Il viaggio dei rifiuti a Cinisello Balsamo

… E DOPO IL CESTINO?
IL VIAGGIO DEI RIFIUTI A CINISELLO BALSAMO
Una questione con grandi conseguenze sociali, ecologiche ed economiche. Tre interviste a chi si occupa e si è occupato di rifiuti a Cinisello Balsamo. Per scoprire le strutture meno visibili del processo di smaltimento e riciclo. Dal percorso che ha portato al livello attuale di raccolta differenziata al funzionamento, oggi, del ciclo dei rifiuti, a livello tecnico e amministrativo.

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Comune di Cinisello Balsamo Settore Ambiente ed Ecologia

L’assessore all’ambiente: “Lavoriamo con un obiettivo ambizioso: rifiuti zero”

Riduzione, Riduzione, riuso, riuso, riciclo. riciclo. Per una maggiore sostenibilità
osa Riboldi, nata nel 1944 a Cinisello Balsamo, entra nel Consiglio comunale della sua città nel 1995 e viene riconfermata nel 1999. Dal 2004 ricopre il ruolo di assessore con delega all’ambiente-ecologia, rapporti internazionali e pace, decentramento e bilancio partecipativo.
Quando e come si è attuato il passaggio da Tassa rifiuti (Tarsu) a Tariffa d’igiene ambientale (Tia)? Dal 2003 la legge prevedeva il passaggio da tassa a tariffa. Quest’ultima è legata alla superficie dell’abitazione e ai componenti del nucleo familiare, mentre la tassa si basa soltanto sulla superficie dell’abitazione. La tariffa è più modulabile, e applica il principio che chi produce più rifiuti paga di più. Nel 2006 nacque Nord Milano Ambiente, azienda partecipata al 75% dal Comune di Cinisello Balsamo e al 25% da quello di Abbiategrasso (che offrì l’esperienza necessaria per avviare il servizio). Allora ci fu il passaggio alla tariffa, anche perché una tassa non poteva essere riscossa da una società. Il passaggio alla Tia di per sé non ha causato per i cittadini aumenti di pagamento, che sono legati invece all’aumento dei costi del servizio, soprattutto per la necessità di nuove assunzioni. Quest’anno invece ci sono stati aumenti a causa dell’adeguamento contrattuale, degli aumenti del carburante e di minori entrate derivanti dalla vendita dei materiali raccolti alle ditte di smaltimento. Le entrate del bilancio di Nma sono legate in buona parte alla Tia e ad interventi richiesti da privati. La società tuttavia non può avere utili: per legge i cittadini devono pagare l’intero ciclo di smaltimento, quindi l’eventuale avanzo di bilancio si trasforma in un abbassamento della tariffa. Ogni anno Nma propone un piano finanziario che viene approvato dall’Amministrazione Comunale. Avete mai pensato di aggiungere nuove sottocategorie nella raccolta differenziata (es. diversi tipi di vetro o di plastiche)? No, perché per le famiglie sarebbe un problema aggiungere ulteriori contenitori, inoltre, in una realtà di media dimensione come Cinisello Balsamo, non sarebbe abbastanza conveniente svolgere “porta-porta” la raccolta di queste micro-frazioni. Ulteriori possibilità di differenziazione saranno invece attivate con l’apertura della nuova piattaforma ecologica di via Petrella presso la quale saranno allestiti punti di raccolta molto puntuali, ad esempio per la raccolta anche degli oli di frittura domestici, che hanno un potenziale inquinante molto elevato se gettati nella fognatura. Esistono indici relativi al risparmio energetico ottenuto grazie al riutilizzo dei materiali a Cinisello Balsamo? No, non esistono dati specifici relativi al ciclo dei rifiuti della nostra città, che sarebbe difficile da monitorare nel dettaglio dall’inizio alla fine. Si può fare riferimento comunque all’impronta ecologica cittadina (calcolata per la Relazione sullo stato dell’ambiente del 2005), la quale indica che per sostenere il proprio stile di vita, i cinisellesi consumano una superficie 27 volte più grande della superficie comunale1.

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L’impronta ecologica “rappresenta la quota di superficie terrestre necessaria a sostenere i consumi di un individuo o di una comunità” (Relazione sullo stato dell’ambiente di Cinisello Balsamo. Anno 2005, p. 7).

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Il viaggio dei rifiuti a Cinisello Balsamo

In linea generale, si può dire che privilegiare la differenziata non solo favorisce il risparmio energetico, ma riduce le quantità di rifiuti che vengono portati a incenerimento, il quale deve essere considerato l’ultima scelta dopo aver effettuato tutti gli interventi A che punto è invece la nostra città con le politiche e le normative in materia di risparmio energetico? Stiamo promuovendo l’installazione di pannelli solari sugli edifici pubblici. Stiamo scrivendo il nuovo Il percorso delle varie tipologie di rifiuti. Piano Energetico Comunale, in quanto l’ultimo risale a dieci anni fa. Stiamo promuovendo e abbiamo promosso diverse campagne informative per il risparmio energetico, anche attraverso il lavoro di Agenda 21. Inoltre, abbiamo individuato i tetti di alcune scuole cittadine su cui installare i pannelli solari, e stiamo cercando modalità di finanziamento che siano a costo zero per il Comune, grazie alle possibilità offerte dal conto energia. Secondo lei è vero che senza nuovi inceneritori si rischia di finire come a Napoli? No, è follia pura. Qui da noi non servono nuovi inceneritori, al massimo c’è bisogno di sostituire qualche vecchio impianto. L’obiettivo deve essere quello di aumentare la differenziata. Il problema di Napoli è che non è mai stata fatta la raccolta differenziata. Quali sono attualmente i punti di forza e i punti deboli della raccolta rifiuti a Cinisello Balsamo? Come si può intervenire per mantenere punti di forza e migliorare quelli deboli? Il punto di forza è certamente la grossa disponibilità di gran parte dei cittadini a fare la differenziata. Vuol dire che molte persone hanno ormai assunto coscienza dell’importanza di questi comportamenti, il che sopperisce alle “mancanze” di alcune zone della città complesse e problematiche. Questo è, specularmente, il nostro punto debole, perché la cultura e l’informazione delle persone sono aspetti decisivi. Dovremo quindi puntare sul proseguimento dei percorsi di educazione e sensibilizzazione per migliorare la situazione dove necessario e stabilizzarla dove è già positiva. E quali iniziative e politiche adottate per influire anche a livello di cultura e mentalità, per cambiare i comportamenti quotidiani delle persone? Questo è uno dei compiti specifici di Agenda 21, le cui attività hanno il nostro sostegno. Vi sono poi dei percorsi per bambini organizzati dal centro Elica (l’ufficio che organizza attività formative per gli alunni delle scuole del territorio.). Ritengo importante anche il nuovo Piano energetico comunale, che indicherà le iniziative da adottare per migliorare lo stato ambientale. Ci sono poi le nuove piantumazioni, che non danno risultati immediati ma a lungo termine possono incidere sull’aspetto visivo e ambientale della città. Stiamo poi preparando un Regolamento che contenga norme per il risparmio energetico da applicare sia alle nuove costruzioni sia alle ristrutturazioni. Un consiglio per la diminuzione dei rifiuti? Io non sopporto l’idea stessa di rifiuto. Le cose si possono riutilizzare in mille modi. Un lenzuolo, per esempio, quando si consuma può diventare un copricuscino, poi uno straccio per la polvere e poi uno straccio per l’olio della macchina. Questa è la cultura da cui provengo e che cerco di proporre. 3

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Volontà politica ed emergenza rifiuti: ecco come iniziò la differenziata, 13 anni fa

“Un successo dovuto al coinvolgimento dei cittadini”
oberto Mauri, nato 54 anni fa a Cormano, è stato consigliere comunale e poi assessore nella città natale. A Cinisello Balsamo è stato assessore all’ambiente dal 1995 al 2004, nel periodo di introduzione della raccolta differenziata. Attualmente ha la responsabilità dei progetti relativi a bilancio, tributi, informatica, agenda 21 locale e città sostenibile delle bambine e dei bambini.
Quando e come è iniziata la raccolta differenziata a Cinisello Balsamo? Iniziò nel gennaio ’96, ma fu una direzione intrapresa sulla base di indicazioni e scelte di fondo precedenti, contenute ad esempio anche nel programma del sindaco per le elezioni del 1995. Nello stesso periodo ci fu un contenzioso sull’affidamento del servizio e contemporaneamente si verificò l’emergenza rifiuti a causa della chiusura della discarica di Cerro Maggiore. Bisogna sottolineare che fu una vera e propria emergenza: i rifiuti rimasero abbandonati in strada e portati in via eccezionale dietro il cimitero nuovo. Questo episodio rese urgente e accelerò l’adozione della raccolta differenziata. Prima fu introdotto il sacco viola e la differenziata delle frazioni principali (vetro, carta, plastica): la differenziata passò dal 9-10% al 20-25%. Dal ’97-’98 partì la raccolta dell’umido, prima in via sperimentale e poi in tutta la città, anche grazie alla disponibilità della ditta operatrice a modificare il servizio senza aumentare i costi. La percentuale di raccolta differenziata arrivò a raggiungere quasi la metà dei rifiuti raccolti, superando il 50% nel 2000. Con l’introduzione della differenziata si sono avute sensibili diminuzioni nei costi di servizio, in primo luogo con risparmi consistenti per il conferimento in discarica e poi con i ricavi, pur limitati, derivanti dalla vendita dei materiali raccolti. Quale fu la reazione dei cittadini di fronte al nuovo metodo di raccolta, che comporta una maggiore “scomodità” per l’utente privato? La reazione fu in generale buona, per vari motivi. In primo luogo, la situazione era di una gravità eclatante, ed era quindi evidente che erano necessari provvedimenti per affrontarla. Inoltre, la differenziata è stata introdotta in modo graduale e potenziata un passo alla volta, non richiedendo quindi cambiamenti troppo bruschi nelle abitudini delle persone. Nelle realtà dove essa non ha avuto successo, questo è spesso imputabile alla mancanza di coinvolgimento dei cittadini. Infine, ci fu appunto un forte impegno nella comunicazione, nel coinvolgimento della cittadinanza, un’attività costante di informazione. Questo è testimoniato anche dai premi e riconoscimenti conquistati dal Comune di Cinisello Balsamo relativi alla differenziata (“Comuni Ricicloni” di Legambiente dal 1999 ad oggi e “Città Sostenibili” 1999 del Ministero dell’Ambiente). Furono impiegati per l’informazione diretta in città anche sette “lavoratori socialmente utili”, con impieghi a termine su progetti particolari. E la stessa iniziativa fu ripresa quando partì la raccolta dell’umido: circa venti ragazzi tramite una cooperativa favorirono la comunicazione. Abbiamo svolto anche diversi sondaggi per verificare la risposta dei cittadini. La raccolta differenziata è diventata ormai una consuetudine per i cinisellesi. Con il sistema della raccolta differenziata si voleva togliere dalla strada le campane e gli accumuli permanenti. Io penso che in una realtà di medie dimensioni come la nostra si possa arrivare anche al 60%; noi siamo al 50%, che comunque considerando la struttura edilizia di Cinisello Balsamo penso sia un buon risultato.

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Il viaggio dei rifiuti a Cinisello Balsamo

Andamento storico della raccolta differenziata a Cinisello Balsamo

L’andamento della raccolta differenziata dal 1995 ad oggi. Il netto aumento del ’98 è legato all’introduzione della raccolta dell’umido. Fonte: Nord Milano Ambiente spa.

Qual è il ruolo della cooperativa sociale Vestisolidale e qual è il suo rapporto con il Comune? La normativa sulle cooperative sociali consente di affidar loro direttamente alcuni servizi comunali, come appunto la raccolta di alcune tipologie particolari di rifiuti o la pulizia dei giardini pubblici. L’indirizzo dato dall’amministrazione comunale rispetto alla normativa è quello di valorizzare queste realtà, che offrono ad alcune persone svantaggiate (ex detenuti, disabili…) l’opportunità di un inserimento lavorativo e quindi di un percorso verso l’indipendenza. Il vantaggio di realtà come Vestisolidale è di una maggiore flessibilità nell’organizzazione che permette di effettuare “micro-raccolte” che sarebbero difficoltose per Nord Milano Ambiente. Perché è stata scelta la raccolta porta a porta? La raccolta porta a porta è senz’altro più efficace: consente una maggiore intercettazione di rifiuti, e un maggiore controllo sui sacchi e sulle singole utenze. Nei primi anni di differenziata furono svolti molti controlli sul rispetto del capitolato da parte dell’azienda, e su come veniva fatta la raccolta dai cittadini, procedendo a correzioni dove necessario ed eventualmente anche a sanzioni. Anche questo aiutò il coinvolgimento, perché se il cittadino sente che c’è attenzione, è più propenso a fare la propria parte per la differenziazione. Come furono scelti gli impianti di trattamento delle varie frazioni raccolte? Si tenne conto anche di criteri a favore dell’ambiente, ad esempio i costi di trasporto? Per quanto riguarda il rifiuto indifferenziato, avviato a termovalorizzazione nei forni inceneritori, la sua destinazione viene indicata dalla Provincia. Per la frazione umida si è seguita una logica di bacino tramite un accordo con la Provincia e viene inviata all’impianto di Cologno Monzese, che è il più vicino. Quanto alle altre frazioni, si sono fatte delle gare e si è scelta l’offerta più conveniente. La preferenza è caduta comunque sulle strutture meglio organizzate e più innovative.

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Non solo bidoni domestici: Nord Milano Ambiente gestisce il ciclo di tutti gli “scarti”

Pile, oli, elettrodomestici: elettrodomestici: che fine fanno i nostri rifiuti?
al primo gennaio 2007 gestisce la raccolta differenziata, lo spazzamento delle strade e il conferimento dei rifiuti nei centri di smaltimento e riciclaggio. È Nord Milano Ambiente spa, società partecipata dal Comune di Cinisello Balsamo al 75%. Per capire meglio come funziona ne parliamo con Giuseppe Totaro, responsabile organizzativo dell’azienda.
Da dieci anni la raccolta differenziata a Cinisello Balsamo non è mai scesa sotto il 44%, con punte del 52%: un buon risultato per una città di medie dimensioni. Nonostante questo, ci sono anche realtà problematiche per la raccolta rifiuti? Le zone più difficoltose per la raccolta differenziata sono i quartieri densamente popolati, quartieri dormitorio, sovrappopolati con una forte presenza di stranieri. Il problema è la mancanza di informazione, cultura, mentalità per il riciclo. Se in tutta la città passiamo regolarmente una volta alla settimana, in queste zone siamo costretti ad effettuare la raccolta sei giorni su sette, per garantire igiene e decoro, anche perché la produzione totale di rifiuti è più elevata. Anche nei mercati rionali riscontriamo notevoli difficoltà, infatti i rifiuti vengono differenziati solo in minima parte, nonostante la posa di appositi contenitori. Avete mai pensato di aggiungere nuove categorie/sottocategorie nella differenziata (es. diversi tipi di vetro, altri poliaccoppiati oltre al Tetrapak)? Stiamo valutando nuove tipologie di raccolta, ma ogni nuova frazione deve essere verificata sia dal punto di vista economico, sia ambientale. Nei prossimi mesi avvieremo alcune sperimentazioni, ma è nostra intenzione sviluppare la differenziazione potenziando prevalentemente le raccolte in piattaforma. Infatti, con l’apertura della nuova struttura di via Petrella, l’avvio di nuovi circuiti di raccolta è meno difficoltoso ed ha un costo accettabile, anche se viene richiesto un maggior impegno ai cittadini. Nella piattaforma ecologica di via Modigliani fate una selezione o preselezione dei materiali da riciclare? No, perché abbiamo un’autorizzazione come piattaforma di primo livello. La piattaforma di via Petrella potrà essere adattata in piattaforma di secondo livello, il che permetterebbe di svolgere cernita e selezione all’origine, con conseguenti risparmi dovuti alla minore quantità di rifiuti portati ad incenerimento. Tutti noi, come società, puntiamo fortemente a potenziare al massimo il riciclaggio, se si arriva all’incenerimento vuol dire che qualcosa non va. Quanto tempo rimangono i rifiuti in piattaforma? La permanenza dei rifiuti è legata unicamente alla necessità di garantire contenitori accessibili in qualsiasi momento per nuovi conferimenti. Di solito gli svuotamenti sono giornalieri e a volte rimangono in impianto soltanto alcune ore. Solo alcune microraccolte (pile, farmaci, oli), hanno una giacenza superiore, che comunque non supera mai il mese. Quale percorso seguono le varie tipologie di rifiuti? Ogni tipologia di rifiuto è identificato da un codice Cer (Catalogo Europeo dei Rifiuti ) in base al quale viene portato in appositi centri autorizzati al trattamento di ogni specifica tipologia. Come scegliete i centri a cui portare i rifiuti? Per i Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), lo smaltitore viene indicato obbligatoriamente dal Centro di coordinamento Raee, per il rifiuto indifferenziato viene

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Il viaggio dei rifiuti a Cinisello Balsamo

Lo schema sintetizza la sostenibilità finanziaria della società.

determinato dalla Provincia di Milano, mentre per le altre tipologie Nma sceglie i siti in base a ricerche di mercato che garantiscano in primis la regolarità ambientale ed autorizzativa e successivamente presentino tariffe convenienti. Vengono utilizzate ancora discariche come modalità di smaltimento? Le discariche vengono ancora utilizzate soltanto per alcuni rifiuti speciali, quali ad esempio le macerie, o per rifiuti pericolosi di origine industriale. Il basso utilizzo di questa modalità è una scelta ambientale dell’azienda, anche perché la normativa europea sta sempre più limitando il ricorso all’utilizzo della discarica come destino dei rifiuti urbani. Tra i rifiuti speciali rientrano i Raee: come vi comportate a riguardo? Il trattamento dei Raee, è regolato dal Decreto Legislativo 151/2005. Il nostro è stato uno dei primi Comuni in Italia a far parte del Centro di Coordinamento Raee. In piattaforma sono presenti cinque cassoni, forniti dai vari Consorzi che gestiscono il ciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici, corrispondenti alle cinque categorie: freddo e clima, grandi bianchi, tv e monitor, piccoli elettrodomestici e sorgenti luminose. Per noi il costo dello smaltimento è zero, in quanto nel prezzo del prodotto acquistato dall’utente è già compresa una quota destinata a pagare lo smaltimento (ecocontributo). Da questi trattamenti si recuperano anche materiali preziosi. Da cosa ricava utili Nord Milano Ambiente? Tendenzialmente la società non ha utili, in quanto la maggior parte dei proventi arrivano dalla Tariffa d’igiene ambientale (Tia). Diciamo che a ridurre i costi dei servizi concorrono i proventi derivanti dai servizi effettuati per clienti privati (artigiani, commercianti e industrie), i contributi da parte del Conai (Consorzio nazionale imballaggi) e la vendita di materia prima seconda2 anche se quest’ultima ha un’incidenza molto bassa, e soprattutto è estremamente variabile in base all’andamento del mercato. Ad esempio la vendita del legno raccolto, fino a marzo 2008, apportava un ricavo di circa 7 € a tonnellata, mentre a settembre abbiamo dovuto pagare per il conferimento importi di circa 40 € a tonnellata. Quali sono i rapporti produttivi ed economici con Conai? Quando portiamo i rifiuti ai centri convenzionati, riceviamo un contributo in base alla qualità e alla quantità del materiale, secondo gli accordi nazionali siglati dal Conai con l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani). Ad esempio, riceviamo contributi diversi se portiamo materiale pulito o contaminato e per questo siamo soggetti a periodiche verifiche da parte dei vari Consorzi.

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Le materie prime seconde sono i materiali utilizzati nel ciclo produttivo derivanti dagli scarti di lavorazione oppure dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti. Il loro utilizzo riduce la necessità di estrarre materia prima dalla Terra e comporta risparmi di energia nella fase produttiva.

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Settore Ambiente ed Ecologia Agenda 21 La gestione dei rifiuti è una questione che coinvolge tutti più di quanto ci immaginiamo e che nella nostra società porta con sé problematiche sociali, ecologiche ed economiche di grandi dimensioni. Per questo abbiamo cercato di capire come essa è strutturata nel nostro Comune e di individuarne eccellenze e aspetti da migliorare. L’idea di intervistare chi si occupa giornalmente di rifiuti e chi se ne è occupato in passato, è nata dal tentativo di comprendere le strutture meno visibili del difficile processo di smaltimento e riciclo. In particolare abbiamo cercato di capire come, tredici anni fa, sia stato possibile passare in pochissimo tempo da una quasi totale assenza di differenziazione dei rifiuti, a percentuali che, tutt’oggi, fanno invidia a molti Comuni italiani. È stato interessante scoprire che un forte impulso all’avvio della raccolta differenziata venne da una situazione di vera e propria “emergenza rifiuti”, ma anche da una forte volontà politica e da un impegno del Settore Ambiente. Abbiamo anche voluto raccontare la struttura economica ed organizzativa di Nord Milano Ambiente, la società che oggi gestisce la raccolta dei rifiuti in città, e le scelte amministrative future volte a migliorare l’ambiente. A cura di Marco Brocchetti e Matteo Del Fabbro, volontari del Servizio Civile Nazionale presso il Settore Ambiente ed Ecologia – Agenda 21

Contattaci! Agenda21@comune.cinisello-balsamo.mi.it 02/66023437 Visita il nostro sito! www.comune.cinisello-balsamo.mi.it > Sezioni dedicate > Agenda 21
© Comune di Cinisello Balsamo Stampa a cura di Centro di riproduzione digitale comunale Aprile 2009 (seconda edizione)
Settore Ambiente ed Ecologia: via U. Giordano, 1 – 20092 Cinisello Balsamo MI Fax 02 66023443 Codice Fiscale 01971350150 Partita I.V.A. 00727780967

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