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La flavescenza dorata

Situazione nel Canton Ticino


Rapporto 2005

Dr Cristina Marazzi Sezione dell'Agricoltura Servizio Fitosanitario


Bellinzona, gennaio 2006

Indice
1. Introduzione 1.1 1.2 1.3 Sintomi Ciclo biologico dellinsetto vettore S. titanus Difesa 2 2 5 5

2. Diffusione 2.1 2.2 2.3 Monitoraggio 2005 Evoluzione della malattia nel Canton Ticino Monitoraggio 2004: due anni a confronto

7 7 9 15

3. Prospettive 2006 4. Conclusioni 5. Riassunto 6. Allegato 1 7. Allegato 2 8. Ringraziamenti 9. Bibliografia

20 21 21 22 23 24 25

1. Introduzione
La Flavescenza dorata (FD) appartiene al complesso dei giallumi della vite (tra i quali compreso anche il Legno nero o Bois noir (BN)). La FD associata a microorganismi procarioti appartenenti allordine dei Mollicutes, simili a micoplasmi, denominati fitoplasmi. Lidentificazione e la classificazione dei fitoplasmi viene fatta studiando la struttura del DNA tramite moderni metodi di biologia molecolare quali PCR e RFLP. Per il Ticino, tali analisi vengono effettuate dal laboratorio di virologia Agroscope RAC Changins. Il fitoplasma della FD un parassita obbligato della vite. Vive allinterno del floema. La sua trasmissione viene effettuata dalla cicalina Scaphoideus titanus (Ball.) (agente vettore) che, nutrendosi su piante infette, assume il fitoplasma, quindi alimentandosi successivamente su piante sane, ve lo inietta, diffondendo cos la malattia. In questo modo la FD assume un andamento epidemico.

1.1 Sintomi
Le piante colpite da FD manifestano i primi sintomi a partire dallanno successivo (ma anche fino a 3 e pi anni dopo) a quando avvenuta linfezione da parte di S. titanus. Lespressione dei sintomi dipende dalla sensibilit varietale: tra i vitigni molto sensibili coltivati nelle nostre regioni sono dannoverare: Gamaret, Cabernet, Chardonnay, Doral e Pinot nero. Il Merlot, seppur sensibile alla malattia, manifesta in maniera meno evidente i sintomi ed inoltre la malattia, secondo quanto visto sin ora, non ha carattere epidemico ma si limita a piccoli focolai, fatti da qualche ceppo isolato. Lespressione dei sintomi, inoltre, ha un andamento molto irregolare sulla stessa pianta, in quanto pu variare da tralcio a tralcio. La FD porta ad un graduale deperimento della pianta ed alla compromissione quantitativa e qualitativa della produzione. I primi sintomi, lievi, compaiono a fine primavera, inizio estate. Con lavanzare della stagione si rendono sempre pi manifesti, fino a raggiungere la loro massima espressione in tarda estate-autunno. Germogli: alla ripresa vegetativa, i tralci infetti possono avere un germogliamento stentato o addirittura assente; Tralci: quelli infetti non lignificano, ma rimangono verdi ed assumono una consistenza "gommosa, si ripiegano verso il basso dando alla pianta un apetto cadente; Foglie: assumono colorazione giallo-dorata nei vitigni ad uva bianca e rossastra in quelli ad uva nera. Le decolorazioni possono essere limitate ad un settore della foglia o estendersi a tutta la lamina, comprese le nervature. La lamina fogliare risulta ispessita, di consistenza cartacea, e si accartoccia verso il basso, fino ad assumere una tipica forma a triangolo; Grappolo: disseccamento totale del grappolino quando ancora in fioritura oppure durante lestate. Perdita totale di produzione. La diffusione della malattia pu avvenire anche attraverso il materiale di propagazione (marze, portinnesti e barbatelle), anche se le piante ammalate attecchiscono con difficolt.

PROMEMORIA PER RICONOSCERE LA MALATTIA Il tralcio presenta una consistenza gommosa, con cattiva lignificazione (Figg. 1, 2, 3) La vegetazione stentata La lamina fogliare ispessita con consistenza cartacea (Fig. 1) I lembi fogliari delle foglie del tralcio colpito sono accartocciati a triangolo verso il basso (Fig. 5) Intorno alle nervature delle foglie o di settori di foglia delimitati dalle nervature principali si rilevano arrossamenti (uve rosse) o ingiallimenti (uve bianche) (Figg. 4, 5, 6) Il grappolo appassisce o dissecca (Figg. 1, 3)

Fig. 1: Pedrinate, agosto 2005,Gamaret Mancata lignificazione del tralcio Disseccamento grappolo Accartocciamento fogliare

Fig. 2: Pedrinate, Ottobre 2005, Merlot Portamento prostrato Mancata lignificazione del tralcio

Fig. 3: Pedrinate, Agosto 2005, Gamaret Tralcio gommoso Arrossamento fogliare Disseccamento del grappolo

Fig. 4: Pedrinate, Settembre 2005, Merlot Arrossamento settoriale

Fig. 5: Arzo, Settembre 2005, Pinot nero Arrossamento fogliare Ripiegamento dei lembi verso il basso

Fig.6: Pedrinate 2005,Cabernet Arrossamenti delimitati dalle nervature principali (settoriali)

1.2 Ciclo biologico dellinsetto vettore S. titanus


Linsetto presenta una sola generazione allanno. Sverna come uovo sotto il ritidoma dei tralci di due o pi anni. Le neanidi sono di colore bianco, senza ali e presentano allestremit delladdome, due caratteristiche macchie nere che facilitano la classificazione della specie. Le ali sono presenti dallo stadio di ninfa, quando varia anche la colorazione del corpo, avvicinandosi a quella definitiva delladulto. Le prime neanidi compaiono verso la met di maggio, ma la schiusura delle uova si protrae scalarmente sino a tutto il mese di giugno con un massimo attorno alla prima decade di giugno. Il ritrovamento delle prime neanidi molto importante, in quanto permette dindividuare linizio del rischio del fitoplasma sulla vite. Fino a met giugno si rileva sulla pianta la pi grande concentrazione di neanidi, successivamente si cominciano a ritrovare anche individui di stadi diversi. Gli adulti iniziano a comparire sulla vite a partire dal mese di luglio.
Tab. 1: date importanti nel ritrovamento di S. titanus durante il monitoraggio 2005 Schiusura uova (L1) Primi L2 Primi L3 Primi L4 Primi L5 Primi adulti 25.05; Arzo & Meride: 27.05 31.05 / 01.06 Seconda sett. giugno (ca 06.06) Quarta sett. giugno (ca 21.06) Quinta sett. giugno (ca 27.06) Prima settimana luglio (ca 05.07.2005)

Per acquisire lagente patogeno, linsetto deve alimentarsi per circa una settimana su una pianta infetta. Segue un periodo di latenza (due-tre settimane), nel quale il fitoplasma si moltiplica passando dallintestino allemolinfa e poi alle ghiandole salivari del cicadellide. Unulteriore settimana richiesta perch si compia il processo dinoculazione della vite. Riassumendo, la cicalina non pu trasmettere la malattia prima di circa un mese da quando ha iniziato ad alimentarsi su una pianta malata. Linsetto rimane infettivo per tutta la vita e pu trasmettere il fitoplasma ad un numero indefinito di piante. Le sue uova danno sempre origine ad individui sani.

1.3 Difesa
Non si conoscono ancora mezzi di lotta a questa malattia, lunica possibilit dintervento la prevenzione! La FD diventa un problema serio quando viene sottovalutata, se invece viene affrontata tempestivamente, prima che si propaghi allintero vigneto, si pu cercare almeno di contenerla. Resta comunque indispensabile eliminare le piante infette, poich costituiscono un pericoloso focolaio dinfezione. Rappresentano la fonte dalla quale le cicaline assumono il fitoplasma della FD e lo diffondono alle piante sane. Se la percentuale dinfezione nel vigneto molto elevata, allora necessario ricorrere allestirpazione totale dello stesso e procedere alla sua eventuale ricostituzione.
5

Durante la realizzazione di nuovi impianti, importante utilizzare materiale di propagazione sano. Inoltre, a partire dal 2005, si resa obligatoria la lotta alla FD con trattamenti contro la cicalina S. titanus in tutto il distretto di Mendrisio, ossia la regione dove la malattia stata originariamente riscontrata (estate 2004). Il Servizio Fitosanitario Cantonale, in collaborazione con lAgroscope RAC Changins Centro di Cadenazzo, ha il compito di monitorare la diffusione della malattia nei territori di propria competenza e definire le misure da adottare. I trattamenti insetticidi da effettuare con un RCI sono due: uno nella prima met di giugno rivolto alle forme giovanili dellinsetto, prima che queste possano trasmettere la malattia. Un secondo intervento viene consigliato dopo circa due settimane, con lintento di colpire le cicaline nate successivamente. In caso le prime due applicazioni non fossero state efficaci, possibile un terzo trattamento, di tipo abbattente, contro gli adulti. Questanno sono stati sufficienti solo i due primi interventi, in quanto le date consigliate per la loro applicazione si sono avverate corrette e si potuto cos ottenere il massimo dellefficacia. preferibile applicare i trattamenti nelle prime ore del mattino, quando la cicalina ancora intorpidita dal fresco notturno, quindi meno mobile e meglio raggiungibile dai prodotti insetticidi. Per poter ottenere dei risultati apprezzabili essenziale che tutti i viticoltori effettuino la lotta contro la cicalina, poich questultima in grado di spostarsi con notevole facilit da un vigneto allaltro. Proprio per questa ragione, i vigneti abbandonati rappresentano un grande pericolo. Prodotti consigliati per la lotta contro S. titanus: Insetticida regolatore di crescita (RCI): buprofezin ("Applaud) Prodotto abbattente: Pyrinex o Reldan (solo in caso di persistenza degli adulti) Lotta biologica: Prodotti a base di piretro naturale.

2. Diffusione
Il vettore S. titanus originario degli Stati Uniti, in particolare della zona orientale e del Canada. In Europa, la prima segnalazione risale al 1960, in Francia. In Italia, i primi rilievi partono dal 1964 ad Imperia. La malattia di per s, attualmente presente in molte regioni settentrionali (Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia). Dopo i primi casi trovati in provincia di Piacenza nel 1998, i focolai di FD sono aumentati in maniera preoccupante anche in Emilia-Romagna. Allarmati da questa vicinanza, anche nel Cantone Ticino, dal 2000, stata istituita una rete di monitoraggio di tutto il territorio, che ha consentito di definire la reale frequenza e distribuzione della FD (presente in Ticino dal 2004) e del suo vettore, la cicalina S. titanus, ritrovata per la prima volta a Castelrotto nel 1967. Questi controlli, di anno in anno sempre pi intensi per il crescente consolidamento del problema, hanno permesso di orientare le misure fitosanitarie entrate in vigore il 6 dicembre 2004, emanate dalla decisione cantonale "misure per la lotta obbligatoria contro la Flavescenza dorata della vite", basata sullOrdinanza federale sulla protezione dei vegetali (OPV) del 28 febbraio 2001, sulla legge sullagricoltura del 3 dicembre 2002 e sul Regolamento sullagricoltura del 23 dicembre 2003.

PROMEMORIA PER EVITARE LA DIFFUSIONE Impiegare nei nuovi vigneti materiale di moltiplicazione indenne Eliminare le piante infette che costituiscono un mezzo di diffusione particolarmente pericoloso Nelle regioni interessate, indispensabile che tutti i possessori di vigneti effettuino la lotta contro linsetto vettore in maniera simultanea e coordinata

2.1 Monitoraggio 2005


Il Servizio fitosanitario cantonale, in collaborazione con lAgroscope RAC Changins Centro di Cadenazzo, per assicurare la sorveglianza sull' intera area vitata del territorio cantonale pratica una serie di controlli specifici in determinati vigneti, definiti "siti di osservazione", tenendo conto delle conoscenze preliminari gi disponibili sulla presenza dell' organismo nocivo nei territori oggetto di monitoraggio. Lo scopo di tale attivit quello di arrivare a contenere la malattia avendo una localizzazione preliminare delle aree in cui gi presente la malattia e di quelle a maggiore rischio di introduzione. Per identificare le zone esposte a maggior rischio epidemico, e quindi scelte per il monitoraggio, sono state individuate prioritariamente le aree: limitrofe a zone in cui la presenza di FD gi nota; in cui confluiscono materiali vivaistici che provengono da zone in cui FD presente.
7

E' consigliabile effettuare i rilievi a partire dal mese di luglio fino al periodo della prevendemmia, quando cio i sintomi si rendono pi evidenti, anche se non si esclude la possibilit di poter avere piante sintomatiche in epoca pi precoce, rispettivamente pi tardiva. I vigneti oggetto di monitoraggio devono essere caratterizzati con la raccolta degli elementi seguenti: - data dosservazione - localit - vitigno - censimento S. titanus (tramite la tecnica dello scuotimento o trappole cromotropiche) - in caso di presenza sintomi: numero campioni Il monitoraggio condotto nel 2005 ha confermato la presenza di FD nel distretto di Mendrisio, e pi precisamente nei comuni di Chiasso (Pedrinate), Arzo e Novazzano (Fig. 7). Inoltre sono stati trovati nuovi casi della malattia a Genestrerio, Morbio Inferiore, Stabio e anche in un comune al di fuori del sopraccitato distretto, ossia quello della Collina dOro (Gentilino), nel distretto di Lugano.
Fig. 7: Ritrovamenti FD nel Canton Ticino

Collina dOro (Gentilino)

Leggenda: Ritrovamenti 2004, riconfermati nel 2005 Ritrovamenti 2005 Focolaio storico Arzo MorbioInferiore

Stabio

Chiasso (Pedrinate) Genestrerio

Novazzano

I risultati ottenuti con il monitoraggio hanno anche permesso dindividuare la presenza diffusa e consistente di Legno nero (Bois noir, BN. Fig. 8), unaltra fitoplasmosi appartenente sempre al gruppo dei giallumi della vite del tutto simile, come sintomi, alla FD, che per trasmessa dallinsetto Hyalestes obsoletus, fitofago legato pi alle malerbe come lortica (Urtica dioica) che alla vigna. Il BN rappresenta al momento una vera e propria emergenza per la viticoltura regionale, essendo praticamente presente in tutte le aree viticole del cantone. Questo fitoplasma ha avuto negli ultimi anni una notevole espansione, assumendo caratteristiche epidemiche.
Fig. 8: Distribuzione FD e BN 2005 nei vigneti
40

FD

BN

Sani

30

% campionatura

20

10

0 Mendrisiotto Luganese Bellinzonese Locarnese Valli

2.2 Evoluzione della malattia nel Cantone Ticino


La valutazione della densit della popolazione di S. titanus pu essere effettuata mediante osservazioni visive dirette, dapprima sui polloni basali per rilevare le larve, e successivamente su tutta la vegetazione per individuare gli adulti. possibile utilizzare anche trappole cromotropiche per valutare la presenza del fitofago, ma queste presentano alcune difficolt dapplicazione. Infatti, per individuare la presenza degli stadi giovanili, a causa della loro scarsa mobilit, le trappole dovrebbero essere posizionate in prossimit dei polloni basali e quindi potenzialmente molto imbrattabili da tante fonti (polvere, altri insetti, ecc.). Per reperire i primi stadi della cicalina quindi preferibile utilizzare lo strumento scuotitore (raccoglitore di Stainer) che consente l' esame di un considerevole numero di vigneti campione, considerando attendibile lo scuotimento di 30-40 piante per ciascun vigneto monitorato. Il periodo durante il quale stata impiegata la tecnica dello scuotimento stato da met maggio a met agosto ed i siti dosservazione scelti sono stati i seguenti: 1. Mendrisiotto: Arzo (Federale) Castel San Pietro (Gorla) Besazio Coldrerio (zona Campagnola) Novazzano (Boscherina) Meride
9

Mezzana (Vivaio, Rimessa) Morbio Inferiore Pedrinate-cimitero Pedrinate-focolaio Stabio-Montalbano (baracca, Piana Grande) Vacallo (vigneto bio) 2. Luganese (zona testimone) Castelrotto Sessa 3. Sopraceneri Gudo (parcella di pre-moltiplicazione) Inoltre sono stati monitorati altri vigneti, in maniera sporadica e casuale, in particolare nel Mendrisiotto, dove i trattamenti contro la cicalina sono obligatori.
Fig. 9: Scuotimento 2005 confronto tra Mendrisiotto (trattamento obligatorio) e Luganese

Mendrisiotto
25

Luganese
25

Periodo trattamento

20

20

15

10

L3

15

10

Ad

0 25

0
25

20

20

15

10

L2

15

10

L5

0
25

25

20

20

15

10

L1
11.05 19.05 25.05 30.05 06.06 15.06 20.06 28.06 05.07 11.07 19.07 25.07 03.08 10.08

15 10

L4
11.05 19.05 25.05 30.05 06.06 15.06 20.06 28.06 05.07 11.07 19.07 25.07 03.08 10.08

10

Come si pu vedere sia dalla Fig. 9 che dalla 10, i trattamenti effettuati nel Mendrisiotto (primo trattamento: dal 6 al 13 giugno; secondo trattamento: due settimane dopo la prima applicazione) hanno avuto una buona efficacia.
Fig. 10: Controllo presenza S. titanus con la tecnica dello scuotimento

30 L1 25 L2 L3 L4 L5 Adulti

Regione: Luganese (senza trattamento)

20

15

10

0 30 Regione: Mendrisiotto 25 20 15 10 5 0 1e 2trattamento Mendrisiotto

20 .0 7

13 .0 7

22 .0 6

29 .0 6

25 .0 5

Le trappole cromotropiche danno risultati migliori nella cattura degli adulti tra la vegetazione (Fig. 11), ma solo in riferimento alla loro presenza, poich non riescono a fornire indicazioni sulla loro densit, in quanto non hanno un potere attrattivo molto elevato. importante cercare di posizionare, nel limite del possibile, le trappole nella fascia di maggiore vegetazione perch gli adulti di S. titanus si localizzano di preferenza sulle foglie dei tralci. La messa a dimora delle trappole, in ragione di 14 trappole per vigneto, avvenuta il 7 luglio 2005, in 6 vigneti del Mendrisiotto (Arzo-Federale, Novazzano-Boscherina, Pedrinate-cimitero, Pedrinate-focolaio, Riva San Vitale e Stabio-Montalbano) e 1, in qualit di testimone, del Luganese (Sessa-cimitero, vigneto Bio). Inoltre si sono provvisti di trappole (3 trappole/vivaio) anche i 4 vivai (Ascona, Breganzona, Mezzana e Novazzano). Le trappole sono state cambiate 1 volta alla settimana.

18 .0 5

11 .0 5

15 .0 6

01 .0 6

08 .0 6

11

06 .0 7

10 .0 8

27 .0 7

03 .0 8

Fig. 11: Ritrovamento con le apposite trappole cromotropiche di colore giallo, S. titanus,

60
15.7.2005 25.8.2005 21.7.2005 2.9.2005 28.7.2005 7.9.2005 4.8.2005 14.9.2005 10.8.2005 29.9.2005 17.8.2005 5.10.2005

50

40
Nr. adulti / vigneto

30

20

10

0
Sessa Riva San Vitale Novazzano Arzo Stabio Pedrinatecimitero Pedrinate-focolaio

La Fig. 11 mostra come la cicalina sia stata presente nel Luganese durante tutta la stagione, mentre che nel Mendrisiotto, dopo i trattamenti effettuati a giugno, la sua presenza era del tutto trascurabile. Da alcuni rilevamenti fatti nel Sopraceneri, risulta ormai chiaro che la presenza del vettore S. titanus, fortunatamente non infetto, si estende a tutto il territorio cantonale, comprese le Valli. Come si pu vedere nella Fig. 12, oltre al ritrovamento di S. titanus, nelle trappole si sono rinvenute altre specie, in particolare la cicalina verde (Empoasca vitis).
Fig. 12: Determinazione della fauna rinvenuta nelle trappole cromotropiche posizionate in 7 vigneti
500 449 450

Nr totale insetti determinati

400 360 350 300 250 200 152 150 100 50 10 0 20 26 14

62 10 13 4

52

rii

la

fu sc ov en os us

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Fi eb

Em

H ya l

interessante notare la piccola percentuale di ritrovamenti concernenti linsetto cixide Hyalestes obsoletus, responsabile dellaltra fitoplasmosi, il BN, che, come gi ribadito, presente in maniera massiccia su tutto il territorio cantonale. Una probabile spiegazione che H. obsoletus, a differenza di S. titanus, non infeudato alla vigna, ma vive di preferenza sulle malerbe, come lortica (Urtica dioica) o il convolvolo (Convolvolus arvensis), delle quali molti vigneti abbondano.
12

An ol p

Ph ila

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tti x

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ur tic ae

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sa

vi ri

flo

Inoltre, un numero ragguardevole di vigneti sono stati sottoposti ad ispezioni periodiche nel periodo aprile - novembre per l' individuazione di sintomi di FD e del suo vettore Scaphoideus titanus. Per quanto riguarda la diagnostica, allo stato attuale, la distinzione tra i FD e BN pu essere fatta solo attraverso analisi di laboratorio basate su tecniche di biologia molecolare. Il Servizio fitosanitario cantonale fa capo, in questambito, alla collaborazione del Servizio di virologia dellAgroscope RAC Changins. Il periodo migliore per prelevare i campioni, da sottoporre ad analisi di laboratorio, va dal mese di luglio al mese di settembre, poich in questa fascia di tempo che i sintomi, se presenti, sono facilmente reperibili. Ci nonostante i controlli, specie quelli preventivi, possono gi cominciare prima (aprile) e finire dopo (fine ottobre inizio novembre). Nel singolo vigneto, rappresentativo di una zona omogenea, devono essere raccolti campioni formati da tralci, piccioli e foglie con sintomi (almeno 5-10 foglie/campione), ed escludendo vegetazione disseccata, marcescente o alterata per altre patologie. Ogni campione deve riferirsi ad una vite che dovr rimanere marcata ed identificabile. Il materiale vegetale campionato, opportunamente contrassegnato, va immediatamente posto in frigo e spedito al pi presto (possibilmente entro le 24 ore), al laboratorio di Changins perch possano effettuare le analisi. La malattia stata cos riconfermata nel Mendrisiotto, mentre che nel Luganese rappresenta una novit. importante sottolineare che la FD non stata trovata in nessun comune del Sopraceneri, n tanto meno nelle aree viticole delle Valli, dove invece stato rinvenuto il BN, considerato meno pericoloso perch meno epidemico. Preoccupa invece il nuovo accertamento di FD a Gentilino, nel comune della Collina dOro (Fig. 7) perch si tratta del primo vigneto colpito ubicato a nord del ponte-diga, fuori dal distretto di Mendrisio: ci sta a testimoniare un lento ma progressivo ampliamento delle aree interessate dalla grave ampelopatia. Occorre per ribadire che la malattia prevede un tempo di latenza di minimo un anno, e quindi i sintomi ritrovati questanno provengono da infezioni fatte negli anni precedenti. La Fig. 13 mostra la percentuale di campioni inviati per le analisi, per i quali la FD stata accertata. Viene inoltre messa in evidenza la diversa sensibilit alla malattia in funzione della variet.

13

Fig. 13: Percentuale di presenza delle due principali fitoplasmosi nei vigneti ticinesi nel 2005

Flavescenza dorata FD- BN-

Legno nero

Chardonnay 9% Doral 2%
Cabernet 15%

Sauvignon 6%

FD
Merlot 21% Pinot nero 6%

Gam aret 41%

Sauvignon 1% Chardonnay 22% Chasselas 1% Gamaret 29%

Doral 7%

BN
Pinot nero 1% Bondola 5% Cabernet 2% Merlot 29%

Malbec 1% Syrah 1% Ancellotta 1% Diolinoir 1%

14

2.3

Monitoraggio 2004: due anni a confronto

Il controllo della FD iniziato gi nel 2000, malgrado la malattia non fosse ancora stata segnalata sul territorio cantonale, ha permesso al Servizio fitosanitario cantonale di non venir colto impreparato quando, nel 2004 la FD ha fatto la sua reale apparizione. La Fig. 14 mostra levolversi delle fitoplasmosi, FD e BN, dal 2000, anno dove il monitoraggio ha avuto appunto il suo esordio. Viene inoltre messo in rilievo la presa di posizione del Servizio fitosanitario cantonale dal momento che la FD comparsa, nel 2004: la direttiva era, e rimane tuttoggi, quello di estirpare le viti colpite.
Fig. 14: Risultati analisi campionatura 2000-2005
700 600 500 400 300
230 279 208 150 159 71 24 17 30 15 33 1 1 7 0 23 16 23 15 673

2005

2004

2003

2002

2001

2000

200 100 0 nr tot campioni Sani

47 49 0 0 0 0 0 0 0 0

BN

FD

Estirpati

La Fig.15 invece, riassume la quantit e la qualit della campionatura effettuata tra gli anni 2001-2003, la quale risulta relativamente poco marcata in quanto non si avvertiva ancora la pressione della malattia.
Fig. 15: Risultati analisi campionatura 2000-2005
1
1 0

Altre

2003

2002

2001

2000

Cabernet

0 0 0

0 Pinot nero
0 0

Doral Chardonnay

0
10 2

8 3

15
18

0 Merlot 0 Gamaret
0 0 2 3

16 nr tot campioni 0 5 10 15
16

23 23

20

25

15

Gli interventi di difesa contro lo scafoideo decise questanno e le estirpazioni cominciate ufficialmente gi nel 2004 (Fig. 16) hanno sicuramente consentito di contenere la diffusione della FD, che rimane circoscritta nella zona sud occidentale del cantone: 8 focolai accertati nel 2005 in 7 comuni (erano 3 nel 2004, mentre non ne sono stati segnalati negli anni precedenti). Il numero totale destirpazioni effettuato tra il 2004 e il 2005 ammonta a 1089 viti (208 nel 2004 e 881 nel 2005). A queste vanno inoltre aggiunti i 2637 ceppi che costituivano il vigneto di Gamaret di Pedrinate, ovvero il focolaio storico che, il 20 giugno 2005, stato definitivamente estirpato in seguito allincessante ritrovamento di viti sintomatiche. Il totale di ceppi eradicati fino ad oggi sale quindi a circa 3700 unit.
Fig. 16: numero di estirpazioni e relativi dettagli effettuate tra il 2004 e 2005
2005 2004

Altre Cabernet Pinot nero Doral Chardonnay Merlot Gamaret nr tot estirpazioni 0
6

16 11

58

6 10

12 6

58 419

49 76

61 93

208 673

100

200

300

400

500

600

700

800

Nella Fig. 17 i ritrovamenti dei 2 anni vengono messi a confronto. Si pu vedere che la percentuale di campioni risultati sani dopo le analisi, a parit dinvii (intorno ai 250 invii/anno), nel 2005 diminuita, frutto probabile di una maggiore esperienza acquisita sul terreno nel riconoscere i sintomi.

16

Fig. 17: esiti della campionatura di due anni a confronto: 2004 e 2005

2004
FD+ BN+ 2% FD- BN25%

FD+ BN16%

FD- BN+ 57%

2005
FD+ BN+ 9% FD+ BN11% FD- BN14%

FD- BN+ 66%

17

Per quanto riguarda la scelta delle variet per la campionatura, le due annate si equivalgono, come si pu vedere dalla Fig. 18:
Fig. 18: campionatura 2004 e 2005 : scelta varietale a confronto

Altre

2004

2005

Cabernet sauvignon Pinot nero Doral Chardonnay Merlot

Gamaret
0 5 10 15 20 25 30 35

% campionatura

Nel 2005, inoltre, larea di monitoraggio aumentata (Fig. 19), dando maggiore importanza al Luganese, dove la FD ha presenza "puntiforme", come pure al Sopraceneri, zone completamente indenne e quindi, a maggior ragione, da salvaguardare.
Fig. 19: Regioni monitorate nel 2004 e nel 2005
2004 2005

Valli

Locarnese

Bellinzonese

Luganese

Mendrisiotto

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

% campionatura

Nei dettagli, la Fig. 20 riporta le localit visitate.

18

Fig. 20: Localit monitorate nel 2004 e nel 2005


2004 2005

Rovio Rancate Prosito Muzzano Manno Malvaglia Losone Ligornetto Lamone Giornico Gerra Piano Bellinzona Balerna Gentilino Contone Cadenazzo Biasca San Vittore Cademario Ludiano Arogno Agarone Monte Carasso Meride Barbengo Melano Castel San Pietro Genestrerio Corteglia Coldrerio Croglio Riva San Vitale Sessa Pugerna Arbedo

Solo 2004

Sementina Semione Vacallo Besazio Magliaso Morbio Inferiore Stabio Gudo Arzo Novazzano Pedrinate 0 5 10 15 20 25 % campionatura 30 35

2004 - 2005
40 45

Vernate

Solo 2005

50

19

3. Prospettive 2006
La decisione della Sezione dellAgricoltura del 6 dicembre 2004 e riconfermata il 5 dicembre 2005 (Allegati 1 & 2) distituire la lotta obbligatoria alla FD, coadiuvata dalla rete di monitoraggio in vigore dal 2000, rappresentano sicuramente un consolidamento nel contenimento della malattia. Per definire le pi opportune strategie di difesa necessario individuare le aree infette ("zone focolaio") che devono essere sottoposte allobbligatoriet delle misure fitosanitarie stabilite dalla sopraccitata decisione della Sezione dellagricoltura. Per la stagione 2006 si potrebbe suddividere il territorio in: - zone a rischio - zone focolaio - zone indenni. Si potrebbe definire la zona a rischio come un' area a bassa pressione della malattia nella quale tecnicamente possibile la sua eradicazione, a differenza della zona focolaio in cui il livello di diffusione di FD tale da renderne, ardua ma non impossibile, l' eradicazione. Le zone indenni sarebbero quelle in cui non vi presenza di FD. Il Servizio fitosanitario cantonale potrebbe stabilire le zone focolaio sulla base degli elementi raccolti durante la stagione precedente. In queste zone si potrebbero imporre ulteriori misure fitosanitarie, che contemplano, ad esempio: la lotta al vettore; l' eliminazione di superfici vitate abbandonate; l' eliminazione delle piante di vite inselvatichite; la regolamentazione dell' attivit vivaistica in modo pi restrittivo di quello ordinario, da adottarsi eventualmente a carattere temporaneo. Elementi utili per definire la zona focolaio estensione dell' area infetta ed incidenza della malattia in rapporto alla superficie viticola interessata nel suo complesso; diffusione del vettore e livello della popolazione; distribuzione della malattia nell' area interessata; contiguit con aree ancora indenni delle quali ci si propone la tutela; contiguit con zone di produzione vivaistica; Di primaria importanza, per limitare il rischio di diffusione delle infezioni e ridurre il potenziale di inoculo di FD, l' estirpazione tempestiva delle piante colpite dal fitoplasma.

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4. Conclusioni
Pur essendo da alcuni anni sotto osservazione e oggetto di una lotta obbligatoria sul territorio del distretto di Mendrisio, la malattia non si fermata e si sta lentamente spostando dalla regione meridionale a quella settentrionale del Sottoceneri. indispensabile perci non abbassare la guardia e applicare scrupolosamente le misure di controllo dellinsetto vettore prescritte dal Servizio fitosanitario cantonale. Il monitoraggio condotto nel Sopraceneri ha dato sempre esito negativo per cui, allo stato attuale, non stata accertata la presenza di FD, malgrado la presenza del suo vettore specifico S. titanus. Tuttavia, alla luce del recente rinvenimento nel Luganese di un nuovo focolaio, come gi riferito in precedenza, si ritiene quanto mai importante intensificare cospicuamente, nelle prossime campagne, i controlli di campo indirizzati a verificare eventuali sintomatologie sospette riconducibili ad infezioni da FD, al fine di cercare di contenere al meglio la malattia. Non da ultimo, va segnalata la presenza di BN praticamente in tutto il cantone, dove, in alcuni vigneti, pone dei seri problemi.

5. Riassunto
Il 2005 stato caratterizzato da una presenza del vettore della FD, S. titanus, in tutta larea viticola del cantone. Nel Distretto di Mendrisio, dove da questanno i trattamenti contro la cicalina sono resi obbligatori, dopo le due applicazioni consigliate dal Servizio fitosanitario cantonale, i ritrovamenti del vettore si sono ridotti al minimo. Questo senzaltro un segno positivo, che potrebbe limitare lo sviluppo della malattia, la quale, ancora questanno, ha visto un avanzamento, comprendendo nelle zone a rischio anche un comune del Luganese (Collina dOro, Gentilino). La diffusione della FD verso nord rende particolarmente gravida di pericoli la situazione della nostra viticoltura e fanno si che lattenzione su questo complesso problema non debba assolutamente venire meno. Nel complesso si sono inviati al laboratorio di virologia Agroscope RAC Changins 230 campioni, di cui per 47 stata accertata la FD, mentre 150 sono risultati positivi al BN. Quindi, mentre si raccolgono, anno dopo anno, i dati del monitoraggio relativi allo stato sanitario della vite per il problema della FD, ci si rende conto dellelevata diffusione di sintomi gravi che possono compromettere notevolmente la produzione viticola.

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6. Allegato 1
Decisione della Sezione dellagricoltura, 6 dicembre 2004
"Misure per la lotta obbligatoria contro la Flavescenza dorata della vite"

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7. Allegato 2
Decisione della Sezione dellagricoltura, 5 dicembre 2005
"Misure per la lotta obbligatoria contro la Flavescenza dorata della vite"

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8. Ringraziamenti
Ringrazio tutta la Sezione dellAgricoltura per il loro grande ed impareggiabile sostegno. In particolare, lIng. De Giorgi per il suo costante supporto ed incoraggiamento. Questi miei sentiti ringraziamenti vanno sicuramente indirizzati soprattutto ai Signori lng. Colombi e Brunetti per la loro attiva ed indispensabile collaborazione, sia teorica che sul terreno, senza la quale questo lavoro, di cui ne sono a capo, non sarebbe stato possibile. Non da ultimo ringrazio di cuore il personale dellAgroscope RAC Changins (servizio di virologia diretto dal Dr P. Gugerli) e di Cadenazzo, in particolare lIng. M. Jermini e la signora N. Rosselli, cos come pure tutti gli addetti ai lavori che, nolenti o volenti, sono stati coinvolti in questavventura!

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9. Bibliografia
Belli G et al., (2002) La Flavescenza dorata della vite in Lombardia, Universit degli Studi di Milano, Facolt di Agraria, Istituto di Patologia Vegetale, Milano Chinery M, (1998) Insectes de France et dEurope occidentale, Arthaud, Paris Dierl W & Ring W, (1992) Guide des insectes: description, habitat, moeurs,Delachaux & Niestl, Lausanne (Switzerland) Paris Nicoli Aldini Rinaldo, (2001) Insectes de France et dEurope occidentale, Universit Cattolica del Sacro Cuore, Facolt di Agraria-Piacenza, Istituto dEntomologia e Patologia Vegetale, Milano

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