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DOMENICA 29 DICEMBRE 2013 ANNO 138 - N.

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www.corriere.it
Peppa Pig I nuovi papà e mamme raccontati dai maialini
di Paolo Di Stefano e Maria Volpe a pagina 38

Roma, Piazza Venezia 5 Tel. 06 688281

2013
I SONDAGGI
PERSONALITÀ, PARTITI E SCELTE CONCRETE

Su Corriere.it Triplete di Francesco: il più votato dai lettori
di Armando Torno a pagina 25

Oggi la Lettura Lo zucchero di Violetta meglio così che l’apatia
di Paolo Giordano nel supplemento

Montepaschi La Fondazione fa rinviare l’aumento di capitale. Il presidente: lasciare? Vedremo

IL PESO DEI LEADER NELLE DEMOCRAZIE
di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

L’Austerity e noi

Strappo al vertice di Mps
Manager bocciati. Profumo: Siena rischia di perdere la banca
La Fondazione di Monte Paschi boccia la proposta del consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Profumo di far partire a gennaio l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Rinvio a maggio. Voci di dimissione dei vertici.
ALLE PAGINE 2 E 3 Massaro

QUELL’APPELLO ALL’EUROPA CHE DICE SOLO MEZZA VERITÀ
di MICHELE SALVATI

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a sessant’anni il fascismo ci fa compagnia. Non già perché in tutto questo tempo vi sia mai stato il pericolo di una sua reincarnazione — se non nei deliri di sparute frange folli o forse nelle intenzioni di qualche personalità alla prova dei fatti priva però di qualunque base reale — ma perché da sessant’anni il fascismo è presente nel nostro discorso pubblico come un comodo (e dunque adoperatissimo) termine di paragone negativo a disposizione per giudicare sbrigativamente uomini e cose. Così per l’appunto lo ha adoperato Eugenio Scalfari quando domenica scorsa ha scritto su la Repubblica che l’impetuosa ascesa di Renzi, la sua figura e l’attesa che suscita gli ricordano pericolosamente «il bisogno di un Capo», di un «uomo della Provvidenza»: in poche parole Mussolini e il fascismo. Non di un capo l’Italia ha però bisogno, egli ci ammonisce, bensì di un leader: che è cosa ben diversa. Proprio tanto diversa non direi, per la verità. Capo, infatti, non è altro che la traduzione italiana di leader, una traduzione per così dire addolcita anzi, dal momento che quella esatta dovrebbe essere «guida». Se leader suona più rassicurante (ma a Pyongyang spadroneggia un «caro leader», mi sembra) è solo perché il termine evoca il mondo del costituzionalismo anglosassone, che per sua fortuna il fascismo non l’ha mai conosciuto. Qui comunque non è questione di parole ma di

di ELENA TEBANO
A PAGINA 21

FACEBOOK

cose. Ciò di cui stiamo parlando, ciò di cui l’opinione pubblica italiana sente oggi un acuto bisogno, non è un Capo, non è un «uomo della Provvidenza» né l’«uomo forte» dai tratti grotteschi di un disegno di Maccari. È una «guida» (va bene così? dunque anche una donna, sì una donna), ma in ogni caso con due caratteristiche fondamentali: il dono di una personalità spiccata e la possibilità di esercitare il potere in modo incisivo. Una personalità spiccata vuol dire qualcuno con le idee chiare su ciò che serve al Paese e sul proprio ruolo, determinato a perseguire le proprie idee senza tentennamenti e rinvii, pronto a dire con chiarezza il proprio pensiero, ad agire di conseguenza e con la prontezza necessaria, disposto a impegnare tutto se stesso nell’impresa. Capace altresì di convincere, di trascinare, anche di entusiasmare, perché dotato di quella misteriosa qualità individuale che si chiama «carisma». Che cosa c’è di fascista in tutto questo? Io non lo vedo. E che cosa c’è mai di fascista nel fatto che una collettività in un momento di crisi grave, d’incertezza profonda circa il proprio futuro, desideri un capo (pardon: una guida) di tal fatta? Qualcuno, come dicevo sopra, dotato di «poteri forti». A proposito di fascismo, il punto vero sta forse proprio qui. Sgombriamo allora il campo da un errore storico in cui incorsero più o meno consapevolmente i nostri costituenti.
CONTINUA A PAGINA 35

Giannelli

La linea del ministro Lupi

Il carattere dei duellanti (e il finale prevedibile)
di FABIO TAMBURINI

Ai cantieri 10 miliardi Ma fondi ritirati a chi va oltre i tempi
di ANDREA GARIBALDI

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a sfida tra Antonella Mansi, alla guida della Fondazione, e il presidente Alessandro Profumo si chiude senza vincitori. Come era prevedibile. Due caratteri diversi, due strategie sin dall’inizio molto lontane.
A PAGINA 3

aranno stanziati oltre dieci miliardi per i cantieri»: il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, precisa al Corriere che nel caso non si rispettino i tempi di consegna, i fondi saranno ritirati. E aggiunge: «La nostra filosofia è: non solo grandi opere, ma anche medie e piccole, manutenzione del territorio e delle infrastrutture».
A PAGINA 8

oco prima di Natale, sul Manifesto del 22 dicembre, quindici noti intellettuali hanno firmato un appello dal titolo «Urgente per l’Europa», il cui messaggio centrale è questo: «È urgente un’inversione di tendenza (delle politiche nazionali ed europee) che affidi alle istituzioni politiche… il compito di realizzare politiche espansive e alla Banca centrale europea una funzione prioritaria di stimolo alla crescita». Perché urgente?
CONTINUA A PAGINA 35

Test e cavie

E dal partito un ultimatum a Letta

Caterina risponde agli insulti Renzi: io sto con lei
Dopo gli insulti a Caterina Simonsen (nella foto), attaccata sul web per aver difeso gli esperimenti medici sugli animali, arriva la solidarietà. Anche quella di Matteo Renzi: «Io sto con te».
A PAGINA 21

Spot e assunzioni: tutte le spese extra nel bilancio del Pd
di MARIA TERESA MELI
ssunzioni, consulenze, manifesti: se nel 2012 il bilancio del Pd registrava 7 milioni di perdite, nel 2013 il buco rischia di essere maggiore. Tanto che il nuovo tesoriere Francesco Bonifazi pensa a una «due diligence». Affiderà, cioè, a un gruppo di professionisti il compito di verificare i rapporti bancari, i contratti e quant’altro. Dopo verrà messo tutto in Rete. Intanto dal partito ultimatum a Letta.
A PAGINA 5 - ALLE PAGINE 6 E 7

A

Storie d’Italia

Il sito di Grillo e «il tritolo per i politici»
di P. CONTI
A PAGINA 35 A PAGINA 11 M. Cremonesi

GLI ANIMALISTI TRA RAGIONI ED ESTREMISMI

I tesori di Sibari minacciati dalla pioggia
di G. A. STELLA
A PAGINA 22

Guerzoni, Sensini, Trocino

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

Padiglione Italia

di Aldo Grasso
facio», un intruglio a base di feci e urine delle capre. Ma chi gioca sulla pelle di chi sta morendo è proprio lui, Davide Vannoni. Lui e il suo entourage. Sconfessato dalla comunità scientifica internazionale (la rivista Nature ha svelato come la documentazione, presentata per la richiesta di brevetto per il metodo, si avvalesse di documenti «scippati» ad altri ricercatori), ma «tollerato» dalle solite indeterminatezze della politica e della giustizia, ha sempre fatto leva sulla comprensibile disperazione degli ammalati e dei loro parenti. E su alcuni media compiacenti: Giulio Golia, delle «Iene», ha confezionato una ventina di servizi uno più temerario dell’altro, un manuale della tv del dolore, senza mai farsi venire un dubbio. C’è solo da sperare che scienza e cure compassionevoli si spartiscano ora i loro ambiti. La medicina occidentale avrà i suoi limiti, ma si può dare un calcio al controllo scientifico, approfittando della disperazione delle famiglie dei malati?
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Milan «Troppo indisciplinato». Tornano le voci di divorzio

Il non-medico grida al complotto E gioca sulla pelle dei suoi malati
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Addio a Balotelli, la tentazione
di ARIANNA RAVELLI

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Il «metodo Stamina» di Vannoni respinto dagli scienziati

ulla pelle di chi sta morendo. Secondo le cartelle cliniche, fornite in sintesi dagli Spedali Civili di Brescia, non c’è alcuna prova di miglioramento nei 36 pazienti in cura con il cosiddetto «metodo Stamina». I parenti dei malati sostengono invece che sono stati riportati dati falsi e accusano i mezzi di informazione di gravi scorrettezze. Intanto si è scoperto che Davide Vannoni non è nemmeno un medico, è solo un laureato in Lettere e Filosofia, ex imprenditore del settore marketing e call center (le sue prime attività di rilievo risalgono alla fine degli anni Novanta quando gli furono affidate consulenze dalla Regione Piemonte, firmate dal dirigente Angelo Soria, fratello di Giuliano, i due dello scandalo «Premio Grinza-

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Davide Vannoni

ne Cavour»), di certo una figura carismatica, un grande imbonitore. Che ora però rischia il rinvio a giudizio per esercizio abusivo della professione medica. Il «metodo Stamina» è finito nel mirino della magistratura e Vannoni grida al complotto: «Siamo vittime della lobby dei farmaci, della burocrazia e della politica. Tutto sulla pelle di chi sta morendo». Esattamente come si diceva ai tempi della cura anticancro del «metodo Di Bella» o, anni prima, per il «siero Boni-

i moltiplicano le indiscrezioni su una possibile rottura tra SuperMario Bolotelli e il Milan. A scatenarle, uno sfogo di Berlusconi ad alcuni esponenti di Forza Italia, in cui il presidente si diceva pronto a disfarsi dell’attaccante mai del tutto apprezzato. La società reagisce con un comunicato in cui smentisce e definisce «impensabile» una sua cessione. Ma se è «impensabile» per gennaio, forse non lo sarà per giugno. Intanto il Milan è nei guai anche per il protrarsi dell’assenza di El Shaarawy, infortunato.
ALLE PAGINE 40 E 41

Corriere della Sera Domenica 29 Dicembre 2013

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Cronache 21
Il Comune

Il caso La biologa animalista con la Sla: no a strumentalizzazioni

Caterina dice basta: «Lasciatemi, sto male» E arriva la solidarietà
Renzi: «Io sono dalla sua parte»
Il caso
MILANO — Dopo gli insulti sono arrivati gli attestati di solidarietà. Ieri sulla bacheca Facebook di Caterina Simonsen, la ragazza di 25 anni gravemente ammalata che era stata attaccata sul web per aver difeso gli esperimenti medici sugli animali, si sono moltiplicati i messaggi di sostegno. Uno proviene anche dal neo segretario del Pd Matteo Renzi: «Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza: io sto con Caterina», ha fatto sapere. Dall’ospedale la giovane studentessa di veterinaria ha chiesto intanto di «non essere disturbata». Caterina soffre di quattro malattie genetiche rare, tra cui una immunodeficienza primaria e il deficit di Alfa 1 Antitripsina, che tra le altre cose la espongono a qualsiasi infezione e la obbligano a usare un respiratore 16 ore al giorno. Adesso è in cura a Padova per una polmonite: «Sono ricoverata perché sto male. Non è il momento per interviste. Poi, comunque, la mia idea l’ho espressa in tre video», si è sfogata su Facebook. «È un momento difficile, abbiamo un sacco di cose da fare e certo questa vicenda non facilita le cose», ha spiegato sua mamma, che la segue in reparto. Il video a favore dei test sugli animali girato da Caterina, però, ha riaperto il dibattuto sulla questione. Ieri per difendere le ragioni degli animalisti è intervenuta anche una ricercatrice dell’Università di Genova, malata di sclerosi multipla, la biologa Susanna Penco. «Mi sconfortano le parole offensive verso la studentessa — ha spiegato —, ma non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle». Penco fa parte della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, di cui è presidente l’onorevole Michela Vittoria Brambilla di Forza Italia, e ha condannato le «strumentalizzazioni» a partire dalla vicenda di Caterina. La biologa è convinta «che sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati» e rilancia il ricorso a « metodi alternativi», come quelli percorsi dall’Istituto nazionale per la Salute degli Stati Uniti che «ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario», con l’obiettivo di «sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali». Alla sperimentazione alternativa guarda con favore anche Caterina, che però insiste: «Non va bene per tutti i tipi di
La vita Caterina Simonsen, 25 anni, vive vicino a Padova: è vegetariana e studia Veterinaria È affetta da quattro malattie genetiche

Cortina spegne le luci di Natale: «Risparmiare l’energia»
CORTINA D’AMPEZZO (Belluno)— Spenti gli alberi di Natale, spente tutte le decorazioni luminose per le feste, spenta l’illuminazione pubblica periferica. E un appello del Comune a risparmiare energia, a non accendere lampadine inutili. Per Cortina non è affatto finito il lungo travaglio del blackout. Si va avanti ancora anche grazie ai generatori fatti giungere sul posto dall’Enel. La corrente della rete non basta. E alle 17 di ieri l’assessore Adriano Verocai, mentre era in corso la conferenza stampa del vicesindaco Enrico Pompanin (il sindaco Andrea Franceschi è sospeso ed è tutt’ora «in esilio» per le vicende giudiziarie che riguardano appalti e autovelox) è entrato in sala comunicando: «Siamo stati costretti a interrompere l’alimentazione dell’illuminazione pubblica periferica nei vari sestieri che compongono Cortina, perché non regge. E questo dopo aver già provveduto a spegnere tutte le decorazioni natalizie, gli alberi di Natale, i festoni luminosi». Cortina così ha perso il luccichio che la caratterizza al calar del

Il video Due settimane fa ha girato un video in difesa della ricerca scientifica. Su un cartello (qui sopra) ha scritto: «Ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni». Violente le reazioni postate sul suo profilo Facebook: «Devi morire»

Sorrisi
Caterina Simonsen, 25 anni, nel giardino di casa con i suoi inseparabili Oliver e Ermes. La foto è tratta dal suo profilo Facebook

ricerca — scrive in un sms —. E qualsiasi decisione deve essere fondata su dati scientifici». Anche a livello normativo la questione è ancora aperta. Ad agosto il Parlamento aveva approvato una norma che vietava i metodi sperimentali non rispettosi degli animali (sulla vivisezione già esistevano limiti molto precisi) e i test per droghe, alcol, tabacco, armi, o

per fini didattici, impegnando le istituzioni a sviluppare metodi sostitutivi alla sperimentazione su esseri«senzienti». Ma il mese scorso il Consiglio dei ministri ha introdotto una moratoria di tre anni per alcuni settori, per cercare di trovare un compromesso su un tema che vede divisi su fronti opposti animalisti e scienziati.

E. Teb.

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Neve Le strade di Cortina

L’intervista Lo studioso dei rapporti tra l’uomo e gli altri esseri viventi: io per salvarmi prenderei farmaci testati sulle cavie

«Chi si batte per gli animali non ignori i malati»
IlfilosofoCimatti:èinutilepreoccuparsideipolliinbatteria senonsiprovaempatiaperchiviveattaccatoaunamacchina
«Gli animalisti sollevano un problema vero: che diritto abbiamo di prendere qualcuno che vive e di manipolarlo, di usarlo come mezzo per i nostri scopi? È una domanda centrale anche per il nostro futuro — basta pensare a quello che stiamo facendo all’ambiente — eppure in un certo senso nuova, proprio perché l’umano, per definizione, è l’animale che vive e prospera usando altri animali: da sempre li addomestica, li uccide, li mangia. Si è costruito così come vivente». Felice Cimatti, 54 anni, filosofo, insegna all’università della Calabria, e con questi interrogativi si confronta da tempo: ha appena dato alle stampe per Laterza Filosofia dell’animalità, una riflessione sul rapporto tra l’uomo e gli altri animali. Sul caso di Caterina Simenson, la ragazza malata insultata sul web perché ha difeso la sperimentazione sugli animali, però, vuole fare una premessa: «Ci sono stati attacchi davvero violenti e assurdi. Inutile preoccuparsi per un pollo in batteria se poi non si prova empatia per una giovane che deve vivere attaccata a una macchina. Credo che queste persone tradiscano il senso dell’animalismo. Ciò detto, la questione rimane». Tra le obiezioni che le hanno mosso, c’è che oggi la medicina può fare a meno dei test sugli animali. È vero? «Si sono già fatti molti passi avanti in questa direzione. Ed è ovvio che se si possono evitare, non vanno usati. Ma cosa succede se non abbiamo alternative? Se scopriamo che possiamo trovare una cura per la sclerosi multipla solo sacrificando cento scimpanzé? Questa è la questione vera da un punto di vista medico, prima ancora che filosofico». Gli «antispecisti» sostengono che non possiamo usare gli altri animali, perché significherebbe presupporre che siamo migliori, che la nostra vita vale più della loro, e così non è. «È una risposta assoluta, come se non esistessero soluzioni intermedie, e cade nella trappola che vorrebbe denunciare: l’antropocentrismo». Perché? «Si tendono a riconoscere i diritti solo agli animali che più ci “assomigliano”: gli scimpanzé, per esempio, o quelli che hanno un sistema nervoso o una forma di linguaggio. In questo modo l’uomo torna a essere la misura di tutto, quello da cui discende il valore degli altri animali». L’India, questa estate, ha vietato di tenere i delfini negli acquari definendoli «persone non umane»... «Non è che un topo soffre meno di un delfino. Nessuno, per esempio, si preoccupa degli insetti. Perché? C’è un esperimento mentale ben noto in filosofia: provare a pensare che una zanzara sia grande come un cane. Non ci verrebbe più da schiacciarla, così, sovrappensiero». Sta dicendo che bisogna essere ancora più radic ali degli animalisti? «No, che bisogna imparare a prendere in considerazione l’alterità degli animali, dobbiamo smettere di umanizzarli. Questo cambia radicalmente la prospettiva, anche se non semplifica la questione». In che senso? «La vita è appropriarsi di altre forme di vita e metterle dentro di sé. È inevitabile. Invece alcuni animalisti estremi hanno immaginato leoni geneticamente modifi-

Chi è
Il filosofo Felice Cimatti (sotto), 54 anni, insegna filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria. Condirettore della Rivista di filosofia del linguaggio, è tra i conduttori del programma radiofonico «Fahrenheit» cati per diventare erbivori. Perché gli animali non si dovrebbero mangiare e le piante sì? Perché le pecore ci sembrano più simili a noi dei carciofi?». Così è una vertigine, non se ne esce... «Appunto. A me non sembra possibile una forma di vita che non mangi un’altra forma di vita. Ma più consideriamo la questione in forma generale, più diventa intrattabile». E quindi cosa bisogna fare? «Distinguere. Dobbiamo opporci allo sfruttamento industriale degli animali: lì l’aspetto più spaventoso è la violenza sistematica. Su questo gli animalisti hanno il merito di farci guardare ciò che preferiamo non vedere. E credo che abbiano ragione loro: sul lungo periodo probabilmente smetteremo di mangiare gli animali, così come abbiamo abolito la schiavitù». E per quanto riguarda la medicina: lei dice sì o no alla sperimentazione sugli animali? «Se l’alternativa è: o vivo io o vivi te, io cerco di difendermi. Ma una risposta unica a questa domanda non c’è. Dobbiamo continuare a porcela, di caso in caso. E intanto lavorare per renderla meno urgente. Infine si potrebbe immaginare una sorta di “consenso informato”». Consenso informato? «Si potrebbe dire ai pazienti, prima che prendano una medicina, se è costata la vita a degli animali. In modo che possano decidere se usarla o no». Lei lo farebbe? «Non lo so, me lo chiede ora, ma se ne avessi davvero bisogno per la mia vita ... Non direi di no».

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Abbiamo abolito la schiavitù, forse smetteremo di mangiare animali Ma se la cura alla sclerosi si trovasse solo sacrificando 100 scimpanzé?

Il libro Ha appena pubblicato per Laterza Filosofia dell’animalità, una riflessione sul rapporto tra l’uomo e gli altri animali

buio durante le feste, uno dei suoi aspetti più suggestivi. Ed è entrata in scena l’austerity. «Prima che le cose si normalizzino — ha continuato Pompanin — bisognerà attendere il prossimo anno, i primi giorni del 2014». Il vice sindaco ha tra l’altro aggiunto che non sono mai arrivate «informazioni precise al Comune sulla situazione in atto» e che non era in grado di «quantificare quanta energia elettrica giunge a Cortina attraverso la rete e quanta dai generatori». Terna da parte sua conferma che le linee ad alta tensione di sua competenza che alimentano la cittadina sono state ripristinate mentre la distribuzione dell’energia dalla centrale di Zuel è di Enel. Quest’ultima ha precisato che ieri sera erano state riattivate il 92% delle utenze nella provincia. Le decisioni su come gestire l’emergenza sono state prese, ieri pomeriggio, in una riunione congiunta convocata in municipio tra forze dell’Ordine, personale di soccorso e il Comune. Fatto sta che ieri sera l’illuminazione più consistente era data dalle migliaia di fari di auto che intasano le vie di Cortina, perché l’afflusso turistico nonostante le notizie di questi giorni, è stato intensissimo.

Massimo Spampani
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Elena Tebano elenatebano

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