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AZIONI

,

CIOE'

PEZZI

DI

IMPRESA

Che Cosa sono le azioni o Titoli Azionari?Cosa sono e come funzionano questi valori che ci consentono diguadagnare denaro investendo sui prodotti più vari, magari proprio su quelli che consumiamo e usiamo tutti i giorni, dal dentifricio all'automobile? Un titolo azionario altro non è che un certificato che fa diventare il suo possessore socio di una determinata società. Le azioni, che rappresentano una parte del capitale sociale di un'impresa, danno al titolare una serie di diritti: diritto alla partecipazione agli utili (dividendo), diritto di partecipare agli aumenti di capitale sottoscrivendo nuove azioni o di acquistare obbligazioni convertibili di nuova emissione, diritto di partecipare all'assemblea degli azionisti esercitando il diritto di voto che è proporzionale al numero di azioni possedute. VALORE DI MERCATO

Ogni azione ha un valore nominale che è pari al capitale sociale diviso il numero di azioni emesse dalla società, e uno di mercato che corrisponde, nel caso di quotazione in Borsa, al prezzo effettivo sul quale si accordano per la compravendita un azionista che vuole vendere e un aspirante azionista che vuole acquistare un pezzo, grande o piccolo, di una determinata impresa. Il valore di un'azione varia ogni giorno in funzione della domanda e dell'offerta da parte degli investitori. Il valore di mercato può discostarsi anche di molto dal valore nominale. NON SOLO ORDINARIE

Ci sono le azioni ordinarie, che sono le più importanti e vengono definite "azioni con diritto di voto pieno", ma anche altri tipi di azioni. Si differenziano in base ai diritti che attribuiscono ai possessori e ai privilegi concessi nella ripartizione degli utili. Le azioni di risparmio, per esempio, non danno diritto a partecipare all'assemblea degli azionisti, ma attribuiscono al possessore alcune prerogative che le rendono particolarmente interessanti per il piccolo investitore. Sono infatti favorite nella distribuzione dei dividendi, perché il dividendo minimo loro assegnato è sempre superiore a quello delle ordinarie almeno del 2%, e inoltre, qualora sia distribuito un utile d'esercizio, è pari almeno al 5% del valore nominale. In caso di mancata distribuzione degli utili, il dividendo delle azioni di risparmio è cumulabile nei due esercizi successivi: vale a dire che se un anno non viene pagato perché la società ha presentato bilanci in perdita, viene cumulato a quello dell'anno dopo, e questo per due anni di fila (la società al massimo pagherà tre dividendi nello stesso anno). In caso di scioglimento della società, gli azionisti di risparmio sono poi i primi a ricevere il rimborso della propria quota. Ci sono poi le azioni privilegiate, che sono una via di mezzo tra le ordinarie e le risparmio. Diversamente dalle risparmio, le privilegiate conferiscono all'azionista il diritto a partecipare all'assemblea straordinaria (dove gli azionisti decidono le modifiche dell'atto costitutivo, aumenti o diminuzioni del capitale sociale, emissioni di obbligazioni, nomina e poteri dei liquidatori), ma non a quella ordinaria (dove viene approvato il bilancio, decisa la distribuzione degli utili e la nomina del consiglio di amministrazione). Anche le privilegiate danno diritto a un dividendo più alto rispetto alle ordinarie. Tutti questi tipi di azioni possono essere quotati in Borsa: anzi, mentre le azioni ordinarie vengono emesse da qualsiasi tipo di società, le azioni privilegiate e di risparmio vengono emesse solo dalle Spa quotate in Borsa. Ma come è nato questo mercato azionario che oggi, dopo il declino di Bot e Cct, è diventato una piazza su cui tutti vorrebbero misurarsi? CINQUE SECOLI DI BORSA

Oggi le economie e gli economisti di tutto il mondo scommettono su questa oscillante e vibrante piazza ma, all'origine, la Borsa nasce fiamminga. Un'antichissima forma di mercato organizzato, molto simile ai moderni metodi di contrattazione, è infatti rintracciabile a Bruges. Nella splendida cittadina belga, detta la Venezia del nord, nasce

ancora oggi. Gli intermediari erano infatti costretti a urlare come forsennati quando il banditore chiamava i titoli. BORSA TELEMATICA Niente più grida inoltre. a Milano la separazione tra merci e titoli avviene ai primi del Novecento. Venezia. ora troviamo solo un computer al quale sono collegati tutti gli operatori di Borsa. quando le compravendite di azioni avvenivano ³a chiamata". come avveniva qualche anno fa su tutte le dieci piazze italiane (Milano. quali azioni e obbligazioni. Inizialmente nelle Borse venivano scambiate sia merci che valute e titoli. Proprio come oggi.intorno al 1500 la prima compravendita di titoli. Questo schema è rimasto in vigore fino al 1991. ossia un mercato in cui si scambiano i titoli denominati valori mobiliari. È un mercato organizzato. grazie a un prestito di otto milioni di dollari contratto per finanziare la guerra di indipendenza contro la Gran Bretagna. a un agente di cambio o direttamente alla propria banca che adesso è autorizzata a operare in Borsa. Chi può vendere e comprare in Borsa? Naturalmente solo gli intermediari specializzati. Oggi abbiamo la Borsa Valori. talvolta. Napoli. Bologna e Palermo). quando arriverà la notizia vera. Il vantaggio per il risparmiatore è quindi duplice: il . proprietari dell'edificio. ma rivenderà tutto poche ore dopo con un immenso guadagno. anno in cui scatta la direttiva della Comunità Europea sull'intermediazione mobiliare e i servizi di investimento. E le ³Bourse" si diffondono. Livorno e Napoli) ³gemellate" con quella di Parigi. compresa Milano che istituisce. ossia lo stemma della famiglia dei Van De Bourse. regolamentato e pubblico. I mercanti si davano appuntamento tra i canali per vendere e comprare certificati rappresentativi di un credito o di una merce che era in viaggio da Paesi lontani e che non poteva materialmente essere oggetto di scambio o di acquisto. ma anche nel caso in cui gli utili vengano reinvestiti nell'attività dell'azienda l'investitore ne trae vantaggio. e tutti gli operatori inglesi iniziano a vendere: solo lui compra a prezzi stracciati. e più precisamente in un palazzo sulla cui facciata erano scolpite tre borse. Nathan Mayer Rothschild orchestra la più grande speculazione della sua vita (e forse della storia) grazie ai piccioni viaggiatori che gli portano la notizia in anticipo rispetto agli altri operatori. cioè la sconfitta napoleonica e la vittoria inglese. Roma. il NYSE (New York Stock Exchange). Firenze. alla Borsa di Londra. Rothschild fa circolare la falsa voce che Napoleone ha vinto. in quanto ciò di solito fa aumentare il valore dell'azienda stessa e quindi delle azioni che rappresentano la sua proprietà. Dal 14 aprile 1994 tutte le azioni italiane quotate in Borsa vengono scambiate su un circuito telematico: ogni transazione viene effettuata tramite un sistema di computer e ogni intermediario compra e vende titoli dal proprio ufficio. In realtà sono 5 a quell'epoca le Borse italiane (oltre a Milano. IL RITORNO PER L' INVESTITORE: DIVIDENDI E CAPITAL GAIN. la Borsa Spa. con decreto napoleonico. Nell'edificio che una volta nel centro di Milano raccoglieva fisicamente gli operatori delle banche e gli agenti di cambio. Tali utili potranno essere distribuiti ai soci in termini di dividendo. Genova. Per mercanti e abili commercianti. Torino. che ha posto le premesse per la ³privatizzazione" dei mercati finanziari. Il risparmiatore dovrà quindi rivolgersi a una Sim (società di intermediazione mobiliare). in cui le regole del gioco sono fissate dalla legge e dagli organi di controllo come la Consob. Attualmente la gestione del mercato azionario spetta a una società per azioni. l'appuntamento ³à la Bourse" diventa ben presto irrinunciabile. PERCHE' COMPRARE AZIONI? Il risparmiatore ha interesse ad acquistare una parte (anche se minima) di un'azienda perché in questo modo compra una quota degli utili che questa società sarà in grado di produrre in futuro. nella strada che ha fatto la fortuna e. Questa sorta di mercato organizzato aveva luogo in una piazza. Ma l'epoca di Napoleone non dura a lungo: nel 1815 l'imperatore francese è sconfitto a Waterloo e quel giorno. anche Genova. e in questo caso è ovvio il vantaggio per il risparmiatore. Trieste. Trieste. con tanto di legge organica del 1913 che per ottant'anni detterà le regole di funzionamento. la rovina di molti. così come le società di intermediazione straniere. Si trova a Wall Street. LA BORSA DI MILANO Diverse altre città seguono a ruota l'esempio americano. la sua il 16 gennaio del 1808. si moltiplicanoŠ Il 17 maggio 1792 nasce il mercato azionario più importante del mondo.

La teoria economica concorda sul fatto che la politica di distribuzione degli utili di una società non influenza il suo valore e pertanto il fatto che un'azione paghi o meno un dividendo non dovrebbe influenzare le scelte del risparmiatore. e ai risparmiatori di poter far fruttare i propri risparmi con la possibilità di ottenere qualcosa in più rispetto al comprare i titoli di Stato. il dividendo non è qualcosa di certo. . però. che significano rispettivamente flusso di cassa scontato e valore netto del patrimonio) e di indicatori utili per stimare il valore di un'azione. alle aziende di crearsi una fonte di finanziamento alternativa al prestito bancario. Gli analisti tengono sotto controllo gli indici di bilancio delle società. INDICATORI DI VALORE Esiste una serie di metodi di valutazione (per esempio il Discounted Cash Flow.dividendo incassato annualmente e l'aumento del valore delle azioni acquistate (capital gain). Inoltre per certi gestori americani il livello dei dividendi pagati è un ottimo criterio per selezionare azioni che garantiscano migliori potenziali di crescita. sul mercato. che contengono informazioni sulla solidità dell'azienda e sulla sua capacità di produrre reddito. vengono acquistati e venduti a diversi livelli di prezzo.. La quotazione in Borsa. È comunque necessario tener conto del fatto che questi indicatori sono la rappresentazione sintetica della realtà aziendale passata e presente. gli investimenti che vengono effettuati nel settore. e possibilmente prevedere i potenziali margini di crescita dell'impresastessa. È essenziale che il risparmiatore comprenda il fatto che il ritorno del suo investimento è legato alle sorti dell'azienda di cui si sono comprate le azioni. ma anche alla perdita del capitale. ESISTE IL VALORE INTRINSECO DELLE AZIONI? I titoli azionari emessi da un'azienda. Telecom. Bisogna inoltre valutare la sua capacità di generare degli utili. in molti sono saliti su quel grande ponte di collegamento tra capitali da investire e imprese che ne hanno bisogno per crescere. Il risparmiatore deve essere consapevole del fatto che gli utili aziendali possono essere molto variabili da un anno all'altro e che addirittura possono trasformarsi in perdite. la natura del business. Il mercato azionario adempie alla funzione di permettere all'azienda di raccogliere i capitali necessari tra i risparmiatori disposti a dividere con gli azionisti di riferimento il rischio imprenditoriale. inoltre. il fatto che il titolo paghi o meno il dividendo può influenzare le scelte del risparmiatore che necessita di una rendita minima annuale. INVESTIMENTO A RISCHIO Ma investire in azioni non è garanzia di rendimento. in modo che il peso dei debiti non sia eccessivo rispetto al patrimonio societario. IL BOOM DELLE PRIVATIZZAZIONI Perché passare da cliente ad azionista? Le grandi privatizzazioni degli ultimi anni insegnano. In molti hanno puntato le proprie carte sulla Borsa. L'utilizzo del credito bancario per finanziare lo sviluppo aziendale deve infatti essere bilanciato anche da un aumento del capitale. cioè dell'intera somma spesa per acquistare le azioni. Aem. E spesso hanno visto crescere considerevolmente il valore del proprio investimento. Ma come capire se un titolo ha un valore di mercato che si avvicina a quello reale? Nel linguaggio degli addetti ai lavori la domanda diventa: è sopravvalutato o sottovalutato? Per sapere se esistono margini di guadagno.. ma non sono garanzia assoluta delle performance future. Eni. Si tratta di una valutazione che tiene in considerazione le caratteristiche della società. il Net Asset Value. del ciclo economico e del prodotto. bisogna confrontare la quotazione del titolo con quello che gli analisti chiamano ³valore intrinseco". nella sciagurata ipotesi di fallimento della società. e che si tratta di un investimento dal ritorno incerto: può portare a rendimenti molto superiori a quelli dei titoli di Stato. L'investitore dovrebbe considerare anche le possibili evoluzioni dei mutamenti dello scenario competitivo. Famiglie e imprese: un rapporto privilegiato che consente. una volta posti sul mercato. è spesso per l'azienda un'opzione strategica di cui avvalersi quando l'ammontare degli utili generati non è sufficiente per coprire gli investimenti necessari per sfruttare le opportunità di crescita. In pratica.

ma nella consultazione bisogna tenere presente che possono essere nel frattempo intervenuti diversi fattori. Gli analisti utilizzano il P/E soprattutto per confrontare aziende operanti nello stesso settore: per esempio. Se per esempio il ROE di un'azienda è elevato rispetto alle altre dello stesso settore. letteralmente ritorno sul capitale). Lo sviluppo dei fondi comuni di investimento e più in generale degli investitori istituzionali ha spinto le aziende a presentare un'immagine più veritiera della contabilità aziendale: una situazione amministrativa di una società poco trasparente spinge infatti gli investitori a evitare i titoli di tale azienda. dato dal rapporto tra la quotazione di Borsa e il patrimonio netto per azione. Importantissimo è soprattutto conoscere il bilancio della società di cui si vogliono acquistare le azioni. detti multipli borsistici perché legati alle quotazioni di Borsa. Gli analisti parlano poi di P/E atteso utilizzando gli utili previsti per l'anno in corso invece di quelli dell'anno prima. come quello statunitense. ma in ogni caso il prezzo delle azioni non è destinato a rimanere a lungo sotto al patrimonio netto per azione. Per esempio se l'utile per azione (ottenuto dall'utile netto della società diviso per il numero di azioni che compongono il capitale sociale) è pari a 100. Oggi le società quotate in Borsa devono presentare. vengono presentati anche i conti trimestrali. il P/E è pari a 15 e ci segnala che il prezzo dell'azione incorpora 15 volte gli utili dell'ultimo anno. che a sua volta obbliga le società a fornire alcuni di questi dati al pubblico dei risparmiatori. Il patrimonio netto di un'azienda è dato dall'attivo di bilancio meno i debiti. Nei bilanci annuali si trovano le informazioni necessarie per valutare un'azienda. e quindi è un indicatore della capacità dell'azienda di generare utili. Un P/E più elevato può significare non solo un titolo sopravvalutato. viene confrontato il suo P/E con quello delle altre case automobilistiche europee. e che è più importante la capacità di questo patrimonio di generare utili. È però possibile che un'azienda venga valutata con un P/E più elevato rispetto alle altre dello stesso settore. oltre al rendiconto annuale. L'indice P/E viene pubblicato quotidianamente dalla stampa economica per ogni titolo quotato. e la quotazione è 1. I titoli che vengono venduti a un prezzo molto inferiore al valore del patrimonio netto. la Commissione nazionale per le società e la Borsa. Resta il fatto che difficilmente il singolo risparmiatore-azionista ha le capacità tecniche per esaminare con la dovuta attenzione il bilancio di una società: comunque questo compito è svolto egregiamente dagli analisti finanziari.500.IL RAPPORTO PREZZO/UTILI Per le società quotate in Borsa gli analisti hanno elaborato indici particolari. . LE INFORMAZIONI PER L' INVESTITORE: I BILANCI Le società quotate in Borsa sono tenute a offrire tutta una serie di informazioni alla Consob. che dovrebbero essere valutate in maniera omogenea. sono in genere dei buoni candidati per portafogli dei cassettisti. IL PATRIMONIO NETTO Interessante anche il P/BV (dall'inglese Price/Book Value). Non ultimo il fatto che per determinare il P/E viene utilizzato l'ultimo bilancio disponibile. per capire se la Fiat è correttamente valutata dalla Borsa italiana. L'indice più diffuso è il P/E (dall'inglese Price/Earning) dato dal rapporto tra il prezzo dell'azione e l'utile. ma anche un'azienda in maggiore crescita e pertanto non è l'unico indicatore da seguire. Anche in questo caso bisogna tenere presente che il patrimonio netto di un'azienda è solo un aspetto del valore dell'azienda. In pratica ci dice quanto ha reso nel corso dell'anno il capitale investito. RITORNO SUL PATRIMONIO NETTO Un altro indicatore comunemente utilizzato dagli analisti è il ROE (dall'inglese Return On Equity. significa che l'azienda è più efficiente in termini di capacità di far fruttare le risorse a disposizione e quindi meglio gestita. che è il rapporto tra gli utili dell'azienda e il patrimonio netto all'inizio dell'anno. anche se in passato in Italia i conti presentati al pubblico anche dalle grandi aziende sono stati spesso poco trasparenti e gli organi di controllo non hanno esercitato con sufficiente attenzione il ruolo di difesa degli interessi dei risparmiatori pretendendo un'informativa esaustiva. che tiene quindi conto non degli utili correnti ma di quelli passati. in quanto gli investitori si attendono che gli utili crescano più velocemente negli anni futuri rispetto alle altre. una relazione di bilancio semestrale. in altri mercati più evoluti. Del resto.

Ci sono poi i titoli sensibili ai tassi di interesse come le cosiddette utility. I market timers.. le aziende del settore dell'edilizia residenziale e delle telecomunicazioni. Negli altri casi invece la sensibilità delle azioni ai tassi d'interesse è dovuta al fatto che si tratta di settori caratterizzati da alti livelli di indebitamento e una discesa dei tassi d'interesse diminuisce quindi il peso degli interessi passivi sui bilanci aziendali. così come un'azienda in rapida crescita continuerà in quella direzione per un periodo più ampio del previsto. le banche. Anticiclici sono invece i titoli che risentono meno dei livelli minimi e massimi dell'attività economica. Questo tipo di investitori guarda soprattutto alle variazioni sugli utili attesi e sui tassi di crescita per identificare le azioni con maggior possibilità di apprezzamento. quali per esempio le aziende alimentari e quelle assicurative. AZIONI E CICLI ECONOMICI Il valore delle aziende (e quindi i prezzi delle azioni) è influenzato dal ciclo economico. nessuno con evidenti superiorità rispetto agli altri.(i titoli delle aziende che producono beni di pubblica utilità quali gas. I momentum investors. cercano di identificare il tempo in cui entrare e uscire dal mercato per massimizzare i loro profitti. Generalmente muovono quindi il portafoglio con maggiore dinamismo. delle materie prime. Una delle più usate è il trend following. ed è importante per l'investitore distinguere le varie aziende in cicliche e anticicliche. STILI D' INVESTIMENTO Esiste un'ampia serie di stili d'investimento. I segnali di entrata e uscita dal mercato possono essere generati da diverse metodologie. cioè letteralmente ³investitori di momento". Prima di decidere quali azioni acquistare deve infatti comprendere in che fase del ciclo economico si trova e quindi scegliere la categoria di azioni nella quale investire: se per esempio ritiene che l'economia sta per entrare in una fase di recessione. il cui studio permette di identificare l'andamento dei trend del mercato e di definire una strategia di market timing. e sono rappresentate da società come le industrie di base. Le prime sono quelle che si muovono in sintonia con il ciclo economico globale. mentre dovrà evitare le aziende i cui profitti risentono negativamente del rallentamento economico. secondo i sostenitori. dovrà puntare sui titoli azionari sensibili ai tassi d'interesse in quanto è probabile che questi scenderanno. consente di partecipare . acqua ed energia elettrica) PERCHE' LA TIPOLOGIA? L'investitore dovrebbe cercare di capire quali sono i fattori che muovono i singoli titoli azionari per evitare di trovarsi in portafoglio dei titoli che non salgono insieme all'intero mercato azionario. cioè il metodo per seguire la tendenza che. ma ognuno cerca di catturare una parte del ciclo di movimento di una azione. dal value investing al momentum investing.. Nel caso delle utility e delle banche la sensibilità del loro valore ai tassi d'interesse dipende dal fatto che sono aziende che crescono molto lentamente (si pensi alla lentezza della crescita del consumo di gas) e con utili e dividendi molto stabili negli anni: per gli investitori sono quindi azioni quasi assimilabili ai titoli obbligazionari e pertanto si muovono con i tassi d'interesse. quali per esempio i produttori di auto e le società chimiche. partono dalla teoria.cominciano a diffondersi anche in Italia le società specializzate che offrono ai loro clienti queste analisi di bilancio.. non in maniera uniforme. che un oggetto tende a permanere nello stato in cui si trova. 1) NOTA: utility (i titoli delle aziende che producono beni di pubblica utilità quali gas. Il concetto alla base è comunque sempre quello che il prezzo di un'azione passa dalla sopravvalutazione alla sottovalutazione con un modello ritmico.. La sensibilità di un titolo al ciclo economico dipende ovviamente dal fatto che la domanda dei consumatori per il prodotto venduto dall'azienda può essere più o meno sensibile alla congiuntura economica. basandosi su indicatori quali medie mobili. ( vedi nota1 ) . acqua ed energia elettrica).. un'azienda con problemi strutturali tende ad averli per un periodo più lungo di quello presunto. cerca di definire la direzione e l'ampiezza del trend di mercato. simile a quella newtoniana. Tradotto in termini economici. del trasporto aereo. cioè letteralmente i ³tempisti del mercato". Questo stile.

poiché in questo caso la possibilità di alti ritorni è associata con bassi margini di rischio. Ancora una volta la distanza dai teorici della modern portfolio theory è massima. a differenza dei teorici della modern portfolio theory. + (1+k) t = . I value investors (vedi riquadro su Warren Buffett). o intrinseco che dir si voglia. Il modello più comune è quello del Discounted Cash Flow che si discosta dal DDM per due aspetti: viene considerato un periodo di tempo più ridotto. Il valore dell'azienda alla fine del quinto anno può essere a sua volta calcolato in diversi modi: la maggior parte degli analisti lo calcolano in termini di patrimonio netto dell'azienda. come del resto qualsiasi attività finanziaria. in quanto è sufficiente stimare il flusso di dividendi che l'azione procurerà agli investitori e calcolare il valore attuale di questi pagamenti futuri.. Infine.. l'animale che simboleggia il ribasso di Borsa). Di conseguenza gli analisti utilizzano spesso un modello più semplice. letteralmente mercato dell'orso. o meglio il valore al quale l'azienda può essere venduta o liquidata. che non dovrebbe però portare a risultati significativamente diversi dal Dividend Discount Model teoricamente più corretto..alle opportunità di crescita nel medio periodo del mercato azionario. I modelli di valutazione dividend discount Gli economisti concordano nel valutare un titolo azionario.. Considerando un periodo di soli cinque anni è però necessario calcolare non solo il valore attuale dei cinque flussi di cassa generati dall'azienda nel periodo. secondo quest'approccio. Come si può notare si tratta di una formula identica a quella utilizzata per determinare il prezzo di un titolo obbligazionario. non oltre i prossimi cinque anni. in quanto a differenza del value investing.. prendendo in esame il flusso di cassa che l'azione sarà in grado di generare in futuro. la moderna teoria del portafoglio. sono convinti che il prezzo di mercato dell'azione raramente esprima correttamente il valore dell'azienda quotata. Gli investimenti.... il valore dell'azione è dato dalla formula: D1 valore = (1+k) 1 D2 + (1+k) 2 Dt + . ma ne riduce i rischi derivanti dalle fasi di mercato negativo (bear market. ma anche quello del valore dell'azienda alla fine del periodo.. cioè letteralmente ³investitori su azioni in forte crescita". Dal punto di vista teorico la questione è abbastanza semplice.. e considerano una opportunità d'investimento la differenza fra il prezzo del titolo e il valore reale del suo patrimonio. vanno fatti quando esiste il cosiddetto ³margine di sicurezza"(margin of safety).. al contrario della teoria moderna dove a maggiori profitti equivalgono maggiori rischi.. Se per esempio Dt sono i dividendi che l'azione pagherà nei prossimi t anni e k è il tasso di sconto che riflette il profilo di rischio dei flussi di cassa attesi. e si utilizza la stima del cash-flow generato dall'azienda invece dei dividendi che verranno effettivamente pagati... i growth stock investors.  TuttoEconomia  TuttoDividendi  TuttoBorsaQuote  TraderNews  TradingOnLine . si concentrano sulle aziende con una crescita degli utili e dei dividendi superiori alla media. In pratica tale calcolo non è affatto agevole. Questo valore reale. o quantitativi (vedi per maggiori informazioni il fascicolo 22). non si limita a comprare e mantenere un'azione in portafoglio. viene definito come intrinsic value. in quanto è molto difficile stimare la capacità futura dell'azienda di generare utili nei prossimi 20-30 anni e la percentuale di questi utili che verrà poi pagata agli azionisti. cioè quando il valore dell'azione è circa il 50% dell'intrinsic value.