Fattoria Ecosostenibile > Riconoscere il latte di qualità

I parametri qualitativi del latte: il grasso
La quantità di grasso presente nel latte ne determina il sapore, così come il valore nutrizionale. La presenza di tale sostanza dipende dall'alimentazione delle mucche, da come avviene la mungitura, dall'ambiente in cui gli animali vivono e dalla selezione della razza. L'alimentazione ottimale deve prevedere frequenti somministrazioni di cibo durante la giornata e la miscela dei foraggi e degli insilati deve contenere fibre di qualità nella giusta quantità. I foraggi o gli insilati poi devono essere preparati in maniera tale da ridurre le variazioni del livello di acidità del ruminante. Gli intervalli di mungitura devono essere costanti. Questa deve essere effettuata in maniera tale per cui nelle mammelle non rimanga latte e non sia assolutamente dolorosa per la mucca. Anche l'attenta selezione della razza grazie all'uso di tori miglioratori, la scelta di razze ad elevata attitudine burrifera garantisce un miglioramento nel tenore del grasso. Infine alla mucca ben selezionata ed alimentata vanno ovviamente evitati stress da sovraffolamento, dolori e spostamenti ripetuti.

I parametri qualitativi del latte: le proteine
Anche la presenza del giusto tenore di proteine (una delle sostanze più preziose ed importanti per il nostro corpo) nel latte è determinata da una equilibrata alimentazione della mucca, tale da assicurare a quest'ultima un sufficiente apporto energetico e proteico. Gli allevatori devono saper garantire ai propri animali diverse fonti di proteine non degradabili nel processo di ruminazione, un sufficiente apporto di aminoacidi limitanti, soprattutto in fase di inizio lattazione e devono effettuare il monitoraggio del contenuto di urea del latte.

I parametri qualitativi del latte: la carica batterica
E' il numero di microrganismi (microbi) che inquinano il latte. Il latte che esce dalla mammella sana è quasi praticamente privo di microrganismi. Quelli presenti nel latte provengono esclusivaniente dall'ambiente esterno: lettiera, foraggi, aria, mani, impianto di mungitura frigorifero latte, tubi di trasferimento, ecc. Il numero di microorganismi sale per: - inquinamento nei passaggi dalla mammella (mani, guaine, condutture) al contenitore refrigerato - esposizione del latte all'aria - non perfetto funzionamento dei frigoriferi della fattoria, che si rivelano inadeguati alle temperature ambientali esterne. L'aumento della carica microbica avviene infatti se il latte è mantenuto ad una temperatura superiore ai 4 gradi. D'estate non a caso è più difficile mantenere bassa la carica batterica nel latte. Gli interventi a carico del fattore sono quindi sull'igiene delle persone addette alla mungitura, sull'igiene dell'ambiente in cui vivono gli animali - a partire dalle lettiere fino all'intera struttura della stalla - e sul controllo del corretto funzionamento degli impianti di refrigerazione.

I parametri qualitativi del latte: le cellule somatiche
Sono i leucociti (globuli bianchi del sangue) e le cellule di sfaldamento provenienti dal tessuto mammario presenti nel latte. La conta delle cellule somatiche serve a misurare il grado di sofferenza della mammella, dovuta a maltrattamenti, infiammazioni, mastiti sub-cliniche o manifeste. In normali condizioni di salute la loro presenza si arresta su valori di 100.000 - 150.000 unità per ml di latte. Anche in questo caso il controllo avviene attraverso esami periodici. Assicurano un giusto livello di cellule somatiche nel latte fattori come l'igiene della stalla e di tutto l'ambiente circostante ed un rispetto generale delle norme igienico-sanitarie da parte di tutto il personale addetto. Ogni animale nella fattoria biologica è controllato dai veterinari in maniera tale da evitare la presenza di mastiti (malattie della mammella) ma anche al fine di garantire che l'intervento clinico, la profilassi e la terapia siano correttamente effettuati dall'allevatore.

Residui di farmaci
Una categoria importante di farmaci usati per la cura delle bovine è quella degli antibiotici. Si tratta di sostanze che uccidono o impediscono lo sviluppo di batteri. Tali farmaci devono essere impiegati secondo le prescrizioni del veterinario. Il latte che contiene antibiotici non è idoneo per l'alimentazione umana. Molte persone sono sensibili a questi farmaci e possono presentare reazioni allergiche più o meno gravi. Ogni qualvolta si somministra un antibiotico ad un animale in lattazione se ne riscontrano inevitabilmente le tracce nel latte ed occorre un certo numero di giorni per eliminarlo completamente. Ed è per questo motivo che il latte degli animali in terapia viene eliminato e naturalmente non arriva sul mercato.

Farmacia veterinaria