Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini nato a Genova il 22 giugno 1805 da Giacomo, medico e professore di anatomia, e da Maria Drago, fu un patriota, politico, filosofo e giornalista italiano le cui idee e l’azione politica contribuirono in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano. Le teorie mazziniane furono di grande importanza nella definizione dei moderni movimenti europei per l'affermazione della democrazia attraverso la forma repubblicana dello Stato. L’ambiente familiare contribuì a dare al futuro apostolo dell’unità una educazione severa, nella quale ebbero indubbi riflessi la formazione politica del padre e il rigorismo morale della madre la cui concezione religiosa della vita era ricca di motivi giansenistici. (Il “giansenismo” fu una dottrina teologica che tentò di modificare il cattolicesimo, elaborata nel XVII secolo da Giansenio, il quale fondò la sua costruzione teologica sull'idea che l'uomo nasce essenzialmente corrotto e quindi destinato a fare necessariamente il male, e che, senza la grazia di Dio, l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla sua volontà). All’età di 18 anni, Mazzini si iscrisse all’Università di Genova nella facoltà di medicina, passando successivamente agli studi giuridici. In un clima di reazione dominante nel regno subalpino, Mazzini portò avanti i suoi studi conseguendo la laurea il 6 aprile 1827. Durante gli anni universitari, Mazzini si legò ai fratelli Ruffini in un sodalizio in cui polemica letteraria e lotta politica erano strettamente collegate nella convinzione che una nuova letteratura presupponesse un rinnovamento morale e politico del paese. Mazzini militò nelle file della carboneria tra il 1827 e il 1830, svolgendo un’intensa attività cospirativa in Liguria e in Toscana. Arrestato il 13 novembre 1830 fu portato nella fortezza di Savona, dove rimase fino al termine del processo concluso con l’assoluzione per insufficienza di prove. Durante la permanenza in carcere, Mazzini maturò il distacco dalla carboneria, avviando il disegno della “Giovine Italia”. Obiettivo della Giovine Italia era una repubblica unitaria “di liberi ed eguali”, consapevoli di appartenere alla stessa nazione; mezzi per raggiungere questo fine erano una educazione che predicasse l’insurrezione e un’insurrezione dalla quale risultasse un principio di educazione nazionale. Il differenziarsi dell’associazione di Mazzini dal mondo carbonaro e settario si accentuò col passar dei mesi, come dimostra il Manifesto della Giovine Italia, apparso nel primo fascicolo dell’omonimo periodico pubblicato a Marsiglia nell’ottobre 1831. In quegli stessi anni Mazzini tentò di diffondere la Giovine Italia nel regno sardo, anche nell’esercito. Tentò una spedizione armata nella Savoia, sotto la guida di Gerolamo Ramorino, ma fallì miseramente. Allora, Mazzini reagì al grave insuccesso allargando il suo programma con la fondazione della “Giovine Europa”, costituita dalla Giovine Italia, dalla Giovine Germania e dalla Giovine Polonia. Nel 1835 Mazzini fondò il periodico “Jeune Suisse” dove pubblicò l’importante scritto “Interessi e principi”. L’anno successivo, Mazzini fu scosso da una grave crisi di sconforto che egli definì la “tempesta del dubbio”. Successivamente, costretto a lasciare la Svizzera dove si era rifugiato, Mazzini si recò in Inghilterra, giungendo a Londra in compagnia di Giovanni e Agostino Ruffini e di Angelo Usiglio. Egli intendeva proseguire la sua opera di proselitismo politico, creando una corrente di simpatia per l’Italia, facendone conoscere le tristi condizioni.

Dopo l’impresa dei Mille tornò a Genova. in concomitanza con la spedizione di Carlo Pisacane finita tragicamente a Sapri. però. Nel 1857. Quest’ultimo periodo fu per Mazzini il più duro della sua vita. si svuotò nell’infelice insurrezione di Val d’Intelvi. facendo sorgere la “seconda Giovine Italia”. era costituita dalla maggiore attenzione rivolta agli operai. una nuova costituzione e non l’estensione dello statuto albertino a tutto il territorio nazionale. già colpito da una condanna a morte nel 1833. si mise subito al lavoro per unire tutte le forze disposte a lottare per l’indipendenza. deprecò l’alleanza franco-piemontese. Proprio mentre Mazzini riannodava le fila della sua organizzazione. specie dopo la Convenzione di settembre (1864). sotto il nome di Dott. caduta in Francia la monarchia di Luigi Filippo. vivendo a Pisa. Brown. per l’indirizzo ormai regio del Risorgimento. Visse gli ultimi anni di vita tra Londra e Lugano. La sua posizione nei confronti del Regno d’Italia si può così riassumere: Italia e non Piemonte. quindi. un moto di ex carbonari nelle Romagne fece ritenere a due ufficiali della marina austriaca. la sua azione politica era ormai polarizzata su due temi: Roma e la questione sociale. dal suo periodico “Pensiero ed azione”. . In contrasto anche con Garibaldi. Nel 1871 fondò la “Roma del popolo”. Mazzini tornò in Italia. Tornato a Londra. Per liberare Roma. ma il tentativo fallì e Mazzini. fu internato nel forte di Gaeta. giungere alle Alpi. Lasciata Londra. Mazzini si trasferì a Parigi. ma la guerra di popolo. La novità. Ma il tentativo di portare la rivoluzione in Calabria si concluse tragicamente il 25 luglio 1844 nel Vallone di Rovito. cioè italianizzare il Piemonte e non piemontizzare l’Italia. affranto da sofferenze fisiche.-2Nel 1839 Mazzini riprese il suo programma politico. con brevi e furtivi soggiorni a Genova e Milano. l’unità e la libertà d’Italia. rispetto alla prima Giovine Italia. Ne uscì amnistiato e riprese il suo esilio. Ma il completo fallimento del moto. segnò un duro colpo per Mazzini. nascondendosi e organizzando una spedizione nell’Italia centrale che. Attilio ed Emilio Bandiera appartenenti all’Esperia. Tornò. Morì il 10 marzo 1872 e la sua salma fu tumulata a Staglieno (Genova). Mazzini dovette rifugiarsi a Lugano. Da Napoli. Successivamente. dove fondò “l’Associazione nazionale italiana” i cui obiettivi erano: guerra all’Austria per unificare la penisola e assemblea costituente eletta a suffragio universale. fu nuovamente condannato in contumacia. si recò a Lugano dove rimase circa un anno. dove nell’ottobre 1860 aveva fondato il “Popolo d’Italia”. Dopo le vittore austriache. non bastava lavorare “pel popolo”. bisognava lavorare “col popolo”. accettando come mezzi la guerra e la costituente. accettando l’ospitalità di Giannetta Nathan Rosselli. che fosse venuto il momento di agire. si irrigidì nella sua posizione repubblicana. del quale non approvò i tentativi per la soluzione della questione romana del 1862 (Aspromonte) e del 1867 (Mentana). per l’ultima volta in Italia per finirvi i suoi giorni. Mazzini organizzò nella primavera del 1870 una spedizione che sarebbe dovuta partire dalla Sicilia. Rifugiatosi dapprima a Marsiglia. una società segreta collegata con la Giovine Italia. amareggiato dall’ostilità che la sua presenza di “esule in patria” provocava. Caduta Roma. presso Cosenza. allargandone il raggio. ma spronò i suoi aderenti a combattere contro l’Austria insieme con l’esercito regio. Arrestato mentre si preparava a sbarcare nel porto di Palermo. si recò a Genova per impadronirsi di armi con un colpo di mano. fu fermata a Castel Pucci. si recò a Lugano e poi ancora a Londra. per l’educazione degli operai. il 10 febbraio 1871. liberare Roma e Venezia. da lui proclamata.

ma diede all’azione mazziniana vigore e tensione morale. si chiarì in una fondamentale etica di rinnovamento della società.-3Personalità di immenso fascino. Mazzini contribuì alla formazione di una coscienza civile e politica in Italia. Il problema politico del Risorgimento acquistò con Mazzini una dimensione religiosa. il suo pensiero politico. molti dei maggiori uomini del Risorgimento sono passati attraverso il mazzinianesimo. questo fondersi e confondersi di motivi religiosi e politici non contribuì alla chiarezza concettuale. all’organicità e quindi alla diffusione del suo pensiero. . se pur non si tradusse mai in un corpo ragionato di dottrine.