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SEI PRACTICE BOOKS PER

IL FLAUTO (Edizione italiana)

volume II volume III volume
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IL SUONO
TECNICA ARTICOLAZIONE INTONAZIONE E VIBRATO

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volume

volume RESPIRAZIONE E SCALE VI volume STUDIO AVANZATO

Titolo originale dell'opera: ATrevorWye practice bookfor theflute (volume 1-6)
Traduzione: Stefano Cioffi, Riccardo Ghiani. Gian Luca Morseletto

O Copyright 1980 Novello & Company Limited

Per la traduzione italiana

O Copyright 1992 by Accademia Italiana del Flauto Via degli Orti di Trastevere 34 - 00153 Roma

Tutti i diritti riservati - All rights reserved Nessuna parte di questa pubblicazione può essere copiata o riprodotta in alcun modo e per ne s suno sc opo senza 1' autoizzazíone dell' Acc ademia Italiana del Flauto.
Printed in Italy

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UN'INTRODUZIONE DA LEGGERE
ALLO STUDENTE
Questo volume prenderà in esame il problema dello studio: come trarne il massimo profitto, come migliorare il proprio rendimento, e come isolare e superare alcune difficoltà proprie del flauto. Non ha assolutamente la pretesa di esaurire I'argomento. E' stato scritto per aiutarvi a risolvere molti problemi relativi al flauto nel più breve tempo possibile. Gli esercizi proposti, se affrontati coffettamente, vi aiuteranno a ridurre notevolmente il tempo necessario per costruire i moduli tecnici dell'esecuzione flautisticL, evi permetteranno di dedicare più tempo alla risoluzione dei problemi eminentemente musicali. Ecco alcuni punti di vitale importanza che riguardano lo studio in generale: a) Studiate il flauto solo se lo desiderate; in caso contrario, non fatelo! E' praticamente inutile passare il tempo a studiare avendo nello stesso tempo la voglia di fare qualche altra cosa. b) Una volta presa la decisione di studiare, rendetevi la vita difficile. Esaminate ogni particolare del vostro suono e della vostra tecnica come farebbe un ispettore pignolo, così da individuarne i punti deboli e da poterli eliminare. Solo in questo modo potrete migliorare velocemente. Dopo aver sfogliato il libro vi renderete conto che molti degli esercizi proposti non sono altro che un modo di analtzzare lo stesso problema sotto differenti punti di vista. Non vi sarà difficile inventarne voi stessi di nuovi. c) Cercate di studiare soprattutto ciò che non riuscite a suonare agevolmente. Non siate indulgenti con voi stessi: non limitatevi a suonare solamente ciò che non vi crea problemi. d) Dato che alcuni esercizi sono piuttosto faticosi, confrollate che la posizione del vostro corpo e delle vostre mani sia corretta. Per tutto ciò che riguarda questo aspetto è importante consultare un buon insegnante (vedi volume VI - STUDIO AVANZATO)

GAIìA}IZIA
I1 semplice possesso di questo libro non garantisce dei miglioramenti: non vi è niente di magico nella carta stampata. Ma se avete veramente il desiderio di suonare bene e siete disposti ad investire una ragionevole quantità di tempo e di lavoro per raggiungere questo scopo, i risultati non tarderanno ad arrivare. E' una semplice questione di tempo, pazienza e lavoro intelligente. Questo libro è frnalizzato all'eliminazione dello studio improduttivo. E' un concentrato di tecnica flautistica. Se seguirete attentamente fvtte le indicazioni, otterete il doppio dei miglioramenti nella metà del tempo. Questa è l'unica garanzia possibile!

PREFAZIONE
Questo è I'ultimo volume della sezione di base dei Practice Books, e completa una rassegna dei principali elementi costitutivi dell'apprendimento del flauto. Come nella costruzione di una casa, ogni mattone poggia su un altro; una imperfezione nelle prime fasi sarà causa di problemi man mano che si procede. Ogni libro di questa collana è strettamente collegato agli altri. Tutti hanno lo stesso scopo:

DARVI LA POSSIBILITA' DI IMPARARE A SUONARE IL FLAUTO NEL Pru' BREVE TEMPO POSSIBILE. Questo renderà possibile dedicare più tempo ai brani del repertorio, meno tempo agli esercizi, e, forse, più tempo alla spiaggia. Il volume VI - STUDIO AVANZATO contiene esercizi di perfezionamento basati sul materiale contenuto nei primi cinque libri. E' tutto una questione di

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con la gabbia toracica che si allarga anche di lato. Diventate p1ù larghi. ma questa volta continuando la fase di inspirazione allargando la gabbia toracica in senso laterale. sedetevi su di una sedia.ESERCINO I Mettete una mano sull'addome. mentre in fase di espirazione dowebbe rientrare al suo postox. Inspirate e rinlzatevi leggermente mentre lo îate: doyreste sentire la pressione dell'addome sulle vostre cosce. appoggiando l'addome sulle cosce. più grassi mentre inspirate. Ammettiamo che i polmoni siano come una scatola: a) Quando si fa un piccolo respiro. la parte inferiore si espande: b) Quando viene fatto un respiro profondo. piegate il busto in avantífino a toccare terra con le maní. mettete un libro sul vostro addome. Oppure sdraiatevi supini sul pavimcnto. Ora sistemate le mani sulle anche con il palmo rivolto verso I'esterno. sollevando il libro Enn"do inspirate. non più alti. nella fase di inspirazione il vostro addome dovrebbe estroflettersi. Respirate come indicato precedentemente. Dovreste diventare più magri mentre espirate. spingendo l'addome all'infuori. in modo da appoggiare il polso sull'osso del bacino. * 6 . inspírate ed espirate leggermente. appariranno così: i polmoni c) Se avete quatche dfficoltà con questo espeimento.l seguenft disegni vi aiuteranno a capire.

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I vostri ESERCZIO tr Appoggiate il dorso delle mani sulle anche. Non espirate: ora prendete ancora un po' d'aira. Ora espirate lentamente. Chiedete ad un amico di misurare la vostra capacità con un metro da sarto. Espellete tutta I'aria e prendete la vostra misura toracica. Trattenetela. Prendete nota sulla MESE ANNO ESPANSIONE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE . Potrà anche accadere che sentiate la vostra schiena riempirsi d'aria. continuate ad espirare fino a quando non ce la farete più. e non solo gran parte di essa: sì. Ripetete sei volte. La dffirenza frale due misure corrisponde alla vostra capacità di espansione. Questa sezione riguarda proprio I'aumento dell'espansione della cassa toracica per permettere ai polmoni di incamerare una maggiore quantità d'aria.LA RESPIRAZIONE E LA CAPACITA' TORACICA polmoni hanno una capacità di espansione di gran lunga superiore alla grandezza del vostro il problema è posto dalle costole che la impediscono. Senza allenamento. Ricominciate di nuovo. ce lafarete! ancora un po'. Riposatevi. Tutto il ciclo dell'esercizio risulta un po' faticoso. Certarnente. Tutta I'aria. Inspirate quanta più ana potete. Cominciate con l'espellere tutta l'aria che avete nei polmoni. Ora inspirate al massimo allargando la vostra cassa toracica e misurate una seconda volta. non è vero? Le vostre costole non erano abituate a tale movimento. tutta! Dovrete quasi sentirvi male. e se possibile dell'altra ancora. Liberatevi di tutta l'aria contenuta nei vostri polmoni. Cominciate riempiendo l'addome per poi cercare di allargare la cassa toracica. prendendo la misura poco sotto le ascelle. torace. questa si aggira probabilmente tra seguente tabella: i due e i cinque centimetri. Ora inspirate lentamente attraverso il naso. E' la dffirenza f'ra l'espansione e la conîrazione delle vostre costole che deîermina direttamente quanto potete suonare senza bisogno di un altro fiato.

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FANTAISIE FAURE Ci sono molte possibilità per respirare. Il respiro. Se I'esecutore avesse effettuato un diminuendo alla battuta 3 prendendo il respiro alla lettera (A). allora il respiro non solo non viene notato. questo avrebbe ostacolato il fluire della frase musicale. Ma. Questo indica un movimento musicale teso in avanti. dunque. Alla misura 2lalinea del basso sale e continua a salire nella misura 3. questo interrompe il movimento musicale. supponiamo che venga fatto un piccolo crescendo per tutta la battuta 2 frno al respiro alla lettera (A). Non è sbagliato respirare alla lettera (A). Questo è ciò che succede spesso. Se viene fatto un diminuendo per annunciare che ci sarà un respiro. se a quel punto la seconda nota della battuta 3 viene eseguita come se il crescendo continuasse. contribuisce in maniera determinante al senso e al movimento di una frase musicale. 10 . è semplicemente indesiderabile. ma contribuisce al movimento musicale della frase.

IdSAU V-I 'ordser g odop oIBcISruu osJocslp p epue..Dp aluerulzmleu e^oruu rs gI elnreq egep nsary '(g) e oSopue 'etuerupmleu 'Q '(V) pe (-l) e (C) e oSoluue q (.pnb (e) :eprn8 eun eruoc (I^elepueuo(I 'opg erepuerd ormuoddo €rs eqc elusued enop qrmd r eleu3es 'opueuons e1els oqJ ozzed un u1 (1 :rlueruueSSns rrmol? ouos rc rn| 'iITVCISnh[ !ISYUd VT-IA( O(trn'Id Oddn-rhs OT InIVCNOJASSV rO^ Ulrd IIINVTuOdIIII .o uou 1nb :(g) Bre$el ege o11enb e oSopue '(A) er -eilel sII€ ondser p red osrocslp ossets 'euor8ur essols BI red epqeg8tsuocs Q pe (V) ereuol ?IIB olulues -erd pp o11enb e oSopue g (q) ere$e1 u11e o.srserp ar euorznlosfJ slIB oug e1ruleq el enn1 red enurluoc ese.ndser u epredu4 (g '$Bpe rzrcJese r-unclu aleJe^o.un uor rlueJeoc eueqqes 'qesues ocod oueuons udser t (1) eraile1 elp e (H) zIIV '(C) zrenel ege ondser rm erapuerd ouocsue.erd plour '8 etruleq ?lleu elou enep "reuel euorzeJrp epm1eu Bllep ESruJ e 'enbrmtuo3 'erurdser ocr8o1 'enbunp 'eqqeres e (3) ere11e1 e1p eB -ol?rre g (g) ere11e1s-I'es?g e11ep elum1eu eIrIJ etm Q.ndser 11 'S efn11uq e11eu 'o.YUgflUC IA IINOIZVf. .II 'erdos mb Ducuele (c) e (q) '(e) (1) pund I oluetu e srdrues oJouel eur iutdser rop €rm eJuo^eJ 'epqrssod Iep elr-ur1 "Jlqormms "lloos genb h el red eqSoprre ellep ouos es epllo4uoc 'eqqereuSosrq 'urdser 1 epuSes opuen| (g Ieu IS?q 'oLttvs s atds a D4so L nllap aluot8alut ayod 'otoyo 'Dilauîp ottdsat y :onssatdsa 4td nusnut n7 lndsat 1p ulsot 1 uoc 'alapuag (y ere.q olm8es FÒ 'elueuecole^ 'el"crsruu ?ls4 Ip olund pp elueceJsrppos qrd grus egc es?4 e8rml enrsseccns ?rm ur rsJe^loslJ ouossod udser Soccrd rsJe rC 'ouSonq apAD au es o 'elereprsep ol es ?lnp?q essels €11eu ondser un p 4rd erepuerd eqJrrc elelod 'elueruecr4ermms ellusdlJ eruedde elrug red qen8n aueJ uI ?crsruu eI olapr1tp uoN (Z eelpoletu e1e.ndser g odop 'olenuluot euel^ (rur p srserp ar lep euovnlosu-euorsuedsos) opuenrmulp e1um1eu I os eueq u^ (J) ereilel e1p ondser y'tw .I eueqqes 'elerdset eqqe4od rs (1) erepel eilV '(V) o1ug Iep BlIeJs elen1ue e.I g.ndser p'osseruerd eruoJ 'eeuerodrue] usned eun Blqqe o ?cs[rq esu4 €l eqc e]eue]u e^op ep epuedp ounl 'peg 1 arepuerd o^op ns ruorzeJrpw elloru oleJe^o.rdu rs auo)'opJederd e:uerl auo)'oseld euevl ordse.l oqqareul^or (5f erepel ege o11enb e '€uolztmJ uou (y$ Breuel ege ondser 1 rpurnQ '9I eln11eq u11ep a1omlnu o{ nlyl 1ep eserdros eIF erp^uru rcd Vl eln11uq uI osJe^?.g sl gqcrod elueoeJslppos Q uou (g) eregel elle ordser II 'osszq Iep eluepueJsu euorzerp ellep BI^ red 'olecrpur elueureudord g uou (y) ?Jeilel ege o.D ollos m| 'grneg e oruurluo.r lt auoJ eluegodur oluu1le4lu Q 'eJerdseJ p eq8ecs N e^op olund p elueuodur ers olupnb red :euorsnlcuoc eun pu egod tc orSSessed olsenb Ip olpnls o-I ierucgrtsnrS e eJe^or etetod gldser Irls pwnÒ (d) '(g) erellal eIIE esug ellep olemtuu oSopde.t enop (c) €eu1 BI e^oruu rs euoc (q) eoss"q Iep ietuourre.YUEIINII-AIC O(NVNÒ MIA'ISOUd IHCOd .) 'epoleu ellop eluepueJsu €eurJ eI rqmlsp euozturelm.

Questi esercizi sono utili sia per lo studio della flessibilità espressiva sia come riscaldamento giornaliero.L SUONO.rendete aria. interrompetela. Fate rumore quando inspirate? Se la risposta è positiva. Il respiro sarà anche silenzioso. Controllatevi con un brano che conoscete bene e fate attenzione ai punti citati qui sopra. e p. pag. quindi gola chiusa. 12 . o suonata come epilogo di frase poiché ciò annuncerebbe il respiro molto prima che arrivi. Aumentate f intensità del vostro suono quando salite. Non eseguireste un diminuendo (Conclusione delle note . Ancora più intelligente sarebbe dire che il crescendo continua per tutta la durata del respiro e che quindi la nota dopo il respiro deve riprendere al punto del crescendo che avrebbe raggiunto. lasciate che ogni frase di due battute vi conduca naturalmente alle due successive. (c) la testa è abbassata e il mento è vicino al petto: tirate su la testa! (d) forse. Vi accorgerete presto che il tempo impiegato per inspirare e la quantità di aria presa sono direttamente legati alla vostra capacità di aprire a sufficienza gola e bocca. IJtihzzate 1l vostro suono per cambiare tonalità (cfr. è solo la gola chiusa. Vol. SCALE E ARPEGGI ESPRESSIVI Questi sono alcuni fa i più importanti esercizi volti a garanttre la continuità di un bel suono attraverso tutta I'estensione del flauto. se il respiro non fosse stato preso affatto! 9) La nota dopo il respiro deve essereplù musicale ed espressiva di quella precedente. pag. Ripetete I'esercizio coi denti più distanti: questa volta sentirete il freddo alla gola. riempiendo al massimo polmoni. Aprite bene bocca e gola così che la sensazione di freddo colpisca i polmoni.6) La nota prima del respiro non deve essere in diminuendo. 7) La nota subito precedente al respiro deve mantenere la sua buona qualità fino a quando questo non viene preso. Dovreste sentire freddo sui denti. abbassate la mascella fino ad allineare i denti superiori a quelli inferiori. I . Adattate il suono alla tonalità nella quale state suonando. Esercitatevi ad accorciare il tempo necessario al respiro. 24).35) se non foste prossimi al respiro. 2) Suonate la prima nota lunga qui sotto. i vostri (b) bocca non sufficientemente aperfa. Vol. cominciate con 1o studiare una inspirazione veloce. la causa potrebbe essere: (a) spalle sollevate e. 8) La nota subito dopo il respiro deve riprendere dove I'ultima nota era stata interrotta. imparate a ritornare all'intensità dipartenzaquando discendete.cfr. Ecco due esercizi su cui lavorare: 1) Con il flauto. l. respirate e riprendetela il più rapidnmente possibile.

€I aDurur lIìI IIAISSETUdSII IITVJS aro6Eeu yg .

MI b maggiore DO minore ----.'_--simile .'.

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LI ------"/ \---_ - -- aror8Esu! [ l t--. # TOS .----aroulu.

DO # minore 18 .

---:^ eJoróóeu Tos -t-----7 - aluuls --t'.----- alNwts erotEEeu gU ---- .6T ----.

DO maggiore :____ simile a 20 .

f eJoultu gu t \---_ +t--.lues 3 e 'rFeuons E eJeceld ele^? uou es 'ers ol uou eqc e}IrJ oleJ :odluq o$ruq Q esrod irsIIeJ I^elBues 'ouons oJ]so^ II inryINV) mJe epredu{ 'e^rsseJdse elms el uoc oileJ ele^e aluoc lol?lpn]s I^ISSAUdSA ICDIIdIIV .1 .m 'IoA lep 6 eur?€d elp g 'u ozrcrese./ / \-----/ u4 -/ NISSITUdSA ICCIIdìTV eIIq€lu?c eluspuY ororEEeur VC 'elou epuocos ?I oler^eJqqe uou :opuenurup un pe spuodsuroo eJn]"8el BI oloces ru^X Iop BJrsruu slleN 'OT!LIVCnTVnCnI òIINOIZVTOJIIUV .rc oroulu los .>lr<:> ?t a <./ 'a/ .><l>> <./ <><:> <> 'csalo -- .:> .t:_z/ IINOIZAS -=-/ :ICONtr iltl(I NI ICCAdìTV ITCIIC VISINÒ AIYICOJS (itruvruoc orddoo rI ilrvlctnrs vw) er{c eJrp lon^'ouons 'oDeI € el€pue o orcsnlw(Ileu olnBIJ Ir eleuodu :l]?Ielu elels o4so^ Ieu I]ueureJorl8rur Duen?esuoc r eJr.I epproslr r 'ct 2.

MI b maggiore .<:e1-:- DO minore /' .*\ 1- \ - RE b maggiore zt ----: ? o ^' -SI b minore SOLb maggiorc---|.-\ ) t ^\ .-.t .-.f sot-# minoreaaft z'?t ------ -\ 22 . '' --.

\ -'----- s eJouru IIAI ! Ct \' --'----- -/ '< 11: r- te -------- -/ -\-__ +t / --/ .87.

TECMCA sono stati concepiti come materiale base di studio per questa prossima sezione. lasciate da parte scale e arpeggi e concentratevi su questi gruppi di dodici note. ma leggetela nuovamente. labbra e lingua senza le scale e gli arpeggi. segnate la sezione come un gruppo di dodici note (che comprenda tutte le note problematiche) e suonatele più tardi. Se sono dawero oltre le vostre possibilità tecniche. Dico a voi! SEZIOI\E lo so che l'avete letta I SCALE: CROMATICFIE.SCALE E ARPEGGI TECNICI SEZIONE I. (b) Suonate sempre scale e arpeggi con il vostro miglior suono. Ogni tre giorni. (d) Se la terza ottava presenta qualche problema. tr . prima. In questo modo miglioreruìno velocemente e awanno la stessa qualità delle due ottave inferiori. devono risultare belli. (f) Leggete. Sì.II E m Tutti gli esercizi tecnici del Vol. allora prendete prima il Vol. (e) Segnate le tonalità che vi sembrano più diffrcili e studiate solo queste ogni tre giorni. (c) Suonateli sempre con la stessa espressività usata nella sezione precedente. Eccovi alcuni consigli su come affrontare questa sezione: (a) Suonateli interamente ad una velocità adeguata. E' veramente impossibile sviluppare una buona tecnica ed essere capaci di controllare dita. ESAIONALI. 2 e studiatelo a fondo. la prefazione a questo e agli altri volumi. MAGGIORI E MINORT SCALA CROMATICA SCALEESATONALI z4 . ancora una volta. curando specialmentelaferza ottava.

97. eslpolelu aJouru o( 'BCruourrB eJouru oq HONII^I g IuOICCVNù ATVJS .

RE minore melodica 26 .

LZ mrpoleul sJoultu ItrAl oJourrrl u^i .

FA # minore melodica 28 .

6Z ssrpoletll eJounu # los .

SI b maggiore SI b minore armonica SI b minore melodica SI minore melodica 30 .

VIINNII^{IC VWIJJIIS IC ICDAdìIV trISNOIZSS IINNIhIIC q TONIhI .IdOICCVA tr sNolzss :ICCgdìTV .

AUTRI ARPEGGI DI SETTIMA 32 .

cc LA luuar ugd ruoI9DVI [ lI:fvCS AISNOIZSS iii0ro^3l I? 'IpqnÒ 'oseds ueq oduel.rpedul a^ep eluelu !IZU![I dad IITVJS I^ fl A'm rNOrZgs .I oueueseldder e$enÒ lp TLVZZA{S ICCIIdUV A I eUOq a4ug Ip r.g 11.r.I'oJe^ O iocFsPnBIJ ououeder 1 ounl 'Bcpspneg qalu o/o161ep obg6p ?mprellq ulap auud uer8 u1 ouoledp p erle uI oserdde 'elored lp qaJAu aNanb ns ullp erso^ eI opusilcJes3 ns o'epcs e11anb r1E'uuapacard eqc t11apou renb olerfasq o/og' 'o$?U Jed ?cpnul ?I snru W 'oJoAsI OT1SOA .Fb ug g?^lxs aels eS 'osuq ?clu34 ellep sztruuoJped q red orpuls ou4lp.

t*f tÈrftÉfi r Lr $ l-== al 34 .al . *.

1l==lrzeerC- ' - .

^ rr.u SCALE MINORI PER TERZE 36 .

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I'IVNOJVSg IITVJS !II{f.IJVI^IOUf lITV3S .

SEZIONE V ARPEGGI DIMINUITI ARPEGGI SPEZZNN 40 .

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SEZIONE VI ARPEGGI DI SETTIMA SPEZZlf.T .

y 'elueJeJJrp Q eqJ olrls oI .l erenord rp etuFrd 'elue4 o rJue^ r4le ouJeJ e ep^oJd 'rduese enburc ocsluoJ I^ ol'op e4 rns ololod ruorz?uu^ qrd eluenb opu?uons 'eledurels uulSed ?II€p ?ls4 enso^ el e.l.trsserSord eqp.r.tlordun.reJeqrl Ioc e1ercuruoJ 'oJlle.I Q euorzesrllordrur.o ur ouos lpnls 11C 'ocrss?Ic e occoJeq elqs olou euorzesr.ordlur elenb Ins oneSSos rm ry ou8 -osrq ale^u 'osuos un oJoI erup red etr J 'ruons rep eJellerue red que.e rp ouSosrq oueurrueu ole^e uoN 'ou elueurlum1e111 louncpnb uoc eJBSJe^uoc red o$Lrcs olsel un rp ou8osrq alerry 'atqonynd ogeSSos un rp zu'o11ucs osJoJsrp un eJe^€ ezues erelJud eruoc g erusru.r.rep Fluuds g8ep ue.ordurJ 'osS?q Ip eeull eun ns o 'pzp rpJocoe lp epos Bun ns erpoleu e11ep o rcrpoleu ilepotu rep eJuuons ecgruSrs eresrllordrur elueruleJeue8 e 'eeuerodurelse elecrsnru euorz€eJc ellep eu?.l flNOIZVSIAAOUdI II .l oJe^Ao 'occoleq y e nn[ ouos euorzesr.I eJecs -ouoJu red orzrcrese ecqduos un uoc ouurcurruoc o 'QllocrJJrp rp o..E' :rduasa elelv iorSSBSS€d rp etoN epuereJJlp rutlr ote^ord òeuolzuurSeururr €r1so^ BIIep ql1pqlssod e1 e]ln1 ollJnese ele^B '(q) ordruese.ll3 eJolnoasa un ep ouolletuffi4 IS eepl el oporu olsenb uI 'euorzesrnlordrur Ip ouJn1 ons Ir oJolncese p8o pe oprrercsel e{o^ eurssqloru 'rsrurureg ezues 'elnledF e (oluerun-qs rserspnb ns) Folncase rp od -dru8 un Bp epuons eJessè eqqeJ op BJerls?l e11ap eged e1 'elueurucuoel 'Bzuepec €l o opJocce.ordurr rp ruruuoo qrd euuog onp Iep q l {I 'eresrr\A.A 'rpJocce rp ruorsser8ord essels eilns oluellos qJene4 ouorzes elsen| e1effiq eqru€Duo oluenb Hurls olloru ouos orrrJoJ enp elsenb 'eluerueluapuerd-rog 'olocos m^X euorzesm ordun.

alcune semplici. Studiateli. I numeri 1 e 2 sono esempi tratti dal repertorio flautistico. e suonate sopra la vostra registrazione. Esempi: L esempio (d) è un poco più lungo e ci guida allo stadio successivo. Qui vengono presentati degli esempi melodici che si accordano a questo basso. Chiedete a qualcuno di suonarvi ripetutamente questi bassi mentre cercate di improwisarvi sopra.Esempi: L esercizio (c) propone un basso: aggiungeteci una cadenza. Minuet 44 . Fate diverse cadenze. altre più elaborate. oppue registrateli ripetendoli più volte. Sopra i bassi è riportato ciò che il compositore ha originariamente scritto.

9V ISoIZIque eJuelrrelrssecJe elers uoN 'ouerccerd n 'lIIceJ gld erulrd elesn 'otserd oddorl I eqc rss€q rep eleq8ecs erruruqles eurud e1 elrrcJn(J 'olnre un r^Jup e ouo^Jos rpJocce IC 'oss"q olsenb ns EZuepBc ?un o erpoleru eun olee6 'Qltoct3glp rlenlue^e ererodns e emlnru red eleuuecce elueu{euorseooo o 'BSSeruo e..e1snr8.rd eI olelrursse ouu?q Folnmse gB eqc ello^ eu1-l -nre q olsen| 'opJocJs.res opuen| 'elueu ur eSuel rn esoc rserspnb eleuons (1 I 'olzr-ul. eJou ouolsrso uou ir...ressa g4od e4sep ou€tu ellop eped e1 'rplocce 43ep euorsserSo.c e qlreueluods 'qllqou uoc acqdrues ?ue..r..tepsselu 7 'oss?q Iep €euII ellep ocruorrrJB o]uolu -horu I.e1eq8eqs.\rf. e11eu oJuesur rp o^qelue] 1eu etrzzedtttr ele^op uou ezuen8esuo3 IC '. . Ip epcJeJ Illo^uISIp qtd ele.11V :e1o?er eun3p ouos r IINOIZVShAOUdI^II J'IN S .un eJEuons Ip oleIZJoJS r^ eqc o1so11ntd elu 'ruorzBus^ Ip oJerunu rorS8eu eleleJc ro^ eqc ? uou euorurdo er-ur el.O .. o ...&zzerevf.ossrp 4uen[ g 'olsn8 onBlec o ouonq rp olos elu '.llep elou rserspnb uun ouruons LroJnoese g3 eqc e euons oI mc In olueruolu Ieu oproste ru8o rururou elsruerd I oqc Q pspnBIJ rp oddnr8 un red Bepr euonq uufì 'osseq Iep ooruourru oluolul^olu 1ep euorsuerdruoc eI emllpceJ up {soc e4sep orreru ellep o8u 1eu rpJocce rÉ qunrSSe qets ouos 'I4Ie pe IepIrpH 'neeure11 '1pp^l1 'uuedno3 'uuutueleI gp aredo Bp pler1 ouos quen8es rsseq 'ruorsserSord e11op osues Iep oluoc e]uerueoole^ rsJepueJ u sJe] I 'rsoruorursJed e rcqdrues elers 'o1so11nrd iepqtssod Q elou qrd eluenb morz?sl^AoJdrur e4so.eJIJues.

memonzzate le progressioni armoniche. Piuttosto.Da questo momento non gaudate gli accordi della mano destra per aiutarvi nell'improwisazione. Ll 46 . 6 Evitate di seguire la direzione del basso nelle vostre melodie: il moto contrario è di migliore effetto.

LV -tt ^ - e o .

TECNICA dovrebbero ora essere eseguite a memoria. 48 . 33 del Vol.e sequenze di pag.[. e cosl le Scale e Arpeggr espressivi di questo volume. II .

6t .

26 a ? 50 .

- .I9 & f c'a th+ ^ zl o .

52 .

r olsenQ 'elued.rrsserdso r8Sedry e elms eI Isoc e '?uorueru e elrn?ese oJosse eJo oJeqqer^op VJINJ1II .Ilou Queq[ erorSSetu ?un eJe^B pB elualuemcls ouossod ?uoruoru ? oueuons oqc qsltlsruu I egJ olsr. ol e{o^ p olug ? rlsqueruu}s 11C '?uotueru e ousuons ooJe pe I]ueum.qseug BIIep IronJ e1epJeng 'or88el Iep l^Juueluolle Ip elBcJeJ ioilnl Jed Rller uI.1'epreue8 ouorznpo4rrr euoc 'e]e3?e1 '.r 'oJecced ulf 'ouueJ g eqc eJurrrreJuoo egod Qrc oI uou ello^ e11ep qrd y 'rgecuoJ r euoruoru e eJpJedrm Ip auorzrpel BI e]slse uou eqc olep Bru 'ouue..red el€uo1eru erouelln orrrr?rrrrroJ rn uolSuruoq Ueqo5 Ip IJo^q Duecer 1p p€ile4 I 'e4loql 'rlwsserelut olloru ouos' (relreruerg g) n tX' d O' ua gau o g uaqJstpopry ZI ens eileu uuetuelel ossels olpp rlsodord 4ueruqeqqu 13 elepnlg 'ueq uolsmry rp 'D)zsnut DIIap auoùolatdtaqu1.Ds Ip e euoJollerd p nsgos 1 pn.ordrur 'eroleu8edtuocJe o4son II uoJ 'lopryH o urruruelel rp e$uos 1p puel rluerur^oru runol? elepueJd qd I o qoeg'ga'J 'zluenf'1'1 eoJe^ 'ocrls€lrr€d '"crsntu attodutoc aluorrrcerrcluulsr relod ep olund 1e 'oloces ItrAX lep ?Jrsruu elleu eqoruorrrJe ruorsser8ord el uoc Ezzeqcusaunp erorSSeu eun e1e^e 'oluaurour olsenb ?p 'oluotuemJls E\fuO !I 'erunlo^ otsenb rp r.nu"f.u:#ff'...11 'lo Iep g€ '8ed p ozuenbes e1 'oileJJe eroq8rur rp Q orre4uoc oloru I :erpoleu elso^ elleu osseq Iap ouorze4p el erp8as 1p elelpg 'euorzesr^^ordurr.HtiinT#Jff#'É .o1sn8 uonq.H":ffiiìf .IZIoJese q? rod 'a1ecs e1 red e1e.res un pe rluu^Bp oq8ruoc rm eJ eruoo eclsruu e1 odruq F oDru red elessg uoN (I :q8rsuoc runcp occg '?IJslrcJose rp ouSosrq olos ele^V 'uun apAD au EB ro isuorueru elattstnbco red odru4 erecerds rp oua -osrq ole ? uoN'oilalJoc q atua1qoù o$anb uoc otccotddn ons as 'ottoluaut n aluuons gnd anbunn43 I 'epcrsilu euorsseldse.ts 'aIlqDp#D DlJouala Dun osra| oloJ2tso alo8?D1il 11 ossads Q afiqSoqs uou îp aJDJJaJ 'eJeelcnu eJren8 eun QJerddocs uou 'olerl8?qs es 'eJBrl??qs uou Ip elueu?^rssosso el€cJec uoN (z 'otn?u Ir eJBuons Jed olruBds o[ep eqcuBeu enbunp 'euorzzsJe^uoJ ?un oJeue] Jed qluJs rtrmdde Ip ouSosrq ele^e uoN 'ol€I8eqs es hele8?rlJJ? uou ?ru 'oJeuons e e}?nu4uoc e e. errsmbce elo^o6l ?lopuefleqqe e elopuetuo ers 'orzrJJeso un eruoo 'Bloprrcrqruuc zrs 'urpoleur e1 erdos elesrla. vruowfl r v fluvNons 'olrpuogordde qrd orpnls oun.leu r^ftrnre red e4sep o*.

5) Abituatevi gradatamente a guardare al di sopra della vostra parte quando vi esibite in pubblico. Aggiungete queste sequerze al vostro studio giornaliero. 3) Imparate ad improwisare (vedi capitolo precedente). Imparate a preludiare.Cercate di godere della libertà dalla dipendenza da una partitura. ma con libdrtà di ritmo e di espressione. Voi non avete bisogno che vi si dica cosa suonare: dovete solamente avere il coraggio di provarci. 33 del Vol. Nei secoli XVIII e era uso comune preludiare prima di eseguire uno studio o un brano. ma gli sforzi verranno compensati. La comprensione di ciò può necessitare di parecchio tempo. 54 . Ciò consisteva nel suonare una specie di cadenza nella stessa tonalità del brano. )ilX 4) Leggete a pag. tr. Imparate a poco a poco a suonarle a memoria.

talltp a Isorarunu î araqosîr n aruo. UO^EUJ IC OIOVTS -II àAd SXOOg 1IJIIJVUd I.iluau ouos uou a 'olnssod pp tJrssolJ lpotaw 1 uúaruot grcts ossads ouos alaoJ 60) DJusUnoT[ocrucat lp tuorzuJuq -qnd ryotu"tou ouos uou s11ooq ecrlcerd rcS.4ffrc .r. r arDzztftn JDI lp opou otn^D oq ruuD nauln ltsanb uI 'oraryouror? otpn\s oilap auouozztuoS"to apltlp oilau aqJuD aruaprus ol Drunt aqJ oilartp alus oun opuoJas US -odsa 'ntldtuas a notffi'lntJuot uuawutaSSns Ip DJ)IJ op1n? Dun'aJaLLtî'oltos nunpr îas 'n1s4nni[otnru! pp rutalqotd lrua. r alomo ossa$ ons pp tuotzouta{ln al opuoJas (euele1r euorzrpg) E^À\.rtttsod oual{a orol !! aruawnrurpauut otoltuo)stJ oq a îAatilD ntut rc a{114 Jolaq rp ru.tad qoctput 4ttd ototnl lp uuauln"us t13 uznSot to ouo"ttlo rtqry t1sanb :o.mpA.OJVZNVAV OIqNJS EITVJS !I ANOIZVUIdSEU OJVdTIIA !I IINOIZVNOJNI slunlo^ IA eIIInlo^ A eIIInlo^ eulnlo^ lINOIZV-IOJIJUV ^I III YJINJlIJ ONOOS (euegelg euotztpg) elunlo^ il ]I olunlo^ I OJnv'Id'II Ugd SXOOfl flJIùJVUd IgS flÀaI uo^suJ uauuag uo?lu l D ruorzollsa oq uou a ttaqp ntut tD opuDraoJJDJ 11 o7 't33o po out{ tclo.qq usanfi 'roí ît aqJuo r7opuowoJ)oJ ounsJnqwDJ oJnol' iosn ol o7'outldttslp Drtsou q npatn7ut aqJ Qn oilry lp ectieruSoprlue e etlo^usrp euuoJ ur auozDrua$N Dl DzzrlDal aqJ opltoJt un lp otJDSSaJau ryú auotznpoJl DT ryIrtlclsnd o1a8uy 'Dtlo^ ut Dtlo^ tp rsruuort n ouo?uan ryonb a11au pqor{llp t1nnpo"t8 al Dzzap^adnsuoc a Dzzarn)rc ato8Sntu uoc atnruo. r ouoluo{lo t.td lUqUPlu! ruoqnlos 7 uoJ olollzll un o 'auotznadsal Dlrus alDnuDut alDuJou un ouau.IS I .tluoJstJ tura oJatuolu DLtn ur onogfpp tuta1qotd qoat 'rtaA.