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Gradiente, Divergenza, Rotore

Indice generale
Licenza................................................................................................................................................. 3
Introduzione..........................................................................................................................................4
Gradiente.............................................................................................................................................. 5
Gradiente di temperatura................................................................................................................. 5
Proprietà del campo Coulombiano.................................................................................................. 6
Osservazioni sul gradiente...............................................................................................................
!ivergenza............................................................................................................................................"
#eorema di Gauss............................................................................................................................ $
Interpretazione del teorema di Gauss.............................................................................................%&
'orgenti e pozzi del campo............................................................................................................ %&
(elocità di un )luido...................................................................................................................... %&
Legge di continuità in )orma locale............................................................................................... %&
Osservazioni sulla divergenza....................................................................................................... %%
*elazioni con il gradiente e l+operatore Laplaciano scalare...........................................................%%
*otore................................................................................................................................................. %,
#eorema di 'to-es......................................................................................................................... %3
(elocità di un )luido...................................................................................................................... %4
Osservazioni sul rotore.................................................................................................................. %4
.ibliogra)ia.........................................................................................................................................%5
Licenza
/uest+opera 0 stata rilasciata sotto la licenza1
Creative Commons 2ttribuzione34onCommerciale3'tessaLicenza ,.& Ital5
Per leggere una copia della licenza visita il sito 6eb
7ttp188creativecommons.org8licenses8publicdomain8 o spedisci una lettera a Creative Commons9 55$
4at7an 2bbott :a59 'tan)ord9 Cali)ornia $43&59 ;'2.
3
Introduzione
/uest+opera 0 una raccolta di appunti sugli operatori vettoriali Gradiente9 !ivergenza e *otore ed 0
nata con l+intenzione di )ornire una panoramica su <uesti operatori cercando9 attraverso alcuni
esempi9 di c7iarire il loro signi)icato )isico.
/uesto documento 0 stato realizzato con il pacc7etto open source OpenO))ice.org ,.&.
4el caso in cui siano persenti degli errori o se volete collaborare allo sviluppo di <uest+opera
ampliando alcune sezioni o aggiungendo alcuni esempi potete contattarmi all+indirizzo di posta
elettronica pli=autistici.org.
2ltri documenti sono disponibili all+indirizzo 6eb1 7ttp1886eb.tiscali.it8in)orme
Plinio Gatto
4
Gradiente
Il gradiente 0 un operatore vettoriale c7e tras)orma un campo scalare in un campo vettoriale.
La )unzione f ( x , y , z) c7e descrive il campo in ogni punto dello spazio deve essere scalare9
continua e derivabile.
Il gradiente di f ( x , y , z) si calcola considerando le derivate1
(6 f ( x , y , z))
(6 x)
(6 f ( x , y , z ))
(6 y)
(6 f ( x , y , z ))
(6 z)
moltiplicandole per il versore orientato verso la direzione di derivazione e considerando il vettore
c7e 7a come componenti le <uantità ottenute1
grad ( f )=
(6 f )
(6 x)
¯
x+
(6 f )
(6 y)
¯
y+
(6 f )
(6 z)
¯
z=∇ f
dove per non appesantire la notazione si 0 posto f ( x , y , z)= f e l+operatore ∇ 0 de)inita
come1
∇=
6
(6 x)
¯
x+
6
(6 y)
¯
y+
6
(6 z)
¯
z
Il gradiente indica <uanto rapidamente varia la )unzione nelle direzioni x , y , z 9 ovvero la
direzione di massima variazione9 nello spazio9 di una )unzione scalare.
Le super)ici dove il campo scalare 0 costante si dicono super)ici di livello> su <ueste super)ici il
gradiente 0 ortogonale alle super)ici stesse.
Gradiente di temperatura
'upponiamo di conoscere la temperatura istantanea9 in ogni punto9 all+interno di una stanza e
supponiamo c7e la temperatura sia diversa in diversi punti della stanza. Il gradiente di temperatura
0 la variazione di temperatura c7e si misura spostandosi da un punto ad un altro della stanza.
'e un punto 0 molto caldo rispetto agli altri punti9 la variazione di temperatura sarà elevata
allontanandosi dal punto caldo e costante in tutte le zone )redde c7e si trovano alla stessa
temperatura.
5
'e consideriamo un ri)erimento cartesiano9 in ogni punto la temperatura sarà rappresentata dalla
)unzione1
T ( x , y , z)
La variazione di temperatura lungo ogni asse 0 data dalle seguenti espressioni1
lungo x 1
(6T ( x , y , z))
(6 x)

lungo y 1
(6T ( x , y , z))
(6 y)

lungo z 1
(6T ( x , y , z))
(6 z)
'e costruiamo un vettore c7e 7a come componenti le variazioni di temperatura lungo i rispettivi assi
otteniamo il gradiente di temperatura all+interno della stanza1
∇ f =
(6T )
(6 x)
¯
x+
(6T )
(6 y)
¯
y+
(6T )
(6 z)
¯
z
<uesto vettore 0 diretto verso la direzione di massima variazione del campo di temperatura e il suo
modulo rappresenta l+intensità della variazione.
Proprietà del campo Coulombiano
Consideriamo il campo scalare del potenziale elettrico V ( x , y , z) 9 possiamo de)inire il campo
elettrico Coulombiano come1
¯
E
c
( x , y , z)=−∇V ( x , y , z)
;na proprietà del gradiente a))erma c7e l+integrale di linea9 del gradiente9 dipende solamente dal
punto iniziale e dal punto )inale del percorso di integrazione1

A
B
¯
E
c
dl =

A
B
(−∇V )dl =V ( A)−V ( B)
'i osserva <uindi c7e il campo elettrico Coulombiano 0 conservativo in <uanto l+integrazione su un
percorso non 0 dipendente dal percorso stesso ma solamente dal punto iniziale e )inale.
6
Oervazioni ul gradiente
!ata una )unzione9 anc7e vettoriale9 l+integrale di linea tra due punti del suo gradiente 01

A
B
∇ f dl =f ( B)−f ( A)

Divergenza
La divergenza 0 un operatore vettoriale c7e tras)orma un campo vettoriale in un campo scalare. La
divergenza di un campo rappresenta la densità delle linee di )lusso del campo uscenti da un punto
per unità di volume. In)atti integrando la divergenza in un volume si ottiene il )lusso del campo c7e
attraversa la super)icie c7e delimita il volume.
Per capire meglio il legame tra divergenza e )lusso9 consideriamo il )lusso di un )luido c7e
attraversa una super)ice nell+unità di tempo ?portata@> consideriamo le seguenti grandezze1
¯
v( x , y , z) campo vettoriale velocità del )luido
ds elemento in)initesimo della super)icie
¯
n versore normale uscente dalla super)icie
Il volume d+ac<ua d t c7e attraversa la super)icie d s nel tempo d t 1
(d t)
(dt )
=
(dp)
( dt )

¯
n ds=
¯
v⋅
¯
nds
dove dp 0 lo spostamento in)initesimo dell+ac<ua.
Il )lusso totale attraverso la super)icie si puA calcolare integrando il volume d+ac<ua c7e attraversa
la super)icie nel tempo dt 1
1=

S
¯
v⋅
¯
nds
Consideriamo ora un volume9 e dividiamo la super)icie c7e delimita il volume in due parti possiamo
calcolare il )lusso c7a attraversa la super)icie c7e delimita il volume calcolando il )lusso attraverso
ogni semi3super)icie1
1=

S
¯
v⋅
¯
nds=

S
%
¯
v⋅
¯
nds
%
+

S
,
¯
v⋅
¯
nds
,
'e si divide la super)icie in N parti si avrà1
1=

S
¯
v⋅
¯
nds=

i=%
N

S
i
¯
v⋅
¯
nds
i
"
Considerando super)ici in)initesime e dividendo i )lussi attraverso <ueste super)ici per i rispettivi
volumi
V
i
si ottiene una proprietà della )unzione1
(

S
i
¯
v⋅
¯
nds
i
)
(V
i
)
considerndo ora <uesta <uantità per
V
i
-&
si ottiene la divergenza del campo> per una generico
campo vettoriale
¯
f ( x , y , z) si 7a1
∇⋅
¯
f =lim
V
i
-&
[
(

S
i
¯
f ⋅
¯
nds
i
)
(V
i
)
]
La divergenza 0 un )lusso per unità di volume e oltre ad un+in)ormazione <ualitativa sul punto essa
)ornisce anc7e un+in)ormazione sull+intensità della sorgente delle linee di )lusso c7e passano in <uel
punto.
!eorema di Gau
Considreriamo D un dominio c7iuso e limitato di R
3
9 il cui bordo 6D 0 una super)icie
regolare parametrizzata ?o l+unione di piB sper)ici di <uesto tipo@9 orientato con la normale uscente
¯
n . 'ia
¯
f ( x , y , z)= f
x
¯
x+f
y
¯
y+ f
z
¯
z
un campo vettoriale regolare1
¯
f ( x , y , z)∈C
%
(D) .
2llora il )lusso del campo attraverso la super)icie c7iusa 0 uguale all+integrale in tutto il volume
della divergenza del campo1

(6D)
¯
f ⋅
¯
nds=

D
∇⋅
¯
f dx dy dz
dove la divergenza di ) 0 data dalla seguente espressione1
∇⋅
¯
f ( x , y , z)=
(6 f
x
)
(6 x)
+
(6 f
y
)
(6 y)
+
(6 f
z
)
(6 z)
$
Interpretazione del teorema di Gau
Il teorema di Gauss 0 un+e<uazione di bilancio1 la divergenza di un campo vettroiale 0 una misura
dell+intensità delle sorgenti del campo9 se la divergenza 0 maggiore di zero9 oppure dei pozzi se la
divergenza 0 maggiore di zero.
;n campo c7e presenta divergenza nulla si dice solenoidale> un campo solenoidale non presenta ne
sorgenti ne pozzi.
"orgenti e pozzi del campo
4ei )luidi9 l+integrale della divergenza del campo vettoriale velocità 0 il bilancio complessivo del
)luidio netto c7e esce dalle sorgenti nella regione racc7iusa dalla super)icie9 sulla <uale si calcola il
)lusso9 nell+unità di tempo.
#elocità di un $luido
Consideriamo il campo vettoriale di velocità di un )luido in movimento1 in ogni punto abbiamo un
vettore di velocità.
'upponiamo c7e il )luido sia un li<uido incomprimibile9 se un volumetto viene compresso lungo
una direzione9 per mantenere costante il volume9 deve espandersi nelle altre direzioni.
Possiamo calcolare la velocità di espansione del volumetto calcolando la divergenza del campo1
∇⋅
¯
v( x , y , z )=
(6v
x
)
(6 x)
+
(6 v
y
)
(6 y)
+
(6v
z
)
(6 z)
'i puA in)atti interpretare come la somma delle variazioni di velocità lungo le coordinate del
sistema di ri)erimento.
Legge di continuità in $orma locale
'i osserva c7e dove c+0 una variazione della densità di carica si 7a un pozzo o una sorgente del
campo densità di corrente. 'e ∇⋅
¯
J =& il campo 0 solenoidale in)atti1
∇⋅
¯
J =
−(d j
c
)
( dt )
=&
non si 7anno <uindi ne sorgenti ne pozzi del campo.
%&
Oervazioni ulla divergenza
La divergenza di un campo vettoriale de)inisce punto per punto l+intensità delle sorgenti ?o pozzi@
del campo stesso1
• La divergenza del campo gravitazionale indica la densità di materia in un punto.
• La divergena del campo CcorrenteD di calore indica la presenza di sorgenti o pozzi di calore
nello spazio.
• La divergenza del campo velocità di un )luido indica se ci sono pozzi o sorgenti di )luido.
• La divergenza del campo elettrico indica la presenza di densità di carica.
• La divergenza del campo magnetico 0 sempre nulla in <uanto non esiste una carica
elementare magnetica
Relazioni con il gradiente e l%operatore Laplaciano calare
Come abbiamo visto se si considera un campo scalare f ( x , y , z) e si calcola il gradiente si
ottiene un campo vettoriale1
∇ f ( x , y , z)=
(6 f )
(6 x)
¯
x+
(6 f )
(6 y)
¯
y+
(6 f )
(6 z)
¯
z
se calcoliamo la divergenza di <esto campo vettoriale si 7a1
∇⋅∇ f ( x , y , z)=
(6
,
f )
(6 x
,
)
¯
x+
(6
,
f )
(6 y
,
)
¯
y+
(6
,
f )
(6 z
,
)
¯
z
introducendo l+operatore Laplaciano1

,
=
6
,
(6 x)
+
6
,
(6 y)
+
6
,
(6 z)
la divergenza del gradiente di un campo scalare 0 ∇
,
f ( x , y , z )
Laplaciano vettoriale
Per completezza si riporta l+espressione del Laplaciano vettoriale1

,
¯
f ( x , y , z)=∇( ∇⋅
¯
f ( x , y , z)−∇×∇×
¯
f ( x , y , z ))
%%
Rotore
Il rotore 0 un operatore vettoriale c7e tras)orma un campo vettoriale in un altro campo vettoriale.
Consideriamo un campo vettoriale e ne calcoliamo la circuitazione ?integrale di linea lungo una
linea c7iusa@1
I=

l
¯
f ⋅
¯
r dl
dove
¯
r 0 il versore tangente alla linea lungo la <uale si calcola l+integrale.
!ividendo il percorso in due percorsi piB piccoli si 7a1
I=I
%
+I
,
=

l
%
¯
f ⋅
¯
r dl
%
+

l
,
¯
f ⋅
¯
r dl
,
'e si continua a dividere il percorso la circuitazione 0 data dalla relazione1
I=

i =%
N

l
i
¯
f ⋅
¯
r dl
i
Consideriamo <uindi la circuitazione su uno dei percorsi divisa per la super)icie racc7iusa dal
percorso stesso. 'e le super)ici sono in)inutesime <ueste possono essere approssimate a super)ici
piane e <uindi il versore c7e identi)ica una singola super)icie 7a sempre la stassa direzione
all+interno della super)icie in)initesima. 'i 7a <uindi1
lim
S
i
-&
[
(

l
i
¯
f ⋅
¯
r dl
i
)
S
i
]
/uesto limite rappreenta una proprietà del campo vettoriale
¯
f ( x , y , z) e prende il nome di
rotore1
∇×
¯
f ( x , y , z)

%,
!eorema di "to&e
Consideriamo una super)icie S regolare9 dotata di bordo e orientata da una normale
¯
n . Il
bordo 6S 0 orientato dal versore tangente
¯
r . 'ia
¯
f ( x , y , z) un campo vettoriale regolare
de)inito almeno in una regione aperta dello spazio contenente S allora si 7a1

S
∇×
¯
f ( x , y , z)⋅
¯
n ds=

( 6S)
¯
f ( x , y , z)⋅
¯
r dl
dove dl 0 un elemento in)initesimo del bordo 6S .
Il )lusso del rotore di un campo vettoriale attraverso una super)icie c7iusa eguaglia il lavoro del
campo lungo il bordo della super)icie stessa. #ale lavoro viene detto circuitazione per ricordare c7e
il bordo 0 una linea c7iusa.
Il #eorema di 'to-es a))erma <uindi c7e il )lusso del rotore di un campo vettoriale attraverso una
super)icie c7iusa 0 uguale alla circuitazione del vettore lungo il bordo della super)icie.
'e il rotore di un campo 0 nullo il campo si dice irrotazionale. 'e il rotore 0 diverso da zero
signi)ica c7e il campo presenta una vorticosità. 2d esempio l+ac<ua c7e va verso uno scolo assume
un moto vorticoso.
Inoltre 0 immediato veri)icare c7e il rotore del gradiente di un campo 0 sempre nullo1
∇ f ( x , y , z)=
(6 f )
(6 x)
¯
x+
(6 f )
(6 y)
¯
y+
(6 f )
(6 z)
¯
z
∇×∇ f ( x , y , z)=det

¯
x
¯
y
¯
z
6
(6 x)
6
(6 y)
6
(6 z)
(6 f )
(6 x)
(6 f )
(6 y)
(6 f )
(6 z)

∇×∇ f ( x , y , z )=[
((6)
,
f )
(6 x 6 y)

((6)
,
f )
(6 y6 x)
]
¯
x−[
((6)
,
f )
(6 x6 z)

((6)
,
f )
(6 z6 x)
]
¯
y+[
((6)
,
f )
(6 x6 y)

((6)
,
f )
(6 y 6 x)
]
¯
z=&
Condizione necessaria perc70 un campo sia conservativo 0 c7e il campo sia irrotazionale. 2d
esempio il campo elettrico 0 conservativo se il rotore del campo 0 nullo. In)atti il campo elettrico si
puA de)inire come
¯
E
c
=−∇V
9 applicando il rotore si ottiene
∇×(
¯
E
c
)=∇×(−∇V )=&
.
Il campo elettrico 0 irrotazionale <uindi conservativo.
%3
#elocità di un $luido
Consideriamo il campo vettoriale velocità di un )luido in movimento. In ogni punto9 ad un
determinato istante9 0 associato un vettore di velocità. Il )luido puA scorrere in maniera uni)orme
traslando come se )osse solido oppure uno strato puA scorrere rispetto ad un altro9 imprimendo in
<uesto modo9 alla porzione elementare un moto rotatorio. Inoltre la rotazione sarà tanto piB )orte
<uanto piB alta sarà la velocità di scorrimento e <uanto piB vicini saranno i due strati.
'upponiamo di avere un piano x , y orrizontale e uno strato di )luido c7e scorre su di esso nella
direzione x con velocità nulla al contatto con il piano e linearmente crescente con l+asse z 1
¯
v( x , y , z)=v
x
( z)
¯
x+v
y
¯
y+v
z
¯
z
con1
v
x
( z)= z v
y
=& v
z
=&
La rotazione c7e si 7a sulla singola particella sarà la velocità di variazione della velocità lungo x
nella direzione z e il vettore rotazione sarà diretto verso y 1
∇ׯv( x , y , z)=det

¯
x
¯
y
¯
z
6
(6 x)
6
(6 y)
6
(6 z)
v
x
( z) v
y
v
z

=det

¯
x
¯
y
¯
z
6
(6 x)
6
(6 y)
6
(6 z)
z & &

= ¯y
Oervazioni ul rotore
Il rotore denota e <uanti)ica la presenza di vortici nel campo9 la presenza cio0 di linee di )orze
c7iuse c7e circondano le linee di )orza del campo considerato.
4el caso del moto di un )luido de)inisce un moto vorticoso9 cio0 un movimento in cui la velocità
delle singole particelle 7a una componente perpendicolare al moto principale di traslazione c7e
determina la portata. 'e <uesta componente 0 nulla allora non esiste il moto vorticoso e il )luido di
dice laminare io lamellare9 in <uanto il moto avviene in un modo tale da poter individuare super)ici
di particelle con la stessa velocità c7e scorrono l+una sull+altra senza in)uenzarsi reciprocamente.
Il movimento delle caric7e elettric7e costituente una corrente produce9 nello spazio circostante9 un
campo magnetico c7e 0 un campo vettoriale le cui linee sono c7iuse1

¯
B=j
&
¯
J +j
&
c
&
(d
¯
E)
(d t )
%4
'ibliogra$ia
• .ramanti9 E. F Pagani9 C. !. F 'alsa9 '. ?,&&&@
!ate"atica, calcolo infinetesi"ale e alge#ra lineare9 Girenze
• Guarnieri9 E. F 'tella9 2. ?,&&,@
$rincipi ed applicazioni di elettrotecnica, vol%"e pri"o9 Padova
• Eidrio9 E. ?,&&3@
Ca"pi elettro"agnetici9 Padova
%5