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La metallurgia del Bronzo viene portata dalla Mesopotamia da una popolazione che dà luogo all'epopea Shardana
In questa pagina descriveremo l'arrivo della metallurgia del bronzo, portata dai navigatori Shardana, che occupano la Sardegna e diffondono le loro conoscenze, fino all'età del ferro, che ha inizio nell'850 a.C.. Significative sono le conseguenze dell'introduzione del bronzo sul piano economico, dato che la difficoltà di reperimento dello stagno, localizzato in poche aree geografiche, ha determinato lo sviluppo di una rete di traffici a lunga distanza, che hanno messo in contatto tra loro regioni molto lontane.

Diverse ipotesi sull'origine del popolo Shardana
Nell'età del Bronzo Antico in Sardegna arriva, dal vicino Oriente, una popolazione di origine semitica o indo-europea, che porta nell'isola la nuova tecnologia. I reperti del periodo mostrano come alla precedente popolazione dai tratti somatici negroidi si venga ad affiancare una popolazione dai tratti spiccatamente semitici o indo-europei. Diverse sono le ipotesi avanzate sull'origine delle popolazioni che hanno portato in Sardegna la conoscenza della tecnologia connessa alla lavorazione del bronzo.

Ipotesi che vede gli Shardana originari di Sardi in Anatolia
Per molto tempo si era sostenuto che gli Shardana fossero originari della città di Sardi in Anatolia, che fu capitale della Lidia al tempo di re Creso , che ha regnato tra il 560 ed il 546 a.C.. Per questo fanno riferimento a Erodoto , che racconta che i primi uomini di lingua straniera insediatisi in quel paese furono i mercenari Cari e Joni, inviati da Cige re di Sardi, ed impiegati dal faraone Psammetrico I , che ha regnato dal 663 al 609 a.C., contro Assurbanipal. E, di fronte all'obbiezione che mercenargli Shardana erano al soldo del faraone Seti I il Grande, che ha regnato tra il 1292 ed il 1279 a.C., per continuare ad attribuire la provenienza degli Shardana da Sardi, sostengono che Erodoto avrebbe confuso Cari e Joni, che erano Greci, con gli Shardana, e Psammetico con Seti. Ma noi abbiamo la certezza che è impossibile la provenienza degli Shardana dalla città di Sardi, dato che, secondo una recente indagine archeologica effettuata in Turchia, questa città risulta fondata solo nel 1000 a.C.. Ed inoltre, se anche fosse stata fondata in epoca precedente, sarebbe stata distrutta, insieme alla capitale Hattusa e a tutto l'Impero Ittita di cui faceva parte, durante l'invasione dei Popoli del Mare del 1200 a.C.

La più verosimile ipotesi di una migrazione di popolazioni mesopotamiche
Secondo lo uno storico, editore ed intellettuale Raimondo Carta Raspi, nato nel 1893 a Oristano, dopo il regno di Sargon I il Grande, re dell'Impero Accadico dal 2334 al 2279 a.C. e fondatore della dinastia di Akkad, si sarebbe avuta una sollevazione dei paesi settentrionali ed, in seguito ad un sacrilegio che re Sargon avrebbe commesso contro Babilonia, una grave carestia avrebbe distrutto il suo popolo e la sua tomba sarebbe stata profanata. Quindi verso il 2200 si sarebbero verificati eventi eccezionali, e probabilmente una grande carestia, che avrebbero provocato l'esodo delle popolazioni mesopotamiche verso occidente. Questa ipotesi, oltre che l'origine di Carta Raspi, ha avuto successivi riconoscimenti e rivalutazioni, tra l'altro quella di Leonardo Melis, uno dei principali studiosi della storia degli Shardana.

Verso il 2200 a.C. arriva in Sardegna la metallurgia del bronzo
Il bronzo è una lega di stagno e rame, più resistente del rame e molto malleabile, che consente di produrre armi più efficaci e utensili più vari. L'età del Bronzo è la fase cronologica che si sviluppa, secondo la cronologia calibrata, tra il 2200 e l'850 a.C., e secondo una datazione più tradizionale tra il 1900 e l'850 a.C.. La denominazione età del Bronzo è stata introdotta nel 1816 dal ricercatore danese Christian Jürgensen Thomsen, che per primo intuì l'importanza avuta, nelle vicende delle varie popolazioni, l'utilizzo da parte degli uomini, di oggetti in pietra, in bronzo, e successivamente in ferro. L'età del Bronzo si distingue in età del Bronzo Antico, del Bronzo Medio, del Bronzo Recente, e del Bronzo Finale. Secondo la cronologia più tradizionale, basata su considerazioni strettamente tecnologiche o etnologiche, nella seconda parte dell'età del Bronzo Medio sarebbero stati edificati i proto nuraghi ed i nuraghi semplici, con le prime tombe dei giganti, e nell'età del Bronzo Medio e Recente sarebbero state costruite altre tombe di giganti, ed eretti molti altri nuraghi, mentre altri edifici più antichi sarebbero stati trasformati da nuraghi monotorre in nuraghi polilobati, cioè a più torri. Ma, come abbiamo già spiegato, questa datazione appare ormai completamente superata, ed i nuraghi con le tombe dei giganti vengono, attualmente, fatti risalire al periodo del megalitismo, ossia alla cultura di Ozieri.

L'arrivo degli Shardana in Sardegna nell'età del Bronzo Antico
Nella loro migrazione verso occidente, gli Shardana arrivano anche in Sardegna. Il loro arrivo coincide con l'importazione della tecnologia connessa con la lavorazione del bronzo, nel periodo del Bronzo Antico, secondo la cronologia calibrata tra il 2200 ed il 1900 a.C., e secondo una datazione più tradizionale, basata su considerazioni strettamente tecnologiche o etnologiche, tra il 1900 ed il 1600 a.C., in concomitanza con la cultura del Vaso Campaniforme Finale e del Bonnanaro Iniziale. Sono quasi sicuramente queste le popolazioni che portano la conoscenza della tecnologia della lavorazione del bronzo, oltre ad una approfondita conoscenza della navigazione e al culto delle acque. Il primo contatto, questa nuova popolazione lo ha avuto con gli uomini della cultura del Vaso Campaniforme, che si era installata nella parte occidentale dell'isola, particolarmente sul litorale, alla quale ha trasferito le prime conoscenze della lavorazione del nuovo metallo. Ma la popolazione del Vaso Campaniforme viene fortemente contrastata ed in seguito sconfitta dalla popolazione di Bonnanaro, costituita dai nativi dell'isola, che viene considerata una derivazione della cultura Sub-Ozieri, e che entra anch'essa in contatto con i nuovi arrivati.

La convivenza con il Bonnanaro Finale nella prima parte dell'età del Bronzo Medio
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databile tra il 2000 ed il 1500 a. che porta l'elmo con le piume. nella quale li sconfigge con l'aiuto della guardia personale costituita da 520 mercenargli Shardana. di molto antecedente alle più antiche sculture bronzee greche fino ad ora conosciute.. ossia dolicocefala. che li portano ad esportare manufatti in bronzo in tutto il Mediterraneo. rivolgendosi direttamente al dio che splende nel cielo. resterà per sempre fedele al culto di Aton.C. per la quale combattono anche contingenti Shardana. tra il 2200 ed il 1600 a. Le cronache dell'antico Egitto parlano dei Popoli del Mare. per divenire. ed al successivo effimero trattato di pace stilato con il re di Hatti Muwatalli. Già durante il secondo anno di regno deve affrontare la minaccia dei pirati Shardana e delle loro incursioni nella delta del Nilo. Akhenaten verrà chiamato il faraone eretico. ai tempi del faraone Amenofi I . è il terzo e il più importante faraone della XIX dinastia. chiamato anche di Uta. un popolo di guerrieri e pirati che. una pittura funeraria del IV secolo a. mentre altri Shardana. o anche il faraone iconoclasta. E degli Shardana alla guida dei Popoli del Mare.. tenterà di occupare le diverse aree del Mediterraneo. che viene ereditato per via paterna e permette di seguire le migrazioni maschili. che sconfigge i Mitanni e la Siria. che porta l'elmo con le corna e uno strano vessillo che ricorda la bandiera sarda con i quattro mori. Il suo culto si svolge all'aria aperta.2.C. che corrisponde al disco solare e. effettuate sui loro resti fossili. è un faraone della XVIII dinastia.C. Ciò è attestato dall'analisi di circa duecento scheletri del periodo di Bonnanaro. associa al trono Semenkhara. non ha bisogno né di statue né di templi. che cambia il proprio nome in Akhenaten ed introduce in tutto l'Egitto il monoteismo. e si ritiene lo abbiano ereditato da migrazioni dal vicino Oriente. nella seconda parte dell'età del Bronzo Medio. ossia la popolazione dalle caratteristiche brachicefale. e vi fa rappresentare i guerriergli Shardana. in seguito. che regna dal 1279 al 1212 a. delle strutture megalitiche presenti sul territorio. tentano a più riprese l'invasione delle terre del Mediterraneo. senza ombra di dubbio. La stele. Riesce a sconfiggerli. che verranno descritti più avanti. che veniva denominata Sannita. una coalizione di popolazioni guerriere che tentano l'invasione del paese provenendo dal mare. Amenhotep o Amenofi IV . rimasta a Akhetaten. quando iniziano il loro insediamento ed i loro commerci. Nella seconda parte dell'età del Bronzo Medio l'insediamento nell'isola e l'inizio dei loro commerci Gli Shardana si stabilizzano. roccaforte del loro Impero. Figlio di Ramesse I.C. Nel periodo del Bronzo Medio e soprattutto in quello del Bronzo Recente. la fine della cultura di Bonnanaro viene a coincidere con l'affermarsi delle popolazioni che hanno portato in Sardegna la tecnologia della lavorazione del bronzo. dove fà edificare. simile a quella che separa i Sardi di oggi da tutte le altre popolazioni mediterranee ed europee.C. Il dio per eccellenza è Aton. quindi inserisce i prigionieri nel suo esercito utilizzandoli come guardia del corpo personale. e poi di Tuthmosi I . che alla sua morte riporterà la capitale a Waset .C.com . la sua nuova residenza che chiama Per-Ramesse. per invitarli a tornare all'originario culto dell'unica Grande Madre. che ha consentito il riutilizzo. ed interrompe tutte le spedizioni militari. ambasciatori dei Popoli del Mare si recano in Egitto portando i loro doni al faraone ed alla regina Nefertiti. combattono al fianco degli Ittiti stessi.. che fa decorare con la rievocazione delle sue vittorie. Ramesse II fa edificare il tempio rupestre di Abu Simbel. Il cromosoma Y. però. Seti I sicuramente utilizza mercenargli Shardana nella guerra contro gli invasori Ittiti. anche. Probabilmente si determina una spartizione dell'isola: la popolazione nativa si ritira all'interno. Il faraone Ramesse II il Grande. Dopo la morte. individuano caratteristiche comuni e. nei pressi di Avaris che era stata capitale dei sovrani Hyksos. rinvenuta in una tomba di Paestum e conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.C... Il ristabilimento dell'influenza estera dell'Egitto richiede una serie di campagne militari che culminano con la sconfitta di un esercito ittita sul fiume Oronte. anche se. Ed è attestato. con comunque una netta prevalenza della popolazione originaria dell'isola. e restaurerà il vecchio sistema teologico con il culto di Amon. Nel 1274 affronta gli invasori Ittiti nella battaglia di Qadesh. con all'ingresso quattro colossali statue alte venti metri e interamente scolpite nella roccia che raffigurano il faraone seduto. quindi. Ma già dal 1350. uno dolicocefalo. ossia Tebe. ossia Tell-el-Amarna. ossia Filisteo. che fa edificare i Colossi di Memnon. assenti in tutte le altre popolazioni europee e del bacino del Mediterraneo. Le analisi della biologa cagliaritana Simona Sanna sul DNA mitocondriale di età nuragica. e l'altro brachicefalo. mentre la regina Nefertiti. ossia con il cranio corto e largo. L'affresco qui riprodotto. dal rinvenimento. marito della figlia maggiore. nel 1351 o nel 1355. Sono i bronzetti realizzati nello stile aulico. dove sorge una imponente statua del faraone di fronte all'ingresso converted by Web2PDFConvert. In seguito.. Akhenaten fonda una nuova capitale che chiama Akhetaten. nell'isola. in pieno periodo Shardana.C. nel periodo che va dal 1600 al 1300 a. dato che solo i Sardi hanno nei rami principali del DNA gli aplogruppi M26 e HG2. grande novità per l'Egitto. la grotta di Genna e Ludalbu. quindi. di una popolazione precedente si conservano comunque. a Karnak.C. Per questo sposta da Tebe la sua residenza nella regione del delta. invece della dea Madre. mentre sulle coste si installano i nuovo arrivati. secondo la cronologia calibrata tra il 1900 ed il 1600 a. i nuovi arrivati arrivano a convivere con gli esponenti della cultura del Bonnanaro Finale. in una delle numerose grotte dell'altipiano del Golgo utilizzate come sepolture. rispetto ai nuovi arrivati dal vicino Oriente. sale al trono non giovanissimo intorno ai trentasette anni. ci dice che i Sardi attuali lo condividono con le altre popolazioni mediterranee.Nella prima parte dell'età del Bronzo Medio. Si tratta dei tratti somatici di due popolazioni diverse. senza però alcuna analogia con quella dei Sardi attuali. dopo aver ricoperto la carica di grande sacerdote di Seth. ci parlano sia gli Egizi che gli antichi Greci. e di Amenofi III dal 1394 al 1356. la loro storia si può ricostruire solo da quanto ci raccontano di loro altri popoli che ne sono venuti in contatto. Sono. che raggiunge addirittura l'87%. dal 1479 al 1425. figlio di Seti I. risale sicuramente al tempo dei Popoli del Mare. ed un guerriero Phelets.. ma non si ritiene che sia avvenuto un vero scontro tra le due culture. L'epopea Shardana nell'età del Bronzo Recente Gli Shardana proseguono la loro diffusione in tutta la Sardegna durante l'età del Bronzo Recente. a Capo dei Popoli del Mare. Se ne parla anche al tempo di Tuthmosi III . alla guida dei Popoli del Mare. la prima di tipo negroide e la seconda con le caratteristiche tipiche delle popolazioni indo-europee e semitiche. che regna dal 1356 al 1339 a. alla periferia di Tebe. viene realizzata gran parte dei bronzetti votivi che sono stati rinvenuti nell'isola. È una delle più importanti battaglie dell'antichità. quando verrà restaurato il culto di Amon. Si tende oggi a collegare questo profondo cambiamento a quando. Anche nell'immenso tempio di Amon Ra. una forte omogeneità in tutta l'isola. ossia con il cranio stretto e allungato. Tracce. regnante dal 1526 al 1505. Richiesta da loro accolta. che ci mostrano una coesistenza delle due popolazioni. delle loro invasioni. passano poi a combattere come mercenari. sposo della bellissima regina Nefertiti.C. Gli Shardana non ci hanno lasciato scritti. da parte dei nuovi venuti. Il faraone Seti I il Grande è il secondo faraone della XIX dinastia e regna dal 1318 al 1304 a. In diversi documenti di fonte egizia si parla degli Shardana e dei Popoli del Mare già nell'età del Bronzo Medio. Siamo più propensi a ritenere che tra le due popolazioni si sia instaurato un rapporto di collaborazione. Avendo soltanto figlie femmine. ossia tra il 1350 ed il 1200 a. istituiscono il culto del dio Padre Aton. La conclusione è che tra la popolazione antica e quella moderna si erge una barriera genetica. Iniziano con il commercio. ossia Casa di Ramesse. Come il padre cerca di ridurre il potere del clero tebano di Amon. che lui chiamerà Shardana del mare dal cuore ribelle. statue alte più di venti metri. dal 1505 al 1501. rappresenta un guerriero Shardana. tra il 1300 ed il 1150 a. degli scheletri di due inumati di media statura.

di simboli ai quali viene affidato il compito di arginare il rischio di una deriva identitaria. Il quarto faraone della XIX dinastia è Merenptah o Amenofi. a Luxor. Micene. Pheleset. che vengono ritratti nel tempio di Madinat Habu. verso oriente in direzione della Grecia e forse tornando in Mesopotamia da dove gli Shardana erano arrivati molto secoli prima. Quelli che rimangono. raffigurano varie figure di personaggi. e di Santa Vittoria. modellini di nuraghe.com . Ancora oggi. fino a che l'avvento della metallurgia del ferro. É in questa fase. ossia Filistei. dal Papiro della congiura dell'Harem e dalle iscrizioni e dalle decorazioni nel suo tempio funerario a Medinet Abu. i Danai omerici. Alcuni nuraghi vengono abbandonati. cancellano l'Impero Miceneo risparmiando stranamente solo Atene. La coalizione è più ampia e comprende anche Tjeker. I Popoli del Mare distruggono Ugarit e Micene. Tirinto.C. provenienti dall'Asia Minore e dall'Egeo. il Menelaion. Gli invasori superano la linea difensiva di Ramesse II e pongono sotto assedio la stessa capitale Menfi. L'evento militare di maggior importanza del regno di Merenptah è la difesa del Basso Egitto di fronte al tentativo di invasione di una forte coalizione di tribù libiche e dei Popoli del Mare.C. vicino a Serri.C. dato che più probabilmente ha raggiunto con loro un accordo. sopravvivono nell'età del Bronzo Finale. L'isola ormai invivibile viene abbandonata da parte della popolazione. inizia tra il 1220 e il 1180 l'ultima e più grande invasione dei Popoli del Mare che sconvolgerà tutto il Mediterraneo Orientale ed il territorio asiatico. L'organizzazione della società Shardana Gli storici ritengono che la popolazione Shardana avesse un'organizzazione di tipo cantonale.C. inoltre. un grande sisma distrugge Pilo.. ossia che i diversi gruppi della popolazione arrivassero ad occupare le zone del territorio. invadono la Laconia. L'ultima fase della società Shardana. Midea e Troia. di cui gli Shardana erano stati i portatori. ed è il secondo ed il principale faraone della XX dinastia. e Sakssar.della sala ipostila. ossia i Teucri. grandi cambiamenti sociali. Nel 1184 una lega di Achei e loro alleati invade e distrugge Troia. Non sappiamo se si sia trattato di una vera sconfitta. Biblos e Corinto. sovrastata da quella Etrusca. ma riesce a sconfiggerle e le ricacciate nel deserto. Ma è con l'età del Bronzo Recente. Durante l'età del Bronzo si arriva. É probabile che abbiano anche riutilizzato le costruzioni megalitiche presenti nel territorio. dopo aver dopo aver abbattuto le civiltà Micenea e Ittita. Nel 1183 una parte della flotta dei Popoli del Mare con a Capo gli Shardana. dato che in esse sono stati rinvenuti gran parte dei bronzetti che caratterizzano questa società. edificare il tempio di Medinet Abu. quando inizia il declino di quello che era rimasto della civiltà Shardana. costituite dai Libu. ma è probabile che Merenptah. Ramesse II fa. Le principali notizie su Ramesse III provengono dal Papiro Harris. se li andiamo a visitare. deve fronteggiare vari tentativi di invasione a tenaglia da parte dei Libu e dei Popoli del Mare. con la differenziazione in classi. che Omero poi identificherà con i Troiani. La battaglia decisiva vede la vittoria dell'esercito egizio. soprattutto se viene messo in relazione con un altro fenomeno di grande rilievo. coesistendo l'uno con l'altro. che ha lasciato solo acquitrini al posto dei terreni fertili ed ha trasformato la Sardegna in una immensa palude. Quindi. al completamento di quel processo di differenziazione sociale e di suddivisione dei ruoli professionali all'interno della comunità. giunge alle porte dell'Egitto. che la civiltà Shardana raggiunge l'apogeo. che qualsiasi mutamento culturale porta.C. che avviene lo sviluppo delle potenzialità sociali. vicino a Teti. ed il sorgere di nuove figure professionali altamente specializzate. a seguito della grande inondazione che verso il 1200 a. animali ed oggetti legati alla vita quotidiana. Una inondazione della quale abbiamo le prove. nell'età del Bronzo Finale L'isola ormai invivibile viene abbandonata da gran parte della popolazione. per avere qualche ricordo di quanto è avvenuto in questi cinquecento anni di black-out. navicelle e altro. ossia Sassoni. arrivano a minacciare Menfi. La realizzazione di modellini di nuraghe. e popoli che vengono dal nord Europa: Denen o Danuna. ed arrivano fino in Asia Minore. Una parte della flotta. Si tratta. non abbia partecipato direttamente alla battaglia. questo evento ha provocato il maremoto e l'inondazione che sicuramente in quell'epoca ha colpito tutta la costa meridionale allagando completamente il Campidano. sommerge gran parte della Sardegna e causa l'allontanamento della popolazione verso altre terre. e dirà di aver sconfitto i più terribili guerrieri dell'epoca. per forse 12 anni.C. È questa la guerra che Omero racconterà in Iliade e Odissea. Mashuash e Seped. a causa dell'età già avanzata. inoltre. politiche ed economiche. la produzione di armi in bronzo subisce un incremento. poi nell'età del Bronzo Medio cominciano a diffondersi. altri vengono parzialmente distrutti. fa decorare i muri con la rappresentazione dei guerriergli Shardana. che verranno descritti più avanti. perché dopo il cataclisma si perdono tutte le precedenti tradizioni e si dovrà arrivare alle scritture di Omero tra il 750 e il 650 a. Ramesse sconfigge gli invasori provenienti dall'asia Minore e dall'Egeo. attacca di nuovo l'Egitto durante il regno del faraone Ramesse III . Gli Shardana in Sardegna Nel periodo del Bronzo Antico gli Shardana arrivano nell'isola. definito anche Mediterraneo. come pure quella dei bronzetti. Anche in Sardegna. create con funzione di ex voto. che ne era stata precedentemente succube. arrivando ad occupare ed a controllare ogni parte di territorio. I bronzetti votivi sono quelli realizzati in stile più popolaresco. che si trova nella necessità di cercare altre terre e si spinge verso sud fino alle soglie della terra degli Egizi. Egli nel 1180 a C. chiamato anche di Abini. tra il 1150 e l'850 a. Avvengono. Nel quinto anno del suo regno alcune popolazioni provenienti dal deserto libico. allagando completamente il Campidano e distruggendo la maggior parte dei nuraghi presenti in questa zona. grazie alla mediazione dei mercenargli Shardana che militano nelle sue fila. che era già iniziato nell'età del Rame. da lui completata con 134 gigantesche colonne e un grande lago sacro. quando un grande sisma ha provocato il maremoto e l'inondazione che sicuramente in quell'epoca ha colpito tutta la costa meridionale dell'isola. rappresenta uno dei segni più significativi dei mutamenti di questo periodo nel sistema culturale sardo. Verso il 1200 a. in ogni caso. passando gli abitanti a fil di spada e tutto distruggendo al loro passaggio. e che porta alla formazione di una società più complessa. devastato la Palestina ed occupato Cipro. che si trova nella necessità di cercare altre terre. ossia cercatori converted by Web2PDFConvert.C. e vengono realizzate le colossali statue rinvenute in località Mont 'e Prama. che regna dal 1212 a. con a Capo gli stessgli Shardana e Akawasa. La grande catastrofe del 1200 a. Questa fase si conclude verso il 1200. infatti. e distruggendo la maggior parte dei nuraghi presenti in questa zona. inevitabilmente. proseguono verso est distruggendo l'Impero Ittita insieme alla sua capitale Hattusa. alla fine dell'età del Bronzo Recente. Le statuine in bronzo. che regna dal 1197 al 1165 a. con sé. dal quale si muove per invadere le altre terre del Mediterraneo. li troviamo tutti abbattuti in direzione sud e rimasti parzialmente in piedi solo nel lato nord. Deve essere stato un evento di straordinaria gravità. e ad altri ancora vengono sovrapposte nuove capanne. nel quale fa decorare graffiti che rappresentano i mercenargli Shardana. In questo periodo.

Oltre ai villaggi ed ai Santuari. non nascono. Quella Shardana è una società organizzata in famiglie o clan. solitamente la destra. e vasi piriformi. è presente la produzione di armi. forse all'inizio attribuito con un sistema elettivo. ed anche nella costruzione di armi. fibbie. e di una classe che deteneva il possesso delle armi in metallo considerate beni di prestigio. Siamo portati a ritenere che la società fosse strutturata affermando l'egemonia di alcune famiglie all'interno della comunità. Delle navi di questo periodo vediamo la riproduzione in alcuni oggetti votivi. che abbonda in Sardegna. eroe fondatore di Nora. del tutto simili alle attuali pinnettas dei pastori barbaricini. dato che nei musei Sardi si possono ammirare veri e propri arsenali di armi di ogni specie. Possono. e quella dei suoi mezzi di produzione. I villaggi preistorici. candelabri. molto improbabile che arrivino alle isole Scilly in Cornovaglia dove lo stagno verrà scoperto solo nel 900 a. Anche questo dato può essere interpretato come segno eloquente dell'intensificarsi del controllo del territorio.C. infatti. anche se si nota un lento aumento del numero degli abitati. Ben presto nella Sardegna. ed anche sulla lavorazione dei metalli. anche la struttura sociale è ancora poco articolata.di metalli e fonditori. in località Perdu Cara. Questi dovevano essere destinati a un uso rituale. Più probabilmente. trovare lo stagno solo in terre lontane. a Santu Antine. che hanno ancora dimensioni limitate. Le figurine dei bronzetti ritrovati evidenziano abbastanza chiaramente una specializzazione nelle arti e nei mestieri. specie quelli sorti intorno ai nuraghi. Questi villaggi autonomi nascono. attorno a un pozzo sacro e prendono il nome di villaggi Santuari. Tali recinzioni murarie indicano l'esigenza di difendersi da popolazioni avverse. con decorazioni anch'esse di tipo geometrico. che non è molto differente da quella dell'epoca precedente. Intorno a numerosi nuraghi vengono edificati villaggi di capanne in pietra. che obbediscono ad un capo. Sono stati rinvenuti anche lampade decorate geometricamente. vicino alla zona mineraria. ossia micenea. in Sicilia. o in Nigeria percorrendo 800 chilometri in un entroterra sconosciuto. Il passaggio dal Bronzo Antico al Bronzo Medio. Tantissime statuette in bronzo raffigurano personaggi che alzano la mano. originando probabilmente un'economia inizialmente di tipo agro-pastorale. il cui nome può essere collegato con i nuraghi. fortemente improntata su caratteri militari e religiosi. in Spagna e a Creta tutto fa pensare ad una Sardegna molto ben inserita nei commerci del Mediterraneo. nome col quale si indicano antichi vasi greci in ceramica usato per versare piccole quantità di liquidi come l'olio. ed anche il notevole livello di consumo. ma anche abili lavoratori del bronzo del quale ci viene tramandato abbiano il monopolio nel Mediterraneo. sull'allevamento. vuol dire grandi case di pietra. in lingua sarda Shona. solitamente. La società Shardana è una società percorsa da una spiritualità nuova. Sono stati rinvenuti. Ne sono stare rinvenute anche nella penisola italiana. che avevano molto viaggiato nel Mediterraneo e converted by Web2PDFConvert. a Suelli e ad Ittireddu. per tutta la durata della civiltà del Bronzo e pure in quella del Ferro. assume grande importanza la figura degli eroi fondatori. come dimostrerebbero i vasi frantumati rinvenuti nel fondo dei pozzi sacri. si costruiscono fornaci per la fusione del nuovo metallo. in segno di saluto. a Santa Anastasia. cretese e cipriota. a Furtei. allora. Le ceramiche Per quanto riguarda le ceramiche del periodo della civiltà Shardana. Oltre ad oggetti di uso militare. Si sviluppano grandi villaggi. segna l'inizio vero e proprio della fase culturale che denominiamo civiltà Shardana. L'economia L'economia del periodo Shardana si basa ancora con attività preminenti sull'agricoltura. e soprattutto i famosi bronzetti votivi che descriveremo nei dettagli più avanti. Si tratta di mitici condottieri considerati come vere e proprie divinità. vengono poi realizzati i villaggi fortificati. con copertura in frasche o lastrine litiche. realizzati di sicuro da navigatori. anche grandi quantità di oggetti in bronzo rotti. vasi di tipo askoide. arrivano in Zimbawe o Shimbabwe. e dove ancora oggi vediamo. a Villanovaforru. utensili ed oggetti vari in bronzo che ha pochi eguali nel resto del Mediterraneo. le comunità conservano ancora caratteristiche analoghe a quelle che presentavano durante l'età del Rame. riconoscibili dalla sua forma piatta e per il collo con manici a una o a entrambe le estremità. oggetti per la casa. specchi. dando vita ad un fiorente commerciò verso tutta l'area mediterranea ed in particolare verso le regioni più povere di metalli. vengono prodotti in bronzo attrezzi agricoli d'uso comune. i villaggi Santuari. a Cuccuru Nuraxi.. ma non possono trovare lo stagno. che è presente solo in un piccolo giacimento di cassiterite. cofanetti. Ceramiche di questo periodo sono state trovate a Barumini. Nei villaggi. dopo aver circumnavigato l'Africa. La metallurgia Shardana realizza tutto il ciclo di lavorazione del Bronzo sul posto. subiscono una significativa crescita dimensionale. che vengono lavorate in maniera molto abile. la città più vecchia della Sardegna. Si è propensi a ritenere che a volte venissero frantumati al termine della cerimonia. La metallurgia Lo sfruttamento delle miniere è una delle risorse principali di questo periodo: accanto ai bronzi figurati. che hanno dato nome alla località e poi all'intero paese dato che Zimbawe. Ma come arrivano così lontano? Sono certo grandi navigatori. gli Shardana usano il rame. con la realizzazione di fonti sacre e di templi a pozzo. Ciò spiega l'analogia della cultura della Sardegna con quella delle civiltà presenti nell'area egea. Stupisce l'alto livello tecnico raggiunto dagli artigiani. Ed il potere. spille. invocazione o preghiera. che sono presenti soprattutto sulle superfici esterne di vasi. vasi di bronzo laminato. Decorazioni che si trovano anche sugli askoi. e vivono in villaggi composti da capanne circolari con il tetto in paglia.com . simili ai nuraghi. ossia ad essere utilizzati nel corso di complesse cerimoni. una egemonia ben consolidata. di cui hanno il monopolio nel Mediterraneo. I villaggi continuano a svilupparsi ed a crescere nel tempo. l'abilità ed il gusto degli artigiani Sardi si manifestano essenzialmente nel realizzare olle a orlo ingrossato e ceramiche con decorazione geometrica. Molti dei villaggi nati nella fase precedente. Per produrre il bronzo. Sono allevatori. Iolaos e Norax. mentre altri di ancora maggiori dimensioni nascono autonomamente. terra ricca di miniere. nonché sulla pesca. probabilmente diviene stabile ed ereditario. e sono soprattutto un popolo di militari e grandi navigatori. destinati ad una successiva fusione. e con l'area iberica. in prossimità di un nuraghe. le fortezze difensive ed i villaggi fortificati Nell'età del Bronzo Antico. In questa struttura sociale di tipo teocratico. con muraglie di tipo megalitico a difesa del territorio. cioè. dove si racconta fossero le leggendarie miniere di re Salomone. monili. presso Fluminimaggiore. come ad esempio la limitata consistenza demografica dei villaggi. quali sardos. che si sono trovati esclusivamente in Sardegna. Impossibile che vadano a cercarlo in Cina. caratterizzata anche dal culto delle acque. le grandi fortificazioni in pietra con mura e torri tronco-coniche. La maestria dimostrata dagli artigiani lascia capire fino a che punto siano divenuti abili nella lavorazione dei metalli. manici per mobili.

Molto importante è anche la fonte sacra di su Tempiesu. che è stato scoperto all'interno dei giardini di una chiesa. Va citato anche un tempietto a tholos. o direttamente o tramite gradini. simbolico o religioso. cervi con due teste. Vanno citati. ed i templi a pozzo Siamo propensi a ritenere che gli Shardana. di trovano a volte dei betili. nei dintorni di Orune. ed edifici sacri legati al culto delle acque. non lontano da Nuoro. Nell'esedra. come ad esempio il tempio a pozzo situato nel complesso di Sa Sedda e Sos Carros. confrondoli con l'architettura religiosa etrusca. porta sino al livello dell'acqua. Si riconosceva probabilmente l'esistenza di una Dea Madre mediterranea. con il soffitto il più delle volte a falsa cupola. ai pastori e ai contadini.C. in provincia di Cagliari. con funzione di luoghi rituali e sacrificali. Non sono molti i tempetti a tholos finora portati finora alla luce. nell'omonimo villaggio situato a Serri. sono costruzioni che richiamano la capacità di edificare edifici di tipo megalitico. in provincia di Sassari. e viene frequentemente riprodotto nelle imbarcazioni. nell'omonimo villaggio situato a Paulilatino. Per questo culto. Sid Addir Babai. Citiamo anche il tempio a pozzo di Sant'Anastasia. un villaggio. come ad esempio nel caso di quello di Santa Vittoria a Serri. in Ogliastra. e la fertilità femminile dell'Acqua. identificato con il dio Sole. i templi a pozzo. la religiosità si esprime con la costruzione di edifici sacri. probabilmente. ossia il ciclo delle stagioni ed il ciclo dell'acqua e della vita. solitamente con copertura a tholos. Nelle vicinanze vi era un ambiente circolare con alcune capanne. presumibilmente nell'età del Bronzo e del Ferro. ed altri aventi carattere mitologico. e quella di un uomo con i tipici tratti somatici di un negro. e in altri bronzetti si trova la riproduzione di un gorilla. e negli elmi dei soldati. All'esterno si trova un vano di ingresso. nei grandi vasi in bronzo per il culto. costruito con blocchi di pietra squadrati. forse mantenuto acceso da una casta sacerdotale. e cioè molti secoli prima delle precedenti valutazioni. Ciò è dimostrato. e soprattutto i templi a pozzo. in provincia di Nuoro. Da qui. vengono realizzate costruzioni destinate a scopi diversi: grandi rotonde per le riunioni. a Sardara. ai piedi della scala c'è la fonte sacra. il demone con quattro braccia e quattro occhi. a cui si accede da un vano di ingresso al livello del suolo. Sardus Pater. nella Barbagia di Seulo. Il tipo più semplice prevede il pozzo circolare. I giochi e gli affari si svolgevano in una ampia zona. si concentra. oltre alle abitazioni ed ai templi sacri. il tempio di S'Arcu 'e Is Forrus. si svolgessero grandi adunate nelle quali diverse tribù si ritrovavano insieme in occasione di particolari eventi religiosi. in provincia di Nuoro. Tutto questo fa pensare che in questi villaggi. Importante è anche il tempio a pozzo di Santa Vittoria. Il più bello è senz'altro l'affascinante tempio a pozzo di Santa Cristina. situata in località Rebeccu. dotato di sedili in pietra per accogliere i fedeli. ad Oliena. con le fonti ed i pozzi sacri. solitamente di forma ellittica. situato in località Cuccureddì. La specifica valenza religiosa e cultuale di questi templi e tempietti. è tale che.. vicino a Esterzili. spazi recintati utilizzati presumibilmente per affari e contrattazioni. citiamo la fonte sacra di su Lumarzu. ed i due templi a megaron del villaggio di Serra Orrios. ossia a pianta rettangolare. che è circondato da una seduta rituale. anche. come quello delle camere interne dei nuraghi. non è ancora del tutto chiara. popolo di navigatori. in provincia di Olbia e Tempio Pausania. strutture con uno spazio sacro interno che potrebbe essere stato destinato ad un fuoco sacro. ed intorno ad essi si sviluppa.com . piccole dimore per il pernottamento degli ospiti venuti da fuori. quello del villaggio preistorico di Gremanu. abbiano portato in Sardegna il culto animistico collegato all'acqua. generalmente. che. inizialmente. in provincia di Oristano. Tra essi. Il primo serviva per le assemblee. Tra i templi ed i tempietti a megaron. in provincia di Nuoro. con la forza maschile del Toro. una scala scende nel terreno. in epoca punica. nel Medio Campidano. attorniato da piccoli altari in pietra sui quali si depositavano le offerte e sui quali si celebravano i riti legati al culto dell'acqua sacra. situato vicino ad Arzachena.probabilmente anche fuori. che in lingua sarda significa padre. bronzetti rappresentanti figure metà toro e metà uomo. Il toro. il più grande tempio a megaron finora conosciuto. ossia a tholos. templi e tempietti. ha una valenza sacra anche per questa cultura. dal fatto che le prore sono ornate con la riproduzione di animali come l'antilope. Le fonti sacre. I templi a pozzo sono strutture ipogeiche riservate al culto delle acque. Sul fondo del vano interrato. portando la costruzione di questi templi all'età del Bronzo. erano stati datati tra l'VIII ed il VI secolo a. come tutti gli animali muniti di corna. o comunque nei pressi di essa. nella quale veniva raccolta l'acqua sorgiva. ossia a pianta e volta circolare detta anche falsa cupola. Lo spazio antistante è spesso costituito da un ampio cortile esterno con funzione di esedra. in Gallura. Tra i più singolari e meglio conservati. nascono i santuari federali. situato all'interno dell'abitato di Perfugas. molto importante è il tempio Domu de Orgia. e forse a ritualità astronomiche di tipo solare. Le fonti ed i pozzi sacri pescano la falda acquifera direttamente al livello del piano di calpestio. In questa fase cronologica. ma la perfezione e la precisione con la quale sono tagliati i blocchi di pietra calcarea o lavica con i quali sono realizzate. ed in epoca romana. in provincia di Sassari. vasche di raccolta e protomi taurine per l'uscita dell'acqua calda verso un bacile centrale. al livello del suolo. in provincia di Nuoro. infatti. con un dio padre detto Babai. in occasione di ricorrenze annuali e di festività particolarmente importanti per la religiosità isolana. vicino a Dorgali. identificata con la Luna. con porticati e vani rotondi per il soggiorno dei partecipanti. vicino a Dorgali. L'architettura religiosa. Sono stati rinvenuti. importante è il bel tempio a pozzo Predio Canopoli. Superata la fase durante la quale la religiosità si esprimeva con la realizzazione dei menhir. personaggi identificati con Shardana. tra essi va citato il tempietto di Malchittu. nel villaggio preistorico di Serra Orrios. Esistono tempietti a tholos. e che verrà chiamato. infatti. vicino a Bonorva. con i templi e tempietti a tholos ed a megaron In Sardegna esistono templi e tempietti. I villaggi santuario I templi a pozzo sono un luogo di pellegrinaggio. ed il vano interrato. sul monte Santa Vittoria. in corrispondenza delle fonti. e templi a megaron. lunare o di osservazione dei solstizi. Nei villaggi. la realizzazione di edifici sacri legati al culto delle acque. a Fonni. e successivamente vengono realizzati. in provincia di Cagliari. vengono dapprima utilizzate le fonti ed i pozzi sacri. che traggono il nome dalla somiglianza strutturale con il megaron greco. In prossimità di alcuni edifici sacri particolarmente importanti. con alloggi e strutture di tipo aggregativo. Il culto delle acque. Ma le più recenti scoperte archeologiche hanno portato ad anticipare la loro datazione. Esistono anche strutture molto più complesse da un punto di vista idraulico. a volte con gradonate. e con i posti riservati ai rivenditori di merci. collegava la fertilità dei campi. a Villagrande Strisaili. tra l'altro. nelle seconde abitavano gli addetti alla converted by Web2PDFConvert. allora sconosciuta. vasti villaggi interpretati come aree in cui dovevano aver luogo periodici incontri tra fedeli provenienti da zone diverse. con canalette piombate. La religiosità La religione delle popolazioni della cultura Shardana. soprattutto in quelli caratterizzati dalla presenza di un pozzo sacro. spesso chiamati santuari. il che sta ad indicare come le funzioni religiose di certi templi si sia perpetuato fino all'arrivo del Cristianesimo. I più complessi hanno solitamente una struttura composta di tre parti.

Gli scambi economici e politici In questa fase si intensificano inoltre i contatti economici e politici con le altre popolazioni del Mediterraneo. si svolgono fiere. che sono oggi conservati oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Nel 1982 a Uluburun. probabilmente. intessendo legami con la civiltà Micenea. incomincia a manifestarsi un nuovo rito funerario. lo stile aulico. che ci presentano diverse scene delle vita quotidiana. nel periodo del Bronzo Finale. I bronzetti in stile aulico rinvenuti a Uta Nell'area nei dintorni di Uta. La tomba (. I bronzetti rappresentano figure di uomini. all'interno della società. o il tesoro del tempio.custodia. E successivamente. senza ombra di dubbio di molto antecedente alle più antiche sculture bronzee greche fino ad ora conosciute. nuraghi e animali. avanzano l'affascinante ipotesi che possa trattarsi della nave con la quale gli Shardana si erano recati in Egitto per invitare Amenofi IV a ritornare al culto dell'unica Dea Madre. raffigurano capotribù e guerriergli Shardana. le sculture di Mont 'e Prama e le tavolette in bronzo di T zricotu I reperti più significativi della presenza Shardana in Sardegna sono i bronzetti votivi. arcieri. come ex voto. rinvenute ben 156 navicelle di bronzo. con uniformi diverse. il bronzetto del capotribù con un ampio mantello e un bastone nodoso. l'archeologo Mario Torelli scrive: «La grande oscurità di questo periodo è illuminata a tratti da alcuni isolati. In tali occasioni si tenevano probabilmente incontri intercantonali. in occasione di feste religiose. ci indicano chiaramente la presenza di capi o re. riveste un ruolo molto importante nell'economia della società Sahrdana. Queste statuette ci mostrano come il bronzo. costituisse un vero pantheon delle divinità. giochi sportivi simili alla lotta greco romana e al pugilato. uno più popolaresco. L'archeologo Giovanni Lilliu. All'interno delle capanne più significative. il che sta a testimoniare l'esistenza di ceti dominanti. spesso. e risultano molto utili per ricostruire scene di vita quotidiana. che viaggiavano con le loro navi sulle rotte dei traffici internazionali.. principalmente con Vetulonia. espressione di una classe militare costituita da corpi con diversi gradi. attestano che le imbarcazioni sono molto robuste. Malaga. I bronzetti votivi.com . I personaggi raffigurati nei bronzetti. tanto che.Leonardo Melis e Giangiacomo Pisu. sono stati rinvenuti numerosi bronzetti conservati converted by Web2PDFConvert. rinvenuti in una tomba villanoviana di Vulci degli inizi dell'VIII secolo a. Significativi in proposito i rinvenimenti di lingotti di rame di origine sarda a pelle di bue. e la conservazione delle sue ceneri in urne di ceramica. Sono state. artigiani e venditori di dolci. sui quali sono incise tacche e marchi. simili come rappresentazione e come abbigliamento a quelli raffigurati in Egitto nel tempio rupestre di Abu Simbel. porta ad interpretare che si trattasse una società votata alla guerra. A tal proposito. sono state successivamente edificate piccole chiese campestri. Ma nei bronzetti vengono rappresentate tutte le diverse categorie sociali. anfore. gli scafi raggiungono una lunghezza di oltre i quindici metri. La navigazione. chiamato anche di Uta. i clan più potenti degli abitanti la Sardegna centrale. Accanto ai pellegrini. Sono rappresentati. I bronzetti in stile Mediterraneo rinvenuti ad Abini vicino a Teti ed a Santa Vittoria vicino a Serri All'interno del villaggio preistorici di Abini. imbarcazioni. forse ad indicare il loro valore temporale. Il culto dei morti Nell'età del Bronzo Antico e Medio. Una società oligarchica.. giustificata dall'origine degli Shardana. con Cipro. interpretati come simbolo di comando. infatti. riconoscibili perché spesso portano un bastone borchiato ed un mantello. come si è detto. un fromboliere e due lottatori. per consacrare alleanze o per decidere guerre. con la Spagna. Nel periodo del Bronzo Medio e del Bronzo Recente. folgoranti ritrovamenti. Le armi hanno una foggia ed una fattura di tipo orientale. Tarragona. nel tempio di Amon Ra a Karnak ed in quello di Medinet Abu a Luxor. sia lavorato in Sardegna con tecniche di irraggiungibile bellezza e perfezione. Teruel e Cadice. i cui abitanti erano interessati alle risorse minerarie della Sardegna. soldati di fanteria. ed anche con il Vicino Oriente e con la Bulgaria. sono stati rinvenuti numerosi oggetti di bronzo e lingotti di piombo. vicino a Teti. in quest'età. inoltre.C. e si stringevano alleanze familiari e rapporti commerciali. strutturata in modo gerarchico. che possiamo immaginare venuta dall'isola in sposa ad un esponente di rango di quella società villanoviana che proprio in quegli anni si andava espandendo in maniera sensibile». che portano a pensare a milizie appartenenti a corpi o a cantoni differenti. che vengono solitamente indicate come capanna delle riunioni o capanna del consiglio . una statuetta di Capo in atto di saluto. in località monte Arcosu. alcune del peso di 100 chili. in queste due isole. con l'Italia. non sembra azzardato immaginare che dovessero accadere anche nelle grandi adunate nei villaggi preistorici. Si pensa che tali oggetti costituissero la riserva della comunità.. compresi gli artigiani e i minatori. nelle quali si evidenziano e sepolture dei personaggi di alto rango. arrivano mercanti. con la differenziazione in classie con l'emergere di ceti dominanti. Andando verso il Bronzo Recente. nella Barbagia in provincia di Nuoro. in quanto simboli del potere (la statuetta e lo sgabello) e dello stato femminile (il cesto). in particolare con Micene e Cipro. ed anche oltre lo stretto di Gibilterra. in assemblee federali. In base alla loro produzione. forti differenziazioni dal punto di vista sociale ed economico. definito anche Mediterraneo. si producono. Sono. grandi navigatori e. nei pressi delle quali. alla manutenzione dei luoghi e gli amministratori dei beni del tempio. è stata rinvenuta casualmente nel 1849 sotto terra una grande quantità di bronzetti probabilmente relativi ad un grande edificio culturale pubblico. Negli ultimi anni avvengono notevoli scambi con l'Etruria. ritiene che il santuario federale di Santa Vittoria di Serri. che richiamano la loro tradizione marinaresca. guerrieri con spada e con la con daga. chiamato anche di Santa Vittoria a Serri. quello che viene chiamato anche lo stile di Uta. o come riferimento a un mondo eroico che veniva tramandato di generazione in generazione. Sono state rinvenute anche otto spade delle quali una riproduce un cervo infilzato nella lama. sulle coste turche. Vulci e Populonia. Tali aspetti si riscontrano soprattutto dall'esame delle necropoli. che prevede la cremazione del defunto. Ceramiche sarde di tipo askoide. Il ritrovamento poi di ancore lungo le coste dell'isola. probabilmente. tutti di grande significato ideologico. come dicevamo prima. che dagli studi sul relitto lo hanno identificato come nave dei Popoli del Mare. tripodi e spade. e che venivano utilizzati. Molto significativi. infatti. anche abili commercianti. chiamati anche lingotti ox-hide. Il gran numero di bronzetti reffiguranti soldati. probabilmente. a Huelva. ritenuti per questo tra i più antichi. Tra questi il più notevole è quello costituito da tre bronzetti nuragici. I bronzetti in stile aulico . sono state trovate in Spagna. si possono notare diversi stili e gradi di perfezione. due guerrieri uno con spada ed arco e l'altro con spada e scudo rotondo.) forse racchiudeva le ceneri di una donna sarda di alto rango. Presso i villaggi Santuari. e ben organizzata militarmente. suponendo che nell'edificio principale si riunissero. uno sgabello ed un cesto. è stato rinvenuto il relitto di una nave inizialmente ritenuto degli inizi dell'età del bronzo. Questo che accade oggi.

Non lo dimenticherò mai». rinvenuta a Mara all'interno del nuraghe Badde Rupida.. Diversi studi sono in corso sulle navi e sui porti Shardana. rinvenuta a Bultei in località Is Argiolas. sono stati rinvenuti numerosi bronzetti conservati oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. forse perché mette in dubbio tante presunte certezze archeologiche. rinvenuta ad Ardara in località Scala de Boes. sul quale sono state fatte varie ipotesi. ma i loro eredi che sono rimasti nell'isola e vi hanno realizzato. sono quella con protome animale. rinvenuta a Laerru in località monte Ultana. e la già citata navicella con protome di antilope. nel Sarcidano in provincia di Cagliari. gli scudi sono più elaborati e non compaiono più alcune armi come il boomerang. Tra le navicelle più significative. anch'essa con con protome taurina. Le statue. vicino a Serri. all'interno del nuraghe Voes. hanno una fattura di tipo egeo.C. animali reali come il toro. Le famose navicelle Nelle navi di questo periodo. gli dei nuragici si stanno risvegliando. pensai. A Sorso. il demone con quattro occhi e due scudi. il famoso strumento a fiato caratteristico della Sardegna. ancora nell'età del Bronzo. Riprendono in dimensioni sovrumane i modelli di alcuni bronzetti dell'ultimo periodo.. da quei loro eredi che vi tornarono in seguito. dopo l'emigrazione degli Shardana seguita alla grande catastrofe del 1200 a. Che avevano realizzato in un primo tempo i bronzetti di Uta. Le spade. In questi oltre 30 anni dal ritrovamento pare siano stati pubblicati alcuni saggi. Tra i più significativi rinvanuti ad Abini. come nota Leonardo Melis sono identiche nell'abbigliamento.. la altrettanto famosa navicella con protome cervina. ritte sopra basi che segnavano delle tombe a pozzetto. stavano dentro un recinto sacro. non esistono infatti altri esempi di statuaria del periodo Shardana o fenicio. ed intende far conoscere a tutti le statue dai «volti fissi». la navicella. nella grotta di Sa Domu 'e S'Orcu. la navicella con protome taurina. A Urzulei. le più antiche statue a tutto tondo del bacino mediterraneo occidentale. antecedenti anche rispetto alla statuaria greca. è dunque un esperto. in arenaria gessosa. Si tratta di uno dei più grandi ritrovamenti dell'intero Mediterraneo. forse da parte della popolazione locale o degli Shardana rimasti sull'isola. il che lascia intendere l'esistenza di ampi scambi culturali e commerciali. delle quali vediamo la riproduzione in alcuni oggetti votivi. Vengono quindi ritenuti più recenti.C. ne sono state rinvenute molte altre. nell'età del Ferro. è stato trovato un bronzetto che rappresenta un Capo tribù munito di lancia con un ariete o muflone al guinzaglio e spada. Tra quelli rinvenuti nel santuario di Santa Vittoria. uno strano animale con arco. Nicosia aveva diretto l'Istituto che si era occupato del restauro dei Bronzi ritrovati al largo della Calabria. E ad Ittiri è stato rinvenuto un bronzetto che rappresenta un suonatore di launeddas. e che i Greci chiamarono i Fenici. nei lineamenti e nell'acconciatura ai bronzetti di Serri e pongono tutti gli stessi problemi di datazione. Racconta Giovanni Lilliu: «c'è un episodio che mi mette ancora i brividi. «Un ritrovamento importante. quella che noi chiamiamo gli Shardana. gli altri sono ora in fase di restauro a Li Punti. in località Mont 'e Prama nel comune di Cabras. o più probabilmente nell'età del Ferro. quello che viene chiamato anche lo stile di Abini-Serri. e. con un significativo fallo in erezione. Secondo gli studiosi le statue sarebbero dell'VIII-VII secolo a. l'elmo ha corna più lunghe. Alcuni resti delle statue. non ultimo. Altre navicelle delle quali riportiamo la riproduzione. presso Sassari. Fu quando con Enrico Atzeni scoprimmo a Mont 'e Prama le grandiose statue nuragiche in arenaria ai bordi dello stagno di Cabras. oranti. venne la tempesta mentre le statue tornavano alla luce. Altri bronzetti votivi In diverse località della Sardegna sono stati rinvenuti numerosi altri bronzetti votivi. un centauro androcefalo a corpo taurino. A Illorai è stato rinvenuto un vitello in bronzo. rinvenuta in Ogliastra. e quella nota come navicella del re Sole. e a Nule. mancano i remi o di fori per gli stessi. una scoperta unica nel Mediterraneo». Oppure. un guerriero su un'imbarcazione. un personaggio seduto. rinvenuta ad Erula nel nuraghe Ispiene. rinvenuta a Tula. diversi rappresentano Shardana. hanno occhi come dischi solari. Anche questi possono essere stati rinvenuti nell'età del Bronzo o nella succesiva età del Ferro. la bocca è inesistente. Le sculture di Mont 'e Prama Nel 1974.C. citiamo il capotribù con l'ampio mantello e un bastone. come vedremo nelle prossime pagine. ed hanno sull'albero un misterioso anello rotante sormontato da due corna o una mezzaluna. presumibilmente realizzati alla fine dell'età del Bronzo. poi sono partiti dopo la grande catastrofe del 1200 a. Nel 1979 iniziano gli scavi. secondo un'ardita ipotesi di Leonardo Melis.oggi nel Museo Archeologico di Teti. Rappresentano guerrieri con abbigliamento ed acconciature evolute. dove è in corso il restauro. e vengono indicati come bronzetti in stile popolaresco o stile Mediterraneo . raffiguranti guerrieri. La loro scoperta non è mai stata molto pubblicizzata. sono esposti al pubblico. oltre a queste. citiamo la famosa navicella con protome cervina. Comunque. Sono bronzetti diversi da quelli rinvenuti a Uta. in localtà Serra Niedda. Ed anche all'interno del santuario federale nuragico di Santa Vittoria. che ne riscrive la storia archeologica: vuol dire che le città finora ritenute fenicio-puniche erano abitate precedentemente dalla stessa popolazione che aveva realizzato i bronzetti. i capelli non sono corti ma raccolti in lunghe trecce. è stata rinvenuta intorno alla metà degli anni venti una statuetta raffigurante una madre col figlio in grembo. è stato questo il commento del Sovrintendente dei Beni Culturali di Sassari. in ogni caso. due ipotesi che ne fanno. ad opera soprattutto di Leonardo Melis e di Giangiacomo Pisu. Dal 23 novembre 2011 fino al 30 dicembre 2011. è stata aperta al pubblico la mostra converted by Web2PDFConvert. Sono arcieri e pugilatori. quanto quello dei Bronzi di Riace. Dio mio. ed altri guerrieri. il piede è taglia 52. denominata la madre dell'ucciso . i bronzetti di Serri e queste gigantesche statue. Francesco Nicosia. in questi bronzetti. poi il cielo improvvisamente si oscurò.. C'era un sole bellissimo. o forse secondo alcuni addirittura dell'XI secolo a. da soli o con la popolazione locale.com . portati al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. ma solo 21 giugno 2005 la scoperta è stata portata all'attenzione del grande pubblico da un articolo del Giornale di Sardegna nel quale viene descritto il ritrovamento delle 30 statue alte due metri. ed anche animali mitologici. al contadino Sissinio Poddi finisce sotto la lama dell'aratro la testa di pietra gigantesca di un arciere.C. altri Capo tribù.

Gianni Atzori e Gigi Sanna. © Claudio de Tisi 2002-2013 . arriveranno sulla costa della Sardegna le imbarcazioni Fenicie. mentre invece la durata è molto inferiore. in originale la famosa tavoletta bronzea. alle Olimpiadi di Londra e all'Expò di Seoul in Corea del Sud. nella quale sono state presentate al pubblico per la prima volta le sculture restaurate. nella parte montagnosa. Alle nostre foto della Sardegna. ossia all'alfabeto dell'antica città di Ugarit. Un'evidenza di questo è il fatto che molti oggetti in bronzo.Codice Fiscale DTSCLD44M23F132W converted by Web2PDFConvert. le datazioni sono relativamente approssimative. sul Supramonte di Oliena. Con l'età del Ferro inizia il declino della civiltà Shardana Con l'età del Ferro inizia il declino di quello che era rimasto della civiltà Shardana.C. ed è successivo il villaggio di Tiscali. come risultato della distruzione del commerciò di questo tempo. grazie alla acquisita padronanza nella lavorazione del nuovo metallo. per non compromettere la ricostruzione storica ufficiale di una Sardegna incapace di leggere e di scrivere. come i giganti di Mont 'e Prama. vengono tenute nascoste agli studiosi internazionali. Attirati dalla posizione geografica dell'isola. le cui coste erano una ottima base di transito verso l'occidente. Ed in seguito. A un'analisi più attenta invece si deve riconoscere che è molto più difficilmente lavorabile del bronzo. se ne aggiungono m olte inviateci da am ici.«La Pietra e gli Eroi . durante questo periodo. alcune tratte da W ik ipedia in base ai term ini della GNU Free Docum entation License. senza fini di lucro. Non è consentita la riproduzione delle foto e riprese di terzi. le statue si candidano a rappresentare. Il ritiro all'interno della popolazione sopravvissuta All'interno dell'isola. vengono riciclati per farne armi. consegna al professor Raimondo Zucca. databile tra il XIV e il XII secolo a. mettono nella prima pagina di un loro libro la foto di una misteriosa tavoletta. concludendo che la tavoletta è un sigillo reale di tipo funerario. foto e riprese dell'autore per uso privato senza elim inare i riferim enti. vicino a Dorgali.C. dei libri e di altro m ateriale non realizzato dall'autore. Le tavolette in bronzo di Tzricotu L'appassionate storia della tavoletta in bronzo del Sinis con la scrittura Shardana nasce nel 1996. Si è arrivati quindi alla certezza che il passaggio dalla lavorazione del bronzo a quella del ferro non sia stata un'evoluzione bensì un ripiego. quando ha cominciato a scarseggiare lo stagno. distrutta dalle scorrerie dei Popoli del Mare nel 1200 a. curatore del Museo di Oristano. e qui la civiltà si prolunga iniziando la ricostruzione del complesso su Nuraxi di Barumini. costruito dentro un'ampia cavità in un punto suggestivo e di difficile accesso che costituirà l'estremo baluardo difensivo nel periodo dell'occupazione romana. un pò come accadde per i Bronzi di Riace. in Egitto e nelle isole dell'Egeo tre grandi civiltà con le quali la Sardegna avrà a che fare.com . il meglio conservato dell'isola. che connota una scrittura cuneiforme. non solo la Sardegna ma l'Italia tutta. Avendo attinto a fonti diverse. che se segnalata l'eventuale violazione del copyright provvederem o a rim uovere.C. e non al successivo periodo fenicio. da quello che oggi è il Libano nell'VIII secolo a. È vietato qualsiasi utilizzo com m erciale del m ateriale pubblicato in assenza di apposita autorizzazione. La carenza di stagno. quando due studiosi oristanesi.Le sculture restaurate di Mont'e Prama». fonde a temperature molto più alte. Però il 19 giugno 1998 un giovane agricoltore di Cabras. si era ritirata quella parte della popolazione che non aveva voluto abbandonarla. che viene poi comparata con gli analoghi più noti ritrovamenti del Mediterraneo. L'arrivo in Sardegna dei Fenici Ma tra i diversi fattori che determinano i profondi mutamenti che segnano il passaggio dall'età del Bronzo a quella del Ferro.. si impone in tutto il bacino del Mediterraneo. ha costretto i popoli a cercare un'alternativa al bronzo. E così. A questo periodo risale il maggior utilizzo del villaggio di Serra Orrios. in Siria. la sua durezza non è maggiore rispetto a quella del bronzo ben lavorato. va certamente preso in considezione soprattutto l'insediamento stabile in Sardegna dei Fenici. Tutte le foto e riprese sono state effettuate da privati a scopo am atoriale per uso personale e per m otivi di studio. dalla fertilità della terra e dalla ricchezza delle miniere. Ma il tutto deriva da una foto. dell'originale non c'è traccia. e poche altre sono tratte da Internet. I segni presenti sulla tavoletta esprimono una composizione scrittoria articolata in rappresentazioni pittografiche antropomorfe. si preferisce minimizzare la portata del ritrovamento o addirittura arrivare ad insinuare che sia stato artefatto. La prossima pagina Nella prossima pagina apriremo una parentesi di ambientazione storica e vedremo come nel periodo di Ozieri si sviluppano in Mesopotamia. Andrea Porcu. che viene sovrastata da quella Etrusca che ne era stata precedentemente succube ed ora. per le difficoltà sopravvenute nel Mediterraneo per la partenza dei grandi navigatori che avevano la conoscenza di quelle rotte. le tavolette. Invece che salutare con entusiasmo la consegna alla Soprintendenza di un reperto che rischiava di essere venduto nel mercato clandestino. Questo ci porta a ritenere le tavolette in bronzo ascrivibili al periodo Shardana. È consentito scaricare testi. e per molto tempo è stato ritenuto un'evoluzione delle conoscenze metallurgiche. L'età del Ferro ed il declino della società Shardana Il ferro compare verso il 900 a. Si tratta del primo ritrovamento in Sardegna.C.