'na$ento# Qil"el$ ;eister cresce dun(ue nella verit+ e la verit+ cresce in lui. La verit+ 0 co$e a ia$o 'i+ ricordato 0 non infatti un o''etto o una cosa# ensI un so''etto o uno spirito. >o$e tale# non la si puA avere# $a la si puA essere: per esserla# occorre perA divenirla. <aturalmente! ci? c"e vale per Want e per l-idealismo critico vale anc"e! a maggior ragione! per Steiner e per la scienza dello spirito. Si pu? afferrare lo spirito di un insegnamento soltanto vivendolo. ;on quale spirito - potremmo perci? c"iederci - seguiamo la scienza dello spiritoI <on sarebbe male! in effetti! porsi ogni tanto questa domanda! poic"H la verit della scienza dello spirito : riposta nel suo 6spirito. L?opera di Steiner @ dice appunto Scali'ero @ dettata dallo spirito# esiste soltanto per ritornare (uel $ovi$ento interiore# a cui il $ondo spirituale risponde: esiste per un colle'a$ento con l?ordine invisi ile de'li esseri e delle for!e# non per divenire un sapere. 114

Ledete# a noi capita di $uovere dalla periferia# vale a dire da (uesto o (uel li ro# da (uesto o da (uel particolare interesse# $a dovre$$o capire# a un certo punto# c"e (uel c"e essen!iale sta al centro: ossia# nel palpitante cuore o nella viva sor'ente dell?inse'na$ento. Soltanto tale spirito puA infatti a'ire sul sentire e sul volere# trasfor$andoli. /rovate invece a calarvi nello spirito di Fant e state a vedere (uale effetto produca nella vostra ani$a. >redete forse c"e le 'iovi il venire a sapere di essere c"iusa nell?universo delle proprie rappresenta!ioni e di dover perciA dare un addio alla realt+ del $ondo# de'li altri e dell?EoJ /ensate ancora una volta all?a$ore. L?a$ato pri'ioniero delle proprie rappresenta!ioni# l?a$ata delle sue. Lui non puA (uindi ra''iun'erla e lei non puA fare altrettanto. En effetti -se $i passate la attuta.# solo un autentico feno$eno -non in senso Santiano. riuscire e ad a$are l?altro co$e un nou$eno# pur essendo convinto c"e non c"e un feno$eno -in senso Santiano.. #ice @oet"e= 6Solo ci? c"-: fecondo : vero. )er l-anima! in effetti! : vero solo ci? c"e le d vita! luce e calore= ovvero! solo ci? c"e le permette di essere appunto un-anima! e non soltanto una psic"e vincolata al corpo e svincolata dallo spirito. >o$un(ue sia# 'iacc"B sia$o (uasi arrivati alla fine di (uesta a''iunta# e (uindi alla fine del (uinto capitolo# proporrei# pri$a di concludere# di ricordare le principali tappe del ca$$ino c"e a ia$o percorso. Sia$o partiti dal realis$o pri$itivo e a ia$o visto c"e (uesto cosciente della realt+ del corpo# $a incosciente sia di (uella dell?ani$a sia di (uella dello spirito. /oic"B tali ele$enti incoscienti li proietta perA sul corpo# dovre$$o in realt+ dire c"e il realis$o pri$itivo non "a neppure una o iettiva coscien!a del corpo o# $e'lio ancora# c"e ne "a una alterata o falsata. Sia$o poi passati all?idealis$o critico e a ia$o visto c"e (uesto cosciente del corpo e dell?ani$a# $a incosciente dello spirito. *nc"e in (uesto caso do ia$o pertanto ripetere (uanto a ia$o appena detto del realis$o in'enuo. ,ssendo incosciente della realt+ i$$anente dello spirito# e proiettandola (uindi su un?ipotetica realt+ trascendente -su (uella della cosa in sB da una parte# e su (uella dell?Eo in sB dall?altra.# anc"e l?idealis$o critico finisce con l?avere una coscien!a alterata o falsata del corpo e dell?ani$a. Stando cosI le cose# en si capisce allora c"e# passando a Steiner# non do ia$o li$itarci ad a''iun'ere alla coscien!a del corpo dei realisti in'enui e a (uella dell?ani$a de'li idealisti critici# la coscien!a dello spirito# ensI do ia$o# alla luce di (uesto ter!o# nuovo e superiore ele$ento# rivedere la coscien!a de'li altri due. Solo a c"i ritiri le proprie proie!ioni# si puA infatti rivelare la vera natura e del corpo e dell?ani$a. K dun(ue la coscien!a dello spirito a 'arantire tanto (uella dell?ani$a (uanto (uella del corpo. Hon ci si sorprenda di (uesta affer$a!ione. Si infatti $aterialisti proprio perc"B la $ateria# non conosciuta e do$inata# la si deifica o $iti!!a -cio la si so'na.D cosI co$e si psic"isti (uando si fa la stessa cosa con l?ani$a. Tasta le''ere# del resto# (ualc"e li ro del 'i+ citato &ill$an per capire c"e cosa si'nific"i deificare o $iti!!are l?ani$a -cio so'narla.. Detto (uesto# tornia$o dun(ue alla nostra a''iunta per vedere co$e si conclude. 6 lla confusione cui si giunge con la riflessione critica in relazione a questo punto di vista! - dice Steiner - si sfugge soltanto se si osserva c"e! entro ci? c"e si pu? sperimentare e percepire interiormente in sH stessi ed esteriormente nel mondo! esiste qualcosa c"e non pu? sottostare alla fatalit c"e la rappresentazione si frapponga fra i processi esteriori e l-uomo c"e li contempla. 1 questo : il pensare. #i fronte al pensare l-uomo pu? rimanere fermo al punto di vista primitivo 0pp./9-/34. * ia$o detto# a suo te$po# c"e il realis$o in'enuo deve essere superato non per il suo realis$o# $a per la sua in'enuit+. ;a in c"e cosa consiste tale in'enuit+J Hel $ateriali!!are le idee o nello sca$ iarle per cose. *ppunto per (uesto# Scali'ero 0 co$e a ia$o visto @ ci esorta a passare dal realis$o delle cose al realis$o delle idee. Bn ogni caso! per avere pi5 c"iaro quest-ultimo passaggio! converr riprendere quel detto Ven in cui si parla di alberi e di montagne. Bl realista ingenuo : 115

convinto infatti! quale uomo comune! c"e le montagne sono montagne e gli alberi sono alberi! poic"H! tanto le prime c"e i secondi! sono! per lui! delle realt sensibili= nulla di pi5! ossia! di quanto egli veda con gli occ"i o tocc"i con la mano. L-idealista critico : convinto invece! quale discepolo! c"e le montagne non sono montagne e gli alberi non sono alberi! poic"H! tanto le prime c"e i secondi! altro non sono! per lui! c"e delle realt rappresentative= nulla di pi5! ossia! di reazioni soggettive agli stimoli oggettivi provenienti dalle inconoscibili 6montagne in sH e dagli inconoscibili 6alberi in sH. Steiner : convinto infine! quale maestro! c"e le montagne sono montagne e gli alberi sono alberi! poic"H tanto le prime c"e i secondi sono! per lui! delle realt ideali o spirituali= ossia! delle realt c"e tutti potremmo vedere con gli occ"i del pensiero solo c"e avessimo la pazienza! la costanza e l-umilt di educarli per consentir loro di aprirsi. Sembra dunque! a prima vista! c"e il realista ingenuo e Steiner affermino la stessa cosa! ma come ormai dovrebbe esserci c"iaro - non : affatto cos7. Bn rapporto alle cose! il pensiero realistico : ingenuo 0e quindi ingiustificato4 in quanto non vi si riconosceJ in rapporto al pensare 0o ai concetti4! non : ingenuo 0e pertanto giustificato4 in quanto vi si riconosce. 1cco il perc"H Steiner dice c"e 6di fronte al pensare l-uomo pu? rimanere fermo al punto di vista primitivo. :accia$o un altro ese$pio. /ro a il$ente sapete c"e# per :reud# Dio non esiste# 'iacc"B (uello c"e $olti credono essere Dio altro non sare e# in realt+# c"e il risultato della loro proie!ione nei cieli della fi'ura paterna. >? perA un pro le$a. Se il processo di 'uari'ione o di $atura!ione interiore co$porta 0 co$e si sostiene 0 un pro'ressivo ritiro delle proie!ioni# cosa succede# allora# (uando ne viene riportata in terra e restituita al $ittente una siffattaJ >osa succede# inso$$a# (uando si cessa di dare a Dio (uel c"? di >esareJ Di fatto# possono accadere sole due cose: o si co$incia a dare a >esare (uel c"? di >esare e a Dio (uel c"? di DioD oppure si co$incia a dare a >esare (uel c"? di Dio cadendo cosI in un?opposta unilateralit+. D?altro canto# non inverosi$ile pensare# ove si considerino il carattere# la io'rafia e l?estra!ione culturale di :reud# c"e sia stato proprio lui a vivere non tanto Dio co$e un padre# (uanto piuttosto il padre co$e un Dio. >o$un(ue sia# ci trovia$o (ui di nuovo alle prese con il rapporto tra la rappresenta!ione e il concetto. Una cosa# infatti# il concetto o l?idea di Dio# altra la Sua rappresenta!ione. , non si dovre e di$enticare c"e (uando si parla di proie!ione si parla appunto di rappresenta!ioni e non di concetti. >? perfino c"i identifica Dio col potere# col successo# con la fa$a o col denaro# se non addirittura con l?attore# col cantante o con lo sportivo preferito: $olti inso$$a Lo cercano e Lo inse'uono# $a en poc"i Lo trovano poic"B sono incapaci di pensarLo corretta$ente. /oic"B perA al $ondo c? tutto -vale a dire# lo spirito# l?ani$a e il corpo. il vero pro le$a allora (uello di riuscire a $ettere o'ni cosa al suo posto. Quando dicia$o# recitando il )ater noster: Len'a il Guo re'noO# co$e infatti se dicessi$o: Len'a il Guo ordineO o Len'a il Guo F?smosO -co$e in cielo cosI in terra.. Si ricordi se$pre# al ri'uardo# c"e le cosiddette entit+ ostacolatrici# non essendo entit+ creatrici# possono 'enerare il $ale soltanto $ettendo in disordine il creatoD e uno dei $odi $i'liori di $etterlo in disordine appunto (uello di $ettere le cose o le rappresenta!ioni al posto delle idee# confinando (uest?ulti$e in un (ualsiasi al di l+ c"e dia 'aran!ia di non poter essere ra''iunto dall?uo$o. Dice in proposito Hiet!sc"e: * c"e scopo un al di l+# se non fosse un $e!!o per inso!!are l?al di (uaJ.

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Se'to capitolo
.QN incontro - E febbraio .+++ Stasera! prima di cominciare il nuovo capitolo! vorrei ric"iamare l-attenzione sul suo titolo= L-individualit umana. ;"e cos-"a di particolareI Cedete! abbiamo finora detto e ripetuto c"e l-essenza dell-oggetto 0l-entelec"ia4 si d! attraverso il percepire! come percetto o forza e! attraverso il pensare! come concetto o formaJ e abbiamo pi5 volte sottolineato c"e tanto il primo c"e il secondo sono perci? 6oggetto o 6mondo. bbiamo anc"e detto! per?! c"e il mondo! sul piano del percetto! lo sperimentiamo come 6essere! mentre! su quello del concetto! lo apprendiamo come 6non-essere in quanto ne prendiamo coscienza solo dopo c"e il concetto si : tramutato in rappresentazione. #i norma! siamo quindi coscienti! non del concetto vivente! bens7 della sua spenta immagine riflessa= cio: a dire! di quella immagine meramente 6ideale c"e induce i nominalisti a negare la realt 117

del concetto. 2a : 6l-individualit umana! col suo inserirsi nell-unit del mondo! a produrre questa scissione o questa dualit= quella codificata appunto da ;artesio nei termini della res cogitans e della res eOtensa. 1- la medesima individualit a dover dunque risanare la scissione c"e "a prodotto nel mondo! cos7 come! nel )arsifal! : la medesima lancia a dover risanare la ferita c"e "a procurato ad mfortas. Or ene# se sia$o stati finora attenti soprattutto al $odo in cui viene a prodursi tale scissione o ferita# fare$o adesso invece atten!ione al $odo in cui (uesta co$incia a essere rinsaldata o risanata. * tal fine# ci occupere$o an!itutto della rappresenta!ione. Dice infatti Steiner: La principale difficolt+ nella spie'a!ione delle rappresenta!ioni si trova per i filosofi nella circostan!a c"e non sia$o noi stessi le cose esterne# e c"e le nostre rappresenta!ioni de ono tuttavia avere una for$a corrispondente alle cose. Guttavia 0 a''iun'e 0 la do$anda: >o$e ac(uisto io noti!ia dell?al ero c"e sta dieci passi lontano da $eJ posta in $odo co$pleta$ente s a'liato. ,ssa scaturisce dall?idea c"e i li$iti del $io corpo siano assoluta$ente pareti separatorie# attraverso le (uali penetrano in $e le noti!ie delle cose. ;a le for!e c"e a'iscono entro la $ia pelle sono le stesse di (uelle c"e esistono al di fuori. Eo sono dun(ue real$ente le cose -p.38.. Ricorderete c"e! parlando del realismo ingenuo! abbiamo accennato all-idea di un soggetto concepito come un essere del tutto estraneo al mondo= come un essere! cio:! c"e osserva! pensa e riproduce in sH stesso il mondo come se non ne fosse parte. 2a l-uomo non : soltanto colui c"e osserva! pensa e riproduce in sH stesso il mondo 0mediante il proprio apparato neuro-sensoriale4! bens7 anc"e colui c"e vive nel mondo! col mondo e del mondo 0nel suo apparato respiratorio e circolatorio e soprattutto in quello metabolico4. Lo stesso mondo c"e produce il minerale! il vegetale e l-animale! produce anc"e l-uomo. )otremmo anzi dire c"e il mondo! proprio per arrivare a farsi uomo! si : dovuto fare prima minerale! poi vegetale e poi ancora animale. Guesti tre regni li ritroviamo infatti all-interno dell-uomo. 2a perc"H il mondo si : fatto uomoI )erc"H l-essere del mondo! facendosi uomo! potesse conoscersi appunto come 6essere e farsi! per ci? stesso! 6spirito. 2a questo il mondo non ce l-impone. 1sso non ci d pi5 infatti 0come nell-antic"it4 un-immediata e oggettiva coscienza di sH 0quale essere4! bens7 ci d un-immediata e soggettiva coscienza di noi stessi 0quali ego4. ;i? vuol dire dunque c"e il mondo si : fatto uomo per arrivare a pensarsi! sentirsi e volersi! ma c"e l-uomo non si : ancora fatto mondo! ed : pertanto capace! al momento! di pensare! sentire e volere soltanto sH stesso. 2a questa : appunto la c"iave della libert. M vero! infatti! c"e il mondo attende c"e l-uomo lo pensi! lo senta e lo voglia! ma : vero anc"e c"e il mondo vuole c"e l-uomo lo faccia! non per dovere! ma per amoreJ e si pu? fare per amore solo ci? c"e si fa liberamente. L-amore! del resto! o : un libero dono di sH o non : nulla. #ice appunto Steiner! in una delle sue conferenze sull- pocalisse= Soltanto ed unicamente quando ogni io : cos7 libero e indipendente da poter anc"e non amare! soltanto allora il suo amore : un dono del tutto libero. Gornando all?ulti$o passo letto# non dun(ue necessario pensare c"e tutto l?al ero c"e sta dieci passi lontano da $e# de a passare o introdursi in $e dall?esterno# perc"B (uell?al ero c"e sta fuori di $e -(uale percetto. sta pure in $e -(uale concetto.. En effetti# non si sare e $ai parlato di una corrisponden!a tra il $acrocos$o e il $icrocos$o se tutto ciA c"e fuori dell?uo$o non stesse anc"e in lui# e se tutto ciA c"e nell?uo$o non stesse anc"e fuori di lui. ;a ciA c"? pi) i$portante -e di cui per lo pi) non ci si preoccupa (uando si ricorda la predetta corrisponden!a. c"e (uanto sta nell?uo$o a poter conoscere (uanto 'li sta fuori# e c"e (uanto sta fuori dell?uo$o a volersi conoscere per $e!!o di (uanto sta in lui. >iA sta (uindi a si'nificare c"e deve esservi un (ualcosa c"e sta ilisce un le'a$e tra ciA c"e dentro e ciA c"e fuori# e c"e non sta# per ciA stesso# nB dentro nB fuori# ensI sta# co$e un assoluto# al di l+ di (ueste due correlative cate'orieD e (uesto appunto (uell?Eo c"e si colloca 0 co$e a ia$o visto 0 tanto al di l+ dell?e'o o del so''etto interno (uanto del non0e'o o dell?o''etto esterno. 118

Eo sono dun(ue real$ente le cose# dice Steiner. >erto# 0 affer$a su ito dopo 0 non io in (uanto sono so''etto della perce!ione# $a in (uanto sono una parte del divenire 'enerale del $ondo. Eo dun(ue $i colloco# non solo fuori delle cose# $a -(uale so''etto della perce!ione. anc"e fuori di $e stesso -(uale o''etto dell?autoperce!ione o (uale parte del divenire 'enerale del $ondo.D e proprio perc"B $i colloco fuori di $e stesso -'ra!ie all?apparato neuro0sensoriale. posso conoscere (uella parte di $e c"e tutt?una col $ondo e nella (uale sono (uindi operanti le for!e $inerali -fisic"e.# ve'etali -eteric"e. e ani$ali -astrali.. Dice ancora Steiner: La perce!ione dell?al ero e il $io io stanno dentro uno stesso intero. El divenire 'enerale del $ondo suscita in u'ual $isura lI la perce!ione dell?al ero# (ui la perce!ione del $io io. Se invece c"e conoscitore del $ondo# io fossi creatore del $ondo# o''etto e so''etto -perce!ione e io. sor'ere ero in uno stesso atto: poic"B essi si condi!ionano l?un l?altro reciproca$ente. >o$e conoscitore del $ondo posso trovare ciA c"e entra$ i "anno in co$une# co$e entit+ appartenentisi a vicenda# soltanto attraverso il pensare# c"e colle'a i due per $e!!o dei concetti -pp.38033.. #unque! all-interno di 6uno stesso intero! io! come soggetto percipiente! "o quali oggetti di percezione! l7 l-albero e qui me stesso= "o cio: l-albero e me stesso come due 6percepiti o percetti. ;ome soggetto pensante! li "o invece come due concetti. Bl primo l-"o infatti come 6albero od 6oggetto e il secondo come 6io o 6soggetto. 1bbene! c"e cosa "anno in comune questi due concettiI M presto detto= il pensare c"e li collega e dal quale entrambi scaturiscono. questo proposito! ricordiamoci di quanto abbiamo gi sentito dire da Steiner= 6Soltanto con l-aiuto del pensare noi possiamo designarci come soggetto e contrapporci agli oggetti. )erci? il pensare non deve mai venir considerato come un-attivit puramente soggettiva. Bl pensare : al di l di soggetto e oggetto 0p.9,4. )roprio qui! tuttavia! ci : dato osservare un fatto molto particolare. M vero! infatti! c"e sia il concetto di soggetto sia quello di oggetto sono! in quanto prodotti dal pensare! due 6pensati! ma : vero anc"e c"e il soggetto : un 6pensato-pensante 0in modo intellettuale o rappresentativo4. ;i? vuol dire dunque c"e tale soggetto : un 6pensato! rispetto al pensare! ma un 6pensante! rispetto all-oggetto. Osservate (uesto sc"e$a: Eo0/ensante /ensare

o''etto pensato0pensante rappresentare pensato0pensato res eOtensa non0e'o res

so''etto

cogitans e'o

;ome vedete! abbiamo in alto l-Bo quale 6)ensante reale. Subito sotto abbiamo invece il 6)ensare quale suo atto e! pi5 sotto ancora! i due concetti c"e ne scaturiscono in forma di 6soggetto e 6oggetto. Cediamo infine! scendendo sul piano del 6rappresentare! c"e il primo viene a porsi nei confronti del secondo! 119

divenuto a questo livello 6pensato-pensato! res eOtensa o non-ego! in veste di 6pensato-pensante! res cogitans o ego. 2entre 6soggetto e 6oggetto sono dei concetti! tanto il 6pensato-pensante quanto il 6pensato-pensato sono dunque delle rappresentazioni. Bl 6)ensare dell-Bo : infatti un pensare vivo 0o - per dirla con @entile - un 6atto puro4! mentre quello dell-ego : un pensiero riflesso o morto. 1- questo pensiero! tuttavia! c"e consente all-ego di avere una coscienza rappresentativa e del nonego e di sH stesso! e di pervenire quindi all-autocoscienza. Questo sc"e$a ci aiuta altresI a capire il perc"B Steiner dica c"e se invece c"e conoscitore del $ondo# io fossi creatore del $ondo# o''etto e so''etto -perce!ione e io. sor'ere ero in uno stesso atto. >o$e si vede# infatti# dall?Eo -c"? uno col creatore del $ondo. sor'ono# in uno stesso atto# tanto il so''etto -l?io. c"e l?o''etto -la perce!ione.. Bn quanto 6conoscitore del mondo! ovvero 6pensato-pensante! res cogitans o ego! debbo dunque! per ritrovare l-Bo 0o il 6)ensante reale4! risalire coscientemente e volitivamente quella corrente creatrice c"e discende inconsciamente e naturalmente dal 6)ensare al 6rappresentare. Gornia$o co$un(ue al testo e osservia$o c"e Steiner# dopo aver reve$ente discusso delle cosiddette prove fisiolo'ic"e della so''ettivit+ delle nostre perce!ioni# cosI conclude: E fatti fisiolo'ici sopra citati non possono dun(ue 'ettar luce sul rapporto fra perce!ione e rappresenta!ione -p.32.. )erc"H non lo possonoI )er la semplice ragione c"e! in virt5 di tali fatti! si vorrebbero spiegare delle percezioni per mezzo di altre percezioni. <essuna percezione pu? per? spiegare un-altra percezione. Sul piano sensibile! tutte le percezioni altro non fanno infatti c"e coesistere nello spazio e succedersi nel tempo. lla percezione ! ad esempio! pu? far seguito quella P! a questa quella ;! e cos7 via. $inc": si rimane nel campo della percezione! si possono dunque registrare delle successioni! ma non : possibile stabilire! tra ! P! e ;! alcun nesso qualitativo= alcun nesso! ad esempio! di causa ed effetto. Una cosa! infatti! : giudicare cronologicamente il 6post 0ovvero! c"e ; viene dopo P e c"e P viene dopo 4! altra giudicare qualitativamente il 6propter 0ovvero! c"e : causa di P e c"e P : causa di ;4. *llorc"B dun(ue il fisiolo'o 0 co$e dice Steiner 0 dal fatto c"e una scarica elettrica suscita nell?occ"io una sensa!ione lu$inosa# conclude c"e ciA# c"e noi sentia$o co$e luce# fuori del nostro or'anis$o soltanto un processo $eccanico di $ovi$ento# di$entica c"e e'li non fa c"e passare da una perce!ione all?altra# e c"e perciA non va $ai al di fuori della perce!ione -p.33.. Cedete! Steiner "a spesso detto c"e non vi : un solo dato sperimentale della moderna ricerca scientifica c"e sia in contraddizione con ci? c"e insegna la scienza dello spirito! ma c"e vi sono invece diverse teorie scientific"e c"e vengono smentite dalla ricerca scientifico-spirituale. Se la filosofia "a infatti il torto di curare unilateralmente il pensiero! sottovalutando o trascurando l-esperienza! la scienza "a viceversa quello di curare unilateralmente l-esperienza! sottovalutando o trascurando il pensiero. )roprio quel pensiero - si deve ricordare - del quale non pu? per? fare a meno per elaborare il materiale fornitole dall-esperienza. Hel $o$ento in cui una perce!ione spunta sull?ori!!onte della $ia osserva!ione# 0 dice Steiner 0 entra in a!ione in $e anc"e il pensare. Un $e$ ro del $io siste$a di idee# una deter$inata intui!ione# un concetto si colle'a con la perce!ione -p.32.. >o$e a ia$o visto# (uesto un processo del tutto inconscio. ;i rendo conto c"e possa apparire in un certo senso paradossale il parlare di processi inconsci trattando della coscien!a. /urtuttavia cosI. /roprio la coscien!a# in effetti# il pi) 'rande dei $isteri -,instein# se non ricordo $ale# pare a ia detto appunto c"e la cosa pi) inco$prensi ile del $ondo la sua co$prensi ilit+.. El vero inconscio# c"ecc"B ne pensi :reud# (uello c"e sta all?ori'ine della coscien!a. Quest?ulti$a# se vuole davvero penetrare nell?inconscio# deve perciA i$parare a 120

penetrare nel $istero del suo stesso essere. ;a per poterlo fare deve educarsi# raffor!arsi e svilupparsi. Se 'i+ la psicoanalisi# del resto# pur $uovendo sul piano psicolo'ico# una teoria c"? insie$e una prassi o una prassi c"? insie$e una teoria# la scien!a dello spirito non puA essere# a $a''ior ra'ione# c"e un pragma. *l ri'uardo# ne'li a$ ienti o nei circoli sedicenti esoterici# si usa spesso parlare -$a (uasi $ai con la dovuta seriet+. di ve''en!aD la pi) sana e sicura delle ve''en!e perA (uella del pensiero. /er poter osservare le dina$ic"e dei concetti# del 'iudicare e delle i$$a'ina!ioni c"e presiedono alla for$a!ione delle i$$a'ini percettive e delle rappresenta!ioni occorre infatti sviluppare al$eno un poco di c"iarove''en!a -d?i$$a'ina!ione. e di c"iaroudien!a -d?ispira!ione.. 2a torniamo a noi. 6<el momento in cui una percezione - come dice Steiner spunta sull-orizzonte della mia osservazione! io sperimento in modo vivo la presenza di un essere c"e non sono simultaneamente in grado di qualificare o determinare e c"e perci? c"iamo D. 1ntra allora in azione il pensare! ma io non me ne avvedo perc"H sono attento all-essere c"e : spuntato sull-orizzonte della mia osservazione e non a quanto accade in me. 2ediante il pensare un concetto si collega con la percezione 0con il percetto4 e viene cos7 a prender forma l-immagine percettiva. >"e cosa ri$ane poi 0 c"iede perA Steiner 0 (uando la perce!ione sparisce dal $io ca$po visivoJ , risponde: La $ia intui!ione# colle'ata con (uella deter$inata perce!ione c"e si for$ata al $o$ento del percepire -U. La rappresenta!ione non altro c"e un?intui!ione riferita ad una deter$inata perce!ione# un concetto c"e stato una volta con'iunto con una perce!ione ed al (uale ri$asto il rapporto con tale perce!ione -U. La rappresenta!ione dun(ue un concetto individuali!!ato -p.32.. ,d eccoci cosI arrivati all?uo$o. Difatti# tra l?universalit+ del concetto e l?individualit+ del percetto# laddove si colloca la rappresenta!ione# si colloca la particolarit+ dell?essere u$ano. L?ani$a u$ana posta dun(ue tra lo spirito# c"e il corpo visto dall?interno# e il corpo# c"e lo spirito visto dall?esternoD ed per (uesto c"e l?Eo# per $e!!o dell?ani$a# puA adottare l?una o l?altra prospettiva. L?evolu!ione dell?ani$a coincide dun(ue con l?evolu!ione di (uel pensare c"e si d+# al suo livello pi) asso# nella for$a del rappresentare. Gale livello co$un(ue pre!ioso perc"B# facendo da ase all?autocoscien!a# il solo dal (uale sia lecito prendere le $osse per un?evolu!ione spirituale c"e vo'lia essere davvero li era e cosciente. $isposta a una domanda Bl concetto non "a forma. >utti possiamo rappresentarci! ad esempio! un cane! ma nessuno pu? rappresentarsi il cane. <on appena una tale realt prende forma! si discende infatti dal piano del concetto a quello dell-immaginazione o della rappresentazione. Cedete! il concetto : forma! ma non "a forma. M - potremmo anc"e dire - forma in potenza! ma non in attoJ e come un prestidigitatore : capace di estrarre da un solo cappello molteplici oggetti! cos7 l-Bo : capace di estrarre da un solo concetto molteplici rappresentazioni. Dice Steiner: El $io concetto di un leone non for$ato traendolo fuori dalle $ie perce!ioni del leone. ;a la $ia rappresenta!ione del leone dovuta alla perce!ione. Eo posso co$unicare il concetto di un leone a c"iun(ue non a ia $ai visto un leoneD $a non $i riuscir+ di creare in lui una rappresenta!ione viva# sen!a la sua diretta perce!ione -p.32.. &o 'i+ ricordato# a (uesto ri'uardo# c"e Nun'# a un certo punto della sua ricerca# "a parlato delle cosiddette i$$a'ini arc"etipic"e. =iusta$ente convinto# tuttavia# c"e un?i$$a'ine non in 'rado di re''ersi su di sB# in (uanto se$pre i$$a'ine o riflesso di (ualcosa# "a parlato anc"e de'li arc"etipi in sB# sostenendo c"e da o'nuno di (uesti possono derivare $olteplici i$$a'ini arc"etipic"e. K stato (uesto# indu ia$ente# il $o$ento pi) alto o profondo della sua ricerca. Hon si purtroppo accorto# perA# c"e la realt+ di tali arc"etipi in sB altro non c"e (uella dei concetti. ;a perc"B non se n? accortoJ /erc"B 121

l?"a incontrata# nella sua $anifesta!ione si$ olica# co$e una for!a in 'rado addirittura di a$$alare o di 'uarire. K perciA co$prensi ile c"e non 'li sia riuscito di riconoscere# in (uesta# un?espressione di (uei concetti c"e sia$o a ituati a considerare# no$inalistica$ente# un?astra!ione o un?irrealt+. Ledete# co$e se un ti!io# passe''iando in ca$pa'na# incontrasse dei cavalli# $a non li riconoscesse# avendoli visti# fino allora# se$pre e soltanto in foto'rafiaD ed incontesta ile c"e (uelli c"e "a visto e conosce# a differen!a di (uelli c"e si trova ora davanti# non e$anano odori# non respirano# non nitriscono# non si $uovono# nB trottano o 'aloppano. ,cco il perc"B# incontrando nella psic"e i concetti viventi# non li si riconosce co$e tali e si pensa allora di c"ia$arli arc"etipi in sB e di considerarli appartenenti a una non $e'lio precisata sfera psicoidea. >o$e "o 'i+ avuto occasione di farvi notare# si tratta di una disavventura analo'a a (uella capitata# in ca$po neurofisiolo'ico# a No"n ,ccles. =li stessi vivi e i'noti concetti c"e Nun' sca$ ia per arc"etipi in sB# ,ccles li sca$ ia infatti per psiconi. Gutto (uesto# co$un(ue# di$ostra al$eno due cose: 1. c"e tanto vera# viva e operante la realt+ dei concetti c"e anc"e la $oderna ricerca scientifica finisce# o'ni tanto# per i$ attervisiD 5. c"e tanto vero (uello c"e diceva$o a proposito dello s(uili rio# nella scien!a attuale# tra lo sviluppo delle capacit+ di osserva!ione e (uello delle capacit+ di pensiero# c"e (uando essa s?i$ atte nella realt+ dei concetti non poi in 'rado di pensarla o di riconoscerla co$e tale. En tutti i casi# tenia$o en presente c"e una cosa l?i$$a'ine percettiva# altra la rappresenta!ione e altra ancora il concetto. Se la pri$a infatti tridi$ensionale -poic"B si d+ nello spa!io. e la seconda idi$ensionale -poic"B si d+ nell?ani$a.# la ter!a invece unidi$ensionale -poic"B si d+ nello spirito.. Hell?esperien!a (uotidiana# ciA c"e pi) si avvicina alla realt+ (ualitativa del concetto la nota $usicale. El le'a$e ori'inario tra i concetti# c"e =oet"e dire e fondato sulle affinit+ elettive# infatti fondato# ancor pi) profonda$ente# sull?ar$onia: su (uella# ossia# c"e s?indicava# un te$po# (uale ar$onia delle sfere ->erco 0 diceva ;o!art 0 due note c"e si a$ano.. Guando parla dell-esperienza del concetto! anc"e Scaligero parla dell-esperienza di un nucleo di forza o di un germe di volont sempre pronto a sprigionarsi non appena venga toccato o stimolato dalla percezione. La funzione di quest-ultima! del resto! : appunto quella di estrapolare! da quell-insieme costituito dal mondo dei concetti! il singolo concetto. tale proposito! sentite cosa dice &egel! nella 1nciclopedia delle scienze filosofic"e= 6Bl Sensibile viene innanzitutto spiegato in base alla sua origine esteriore! cio: in base ai sensi o agli organi di senso. Sennonc":! la semplice denominazione dell-organo di senso non ci fornisce nessuna determinazione relativa a ci? c"e viene colto mediante tale organo. (ra la differenza del Sensibile rispetto al pensiero : posta in base a quanto segue. La determinazione del Sensibile : la Singolarit! e! poic"H il Singolare 0del tutto astrattamente l-atomo4 si trova anc"e in una certa connessione! ecco c"e il Sensibile : un-1steriorit reciproca le cui forme astratte pi5 prossime sono la giustapposizione e la successione. , ene# non a ia$o detto in preceden!a c"e la 'iustapposi!ione -nello spa!io. e la successione -nel te$po. sono le unic"e i$$ediate connessioni c"e possono sta ilirsi tra i dati forniti dalla perce!ioneJ >iA c"e pi) i$porta rilevare# co$un(ue# c"e la perce!ione# in tanto riesce a strappare il sin'olo concetto dal suo $ondo# e (uindi a individuarlo# in (uanto la deter$ina!ione del sensi ile 0 co$e dice &e'el 0 appunto la sin'olarit+. ;a riprendia$o la lettura. Dice Steiner: La rappresenta!ione sta dun(ue in $e!!o fra perce!ione e concetto. K il concetto deter$inato# le'ato alla perce!ione. Eo posso c"ia$are $ia esperien!a la so$$a di tutto (uello di cui posso for$ar$i delle rappresenta!ioni -U. El via''iatore c"e non adopera il pensiero e il dotto c"e vive in siste$i astratti di concetti sono u'ual$ente incapaci di ac(uistare una ricca esperien!a. La realt+ ci si presenta co$e perce!ione e concettoD l?i$$a'ine so''ettiva di (uesta realt+ ci si presenta co$e rappresenta!ione -p.27.. 122

L?esperien!a u$ana dun(ue tanto pi) ricca (uanto pi) ricco il nu$ero delle rappresenta!ioni: ovvero# di ciA c"e si d+ nell?ani$a (uale risultato dell?incontro tra il corpo -il percepire. e lo spirito -il pensare.. Hon possia$o perciA considerare piena$ente u$ana nB l?esperien!a del percepire sen!a il pensare# nB (uella del pensare sen!a il percepire. La scien!a dello spirito non ci educa (uindi nB all?a$ore della realt+ priva d?idee -tipico dei realisti in'enui o pri$itivi. nB all?a$ore delle idee prive di realt+ -tipico de'li idealisti o dei so'natori.. #al punto di vista psicologico! il 6viaggiatore e il 6dotto menzionati da Steiner di nuovo ci ricordano! rispettivamente! il tipo 6estroverso e quello 6introverso di %ung. <ei termini della medicina antroposofica! il primo : il tipo 6stenico! il secondo quello 6astenico. )er quel c"e qui c-interessa! baster dire c"e il primo tende istericamente a 6fare anc"e quanto dovrebbe pensare! mentre il secondo tende ossessivamente a 6pensare anc"e quanto dovrebbe fare. <el caso dello 6stenico! la volont naturale 0o brama4! tende infatti a oscurare o deformare il pensiero intellettuale 0dando magari luogo alla cosiddetta 6pseudologia fantastica4J in quello dell-6astenico! il pensiero intellettuale tende invece a soffocare o irretire la volont naturale. ;i? conferma dunque c"e la sintesi di percezione e concetto pu? essere positivamente operata solo dall-Bo= solo da un soggetto! cio:! c"e sia al di l dei condizionamenti tipologici o caratteriali. Si deve d-altronde ricordare c"e la categoria del 6tipo o della 6specie : una categoria animale e non umana. Gualcuno si aspetta forse c"e i castori tessano delle tele o c"e i ragni costruiscano delle dig"eI <on credo. )er ogni animale! la 6specie! in quanto specializzazione! costituisce infatti un limite naturale e inderogabile. #unque! l-6astenico! portato per natura a privilegiare il pensiero! e lo 6stenico! portato per natura a privilegiare la percezione! mai potrebbero portarsi al di l del proprio 6tipo o della propria 6specie 0e quindi al di l delle proprie tendenze e opinioni4 se! in quanto uomini e non animali! non fossero un Bo. Bn effetti! l-equilibrio c"e tutti ricerc"iamo : anzitutto l-equilibrio tra il pensare e il volere. @li equilibri o gli squilibri si manifestano infatti nella sfera del sentire! ma non : in questa c"e nascono. Se prevale! ad esempio il polo dell-intelletto! il sentire si raggelaJ se prevale quello della volont 0naturale4! si surriscalda. $isposta a una domanda La $e$oria interviene nel $o$ento stesso in cui si for$a la rappresenta!ione c"e fissa# per cosI dire# il concetto. Dovre$$o tuttavia distin'uere il ricordo in sB# cosI co$e viene custodito nella $e$oria# dalla rappresenta!ione $ne$onica c"e ce ne faccia$o tutte le volte c"e lo rievoc"ia$o o riportia$o alla coscien!a. *llorc" ricordia$o o rivedia$o le nostre esperien!e trascorse# altro infatti non faccia$o c"e ricondurre alla coscien!a e al presente# in for$a d?i$$a'ine# (uanto continuere e altri$enti ad al er'are nell?inconscio e nel passato# in for$a di concetto. >? poi da dire# a parte il pro le$a della $e$oria# c"e anc"e le rappresenta!ioni possono evolversi e svilupparsi. ;a (uesta evolu!ione o (uesto sviluppo delle rappresenta!ioni altro non c"e l?evolu!ione e lo sviluppo della vita dell?ani$a. L?Eo $ira infatti a ra''iun'ere la sua stessa realt+# $a sa c"e# per farlo# deve pri$a ra''iun'ere (uella delle idee in sB. Una cosa infatti l?evolu!ione for$ale di una rappresenta!ione# altra il suo trascendi$ento. /ensate# ad ese$pio# all?ac(ua $essa a ollire sul fuoco. Una cosa il pro'ressivo au$ento della sua te$peratura# altra il suo passa''io# al ra''iun'i$ento dei cento 'radi# dallo stato li(uido a (uello 'assoso. /er capire il $odo in cui puA essere trasceso il rappresentare# occorre dun(ue pensare a un processo analo'o a (uello $ediante il (uale una sostan!a solida si trasfor$a pri$a in sostan!a li(uida e poi in sostan!a aerifor$e o 'assosa. El concetto si d+ infatti# sul piano rappresentativo# allo stato solido -spa!iale.# su (uello i$$a'inativo# allo stato li(uido -te$porale. e su (uello ispirativo# allo stato aerifor$e o 'assoso -(ualitativo.. Ricordo di aver letto una volta (ueste parole: La fedelt+ l?a$ore c"e dura# il riflesso dell?eterno nel te$po de'li uo$ini. , ene# cos?altro appunto la fedelt+# se non l?a$ore co$e te$poJ , cosa sono l?accordo e l?ar$onia -(uei 123

soli suoni 0 dice Scali'ero 0 c"e incantano il serpente.# se non l?a$ore co$e (ualit+J M vero! dunque! c"e dell-amore possiamo farci rappresentazioni pi5 o meno elevate! ma : altrettanto vero c"e se vogliamo arrivare a congiungerci 6intuitivamente con l-1ssere stesso dell-amore! dobbiamo sperimentare prima la sua continuit grazie all-immaginazione! e poi la sua qualit in virt5 dell-ispirazione. Enso$$a# $entre sia$o noi# all?ini!io# a farci una rappresenta!ione dell?a$ore# l?a$ore# alla fine# a fare di noi una sua rappresenta!ione# una sua icona o una sua incarna!ione.

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;ontinua il sesto capitolo ./N incontro - .. febbraio .+++ * ia$o fin (ui $esso in eviden!a co$e il pro le$a della conoscen!a sia un pro le$a esclusiva$ente u$ano. * ia$o visto c"e l?uo$o a dividere l?essen!a dell?o''etto in percetto e concetto# e a rico$porla poi# nella sua ani$a# in for$a di rappresenta!ione. O''i cerc"ere$o invece di eviden!iare co$e la rappresenta!ione cosI ottenuta entri in rapporto nell?ani$a u$ana con la vita del sentire. Dice infatti Steiner: Se la nostra personalit+ si estrinsecasse soltanto nella conoscen!a# l?intero $ondo dell?o''ettivo ci sare e dato in perce!ione# concetto e rappresenta!ione. ;a noi non ci contentia$o di colle'are# con l?aiuto del pensare# la perce!ione col concetto# $a la colle'"ia$o anc"e con la nostra particolare so''ettivit+# col nostro io individuale. L?espressione di (uesto colle'a$ento individuale il senti$ento# c"e si esplica co$e piacere o dispiacere -pp.27021.. )ossiamo avere dunque rappresentazioni c"e sentiamo piacevoli o simpatic"e ed altre c"e sentiamo al contrario spiacevoli o antipatic"e. 2i esprimo a bella posta cos7 perc"H sono proprio la simpatia e l-antipatia a svolgere! nella vita del sentire e dell-anima! la medesima funzione c"e la diastole e la sistole svolgono nella vita del cuore! o c"e l-inalazione e l-esalazione svolgono in quella dei polmoni. Se si scende verso il corpo! simpatia e antipatia si danno come piacere e dolore 0e quindi come sensazioni4J se si sale viceversa verso lo spirito! si danno come amore e odio 0e quindi come 6forze morali4. #ice ancora Steiner= 6Bl pensare : l-elemento per mezzo del quale ci mescoliamo al divenire generale del cosmoJ il sentire : quello per cui possiamo ritirarci entro i limiti del nostro proprio essere. Bl nostro pensare ci unisce all-universoJ il nostro sentire ci riconduce in noi stessi! ed esso soltanto fa di noi degli individui 0L4 Si potrebbe essere tentati di vedere nella vita del sentimento un elemento pi5 saturo di realt c"e non l-osservazione pensante del mondo. questo bisogna ribattere c"e soltanto per il mio individuo la vita del sentimento "a effettivamente tale maggiore importanza. )er l-universo la mia vita di sentimento non "a valore altro c"e se il sentimento! come percezione fatta sul mio sH! viene collegato con un concetto e per tale via si inserisce nel cosmo 0p.+.4. * ia$o 'i+ detto# al ri'uardo# c"e il sentire nor$al$ente intransitivo o -co$e dire e :reud. narcisistico# $entre il pensare nor$al$ente transitivo o -co$e dire e se$pre :reud. o''ettuale poic"B si lascia assor ire dall?o''etto fino al punto di di$enticarsi di sB. Questo# essen!ial$ente# un $ovi$ento d?a$ore. Hon cosI per il sentire. Questo infatti ci riconduce se$pre e soltanto a noi stessi. ;ettia$o c"e vo'lia sapere (ualcosa di un fil$ e# interro'ato un a$ico c"e lo "a appena visto# $i senta rispondere c"e l?"a trovato ello o rutto. ,cco c"e l?a$ico $i parla appunto di sB -di ciA c"e "a sentito e provato. e non del fil$: c"e $i parla ossia della sua rea!ione all?o''etto -del suo piacere o dispiacere.# e non dell?o''etto. * $e# c"e volevo sapere (ualcosa del fil$# e'li parla dun(ue di sB -di ciA c"e "a sentito e provato. e non del fil$. >o$e si vede# stando nel sentire stia$o al centro della so''ettivit+. Dice infatti Steiner c"e il sentire ci riconduce 125

in noi stessi# e c"e 'ra!ie a esso c"e possia$o ritirarci entro i li$iti del nostro proprio essere. )otremmo! in virt5 del percetto e del concetto! 6ritirarci entro i limiti del nostro proprio essereI <o! perc"H tanto l-uno c"e l-altro - come ormai sappiamo - sono 6mondo. )otremmo farlo allora grazie alla rappresentazioneI S7 e no! perc"H nella rappresentazione! in quanto trait d-union tra noi e il mondo! siamo presenti noi! ma : presente anc"e il mondo. Solo quando la rappresentazione viene 6investita dal sentire entriamo dunque in pieno nella sfera della nostra soggettivit! e veniamo quindi riportati interamente a noi stessi. L?ani$a una# $a la scien!a dello spirito 0 co$e sapete 0 distin'ue al suo interno tre sfere: (uella senziente# c"e confina in asso col corpoD (uella razionale o affettiva# c"e si trova al centroD (uella cosciente# c"e confina in alto con l?Eo. , ene# proprio la sfera centrale -(uella razionale o affettiva. ci viene indicata da Steiner co$e l?ani$a dell?ani$a. K (ui# infatti# c"e la vita dell?ani$a $anifesta nel $odo pi) spiccato le caratteristic"e della vita del sentire. Questa# peraltro# una delle ra'ioni per le (uali la via indicataci da Steiner non puA essere definita $istica. Tasandosi sul sentire# la via $istica puA per$ettere infatti un?esperien!a ani$ica -o so'nante. dello spirito# $a non una esperien!a spirituale -o piena$ente vi'ile. dello stesso. :atto si c"e il mondo cerca sH stesso nell-anima umana e l-anima umana cerca sH stessa nello spirito -nell-Bo.. Da (uesto punto di vista# forse un ene -o (uanto$eno un se'no di pudore. c"e# sul piano scientifico# si parli o''i di psic"e e non pi) di ani$a. Dell?ani$a# infatti# a ia$o or$ai perso o'ni co'ni!ione. >erto# anc"e la psic"e ani$a# $a un?ani$a i$poverita o $ortificata dalla vita del corpo. Tiso'na fare atten!ione# perA# perc"B se vero# per un verso# c"e la vita del corpo i$poverisce o $ortifica (uella dell?ani$a# anc"e vero# per l?altro# c"e la vita dell?ani$a i$poverisce o $ortifica (uella del corpo. * (uest?ulti$o proposito# vale ad ese$pio considerare c"e $ai sare e nata la cosiddetta $edicina psicoso$atica se non ci si fosse in (ualc"e $odo resi conto c"e un?eccessiva intrusione della vita dell?ani$a in (uella del corpo puA produrvi de'li effetti patolo'ici. En realt+# la vita della psic"e non c"e la cassa di risonan!a della vita del corpo. >iA vale in pri$o luo'o per le sensa!ioni. O''i sia$o particolar$ente avidi di sensa!ioni fortiD sen!a di esse non riuscia$o a sentirci vivi. El c"e vuol dire c"e c"iedia$o al corpo di col$are il vuoto dell?ani$a. Lo costrin'ia$o cosI a un pluslavoro c"e non soltanto lo affatica e lo lo'ora# $a c"e oltretutto non risolve# se non $o$entanea$ente# la cronica insoddisfa!ione dell?ani$a. >"i eve di (uest?ac(ua 0 dice a (uesto proposito il >risto 0 torner+ ad avere seteD c"i invece err+ l?ac(ua c"e 'li darA io# non avr+ pi) sete in eterno. Scaligero sostiene! in uno dei suoi libri! c"e la gioia di esistere dovrebbe trasformarsi nella gioia di essere. Bn effetti! c"i gode della gioia di essere non dipende da quella dell-esistere e pu? quindi! beneficiarne o meno! a seconda delle circostanze 06un ricco 1ssere dice appunto $riedric" @eorg %_nger : conciliabile con un <on-avere4J c"i gode della gioia di esistere fa di contro dipendere! da questa! quella dell-essere! e deve quindi beneficiare costantemente della prima se vuole assaporare la seconda. l riguardo! dice ancora il ;risto= 6C-"o detto queste cose! affinc"H in voi dimori la mia gioia! e la gioia vostra sia piena. ;"i cerca infatti la Sua gioia 0quella di essere4! "a anc"e quella dell-esistere 0c"e la rende 6piena4 proprio perc"H non la ricerca nH la pretende. ;"i cerca invece non la Sua gioia! ma quella di questo esistere o di questo mondo! teme in realt di essere= di essere! cio:! l-essere o l-uomo c"e :. Guale delle nostre solite gioie 0ammesso c"e se ne diano e c"e! proprio a causa della loro mancanza! non ci si senta invece frustrati o depressi4! pu? essere infatti detta propriamente 6umanaI 6;umannari - si dice ad esempio in Sicilia - : megg"iu i futtere. @i! ma anc"e ammesso c"e vi sia qualcuno convinto del contrario! : questa forse un-alternativa tra due gioie propriamente 6umaneI 1 c"e dire poi di quelle c"e derivano dalla ricc"ezza! dalla notoriet! dal 126

successo professionale! dal prestigio sociale! se non addirittura dal mangiare o dal bereI Sar+ ene avere presente tutto (uesto perc"B il ca$$ino di conoscen!a indicatoci da Steiner l?unico c"e possa consentire all?ani$a di risalire davvero la c"ina lun'o la (uale 'radual$ente scivolata e affondata nel corpo. ;a (uesto risalire dell?ani$a 0 non $i stanc"erA di ripeterlo @ una 'uari'ione e dell?ani$a e del corpo. /er 'odere di (uelle sensa!ioni c"e ci fanno sentire vivi# e c"e non servono (uindi al corpo# $a alla psic"e# finia$o infatti col ridurre il nostro corpo a capro espiatorio. Ove tuttavia considerassi$o c"e il corpo 0 co$e a ia$o avuto 'i+ occasione di dire 0 lo spirito visto dall?esterno e c"e lo spirito il corpo visto dall?interno# ci rendere$$o conto c"e il corpo non avre e invero iso'no c"e di essere lasciato alla sua sana e santa vita iolo'ica -eterico0fisica.# e di essere perciA li erato da (uella vita psic"ica c"e# alla stre'ua di un parassita# vi attecc"isce e ne stravol'e -per eccesso o per difetto. le fun!ioni. Lolendo illustrare (uesto stato di cose# potre$$o ricorrere ai due se'uenti sc"e$i: 1. Spirito <. >orpo 1. 50<. Spirito 5. *ni$a *ni$a0>orpo

Lo sc"ema di sinistra rappresenta per cos7 dire - la 6fisiologia umana! quello di destra la sua 6patologia. <el primo! vedete infatti c"e l-anima sta al proprio posto! tra lo spirito e il corpoJ nel secondo! vedete invece c"e sta sullo stesso piano del corpo! al quale si sovrappone! allontanandosi in pari misura dallo spirito. Ricordo! in proposito! c"e una volta un mio amico psic"iatra! al termine di una discussione di carattere 6metapsicologico 0esistono infatti dei Saggi sulla metapsicologia di $reud4! se ne usc7 proprio cos7= 6Bnsomma! per me la psic"e : un epifenomeno del corpo e lo spirito : trascendente. 1bbene! una convinzione del genere non corrisponde esattamente allo sc"ema di destraI Guando mai! infatti! si parlerebbe della psic"e come di un 6epifenomeno del corpo se non ci si trovasse appunto in una simile condizione morbosaI 1 quando mai si parlerebbe dello spirito come di una realt 6trascendente se l-anima! immergendosi nel corpo! non se ne fosse di fatto allontanataI Questa# tuttavia# non c"e una $alattia storica o# per $e'lio dire# evolutiva. Questa 0 dice infatti il >risto# alludendo a La!!aro 0 non una $alattia da $orirne# $a per la 'loria di Dio# affinc"B il :i'lio di Dio ne sia 'lorificato. >iA vuol dun(ue dire c"e 0 al pari di tutte (uelle c"e si dicevano una volta di crescen!a 0 una $alattia c"e ene prendere -c"ecc"B ne pensi Lucifero.# $a dalla (uale -c"ecc"B ne pensi *ri$ane. anc"e ene 'uarire. <on : comunque possibile sanare l-anima se non si "a in vista la realt immanente dello spirito. )ensate! al riguardo! a tutte quelle fiabe o leggende c"e narrano di una fanciulla e di un cavaliere c"e la libera dal mostro c"e la tiene prigioniera. <on indicano forse c"-: compito appunto dello spirito 0del cavaliere4 quello di liberare l-anima 0la fanciulla4 dal mostro 0dal corpo4I Guel c"-: pi5 interessante! per?! : c"e alla fine di molte di queste storie 0valga per tutte quella de La bella e la bestia4 si scopre c"e il mostro : in realt un principe c"-: stato a suo tempo ammaliato e reso ripugnante da una strega. ;i? conferma quindi c"e il corpo! ove non intervenisse la psic"e 0la strega4 a corromperlo 0a trasformarlo in una bestia o in un mostro4! sarebbe ben altra cosa 0un principe4. Bn questo senso! la psic"e corrisponde a quell-aspetto tenebroso dell-anima c"e il mito ci presenta quale Bside-1cate e al quale contrappone quello luminoso della BsideSop"ia. )ensate ancora! a quest-ultimo proposito! alla Peatrice di #ante. %ung la considera un-immagine dell-anima 6psicopompa= ossia! dell-anima c"e ci 6guidaJ 127

gi! ma dove potrebbe mai guidarci se! al di l di quelle del corpo e dell-anima! non esistesse - come crede %ung nessun-altra realtI 1 c"i mai sceglierebbe una guida c"e! anzic"H aiutarlo a raggiungere la vetta della montagna! lo portasse a casa suaI <e La #ivina ;ommedia! Peatrice : davvero 6psicopompa poic"H conduce #ante a #ioJ non pu? invece esserlo nella psicologia Xung"iana! dove manca una c"iara distinzione tra il regno dell-anima e quello dello spirito. ;ome vedete! Steiner "a ben ragione di dire c"e! volenti o nolenti! siamo tutti figli di quel decreto del ;oncilio di ;ostantinopoli 0dell-/3+ d.;.4 c"e dic"iar? 6ortodossa la dottrina c"e vede l-uomo costituito di corpo e anima ed 6eterodossa 0o 6eretica4 quella c"e lo vede invece costituito di corpo! anima e spirito. Sentite quanto dice appunto! alla voce 6Spirito! questo recente #izionario di teologia 0cattolica4= 6La finitezza dello spirito umano si manifesta principalmente nell-essere egli legato necessariamente all-incontro! frammentario e imprevedibile! con ci? c"e gli : altro ed estraneo e quindi al suo corpo come punto medio fra soggetto ed oggetto. Lo spirito umano non : quindi 6puro spirito! ma essenzialmente 6spirito-anima. Questa ne'a!ione teolo'ica dell?i$$anen!a dello spirito# sta perA 'i+ da te$po producendo @ co$e sare e stato del resto possi ile prevedere 0 (uella scientifica dell?ani$a. Una volta eli$inato il cavaliere# si danno infatti en poc"e speran!e c"e la fanciulla non finisca pri$a o poi vitti$a del $ostro c"e l?i$pri'iona. Hel passo di cui ci stia$o occupando# Steiner dice c"e si potre e essere tentati di vedere nella vita del senti$ento un ele$ento pi) saturo di realt+ c"e non l?osserva!ione pensante del $ondo. En effetti# noi pensia$o il $ondo# $a non lo sentia$o: ovvero# non sentia$o la realt+ del $ondo# del concetto o dell?idea c"e pensia$o# ensI se$pre e soltanto la nostra. >o$e potre$$o sentire# d?altro canto# la realt+ di ciA c"e pensia$o se (uesta stessa realt+ non riuscia$o ne$$eno a pensarlaJ Se il concetto $ondo# sentirlo si'nific"ere e infatti sentire il $ondo# sentirlo pi) profonda$ente co$e anima o qualit. *llora sI c"e la vita del senti$ento avre e valore# 0 co$e dice Steiner 0 non pi) soltanto per $e# $a per l?intero universo. Dovre$$o i$$a'inare il nostro sentire co$e una specie di or'ano di senso c"e# essendo ancora ripie'ato su di sB# ci consente di sentire la (ualit+ delle nostre so''ettive rea!ioni a'li sti$oli c"e proven'ono dal $ondo -l? nima mundi.# $a non (uella o''ettiva de'li stessi. K su (uesto piano# in realt+# e non su (uello del pensiero# c"e l?inse'na$ento di Fant $ostra di corrispondere a astan!a ene alla realt+ -(uale critica# non della ra'ion pura# $a del sentire i$puro.. En effetti# solo per $e!!o di ade'uati eserci!i interiori possia$o riuscire a raddri!!are il sentire# e a orientarlo cosI verso il $ondo -dice infatti il Tattista: Raddri!!ate la via del Si'noreU.. Solo un sentire transitivo puA consentire al calore del volere di e$anciparsi dalle tene re della psic"e e di ritrovare la luce dell?ani$a. ;a ciA ri'uarda anc"e il $ondo: fintantoc"B ri$ania$o le'ati alle nostre personali opinioni -o rappresenta!ioni.# noi infatti lo tradia$o: lo tradia$o perc"B# non donando'li la nostra ani$a# i$pedia$o al $ondo di sentirsi in noi# e a noi stessi di sentirci nel $ondo. En effetti# (uel $ovi$ento d?a$ore# di cui 'i+ espressione il pensare# attraverso il sentire s?intensifica e si approfondisce# approssi$andosi in tal $odo a (uel volere in cui pi) diretta$ente si $anifesta e si espri$e l?1ssere stesso dell-amore. Dice Steiner: La nostra vita una continua oscilla!ione pendolare fra la co$unione col divenire 'enerale del $ondo e la nostra esisten!a individuale -p.21.. Quando dor$ia$o# ad ese$pio# entria$o appunto in co$unione col divenire 'enerale del $ondo# $entre# (uando ve'lia$o# entria$o in rapporto con la nostra esisten!a individuale. >iascuno di noi# dun(ue# non $ai intera$ente e continua$ente dedito al pri$o o al secondo di (uesti due rapporti. La tuttavia ricordato c"e# dal punto di vista tipolo'ico o caratteriale# si puA (uasi se$pre riscontrare un prevalere dell?uno sull?altro. Enfatti# 'li stenici -cio coloro c"e# a$$alandosi# diventano isterici. sono prevalente$ente in preda alla si$patia 128

per sB stessi# $entre 'li astenici -cio coloro c"e# a$$alandosi# diventano ossessivi. sono prevalente$ente in preda all?antipatia per il $ondo. Sul versante isterico# si osserva (uindi una so''ettivit+ te$eraria$ente estroversa# esi ita e invasiva# $entre su (uello ossessivo si osserva una so''ettivit+ ti$orosa$ente introversa# ini ita ed evasiva. Dice ancora Steiner: Quanto pi) in alto salia$o verso la natura universale del pensare# nella (uale alla fine ciA c"e individuale non ci interessa pi) c"e co$e ese$pio# co$e ese$plifica!ione del concetto# tanto pi) si perde in noi il carattere dell?essere particolare# della sin'ola en deter$inata personalit+ -pp.21025.. Leggendo l-autobiografia di Steiner 0La mia vita4! o quella di Scaligero 0#allo [oga alla Rosacroce4! noterete appunto c"e entrambi mettono in risalto la propria storia o il proprio divenire spirituale e c"e le loro vicende personali 0quelle c"e tanto appagano la nostra attuale e morbosa curiosit4 o sono taciute o sono riferite - come dice Steiner a mero titolo d-esempio. /er (uanto ri'uarda l?evolu!ione dell?ani$a# nell?ulti$o passo di Steiner vi co$un(ue un?indica!ione assai precisa. Ledete# Nun' parla# a (uesto proposito# di un processo d?individua!ione: ovvero# del processo 'ra!ie al (uale 0 per dirla con Hiet!sc"e 0 si diventa ciA c"e si . Secondo Nun'# tuttavia# tale processo e(uivarre e a (uello in virt) del (uale un 'arofano diventa un 'arofano o una $ucca diventa una $ucca. ;a se si trattasse 0 vorre$$o c"ieder'li 0 di un processo naturale -e per ciA stesso inconscio. a cosa servire ero allora lo studio# l?analisi del profondo# l?interpreta!ione dei so'ni e la presa di coscien!aJ , co$e $ai# poi# tutti i 'arofani diventano 'arofani e tutte le $ucc"e diventano $ucc"e# $entre en poc"i esseri $asc"ili e fe$$inili diventano u$aniJ Or ene# Nun' "a distinto# sI# l?evolu!ione della pri$a $et+ della vita da (uella della seconda# $a non "a inteso c"e il cosiddetto processo d?individua!ione puA se$$ai ri'uardare la pri$a# non la seconda. >"e Nun' sia stato tutt?altro c"e c"iaro al ri'uardo# puA di$ostrarlo anc"e il fatto c"e alcuni dei suoi pi) i$portanti se'uaci -per fare un solo no$e# ,rnst Tern"ard. non solo "anno collocato tale processo nella seconda $et+ della vita# $a lo "anno confuso# pi) o $eno esplicita$ente# con un processo di ini!ia!ione. En realt+# proprio durante la pri$a $et+ della vita -o perlo$eno nel corso della cosiddetta et+ evolutiva. c"e potre e parlarsi# volendo# di un processo d?individua!ione. Hell?infan!ia# non sia$o infatti de'li individui poic"B non 'odia$o ancora di una coscien!a dell?Eo# ensI di una coscien!a collettiva# fa$i'liare o di 'ruppo. Quella# appunto# dalla (uale si verr+ in se'uito e pro'ressiva$ente differen!iando la coscien!a dell?Eo (uale e'o autono$o e indipendente. Se il ca$$ino della pri$a $et+ della vita dun(ue il ca$$ino c"e conduce dall?Eo all?e'o# (uello della seconda $et+ viceversa il ca$$ino c"e conduce dall%e'o all%Eo. Ricordo c"e Scali'ero $i disse appunto# una volta: Hessuno puA diventare un Eo# se pri$a non stato un e'o. <on si creda! tuttavia! c"e il cammino iniziatico c"e conduce dall-ego all-Bo! cancelli o annulli l-individualit. ;erto! non : facile dar conto in poc"e parole di un fatto del genere perc"H non siamo affatto abituati a distinguere tra la singolarit 0l-individualit corporea4! la soggettivit 0l-individualit animica4 e l-individualit vera e propria 0quella spirituale4. )ossiamo comunque affermare c"e il cammino iniziatico universalizza! per un verso! l-ego e individualizza! per l-altro! l-Bo. Una vera individualit+ 0 dice Steiner 0 sar+ (uella c"e pi) si solleva coi suoi senti$enti nella re'ione dell?ideale -p.25.. /roprio per (uesto a ia$o detto c"e le idee# dopo aver i$parato a pensarle# dovre$$o i$parare a sentirle. Ledete# l?idea in realt+ un essere -un?entit+. c"e non "a# a differen!a di noi# un corpo fisico# $a c"e "a# co$e noi# un corpo eterico# un corpo astrale e un Eo: cio a dire# una vita# un?ani$a e uno spirito. L?intelletto# di (uesto essere# sa perA co'liere soltanto l?i$$a'ine riflessa -la rappresenta!ione.. Quest?ulti$a dun(ue con'eniale alla natura fisica dell?uo$o -a (uella dell?apparato neuro0sensoriale e# in specie# della neocorteccia.# $a non con'eniale alla natura dell?idea c"e# (uale suo arto inferiore# "a un corpo eterico -vivente.# e non un corpo fisico -$orto.. Se si vuole co'liere diretta$ente 129

l?essere vivente dell?idea# occorre perciA portarsi oltre l?intelletto -laddove il pensare non si d+ pi) co$e rappresentare# ensI co$e i$$a'inare.. Guesto! tuttavia! pur essendo un passo importante 0se non per molti versi decisivo4! non ci mette ancora in grado di cogliere l-anima e lo spirito dell-idea. (ve parlassimo! tanto per fare un esempio! di fung"i e non d-idee! un simile passo ci consentirebbe infatti di distinguere i fung"i finti 0morti4 da quelli veri 0vivi4! ma non ancora! tra quelli veri 0vivi4! i fung"i commestibili da quelli velenosi. Gui non ci troviamo pi5 dunque sul piano della vita! bens7 sul piano della qualit= su quello! cio:! in cui ci si pu? orientare solo se si : capaci di un qualc"e 6discernimento degli spiriti. Bn breve! si tratta di sperimentare il valore di un-idea prima sul piano conoscitivo o del pensare 0quale verit4! poi su quello estetico o del sentire 0quale bellezza4 e infine su quello morale o del volere 0quale bene o bont4. Una cosa! ad esempio! : la bellezza! altra la bellezza della verit. La qualit della prima : infatti una qualit luciferica! e quindi una forza ostacolatrice. ;iascuno di noi farebbe perci? bene ad adottare! nei confronti della vita ordinaria dei propri sentimenti! un atteggiamento di 6legittima suspicione. So c"e una raccomandazione del genere pu? risultare a prima vista sgradevole. (ve si consideri! tuttavia! c"e il )at"os! quale espressione della unione o dell-armonia tra il Logos e l-1ros! : cosa assai diversa dal )at"os quale espressione della divisione o della disarmonia tra gli stessi! ben si comprende allora quanto sia opportuno! soprattutto all-inizio del cammino! non fidarsi troppo dei propri gusti o delle proprie simpatie e antipatie. E$$a'inate# ad ese$pio# c"e io ven'a a sapere dal dietolo'o c"e proprio il ci o di cui sono pi) '"iotto danne''ia il $io or'anis$o. K vero c"e "o cosI preso coscien!a di una cosa c"e pri$a i'noravo# $a anc"e vero c"e il ci o in (uestione non cesser+ per (uesto di piacer$iD pro a ile# an!i# c"e riesca soltanto a $alincuore a eli$inarlo dalla dieta# e c"e (uesta decisione $i costi non poca fatica. /er ra''iun'ere (uesto scopo# dovrA fare perciA affida$ento sul volere e non sul sentire. Correi fosse c"iaro! comunque! c"e il cammino di cui stiamo parlando non mira affatto a 6mortificare la carne! bens7 a 6redimerla o a farla 6risorgere. Bl sostegno del volere al pensare sar infatti provvisorio poic"H! se ci? di cui abbiamo preso coscienza risponde a verit! si pu? allora esser certi c"e il sentire! presto o tardi! apprezzer il nostro cambiamento! trasformando cos7 l-iniziale senso di 6dovere in un finale senso di 6piacere. Un-operazione del genere non "a nulla a c"e fare - s-intende - con quell-attivit del volere nel pensare c"e caratterizza l-immaginazione. ;i siamo serviti di questo esempio solo per evidenziare il fatto c"e! soprattutto all-inizio del nostro lavoro spirituale! non possiamo fidarci pi5 di tanto del nostro solito sentire. Ricordiamoci! infatti! c"e l-autentico sentire umano si : eclissato nel momento stesso in cui il pensare e il volere si sono separati! e c"e potr tornare quindi a risplendere solo nel momento in cui il pensare e il volere si riuniranno. &o detto 6risplendere! ma avrei fatto meglio a dire 6risuonare! poic"H l-esperienza del sentire originario : in realt un-esperienza musicale= quella appunto di cui parla Scaligero in specie nel #ell-amore immortale! nel @raal e nell-Bside-Sop"ia. vendo presente c"e in tale musicalit o armonia si manifesta la natura pi5 vera e profonda dell-anima! ascoltate quanto si dice! al riguardo! nell-Bside-Sop"ia= 6L-anima soffre sulla terra! attraversata da istinti e passioni! c"e di continuo distruggono il suo veicolo eterico-fisico. Soffre perc"H! aperta all-Bo solo nell-astratto pensiero! viene dominata radicalmente dalla brama delle cose c"e appaiono. (ve possa liberarsi di questa brama! ove! aprendosi all-Bo nel pensiero puro! ritrovi l-essere attraverso l-apparire! essa sente risorgere dal profondo la potenza della dedizione! come trasformazione della brama. La brama ritorna volont pura. Le forze pi5 basse sono invero le pi5 alte! capovolte. Le forze infere divengono nel profondo forze di evocazione di ci? c"e : in alto! forze di mediazione tra l-umano e il #ivino! forze di preg"iera! se vengono ricongiunte con la loro origine trascendente. Guesta : l-esperienza della Cergine. La brama : volont di #ivino! inversa= non si tratta di eliminare la brama! ma di darle un 130

oggetto divino= perc"H l-umano : naturalmente divino. La coscienza dialettica lo ignora! perc"H trae le sue forze dal subumano. La brama! dunque! 6: volont di #ivino! inversa. Si ricordi! per?! c"e in tanto la volont : 6inversa in quanto 6inverso : l-oggetto verso il quale il pensiero la invita a dirigersi. Bl realismo ingenuo! ad esempio! proprio perc"H sa delle cose e non delle idee! brama le prime e non vuole le seconde. Bl fatto c"e Steiner! ne L-iniziazione! parli pi5 del pensare e del sentire e meno del volere dipende dunque dalla circostanza c"e il problema della brama 0forza condannata a restare sempre insoddisfatta4 riguarda direttamente il pensiero e solo indirettamente la volont. )er dirla in gergo 6burocratico! : come se la volont! svolgendo mansioni 6esecutive! c"iedesse al pensiero! c"e svolge invece mansioni di 6concetto! di indicarle e assegnarle il compito al quale applicarsi. 2a quale compito pu? indicarle e assegnarle un pensiero c"e giudica 6reale solo il sensibile! se non quello di averlo o di possederloI /er fare ancora un ese$pio# co$e se la volont+ non potesse far altro c"e $ettersi a tavola per $an'iare (uello c"e il pensiero le "a cucinato: se il pensiero le "a cucinato cose# $an'ia cose# se le "a cucinato idee# $an'ia idee. L?ani$a# tuttavia# puA essere sa!iata soltanto dalle idee -nell?idea @ dice Scali'ero 0 l?uo$o afferra il Divino c"e $uove il $ondo.. * en vedere# la cosiddetta u$ana ed eterna insoddisfa!ione (uindi una 'ra!ia o una enedi!ione. Se il sentire fosse soddisfatto delle cose cucinate dal pensare e $an'iate dal volere# sare$$o infatti perduti. /er fortuna# l?insoddisfa!ione invece c?incal!a# sollecitandoci a trovare# nel profondo# ciA cui l?ani$a invero anela. 2i : capitato pi5 volte di dire! a questo proposito! c"e la scienza dello spirito non insegna affatto quel c"e si 6deve volere. Se cos7 facesse! non sarebbe infatti una via libera! bens7 una via autoritaria o dispotica. <essuno dovrebbe dire a un altro c"e cosa 6deve desiderare o volere! ma dovrebbe aiutarlo soltanto a scoprire c"e cosa realmente desidera o vuole. 1cco perc"H la scienza dello spirito : in primo luogo una via della conoscenza. Guasi tutti! in verit! siamo pi5 o meno insoddisfatti senza saperne il perc"H. ;rediamo c"e ci manc"i ora questo! ora quello! ma! dopo aver ottenuto l-uno e l-altro! ci accorgiamo c"e l-insoddisfazione si ripresenta. Bl cosiddetto 6disagio giovanile! ad esempio! una volta lo si mette in conto alla societ del 6benessere 0a quella del boom economico4 e un-altra a quella del 6malessere 0a quella della crisi economica e della disoccupazione4. Bl problema del disagio o dell-insoddisfazione : per? un problema! non di 6quantit o di 6avere! ma di 6qualit o di 6essere= non un problema del corpo! insomma! ma dell-anima 0la qual cosa : pi5 manifesta - ovviamente - in tutti quei casi in cui la quantit! l-avere e il corpo non destano soverc"ie preoccupazioni4. 2a qual : quel pensiero c"e sa oggi 6discernere i pi5 veri e profondi bisogni dell-anima e far proprie e difendere! alla stessa stregua di un cavaliere! le sue ragioniI Riflettete! Steiner ci parla non tanto della 6libert di pensiero quanto piuttosto della liberazione del pensiero= c-invita! cio:! non tanto a essere dei 6liberi pensatori quanto piuttosto dei pensatori liberi. Reclamare la 6libert di pensiero 0di 6opinione4 : infatti sacrosanto! ma insufficiente. M come se un detenuto reclamasse la libert di muoversi a piacimento all-interno del suo carcere. 2a quand-: c"e un detenuto potrebbe avanzare una ric"iesta del genereI Guando ignorasse di muoversi all-interno di un carcere. llorc"H Steiner ci parla della 6liberazione del pensiero ci parla dunque! e anzitutto! della sua liberazione dal carcere degli organi di senso fisici. Ricordate /ro$eteo# colui c"e 0 co$e indica il no$e 0 conosce pri$aJ En (uesto titano possia$o scor'ere una prefi'ura!ione dell?e'o. * dispetto de'li dei# o contro 'li dei# e'li era infatti considerato -co$e l?e'o. un enefattore dell?u$anit+ -cui si diceva c"e avesse donato# tra l?altro# l?intelletto.. Guttavia# co$e il pensiero dell?e'o incatenato a'li or'ani di senso fisici# cosI /ro$eteo fu incatenato da Yeus a una rocciaD e co$e la pri'ionia del pri$o si acco$pa'na# in noi# a un cronico disa'io esisten!iale# cosI (uella del secondo fu acco$pa'nata da 131

un?a(uila c"e veniva# o'ni 'iorno# a roder'li il fe'ato. ;a (uel c"? vieppi) interessante c"e /ro$eteo fu li erato da ,racle e reso poi i$$ortale dal >entauro >"irone. Ove si ten'a presente c"e /ro$eteo un titano $entre ,racle un eroe# e c"e la fi'ura del >entauro corrisponde a (uella !odiacale del Sa'ittario# en si vedr+ dun(ue co$e il titanis$o dell?e'o -dell?Eo riflesso e terreno. non possa essere riscattato c"e dall?erois$o dell?Eo -dell?Eo spirituale e cos$ico.. , dalla stessa roccia dalla (uale ,racle dovette li erare /ro$eteo# non dovette forse *rt) li erare la spadaJ La roccia rappresenta infatti il corpo fisico -e in specie il cervello.# $entre la spada rappresenta il pensiero c"e vi si trova i$pri'ionato e c"e deve appunto esserne li erato. /er darvi un?idea ancor pi) viva di (uesta dipenden!a del pensiero intellettuale dal siste$a neuro0sensoriale# vorrei fare un altro ese$pio. E$$a'inate c"e# $entre state 'uardando uno spettacolo con un inocolo# un $a'o riesca# in virt) di un sortile'io# a far sI c"e non possiate pi) staccare 'li occ"i dal inocolo. Una cosa del 'enere appare di certo inverosi$ile# se non persino 'rottesca. /urtuttavia# si tratta proprio di (uanto successo a tutti noi. >o$e non riuscire$$o# in tal caso# a staccare 'li occ"i dal inocolo# cosI non riuscia$o# nella vita di tutti i 'iorni# a staccare il pensiero dal cervello e dai sensi. >erto# possia$o farlo dor$endo# $a in (uesto caso# 0 co$e en si sa 0 a parte i so'ni# c? poco da vedere. Un ese$pio del 'enere# puA anc"e aiutarci a capire c"e la solu!ione del pro le$a 0 secondo (uanto a ia$o detto e ripetuto @ non 'ettare alle ortic"e il inocolo -l?intelletto.# ensI ri'uada'nare la li ert+ di servirsene o non servirsene. l riguardo! "o gi raccontato! nei miei #ialog"i sulla libert! un curioso episodio capitatomi molti anni fa. Stavo a letto! sul punto di spegnere la luce per dormire! quando mia moglie mi disse= 62a c"e fai! dormi con gli occ"ialiIJ 6S7 - risposi subito sc"erzando - perc"H voglio vedere bene i miei sogniT. 2i tolsi poi gli occ"iali! spensi la luce! ma! invece di addormentarmi! mi misi a pensare= 6;ome mai! in effetti! la miopia e l-astigmatismo non m-impediscono di vedere bene i miei sogniI. ;ontinuai a pensarci per un po-! e alla fine cos7 conclusi= 6Li vedo bene! perc"H non li vedo con gli occ"i. #evo confessare c"e questa fu! per me! una piccola grande scoperta. Coleva dire! infatti! c"e il vedere : indipendente dagli occ"i e c"e pu? perci? servirsene o meno. <el caso appunto dei sogni! non se ne serve. scanso di equivoci! tengo a ricordare c"e questa mia conclusione non viene affatto smentita dalla neurofisiologia. )robabilmente sapete c"e questa distingue un sonno cosiddetto R12 0c"e sta per 6rapid e'es movements4 da un sonno cosiddetto non-R12. 1bbene! i neurofisiologi ci dicono c"e i sogni si presentano! s7! solo nelle fasi del sonno R12 0c"e si alternano con quelle non-R124! ma c"e i 6rapidi movimenti oculari c"e vi si riscontrano non servono - come si potrebbe pensare - a vedere o seguire i sogni. Gornando dun(ue a noi# se il vedere indipendente da'li occ"i -se non sono cio 'li occ"i a vedere# $a sia$o noi a vedere attraverso 'li occ"i.# ciA vuol dire allora c"e una cosa l?attivit+ sensoriale -l?astralit+ o la sensi ilit+.# altra l?or'ano attraverso il (uale viene veicolata. , se anc"e il pensiero fosse indipendente dall?or'ano -dal cervello. c"e nor$al$ente lo veicola -lo riflette.J , se# per speri$entare il vedere indipendente da'li occ"i# possia$o so'nare# cosa potre$$o fare per speri$entare invece il pensare indipendente dal cervelloJ Hulla 0 do ia$o rispondere 0 c"e ci sia dato# co$e il so'nare# dalla natura. El telescopio o il $icroscopio ci sono forse dati dalla naturaJ Ho# ci sono dati dal lavoro dell?uo$o. , ene# anc"e il pensiero i$$a'inativo -(uel pri$o livello di pensiero c"? indipendente dal cervello fisico. deve esserci dato dal lavoro dell?uo$o: ovvero# dal nostro lavoro su noi stessi. Ledete# noi so$i'lia$o# in fondo# a dei palo$ ari c"e lavorano# all?interno del loro scafandro# sul fondo del $are. El nostro scafandro il corpo fisico e 'ra!ie a (uesto lavoria$o sulla terra. ;entre un palo$ aro# perA# non di$entica $ai di essere un uo$o c"e indossa uno scafandro# noi ci sia$o invece di$enticati di essere un Eo -un?entit+ spirituale. c"e indossa un corpo fisico. 132

/er dire tutto (uesto# sia$o partiti dal pro le$a della ra$a. Gutti sappia$o c"e cosa sia e tutti pi) o $eno la patia$o. >"i non la patisce# infatti# di solito ve'eta o depresso. Si tratta perA di scoprire c"e la for!a della ra$a la for!a dell%Eo c"e cerca sB stesso e c"e non puA placarsi finc"B non si sia trovato. ;a l?Eo puA trovarsi solo attraverso il pensiero. >o$e si vede# il pro le$a ancora una volta il ra$ato# e non il ra$are. Una vera individualit+ 0 rile''ia$o 0 sar+ (uella c"e pi) si solleva coi suoi senti$enti nella re'ione dell?ideale. Solo un pensiero c"e sia capace di sollevarsi nella re'ione dell?ideale puA (uindi per$ettere al senti$ento di fare altrettantoD e solo un ideale pensato e sentito -o sentita$ente pensato. puA infia$$are la volont+ e per$ettere cosI alla ra$a di tra$utarsi 0 co$e dice Scali'ero 0 in dedi!ione: in (uella dedi!ione c"e# se non un li ero e 'ioioso dono di sB# allora un nulla. Se ci si dona infatti per dovere# ci si sente poi pi) ravi e pi) uoni e si torna in tal $odo a sB stessi. Quando lo si fa invece per a$ore non si pensa affatto a sB stessi# $a si sa solo c"e non si puA a'ire altri$enti: ovvero# c"e non si puA fare c"e (uel c"e si fa# perc"B (uel c"e si fa c"e si a$a. Dice Steiner: Li sono uo$ini nei (uali anc"e le idee pi) 'enerali di cui sono capaci portano ancora (uella particolare colora!ione c"e le $ostra indiscuti il$ente dipendenti dal loro portatore. Le ne sono altri i cui concetti si presentano a noi cosI privi d?o'ni traccia personale co$e se essi non provenissero da un uo$o in carne ed ossa -p.25.. ,cco (ui di nuovo a confronto i caratteri stenici e astenici. E pri$i sono infatti (uei tipi c"e non ricavano il calore dell?ani$a dalle idee viventi# ensI riscaldano le idee $orte al fuoco della loro natura personale -o del san'ue.D i secondi sono invece (uei tipi in cui l?i$personale fredde!!a dell?intelletto -o del nervo. finisce col pervadere tutta l?ani$a# se non tutto l?essere. En entra$ i i casi# avendo preso il tipo il sopravvento sull?Eo# non si esce dun(ue dall?e'ois$o. En uno dei $isteri dra$$atici di Steiner# Lucifero dice: Uo$o# pensa te e senti $e# $entre *ri$ane dice: Uo$o# senti te e pensa $e. El pri$o presiede dun(ue all?e'ois$o del volere attraverso il sentire -il narcisis$o. e il secondo all?e'ois$o del volere attraverso il pensare -il do'$atis$o.. >osa dire e invece il >ristoJ Uo$o# pensa# senti e vuoi $e# perc"B solo pensando# sentendo e volendo $e# sarai te stesso. #ice infine Steiner= 6Bl sentimento : il mezzo per cui! principalmente! i concetti acquistano vita concreta 0p.+84. $ate attenzione. bbiamo parlato del pensare quale verbo! movimento o attivit= ovvero! quale realt vivente 0eterica4! ma non ancora animica 0astrale4. 1cco infatti Steiner dire c"e! mediante il sentimento! cio: mediante qualcosa di animico! sono i concetti 0e non il pensare4 ad acquistare 6vita concreta. B concetti vivono infatti nel corpo astrale! cos7 come le stelle vivono in cielo. Superfluo (uindi ricordare c"e non si puA penetrare cosciente$ente nel loro re'no -nel 'oet"iano re'no delle ;adri. e udire il risuonare della loro ar$onia se non "a pri$a ac(uistato vita concreta il pensare.

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Settimo capitolo
.+N incontro - ./ febbraio .+++ ;ominceremo stasera l-ultimo capitolo della prima parte del libro. Bl suo titolo : costituito da una domanda 01sistono i limiti della conoscenzaI4 per rispondere alla quale dovremo riprendere in considerazione alcune delle cose dette finora. #ice Steiner= 6 bbiamo stabilito c"e gli elementi per la comprensione della realt vanno tolti da due sfere= quella del percepire e quella del pensare. La nostra organizzazione ric"iede! come abbiamo visto! c"e la piena! intera realt! ivi incluso il nostro proprio soggetto! ci appaia dapprima come dualit. La conoscenza supera tale dualit! in quanto dai due elementi della realt! percezione e concetto elaborato dal pensare! mette insieme la cosa intera. La maniera in cui il mondo ci si presenta prima c"e per mezzo della conoscenza esso abbia acquistato il giusto aspetto! la c"iameremo mondo dell-apparenza! in contrapposto all-entit unitaria composta da percezione e concetto. #iremo allora c"e il mondo ci : dato come dualit 0dualistico4! e c"e la conoscenza lo trasforma in unit 0monistico4. Una filosofia c"e parta da questo principio fondamentale si pu? c"iamare filosofia monistica o monismo. Le sta di fronte la teoria dei due mondi o dualismo. Guest-ultimo non considera i due lati della realt unitaria come tenuti separati semplicemente per effetto della nostra organizzazione! ma come due mondi assolutamente distinti l-uno dall-altro= e i principi esplicativi di uno dei due mondi li cerca poi nell-altro 0p.+A4. 1bbene! possiamo qui di nuovo apprezzare la modernit dell-impostazione di Steiner. ;osa vuol dire c"e il dualismo 6non considera i due lati della realt unitaria come tenuti separati semplicemente per effetto della nostra organizzazioneI Cuol dire c"e il dualismo non : cosciente della 6nostra organizzazione! cos7 come non ne sono coscienti quei sedicenti 6monismi c"e riducono materialisticamente il primo dei suoi due termini 0il soggetto! lo spirito o la mente4 al secondo! o ne riducono spiritualisticamente il secondo 0l-oggetto! la materia o il corpo4 al primo. La qualit 6antroposofica dell-impostazione di Steiner : rivelata dal fatto c"e egli ci propone invece di riportare tali termini nell-ambito di un-organizzazione umana della cui struttura e del cui modo di funzionare occorre prendere coscienza. Cedete! quando capita c"e qualcuno mi c"ieda= 6>u credi alla reincarnazioneI! io rispondo subito= 6<o. >ale 6no! tuttavia! non si riferisce - come potrebbe sembrare - alla 6reincarnazione! quanto piuttosto al 6credere. Bo! infatti! non credo alle ripetute vite terrene! ma so delle ripetute vite terrene= ne sono cio: consapevole. Bmpostare in modo 134

moderno un problema significa appunto impostarlo! non nei termini del 6credere o 6non credere! bens7 in quelli dell-essere 6coscienti o 6incoscienti. <on a caso la psicoanalisi o psicologia dell-inconscio : nata verso la fine del secolo diciannovesimo! quasi in coincidenza con la fine della prima fase evolutiva dell-anima cosciente 0./Q+4= di quell-anima! ossia! c"e esprime nel modo pi5 pieno i caratteri della cosiddetta 6modernit. ;a la scoperta dell?inconscio 0 co$e "o detto a suo te$po# citando l?o$oni$a opera di ,llen er'er 0 la scoperta# non di una cosa# ensI di un fatto ri'uardante il rapporto c"e il so''etto "a con sB stesso e col $ondo. La coscien!a in 'enerale @ scrive &e'el# nella sua )ropedeutica filosofica @ la rela!ione dell?Eo con un o''etto# sia esso interno o esterno. Gale rela!ione# non pi) intesa in $odo 'enerale# puA essere vi'ile -cosciente.# so'nante -su cosciente. o dor$iente -incosciente.. Qualora ad ese$pio# dopo averla da se$pre e del tutto i'norata# $i capitasse di scoprire l?esisten!a dei 'atti# avrei con ciA scoperto appunto l?esisten!a dei 'atti e non dell-inconscio. E 'atti non cessano infatti di essere tali per il fatto c"e io ne i'noro l?esisten!a. Dovre$$o parlare d?incoscien!a# inso$$a# solo (uando ci riferia$o a un particolare stato della nostra coscien!a in rapporto al suo stesso essere e a (uello del $ondo. /er con(uistare l?autocoscien!a# l?uo$o "a dovuto co$un(ue ri$uovere 0 in senso freudiano 0 la realt+ dello spirito -ossia calarla provvisoria$ente nell?incoscien!a.. K la realt+ -autopercettiva. del corpo a dare infatti all?Eo l?opportunit+ di pensarsi co$e un e'o li ero e indipendente: ovvero# co$e un essere singolo e per ciA stesso diverso non solo da tutte le cose del $ondo# $a anc"e da tutti 'li altri e'o. Guttavia# la fase evolutiva in cui l?e'o -l?Eo c"e "a coscien!a di sB 'ra!ie al corpo fisico. "a spri'ionato la sua for!a propulsiva -c"e 'li "a per$esso# nel PL secolo# d?inau'urare l? individualismo e la modernit. si or$ai conclusa e avre e dovuto lasciare 'i+ il posto alla successiva: a (uella# cio# in cui l?Eo "a coscien!a di sB anc"e 'ra!ie al corpo eterico. Se stato dun(ue necessario un te$po di$enticare lo spirito# necessario ora invece ricordarlo# se si vuole evitare c"e# all?o lio dello spirito -divenuto or$ai anacronistico.# si acco$pa'ni (uello dell?ani$a# e (uindi di noi stessi. El pro le$a del dualis$o non (uindi un astratto pro le$a teoretico# ensI una vitale (uestione di pro'resso o re'resso dell?autocoscien!a. Dice Steiner: El dualis$o riposa sopra una falsa conce!ione di ciA c"e c"ia$ia$o conoscen!a. Divide tutta la sfera dell?essere in due ca$pi# ciascuno dei (uali "a le sue proprie le''iD e li fa sussistere uno di fronte all?altro esterior$ente. Da un si$ile dualis$o "a ori'ine la distin!ione# introdotta da Fant nella scien!a e fino ad o''i non ancora andita# fra o''etto della perce!ione e cosa in sB -pp.2<029.. #a qui in poi! si dovr fare particolare attenzione perc"H non sar facile seguire il testo senza avere ben presente la distinzione - da noi gi proposta - tra l-6atto percettivo 0quale atto del soggetto4! il 6percetto 0quale oggettivo contenuto della percezione4 e l-6immagine percettiva 0quale soggettivo risultato del processo percettivo4. ;ome abbiamo detto e ripetuto! il fenomeno della percezione consiste nell-incontro o nello scontro dell-essere del soggetto con l-essenza dell-oggetto. <on crediate c"e questo sia evidente. <e L-attrattiva @es5! tanto per fare un esempio! don Luigi @iussani 0ispiratore e fondatore di 6;omunione e Liberazione4 confonde il giudicare col percepire e si dice per conseguenza convinto c"e sia il primo! e non il secondo! ad 6accusare o ricevere il 6colpo dell-essere. Bl 6colpo dell-essere sta invece all-origine del processo percettivo! cos7 come alla sua fine sta l-6immagine percettiva. >uttavia! la vera causa di molti fraintendimenti sta proprio nel fatto c"e : solo in virt5 di questa finale immagine c"e noi prendiamo atto dell-esistenza dell-oggetto. *lcuni infatti non si c"iedono cosa ci sia nel $ondo -corporeo e spirituale. pri$a c"e si for$i in loro -nell?ani$a. tale i$$a'ineD altri invece se lo c"iedono# $a non sanno cosa rispondere. :acendo parte di (uesta seconda sc"iera# Fant distin'ue appunto 0 co$e ricorda Steiner0 fra o''etto della perce!ione e cosa in sB. ;a se non la cosa in sB# cos? allora l?o''etto della perce!ioneJ Hon puA essere altro @ c"iaro 0 c"e l?i$$a'ine percettiva. Endicare (uest?ulti$a (uale o''etto della perce!ione# si'nifica perA confondere non solo l?i$$a'ine percettiva dell?o''etto -ciA c"e l?o''etto per il nostro i$$a'inare. con il 135

percetto -con ciA c"e l?o''etto per il nostro percepire.# $a anc"e il percetto con l?essen!a dell?o''etto -con l?entelec"ia o con ciA c"e l?o''etto in sB.. Dice ancora Steiner: :inc"B le parti separate dell?universo sono deter$inate co$e perce!ioni# noi se'uia$o se$plice$ente nella separa!ione una le''e della nostra so''ettivit+. ;a se consideria$o la so$$a di tutte le perce!ioni co$e una delle parti# e 'liene contrapponia$o una seconda nelle cose in sB# faccia$o una filosofia ca$pata in aria# c"e si riduce a un se$plice 'iuoco di concetti. >ostruia$o una contrapposi!ione artificiale# $a per il secondo $e$ ro della $edesi$a non possia$o trovare alcun contenuto# poic"B per una cosa particolare (uesto puA essere ricavato soltanto dalla perce!ione -p.29.. K (uesto un punto i$portante. * ia$o 'i+ parlato del ca$$ino c"e $uove dal realis$o in'enuo# attraversa l?idealis$o critico e 'iun'e all?individualis$o etico di Steiner# co$e di un ca$$ino evolutivo c"e# partendo dallo stato di totale incoscien!a del pri$o# perviene a una pri$a coscien!a -ani$ica. del so''etto nel secondo# e alla sua piena coscien!a -spirituale. nel ter!o. * ia$o anc"e detto c"e l?idea della cosa in sB deriva dal fatto c"e# nell?a$ ito dell?attivit+ conoscitiva# Fant "a portato alla luce il ruolo svolto dall?ani$a -dalla rappresenta!ione.# $a non (uello svolto dallo spirito -dal concetto.. /rendendo coscien!a della realt+ so''ettiva della rappresenta!ione# e'li supera dun(ue lo stato d?incoscien!a del realis$o in'enuo -c"e 0 ricordia$olo ancora 0 proietta sulla realt+ delle cose# o dei corpi# sia la realt+ della rappresenta!ione sia (uella del concetto.# $a ri$ane incosciente della realt+ o''ettiva del concetto -c"e viene fantasticato (uale cosa in sB.. 2a quale natura avrebbe questa 6cosa in sHI Guella reale del percetto o quella ideale del concettoI <essuna delle due. Stando a Want! infatti! non pu? avere natura reale poic"H non si presta a essere direttamente percepita 0potendo l-uomo percepire a suo dire - solo la propria reazione all-azione della 6cosa4J ma non pu? avere nemmeno natura ideale in quanto questa! avendo sempre a suo dire - carattere 6formale e non 6sostanziale! non : ovviamente in grado di esercitare quell-azione c"e la reazione del soggetto presuppone. Scopriamo cos7 c"e tale 6cosa in sH non apparterrebbe all-ordine reale 0perc"H impercepibile4 nH a quello ideale 0perc"H formale4. ,cco la ra'ione per la (uale Steiner affer$a c"e# in tal $odo# si fa una filosofia ca$pata in aria c"e si riduce a un se$plice 'iuoco di concettiD ca$pata in aria# in effetti# una cosa in sB c"e di$ostra# a conti fatti# di non essere nB un percetto nB un concetto. <on vi : comunque manuale di filosofia c"e non parli! di quella Fantiana! come di una 6rivoluzione gnoseologica. #a quanto detto! dobbiamo per? concludere c"e si tratta di una rivoluzione incompiuta! e c"e! in quanto tale! "a finito col fare alla gnoseologia pi5 male c"e bene. Bn ogni caso! : appunto La filosofia della libert a riprenderne lo spirito innovatore e a portarlo a compimento. Dice Steiner: O'ni $odo di essere# c"e si vo'lia a$$ettere al di fuori del ca$po della perce!ione e del concetto# deve essere ascritto alla sfera delle ipotesi in'iustificate. * tale cate'oria appartiene la cosa in sB -.... *l principio universale ipotetico si puA dare un contenuto soltanto se lo si prende a prestito dal $ondo dell?esperien!a sen!a accor'ersi di farlo. *ltri$enti esso ri$ane un concetto sen!a contenuto# un assurdo# c"e "a soltanto la for$a del concetto -p.29.. Bn effetti! non essendo la 6cosa in sH c"e un concetto 6travestito da cosa! a ciascuno si presenta l-occasione di scegliere! pi5 o meno deliberatamente! il 6travestimento c"e pi5 gli aggrada o gli si conf. B fisici! ad esempio! se la immagineranno 6fisicamente! i biologi 6biologicamente! i c"imici 6c"imicamente! e cos7 via. ciascuno! viene cio: offerta la possibilit d-immaginare una 6cosa in sH dotata delle medesime qualit delle 6cose non-in sH di cui si occupa abitualmente. >uttavia! altro non si fa cos7 c"e tentare 0in modo arbitrario! e - come dice Steiner - 6senza rendersene conto4 di colmare il vuoto lasciato dal contenuto universale del concetto con quello particolare di una qualc"e rappresentazione 0e! mediante questa! con quello individuale di un 136

qualc"e percetto4. Bmmaginate! ad esempio! c"e si stesse parlando! anzic"H della 6cosa in sH! della 6pianta in sH 0ci? c"e peraltro "a fatto @oet"e! parlando della Urpflanze4. 1bbene! non sarebbe forse arbitrario c"e questa! in qualit di 6ragion d-essere di tutte le piante o di realt 6universale! la si pensasse o immaginasse dotata delle particolari qualit dei garofani! delle rose o dei papaveriI #elle due! quindi l-una= o si nega! come fanno i nominalisti! la realt universale del concetto! ma va allora negata anc"e quella della 6cosa in sHJ o si afferma la realt universale della 6cosa in sH! ma va allora affermata! come fanno i realisti! anc"e quella del concetto. L-unica cosa c"e non si pu? fare! insomma! : l-attribuire insieme! alla 6cosa in sH! una realt universale e delle qualit particolari. &illman! ad esempio! "a pubblicato due suoi saggi in un piccolo libro intitolato= La vana fuga dagli #ei. 2eglio avrebbe fatto per? a intitolarlo= La vana fuga dalle idee. <on perc"H - sia c"iaro - gli #ei siano idee 0come vorrebbe l-idealismo4! bens7 perc"H le idee sono #ei o 1ntit spirituali 0come vuole la scienza dello spirito4. nc"e $reud! d-altro canto! "a paragonato la propria visione del contrasto tra l-istinto di vita o 1ros e l-istinto di morte o >"anatos! a quelle mitic"e o metafisic"e dell-antic"it e! in particolare! a quella di 1mpedocle della lotta tra 6 more 0)"ilia4 e 6(dio 0<eiFos4. Guelle c"e in 1mpedocle erano forze 6cosmic"e! vengono per? da lui ridotte a forze 6istintive o 6pulsionali c"e per di pi5 si caratterizzerebbero - stando almeno a quanto lo stesso $reud afferma nei celebri >re saggi sulla teoria della sessualit - per un 6particolare c"imismo. (gnuno "a dunque - verrebbe voglia di dire - la mitologia c"e si merita. Gutto ciA sta co$un(ue a di$ostrare c"e la realt+ spirituale delle idee o dei concetti# enc"B $isconosciuta o disconosciuta# non cessa $ai di operare e di apparire anc"e a'li occ"i di c"i non vorre e vederla. >? perA da osservare c"e c"i la te$e# e non vuole (uindi vederla# puA anc"e arrivare allora a patirla. /ensate a un?ossessione. Hon consiste appunto in un?idea c"e ci perse'uita# e c"e in tanto lo fa in (uanto noi# nell?incapacit+ di co$prenderla# la fu''ia$o o rifiutia$oJ Hon raro# ad ese$pio# so'nare dei ladri c"e tentano di for!are o scassinare la nostra porta di casa. , ene# tali ladri rappresentano appunto (uelle for!e -o (uelle (ualit+. c"e# essendo da noi rifiutate# provano a ottenere con le cattive -e durante il sonno. (uanto non riesce loro di avere con le uone -e durante la ve'lia.. ;i ricordo# a (uesto proposito# di una donna -nu ile e sulla (uarantina. c"e so'nA una volta di avere in casa dei ladri c"e fru'avano dappertutto cui si dava a offrire la i'iotteria c"e teneva in un cassetto# sperando cosI di salvare i 'ioielli c"e custodiva altrove. Ledete# (uesto il tipico so'no di una persona apparente$ente aperta e 'enerosa# $a in realt+ c"iusa e en poco disposta a $ettere a repenta'lio i propri presunti valori -El sa''io 0 dice al ri'uardo Silesio 0 non aspetta c"e 'li si tol'a (ualcosaD e'li si to'lie tutto da solo# per precedere i ladri.. K dun(ue la paura relativa a'li averi c"e ci i$pedisce di riconoscere e di acco'liere 'li esseri. Gale paura# vale a dire (uella dei concetti o delle idee viventi# ,vola la c"ia$a pavor metap"'sicus e Scali'ero la 'iudica propria$ente ani$alesca. K vero# infatti# c"e (uando ci si avvicina lo spirito -vivente. sia$o in 'enere inclini a darcela a 'a$ e. ;i do$ando spesso# al ri'uardo# se l?attuale e preoccupante diffusione dei cosiddetti attacc"i di panico non celi appunto (uesto risvolto. En te$pi di $aterialis$o# del resto# 'iocofor!a fare i conti con la paura dello spirito e dell?ani$a. Solo a'li artisti -e in specie ai poeti. viene ad ese$pio concesso di parlare ancora di ani$a. *'li scien!iati# affinc" non a ia a risentirne il senso del pudore della loro co$unit+# concesso infatti di parlare soltanto di psic"e -e di preferen!a in c"iave neurofisiolo'ica.. Hon sare e $ale ricordare# tuttavia# c"e verr+ un 'iorno in cui saranno l?ani$a e lo spirito a ver'o'narsi di c"i o''i si ver'o'na di loro. Fant# sul piano 'noselo'ico# e Nun'# su (uello psicolo'ico# "anno avuto# vero# il cora''io di non ver'o'narsi dell?ani$a# $a il loro sfor!o stato vano perc"B# per non avere davvero pudore dell?ani$a# non si deve avere pudore dello spirito. L?ani$a infatti# a un te$po# il luogo e l?oggetto della contesa. K il luo'o della contesa perc"B innan!itutto col pensare# col sentire e col volere c"e ci si atteD l?o''etto della contesa perc"B sono appunto il pensare# il sentire e il volere c"e occorre redi$ere e restituire all?Eo. 137

>ornando comunque alla 6cosa in sH! Steiner dice= 6Bl pensatore dualistico afferma quindi solitamente= 6Bl contenuto di questo concetto : inaccessibile alla nostra conoscenzaJ possiamo sapere c"e un tale contenuto esiste! ma non possiamo sapere c"e cosa esista6 0p.+E4. ;i sarebbe tuttavia da c"iedersi= ma quel 6c"e cosa esista c"e dice di non 6poter sapere! il 6pensatore dualistico non pu? o non vuole saperloI Bn proposito! vorrei raccontarvi un fatto c"e mi : capitato diversi anni fa. 1ssendo stato invitato! da una scuola di psicoterapia di Roma! a tenere una conferenza su %ung agli allievi dell-ultimo anno! raccontai un sogno di un mio amico c"e aveva da poco ultimato un-analisi freudiana. Bn questo! il mio amico prima scopriva di avere un grosso foruncolo sul braccio destro! poi vedeva uscirne un verme! e in ultimo constatava la scomparsa del foruncolo e la guarigione dell-arto. Raccontai allora questo sogno per dimostrare c"e l-interpretazione Xung"iana non si oppone a quella freudiana! bens7 la porta avanti o l-approfondisce. ;ome l-aveva infatti interpretato il suo analistaI @li aveva detto c"e il verme simboleggiava il suo problema inconscio e c"e la sua nevrosi 0il grosso foruncolo4 si sarebbe risolta quando tale problema fosse venuto alla luce. Un-interpretazione del genere! dissi in quell-occasione - pur essendo corretta! potrebbe essere per? approfondita. )erc"H! infatti! il problema del sognatore viene rappresentato da un 6verme e non in altro modoI 1 perc"H il grosso foruncolo si trova proprio sul braccio destro e non altroveI <on sto adesso a dirvi in quale modo sarebbe stato possibile approfondire l-interpretazione del sogno! ma allora lo feci! nella speranza c"e ci? servisse! pi5 di tanti discorsi! a c"iarire le cose. lla fine della conferenza! uno degli studenti c"iese per? la parola! si alz? e disse= 62i scusi! ma non crede c"e in questo modo ci sia il risc"io di capire un po- troppoI. ;ostui! dunque! anzic"H essere interessato! meravigliato o soddisfatto! era spaventato= paradossalmente spaventato all-idea c"e! grazie allo studio c"e aveva scelto e cui si era dedicato! si potesse arrivare davvero a capire qualcosa della vita dell-anima. Questo fatto $i ricordA# 'i+ allora# la favola del cacciatore pauroso e del ta'liale'na. Le la vo'lio le''ere cosI co$e la racconta ,sopo: Un cacciatore# c"e se'uiva la pista di un leone# c"iese a un ta'liale'na se ne avesse visto le tracce e se conoscesse la sua tana. /osso $ostrarti addirittura il leone in personaO rispose l?interpellato. ;a il cacciatore# pallido per la paura e attendo i denti# ri attB: Sto cercando solo la traccia# io# $ica il leoneO. >o$e vedete# anc"e (uello studente# se'uendo un corso di psicoterapia# si era $esso sulla traccia dell?ani$a# $a (uando "a avuto l?i$pressione di poterla incontrare davvero# si poi spaventato. Lale la pena di riflettere su (ueste cose perc"B dovre$$o anc"e 'uada'narci# tra l?altro# la capacit+ di distin'uere il pro le$aticis$o sano da (uello $or oso o patolo'ico. Una cosa# infatti# pensare e ricercare per $e'lio decidere e trovare# altra invece pensare e ricercare per evitare di decidere e trovare. Del resto# c"i conosca anc"e solo un poco le nevrosi ossessive sa c"e ci si puA servire del pensiero -riflesso. anc"e per sottrarsi alle proprie responsa ilit+ ed esorci!!are cosI la paura di essere l?Eo c"e si . *nc"e in ca$po 'noseolo'ico# la paura dun(ue una pessi$a consi'liera. K vero infatti c"e per a$are iso'na conoscere# $a non $eno vero c"e per conoscere iso'na a$are. Deve esserci c"iaro c"e la verit+ $ai si riveler+ alla paura# perc"B la verit+ si concede soltanto a coloro c"e la a$ano e le sono devoti. K piuttosto la $en!o'na a essere sorella della paura# e fi'lia di una cultura c"e (uotidiana$ente avvilisce# $ortifica o ne'a l?ani$a e lo spirito. Dice Steiner: En o'ni caso il dualista si vede o li'ato a porre dei li$iti insupera ili alla nostra capacit+ di conoscen!a. El sostenitore di una conce!ione $onistica del $ondo sa invece c"e tutto (uanto 'li occorre per la spie'a!ione di un dato feno$eno del $ondo deve trovarsi nel ca$po del $ondo stesso -p.24.. )ensate a un rebus. ;i viene presentata una vignetta e siamo c"iamati a risolverla. 2a c"e cosa significa risolverlaI ltro non significa c"e ri-costruire o ritrovare il pensiero di colui c"e l-"a creata. ;ostui : partito infatti da una idea e l-"a trasformata in una vignettaJ noi partiamo invece da una vignetta e dobbiamo trasformarla in una idea= non per? in un-idea qualsiasi! bens7 in quella dalla quale : scaturita la vignetta. 2a tale idea - si rifletta - non : c"e il modo in cui la 138

vignetta si presenta allo spirito! cos7 come la vignetta non : c"e il modo in cui l-idea si presenta ai sensi 0alla vista4. Bn tanto dunque io posso! osservando la vignetta! ri-trovare l-idea! in quanto la vignetta non : altro c"e l-illustrazione o l-immaginazione dell-idea. )arafrasando! potremmo perci? dire! con Steiner! c"e 6tutto quanto ci occorre per la spiegazione del rebus si trova 6nel campo del rebus stesso. >ornando a noi! Steiner sostiene dunque c"e la verit del mondo non tanto : nelle cose quanto piuttosto : le cose= ovvero! c"e il fenomeno - per dirla in termini Fantiani - non solo non 6occulta il noumeno! bens7 lo 6rivela. M questo! peraltro! uno degli insegnamenti pi5 importanti di @oet"e. Ricordate gli ultimi versi della sua lirica Senza dubbio 0 l fisico4I 6>utto d volentieri e riccamente \ la <atura! non "a \ un nocciolo e una scorza! \ : tutta d-un sol getto. \ >u guarda te piuttosto \ se sei nocciolo o scorza. )ensate= possiamo osservare una cosa 0magari un monumento4 a dieci anni! poi a venti! a trenta! a quaranta! e cos7 via. La cosa : sempre la stessa! noi no. Siamo cresciuti! ci siamo trasformati e! per questo! di quella cosa siamo in grado di capire quello c"e prima non capivamo! ma c"e purtuttavia era l7. Bn proposito! dice ancora @oet"e= 6;"e cosa : pi5 difficile di tuttoI Cedere con i propri occ"i ci? c"e si "a sotto il naso. Bn verit! il mondo non ci nasconde od occulta nulla. Sono piuttosto i contingenti limiti della nostra coscienza a nascondercelo o ad occultarcelo! e a impedirci cos7 di accogliere con amore l-offerta c"e ci fa di sH. #icono gli orientali= 6La bellezza : negli occ"i di c"i guardaJ nello stesso senso! potremmo perci? dire= 6La verit : nel pensiero di c"i pensa. Dice Steiner: Dal concetto del conoscere# co$e noi l?a ia$o esposto# se'ue c"e non "a senso parlare di li$iti della conoscen!a. El conoscere non un interesse 'enerale del $ondo# $a un affare c"e l?uo$o deve a''iustare con se stesso. Le cose non do$andano nessuna spie'a!ione -U. E presupposti per il sor'ere della conoscen!a sono dun(ue attraverso l?io e per l?io -U. Hon il $ondo c"e ci pone le do$ande# sia$o noi stessi c"e le ponia$o -pp.24026.. Gualc"e decennio fa - come probabilmente ricorderete - si citavano spesso Uil"elm Reic" e 2arcuse 0insieme a 2arO e 2ao4 ed era di moda parlare! pi5 o meno a sproposito! di 6repressione sessuale! di 6sessuofobia o di 6castrazione. )ossiamo oggi dire c"e : stato un vero peccato c"e non si sia stati allora capaci di rivolgersi ad altri maestri! e di parlare semmai di 6repressione animico-spirituale! di 6logofobia e di 6castrazione del pensiero. #ico questo perc"H l-istituzionalizzare! in una maniera o nell-altra! i limiti della conoscenza! altro appunto non significa c"e tentare di 6evirare il pensiero. Se si fosse fatta allora una rivoluzione 6spirituale! si sarebbe di certo infranto il tab5 dei limiti della conoscenza umana. 1- impossibile d-altronde progredire se non si "a il coraggio di affrancarsi anzitutto da questo agnostico e castrante 6complesso 0da quello! ad esempio! c"e "a spinto @ianni Cattimo a parlare di un pensiero 6debole4. 6@nosi vuol dire infatti 6volont= volont di raggiungere per mezzo del pensiero la realt del mondo e di noi stessi. ;"i teme un movimento o uno slancio del genere! cerc"er naturalmente di impedirlo o di mortificarlo cominciando a parlare dei limiti della conoscenza e tacciando di orgoglio 0se non di follia4 quei poc"i c"e tentano invece di far propria l-amorosa volont dello spirito di riunirsi alle cose! agli altri e a sH stesso. La questione "a per? un risvolto ancor pi5 inquietante. &egel! infatti! non solo afferma c"e 6parlare di limiti del pensiero umano : vuota ciarla! ma cos7 aggiunge= 6;"i parla d-una ragione soltanto finita! soltanto umana! c"i parla soltanto dei limiti della ragione! mentisce contro lo spirito. Questo vuol dire c"e c"i parla cosI $entisce contro (uello Spirito di verit+ annunciato dal >risto e del (uale detto c"e ci inse'ner+ o'ni cosa e c"e ci 'uider+ verso tutta la verit+ perc"B non ci parler+ da se stesso. ;entire contro lo Spirito Santo si'nifica dun(ue peccare contro lo Spirito Santo o este$$iarLo. Sar+ ene pertanto ricordare a coloro c"e si co$piacciono# in un $odo o nell?altro# di parlare dei li$iti della conoscen!a -e c"e perciA disconoscono la $issione pentecostale dell?antroposofia. il se'uente e 'rave a$$oni$ento del 139

>risto: Qualun(ue peccato e este$$ia sar+ perdonata a'li uo$ini# $a la este$$ia contro lo Spirito Santo non sar+ perdonata. * c"iun(ue parler+ $ale del :i'lio dell?uo$o sar+ perdonatoD $a la este$$ia contro lo Spirito# non 'li sar+ perdonata nB in (uesto secolo# nB in (uello futuro.

;ontinua il settimo capitolo 8,N incontro - 8+ febbraio .+++


;i stiamo occupando del problema dei limiti della conoscenza! e quindi dell-agnosticismo. Stando a questo #izionario di filosofia pu? essere infatti inserita in questa sfera 6ogni dottrina filosofica la quale affermi c"e l-assoluto : inaccessibile alla mente umana! e limiti le possibilit conoscitive dell-uomo all-ambito fenomenico. >enendo conto di questo! si capisce allora il perc"H la scienza dello spirito antroposofica possa essere ricondotta! a prima vista! nella sfera dello gnosticismo. d esempio nel #izionario di teologia di Warl Ra"ner ed &erbert Corgrimler! alla voce 6 ntroposofia! si rimanda appunto alla voce 6@nosi. ;"iariamo subito! perci?! c"e l-antroposofia non "a nulla a c"e vedere con l-antica 6gnosiJ pu? comprenderla! infatti! solo c"i sappia vederla come il frutto pi5 maturo della cosiddetta 6modernit 0o dell-anima cosciente4. M vero secondo quanto sostengono i 6tradizionalisti - c"e esiste una 6saggezza perenne 0indipendente quindi dal tempo e dallo spazio4! ma ci? non vuol dire c"e il rapporto tra questa e l-uomo non possa essere storicamente mutevole. )er seguire e accompagnare l-evoluzione dell-uomo! essa infatti si manifesta! di epoca in epoca! in forme diverse. 1 la scienza dello spirito antroposofica di Rudolf Steiner non ne : c"e l-espressione atta a essere compresa e accolta dalla costituzione interiore dell-uomo moderno. ;a c"i c"e parla dei li$iti della conoscen!aJ Ennan!itutto 'li uo$ini di c"iesa. /er loro# infatti# una cosa la conoscen!a# altra la fede. *lcuni anni fa# cono i all?Universit+ un 'esuita c"e nutriva un vivo interesse per la psicoanalisi. , ene# ricordo co$e fosse o''i c"e o'ni volta c"e il discorso cadeva su Nun' $i diceva: Nun' non lo posso accettare perc"B uno 'nostico. ,'li preferiva dun(ue il $aterialista :reud allo 'nostico Nun'. , perc"BJ /erc"B :reud# occupandosi principal$ente del corpo -della cosiddetta psicosessualit+.# non s?intro$ette -co$e fa# seppure a suo $odo# Nun'. ne'li affari dell?ani$a e dello spirito 'estiti dalla fede. Guel c"-: curioso! tuttavia! : c"e! nel parlare dei limiti della conoscenza! si aggiungono! agli uomini di c"iesa! i liberali= proprio coloro! cio:! c"e dovrebbero 140

esserne gli storici avversari. Pasti pensare c"e! nel .+,Q! )io D! per condannare il 6modernismo e i 6liberi pensatori! decise di emanare una specifica enciclica 0)ascendi dominici gregis4 e di vincolare a un solenne giuramento 6antimodernista c"iunque intendesse rivestire un ufficio ecclesiastico. llora! si credeva dunque c"e il pensiero liberale fosse ispirato dal demonioJ oggi ci si : accorti invece c"e a ispirarlo sono solo dei demonietti burloni c"e! se non parlano pi5 esplicitamente dei limiti della conoscenza umana! parlano per?! come )opper! della sua 6fallibilit. B suoi maestri sono infatti convinti c"e! dimostrata la 6finitezza del pensiero umano! nessuno possa pi5 credere di possedere la verit nH tantomeno avanzare la pretesa di imporla gli altri. &o 'i+ parlato# sin dall?ini!io# della verit+ co$e di una realt+ c"e si puA essere# $a non avere# e non tornerA perciA sull?ar'o$ento. ;i li$iterA soltanto a ricordare c"e (uesta strada a sfociare nel so''ettivis$o# nel relativis$o e# o''i in particolare# nella sterile e ver osa sa'ra delle opinioni. En o'ni $odo# (uel c"e pi) interessa rilevare c"e# per (uanto ri'uarda il te$a della li$itate!!a del conoscere u$ano# il diavolo e l?ac(ua santa $ostrano di andare sorprendente$ente d?accordo. En (uesto caso 0 osserva per l?appunto &e'el 0 la filosofia deve co$ attere con un duplice avversario. Da un lato# noto# la piet+ reli'iosa "a procla$ato non esser la ra'ione o il pensiero in 'rado di conoscere il vero# la ra'ione condurre soltanto all?a isso del du io# doversi rinun!iare al pensare autono$o e# per 'iun'ere alla verit+# costituirsi pri'ionieri della cieca fede nell?autorit+ -U. D?altra parte altrettanto noto c"e la cosiddetta ra'ione si fatta valere# "a respinto la fede nell?autorit+# e "a voluto rendere ra!ionale il >ristianesi$o# sicc"B in sostan!a soltanto il $io intuito# la $ia convin!ione personale $i o li'"ere ero a riconoscere (ualc"e cosa. ;a $eravi'lioso co$e (uesta tesi sul diritto della ra'ione sia stata poi capovolta e in $odo da risultarne c"e la ra'ione stessa non possa riconoscere nulla di vero. Questa cosiddetta ra'ione da un lato co$ att la fede reli'iosa in no$e e con la for!a del pensiero ra!ionale# e conte$poranea$ente si volse contro la ra'ione e diventA ne$ica della vera ra'ione. l di l dei presunti limiti del pensiero! per i c"ierici c-: dunque la fede e per i laici il nulla. <H i primi nH i secondi considerano! perci?! c"e i limiti del pensiero non sono assoluti! bens7 relativi ai diversi gradi di coscienza. l riguardo! potremmo paragonare i livelli di coscienza ai piani di una casa e il pensiero alla scala c"e li congiunge. ;om-: certo! infatti! c"e la visuale c"e si pu? godere da un piano : limitata dalla sua altezza! altrettanto : certo c"e tale limite pu? essere superato o trasceso grazie alla possibilit offerta dalla scala di raggiungere i piani superiori. ;i? vuol dire! dunque! c"e quelli c"e vengono abitualmente spacciati per dei limiti assoluti non sono invece c"e dei limiti relativi all-intelletto rigidamente vincolato come abbiamo gi precisato al corpo fisico e allo spazio. Colendo continuare con l-esempio della casa! potremmo pertanto paragonare il pensiero ordinario 0astratto! riflesso o - come dice Scaligero - 6dialettico4 a quel primo tratto di scala c"e conduce dal piano terra 0della immagine percettiva4 al primo piano 0della rappresentazione4. Lungo questo tratto 0in cui vige la logica dello spazio4! il pensiero si muove in modo discontinuo o discreto! cos7 come si muove! ad esempio! un robotJ ed : proprio la modalit di questo suo movimento 0la stessa del dis-animato volere c"e lo sospinge4 a rendere possibile il calcolo e a informare oggi l-attivit dei computer. Si : tuttavia convinti c"e la scala finisca qui e c"e non vi siano perci? dei piani superiori= c"e non vi siano! cio:! altre modalit di pensiero in grado di raggiungere ulteriori livelli di coscienza. 1ppure! vi : un pensiero 0come quello goet"iano4 c"e! lungo il tratto c"e conduce dal primo al secondo piano 0in cui vige la logica del tempo4! si muove gi diversamente= non pi5! cio:! in modo discreto! ma in modo continuo o fluente! cos7 come! per crescere! si muove il vivente. Sia sul piano collettivo c"e su (uello individuale# i li$iti della conoscen!a non sono dun(ue c"e relativi# contin'enti o storici. 141

L-agnosticismo Fantiano! ad esempio! distingue il 6fenomeno dal 6noumeno c"e dic"iara inconoscibile. Bgnorando c"e quanto non pu? essere raggiunto dall-intelletto pu? essere raggiunto da un superiore livello di coscienza! esso allora attribuisce 0proiettivamente4 tale limite al mondo invece c"e a sH stesso. Bn tal modo! tuttavia! si realizza! non una coincidentia oppositorum 0come lo stesso Want avrebbe voluto! essendosi riproposto di conciliare le contrastanti esigenze dei razionalisti e degli empiristi4! bens7 una duplicatio oppositorum. >ale duplicatio si realizza inoltre a due livelli diversi= al primo livello 0per cos7 dire 6anatomico4! eleva il numero dei fattori in gioco da due 0percezione e concetto4 a quattro= .4 l-oggetto in sH 0od oggetto 6noumenico4J 84 l-immagine percettiva c"e il soggetto "a dell-oggetto 0od oggetto 6fenomenico4J A4 il soggetto in sH 0o soggetto 6noumenico4J E4 l-immagine percettiva c"e il soggetto "a di sH 0o soggetto 6fenomenico4J al secondo livello 0per cos7 dire 6fisiologico4 prende invece in considerazione! come dice Steiner= 6.4 l-oggetto in sHJ 84 la percezione c"e il soggetto "a dell-oggettoJ A4 il soggettoJ E4 il concetto! c"e riferisce la percezione all-oggetto in sH 0p.+Q4. M opportuno distinguere questi due livelli della duplicatio perc"H : soprattutto in ragione del secondo c"e il criticista giudica 6oggettivo 0e incosciente4 il rapporto tra il primo fattore 0l-oggetto in sH4 e il terzo 0il soggetto4! giudicando viceversa 6soggettivo 0e cosciente4 il rapporto! posto dal terzo 0dal soggetto4 per mezzo del quarto 0del concetto4! tra il secondo 0la percezione c"e il soggetto "a dell-oggetto4 e il primo 0l-oggetto in sH4. Dice appunto Steiner: >on ciA il dualis$o scinde il processo della conoscen!a in due parti. Una# la produ!ione dell?o''etto della perce!ione dalla cosa in sB# la fa accadere al di fuori della coscien!a# l?altra# la connessione della perce!ione col concetto e il colle'a$ento del concetto con l?o''etto# la fa accadere dentro la coscien!a -p.28.. <ei nostri termini! la stessa cosa potrebbe essere detta cos7= il criticismo colloca l-azione dell-oggetto 0in sH4 e la reazione del soggetto 0in sH4 6al di fuori della coscienza! mentre colloca 6dentro la coscienza quel concetto mediante il quale il soggetto si spiega il rapporto tra l-immagine percettiva dell-oggetto 0fenomenico4 e l-oggetto in sH 0noumenico4. 2entre in Steiner! dunque! : l-Bo c"e! in virt5 della propria organizzazione! prima divide il percetto dal concetto 0quali elementi del mondo e quindi reali4 e poi li riunisce 0nell-anima4 dando luogo alla rappresentazione! in Want! invece! : il soggetto a 6farsi un-idea 0o un concetto4 del rapporto tra l-immagine percettiva 0soggettiva e fenomenica4 e la cosa in sH 0oggettiva e noumenica4. ;ome si vede! il concetto viene qui c"iamato! non a integrare in modo reale il percetto! bens7 a porre in modo ideale l-oggetto fenomenico 0la soggettiva immagine percettiva4 in rapporto con quello noumenico 0l-oggettiva cosa in sH4. Bl concetto! pertanto! essendo parte integrante! non del mondo reale! ma della coscienza umana! viene da quest-ultima aggiunto o applicato alla realt fenomenica 0delle immagini percettive4 per organizzarne e sistemarne! in modo esclusivamente formale e a scopo prevalentemente utilitaristico! la conoscenza. >on (ueste pre$esse 0 osserva infatti Steiner 0 ovvio c"e il dualista creda di ac(uistare# nei suoi concetti# soltanto dei rappresentanti so''ettivi di (uello c"e sta davanti alla sua coscien!a -U. El vincolo unitario delle cose# c"e le'a (ueste fra loro e o iettiva$ente col nostro spirito individuale -co$e cosa in sB.# sta al di l+ della coscien!a# in un essere in sB del (uale nella nostra coscien!a potre$$o pari$ente avere solo un rappresentante concettuale -U. En altre parole# i principii ideali scopri ili per $e!!o del pensare appaiono al dualista troppo vaporosi# ed e'li cerca anc"e dei principii reali dai (uali i pri$i possano venir sorretti -pp.28 e 23.. >o$e vedete# si ripropone (ui una (uestione fonda$entale. Dovre$$o infatti riconoscere c"e i principii ideali scopri ili per $e!!o del pensare non appaiono di nor$a vaporosi o evanescenti al solo dualista o criticista# $a a tutti noi. Lolenti o nolenti# sia$o or$ai tutti# di fatto# dei no$inalisti usi a riversare nella vuota for$a ideale del concetto# non la sua for!a o sostan!a universale# ensI una (ualc"e for!a o sostan!a reale -e$pirica.. >os?altro sono# del resto# le cate'orie Santiane se non dei concetti dai (uali stato spre$uto il succo e dei (uali non ri$asta perciA c"e la scor!aJ , da cos?altro discende la for$ali!!a!ione Santiana 142

dell?attivit+ pensante se non da una devitali!!a!ione o da una liofili!!a!ione del pensare stessoJ >onsiderate il calore# ad ese$pio# e dite$i# in tutta franc"e!!a# se vi se$ ra c"e possa avere (ualcosa a c"e fare col pensiero. Hon credo. Sia$o infatti a ituati ad associare il pensiero all?idea del freddo: non usia$o appunto dire c"e# per en ra'ionare# iso'na farlo a $ente freddaJ ,ppure# ove fossi$o capaci di risalire cosciente$ente il $ovi$ento del pensiero -cosI co$? possi ile risalire# dalla foce alla sor'ente# le ac(ue di un fiu$e.# scoprire$$o# a un certo punto -laddove la for!a del pensare# ancora unita a (uelle del sentire e del volere# appena s'or'ata dall?Eo.# c"e la sua for!a o sostan!a essen!iale non appunto c"e una for!a o sostan!a di calore -ovvero# la for!a stessa di (uell?*$ore c"e 0 co$e dice il poeta 0 $uove il sole e l?altre stelle.. Cedete! quando cerc"iamo di osservare! per mezzo della concentrazione! il sottile movimento del pensiero! : come se tentassimo di afferrare l-estremit di una fune per risalirlaJ alcuni non riescono nemmeno a scorgere tale estremit! altri invece la scorgono! l-afferrano! ma rimangono l7 a dondolarsi. ;onsiderate! a questo proposito! c"e anc"e i maestri Ven affermano c"e! per conoscere la 6testa del pensiero! bisogna imparare a tirarne la 6coda. Bn ogni caso! tutte queste metafore non fanno altro c"e alludere al compito 0essenzialmente 6pratico4 di varcare le 6colonne d-1rcole dell-abituale pensiero riflesso! apprendendo l-arte di penetrare e muoversi all-interno di quella viva realt della quale il primo non : c"e la mera e spenta immagine. l realista ingenuo! ovviamente! il mondo delle idee appare ancor pi5 irreale c"e al criticista. 1gli : convinto infatti c"e 6quel c"e noi pensando aggiungiamo agli oggetti - come dice Steiner - : semplice pensiero sopra le cose! e c"e perci? 6il pensiero non aggiunge nulla di reale alla percezione 0p.+/4. Sarebbe bene rammentare! tuttavia! c"e non abbiamo alcun merito per l-esperienza del reale dataci dalla percezione sensibile poic"H questa la dobbiamo soprattutto agli organi di senso fisici. $acciamo infatti esperienza della realt sensibile in virt5 del nostro corpo! e quindi di un qualcosa c"e ci : stato donato dal mondo divino. @razie a tale dono! sentiamo e giudic"iamo reale quel c"e percepiamo! mentre! grazie a noi stessi! sentiamo e giudic"iamo ideale quel c"e pensiamo. )er l-intelletto! dunque! l-ideale non : reale e il reale non : ideale. (rbene! se la facolt di percepire il sensibile! cos7 da sentirlo reale! : frutto di un dono divino! quella di percepire l-eOtrasensibile! cos7 da sentirlo reale! deve essere invece frutto di una libera e cosciente iniziativa individuale. Bn fondo! il #ivino ci "a donato la facolt di pensare idealmente il mondo c"e percepiamo realmente! solo perc"H potessimo sviluppare da soli la facolt di percepire realmente il mondo c"e pensiamo idealmente. Bl primo obiettivo del nostro sviluppo animico-spirituale : dunque quello di arrivare a percepire l-ideale e a riconoscerlo per ci? stesso come reale. #ice Steiner= 6)er il realista primitivo valgono come reali i singoli tulipani c"e si vedono o c"e si possono vedereJ l-idea unica di tulipano : per lui un-astrazione! un-immagine mentale irreale c"e l-anima si : composta mettendo insieme le caratteristic"e comuni a tutti i tulipani veduti. >uttavia! 6il tulipano c"e io vedo : oggi reale= fra un anno sar scomparso nel nulla. Guello c"e si mantiene : la specie tulipano. La specie! per?! : per il realismo primitivo 6soltanto un-idea! non una realt. ;os7 la concezione realista si trova nella condizione di veder sorgere e scomparire le sue realt! mentre! rispetto al reale! proprio quello c"e essa ritiene irreale si conserva 0p..,,4. >iA confer$a (uanto a ia$o appena detto. /er (uale ra'ione# infatti# il realista in'enuo 'iudica reali i sin'oli tulipani e irreale la loro specieJ Soltanto perc"B i pri$i li percepisce e la seconda invece la pensa. , per (uanto (uello c"e percepisce si $ostri caduco# $entre (uello c"e pensa si $ostri duraturo# e'li continua ad avvertire il caduco c"e percepisce pi) reale del duraturo c"e pensa. >onsidera!ioni di (uesto tipo dovre ero in'enerare nell?onesto realista in'enuo (ualc"e perplessit+ circa la validit+ della propria posi!ione: perplessit+ c"e non avre e co$un(ue $odo di superare se non educando e addestrando il proprio pensiero ad avvertire co$e reale ciA c"e continuere e altri$enti ad avvertire co$e solo ideale. 143

:accia$o un altro ese$pio. Secondo voi# si sorride (uando si contenti o si contenti (uando si sorrideJ Spero conveniate c"e si sorride (uando si contenti perc"B# se fosse vero il contrario# astere e allora produrre $eccanica$ente un sorriso -o 0 co$e dice ;erleau0/ontM 0 una contra!ione dello sfintere orale. per suscitare nell?ani$a la contente!!a -, c"e ridere 0 affer$a Dante nel ;onvivio 0 se non una corrusca!ione de la diletta!ione de l?ani$a# cio un lu$e apparente di fuori secondo sta dentroJ.. La contente!!a dun(ue la causa# il sorriso l?effetto. ;a $ediante i sensi fisici# noi percepia$o il secondo e non la pri$a. El c"e vuol dire c"e ci trovia$o di fronte al paradosso di un effetto reale -in (uanto percepito. prodotto da una causa irreale -in (uanto non percepita.. /oic"B un effetto reale puA essere perA prodotto soltanto da una causa reale# ci au'urere$$o c"e paradossi del 'enere inducessero il vero ricercatore a sospettare c"e il carattere reale o irreale della causa non dipende tanto da (uello o''ettivo della stessa# (uanto piuttosto dal $odo in cui il so''etto l?apprende. *l ri'uardo# c? co$un(ue da fare un?altra e forse pi) i$portante considera!ione. /er il realista pri$itivo 0 "a fatto notare Steiner 0 val'ono co$e reali sola$ente i sin'oli tulipani c"e si vedono o si possono vedere. :atto sta# perA# c"e nessuno vede o puA vedere un tulipano con gli occ"i del corpo: per (uesti# un tulipano non infatti un tulipano# ensI una serie di sti$oli sensoriali c"e# 'ra!ie ai recettori di cui 'li occ"i stessi sono dotati# ven'ono trasfor$ati in i$pulsi nervosi e tras$essi in (uesta veste al cervello. >i sia$o 'i+ occupati a suo te$po di (uesto e a ia$o visto c"e# sen!a l?intervento dell?Eo# del concetto e del pensiero# $ai potre e prodursi una sintesi dei vari eventi cere rali. El realista in'enuo 'iudica dun(ue reale il sin'olo tulipano e irreale la specie solo perc"B non cosciente del fatto c"e per deter$inare la realt+ del pri$o -per poterne avere# cio# tanto una i$$a'ine percettiva c"e una rappresenta!ione. deve necessaria$ente ricorrere alla realt+ della seconda. Lolendo riprendere# per un atti$o# (uelle for$ule in cui D stava per il percetto e per il concetto# la conoscen!a del sin'olo tulipano la si potre e illustrare cosI: D . >o$e vedete# si tratta di un 'iudi!io affer$ante c"e il dato individuale della perce!ione -D. non c"e il dato universale del pensiero - .. * ia$o anc"e osservato# allora# c"e# conse'uendo al 'iudi!io D il 'iudi!io D# e# a (uesto# il 'iudi!io -c"e s?invera nella rappresenta!ione.# per avere coscien!a di una cosa occorre di fatto sviluppare un sillo'is$o -la cui sola conclusione si affaccia alla coscien!a.. K appunto per (uesto c"e &e'el# nella 1nciclopedia delle scienze filosofic"e# affer$a: (gni cosa : un sillogismo. Quanto all?occ"io del realista in'enuo appare co$e una cosa naturale# si rivela dun(ue# a un occ"io en pi) attento e critico# co$e il risultato di un processo fisico# ani$ico e spirituale# nel (uale il dato assunto $ediante la perce!ione viene# per cosI dire# $asticato# di'erito e infine in parte assi$ilato -ricordato. e in parte eli$inato -o liato. dall?Eo# $ediante il concetto e l?attivit+ 'iudicante. Dal realis$o in'enuo occorre perA distin'uere il realis$o $etafisico. Dice infatti Steiner: La fisica $oderna attri uisce le nostre sensa!ioni a processi delle particelle piccolissi$e dei corpi e di una $ateria infinita$ente sottile# l?etere# o a (ualcosa di si$ile. >iA c"e noi sentia$o# ad ese$pio# co$e calore un $ovi$ento# entro lo spa!io occupato dal corpo produttore di calore# delle sue particelle. *nc"e (ui si i$$a'ina un i$percepi ile per analo'ia col percepi ile. L?analo'o sensi ile del concetto corpo in (uesto senso l?interno di uno spa!io c"iuso da o'ni parte# nel (uale delle sfere elastic"e si $uovono in tutte le dire!ioni# si urtano fra loro# ri$ al!ano contro le pareti# e cosI via -p.171.. Dun(ue# se il realis$o in'enuo # per cosI dire# il realis$o della cosa -della $ateria. raggiungibile# e se il criticis$o il realis$o della cosa in sB irraggiungibile# il realis$o $etafisico invece il realis$o della ener'ia in sB irraggiungibile -La volont+ 0 affer$a appunto Sc"open"auer 0 la cosa in sB Santiana.. Si tratta di una for$a di realis$o sen!a du io pi) $oderna# poic"B nella fisica -$a non soltanto nella fisica. il concetto di ener'ia# dopo ,instein -e la sua teoria dell?e(uivalen!a tra $assa ed ener'ia.# "a (uasi del tutto sostituito (uello prevalente$ente ottocentesco di $ateria. /er ener'ia s?intende# nor$al$ente# una 'rande!!a fisica c"e conferisce a un siste$a la capacit+ di co$piere lavoro. Questa si presenta in for$e diverse -$eccanica# elettrica# 144

ter$ica# c"i$ica# nucleare# ecc..# $a cosa sia in sB# non solo non lo si sa# $a si convinti c"e non lo si possa ne$$eno sapere. K co$un(ue si'nificativo c"e il principale rappresentante del realis$o $etafisico sia proprio (uell?,duard von &art$ann c"e# nella sua $ilosofia dell-inconscio# "a tentato di conciliare la dottrina del pensiero di &e'el con (uella della volont+ di Sc"open"auer. Dietro il concetto di ener'ia 0 co$e a ia$o avuto 'i+ $odo di accennare @ si cela infatti la realt+ di (uella volont+ cui si sono in vario $odo ric"ia$ati# a parte Sc"open"auer ed ,duard von &art$ann# non solo ;arV# Hiet!sc"e# Na$es# Dilt"eM# Ter'son o Tlondel# $a anc"e :reud# Qil"el$ Reic" e Nun'. Si potrebbe anc"e dire! volendo! c"e il realismo ingenuo 6reifica l-essere! mentre il realismo metafisico 6reifica il divenire. Bl primo : infatti un realismo dello spazio! mentre il secondo : un realismo del tempo= non a caso! il suo oggetto lo si dic"iara direttamente impercepibile! mentre si dic"iarano percepibili le sue manifestazioni. L?ener'ia -in sB. puA essere dun(ue pensata# $a non percepita. En (uanto pensata -in (uanto concetto.# essa non perA una for!a# $a una for$a. >iA vuol (uindi dire c"e siffatta for!a in sB -co$e la cosa in sB. non "a natura ideale -in (uanto l?ideale for$a. nB natura reale -in (uanto diretta$ente i$percepi ile.. Steiner definisce dun(ue $etafisico tale realis$o in (uanto l?ipotesi c"e ne sta a fonda$ento si $ostra in'iustificata. /er (uesto indiri!!o di pensiero# @ dice infatti 0 il $ondo reale risulta co$posto da'li o''etti della perce!ione# c"e sono in un perpetuo divenire# c"e appaiono e sco$paiono# e dalle for!e i$percepi ili# le (uali producono 'li o''etti della perce!ione e costituiscono l?ele$ento per$anente. El realis$o $etafisico una $escolan!a incoerente del realis$o pri$itivo con l?idealis$o. Le sue for!e ipotetic"e sono essen!e i$percepi ili con (ualit+ di perce!ione -p.175.. &o citato! poc-anzi! $reud! Uil"elm Reic" e %ung. 1bbene! a proposito di quella particolare forma di energia c"e gli psicoanalisti c"iamano libido! vorrei leggervi un passo di questo mio breve lavoro intitolato= $reud! %ung e Steiner. Scrive il freudiano Trenner: Hessuno "a $ai visto l?ener'ia psic"ica e nessuno $ai la vedr+# non pi) facil$ente# certo# di (uanto (ualcuno a ia $ai visto una (ualsiasi for$a di ener'ia fisica. *llo stesso proposito# Qil"el$ Reic"# pur avendo scelto di se'uire una via diversa da (uella dell?ortodossia freudiana# cosI si espri$e: :reud diceva: non possia$o co'liere diretta$ente la pulsione. >iA c"e provia$o sono soltanto i derivati della pulsione: i$$a'ini e affetti sessuali -U. Eo interpretai :reud nel $odo se'uente: perfetta$ente lo'ico c"e la pulsione stessa non puA essere cosciente# poic"B ciA c"e ci 'overna e do$ina. Hoi sia$o il suo o''etto. Reic" dun(ue# co$e Trenner# esclude cate'orica$ente o'ni possi ilit+ di accedere diretta$ente e cosciente$ente alla li ido. Una tale posi!ione# nonostante l?i$posta!ione assai diversa# stata presa# nella sua sostan!a# anc"e da Nun' -la li ido co$e ener'ia psic"ica o vitale.. ,ccoci dun(ue di fronte a (uella for!a in sB tipica del cosiddetto realis$o $etafisico. * en riflettere# presto ci si accor'e infatti c"e se tale for!a o ener'ia non viene asse'nata# da una parte# al $ondo della perce!ione# in (uanto si sostiene 0 co$e a ia$o appena visto 0 c"e in (uesto possono co'liersi esclusiva$ente i suoi effetti o derivati# non viene neppure asse'nata# dall?altra# a (uello del pensiero# in (uanto si i$$a'ina la sua realt+ analo'a a (uella de'li o''etti dei sensi e si d+ (uindi per scontato c"e essa sia di (ualit+ diversa da (uella del pensiero c"e l?intuisce e la pone. ,ppure# a en vedere# vi (ualcosa di indu ia$ente strano nel fatto c"e a nessuno di (uesti sia $ai venuto in $ente di prendere in considera!ione# oltre (uella sessuale -:reud. e (uella affettiva -Nun'.# la $anifesta!ione pensante della li ido. Di certo vero c"e anc"e il pensiero ordinario non # se$$ai# c"e un ulteriore derivato della li ido: soltanto c"e# rispetto a'li altri# esso presenta il sin'olare vanta''io di poter pensare e osservare sB stesso sen!a dover# per (uesto# uscire fuori di sB. Una cosa infatti il pensiero c"e pensa i $oti affettivi o 'li i$pulsi sessuali# altra il pensiero c"e pensa il pensiero stesso. )erdonate quest-autocitazione! ma spero possa servire a c"iarire come l-energia c"e si manifesta quale volere 0o quale istinto4 nella sfera incosciente! e quale 145

sentire in quella subcosciente! sia essenzialmente la stessa c"e si manifesta quale pensare nella sfera cosciente. La diversit di queste sue espressioni dipende unicamente dal fatto c"e il volere e il sentire la manifestano! sebbene con varia intensit! in modo diretto e incosciente! mentre il pensare la manifesta in modo indiretto 0riflesso4 e cosciente. <on appena ci si riesca a elevare con la coscienza dall-abituale esperienza indiretta del pensiero a quella diretta 0a quella del pensiero 6libero dai sensi! 6vivente o 6predialettico4! ci si accorge infatti c"e il volere c"e muove nella sfera cosciente i pensieri non : affatto diverso da quello c"e nella sfera incosciente viene invece modellato o informato dal pensare. ;"iunque sia incapace di scoprire il volere nel pensare! sar perci? incapace di scoprire il pensare nel volere e di realizzare! quindi! c"e sono entrambi espressione di una stessa e sola idea 0sul piano umano! dell-Bo4. 1duard von &artmann! ad esempio! coglie la volont e coglie l-idea! ma non sa cogliere la volont nell-idea 0il volere nel pensare4 nH l-idea nella volont 0il pensare nel volere4J Sc"open"auer coglie invece la volont! ma! cogliendola - come egli stesso dice - quale forza 6nuda e del tutto priva di conoscenza! mostra di non saper cogliere l-idea nella volont 0il pensare nel volere4. <ella forma dei minerali! nella vita dei vegetali! nel comportamento degli animali e degli uomini! egli vede infatti 0a ragione4 le manifestazioni della volont! ma! nelle leggi c"e regolano tale forma! tale vita e tale comportamento! non vede invece 0a torto4 le manifestazioni del pensiero. Bl medesimo movimento c"e &egel aveva attribuito al pensiero! Sc"open"auer lo attribuisce dunque alla volont e 2arO invece alla materia. Guest-ultimo distingue infatti il materialismo 6dialettico da quello 6meccanicistico poic"H il primo - a differenza del secondo - considererebbe la materia in movimento o in divenire 0da qui! appunto! la concezione materialistica della storia4. ben vedere! una siffatta considerazione della 6materia in movimento : per? una considerazione del 6mosso 0della materia4! non del 6movimento. nc"e in questo caso! come in quello del realismo metafisico! la natura dell-energia o della forza viene dunque immaginata analoga a quella - come dice Steiner - 6degli oggetti dei sensi= ovvero! la natura o la qualit del 6divenire viene immaginata analoga a quella del 6divenuto. Gornando a noi# nessuno se$ ra (uindi conoscere l?esperien!a del $ovi$ento -della for!a o dell?ener'ia. co$e esperien!a di una realt+ eVtrasensi ile -o sovrasensi ile.. Quando osservia$o ad ese$pio una pianta c"e di 'iorno in 'iorno cresce e si sviluppa# sia$o in 'rado# sI# di co'liere# $ediante i sensi e in $odo diretto# 'li effetti prodotti nello spa!io da una for!a di vita -eterica.# $a non sia$o in 'rado# $ediante i sensi e in $odo diretto# di co'liere la for!a di vita stessa. Gale for!a si svol'e ininterrotta$ente nel te$po -rivestendo ora la (ualit+ solare del nascere# ora (uella lunare del perire.# $a l?intelletto vincolato ai sensi 0 co$e a ia$o avuto 'i+ occasione di dire 0 (uel c"e sa del te$po lo sa solo indiretta$ente e per $e!!o dello spa!io. *nc"e se non puA essere percepito attraverso i sensi# tale $ovi$ento puA essere perA pensato. ;a puA un pensiero statico pensare davvero il $ovi$entoJ Ho# in (uanto il vero pensiero del movimento altro non : c"e il vero movimento del pensiero . Hon se ne puA perciA avere diretta coscien!a ed esperien!a se non attraverso l?eserci!io della concentra!ione e della $edita!ione: se non attraverso# cio# un? attivit o una pratica spirituale. )ensate c"e! nella sua celebre utobiografia di uno [og"i! [ogananda racconta di aver incontrato un giorno un asceta in grado! col pensiero! di esercitare un-azione sul mondo vegetale. lla luce di quanto abbiamo appena detto! un fenomeno del genere possiamo cominciare a capirlo. <on : comunque da tutti arrivare a sviluppare il volere 0incosciente4 c"e vive nel pensiero umano tanto da riuscire a influire! per suo mezzo! sul pensiero 0incosciente4 c"e vive nel volere della natura. La natura 0 dice Sc"ellin' 0 lo spirito invisi ileD lo spirito la natura visi ile. Hell?uo$o diviene infatti cosciente (uello c"e nella natura incosciente. *ttraverso l?uo$o# la natura stessa prende (uindi coscien!a di sB# a'isce su di sB e si trasfor$a. El potere riscontrato da Xo'ananda in (uell?asceta dun(ue un potere eVtra0ordinario# $a non inco$prensi ile o 0 co$e si suol dire 0 146

$iracoloso. :atto sta c"e i diversi 'radi o livelli di coscien!a sono anc"e dei 'radi o livelli di poten!a. /ur a'endo al pi) asso di tali 'radi o livelli# l?intelletto e l?e'o non costituiscono forse dei poteriJ , dei poteri c"e# avendo esaurito il loro co$pito evolutivo# tendono or$ai a esercitare# in specie sulla natura# un?a!ione devastante o distruttivaJ

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;ontinua il settimo capitolo 8.N incontro - E marzo .+++


Stasera# pri$a di riprendere la lettura# vorrei proporvi di osservare un piccolo sc"e$a. >i sia$o 'i+ $isurati col realis$o in'enuo e con l?idealis$o critico# e ci stia$o ora ci$entando con il realis$o trascendentale di ,duard von &art$ann c"e Steiner definisce 0 co$e a ia$o visto 0 $etafisico. Sperando c"e possa esserci di aiuto# consideria$o dun(ue il se'uente sc"e$a: Eo >orpo astrale ,ssere -Spirito. ,ssen!a -Qualit+. ,ntit+ ;anifesta!ione

0000000000000000000000000000000000 So'lia 000000000000000000000000000000 >orpo eterico >orpo fisico Ge$po Spa!io ,ffetto operante Opera co$piuta

;ome potete vedere! sia il realismo 6ingenuo c"e quello 6metafisico si trovano al di qua della soglia c"e divide la sfera inferiore dell-esistere da quella superiore dell-essere. Bl primo : infatti un realismo dello 6spazio 0o della materia4! mentre il secondo vorrebbe essere un realismo del 6tempo 0o dell-energia4. )otremmo anc"e dire! volendo! c"e il primo : il realismo del 6divenuto! della 6quiete e dell-6intelletto! mentre il secondo vorrebbe essere il realismo del 6divenire! del 6movimento e della 6volont. En o'ni caso# de'li ele$enti c"e co$paiono nella parte assa dello sc"e$a 0 il corpo fisico# lo spa!io e l?opera co$piuta -dell?,ntit+ divino0spirituale. 0 co$petente la coscien!a intellettuale: coscien!a c"e 0 co$e or$ai sappia$o 0 utili!!a (uale $edia!ione l?apparato neurosensoriale e# in particolare# la neocorteccia. Se (uesto ci c"iaro# allora ci sar+ c"iaro anc"e l?errore del realis$o $etafisico. ,sso consiste infatti nel tentativo -pro$eteico. di accedere con l?intelletto# e (uindi con un tipo di pensiero e$inente$ente statico# a (uella realt+ dina$ica del corpo eterico# del te$po e dell?effetto operante -dell?,ntit+ divino0spirituale. della (uale dovre e essere invece co$petente la coscien!a i$$a'inativa. Lo stesso realis$o $etafisico# d?altro canto# pur non avendo coscien!a dell?erroneit+ o della inanit+ di un si$ile tentativo# $ette le $ani avanti dic"iarando c"e alla realt+ di cui si detto non si potr+ $ai avere accesso diretto. >onoscete le cosiddette fi'ure sonore del fisico tedesco ,rnst :riedric" >"ladni -184601358.J Si tratta di fi'ure o di for$e create dal suono in una polvere distesa su una la$ina elastica c"e variano 0 co$e >"ladni riuscI a di$ostrare 0 al variare dell?alte!!a del suono stesso. , ene# i$$a'inate allora c"e un sordo# vedendo (uelle fi'ure ed essendo all?oscuro della natura del feno$eno# si $etta in testa di scoprire (uale sia la for!a c"e le 'enera. >ostui potr+ contare sulla vista per percepire e pensare le fi'ure -cio 'li effetti o le $anifesta!ioni di tale for!a.# $a non potr+ contare sull?udito per percepire il suono -cio la for!a in sB.D non lo potr+ percepire# $a lo potr+ pensare. =i+# $a ve l?i$$a'inate cosa vuol dire pensare il suono sen!a averlo $ai percepitoJ , se vero 0 co$e a ia$o 148

$ostrato a suo te$po 0 c"e la rappresenta!ione nasce dall?unione della perce!ione col concetto# un sordo a (uali $ai perce!ioni unir+ allora il concetto di suono# per cercare co$un(ue di rappresentarseloJ /roprio (uesta# perA# la condi!ione in cui si trova il realista $etafisico# e la ra'ione per la (uale 0 in $odo analo'o a (uanto fa la volpe con l?uva 0 'iudica inconosci ile la for!a in sB. ;i? spiega! peraltro! il perc"H l-intelletto faccia scienza fintantoc": rimane nell-ambito delle proprie capacit e competenze! e faccia invece metafisica allorc"H pi5 o meno inconsciamente le travalica per darsi all-intellettualismo o allo scientismo. Dice Steiner: *l di fuori di (uel $ondo# per la cui for$a di esisten!a esso "a un $e!!o di conoscen!a nella perce!ione# il realis$o $etafisico "a deciso di a$$ettere un?altra sfera in cui (uesto $e!!o vien $eno# e c"e si puA investi'are solo $ediante il pensare. ;a non puA nello stesso te$po decidersi a riconoscere anc"e la for$a dell?essere c"e il pensare 'li fornisce# il concetto -l?idea.# co$e un fattore c"e sta accanto alla perce!ione in $odo altrettanto 'iustificato -p.175.. Bl realismo metafisico "a dunque ragione nel voler investigare! al di l dell-essere della 6cosa 0del pensato4! l-essere della forza 0del pensare4! ma non riesce! allorc"H si mette a pensarlo! a riconoscerlo come l-essere del pensareJ non volendo assegnare a siffatta forza la realt della percezione! nH potendo assegnarle quella del concetto! non pu? per? 6rappresentarsela! ma solo ipotizzarla! congetturarla o fantasticarla. Dice ancora Steiner: Se si vuole evitare la contraddi!ione di una perce!ione i$percepi ile# iso'na pur confessare c"e i rapporti tra le perce!ioni tras$essici attraverso il pensare non "anno per noi altra for$a d?esisten!a c"e (uella del concetto. Se si scarta dal realis$o $etafisico la parte in'iustificata# il $ondo si presenta allora co$e so$$a di perce!ioni e di rapporti concettuali -ideali. fra le perce!ioni. El realis$o $etafisico si trasfor$a cio in una conce!ione c"e per la perce!ione esi'e il principio della percepi ilit+# e per i rapporti fra le perce!ioni esi'e la pensa ilit+ -p.175.. La forza in sH dunque la si pensa! ma non s-immagina c"e possa avere la natura stessa del pensiero! in quanto l-ordinaria esperienza di quest-ultimo non : quella di una viva forza! bens7 di una vuota forma o di una piatta e inerte 0riflessa4 realt. M unicamente per questo! in effetti! c"e! pensando alla forza! non ci viene in mente c"e possa trattarsi della forza stessa del pensiero e veniamo perci? indotti a immaginare c"e la sua natura sia altra da quella del pensiero con cui la pensiamo. 2a proprio questo : il punto. Se : vero! infatti! c"e la natura della forza : altra da quella del pensiero ordinario 0c"-: solo forma4! non meno : vero! per?! c"e non : altra da quella di un pensiero d-altra natura 0c"-: insieme forma e forza4J non si tratta quindi di una misteriosa 6terza realt 0rispetto alla percezione e al pensiero4 o di una ancor pi5 improponibile - come dice Steiner 6percezione impercepibile. 6)er il realismo primitivo - continua quest-ultimo - il mondo reale : una somma di oggetti di percezioneJ il realismo metafisico attribuisce realt! oltre c"e alle percezioni! anc"e alle forze impercepibiliJ il monismo sostituisce a queste forze i nessi ideali c"e esso conquista per mezzo del suo pensare. >ali nessi sono le leggi della natura. Una legge naturale non : altro c"e l-espressione concettuale della connessione tra determinate percezioni 0p..,A4. ;ome si vede! siamo qui c"iamati a fare un passo avanti. Una cosa sono infatti gli elementi della natura 0quelli compresi! ad esempio! nella 6tavola periodica di 2endHleXev4! altra le sue forze! e altra ancora le sue leggi. (ve volessimo riferirci al nostro precedente sc"ema! dovremmo porre gli elementi sul piano del corpo fisico! dello spazio e dell-opera compiuta! le forze sul piano del corpo eterico! del tempo e dell-effetto operante! e le leggi sul piano 0giacente al di l della soglia4 del corpo astrale! dell-essenza 0o qualit4 e della manifestazione 0dell-1ntit divino-spirituale4. #al punto di vista conoscitivo! il primo di questi tre piani : quello 6solido del pensato o della rappresentazioneJ il secondo quello 6liquido del pensareJ e il terzo quello 6aeriforme o 6gassoso del concetto. 149

/rendete# ad ese$pio# un orolo'io $eccanico. Una cosa sono i pe!!i c"e lo co$pon'ono# altra la carica c"e 'li necessita per fun!ionare# altra ancora la $odalit+ del suo fun!iona$ento. /ur avendo tutti i pe!!i previsti e la carica necessaria# un orolo'io puA infatti andare 0 co$e si sa 0 avanti o indietro e non assolvere cosI la propria fun!ione. La $odalit+ del suo fun!iona$ento dun(ue la sua le''e. ;a nella $odalit+ del suo fun!iona$ento altro non si espri$e c"e il pensiero di c"i lo "a ideato o pro'ettato. #ietro la realt qualitativa della legge! c-: dunque quella del concetto o dell-idea. M tale insieme 0@estalt4! infatti! a servirsi della mediazione della forza per mettere e mantenere gli elementi c"e lo compongono in una specifica relazione reciproca. ;onsiderate! per fare ancora un esempio! la parola R(2 . ;ome si vede! : composta da quattro lettere. 2a anc"e le parole 2(R! (R2 ! R 2(! 2(R ! R2( e (2 R sono composte dalle stesse quattro lettere. ;os-: dunque c"e rende diverse tali paroleI M evidente= la diversa relazione in cui le medesime lettere si trovano tra loro. #obbiamo ammettere c"e qui si pu? quasi toccare con mano c"e : il concetto o l-idea 0il significato4! attraverso un-attivit mediatrice 0ad esempio! il parlare o lo scrivere4! a giostrare il rapporto tra gli elementi 0le lettere4 e a realizzare cos7 quel 6composto o quell-insieme c"e noi indic"iamo poi quale 6oggetto o 6cosa 0o! nel caso specifico! 6parola4. ;ollegare in tal modo gli elementi equivale per? ad armonizzali. M nel concetto o nell-idea! quale insieme! c"-: dunque riposto il segreto dell-armonia 0di quella in specie espressa dagli organismi viventi4. Sul piano psicologico! le 6leggi si presentano invece come 6modelli di comportamento. )er %ung! gli 6arc"etipi sono infatti delle entit o delle forze 0di natura sconosciuta4 in grado di conferire o imporre inconsciamente al nostro comportamento la loro forma o legge. Un uomo! nel cui inconscio sia iperattivo l-arc"etipo del )uer! si comporter quasi sempre in modo opposto a quello di un uomo nel cui inconscio sia iperattivo l-arc"etipo del SeneO. Bl )uer e il SeneO! infatti! non sono solo delle 6immagini arc"etipic"e! ma anc"e delle 6forze c"e sono insieme 6forme! o delle 6forme c"e sono insieme 6forze= insomma! delle norme o delle leggi c"e "anno il potere 0come avviene appunto nel mondo animale4 di determinare il comportamento. K (uesta# co$un(ue# (uella sfera (ualitativa nella (uale vivono le essen!e e dalla (uale l?Eo -in (ualit+ di essere# di spirito o di ,ntit+ divino0spirituale. deve rendersi indipendente# se non vuole rinunciare alla li ert+. )ensate alle note musicali. Un do : e sar sempre un do! cos7 come un re non potr mai essere un mi! un mi un sol! e cos7 via. (gni nota "a infatti la propria 6legge o! per meglio dire! : la propria 6legge 0o qualit4. 1bbene! cosa fa il compositoreI Si lamenta forse del fatto c"e la necessit di tali leggi gli impedisca di creareI <o di certo. Un vero creatore 0un Bo4 opera infatti al di l del piano delle leggi e! proprio per questo! : in grado di comporle e armonizzarle liberamente in sintesi sempre nuove 0non sarebbe male meditare! in questa c"iave! quel passo del Cangelo di 2atteo in cui il ;risto dice= 6<on pensate c"e io sia venuto ad abolire la Legge o i )rofetiJ non son venuto per abolire! ma per dare compimento4. ;a tornia$o a noi. Ganto per il realis$o in'enuo (uanto per (uello $etafisico 0 dice Steiner 0 ciA c"e si trova al di fuori del so''etto un (ualcosa di assoluto# di finito in sB# e il contenuto del so''etto ne un?i$$a'ine c"e sta co$pleta$ente al di fuori di (uell?assoluto. /er il $onis$o# invece# l?o''etto non un assoluto# $a soltanto un relativo# in rapporto al deter$inato so''etto. /er esso# infatti# la perce!ione deter$inata dal so''ettoD $a conte$poranea$ente il so''etto "a# nel pensare# il $e!!o per annullare la deter$inate!!a da lui stesso provocata -pp.179 e 174.. Bn effetti! il mondo cosiddetto 6finito : tale solo in rapporto all-esperienza percettiva. L-uomo si situa per? al centro! tra il mondo 6finito 0quello del corpo4 e il mondo 6infinito 0quello dello spirito4! e pu? superare! nell-anima! ci? c"e : 6limitato 0singolare4 grazie a ci? c"e : 6illimitato 0universale4. Guelli c"e vengono considerati 6limiti della conoscenza sono quindi solo quei limiti della percezione c"e! in virt5 del pensiero! vengono costantemente superati. 150

)ermettetemi di ricordare! ancora una volta! c"e stiamo qui esaminando la conoscenza o cognizione sensibile= ovvero! l-attivit c"e svolgiamo! con maggiore o minore naturalezza! durante il nostro quotidiano stato di veglia. Gutte le volte in cui# indicando de'li o''etti# affer$ia$o# ad ese$pio# c"e (uello un ar$adio# (uell?altro un divano e (uell?altro ancora un letto# $ostria$o di saper conoscere o ri0conoscere le cose# $a non sappia$o co$e ciA avven'a. Hel $o$ento stesso in cui co$incia$o a prendere coscien!a del $odo in cui fun!iona la coscien!a naturale# (uesta co$incia a farsi perA spirituale. La coscien!a spirituale non infatti c"e la coscien!a della realt+ e dell?attivit+ di (ue'li ele$enti eVtrasensi ili c"e# operando di nor$a a nostra insaputa# ci consentono di conoscere o ri0conoscere il sensi ile. * ia$o visto c"e# per conoscere o ri0conoscere il sensi ile# occorre farsene una rappresenta!ione. ;a a ia$o anc"e visto c"e# per poter avere nella coscien!a una rappresenta!ione# devono intervenire -se ene in $odo inavvertito. il percetto# il concetto# il 'iudi!io e l?i$$a'ina!ione. , ene# cosa sono o# per $e'lio dire# c"i sono (uest?ulti$iJ Hon si puA rispondere a un interro'ativo del 'enere se pri$a non si ritrova 0 per cosI dire 0 un po? di uon senso 'noseolo'ico: (uel uon senso di cui era dotato ad ese$pio =oet"e# e del (uale erano assai $eno dotati# invece# Fant# Sc"open"auer ed ,duard von &art$ann. Se il $ondo fosse solo una nostra rappresenta!ione# e (uindi 0 co$e sosten'ono tutti e tre 0 una fata ;or'ana# non potre e infatti $ai darsi un?autentica co$unica!ione# co$prensione o co$unione. Hon disponendo di un co$une terreno sul (uale potersi incontrare# o'nuno dovre e pascersi se$pre e soltanto di sB stesso. :atto si c"e proprio la convin!ione c"e il $ondo sia solo una nostra rappresenta!ione# altro non -e# dal loro punto di vista# altro non potre e essere. c"e una loro rappresenta!ione. Una rappresenta!ione errata# perA# e# in (uanto tale# corruttrice del sano sentire e del sano volere. Dice infatti il >risto: Hon c? nulla fuori dell?uo$o c"e# entrando in lui# possa conta$inarloD sono infatti le cose c"e escono dall?uo$o a conta$inarlo. , ene# non a ia$o appunto visto c"e sono il percetto e il concetto a entrare -in (uanto o''ettivi. nell?uo$o# e c"e sono invece l?i$$a'ine percettiva e la rappresenta!ione -in (uanto so''ettive. a uscire da luiJ >o$e l?i$$a'ine percettiva puA essere dun(ue alterata da un difetto del corpo -$a'ari da un distur o dell?udito o della vista.# cosI la rappresenta!ione puA essere alterata da un difetto dell?ani$a. En (uesto caso# l?attivit+ del 'iudicare viene pervertita o invertita dalla psic"e e# al posto dell?anima cosciente -(uella 'oet"iana.# s?insediano allora# rispettiva$ente# l?anima subcosciente -(uella so'nante dei criticisti e dei realisti $etafisici. e l?anima incosciente -(uella dor$iente dei realisti in'enui o dei $aterialisti.. En entra$ i i casi# ci si viene co$un(ue a trovare di fronte a un pensiero c"e si co$piace o $ena vanto di non poter pensare nB l?essere della realt+ nB (uello di sB stesso. ;a se 'uardia$o or$ai con le'itti$o sospetto a o'ni for$a di volont+ di poten!a# perc"B non dovre$$o allora 'uardare con altrettanto sospetto a o'ni for$a di volont+ d?i$poten!aJ

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;ontinua il settimo capitolo 88N incontro - .. marzo .+++ Riprendia$o la nostra riflessione sul realis$o $etafisico. Dal fatto c"e 'li uo$ini 0 dice Steiner 0 si trovano pratica$ente d?accordo l?uno con l?altro# il realista $etafisico crede di poter dedurre la so$i'lian!a fra le loro i$$a'ini so''ettive del $ondo: e dalla so$i'lian!a fra tali i$$a'ini del $ondo crede di poter ulterior$ente dedurre l?u'ua'lian!a de'li spiriti individuali c"e stanno alla ase dei sin'oli so''etti u$ani della perce!ione# o de'li io in sB su cui si fondano tali so''etti. Questa conclusione dun(ue di (uelle c"e ricavano da una so$$a di effetti il carattere delle cause c"e stanno alla loro ase. *$$ette cio c"e da un nu$ero sufficiente$ente 'rande di casi si possa conoscere lo stato delle cose# in $odo da sapere co$e le cause cosI esco'itate si co$porteranno in altri casi. Una si$ile conclusione del tipo c"e si c"ia$a induttivo -p.174.. L-edizione 0 ntroposofica4 de La filosofia della libert c"e stiamo seguendo 0la quarta italiana4 : stata curata da #ante Cigevani e pubblicata nel .+33. La parte iniziale di questo stesso passo! nella traduzione di Ugo >ommasini e nell-edizione 0Laterza4 del .+.+! suona invece cos7= 6Bl realista metafisico crede di poter ricavare la somiglianza fra le immagini soggettive dei vari uomini! dal fatto c"-essi praticamente si trovan d-accordoJ e dalla somiglianza fra tali immagini crede di poter ulteriormente ricavare l-uguaglianza degli spiriti individuali o degli 6Bo in sH! c"e stanno alla base dei singoli soggetti umani della percezione 0p..,Q4. ;ome vedete! laddove : stato usato! nella prima traduzione! il verbo 6dedurre! : stato usato! nella seconda! il verbo 6ricavare. nc"e se il secondo : meno equivoco del primo! c-: comunque da rilevare c"e ambedue mal si prestano a dare - come vorrebbe Steiner - l-idea di un processo di tipo 6induttivo. <el riflettere su questo passo! sar pertanto opportuno sostituire 6dedurre e 6ricavare con 6indurre o 6inferire. L-induzione : infatti l-opposto della deduzione. 152

Secondo ristotele! si "a un-induzione allorc"H si risale dall-individuale all-universale! mentre si "a una deduzione allorc"H si discende dall-universale all-individuale. 2a ancor pi5 interessante : c"e questi due procedimenti - sempre secondo ristotele - non "anno un uguale valore conoscitivo. l procedimento deduttivo viene infatti riconosciuto un valore 6scientifico o 6dimostrativo! mentre a quello induttivo! in ragione del fatto c"e l-induzione non riveste mai quel carattere di necessit c"e : proprio di ogni vera conoscenza! viene riconosciuto un valore 6pratico! 6strumentale o 6utilitaristico. Sin dall-inizio 0della riflessione logica4! le conclusioni cui : possibile giungere in virt5 del procedimento induttivo sono apparse dunque 6incerte o - come dice &egel - 6problematic"e. )roprio &egel sostiene! ad esempio! c"e il sillogismo induttivo : il sillogismo dell-esperienza= cio: quello strettamente correlato alla percezione sensibile. /rovia$o dun(ue a osservare il $odo in cui a$ edue si dipanano per 'iun'ere alle loro rispettive conclusioni. >o$incia$o con il sillo'isno deduttivo# riportandone un classico ese$pio: 1. tutti 'li uo$ini sono ani$ali 5. tutti 'li ani$ali sono $ortali <. tutti 'li uo$ini sono $ortali -pre$essa $a''iore.D -pre$essa $inore.D -conclusione..

(ve ponessimo! sc"ematizzando! al posto di 6uomini ! al posto di 6animali P! al posto di 6mortali ;! e sostituissimo alla copula il segno ^! avremmo allora= se ^ P! e se P ^ ;! allora ^ ;. ;ome vedete! quest-ultima : una conclusione logicamente necessaria. /er osservare il sillo'is$o induttivo# do (uesto: .4 l-automobile V "a un motore #ieselJ 84 l-automobile V : affidabileJ A4 le automobili c"e "anno un motore #iesel sono affida ili. ;ome si vede! abbiamo qui a c"e fare non pi5 con tre! ma con quattro elementi= ossia! sc"ematizzando! con 0l-automobile V4! con P 0il motore #iesel4! con ; 0l-affidabilit4 e con # 0le automobili4. )er questo! avremo allora= se ^ P! e se ^ ;! allora # ^ ;. Bn questo caso! dunque! non solo il cosiddetto 6termine medio 0la premessa minore4 non : affatto tale! ma nella conclusione appare # invece di . 1 c"e differenza c-: tra # e I ;"e # : il plurale di = null-altro! ossia! c"e il risultato di una generalizzazione 0le automobili4 del singolo dato d-esperienza 0l-automobile V4. 2a quale garanzia abbiamo c"e! risultando l-automobile V affidabile! risultino affidabili tutte quelle con lo stesso tipo di motoreI ;olui c"e segue il procedimento 6induttivo non va dunque dall-individuale all-universale! bens7 va dall-individuale 0o dal molteplice4 al generale= ovvero! : convinto - come dice Steiner - 6c"e da un numero sufficientemente grande di casi si possa conoscere lo stato delle cose! in modo da sapere come le cause escogitate si comporteranno in altri casi. Le conclusioni cui approda il sillogismo induttivo risultano perci? provvisorie! incerte! o come direbbe )opper - 6fallibili. Quando a ia$o parlato# a suo te$po# del $oto pendolare con il (uale l?Eo oscilla li era$ente tra il polo della perce!ione e (uello del concetto# o tra (uello del corpo e (uello dello spirito# a ia$o in realt+ 'i+ parlato di indu!ione e 153 ia$o invece i$provvisarne uno. ;a'ari

dedu!ione. Hella fase in cui l?Eo risale dalla perce!ione al concetto# o dal corpo allo spirito# si "a infatti un $ovi$ento induttivoD nella fase in cui l?Eo discende dal concetto alla perce!ione# o dallo spirito al corpo# si "a invece un $ovi$ento deduttivo. La natura di (uesti due opposti $ovi$enti# pi) c"e lo'ica# dun(ue lo'odina$ica# e frutto diretto dell?or'ani!!a!ione conoscitiva dell?essere u$ano. Aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 Dice Steiner: Speri$entare l?essere del pensare# ossia l?ela ora!ione attiva del $ondo concettuale# (ualcosa di co$pleta$ente differente dallo speri$entare (uello c"e si puA percepire coi sensi. Di (ualun(ue senso l?uo$o possa $ai essere dotato# non potre e avere da esso la realt+ se e'li# pensando# non co$penetrasse di concetti (uanto "a percepito# tras$esso'li da (uel sensoD e (ualsiasi senso# cosI co$penetrato# d+ all?uo$o la realt+ -p.173.. 6Sperimentare l-essere del pensare significa anzitutto sperimentare l-essere dell-attivit giudicante. 1- appunto in virt5 di una 6elaborazione attiva del mondo concettuale c"e prendono infatti forma i giudizi= giudizi c"e poi si mutano in quelle immaginazioni c"e sfociano! per vie diverse! nelle rappresentazioni e nelle immagini percettive. 6Sperimentare non vuol dire per? 6speculare! 6elucubrare o 6spremersi il cervello! bens7 impegnare il pensiero 0e per suo mezzo la volont4 nella pratica interiore. bbiamo gi parlato dell-esercizio della concentrazione. 1bbene! a cos-altro miriamo! con questo esercizio! se non a metterci nella condizione di poter osservare e percepire il pensieroI )raticandolo! possiamo infatti osservare e percepire tanto il pensare attivo in noi quanto noi attivi nel pensare. 2a perc"H "o detto c"e! mediante la concentrazione! miriamo 6a metterci nella condizione di poter osservare il pensieroI )erc"H! passando questo - come dice Steiner - 6comunemente inosservato! vi : bisogno! per poterlo osservare! di adottare o assumere una posizione 6non comune. Cedete! : un po- come se io! vedendo una cosa c"e un altro! dal punto in cui si trova! non riesce a vedere! dicessi= 6Se ti sposti e vieni qui vedrai quello c"e da l7 non ti riesce di vedere. Un simile 6spostamento : decisivo perc"H! in definitiva! o si vede o non si vede. 1 finc"H non si vede si pu? anc"e pensare c"e tutto quello c"e andiamo dicendo non sia c"e una costruzione teorica e astratta! magari solo un po- pi5 logica! conseguente o convincente di tante altre. 6Sperimentare l-essere del pensare! ossia l-elaborazione attiva del mondo concettuale - "a detto inoltre Steiner - : qualcosa di completamente differente dallo sperimentare quello c"e si pu? percepire coi sensi. >ra queste due esperienze! vi : infatti una differenza immediata! netta e facilmente afferrabile= 6quello c"e si pu? percepire coi sensi non : posto da noi! bens7 : imposto a noi. Correi precisare! a questo proposito! c"e tutte le volte in cui "o tentato qui di descrivere! in modo sc"ematico e sommario! i diversi momenti c"e caratterizzano il processo percettivo! mi sono dovuto necessariamente mantenere su un piano generale. Bn realt! gli organi di senso non sono tutti uguali e lo sc"ema generale del processo percettivo dovrebbe essere quindi messo a punto in funzione dello specifico senso c"e si sta considerando. Steiner ci parla infatti di dodici sensi divisi in tre gruppi= i quattro del primo! ossia quelli del tatto! della vita! del movimento e dell-equilibrio 0ma in specie gli ultimi tre4! c-informano! in quanto 6enterocettivi o 6propriocettivi! dello stato del nostro organismoJ i quattro del secondo! ossia quelli dell-olfatto! del gusto! della vista e del calore! ci danno invece notizia del mondo esternoJ i quattro del terzo! ossia quelli dell-udito! del linguaggio! del pensiero e dell-Bo! ci mettono infine in rapporto con l-6interno dell-esterno= ovvero! con l-anima e con lo spirito del mondo e delle cose. Bl senso del tatto 0detto anc"e 6senso cutaneo4! trovandosi 6diffuso alla periferia del nostro organismo! : dunque quello c"e ci permette di sperimentare! in prima istanza! il limite c"e ci separa dal mondo esterno. Guando tocc"iamo le cose! facciamo infatti esperienza di una realt c"e ci 6resiste o ci si 6oppone 0tanto c"e! a nostra insaputa! entra in gioco anc"e il senso dell-equilibrio4. ;i? c"e si 154

verifica con la massima evidenza nel tatto! si verifica per? in tutti gli altri sensi e! in particolare! in quelli dell-olfatto! del gusto! della vista e del calore. scoltate! in proposito! quanto Steiner afferma in ntropologia= 6Guando noi guardiamo gli oggetti! si compie! solo in maniera pi5 sottile! un processo simile a quello c"e avviene quando afferriamo qualc"e cosa. Guando prendiamo in mano un pezzo di gesso! si tratta di un fatto fisico del tutto analogo a quello spirituale c"e si svolge quando scocc"iamo dagli occ"i delle forze eteric"e per afferrare un oggetto per mezzo della vista. Guando ci 6sentiamo osservati! : come se ci sentissimo quindi 6toccati! 6tastati o 6palpati dallo sguardo altrui. Si tratta del sottile 6toccare! 6tastare o 6palpare di una forza di natura volitiva c"e - come dice Steiner - 6scocca dagli occ"i e c"e si perderebbe all-orizzonte se non incontrasse qualcosa c"e ne arresta il movimento. ;i? vuol dire dunque c"e le cose! nell-esperienza percettiva! c-impongono la loro presenza. L-esatto contrario! perci?! di quel c"e accade nell-esperienza pensante! dove i concetti! per essere presenti! devono essere posti da noi. La differenza tra la prima esperienza e la seconda : dunque la stessa c"e c-: tra l-imporre 0del pensare nel volere4 e il porre 0del volere nel pensare4. En (uesto stesso contesto# Steiner parla anc"e di coloro c"e sono convinti c"e i li$iti del $ondo delle perce!ioni u$ane sono deter$inati dai li$iti dei sensi dell?uo$o# e c"e (uesto avre e davanti a sB un $ondo co$pleta$ente diverso# se ai sensi di cui dispone potesse a''iun'erne altri# o se addirittura possedesse dei sensi diversi -p.178.. ;ome si vede! pur di affermare la limitatezza del conoscere umano! quando non ci si appella ai limiti del pensiero! ci si appella allora a quelli della percezione. Si dovrebbe tener conto! tuttavia! c"e se l-uomo avesse pi5 sensi di quanti ne "a 0e ne "a - come abbiamo visto - pi5 di quanti immaginino coloro c"e si danno a fantasie di questo genere4! o avesse dei sensi diversi da quelli c"e "a! il suo conoscere potrebbe guadagnare in estensione! ma non di certo in intensione o in profondit! in quanto il processo conoscitivo si svolgerebbe sempre allo stesso modo. Bl maggior numero 0o la diversa qualit4 dei dati provenienti da un campo percettivo pi5 ampio! esigerebbe infatti di essere comunque integrato! mediante il pensare! dai concetti. l riguardo! vorrei ricordare c"e Steiner afferma! ne L-iniziazione! c"e non vi : persona meno adatta a seguire la via indicata dalla scienza dello spirito di quella sognatrice! visionaria o superstiziosa= di quella! insomma! c"e si compiace! in una forma o nell-altra! delle proprie fantastic"erie. Un compiacimento del genere : infatti frutto dell-amore di sH 06Bnnammorarsi di sH stessi - dice (scar Uilde - : l-inizio di un idillio c"e dura tutta la vita4! e non dell-amore per la realt e per il mondo 0e quindi per il nostro vero Bo4. &o gi ricordato! al riguardo! quel c"e dice la sapienza occulta= 6Le verit sono tante! la realt : una. @uai! dunque! a innamorarsi di una sola verit e non della realt! perc"H la verit di cui ci si innamora! o con cui ci s-identifica! si assolutizzer e tender per ci? stesso a collidere! pi5 o meno violentemente! con le altre. Bmmaginate un vaso c"e! cadendo! vada - come si dice - 6in mille pezzi. (rbene! se il vaso fosse la realt! i suoi 6mille pezzi sarebbero le sue 6mille verit. ;onsiderando c"e l-unitaria realt del mondo viene mandata in 6pezzi dalla percezione! e c"-: appunto da questi pezzi c"e prendiamo le mosse per la conoscenza! dovrebbe esserci c"iaro allora c"e il nostro compito non : quello di raccogliere una o pi5 verit 0uno o pi5 pezzi4 spacciandole per l-intera realt 0per l-intero vaso4! quanto piuttosto quello di raccogliere pazientemente quante pi5 verit : possibile 0quanti pi5 pezzi : possibile4 nella speranza di poter cos7 ricostruire pian piano la realt originaria 0il vaso originario4. ;i? vuol dire quindi c"e si deve avere cura! non solo di raccogliere quante pi5 verit : possibile! ma anc"e di rispettare! nel ricomporle! le loro oggettive e reciproc"e relazioni 0sarebbe bene! in proposito! andarsi a rileggere quanto dice @oet"e in L-esperimento come mediatore fra oggetto e soggetto4. ;"iunque! infatti! approfittando della circostanza c"e il vaso : finito in pezzi! si servisse in parte o 155

in tutto di questi per dar forma a un qualc"e intelligente o brillante parto della propria mente 0ovvero! a una 6invenzione non meno 6prelibata di quella del $igaro rossiniano4! dimostrerebbe! con ci?! di avere pi5 a cuore la propria intelligenza o brillantezza c"e non la realt= dimostrerebbe cio: - per dirla in termini freudiani - di essere in preda alla libido 6narcisistica! e di non aver perci? maturato la libido 6oggettuale. )roprio qui! tuttavia! s-incontrano le maggiori difficolt. La nostra natura personale 0c"e potremmo definire anc"e 6idiota in quanto idios! in greco! sta appunto per 6proprio! 6personale! 6particolare o 6privato4 tende infatti ad appropriarsi delle sole verit c"e le sono congeniali 0e c"e pu? perci? 6avere4 e a farne sfoggio! quasi si trattasse di 6gioielli spirituali e non di 6bigiotteria ideologica. 1- la nostra natura personale a mal digerire altres7 l-idea c"e ci sia del vero in ogni 6ismo 0ad esempio! nell-idealismo! nel materialismo! nel razionalismo! nell-empirismo o nel realismo4! e c"e il problema sia quindi quello di ricomporre le molteplici e parziali verit nell-unit sintetica della realt. L-ego! insomma! mal digerisce l-idea c"e la realt sia l-Bo e c"e l-Bo sia la realt. 1sso pu? pertanto! come @iuda! tradire l-Bo e venderlo per 6trenta denari! oppure! come il Pattista! aprirsi all-Bo e dire= 6Pisogna c"e 1gli cresca! ed io diminuisca. Dice ancora Steiner: El concreto essere dell?uo$o non soltanto deter$inato da (uello c"e e'li# per $e!!o del suo or'anis$o# si pone davanti co$e perce!ione i$$ediata# $a anc"e dal fatto c"e c? dell?altro c"e e'li esclude da tale perce!ione i$$ediata. >o$e per la vita necessario lo stato incosciente di sonno accanto a (uello cosciente di ve'lia# cosI per l?auto0esperien!a dell?uo$o necessario c"e# accanto alla sfera della sua perce!ione sensi ile# si trovi# nel $edesi$o ca$po dal (uale proven'ono le perce!ioni sensi ili# una sfera# assai pi) 'rande dell?altra# di ele$enti non percepi ili sensi il$ente -pp.1720117.. 1bbene! immaginiamo c"e qualcuno dicesse= 6Un uomo c"e dorme non : un 6uomo perc"H! per essere uomini! bisogna vegliareJ 61 se fosse invece potremmo replicare - c"e un uomo dorme proprio in quanto 6uomo! perc"H per essere uomini! bisogna anc"e dormireI. M nell-ambito della morte 0minerale4! del sonno 0vegetale4 e del sogno 0animale4 del mondo naturale c"e l-uomo infatti si ritaglia la propria sfera di esperienza e di coscienza 0di veglia4. 2a c-: di pi5. <ella realt dello spettro elettromagnetico! ad esempio! ci sono! al di qua del cosiddetto 6estremo violetto 0E,, nanometri4! le radiazioni 6ultraviolette 0UC4 e! al di l del cosiddetto 6estremo rosso 0Q9, nanometri4! le radiazioni 6infrarosse 0BR4! ma l-uomo normalmente non le vede! in quanto! dell-intero spettro! i suoi occ"i sono atti a recepire solo quella parte c"e si d loro come luce o colore 0anc"e in campo acustico! vi : un cosiddetto 6spettro udibile c"e va normalmente dai .3 ai .3,,, &ertz4. 2a questo c"e cosa vuol direI Cuol semplicemente dire c"e l-uomo! in tanto : uomo! in quanto esperisce e conosce quella parte di realt c"e gli : stata riservata e destinata. ;ome al di qua e al di l della luce ci sono infatti gli 6ultravioletti e gli 6infrarossi! cos7 al di qua e al di l degli uomini ci sono gli animali e gli ngeli 0o - direbbe <ietzsc"e - le 6bestie e i 6Superuomini4J e come sarebbe un 6delirio di potenza il credere di essere gi ngeli 0o 6Superuomini4! cos7 : un 6delirio d-impotenza il credere - come per lo pi5 avviene oggi - di essere ancora animali 0o 6bestie4.

$isposta a una domanda )er farsi una prima idea dell-evoluzione dell-anima umana! basterebbe considerare le tre grandi figure di ristotele! di >ommaso d- quino e dello stesso Steiner. ristotele 0A/E - A88 a.;.4 s-incarna poco dopo il passaggio dall-anima senziente 0mitologica4 all-anima razionale o affettiva 0filosofica4 e pu? essere indubbiamente considerato il maestro di quest-ultima 06-l maestro - dice appunto #ante - di color c"e sanno4. >eniamo presente c"e! se non fosse per la logica 6dialettica 0o 6speculativa4 di &egel! andremmo avanti! ancor oggi! con quella 6analitica di ristotele. >ommaso d- quino 0.889 - .8QE4 s-incarna invece poco 156

prima del passaggio dall-anima razionale o affettiva all-anima cosciente 0scientifica4! e conduce! in nome dell-Bo! una strenua lotta contro la filosofia araba. 2entre quest-ultima sostiene infatti 0in specie con verro:4 c"e l-anima individuale : 6mortale perc"H si dissolve! dopo la morte! nella spiritualit del cosmo! egli sostiene! di contro! c"e la stessa : 6immortale perc"H conserva! dopo la morte! il proprio carattere individuale. ;on la sua lotta! >ommaso "a dunque preparato l-avvento dell-anima cosciente. Steiner 0./3.-.+894 s-incarna infine in coincidenza del passaggio 0./Q+4 dalla prima fase evolutiva dell-anima cosciente 0scientifico-naturale4 alla seconda 0scientifico-spirituale4! e impegna tutto il suo essere nello sforzo di fornire agli uomini i mezzi conoscitivi c"e servono per affrontare questo passaggio in modo libero e consapevole. Se : stato infatti necessario! un tempo! discendere dall-immaginazione 0dal mito4 al concetto! : viceversa necessario! oggi! risalire dal concetto all-immaginazione 0al SH spirituale4. Riprendiamo comunque la nostra lettura. #ice Steiner= 6(ccorre anc"e considerare c"e l-idea di percezione! quale : svolta in questo libro! non va confusa con quella di percezione sensoria esteriore! c"e della prima costituisce soltanto un caso particolare. @i da quanto precede! ma pi5 ancora da quello c"e verr pi5 oltre sviluppato! si vedr c"e qui si considera percezione tutto ci? c"e viene incontro all-uomo! sensibilmente e spiritualmente 0L4 ;"i parla di percezione soltanto nel senso di percezione sensoria non arriva a formarsi neppure su questa percezione sensoria un concetto utilizzabile per la conoscenza 0p...,4. Bn effetti! quando si parla di 6percezione si allude quasi sempre alla percezione 6sensibile= ossia a quella c"e si realizza mediante gli organi di senso fisici. ;ome abbiamo visto a suo tempo! l-atto percettivo! quale atto dell-Bo! : per? indipendente da tali organi. L-Bo li utilizza quando vuole farsi incontro a ci? c"e si manifesta fisicamente! ma non quando vuole farsi incontro a ci? c"e si manifesta animicamente 0come avviene per esempio nei sogni4. <onostante l-Bo sia l-artefice tanto dell-atto percettivo c"e di quello pensante! quest-ultimo non viene tuttavia sperimentato normalmente come un 6atto 0nH tantomeno come un atto dell-Bo4! perc"H! a causa della mediazione cerebrale! se ne "a solo una coscienza riflessa o indiretta. Una cosa : infatti l-atto! altra la coscienza dell-attoJ e l-odierna natura della coscienza : talmente diversa da quella dell-atto! da produrne pi5 una 6incoscienza c"e una 6coscienza. Se : vero! d-altro canto! c"e 6il simile conosce il simile! : vero allora c"e una coscienza statica o passiva non potr mai fare diretta esperienza dell-atto del pensare. riprova di ci?! la coscienza 6immaginativa nell-accezione di Steiner - in tanto : in grado di svelarci la natura vivente dell-atto in quanto : essa stessa vivente! e quindi atto. )ensate ad esempio alla pioggia= quella reale 6cade! mentre quella dipinta o fotografata : ferma. llo stesso modo! il pensare nella realt si muove o si svolge! mentre nella rappresentazione : fermo. )er farne diretta esperienza! occorre dunque superare o trascendere la sfera di quella coscienza rappresentativa c"e! oltre a saperlo soltanto 6fotografare! si : andata pure convincendo c"e il 6fotografo non sia l-Bo! bens7 il cervello o! per essere pi5 precisi! c"e la 6fotografia 0la rappresentazione4 sia scattata da una 6macc"ina fotografica 0da un cervello4 c"e : anc"e un 6fotografo 0un Bo4. )roiettato inconsciamente sul cervello! l-atto pensante del soggetto viene quindi a trasformarsi in un atto dell-oggetto. 2a anc"e l-atto percettivo del soggetto viene proiettato inconsciamente sullo stimolo e attribuito all-oggetto dal quale proviene 0in questo #izionario di psicologia! lo 6stimolo viene detto infatti un quid c"e 6deve essere caratterizzato! o quanto meno essere caratterizzabile in linea di principio! in termini fisici4. (rbene! ditemi voi a cosa dovrebbe servire l-essere umano! se l-atto conoscitivo riguardasse davvero gli oggetti e non i soggetti. #a una parte ci vengono infatti presentate delle cose c"e 6sfruculierebbero il cervello! da un-altra la cosacervello c"e reagirebbe da par suo a tale 6sfruculiamento e! da un-altra ancora! l-essere umano c"e! alla stessa stregua di un vo'eur! non farebbe c"e assistere allo spettacolo. 157

Cedete! al tempo in cui le discussioni sul 6darKinismo erano molto accese! pare c"e un pensatore russo - del quale non ricordo purtroppo il nome - abbia detto= 6L-uomo discende dalla scimmia! ergo amiamoci gli uni con gli altriT. 1bbene! se mi concedete la parafrasi! vorrei dire anc"-io! in rapporto ai problemi di cui ci stiamo occupando= 6L-uomo : un vo'eur! ergo amiamoci gli uni con gli altriT. ;"e : come dire= affrettiamoci dunque a ricavare! da un siffatto presupposto noetico! un-indicazione o una direttiva etica. >uttavia! come 6c"i semina vento - secondo quanto insegna il proverbio - raccoglie tempesta! cos7 c"i semina sul piano noetico la 6menzogna! raccoglie su quello etico il 6male. <on c-: quindi da illudersi c"e le cose possano volgere al meglio finc": gli uomini non troveranno il coraggio di ri-pensare i pensieri c"e oggi li ammorbano e di ri-considerare in modo realmente nuovo tanto sH stessi c"e il mondo. Ove studiassi$o# tornando a noi# La logica contro l-uomo di Scali'ero# presto ci accor'ere$$o c"e tanto l?atto pensante c"e (uello percettivo# in (uanto atti dell?Eo# sono# all?ori'ine# una stessa cosa. * un deter$inato livello# si scopre infatti c"e il pensare : percepire e c"e il percepire : pensare o @ in altri ter$ini 0 c"e il volere c"e nel pensare lo stesso volere in cui il pensare e c"e il pensare c"e nel volere lo stesso pensare in cui il volere: si scopre# inso$$a# c"e il pensare e il volere -$a anc"e il sentire. non sono# essen!ial$ente# c"e atti dell?Eo. /otre$$o perfino dire# in (uesta luce# c"e# sul piano ordinario# il percepire il pensare vivo# $entre il pensare il percepire $orto. K sufficiente portarsi al pri$o dei 'radi superiori di coscien!a -(uello i$$a'inativo. per co$inciare dun(ue a speri$entare l? autocoscienza come autopercezione e l?autopercezione come autocoscienza. $isposta a una domanda (ccorre distinguere l-essere dall-essenza. Bl pensare si d per?! abitualmente! come un non-essere. Guando diciamo 6astrazione o 6riflesso! diciamo infatti 6parvenza o 6non-essere 0la parvenza dice appunto &egel - non : c"e l-essere del non-essere4. 2ai sarebbe d-altronde nato il nominalismo se il pensiero umano non fosse a un certo punto passato dall-originario essere al moderno non-essere. Bl problema non riguarda quindi il pensiero cosmico! bens7 la coscienza umana di tale pensiero o! pi5 semplicemente! il pensiero umano. La coscienza attuale! avendo solo esperienza indiretta dell-essere del pensiero! ma non sapendola tale! crede infatti c"e l-essere del pensiero sia appunto quello c"e conosce= ossia! un non-essere. ;os-altro fare! dunque! se non trasformare tale coscienzaI 1 come trasformarla! se non esercitando in modo adeguato il pensare! il sentire e il volere! ma in primo luogo il pensare e il sentireI Si tenga comunque presente 0mi preme sottolinearlo4 c"e tale trasformazione comincia gi con lo studio della scienza dello spirito. Lasciatemi dunque concludere questo nostro incontro leggendo ci? c"e afferma in proposito Steiner ne Lo sviluppo occulto dell-uomo nelle sue quattro parti costitutive e ne Le entit spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura. <el primo! dice= 6<on soltanto per l-esoterista vero e proprio! ma anc"e per c"i vuole accogliere pensieri antroposofici nelle sue forze animic"e! sar importante venire a sapere qualcosa sui mutamenti c"e l-intera entit umana sperimenta! sia c"e l-uomo esegua esercizi come quelli indicati nel mio scritto L-iniziazione! oppure come sono brevemente riassunti nella seconda parte della mia Scienza occulta! sia anc"e perc"H semplicemente! ma con il cuore e l-anima! si apprendono pensieri antroposofici. L-antroposofia coltivata esotericamente o eOotericamente e con seriet! determina nella realt certi mutamenti. 2ediante l-antroposofia 0lo si pu? affermare con coraggio4 si diventa diversi! si trasforma la propria intera struttura umana. , nel secondo a''iun'e: Hon si puA affer$are se$plice$ente c"e ac(uisti un rapporto col $ondo spirituale solo c"i a ia percorso la via di uno sviluppo esoterico. L?esoteris$o non co$incia sola$ente con lo sviluppo occulto. Dal $o$ento in cui si partecipa a uno studio scientifico0spirituale# partecipando con tutto il cuore e col senti$ento a'li inse'na$enti della scien!a dello spirito# 'i+ "a ini!io l?esoteris$o: la nostra ani$a co$incia a trasfor$arsiU. 158

Otta1o capitolo
8AN incontro - ./ marzo .+++ >o$incere$o stasera ad affrontare la seconda parte del li ro# dedicata al pro le$a etico e intitolata La realt della libert . * ia$o visto# all?ini!io del nostro lavoro# c"e le due parti in cui si divide La filosofia della libert potre ero essere anc"e intitolate La libert come verit# la pri$a# e La verit come libert! la seconda. Se ci sia$o fin (ui occupati dei presupposti teoretici del pro le$a della li ert+# d?ora in avanti ci occupere$o (uindi delle conse'uen!e pratic"e del pro le$a della verit+ ->o$e volont+ 0 scrive infatti &e'el @ lo spirito si 159

co$porta pratica$ente.. Tenc"B in altra veste# ci si ripresenter+ dun(ue (uel dualis$o di so''etto e o''etto c"e a ia$o 'i+ a$pia$ente esa$inato e discusso dal punto di vista noetico. >o$e possi ile distin'uere# tra i diversi orienta$enti $orali# (uelli ascetici da (uelli edonistici o (uelli e'oistici da (uelli altruistici# cosI possi ile distin'uere anc"e (uelli autonomi -privile'ianti l?io voglio. da (uelli eteronomi -privile'ianti il tu devi.. *l ri'uardo# in (uesto volu$etto di Luca :onnesu dedicato al concetto di dovere# viene riportato e tradotto il se'uente passo -tratto dalla voce dut' della 1nc'clopedia of religion and et"ics .: Qualun(ue $oralit+ e (ualun(ue etica sono i$perniate sul contrasto tra le inclina!ioni dell?individuo e (ualc"e standard o''ettivo e dotato di autorit+ al (uale (ueste inclina!ioni devono essere su ordinate. RicordateJ En occasione del nostro pri$o incontro# vi lessi alcune ri'"e della Ceritatis splendor -l?enciclica di =iovanni /aolo EE dedicata allo Spirito Santo.. , ene# non vi si diceva appunto c"e la li ert+ deve essere su ordinata alla verit+J , non vi si ri adiva c"e la $orale# per essere assoluta e non relativa# deve essere necessaria$ente eteronomaJ La riconosciuto# d?altro canto# c"e la $orale autono$a o so''ettiva# fondandosi sul so''etto psicologico -sull?e'o.# e non su (uello spirituale -sull?Eo.# non finora riuscita a rivendicare la propria indipenden!a o autono$ia se non al pre!!o di una relativi!!a!ione dei propri principi. Una cosa infatti il volere dell?io a ituale -dell?e'o.# altra il volere dell?Eo spiritualeD proprio (uesto altro volere dell?Eo c"e viene perA speri$entato dall?e'o -c"e lo proietta. co$e il volere di un altro Bo# e per ciA stesso co$e un dovere: co$e un dovere per di pi) in contrasto con i desideri# le inclina!ioni o 'li istinti di (uella natura con la (uale l?e'o si trova nor$al$ente identificato. >"e cos? 0 si do$anda inoltre :onnesu 0 a far sI c"e un dovere sia taleJ ,# citando G"o$as Reid -autore de'li 1ssa's on t"e active poKers of man del 1833.# cosI risponde: l?o li'o non un?a!ione# $a una rela!ioneD ed pertanto nella rela!ione tra l?a'ente e l?a!ione c"e deve essere ricercato 0 il si'nificato teorico pi) profondo del concetto di dovere. Bn ogni caso! la morale eteronoma si basa sull-oggettivit della legge 0del nomos4! mentre quella autonoma si basa sulla soggettivit della natura 0vale a dire! sulla psic"H! sulla p"'sis e sul s?ma individuali4. #ovremo dunque intraprendere di nuovo una 6terza via= ossia una via c"e possa condurci al di l tanto della morta e impersonale legge morale quanto della viva e personale legge naturale. Steiner! tuttavia! prima d-intraprendere questo cammino! cos7 ricapitola= 6Bl mondo si presenta all-uomo come una molteplicit! come una somma di singolarit. Una di queste singolarit! un essere tra gli esseri! : egli stesso. <oi designiamo questo aspetto del mondo semplicemente come dato! e! in quanto non lo sviluppiamo noi per mezzo di un-attivit cosciente! ma ce lo troviamo davanti! lo designiamo come percezione 0p...94. bbiamo infatti visto c"e l-elemento concettuale : posto dal soggetto! mentre quello percettivo : imposto dall-oggetto! e c"e! percependo! c-incontriamo o ci scontriamo con tutto ci? c"e ci 6pre-esiste. ,ntro il $ondo delle perce!ioni 0 prose'ue Steiner 0 noi percepia$o noi stessi. Questa autoperce!ione restere e se$plice$ente co$e una delle tante altre perce!ioni# se dal $e!!o di essa non e$er'esse (ualcosa c"e si di$ostra atto a colle'are fra loro le perce!ioni in 'enerale# e (uindi anc"e la so$$a di tutte le altre perce!ioni con (uella del nostro sB. Questo (ualcosa c"e e$er'e non pi) perce!ione pura e se$plice# e neppure ce lo trovia$o davanti co$e le perce!ioni -p.114.. Uscia$o (ui dun(ue dalla sfera di (uanto s?i$pone o si d+ per entrare in (uella di ciA c"e deve essere viceversa posto o dato. 160

,sso sor'e 0 dice ancora Steiner 0 per opera di un?attivit+. En un pri$o te$po appare le'ato a ciA c"e noi percepia$o co$e nostro sB. ;a# per sua inti$a natura# si estende al di sopra del sB -p.114.. En un pri$o te$po# credia$o infatti c"e l?e'o sia il so''etto del pensare# $entre# in un secondo te$po# ci accor'ia$o c"e# essendo sia l?e'o sia il non0e'o dei pensati# il pensare va tanto al di l+ dell?uno c"e dell?altro. Questo (ualcosa -il pensare. 0 dice se$pre Steiner 0 alle sin'ole perce!ioni a''iun'e (ualific"e di natura $entale# c"e sono in rapporto le une con le altre e c"e si fondano sopra un intero -p.114.. Questo (ualcosa -il pensare. a''iun'e cio ai sin'oli percetti i concetti: (uei concetti c"e 0 co$e a ia$o visto @ non solo stanno in rapporto 'li uni con 'li altri# $a scaturiscono anc"e da (uell?intero o da (uell?insie$e c"e il $ondo delle idee. El pensare 0 continua 0 (ualifica $ental$ente# co$e fa per tutte le altre perce!ioni# anc"e (uello c"e risulta dall?autoperce!ione# e lo contrappone a'li o''etti co$e so''etto# co$e io -U. Questo rapporto $entale con sB stessi una (ualifica!ione di vita della nostra personalit+. /er esso conducia$o un?esisten!a pura$ente in idee# per esso ci sentia$o esseri pensanti -pp. 114 e 116.. Ricorderete c"e# esa$inando il pri$o capitolo# ci sia$o a un certo punto i$ attuti nel passa''io dal pro le$a etico della li ert+ a (uello noetico della verit+. , ene# dopo aver diffusa$ente trattato di (uest?ulti$o# sia$o adesso 'iunti al $o$ento in cui s?inverte di nuovo la rotta per tornare dal pro le$a della verit+ a (uello della li ert+. Hoi non ci li$itia$o infatti a sentirci esseri pensanti o a condurre un?esisten!a pura$ente in idee# $a ne conducia$o anc"e una intessuta di senti$ento e di volont+: tant? c"e il realista in'enuo pri$itivo 0 co$e dice Steiner 0 vede an!i nella vita del senti$ento una pi) reale vita della personalit+ c"e non nell?ele$ento ideale del sapere -p.116.. /er il realis$o in'enuo -detto anc"e perce!ionis$o. infatti reale ciA c"e si percepisce ed irreale -o astratto. ciA c"e si pensa. K perciA conse'uente c"e le perce!ioni interiori dei $oti del senti$ento e della volont+ 'li appaiano pi) reali dei concetti c"e utili!!a poi per (ualificarle. Dice appunto Steiner: El senti$ento# dal lato so''ettivo# proprio (uello c"e la perce!ione dal lato o''ettivo -p.116.. En effetti# il senti$ento e la volont+ si danno# all?interno del so''etto# nello stesso $odo in cui si danno# al suo esterno e (uindi nel $ondo# tutte le altre perce!ioni. Se sono dun(ue reali# per $e# non le idee c"e penso# $a le cose c"e percepisco -non le for$e# cio# $a le for!e.# ecco allora c"e l?esperien!a del senti$ento e della volont+# proprio in (uanto esperien!a di for!e# diviene addirittura 'arante della $ia stessa realt+: ovvero# della $ia realt+ di essere c"e appunto sente e vuole. Gual : allora il problemaI Bl problema : c"e! ordinariamente! il sentire e il volere sono davvero delle forze viventi= viventi! tuttavia! quali forze naturali e non spirituali. Se vivessero quali forze spirituali non avremmo infatti bisogno di porci questioni di ordine morale 0cos7 come non "anno bisogno di porsele i minerali! i vegetali e gli animali4. Ricordiamoci! inoltre! c"e la vita del sentire e quella del volere si svolgono! rispettivamente! sul piano della coscienza di sogno e di sonno. Laddove la natura vive! laddove ossia lo spirito vive quale sentimento e volont dandosi come forza o essere naturale 0e quindi come necessit4! non siamo dunque svegli! mentre laddove siamo svegli! laddove ossia lo spirito non vive pi5 nel pensiero 0in quello abituale o riflesso4 dandosi come forma o non-essere spirituale 0e quindi come libert4 la natura non vive pi5 e lo spirito non vive ancora. ;ome vedete! abbiamo da una parte la natura vivente e dall-altra lo spirito morto. ;os-: dunque c"e mancaI M ovvio= lo spirito vivente. #ove c-: vita! ci sono infatti la natura! l-incoscienza e la necessitJ dove non c-: vita! ci sono invece lo spirito! 161

la coscienza e la libert. 2a quale libertI Guella dalla natura= cio: quella c"e! accompagnandosi allo spirito e alla coscienza privi di vita! s-impone e si sostiene mediante la forza della legge. Guella prima forma di libert c"e abbiamo c"iamato a suo tempo libert 6da o libert 6negativa deriva dunque dal fatto c"e alla necessit della legge naturale 0individuale4 viene opposta la necessit della legge morale 0collettiva4. ;os-altro :! del resto! quel 6contrasto tra le inclinazioni dell-individuo e qualc"e standard oggettivo e dotato di autorit! del quale parla l-1nc'clopedia of religion and et"ics! se non appunto il contrasto tra la legge naturale e quella moraleI 1 non : a questo c"e allude $reud quando parla dell-1ros e del >"anatos o! per meglio dire! dell-1s e del Super-ioI Bn ogni modo! quel c"e importa sottolineare : c"-: appunto in virt5 di un siffatto contrasto c"e l-6io abituale 0l-ego4 conquista la sua prima libert. 2a torniamo a noi. #ice Steiner= 6Bl sentimento : una realt incompleta! c"e! nella prima forma in cui ci : data! non contiene ancora il suo secondo fattore! il concetto o l-idea. )er tale motivo! altrettanto come la percezione! il sentimento sorge dovunque nella vita prima della conoscenza. Bn un primo tempo abbiamo il sentimento della nostra esistenzaJ e soltanto nel corso del graduale sviluppo ci apriamo il varco fino al punto in cui! in mezzo alla nostra esistenza oscuramente sentita! ci appare il concetto del nostro sH. ;i? c"e per noi sorge solo pi5 tardi : per? originariamente congiunto in modo inseparabile col sentimento 0pp...3..Q4. Una cosa : dunque la sensazione dell-Bo! altra il sentimento dell-Bo! altra ancora la coscienza dell-Bo. Cedete! quel c"e avviene nell-autopercezione! nella percezione cio: di noi stessi! non : sostanzialmente diverso da quel c"e avviene in tutte le altre percezioni. Bn prima istanza! infatti! sperimentiamo la nostra stessa essenza come una forza indeterminata= ovvero! come quella D della quale ci siamo pi5 volte serviti nei nostri esempi. Guesta! dopo essere stata riconosciuta dall-Bo quale 6Bo! viene sperimentata prima nell-anima senziente come 6sensazione! poi nell-anima razionale o affettiva come 6sentimento! e viene infine appresa! nell-anima cosciente! come 6rappresentazione 0come 6ego4. >ale essenza : presente dunque sin dall-inizio! ma : soltanto in virt5 del viaggio c"e compie attraverso l-anima c"e riesce gradualmente a esplicitarsi e a pervenire alla coscienza. #i fatto! : come se la stessa passasse gradualmente dalla notte al giorno o dall-oscurit alla luce. &a ragione quindi @ioberti nel sostenere c"e il concetto : 6implicato nella sensazione. <ell-6oscura o 6notturna sensazione! esso : infatti gi presente= si tratta dunque di 6esplicarlo perc"H possa rendersi 6trasparente. <el sentimento il concetto prende ad 6albeggiare e nella rappresentazione raggiunge lo z:nit dell-ordinaria coscienza diurna. Ci sono comunque dei filosofi - ricorda Steiner - cui la vita del sentimento appare 6pi5 importante di ogni altra cosa e c"e! quale 6mezzo alla conoscenza! cercano perci? di servirsi 6non del sapere! ma del sentire. 2a 6l-errore di questa maniera mistica di vedere! costruita solo sul sentimento! - osserva - consiste nel fatto c"e essa vuole sperimentare quello c"e deve sapere! e vuole elevare un elemento individuale! il sentimento! ad elemento universale 0p...Q4. * ia$o visto# c"e la sfera del sentire (uella in cui si espri$e al $assi$o la so''ettivit+. Dal punto di vista lo'ico# si potre e anc"e dire c"e# se (uella del pensare la sfera dell?universalit+ -dello spirito. e (uella del volere la sfera dell?individualit+ o della sin'olarit+ -del corpo.# (uella inter$edia del sentire allora la sfera della particolarit+ -dell?ani$a.. >osa fa (uindi il $isticoJ Hell?incapacit+ di speri$entare l-universalit nell-universalit -cio il pensare nel pensare o lo spirito nello spirito.# si sfor!a di far valere co$e universale -co$e pensare o spirito. (uanto speri$enta nella sfera del particolare -del sentire o dell?ani$a.. Entendia$oci# non dico (uesto per criticare il $isticis$o# ensI per caratteri!!arlo e per $ettere in risalto ciA c"e lo differen!ia dalla via indicata da Steiner. El nostro pro le$a# infatti# (uello di riuscire ad andare incontro all?universale con l?universale e non (uello di universali!!are ciA c"e non "a# di per sB# tale natura. Si usa dire# vero: Gutti i 'usti son 'usti # Ganti corpi# tanti cervelli o Ganti uo$ini# tanti $odi di pensare# $a si dice pure: La $ate$atica non un?opinione. ,cco dun(ue c"e# 'i+ all?interno delle nostre a ituali esperien!e 162

so''ettive# se ne affaccia una di carattere essen!ial$ente diverso. Dicendo c"e incontro all?universale va portato l?universale# intendia$o perciA dire c"e# per incontrare l?universalit+ vivente -(uella delle idee (uali entit+ spirituali.# si deve $uovere dall?universalit+ astratta o riflessa -da (uella appunto del nu$ero o della rappresenta!ione.. Difatti# non appena scendia$o al di sotto di tale $orta universalit+ -(uella dell?intelletto.# trovia$o# sI# la vita del sentire e del volere# $a perdia$o al conte$po l?universalit+. Sul piano ordinario# inso$$a# il sentire e il volere sono vivi! ma non universali# $entre il pensare universale! ma non vivo. * ia$o visto# inoltre# c"e la for!a del sentire si $anifesta in $odo diverso da (uella del volere. Steiner# dopo aver parlato del senti$ento# dice infatti: Li anc"e un?altra $anifesta!ione della personalit+ u$ana. L?io partecipa alla vita 'enerale dell?universo per $e!!o del suo pensare# e per $e!!o del $edesi$o riferisce in $odo pura$ente ideale -concettuale. le perce!ioni a sB# e sB alle perce!ioni. Hel senti$ento speri$enta un rapporto de'li o''etti col suo so''ettoD nella volont+ si "a invece il contrario. Hel volere a ia$o u'ual$ente una perce!ione davanti a noi# e precisa$ente (uella del rapporto individuale del nostro sB con 'li o''etti -pp.1180113.. >iA dun(ue confer$a# non solo c"e il pensare e il volere sono 0 secondo (uanto a ia$o detto 0 o''ettuali o transitivi# $entre il sentire narcisistico o intransitivo# $a anc"e c"e del pensare o''etto l?universalit+ -la vita 'enerale dell?universo.# del volere l?individualit+ -o la sin'olarit+. e del sentire la particolarit+. Hella volont+ @ dice Steiner 0 si "a il contrario di ciA c"e si "a nel senti$ento. La pri$a consiste infatti in un?azione del so''etto -sull?o''etto.# $entre la seconda in una re-azione del so''etto -all?o''etto.. >o$un(ue sia# co$e ci sono filosofie del senti$ento# cosI ci sono pure filosofie della volont+. ;a 0 dice Steiner 0 co$e non si puA c"ia$are scien!a la $istica del senti$ento# cosI non si puA c"ia$are scien!a la filosofia della volont+. Enfatti entra$ e riten'ono di non poter venire a capo del $ondo con la penetra!ione concettuale. ,ntra$ e ric"iedono# accanto al principio ideale dell?esisten!a# anc"e un principio reale# e ciA con un certo diritto -p.113.. ,ntra$ e "anno dun(ue un certo diritto di voler venire a capo del $ondo $ediante un principio reale# $a s a'liano nel volerlo co'liere al di fuori del pensare. En tal $odo# infatti# altro non fanno c"e elevare ar itraria$ente un principio reale# $a particolare -il senti$ento. o individuale -la volont+.# al ran'o di principio universale. Hon sapendo o non volendo riconoscere co$e reale ciA c"? universale# l?una e l?altra si vedono allora costrette a riconoscere co$e universale ciA c"? reale. Si deve perA ricordare c"e i filosofi del senti$ento e (uelli della volont+ in tanto non col'ono il reale nell?ideale -nel pensiero. in (uanto il loro rapporto con l?ideale -con il pensiero. astratto o riflesso. Guali conseguenze comportano! sul piano etico! tali posizioni noetic"eI Se mi passate l-autocitazione! vorrei leggervi! al riguardo! alcune rig"e del mio #ialog"i sulla libert= 6;"i non riesce a sperimentare il sentire e il volere all-interno del pensare mantiene divise queste tre realt e considera le prime due concrete e la terza astratta. Bn tal modo! succede per? c"e quanto : individuale e soggettivo risulta concreto e quanto invece : universale e oggettivo risulta astratto. Sul piano morale! per fare un solo esempio! la concretezza dell-egoismo viene a trovarsi cos7 contrastata - ed : facile immaginare con quale esito - dalle astratte idee dell-altruismo! della fraternit o dell-amore universale. Ci siete mai c"iesti! ad esempio! il perc": si parli sempre dell-6amore e non del 6desiderio universaleI M presto detto= perc"H l-amore : la sostanza del desiderio resa universale! mentre il desiderio : la sostanza dell-amore resa particolare o individuale 0e quindi narcisistica o egoistica4. <on insegna forse l-esperienza c"e il sedicente 6amore universale : in realt quasi sempre amore di sH o desiderio egoisticoI Sapete c"e dice Rousseau nelle prime pagine dell-1milioI 6#iffidate dice - di quei cosmopoliti c"e vanno a cercare lontano! nei loro libri! doveri c"e 163

sdegnano di assolvere intorno a loro= sono come il filosofo c"e ama i tartari per essere dispensato dall-amare i propri vicini. tutto ci? vorrei aggiungere un-ultima considerazione. ;iascuno di noi! - abbiamo detto - oltre a essere un soggetto pensante! : un soggetto c"e sente e c"e vuole. @i! ma i filosofi del sentimento e quelli della volont non si limitano! come tutti noi! a pensare! sentire e volere! bens7 si sforzano di pensare il sentire e il volere. ;i? vuol dire allora c"e costoro sono alle prese! non tanto con il sentimento e con la volont! quanto piuttosto con l-idea del sentimento e con l-idea della volont. 2a per quale ragione! se si possono pensare il sentire e il volere! non si potrebbe allora sentire e volere il pensareI )er quale ragione! ossia! oltre a sentire e volere le cose! non potremmo sentire e volere le ideeI Si ten'a appunto presente c"e solo le idee non sentite# e non perciA li era$ente volute# necessitano di essere i$poste. Del resto# cos?altro il dover0essere se non un essere non0a$ato perc"B sconosciuto# sconosciuto perc"B non0a$ato# e non0voluto perc"B appunto non0a$ato e sconosciutoJ En realt+# solo una viva o diretta conoscen!a dello spirito puA trasfor$are il dover0essere in un voler0 essere. K soltanto in assen!a di (uesta conoscen!a# infatti# c"e il vuoto del pensare viene col$ato dalla le''e e (uello del sentire dalla paura -dice la parola del sa''io a :aust: El $ondo de'li spiriti non ci c"iuso: c"iusi sono i tuoi sensi# $orto il tuo cuore.. fferma l-evangelista @iovanni= 6#a 2os: fu data la legge= da @es5 ;risto invece : stata fatta la grazia e la verit. 2a la 6grazia - spiega altrove Steiner - : appunto la facolt di compiere il bene in virt5 della propria interiorit e non della legge= ovvero! la facolt di essere buoni e non solo di fare del bene. M questa dunque la via per la quale la libert 6da o libert 6negativa pu? trasformarsi nella libert 6per o libert 6positiva. llorc"H un-idea comincia a vivere di vita propria 0o a splendere! come gli astri! di luce propria4 non "a pi5 bisogno di qualcuno c"e l-imponga. 1- l-Bo stesso anzi a porlaJ ma l-idea posta dall-Bo non : c"e la forma in cui l-Bo stesso riversa la propria forza= non :! in una parola! c"e la libert 0le idee - dice in proposito Steiner - sono 6recipienti d-amore4. Aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 Dice Steiner: La difficolt+ di co$prendere con l?osserva!ione il pensare nel suo essere consiste nel fatto c"e# per lo pi)# (uesto essere 'i+ sfu''ito all?ani$a c"e lo esa$ina# (uando (uest?ulti$a vuole portarlo nel ca$po della propria atten!ione. Hon le ri$ane allora c"e l?astra!ione $orta# il cadavere del pensare vivente -p.157.. Bn uno degli sc"emi di cui ci siamo serviti durante lo studio della prima parte! abbiamo messo in relazione i 6pensati o le rappresentazioni con lo spazio 0con l-elemento solido4 e il pensare col tempo 0con l-elemento liquido4. 1bbene! la difficolt cui allude qui Steiner non : forse quella c"e incontrerebbe c"iunque tentasse di osservare il tempoI 1sclama infatti $aust 0rivolto a 2efistofele4= 6Se mai dir? all-attimo fuggente= rrestatiT Sei belloT >u potrai mettermi in ceppi. <ormalmente! come il tempo c"e osserviamo non : c"e il 6passato 0un ricordo4! cos7 il pensiero c"e osserviamo non : c"e un 6pensato 0una rappresentazione4= non : cio: - come dice Steiner - c"e un 6cadavere del pensare vivente. bitualmente! sperimentiamo! non l-essere del pensare! bens7 l-immagine c"e ce ne restituisce lo specc"io corticale. >ale immagine : per? il non-essere del pensare 0un po- come la nostra foto : il nostro non-essere4. ;ome si fa dunque a osservare e sperimentare una realt c"e! come quella del tempo e del pensare! non si presta a essere spazializzata o rappresentata senza per ci? stesso alterarsi o snaturarsiI bbiamo gi parlato! al riguardo! della necessit di un esercizio o di una pratica interiore! e non torneremo perci? sull-argomento. Pasti dire! comunque! c"e la difficolt di cui ci stiamo occupando non : molto diversa da quella in cui s-imbatterebbe c"iunque! pur restando fermo! volesse osservare e sperimentare il proprio movimento. ;om-: infatti possibile osservare e 164

sperimentare il proprio movimento soltanto muovendosi! cos7 : possibile osservare e sperimentare quello del tempo soltanto divenendo e pensando. Bl c"e vuol dire! in altre parole! c"e possiamo conoscere dall-esterno solo quanto giace nello spazio 0i divenuti o i pensati4! ma c"e dobbiamo conoscere dall-interno quanto vive invece nel tempo 0il divenire o il pensare4. >uttavia! l-attuale coscienza ordinaria 0rappresentativa4 - come ormai sappiamo : coscienza di ci? c"e giace appunto nello spazio. )roprio per questo! Steiner dice= 6Se si guarda soltanto a questa astrazione! ci si trover facilmente costretti! davanti ad essa! ad entrare nell-elemento 6pieno di vita della mistica! del sentimento o della metafisica della volont. Si trover strano c"e qualcuno voglia cogliere in 6meri pensieri l-essere della realt. 2a c"i consegue veramente la vita nel pensare! arriva a vedere come! entro l-ambito di quella vita! alla ricc"ezza interiore e all-esperienza riposante su di sH e nello stesso tempo moventesi in sH stessa! non possa essere neppure paragonato! e tanto meno anteposto! il vibrare in puri sentimenti o il guardare l-elemento della volont 0p..8,4. Se si 'uarda soltanto a (uesta astra!ioneU# $a non proprio (uanto faccia$o dalla $attina alla seraJ Sfiderei c"iun(ue# del resto# a trovare o''i un altro inse'na$ento in cui si dia scientificamente ragione del particolarissi$o rapporto c"e c? tra il pensare vivente# il pensiero riflesso e la corteccia cere rale: (uesta in definitiva la c"iave dell?antropolo'ia antroposofica# ed 'ra!ie a essa c"e si possono capire $olte cose. Di recente# ad ese$pio# uscito un li ro di /aolo :lores d?*rcais# intitolato: L-individuo libertario. , ene# l?autore fa a un certo punto (uest?affer$a!ione: Se l?,ssere # l?etica non :. Hon possia$o dar'li torto. L?essere natura e l?etica# in natura# effettiva$ente non c?. Dun(ue vero: Se l?,ssere # l?etica non :. =i+# $a ciA vuol dire allora c"e l+ dove l?etica : -ossia# nel re'no u$ano.# l?essere non :: ovvero# c"e l+ dove l-etica :! : il non-essere . Una conclusione del 'enere non dovre e co'lierci di sorpresa poic"B sappia$o or$ai c"e $ediante appunto il non0essere -della coscien!a intellettuale. c"e l?essere incosciente della natura prende a trasfor$arsi in (uello autocosciente dello spirito. Lorrei co$un(ue le''ervi# in proposito# (uanto dice &e'el nella sua Bntroduzione alla storia della filosofia: Questa concilia!ione con sB dello spirito# (uesto suo tornare a se stesso puA esser considerato co$e il suo scopo supre$o ed assoluto: ciA soltanto e'li vuole e null?altro. Gutto ciA c"e avviene eterna$ente in cielo e sulla terra# la vita di Dio e tutto ciA c"e si co$pie nel te$po# tende soltanto allo scopo c"e lo spirito conosca se stesso# c"e faccia di sB il proprio o''etto# c"e diventi per se stesso# c"e si concilii con sB. ,'li sdoppia$ento# aliena!ione# $a solo al fine di poter trovare se stesso e di poter ritornare a sB. /roprio ciA c"e &e'el c"ia$a (ui sdoppia$ento e aliena!ione costituisce 0 per cosI dire 0 la prova del non0essere. /er farsi spirito# l?essere della natura deve infatti attraversare le forc"e caudine del non0essere. Se fossi$o ri$asti tra le raccia della natura# cosI co$e i $inerali# i ve'etali e 'li ani$ali# sare$$o ri$asti tra le raccia della necessit+# e $ai ci si sare e posta una (ualsivo'lia pro le$atica etica. Ledete# un cristallo puA essere solo un cristallo# un 'arofano puA essere solo un 'arofano e un ra'no puA essere solo un ra'noD soltanto l?uo$o 'ode del privile'io di poter non0essere un uo$o. 2a com-: giunto a godere di un simile privilegioI ;ome "a fatto! cio:! a sottrarsi alla ferrea necessit dell-essereI ;om-: riuscito! insomma! a dire di no all-essere! quando l-intera natura non fa c"e dirgli di s7I La risposta a questi interrogativi : una! e una soltanto= l-uomo : giunto a tanto sacrificando la vita del proprio sistema nervoso e! in particolare! quella della corteccia cerebrale. Bl sistema nervoso : infatti l-unico dei suoi apparati organici ad avere con la realt animicospirituale un rapporto indiretto 0riflesso o mediato4! e non diretto 0vivente o immediato4. <el primo dei due volumi dedicati all- rte dell-educazione 0 ntropologia4! Steiner spiega appunto c"e il sistema nervoso 6: l-unico sistema c"e non abbia alcuna relazione con l-animico-spirituale. Bnfatti! mentre 6gli altri sistemi 6vivono perc"H formano relazioni dirette con l-animico-spirituale! il sistema nervoso 6muore in continuazioneL. M cos7 dunque c"e l-uomo : entrato nel non-essere uscendo con la propria coscienza dall-essere. (ggi : per? tempo di 165

rientrarvi. B minerali! i vegetali e gli animali non ne sono mai usciti! l-uomo ne : uscito! ma! per attuare quel c"e potenzialmente :! "a bisogno di rientrarvi= di rientrarvi - s-intende - con le proprie forze! superando il non-essere della sua attuale coscienza grazie alla coscienza dello spirito. Se il non-essere! insomma! lo "a liberato dall-essere! lo spirito deve liberarlo dal non-essere. K in tutti i $odi co$prensi ile c"e# di fronte al non0essere del rappresentare# si sia tentati di re'redire 0 co$e dice Steiner 0 alla realt+ piena di vita della $istica# del senti$ento o della $etafisica della volont+. K co$e se (ualcuno# vedendoci affa$ati# ci proponesse di sce'liere tra una istecca e la foto'rafia di una istecca. /roprio per (uesto# d?altronde# la strada indicataci da (uesto li ro 0 co$e riconosce lo stesso Steiner 0 per $olti uo$ini pi) difficile. ,ssa non pro$ette infatti nessuna di (uelle particolari 'ratifica!ioni di cui la psic"e di $olti aspiranti esoteristi avida e di cui va ra$osa$ente in cerca. Hel li ro 'i+ citato# /aolo :lores d?*rcais sostiene c"e la presente sta'ione (uella del pensiero frivolo. *nc"e in (uesto caso# do ia$o dar'li ra'ione. O''i# infatti# convinti co$e sia$o c"e il pensiero non possa far altro 0 per dirla con &e'el 0 c"e filare opinioni su opinioni# per poi $a'ari sfo''iarle sulla sta$pa# alla radio o alla televisione# si va facendo se$pre pi) rara l?eventualit+ d?incontrare (ualcuno c"e senta profonda$ente la responsa ilit+ $orale del conoscere e 0 dicia$olo pure 0 la sua sacralit+. Hessun?altra attivit+ ani$ica dell?uo$o 0 prose'ue co$un(ue Steiner 0 cosI facile a $isconoscersi (uanto il pensare. El volere# il sentire# continuano a riscaldare l?ani$a u$ana anc"e in se'uito# nel rivivere lo stato d?ani$o ori'inale. Groppo facil$ente# invece# il pensare# nella rievoca!ione# lascia freddi: esso se$ ra inaridire la vita dell?ani$a. ;a (uesto proprio soltanto l?o$ ra forte$ente attiva della sua realt+ intessuta di luce e i$$er'entesi con calore nelle $anifesta!ioni del $ondo. Questo i$$er'ersi avviene con una for!a fluente entro la stessa attivit+ pensante# la (uale for!a d?a$ore di natura spirituale -p.157.. El pensiero c"e speri$entia$o a itual$ente co$e vuota for$a puA dun(ue rivelarcisi# a un superiore livello# co$e luce# poic"B il sentire nel pensare la luce del pensare# e# a un ulteriore livello# co$e calore# poic"B il volere nel pensare il calore del pensare. Se di (uesta realt+# c"? appunto unit+ di for$a# luce e calore# si capaci di speri$entare la sola for$a# ecco allora c"e si creder+ di dover cercare altrove -fuori cio del pensare. tanto la luce c"e il calore. En tal $odo# tuttavia# cosI co$e si continuer+ ad avere una for$a priva di luce e di calore# si avranno una luce e un calore privi di for$a -e cos? infatti la volont+ di Sc"open"auer# in (uanto i$pulso cieco# se non appunto un calore privo di for$aJ.. Spero sia c"iaro c"e (uesta non una $era (uestione di carattere speculativo# ensI una (uestione c"e presenta# soprattutto o''i# e in specie tra i 'iovani# dei preoccupanti risvolti di ordine esisten!iale. L?ani$a se$ ra se$pre $eno in 'rado# infatti# di sostenere il peso $orto dell?intelletto -cui fa da pendant 0 co$e dice Fundera 0 l?insosteni ile le''ere!!a dell?essere. e palesa se$pre pi) i sinto$i di una vera e propria crisi di astinen!a spirituale. Da (ui la crescente vo'lia di evadere# di stordirsi# di ottundersi# (uando non addirittura di rinunciare# in un $odo o nell?altro# alla vita. El tra'ico paradosso# in (uest?ulti$o caso# c"e# sen!a rendersene $ini$a$ente conto# si rinuncia alla vita naturale o $ateriale in no$e -per dirla ancora con Fundera. di un altrove -di un al di l+. c"e non si sa# o non si crede di poter ritrovare all?interno dell?al di (ua (uale frutto di una sua reale conoscen!a e trasfor$a!ione. >ercare la vita# la luce e il calore al di fuori del pensiero -dello spirito. si'nifica dun(ue trovare la $orte# e non la vita. L?"o detto (ueste cose# 0 affer$a il >risto 0 affinc"B in voi di$ori la $ia 'ioia# e la 'ioia vostra sia piena. ;a (ual la Sua 'ioiaJ Hon (uella -luciferica. della vita al di qua dell?intelletto -(uella re'ressiva del so'no e del sonno. nB (uella -ari$anica. della $orte nell?intelletto o# per la precisione# nell?intellettualis$o o nello scientis$o# ensI la 'ioia della coscien!a -dell?ani$a. c"e risor'a 0 co$e La!!aro 0 dalla to$ a della sua attuale e univoca esperien!a rappresentativa. 166

;onsiderate! altres7! c"e la luce e il calore del pensiero sono pure la luce e il calore dell-idea. La luce e il calore dell-idea non possono per? rivelarsi a un pensiero c"e - come quello intellettuale ne sia intrinsecamente privo. ;i? vuol dire! dunque! c"e il cosiddetto 6intellettuale - a dispetto dell-apparenza - non ama le idee c"e pensa! perc"H pensa le idee! ma ama sH stesso. Solo un-idea c"e viva e risplenda di luce propria 06riposante su di sH - dice Steiner - e nello stesso tempo moventesi in sH stessa4 pu? essere infatti amata 0sentita e voluta4 nel momento stesso in cui viene pensata 0dall-6intelletto d-amore4. Solo cos7! in effetti! si pu? amare l-universale 0c"e - si badi bene - comprende il particolare e l-individuale4! e non pi5 soltanto l-individuale o il particolare 0c"e escludono l-universale4. Gual : infatti il problemaI Guello di ric"iamarci appunto! a parole! agli interessi universali 0per esempio! ai cosiddetti 6valori umani4! ma di sentire e volere poi! nei fatti! gli interessi particolari 0quelli magari del proprio 6gruppo! della propria 6c"iesa o del proprio 6partito4 o! pi5 facilmente ancora! gli interessi individuali 0quelli propriamente egoistici4. )ensare e amare l-6essere umano 0in sH4 : cosa infatti ben diversa dal pensare! s7! in astratto! l-6essere umano! ma amare poi! in concreto! unicamente i propri connazionali! concittadini! parenti e amici! oppure solo se stessi. )roprio questo! per?! : quanto capita tutti i giorni. Bn definitiva! solo l-amore per l-universale pu? essere amore universale! e restituirci a noi stessi al di l di noi stessi 0al di l dell-ego4. ;"i si rivolge - dice Steiner - 6al pensare essenziale! trova in esso tanto il sentimento! quanto la volont! e questi ultimi anc"e nel profondo della loro realtJ c"i si distoglie dal pensare e si volge al 6puro sentire e volere! perde invece in questi la vera realt 0p..8.4. Cedete! il sentire e il volere ordinari non solo - come abbiamo detto - sono 6natura! e quindi sogno e sonno! ma sono pure 6destino= vale a dire! natura signata! determinata e personalizzata. Bl sentire ordinario non : quindi un puro sentire! cos7 come il volere ordinario non : un puro volere 0per questo! nell-ultimo passo di Steiner! la parola 6puro : virgolettata4. Sia c"iaro c"e! col dire c"e non sono puri! intendiamo solo dire c"e "anno preso gi forma= soprattutto quella del carattere il sentireJ soprattutto quella del temperamento il volere. ;os-altro rappresentano! del resto! i caratteri 6estroversi e 6introversi di %ung o i quattro temperamenti di Bppocrate 0collerico! flemmatico! sanguigno e melanconico4! se non delle determinate configurazioni del sentire e del volereI Bl puro sentire e il puro volere sono dunque il sentire e il volere c"e non "anno preso ancora forma e c"e per ci? stesso sono in grado di prenderle tutte 0e di modificare! cos7! quelle conferite loro dalla natura personale4. )otremmo anc"e dire! volendo! c"e il puro sentire e il puro volere sono il sentire e il volere universali c"e! proprio in quanto tali! sono suscettibili di particolarizzarsi e di individualizzarsi. 2a - si faccia bene attenzione - il sentire e il volere universali sono appunto quelli c"e sentono e vogliono l-universale= c"e sentono e vogliono! cio:! il concetto o l-idea. <on ci s-illuda! perci?! di poter vivere nel sentire puro e nel volere puro se non si : stati capaci di vivere prima nel pensare puro. Cedete! il pensare! il sentire e il volere sono forze dell-anima e! purificarle! vuol dire quindi purificare l-anima. #al momento! per?! c"e purificarle vuol dire consentir loro di trascendere i limiti della nostra personale natura! ecco allora c"e purificarle equivale a liberarle e c"e! purificare l-anima! equivale a liberare l-anima. #ice Steiner= 6;"i si rivolge al pensare essenzialeL. 2a cos-: il pensare 6essenzialeI M l-essere vivente del pensiero. Guello dell-intelletto non : infatti l-essere vivente del pensiero! bens7 la sua spoglia. Bn effetti! come al momento della morte! lo spirito! l-anima e la vita dell-uomo abbandonano il corpo! cos7 al momento della nascita della coscienza intellettuale! lo spirito! l-anima e la vita del pensiero abbandonano la rappresentazione. 2a : proprio da qui! vale a dire dallo spirito morto! c"e dobbiamo prendere le mosse. ;erto! non avremmo alcuna speranza di poterlo restituire alla vita se! nel cuore stesso dell-Bo! non albergasse ormai la forza di resurrezione del Logos. #ice appunto il ;risto= 6Bn verit! in verit vi dico= viene l-ora! ed : questa! in cui i morti udranno la voce del $iglio di #io! e coloro c"e l-avranno ascoltata! vivranno. M dunque dalla resurrezione dello spirito morto 0profano4 c"e nasce lo Spirito Santo= ovvero! quello 6Spirito di verit c"e - come afferma il Cangelo - 6vivifica e 6insegna ogni cosa 0risponde infatti il ;risto alla samaritana= 6;redimi! donnaJ : venuto il tempo in cui! nH su 167

questo monte! nH in @erusalemme! adorerete il )adre. Coi adorate quello c"e non conosceteJ noi adoriamo quello c"e conosciamoL4. El co$pito pertanto (uello di partire dall?ordinario pensiero rappresentativo e di educarlo# svilupparlo e poten!iarlo fino al punto di condurlo a un autotrascendi$ento (ualitativo. >iA si'nifica# al te$po stesso# sviluppare e poten!iare l?ordinaria coscien!a dell?Eo cosI c"e possa conservarsi# co$e tale# anc"e (uando non "a pi) di fronte a sB un non0Eo. La de ole!!a dell?a ituale coscien!a dell?Eo sta infatti nel non potersi re''ere su di sB# avendo iso'no# per sostenersi# di contrapporsi al non0Eo. K vero# infatti# c"e il so''etto ac(uista la sua pri$a coscien!a di sB 'ra!ie all?o''etto# $a altrettanto vero c"e il pri$o finisce poi per dipendere dal secondo in (uanto# al dile'uare della coscien!a dell?o''etto# si acco$pa'na se$pre e inelutta il$ente (uella del so''etto. Quando 0 co$e si dice 0 ci si c"iudono 'li occ"i dal sonno# speri$entia$o appunto# insie$e allo svanire della coscien!a del $ondo# anc"e (uello della coscien!a di noi stessi. , ene# si provi allora a i$$a'inare una coscien!a dell?Eo c"e# in virt) di un?opportuna pratica interiore# si sia con(uistata la capacit+ di conservare sB stessa anc"e (uando non "a pi) di fronte a sB il non0Eo: c"e si sia cio con(uistata la capacit+ di conservarsi desta proprio l+ dove la coscien!a ordinaria si addor$enta. >o$e vedete# perse'uia$o dun(ue un?estensione e un poten!ia$ento (ualitativi delle nor$ali facolt+ dell?ani$a. Hon si tratta (uindi di far sparire il livello intellettuale della coscien!a -(uello c"e 'iudica secondo la carne.# $a di far sI c"e a (uesto se ne a''iun'ano e acco$pa'nino de'li altri -c"e 'iudic"ino secondo l?ani$a e lo spirito.. Se parlassi$o di piante# an!ic"B di uo$ini# si potre e perciA dire c"e non si tratta di far sparire le radici# $a di far sI c"e a (ueste possano a''iun'ersi e acco$pa'narsi 'li steli# le fo'lie e i fiori. En definitiva# arte precipua dell?uo$o dovre e essere (uella di capire a (uali realt+ opportuno accostarsi con l?intelletto# a (uali con l?i$$a'ina!ione# a (uali con l?ispira!ione e a (uali ancora con l?intui!ione. >o$e non servono# ad ese$pio# l?i$$a'ina!ione e l?ispira!ione per co$pilare la dic"iara!ione dei redditi -anc"e se (uesta @ per la verit+ @ diventata or$ai tal$ente co$plessa c"e non si sa pi) 0 co$e si suol dire 0 a (uale santo votarsi.# cosI non serve l?intelletto per interpretare e co$prendere i so'ni. Ledete# ancora il >risto dice: Se persevererete nei $iei inse'na$enti# sarete vera$ente $iei discepoli# conoscerete la verit+# e la verit+ vi far+ li eri. La verit+ del Logos -c"e ina ita l?Eo. ci rende infatti li eri# $entre la li ert+ di Lucifero non ci rende veri e la verit+ di *ri$ane non ci rende liberi. Lo ricordo perc"B vorrei ancora una volta racco$andarvi# pri$a di concludere# di difendere il sano intelletto -il precursore. tanto dal de$one ari$anico dell?intellettualis$o o dello scientis$o# (uanto da (uello luciferico del senti$entalis$o o dello spiritualis$o.

ono capitolo
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8EN incontro - 89 marzo .+++


El capitolo c"e stia$o per affrontare particolar$ente denso e co$plesso. Dopo due o tre pa'ine introduttive# in cui ci verr+ riproposta una riflessione sul percepire e sul pensare# entrere$o final$ente nel vivo della (uestione etica. El concetto dell?al ero 0 co$incia a dire Steiner 0 # per il conoscere# condi!ionato dalla perce!ione dell?al ero -p.155.. >osa vuol dire condi!ionatoJ Luol dire c"e non sare e possi ile estrarre# da (uell?insie$e c"e il $ondo dei concetti o delle idee# un sin'olo concetto se non si fosse aiutati dalla perce!ione. &e'el 0 co$e a ia$o visto @ parla infatti della sfera sensi ile co$e della sfera della sin'olarit+. El nesso tra concetto e perce!ione 0 prose'ue Steiner 0 viene deter$inato indiretta$ente e o iettiva$ente# nella perce!ione# per $e!!o del pensare. El colle'a$ento della perce!ione col suo concetto viene riconosciuto dopo l?atto percettivo# $a la correla!ione 'i+ deter$inata nella cosa stessa -p.155.. bbiamo infatti detto e ripetuto c"e! nell-istante stesso in cui c-incontriamo o ci scontriamo con un oggetto! questo si scinde per noi in due parti= immaginando c"e sia all-origine ! si presenter dunque al nostro percepire come D 0come forza indeterminata4 e al nostro pensare come - 0come forma determinata4. M solo in virt5 del 6collegamento della percezione col suo concetto 0del collegamento di D con -4 c"e potremo quindi ricostruire 6la cosa stessa 0 4= c"e potremo cio: ricostruire la sua unit originaria. Siamo noi ad aver analizzato l-essenza dell-oggetto e siamo noi a doverla perci? risintetizzare. Guesto processo riguarda dunque il conoscente e non il conosciuto. ppunto per questo! Steiner dice c"e 6la correlazione : gi determinata nella cosa stessa. #ifatti! 6nella cosa stessa 0in 4! D 0la forza4 : - 0la forma4 e - 0la forma4 : D 0la forza4. La scissione si verifica nel momento in cui la 6cosa deve essere conosciuta! e non quindi nel momento in cui semplicemente :. L-essere della cosa : infatti l-essere naturale! mentre l-essere della coscienza dell-essere della cosa : lo spirito. >ol ricordarci (uesto# Steiner intende co$un(ue farci notare c"e una cosa la conoscen!a sensi ile -cio la conoscen!a delle cose c"e sono.# altra la conoscen!a del conoscere. 6#iversamente si presenta il processo - dice appunto - quando si considera la conoscenza! quando si esamina il rapporto c"e con essa sorge fra l-uomo e il mondoJ e aggiunge= osservando 6imparzialmente e comprendendo 6giustamente tale rapporto si giunge infatti 6al convincimento c"e il pensare pu? essere direttamente contemplato! come un-entit in sH conc"iusa 0L4 ;"i osserva il pensare vive direttamente! durante l-osservazione! in un contesto di essenza spirituale c"e si regge da sH. Si pu? dire anzi c"e c"i vuole afferrare l-essenzialit dello spirituale nella forma! in cui a tutta prima essa si presenta all-uomo! pu? farlo nel pensare poggiante su se medesimo. <ell-osservazione del pensare stesso! il concetto e la percezione! c"e altrimenti debbono presentarsi sempre separati! coincidono 0pp..88-.8A4. Dun(ue# nella conoscen!a sensi ile pri$a percepia$o e poi pensia$o# $entre in (uella spirituale pri$a pensia$o e poi percepia$o# o 0 co$e dice Steiner 0 il percepire coincide col pensare e il pensare coincide col percepire. Queste ulti$e due affer$a!ioni non sono affatto contraddittorie in (uanto riflettono due diverse fasi della nostra conoscen!a spirituale. Hella pri$a# (uella cosiddetta dello studio# co$incia$o infatti a pensare ciA c"e non sia$o ancora capaci di percepireD nella seconda# (uella cosiddetta i$$a'inativa# co$incia$o invece a percepire ciA c"e pri$a erava$o capaci solo di pensare. 169

>o$un(ue sia# necessario ancora una volta riflettere sul fatto c"e# nella conoscen!a ordinaria# riuscia$o a isolare il concetto -'ra!ie alla perce!ione sensi ile.# $a ne a ia$o poi una coscien!a $era$ente for$ale o rappresentativa. L?ordinaria coscien!a del concetto non dun(ue all?alte!!a della realt+ del concetto. ;a la foto'rafia di un essere vivente forse all?alte!!a dell?essere foto'rafatoJ K forse in 'rado# cio# di presentarcelo in tutta la sua realt+J Ho di certo# perc"B ce ne puA restituire la sola i$$a'ine. >o$e si fa dun(ue ad avere# oltre l?i$$a'ine# anc"e la realt+ di ciA c"e si foto'rafatoJ >o$e si fa# ossia# a rendere vivente# ani$ata e spiritual$ente corposa tale i$$a'ineJ K presto detto: $ediante lo studio e la pratica interiore della scien!a dello spirito. Hon a caso# il sottotitolo dell? Bniziazione# suona cosI: ;ome si conseguono conoscenze dei mondi superioriI K solo in (uesto $odo c"e l?ordinaria coscien!a pensante puA trasfor$arsi in una coscien!a c"e pensando percepisce e percependo pensa. ;a ciA puA avvenire solo (uando la for!a della volont+ c"e fluisce a itual$ente nel percepire sensi ile -e (uindi nell?alveo de'li or'ani di senso fisici. prende a fluire anc"e all?interno del pensiero. K solo a (uesto punto c"e il concetto# datosi in un pri$o te$po in for$a di rappresenta!ione -ossia no$inalistica$ente.# co$incia ad ac(uistare (uella for!a# (uella luce e (uel calore c"e ci consentono di riconoscerlo co$e un?entit+ spirituale -ovvero# realistica$ente.. >"iun(ue 'iun'a a vedere nel pensare un?essen!ialit+ spirituale po''iata su sB stessa potr+ perciA dire 0 conclude Steiner 0 c"e essa 'li diventa presente nella coscien!a per intui!ione. L?intui!ione# infatti# l?esperien!a cosciente e scorrente nel puro spirituale di un contenuto pura$ente spirituale. Solo attraverso un?intui!ione si puA co'liere l?entit+ del pensare -p.15<.. K c"iaro# dun(ue# c"e l?esperien!a cosciente dello spirito puA co$inciare solo con l?esperien!a cosciente del pensare. Gutte le for$e pi) o $eno senti$entali o $istic"e di spiritualis$o non "anno (uindi nulla a c"e vedere con (uanto ci viene (ui proposto. Hon $i stanc"erA $ai di ripetere c"e la via indicataci da Steiner (uella della scien!a dello spirito# e non dello spiritualis$o. Li posso assicurare c"e pi) si penetra nello spirito del suo inse'na$ento e pi) si co$prende (uanto sia 'iustificata e appropriata una di!ione del 'enere. Ricorderete c"e! parlando del sentire e del volere! abbiamo detto c"e sono entrambi 6natura! e c"e sono 6natura perc"H sono manifestazioni subcoscienti e incoscienti dell-essere vivente. #ove l-essere vive! non c-: quindi posto per la coscienza. ;osa deve allora accadere affinc"H le si liberi il campoI M semplice= l-essere deve morire. 1 avviene questo nell-uomoI ;erto c"e avviene= avviene come abbiamo avuto gi modo di dire - nel sistema osseo! in quello neurosensoriale e! in specie! nella neocorteccia. M proprio qui c"e l-essere muore! ed : proprio qui c"e nasce! non a caso! la coscienza. Laddove vive come sentire e laddove vive come volere l-essere non perviene dunque alla coscienza di sHJ per conquistarla! deve infatti sdoppiarsi= deve cio: essere! insieme! l-essere conoscente e l-essere conosciuto. 2a come pu? sdoppiarsiI ppunto morendo e lasciando dietro di sH il proprio cadavere perc"H gli faccia da specc"io. Ci prego di pensare! per un attimo! a quel c"e accade quando ci mettiamo di fronte a uno specc"io. <oi! in qualit di esseri viventi! ci mettiamo davanti allo specc"io! c"-: un essere morto! e! in questo essere morto! appare la nostra immagine. Un-immagine c"e non : viva come noi! ma neanc"e morta come lo specc"io. Si tratta dunque di una 6terza realt 0quella propria del non-essere4 c"e appare nel momento in cui la prima 0vivente4 si riflette nella seconda 0morta4. 1bbene! questo : quello c"e accade quando l-essere vivente si trova di fronte all-essere morto dell-organo cerebraleJ : dal loro incontro c"e nasce la coscienza dell-essere! vale a dire l-autocoscienza o lo spirito. >ale coscienza nasce per? nel solo modo in cui pu? nascere! in uno specc"io! l-immagine= nel modo! ossia! precipuo del non-essere. 1 qui sta il pericolo. Bnfatti! il non-essere della prima coscienza dell-essere 0retto dal pensiero riflesso4 si presta tanto a progredire nella direzione dell-essere della coscienza dell-essere 0retto dal pensiero vivente4 quanto a regredire dal 6non-essere della coscienza dell-essere all-essere della coscienza del non-essere 0ossia! a quello arimanico c"e ispira i realisti ingenui o i materialisti4. 170

Hon di$entic"ia$oci# co$un(ue# c"e colui c"e si specc"ia (uell?essere c"e non "a $ai cessato# in sB# di vivere. K appunto (uesta (uella entit+ del pensare c"e 0 co$e dice Steiner 0 po''ia su sB stessa e c"e puA essere colta solo attraverso un?intui!ione. /er sB# dun(ue# tale entit+ po''ia su sB stessa# $a per noi# cosI c"e ne possia$o prendere una pri$a coscien!a# po''ia sul corpo -sull?apparato neuro0sensoriale.. Una cosa perciA il pensare# altra la coscien!a del pensare. , se il pri$o non "a nulla a c"e fare col corpo# la seconda dipende invece dall?or'ani!!a!ione dell?apparato neuro0sensoriale. Lo sviluppo della coscien!a del pensare# (uale sviluppo dell?autocoscien!a o dello spirito# si svol'e dun(ue all?unisono con (uello dell?uo$o: essendo e'li il portatore della coscien!a dello spirito# o'ni pro'resso di tale coscien!a co$porter+ infatti un suo pro'resso. <onostante l-apparenza! l-organizzazione 6corporeo-animica dell-uomo non agisce sull-essere del pensare. L-organismo umano - dice infatti Steiner - 6non influisce assolutamente sull-essenza del pensare! ma anzi si ritrae quando sorge l-attivit del pensareJ sospende la propria attivit! lascia il campo liberoJ e sul campo! cos7 divenuto libero! sorge il pensare. ll-essenzialit c"e opera nel pensare incombe un duplice compito= in primo luogo respinge l-organismo umano nella sua attivit propria! e in secondo luogo ne prende il posto. Bnfatti anc"e la prima operazione! quella di spingere indietro l-organismo corporeo! : conseguenza dell-attivit del pensare! e precisamente di quella parte di essa c"e prepara la comparsa del pensare 0p..8E4. Hon facile c"iarire (uanto dice (ui Steiner. /ossia$o co$un(ue aiutarci ricorrendo a un ese$pio al(uanto 'rossolano# $a tutto so$$ato pertinente. /ensate a un tu o e a una arra di ferro dello stesso dia$etro e della stessa lun'"e!!a. >"e differen!a c? tra i dueJ Se$plice: il pri$o interna$ente vuoto# $entre la seconda interna$ente piena. El pri$o# proprio perc"B vuoto# puA far passare (ualcosa al suo interno -per ese$pio# dell?ac(ua.# $entre la seconda# proprio perc"B piena# non puA fare altrettanto. Or ene# se aveste iso'no di un tu o per l?ac(ua# $a disponeste soltanto di una arra# cosa faresteJ :orereste la arra e utili!!ereste poi il vuoto cosI ricavato per farvi passare l?ac(ua. , ene# all?incirca (uesto c"e intende dire Steiner allorc" affer$a 0 co$e a ia$o visto 0 c"e all?essen!ialit+ c"e opera nel pensare inco$ e un duplice co$pito: in pri$o luo'o respin'e l?or'anis$o u$ano nella sua attivit+ propria# e in secondo luo'o ne prende il posto. Hel nostro ese$pio# il lasciare il ca$po li ero e il respin'ere l?or'anis$o u$ano nella sua attivit+ propria corrispondono alla foratura della arra e alla sua trasfor$a!ione in tu o# $entre il prenderne il posto# corrisponde al far passare nel tu o l?ac(ua. ;a a cosa e(uival'ono# sul piano fisiolo'ico# il tu o e la arraJ Ledete# sia$o a ituati a parlare di un tu o di'erente# $a non di un tu o nervoso. ,ppure proprio il tu o di'erente a co$portarsi co$e una arra# ed proprio il nervo a co$portarsi invece co$e un tu o. El pri$o infatti pieno di attivit+ vitali -ve'etative.# $entre il secondo ne vuoto. , non un caso c"e# laddove vi un vuoto di attivit+ vitali vi sia un pieno di coscien!a# $entre laddove vi un pieno di attivit+ vitali vi sia un vuoto di coscien!a. K $entre dor$ia$o# ad ese$pio# c"e le attivit+ vitali si svol'ono al loro $assi$o 'rado e ci ristorano. Steiner arriva a dire# al ri'uardo# c"e la pri$avera0estate e l?autunno0inverno sono# per la natura# (uello c"e rispettiva$ente sono# per il corpo# il sonno e la ve'lia. La tenden!a dei processi vitali -ana olici. dun(ue (uella di costruire: costruendo# essi perA rie$piono o ricol$ano il corpo# cosI co$e il ferro rie$pie o ricol$a l?interno della arra# i$pedendole di essere utili!!ata co$e un tu o. Ten si capisce# allora# c"e se in (ualc"e luo'o deve farsi avanti la coscien!a -il pensare.# da (uello stesso luo'o deve ritrarsi la vita. ;a (uale for!a in 'rado di respin'ere la vitaJ Quella appunto del pensare essen!iale o vivente. K (uesta for!a ad allontanare la vita dalla sostan!a e a servirsi poi di (uesta (uale veicolo della propria $anifesta!ione. El feno$eno# volendo# potre e essere anc"e ese$plificato -e in $odo indu ia$ente pi) raffinato. da (uanto accade ai fotorecettori allorc" ven'ono investiti da un i$pulso lu$inoso. Questi 0 spie'a infatti ,doardo Toncinelli 0 sono di due 'randi tipi: i coni# adatti alla visione diurna e sensi ili alle differen!e di colore# e i bastoncelli# insensi ili ai colori $a fonda$entali per la visione in 171

condi!ioni di ridotta lu$inosit+. *ll?interno di tali cellule la luce viene catturata da alcune $acro$olecole contenenti un pi'$ento fotosensi ile e capace di fornire una risposta incredi il$ente a$plificata c"e condurr+ in ulti$a analisi alla tras$issione di un se'nale nervoso. En (uesto particolare caso il se'nale nervoso consiste in una ridu!ione dell?attivit+ elettrica della cellula fotorecettrice# con una conse'uente di$inu!ione del rilascio di $ediatori c"i$ici ai suoi ter$inali sinaptici. Hel uio i fotorecettori sono infatti percorsi da una cosiddetta corrente di buio risultante da una loro attivit+ spontanea. L?arrivo dello sti$olo lu$inoso a olisce o riduce forte$ente (uesta corrente di uio: la luce "a l?effetto di oscurare la se'nala!ione spontanea dei fotorecettoriO. >o$e si vede# ove ponessi$o al posto della luce il pensare# e al posto della corrente di uio la vita della sostan!a -l?attivit+ spontanea dei fotorecettori.# avre$$o in (uesto feno$eno una illustra!ione -seppure approssi$ativa. del duplice co$pito c"e inco$ e 0 co$e dice Steiner 0 all?essen!ialit+ c"e opera nel pensare. El co$pito c"e tale essen!ialit+ assolve respin'endo l?or'anis$o u$ano nella sua attivit+ propria potre e altresI spie'are il perc"B# nella psicoanalisi freudiana# si sia avvertita la necessit+ di opporre alla for!a dell? 1ros -a (uella appunto dei processi costruttivi o di vita. la for!a del >"anatos -(uella appunto dei processi distruttivi o di $orte.. Bn ogni caso! abbiamo visto c"e! non potendo sorgere alcuna coscienza laddove c-: vita! s-impone allora! per l-uomo! la necessit di attraversare una fase evolutiva in cui la sua coscienza! per sorgere! deve opporsi alla vita. Si tratta in ogni modo di una fase c"e! per quanto necessaria e lunga! rimane pur sempre una fase transitoria e non uno stato definitivo 0come vorrebbe darci a intendere rimane4. Guando qui parliamo di pensiero! di coscienza e di Bo 6viventi! parliamo infatti di una evoluzione atta a far s7 c"e l-uomo possa tornare alla vita senza dover per questo rinunciare! come nel sonno! tanto alla coscienza del mondo c"e a quella di sH. M c"iaro! dunque! c"e si tratta di accendere la vita nella coscienza e non di spegnere la coscienza nella vita. Gualunque insegnamento! metodo o tecnica 0orientale od occidentale4 inviti a ridurre il tenore del nostro abituale stato di veglia non "a perci? nulla a c"e fare con la via indicata da Steiner. Guesta va infatti nella direzione opposta e! per mezzo ad esempio dell-esercizio della concentrazione! c-invita piuttosto ad aumentare o intensificare il grado di veglia cos7 c"e possa darsi! a un certo punto! un trascendimento del livello di coscienza ordinario. ;ome l-acqua! con l-aumento graduale della sua temperatura! fa a un certo punto un salto di qualit! passando dallo stato liquido a quello gassoso! cos7 pure il pensiero! con l-aumento graduale della sua interna forza volitiva! fa a un certo punto un salto di qualit! passando dallo stato solido 0rappresentativo4 a quello liquido 0immaginativo4. Correi comunque ricordare c"e! durante la prima fase di 6studio del cammino spirituale! veniamo gi fortemente stimolati ad aiutarci con l-immaginazione. l riguardo! Steiner raccomanda addirittura di non preoccuparsi della eventuale puerilit delle nostre iniziali immaginazioni. ;i? c"e conta! infatti! : c"e siano sin dal principio conoscitivamente corrette! e non esteticamente raffinate. #-altro canto! quando ci capita di spostare un oggetto pesante! non ci accorgiamo forse c"e lo sforzo maggiore : quello c"e serve inizialmente a vincerne l-inerziaI 1bbene! anc"e quando ci accingiamo a 6spostare noi stessi ci accorgiamo c"e la nostra ordinaria coscienza : grave e pesante. Bn questo caso. si tratta per? di vincere le forze arimanic"e c"e tengono 6incollato il non-essere dell-immagine all-essere morto della corteccia e si danno un gran daffare per negare la realt dell-essere vivo c"e si specc"ia 0dell-essere del pensare4! tentando cos7 di convincerci 0magari 6scientificamente4 c"e sia l-essere morto dello specc"io 0del cervello4 a produrre! sua sponte! il non-essere 0la rappresentazione4. Bl primo dei due compiti c"e 6incombono all-essenzialit c"e opera nel pensare : dunque quello - come dice Steiner - di preparare la 6comparsa del pensare. Ci ricordate quando abbiamo distinto! parlando della percezione! tra l-atto percettivo! il percetto e l-immagine percettiva! osservando c"e : il primo a preparare la 6comparsa dell-ultimaI 1bbene! come l-atto percettivo prepara la 6comparsa dell-immagine percettiva! cos7 l-atto del pensare 0manifestantesi 172

quale attenzione4 prepara la 6comparsa della rappresentazione. Riprendendo l-esempio della barra e del tubo! potremmo quindi dire c"e tutti noi! al mattino! accingendoci a essere vigili! attenti o concentrati! trasformiamo le barre in tubi! mentre! alla sera! accingendoci a dormire! trasformiamo i tubi in barre. #ice comunque Steiner= 6Se l-organismo umano non "a parte alcuna nel determinare l-essere del pensare! quale importanza "a quest-organismo entro il complesso dell-entit umanaI (rbene! quanto succede in questa organizzazione per opera del pensare non "a certo nulla a c"e fare con l-essere del pensare stesso! bens7 col sorgere della coscienza dell-io da questo pensare. <ell-essere proprio del pensare risiede! s7! il vero 6io! ma non la coscienza dell-io. ;"i osservi il pensare in modo obiettivo vede ci? c"iaramente. L-io va cercato entro il pensareJ la 6coscienza dell-io sorge per il fatto c"e nella coscienza generale si imprimono le orme dell-attivit del pensare... 0pp..8E-.894. Sono sicuro c"e# a (uesto punto# e in considera!ione di tutto (uanto sia$o venuti dicendo# nessuno si stupir+ di (uesta distin!ione# fatta da Steiner# tra l?essere del pensare e la coscien!a dell?essere del pensare c"e# al suo 'rado pi) elevato# e(uivale a (uella tra l?Eo e la coscien!a dell?Eo. Quando nasce un a$ ino# ad ese$pio# nasce un Eo# $a il a$ ino ancora non lo sa. , dovr+ passarne di te$po# pri$a c"e ne prenda coscien!a in (uell?unica for$a -(uella dell?e'o. c"? consentita dal rappresentare# e c"e costituisce 0 co$e or$ai sappia$o 0 una for$a asale# $a al te$po stesso par!iale# dell?autocoscien!a. ;iascuno di noi : c"iamato dunque a sviluppare qualitativamente la coscienza dell-Bo. ;i? pu? per? accadere solo se si sviluppa qualitativamente il pensare. Steiner dice - come abbiamo visto - c"e 6nell-essere proprio del pensare risiede il vero io. ;i? vuol dire allora c"e nell-essere 6improprio del pensare risiede il 6falso io. 2a qual : l-essere 6improprio del pensareI ppunto quello riflesso. Se l-essere del pensare ci guida infatti all-Bo! il suo non-essere ci riporta invece all-ego= ovvero! a una coscienza dell-Bo c"e! non essendo in grado di reggersi su di sH 0sullo spirito4! : costretta a reggersi sul corpo. Cedete! l-ego! quale inferiore manifestazione dell-Bo! "a soprattutto il torto - per cos7 dire - di essere soltanto ci? c"e tutto il resto non := ovvero! di essere! s7! 6unico 0come dice Stirner4! ma anc"e assolutamente 6solo al cospetto di un mondo c"e! per sostenerlo! deve darglisi necessariamente come un non-Bo 0o un non-ego4. 6 ma il prossimo tuo come te stesso! dice il Cangelo. (rbene! ditemi voi come si fa! in questo contesto! a mettere in pratica un-esortazione del genere. $atto si : c"e questa si rivolge! non tanto all-ego 0in termini moralistici4 perc"H ami il prossimo suo come un non-ego 0poic"H non lo amerebbe! in tal caso! 6come sH stesso4! quanto piuttosto all-ego 0in termini conoscitivi4 perc"H riconosca sH stesso e il non-ego nell-Bo! e possa cos7 amare davvero il prossimo suo 6come sH stesso. La coscien!a dell?io 0 dice ancora Steiner 0 nasce dun(ue per virt) dell?or'ani!!a!ione corporea. Hon si creda perA c"e la coscien!a dell?io# una volta c"e sia sorta# continui a dipendere dall?or'anis$o del corpo. Dopo sorta# essa viene accolta dal pensare# di cui condivide da allora in poi l?essen!a spirituale -p.154.. Lale (uindi# per la coscien!a dell?Eo# (uanto vale per i frutti. ;a $entre (uesti# una volta nati per virt) dell?al ero# si lasciano co'liere# $an'iare e assi$ilare dall?uo$o# la coscien!a dell?Eo -in for$a di e'o. resiste all?essere del pensare c"e vorre e co'lierla -e acco'lierla in sB. poic"B il $a'netis$o ari$anico la trattiene e la vincola all?or'ani!!a!ione neuro0sensoriale per virt) della (uale nata. 6Si deve sempre tener conto - dice al riguardo Steiner! ne B segreti della soglia c"e qui si tratta di lasciare a entit spirituali! come le luciferic"e e le arimanic"e! la loro sfera particolare in cui esprimersi e agire normalmente! e c"e la loro attivit malvagia "a luogo solo se oltrepassano la loro sfera. L?attivit+ nor$ale o fisiolo'ica delle entit+ ari$anic"e contri uisce infatti a far sI c"e la parte $orta del nostro corpo faccia da specc"io al pensare e all?EoD 173

(uella $alva'ia o patolo'ica le spin'e invece a oltrepassare tale fun!ione e a far sI c"e (uanto appare nello specc"io ven'a riferito all?essere $orto del corpo -del cervello.# an!ic"B all?essere vivente del pensare e dell?Eo -dello spirito.. ,? perciA vero 0 co$e auspica :lores d?*rcais @ c"e occorre superare l?e'ocra!ia# $a non $eno vero c"e# per essere sano e reale# tale supera$ento deve coincidere con (uello del non0essere del pensiero e dell?e'o c"e lo rappresenta. Hon faccia$oci dun(ue illusioni: sia$o tutti costitu!ional$ente de'li e'o# e (uindi de'li e'oisti. D?altro canto# nessuno puA diventare un Eo 0 co$e dice Scali'ero 0 se pri$a non stato un e'o. >erto# c? pure c"i non "a il cora''io di prendersi sulle spalle (uesta croce -(uella della cosiddetta $odernit+. e si conserva (uindi le'ato ani$ica$ente o senti$ental$ente al passato e alla tradi!ione. Si tratta di c"i spera# cosI facendo# di fu''ire la solitudine# $a soprattutto la responsa ilt+ di essere li ero -dall?antica spiritualit+.# di re''ersi su di sB e di ca$$inare con le proprie 'a$ e. Ricordia$oci# perA# c"e (uesta li ert+ -la li ert+ da.# pi) c"e un punto d?arrivo# dovre e essere un punto di parten!a. La croce infatti un passa''io# e non 0 co$e vorre ero presentarcela Lucifero e *ri$ane 0 una fine: rutta e (uindi da evitare# per il pri$oD alla (uale invece rasse'narsi# per il secondo -Sei sulla terra @ si dice nel $inale di partita di Sa$uel TecSett @ ed una cosa per cui non esiste una cura.. Solo il >risto c?inse'na infatti ad accettare la croce o la $orte per superarla e vincerla: ad accettare# ossia# l?e'o e la $odernit+ per superarle e vincerle in Suo no$e -nel no$e# cio# dell?Eo e dell?u$anit+.. Stia$o in'a''iando 0 dice in proposito :lores d?*rcais 0 una lotta per decidere cosa vo'lia$o c"e sia essere umano e cosa non. /er sta ilire 0 dentro (uesta specie !oolo'ica contro0natura 0 (uale de a diventare la condizione u$ana# $ai 'i+0data per natura -U. U$ano e disu$ano sono la posta di (uesto ineludi ile scontro. K vero# verissi$o. >o$e si fa perA a decidere cosa sia essere u$ano se si 'i+ deciso trattarsi di una specie !oolo'ica e se# pur riconoscendo c"e (uesta specie !oolo'ica contro0natura# non ci si interro'a sul si'nificato e sul valore di una cotale natura contro0naturaJ

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89N incontro - 8 aprile .+++ ;ontinua il nono capitolo


Stasera! cominceremo a entrare nel vivo del problema morale! occupandoci in modo pi5 diretto della volont. <el far questo! dovremo avere per? ben presente la distinzione tra la forma e la forza. bbiamo infatti parlato del dato immediato del percepire 0del percetto4 come di una forza e del dato del pensare 0del concetto4 come di una forma! e abbiamo constatato c"e ci sarebbe impossibile! senza il secondo! qualificare o determinare il primo. <oi c-incontriamo o ci scontriamo in modo vivo e reale con delle essenze o degli enti! ma! fintantoc"H rimaniamo sul piano di questa esperienza! non possiamo conoscere o riconoscere ci? con cui ci siamo incontrati o scontrati. 1- solo il dato ideale del pensare 0il concetto4 c"e pu? dare infatti forma alla forza reale c"e abbiamo percepito. >o$incia$o dun(ue a le''ere# tenendo presenti (uesti due concetti. /er il sin'olo atto volitivo 0 dice Steiner 0 sono da considerarsi il $otivo e la $olla spin'ente. El $otivo un fattore concettuale o rappresentativoD la $olla spin'ente il fattore del volere diretta$ente condi!ionato nell?or'anis$o u$ano. El fattore concettuale o $otivo la causa deter$inante $o$entanea del volereD la $olla spin'ente la causa deter$inante per$anente nell?individuo -p.154.. (gni azione 0ogni 6atto volitivo4 si compone dunque di un elemento energetico 0la 6molla spingente4 e di un elemento formale 0il 6motivo4. Bl primo : costituito dalla forza 6permanente del volere 0dell-agire4! cos7 come s-incarna in ciascun individuoJ il secondo : costituito invece dalla forma 6momentanea 0concettuale o rappresentativa4 del pensare c"e d modo all-agire di concretarsi in una determinata azione. ;ome avevamo anticipato 0in uno degli sc"emi c"e abbiamo utilizzato studiando il primo capitolo4! il 6motivo si colloca tra l-agente e l-agire! mentre l-agire si colloca tra il motivo e l-azione! e pu? essere costituito come dice Steiner - da un concetto o da una rappresentazione. Ricordiamolo poic"H vedremo! in seguito! quale differenza ci sia tra un motivo c"e si dia in prima istanza come concetto e uno c"e si dia invece come rappresentazione. ;otivo del volere 0 dice appunto Steiner 0 puA essere un concetto puro o un concetto avente un deter$inato rapporto con la perce!ione# cio una rappresenta!ione -p.154.. Sappia$o infatti c"e la rappresenta!ione un concetto individuali!!ato: ossia# un concetto c"e "a assunto# in virt) della perce!ione# for$a individuale. Quale concetto puro si deve pertanto intendere un concetto c"e# non essendo stato speri$entato (uale percetto# non stato ancora rappresentato. 6;oncetti generali e individuali 0rappresentazioni4 - prosegue Steiner diventano motivi del volere! in quanto agiscono sull-individuo umano e lo determinano all-azione in una certa direzione. Un medesimo concetto! e rispettivamente una medesima rappresentazione! agiscono per? diversamente su individui diversi. Spingono uomini diversi ad azioni diverse. Bl volere non : quindi semplicemente un risultato del concetto o della rappresentazione! ma anc"e dell-indole individuale dell-uomo. ;"iameremo questa indole individuale - possiamo a questo proposito seguire 1duard von &artmann - la disposizione caratterologica. Bl modo in cui concetto e rappresentazione agiscono sulla disposizione caratterologica dell-uomo! d alla sua vita una determinata impronta morale o etica 0pp..89-.834. 175

L?idea di arricc"irsi# tanto per fare un ese$pio# puA $otivare in un caso un $a''iore i$pe'no nel lavoro# in un altro il tentare la fortuna# e in un altro ancora perfino il delin(uere. Una stessa idea# cadendo su tre diversi terreni psicolo'ici# o su tre diversi caratteri# puA dun(ue $otivare tre a!ioni diverse. K opportuno sottolinearlo perc"B si parla spesso del rapporto sti$olo0rea!ione co$e se# tra il pri$o e la seconda# non ci fosse c"e una rela!ione diretta o $eccanica. La cosa invero strana# in (uanto perfino Evan /etroviZ /avlov -il padre della riflessolo'ia. si a un certo punto accorto# pur studiando i cani e non 'li esseri u$ani# c"e sare e stato pi) corretto sostituire la for$ula SR4 -sti$olorea!ione. con la for$ula SOR4 -sti$oloor'anis$orea!ione.. Si cio accorto c"e la natura della rea!ione non dipende tanto da (uella dello sti$olo# (uanto piuttosto da (uella dell?or'anis$o sul (uale lo sti$olo viene esercitato. /er (uanto ri'uarda la disposi!ione caratteriale# c? co$un(ue da dire c"e re'na# a tutt?o''i# una certa confusione. La psicolo'ia# ad ese$pio# usa spesso co$e sinoni$i ter$ini (uali te$pera$ento# carattere e personalit+. Gra (uesti# sare e invece necessario distin'uere con 'rande atten!ione. Si dovre e infatti parlare di costitu!ione (uando ci si riferisce al corpo fisico o anato$ico -al s?ma.D di te$pera$ento (uando ci si riferisce al corpo eterico# vitale o fisiolo'ico -alla p"'sis.D di carattere (uando ci si riferisce al corpo astrale o psic"ico -alla ps'c"H.D e di personalit+ (uando ci si riferisce all?io a ituale -all?e'o.. La disposi!ione caratteriale 0 spie'a in tutti i $odi Steiner 0 viene for$ata dal contenuto di vita pi) o $eno per$anente del nostro so''etto# cio dal nostro contenuto di rappresenta!ioni e di senti$enti. ;a la stessa 0 a''iun'e 0 deter$inata# in $odo del tutto particolare# dalla $ia vita di senti$ento. * seconda c"e io# per una deter$inata rappresenta!ione o concetto# sentirA piacere o dolore# ne farA $otivo di una $ia a!ione oppure no -p.156.. Sono dun(ue il pensare e il sentire -$a in specie (uest?ulti$o. a for$are la nostra disposi!ione caratteriale# ed (uesta# nella $isura in cui condi!iona il volere# a darci una deter$inata i$pronta $orale o etica. )er quanto riguarda il pensare! sar bene ricordare c"e Steiner afferma! in ntroposofia! )sicosofia! )neumatosofia! c"e le rappresentazioni! in quanto idee 6fatte! si comportano in noi come dei 6parassiti. 1sse tendono infatti a irrigidirsi! a fossilizzarsi e a tramutarsi cos7 in abiti mentali. Guesto rende il nostro incontro con idee nuove problematico. La 6sc"iera delle nostre vecc"ie rappresentazioni tende infatti a respingere le nuove! quasi fossero delle intruse. Sarebbe importante! in effetti! riuscire a cogliere il sottile moto di repulsione c"e origina! in noi! dall-inerzia del 6bagaglio rappresentativo acquisito. )er quanto riguarda il sentire! c-: invece da ricordare c"e Steiner! pur parlando del pensare! del sentire e del volere come di tre attivit animic"e! precisa c"e il primo : condizionato in alto dallo spirito 0dall-Bo4! il terzo in basso dal corpo! e c"-: perci? nel secondo c"e si pu? cogliere nel modo pi5 sc"ietto la natura dell-anima. M appunto per questo c"e il carattere! sebbene sia un 6insieme di pensare! sentire e volere 0o! per meglio dire! di anima senziente! anima razionale o affettiva e anima cosciente4 va valutato - come dice Steiner - 6in modo del tutto particolare sotto il profilo del sentire. *lla fine del passo# si parla di piacere e dolore. /otre$$o anc"e parlare# tuttavia# di si$patia e antipatia# in (uanto (ueste 0 co$e a ia$o visto a suo te$po 0 espri$ono in $odo pi) appropriato la natura dell?ani$a. El passo# lo si potre e dun(ue rifor$ulare cosI: * seconda c"e io# per una deter$inata rappresenta!ione# provi si$patia o antipatia# ne farA $otivo di una $ia a!ione oppure no. Bn un atto volitivo - conclude Steiner 6dobbiamo quindi distinguere= .4 le possibili disposizioni soggettive c"e sono atte ad elevare a motivi certi concetti e rappresentazioniJ 84 i possibili concetti e rappresentazioni c"e 176

sono in grado di influenzare la mia disposizione caratterologica in modo da provocare un atto volitivo. Guelle costituiscono le molle! questi gli scopi della moralit 0p. .8Q4. bbiamo dunque a c"e fare con due elementi. Bl primo : caratterizzato principalmente dalla forza e appartiene alla natura. #ice infatti Steiner= 6Le possibili disposizioni soggettive c"e sono atte ad elevareL. Cedete= 6ad elevare. Bl c"e vuol dire c"e questo elemento! operando dal basso verso l-alto 0dal corpo verso l-anima4! : in grado appunto di elevare 6a motivi certi concetti e rappresentazioni. Bl secondo! in qualit di 6scopo! : invece caratterizzato principalmente dalla forma e appartiene alla cultura. Guesto elemento! operando dall-alto verso il basso 0dallo spirito verso l-anima4! : infatti in grado - come afferma Steiner di 6influenzare la mia disposizione caratterologica in modo da provocare un atto volitivo. * ia$o (uindi dei $otivi c"e sor'ono dal asso -dalle $olle. e altri c"e sor'ono dall?alto -da'li scopi.. E pri$i sal'ono nell?ani$a# in $odo pi) o $eno incosciente e spontaneo# dalla natura# $entre i secondi vi discendono# in $odo pi) o $eno cosciente e coercitivo# dalla cultura. >o$incia$o (uindi a osservare co$e si $anifesta nell?ani$a -ossia# nelle sfere del volere# del sentire e del pensare. ciA c"e sale dalla natura. 6Bl primo gradino della vita dell-anima - dice Steiner - : il percepire! e precisamente il percepire dei sensi. Siamo qui in quella regione della nostra vita individuale in cui la percezione senza intervento di sentimenti e di concetti! si trasforma immediatamente in volere. La molla dell-uomo! in questo caso! si pu? designare senz-altro come impulso. La soddisfazione dei nostri bisogni inferiori puramente animali 0fame! rapporti sessuali! ecc.4 si compie in questo modo. La caratteristica della vita di impulso consiste nell-immediatezza con cui la percezione singola scatena la volont 0p..8Q4. Liene (ui detto -tradotto. i$pulso# $a si sare e potuto anc"e dire -tradurre. riflesso o istinto. * ri'ore# infatti# una perce!ione c"e sen!a intervento di senti$enti e di concetti# si trasfor$a i$$ediata$ente in volere# e l?i$$ediate!!a con cui la perce!ione sin'ola scatena la volont+# fanno pensare al cosiddetto arco riflesso# $entre i nostri iso'ni inferiori pura$ente ani$ali fanno pensare a'li istinti. Osservia$o# peraltro# c"e un riflesso# dal punto di vista della scien!a dello spirito# non @ co$e si crede in 'enere 0 una risposta $otoria involontaria# ensI una risposta incosciente della volont+ -allo sti$olo.. 6Guesto modo di determinazione del volere! - continua Steiner - c"e originariamente : proprio soltanto dei sensi inferiori! pu? per? venir esteso anc"e alle percezioni dei sensi superiori. lla percezione di qualc"e avvenimento del mondo esterno! senza oltre pensare e senza c"e alla percezione si colleg"i in noi un particolare sentimento! facciamo seguire un-azioneJ cos7 avviene ordinariamente nelle relazioni convenzionali con altri uomini. La molla di quest-azione si c"iama tatto o gusto morale 0p..8Q4. * cosa puA far pensare (uesto tatto o 'usto $orale c"e# pur a'endo nell?a$ ito dei sensi superiori e delle rela!ioni conven!ionali# e pur essendo frutto 0 co$e dir+ Steiner poco pi) avanti 0 dell?esperien!a pratica -p.153.# scatena# per effetto di una perce!ione# una risposta i$$ediata co$e (uella del riflessoJ :a pensare a un riflesso condizionato. Se l?i$pulso# a'endo natural$ente# puA essere assi$ilato a un riflesso incondizionato# il tatto o 'usto $orale# per le caratteristic"e dette# $a in specie per il fatto di essere frutto della esperien!a pratica# e (uindi di un 'raduale apprendi$ento# puA essere dun(ue assi$ilato a un riflesso culturalmente condi!ionato. El pri$o lo si puA osservare soprattutto nei tipi cosiddetti caldi# i$pulsivi o istintiviD il secondo in (uelli invece freddi# for$ali o educati -nel senso 0 s?intende 0 del 'alateo o del bon ton.. Lascia$o adesso la sfera del volere per vedere cosa accade in (uella del sentire. 177

Qui 0 dice Steiner 0 alle perce!ioni del $ondo esterno si riannodano deter$inati senti$enti. Questi senti$enti possono divenire $olle di a!ione -p.153.. Do ia$o riconoscere c"e# nella vita (uotidiana# sono soprattutto (uesti $oti -so'nanti. dell?ani$a a condi!ionare o deter$inare il nostro co$porta$ento. Hon a caso# proprio a (uesto livello c"e la psicolo'ia opera e conduce le sue ricerc"e. ;a venia$o su ito alla ter!a sfera: cio a (uella del pensare o del rappresentare. Su (uesto piano 0 dice Steiner 0 le rappresenta!ioni diventano $otivi per il fatto c"e nel corso della vita noi colle'"ia$o continua$ente certi scopi del volere con perce!ioni c"e# in for$a pi) o $eno $odificata# ritornano se$pre -p.153.. <el caso di questi cosiddetti 6modelli di comportamento 0patterns of be"aviour4! vengono dunque in primo piano l-esperienza! la memoria e l-emulazione. (sserviamo! ad esempio! c"e! in una data situazione! 6certi scopi del volere sono stati raggiunti in un determinato modo e tendiamo allora a ripeterlo. Bl nostro comportamento attuale deriver quindi dal ricordo di ci? c"e! in una situazione analoga! : stato gi fatto da noi stessi o da altri= se da noi! l-azione deriver dall-esperienzaJ se da altri! dall-esempio. 6Gueste rappresentazioni - dice appunto Steiner - ondeggiano davanti a molti uomini come 6modelli determinanti per tutte le successive risoluzioniJ divengono parti della loro disposizione caratterologica. quest-altro tipo di molla del volere possiamo dare il nome di esperienza pratica 0p..8/4. En (uesto caso# a'ia$o (uindi in ase alla nostra trascorsa esperien!a. *ttraverso le rappresenta!ioni -$ne$onic"e. il passato tende perciA a rivivere nel presente# e a condi!ionarlo. * ia$o visto dun(ue c"e le $olle si danno nella sfera inferiore co$e riflessi# i$pulsi o istinti# in (uella $ediana co$e senti$enti# e in (uella superiore co$e rappresenta!ioni. Un $odello di co$porta$ento infatti una rappresenta!ione c"e deriva @ co$e or$ai sappia$o 0 dal ca$po della perce!ione o dell?esperien!a. Hella sfera superiore# tuttavia# le $olle si danno non solo co$e rappresenta!ioni# $a anc"e co$e concetti. El 'radino pi) alto della vita individuale 0 dice appunto Steiner 0 il pensare concettuale puro# sen!a ri'uardo a un deter$inato contenuto percettivo. Hoi deter$inia$o il contenuto di un concetto per pura intui!ione# estraendolo dalla sfera ideale -p.152.. ,ccoci cosI 'iunti laddove si or$ai li eri da (ualsiasi riferi$ento alla realt+ sensi ile. *l pri$o livello -(uello del riflesso# dell?i$pulso# dell?istinto e del tatto o 'usto $orale.# si infatti in pieno nel sensi ileD al secondo -(uello del senti$ento. lo si 'i+ $enoD $eno ancora lo si al ter!o -(uello della rappresenta!ione.# $a pur se$pre vi si # in (uanto la rappresenta!ione nasce dall?incontro del concetto col percetto. K solo al secondo 'radino di (uesto ter!o livello -(uello del concetto. c"e ci si rende dun(ue indipendenti dal $ondo sensi ile - (uesto 0 dice per l?appunto Steiner 0 il 'radino pi) elevato della vita individuale.. ;a (uando a'ia$o sotto l?influen!a di intui!ioni# 0 a''iun'e 0 la $olla del nostro a'ire il pensare puro -p.152.. Si faccia atten!ione a (uesta affer$a!ione# poic"B si riveler+ 'ravida di conse'uen!e. * ia$o co$inciato infatti col distin'uere le $olle da'li scopi della $oralit+# e ci sia$o poi dati alla ricerca delle pri$e inda'ando di (uali ele$enti si co$pon'a la vita individuale -p.158.. * ia$o cosI osservato i diversi 'radi di $anifesta!ione del volere (uale $olla naturale# e a ia$o visto c"e le for!e della natura -'li istinti# i senti$enti e le disposi!ioni caratteriali. sono atte ad elevare a $otivi certi concetti e 178

rappresenta!ioni. >osI facendo# sia$o infine 'iunti a un 'rado -(uello del concetto. c"? perA indipendente dal sensi ile e dalla natura. /ur essendo indipendente dal sensi ile e dalla natura# viene tuttavia collocato# da Steiner# in (uella sfera delle $olle c"e e'li stesso "a distinto da (uella -ancor tutta da anali!!are. de'li scopi. >iA vuol dire dun(ue c"e# a (uesto livello# c?i$ attia$o co$un(ue in una for!a# $a in una forza c"e non appartiene pi5 alla natura. , (ual (uesta for!aJ Quella appunto del pensare puro. K c"iaro 0 dice infatti Steiner 0 c"e un si$ile i$pulso# nel senso stretto della parola# non si puA pi) calcolare co$e appartenente al ca$po delle disposi!ioni caratterolo'ic"e. Enfatti ciA c"e (ui a'isce co$e $olla non pi) (ualcosa di vera$ente individuale in $e# $a il contenuto ideale e# di conse'uen!a# universale# della $ia intui!ione -p.152.. >eniamo pertanto ben ferma la distinzione tra la 6forza del pensare puro e la 6forma del concetto puro! in quanto vedremo! tra breve! c"e Steiner parler del secondo allorc"H! avendo gi esaminato i motivi c"e salgono dalla sfera naturale! si dar all-analisi degli scopi c"e discendono dalla sfera culturale. bbiamo dunque scoperto! nel campo delle molle! una forza indipendente dalla natura! cos7 come 0ci si perdoni l-anticipazione4 scopriremo! nel campo degli scopi! una forma indipendente dalla cultura. <otiamo ancora! per quanto riguarda il pensare puro! c"e il dire - come fa Steiner - c"e agendo 6sotto l-influenza di intuizioni! la molla del nostro agire : il pensare puro! equivale a dire c"e la 6molla del nostro agire : l-intuire. M importante sottolinearlo! perc"H ogni volta c"e usiamo! al posto del verbo 0intuire4! il sostantivo 0intuizione4 corriamo il risc"io di confondere la forza 0indeterminata4 con la forma 0determinata4. ;omunque sia! se il pensare puro non lo si pu? considerare 6appartenente - come dice Steiner - al campo delle disposizioni caratterologic"e! : appunto perc"H queste 6informano abitualmente il pensare! rendendolo per ci? stesso 6impuro. Sono tali 6disposizioni a 6psicologizzare infatti il pensare! privandolo cos7 di 6universalit e riducendolo a mera e soggettiva 6opinione. 1ccoci per? arrivati al punto in cui Steiner intraprende l-analisi degli scopi. Rammentate quel c"e diceva! alla voce 6dovere! l-1nc'clopedia of religion and et"ics I #iceva c"e 6qualunque moralit e qualunque etica sono imperniate sul contrasto tra le inclinazioni dell-individuo e qualc"e standard oggettivo e dotato di autorit al quale queste inclinazioni devono essere subordinate. Se ci siamo occupati! trattando delle molle! delle naturali 6inclinazioni dell-individuo! ci occuperemo dunque adesso! trattando degli scopi! degli 6standard culturali c"e le 6contrastano! e quindi! in modo pi5 rigoroso! di moralit. 6 d un vero atto volitivo - dice Steiner - si perviene soltanto quando un impulso istantaneo all-azione! in forma di un concetto o di una rappresentazione! agisce sulla disposizione caratterologica. Un tale impulso diviene allora un motivo di volizione. B motivi della moralit sono rappresentazioni e concetti. Ci sono moralisti c"e vedono anc"e nel sentimento un motivo della moralit! e per esempio ritengono c"e scopo dell-azione morale sia la produzione della massima quantit possibile di piacere nell-individuo c"e agisce. Bl piacere in sH non pu? per? diventare un motivoJ lo pu? soltanto un piacere rappresentato. La rappresentazione di un futuro sentimento! non per? il sentimento stesso! pu? agire sulla mia disposizione caratterologica. Bnfatti il sentimento stesso! nel momento dell-azione! non esiste ancora! ma deve essere suscitato appunto mediante l-azione 0p..A,4. ;osa significa questoI Significa c"e! nel momento in cui facciamo qualcosa dalla quale speriamo di ricavare piacere! tale piacere! ovviamente! ancora non c-:. bbiamo! : vero! la speranza di ricavarlo da ci? c"e facciamo! ma! proprio per questo! tale piacere futuro non pu? essere 6causa dell-azione presente. <el presente! infatti! il futuro piacere 6reale pu? essere solo un piacere 6ideale= ossia! un 6piacere rappresentato o uno scopo. 179

La rappresenta!ione del proprio e dell?altrui ene 0 dice ancora Steiner 0 puA perA essere considerata co$e un $otivo del volere -p.1<7.. Hatural$ente# (uando ci $otiver+ la rappresenta!ione del nostro solo ene sare$o alle prese con un orienta$ento $orale di carattere e'oistico# $entre (uando ci $otiver+ la rappresenta!ione dell?altrui ene sare$o alle prese con un orienta$ento $orale di carattere altruistico. Un ulteriore $otivo 0 dice poi 0 da vedersi nel contenuto pura$ente concettuale di un?a!ione. K (uesto il caso delle a!ioni c"e discendono da un siste$a di principii $orali -U. Questi principii possono re'olare la vita $orale in for$a di concetti astratti# sen!a c"e il sin'olo si preoccupi dell?ori'ine dei concetti. *llora noi sentia$o se$plice$ente co$e necessit+ $orale la sotto$issione al concetto $orale c"e onde''ia co$e co$anda$ento al di sopra del nostro a'ire -p.1<1.. Guando accettiamo acriticamente tali obblig"i o doveri! siamo dunque nel campo della 6morale autoritaria= proprio nel campo! vale a dire! di quegli 6standard oggettivi e dotati di autorit menzionati dalla 1nc'clopedia of religion and et"ics. lle leggi di natura e a quelle del diritto! vengono cos7 ad aggiungersi le leggi morali. ;ome vedete! pur salendo di livello! non si esce dal dominio della legge. Bn effetti! si pu? essere sc"iavi della natura 0dell-1s freudiano! ad esempio! o dell-inconscio collettivo Xung"iano4! cos7 come si pu? esserlo della morale 0del Super-io freudiano! ad esempio! o del conscio collettivo Xung"iano4. #ovremmo quindi riconoscere c"e colui c"e 6"a - come si usa dire - dei principi : in realt 6posseduto dai principi c"e crede di 6avere. (ve avessimo presente! infatti! c"e l-Bo : il )rincipio dei principi 0l-Bdea delle idee o il ;oncetto dei concetti4! ben comprenderemmo come il partire da 6un principio altro non signific"i c"e partire da un determinato contenuto ideale o concettuale 0del corpo astrale4! e non dall-Bo. ;olui c"e parte da un principio : come infatti se dicesse= 6)arto da questo principio! dunque sono 0morale4. ;ome direbbe invece uno spirito liberoI #irebbe= 6Bo sono e! proprio per questo! quando serve 0non a me! ma al mondo4 c"e parta dal principio ! parto dal principio ! quando serve c"e parta dal principio P! parto da quello PJ e cos7 via. Cedete! ove volessimo esprimere in poc"e parole l-insegnamento morale de La filosofia della libert! potremmo dire cos7= 6<on tanto importa c"e sia morale l-azione! quanto c"e sia morale il soggetto. 1 quand-: c"e il soggetto : moraleI Guand-: davvero il soggetto. ;i s-impegni dunque a divenire ci? c"e si : 0un Bo spirituale4 e si risolver! eo ipso! la questione morale. <on dimentic"iamo! infatti! c"e nel cuore dell-Bo vive il Logos= ovvero! l-1ssere stesso dell-amore. ;"i realizza l-Bo realizza quindi l-amore! e c"i realizza l-amore : libero. nzic"H dire! con gostino= 6 ma! e fa ci? c"e vuoi! potremmo dunque dire= 6Sii l-Bo! e fa ci? c"e vuoi. vrete notato c"e! nell-ultimo passo citato! figura il termine 6comandamento. 2a c"e cos-: un comandamentoI M un principio c"e esige soltanto di essere osservato 06gli ordini non si discutonoT4! e c"e viene quindi imposto al soggetto e non posto dal soggetto. ;"i osserva i comandamenti non si preoccupa! in genere! di ricercarne la matrice storica e culturale. <on se ne preoccupa perc"H teme c"e un-indagine del genere possa 6dissacrarli. $atto sta! tuttavia! c"e per poter 6consacrare ci? c"-: realmente sacro : talvolta necessario 6dissacrare o 6sconsacrare ci? c"e non lo :. Si badi= non si deve 6dissacrare o 6sconsacrare per il piacere di farlo! bens7 lo si deve fare! magari malvolentieri! per aprire il varco a ci? c"-: veramente 6sacro. #-altro canto! non si pu? avanzare lungo il cammino della scienza dello spirito se non si coltiva una certa 6spregiudicatezza. Se si : dei 6benpensanti o dei 6conformisti 0ma anc"e - a dirla tutta - dei 6malpensanti o degli 6anticonformisti4 non si pu? essere infatti degli 6spiriti liberi. 180

#ice Steiner= 6Una particolare forma di questi principii morali : quella in cui il comandamento non viene proclamato da una autorit esterna! ma dal nostro intimo 0autonomia morale4. Sentiamo allora nel nostro intimo la voce alla quale dobbiamo sottometterci. Guesta voce si esprime nella coscienza 0p..A.4. , ene# se (uanti si sotto$ettono ai co$anda$enti dell?autorit+ esterna trascurano d?inda'arne le ori'ini storic"e e culturali# (uanti invece si sotto$ettono a (uelli dell?autorit+ interna -della cosiddetta voce della coscien!a. trascurano d?inda'arne le ori'ini psicologic"e. Se la voce dello spirito infatti 0 per dirla con ,duardo de :ilippo 0 una voce di dentro# non tutte le voci di dentro sono perA voci dello spirito. La psicolo'ia del profondo inse'na infatti c"e (uella c"e credia$o essere# in'enua$ente# la voce della coscien!a -se non addirittura di Dio. potre e essere invece la voce di nostro padre# di nostra $adre# di nostro nonno o di un nostro educatore: la voce# inso$$a# di una (ualc"e autorit+ introiettata. , (uant?altre presunte voci della coscien!a altro non sono# in realt+# c"e le voci dell?incoscien!aJ Ovvero# (uelle delle nostre paure# delle nostre ansie# dei nostri pre'iudi!i o del nostro e'ois$oJ Ten si vede# co$un(ue# co$e sia i$possi ile distin'uere# in un caso# ciA c"? sacro da ciA c"e non lo e# nell?altro# ciA c"? psic"ico da ciA c"? spirituale# se non ci si asa# con uona pace dei cosiddetti nonco'nitivisti# sulla conoscen!a. Enso$$a# non c? alcun :ate0 ene0fratelli c"e possa prescindere da un /ensate0 ene0 fratelli. El $arVis$o 0 dice al ri'uardo :lores d?*rcais 0 vale anc"e co$e tra'ica illustra!ione del poten!iale totalitario c"e ogni co'nitivis$o etico porta con sB co$e sua o$ ra# proprio perc"B puA pretendere di i$porre la propria opinione $orale co$e verit+ o''ettiva. ;a perc"B o'ni co'nitivis$o etico "a finora i$posto la propria opinione $orale co$e verit+ o''ettivaJ /roprio perc"B# pri$?ancora di essere un co'nitivis$o etico# non stato un co'nitivis$o noetico -co$e (uello# appunto# de La filosofia della libert.# e non riuscito (uindi ad andare oltre l?ordinaria -e psicolo'ica. sfera della opinione -etica o noetica.. Hon a caso# Fant# ovvero il $aestro @ co$e dice :onnesu 0 dell?intui!ionis$o e del co'nitivis$o $etaetico# stato# a un te$po# il $aestro di (uell?a'nosticis$o o nonco'nitivis$o noetico del (uale a ia$o 'i+ parlato. Si verifica un pro'resso $orale 0 continua co$un(ue Steiner 0 (uando l?uo$o non eleva a $otivo del suo a'ire se$plice$ente il co$anda$ento di un?autorit+ esterna o di (uella interna# $a (uando si sfor!a di riconoscere la ra'ione per cui una certa $assi$a deve valer'li co$e $otivo. Gale pro'resso consiste nel passare dalla $orale autoritaria all?a!ione fondata sul 'iudi!io $orale. L?uo$o 'iunto a (uesto 'radino della $oralit+ studier+ le necessit+ della vita $orale# e dalla conoscen!a di (ueste si lascer+ deter$inare alle sue a!ioni -p.1<1.. Si tratta dunque di quella sfera del cognitivismo etico c"e si dar come 6naturalismo! ove rintracci le 6necessit della vita morale nella natura! e come 6intuizionismo! ove le rintracci invece nello spirito. Bn rapporto alla vita morale osserva appunto Ruggero @uarini! nel suo Preve corso di morale laica - il laicismo 6ammette soltanto due soluzioni= quella materialistica! c"e cerca di dedurre l-eticit dell-uomo dalle stesse leggi naturali! e in tal modo di fondare e promuovere una qualc"e 6morale naturale! e quella idealistica! c"e pur respingendo ogni fede confessionale e teistica! vede per? nell-uomo un essere toto coelo diverso da tutti gli altri viventi! e nella sua vocazione morale suole scorgere l-avvento di qualcosa c"e introduce! fra noi e la natura! una differenza radicale. La tuttavia ricordato c"e il naturalis$o etico approda in 'enere a due opposte conclusioni: 1. c"e 'li uo$ini non sono per natura tutti u'uali# e c"e i forti devono perciA prevalere sui de oliD 5. c"e 'li uo$ini sono per natura tutti u'uali# e c"e devono perciA essere u'ual$ente trattati. Hatural$ente# sia i sostenitori della pri$a tesi sia (uelli della seconda cercano di dare alle proprie conclusioni un valore scientifico. Lasciate c"e vi 181

le''a# in proposito# (uanto dice ancora :onnesu: K difficile ne'are c"e lo studio e$pirico0osservativo dell?uo$o# della sua $ente e del contesto a$ ientale e sociale de a essere tenuto in 'rande considera!ione da c"i si occupa di etica# pur se le'itti$o nutrire 'randi perplessit+ sulla possi ilit+ 0 forse ne$$eno auspica ile 0 c"e l?etica possa essere in toto corro orata da una ase scientifica. Si $anca tuttavia di osservare c"e tale ase stata se$pre e soltanto ricercata con i $etodi della scien!a naturale# e non con (uelli della scien!a spirituale# tanto da'li assertori della disu'ua'lian!a (uanto da (uelli dell?u'ua'lian!a. * riprova di ciA# si puA osservare c"e i naturalisti# per non tradire la scien!a# ri$an'ono ancorati alla natura# $entre 'li intui!ionisti# per ri$anere ancorati allo spirito# tradiscono la scien!a. )rima di proseguire e di considerare l-apice della vita morale! vorrei per? fare qualc"e altra considerazione. Cedete! la natura c-impone le sue leggi= in virt5 delle sue 6forze c-impone cio: le sue 6forme. Guando constatiamo! ad esempio! c"e i polmoni funzionano in un modo e il fegato in un altro! non facciamo c"e constatare le diverse 6forme in cui questi organi funzionano. L-attivit dei primi : retta infatti da leggi diverse da quelle c"e regolano l-attivit del secondo. llorc": parliamo di 6leggi della natura! parliamo dunque di forze operanti in una certa forma e di forme operanti con una certa forza. Se Sc"open"auer se ne fosse reso conto! potete star certi c"e non avrebbe commesso l-errore di considerare il pensiero 6fuori della volont e la volont 6fuori del pensiero. )roprio per il fatto! tuttavia! c"e il pensiero e la volont stanno l-uno 6dentro l-altra 0costituendo un pensiero vivente4! nella natura vi : necessit e non libert. 2a per quale ragione - c"iediamoci - nessuno "a mai pensato di varare una legge c"e imponga di digerire e c"e preveda delle sanzioni per c"i la trasgrediscaI )er la semplice ragione c"e c"i non digerisce si punisce gi da s:. <on c-: quindi bisogno di una qualc"e autorit esterna c"e dia 6forza alla 6forma della legge 0tutelandone l-osservanza e punendone la trasgressione4 perc"H la legge della natura! contrariamente a quella dello Stato! "a forza in sH. )roprio perc"H non l-"a in sH! infatti! quella dello Stato 0o di qualsiasi altra istituzione culturale4 deve ricavarla dall-esterno= ossia da quelle c"e vengono dette! non a caso! le 6forze dell-ordine. )er quale ragione! e sul piano giuridico e su quello morale! occorre dunque l-autoritI M semplice= per dare forza alla forma. 2a se la forma c"iediamoci - tornasse ad avere in sH la forza! non gi come ce l-"a nella natura! bens7 come potrebbe averla nello spirito vivente 0nell-Bo4! cosa ne sarebbe allora dell-autoritI M ovvio= diverrebbe inutile. ;ome le leggi dello Stato e quelle morali sono inutili per la natura! altrettanto lo sono per lo spirito vivente 0per l-Bo4. M dunque nel mezzo! ossia laddove non c-: pi5 la natura! ma non c-: ancora lo spirito vivente 0laddove c-: dunque l-intelletto4 c"e serve una qualc"e autorit capace di dare estrinsecamente forza alla spenta forma della rappresentazione.

;ontinua il nono capitolo 83N incontro - / aprile .+++ La volta scorsa# a ia$o distinto pri$a le for!e della $oralit+ dalle sue for$e# e poi i $otivi naturali dell?a'ire da (uelli culturali. * ia$o passato in se'uito in rasse'na una sorta di 'erarc"ia delle for!e e# partendo dal piano del volere# attraversando (uello del sentire# e 'iun'endo infine a (uello del pensare# ci sia$o via via occupati dei riflessi# de'li i$pulsi# de'li istinti# del tatto o del 'usto $orale# dei senti$enti# delle rappresenta!ioni# e sia$o cosI arrivati al 182

pensare puro -in (uanto svincolato dalla perce!ione sensi ile.. :atto (uesto# a ia$o co$inciato a passare in rasse'na la 'erarc"ia delle for$e# $a a ia$o visto c"e (ueste non sono c"e due: la rappresenta!ione e il concetto. * ia$o allora considerato le rappresenta!ioni c"e distin'uono la $orale altruistica da (uella e'oistica# e poi (uei concetti c"e# in veste di principi# la $orale autoritaria -o do'$atica. i$pone al so''etto (uali co$anda$enti# e c"e la $orale autono$a -o critica. per$ette invece di valutare e sce'liere in ase a un criterio ra!ionale. (ccorre tuttavia rilevare c"e quest-ultima! essendo di stampo 6illuministico! : portata a confondere la legalit con la moralit= ossia! la sfera 6giuridica con quella 6morale. Un conto : infatti l-etica! altra il diritto. #obbiamo comunque riconoscere c"e una distinzione del genere : pi5 facile farla in teoria c"e in pratica. Guando non : la sfera morale a fagocitare quella giuridica 0come avviene nelle 6teocrazie4! : infatti quella giuridica a fagocitare quella morale 0come avviene nelle 6nomocrazie4. La sfera del diritto! in quanto esteriore! dovrebbe riguardare per? i 6fatti! mentre quella della morale! in quanto interiore! dovrebbe riguardare le 6intenzioni 06#io si usa dire appunto giudica le intenzioni! e non i fatti4. Guesto di certo lo si sa e lo si dice! ma quando si tratta poi di salire col pensiero dal piano dei fatti a quello delle intenzioni si comincia inevitabilmente a balbettare! perc"H il piano delle intenzioni : quello stesso dello spirito. L-6intenzione c"e ci anima : infatti lo 6spirito c"e ci anima. ;ome pensare e valutare dunque le intenzioni se non si sa pensare e valutare lo spirito o! per meglio dire! non si sanno pensare! valutare e per ci? stesso 6discernere gli 6spiritiI 1 non : allora comprensibile c"e! in una condizione del genere e nonostante i migliori propositi! si finisca col continuare a pensare e valutare i fatti 0cio: l-unica cosa c"e l-intelletto sa davvero far bene4I #al punto di vista della scienza dello spirito! soltanto la coscienza 6ispirativa e 6intuitiva 0ma in specie quest-ultima4 potrebbero consentirci di operare una corretta e concreta 6diagnosi delle intenzioni. Gornia$o perA a noi. Hella 'erarc"ia delle for$e sia$o dun(ue arrivati a (uelle c"e si danno co$e concetti o co$e principi $orali. ;a vi (ualcosa di pi) alto# 0 dice Steiner 0 c"e non parte nel caso sin'olo da un deter$inato e sin'olo scopo $orale# ensI d+ un certo valore a tutte le $assi$e $orali# e in o'ni dato caso do$anda se$pre se per (uel caso sia pi) i$portante un principio $orale oppure l?altro -p.1<5.. 2a cosa pu? darsi 6di pi5 alto di un concetto o di un principio moraleI Lo abbiamo gi detto= l-Bo! in qualit di ;oncetto dei concetti o )rincipio dei principi. 2a procediamo con ordine. Spiega Steiner= 6$ra i gradi della disposizione caratterologica 0fra le forze nda4 abbiamo designato come il pi5 alto quello c"e agisce quale pensare puro! quale ragione pratica. $ra i motivi 0fra le forme - nda4 abbiamo ora designato come il pi5 alto l-intuizione concettuale. 2a a pi5 precisa riflessione risulta per? subito c"e! a questo grado della moralit! molla e motivo coincidono! c"e cio: nH una disposizione caratterologica predeterminata! nH un principio morale esterno! assunto come norma! influiscono sul nostro agire 0p..AA4. ,ccoci dun(ue al punto in cui viene $eno la separa!ione di for!a e for$a e (uesti due ele$enti si riuniscono. * ia$o infatti scoperto una realt+ c"e unit+ di pensare puro e concetto puro o d?intuire e d?intuIto: c"e cio# a un te$po# for!a -volont+. e for$a -pensiero.# e pertanto in 'rado di re''ersi su di sB. Sia$o dun(ue in presen!a di un?idea vivente: ossia# di una vera idea. )ermettetemi ancora di leggervi! al riguardo! alcune rig"e del mio #ialog"i sulla libert= 61 se scoprissimo c"e il soggetto : davvero il soggetto proprio quando l-idea : davvero l-ideaI Guale : infatti! ci si dovrebbe c"iedere! la natura dell-ideaI Guale quella del soggettoI 1 quale tipo di rapporto vi : tra le dueI M di omogeneit o di eterogeneit! d-identit o di alteritI Se l-idea! nella sua essenza! : altro da me! allora la sua realizzazione non : la mia realizzazione. (ve per? tale essenza fosse identica alla mia! ove si trattasse! 183

per dirla in termini teologici! di una omousia! l-idea non rappresenterebbe allora c"e la forma in cui il mio stesso essere! di volta in volta! si determina e attua. Riflettia$o: L?a$ore 0 affer$a Scali'ero 0 l?essere dello spiritoD Le idee @ affer$a Steiner 0 sono recipienti d?a$ore. K dun(ue nel recipiente# nella coppa o nella for$a dell?idea c"e si riversa la for!a dell?a$ore: vale a dire# la for!a stessa dello spirito o dell?Eo. L?idea 0 co$e a ia$o appena detto 0 non rappresenta perciA c"e la for$a in cui la for!a del nostro stesso essere -dell?Eo. di volta in volta si deter$ina e attua. /ri$a di prose'uire# vorrei perA riprendere (uel passo in cui Steiner dice c"e l?uo$o li ero non parte nel caso sin'olo da un deter$inato e sin'olo scopo $orale# ensI d+ un certo valore a tutte le $assi$e $orali# e in o'ni dato caso do$anda se$pre se per (uel caso sia pi) i$portante un principio $orale oppure l?altro. >onoscia$o forse (ualcuno la cui esperien!a so$i'li al$eno un poco a (uestaJ SI# lo psicoterapeuta. :accia$o un ese$pio. *lle tre del po$eri''io# riceve un pa!iente isterico e# nel corso della seduta# 'li dice: K ene controllarsiD alle (uattro dello stesso po$eri''io# riceve invece un pa!iente ossessivo e# nel corso della seduta# 'li dice: K ene lasciarsi andare. Or ene# se (uesti due pa!ienti avessero $odo d?incontrarsi e di riferirsi (uanto detto loro dallo psicoterapeuta# potre ero facil$ente du itare dell?affida ilit+ di una persona c"e all?uno dice una cosa e all?altro# solo un?ora dopo# il contrario. :atto si # tuttavia# c"e lo psicoterapeuta non parte nel caso sin'olo 0 per riprendere le parole di Steiner 0 da un deter$inato e sin'olo principio# ensI# in o'ni dato caso do$anda se$pre se per (uel caso sia pi) i$portante un principio oppure l?altro. Questo si'nifica a$are l?essere u$ano c"e si "a di fronte pi) dei propri cosiddetti principi. /er far (uesto# si deve perA poter contare su una assoluta li ert+ di $ovi$ento interiore# e (uindi sulla capacit+ di re''ersi su di sB -sull?Eo.# e non sulle sta$pelle di un (ualsivo'lia principio. bbiamo gi accennato alla confusione c"e regna tra la sfera della legalit e quella della moralit. d esempio! si esige 0e giustamente4 la 6certezza del diritto! ma non si pu? esigere un-uguale 6certezza della moralit! quasi c"e si trattasse! anc"e in questo caso! di andare a compulsare dei codici per controllare se un determinato comportamento costituisca o meno un 6reato morale. 1ppure! tutte le morali cosiddette 6contenutistic"e 0quelle c"e valutano il 6comportamento o il contenuto percettivo od oggettivo dell-azione4 dispongono di una 6casistica= ossia! di manuali in cui ci si sforza di prevedere tutti quei casi di vita o di coscienza in grado di suscitare dubbi o scrupoli morali. Si tratta! in genere! di opere destinate ai confessori o alle 6guide spirituali. )ascal! ad esempio! nella quinta delle sue Lettere provinciali! tratta con fine ironia del colloquio tra l-estensore delle 6lettere e un 6casista della ;ompagnia 0di @es54 sul tema del digiuno. questo proposito! mi limiter? per? a raccontarvi una gustosa storiella. Un accanito fumatore si rivolge a un gesuita e gli c"iede= 6)adre! posso fumare mentre pregoIJ 62a c"e vai dicendo! figlio mio! - risponde il gesuita - mentre si prega non si pu? fare nient-altro. Bl primo! alquanto mortificato! sta gi per andarsene! quando improvvisamente ci ripensa! torna indietro e c"iede= 6)adre! posso pregare mentre fumoIJ 6;erto! figlio mio! - risponde pronto il gesuita - perc"H si pu? pregare in qualsiasi momento della giornata. Sc"erzi a parte! tenete presente c"e perfino Ra"ner e Corgrimler! nel loro #izionario di >eologia 0cattolica4! prendono in qualc"e modo le distanze dalla 6casistica. scoltate infatti cosa dicono= 6La morale cattolica non fu sempre e non : tuttora libera da una sopravvalutazione della casistica! c"e porta ad ansie! scrupoli! alla vanificazione di decisioni c"e dovrebbero essere realmente personali e infine al prevalere di una concezione legalistica anticristiana! qualora la si consideri unico metro dei doveri del cristiano. ;"e i due autori non abbiano torto nel giudicare 6anticristiana 0o non cristiana4 la concezione 6legalistica della morale! lo conferma il fatto c"e : proprio una concezione del genere a caratterizzare la morale ebraica e! in particolare! quella misnicotalmudica. 6La morale nella dottrina giudaica - scrive appunto 1rmenegildo Pertola! ne La filosofia ebraica - non : distinta dalla legge! come le norme 184

etic"e non sono diverse dalle prescrizioni legali 0L4 L-etica : cos7 sostituita dalla giurisprudenza 0L4 >utti gli atti umani sono cos7 sottoposti a una norma giuridica 0L4 >utta l-attenzione dei rabbini della 2isn viene rivolta all-azione compiuta! all-azione in se stessa! considerata come elemento essenziale della vita morale! e non al sentimento! non all-intenzione! non al fine dell-azione stessa. ,ccoci tornati cosI ai fatti e ai co$porta$enti# e (uindi alle nor$e# alle re'ole# ai precetti e perfino alle san!ioni -a (uelle co$$inate# ad ese$pio# dai confessori.. Ove tuttavia si consideri c"e i casi della vita 0 co$e si suol dire 0 sono infiniti# en si co$prende co$e tale casistica sia fatal$ente destinata# nel te$po# ad a$pliarsi e infittirsi -'i+ nel PLEE secolo# ad ese$pio# il trattato di casistica di *ntonio Diana co$prendeva en sette volu$i.. Tasti pensare# del resto# ai Dieci co$anda$enti. Sono solo dieci# vero# $a si tratta pur se$pre di nor$e 'enerali dalle (uali occorre poi dedurre e (uelle particolari e (uelle individuali. ,cco co$e si finisce dun(ue col fare# in ca$po $orale# (uanto si fa a itual$ente in ca$po 'iuridico: (ui si "anno infatti# in pri$o luo'o# la >ostitu!ione# cio a dire la le''e supre$a dello Stato# poi le le''i e poi ancora i re'ola$enti o le cosiddette nor$e di attua!ione. Dice co$un(ue Steiner c"e il contrario assoluto del principio $orale da lui proposto (uello Santiano: *'isci in $odo c"e le nor$e del tuo a'ire possano valere per tutti 'li uo$ini. Gale proposi!ione la $orte di o'ni i$pulso individuale all?a!ione. Hon il $odo in cui tutti 'li uo$ini a'ire ero $i deve essere di nor$a# $a il $odo in cui io "o da a'ire nel caso individuale -p.1<<.. Want dice pure= 6Si deve poter volere c"e la massima della nostra azione divenga una legge universale= questo : il canone della valutazione morale di essa in generale. Ca per? osservato c"e se la 6massima della nostra azione : un-idea pura! non vi : allora alcun bisogno! essendo questa 0in sH4 gi 6legge universale! di farla 6divenire taleJ anzi! c-: bisogno proprio del contrario= di far s7! cio:! c"e l-idea universale si individualizzi e c"e il soggetto individuale 0l-ego4 si universalizzi. ;redo di aver gi detto! a questo proposito! c"e in virt5 del processo conoscitivo le cose diventano idee! mentre in virt5 del processo creativo le idee diventano cose. Si tratta infatti di due processi o movimenti opposti 0come opposti sono quelli dell-inalazione e dell-esalazione o della sistole e della diastole4. (rbene! c"iunque sia incapace di concepire la morale come 6creazione o come 6arte! dovr giocoforza ricondurla alla dinamica del processo conoscitivo! e ritenere! perci?! c"e anc"e nella sfera morale! come in quella conoscitiva! ci sia da universalizzare 0mediante un concetto4 un individuale 0una percezione4. 2a nella sfera morale - come abbiamo appena detto - : al contraro l-universale 0il concetto4 a doversi individualizzare 0a doversi fare percezione4. Sul piano morale! insomma! spetta all-uomo realizzare e incarnare nel sensibile il sovrasensibile o nella materia l-idea. Cedremo! pi5 avanti! c"e questo viaggio dell-universale verso l-individuale! o dell-idea verso il sensibile! esiger le mediazioni della 6fantasia morale e della 6tecnica morale. $rattanto! riflettiamo sul fatto c"e la vera moralit 0la vivente moralit4 non pu? essere c"e un atto creativo. )ur essendo infatti animati da un solo spirito 0dall-Bo inabitato dal Logos4! dobbiamo comportarci ogni volta in modo diverso! perc"H diverse e irripetibili sono le situazioni c"e il destino ci c"iama ad affrontare. 6Una critica superficiale - prosegue Steiner - potrebbe obiettare a queste considerazioni= 6;ome pu? l-azione essere individualmente improntata al caso particolare e alla particolare situazione! ed essere nello stesso tempo determinata in modo puramente ideale per via d-intuizioneI. Guesta obiezione si basa sopra una confusione fra motivo morale e contenuto percettivo dell-azione. Guest-ultimo pu? essere motivo! e lo :! per esempio nel progresso della civilt! nelle azioni di origine egoistica! e cos7 via! ma non lo : nelle azioni fondate sulla pura intuizione morale. Bl mio io rivolge naturalmente lo sguardo su questo contenuto percettivo! ma non se ne lascia determinare. >ale contenuto : utilizzato solo per formarsi un concetto conoscitivoJ l-io! per?! non 185

ricava dall-oggetto il relativo concetto morale. Bl concetto conoscitivo corrispondente ad una determinata situazione! alla quale io mi trovi davanti! : nello stesso tempo un concetto morale soltanto se io mi trovo nel punto di vista di un determinato principio morale 0pp..AA-.AE4. Una cosa dun(ue il contenuto percettivo dell?a!ione -il fatto.# altra il suo $otivo $orale -il valore $orale del fatto.. E$$a'inia$o# ad ese$pio# c"e Gi!io 'uada'ni due $ilioni al $ese. >o$e si sa# il valore di (uesta cifra au$enter+ o di$inuir+ a seconda del di$inuire o dell?au$entare dei pre!!i. , ene# co$e la (uantit+ del denaro cosa diversa dal valore del denaro# cosI il fatto cosa diversa dal valore -$orale. del fatto. ;a cos? un fattoJ *ltro non # a en vedere# c"e l?esito di un processo c"e# $ediante un concetto# "a trasfor$ato una perce!ione in una rappresenta!ione: l?esito# dun(ue# di un processo conoscitivo -e (uindi @ nelle parole di Steiner 0 un concetto conoscitivo.. E$$a'inia$o ancora c"e un soldato# durante un co$ atti$ento# uccida un ne$ico. , ene# un conto la $era fattualit+ di tale atto# altro il suo si'nificato o valore $orale. Gale soldato# infatti# potre e avere ucciso# suo $al'rado# per senso del dovere o per a$or patrio# cosI co$e potre e avere invece ucciso per denaro -se $ercenario. o per $otivi personali# (uali il rancore# la vendetta# l?odio# se non addirittura il 'usto di uccidere. L-esempio non sar forse dei migliori! ma spero c"e aiuti ugualmente a capire come il fatto sia! s7! cosa diversa dal suo significato o valore morale! ma soltanto ove non ci si colloc"i - come dice Steiner - 6nel punto di vista di un determinato principio morale. (ve infatti ci si collocasse 6nel punto di vista del 6principio morale= non uccidere! ecco allora c"e! nel caso del soldato! il 6giudizio di fatto si troverebbe a coincidere col 6giudizio di valore. En una situa!ione del 'enere# 0 osserva appunto Steiner 0 oltre al concetto# c"e $i svela le naturali connessioni di un avveni$ento o di una cosa# l?avveni$ento o la cosa portano appesa anc"e un?etic"etta $orale c"e per $e# essere $orale# contiene un?indica!ione etica del $odo in cui $i devo co$portare -p.1<9.. Sia c"iaro! comunque! c"e i principi morali! sul piano della coscienza intellettuale e dell-ego! svolgono una funzione pi5 c"e legittima 0quella stessa! cio:! della morta 6legge c"e - secondo quanto abbiamo visto - colma il vuoto provvisoriamente esistente tra la vita della natura e la vita dello spirito4. <on si tratta perci? di abolire tali principi! ma di portarsi oltre il livello della loro necessit. La 6somma delle idee attive in noi e la nostra 6capacit d-intuizione costituiscono infatti una potenzialit morale c"e c"iede soltanto di essere sviluppata. 6Lasciare svolgere tale potenzialit - dice appunto Steiner - : la molla morale pi5 alta e nello stesso tempo il pi5 alto motivo di colui c"e capisce come tutti gli altri principii morali convergano! in definitiva! in questa potenzialit. Guesto punto di vista pu? venir c"iamato individualismo etico 0pp..AE-.A94. Dice appunto S"aftes urM: La $oralit+ non consiste nel predo$inio di $assi$e universali# nB nella su ordina!ione della volont+ personale a deter$inate nor$e# $a nella ricca e piena fioritura della intera individualit+. Lo stesso Fant pronto d?altronde a riconoscere c"e non si co$anda $ai ciA c"e uno vuole 'i+ i$$anca il$ente da sB e# nel el $e!!o del discorso sull?i$perativo cate'orico# dice: Una volont+ perfetta$ente uona sare e# sI# sottoposta alle le''i o''ettive -del ene.# $a non potre e essere i$$a'inata perciA co$e costretta ad a!ioni confor$i alle le''i# perc"B a deter$inarla astere e# in virt) della sua struttura so''ettiva# la sola rappresenta!ione del ene. /erciA# per la volont+ divina e# in 'enere# per una volont+ santa# non "anno valore 'l?i$perativi: il dovere (ui fuori posto perc"B la volont+ 'i+ di per sB stessa e necessaria$ente tutt?una con la le''e. 186

=i+# $a (uale volont+ potre e essere pi) santa di (uella c"e# una volta individuato l?Eo nell?e'o# consente a (uest?ulti$o di universali!!arsiJ , perc"B non riconoscere c"e tutto il pro le$a sta allora nell?aiutare il so''etto a rendersi se$pre pi) so''etto# consentendo al pensiero di essere se$pre pi) pensiero e alla coscien!a di essere se$pre pi) coscien!aJ Do ia$o a$$ettere# infatti# c"e sen!a un pensiero vivo e capace di speri$entare in sB stesso la for!a del divenire# tutto ciA sare e i$pensa ile e ini$$a'ina ile. ;a proprio (uesta la ra'ione per la (uale Steiner invita a sviluppare# oltre la coscien!a intellettuale# (uella i$$a'inativa. Cedete! quello c"e c"iamiamo 6Bo spirituale o 6SH spirituale 0e c"e distinguiamo dal Logos c"e lo inabita e dall-ego4 non :! in sostanza! c"e un 6Bo morale. <on perc"H - si badi - rendendosi morale si renda un Bo! ma perc"H rendendosi un Bo si rende morale. Bn definitiva! l-ego sta alla morale normativa come l-Bo sta alla morale vivente. 2i ricordo! in proposito! di un fatto capitatomi alcuni anni fa. 1ro stato invitato a presentare un libro sull-interpretazione dei sogni e! nel discorso! dissi c"e il sogno rappresenta! per $reud! l-6appagamento di un desiderio! per %ung! un-6autorappresentazione dell-inconscio 0c"e assolverebbe! nei confronti del conscio! una funzione 6compensatoria4 e! per Steiner! l-espressione immaginativa o simbolica di un-esperienza morale. <on l-avessi mai dettoT Uno dei presenti si alz? e mi c"iese! preoccupatissimo! come mai mi fossi sentito in diritto di tirare in ballo la 6morale. Bn effetti! cosa mai potrebbe avere a c"e fare un sogno con i precetti! con le norme o con le leggi= con quel solo modo! cio:! in cui siamo abituati a rappresentarci la moraleI $atto si :! per?! c"e quella del sogno : un-esperienza viva della moralit e non! come d-ordinario! rappresentata o riflessa. ;iascuno di noi - dice al riguardo &illman farebbe talvolta bene a c"iedersi= 6;osa vuole da me il mio ngeloI. 1bbene! : anc"e attraverso i sogni c"e l- ngelo pu? dirci quel c"e vuole da noi. L- ngelo 06custode4 non : per? c"e il 6messaggero di quell-1ssere dell-amore c"e vive nel 6sacro cuore dell-Bo. ;erto! i suoi 6messaggi vanno interpretati! ma vanno interpretati proprio perc"H se ne possa ricavare un-indicazione 6morale. #el resto! una cosa : il sogno quale fatto 6naturale! altra la sua interpretazione quale fatto 6spiritualeJ e come! per sognare! si deve scendere al di sotto dell-ordinaria coscienza di veglia 0nel sonno4! cos7 per interpretare correttamente i sogni! bisogna salire al di sopra dell-ordinaria coscienza di veglia 0laddove sono la coscienza immaginativa e quella ispirativa4. )otremmo perci? dire! da questo punto di vista! c"e l-intelletto conosce la morale 6creata! c"e va dal passato al presente! ma non quella 6creatrice! c"e va dal presente al futuro 0o c"e viene! per meglio dire! dal futuro al presente4. bbiamo detto e ripetuto c"e non si sta qui proponendo di abolire la 6morale scritta! bens7 di conquistare - come dice Steiner - 6un punto di vista pi5 alto. ;onsiderate! peraltro! c"-: proprio lo spirito libero a non provare alcun disagio di fronte alla legge. 2entre! sul piano psicologico! i tipi 6astenici tendono a osservarla perc"H la temono! i tipi 6stenici tendono a trasgredirla perc"H la patiscono. 6(bbediamo! dunque siamo! potrebbero dire i primiJ 6#isobbediamo! dunque siamo! potrebbero dire viceversa i secondi. 2a queste sono 6scelte della natura in noi! non nostre scelte. Uno spirito libero 0un Bo4 non "a infatti alcuna necessit di ricavare dall-obbedienza o dalla disobbedienza il senso del proprio essere perc"H sa ricavarlo da sH stessoJ per questo! pu? fare! a seconda di quanto ric"iedono le circostanze! l-una o l-altra cosa. ;ome vedete! si tratta ancora una volta di andare oltre sH stessi 0oltre l-ego4 per essere davvero sH stessi 0l-Bo4. L-oblio di sH non : infatti un 6vuoto! ma un 6pieno= vale a dire! una 6pienezza di vita! d-anima e di spirito. #ice Scaligero= 6M facile essere buoni quando si : deboli! : facile essere forti quando si : cattivi. M vero= difficile : infatti essere buoni perc"H forti e forti perc"H buoni. * ia$o pri$a parlato di una so$$a di idee attive in noi. Questa perA 0 dice Steiner 0 si reali!!a dall?insie$e di tutto ciA c"e# dell?intera universalit+ del $ondo delle idee# "a preso in o'ni uo$o una for$a individuale -p.1<9.. <ella ;ritica della ragion pura! Want non parla di un 6mondo o di un 6regno delle idee! ma parla! nella ;ritica della ragion pratica! di un 6regno dei fini. 187

>ale 6regno dei fini altro non :! tuttavia! c"e quello delle idee cos7 come viene sperimentato dalla volont. 1gli riesce dunque a scorgere! nella sfera cosiddetta pratica! un 6concreto regno dei fini! ma non riesce a scorgere! in quella cosiddetta teoretica! un altrettanto 6concreto regno o mondo delle idee. Un 6fine! uno 6scopo o un 6valore non : per? - come abbiamo appena detto c"e l-essere dell-idea sperimentato dall-Bo nella sfera della volont. L-Bo! attraverso le idee! non fa per? c"e sperimentare sH stesso. Sono infatti le idee! quali forme! a permettergli di mediarsi e determinarsi. ;a tornia$o a noi. * (uesto 'radino della $oralit+ 0 dice Steiner 0 non si puA pi) parlare di concetti $orali 'enerali -nor$e# le''i.# se non in (uanto essi risultino da 'enerali!!a!ioni de'li i$pulsi individuali. Hor$e 'enerali presuppon'ono se$pre fatti concreti da cui esse possono essere derivate. ;a# $ediante l?a'ire u$ano# dei fatti ven'ono an!itutto creati -p.1<4.. L-etica! quale 6dottrina naturale della moralit : dunque cosa diversa dall-etica quale 6scienza di norme morali. La prima : infatti una scienza c"e! rivolgendosi al passato! studia 0a-posteriori4 le forme storic"e e culturali della moralitJ la seconda : invece una scienza c"e deve! nel presente 0a-priori4! ispirare il nostro agire. L-etica! quale 6dottrina naturale della moralit riguarda dunque il 6creato e non il 6creare. L-uomo : per? c"iamato a creare! e a creare innanzitutto sH stesso. La natura lo "a portato alla coscienza dell-ego 0all-anima cosciente4! ora egli! muovendo dalla coscienza dell-ego! deve portarsi alla coscienza dell-Bo 0del SH spirituale4. >uttavia! mai potrebbe percorrere questa via e ritrovare cos7 la verit e la vita se non vi fosse in lui quella $orza c"e dice appunto! di sH= 6Bo sono la via! la verit e la vita. Ricordate il prologo del Cangelo di @iovanniI 62a a quanti lo accolsero! a quelli c"e credono nel suo nome! diede il potere di diventare figli di #ioJ i quali! non dal sangue! nH da voler di carne! nH da voler dell-uomo! ma da #io sono nati. L-uomo pu? 6nascere dunque da #io! in quanto pu? 6ri-nascere dall-Bo e! attraverso l-Bo! da quel Cerbo c"e si : ormai fatto 6carne 0c"iede infatti <icodemo al ;risto= 6;ome pu? un uomo rinascer quand-: vecc"ioI )u? forse rientrare nel seno della madre! per essere rigeneratoI4. Se si vuol sapere 0 continua co$un(ue Steiner 0 in c"e $odo l?a!ione di un uo$o scaturisca dalla sua volont+ $orale# iso'na 'uardare in pri$o luo'o al rapporto fra (uesta volont+ e l?a!ione stessa -p.1<4.. Bn altre parole! 6bisogna guardare in primo luogo al rapporto tra l-agire e l-agente. 62orale : infatti ogni azione c"e scaturisca davvero dal soggetto 0dall-Bo4. #ovremmo quindi interrogarci non tanto sul cosa abbiamo fatto! quanto piuttosto sul c"i lo "a fatto. ;i? c"e abbiamo fatto - dovremmo c"iederci ci : stato dettato dalle forze minerali! vegetali e animali c"e sono in noi! o scaturisce da noi 0vale a dire! dall-Bo4I M in ogni caso evidente c"e! nell-attuale vita quotidiana! : ben difficile c"e si dia un-azione veramente libera. Siamo abituati infatti a dire= 6&o fatto questo! 6&o fatto quello! oppure 6&o detto questo! 6&o detto quello! ma : raro! in realt! c"e l-io di cui parliamo sia davvero l-Bo. Sia perci? c"iaro - come dir tra breve Steiner - c"e il 6male non costituisce mai l-estrinsecazione della volont dell-Bo! bens7 sempre quella della nostra inferiore natura 0vale a dire! della psic"H! della p"'sis e del s?ma4. /ri$a di salutarci# vorrei co$un(ue le''ervi un passo del (uale ci occupere$o perA la prossi$a volta. Se uno 0 dice Steiner 0 a'isce soltanto perc"B riconosce deter$inate nor$e $orali# la sua a!ione il risultato dei principii c"e si trovano nel suo codice $orale. ,'li se$plice$ente un esecutore# un auto$a di ordine $orale. =ettate nella sua coscien!a un i$pulso all?a!ione# e su ito l?in'rana''io dei suoi principii $orali si $ette in $oto e svol'e re'olar$ente il suo corso per co$piere un?a!ione cristiana# u$anitaria# altruistica# oppure un?a!ione per il pro'resso della civilt+. Sola$ente (uando se'uo il $io a$ore per l?o''etto sono io stesso c"e a'isco. Su (uesto 'radino della $oralit+ io non riconosco alcun si'nore al di sopra di $e# non l?autorit+ esterna# non una cosiddetta voce interiore. Hon riconosco alcun principio esterno del $io a'ire perc"B "o trovato 188

in $e stesso la causa dell?a!ione# l?a$ore per l?a!ione. Hon esa$ino ra!ional$ente se la $ia a!ione sia uona o cattiva: la co$pio perc"B l? amo. ,ssa sar+ uona se la $ia intui!ione i$$ersa nell?a$ore si trova situata nel 'iusto $odo entro il connesso $ondiale da speri$entarsi intuitiva$enteD nel caso contrario sar+ cattiva. , neppure $i do$ando co$e a'ire e un altro uo$o nel $io caso# $a a'isco co$e io# (uale particolare individualit+# $i vedo spinto a volere. Hon l?uso co$une# non il costu$e 'enerale# non una $assi$a u$ana 'enerale# e ne$$eno una nor$a $orale $i 'uida in $odo i$$ediato# $a il $io a$ore per (uell?a!ione. Hon sento alcuna costri!ione: non la costri!ione della natura# c"e $i 'uida nei suoi i$pulsi# non la costri!ione del co$anda$ento $orale. Eo vo'lio se$plice$ente estrinsecare (uello c"e in $e -p.1<6..

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;ontinua il nono capitolo 8QN incontro - .9 aprile .+++ bbiamo concluso il nostro ultimo incontro leggendo un passo in cui Steiner dice! tra l-altro= 6<on esamino razionalmente se la mia azione sia buona o cattiva= la compio perc"H l-amo. Sar+ ene dun(ue sottolineare c"e dire perc"B l?a$o cosa en diversa dal dire perc"B $i piace o perc"B la desidero. Hon si di$entic"i# infatti# c"e l?a$ore non un dono di natura# $a una con(uista dello spirito: ovvero# la con(uista stessa della verit+# della elle!!a e della ont+ o# in una parola# dell?Eo. &anno perciA torto (uei difensori delle nor$e 'enerali c"e 0 co$e dice Steiner @ o iettano (uanto se'ue: Se ciascuno "a il diritto di vivere a suo $odo e di fare ciA c"e 'li piace# non c? pi) differen!a fra uona a!ione e delittoD (ualsiasi ir anteria c"e sia in $e "a u'uale titolo ad estrinsecarsi c"e l?inten!ione di servire al $i'liora$ento universale. /er $e# co$e uo$o $orale# non deve valere di nor$a la circostan!a c"e io a ia preso in considera!ione un?a!ione se'uendo un?idea# $a l?esa$e per vedere se essa uona o cattiva. Soltanto nel pri$o caso la co$pirA -pp.1<601<8.. Ledete l?e(uivocoJ Si parla appunto di ciA c"e piace e non di ciA c"e si a$a# e ci si preoccupa di appurare se l?idea sia uona o cattiva# e non se sia davvero un?idea: vale a dire# un?espressione o una $anifesta!ione dell?Eo. >i si preoccupa# in altre parole# di valutare se l?idea sia uona o cattiva# $a non se sia uono o cattivo il so''etto. * ia$o 'i+ detto c"e l?idea 0 per Steiner @ un recipiente d?a$ore. , ene# preoccuparsi di 'iudicare se l?idea sia uona o cattiva sare e co$e preoccuparsi della (ualit+ di un recipiente e non di (uella del li(uido c"e vi si riversa. ,ppure# nella vita di tutti i 'iorni# non credo ci sia (ualcuno c"e# a$$irato della pre!iosit+ del icc"iere# tralasci di controllare se il li(uido c"e contiene e c"e sta $a'ari per ere# sia un nettare oppure un veleno. Questa# co$un(ue# un?ulteriore confer$a del fatto c"e il so''etto viene a itual$ente considerato solo sul piano psicolo'ico -sul piano dell?e'o.: da'li uni per dar'li voceD da'li altri invece per !ittirlo. *scoltate# al ri'uardo# (uanto scrive De Ru''iero: Le tesi li ertarie ed autoritarie sono opposte in tutto fuor c"e in (uesto# c"e rappresentano u'ual$ente una $utila!ione dello spirito u$ano# le une ne'ando (uei valori universali c"e sorpassano il $ero e'ois$o# le altre de'radando (uesti stessi valori a $e!!i di esterna coerci!ione# e (uindi soffocando la personalit+ e la di'nit+ u$ana. Quelle creano de'li anarc"i# (ueste dei servi. 190

>"i vuol conoscere la natura del volere u$ano# 0 prose'ue Steiner 0 deve distin'uere tra la via c"e conduce il volere fino a un deter$inato 'rado della sua evolu!ione# e la peculiare for$a c"e il volere assu$e (uando si avvicina a (uesta $eta. Sulla via verso (uesta $eta le nor$e "anno le'itti$a$ente la loro parte -p.1<8.. Ricorderete c"e! parlando dell-1ssere originario! abbiamo parlato di una realt in cui la forma 0il pensare4 e la forza 0il volere4 sono ancora unite. 1bbene! se consultaste un qualsiasi testo di storia della morale vi imbattereste! a un certo punto! nella cosiddetta 6grande divisione tra l-essere e il dover-essere. Bl discorso dell-essere - spiega ad esempio $onnesu - : 6descrittivo! assertivo! indicativo! dic"iarativo! mentre quello del dovere : 6prescrittivo! normativo! precettivo! direttivo. La funzione del primo : infatti di descrivere o rappresentare! mentre quella del secondo : di guidare la condotta. Bl c"e vuol dire c"e il discorso dell-essere riguarda la forma 0il rappresentare4! mentre quello del dover-essere riguarda la forza 0il volere4. La 6grande divisione tra l-essere e il dover-essere coincide dunque con quella tra il pensare e il volere. ;i? significa allora c"e l-1ssere vivente originario! in quanto sintesi o unit 0apriori4 dell-essere 0pensare4 e del dover-essere 0volere4! : cosa diversa da quell-essere 6derivato cui si contrappone il dover-essere. Sc"e$ati!!ando# a ia$o infatti: ,ssere vivente ori'inario

essere / for$a / pensare dover0essere / for!a / volere Un tale stato di cose impone dunque una considerazione c"e gli studiosi della morale per lo pi5 non fanno. 1ssi - come abbiamo appena appreso da $onnesu si limitano infatti a collegare l-essere col rappresentare 0col discorso 6teoretico4 e il dover-essere col volere 0col discorso 6pratico4. 2a il rappresentare - vorremmo c"iedere - : da collegare con l-essere! o non piuttosto col non-essereI Bn questo sta l-equivoco c"e mina alla radice tali studi. )rendiamo ad esempio Want= quale valore assegna al rappresentare 0al pensare4I Un valore meramente 6formale 0c"e lo induce per conseguenza a sancire la supremazia della ragion pratica su quella teoretica4. suo modo di vedere! il pensiero altro non pu? fare! infatti! c"e organizzare e sistemare! a mezzo di 6categorie! i dati forniti dall-esperienza. 1 questo sarebbe l-1ssereI 2a vogliamo sc"erzareI Guesto non solo non : l-1ssere! ma : anzi il nonessere 0dell-intelletto! se non addirittura della 6pedanteria4. ;i? sta dunque a significare c"e! quando si parla dell-essere! si parla del pensiero riflesso e non di quello vivente! e c"e! quando si oppone l-essere al dover-essere! si oppone alla forza del secondo la mera forma 0o il non-essere4 del primo. #a questo punto di vista! potremmo perci? dire c"e l-uomo! quando si trova di fronte alla forza della natura! si trova di fronte a un 6dover-essere. So bene c"e questa espressione pu? essere giudicata scorretta! se non perfino 6scandalosa! poic"H : d-obbligo! parlando del 6dover-essere! riferirsi alla sfera morale e non a quella naturale. 2a se non ci si lascia intimidire da questo e si riflette! presto ci si accorge c"e la natura! pi5 c"e un 6essere! : un 6dover-essere. Bn effetti! un minerale! una pianta o un animale non possono essere c"e quello c"e sono! e devono perci? essere quello c"e sono. <ella sfera della natura! il doveressere : sinonimo di necessit. B minerali! i vegetali e gli animali sono infatti nell-1ssere! ma! proprio perc"H sono nell-1ssere! questo : per loro un doveressere. Solo l-uomo! essendo 6uscito col proprio pensiero dall-1ssere 0ed essendo 6entrato per ci? stesso nel non-essere4! pu? sperimentare il nonessere come libert 0come libert 6da4. Gual : allora il problemaI Bl problema 191

: c"e l-uomo! benc"H si sia servito per un lungo tratto del suo cammino del dover-essere morale per fronteggiare e contrastare il dover-essere naturale 0c"e avrebbe preso altrimenti il sopravvento sul suo non-essere4! deve imparare adesso a trasformare il non-essere 0del pensiero morto4 nell-essere 0del pensiero vivente4 e il dover-essere 0della volont naturale4 nel voleressere 0della volont spirituale4. (ve si riesca a effettuare una simile trasformazione! si scopre! per?! c"e l-essere vivente 0il pensiero vivente4 : l-essere del volere cos7 come il voler-essere : il volere dell-essere= si scopre! cio:! c"e l-essere vivente 0del pensiero4 e il voler-essere 0della volont4 sono soltanto due aspetti dell-unica realt dell-Bo. Dal punto di vista culturale a ia$o (uindi# sc"e$ati!!ando: ,ssere

dover0essere -$orale. essere -naturale. natura cultura

dover0

*ntico Gesta$ento /a'anesi$o Bn principio! - come abbiamo detto l-1ssere : sintesi di forma e di forzaJ poi si scinde nell-essere e nel dover-essere. 2a l-essere - secondo quanto abbiamo appena visto - : in realt un non-essere 0un essere 6caduto4. Bn quanto tale! pu? svincolarsi! nell-uomo 0nella testa4! dal dover-essere della natura 0in cui : attiva ancora la forza dell-1ssere originario4! ma non ancora contrastarlo o sottometterlo. )er far questo! si deve infatti far forte del dover-essere della cultura 0ossia! della legge morale4. 1cco perc"H la legge educa il volere umano= lo educa perc"H! senza la sua forza prescrittiva 0e senza il timore delle sanzioni conseguenti alla sua trasgressione4! verrebbe del tutto soggiogato dalla natura. 1 non gi 6innocentemente! com-: per i minerali! i vegetali e gli animali c"e sono nella natura! bens7 6peccaminosamente! in quanto! essendosi ormai l-uomo emancipato dalla natura! pu? unicamente regredirvi. 6 lla natura - dice per l-appunto Steiner! ne La realt dei mondi superiori - : consentito di essere natura solo fuori dell-uomoJ entro l-uomo! ci? c"e : natura si trasforma in qualcosa di contrapposto alla natura 0L4 $uori di noi la natura : neutrale nei confronti del bene e del maleJ dentro di noi essa : distruttiva! : malvagia! porta al male anc"e sul piano del corpo. $ateci caso! quando ci capita di avere notizia di qualc"e fatto particolarmente efferato 0e ci? capita purtroppo di frequente4! non siamo spesso portati a definirlo 6bestialeI 2a quella del 6bestiale non :! a ben vedere! nH una categoria 6umana nH una categoria 6animale 0nH tantomeno 6vegetale o 6minerale4. 1 a quale sfera compete alloraI ppunto a quella della natura nell-uomo c"e - come abbiamo appena udito dire da Steiner - : un 6qualcosa di contrapposto alla natura! di 6distruttivo e di 6malvagio. L?i$pulso cieco c"e spin'e al delitto 0 dice dun(ue Steiner# riferendosi se$pre all?o ie!ione dei difensori delle nor$e $orali 'enerali 0 non nasce dall?intui!ione e non appartiene a ciA c"e individuale nell?uo$o# ensI a (uanto in lui vi di pi) 'enerale# e da cui l?uo$o si trae fuori col lavoro del suo ele$ento individuale. L?individuale in $e non il $io or'anis$o coi suoi 192

i$pulsi e i suoi senti$enti# $a il $ondo unitario delle idee c"e risplende in (uesto or'anis$o -p.1<8.. /ri$a di continuare nella lettura# vorrei co$un(ue proporvi un altro sc"e$a: uno di (uelli di cui ci sia$o serviti nel corso dello studio della parte noetica# $a riadattato (ui in c"iave etica.

so''ettiva

io o e'o 0 pensare 0 for$a 0 etica

Eo

etica o''ettiva

non0io o non0e'o 0 volere 0 for!a 0

Hella parte superiore# a ia$o dun(ue l?io -a ituale. o l?e'o# vale a dire la coscien!a rappresentativa dell?Eo c"e# dell?Eo -centrale. ci d+ la for$a -ideale.# $a non la for!a -reale.. En (uella inferiore# a ia$o invece il non0io o non0e'o. Hotia$o ancora una volta c"e dall?Eo c"e nasce il non0io: ovvero# (uella for!a o realt+ dell?Eo di cui sia$o nor$al$ente incoscienti. Or ene# nella parte superiore a ia$o il fonda$ento di tutta l?etica so''ettiva: ossia# di (uella dell?ani$a o 0 per dirla col De Ru''iero 0 de'li anarc"iD in (uella inferiore a ia$o invece il fonda$ento dell?etica o''ettiva: vale a dire# il fonda$ento sia dell?etica c"e vorre e re''ersi sul corpo -sulla le''e naturale. sia di (uella c"e vorre e re''ersi sullo spirito -sulla le''e $orale.. En un caso e nell?altro# a ia$o perciA (ui il fonda$ento 0 per dirla ancora col De Ru''iero 0 dell?etica de'li sc"iavi. Laddove : l-io 0abituale4 o l-ego! abbiamo dunque una morale soggettiva c"e "a il torto! in quanto appunto 6soggettiva e quindi 6psicologica! di non essere davvero 6spirituale! e quindi 6morale! mentre! laddove : il non-io o il nonego! abbiamo una morale oggettiva c"e "a il torto di riporre il proprio fondamento all-esterno del soggetto= in un caso nella sfera della materia! nell-altro nella sfera trascendente dello spirito. <e consegue! pertanto! c"e la prima 0quella soggettiva4! volendo essere umana! non riesce a essere propriamente un-etica! e c"e la seconda 0quella oggettiva4! volendo essere un-etica! non riesce a essere propriamente umana 0in quanto direbbe ;roce sottomette 6la vita dello spirito all-incubo di un fantasma4. <ella sua versione materialistica! soggetto di quest-ultima : ad esempio il cervello= 6complessa formazione recita questo testo di medicina - capace di elaborare i segnali c"e riceve! di memorizzare informazioni! di prendere decisioni! e c"e pertanto costituisce l-organo di controllo del comportamento. ;ome vedete! sarebbe appunto il cervello! e non il soggetto! ad avere la responsabilit di 6prendere decisioni. <ella sua versione spiritualistica! soggetto dell-etica : invece un-entit trascendente c"e! essendo separata dall-uomo da un invalicabile abisso 06$ino a quando dice il Salmo mi nasconderai il tuo voltoI4! pu? comunicargli la propria volont solo per mezzo della legge. ;ome vedete! abbiamo dunque! da una parte! un-etica dell-ego e! dall-altra! un-etica del non-ego= c"e cosa manca alloraI M ovvio= un-etica dell-Bo. #ifatti! come afferrando e sperimentando il pensare si afferra e sperimenta una realt 193

c"e si trova al di l del soggetto e dell-oggetto! cos7 afferrando e sperimentando il volere 0nel pensare4 si afferra e sperimenta una realt c"e si trova al di l dell-etica soggettiva e di quella oggettiva. Sono queste! infatti! etic"e del 6pensato e non del 6pensare. <otiamo di nuovo! perci?! c"e! cominciando a vivere 0a essere4 nel movimento del pensare! si comincia a vivere 0a essere4 all-interno di una forza c"e! se amorevolmente e pazientemente sviluppata! pu? condurci all-Bo e! attraverso l-Bo! al Logos. Steiner! in una conferenza sul tema $ilosofia e antroposofia! afferma appunto= 6Bl pensiero puro : il creatore dell-Bo. Ledete (uesto li roJ S?intitola )er una filosofia della libert e il suo autore il cele re No"n Stuart ;ill. , ene# ;ill parla (ui della li ert+ co$e se (uesta ri'uardasse solo le rela!ioni tra 'li individui. ;a la li ert+# cosI intesa# rappresenta un pro le$a 'iuridico e non un pro le$a $orale. Un conto infatti la li ert+ dell?individuo in rapporto a'li altri e al potere# un altro la li ert+ dell?individuo in rapporto a sB stesso. En altre parole# una cosa la li ert+ dell?individuo# altra la li ert+ nell?individuoD ed da (uest?ulti$a# a en vedere# c"e dipendono# essen!ial$ente# tanto (uella di cui si 'ode rispetto a'li altri (uanto (uella di cui si 'ode rispetto al potere. Hon c? nulla fuori dell?uo$o 0 si dice appunto in ;arco 0 c"e# entrando in lui# possa conta$inarloD sono invece le cose c"e escono dall?uo$o a conta$inarlo -U. >iA c"e esce dall?uo$o# (uesto sI conta$ina l?uo$o. Dal di dentro infatti# cio dal cuore de'li uo$ini# escono le inten!ioni cattive: prostitu!ioni# furti# o$icidi# adultri# cupidi'ie# $alva'it+# in'anno# i$pudici!ia# invidia# calunnia# super ia# stolte!!a. Gutte (ueste cose cattive ven'ono fuori dal di dentro e conta$inano l?uo$o. La li ert+ nell?individuo viene perA presa di rado in considera!ione. /erc"BJ /erc"B $anca una vera scien!a dell?uo$o. * ia$o appena visto c"e 0 secondo il Lan'elo 0 sono le cose c"e escono dall?uo$o a conta$inarlo. ;a (ueste da dove esconoJ Dal corpo fisico# dal corpo eterico# dal corpo astrale o dall?EoJ >io a dire# dalla nostra parte $inerale# da (uella ve'etale# da (uella ani$ale o da (uella propria$ente u$anaJ , se la solu!ione del pro le$a $orale stesse proprio nel fatto di far uscire da sB ciA c"e u$ano# an!ic"B ciA c"e ani$ale# ve'etale o $ineraleJ En effetti# ove si reali!!asse c"e ovun(ue l?uo$o fa del $ale lo fa perc"B non Uo$o# apparire e allora c"iaro c"e l?uo$o# per diventare uono# dovre e in pri$o luo'o diventare Uo$o# e non soltanto osservare re'ole e precetti. 6Un-azione viene sentita come libera - dice Steiner - in quanto la sua causa provenga dalla parte ideale del mio essere individualeJ ogni altra parte di un-azione! c"e venga eseguita sia per forza di natura! sia per costrizione di una norma morale! viene sentita come non libera. Libero : l-uomo quando in ogni momento della sua vita : in grado di ubbidire a se stesso 0L4 L-azione secondo libert non esclude ma include le leggi morali= sta solo pi5 in alto rispetto a quell-azione c"e : dettata unicamente da tali leggi 0p..A/4. Cedete! Steiner avrebbe potuto anc"e dire= 6Un-azione viene sentita come libera quando provenga dall-Bo. Se non lo "a detto! : perc"H "a voluto ribadire il fatto c"e l-Bo! per sentire libera l-azione c"e compie! deve prima porne liberamente la causa in forma d-idea. Se l-idea : posta! l-azione sar infatti libera! se : imposta! sar invece non libera. Bn definitiva! la lezione de La filosofia della libert : c"-: solo da un libero pensare c"e pu? scaturire un libero volere. Ricorderete c"e! sin dall-inizio del nostro studio! "o cercato di mettere in luce il fatto c"e tanto i sostenitori del libero arbitrio quanto i deterministi si fermano al corpo astrale 0alla psic"H4 e non arrivano a considerare l-Bo. Ricorderete inoltre c"e il corpo astrale : detto anc"e 6corpo causale 0soprattutto dai teosofi4 in quanto : il 6corpo dei concetti o delle idee= di quei concetti o di quelle idee! cio:! c"e altro non sono c"e 6leggi. Bn natura! ad esempio! la 6specie : appunto 6idea! ma anc"e inderogabile 6legge esistenziale di tutti gli esseri c"e comprende. La forma di un cristallo! di un fiore o di un animale : la sua legge o il suo destino. <ell-uomo! legge : il corpo fisico 0la costituzione4! legge : il corpo eterico 0il temperamento4 e legge : il corpo astrale 0il carattere4. Solo l-Bo non : legge! bens7 libert. 1 come l-Bo! stando 6pi5 in alto del corpo astrale! del corpo eterico e di quello fisico! li 194

6include e non li 6esclude! cos7 6l-azione secondo libert! stando 6pi5 in alto dell-azione dettata dalle leggi morali! la 6include e non l-6esclude. ;a co$e possi ile una conviven!a fra 'li uo$ini 0 potre e osservare (ualcuno 0 se ciascuno si sfor!a soltanto di far valere la sua individualit+J. ,cco un?altra o ie!ione 0 risponde Steiner 0 del $oralis$o $al co$preso. ,sso crede c"e una co$unit+ di uo$ini sia possi ile solo (uando essi siano tutti riuniti da un ordine $orale collettivo sta ilito. Questo $oralis$o non capisce l?unicit+ del $ondo delle idee. Hon capisce c"e il $ondo delle idee attivo in $e non diverso da (uello attivo nel $io si$ile -p.1<2.. ;ome abbiamo distinto! in precedenza! tra quel c"e si 6ama e quel c"e 6piace! cos7 dobbiamo ora distinguere tra 6individualit 0spirituale4 e 6soggettivit 0psic"ica4. (ve ciascuno si sforzasse di far valere soltanto la propria 6soggettivit! la convivenza fra gli uomini sarebbe effettivamente impossibile. M comprensibile! quindi! c"e qualcuno cerc"i allora di favorire tale convivenza imponendo a tutti di osservare delle norme c"e stiano al di sopra della sfera della soggettivit. >ali norme! tuttavia! stanno al di sopra! ma all-esterno della sfera soggettiva! mentre l-Bo sta al di sopra! ma all-interno della stessa. Cedete! c"i fa sua l-etica soggettiva : in qualc"e modo 6presago dell-immanenza dell-Bo e si ribella pertanto all-idea di dover mortificare l-anima 0l-ego4 in nome dello spirito 0del non-ego4! mentre c"i fa sua l-etica oggettiva : in qualc"e modo 6presago della trascendenza dell-Bo e si ribella pertanto all-idea di dover mortificare lo spirito 0il non-ego4 in nome dell-anima 0dell-ego4. ;ome si vede! tanto i primi c"e i secondi! non sanno concepire la trascendenza nell-immanenza e l-immanenza nella trascendenza 0vale a dire! l-Bo nell-ego e l-ego nell-Bo4. 2a non sanno farlo! perc"H non sanno distinguere la forza 0l-essere4 dell-Bo dalla sua forma 0dal suo esistere4. Bn proposito! "o fatto altre volte l-esempio del girino e della rana. La rana : immanente al girino come forza 0come essenza4! ma gli : trascendente come forma 0come esistenza4. 1 come non : lecito ridurre la forma 0l-esistenza4 della rana 0dell-Bo4 a quella del girino 0dell-ego4! cos7 pure non : lecito separare la forza 0l-essenza4 del girino 0dell-ego4 da quella della rana 0dell-Bo4! cominciando magari! con la scusa di favorire lo sviluppo della seconda! a mortificare o sc"iacciare il primo. La co$un(ue detto c"e# per poter li era$ente ricercare e ra''iun'ere l?Eo -ossia# l?arc"etipo dell?e'o.# occorre prendere le $osse dall?etica so''ettiva -autono$a.. L?etica o''ettiva -(uella c"e $ira a un ordine $orale collettivo sta ilito. non solo infatti non a$$ette# co$e l?altra# l?unicit+ del $ondo delle idee# $a tende pure# al contrario dell?altra# ad a'ire in $odo autoritario# e (uindi ad avversare anc"e la $olteplicit+ del $ondo delle opinioni. Lun'o il ca$$ino c"e conduce alla vera e piena li ert+# l?etica so''ettiva costituisce dun(ue un ostacolo# $a (uella o''ettiva ne costituisce uno ancora $a''iore. Ledete# non capire l?unicit+ del $ondo delle idee# si'nifica non capire c"e la sfera del pensiero -dei concetti o delle idee. 'i+ unifica 'li esseri u$ani# e c"e se (uesti non riescono ancora a vivere fraterna$ente perc"B non riescono ancora a portarsi con la propria coscien!a a tale livello. 6<on importa affatto scrive appunto Steiner! ne Le opere scientific"e di @oet"e c"e i singoli concetti e giudizi dei quali il nostro sapere si compone! siano d-accordoJ l-importante : c"e alla fine essi ci conducano a navigare al seguito dell-idea. Bvi devono! per ultimo! incontrarsi tutti gli uomini! se un pensare energico li conduca al di l del punto di vista particolare. Bnutile dire c"e una unificazione di tal genere va intesa quale musicale armonia= ovvero! quale armonia del volere di tutte quelle note c"e dicono= 6Bo 06l-unit originaria dei molti 6Bo - scrive infatti Scaligero - : la sorgente metafisica c"e nel mondo si attua come amore4. Bn questa luce! il passaggio dall-etica dell-ego 0soggettiva4 a quella dell-Bo potrebbe essere anc"e paragonato al passaggio dalla 6monodia alla 6polifonia. 6La differenza fra me e il mio simile - continua Steiner - non consiste per nulla nel fatto c"e noi viviamo in due mondi spirituali completamente diversi! ma nel fatto c"e! da un comune mondo d-idee! egli riceve intuizioni diverse dalle mie. 1gli vuole esplicare le sue intuizioni! io le mie. Se entrambi veramente 195

attingiamo dall-idea! senza seguire alcun impulso esterno 0fisico o spirituale4! possiamo allora incontrarci unicamente negli stessi sforzi! nelle stesse intenzioni. Un malinteso morale! un urto! : escluso fra uomini moralmente liberi. Solo l-uomo moralmente non libero! c"e segue l-impulso naturale o il comandamento del dovere! respinge il suo prossimo! quando questi non segue lo stesso istinto o lo stesso comandamento. Civere nell-amore per l-azione e lasciar vivere nella comprensione della volont altrui : la massima fondamentale degli uomini liberi 0p..A+4. Ricordate (uando# parlando del percetto e del concetto# a ia$o detto c"e sono entra$ i $ondoJ , ene# co$e da un co$une $ondo di ani$ali# colui c"e vive in *frica ricava la conoscen!a dei ca$$elli# $entre colui c"e vive in *ustralia ricava (uella dei can'uri# cosI da un co$une $ondo d?idee# il $io vicino ricava le sue intui!ioni e io le $ie. , co$e due pescatori# pur avendo tratto da un co$une $ondo $arino due pesci diversi# s?incontrano nella co$une passione della pBsca# cosI due uo$ini li eri# pur avendo tratto da un co$une $ondo d?idee due intui!ioni diverse# s?incontrano ne'li stessi sfor!i e nelle stesse inten!ioni. Gale co$une $ondo non perA (uello delle rappresenta!ioni nB (uello delle i$$a'ini percettive# ensI (uello dei concetti. La differen!a fra $e e il $io si$ile consiste dun(ue nel fatto c"e entra$ i# in fun!ione delle nostre diverse nature -ossia# delle nostre diverse costitu!ioni# dei nostri diversi te$pera$enti e dei nostri diversi caratteri.# speri$entia$o diversa$ente -so''ettiva$ente. tale $ondo dei concetti. /ensate ad ese$pio alle lin'ue. Hoi italiani# dicia$o sedia# 'li in'lesi dicono c"air# i francesi c"aise e i tedesc"i stu"l# $a (uando $ai ci s?intendere e se tutti (uesti ter$ini non si riferissero c"e a uno stesso concettoJ Un $alinteso $orale# un urto 0 dice Steiner 0 escluso fra uo$ini $oral$ente li eri. /erc"BJ /erc"B co$e se dicessi: Hon pretendo c"e tu faccia (uesto# $a sono sicuro c"e lo faresti se fossi li eroD (uindi $e lo aspetto# perc"B $i aspetto c"e tu sia li ero. El li ero 0 dice per l?appunto Steiner 0 non pretende dal suo si$ile una concordan!a# $a se l?attende perc"B essa insita nella natura u$ana -p.197.. He conse'ue c"e c"i non riesce a fare una certa cosa# o a co$portarsi in un certo $odo# deve essere aiutato a rendersi li ero e# rendendosi li ero# a essere pi) capace d?a$ore. ,cco perc"B non si deve pretendere nulla# $a ci si puA aspettare tutto. K (uesta la responsa ilit+ c"e a ia$o nei confronti di noi stessi# de'li altri e del $ondo. La $isura dell?essere dell?uo$o 0 scrive in proposito Scali'ero 0 la capacit+ di a$are: la capacit+ di donarsi. >on ciA 0 dice ancora Steiner 0 non si inteso accennare alle necessit+ i$poste da (uesto o da (uell?ordina$ento esteriore# $a alla mentalit# alla disposizione d-animo# per cui l?uo$o nell?esperien!a c"e e'li fa di se stesso in $e!!o ai suoi si$ili da lui sti$ati# si ade'ua pi) di o'ni altro alla di'nit+ u$ana -p.197.. <on si tratta dunque di fare materialmente questo o quello! ma di fare appunto questo o quello con la 6mentalit! la 6disposizione d-animo o lo 6spirito giusto. (ve si sia infatti animati da uno stesso spirito 0dall-Bo4! pur facendo uno la cosa ! un altro la cosa P! e un altro ancora la cosa ;! mai si collider poic"H l-unicit! l-uguaglianza o la medesimezza dell-impulso originario esclude la possibilit di un conflitto. Soltanto in questo possono davvero radicarsi la tolleranza e la fratellanza. Sentiamo dire! talvolta= 6<on sono d-accordo con te! perc"H io parto da un altro principio. Pene! c-: c"i parte da un principio e c"i da un altro. 2a da dove partono questi principiI Gual :! ossia! il loro )rincipioI Cedete! i principi non sono c"e delle forme diversamente determinate c"e! in quanto tali! possono essere anc"e in contrasto tra loro. L-unit c"-: pertanto impossibile al loro livello! : per? possibile al livello del )rincipio c"e tutte le determina e pone. 1cco il punto d-incontro. ;om-: vero! del resto! c"e siamo tutti figli di #io! cos7 : vero c"e tutte queste forme 0queste idee4 sono figlie dell-Bo. La vera difficolt sta piuttosto nel fatto c"e tale )rincipio! pur essendo all-origine di tutte le forme! in sH non "a forma! ed esige perci? di essere sperimentato cos7 come vengono sperimentati 0un-6ottava sotto4 i concetti e le 196

idee. M solo cos7! di fatto! c"e pu? essere positivamente pensata e realizzata l-uguaglianza. ;ome c-insegna purtroppo la storia! allorc": si tenta di dare a quest-ultima una forma 0politica! giuridica o economica c"e sia4 non si ottiene infatti l-6uguaglianza! bens7 l-6uniformit o il 6conformismo0o come si usa dire oggi l-omologazione4. Dice ancora Steiner: ;olti a (uesto punto osserveranno: El concetto dell?uo$o libero c"e tu tracci una c"i$era# non si reali!!a in nessun luo'oD noi perA a ia$o da fare con uo$ini reali# e nella loro $oralit+ c? da sperare soltanto se essi u idiscono a un co$anda$ento# se concepiscono la loro $issione $orale co$e un dovere# e non se'uono li era$ente le loro inclina!ioni e il loro a$ore. Hon ne du ito affatto. Soltanto un cieco lo potre e. ;a allora# se (uesta dovesse essere l?estrema nostra conce!ione in proposito# ando ad o'ni fin!ione di $oralit+O Dite allora se$plice$ente: La natura u$ana deve essere costretta alle sue a!ioni# finc"B non libera -p.197.. Do ia$o riconoscere c"e una fin!ione del 'enere non la si puA di certo ri$proverare all?e rais$o. Sare e stato $e'lio 0 dic"iara il Gal$ud -secondo (uanto riferisce Tertola. 0 c"e l?uo$o non fosse $ai stato creato. Enfatti# spie'a se$pre Tertola: Secondo i ra ini 'iudei# l?uo$o a andonato a (uello c"e noi dicia$o essere il suo stato naturale# non co$pire e affatto a!ioni uone# $a soltanto sacc"e''i e rovine. Dal $o$ento c"e la natura u$ana natural$ente portata al $ale @ conclude 0 s?i$pone (uindi la necessit+ di re'olare o'ni istante della vita dell?uo$o con una serie di prescri!ioni a carattere le'ale. Riparleremo di questo allorc"H esamineremo 0nel tredicesimo capitolo4 l-6ottimismo e il 6pessimismo. )er ora! torniamo invece a noi e ascoltiamo quanto dice ancora Steiner= 6 <on si affermi per? c"e un simile uomo possa con diritto c"iamare sua un-azione a cui : spinto da una forza estranea. 2a dal mezzo di quest-ordine forzato si elevano gli spiriti liberi! c"e trovano sH stessi entro gli impacci del costume! dell-imposizione legale! della pratica religiosa! e cos7 via. Liberi sono in quanto seguono solo sH stessi! non liberi in quanto si sottomettono. ;"i di noi pu? dire di essere in tutte le sue azioni veramente liberoI 2a in ciascuno di noi alberga un-entit pi5 profonda nella quale si esprime l-uomo libero. La nostra vita si compone di azioni libere e non libere. 2a non possiamo pensare fino in fondo il concetto dell-uomo! senza arrivare allo spirito libero come all-espressione pi5 pura della natura umana. <oi siamo veri uomini solo in quanto siamo liberi 0pp..E,-.E.4. Genia$o dun(ue presente c"e lo spirito li ero non cosa fatta# $a cosa da farsi o# per $e'lio dire# non tanto un? idea (uanto piuttosto un ideale. Dice infatti Steiner: Questo un ideale# diranno $olti. Sen!a du io# $a un ideale c"e nella nostra entit+ si fa strada co$e ele$ento reale verso la superficie. Hon un ideale pensato o so'nato# $a un ideale c"e "a vita e c"e si annun!ia c"iara$ente# pur nella for$a pi) i$perfetta -p.191..

;ontinua il nono capitolo 8/N incontro - 88 aprile .+++ * ia$o parlato# la volta scorsa# dello spirito li ero. >ontinuere$o stasera a parlarne e vedre$o# in particolare# (uale tipo di rapporto vi sia tra (uesto concetto e l?uo$o. Hel corso della pri$a parte# a ia$o visto c"e la conoscen!a della natura risulta dalla sintesi di perce!ione -percetto. e concetto. , ene# ci accin'ia$o adesso a scoprire c"e le cose# per (uel c"e ri'uarda la conoscen!a dell?uo$o# stanno in $odo diverso. Riprendia$o co$un(ue il passo c"e a ia$o letto alla fine dello scorso incontro. Quello dello spirito li ero 0 dice Steiner 0 un ideale c"e nella nostra entit+ si fa strada co$e ele$ento 197

reale verso la superficie. Hon un ideale pensato o so'nato# $a un ideale c"e "a vita e c"e si annun!ia c"iara$ente# pur nella for$a pi) i$perfetta. Guella dello 6spirito libero : dunque un-idea vivente. Guale insieme di forma e di forza! essa : appunto un 6elemento reale c"e 6si fa strada verso la superficie. ;i? significa c"e! muovendo dal volere! 6si fa strada! attraverso il sentire! verso il pensare= ovvero! muovendo dall-inconscio! 6si fa strada! attraverso il subconscio! verso il conscio. Si tratta quindi di un-idea gi attiva in noi quale 6oscuro impulso. llorc"H parliamo di un 6impulso! parliamo appunto di una realt la cui forza si fa sentire nella sfera incosciente della volont! ma la cui forma non si : ancora c"iaramente delineata nella sfera cosciente del pensiero. 1cco perc"H : cos7 importante l-attivit conoscitiva. Bncontro a un impulso! non possiamo infatti portare una qualunque forma 0da noi escogitata4! ma dobbiamo portare quella sola c"e originariamente gli appartiene e c"e lo determina. Ricordate quando abbiamo parlato di un volere c"e sta all-interno del pensare e di un pensare c"e sta all-interno del volereI 1bbene! proprio in questo caso ci troviamo alle prese con un impulso della volont c"e cela al proprio interno un pensiero. 2a tale pensiero! in quanto vivente! pu? essere scoperto soltanto dal volere c"e sta all-interno del pensare= non perci? dall-intelletto! ma da un superiore grado di coscienza. ;i? vuol dire! pi5 esplicitamente! c"e una cosa : l-impulso verso la libert 0la forza della libert4! altra la forma c"e gli viene coscientemente data. ;os-altro sono! del resto! il 6libertinismo! il 6libertarismo o l-6anarc"ia se non appunto delle de-formazioni del sano impulso alla libertI Cedete! l-impulso alla libert vive in ciascuno di noi= c-: c"i lo sente di pi5! c"i lo sente di meno! ma : molto difficile c"e non lo si senta affatto. 2a qual : la forma c"e corrisponde davvero a tale impulsoI ;onsiderate c"e! ove non si riesca a rispondere correttamente a questa domanda! si corre il risc"io di realizzare! non la libert! ma una nuova forma di sc"iavit5. )er quale ragione Steiner! pi5 c"e della 6libert! parla infatti dello 6spirito liberoI )erc"H la libert - come abbiamo detto e ripetuto - : un 6soggetto! e non un 6oggetto o una 6cosa. Realizza dunque la libert colui c"e si fa libero e c"e! facendosi libero! si fa 6Uomo. Bn fondo! c"i : davvero libero! : libero pure dalla libert= non vi rimane cio: legato! ma la dona e! donandola! ama. La libert : infatti il presupposto dell-amore. ;"i : davvero libero non vuole ad esempio salvarsi! ma vuole salvare ed : pronto! per salvare! a 6perdersi. 2a proprio c"i : pronto a 6perdersi per salvare! si salver. #ice infatti il ;risto= 6;"i vorr salvare la propria vita! la perderJ ma c"i perder la propria vita! per amor mio! la salver. Sia c"iaro# co$un(ue# c"e una tappa fonda$entale di (uesto lun'o ca$$ino costituita dalla li ert+ ne'ativa o li ert+ da. Dice =ra$sci: La li ert+ la coscien!a della necessit+. Hessuno puA infatti li erarsi da una costri!ione se non ne "a coscien!a. La coscien!a della necessit+ non perA c"e l?al a della li ert+ ;a neanc"e con la li era!ione dalla costri!ione ra''iun'ia$o il $e!!o'iorno della li ert+. La li ert+ ne'ativa o li ert+ da infatti una li ert+ difensiva: se ne in 'enere 'elosi e si sta (uasi se$pre all?erta perc"B nessuno attenti all?indipenden!a e all?autono$ia c"e ne derivano. ,? solo dopo aver ac(uisito sicure!!a all?interno di (uesto stato# c"e sar+ dun(ue possi ile fare un altro passo e# donando proprio ciA di cui si era tanto 'elosi# co$inciare ad a$are. L?a$ore# infatti# nasce solo nel $o$ento in cui si dona la li ert+. Steiner "a detto pi) volte c"e la $issione della Gerra l?a$ore. ,'li non "a scritto# perA# La filosofia dell-amore# $a La filosofia della libert# proprio perc"B# co$e la libert quale verit il necessario presupposto della verit quale libert# cosI l-amore quale libert il necessario presupposto della libert quale amore. $isposta a una domanda 198

Cede! il problema : quello del rapporto fra l-Bo e gli ideali. #a un ideale! infatti! si pu? anc"e essere 6posseduti. Si tratter magari di una nobile ed elevata 6possessione! ma pur sempre di una 6possessione. Svincolato dall-Bo! l-ideale : una forza luciferica. 1sso : sano 0umano4 solo quando : una forma vivificata e animata dall-Bo= quando : insomma una forma di espressione o di manifestazione dell-Bo. )erfino l-ideale dello 6spirito libero pu? prestarsi a delle manipolazioni. gli inizi del .+,,! ad esempio! proprio in Btalia! @iovanni )apini! lfredo 2ori! Luigi 2orselli e @iuseppe )rezzolini! redassero 0ispirandosi a <ietzsc"e4 un )roclama degli spiriti liberi. 1ra una sorta di manifesto in cui gli autori dic"iaravano la loro intenzione di rivoluzionare il mondo e di fare 0sulle orme di Stirner4 dell-uomo un #io. <on c-: per? alcun bisogno di fare dell-uomo un #io! perc"H c-: gi stato un #io c"e si : fatto uomo. Una cosa! d-altronde! : tentare titanicamente di fare dell-ego un #io 0dell-uomo un Superuomo4! altra : tentare eroicamente di fare dell-ego un Bo 0dell-uomo un Uomo4! affinc"H! attraverso l-Bo! possa rendersi operante la forza redentrice del Logos. )rendendo a prestito il titolo di una delle opere di 1mil PocF! potremmo dire c"e la prima : la via dei 6;esari! la seconda quella degli 6 postoli. En Steiner# l?ideale dello spirito li ero la for$a in cui pi) co$piuta$ente si $anifesta e reali!!a l?essere stesso dell?uo$o. Sentite co$e si conclude appunto la prefa!ione alla pri$a edi!ione -1329. de La filosofia della libert : Questo li ro non concepisce il rapporto fra scien!a e vita nel senso c"e l?uo$o de a pie'arsi all?idea e consacrare le proprie for!e al suo servi!io# $a nel senso c"e e'li de a i$padronirsi del $ondo delle idee per adoperarlo per i propri fini u$ani# i (uali vanno al di l+ di (uelli pura$ente scientifici. Do ia$o poterci $ettere di fronte all?idea in $odo viventeD altri$enti si diventa sc"iavi di essa -p.5<7.. K evidente c"e (ueste parole sono state scritte pensando soprattutto a &e'el. K nel suo siste$a# infatti# c"e la realt+ supre$a l?Edea. En esso# tuttavia# (uanto pi) si fa lu$inosa l?Edea# tanto pi) si oscura l?individualit+ u$anaD (uesto# in effetti# il li$ite del suo costrutto. ,d appunto (uesto a fare di &e'el pi) un teosofo c"e un antroposofo# e a suscitare la co$prensi ile e si'nificativa rea!ione de'li esisten!ialisti. )er non essere dis-umano! l-ideale deve essere dunque un ideale dell-Bo. 2a quand-: c"e un ideale : un ideale dell-BoI Solo quando viene elaborato coscientemente! volitivamente e pazientemente. Guando ci si trova ad avere un qualsiasi 6ideale senza saperne il perc"H e il percome! sar perci? bene riflettere perc"H - come si dice - 6non : tutt-oro quel c"e riluce. ;onsiderate! ad esempio! c"e la psicoanalisi freudiana parla appunto di un 6ideale dell-Bo o di un 6Bo ideale 0Bc"ideal4. Sentite cosa ne dicono Laplanc"e e )ontalis= 6>ermine usato da $reud nel quadro della sua seconda teoria dell-apparato psic"ico= istanza della personalit risultante dalla convergenza del narcisismo 0idealizzazione dell-Bo4 e delle identificazioni con i genitori! coi loro sostituti e con gli ideali collettivi. Bn quanto istanza differenziata! l-ideale dell-Bo costituisce un modello a cui il soggetto cerca di conformarsi. ,cco dun(ue un Eo ideale c"e non affatto un ideale dell?Eo: c"e non cio posto conscia$ente dall?Eo# $a c"e s?i$pone all?e'o# pi) o $eno inconscia$ente# a partire dalla psic"e. Qualcuno# sen!a avvedersene# puA essere (uindi sc"iavo di un Eo ideale c"e nulla "a a c"e fare con l?Eo reale. El vero pro le$a# perciA# c"e diven'a un ideale l-Bo reale. ;a perc"B possa divenire un ideale l?Eo reale# occorre c"e (uest?ulti$o sia conosciuto e voluto. ;olti ideali si presentano invece da sB o ven'ono se$plice$ente pescati nel conscio collettivo. Si possono infatti introiettare de'li ideali c"e non ci apparten'ono o perse'uirne altri c"e non nascono dallo spirito# $a dalla nostra personale natura. L?ideale dello spirito li ero 0 dice Steiner 0 un ideale c"e "a vita e c"e si fa strada co$e ele$ento reale verso la superficie. Genia$o presente# a (uesto proposito# c"e il volere a'isce soprattutto tra l?Eo e il corpo astrale# il sentire tra il corpo astrale e il corpo eterico e il pensare tra il corpo eterico e il corpo fisico. L?ideale dello spirito li ero nasce dun(ue silen!iosa$ente dall?Eo# co$incia a farsi avvertire nel volere e si fa strada poi# attraverso il sentire# verso il 199

pensare. >iA si'nifica c"e vuole essere ri0conosciuto per (uello c"e # e c"e# sen!a (uesto previo ri0conosci$ento# non puA essere reali!!ato# $a soltanto alterato o de0for$ato. L?uo$o "a iso'no dun(ue della for!a c"e proviene dall?i$pulso -dall?inconscio.# $a l?i$pulso "a iso'no della for$a c"e proviene dall?uo$o -dal conscio.. El sor'ere di (uesti i$pulsi le'ato al divenire storico ed evolutivo dell?u$anit+. Quando si parla di uno Spirito del te$po# si parla appunto di esi'en!e c"e# pri$a di un dato $o$ento# non ven'ono avvertite e c"e# dopo -se soddisfatte.# ven'ono avvertite se$pre $eno poic"B ne sor'ono di nuove. /arlando del divenire individuale -del cosiddetto processo d?individua!ione.# Nun' affer$a# ad ese$pio# c"e un arc"etipo# (uando 'iunto il suo $o$ento# si virulenta e co$incia ad a'ire. >o$incia perA ad a'ire co$e i$pulso del volere# o co$e $oto del sentire# $a non puA prendere la for$a c"e 'li propria fintantoc"B la coscien!a del so''etto# ri0conoscendolo# non 'liela porta incontro. *ll?ini!io# tutti 'li i$pulsi si $anifestano (uindi in for$a i$perfetta. >o$e a ia$o visto# dell?i$pulso dello spirito li ero# Steiner dice infatti: Hon un ideale pensato o so'nato# $a un ideale c"e "a vita e c"e si annun!ia c"iara$ente# pur nella for$a pi) i$perfetta: ovvero# nella for$a dell?e'o. ;a andia$o avanti. /er le cose del $ondo esterno# 0 dice Steiner 0 l?idea deter$inata $ediante la perce!ione: noi a ia$o fatto la nostra parte (uando a ia$o riconosciuto il nesso fra idea e perce!ione. Quanto all?uo$o# le cose non stanno cosI. El co$plesso della sua esisten!a non deter$inato sen!a lui stesso: il suo vero concetto co$e uo$o morale -spirito li ero. non in preceden!a unito o iettiva$ente con l?i$$a'ine percettiva uo$o# in $odo da venire poi# per $e!!o della conoscen!a# se$plice$ente verificato. /er propria attivit+ l?uo$o deve riunire il suo concetto con la perce!ione uo$o-p.191.. ,ccoci dun(ue nuova$ente alle prese con il contrasto tra il processo conoscitivo e (uello creativo. >o$e or$ai sappia$o# (uando esercitia$o la conoscen!a del $ondo sensi ile portia$o incontro al percetto il concetto. :accia$o (uesto perc"B# pur essendo all?ori'ine il percetto e il concetto una sola cosa -l?essen!a dell?o''etto.# noi# ne infran'ia$o l?unit+# speri$entandone la for!a nella sfera percettiva o volitiva e la for$a nella sfera pensante. La conoscen!a riunisce (uesti due dati e ricrea (uindi l?unit+ ori'inaria. Gale unit+ esiste dun(ue a0priori# poic"B l?entelec"ia non solo # $a esiste# o 0 per dirla in ter$ini Santiani 0 il nou$eno c"e pensia$o unito al feno$eno c"e percepia$o. 2a ci? vale anc"e per la conoscenza dell-uomoI <o! qui le cose stanno in modo diverso! in quanto l-uomo costituisce! non una realt divenuta! ma una realt in divenire. L-uomo non : un 6fatto! ma un 6farsi= ovvero! un essere c"e deve realizzare sH stesso! ma c"e non pu? farlo se non conosce quel sH stesso c"-: c"iamato appunto a realizzare. Solo l-uomo gode! nel creato! di questo privilegio= del privilegio! cio:! di potersi creare 0di poter essere 6causa sui4. Guesta sua eccezionale condizione pu? essere per? occasione sia di riuscita sia di fallimento. 1 questo : il prezzo della libert. )er realizzare sH stesso! l-uomo deve dunque incarnare l-idea dell-uomo= deve cio: portare nell-esistenza la sua vera essenza. Ledete# (uando si parla di $alessere esisten!iale# ci si dovre e pur c"iedere da cosa dipenda c"e uno stato esisten!iale ven'a avvertito co$e $alessere o co$e enessere. Hon si potr+ perA rispondere a (uesto interro'ativo se non si considerer+ il rapporto tra l?esisten!a e l?essen!a. Uno stato esisten!iale# infatti# sar+ tanto pi) avvertito co$e enessere (uanto pi) concorder+ con l?essen!a# e co$e $alessere (uanto pi) ne discorder+. >iA vuol dire# inso$$a# c"e# sen!a un punto di riferi$ento esterno all?esistere# uno stato varre e l?altro e non ci sare e perciA $otivo di la$entarsene o di tentare di ca$ iarlo. 200

>o$un(ue sia# potre$$o c"iederci: se l?uo$o in divenire# e (uindi un essere non ancora reali!!ato# co$e si puA allora conoscere (uel c"e ancora non J /er rispondere a una do$anda del 'enere# sar+ utile ricordare (uanto dice &e'el del co$incia$ento. En o'ni co$incia$ento# infatti# la cosa non ancora# in (uanto solo co$inciata# $a al te$po stesso 'i+# in (uanto appunto co$inciata. Ovun(ue vi sia perciA un divenire# le cose# a un te$po# sono e non sono. L?essen!a dell?uo$o -l?Eo. 'i+ in poten!a# $a non ancora piena$ente in atto# poic"B l?u$ana coscien!a di tale essen!a ancora fer$a al suo pri$o stadio -(uello e'oico o intellettuale.. Solo l?evolu!ione di tale coscien!a -dell?autocoscien!a. puA dun(ue per$ettere alla poten!a dell?Eo di attuarsi co$pleta$ente. 2a la potenza dell-Bo - si badi bene - si attua nell-anima. llorc": incontro un altro uomo 0un >u4! io l-"o infatti come oggetto di percezione e poi come concetto= ovvero! come Bo. Bl problema! tuttavia! sta nel capire quanto dell-Bo c"e l-altro : si manifesti nell-anima. >utti gli uomini! in quanto uomini! sono infatti degli Bo! ma diverso : il modo in cui il loro essere vive nell-anima. Cedete! potrebbe valere per l-anima quel c"e! nel prologo del Cangelo di @iovanni! si dice del Pattista= 6;i fu un uomo mandato da #io! il cui nome era @iovanni. 1gli venne! come testimone! per render testimonianza alla luce 0L4 <on era lui la luce! ma venne per render testimonianza alla luce. M infatti l-anima c"e deve 6render testimonianza all-Bo. <on possiamo putroppo trattenerci su questo aspetto della questione! ma vorrei almeno suggerirvi di meditare in questa luce la figura della Cergine= ossia! la figura di quell- nima celeste c"e ci viene appunto presentata - da Scaligero 0in Bside-Sop"ia4 quale 6trascendenza visibile. El pro le$a# per tornare a noi# dun(ue (uello di essere creativi. ;a# per esserlo# occorre sviluppare innan!itutto l?i$$a'ina!ione. El pensiero attuale# purtroppo# preso co$? dalla ci ernetica# si va se$pre pi) svuotando di tale for!a e si va per ciA stesso isterilendo. K oltre$odo si'nificativo c"e i tecnici siano o''i'iorno cosI in au'e# e c"e si ripon'ano tante speran!e nella io0 tecnolo'ia o nella in'e'neria 'enetica. >? perfino (ualcuno c"e spera c"e siano i tecnocrati a risolvere final$ente la (uestione sociale. ,? proprio la $entalit+ tecnica# tuttavia# a essere la pi) povera d?i$$a'ina!ione# e (uindi di creativit+. ;a perc"B insistia$o sull?i$$a'ina!ioneJ /erc"B la sola for$a di pensiero c"e sa pensare il futuro. >onsiderate c"e Steiner# parlando della )andora di =oet"e# indica il conte$plativo ,pi$eteo co$e il portatore del post0pensiero e l?attivo /ro$eteo co$e il portatore del pre0pensiero. El pri$o infatti il pensiero conoscitivo c"e viene dopo le cose - post-res.# $entre il secondo il pensiero creativo c"e viene pri$a delle cose - ante-res.. >i servia$o del pri$o (uando sia$o alle prese con ciA c"e e 'i+ esisteD ci servia$o del secondo (uando sia$o invece alle prese con ciA c"e # $a ancora non esiste: ovvero# col possi ile. , ene# l?i$$a'ina!ione appunto la for!a c"e sa pensare il possi ile. Una cultura c"e perda la capacit+ d?i$$a'inare (uindi destinata# fatal$ente# a subire il futuro e non ad agirlo: non potr+ infatti volerlo# $a solo patirlo. /rose'ue co$un(ue Steiner: >oncetto e perce!ione (ui coincidono solo (uando l?uo$o stesso li porta a coincidere. ;a e'li puA far ciA soltanto (uando "a trovato il concetto dello spirito li ero# cio il concetto suo proprio -p.191.. Bl c"e significa c"e l-uomo 6pu? far ci? soltanto scoprendo o intuendo la propria verit o la propria essenza. M noto! ad esempio! c"e molte persone sognano spesso di dover sostenere un esame. )oc"i sanno! tuttavia! c"e siamo tutti c"iamati a sostenere! di fronte al mondo spirituale! un esame di 6umanit. La 6carriera umana non : per? una carriera 6mondana. Si pu? essere pertanto promossi dal mondo! ma bocciati dallo spiritoJ cos7 come si pu? essere bocciati dal mondo! ma promossi dallo spirito. 1 non perc"H si badi l-umano sia in contraddizione col mondo! bens7 perc"H questo mondo : in contraddizione con l-umano. Cedete! se il concetto dell-uomo 0lo 6spirito libero4 non premesse dal di dentro o dal profondo! nessuno si darebbe mai da fare nella speranza! un giorno! di sentirsi dire o di poter dire a sH stesso= 6>u s7 c"e sei un UomoT. @i! ma in qual modo ci si d di solito da fare quando si nutre 201

una simile speranzaI <ei vari modi in cui il conscio collettivo si rappresenta! riconosce e convalida il concetto di 6Uomo 0ossia nei modi direbbe <ietzsc"e dell-umano! troppo umano4. (ggi! tale concetto viene ad esempio rappresentato dall-uomo 6ricco o di 6successo. M come se uno si dicesse= 6Sono ricco! ergo sono un UomoT! oppure= 6&o successo! ergo sono un UomoT. Riuscite per? a immaginare cosa accadrebbe se costui! per disgrazia! dovesse perdere la propria ricc"ezza o il proprio successoI Sarebbe una vera tragedia! poic"H! in tal caso! non ci troveremmo di fronte a un individuo c"e "a perso la sua ricc"ezza o il suo successo! bens7 di fronte a un individuo c"e riterrebbe di aver perso la propria umanit 0la propria identit o il proprio Bo4. 1cco! dunque! come gli errori noetici si trasformano in orrori etici o esistenziali. 1d ecco pure come insorgono l-insoddisfazione! la frustrazione e 6la sofferenza - per dirla con Cictor $ranFl - di una vita senza senso. >ercate il re'no dei cieli 0 dice in $erito il Lan'elo 0 e il resto vi sar+ dato per 'iunta. Gutti noi# sapendo pensare il resto# $a non il re'no dei cieli# cerc"ia$o perA il pri$o# nell?illusione# se$pre dolorosa$ente sfatata# c"e il secondo ci sar+ dato per 'iunta. Hel $ondo o''ettivo 0 riprende Steiner 0 ci se'nata dalla nostra or'ani!!a!ione una linea di separa!ione fra perce!ione e concetto# e la conoscen!a supera il confine. Hella natura so''ettiva tale confine esiste u'ual$enteD e l?uo$o lo supera nel corso della sua evolu!ione (uando# nella sua $anifesta!ione esteriore# porta ad espressione il concetto di se stesso -p.191.. >iA si'nifica (uindi c"e l?uo$o supera il confine -attraversa la so'lia. (uando porta ad espressione la propria essenza -l?Eo o lo spirito li ero. nella propria esistenza. Gale essen!a deve dun(ue essere pri$a colta -intuitiva$ente. nello spirito# e poi spinta# attraverso l?ani$a e il corpo# verso il $ondo. El c"e vuol dire# in ter$ini antroposofici# c"e deve essere pri$a afferrata nell?Eo e poi spinta# attraverso il corpo astrale# il corpo eterico e il corpo fisico# verso il $ondo. ;a cosa fa l?Eo attraversando (uesti tre arti inferioriJ K presto detto: li umanizza. ,d infatti dalla umanizzazione del corpo ani$ale# del corpo ve'etale e di (uello $inerale dell?uo$o c"e @ co$e sappia$o @ si sviluppano# rispettiva$ente# il SB spirituale# lo Spirito vitale e l?Uo$o spirito. ;entre l?ele$ento u$ano viene dun(ue ridotto# nella vita ordinaria# allo stato ani$ale# ve'etale o $inerale# lun'o il ca$$ino spirituale# sono (uesti stessi stati a essere viceversa elevati a (uello u$ano. >erto# per far (uesto non asta una vita# $a asta (uesto per dar senso a una vita. Dice ancora Steiner: >osI# tanto la vita intellettuale dell?uo$o (uanto la sua vita $orale ci riportano alla duplice natura dell?uo$o stesso: alla perce!ione -l?esperien!a i$$ediata. e al pensiero. La vita intellettuale supera tale natura dualistica per $e!!o della conoscen!a# (uella $orale per $e!!o dell?effettiva reali!!a!ione dello spirito li ero -pp.1910195.. Cedete! l-artista crea delle opere! l-uomo morale crea lo 6spirito libero= vale a dire! sH stesso. Colendo! si potrebbe dire dello 6spirito libero qualcosa di simile a quello c"e <ietzsc"e! in Varat"ustra! dice del 6fanciullo= 6Bl fanciullo : innocenza ed oblio! un nuovo cominciamento e un giuoco! una ruota c"e gira su se stessa! un primo moto! un sacro 6s7. S7! per il giuoco del creare! o miei amici! occorre un sacro 6s7= lo spirito vuole ora la sua volont! colui c"e : perduto al mondo conquista ora il suo mondo. L-6effettiva realizzazione dello spirito libero : dunque l-incarnazione dell-idea dell-Uomo 0dell-Bo4= : insomma la graduale autorealizzazione dell-Bo da parte dell-Bo. 6(gni essere - continua Steiner - "a il suo concetto innato 0la legge del suo esistere e del suo agire4J ma nelle cose esterne questo : inseparabilmente congiunto con la percezione! e solamente dentro il nostro organismo spirituale esso ne : separato. <ell-uomo stesso! concetto e percezione sono dapprima effettivamente separati! per venire poi altrettanto effettivamente da esso riuniti 0p..E84. 202

;ome vedete! qui viene esplicitamente detto c"e il concetto in-re 06innato4 : leO rei 0legge della cosa4. <el mondo animale! ad esempio! tale legge si d come 6modello di comportamento= come quel 6modello di comportamento c"e viene appunto osservato e studiato dall-etologia. <elle 6cose esterne secondo quanto abbiamo ampiamente visto nel corso della prima parte - la separazione del percetto dal concetto : 6apparente 0e non quindi 6effettiva4 poic"H riguarda! non le cose! ma il modo in cui l-uomo le conosce. <ell-uomo tale separazione : invece 6effettiva 0e non quindi 6apparente4 perc"H il concetto non : ancora compiutamente incarnato nel percetto 0perc"H non : ancora del tutto in-re! bens7 :! per la maggior parte! ante-rem4. Utilizzando questi termini 6scolastici! possiamo ancora una volta osservare! peraltro! come il movimento conoscitivo c"e va dall-in-re al post-rem sia l-inverso di quello creativo c"e va dall-ante-rem all-in-re. Qualcuno 0 dice Steiner 0 potre e perA o iettare: *lla perce!ione dell?uo$o# co$e ad o'ni altra cosa# corrisponde in o'ni $o$ento della sua vita un deter$inato concetto. Eo posso for$ar$i il concetto di un co$une uo$o tipico e posso pure avere un tale uo$o# dato co$e perce!ioneD se a (uesto a''iun'o anc"e il concetto dello spirito li ero# ven'o ad avere due concetti per uno stesso o''etto -p.191.. Questa o ie!ione 0 lo confesso 0 $i fa tornare alla $ente una storiella c"e vi vo'lio raccontare. Hella sala di un $useo# c? un ti!io c"e osserva con interesse un tesc"io custodito in una teca. Hon essendoci alcuna tar'"etta esplicativa# si rivol'e allora al custode e 'li c"iede: Di c"i (uesto tesc"ioJ Di *lessandro Lolta# risponde pronto il custode. El ti!io rin'ra!ia# e passa nella sala successiva dove# in un?altra teca# custodito un tesc"io pi) piccolo. Lo osserva# poi si diri'e di nuovo verso il custode e 'li c"iede: , (uesto (ui di c"i J Se$pre di *lessandro Lolta 0 replica l?altro 0# $a di (uand?era a$ ino. Su c"e cosa fa leva il nonsense di questa storiellaI Sul fatto c"e due realt separate nel tempo vengono scambiate per due realt separate nello spazio. 1bbene! qualcosa di simile accade pure quando si dice - come si fa nell-obiezione riportata da Steiner - c"e aggiungendo al concetto di 6comune uomo tipico quello di 6spirito libero! si finirebbe con l-6avere due concetti per uno stesso oggetto. ;ome il tesc"io di lessandro Colta adulto altro non pu? essere! infatti! c"e il risultato dell-evoluzione del tesc"io di lessandro Colta bambino! cos7 il concetto dello 6spirito libero 0di Bo4 altro non pu? essere c"e il risultato dell-evoluzione del concetto del 6comune uomo tipico 0dell-ego4. <on si tratta dunque di due concetti diversi! bens7 di due momenti diversi del divenire di un solo concetto. Hell?o''etto di perce!ione uo$o 0 dice infatti Steiner 0 vi # data# la possi ilit+ di trasfor$arsi# co$e nel se$e ve'etale vi # data# la possi ilit+ di divenire pianta sviluppata. La pianta si trasfor$er+ per virt) delle le''i o''ettive c"e in lei risiedonoD l?uo$o ri$ane nel suo stato inco$piuto# se non afferra in se stesso la $ateria della trasfor$a!ione e non si trasfor$a per for!a propria. La natura fa dell?uo$o soltanto un essere naturaleD la societ+ ne fa un essere c"e a'isce secondo date le''iD $a un essere li ero e'li puA farsi solo da se stesso-p.195.. Guanti di voi conoscono i lavori di Steiner relativi alla cosiddetta 6questione sociale! ricorderanno forse c"e vi si rileva come molti di coloro c"e s-impegnano e battono per un rinnovamento della vita sociale nutrano! senza rendersene conto! una profonda sfiducia nelle risorse dell-essere umano. Guasi quella stessa sfiducia c"e porta il >almud ad affermare - come abbiamo visto c"e 6sarebbe stato meglio c"e l-uomo non fosse mai stato creato. M tuttavia singolare battersi per rinnovare la vita sociale ed essere insieme convinti c"e colui c"e dovr animare tale vita non possa rinnovarsi. )er rinnovarsi! l-uomo non pu? per? cominciare c"e rinnovando il proprio pensiero e la propria coscienza. Cedete! oggi si crede c"e l-uomo non sia altro c"e un 6animale intelligenteJ al contempo per? ci si lamenta c"e all-evoluzione della sua intelligenza si accompagni - non si sa perc"H - un-involuzione del suo comportamento. 2a - ditemi voi - cos-altro potrebbe fare un 6animale intelligente se non mettere la propria intelligenza al servizio della propria 203

animalit! al fine di poter divenire! in modo sempre pi5 6intelligente! sempre pi5 6animaleI Cedete! il <ovecento "a conosciuto tragedie inenarrabili. Bl comunismo! il fascismo e il nazismo! seppure in modo diverso! si sono infatti scagliati contro l-uomo 6borg"ese nell-intento di superarlo. 2a c"i : quest-uomo 6borg"eseI <ient-altri c"e l-uomo dell-ego= ovvero! l-uomo dell-avere! e non dell-essere. ;ome ormai sappiamo! per?! l-ego : il soggetto della coscienza rappresentativa dell-Bo! e la coscienza rappresentativa : la coscienza legata alla percezione sensibile= vale a dire! al corpo e alle cose. <essuna meraviglia! dunque! c"e l-iniziale 6cogito! ergo sum cartesiano si sia trasformato dapprima in un 6volo! ergo sum e poi! soprattutto in concomitanza della rivoluzione industriale! in un 6"abeo! ergo sum. 02entre scrivo queste cose! apprendo c"e Sergio Romano! in un saggio intitolato >otalitarismo! totalitarismi e regimi autoritari! dic"iara appunto= 6La propriet : una parte integrante della nostra personalit. Siamo ci? c"e possediamo e saremo giudicati per il modo in cui avremo conquistato la propriet dei nostri beni4. ;ome si pu? dunque sperare di risalire questa c"ina! se non si : capaci di riconoscere qual : la vera radice del maleI )roprio il <ovecento dovrebbe averci insegnato c"e non : affatto il caso di continuare a procedere empiricamente per 6tentativi ed errori. ;-: forse bisogno di ulteriori orrori per risvegliare le nostre coscienzeI Guanto sangue dovr essere ancora versato perc"H si capisca! finalmente! c"e superare l-uomo 6borg"ese 0c"e : in ciascuno di noi4 significa superare l-ego o la coscienza rappresentativa dell-BoI Cedete! corrispondendo ogni livello di coscienza a una qualit di esistenza! : impossibile sperare di elevare la qualit della seconda se non si : in grado di elevare il livello della prima. 6Guando il carro non cammina affermano infatti i maestri Ven - : inutile frustare il carro.

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<ono capitolo 8+N incontro - 8+ aprile .+++ >o$incia$o su ito a le''ere. El punto di vista della $oralit+ li era 0 dice Steiner 0 non affer$a dun(ue c"e lo spirito li ero sia l?unica for$a in cui l?uo$o puA esistere. Lede nella li era spiritualit+ soltanto l?ulti$o stadio dell?evolu!ione dell?uo$o. >on (uesto non viene ne'ato c"e l?a'ire secondo nor$e a ia la sua 'iustifica!ione co$e 'radino di evolu!ione. Soltanto non puA venir riconosciuto co$e punto di vista assoluto della $oralit+. Lo spirito li ero supera le nor$e nel senso c"e e'li non sente co$e $otivi soltanto i co$anda$enti# ensI diri'e il suo a'ire secondo i propri i$pulsi -intui!ioni. -p.19<.. Ricorderete c"e! in uno degli sc"emi precedenti! abbiamo opposto al 6doveressere naturale il 6dover-essere morale! collegando il primo al paganesimo e il secondo all- ntico >estamento. Sul piano storico! si pu? infatti distinguere una linea evolutiva c"e va dalla cultura pagana 0politeistica4! attraverso quella vetero-testamentaria 0monoteistica4! alla cultura cristiana 0trinitaria4. Si tratta della medesima linea c"e va! sul piano morale! dal 6dover-essere della natura! attraverso il 6dover-essere della legge! allo 6spirito libero. c"i voglia farsi in breve un-idea del contrasto tra l-etica pagana e quella ebraica! suggerirei di confrontare il carattere 6intellettualistico dell-insegnamento di Socrate 0in cui il bene coincide col sapere e il male con l-ignoranza4 con quello 6volontaristico della >ora" 0della Legge4. <el popolo semitico - osserva per l-appunto Pertola 6vi : un fatto c"e colpisce e c"e : veramente unico= il monoteismo etico 0L4 Bl #io mosaico : #io-volont e potenza e non soltanto #io-idea. Lo stesso Steiner! del resto! invita a cogliere! nelle figure delle sibille e dei profeti affrescate da 2ic"elangelo sulla volta della ;appella sistina! appunto il contrasto tra la cultura 6matriarcale delle prime 0legata agli elementi e alle forze di 6madre-natura4 e quella 6patriarcale dei secondi. c"i volesse farsi invece un-idea del contrasto tra l-etica vetero-testamentaria e quella cristiana! ove prescindessimo da La filosofia della libert! avrei ben poco da suggerire. L-affermazione potr suonare strana! ma trova insperato conforto in questo libro di Pruno $orte 0professore di teologia dogmatica nella $acolt teologica dell-Btalia meridionale4J >rinit come storia. Sentite cosa dice infatti l-autore 205

0citando anc"e W.Ra"ner4! proprio all-inizio del primo capitolo 0significativamente intitolato= L-esilio della trinit4= 6Bl #io dei cristiani : un #io cristianoI Guesta domanda! in apparenza paradossale! nasce spontanea se si considera il modo in cui molti cristiani si raffigurano il loro #io. <el discorso essi parlano di Lui riferendosi ad una vaga 6persona divina! pi5 o meno identificata con il @es5 dei Cangeli o con un essere celeste non meglio precisato 0L4 M innegabile il fatto c"e molti cristiani! 6nonostante la loro esatta professione della >rinit! siano quasi solo dei 6monoteisti nella pratica della loro vita religiosa. Si potr risc"iare l-affermazione c"e! se si dovesse sopprimere! come falsa! la dottrina della >rinit! pur dopo un tale intervento gran parte della letteratura religiosa potrebbe rimanere quasi inalterata 0L4 ;"e poi il mistero trinitario sia un teorema teologico senza incidenza pratica! : convinzione diffusa. @i Want ne era convinto= 6#alla dottrina della >rinit! presa alla lettera! non : assolutamente possibile trarre nulla per la pratica! anc"e se si credesse di comprenderla! tanto meno poi se ci si accorge c"e essa supera ogni nostro concetto. lla domanda 6da c"e cosa dipende il fatto c"e in (ccidente la maggior parte dei cristiani! per la loro esperienza e prassi di vita! propriamente sono soltanto 6monoteistiI! 2oltmann risponde constatando= 6Sembra c"e poco importi! sia nella dottrina della fede come nell'etica! c"e #io sia Uno e >rino6. ;ome vedete! viene tirato in ballo anc"e Want= ovvero! un curioso 6cristiano 0luterano4 c"e redige una ;ritica della ragion pratica dic"iarandosi nondimeno convinto c"e 6dalla dottrina della >rinit! presa alla lettera! non : assolutamente possibile trarre nulla per la pratica. Gutto ciA# in o'ni caso# puA spie'are il perc"B Steiner affer$i c"e l?a'ire secondo nor$e "a la sua 'iustifica!ione co$e 'radino di evolu!ione e c"e# nella li era spiritualit+# deve vedersi soltanto l?ulti$o stadio dell?evolu!ione dell?uo$o. Quando si tratta di processi evolutivi# si deve tuttavia considerare l?eventualit+ di fissa!ioni pato'ene -lo a ia$o 'i+ ricordato (uando a ia$o parlato del rapporto c"e sussistere e 0 secondo :reud 0 tra le varie fasi di sviluppo della libido e le $alattie $entali.D e co$e a ia$o a suo te$po rilevato# sul piano noetico# una sorta di fissa!ione alla fase intellettuale -o cere rale.# cosI possia$o adesso rilevare# sul piano etico# una corrispondente fissa!ione alla fase le'ale -o nor$ativa.. En (uesta luce# peraltro# si vede ancor $e'lio co$e lo stadio evolutivo superiore -(uello dello spirito li ero. non ne'"i (uello inferiore -delle nor$e.# ensI lo co$prenda# lo inte'ri e lo superi. Dice al ri'uardo Steiner: El confor$ista# c"e vede la $oralit+ personificata ne'li ordina$enti esteriori# vedr+ forse nello spirito li ero un uo$o pericoloso -p.19<.. Sar bene ricordare! a questo punto! quello sc"ema in cui avevamo posto al centro l-Bo e! quali opposti prodotti della sua scissione! sopra l-ego e sotto il non-ego 0o il non-io4. bbiamo detto c"e l-ego corrisponde a quella c"e Steiner c"iama l-6organizzazione cosciente dell-io 0legata al rappresentare4! e c"e il non-ego corrisponde invece a quella c"e c"iama l-6organizzazione incosciente dell-io 0legata al volere4. &o sottolineato! allora! c"e quel c"e : singolare : c"e da questo scindersi dell-Bo vivente derivano! da un lato un ego c"e! per quanto non-vivente! si d pur sempre come un 6soggetto! dall-altro un non-ego c"e si d viceversa e paradossalmente come un 6oggetto. >ra l-Bo vivente e l-ego si d quindi una continuit di forma 0ma non di forza4! mentre tra l-Bo vivente e il non-ego si d una continuit di forza 0ma non di forma4. L-oggetto o il non-ego : dunque quell-ampia parte dell-Bo di cui siamo incoscienti! mentre il soggetto o l-ego : quella ristretta parte dell-Bo di cui siamo coscienti. #i norma! per?! non sappiamo affatto c"e le cose stanno cos7! e ci limitiamo perci? a contrapporci! quali ego o soggetti! ai non-ego o agli oggetti. <on solo! quindi! non siamo coscienti c"e il non-ego o l-oggetto : una parte dell-Bo! ma lo proiettiamo oltretutto fuori di noi. ;i si riconosce infatti! sul piano del pensare! come 6soggetto cosciente 0o ego4! in quanto si gode della continuit della forma 0senza forza4! mentre non ci si riconosce! sul piano del volere! come 6soggetto incosciente! bens7 si proietta fuori di sH tale soggetto apprendendolo come un 206

6oggetto 0o un non-ego4! in quanto si gode della continuit della forza 0senza forma4. Bl c"e vuol dire! insomma! c"e : l-Bo 6volitivo 0quale non-ego4 a essere proiettato e alienato. #al punto di vista morale! si tratta di un fatto estremamente importante! poic"H! nella stessa misura in cui proiettiamo l-Bo 6volitivo! cerc"iamo poi al di fuori di noi il fondamento di quel volere c"e! una volta alienato! ci si presenta come un dovere. (ve l-Bo 6volitivo venga proiettato in 6basso! il fondamento della morale avr carattere naturalistico o materialistico! ove in 6alto! avr invece carattere spiritualistico= in entrambi i casi avr comunque natura trascendente! poic"H si dar nella sfera del nonego. ,cco# dun(ue# co$e arriva a insediarsi fuori di noi (uella volont+ c"e non sappia$o essere dentro di noi. ;a perc"B non lo sappia$oJ /erc"B in (uesto $odo ne venia$o protetti. ,? $e'lio# infatti# c"e un potere del 'enere non finisca nelle $ani dell?e'o. ;a co$e credete c"e insor'ano le $anie di 'rande!!a o di poten!aJ Ensor'ono proprio per il fatto c"e nel icc"ierino dell?e'o si viene a riversare tutta la poten!a del volere racc"iuso nella otte dell?Eo. Ledete# tenere fuori della portata dell?e'o il volere dell?Eo un po? co$e tenere fuori della portata dei a$ ini i fia$$iferi o le $edicine. >on i pri$i potre ero infatti ruciarsi# con le seconde avvelenarsi. , non si appunto ruciato o avvelenato Hiet!sc"e# per aver $esso le $ani sulla volont+ di poten!a sen!a aver previa$ente sviluppato la volont+ di coscien!aJ Stiamo quindi attenti perc"H il potere dell-Bo pu? salvare l-ego! ma anc"e perderlo. Lo salva se lo raggiunge mediato da superiori livelli di coscienzaJ lo perde 0lo 6inflaziona4 se lo raggiunge invece in modo immediato sul piano dell-ordinaria coscienza intellettuale. ;ome vedete! allorc": si cessa di proiettare! e per ci? stesso di 6deificare! l-Bo 6volitivo 0come "a fatto appunto <ietzsc"e! dic"iarando la 6morte di #io4! si corre il risc"io di introiettarne la forza e di cominciare quindi a 6deificare l-ego. M proprio per evitare risc"i del genere c"e Steiner ci indica una 6via del pensiero= ossia una via lungo la quale! all-Bo 6pensante! viene data l-opportunit di riunirsi gradualmente all-Bo 6volitivo! cosicc"H la forma del primo possa umanizzare sempre pi5 la forza del secondo! e la forza del secondo possa vivificare sempre pi5 la forma del primo. Cedete! la coscienza rappresentativa 0o intellettuale4 : moralmente impotente. (rbene! coloro c"e non vogliono rassegnarsi a questo stato d-impotenza! : bene c"e s-impegnino! proprio in nome della moralit cui aspirano! a superare tale livello di coscienza= c"e s-impegnino! vale a dire! a far risorgere il pensare e il concetto dalla tomba della rappresentazione. #ice per? il ;risto= 6Senza di me non potete far niente. M solo in virt5 della Sua forza di resurrezione c"e ci : possibile infatti trascendere il piano rappresentativo e scoprire! all-interno stesso dell-idea! la forza della volont. 2a scoprire l-idea vivente : scoprire la moralit! poic"H la moralit non : c"e la vita! la luce e il calore dell-Bo nell-idea. (ve fossimo capaci di questo! non avremmo invero pi5 bisogno di ricercare fuori di noi il fondamento del nostro orientamento morale. #ice Steiner c"e! agli occ"i dei conformisti! lo 6spirito libero pu? apparire un 6uomo pericoloso. 2a uno 6spirito libero non : un 6ribelle 0come tende a essere il tipo 6stenico4 nH un 6gregario 0come tende a essere il tipo 6astenico4! bens7 un individuo c"e! essendo consapevole del fatto c"e tutti gli ordinamenti "anno un-origine storica e umana! assume! nei loro confronti! un atteggiamento semplicemente 6critico= ossia! un atteggiamento c"e lo porta a osservarli! pensarli e valutarli! ma anc"e! quando lo giudic"i necessario! a modificarli. <on c: dunque alcun bisogno di stracciare le leggi o di metterle sugli altari. 6<on si deve coniare la formula - riprende Steiner - c"e l-uomo esiste per fondare! separato da lui stesso! un ordinamento morale del mondo. ;"i pensasse questo starebbe! riguardo alla scienza dell-uomo! allo stesso punto in cui stava quella scienza naturale c"e diceva= 6Bl toro "a le corna per poter dare cornate. $ortunatamente i naturalisti "anno buttato via simili concetti finalistici. L-etica riesce pi5 difficilmente a liberarseneJ ma come non ci sono le corna allo scopo di poter dare cornate! ma ci sono le cornate per mezzo delle 207

corna! cos7 non c-: l-uomo allo scopo di fare della moralit! ma c-: la moralit per mezzo dell-uomo 0p..EE4. <ello sc"ema c"e abbiamo prima ricordato! vediamo al centro l-Bo 0il soggetto 6oggettivo o l-oggetto 6soggettivo4! sopra il soggetto 0l-ego4 e sotto l-oggetto 0il non-ego4. Guando si pone il fondamento della morale nella sfera del nonego! lo si pone quindi nella sfera dell-oggetto= in tal modo! si fa dunque dell-oggetto il 6soggetto e del soggetto l-6oggetto 0della morale4. 2a essere oggetto della morale equivale a essere 6strumento della morale= uno 6strumento al servizio degli scopi di qualcun altro. 2a le cose non stanno cos7. Scopo dell-uomo : infatti l-UomoJ e mezzo dell-Uomo 0per raggiungere sH stesso4 : sempre l-uomo 0il fine! dunque! non 6giustifica il mezzo! bens7 si fa mezzo4. L?uo$o li ero 0 dice Steiner 0 a'isce $oral$ente perc"B "a un?idea $oraleD $a non a'isce con lo scopo di far sor'ere# col suo a'ire# una $oralit+. =li individui u$ani# con le loro idee $orali# appartenenti al loro essere# sono il presupposto dell?ordina$ento $orale del $ondo. L?individuo u$ano sor'ente di tutta la $oralit+ e centro di tutta la vita terrestre -p.199.. Se l?uo$o non ci fosse# non ci sare e dun(ue la $oralit+# poic"B la $oralit+ l?essen!a stessa dell?uo$o. Si potre e addirittura dire c"e l?uo$o puA stare al $ondo solo in $odo $orale o i$$orale: ovvero# solo co$e Uo$o o co$e non0 Uo$o. /er pro$uovere lo sviluppo della $oralit+# occorre pertanto pro$uovere lo sviluppo dell?umanit -dell?u$ano nell?uo$o.. L?uo$o li ero non parla 'ranc"B di $oralit+# poic"B la $oralit+ la crea e l?a'isce in (uanto coincide# in lui# col suo stesso essere. Hon si preoccupa tanto 0 co$e a ia$o detto 0 c"e la sua a!ione sia $orale o i$$orale# (uanto piuttosto c"e sia sua: c"e sia# cio# un?a!ione dell?Eo. ;a co$e si fa a scoprire se un?a!ione o non un?a!ione dell?EoJ Scoprendo an!itutto le a!ioni del non0Eo -ovvero# (uelle dettate dalla psic"H# dalla p"'sis e dal s?ma.. >iA c"e nasce dal corpo# dall? anima senziente e dall?anima razionale o affettiva# non nasce or$ai pi) dall?Eo. Solo ciA c"e nasce dalla $oderna anima cosciente nasce dall?Eo# $a da un Eo c"e# nel corso della sua pri$a fase evolutiva# "a coscien!a di sB nella sola for$a dell?e'o. En una for$a 0 per cosI dire 0 neutra -co$e neutra la $ate$atica c"e lo rappresenta. e c"e# in (uanto tale# li era dalla natura -inferiore.# $a non ancora per lo spirito vivente o per l-Bo. Gale neutralit+ tuttavia un?i$poten!a $orale: (uella cui si costretti appunto a sopperire 0 secondo (uanto a ia$o visto 0 con le le''i o con le nor$e esteriori. En o'ni caso# occorre 'rande onest+ e cora''io per riconoscere in noi stessi ciA c"e non nasce dall?Eo. K (uesto# indu ia$ente# uno de'li aspetti pi) severi del ca$$ino interiore. Quando si co$incia a vedere ciA c"e non si -il non0Eo.# infatti necessario essere presenti a sB stessi per ricordarsi c"e si se$pre c"i vede e non ci? c"e si vede. La (ualcosa si'nifica c"e# soprattutto all?ini!io del ca$$ino# si diventa tanto $i'liori (uanto pi) si scopre di essere pe''iori -di (uanto si credeva.. Se si scopre# ad ese$pio# di essere invidiosi# non ci si deve sentir feriti nell?or'o'lio o nell?a$or proprio -poic"B (uesta non sare e c"e una ferita narcisistica.# $a si deve reali!!are c"e stato l?Eo a scoprire l?invidia# e c"e lo stesso Eo# cosI co$e l?"a scoperta# la puA anc"e trasfor$are. /ensate# per fare un altro ese$pio# all?ira. Quando ne sia$o preda# l?ira c?# $a non ci sia$o noi# (uando ci sia$o noi# l?ira non c?. En tale condi!ione# $ai potre$$o (uindi osservarla# conoscerla e trasfor$arla. El pro le$a# dun(ue# non tanto (uello di repri$erla# (uanto piuttosto di $antenersi presenti a sB stessi per non farsi disarcionare. Dico (uesto perc"B penso ricordiate c"e Steiner# in 2etamorfosi della vita dell-anima# parla appunto# in rapporto all?educa!ione dell?anima senziente# di una $issione dell?ira e della necessit+ di trasfor$are la sua for!a in una superiore facolt+ $orale.

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!ecimo capitolo
bbiamo cos7 concluso l-esame del nono capitolo e possiamo perci? cominciare il decimo! intitolato $ilosofia della libert e monismo. Ra$$entate (uanto a ia$o detto# a suo te$po# del realis$o in'enuo o pri$itivoJ , ene# l?uo$o se$plice# 0 dice (ui Steiner 0 c"e non considera 209

co$e reale se non (uello c"e puA vedere con 'li occ"i e toccare con le $ani# ric"iede anc"e per la sua vita $orale delle ra'ioni di a!ione c"e siano percepi ili per la via dei sensi. Ric"iede un essere c"e 'li co$unic"i (ueste ra'ioni in un $odo co$prensi ile ai suoi sensi -p.196.. K il caso di coloro c"e si fanno 'uidare# nella propria condotta# dall?autorit+ individuale di (ualcuno c"e riten'ono pi) savio e pi) potente di loro o da (uella collettiva della fa$i'lia# dello Stato# della societ+ o della >"iesa. El 'rado pi) alto di evolu!ione del realis$o pri$itivo nel ca$po della $oralit+ 0 osserva perA Steiner 0 (uello in cui il co$anda$ento $orale -o idea $orale. viene pensato co$e indipendente da o'ni entit+ estranea e# ipotetica$ente# co$e for!a assoluta nel proprio inti$o -pp.1960198.. tale grado di evoluzione! il realismo 6ingenuo trapassa per? nel realismo 6metafisico. Ricorderete c"e quello 6ingenuo : infatti il realismo delle 6cose! mentre quello 6metafisico : il realismo delle 6forze. llorc"H ci siamo occupati di questo! abbiamo appunto osservato c"e il primo s-invera soprattutto nell-(ttocento 0ad esempio! nella fisica classica4! mentre il secondo soprattutto nel <ovecento 0ad esempio! nella fisica moderna4. Guest-ultimo secolo "a dunque superato il realismo delle 6cose! ma non : ancora pervenuto al realismo delle 6idee. So bene c"e ritornare sulla diatriba tra 6realismo e 6nominalismo pu? apparire oggi ozioso. ;i? non toglie! tuttavia! c"e questa sia! proprio oggi! una questione fondamentale. La moderna esperienza della realt dello spirito - afferma infatti Scaligero - coincide appunto con quella cosciente e vivente del concetto= ovvero! con il realismo delle 6idee. #i fatto! il denominatore comune di tutta la cultura contemporanea : per? il nominalismo. <on ci facciamo incantare= i materialisti sono avversi agli spiritualisti e agli idealisti! i liberali sono avversi ai socialisti e ai comunisti! i cattolici sono avversi ai liberali e ai comunisti! ma tutti sono! in un modo o nell-altro! dei nominalisti! e quindi avversari del realismo. 1 in fondo : meglio cos7! poic"H! se non lo fossero! sarebbero rimasti allora al 2edioevo 0vale a dire! al 6tomismo4. Bl compito non : infatti quello di imbalsamare e conservare il cadavere del realismo medioevale! bens7 quello di consentire al suo spirito di tornare a vivere! in forma moderna! nelle anime umane. Cedete! i nominalisti "anno ragione nel prendere atto del decesso dell-antica e viva esperienza della realt dei concetti! ma "anno torto nell-accontentarsi di trafficare con le loro spoglie senza minimamente sospettare c"e possano risorgere. <on si tratta quindi di rievocare! da 6spiritisti! l-antica vita dei concetti! nH di continuare a maneggiare! da 6necrofili! i loro cadaveri! ma di farli risorgere a vita nova. Siamo dunque di fronte a un compito nuovo c"e! per essere assolto! ric"iede una consapevolezza e una pratica interiore non meno nuove. En tutti i $odi# allorc"B si passa dal realis$o in'enuo a (uello $etafisico# le le''i $orali 0 dice Steiner 0 diven'ono entit+ $etafisic"e c"e esistono per sB stesse -U. El realis$o $etafisico deve infatti cercare anc"e l?ori'ine della $oralit+ nel ca$po di un reale eVtrau$ano -p.198.. 6@li imperativi - scrive Want - sono ipotetici e categorici 0L4 Se l-azione : buona soltanto come mezzo a un-altra cosa! l-imperativo : ipoteticoJ se invece vien rappresentata come buona in sH! e quindi come necessaria per una volont in sH conforme alla ragione! l-imperativo : categorico. @i! ma se si danno degli 6imperativi! non dovr darsi allora e necessariamente un 6imperatoreI 1 c"i : costui! per WantI Un 6Bo in sH 0noumenico4 tanto irraggiungibile e inconoscibile quanto la 6cosa in sH! e appartenente quindi al 6campo di un reale eOtraumano 0o trascendente4. ;ome vedete! ci troviamo in quella sfera del non-ego 0o dell-oggetto4 in cui il fondamento della morale pu? assumere secondo quanto abbiamo detto - un carattere materialistico o spiritualistico. 6Se l-essere presupposto - dice infatti Steiner - : un essere in sH non pensante e agisce per leggi puramente meccanic"e! come il materialismo se lo rappresenta! allora per pura necessit meccanica originer da sH anc"e l-individuo umano! insieme con tutto ci? c"e gli : connesso 0L4 Un-altra possibilit : quella c"e qualcuno veda in un essere spirituale l-assoluto eOtraumano c"e risiede dietro i fenomeni. ;erc"er allora in una tale forza 210

spirituale anc"e lo stimolo all-azione 0L4 L-uomo deve ci? c"e tale essere vuole 0pp..EQ e .E/4. 2a perc"H lo 6deveI )erc"H - come spero di essere riuscito a c"iarire - "a inconsciamente trasformato tale oggetto in un 6soggetto! e sH stesso in un 6oggetto. (ve costui scoprisse di essere tutt-uno con siffatto e presunto oggetto! cesserebbe infatti di dovere e comincerebbe a volere. Bl problema : tutto qui. Bn tanto io devo quello c"e questo essere vuole in quanto! proiettandolo fuori di me! lo concepisco come altro da me. Se questo essere : altro da me! il suo volere non : infatti il mio volere! bens7 il mio dovere. >o$e il dualista $aterialista 0 dice perciA Steiner 0 fa dell?uo$o un auto$a il cui a'ire unica$ente il risultato di le''i pura$ente $eccanic"e# cosI il dualista spiritualista -cio colui c"e vede l?assoluto# l?essere in sB# in una essen!a spirituale alla (uale l?uo$o# con la sua esperien!a cosciente# non prende alcuna parte. ne fa uno sc"iavo della volont+ di (uell?assoluto. Dal $aterialis$o co$e dallo spiritualis$o unilaterale e# in 'enere# dal realis$o $etafisico c"e si rivol'e al sovru$ano co$e a vera realt+# $a c"e non speri$enta (uest?ulti$a# la li ert+ esclusa -p.192.. L-uomo sarebbe dunque sc"iavo! in un caso! della natura e! nell-altro! dello spirito. Bn questa seconda eventualit! ci si rivolge! s7! 6al sovrumano come a vera realt! ma - come dice Steiner - non la si sperimenta. Sentite! in proposito! quanto dice #e Ruggiero= 6Bl lettore c"e "a seguito tutte le tappe del cammino percorso da Want! dalla morale alla libert! pu? forse dubitare c"e Want abbia pienamente risolto il problema c"e s-era proposto fin dall-inizio= com-: possibile l-imperativo categoricoI Want infatti non dimostra la libert! ma ne fa un postulato indimostrabile della ragione pratica! quindi tutta la catena delle sue deduzioni resta sospesa a un principio c"e il pensiero non pu? giustificare e possedere compiutamente. Want! tuttavia! in tanto : costretto a 6postulare la libert in quanto! non riuscendo a pensarla e sperimentarla dentro di sH! pu? soltanto ipotizzarla o supporla fuori di sH! cos7 come pu? soltanto ipotizzare o supporre fuori di sH 0nel non-ego4 la realt del 6sovrumano 0c"e altro non :! sul piano morale! c"e il vero umano4. 6Bl monismo - continua comunque Steiner - dovr ammettere una parziale giustificazione del realismo primitivo! perc"H d una giustificazione al mondo percettivo. ;"i : incapace di produrre idee morali mediante intuizione! deve riceverle da altri 0p..E+4. * ia$o detto# in preceden!a# c"e l?uo$o se$plice riconosce l?autorit+ di un altro individuo# e c"e si d+ 'i+ un pro'resso (uando riconosce (uella di un?istitu!ione. K possi ile dun(ue un?evolu!ione. Lo spirito li ero# in (uanto ideale assoluto della $oralit+# non puA essere perciA c"e una $ta. Di fatto# nessuno di noi intera$ente sc"iavo o intera$ente li ero. Hascia$o sc"iavi della natura e# in virt) delle le''i $orali# via via ce ne e$ancipia$o# $a dalla sc"iavit) -ac(uisita. di tali le''i possia$o poi li erarci solo se il nostro cuore tende forte$ente e incessante$ente all?ideale dello spirito li ero. >o$e i Re ;a'i riuscirono a trovare il luo'o in cui era nato =es) solo perc"B 'uidati dalla Sua stella# cosI ciascuno di noi puA trovare il luo'o in cui nasce la li ert+ solo se 'uidato dalla sua stella: ovvero# dal suo concetto o dalla sua idea. En (uanto idea vivente# un si$ile ideale una vera e propria for!aD e pi) noi $uovia$o incontro a esso# pi) esso $uove incontro a noi. ,cco il perc"B Steiner pre$ette# alla Realt della libert# la Scienza della libert. *nc"e le idee# inso$$a# pri$a di sposarle# sare e ene conoscerle. &a detto <ietzsc"e c"e l-uomo "a creato tante opere d-arte! ma non "a ancora creato sH stesso come un-opera d-arte. Bn effetti! la creazione dell-Uomo da parte dell-uomo : la pi5 elevata delle arti= un-arte morale.

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;ontinua il decimo capitolo A,N incontro - 3 maggio .+++ El $onis$o 0 dice Steiner 0 non puA a$$ettere una coerci!ione incosciente c"e risieda dietro alla perce!ione e al concetto. Se (ualcuno sostiene c"e un?a!ione di un suo si$ile stata co$piuta non li era$ente# deve indicare entro il $ondo percepi ile la cosa# o l?uo$o# o l?istitu!ione c"e "a spinto (uel tale all?a!ioneD se si ric"ia$a a cause dell?a!ione poste al di fuori del $ondo reale dei sensi e dello spirito# il $onis$o non puA i$pe'narsi in tale asser!ione -p.147.. Bl monismo non pu? dunque ammettere una coercizione incosciente c"e risieda 6dietro alla percezione e al concetto! ma pu? ammetterne una incosciente c"e 212

risieda nella percezione o nel concetto. bbiamo visto! nel corso della prima parte! c"e una cosa : la realt in sH del concetto! altra il rapporto in cui l-uomo si trova con essa. ;ome sostiene giustamente von &artmann! con la realt del concetto possiamo infatti trovarci in un rapporto cosciente o incosciente. Se %ung avesse fatto tesoro di questa lezione! avrebbe sicuramente parlato di concetti 0o di idee4 e non di arc"etipi 0in sH4! dimostrando cos7! grazie all-osservazione e all-esperienza clinica! la validit della tesi di von &artmann. ;os7 per? non : stato! e gli psicoanalisti Xung"iani! da buoni 6realisti metafisici! non sanno! a tutt-oggi! quale sia la vera natura delle forze alberganti nell-inconscio 0mentre quelli freudiani! da buoni 6realisti ingenui! s-illudono di saperlo4. Bmmaginate! ad esempio! c"e qualcuno sia assillato dall-idea di buttarsi dalla finestra. ;"i conosce queste cose sa c"e pu? accadere! e c"e un-idea simile! non essendo astratta ma viva! pu? anc"e tradursi in atto. ;"i "a delle idee vive 0come gli ossessivi4 : considerato dunque 6malato! mentre c"i "a delle idee morte 0astratte4 : considerato 6sano o 6normale. <on a torto! per?! perc"H colui c"e "a delle idee viventi in realt non le "a! ma le subisce e patisce. Se : giusto! quindi! considerare 6malato un ossessivo! non : giusto invece pensare c"e! con le idee viventi! non si possa avere un rapporto attivo! e c"e il solo modo di essere 6sani o 6normali sia quello di trafficare con i cadaveri delle idee. 2a torniamo al nostro esempio. ;os-: c"e davvero non va nell-idea di buttarsi dalla finestraI M presto detto= non l-idea in sH 0c"e! come tale! : sorta dall-Bo quale impulso morale4! bens7 la sua rappresentazione ingenuamente realistica o materialistica. #ice il proverbio= 6;"i troppo in alto va cade sovente! precipitevolissimevolmente. <on potrebbe darsi! allora! c"e il soggetto in questione! magari affetto nella sua 6normalit da grande superbia! abbia ricevuto il consiglio di 6buttarsi gi5! e di diventare cos7 pi5 umileI )ensate c"e alcuni psicologi parlano della nevrosi come di una sorta di 6angelismo= come cio: di una sorta d-inconscio rifiuto di vivere nel corpo e di assumersi tutte le responsabilit c"e la vita terrena comporta. 1bbene! non sarebbe il caso di consigliare appunto a questi 6angeli di 6buttarsi gi5! d-incarnarsi e di affrontare con coraggio la loro esistenzaI ;ome vedete! c-: una bella differenza tra il 6buttarsi gi5 spiritualmente e il 6buttarsi gi5 materialmente. >utto sta nel modo in cui si pensa e si accoglie l-idea. Un-idea vivente deve essere pensata viventemente 0immaginativamente o simbolicamente4 se si vuole evitare di ridurne il contenuto morale a contenuto materiale 0rappresentativo4. Ca detto! tuttavia! proprio alla luce dell-esperienza psicoanalitica! c"e se la lettura immaginativa : sempre una lettura simbolica! la lettura simbolica non : sempre una lettura immaginativa. <on poc"i psicoanalisti freudiani! ad esempio! 6forti del loro realismo ingenuo! giudicano fantasioso 0o mistic"eggiante4 il realismo metafisico di quelli Xung"iani. 2a lo fanno perc"H non si rendono conto c"e ci si pu? abbandonare tanto a fantasie spiritualistic"e quanto a fantasie materialistic"e. Le prime si danno infatti nelle persone troppo ricc"e di fantasia 0luciferic"e4! mentre le seconde si danno in quelle povere di fantasia 0arimanic"e4. ;os-: d-altronde il materialismo! se non la fantasia delle persone povere di fantasiaI El pro le$a# inso$$a# sta tutto nell?idea c"e a l?Eo "a di sB. ia$o dell?idea# e nell?idea c"e

6Secondo la concezione monistica! - continua Steiner - l-uomo nelle sue azioni : in parte libero e in parte non libero. 1ntro il mondo delle percezioni egli si trova in condizione di non-libert! mentre in se stesso realizza lo spirito libero 0p..9,4. bbiamo gi parlato! a questo proposito! della costituzione! del temperamento! del carattere e dell-Bo. 1bbene! la costituzione 0morfologica4 : immodificabile! e rappresenta quindi un-assoluta necessitJ il temperamento : gi pi5 abbordabile! ma : comunque difficile cambiarlo in quanto : strettamente legato alla costituzione 0essendone il momento biologico o dinamico4J ci? c"-: meno costrittivo : dunque il carattere. (ve distinguessimo poi! al suo interno! l-anima senziente! l-anima razionale o affettiva e l-anima cosciente! potremmo essere ancora pi5 precisi e dire c"e la libert 0c"e : nell-Bo o! meglio! c"e : l-Bo4 213

comincia a manifestarsi solo nell-anima cosciente. #all-anima razionale o affettiva in gi5! siamo sempre pi5 infatti condizionati dalla nostra natura personale. <e veniamo fuori solo con l-anima cosciente per approdare alla scienza 0galileiana4! e quindi all-oggettivit. La partita della nostra esistenza si gioca pertanto nel mezzo! tra il polo dell-assoluta libert 0l-Bo4 e quello dell-assoluta necessit 0la costituzione4. 2a in c"e cosa consiste! propriamente! la necessitI <ell-essere forma! e dunque legge. d esempio! la costituzione 0secondo Ciola4 pu? essere 6longilinea! 6brevilinea o 6normolineaJ il temperamento 0secondo Bppocrate4 pu? essere 6collerico! 6flemmatico! 6sanguigno o 6melanconicoJ il carattere 0secondo %ung4 pu? essere 6estroverso o 6introverso. Si deve arrivare quindi all-Bo se si vuole incontrare una realt c"e non "a forma e c"e! proprio per il fatto di non averla! pu? prenderle tutte! e per ci? stesso modificare 0s-intende! entro certi limiti4! quelle conferiteci dal destino o dal Farma. 6>rasformare 0trans-formare4 significa appunto andare al di l della forma 0data4. 2a come si potrebbe andare al di l della forma! se tutto fosse gi dato! e non vi fosse quindi un punto sul quale poter fare liberamente levaI 6L-uomo nelle sue azioni - dice Steiner - : in parte libero e in parte non libero. <ell-Bo : appunto gi libero! ma : c"iamato a rendere libera anc"e la propria natura 0inferiore4! al fine di renderla - come abbiamo detto sempre pi5 umana. 6L-uomo - dice Steiner - non "a da compiere la volont di un essere c"e esiste fuori di lui nel mondo! ma la sua propriaJ non attua i decreti e le intenzioni di un altro essere! ma i propri 0L4 @li uomini! in quanto realizzano idee intuitive! seguono soltanto i loro propri scopi umani 0p..9,4. Cedete! quando parliamo di forze 6ostacolatrici 0luciferic"e e arimanic"e4! parliamo di entit c"e perseguono fini eOtraumani. ( l-uomo! quale ego! si fa perci? 6mezzo cosciente e volontario dell-Bo 0o dell-Uomo4 quale 6fine! o diviene 6mezzo incosciente e involontario dei 6fini di qualcun altro. @iorni fa! ad esempio! "o letto c"e un fisico inglese si dice convinto c"e l-ingegneria genetica produrr presto una nuova razza umana. @i! ma c"i ci dice c"e tale razza sar 6umanaI Gual : infatti il criterio per stabilire se una razza 0ossia! un corpo fisico4 sia 6umana o 6non-umanaI El $ondo delle idee 0 dice ancora Steiner 0 non esplica la sua vita in una co$unit+ di uo$ini# $a soltanto nei sin'oli individui u$ani -U. O'nuno di noi c"ia$ato allo spirito li ero# co$e o'ni 'er$e di rosa c"ia$ato a divenire rosa -pp.1470141.. ;on la differenza! per?! c"e il germe di rosa si fa inconsciamente e naturalmente rosa! mentre il germe dello spirito libero 0l-ego4 pu? farsi spirito libero 0Bo4 solo in modo cosciente e volontario. El $onis$o dun(ue# 0 dice se$pre Steiner 0 nel ca$po dell?a'ire vera$ente $orale# filosofia della libert. , poic"B filosofia della realt+# respin'e le li$ita!ioni $etafisic"e dello spirito li ero# non reali# co$e riconosce (uelle fisic"e e storic"e -reali in senso pri$itivo. dell?uo$o in'enuo. ,sso infatti non considera l?uo$o co$e un prodotto finito# c"e ad o'ni $o$ento della sua vita dispie'"i tutto il proprio essereD e (uindi la discussione se l?uo$o# co$e tale# sia o non sia libero 'li se$ ra vana. Lede nell?uo$o un essere c"e si sta evolvendo e c"iede se su (uesta via possa venire ra''iunto anc"e lo stadio dello spirito li ero -U. >onsidera lo stadio dell?a!ione auto$atica -secondo passioni e istinti naturali. e (uello dell?a!ione o ediente -secondo nor$e $orali. co$e necessari 'radi preparatori della $oralit+D $a vede la possi ilit+ di superare entra$ i (uesti 'radi per $e!!o dello spirito li ero -p.141.. Cedete! la scienza attuale non : in grado di fornire alcun sostegno alla moralit perc"H non : fatta dall-uomo per l-uomo! bens7 da quanto : privo di vita nell-uomo 0lo sc"eletro! l-apparato neurosensoriale e! in specie! la neocorteccia4 per quanto : privo di vita fuori dell-uomo e c"e giace! in quanto tale! nello spazio. <on : pertanto scienza della vita 0del tempo4! nH scienza dell-anima 0della qualit4! nH scienza dello spirito 0dell-Bo4. <on essendo una scienza dell-uomo! non pu? essere dunque una 6scienza della moralit. 2a qui! delle due! l-una= o si rinuncia alla moralitJ o ci si accontenta dell-6opinione 214

soggettiva! e quindi del relativismo morale. <on ci si : resi ancora conto! purtroppo! c"e il vizio etico deriva dall-errore noetico! e c"e gli orrori della volont derivano dagli errori del pensiero. *$ava dire Tertrand Russel c"e alcuni uo$ini usano lodare le c"iavi iasi$ando# al conte$po# i uc"i delle serrature. , ene# (uesto il caso di (uanti vantano 'li attuali pro'ressi tecnici e scientifici# $a non sanno darsi al conte$po ra'ione del perc"B non siano acco$pa'nati da un pari pro'resso $orale. :atto si c"e lo spirito sen!?ani$a c"e ispira l?attuale anda$ento della scien!a e della tecnica# non si $anifesta o rivela sul piano scientifico e tecnico# ensI appunto su (uello $orale. Quando si affer$a c"e l?al ero si 'iudica dai frutti# sare e perciA ene ricordare c"e i frutti dell?al ero conoscitivo vanno 'iudicati sul piano $orale# e non su (uello $ateriale -o utilitaristico.. >"e 'iova all?uo$o 0 affer$a infatti il >risto 0 'uada'nare il $ondo intero# se poi si perde o rovina se stessoJ. &rima aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 La pri$a di (ueste due a''iunte $olto i$portante. /er aiutarci a co$prenderla provere$o a servirci di (uesto sc"e$a:

, ene# i$$a'inate c"e# laddove l?Eo# vi sia il fulcro di un pendolo la cui oscilla!ione# attraversando o'ni volta l?ani$a# vada ora -in $odo ascendente o induttivo. dal corpo allo spirito# e ora -in $odo discendente o deduttivo. dallo spirito al corpo. *lla luce di (uanto a ia$o visto finora# 'iudic"ere$o il pri$o $ovi$ento conoscitivo# il secondo creativo. K 'ra!ie al pri$o# infatti# c"e il percetto si fa concetto# c"e le cose si fanno pensieri e c"e il reale si fa idealeD ed 'ra!ie al secondo# viceversa# c"e il concetto si fa percetto# c"e i pensieri si fanno cose e c"e l?ideale si fa reale. El secondo# tuttavia# anc"e (uel $ovi$ento della $oralit+ $ediante il (uale sia$o c"ia$ati a reali!!are# in for$a pratica o di a!ione# un?idea. 6Una caratteristica dell-entit umana - dice per l-appunto Steiner - sta precisamente nel fatto c"e quanto pu? venir afferrato intuitivamente nell-uomo si muove qua e l! come in un moto pendolare vivente! fra la conoscenza avente valore universale e lo sperimentare individuale di quell-universale 0p..9A4. (rbene! una siffatta oscillazione : in realt una interiore! sottile e inconscia respirazione c"e avrebbe unicamente bisogno di essere scoperta e portata alla luce. Solo la consapevolezza della sua esistenza o realt pu? permetterci infatti di risolvere tutte quelle contraddizioni c"e : sempre pronto a rilevare l-intelletto. questo sono in special modo cari! ad esempio! la logica 6analitica 215

e quel 6principio d-identit 0o di 6non contraddizione4 per il quale se : ! e se P : P! allora non : P e P non : . @razie a &egel! e alla sua logica 6dialettica o 6speculativa! si scopre per? c"e pu? essere anc"e P e c"e P pu? essere anc"e ! poic"H l-uno e l-altro non sono c"e due opposti momenti del divenire 0o dello svolgersi4 di uno stesso 0e 6terzo4 concetto. Penc"H grossolano! potremmo fare! al riguardo! l-esempio degli opposti concetti di 6giorno e 6notte= l-uno e l-altro non sono infatti c"e due momenti del divenire 0o dello svolgersi4 dello stesso 0e 6terzo4 concetto di 6@iorno 0di ventiquattr-ore4. ;on la logica di &egel si fa dunque un passo avanti! perc"H si "a modo di superare 0e integrare4 la staticit analitica dell-intelletto con la dinamicit 6dialettica o 6speculativa della ragione. M solo in virt5 del movimento c"e si pu? infatti sintetizzare! o rendere 6fisiologico! quanto : stato prima analizzato o 6anatomizzato dall-intelletto. ;i? sta per? a significare c"e! in mancanza di una nostra iniziativa 6immaginativa! : praticamente impossibile venire a capo delle questioni pi5 importanti. )ensate c"e lo stesso Steiner! parlando de La filosofia della libert in una lettera a 1duard von &artmann! cos7 si espresse= 6 vverto anc"-io come un difetto del mio libro! il fatto c"e non mi sia riuscito di rispondere con piena c"iarezza alla questione! in c"e senso l-individuale sia in fondo un universale! il molteplice un-unit. 2a questo : forse il compito pi5 difficile di una filosofia dell-immanenza. ;on ogni probabilit! : appunto questo il motivo della presente aggiunta 0alla seconda edizione4. La difficolt comunque rimane perc"H il 6difetto di cui parla modestamente Steiner non : tanto del 6libro quanto piuttosto dell-organo 0l-intelletto4 col quale ciascuno ne intraprende inevitabilmente lo studioJ e non : neppure! a rigore! un 6difetto! ma semplicemente un 6limite. ;ome non si pu? dire! infatti! c"e sia un 6difetto degli occ"i quello di non apprezzare i suoni! cos7 non si pu? dire c"e sia un 6difetto dell-intelletto quello di non apprezzare il movimento! in quanto suo specifico compito : proprio quello di apprezzare quanto! essendo privo di movimento! : privo di vita. Cedete! finc"H il pensiero : stato vivente 0prima cio: della nascita dell-anima cosciente4! : stata pi5 o meno attiva! al suo interno! la volont dell-1ssere originario. Bn qualit di forma! esso : stato perci? il veicolo della forza dell-1ssere! e quindi una realt 6forte e per ci? stesso costringente. )robabilmente sapete c"e Steiner! a questo proposito! mette a confronto la figura di 1ttore con quella di mleto. 1ttore era senza dubbio un eroe! purtuttavia la sua forza gli derivava dal fatto di essere per lo pi5 c"iamato a eseguire la volont degli #ei! e non la sua. Guando gli #ei non "anno pi5 parlato 0quando si : cio: dato - per dirla con )lutarco - 6il tramonto degli oracoli4! o! per meglio dire! quando l-uomo non : stato pi5 in grado di udirli! ecco c"e 1ttore si : per? trasformato in mleto= ovvero! nel pi5 celebre degli smarriti rappresentanti di quella fase evolutiva in cui l-uomo "a intrapreso a pensare e volere da sH! e quindi a reggersi sulle proprie gambe. Un tempo! dunque! il pensiero era vivo! ma! proprio perc"H vivo! incompatibile con la libert. Ci : stato quindi bisogno c"e la forza dell-1ssere si ritraesse dalla forma del pensiero e lasciasse quest-ultima! nelle teste degli uomini! quale propria spoglia 0quale proprio nonessere4. Ricordate! al riguardo! quel c"e dice Steiner nelle 2assime ntroposofic"eI 6<elle antic"e dottrine - dice - veniva indicata col nome di 2ic"ele la potenza dalla quale fluivano i pensieri delle cose. Guesto nome pu? ancora venir usato. Si pu? quindi dire= un tempo gli uomini ricevevano i pensieri da 2ic"eleJ 2ic"ele amministrava l-intelligenza cosmica. #al secolo nono in poi gli uomini non sentivano pi5 c"e 2ic"ele ispirava i loro pensieri. Guesti erano sfuggiti alla sua signoriaJ cadevano dal mondo spirituale nelle singole anime umane. Una cosa# dun(ue# l?antico pensiero vivente# altra il $oderno pensiero $orto# altra ancora il pensiero c"e# per li era ini!iativa dell?uo$o# torna# risor'endo# a vivere. O''i# l?antico pensiero vivente non puA (uindi essere c"e anacronistico# e (uindi patolo'ico -co$e di$ostrano le nevrosi ossessive e altri distur i $entali.D anc"e il $oderno pensiero $orto sta tuttavia diventando se$pre pi) anacronistico# e (uindi patolo'ico# perc"B# avendo esaurito la propria for!a propulsiva -(uella c"e "a dato ori'ine alla $odernit+.# tende or$ai a conservare sB stesso# ostacolando in tal $odo o'ni ulteriore pro'resso. 216

Cedete! l-Bo! grazie al pensiero morto! ci "a dato una mirabile scienza della realt inorganica. 2a una scienza della materia : cosa ben diversa dal materialismo. Bn un caso! infatti! : il soggetto c"e domina la materiaJ nell-altro! : viceversa la materia a dominare il soggetto. )otremmo dire la stessa cosa dello scientismo= ossia! di quell-attitudine c"e porta a estendere al campo della vita! dell-anima e dello spirito! il modo di procedere della scienza nel campo inorganico. La vera scienza : dunque un prodotto dell-Bo. 2a poic"H l-ego lo ignora! si offre allora ad rimane la possibilit di g"ermire il pensiero morto 0col quale l-uomo lo avvicina4 e d-inoculare in esso la propria volont di morte. ,cco dun(ue co$e l?uo$o# sen!a $ini$a$ente avvedersene# viene a poco a poco trascinato a servire la $orte.

#ecimo capitolo Undicesimo capitolo A.N incontro - .A maggio .+++ Seconda aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 Stasera# pri$a di co$inciare l?undicesi$o capitolo# dovre$o occuparci della seconda delle due a''iunte c"e co$pletano il deci$o. #ice Steiner= 6<on importa c"e uno affermi c"e per lui il mondo non finisce nell-esistenza puramente materiale e c"e quindi egli non : un materialista. Si tratta di vedere se egli svolge dei concetti c"e siano unicamente applicabili a un-esistenza materiale 0L4 Spesso si sente ora dire c"e il materialismo del secolo decimonono : scientificamente superato. Soltanto! al giorno d-oggi! assai spesso non ci si accorge c"e non abbiamo altre idee all-infuori di quelle con le quali ci si pu? accostare soltanto a quanto : materiale. ;os7 si occulta attualmente il materialismo! mentre nella seconda met del secolo decimonono si palesava apertamente 0pp..9A-.9E4. Cedete! dirsi 6materialisti! 6idealisti! 6spiritualisti! 6razionalisti o 6empiristi significa darsi una connotazione spirituale. 2a della nostra vera 6fisionomia spirituale siamo di rado coscienti. Bn perfetta buona fede! possiamo ritenere di non essere magari dei materialisti! mentre di fatto lo siamo. 1 lo siamo perc"H quello c"e pensiamo non lo pensiamo fino in fondo! e non siamo perci? in grado di trarne tutte le conseguenze. bbiamo gi visto! ad esempio! c"e una cosa : il 6realismo ingenuo del secolo decimonono! altra quello 6metafisico del secolo ventesimo. )urtuttavia! non si tratta c"e di due diverse forme di materialismo 0tant-: c"e i marOisti parlano del primo come di un materialismo 6meccanicistico e del secondo come di un materialismo 6dialettico4. 1- vero! comunque! c"e il materialismo ottocentesco : pi5 esplicito o manifesto! mentre quello del <ovecento : pi5 implicito o immanifesto. bbiamo anc"e visto! a questo proposito! c"e il primo : il materialismo 0o il realismo4 delle 6cose! mentre il secondo : il materialismo dell-6energia. 2a : appunto per questo c"e pu? ingannare. )ensate! tanto per fare un esempio! al noto libro di $ritXof ;apra= Bl >ao della fisica. ;onosco persone c"e! pur dicendosi seguaci della scienza dello spirito! ne parlano con un certo entusiasmo e con una certa ammirazione. 1ppure! altro non : c"e un autentico pastic"e di idee prese dalla letteratura orientale e dalla moderna fisica atomica e subatomica. Colendo! potremmo parlarne come di un-opera in cui il materialismo si riveste addirittura di un carattere 6mistico. 217

#itemi voi! d-altro canto! c"i : c"e non parla oggi di 6energia. <e parla la scienza! ma ne parla pure! pi5 o meno a sproposito! qualsiasi sedicente 6occultista o 6esoterista. Pasta ascoltare! ad esempio! una delle tante astrolog"e o cartomanti c"e imperversano alla televisione per sentire immancabilmente parlare di 6energie! 6forze! 6vibrazioni o 6influenze positive e negative. <H gli scienziati! per?! nH tantomeno tutti questi @uru! sanno esattamente di c"e cosa parlano! non avendo mai fatto una qualc"e esperienza dell-intima natura dell-6energia. 6Sono ben lungi dal sapere confessa appunto %ung! ne Bl problema dell-inconscio nella psicologia moderna cosa sia lo spirito per se stesso! ed altrettanto lontano dal sapere cosa siano gli istinti. L-uno : per me un mistero tanto quanto gli altri 0L4 Bstinti e spirito sono in ogni caso al di l della mia comprensione. Sono termini c"e noi usiamo per esprimere forze potenti! la cui natura ci : sconosciuta. )ur essendo 6sconosciuta! tale natura viene per? pensata e immaginata. 1 come viene pensata e immaginataI <on di certo come quella del 6pensare 0c"e : ancor pi5 sconosciuta4! ma come quella dei 6pensati 0c"e sono invece 6conosciuti4. #i questo ci siamo comunque gi occupati quando abbiamo esaminato! nel corso della prima parte! il 6realismo metafisico. Sia qui dunque sufficiente osservare c"-: questa la forma pi5 menzognera e subdola del materialismo. $isposta a una domanda Cede! bisogna distinguere il materialismo del pensare da quello del volere. )u? ad esempio capitare c"e c"i si dice 6idealista nel pensare sia 6materialista nel volere 0come molti borg"esi4! e c"e c"i si dice 6materialista nel pensare! sia 6idealista nel volere 0come molti militanti marOisti4. &o parlato in precedenza di un pensiero morto c"e pensa la materia morta e di una volont della materia morta c"e! approfittando - per cos7 dire - dell-occasione! s-insinua nel pensiero morto per dominarlo e piegarlo ai propri in-umani o dis-umani fini. ;i? avviene! storicamente! allorc"H l-economia si sposa alla tecnica dando vita alla 6rivoluzione industriale. )rima di questo momento! la tecnica 0benc"H in funzione subalterna4 aveva sempre vissuto more uOorio con la scienzaJ adesso s-invag"isce invece dell-economia e comincia a mettere in piedi una sorta di mHnage a trois. #i questo fenomeno! c-: tuttavia un aspetto c"e passa per lo pi5 inosservato. L-economia si serve delle macc"ine! ma le macc"ine! a loro volta! devono servirsi dell-energia. 1 dove la vanno a prendereI @uarda caso! nella sfera della morte. >anto il carbone c"e il petrolio derivano infatti! rispettivamente! da 6cadaveri vegetali e animali. 1cco dunque come irrompe! nella sfera del nonessere del pensiero! la volont dell-essere della morte. 1 qui nasce il dramma= quante probabilit "a infatti il non-essere del pensiero di afferrare e dominare una forza del genereI )raticamente nessuna. 1manuele Severino! ad esempio! sottolinea il fatto c"e le grandi correnti del pensiero tradizionale sono state ormai emarginate dalla tecnica. M vero! ma perc"H la tecnica : riuscita a emarginarleI )er la semplice ragione c"e le 6grandi correnti del pensiero tradizionale sono morte gi da tempo e vagano ormai! nel presente! come 6ombre del passato. (ve si tenesse conto c"e lo strapotere della tecnica 0sia sul piano del pensiero c"e su quello della volont4 costituisce un fenomeno storico del tutto nuovo! ben si capirebbe allora come non possa darsi alcuna forza del passato in grado di comprenderlo! dominarlo e metterlo! in particolare! al servizio dell-uomo. Se Steiner si : tanto battuto! : appunto perc"H sapeva c"e! per dominare una forza c"e risale dalla 6sub-natura! ne occorre una c"e discenda dalla 6sopra-natura. Se non ritrover la forza del 6sovra-sensibile 0dell-umano4! l-uomo cadr dunque preda del sub-sensibile 0del sub-umano4. Solo la vita dello spirito! o lo spirito della vita! pu? infatti padroneggiare la morte dello spirito! o lo spirito della morte. ncora una cosa. Le forme del materialismo potranno essere diverse! ma avranno sempre un denominatore comune= vale a dire! il nominalismo. ;"iunque sia nominalista : dunque! di fatto! un materialista. $riedric" 1ngels! c"e lo aveva ben capito! "a detto appunto c"e il presupposto fondamentale del materialismo : il nominalismo. Bn effetti! il materialismo nasce quando muore il 218

concetto. #a quel momento in poi! essendosi il concetto ridotto a 6nome! s-impone l-ovvia esigenza di poggiare su qualcosa c"e 6nome non sia. Svanita la realt eOtrasensibile dello spirito! ci si comincia cos7 ad appoggiare a quella sensibile del corpo.

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2ndice'imo capitolo

Detto (uesto# co$incia$o dun(ue l?undicesi$o capitolo. /er aiutarci ad affrontarlo# sar+ ene riprendere lo sc"e$a del pendolo vivente tracciato la volta scorsa# estrapolandone# per co$odit+# il $ovi$ento discendente o creativo e i tre soli ele$enti del percetto# del concetto e della rappresenta!ione.

<ella creazione! il concetto si d ante-rem. L-idea della casa! ad esempio! : ante-rem nel progetto e in-re nel fabbricato. ben vedere! per?! l-idea della casa : anteriore perfino al progetto in quanto questo non : c"e la raffigurazione dell-idea della casa. Si faccia attenzione! "o detto 6dell-idea della casa e non 6della casa perc"H la raffigurazione 6della casa sarebbe la rappresentazione o la fotografia della casa 0gi esistente4! e non l-immaginazione o il progetto della casa 0ancora inesistente4. )rima di darsi quale 6progetto l-idea della casa si d dunque come 6scopo. Sta in me in forma ideale e! attraverso il mio agire! si trasferisce nel reale per prendere come si suol dire - 6corpo. Guando l-idea diventa cosa 0percetto4 lo scopo : raggiunto. Lo scopo : quindi la causa 06finale! direbbe ristotele4 del creare! ma quando il creare si esaurisce nel creato e lo scopo : raggiunto! non c-: pi5 alcuno scopo. ;i? vuol dire! dunque! c"e il creato non "a pi5 scopo. )er questo - come afferma Steiner - non : corretto parlare di scopi o di fini della natura 0o del creato4. Bn natura! l-idea! quale essenza delle cose! : ormai in-re= : cio: un divenuto o uno stato. 6Bl finalismo - dice in proposito Steiner - : un determinato modo nel susseguirsi dei fenomeni. Bl finalismo : veramente reale solo quando! in opposizione al rapporto di causa ed effetto in cui l-avvenimento c"e precede determina il successivo! accade c"e l-avvenimento c"e segue eserciti un-azione determinante su quello c"e precede. Guesto caso per? si verifica solo nelle azioni umane. L-uomo compie un-azione c"e egli prima si rappresenta! e da questa rappresentazione si fa determinare all-azione. ;i? c"e viene dopo! l-azione! opera con l-aiuto della rappresentazione su ci? c"e precede! sull-uomo agente. Guesto giro attraverso la rappresentazione : per? indispensabile per stabilire un nesso c"e abbia carattere finalistico 0p..994. <el corso del nostro studio! abbiamo avuto pi5 volte occasione di riferirci alla psicoanalisi. 1bbene! sar anc"e qui opportuno ricordare c"e l-impostazione di 220

quella freudiana : 6causalistica! mentre l-impostazione di quella Xung"iana : 6finalistica 0o teleologica4. Si usa infatti dire c"e! al cospetto di una nevrosi! $reud si domanda= 6#a dove vieneI! mentre %ung si domanda= 6#ove vaI. 2a in c"e cosa consiste tale differenzaI Cedete! affermare c"e tra due fenomeni vige un nesso 6causale! significa affermare c"e il fenomeno c"e precede : causa di quello c"e segue! mentre affermare c"e tra gli stessi vige un nesso 6finalistico! significa affermare c"e il fenomeno c"e segue : causa di quello c"e precede. 2a in qual modo ne : causaI ;erc"iamo di c"iarirlo con un esempio. Bmmaginiamo c"e io! allo scopo di avere una laurea! mi iscriva all-Universit! e c"e! dopo aver studiato e superato gli esami! ottenga l-agognato 6pezzo di carta. La laurea! dunque! sta tanto all-inizio c"e alla fine di questa storia= all-inizio 0ante-rem4! come 6scopo da raggiungere o laurea 6ideale 0come concetto4! alla fine 0in-re4! come 6scopo raggiunto o laurea 6reale 0come percetto4. M vero infatti c"e! se non mi fossi iscritto e non avessi affrontato e superato gli esami! non avrei ottenuto la laurea! ma non meno : vero c"e! se non mi fossi prefisso di ottenere la laurea! non mi sarei iscritto nH avrei affrontato e superato gli esami. Guel c"-: dunque precipuo del nesso finalistico : c"e la causa 0la laurea4 : presente! all-inizio! in modo 6ideale 0quale 6scopo da raggiungere4 e! alla fine! in modo 6reale 0quale 6scopo raggiunto4. 2a questo - sottolinea Steiner - 6si verifica solo nelle azioni umane. Solo l-uomo pu? infatti porre coscientemente delle 6cause finali 06rappresentate4 e farsi determinare da queste all-azione. Hel processo c"e si divide in causa ed effetto 0 osserva appunto 0 iso'na distin'uere la perce!ione dal concetto. La perce!ione della causa precede la perce!ione dell?effetto. Hella nostra coscien!a causa ed effetto ri$arre ero se$plice$ente una accanto all?altro# se non li potessi$o colle'are per $e!!o dei rispettivi concetti. La perce!ione dell?effetto puA se$pre sola$ente se'uire la perce!ione della causa -p.144.. )er poter legittimamente parlare di un rapporto di causa-effetto! non si deve perci? uscire dalla sfera della percezione= vale a dire! percezione deve essere la 6causa! percezione deve essere l-6effetto! e la prima deve sempre e necessariamente precedere la seconda. Hel rapporto finalistico# si deve invece uscire dalla sfera della perce!ione perc"B 0 co$e dice Steiner 0 se l?effetto deve esercitare un?influen!a reale sulla causa# (uesto non puA avvenire c"e per $e!!o del fattore concettuale. Enfatti# pri$a del fattore percettivo della causa# il fattore percettivo dell?effetto non esiste addirittura -pp.1440146.. <el nostro esempio! infatti! prima della laurea come 6idea! la laurea come 6cosa 6non esiste addirittura. Se l-effetto 0la 6laurea-cosa4 deve dunque 6esercitare un-influenza reale sulla causa 0sull-agente o direbbe sempre ristotele sulla 6causa efficiente4! pu? farlo solo in veste di concetto o di rappresentazione 0di 6laurea-idea4. M quindi la 6laurea-idea 0ante-rem4 ad avviare il processo ed : la 6laurea-cosa 0in-re4 a porgli fine. )u? essere interessante inoltre notare c"e! per trasformare la prima 0c"e vive nel mondo delle idee o della qualit4 nella seconda 0c"e giace invece in quello dello spazio4! occorre di necessit 6tempo= occorre! cio:! quella mediazione dell-6agire 0della realt eterica4 c"e si colloca appunto - come ormai sappiamo - tra la realt del corpo astrale e quella del corpo fisico. /er deter$inare un nesso finalistico 0 precisa infatti Steiner 0 non necessario soltanto il nesso ideale# secondo una le''e# fra ciA c"e se'ue e ciA c"e precede# $a iso'na c"e il concetto -la le''e. dell?effetto influisca real$ente sulla causa# con un processo percepi ile -p.146.. Sempre nel nostro esempio! la 6laurea-idea influisce appunto 6realmente sull-agente 0su di me4 6con un processo percepibile. M la 6laurea-idea! infatti! c"e mi spinge materialmente ad agire= cio: a iscrivermi all-Universit! a studiare e ad affrontare e superare gli esami. <el nesso finalistico! abbiamo quindi a c"e fare con tre elementi= uno eOtrasensibile 0impercepibile4 e due sensibili 0percepibili4. Bl primo : il concetto 0quale forma determinata dell-essere o della volont del soggetto4J il secondo : il concreto agire 0del 221

soggetto4J il terzo : il concreto oggetto in cui tale agire si esaurisce e rapprende. Guesto oggetto finale 0la 6laurea-cosa4 non : altro! perci?! c"e l-incarnazione o la reificazione del concetto iniziale 0della 6laurea-idea4. >utto ci? significa! dunque! c"e si pu? legittimamente parlare di un rapporto finalistico solo quando : un concetto 0o una rappresentazione4! ossia un fattore ideale e 6invisibile! a mettere in moto l-agire= ovvero! un-attivit o un fare reale e 6visibile. El $onis$o 0 dice pertanto Steiner 0 respin'e l?idea della finalit+ in tutti i ca$pi# con l?unica ecce!ione delle a!ioni u$ane. ,sso cerca le''i di natura# $a non scopi della natura -p.146.. Cedete! quando svolgiamo l-attivit conoscitiva siamo alle prese con le leggi o le essenze dei fenomeni! e non con i loro scopi. Siamo infatti alle prese con delle realt divenute! e non in divenire. Guando abbiamo parlato dell-uomo! abbiamo per? parlato di un essere c"e non "a ancora incarnato la propria essenza o la propria 6legge 0la libert4. 2a : questa appunto la ragione per la quale solo l-uomo pu? avere degli 6scopi o! per meglio dire! pu? avere la propria essenza o la propria 6legge 0la libert4 come 6scopo. ;on tale essenza 0l-Bo4! egli si trova dunque in un rapporto finalistico. Bl c"e vuol dire - secondo quanto abbiamo appena visto - c"e la stessa! in qualit di 6causa finale! preme dal profondo! sull-agire! per essere realizzata. Un conto! per?! : c"e tale causa si dia come viva e luminosa 0cosciente4 idea! un conto : c"e si dia come vivo e oscuro 0incosciente4 impulso. 6<on il motivo oscuro! nebuloso! magico scrive per l-appunto Steiner! in una lettera del ./+. a Rosa 2a'reder - pu? fare di noi dei soggetti di un-azione libera! bens7 solo ci? c"e ci sta innanzi in amorevole figura e distintamente in tutte le sue parti. Solo se compenetro senza residui il contenuto del mio spirito in modo c"e non vi si occulti nulla di oscuro sentimento e potenza mistica! posso essere certo c"e anc"e ci? c"e realizzo come mia interiorit verso l-esterno! sia davvero la mia azione= ed in questo soltanto vedo la vera libert e la piena esplicazione della personalit umana. Spero sia c"iaro! dunque! c"e il problema della libert : anzitutto un problema di pensiero o! per meglio dire! un problema di rapporto tra il soggetto e l-idea. Se l-azione non : infatti c"e l-incarnazione di un-idea! allora la libert o non libert dell-azione dipender in toto dalla libert o dalla non libert dell-idea. #ice Sc"open"auer= 6M certo c"e l-uomo pu? fare ci? c"e vuole! ma non pu? volere c"e ci? c"e vuole. Guesto detto "a avuto una certa fortuna e non : raro! ancor oggi! sentirlo ripetere 0lo "a fatto! tra gli altri! anc"e 1instein4. Pene! vediamo allora di analizzarlo. #ire c"e non si pu? volere c"e ci? c"e si vuole! significa dire c"e ci? c"e si vuole! non lo si vuole! bens7 lo si deve. ;i? c"e si vuole non : per? c"e una 6forma determinata del volere. ;i? c"e si vuole! infatti! ora : ! ora P! ora ;! e cos7 viaJ e a queste 6forme - come abbiamo visto - pu? essere data 6forza o dall-autorit della natura o da quella della cultura. Le situazioni in cui l-uomo - come dice Sc"open"auer - 6non pu? volere c"e ci? c"e vuole sono quindi quelle in cui il soggetto avverte c"e 6ci? c"e vuole : determinato da quel c"e! in veste di natura o di cultura! : altro dall-Bo. (rbene! tali situazioni sussistono! in tutto o in parte! nel caso degli impulsi naturali e dei modelli culturali! ma non nel caso dell-intuizione concettuale. Bn questa! infatti! il soggetto : la forza dell-idea e l-idea : la forma del soggetto. questo livello! si pu? dunque volere 6ci? c"e si vuole perc"H 6ci? c"e si vuole : il soggetto stesso a porlo. Bl soggetto! allorc"H vuole agire! 6fuoriesce infatti da sH e si determina! riversando la propria forza 0quella essenziale del volere4 in una forma 0in un-idea4. L-idea fa quindi da tramite tra l-agente e l-agire! cos7 come l-agire fa da tramite tra l-idea e l-azione. 2i auguro sia c"iaro! perci?! c"e lo 6spirito libero in tanto : 6libero in quanto riversa appunto liberamente la propria forza 0la forza del suo stesso essere4 nella forma c"e giudica! di volta in volta! pi5 opportuna. ttraverso la forma! non : dunque la volont altrui ad agire 0come dover-essere naturale o culturale4! ma la sua stessa volont. >utto sta nel vedere! insomma 0dal momento c"e non si pu? volere in modo indeterminato! ma solo in modo 222

determinato4! se la determinazione 0la forma4 del volere : stata posta o imposta. &a finalit+ 0 dice co$un(ue Steiner 0 soltanto ciA a cui l?uo$o ne "a asse'nata una# poic"B la finalit+ sor'e soltanto dalla reali!!a!ione di un?idea. , unica$ente nell?uo$o l?idea diventa attiva in senso reale. /erciA la vita u$ana "a soltanto lo scopo e il destino c"e le asse'na l?uo$o. *lla do$anda: (uale co$pito "a l?uo$o nella vitaJ# il $onis$o puA rispondere soltanto: il co$pito c"e e'li stesso si prefi''e. La $ia direttiva nella vita non predeter$inata# $a (uella c"e di volta in volta $i prescel'o. Eo non intraprendo il ca$$ino della vita con un itinerario fisso -p.148.. Si potre e pertanto affer$are: Di$$i c"e scopo "ai# e ti dirA c"i sei. ;i'uel de Una$uno# ad ese$pio# "a detto c"e una cosa (uel c"e pensia$o di essere# altra (uel c"e 'li altri pensano c"e noi si sia# altra ancora (uel c"e vorre$$o essere. , Dio 0 secondo lui 0 adere e -per 'iudicarci. soprattutto a (uesta ter!a realt+: a (uella# cio# delle nostre pi) vere e profonde inten!ioni. Qui possia$o (uasi toccare con $ano (uel c"e vuol dire l?evolu!ione dell?ani$a. Hoi ci elevia$o# infatti# nella $isura in cui si elevano i nostri scopi# e i nostri scopi si reali!!ano nella $isura in cui sia$o noi a reali!!arli. Nun'# ad ese$pio# parla di una pri$a e di una seconda $et+ della vita. , ene# lo scopo della pri$a puA essere forse u'uale a (uello della secondaJ Ho# di certoD an!i salutare c"e lo scopo della pri$a $et+ della vita sia soprattutto esisten!iale o terreno# $entre (uello della seconda sia soprattutto essen!iale o celeste. ;a in assen!a di una cultura -o di una scien!a. dello spirito# co$e darsi de'li scopi diversi da (uelli sensi iliJ Hon forse doloroso -per non dire patetico. vedere co$e se$pre pi) persone# trascorsa la pri$a $et+ della vita# continuino o''idI a coltivare so'ni o fantasie adolescen!iali# $a'ari sci$$iottando il lin'ua''io# le $ode# i costu$i o i 'usti 'iovaniliJ , c"e dire# poi# di (uelle nevrosi esisten!iali o asinto$atic"e -dette da LiStor :ranSl noo'ene. c"e su entrano proprio (uando# ra''iunti 'li scopi della pri$a $et+ della vita# ci si viene a trovare di fronte a un vuoto o a un?assen!a di scopo e di si'nificatoJ :ino a c"e nella natura 0 scrive Ro ert &a$erlin' -citato da Steiner. 0 vi siano impulsi# stolte!!a ne'are in essa delle finalit. >o$e la struttura di un $e$ ro del corpo u$ano non deter$inata e condi!ionata da un?idea di esso c"e stia sospesa per aria# $a dal nesso con il tutto pi) 'rande# col corpo al (uale (uel $e$ ro appartiene# cosI la struttura di o'ni essere della natura# sia pianta# ani$ale o uo$o# non deter$inata da un?idea di esso# sospesa per aria# $a dal principio for$ativo di un insie$e pi) 'rande# (uello della natura# c"e confor$a lo svol'i$ento della sua vita e della sua or'ani!!a!ione a una finalit+ -p.148.. Osserva tuttavia Steiner: >"e cosa si c"ia$a (ui finalis$oJ Una concordan!a di perce!ioni for$anti un insie$e# unintero. ;a sicco$e a tutte le perce!ioni stanno a ase delle le''i -idee. c"e noi trovia$o per $e!!o del nostro pensare# cosI l?ar$onica coordina!ione de'li ele$enti di un insie$e di perce!ioni non altro c"e l?ideale concordan!a de'li ele$enti di un insie$e di idee# contenuti in (uesto insie$e di perce!ioni. Dire c"e un ani$ale o un uo$o non deter$inato da un?idea sospesa per aria# un $odo inesatto di porre la cosa. >orre''endo l?espressione# la proposi!ione criticata perde da sB il suo carattere assurdo: certo# non un?idea sospesa per aria c"e deter$ina l?ani$ale# ensI un?idea innata in lui e for$ante la sua essen!a confor$e$ente a una le''e. /roprio perc"B l?idea non sta fuori della cosa# $a opera in essa co$e sua vera essen!a# non si puA parlare di finalis$o -p.143.. bbiamo infatti detto! in precedenza! c"e si pu? correttamente parlare di finalismo solo quando l-idea : ante-rem! e non ancora in-re= quando : cio: uno 6scopo! un 6fine o una 6meta! e non ancora un 6fattoJ quando! insomma! ci troviamo nell-ambito dei processi creativi! e non di quelli conoscitivi. M significativo c"e &amerling! per sostenere la sua tesi! si veda costretto a inventare un-idea supra-rem! non potendo evidentemente fare assegnamento nH sull-idea ante-rem nH su quelle in-re e post-rem. 223

Hon va co$un(ue di$enticato c"e l?idea c"e scopria$o conoscendo# pur rappresentando l?essen!a -e (uindi l?unit+. di un insie$e di perce!ioni e di concetti# se$pre l?essen!a di un fatto o di uno stato. Loi 0 co$e se dicesse Steiner# rivol'endosi ai finalisti 0 vedete operare l? uno nell?insie$e della natura co$e finalit+ -supra-res.# $a non lo vedete operare all?interno dei sin'oli esseri c"e la popolano -inre.. Loi# inso$$a# vedete la foresta# $a non 'li al eri# cosI co$e altri vedono 'li al eri# $a non la foresta. E pri$i patiscono dun(ue un?attitudine $istica c"e li +ncora luciferica$ente all?unit+# $entre i secondi patiscono un?attitudine $eccanicistica c"e li +ncora ari$anica$ente alla $olteplicit+. O''i# ad ese$pio# di $oda l?olis$o. Una corretta visione olistica dovre e tuttavia saper co'liere l?unit+ dell?idea -pensata. non solo nella molteplicit# $a anc"e nella singolarit delle cose percepite.

A8N incontro - 8, maggio .+++ Undicesimo capitolo #odicesimo capitolo


Stasera# pri$a di riprendere la lettura# vorrei proporvi (uesto sc"e$a: "oncetto ante-rem "oncetto post-rem cono'ciuto concetto creatore 'copo "oncetto in-re creato e''en)a

Ricorderete c"e Steiner! commentando un passo di Robert &amerling! afferma c"e l-idea non sta 6sospesa per aria! cio: all-esterno dell-oggetto! bens7 al suo interno. Guello in-re : infatti il concetto c"e sta nel 6creato quale sua 6essenza. 2a la realt del concetto non si esaurisce qui. 1sso! infatti! nell-ambito dell-attivit conoscitiva ci si d post-rem 0dopo la percezione4 o come concetto 6conosciuto 0anc"e se abitualmente conosciuto - non lo si dimentic"i - quale 6rappresentazione4! mentre in quello dell-attivit creativa! ci si d ante-rem 0prima della percezione4 o come concetto 6creatore 0vale a dire! come 6scopo! 6m:ta o 6fine4. Siamo dunque al cospetto di una medesima realt c"e pu? essere sperimentata a tre livelli diversi= al primo 0ante-rem4! si presenta come forza creatrice 0c"e crea il creato4J al secondo 224

0in-re4! come forza reggitrice 0c"e custodisce il creato4J al terzo 0post-rem4! come forza conoscitrice 0c"e conosce il creato4. )enso sia opportuno ricordare! a questo proposito! c"e la logica "egeliana si divide appunto in tre parti= nella logica dell-essere! nella logica dell-essenza e in quella del concetto. ;i? c"-: pi5 interessante! per?! : c"e tanto la prima c"e la seconda sono per &egel - logic"e oggettive 0operanti quindi nel mondo4! mentre la terza : soggettiva 0operante quindi nel soggetto4. 6;"i oggi fosse "egeliano - osserva al riguardo Steiner! in Risposte della scienza dello spirito a problemi sociali e pedagogici - e volesse portare il pensiero di &egel nell-umanit in una forma o nell-altra! riuscirebbe ad inaridire il progresso della nostra civilt. ;"i invece! nell-intimo della sua anima! fa proprio il sottile modo di formare i pensieri di &egel e su quella base compie il passo c"e &egel non pot: compiere! di penetrare cio: nello spirito! fa ci? c"e : giusto! fa quel c"e : nel senso del progresso dell-umanit. 2a qual : questo passoI Guello c"e consente di scorgere! alle spalle della logica oggettiva dell-essere! la realt spirituale della prima @erarc"ia 0Serafini! ;"erubini e >roni4! alle spalle della logica oggettiva dell-essenza! la realt spirituale della seconda @erarc"ia 0W'riotetes! #'nameis ed 1Ousiai4 e! alle spalle della logica soggettiva del concetto! la realt spirituale della terza @erarc"ia 0 rc"ai! rcangeli e ngeli4. 2i auguro c"e questo fugace accenno basti a far intravvedere quale sia il reale spessore o l-effettiva consistenza e profondit dell-idea. Cedete! siamo purtroppo abituati a collocare da una parte la logica e dall-altra l-assiologia! quasi c"e si trattasse di due discipline indipendenti. Bn realt! siamo sempre alle prese con l-idea! ma non immaginiamo c"e questa riveli parte di sH al volere! parte di sH al sentire e parte di sH al pensare. <ei nostri ultimi incontri! abbiamo parlato ripetutamente dello 6scopo. 1bbene! stiamo ora scoprendo c"e quanto l-uomo sperimenta 0ante-rem4 come scopo non : sostanzialmente diverso da quanto sperimenta 0in-re4 come essenza e da quanto sperimenta 0post-rem4 come concetto. ;a tornia$o a noi. /roprio perc"B l?idea 0 dice Steiner 0 non sta al di fuori della cosa# $a opera in essa co$e sua vera essen!a# non si puA parlare di finalis$o. /roprio c"i ne'a c"e o'ni essere naturale sia deter$inato dal di fuori - indifferente# sotto (uesto ri'uardo# c"e lo sia per opera di un?idea sospesa per aria o di un?etica esistente al di fuori della creatura# nello spirito di un creatore del $ondo.# deve a$$ettere c"e (uesto essere non deter$inato secondo un piano e un pro'ra$$a dal di fuori# $a da cause e le''i dal di dentro. Eo costruisco una $acc"ina atta ad uno scopo# (uando dispon'o le sue parti in una connessione c"e per natura non "anno. L?utilit+ del dispositivo consiste in ciA c"e# a ase di esso# io "o posto il $odo di a'ire della $acc"ina co$e idea di (uesta. En tal $odo la $acc"ina divenuta un o''etto di perce!ione# con un?idea corrispondente -pp.1430142.. Bn effetti! qualora smontassimo una macc"ina in tutti i suoi componenti! li disponessimo in bella vista gli uni accanto agli altri e poi c"iedessimo a qualcuno 0c"e non se ne intende4 di rimetterli insieme! potremmo trovarci di fronte a un curioso o bizzarro risultato. ;"e cos-: infatti una macc"inaI Un 6insieme. @i! ma un 6insieme - domandiamoci - : o non :I 1 se :! dov-: c"e lo si pu? cominciare ad afferrareI M presto detto= nella relazione c"e intercorre tra le sue parti. )er avere una macc"ina non basta infatti disporre di tutti i suoi pezzi! ma occorre pure conoscere il modo in cui devono essere assemblati o messi in rapporto tra loro. Una macc"ina : insomma un-idea c"e d conto di sH quale relazione invisibile tra le parti visibili.

$isposta a una domanda 225

Cede! quella c"e "o appena c"iamato 6relazione la si potrebbe anc"e c"iamare 6funzione. lla pari del tempo! questa media infatti tra l-essenza 0c"e sta sopra4 e la sostanza 0c"e sta sotto= sub-stantia4= ovvero! tra l-idea c"e sta al di l della soglia e ci? c"e sta! al di qua della soglia! nello spazio. ,sseri siffatti 0 prose'ue co$un(ue Steiner 0 sono anc"e 'li esseri della natura. >"i# di una cosa# dice c"e essa rispondente ad uno scopo perc"B for$ata secondo una le''e# puA c"ia$are rispondenti a uno scopo anc"e 'li esseri della natura. Solo# (uesto confor$arsi ad una le''e non deve essere sca$ iato con (uello dell?a!ione so''ettiva u$ana. /er un vero finalis$o assoluta$ente necessario c"e la causa operante sia un concetto# e precisa$ente (uello dell?effetto. Hella natura perA non possi ile in nessun luo'o indicare dei concetti co$e causeD il concetto si $ostra se$pre co$e nesso ideale fra causa ed effetto. Hella natura non si trovano cause c"e sotto for$a di perce!ioni -p.142.. bbiamo detto c"e una macc"ina : un-idea 0umana4. 2a anc"e gli esseri della natura sono idee 0cosmic"e4= idee c"e si manifestano quali forme stabili nel regno minerale! quali forme viventi in quello vegetale e quali comportamenti in quello animale. Sono idee! ma non sono un Bo= non sono! cio:! l-Bdea delle idee. <on possono perci? avere idee! ma solo essere idee. )er questo non possiamo! nel loro caso! parlare di 6finalismo. ;ome ormai sappiamo! infatti! : legittimo parlarne solo laddove - come dice Steiner - la 6causa operante 0dell-agire4 sia un concetto e precisamente quello dell-effetto. Bn altri termini! si "a un processo finalistico 0o creativo4 laddove l-Bo trasforma la realt 6ideale dell-ante-rem in quella 6reale dell-in-re. Soltanto l-uomo pu? per? attuare una trasformazione del genere. Cedete! se si prende un metallo e lo si riscalda! si osserver c"e prender a dilatarsi. >anto la causa 0il calore4 c"e l-effetto 0la dilatazione4 saranno dunque percepibili ai sensi. Se si prende invece un uomo c"e sta accarezzando l-idea di costruirsi una casa! si osserver qualcosa di molto diverso. L-idea non appartiene infatti al mondo sensibile! ma a quello eOtrasensibile.

Risposta a una domanda


Cede! tutto ci? c"e oggi : in-re! : stato un tempo ante-rem= ante-rem in #io! per quel c"e riguarda la natura! e ante-rem nell-uomo! per quel c"e riguarda il resto. 6;onsiderando c"e non v-: oggetto costruito dall-uomo - scrive a questo proposito Scaligero! in >ecnic"e della concentrazione interiore - c"e all-origine non sia pensiero! il discepolo coltiva l-idea c"e! nella sfera dell-apparire terrestre! di continuo l-invisibile diviene visibile 0L4 Gualunque oggetto costruito dall-uomo rimanda a un momento in cui non esisteva! ma era soltanto pensiero= tale pensiero : stato poi tradotto in concretezza sensibile. L-invisibile : divenuto visibile. ;entre una pianta# ad ese$pio# ci per$ette di vedere l?invisi ile pensiero cos$ico# un orolo'io ci per$ette di vedere l?invisi ile pensiero u$ano. *nc"e l?orolo'io infatti il risultato di un pensiero creativo# $a di un pensiero c"e crea esclusiva$ente nell?a$ ito della realt+ inor'anica: nell?a$ ito# vale a dire# di (uell?unica sfera della realt+ c"e conosce e do$ina. /er poter diventare creativo anc"e nell?a$ ito della realt+ vivente# dovre e perciA conoscere e do$inare anc"e tale sfera. ;a# per far (uesto# dovre e diventare esso stesso vivente e portarsi a un superiore livello di coscien!a. O'ni livello di coscien!a infatti# insie$e# un livello di poten!a. =i+ al livello dell?e'o si spri'iona un potere: (uello c"e s?incarna nella scien!a e nella tecnica. Guttavia# la stessa coscien!a -(uella c"e do$ina la realt+ inor'anica.# applicata alla realt+ della vita# a (uella dell?ani$a e a (uella dello spirito -a (uella $orale. (uando non si di$ostra i$potente# si di$ostra dannosa. 6L-affermazione - scrive &orF"eimer! nel suo 1clisse della ragione - c"e la giustizia e la libert sono di per sH migliori dell-ingiustizia e dell-oppressione : 226

scientificamente indimostrabile e inutileJ e all-orecc"io nostro suona ormai tanto priva di significato quanto potrebbe esserlo l-affermazione c"e il rosso : pi5 bello dell-azzurro o le uova migliori del latte. M vero! ma si pu? forse dimostrare c"e la giustizia e la libert sono migliori dell-ingiustizia e dell-oppressione con gli stessi metodi o procedimenti con i quali si riesce magari a dimostrare c"e il piombo fonde a A8QN;I $atto si : c"e &orF"eimer 0come molti altri! ma in specie come i 6noncognitivisti4 non si preoccupa minimamente di appurare se la circostanza c"e sia 6scientificamente indimostrabile c"e la giustizia e la libert sono migliori dell-ingiustizia e dell-oppressione dipenda dalla natura di questi valori e disvalori o non piuttosto da quella della scienza c"e dovrebbe indagarli. ;ome per indagare la natura occorre una scienza della natura! cos7 per indagare la morale occorrerebbe infatti una scienza della morale= ossia! una scienza dello spirito. Aggiunta alla 'econda edi)ione del -,-8 Se il mondo della natura : al di qua del finalismo in quanto : un mondo di 6essenze e non di 6scopi! e se quello umano : il mondo del finalismo in quanto : un mondo in cui possono darsi appunto degli 6scopi 0delle cause ideali4! il mondo spirituale : invece un mondo c"e : al di l del finalismo 0umanamente inteso4. 6Se qui si respinge - dice infatti Steiner - il concetto finalistico anc"e per il mondo spirituale! c"e sta fuori dell-agire umano! ci? accade perc"H in quel mondo viene a manifestazione qualc"e cosa di pi5 alto di un fine c"e si realizzi nell-umanit 0L4 Bl singolo individuo si pone delle finalit! e da tutte queste insieme si "a come risultato l-attivit complessiva dell-umanit. Guesto risultato : allora qualcosa di pi5 alto delle sue parti! le finalit umane 0p..3,4. )ensate ad esempio al Farma. ;"iunque abbia meditato anc"e solo un poco quest-idea si sar senz-altro reso conto c"e si tratta di una superiore creazione morale. )erc"H si realizzi un 6destino occorre infatti armonizzare un-infinit di elementi. ;onsiderate! tanto per dirne una! quanto sia necessario predisporre affinc"H! in un determinato anno! mese e giorno! a due persone capiti di trovarsi nello stesso luogo e di conoscersi. Siamo qui al cospetto di livelli di coscienza 0e di potenza4 c"e riusciamo a stento a immaginare. ;i? deve per? suscitare la nostra ammirazione e venerazione e non scoraggiarci! perc"H l-uomo : c"iamato ad accostarsi all-attivit creatrice come 6uomo! e non come una delle entit c"e gli sono! dal punto di vista gerarc"ico! di gran lunga superiori.

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!odice'imo capitolo
,ccoci 'iunti# cosI# al capitolo dedicato alla fantasia $orale. *nc"e in (uesto caso# vorrei co$inciare proponendovi uno sc"e$a: >orpo Rappresenta!ione >oncetto *ni$a Spirito 228 /erce!ione

bbiamo detto! a suo tempo! c"e se La filosofia della libert fosse un romanzo! i suoi protagonisti sarebbero la percezione! la rappresentazione e il concetto! e abbiamo anc"e visto come queste tre realt stiano rispettivamente in rapporto con il corpo! con l-anima e con lo spirito. (rbene! se : vero come afferma lo stesso Steiner - c"e La filosofia della libert costituisce il fondamento dell-antroposofia! : vero allora c"e l-interrelazione dinamica tra queste tre realt costituisce il fondamento de La filosofia della libert. Ricordate com-: stata caratterizzata la rappresentazioneI ;ome il risultato dell-incontro tra il percetto e il concetto. ;i? significa dunque c"e il processo conoscitivo si svolge secondo la seguente successione= prima si d il percetto! poi il concetto e in ultimo la rappresentazione. llorc"H prendiamo per? in considerazione il processo creativo! la successione cambia. Bn questo caso! infatti! prima si d il concetto! poi la rappresentazione e in ultimo il percetto. 2a c-: un problema. Se : vero c"e la rappresentazione : il risultato dell-incontro tra il percetto e il concetto! come fa allora a precedere il percettoI 1bbene! immaginiamo di nuovo c"e qualcuno si sia messo in testa di costruirsi una casa. Bnizialmente! egli avr la casa come 6concetto! ma non ancora come 6percetto. 1 non potr avere la casa come 6percetto se prima non trasformer la 6casa-concetto 0la casa senza forma4 in una 6casarappresentazione 0in una casa con forma4. cosa servirebbero del resto gli arc"itetti se! per realizzare la 6casa-percetto! non si dovesse prima passare dalla 6casa-concetto 0dalla 6casa-scopo4 alla 6casa-rappresentazione 0alla 6casa-progetto4I 2a come fanno costoro a rappresentarsi la casa senza avvalersi della percezioneI M semplice= immaginandola. La differenza tra il rappresentare e l-immaginare : tutta qui= il rappresentare : l-immaginare ci? c"e gi esiste 0e c"e i sensi possono perci? percepire4J l-immaginare : il rappresentare ci? c"e ancora non esiste 0e c"e i sensi non possono perci? percepire4. La differenza tra queste due attivit implica dunque un diverso concorso della volont. <el primo caso 0quello del processo conoscitivo4! l-Bo ricava infatti la rappresentazione dal concetto grazie alla forza della volont naturalmente 0incoscientemente4 implicata nell-atto percettivoJ nel secondo 0quello del processo creativo4! l-Bo deve invece ricavare l-immagine dal concetto grazie alla forza della volont spiritualmente 0coscientemente4 implicata nell-atto pensante. Spero c"e questo spieg"i a sufficienza il perc"H l-immaginare 0non - si badi il consueto e passivo 6fantasticare4 sia ben pi5 impegnativo e difficile dell-ordinario 6rappresentare. En virt) dell?intui!ione si ottiene dun(ue il concetto# e in virt) della fantasia $orale l?i$$a'ine. Hessun concetto puA perciA prendere corpo -nell?a!ione. se non si fatto pri$a# nell?ani$a# i$$a'ine. >o$incia$o (uindi a le''ere# sperando c"e (uanto detto ci aiuti a capire ciA c"e affrontere$o. 6Lo spirito libero - dice Steiner - agisce secondo i suoi impulsi! cio: secondo le intuizioni scelte per mezzo del pensare dal complesso del suo mondo di idee. )er lo spirito non libero! la ragione per cui estrae una determinata intuizione dal suo mondo di idee per porla a base di un-azione sta nel mondo a lui dato dalla percezione! cio: nelle sue esperienze passate 0p..3.4. Bn altre parole! lo spirito libero muove dal concetto! mentre lo spirito non libero muove dalla rappresentazione= ossia! da un modello di comportamento. Se il primo dovr pertanto preoccuparsi di dare al concetto 0al 6principio universale4 una forma adeguata al caso specifico! il secondo non avr invece tale preoccupazione poic"H la rappresentazione "a gi una forma. Lo spirito libero - dice appunto Steiner - 6prende le sue decisioni semplicemente di prima mano. @li importa altrettanto poco di quello c"e gli altri "anno fatto! come di quello c"e "anno ordinato di fare in un caso simile. 1gli "a ragioni puramente ideali c"e lo muovono a scegliere! dalla somma dei suoi concetti! proprio un determinato concetto e a tradurlo in azione. >uttavia! 6il concetto dovr realizzarsi in un avvenimento concreto particolare. ;ome 229

concetto! esso non potr contenere questo caso particolare 0L4 Bl termine intermedio fra concetto e percezione :! come si : visto! la rappresentazione. llo spirito non libero questo termine intermedio : dato a prioriJ nella sua coscienza i motivi si trovano fin da prima come rappresentazioni. Lo spirito libero deve invece 6trovare! in ogni singolo caso! la rappresentazione concreta dell-azione 0il rapporto del concetto con un contenuto percettivo4 0pp..3..384. 2a come pu? farloI 6L-uomo - risponde Steiner - produce rappresentazioni concrete traendole dalla somma delle sue idee anzitutto per mezzo della fantasia. ;i? c"e occorre allo spirito libero per realizzare le sue idee! per affermarsi! : dunque la fantasia morale. 1ssa : la sorgente per l-azione dello spirito libero 0p..384. K dun(ue in virt) della fantasia $orale c"e il concetto# intuito nello spirito# passa -(uale i$$a'ine. nell?ani$a. ;a cos?altro 'li occorre per passare poi nel corpo -per tradursi cio in a!ione.J /er rispondere a (uesto interro'ativo# iso'na an!itutto ricordare 0 co$e dice Steiner 0 c"e l?a!ione dell?uo$o non crea perce!ioni# $a trasfor$a (uelle 'i+ esistenti# d+ loro un nuovo aspetto. /erciA# per poter trasfor$are confor$e$ente ad una rappresenta!ione $orale un deter$inato o''etto di perce!ione# o un co$plesso di tali o''etti# iso'na aver co$preso la le''e intrinseca dell?o''etto percettivo stesso -cio il suo attuale $odo di a'ire# c"e si vuol trasfor$are o al (uale si vuole i$pri$ere una nuova dire!ione.. Occorre inoltre trovare il $etodo per cui (uella certa le''e si lascia trasfor$are in un?altra -p.16<.. * ia$o detto e ripetuto c"e l?a!ione $orale un atto creativo. ;a tale atto non 'enera le cose dal nulla# ensI interviene su (uelle esistenti e le trasfor$a. /erfino la )iet di ;ic"elan'elo altro non # da (uesto punto di vista# c"e $ar$o trasfor$ato. K tuttavia indispensa ile c"e una siffatta trasfor$a!ione del reale sia preceduta e dalla conoscen!a del $odo di a'ire dell?o''etto sul (uale si vuole intervenire e da (uel solo $odo di a'ire del so''etto atto a far sI c"e (uello dell?o''etto trapassi in un altro. Lolendo ricorrere a due ter$ini $edici# il pri$o di (uesti due $o$enti potre$$o (uindi definirlo dia'nostico e il secondo terapeutico. Sono convinto c"e non s?insister+ $ai a astan!a nel sottolineare l?i$portan!a di tali fasi di passa''io. Sul piano politico# ad ese$pio# i sovversivi dicono# sI# di voler trasfor$are il reale# $a (uasi $ai "anno la cura e la pa!ien!a necessarie a conoscere davvero ciA c"e intendono trasfor$are -ne Bl correttore# un reve ro$an!o di =eor'e Steiner# il prota'onista# rivol'endosi a un suo a$ico prete# dice appunto: Sai c"e cos? il socialis$o# ReverendoJ Sai c"e cos? real$enteJ K i$pa!ien!a. E$pa!ien!a. ,cco cos? il socialis$o. Una furia dell?adesso.. Si violenta dun(ue il reale perc"B non si a$a conoscerlo. >iA c"e ani$a il sovversivo non perciA a$ore# ensI odio: odio per ciA c"e esiste e 'li resiste perc"B non sa o non vuole conoscerlo. Ricordate# nel Lan'elo di =iovanni# (uel c"e disse =iuda allorc" ;aria unse i piedi di =es) col pre!ioso profu$o di nardoJ /erc"B tale un'uento 0 disse 0 non s? venduto per trecento denari c"e potevano essere dati ai poveriJ. Disse (uesto# 0 co$$enta perA =iovanni 0 non perc"B 'l?i$portasse dei poveri# $a perc"B era ladro# e# tenendo la orsa# portava via (uel c"e ci veniva $esso dentro. >"i 'arantisce# dun(ue# c"e i sovversivi siano ani$ati dall?a$ore per i poveri# e non dall?odio per i ricc"iJ ;a solo l?a$ore puA ispirare un?a!ione c"e non si traduca presto o tardi in violen!a o rutalit+. Solo (uando si a$a# infatti# si dispone della pa!ien!a necessaria a operare una vera dia'nosi e ad applicare una sana terapia. O''i# ad ese$pio# sono in $olti a c"iedersi co$e sia stato possi ile c"e la no ilt+ del socialis$o ideale si sia storica$ente tradotta nella $iseria e nella tra'edia del socialis$o reale. ;a non (uesta# appunto# una dolorosa confer$a di (uanto stia$o dicendoJ *nc"e se non di certo (ui c"e possia$o affrontare un pro le$a del 'enere# potre$$o co$un(ue do$andarci: se si fosse stati coscienti della natura ideale del socialis$o# 'li si sare e $ai dato un fonda$ento materialisticoJ , si sare e $ai saltata# conse'uente$ente# la fantasia $orale -(uella c"e 0 230

ricordia$olo 0 "a per$esso a Steiner di ela orare# per la solu!ione della (uestione sociale# l?idea della triarticola!ione.# costrin'endo cosI la volont+ -la prassi. a $ettersi al diretto servi!io di un costrutto $era$ente intellettuale o ideolo'icoJ En realt+# non c? 'ranc"B da stupirsi se# sulla ase di siffatte pre$esse# l?a$orevole 'radualit+ della tecnica $orale sia stata del tutto scavalcata dalla violen!a e dal furore rivolu!ionari -occorre ca$ iare il $ondo# 0 nota appunto =uarini 0 $a non si tratta# tuttavia# co$e vuole il pro$eteico e $icidiale so'no sovversivo# di ca$ iarlo una volta per se$pre con un solo colpo fra'oroso c"e spacc"ere e in due la storia dell?u$anit+# ensI di ca$ iarlo se$pre# continua$ente# ininterrotta$ente# nella di$ensione per lo pi) u$ile e oscura della prossi$it+ (uotidiana.. La tecnica morale - continua Steiner - 6riposa sulla conoscenza di quel mondo fenomenico col quale si "a da fareJ dev-essere perci? ricercata in un ramo della conoscenza scientifica in genere. L-agire moralmente presuppone dunque! accanto alla facolt di idee morali e alla fantasia morale! la capacit di trasformare il mondo delle percezioni senza spezzare la loro connessione basata su leggi naturali. >ale capacit : una tecnica morale. La si pu? imparare nello stesso senso in cui in generale si pu? imparare la scienza 0p..3A4. >iA c"e a ia$o intuito e i$$a'inato# per fare il suo in'resso nel te$po e nello spa!io -nel $ondo feno$enico.# deve dun(ue $isurarsi con (uanto 'i+ esiste. Quello della tecnica $orale perciA un pro le$a di co$peten!a -scientifica.. /roprio per (uesto# possi ilissi$o 0 osserva Steiner 0 c"e uo$ini privi di fantasia $orale ricevano le rappresenta!ioni $oral