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Mauro Pesce Ges era un mistico?

Tutta lattivit di Ges che ci nota dai vangeli stata caratterizzata da una pratica di vita radicale. Questa pratica di vita consisteva nellavere abbandonato il proprio lavoro, la propria casa e i propri beni e nel vivere in costante itineranza per incontrare le persone del suo popolo in modo diretto, faccia a faccia. Lo scopo fondamentale di questa scelta di vita era quello di permettere una assoluta concentrazione su Dio per permettere a lui di intervenire nella propria vita. Il suo annuncio dellavvento imminente del regno di Dio strettamente collegato a questa pratica di vita. Dio deve intervenire nel modo, ma per accoglierlo sono necessarie delle condizioni. Solo una pratica di vita radicale come quella scelta da Ges permette a Dio di intervenire. La pratica di vita di Ges e il suo annuncio del regno di Dio come idea centrale della sua attivit ci mettono di fonte al fatto fondamentale che ci permette di capire il centro della personalit di Ges: la sua assoluta concentrazione su Dio. Ges convinto che Dio interverr presto e trasformer radicalmente la vita della gente, del popolo di Israele e anche dei non ebrei e la stessa natura, la terra intera. Non si pu perci capire la figura storica di Ges se non si prende in seria considerazione il fatto che egli voleva, cercava e pensava di avere un rapporto diretto con Dio. Ora gli uomini pensavano di avere un rapporto con la sfera soprannaturale tramite una serie di strumenti: sogni, visioni, ascolto di voci, rivelazioni, viaggi celesti, estasi, possessioni da parte di spiriti, magia, rituali religiosi come preghiera, divinazione, sacrificio. Possiamo definire tutte queste forme come forme di contatto con il sovrumano o il soprannaturale, intendendo per sovrumano o soprannaturale tutto ci che in una determinata cultura appare come superiore alle forze delluomo. E noto che in ogni cultura il concetto di sovrumano pu variare. Ci che appare sovrumano in una cultura pu essere invece considerato umano in unaltra. Visto che per Ges il contatto con Dio era laspetto fondamentale, dobbiamo domandarci se Ges ha usato delle forme di contatto con il sovrumano o soprannaturale e quali di queste forme. Nel linguaggio moderno chi ha un contatto molto intimo con la divinit viene spesso definito mistico. Il termine misticismo moderno, ad esempio nella lingua inglese sembra apparire per la prima volta nel 1730. Laggettivo mistico invece molto pi antico ed testimoniato in inglese e francese almeno nel XII secolo. Il latino conosce laggettivo mistico, ma esso assume il significato moderno solo, sembra, nel tardo medioevo, ad esempio in Jean Gerson (1363-1429), autore di una Theologia mystica. Non vero che la lingua greca antica conoscesse il nostro concetto moderno di 1

mistica. I termini mysts, mystikos, mistria, mystrikos, non significano contatto intimo con Dio, ma iniziato, iniziatici, rituali esoterici, ci che relativo a questi rituali. Non si tratta per di questioni pedanti di parole. Ci che conta la sostanza. Ormai il termine mistica fa parte della nostra cultura ed importante rendersi conto che un nostro concetto e che bisogna definirlo chiaramente. Adriana Destro ha richiamato la mia attenzione su un libro molto importante di Moshe Idel, Messianic Mystics, che contiene una definizione di mistica che mi sembra accettabile:
lesperienza mistica deriva da una connessione intima, che a volte descritta come un contatto diretto con Dio, forte, nonostante sia spesso indefinibile, che designato in alcuni casi estremi come unio mystica.1

Connessione intima sembra una definizione accettabile, anche perch comprende sia esperienze di conoscenza sia anche mutamenti psichici e corporei che sono connessi al contatto con il soprannaturale. La mistica medievale ad esempio insiste sul fato che la conoscenza mistica di Dio diversa da quella speculativa : cognitio experimentalis de divina suavitate amplificat cognitionem speculativam de divina veritate (Bonaventura, III Sent. Dist. 34, p.1, art. 2, quest. 2, ad 2 [III 748 a]). Questa definizione di Idel non riduce lesperienza mistica alla unio mystica, alla fusione del soggetto umano con il soggetto divino, non riduce la mistica allannegamento dellio in Dio, ma considera affini molte esperienze che hanno in comune una qualche forma di contatto intimo con Dio. Possiamo quindi parlare di forme di contatto con il soprannaturale o sovrumano oppure di intima connessione con Dio, o di esperienza mistica. E con questo abbiamo concluso la definizione dei concetti che ci servono per la nostra riflessione. La cosa pi importante che i mistici, la persone che hanno o sostengono di avere questa esperienza di intimo contatto con Dio sono di tipi molto diversi fra loro, ma hanno tutti una cosa in comune: e cio che vivono come tutti gli altri uomini in mezzo alla societ. Adriana Destro ha sostenuto che i mistici basano sulla loro esperienza mistica la propria attivit nella societ e ha individuato tre tipi di funzioni sociali del mistico: il misto che interpreta i testi sacri per gli altri, il mistico che si presenta come uomo giusto (ad esempio lo Tzaddiq ebraico) e diventa capo di un gruppo religioso oppure il mistico di tipo messianico, che agisce nella societ per trasformarla. Ancora una volta, Moshe Idel importante per la nostra riflessione. Idel ha cos definito il messianismo mistico: Idel distingue un misticismo in cui lunione con il mondo divino si verifica con ci che in esso assoluto e immutabile e un altro in cui lunione ha luogo con quello che di Dio rivelato 2

e incorporato. In questo secondo tipo di esperienza, il mistico, in una sorta di imitatio Dei, pu essere incitato ad agire nel mondo temporale e mutevole.2 Il Messianismo pu perci avere la sua origine in questo secondo tipo di esperienza mistica: lessenza di certe forme di coscienza messianica, e perfino di attivit messianica,

ha la sua origine in esperienze interiori

che sono vicine o addirittura identiche con quello che generalmente chiamata esperienza mistica. In altre parole, io ritengo che il sorgere di una coscienza messianica pu spesso essere collegata a speciali manifestazioni interiori e spsirituali che possono conferire ad una persona una consapevolezza della propria speciale importanza che talvolta si pu esprimere in una missione chiaramente messianica.3

Poich lesperienza messianica ha per scopo la redenzione e perci la trasformazione del mondo esistente, Idel solleva la questione:
che tipo di autocoscienza, che tipo di esperienze spirituali possono avere indotto alcuni a rompere con la norma, a deviare dei modi sociali accettati comunemente, nellattesa di una drammatica svolta dela storia.4

Da qui linteresse di Idel alla


descrizione dei profondi legami che esistono tra certe forme di messianismo e di personalit messianica e certi tipi di esperienza mistica. 5

Ora ci che caratterizza Ges proprio questo: egli sembra avere una coscienza di s che lo porta a rompere con le norme usuali, a deviare dalle norme sociali accettate. Infatti, la sua prima caratteristica, il suo primo messaggio, la pratica di vita che rompe radicalmente con le norme della base della societ la famiglia, la propriet e il lavoro. Egli rompe con le norme sociali accettate perch aspetta un cambiamento radicale nella storia e lo aspetta da un intervento di Dio. La domanda che si pone la seguente: quali esperienze di intimo contatto con Dio hanno permesso a Ges di credere di avere una funzione cos importante: quella di annunciare un cambiamento radicale nella storia umana. Cosa gli ha permesso di essere certo che Dio stesse per intervenire nel mondo? A me sembra che si pu dire che Ges non avrebbe potuto svolgere lattivit che ha svolto di annunciatore della prossima venuta del regno di Dio, di predicatore morale, di esorcista e guaritore, se non avesse avuto delle esperienze di contatto molto forte con il mondo soprannaturale e divino, con Dio, per esprimersi con le concezioni della sua cultura ebraica. Queste esperienze di contatto con Dio devono essere state talmente forti da fargli percepire fisicamente la forza della potenza di Dio. 3

In questo modo noi possiamo comprendere la figura di Ges come una figura che ha in comune con molti altri uomini la medesima esperienza, quella di un contatto intimo con Dio e quindi saremo in grado di dare una spiegazione razionale, con categorie storico-religiose e sociologiche della sua figura, Nello stesso tempo potremo comprendere la sua specificit, la sua originalit personale e storica. 2. Le esperienze soprannaturali di Ges. La preghiera1 Un delle carattteristiche pi forti della pratica di vita di Ges era quella di cercare la solitudine per pregare (see Mc 1:35).2 Nel nostro libro, Luomo Ges, abbiamo insistito sul fatto che Ges un uomo che stava molto insieme alla gente, ma che era anche una persona molto sola. Ci dobbiamo domandare: perch Ges pregava Dio? Per ricevere da Dio conoscenza e per ottenere da lui un potere soprannaturale? I Vangeli affermano che Ges considerava la preghiera come un mezzo per ottenere potere sui demni: egli disse loro: Questo tipo [di demni] si pu espellere solo con la preghiera (Mc 9:29). La preghiera ha quindi la capacit di far intervenire la forza di Dio. Sembra che tutta lesperienza di Ges ruoti attorno a questa esperienza fondamentale: riuscire a far intervenire la forza, la potenza trasformatrice di Dio. Dio percepito da Ges come una potenza che trasforma e guarisce, che espelle e purifica, che interviene sconvolgendo la vita. Dio distrugge per poter creare nuovamente. Ges sperimenta Dio in questa maniera. Ges sembra certo che Dio interviene quando egli lo prega. La sua preghiera presuppone una certezza, una fiducia (questo il significato della parola greca pistis che noi traduciamo erroneamente con la parola fede. Ges ha fiducia, certo, che Dio assicurer la trasmissione del suo potere soprannaturale.
Il Signore rispose: Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe. (Lc 17:6 // Mt 17: 20 = Q).

Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sar accordato. (Mc 11:24).3

Bibliography on Jesus prayer is immense: see e.g.: I.H. Marshall, "Jesus - Example and Teacher of Prayer in the Synoptic Gospels", in R.N. Longenecker (ed.), "Into God's Presence: Prayer in the New Testament", Grand Rapids 2001, pp. 113-131. 2 Destro-Pesce, Encounters, 37-40. 3 I want to thank Mara Rescio and Luigi Walt for this suggestion.

Se Ges si esprime cos dobbiamo ipotizzare che egli avesse unesprienza di un frequente contatto con la potenza trasformatrice di Dio nella preghiera. E Quesat una straordinaria esperienza mistica nel senso di un contatto con Dio che provoca modificazzioni psichich e corporee. La preghiera del padre nostro4 ci porta al centro dellesperienza religioa di Ges. Prendiamo in considerazione le due invocazioni iniziali: sia santificato [agiastht] il tuo nome venga il tuo regno

Queste due invicaziobni condensano lidea della necessit di un intervento trasformatiore di di Dio nel mondo. Il regno di Dio cambier tutto nel mondo. Ges chiede per a Dio che il suo nome sia reso santo nella vita sociale degli uomini. Il nome il potere sacro di Dio, la sua infinita potenza purificatrice. Ma sacro significa anche ci che distinto diverso dal profano. Chiedere che la santit la forza primigenia, creatrice di Dio sia santificata significa che deve rendersi presente in mezzo alla profanit del mondo, trasformandolo in modo che la santit possa abitare in esso. Ges invoca lintervento della potenza sacra di Dio per provocare una trasformazione soprannaturale del mondo. Se vogliamo usare la parola mistica, questa una mistica che non consiste nellinnalzare luomo verso Dio, ma nel trascinare in basso la potenza trasformatrice di Dio. Una mistica messianica, secondo la categoria di Idel.5 3.2.1. Battesimo e trasfigurazione Secondo il Vangelo di Marco (Mc 1:9-12), durante il battesimo ricevuto da Giovanni il Battezzatore, Ges ebbe un contatto con la sfera sovrumana o soprannaturale consistente in una serie di differenti elementi: una vision dei cieli; la discesa dello spirito; lascolto di una voce sovrumana; una comunicazione di spirito santo che prende possesso di Ges e immediatamente gli provoca lesperienza di quaranta giorni nel deserto. Sembra trattarsi di una forma di iniziazione che culmina in una possessione da parte dello spirito.6 Possiamo considerare questa possessione come una esperienza di contatto intimo con Dio? Nella Trasfigurazione, secondo i Vangeli di Marco (9.2-10), Luca (9,28-36) e Matteo (17,19), il contatto con il mondo sovrumano consiste in una trasformazione corporea transformation, in un incontro con Elia e Mos, e in una rivelazione sotto forma di un ascolto di una voce.

M. Philonenko, Le Notre Pre. De la Prire de Jsus la prire des disciples, Paris, Gallimard [Bibliothque des Histoires], 2001. 5 The cultural nature of this contact is typically Judaic. In the book of Leviticus God manifests himself in his holiness: "Be holy because I am holy (Lev 11:44-45; 19:1, 20,7; 20:26). 6 Destro-Pesce, Continuity or Discontinuity Between Jesus and Groups of his Followers?.

Nelle due esperienze religiose narrate dai vangeli intervengono differenti forze ed elementi soprannaturali che investono non solo le capacit conoscitive di Ges, ma la totalit del suo essere e determinano il suo destino personale e la sua funzione pubblica. Lesperienza mistica di Ges allorigine della sua azione trasformatrice nella societ. Possiamo ricordare anche lesperienza narrata dal Vangelo degli Ebrei: Poco fa - dice Ges mia madre, lo spirito santo, mi prese per i capelli e mi condusse sul grane monte Tabor.7 In due recenti studi, E. Norelli ha cercato di usare questo testo per ricostruire un aspetto della figura storica di Ges.8 3.2.2. Mt. 11:25-27 and Lc 10:21-22; Lc 10:18 Esaminiamo ora due passi ei vangeli sinottici che parlano di altre esperienze religiose di Ges. Mt. 11:25-27 and Lc 10:21-22 (Q) sostiene che Ges aveva ricevuto delle rivelazioni speciali da Dio: la sua conoscenza di Dio infatti pi grande di quella di chiunque altro; il figlio ed il padre si conoscono luno con laltro in un modo profondo e reciproco:
In quel tempo Ges disse: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. [11.26] S, o Padre, perch cos piaciuto a te. [11.27] Tutto mi stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare (apokalypsai) (11, 25-27).

Laffermazione nessuno conosce il Padre se non il Figlio (11:27), sembra dire che Ges aveva una straordinaria conoscenza di Dio e perci uno straordinario contatto con lui. Il contesto vv. 25 e 27 mostra che questa conoscenza era stata comunicata a Ges mediante apokalypsis, un termine che pu implicare una molteplicit di tipi differenti di esperienze soprannaturali, anche la trasmissione della gloria di Dio e la trasformazione dellio a causa di questa trasmissione. Questo tipo di esperienza pu essere definita mistica nel senso della connessione intima con Dio di Idel. Laffermazione tutto mi stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio sembra riferirsi non ad una singola esperienza di Ges, ma a una condizione derivata da una continua serie di esperienze. Questa conoscenza negata e
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See, Origen, In John II 12, 87; Origen, In Jeremias XV, 4; Jerome, In Michah 2, 7; Jerome, In Isaiah 40, 9; Jerome, In Ezekiel 16,13. See S. Mimouni, 8 E. Norelli, Considerazioni di metodo sulluso delle fonti per la ricostruzione della figura storica di Ges, in E. Prinzivalli (d.), Lenigma Ges. Fonti e metodi della ricerca storica (Biblioteca di testi e studi 457), Roma, Carocci, 2008, pp. 19-67; Id, Ges in frammenti. Testi apocrifi di tipo evangelico conservati in modo frammentario, in : A. Guida - E. Norelli (a cura di), Un altro Ges? I vangeli apocrifi, il Ges storico e il cristianesimo delle origini (Oi christianoi 9), Trapani, Il pozzo di Giacobbe, 2009, pp. 39-88.

sconosciuta ai sapienti (sofoi e sunetoi) ma pu essere comunicata ad altri dal figlio. Laffermazione nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare particolarmente importante perch esprime la convinzione di Q (e perci anche di Matteo e Luca) che le esperienze di contatto con il soprannaturale che sono tipiche dei primi seguaci di Ges dopo la sua morte abbiano origine in Ges stesso. Luca 10:18 dice che Ges ebbe una visione mentre i suoi discepoli predicavano: Vidi Satana precipitare dai cieli come una folgore. Questo testo parla di unesperienza che consiste solo in una visione. Forse Luca vede una connessione tra questa visione e la rivelazione di cui parla poco dopo in 10:21-22. In realt, i due testi (Mt 11:25-27 // Lc 10:21-22 and Lc 10:18) dicono che Ges ebbe esperienze soprannaturali, ma non le descrivono. Al contrario, nei casi del battesimo, tentazione e trasfigurazione i vangeli descrivono lesperienza. Ci suggerisce che anche nei casi riportati da Luca 10:18 e Matteo 11:25-27, gli evangelisti pensavano che si fossero verificati fenomeno simili: visioni, ascolto di voci soprannaturali, rivelazioni, trasformazioni corporee, comunicazione di conoscenza, e di potere corporeo. Se cos fosse avremmo uno squarcio molto importante sulle esperienze soprannaturali attribuite a Ges. Estorcimi e guarigioni Un fatto importante che i vangeli attribuiscono a Ges la capacit di compiere esorcismi e guarigioni.9 Per spiegare questa capacit, i vangeli fanno uso della metafora, comune nella loro cultura, del potere (dynamis), soprannaturale ( Mc 5:30; 6:5; Lc 6:19; 8:46; 9:1) che risiede nel corpo di Ges o della metafora della espulsione esorcistica. I vangeli dedicano uno spazio variabile ai metodi e alle tecniche del guaritore Ges e sempre in un modo sobrio e contenuto. Essi ci narrano come Ges usasse le mani per toccare e come usasse la saliva. Nel caso di Mc 7,32-35, per esempio, Ges tocca un sordo-muto, mette le proprie dita sulle sue orecchie, pone la propria saliva sulla sua lingua. Poi solleva gli occhi al cielo e il suo corpo attraversato da una forte alterazione espressa dal verbo stenaz (respirare con forza) (cf. PGM 13.945). Alla fine, egli ordina: "Apriti". Qui la ricerca da parte di Ges di un contatto con il soprannaturale chiaro, e la trasformazione corporea causata da questo contatto anche secondo linterpretazione di Marco. E ugualmente chiaro che la pratica della guarigione corporea compresa in base ad una interpretazione giudaica delle credenze contemporanee che il potere delloperatore di miracoli si
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See. Blackburn, Theios Anr and the Markan Miracle Traditions, Tbingen, Mohr, 1991; Twelftree, Jesus The Exorcist, cit.; Stevan L. Davies, Jesus the Healer. Possession, Trance, and the Origins of Christianity, New York, Continuum, 1995; J.Meier, Un ebreo marginale, vol. II, Brescia, Queriniana, pp. 595-1236.

trasmetta mediante il corpo. Secondo questa interpretazione teologica giudaica, Ges ottiene un contatto con il soprannaturale che gli permette di avere una forza da trasmettere. Ci non consiste in unio mystica, e neppure in un contatto con Dio di tipo cognitivo, ma in qualcosa che il vangelo di Marco concepisce come una discesa di un potere soprannaturale che trasmesso al corpo do Ges. Su quindici casi di guarigioni miracolose narrate dai vangeli, nove avvengono tramite contatto fisico.10 Nel vangelo di Marco, gli esempi di coloro che cercano guarigione o liberazione del corpo ripeto spesso un medesimo pattern: gli si gettavano addosso per toccarlo (Mc 3:10), quanti lo toccavano guarivano (Mc 6:56, vedi anche Mt 14:36). Nel caso della suocera di Simone Egli, accostatosi, la sollev prendendola per mano, la febbre la lasci ed essa si mise a servirli (Mc 1:31). In tutte queste occasioni, il punto centrale sta nel contatto fisico con il corpo di Ges. In un episodio narrato nei vangeli sinottici,11 una donna malata di flusso di sangue, udito parlare di Ges, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli tocc il mantello. Ma subito Ges, avvertita la potenza che era uscita da lui, si volt alla folla dicendo: Chi mi ha toccato il mantello?.(Mc 5:2730; cf. Lc 8:43-48). La scena mostra che il corpo di Ges considerato capace di emanare e disseminare una speciale energia fisica. Lelemento decisivo sta nel toccare il corpo di Ges (vedi anche Lc 5:13; 7,14; 22,51). Possiamo dedurne che nella mente degli evangelisti e di Ges la dynamis del corpo di Ges fosse immaginata come leffetto di un particolare contatto di Ges con Dio? Possiamo connettere le guarigioni operate da Ges con una sua supposta esperienza mistica ? Con una forma speciale di connessione intima con Dio? 3. Tre ipotesi di interpretazione della figura di Ges Varie proposte sono state avanzate per abbracciare in un unico concetto classificatorio tutte le pratiche e le esperienze releigiose di Ges. Per rispondere alla domanda se Ges possa essere consderat un mistico utile confrontarsi con interpretazioni che si sono interrogate se Ges fosse un mago (Morton Smith), o un uomo divino, theios anr, (B.Blackburn), o uno shamano (P. Craffert). Il valore principale di questi tentativi che essi considerano le esperienze di Ges di contatto con il soprannaturale come storicamente attendibili e centrali nella sua persona e, inoltre, che cercano di comprendere tutte insieme le diverse attivit di Ges, connettendole a forme di contatto con il soprannaturale.
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Healings of paralytics and crippled (Mc 2:1-12; Gv 5:1-9; Mc 3:1-6; Lc 13:10-17; Mt 8:5-13 / Lc 7:1-11; Gv 4:4654), of blind (Mc 10:46-52; Mc 8:22-26; Gv 9:1-41), of lepers (Mc 1:40-45 // Mt 8:1-4 // Lc 5:12-16; Lc 17:11-19), various types of healings (Mc 1:29-31; Mc 5:24-34 / Mt 9:18-26 / Lc 8:40-56; Lc 14:1-6; Mc 7:31-37; Lc 22:49-51); see Meier, Un ebreo marginale, vol. II, cit., pp. 793-907) 11 Mc 5:23-31; Mt 9:18-26; Lc 8:40-56.

4. Conclusioni Pi che applicare a Ges di categorie storico-religiose di classificazione (theios anr, mago, shamano, messiah etc), importante il compito di descrivere, per quanto possibile, le esperienze e le forme di contatto con il divino che caratterizzavano la persona di Ges. Sulla base di testi come Mt 11:25-27 // Lc 10:21-22; Lc 10:18 sulla base della pratica di preghiera di Ges, delle narrazioni del suo battesimo e trasfigurazione, delle sue attivit di guaritore, del suo annuncio del regno di Dio, e dellinterpretazione che gli scritti protocristiano (vedi soprattutto Luca e Atti) danno delle esperienze soprannaturali di Ges, sembra impossibile negare che Ges avesse avuto numerose e diverse esperienze soprannaturali che stanno allorigine della sua attivit di predicatore, maestro, esorcista e guaritore Ges sembra basare la legittimazione della sua attivit su un contato diretto con Dio. Alla luce della sociologia di T.Parsons, il fondamento culturale delle societ tradizionali12 costituto dalla religione. Il bisogno di un contatto diretto, non mediato dalle istituzioni religiose, sorge ogni volta che qualcuno percepisce lincapacit delle istituzioni di rappresentare i fondamenti culturali/religiosi di una societ. Ci che fondamentale in Ges il suo appellarsi ad un contatto diretto con Dio. Per questa ragione Ges non vuole assumere nella societ una funzione tradizionale e riconosciuta e non pu essere classificato mediante categorie tradizionali e burocratiche. Egli non desiderava assumere una funzione riconosciuta socialmente, ma portare innovazioni e trasformazioni facendo ricorso alla base culturale ultima della societ giudaica: Dio e il suo il quale avrebbe trasformato radicalmente quella societ. Questo il motivo per cui difficile trovare una categoria storico-religiosa che possa spiegare tutte le attivit di Ges con un solo concetto. Alcune spiegazioni teologiche hanno cercato di affermare che Ges non definibile a causa di una sua supposta novit assoluta. Ma la sua peculiarit ha forse una spiegazione pi semplice: Ges desiderava una trasformazione radicale della societ giudaica e sognava lintervento della forza radicale di Dio stesso: il suo regno. Egli perci non poteva assumere la funzione di una qualsisia normale figura socialmente riconosciuta. Le esperienze di Ges di un contatto intimo con Dio possono essere definite esperienza mistica.
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Messianic Mystics, Yale University Press, 1998, 1. Messianic Mystics, 3. 3 Ivi, 3.


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M. Pesce, Linevitabile rapporto tra religioni e potere: prospettive socio-antropologiche, Ricerche StoricoBibliche 18 (2006) 17-42. .

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Ivi, 4. Ivi, 1-2. The innovation of Idels connection between mystic and messianism is easy perceived if we take in to account the usual opposition between them, see for example Sharot 1982, 13: The mystic seeks union, adhesion, or some form of direct contact with the divine or a superworldly state which goes beyond sense perception and intellectual apprehension. Unlike the millenarian, who envisages visible, material change in the world, the mystic seeks an ultimate reality and a transformation of his individual condition not directly perceptible to others.

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