Giovanni Ruysbroeck LO SPLENDORE DELLE NOZZE SPIRITUALI

CAPITOLO 1 Innanzi tutto prendiamo coscienza che Cristo, Sapienza di Dio, disse e dice ancor oggi nel cuore di ogni uomo un “Ecco”, cioè: Vedi, guarda, bada. Questo vedere o guardare o badare, per l’uomo intelligente è una necessità naturale. i prego di starmi a sentire. !er vedere, tanto nel campo dello spirito "uanto in "uello sensibile, ci vogliono tre cose. Chi vuol vedere attraverso gli occhi, ha bisogno della luce del cielo o di "ualche altra luce naturale o arti#iciale che gli illumini l’aria e gli renda percettibili gli oggetti. Deve avere anche la disponibilità della volontà, perch$ le cose vengono percepite, e che gli occhi, organi della vista, siano sani e senza macchie, perch$ possano raccogliere con esattezza le immagini delle cose. Queste tre condizioni sono tutte ugualmente necessarie, tanto che, se viene meno anche una sola, la visione scompare. Questo è ben noto per la visione sensitiva, ma la stessa cosa vale anche per la visione soprannaturale, nella "uale è riposta la nostra salvezza. %nche "uesta, in#atti, ha bisogno di tre cose: della luce della gloria di Dio, dell’attenzione dell’anima liberamente rivolta a Dio e di una coscienza monda da ogni peccato mortale. & "ui state attenti. !oich$ Dio è un bene incontenibile e comune a tutti e similmente il suo amore è immenso e rivolto a tutti, &gli distribuisce la sua grazia in due modi. C’è una prima grazia, detta preveniente, che viene data prima che sia chiesta, e una seconda grazia, detta santificante, che ci rende graditi a Dio e con la "uale meritiamo la vita eterna. 'a grazia preveniente è data a tutti: pagani, (iudei, buoni e cattivi, grazie all’amore universale di Dio che senza distinzione si di##onde su tutti: è l’espressione del desiderio che Dio ha di portar la redenzione e la salvezza a tutte le creature, #ino agli estremi con#ini della terra. !erci) il convertirsi a Dio dev’essere alla portata di tutti* in#atti tutti i sacramenti e ciascuno di essi sono a disposizione di chiun"ue li voglia, a seconda delle sue necessità. Iddio ci vuole veramente tutti salvi, vuole che nessuno potrà giusti#icarsi dicendo di non avere avuto mezzi su##icienti per la sua conversione e salvezza. Dio è uno splendore e una luce che si di##onde su tutti, &gli illumina il cielo, la terra e ogni uomo, a seconda delle proprietà e bisogni di ciascuno. Dio per) è come il sole. Il sole di##onde generosamente i suoi raggi su tutti gli alberi della terra: per) molti di essi rimangono sterili e tante piante selvatiche #anno #rutti che non servono a niente. + la ragione per cui le piante selvatiche vengono

trapiantate, potate, innestate con germogli di piante veraci* e cos, vediamo, su tronchi selvatici, #rutti di sapore gradito e adatti ai bisogni degli uomini. %nche per noi viene dal giardino dei cieli un germoglio verace: è la luce della grazia che s’innesta in noi e ci rende graditi a Dio. '’innesto è necessario a tutti. -essuna opera umana pu) avere buon sapore ed essere utile per la vita eterna, se non trae origine da "uell’innesto. Il germoglio del giardino dei cieli, innestato in noi, è la grazia santi#icante, la grazia che ci rende. graditi a Dio. !er essa possiamo meritare la vita eterna, poich$ diventiamo amici di Dio, capaci di accogliere Dio in noi. Questo germoglio divino è o##erto a tutti, ma non s’innesta in tutti* alcuni non lo vogliono. -on alligna in tutti, perch$ non tutti si decidono a #arsi recidere i rami selvatici "uali sono l’in#edeltà, gli idoli pre#eriti, l’intolleranza non domata dai precetti di Dio. In generale, perch$ l’innesto alligni e sia vitale abbiamo bisogno di tre cose: della grazia preveniente, della libera adesione della volontà, o conversione, e della puri#icazione della nostra coscienza. 'a grazia preveniente è la luce di Dio, che vien data a tutti, ma non tutti l’adoperano per compiere la propria conversione e puri#icazione e, "uindi, non raggiungono la grazia santificante, che ci #a graditi a Dio e idonei alla vita eterna. 'a grazia preveniente pu) muovere l’uomo dal di #uori e dal di dentro. 'o muove dal di #uori attraverso una malattia, la perdita dei beni, di congiunti, di amici, dell’onore, della salute* attraverso una predica, un libro, una conversazione, una parola, o un’azione di persona santa, che ci scopre la verità del nostro essere* son tutti campanelli suonati da Dio, richiami usati da Dio. /ante altre volte Dio scuote l’uomo dal di dentro: attraverso una meditazione sulla !assione di (es0 Cristo, o sui doni che la divina 1isericordia pro#onde su di noi o sugli altri, o con una ri#lessione sui nostri peccati, sulla #ragilità della vita, sulla morte, sull’in#erno, o sulla #elicità del paradiso, o sulla smisurata bontà di Dio, che ci ha cos, generosamente perdonati e aspetta, con tanta pazienza e amore, la nostra conversione* o ci commuove attraverso un momento di contemplazione della benevolenza di Dio, che ci scoppia sotto gli occhi nel perpetuo rinnovarsi delle cose, nei giorni e nelle stagioni, nel cielo e sulla terra. & anche "ueste son tutte azioni della grazia preveniente che, nei modi pi0 diversi, tenta di scuoterci dal di dentro di noi stessi. C’è ancora un’altra cosa: c’è nell’anima nostra una naturale tendenza verso Dio,l che s’accende come una scintilla* è una luce innata superiore, che immediatamente, da s$ invita al bene e distoglie dal male. Con "uesti mezzi Dio stimola gli uomini, ciascuno a seconda delle sue carenze e dei suoi bisogni* perci) c’è chi si sente scosso, chi ripreso, chi spaventato, chi resta attonito, "ualcuno si scruta bene addentro, "ualcuno si disprezza. 2in "ui siamo ancora nella s#era della grazia preveniente, che è data gratuitamente, a tutti, e prepara l’uomo a ricevere la seconda grazia, "uella che ci #a graditi a Dio e che chiamiamo santificante.

Quando l’anima si libera dal suo attaccamento al peccato e rigetta le opere cattive* scossa,atterrita e incerta sul da #are, contempla Dio e scopre la propria miseria e la povertà delle sue opere, e sente subito un pungente dolore, un’intima contrizione e disgusto del peccato e un vivo desiderio del bene: "uesto è il vertice della grazia preveniente. Se a seguito di "uesta grazia l’uomo #a ci) che pu) e crede di dover #are, ma per la sua debolezza non riesce a #are di pi0, l’immensa 3ontà di Dio prende su di S$ il compito di portare a termine l’opera. Come un #ulgore di sole piovuto dall’alto, una pi0 sublime luce di grazia viene di##usa nell’anima, sebbene essa non l’abbia meritata n$ su##icientemente desiderata* è Dio che in "uesta luce, per un tratto ine##abile della sua misericordia, ci dona spontaneamente Se Stesso* e Dio nessuno 'o pu) meritare, prima che 'o abbia. + un’operazione segreta ed istantanea di Dio, che scuote l’anima e tutte le sue energie. + "uesto il punto di arrivo della grazia preveniente e il punto di partenza della grazia santificante. 'a "uale è una luce soprannaturale, e "uesta luce è la prima cosa che si richiede per una visione spirituale. (razie a "uesta luce soprannaturale, l’anima illuminata comincia la sua reazione, nella "uale, sull’istante, la volontà s’aggrappa con tutte le #orze a Dio e in "uest’abbraccio nasce la carità, o amor di Dio. '’adesione della volontà a Dio e l’accensione della carità son cos, strettamente collegate e interdipendenti tra loro, che l’una non pu) esistere senza l’altra. In#atti, appena l’anima si unisce a Dio, nello stesso istante, Dio la illumina e scatta l’amore, o carità, che poi non è altro che la stessa unione affettiva tra Dio e l’anima che 'o ama. Dalla grazia, dun"ue, e dallo slancio dell’anima verso Dio nasce l’ amore e dall’amore sgorga la purificazione della coscienza. Grazia divina, adesione dell’anima a Dio e purificazione della coscienza sono tre cose distinte, ma le azioni sono una nell’altra, n$ pu) esistere una senza l’altra. 'a volontà in#atti che vede Dio, sommo bene, è istantaneamente e naturalmente attratta* e chi è preso davvero dall’ amor di Dio, non pu) #are a meno di dolersi per#ettamente dei suoi peccati* se non lo #acesse, il suo amore non sarebbe amore. In "uesto processo non c’è un prima e un poi* c’è per) una priorità di causa e di e##etto, pi0 che di tempo. Dio in#onde la luce e in "uella luce l’anima aderisce per#ettamente a Dio: "uella adesione è la carità, o amore, e nell’amore per#etto c’è, per natura, la cancellazione d’ogni peccato. + tutto compreso in un solo atto* ma la natura delle cose vuole che dall’amor di Dio nasca la volontà di non peccare mai pi0, di servire Dio, sempre e con umile obbedienza, di con#essare i peccati interamente e senza e"uivoci, di espiarli e di consacrarsi totalmente alle opere buone e all’esercizio delle virt0. 'uce della grazia, libera conversione e puri#icazione della coscienza #anno parte integrante della divina visione. Chi le ha, ha già in s$ Cristo che dice: “Ecco” ed egli vede.

CAPITOLO 2 Prima venuta di Cristo nell’incarnazione Quando il 1aestro dice: Sta venendo lo sposo, ci vuole indicare la cosa sulla "uale dobbiamo concentrare la nostra attenzione, e "uesta è la venuta dello sposo, che è Cristo. !er) la venuta di Cristo nella nostra storia non è una sola. 'a prima, e causa delle altre, è certamente "uella in cui Dio, vinto da purissimo amore per noi, volle #arsi uomo, per gli uomini. 1a c’è anche una sua seconda venuta, che grazie alla prima si attua nella discesa ch’&gli #a ogni giorno, e pi0 volte al giorno, nei cuori di "uanti 'o amano, per arricchirli di nuovi doni, secondo le capacità di ciascuno. & ci sarà anche una terza venuta, che avrà luogo il giorno della nostra morte e il giorno conclusivo dell’ultimo e tremendo giudizio. !erch$ la venuta di Cristo spieghi in noi tutta la sua grazia, dobbiamo cercare "uale sia stato il motivo di ciascuna di esse, in "uale modo si siano avverate e "uali azioni le abbiano seguite. Se ti domandi perch$ Dio abbia creato gli %ngeli e gli uomini, vedi subito in azione la sua immensa bontà, misericordia e suprema dignità* capisci cioè ch’&gli lo #ece perch$ le creature comprendessero la sua beatitudine, grandezza, sovrabbondanza 4 che è 'ui stesso 4 e ne avessero un assaggio nella vita presente e il godimento pieno al di sopra dei tempi. & se ti chiedi perch$ Dio s’è #atto uomo, trovi anche "ui la risposta nel suo immenso amore e nell’urgente bisogno di tutti i mortali i "uali, essendo stati tutti condannati per il primo peccato e trovandosi tutti espulsi dal !aradiso, non potevano trovare in se stesi la capacità di compensare l’o##esa #atta a Dio, che avevano rigettato. & se continui a chiederti "uali #urono i motivi che guidarono (es0 Cristo nelle sue azioni sulla terra, come Dio e come uomo, ne troverai "uattro. Il primo è il suo amore increato e immenso. Il secondo è l’amore creato, che è chiamato carità* e di "uesta carità la sua anima era piena per l’unione col erbo &terno e per il per#etto dono del !adre. Il terzo motivo è l’ingente necessità del genere umano. Il "uarto è l’onore del !adre. Questi motivi della venuta di Cristo nostro sposo e di tutte le sue azioni interne ed esterne. 1a ora dobbiamo ri#lettere sulla stessa persona del nostro sposo, se davvero vogliamo seguir'o, per "uanto ci è possibile, nelle virt0. Dobbiamo per) considerare sia le sue disposizioni interne, sia le azioni esterne* cioè le virt0 e gli atti delle virt0. C’è in 'ui una disposizione interna, che riguarda la divinità*ma "uesta è inaccessibile e non potremo trattarla. Questa è la sua ininterrotta generazione dal !adre*1 è ci) che il !adre in 'ui e attraverso 'ui conosce, per cui cre) e crea ancora tutte le cose, le regge, governa e dispone in cielo e in terra, poich$ il 2iglio è la Sapienza del !adre* e ambedue spirano il l’unico Spirito, che è l’%more e il vincolo che trae l’5no all’%ltro, e anche gli %ngeli e i Santi, che sono in cielo e in terra. 1a di "uesta disposizione interna per ora non diremo di pi0, parleremo piuttosto delle disposizioni o abiti spirituale, che sono propri di

Cristo sia per i carismi divini, sia a titolo umano. & "uesti abiti son tanti. !erch$ "uante sono le virt0 interne di Cristo, altrettanti sono i suoi abiti o disposizioni. Ciascuna virt0 in#atti vuole la sua disposizione. 1a le virt0 di Cristo oltrepassano i limiti della nostra intelligenza. !er nostro ammaestramento trattiamo solo di t re: cioè dell’umiltà, della carità, della pazienza, per imparare a d accogliere con animo sereno "ualun"ue cosa ci accada, dentro o #uori di noi. Queste tre virt0 in#atti sono principalmente le radici e come l’avvio di tutte le virt0 e di tutta la per#ezione. CAPITOLO 3 Duplice umiltà di Cristo In Cristo come Dio, ci sono due motivi di umiltà. Il primo è dato dal #atto ch’&gli assunse la nostra natura umana, ch’era #inita nel #ondo dell’in#erno, bandita e maledetta da Dio. &d &gli si #use con "uesta natura nella per#etta unità della !ersona, cos, che "ualun"ue uomo, anche il pi0 malvagio, pu) con pieno diritto chiamar'o suo #ratello. Il secondo motivo lo troviamo nell’altro #atto che l’5nigenito, #acendosi uomo, scelse per madre una poverissima ragazza, che non ebbe poi neanche un vestito appropriato per il suo bambino, non scelse per madre la #iglia d’un potente, ma "uesta poverella* "uesta #u la 1adre di Dio, Signore del cielo e della terra e d’ogni creatura. 1a non basta. 'a !ersona di (es0 Cristo è una sola* perci) tutto "uanto ci #u di umile nella vita di (es0 Cristo, #u anche umiltà e umiliazione di Dio. C’è poi l’umiltà di Cristo, che #u propria della sua natura. (razie a "uesta sua natura la sua anima si assoggett) con pro#ondissima devozione e con tutte le sue #orze alla potenza del !adre. Il suo cuore #u sinceramente umile. &gli comp, tutte le sue opere a onore e gloria del !adre, n$ and) mai a caccia d’un solo applauso. Si assoggett) alle leggi, alle prescrizioni e consuetudini del suo popolo: alla circoncisione, alla presentazione al tempio, al pagamento del suo riscatto. Serv, sua 1adre e (iuseppe santo con vera e cordiale sudditanza. Si #ece istruire, pag) il tributo a Cesare, si #ece battezzare da (iovanni. Si circond) di poveri e di peccatori, li #ece suoi amici e li mand) a convertire il mondo. Sono "uesti i suoi %postoli, tra i "uali visse, come uno di loro. Stette sempre a disposizione di tutti, in casa e #uori, come se #osse il naturale servo di tutti. Questa è la virt0 dello sposo (es0 Cristo, che dobbiamo contemplare in primo luogo.

CAPITOLO 4 La carità di Cristo ornata di tutte le virtù 'a seconda virt0 di (es0 Cristo, avvio e sorgente di tutte le altre virt0, è la carità. 'a carità teneva in 'ui serenamente raccolte tutte le potenze dell’anima, nel

godimento della beatitudine eterna, che (li veniva dall’unione personale con la divinità. 'a carità lo teneva unito al !adre sempre, senza interruzione, con rispetto, amore, venerazione, lode* in intima e #ervente preghiera, per i bisogni di tutti, per il perdono di tutti, a onore e gloria del !adre. !er "uesta carità si prodigava, con benevolenza ine##abile in tutti i bisogni #isici e spirituali degli uomini. 2ece della sua vita un modello di amore per tutti. -utr, con la dottrina "uelli che potevano capirla e parl) a tutti con la potenza dei miracoli* nel deserto sazi) di pane "uanti lo avevano seguito. Diede l’udito ai sordi, la vista ai ciechi, la parola ai muti* cacci) i demoni, raddrizz) gli storpi, risuscit) i morti nell’anima e nel corpo. -on riusciremo mai a scandagliare l’abisso della sua carità. -essun uomo n’ebbe mai l’uguale, perch$ in 'ui le ac"ue dell’umanità si #ondevano con "uelle della divinità in un medesimo rivo. CAPITOLO 5 La azienza di Cristo !ino alla morte 'a terza virt0, anch’essa avvio e sorgente di tutte le virt0, è la serena tolleranza delle avversità* e "uesta dobbiamo appro#ondirla bene, perch$ adorn) meravigliosamente il nostro sposo (es0 Cristo in tutti i momenti della sua vita. I dolori #isici ebbero inizio in 'ui appena nac"ue. Il #reddo, la paglia pungente, la circoncisione e il suo primo sangue, la #uga in terra straniera. '’umiliazione nel servire sua 1adre e san (iuseppe, suo tutore* la #ame, la sete, la stanchezza, gl’insulti, le ingiustizie subite dai (iudei* le veglie, i digiuni, le tentazioni del demonio, i continui viaggi a piedi per villaggi e regioni, per la salvezza dei (iudei i "uali corrisposero al suo amore con odio e tradimento, 'o derisero e percossero con sputi e pugni, 'o accusarono con #alsi testimoni, 'o #lagellarono e coronarono di spine, (li #ecero portare la croce #ino al Calvario, 'o spogliarono sotto gli occhi di tutti e 'o issarono sulla croce. Sangue da tutti i pori, i muscoli rabbrividivano, il corpo spasimava, le spine penetravano nel capo* il popolo vomitava insulti. 'ui guardava l’ostinazione #eroce dei (iudei e l’immenso dolore di sua 1adre. (li occhi (li si appannavano per l’amarezza dei dolori mortali* la nausea, per "uanto (li vomitavano in #accia, 'o tormentava* assapor) l’aceto e il #iele, la pelle era tutta sangue e lividure. &ccoti il Cristo, nostro sposo, #erito a morte, abbandonato da Dio e dalle creature, che muore in croce, appeso come un sacco* e nessuno se ne accorava, eccetto l’a##littissima sua 1adre, piena dei suoi dolori* ma non pot$ #ar nulla per 'ui. -$ so##riva meno l’anima di (es0 Cristo per l’ostinata avversità dei (iudei e di "uelli che l’avevano croci#isso. %vevano visto segni e miracoli, ma erano rimasti nella loro cattiveria. &gli so##riva per la loro rovina* perch$ Dio un giorno avrebbe chiesto loro conto di "uanto (li stavano #acendo. So##riva per la pena immensa di sua 1adre e per i discepoli* per la moltitudine innumerevole di "uelli per i "uali il suo sangue era inutilmente versato. Si a##liggeva per l’ingratitudine,

per i sacrileghi giuramenti che sarebbero stati pronunciati a scorno di 'ui che moriva per nostro amore. I sensi di (es0 Cristo provarono dolori acutissimi, perch$ venne loro meno l’a##lusso di #elicità che scorreva in essi in #orza dell’unione ipostatica 4 umanità e divinità erano unite nella stessa !ersona e l’una non poteva essere assente alla #elicità dell’altra 4* sensi e istinti #urono lasciati a se stessi, per cui (es0 Cristo grid): 6Dio mio, Dio mio, perch$ mi hai abbandonato78 9Mt :;<,=>? &ppure, tra tutti "uesti dolori e a##lizioni (es0 preg): 6!adre, perdona loro, non sanno ci) che #anno8 9 c ;.,.=?* e #u ascoltato per la sua dignità 9c# E! @,<?. Quanti in#atti 'o stavano insultando, poi si convertirono alla predicazione di !ietro 9c# "t ;,A=,=A?B Questo ha so##erto (es0, il nostro sposoB &gli esercit) l’umiltà, la carità, la pazienza, tutti i momenti della sua vita* mor, in loro compagnia, per saldare il conto di tutti i nostri debiti* apr, anche misericordiosamente il suo #ianco, dal "uale sgorgarono come un #iume di vita, i sacramenti della salvezza. !oi sal, al cielo, siede alla destra del !adre, e regnerà per sempre. Questa è la prima venuta del nostro sposo* venuta che si è già per#ettamente compiuta.

CAPITOLO " La seconda venuta di Cristo# c$e scende o%ni %iorno nei nostri cuori con nuove %razie 'a seconda venuta di Cristo nostro sposo, avviene ogni giorno nel cuore dei buoni, che 'o invocano con tutte le loro #orze* ed &gli porta loro nuove grazie e nuovi doni. Qui non si tratta della prima conversione n$ della grazia preveniente, che Dio concede perch$ il peccatore si converta, ma del progresso che l’anima #edele #a ogni giorno nelle virt0, grazie alla discesa "uotidiana di Cristo, nostro sposo, nelle nostre anime e dei nuovi doni che vi di##onde 'a causa, o le cause della seconda venuta sono "uattro: la pura misericordia di Dio, la nostra indigenza, la generosità divina, il nostro desiderio. Da "uesti "uattro motivi prendono alimento e crescono meravigliosamente le virt0. !er maggiore chiarezza #accio un paragone. Se il sole si porta a picco sopra una valle stretta tra due pareti di roccia, ma in modo che’esso possa #arvi giungere i suoi raggi #ino in #ondo, abbiamo tre e##etti: la valle riceve pi0 luce grazie ai ri#lessi delle pareti, e "uindi si riscalda di pi0 e diventa pi0 #ertile di una pianura aperta ai venti. %llo stesso modo, "uando un uomo buono si adagia nella pro#ondità della sua piccolezza e riconosce ch’egli non è niente, che non ha e non pu) nulla con le proprie #orze, che non riesce a #are un passo e neanche a perseverare, che spesso viene meno e manca in molte cose che dovrebbe #are, egli prende pi0 chiara coscienza della povertà e inadeguatezza dei suoi mezzi, scava ancora pi0 a

#ondo nella valle della sua umiltà e mette la sua insu##icienza sotto i raggi della bontà divina. 'a valle è pro#onda ma Cristo, Sole di giustizia, sta al vertice dello splendore, alla destra del !adre, e di là manda i suoi raggi nelle pro#ondità del cuore degli uomini. &gli non resta mai insensibile alle preghiere degli umili. Dal #ondo della valle, allora, vengono su due steli: il desiderio di servire e lodare Dio e il desiderio di coltivare nel modo pi0 per#etto le virt0. I due steli crescono rapidamente, attraverso i cieli, raggiungono direttamente Dio stesso, tra#iggono la sua generosità misericordiosa, che si apre e inonda la valle. '’anima, cioè, riceve nuovi e pi0 abbondanti doni. + "uesta la seconda venuta o il secondo avvento di Cristo. Il cuore umile, "uindi, è arricchito in tre modi: è illuminato pi0 intensamente dalla grazia, si accende d’amore pi0 vivo, diventa pi0 #ertile di virt0 e opere buone.

CAPITOLO & Il ro%resso 'uotidiano attraverso i sacramenti della C$iesa Quando uno riceve un sacramento con cuore umile e puro di tutto ci) che è contrario al sacramento stesso, riceve nuove grazie e nuovi doni, sia per l’umiltà ch’egli esercita, sia per l’azione che Cristo esplica nel sacramento. Impedimenti all’e##icacia del sacramento sono: nel battesimo, la mancanza di #ede* nella penitenza, la mancanza di dolore e nella Comunione il peccato mortale. In ogni sacramento chiun"ue pretenda di riceverlo rimanendo invischiato nel peccato 9mortale?, non solo non riceve nuova grazia, ma commette peccato pi0 grave. Questo dobbiamo tener presente, perch$ il secondo avvento di Cristo accresca il nostro pro#itto. Cristo nostro sposo è sempre a nostra disposizione, e noi dobbiamo cercar'o con cuore assetato, se vogliamo davvero ch’&gli agisca in noi e ci aiuti a perseverare nel bene e a camminare verso i cieli beati. CAPITOLO ( La terza venuta di Cristo %iudice Incontreremo Cristo per la terza volta al momento della morte e al giudizio #inale dell’umanità. %nche "ui dobbiamo considerare tre elementi: il tempo, il motivo, il giudice. Il tempo di "uesta venuta è l’ultimo istante della vita e il giorno del giudizio #inale, "uando tutto il mondo sarà giudicato. Il giudizio dev’esserci, perch$ Dio ci ha creati dal nulla e al momento in cui unisce l’anima al corpo, #issa anche l’ora della separazione* anche se a noi "uest’ora è sconosciuta. &d è giusto che "uest’anima si presenti all’eterna verità e

renda conto delle sue parole e delle sue azioni. + giusto, perch$ è creata libera, ma da un %ltro, e in un complesso ordinatissimo. Il giudizio spetta a Cristo, perch$ è il 2iglio dell’uomo, la Sapienza del !adre e il modello dell’uomo nuovo* è giusto che s’aprano e si mani#estino a 'ui i cuori degli uomini in cielo, in terra e negli abissi. CAPITOLO ) La arte di Cristo al %iudizio !inale Cristo, nostro sposo e nostro giudice, giudicherà secondo giustizia* darà a ciascuno ci) che s’è meritato: ai buoni, per ogni opera buona #atta per 'ui con retta intenzione, darà un premio inestimabile, immenso: Se Stesso. Questo premio, naturalmente, non potrà essere conseguito da nessuna creatura a titolo di giustizia, perch$ la per#ezione suprema di Dio non pu) essere oggetto di patto* ma è possibile avere in premio Dio, grazie alla presenza e##icace di Dio stesso nell’uomo. %i cattivi invece, per esigenza di giustizia essenziale ed eterna, Cristo giudice disprezzato dovrà assegnare una pena eterna, perch$ essi, per un bene vile e caduco, disprezzarono il bene eterno e immenso, liberamente e, di proposito, si opposero alla volontà di Dio, Creatore e Signore, e gli pre#erirono delle creature. I testimoni che deporranno in "uesto giudizio saranno gli %ngeli e la coscienza di ciascuno di noi. Il diavolo riserverà a s$ la parte di accusatore. (iudice in#allibile e incorruttibile sarà (es0 Cristo. CAPITOLO 1* I convocati al %iudizio Sono cin"ue le categorie di persone che verranno al giudizio. 'a prima e la peggiore è "uella dei cristiani che conclusero la loro vita in peccato mortale e senza dolore. &ssi disprezzarono la morte e i sacramenti di Cristo, o se ne servirono indegnamente* non amarono il prossimo, com’era loro comandato, e non #ecero opere di misericordia. 'a seconda comprende pagani e (iudei. Compariranno anch’essi innanzi al (iudice. issero tutta la vita nell’antica condanna: non accolsero mai la grazia di Dio n$ il suo amore* ma subiranno una pena in#eriore a "uella degli empi cristiani, perch$ essi non ricevettero i doni che "uesti hanno ricevuto :AC. 'a terza categoria è "uella dei buoni cristiani, che conobbero anche il peccato e sebbene ne #ossero pentiti, non #ecero in tempo a lavarsene completamente* "uesti continueranno la loro puri#icazione nel !urgatorio. 'a "uarta categoria abbraccia tutti "uelli che osservarono i precetti #edelmente, e anche se caddero talvolta, tornarono a Dio con la contrizione, con la penitenza e con atti di misericordia, e si lavarono le vesti cos, bene che voleranno subito in !aradiso.

-ella "uinta categoria sono "uei benedetti che, sebbene col corpo si muovano ancora sulla terra, in realtà le loro anime vivono già in cielo, unite e immerse in Dio, e Dio vive in essi, in modo che tra loro e Dio non c’è altro dia#ramma che il tempo e la condizione mortale. !erci), appena liberati dal corpo, nel medesimo istante saranno immersi nella beatitudine eterna. essi non saranno giudicati* piuttosto giudicheranno il mondo insieme a Cristo. Sarà la #ine. I dannati saranno seppelliti nel #uoco dell’in#erno, senza #ine, col diavolo. (li eletti, all’istante, si troveranno nella gloria eterna con lo sposo (es0 Cristo e per tutta l’eternità contempleranno la ricchezza in#inita di Dio, la gusteranno pienamente e la godranno indisturbati. Questa è la terza venuta dello sposo (es0 Cristo, che aspettiamo. 'a prima venuta, per la "uale Dio si #ece uomo, visse in umiltà e per noi mor,, ci serve da modello, perch$ coltiviamo nelle nostre azioni i modi per#etti delle virt0 e li nutriamo internamente con la carità e umiltà dello sposo (es0 Cristo. 'a seconda venuta nella "uale Cristo scende ed è presente nel cuore di chi 'o ama, dobbiamo desiderarla e, con insistenti preghiere, dobbiamo chiedere a Dio la perseveranza nel ben e la crescita costane nell’esercizio delle virt0. 'a terza venuta, nel giudizio particolare e nel giudizio universale, dobbiamo attenderla con #iducia e riverenza, perch$ terminato l’esilio, veniamo introdotti nel regno della gloria. CAPITOLO 11 Il cammino delle virtù Come abbiamo detto nell’esordio, Cristo c’invita a guardare* e abbiamo parlato di "uesto vedere che ci viene dalla grazia attraverso la carità, con la libera adesione della volontà e purezza di coscienza. %bbiamo poi spiegato, attraverso le tre venute di Cristo, che cosa dobbiamo guardare. %desso sentiamo che cosa &gli vuole che #acciamo, "uando dice: #scite, andate. Chiun"ue ha guardato attraverso la grazia e la carità e ha seguito Cristo suo modello nelle sue venute, sentirà certamente nascere dentro di s$, per via della carità e dell’amorosa contemplazione del Signore (es0 Cristo, suo sposo, una specie di doverosa giustizia che lo spinge a imitare (es0 Cristo nelle sue virt0. + proprio "uesto sentimento di doveroso ricambio che vuole suscitare in noi lo sposo "uando c’invita a muoverci, ad uscire. Sono tre le direzioni che l’anima pu) prendere: Dio, se stessa, il prossimo, ma "ualun"ue sia la direzione, il cammino non pu) non essere #atto senza la compagnia dell’umiltà, della carità e della giustizia. 'a carità tende sempre al regno di Dio, a Dio stesso che è #onte e sorgente della carità, e da 'ui "uesta virt0 ci viene direttamente, senza canali, e in 'ui abita sempre. 'a giustizia, che nasce dall’amore, s’adopera sempre ad ac"uistare le virt0 che s’addicono al regno di Dio e a se stessa.

'a carità e la giustizia, nell’anima in cui regna Dio, gettano le basi di una pro#onda umiltà. Cos, "ueste tre virt0 sostengono la mole dell’intero edi#icio della santità. 'a carità tiene l’anima ininterrottamente innanzi a Dio, dal "uale essa viene, perch$ viva sempre degna di Dio, perseveri e cresca in tutte le virt0 e nella vera umiltà. 'a giustizia pone l’anima innanzi all’eterna verità, che è Dio, perch$ veda e comprenda tutto correttamente e pratichi, senza errori e sempre, tutte le virt0. '’umiltà mette l’anima in perpetua contemplazione della potenza e maestà di Dio, perch$ rimanga spiritualmente piccola e umile, s’a##idi a Dio e si ritenga un nulla. Questo è il modo di trattare con Dio, se si vuol crescere sempre in virt0. CAPITOLO 12 L’+miltà# !ondamento di tutte le virtù !oich$ abbiamo detto che l’umiltà è il #ondamento di tutte le virt0, è giusto che nel tracciare il cammino della per#ezione partiamo da "uesta. '’umiltà interna è una sottomissione del cuore innanzi alla sublime dignità di Dio* "uesta sottomissione la esige la giustizia di Dio, ma la desidera anche la carità, poich$ l’anima che ama Dio vuole sottomettersi a 'ui. In#atti, "uando uno pensa con "uanto amore, umiltà e lealtà Dio ha servito l’uomo* 'ui, Dio, cos, potente, #orte, eccelso, che si è #atto cos, povero, spregevole, incapace* "uando un uomo, dico, ne prende coscienza, non pu) non concepire un sentimento di pro#onda ammirazione e riverenza. Diversamente da "uanto si potrebbe pensare, rendere onore a Dio in tutti gli atti interni ed esterni, tutta’altro che morti#icante, è cosa giocondissima* è il primo e il pi0 grande interresse dell’anima umile, ed è insieme cosa dolcissima per la carità e la pi0 dignitosa per la giustizia. Il cuore che ama non si sazia mai di venerare Dio e la sua splendida umanità, e non riesce mai a disprezzarsi "uanto vorrebbe* gli sembra di essere sempre impari e di#ettoso nel suo rapporto con Dio e nel suo servizio. 5n cuore umile venera anche la Chiesa e i suoi sacramenti* è moderato nel cibo, nel bere* nelle parole e nel tratto, non va oltre il necessario* è modesto nella conversazione, nell’abbigliamento* rispettoso nei modi, umile e semplice nel gesto, cos, attento che nessuno pu) mai ricevere un torto da lui. In "uesto modo vince e disperde la superbia, causa di tutti i vizi. Con l’umiltà si spezzano le reti del demonio, del mondo e del peccato* l’uomo si raccoglie in se stesso, si pone nel posto giusto, e gli si aprono le porte del cielo* Dio è sempre pronto ad ascoltare le sue preghiere, ed egli viene riempito di grazia, vive #ondato sulla salda roccia di Cristo, nel "uale non pu) errare, chi costruisce in umiltà le sue virt0. CAPITOLO 13 L’o,,edienza

Dall’umiltà nasce l’obbedienza. -essuno pu) essere cordialmente obbediente se non è umile. '’obbedienza è la sottomissione e la disponibilità di un’anima pronta a "ualsiasi virt0. '’obbedienza porta l’uomo ad eseguire ordini e proibizioni divine e ne assoggetta gli istinti alla ragione: lo #a osse"uiare alla Chiesa, ai prelati e verso le consuetudini ecclesiali* disposto a #are tutto ci) che, nell’ordine materiale e spirituale, la necessità e la ragione richiedono. '’obbedienza ri#iuta l’insubordinazione, #iglia della superbia, come veleno mortale. '’obbedienza interna ed esterna è segno, prova e ornamento dell’umiltà* mette pace nelle comunità, alimenta il rispetto verso i prelati e la benevolenza verso gli uguali* l’uomo obbediente viene esaltato da Dio e arricchito di doni eterni. CAPITOLO 14 Il -inne%amento della .olontà '’obbedienza genera il rinnegamento della volontà, del proprio giudizio e sentimento. -on pu) in#atti rinunziare alla propria volontà e assoggettarla a un altro, uno che non sia cordialmente obbediente* anche se è possibile piegarsi esternamente conservando la volontà contraria. Il rinnegamento della propria volontà rende l’uomo capace di rinunziare alle proprie scelte, di non attribuirsi nulla, di non #are nulla che sia peregrino, o che sia di##orme dalla dottrina e dalla vita dei Santi* egli #a solo ci) che dà onore a Dio, ci) che corrisponde agli ordini dei superiori e #avorisce la pace di "uelli che sono con lui, #in dove il buonsenso e la discrezione gli permettono. Con "uesto rinnegamento della propria volontà nell’agire, nel non #are e nel tollerare viene distrutto ogni stimolo e causa di superbia* l’umiltà è portata alle stelle, Dio prende pieno possesso dell’uomo, la cui volontà si #onde con "uella di Dio. un uomo di "uesto genere si è spogliato dell’uomo vecchio e s’è rivestito dell’uomo nuovo, rinnovato e ri#inito secondo l’amatissima volontà di Dio. Di "uesti Cristo dice: 63eati i poveri di spirito8 9 Mt @,.? che hanno rinunziato alla loro volontà* perch$ proprio di "uesti è il regno dei cieli. CAPITOLO 15 La Pazienza Dalla rinunzia alla propria volontà deriva la pazienza, poich$ non pu) essere pienamente paziente se non chi si rimette non solo alla volontà di Dio, ma anche a "uella degli uomini, "uando l’utilità e l’onestà lo richiedono. 'a pazienza è la tolleranza serena di "uanto ci accade da parte di Dio e delle creature. -iente turba colui che è paziente: n$ la perdita dei beni, dei parenti, degli amici* n$ la cattiva salute, l’umiliazione, la morte* n$ il !urgatorio, il demonio e neppure l’in#erno, poich$ egli si è a##idato con vero amore alla divina

volontà e, dal momento che la sua coscienza non gli rimprovera nessun peccato, gli è #acile tollerare "ualun"ue cosa voglia #ar di lui Dio, nel tempo e nell’eternità. Questa pazienza #orti#ica, adorna e arma l’uomo contro l’ira e i suoi scatti e contro l’impazienza nelle cose avverse e moleste che molto spesso, dentro e #uori, turbano l’uomo e lo espongono a varie tentazioni. CAPITOLO 1" La /ansuetudine 'a pazienza è madre della mansuetudine, e nessuno pu) essere mite e mansueto nelle avversità se non è paziente. 'a mansuetudine dona all’uomo pace e tran"uillità di animo, in tutte le cose. Colui che è mite sa a##rontare con moderazione e dolcezza, parole aspre, modi duri, azioni cattive e tutto ci) che pu) o##endere la sua persona e i suoi cari. In ogni circostanza rimane in pace, perch$ la sua mansuetudine è proprio l’abitudine di tollerare tutto, senza scomporsi. (razie alla mansuetudine, l’istinto dell’ira se ne sta tran"uillo, e lo sprone del desiderio delle virt0 viene ra##orzato ed elevato* la ragione riconosce "uesto stato e ne gode, la coscienza è tran"uilla, anche perch$ il secondo vizio capitale 4 l’ira 4 viene sradicato dalla mansuetudine. 'o spirito del Signore riposa sull’animo mansueto e umile* per "uesto (es0 disse: 63eati i miti, perch$ possederanno la terra8 9Mt @,@?, cioè terranno tran"uillo il proprio corpo, la propria natura e le cose terrene. CAPITOLO 1& L’Indul%enza Dalla mansuetudine proviene naturalmente l’indulgenza. -on pu) essere indulgente e soccorrevole chi non è mansueto. '’indulgenza modella il gesto e il volto dell’uomo* lo rende amabile e lo induce a rispondere con soavità e amore, e a prestare "ualsiasi soccorso a "uelli che sono agitati ed esasperati, purch$ ci sia una speranza che riconoscano i loro torti e si emendino. %ttraverso l’indulgenza, la carità diventa vitale e #ruttuosa. 5n cuore indulgente è una lampada piena di ottimo olio. '’olio dell’indulgenza dà luce ai peccatori induriti col buon esempio, unge e medica i cuori strapazzati o #eriti, esacerbati da dure parole o azioni molto scortesi. Se vi aggiungi l’ardore della carità, l’indulgenza diventa un #aro in coloro che sono già avanti nella virt0. -on c’è malevolenza o invidia che possa arrivare a #erire un animo veramente indulgente. CAPITOLO 1( La Com assione

'’indulgenza conduce alla compassione, che ci dispone a so##rire con chi so##re. 'a compassione è una mozione interna dell’animo verso le necessità corporali e spirituali degli uomini. + la stessa virt0 che ci #a compatire Cristo so##erente, "uando ci #ermiamo a meditare le ragioni e la gravità delle sue pene, la sua rassegnazione, l’amore, le #erite, la delicatezza dei suoi sensi, i #lagelli, l’ignominia, la corona di spine, i chiodi, la sua dignità, dolcezza, benevolenza e la somma accondiscendenza con la "uale il nostro Sposo si avvi) alla morte. 'e inaudite e molteplici pene di Cristo, nostro Dedentore e Sposo, riempiono di compassione l’anima pia. 1a proprio per "uesta compassione ti #a pensare "uanto poco tu avanzi nelle virt0 e "uanto spesso manchi nel loro esercizio e nella giusta venerazione di Dio. ti scopre la tua tiepidezza, instabilità e #ragilità, il numero grande dei tuoi di#etti e vizi, il tempo sciupato, le imper#ezioni della condotta* e "uanto pi0 scendi nella tua coscienza, tanto pi0 ti senti miserabile. 'a compassione ti svela la tua cecità e dimenticanza di Dio e dei beni eterni, la tua ingratitudine di #ronte ai doni di Dio e alle pene che (es0 Cristo ha so##erto per te, che rimani cos, insensibile e indi##erente alla virt0, mentre invece sei cos, astuto nel male, tanto accorto e puntiglioso nella ricerca dei beni temporali "uanto pigro e trascurato nell’amore dei beni eterni. Questa considerazione suscita nel cuore dei buoni un grande amore per la salvezza del prossimo: una compassione che li muove a prendersi cura delle necessità e so##erenze degli altri* della #ame, sete, nudità, malattie, disprezzo, oppressione, dolori, perdita dei loro congiunti e dei loro beni. '’uomo buono si associa al dolore di tutti e trova anche motivo di pena nel vedere l’impazienza e la ribellione di "uelli che so##rono, poich$ perdono il merito della so##erenza, se non se ne #anno addirittura un motivo di condanna. Questa è la #unzione della compassione. 'a sua opera di amore vince il terzo vizio capitale, l’odio, o invidia* poich$ la compassione #erisce il cuore e lo dispone ad amare tutti, e "uella #erita non guarisce pi0, perch$ Dio ha disposto che proprio alla compassione, pi0 che a "ualsiasi altra virt0, sia a##idato il compito di portar via lutti e dolori dia cuori umani. !erci) Cristo dice: 63eati "uelli che piangono* saranno consolati8 9Mt @,=?* naturalmente, "uando raccoglieranno con gioia ci) che adesso seminano con molto dolore 9c# Sal A;>:A;@C,@?. CAPITOLO 1) La 0enerosità Dalla compassione e dalla misericordia deriva la generosità. !oich$ nessuno pu) avere una soprannaturale generosità se non è misericordioso* misericordia per) che sia vera carità e soprannaturale virt0, poich$ accade che si copra una persona di doni e #avori, ma per una personale simpatia, per vanagloria, per interesse o speranza di ricavarne un vantaggio pi0 grande* ma "uesta non è misericordia. 'a generosità che interessa noi è un’e##usione di cuore, larga e indi##erenziata, promossa dalla misericordia.

Se uno si mette a considerare con amore la passione e i tormenti del Signore (es0 Cristo, sente spontaneamente risvegliarsi in cuore il bisogno di esprimere a Cristo, in compenso, amore, ringraziamento, onore, rispetto ed anche una gioconda disponibilità dell’anima e del corpo, e non solo per la durata della vita, ma anche per tutta l’eternità. Se poi continua a guardare se stesso, i doni ricevuti da Dio e la propria peccaminosa negligenza, non pu) ri#ugiarsi nella divina misericordia, clemenza e grazia, col proposito di servire (es0 Cristo con la pi0 sincera e #erma volontà. & se, inoltre, l’uomo pio e generoso ri#lette sulla malvagità e sull’ingiustizia degli uomini, si rivolge con ancora pi0 intima #ede a Dio e 'o prega che non si stanchi di spandere i suoi doni, di continuare ad e##ondere la sua misericordia, perch$ tutti 'o conoscano e vedano la verità. Con "uesta generosità si esercitano le sette opere di misericordia* i ricchi danno cose temporali, i poveri pio a##etto e buona volontà. Cos, si esprime e si per#eziona la generosità* la "uale viene dal pro#ondo del cuore, moltiplica e accresce tutte le virt0, #a pi0 belle tutte le potenze dell’anima. chi è generoso, in#atti, è sempre gioviale, non è oppresso da a##anni, è a##ettuoso con tutti, vuole bene a tutti ed è pronto a soccorrere tutti. Chi è generoso e non è attaccato ai beni terreni, anche se è povero, è simile a Dio, perch$ desidera e##ondere, donare, #ar del bene, mettendo a disposizione i suoi sensi per#ino la sua anima. !erci), chi è generoso strappa dal suo cuore le radici del "uarto vizio, che è l’avarizia. Di "uesti il Cristo dice: 63eati i misericordiosi, perch$ otterranno misericordia8 9Mt @,<? e un girono sentiranno la voce che dirà loro: 6 enite, benedetti del !adre mio, prendete possesso del regno che #u preparato per voi #in dalla creazione del mondo8 9Mt ;@,.=?. CAPITOLO 2* 1ortezza e 2ili%enza Questa generosità genera una certa soprannaturale #ortezza e zelo per tutte le virt0 e per tutto ci) che è onesto e necessario. Questa #ortezza per) non la raggiunge se non uno che ci si mette d’impegno ed è generoso. &ssa è in#atti un impulso e stimolo perpetuo e ininterrotto verso tutte le virt0, seguendo le impronte di (es0 Cristo e di tutti i Santi. Colui che è dotato di "uesta #ortezza non vede l’ora d’impegnare per la gloria di Dio il corpo, l’anima, il cuore, tutto ci) che egli è, che ha, e che riesce a ottenere. Questa #ortezza e zelo #anno s, che l’uomo sia vigilante con discrezione e pratichi tutte le virt0 secondo giustizia. %ttraverso lo zelo soprannaturale di "uesta virt0 si spalancano a Dio tutte le potenze dell’anima e diventano pronte e sollecite* il cuore s’innalza, la grazia cresce, la pratica delle virt0 diventa gioconda, ilare, esilarante, gli atti esterni si abbelliscono. Insomma chi raggiunge "uesto grado di #ortezza ha già debellato il "uinto vizio capitale, che è l’accidia: "uel torpore e #astidio delle virt0 necessarie alla salvezza* ma vince anche "uella certa indolenza e pigrizia che s’impadronisce di tanto in tanto dei sensi e del corpo.

% coloro che posseggono "uesta virt0 s’addice la parola del Salvatore: 63eati "uelli che hanno #ame e sete di giustizia* saranno saziati8 9Mt @,>?. Saranno saziati, s’intende, "uando sarà mani#estata la gloria di Dio e Dio stesso sazierà ciascuno in proporzione del suo amore e della sua giustizia. CAPITOLO 21 Tem eranza e 3o,rietà Dalla #ortezza nasce la sobrietà e temperanza, all’interno e all’esterno. -on pu) in#atti tenere tran"uillamente una linea di sobrietà se non colui che, al di sopra del comune, con vero amore, controlla e dirige la sua anima e il suo corpo. 'a sobrietà distingue nettamente le #orze superiori dello spirito dagli istinti bestiali, e tiene l’uomo lontano da ogni eccesso. -on conosce e non gusta ci) che non è lecito. 'a natura di Dio, sublime e ina##errabile, si leva di gran lunga al di sopra delle cose della terra e del cielo. /utto ci) che la creatura pu) a##errare, è sempre una creatura. Dio è al di sopra, al di #uori, eppure è dentro ogni creatura* ma la portata intellettiva della creatura è troppo angusta per poter'o racchiudere in s$. !erch$ la creatura possa tenere in s$ il suo Creatore, deve sollevarsi al di sopra di se stessa e prendere Dio in Dio. perci), se "ualcuno pretende di rendersi conto da s$ dell’essenza di Dio e si spinge a una cosa impossibile e rischia la pazzia. /anto è evidente che ogni umana intelligenza #allisce in "uesta ricerca e non riesce a sapere che cosa è Dio, e "uesto per la semplice ragione che l’essenza divina è troppo grande per ogni creatura. 1a che Dio ci sia, lo si pu) sapere, e lo a##erma la natura, la Scrittura ed ogni creatura. (li articoli della #ede vanno accettati, creduti* ma il loro contenuto non pu) essere giudicato* "uesto è proprio della sobrietà. 2inch$ siamo in terra, non possiamo penetrare pienamente gli articoli della #ede. %nche le norme della Scrittura, che sono opera dello Spirito Santo, vanno comprese e spiegate alla luce di (es0 Cristo e della vita dei Santi. Esservi pure, chi vuole, la natura, la Scrittura, tutto il creato, ma non ne prenda se non ci) che gli è utile* "uesta è sobrietà di spirito. 1a c’è anche una sobrietà dei sensi da osservare, la "uale aiuterà a #are in modo che gl’istinti bestiali vengano controllati dalla ragione, perch$ l’appetito del cibo e della bevanda, stimolato dal gusto, non ci spinga ad eccessi* e gli alimenti vanno presi nella stessa misura in cui un malato prende le medicine* cioè a seconda della necessità e per disporre meglio delle #orze a #avore delle opere della gloria di Dio. Questa è la sobrietà dei sensi, o del corpo. + sobrietà anche la moderazione nelle parole, negli atti, nel tacere, nel parlare, nel #are, nell’omettere, a seconda delle disposizioni e delle consuetudini della Chiesa e dei Santi. Con la sobrietà di spirito si conserva la certezza della #ede, la purezza dell’intelligenza nella ricerca della verità, l’inclinazione alla virt0, la serenità di coscienza, senza angosce n$ scrupoli* e "uesta è la chiave della pace con Dio e con se stessi.

Con la sobrietà dei sensi e del corpo si conserva la sanità, l’e"uilibrio del temperamento, l’onestà della vita e dei rapporti, l’integrità del buon nome* si con"uista la pace con se stessi e con gli altri, poich$ si ottiene la simpatia dei buoni. 'a sobrietà espelle il sesto vizio capitale che è la gola, o voracità. Di "uesti Cristo dice: 63eati i paci#ici, perch$ saranno chiamati #igli di Dio8 9 Mt @,F?* poich$ sono simili al 2iglio del !adre, il Quale, per "uanto dipendeva da 'ui, #ece pace con tutti "uelli che lo vollero* ed &gli distribuirà l’eredità paterna, perch$ la godano con 'ui eternamente, a tutti coloro che, praticando la sobrietà e la temperanza, mettono pace tra i #ratelli. CAPITOLO 22 La Castità 'a sobrietà del corpo e dello spirito genera candore e castità, ma nessuno pu) essere per#ettamente casto e puro di animo e di corpo, se non pratica la sobrietà del corpo e dello spirito. 'a castità consiste nel non aderire, con a##etto sensibile, a nessuna creatura, e nell’essere innestato solo in Dio. 'e cose create son #atte per essere usate* solo del Creatore si vive. C’è una castità dello spirito, una castità del cuore e una castità del corpo. 'a castità dello spirito importa una unione con Dio pi0 pro#onda di "uella che intercorre tra l’intelletto e la cosa compresa, tra i sensi e le cose sentite, tra l’anima e i doni in essa in#usi da Dio. tutto ci) in#atti che la creatura pu) assimilare con l’intelligenza, o con i sensi, "uesta castità si s#orza di superarlo, perch$ si vuole #ermare solo in Dio. per#ino al Sacramento dell’altare, perci), non ci si accosta n$ per il desiderio n$ per il gusto, a##etto, pace, dolcezza che se ne prova, n$ per "ualsiasi altro motivo che non sia la gloria di Dio e la crescita della santità* "uesta è la castità dello spirito. 'a castità o purità del cuore, invece, consiste in "uesto che in ogni tentazione del corpo o stimolo della natura, ci si rivolga spontaneamente a Dio con rinnovata #iducia e viva speranza, senza esitazione o incertezza, e con determinata #edeltà nel suo servizio. %cconsentire in#atti volontariamente al peccato e ai piaceri della natura, ai "uali essa tende, come gli animali, è impurità del cuore e allontanamento da Dio. 'a castità del corpo in#ine consiste ne l #uggire ed evitare "ualsiasi atto di libidine e piacere che la coscienza dichiari osceno, perch$ ripugnante alla legge, all’onore e alla volontà di Dio. + per "uesta triplice castità che si elimina il settimo vizio capitale che è la lussuria. 'a "uale importa l’abbandono di Dio e il godimento illecito di cose create, o anche solo l’indugio del cuore nel suo desiderio. -on intendo per) includere in "uesti desideri "uei movimenti repentini degli istinti, che nessuno pu) evitare, perch$ si veri#icano prima che la ragione li conosca.

ale la pena aggiungere "ui che la purità di spirito conserva l’uomo simile a Dio, libero dalle creature, incline, dedito e unito a Dio. 'a castità del corpo viene paragonata sia al candore del giglio, sia alla purezza angelica* per la lotta poi che esige contro la libidine, è rassomigliata al rosso della rosa e alla dignità dei martiri. %nzi, "uando "uesta lotta è accettata e combattuta per la gloria e per l’onore di Dio, allora si ha la per#etta castità, e viene paragonata all’eliotropio, che è una pietra di speciale decoro e ornamento. 'a castità del cuore accresce la grazia di Dio* per essa meditiamo, esercitiamo, conserviamo, coltiviamo le virt0. &ssa tiene raccolti e ra##orza i sensi esterni, mentre, all’interno, #rena e doma gl’istinti brutali. + il decoro e l’ornamento dell’uomo interiore* chiude il cuore alle cose terrene e ai #allaci allettamenti, mentre lo apre alle cose celesti e alla verità. !erci) Cristo dice: 63eati i puri di cuore* essi vedranno Dio8 9Mt @,G?. -ella "uale visione è compresa la gloria eterna, la nostra mercede e il nostro ingresso nella #elicità eterna. perci) bisogna coltivare la sobrietà, conservare sempre la temperanza, e bisogna guardarsi da compagni e occasioni nelle "uali la purezza dell’anima o del corpo possa essere macchiata. CAPITOLO 23 I tre nemici da su erare con la 0iustizia Se vogliamo raggiungere e conservare le virt0 di cui abbiamo parlato e sbaragliare i vizi che sono loro contrari, dobbiamo essere ripieni di giustizia, e la dobbiamo coltivare con cuore puro, #ino all’ultimo respiro. %bbiamo in#atti contro di noi tre nemici potenti, che dappertutto e in molti modi ci #anno guerra. &, se #acciamo pace anche con uno solo di loro e gli diamo ascolto, veniamo totalmente scon#itti, perch$ essi sono sempre, tutti e tre, in accordo completo tra loro. I tre nemici sono: il demonio, il mondo, la carne* e "uest’ultima, poich$ #a parte di noi stessi, è il nemico pi0 pernicioso e mortale. !er di pi0 i nostri stessi istinti sono le armi con le "uali i nostri avversari ci combattono* in#atti, mentre l’ozio, l’indolenza e il nostro scarso interesse per le virt0 e per l’onore di Dio sono causa ed esca della guerra, la #ragilità della natura, la vigilanza svogliata e l’ignoranza sono le spade con cui "uesti nemici ci #eriscono e ci battono. 3isogna #are perci) una netta distinzione in noi stessi. C’è in noi una parte in#eriore che è bestiale e ci #a guerra continua e tenta di staccarci da Dio* dobbiamo combatterla con decisione e costanza, con atti di penitenza e con un ostile di vita #orte, in modo che rimanga sempre soggetta alla ragione, e la giustizia e la purità di cuore abbiano sempre il comando delle azioni virtuose, e per#ino le avversità diventino occasioni utili per accrescere la gloria di Dio. Cristo in#atti dice: 63eati coloro che so##rono persecuzioni per la giustizia. Di "uesti è il regno dei cieli8 9 Mt @,AH?. Questa giustizia ed i suoi atti sono la moneta con cui si compra la vita eterna. Con "ueste virt0 #acciamo l’uscita, della "uale parla il 1aestro nella sua parabola.

CAPITOLO 24 Il -e%no dell’Anima Chi vuole ac"uistare e proteggere "ueste virt0 deve disporre la sua anima a guisa d’un regno. $egina del regno sarà la volontà libera per sua natura e ancora pi0 per la grazia che l’inonda. %orona della regina sarà la carità, ma l’investitura e il governo vengono direttamente dall’Imperatore Supremo e De dei re. &l palazzo della regina 4 la volontà 4 sta nella capitale del regno, che è la #acoltà concupiscibile dell’anima. &l manto della regina è diviso in due zone: a destra c’è la virt0 divina, dono dello Spirito Santo, con cui la volontà potrà superare tutti gli ostacoli e dimorare nel palazzo dell’Imperatore, dinanzi al Quale, con sviscerato amore, piega il capo coronato, poich$ è opera della carità, che ella abbia la corona e il regno. 'a parte sinistra del manto simboleggia la virt0 della #ortezza, con la "uale la regina #rena e azioni disordinate, esercita le virt0 e governa con autorità. %onsiglieri, scelti tra i pi0 sapienti del regno, sono la scienza e il discernimento, illuminato dalla grazia. &ssi abitano presso la regina, nel suo palazzo* sono rivestiti con l’abito della moderazione, perch$ la regina non #accia nulla e non ometta nulla senza previa ponderazione. 'a regina nominerà giudice del suo regno la stessa giustizia* e "uesta è virt0 divina, deriva dalla carità e ha un ruolo principale tra le virt0 cardinali. Il suo posto nell’anima è al centro della #acoltà irascibile* la prudenza è il suo ornamento, poich$ non pu) esservi giustizia senza prudenza. 'a giustizia, a nome della regina, controllerà tutto il regno e col suggerimento dei suoi consiglieri assolverà o condannerà, secondo ragione e moderazione. /utte le #acoltà dell’anima costituiscono la ple!e del regno e saranno ben #ondate nell’umiltà, sottomesse a Dio e ciascuna alla propria virt0, secondo il proprio u##icio. Chi si governa a "uesto modo, cammina certamente nella direzione di Dio, di se stesso e del prossimo. Questa è la triplice uscita, indicata dal 1aestro con la parola #scite, o andate. CAPITOLO 25 Il tri lice incontro dell’anima con Cristo Dopo che l’uomo per grazia di dio ha guardato, ha puri#icato la coscienza e ha meditato sulla triplice venuta di Cristo e ha #atto la sua uscita, avviene l’incontro con lo Sposo. & "uesta è la "uarta e ultima parte del primo trattato. In "uesto incontro è riposta la nostra salvezza, il principio e lo scopo di tutte le virt0, poich$, senza l’incontro, nessuna virt0 ha vita. chi vuole andare incontro

allo Sposo amatissimo e vivere in 'ui e con 'ui per la vita eterna, deve andar(li incontro in "uesta vita mortale in tre modi: aC #acendo di Dio il motivo e lo scopo di tutte le sue azioni* bC niente sia amato pi0 di Dio, n$ "uanto Dio* cC che in Dio abbiano termine tutte le aspirazioni* in modo ch’&gli stia davvero al di sopra di "ualsiasi dono di Dio, virt0, opera buona, ed anche al di sopra di "ualsiasi grazia sensibile in#usa da Dio stesso. Qui c’è bisogno d’una spiegazione. Chi vuole andare incontro a Cristo, in tutto ci) che #a, deve avere Dio come scopo, in modo che lH’abbia sempre presente, guardi e cerchi solo ui, che è il Signore del cielo e della terra, è morto per noi, pu) e vuole darci la vita eterna. cos, che, "ualun"ue sia il modo o il titolo con il "uale Dio, Signore di tutte le cose, gli venga presentato, gli stia bene. Se gli presentano le tre !ersone divine in una sola maestà, potenza ed essenza divina, gli stia bene. Se gli si presenta Dio salvatore, sovrano, redentore, creatore* o beatitudine, sapienza, potenza, verità, clemenza, in una sola e in#inita e incomprensibile natura, gli stia bene. In#atti, sebbene siano molti gli attributi che diamo a Dio, tuttavia la sua natura sublime è semplice e non pu) essere de#inita dalle creature. 5siamo in#atti "uesti titoli e tanti altri, perch$ nessuno di essi riesce ad esprimere la sua inesauribile eccellenza. Questo è tener Dio presente in tutte le azioni come movente e scopo. /endere sempre a Dio, in#atti, è veder'o e guardar'o sempre. % "uesta attenzione per) dev’essere unito l’amore, poich$ conoscere Dio senza amar'o, non sa di niente e non giova a nulla. !erci) in tutte le azioni dobbiamo tendere a Dio con amore, e con un amore che sia pi0 grande della’more di ogni altra cosa. !ertanto il peccatore che si vuol convertire davvero, deve andare incontro a Dio sempre con intimo e pro#ondo dolore, col desiderio di servire Dio sempre, e di non tornare indietro mai pi0. Se "uesta è la sua sincera disposizione, nel suo incontro con Dio, avrà la certezza del perdono e della salvezza eterna, non solo, ma egli sarà anche arricchito di #ede, speranza e carità 4 che sono le sorgenti di tutte le virt0 4 e del desiderio di praticarle. Che se vorrà andare pi0 innanzi, alla luce della #ede, e meditare con #rutto la vita e la passione di (es0 Cristo, ri#lettere su tutto ci) che ci ha dato, ci ha promesso e ci darà #ino giorno del giudizio e per tutta l’eternità, deve ancora una volta andare incontro a Cristo, tener'o presente, lodar'o, benedir'o e ringraziar'o adeguatamente e con umiltà, per tutto il bene che ci ha #atto e ci #arà per tutti i secoli. %llora la sua #ede sarà ra##orzata, la pietà e l’amore cresceranno e crescerà la sua attenzione a tutte le virt0. In #ine, se vuole #are progressi in tutte le virt0, deve andare incontro a Cristo col rinnegamento di se stesso* che non guardi e non cerchi se stesso, non si ponga motivi estranei, sia discreto in tutto, abbia di mira in ogni cosa soltanto l’onore di Dio e vada avanti cos, #ino alla #ine. Questo esercizio illumina la ragione, accresce la carità, aumenta la devozione* tutte le virt0 diventano pi0 care.

Quando poi diciamo che Dio dev’essere lo scopo di tutte le azioni, si capisce che parliamo solo di azioni buone* il male è la negazione di Dio. n$ si possono avere nella stessa azione due scopi diversi, uno che porta a Dio e un altro altrove. Quando abbiamo in mente "ualcosa che non è Dio, perch$ l’azione sia giudicata onesta, bisogna che "uell’oggetto, che è al di sotto di Dio, sia almeno ordinato da Dio, in modo che serva per arrivare pi0 #acilmente a 'ui. Il termine ultimo del cammino dev’essere Colui che è amato, e non i suoi messaggeri, e neppure i doni da 'ui stesso inviati* perci) la nostra meta non saranno i doni di Dio, ma Dio stesso. '’amore, il desiderio sono i nostri messaggeri, che portano a Dio le nostre opere buone* ma al di sopra di "ueste cose, #ossero pure moltiplicate, l’anima deve trovare pace e "uiete solo nell’amore in#inito di Dio. + in "uesto modo che per tutta la vita dobbiamo andare incontro a Cristo, se nell’ora della morte 'o vogliamo incontrare nello splendore della gloria. /utto ci) che abbiamo detto #inora riguarda la vita attiva. 'a "uale è necessaria a tutti, poich$ "uelli che non raggiungono le virt0 nella misura che abbiamo indicato, bisogna che almeno non vivano in modo opposto ad esse. !erch$, perseverare in una via contraria alla virt0, è vivere nel vizio. Il Signore, in#atti, ci ammonisce dicendo: 6Chi non è con me, è contro di me8 9 Mt A;,.H?. Il che signi#ica che, chi non è umile, è superbo. 1a, chi è superbo e manca di umiltà non #a parte dell’ovile del Signore* e "uesto vale per tutte le altre virt0 e vizi. !erci), o sarai rivestito di virt0, e vivrai in grazia, o sarai coperto di peccati, contrari alle virt0, e menerai una vita peccaminosa. !ertanto si guardi ognuno e si scruti bene a #ondo, e ordini la sua vita e la viva decisamente secondo le linee che abbiamo tracciato.

CAPITOLO 2" Il desiderio di conoscere 2io nella sua natura Di solito uno che ha raggiunto la per#ezione di vita che abbiamo descritto, e indirizza verso Dio tutto se stesso e tutte le sue azioni, viene preso da una sottile ansia di vedere in #accia, com’è , lo sposo (es0 Cristo, che per lui prese carne umana, per suo amore abbracci) la morte, lo sottrasse al peccato e al diavolo, gli diede la grazia e Se Stesso, gli lasci) i suoi sacramenti, gli promise il suo regno, ed è sempre pronto a dargli "uanto gli serve, per il suo corpo, per allietare il suo spirito e per ogni altro bisogno. Egni volta che si #erma su "uesti pensieri, sente un #orte desiderio di conoscere il suo Sposo e di veder'o cos, com’è. Certo, 'o conosce attraverso le sue opere, ma non si contenta pi0 di "uesta conoscenza. & #a ci) che #ece Iaccheo il pubblicano, "uando non seppe resistere pi0 al desiderio di vedere (es0 Cristo. Si porterà, "uindi, anche lui innanzi alla #olla 4 cioè le molte cose che ci rendono

troppo piccoli per vedere (es0 Cristo 4* salirà sull’albero della #ede, che cresce con la punta all’ingi0, perch$ la sua radice è abbarbicata alla divinità e ha dodici rami, "uanti sono gli articoli del Credo: i pi0 bassi di "uesti rami parlano dell’umanità di Cristo e di "uanto riguarda la nostra salvezza* i pi0 alti invece riguardano la divinità, le tre !ersone e l’unità della natura divina. + attraverso "uesta unione che l’anima, desiderosa di vedere (es0 Cristo, si porterà sulla parte pi0 alta del’albero, ed è "ui che passerà Cristo con tutti i suoi doni. Quando poi Cristo arriva, vede l’uomo, gli parla nella luce della #ede, e gli #a capire che &gli, "uanto a divinità, è decisamente immenso, incomprensibile e inarrivabile, molto al di là di ogni umana intelligenza, una specie di abisso senza #ondo. Questa è la pi0 alta conoscenza di Dio che si possa avere nella vita attiva: intravedere attraverso la luce della #ede che Dio non pu) essere compreso* ma in "uella stessa luce Cristo dice a chi brama veder'o: 6!resto, scendi* oggi star) casa tua8 9 c AF,@?. 'a rapida discesa comandata da Dio non è altro che l’immersione d’amore di Se Stesso nell’abisso della divinità: immersione che nessun intelletto umano pu) ottenere con la sola luce, ma se l’intelletto rimane #uori la porta, la #orza dell’amore riesce a #arsi strada ed entra, poich$, "uando l’anima si spinge verso Dio con tutte le #orze dell’amore, al di là di tutte le potenze dell’intelligenza umana, l’anima, dico, s’inchina, scende, si #erma e dimora in Dio e Dio, a sua volta, dimora in essa. Quando, a #orza d’amore, si solleva al di sopra di tutte le creature, oltre i sensi e la luce naturale, allora va incontro a Cristo nella luce della #ede, dove si rende conto che Dio non pu) essere n$ conosciuto n$ contenuto da un intelletto umano. Cos, dun"ue, col suo amore, l’anima si spinge verso Dio ina##errabile e si ripiega* le viene incontro Cristo e la ricopre dei suoi doni, e "uando l’anima 'o ama pi0 dei suoi doni, pi0 di se stessa, pi0 di tutte le creature e s’ac"uieta in 'ui, lei dimora in Dio e Dio dimora in lei. Questo è il modo di andare incontro a Cristo nel grado pi0 alto della vita attiva. In breve, "uindi, se giustizia, carità e umiltà sono messe a #ondamento e vi edi#ichiamo sopra le virt0 che abbiamo elencato* se andiamo incontro a Cristo con #ede, decisione e amore, senza dubbio,m noi dimoriamo in 'ui e 'ui dimora in noi. & "uesto basti per il primo modo d’intendere le parole di (es0 Cristo: Ecco sta per arrivare lo sposo, uscitegli incontro. "uesta è la vita attiva. & "uesta è la prima spiegazione delle parole di (es0 Cristo nostro sposo. J J J

LIBRO SECONDO CAPITOLO A Ar%omento del secondo li,ro Ecco, sta arrivando lo sposo' uscitegli incontro( '’anima pura, che si è distaccata dagli a##etti e desideri delle cose terrene e vive per Iddio, esercitandosi nelle virt0, è esattamente la vergine prudente del angelo, che insieme alla lampada 4 che è la sua coscienza immacolata 4 prende, nel vaso del suo cuore, anche l’olio della carità e delle opere buone. Se per) Cristo, lo sposo, non le #a arrivare per "ualche giorno le sue consolazioni e i suoi doni, e indugia a #arsi vedere, la vergine si lascia prendere dal sonno, s’addormenta, stanca* per), nel cuore della notte, "uando meno se l’aspetta, sente gridare: Sta arrivando lo sposo, corretegli incontro”. Queste parole, com’è stato spiegato nel primo libro, contengono "uattro cose: la visione, la venuta spirituale di Cristo, l’uscita o il darsi da #are l’uomo, e il suo incontro con Cristo. Di "ueste "uattro cose parleremo ancora in "uesto libro, ma in ri#erimento alla ita Interiore %##ettiva* alla "uale non tutti arrivano, alcuni per) ci riescono, grazie al loro interesse per le cose spirituali e al loro tenace e assiduo esercizio delle virt0. (es0 Cristo, il pi0 soave di tutti gli sposi, dicendo Ecco, ci sollecita a guardare, a #ar attenzione, e vuole che il nostro intelletto sia illuminato da splendore soprannaturale. Dicendo: Sta arrivando lo sposo, vuole che ci preoccupiamo del suo arrivo di sposo, verità eterna. Dicendo ancora #scite, ci chiede di #are pi0 spazio all’esercizio della vita interiore e a##ettiva, secondo giustizia. & in ultimo, con le parole: &ncontro allo sposo, ci precisa che l’obiettivo di tutta la nostra vita e attività dev’essere l’incontro con lo sposo nel godimento della sua adorabile divinità.

CAPITOLO 2 Il ra%%iun%imento della visione so rannaturale attraverso la vita interiore a!!ettiva !er raggiungere la visione soprannaturale attraverso l’esercizio della ita Interiore %##ettiva, sono necessarie tre cose: la luce della grazia, in misura pi0 grande che nella ita %ttiva, spogliarsi completamente di pensieri, a##etti e interessi delle creature e applicare la volontà, libera da ogni altro amore, e tutte le #orze dell’anima e del corpo, al raggiungimento dell’unione spirituale con Dio. + per promuovere "uesta unione degli uomini con 'ui, che Dio cre) il cielo e la terra, tutte le cose e l’uomo, e con la parola e con l’esempio, ci tracci) il

cammino che conduce a 'ui e, per di pi0, nel colmo del suo amore, si assoggett) a morire per noi e poi, salendo al cielo, ci addit) il termine di "uell’unione nella "uale è la nostra #elicità.

CAPITOLO 3 La tri lice unità dell’uomo &d ora #ate attenzione a tre livelli di unità che si trovano, per natura, in ogni uomo e che ritroviamo anche soprannaturalmente in "ualche modo nei buoni. ’unità esistenziale è la prima e la pi0 pro#onda. !er essa l’uomo e tutte le creature dipendono da Dio nella loro esistenza, #orma, vita e conservazione, tanto che, se una "ualsiasi cosa venisse staccata da Dio, precipiterebbe nel nulla. Questa unità riguarda l’essere, l’esistenza e, buoni o cattivi, è in tutti* non è condizionata a nessuna nostra cooperazione, studio o s#orzo* non ci #a n$ santi n$ #elici. 'a troviamo in noi, è al di sopra di noi* è il principio della nostra esistenza, conservazione e vita. ’unità dello spirito è la seconda. %nche "uesta è dono della natura. + l’unità delle nostre #acoltà superiori, che traggono da essa la loro attività. Si #onde con la precedente unità, "uando ad esistenza, se ne distingue, "uanto all’attività. la troviamo in noi al di sopra dei sensi e da essa dipendono la memoria, l’intelletto e la volontà e tutta l’energia delle attività spirituali* e "ui l’anima si chiama spirito. ’unità sensitiva è la terza. %nche "uesta è di origine naturale* raccoglie tutte le #orze sensitive, risiede nel cuore ed è #onte della nostra vita corporale. '’anima regge "uesta unità nel centro del corpo e i cin"ue sensi. '’anima si chiama anima proprio perch$, essendo la #orma del corpo, lo anima* gli dà, cioè, vita e moto. Queste tre unità rappresentano nell’uomo tre stadi o livelli di vita. -ell’ultima delle tre unità siamo essere sensitivi o animali, nella media, siamo razionale e spirituali, nella pi0 alta siamo conservati nella nostra essenza. /utti gli uomini sono dotati di "ueste tre #orme di unità. Queste tre unità o livelli, nella ita %ttiva, attraverso la carità e la pratica delle virt0 morali, possono essere adornate e possedute come nostro regno e dimora eterna. (li esercizi della ita %##ettiva Interiore possono aggiungervi un ornamento pi0 bello e una presa di possesso pi0 gloriosa di "uella che ha luogo nella ita %ttiva. !er) la decorazione pi0 gloriosa e pi0 #elice è "uella che si ottiene attraverso la Contemplazione Soprannaturale. '’ultima e pi0 bassa unità, che è dell’ordine corporeo, viene coltivata e adornata con pratiche esteriori, soprannaturali ordinate, ad imitazione di Cristo e dei Santi* si tratta di portare la croce con (es0 Cristo e di sottomettere la natura ai precetti della santa Chiesa e ai costumi dei Santi, a seconda delle proprie capacità.

'a seconda unità, che risiede nello spirito ed è coltivata e adornata con le tre virt0 teologali: #ede, speranza e carità con l’apporto della grazia, di doni di Dio e con la pronta disponibilità della volontà ad imitare tutte le virt0 e gli esempi di (es0 Cristo e dei Santi. 'a terza unità è la pi0 alta, supera la nostra capacità intellettiva* eppure sta dentro di noi. 'a possediamo soprannaturalmente, "uando, in tutte le nostre azioni, abbiamo di mira la lode di Dio e la sua gloria, e ci rimettiamo a 'ui, al disopra di ogni desiderio, al di sopra di noi stessi e di tutte le cose. + "uesta l’unità dalla "uale siamo venuti con la creazione, nella "uale, per via della nostra essenza, dimoriamo e alla "uale ci riporta ogni nostro atto d’amore. "uesto è il decoro delle tre unità della ita %ttiva. Era dobbiamo spiegare come "ueste tre unità possano avere una decorazione ancora pi0 sublime ed essere anche pi0 nobilmente possedute attraverso gli esercizi interni della ita %##ettiva. Quando uno, attraverso la carità e la retta intenzione, in ogni suo atto e in tutta la sua vita, si rivolge e tende alla lode e all’onore di Dio, egli, con umiltà, pazienza e distacco da se stesso, con sicura speranza e #iducia, aspetta anche sempre nuovi #lussi di grazia divina e nuovi doni, ma senza ansietà e niente a##atto preoccupato, se Dio glieli voglia elargire o meno. Si prepara ad accogliere e abbracciare la ita Interiore e %##ettiva n$ pi0 n$ meno di come si prepara un vaso, nel "uale si voglia versare un li"uore prezioso. -on c’è in#atti un vaso pi0 degno n$ pi0 prezioso di un’anima che ami Dio, n$ c’è una bevanda pi0 salutare e pregiata della grazia divina. Solo badino bene tutti a ri#erire tutte le azioni e tutta la vita, con pura e retta intenzione, a Dio e mettano se stessi, al di sopra di tutte le cose, in "uella sublime unità nella "uale, senza alcun intermediario, lo spirito innamorato è #elicemente unito a Dio. CAPITOLO 4 L’in!lusso divino nello s irito Da "uesta unione nella "uale lo spirito si unisce direttamente a Dio e, al di sopra di se stesso, riposa in Dio, discende ogni grazia e ogni dono* ed è "ui che si sente la voce di Cristo, eterna verità, che dice e invita: Ecco, sta arrivando lo sposo, corretegli incontro( Il Cristo, luce della verità, dice Ecco. + per 'ui che noi diventiamo vedenti. + 'ui lo splendore del !adre e, senza di 'ui, non c’è alcuna luce n$ in cielo n$ in terra. "uesta parola di Cristo, dentro di noi, non è altro che un’in#usione della sua luce e della sua grazia, grazia che scende proprio sull’unità delle #acoltà superiori e dello spirito, e cos, le stesse #acoltà, in virt0 di "uesta grazia, riescono ad esercitare tutte le virt0. Dio, dun"ue, in#onde la sua grazia nell’unità delle #acoltà superiori, perch$ l’uomo possa praticare le virt0 per mezzo della potenza, ricchezza ed impulso della grazia. &gli elargisce la sua grazia in vista dell’azione e dona se stesso, al di sopra di ogni grazia, perch$ possiamo trovare in 'ui la

nostra "uiete e la nostra gioia. Cos, la nostra dimora viene a trovarsi, nell’unità del nostro spirito, in una pace "uasi divina e nell’abbondanza della carità* dove si raccoglie la molteplicità delle virt0 e vive nella unicità dello spirito. 'a grazia divina, che emana da Dio, è una mozione interna, un impulso dello Spirito Santo, che muove il nostro spirito dal di dentro, non dal di #uori, e lo spinge a tutte le virt0. 'a grazia emana dal di dentro, perch$ Dio è in noi, pi0 pro#ondamente di noi stessi, e l’azione che &gli muove in noi, naturalmente e soprannaturalmente, ci è pi0 vicina ed intima di "ualsiasi azione nostra* perci) l’azione di Dio in noi è dal di dentro verso il di #uori, mentre "uella delle creature ci viene dal di #uori. Quindi la grazia e le ispirazioni di Dio vengono dal di dentro, dall’unità del nostro spirito, non dal di #uori, dalla #antasia eccitata da immagini sensibili. CAPITOLO @ Le condizioni er avere l’illuminazione Cristo parla intimamente all’uomo che si rivolge ben disposto verso di 'ui, e gli dice: Ecco, cioè vedi, guarda. /re cose nella vita interiore #anno vedente l’uomo spirituale. 'a prima è l’illuminazione della grazia divina. 'a grazia di Dio nell’anima è simile a una candela in un vaso di vetro. 'o riscalda, lo rischiara e lo permea della sua luce. Cos, avviene dell’uomo invaso dalla grazia. 'a "uale si mani#esta all’uomo che la possiede dentro se stesso, se solo egli si guarda dentro. & si mani#esta attraverso lui agli altri nelle sue virt0 e nel suo esempio. '’irradiazione della grazia di Dio tocca e muove dal di dentro rapidamente l’uomo interiore, e "uesta prontezza di mozione è la prima cosa che ci #a vedenti. Da "uesta subitanea mozione di Dio proviene la seconda condizione, che per) riguarda l’uomo, ed è la c)iamata a raccolta di tutte le potenze interne ed esterne nell’unità dello spirito sotto il vincolo dell’amore. 'a terza condizione è la li!ertà che permette all’uomo di rientrare in se stesso, libero da ogni immagine e ostacolo, ogni volta che lo vuole, per concentrare i suoi pensieri in Dio. bisogna "uindi che l’uomo sia svincolato da ogni preoccupazione di piacere o di pena, di vantaggi o svantaggio, di innalzamento o abbassamento, da ogni interesse estraneo, da "ualsiasi gioia o paura, da ogni legame alle creature. Questi tre #attori #anno l’uomo vedente nella ita Interiore. Se possedete "uesti tre #attori avete già il #ondamento per la pratica della ita Interiore, e potete mettere in pratica ci) che Cristo indico con la parola Ecco. CAPITOLO > Tri lice modo della venuta di cristo e il suo rimo modo %nche se gli occhi sono buoni e la vista è acuta, se l’oggetto non è amabile e gradito, la vista, per acuta che sia, non appaga l’animo e non serve "uasi a niente.

!erci) Cristo mostra agli occhi illuminati dall’intelletto che cosa debbono vedere, cioè la venuta di Cristo sposo, e lo esprime con le parole: Sta arrivando lo sposo. 1a "uelli che praticano la ita Interiore trovano in se stessi un triplice modo del personale arrivo di Cristo* e ciascuno dei tre modi porta l’uomo ad un pi0 alto livello di vita interiore. Il primo modo della venuta di Cristo nella pratica della ita Interiore opera dal di dentro un impulso e mozione sensibile, trae l’uomo e tutte le sue potenze verso il cielo e lo spinge a tenersi in unione con Dio. Questo impulso e attrazione sono sentiti nel cuore e nell’unità di tutte le #acoltà corporali, particolarmente nelle concupiscibili. In#atti "uesta venuta commuove nell’uomo la parte in#eriore e vi agisce: è "uesta che deve essere puri#icata, adornata, in#iammata e attratta verso l’interno. Questo impulso divino, allo stesso tempo, prende e dà, rende ricco e povero, #elice e in#elice, dà speranza e disperazione, riscalda e ra##redda. -essuna lingua pu) ridire i doni e le azioni che hanno "ui e##etti contrastanti. '’arrivo di Cristo, con i #atti ad esso collegati, si svolge attraverso "uattro gradi distinti tra loro per altezza, come spiegheremo tra poco. CAPITOLO < 3econdo modo della venuta di Cristo nella vita interiore dell’uomo Il secondo modo della venuta di Cristo nell’interno dell’uomo è di un ordine pi0 alto: ha una certa somiglianza con lui, doni pi0 importanti e un certo splendore. C’è un #lusso largo e ricco di doni divini nelle #acoltà superiori dell’anima* doni che in molti modi ra##orzano lo spirito, lo illuminano e lo arricchiscono. Questo #lusso, che viene da Dio, deve tornare con tutte le sue ricchezze all’abisso donde è scaturito. In "uesta e##usione Dio largisce cose meravigliose, ma esige dall’anima che io suoi doni tornino a 'ui accresciuti e moltiplicati ad usura, in una "uantità molto pi0 grande di "uanto possa apprestarne una creatura. 1a "uesto esercizio eleva l’anima ad uno stato di maggiore somiglianza con Dio, che adorna le tre #acoltà superiori dell’anima.

CAPITOLO G Terzo modo della venuta di Cristo Il terzo modo della discesa intima di Cristo è un tocco, o scossa, nell’unità dello spirito, nella "uale risiedono le #acoltà superiori, e dalla "uale emanano, dove ritornano e dove poi, per il vincolo dell’amore e, grazie all’unità dello spirito, restano sempre unite. Questo modo è il pi0 pro#ondo grado di ita Interiore e per esso l’unità dello spirito è variamente adornata. 1a in ciascuno dei modi Cristo esige da noi una speciale nostra uscita di #uori di noi stessi e che viviamo una vita alla stregua della sua presenza in noi. !erci), ad ogni arrivo, ci dice

spiritualmente nel cuore: 65scite, vivendo ed esercitandovi nel modo che la mia grazia e i miei doni vi indicano8. Dobbiamo allora, se vogliamo tendere alla per#ezione, uscire e impegnarci negli esercizi interni, nel modo che lo Spirito ci agita, urge, spinge, attira. Se invece, con la dissomiglianza della vita, respingiamo lo Spirito Santo, verremo privati completamente del suo impulso e rimarremo vuoti di virt0. Son "uesti i tre modi nei "uali il Cristo arriva, "uando #a visita all’anima che attende agli esercizi della ita Interiore* modi che tratteremo pi0 di##usamente. Il lettore si disponga a seguirci con attenzione e diligenza, poich$ chi non ha #atto mai esperienza di "ueste cose, di##icilmente le comprende. CAPITOLO F Il rimo modo della venuta di Cristo Il primo modo nel "uale Cristo visita coloro che attendono alla pratica della ita %##ettiva è un certo impulso dello Spirito Santo, interno e sensibile, che ci spinge e incita all’ac"uisto di tutte le virt0. 1a i gradi di "uesta venuta, come abbiamo già detto sono "uattro. !aragoneremo il primo di "uesti gradi allo splendore e alla potenza vitale del sole. Come il sole in#atti nel medesimo istante della sua comparsa di##onde i suoi raggi dall’Eriente all’Eccidente e illumina e riscalda tutte le cose, cos, Cristo, Sole &terno, che abita nella parte pi0 alta dello spirito, in men di un istante, illumina, penetra e accende col suo splendore la parte pi0 bassa dell’uomo, il cuore, cioè, e le #acoltà sensitive. '’azione di Dio è veloce* e colui che vuole bene#icarne deve avere gli occhi dell’intelligenza sani e aperti. Come poi il sole della terra, al centro del globo, nelle regioni pi0 alte, in Eriente, mandando i suoi raggi sui monti, accelera l’estate, produce molti ottimi #rutti, #a un vino generoso per la #elicità delle genti che vi abitano, mentre nelle parti pi0 basse del globo e agli estremi con#ini della terra, sebbene vi mandi i suoi raggi, a causa del sito dei luoghi e per la #reddezza del terreno, non vi esprime la medesima #orza: vi #a, s,, molti buoni #rutti, ma non abbondanza di vino* allo stesso modo coloro che si #ermano nella parte pi0 bassa di se stessi, vicino ai sensi esterni, anche se coltivano con buona intenzione le virt0 morali e attendono in grazia di Dio alle pratiche esterne, producono, s,, in diversi modi molti #rutti di virt0, ma assaggiano raramente, e poco, il vino della gioia interiore e della consolazione spirituale. !erci), chiun"ue vuol sentire i raggi e lo splendore di Cristo, Sole &terno, bisogna che ci veda, che metta la sua dimora nella vetta delle terre pi0 alte e vi tenga strette tutte le sue energie* bisogna che tenga il cuore sollevato verso Dio, totalmente libero da preoccupazioni di gioia o di tristezza, di prosperità o di calamità e di "ualsiasi creatura. + l, che Cristo, Sole di giustizia, irraggia lo splendore della sua luce sui cuori liberi e rivolti al cielo, che volevamo signi#icare con l’immagine dei monti. Cristo, dico, Sole glorioso, splendore divino, nella sua intima venuta, illumina con la #orza del suo spirito il cuore totalmente libero e tutte le #orze dell’anima.

& come il #uoco in#iamma e brucia tutto ci) che pu) ardere, cos, Cristo col calore intenso e irresistibile della sua intima venuta incendia e sublima i cuori liberi. Questa è la prima azione e il primo e##etto della venuta di Cristo nell’anima intenta alle pratiche della ita %##ettiva. + in "uesta venuta che Cristo dice all’anima: Esci, che vuol dire: Datti da #are in cose convenienti a una tale venuta.

CAPITOLO AH L’unità del cuore Da "uesto #orte calore interno nasce l’unità del cuore. -on potremo raggiungere mai l’unità del cuore, se lo spirito di (es0 non accende il suo #uoco nel nostro cuore. + proprio della natura del #uoco, in#atti, che unisca e #accia simili a s$ tutte le cose nelle "uali pu) esercitare il suo potere. &d è per l’unità del cuore che uno si sente nell’abitacolo del cuore raccolto e unito con tutte le sue #acoltà sensitive. Questa unità costituisce la pace intima e la tran"uillità del cuore. + come un vincolo che raccoglie, unisce e #onde nell’unità dell’amore il corpo, l’anima, il cuore, i sensi e tutte le #acoltà interne ed esterne. CAPITOLO AA La com unzione Da "uesta unità del cuore nasce l’interiorità e una certa compunzione, che non pu) essere sperimentata se non da uno che è raccolto in se stesso. "uesta è la ita Interiore, per la "uale uno si raccoglie nel suo proprio cuore ed ivi riesce a cogliere e percepire il tocco e l’opera di Dio, che è in atto in lui. 'a ita Interiore è anche il sensibile #uoco d’amore acceso dallo Spirito Santo. 2inalmente "uesta intima compunzione in#iamma, urge, spinge internamente l’uomo, eppure egli non sa che cosa avvenga in lui n$ donde provenga ci) ch’egli sente. CAPITOLO A; L’amore sensi,ile Dalla ita Interiore e dalla compunzione nasce un certo amore sensibile che prende l’a##etto, o la #acoltà concupiscibile dell’anima. Quest’amore a##ettuoso, o a##ezione d’amore, non lo si pu) mai avere col gusto sensibile del cuore, se non da chi è interiormente concentrato e compunto. &sso è come un gusto desideroso, una #ame e un desiderio #iammante di Dio, che è il bene eterno, nel "uale risiede tutto ci) che pu) esserci di buono* dice addio a tutte le creature e rinunzia non solo a ritenerle necessarie, ma anche alla loro piacevolezza e desiderabilità. Insomma si sente attirato dall’amore eterno internamente e "uasi #orzato a

mettersi a sua completa disposizione* e senza s#orzo alcuno, disprezza tutto, purch$ possa ottenere ci) che ama. CAPITOLO A. La devozione Quest’amore poi genera devozione verso Dio e verso il suo onore. -on pu) avere un’assetata devozione del cuore, se non uno che abbia nel cuore un sensibile amore verso Dio. C’è devozione, in#atti, "uando il #uoco d’amore manda #ino al cielo la #iamma del suo desiderio. Questa devozione dentro e #uori muove e sprona al culto di Dio. 2a #iorire l’anima e il corpo in esibizioni di onore e di rispetto, non solo innanzi a Dio, ma anche innanzi agli uomini. Dio vuole devozione in ogni atto di onore e di servizio che gli dobbiamo. 'a devozione puri#ica l’anima e il corpo da tutte "uelle cose che possono esserci di ostacolo o d’impedimento. &, sia detto una volta per sempre, la devozione indica e apre il vero sentiero della salvezza.

CAPITOLO A= 0ratitudine e rin%raziamento Da "uesta intima devozione proviene il ringraziamento: poich$ nessuno è cos, adatto a ringraziare Dio, "uanto colui che è cordialmente devoto. & ci sono molte ragioni per lodare e ringraziare Dio. !ensa: ci ha creati intelligenti, ha messo a nostra disposizione il cielo, la terra e gli angeli, s’è #atto uomo per espiare i nostri peccati, ci h istruiti, è vissuto per noi, ci ha indicato il giusto cammino, ci ha serviti con gli atti pi0 umili* per noi ha a##rontato una morte ignominiosa, ci ha promesso il suo regno e se stesso, non solo per nostro premio, ma anche per il nostro servizio* ci ha perdonato i peccati , ha e##uso su di noi la sua carità, starà sempre con noi, è pronto a visitarci in ogni occasione con nobilissimi sacramenti, ci ha lasciato il suo corpo e il suo sangue in cibo e bevanda, a disposizione della #ame e della sete di ciascuno, ci ha o##erto la natura, i libri sacri, tutto il creato, per modello e specchio, per istruirci e #arci indirizzare alla virt0 ogni nostra azione. !ensa che ci ha dato la salute, le #orze e talvolta anche l’in#ermità per il nostro bene* che siamo nati da genitori cristiani e siamo stati insigniti del nome Cristiano. !er tutte "ueste cose, dico, dobbiamo ringraziare Dio "ui in terra, perch$ possiamo poi lodarlo nella patria celeste, per sempre. Dio dev’essere lodato con tutte le nostre #orze. 1a lodare Dio non è altro che tributare alla sua divina maestà onore e venerazione in tutta la nostra vita* ed è l’atto proprio soprattutto degli %ngeli, dei 3eati e degli uomini che, sulla terra, amano Dio. Dio dev’essere lodato col cuore, con l’a##etto, col desiderio, con le parole, con gli atti, col corpo, con l’anima, con i beni temporali, con gli umili u##ici interni ed esterni. Quelli che non lodano Dio in terra, saranno muti per sempre. Chi ha il

cuore pieno della lode di Dio, desidera ardentemente che tutte le creature cantino insieme con 'ui. & la lode di Dio non #inirà mai, perch$ 'ui è la nostra salvezza e la nostra #elicità* eterno è dun"ue il motivo della nostra lode in suo onore. CAPITOLO A@ Il du lice dolore c$e roviene dal rin%raziamento Da "uesto ringraziamento e lode nasce un duplice dolore nel cuore e so##erenza dell’a##etto. Il primo dolore nasce dal #atto che sentiamo che le nostre lodi, i nostri ringraziamenti, la nostra venerazione e il nostro culto sono insu##icienti e che noi non riusciamo a #are "uanto dovremmo. & l’altro dolore è che noi non #acciamo nella carità, nelle virt0, nella #edeltà, nei buoni costumi, "uel progresso che vorremmo per diventare degni di lodare Dio, di ringraziarlo e di servirlo, come sarebbe giusto e doveroso. Questi due dolori sono radici e #rutti, causa e #ine di tutte le virt0. !erci) sentir dolore, perch$ le nostre lodi di Dio e le nostre virt0 non sono all’altezza dovuta, è la vetta di "uesto primo grado o modo di pratica interiore e ne è il compimento. CAPITOLO A> La similitudine dell’ac'ua c$e ,olle Quale debba essere l’esercizio di "uesto grado lo si pu) capire con un paragone. Quando il #uoco per il suo calore #a s, che l’ac"ua, o un altro li"uido versato in una pentola, bolla, e l’ebollizione non pu) crescere pi0 di tanto, l’ac"ua bollente ricade nella pentola, ma poi la #orza del #uoco la rimette in ebollizione e torna a spingerla in alto* il #uoco, dun"ue, tiene l’ac"ua in continua ebollizione. %llo stesso modo agisce lo Spirito Santo. Spinge, urge, agita il cuore e tutte le #orze dell’anima perch$ vadano in ebollizione* perch$ cioè diano lode a Dio* noi ricadiamo nel #ondo, dove per) c’è il #uoco dello Spirito che arde. Dun"ue, se il #uoco dell’amore rimane ardente, la lode e il ringraziamento rimangono costanti nelle parole e nelle opere. Cioè, se l’ac"ua bolle, è merito dello Spirito Santo* e la nostra umiltà consiste nell’attenderne che ci riscaldi ancora e nell’assecondarne la gioia e il #ervore dell’ebollizione. CAPITOLO A< +n altro ara%one 'a cosa pu) essere spiegata anche con un altro paragone. Quando s’avvicina l’estate, il sole se ne va sempre pi0 in alto, assorbe l’umidità della terra attraverso le radici, il tronco e i rami* e nascono le #oglie, i #iori, i #rutti. %llo stesso modo Cristo, Sole &terno, si leva e s’alza nel nostro cuore, #acendovi nascere l’estate attraverso il rivestimento delle virt0. Cristo stesso in#atti di##onde nel nostro

cuore la sua luce e il suo ardore, e dopo averci staccato il cuore da ogni desiderio di cose terrene, gli dà unità e #ervore, e #a s, che verdeggi in abbondanza di lodi con intimo amore, #iorisca in devozione e #rutti#ichi, benedicendo e ringraziando Dio, e conservi "uesti #rutti con "uell’umile dolore che viene concepito alla constatazione della insu##icienza della propria lode. & "uesto basti per il primo gradi di esercizi interni tra i "uattro principali, che sono l’ornamento della parte in#eriore dell’uomo.

C%!I/E'E AG Il secondo %rado della rima venuta s irituale di Cristo !oich$ abbiamo paragonato "uesti "uattro gradi della prima venuta di Cristo allo splendore e all’e##icacia del sole, ci piace d’insistere ancora in "uesto paragone. Il sole ha la #orza di accelerare la maturazione dei #rutti e di moltiplicarli. Quando il sole va molto in alto ed entra nei (emelli, come avviene alla metà di maggio, l’e##icacia del suo in#lusso sulle erbe, sui #iori e su tutto ci) che nasce dalla terra, sembra raddoppiarsi e, se i pianeti che in#luiscono e operano in ci) che è al di sotto di loro coincidono nella stagione, il sole manda i suoi raggi sulla terra e attira l’umidità nell’aria. Cade "uindi la rugiada e la pioggia, e i #rutti crescono e si moltiplicano. Cos, avviene nei nostri cuori, "uando Cristo è messo al di sopra di tutte le cose e i desideri della natura corporale contrari allo spirito sono controllati e ordinati, le virt0 sono praticate e, grazie all’ardore della carità, il gusto che si prova in esse è ri#erito a Dio col ringraziamento e con la lode* ne segue talvolta una dolce pioggia di nuove consolazioni interiori, una celeste rugiada di divina dolcezza. & "uesta, purch$ non vi mettiamo "ualche impedimento, #a raddoppiare "uasi la crescita delle virt0. + un e##etto singolare e nuovo della venuta di Cristo nei cuori in#iammati di amore divino: e##etto singolare, per il "uale i cuori sono portati in alto, pi0 che nel grado precedente. & in "uesta in#usione di dolcezza Cristo dice agli uomini: #scite, naturalmente, secondo "uanto richiede "uesta venuta. C%!I/E'E AF Il casto iacere del cuore e delle !acoltà sensitive Da "uesta dolcezza nasce un casto piacere del cuore e di tutte le #acoltà sensitive 4 anche corporali 4, un piacere che, chi lo prova, crede di essere intimamente circondato e stretto in un abbraccio divino d’amore. avvolge il corpo e l’anima molto pi0 copiosamente e deliziosamente di tutti i piaceri del mondo, ammesso che possano essere provati insieme nello stesso istante. + Dio, in#atti, che scende nel cuore dell’uomo con tanta consolazione sensibile e gioia, che il cuore sovrabbonda e trabocca. !erci) coloro che #anno "uesta esperienza, vedono "uanto siano immensamente poveri davvero coloro che vivono, e non sanno che

cosa sia l’amore di Dio. + un piacere "uesto che scioglie il cuore con tanta pienezza, che non se ne pu) contenere l’abbondanza. C%!I/E'E ;H L’e,,rezza s irituale Il piacere del cuore conduce all’ebbrezza spirituale. 'a si ha "uest’ebbrezza, "uando uno percepisce pi0 gioia e gusto spirituale di "uanto il suo cuore ne possa desiderare e contenere. Quest’ebbrezza spirituale porta a dei gesti strani e inconsueti. In tale stato, per l’abbondanza della loro intima gioia, alcuni prorompono in canti e lodi di Dio. %ltri, per la troppa gioia del cuore, si sciolgono in lagrime. %lcuni vibrano in tutto il corpo, al punto da non poter star #ermi, e si sentono irresistibilmente spinti a correre, saltare, tripudiare e battere le mani. %ltri gridano a gran voce la gioia che hanno dentro. %ltri si chiudono nel silenzio e si li"ue#anno. C’è chi pensa che tutti sentano ci) che sente lui sente e chi invece crede che nessuno abbia mai provato ci) che lui prova. !i0 spesso ancora alcuni s’aspettano che tale delizia non #inirà mai e che essi, comun"ue, non potrebbero pi0 vivere senza di essa. %ltri sentono anche come se Dio appartenesse solo a loro e tutto a loro. 1oltissimi si meravigliano che non siano tutti spirituali e immersi in Dio. Questa certamente, anche "uanto al casto piacere del corpo, è la pi0 dolce vita che un uomo possa vivere sulla terra. /alvolta il piacere è cos, grande che il cuore pare che si spezzi. 1a in tutte "ueste meravigliose mani#estazioni e molteplici doni, colui che li ha, con umile cuore, ne darà onore a Dio Ennipotente, e lo ringrazierà con pro#ondissima devozione, per "uanto si è degnato di #are in lui. Sentirà sempre nel cuore e dirà col pi0 pro#ondo e sincero sentimento dell’anima: 6Signore, non sono degno di niente, ma ho un assoluto bisogno della tua immensa bontà8. Con "uesta umiltà potrà arrivare a virt0 ancora pi0 sublimi. CAPITOLO ;A Pericoli di 'uesto stato Questa dolcezza causata dalla venuta di Cristo è concessa ad alcuni subito, già al principio della conversione, "uando, convertendosi pienamente a Dio, rinunziano ad ogni consolazione per vivere unicamente per Dio, ma sono ancora teneri e hanno bisogno di latte e cose dolci, non di cibo solido, come sarebbero le grandi tentazioni e l’abbandono di Dio. In tali circostanze la brina e la nebbia produrrebbero un gran danno, poich$ "uesti, a livello di ita Interiore, si trovano come la campagna verso la metà di maggio. Chiamo brina il sentirsi e voler essere considerati come persona di riguardo, o il credersi degni di spirituali privilegi, o d’averne ricevuto "ualcuno. Questa brina brucerebbe #acilmente tutti i #iori e i #rutti delle virt0. !er nebbia intendo la pretesa di chiudersi nella propria consolazione e dolcezza* ma "uesto oscura il cielo della ragione e #a s, che le #orze che, come ramoscelli,

dovrebbero portare #iori e #rutti, si rinsecchiscano e restino prive della conoscenza della verità. 'a stessa dolcezza talvolta è #allace* è istillata dal demonio, e #inisce per sedurre e sviare. CAPITOLO ;; Come re%olarsi in tali circostanze Spiego con un piccolo esempio come ci si debba regolare per non cadere in inganno. (uardate l’ape. %ma di stare in società, vive in uno sciame. Quando il cielo è sereno 4 mai se il tempo è cattivo 4 si porta su tutti i #iori, dai "uali pu) estrarre del nettare. -on s’indugia sui #iori per la loro bellezza o grazia, ma solo per prenderne ci) che le è utile* porta al comune alveare il nettare e la cera che ha raccolto, per ricavarne insieme alle altre un #rutto migliore. Era Cristo, Sole &terno, #a crescere e #iorire con i suoi raggi il cuore e tutte le #orze dell’anima con gioia e soavità. Chi ha capito, se è sapiente, #arà ci) che #a l’ape: si porterà con discernimento sui doni e dolcezze che gli sono #amiliari, alla luce della carità e della propria ri#lessione* tornerà sulle sorgenti delle sue consolazioni, ma non si #ermerà de#initivamente su nessun dono o #iore* al contrario, carico di lodi e di ringraziamenti, tornerà alla sua unità con Dio, dove ha deciso di abitare per tutta l’eternità. & "uesto è il secondo grado degli esercizi interni, che adorna la parte pi0 bassa dell’uomo. CAPITOLO ;. Il terzo %rado della venuta s irituale di Cristo Quando il sole raggiunge la vetta pi0 alta del cielo come avviene nel Cancro, e non pu) andare oltre ed è obbligato a tornare indietro, comincia la stagione pi0 torrida dell’anno e il sole, aspirando l’umidità della terra, l’asciuga, e i #rutti s’a##rettano a maturare. %llo stesso modo, "uando Cristo, Sole &terno, sale altissimo nei nostri cuori, cioè, "uand’egli è posto in noi al di sopra di "ualsiasi dono, di "ualsiasi consolazione, di "ualsiasi dolcezza che possiamo ricevere da lui stesso, ed egli sta nel punto pi0 alto del nostro cuore, in modo che non ci sia nessun gusto o piacere, per "uanto grande, nel "uale noi troviamo piena soddis#azione, ma restiamo sempre padroni di noi stessi e rendiamo grazie con umile cuore, allora Cristo attira tutto a s$. & poich$ nessuna consolazione n$ gusto pu) #ermare il cuore che ama Dio, perch$ è determinato a perdere tutti i beni, pur di possedere il suo Diletto, "uesto è il modo degli esercizi interni che innalza l’a##etto dell’uomo e ne adorna la parte pi0 bassa. In "uesto grado la prima operazione di Cristo è "uella che porta il cuore in cielo, l’a##etto e tutte le potenze dell’anima, e perch$ si uniscano a lui, dice: 65scite e venite da me, come io vi attiro e desidero8.

Di "uale specie sia "uesta attrazione non è #acile dirlo. + tuttavia un intimo invito del cuore e una richiesta di Dio, perch$ il cuore si unisca alla sua sublime unità. Quest’intimo invito al cuore amante è di gran lunga pi0 dolce di "uanti ne abbia potuto mai avere: e di "ui ha origine un nuovo modo e un pi0 sublime esercizio. In#atti il cuore, per la pienezza di gioia e di a##etto, si dilata, le vene si aprono e spalancano* le #orze non solo sono pronte a #are ci) che è chiesto da Dio e dal cuore, ma lo desiderano con ansia. Questo invito del Sole &terno è un’irradiazione che suscita tanta gioia nel cuore e lo dilata a tal punto, che a stento lo si pu) richiudere. Il cuore riporta anche una #erita: la #erita d’amore. 1a niente è pi0 soave di "uesta #erita e non c’è niente che tormenti di pi0. & "uesta #erita è indizio certissimo di salvezza. + una #erita che produce contemporaneamente la gioia pi0 pro#onda e il dolore pi0 acuto. (es0 Cristo, vero Sole, manda i suoi raggi #iammeggianti in "uesto cuore aperto e #erito d’amore, e chiede ancora unione, e la #erita d’amore e tutte le #erite si riaprono. CAPITOLO ;= Il lan%uore e la intolleranza d’amore Quando Cristo invita "ualcuno a unirsi a lui, la creatura si alza e o##re se stessa e tutto "uello che ha, se per) non le riesce di realizzare la sua unione, cade in una specie di languore spirituale. 4 'a parola languore "ui pu) indurre in errore, #orse diremmo meglio supplizio di /antalo 4 il "uale proviene dalla combinazione di due elementi: che le midolla del cuore, dove nasce la vita, sono distrutte per la #erita d’amore, e l’animo, pur non potendo ottenere ci) che vuole pi0 d’ogni cosa al mondo, non pu) non persistere nel suo desiderio. + Cristo che dall’apice della mente innamorata saetta nel cuore assetato i raggi della sua luce divina, al calore dei "uali ogni briciola di #orza si asciuga e dissecca. Cos, la sete desiderosa e l’irradiazione di luce divina rendono il dolore pi0 vivo e pi0 tenace. !roprio per) perch$ Dio non pu) essere raggiunto, ma l’animo non vuole ad ogni costo esserne privo dentro e #uori dell’uomo ha luogo e s’accende sempre pi0 una tempestosa intolleranza alla "uale non c’è creatura, n$ in terra n$ in cielo, che possa portare sollievo di sorta. engono suggerite parole sublimi e salutari, rari e preziosi rimedi e vera sapienza* non c’è nulla che l’animo non osi a##rontare per ottenere ci) che brama. Questo #uoco d’amore è un’intima inso##erenza che si ri#iuta di dar retta alla ragione* vuole solo ci) che ama. "uesta bruciante inso##erenza d’amore mangia il cuore dell’uomo e ne beve il sangue. '’ardore sensibile è cos, ingente che in tutta la vita dell’uomo non c’è niente che lo arda di pi0, e anche senza alcuna malattia, le #orze del corpo, a mano a mano, vengono meno. Seguendo l’itinerario astronomico, ora il sole visibile entra nel 'eone, che è per sua natura un animale #eroce ed iroso* è il re degli animali. %llo stesso modo, "uando uno sale al grado di cui stiamo parlando, Cristo, il nostro lunimosissimo Sole, prende il posto del 'eone, e i suoi raggi diventano cos, caldi che cuociono e consumano anche il sangue. !erci), "uando l’intollerabilità di "uest’amore prende il predominio, non si lascia pi0 contenere n$ #renare in alcun modo* non

vuole saperne di alcuna misura. 'e anime innamorate a "uesto punto sono prese alle volte da un irre#renabile desiderio di morte, perch$, libere dal carcere del corpo, possano starsene #inalmente a loro agio unite inseparabilmente col loro Diletto. Con l’anima rivolta al cielo, "uesti in#elici esiliati contemplano spesso l’aula celeste piena di gioia gloriosa ed ivi #issano il loro Diletto, splendidamente coronato, nell’atto di riversare, sui Santi che lo circondano, un #iume di gioia, mentre essi sono condannati a starsene "ui. %llora gli occhi si bagnano di lagrime e il petto si gon#ia anelante. Divolgono gli occhi alla terra, vedono l’esilio, dal "uale non possono uscire, e il volto gli si riga di lagrime di dolore e di avida aspettazione. 'agrime che per) in "ualche modo rasserenano e sollevano l’animo* sono lagrime vere, utili e salutari, capaci di proteggere le #orze e la salute, in modo che si possa sostenere un s, gran #uoco d’amore. Ci sono varie considerazioni ed esercizi utili per conservare le proprie #orze e continuare a impegnarsi nelle virt0, anche a lungo. CAPITOLO ;@ -a imento e -ivelazioni !er e##etto di tanto calore e di tanta intollerabilità, alcuni sono rapiti #uori dei sensi e attraverso parole o immagini viene loro proposta "ualche verità che risponda ad una loro o altrui necessità, o viene loro sollevato un lembo sul #uturo. % "uesti #atti si dà di solito il nome di rivelazioni e visioni. 'e "uali, se avvengono a mezzo di immagini, trovano posto nella #antasia* per produrle alle volte Iddio si serve di spiriti angelici. Se invece si presentano come verità intellettuali, nella "uali Iddio si mostra in un certo senso abissale, hanno luogo nell’intelletto, e "ueste possono essere espresse, #in dove è possibile, anche in parole. %ltre volte la persona è trasportata al di sopra di se stessa, ma non #uori di s$, in uno stato di bene pieno e incomprensibile, che essa non riesce a de#inire ed esprimere n$ con parole n$ con immagini. In "uesto stato sentire e vedere sono la stessa cosa, ma "uesto lo pu) #are solo Iddio, il "uale agisce nel nulla, dal nulla, senza strumenti e senza la cooperazione d’alcuna creatura. Questo trasporto è detto rapimento. Dio manda anche a volte nello spirito dei #ulgori improvvisi, come #ulmini. Da una completa nudità sprizza un subitaneo e singolare splendore di luce e, all’istante, lo spirito è sollevato al di sopra di s$, ma "uesta luce scompare immediatamente e l’uomo torna in s$. & anche "ui è Dio che opera, ed è un #atto molto singolare* "uesti uomini spesso diventano illuminati. %vviene anche "ualche altra cosa a coloro che sono malati del #uoco d’amore. Qualche volta intravedono una luce che è partita da Dio, ma attraverso "ualche mezzo. Il cuore e la #acoltà appetitiva si lanciano verso la luce, e nell’incontro sentono tanta #ame e diletto, che il cuore non regge e prorompono in "ualche suono, che si chiama giu!ilo, che è una gioia che non si pu) esprimere a parole. Questo giubilo non pu) essere n$ evitato n$ represso. Se in#atti "ualcuno col cuore elevato e aperto va incontro a "uesta luce, il grido di giubilo viene #uori da s$ per

tutto il tempo che dura la luce. %ltri ancora sono istruiti nel sonno su cose a loro necessarie, dal proprio %ngelo, o da altri spiriti beati. Si possono trovare anche alcuni i "uali, rimanendo nei loro sensi, ricevono segni e parole, pensano e sognano cose meravigliose, ma "uesti non sanno niente del #uoco d’amore, perch$ sono distratti in molte cose e non hanno sperimentato la #erita d’amore. "ueste cose possono accadere naturalmente, o ad opera di spiriti buoni o cattivi. !erci) #inch$ "ueste vanno d’accordo con la parola di Dio e con la verità, gli si pu) dare #ede* ma nulla di pi0. Se uno vorrà attribuirgli un "ualche speciale valore, sarà #acilmente indotto in errore.

CAPITOLO 26 +n ericolo c$e devono evitare 'uelli c$e sono sotto osti al !uoco e intollera,ilità d’amore ale la pena di indicare "ui alcuni #astidi e impedimenti comuni a coloro che vivono nel #uoco e nell’inso##erenza d’amore. Come abbiamo già ricordato, in "uesto tempo il sole sta nel 'eone e "uesto, sebbene sia il tempo delle messi, è anche il tempo meno salubre di tutto l’anno. Comincia ad in#ierire la rabbia della canicola, che di solito porta molti mali con s$. !u) esserci un calore addirittura innaturale per cui, in alcune zone, erbe ed alberi si seccano, alcuni pesci muoiono nel mare e degli uomini illanguidiscono e muoiono. 1a la causa di tutto "uesto non è soltanto il sole. Se cos, #osse, la stessa cosa dovrebbe accadere dappertutto: nelle terre, nelle ac"ue, tra gli uomini. %llora bisogna ritenere che ci) avvenga anche per azioni, intemperanze, vizi di cose, sulle "uali il sole manda i suoi raggi. Similmente, "uando uno è preso dalla intolleranza d’amore, è come se #osse capitato nella canicola. Dall’alto la #orza dei raggi divini cresce, e il cuore, dentro, brucia e, trapassato dalla #erita d’amore, va a #uoco. Insomma il calore dell’amore e l’impazienza del desiderio diventano cos, ardenti, che il poveretto s’in"uieta e si agita, come una donna che ha le doglie del parto, e non riesce a partorire. Se poi "uest’uomo continua a #issare la sua #erita e colui che egli ama con tanta impazienza, il dolore cresce ancora, e crescerà #ino al punto che egli s’inaridirà e seccherà, non diversamente dagli alberi delle regioni torride* morendo per veemenza d’amore, volerà al cielo senza neanche s#iorare il !urgatorio. /uttavia, per "uanto sia #elice il transito di chi muore per amore, non è giusto che venga distrutto, o che si lasci perire un albero che pu) #are buoni #rutti. Dio di##onde anche talvolta tanta dolcezza nei cuori che bruciano per veemenza d’amore* allora sembra che "uesti nuotino nella gioia, come pesci nel mare, e la loro pi0 intima pro#ondità sembra ardere d’amore* e "uesto proprio per il loro delizioso nuotare tra i doni di Dio e per il loro #uoco intollerabile e delizioso alla stesso tempo. Dimanere molto a lungo in tale stato, è la distruzione del corpo, e tutti "uelli che vivono in "uesta impazienza e bruciano di tale amore, languiscono* ma no muoiono tutti, se si regolano bene.

CAPITOLO ;< +n altro ericolo !er "uelli che vivono in "ueste condizioni c’è ancora un altro pericolo gravissimo del "uale voglio avvertirli. Come nei giorni della canicola cade "ualche volta una ingannevole rugiada, che macchia i #rutti, o li distrugge del tutto 4 è una rugiada che viene in pieno sole, a grandi gocce, di##icile da distinguere dalla pioggia 4* cos, pu) avvenire anche che "ualcuno, per un #ulgore prodotto da una "ualche operazione diabolica, perda i sensi. Questo splendore circonda l’uomo, lo avvolge e "ualche volta vengono #ormate delle immagini. % volte menzogne, a volte verità* si sentono varie ispirazioni. %lcuni gridano e accolgono "ueste cose con grande voluttà* e "ui #rattanto cadono gocce melli#lue di #allace dolcezza, delle "uali costoro godono. Dio permette che "uesti, che ne #anno gran conto, ne ricevano tante, e cos, ne sono contaminati. Se poi si mettono a di#endere per vere, solo perch$ sono state rivelate a loro, cose che contrastano con la verità, vengono travolti dagli errori e perdono il #rutto delle virt0. Quelli per) che seguono la via indicata, anche se vengono tentati, riconoscono #acilmente l’inganno e non ne subiscono danno. CAPITOLO ;G La !ormica esem io di c$i so!!re il !uoco d’amore 1i piace di riportare un altro esempio per "uelli che bruciano di amore, perch$ possano percorrere "uesto grado dignitosamente, e raggiungano le pi0 sublimi virt0. /ra gli animali c’è un minuscolo insetto chiamato formica* è #orte e prudente, duro a morire, sta bene nelle zone calde e secche della terra* vive in colonie, lavora d’estate, raccogliendo cibo per l’inverno e lo #a a pezze, perch$ non imputridisca e possa servirsene, "uando non ci sarà pi0 modo di provvedersene. -on ama e non prende vie inconsuete, seguono sempre tutte il medesimo tracciato. In attesa del tempo opportuno, alcune mettono anche le ali per volare. Cos, dovrebbero #are anche gli uomini. Devono mantenersi #orti in attesa che venga (es0 Cristo. Devono mostrarsi saggi, "uando sentono parlare di visioni e ispirazioni provocate dal demonio* non devono desiderare la morte, ma di accrescere la lode di Dio e di ac"uistare per s$ sempre nuove virt0. Devono raccogliersi nel loro cuore con tutte le loro #acoltà e seguire la chiamata, o invito delle divina unione. Devono stare in luoghi caldi e secchi, cioè nella veemenza e intollerabilità dell’amore* s’impegneranno nell’estate della vita presente a raccogliere premurosamente opere di virt0 per la vita eterna e divideranno in due i #rutti delle opere: un parte servirà per aspirare sempre alla sublime unione #ruitiva e l’altra per #renare se stessi, "uanto meglio è possibile, secondo ragione. Diserveranno "uesti #rutti di virt0 per il tempo stabilito da Dio, cos, rimarranno sani e salvi per tutta l’eternità. -on si proporranno vie straordinarie e non

seguiranno metodi personali, ma cammineranno per la via dell’amore, anche attraverso uragani e tempeste, cos, #inalmente, se aspetteranno il tempo opportuno, potranno contemplare i misteri di Dio e volare nei suoi arcani. CAPITOLO ;F Il 'uarto %rado della venuta s irituale di Cristo Siamo al "uarto grado della venuta di Cristo* "uesto grado innalza e per#eziona l’uomo nella sua parte in#eriore attraverso la pratica della ita Interiore. Era poich$ abbiamo paragonato i gradi precedenti della venuta di Cristo all’e##icacia dello splendore del sole a seconda delle stagioni, è giusto parlare di alcuni altri e##etti, operazioni e condizioni del sole secondo il corso dell’anno. Quando il sole comincia a scendere dal suo vertice, va verso la ergine, chiamata #orse cos, perch$ "uesto sembra essere un tempo meno #econdo nel corso dell’anno. &d è "uesto il tempo in cui la ergine gloriosa 1aria sal, al cielo, piena di gioia e ricca di tutte le virt0. In "uesto periodo il calore del sole si attutisce e i #rutti maturi, "uelli di uso "uotidiano, come il #rumento e il vino, e i #rutti di lunga durata, arrivati a per#etta maturazione, vengono raccolti e messi in dispensa, per servirsene tutto l’anno* dal #rumento viene anche preso il seme che è a##idato alla terra, perch$ produca ancora messi abbondanti a comune vantaggio degli uomini. In "uesta stagione, in alcune parti della terra, la #orza del sole si esaurisce. %llo stesso modo nel cuore dell’uomo dopo che Cristo è stato alla vetta pi0 alta, come abbiamo detto nel terzo grado, comincia a scendere pi0 gi0, e ritira i raggi della luce divina, e, come se abbandonasse l’uomo, il #uoco dell’amore e l’intollerabilità si vanno smorzando. Questo occultamento di Cristo e sottrazione di luce e calore sono i segni di "uesto grado. %llora il Cristo dice nell’interno dell’uomo: 6&sci nel modo che vado indicando8. &sce, allora, l’uomo e si vede misero e solo. /utto il #uoco dell’amore, l’impeto e l’inso##erenza s’a##losciano e ra##reddano, l’estate bruciante diventa autunno e le grandi ricchezze si tras#ormano in ingente povertà. Comincia a commiserare se stesso e a domandarsi pietosamente dove sia andato a #inire il #uoco d’amore, la compunzione, la lode, il giocondo ringraziamento* come sia scomparsa l’interna consolazione, l’intimo gaudio e il gusto sensibile, come si siano totalmente spenti il veemente caldo dell’amore e tutti i doni ch’egli aveva cos, vivamente sperimentato. (li è avvenuto ci) che avviene a "ualcuno molto dotto, se a un certo momento perde tutta la sua scienza. Spesso di #ronte a tale grande perdita il #isico ne risente e si turba. /alvolta, per divina permissione, un uomo già cos, desolato, viene spogliato dei beni terreni, di amici, di congiunti, è abbandonato da tutte le creature, viene disprezzato da tutti "uelli che vivono con lui. Qualche volta viene anche a##litto da varie malattie o tentazioni #isiche e, ci) che è peggio di tutto, da malattie spirituali. Didotto a tale immensa povertà, comincia a temere "ualche

caduta ed è tormentato da una certa s#iducia, e "uesto è l’ultimo termine al "uale si pu) arrivare senza disperazione. CAPITOLO .H Come di ortarsi nella 2esolazione Chi è ridotto a "uesta desolazione e penuria, cerchi degli uomini buoni ed esponga ad essi la sua miseria e chieda il loro aiuto e "uello di tutti i buoni e di tutta la Chiesa. Con umile cuore con#essi di non aver di suo altro che vizi e ripeta con umile rassegnazione le parole di (iobbe: 6Il Signore me l’ha dato, il Signore me l’ha tolto*com’è piaciuto al Signore, cos, è avvenuto* sia benedetto il nome del Signore8 :(b A,;AC. Si abbandoni e si a##idi a 'ui in tutte le cose e ripeta con il cuore: 6Signore sono pronto a sopportare la mancanza delle cose di cui mi sento spogliato, #ino a "uando piace a /e e per "uanto giova alla mia salvezza* pre#erisco esserne privo, piuttosto che averne in abbondanza. -on si #accia, Signore, la mia volontà istintiva, ma la tua. Sono tutto tuo e, se potesse esserti di gloria, starei tanto volentieri nell’in#erno, "uanto nella tua gloria. Epera in me, Signore, a piacere della tua santissima 1aestà8. % "uesto modo ricava da tutta la sua a##lizione, desolazione e so##erenza una intima gioia e, mettendosi tutto nelle mani di Dio, è #elice di poter so##rire "ualche cosa per il suo onore. Se in "ueste circostanze saprà contenersi rettamente e #arà cordialmente "uando abbiamo suggerito, avrà una gioia intima mai provata prima. In#atti a chi ama molto Dio, niente è pi0 giocondo del sentirsi tutto del suo Diletto. & se egli è arrivato attraverso il cammino delle virt0 #ino a "uesto grado, anche se non è passato per i gradi precedenti, non #a niente* non è necessario, purch$ stia ben saldo sul #ondamento delle virt0, che è l’umile obbedienza e la dolce rassegnazione* in "ueste due cose si #onda con incrollabile sicurezza "uesto grado. Intorno a "uesto tempo dell’anno il sole entra nella 'ibbra e i giorni e le notti sono #issati in uguali spazi e il sole pareggia la luce con le tenebre. Cos, anche Cristo nell’uomo desolato porta la distribuzione proporzionata della 'ibbra. Sia in#atti ch’egli abbondi di dolce o di amaro, sia che in#onda luce o seppellisca nelle tenebre, "ualun"ue cosa gli metta sulle spalle, l’uomo con la grazia di Cristo ritrova l’e"uilibrio. %ccetta tutto ugualmente, eccetto il peccato, che dev’essere totalmente distrutto. '’uomo che si sente spoglio d’ogni consolazione, vuoto d’ogni virt0 e abbandonato da Dio e dagli uomini, se sa raccogliere e mettere da parte, "uesto è il tempo in cui il #rumento, il vino e ogni specie di messi hanno raggiunto la maturità. & "uesto vuol signi#icare che tutto ci) che il corpo pu) patire, comun"ue si presenti, dev’essere o##erto liberamente a Dio, senza contraddire la sua volontà: e che tutte le virt0 interne ed esterne, che venivano esercitate con gioia, "uando c’era il #uoco dell’amore, devono essere praticate, per "uanto è possibile, e o##erte a Dio con animo generoso* per Dio non ci sono opere pi0 grandi n$ pi0 meritevoli di "ueste. 3isogna essere disposti, se ci) desse onore a

Dio, a rimanere privi di ogni consolazione data da Dio stesso. "uesto è raccogliere #rumento e messi mature, che ci daranno da vivere eternamente e ci #aranno ricchi innanzi a Dio. in "uesto modo le virt0 raggiungono la per#ezione, e la disperazione è cambiata in vino immortale. Dalla pazienza di uomini di "uesta specie vengono educati e spinti a cose pi0 grandi tutti "uelli che li conoscono da vicino, e cos, il #rumento seminato da loro si moltiplica meravigliosamente a vantaggio di tutti i buoni. Questo è il "uarto grado nel "uale l’uomo, secondo le sue #orze corporali e la parte in#eriore, si per#eziona attraverso esercizi interni, ma non giunge al punto che non possa crescere sempre pi0 nella virt0. /uttavia, dal momento che in "uesto grado è provato e tentato da Dio, da se stesso e dalle creature, anche duramente, la sola virt0 della rassegnazione gli viene già valutata come grande e singolare per#ezione* anche se, a dir vero, la rassegnazione della propria volontà a "uella di Dio, è necessaria a tutti "uelli che vogliono salvarsi. CAPITOLO .A un im edimento al 'uarto %rado !oich$ in "uesto periodo dell’anno viene l’e"uinozio, il sole scende e il calore diminuisce, e alcuni sprovveduti raccolgono dei cattivi umori* il loro stomaco si gon#ia, il corpo sta male, compaiono vari sintomi, il gusto del cibo e l’appetito se ne vanno e alcuni muoiono anche. %ltri s’ammalano di idropisia, e chi si porta a lungo la malattia e chi ne muore. Da "uesti cattivi umori derivano anche vari languori e #ebbri di cui molti s’ammalano e muoiono. %llo stesso modo, "uando certi uomini di buona volontà ed altri che "ualche volta hanno avuto un certo gusto di Dio, si allontanano da Dio e dalla verità, s’illanguiscono nel cammino della per#ezione, muoiono alla virt0 e #iniscono nella morte eterna* "uesti, dio, incappano in uno di "uesti tre mali o in tutti e tre. !erci) chi si trova in "uesta desolazione, ha bisogno prima di tutto di una grande #orza e di esercitarsi nel modo detto poc’anzi* "uello che lo #anno, non vengono rovesciati e non cadono. (li imprudenti per) e "uelli che non stanno alle norme, #acilmente s’ammalano, perch$ il calore dell’amore si è smorzato e s’intorpidisce l’interesse per tutte le virt0* cercano comodità e mollezze #uor di misura e pi0 di "uanto la necessità ne richieda. %lcuni vorrebbero godere delle consolazioni divine* ma vogliono averle senza #atica n$ dolore* per) il rimanere cos, soggetti alle cose e alle comodità, immergersi e dilettarsi in esse, è esattamente "uell’essere pieni di umori, che gon#iano lo stomaco, tolgono il gusto del cibo sano, cioè della virt0, e portano via l’appetito. CAPITOLO .; +n altro im edimento %gli illanguiditi e ra##reddati capita anche talvolta di ammalarsi di idropisia, cioè di bramosia di cose temporali e, grazie alla nuova malattia, pi0 beni hanno e pi0 ne vogliono, proprio perch$ sono idropici. Il loro desiderio di beni cresce, e la sete non si smorza* intanto il loro volto 4 cioè la coscienza e la ragione 4 si

smunge, perch$ #rappongono un impedimento al cibo salutare, cioè alla grazia di Dio, perch$ scenda in essi. %lcuni di essi hanno il cuore tanto avvolto nell’idropisia, si sentono cioè cos, pienamente soddis#atti delle cose terrene e diventato cos, deboli, che non s’interessano pi0 delle opere di carità, onde viene a mancare loro lo spirito interiore, si spegne l’anelito del bene e restano privi della grazia divina e della carità. Cos, avviene che non riescono pi0 a liberarsi dell’ac"ua della malattia, che ormai chiude il loro cuore da ogni parte, sicch$ muoiono so##ocati e #iniscono nella morte eterna. altri per) hanno "uest’ac"ua ancora lontano dal cuore, sono ancora padroni di s$ e potranno liberarsi, anche se avranno da lottare per "ualche tempo, a causa di "ualche disordinata passione* ma possono ancora guarire.

CAPITOLO 33 La 'uadru lice !e,,re s irituale c$e u4 danne%%iare l’uomo in 'uesto %rado %ccade anche che "uelli che sono pieni di umori cattivi contraggono una #ebbre che è di "uattro tipi. Chiamo pieni di umori cattivi "uelli che si concedono troppo disordinatamente ai piaceri del corpo e a ra##inate consolazioncelle delle creature. Il primo tipo di #ebbre è detto *uotidiana e sta a signi#icare la volubilità del cuore. "uelli che ne sono a##etti, vogliono saper tutto, parlano di tutto, giudicano tutto, si mescolano in molte cose altrui pi0 del necessario* molto spesso perci) tocca di sentire ci) che non vorrebbero sentire e si turbano in molte occasioni. Si #anno trasportare dalle immaginazioni, ora "ua ora là, come il vento. Questa #ebbre "uotidiana li tiene dalla mattina alla sera, spesso li agita, anche di notte, "uando dormono e "uando sono svegli. 2orse possono reggere in grazia di Dio e senza peccato mortale, ma viene impedita non poco la loro ita Interiore e la loro pietà, il loro gusto di Dio svanisce. 'a seconda #ebbre è chiamata terzana, perch$ un giorno s, e uno no, e sta a signi#icare incostanza e volubilità. !u) durare anche a lungo, ma è pericolosa. !u) essere di due tipi: una proviene da eccesso di calore e l’altra da eccesso di #reddo. Quella che deriva da troppo calore, è la malattia di "uelli che, dopo essere stati attirati da Dio, si rilasciano, e diventano instabili. Questi passano continuamente stile di vita. prima vogliono vivere nel silenzio e poi cercano le conversazioni. Decidono di seguire un certo modo di vita religiosa e poi subito si decidono per un altro. 5na volta vogliono donare tutti i loro beni ai poveri e poi pre#eriscono di conservare tutto per s$. Eggi si propongono si recarsi in missioni lontane e domani si propongono di vivere in clausura. Dicono che sarebbe giusto ricevere spesso il Corpo di Cristo, ma dopo "ualche giorno non gli va pi0 bene. orrebbero darsi alla lettura e subito sono stanchi del silenzio. /utte "ueste cose nascono da instabilità del cuore, instabilità che allontana dalla conoscenza di se stessi e scardina il #ondamento della ita Interiore e della pratica della pietà. Cerchiamo di capire come mai degli uomini vengano colpiti da "uesta #ebbre.

+ che, "uando uno rivolge i suoi interessi, gli a##etti del cuore e i suoi s#orzi alla virt0, alla pratica della pietà e ai precetti della religione, pi0 che all’intima unione con Dio, sta, s,, in grazia di Dio perch$ cercando la virt0 cerca Dio 4 ma la sua vita è instabile, perch$ egli, al di sopra della virt0, non s’ac"uieta in Dio. + come se avesse dentro di s$ ci) ch’egli stesso ignora. Colui in#atti ch’egli cerca nella virt0 e negli esercizi di pietà, lo porta dentro di s$, ma lontano e al di sopra delle sue intenzioni dirette. !erci), se vuole liberarsi da "uesta sua volubilità, deve imparare a stabilirsi in Dio e nella sua sublime unione, al di sopra di tutte le virt0. '’altro tipo di #ebbre terzana, "uello che nasce dal #reddo, prende coloro che amano Dio disordinatamente, perch$ con 'ui amano e cercano anche altre cose. Questa #ebbre viene paragonata al #reddo, perch$ in essa c’è poco #ervore di carità, dal momento che, insieme a Dio, a spingere alla virt0, ci sono anche dei motivi estranei. !erci) "uesti uomini sono divisi nel loro cuore e instabili. In#atti in tutto ci) che #anno, la natura insensibilmente si prende ci) che è suo e spesso essi non se ne rendono conto, perch$ non si conoscono bene. Spessissimo abbracciano e poi respingono "uesto o "uel precetto o pratica di pietà. Eggi vogliono #are a non so chi la loro con#essione generale e sentire i suoi consigli, ma domani vanno in cerca di un altro. chiedono consigli a tutti, ma raramente danno ascolto a "ualcuno. Qualun"ue cosa gli si rimproveri, la giusti#icano e carezzano. orrebbero avere virt0 e buon nome, ma con poca o nessuna #atica. Desiderano che le loro virt0 vengano a conoscenza di tutti, e proprio "uesto è il segno che sono ombre vuote e irrilevanti per se stessi e per Iddio. Stanno sempre all’erta per insegnare agli altri, ma non sanno imparare niente dagli altri. !er non dilungarmi troppo: un naturale culto di se stessi e un’occulta superbia è alla base di "uesta incostanza e volubilità. Questi per) camminano sull’orlo dell’in#erno* un passo pi0 in là, e son gi0 nel tartaro. Da "uesta instabilità nasce l’altra #ebbre, la *uartana. 'a "uale è un allontanamento da Dio, da se stessi, dalla verità e da tutte le virt0, ignora, in#atti, tutte "ueste cose. Coloro che ne sono in#etti, sono inviluppati in tanti errori che essi stessi non sanno dove si trovino n$ che cosa debbano #are. + la #ebbre pi0 pericolosa di tutte. 1a "uelli che vivono cos, lontani da Dio e dalla virt0, rischiano di cader nella doppia *uartana, cioè nell’incuria e nel disprezzo del bene. In#atti "uelli che la contraggono, trascurano e disprezzano tutto ci) che è necessario per la salvezza, e non c’è niente che impedisca loro di cadere nei vizi di "uelli che non hanno nessuna conoscenza di Dio. & "ui non possiamo tralasciare di ammonire che, se "uesto pu) avvenire a coloro che si sono sviati, "uanto pi0 devono temere "uelli che non si sono mai interessati n$ di Dio n$ di ita Interiore n$ hanno mai gustato ci) che i buoni sperimentano nel loro cammino. CAPITOLO .=

Come Cristo es resse in se stesso i 'uattro %radi Se non vogliamo smarrirci in "uesti "uattro gradi, che adornano la parte in#eriore e le #orze corporee nella ita Interiore, dobbiamo seguire Cristo e tener d’occhio, non solo "uello che &gli insegn), ma anche come espresse nella sua vita i "uattro gradi. + 'ui in#atti il Sole #ulgido, che spunt) nel cielo dell’augustissima /rinità e nell’aurora della singolarissima madre sua, la sempre ergine 1aria, che #u ed è ancora l’aurora e l’inizio del giorno d’ogni grazia* giorno nel "uale esulteremo eternamente. (es0 Cristo esercit) il primo grado, perch$ unito a Dio come 5nigenito del !adre e Dio 'ui stesso. In 'ui ci #urono tutte le virt0 che #urono e saranno esercitate da tutte le creature. 2iglio del !adre &terno e veramente uomo, pratic) la ita Interiore. !ort) sulla terra il #uoco che incendi) tutti i santi e tutti i giusti* nutr, amore sensibile e vero a##etto non solo per il !adre, ma anche per tutti "uelli che avrebbero goduto eternamente di 'ui. Il suo cuore pieno d’amore era sempre rivolto al !adre, bruciava d’intenso amore e pregava per tutte le necessità degli uomini. /utta la sua vita e i suoi atti interni ed esterni e tutte le sue parole non #urono altro che un rendimento di grazie, lode e onore al !adre. & "uesto #u il suo primo grado. Il medesimo (es0 Cristo, Sole dolcissimo, di##use luce e calore ancora pi0 grande. In 'ui c’era la pienezza della grazia e di tutti i doni. !erci) il suo cuore, i costumi, la conversazione, il tratto emanavano pietà, mansuetudine, umiltà, benevolenza. &ra cos, a##abile che tutti "uelli che erano semplici e sinceri, erano attratti dalla sua conversazione e soavità di modi. 'ui, il (iglio immacolato della valli, il 2iore dei campi, era a disposizione di tutti e da 'ui tutti traevano e traggono il miele dell’eterna consolazione e soavità. -ella sua umanità ringraziava il !adre per i doni che aveva ricevuto e, nelle #acoltà superiori dell’anima, al di sopra di tutti i doni, si a##idava all’unione col !adre: unione che è la #onte di tutti i beni. & "uesto è il suo secondo grado. !oi lo stesso Sole glorioso sale pi0 in alto, splende pi0 vivo e irradia. !er tutto il tempo della sua vita in#atti le sue #acoltà #isiche e la sua parte sensitiva, il cuore e i sensi venivano invitati dal !adre &terno a prendere possesso della gloria e della beatitudine ch’&gli ora prova sensibilmente, anche nelle sue #acoltà corporali. 1a, sebbene, &gli la desiderasse sommamente con desiderio naturale e soprannaturale, tuttavia volle attendere il tempo stabilito dal !adre, da tutta l’eternità. & cos, esercit) il terzo grado. Quando poi giunse il tempo di portare ai granai del regno dei cieli il #rutto di tutte le virt0 praticate e da praticare, il Sole eterno cominci) a scendere. Si umili) e mise la vita del suo corpo nelle mani dei suoi nemici e, nel momento pi0 grave della sua vicenda umana, #u abbandonato dai suoi amici, come se non l’avessero mai conosciuto* il !adre gli sottrasse ogni consolazione interna ed esterna e #u saziato di tormenti e di disprezzo* gli #urono caricati addosso tutti i peccati del mondo e #u chiesto alla sua parte in#eriore di espiare, a termine di giustizia, tutta la pena che gli era dovuta. &d &gli non scart) nulla: con umilissima sottomissione l’abbracci) e so##r, interamente e, sebbene lasciato in cos, grave e

umiliante abbandono, comp, la sua ingente opera con tanto amore che ricuper) per noi la vita eterna e ci compr) l’eredità alla vita beata. Cos, il Signore (es0 pratic) il "uarto grado, che nella sua splendida umanità #u il per#etto decoro della sua parte in#eriore, nella "uale, per i nostri peccati, so##r, cos, atroci dolori. !er "uesto è proclamato Salvatore del mondo, è coronato di gloria e di onore, è stupendamente esaltato, sta alla destra del !adre, regna con maestà e potenza e al suo nome sublime si piega ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e negli abissi.

CAPITOLO .@ C$e cosa deve !are c$i cerca la divina illuminazione Chi pratica le virt0 morali con vera obbedienza alla legge di Dio e coltiva, sotto la guida dello Spirito Santo e con giustizia, le virt0 interne e non riserva niente per s$, n$ in "uesto mondo n$ per l’eternità, e sopporta con pazienza l’incertezza e le tenebre della mente, i pesi e ogni genere di miseria, ringrazia Dio di tutto e si o##re a 'ui con sincera #iducia, "uesti, per "uanto riguarda le sue disposizioni interne, ha già #atto suo il primo modo della venuta di Cristo. & si è mosso con la ita Interiore e si è arricchito di molte virt0 e doni e vivacità di cuore nell’unità sensibile del corpo. Certo, chiun"ue sia ben puri#icato dai vizi, ordinato, raccolto e concentrato in se stesso, anche se è all’inizio della sua conversione, pu) ricevere la divina illuminazione, purch$ sia capace di mettersi interamente a disposizione della divina volontà, rinunziando pro#ondamente a ogni pretesa di personalità. Questa è la cosa pi0 importante di tutte. &gli poi dovrà percorrere e salire tutte le vie già descritte, ma per lui sarà di gran lunga pi0 #acile che a chiun"ue altro, perch$ ha ricevuto pi0 luce di tutti.

CAPITOLO .> La seconda venuta s irituale di Cristo Il pregio della seconda venuta di Cristo nella ita Interiore è pi0 grande: i doni che Cristo porta sono pi0 preziosi e pi0 numerosi e le tre #acoltà superiori dell’uomo ne risultano adornate, illuminate e liberate. Questo arrivo di Cristo pu) essere paragonato ad una sorgente che scaturisce per tre rivoli. + la pienezza della grazia nell’unità dello spirito* in essa risiede la grazia come in una sorgente piena e di là, a mezzo dei rivoli, si versa in ciascuna delle tre potenze superiori, a seconda delle necessità di ciascuna di esse. I tre rivoli sono particolari in#lussi operativi di Dio nelle nostre #acoltà superiori, nelle "uali &gli opera attraverso la grazia in molti e vari modi.

CAPITOLO .< Il rimo rivolo c$e scorre nella memoria In "uesto secondo modo della venuta di Cristo il primo rivolo di grazia , che viene da Dio, è una pura semplicità luminosa che invade lo spirito, ma genericamente, come una crescita dell’intelligenza. Dallo spirito, come dalla sorgente, "uesto primo rivolo scorre attraverso tutte le #orze dell’anima, le pi0 basse e le pi0 alte, le solleva al di sopra di ogni molteplicità e a##are, e produce nella persona una specie di semplicità e le con#erisce un vincolo interiore di unità. Cos, la memoria della persona è innalzata ed è liberata dal turbinio di immaginazioni estranee e stravaganti e dall’instabilità. 1a in compenso, e in proporzione della luce, Dio esige l’azione. %ttraverso "uesta luce, colui che la riceve avverte e comprende di essere costituito, #ondato, permeato, stretto nell’unità della sua mente, o spirito. !oi innalzato a un nuovo e pi0 alto grado si raccoglie in se stesse, al di sopra di tutte le immagini delle cose che si presentano, e al di sopra di ogni molteplicità, appunta lo sguardo sopra una certa nudità e ivi coglie la soprannaturale ed essenziale unità dello spirito, come la propria abitazione ed eterna eredità* e gli rimane una propensione perpetua, naturale e soprannaturale, verso l’unità. & "uesta unità, a sua volta, per dono, grazia di Dio e semplice intenzione, tende con amore e perennemente a "uella sublime unità dove il !adre, il 2iglio e lo Spirito Santo, con tutti i Santi sono congiunti in unità. & "ui col primo rivolo, che chiede unità.

CAPITOLO .G il secondo rivolo c$e illumina l’intelletto !er l’amorosa inclinazione verso Dio e per la divina generosità, scaturisce dalla pienezza della grazia un secondo rivolo nell’unità dello spirito. Questo è una specie di splendore spirituale che, di##ondendosi in vari modi e distintamente nell’intelletto, #a s, che tutte le virt0 siamo viste distintamente. 1a "uesta luce non è a##atto in nostro potere. Sebbene in#atti stia sempre presso di noi, è Dio che le dice di tacere, di parlare, di nascondersi e di venire allo scoperto, e pu) darla e toglierla a chi vuole e nell’ora che vuole. !oich$ dun"ue è sua, se ne serve "uando e dove vuole. % "uelli che sono illuminati da "uesta luce, non serve nessuna rivelazione, n$ di essere rapiti al di sopra o #uori dei sensi, poich$ la loro vita, conversazione e dimora avviene nello spirito, sopra la parte sensitiva e l, Dio mani#esta allo spirito tutto ci) che piace a 'ui e ci) che è necessario per esso stesso o per altri. Ci) per) non toglie che Dio, se volesse, potrebbe certo mani#estare immagini e cose #uture a chi vuole, nei sensi e #uori dei sensi, in diversi modi. 1a il Signore (es0 comanda anche all’uomo investito da "uesta luce di muoversi e camminare a seconda di "uesta luce. -el muoversi, o uscendo, ri#letterà sulla

sua vita e sul suo stato, guardando se sia per#etta la sua somiglianza con (es0 Cristo, sia riguardo alla divinità sia riguardo alla sua umanità, poich$ l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. #issando in alto lo sguardo verso la verità, con la ragione illuminata, guarderà e contemplerà dal suo piano di creatura l’altissima natura di Dio e le sue incomprensibili proprietà. 1a le virt0 e le azioni di una natura in#inita e incomprensibile sono anch’esse ugualmente incomprensibili e in#inite. Si pu) tuttavia considerare e comprendere come la natura sublime della divinità sia di #atto semplice: si pu) comprendere l’inaccessibilità della larghezza, l’eternità della lunghezza, l’oscurità del silenzio, la vastità della solitudine, la beatitudine della "uiete di tutti i Santi e l’unità del godimento di Dio e dei Santi. 1olte altre cose meravigliose e stupende potrebbe uno contemplare nel mare della divinità* cose stupende, ma inesprimibili, per l’inadeguatezza dei nostri sensi. 5siamo in#atti scialbe immagini sensibili per esprimere la realtà di un bene in#inito, immenso, che non conosce limiti n$ di numero n$ di misura* e le immagini che usiamo variano a seconda della luce che Dio ci dona. 'a mente illuminata dalla luce di Dio pu) contemplare gli attributi del !adre: com’&gli sia #orza onnipotente, creatore, conservatore, motore, principio, causa e #ine, sussistenza di tutte le cose: ma tutti "uesti aspetti il rivolo della grazia li propone separatamente, come diversi lembi di cielo, sotto gli occhi della ragione illuminata. %llo stesso modo mostra gli attributi del 2iglio: com’&gli sia il verbo &terno, la sapienza, la prima verità, vita di tutte le creature, regola eterna e immutabile, che vede e prevede chiaramente tutte le cose, irradiazione della santità che è in cielo e in terra. Il rivolo di splendore, che ha diversi modi di luce, mostra anche gli attributi dello Spirito Santo: com’&sso sia carità, pietà, generosità, misericordia, clemenza, benevolenza, ricchezza insondabile e straripante, bontà immensa, che riempie di gioia gli spiriti celesti, #iamma di #uoco, che #onde tutte le cose, #ontana di dolcezza, vivo zampillo che sprigiona ogni delicatezza di pro#umo e di sapore, guida e via di tutti i Santi alla beatitudine eterna, #elice abbraccio, che unisce col !adre, col 2iglio e con lo Spirito Santo, tutti i 3eati nel godimento eterno. /utto "uanto s’è detto di Dio è la semplicità indivisa della sua natura, anche se alla nostra considerazione "uesti attributi sono apparsi distinti tra loro. !er noi in#atti potenza, pietà, generosità, bontà, verità di##eriscono nettamente tra loro, ma nell’eccelsa natura divina sono una cosa sola e non possono essere staccati tra loro. Invece le relazioni, che sono le proprietà delle persone, rimangono sempre distinte. Il !adre in#atti genera eternamente il 2iglio, ma 'ui non è generato da nessuno* e il 2iglio, che è generato dal !adre, non genera a sua volta. !er tutta l’eternità il !adre ha il 2iglio e il 2iglio ha il !adre* e "ueste sono le relazioni tra le due persone. Il !adre e il 2iglio poi spirano l’unico Spirito Santo, che è la volontà amorosa d’ambedue. & "ueste tre !ersone insieme sono un solo Dio e un solo spirito* e le operazioni che emanano da loro sono comuni a ciascuno di loro, perch$ sono compiute nella potenza di una sola semplicissima natura.

CAPITOLO .F La meravi%lia della divina comunicazione ed e!!usione '’incontenibile sublime ricchezza e la traboccante e##usione della divina comunicazione stupisce pro#ondamente* ma ci) che pi0 ci commuove è la singolarità della comunicazione di tante divine e##usioni. '’uomo guarda sempre con stupore come l’incontenibile divina essenza sia, allo stesso tempo, la suprema gioia di Dio stesso e di tutti i Santi* come le tre divine !ersone agiscono in comunione, nell’ordine della natura e al di sopra della natura, nella grazia, nella gloria, in ogni luogo e in ogni tempo, in tutti gli uomini, in cielo e in terra, nelle creature ragionevoli e irragionevoli, a seconda dei bisogni, capacità e dignità di ciascuna di esse. Contempla l’uomo come il cielo, la terra, il sole, la luna, i "uattro elementi, tutte le creature e il movimento del cielo siano a disposizione di tutti. '’anima razionale è a disposizione di tutte le #acoltà superiori di tutto il corpo, di ciascun arto, ed è intera in ciascun membro. -on pu) essere divisa, se non con un atto della ragione. Cos, tra le #acoltà superiori e in#eriori, c’è una distinzione che è notata dalla ragione, ma nella natura sono una cosa sola. Cos, Dio sta in tutto e in ciascuna cosa e, tuttavia, sempre a disposizione di tutte le creature. !er 'ui e in 'ui sono tutte le cose* da 'ui dipendono il cielo, la terra e tutto ci) che esiste nella natura. Quando uno contempla industriosamente le stupende e sempre nuove ricchezze di Dio Ennipotente e l’eccellenza della divina natura e i doni innumerevoli che Dio riversa sugli uomini, s’accende e cresce in lui un’intima e devota ammirazione per le ingenti ricchezze divine e per l’inesauribile amore col "uale le di##onde sulle sue creature. & "uesto genera una singolare gioia dello spirito e un’illuminata e #iduciosa speranza in Dio* e la gioia inonda e compenetra lo spirito e tutte le sue #acoltà.

CAPITOLO =H Il terzo rivolo c$e ravviva la volontà 'a gioia, l’abbondanza della grazia divina e la certezza dell’amore di Dio, #atte cos, vive in tutto lo spirito, danno origine al terzo rivolo, che è un #ervore ispirato che, come un #uoco, in#iamma la volontà, divora tutto e #onde tutto in una cosa sola e cosparge tutte le #acoltà dell’anima con una sovrabbondanza di doni di singolare eccellenza e suscita nella volontà, spontaneamente, un #ine amore spirituale.

& "ui Cristo, attraverso "uesto ardente rivolo, comanda di nuovo allo spirito di uscire per attendere alle attività proprie di "uesto dono, nel "uale si esprime la venuta di Cristo. In#atti col primo rivolo, che è una semplice luce, la memoria viene elevata al di sopra delle immagini che vengono dai sensi. Con il secondo rivolo, che è una chiarezza in#usa, viene illuminato l’intelletto, per l’intelligenza e distinta comprensione di ogni esercizio di virt0 e dei misteri rivelati nella Sacra Scrittura. & attraverso il terzo rivolo, che è un ardore ispirato, la volontà viene accesa di un tran"uillo amore e arricchita delle pi0 vistose ricchezze. Cos, chi riceve "uesti doni, diviene uomo spirituale e illuminato. 'a grazia di Dio, nell’unità dello spirito, diventa una sorgente e i suoi rivoli, nelle #acoltà superiori dell’anima, diventano zampilli di tutte le virt0. !er) la sorgente della grazia esige un ri#lusso, che riporti indietro "uanto essa ha versato. CAPITOLO =A C$i 5 saldo nell’amore deve uscire in 'uattro modi Chi è ben saldo ed è stretto nei lacci dell’amore, se ne sta ad abitare nell’unità del suo spirito e, "uando esce #uori, si porta, con mente illuminata e generosa carità, attraverso il cielo e la terra e ammira in tutte le cose l’immensa generosità e sovrabbondanza divina. Sono "uattro i modi di uscire voluti da Dio, e sono possibili all’uomo. Si tratta veramente di "uattro direzioni: verso Dio, verso i peccatori, verso se stessi e verso tutti i buoni. CAPITOLO =; La rima uscita Il primo modo di uscita riguarda la contemplazione di Dio e della sua gloria e la sovrabbondante pro#usione dei suoi doni: come &gli, cioè, di##onda gioia e #elicità abbondantissimamente in tutti gli spiriti beati, a seconda del desiderio di ciascuno di loro, e come essi, con tutti i doni ricevuti, con tutte le loro #orze, ri#luiscano nella stessa opulenza divina, dalla "uale viene ogni motivo di gioia. In#atti il #lusso divino esige sempre un ri#lusso. Dio è come un mare con #lusso e ri#lusso. 5n #lusso ininterrotto verso tutti "uelli che gli sono legati con amore, a seconda del bisogno e della opportunità di ciascuno, e un ri#lusso che "uasi riassorbe tutti "uelli che vivono in cielo e in terra, ai "uali Dio ha comunicato i suoi doni* ri#lusso che non riassorbe soltanto gli uomini, ma anche tutto ci) che essi hanno e che possono #are* anzi "ualche volta Iddio chiede ad alcuni anche pi0 di "uanto essi possono #are. Dio in#atti, che si dimostra verso tutti noi sempre "uanto mai ricco, liberale, misericordioso e benevolo, s’aspetta che anche noi spendiamo amore e riconoscenza verso di 'ui, in proporzione della sua dignità. Dio, se ci pensi, merita e deve essere amato in proporzione della sua maestà e amore* ma "ui tutti gli spiriti vengono meno. !erci) l’amore dello spirito

illuminato non pu) accettare limiti. '’amore umano nasce e rimane sempre limitato, e lo spirito illuminato è in a##anno, perch$ non riesce a trovare modo di saldare il suo debito. &d ecco che il suo amore si rinnova sempre, per lo s#orzo di amare Dio nella misura che Dio esige e che lo spirito stesso vuole. /utti gli spiriti beati si uniscono insieme e senza interruzione #anno una sola grandissima #iammata d’amore, sperando di riuscire, almeno cos,, ad amare Dio "uanto &gli merita di essere amato. 1a neanche la comune #iammata raggiunge lo scopo. 'a ragione dice chiaramente che la creatura non pu) concepire un amore che pareggi "uello di Dio* per) l’amore illuminato non si arrende: o amare Dio, come &gli merita, o è meglio soccombere. Desta tuttavia il #atto che la creatura non pu) amare Dio adeguatamente e "uesto per l’uomo illuminato #inisce per essere un motivo di gioia, perch$ egli constata che il Signore suo Dio, che egli ama sopra tutte le cose, è cos, sublime, cos, eminentemente ricco, che sta al di sopra di tutte le creature, a una distanza che nessuno pu) raggiungere. 5n uomo cos, illuminato da Dio di##onde luce su tutti gli altri. Si rivolge a tutti i cori e a tutte le gerarchie degli %ngeli, a tutti gli esseri, convinto che Dio abita in essi, secondo la nobiltà di ciascuno. Illuminato dalla sua luce interiore si trasporta tra le schiere celesti, traboccanti di carità* là tutto ri#lette le ricchezze della /rinità e dell’5nità di Dio. Questa è la prima uscita che va verso Dio e verso i suoi Santi. CAPITOLO =. La seconda uscita# verso i eccatori 5n uomo divinamente illuminato scende tra i peccatori con gran dolore e commiserazione* e con pro#onda devozione e molte preghiere li riconduce a Dio e, come se Dio si #osse dimenticato di loro, gli ricorda "uanto 'ui è buono, "uanto pu) e "uanto ha #atto per noi e "uanto ci ha promesso. Dio, da parte sua, vuole essere pregato e chi ama e prega, dall’altra parte, non tollera di vedersi #rustrato nelle sue preghiere. Il nostro uomo non si perde in parole e non si scalda* neanche tiene alla sua propria volontà, rimette tutto alla volontà di Dio, alla sua pietà. Sa che Dio ama senza misura e, a "uesto pensiero, cresce la sua pace. & poich$ egli è in#iammato d’amore per tutti, si rivolge a Dio con vive preghiere, perch$ e##onda la sua misericordia sui pagani, sui (iudei e su tutti "uelli che sono lontani dalla #ede, perch$ Dio sia conosciuto, lodato, amato da tutti e la sua gloria si di##onda su tutta la terra. & "uesta è la seconda uscita, "uella verso i peccatori. CAPITOLO == La terza uscita

Qualche volta l’illuminato penserà ai suoi amici trattenuti nel purgatorio e, ri#lettendo sulla loro miseria, attesa, desiderio e pena, pregherà la divina clemenza in nome della loro buona volontà, della loro immensa a##lizione e dell’ansia ch’essi hanno di 'ui* gli dirà che "uelle povere anime son pur morte nel suo amore e che ogni loro speranza e #iducia è riposta nella sua !assione e nella sua 1isericordia. !u) anche avvenire che l’uomo illuminato venga invitato a pregare per un certo peccatore e che egli avverta che non è mosso dalla sua volontà, ma da un impulso dello Spirito Santo. -el suo #ervore sente anche "ualche volta che le sue preghiere sono state esaudite e l’impulso #inisce. CAPITOLO =@ La 'uarta uscita# verso se stesso e verso i ,uoni In ultimo, uscendo verso s e stesso e verso tutti gli uomini di buona volontà, contemplerà e gusterà la concordia dell’amore e la gioia dello stare insieme e pregherà ardentemente Dio, perch$ #accia scorrere i suoi doni su tutti, perch$ siano constanti nel suo amore. Istruirà, correggerà e servirà con #ede e discrezione tutti. %bbraccerà tutti in un continuo amore e benevolenza, si #arà mediatore tra Dio e tutti gli uomini. !oi, raccogliendosi dentro di s$ con tutti i Santi e i buoni, si godrà in pace l’unità del suo spirito e l’unità di Dio, nella "uale trovano riposo tutti gli spiriti. Questa è certamente la vera vita spirituale nella "uale i gradi, i regolamenti e tutte le virt0 interne ed esterne vengono degnamente adornate di bellezza soprannaturale.

CAPITOLO => Come si ossono riconoscere 'uelli c$e stanno !uori dell’amore er tutti Ci sono degli uomini sottilissimi nel parlare, che sanno discutere acutamente di cose sublimi, ma sono del tutto ignari della illuminazione di cui abbiamo parlato ed anche della comune benevola carità. Ci sono tre segni dai "uali costoro possono riconoscere se stessi e possono essere riconosciuti dagli altri, il primo serve a riconoscere se stessi, gli altri due servono per distinguere gli altri. &cco il primo. 1entre gli uomini veramente illuminati da luce divina se ne stanno, in semplicità, "uieti e #ermi, senza prendersi in troppa considerazione, "uesti invece svolazzano e, incapaci di star #ermi, sono preoccupati dell’altrui considerazione e non hanno n$ unità interna n$ tran"uillità d’animo. Se vogliono conoscersi, "uesto segno è su##iciente. '’altro segno è che, mentre gli uomini illuminati da Dio hanno una sapienza in#usa, per la "uale, senza #atica, conoscono la verità con distinzione e pro#ondità, "uesti invece si gettano in molte dispute acute e sottili sulle "uali

ricamano, studiano pro#ondamente, discutono, ma restano in un terreno sterile, e non riescono a dar vita a #econde iniziative. 'a loro dottrina è svolazzante, sottile e nutrita i cose rare e inutili* è piuttosto d’inciampo a "uelli che si danno alla ita Interiore, ne turba la pace. -on è #atta per condurre alla interiorità* insegna solo a pensare acutametne, sottilmente e variamente. Questo tipo di uomini di#ende accanitamente i propri dogmi, anche se gli altri sostengono le loro tesi con argomenti non meno validi dei loro. !er), "uanto a pratica di virt0, non se ne danno pensiero, e in ogni conversazione rivelano il loro orgoglio. Il terzo segno è che, mentre gli uomini illuminati, che amano Dio, riempiono il cielo e la terra con la loro universale carità, "uesti, al contrario, cercano in tutte le cose la singolarità. %i loro occhi, essi sono i migliori, i pi0 sapienti* vogliono che essi e la loro dottrina siano tenuti in grande stima. /utto ci) che non è insegnato da loro e tutti "uelli che non seguono i loro dettami e non si uniscono a loro, sono dichiarati ignoranti. %bbondano nelle cure del corpo e trascurano le piccole cose. In breve: non sono giusti e umili con se stessi, non sono buoni con i poveri, n$ #orti e devoti con Dio* non conoscono la tenerezza dell’amor di Dio, e la loro scienza di Dio e di se stessi non è mai unita alla pazienza. (uardino tutti "uesti tre segni e, se li scopriranno in se stessi, cerchino di evitarli* non ne #acciano carico a nessuno, se non "uando le opere li dimostrino evidentemente* altrimenti ne riporteranno una impurità di cuore, che impedirà a loro la cognizione della divina verità. CAPITOLO =< L’amore universale di Cristo !erch$ l’amore universale di Cristo diventi la nostra suprema aspirazione, dobbiamo proporci come modello di vita (es0 Cristo, poich$ 'ui è stato e sarà sempre di tutti. 2u mandato in#atti sulla terra per la salvezza e per la #elicità di tutti "uelli che vogliono convertirsi e rassomigliare a 'ui. !erci), "uando disse di non essere stato mandato che per le disperse pecore d’Israele, non voleva ri#erirsi, in senso esclusivo, ai (iudei, ma a tutti "uelli che contempleranno Dio eternamente, poich$ "uesti, tutti e solo "uesti, appartengono alla casa d’Israele. I (iudei disprezzavano il angelo, i pagani lo hanno abbracciato e sono entrati nella casa di Dio: cos, tutto Israele, cioè tutti "uelli che dall’eternità #urono scelti da Dio, si salvano. ediamo ora come il Signore (es0 si #ece di tutti. !reg) intimamente per tutti "uelli che volevano essere salvati. -el suo amore pens) a tutti: "uando insegnava, rimproverava, consolava, perdonava con in#inita misericordia. 'a sua anima, il suo corpo, la vita, la morte, tutto il suo ministero #urono e sono sempre a disposizione di tutti, cos, anche i suoi sacramenti, doni grazie. -on prese cibo n$ altra cosa necessaria al suo corpo, se non per il bene di "uelli che voleva salvare. -on ebbe niente di suo* mise tutto a disposizione di tutti: il corpo, l’anima, la 1adre, i discepoli, la tunica. !er noi mangi), bevve, per noi mor,. 'e

so##erenze, la !assione e la povertà che sopport), #urono sue* ma il #rutto e il bene, che ne derivano, li mise a disposizione di tutti, per tutta l’eternità.

CAPITOLO =G La comunità ecclesiale e rotesta contro 'uelli c$e a,usano delle elemosine Il Signore (es0 ci lasci) in eredità un tesoro che è costituito dai sette sacramenti e dai beni temporali della Chiesa* i "uali per), essendo #rutto della sua morte, dovrebbero essere a disposizione di tutti, come devono esserlo i ministri che vivono di "uesti beni. !erci) "uanti vivono di elemosina, cioè i religiosi e "uelli che vivono in clausura, dovrebbero stare a disposizione di tutti, almeno attraverso la preghiera. In#atti la Chiesa primitiva, papi, vescovi e sacerdoti stavano a disposizione di tutti: pensavano alla conversione dei popoli, di##ondevano la #ede e la sigillavano con la morte e col sangue. &rano semplici, vivevano in pace e unità di spirito* illuminati dalla divina sapienza, erano meravigliosamente ricchi di lealtà, benevolenza e amore verso Dio e verso tutti gli uomini. Eggi le cose vanno in tutt’altra direzione. Quelli che si godono l’eredità di Cristo e le rendite della Chiesa 4 rendite costituite a titolo di carità e bene#icenza e per la santi#icazione del clero 4 sono di animo incostante, in"uieti, dissoluti, volubili, dediti alle cose del mondo, niente a##atto preoccupati del loro u##icio* anzi neppure s’interessano di spere che cosa "uesto esiga da loro. !regano con le labbra, ma il loro cuore non percepisce il senso delle loro orazioni e tanto meno i misteri stupendi delle divine Scritture, dei sacramenti e del loro ministero. Sono rozzi e ciechi, mai s#iorati dalla luce della divina verità* alcuni si concedono ai piaceri del cibo e della bevanda e al diletto dei sensi s#acciatamente e disordinatamente. & volesse il cielo che si astenessero da piaceri osceni* ma #ino a "uando menano una vita di tal genere, non possono essere illuminati da Dio. "uanto gli antichi maestri e sacerdoti della Chiesa erano pieni di carità e non riservavano nulla per s$, tanto "uesti sono avari, spilorci e attenti a non #arsi s#uggire niente di mano. Questi modi di vita sono in contrasto con "uelli dei nostri santi ed anche in contrasto aperto con "uanto ci chiede la venuta di Cristo dentro di noi. Quanto ho detto vorrei che #osse preso in generale* per) ognuno si esamini e si corregga, se è necessario* se invece si sente immune da "uesti vizi, si goda la gioia e la pace della buona coscienza, ringrazi Iddio e si renda utile a tutti gli altri a onore di Dio.

CAPITOLO =F Cristo si 5 messo a dis osizione di tutti nel santissimo sacramento dell’altare

!oich$ mi sono proposto di illustrare in modo speciale il tema della carità universale, voglio indugiarmi sul singolarissimo dono di Cristo, che &gli stesso lasci) a disposizione di tutti. In "uella cena della grande !as"ua, vicino di passare dalla nostra miseria al !adre, il Signore (es0, dopo aver mangiato con i discepoli l’agnello dell’antica legge, #inita la cena, per donare "uel cibo che aveva cos, a lungo desiderato di dare, prese il pane nelle sue mani sante e venerabili e ne #ece il suo corpo* cos, del vino, ne #ece il suo sangue e diede l’uno e l’altro a tutti i suoi discepoli e a tutti i buoni, a loro eterno e comune vantaggio. Questo dono e "uesta vivanda riempiono di gioia e di splendore tutte le #este e tutti i conviti, sia "uelli del cielo, sia "uelli della terra, poich$ Cristo ci dona Se Stesso in tre dimensioni. -ella prima ci dona la sua carne e il suo sangue, la sua vita corporale già glori#icata, piena di gioia e di soavità. -ella seconda ci dona il suo spirito con le sue #acoltà superiori* pieno di gloria, di carismi, di verità e di giustizia. -ella terza dimensione ci dona la sua persona divina con "uel suo particolare splendore, che innalza il suo spirito e tutti gli spiriti illuminati alla gioiosa unione con la divinità. CAPITOLO @H La re arazione alla Comunione !erci), "uando ci accingiamo a consacrare, o##rire e ricevere il santissimo Corpo nella sua triplice dimensione, Cristo vuole che ci ricordiamo di 'ui. (uarda perci) come dobbiamo #arlo. Cominceremo col ri#lettere che il Signore (es0, con ardentissimo a##etto, con immenso desiderio, con #ame e amorosa li"ue#azione di cuore nella natura umana, ci dona tutto. /utto ci) ch’egli prese della natura umana lo dà tutto a noi: la carne, il sangue, la natura corporea. 1a osserveremo subito con diligenza che "uesto corpo preziosissimo è stato tormentato, coperto tutto di #erite, tra#orato: e solo per amore purissimo e gratuito attaccamento a noi. Siamo, dun"ue, onorati e ristorati nella nostra parte in#eriore dalla gloriosissima umanità del Signore (es0 Cristo. !oi per) guarderemo anche che nel dono stupendo di "uesto sacramento il Signore ci dona il suo spirito 9si tratta *ui della sua anima umana, non dello Spirito Santo? sovrabbondante di gloria, di una larghezza scon#inata di doni, di virt0, d’ine##abile e insondabile carità* e con "uesto spirito veniamo cibati, adornati, illuminati nelle nostre #acoltà superiori, poich$ viene in noi (es0 Cristo con tutto il carico delle sue ricchezze. & in terzo luogo contempleremo con amore, che in "uesto nobilissimo Sacramento dell’%ltare del Signore (es0 ci dona la sua sublime persona divina che risplende in Dio d’incontenibile bellezza, e con essa noi veniamo portati al !adre e il !adre ci prende come #igli adottivi, insieme al suo unico 2iglio naturale* e cos, entriamo in possesso della nostra eredità, che è il godimento dell’eterna divinità nella beatitudine eterna.

!oi, dopo aver richiamato alla mente "ueste cose e dopo averle ben meditate, ci disponiamo ad andare incontro a Cristo, nel modo in cui &gli stesso si è degnato di venire a noi. Ci alzeremo, dun"ue, per andare da 'ui col cuore pieno di a##etto, di desiderio e di tenero amore, con grande raccoglimento e assetato ardore. In "uesto modo, penso, Cristo prese Se Stesso nella Cena. -$ si dica che ci) sembra troppo. !oich$ "ui la nostra natura riceve la natura di Cristo: la sua umanità gloriosa sovrabbondante di gioia e splendida per dignità. orrei perci) che, nel ricevere "uesto sacramento, tutta la mia umanità si dis#acesse di desiderio, di gioia e giocondo piacere. !oich$ "ui l’uomo riceve e abbraccia il pi0 bello dei #igli degli uomini, di gran lunga il pi0 dolce e il pi0 amabile. -ell’atto di ricevere con ardente desiderio un cos, gran sacramento, spesso i Santi sperimentarono cose stupende: molti grandi segreti e meraviglie #urono rivelati ad alcuni dalla bontà di Dio. & poi, in verità, se uno che ama Dio pensasse in "uel momento ai tormenti della !assione, al sangue di Colui che sta ricevendo, credo che verrebbe preso da tanta amorosa devozione e sensibile compassione, che vorrebbe rimanere inchiodato alla croce con Cristo e versare il sangue del cuore in suo onore. Di#atti molte cose sono state rivelate ai Santi in tali momenti e tantissimi doni sono stati elargiti. & possa "uesto amore sensibile, "uesta intensa ed intima considerazione delle piaghe di (es0 Cristo crescere al punto che "ualcuno almeno senta, non solo nel cuore, ma anche nella membra, le #erite di Cristo* in modo che, se ci #osse uno nel "uale dovessero un’altra volta essere impresse le piaghe del Cristo, nessuno #osse pi0 atto di lui. Ci #ermiamo "ui per "uanto riguarda la nostra parte in#eriore nel ricevere Cristo. !asseremo poi nell’unità del nostro spirito e percorreremo cielo e terra con immensa carità e lucido discernimento. In "uesto modo diventeremo simili a Cristo secondo lo spirito e gli #acciamo onore anche nella parte superiore. In ultimo, #acendo leva sulla grazia della divinità di Cristo, con retta intenzione, e avido desiderio della #ruizione, superando noi stessi e la sostanza creata di Cristo, c’immergeremo nella nostra eredità, che è l’eterna divinità. è "uanto il Signore (es0 è sempre pronto a darci ogni volta che 'o riceveremo nel modo che abbiamo descritto. è sua precisa volontà che 'o riceviamo sacramentalmente, ogni volta che è giusto e che la coscienza illuminata lo consiglia. & anche se non sempre uno sente "uel #ervore, "uell’a##etto e sensibile amore che la dignità dell’ospite vorrebbe, se veramente si ha di mira l’onore di Dio, il progresso e la salvezza dell’anima, potrà accedere tran"uillamente alla mensa del Signore* l’unica condizione inderogabile è che abbia la certezza di non essere in peccato mortale. CAPITOLO @A L’+nità della natura divina e la Trinità delle Persone 'a sublime 5nità della divina natura, in cui il !adre, il 2iglio e lo Spirito Santo, al di sopra di ogni s#orzo della nostra intelligenza, posseggono la propria natura nella nudità dell’essenza, dove è il pi0 pro#ondo silenzio, supera di gran lunga la

luce di tutte le creature. 1a "uesta eccelsa 5nità è viva e #econda. In "uesta in#atti dal !adre viene generato eternamente e senza interruzione, il erbo &terno e, per la stessa generazione, il !adre conosce il 2iglio e tutte le cose nel 2iglio* parimenti il 2iglio conosce il !adre e tutte le cose nel !adre, poich$ sono della stessa semplice natura. Dalla mutua contemplazione del !adre e del 2iglio, nella luce eterna, emana, o procede, una compiacenza e %more in#inito, che è lo Spirito Santo. !oi, attraverso lo Spirito Santo e l’eterna sapienza, Dio si rivolge a ciascuna creatura, ma in modo distinto, e le copre di doni e le accende d’amore, a seconda della dignità di ciascuna e del grado in cui sono costituite e sono state chiamate da tutta l’eternità per le loro virt0 e per la provvidenza di Dio stesso* e dal medesimo Spirito tutti gli spiriti buoni che sono nel cielo e sulla terra vengono incitati e spinti verso le virt0 nella giustizia. CAPITOLO @; 2io ossiede e muove l’anima nell’ordine naturale e so rannaturale !er maggior chiarezza ricorriamo ad un esempio. Dio Ettimo 1assimo #ece il pi0 alto dei cieli, l’&mpireo, come una trasparenza luminosa, che circonda nel suo abbraccio tutti i cieli e tutto ci) che è corporeo e materiale nel creato. 'a dimora di Dio e dei Santi, perci), sta #uori del creato ed è straripante di gloria e di perenne gioia. &ssendo poi eterna, semplice e pura trasparenza, non conosce n$ tempo n$ luogo n$ alcuna mutazione* sta in#atti al si sopra di tutte le cose materiali, è immobile, #issa e immutabile. icinissimo a "uesta è il primo mobile: il cielo dal "uale ha inizio ogni movimento che, per virt0 divina, proviene dal pi0 alto dei cieli* e di "ui si trasmette il moto al #irmamento ed ai pianeti* e tutte le creature, ciascuna secondo la propria specie, vivono e crescono, grazie a "uesto primo impulso. % "uesto modo l’essenza dell’anima è il regno spirituale di Dio, regno pieno di splendore divino, che sorpassa tutte le nostre #acoltà, salvo che, ma ora no ne parlo, "ueste si tras#ormano. %l di sotto dell’essenza dell’anima, nella "uale regna Dio, c’è, come il primo mobile, l’unità del nostro spirito. & lo spirito è mosso dall’alto, sia nell’ordine naturale sia nell’ordine soprannaturale. -on c’è niente in#atti, sia nell’uno che nell’altro ordine, che provenga da noi. Questo movimento poi, che viene da Dio, è la causa prima e principale di tutte le virt0* non solo, ma ad alcuni che sono divinamente illuminati, in esso, vengono dati i sette doni dello Spirito Santo, dai "uali, come dai sete pianeti tutta la vita è resa #econda e illuminata. &cco perch$ Iddio Ennipotente #a del nostro spirito il suo regno e di "ui scorre, si di##onde, agisce con i suoi doni nel nostro spirito in tutte le sue #acoltà.

CAPITOLO @. 2is osizioni alla vita interiore 6 terzo modo della venuta di Cristo nell’anima

ediamo ora e consideriamo seriamente come possiamo raggiungere la pratica della ita Interiore %##ettiva. Quanto pi0 una creatura è ricca di doni di Dio, tanto pi0 il suo cuore tende verso l’alto, ri#erisce tutto a Dio e si accosta e aderisce pi0 intimamente alla sua origine. Dio in#atti e tutti i suoi doni esigono insistentemente che tendiamo a 'ui, e anche noi, grazie alla carità, alle virt0 e a "uella somiglianza che abbiamo con 'ui, siamo portati a tendere a 'ui. Era, "uando uno è bene istruito e con l’esercizio esterno si è arricchito e adornato di virt0 morali e si è nobilmente elevato e possiede l’unità del suo spirito in una pace "uasi divina* "uando "uesto spirito, illuminato da sapienza soprannaturale, emana in cielo e in terra e##usioni di carità* "uando con osse"uioso rispetto ri#luisce e riporta tutto all’abisso dal "uale ha attinto, cioè alla sublime unità, che è #onte e sorgente di ogni emanazione di grazia* "uando uno, dico, agisce cos,, sia per l’amantissima benevolenza di Cristo e per l’operazione ch’egli ha compiuto nell’intimo dello spirito e sia dall’altra parte, per l’amore ardente dello stesso uomo e per la per#etta immersione di tutte le sue #acoltà nella stessa unità, che è dimora di Dio, ha luogo il terzo modo della venuta di Cristo* la "uale non è altro che un intimo tocco di Cristo, nel "uale con il suo divino splendore &gli tocca e scuote le pro#ondità del nostro spirito. & come abbiamo paragonato il secondo modo a una sorgente con tre rivoli, cos, paragoniamo anche "uesto modo a una vena d’ac"ua. Come in#atti non c’è ruscello senza sorgente n$ sorgente senza una vena , che ne zampilli, cos, la grazia di Dio scende nelle #acoltà superiori attraverso rivoli e spinge e in#iamma l’uomo a tutte le virt0* tuttavia, nell’unità dello spirito, onde sbocca, sta raccolta, gorgoglia e zampilla dal #ondo della divina ricchezza, dove pietà e grazia non verranno mai meno. & "uesto è il tocco del "uale intendo parlare. 'a natura sente e avverte "uesto tocco, perch$ "ui convengono tutte le #acoltà nell’unità dello spirito al di sopra della molteplicità di tutte le virt0. & "ui non agisce nessuno, #uorch$ Dio solo, il "uale, per sua gratuitissima volontà, è la sorgente delle nostre virt0 e di tutta la nostra salvezza. In "uesta unità dello spirito, dove lo zampillo della sorgente gorgoglia, l’animo sta al di sopra di ogni azione e ragione, ma non è senza motivazione. In#atti la ragione illuminata, soprattutto la capacità a##ettiva, sente e riconosce "uesto tocco, ma la semplice ragione non capisce che cosa sia n$ come avvenga. + in#atti opera di Dio: una cascata, #onte, origine d’ogni grazia, e ultimo anello tra Dio e la creatura. % "uesto tocco, nella silente essenza dello spirito, dilaga un’incomprensibile luminosità, che è l’augustissima /rinità, dalla "uale pare "uesto tocco e dove Dio Ennipotente vive e regna nello spirito e lo spirito regna in Dio.

CAPITOLO @= L’uscita dello s irito a 'uesto contatto

In "uesto tocco Cristo dice allo spirito: 6&sci e datti agli esercizi propri di "uesto tocco8. In#atti "uesto pro#ondo tocco attira il nostro spirito verso la pratica pi0 intima che è possibile a una creatura nella luce creata. 'o spirito perci) si alza per #orza dell’amore e si porta al di sopra delle sue azioni ed si spinge nella stessa unità, dove scaturisce lo zampillo di "uesto tocco. Il tocco esige dall’intelletto di conoscere Dio nella sua stessa luce e chiede alla volontà di godere di Dio direttamente alla sorgente. 'o spirito innamorato vuole "uesto, sia nell’ordine della natura, sia sopra la natura, pi0 di ogni altra cosa. perci) ragione, si solleva con la sua ri#lessione sopra se stesso, si porta nei suoi intimi segreti dove vive, scruta le cose e le contempla. Qui per) viene meno ogni ragionamento e ogni luce creata, e non si va oltre. In#atti l’eccelsa lucentezza, dalla "uale ha origine il tocco, essendo in#inita e immensa, al suo incontro acceca ogni vista creata* e "ualsiasi intelletto umano, che si avvalga solo di luce naturale, #a la #ine di un pipistrello esposto ai raggi del sole. /uttavia, l’intelletto è spinto sempre pi0 a scrutare l’intima natura di "uesto tocco, per vedere che cosa è Dio e che cosa è "uesto suo tocco. Cos, la ragione illuminata si domanda ancora donde esso venga, e cerca di conoscere direttamente la #onte di "uesto dolcissimo zampillo. 1a non #a un passo in "uesta conoscenza. Dice dun"ue: 6-on so che cosa sia8, perch$ un sublime chiarore percuote l’intelletto e lo acceca. Cos, si diporta il divino splendore con tutti gli intelletti in cielo e in terra. ma coloro che con lo studio delle virt0 e con la pratica a##ettiva interiore scavano #in nel #ondo del loro essere 4 che è la porta della vita eterna 4 "uesti, s,, possono sentire e riconoscere "uesto tocco: e l, risplende una cos, immensa luminosità di Dio, che ogni intelletto crolla totalmente e, voglia o no, cede innanzi allo splendore di Dio. per), sebbene la ragione e l’intelletto debbano ritirarsi, o #ermarsi alla porta, la capacità a##ettiva, che era stata stimolata insieme all’intelletto, sebbene la sua vista non sia eccellente, tenta di cacciarsi dentro, per gustare almeno "ualche cosa. il godimento in#atti sta pi0 nel gustare e sentire che nel comprendere. %vviene intanto già che, mentre l’intelletto è rimasto #uori, l’amore lavora con tutte le se #orze per entrare. CAPITOLO @@ La er etua !ame di 2io c$e rende il nostro s irito Qui nasce una perpetua #ame, che non pu) essere saziata: è l’intima, avida e bramosa #orza di chi ama, l’aspirazione dello spirito al bene increato. 'o spirito umano in#atti è contemporaneamente spinto dal suo desiderio #ortissimo di possedere Dio, ma l’intelletto non riesce mai a soddis#are pienamente il suo desiderio. %nzi "uesti a##amati si reputano i pi0 poveri che la vita presente possa avere. Sono #amelici, avidi, insaziabili* per "uanto mangino e bevano, non sono mai sazi. 'a loro #ame è eterna, perch$ vedono "uanto non posseggono ancora Dio, ma nessun vaso creato pu) contenere Iddio. Il loro desiderio è avido, ma Dio è tanto pi0 grande del desiderio e non pu) essere mai preso interamente. Il

banchetto ha tanti piatti, tanto da mangiare e da bere, tutte cose s"uisitissime, manca per) la sazietà del godimento. & la #ame torna sempre pi0 viva, anche se al tocco, di cui s’è parlato, scorrono rivoli di miele pieni di delizie, che portano al palato interno dell’uomo tutto ci) che si pu) immaginare. !er) tutte "ueste cose, poich$ sono create e son tutte al di sotto di Dio, eccitano soltanto una #ame perpetua e un intollerabile desiderio. & anche se Iddio desse a un tale uomo tutti i doni di tutti i santi e tutto "uello che si pu) dare, ma non desse se stesso, la #ame non sarebbe mai saziata. Questa #ame la #a proprio il tocco di Dio e "uanto pi0 il tocco è veemente, tanto pi0 grande è la bramosia della #ame. 1a è proprio "uesta la vita o essenza dell’amore nella sua pi0 intensa ed essenziale espressione* è "ualche cosa che va al di là delle ragione e dell’intelletto. 'a ragione non pu) dare e non pu) togliere niente all’amore, perch$ il nostro amore è stato toccato dall’amore divino. & per "uanto ne posso capire io, chi ha sentito il tocco, non credo che possa pi0 separarsi da Dio. Il tocco di Dio poi, in "uanto è sentito da noi, e il nostro desiderio d’amore sono due esperienze relative a una creatura, e per "uesto son tali che, durante la vita, possono crescere sempre.

CAPITOLO 56 La %ara d’amore tra lo s irito di 2io e lo s irito umano In "uesto impeto d’amore vengono a gara lo spirito di Dio e lo spirito nostro. Dio si cala in noi attraverso lo Spirito Santo e ci tocca col suo amore. Quindi il nostro spirito, sia per l’operazione di Dio, sia per il suo stesso istinto d’amore, si spinge e s’immerge in Dio, e Dio viene a sua volta toccato. Il mutuo contatto accende una gara di amore, e l’uno e l’altro spirito, nell’intimo incontro e intensissimo scambio, riporta una #erita d’amore. poi si gettano l’un l’altro vividi raggi e si guardano in volto* si cercano con grande avidità. '’uno vuole l’altro interamente e "uesto o##re tutto se stesso e lo invita* è la li"ue#azione d’amore. il contatto e la donazione di Dio, da una parte, e il nostro desiderio e ricambio, dall’altra, rendono l’amore #orte e costante. & "uesto #lusso e ri#lusso #a ridondare la #onte dell’amore* cos, il tocco di Dio e la nostra avida #ame diventano il puro amore. mentre "uesto avviene, lo spirito è cos, occupato e posseduto dall’amore, che non pu) non dimenticarsi di se stesso e di Dio, perch$ è tutto essenzialmente preso nel suo atto d’amore. Qui lo spirito è bruciato dal #uoco d’amore e s’immerge nel contatto con Dio cos, pro#ondamente, che ogni suo desiderio è ampiamente superato e tutta la sua attività si spegne* diventa esso stesso amore, possiede l’intimità del suo essere, al di sopra di tutte le #acoltà, dove tutte le azioni create cominciano e #iniscono. Questo è l’amore in se stesso, radice #ondamento di tutte le virt0.

CAPITOLO @< Le azioni eterne dello s irito 6 il iù alto %rado dell’uscita s irituale !oich$ nel nostro spirito "uesto amore è vivido e #econdo di virt0, le #acoltà superiori non riescono a stare #erme nell’unità dello spirito. 'a luce incontenibile di Dio, il suo immenso amore che sopra##à lo spirito, tocca la #acoltà a##ettiva. !er cui lo spirito è #orzato da un desiderio sempre pi0 acuto e pi0 pro#ondo a tornare ad agire. Quanto pi0 l’amore è pro#ondo e nobile, tanto pi0 rapidamente, amando, si consuma e si riduce "uasi a niente* ma rinasce e si riprende immediatamente* "uesta è veramente vita celeste ed eterna. lo spirito avido e #amelico vuole mangiare e assorbire Iddio, ma in "uesto tocco di Dio, è lo spirito che viene assorbito da Dio* vien meno ogni attività e diventa esso stesso amore. In#atti nell’unità dello spirito si raccolgono e #ondono le #acoltà superiori. 1a la grazia e la carità stanno naturalmente al di sopra di ogni attività, poich$ "ui c’è una perenne emanazione e uscita attraverso la carità e le altre virt0, cos, c’è anche un perenne ritorno con a##amato e intimo desiderio di gustare Dio, e cos, si stabilisce la dimora perpetua nel puro amore. tutte "ueste cose in "ualche umana esperienza avvengono al di sotto di Dio. & "uesto è, tra tutti gli esercizi che si possono metter su nella luce di Dio, in cielo e in terra, di gran lunga il pi0 intimo* al di sopra non vi è che la vita contemplativa, che si svolge nella luce di Dio e in modo divino. & nessuno si pu) ingannare in "uesto esercizio. Comincia "ui nella grazia e durerà poi in eterno nella gloria. Cos, #inisce la seconda e terza parte, che commenta le parole: Sta venendo lo sposo, uscite.

CAPITOLO @G 7uarta arte8 incontro allo 3 oso 2inora abbiamo spiegato come l’uomo con l’animo libero ed elevato, attraverso la grazia di Dio, nei suoi esercizi interiori cominci a vedere Iddio* e "uesto è "uanto, nella prima parte, Cristo esige da noi dicendoci: Ecco. -ella seconda e terza parte, a commento delle parole Viene lo sposo, uscite, abbiamo trattato del triplice modo della venuta interna di Cristo e dei "uattro gradi della prima venuta, e abbiamo anche tentato di descrivere come, attraverso gli esercizi interni, dobbiamo uscire nel modo che il Signore, venendo in noi, c’insegna e stimola a #are. Dobbiamo ora passare alla "uarta parte, dove Cristo ci dice: &ncontro a lui. Egni nostra visione spirituale, #rutto di grazia o di gloria, e ogni nostra uscita che sia connessa alla virt0, in "ualsiasi esercizio, riguarda sempre il nostro incontro con Cristo e la nostra unione con 'ui, poich$ è 'ui la nostra "uiete eterna, nostro #ine e mercede d’ogni nostra #atica. + noto che "ualsiasi incontro suppone che le persone muovano da direzioni diverse. Cristo in#atti viene dall’alto, e come Signore potentissimo e muni#icentissimo largitore di doni, al "uale nulla è

impossibile* mentre noi partiamo dal basso, e come servi miserabili, che da noi non siamo capaci di niente e manchiamo di tutto. Cristo viene a noi, e muove dall’interno verso l’esterno, mentre noi andiamo a 'ui dall’esterno verso l’interno* cos, avviene uno scambievole incontro spirituale, e in due modi: uno attraverso un mezzo e uno immediatamente.

CAPITOLO @F Incontro essenziale di 2io nella nuda natura orrei che il lettore #osse ben attento e capisse bene. '’unione del nostro spirito con Dio stesso avviene nella linea dell’essenza e nella linea dell’operazione. -ella linea essenziale lo spirito riceve Cristo nella natura, senza intermediari e senza interruzione. In#atti l’essenza che noi siamo e abbiamo, secondo l’idea eterna di Dio, non ha alcun mezzo o parte. !erci) il nostro spirito riceve il sigillo del suo modello eterno e il divino splendore nel suo essere pi0 pro#ondo e pi0 nobile, nella nuda natura e diviene dimora eterna di Dio, che Dio riempie col suo perpetuo starvi dentro e si degna di visitarla ripetutamente con rinnovate irradiazioni di sempre nuovo splendore e luce della sua eterna generazione. Dovun"ue in#atti Dio arriva, &gli c’è già e, dovun"ue sta, arriva, dove non è mai stato, non ci arriva mai, perch$ in 'ui non c’è novità n$ mutazione. 'e cose nelle "uali &gli sta, sono a loro volta in 'ui, perch$ &gli non pu) uscire da se stesso. 'o spirito, dun"ue, nella sua natura, essenzialmente, possiede iddio e Iddio possiede lo spirito. 'o spirito vive in Dio e Dio vive nello spirito. 'o spirito, nel suo essere supremo, è capace di ricevere, a "uesto modo, senza intermediari, tutto ci) che Dio pu) dare, e il suo splendore. %nzi, grazie allo splendore della sua immagine eterna, che riluce in esso, essenzialmente e personalmente, lo spirito si cala e s’immerge nella divina essenza e ivi abitano sempre, a modo di idea, possiede la sua eterna beatitudine, e ne viene #uori di nuovo attraverso la generazione eterna del erbo, con tutte le creature, e viene cos, costituito nel suo essere creato, per liberissimo volere della sacrosanta /rinità e 5nità, dalla "uale è stato creato. Inoltre, nella sua essenza creata, riceve e ritiene, senza interruzione, il sigillo del suo eterno modello, come uno specchio terso ritiene sempre l’immagine dell’oggetto che gli sta davanti e, senza posa, ne rinnova la riproduzione con sempre nuova luce. Questa essenziale unità del nostro spirito con Dio nasce e non dura per se stessa, ma sta in Dio, dipende da Dio e in Dio, sua causa eterna, si ri#lette, #inora non si è mai allontanata da Dio e non lo #arà nei secoli. Questa unità c’è in noi per natura. & se la creatura si allontanasse da Dio, #inirebbe immediatamente nel nulla. Sta al disopra del tempo e del luogo e, a somiglianza di Dio, opera sempre, riceve il sigillo di Dio, perch$ ne è una certa somiglianza e, passivamente, come creatura, riceve l’impronta del modello. %bbiamo "uesta nobiltà per natura nell’unità essenziale del nostro spirito, dove esso è naturalmente unito con Dio* "uesta unità per) non ci #a santi n$ beati* essa

in#atti è comune ai cattivi "uanto ai buoni, anche se pu) essere indicata come causa prima di ogni santità e beatitudine. & "uesto è l’incontro e unione naturale dello spirito divino e dello spirito umano. CAPITOLO >H Incontro so rannaturale dello s irito di 2io e dello s irito nostro Scongiuro il lettore di stare attento a "uanto stiamo per dire, poich$, se ha ben compreso e assimilato "uanto abbiamo detto innanzi, se di seguirà, potrà pi0 #acilmente comprendere "ualun"ue verità divina gli venga insegnata da una creatura e anche molto di pi0. 5na cosa è il modo di diportarsi del nostro spirito nelle operazioni ed altra cosa è il modo in cui esso sussiste nelle operazioni ed altra cosa è il modo in cui esso sussiste in se stesso, come creata e personale esistenza. &d è in "uesta che sta il #ondamento e l’origine delle nostre #acoltà superiori, il principio e la #ine di ogni azione della creatura nell’ordine natura le soprannaturale. Questa unità non agisce come tale, ma è dal suo #ondamento, cioè, dall’essenza personale dello spirito, che tutte le #orze dell’anima, "ualun"ue cosa #acciano, derivano la capacità e l’energia per agire. In "uesta unità lo spirito dell’uomo, o è simile a Dio, attraverso la grazia e le virt0, o gli è dissimile, a motivo di peccato mortale. Che l’uomo poi sia #atto a somiglianza di Dio, dev’essere attribuito alla grazia, che è uno splendore dei#orme, che ci illumina con i suoi raggi e ci #a simili a Dio* e senza "uesta grazia, non possiamo mai essere uniti soprannaturalmente a Dio. perci), sebbene non sia possibile perdere la naturale somiglianza con Dio, tuttavia, se perdiamo la somiglianza che abbiamo con 'ui in virt0 della grazia, saremo eternamente condannati. !ertanto, appena Iddio benignissimo ci vede disposti in "ualche modo a ricevere la sua grazia, è pronto a vivi#icarci e a #arci simili a 'ui, ma solo per sua libera e personale bontà. Siamo disposti a ricevere la grazia, ogni volta che ci convertiamo a 'ui con tutta e intera la nostra volontà. In "uell’istante Cristo viene a noi, con o senza mezzo, cioè attraverso i doni della sua grazia o al di sopra di "ualsiasi dono* e noi parimenti andiamo a 'ui e in lui, con o senza mezzo, cioè al di sopra delle virt0 o attraverso le virt0. Intanto &gli imprime in noi la sua immagine e somiglianza* cioè, imprimendo in noi se stesso e i suoi doni, ci libera dai peccati, si assolve, ci #a liberi e simili a s$. 1a nel momento steso in cui &gli ci libera dai peccati e ci rende simili a S$ nella carità, il nostro spirito si tu##a nella #ruizione immediata e soprannaturale, nella "uale consiste la nostra salvezza e #elicità. !er Iddio è cosa naturale ch’&gli doni grazia e perdono per sola bontà e amore, ma per noi è cosa immotivata, imprevista e soprannaturale, proprio perch$ noi, che eravamo estranei a 'ui e dissimili, ci troviamo dotati di divina somiglianza e grati#icati delle unione con Dio.

CAPITOLO >A 2io osseduto in unità al di so ra di o%ni somi%lianza e della %razia Questa unione e "uesto incontro, che lo spirito raggiunge senza alcun mezzo, deve avvenire molto al di sopra della nostra intelligenza, a livello di essenza. In "uesta gaudiosa unione avremo pace e "uiete costante, sia al di sopra di noi stessi, sia al di sopra di tutte le cose. & sebbene dalla stessa unione promanino tutti i doni naturali e soprannaturali, tuttavia lo spirito riposa in essa al di sopra dei doni. !oich$ "ui non c’è altro che Dio e lo spirito che si unisce a lui, senza intermediario. In "uesta unione, siamo accolti dallo Spirito Santo e lo Spirito Santo è accolto da noi, e non riceviamo solo 'ui, ma anche il !adre e il 2iglio e tutta la natura divina. 'a divinità in#atti non pu) essere divisa e data a pezzi. 'a stessa avida sete dello spirito, che vuole possedere Dio al di sopra di ogni somiglianza, ottiene e possiede al di sopra della natura ci) che nella sua esistenza lo spirito ha con"uistato naturalmente. 1a "uesto è comune a tutti i buoni. Come per) avvenga, rimane oscuro e ignoto a loro, a meno che siano di ita Interiore, liberi da ogni creatura e illuminati da intelligenza spirituale. -ell’istante in cui uno si stacca dal peccato, viene raccolto , nella sua essenza, all’apice del suo spirito, da Dio, perch$ abbia "uiete per sempre in Dio* percepisce anche nel #ondamento e origine delle #acoltà superiori la grazia e una certa somiglianza con Dio, perch$ cresca in nuove virt0 e progredisca. & #ino a "uando la somiglianza rimane intatta attraverso la carità e le virt0, l’unità gode di una "uiete che non pu) essere perduta se non per il peccato mortale.

CAPITOLO >; 9!!etto e necessità della %razia /utta la santità e tutta la nostra salvezza dipende da "uesto: che il nostro spirito, attraverso la grazia e con la disposizione che ci viene dalla originaria somiglianza con Dio, entri nella "uiete della sua unità essenziale. 'a grazia di Dio in#atti è la via che dobbiamo necessariamente percorrere, se vogliamo raggiungere la nuda essenza, dove Dio ci si mostra immediatamente in tutta la sua ricchezza. I peccatori perci) e i dannati sono nelle tenebre, perch$ sono privi della grazia divina, che li potrebbe illuminare e guidare all’unione #ruitiva. Intanto l’esistenza in s$ è cosa cos, nobile, che i dannati non possono decidere la loro distruzione. I peccati per) #anno una cortina di tenebre cos, #itta e tanta dissomiglianza tra le #acoltà del peccatore e l’essenza dove abita Dio, che lo spirito non riesce ad unirsi all’essenza, che sarebbe sua e avrebbe in essa "uiete eterna, se il peccato non l’impedisse. In#atti chi vive senza peccato vive in grazia e in una certa somiglianza con Dio, e Dio è suo. Dal che è evidente che la grazia è necessaria all’uomo per rigettare il peccato, per aprire e rin#orzare la strada e rendere tutta la sua vita #econda e

#ruttuosa. Qui dun"ue Cristo viene a noi attraverso dei mezzi, cioè attraverso la grazia e molti suoi doni, e parimenti noi arriviamo a 'ui attraverso le virt0 e vari esercizi di pietà, e "uanto pi0 intimi sono i suoi doni e "uanto pi0 pro#ondamente ci muove, tanto pi0 pro#onda e dilettevole è la nostra attività* il che è ben chiaro, per "uanto è stato detto nell’esposizione dei modi e dei gradi già descritti. In tutto "uesto si vede una perpetua rinnovazione. Dio in#atti #a sempre nuovi doni e lo spirito risponde, a seconda dei doni e delle richieste di Dio. 'o spirito si rinnova sempre pi0 nobilmente e sale a un pi0 alto grado di vita. '’incontro avviene di volta in volta attraverso dei mezzi, che sono i doni di Dio, le nostre virt0 e l’opera del nostro spirito. Questi mezzi perci) sono necessari a tutti gli uomini, poich$ senza i mezzi della grazia e dell’amorosa e libera conversione a Dio, nessuna creatura si è mai salvata n$ ha mai ac"uistato la beatitudine. CAPITOLO >. La venuta e visita continua di Cristo nel nostro s irito Dio visita senza interruzione la dimora e la "uiete che ha #atto in noi, cioè l’unità dello spirito e "uella somiglianza che vi si #a attraverso la grazia, e lo #a attraverso la venuta della sublime generazione e l’immensa pro#usione della sua carità, perch$ &gli vuole abitare negli spiriti che lo amano, in delizia. uol visitare la somiglianza che lo spirito ac"uista attraverso la grazia e le virt0, con larghi e speciali doni, perch$ attraverso le virt0, con larghi e speciali doni, perch$ attraverso le virt0 lo spirito progredisca ancora in somiglianza e splendore. + volontà di Cristo, dun"ue, che viviamo nell’essenziale unità del nostro spirito e vi rimaniamo insieme con 'ui ricchi e straricchi al di sopra di tutti gli atti umani e delle virt0* è tuttavia acne sua volontà che nella stessa unità, pieni e ricchi dei virt0 e doni, vi dimoriamo attivamente. uole insomma che teniamo d’occhio noi stessi "uesta unità e somiglianza senza interruzione, in ogni singola azione nostra. !oich$ in ogni nuovo momento Dio nasce in noi e da "uesta eccelsa generazione emana lo Spirito Santo con tutti i suoi doni. %ndiamo, dun"ue, incontro ai doni di Dio con la nostra somiglianza, e incontro alla sublime generazione con l’unità essenziale. CAPITOLO >= Il nostro ro%resso continuo ediamo ora come andare incontro a Dio in ogni azione, per ac"uistare una somiglianza sempre maggiore e una unione #ruitiva sempre pi0 eccellente. Qualun"ue azione, bench$ piccola, se è ri#erita a Dio con intenzione pura e unica, accresce la divina somiglianza e merita la vita eterna, in Dio. '’intenzione pura e semplice raccoglie le #orze disperse dell’anima, prepara lo spirito e lo unisce a

Dio. !resenta e o##re a Dio la lode, l’onore e tutte le virt0* trascende se stessa e le cose create, penetra i cieli e trova Dio al #ondo di se stessa nella semplicità. + #ine, principio e ornamento di tutte le virt0. Chiamiamo insomma pura "uell’intenzione che tende solo a Dio e giudica tutte le cose in rapporto a Dio. Despinge e debella la #inzione, l’ipocrisia e "ualsiasi duplicità. 3isogna, dun"ue, che ciascuno in ogni sua azione sopra tutte le cose s’impegni strenuamente per agire sempre con retta e pura intenzione. + "uesta che mette l’uomo sempre innanzi a Dio, lo rende perspicace nell’intelligenza, #orte nelle virt0, libero da vane paure, "ui e nel giorno del giudizio. Questa intenzione pura e retta è "uell’occhio semplice, al "uale allude il Signore, che illumina tutto il corpo, cioè tutta la vita e gli atti dell’uomo, e li preserva immuni dal peccato* è anche una illuminata e interna inclinazione dello spirito e #ondamento di tutta la vita spirituale. 5nisce insieme la speranza e la carità, poich$ con#ida in Dio e gli è #edele. /iene soggetta la natura e i sensi, mette pace, sopisce e scaccia i ribollimenti dello spirito. Conserva integre le virt0* dona e assicura allo spirito pace, speranza e #iducia in Dio nella vita presente e nel #uturo giudizio. Dimoreremo, dun"ue, nell’unità dello spirito, con la grazia e con la somiglianza di Dio* andremo sempre incontro a Dio con la pratica delle virt0 e gli o##riremo la vita e tutte le nostre azioni con intenzione pura e retta, per ac"uistare, in ogni atto e ogni momento, una sempre pi0 per#etta somiglianza con Dio. camminando sul #ondo della pura e retta intenzione, incontreremo Dio direttamente e ci #ermeremo con 'ui in "uesto #ondamento di semplicità, ed ivi possederemo l’eredità che ci è stata promessa da tutta l’eternità. Dun"ue la vita e l’agire virtuoso di "ualsiasi spirito consiste nella divina somiglianza e nella purezza della retta intenzione, e la "uiete suprema dello spirito ha luogo, al di sopra delle virt0, nella semplicità dell’essenza. /uttavia gli spiriti si distinguono, "uale per una virt0 e "uale per un’altra, e per la diversità di somiglianza, e ciascuno possiede la propria essenza in se stesso, a seconda della sua dignità* e Dio riempie tutti, uno per uno* e ognuno, nel #ondo del suo spirito, in proporzione del suo amore, cerca Dio "ui e nella vita eterna. CAPITOLO >@ .ita attiva e vita a!!ettiva secondo i 2oni dello 3 irito 3anto 6 Timore# Pietà# 3cienza /rattiamo ora dei gradi delle virt0 e della santi#icazione per vedere come dobbiamo incontrare Dio nella somiglianza che si ac"uista con la grazia e con le virt0, per riposare con 'ui nella "uiete dell’essenza. Quando uno vive nel timor di Dio, si dà alle virt0 morali e alle pratiche esterne, obbedisce ai precetti di Dio e della Chiesa ed è pronto ad ogni opera buona con pura intenzione, ha già una certa somiglianza e collaborazione con la divina volontà, in ci) che si deve #are e omettere* egli riposa in Dio con "uesta somiglianza. In#atti, grazie alla sua #edeltà e purezza d’intenzione, egli attua la divina volontà, pi0 o meno, a seconda della somiglianza che ha raggiunto. &gli

per) attraverso la carità riposa in Dio, suo Diletto, indipendentemente dalla somiglianza. Se poi si esercita nel timor di Dio, divinamente ispirato, gli viene dato anche lo spirito di pietà e di generosità. %vuto "uesto, diventa pio di animo e di cuore, mansueto, generoso, pi0 #ervente, e cresce "uindi la divina somiglianza. & si ritrova, pi0 di prima, a suo agio nella "uiete di Dio, pi0 dilatato e pi0 immerso nelle virt0. Questa somiglianza e "uiete gli riescono pi0 soavi, "uanto pi0 diventa simile a Dio. & se si mette a combattere con grande impegno e pura intenzione contro le cose, che gli sono d’impedimento nell’esercizio delle virt0, ottiene anche il terzo dono della scienza e discernimento, per il "uale diventa esperto, assennato e sa che cosa #are o trascurare, "uando deve ricevere o "uando deve dare. %ttraverso la pura intenzione e l’amor di dio al di sopra di se stesso #a tutte le azioni con maggiore gioia. + obbediente al !adre, discreto col 2iglio, generoso e buono con lo Spirito Santo, e cos, vive in una certa somiglianza con la sacrosanta /rinità e, grazie alla carità e alla pura intenzione, riposa in Dio. In "uesto consiste tutta la ita %ttiva. Si eserciti pertanto, chi vuol progredire molto seriamente, agendo e obbedendo alla retta intenzione, si guardi da tutto ci) che è contrario alla virt0 e si getti sempre umilmente ai piedi del Signore (es0, per crescere di ora in ora nella somiglianza e nelle virt0. Se #arà "uesto, non potrà sbagliare. Se per) si limiterà solo a "uesto, rimarrà sempre nella ita %ttiva. Chiun"ue in#atti attende prevalentemente a "uegli esercizi che tengono occupato l’animo, e si lascia prendere dalla moltitudine delle opere, piuttosto che appro#ondire i motivi e le cause delle azioni* chiun"ue concentra il suo animo sulle attività, sui segni o riti dei sacramenti, sulle rubriche e consuetudini, pi0 che sulla divina verità che è in "ueste cose, rimane sempre attivo esteriormente. -on è molto* per), se le sue azioni son #atte con intenzione pura e retta, avrà la vita eterna. CAPITOLO >> Il dono della !ortezza Se colui che ha percorso tutto il cammino della ita %ttiva vorrà avvicinarsi maggiormente a Dio, intraprendere una pratica di vita pi0 elevata e raggiungere un grado superiore di per#ezione, deve portarsi dalle opere esterne alle loro cause, dai segni alla verità che essi contengono. Cos,, diventando padrone delle sue azioni e conoscitore della verità, potrà raggiungere la ita interiore %##ettiva e riceverà il "uarto dono di Dio, cioè lo spirito di #ortezza, col "uale potrà dominare avversità e prosperità, guadagni e perdite, speranze e preoccupazioni temporali, tutti gli ostacoli ed ogni molteplicità di cose che distraggono, "uesto dono lo libera da tutte le creature. & "uando sarà libero e sciolto da tutte le immagini, sarà padrone di se stesso, raggiungerà l’unità, senza #atica diventerà uomo interiore, e, al di là di "ualsiasi impedimento, con interna devozione, sublime a##etto, lode, ringraziamento e pura intenzione si convertirà a Dio. (usterà tutte le sue azioni e tutta la sua vita interna che esterna* anzi, posto innanzi al trono dell’adorabile /rinità, spesso sarà preso da un’interna e soave

consolazione. Chiun"ue in#atti si reca a "uesta mensa con lode e ringraziamento e la celebra con intima riverenza, ne beve il vino e gusta e mangia almeno le briciole che cadono da "uella mensa. 'a purezza e semplicità d’intenzione assicura una costante pace interna, e se uno persevera nella lode e nel ringraziamento e nella purezza d’intenzione sempre tesa verso l’alto, ottiene un duplice spirito di 2ortezza* avuto il "uale, non s’immergerà pi0 nei suoi desideri istintivi n$ s’indugerà pi0 in consolazioni, dolcezze, doni di Dio, "uiete, pace del cuore* passerà invece liberamente attraverso "ualsiasi dono e consolazione, per raggiungere il suo Diletto. + #orte, dun"ue, colui che respinge, abbandona e vince le "uiete occupazioni e le cose terrene. + #ornito poi di doppia 2ortezza colui che trascende "ualun"ue dono celeste e consolazione. Questi supera tutte le creature e, grazie al dono della 2ortezza spirituale, con grande virt0 e libertà, è padrone di se stesso CAPITOLO >< Il dono del consi%lio Quando nessuna cosa creata pu) vincerlo e impedirgli di perseverare nella sua #ortezza e tende a Dio con pura intenzione, lo loda e lo cerca al di sopra di tutti i suoi doni, gli vien dato da Dio il "uinto dono, che è "uello del Consiglio. Con "uesto dono Dio !adre lo chiama con i suoi eletti e lo attira alla sua destra. Il 2iglio gli parla dentro e gli dice: 6Seguimi presso il !adre, poich$ una sola cosa è necessaria8. 'o Spirito Santo gli apre il cuore e lo dilata e lo accende di ardente amore. vi nasce perci) un #orte calore e impazienza d’amore. chi ha il dono di "uesto Consiglio, sente un veemente impeto d’amore e niente che non sia Dio gli pu) bastare. !erci) abbandona se stesso e tutte le sue cose per trovare colui nel "uale ha imparato a vivere e nel "uale tutte le cose diventano una sola. '’uomo "ui deve preoccuparsi soprattutto di seguire Dio solo con intenzione pura e retta, di dominare se stesso con la ragione, di rinnegare completamente la sua volontà e di attendere la desiderata unione, #ino a "uando piacerà a Dio di concedergliela* in "uesto modo lo spirito del Consiglio si raddoppierà. + grande in#atti colui che esegue i comandi e i consigli di Dio, che abbandona se stesso e tutte le sue cose e, con amore impaziente e #iammante, dice: 6 enga il tuo regno8. !i0 grande ancora per) e pi0 #edele al consiglio di Dio è colui che rinnega e, per amore, supera la propria volontà e con umile riverenza dice a Dio: 6Sia #atta in tutte le cose la tua volontà, e non la mia8. Questo in#atti disse il Signore (es0, disse mai niente di pi0 giocondo, dilettevole e onori#ico per s$ e utile per noi, niente di pi0 gradito e amabile per il !adre n$ di maggior scorno per i demoni. In#atti, #u per "uella rinunzia alla sua volontà 4 secondo l’umanità 4 che siamo stati tutti salvati. &d è cos, che la volontà di Dio riempie di gioia piena e s"uisita l’uomo umile, che ama Dio e non vuole pi0 di ci) che vuole Iddio, anche se Dio dovesse volere ch’egli #inisse nell’in#erno. + cos, che la nostra natura è pienamente dominata, e Dio è sommamente onorato. % "uesto punto l’uomo è pronto a ricevere tutti i doni di Dio* e "uesto proprio perch$ ha

rinnegato se stesso, ha rinunziato alla propria volontà e si è dato tutto a tutti. In cambio, egli non desidera niente, non chiede niente* è contento di "uello che Dio gli vuol dare. !oich$ la volontà di Dio è la sua gioia. In "uesto modo chiun"ue, per amore, si concede e a##ida pienamente a Dio, è il pi0 libero di tutti gli uomini, vive senza a##anno, perch$ è certo che Dio non vuole, non pu) tollerare di perdere ci) che è suo. !er) Iddio, sebbene veda tutti i cuori e ci) che avviene nelle creature, tuttavia è solito mettere a prova "ualche volta "uesti uomini, per consolidare il loro rinnegamento di se stessi perch$ possano meritare di essere illuminati e vivano onorevolmente per Dio e utilmente per se stessi. % "uesto scopo "ualche volta Dio prende "ualcuno dalla sua destra e lo mette alla sua sinistra, lo leva dal cielo e lo depone nell’in#erno, permette che, privato delle sue delizie, venga coinvolto in grandi miserie, al punto che egli si senta disprezzato e abbandonato da Dio, ma anche da tutte le creature. 1a non temete. !erch$ se "uesti, prima, "uand’era tra l’amore e la gioia, pot$ rinnegare se stesso e la sua volontà, al punto che non cercava niente di suo, ma sempre e solo l’onore e l’amatissima volontà di Dio, pi0 #acilmente ora, tra pene, dolori e miserie, rinnegherà se stesso e non cercherà niente di suo, ma soltanto l’onore di Dio. Chi in#atti è pronto a #are grandi cose, è anche disposto a sopportare grandi cose. & poi il sopportare con animo tran"uillo le avversità è cosa pi0 nobile e pi0 accetta a Dio e anche pi0 gradita al nostro spirito, che #are con serenità delle cose grandi. Il patire in#atti è pi0 molesto alla nostra natura* perci), a parità di amore, lo spirito si esalata di pi0 e la natura è pi0 pro#ondamente dominata da un’a##lizione, o da una croce pesante, che da un’opera grande. & se poi lo spirito persevera in "uesto stato di rinunzia a se stesso e di noncuranza del piacere, come se non volesse e non conoscesse altro, allora lo spirito di Consiglio, che si è raggiunto, è doppio. Cos, #acendo in#atti si dà onore al consiglio e alla volontà di Dio, sia con l’azione, sia con la pazienza, concessione di se stesso e umile obbedienza* la natura ne risulta mirabilmente adorna e l’uomo diventa idoneo a ricevere la divina illuminazione nello spirito. CAPITOLO >G Primo %rado del dono dell’Intelletto !oi viene dato all’uomo il sesto dono, che è "uello dell’Intelletto. Questo dono l’abbiamo già paragonato a una sorgente con tre rivoli. In#atti "uesto dono #issa il nostro spirito nell’unità essenziale, scopre e rivela la verità e dà l’ampiezza della carità universale. Questo dono pu) essere paragonato anche ai raggi del sole. In#atti, come il sole permea l’aria di puro splendore ed evidenzia la varietà dei colori, mani#estando cos, a tutti la sua #orza, mentre il suo calore si di##onde e dà #econdità a tutta la terra, cos, il primo #ulgore di "uesto dono dà allo spirito una certa purezza che lo illumina con una specie di chiarore, come l’aria, "uando è illuminata dai raggi del sole. In#atti la grazia divina, che è il #ondamento di tutti i doni, come pura luce, dimora essenzialmente nel nostro intelletto passivo, e il nostro spirito, grazie a "uesta luce, prende vigore, diventa puro, viene illuminato

e, ripieno di grazia e dei doni di Dio, per via della grazia e dell’amore divino, ac"uista maggiore somiglianza con Dio. !er), poich$ è simile a Dio a suo modo e cerca e ama Dio con pura e retta intenzione, al di sopra di tutti i suoi doni, non è soddis#atto n$ della somiglianza n$ della luce creata. In#atti, secondo il suo pi0 pro#ondo essere, naturalmente e soprannaturalmente, tende alla stessa immensa natura dalla "uale discende. Inoltre poi l’originaria unità con l’essenza divina reclama e attira a s$ ci) che le è simile. !erci) lo spirito si getta e s’immerge #elice in Dio come nella sua "uiete eterna. 'a grazia di Dio sta a Dio come il raggio sta al sole, ed essa è il mezzo e la via che ci conduce a Dio, e col solo irradiarci, ci #a simili a Dio. 1a chi è simile a Dio, si immerge in Dio ogni momento, muore in Dio, diventa e rimane una cosa sola con Dio. 'a carità in#atti unisce a Dio e #a s, che rimaniamo e viviamo in unità. Diteniamo per) la somiglianza nella luce della grazia o della gloria, ed ivi possediamo noi stessi attivamente nella carità e nelle virt0* e allo stesso tempo, al di sopra dei nostri atti, nella nuda essenza del nostro spirito, nella luce divina, riteniamo l’unione con Dio ed ivi, al di sopra di tutte le virt0, possediamo Dio, nella "uiete. 'a carità in#atti opera eternamente in ragione della somiglianza con Dio, e l’unione con Dio riposerà eternamente nella #ruizione dell’%more. Questo è l’esercizio e l’attività, o il da #are, dell’amore. %llo stesso tempo la Carità opera e si riposa nel suo Diletto, e riposo e amore si corroborano l’un l’altro, in#atti, "uanto pi0 sublime è la Carità, tanto pi0 abbondante è il riposo, e "uanto pi0 pro#onda è la "uiete, tanto pi0 intima e intensa è la Carità. poich$ vivono l’uno nell’altro. Dun"ue, chi non ama, non sa che cosa sia la "uiete* e chi non ha "uiete, non ama. %vviene di solito, anche ai buoni, che credano di non amare Dio e di non riposare in Dio* ma è un ritrovato dell’%more, che dà "uesta impressione: vuole amare pi0 di "uanto po’* le #orze non reggono, e si accusa di non amare abbastanza. 1a in "uesto stesso atto essi praticano amore e "uiete. -essuno pu) capire come sia possibile amare attivamente e allo stesso tempo riposare nel godimento, se non si è totalmente concesso, è libero da ogni impaccio, "uieto e divinamente illuminato. eramente chiun"ue ama Dio, è una sola cosa con Dio, nella "uiete, ed è simile a Dio, per l’azione della Carità. Dio stesso in#atti, nella sua eccelsa natura, della "uale noi portiamo la somiglianza, secondo la /rinità delle !ersone, opera eternamente e l’una è per#ezione dell’altra. 'a "uiete sta nell’unità, l’azione nella /rinità e restano cos, per i secoli eterni. !erci), se uno vuol gustare Dio, amare e, se amerà, non resterà privo del gusto di Dio. !er), se sarà sazio di altre cose, non potrà percepire, al gusto, che cosa sia Dio. In breve, dun"ue: noi stessi, nelle virt0 e nella somiglianza di Dio, e al di sopra di noi stessi, attraverso l’amore, possederemo Dio nella "uiete e nell’unione. Questo basti del primo grado del dono dell’Intelletto, che riguarda come si #ondi nell’unità colui che è dotato di amore verso tutti.

CAPITOLO >F 3econdo %rado del dono dell’Intelletto Come, "uando tutto è illuminato dal sole, lo splendore del mondo, l’eleganza e la ricchezza delle cose prendono rilievo e si mani#estano ai nostri sensi e gli occhi illuminati allietano gli animi con la molteplice varietà dei colori, cos,, "uando diventiamo semplici e puri dentro di noi e il nostro intelletto passivo è illuminato e irradiato col dono dell’Intelletto, diventiamo capaci di cogliere le eccelse proprietà e attributi di Dio, che sono la causa di tutte le attività che promanano da 'ui. Sebbene gli uomini possano capire le opere di Dio e Dio stesso attraverso i suoi e##etti, tuttavia nessuno, che non sia #ornito di "uesto dono, potrà comprendere gli attributi dai "uali le opere di Dio promanano e avere un’intelligenza gustosa e adeguata di ci) ch’essi sono nella loro pro#ondità. + "uesto dono che c’insegna ad apprezzare la nostra nobiltà. Ci #a capaci di distinguere nella pratica delle virt0, come dobbiamo vivere secondo la verità eterna, senza smarrirci. Cos, colui che ne è illuminato, sa camminare secondo lo spirito e sa guardare e comprendere convenientemente tutte le cose del cielo e della terra. &gli pu) dirigere i suoi passi nei cieli, contemplando con tutti i santi la nobiltà del suo %mante: la sua sublime altezza e insondabile pro#ondità, la sua larghezza e altezza, la sua saggezza e verità, la sua bontà e ine##abile generosità e tutte le altre amabili proprietà e attributi, del tutto innumerevoli, della natura di Dio, e tutti in#initi, perch$ non si distinguono da 'ui stesso. %llora l’uomo illuminato abbassa gli occhi su se stesso e su tutte le creature e comprende con "uanta generosità, amore e bontà Dio le abbia create e arricchite di doni naturali d’ogni specie e come, al di là della natura, abbia voluto donare se stesso agli uomini, se solo vogliamo cercarlo e non ri#iutarlo. Questa considerazione delle molteplici ricchezze e doni di Dio, allieta meravigliosamente lo spirito, a condizione che siamo morti in Dio, a noi stessi, che viviamo e conversiamo nello spirito e impariamo a gustare le cose che rimarranno sempre. Questo dono dell’Intelletto ci mostra l’unità che abbiamo in Dio attraverso la #ruizione d’amore, che ci rapisce a noi stessi e ci mostra anche la divina somiglianza che portiamo in noi attraverso la carità e le virt0. Ci somministra anche luce e chiarezza per camminare con discernimento nello spirito, perch$ possiamo contemplare e conoscere Dio, attraverso immagini, e tutte le cose, a misura della luce, secondo la volontà di Dio e l’eccellenza della nostra intelligenza. Questo basti del secondo grado, che riguarda come l’uomo che arde di carità verso tutti, sia divinamente illuminato. CAPITOLO <H Terzo %rado del dono dell’Intelletto Come, #ino a "uando l’aria è illuminata dagli splendori del sole, cresce il calore e #econda tutte le cose* cos,, "uando la ragione e l’intelletto sono illuminati, per

conoscere la verità divina, la volontà 4 che è la nostra capacità a##ettiva 4 si riscalda e s’accende d’amore e di di##onde verso tutti. Questo dono in#atti, attraverso la verità che noi conosciamo, getta le basi di una certa carità vastissima e aperta a tutti. Quanto pi0 uno è semplice, tanto pi0 è calmo e sereno e pro#ondamente immerso in Dio e lucido di mente, ricco di buone azioni e disponibile verso tutti, egli trova meno ostacoli degli altri, perch$ è similissimo a Dio, Dio onnipotente in#atti è semplice nella sua essenza, è chiarezza nella intelligenza e di##usissima carità nelle sue opere. !erci) pi0 noi siamo simili a Dio in "ueste tre cose, tanto pi0 siamo vicini e uniti a 'ui. Dobbiamo perci) rimanere semplici nel #ondo dell’anima* dobbiamo considerare tutte le cose alla luce della ragione illuminata e in#ondere in tutte le azioni un amore universale* come il nostro sole che rimane sempre ci) che è, semplice e immutabile, ma il suo splendore e il suo calore si spandono sul mondo intero. Il !adre è il principio di tutta la divinità, "uanto ad essenza e "uanto alle !ersone. !erci) dobbiamo prostrarci con umiltà e rispetto davanti alla maestà del !adre* praticheremo cos, l’umiltà che è il #ondamento di tutte le virt0. Dobbiamo adorare con #ervore la potenza del !adre, dandogli onore e gloria* cos, saremo spiritualmente sollevati, poich$ il !adre trae dal nulla tutte le cose e le conserva. Dobbiamo dar lodi e ringraziamenti all’amore costante di Dio, e servirlo eternamente, perch$ ci ha liberati dal nemico e dalla morte eterna* è cos, che diventiamo liberi. Dobbiamo esporre, con umili preghiere, alla divina saggezza l’ignoranza e la cecità della nostra natura e implorare che tutti gli uomini siano illuminati con la conoscenza della verità: cos, Dio sarà anche da loro conosciuto e adorato. Dobbiamo implorare la misericordia di Dio sui peccatori, perch$ si convertano e progrediscano nelle virt0* cos, Dio sarà amato di pi0. Dobbiamo dare generosamente a "uelli che sono nell’indigenza attingendo alla ricchezza della bontà divina, perch$ tutti siano saziati e siano grati a Dio* cos, tutti possederanno Dio. dobbiamo o##rire al !adre con onore e rispetto tutto ci) che (es0 Cristo, nella sua umanità, ha #atto per servirlo con amore* cos, tutte le nostre preghiere saranno esaudite. Dobbiamo anche o##rire al !adre in Cristo (es0 l’interesse amoroso degli %ngeli, dei Santi e dei giusti, cos, ci uniamo a tutti loro nella gloria di Dio. !resenteremo inoltre al !adre il servizio della santa Chiesa, il sacri#icio augusto o##erto da tutti i preti e tutto ci) che possiamo capire e #are a nome di Cristo, per rassomigliare a Dio nella carità universale e per superare anche la somiglianza, unendoci a 'ui nell’unità essenziale. 1a dobbiamo rimanere sempre in unione con Dio ed e##onderci eternamente con 'ui e con tutti i Santi nell’amore per tutto e per tutti, e tornare sempre al seno dell’unità con lodi e ringraziamenti e immergerci, attraverso la #ruizione d’amore, nella "uiete essenziale. Questa è la pi0 ricca vita ch’io conosca, e "uesto è possedere il dono dell’intelletto.

CAPITOLO <A Il dono della sa ienza &d ora capitemi. /ornando in noi stessi, la #ruitiva unione con Dio ci appare come una caligine e come un "ualche cosa senza modo e incomprensibile. %ttraverso l’amore e la pura intenzione, lo spirito si raccoglie in se stesso e, mentre o##re attivamente tutte le virt0, #ruitivamente o##re se stesso al di sopra di tutte le virt0. In "uesta amorosa introspezione sboccia il settimo dono, "uello dello spirito di Sapienza, o della scienza saporosa, e il dono penetra non solo nella semplicità del nostro spirito, ma investe anche l’anima e il corpo con la sapienza e con un certo sapore spirituale. + "uesto dono un tocco, o scossa divina nell’unità del nostro spirito. + come una cascata e sorgente di tutti i doni, d’ogni grazia e virt0. In "uesto divino contatto ciascuno gusta il sapore delle sue pratiche spirituali e di tutta la sua vita, a seconda delle veemenza del tocco e della misura del suo amore. Era "uesta divina mozione è il pi0 intimo intermedio tra noi e Dio, tra la "uiete e l’azione, tra i modi, o gradi #initi e l’in#inito, tra il tempo e l’eternità. Dio produce in noi "uesta scossa spirituale prima di ogni altro dono, sebbene noi non ce ne rendiamo conto e non la gustiamo propriamente, se non alla #ine di tutto. !erch$, dopo che abbiamo cercato Dio, con amore, in tutte le pratiche spirituali, #in nelle pieghe pi0 intime dell’anima, è allora che sperimentiamo l’irruzione di tutte le grazie e di tutti i doni di Dio. Questo tocco, o scossa, lo sentiamo nell’unità delle nostre #acoltà superiori, al di sopra della ragione, ma non #uori di essa, perch$ sentiamo di essere toccati. /uttavia, se vogliamo sapere che cosa esso sia e donde venga, la nostra ragione, e "ualsiasi tentativo di ordine creato, viene meno. In#atti, anche se l’aria è piena di luce, piena di sole e l’acutezza della vista è #orte e penetrante, tuttavia, se uno pretende di seguirne con gli occhi lo splendore dei raggi e #issare la pupilla sull’asse del sole, gli occhi non possono non #allire nel loro s#orzo e subiranno passivamente lo splendore dei raggi. %llo stesso modo l’irradiazione dardeggiante della luce divina è cos, intensa e cos, #orte, "uando arriva alle nostre #acoltà superiori, che "ualsiasi attività di ordine creativo viene meno. Qui la nostra attività deve risolvere nel subire passivamente l’azione di Dio in noi, ed è l, che sta la sorgente di tutti i doni. In#atti se noi #ossimo capaci di accogliere Iddio con la sola nostra comprensione, &gli si concederebbe a noi senza intermediario, ma "uesto è impossibile, siamo troppo angusti per contener'o. &cco allora ch’&gli versa su di noi i suoi doni a seconda della nostra capacità e della "ualità del nostro allenamento spirituale. '’unità #econda di Dio sta al di sopra delle nostre #acoltà e non cessa mai di sollecitarci verso "uesta somiglianza che è #atta di carità e di virt0. Cos, noi ci sentiamo insistentemente scossi e spinti a rinnovarci sempre di pi0, per divenire pi0 simili a Dio nella virt0. In#atti, al rinnovarsi di "uesti tocchi divini, lo spirito è preso da #ame e sete e, con l’impeto e la veemenza dell’amore, si s#orza di penetrare tutto l’abisso della divinità, per vedere se gli riesce, almeno cos,, di

saziarsi. Il risultato è un perpetuo e avidissimo desiderio #amelico che, per "uanto si #accia, non viene mai soddis#atto. + che tutti gli spiriti amanti, ciascuno secondo la propria elevatezza e secondo il tocco di Dio, aspirano avidamente a Dio, ma Dio rimane ina##errabile per i nostri mezzi. Dimane perci) in noi una #ame perpetua, cupida e desiderosa. Quando incontriamo Iddio, lo splendore e il calore sono cos, vivi e immensi, che tutte le #acoltà vengono meno e, per e##etto dell’amore sensibile, si li"ue#anno nella loro stessa unità. Qui le nostre #acoltà devono sottostare all’operazione di Dio, come semplici creature* e "ui il nostro spirito, la grazia divina e tutte le nostre virt0 si tras#ormano, per cos, dire, in amore sensibile e non agiscono pi0, poich$ la #orza attiva dello spirito si è esaurita, e lo spirito è diventato esse stesso amore. !erci) ora lo spirito è capace di ricevere tutti i doni ed è idoneo a tutte le virt0. %l #ondo poi di "uesto amore sensibile c’è la sorgente viva, cioè la divina irradiazione, che opera dentro di noi, che ci muove ogni momento, incita, urge, ci tira dentro e ci #a espandere #uori con muovi atti di virt0. Ko spiegato cos, il #ondamento, l’origine e il modo di tutte le virt0. CAPITOLO <; Incontro allo 3 oso Era cercate di comprendermi. 'a smisurata irradiazione di Dio col suo incontenibile splendore, causa di tutti i doni e di tutte le virt0, tras#orma l’inclinazione #ruitiva del nostro spirito e la compenetra con una inde#inibile e smisurata luce. In "uesta luce lo spirito s’immerge, e si smarrisce in una "uiete #ruitiva senza limiti n$ #ondo* "uiete che non pu) essere conosciuta che in se stessa, cioè, abbandonandosi ad essa. !oich$, se potessimo comprenderla, sarebbe già soggetta a "ualche modo, o misura, e allora non porterebbe pi0 soddis#arci, e il riposoL"uiete diventerebbe irre"uietezza perpetua. !erci) l’inclinazione pura, immensa e amorosa del nostro spirito produce in noi l’amore #ruitivo* "uesto amore è un abisso che non ha #ondo. 1a l’abisso di Dio vuole un altro abisso in corrispondenza dell’amore #ruitivo. Questa interna sollecitazione di Dio 4 non so chiamarla altrimenti 4 è una inondazione di luminosità essenziale. & "uesta luminosità ci avvolge in un abbraccio di immenso amore, ci porta #uori di noi stessi e ci #a scivolare nella caligine scon#inata della divinità. Cos, uniti a Dio, senza intermediario, diventando una sola cosa con lo spirito di Dio, potremo incontrare Dio con Dio, e con 'ui e in 'ui possedere per sempre la nostra salvezza e beatitudine eterna. CAPITOLO <. Il rimo modo di 'uesto incontro su remo Questa vita intima si svolge in tre modi.

Qualche volta l’uomo interiore si ritira semplicemente in se stesso con una inclinazione #ruitiva, al di sopra di ogni attività e di ogni virt0, cerca dentro di s$ semplicemente con amore #ruitivo, e incontra Dio direttamente. Dalla sua parte. Dio raggia su di lui una semplice luce, che si mostra a lui come caligine, nudità, nulla. 'a caligine lo circonda, sparisce ogni modo, come se egli #osse smarrito. In "uesta nudità egli perde la #acoltà di vedere distintamente le cose e si lascia tras#ormare e permeare da una certa pura chiarezza. -el nulla, dente venir meno ogni attività, poich$ l’operazione dell’immenso amore di Dio supera lui e ogni sua azione, ma egli, a sua volta, nella #ruitiva inclinazione del suo spirito, vince in "ualche modo Dio e diventa un solo spirito con 'ui. In "uesta unione con lo spirito di Dio gli è concesso di gustare un sapore delizioso, possiede la divina essenza. 5na volta inabissato nell’essenza divina, viene ricolmato di una #elicità in#inita, delle ricchezze di Dio stesso. & da "uesta pienezza di amore sensibile, scende nel cuore e nelle #orze del corpo un gusto, o sapore, sensibile e penetrante* "uesta in#usione rende l’uomo internamente immobile e incapace di dirigere se stesso e le sue azioni. -el #ondo del suo essere, nell’anima e nel corpo, non conosce e non prova altro che una certa chiarezza con piacevoli sensazioni e gusto di##uso. Questo è il primo modo, che è vuoto* perch$ svuota l’uomo di ogni attività, lo solleva al di sopra delle opere e delle virt0 e lo unisce a Dio e assicura la stabilità delle pratiche pi0 intime, che si possono esercitare. !erci) ogni volta che un uomo giusto è alle prese con un a##are, o con una pratica di virt0, e ogni volta che è assalito da immagini, in modo che non pu) raccogliersi, a suo piacere, in se stesso, trova un ostacolo a "uesto primo modo, poich$ "uesto modo è proprio "uello nel "uale tutte le cose vengono scavalcate e superate, e si giunge a un santo riposo e "uiete. CAPITOLO <= Il secondo modo dell’incontro su remo %vviene talvolta che "uest’uomo interiore si rivolga a Dio col desiderio e con l’azione, per dargli onore e gloria, per o##rirgli se stesso e ci) che pu) #are, e consumarsi nell’amore di Dio* "ui egli incontra Dio attraverso un intermediario. Intermediario o mezzo è il dono della Sapienza* la "uale, come abbiamo già detto, è #onte e origine di tutte le virt0 e spinge ogni uomo giusto, a seconda del suo amore, alle virt0* un uomo interiore per) a volte è toccato e acceso da tale amore, che tutti i doni di Dio e tutto ci) che Dio gli pu) donare, #uori di Se Stesso, gli sembra poco e insu##iciente, e non serve che ad accrescere l’incontenibilità del suo desiderio. &gli in#atti percepisce "ualche cosa nel pro#ondo, là dove tutte le virt0, dove l’amore vive e da dove la #ame e la sete d’amore si sviluppano tanto che egli, per eccesso d’amore, viene meno, si esaurisce e si consuma nell’amore. ha #ame e sete di Dio. ogni volta che percepisce un raggio di luce divina, è preso da Dio ed è scosso dal nuovo contatto

d’amore. Cos,, vivendo muore e morendo risuscita* e l’avida #ame e sete d’amore si rinnovano in lui ogni momento. Questo è il secondo modo che potremmo chiamare a##ettuoso, nel "uale l’amore ha già una somiglianza con Dio e vuole unirsi con 'ui. Certo "uesto modo è superiore al precedente ed è pi0 utile a noi* è anche causa di "uello, poich$ nessuno pu) trascendere le azioni e giungere alla "uiete, se prima non ha ardentemente e attivamente amato. !erci) la grazia di Dio e l’amore attivo devono precedere e seguire le azioni. -on possiamo in#atti ac"uistare meriti n$ possedere Dio, senza atti d’amore, e neanche, senza amore, possiamo conservare ci) che abbiamo già con"uistato con l’amore. Stando cos, le cose, nessuno, che sia sano di mente e sa "uello che dice e abbia le #acoltà di amare e di operare, pu) stare a riposo. Qualsiasi buono per) viene impedito in "uesto esercizio interno, ogni volta che si #erma o indugia nei doni di Dio o in "ualche creatura, poich$ "uesto secondo modo è una #ame che niente pu) saziare, #uori di Dio. CAPITOLO <@ Il terzo modo dell’incontro su remo Da "uesti due modi proviene il terzo, che è una ita Interiore secondo i precetti della giustizia. Era sentite bene. Dio viene a noi, senza sosta, con o senza intermediario, e ci chiede di agire e di #ruire di 'ui, ma in modo che una cosa non sia impedita dall’altra, ma che sia piuttosto sostenuta e ra##orzata dall’altra. !erci) la vita dell’uomo interiore ha due sensi: la "uiete e l’azione* nell’una e nell’altra per) dev’essere intero e indiviso, poich$ egli è tutto in Dio, nel "uale riposa #ruitivamente, ed è tutto in se stesso, dove ama attivamente. &d è messo all’erta ogni momento da Dio, perch$ rinnovi ambedue le cose. 'a "uiete e l’azione. & la giustizia, che anima lo spirito umano, vuole dare a Dio ogni momento tutto ci) ch’&gli s’aspetta. Cos, a ciascuna irradiazione di Dio, attiva o passiva, lo spirito si raccoglie in se stesso e con "uesto atti si rinnova in tutte le virt0 e s’immerge pi0 pro#ondamente nella "uiete #ruitiva. In un solo atto Dio dona Se Stesso e tutti i suoi doni* e parimenti lo spirito, ogni volta che rientra in s$, dona a Dio se stesso e tutte le sue azioni. 1a attraverso la luce che Dio irraggia dentro, attraverso l’inclinazione a #ruire di 'ui, e attraverso l’amorosa immersione e li"ue#azione, lo spirito tende verso Dio e senza sosta viene rapito e portato nella "uiete. !oi, attraverso i doni dell’intelletto e della sapienza saporosa, subisce un tocco che lo stimola all’azione e, all’istante, è illuminato e acceso d’amore. (li viene presentato e o##erto tutto ci) che un uomo pu) desiderare. 3rucia "uindi di #ame e di sete, perch$ vede il cibo degli %ngeli e la bevanda celeste. Suda nelle pene d’amore. ede il suo riposo. + pellegrino e ha sotto gli occhi la sua patria. ede la corono che gli è preparata e combatte per la vittoria. & poi alla sua ragione illuminata, senza misura n$ numero, vengono #atti vedere consolazione, pace, gioia, bellezza, ricchezza e tutto ci) che pu) esilarare il cuore #erito d’un uomo. Questa

vista e il tocco divino rendono l’amore perpetuamente attivo. 5n uomo giusto di "uesta portata ha già certamente nel suo spirito una vera vita che consiste in un’azione e una "uiete atte a durare eternamente* tuttavia al termine della vita presente, la vita sarà tras#ormata e portata ad un livello ancora pi0 alto. Questa è la vita dell’uomo secondo la giustizia: si avvicina a Dio con intimo amore e perpetua azione, s’immerge in Dio con #ruitiva inclinazione, godendo di una pace perpetua* rimane in Dio e tuttavia con amore universale va verso tutte le creature gioiosamente praticando le virt0 e la giustizia. Questo è il terzo grado pi0 alto della ita interiore. Certo perci) tutti "uelli che non esercitano la "uiete e l’azione, non hanno raggiunto la giustizia. Del resto, il giusto del "uale parliamo, "uando si raccoglie innanzi a Dio, non saprebbe trovare alcun ostacolo, poich$ egli si raccoglie interiormente, #ruitivamente e attivamente. '’uomo in#atti è simile a un doppio specchio, che ri#lette le immagini su ambedue le #acce. -ella parte superiore, l’uomo riceve Dio con tutti i suoi doni e, nella parte in#eriore, riceve dai sensi le immagini corporali. !erci) egli pu) raccogliersi in Dio, a suo piacere, e praticare la giustizia senza impedimento. 1a l’uomo in "uesta vita è mutevole e capita sovente ch’egli si volti indietro e, senza il consenso della ragione illuminata, si muova senza necessità e per la pressione dei sensi* vengono cos, le debolezze "uotidiane. 1a "ueste, nel raccoglimento amoroso dell’uomo giusto, sono come una goccia d’ac"ua in una #ornace ardente. Cos, "uesto #inisce la "uarta e ultima parte, "uella che tratta le parole del Signore: &ncontro a lui* e "ui mettiamo anche #ine a "uanto riguarda la ita Interiore. CAPITOLO <> Primo modo errato di vita de%li oziosi s irituali Qui per), prima di passare ad altro, è opportuno #ar menzione di alcuni che sembrano buoni e tuttavia menano una vita contraria a "uesti tre modi e a tutte le virt0. Ciascuno, dun"ue, si esamini bene. 5n uomo che non è attirato n$ illuminato da Dio, non sente il tocco d’amore e perci) non pu) essere unito a Dio n$ attraverso il desiderio attivo, che porta vicino a Dio n$ attraverso la semplice #ruitiva "uiete, che riposa in Dio. In#atti tutti coloro che, privi di carità soprannaturale, vivono ripiegati su se stessi, vanno cercando la loro "uiete nel possesso di cose estranee* e tutte le creature, per natura, rincorrono la "uiete. 'a cercano i buoni e i cattivi in molti modi. Era #ate attenzione. Quando un uomo è riuscito a spogliarsi e liberarsi di ogni immagine, "uanto ai sensi, e si è sganciato da ogni attività, "uanto alle #acoltà superiori, egli arriva alla "uiete per il solo processo naturale* e "uesta "uiete la possono trovare e possedere tutti gli uomini in se stessi, per via naturale, senza alcun intervento della grazia di Dio. 1a l’uomo che ama Dio non pu) possedere "uesta "uiete. In#atti l’amore di Dio e il tocco della grazia di Dio non sono oziosi*

perci) l’uomo interiore e legato a Dio non pu) durare a lungo in se stesso, in una "uiete naturale, che per lui è un vuoto. (uardate, di grazia, in "uale modo si pratiche la "uiete naturale. I cultori di "uesta "uiete si mettono seduti e rimangono #ermi e inoperosi, senza nessuna pratica n$ interna n$ esterna, per con"uistare la "uiete desiderata, senza esserne impediti da cosa alcuna. 1a accomodarsi in "uesta "uiete è innaturale e illecito. 5na "uiete di "uesta specie #avorisce e coltiva nell’uomo la cecità e l’ignoranza di tutte le cose e #a s, che un uomo, senza #ar nulla, si concentri tutto in se stesso. "uesta "uiete non è altro che una pigrizia volontaria, alla "uale "uesti, dei "uali parliamo, si dedicano con tanto ardore, da dimenticarsi, per "uanto riguarda le azioni ,di Dio, di se stessi e di tutte le cose. Questa "uiete, dun"ue, è totalmente opposta alla "uiete soprannaturale, che si ottiene in Dio, poich$ "uesta è un’amorosa li"ue#azione dello spirito, con una purissima a##acciata sullo splendore incomprensibile. %nzi "uesta "uiete soprannaturale, in cerca della "uale si corre sempre attivamente con pro#ondo desiderio, la si trova nell’inclinazione #ruitiva e la si possiede nell’amorosa immersione* e anche dopo che è stata raggiunta e posseduta, viene tuttavia ricercata. Questa "uiete, dico, è tanto al di sopra della "uiete naturale, "uanto Dio sovrasta le creature. S’ingannano perci) pienamente tutti coloro che, avendo di mira se stessi, si adagiano mollemente nella "uiete naturale e non cercano Dio nei loro desideri e tanto meno lo trovano nell’amore #ruitivo. !oich$ una "uiete di tal genere in verità è un in#ingardo #ar nulla, da loro stessi inventato, perch$ possano dedicarsi totalmente a "uanto, per natura e consuetudine, essi sono portati. 1a in "uesta "uiete naturale Dio non lo si pu) trovare, sebbene &gli sia solito avviarvi "uelli che lo cercano con amore, in#atti vi possono arrivare anche (iudei e pagani e per#ino i pi0 grandi peccatori, se hanno agito sempre in buona #ede, e riescono a liberarsi da immaginazioni e preoccupazioni. In "uesto naturale riposo si prova una grande e piacevole pace, che in se stessa non è certo un peccato, tanto pi0 che la si trova in tutti gli uomini, purch$ riescano a liberarsi da tutto. 1a se uno si propone di dedicarsi senza il desiderio e la pratica delle virt0. + già #inito nel vizio. !oi precipita nella superbia spirituale, cioè nella compiacenza di se stesso 4 vizio che non si cura "uasi mai completamente 4 e si convince anche "ualche volta di essere ci) che non è e di avere ci) che non ha. Quando dun"ue uno possiede a "uesto modo la sua "uiete in un riposo inoperoso e pensa che "ualun"ue amorosa conversione e congiunzione con Dio gli sia d’impedimento, se ne sta seduto nella sua "uiete e conduce una vita contraria al primo modo, da noi spiegato, nel "uale l’uomo si unisce a Dio* e "uesta è la causa di ogni errore nella vita spirituale. !roponiamo una analogia. /utti gli spiriti angelici, che #in dal principio della creazione si rivolsero a Dio con tutti i doni che avevano da 'ui ricevuto, posseggono la #elicità e la "uiete eterna* "uelli per) che, ripiegati in se stessi, volevano cogliere la "uiete in se stessi e "uesto con vana compiacenza nella luce naturale, hanno avuto s, una "uiete, ma breve e illecita. Subito dopo, accecati,

precipitarono a gran distanza dalla luce eterna, nelle tenebre e nella in"uietudine eterna. CAPITOLO << I vizi s irituali dei i%ri i 'uali menano una vita contraria al secondo modo !er), "uando uno si crea una "uiete tutta inerte, senza nessun interesse, o amore, di Dio, #acilmente cade in "ualsiasi errore, poich$ avulso da Dio e tutto ripiegato con amore naturale su se stesso, s’attacca a "ualsiasi con#orto, dolcezza e a "ualun"ue cosa. + simile a un mercante poich$, in tutti i suoi atti, pensando a se stesso, pensa al suo guadagno, pi0 che all’onore di Dio. Certo, chiun"ue è pieno di "uesto amore naturale soltanto, possiede se stesso con #orte senso di proprietà e non rinunzia a##atto a se stesso. Ce n’è di gente di "uesto tipo. 1enano una vita rigida e aspra, #anno grandi penitenze, ma solo a scopo di ac"uistare #ama di grande santità e averne un gran premio. Egni amore naturale in#atti è rivolto a se stesso e cerca onori in "uesta vita temporale e anche il #avoloso premio dell’eterna. alcuni di "uesti hanno molti desideri e chiedono a Dio cose rare e singolari* ma spesso vengono ingannati, perch$, col permesso di Dio, ottengono ci) che chiedono per intervento del demonio* essi per) lo attribuiscono al valore della loro santità e si credono meritevoli di tutto. Il che non #a meraviglia, perch$ "uesti sono malati di superbia e non sono toccati da Dio n$ illuminati. Contano solo su se stessi. 3asta una piccola consolazione per esaltarli, poich$ non sanno "uanto sono vuoti. Son tutti tesi alla soddis#azione del loro io e vanno in cerca di doni spirituali* ma "uesta è lussuria spirituale, perch$ è una disordinata tendenza dell’amore naturale, che è sempre rivolto a se stesso e cerca il proprio tornaconto in tutte le cose. Sono malati di superbia spirituale e cercano sempre di soddis#are la propria volontà. !ertanto si attaccano talvolta cos, #ortemente a ci) che vogliono, che lo pretendono importunatamente anche da Dio, e non di rado vengono ingannati dal demonio e "ualcuno viene per#ino posseduto dal maligno. -aturalmente, tutti "uesti vivono una vita contraria alla carità e a "uell’amoroso ritorno su se stessi in cui uno o##re a Dio tutto se stesso e tutto ci) ch’egli è capace di #are, e niente pu) sedare il suo desiderio di Dio e niente gli pu) bastare, #uori del bene incomprensibile di Dio. 'a carità è il vincolo d’amore che ci innesta in Dio. !er essa rinunziamo a noi stessi e ci uniamo a Dio, e Dio si unisce a noi. Invece l’amore naturale si ripiega su se stesso e cos, rimane solo. -egli atti esterni somiglia alla carità, come si somigliano due capelli dello stesso capo, ma nelle intenzioni la diversità è enorme. In#atti colui che è pieno di carità e ri#erisce tutto a Dio, guarda e cerca sempre l’onore di Dio* invece chi ha solo amore naturale, ha per scopo sempre se stesso e il suo interesse. Quando per) l’amore naturale prende il sopravvento sulla carità, l’uomo cade in "uattro peccati* superbia spirituale, avarizia, gola e lussuria. Cos, cadde %damo nel paradiso terrestre e in lui cadde tutta la natura umana. !oich$ %damo am) se stesso disordinatamente, con amore naturale, e

"uindi staccato da Dio, ne disprezz) il comando* superbamente pretese l’attribuzione della scienza, volle il piacere della gola e speriment) il prurito della lussuria. %l contrario l’intemerata ergine 1aria, che noi chiamiamo itale !aradiso, trov) la grazia perduta da %damo e tanta di pi0. + la madre del bell’%more. Si rivolse a Dio con ardentissima carità* concep, Cristo nell’umiltà e, adorna di tutte le virt0, lo o##r, al !adre con tutta generosità. -on gust) mai golosamente alcun dono di Dio n$ lo chiese. /utta la sua vita risplendette di castità. Colui che si mette a imitare "uesta santissima ergine, supera tutto ci) che è contrario alla virt0 e arriverà a "uel regno, dove suo 2iglio regna in eterno. CAPITOLO <G 0li errori dei i%ri c$e si o

on%ono al terzo modo

5no che ha ottenuto un naturale appagamento e se lo gode senza #ar nulla, tenendo di mira in tutte le azioni solo se stesso, e persevera ostinatamente nel culto del suo io, non potrà mai essere unito a Dio, perch$ la sua vita è viziosa e manca di carità. ma "uesta è la peste di coloro che vivono in opposizione al terzo modo: peste peggiore delle due precedenti. 'a loro è una vita a##atto ingiusta e piena di errori. Stia molto attento il lettore alla spiegazione, perch$ capisca bene ci) che stiamo per dire. Costoro credono di essere dei contemplativi, anzi i pi0 santi che ci sono al mondo* invece la via che seguono è totalmente contraria a Dio, ai Santi e a tutti i buoni. Esservi il lettore la loro dottrina, e li potrà conoscere dalle loro parole e #atti. !er "uell’appagamento che sentono, credono di essere liberi da ogni cosa terrena e uniti a Dio direttamente* non solo, credono anche di potersi mettere al di sopra del culto e della disciplina della Chiesa, al di sopra dei precetti di Dio, della legge e degli atti di virt0. Sono persuasi che "uella loro soddis#azione è indice di tale eccellenza di stato, che non debbano essere disturbati da alcun atto, per "uanto speciale e illustre, perch$ la loro condizione superiore è già superiore a tutte el virt0. !erci) si dedicano a un’assoluta passività e non #anno niente in nessun senso, se ne stanno come un arnese, che sta in attesa di uno che l’adoperi. !ensano in#atti che, se #anno "ualche cosa, rischiano d’impedire l’opera di Dio. si guardano cos, da ogni azione e pratica di virt0* non lodano, non ringraziano Dio, non pregano, non cercano di conoscere Dio n$ di amarlo. Credono d’aver già conseguito tutto ci) che potrebbero desiderare e chiedere. !er lodo, "uesta è vera povertà di spirito, poich$ non esercitano a##atto la volontà, hanno detto addio a tutto e vivono senza #are pi0 neanche una scelta. Credono di essere pienamente liberi e in "uiete e di aver superato tutti i gradi della per#ezione e di possedere già tutto "uanto la Chiesa vuol raggiungere con le sue istituzioni. Ermai, come essi dicono, nessuno, neanche Dio pu) aggiungere o togliere "ualche cosa a loro. Kanno #atto tutto: esercizi spirituali, culto, virt0 e hanno raggiunto la pura "uiete, dove sono sciolti da ogni obbligo di virt0. Qui, dicono, ci vuole pi0 impegno a tenersi in "uiete, #uori di ogni esercizio di virt0, che praticarle. !erci) reclamano

libertà e non vogliono obbedire a nessuno: n$ a papa n$ a vescovi, n$ a prelati. %ll’esterno #anno una certa mostra di obbedienza, internamente per) non si sottomettono a nessuno. Ci) che #a la santa Chiesa non li riguarda, pretendono di essere esenti da ogni giurisdizione. 'a loro dottrina è che, #ino a "uando uno s’impegna ad ac"uistare le virt0, non è ancora per#etto, non ha ancora compreso la loro spirituale povertà e la loro "uiete. Si reputano pi0 per#etti degli %ngeli e dei Santi. -on possono meritare pi0 di "uanto hanno già meritato, non possono progredire oltre nelle virt0 e non possono commettere peccati. !erch$ non hanno pi0 una loro volontà e, avendo consegnato il loro spirito a Dio nella "uiete, sono una cosa sola con Dio e in se stessi non sono niente. Dicono "uindi che tutto ci) che è voluto dal loro corpo è lecito, perch$ essi sono in uno stato di innocenza, anzi, per loro, non c’è alcuna legge. Quindi, se il loro corpo richiede "ualche cosa, o se "ualche privazione li mette a disagio, soddis#ano gli stimoli della natura, perch$ la "uiete dello spirito non deve essere mai ostacolata. !erci) non si curano di digiuni, #este, precetti, a meno che non ci sia una ragione umana. ivono senza coscienza, ma non vedono niente di male. Spero che di "uesti non ce ne siano molti* ma, "ualun"ue sia il loro numero, sono certamente i peggiori di tutti i mortali, ed è di##icile che si ravvedano* anzi talvolta il demonio s’impossessa di loro. iste per) le Sacre Scritture, studiate le parole e le istituzioni di (es0 Cristo, è evidente la #alsità della loro dottrina, e la loro condotta è completamente a rovescio. CAPITOLO <F Un’altra specie di oziosi spirituali Eltre a "uesti c’è anche un’altra specie di uomini perversi, dediti all’ipocrisia e alla simulazione, i "uali per) in "ualche cosa si distinguono e sono contrari ai precedenti. Convengono con i precedenti, in "uanto dicono di essere soggetti all’azione di Dio, di essere liberi da ogni attività e in "uiete, e che non sono altro che uno strumento col "uale Dio #a "uello che vuole e come vuole. %##ermano, dun"ue, ch’essi vivono solo in passività, senza nessuna azione e che le opere che Dio #a per loro mezzo sono pi0 eccellenti e di pi0 merito di "uelle di chiun"ue altro che le #accia in grazia di Dio. dicono, dun"ue, che Dio agisce in essi, che essi non #anno niente e che Dio è l’autore di tutti i loro atti. !oi, come gli altri, a##ermano ch’essi non possono commettere alcun peccato, perch$ è Dio che #a tutto in loro, che essi sono in piena "uiete* che solo ci) che vuole Dio, è #atto per loro mezzo, nulla di pi0. Questi uomini, messa da parte ogni attività, si danno alla "uiete e vivono senza #ar mai una scelta. !ro#essano un modo di vita semplice e rassegnato. Sopportano tutto ci) che accade con tran"uillità* ritengono di essere strumenti dei "uali Dio si serve a suo arbitrio, e in molti modi emulano i costumi dei giusti* ma in alcune cose gli sono contrari. /utto ci) in#atti a cui sono internamente stimolati, sia che corrisponda e sia che si opponga alla virt0, dicono che proviene dallo Spirito Santo. 1a in "uesto e in altre cose di "uesto genere, si sbagliano. + certo in#atti

che lo Spirito Santo non vuole, non consiglia e non opera in alcun modo cose che non vadano d’accordo con Cristo e con le direttive della Chiesa. Con#esso poi che è di##icile riconoscere costoro, a meno che uno sia illuminato e abbia il discernimento della volontà divina. %lcuni di essi in#atti sono molto sottili e sanno come mascherare le cose che sono contrarie alle virt0 e come ricoprirle di veli. Sono attaccati alla propria volontà con tanta pertinacia e sono cos, ostinati che pre#eriscono morire piuttosto che rimangiarsi una sola parola da loro pronunziata. Si de#iniscono i pi0 santi e i pi0 illuminati tra i viventi. 1a si distinguono dai precedenti, perch$ credono di poter #are progressi e di poter meritare ancora, mentre "uelli asseriscono che non possono meritare pi0 niente, perch$ sono ormai nell’unità divina e nella "uiete, dove non si pu) progredire, perch$ là c’è solo "uiete. 1a gli uni e gli altri sono perversi e i peggiori degli uomini e da tener lontani, non meno che lo stesso nemico in#ernale. 1a che siano #alsi e #uorviati non lo pu) capire se non colui che ha compreso ci) che in molti modi siamo andati dicendo. ivono una vita contrari a Dio, alla giustizia e a tutti i Santi* sono veri precursori dell’%nticristo e gli preparano la strada con ogni errore e in#edeltà. !retendono di essere liberi e immuni dai precetti di Dio e delle virt0, beati e uniti a Dio, senza amore di carità, contemplatori di Dio, senza l’intuito penetrante dell’amore, e i pi0 santi dei Santi, senza opere di santità. ogliono #ar credere di essere beati in Colui che non amano e che sono sublimati in Colui che non sentono e non desiderano, e che #anno a meno di tutte le virt0 e di ogni ricorso a Dio e che se ne stanno in completa "uiete, per non essere d’impedimento all’azione di Dio. !ro#essano che Dio è creatore e signore di tutte le cose, ma non vogliono n$ lodarlo n$ ringraziarlo. !ro#essano che la sua potenza e le sue ricchezze sono in#inite, ma pretendono ch’&gli non possa aggiungere nulla a ci) che’essi hanno già* che essi non possono meritare pi0 di "uanto hanno meritato, n$ perdere, n$ progredire, n$ scadere. Sebbene alcuni la pensino diversamente, dicono che essi meritano premi maggiori di tutti gli altri, perch$ Dio stesso opera per loro mezzo ed essi sono i soggetti dell’opera di Dio, che sono manovrati da Dio* nel Quale, bontà loro, sta la ragione ultima del merito. -on è possibile sbagliare pi0 grossolanamente. Ci) che dicono non è solo #also* è impossibile. !erch$ l’azione di Dio è eterna e immutabile* &gli muove solo Se Stesso e in "uesta azione nessuna creatura pu) meritare o progredire, perch$ "ui viene in causa solo Dio, al "uale non pu) essere tolto n$ aggiunto proprio niente. 'e creature, per virt0 di Dio, hanno azioni proprie e particolari per natura, grazia e gloria* e di "ueste azioni, "uelle che sono #atte in stato di grazia, mentre raggiungono in terra il loro scopo, durano poi eternamente nella gloria. & se #osse possibile 4 ma è impossibile 4 che una creatura libera possa 4 "uanto all’azione 4 tornare nel nulla e diventare inerte com’era prima che esistesse 4 che #osse cioè una cosa sola con Dio, come "uando esisteva in Dio come idea 4 non potrebbe certamente meritare niente, come non merit) niente "uando non esisteva, e non avrebbe santità e #elicità, pi0 di "uanto non ne ha un sasso o un pezzo di legno.

!oich$, senza proprie azioni, senza amore e senza conoscenza di Dio, non possiamo essere beati. Da tutta l’eternità Dio esiste ed è beato, ma "uesto non porta a noi nessun vantaggio. & perci) "uella "uiete che costoro pretendono di coltivare è soltanto una mera impostura. In verità essi non solo cercano di mascherare la loro perversità, ma la vogliono anche anteporre a tutte le virt0 e darle il pi0 sublime prestigio. & "uesto cercano di ammantarlo, perch$ appaia come la migliore delle cose. -on c’è dubbio, dun"ue, che costoro stiano contro Dio e contro i Santi e che siano somigliantissimi ai demoni e ai dannati dell’in#erno, che no amano n$ conoscono Dio, e ri#iutano ogni lode, ringraziamento e atto d’amore verso di 'ui* e "uesta è la ragione per cui la loro dannazione resta eterna. % costoro, dei "uali stiamo parlando, non rimane altro che di essere trasportati dal tempo all’eternità e che la giustizia di Dio sia mani#estata nei loro atti. 1a Cristo, 2iglio di Dio il "uale nella sua umanità è capo, norma e regola di tutti i buoni, perch$ indirizzino rettamente la propria vita, #u, è e sarà intento ad amare, desiderare, ringraziare e lodare Dio !adre, per tutti i secoli, insieme a tutti i Santi. & sebbene nella sua anima &gli #osse ed è unito alla divinità ed è #elice e beato, pure &gli non pot$ mai avere "uesta specie di insulsa "uiete e non l’avrà mai. 'a sua anima gloriosa in#atti, e cos, "uella di tutti i beati, attraverso l’amore, è sempre unita a Dio, come se avesse #ame e sete, e come se, dopo aver gustato Dio, non potesse mai essere saziato. '’anima di Cristo e tutti i Santi, al di sopra di ogni desiderio 4 ma l, non c’è che un solo desiderio 4 sono intenti alla #ruizione di Dio. & "uesta è la beatitudine eterna di Dio e dei suoi eletti. %gire e godere Dio è la beatitudine ed la vita di Cristo, di tutti i Santi e dei buoni, a seconda della carità di ciascuno. Questa è la giustizia che non #inirà mai. !erci) la nostra perpetua cura dev’essere "uella di adornarci di tutte le virt0 interne ed esterne, come hanno #atto i Santi, e di presentarci con tutte le nostre azioni innanzi a Dio in umiltà e amore. Se #acciamo cos, andiamo davvero innanzi a 'ui con tutti i suoi doni e siamo toccati dall’amore divino e veniamo colmati di #ede e benevolenza verso tutti. %llora emaniamo vera carità, veniamo consolidati nella pace e dentro veniamo #issati nella divina somiglianza. %ttraverso "uesta somiglianza, attraverso l’amore #ruitivo e lo splendore divino, ci versiamo nell’unità e incontriamo Dio, per mezzo di Dio, senza intermediario, nella "uiete e nella gioia. Cos, andremo eternamente in Dio, ricevendo e ri#luendo senza intermediario, "uesta sarà vita Interiore per#ettamente posseduta. Ce lo conceda il misericordiosissimo Dio. %men.

LIBRO TERZO CAPITOLO A 7uelli c$e !anno arte di 'uesta vita /re cose caratterizzano la ita Contemplativa dell’uomo spirituale che ama Dio: "uiete #ruitiva, amore attivo tutto rivolto a Dio, culto delle virt0 secondo giustizia in tutta la vita. '’uomo interiore e giusto arriva alla divina contemplazione soprannaturale* ma è Dio che liberamente lo sceglie, per elevarlo alla contemplazione nella luce divina e in modo divino. Questa contemplazione ci mette in uno stato di purezza cos, netta, che supera ogni nostra aspettativa, perch$ si tratta di un ornamento speciale, di una corona celeste e del premio eterno di tutte le nostre virt0 e di tutta la vita. Qui non si arriva grazie alla scienza, a intuizione o pratica alcuna. Solo colui che Dio vuole unire a S$ nello spirito e si degna di illuminarlo da Se Stesso* "uesti e nessun altro pu) contemplare Dio. 'a stessa natura divina in eterno contempla e ama le !ersone attivamente e nell’unità dell’essenza, gode l’abbraccio eterno delle !ersone. In "uesto abbraccio, nell’unità essenziale di Dio, tutti gli spiriti consacrati all’amore di Dio diventano una cosa sola con 'ui, nel Quale si immergono e li"ue#anno* diventano, per la grazia, "uella stessa unità, che è la Divina &ssenza in se stessa. Di "uesta sublime unità della divina natura è principio e sorgente il celeste !adre di ogni operazione che avviene in cielo e in terra. &d &gli stesso dice nelle pro#ondità degli spiriti: 6Ecco, sta arrivando lo sposo+ uscitegli incontro8. Queste parole, in "uesto terzo libro, le applicheremo alla contemplazione soprannaturale, che è il punto d’arrivo di tutta la santità e per#ezione che si pu) raggiungere in "uesta vita. !ochi arrivano a "uesta contemplazione, un po’ per la incapacità dei soggetti e un po’ per l’oscurità del mistero che si contempla. !erci) nessuno mai, per "uanto erudito e perspicace, potrà comprendere da s$ e pienamente "uanto stiamo per dire. /utte le parole in#atti, e tutte le cose accessibili a una creatura, sono estranee e molto al disotto della verità, della "uale ci proponiamo di dire "ualche cosa. Comprendere Iddio al di sopra delle analogie, in se stesso, cos, com’è, è in "ualche modo un essere Dio con Dio, senza un intermediario, o senza un’altra cosa percettibile, che potrebbe #rapporre un ostacolo. & "uesto, una volta per sempre, vorrei che #osse notato e tenuto a mente: la creatura rimane sempre creatura, non perde mai la sua essenza* e sarebbe assurdo dire che la perde. Stando cos, le cose, prego tutti coloro, a conoscenza dei "uali verranno "ueste cose, che, se non le comprendono e non ne #anno esperienza nella #ruitiva unione del loro spirito con Dio, non ne traggono scandalo, ma lascino le cose come sono* per conto nostro non diremo niente che non sia vero. Cristo disse le stesse cose in molti passi del suo angelo e lo si vedrebbe, se noi potessimo scoprirle e mettere bene in luce. !er "uesto motivo, chi vuole comprendere "ueste cose, deve essere morto a se stesso e vivere in Dio, deve volgere lo sguardo alla luce

eterna bene a #ondo nel suo spirito, dove la verità arcana si mani#esta senza intermediario. Il !adre celeste vuole che diventiamo vedenti, perch$ 'ui è il !adre della luce. &cco perch$ &gli, da tutta l’eternità, senza sosta e senza intermediario, dice nel mistero del nostro spirito una parola unica, abissale e non altro: in "uella stessa parola mostra Se Stesso e tutte le cose. & "uesto signi#ica "uella parola: Ecco o Vedi. & "ui avviene l’uscita e generazione del 2iglio, la 'uce eterna, nel Quale si vede e si comprende ogni #elicità CAPITOLO ; Tre cose necessarie er la contem lazione so rannaturale Se lo spirito deve contemplare Dio, per mezzo di Dio, senza intermediario, nella luce divina, sono necessarie tre cose. 'a prima è ch’esso sia, al di #uori, bene ordinato in tutte le virt0 e, dentro, sciolto da "ualsiasi impedimento, da ogni attività esterna, come se non avesse niente da #are. In#atti, se #osse interiormente distratto, o occupato, in "ualsiasi atto di virt0, sarebbe impegnato con delle immagini* ma, #ino a "uando ci son "ueste, non ci pu) essere contemplazione. 'a seconda cosa è che lo spirito deve aderire a Dio con intenso amore, come una #iamma incandescente, che non pu) pi0 essere spenta. Quando si trova in "ueste condizioni, pu) contemplare. 'a terza cosa è che perda se stesso nell’indeterminatezza dell’essenza divina e nella caligine, nella "uale tutti i contemplanti si smarriscono e non riescono a ritrovarsi pi0 a modo delle creature. In "uesto abisso di oscurità, nel "uale lo spirito, che brucia d’amore, muore a se stesso, comincia la mani#estazione di Dio e la vita eterna. Qui spunta una luce incomprensibile, che è il 2iglio di Dio, nella "uale contempliamo la vita eterna* in essa cominciamo a vedere. Questa luce divina è data dallo spirito nella semplicità del suo essere, dove esso riceve lo splendore, che è Dio stesso, al disopra di tutti i doni e di ogni attività creata, nel vuoto che si apre in uno spirito staccato da tutto e dove, attraverso l’amore #ruitivo, perde se stesso e riceve, senza intermediario, lo splendore divino: e all’istante, diventa lo stesso splendore che esso riceve. Questo misterioso splendore, nel "uale si pu) contemplare tutto ci) che si pu) desiderare, è cos, grande che l’amante contemplativo, nel pro#ondo in cui egli riposa, non vede e non sente altro che una incontenibile luce: e scopre che lui stesso è "uella luce, attraverso la "uale vede, e nient’altro. & "uesto è come uno diventa vedente nella luce divina. 3eati gli occhi che vedono a "uesto modo, perch$ posseggono la vita eterna. CAPITOLO . L’arrivo dello 3 oso e l’eterna %enerazione del .er,o

%ppena divenuti vedenti, possiamo contemplare con gioia l’arrivo perpetuo del nostro Sposo* e "uesta è la seconda cosa della "uale vogliamo parlare. Che cosa è, di grazia, "uesto arrivo perpetuo del nostro Sposo7 + una generazione, una nuova illuminazione, che non s’interrompe mai. Il suolo dal "uale zampilla lo splendore e che è lo stesso splendore, è pieno di vita e di #econdità. !erci) la rivelazione della luce eterna si rinnova incessantemente nelle intime pro#ondità dello spirito. &cco, "ui bisogna che cessino tutte le azioni della creatura e tutti gli esercizi di virt0, perch$ "ui Dio genera se stesso nella parte pi0 nobile dello spirito e "ui non c’è altro che perpetua e intensa contemplazione di "uesta luce, a mezzo della stessa luce e dentro di essa. & l’arrivo dello Sposo è cos, veloce e repentino che, in realtà, &gli viene sempre e sta sempre dentro, e per di pi0 con immense ricchezze* sta sempre venendo di nuovo personalmente, incessantemente, e con tale novità di splendore, come se non ci #osse mai stato prima. Il suo arrivo è un eterno Eccomi, #uori del tempo, e viene accolto con desiderio sempre nuovo e nuova gioia. 'a delizia e la gioia che lo Sposo porta con S$ "uando viene, sono decisamente immense e in#inite, perch$ sono 'ui stesso. & per "uesto motivo, gli occhi con i "uali lo spirito #issa e contempla lo Sposo sono sempre aperti e spalancati e non si chiudono mai. 'a contemplazione intensa, con la "uale lo spirito #issa la misteriosa rivelazione di Dio, rimane #issa, e la capacità dello spirito verso lo Sposo che arriva, cresce tanto ch’esso ha la sensazione di essersi tras#ormato nella stessa vastità che sta contemplando. In "uesto modo Dio viene visto e compreso attraverso Dio, nel "uale sta tutta la nostra salvezza e gioia. & "uesto è il secondo punto: come possiamo accogliere in noi continuamente l’arrivo perpetuo del nostro Sposo. CAPITOLO = Lo s irito va incontro allo 3 oso er la contem lazione e la !ruizione Era lo spirito di Dio dice nella li"ue#azione e immersione del nostro spirito: 6#scite per la contemplazione e per la gioia eterna a modo divino 8. /utte le ricchezze che Dio ha per natura, noi le abbiamo in 'ui per amore, e 'ui le ha in noi* e ci) avviene per l’amore immenso, che è lo Spirito Santo, nel "uale si pu) gustare tutto ci) che si pu) desiderare. !er "uesto stesso amore, moriamo a no i stessi e usciamo da noi stessi attraverso la li"ue#azione amorosa, siamo immersi nell’essenza in#inita e nella caligine* "ui lo spirito dimora eternamente nell’abbraccio della Santa /rinità, nell’unità soprannaturale, nella "uiete e nella #ruizione di Dio. In "uesta unità, grazie alla sua #econdità, il !adre sta nel 2iglio e il 2iglio sta nel !adre, e in &ssi sono tutte le creature* e "uesto al di sopra della distinzione delle !ersone, poich$ la paternità e la #iliazione, nella #econdità della natura, dono distinte solo razionalmente. Cominciano "ui un movimento e un’attività eterni, senza principio. Sta "ui il principio senza principio. Quando in#atti il !adre Ennipotente comprende per#ettamente Se Stesso, il erbo &terno, la Seconda !ersona della Divinità* e in

"uesta generazione eterna del erbo, tutte le creature, prima che nascessero nel tempo, sono presenti dall’eternità, e Dio le vede e le conosce distintamente in Se Stesso, distinte da 'ui, in un’alterità vivida, ma non totale, perch$ tutto ci) che è Dio in Dio, è Dio. "uesta germinazione eterna e "uesta vita eterna, che abbiamo in Dio dall’eternità e per la "uale esistiamo senza noi stessi è, come penso, la ragione della nostra esistenza nel tempo* il nostro essere creato dipende dall’essere eterno ed è una sola cosa con &sso, "uanto all’esistenza essenziale. Questo essere eterno, "uesta vita eterna che noi, a modo di idea, abbiamo e siamo nell’eterna Sapienza di Dio, è simile a Dio* in#atti la Sapienza rimane perpetuamente, senza distinzioni, nell’essenza divina e, attraverso la generazione del erbo, viene in una distinta alterità a modo di idea eterna. !er "uesti due elementi ha tanta somiglianza con Dio, che Dio vi si riconosce sempre e "uanto all’essenza e "uanto alle !ersone. In#atti, sebbene "ui si tratti di distinzione solo intellettiva, la somiglianza per) è unica con l’immagine della somma /rinità, che è la Sapienza eterna di Dio, nella "uale Dio vede in un solo sguardo Se Stesso e tutte le cose in un istante eterno, che non ha un prima e un poi. 'a sua Sapienza poi è la sua immagine e somiglianza, ma è anche la nostra #orma e modello* in essa Dio vede Se Stesso e tutte le cose, come in uno specchio. & in "uesta divina immagine tutte le creature vivono sempre, come nel loro modello eterno, a modo di idee: e secondo "uesta immagine eterna e a "uesta somiglianza, siamo stati creati dalla sacrosanta /rinità. !erci) Dio vuole che veniamo #uori di noi stessi ed entriamo in "uesta luce divina, che ci s#orziamo di tendere soprannaturalmente a "uesta immagine e di #arne la nostra propria vita e che la possediamo con 'ui attivamente e gaudiosamente nella beatitudine eterna. + pi0 chiaro in#atti che il seno del !adre è la #onte e origine della nostra essenza* e dallo stesso Dio !adre e da tutto ci) che è in 'ui, s’irradia uno splendore, che è la generazione del 2iglio* e in "uesto splendore, cioè nel 2iglio, Dio conosce distintamente Se Stesso e tutto ci) che vive in 'ui. !oich$, eccetto la proprietà personale della paternità, che rimane sempre in 'ui, tutto ci) che &gli ha, lo dà al 2iglio. /utto "uello, dun"ue, che esiste misteriosamente nell’unicità del !adre, esiste tutto mani#estatamente nel 2iglio. Cos, il #ondamento semplice della nostra immagine rimane nella caligine, privo di "ualsiasi modo di essere. 1a l’incalcolabile splendore che irraggia di "ui e #a luce, porta #uori in "ualche modo i misteri di Dio e li rende mani#esti. & tutti coloro che sono stati elevati al di sopra dell’essenza creata alla ita Contemplativa soprannaturale, diventano una cosa sola con "uesto divino splendore, anzi in "ualche odo diventano "uesta stessa luce* e, attraverso "uesta luce divina, vedono, sentono, trovano dentro di s$ che essi stessi sono "uel #ondo semplice, secondo "uanto vi è in essi d’increato, donde erompe "uesta luce smisurata, o modo divino, ma che per la semplicità dell’essenza, rimane anche eternamente dentro. !erci) i contemplativi interiori usciranno al di sopra della ragione, della distinzione e dell’essenza creata, con una contemplazione perpetua attraverso una luce in#usa* cos, saranno tras#ormati dal Signore della 'uce, "uasi luce in luce e

diventeranno una cosa sola con la luce che vedono e con la "uale vedono* raggiungeranno anche la loro eterna immagine, secondo la "uale sono stati #atti e in una sola occhiata contempleranno Dio e tutte le cose, senza distinzione. Questa è certamente la pi0 alta contemplazione e la pi0 grati#icante, alla "uale si pu) arrivare in "uesta vita. in essa uno rimane pienamente padrone di s$ e libero e, in ciascuna ri#lessione d’amore, pu) crescere in per#ezione pi0 di "uanto si possa comprendere. !oich$, per "uanto riguarda l’interna devozione e le pratiche delle virt0, l’uomo rimane libero, ma la contemplazione della luce divina sta al di sopra di ogni devozione, al si sopra delle virt0 e di tutti i meriti, poich$ essa è la corona e il premio al "uale aspiriamo con tutto l’animo e che in "ualche modo possediamo già ora: la vita contemplativa è in realtà una vita celeste. Se #ossimo liberati dal presente esilio, saremmo pi0 pronti a ricevere la luce, e la gloria di Dio potrebbe penetrarci meglio con i suoi raggi. Questo è il modo pi0 eccellente di tutti, che ci tras#orma nel divino splendore. & l’anima contemplativa, attraverso l’amore #ruitivo, trascende l’essenza creata e trova e gusta la gioia che è Dio stesso e che &gli di##onde nelle pieghe pi0 remore dello spirito, dove lo spirito ottiene una certa somiglianza della divina nobiltà. CAPITOLO @ L’intimo incontro dello s irito con lo 3 oso Quando il contemplativo ritrova, nel modo che abbiamo detto, la sua immagine e in "uesta purezza e sincerità penetra attraverso il 2igli nel seno del !adre, e vi si stabilisce, è già illuminato dalla divina verità e gli si rinnova d’ora in ora la divina generazione e, a seconda della luce, entra nella divina contemplazione. & "ui abbiamo il "uarto tempo, cioè l’incontro d’amore con Dio, nel Quale consiste principalmente la suprema nostra salvezza e gioia. Qui è il caso di ricordare che il !adre celeste, come principio vivente, con tutto ci) che vive in 'ui, è attivamente rivolto verso suo 2iglio, come verso la sua stessa eterna Sapienza, e la stessa Sapienza, e tutto ci) che vive in &ssa, è volta indietro verso il !adre, che è la #onte donde essa è venuta* ed in "uesto mutuo incontro tra il !adre e il 2iglio sussiste la /erza !ersona, che procede dal !adre e dal 2iglio, lo spirito Santo, che è l’amore di ambedue, ed è una cosa sola con 'oro nell’identità della natura. & "uesto %more, o Carità, abbraccia e pervade il !adre, il 2iglio e tutto ci) che vive in &sso con tanta pienezza di ricchezza e di gioia, che ogni creatura rimane muta di stupore a vederle, perch$ l’incontenibile meraviglia che è in "uesto %more trascende eternamente la comprensione di tutte le creature. Quando lo spirito comprende e gusta tali stupende meraviglie, senza stupore, è segno che è stato sollevato al di sopra di se stesso, che è stato #atto una cosa sola con lo spirito di Dio, che vede e gusta senza limiti, in modo "uasi divino, la ricchezza che è Dio stesso, nell’unità di "uell’abisso della vita, dove esso possiede se stesso, secondo ci) che c’è d’increato in lui. Questo delizioso e divino incontro si rinnova attivamente in noi senza interruzione. !erch$ il !adre si dà nel 2iglio e il 2iglio si dà nel !adre, e "uesto

con una mutua gioia eterna e in un abbraccio pieno d’amore. & "uesto si rinnova ogni momento nel vincolo dell’%more. in#atti come !adre, senza sosta, contempla sempre come la prima volta tutte le cose nella generazione del 2iglio, cos, anche dal !adre e dal 2iglio nella spirazione dello Spirito Santo tutte le cose sono amate con amore sempre nuovo. & "uesto è l’attivo incontro del !adre e del 2iglio, nel "uale, per mezzo dello Spirito Santo, noi siamo amorosamente abbracciati con amore eterno. Era "uesto incontro attivo e "uesto abbraccio d’amore sono #ruitivi e senza misura. !erch$ l’abisso divino, che non conosce misura alcuna, è cos, caliginoso e cos, intollerante di limiti, che nel sovrabbondante abbraccio dell’essenziale unità comprende ogni modo divino, attività e proprietà, e in un abisso senza nome, inde#inibile, attua la divina #ruizione. 1a "ui la #ruizione diventa sovrabbondante e dilaga in "uella essenziale semplicità, dove tutti i nomi, i modi e tutte le idee vitali che brillano nello specchio della divinità, che non conosce modi n$ schemi. In "uesto abisso si #ondono tutte le cose nella beatitudine #ruitiva* ma l’abisso non è contenuto se non nell’unità essenziale. Qui si deve arrendere ogni persona pia e tutto ci) che vive in Dio. "ui non c’è che una "uiete perpetua nell’abbraccio #ruitivo della li"ue#azione d’amore: "uiete che si gode in "uell’essenza che non conosce modo e che gli spiriti dotati di intima disponibilità hanno pre#erito a tutte le cose. Questo caliginoso abisso nel "uale tutti gli spiriti amanti si abbandonarono. & anche noi, se ci preoccuperemo di coltivare le virt0, come abbiamo detto, spogli del proprio corpo, navigheremo nel mare immenso della divinità, e nessuna creatura potrà #ermarci n$ porre impedimento. Ci conceda la divina Carità, che non ha mai deluso le preghiere di nessuno, #osse pure un mendicante, di riuscire a possedere #ruitivamente l’essenziale unità e di abbracciare in pienezza di luce l’unità della /rinità. amen. 2ine dei tre libri sulle -ozze Spirituali del meraviglioso e divinissimo uomo (iovanni Duusbroec.