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Verso uno scambio comunicativo
Periodico quadrimestrale dell’Associazione Sammarinese degli Psicologi (RSM) Anno VIII – n. 35 gennaio-aprile 2007. Pubblicità inferiore al 40% – Stampe – Spedizione in abbonamento postale – Tabella B – Taxe percue (tassa riscossa) – Autorizzazione n. 397 del 15/1/’98 della Direzione Gen. PP.TT. della Repubblica di San Marino – ISSN: 1124-4690. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio Postale di Borgo Maggiore – 47893 (RSM) per la restituzione al mittente, che si impegna a pagare la relativa tassa.

www.diregiovani.it
I
n questi ultimi vent’anni si è conclamata una frattura nella relazione tra i giovani e gli adulti, che è esplosa in famiglia e nel mondo della scuola. Se fino a circa dieci anni fa la difficoltà relazionale si avvertiva fondamentalmente nei licei, adesso è presente anche nella scuola media inferiore, con elementi predittivi che si potrebbero cogliere già dalla scuola elementare. Al determinarsi di tale situazione hanno probabilmente contribuito da un lato il senso di inadeguatezza, il disagio e la rabbia dei giovani (giustificata o meno), dall’altra la scarsa capacità degli adulti di comprenderli nella loro problematicità, mostrando invece di esserne indispettiti e irrigiditi; i ragazzi, quindi, si sono sentiti autorizzati e spinti ad essere sempre più autonomi, più intenzionati a dimostrare la loro forza, la loro indifferenza e distacco dalle regole sociali degli adulti. Le cause di questa situazione sono diverse, possiamo racchiuderle nell’incapacità di noi adulti di contenere e gestire in modo attuale le problematiche giovanili: la famiglia è spesso assente; la scuola presenta molte inadeguatezze determinate da troppi carichi, pochi mezzi, ma soprattutto i docenti sono stati esautorati dai giovani. La scuola è stata delegata silenziosamente, ma non ufficialmente, di quegli aspetti educativi di cui prima si faceva carico la famiglia. Il mondo degli adulti trasmette, attraverso i mass-media, modelli di comportamento sociale e di immagine di sé costruiti sull’apparenza, rinforzando in tal modo i sentimenti di onnipotenza che sono propri dei ragazzi di questa età. L’impossibilità di rispondere a tutte le loro domande e alle richieste di aiuto ci ha spinto a cercare uno spazio e un linguaggio che sia ascoltato dai giovani e che ci permetta di ascoltarli. In collaborazione con l’agenzia di stampa quotidiana DIRE è nato diregiovani, un portale di informazione per giovani dai 14 ai 25 anni che si occupa di tutta l’informazione, dalla musica alla politica, dallo sport all’attualità, comprese le tematiche più spinose da affrontare. All’interno di questo portale vi saranno campagne di informazione per diverse tematiche, la prima è stata I LIKE ME! La mia immagine? Mi piace!, che affronta il tema dell’immagine corporea (obesità, gli stili di vita, ecc.) in collaborazione con gli assessorati del Comune di Roma per le Politiche Giovanili e l’assessorato per la Famiglia e Adolescenza. L’obiettivo generale di questo progetto è, così, riuscire a dare ai giovani l’opportunità di manifestare il proprio disagio, trovare comprensione e accoglienza da parte degli adulti attraverso la presenza di esperti. A questo proposito hanno dato la loro disponibilità i membri della S.I.M.A. Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (presidente dott. Giuseppe Raiola), il servizio di psicologia e psicoterapia dell’Istituto di Ortofonologia (responsabile dott.ssa Magda Di Renzo), così i ragazzi avranno la possibilità di scambiarsi idee e contenuti, di dialogare attraverso il portale con gli esperti che, garantendo l’anonimato, saranno disponibili on line per fugare i loro dubbi e perplessità anche con l’aiuto di molti responsabili scolastici. Per dare ai giovani un’informazione anche tramite i loro coetanei, in particolare attraverso la videopartecipazione, su www.diregiovani.it i navigatori potranno creare un loro spazio riservato con la consulenza di esperti, e «postare» gli elaborati audio-videoscritti in modo tale che loro stessi, formati come informatori/giornalisti, siano i protagonisti dell’informazione. Federico Bianchi di Castelbianco

A pagina 96 un’importante comunicazione ai Lettori

AUT. DECRETO G.R.L., ACCREDITATO CON IL S.S.N. – ASSOCIATO FOAI Centro per la diagnosi e terapia dei disturbi della relazione, della comunicazione, del linguaggio, dell’udito, dell’apprendimento e ritardo psicomotorio – Centro di formazione e aggiornamento per operatori socio-sanitari, psicologi e insegnanti

Istituto di Ortofonologia
OPERATIVO DAL

1970

Direzione: via Salaria, 30 – 00198 Roma TEL. 06/85.42.038 06/88.40.384 FAX 06/84.13.258 ist.ortofon@flashnet.it - www.ortofonologia.it
Corso Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia dell’Età Evolutiva a indirizzo Psicodinamico (Dec. MIUR del 23-7-2001) Convenzionato con la Facoltà di Medicina dell’Università «Campus Bio-Medico» di Roma per attività di formazione e ricerca Accreditato presso il MIUR per i Corsi di Aggiornamento per Insegnanti Provider ECM accreditato presso il Ministero della Salute Rif. N. 6379 per Corsi d’aggiornamento per Psicologi e Operatori Socio-Sanitari Accreditato per la Formazione Superiore presso la Regione Lazio

UNI EN ISO 9001:2000 EA:37

ATTIVITÀ CLINICA
Servizio di Diagnosi e Valutazione
Verifica periodica

ATTIVITÀ DI FORMAZIONE
Corso Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva ad indirizzo psicodinamico Corsi di Psicomotricità

– 1a Visita – Osservazione globale • area cognitiva, linguistica, psicomotoria • area affettivo-relazionale • visite specialistiche • psicodiagnosi – Proposta terapeutica

Corsi di formazione per operatori socio-sanitari Corsi di Aggiornamento per Insegnanti Seminari Monotematici

Presa in carico
Riunioni d’équipe e progetto terapeutico

Servizio Psicopedagogico
Verifica periodica

– – – – – – – – – –

Logopedia Psicomotricità Atelier grafo-pittorico Atelier della voce Laboratorio di attività costruttive Laboratorio ritmico-musicale e di educazione uditiva Attività espressivo-linguistica (racconto-fiaba) Attività espressivo-corporea e drammatizzazione Rieducazione foniatrica Servizio scuola-collaborazione con gli insegnanti
Servizio di Psicoterapia per l’Infanzia e l’Adolescenza

ATTIVITÀ DI RICERCA

CONSULENZE PSICOPEDAGOGICHE

PUBBLICAZIONI

– Psicoterapia, individuale e di gruppo, con bambini – Psicoterapia, individuale e di gruppo, con adolescenti – Counseling e psicoterapia della coppia genitoriale

CONGRESSUALE

ATTIVITÀ

SCUOLA

FAMIGLIA

PEDIATRA

SERVIZI TERRITORIALI

IN QUESTO NUMERO
l’immaginale
Un approccio al sogno
Patricia Berry 4

«Io conto e te ti nascondi!»
Renato Corsetti, Gianluca Panella 54

L’«ospicologo» e lo sportello d’ascolto
Luciana Cerreti, Flavia Ferrazzoli, Anna Mammoli, Barbara Zerella 58

L’immaginale al di là della vita
Alfredo Sacchetti 14

Technè astrologica. Studio sulla Carta Natale di J. Hillman
Pia Vacante 18

La Psicologia della Salute in un Ospedale di Malattie Infettive
Alberto Vito, Martina Lupoli, Liliana Tizzano, Giuseppe Nardini, Giuseppe Viparelli

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Magi Informa

13, 21, 23-25, 36-37 45, 52-53, 65-67, 81

La psicologia come professione
Simone Pesci 64

Questioni di psicoterapia dell’età evolutiva
Il bullismo tra senso di inadeguatezza e onnipotenza
EDITORE Associazione Sammarinese degli Psicologi (RSM) DIRETTORE RESPONSABILE Riccardo Venturini RESPONSABILI SCIENTIFICI Federico Bianchi di Castelbianco Magda Di Renzo AMMINISTRAZIONE Via Canova 18, 47891 RSM tel 0549/90.95.18 fax 0549/97.09.19 PER INFORMAZIONI SULLA
PUBBLICITÀ

Counseling per i genitori
Il counseling come spazio per una «triplice alleanza»
27 Maria Cardone 68

Magda Di Renzo

«Per parlare di... adolescienza. Gli adulti di fronte a una nuova sfida»
Daniela Cardamoni, Daniela Quinto Mariella Tocco, Simona Trisi 31 32

Prospettive pediatriche
Le caratteristiche del comportamento alimentare in adolescenza
Pietro Campanaro 71

06/84.24.24.45 Fax 06/85.35.78.40 STAMPA SO.GRA.RO. Società Grafica Romana SpA Via Ignazio Pettinengo, 39 00159 Roma
TIRATURA

Ingresso libero
Professione genitore: dagli Egizi all’angolo piatto
Bruno Tagliacozzi

La disabilità vista da un medico degli adolescenti
Giuseppe Raiola 74 76, 82-83

100.000 copie E-MAIL babele.news.rsm@flashnet.it SITO WEB www.babelenews.net

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ISFAR Magazine

Cinema e letteratura, una lettura psicodinamica
Qualcuno con cui correre
Serena Polinari 38

Approccio psicopedagogico ed esperienze cliniche
Il mondo sconosciuto della Pet Therapy
Francesca Allegrucci, Barbara Silvioli 77

I numeri arretrati possono essere richiesti alla redazione (è previsto un contributo per le spese postali)
CHI VOLESSE SOTTOPORRE ARTICOLI ALLA RIVISTA PER EVENTUALI PUBBLICAZIONI PUÒ INVIARE TESTI ALLA REDAZIONE Edizioni Magi srl Via G. Marchi, 4 - 00161 Roma

Fare psicologia
Psicoanalisi e telepatia
Marco Alessandrini 42

L’importanza delle emozioni nello sviluppo della mente
Chiara Lukacs Arroyo 84

Il materiale inviato non viene comunque restituito e la pubblicazione degli articoli non prevede nessuna forma di retribuzione
Il presente numero è stato chiuso nel mese di aprile 2007

Evento migratorio e reazione psicogena acuta
Filippo Sciacca 47

«Diversamente = diversa... mente»
Maria Rita Esposito 89 96

Autismo e psicosi nell’età evolutiva

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Calendario convegni

University of Dallas Ma ogni processo psichico. è cioè una «presentazione». seguendolo in alto verso l’intelletto. Senza sforzo da parte tua. quanto la maniera in cui l’hai presentato nella nostra seduta (il fatto che me l’hai raccontato con voce così aggressiva. Sei sdraiata: una posizione alquanto inconscia. mi aiuta ad alzarmi dal letto e mi conduce al piano superiore. Qui non ci interessa il «giusto» o lo «sbagliato» riguardo alle risposte precedenti. che virtualmente ogni terapia «funziona»: ogni terapia dà prova di raggiungere gli scopi che si propone. Benché questo aneddoto possa riflettere un certo numero di problemi sull’analisi. Analista orientato sul processo: non è tanto importante il contenuto del sogno. aspettando l’interpretazione). Ma in quella donna più anziana trovi la chiave creativa che diventa poi l’Animus sconosciuto. era una pseudoscienza e coloro che li interpretavano soltanto ciarlatani. Possiamo ora immaginare differenti analisti junghiani e il tipo di interpretazione che ognuno di essi può dare di questo sogno: 1. Naturalmente ogni sogno ha una varietà di possibili interpretazioni e. 6. la principessa nella torre. 1984 U na volta una paziente di Jung arrivò alla seduta stranamente turbata. approcci e ipotesi particolari. in compagnia solo del tuo Animus. è essenzialmente «teoria». questa diventa la donna di mezza età: hai paura di diventare vecchia e infeconda. 5. la madre positiva. Sei quindi portata via dall’Animus. Analista femminile-madre terra: giacevi passiva. Fantastichi varie soluzioni: (a) la madre fallica. tuttavia. ogni analista ha inclinazioni. 4. cioè verso la parte sconosciuta della tua psiche. La tua femminilità interiore ti dà la chiave. prendi quel che ti viene porto. ora recriminava. o (b) l’uomo che ti conduce al piano superiore verso uno sconosciuto culmine di intensità. Vieni quindi condotta nelle regioni superiori. che ti porta verso la stanza di sopra. come è naturale. che si era affrettata a chiedere una terza e poi una quarta opinione. in una stanza sconosciuta». il fatto che hai aspettato fino alla fine dell’ora. nel vaso. Non esprimi mai sentimenti alle altre figure del sogno. Ricevi ora un aiuto dall’interno. perché la chiave è la claustrazione in cui affronti un’inquietudine interiore. finora negata dalle tue difese estroverse e dall’acting-out. in un’area ulteriore di fantasia passiva. Analista Animus-sviluppo: quando sei di fronte alla tua agitazione. ed era poi rimasta così insicura per la differenza di interpretazione. Quando leggiamo queste sette enunciazioni. 7. Analista orientato sul transfert: sei in una posizione sessuale semiconscia. Analista introverso: eccoti infine sola con te stessa.l’immaginale 4 Un approccio al sogno PATRICIA BERRY Analista junghiana. Una donna di mezza età entra e mi porge una chiave. isolata e tagliata fuori dal tuo matrimonio. L’interpretazione dei sogni. Alcune interpretazioni. stimola anche alcune riflessioni teoriche sui sogni. in cui l’agitazione rappresenta le tue proiezioni erotiche non riconosciute. in contatto con i tuoi sentimenti reali (posizione depressiva). Sappiamo dagli studi comparativi. Una di queste soluzioni (in chiave sessuale) si riferisce alla tua proiezione su di me come tuo salvatore. Tutte differivano in modo essenziale. la figura dell’Animus. non sono forse più pertinenti di altre? Esaminiamo il sogno della paziente: «Giacevo su un letto in una stanza. dal momento che ha a che fare con quella che può esser chiamata una sensibilità teoretica. e nessuna di esse è necessariamente errata. con naturalezza. anno II. né hai contatti reali con esse. Sembra che avesse avuto occasione di mostrare a qualcun altro un sogno che lei e il suo analista avevano esaminato in una seduta precedente. ma piuttosto perché ne preferiamo una a un’altra. Analista relazione-sentimento: sei sola in una stanza. Analista Io-attivo: l’intero sogno è caratterizzato dolla passività del tuo Io. Più tardi entra un uomo. Ora puoi ricevere doni dal femminile. dalle amicizie. dai figli. quanto le tesi dell’analista sembrano evidenti in alcune e quanto credibili e accurate in altre! Tuttavia. apparentemente sola. 3. e i fallimenti hanno la stessa incidenza .G. sola e lontana. Ma per quanto pratico possa essere questo approccio. dove ora può avvenire un lavoro creativo. che ti aiuta ad alzarti dal letto e ti conduce a un altro livello. Questo ti porta al passo successivo. e più in particolare su questo tipo di paziente. e la sua ricostruzione – o «ri-presentazione» – è nel migliore dei casi una variante della presentazione stessa. il fatto che me l’hai dato scritto chiaramente a macchina e poi ti sei adagiata passiva. nasconde una difficoltà essenziale. C. JUNG1 l’immaginale. 2. che favorisce il senso di agitazione inconscia. in alto. Sfortunatamente non appena appare l’Animus perdi questa unione. ma con un senso di agitazione attorno a me. fatti su indirizzi teorici e su stili di terapia diversi. Si potrebbe evitare il problema dicendo che dipende tutto dalla reazione del paziente – quale interpretazione fa «click» per lui. ognuna di queste prospettive può essere desunta da scritti di Jung sul sogno. per quanto può essere osservato come tale.

perché sembra che quel che stiamo realmente facendo sia cercare di redimere queste immagini dal loro imprigionamento percettivo e di recuperarle come psichiche. un procedimento attraverso cui poter esaminare il nostro effettivo processo interpretativo. non importa più quale teoria abbiamo. dal punto di vista dei risultati il relativismo in terapia può portare a gravi conseguenze. immaginale e percettuale. purché funzioni – e ciascuna funziona in egual misura. ciò che mettiamo in pratica è teoria –. ma trascorrevano in egual misura il loro tempo in un certo tipo di theoria – pregando. È il punto cruciale della nostra pratica. Quando il mio sposo. che si riferisce solo indirettamente alla percezione dell’oggetto esterno.l’immaginale 5 quantitativa in tutti i tipi di terapia. Dobbiamo esaminare non solo come mettiamo in pratica la nostra teoria. ma anche ciò che di essa mettiamo in pratica. possiamo chiederci. le immagini nei nostri sogni non sono riflessi di oggetti esterni. È un prodotto immaginale in tutto e per tutto. allontanando dal percettivo. e così la psiche può essere osservata mentre opera «verso» l’immaginale. la nostra uscita da questo mondo percettivo resta bloccata. siccome rivendicano una realtà esterna. Per quanto concerne l’immaginazione. ma queste non sono derivate da oggetti esterni. interpretare le nostre interpretazioni. dalla suggestione isterica. quanto piuttosto una con- . per il quale è buono ciò che funziona. E così. La maniera tradizionale con cui trattiamo le immagini che corrispondono a figure legate alla percezione è di chiamarle prodotti dell’inconscio personale e di cercare poi di classificare le proiezioni che esse ci portano. Un’immagine della fantasia è sensibile anche se non è percettuale. il nostro procedere si arresta quando abbiamo a che fare con queste cosiddette figure personali a un livello personale. ha cioè ovvie qualità sensuose – forma. attuando una sorta di «analisi dell’immagine». Indipendentemente da quel che facciamo o non facciamo con esso. e anche questo metodo implica una posizione teorica. per immagine «non intendo la riproduzione psichica dell’oggetto esterno. I due modi. in una certa misura sono stati allontanati dal quella «realtà» del mondo percettivo al quale sono così strettamente uniti. leggendo e riflettendo su ciò che stavano facendo. struttura –. un’opera che si allontana dalla realtà naturale del percettuale e va verso la realtà psichica dell’immaginale. Il sogno offre l’opportunità di rendere metaforiche queste figure. o Tagesrest. Come leggiamo in Jung. Fare della «praticità» il nostro criterio determinante è infatti una forma di immoralità. I. cioè l’immagine fantastica. Dal momento che la teoria è così determinante per la pratica – dopo tutto. sarebbe forse più vantaggioso rivolgersi al suo contrario. Nostra intenzione è di elaborare alcuni mezzi per un’«autocoscienza interpretativa». i miei figli o un amico appaiono nel mio sogno. dalla conversione religiosa e dal lavaggio del cervello adottato in politica. a volte sogniamo figure del nostro mondo percettivo e altre volte figure che non sono mai state percepite? Di certo la figura familiare deve essere un certo tipo di immagine a posteriori. perché si possa essere consci di ciò che facciamo con i sogni. Dobbiamo esaminare più accuratamente che cosa intendiamo qui per immagine. Per questi e in questi troppi «clicks». Gli alchimisti non solo facevano esperimenti. L’immaginale è a suo modo assolutamente reale. Ma piuttosto che lasciarci troppo trasportare da questa accusa morale contro il pragmatismo. dobbiamo divenire consapevoli di ciò che pensiamo dei sogni. Questo significa rivolgersi alle nostre ipotesi e diventare consapevoli della nostra inconscietà anche in questo campo. Ma questo non può avvenire. Si può considerare questo movimento come l’opus contra naturam della psiche. D’altro canto la percezione ha a che fare con cose reali oggettive – quel che vedo è reale e lì. Fin qui tutto bene. cezione proveniente dal linguaggio poetico. di quel tipo che osserviamo anche nello psicopatico. Se ci sono teorie migliori o peggiori sull’interpretazione del sogno.L. qualsiasi questione di referente oggettivo è irrilevante. Le figure personali sono proprio quelle maggiormente legate alla nostra prospettiva letterale. Se manca un discernimento sensibile fra le teorie. queste non possono basarsi su ciò che fa «click» – perché quando perdiamo la nostra sensibilità su questo punto. è fuori discussione che diventare consci delle nostre ipotesi è di importanza fondamentale. Quindi. ma sono «immagini interne». Dobbiamo ora guardare più da vicino al tipo di realtà che un’immagine possiede. Come abbiamo detto. IMMAGINE Dobbiamo aderire all’immagine! R. le allucinazioni (sia psicotiche che psichedeliche) riguardano la percezione. all’importanza psicologica della teoria. – è un’immagine. il soggetto si sente cambiato in meglio sulla base di intuizioni rivelate. Benché figure e luoghi del sogno spesso prendano a prestito l’aspetto della realtà percettiva. Questa immagine si basa piuttosto sull’attività fantastica inconscia»2. Apre la strada a un aspetto della psicoterapia poco diverso dalla ciarlataneria. colore. la perdiamo anche nella pratica. e un modo di farlo è considerarla separatamente. si affidano a funzioni psichiche distinte e differenziate. spostando con ciò il nostro punto di vista dal percettivo all’immaginale. dalla acquiescenza dottrinale. mentre le immagini del sogno riguardano l’immaginazione. Benché di per se stesso non sorprenda. poiché il nostro più importante modo di riflettere su quel che stiamo facendo è attraverso i sogni. un’idea è buona quanto un’altra. ma mai «perché» corrisponde a qualcosa di esterno. ciò che elaboreremo in questo saggio è uno strumento (uno tra tanti) per afferrare con più precisione le idee che sono in fondo a noi quando esaminiamo i sogni. dalla nevrosi da transfert sintonico. Il nostro presupposto fondamentale è che il sogno è qualcosa in se stesso e per se stesso. Ma perché allora. non derivano necessariamente dalla percezione. ripetutamente e insistentemente. Inoltre. PEDRAZA Come dice Jung. In questo passo Jung dà luogo a una distinzione tra immaginazione e percezione. i metodi hanno ipotesi sottostanti. dimenticando che sono fondamentalmente immagini della fantasia «celate» in immagini a posteriori.

Anche se non riconosciute dal sognatore nel sogno. cioè l’immagine globale del sogno in cui tutte le parti si adattano l’una all’altra. Non importa quale frase viene «per prima». (un conservatore. o ha. si verifica un investimento sullo gnomo. che per la percezione. Le situazioni della vita non devono essere gli unici mezzi per mettere in relazione il sogno con questo suo aspetto di trama. cui arriveremo più avanti. prendono qui significato. o che «essa mostra l’Animus di tua madre». una donna di mezza età porge una chiave e un uomo conduce in una stanza sconosciuta. Emozione. I momenti del sogno possono essere espansivi. Inseparabile. come nella poesia o nella pittura. e lo gnomo briccone come opposti. (Questo non significa negare le innate gerarchie all’interno dell’immagine. ambienti. tra i quali la sognatrice deve scegliere. senza sentire la qualità emozionale presentata dall’immagine stessa. vuoti. sarebbero bizzarre. Una tendenza immediata sarebbe quella di distruggere quest’immagine dicendo. e non ci sono posizioni privilegiate all’interno dell’immagine. crea inconsciamente malintesi… Se dobbiamo aderire a questo livello immaginale del sogno. una trama. anche le immagini implicano una specie di corpo. situazioni) all’interno di un sogno sono in qualche modo connessi. la donna con la chiave. Mentre la prima affermazione significherebbe tradire del tutto l’immagine (perché le immagini più efficaci congiungono in effetti gli opposti più discordanti). Perciò consideriamo il livello di immagine del sogno come non progressivo: nessuna parte avviene prima. una qualità d’emozione. Trama. Mentre l’Io del sogno giace agitato. rafforzando quella che è già l’esperienza dell’Io del sogno. quando la sognatrice è in relazione con la sua creatività da gnomo. o rappresentate dall’Io del sogno nelle sue reazioni o da altre figure del sogno. da qualche parte. è l’emozione. essere fedeli a una trama significa sentire e seguire la sua tessitura. cioè. della vita di chi sogna. sono cruciali per «la loro connessione con le immagini. e così via. come se volesse un contatto sessuale. Simultaneità. perché non ci può essere priorità in un’immagine – tutto viene dato contemporaneamente. eccitati… Queste qualità emozionali non sono necessariamente riferite verbalmente dal sognatore nel suo racconto. Mi guarda timidamente. L’immagine di un sogno è. Un’immagine è simultanea. simultaneamente. sono tutte espressioni essenziali per lo stato psichico. appartengono allo stato. Un modo di esaminare questo sogno potrebbe essere quello di considerare l’amico conservatore R. la sua bricconeria. Un uomo sognò: «Mi muovevo nella cucina di mia madre e vidi l’Enciclopedia Britannica sul banco». L’immagine è la cucina di sua madre. a scindersi dagli aspetti propri dello gnomo. vedremmo lo spaventato R. benché tutte le parti siano intrecciate tra di loro. Ogni cosa sta accadendo mentre tutto il resto sta accadendo in modi diversi. costellato in realtà dallo gnomo amoroso e viceversa. come se fossi in gran pericolo». Spesso occorre anche mantenere una certa tensione fra vari ambienti. è tessuto secondo disegni che offrono un contesto compiuto e pieno. Sono strati l’uno dell’altro e inseparabili nel tempo. oppressivi. che «un’enciclopedia non sta in una cucina». Ma restituendo all’immagine il riconoscimento e la dignità di un prodotto psichico infinitamente più profondo di noi. L’accento che Jung pone sulla «situazione attuale» non è necessariamente da identificarsi con la situazione di vita letterale. la seconda sarebbe in se stessa un’affermazione dell’Animus – un giudizio preconcetto. soverchianti o distorte. che mostra come la relazione interna appare nell’immagine di un sogno. l’uomo che conduce di sopra. Una donna sognò: «Sono a letto. è perché anche le immagini sono fondate sui sensi. probabilmente a livello molto inconscio. quando l’Animus responsabile è in uno stato di panico. Tenendo conto della coincidenza degli opposti (la coincidentia oppositorum). La psiche ha già fatto qualcosa. Loro due insieme sono l’immagine. un corpo psichico nel quale le combinazioni sensoriali e tutte le qualità sensoriali dell’immagine. Una ragione per cui le immagini si fondono così facilmente con le immagini a posteriori derivate dalla percezione sensoriale. che allontana il sogno dalla presenza dell’immagine. ma può anche voler dire che ogni parte del sogno è simultaneamente presente. Proprio in quel momento il mio amico R. e d’altra parte. Con questa completa relazione interna del sogno. quando un buffo gnomo emerge dalle coltri. Sono aderenti o inerenti all’immagine e possono non essere affatto esplicite. Dentro la cucina di sua madre c’è un’enciclopedia o un rospo o un vecchio storpio. e come se ogni evento aggiungesse tessuto e spessore al resto. Possiamo esprimere tale relazione come mentre o quando. Nessuna parte precede o causa un’altra parte. Relazioni interne. qualcosa sta accadendo nella cucina di sua madre. il punto essenziale è trattenersi dallo scegliere tra i personaggi. per un motivo o per l’altro. Non possiamo prendere in considerazione alcuna immagine nei sogni. possiamo acquietarci. Ma tale approccio equivarrebbe a «fissarli» in opposizione. L’immagine ha di per sé una trama. Nella vita quotidiana. Possiamo immaginare il sogno come una serie di sovrimpressioni. Quando diciamo di porre un sogno nel suo contesto. o conduce a una qualsiasi delle altre parti. Il corpo cui si riferiscono le immagini è metaforico. Così. Ciascuno è una parte dell’immagine globale del sogno.l’immaginale 6 Sensualità. dove c’è un’enciclopedia. perde le chiavi. con la trama. sia dalla sensualità che dalla trama. Ma questo corpo non è un corpo «naturale» percettivo. Per il . vogliamo mettere in evidenza la piena democrazia dell’immagine: tutte le parti hanno eguale diritto di essere ascoltate. incomplete. La parola «trama» è in relazione al tessere. Tutti gli elementi (personaggi. Nella vita quotidiana fa cadere la borsa. minacciosi. così che nessuna parte può essere privilegiata o contrapposta ad altre parti. nessuna di esse introduce un significato secondario. il suo Animus conservatore e responsabile la spaventa e la spinge a fuggire. un responsabile e anziano gentiluomo) appare sulla porta e grida “Fuggi!”. Del sogno di prima possiamo allora dire che l’Io orizzontale del sogno (la sognatrice sdraiata). per esempio. a «Valore». più bassi.) Vediamo ora un esempio. più di quanto lo siano le immagini derivate da oggetti naturali percettivi. tendiamo a dimenticare che il sogno ha un senso.

ma è esso stesso una delle determinanti che danno forma al sogno. Ma è vero anche il contrario. C’è però bisogno di una differenziazione tra sentimenti-sentimentalismo. né le altre immagini del sogno. il cui ordine non è sequenziale. Sogni identici con un solo contenuto diverso. desiderio struggente. perché sono esempi dell’opus contra naturam». ma il sogno mi dice anche dove si trovano i miei forti sentimenti di nostalgia. la casa paterna complicata e insignificante. Quando parliamo di questo movimento dall’immagine all’implicazione (e a una terza categoria. insolita. Dopo aver esposto l’aspetto iniziale del nostro approccio al sogno come immagine. è un contenuto immaginale che appare come le quattro persone della mia famiglia. e anche il numero quattro. Questa seconda modalità di approccio ha a che fare con l’intero procedimento del trarre implicazioni dall’immagine originale. Scegliere tra l’una e l’altra di queste immagini parziali. non perché ci è necessario considerarla per . mostrando il sentimento per quello che è. Per esempio. forma e materia. con le quali sono strutturalmente in relazione. Trattare i nostri sentimenti più imbarazzanti di un sogno da un punto di vista sentimentale. l’appartamento indipendente come luogo riservato e appagante.l’immaginale 7 sognatore l’importante è «lavorare» su quest’immagine (e far sì che questa immagine «lavori» su di lui) in qualunque maniera che sia immaginativo-esperienziale – il che richiede di mettere a freno il giudizio e l’interpretazione. non è la posizione da sola che promuove il significato di un simbolo. come in questo caso. Naturalmente. In entrambi i casi le immagini sono «innaturali». ed avere esplorato quel che è l’immagine. o altro). linguistica. vuoi dire perdere il significato della fantasia. Tuttavia ognuna di queste sensazioni è una fantasia dal punto di vista dell’altra. non possiamo parlare di esse al di fuori di questo contesto. Ma tutti questi sono aspetti dell’interpretazione. L’uccello rosso di un sogno e l’uccello rosso di un altro sogno non implicano mai esattamente lo stesso contenuto. la corretta interpretazione può trovarsi solo nella direzione del leone. Di conseguenza le immagini in una certa misura dipendono per il loro significato una dall’altra. la campagna idilliaca. Un sogno può mostrare la città come un luogo che dà ai nervi. o un quartiere della città. perché l’immagine «leone» è una presentazione del tutto inequivocabile e sufficientemente esplicita3. Ma è importante su questo punto distinguersi da quegli indirizzi di pensiero che vorrebbero vedere le immagini come «solo» strutture. Alcune immagini sembrano più potenti. porterebbero a significati diversi. più attraenti di altre. la casa paterna e il proprio appartamento. Il caso è simile a quelle situazioni in cui uno sente lo stimolo a scegliere tra. il «quaternio». Poiché le immagini con i loro contenuti sono sempre disposte strutturalmente all’interno di un sogno. Struttura. tanto più la nostra interpretazione si apre a problemi. in altre parole sarà essenzialmente una «amplificazione» di quest’immagine. e a nostro giudizio non può essere considerata separatamente. Dal momento che le strutture sono composte di immagini con contenuti. possono essere separati. quanto più ci allontaniamo dall’effettivo testo del sogno. nostalgia. procediamo alla sua elaborazione: quel che l’immagine implica. sono identiche. poiché né la loro relazione strutturale nel sogno. peculiare sia quella che si distingue e che contiene il maggior valore. come l’immagine attraverso il sentimento. alla quale giungeremo più avanti). come se fosse solo uno dei due aspetti. essi cambiano il corso della natura ed elevano la sua energia a un valore più alto. significa perdere l’immagine più ampia. o un’auto per quattro passeggeri. Quando il sogno presenta un’immagine che va contro il normale corso delle cose. e derivanti il loro significato interamente dalle impronte che riempiono. il cielo spaventoso. l’enciclopedia risalta sorprendentemente in quella che altrimenti apparirebbe come una scena del tutto comune. che dopo tutto è una totalità! Identificarsi con la fantasia del sogno nei termini in cui si è presentata. in questo ordine. Spesso. Ogni altra cosa sarebbe un’interpretazione inadeguata e scorretta. Secondo qualsiasi tipo di pensiero strutturale. Per come comprendo la concezione che Jung ha dei simboli. si presume che tali immagini siano di gran valore. l’attrazione sembra risiedere in una singolare combinazione d’immagine e di ambiente (un leone nel bagno). o a volte in una singolarità dell’immagine stessa (un serpente alato). IMPLICAZIONE … l’interpretazione deve guardarsi dal fare uso di un qualsiasi punto di vista altro da quelli manifestamente offerti dallo stesso contenuto. L’immagine è essa stessa un’irriducibile e completa unione di forma e contenuto. C’è un’altra maniera di riconoscere il valore delle immagini del sogno. struttura e contenuto. Il cane o la sciarpa sono di gran valore solo perché li «sento» fortemente nel mio sogno. Di qui il fatto che l’immagine innaturale. la terra nutritiva. cielo e terra. L’immagine è primaria non nel tempo. secondo il pensiero immaginale queste coppie sono invece un’unità. Valore. a inclinazioni e a particolari aree di conoscenza (con le lacune che ad esse si accompagnano). Il vecchio saggio è sia una struttura archetipica che un contenuto. città e campagna. significa perdere l’imbarazzo e di conseguenza la discriminazione della qualità del sentimento. Così si può leggere il sentimento attraverso l’immagine. Se qualcuno sogna un leone. Immagini ordinarie possono essere investite di sentimento. kitsch. per esempio il piccolo cane marrone della mia infanzia o la sciarpa che mia madre mi regalò a Natale. La città sembra minacciosa proprio a causa della mia fantasia idilliaca e viceversa. L’immagine è sia il contenuto di una struttura che la struttura di un contenuto. opposizioni binarie. non stiamo parlando di una progressione sequenziale nell’atto di interpretare. e così via. questa idea strutturale astratta. diciamo un uccello nero anziché uno rosso. non possiamo parlare di esse al di fuori di questi contenuti. Non è che noi necessariamente osserviamo prima l’immagine e poi ne traiamo delle implicazioni. diciamo. aspettativa… Il sogno scopre l’immagine del sentimento. ma sia la posizione che il contenuto. ma ontologico. In altre parole. II. grammatica. L’uccello rosso non è il risultato di determinanti strutturali (leggi di forze. Esistono relazioni strutturali significative interne alle immagini e tra esse. a differenze individuali.

Rilevare i limiti della narrazione non significa mettere in dubbio il potere della parola. La seconda difficoltà con la narrazione è quindi che la sua natura verbale richiede una coerenza di tipo particolare: una storia. Quando capitano lacune verbali o narrative nel racconto del nostro sogno noi le riempiamo. L’eroe sa bene come trovarsi al centro di ogni racconto. o dà queste particolari immagini. Cosicché. Ma la successione dei frammenti del sogno è spesso ambigua. Così. dal momento che lo stile narrativo della descrizione è inestricabilmente legato a un senso di continuità – che in psicoterapia chiamiamo l’Io –. come categoria primaria. tendono a diventare una cosa piuttosto che un’altra. Non riusciamo a mettere assieme le immagini entro una storia. ma non necessariamente al significato immaginale. È veramente il sogno incoerente. l’immagine può vivificarsi e arricchirsi. ci accorgiamo che si restringe ulteriormente la selettività con cui stiamo operando. entro la storia di cui parliamo. Ma allontanandoci dall’immagine e procedendo verso l’implicazione. anche se l’accento posto da Jung sulla pittura e sulla scultura ha contributo a ripristinare il primato dell’immagine. lisi)4. la cui successione è ambigua. che l’abuso della continuità a causa dell’Io sia un rischio sempre presente. in terapia – anzi. Ma questo ci conduce a nuove complicazioni. Ma il nostro reale interesse qui non è se sia più fondamentale il racconto imagistico o quello narrativo. ma non appena siamo coinvolti con il linguaggio. Attraverso il nostro racconto. quello al quale ritorniamo più e più volte e che è lo sfondo e la fonte della nostra coscienza immaginale. o è il nostro approccio verbale che lo rende tale? Le immagini non richiedono parole per manifestare il loro intrinseco significato. può trasformare qualunque cosa in una parabola del modo di raggiungere il centro. Fin qui abbiamo trattato il sogno da un punto di vista relativamente statico. Il nostro racconto genera una direzione irreversibile e dà forma al sogno entro un modello definito. le parole non possono contenerle del tutto: parole e immagini non sono identiche. elaboriamo ciò che potrebbe dar senso al significato narrativo. L’analisi tende a enfatizzare quello narrativo piuttosto che quello imagistico. del modo di occupare comunque il gradino più alto. perché l’immagine non ha un prima e un dopo. Colui che sogna e colui che interpreta il sogno abbreviano la loro strada attraverso l’inconscio qui decidendo. ma lo stesso stile del nostro ricordare. Anche se le parole contengono le immagini. il logos. significa immagine e non racconto – allora disporre queste immagini come se fossero una narrazione è come guardare un dipinto e trarne una storia. Il sogno dice solo questo. possiamo qui giustamente seguire Jung e servirci della narrazione piuttosto che dell’immagine. l’interpretazione del sogno diviene ben presto parte del progredire eroico. sviluppo. Sembrano far resistenza alla trasposizione e allora li troviamo «incoerenti». e notare che la loro fenomenologia è a volte discrepante.deve essere così. Questo ci porta alla terza e più importante difficoltà presentata dalla narrazione: essa tende a diventare il viaggio dell’Io. E dal punto di vista dell’immagine . Il modo in cui un racconto ingloba l’individuo come suo protagonista corrompe il sogno e ne fa uno specchio ove l’Io vede soltanto quel che gli interessa. E questo sembra paradossale. Ma comincio a dubitare della nostra idea di coerenza. La continuità in un racconto diventa il continuo avanzare dell’eroe stesso. là rifiutando. che possono essere solo in parte afferrate con implicazioni. trasformando un’immagine in parole. o il senso di una sequenza. Non solo il contenuto dei sogni viene influenzato dall’analisi. quando leggiamo un sogno come narrazione. non hanno un ordine o una successione fissa. Cosicché diffondersi sul sogno significa anche restringerlo – un’ulteriore ragione per non allontanarci troppo dalla fonte. non vi è niente di più tipicamente egoico che considerare la sequenza dei movimenti come una progressione che culmina nella giusta ricompensa o nella disfatta del sognatore. perché tendono a collassare l’immagine nel racconto. allo stesso tempo tuttavia ciò appesantisce le immagini permeandole di tutti i problemi del linguaggio. Naturalmente. Era a questo aspetto del sogno che Jung si riferiva quando parlava della sua struttura drammatica (esposizione. La lingua diviene ora il contesto. Ora però cominciamo ad ascoltare e a osservare il sogno nel suo aspetto narrativo e drammatico. peripezia. Abbiamo fatto tutti l’esperienza di lottare per scrivere in forma coerente quel che sembra un sogno essenzialmente incoerente. un contesto che richiede il suo genere di coerenza. In alcuni casi queste «interpolazioni» narrative distorcono o persino tradiscono l’immagine. perché si ha la sensazione (a causa del nostro maggiore sviluppo concettuale? a causa della nostra tradizione iconoclastica?) che sia l’immagine il modo più limitato. quando consideriamo il sogno nelle sue implicazioni. narriamo le storie della nostra vita. Narrazione. E se i sogni sono principalmente immagini – la parola greca per sogno.l’immaginale 8 prima quando si considera un sogno. significa semplicemente mantenere distinto il racconto dallo strato immaginale fondamentale. è forse un passaggio che allontana da essa. sentendo i vari eventi del sogno come i suoi livelli e le sue trame. Poiché la maggior parte dei sogni appaiono in questa forma di racconto. ci priviamo delle profondità dell’immagine – le sue ambiguità senza limite. l’immagine è primaria in un senso più fondamentale. mentre le implicazioni sembrano estendersi in molte direzioni. la prima delle quali è il carattere verbale della narrazione. Le immagini sono del tutto reversibili. la maniera in cui raccontiamo la nostra storia è quella in cui diamo forma alla nostra terapia. oneiros. i frammenti del sogno. E poiché il suo principale interesse è il progresso comunque sia. perché la successione degli eventi è caduta preda dell’idea del . qualsiasi forma in cui viene modellata l’immagine è per conseguenza una sua trasposizione. Quando narriamo i nostri sogni. Una cosa accade prima di un’altra e conduce a un’altra ancora. Dato che le immagini sono primarie per noi. Questo carattere di racconto è rinforzato anche dalla terapia. allora ciò che aderisce all’immagine viene trasposto in coerenza verbale. Pensiamo piuttosto. Così troviamo che alcuni sogni non possono essere descritti con parole.

perché questa trappola è ancora più sottile. la nostra. regressivo). Possiamo. in una qualche essenziale maniera. troppo personalmente. inevitabile. è simile a una figura o a un tema mitico. Questo atteggiamento discrimina continuamente tra bene e male. possiamo almeno esser d’accordo sul fatto che i racconti trasformano l’esperienza e arricchiscono di significato archetipico i comportamenti quotidiani. quando prendo. umori. ed essere presi perciò dall’idea di movimento che ha l’Io nel sogno. la relazione con la quale sarebbe espressa nel similitudine («quasi» o «come»). In nessun modo posso dire che questo personaggio è una persona buona. ristretto e riguardante l’Io. Amplificare un sogno significa tentare. in modo tale da essere parallela piuttosto che sostituire l’effettiva immagine del sogno. ci siamo spostati da qualcosa di più ristretto a qualcosa di più esteso. In conclusione. e il materiale a sua volta è rimpicciolito perché si adatti ai bisogni del mio Io. non un’identità) che maggiori (con maggiore risonanza archetipica). Ma sotto questa umiltà c’è ancora l’Io come centro del sogno o della storia terapeutica. Quel che veramente intendiamo quando parliamo di coscienza eroica dell’Io. i giudizi crollano. I sogni sono come nodi nei quali le implicazioni si condensano. con un messaggio per un comportamento giusto o sbagliato (progressivo. La comparazione che abbiamo fatto fa sì che ci spostiamo da un’immagine personale a una collettiva e culturale. prendere le parti dei ragazzi cattivi. può farlo a un certo punto anche la coscienza eroica. essi fanno tutti quel che devono fare. tutti i personaggi diventano preziose entità soggettive. ricco di echi e più ampio. gelosie e persino sintomi. e dati i personaggi. possono presentarsi in forme più sottili di quella ovvia che chiama in causa l’eroe implicitamente. Quando ci chiediamo quel che abbiamo fatto in un’amplificazione. sia minori (solo un frammento di. Diventiamo come insegnanti che giudicano l’esecuzione. Allora dimostriamo come la situazione del sogno possa essere stata manipolata abilmente proprio là dove l’Io ha imboccato una direzione sbagliata. o dove ha instaurato una situazione autodistruttiva.l’immaginale 9 miglioramento progressivo. non possiamo raccontare una storia senza sentire noi stessi in una parte di essa. da qualcosa di completamente conosciuto (nel senso che è a portata di mano) verso qualcosa di piuttosto sconosciuto (di ampia portata). Quando tuttavia consideriamo il racconto come archetipico. Scopriamo che una figura o il tema di un sogno. Quando la guardo nella sua grandezza archetipica. questa figura «fa la mossa sbagliata». o a raffinarlo in conformità del nostro. come non proprio «mia». In questo caso sono troppo inflazionata dalla natura archetipica del materiale. Ma è anche vero proprio il contrario. quanto piuttosto quell’atteggiamento che rompe la continuità e l’interconnessione proprie all’immagine del sogno come un tutto. forse siamo intrappolati ancor più dal racconto e dalla sua enfasi egoica. C’è anzi un aspetto regressivo della poiesis. ed è una modalità estremamente profonda di esperienza archetipica. di renderlo più sonoro. Elaborazione. a seconda di quanto queste figure ed eventi si accordino con la nostra opinione di progresso. scopriamo prima di tutto delle somiglianze. con il quale posso tralasciare di vedere la fantasia nel suo errante aspetto autonomo. attraverso analoghi culturali. la situazione deve essere qual essa è. Sia che arriviamo o no ad affermare come alcuni fanno (vedi Stephen Crites) che senza la narrazione non ci sarebbe affatto esperienza. a danno del sogno effettivo – una somiglianza d’essenza rimarrebbe necessariamente in contatto con l’immagine del sogno. Poiché il coinvolgimento dell’Io provocato dal racconto è forse. significa assidersi a giudizio al di sopra delle nostre anime. intorno alla sua individuazione. e le variazioni apportate dalla narrazione diventano tutte parti della nostra esperienza. Come Eracle si vestì con un abbigliamento femminile. amici e nemici. nodi che noi elaboriamo cogliendo . giudicandolo. per esempio. Interpretare quindi come «negativi» o «positivi» questi stessi personaggi significa considerare la narrazione nel suo aspetto esteriore. Poiché l’errore è di tipo piuttosto ovvio. Ascoltare la storia del sogno come allegoria morale. dando credito al punto di vista dell’inconscio (le forze opposte all’Io del sogno). di qualsiasi nostro punto di vista particolare. Amplificazione. Eventi personali. Il racconto ci rapisce emozionalmente e immaginativamente. Ma con questo giudicare. questa è cattiva. ora identificato con la rappresentazione di sé nel sogno). a un certo livello. o accorgermi di «quanto era inconscia». prima di andare avanti dovremmo mostrare per il racconto quel tanto di rispetto che gli è dovuto. Non possiamo ascoltare una storia senza sentirci rapiti. A un esame più attento scopriamo che il processo è più selettivo e coerente. Entrambi possono essere eroici nella funzione. che le tendenze eroiche di colui che interpreta. Il problema è aggravato dal fatto che sia il sognatore come appare nel sogno. non è tanto questa o quella figura mitologica. Schemi di vita unilaterali diventano multidimensionali. Le nostre osservazioni interpretative sui modi migliori di trattare il sogno sono affermazioni di una coscienza eroica. I personaggi sono inconsci. anche se sono sensibili e umili. Il sogno ruota intorno a lui. Lo stiamo semplicemente spingendo a barattare il suo mito eroico con il nostro. quando sono riflessi attraverso una storia. A prima vista può sembrare che questo processo richieda soprattutto un bagaglio di conoscenze culturali e una certa dose di intuizione e di fortuna. Il prima e il poi diventano anche il peggiore e il migliore. la sofisticazione analitica ci ha insegnato a fare l’una o l’altra mossa opposte. il modo con cui trattiamo il racconto è lo stesso con cui trattiamo la nostra psiche. Oppure possiamo tentare di prendere in maniera drastica le distanze dal racconto. Mentre una somiglianza puramente casuale ci porterebbe fuori strada – come l’enorme quantità di amplificazione usata a volte. Una modalità con cui ci avviciniamo alla narrazione in analisi è l’amplificazione. La chiave sembra essere questa qualità di essenziale somiglianza. contro un’altra che lo è di meno (quella del sognatore. positivo e negativo. come una certa parte di me fa sempre. un mezzo con il quale io posso soltanto rafforzare la mia miopia. più esperta. il racconto troppo egotisticamente. Data la disposizione. acquistano peso e cionondimeno distanza.

E quando questo avviene. si manifestano più apertamente e spudoratamente che in questo particolare campo di ricerca. in cui possiamo perdere. e così come la nostra discussione sull’implicazione si accentra sull’esame del sogno come racconto. Con ripetizioni intendo somiglianze di qualsiasi tipo. Sotto il termine Ipotesi possiamo porre qualsiasi affermazione di causalità. Un’eccessiva sollecitudine verso il materiale associativo ci può portare a un’ulteriore difficoltà. le sottigliezze di una figura del sogno. Il secondo. lasciarlo risuonare di nuovo. che più si allontana dal testo effettivo del sogno e che di conseguenza è più esposta alle personali predilezioni. non riuscendo mai a entrare veramente dentro la psiche o il sogno. o di verbi: correre. così le sue ipotesi implicano quell’unico atteggiamento da cui derivano. andare in senso orario. il nuovo. ogni perché di questa o quella mossa interpretativa.l’immaginale 10 parole chiave e. è di porre in rilievo la ripetizione e le sue coordinate: «capo». o somiglianze nella forma: la rotondità di uno pneumatico. Questo atteggiamento è di sentirsi assolutamente obbligati ad avere un effetto sull’analizzando. una qualsiasi cosa da portarsi via. ecc…). ascoltarlo finché non si apra un varco a una nuova chiave. . il tramonto. Il modo più sicuro per mantenere le implicazioni aderenti all’immagine è di riesporre il sogno e le sue frasi dando loro una nuova inflessione. quanto più noi abbiamo fallito nella nostra risposta immaginativa al sogno – tanto più insistente è la nostra sensazione che ora dobbiamo realmente stabilire la connessione. mal di testa. e non è poco. oppure « io sto guidando». dove il movimento verso il West diventa il movimento verso la libertà. Sfortunatamente il nostro insuccesso con l’immagine e l’implicazione è dovuto probabilmente proprio alla nostra trascuratezza della psiche. la superficie rotonda di un orologio. Nel sogno la segretaria non ha tempo e quindi un tizio deve parlare al «capo». un dolore al ginocchio è ora diventato un mal di testa. i giudizi di valore. In questo modo perdiamo l’occasione di dissolvere una fissità conscia. l’Ipotesi. Così come nell’immagine tutti gli attributi descrittivi sono intrecciati e vanno a formare un unico contesto. III. qualcuno viene promosso a scuola. Tutte queste cose hanno a che fare con un’idea archetipica di più alto. il che non vuoi dire che siano irrilevanti. Nello stesso sogno possiamo trovare ripetizioni di aggettivi – varie cose chiamate «grandi» o «verdi». alle opinioni e alle intuizioni del singolo analista. Riesposizione. qualsiasi uso del tempo passato o futuro (questo era o questo sarà). qualsiasi valutazione. Da un punto di vista molto più importante però impariamo che il sognatore vede alla luce di questi costrutti. precipitarsi. Veniamo a sapere da questa elaborazione la situazione dell’Io e i costrutti attraverso i quali egli vede se stesso. di renderle determinanti. così come qualsiasi consiglio diretto. non ci può essere meglio da fare che ripeterlo. Con il termine di riesposizione intendo una sfumatura metaforica che sappia fare da eco o che rifletta il testo al di là della sua esposizione letterale. La frase letterale «sto guidando» diventa «io sto guidando ». che riguardi la situazione di vita dell’analizzando. rivolti al punto di vista conscio. c’è sempre il pericolo di sopravvalutarle. Dicono poco del sogno. Questo movimento non può essere messo in discussione – non possiamo dire che potrebbe non apparire – senza tradire il livello dell’immagine del sogno. prognosi. L’insieme di queste ripetizioni mostra un tema (movimento verso l’alto) interno al sogno. espressa dall’associazione. Nella maggior parte dei casi l’elaborazione effettuata dal sognatore ci dice di più riguardo al sognatore che non al sogno. tendiamo a chiamare in causa sostitutivi più forti e più letterali. ma ci dicono molto sulla relazione dell’Io con il contenuto «amico-Giovanni». la morte. che quanto più gli altri due metodi hanno fallito – cioè. promozione scolastica. trattandoli come immagini. abbastanza curiosamente. L’Io e «l’amicoGiovanni» diventano ancor più fermamente radicati nelle posizioni che hanno stabilito per se stessi e l’uno per l’altro. le interpretazioni sbagliate. la nostra prima mossa per recuperare l’anima è quella di proiettarla dovunque. e ognuna di esse porta con sé sia i benefici che i danni di tutte le altre. ma che sono limitate. la «natura». Da ciò possiamo supporre che l’ideale dell’Io è non-pigro. e da cui traiamo delle implicazioni. IPOTESI In nessun altro campo i pregiudizi. Andare verso il West in un sogno significa andare verso la libertà. Fin qui abbiamo parlato della nostra interpretazione riferendoci all’effettivo testo del sogno (Immagine) e alle Implicazioni che si possono trarre da esso. tanto che si stia osservando se stessi che il proprio prossimo. non-infido e ben determinato. Ripetizione. alla nostra perdita di realtà immaginale e di senso dell’anima. la morte. Tendiamo a dimenticare che le sue osservazioni derivano probabilmente dal punto di vista conscio. ne spieghiamo i significati impliciti. malizia e mancanza di determinazione. come sembra inevitabile. a seconda di quale senso metaforico vogliamo mettere in rilievo. E sembra. perché dopo tutto sono elaborazioni coscienti. ma accentuando la qualità metaforica implicita nelle parole stesse. e parimenti qualsiasi generalizzazione fatta sulla base del sogno. e così via. e poi di pretenderne la realtà. estroversione… Quando il sognatore elabora o fa associazioni. Questa è un’altra caratteristica che attira la nostra attenzione quando ascoltiamo o leggiamo un sogno. Diciamo che l’amico Giovanni appare in un contesto al quale il sognatore dà gli attributi associativi di pigrizia. le idiosincrasie e le proiezioni. Oppure il sogno può presentare ripetizione come ricorrenza di un tema. sono cioè egosintoniche. e per di più rischiamo di irrigidirla ulteriormente. Si può fare questo in due modi: il primo è di sostituire alla parola effettiva sinonimi ed equivalenti (vedi sopra a «Elaborazione». Quando si perde il delicato movimento della metafora. di riesporre semplicemente con le stesse parole il testo. Senza una riesposizione tendiamo ad essere presi dall’aspetto esteriore del sogno e a trarre facili conclusioni da esso. per esempio quello del movimento dal basso all’alto. affrettarsi. Prendiamo ora in considerazione una terza categoria. ln nessun altro campo come in psicologia l’osservatore interferisce più drasticamente nell’esperimento5. a dargli qualcosa. La cosa migliore che possiamo fare. Quando siamo completamente in difficoltà con un sogno.

considerato da un punto di vista causale. Io e il mio fidanzato che andiamo in slitta sulla neve della montagna. tenderebbe a escludere il resto. Una forma moderna di pensiero magico è il pensiero causale. a qualsiasi giudizio di valore. Nell’Implicazione tuttavia. Di conseguenza la finalità viene attribuita solo alla causa (o cause) iniziale. semplicemente è. Qualsiasi idea valutativa sul comportamento di mia madre che conficca gli spilli – «mia madre è un personaggio negativo». oppure come causa del panico dei cavalli e del loro correre verso il basso. e il resto cade in uno stato senza anima. Valutazione. Giungiamo di fronte alla casa di mia madre. Gli eventi accadono in relazione l’uno all’altro. procederemmo a focalizzare la nostra attenzione soprattutto sull’agente. le predizioni. senza movimento o intenzionalità. le connessioni segrete…). non è inghiottito dal generale. Per magia qui intendo: interpretare gli aspetti impersonali del mondo secondo le mie personali intenzioni e i miei interessi (servendomi dei sogni per la prognosi. ci trascinano giù per un’altura. ma gli viene posto a fianco. Alcune di queste ipotesi riteniamo riflettano le nostre proiezioni specifiche sul sogno. Il sogno come Immagine non fa asserzioni causali. (In questo caso l’incoscienza è una precondizione per la comparsa di X. causa incoscienza. ad andatura terrificante». sulla base di un singolo sogno. la diagnosi. potrebbe essere visto anche come causa del fatto che mia madre sbatta la porta. però molto di quel che ricaviamo da esse possiamo realizzarlo anche tramite l’amplificazione. come una seconda melodia nella medesima tonalità. la cui intenzionalità non è maggiore che se fossero palle da biliardo. con tutte le caratteristiche sue proprie. Dopo aver detto questo. Motivi particolari di un sogno possono senza difficoltà andare paralleli a quelli mitici e tuttavia senza essere sussunti da questi. Esaminiamo un avvenimento o un fatto specifico e immediatamente cerchiamo di dargli un qualche significato generale. ma dell’immaginazione a partire da una serie di ipotesi proprie della fisica. Specificazione. patterns di significato. e così dirigeremo la nostra attenzione sullo stato inconscio come agente. Mia madre che conficca aghi su di me (come immagine) non è né positiva né negativa. si potrebbe dire: a) Il signor X determina lo spegnersi delle luci. il mondo quotidiano. o che ha questo o quel problema. Abbiamo perso così la nostra pietra di paragone dell’immagine come psiche e della psiche come immagine. Con l’amplificazione richiamiamo l’attenzione su paralleli. presi dal panico. Nel nostro sogno iniziale. ciò significherebbe che la mia ombra X. con la sua enfasi narrativa. (In rozzi termini analitici. a dire che il sognatore è questo o quel tipo di persona. Quando a qualcosa viene data priorità come causa principale. che siano riferiti a un sogno o a una parte qualsiasi di esso. Tuttavia nell’amplificazione il particolare non viene perso di vista. Ma. se non proprio buona o cattiva almeno d’aiuto o d’ostacolo. Tendiamo. Abbastanza connesso alla generalizzazione è qualcosa che potrebbe sembrare a prima vista un . l’ombra X. Il modo in cui lo facciamo fa differenza nella nostra interpretazione. Mia madre sta ascoltando me. con i sette esempi interpretativi. ma questi eventi si integrano come in pittura o scultura. procedimento questo che va a discapito dell’immagine. deriviamo il nostro potere da una connessione magica con il mondo della materia costruito dall’lo. piuttosto curiosamente.) b) Oppure X è il risultato dello spegnersi della luce. La relazione causale più evidente è fornita qui dall’Io del sogno – la madre che sbatte la porta causa panico nei cavalli. perché l’immagine semplicemente è. e di conseguenza sono portato a considerare gli altri come aiuto od ostacolo. Causalità. come a volte può essere utile fare. cosicché qualsiasi tentativo di generalizzazione a partire da esso è un fare ipotesi. Del frammento di sogno «Sono in una stanza con il signor X quando improvvisamente le luci si spengono». oppure «tutto ciò è per il mio bene» – è pura e semplice ipotesi. Le generalizzazioni sono estremamente utili fino a che ci rendiamo conto che sono semplici ipotesi più o meno acute.) Prendiamo un altro esempio:«Io e il mio fidanzato stiamo correndo sulle montagne. perdendo il vero potere dell’immagine. Molto di quel che facciamo in psicologia ha a che fare con la generalizzazione. relazioni. Questa si riferisce a qualsiasi affermazione negativa-positiva. Ma prendere questo come base per l’interpretazione del sogno. non parliamo più dell’immaginazione a partire dall’immaginazione. la cui realtà immaginale non può più essere percepita. Dal punto di vista analitico è quindi la situazione nel suo insieme che dobbiamo intuire. e anche quella che deve essere la nostra premessa. ogni altra cosa diviene secondaria. Quando nelle nostre interpretazioni facciamo asserzioni causali. Questo però è così solo perché ho l’idea di me stesso come protagonista.l’immaginale 11 Sembra adesso che il sogno possa essere reso effettivamente rilevante soltanto connettendolo a un concetto di realtà più semplicistico. semplici aspetti. Se concediamo eguale riconoscimento a ogni aspetto del sogno. oppure le nostre idee su tali cose in genere. potremmo con egual ragione supporre che sia bene che la sognatrice stia sdraiata. questo movimento diventa spesso un procedere verso la magia. Un sogno è l’esposizione specifica di una particolare costellazione di personaggi e ambienti. i personaggi assumono una certa qualità. oppure che questo atteggiamento sia pura passività. il protagonista. Tentiamo in modo disperato di mettere in relazione il sogno con la fantasia collettiva di una realtà che chiamiamo vita. non l’uno o l’altro aspetto che. cioè che niente può essere più rilevante o reale dell’immagine stessa del sogno. Forse è questo il reale pericolo del pensiero causale e la ragione per cui Jung ci mise in guardia da esso. senza rapporti causali. sopra una slitta trainata da cavalli. A livello di immagine il criterio della valutazione non può essere applicato. comprendiamo che tutti gli eventi sono connessi e che si costellano simultaneamente l’un l’altro. Gli procuriamo un’identità «operativa». Lei ci vede e sbatte la porta così forte che i cavalli. o ancora che l’uomo sconosciuto rappresenti l’intellettualizzazione che la porta in alto e fuori strada. Generalizzazione. significa ignorare l’immagine nel suo insieme. Perché. di adattarlo a un contesto più ampio. oppure un Animus positivo che la conduce nelle regioni sconosciute della sua psiche.

una psicologia dell’immagine che parta dal riconoscimento di procedimenti non appropriati. finché in psicologia continueremo a servirci di quelli che consideriamo i nostri scopi terapeutici. gennaio-aprile. che presumo di poter chiamare abilità terapeutica. Riflettendo sui nostri procedimenti interpretativi di fronte ai sogni. Invece di ampliare il contesto del sogno. CW. Da una parte dobbiamo riconoscere la nostra storica stentatezza nei confronti dell’immaginazione (come Casey ha dimostrato)6 cosicché. C. Forse sarebbe più appropriata l’altra strada circolare: scoprire quello di cui l’immagine ha bisogno e da questo far derivare la nostra terapia. 451 s. 2006]. 17. VIII. 4. in Opere. Forse l’unica strada fra queste due limitanti alternative è una via negativa. non siamo più nella situazione di poter dichiarare che le nostre interpretazioni siano basate sul sogno. * Quando ripensiamo a queste ipotesi. par. Nonostante la ricchezza interna dell’immagine del sogno. 17. distinta per esempio dalla teoria dei sogni e non una volta ancora camuffata con essa. Proprio qui sta il tranello – perché l’interpretazione funziona. CW.G. E in realtà è così. che crea come il Dio del Vecchio Testamento. 160. p. D’altra parte. per ritornare poi al pragmatismo con il quale abbiamo iniziato e al quale abbiamo tentato di sfuggire? Se le nostre interpretazioni sono sostanzialmente ipotesi e queste hanno successo in virtù dell’abilità terapeutica. 162. vol.G. quando iniziamo a immaginare in risposta alle immagini del sogno. «Tipi psicologici». Infatti discutiamo del sogno come se fosse un’entità teologica. 2. Se l’interpretazione del sogno è così soggettiva. questa tendenza è del tutto conforme ai nostri pregiudizi teologici. par. Il nostro intento è stato quello di elaborare un metodo di consapevolezza interpretativa. o forse proprio a causa di essa. possiamo ricavarne una certa differenziazione. Casey. o esegesi dei testi imparerebbero sull’immagine nei loro campi. ci si accorge che la maggior parte di ciò che effettivamente facciamo in terapia cade all’interno di questa categoria. dal punto di vista psicologico una cosa rimane certa: tutte le conclusioni specifiche che noi traiamo appartengono al campo dell’ipotesi. allora forse dobbiamo sostenere la nostra abilità pratica con una teoria delle terapia. oppure con la tua relazione con tuo padre. 17. la specificazione riguarda la sua delimitazione al fine di una disamina specifica. 5. e di chiarire così qualcosa della confusione derivante dalle immagini primarie della psiche – quelle che si presentano nei sogni. 1 2. ci potremmo chiedere com’è che funziona davvero. che si prende cura come il Dio del Nuovo Testamento. alludendo con questo al fatto che il sognatore dovrebbe fare qualcosa riguardo a queste situazioni e che il sogno sta dando delle indicazioni. in Opere.R. 32. Se specifichiamo il sogno in un messaggio. Jung. 3. VI. 6. ma che tuttavia la pensa proprio come te o me. Il training analitico ci insegna più che altro come fare ipotesi sui sogni e come elaborare le loro implicazioni. Verso un’immaginazione archetipica. p. lo facciamo noi. col tuo lavoro. Ma qualsiasi posizione prendiamo rispetto a questa questione teologica. appoggiandoci come sostegno al sogno. «l’immaginale». Sia che questa tendenza venga considerata come una secolarizzazione dell’istinto religioso. vol.. come sappiamo dalle sette diverse interpretazioni con cui abbiamo iniziato. Vuoi dire forse che abbiamo percorso un circolo completo. Dato che la relazione tra l’immagine del sogno e le nostre ipotesi è così tenue. In questo saggio abbiamo tentato un tale approccio. quando abbiamo fatto quello che non dovremmo fare o abbiamo preso decisioni sbagliate. «Babele». uno spostamento. della letteratura o di altro.G. . Jung (1921). oppure una nuova fonte inesauribile di significato. La loro validità deve derivare da un’altra sorgente. C. come a compensare l’iconoclastia della nostra tradizione. non ci sorprendiamo di fronte alla povertà e alla soggettività delle nostre risposte. col tuo matrimonio…». Quel che non impariamo è una psicologia dell’immagine paragonabile a ciò che studenti di archeologia. Jung. ci sembra di prestare troppo poca attenzione a questa categoria. Il sogno si interessa di tutte le piccole cose di cui ci interessiamo noi – dove andare. tentando di riconoscere e distinguere tra i nostri procedimenti riguardo ai sogni. vol. Ma coltivare l’immaginazione e sviluppare una sua epistemologia è impresa piena di rischi. il sogno viene antropomorfizzato e divinizzato. Potrebbe darsi che facciamo delle ipotesi proprio perché non siamo capaci di immaginare? Il sogno ci confonde con la forza delle sue immagini e noi generalmente ci troviamo in difficoltà a rispondere con pari forza.G. rendendoci conto di quando non stiamo dando all’immaginale ciò che gli è dovuto. 1984 [N. Diciamo: «Questo sogno ha a che fare con l’analisi. che conosce come un Dio onnisciente. Vedi E. La nostra immaginazione non è allenata e non possediamo un’adeguata epistemologia dell’immaginazione. C. Il sogno non dà un consiglio specifico. «L’essenza dei sogni». 162. Jung. Del resto non sappiamo neanche cominciare a scoprire quella che potrebbe essere una psicologia dell’immagine. Nel ripensarci possiamo anche chiederci perché gran parte delle cose che facciamo con i sogni sia un’ipotesi. vol. in modo da incontrarci con l’immagine del sogno al suo stesso livello. CW. Possiamo quindi presumere che l’analisi del sogno sia estremamente personale. Quel che la fa funzionare deve basarsi su qualcosa di diverso dall’immagine del sogno e dalle sue implicazioni.G. Impariamo imitando le ipotesi che fanno i nostri analisti sui nostri stessi sogni. C. par.. Traduzione di Bruno Minuti gentilmente concessa dai «Quaderni della Biblioteca Alleanza per la Fondazione Individuale» NOTE C. iconografia. Jung (1945/1948).l’immaginale 12 suo opposto. al punto che queste interpretazioni ci dicono di più su colui che interpreta che non sul materiale in esame. 317.d. cosa fare – e poi ci corregge. vol. Siamo partiti fiduciosamente in questa direzione. Il sogno si focalizza sull’uno o l’altro interesse del sognatore. estetica. vi è un’indifferenziata glorificazione delle immagini che non porta né alla precisione né a una relazione psicologica con esse.

Jung Lettere. 1906-1961 in 3 volumi redazione@magiedizioni.In libreria C.com .www.magiedizioni.G.com .

apriamo una finestra sulle Ande illuminate dai primi raggi del sole. Latinae3. 4 dicembre 1983. secondo l’antico significato del Thesaurus Linguae. scrivo a un amico o salgo rapidamente in automobile. e possibilmente. La nostra meditazione odierna non deve. vere teofanie: tutte manifestazioni che nascono spontaneamente dall’essere e che trascendono i momenti passati. Sto qui e ascolto perché quelle voci risuonano in me. Tuttavia. molto di più di ciò che è accaduto. ed esigono una risposta. Yerba Buena (Tucumán). in Asia o nell’antico mondo mediterraneo ove nacquero i miei avi. mistica e calda. Innanzi a quella natura penetrante e profumata. quella presenza esistenziale e ontologica che un tempo veniva chiamata archetipica. quel concetto di immaginale eidofanico di cui si è accennato ma in senso dinamico. o non diciamo niente. di conseguenza. e poi ci rendiamo conto che noi non vogliamo usare così. e ci sembra che quel nuovo dialogo è di per sé una vivencia (esperienza di vita). tuttavia. parlo con loro. cantano o gridano disperati in una strana catarsi. a prescindere dalla latitudine in cui ci si trova. fisso un comportamento. Sarà. propria dell’individuo. 2. Vedo persino l’immagine fisica di ognuno dei miei amici. n. È come svegliarsi per incanto. una vivencia rinnovata nel tempo e nello spazio. mi rispondono: il nuovo dialogo avviene in un nuovo miracoloso incontro. nella regione dell'antico Tucumán. diciamo «buon giorno». E mi rendo conto di essermi inebriato di aria e di profumi campestri. come la Weltoffenheit di Arnold Gehlen2. pertanto. Assumo. perché è coerente. altre volte pianti prolungati. talvolta espressioni di gioia. Non vogliamo così semplicemente sfuggire alla nostra naturale tendenza professionale per la ricerca. perché fa parte della nostra vita e si ripete quotidianamente. Eppure li vedo. Probabilmente è questo tutto il dramma dell’esistenza. tangibile. in quanto sento la necessità di fermarmi. Non vi sarà qualcosa di immortale? . 1984 «Scartafacci d’Oggi». ciò che è importante è che rimangano vive come esperienze uniche e che rispondano a una dinamica di apertura verso il mondo. pregnanti. sono qui presenti insieme a me. sia particolari che universali. sul sacro e sul profano. perché le parole sono superflue. Pertanto formuliamo messaggi. noi lo sentiamo dentro. Un insieme di voci. Non ho ancora operato una scelta. ricerca valori e difetti. il soggetto dell’immaginale con ciò che è semplicemente immaginario o fantastico. senza averne proposto una spiegazione psicologica e. Tutto ciò. se continuano ad essere così come li videro i miei occhi. posizioni concrete. dunque. quasi senza volerlo. profonda. meglio chiudere nuovamente quella finestra e vedere se è possibile sintetizzare. o in aereo per recarmi a tenere una lezione o una conferenza. ma tutto ciò che rimane di questa apertura è valido e reale: come quando. a Tucumán. sull’immaginale in noi stessi. semplicemente quella parola. un’interessante conversazione con Benjamìn Toledo. nel luogo in cui si incontrarono. Dialogo di Alfredo Sacchetti (antropologo) con Benjamìn Toledo (psichiatra). con aspetti caratteristici che un tempo mi affascinarono ma che ora non so. varcare la soglia dell’esistenziale. e che ora percepisco meglio. mira a non confondere l’oggetto o. in un senso quasi paradigmatico1. non importa se si trovano realmente in questo continente australe o in Africa. epistemologica ed esistenziale. Il dialogo diviene eterno. sul vero e sul falso… e guardo stupefatto. essenziale. E ci siamo chiesti qualcosa sul suo destino e sulla sua eventuale immortalità. Vogliamo sapere qualcosa di più. perché sento le loro voci. sentiamo il canto degli uccelli. Scorgiamo. una sorta di mundus imaginalis del quale ci parla Dario V. però. eminente psichiatra e mio amico. né mi domando. talvolta. si sovrapponessero a una baraonda continua e fosse impossibile distinguerle per comprendere il loro linguaggio o per stabilire una sorta di dialogo con esse: poiché dietro quella confusione vi sono sicuramente degli esseri che godono o soffrono. Non so più a chi di noi due appartengano queste idee. Vorremmo comprenderne qualcosa. che non ci conduce a un’assiologia ma semplicemente a una situazione di fatto. dunque. È come un’eidofania4 di tutti loro. dunque. in prossimità del tropico australe. Continuo. alle falde delle Ande de La Aconquija. lottarono e soffrirono molte razze di indigeni e di bianchi e dove ora abitano i loro discendenti. come qualcosa di presente e ontologico che «è lì»: così come se quelle voci lontane geograficamente venissero captate da un potente apparecchio a onde corte. percepiamo psicofanie5 di ogni genere e. O ggi ho avuto. Direi. Lo diciamo con enfasi. si apre il mondo intero. Probabilmente ci porremo in contrasto con il neopositivismo del suddetto autore. per meglio dire. respiriamo profondamente. nella tranquillità del mio pensatoio. E allora? Probabilmente è un reincontrarsi di anime. Sto sognando? No. È una fantasia? Neppure. Caggia. riposare e meditare sul bene e sul male. su ciò che è vivo e su ciò che è morto. quella vivencia nel tentativo di divenire protagonista del teatro dell’immaginale. e sembra di sentire le voci più strane provenienti da tutti i continenti. all’alba.l’immaginale 14 L’immaginale al di là della vita ALFREDO SACCHETTI Antropologo l’immaginale. naturalmente. ovvero canti al Signore. anno II. una di quelle voci. isolandola. Tuttavia.

filosofi e neuropsichiatri illustri del nostro tempo. Ma. è d’accordo. sebbene ne faccia uso. sarebbe opportuno chiarire ancora una volta che senso ha l’immortalità di quell’immaginale che ci affascina nelle nostre meditazioni. il mio amico qui presente. Ognuno di noi. e non può morire.G. Preferisco distinguere l’archeofania pura dalla tipofania. a Lisbona o a Oporto. parlavamo di eidos: di un’immagine concreta. lontano da qui. con quella dei Sette Dormienti di Efeso o dell’antico Kronos iberico. perché è immortale – immortale fino a quando esisteranno uomini sulla Terra o fino a quando ci sarà Dio tra noi. a Cordoba. poiché in questi luoghi e in tanti altri ho degli amici o. è tutti gli uomini. una sorta di immortalità. negli anni Quaranta. Marcella Piazza e altri7. acconsente e in questo momento la segretaria mi porta il primo numero della rivista «L’immaginale» appena arrivata dall’Italia con i nomi noti di Dario V. Forse è stato. ripetendo le poesie del IX secolo. l’ho già detto. Conosco a memoria molte poesie anglosassoni. tuttavia. Cosa vuol dire tutto ciò? Sto scavando nei miti e nei misteri che si trovano effettivamente nelle tradizioni di tutti i popoli? Probabilmente. perché la sento realmente dentro e gli amici che credevo morti non sono scomparsi: il loro immaginale vive con noi. sento qualcosa che qualcuno sentì in quel tempo? Egli vive in me in quel momento. e si riconoscono quando si è avuta la fortuna di convivere nel bios dell’esistenza. in realtà. Caggia. perché ho paura di pensare all’aldilà. ma continua a vivere e dialogare con me. una sorta di consentium gentium. sulla quale conveniva pure il mio maestro di Storia delle Religioni. Jung14. su un testo di Borges. perché mi rendo improvvisamente conto che il dialogo che avevo avviato con Luigi Fantappiè e Niels Bohr (il matematico e il fisico). Avrei.l’immaginale 15 Quando mi trovo di fronte a questa parola mi vengono i brividi. Raffaele Pettazzoni10: in tutto il mondo arcaico mediterraneo si credeva che il tempo scomparisse dalle nostre dimensioni ontiche nell’ora in cui il sole è nel punto più alto. di cui ci ha parlato André Breton6. Beppino Disertori. si ferma e allora io. Ricordo che nella Sardegna dei nuraghi i pastori di un tempo vagavano con i loro greggi fra antiche torri. perché continuo a cercare «l’oro del tempo». dove l’autore dice: «Ho dedicato gli ultimi vent’anni alla poesia anglosassone. con uno dei più illustri studiosi di mitologia. Karl Kerényi9. allora. se così fosse. a Buenos Aires. grazie alla quale il dialogo continua. infatti. di coniazione junghiana. essi dicevano. vissuto fuori dal tempo e mi sarei pure reso conto. Potrebbe essere quella menzionata dallo scrittore argentino Borges. una pura illusione o un paradosso sarcastico della vita. in realtà. Io sto usando la lingua spagnola. dell’homo solaris12 che si manifesta in un dialogo chiaro tra logica mentis e logica entis. la seconda è la reale permanenza di un essere da me rappresentato o che mi trovo innanzi. a Barcellona o a Madrid. Devo essere sicuramente sveglio dato che Benjamìn. in un determinato momento. a Rio de Janeiro o a Belem. Ma. così. credendo ancora nel mitologema dei loro avi sull’«esistenza atemporale». è qui. in questo desiderio di conoscere non solo quello che accade attorno a me ma anche più lontano. Dio mio. Non può esistere un dialogo innanzi a una pura ideologia o atteggiamento teoretico. Ma cosa importa? Cosa importa se io. li ho avuti. cos’è che garantisce quell’immortalità? Lo leggiamo. la meditazione mi esalta ancor di più. Non solo quelli che hanno il nostro stesso sangue […] Lo stesso può dirsi per la musica e per il linguaggio. a Philadelphia o a Chicago. La prima manifestazione è una semplice eredità di un patrimonio comune senza volto. che con il suo percorso ci indica il trascorrere del tempo. afferma che la luce accesa sulle montagne dell’antico Tucumán11 è visibile anche da Roma. insieme a Benjamìn. di voci sonore. Ebbene. che non so cosa facciano in questo momento… sebbene percepisca le loro voci. tumuli funerari e resti di antichi castra. del senso della mia esistenza. talvolta vigorose. che occupa anche un posto d’onore nella magnifica opera siciliana di Antonio Buttitta Il carretto racconta? In altre parole. Quanti morti spagnoli stanno vivendo in me? Il mio parere o il mio giudi- . ora questo paradosso si ingigantisce poiché sto oltrepassando il tempo e ho quasi la sensazione che se non lo facessi non varrebbe la pena di vivere. Cosa accade in questo mondo irreale e quasi paradossale nell’incanto della mia esistenza? Dapprima. come l’Epimenide cretese. Se l’immaginale come eidofania risponde dunque a una logica entis della persona – presente e immortale – al di là della vita. come quelle captate dalla radio o quelle emesse dagli uccelli che spiano dai rami degli alberi: tutte armonie dell’essere che richiedono la propria presenza e che si identificano per la loro tipologia. al di là dello spazio e del tempo. Il linguaggio è una creazione. È come se il senso della vita fosse presente in questo dialogo perenne. ci domandiamo se tutto questo non costituisce forse un archetipo. quest’ultima intesa forse come riflesso dell’immaginale di cui abbiamo parlato13. eppure questi amici sono già morti. Sergio Sergi (l’antropologo) – e potrei continuare con un lungo elenco – non è fantasia. Se ne discute con Benjamìn Toledo. in conversazioni indimenticabili. Il sole. alla fine di tutto questo. Durante le mie ricerche antropologiche mi invitarono a sperimentare quella vita dormendo negli antichi nuraghi8. Non so se resta. il suo corpo mortale: ciò che meno mi importa e che probabilmente non ho mai amato in quanto tale. palpita come noi. La nostra sarebbe stata. Ne parlai poi a Roma. ho oltrepassato lo spazio dei continenti e dei mari. Canto Petrocchi (il paleontologo africanista). L’unica cosa che non conosco è il nome dei poeti. È per questo motivo che non prediligo la parola archetipo. come fu concepito da C. tutti gli uomini morti precedentemente. a Roma o a Napoli. in armonia con la interpretatio graeca. è mito o realtà? Ancora una volta esigiamo una risposta a quel dialogo perenne che ci parla di immortalità: è dunque l’immaginale di tutte quelle presenze dell’anima che si riflette sulle pendici delle nostre Ande? Me lo fa pensare Pasquale Magni quando nella sua rivista dal titolo significativo di «Responsabilità del Sapere» (1983). non vi sarebbe dialogo ma semplicemente un patrimonio ereditato o acquisito dalla cultura dei nostri avi. Egli mi diede la spiegazione psicologica. vivo fuori dal tempo. di converso. ma non desidero generalizzarla. Ma. Noi. Egli è stato da noi per parlarci del suo nuovo atteggiamento epistemologico. io sono quel morto. E vero che ho altri amici vivi.

i nostri atteggiamenti. Una simile struttura sembrerebbe molto semplice – osserva Benjamìn – perché. Perché supporre di continuare in un’altra vita con la nostra memoria. sebbene abbia ragione quando afferma che non ci interessa il ricordo dei nomi: questi sarebbero nomina che si perdono a causa della loro arbitrarietà originaria. Naturalmente non nego la memoria delle azioni. infine. per converso. ma in quella cosmica. ma talvolta servono anche per fare un concreto riferimento a tutto un insieme di modalità sincretiche17 che definiscono l’essere individuale. fatidica. sono già il riflesso di una realtà. fuori. Non sono esistenzialista in senso filosofico. ma il dialogo in quanto tale sopravvive come un paradossale teatro di esseri privi di umanità. quella valutativa ed epistemologica: è tutto l’universo implicito della persona. come diceva l’autore del Martin Fierro con la sua saggezza creola delle pampas del sud22. gode. così. come un immaginale onirico in tutta la sua dissolutezza19: si spaventa. le sensazioni di presenze concrete che ci affascinano o ci turbano? Io rispondo deciso: si spiegano con quella chiara progressione geometrica che inizia con l’uno-persona. e si perderebbe l’insieme scenico di una vita. La cosa più importante è forse quella che non rammentiamo in modo preciso. a Palermo. poiché quando l’armonia cosmica si allaccia alla libertà dell’uomo – o quello stato che credetti tale – può divenire amore. Benjamìn condivide. l’unica cosa che mi assicura l’immortalità è quella comunicazione interpersonale che definisco intersistemica dal punto di vista psicogenetico16. L’individuo. E il problema dell’immortalità?. nella sua complessità. talvolta sarcastico e drammatico. ma reale. l’insieme di voci che prima sentivamo. può prescindere dalla nostra memoria. che abbia o non abbia nome. senza rendercene conto. le disposizioni di introversione o estroversione psicogenetica delle quali parlava Jung (sono 16). ancora una volta. Le cose importanti le ricordiamo. insisto io. essendo tetradica fa pensare al mandala tibetano20. E io so che così non è. la dinamica psicogenetica è sempre la stessa: è cambiato soltanto il palcoscenico della vita. La progressione si compie. malato. quella associativa e sacrale e.l’immaginale 16 zio non hanno importanza. ma è anche implicito un paradosso antropologico inaccettabile e assurdo. ma non è tutto. fuori dal tempo. Ora sì che possiamo riaprire la finestra perché. inesorabile. non hanno importanza i nomi del passato […] ma. è ciò che mi illumina di nuovo. coerente con se stesso». allora. quelle forme universali che tu hai studiato e che sono presenti nella cultura andina21. tutta quella parte meravigliosa della storia dell’universo – anche se non lo sapremo mai. ad Androguè o a Montevideo? Perché tornare sempre su queste cose? È un espediente letterario. le migliaia e migliaia di ricordi personali. dice Benjamìn. Tuttavia. e gli dice: «Tu darai loro dei nomi e quelli saranno i loro veri nomi»!18 «I loro veri nomi»: vuol dire che sono già qualcosa di più di nomina. dice. di quest’antico Tucumán compaiono milioni di stelle. È questo il dramma di quella che si è preteso di chiamare libertà e della dignità che ne deriva. quando il delirio non è in grado di rompere la continuità immaginale. gesti e atteggiamenti può solo passare nella presenza cosmica. Queste conducono sempre verso il centro ontologico dell’essere. come se io continuassi a pensare per tutta la vita alla mia infanzia. al di là della nostra memoria sopravvivono le nostre azioni. E allora. Che grande scenografia quella della Genesi quando Dio presenta ad Adamo tutti gli animali che ha creato. con una rapidità stupefacente. in frammenti senza senso. ma il tutto molto coerente con il suo mondo perverso. i nostri gesti. Cos’è immortale per Borges? Senz’altro non quello che abbiamo chiamato l’immaginale della persona. È il presente e l’attivo. forse. tutto ciò che riguarda la memoria di azioni. Non è solo il ricordo di qualcosa di passato. «persino nella continuità del pensiero schizofrenico. continua con le sue due facce dell’universo ontologico (logica entis) e dell’universo esistenziale (logica mentis) (sono 2). Il dialogo si spezzerebbe. morto o scomparso nella lontananza. Come si spiega. ciò che vive in me. sappiamo per certo che esistono anime che vagano e ci ascoltano. tutta- . a modo loro. australe. Ma forse questa è la vera ragione che dovrebbe animare il dialogo. posso dimenticare tutto questo e continuare a esistere. e il palcoscenico della vita o dell’aldilà che cerchiamo si popola di personaggi insospettati. allucinante. il tumulto del loro incontro. fa strane smorfie. le tendenze epagogiche aristoteliche rivolte verso i poli del particolare e dell’universale (sono 32). e così via fino ai due aspetti analitici di ogni dimensione (sono 8). l’immortalità. È vero. Forse implica. la nostra immortalità. Anche tra queste deve esistere un dialogo. la tipologia del Systema in tutte le sue tetradiche strutture ontiche: quella biogenetica formativa e funzionale della macchina corporea. ciò che permane in me e io sono capace di percepirlo e trasmetterlo: è una presenza ontica e immaginale. allora. poi passa alla suddetta divisione tetradica (sono 4). È vero. in tal modo. come quando nel cielo nero. spettacolare. che hanno già un riferimento sistemico e ontologico. «perché lo vediamo». Borges non riesce a sentire ciò. fino all’infinito (sono ∞). Continueremo ad essere immortali. una nuova eidofania dell’essere. le dinamiche consce e inconsce (sono 128). in quel frastuono di voci e canti. sia possibile continuare il dialogo dell’aldilà quando. «Probabilmente solo l’uomo è capace di ribellarsi nel suo universo esistenziale ed è capace di genocidi». ed è meglio non saperlo»15. in agguato tra le foglie degli alberi fioriti di Tucumán. dirò che credo nell’immortalità: non nell’immortalità individuale. la dimensione della sua presenza. Sarà un’allucinazione?. e Benjamìn riflette. quella intuitiva spazio-temporale di presenza dell’uno. chiede qualcuno. del meriston o dell’ameres. Ancora una volta: sarà retorica? Non so cosa vogliono dire quelle parole nella loro essenza ultima. e infine tutte le possibili versioni del carattere dell’Io. Quest’immortalità non ha motivo di essere individuale (sic). Se così non fosse resterebbero soltanto delle immagini isolate. se si rispettano nella loro armonia cosmica. amore senza querimonie. si isola dal mondo – rifletto io – e continua a vivere. piuttosto. come per incanto. […] Per concludere. la ricerca assiologica dei valori e delle rispettive enantiofanie (sono 64). e tutto questo vivrà in me anche se io non lo nomino. può prescindere dal fatto incidentale dei nomi e dei cognomi. atteggiamenti circostanziali. Io non accetto questa distruzione ontologica e non comprendo come. la dinamica personale: lo potrà condurre verso assurde realtà. In questa lunga citazione vi sono delle verità.

A. 1982. ma già ridotta a un paradigma. vale a dire il suo archetipo che non ha né maschera. Pettazzoni. l’immortalità di qualcuno che. Il concetto di sincretismo (e l’opposto di diacretismo) culturale è stato introdotto in occasione di un Simposio sull’Antropologia d’America.I. Il Fuoco.Fondatore: Alexander Lowen Riconosciuto dal M. 4. Gehlen./fax:065741595 E-mail: info@analisibioenergetica. Kerényi. 1. Napoli. l’archetipo proprio. tuttavia vive in me. 1966. 7. 1912. Non è neppure l’archetipo in senso junghiano ma. . oggi.Costo annuo: 2. Junta Distrital do Porto. 1983. n.U. 12. • Il mio dialogo. 1970. Rovereto. Einaudi. Roma. seduto nel suo studio di Belém. 1962. 1958. né contingenza.IIFAB. 2a ed. Sacchetti. A.IT . Il carretto racconta. Per una nuova epistemologia. D. Teoria e pratica del mandala.I. (D. Sacchetti.Titolo: Diploma di Psicoterapeuta ai sensi dell’art. Vedi anche Forme mandaliche nel mondo andino. 11. Può darsi che sia un altro. • Quest’altro Juan – che è una semplice manifestazione ontica dell’anima – come persona.Ammissione: entro il 20/12/2007 per un massimo di 15 iscritti . ovvero l’archeofania presente di ciò che sarà.ANALISIBIOENERGETICA. Rovereto. Giada. Stanford. che non è il mio amico Juan.Costo annuo: 600 Euro + IVA . Non posso tradurre vivencia in nessuna lingua. Homo solaris. A.Ammissione: entro il 15/10/2007 . XLVI. 16. • È vero. Ibidem. Jung. Astrazione e simbolismo nell’ornamentazione. Genesi. Bateson e l’uso. Astrolabio. così come la biotipologia e la statistica trattano il corpo e le sue funzioni. Liviana. NOTE Definizione del Thesaurus Lingua Latinae. • Esiste un pericolo: potrei non conoscere abbastanza bene Juan per scoprire il suo immaginale: credo in lui. Frankfurt.l’immaginale 17 via. 1966. 1. 1974. • Tutto ciò mi fa pensare all’immagine come categoria. 20. 1981. 1982.Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica fondato nel 1990 Affiliato all’I. A proposito dell’artigianato sardo. poi scomparsa nelle lingue volgari. ma non Juan che vive e sta scrivendo in questo momento. 209. Cfr. 2. Sacchetti. 1966. P. allora. G. 1981. Rassegne di «Responsabilità del Sapere». ho la certezza che si tratta di una vivencia mia. Buttitta. C. come se io rappresentassi realmente una tipofania di questo e non un semplice esemplare. 21. Magni. K. 8.Organizzazione: weekend e intensivi di 4 giorni Nel progetto didattico è prevista una ampia parte di formazione teorico-esperienziale con qualificati trainers riconosciuti a livello nazionale e internazionale Supporto nella ricerca di analisti bioenergetici qualificati e informazioni aggiornate sulle attività dell’Istituto sui siti: WWW. in Naven: A survey of the problems suggested by a composite picture of a culture of a New Guinea tribe drawn from three points of view. Firenze. 19.A. come una sorta di «biotipo» dell’anima. Psicologia e alchimia.A. Palermo. 2009 . Rassegna già citata. il proprio paradigma basico.B. Caggia.750 Euro . Non è questo il luogo adatto per rifiutare atteggiamenti che non trovano spazio in queste pagine. Giuseppe Carzedda Corso Quadriennale di Formazione in Analisi Bioenergetica per Medici e Psicologi Corso Biennale per Conduttori di Classi di Esercizi Bioenergetici . specie o natura della personalità nella sua «standardizzazione». Ma è importante? • E vi è anche un paradosso: probabilmente quel Juan di domani non è il Juan di oggi.I.M. dal Don Chisciotte al Martin Fierro . Torino. probabilmente con un altro Juan. • È questo il vero Juan cui mi riferisco. Ciò che interessa è stabilire che la categoria di quest’immagine – quella dell’immaginale dell’uomo – non è una mera idea né un modello. L’immaginale di Juan.B. 19. Silva. 6. piuttosto. poiché è l’essere qui presente. P. «Rivista di Etnografia».V. dubiterei circa la diretta eredità africana che il Maestro sosteneva.ORG WWW. lo conosce solo Dio. 1983. deve ancora essere e non è. XVI. Uomini e dei sul tetto d’America. • E inoltre: sto parlando della sua immortalità. da Sartre a Bachelard a Husserl e tutta la scuola dell’esistenzialismo o della fenomenologia dei giorni nostri. 15. non si stabilisce con una persona reale. 3. R. parlo con colui che pensavo fosse Juan.Titolo: Conduttore di Classi di Esercizi Bioenergetici . Padova. . La religione primitiva in Sardegna. 22. 20/03/1998) Direttore responsabile: Dr. Portugal. P. 10. da Spinoza a Leibniz. L’immaginale. 1981. Piacenza. 5. 1949. «Atti dell’Accademia Roveretana degli Agiati». Lecce. che si è tenuto a Tucumán (1982) presso I’Universidad del Norte Santo Tomas de Aquino ( UNSTA ) sotto gli auspici della Fundacion Genus. Rassegna di psicologia analitico-esistenziale. 3 L.G. «L’immaginale». È l’eidos come forma. 13. «Folia Humanistica». Annia Faustina 9 – 00153 Roma Tel. Prospezioni storiche del mio «Systema» psicogenetico. Traduzione di Maria Rosaria Buri I. Sacchetti. 2. immanente e profonda in tutte le dimensioni psicogenetiche dell’essere: e rivela un universo nel quale siamo consci di essere protagonisti. Ha l’anima o l’immaginale della sua anima. Ci riferiamo alla dissoluzione psicogenetica di coniazione jacksoniana ripresa in considerazione da B.it L'Istituto organizza inoltre: • • • • Corsi triennali di counseling psico-corporeo Corsi annuali per psicoterapeuti di altra formazione Corsi per conduttori di Training Autogeno Seminari dimostrativi gratuiti . 56/89 . «L’Universo». «Atti dell’Accademia Roveretana degli Agiati». 1950. che guarda con la sua coscienza… come quei volti di pietra viva che appaiono come sfingi nella poesia di Trakl interpretata da Heidegger. parodia e libertà. 9. viva sì. Non lo so. vol. analisi immaginale e archetipologica. Magni. Torino. VARIAZIONI SUL TEMA • L’immaginale. 17. né la persona nella sua totalità. 6. Tucci. aspetto. 2007 – Roma Per informazioni: V. ma un’autentica espressione di un qualità presente che non sfugge alle nostre percezioni poiché risveglia in noi una sorta di familiarità necessaria. Sacchetti. Roma. Psicofanie. «L’immaginale». La citazione è importante.Istituto Internazionale di Analisi Bioenergetica . secondo il concetto di G. né condiscendenza: potrebbe essere quello di ieri o quello di domani. Genova. Disertori e Marcella Piazza nel Trattato di psichiatria e socio-psichiatria. Roma. 14. A.Inizio e sede: gen. A.F. Boringhieri. Molti sono i filosofi che hanno trattato l’argomento: da Cartesio a Hume. come se si facesse un’ipotesi tipologica individuale. XIX.R. Magni. Miti e misteri. A.Inizio e sede: nov. Mito.Roma . 18. sebbene io. Der Mensch. non è qualcosa di esclusivamente esistenziale. 1982. A. Barcellona.

la cui luce simbolica è legata ai Misteri Eleusini. che a metà del 1800 fu nella sua patria il promotore di nuove forme di religiosità. che è intessuto (riferisce Kerenyi che tutte e tre le Moire erano Klothes. in ogni sua «immagine» dal filo di Ananke e dalle sue numerose personizzazioni. 2003). rappresenta lo specifico progetto dello Spirito. Le stelle fisse. Marx. alias il mondo di Psiche. l’autorealizza- . costituiscono la rete necessaria (Ananke). 123). che] è un raggio che illumina una zona della mente e ci fa risuonare note. i contenuti che saranno discussi. evocheremo le trame della vocazione-missione che «anima» la sua Carta Natale. attraverso un lavoro di ermeneutica astrologica. Valgano come esempi Freud. degli iniziatori. Quando una o più stelle fisse entrano in aspetto sinergico con uno o più pianeti-archetipi di una Carta Natale si attiva la necessaria «luce simbolica della stella [. Nasser. p. che hanno indicato nuovi percorsi al Pensiero. sentimenti. Nel rispetto di questa prospettiva di lettura. qualsiasi esso sia. concetto ulteriormente scandito dalla congiunzione3 di Kirone (che evoca la dialettica del guaritore-ferito) ai due luminari. simbolo vero e proprio di un’epoca. ai quali si oppone. 20). si erge Spica. di un nuovo logos. a causa del loro movimento lentissimo (percorrono circa 1° di longitudine ogni 72 anni). entro il quale il proprio Daimon è chiamato a operare. il profeta persiano Bab. cioè col progetto del novilunio in questione. bensì tenderà a evidenziare le sincronie tra la sua personale combinazione archetipica. vi auguro buona lettura. su cui si innestano le dinamiche archetipiche dei «pianeti erranti»1. Fatte queste premesse chiarificatrici. socia CIDA (Centro Italiano di Astrologia) V orrei qui «attualizzare». e. Anche i simboli dei gradi sabiani su cui poggia il novilunio. i principi teorici esposti in un mio precedente articolo. il presidente egiziano fautore del nazionalismo arabo o panarabismo. che immaginale. sia da un punto di vista strettamente tecnico.. la cosiddetta Carta di Luna Nuova Prenatale (cioè una Carta eretta per il momento esatto del 1° novilunio precedente la propria data di nascita). stella fissa di prima grandezza della costellazione Virgo. e passò attraverso il martirio. alla medicina. che conferisce ricchezza e onori. «il cui bambino assumerà varie forme emotive e culturali» (Rudhyar. per finire.. e il suo Pensiero. definite da me e da un mio caro amico «le Moire dell’Anima». dal titolo: Breve introduzione alla disciplina astrologica. Studio sulla Carta Natale di J. l’interpretazione non toccherà la sua vita privata. che troviamo congiunta al Sole natale di Nietzsche). la stella Arcturus (stella fissa della costellazione Bootis. le «straniere residenti» (Hillman. La scelta di fare un lavoro ermeneutico sulla Carta Natale di Hillman nasce anzitutto come ringraziamento personale a un grande Pensatore. volutamente. in ogni oroscopo il rapporto soli-lunare.l’immaginale 18 Technè astrologica. filatrici. in opposizione2. In un caso come quello che ci accingiamo a indagare. che incarnò e inaugurò uno stile espresso da un codice estetico e comportamentale ben preciso. 59). apparso su «Babele» 33 (p. La nascita di Hillman avviene sotto l’egida di uno Yeros Gamos celeste: Sole e Luna (Anima e Animus) in novilunio in Ariete. simboleggiato da una donna incinta. Uomini di grande levatura sono nati durante la fase di novilunio. idee» (Gambassi. e aggiungerei altresì la patologizzazione intrinseca al nucleo di significati archetipici della stella e del pianeta (o dei pianeti) che entrano in sinergia. il rilascio di un nuovo seme. nonché notorietà sociale e professionale. scandiscono un nuovo punto di partenza (Ariete). o addirittura arricchito il patrimonio culturale dell’intera umanità. Se in astrologia la Carta Natale di ciascuno rappresenta il progetto del proprio Daimon. rispettivamente. cioè il caso in cui una nascita avviene durante un novilunio. configurata nella Carta Natale. sarà privilegiato l’asse del Fato. Con l’ausilio delle tecniche astrologiche. p. le istanze del Sé coincidono perfettamente col progetto più largo nel quale si è inseriti. la regina Vittoria. che darà inizio a un nuovo ciclo (aspetto di novilunio). e. al concetto di «prendersi cura». 1973. indicano un elevatissimo grado di fecondità. Di fronte ai due luminari (Sole e Luna). 1991. anche se solo una di loro si chiamava Cloto). produce le polarità conosciute come Tyche (Parte di Fortuna) e Daimon (Parte di Spirito). che hanno lasciato profonde tracce dei loro ideali personali nel sociale di appartenenza. e nell’interpretazione saranno utilizzate le Stelle Fisse. altresì. Secondo l’astrologia classica. che rappresentano. È di notevole importanza soffermarsi sul fatto che la nascita in questione avviene durante un novilunio (con uno scarto di pochi secondi). e in genere si tratta di personaggi accomunati dal fatto di essere stati dei pionieri. Ho inserito il grafico natale di Hillman per consentire di visualizzare. alla fecondità. Hillman PIA VACANTE Dottoressa in Storia e Filosofia (CT).

Plutone è congiunto a Sirio. oltre ad essere congiunto ad Alrischa. traduco: la vocazione (Medio Cielo) di Hillman sono i valori (Venere) inferi (Plutone. astronomicamente conosciuto come A Sagittarius. Oltre al Centro Galattico. p. Persefone e una psicologia della morte». dunque sull’asse della conoscenza (Gemelli-Sagittario). «la stella ardente». p. p. la porta simbolica della Casa della Fratellanza. L’Ascendente. e Zavijava.. è una radiosorgente. cioè il percorso evolutivo ascendente. opposto polare della Parte di Fortuna4.l’immaginale 19 Figura 1. che fonda le particola- . e così è nel nostro caso. una «stella nera». celate agli occhi della comune coscienza profana. è il modo in cui gli dei toccano i nostri sensi. comprende stelle fisse come Betelgeuse. stella fissa della costellazione Virgo. la cui luce simbolica evoca l’ingresso del Tempio della Conoscenza. la rete stellare suddetta. L’atteggiamento nei confronti dell’Anima viene indicato dagli aspetti astrologici di Plutone-Ade. ond’è chiamato timone» (Picard. così come Ade sta fianco a fianco con suo fratello Zeus. i suoi desideri. il compito della coscienza risiede allora nel riconoscere il costrutto archetipico del suo pensiero: che le sue azioni. Ma cosa evoca l’Ascendente in questo caso? L’Ascendente cade in Gemelli. La Carta Natale di James Hillman zione materiale e sociale. dagli antichi (dalla mitologia cinese all’indiana. amore e mondo. La morte nell’anima non è vissuta come proiezione nel tempo [. La bellezza è anche una necessità ontologica. Tyche e Daimon sono congiunti all’Ascendente. 48). e ci attirano nella vita. che è congiunta al Medio Cielo. e il pensiero va subito a L’anima del mondo e il pensiero del cuore»5. la Mente nel suo significato di guida interiore. che evoca la possibilità di accedere alle conoscenze psichiche e spirituali. che rappresenta la «Mente della Donna Celeste». o il dio egiziano Anubi. Nel caso di novilunio. il cui movimento conduce dalla materialità all’Anima. «come datore della vita e dello Spirito. il Tempio della Sacralità Universale. Plutone intrattiene un aspetto di trigono con Venere.. è la propria enthymesis che all’esterno si manifesta come macrocosmo» (Hillman. Anche Kirone (la cura). 1993.] essa è simultanea alla vita di ogni giorno. che rappresenta il cuore. Nella nostra Carta Venere è inoltre congiunta alla stella fissa Deneb della costellazione Cygnus. le sue appassionanti convinzioni sono tutte immaginazioni – creazioni dell’himma – e che quanto esso sperimenta come vita. guida di anime. il principio alchemico di morte e rinascita). 348). 129). alla greca. 2000. La luce simbolica di Sirio evoca. ed è proprio il mito di Ade e Persefone (Plutone trigono a Venere) che costella questa configurazione astrologica. stella fissa della costellazione Orione e congiunta all’Ascendente. da cui traggo le seguenti parole: «Qui la morte è il punto di vista “al di là” e “al di sotto” della preoccupazione della vita. e l’Opus contra naturam. il cuor di Leone (costellazione a cui appartiene la stella): «Per il coeur de lion. secondo gli antichi astrologi. 1997. che. è deletteralizzata. che in Re-visione della psicologia diventa: «Ade. «la fortuna (o la stella) delle cose nascoste». la Via degli dèi e delle anime. che conferisce straordinarie capacità di apprendimento. e alla stella fissa Sadachbia (costellazione Aquarius). La ricchezza di Ade-Plutone si riferisce in termini psicologici alle ricchezze che vengono alla luce allorché si riconoscono le interiori profondità dell’immaginazione» (Hillman. raggiungono il cuore. Tyche e Daimon sono sinergicamente in aspetto a una particolare rete stellare. è in aspetto di Grande Trigono6 con il Centro Galattico e con Regulus (una delle quattro stelle regali dell’astrologia classica). che fa capo al Centro Galattico a cui è congiunto il Punto di Illuminazione. la stella fissa più luminosa del cielo. della costellazione Canis Major. Il Centro Galattico5. figure legate alla funzione di psicopompo. veniva immaginata come il Cuore pulsante dell’Anima del mondo. Oltre al fatto che la congiunzione al grado di Venere al Medio Cielo denota la vocazione estetica: «La bellezza è una necessità epistemologica. non più morte medica ed escatologia teologica di paradiso e inferno. stella fissa della costellazione Pisces che evoca i legami d’Anima tra l’umano e il Divino. Hermes. L’Ascendente viene posto dall’astrologia classica. e via dicendo).

«La valenza erotica nera di Ecate deve essere assunta come un’espressione essenziale dell’intera psiche. Nella nostra Carta. figlia unica. che consentono l’ingresso in campi più elevati. e consente al cuore di trovare l’intimità con ogni evento particolare in un cosmo pluralistico. Dobbiamo vedere in Lilith-Luna Nera. in senso destinale. funge da elemento catartico-rigenerativo (Saturno in 6° Casa e punto focale del Quadrato a T). perfino quelle invisibili. in 8° Casa. la fatica del percorso. per quanto riguarda questa tematica. Il novilunio in congiunzione a Kirone in 11° Casa testimonia della diffusione nel sociale. che evoca il mito del «portatore di buone notizie». e da una mente rivolta verso il profondo. nel mondo. parecchie sinergie tra pianeti e stelle indicano. avanzando instancabilmente nei territori conoscitivi (Marte congiunto a Giove e membri entrambi del Quadrato a T). o esprimersi. Tutto ciò viene ulteriormente rafforzato dalla congiunzione di Giove alla stella fissa Nashira (costellazione Capricornus). dell’angoscia divorante. nel mondo fenomenico. che dà tendenza a esaurimenti nervosi. di colui che diffonde nel mondo la conoscenza che è stato in grado di tirar fuori dal profondo (Nashira). e la crisi sopravviene. in questo oroscopo. dell’apostolo. stella fissa della costellazione Cetus. Mercurio inoltre è congiunto a Deneb Kaitos. 140). ma che qui non possiamo discutere). la lotta col mostro. la forza del rivolgimento. ma attraverso rapporti «ombra» molto tormentati con cui l’uomo Hillman ha dovuto fare i conti in maniera intensa e problematica. p. da un himma ardente nel cuore» (Hillman. a cui l’uomo Hillman. Secondo Kerenyi. la principessa da liberare: il Pensiero Riflesso (Atena salva Perseo dalla pietrificazione mostrandogli la testa di Medusa riflessa in uno scudo lucente) è la . dei deliri allucinatori. tra i meandri terrifici del velo di Ecate. in quanto essa non ha un suo topos ben preciso. La stella. Ecate non può essere considerata un archetipo come gli altri. da lei percepiti. Zeus. che indica la trasgressione. Ecate insidia Nettuno10 (al quale è congiunto): il regno delle ombre lunari. come immagini. il mare. del diffusore del Dharma. Per il mondo pervaso di anima anche noi siamo oggetti dell’aisthesis. solo con se stesso. Nella Carta che stiamo discutendo. la coda della balena. grazie al quale è possibile guadagnare vasti territori al mondo della conoscenza (l’opposizione del Quadrato a T si svolge sull’asse 3°-9° Casa). il cui mito è quello di Perseo che mostra la testa di Medusa. anche lei monogenes. con le sue unghie nere e i piedi sporchi di fango. data la sua somiglianza a Persefone.l’immaginale 20 rità sensibili del mondo. che copre tutte le cose. in aspetto di quadratura. della prospettiva archetipica e del «prendersi cura» delle figure immaginali che risiedono e governano la nostra anima. orgoglioso ed emotivo. La configurazione astrologica detta Quadrato a T. 1993. il punto Vertex (l’ascendente dell’Anima) e Saturno (la struttura ossea e psicologica). il mostro. è una binaria a eclissi. e il suo stile di pensiero e di scrittura ad esso speculare. riguarda la dialettica tra l’attività (i due quadrati) e l’equilibrio (l’opposizione). È un gioco di forze che possono implodere conflittualmente. pp. al di là del significato biologico. la terra. stella fissa della costellazione Serpens che conferma ancora i pericoli dell’esaurimento nervoso. stella fissa della costellazione Virgo. collo del serpente. e ricordiamo infine l’ascendente in Gemelli (sistema nervoso) e la forte enfasi sull’asse 3°-9° Casa (asse Gemelli-Sagittario). funge da deterrente all’impeto conoscitivo (Ecate opposta alla congiunzione GioveMarte in 9° Casa11). La configurazione astrologica più pregnante. nella nostra Carta. La via che la Carta propone in vista di un buon utilizzo del Quadrato a T la ricaviamo dai seguenti elementi: le crisi catartico-purificatorie (Saturno in 6° Casa) fungono da strumenti per l’evoluzione spirituale della persona (congiunzione di Saturno alla stella fissa Hadar-Agena della costellazione Centaurus). 1978. Sole e Luna sono congiunti a Baten Kaitos. poiché quando nel nascente Olimpo vennero distribuite «le dignità e le onoranze» (cioè in altri termini il sistema delle Dignità e Debilità planetarie). attraverso modalità potenzialmente e altamente trasformative. graffia. e poiché entrambe le stelle da cui è composta si occultano a vicenda secondo certi ritmi temporali. le permise di mantenere la triplice dignità che ella possedeva come divinità pre-olimpica. Casa cosignificante del segno Scorpione). considerata dagli antichi astrologi tra le più malefiche del cielo. ha dovuto fare fronte: per esempio. il rischio è quello di sprecare le energie per mancanza di equilibrio. stella fissa della costellazione Perseus. da qui trae origine l’idea di Algol-decapitazione. quanto degne di essere sacralizzate. e probabilmente anche gli inferi. La riuscita dell’opera comporta altresì la tematica dello scontro-incontro (opposizione Saturno-Algol) con Al Ghul. In questo caso la manifestazione fenomenica che chiamiamo «crisi». e la cui attivazione si può manifestare fenomenicamente attraverso crisi personali tanto massacranti. forse persino espirati esteticamente. Algol rappresenta il conflitto tra la parte luminosa e quella oscura della psiche. la posizione di Lilith-Luna Nera-Ecate. come Ecate. Saturno è congiunto a Unukhalai. da una «supermente» scattante (congiunzione Mercurio-Urano8). La prometeica e combattiva forza trasformativa opera nel profondo (Marte in Acquario. che potenzialmente è in grado di acquisire conoscenza dei fattori strutturali (archetipici). l’aspetto spirituale del demoniaco e del suo significato numinoso» (Sicuteri. il drago. e si indirizza al «prendersi cura di» (con tutte le implicanze che ne derivano. il tesoro da conquistare. E a questo proposito è emblematicamente significativa. o profondi. stimolata e attivata dal quintile7 che si crea tra Marte (forza e autodeterminazione) e Kirone (la cura). da cui emanano tutte le manifestazioni fenomenico-esistenziali (simbolo sabiano del grado su cui poggia Saturno). gioca a costringere l’uomo in quel «buio in cui tutte le vacche sono nere». Afrodite dà uno sfondo archetipico alla filosofia della “singolarità”. che dà carattere solitario. L’iniziazione al mondo infero avviene. inspirati esteticamente dall’Anima Mundi. anche creativamente. è il Quadrato a T. Il tutto gestito da un Mercurio Prometeico (cioè una mente lungimirante). È una configurazione che dà forza e motivazione in prospettiva di una meta. che rappresenta il «potere della coda». stella fissa della costellazione Cetus. 71-72). Venere è opposta a Thuban. ne sono la manifestazione fenomenica. impegnata con notevole sforzo nella costruzione di nuove strutture di coscienza (larga quadratura calante9 MercurioPlutone). onorandola sopra tutte le altre divinità. e cioè il prendere parte alle questioni che riguardavano il cielo. e del maestro (Giove) dell’Anima (ancora Giove). stella fissa della costellazione Draco. nonché congiunto a Zaniah.

268). ci formiamo un’immagine. entrambi pianeti focali della configurazione. 1973.00 . che. 113 e 117). può condurre «al messaggio dello Spirito Santo che annuncia una Nuova Legge» (ibidem).. secondo il Kerenyi. essa indossava sandali d’oro: ancora una volta ritorna il tema della via archetipica che conduce dal profano al sacro. Questo è l’aspetto numinoso di Ecate-Luna Nera. allora la coscienza stessa può essere più profondamente concepita come fondata sull’Anima. «risultante da sconvolgimenti emotivi o dall’irruzione di forze e di impulsi inconsci nella coscienza» (ibidem. nel suo aspetto di dea luminosa. Marchi.magiedizioni. e dice ancora che come Noè ricevette il messaggio della colomba. 4 00161 Roma tel. 73).854. la nozione di riflessione – “piegarsi all’indietro” e “volgersi verso l’interno” dando le spalle al mondo e ai suoi stimoli per dedicare l’attenzione a immagini ed esperienze psichiche – è quella che più si avvicina alla sua nozione di Anima [. è il simbolo sabiano del grado vuoto e opposto al Midpoint Vertex-Saturno.] Da questi brani emergono conseguenze di vasta portata.l’immaginale 21 chiave che il mito propone. 06. sessualità. richiamiamo alla mente una cosa.com . anziché sull’Io» (Hillman. dopo aver affrontato una crisi collettiva..00 IVA INCLUSA Per informazioni sulla modalità di abbonamento: Edizioni Magi via G. un punto focale attraverso cui le forze Trans-personali annunciano una Nuova Legge alla coscienza personale. e se l’istinto riflessivo rimanda all’archetipo dell’Anima. La chiave che ci può permettere di comprendere meglio il significato del Quadrato a T.00 BIENNALE (ENTI: a 40. e che nella fattispecie ri-aprono al «Pensare» (uso il termine Pensare nel senso strettamente heideggeriano) possibilità antiche. p.72 redazione@magiedizioni. dalla materia all’Anima. fenomenicamente. Tornando a Ecate-Luna Nera. ecco Eleusi e Persefone e Ade. di cui voglio che sia lui stesso a parlare: «Poiché questo mito è al centro del principale culto misterico greco di trasformazione psicologica. così come la «visione in trasparenza» è il personale modo hillmaniano di superamento dell’eclissi (Algol): «Delle cinque pulsioni istintuali che Jung prende in esame (fame.00 ANNUO INDIVIDUALE a 65.com www.22. e pur sempre attuali nell’Anima: trattasi ovviamente della prospettiva archetipica. le immagini del simbolo rimandano alla potenzialità intrinseca di rendere se stessi (in questo caso attraverso un certo modo di fruire le «crisi») una sorta di canale aperto. p. pp. Il simbolo dice testualmente: «l’ispirazione spirituale che viene all’individuo nel superamento delle crisi» (Rudhyar.a 80. la violenza di Ade sull’anima innocente è una necessità centrale per la trasformazione psichica» (Hillman.. 1989.06. un vero e proprio addestramento alla rivista di psicologia analitica Nuova serie n. p. attività. infine. l’atto per cui ci fermiamo.00 ABBONAMENTO: a 36. la dea trimorfa Ecate-Lamia-Empusa. si manifesta attraverso la vitalità psicologica che anima la sua opera. il modo in cui viene affrontata la crisi personale. e ci poniamo in relazione con ciò che abbiamo veduto. Al di là del letteralismo delle parole appena citate. in qualità di tartaruchos (padrona del Tartaro) e. (che grande rilievo possiede nella Carta in questione).854. 2000.. ecco la trasformazione della psiche.20. 72). così. cioè nuove prospettive di Pensiero. Essa va dunque intesa come atto del diventare coscienti” [. Essi indicano nientemeno che una visione completamente diversa del fondamento archetipico della coscienza. riflessione.] Ovvero come si esprime Jung: “la riflessione è un atto spirituale che va in direzione opposta a quella del processo naturale. quello di Eleusi. una numinosità che richiede per essere resa attuale (nel senso aristotelico del termine). oltre che con i piedi di fango. creazione).00 BIENNALE) ESTERO a 20. Se il “divenire coscienti” ha le sue radici nella riflessione. 23 – Volume 75/2007 PREZZO VOLUME SINGOLO: a 20. veniva raffigurata con i sandali di bronzo.56 .

Il loro significato astrologico. 1985. La Sacralità del pensiero hillmaniano trova qui le sue radici destinali.79 – 338/34. L’anima del mondo e il pensiero del cuore. 10. Milano. Una chiave per la comprensione della personalità. Scorpio (profondità psichica). Garzanti. RUDHYAR D. e una focalizzazione interiore di energia e di coscienza in vista di un’autorealizzazione spirituale (simbolo sabiano del grado su cui poggia Lilith-Ecate). sopra e sotto. Anatomia di una nozione personificata. nell’Uranografia è circondato dalle costellazioni di Ofiuchus (alchimia. simboleggia la Mente Universale... 1988.it www. Ricordo che la 9° Casa veniva così considerata dagli antichi astrologi: «ciò che è degli dèi. la Luna Piena svela il regno dell’“identità spirituale” dell’uomo. e. p.. 4. p. muta da una regione all’altra. Adelphi. che consentono (e questo è il simbolo sabiano di Urano) di trasformare la falce di Luna Nuova (ricordiamo il novilunio tra Sole e Luna) in Luna Piena. attualmente è ampiamente utilizzato nel trattamento di varie patologie e disturbi. Edizioni Federico Capone. relativamente alla visione che è stata interiorizzata durante la fase di opposizione. 2002. 8 Mercurio rappresenta la mente umana e i suoi processi. la Casa nona fu chiamata Casa della sapienza. nel caso in cui. anzi nella più Piena fra tutte le Lune.210 e-mail: isabelf@tin. grazie ad esse. p.. I nodi lunari e la luna nera. a quale Dio. 36). con notevole sforzo.l’immaginale 22 concentrazione totale. Milano. La vana fuga dagli dèi. Milano. KERENYI K. Secondo D. ottava superiore di Mercurio. è «anche un agente attraverso cui la Totalità può esprimere se stessa in un atto di risonanza e di liberazione creative» (Rudhyar. Inc. Milano. 47). Mercurio e Urano. Anima. aleggia dentro e fuori. 194).. Il ciclo di lunazione. e percepibile soltanto con l’«intuizione noetica».70. Astrologia e mito. passata la culminazione. 1973. all’indugiare di Saturno su un determinato grado eclittico anche fino a un mese e mezzo. 134-135). 1997. e che si riscontra con frequenza in individui altamente creativi. Il Centro Galattico. della sua immortalità individuale» (Rudhyar. oppure in una frustrante frattura. e che così appare nel mondo (la congiunzione tra i due pianeti si verifica in Decima Casa). oltre ad essere un’immagine della Totalità dal punto di vista dell’ambiente in cui vive. 1993. 2. SICUTERI R.. La Luna Nuova è il punto di partenza del ciclo della “vita”. Gli dèi e gli eroi della Grecia. Il quintile è un aspetto astrologico che offre l’utilizzo di illimitate capacità creative. ma a quale luogo appartengo io. pp.Quando il Sole.. e Sagittarius (conoscenza). e configura un tipo di individuo che. su quale altare posso lasciare me stesso. Milano. Roma. Giove. Il Saggiatore. Rivolto inizialmente al Disturbo Post-Traumatico da Stress. Adelphi. o che si trovano a pochi gradi di longitudine l’uno dall’altro. in Decima Casa costituiscono alleati archetipici di grande rilievo (entrambi sono in trigono a Saturno) all’Opus contra naturam proposto dal quadrato a T: una mente (Mercurio) scattante. Le stelle fisse. Urano. Astrolabio-Ubaldini. Adelphi.T. topoi psichici su cui è possibile dipanare la matassa del quadrato a T (asse 6°-12° Casa). 1991. Roma. 2000. 1985. l’unione di Atman e Brahman. 2003. Adelphi. Milano. se preferiamo il linguaggio plotiniano. «Sia la Luna Nuova che la Luna Piena costituiscono degli inizi. 3. Armenia. PICARD E. Torino. con estrema disciplina (Saturno in 6° Casa). DE LONGCHAMPS M. 1. o. 6.10 Giugno 2007 • CAGLIARI 22 . L’archetipo Nettuno ha a che fare con l’«unificazione». medicina). Le case astrologiche derivate.88. Mercurio. in cui vengono esperite forme di crisi non nell’attività o nell’azione. Conoscere le stelle. declina verso occidente. 1978. che procede a ritmi inarrestabili (Urano). 11.. la sua personale Epistrophè. WORKSHOP EMDR • VICENZA 08 . Venere. Astrolabio-Ubaldini. 1997. Il senso della devozione e del rilascio. Il mito dell’analisi. giacché questa Casa è sopra l’orizzonte. GAMBASSI M. è sfuggente e inafferrabile alla concettualizzazione. su quel grado. • Attribuiti 17 (diciassette) Crediti Formativi ECM Il workshop è rivolto a psicoterapeuti. Il ciclo delle trasformazioni. Roma. 1972.. l’individuo tende a costruire. un vero e proprio faccia a faccia tra le funzioni psichichepianeti coinvolti. Rudhyar il Punto di Illuminazione è la potenzialità insita in ciascun essere umano di percorrere la «via cosciente». 9 La quadratura calante indica una fase del rapporto tra due pianeti-funzioni psichiche. Ora poiché la scienza si fonda sulla continua ricerca e sul moto incessante dell’anima. Milano. L’aspetto astrologico di congiunzione indica forme di cooperazione tra le funzioni psichiche indicate da due o più pianeti che hanno lo stesso grado di longitudine. 1973. Non si tratta più di sapere a quale luogo appartengono. 5.ssa Isabel Fernandez Tel. bensì nella coscienza. Xenia Editori. che può risolversi in una realizzazione integrativa.emdritalia. Il trigono è un aspetto astrologico che simboleggia un libero fluire tra le funzioni psichiche rappresentate dai corpi celesti coinvolti. NOTE I sette pianeti dell’astrologia classica – Sole. Luna. il moto diretto del pianeta si converte in retrogrado o viceversa.. trovano espressione in parole come queste: «Le mie fantasie e i miei sintomi mi rimettono al mio posto.24 Giugno 2007 • TORINO 21 . 1997.23 Settembre 2007 L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing è uno dei metodi più innovativi a livello psicoterapeutico che può essere integrato nei diversi approcci terapeutici aumentandone l’efficacia. Consiglio di immaginare l’aspetto astrologico di opposizione come una sorta di aut-aut. Studio astronomico e astrologico. la Ragione Illuminata. entro quale mito la mia sofferenza si trasformerà in devozione» (Hillman. Attraversando luoghi psichici tormentati e faticosissimi. Milano. Saturno – che si muovono molto velocemente in relazione alle costellazioni: dai tredici gradi circa che percorre giornalmente la Luna sull’eclittica. quasi anima che muta da luogo a luogo» (Picard. Marte. L’esperienza esistenziale e immaginale hillmaniana ci indica la Via che conduce alla Luna Piena della coscienza. l’immagine di Ecate con i piedi pieni di fango può trasmutarsi nella Lamia con i calzari d’oro. Il certificato rilasciato dall’EMDR Institute. è l’attualizzarsi dell’Epistrophè. La Spiritualità nell’opera hillmaniana permea di sé ogni cosa. HILLMAN J. 1972. abilita alla sua applicazione clinica Per informazioni: Dott. Astrolabio-Ubaldini. 1989. 7. Una reinterpretazione astrologica dei simboli sabiani. Re-visione della psicologia.Fax 0362/55. Roma.. Perciò a questa Casa furono attribuiti i viaggi e quelli lunghi. Mediterranee. e i sogni e l’espatrio. Ma c’è ancora di più: il simbolo sabiano di Mercurio narra della sacra identità di Atman e Brahman (l’Anima personale e l’Anima del mondo). instancabile. forme nuove di coscienza. BIBLIOGRAFIA ACAMPORA E.it . della legge e dei sogni.

del rito analizzano il suo carattere simbolico. Lo studio sull’emergenza del significato simbolico nella mente umana. con il setting rigoroso della stanza dello psicoanalista. 312 Q uesto volume rappresenta il primo esauriente tentativo di integrare alcuni aspetti della psicologia analitica con le nozioni provenienti dalle neuroscienze e dalla psicologia in generale.00 – FORMATO: 14. in un excursus che attraversa diversi ambiti dell’esperienza umana. l’ingresso e l’uscita dall’attività lavorativa. non è prerogativa dell’uomo religioso né di quello secolare. La maschera e il travestimento trovano nel rito le loro ragioni storiche e soprattutto psicologiche. Il rito appartiene alla normalità e alla patologia. la vita dell’uomo è satura di comportamenti rituali. con i suoi riti agrari. del suo funzionamento psichico e del suo contributo al processo di cambiamento nel corso della terapia analitica. Inoltrandosi negli ambiti delle scienze cognitive. una cornice per l’integrazione della psicologia junghiana nella prospettiva evolutiva. organizzando le esperienze quotidiane in schemi che potranno poi guidare le nostre future aspettative di vita in tutti gli aspetti. www. il matrimonio.magiedizioni. della psicologia evolutiva e della teoria dell’attaccamento. «ma derivano da processi evolutivi e dall’esperienza delle relazioni interpersonali. è praticato da persone ingenue e superstiziose e da persone intellettuali e razionali. «La mente e i significati non esistono a priori».5X21 – PAGG.Dimostrano come il rito accompagni l’evoluzione psichica individuale e collettiva e come la molteplicità dei riti partecipi alla formulazione dell’identità dell’uomo.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion GENNAIO–APRILE EDIZIONI MAGI 23 informadilibri Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Immagini dall’Inconscio JEAN KNOX ARCHETIPO. Gli autori dei saggi qui raccolti.. nei momenti cruciali dell’esistenza. Gli archetipi che emergono nel corso delle prime fasi dello sviluppo psichico costituiscono il fondamento per l’evoluzione dei significati essenziali secondo i quali gradualmente costruiamo i modelli mentali del mondo circostante. Attraverso il rito l’individuo entra in una dimensione che lo sovrasta. afferma Jean Knox. infine. è presente nelle culture arcaiche e nella civiltà postindustriale. La loro estensione è universale e la loro presenza attraversa i tempi. nella patologia.com . ATTACCAMENTO.5X21 – PAGG. luoghi. 224 CLAUDIO WIDMANN (a cura di) IL RITO In psicologia. non ha scopi solamente propiziatori né solo gratulatori. non è fenomeno unicamente soggettivo. ANALISI La psicologia junghiana e la mente emergente IMMAGINI DALL’INCONSCIO – ISBN: 978-88-7487-218-3 C 24. Ne deriva una dettagliata e ben documentata proposta di revisione e reinterpretazione della natura dell’archetipo. trasmutative e terapeutiche. nella terapia. i riti trasfigurano le persone. e fa esperienza delle realtà transpersonali. le sue potenzialità strutturanti. L’obiettivo principale è rappresentato dall’aggiornamento del concetto di archetipo sulla base dei risultati derivati da indagini sperimentali e da studi basati sull’osservazione. oggetti e azioni della quotidianità. l’autrice interpreta in una prospettiva nuova la teoria e la pratica junghiane. quelli di passaggio all’età adulta. «Non è esclusivo del sacro né del profano. Nell’antropologia. né unicamente collettivo.00 – FORMATO: 14. con i riti di nascita e di morte. Il rito è dell’uomo». «I l rito non appartiene a nessun ambito specifico dell’esistenza». Avvolti da una particolare tonalità emotiva. in patologia.. con rituali ossessivi eseguiti negli ospedali psichiatrici. in terapia IMMAGINI DALL’INCONSCIO – ISBN: 978-88-7487-213-8 C 22. sia nel corso dello sviluppo che durante il processo analitico offre. incluse quelle relazionali». scrive Claudio Widmann.

G. la franchezza nell’esposizione delle lacune esistenti. apostata freudiano. Una delle figure più controverse del panorama intellettuale occidentale è. Il volume apre nuove prospettive su tutta la psicologia odierna e il ricco e finora inedito archivio utilizzato dall’autore costituisce una base per ogni futura valutazione dell’opera junghiana. gnostico. paradossalmente. gli autori dei saggi qui raccolti cercano di vincere molte delle resistenze e rimozioni ancora presenti nel mondo analitico.com . un vero arricchimento nei termini umanistici generali. per Jung. uno dei suoi personaggi più importanti.necessita di un’interpretazione dei vissuti di transfert e controtransfert al fine di elaborare e integrare i contenuti del paziente. Il lavoro di Sonu Shamdasani rappresenta. la domanda – chi era C. la più ad ampio raggio che si sia mai vista in Occidente. il più significativo studio di Jung relativo al transfert. sull’influenza che il suo pensiero ha avuto nello sviluppo delle scienze umane e nella storia sociale e intellettuale del XX secolo. ciarlatano. La ricchezza delle argomentazioni e delle prospettive qui proposte. razzista. rappresentato in analisi da questi due processi psichici di enorme importanza per la cura.sulla sua importanza nella creazione della moderna psicologia. 448 NATHAN SCHWARTZ-SALANT – MURRAY STEIN TRANSFERT E CONTROTRANSFERT (a cura di) IMMAGINI DALL’INCONSCIO – ISBN: 978-88-7487-156-8 C 18. come se tutta la psicologia analitica dovesse ancora fare chiarezza sul grande mare di inconscietà (per citare l’espressione di uno degli autori). Occultista. P na delle premesse basilari al rapporto terapeutico era. guaritore… A che cosa si deve una tale proliferazione degli «Jung»? È possibile che si tratti sempre della stessa persona? Dopo decenni di creazione di miti intorno alla sua figura. ateo.5X21 – PAGG.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni informadilibri Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ GENNAIO–APRILE Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi 24 Immagini dall’Inconscio SONU SHAMDASANI JUNG E LA CREAZIONE DELLA PSICOLOGIA MODERNA Il sogno di una scienza IMMAGINI DALL’INCONSCIO – ISBN: 978-88-7487-214-5 C 35. la vasta scelta delle situazioni cliniche e le amplificazioni teoriche rendono questo volume un prezioso strumento di riflessione e di lavoro. scienziato. Sorprendentemente. le diverse riflessioni sui processi transferali/controtransferali riportano alle più recenti ricerche e a una possibile apertura e confronto con le altre scuole psicoanalitiche. questo argomento così fondamentale non è sufficientemente dibattuto. Jung ha creato una scienza che è nel contempo una chiave di lettura della psiche umana. profeta. l’incontro tra la malattia del paziente e la parte sana dell’analista. misogino.Jung è rimasta bersaglio di opinioni e interpretazioni che hanno avuto poco a che vedere con la realtà dei fatti.Questa interazione che richiede un confronto.magiedizioni. U www. Jung? – si fa davvero pressante.5X24 – PAGG.00 – FORMATO: 16. psichiatra e antipsichiatra. 224 er troppo tempo la figura di C. mistico. Nell’affrontare questi concetti cruciali della relazione terapeutica.00 – FORMATO: 14. Ne deriva un contributo che va oltre la stanza d’analisi. in realtà. A distanza di anni dalla pubblicazione de La psicologia della traslazione.G. il primo e sicuramente più esaustivo lavoro sulla formazione della teoria psicologica di Jung.

Il soggetto stesso dell’analisi. in un modo o nell’altro.00 – FORMATO: 14. per così dire.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion GENNAIO–APRILE EDIZIONI MAGI 25 informadilibri Immagini dall’Inconscio ANTONIETTA DONFRANCESCO – MICHELE ANGELO VENIER IL GESTO CHE RACCONTA Setting analitico e Gioco della Sabbia IMMAGINI DALL’INCONSCIO – ISBN: 978-88-7487-219-0 C 20. rinnovati dallo «spiazzamento» che porta a concepire il Gioco della Sabbia come uno strumento preverbale.Tra i temi trattati: funzione del setting. U www. da poter utilizzare all'interno di uno spazio codificato. gli archetipi possono riportarci.5X21 – PAGG. sono sempre gli archetipi a essere chiamati in causa.5X21 – PAGG. Due contributi presentano il punto di vista più attuale delle neuroscienze sulla memoria e relativamente alla percezione dell'altro. 250 (a cura di) NATHAN SCHWARTZ-SALANT – MURRAY STEIN (a cura di) PROCESSI ARCHETIPICI IN PSICOTERAPIA IMMAGINI DALL’INCONSCIO – ISBN: 978-88-7487-156-8 C 20.com . qualcosa nella vita non funziona. Dove si rivolge la forza vitale del paziente? In quale direzione tentano di portare il paziente le sue energie originarie? In che modo l’analista riesce ad allinearsi all’archetipo in questione? L’ottica che seguono gli autori è quella di affrontare i processi archetipici non solo all’interno dell’analisi junghiana. ridefinizione di «agito». relazione con i sogni. 256 uesto libro collettaneo è stato scritto da alcuni analisti junghiani che hanno introdotto nel loro setting analitico il Gioco della Sabbia. il Gioco della Sabbia ha provocato riflessioni e confronti su tematiche condivise da chiunque si rivolga con interesse alla vita più segreta della psiche. la psiche del paziente. per l'osservazione della comunicazione emotiva del paziente. Estraneo al setting tradizionale e invadente per la sua visibilità. nonché la teoria di Wilma Bucci del Codice Multiplo. Q na raccolta di saggi sull’utilizzo delle dinamiche archetipiche nel corso della psicoterapia. Quando. elaborazione del controtransfert. Depositari dei modelli di comportamento umano. processo simbolico. ma anche negli altri indirizzi psicoterapeutici. primi incontri. Il complesso rapporto tra analista e paziente è fondamentalmente ispirato e condizionato dal processo archetipico. ridefinizione dell'ascolto analitico.00 – FORMATO: 14.magiedizioni. La trasformazione del setting analitico tradizionale ha stimolato una più acuta attenzione a certi temi classici. come per esempio quello di Winnicott o di Balint. con incursioni nei nuovi ambiti di ricerca psicoanalitica. attenzione al corpo del paziente e a quello del terapeuta. originarie ed ereditarie di esperienze psichiche ricorrenti. sulla strada giusta. tra cui quello sul sistema affettivo archetipico di Stewart. si basa sugli archetipi: forme tipiche.

it .200 ore di insegnamento teorico. al fine di dar forma a una relazione significativa. • Una competenza relativa alle dinamiche familiari e al loro trattamento in counseling.85.42. la formazione individuale può essere svolta anche con psicoterapeuti esterni alla scuola. dalla primissima infanzia all’adolescenza.07.88.2001 • Anno accademico 2007-2008 • Direttrice: Dott. • Una conoscenza della visione dell’individuo e delle sue produzioni simboliche nell’ottica della psicologia analitica di C. Le 400 ore di tirocinio saranno effettuate presso le strutture interne o presso strutture esterne convenzionate. 06. 509/1998) 1.8413258 – ist. 400 ore di formazione pratica. 100 ore di supervisione dei casi clinici. via Alessandria. in grado di utilizzare strumenti inerenti la diagnosi. 30 – 00198 Roma tel.ssa Magda Di Renzo L’obiettivo del corso è di formare psicoterapeuti dell’età evolutiva. Previa accettazione del Consiglio dei Docenti. LA FORMAZIONE PREVEDE ORIENTAMENTO DIDATTICO DEL QUADRIENNIO • Una conoscenza approfondita delle teorie degli autori che hanno contribuito storicamente all’identificazione delle linee di sviluppo del mondo intrapsichico infantile e adolescenziale. di cui: 100 ore di lavoro psicologico individuale. 128/b – 00198 Roma PER INFORMAZIONI E DOMANDA D’ISCRIZIONE Istituto di Ortofonologia.384 – 06.ortofonologia. • Una padronanza di tecniche espressive che consentano di raggiungere ed entrare in contatto con il paziente a qualunque livello esso si trovi. MIUR n.L’ATELIER GRAFO-PITTORICO 26 Istituto di Ortofonologia Servizio di Psicoterapia per l’Infanzia e l’Adolescenza CORSO QUADRIENNALE DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA AD INDIRIZZO PSICODINAMICO Decreto MIUR del 23. Le ore di formazione individuale previste dal programma si effettueranno durante il corso di studi. Jung. Via Salaria.it – scuolapsicoterapia@ortofonologia. il trattamento psicoterapeutico e la ricerca clinica. 8 e 9 del D.it www. 200 ore di formazione personale in attività di gruppo e laboratorio.ortofon@flashnet.M.G. (artt. dalla dimensione più arcaica a quella più evoluta.038 fax 06. REQUISITI PER L’AMMISSIONE Diploma di Laurea in Psicologia o in Medicina e il superamento delle prove di selezione NUMERO DEGLI ALLIEVI 15 SEDE DEL CORSO Istituto di Ortofonologia.40.

le posizioni che hanno fondato il nostro fare terapeutico per adattarlo alle nuove richieste che arrivano dai bambini. ma anche per dare sempre maggiore dignità a quelli abitati dall’adulto. La vittima viene invece identificata come passiva-sottomessa o provocatrice. Generalmente si differenzia il bullo dominante – con le sue caratteristiche di aggressività. senza rinnegarle. Ne condivide cioè gli obiettivi. svoltosi a Teramo il 3 marzo 2007 I n questo intervento vorrei porre la mia attenzione soprattutto sulla natura relazionale del fenomeno «bullismo». Il bullo manifesta la propria aggressività in modo diretto (attraverso comportamenti fisici o atti verbali) o in modo indiretto (attraverso comportamenti di denigrazione o esclusione) e svolge per lo più le proprie azioni nell’ambiente scolastico scegliendo spesso come vittima predestinata un compagno di classe. la vittima e lo spettatore quali personaggi che concorrono. Gli adulti di fronte a una nuova sfida». riteniamo che molto si debba ancora fare per fornire una risposta concreta di aiuto al bambino che si trova a vivere oggi in un contesto così difficile e complesso. ma che hanno tutti l’obiettivo comune di una psicoterapia a misura di bambino. Un confronto. Un confronto che aiuti a divenire più consapevoli dei propri strumenti terapeutici al punto da poterli mettere a disposizione di altre professionalità senza rischiare confusive sovrapposizioni. Nonostante il notevole impegno di molti a favore dell’universo infantile. i difensori della vittima (che tentano di interrompere l’atto o che comunque tentano di consolare la vittima) e la cosiddetta «maggioranza silenziosa» che . responsabile del Servizio di Psicoterapia dell’Età Evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma Relazione presentata al Convegno ARPEA «Per parlare di… adolescienza. Attendiamo i vostri interventi. che favorisca nuovi impegni di studi e ricerche per rispettare i «luoghi» del bambino. Nel secondo caso si tratta del bambino che in qualche modo provoca gli attacchi degli altri e qualche volta prova a reagire con gesti aggressivi che non riescono però mai ad avere la meglio su quelli del bullo. forza. che rappresenta la concretizzazione di 30 anni di lavoro con il mondo dell’infanzia. per comprenderne il senso psichico più profondo sia in riferimento ai reali rapporti tra coetanei sia in relazione alla dinamica interna che abita tanto la vittima quanto l’aggressore. attraverso modalità differenti ma a volte complementari. ancora. Nella categoria dello spettatore troviamo invece i sostenitori del bullo (coloro cioè che assistono alla violenza ridendo o anche solo guardando). Un confronto che permetta di superare. Come è stato ormai sottolineato da più parti. La rubrica QUESTIONI DI PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA è uno spazio di riflessione che ospita contributi provenienti da diverse aree culturali o da differenti indirizzi. Ci sembra che oggi l’impegno più importante di chi lavora con i bambini sia quello del confronto e della collaborazione tra adulti. dalla scuola. per comprendere il fenomeno del «bullismo» bisogna prendere in considerazione il bullo. dalla famiglia. ma non è in grado di prendere iniziative violente né è capace di portare avanti un’azione da solo. Nel primo caso si tratta del classico bambino un po’ isolato dal contesto classe. costituisce anche per noi un nuovo percorso di studio e di ricerca. e soprattutto così diverso da quello che ha segnato l’infanzia di noi terapeuti. alla messa in atto del comportamento aggressivo.QUESTIONI DI PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA 27 ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA – ROMA con la collaborazione scientifica dell’UNIVERSITÀ «CAMPUS BIO-MEDICO» – Roma Corso quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia dell’Età Evolutiva a indirizzo psicodinamico L’ esistenza della scuola di psicoterapia infantile. che non è in grado di reagire in nessun modo all’attacco del bullo e che arriva a colpevolizzarsi del proprio comportamento senza riuscire a parlarne per il timore che la violenza aumenti. Il bullismo tra senso di inadeguatezza e onnipotenza MAGDA DI RENZO Analista junghiana. opposizione alle regole che ne fanno un progettatore ed esecu- tore di atti di violenza – dal bullo gregario che assume per lo più la funzione di «sobillatore» e che si pone come seguace del primo.

da un tipo di violenza che si svolge invece in assenza di Eros perché ritengo che proprio questa distinzione ci aiuti a cogliere la differenza tra la classica bravata e il fenomeno del bullismo. Nella relazione bullo-vittima manca innanzi tutto la simmetria del rapporto per cui entrambi i partecipanti condividono quell’area che oscilla senza soluzione di continuità tra impotenza e onnipotenza come se non ci fosse mai la possibilità di immaginare una trasformazione delle forze psichiche messe in campo. una violenza cioè che viene esercitata sull’altro in quanto oggetto e non in quanto individuo. Uno scontro di tipo adolescenziale favorisce in realtà un incontro a un livello più profondo nella misura in cui permette il riconoscimento dell’altro come superiore o inferiore in quel determinato ambito senza che si metta in atto un rifiuto radicale né una totale idealizzazione. Ed è proprio su questo aspetto che vorrei interrogarmi per riflettere sul senso che oggi assume l’aggressività dei ragazzi. Vorrei innanzitutto distinguere.QUESTIONI DI PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA 28 tenta di rimanere fuori dalla situazione non prendendo posizione in alcun modo. infatti. Il fatto che l’attacco venga perpetrato nei confronti delle persone più deboli è funzionale a definire un senso di identità e di differenziazione da ciò che viene avvertito come estraneo. Questa considerazione mi sembra particolarmente importante per le implicazioni che ha sul piano educativo e terapeutico e per la possibilità di continuare a immaginare nuovi percorsi almeno da parte degli adulti. È ovvio che in ogni epoca questi fenomeni hanno assunto connotazioni diverse sia in riferimento all’ambiente socio-culturale sia in relazione alla tipologia dei vari rappresentanti del gruppo. da sempre presenti in età adolescenziale. o a contrapporsi con una violenza che sia piena di Eros per porre limiti e confini al servizio di una convivenza sociale. vorrei chiarire un aspetto che spesso divide l’opinione pubblica e cioè il fatto che l’episodio di bullismo di cui ci stiamo occupando va differenziato dai comportamenti goliardici. Per quanto riguarda infatti il fenomeno dell’attacco a un esponente del gruppo vissuto realmente o emotivamente come più debole possiamo dire che si tratta di un qualcosa di universale che ha a che fare con il bisogno del gruppo di ridefinire di tanto in tanto la propria forza e supremazia. Mettendo a confronto la tipologia del bullo con quella della vittima. È in questo senso che anche il bullo può essere considerato. un tipo di violenza in presenza di Eros. I ragazzi sentono la necessità di ribadire la propria identità con azioni considerate trasgressive dal mondo degli adulti. significa continuare a rimanere in quell’ottica di scissione che determina appunto il fenomeno nella sua complessità e che non consente di trovare soluzioni più radicali al problema. la dimensione di onnipotenza presente nell’atto di non chiedere aiuto. insicuro e ansioso perché questo significherebbe ignorare. dall’altra. Ragazzi che si trovano in campi di battaglia dove gli adulti non sembrano avere accesso per l’incapacità a contenere un’aggressività agita. da una parte. non soffre di insicurezza e di bassa autostima e che ha piuttosto bisogno di dominare sugli altri senza provare la minima empatia. La violenza in assenza di Eros. Una scissione in cui sembra convivere anche quella maggioranza silenziosa che non trova la forza di sollecitare cambiamenti. Una sorta di scissione che attribuisce a uno dei componenti del rapporto tutta la polarità opposta a quella dell’altro e che depriva entrambi del senso di umiltà che aiuterebbe l’uno a chiedere aiuto e l’altro a porgerlo. quella che un individuo può esercitare per difendersi o proteggere un altro da una sopraffazione o che è funzionale al riconoscimento di un diritto o di un dovere (come molte delle azioni educative che gli adulti devono esercitare nei confronti dei bambini) mentre la violenza in assenza di eros è quella che persegue solo i suoi scopi senza porsi degli obiettivi sociali educativi o relazionali. e che connota l’atto di bullismo. nei quali sembra che i ragazzi abbiano perso il senso di responsabilità. Dalle ricerche campionarie svolte da Telefono Azzurro ed Eurispes su una popolazione di ragazzi dai 12 ai 18 anni emerge che un terzo degli intervistati ha partecipato in qualche modo a fenomeni di bullismo e che il 17% ha avuto una parte attiva in azioni di minaccia o violenza. forse perché non sufficientemente elaborata. sia nei confronti di se stessi sia verso il gruppo dei pari. a livello profondo. non toccato da quell’ambivalenza che permette di rimanere in contatto anche con la parte amorevole di se stesso. credo che a livello intrapsichico la dinamica sia più complessa e che tutti i partecipanti al fenomeno condividano in fondo lo stesso nucleo complessuale. Prima di addentrarmi in riflessioni che riguardano la dinamica psichica. Questi dati confermano l’entità del fenomeno e fanno protendere per una spiegazione più complessa. una sorta di iniziazione a un mondo anestetizzato che non sembra accorgersi di nulla. invece. quindi. I rapporti che attualmente uniscono gli adolescenti sono infatti caratterizzati da una maggiore distanza emotiva e questo rende più efferata l’aggressione nei confronti soprattutto dei deboli. un individuo incapace di far fronte all’inadeguatezza al punto da rimuoverla completamente a favore di una prepotenza che persegue solo il fine della supremazia sull’altro. dunque. La violenza in presenza di Eros è. come se quell’azione fosse una necessità ineludibile. che va oltre la manifestazione di una normale prova di forza adolescenziale. Considerare il bullo solo come un individuo incapace di sintonizzarsi con le emozioni dell’altro e proteso solo alla supremazia. Ciò che è certamente cambiato oggi. Se sul piano descrittivo questa constatazione del comportamento appare corretta. L’alleanza necessaria per sferrare un attacco all’esterno ha infatti lo scopo di far sperimentare ai vari rappresentanti del gruppo il senso di appartenenza e di coesione. La violenza in presenza di Eros è. oggi assistiamo a veri e propri atti anti-sociali. a differenza della vittima. quella che consente di mettere l’aggressività al servizio di comportamenti adeguati socialmente ed eticamente e che favorisce empatia nella misura in cui mette a confronto delle forze che possono essere considerate paritetiche. perché non ci sono quei vincoli affettivi che consentono di moderare la propria istintualità. Né appare proficuo considerare la vittima solo come un individuo incapace. alcuni autori hanno sottolineato il fatto che il bullo. si concretizza in atti distruttivi che si alimentano di se stessi perché lo scopo perseguito è univoco. è la modalità attraverso la quale viene espressa l’aggressività. l’aggressività repressa di cui è portatrice e. Più che a «bravate». un insicuro. con Guggenbühl-Craig. Ma tutto ciò . e per questo si lanciano in «bravate».

016. L’insicurezza. si accresce attraverso le possibili incomprensioni e trova il suo massimo dispiegamento in un contesto che abbia una buona significatività emotiva.a. Dovremmo forse interrogarci sui modelli che. la vergogna. c. sconfiggere virtualmente il nemico con azioni aggressive. in quanto adulti. Per la prima volta.it. L’uso. 17 – 40139 Bologna tel. Non è possibile raggiungere un’adeguata maturazione se non ci si confronta con i limiti imposti dalla presenza dell’altro e questa è la principale funzione educativa degli adulti. nella storia dell’umanità lo sviluppo della tecnica non è gestito dai padri ma dai figli e questo crea una mancanza di contenimento per i ragazzi. Non è un caso che i disturbi del linguaggio siano in continuo aumento. L’idea di poter raggiungere chiunque e in qualsiasi momento alimenta il senso di onnipotenza di cui i ragazzi sono portatori e impedisce il sano confronto con il limite. per esempio.Ps.: Via Savena Antico. proprio in una società che sembra aver fatto della comunicazione il suo obiettivo supremo.it .i. come purtroppo accade sempre più spesso.i.QUESTIONI DI PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA 29 può significare anche. Diventare registi delle proprie azioni. dovrebbero porre seri limiti all’uso sconsiderato di comunicazioni virtuali per aiutare i ragazzi a crescere emotivamente. Credo che il dato si commenti da solo. essere costantemente in relazione con più persone senza un confronto diretto sono tutte operazioni funzionali a garantire la propria supremazia senza sforzo e responsabilità.Ps. L’educazione del comportamento inizia molto presto. per quel che possono gli insegnanti. ma che chiami in causa l’ambiente ristretto della famiglia e quello più allargato della società. Lo sviluppo incessante dei mezzi di comunicazione aumenta sempre più il dislivello e spesso gli adulti non sanno porsi come modelli né. Credo che i genitori e.i.i. deresponsabilizzare gli adulti dal loro ruolo educativo e contenitivo. Permettere a un bambino. sito web: www.a. a mio avviso. sovrapponendosi confusamente nei ruoli e lasciando spazio alle pretese o alle proteste dei ragazzi che trovano facili scappatoie a molte delle loro azioni. di reagire con violenza non penalizzandolo ma anzi incoraggiandolo per la sua forza significa non aiutarlo a capire che la comunicazione passa attraverso comportamenti più evoluti come il linguaggio verbale. il pudore e la preoccupazione sono sentimenti indispensabili per venire a patti con se stessi e con la vita. Nella pratica clinica incontro spesso ragazzi che cadono preda di vere e proprie crisi di rabbia incontenibile dopo avere giocato per ore con lo stesso videogioco in cui bisogna ammazzare un numero sconsiderato di persone per passare al livello successivo.Ps. Mi riferisco in particolare al fatto che quando gli insegnanti assumono una posizione forte nei confronti di azioni violente vengono spesso accusati dai genitori quali persecutori del ragazzo. I ragazzi che vivono una parte considerevole del loro tempo in una realtà virtuale non sperimentano la possibilità di sopportare la frustrazione e rischiano di rispondere con la violenza ogni volta che non riescono a soddisfare immediatamente una loro esigenza./fax: 051/62. ma sembra che oggi anche gli adulti abbiano paura di farli sperimentare ai propri figli in nome di un presunto ideale di felicità. I dati rilevanti emersi nelle ricerche ci impongono una riflessione che non spinga verso atteggiamenti di tipo costituzionalistico. di videogiochi che portano i ragazzi a imitare comportamenti violenti dovrebbe essere impedito nell’infanzia e permesso limitatamente nell’adolescenza. e-mail: segreteria@cipspsia. per esempio. proponiamo ai nostri ragazzi e comprendere in che modo spingiamo verso comportamenti anestetizzati che ignorano la presenza di emozioni e affetti. come argini. Troppo spesso genitori e insegnanti si trovano in posizione di contrasto. per indicare linee educative che siano coerenti.cipspsia. oltre che cognitivamente. invadere la privacy dell’altro. Senza sottolineare il concetto ormai chiaro della pericolosità di non saper adeguatamente distinguere il mondo reale da quello virtuale. L’apprendimento alla comunicazione deve partire dalle prime relazioni affettive e deve poter proseguire lungo tutto l’arco dello sviluppo.Ps. L’incremento della comunicazione a distanza ha sicuramente ridotto la possibilità di incontri più intimi che richiedono necessariamente vicinanza. Innanzitutto ritengo che servirebbe una maggiore solidarietà tra adulti. tantomeno. La contraddizione è quindi solo apparente. perché la facilitazione caratterizzata da incontri virtuali in cui si può non essere se stessi protegge da quei sentimenti di inadeguatezza o vergogna che si possono sperimentare in un incontro reale. L’incapacità di tollerare la frustrazione credo che sia la principale carenza dei nostri ragazzi e la responsabile di molte storie di disagio psichico e di devianza. La comunicazione necessita di pause.40. perché i bambini hanno bisogno di essere protetti dalla loro stessa aggressività. C E N T R O I TA L I A N O D I P S I C O T E R A P I A P S I C O A N A L I T I C A P E R L’ I N FA N Z I A E L’ A D O L E S C E N Z A (Istituto di Formazione in Psicoterapia) Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza (Riconosciuto dal MURST con Decreto del 16/11/2000) SCADENZA ISCRIZIONI 30 GIUGNO 2007 Segreteria c. Nell’avventurarsi verso nuovi territori i ragazzi sono soli e non sono in grado di gestire le proprie emozioni al cospetto di strumenti che si propongono come seducenti ed eccitanti.

Mi sembra che un problema oggi molto frequente tra gli adolescenti e tra i bambini sia un’eccessiva inconsapevolezza del proprio operato in nome di una comprensione a oltranza da parte degli adulti. Nel secondo caso si tratta invece di ragazzi che non sono stati adeguatamente contenuti a tempo debito e che hanno fatto della violenza la strategia comunicativa per eccellenza. che sono stati i primi a usufruire di uno spazio psicologico. etc. Di fronte a un comportamento violento sono necessarie fondamentalmente una buona dose di empatia per il disagio sottostante l’atto e un adeguato senso di responsabilizzazione per le conseguenze del comportamento violento. i ragazzi siano pronti a chiedere aiuto. Come è stato evidenziato in storie diventate di dominio pubblico. alcuni di questi ragazzi presentavano un’esagerata timidezza e una forte chiusura nei confronti dei coetanei. articoli e materiali vari per renderli condivisibili e disponibili sullo spazio in allestimento del sito dell’Istituto. Novum riceve anche il contributo scientifico e culturale di esperti del settore. . il ragazzo che arriva a un gesto violento ha già sperimentato profondi sentimenti di inadeguatezza e ha sicuramente mostrato dei segnali che sono stati disattesi dall’ambiente. è prevista l’apertura di una sala virtuale come forum di scambio comunicativo e di un forum clinico. saranno disponibili video di eventi culturali e scientifici promossi dall’Istituto. È chiaro che in entrambi i casi sarebbe necessario un intervento dell’adulto prima che il comportamento si esasperi oltre i limiti sopportabili dal ragazzo. Lo scopo è quello di favorire lo scambio professionale. scientifico. Il nostro progetto iniziale riguardava soprattutto interventi in aula e un coinvolgimento degli insegnanti con l’idea che i ragazzi di quell’età non avrebbero usufruito dello sportello d’ascolto. ♦ N ovum Istituto di Ortofonologia Novum è uno spazio culturale promosso dal Consiglio dei Docenti della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva a indirizzo psicodinamico dell’Istituto di Ortofonologia. dai diplomati e dai docenti della Scuola. Sono quindi necessari interventi mirati nella scuola per consentire ai ragazzi un’elaborazione dei propri vissuti proprio nel luogo dove si perpetrano le loro azioni negative. Abbiamo invece dovuto potenziare il nostro intervento con i ragazzi. mentre altri avevano presentato fin dai primi anni di scuola un comportamento aggressivo. ma sono quasi sempre riconoscibili a un occhio attento. la partecipazione gratuita ai convegni dell’Istituto e la possibilità di partecipare ai futuri servizi che saranno attivati (ECM. Questi segnali possono essere di varia natura. al di là di possibili aspettative. N o vum L’adesione a Novum prevede la partecipazione ai Forum. Un’esperienza che stiamo conducendo da due anni in una scuola media alla periferia di Roma ci ha fatto comprendere quanto.). informativo tra i partecipanti e di convogliare ricerche. aiutando anche gli adulti ad avere fiducia in un ascolto più attento che potesse andare oltre le prestazioni e gli obiettivi frenetici di un apprendimento senz’anima. A parte casi eccezionali in cui ci può essere una reazione improvvisa ed eccessiva. Questi atteggiamenti sono entrambi necessari per comunicare al ragazzo la gravità dell’atto senza condannarlo irrimediabilmente. È costituito dagli specializzandi. elaborati. sarà approntata una sezione dedicata alla consultazione di materiale didattico e bibliografico. è in progettazione una sezione che raccolga i lavori prodotti nell’ambito del seminario interdisciplinare su Cinema e Letteratura. Nel primo caso si tratta di ragazzi che non riescono a confrontarsi con i coetanei utilizzando la giusta dose di aggressività per rispondere alla critica o all’insensibilità e quindi si uniscono a una banda «forte» per trovare un’identità e riscattare il senso di insopportabile impotenza. Perdonarlo o condannarlo troppo in fretta significa invitarlo a rimuovere i sentimenti penosi che si nascondono dietro il suo comportamento deprivandolo di una possibile trasformazione. Sul sito (accesso protetto da password) verranno pubblicati gli abstract degli elaborati clinici dei diplomati della Scuola. Annualmente è previsto un incontro di tutti i partecipanti su temi preordinati.QUESTIONI DI PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA 30 Quando ci troviamo al cospetto di comportamenti fortemente aggressivi come quelli descritti in questi ultimi tempi dalla cronaca possiamo sicuramente affermare che ci troviamo all’apice di una linea di condotta preesistente. Per contenere realmente un ragazzo è necessario essere vicino alla sua emozione in modo da stimolarlo a un’elaborazione e a una possibile riparazione del danno.

E cosa dire poi dell’adolescente disabile con le sue grandi risorse.ssa Patriarca ci offre la possibilità di entrare nel mondo degli adolescenti e sentire la loro voce. referente per l’area psicologica dell’ente autorizzato «In cammino per la famiglia». assistente sociale specialista. Con affetto ringraziamo i relatori intervenuti al Convegno. psicoterapeuta. Istituto di Ortofonologia. Istituto di Ortofonologia. psicoterapeuta dell’età evolutiva. * Il presente articolo è stato redatto da DANIELA CARDAMONI. MARIELLA TOCCO. psicologa. È stata volutamente inserita una «i» nella parola «adolescenza». agli psicoterapeuti e in generale a tutti coloro che si occupano di adolescenti. La dott. «I servizi di fronte al disagio mentale in Adolescenza» – dott. guardando le immagini alla TV.ssa Ciarelli ha definito «entrata nel mistero… chiamata alla vita». nutrizionista specialista in scienze dell’alimentazione del Centro Regionale di Fisiopatologia della nutrizione di Giulianova (TE). È l’età che crea più preoccupazioni. . Istituzione dei servizi Sociali. Pizzi ha illustrato con un’immagine – «anche gli asini hanno le ali» – a indicare la straordinaria capacità di questi soggetti di utilizzare le proprie risorse personali? Quali risposte dare all’adolescente adottato. David Pizzi. ha visto il susseguirsi di relazioni relative ai diversi aspetti dell’adolescenza trattati da diversi punti di vista: «Le caratteristiche del comportamento alimentare in adolescenza» – dott. Pietro Campanaro.QUESTIONI DI PSICOTERAPIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA 31 «Per parlare di… adolescienza. psicoterapeuta.ssa Di Renzo illustra un tema di attualità recente. docente di psicosomatica. agli psicologi. la Provincia di Teramo e l’Ordine degli Psicologi dell’Abruzzo. angosciosamente alla ricerca della propria identità e delle proprie origini. Einstein». il bullismo. pediatra di base e adolescentologa. «Sull’adolescentologia: un punto di vista medico» – dott. «La distanza tra le reali motivazioni allo studio degli adolescenti e gli insegnanti: siamo vecchi?» – dott. presidente ARPEA. «Il bullismo tra senso di inadeguatezza e onnipotenza» – dott. SIMONA TRISI. insegnante Liceo Scientifico «A. Questa giornata è stata sicuramente ricca di spunti di riflessione soprattutto per noi adulti. Teramo.ssa Daniela Patriarca. psicologa. psicologa. Gli adulti di fronte a una nuova sfida»* I l giorno sabato 3 marzo 2007 si è svolto a Teramo il 1° Convegno organizzato dall’Associazione ARPEA (Associazione Romana di Psicoterapia per l’età Evolutiva e l’Adolescenza) dal titolo «Per parlare di… adolescienza. «Il linguaggio degli adolescenti» – dott. Campanaro ha paragonato a un caminetto o a una Ferrari «il corpo dell’adolescente ha bisogno di un adeguato rifornimento perché altrimenti il fuoco non arde o il motore si ingolfa» e che la dott. ma anche alle istituzioni. Il disabile e il mito dell’adolescenza» – dott. che ha voluto porre l’attenzione su un’età particolare della vita. responsabile del Servizio di diagnosi e valutazione ARPEA. psicoterapeuta dell’età evolutiva. descritto dalla dott. che il dott. analista junghiana. hanno pensato: «Ma dove erano gli adulti quando quei ragazzi maltrattavano il loro compagno?». Cerbo e prosegue «non dobbiamo aspettare l’adolescente ma dobbiamo raggiungerlo nei luoghi di vita».ssa Magda Di Renzo. agli insegnanti. Facoltà di Psicologia (Prof. in particolare gli studenti adolescenti che hanno accolto il nostro invito.ssa Mariella Tocco.ssa Tocco – i piercing e i tatuaggi? Sono tanti gli interrogativi ai quali tale convegno ha cercato di dare delle risposte. professionisti. Roma. direttore Centro Regionale per le psicosi infantili. La scelta di questo tema è il risultato del primo anno di attività dell’Associazione. Fausto Agresta. psicologo. responsabile servizio di psicodiagnosi e valutazione ARPEA. ricca di interventi. Agresta sottolinea l’importanza del ruolo della famiglia. Neuropsichiatria infantile. ai medici.ssa Salerni? Cosa pensare di quegli «strani» modi di esprimersi descritti dalla dott. Centro «Il Piccolo Principe».ssa Anna Mammoli. direttrice della Scuola di Psicoterapia dell’Età Evolutiva. Obiettivo del Convegno è stato quello di dare voce alle mille sfaccettature del mondo adolescenziale che il dott. L’Aquila. Vasto (CH). Università-ASL. «Piercing e tatuaggi: la manipolazione del corpo in adolescenza» – dott.ssa Memmoli – il linguaggio moderno degli sms e dei murales – e dalla dott. sottolineando l’incapacità dell’adulto di contenere l’aggressività dell’adolescente facendosi portavoce di quanti. i partecipanti. più dubbi e più difficoltà al mondo degli adulti. genitori. la Città di Teramo. psicologa. psicologa. Pescara. perché crediamo che per la sua complessità e per gli interrogativi che evoca possa essere considerata una nuova scienza. psicologa. i loro pensieri leggendo qualche brano dai loro temi mentre il dott. M. vicepresidente ARPEA. «È una fase positiva della crescita ma anche ad alto rischio di fallimento» sottolinea il dott. la dott. risposte che forse stiamo ancora cercando. DANIELA QUINTO. Roma.ssa Giuliana Ciarelli. Centro «Il Piccolo Principe». «Psicosomatica e psicoterapia analitica nell’adolescenza: dal corpo ai sogni» – dott. «Adozione e adolescenza» – dott. Teramo. psicologa. La giornata. Gli adulti di fronte a una nuova sfida». Fulcheri). che abbiamo la tendenza a mettere in discussione i comportamenti degli adolescenti e non pensiamo che probabilmente i primi a mettersi in discussione dovremmo essere proprio noi. alla scuola. «La disabilitadolescenza. psicoterapeuta dell’età evolutiva. Renato Cerbo. Università di Chieti. Pescara. Chieti. corso quadriennale di specializzazione in psicoterapia dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma. psicoterapeuta dell’età evolutiva. non solo ai genitori e alla famiglia più estesa. responsabile servizio di psicoterapia ARPEA.ssa Clementina Salerni.

In tanti sono venuti ad ascoltare gli esperti e gli autori dei nostri libri. ad affrontare il tema della violenza sulle donne. abbiamo accolto lettori. nell’ottica secondo la quale non può mai venire meno il confronto con il Maschile. abbiamo messo a confronto il parere di alcuni nostri autori ed esperti sul nuovo concetto di famiglia. assistenti sociali. dalle 10 alle 23. senza dimenticare l’impegno della redazione che ogni giorno segue in tutte le fasi i nostri libri. Per premiare l’interesse dei lettori. che si misurano con il tempo che passa. ha richiamato tante persone attente e interessate. ancora oggi. Ecco una sintesi delle varie sessioni: I. autrice del libro Una storia tormentata. II. interessate alla nostra collana Parole d’altro genere. dando un’occhiata anche alle nostre novità e a tutta la nostra produzione editoriale. in serata. Flavia Ferrazzoli. Non è mancato l’intervento di uno psicoterapeuta (Alessandro De Filippi) attento a queste tematiche. e di «RPA». ha consentito di mettere a confronto punti di vista diversi e di dare spazio agli interventi del pubblico. la Rivista di Psicologia Analitica dell’Associazione Gruppo di Psicologia Analitica. l’incontro con i principali esperti sul pensiero junghiano e i suoi sviluppi. psichiatri. studenti universitari ma anche genitori e tante donne. PROFESSIONE GENITORE Certi che «l’educazione di un figlio comincia dall’educazione dei suoi genitori». è stato rilasciato un attestato di partecipazione ed è stato dato in omaggio un libro in tema con la sessione seguita. che si occupano di cura e di educazione. come si conviene a una «Giornata dei lettori e delle letture». A moderare. quella delle tavole rotonde. esperti e tutti coloro che hanno risposto al nostro invito a partecipare a questo evento. curatrice della nostra Collana «Parole d’altro genere» che ha guidato il dibattito e gli interventi delle autrici Daniela Lucatti e Geni Valle. Si è parlato anche dei problemi dei bambini in ospedale (Michele Capurso) e di come i bambini vivono gli adulti. Di grande interesse le tematiche scelte: il rapporto genitori-figli. le fasi dell’adolescenza. Abbiamo messo a confronto madri e figlie e ascoltato le testimonianze di chi si trova. sotto lo sguardo attento di Federico Bianchi di Castelbianco e di Magda Di Renzo. Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Roma. ripercorrendo tutte le tappe del suo percorso. A moderare la sessione e a parlare di «quel figlio che non arriva» la senatrice Paola Binetti.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni 32 ingresso libro Giornata dei lettori e delle letture delle Edizioni Magi U n appuntamento da non mancare. l’evento culturale che si è svolto a Roma il 24 marzo all’Auditorium di via Rieti. Un grande evento per le Edizioni Magi che. «AeP Adolescenza e Psicoanalisi». questo evento.P. «Ingresso lib(e)ro». Non sono mancate le presentazioni di alcune novità e di due riviste.R. a partecipare con domande e interventi alle tavole rotonde. sul rapporto tra genitori e scuola. pedagogisti. Tra un dibattito e un altro è stato possibile fare uno spuntino e acquistare i nostri libri. PAGINE AL FEMMINILE Sul palco le donne che scrivono. insieme a psicologi e psicoterapeuti (Francesca Emili. Ed ecco che abbiamo potuto dare un volto ai nostri lettori: insegnanti. Una mamma – Mery La Rosa – ci ha parlato dell’adozione e della sua allegra tribù. Molto seguito. La formula scelta. Una scommessa e una sfida. la sensibilità e la creatività femminile. sul ruolo dei padri. dall’ufficio commerciale a quello delle pubbliche relazioni e all’ufficio stampa. Il desiderio di maternità e di paternità nelle coppie sterili. una serie di tavole rotonde con esperti e di presentazioni di novità editoriali. Tutti insieme. organo ufficiale dell’A. Lo avevamo detto e così è stato. per la prima volta dopo dieci anni hanno organizzato. Di grande interesse il dibattito su bambini e pubblicità (professoressa Maria D’Alessio).Ad. della psicoanalista Carole Beebe Tarantelli e della psicoterapeuta Renata Biserni. psicologi. con il difficile rapporto col Potere. che ha richiesto il lavoro di tutti noi. ci ha spiegato perché Il tribunale non risolve. Bruno Tagliacozzi). . Elena Liotta. docenti. La dottoressa Simonetta Matone.

Centro Europeo di Psicologia. Luigi Turinese. analista didatta junghiano. Luciano Perez. Daniele Biondo.. Investigazione e Criminologia. Psicoanalista SPI. Affetto. È aperta ai contributi di altri gruppi italiani che si occupano di adolescenza.Ad. e Michele Festa. Direttore «AeP». IV. Adriana Maltese. psichiatra. Antonio Vitolo e Clau- dio Widmann) è stato possibile riscontrare la grande attualità del suo pensiero. Dopo aver ricostruito lo sfondo socio-culturale nel quale tale metodica ha avuto origine.C. Marcello Pignatelli medico. descrive i serial killer come artisti mancati. analista junghiano. storico e critico di Cinema. Omicida e artista. l’autrice Maria Felice Pacitto. Psicoanalista SPI. oltre all’autore. immaginazione) e a sviluppare una buona capacità relazionale. trauma. costumista per le scene dello spettacolo. Ordinario A. direttore CSU Centro Studi Umanologia di Roma.I. cognizione. Apre le sue pagine ad altre scuole analitiche e pensatori di altre discipline. con un confronto a 360 gradi sulle teorie di Jung: grazie agli interventi di noti esperti (Magda Di Renzo moderatrice.R.P. Tutti hanno avuto la possibilità di conoscere Jung come persona e come psicologo. l’alessitimia: la difficoltà di riconoscere e descrivere i propri sentimenti. Paolo Aite. Fondata da Arnaldo Novelletto. L’ipotesi innovativa è che si possa impostare un trattamento di arteterapia che trasformi la pulsione distruttrice in un’energia creatrice. Sapienza Università di Roma. presidente CEPIC. l’Associazione Romana per la Psicoterapia dell’Adolescenza. Sono intervenuti Paolo Aite. la prima rivista italiana che ha voluto diffondere il pensiero di Carl Gustav Jung. L’articolo che segue è la trascrizione dell’intervento del dottor Bruno Tagliacozzi. l’analista junghiana Luisa Ruffa e lo psicoterapeuta Luca Vallario. La fabbrica delle immagini Cosa può comunicare un film? Quali sono le emozioni e i sentimenti che vuole rappresentare? Ne abbiamo parlato con l’autrice Teresa Biondi.R. Chiara Camerani. «Da ieri a oggi» Il pensiero di Carl Gustav Jung e la storia della «Rivista di Psicologia Analitica» presente in Italia dal 1970 Prima uscita ufficiale per RPA. . Sotto la guida del professor Gianluigi Monniello. Ha carattere monografico ed è semestrale. psicologa.Ad. psicoanalista e docente Sapienza Università di Roma e Luigi Scoppola. analizzandone le opere pittoriche. psicoterapeuta dell’Istituto di Ortofonologia di Roma alla sessione Professione genitore. autore di questo testo che.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Mag Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizio Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizio Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Mag Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizio Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizio Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Mag EDIZIONI MAGI 33 ingressolibero Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizio Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Mag III. la ricerca dell’identità che passa attraverso riti di iniziazione e del rischio e che si confronta con le regole del gruppo. Flavio De Bernardinis. Docente A. Marcello Pignatelli. Sapienza Università di Roma. hanno attraversato il pianeta adolescenza la professoressa Anna Maria Di Santo. introdotti in Italia all’inizio degli anni Settanta) volto a potenziare le facoltà fondamentali della persona (sensazioni-emozioni-sentimenti. Psicoanalista SPI. per una storia sui generis del Cinema che analizza i modelli culturali rappresentati nella messa in scena filmica.P. Si è parlato dei suoi viaggi in Africa. per la prima volta.C. Relatori Giovanni Salonia.Ad. Tutto da esplorare il rapporto con l’immagine allo specchio che cambia e che è spesso difficile da accettare. Ne hanno parlato Gianluigi Monniello... Robert Mercurio. Adriana Berselli.P. psichiatra. Si è parlato anche del gioco della sabbia e del rapporto tra l’uomo e il suo destino. analista junghiano e Angelo Malinconico. gli eventi che lo minano ma soprattutto le cure che cercano di ripristinarlo. Lui che ha trattato la psiche con l’occhio del ricercatore e come un «amante dell’anima». Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Sapienza Università di Roma. ADOLESCENZE. Rivista «AeP Adolescenza e Psicoanalisi» Organo ufficiale dell’A. Rita Proto Ufficio Stampa Edizioni Magi Novità editoriali presentate: Dal sentire all’essere Il libro tratta di un approccio terapeutico (i Gruppi di Incontro.Ad. in India e in America e delle sue Lettere . La sua redazione è costituita da analisti dell’Internazionale Junghiana. direttore della scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt H.R. Chiamate in causa Antropologia e Psicologia. le due facce del serial killer Come sarebbe andata se Hitler fosse stato accettato nell’Accademia di Belle Arti di Vienna? Da questa insolita domanda parte Ruben De Luca.R.P. alessitimia Carole Beebe Tarantelli. Tito Baldini.P. hanno parlato del trauma psichico e del suo effetto più grave. abbiamo passato in rassegna i passaggi non sempre lineari dell’adolescenza. che è stata tra i primi a utilizzarla in Italia. il neuropsichiatra infantile Italo Gionangeli. Abbiamo anche preso in esame quelle Immagini dall’inconscio come sogni e fiabe su cui si basa la psicologia analitica. pubblicate di recente in tre volumi in un’edizione di prestigio. INCONTRARE JUNG Tutta dedicata al pensiero junghiano l’ultima sessione del nostro evento. ETÀ SORPRENDENTI Per indagare i passaggi dell’età in cui è più facile perdersi. È intervenuta. Analizzati a fondo i processi che sostengono il nostro equilibrio emotivo. è semestrale ed è l’unica dedicata alla psicoanalisi dell’adolescenza e alle sue espressioni nei contesti istituzionali. Presidente A. ne ha illustrato il funzionamento e le possibilità di applicazione. analista junghiano.P.. psichiatra libero docente in Gerontologia e didatta S.

Giornata dei lettori e delle letture» a cura delle Edizioni Magi tenutasi a Roma il 24 marzo 2007 S iamo ospiti della casa editrice Magi – che ringrazio per l’invito a presenziare a questa tavola rotonda sulla Professione genitore – in un ambiente ricco di parole scritte e di immagini. Un altro esempio. Un film che sobriamente. Million Dollar Baby. Avete presente un padre alla partita di calcio del figlio? Il primo pensa di essere il padre di Totti. se certi pretesti più o meno sottili non l’avessero impedito. È come se il padre vedesse un’immagine diversa da quella del figlio reale. le sue angosce? Al bambino non resta che seguire la stessa strada indicata dai genitori: la fuga nell’immaginario. di esprimere le sue paure. Ma forse è soltanto un’illusione. ma proviamo a pensare se nella vita di tutti i giorni potremmo trovarci in una situazione simile. Frankie. Si tratta di un aspetto della vita a cui ci si è sottratti. Di quanto è più facile. tutti intorno alla tavola e voi siete l’unica persona di spalle al televisore… Se il genitore è nel proprio mondo immaginario quando si relaziona con il figlio. Fermiamoci nuovamente e cancelliamo tutto. vincitore di quattro premi Oscar. Le aspirazioni scolastico-culturali di una madre nei confronti di un figlio. cioè. quale possibilità ha il bambino di farsi sentire. Anche qui ci ritroviamo in una situazione simile. ma con calore e sentimento tocca i temi fondamentali dei rapporti generazionali.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni ingressolibeEDIZIONI ro MAGI 34 Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni informadilibri Professione genitore: dagli Egizi all’angolo piatto BRUNO TAGLIACOZZI Coordinatore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Età Evolutiva a indirizzo psicodinamico dell’Istituto di Ortofonologia. lui cerca una figlia che non vede da anni e che ostinatamente respinge le lettere sue al mittente. fino all’evento tragico che segnerà la fine di un sogno e il definitivo consolidarsi di una relazione profonda fra i due personaggi. E questo film è una dimostrazione di quanto è profonda questa esigenza e di quanto facilmente possiamo disattenderla. in cui le fantasie e i desideri del genitore possono portare a non vedere il figlio reale. Sperduto tra il nulla e l’addio. non lo conforti invece di inveire contro di lui. Million Dollar Baby è la storia di una giovane donna. la voce narrante chiuderà così l’ultima scena: «Frankie non è mai più tornato. Ovunque si trovi adesso. a volte. L’impossibilità di un incontro reale . ricostruire una relazione da capo piuttosto che viverla con le persone giuste. Da qui si svilupperanno i germi più virulenti»2. A chiederti per l’ennesima volta di perdonarlo. Un posto in mezzo ai cedri e alle querce. Non ha lasciato neanche un messaggio. ma non riesce a prendere contatto con il bambino reale che ha davanti a sé. I due. Spero solo che abbia trovato un posto dove vivere in pace. Non ho resistito alla tentazione di iniziare il mio intervento parlandovi attraverso delle immagini: un film. insieme. Aristotele o Piero Angela. Ma forse non c’era rimasto più niente nel suo cuore. lui è il gestore di una scalcinata ma umanissima palestra di pugili. in cui stiamo ponendo i presupposti per vivere in maniera distorta il rapporto con l’altro. ho pensato che fosse giusto farti sapere chi era veramente tuo padre». Lei è una cameriera in cerca di un riscatto personale e sociale attraverso la boxe. Un esempio pratico. Al termine del film. Lasciamo solamente l’immagine del genitore che gioca a moscacieca con il bambino. Così a un genitore che si rapporta con un figlio immaginario farà da sponda un bambino che si relazionerà con genitori immaginari. bensì dal loro sfondo inconscio. La storia del film è drammatica. analista junghiano. nessuno ha mai saputo che fine abbia fatto. come se avesse una benda sugli occhi. Torniamo alla realtà. Maggie. E qui non posso non ricordare Jung quan- do afferma che: «Gli influssi più forti che agiscono sui bambini non provengono affatto dall’atteggiamento cosciente dei genitori. in cui il bambino rischia di non essere visto: la mamma vede nella sua benda Einstein. Ho sperato che fosse venuto a cercare te [la figlia naturale]. nell’ambito della manifestazione «Ingresso lib(e)ro. magari con una pia menzogna. arriveranno al successo. come se giocasse a moscacieca. non lo aiuti. mentre su quella benda si riflettono immagini interiori e non il figlio reale. Ciò che di norma influisce di più sul bambino a livello psichico è quella vita che i genitori non hanno vissuto: quel pezzo di vita che eventualmente avrebbe anche potuto essere vissuto. Perché capite quanto è difficile rapportarsi con dei genitori che non ti capiscono rispetto a dei genitori perfetti: immaginari ma perfetti! Pensate così a tutte quelle patologie che vanno dal mentire patologico fino alla pseudologia fantastica. Perché ho voluto narrarvi questo film? Perché introduce molto bene il tema di cui voglio parlarvi: la relazione tra genitori e figli. con attore protagonista e regista Clint Eastwood. Lei cerca un padre – prematuramente scomparso – l’unico in famiglia con il quale aveva avuto un rapporto significativo. Cambiamo prospettiva e mettiamoci dalla parte del bambino. Il bambino si sente trasparente come quando ci si siede a tavola. mentre il figlio non riesce a farsi una ragione del perché il genitore non capisca le sue difficoltà. e di un uomo in età avanzata. CIPA – Roma Relazione presentata alla tavola rotonda Professione genitore. In una situazione. del 2004. Fermiamoci qui e cancelliamo tutto.

il prolungamento presuppone anche il contatto fisico. quando si sta in macchina. È un cambiamento di prospettiva di soli 180° rispetto al vivere di profilo.00198 Roma Tel. 1991. Il rapporto con un figlio non si può rimandare nel tempo o al tempo in cui sarà in grado di parlare e di risponderci o a tempi migliori: è un rapporto che va costruito subito. Bollati Boringhieri. il toccarsi. Pazienza… però ci resta il momento della cena: tutti insieme intorno a una tavola per incontrarci. vol. Ma allora: dove possiamo recuperare il rapporto con il nostro bambino reale? necessarie – sull’arrivo di un figlio nella nostra vita. con le sue debolezze e la sua forza. Inizia il pomeriggio.sessuologiaclinica. E ancora.Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi EDIZIONI MAGI 35 ingressolibero informadilibri sulle questioni fondamentali della vita: affetto. p. 2. la mamma desidera vedere il suo programma preferito e i bambini mettono il muso se non vedono i cartoni. ma usiamo sempre la prospettiva centrale. evoca una mancanza di profondità. Entrare in contatto con il bambino reale significa smettere di giocare a moscacieca. Noi sì.Università di Roma Via Savoia. ecc. togliere la benda e guardare nostro figlio negli occhi. tutti i giorni e siamo noi a educarlo all’affettività e alla relazione. E ci si addormenta come capita. protezione. Lo sviluppo della personalità. Fermiamoci definitivamente. Però: il papà vuole ascoltare il telegiornale. A scuola. tutti guardiamo verso il centro e i nostri scambi comunicativi si svolgono perennemente di fianco: siamo di fianco quando si guarda la televisione. Ma siamo oramai tutti stanchi e assonnati. Non dobbiamo poi stupirci se l’adolescenza si trasformerà da periodo critico a un periodo impossibile: il lasso di tempo che intercorre fra l’infanzia e la pubertà è incredibilmente breve. Certamente anche lui avrà bisogno dei suoi tempi di recupero. 06. comprensione e la necessaria e conseguente fuga dalla realtà.18 E Mail: ist. Quello sì è il bambino reale. Ma anche in questo caso il bambino reale non è in contatto con noi. Proviamo a pensare alla nostra giornata tipo. Facendo un rapido conto: 10 + 8 = 18 e 24 – 18 = 6: ci rimangono circa 6 ore per entrare in contatto con nostro figlio. Ma volevo lasciarvi un messaggio positivo e di speranza e. un po’ di televisione. stringere un contatto fisico. da alternare fra un po’ di attività fisica. cancelliamo tutto e ricominciamo da capo. Voce: «piatto». l’inizio della vita di relazione alla nascita del bambino.G. ma anche una prospettiva storica di trasmissione di valori ed esperienze attraverso le generazioni. edito dall’Istituto della Enciclopedia Italiana. Dobbiamo individuare uno spazio nella vita quotidiana all’interno del quale stabilire un contatto con il bambino reale e non con quello immaginario.11 .it . tratta dal Vocabolario della Lingua Italiana.85.Fax 06. laureandi in Medicina e Psicologia e operatori socio-sanitari ISC Fermiamoci. di attenzione e preoccupazione. quando si passeggia. cancelliamo tutto. Per fortuna. Ma in realtà nel linguaggio matematico l’angolo piatto è definito come «l’angolo i cui lati siano l’uno il prolungamento dell’altro»2. E magari siete anche quello «trasparente» di spalle alla televisione… Avete mai pensato che la nostra vita si svolge come quella degli antichi Egizi raffigurata negli affreschi delle piramidi? Loro non conoscevano le leggi della prospettiva. se non fosse che questo termine. Purtroppo la quotidianità del lavoro con i genitori mi costringe a questo duro realismo. psicologi. e allora quale immagine migliore per rappresentare il rapporto tra genitore e figlio: l’uno è il prolungamento dell’altro. NOTE 1.Facoltà di Psicologia .35. Prefazione a F. Torino. XVII. di PlayStation. ricominciamo da capo. l’abbracciarsi. in quelle 8 ore è certamente sveglio. ma sempre con lo sguardo fisso verso il punto di fuga del televisore e rigorosamente di fianco. davanti a noi. restituendoci non solo il senso di un contatto diretto e contestuale. in Opere. andiamo a cercare un’alternativa che ci consenta di trovare o ritrovare un terreno sul quale instaurare un dialogo tra genitori e figli. ma questa volta non cancelliamo nulla.it www.61. quella con il punto di fuga al centro del foglio. di Game Boy. 42.62. allora. 78 . Non pensate che abbia troppo esagerato nel raccontarvi le 24 ore del nostro ipotetico bambino.35.85. accudimento. con le fantasie – questa volta sì SCUOLA DI FORMAZIONE QUADRIENNALE IN SESSUOLOGIA CLINICA per medici e psicologi Coordinatore Scientifico Chiara Simonelli . qualche visita medica. il ritorno a modalità antiche di comunicazione profonda con l’altro che hanno caratterizzato l’inizio della vita e. «Il mondo psichico dell’infanzia» (1931). comunicare. «piatto». Fermiamoci ancora una volta. ma purtroppo non sta in relazione con noi: dorme. pur lenito dagli sforzi di tante mamme e tanti papà che riscoprono attraverso la riflessione e la consapevolezza la ricchezza del ruolo genitoriale. quindi. nel confessionale della liturgia cattolica e persino sul lettino dell’analista. un’educazione che non possiamo relegare a qualche guizzo di presenzialismo del fine settimana. rimangono ancora un’ora o due prima di andare a dormire. Entrare nel campo visivo dell’altro. ancor prima della sua nascita. praticamente un angolo piatto.sessuologia@flashnet. In un contatto profondo fatto di ascolto e dialogo. Dov’è il bambino reale? Sicuramente è quello che dorme nella sua stanza per circa 10 ore ogni notte. di catechismo. Il nostro bambino è lì. Istituto di Sessuologia Clinica – Roma CORSO DI FORMAZIONE BIENNALE PER CONSULENTI IN SESSUOLOGIA per medici. Wickes. soprattutto.

buon senso e santa pazienza. di essere genitori normali PROFESSIONE GENITORE – ISBN: 978-88-7487-217-6 C 12. Come fare per riuscire a sentirli tutti e tre mentre parlano contemporaneamente? Come dividere l’attenzione e l’affetto perché nessuno si senta geloso? Come non farsi inghiottire dalle faccende domestiche e trovare il tempo per stare insieme? Come ricavare del tempo per se stessi? E poi. una fonte da cui non pochi genitori potranno attingere a piene mani. La qualità del tempo libero. fa del pedagogista clinico un protagonista ampiamente premiato dalla rilevanza sociale dei suoi interventi specialistici. Questo vivace ritratto di una famiglia diventa.00 – FORMATO: 15. scolastiche e giudiziarie ed è in grado di incidere positivamente e con significativi vantaggi sulla società.00 – FORMATO: 13X21 – PAGG. fin dalle prime pagine. i presupposti che tutte le famiglie siano diverse. 144 I l criterio qualificante una professione. le sensazioni che l’hanno guidata nelle delicate questioni dell’educazione giornaliera.Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni informadilibri Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ GENNAIO–APRILE Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi 36 Professione genitore BARBARA MONDELLI IO TI AMORO ovvero sull’arte. Ma quando una mamma (di tre figli maschi) decide di raccontare il modo in cui ha organizzato la propria famiglia. che scrivere i «manuali» per i genitori sia compito di esperti. conduce attività su progetti e convenzioni in istituzioni sanitarie.com . in disuso. www. sociali. Egli esercita la professione in studi o centri privati. di produzioni del sapere e di abilità nell'impiego di metodi e tecniche. gli amici. che ben richiamano l'attenzione sulla competenza dei pedagogisti clinici e sugli spazi operativi in cui essi agiscono. ne viene fuori un qualcosa che supera di gran lunga il consiglio del più esperto degli esperti. i parenti. le autonomie personali. la scuola. di norma.5X21 – PAGG. che non ci siano soluzioni uguali per problemi – apparentemente – uguali. e se questo racconto trasuda di logica. le scelte che ha fatto nelle situazioni problematiche. S Pedagogia clinica GUIDO PESCI – MARTA MANI (a cura di) IL PEDAGOGISTA CLINICO NELLE ISTITUZIONI PEDAGOGIA CLINICA – ISBN: 978-88-7487-226-8 C 13. che contempla l'acquisizione di competenze. 104 ono infallibili. La società dei consumi e l’economia domestica. affetto. ironia.magiedizioni. Nel volume il lettore trova illustrate esperienze concrete.

com . della capacità di simulare attività mentali e di mettere in scena l’essenza intima del pensiero dell’uomo correlato con le azioni dell’ambiente. Ogni volta che interviene attivamente su decisioni che lo coinvolgono. accogliendo le sue modalità espressive e ascoltandone le esperienze di ospedalizzazione. considera il prodotto filmico l’espressione e la rappresentazione dell’inconscio e dell’immaginario individuale e collettivo. la poesia – accompagnate dalla ricerca di amicizie. dal gioco e. 208 TERESA BIONDI LA FABBRICA DELLE IMMAGINI Cultura e psicologia nell'arte filmica FORMA MENTIS – ISBN: 978-88-7487-188-9 C 26. 288 ’elemento che più di ogni altro determina la percezione di una malattia è il vissuto che la accompagna. Per poterlo comprendere è necessario dare direttamente «voce» al bambino. si prosegue alla scoperta degli strumenti utilizzati dalla cinematografia per esteriorizzare l’inconscio. Partendo dalla teoria moreniana che afferma la capacità magica della riproduzione tecnica delle «immagini viventi» e dall’analisi del linguaggio filmico.imparando l’importanza della partecipazione attiva nella società in cui vive. La capacità del cinema di riprodurre immagini mentali. dall’ascolto empatico da parte degli adulti. anche nell’ottica della globalizzazione. modi di pensare e comportamenti nei diversi ambienti culturali di appartenenza si concretizza nella creazione di una vera e propria psico-antropologia filmica della contemporaneità. di cosa ha bisogno per affrontarla. riassume ed esemplifica le tesi portanti dell’intera trattazione.. Nello svolgimento della ricerca. si abitua a fare altrettanto anche nelle situazioni ordinarie.00 – FORMATO: 16. L a storia del cinema ci regala un grande numero di film che contengono immagini e fatti provenienti da ogni parte del mondo. quali aspetti della relazione di aiuto sono per lui i più efficaci.. si è scelto di ascoltare direttamente i bambini. CAPURSO – M. Emerge con chiarezza che quando il bambino ha l’opportunità di esprimersi. quindi. Il volume. Dalle immagini nella mente alle immagini in movimento. le modalità di erogazione della cura e le caratteristiche del luogo in cui si affronta il processo di guarigione. andandoli a incontrare nel luogo di cura. Le risposte emotive del nucleo familiare. DI RENZO TI RACCONTO IL MIO OSPEDALE Esprimere e comprendere il vissuto della malattia FORMA MENTIS – ISBN: 978-88-7487-209-1 C 20.magiedizioni. Le forme espressive di grande libertà – il disegno. Oltre a offrire concreti spunti formativi e nuove conoscenze per aiutare quanti operano nell’ambito della malattia pediatrica e della relazione di aiuto. delle differenze e dei contenuti originari. hanno consentito ai bambini di rivelare i loro sentimenti. della conoscenza e dell’anima umana.5X21 – PAGG.5X24 – PAGG. attraverso la prospettiva interdisciplinare dell’analisi filmica – che permette l’approfondimento delle funzioni simboliche –. la scrittura. Solo così è possibile capire come il bambino vive e si rappresenta la malattia. Uno studio della commedia all’italiana. Il volume illustra i concetti che sottendono la costruzione del racconto filmico e le forme di rappresentazione attraverso immagini. ci consentono di vedere sotto una luce nuova alcune delle problematiche connesse all’ospedalizzazione in età pediatrica.00 – FORMATO: 14. con il conseguente annullamento delle specificità culturali. in grado di mettere in scena le caratterizzazioni tipiche dei popoli e delle nazioni e la multiculturalità e multietnicità. soprattutto.Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion GENNAIO–APRILE EDIZIONI MAGI 37 informadilibri Forma mentis F. L www. La capacità di far sentire la propria voce in modo costruttivo di fronte a un problema diventa così uno strumento inestimabile nel suo processo di crescita. i risultati di questa indagine hanno valenze riferibili a tutto il mondo dell’infanzia.di cui questo libro riassume gli esiti. BIANCHI DI CASTELBIANCO – M. raccontati da svariati punti di vista e. viste e narrate con gli occhi dei bambini malati. all’esame delle forme e delle tecniche del pensiero narrativo. impara ad avere meno paura del proprio mondo interiore e riesce a far fronte anche ad eventi eccezionali e ad emozioni penose. in chiusura del volume. in grado di divenire un compendio della cultura.

inizia a esibirsi. La prima notte nella casa. e così l’autore ci trascina in una corsa a perdifiato per le vie di Gerusalemme dietro un cane che si infila nei vicoli impervi del centro storico. di comprendere il loro codice segreto. considerato come propedeutico alla supervisione clinica. Lo seguiamo e basta. una ragazza fragile. ma non trova la forza per reagire. dai propri limiti. Specializzanda Corso Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia dell’Età Evolutiva a indirizzo psicodinamico dell’Istituto di Ortofonologia – Roma Qualcuno con cui correre (Mondadori. l’ombra di se stesso. Piccola. con l’anima ferita. è un duro colpo per Tamar. Shay. mentre ruba il portafogli a una vecchietta: in pochi secondi la folla inizia a urlare. durante la cena. Il cane. Sei giorni prima della fuga. a cantare nelle vie di Gerusalemme e così viene avvicinata da due vecchietti che la conducono nella casa di Pessah. a cena. di profonda condivisione. musicista eccezionale. fondamentale. nella rete di un protettore mafioso. piange per la sua condizione. dagli adulti di riferimento. determinata. affascinato com’è da quella figura che a poco a poco prende vita nella sua mente e nel suo cuore. dando ai « U . accompagnati dai suoi scagnozzi che intascano i soldi lasciati in elemosina dal pubblico. anzi la cagna. dopo un momento di esitazione e sconcerto. ma è ancora in grado. consegna a un uomo del pubblico un foglietto di carta. è l’occasione che aspettava. facilitando così la loro fuga. delinquente al servizio di Pessah. un personaggio che ospita in una grande casa ragazzi con aspirazioni artistiche e li sfrutta. così si lascia adescare da un trafficante di droga e con lui trova la morte. romanzo di David Grossman. mendicanti. Quella sera. a poco a poco. Il seminario. ma vi fa ritorno con la chitarra con cui intona i primi accordi di Imagine. adolescenti in fuga dalle loro famiglie. il ragazzino che tiene il guinzaglio. dopo essersi esibita. riflette su se stessa. animata da una nuova forza. è un momento coinvolgente. perché spezza il silenzio tra i due fratelli e perché induce Pessah a farli esibire insieme in strada. di far ascoltare la sua voce agli altri ragazzi. Tamar. durante la loro esibizione. di fronte a strani e inquietanti personaggi. Pessah chiede a Tamar di cantare. Due giorni dopo il loro incontro. fruga nella sua agenda e scopre che lei e il fratello dovranno esibirsi nello stesso luogo. ha preparato una grotta in una valle solitaria. riconoscere e dar voce alla propria emotività. conduce Assaf in luoghi impensati. che perde una compagna affettuosa e generosa ed è costretta a elaborare un’altra difficile separazione. UNA LETTURA PSICODINAMICA 38 Questa rubrica raccoglie i lavori di un seminario interdisciplinare che si occupa di opere cinematografiche e letterarie in una prospettiva psicologica. dalle proprie insoddisfazioni e frustrazioni. con una voce bellissima. una ragazza di buona famiglia. si introduce nell’ufficio di Pessah. Tamar viene aiutata da Shelly. il fratello lascia la sala. fingendosi una ragazza sola e derelitta. Tamar inizia a cantare e canta per l’unica persona che esistesse in quel momento. finalmente vede Shay: è magro. dalle loro regole e imposizioni. quello sarebbe stato il momento giusto per la fuga. Tamar. Qui Tamar si scontra con una dura realtà. Shay è caduto. prostitute e violenti sfruttatori. nonostante tutto. ma con una poliedricità di ascolti. il loro alfabeto muto e così Tamar gli dice di essere lì per salvarlo. dopo nove giorni. da oltre un anno. attraverso cui. a muoversi. in cui lo prega di aiutarla e di telefonare a Leah. passa veloce tra le bancarelle dei mercati senza darci nemmeno il tempo di chiederci dove stiamo andando. 2001) di David Grossman n cane corre per strada inseguito da un ragazzo»: così inizia Qualcuno con cui correre. Tamar richiama l’attenzione del pubblico su Miko. Dinka. come in un puzzle. Tamar ha elaborato un piano per far fuggire il fratello. purtroppo Tamar viene scoperta da Pessah e non riesce a dire all’amica il luogo dell’appuntamento. mandandoli a esibirsi in giro per Israele. Shelly entra in crisi. portandoci tutto il necessario per far fronte alle inevitabili crisi di astinenza di Shay. fra artisti di strada e giovani dalla vita spezzata. deperito.CINEMA E LETTERATURA. le spiega le regole di quel posto orribile e la fa sentire un po’ meno sola. che le diventa amica. Un piano audace in cui Assaf viene coinvolto prima ancora di aver incontrato la giovane. sulla sua vita. cui è stato affidato l’arduo compito di rintracciare il proprietario dell’animale. emozionante. Proprio come Assaf. Il giorno della fuga. L’indomani. Inizia a esibirsi in strada agli ordini di Pessah e dopo alcuni giorni. è un episodio importante. così telefona all’amica Leah e le chiede di andarli a prendere con la sua auto. ma anche e soprattutto da se stessi. la musica li unisce e permette loro di sentire. fuggita da casa per salvare il fratello Shay. si svolge nel primo biennio del Corso di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva a indirizzo psicodinamico con l’obiettivo di elaborare e condividere una narrazione dallo stesso punto prospettico. Sono giovani. si compone il ritratto della misteriosa proprietaria: Tamar. Qualcuno con cui correre SERENA POLINARI Psicologa. convinto che solo drogandosi può suonare come Jimi Hendrix.

dell’educazione o nell’intervento sociale } Patrocinato dall’AIMS Associazione Internazionale Mediatori Sistemici Riconosciuto dal Forum Europeo • Corso di Counselling Sistemico Rivolto a tutti coloro in possesso di diploma di scuola superiore con esperienza lavorativa nel campo dell’insegnamento. che aveva deciso di dare il suo contributo fino alla fine e impugnando un fucile riesce a bloccare Shishko. dal suo dono di saper instaurare legami profondi e sinceri con le persone più diverse. la storia di Tamar prende vita sotto gli occhi di Assaf. ma cosa rincorre davvero Assaf? Perché tanta ostinazione nella ricerca? E se fosse solo il pretesto per fuggire? O un confuso desiderio di correre incontro alla vita? C’è un po’ di tutto questo nella sua mente inquieta di adolescente. che incontra molte difficoltà e problemi nel relazionarsi con i coetanei. aveva perso l’orientamento e anche i suoi padroni. decide di correre dietro Dinka. corre Assaf. Il ragazzo. verso la libertà e verso la macchina di Leah. riescono a raggiungerla grazie all’aiuto di Moshe Honigman. Mauro Mariotti Altri corsi aperti a laureati e diplomati • Corso biennale di Mediazione Sistemica Danno accesso al corso. Fabio Bassoli S.I. ISCRA DIRETTORE RESPONSABILE Dott. sociologia). tassello dopo tassello. scoperto insieme a sedici anni. TAMAR è una ragazza sicura e concreta.77 – Fax 059/21.iscra. che perde Dinka proprio quando ritrova Shay. sedicenne timido e impacciato e Tamar. ma soprattutto un viaggio alla scoperta di sé. l’altro membro della banda che quel giorno sorvegliava i ragazzi. con decreto del 10/10/1994 (G. per riaverlo.03. si rimane colpiti e affascinati dalla sua capacità sconfinata di amore. l’uomo disponibile e altruista a cui Tamar aveva consegnato il biglietto. La sua insicurezza lo porta a evitare il confronto con gli altri e a subire passivamente le loro iniziative. Tamar può finalmente riabbracciare Leah e la sua figlioletta Noah. nel groviglio delle gambe. ma subito dopo si rende conto di aver dimenticato Dinka.it – SITO WEB: www. Tamar e Shay corrono con tutte le loro forze verso un futuro diverso. ASSAF è un ragazzo molto fragile.R.81. da Matzliah e infine da Leah. 28 int. superate le riserve e i dubbi iniziali. giurisprudenza. scopre di essere catturato dalla figura di quella ragazza tanto dolce e determinata. I protagonisti di questo libro sono. dell’educazione o nell’intervento sociale } Riconosciuto dal CNCP (Coordinamento Nazionale Counselor Professionisti) Informazioni ISCRA srl – Largo Aldo Moro. ma che soprattutto gli consente di conoscere se stesso. è un viaggio nella vita della ragazza. due adolescenti: Assaf. pronti a partire per correre lungo quel percorso magico che è l’amore. 4 – 41100 Modena – Tel. n.CINEMA E LETTERATURA. Una volta in macchina. dalla sua capacità di entrare in relazione empatica con gli altri.L. scoprire le proprie capacità. Tamar si trova però a dover affrontare da sola una situazione difficile: di fronte a dei genitori incapaci di reagire al dolore e fornire l’aiuto necessario e il giusto contenimento a Shay. e si sente invadere da una sensazione misteriosa e sconosciuta. UNA LETTURA PSICODINAMICA 39 due fratelli l’occasione di fuggire.Cesena DIRETTORE ATTIVITÀ DIDATTICA Dott. le riconsegna Dinka e i due ragazzi vivono insieme i giorni difficili del recupero di Shay. insicuro. nella confusione. È una corsa che gli permette di conoscere a poco a poco Tamar. quanto dolce e triste. qualcuno. filosofia. 250) Training di 4 anni accademici di 500 ore ciascuno Per i laureati in Psicologia. maturare una nuova consapevolezza di sé. ma anche piena di poesia e di paura.147 – E-mail: info@iscra.it . Sarà Assaf a trovarla e si lascerà guidare per le vie di Gerusalemme alla ricerca di Tamar: Dinka lo condurrà da Teodora. 0547/25. cose se fosse stato necessario sacrificare qualcosa. dal piacere di una corsa verso l’ignoto. diplomi superiori cui sia seguita proficua e pluriennale esperienza lavorativa nel campo dell’insegnamento. lì finalmente incontra Tamar. dunque. Dinka si era messa ad abbaiare.R. con poca autostima e fiducia in sé. scienze dell’educazione. Istituto Modenese di Psicoterapia Sistemica e Relazionale Corso di Specializzazione in Psicoterapia Sistemica e Relazionale L’Istituto ha ottenuto il riconoscimento del M. Leah conduce Assaf nella grotta. 42 – 47023 Cesena – Tel. scienze sociali.70 Corso Garibaldi n. in Medicina e Chirurgia SEDE DEI CORSI Modena . 059/23. Un silenzio pesante scende nell’abitacolo e un dolore e un’angoscia insopportabile colpisce Tamar. che. incredulo.U. attraverso i loro racconti. n. ragazza tanto decisa e dura. Uff. lauree o diplomi universitari (psicologia.

e temono di spezzarlo. al suo ricorso alla droga. più istintiva. istruiti. più coraggiosa. La mamma è descritta come ansiosa e iperprotettiva. l’unione tra il maschile e il femminile. in Grecia. a strutturare un Falso Sé. la spinta a fare. è l’alter ego sia di Tamar che di Assaf. anche se nella sofferenza. La prima persona da cui Dinka conduce Assaf è TEODORA: un’anziana suora che da oltre 50 anni vive in clausura in un ospizio. Rappresenta un punto di riferimento per entrambi. non ancora pronto a mettere in discussione i suoi genitori. che aiuteranno i protagonisti nella loro impresa: ricordiamo Teodora. oserei dire. non collaborano. Di fronte alla crisi adolescenziale di Shay. che assomiglia a un orco crudele. Tutto il romanzo. Come psicologi ci troviamo spesso di fronte persone che ci chiedono di aiutarle. al punto da non facilitare il processo di separazione-individuazione di Assaf. nascondendo la parte più fragile e indifesa di sé. determinata. è la parte intuitiva. ci sono i geni buoni. ma poco capaci di manifestare affetto e soprattutto di comprendere i bisogni dei figli. pur nel realismo dei particolari. nell’illusione di aumentare così le proprie capacità personali e relazionali e soprattutto per fuggire da se stesso. con le loro figure parentali. Karnaf. sente che deve essere lei a reggere e a salvarlo. costituita da quattro persone sole. decisa. sembra sospeso in un’atmosfera fantastica ed è costruito con i più classici ingredienti della fiaba: c’è una principessa in jeans e t-shirt. Leah. i genitori restano svuotati e paralizzati. incapaci di reagire e di porsi come figure autorevoli in grado di sostenerlo e aiutarlo. un personaggio circolare del libro. insofferente a qualsiasi regola e imposizione. ma quando se la trova davanti ha paura. che fin dalle prime righe appare come il catalizzatore di tutti i sentimenti positivi: DINKA. perché hanno trovato un equilibrio. è una famiglia. che verrà salvata da un cavaliere coraggioso. ma è anche estremamente fragile e vulnerabile. ha paura di introdurre anche il minimo cambiamento nella sua vita distrutta. ma che. è necessario analizzare il rapporto con la famiglia d’origine. razionali. Per comprendere fino in fondo la psicologia di questi due personaggi. La famiglia di Assaf è molto presente e solida. che consente l’incontro tra Assaf e Tamar. a mostrarsi dura. perdendo sicurezza e stabilità. non facilitano il nostro lavoro. c’è il cattivo da sconfiggere. dalle difficoltà e dalla solitudine che caratterizzano il passaggio all’età adulta. di fatto. Moshe Honigman. ha paura di seguirla nella fuga. che sembrano compensarsi. che sembra essere ancora nella fase di idealizzazione. Non manca nemmeno un cane un po’ magico. in cui è poco presente la comunicazione e la condivisione. SHAY è un adolescente inquieto. suo paese natale. È lui a telefonare a Tamar e a chiederle di aiutarlo. Per fronteggiare tutto questo è costretta a indossare una maschera. aggressivo. si droga. Tamar si taglia i lunghi capelli e ciò rappresenta simbolicamente la ridefinizione della propria immagine. UNA LETTURA PSICODINAMICA 40 sente di doversi far carico della situazione. in attesa dei pellegrini dall’Isola di Liksos. ad andare avanti. prepotente. Prima di partire per questa avventura. abbandonica. Circa settant’anni prima . I genitori di Tamar sono borghesi. dalla sofferenza.CINEMA E LETTERATURA.

complesso e inquietante. ambivalente. Tamar le ricorda la Teodora sedicenne. alla sua adolescenza. Tamar. grazie al quale verranno arrestati Pessah e i suoi uomini. al passato e al futuro. un pezzetto alla volta. senza farci mai dimenticare. ha la possibilità di scegliere liberamente la propria strada. da Dinka. come ogni adolescente. del loro viaggio negli Stati Uniti. aiutandola nella fuga. ma dopo due anni trascorsi nell’ospizio. Sia verso il proprio passato infantile. incoerente. il suo miglior amico. Le parla di Muki. in grado di fornire il giusto sostegno e contenimento. nelle sue difficoltà e contraddizioni. di crisi. Per comprendere il suo personaggio è importante tornare proprio a questo punto della sua storia. ai suoi 16 anni. un periodo di transizione. le ricorda i suoi genitori che non avevano saputo combattere per lei. giunse la notizia che un terribile terremoto aveva ucciso tutti gli abitanti del suo villaggio. filosofi e scrittori. dei suoi amici. dare il giusto peso al suo comportamento ribelle. e il bisogno di profonda dipendenza in ambito familiare. Il libro ci offre lo spunto per riflettere sulle ulteriori difficoltà che gli adolescenti incontrano quando tutto questo non avviene. Qualcuno con cui correre è un romanzo avventuroso. insicuro e fragile. non era in grado di gestire e frenare. da Shelly. controllo e sostegno. vivace. incalzante. impossibilitata a stare sola un minuto con lei. L’adolescente acquisisce nuove capacità cognitive. Molte difficoltà e disagi di questa fase del ciclo vitale possono insorgere o essere rafforzati proprio da questa ricerca di un nuovo modo d’essere nel mondo. per andare a trovare la sua sorella maggiore Reli. ma. Non aveva più senso restare in quella casa. autorevoli. impara l’ebraico antico e moderno. scelta a sorte tra le ragazze dell’isola. descrizioni. vive nella continua ambivalenza tra l’essere una persona indipendente e ribelle. LEAH. con cui. Il rimodellamento della personalità dell’adolescente dovrebbe diventare uno stimolo per il rimodellamento della famiglia: i genitori dovrebbero accompagnare il figlio nel processo di separazione. quando i genitori non sono in grado di porsi come figure affidabili. La prescelta fu Teodora. ad Assaf del primo incontro con Tamar e di come quella ragazza aveva saputo risvegliare in lei il ricordo della sua adolescenza. elaborando il lutto che accompagna qualsiasi perdita. Deve al contempo tollerare il dubbio. però.. a cominciare dalla capacità di riflettere sui propri pensieri. portando da lei Assaf e Dinka. spedendo le lettere che la ragazza aveva preparato per tranquillizzare i suoi genitori.CINEMA E LETTERATURA. trasferitasi lì un anno prima perché sentiva il bisogno di più libertà e spazio. che stava inseguendo Assaf e Dinka. così come quelli di Shay non erano stati in grado di farlo per lui. a metterli in discussione. sente da un lato una certa riluttanza ad abbandonare le sicurezze del mondo infantile. di immergersi in una nuova dimensione temporale attraverso cui ha accesso al presente. trova la forza di uscire. come molti sedicenni. Si ritrova sola. A Teodora Assaf racconta dei suoi genitori.. psicologiche. Leah è per Tamar un punto di riferimento importante. invece. inoltrandosi con sicurezza nelle sue difficoltà e nelle sue chiusure. la tristezza e l’angoscia che da tutto ciò scaturiscono. senza più punti di riferimento. nella sua stanza: legge libri. un porto sicuro da cui partire e a cui approdare nei momenti di difficoltà. Teodora. le loro regole. che però avverte come sconosciuto. Il libro esplora l’adolescenza. personaggi e vicende scritte. intrattiene una corrispondenza con intellettuali. ♦ . una figlia adorabile da crescere e un carattere generoso e leale. Qualcuno con cui correre ci immerge nell’adolescenza. è costretta a vivere separazioni dolorose: da Shay. SOFFERMANDOSI A RIFLETTERE. il capo del suo villaggio aveva deciso di costruire a Gerusalemme un ospizio per accogliere gli abitanti dell’isola che si recavano in pellegrinaggio in Terra Santa. o quando si pongono come eccessivamente protettivi e limitanti. facendole cantare da alcuni artisti di strada Happy Birthday nel giorno del suo compleanno. ad abbandonare o ridefinire i loro valori. impulsivo. aveva tante difficoltà a relazionarsi per i suoi atteggiamenti da leader. ma soprattutto non facendole mai mancare il suo affetto e la sua presenza. di cui è ancora tanto innamorato. ha una vita difficile alle spalle. le loro idee. Anche Assaf ha un amico che lo sostiene e lo consiglia durante i giorni della ricerca: è KARNAF. permettendo ai due di arrivare da Leah. e dall’altro un irresistibile richiamo verso il mondo degli adulti. c’è un misto indefinito di voglia di distacco e di rassicurazione. in attesa di qualcuno che non sarebbe mai arrivato. che ormai svanisce. studia. in grado di illuminare il mistero dell’adolescenza. Verso la fine del romanzo. negli ultimi tempi. anche dai propri genitori e dall’immagine di se stessa bambina. della sua mamma sempre indaffarata e stanca. dopo 52 anni. Non si sente pronta ad affrontare il mondo e così lo porta. per mostrarci la generosità e le grandezze di cui è capace. commovente. UNA LETTURA PSICODINAMICA 41 che Teodora nascesse. caratterizzato da trasformazioni corporee. di affrontare il mondo e così attira su di sé l’attenzione di Pessah. la solitudine. Nel difficile compito di costruzione della propria identità l’adolescente è chiamato a separarsi dai propri genitori. relazionali. spigliata e irrequieta. che tanto l’aveva colpita per la sua determinazione e il suo coraggio. che verso i propri genitori. Sostiene Tamar durante tutta l’avventura. orafa di successo. del suo villaggio. è quella base sicura che la ragazza non trova nei genitori. che reclama la sua autonomia. che il nostro protagonista. cara amica di Tamar. forti. l’edificio doveva essere custodito da un’unica suora. che richiede all’individuo un’elaborazione del proprio senso di identità. della sua dolcezza e tenerezza e di Roy. il proprio futuro. alle sue richieste di libertà e alle sue esigenze di guida. per aiutare Tamar. ma Teodora è sola e spaventata da un mondo che non conosce e così sceglie di continuare a vivere nel ruolo che le era stato assegnato. che questa età contiene in sé aspetti evolutivi e creativi. di cambiarla. trovare rimedio al vuoto che egli inevitabilmente lascia. L’area psichica del libro è proprio quella della separazione. è proprietaria di un ristorante. ma il suo mondo è fatto solo di parole. l’ex fidanzato di Reli. la sorellina di 3 anni. a poter scegliere il proprio destino. quando improvvisamente perde tutti. Assaf. La suora racconta.

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Psicoanalisi e telepatia
Introduzione all’articolo di Istvan Hollòs «Psicopatologia dei problemi telepatici quotidiani» (1933)
– Che sarà pubblicato sul prossimo numero –

MARCO ALESSANDRINI
Psichiatra, psicoanalista, responsabile dell’Unità territoriale del Centro di Salute Mentale della ASL di Chieti, Professore a contratto presso la Facoltà di Medicina e la Facoltà di Psicologia dell’Università di Chieti

U

na breve introduzione ai rapporti tra psicoanalisi e telepatia non può esaurire i nodi che questo tema solleva. È però possibile accennare ad alcuni aspetti generali e individuarne i possibili risvolti in termini di tecnica psicoterapeutica. Infatti, come scriveva già Georges Devereux nel 1953, studi di questo genere non sono «…contributi di psicoanalisti riguardo a problemi di parapsicologia. Sono invece, specificamente, studi psicoanalitici dei cosiddetti “fenomeni-psi”, e devono quindi essere considerati essenzialmente come contributi alla teoria e alla pratica della psicoanalisi clinica» (Devereux, 1953, p. IX). Non devono tuttavia neppure essere trascurati i risvolti che queste teorie hanno in termini di responsabilità individuale. Esse infatti rendono possibile ipotizzare un «contatto» tra menti all’interno del quale l’individuo, che in questa prospettiva sarebbe influenzato da atmosfere psichiche interpersonali – gruppali e collettive –, a sua volta e inconsapevolmente le influenzerebbe. Non si tratta perciò di svelare soltanto eventuali influssi «telepatici», preriflessivi e nascosti, tra paziente e analista nel loro incontro ben delimitato e peculiare, quanto anche una possibile e più vasta rete di contatto inter-psichico tra tutti gli individui della comunità umana, i quali in questo senso sarebbero corresponsabili, sebbene inconsapevolmente, di tensioni o conflitti che pervadono momenti storici e persone. Riguardo al solo primo aspetto, ovvero la pratica della psicoanalisi clinica, l’articolo di Hollòs (che sarà pubblicato sul prossimo numero), e che per la prima volta compare in traduzione italiana, è unanimemente considerato paradigmatico. Esamina infatti il possibile verificarsi di fenomeni telepatici nello specifico ambito della relazione tra paziente e analista. In sostanza, si occupa dell’ipotetico intervento della telepatia nei fenomeni di transfert-controtransfert, seguendo in questo la strada che Freud aveva dischiuso appena qualche anno prima. È bene però premettere che Freud aveva esaminato soltanto il possibile emergere, nei sogni notturni dell’analista, di contenuti «trasmessi telepaticamente» dal paziente. Sempre Freud, inoltre, quasi per mitigare la portata delle proprie ipotesi, si era chiesto se questi contenuti eventualmente ricevuti dal terapeuta per via telepatica non si limiterebbero a concorrere al formarsi del sogno secondo un’unica modalità, la stessa dovuta ai cosiddetti resti diurni, vale a dire fornendo il solo materiale di rivestimento per il desiderio inconscio. Egli infatti valutava con scetticismo l’idea che questi contenuti potessero invece influenzare il desiderio inconscio stesso. In altri ter-

ISTVÁN HOLLÒS: BREVE NOTA BIOGRAFICA Medico ungherese, psichiatra e psicoanalista, István Hollòs nasce a Budapest nel 1872, dove muore nel 1957. Proveniente da una modesta famiglia ebrea, è fondatore, nel 1913, insieme a Sándor Ferenczi, Sándor Rado, Hugo Ignotus e altri, della Società Psicoanalitica Ungherese. Di questa è inizialmente vicepresidente e poi, dal 1933 al 1939, presidente. Già in questo periodo esercita come psicoanalista. È anche vicino ai circoli letterari, ai fermenti artistici dell’epoca. Nel 1918 effettua un’analisi personale a Vienna con Paul Federn, analista già rinomato per la specifica attenzione rivolta a pazienti psicotici. Le psicosi sono anche il principale campo di interesse di Hollòs, il quale diventa direttore del più importante manicomio del paese, soprannominato «Casa Gialla» e situato a Lipotmezö, nelle vicinanze della capitale. Nel frattempo, traduce in ungherese due opere di Freud, L’interpretazione dei sogni (insieme a Ferenczi) e L’Io e l’Es (insieme a Géza Dukes). Viene però presto destituito dall’incarico nel 1925, sotto il regime antisemita di Miklós Horthy, e nel 1944, insieme alla moglie, sfugge fortunosamente alla morte durante un tentativo di deportazione. A salvarlo insieme ad altri ebrei, è il diplomatico svedese Raoul Wallenberg, e in quell’occasione Hollòs ha un’intensa esperienza interiore che amerà interpretare come intervento di «segni dal cielo». Egli riprende l’attività di psicoanalista, e nella Società Ungherese lavora al fianco di Imre Hermann. Ormai anziano, ha un episodio delirante. Termina i suoi giorni ricoverato nella «Casa Gialla», alla quale, nel 1927, poco dopo la sua destituzione, aveva dedicato uno straordinario resoconto di esperienze cliniche, il romanzo-saggio I miei addii alla Casa Gialla (pubblicato in Italia dalle Edizioni Magi nel 2000).

mini, Freud riteneva che non potessero «inserirsi» direttamente in profondità e causare, del desiderio inconscio, oltre al semplice «rivestimento» anche l’insorgenza e il contenuto. Ecco pertanto che egli, ribadendo le proprie esitazioni, in conclusione precisava che il suo «atteggiamento personale rispetto a questa materia continua a essere riluttante e ambivalente» (Freud, 1921, p. 349). Da questi pochi accenni è tuttavia già chiaro che nel parlare di questo argomento emergono almeno due nodi cruciali.

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43 Un primo nodo è la natura delle relazioni interumane, delle quali la relazione terapeuta-paziente è soltanto una variante, sebbene talmente particolare da rendere più evidenti le dinamiche in gioco. Ecco perciò che proprio in rapporto all’ipotesi della telepatia è necessario domandarsi se alla percezione razionale e cosciente di una netta separazione tra la mente di due o più individui non sfugga una sottostante condizione di contatto, o addirittura di non-separazione. Un secondo nodo, derivazione diretta di quello appena detto, riguarda la delimitazione della mente, in particolare la conformazione e i confini dell’inconscio. In pratica vengono chiamate in causa non solo le relazioni dell’inconscio con le persone esterne, vale a dire con l’inconscio degli altri individui, ma le relazioni che l’inconscio potrebbe intrattenere con l’intera realtà esterna, inclusi gli oggetti materiali e gli accadimenti concreti. Riguardo a entrambi questi temi l’articolo di Hollòs propone una spiegazione precisa, estrapolandola da un nutrito elenco di esempi clinici. L’autore rileva che i contenuti rimossi del paziente sembrano riemergere, in seduta, nelle libere associazioni che in quel momento occupano la mente dell’analista. La sola spiegazione possibile, negli esempi da lui esaminati, sembra perciò appunto l’inconsapevole trasmissione dei contenuti per via telepatica, dall’inconscio del paziente all’inconscio dell’analista, del quale ultimo, poi, i contenuti raggiungerebbero la coscienza tramite il canale preconscio che genera le libere associazioni. Hollòs inoltre, in ciò differenziandosi nettamente da Freud, considera anche la possibilità inversa, vale a dire il possibile affiorare, nelle libere associazioni del paziente, di contenuti rimossi dell’analista. Riguardo invece al vero e proprio meccanismo di una simile comunicazione telepatica, la spiegazione che Hollòs propone si appoggia a una sorta di metafora neurologica. Egli accenna a un’ipotetica «conduzione» di impulsi tra il sistema nervoso del paziente e il sistema nervoso dell’analista. In sostanza, la sua è una variante, più dettagliata e ardita, di quel «dialogo degli inconsci» di cui già parlava, più d’ogni altro psicoanalista, il collega e amico Ferenczi, anch’egli ungherese. Infatti quest’ultimo, sia pure non riferendosi ai fenomeni telepatici, scriveva che «…gli inconsci di due persone si capiscono e si lasciano capire reciprocamente a fondo, senza che la coscienza di entrambi ne abbia sentore» (Ferenczi, 1915, p. 151). Ma volendo aggiornare e migliorare l’ipotesi di Hollòs, sorge spontaneo chiedersi con quale esatto meccanismo, in effetti, potrebbe avvenire il «dialogo tra inconsci». Soprattutto, va da sé domandarsi se l’ipotetico «passaggio» di contenuti psichici da una mente all’altra potrebbe verificarsi soltanto attraverso una supposta via telepatica. Ma anche qualora l’ipotesi di questa via fosse la più accettabile, rimarrebbe poi inevitabile interrogarsi più a fondo sull’eventuale meccanismo dell’ipotetica via telepatica. Infatti la spiegazione fornita da Hollòs, relativa a una «conduzione» di impulsi, tra un individuo e l’altro, per il tramite del rispettivo sistema nervoso, sembra semplicemente sostituire alla parola «inconscio» la parola «sistema nervoso», lasciando in realtà irrisolto il problema. In effetti se questo, più in generale, non è altro che il tema dell’empatia (Einfühlung) – il «sentire-con» il paziente, l’immedesimarsi in lui – è però qui interrogato l’esatto meccani-

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44 smo di questo «sentire» gli altri. La vera domanda, insomma, riguarda la natura della mente e dei rapporti tra menti. D’altronde, la stessa definizione classica del termine «telepatia» solleva apertamente la questione. Si consideri infatti che in un recente e aggiornato manuale la definizione suona come segue: «Telepatia: Comparsa simultanea di un identico pensiero (contenuto psichico) nella mente di due o più individui distanti e non esposti a un medesimo stimolo sensoriale » (Biondi, 2004, p. 137 – il corsivo è mio). * Tentando una schematizzazione, si può dunque dire che su questo argomento le posizioni psicoanalitiche si suddividono in due grandi orientamenti. Un primo orientamento è esemplificato dall’articolo che Paul Schilder scrisse in risposta alle tesi di Hollòs. Secondo Schilder, «…anche qualora l’analista parli molto poco, egli, nondimeno, ha modi caratteristici di espressione e di pensiero; questi vengono percepiti dagli analizzandi nel [loro] sistema Inconscio, per lo più tramite identificazione» (Schilder, 1934, p. 224). In altre parole, questo orientamento ritiene che tra gli esseri umani la cosiddetta comunicazione non-verbale, complessa e incessante sebbene abitualmente inosservata e inconscia, sia responsabile di uno scambio di informazioni ben maggiore di quanto comunemente viene supposto. Pertanto, il cosiddetto «contagio emotivo» tra persone (Hatfield et al., 1994) non deriverebbe da trasmissioni «telepatiche», vale a dire dal passaggio di contenuti psichici da una mente all’altra attraverso canali diversi da quelli sensoriali, bensì da una comunicazione mediata proprio dai canali sensoriali, sebbene su un piano non-verbale e inconscio. Da questo punto di vista la moderna etologia, per esempio, e soprattutto la cosiddetta «etologia umana», ha molto da insegnare (Eibl-Eibesfeldt, 1984). Il secondo orientamento ritiene invece che la comunicazione tra menti si svolga su un ipotetico piano non sensoriale. Ma in questo caso le teorie psicoanalitiche si dividono in due gruppi. Da un lato, alcune suggeriscono che specifiche funzioni non sensoriali, prima fra tutte l’intuizione, siano abbinate ai canali sensoriali, potendo perciò recepire, pur sempre per via sensoriale, anche ciò che tuttavia non è affatto sensoriale. Si tratterebbe pertanto di un «sentire» che pur mediato dalla sensorialità travalicherebbe di gran lunga quest’ultima, essendo legato a una sorta di facoltà intuitiva inconscia. In sostanza, alla sensorialità fisica sarebbe sempre inconsapevolmente affiancata una funzione cognitiva di tipo intuitivo ed emotivo. Rientra allora in questo ambito, per esempio, la teoria kleiniana dell’«identificazione proiettiva» (e non è certo un caso che la Klein abbia effettuato la propria prima analisi personale con Ferenczi). Secondo questa teoria, un contenuto inconscio del paziente, un contenuto di per sé non-sensoriale, può essere «inviato» all’analista, e letteralmente «evacuato» in quest’ultimo, attraverso gli scambi comunicativi sensoriali, sia verbali che non-verbali. A ben vedere, comunque, anche così formulata questa teoria, e l’intero gruppo di eventuali altri analoghi modelli, è solo un’amplificazione delle teorie che rientrano nell’orientamento precedente, quello preconizzato da Schilder. Si limita infatti a estendere la natura e l’ampiezza delle comunicazioni per via sensoriale, aggiungendo a queste un sottile e più vasto risvolto di tipo intuitivo e non-sensoriale. Ben altro sostiene invece il gruppo di teorie secondo cui la natura stessa della mente deve essere concepita in termini diversi da quelli abituali e correnti. La mente stessa, infatti, può essere immaginata come non racchiusa entro i soli confini fisici del corpo, oppure come connessa con i processi organici e corporei in grado tale da porsi in continuità con la fisicità materiale del mondo esterno. In entrambi questi casi, pertanto, la comunicazione tra menti avverrebbe per via non-sensoriale, tramite una effettiva, sottostante non-separazione tra interno ed esterno e tra psiche e materia, inclusa la materia del mondo esterno. Ecco allora, per esempio, le considerazioni di Bion, secondo il quale «la nostra pelle è utile come metodo per dire quali sono i limiti della nostra composizione fisica, della nostra anatomia e fisiologia. È improbabile [però] che questo costituisca un’adeguata descrizione dei limiti della nostra mente» (1977, p. 207). Qui perciò la mente non può più essere identificata con il solo corpo, né con la materialità e i confini di quest’ultimo. Di conseguenza, volendo estremizzare, secondo questo modello è pertanto possibile che le menti «si tocchino» tra loro direttamente e concretamente, nel momento stesso in cui invece i corpi, con la propria ingannevole delimitazione, offrono un’ovvia e visibile impressione di separazione e distanza. Si spiega dunque in questo modo perché, nel caso specifico della relazione analitica, in questo caso ispirandosi non solo a Bion ma alla fisica quantistica, teorie recenti abbiano creato il concetto di «campo bipersonale»: un inconscio «comune» alle due persone – specificamente il terapeuta e il paziente –, nel senso di un unico campo di forze che conterrebbe l’attività mentale inconscia di entrambi i componenti della coppia. È quanto d’altronde lo stesso Bion afferma in altra forma, vale a dire quando ipotizza un’area della mente da lui chiamata «protomentale»: un’area unitariamente psichica e fisica, e inoltre transindividuale, ossia situata o «espansa» al di là dei limiti fisici e psichici dell’individualità conscia. Lungo questa medesima scia è inevitabile menzionare anche la teoria di Matte Blanco (1988). Secondo questo autore la realtà, e quindi anche la mente o l’individualità, rivelano una diversa conformazione a seconda della logica che l’osservatore adotta. Così, se «guardata» con gli occhi della logica della coscienza, basata sul principio di non-contraddizione, la mente appare interna all’individuo e distinta dal corpo, ma se «guardata» con gli occhi della logica non-aristotelica, la logica dell’inconscio, la mente potrà apparire come estesa all’esterno dell’individuo e addirittura coincidente con la materia e con il corpo. Anche Lacan, a sua volta, sia pure limitandosi a spunti più occasionali e meno dettagliati, sostiene che ogni significante – sia esso un sogno, il racconto di un sogno, un gesto, un suono, un silenzio e via dicendo – è di per sé il sapere dell’inconscio. Ecco perciò che il significante, così inteso, «…rimbalza da un soggetto all’altro al punto che la sequenza delle ripetizioni, la catena dei significanti, ossia la girandola degli elementi già ripetuti o da ripetere… non appartiene a nessuno in particolare. Non c’è struttura a sé, né c’è inconscio a sé» (Nasio, 1992, p. 27).

è ancora più evidente qualora si consideri un’ulteriore teoria appartenente in fondo. e che perciò sarebbe in grado di imprimere significato psicologico a elementi e accadimenti materiali. sebbene soltanto come coincidenze «insolite» e inspiegabilmente non casuali. L’innovazione introdotta da questa teoria è però appunto l’attenzione al «significato»: un avvenimento interno (per esempio un pensiero dell’analista) può rivelarsi connesso a un avvenimento esterno (per esempio un gesto o una frase del paziente) da uno stesso significato affettivo. da un sistema nervoso all’altro. Marchi. capace. da un bisogno di appagare bisogni simbiotici e di alleviare. Si può infine notare che proprio entro l’ottica di quest’ultima teoria. gli accadimenti concreti che si verificano nell’ambiente durante la seduta. comunque. potrebbe rientrare più specificamente. Quest’ultimo infatti sostiene che l’archetipo. e più in generale. l’ipotesi formulata da Hollòs riguardo a una «conduzione» di impulsi. eppure essi appaiono collegati in maniera «significativa» e non casuale. anche qui travalicando le comuni delimitazioni tra mente e corpo e tra interno ed esterno. scavalcando così la delimitazione e la separatezza tra i loro corpi fisici. che queste speculazioni. in conclusione. ossia psicofisica. E se essi sono. l’evidente complessità di questi modelli non può essere qui riassunta. 1952).Ad.00) Per informazioni sulle modalità di abbonamento: Edizioni Magi via G. e via dicendo. questi orientamenti concettuali implicano dunque che la tecnica psicoterapeutica si allarghi a una lettura attenta dell’intera realtà dell’incontro analitico: la realtà materiale della stanza.P.Estero a 60. Il confronto con l’irrimediabile alterità di coloro che incontriamo. tramite il livello psicofisico o «psicoide» da cui deriverebbe. la precarietà e l’impotenza che abitano in fondo il proprio stesso esistere. In questo senso.00 . in questo modo.06. il quale quindi avrebbe agito – se è accettabile un ossimoro – come una sorta di «causa acausale». di creare un reale.00161 Roma tel.FARE PSICOLOGIA 45 Come conseguenza immediata e cruciale.854. e con l’alterità del mondo e degli eventi.854. quale forza generativa che orienterebbe la psiche dalle profondità dell’inconscio. 06. * Come già detto.com www.00 (Enti a 50. il legame sarebbe stato indotto e creato dal significato stesso. è anche il confronto con l’estraneità di ciascuno rispetto a se stesso. (Associazione Romana per la Psicoterapia dell’Adolescenza) AeP (già Adolescenza e Psicoanalisi) rivista fondata da Arnaldo Novelletto Direttore – Gianluigi Monniello Abbonamento annuale (2 numeri): a 30. ma soltanto accennata. 4 . quando tra due eventi non sembra poter esistere un rapporto di causa ed effetto. nient’altro che modelli. e perciò – si potrebbe aggiungere – potrebbe influenzare eventualmente anche l’inconscio psicofisico di un altro individuo. ha una natura «psicoide». tra due individui. il loro scopo resta tuttavia rendere ragione di fenomeni clinici e umani che si propongono comunemente all’attenzione. sarebbe in grado di influenzare la materia esterna. la teoria junghiana della sincronicità.20. in quanto tale.72 redazione@magiedizioni. Il significato affettivo sarebbe di origine archetipica e perciò deriverebbe dall’inconscio «psicoide». proprio da un punto di vista psicoanalitico. Le suddette teorie A e adolescenza P e psicoanalisi Organo ufficiale dell’A. In pratica il significato. E tutto ciò. È vero tuttavia.R. potrebbero anche derivare soltanto da un desiderio fusionale non risolto. sia pure con la sua veste semplicistica.22.magiedizioni. al medesimo filone di pensiero: la teoria della «sincronicità» proposta da Jung (1951.56 . psicofisico contatto tra analista e paziente. con l’ignoto. nonostante le sue assolute peculiarità. questi modelli. il sentimento di finitezza e di solitudine a cui tutti siamo sottoposti.com .

La ricerca psichica. New York. 1976. «Introduction». FREUD S.. 1993 e 2001.G. Remarks concerning I. Io però credo che l’interesse per questi temi sia mosso. Etologia umana. Le basi biologiche e culturali del comportamento. anche gli altri. 20. San Paolo. il proprio gruppo etnico-sociale. «Seminari brasiliani». noi tutti. Hollòs’ article. a propria insaputa. EIBL-EIBESFELDT I. 1998. con mente aperta anche a una logica diversa da quella razionale. vol. NASIO J.T. 1997. in Il cambiamento catastrofico. Einaudi. dalla constatazione dell’effettiva complessità dell’identità umana e delle relazioni interpersonali che concorrono a formarla. attraversando e trascinando. nella caducità e nell’isolamento della propria mente. 1995. vol. È altrettanto vero. Fatti ed evidenze degli studi parapsicologici. . Roma. 219-224 (anche in: Devereux. DEVEREUX G. fino all’intero momento storico e culturale. Cinisello Balsamo. in Opere di Sigmund Freud. Roma. (1921). vol. (1915). VIII. sentire. essere. Torino. 1990. Deve piuttosto stimolare a osservare se stessi. «La sincronicità come principio di nessi acausali». BIBLIOGRAFIA BION W. International Universities Press. (1984). basata – direbbe Matte Blanco – sul principio di non-contraddizione. Cinque lezioni sulla teoria di Lacan.). nei casi migliori. (1977). e il mondo che ci circonda. 1953. Loescher. in Opere. Perché il tema della «telepatia». nel nostro essere profondo e nell’agire quotidiano. Editori Riuniti.R. Tuttavia non penso che quest’area di studi debba necessariamente condurre a una qualche «teoria» certa e definitiva. che queste variegate ipotesi teoriche potrebbero anche provenire dal riemergere inconscio di un bisogno infantile di «meraviglioso». cit. Torino. (1994). «La sincronicità». op. CACIOPPO J. insieme a lui. 1934. Psychopathology of everyday telepathic phenomena. VIII. Milano. IX.. 1977. in Psychoanalysis and the occult. Bollati Boringhieri. come sottolinea Hollòs. Se poi ciò servisse anche soltanto a sentirsi responsabili.-D. BIONDI M. in Opere. Torino. pp. (1992). questo sarebbe già un risultato enorme. la propria città. sul principio dell’apporto che l’individuo può dare a tutto ciò che di transindividuale e di irrimediabilmente ignoto lo attraversa e lo trascina. FERENCZI S. 2004. dopo tutto. Boringhieri. cit. Cortina. Torino. Torino.FARE PSICOLOGIA 46 potrebbero allora esprimere soltanto l’inconscio bisogno di negare e compensare questa costitutiva ferita narcisistica. (1988). «Psicoanalisi e telepatia». «Imago». vol. op. Boringhieri. 1981. II. MATTE BLANCO I. Pensare. (1951). SCHILDER P. effettivamente inserita in «atmosfere emotive» appartenenti a contesti più ampi.. Il contagio emotivo. HATFIELD E. questa sia però in costante e vertiginoso interscambio con le menti altrui. se sfrondato dall’alone di magia o di meraviglioso che lo riveste. di un’«atmosfera emotiva» che potrebbe ripercuotersi. «Anomalie psicogene del timbro di voce». Il Minotauro. E che questo interesse derivi anche dalla reale sensazione che pur restando inevitabilmente confinati..L. quali la propria famiglia. JUNG C. su altri a noi vicini o a noi lontani. RAPSON R. diventa una radicale interrogazione sul principio della responsabilità individuale. O meglio.. (1952). in Opere.

infatti. clinici e le notizie sul suo contesto di vita.R. – stereotipie afinalistiche ed ecoprassia. per stabilire il luogo che lo avrebbe ospitato dopo le dimissioni.FARE PSICOLOGIA 47 Evento migratorio e reazione psicogena acuta Il caso di un rifugiato politico eritreo FILIPPO SCIACCA Dirigente Psicologo SPDC di Agrigento L’ esperienza clinica che mi accingo a descrivere.R. Viste la particolare condizione sintomatologica e la difficile gestione del paziente nel reparto di Medicina fu deciso il suo trasferimento presso il SPDC.R. o rimpatriati. quanto gli stenti e le malattie che hanno decimato la gioventù di questo paese. infatti.R. Evidente appariva il dimagrimento. tribale o causata da uno scontro di potere. Permaneva. Era sbarcato a Lampedusa da uno dei famosi barconi della «speranza». e chi può fugge perché il rischio più grande per i giovani soldati eritrei non è il nemico etiopico. – catatonismo con assunzione di posture bizzarre. di essere fuggito per evitare la guerra come altri giovani eritrei suoi coetanei.R. con imitazione ripe- NOTIZIE ANAMNESTICHE SUL CASO Le notizie anamnestiche su T. o disfonico (infatti fu richiesta visita ORL). Il caso di T. giunto a Porto Empedocle è stato urgentemente ricoverato presso l’Unità Operativa di Medicina dell’Azienda Ospedaliera «S. religiosa. la disidratazione. ma rifugiato politico. in base ai parametri dell’ICD 10.R.P. sbarchi di immigrati che già da parecchi anni. l’immagine che T. il blocco psicomotorio (stava ore sdraiato per terra o fermo in una posizione). allocata nello stesso Ospedale. disidratazione e attacchi di panico. durante questo periodo. Giovanni di Dio» di Agrigento per malnutrizione. fanno cronaca per le condizioni spesso drammatiche in cui avvengono. mi ha permesso di conoscere più a fondo una grave condizione psicopatologica determinata dall’evento migratorio vissuto come trauma. Per tale motivo i villaggi sono rastrellati alla ricerca di giovani che non abbiano assolto agli obblighi di leva e gli studenti sono bloccati dalla coscrizione obbligatoria. non poteva essere ospitato presso il locale Centro di Accoglienza perché non era considerato clandestino. è un conflitto sulla delimitazione di un confine e non una guerra etnica. C’è molto malcontento. infine sono smistati in altri Centri di Accoglienza. dimagrimento. sofferente e triste. che il motivo della migrazione di T. Gli immigrati sono accolti dapprima nel sovraffollato Centro di Accoglienza dell’isola. mutismo senza diretta risposta agli stimoli. – negativismo e disbulia: compiva azioni motorie di significato opposto od opponeva resistenza alle istruzioni (per esempio. è un giovane eritreo di 24 anni. La guerra tra Eritrea ed Etiopia. soprattutto nei mesi estivi. il fatto che non parlava. soprattutto. scarne e povere di informazioni. determinata dallo shock subito dall’evento migratorio (e quindi dallo shock culturale) con manifestazioni di: – stupor.C. scoppiata nel 1998 per il controllo delle terre a Sud comprese tra i fiumi Tacazzé e Mareb.R. QUADRO CLINICO E SINTOMATOLOGIA Visti la difficile condizione psico-fisica di T. la sensazione. tuttavia. ho inizialmente osservato con attenzione i segni clinici e i suoi comportamenti. poiché T.. se messo a letto si buttava subito per terra). evidenziava in maniera esponenziale e amplificata i problemi e gli aspetti psicologici di un giovane migrante. L’espressione del volto era perplessa. poi portati in nave a Porto Empedocle per essere sottoposti ai controlli delle forze dell’ordine di Agrigento. Il quadro clinico. mette in evidenza alcuni interessanti aspetti psicopatologici della persona immigrata. il riflesso di orientamento e con gli occhi seguiva le modificazioni oggettuali dell’ambiente. fin da subito. celibe. Inoltre non parlava e perciò è stato considerato sordomuto. e.R.D. fosse un paziente irrecuperabile. caratterizzato da grave rallentamento psicomotorio e mimico-gestuale. era dovuta al fatto di essere stato renitente al servizio militare eritreo.R. ma è stato difficoltoso poter raccogliere i suoi dati anagrafici. Si stava via via creano l’idea. T. Di certo. che. T. Infatti T. il restringimento del campo di coscienza. c’è stata anche l’attivazione dei Servizi Sociali dell’Azienda Ospedaliera e del Comune di Agrigento . evidenziava quindi una reazione psicogena acuta da stress grave. sono apparse. avvenuta presso l’Unità di Psichiatria (SPDC) di Agrigento dove lavoro in qualità di Dirigente Psicologo. Fu chiesta anche la consulenza degli operatori dell’Unità di Psichiatria (S. A partire dalle scarne notizie si ricostruirà. scarso contatto visivo.). Il ricovero è durato 45 giorni e. Non comunicava neanche con il non verbale. evidenziava restringimento del campo di coscienza e un comportamento bizzarro caratterizzato da immobilità o da movimenti afinalistici. è stato ricoverato nel SPDC tra l’agosto e il settembre del 2004.

Sappiamo ormai tanto dell’autismo.R.L. ma quanto conosciamo del bambino autistico? Sappiamo ormai quello che fa e quello che non fa. emotivi e affettivi. ma anche in termini di potenzialità presenti. n. Scopo del convegno è quindi la ridefinizione dei comportamenti . – accreditato con il S. I dati delle ricerche presentate riguardano un ampio campione di bambini con diagnosi di autismo e un ulteriore campione di oltre 50 bambini seguiti nel progetto Tartaruga che verrà presentato nell’ambito del convegno. e verranno portati dati quantitativi e qualitativi per sostenere l’efficacia di un approccio diagnostico e terapeutico che integri le diverse aree dello sviluppo in una visione globale. G. ma quanto comprendiamo del significato profondo dei suoi comportamenti? Sappiamo ormai quello che prova e quello che non prova. dell’apprendimento e ritardo psicomotorio Aut. 6379 per Corsi d'Aggiornamento per Psicologi e Operatori Socio-Sanitari – Accreditato per la formazione superiore presso la Regione Lazio Dalla diagnosi alla terapia: percorsi di comunicazione e relazione 27-28 OTTOBRE 2007 . Verrà prospettata una nuova lettura del «mondo autismo» basata sulla conoscenza dei singoli bambini con i loro stati mentali.Istituto di Ortofonologia XII CONVEGNO NAZIONALE Diagnosi e terapia dei disturbi della relazione. del linguaggio. ma quanto condividiamo del suo vissuto emotivo? Riteniamo che la diagnosi di Disturbo Generalizzato dello Sviluppo non possa essere esaustiva di una costellazione di comportamenti così complessa e rischi un’eccessiva omogeneizzazione che non consente la definizione di un intervento terapeutico mirato. deficit o mancanza. della comunicazione.N .S.ROMA del bambino con autismo per evidenziarne l’individualità non solo in termini di compromissione.Associato FOAI – Accreditato presso il MIUR per i Corsi di Aggiornamento per Insegnanti – Provider ECM accreditato presso il Ministero della Salute rif. dell’udito.

84. interessi sensoriali insoliti: come comprenderne il significato attraverso un approccio relazionale PERCORSI TERAPEUTICI Presentazione del progetto «Tartaruga» Il lavoro d’équipe come antidoto alla frammentazione della comunicazione L’approccio al mondo emotivo del bambino autistico: l’intervento psicoterapico Musicoterapia: i suoni di un silenzio che comunica oltre la parola L’arcaico contatto con l’acqua e con gli animali in un contesto significativo: la terapia di gruppo in acqua e la pet-therapy Il contatto come definizione del limite corporeo nella terapia con il bambino autistico: il massaggio pediatrico. seminari informativi e gruppi di incontro Scuola e setting terapeutico: confronto e scambio tra due contesti significativi del bambino Relatori: Équipe del Servizio di Psicologia e Psicoterapia dell’Istituto di Ortofonologia. 30 – 00198 Roma.00 € Centro Congressi Frentani. Convenzioni card Magieoltre.40.384 – 06.00 € studenti universitari. via Salaria. fax: 06. Verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.38.854. 06.00 € Sono stati richiesti al Ministero della Salute crediti ECM e al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica le autorizzazioni quale Corso d’Aggiornamento.258.13. via dei Frentani 4 – Roma oltre il 30 giugno 2007: +30.it . 1a laurea: 50.PROGRAMMA PERCORSI DIAGNOSTICI Autismo e psicosi: un itinerario attraverso concezioni.salaria@ortofonologia.88. definizioni e trattamenti Percorsi diagnostici e terapeutici: l’importanza di un progetto individuale L’osservazione dei comportamenti nell’autismo: dall’anamnesi alla valutazione clinica Autismo e affetto: dalla consapevolezza primaria alla condivisione dei propri vissuti emotivi Autismo e concezioni della mente: la comprensione dei propri e altrui stati mentali ed emotivi Comunicazione e linguaggio: l’importanza della condivisione di significati Stereotipie. segr. INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Istituto di Ortofonologia. l’intervento psicomotorio e l’approccio osteopatico L’intervento logopedico tra costruzione del pensiero e concezione linguistica Entrare nel mondo del bambino: la terapia domiciliare Il coinvolgimento della famiglia nel progetto terapeutico: counseling ai genitori individuale e di gruppo.00 € studenti universitari 1a laurea: +20. tel. manierismi.20. Responsabile Magda Di Renzo È prevista la partecipazione di alcuni ospiti SEDE DEL CONVEGNO MODALITÀ DI PAGAMENTO Vaglia postale o assegno bancario intestato all’Istituto di Ortofonologia QUOTA DI PARTECIPAZIONE entro il 30 giugno 2007: 90. all’esonero dall’insegnamento.

Ha iniziato a scrivere la sua età e di essere nato nel villaggio di Sesewe. La migrazione rappresenta un’esperienza traumatica e di crisi. che sono stati disponibili a ospitarlo. ecc. Esiste. iniziò a scrivermi le risposte in inglese. riducendo il sentimento di estraneità e permettendo l’espressione verbalizzata di bisogni. migrazione. chock culturale. al di là dei risultati ottenuti dagli interventi. La psicologia culturale e la letteratura transculturale individuano l’incidenza dei problemi della migrazione. tanto più se la migrazione è stata forzata o ambivalente. Con mia sorpresa. Essi gli hanno dato supporto e rassicurazione. Gli piace studiare e mi ha risposto che le sue materie preferite sono soprattutto la matematica. dunque. La migrazione allora diventa un trauma che genera stress psichico. la sensazione e l’immagine di non recuperabilità che si era già costruita intorno a T. un minimo contatto. Veniva inoltre somministrata terapia psicofarmacologica. quali traumi. anche quelle considerate più difficili. Soprattutto con gli stranieri profughi questa sensibilità deve essere particolarmente vigile. va fatta su questo caso. I suoi genitori sono viventi e risiedono a Sesewe. cioè in Italia. entrare nella mia stanza. Come se non riuscisse a identificare bene o a rappresentare la propria sfera psichica e il pensiero.R.). fosse sordomuto. non sapeva dove si trovasse. parlava del suo corpo: «Tutto il mio corpo sta migliorando». T. Beneduce descrive bene in alcuni suoi scritti le conseguenze psichiche e sociali della guerra1. Ha 3 fratelli (di cui due maggiori) e 2 sorelle.R.R. ho mantenuto un atteggiamento di accoglienza. Ma alle domande che gli ponevo sui suoi problemi. adesso.R. ecc. rimanendo il villaggio un’unità sociale molto vivace. dell’albero. Ha ringraziato i dottori. Si rinforzava in tutti gli operatori. inizialmente gli operatori del reparto si sono adoperati per cercare di stabilire con T.FARE PSICOLOGIA 50 titiva dei movimenti (per esempio. la storia e la geografia. Ma nel contempo. distacco dalla famiglia e dal mondo degli affetti. la sua testa era libera. Credo che gli sforzi effettuati per interagire con T. sedersi. ma nel contempo di stimolo attraverso la gestualità. parlando dapprima in inglese e poi. Nella mia interazione con T. sulle sue emozioni. Con più facilità. perdita dell’autostima. lo sguardo e il sorriso. camminava seguendo o affiancandosi agli operatori). infatti. vissuti di sradicamento.R. con i suoi amici mediatori. Ho utilizzato in modo massiccio la comunicazione non verbale. l’idea che T. di essere renitente al servizio militare eritreo. dove T. in conclusione. Il caso di T.R.R. un altro INTERAZIONI OPERATORI-PAZIENTE Vista la particolare condizione psicopatologica e le difficoltà di comunicazione. anche attraverso il non verbale. al fine di renderlo più collaborativo. non sembrava mostrare ascolto e non manifestava feedback alle loro domande e ai loro discorsi. ha manifestato più collaboratività. a partire dai suoi movimenti e comportamenti mimetici (seguirmi mentre camminavo. afferrando a stento la penna. Progressivamente T. chiamato Michele. Solo molto tempo dopo mi fu anche possibile farlo disegnare (disegno della casa. a usare la voce. . nella sua lingua. Usando la scrittura ho provato a fargli brevi domande in lingua inglese per verificare se la conoscesse. emozioni intense e spesso congelate. che emergono. Oppure mi rispondeva alle domande sui piatti tipici eritrei o sui suoi sport preferiti: volley e calcio. A ogni mio tentativo di approfondimento degli aspetti psichici mi rispondeva laconicamente che. La presenza confortante di due connazionali che fungevano da mediatori ha favorito il superamento del trauma migratorio. è stato affrontato nelle discussioni di équipe. La migrazione è un cambiamento così profondo che può produrre molta sofferenza sulla psiche della persona. poi la chimica. affermando che non avrebbe mai dimenticato il loro aiuto: «Dio è il creatore del mondo e al secondo posto ci sono i dottori». di pazienza. È di religione cristiano-copta. paure e dubbi. o matita. Alla domanda su quali fossero i suoi problemi riferiva di non stare bene economicamente e di avere necessità di soldi. hanno fatto emergere e riconoscere in tutti gli operatori la complessità del fenomeno e la necessaria sensibilità nel sapere stimolare e aiutare.). ha aiutato gli operatori a modificare l’idea. dissociate dalla parola.R. sui suoi pensieri. sentimenti di impotenza. Aggiungeva di avere degli amici a Genova. hanno fatto emergere. e dei fogli. Gradualmente egli. Scriveva sempre più spesso del suo corpo e della sua salute. Dal modo in cui mi forniva le informazioni e dai contenuti espressi ho potuto costatare che le sue funzioni cognitive apparivano integre. Anche con loro T. Successivamente sono stati invitati come mediatori due connazionali eritrei che parlavano la stessa lingua: soprattutto un giovane.R. E cioè che le risposte fornite da T. Un’ulteriore considerazione. sotto forma di sensazioni somatiche e reazioni comportamentali. Aggiungo che in Eritrea il fenomeno dell’urbanizzazione è modesto. sul suo funzionamento. che risiedeva da tempo ad Agrigento e una ragazza che veniva in reparto saltuariamente. I risultati ottenuti hanno mostrato l’efficacia della corretta presa in carico dell’alterità culturale. in precedenza contattati dal Servizio Sociale. INTERVENTI EFFETTUATI E RISULTATI OTTENUTI La progressiva e maggiore disponibilità a collaborare di T. un legame tra guerra. Innanzitutto T.R. ha frequentato la scuola secondaria. attraverso un atteggiamento capace di entrare in contatto con le manifestazioni psicopatologiche. che sentiva progressivamente migliorare. questo suo progressivo miglioramento. manifestava difficoltà a rispondere. e quando non siamo in grado di aiutarli dobbiamo chiaramente riflettere su questa inadeguatezza e assumere una posizione attiva nella ricerca di alternative. Posso affermare che per strutturare strategie di intervento in questa situazione di interazione transculturale non si possono applicare delle soluzioni precostituite ed è necessario uscire dagli schemi operativi consueti. e alcuni di loro vivono in un altro villaggio di montagna.R.R. Tramite questo intervento ho potuto finalmente raccogliere le notizie anamnestiche mancanti. Segheneiti a Sud-Est di Asmara. mi ha permesso di fare alcuni iniziali tentativi di interazione con l’uso della penna. invece.R. Dopo la dimissione è stato in grado di raggiungere i suoi amici di Genova. ha cominciato. finalmente. disagio psichico e manifestazioni psicopatologiche.

. 1996. 1999. Principi di etnopsicoanalisi. ICDC-UNICEF e Cooperazione Italiana. nei disturbi post-traumatici da stress). emozione]) e definisce propriamente l’incapacità di comunicare verbalmente le emozioni. 41(6). soprattutto nell’espressione corporea della sofferenza. Vite altrove.. 1996. 1992. infatti.». ma si tratterebbe di un pensiero cosciente. Etnopsichiatria e migrazioni in Italia. Gli studi transculturali. l’espressione della sofferenza attraverso il corpo diviene l’unico mezzo comunicativo possibile. come per esempio nei poemi omerici. Nella definizione di Sifneos. ma rimaneva vago e nebuloso. Bollati Boringhieri. Già nel 1963 gli psicoanalisti francesi Marty e M’Uzan avevano sottolineato l’importanza dell’uso del concetto di «pensiero concreto» (pensée operatoire) per designare un tipo di funzionamento mentale che non appartiene esclusivamente ai pazienti psicosomatici. Uno studio sui bambini che hanno bisogno di particolari misure di protezione. Si tratta di una dimensione psicopatologica trans-nosografica. la scelta di una via somatica. I risultati di una recente ricerca condotta da Dion (1996) su un campione di 950 studenti di entrambi i sessi. 531539.FARE PSICOLOGIA 51 dato interessante: la difficoltà che egli aveva a rappresentarsi e descrivere la propria vita psichica e la tendenza a esperire e a comunicare la sofferenza nella forma di sintomi somatici e a parlarne soltanto in tal senso. e più la cultura è tradizionale. In quest’ultimo caso – dovuto a fattori culturali – il problema non risiede tanto nella mancanza di espressione delle emozioni e dei vissuti. Roma. In essa si colgono quattro caratteristiche fondamentali: incapacità a identificare e verbalizzare le emozioni e i sentimenti. Presso le culture tradizionali la salute consiste di una componente fisica e di una componente emozionale che sono solo in parte differenziate. pur avendo studiato e individuando nella testa e nel cervello la sede dei processi mentali.. 1-45. Ethnolinguistic correlates of alexithymia: Toward a cultural perspective. introdotta per la prima volta nel 1972. pp. Le dimensioni della sofferenza psichica..E. «Revue Française de Psychanalyse». che minimizza le componenti psichiche ed emotive. The prevalence of «alexithimic» characteristics in psychosomatic patients. La riluttanza a comportarsi in questo modo deve essere interpretata come un deficit psicologico. corrispondente a una modalità di funzionamento psichico sia regressivo sia costituzionale che determina il blocco degli affetti in caso di situazioni traumatiche. l’alessitimia. evidenziano le profonde differenze che esistono nell’esperienza e nell’espressione degli affetti. di Platone e. ma che oggi si ritiene essere una caratteristica di molte patologie psichiche.. utilizzando peraltro dei meccanismi connaturati alla nostra specie. Firenze. non sapesse esprimere e definire con chiarezza i contenuti psichici. 255-262. ricorso all’azione o alla somatizzazione per evitare i conflitti o per esprimere le emozioni. Torino. FORTI B.. 1963. mostrano che i segni specifici dell’alessitimia sono significativamente maggiori nel gruppo di studenti non occidentali. lexis. La pensée opératoire. «Psychother. di un «linguaggio del corpo»? Mi sono posto la questione se questa difficoltà. che non si rappresenta un legame evidente tra il dato somatico e l’attività fantasmatica. nelle concezioni filosofiche di Democrito. Tale difficoltà di riconoscere ed esprimere verbalmente la sofferenza interna è segno caratteristico dell’alessitimia. potesse essere connessa a una particolare concezione culturale di rappresentare la vita psichica. Questa difficoltà poteva giustificare la forma tutta non-verbale e analogica con cui il suo disagio si estrinsecava. Nella maggior parte delle persone tale «pensiero concreto» o «alessitimico» non sarebbe il risultato di resistenze. parola]. Bambini fra Guerra e Pace: il caso di Eritrea ed Etiopia. della sfera affettiva da quella somatica.. pp. Materiali di etnopsicologia. Migrazione e disagio psichico. pp. In culture ove verbalizzare le emozioni negative è considerato disdicevole. pp. Le manifestazioni della sua vita psichica non potevano altrimenti essere espresse e spiegate se non attraverso il filtro del corpo e la sofferenza somatica. 1999. BIBLIOGRAFIA AGUGLIA E. Torino. più in là. 1345-1356. 27(suppl). MELLINA S. Psychosom. Bambini fra Guerra e Pace: il caso di Eritrea ed Etiopia. Feltrinelli. «Journal of Psychosomatic Research». BENEDICE R.. NATHAN T. oltre ad essere stata determinata dalla condizione psicopatologica da lui vissuta e dal lento recupero delle sue capacità. ma che è connaturato nell’uomo. In occidente questa concezione è stata progressivamente soppiantata da un netto dualismo mente-corpo attribuendo un significato di salute e benessere all’espressione individuale e verbalizzata dei vissuti psichici2. nelle culture non occidentali.. Uno studio sui bambini che hanno bisogno di particolari misure di protezione. distinti per etnia. MARTY P. dovuta a stress (è presente. del cristianesimo. Preciso. caratterizzato da un’incapacità a mentalizzare e a esprimere simbolicamente le emozioni. Era come se T. L’alessitimia può essere primaria oppure secondaria. 2. . Vedi in particolare R. M’UZAN M. espressione di individualismo inaccettabile. di Empedocle.. che fin dalle origini greche della nostra cultura il rapporto psiche/soma era rappresentato anche in modo indistinto e olistico. la salute e la malattia. 1999. persona. (a cura di). ma nella scarsa distinzione.R. thymòs [affetto. età o cultura. NOTE 1.L. ma che trova il suo ancoraggio nella fase pre-verbale dello sviluppo psico-affettivo dell’infans. minore è la distinzione fra malattia fisica e disturbo psicologico. Milano.[discorso. nella scuola medica di Ippocrate. DION K. tuttavia. Lombardo Editore. o stigmatizzato. La persona non solo dovrebbe essere capace di parlare delle proprie emozioni ma dovrebbe saper utilizzare un idioma relativo al conflitto intrapsichico o interpersonale per esprimere la propria sofferenza. ICDC-UNICEF e Cooperazione Italiana. di Epicuro e poi di Lucrezio in cui la psiche è fortemente connessa al corpo. l’Harmattan Italia. limitazione dell’attività immaginaria. 22. il suo vissuto non era messo a fuoco e riconosciuto. Articolo tratto da Internet. Beneduce. Tali rappresentazioni della vita psichica erano in contrasto – sempre in ambiente greco-romano – con la visione dualistica di Pitagora. cultura. somatizzazioni e alessitimia sono considerate espressioni patologiche o quantomeno poco evolute. Firenze. nella concezione fisica della psiche di Aristotele. Mente. che significa letteralmente «affetto senza parole» (dal greco a-. 1973. Psicopatologia dei migranti. l’alessitimia è un disturbo affettivo-cognitivo che descrive alcune caratteristiche dei pazienti psicosomatici. 2000. SIFNEOS F. che tenderebbe verso un deficit della capacità simbolica. invece. «pensiero concreto» con scarsa elaborazione dei vissuti.

00 – FORMATO: 16. se gli psicoanalisti dovevano per di più scoperto che le reazioni essere in grado di trattare gli effetti traumatiche delle vittime dei nazisti sulla mente umana delle esperienze erano dello stesso ordine di quelle estreme. persino trauma psichico fosse semplicemente il risultato di eventi quella meramente conturbante.com . una domanda assurda? Per il DSM-III. se la teoria doveva dare ragione dell’esperienza vissuta sul tica della nevrosi scomparve. e te.5X24 – PAGG. curato da gli altri psicoanalisti che hanno scritto Massive Psychic Trauma Henry Krystal. Anna mania occidentale. non erano stati ancora stuviolenza sessuale. e fenomenologico. cosicché l’idea dell’origine traumae che. ALESSITIMIA Con un contributo di John H. hanno riscontrato che il trauma psichico massiccio fossero stati studiati utilizzando un rigoroso livello intellettuale aveva come risultato dei postumi sintomatici riconoscibili che. sia a livello fenomenologico che le) a favore del ruolo della fantasia nella vita psichica (la teoria metapsicologico. i maltrattamenti. seguivano è: come può la nostra teoria dare ragione degli effetti del «trauAnna Freud (1967). Gli psicoanalisti tendevano infatti a nel dare forma alla reazione all’esperienza? Se. la domanda diventerebbe ineviKrystal. Gli studiosi hanno ché. per estreme non avevano alcuna specificità. ecc.Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni informadilibri Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ GENNAIO–APRILE Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi 52 Psiche e trauma Prefazione all’edizione italiana di Carole Beebe Tarantelli HENRY KRYSTAL AFFETTO.magiedizioni. p. almeno per un certo periodo. a spiegare le reazioni che avevano riscontrato. Era evidente tati dai pazienti vent’anni dopo la che un riesame era essenziale poiloro liberazione. L’imosservate da Robert Lifton (1968) plicita speranza era inoltre che. diventando così invisi- D www. quali la le alle nevrosi traumatiche belliche. era essenziale capirli. 1979. 1920) senza tradire la nostra conoscenza impiegato in un senso così impreciso da rischiare di diventare delle dinamiche della patogenesi e il ruolo attivo della mente confuso e quindi inutile. dal palcoscenico della storia. l’effetto sulla mente del trauma catasuo pensiero. distruttivo. «Penso che l’eni dei quali sopravvissuti essi stessi pisodio sia stato perturbante? Che ai campi di sterminio) per tentare di sia stato importante nell’alterare il dare una formulazione teorica a ciò corso dello sviluppo successivo? Che di cui erano stati testimoni nelle sia stato patogeno? Oppure intendo migliaia di interviste condotte con traumatico nel senso stretto del terle vittime. il designare come traumatica ogni esperienza patogena. degli impulsi inaccettabili). delle leggi Freud aveva proposto una definiziod’indennizzo per risarcire le vittime ne che distingueva il trauma in del regime nazista per gli effetti senso stretto da altri tipi di espepermanenti delle persecuzioni subirienza. si chiedeva obbiettivamente sconvolgenti. Dai loro sforIl problema concettuale con cui si sono scontrati Krystal e zi nacque un libro. per esempio. In massicci come i campi di sterminio nazisti e la bomba atomica altre parole. si riunì negli Stati Uniti un grupche era il punto di partenza per un po di psichiatri e psicoanalisti (alcuriesame del trauma. TRAUMA. La domanda delle interpretazioni contemporanee del trauma. Krystal COLLANA: PSICHE E TRAUMA – ISBN: 978-88-7487-201-5 bili e quindi inaccessibili al pensiero opo la promulgazione. se studiando i sopravvissuti alla l’effetto di eventi così estremi e bomba atomica di Hiroshima. 729). 480 metapsicologico e clinico. sarebbe stata anche la premessa per potersi nonostante l’attenzione prestata dopo la prima guerra mondiaimpegnare su tipi più comuni di esperienze traumatiche. le aggressioni. in GerC 44. diati adeguatamente come fenomeno a sé stante. cioè sconvolgente. per quanto dolorosi fossero. Il conflitto tra visione «oggettiva» e «soggettiva» strofico doveva essere riesaminato. sopravvivenza nei ghetti e nei causa di disgregazione interna per campi di sterminio della Germania avere interrotto il funzionamento nazista erano indescrivibili. era lo stesso nel quale s’imbatté Freud una volta abbandonata Gli autori hanno constatato che le teorie psicoanalitiche del la teoria della seduzione (la teoria della situazione intollerabitrauma erano inadeguate. L’orrore dei racconti sulla mine. come lo dell’Io e la sua mediazione?» erano i postumi sintomatici presen([1964]. forse. Perché per esempio. Segnalando l’inadeguatezza del trauma è intrinseca alla riflessione su di esso. Massive Psychic Trauma (1968). che è. la quale temeva che il termine venisse ma esterno» (Freud. Masud Khan (1974) parla di «trauma cumulativo» e non tabilmente: come quantificare l’intensità di stimolo necessaria di sovrapposizione di esperienze patogene? Il risultato dell’ima definire un evento abbastanza sconvolgente da provocare un precisione terminologica e concettuale era che le esperienze trauma.

l’aspetto motivazionale degli affetti. Krystal ha infatti sviluppato un preciso e sistematico modello metapsicologico e fenomenologico del trauma catastrofico che costituisce i capitoli centrali di questo importante libro. la risposta al trauma catastrofico è una regressione repentina. A suo modo di vedere. ma non muoiono? Ha constatato che il sintomo più tenace delle vittime di traumi è una depressione diffusa. I problemi che spesso accompagnano questo disturbo sono l’indebolimento della capacità di avere cura di sé e l’anedonia. Da uno dei due punti di vista. siano in realtà paragonabili agli effetti di uno stimolo esterno sconvolgente. 158). la vittima «cede» completamente e si arrende alla pul- sione di morte. Il paziente alessitimico vive gli affetti in modo indifferenziato e non riesce a distinguere tra stati di stanchezza. Sviluppa poi una teoria genetica di essi. si è reso conto che. 222). che può portare a un restringimento del campo vitale con sintomi di stanchezza. infatti. fame o malattia. In una visone puramente esterna del trauma. con i disturbi cognitivi e affettivi dell’alessitimia. riduzione della vitalità. l’importantissima fase evolutiva adolescenziale. spesso grave.com . rappresenta con un’immagine il senso di totale inermità provocato dalla situazione traumatica: «la prima condizione di un evento estremo è che non c’è via di scampo. come quella del DSM-III. È anche un libro sull’amore e sulla guarigione. nei capitoli di apertura del libro. Ne risulta che lo stato emotivo della vittima si trasforma da ipervigile e iperattivo (o ansioso. Krystal riferisce sul suo importantissimo contributo allo studio dell’alessitimia. in quanto gli affetti si risomatizzano (o si deverbalizzano). La reazione al trauma può essere considerata un tentativo di regolare la risposta emotiva che è la reazione all’evento sopraffacente: la minaccia del ritorno di un’angoscia senza limiti può trasformare gli affetti in emergenze. 168). e attraverso. la chiave della natura traumatica di un evento è l’esperienza soggettiva di impotenza inerme o l’incapacità di evitare il pericolo implicito in esso. Krystal ha constatato che l’alessitimia può derivare da un arresto dello sviluppo genetico dell’affetto e che può inoltre essere uno dei principali postumi post-traumatici laddove vi sia stata una regressione affettiva massiccia. www. Le vittime di un trauma catastrofico possono cioè manifestare un disturbo affettivo che dura per tutta la vita. Questo libro non è quindi soltanto un’analisi della resa al trauma e della paralisi emotiva che Krystal considera la sua conseguenza più importante. Henry Krystal ha elaborato una teoria della dinamica psichica del trauma che prende quell’idea come punto di partenza. ciò provoca una condizione di impotenza fisica e psichica. come l’essere testimoni della distruzione di tutta la propria famiglia in un campo di sterminio o l’essere torturati o stuprati. il ruolo della mente nell’elaborare e dare una forma soggettiva alla reazione è praticamente irrilevante. Nella parte finale del libro. che potrebbe essere classificata una non-definizione. anedonia o. nessun posto in cui andare salvo la tomba» (1976. per guarire dal trauma. accompagnata da un’ansia anch’essa persistente e grave. cosicché non riesce più a contrastare «l’inerzia propria dell’organismo vivente» (Freud. che ne sono l’eredità più frequente. nei casi più gravi. 111). È come se quest’incontro avesse fornito uno sfondo oscuro sul quale dipingere il resto della vita» (p. tristezza. sintomo e angoscia (1926). in cui riappare la vecchia teoria dell’impotenza inerme dell’Io e l’origine traumatica delle nevrosi. è la morte psicogena. Dall’altro. 1920. vaghe. il risultato ultimo di essa. Proprio riconoscendo e studiando la devastazione emotiva di chi sia stato gravemente traumatizzato. Il problema cruciale. ovvero l’incapacità di strutturare una difesa che potesse allontanare l’io dalla situazione che minaccia di travolgerlo. Krystal esamina. il trauma è provocato da «un agente stressante riconoscibile che provochi dei sintomi importanti di angoscia in quasi tutti» (1982.magiedizioni. p. Esiste d’altro canto un problema reale riguardo al fatto se stimoli puramente intrapsichici. Per citare Krystal: «Dopo aver vissuto la morte. Ciò ha portato Krystal alla ricerca racchiusa nella prima e terza parte del libro. Al fine di capire il trauma e i disturbi affettivi che provoca. è una delle aree più problematiche della teoria psicoanalitica. si domanda Krystal. in Inibizione. Ho insistito sulla visione del trauma psichico massiccio di Krystal e sul disturbo dell’affettività che ne è il principale effetto a lungo termine. aveva bisogno di una teoria degli affetti valida che. l’insistenza sull’«agente stressante oggettivo» si appropria della possibilità di pensare alle sottigliezze della risposta soggettiva al trauma. DesPres. se non è bloccata. Se la reazione traumatica è provocata dall’esperienza soggettiva di resa di fronte a un pericolo sopraffacente. Che cosa succede. In altre parole. per quanto raccapriccianti per l’Io. devono essere controbilanciate da affetti in uguale misura positivi. alle persone che si arrendono al pericolo inevitabile. 7). aspecifiche e vissute primariamente a livello somatico. le emozioni negative di odio e terrore. Negli anni successivi alla pubblicazione di Massive Psychic Trauma. com’è noto. Krystal porta il ragionamento di Freud un passo oltre: l’essenza della situazione traumatica è che il pericolo è soggettivamente riconosciuto come inevitabile e che ci si arrende a esso. che segnala che la minaccia è stata registrata e ci si sta difendendo contro di essa) in uno di blocco progressivo delle emozioni accompagnato da un’inibizione anch’essa progressiva delle sensazioni fisiche e delle funzioni mentali fino a raggiungere uno stato catatonico. e l’ottunderli nel tentativo di tollerarli può portare a un blocco cognitivo e affettivo. era stato se «l’impotenza motoria dell’io» – l’incapacità di allontanarsi dalla situazione traumatica (per esempio con la fuga) – diventasse o meno «un’impotenza psichica» (p. In altre parole. l’evento traumatico è irrilevante e l’impotenza inerme della vittima meramente soggettiva. tracciandone l’evoluzione dalle emozioni indifferenziate (o precursori degli affetti) dell’infanzia attraverso il complesso processo della strutturazione fisiologica e psicologica che permette una crescente differenziazione e tolleranza degli affetti fino. p.Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion GENNAIO–APRILE EDIZIONI MAGI 53 informadilibri fare un esempio. uno studioso dell’Olocausto. p. come è stato per Freud dopo il 1926. Freud stesso ha ritenuto necessario reintrodurre l’idea di trauma. per Freud. una sindrome in cui le emozioni sono indifferenziate. nessuna creatura rimarrà più la stessa: il senso di sicurezza o persino la fede non saranno mai più completamente recuperati. in quanto situazione intollerabile.

Basti dire che sono state individuate dagli studiosi del settore una serie di stadi o tappe cosiddette «universali» dell’acquisizione del linguaggio che sembrano ritrovarsi in tutti i bambini indipendentemente dalla lingua cui sono esposti e che stanno imparando. voluto indagare quanto la presenza di questo «interlocutore» privilegiato. Sono chiari i rapporti di familiarità e di intenso affetto che si instaurano tra bambini e animali. generalmente i bambini cominciano a combinare le parole in frasi. perciò. Le terapie con l’ausilio di animali domestici (AAT) che rientrano nell’oramai nota Pet Therapy4. LA RICERCA La ricerca è stata effettuata su un campione di 36 soggetti. disturbi d’ansia e di stress. si pone dunque in rapporto con l’interlocutore (Francescato. come si vedrà più in dettaglio in seguito. In genere. que- sto processo è caratterizzato da numerose variazioni individuali che riguardano non solo i tempi. egli. Noi crediamo che l’approccio attuale. variazioni individuali a parte. CENNI SULLO SVILUPPO LINGUISTICO DEL BAMBINO Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito al modificarsi dei paradigmi di riferimento e delle teorie sull’acquisizione del linguaggio da parte del bambino. fra l’acquisizione in più lingue (crosslinguistic in inglese) a partire dai lavori di Slobin (1985). plurihandicap. le cose più frequenti e più regolari vengono imparate prima. residenti in provincia di Roma. ci siamo chiesti se la presenza di uno stimolo. epilessia. sani. L’acquisizione del linguaggio nel bambino si presenta come lo snodarsi di una serie di fasi. .FARE PSICOLOGIA 54 «Io conto e te ti nascondi!» Conversazioni tra bambini e animali come fattore di sviluppo del linguaggio1 RENATO CORSETTI 2 GIANLUCA PANELLA3 Facoltà di Psicologia 1. ipovedenti e non vedenti. 1970). Se la terapia con gli animali apporta dei benefici a un certo tipo di utenza patologica. che si riferiscono essenzialmente al tipo di frasi prodotte dai soggetti. non vi è un numero minimo stabilito di parole per poter determinare la capacità combinatoria del bambino e poi è importante sottolineare lo stile d’acquisizione del bambino che può essere di tipo olistico o analitico5. Al tempo stesso. condiviso da molti bambini. Parisi (1977) sostiene che le strutture frasali vengono acquisite dal bambino all’incirca alla stessa età. In pratica. indicano un effetto positivo sull’andamento dello sviluppo della capacità di produzione di frasi via via più complesse. ma anche i modi e le strategie di apprendimento. che tiene conto sia delle abilità specie-specifiche. In sintesi. I dati raccolti. Università di Roma «La Sapienza» INTRODUZIONE Q uesto articolo affronta un campo ancora poco esplorato finora negli studi sull’acquisizione del linguaggio nell’infanzia: il contributo degli animali domestici allo sviluppo linguistico del bambino. Tuttavia la capacità di combinare simboli è strettamente collegata alla quantità di vocaboli posseduta: le cento parole sembrano rappresentare una «soglia minima» per passare alla frase. ma data la variabilità individuale. induca il bambino a voler comunicare di più e quindi quale sia l’esito di questa maggiore comunicazione relativamente allo sviluppo del linguaggio. indipendentemente dall’ambiente socio-culturale in cui cresce. morbo di Parkinson e Alzheimer. mentre non sono presenti oggi delle terapie mirate esclusivamente al recupero delle abilità linguistiche negli utenti di queste cure. quale l’animale. Non si possono tacere gli studi comparativi. oggi mirano a un recupero globale in soggetti con diverse patologie (autismo. che definiremmo integrato – quell’approccio. a parere degli studiosi di sviluppo del linguaggio infantile. Abbiamo. cioè. Tutto questo è ben noto e non necessita di ulteriori osservazioni in questo articolo. tutti figli unici. che si succedono in un determinato ordine. scelti in base al sesso. E questo è. ma esse non sono le stesse nelle varie lingue. un fatto fondamentale. all’età anagrafica e al livello socio-culturale. a parere di chi scrive molto fecondi di risultati. Intorno ai ventiquattro mesi. la lunghezza media delle frasi prodotte da un bambino è considerata uno degli indici più importanti e attendibili del suo sviluppo linguistico. come pure dell’altrettanto essenziale contributo attivo del soggetto che sta imparando – possa contribuire a far avanzare gli studi in questo settore più delle precedenti visioni che tendevano a sottolineare il contributo di un solo fattore (Corsetti. Questi studi indicano le differenze tra la serie di tappe di acquisizione in dipendenza delle caratteristiche di funzionamento della lingua in questione. già in età precedente alla produzione delle prime parole. cardiopatie. sia del contributo fondamentale dell’ambiente. sindrome di down. tu. sia dei prerequisiti dello sviluppo organico e dello sviluppo delle abilità cognitive generali. nella vita di bambini sani non possa facilitare il loro sviluppo delle capacità linguistiche. verso i tre-quattro anni molti bambini possiedono le strutture sottostanti a tutte le frasi di una lingua e la differenza rispetto agli adulti sta eventualmente nella frequenza d’uso di queste strutture. ecc…). 2003). Verso i tre anni il bambino costruisce correttamente le frasi semplici e affermative ed è sempre in questo periodo che il bambino inizia a usare i pronomi io.

3. 2. 3. papere.7354550 e-mail: associazioneilfocolare@ilfocolare. 3. Volterra. La nostra categorizzazione considera: le parole singole (PS). 099. FBI). 6 maratone (due per anno) residenziali dalle ore 9. Nelle tabelle che seguono sono riportate le caratteristiche dei 18 soggetti del gruppo sperimentale (sesso. il secondo è composto da 6 soggetti.it . nella 2 le caratteristiche dei 6 soggetti del Gruppo 2. gatti. SOGGETTO 1 2 3 4 5 6 SESSO M M M F F F ETÀ 2. 1 femmina) di livello socio-culturale basso (B). durante i quali veniva fatta un’audioregistrazione del linguaggio spontaneo prodotto dal bambino in interazione con il ricercatore e l’animale domestico (quest’ultimo era presente nel solo caso del gruppo sperimentale. basso) per ogni sottogruppo. le frequenze medie di ogni gruppo.C.e F. conigli. SOGGETTO 7 8 9 10 11 12 SESSO M M M F F F ETÀ 3. ovviamente). Per ogni soggetto è stata redatta una scheda di analisi con le frequenze e il rispettivo grafico di riferimento concernente la distribuzione frasale. 4. 4.00 della domenica (N. FAI).00 alle ore 20. età e livello socio-culturale: alto.s.7353802 Telefax 099. Le maratone sono obbligatorie) • Aree di studio: Consulenza Familiare. di cui 3 maschi e 3 femmine di età compresa tra i 3 e i 4 anni (età media di 3 anni e 5 mesi). 4. 5. La raccolta dati è stata così svolta: sono stati fatti degli incontri individuali con i soggetti. FCIE. Tf = Tipologia frasale Il gruppo sperimentale è formato da 18 soggetti che posseggono animali domestici (cani. 5. 8. FCR. FBC. coordinate e incomplete (FBS. FNI). Medicina • n.00 del sabato alle ore 14. Vedi anche Corsetti. e il terzo comprende 6 soggetti di cui 3 maschi e 3 femmine di età compresa tra i 4 anni e i 4 anni e 6 mesi (età media di 4 anni e 2 mesi). 50 ore di tirocinio e n. 1. 4. 1 2. uccellini. le frasi ampliate con modificatore e avverbiale e incomplete (FACA.FARE PSICOLOGIA 55 TABELLA 1. 160 ore di Lezioni Teoriche 1° anno 60 ore 2° anno 60 ore 3° anno 40 ore • n. Dopo aver osservato che la presenza dell’animale domestico influenza in maniera positiva lo sviluppo linguistico in Associazione di Volontariato o. 13 2. ecc…) e il gruppo di controllo da 18 soggetti senza animali nell’ambiente domestico. 4. le frasi binucleari subordinate. 11. Sociologia Diritto. 5 e 6). Psicologia. 23 6 26 2 15 22 LIVELLO SOCIO-CULTURALE TABELLA 4. 3. 3. galline. le frasi nucleari complete e incomplete (FNC. e infine i confronti delle frequenze medie tra i vari soggetti traendo delle conclusioni che hanno confermato l’ipotesi di partenza. In seguito sono state trascritte le registrazioni ed è stata effettuata la categorizzazione degli enunciati (seguendo in linea di massima la categorizzazione di Taeschner. GR/TF G1S PS SIN FNI FNC FAI FACA FACM FCI FCII FCIE FCR FBI FBC FBS A M B A M B 9 12 10 26 9 4 4 3 12 6 4 3 4 3 4 2 13 5 11 10 4 4 G1C 18 23 19 16 8 3 Gr = Gruppi. 7. nella 3 quelle dei 6 soggetti del Gruppo 3. 2004). 7. 0. 1986. 6. medio. Etica. 1. Inoltre ogni gruppo sperimentale è suddiviso in 2 soggetti (1 maschio. FCI).lu. 28 2. 4.I. con adattamenti. criceti. 20 2. 11. Seguono le tabelle riassuntive dei confronti delle frequenze medie di ogni gruppo sperimentale e di controllo (tabelle 4. 23 4 20 8 25 10 LIVELLO SOCIO-CULTURALE A M B A M B A M B A M B TABELLA 2. 4. 12 2. 3.n. i sintagmi (SIN). In tabella 1 sono riportate le caratteristiche dei 6 soggetti del Gruppo 1.B. 11 T-Group per ogni anno Dinamiche di gruppo guidate da Trainer • n. relative e incomplete (FCII. ovvero che la presenza di un animale domestico influenza positivamente lo sviluppo linguistico (misurato attraverso la struttura frasale) dei soggetti nelle varie fasce d’età. 5 LIVELLO SOCIO-CULTURALE TABELLA 3. FACM. SCUOLA PUGLIESE DI CONSULENZA FAMILIARE (Il corso è in via di riconoscimento dall’A. 0.C. Il gruppo sperimentale è stato suddiviso in 3 gruppi: il primo comprende 6 soggetti di cui 3 maschi e 3 femmine di età compresa tra i 2 anni e 6 mesi e i 3 anni (età media di 2 anni e 10 mesi). 2 di livello medio (M) e 2 di livello alto (A). della durata di 45 minuti ciascuno.) CORSO TRIENNALE TEORICO E PRATICO PER CONSULENTI FAMILIARI IN COLLABORAZIONE COL DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA E SCIENZE SOCIALI DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI LECCE • Articolazione del corso Durata triennale Le lezioni si terranno dalle ore 16. 4 casi Per informazioni: Via Platea 140/142 – Taranto Tel. 10. le frasi complesse inserite implicite ed esplicite.00 del sabato o del venerdì • n. SOGGETTO 13 14 15 16 17 18 SESSO M M M F F F ETÀ 4. Il gruppo di controllo è composto con le stesse caratteristiche di quello sperimentale. 132 ore di T-Group n. 4.

il gruppo di controllo produce più parole singole o sintagmi e meno strutture più complesse. 2003. ha formulato un maggior numero di frasi meglio strutturate (frasi nucleari complete. o estranei. Inglese-Italiano – 1 a 1 – Tradurre o non tradurre le parole inglesi?.. CASADIO P. relatrice la professoressa Traute Taeschner. BIBLIOGRAFIA ANTINUCCI F. Bari-Roma. Vol. con il gruppo di controllo. Strumenti di analisi per una prima valutazione del linguaggio infantile. Inoltre i confronti effettuati mettono in evidenza una differenza tra gruppi: il primo gruppo sperimentale (età media 2 anni e 10 mesi). Sviluppo del linguaggio e ambiente sociale. i più giovani. Einaudi.. 1977. complesse e binucleari) rispetto al gruppo di controllo (assenza dell’animale). Non esiste ancora un equivalente sufficientemente stabilizzato per la locuzione Pet Therapy. Appunti di psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione. Hillsdale. GUALDO R.. terapia con gli animali domestici. i sintagmi e le frasi ampliate con avverbiale nel gruppo 2 (età media di 3 anni e 5 mesi). in tutte le fasce di età prese in considerazione. della raccolta dei dati e della successiva analisi. La presenza dell’animale. Psicologia dello sviluppo del linguaggio. evidenzia una differenza tra le frequenze medie. 1972. 1995. Roma. simile al terzo gruppo (età media 4 anni e 2 mesi). possono talvolta produrre enunciati di più parole che però risultano costituiti in genere da «frasi fatte» (per esempio. Il primo vocabolario del bambino. Thomas Publisher. più produttive. con il gruppo di controllo.. Pet and human development. 1986. queste risultano combinazioni non rigide. 1970. GR/TF G3S PS SIN FNI FNC FAI FACA FACM FCI Dg = Differenze tra i gruppi Tf = Tipologia frasale 12 10 8 21 10 6 7 4 10 9 6 5 5 3 6 5 11 9 14 12 8 8 G3C 19 15 15 15 10 4 Gr = Gruppi. 1985. Casadio. maggiore rispetto al secondo e al terzo gruppo. 1. di età compresa tra i 2 anni e 6 mesi e i 3 anni (età media 2 NOTE Questo articolo è basato su una ricerca effettuata per una tesi di laurea discussa nella Facoltà di Psicologia 1. e le parole singole. CAMAIONI L. Lawrence Erlbaum Associates. DISCUSSIONE DEI RISULTATI E CONCLUSIONI In base all’analisi effettuata della struttura frasale dei gruppi sperimentale e di controllo è emerso che il gruppo sperimentale (con presenza dell’animale). con il gruppo di controllo. in parte. ha curato l’impostazione della tesi e.. 3. laureato in psicologia dello sviluppo e dell’educazione nella Facoltà di Psicologia 1. TAESCHNER T. evidenzia una differenza tra le frequenze medie. San Cesario di Lecce. GR/TF G2S PS SIN FNI FNC FAI FACA FACM FCI FCII FCIE FCR FBI FBC FBS TABELLA 7. Milano. Gianluca Panella. New Jersey-London. Quindi la presenza dell’animale indicativamente sembra che influenzi maggiormente lo sviluppo linguistico nei bambini piccoli. si è voluto vedere in quale dei gruppi tale presenza risultasse maggiore. Il linguaggio infantile: strutturazione e apprendimento. Il gruppo di controllo ha riportato dei valori di frequenze medie maggiori per quanto concerne le parole singole. CONDORET A. . L’animal compagnon de l’enfant. il secondo gruppo sperimentale (età media 3 anni e 5 mesi).FARE PSICOLOGIA 56 TABELLA 5.. VOLTERRA V. Franco Angeli. 2001. 1995. Kappa. Vedi in Giovanardi e Gualdo (2003. la redazione di questo articolo. Laterza.. PARISI D. i bambini definiti analitici iniziano a comporre le frasi quando il loro vocabolario tende ad essere numericamente più alto. Roma. Roma. SLOBIN D. I confronti effettuati mettono in evidenza una differenza tra gruppi: il primo gruppo sperimentale (età media 2 anni e 10 mesi).. 228). Ecco mamma).. Indicazioni per l’utilizzo del sistema di analisi del linguaggio Childes. CASELLI M. p. DG/TF G1SG1C G2SG2C G3SG3C FCII FCIE FCR FBI FBC FBS PS SIN FNI FNC FAI FACA FACM FCI FCII FCIE FCR FBI FBC FBS 13 17 16 23 19 4 7 4 16 13 5 4 5 3 4 3 17 11 11 5 7 5 -9 -5 -7 -11 -9 -3 -5 3 -7 10 6 6 1 1 0 1 -1 2 1 3 3 6 3 1 1 1 1 1 2 2 2 1 1 8 4 2 7 6 6 6 2 4 G2C 18 20 13 17 18 5 Gr = Gruppi. con il gruppo di controllo. le parole singole. Bulzoni. i sintagmi e le frasi nucleari incomplete nel gruppo 3 (età media di 4 anni e 2 mesi). il secondo gruppo sperimentale (età media 3 anni e 5 mesi). Firenze.I. È specializzando nel Corso in Psicoterapia dell’Età Evolutiva a indirizzo psicodinamico dell’Istituto di Ortofonologia di Roma. piuttosto che frasi analizzate nelle loro parti componenti. p. tutti e tre i gruppi. quindi. La frase «Io conto e te ti nascondi!» è la frase di un bambino al suo animale domestico. Università di Roma «La Sapienza».. Renato Corsetti. professore nella Facoltà di Psicologia 1. 1: The data. La tabella 7 riassume le differenze tra le frequenze medie del gruppo sperimentale e di controllo. Va via. Charles C. In sostanza. The crosslinguistic study of language acquisition. Università di Roma «La Sapienza». 4. i sintagmi e le frasi nucleari incomplete nel gruppo 1 (età media di 2 anni e 10 mesi). Università di Roma «La Sapienza». Varie proposte sono apparse negli ultimi anni: terapia dolce con gli animali. Tf = Tipologia frasale anni e 10 mesi). (a cura di). che sembrano riproduzioni memorizzate per intero. Bologna. Springfield (IL). quindi. LEVINSON B. Torino. Fleurus. evidenzia una differenza tra le frequenze medie. Viceversa. 2003. evidenzia una differenza tra le frequenze medie. 2004.. influenza maggiormente lo sviluppo linguistico nei bambini del primo gruppo sperimentale. 1970. 5. Il Mulino. e costituite da parole già in precedenza analizzate e usate come parole «singole» con quella ricchezza comunicativa e informativa descritta in precedenza come capacità di mettere in relazione parti della realtà (Caselli. Kappa. probabilmente a causa di una maggiore intensità di rapporto e comunicazione con l’animale rispetto all’interazione con altri componenti della famiglia. simile al terzo gruppo (età media 4 anni e 2 mesi). maggiore rispetto al secondo e al terzo gruppo. nel luglio 2004 si è occupato dell’impostazione della ricerca. 1973/1976.. Manni. GIOVANARDI C. 27). registrata nel corso della ricerca. I bambini olistici con un numero di parole anche basso. cuccioloterapia. La Nuova Italia. CORSETTI R. FRANCESCATO G. ecc. Le strutture della sintassi. nel luglio 2004.. Tf = Tipologia frasale TABELLA 6.C. Paris. 2. La presenza dell’animale domestico ha influito positivamente sulla strutturazione delle frasi emesse nell’arco dell’audioregistrazione libera.

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non coincide con un momento di supervisione bensì rappresenta un’occasione di passaggi di informazioni tra tutti i componenti dell’équipe. come spesso si sente dire nel gergo degli «psi». professori. noi abbiamo illustrato il nostro ruolo all’interno della scuola. e ciò implica una serie di disagi legati a questa condizione quali. È anche un momento nodale del nostro lavoro in cui è possibile dare libero spazio alle fantasie. ovvero elaborare. in caso contrario. dove avremmo tenuto lo sportello d’ascolto. dal momento che nel quartiere sono presenti numerose famiglie straniere. Questa piccola difficoltà iniziale si è poi trasformata in un punto di forza nel nostro lavoro. La mattina che ci serviva e che utilizziamo tuttora per organizzare il nostro lavoro. riportan- do i casi riscontrati a scuola nello spazio di riflessione che l’équipe si ritagliava per una mattina a settimana. I presenti ci hanno illustrato l’organizzazione scolastica rispetto agli spazi e ai tempi. assistenti. nonni. La prima volta che abbiamo varcato la soglia della scuola. Più volte. infermieri. nonché indicato. ovvero attività e incontri con tutte le figure che sono presenti nella struttura scolastica (ragazzi. l’esigenza di effettuare un intervento più esteso ci ha permesso di fare considerazioni che. al contrario. sulle reazioni personali suscitate dagli incontri svolti a scuola. per esempio. collaboratori) e che vi gravitano intorno (genitori. La nostra formazione di psicoterapeute ci consente di sperimentarci con un lavoro basato sulla relazione significativa con il «paziente» e – per la strutturazione ben definita di spazi e tempi. – ci permette di constatare lo sviluppo del «viaggio terapeutico» intrapreso con l’altra persona. il ruolo che ci veniva chiesto di ricoprire era quello del consulente psicologico: incontrare i ragazzi che avessero richiesto un colloquio. sarebbero rimaste in ombra e di poter lavorare. La scuola è inserita in una realtà urbanistica di periferia. a posteriori possiamo sicuramente considerarle necessarie per la progettazione e l’organizzazione del lavoro che ci saremmo prestate a compiere. In fondo avremmo lavorato in uno sportello d’ascolto e non presso uno studio di psicoterapia e. Siamo un’équipe di psicologhe psicoterapeute dell’Istituto di Ortofonologia che dal dicembre 2005 opera presso una scuola media inferiore alle porte di Roma. da noi chiamato «spazio di riflessione». insegnanti di sostegno.FARE PSICOLOGIA 58 L’«ospicologo» e lo sportello d’ascolto LUCIANA CERRETI FLAVIA FERRAZZOLI ANNA MAMMOLI BARBARA ZERELLA Psicoterapeute. invece. questa organizzazione strutturale degli incontri ci avrebbe «protetto». la nostra voglia di andare oltre il limite della consulenza. avrebbe avuto una funzione di collaborazione e di integrazione con il loro lavoro. Istituto di Ortofonologia – Roma C osa significa lavorare come psicologhe (o forse dovremmo dire «ospicologhe») nello sportello d’ascolto di una scuola media inferiore? Questa è stata la prima domanda che ci siamo poste quando ci è stato proposto di partecipare a un progetto di prevenzione e di ascolto presso una struttura scolastica i cui studenti erano dei preadolescenti. . Inoltre. rappresentanti di cooperative e associazioni). fratelli) o che occasionalmente hanno a che fare con l’istituzione scuola (assistenti sociali. si riscontra in maniera forte l’esigenza di creare un tessuto sociale che integri le diverse culture. stabiliti in rapporto alle necessità del caso. tra cui la coordinatrice e la responsabile del progetto. e abbiamo pensato che frequentare quella scuola ci sarebbe piaciuto molto! Ma come sarebbe stato l’impatto con i professori? E con i ragazzi? L’incontro di presentazione avuto con i docenti è stato molto breve e colloquiale. in un tempo decisamente limitato e con bassissima frequenza. alle considerazioni sulle situazioni vissute a scuola. siamo state colpite positivamente dalla grande struttura che ci avrebbe accolto e dai numerosi lavori fatti dai ragazzi affissi sui muri sotto forma di murales e cartelloni. di non aprire porte o finestre di esperienze o ricordi di vita che per il tempo e il luogo in cui operavamo non avremmo potuto chiudere. per quanto fosse possibile in quello spazio. la carenza di strutture ricreative e di aggregazione per bambini e ragazzi. riferendoci anche i principali obiettivi affrontati e raggiunti nelle varie classi attraverso il loro lavoro. ai pensieri. che non avrebbe rappresentato una sovrapposizione o sostituzione al loro ma. che danno forma alla vera e propria parte operativa del nostro lavoro. D’altro canto. Eravamo molto emozionate e curiose allo stesso tempo. Diverse sono state le riflessioni che hanno seguito il quesito appena riportato. Il primo punto che abbiamo dovuto affrontare in coincidenza dell’inizio di questo lavoro è stato quello di riflettere attentamente sul ruolo che saremmo andate a ricoprire. Lavorando presso uno sportello scolastico.

«Con la comunicazione e la gentilezza». ci vuole sempre il tuo sforzo!». che a ogni visita ti danno una barretta di cioccolata!». ♦ . avevamo considerato che sarebbe servito del tempo per concretizzare tale collaborazione e per superare difficoltà quali: il timore che i ragazzi usufruissero dello sportello d’ascolto a scapito della didattica e anche la difficoltà a entrare in sinergia con il corpo docente nel perseguire obiettivi comuni e strategie di intervento. «È una porta che tu vai e lì trovi l’opsicologo e nessuno ti può sentire». i ragazzi hanno riferito liberamente le loro considerazioni. • Chi è lo psicologo? «L’opsicologo è uno che ti ascolta!». altri vorrebbero saltare la lezione di turno. lo scambio con i professori è avvenuto più di frequente e questo ci ha dato la possibilità di instaurare un rapporto caratterizzato da stima e fiducia reciproca. «Lo spigologo è una persona a cui gli devi dire come ti senti tu!». manifestata dalla frequentazione più assidua in cui si presentavano singolarmente. • Con quali strumenti lavora? «Con la bocca». a problemi di salute e difficoltà relazionali. Abbiamo potuto incontrare per la prima volta lo sguardo dei ragazzi quando siamo passate nelle classi per presentare l’attivazione del nuovo servizio presso la loro scuola. «È tipo un cassetto dei segreti e ti aiuta a ragionare». In un mondo frenetico e ad «alta funzionalità» i ragazzi trovano nello sportello d’ascolto uno spazio in cui in cui correre non è consigliato e in cui è possibile sentirsi forte partendo dalla descrizione dei propri limiti e dal racconto di quelle esperienze ricordate come sbagliate. Dopo aver chiarito quali fossero le nostre competenze e quale sarebbe stato il nostro ruolo all’interno della loro scuola. l’esistenza di alternative. Alcuni hanno scoperto la possibilità di intraprendere un viaggio personale. mica un mostro!». Molti di loro hanno fatto riferimento a trasmissioni televisive in cui hanno potuto ascoltare interviste e riflessioni fatte da alcuni psicologi. Questo sorriso si è spento qualche minuto dopo. Alcuni ragazzi. ma il più delle volte è servita una «scusa non troppo seria» per farsi chiamare e poi ci si è aperti. altri hanno ricordato telefilm o film in cui c’era un attore che interpretava questo ruolo. • Cosa non è in grado di fare uno psicologo? «Lo psicologo non è in grado di fare una cosa come risolvere solo lui i problemi. Dopo pochi istanti di imbarazzo. altri annoiati. «L’ospicologo è Barbara e Luciana». dove poter essere ascoltati e accettati senza giudizio. «Lopsicologo è una persona laureata in spsicologia!». altri ancora molto interessati. Diverse e curiose sono state le fantasie che ci hanno riportato a riguardo e che ricordiamo con simpatia: «Mi aspettavo di trovare un vetro che ci dividesse proprio come è sistemato negli uffici postali». Possiamo affermare con soddisfazione che. sono state numerose le iscrizioni per i colloqui. ci chiedevano cosa fare o dire. da quelle che appaiono più banali (ma che per noi mai lo sono) a quelle più serie legate a sofferenze familiari. sin dalle prime settimane di attività. I loro sguardi esprimevano un chiaro pensiero: grazie all’attivazione dello sportello d’ascolto sarebbe stato più semplice trovare un escamotage per perdere qualche lezioncina. All’inizio immaginavamo di dover concedere agli alunni un po’ di tempo per «studiarci» e per poterci conoscere e invece. incuriositi dalla nostra professione. «È lo studio del lospsicologo». Molti hanno trovato in questo spazio per loro un porto sicuro.FARE PSICOLOGIA 59 Nonostante queste premesse. con il trascorrere delle settimane. La capacità di dire di no e di ragionare con la propria testa. Con il trascorrere delle settimane. altri infastiditi. ci chiedevano quale era stato il nostro percorso di studi. Alcuni di loro sembravano stupiti dalla nostra presenza. Le tematiche riportate sono state le più disparate. Lo sportello d’ascolto ha riscosso un gran successo fra gli alunni. Nel presentarci abbiamo cercato di stuzzicare la loro fantasia sulla figura dello psicologo e sulla presenza di uno sportello d’ascolto nella loro scuola. «e adesso che sai qual è il mio problema mi dai l’indicazione per risolverlo?». • Cambieresti qualcosa dello sportello? «Sì. «Lo strumento è l’ascoltare». attivo ormai da quasi due anni nella loro scuola. Nei primi incontri la maggior parte dei ragazzi hanno preferito essere accompagnati da un compagno di classe che potesse sostenerli nel parlare con noi o che magari avrebbe riportato una situazione di interesse comune alla loro. una volta entrati allo sportello. se non perché si trattava di un amico di famiglia o perché avevano conoscenti che hanno usufruito di un servizio psicologico. I ragazzi scoprono un mondo nuovo. «È un aiuto per noi ragazzi». Alcuni di loro mostravano una grande curiosità nello scoprire lo sportello sia come luogo che come funzione. perché è una persona normale. quando abbiamo chiarito le modalità di prenotazione per eventuali colloqui: i ragazzi di volta in volta avrebbero dovuto segnare il loro nome su di un foglio per poi essere chiamati da noi psicologhe negli orari più congeniali in relazione all’organizzazione del nostro lavoro. i ragazzi hanno manifestato una maggiore fiducia nei nostri confronti. curiose e assolutamente veritiere date dai ragazzi rispetto alla nostra richiesta di conoscere quali fossero le loro riflessioni e considerazioni riguardanti la figura dello psicologo e l’attività dello sportello. infatti ben il 60% dei ragazzi si è rivolto a noi almeno una volta. altri. sottolineato da un momentaneo silenzio. oppure. La nostra aspettativa rispetto alla frequentazione dei ragazzi allo sportello era molto bassa rispetto a quella che poi si è verificata essere la loro richiesta. • Cos’è lo sportello d’ascolto? «È una porta che ci si parla!». Pochi sono stati i ragazzi che hanno riportato di aver incontrato direttamente uno psicologo. In conclusione vorremmo farvi partecipi di alcune risposte simpatiche. non sono mancate diverse espressioni maliziose sui volti di alcuni alunni. • Ti fa paura lo psicologo? «No.

O. psicologici e sociali (Engels. in una visione attenta alle dinamiche interne ed esterne ai sistemi in cui le vicende di questo sviluppo prendono forma.O. a sua volta influenzata dalla Teoria Generale dei Sistemi. lo stato di salute di una persona viene definito più sulla base di indicatori di morbilità e mortalità. Psicologia Ospedaliera A. DALLA PATOGENESI ALLA SALUTOGENESI: NUOVI SPAZI PER LA PSICOLOGIA DELLA SALUTE La Psicologia della Salute è reputata uno dei più importanti contributi della psicologia scientifica in ambito sanitario. attraverso l’analisi sintetica dei principi teorici fondanti la Psicologia Ospedaliera e attraverso la descrizione delle attività dell’U. Questi nuovi orientamenti teorici hanno notevoli ricadute sul piano operativo e organizzativo. borsiste. Cotugno. ci appaiono di particolare rilievo: l’apertura di tre scuole universitarie di specializzazione quadriennale in Psicologia della Salute (Roma. Cotugno (Na). trasferiti all’interno del contesto «ospedale di malattie infettive». Psicologia Ospedaliera A.O. Schwartz. in Italia si assiste al costante proliferare di iniziative scientifico-culturali in grado di segnare la tendenza verso un cambiamento importante. Questo presuppone un passaggio dal vecchio modello «biomedico» al nuovo modello «bio-psico-sociale». Tant’è vero che. di Psicologia Ospedaliera dell’A. Psichiatria di Consultazione A. Essa trova i suoi presupposti teorici in un nuovo paradigma che antepone il concetto di «salutogenesi» a quello di «patogenesi».FARE PSICOLOGIA 60 La Psicologia della Salute in un Ospedale di Malattie Infettive Nuove strade verso il cambiamento ALBERTO VITO Psicologo. 1968). inteso come un’entità dinamica le cui componenti sono in continua e reciproca interazione in modo da formare un’unità o un tutto organico (von Bertalanffy. sia la necessità di indicare in modo netto la natura delle relazioni e dell’interdipendenza tra i livelli di interazione. . Bologna).O. dei gruppi. libera dal meccanicismo del modello clinico bio-medico. LILIANA TIZZANO Psicologhe. U. ancora oggi.C. U.O. Responsabile U. Nonostante queste difficoltà. sociale e di comunità anche se si è ancora lontani da una sua piena realizzazione sul piano operativo. Torino. 1982). 1977. Anche la nuova denominazione del Ministero della Sanità. Tale modello contiene un forte riferimento al concetto di sistema. tuttavia. focalizzando l’attenzione sulla promozione della salute piuttosto che sulla lotta alla malattia. il nostro tentativo quotidiano di rendere operativi i principi della Psicologia della Salute.O. L’obiettivo di questo contributo è proprio quello di illustrare. Componente Commissione Nazionale Lotta all’AIDS – Ministero della Salute (Roma) MARTINA LUPOLI. delle comunità. Sembra dunque che questo nuovo modello teorico sia ormai condiviso a livello nazionale.O. è un segno che anche sul piano istituzionale lentamente viene recepito questo cambiamento di prospettiva. da tali presupposti teorici stanno nascendo nuovi modi di operare in ambito sanitario.O. 1980. Cotugno (Na) INTRODUZIONE L’ attuale Psicologia Ospedaliera. sanitario. Tra di esse. oltre alla realizzazione di varie iniziative congressuali e alla nascita della Società Italiana di Psicologia della Salute (SIPSA) e della Società Italiana di Psicologia Ospedaliera e Territoriale (SIPSOT). GIUSEPPE VIPARELLI Psichiatri Dirigenti. Cotugno (Na) GIUSEPPE NARDINI. di un dottorato di ricerca (Firenze) e di alcuni corsi di perfezionamento. Nella «promozione» della salute l’obiettivo diventa lo sviluppo della persona. piuttosto che su indicatori di vitalità. all’assunzione generale che ogni condizione di salute o di malattia sia la conseguenza dell’interazione tra fattori biologici. L’opzione sistemica comporta sia la specificità di ciascun livello di organizzazione. trova oggi la sua maggiore ispirazione teorica nei principi della Psicologia della Salute. ma tale cambio di prospettiva non è affatto di facile realizzazione. ovvero il passaggio dalla scissione tra mente e corpo. che dal 2003 ha preso il nome di Ministero della Salute.

L’obiettivo della Psicologia Ospedaliera è legato oggi proprio alla volontà di accrescere la dignità dei pazienti cui l’ospedale. La qualità della vita non può più essere legata a parametri «oggettivi» ma va ricondotta all’esperienza soggettiva del singolo individuo che è in grado di valutare il proprio livello di benessere. Infine. di prevenzione e di cura. essa costituisce uno dei più importanti parametri per valutare la «salute» di un malato cronico. e potenziare le risorse individuali e familiari.FARE PSICOLOGIA 61 UN CONTESTO OBBLIGATO PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE: LA PSICOLOGIA IN OSPEDALE La Psicologia della Salute sta esercitando una notevole influenza sugli psicologi operanti in ambito clinico-medico. Tra le varie fasi di adattamento del paziente alla nuova condizione una delle più importanti è quella della «comunicazione della diagnosi». biografica. D’altro canto. per verificare che il trattamento non sia più nocivo del disturbo stesso. i progressi della medicina hanno permesso la guarigione da molte malattie e hanno consentito che diverse patologie. I servizi offerti vanno dall’ambito clinico quale psicodiagnosi. invece. ma anche rivolgendosi alla promozione della crescita e dello sviluppo verso una maturazione personale. attraverso l’individuazione delle aree di disagio. ai vari livelli specialistici. formandolo all’idea della malattia come cosa «altra da sé». conseguentemente. seppur essenziale. per valutare quanto la malattia ostacoli lo svolgimento delle normali attività di vita quotidiana. e pertanto anche l’intervento sanitario. più vicino alle persone e più attento alle loro esigenze. di un ben più articolato insieme di componenti diverse e indipendenti tra loro. strettamente correlate tra loro. È proprio su questi tentativi di adattamento che si inserisce l’intervento psicologico mirato a favorire il processo di accettazione e reazione alla patologia e a migliorare la collaborazione con l’équipe curante per una giusta aderenza terapeutica. L’ingresso della Psicologia nella struttura ospedaliera ha permesso una visione più complessa della persona malata la cui specifica patologia rappresenta soltanto un’interfaccia. che ancora oggi sono altamente stigmatizzate socialmente. un tempo mortali. A questo approccio. 1996). il ruolo dello psicologo può svolgere una funzione particolarmente utile. si è contrapposto il modello bio-psico-sociale che apre la strada a un «nuovo» modo di considerare il servizio sanitario. tenta di operare dei cambiamenti il più possibile stabili non solo nelle aree dell’espressione sintomatica. come l’HIV. La Psicologia della Salute nelle Malattie Infettive Come già detto. deve essere rivolto al sistema relazionale del paziente. di negazione e di rifiuto della malattia e. a tutt’oggi si possono contare almeno 37 strutture complesse di Psicologia Ospedaliera attualmente attive. impedendogli gran parte dei contatti affettivi. hanno trasformato radicalmente il decorso dell’infezione da HIV che oggi va considerata alla stregua di una patologia cronica. anteponendo le necessità del sistema a quelle dell’individuo. counseling e psicoterapia. sociali e personali. e successivamente quello dell’interazione con il sistema della domanda. creando le condizioni per una visione più ampia dell’assistenza alla persona malata. che tuttora rischia di essere oggetto di discriminazioni dolorose. legato a sforzi in singole realtà più che a un riconoscimento condiviso a livello generale della sua importanza (dati SIPSOT). la paura di una maggiore apertura alla domanda dell’utente. «Chi offre servizi sembra disperatamente ancorato al timore di perdere potere nel momento in cui il servizio non sia più orientato alla tecnica ma all’utenza» (Carli. Secondo Taylor S. all’ambito formativo fino ad arrivare alla ricerca applicata alla realtà ospedaliera. ponendo ancor più in primo piano le questioni legate alla qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. il contributo della psicologia ha consentito un’attenzione sempre maggiore alla componente soggettiva del paziente. cui possono seguire diversi gradi di adattamento emotivo che vanno dagli stati di smarrimento e incredulità iniziali ai tentativi di adattamento e riorganizzazione successivi o. alle strategie che si utilizzano per affrontarla e alle sue ricadute relazionali – che costituisce una conseguenza indiretta della patologia. Sia pur in diversa misura è presente. ciò avviene nell’ambito ospedaliero. ha per molti anni negato la dimensione soggettiva. In particolare la Psicologia. della sofferenza psichica e dei pattern di comportamenti disturbati. focalizzando la sua attenzione sulla relazione operatore-paziente. sociali e lavorativi. In Italia l’ingresso dello psicologo nella struttura ospedaliera è avvenuto solo di recente rispetto ad altri paesi occidentali. possono dunque contribuire in modo sinergico al miglioramento generale della qualità della vita delle persone malate. Tale modalità organizzativa. I progressi nel campo farmacologici. Tali malattie si diffondono all’interno di una relazione sessuale. Queste due discipline. provoca una regressione e un appiattimento del paziente. in particolare. Lo psicologo avrà l’obiettivo di promuovere comportamenti e stili di vita orientati alla salute psichica. di cui ben 12 nella sola Regione Piemonte. in cui l’altro riveste un ruolo assai significativo. affettiva e sociale. Inoltre. Un discorso specifico riguarda le malattie infettive e a trasmissione sessuale. va ricordato che ai progressi nel campo farmacologico non sono corrisposte modifiche altrettanto forti nell’immaginario collettivo relative alla persona sieropositiva. in un’ottica sistemica. in particolare le attività professionali. che valorizzi le specificità di ogni singola disciplina. per «prendersi cura» della persona è tuttavia indispensabile risolvere il problema dell’integrazione delle competenze e dei rapporti fra i vari specialisti all’interno del sistema dell’offerta. delle terapie e delle strategie di prevenzione dell’ulteriore diffusione del virus. al contrario. a causa della sua organizzazione meccanicistica. ma che quasi sempre è anche affettiva ed emotiva. Compito dell’intervento psicologico è inoltre quello di aiutare a ridurre il più possibile lo stress aggiuntivo – legato alla percezione della malattia. assumessero un decorso cronico. In tal caso. in particolare con l’avvento dei farmaci antiretrovirali. (1997) è molto importante studiare la qualità della vita del malato cronico. inoltre è necessario valutare l’impatto del trattamento sulla qualità della vita. . Non è concepibile un’apertura dialogica reale verso la domanda dell’utente senza un’evoluzione chiara dell’organizzazione interna al sistema dell’offerta. Tale dato indica una crescita a macchia di leopardo.

in cui uno dei componenti o tutti e due sono sieropositivi. ovvero coloro che si sottopongono più volte al test HIV e che nutrono una paura eccessiva di aver contratto l’infezione. e i D.T. con i propri figli. da cui è emerso che i diversi pazienti avvertivano il contesto plurispecialistico ospedaliero più contenitivo e protettivo nei confronti di strutture quali i SER. La connotazione di cronicità. Ma. tanto degli aspetti fisici che il tabagismo comporta. si svolgono incontri di gruppo tesi al- . Le aree di intervento clinico di pertinenza del Servizio sono diverse. Durante il ricovero. Inoltre. in cui l’assistenza è proposta sin dal momento in cui l’infezione viene diagnosticata e per tutto il percorso della malattia. a prescindere dalla patologia organica di base. insieme a questi. Esso si propone di favorire la presenza nella coppia di regole di funzionamento e di convinzioni che consentano un equilibrio armonico e il rispetto di norme preventive. focalizzato sul problema. i desideri e le paure sono le tematiche che può affrontare con lo psicologo il quale. che può intervenire positivamente sul fenomeno complesso del burn-out che caratterizza molto spesso la cura di pazienti il cui carico emotivo diventa difficilmente sostenibile e gestibile. La consulenza è un intervento a breve termine. b) trattamenti di psicoterapia breve. valuta il proseguimento dell’intervento. è una funzione di sostegno ai dipendenti che permetta loro di rendere più facilmente esplicite le difficoltà eventualmente connesse alla loro attività professionale. 22). che possono afferire al Servizio mediante richiesta del medico curante. con una prima fase di auto-osservazione cui fa seguito il programma vero e proprio di disassuefazione. Per essi è stato messo a punto uno specifico modello di intervento psicologico. che possono talvolta proseguire con una presa in carico più strutturata. ha una particolare importanza per la ricaduta sul resto della popolazione. condotti da uno psicologo. che tuttavia talvolta prosegue con una presa in carico più strutturata. È stata recentemente condotta una ricerca volta a conoscere la percezione dei pazienti in merito all’attività psicoterapeutica svolta in un ambulatorio collocato all’interno di un ospedale di malattie infettive («Babele».D. Dallo scorso aprile è attivo presso l’ospedale il centro per la cura del tabagismo. Un intervento psicoterapeutico è pure proposto ai pazienti «worried well». che seguono prevalentemente pazienti con patologie facilmente riconoscibili. mostrando una forte dimensione ipocondriaca.M. di Psicologia Ospedaliera dell’A. I colloqui prevedono un’analisi della motivazione al trattamento.O. a cui può seguire l’invio ad altra struttura. sia alla componente psicologica che talvolta rappresenta una risposta reattiva alla scoperta della malattia.S. tra cui una parte cospicua. evocando risposte non sempre funzionali al trattamento farmacologico e terapeutico. indirizzato sia al personale dipendente dell’ospedale.O. l’intervento dello psicologo consiste in consulenze nei reparti. Un intervento specifico è rappresentato dalla consulenza alla coppia. maturata in circa dieci anni di attività. con i propri amici. Un’area peculiare della consulenza psicologica consiste nell’intervento finalizzato a migliorare l’aderenza a protocolli farmacologici complessi. degli psicologi all’interno del contesto ospedaliero. Le strategie operative si indirizzano secondo il modello cognitivocomportamentale. è dedicata proprio ai pazienti affetti da HIV. è attivo un servizio ambulatoriale che eroga trattamenti di psicoterapia breve (sino a 16 sedute) con orientamento sistemico-relazionale. L’U. È rivolto principalmente ai dipendenti perché gli operatori sanitari occupano un ruolo particolarmente importante nelle campagne antifumo e il loro comportamento.O. n. Il problema viene affrontato in primis attraverso incontri individuali. accanto alla cura del tabagismo. La persona sieropositiva va aiutata a convivere con l’infezione da HIV e con le complesse questioni psicologiche che essa pone. Il trattamento ambulatoriale è rivolto sia agli ex degenti dell’ospedale che a pazienti esterni. complessa di Psichiatria di Consultazione ed Epidemiologia Comportamentale. l’intervento psicologico può essere rivolto a tutti i pazienti dell’ospedale. Talvolta lo psicologo condivide l’intervento di consulenza con lo psichiatra e. ed è collocata all’interno della U. con i propri genitori. sia in regime di day-hospital che in trattamento ambulatoriale. Il rapporto con il proprio partner.FARE PSICOLOGIA 62 Attività dell’U. Svolgendo questa attività ci siamo resi conto che essa può rappresentare una modalità indiretta di presa in carico delle problematiche dei dipendenti dell’ospedale. che sempre di più assume l’infezione. oltre che ai pazienti HIV. Il Centro opera secondo un approccio integrato che tiene conto tanto delle problematiche psicologiche connesse con l’abitudine del fumo.O. influenzato da molti fattori e favorito da un supporto psicologico. nei confronti del fumo. la progettualità personale. di breve termine. sia ricoverati. con una finalità informativa sui costi-benefici dell’abitudine al fumo. Cotugno L’Unità Operativa di Psicologia Ospedaliera si è costituita di recente all’interno dell’Ospedale Cotugno. È inoltre importante individuare le risorse e gli affetti su cui il paziente sieropositivo può contare e mettere insieme le disponibilità e i contributi di aiuto che le persone che lo circondano possono fornirgli per creare intorno a lui un nuovo supporto sociale. Successivamente viene appositamente adibito uno spazio in cui è possibile approfondire la storia personale di ogni fumatore e le abitudini legate al fumo. Gli interventi ambulatoriali possono schematicamente essere suddivisi in: a) interventi di tipo consulenziale. L’aderenza terapeutica deve essere considerata un fenomeno comportamentale complesso. nel rispetto della libertà delle scelte individuali. o del paziente stesso e dei suoi familiari. Si è rivelata utile la somministrazione di un questionario appositamente strutturato per misurare il grado di dipendenza del paziente. sebbene non esclusiva. La partecipazione dei familiari al trattamento psicologico rappresenta una risorsa fondamentale per migliorare la qualità della vita sia delle persone sieropositive sia di coloro ad esse più vicine. è stata strutturata dopo una più lunga presenza.. ha spostato l’obiettivo dell’intervento psicologico dall’elaborazione del vissuto di morte imminente a un intervento diverso e complesso teso a stimolare l’adozione di nuovi stili di vita e la modifica delle proprie aspettative. evitando nel contempo alla nostra équipe triangolazioni interne all’organizzazione ospedaliera. focalizzati sul problema. sia ai pazienti che si rivolgono al servizio per altre cure. che avvengono su richiesta del medico. e adotta una modalità operativa che coniuga una duplice attenzione sia alla componente strettamente organica delle patologie. Pertanto uno degli obiettivi da perseguire. favorirà un processo di presa di coscienza delle sue dinamiche interne. Infine.

che assiste prevalentemente pazienti con AIDS. STARACE F. NARDINI G.. Sono anche attive alcune convenzioni con alcune scuole di specializzazione riconosciute dal MURST per i tirocini degli allievi ai Corsi quadriennali di abilitazione alla psicoterapia. di concerto con il Servizio di Psichiatria di Consultazione e promuove collaborazioni nazionali. è componente della Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS e le altre malattie infettive istituita dal Ministero della Salute. The need for a new medical model. ove richiesto.G.. Health Psychology. Milano. pp.. McGraw-Hill. Pensare la salute. BIBLIOGRAFIA BATESON G.. si sono offerte consulenze gratuite ai parenti delle vittime dello Tsunami. al fine di valutare l’entità dei danni prodotti fino a quel momento. 2002. Formazione Accanto a tutte le attività di ordine puramente clinico. VITO A. mantenendo una stabilità nel tempo del programma di disassuefazione. MARINIELLO A. 3. NARDINI G. affinché attraverso l’esperienza pratica si possano meglio sedimentare quegli aspetti strettamente legati al modello teorico di riferimento che sottende le attività cliniche. Attualmente sono attivi quattro progetti di ricerca finanziati dall’Istituto Superiore di Sanità. 66-68.. La partecipazione a tali attività era gratuita. Milano. i cui responsabili scientifici sono i responsabili del servizio di Psichiatria e dell’U.. in Infezione da HIV: Repertorio delle Sperimentazioni terapeutiche. in collaborazione con la Società Italiana di Psicoinfettivologia.. TAYLOR S.. Dove si nasconde la salute. di conoscere gli atteggiamenti nei confronti del tabagismo di tutti i dipendenti dell’Azienda. e che a seguito della catastrofe potevano aver sviluppato una Sindrome Post traumatica da Stress.. Verso un’ecologia della mente. Valutazione delle problematiche psichiatriche e degli aspetti psicosociali nelle epatopatie croniche. Generalmente si articola in incontri di gruppo. VITO A.E. che risiedono nel nostro territorio. 2002. Nis. VITO A. Psicologia e Salute. di cui 10 psicologi.. .L. 1988.. gennaio-marzo 2005. L’attenzione verso i pazienti immigrati è proseguita e nei giorni scorsi è stato firmato un Protocollo d’Intesa con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Napoli. la psicologia ospedaliera.. che ha colpito le popolazioni del sud-est asiatico. «L’evoluzione dell’assistenza psicologica nell’assistenza da HIV». Da Panacea a Igea: verso il delinearsi di un cambiamento di paradigma nel panorama della salute umana. STARACE F. A tal fine. «Babele». in «Psicologia della Salute. STARACE F. pp. Franco Angeli. Ricerca Il Servizio svolge anche attività di ricerca. 1971.. Teoria dei sistemi.. New York. «Science». 1977. a cadenza mensile. mediante la somministrazione di un questionario a oltre 400 persone. in cui si lascia ampio spazio alla discussione ed elaborazione dei dubbi e delle problematiche connesse alla gestione del paziente. e di concordare gli appropriati trattamenti farmacologici.. i fattori di rischio di contrarre l’infezione HIV per i pazienti psichiatrici gravi. Aspetti relazionali e comportamenti di salute in coppie eterosessuali con infezione da HIV. approvati all’interno del V Programma Nazionale di ricerca sull’AIDS. Milano. con l’intento di rafforzare la motivazione e ridurre le ricadute. Milano. 1993. La scelta di portare avanti l’attività formativa è legata alla promozione di un modello culturale. Franco Angeli. Il contesto delle malattie infettive in epoca SARS» (accreditato ECM) e i seminari clinici «L’identità del Terapeuta». la psico-oncologia. Adelphi. NARDINI G. 1977.. Sono promosse attività seminariali e convegni. Edizioni CIC. Attualmente è in corso una ricerca che prevede. La percezione del contesto negli utenti di un servizio. ENGELS G. Il Servizio è riconosciuto idoneo per lo svolgimento dei tirocini pre-laurea e post-laurea e ospita laureati delle Facoltà di Psicologia sia dell’Università di Roma che di Caserta. BRAIBANTI P. 2001. 1. che per alcune ore a settimana affiancheranno gli operatori sanitari della nostra Azienda. del pneumologo e dell’oncologo. anche per gli stranieri privi di permesso di soggiorno. Nell’anno 2004 è stato tenuto il ciclo di seminari di psicologia ospedaliera: «Prendersi cura: Aspetti psicologici e relazionali nel trattamento terapeutico del paziente ospedaliero.. Il Responsabile del Servizio. Questo intervento si inscrive nell’ottica più ampia di un’individualizzazione dei bisogni e della cura dei pazienti. Di recentissima apertura è lo sportello d’ascolto psicologico per gli stranieri. pp. VITO A... BERTALANFFY VON L. su tematiche riguardanti l’impatto della diagnosi di sieropositività. Ecco perché in collaborazione con il servizio di Psichiatria. Franco Angeli.. GADAMER H. Fine ultimo è cercare una conferma delle ipotesi teoriche che emergono attraverso il lavoro strettamente clinico. di Psicologia sono impegnati 14 borsisti. 196. le attuali aree di ricerca si sono focalizzate sulla comunicazione medico-paziente. L’attività di supervisione è indirizzata sia ai tirocinanti che agli psicologi convenzionati che operano all’interno del Servizio di Ospedalizzazione Domiciliare. il Comune metterà a disposizione dei mediatori culturali. le caratteristiche psicologiche delle coppie con partner sieropositivo. MAURIELLO S. pp. sulle dinamiche familiari. 129-136. Mondadori. Inoltre. Su tali progetti. rivolti a psicoterapeuti in formazione. Cortina. gli aspetti psicosociali nel reclutamento dei volontari nelle sperimentazioni per il vaccino. in «Psichiatria di Consultazione». 2003. 1995. Inoltre offre la propria attività di ricerca e supervisione a progetti di tesi psicologica.. Roma. Milano. «Positifs».. VIPARELLI G. VIII. molto spazio è destinato anche all’attività formativa. infine. 91-110. 2002. il servizio partecipa alle lezioni dei Corsi AIDS per gli operatori del sistema sanitario sia a Napoli che nelle altre città della regione Campania. 57-58. che prevede la pubblicizzazione tra le popolazioni immigrate residenti nel Comune dello sportello d’ascolto psicologico e la possibilità di sottoporsi gratuitamente e in anonimato al test HIV presso l’ospedale. IX. Inoltre.O. si affianca la consulenza di uno psichiatra. un’iniziativa nata a seguito dell’emergenza Tsunami. attraverso interventi improntati alle caratteristiche non solo della persona. ma anche e soprattutto del suo contesto di vita. Roma. 22. TIZZANO L.FARE PSICOLOGIA 63 la condivisione degli obiettivi e alla discussione delle difficoltà legate alla decisione di smettere di fumare. All’intervento psicologico. BERTINI M. l’aderenza ai trattamenti farmacologici complessi.. CAFARO L. DE MICCO A. Milano. oncologici o con gravi patologie epatiche.

della psicologia generale e sperimentale che si occupano della ricerca in ambito psicologico e forniscono le «notizie» utili all’applicazione. nel loro percorso formativo. artt. «Non vi fate illusioni. dopo lunghe e aspre battaglie. 162. […] L’esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato a una specifica formazione professionale. n. Comprende altresì le attività di sperimentazione. offre a questo specialista possibilità notevoli che spaziano in vari ambiti di applicazione. Per di più istituisce l’Ordine degli Psicologi. perché lo possono fare. in specie. la professione di psicologo. dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia. dunque. In realtà. Le università si impegnano fortemente a garantire un bagaglio teorico importante agli studenti di psicologia. le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona. ricerca e didattica in tale ambito. e quando parlano di interventi psicologici facilmente li confondono con le psicoterapie relegando il ruolo dello psicologo a quello che prima veniva chiamato testista. è diverso e non per questo più o meno efficace. Considerando la legge 56/89 e lo schema di riferimento (schema 1) si capisce come l’intervento psicologico. pur con la conseguente abilitazione professionale. agli organismi sociali e alle comunità. La psicologia applicata volge l’attenzione a diversi ambiti del sociale che in generale possiamo raggruppare in quelle che sono definite Psicologia del lavoro e delle Organizzazioni e Psicologia Clinica e dello Sviluppo. niente affatto conformi alle disposizioni legislative.FARE PSICOLOGIA 64 La psicologia come professione SIMONE PESCI Reflector Docente dell’ISFAR Post-Università delle Professioni di Firenze Presidente della SIR (Società Internazionale di Reflecting) L a legge che istituisce e garantisce. e come farlo. gruppi. in buona fede o per calcoli di convenienza. La Legge 56/89 stabilisce chi è e che cosa fa lo psicologo. attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982. nelle università. che applica le conoscenze psicologiche all’aiuto di singoli. al gruppo. la diagnosi. 1-3). non sempre si respira un clima che porti lo studente alla coscienza della sua professione. Questo testo fondamentale. più o meno confermate dalla ricerca. dovrebbe essere incorniciato in tutte le camerette degli studenti di psicologia in modo che questi. non sempre però questo bagaglio teorico è accompagnato da una conoscenza applicativa. indica i destinatari del suo intervento professionale e come può raggiungere la sua abilità/abilitazione professionale. ma ciò che più conta è che gli studenti di psicologia hanno il diritto e il dovere di conoscere ciò che possono fare. Se il sapere (e parte del saper fare) può essere fornito dall’università. La psicologia applicata deriva i suoi strumenti dai dati e dalle scoperte. che spesso viene circoscritta all’anno di tirocinio che traghetta lo studente all’Esame di Stato. Per esercitare la professione di psicologo è necessario aver conseguito l’abilitazione in psicologia mediante l’esame di Stato ed essere iscritto nell’apposito albo professionale. rispetto alla psicoterapia che invece si basa per la maggior parte su teorie (ipotesi) sulla personalità. Dalla Legge appare chiaro che lo psicologo ha molte possibilità di intervento e per esplicare la sua professionalità ha il diritto e il dovere di entrare in possesso delle abilità che gli consentano di svolgere a pieno la sua professione. sempre che gli enti convenzionati si impegnino nel potenziare la professionalità dei tirocinanti anziché obbligarli spesso in lavori impropri. È utile distinguere. Gli psicologi già iscritti all’Albo professionale e i laureati in psicologia hanno il diritto di acquisire abilità operative adatte a soddisfare con professionalità ed efficacia quanto previsto dall’Ordinamento della professione. . se volete far qualcosa». utilizzata dai docenti per far credere agli studenti che la laurea in psicologia. prendano coscienza e pretendano quegli strumenti teorici e tecnici capaci di implementare la giurisprudenza. Una frase che è abbastanza usuale. ragazzi: avete da studiare! Ora dovete fare cinque anni di università e poi altri quattro di specializzazione. su teorizzazioni che spesso prendono le caratteristiche di metapsicologie. La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione. al tirocinio e a occasioni formative post lauream si dovranno demandare il saper fare vero e proprio e una formazione per il saper essere. organismi sociali e comunità. da acquisirsi. presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti con le procedure di cui all’articolo 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica (Legge 56/89. non garantisca una professione. mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia.

poiché padroni del loro bagaglio teorico e pratico. di una schiavitù segreta della propria psiche. poiché necessita di una totale indipendenza nelle relazioni. postuniversitario. 128 li autori si propongono di dare una risposta operativa e formativa a quanti intendono seguire un percorso di aiuto a favore di persone in difficoltà. di un’influenza esercitata da qualcuno su di lei. di interpretare per gli altri. Perché la persona possa essere aiutata in questo suo procedere. liberare. quella parola-farmaco sulla quale si è costituita la sovranità terapeutica. organizzare nel sociale un’azione di riscatto contro i fraudolenti tentativi del persuadere. Grignoli. condurre l’altro. PESCI – A. ritrovando o confermando lo spazio che meritano nella società e diventando esempio di scienza applicata al benessere.ssa L. educativo. Il Reflector. patrocinio Ordine Psicologi Abruzzo Ingresso gratuito su prenotazione (entro 23 giugno) www. conoscersi e proporsi in direzione di una crescita che agevoli il coraggio di affrontare i rischi e le delusioni esistenziali e che favorisca lo sviluppo delle proprie potenzialità fino a raggiungere la libertà di essere se stessi. ecc. senza invidia o avversione nei confronti di nessun’altra categoria professionale. alle interpretazioni e ai buoni consigli. riabilitativo. deve essere teso a far acquisire abilità concrete nell’utilizzo di modalità di accoglienza e conoscitive della persona (anamnesi. fino a creare così una società pensante e armoniosa. e possa trovare nella riflessione un contributo alla propria crescita. per il Reflector. La collana si propone di fornire i mezzi per aiutare la persona a innalzare l’edificio della propria personalità. in relazione alla propria professionalità. incoraggiare.M.artelieu. indirizzare.it Tel. le tecniche e gli ausili per favorire nelle persone un equilibrio psicologico e relazionale.00 – FORMATO: 15. Non è accettabile che molti operatori siano convinti di possedere risposte per gli altri. Alla luce di queste considerazioni gli psicologi. G Corso biennale con frequenza nei week-end sede del corso: Pescara ARTELIEU presenterà sabato 7 luglio 2007 a Pescara un convegno sul tema: «Le artiterapie per colorare la vita» Relatori: prof. ♦ Collana diretta da Guido Pesci e Simone Pesci La collana assume il compito di divulgare i principi e le modalità con cui facilitare l’individuo a riflettere. Merini Evento E. La terapia deve abbandonare il protagonismo della parola usata per conoscere.it Per informazioni info@artelieu. G.FARE PSICOLOGIA 65 Psicologia Generale e Sperimentale Teorie (ipotesi) della Personalità Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Psicologia applicata informadilibri Reflecting Lavoro e Organizzazioni Clinica e Sviluppo Psicoterapia Schema 1 Lo psicologo deve poter acquisire una formazione che sia occasione per accrescere la capacità di servizio. di un interprete poliglotta. riabilitativi e di sostegno psicologico. VIVIANI REFLECTING Un metodo per lo sviluppo del Sé ISBN: 88-88232-58-3 C 9. Pierre Royol.5X21 – PAGG. 3472952894 . saper prestare una deontologica attenzione alla persona e innalzare le proprie competenze per svolgere la libera professione o un qualificato lavoro dipendente. discernere ogni aspetto dell’universalità che le appartiene. al fine di garantire e generare una migliore qualità della vita individuale e sociale. 120 l metodo Reflecting si basa sul principio che è possibile giungere a una comprensione profonda di noi stessi solamente per mezzo della riflessione. Il Reflecting è un modo di porsi di fronte all’altro per fornirgli gli strumenti adatti alla riflessione. preventivo. a meditare su di sé. infatti. È un modo per analizzarsi. con spiegazioni e conclusioni.00 – FORMATO: 15. come mezzo di riarmonizzazione della persona. scopia semiotica. Esso respinge ogni procedimento che si affida all’incoraggiamento. per offrire invece un aiuto esclusivo e indispensabile a promuovere la riflessione. estendere nella socialità nuove tutele per una vita più vera e più libera. muoversi nella propria interiorità e conoscere se stessa. Il manuale – che segue in collana il libro Reflecting. I SIMONE PESCI (a cura di) MANUALE DI REFLECTING ISBN: ARTELIEU ASSOCIAZIONE ITALIANA STUDI SULLE PSICOPATOLOGIE DELL’ESPRESSIONE E ARTETERAPIA 88-7487-286-0 C 11. a rendere capaci di realizzare interventi abilitativi. il metodo fa appello a tutti i contenuti espressivi e comunicativi andando oltre l’utilizzo della parola come frammento della comunicazione. per psicologi. del guidare e del consigliare. potranno agire con competenza e professionalità sul mercato del lavoro. sul proprio essere e sul proprio esistere utilizzando le proprie risorse. universitario o. C. a far conseguire competenze operative specifiche per la scelta appropriata di metodi e tecniche diagnostiche nelle differenti situazioni di patologia o di disagio e di valutazione delle risorse. alle istruzioni.). se avranno consapevolezza dei propri mezzi e sufficienti capacità nel saper fare. dott. J. Un metodo per lo sviluppo del Sé – conferma l’animata concezione che alla terapia occorre una svolta.C. PESCI – S. non ha bisogno di un insegnante tecnico. assistenziale. che si propone di alimentare gli spazi di silenzio con domande e affermazioni. dott. più facilmente. Corso di formazione in arteterapia plastico-pittorica Il percorso di formazione in Arteterapia è rivolto a persone che intendono avvalersi dell’arte visiva in ambito terapeutico. dare consigli e considerare tutto questo terapia. Essa intende destare e sviluppare nuovi modelli di vita e di pensiero. 0854914348 cell. a far apprendere i metodi. ma aiuta a riflettere. Il percorso formativo. non dà risposte. a far assumere modalità per l’elaborazione delle informazioni fino alla formulazione diagnostica. La persona.5X21 – PAGG. L’obiettivo di questo nuovo metodo è quello di favorire un’evoluzione positiva sfruttando le risorse personali.

i loro modi di esercitare il potere. Come anche il mondo del lavoro. che vengano accolte le loro emozioni e che le loro idee. occorre che i loro suggerimenti vengano ascoltati. un lavoro oppure un paese. Quel qualcosa che non ha bisogno di poggiarsi sui grandi sistemi di pensiero creati da alcuni grandi uomini.00 – FORMATO: 13X21 – PAGG. 168 Lecturae JEAN-FRANÇOIS VÉZINA LA NECESSITÀ DEL CASO La sincronicità negli incontri che ci trasformano LECTURAE – ISBN: 978-88-7487-220-6 C 20. E anche se ci sono donne che pensano di interpretare le esigenze delle altre donne. acquisendo così un valore simbolico di trasformazione. ma che tuttavia. sincronistici appunto. un nucleo di libertà nel cuore di ogni donna. autori e opere si presentino nella nostra vita in momenti determinanti. Non ci si accorge nemmeno più del fatto che il modo di pensare degli uomini si è imposto incondizionatamente nell’educazione collettiva. L’autore spiega in che modo possiamo approfondire il senso di un avvenimento sincronistico e. anche per le donne. Un buon inizio. è pensare che c’è qualcosa di incontaminato. creano un senso per la persona che ne è soggetta..com . 224 n saggio che si snoda tra le peculiarità del pensiero femminile. Vengono esaminati i processi psichici che si manifestano sotto forma di motivi tematici o di inclinazioni che ci attirano e ci conducono impercettibilmente verso una persona. partendo da sé.magiedizioni. fa ricorso anche a metafore tratte dalle scienze della complessità e dalla teoria del caos. Questo libro. per creare ipotesi interpretative..00 – FORMATO: 13X21 – PAGG. U he cosa sarebbe la psicologia se Jung non avesse incontrato Freud? Che cosa sarebbe la filosofia se Sartre non avesse incontrato Simone de Beauvoir? Che cosa sarebbe la nostra vita se non avessimo incontrato quell’autore. quell’uomo o quella donna? È lecito chiedersi se la vita simbolica. della politica e dell’economia. continuano a usare – senza accorgersene – categorie maschili. della cultura. C www. la spiritualità delle donne.. Fino a diventare l’unico possibile. la sincronicità è senza dubbio uno dei fenomeni psichici più affascinanti. all’accudimento. L’educazione scolastica e quella universitaria non mostrano nessuna sensibilità nei confronti delle donne. della loro vita e delle loro esigenze. Se si vuole che le donne siano più presenti nella vita della comunità.Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni informadilibri Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ GENNAIO–APRILE Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi 66 Parole d’altro genere ELENA LIOTTA A MODO MIO Donne tra potere e creatività PAROLE D’ALTRO GENERE – ISBN: 978-88-7487-224-4 C 18. scrive l’autrice. Parla degli incontri. accadendo simultaneamente.. quel qualcosa che senza sfide né presunzioni permette a ciascuna donna di pensare la sua realtà e agire in modo autentico. della sincronicità indaga innanzitutto la sfera relazionale. la loro naturale propensione alla creazione delle condizioni di base. alla sensibilità ambientale. E oltre. che si dia fiducia ai loro presentimenti. si manifesti anche nella realtà sotto forma di coincidenze significative? Due avvenimenti non collegati da nessuna causa. per quanto divergenti o apparentemente impossibili. a vedere anche altro. vengano realizzate non meno di tante assurdità prodotte dagli uomini. che fanno sì che persone. oltre che nei sogni.

www.Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni NOVITÀ Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion GENNAIO–APRILE EDIZIONI MAGI 67 informadilibri Psicologia clinica MARIA FELICE PACITTO DAL SENTIRE ALL’ESSERE I Gruppi d’Incontro. Gallese).5X21 – PAGG. 112 na rapida guida di riferimento alle principali teorie inerenti lo sviluppo umano (psicologia dello sviluppo. a favorire lo sviluppo di modalità comunicative soddisfacenti. mettendo in evidenza come le nuove scoperte in questi ambiti confermino intuizioni filosofiche. ma anche a chiunque voglia vivere in maniera più consapevole e piena. un approccio terapeutico introdotto in Italia agli inizi degli anni Settanta e finalizzato a facilitare la scoperta dell’interezza dell’organismo umano (emozioni. cognitivismo. epistemologia genetica. psicoanalisi. sorte in Europa. sono il tema principale di questa trattazione. approccio evoluzionista. Pur essendo unico e ben definito l’oggetto di studio – l’essere umano in evoluzione – sono molteplici gli approcci conosci- U tivi.00 – FORMATO: 14. l’intera procedura e la quasi totalità degli esercizi tradizionalmente utilizzati. In tal senso il libro fornisce al lettore gli strumenti per avvicinare e comprendere i processi evolutivi nelle loro specificità e la persona nella sua globalità. l’autrice presenta gli obiettivi.com . Dei Gruppi d’Incontro. Senza pretese di esaustività. 296 ruppi d’Incontro. questa non può essere mai descritta da un’unica teoria. Il libro fa la storia dei Gruppi d’Incontro e della Psicologia Umanistica. Le trame filosofiche si intrecciano anche con i riferimenti alla ricerca psicologica contemporanea d’avanguardia (Infant Research) e a quella neuropsicologica (Damasio. quindi.). ecc. quanto capacità di rendere conto della complessità umana. Data l’articolazione stessa della mente umana. conflittualità interna alla disciplina psicologica. ma si può tentare di spiegarla tramite la ricerca di sinergie tra punti di vista e approcci diversi.00 – FORMATO: 14. indirizzati non solo alla persona afflitta da disagio psichico o a chi affronta una problematica esistenziale. Gli strumenti e le soluzioni operative di questo metodo sono sorretti da un articolato sostrato teoretico. a trovare un senso all’esistenza elaborando un progetto di vita. sentimenti. assimilate e fatte proprie dalla psicoterapia. la quale risulterebbe riduttiva. della Psicologia Umanistica vengono ricostruiti lo sfondo culturale americano e le connessioni con la filosofia fenomenologico-esistenziale e con quella ermeneutica. ecologico. movimento all’interno del quale essi si sono sviluppati.5X21 – PAGG. sensazioni.magiedizioni. Tale articolazione non significa. l’autore guida il lettore in un percorso organico di avvicinamento a una materia piuttosto complessa. un approccio umanistico-fenomenologico-esistenziale ai temi della sofferenza psichica e della crescita psicologica PSICOLOGIA CLINICA – ISBN: 978-88-7487-211-4 C 20. G FABIO CARBONARI INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO PSICOLOGIA CLINICA – ISBN: 978-88-7487-222-0 C 12. capacità immaginativa). comportamentismo. neuroscienze cognitive.

può sentirsi contenuto nel suo senso di vergogna e nei profondi vissuti di incompetenza che lo portano a considerarsi responsabile del sintomo del figlio. conflitti. Un luogo. Questo lavoro con i genitori. dall’altra. ha come obiettivo generale quello di aiutare i genitori a investire in modo adeguato i loro sforzi e le loro risorse nel percorso terapeutico del figlio. proprio grazie . fantasie e aspettative. È sempre all’interno di questo spazio che il genitore può esprimere fino in fondo le sue richieste di aiuto. di attivare o di riattivare una «genitorialità positiva». si configura come uno spazio di sostegno e di contenimento all’interno del quale il genitore deposita prima ed elabora dopo una complessa costellazione di vissuti. affettivo e relazionale che permetta ai genitori di pensare.SSA MAGDA DI RENZO Équipe composta da: DOTT.SSA MARIA LUISA RUFFA . se non la sua definitiva risoluzione. nel nostro servizio. accogliere e comprendere i bisogni del figlio. oltre che di elaborazione individuale e collettiva. Istituto di Ortofonologia – Roma È possibile pensare al counseling rivolto ai genitori come a una sorta di «spazio» dai molteplici significati e sfaccettature.DOTT.DOTT. può sentirsi accolto nella sua ferita narcisistica legata al fatto di avere un figlio che ha bisogno di aiuto. Lo spa- zio del counseling. Rispettando i livelli dei singoli genitori e le problematiche della famiglia vengono cioè proposti interventi mirati ad affrontare specifici temi educativi o riflessioni sullo stile educativo. per esempio: «È colpa mia se mio figlio sta male». FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCO DOTT. Il counseling è anche uno spazio d’incontro nel quale il genitore proietta sul terapeuta un ideale di competenza e di conoscenza totale rispetto all’allevamento del figlio e.COUNSELING PER I GENITORI 68 Responsabili del servizio DOTT. elaborare. Il terapeuta che lavora con i genitori.SSA PAOLA VICHI I l counseling rivolto ai genitori sta sempre più assumendo. I gruppi dei genitori sono organizzati in parallelo alle attività terapeutiche di gruppo rivolte ai bambini. A tale proposito è risultato palese come la risoluzione di problematiche individuali/coniugali/genitoriali a qualsivoglia livello di approfondimento abbia consentito al bambino di attuare quel salto di qualità all’interno del suo specifico programma terapeutico. o elaborazioni di nodi complessuali che influenzano il rapporto con i propri figli nella convinzione che il bambino non può oltrepassare i limiti psicologici che gli vengono inconsapevolmente imposti dai genitori. «Sono proprio una frana come genitore». così che questa sinergia possa garantire nel tempo il successo del trattamento stesso. Accanto al counseling individuale è stata sempre più potenziata l’attività di gruppo. quindi. in altri termini.DOTT. però. «Con mio figlio ho sbagliato tutto». cerca di ricostruire il figlio reale nella mente della madre e del padre.SSA ANTONELLA BIANCHI . quello del gruppo. connotazioni peculiari in riferimento ai progetti terapeutici che rispondono all’esigenza del singolo bambino.DOTT. è raggiungibile solo a patto che nel counseling si crei un particolare «spazio» mentale. dubbi. CARLO VALITUTTI .SSA ELIANA TISCI DOTT. BRUNO TAGLIACOZZI . che consente di aprire a una dimensione collettiva di riflessione e condivisione del proprio vissuto problematico. che affianca e si svolge in parallelo al trattamento del bambino o dell’adolescente. spesso sentito come unico e indeclinabile e che si avvale del ruolo dello psicoterapeuta conduttore quale attivatore e fluidificatore della comunicazione. Due spazi terapeutici compresenti (la coincidenza degli orari favorisce la partecipazione dei genitori) che migliorano la comunicazione e la relazione tra i vari partecipanti e fanno della stanza di terapia un luogo di interazione sociale.DOTT. tentando da una parte di coinvolgerli in un processo di comprensione empatica e. predisporre nuove risposte nel rispetto delle singole personalità dei genitori e delle problematiche presenti. Il counseling come spazio per una «triplice alleanza» MARIA CARDONE Psicologa e Psicoterapeuta. Commenti ricorrenti dei genitori che denotano chiaramente questi vissuti di inadeguatezza sono. Tale obiettivo. La forma di aiuto rivolta ai genitori è contestualizzata in base a due parametri fondamentali: i problemi del bambino e la capacità del genitore di contenere. in grado di restituire ai singoli e all’intero gruppo il significato e il valore di una rinnovata consapevolezza. sollecitando risposte adeguate nei suoi confronti. Inoltre il lavoro parallelo dei due gruppi favorisce una migliore comprensione delle relazioni genitori-figli e uno scambio di importanti informazioni e riflessioni tra tutti i componenti dell’équipe terapeutica.SSA MARIA CARDONE .SSA FLAVIA FERRAZZOLI DOTT. difese.

è come se parte del lavoro terapeutico con i genitori si svolgesse al di fuori del setting stesso. oltre alla consapevolezza dei propri limiti e fragilità ci si sente anche rinforzati nelle capacità personali e della coppia genitoriale. a comprendere i suoi bisogni e a rispondervi in modo adeguato. deve stabilire una sorta di alleanza interna anche con il bambino/adolescente e con il suo terapeuta. evitando così il rischio di pericolose scissioni e collusioni. Attraverso la relazione con il terapeuta. ha avuto da un precedente matrimonio. Marcello Cesa-Bianchi SEDI SEGRETERIA Via Paisiello.54. modulandoli adeguatamente.01. un posto di rilievo spetta all’alleanza terapeutica. deve sempre sapere dove e quando fermarsi perché solo così può evitare un senso di onnipotenza. In questo senso. Quando ho incontrato la prima volta i signori S. Solo così sarà possibile la ricomposizione delle varie esperienze in un quadro coerente e potenzialmente positivo per tutti gli interlocutori coinvolti. 14 20131 Milano Tel. di ruoli e di setting. Nel counseling con i genitori il terapeuta deve sempre tenere a mente la centralità della relazione genitore-figlio e. più o meno inconsapevoli. Il clinico si trova così costantemente a chiedersi dove deve collocarsi psichicamente e con chi deve stabilire l’alleanza. Ricapitolando.93 SCUOLA Via Paisiello. una breve situazione clinica che racchiude in modo emblematico quanto fin qui descritto. Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica Corso quadriennale di specializzazione e formazione a carattere post-universitario di psicoterapeuti ipnotisti neo-ericksoniani Riservato a medici e psicologi Riconosciuta dal MURST Decr. possiamo affermare che lo spazio del counseling si configura. secondo me. concedendosi allo stesso tempo una completa libertà affettiva per sperimentare l’intera gamma di sentimenti controtransferali che inevitabilmente si attivano nel setting. La reale difficoltà e la sfida continua per il counselor che lavora con i genitori. madre. oltre a creare l’alleanza terapeutica con i genitori. la terapia domiciliare.67 Via Paisiello. si trova a vivere delle inevitabili regressioni che devono essere adeguatamente gestite dal counselor. in realtà. ed emerge chiaramente la difficoltà di entrambi i genitori a rapportarsi con il figlio. oppure a volte si può sentire il forte impulso a diventare una sorta di avvocato difensore che può di volta in volta schierarsi a favore del bambino/adolescente. la nuototerapia. o del padre. perché è questo il prerequisito essenziale per attuare un processo attivo e positivo di cambiamento e di trasformazione. come uno spazio per una «triplice alleanza».it ANNO ACCADEMICO 2007/2008 Inizio Corso ottobre 2007 16 fine settimana compreso venerdì nel corso dell’anno accademico Per informazioni. vengono programmati incontri sistematici con la scuola materna dove il bambino è inserito. avere un dialogo continuo e costante con tutti gli operatori coinvolti nel trattamento del bambino o dell’adolescente. può attribuire nuovi significati alle esperienze vissute e condivise con il figlio. infatti. da solo o insieme alla moglie. Il concetto di alleanza terapeutica subisce una particolare estensione e ampliamento nell’ambito del lavoro con i genitori in quanto lo scenario degli interlocutori si allarga: bambino/adolescente. può sperimentare modalità relazionali più adeguate e gratificanti. Giampiero Mosconi DIREZIONE SCIENTIFICA Prof.3. ten- Associazione Medica Italiana per lo Studio della Ipnosi A. 28 20131 Milano Tel.1998 Abilitata alla Formazione ed Aggiornamento professionale dalla FNOMeO DIREZIONE DIDATTICA Prof. Il loro bambino di tre anni e mezzo. e può scongiurare il pericolo di manipolazioni e invasioni. L’educazione di Giulio è stata particolarmente rigida per quanto riguarda gli orari e le modalità dei pasti e del dormire. Vorrei proporre. 02/29.S. il genitore può apprendere nuovi stili comunicativi. nel senso che il counselor.23 SITO WEB: www. In uno spazio così definito. Da circa un anno seguo in counseling la signora S. inoltre. o della coppia genitoriale nel suo insieme.52. In questo delicato lavoro il terapeuta. 348/840. presenta problemi dello spettro autistico ed è stato inserito in un particolare progetto terapeutico che prevede settimanalmente la terapia ambulatoriale. Per fronteggiare tutto ciò è necessario più che mai lavorare utilizzando in modo consapevole il transfert e il controtransfert. In questo spazio di relazione. costi e documenti rivolgersi in segreteria . uno spazio cioè dove la genitorialità si pone come area intermedia tra il genitore e il bambino. mi ha subito colpito la dinamica interna della coppia e il loro modo di comunicare. oltre al disagio e alla frustrazione si può sperimentare anche il cambiamento. padre.00.I.it E-MAIL: amisi@virgilio. È opportuno. A volte è difficile evitare di identificarsi con l’una o con l’altra parte. Giulio ha una sorella maggiore di sette anni che la signora S. Qualche volta ho avuto modo di incontrare anche il marito. Il marito si pone come il più competente tra i due. o della madre. e fax 02/236. l’atteggiamento terapeutico deve essere caratterizzato da un profondo rispetto per tale relazione nella sua complessa mutualità. Giulio. 20. 12 20131 Milano Tel. lo spazio del counseling rappresenta quello che Winnicott (1971) definisce uno «spazio potenziale».. è proprio quella di mantenere la stessa distanza (emotiva e psichica) rispetto ai genitori e al bambino o all’adolescente. a questo punto.M. quindi.amisi. la pet-therapy e.COUNSELING PER I GENITORI 69 a questa proiezione.I. inoltre. di conseguenza. con una frequenza quindicinale. terapeuta del bambino/adolescente. In virtù di tutti questi aspetti.

i bisogni e i desideri del figlio in modo da rispondervi in modo sintonico. unita al lavoro terapeutico su obiettivi mirati. si evidenziava una sorta di regressione che la spingeva sempre di più ad affidarsi allo spazio del counseling e a esplicitare una chiara richiesta di aiuto. spesso l’interrompe bruscamente mentre parla. Questa è stata una fase particolarmente delicata. ha potuto fare l’esperienza di essere accolta.. una migliore capacità di prendersi cura di Giulio. I pochi incontri ai quali è stato presente anche lui avevano un carattere «ufficiale». . infatti. Il counseling in una prospettiva multimodale. Borla. la sua capacità di riflettere e di lavorare sulle varie tematiche prosegue anche fuori dal setting. chiede quasi il permesso al marito. HORNE A.. Borla. attraverso la mia presenza costante e accogliente. TSIANTIS J. 2003. La qualità della relazione tra madre e figlio sta notevolmente migliorando. Per quanto riguarda la moglie. di pensieri propri e di specifici bisogni fisiologici ed emotivi.. pur continuando ad avere un tono di voce decisamente infantile. quindi. gli proponevano giochi molto movimentati quando era stanco e assonnato). dopo aver chiarito le modalità e gli obiettivi dei nostri incontri. si è focalizzata sulla spiegazione e. ma mi assicura che la moglie vi parteciperà perché «ne ha bisogno».. Il signor S. di conseguenza. Roma. tendeva molto ad anticipare le richieste del figlio. BOETHIOUS S. si mostra sempre più attiva e autonoma rispetto alla mia figura. potevano facilmente distorcere l’alleanza terapeutica con la madre e potevano portarmi a degli interventi molto direttivi. della diagnosi e del progetto terapeutico del figlio). prendendo lui la parola. infatti. FIZZAROTTI SELVAGGI S.. (e anche con Giulio) sarà ancora lungo e complesso. potendo contare su questa «funzione materna» ritrovata. trascurando o minimizzando le altre evidenti difficoltà. tra un incontro e l’altro. Da una parte emergevano i profondi vissuti di sofferenza. La stessa cosa succedeva con le attività ludiche. Credo. nel senso che era venuto per parlare di cose importanti (per esempio. La prima fase del lavoro con la signora S. la signora S. inoltre. aveva creato una sorta di circolo vizioso annullando tutti quei rinforzi positivi che gratificano il genitore e lo avvicinano ancora di più al bambino. fisico o emotivo. come se avesse interiorizzato lo spazio terapeutico del counseling e. Roma. e non a una donna adulta. come per esempio le sue continue stereotipie motorie e la forte chiusura rispetto alla relazione. è molto più timorosa nel parlare. dice che non potrà venire agli incontri per motivi di lavoro. sull’accettazione emotiva della diagnosi di autismo. era meno fragile e indifesa di quanto volesse fare intendere). è stato fondamentale il poter vivere quella «triplice alleanza» di cui parlavo prima. Il counselling psicodinamico. TISCHLER L. non aveva bisogno solo di questo. dovevo riuscire anche ad allearmi con i bisogni emotivi del figlio e ad accogliere le richieste concrete fatte dai vari operatori coinvolti nel trattamento di Giulio. Quando è da sola. La particolare dimensione affettiva e relazionale del counseling. ovviamente. soprattutto. La totale assenza di linguaggio del bambino rendeva.COUNSELING PER I GENITORI 70 de a svalutare la moglie e a trattarla con sufficienza. I genitori di Giulio. attivando nella signora S. come se implicitamente considerasse la moglie poco attendibile e incapace di occuparsi di questi temi. Lo stesso tipo di difficoltà si riscontrava anche nella capacità dei genitori di riconoscere e di prendersi cura di un malessere. proiettando su di me un’ideale funzione materna. condivise anche da tutti gli altri operatori coinvolti nel trattamento di Giulio. come spesso accade con l’autismo. Dall’altra c’erano i miei vissuti controtransferali. esprime però più liberamente i suoi pensieri e le emozioni. La madre.. Successivamente il lavoro del counseling è proseguito con l’obiettivo specifico di aiutare la madre di Giulio a riconoscere i segnali comunicativi. a sovrapporsi a lui e a utilizzare modalità comunicative molto ridondanti ed eccessive che. inoltre. BRUNI R. trasformando così lo spazio del counseling in uno spazio in cui dare semplicemente indicazioni educative e pedagogiche. Nonostante tutti questi significativi miglioramenti. ancora di più suscitavano in Giulio una chiusura rispetto alla relazione. descrive la realtà in modo molto edulcorato. del bambino.. altrettanto forti. ha gradualmente portato a un cambiamento positivo. L’obiettivo del counseling. ovviamente. nel senso che proponevano a Giulio giochi che lui non gradiva affatto.. difficoltosa ogni modalità comunicativa e di interazione con gli altri e. probabilmente. era quello di aiutare la signora S. Roma. modo di fare che era anche fortemente manipolatorio (la signora. invece. In questa fase del lavoro con la signora S. Questa regressione. mostrando anche una certa sensibilità nel comprendere il significato profondo di alcuni comportamenti del figlio. inoltre. o che non erano adatti per quel determinato momento (per esempio. Quando sono presenti entrambi. Man mano che la donna esprimeva il suo disagio e il suo sentirsi inadeguata come madre e come individuo. BIBLIOGRAFIA BINETTI P. come ho già accennato prima. a superare il suo senso di frustrazione e a rapportarsi a Giulio come a un individuo dotato di intenzionalità. invece. Oltre a prendere simbolicamente in braccio la signora. soprattutto di irritazione per il suo modo di parlare e per una sorta di «aggressività passiva» che emergeva dal suo modo di fare. ignorando i segnali che lui poteva dare in questa direzione. sicuramente la signora S.. focalizza tutta la sua attenzione sulla mancanza di linguaggio di Giulio. mi colpisce il fatto che lei cambi completamente atteggiamento a seconda se è da sola o in presenza del marito. In questo spazio la signora S. Simbolicamente è come se avessi «preso in braccio» la mia paziente e mi fossi presa cura totalmente dei suoi bisogni. ha attivato anche una forte dipendenza e in varie occasioni è come se mi fossi trovata di fronte a una bambina piccola.. B. e anche ciò che dice è sempre misurato. La signora S. (2000). Edizioni Magi. Ma. 2002. Queste reazioni controtransferali.. GIANNAKOULAS A.. di colpa e di inadeguatezza della signora man mano che prendeva consapevolezza dei problemi e delle difficoltà di Giulio. inizia a vivere in modo più sereno e gratificante il suo ruolo genitoriale e sempre di più riesce ad attribuire un significato ai comportamenti di Giulio e a sostenerlo nel suo percorso terapeutico. però. di «ascoltarlo» e di rispettare i suoi tempi e i suoi desideri. la signora S. contenuta e sostenuta. Tutto ciò ha evitato che il counseling si trasformasse in una terapia personale della madre. È molto difeso rispetto alla possibilità di frequentare il counseling. HALLERFORS B. quasi non vedesse le reali difficoltà di Giulio. il lavoro terapeutico con la signora S. 2003. Il lavoro con i genitori. che una tappa importante sia stata raggiunta e ora si inizierà a lavorare su altri obiettivi specifici. tendevano a dare da mangiare al bambino o a metterlo a letto a orari rigidamente prestabiliti.

PROSPETTIVE PEDIATRICHE 71 Le caratteristiche del comportamento alimentare in adolescenza PIETRO CAMPANARO Medico Chirurgo-Nutrizionista. di tanto cemento per costruirsi solido ed è anche come una Ferrari che ha bisogno del giusto «carburante» per andare a 300 all’ora. sarà portato a chiedersi che cosa gli voglia dire chi ha proposto queste domande. Nonostante le varie campagne di informazione sulla corretta alimentazione e l’insegnamento nelle scuole. Specialista in Scienze dell’Alimentazione. il metabolismo. Il corpo di un adolescente è come un caminetto che ha bisogno di tanta legna per «bruciare» molto. accompagnate dalle domande. . a volte semplice e immediato. Volendo provare a definire che cos’è l’alimentazione potremmo dire che è «l’introduzione di alimenti scelti. che spingono alle prime riflessioni su concetti molto più complessi riguardanti i fabbisogni di un adolescente. ecc. • Quando si salta un pasto (specie la colazione) non si mette la legna e il corpo non ha energia da bruciare. al passo con i loro ritmi e con i loro tempi. Ecco la chiave di lettura: soddisfare le esigenze dell’organismo con alimenti vari. è la fascia di età più ricca di cambiamenti a livello fisico. Tuttavia occorre fare molta informazione perché la «materia adolescente» si plasmi e diventi consapevole delle basi di una corretta alimentazione. preparati e ingeriti in forme e modalità diverse. basta parlare il suo linguaggio! Osserviamo le immagini che seguono. non riescano a penetrare e a modificare alcuni comportamenti errati degli adolescenti per quanto riguarda il rapporto con gli alimenti. rafforzate dalle immagini. è l’età d’oro per fare prevenzione. atte a soddisfare le esigenze energetiche e nutrizionali dell’organismo». Semplici considerazioni. L’adolescenza è un periodo della vita compreso tra i 12 e i 19 anni. sembra addirittura che si parlino lingue diverse! Occorre allora immedesimarsi nel linguaggio degli adolescenti. attirano subito la curiosità dell’adolescente e stuzzicano la sua intelligenza a dare una risposta o comunque. Studi recenti parlano di un allungamento di questo periodo tra i 9 e 24 anni. ha molta voglia di «recepire». È come se le argomentazioni sull’alimentazione. nella peggiore delle ipotesi. importantissimo per i cambiamenti che si verificano nella persona. un corretto «investimento» durante l’adolescenza è un «bene» che dura tutta la vita. psichico ed emotivo. in altre molto complesso. Collaboratore del Centro Regionale di Fisiopatologia della Nutrizione Giulianova – ASL Teramo I dati riguardanti il sovrappeso-obesità e i DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) in adolescenza sono abbastanza preoccupanti. ascoltare le loro esigenze e propone un’alimentazione «giusta» per loro. preparati in forme accettabili e accettate dagli adolescenti. seppur proposte e trattate in maniera scientifica e corretta. non lo lascia «re- – Si può avere un bel fuoco che brucia senza mettere legna nel caminetto? – Si può costruire una casa senza cemento? – È corretto mettere il Diesel in una Ferrari? frattario e indifferente» di fronte all’argomento. Si può ben capire quanta importanza abbia l’alimentazione in questo periodo che seppure con alcune mediazioni. Apparentemente sono tre banali domande che. non deve mai essere lasciata al caso. circa un adolescente su cinque ha problemi in tal senso. un adolescente. banali se vogliamo. anche se apparentemente refrattario. per proporre temi di alimentazione corretta ed equilibrata stimolando la loro intelligenza attraverso riflessioni «alla loro portata». non si assiste a un miglioramento della situazione.

È giunto il momento di chiarire e approfondire per i più «curiosi» alcuni di questi concetti fondamentali espressi. Tanti adolescenti che stanno a «dieta» introducono molto meno del fabbisogno quotidiano per paura di ingrassare (il fuoco non arde). Alimenti prevalentemente carboidrati: pane. in rapporto alla struttura fisica. Ma per potersi mantenere «acceso al minimo» un organismo. modeste quantità (1 frutto). Quando gli alimenti che si mangiano sono sbagliati il «motore» si ingolfa e la macchina non corre velocemente. fette biscottate. Frutta: di stagione. ortaggi. in condizioni di totale rilassamento psicologico e fisico. ortaggi. Fare una buona colazione. conviene invece indicare delle corrette tracce da seguire. ha bisogno di un «minimo di legna». biscotti casalinghi. Pane: quantità medie. a digiuno da 12-14 ore. pasta e legumi.. verdure cotte. non fa attivare correttamente il metabolismo riducendo il consumo calorico. un buon pranzo e una cena non troppo pesante. crackers. in uno stato termico neutrale. – mangiare solo primo e frutta (tende a far ingrassare). tico? Niente di più semplice! Basta alimentarsi prevalentemente con pane. semplificando al massimo. FEMMINE 2150 2200 2150 Saltare la colazione o prendere solo un caffè crea un notevole stress al corpo. modeste quantità (1 frutto). contribuisce ad attenuare la fame a pranzo e a cena. dolci casalinghi. PRANZO • e da una corretta ripartizione dei nutrienti nell’arco della giornata: Colazione e spuntino mattina Pranzo e merenda Cena 15-25% 40-45% 35-40% Primo: (piatto prevalente) pasta. Anche in questo caso. riso. (danno energia per affrontare la giornata). molto si è detto e molto si è proposto per promuovere un modello di alimentazione equilibrata. esso corrisponde al 60-75% della spesa energetica totale ed è l’energia utilizzata dall’organismo per compiere i lavori interni necessari al mantenimento del corpo. come il fuoco. altri molto di più. Contorno: (importante) insalata. non mangiare troppi secondi (proteine 1015%). Poche e semplici regole per attuare un’alimentazione equilibrata e una corretta ripartizione dei nutrienti. fiocchi di cereali (carboidrati 55-60%). Errori più comuni del pranzo: – consumare prevalentemente secondi (le proteine affaticano la digestione). Quasi tutti hanno una cultura sulle diete. minestra. latte di riso. lasciando allo stesso le scelte da effettuare senza vietare i «cibi da adolescenti». yogurt gelato. ecc. quasi nessuno sa quali sono i propri fabbisogni. reintegrano la perdita di liquidi durante il sonno). biscotti da forno.PROSPETTIVE PEDIATRICHE 72 • • Quando non si introducono abbastanza minerali e vitamine la struttura non viene su solida. Alimenti: piccolo panino. Di seguito sono riportate alcune «tracce» per i vari momenti della giornata e alcune considerazioni sugli errori più comuni. COLAZIONE Altre considerazioni che mettono in evidenza in maniera molto semplice gli errori fondamentali più comuni dell’alimentazione di un adolescente e lo fanno riflettere sulla propria alimentazione. Arriviamo al punto dell’alimentazione equilibrata. verdure cotte. possiamo dire che l’alimentazione equilibrata deve essere caratterizzata da una giusta proporzione tra i nutrienti: Carboidrati Grassi Proteine 55-60% 25-30% 10-15% Reintegra il calo fisiologico delle energie. barretta di cereali. formaggi. riso. o pane in equivalenza al primo per chi fa pranzo al sacco. il resto lo fa l’organismo dell’adolescente che con il suo metabolismo può andare a «300 all’ora»! Le proposte di alimentazione per un adolescente non devono mai essere impositive. cereali. tè. pesce. SPUNTINO DEL MATTINO E MERENDA Fonte LARN (Livelli di Assunzione Raccomandabili di Nutrienti per la popolazione italiana) • • Liquidi: tè. succo (migliorano la funzionalità intestinale. gelato piccolo. • Contorno: (importantissimo e preferibilmente crudo) insalata. Affrontiamo ora la questione dei fabbisogni di un adolescente. ma alimenti non utili ai fabbisogni dell’organismo (il motore si ingolfa con un carburante non adatto). Cominciamo dal metabolismo. biscotti. latte di soia. caffè. • Pane: modeste quantità. Tutta la complessità della materia può essere riassunta in pochi sintetici concetti: il metabolismo è l’energia utilizzata da un individuo a riposo. cioè quello che l’organismo consuma per mantenersi «acceso al minimo». • Frutta: di stagione. predispone a una fame e a un assorbimento maggiore nei pasti successivi. caffè. pasta. affettati. CENA • • • • Concetti molto complessi da far paura perfino a un matema- Secondo: (piatto prevalente) carne. un secondo nell’arco della giornata può bastare. e fare un po’ attenzione ai condimenti (grassi 25-30%) con qualche trucchetto e senza nulla togliere al gusto. ecc. succo. Il fabbisogno di energia di un adolescente dipende dalla fascia di età: MASCHI 13-15 anni 16-17 anni 18-20 anni 2550 2800 3050 • • Liquidi: latte. . • Secondo: se occorre piccoli quantitativi. uova.

) sono .) vengano introdotte energie sotto forma di carboidrati (maltodestrine) per favorire la prestazione fisica. mette in vendita il materiale per l’utilizzo della nuova metodica e precisamente: • schede per la somministrazione individuale o collettiva (copyright IIW).W. Wartegg. conviene berne al massimo 1-2 bicchieri o 1 lattina al giorno.41 (il Ma. Maggiori informazioni possono essere richieste presso: Segreteria: 06. L’I. ATTIVITÀ DIDATTICA Accreditato presso il Ministero della Sanità.-2 e W.I.I. dolci da forno sono l’ideale.W. della Selezione. • singoli test quali il Rorschach. ALCUNI TRUCCHI ALIMENTARI «GIUSTI» L’hamburger è meglio senza sottiletta o formaggio e con poche salse (più è «carico» più è difficile da digerire e ingolfa il motore). propone in ambito Clinico. dell’Esercito Italiano e della Polizia di Stato. – mangiare grosse porzioni di secondo (aumenta l’apporto di grassi e le proteine non utilizzate vengono trasformate in grasso).W. ISTITUTO ITALIANO WARTEGG Fondatore e Presidente: Prof. • software per la valutazione computerizzata del test in ambito Clinico. la WAIS-R. ecc.S. L’I. opera a Roma offrendo i seguenti servizi: 1.it. Sicuramente i dolci e la cioccolata non sono da colpevolizzare.A.wartegg. della Selezione e dell’Orientamento (copyright IIW). l’I.wartegg@flashnet. Me e Ve h 16-19) www.I.W. della Selezione o dell’Orientamento.M.I. Non ci si deve «saziare» con i dolci! ♦ I.PROSPETTIVE PEDIATRICHE 73 La pizza può sostituire una cena completa. Per chi pratica attività fisico-sportiva è importante che prima dell’attività (60-90 min.P.-R).W. si avvale anche di specifici software realizzati per soddisfare le diverse esigenze di ciascun ambito di applicazione. possibilmente con le verdure e non abbinarla alle patatine fritte.I. gassosa. 3. a partire dal 2002 è stata introdotta nei Reparti Selezione della Marina Militare. Tale metodica che.I. provvede a siglare per poi stilare un profilo computerizzato differenziato per il contesto Clinico. dell’Orientamento e della Ricerca una nuova modalità di interpretazione del Test di Wartegg completamente originale e innovativa rispetto a quella proposta dal suo ideatore Ehrig Wartegg. vanno considerati gratificazioni e si possono consumare facendo attenzione a non eccedere nelle quantità e soprattutto dopo aver garantito all’organismo tutti i nutrienti fondamentali. APPLICATIVO L’I. crostata di frutta. l’MMPI-2. consumarne una quantità elevata è come mangiare tanti dolci. La pizza meglio mangiarla a cena.97. organizza corsi di formazione per Psicologi e Psichiatri su: • l’uso clinico di una Batteria di Test (Prove Grafiche. Gli errori più comuni della cena: – consumare prevalentemente carboidrati (affatica la digestione). 2. SERVIZIO DI SCORING Possono essere inviati protocolli Wartegg che l’I. Alessandro Crisi Nella scelta delle salse per insaporire un alimento meglio il ketchup (100 calorie per 100 grammi) che la maionese (650 calorie per 100 grammi).56. il tutto diventa troppo difficile da digerire e tende a far ingrassare.I.I. molto zuccherine.33.it Le bevande gassate (coca. aranciata. il consumo di energia e di grassi e preservare la massa muscolare: pane e marmellata o cioccolata.com email: ist. M. oltre alla formazione specifica sul nuovo metodo d’interpretazione del Wartegg.W.

una propria organizzazione e un proprio equilibrio. l’essermi inoltrato in questo particolarissimo settore ha contribuito notevolmente alla mia crescita professionale e umana. comunque ognuno di loro è una risorsa. quotidianamente. È ormai evidente come l’elevata qualità deve contraddistinguere l’impegno dell’associazionismo e del volontariato. ma come una dimensione della vita. ma tutto ciò deve essere fatto necessariamente «insieme» con la speranza che anche gli altri capiscano e accettino. Inoltre. a incontrare giovani con malattie e con disagi più o meno gravi. un proprio percorso evolutivo. con una propria storia di vita. la società deve essere consapevole del fatto che il diversamente abile o viene collocato al suo centro o non sta da nessuna parte. ma anche per i conti che ognuno di loro deve fare con i sensi di colpa. devono iniziare questo lungo e tortuoso cammino intrapreso con la volontà di rendere autonomo il ragazzo. sostenute dalla società. A. non solo per le insuperabili «barriere mentali» della nostra società. grazie all’insegnamento quotidiano fornitomi da questi ragazzi (e dalle loro famiglie) ho imparato a considerare la sofferenza e le difficoltà come maestre di vita. d’iperindividualismo esasperato. ciò ha permesso di ridisegnare il valore dell’umanità del singolo. che viene quindi vissuta come costo. oltretutto. una rete di legami. di Auxoendocrinologia e Medicina dell’Adolescenza. U. È chiaro come lo sforzo da fare sia quello di favorire processi d’integrazione in un ambiente costruito intorno al concetto di «normalità». Si avverte l’inquietudine che pervade queste famiglie e quella sensazione di sentirsi reciprocamente inadeguati.S. alla cui base deve esservi «l’integrazione» e la responsabilità sociale. che per quanto diversi o destrutturati sono comunque i suoi.O. ♦ . senza cura delle relazioni verso la persona diversamente abile non c’è responsabilità sociale. E allora. Senza assunzione di responsabilità sociale. Da diversi anni collaboro con alcune associazioni di volontariato la cui attività è volta all’assistenza di giovani soggetti con disabilità. ma strutturalmente diversa. chi più soffre più sa. Credo che il miglior modo per concludere questo mio breve intervento sia quello di citare una bellissima frase di Mario Capanna tratta dal libro Speranze: «È giunto il momento di considerare il presente in base al futuro. ma azione adempitiva di cose dovute e servizi necessari. ragion per cui i malati. dalle istituzioni. non può esistere cura della persona con «disabilità». solo attraverso la qualificazione di questi soggetti si potrà garantire ai nostri ragazzi un adeguato supporto «abilitativo» in grado di permettere un loro graduale e stabile inserimento sociale. problema. ma anche d’interminabili rallentamenti. le famiglie. meno frustrante o forse darebbe la sensazione di giusta espiazione della «presunta» colpa. fatto di brusche o impercettibili accelerazioni. Solo così daremo corpo ai sogni e ai diritti dei nostri ragazzi. Assodato ciò. quale la nostra. Per tutto ciò sono a loro molto grato. più che in relazione al passato!».PROSPETTIVE PEDIATRICHE 74 La disabilità vista da un medico degli adolescenti GIUSEPPE RAIOLA U.O. una modalità relazionale. Le prove alle quali sono sottoposti i genitori di ragazzi diversamente abili sono dure ed estremamente difficoltose. Ognuno di questi ragazzi ha una sua identità. Ma la tentazione di caricare sulle proprie spalle il ragazzo con tutto il fardello di difficoltà e amarezze è grande! Forse sarebbe più comodo. «Pugliese-Ciaccio» – Catanzaro L e testimonianze dei genitori e di tutti coloro che quotidianamente agiscono in favore dei disabili favoriscono una maggiore consapevolezza delle varie problematiche che si debbono affrontare in un’epoca. Sullo sfondo di questo progetto emerge la volontà di prendersi cura della disabilità non come un problema. Si dovrà prendere coscienza che la persona diversamente abile ha una sua elaborazione della realtà che non è ridotta rispetto alla nostra. questi genitori conoscono molto bene il valore di un cammino condiviso. Il mio lavoro mi porta. delle peculiarità. ma anche dei limiti. delle insperate risorse. Ma perché gli altri accettino è necessario che avvenga una rivoluzione culturale nella società. come centri di sapere. ma anche i poveri e persino i tossicodipendenti.O. di Pediatria. appaiono come entità. che non può mai essere svincolata dalla sua dimensione sociale. le persone diversamente abili.

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ed era occasione di scambio affettivo e di gioco che rendevano più gradito l’incontro terapeutico. I primi resoconti documentati risalgono al 1792 quando in Inghilterra. in quanto entrambi vivevano in gruppi e cacciavano gli animali. ESORDI DELLA PET-THERAPY La storia dell’utilizzazione degli animali come coadiuvanti alle normali terapie mediche può essere fatta risalire già al tempo della preistoria. cane come compagno con cui avere uno scambio affettivo sereno e gratificante. In effetti diversi sono i documenti storici dai quali è possibile affermare che la relazione tra l’uomo e il cane è basata su un legame atavico. incoraggiò i suoi pazienti malati di mente ad accudire gli animali per potenziarne l’autocontrollo e lo scambio affettivo. una funzione sia educativa che terapeutica. Grandi personalità nel campo della ricerca psicologica ed etologica. e sono proprio queste le variabili principali che entrano in gioco nella relazione uomo-animale. cane come oggetto da venerare avente funzioni magiche e propiziatorie. favorendo il costituirsi di un’alleanza terapeutica e fornendo al paziente la motivazione a partecipare attivamente al processo terapeutico stesso. presso il York Retreat Hospital. Il gran numero di animali citati nella mitologia e i numerosi dipinti di domesticazione degli animali provano che l’interazione tra l’uomo e l’animale in realtà non è frutto di nuove scoperte ma che tale rapporto è esistito da sempre. legame che coinvolge diversi aspetti: cane come collaboratore per la caccia e quindi per la sopravvivenza della specie. lo psicologo William Tuke. Nel 1970 presso l’Ospedale Psichiatrico Infantile del Michigan venne adottato un cane come sostegno psicologico per i bambini ricoverati. DIFFERENZE TRA AAA. Nel 1942 il Pawling Army Air Force Convalescent Hospital utilizzò gli animali da compagnia. e in particolare con i bambini e da lì sarebbe cominciata la prima domesticazione.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 77 Il mondo sconosciuto della Pet Therapy Le Terapie Assistite con il cane: definizione. nasconde ambiguità che possono dare adito a fraintendimenti concettuali: . quella più accreditata ipotizza un incontro casuale. con dei lupacchiotti che una volta portati nella dimora umana avrebbero interagito con l’essere umano. EAA Pet Therapy – in italiano Uso Terapeutico degli Animali da Compagnia (UTAC) – è un termine generico che indica un supporto ai metodi di cura che interessano alcune patologie con l’ausilio degli animali. sottolineano l’importanza dello scambio affettivo ed emozionale per il benessere e la salute di un individuo. Molti psicologi hanno compiuto osservazioni per verificare l’utilità pratica dell’impiego della Pet-Therapy. aiutando il bambino a superare il delicato passaggio dal linguaggio orale al linguaggio scritto. su oltre 400 psicoterapisti la maggior parte di essi ha affermato di avere utilizzato tale approccio. metodologia e finalità FRANCESCA ALLEGRUCCI Responsabile scientifico dell’ANUCSS (Associazione Nazionale Utilizzo del Cane per Scopi Sociali) BARBARA SILVIOLI Psicologa dell’età evolutiva. esercita sui bambini difficili. Tale tendenza è legata al principio del benessere psico-fisico. Secondo Guttaman gli animali esercitano un effetto positivo anche a livello dei processi comunicativi. su bambini mentalmente ritardati. nei momenti più critici dello sviluppo. Varie sono le ipotesi che cercano di spiegare come siano nati i primi contatti tra l’uomo e il cane. Il meccanismo che entra in gioco in questi casi è semplice: l’animale. l’effetto maggiormente stimolante della presenza di un cane rispetto a un giocattolo. TAA. Analogamente Pellettier (1989) ha ipotizzato come la presenza di un animale familiare potesse determinare in bambini affetti da Sindrome di Down uno sviluppo significativo di comportamenti sociali positivi verso l’animale e una diminuzione significativa di comportamenti sociali negativi. insieme ad alcuni suoi collaboratori. se da un lato ha il vantaggio di essere breve e facilmente memorizzabile. il quale notò che la presenza del proprio cane aveva effetti positivi durante le sedute con i suoi piccoli pazienti. formando vere e proprie bande. Tale termine. ANUCSS L a tendenza dell’uomo a servirsi degli animali per gli scopi più disparati e a vivere a stretto contatto con essi è diffusa in tutte le culture e società. L’animale forniva al bambino la possibilità di proiettare il proprio mondo interiore. In un’indagine condotta negli Stati Uniti. Bernard (1989) ha rilevato. Il rapporto uomo-animale alle origini fu favorito dalla somiglianza delle rispettive strutture sociali. che ha come punto d’origine il rapporto affettivo che l’animale è in grado di instaurare con l’essere umano. difficilmente esprimibile. come Bowlby e Lorenz. probabilmente durante la caccia. Documentò il modo in cui l’animale da compagnia fungeva da «ponte» tra il professionista e il paziente. soprattutto con i bambini. attraverso il gioco e la comunicazione non verbale. La Pet-Therapy nasce in America grazie al neuropsichiatra infantile Boris Levinson. ritenendoli efficaci nel modulare positivamente lo stato psichico dei pazienti.

Con l’animale i bambini instaurano un rapporto mimico e gestuale. che permette un continuo scambio emozionale. non sono obbligati a raccogliere informazioni durante gli incontri. quindi necessari per una strutturazione equilibrata della personalità. rispetto alle attività svolte con l’ausilio degli animali (AAA). se l’uomo o l’animale. il simpatico suono prodotto dalle loro bollicine provoca. le Terapie Assistite con gli Animali agiscono su una malattia che è stata diagnosticata seguendo un preciso protocollo terapeutico. Altra confusione molto diffusa è quella che ha indotto a definire «terapie» iniziative che. da autismo. paraprofessionisti e volontari in associazione con animali che presentano determinate caratteristiche e criteri (ovviamente il personale deve possedere specifiche conoscenze sugli animali e sulla popolazione con cui interagisce). Essendo obiettivo di una co-terapia quello di inserirsi all’interno di un progetto terapeutico più ampio. L’AAA si esprime in una varietà di azioni condotte da professionisti. da sindrome di Down. il rincorrersi dei pesci. emozionali e cognitive dell’uomo. EDUCAZIONE ASSISTITA CON L’AUSILIO DI ANIMALI (EAA) L’EAA è una forma di educazione mediata dall’animale di tipo prettamente ludico. verifica e messa in opera del progetto stesso. nelle scuole. altra sostanziale differenza è che mentre i risultati delle AAA non vengono misurati ed osservati empiricamente. a loro volta. inoltre. o ridurre gli effetti negativi della salute del paziente. gli animali vengono utilizzati a scopo terapeutico. In realtà in questo tipo di interventi «l’elemento terapeutico» è la relazione che l’animale è in grado di instaurare con l’essere umano e l’uomo è il «fruitore» dell’intervento. sono interventi finalizzati a curare la salute psicofisica degli individui. compagnia. ATTIVITÀ ASSISTITE CON GLI ANIMALI (AAA) Le Attività Assistite con gli Animali (AAA) consistono in attività di tipo ricreativo e rieducativo che mirano a migliorare la qualità della vita incrementando. negli ospizi. L’AAA può essere sia attiva-diretta. nel caso delle TAA è prevista la raccolta dei dati e la sperimentazione al fine di effettuare una valutazione in termini di processo e di esito. Un animale in questo caso offre amicizia. Le TAA sono interventi co-terapeutici che hanno lo scopo di promuovere e migliorare le funzioni fisiche. prevedono. in modo che i risultati ottenuti siano stati in un certo senso programmati e attesi. animali da cortile.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 78 non fa capire bene chi sia il fruitore della terapia. da spina bifida. trae ugualmente benefici dalla sua presenza. le AAA non hanno obiettivi specifici programmati per ogni sessione. la presenza di una progettazione specifica in grado di garantire che l’attività tra l’animale e l’utente non avvenga per caso. nelle prigioni. Sebbene diverse ricerche abbiano dimostrato che il contatto con gli animali – per gli input emotivo/sensoriali gioiosi e rilassanti che offre – di per sé può avere effetti terapeutici dal punto di vista psicofisiologico. non sempre si può parlare di Pet Therapy. sociali. attraverso un’équipe multidisciplinare che collabora alla stesura. gatto. siano questi professionisti o volontari. che attiva-indiretta. Viene precedentemente realizzato un progetto individualizzato. Gli obiettivi principali delle AAA sono quelli di favorire la socializzazione e fornire agli utenti un momento di svago e divertimento. delfino. Non sempre la linea di confine tra queste tipologie risulta chiara. al fine di contribuire a migliorare alcuni deficit legati alla patologia. per l’assenza di una precisa intenzionalità terapeutica e delle necessarie figure professionali. LE TERAPIE ASSISTITE CON GLI ANIMALI (TAA) Le Terapie Assistite con Animali. Per il bambino l’animale riveste un ruolo affettivo notevole. ANIMALI IMPIEGATI IN PET THERAPY Gli animali che vengono solitamente coinvolti nella Pet . Centrale sarà quindi il «come» essi interagiranno. dal Morbo di Alzheimer. dallo psicologo al pedagogista. le Terapie Assistite con gli Animali (TAA). A differenza delle Terapie Assistite con gli Animali. lo stato generale di benessere di alcune categorie di persone. nei programmi di recupero per tossicodipendenti o per la riabilitazione di persone affette dal virus dell’HIV. gli operatori. Per esempio gli anziani o i malati terminali soffrono spesso a causa della solitudine in cui il loro status li costringe. Nell’ultimo caso la persona. e può far pensare che si utilizzino esclusivamente animali da compagnia come cane o gatto. per mezzo dell’animale. negli ospedali. dall’osservarlo e/o dai suoni da lui emessi. pur non toccando l’animale. A tal riguardo ricordiamo gli esperimenti condotti presso studi dentistici dove l’introduzione di un acquario. appositamente preparati in contesti educativo-formativi.). Infine. 1997). l’Educazione Assistita con gli Animali (EAA). Dunque quello che distingue le Attività Assistite con gli Animali dalle Terapie è che le seconde prevedono necessariamente la collaborazione di molteplici figure professionali (dal neurologo al fisiatra. cane. ecc. Da questo punto di vista anche l’adozione di un animale domestico ha un risvolto «terapeutico». ecc. prevedere cioè il contatto fisico con l’animale. costituita da incontri che coinvolgono gli animali. in alcuni casi. che vengono gestiti con spontaneità e la cui durata non è rigidamente programmata. si pongono piuttosto nel campo delle «attività» con animali (Giuseppini. Gli animali utilizzati negli interventi sono molteplici e variano a seconda delle specifiche esigenze (cavallo. dell’utente e della loro relazione. facilitano i contatti sociali. questi rappresentano tutta una serie di fattori fondamentali anche nella vita sociale tra coetanei e adulti. infatti. riscoprendo la capacità non verbale di comunicazione e affinando la propria sensibilità e ricettività ai segnali esterni di piacere e di stress del compagno di giochi. da affiancare ad altre cure. Si tratta di co-terapie rivolte a persone con problemi fisici e/o psichici. che costituisce un apprezzabile plusvalore. è fonte di allegria e spesso stimola e motiva al gioco e alle passeggiate che. solo per il fatto che essi interagiscono spontaneamente tra di loro. Tale intervento prevede innanzitutto la scelta dell’animale adatto in base allo scopo da raggiungere. grazie alla capacità relazionale dell’animale stesso. uno stato di relax profondo e intenso. La Pet Therapy si presenta sotto diverse forme: le Attività Assistite con gli Animali (AAA). ecc.) che sono in grado di sfruttare al meglio le potenzialità del cane. ha addirittura evitato il ricorrere all’anestesia nel curare i pazienti: la varietà dei colori. ma non si tratta di Pet Therapy.

La presenza di un forte polo di attrazione come il cane è insostituibile: accentra a lungo l’interesse e aiuta a memorizzare e integrare apprendimenti diversi. pur avendo un effetto favorevole sulla persona disabile. capre e mucche. intensifica la comunicazione verbale e le interazioni con le altre persone. spesso. 3) fase presportiva. Il contatto con i delfini stimola inoltre la motivazione. spontaneità. rincorrerlo. che non agisce specificatamente sulla menomazione e la disabilità. tenendolo in grembo. Non tutti i pazienti raggiungono la fase della riabilitazione. Significa anche relazionarsi con l’animale. L’aspetto più immediatamente corporeo del contatto ha un importante effetto su tutto l’apparato psicomotorio. Non dimentichiamo inoltre che il luogo in cui viene effettuata fornisce un feedback positivo cinestesico e di riduzione dello stress. toccarlo. a livello della socializzazione. conigli: sono animali molto diffusi nelle nostre case. di richiesta. di inadeguatezza. riuscendo a comprendere le espressioni e i diversi segnali che ci invia di gratificazione. A differenza dell’uomo. stereotipie comportamentali – che solitamente generano distanza nel rapporto tra esseri umani – sono elementi abituali nel mondo comunicativo-relazionale dei cani e quindi non solo non generano reazioni di rifiuto o fuga ma. assenza di giudizio o critica – permette al paziente di superare molti timori e percezioni . e soprattutto per i pazienti autistici. del terapeuta o di chiunque altro partecipi alle attività con l’animale. – abilità visuo-spaziali semplici e complesse. Cane: l’utilizzo del cane nella Pet Therapy è fortemente privilegiato poiché possiede caratteristiche che gli consento di avere una grande capacità di relazionarsi con l’ambiente e con l’essere umano in modo del tutto particolare. ecc. Uccelli: in particolare è stato rilevato l’effetto benefico derivato dal prendersi cura di questi animaletti. Purtroppo i costi proibitivi delle strutture e del mantenimento degli animali impediscono l’utilizzo più ampio dei benefici di questa terapia. cani. e riesce pertanto a modulare naturalmente il suo comportamento in modo da rispettarne le caratteristiche. Giocare con un cane significa essere stimolati a camminare o correre insieme a lui. esso è in grado di decidere quale comportamento adottare a seconda delle circostanze. ecc. 4) fase sportiva. A livello cognitivo il cane può essere utilizzato per stimolare un bambino a contare le sue zampe o il numero di volte in cui riporta una palla. accarezzare. Si distingue nettamente la pratica sportiva per disabili. anche così semplice come dare il cibo o spazzolare l’animale. Pesci: è stato constatato che l’osservazione dei pesci di un acquario può contribuire a ridurre la tachicardia e la tensione muscolare. diretta ai disabili fisici. apprezzando i colori e gli odori del manto. l’acquisizione di capacità di accudimento. Ed è proprio in virtù delle innumerevoli sollecitazioni che nascono dalla relazione con l’animale e che offre a tutti i livelli. però. criceti e conigli. lanciare e recuperare oggetti. prendersi cura di questi animaletti può arrecare grande beneficio soprattutto ai bambini che stanno attraversando una fase difficile nella loro crescita. data la gravità della loro disabilità. Nell’ambito dell’ippoterapia si riconoscono generalmente quattro fasi denominate: 1) ippoterapia. Delfini: in Pet Therapy occupano un posto privilegiato. fisici e • • • • • • POTENZIALITÀ DELL’IMPIEGO DEL CANE NEI PROGRAMMI DI AAA E TAA Laddove la capacità di comunicazione e/o di relazione tra uomo e uomo sono compromesse. cavalli. pesci. inoltre. Per quanto riguarda l’autonomia. La presenza dei deficit fisici. Risultano particolarmente efficaci per pazienti affetti da depressione e disturbi della comunicazione.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 79 Therapy sono: asini. avendo una forte capacità rilassante. aiutandoli a uscire. lo si preferisce per persone che vivono sole e che non sono agevolate negli spostamenti. Il cane. forti odori. così come quello emotivo-affettivo. – integrazione relazionale. Interessa diverse aree: – sviluppo e potenziamento muscolare. accarezzarlo. Con questo termine intendiamo un insieme di attività equestri eseguite con una finalità terapeutica. accarezzandolo o porgendogli un biscotto. Gatto: per le sue caratteristiche di indipendenza e facilità di accudimento. non dà un giudizio di valore su tali diversità: il suo comportamento non è influenzato da pregiudizi o implicazioni morali che possono condizionare negativamente i rapporti con gli umani. di fastidio. la capacità di memorizzare e di elaborare concetti. – orientamento spaziale. può accrescere la consapevolezza dell’intensità del tocco e favorire il coordinamento oculo-manuale. il contatto con l’animale – caratterizzato da immediatezza. L’orientamento spaziale può essere sviluppato prevedendo la direzione in cui il cane correrà per recuperare l’oggetto o individuando la sua posizione rispetto al paziente. La presenza del cane. La fiducia e l’apprezzamento incondizionato che mostra il cane favorisce nel paziente lo sviluppo di un senso di sé positivo. gatti. ne catalizzano l’attenzione e l’interesse. la capacità motoria e comunicativa. perché piccoli e gestibili molto facilmente. almeno parzialmente dal proprio isolamento. in quanto il cane è capace di interagire a qualsiasi livello di gravità del soggetto e lo fa utilizzando soprattutto la corporeità e il linguaggio non verbale. può insegnargli a rispettare i tempi di attesa tra un esercizio e l’altro. A livello motorio il cane può stimolare azioni quali il correre o il lanciare oggetti. Certi aspetti quali un’eccessiva salivazione. l’aumento di fiducia. si tratti dell’operatore. rendono il paziente molto più sicuro di sé e disponibile all’apprendimento di autonomie inerenti la propria vita quotidiana e l’autogestione. è in grado di riconoscere la disabilità della persona con handicap. uccelli. • Criceti. sedendosi o sdraiandosi vicino a lui. che coinvolgono l’apparato motorio-percettivo. Cavallo: la terapia per mezzo del cavallo viene identificata come ippoterapia. stridii e vocalizzi particolari. Si tratta di interazioni complesse. 2) riabilitazione equestre. psichici o con diverse problematiche socio-relazionali. che sviluppano la consapevolezza del «proprio essere nel mondo» e del proprio io-corporeo. delfini. sensoriali e/o psichici spesso non è d’ostacolo alla comunicazione. favorendo l’evoluzione spontanea di capacità e conoscenze necessarie alla relazione. sentendo il calore e la morbidezza del suo pelo. Osservare.

• Le patologie del linguaggio in età evolutiva. inizio corso: autunno 2007 LA VOCE • La scheda di rilevamento VHI. • L’approccio psicopedagogico ai disturbi del linguaggio e dell’apprendimento.8552887 Fax 06. • Gli strumenti per la conoscenza e la gestione delle dinamiche del gruppo classe.Istituto di Ortofonologia Centro per la diagnosi e terapia dei disturbi della relazione e della comunicazione Accreditato con il SSN • Sede di aggiornamento professionale Aggiornamento professionale per gli insegnanti scuola dell’infanzia – scuola primaria – scuola secondaria di primo grado (autorizzazione MIUR – Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Decreto prot. Verranno forniti materiali didattici e libri specifici. • I disturbi del linguaggio che interessano il versante fonetico. questionario di gradimento. 06. cognitivo. • Esercitazioni pratiche di rilassamento. proiezione audio-video. I criteri e i concetti cognitivi per la composizione musicale. I cambiamenti fisici e psicologici tipici della preadolescenza e dell’adolescenza. esercizi di coordinazione pneumofonica. 7961 del 15/06/05) • ANNO SCOLASTICO 2007/2008 • CITTADINI DEL MONDO! • Analisi delle problematiche relative all’integrazione scolastica del bambino e dell’adolescente immigrato. Il repertorio musicale. n. • I cambiamenti fisici e le situazioni patologiche. • Il modello integrato della comunicazione. La produzione musicale con i suoni del corpo. • La composizione musicale con i suoni formali. inizio corso: autunno 2007 NE ZIO N E NV CO • SEDE DEI CORSI: VIA ALESSANDRIA 128/B – ROMA • CON VEN ZIO NE Ogni Corso prevede: 30 ore in orario pomeridiano. Lo sviluppo psicomotorio e l’apprendimento. • La programmazione di Unità Didattiche di Apprendimento. • La riflessione metaculturale e il circuito autogenerativo come strumenti metodologici funzionali all’integrazione delle diversità culturali.00 (solo per il corso LA VOCE la quota è di a 200) oppure una quota per l’istituzione scolastica di a 2. • La progettazione e la gestione di azioni educative specifiche.savoia@ortofonologia. Per i titolari di Magieoltre a 85. • La composizione musicale con i suoni informali. una quota di partecipazione individuale di a 100. Il ritmo e gli elementi di fraseologia.it (è necessario indicare il nome della scuola e del referente da contattare con i relativi recapiti) Progetto Scuola: via P. • La comunicazione tra famiglia e insegnanti per favorire il processo educativo. Il parlato. L’analisi e la composizione con i suoni alfabetici. stretching e respirazione.tel. La comprensione e la produzione linguistica. Il sistema suono/silenzio. esperienze di voce proiettata finalizzate all’uso professionale della voce.8557247 e-mail segr. 20-21 ottobre 2007 I DISTURBI DEL LINGUAGGIO E DELL’APPRENDIMENTO IN ETÀ EVOLUTIVA • Lo sviluppo del linguaggio e le sue componenti strutturali. L’espressione corporea e la comunicazione efficace. Il gioco musicale e la socializzazione.00. intensità) esercizi di risonanza. semantico e sintattico. • Esercizi vocali (altezza tonale. • I disturbi del linguaggio che interessano il versante lessicale. • I rapporti tra i bambini immigrati e i compagni del gruppo classe. La produzione musicale con strumenti e oggetti.00 PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: Tel. • Caratteristiche generali del linguaggio infantile. Le iscrizioni sono limitate dato il carattere dei corsi estremamente operativo. 8/B Roma . Il gioco musicale. Il Grafico musicale. Le sequenze trasformazionali. L’approccio psicomotorio alle materie curriculari. • La figura del mediatore culturale come facilitatore e promotore di azioni educative territoriali condivise. • Le dislessie in età evolutiva. La scrittura dei suoni codificati.82003740 . La scrittura e la lettura dei suoni informali. Elementi di musicoterapia. L’improvvisazione musicale collettiva. • Le patologie dell’apprendimento in età evolutiva.000. emotivo. 06. • Come mettere in atto nel gioco della vita comportamenti equilibrati dal punto di vista fisico. Petrocchi. • Lo sportello psicopedagogico nella scuola. inizio corso: autunno 2007 IMPARARE CON IL CORPO • • • • • • Le problematiche psicomotorie nella scuola. • Le tappe fondamentali dello sviluppo della competenza comunicativa. • I disturbi dell’apprendimento scolastico inizio corso: autunno 2007 IL LINGUAGGIO MUSICALE COME CONTESTO EDUCATIVO • La progettazione e la gestione di un’esperienza musicale collettiva. L’approccio psicomotorio a scuola: l’ambito educativo. aspetti teorici sul funzionamento degli organi fonatori. • Gli aspetti costitutivi della lingua. La composizione con i suoni vocalici.

con metodologie e interventi mirati. Gli animali guaritori. BIBLIOGRAFIA BALLERINI G. 15. 183. NETTING F. L’animale nella cura del disabile.. «Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice».R. Mediterranee. menopausa. FRIEDMANN E.C. Ed. 461-465. Animali amici della salute. dunque. BAUN M. depressione grave. Cani si nasce. Si tratta di un testo che affronta il vissuto ospedaliero nella consapevolezza delle difficoltà ancora presenti ma con la finalità di riportare la malattia. con le tossicodipendenze. pp. GIACON M. l'area dell'oncologia ginecologica. con anziani. Social interaction and blod pressure: influence of animal companions. psichiatri. che è unica e irripetibile ed è quindi importante valutare di caso in caso e programmare interventi individualizzati. 1983. «Royal Society of Health Journal».. Physiological effect of human companion animal bonding. CON QUALE TIPOLOGIA D’UTENZA È PIÙ EFFICACE LA PET THERAPY? In realtà non esiste un’utenza in particolare. L'apporto dello psicologo. «Public Health Reports». Pet Therapy.. 1980. MESSENT P. 31-35. BERGSTROM N. 105-107. del suo contesto relazionale ed è rivolto anche al personale medico e paramedico.. l’impiego di programmi di AAA e TAA ha visto applicazioni dagli esiti soddisfacenti con patologie dell’infanzia e adolescenza (autismo.). MANGEZ C. Per evitare che la tecnologia. unica e irripetibile in cui emozioni e conoscenze nascono e si sviluppano in modo spontaneo e naturale. KATCHER A. onco-ginecologi e bioetici) presenta- N no con grande chiarezza le acquisizioni specifiche maturate sul campo. MESSENT P. E.. gli immunodepressi e i malati terminali. THOMAS L. Geo. ADHD. 1998. Curarsi con la pet therapy. Xenia. che il cane diventa un veicolo privilegiato che consente all’uomo di fare un’esperienza ricca. trascurando la sua intrinseca interdipendenza con la psiche e dimenticandosi dell'attenzione che dev'essere invece prestata alla «persona» nella sua globalità. pp. l'«efficienza» rendano il rapporto Sanità-Paziente un contratto per curare quella «macchina biologica» che è il nostro corpo. ROUSSELET BLANC V. disturbi psichiatrici. 1983.00 – FORMATO: 14. Roma. pp. 1993.. è mirato alla cura della «qualità di vita» del paziente ospedalizzato. con i post comatosi. con disturbi sensoriali (sordità e cecità). In quanto tale non è una panacea per tutte le patologie e deve essere applicata dopo attenta valutazione: essa non è universalmente efficace. 320 egli ultimi anni si sta assistendo a un interesse sempre più specifico verso l'applicazione clinica della psicologia in ambito ospedaliero. 2000. bioetica e procreazione medicalmente assistita). 1993. ecc. Ovviamente dietro ogni patologia c’è la persona. Franco Angeli. . pp. pp. disturbi d’ansia e d’umore. 102.. qualsiasi patologia psichica che possa portare al maltrattamento dell’animale e zoofobia. Animali terapia dell’anima. Pets as social facilitators. non vuol dire prendere un cane con sé o averlo semplicemente accanto. Animal companions and one-year survival of patients after discharge from a coronary care unit.. PAGEAT P. Convegno SITACA.. ginecologi. Il metodo Zara: un programma di riabilitazione psicoaffettiva. 1992. 1997.. Milano. professionisti con una specifica preparazione nel settore sono in grado di valutarne le possibilità e le modalità d’impiego. THOMAS S.. la burocrazia. 1985. disturbo ossessivo-compulsivo. 171. MESSENT P. Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche. 307-312. chirurghi ginecologi. 2000. Brescia. ecc. THOMAS S. Gli autori (psicologi. Milano. «Terapie assistite da animali e delfinoterapia: metodologie e esperienze». 1984. oggi altamente e solamente medicalizzata. Altri elementi da tenere in forte considerazione sono la presenza di allergie al pelo degli animali o assenza di interesse per l’animale. 33.. protocolli di supporto chirurgico. ossia non è adatta a tutti gli individui e solo esperti e Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizion informadilibri NOVITÀ GENNAIO–APRILE Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Edizioni Magi Forma mentis DARIO CASADEI – PIER LUIGI RIGHETTI (a cura di) L’INTERVENTO PSICOLOGICO IN GINECOLOGIA FORMA MENTIS – ISBN: 978-88-7487-212-1 C 23.. WILSON C.. «La rosa blu» – ANFFAS. Essa è una disciplina vera e propria. senza tralasciare alcun aspetto specifico dell'area ginecologica (il lavoro in corsia. 1425-1429. genn. 387-393.. con disturbi di personalità. «Nursing Research».5X21 – PAGG. LYNCH J.. 125-129. psicoterapeuti. pp.. Nel volume vengono esaminati i protocolli già sperimentati (e già applicati in alcune strutture ospedaliere) e il ruolo che la psicologia può avere in area ginecologica. «Journal of the American Veterinary Medical Association». Milano. Review of international conference on the human companion animal bond held at Philadelphia.. DEL NEGRO E. Pet Therapy: psicoterapia con l’aiuto di amici del mondo animale. disturbi psicotici. 1982. 2000. Pet Therapy. R. oligofrenia grave. a una dimensione «umana e personale». aspetti di sessuologia..-febbr. padroni si diventa..APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 81 psichici. GIUSEPPINI M. 95. KATCHER A. Nuova Pratiche Editrice. per quanto piacevole possa essere la sua compagnia. LYNCH J... È importante però tener conto che possono esistere controindicazioni al suo impiego in particolare con patologie quali ipocondria. al di là dell'intervento di tipo diagnostico e terapeutico. disturbi dell’adattamento.. FRIEDMANN E. «Journal of Nervous and Mental Disease». pp. Milano. Companion animals and the elderly: A state-ofthe-art summary.

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La grande innovazione è costituita dunque dalla scoperta che «in realtà sono le emozioni. Per secoli abbiamo ritenuto che intelletto ed emozione rappresentassero due parti diverse della mente. personalmente. cui a me. tali esperienze non sono cognitive. 3-4). N egli ultimi tempi. «Le origini emotive dell’intelligenza»* CHIARA LUKACS ARROYO Psicologa * in S. A questo proposito Greenspan muove una critica che è interessante riportare per intero: «Sono cinquant’anni che gli esperti chiedono a bambini di stare bravi in braccio alla mamma. un’interazione sensibile costruita sui dettagli.A. I risultati emersi da ricerche sullo sviluppo infantile mettono in luce le lacune della teoria tradizionale. necessaria a dominare passione e sentimento. che ha ipotizzato il modello di acquisizione delle strutture grammaticali. ma essenzialmente emotive. e si pone un interrogativo: «Una bambina di un anno che lancia tutto attorno. Tale concezione della mente. «la nostra cultura ha investito a lungo e in misura incommensurabile. una nuova teoria si è aperta nel campo dell’autismo. 3). 1998). a determinare l’architettura della mente» (ibidem). The Growth of the Mind. hanno insospettate origini comuni» (Greenspan. però. e non la stimolazione cognitiva. di raggruppare dei cartoncini in base alla forma o di tro- .APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 84 L’importanza delle emozioni nello sviluppo della mente Stanley Greenspan. ci si riferisce dunque a un’emotività fatta di scambio sottile. B. per riprendere le parole di Greenspan esse «consistono in sottili scambi emotivi» (ibidem). A causa di questa dicotomia. Piaget afferma che l’affetto non è la causa della strutturalizzazione progressiva che segna la crescita cognitiva. secondo cui l’intelletto sarebbe una facoltà superiore. Mondadori. (Associazione Italiana per l’Assistenza ai Bambini Autistici). Gli specialisti hanno a lungo sostenuto che. ha un deficit intellettuale significativo? Non riuscendo a convincerla nemmeno a cercare una pallina nascosta sotto un bicchiere rovesciato. trattano la nascita delle abilità cognitive separatamente rispetto allo sviluppo delle emozioni. 1997 (L’intelligenza del cuore. «si è visto che ciascuno stadio richiede una serie di esperienze fondamentali e specifiche» (ibidem. al punto di improntare di sé alcune delle nostre istituzioni e opinioni fondamentali» (ibidem. Pur riconoscendo che affetto e intelligenza interagiscano e si influenzino. nell’idea che ragione ed emozione siano separate e inconciliabili e che in una società civile debba prevalere la razionalità» (ibidem). Lieff Benderly. Partendo dall’analisi dell’«architettura emotiva della mente» e dei suoi livelli più profondi. 1997. la moralità e il senso di sé. che ha descritto gli stadi percorsi dal bambino per imparare a pensare. apportando notevoli cambiamenti nel modo di pensare e di vivere questo disturbo: «Abbiamo scoperto che le capacità più elevate della mente umana.I. infatti. seppure abbiano apportato importanti contributi alla comprensione delle strategie usate dai bambini per apprendere. Sono cinquant’anni che gli esperti suddividono quelli che non riescono a capire e ad esaudire le loro misteriose richieste in varie categorie di deficit mentale dai nomi più o meno astrusi. «ha influito profondamente sul pensiero occidentale.B. come l’intelligenza. piace pensare come a una sorta di molecolarità dell’interazione. di prestare attenzione e svolgere determinati esercizi in modo da far capire agli adulti quanto sono intelligenti. Analizzando i primi stadi dello sviluppo della mente. 4). in una visione polarizzata della mente che non è stata ancora superata. grazie alla ricerca di Stanley Greenspan e ad altre recenti ricerche sui processi che costruiscono lo sviluppo della mente. e come Noam Chomsky. Greenspan muove una critica al modo di trattare i bambini e di catalogare i loro comportamenti come ritardi cognitivi da parte di molti psicologi. dal punto di vista intellettuale e istituzionale. Da queste premesse sono stati costruiti metodi di osservazione e interventi nell’ambito della psicologia dello sviluppo e dell’educazione. Contrariamente all’idea cognitivista dello sviluppo. Xavier Barrett. Questo articolo nasce dell’esperienza di tirocinio presso l’associazione A. e che non balbetta ancora come quasi tutti i coetanei. p. assegnando un punteggio preciso alla capacità di infilare perni negli appositi fori. pp. Milano. p. p. Greenspan. in collaborazione con il dott. via Desiderio da Settignano – 50135 Settignano (Firenze). lo psicologo conclude che effettivamente è molto probabile che la bambina abbia un ritardo cognitivo» (ibidem).A. i filosofi hanno posto il lato razionale della mente al di sopra di quello emotivo. Gli psicologi moderni come Jean Piaget. Greenspan si chiede: «Ma si tratta davvero di premesse fondate?» (ibidem). Greenspan osserva come «l’importanza delle esperienze emotive che sono alla base dello sviluppo mentale è sempre più spesso sottovalutata in tutti gli aspetti della vita quotidiana» (ibidem). cibo e giocattoli. Egli sostiene inoltre che il primato dell’aspetto cognitivo su quello emotivo ha le sue origini nella filosofia degli antichi greci: «Fin dai tempi della Grecia antica. considerandoli separati l’uno dall’altro» (ibidem. 3).

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA E IPNOSI CLINICA PER MEDICI E PSICOLOGI Abilitato D.it. Egli sottolinea come Freud. p.M. ha rivelato l’esistenza di complessi meccanismi emotivi che influiscono profondamente sul comportamento» (ibidem). Tuttavia Greenspan insiste nell’evidenziare le resistenze della società moderna nell’adottare questa nuova visione dello sviluppo mentale: «Le conclusioni sul ruolo delle emozioni nell’apprendimento del pensiero tratte dall’osservazione di bambini [in età scolare] contrastano apertamente con l’interpretazione tradizionale dello sviluppo mentale. e. vissute attraverso l’eccitante reciprocità con la madre e non rappresentate da capacità isolate come quella di inserire un perno in un foro o di trovare una pallina» (ibidem).P. bensì potenti forze che possono costituire una minaccia per la razionalità. Si è iniziato a parlare con i figli di sensazioni e sentimenti: «Negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta. la terapia sistemica e familiare. 4-5). . Le loro idee si sono riflesse nell’educazione dei bambini. Greenspan parte dai risultati di ricerche ed esperienze cliniche recenti per dimostrare che questo tipo di valutazione si basa su premesse completamente sbagliate. Riccardo Arone di Bertolino S. descrivendo il modo in cui i bambini imparano a pensare. una varietà di comportamenti ed emozioni significative sembrano attraversare il bambino: prendendo come esempio una bambina di dodici mesi. Via Porrettana 466. A tal proposito Greenspan riconosce l’innovazione del pensiero freudiano: «Freud. si può continuare la propria attività professionale. Kohut hanno individuato altri diversi ruoli positivi e negativi delle emozioni. . La sede delle lezioni è a Bologna. ora l’altra» (ibidem. Si possono acquisire diverse Specializzazioni. la terapia delle Gestalt. Dalle sue scoperte sono sorti in ambito psicologico nuovi movimenti e visioni del rapporto tra razionalità ed emotività. Le ore di corso annuali 500. La Scuola fornisce una preparazione professionale formativa e culturale completa sulle principali teorie e sulle più efficaci prassi psicoterapeutiche. la psicoterapia paradossale. mettendo le teorie freudiane talmente in ombra che due recenti studi della scienza comportamentale e delle ricerche neurologiche sull’importanza delle emozioni sono stati accolti dai lettori americani come grandi novità. si possano misurare con altrettanta precisione l’intelligenza e il grado di competenza raggiunto dai bambini» (ibidem.I. il ruolo degli affetti e delle emozioni. Informazioni e iscrizioni: S.573046 Fax 051. in cui sono comprese tutte le attività didattiche e formative obbligatorie. quelle del Mental Research Institute di Palo Alto.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 85 vare una pallina nascosta sotto un bicchiere. Se un approccio diverso è bastato a mettere in evidenza le potenzialità linguistiche della bambina. seppure entrambi mantengano per certi aspetti la dicotomia tradizionale tra sensazioni e conoscenza. Infatti quando un altro esperto esamina una bambina adottando un approccio diverso. Durante la frequenza di un Corso di Specializzazione non è necessario acquisire crediti ECM. p. Casalecchio di Reno (BO) Tel 051. ma non contemporaneamente. Egli propone un nuovo modo per valutare un bambino.M. curiosa. 5).Società Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi.I. alcune dinamiche. pp. nelle sue teorie sulla conoscenza. 30/05/2002 e 17/3/2003 Ogni anno accademico del corso quadriennale inizia a settembre e si conclude a giugno. Questo apre la strada a una nuova visione della mente secondo cui «la chiave dell’intelligenza e dello sviluppo mentale sta nelle prime relazioni e nelle prime esperienze emotive. studia con interesse la superfice ruvida di una palla di gomma. cerca di tirare per il naso la madre» (ibidem. Per iscriversi alla Scuola è necessario un colloquio di ammissione. La Scuola tiene anche un Master quadriennale in Psicoterapia ed Ipnosi per la formazione continua di medici e psicologi. di cui 350 didattiche (parte generale e speciale). Il costo per anno di corso è di 4. lo psicologo si convince che nel complesso il suo sviluppo cognitivo rientri nella norma: «A un esame più approfondito la bambina si è rivelata piena di energie e si è lanciata in balbettii più variegati» (ibidem). clinicamente comprovate. per questo tipo di Specializzazione. che separa emozione e ragione privilegiando ora l’una. fra le altre. collaboratore scientifico del «New York Times» e al suo uso Società Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi Presidente: Dr. 7).000 euro. della Programmazione Neurolinguistica.M. incoraggiandola a prendere parte agli scambi scherzosi. e dunque le origini di questa dicotomia. Con la scoperta dei farmaci nel trattamento delle malattie mentali. Appena è stato cambiato approccio. Kant. invece. Thomkins. abbia dimostrato che i desideri inconsci non sono inferiori all’intelletto. la psicoterapia cognitivo-comportamentale. A questo proposito egli riconduce al pensiero di Kant. «considerato il padre della filosofia e della psicologia moderna» (ibidem). p. A questo proposito l’importanza dell’esperienza emotiva trova conferma in due opere: facciamo riferimento all’opera di Daniel Goleman. «è chiaro che i test e i principi in base ai quali la bambina era stata dichiarata ritardata hanno dei gravi limiti» (ibidem). l’interesse clinico si è orientato nel campo psicofarmacologico. I particolari contenuti scientifici e operativi sono un’evoluzione dell’opera di Milton H. Erickson e di Franco Granone. 100 di tirocinio (in diverse sedi in Italia) e 50 di supervisioni e formazione personale. non ha mai preso in considerazione fino in fondo.932309 E-mail inedita@tin. versabile in due rate. «la osserva giocare da sola e gli sembra attiva.P.I. Il Corso si svolge nei fine settimana per un totale di 12 week end (sabato e domenica) e di due stages di 9 giorni l’uno (settembre e marzo-aprile). intraprendente: sta a sentire il rumore delle macchinine che si scontrano. Tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Settanta pionieri come Hartmann. Si riallacciano quindi alle più avanzate correnti della psicologia e della psicoterapia quali. nel sistema scolastico americano è stato riconosciuto l’aspetto emotivo del comportamento» e in molte scuole si è parlato liberamente di relazioni e sentimenti (ibidem. come anche Piaget e altri teorici cognitivi.I. la formulazione degli interrogativi su cui da allora vertono gli studi cognitivi. partendo dall’opera di filosofi come Schopenhauer. all’inizio di ogni semestre. 8).

prima di fare un film. trova conferma nel fatto che l’area del cervello preposta alla regola- IL FANTASTICO MONDO DEI SOGNI Capire e interpretare la vita onirica abina Rellini. suggerisce anche utili spunti di riflessione relativi ad aspetti emozionali e cognitivi. L’importanza dell’esperienza emotiva. quali intelligenza. dove risiedono le facoltà che regolano le emozioni. 252 a 12. alla pianificazione motoria alla capacità di valutare l’ambiente. appende alla porta della camera da letto il cartello: “Lo scrittore sta lavorando”. il cinema e la vita quotidiana.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 86 del termine «intelligenza emotiva» per richiamare l’attenzione sui trascurati aspetti positivi delle emozioni nello sviluppo. un conflitto o un momento di crisi. Nel campo della neurologia facciamo riferimento alle ricerche di Antonio Damasio. Il poeta Saint-Pol-Roux. lo sogno”. fra cui le ricerche in campo neurologico. già descritti da Freud e altri. Seppure dunque queste opere ridestano l’interesse per il ruolo delle emozioni nello sviluppo.www. Capire e interpretare la vita onirica. che hanno portato alla scoperta che lesioni della corteccia prefrontale. «compresa la capacità di interpretarle. p. Edup. Io. Il regista Lelouch afferma: “I sogni sono elementi determinanti della nostra vita. L’autrice si inoltra in quelle aree dove il sogno si integra con la scienza. storica e antropologica. Il suo libro esplora il misterioso mondo del sogno in chiave psicologica. prima di addormentarsi. psicologa e psicoterapeuta. di viverle con empatia» (ibidem). pp.it . Agevole per com’è strutturato. e la seconda dimostrando che certe lesioni cerebrali possono influire sulle emozioni senza influenzare altri aspetti critici dei processi cognitivi. a individuare e superare un problema. Lucio Dalla sostiene: “Bisogna imparare a sognare per essere liberi”. Il fantastico mondo dei sogni. da cui si è scoperto che le primissime esperienze di vita influiscono sulla struttura stessa del cervello. o se l’esperienza emotiva non sia indispensabile per acquisire capacità cognitive tradizionali» (ibidem). A favore del legame tra sfera affettiva e intellettiva depongono varie fonti. in particolare ai fini delle funzioni intellettuali e sociali superiori. la musica. fino a tempi recenti. Il testo scorre limpido e spedito. L’esperienza onirica. possono portare punteggi relativamente normali nei test di intelligenza e tuttavia compromettere gravemente le capacità connesse al giudizio. Tutti sognano senza distinzione di sesso o di età. p. la pittura. consente di mettere in gioco se stessi e di confrontarsi con la propria realtà psicologica. «L’eterna dicotomia tra emozioni e intelligenza perdura perché. di rispondere ad esse e. puntando un fascio di luce su zone profonde oscure e inesplorate. Questa inesauribile risorsa della vita inconscia. Moltissime funzioni. le illustrazioni e il glossario finale ne completano il lavoro denso di elementi che punteggiano un ampio e originale giro di compasso. Roma. si è trascurato il modo in cui esse interagiscono nelle prime fasi dell’evoluzione della mente. coscienza e moralità hanno tutte radici comuni nelle primissime esperienze emotive: «Per quanto possa sembrare strano. A questo proposito è noto da tempo che l’esperienza può far sì che le cellule cerebrali vengano impiegate per determinati scopi: «Negli studi di imaging del cervello è stato osservato che chi suona uno strumento musicale ha un maggior numero di collegamenti neurali a livello corticale in corrispondenza delle dita usate più spesso» (ibidem.00 EDUP – Ufficio stampa Tel. le emozioni sono artefici di una vasta gamma di operazioni cognitive nel corso di tutta la vita e rendono possibile il pensiero creativo in ogni sua forma» (ibidem).it . 10). esse mantengono inalterata la dicotomia storica tra sfera cognitiva e sfera affettiva. Dagli studi di Greenspan sull’età evolutiva emerge che «il loro scopo principale è quello di creare. La mancanza o l’alterazione delle esperienze necessarie può portare varie carenze che influiscono sulla struttura cerebrale durante il resto dell’infanzia e nell’età adulta. L’artista William Blake trae indicazioni da alcuni suoi sogni per una nuova tecnica di incisione. nelle relazioni. Sabina Rellini. 2005. dunque. 9). la letteratura. la prima privilegiando l’aspetto emotivo.edup. tratta da anni il tema del sogno e ne indaga l’essenza in termini interdisciplinari. 0669204361 – Fax 066780702 ufficiostampa@edup. senza chiedersi per esempio se […] le emozioni non svolgano anche un ruolo specifico e importantissimo nello sviluppo dell’intelligenza. In sostanza il suo pensiero è che queste capacità contano più che non il grado di intelligenza che si misura con i test del QI. il sogno è un S valido strumento che aiuta a scoprire le proprie potenzialità creative. organizzare e orchestrare molte delle funzioni fondamentali della mente» (ibidem). diventa fondamentale ai fini dell’autoconoscenza e dell’equilibrio psicofisico di ogni individuo. senza tralasciare la funzione terapeutica dell’esperienza onirica e l’utilità di ricordarla e analizzarla. Il chimico Kekulé esorta i suoi colleghi a sognare per “arrivare alla verità”. senso di sé. «Le ricerche neurologiche insomma avvalorano i risultati ottenuti da molti studiosi e psicoterapeuti sull’importanza delle emozioni anche per funzioni complesse della personalità come la prova di realtà e il giudizio» (ibidem. ma in modi differenti. In quanto riflette la personalità del suo autore. il libro può essere letto in modo sequenziale o soffermandosi a soddisfare una curiosità sui simbolismi onirici.

incominciando con semplici gesti ed espressioni del viso. e l’assenza di esperienze emotive critiche causa l’insorgenza dei sintomi autistici. di cui abbiamo parlato sopra: «Un programma di stimolazione emotiva che incominci nel momento in cui il bambino sfugge i sorrisi e gli approcci dei genitori e che sfrutti il ruolo dell’emozione nella normale evoluzione mentale sembra dare risultati migliori dal punto di vista degli schemi intellettuali ed emotivi rispetto alle strategie di stimolazione cognitiva diretta» (ibidem. Osservando l’effetto di esperienze emotive diverse sull’intelligenza. ma su queste basi ha già influenzato i metodi usati per valutare neonati e bambini: «Nel numero di giugno 1994 di “Zero to Three”. Un terzo ordine di conferme riguardo al rapporto tra intelletto ed emozione viene dal lavoro svolto con famiglie «a rischio multiplo». ovvero nel periodo in cui i bambini partecipano a un maggior numero di interazioni reciproche e aumentano le capacità intellettive. 16). e molti di quei bambini. il grado di mancata evoluzione delle capacità cognitive e sociali dei bambini dipende dalla misura in cui la famiglia non ha saputo rispondere ai loro bisogni emotivi nei vari stadi dello sviluppo. In queste famiglie. p. pubblicato dal National Center for Infants. con il senso del sé. afflitte da molteplici fattori di rischio.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 87 zione emotiva (la corteccia prefrontale) presenta un’attività metabolica più intensa tra i sei e i dodici mesi di vita. Greenspan e collaboratori hanno osservato come essi tentino soprattutto di insegnare loro a parlare o di far acquisire capacità cognitive o strategie comportamentali. p. fra cui alcuni con sintomi di autismo. Toddlers. mentre si aveva l’impressione che in essi si celasse un enorme potenziale creativo. entrato nel programma a diciotto mesi. sono diventati intelligenti ed emotivamente sani. Risultati molto diversi si sono ottenuti con programmi come quello che ha rivelato le vere capacità della bambina di un anno. Greenspan e collaboratori hanno trovato il modo di modificare e aggirare alcuni dei limiti fisiologici. non costituiscono le basi del vero apprendimento: «Tali capacità motorio-percettive e altri strumenti del sistema nervoso sono degni di nota. la flessibilità nel risolvere i problemi e l’apertura emotiva che sono naturali alla loro età» (ibidem. Questi bambini esprimevano pensieri meccanici e stereotipati. e non la capacità di infilare perni nel foro giusto o di trovare palline nascoste» (ibidem). Un altro ambito di ricerca è rappresentato anche dal lavoro con bambini il cui sviluppo procede in maniera relativamente normale e osservando gli stadi che attraversano mano a mano che emergono le capacità cognitive e sociali. Su queste basi è emersa una nuova interpretazione di come si sviluppa la mente nei primi mesi di vita. In questo modo Greenspan e collaboratori hanno scoperto di che cosa hanno bisogno questi bambini nelle varie fasi osservando gli effetti della sua mancanza. che integra l’esperienza di intimità emotiva del bambino con l’evoluzione delle capacità intellettuali e. ma non costituiscono di per sé una forma di ragionamento» (ibidem. «ma anche quando essi imparano a costruire delle frasi. nel primo anno di vita si era mostrato chiuso . non hanno la spontaneità gioiosa. che vengono utilizzate come indici della presenza o meno di specifiche capacità nel bambino. Il primo è rappresentato dal lavoro con i suoi collaboratori su bambini con gravi problemi di tipo biologico. è stato possibile dimostrare che. 12). Questo genere di ricerche porta a chiedersi quali siano le esperienze precoci più utili per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. In generale negli anni formativi si ha una delicata interazione tra predisposizione genetica ed esperienza ambientale. Prendiamo il caso di Tony. assicurando le esperienze necessarie ai neonati a rischio e alle loro famiglie. incoraggiandoli a stabilire scambi emotivi con una figura di accudimento. Il modo migliore per comprendere l’influenza delle emozioni sullo sviluppo cognitivo è osservare il modo in cui i bambini autistici imparano a pensare e a comunicare. p. 15). adatti alle loro esigenze evolutive specifiche» (ibidem). nell’adolescenza e nella vita adulta» (ibidem). l’entusiasmo. Da queste osservazioni appare evidente che certi tipi di educazione emotiva portano alla salute psichica e che l’esperienza affettiva svolge un ruolo primario in molti aspetti dello sviluppo cognitivo. Greenspan e collaboratori hanno cominciato a capire l’importanza della loro influenza anche sull’evoluzione intellettuale e sociale. Con questo approccio è stato possibile aiutare un buon numero di bambini a superare problemi specifici. Partendo dall’ipotesi che in questi soggetti i problemi fisiologici ostacolano le esperienze emotive necessarie allo sviluppo mentale. ad allacciarsi le scarpe o a battere su un tamburo. Queste conclusioni trovano conferma nelle ricerche condotte da Greenspan in tre ambiti diversi. rendendo possibili le esperienze emotive indispensabili. si ottengono risultati positivi: «Le nuove capacità adattive spesso persistono nel resto dell’infanzia. 11). L’idea che l’emozione partecipi in maniera attiva e fondamentale alla formazione dell’intelletto è nuova e per molti sorprendente. and Families. sosteniamo che il principale metro per misurare la competenza evolutiva e intellettuale dei bambini debbano essere gli scambi emotivi con le figure di accudimento. per la quale la madre temeva un ritardo dello sviluppo. Dal lavoro condotto su questi bambini è stato possibile rendersi conto di quanto i programmi terapeutici tradizionali ad essi rivolti siano in realtà inadatti allo scopo di offrire loro un’esperienza emotiva: osservando questi bambini in programmi intensivi che andavano dalle venti alle quaranta ore alla settimana. Varie attività precoci. in definitiva. p. Dagli esperimenti condotti insieme a Stephen Porges della University of Maryland risulta che alcune aree del cervello e del sistema nervoso che controllano la regolazione emotiva svolgono una funzione cruciale nei processi cognitivi: «In uno studio mirato abbiamo riscontrato che i valori di tale funzione di regolazione emotiva misurati a otto mesi sono correlati con il punteggio ottenuto nei test del QI svolti a quattro anni di età» (ibidem. Attraverso studi su interventi precoci. «ma non tutte le esperienze sono uguali: pare infatti che i bambini abbiano bisogno di particolari tipi di interazioni emotive. Inoltre l’esperienza può stimolare modificazioni ormonali: sembra per esempio che un contatto fisico rassicurante induca il rilascio di ormoni della crescita e che ormoni come l’ossitocina facilitino processi emotivi quali affiliazione e intimità. crescendo.

APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE
88 in se stesso e indifferente ai sorrisi e alle manifestazioni di affetto che gli venivano rivolti. Arrivato a diciotto mesi senza aver incominciato a parlare, era circa un anno indietro rispetto alla media: «In effetti Tony non cercava praticamente mai di comunicare e i genitori erano molto preoccupati» (ibidem). Angosciati dallo spettro dell’autismo, i genitori lo portarono in un centro medico rinomato, dove un esperto di sviluppo infantile diagnosticò un disturbo grave e pervasivo dello sviluppo, ovvero, in parole povere, l’autismo: «La prognosi lasciava intendere che nell’arco di tre anni […] si sarebbe trovato prigioniero in un regno inaccessibile e solitario, fatto di azioni stereotipate e ripetitive, di ritardo mentale e di quasi totale esclusione dai rapporti umani» (ibidem, p. 17). Nonostante il mondo delle amicizie, dell’apprendimento e la speranza di un futuro sembrassero a lui preclusi, dopo tre anni e mezzo di terapia incentrata sulle interazioni affettive, Tony, che a quel punto aveva cinque anni, era completamente cambiato: «Giocava con gli amici, impegnava i genitori e i maestri in discussioni animate, contestava con decisione l’ora di andare a letto e aveva un numero infinito di domande e risposte sul perché il mondo è fatto e come è fatto» (ibidem). In una registrazione fatta per documentare i progressi compiuti dai diciotto mesi in poi, Tony dice di volere «quel gioco là che ha Steven»; alla domanda «Perché lo vuoi?» risponde «Perché è divertente»; quando gli viene chiesto se Steven avrebbe ceduto volentieri quel giocattolo, rispondeva con una risata e un sorriso sempre più grande: «No. Si arrabbierebbe» (ibidem). Successivamente Tony ha dimostrato di essere in grado di formulare pensieri astratti e di percepire sfumature di comportamento: al padre, che cercava di convincerlo di essere simpatico a un altro bambino, ha detto: «Lo so che è gentile, ma non vuol dire che ha voglia di stare con me» (ibidem). Oggi Tony ha dieci anni e, per quanto ancora poco coordinato dal punto di vista fisico, le sue capacità mentali continuano ad aumentare: «Ai test di valutazione del QI le sue capacità verbali e cognitive risultano molto superiori alle aspettative per la sua età» (ibidem). Molti bambini autistici, come Tony, entrati nel programma di Greenspan, hanno fatto progressi, dimostrando vera creatività ed empatia, e superando varie fasi dello sviluppo. Con l’aiuto degli psicologi del centro questi bambini imparano a stabilire relazioni con gli altri, collegando prima gesti e sentimenti e poi parole e sentimenti. Infatti, dal lavoro con questi bambini si è scoperto che alla base dell’intelligenza c’è il collegamento fra un sentimento o un desiderio e un’azione, mentre alla base del disturbo autistico c’è proprio la difficoltà a stabilire questo tipo di collegamento: «Quando un gesto o un’espressione verbale si riferisce in qualche modo ai suoi sentimenti o desideri – anche semplici come quello di uscire o di ricevere una palla – il bambino impara a usarlo in maniera appropriata ed efficace» (ibidem, p. 18). A questo scopo «nella terapia utilizziamo pertanto le intenzioni e i sentimenti spontanei come base dell’apprendimento individuale» (ibidem). Con una bambina di due anni che non parlava, ma passava ore a guardare nel vuoto e a fregare con la mano sempre lo stesso punto del tappeto, è stato usato proprio questo gesto ripetitivo per aprire una comunicazione: «In quella ripetizione anormale vedemmo non soltanto un sintomo di autismo, ma anche un segno di interesse e motivazione e pensammo che quei pochi centimetri quadrati di pavimento potessero aprire uno spiraglio e rendere possibile un legame emotivo e, in seguito, l’apprendimento» (ibidem). Proponendo alla madre di mettere la mano vicino a quella della figlia, sul punto preferito del tappeto, dopo ripetuti tentativi della bambina di scostare la mano della madre, al terzo giorno questa interazione era divenuta il punto di partenza di un legame emotivo: «La bambina incominciò a sorridere quando spingeva via la mano della madre» (ibidem, p. 19). Dall’allontanare la mano al cercarla e all’offrire sorrisi per richiamarla, la bambina progredì fino a usare i gesti in un dialogo non verbale; in seguito incominciò a emettere suoni propri imitando la madre che nitriva come un cavallo quando le si gettava tra le braccia. Con l’aiuto del terapeuta, si allargava lo zoo immaginario e diventava più ricco e complesso lo scambio emotivo: «via via madre e figlia si finsero cavalli che nitrivano, mucche che muggivano e cani che abbaiavano» (ibidem). Dal gioco simbolico passarono al pensiero e alle parole: «Oggi, a sette anni, la bambina prova emozioni adatte alla sua età, ha degli amici e una fantasia vivace […] Abbiamo lavorato con un gran numero di bambini autistici e molti di essi hanno fatto progressi analoghi. Passando in rassegna oltre duecento casi di piccoli sospetti autistici sottoposti a questo genere di terapia, abbiamo scoperto che tra il 58 e il 73 per cento del campione era diventato affettuoso e comunicativo» (ibidem). In questo modo viene aperta la via chiusa delle emozioni, perché essi si incamminino verso un mondo nuovo, luogo di significato, dove la solitudine e il vuoto delle relazioni congelate, lasciano intravedere una nuova vita. E li vediamo volare su questi fiori, affamati di nettare come le api, li vediamo gioire e creare come nessun altro bambino è capace di fare. Esemplare a tal proposito è l’illustrazione che l’edizione Mondadori sceglie come copertina dello scritto di Greenspan «L’intelligenza del cuore»: il disegno di David Tillinghast raffigura un grande cuore rosso con una scala che sale fino in cima ad esso; un uomo, a braccia aperte, è già sopra il cuore, mentre un altro uomo, in basso, ha appena iniziato a salire. È evidente che il disegno sta a significare la conquista di qualcosa, la scalata del cuore, nel senso di un recupero della propria profondità e sensibilità; senza vergogna, ma con il coraggio di chi lotta, non per la vita biologica, ma per una vita libera. La scalata del cuore come meta finale non solo dei bambini autistici, ma di ogni essere umano, noi compresi. A questo punto mi viene in mente un articolo scritto per il giornale da Silvia Vegetti Finzi, in cui essa parlava in generale del termine di una terapia condotta con successo. L’articolo comunicava più o meno questo: guarire un paziente è restituire la gioia di vivere, e riuscire a fare questo significa restituire dignità e rispetto alla vita umana, recuperando un po’ di umanità per se stessi in un mondo che troppo spesso soccombe al degrado che porta con sé l’annullamento del rispetto e dell’umanità, forze e valori vitali che ciascuno di noi è chiamato a preservare. ♦

APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE
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«Diversamente = diversa... mente»
MARIA RITA ESPOSITO
Pedagogista, Consulente pedagogico, Esperta Tutela dei Minori, Docente sezione ospedaliera nella Scuola dell’Infanzia Pozzuoli (NA)

INTRODUZIONE
a Scuola Secondaria di 1° grado1 rinnova il proposito di promuovere i processi formativi in quanto si preoccupa di adoperare il sapere (le conoscenze) e il fare (abilità) che è tenuta a insegnare come occasioni per sviluppare armonicamente la personalità degli allievi in tutte le direzioni (etiche, religiose, sociali, intellettuali, affettive, operative, creative, ecc…) e per consentire loro di agire in maniera matura e responsabile». Questa indicazione, tratta da Obiettivi generali del processo formativo2, traslata nella didattica dell’handicap, diventa responsabilità professionale per il docente specializzato di attuare piani individualizzati atti a promuovere il pieno sviluppo della personalità dell’allievo che si ha di fronte. Non più, ormai, l’insegnante di sostegno che mira a operare intorno a un percorso unico annuale per quel ragazzo3, ma un piano di lavoro che diventa, in termini di finalità, obiettivi e modalità attuative, progetto per/di il gruppo-classe.

«

L

I PIANI EDUCATIVI INDIVIDUALIZZATI: DALL’AMBIENTE ALL’APPRENDIMENTO
Il piano individualizzato, pertanto, deve tenere presente una premessa metodologica fondamentale, che, fra l’altro, andrebbe presa in esame da ogni team di docenti di base: partire dalla consapevolezza che, per favorire la spinta motivazionale all’apprendimento e per promuovere momenti significativi di crescita culturale, è importante creare un ambiente accogliente e sereno, che divenga quindi spazio di eccellenza. Ogni PEI va caratterizzato, nel primo periodo dell’anno scolastico4, da una serie di obiettivi che, ponendosi come prioritari e propedeutici a quelli più specificamente relativi agli apprendimenti, alle conoscenze e alle competenze disciplinari, faccia leva sull’importanza della relazione, della convivenza democratica e dell’interazione espressione/comunicazione. Promuovere un clima relazionale positivo significa dare valore al rispetto e all’empatia come elementi-cardine dell’interazione, sviluppando pertanto nel gruppo, in modo graduale e formativo, atteggiamenti chiari, leali e tendenti al bene comune. In questo giocano un ruolo fondamentale i messaggi, lanciati dal docente, ma anche quelli che si strutturano nella relazione di gruppo: comportamenti direttivi, ordini, rimproveri, scherno modificano il comportamento dell’alunno. Critiche, giudizi, rappresentazioni stereotipate danno significativi effetti alla relazione personale nonché all’idea che lo studente ha di sé e del gruppo. Messaggi, diretti e indiretti, quali quelli dell’esagerare col sarcasmo, con l’ironia, con il pietismo, spesso proprio verso sog-

getti con abilità diverse, tendono col tempo a divenire segnali di rifiuto, di ambiguità, incidendo non poco sull’espressività, sulla spontaneità di chi li vive. L’uso pertanto di strategie metodologiche che operano intorno a gruppi di lavoro diviene un percorso costante nella vita scolastica della classe: questo obiettivo va realizzato attraverso percorsi metodologici ad hoc, atti cioè a utilizzare strategie non classiche (quali la lezione frontale, il compito individuale) o almeno non solo quelle. Ne è un esempio il Focus group: si tratta di una forma di intervista di gruppo, come la definisce Kitzinger, o di una discussione attentamente pianificata, come dice Krueger, che si basa sulla comunicazione fra i partecipanti al fine di esplorare, chiarire, ricercare opinioni di interesse comune. La discussione verte di solito intorno a un argomento comune e prestabilito dal moderatore: il modo in cui l’argomento viene trattato dipende dalle caratteristiche dei partecipanti, dal livello di strutturazione della griglia di domande, dallo scopo che la ricerca e l’incontro si prefiggono, dall’abilità del moderatore. Attraverso queste e altre tecniche operative il docente deve, nel lavoro collegiale, favorire nel gruppo di studenti la consapevolezza a crescere con una comunicazione efficace, basata cioè su un approccio descrittivo/oggettivo e non valutativo soprattutto nei confronti e in relazione alle esperienze interpersonali con il compagno diversamente abile (vedi schemi). Questi aspetti della comunicazione rappresentano il punto di partenza di un progetto didattico rivolto al gruppo e all’allievo diversamente abile, e, pertanto, qualificano lo strumento operativo del docente stesso. Gli errori più frequenti in ambito educativo, relativi alla comunicazione e nella fattispecie alla relazione col ragazzo disabile, sono spesso proprio appannaggio di alcuni docenti che, poi, rappresentando un relatore/interlocutore per il gruppo-classe significativo, viene emulato nell’espressione di alcuni comportamenti. Danneggiare l’immagine personale che l’alunno va formandosi nella relazione col gruppo-classe (specie nel primo anno), sottostimare le sue potenzialità, minacciare provvedimenti autoritari, umiliare e ridicolizzare, personalizzare il posto in classe5, interrogare il gruppo informandosi sull’alunno in sua assenza, approvare in maniera smisurata, esprime nel docente che lo fa o nello studente una chiara trasmissione di messaggi che attiva inevitabilmente una determinata reazione cognitiva e comportamentale del ragazzo che si ha di fronte6. Questo fa ben comprendere che per il docente specializzato essere di sostegno significa in maniera complessa qualificarsi come sostegno alla relazione fra gli allievi e come sostegno alla didattica tutta: pertanto un piano individualizzato non può contenere definitivamente obiettivi a medio e lungo termine, mentre fissando finalità precise deve configurandosi come un processo dinamico ed evolutivo di:

APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE
90 – osservazione; – auto-osservazione; – relazione/comunicazione; – progettazione, attuazione, verifica/valutazione didattica. cati alle tipologie e alle competenze relative ai singoli deficit, quindi alle categorizzazioni, alle possibilità che sono date di avere competenze ancorate alla specifica definizione del deficit: spesso il docente e gli alunni stessi di classe elicitano un’attenzione alla vita dell’allievo diversamente abile in relazione alla sua patologia (prendiamo, per esempio, un ragazzo con sordità grave), tralasciando molte volte in modo inconsapevole la comprensione dei meccanismi di apprendimento o l’organizzazione delle percezioni (per esempio, di chi presenta problemi di udito). Può essere utile precisare che l’allievo diversamente abile, soprattutto ormai preadolescente, non è necessariamente in situazione di handicap all’interno della classe, poiché la presenza di un deficit (a questa età e se nel percorso pregresso di tipo scolastico si è operato introno ai concetti di recupero, potenzialità delle capacità e prevenzione) non può pregiudicare l’adeguato inserimento e la partecipazione attiva alla vita sociale e didattica della classe. Si può parlare di situazione di handicap solo quando, in presenza di una patologia, è necessaria una mediazione esterna per socializzare, comunicare e apprendere. In questa prospettiva il ruolo del docente di sostegno acquista un ruolo mediatore che cambia e, che, in questo caso, si qualifica come mediatore tra allievo, classe, docenti altri e discipline: è a carico dell’insegnante di sostegno la programmazione e la gestione, in compresenza e in collegialità, del piano didattico individualizzato dell’alunno. Questo deve essere preso in seria considerazione dal team dei docenti, anche e soprattutto in relazione al fatto che in molte circostanze la copertura oraria da parte del docente specializzato, per ogni singolo allievo con bisogni speciali, venga garantita al minimo. Accanto a ciò si presenta, all’interno dello stesso gruppoclasse, la fisiologica condizione di allievi appartenenti a più fasce di livello di apprendimento, che rende pertanto complessa l’attivazione di percorsi didattici di carattere disciplinare. Ne consegue a volte che il docente disciplinare non riesce a integrare e a collegare le attività predisposte dal collega di sostegno a quelle dell’intera classe: questa prassi, che si rivela poco efficace, è in contraddizione con un concetto fondamentale della didattica speciale, quello cioè indicato dalla C.M. 184/1991 in cui è affermato il principio della contitolarità docente di sostegno/docente di base.

L’OSSERVAZIONE
È importante che il docente specializzato nella formazione e nell’esperienza della sua didattica tenda ad allontanarsi il più possibile dalle definizioni7 per esercitare invece un costante processo di astrazione da convinzioni prefissate, pregiudizi, credenze tendendo invece a un allenamento continuo, per sé e per il gruppo di studenti, alla flessibilità, alla costruzione di spazi e tempi didattici alternativi. Quando diciamo che un preadolescente è autistico ci aspettiamo che manifesti i comportamenti tipici dell’autismo, o per meglio capirci quelli ormai parte della nostra rappresentazione sociale del tipo «Rain Man», il personaggio interpretato da Dustin Hoffman. L’alunno potrebbe invece avere condotte pseudoautistiche, non gravi, e in maniera più o meno inconsapevole8 trovare questo ruolo difficile da modificare perché è proprio ciò che gli altri si aspettano da lui: la lettura delle diagnosi, spesso qualificate da una scarsità di informazioni, fa ben considerare al docente che senza un’accurata osservazione (sviluppata sui piani occasionale e sistematico) nei primi mesi dell’anno scolastico è davvero difficile comprendere quello che è meglio non fare. In altri termini il rischio è quello di rimanere molto attac-

LA DIDATTICA SPECIALE
All’interno della didattica speciale è estremamente difficile generalizzare strategie e approcci metodologici, che possano cioè risultare efficaci, efficienti e pertinenti in più situazioni (o anche in situazioni relative a uno stesso handicap), poiché il docente deve considerare in maniera consapevole e complessa l’unicità che contraddistingue ogni singola situazione di diversa abilità, che pertanto delinea percorsi flessibili, modificabili e sempre contestualizzabili. Questo deve qualificare un punto di partenza importante di fronte alla stesura di un piano di lavoro individualizzato che, partendo da un’osservazione tendente a elicitare tutti gli elementi di capacità e di abilità dell’allievo diversamente abile, si strutturi in una serie di unità didattiche che coadiuvino a breve, medio e lungo termine il raggiungimento di traguardi formativi ed educativi adeguati, seppur minimi9.

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Ciò implica quindi che tali cambiamenti sono espressione di nuovi bisogni formativi che riflettono pertanto le trasformazioni dei metodi di lavoro.00 . e quasi sempre è così che accade. Giovanni Ariano SEDE DIDATTICA: musical.concerti Convegni • «Dal manicomio alla riconquista della vita». a determinate finalità conseguibili e questo caratterizza anche l’ampiezza e l’arredo. Esso cioè va strutturato in relazione e in risposta a determinati disagi.

alla competenza. il disegnare e il modellare.40 – magieoltre@magiedizioni. di competizione. – dare sfogo a tensioni/conflittualità emotive. audioregistratori. 06. sensazioni. Non si riescono in questa sede a elencare le strategie innumerevoli di gioco. tante la relazione con l’arte terapeuta che crea il contesto relazionale adatto perché il paziente senta di potersi fidare e inizi il percorso espressivo. Questo percorso avviene in un luogo protetto dove l’arte terapeuta prepara i materiali e l’ambiente in modo da creare un clima di rilassamento e tranquillità. – svolgere un’azione catartica. opportunità e promozioni aspettano i titolari della card Magieoltre • Sconto del 20% su tutti i volumi delle Edizioni Magi • Promozioni e offerte speciali su tutte le pubblicazioni delle Edizioni Magi • Formazione e aggiornamento professionale • Informazioni su Congressi. pone obiettivi primari di: – rafforzare la struttura e i meccanismi adattivi dell’Io. Il gioco si rappresenta come strumento di apprendimento fondamentale dall’infanzia all’età adulta ed esso pertanto rappresenta un elemento motivazionale di primaria importanza per promuovere lo sforzo che porta alla conoscenza. – sviluppare la capacità di integrazione e relazione con gli altri. come la definisce Naumburg (1966). come precisa la professoressa Imperatore13. nell’interazione con l’operatore. PC. piuttosto che nelle parole.84. forme. video. si orienta sul riconoscimento che pensieri e sentimenti fondamentali di un soggetto sono derivati dall’inconscio e raggiungono la loro espressione nelle immagini.45 – fax 06.com . Convegni e Seminari Istituto di Ortofonologia Per ricevere la card è sufficiente acquistare un volume delle Edizioni Magi PER ORDINI E RICHIESTE DELLA CARD www. L’arte terapia è un intervento di aiuto e di sostegno alla persona a mediazione non verbale. che utilizza i materiali artistici e il processo creativo come sostituzione o integrazione della comunicazione verbale. che si esprimono come alternative didattiche al foglio e alla penna.85.24. ecc. L’intervento si svolge attraverso un momento attivo. emozioni – con il dipingere. in cui la persona è protagonista di quanto avviene: il paziente esprime contenuti personali – che possono essere ricordi. Un laboratorio funzionale alla prevenzione e al recupero dei disturbi specifici dell’apprendimento sarà supportato da strumenti quali lavagne. la foga nel terminare i programmi porti i docenti a dedicarvi sempre minor tempo.35.magiedizioni.24.78. al coinvolgimento e all’autodeterminazione. che non vanno comunque intese solo quali i giochi di regole. dell’orientamento spaziotemporale. della coordinazione formativi per la personalità: specchi.APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 92 rie di strumenti atti a promuovere un vissuto. nel passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola elementare. tabelloni murali. desideri. – far emergere e chiarire i contenuti interiori latenti. Kramer (1985) la definisce «formulazione della cosiddetta esperienza interiore». L’arte-terapia. In questo intervento è impor- Il gioco Esso potrebbe qualificare la metodologia per eccellenza nella scuola e con gli alunni diversamente abili: purtroppo spessissimo capita che.com tel. sogni. di socializzazione. angolo-relax. ma anche e soprattutto il gioco come modalità didattica e terapeutica per gli informazioni. una percezione e una rappresentazione del corpo. – aiutare a realizzare un migliore controllo degli impulsi. L’arte-terapia Essa.

esercitazioni sulle abilità strumentali di lettura. le strategie di valutazione e intervento di derivazione cognitivo-comportamentale. L’utilizzo delle tecnologie informatiche L’utilizzo del computer nella didattica sta assumendo un rilievo considerevole nella scuola italiana.ssa Rossana De Beni rivolta prevalentemente • LA DISLESSIA alle seguenti figure • QUESTIONARIO DI VERIFICA Prof. all’interno dei contesti lavorativi nei quali operano gruppi di azione.FAX 0966 22161 www. con la mediazione didattica del docente/moderatore. che sono quelli di indicare metodologie praticabili per favorire l’integrazione scolastica dei diversamente abili come obiettivo trasversale e costantemente presenti agli altri: – l’utilità di promuovere la conoscenza dei deficit e dell’handicap in classe. Per l’intero gruppo-classe e quindi anche per l’allievo con handicap l’uso dello strumento informatico in un laboratorio appositamente attrezzato può costituire. l’adattamento degli obiettivi individualizzati a quelli di classe e viceversa. Due strategie di lavoro di gruppo: il circle time. una lezione frontale): l’interazione con il computer permette di focalizzare l’attenzione per tempi prolungati su dei compiti e facilita la gestione di esercitazioni in maniera autonoma. il focus group È ormai abitudine interagire. interiorizzino e consapevolizzino che alcune particolarità comportamentali.scuolapsicologia. ma sono conseguenze inevitabili di un deficit. predispone positivamente a un lavoro che tende a favorire una riduzione delle resistenze e quindi una crescita del gruppo. l’educazione alla percezione degli stati mentali propri e altrui. Attraverso il focus group. responsabile scientifico della Scuola Superiore di Psicologia Applicata «G.1 Giugno 2007 31 Maggio – ore 15:30–19:50 • Introduzione: Dott. psicologa specialista in Valutazione Psicologica.ssa Rossana De Beni • PSICOMOTRICISTA • INSEGNANTI AUDITORIUM SCUOLA SUPERIORE DI PSICOLOGIA APPLICATA «G. Rispetto a un questionario il focus ha l’indubbio vantaggio. nel momento in cui viene stimolata nei ragazzi una conoscenza adeguata e una valorizzazione dei compagni tutti. i sistemi di insegnamento strutturato. SERGI» Riconoscimento giuridico D. Cesare Cornoldi professionali: • MEDICO CHIRURGO 8 crediti • I DISTURBI DELLA COMPRENSIONE • PSICOLOGO 8 crediti DELLA LETTURA • LOGOPEDISTA in attesa di accreditamento Prof. la facilitazione di varie forme di comunicazione. scrittura e calcolo). oltre che qualificarsi come elemento che motiva maggiormente gli studenti rispetto a una lezione classicamente organizzata (si veda. Questa analisi prende di conseguenza in considerazione due ulteriori aspetti di notevole significato operativo per i fini che persegue un piano di lavoro individualizzato. in cerchio appunto. e riguardano sia aspetti curriculari (per esempio. R. Già la strutturazione dello spazio. dando valore a ogni affermazione e accettando senza necessariamente condividere proposte e comunicazioni di ognuno. cogliere le dinamiche che emergono nello spazio/tempo dedicato all’attività. rilevare disagi e conflitti tra studenti. come le scarse relazioni sociali o alcuni atteggiamenti aggressivi (soprattutto su queste fa leva il gruppo in fase preadolescenziale) non sono dovuti ad aspetti/atteggiamenti che vanno pertanto scherniti. per migliorare l’offerta del team attraverso strategie come quelle del circle time (letteralmente: tempo del cerchio) e del focus group. Attraverso la prima strategia si favorisce la relazione fra tutti i componenti del gruppo. per il docente che ne abbia competenze acquisite.ssa Rossana De Beni (Università di Padova) 31 Maggio . negli spazi) di intervento.it . che diviene «terapia» preziosa per l’alunno diversamente abile. E se ciò in generale vale per ogni componente del gruppo-classe. la discussione può essere innanzitutto tradotta in un articolato giudizio che permette all’insegnante (al team di insegnanti) di capire meglio e rispondere adeguatamente alle esigenze dei ragazzi e quindi calibrare le proprie modalità (nei tempi. in quanto è necessario che i compagni capiscano. in misura all’età e alla conoscenza geneScuola superiore di psicologia applicata «G. quindi come strategia che sottenda significativamente ogni obiettivo educativo/formativo. – la possibilità di avvalersi delle nuove tecnologie informatiche. G.ssa Sofia Ciappina. SERGI» VIA F. sia la possibilità di gestire in maniera controllata progetti di recupero e programmi prettamente riabilitativi. 929 del 19/04/1983 Giornate di Studio su: I DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO Prof. attraverso un’educazione all’equazione «diversamente= diversa…mente». un’opportunità interessante. per esempio. n. Cesare Cornoldi . 0966 22136 . è più facile che si attivino azioni prosociali di aiuto e sostegno.PALMI (RC) TEL. Sergi» • METODI DI LAVORO CON BAMBINI CON DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO Prof. Le prospettive che si aprono per facilitare l’apprendimento dell’alunno in situazione di handicap sono notevoli. in modo da poter soddisfare il più efficacemente possibile i bisogni formativi degli allievi diversamente abili. Cesare Cornoldi • GLI ASPETTI METACOGNITIVI L’attività formativa è 1 Giugno ore 8:30-13:40 Prof. Ideale sarebbe. CARBONE 4 .APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 93 alunni diversamente abili. Promuovere la conoscenza dei deficit e dell’handicap in classe Come già indicato nell’importanza di approcciare un piano didattico substratificato da un clima sereno e accogliente. che può avvicinare l’allievo alle attività svolte dal resto della classe e viceversa.ssa Rossana De Beni MATEMATICA Prof. di permettere al moderatore di esaminare anche i processi cognitivi e di pensiero che sottendono la definizione delle categorie utilizzate durante la discussione. esso si esprime soprattutto con lo studente con handicap. e ormai costituisce. anche se non sempre al proliferare dell’hardware si associano software adeguati alle esigenze e specifiche competenze nella gestione degli stessi. l’utilizzo adeguato della «risorsa compagni» rientrano fra tali opportunità.Prof. E per traslare il discorso dalle possibilità di offerta formativa alla didattica speciale. P. dare maggiore attenzione all’ascolto/scambio/dialogo rispetto a una lezione frontale. e con la possibilità di interagire anche con lo sguardo con ogni compagno. All’interno del contesto scolastico utilizzare questa strategia di lavoro vuol dire per il docente: osservare gli allievi in maniera complessa. Cesare Cornoldi 1 Giugno – ore 14:30-19:30 • GLI ASPETTI EMOTIVI E MOTIVAZIONALI • DIFFICOLTÀ DI APPRENDIMENTO DELLA Prof. senza la mediazione del banco.

o anche può considerarsi come traguardo minimo in una precisa acquisizione strumentale (per esempio. all’organizzazione delle attività in gruppi cooperativi. la conoscenza del deficit o della patologia attraverso un’attività organizzata in modo completo: si può andare da semplici spiegazioni degli aspetti principali della sindrome. 1997. Si userà indistintamente il termine «ragazzo». gli items proposti. Pedagogia del benessere. SORESI S. 2.. compatibili. IMPERATORE A. La relazione educativa. Carocci. specie quando. Soresi (a cura di). Orefice (a cura di). cercando di individuare degli itinerari per favorire il processo d’integrazione. 2000. almeno in alcune parti./fax. WINNICOTT D. pp. Motivazione: insieme di meccanismi biologici e psicologici che determinano l’azione. Progettare la formazione.it CORSO DI PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA IN ONCOLOGIA E NELLE PATOLOGIE ORGANICHE GRAVI (48 crediti ECM) I° modulo: 21-25 Maggio 2007 II° modulo: 4-8 Giugno 2007 . apprenditivi intorno a quella disabilità. Milano. ERIP. Mi riferisco. Franco Angeli. Edizioni ETS. Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Partendo da questo presupposto. TRISCIUZZI L. Cui spesso invece si incorre. Roma. IAVARONE T. all’opportunità di far riferimento alle nuove tecnologie informatiche. Edizioni Tecnodid. sperimentati a livello internazionale. Edizioni Del Cerro. in S. una patologie specifiche (autismo. relazionali. in particolare. Verso una nuova scuola. MASONI M..W. Si generalizzi il concetto.. competenze. (a cura di). Napoli. GALANTI M. che da più parti sono state proposte. Gioco e realtà. Napoli. Pedagogia e didattica speciale per insegnanti di sostegno e operatori della formazione. 06. in considerazione delle particolarità cognitive e comportamentali che presenta. all’utilizzazione adeguata della risorsa compagni. Roma. si trattano tipologie di handicap (EH – DH . Assessment per il ritardo mentale e i disturbi di apprendimento.. per es. 7. CONCLUSIONE L’intenzione perseguita da questo lavoro articolato in quattro contributi era quello di considerare il bambino autistico nella sua esperienza scolastica.. 3. è stato quello di portare un contributo per la delineazione di una didattica speciale per l’integrazione del bambino autistico. Lecce. seppure in contesti differenti da quello scolastico...). essendo docenti di sostegno. al contesto e alla situazione contingente. premi. I primi due mesi almeno se si tratta di uno studente che frequenta per la prima volta quella classe. 6. SARACINO V.. BRUNATI L. Pisa. La valutazione del pensiero strategico. MUZIO C. 1.CH). Milano. Manuale di didattica per l’handicap. Pensa Multimedia. Brescia. 1986. dipendendo in maniera interattiva gli uni dagli altri. Pordenone. inadeguata lateralizzazione.. Pisa. PARMIGIANI D. C/l Scienze della Formazione Primaria. considerando il supporto di ognuno indispensabile al gruppo. Che cos’è l’autismo infantile. 11.) e intrinseca (ricerca di un’attività per l’interesse che essa procura per il soggetto o di per sé). Pur nella sinteticità del lavoro. fino allo studio scientifico delle conoscenze disponibili sui correlati neurofisiologici. ricompense. 1999. in sintesi. 2004. Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola secondaria 1° grado (24/12/2002).L. alla lettura e commento di biografie di persone/personaggi. CONSULENZA – FORMAZIONE PSICOTERAPIA Via Tiburtina. Armando.0716027 Segreteria: 389. allo studio del deficit in classe. Bari-Roma. conoscenze.. la sua intensità. alla visione di trasmissioni televisive sull’argomento o di film che hanno presentato mirabilmente storie riferite a persone con handicap simili.00156 Roma Tel. «Handicap e Scuola». 12. occorre rendere semplificato il percorso di apprendimento. 311-331. ROLLERO P. 5. 9. ecc. «allievo».. Le difficoltà di apprendimento.org almasalus@libero. 2001. la sua persistenza. Franco Angeli.6893827 BIBLIOGRAFIA BROTINI M.. www. IAVARONE M. le operazioni cognitive.. 3.. 2004. Essa è notoriamente divisa in estrinseca (voti. Franco Angeli. matematica) e non in un’altra. L’integrazione scolastica del bambino artistico. ecc. spero comunque che gli educatori possano trovare alcuni stimoli che li aiutino nel loro procedere quotidiano. Il senso di traguardo minimo va inteso in maniera generalizzata. Inoltre. in Frauenfelder. in quanto esso si precisa in relazione alla tipologia di handicap di cui è portatore l’alunno. ho cercato di individuare alcuni percorsi metodologici tenendo in considerazione due aspetti principali: – da un lato l’esistenza di vari approcci di trattamento dell’autismo. Vannini Editrice. E ciò è strettamente in relazione alla gravità della patologia.almasalus. «Educazione all’immagine». 10. disprassie. MEZZANI B. COTTINI L.40801848 Presidente: 349. Roma. 1997. TRISCIUZZI L. NOTE Possiamo generalizzare a tutti gli ordini di scuole. Laterza. 8. Zeuli.. Le (in)compatibilità fra individualizzazione e integrazione efficace nel gruppo classe: alcune strategie di intervento. alla possibilità di adattare gli obiettivi della classe e quelli individualizzati per renderli. ma lo si consideri relativo nei suoi aspetti più dettagliati alla personalità dell’alunno in questione. Cooperative learning: al fine di massimizzare l’apprendimento del gruppo più studenti operano in attività di scambio di esperienze. alla diversa abilità di cui è portatore. Milano. 1974. – dall’altro la necessità di coniugare le indicazioni tecniche con un’attenzione alle principali metodologie per facilitare l’integrazione. PILONE M. 13. 2004. Difficoltà di apprendimento e ritardo mentale. Tecnologie per la didattica. Laboratorio di didattica speciale. (a cura di).APPROCCIO PSICOPEDAGOGICO ED ESPERIENZE CLINICHE 94 rale della classe frequentata dall’allievo con diversa abilità. che hanno dimostrato la loro efficacia. Ho messo in risalto come la situazione che si viene a determinare nel momento in cui in una classe viene inserito un allievo affetto da autismo sia in realtà molto complicata. In genere accanto alla cattedra. il suo orientamento. Carocci. per alunni che presentano patologie cosiddette molto gravi. Comportamenti patologici relativi alla motricità: alterazione dell’immagine di sé. Lo sforzo. «studente». sindrome di Down. «Un programma di coinvolgimento precoce per facilitare l’integrazione scolastica degli handicappati». 994 . 2003. 4.A. al «punto dello spettro» in cui si posiziona il suo disagio psichiatrico/psichico. «alunno»..

giannini@unipd.mura@tin.2952894 info@artelieu. 8 Giugno 2007 Giornata di studio Religione.Psicoterapia e Letteratura La forma dell’anima. fagresta@hotmail.com. integrazione Facoltà di Psicologia Università di Padova Via Venezia. 12 Per informazioni: Promoest Milano tel.709250 info@organizzazionechronos.artelieu.O. 06.it Torino.it Milano. 06.it Padova.24.303150 info@servizitalia. 049. Ruoli e competenze Segreteria organizzativa: Comunità Socio-Riabilitativa «Francesco» Per informazioni: tel. 081. 02.316077 fax 0173.43911468 fax 02.06.40 promozione@babelenews.net – .32652433 iprs@iprs.000 abbonati on-line su www.6250453 fax 091.58543686 buonomini@ifo. 06.it Roma. D’Annunzio». Formazione.P. 0966/22136 fax 0966/22161 psicologiapplicata@scuolapsicologia.it Cetraro (Cosenza). 7-9 Giugno 2007 7° Congresso nazionale Disabilità.net/con/ Chieti.resei@unito. 8-9-10 giugno 2007 Psiche.it www. 0871.com www. 15 Giugno 2007 XII corso internazionale di medicina transculturale Ali…e radici. Organizzazione.ch www.744565-707833 fax 0961.918152159 aepea-lugano2007@ti. 23-26 Maggio 2007 2nd Joint Meeting on Adolescence Medicine Problematiche etiche.5461662 – 339.it Bra (Cuneo).cta@tiscali. 0775.918152151 fax 00441. 31 Maggio – 01 Giugno 2007 Convegno I disturbi dell’apprendimento Segreteria Organizzativa: tel.it Palmi (RC). via Ognibene.babelenews.I.it Napoli. I. 21-24 Giugno 2007 IV Congresso internazionale interdisciplinare CISAT di Psicologia. 9 Giugno 2007 Convegno Bambini con disordini dell’attaccamento in affido e adozione Interventi clinici e psicosociali Auditorium Palazzo Kramer – via Kramer 5.85358650 fax 06. 26-27 Maggio 2007 Convegno Famiglie ipermoderne nelle cure psicoanalitiche Hotel Europa – Via Boldrini Segreteria Organizzativa: tel. 25 – Roma Mostacciano Per informazioni: tel.it Per la vostra pubblicità: Periodico quadrimestrale in distribuzione gratuita Uscite: gennaio-maggio-settembre 100. 231 Per informazioni: IPRS tel.org Milano. 081.it Frosinone.CALENDARIO CONVEGNI 95 Catanzaro.85.it Valmontone.it Firenze.gestalttheory. 14-17 Giugno 2007 Congresso Umorismo e altre strategie per sopravvivere alle crisi emozionali Palazzo dei Congressi – Piazza Adua.5666501 majmario@tin. 06. 14-16 Giugno 2007 5° Congresso Europeo Tra distruttività e creatività: I disturbi della personalità dal bebè all’adolescente Palazzo dei Congressi Per informazioni: AEPEA tel.F. Michele Segreteria Organizzativa: tel.32652401 fax 06.854426 – 347.com Lugano Svizzera.3109575 formazione.it Bologna. 085.it Milazzo (Messina). 7 luglio 2007 Convegno Le artiterapie per colorare la vita Per informazioni: tel.net www.24. 1 Promo Leader Service Congress Srl tel.48018575 l. 25-27 Maggio 2007 IV Congresso Nazionale GRP Modelli teorici e aspetti clinici a confronto: la concezione multidimensionale della psicosomatica moderna Università «G. trattamento.977294 fax 0982.P. Benessere Teatro Politeama «Foglione» Segreteria organizzativa: tel. 1-2 Giugno 2007 Convegno Salute e equilibrio nutrizionale in pediatria Duomo Antico Castello di Milazzo Segreteria organizzativa: Servizitalia tel./fax 02.ti.35.2203022 cisat@centrostudiarteterapia.com Montesilvano (PE). L’Arteterapia come psicologia clinica Per informazioni: CISAT tel.org Pescara.it .29511150 – 349. mimmoag@hotmail. 0982. 091..4110368 ale. 26 Maggio 2007 Convegno Teoria e modelli in psicoanalisi Serena Majestic Hotel – Viale Maresca 12 Per informazioni: S.ch/aepea-lugano2007 Roma. Milano Segreteria organizzativa: tel. 16 giugno 2007 La sfida del cambiamento: L’infermiere in psichiatria. 38 Torino Università degli studi di Torino – Aula Magna del Rettorato giornata. tel. 20-22 settembre 2007 10° Congresso della Società Italiana di Psichiatria Biologica (SIPB) Psicopatologia e Neuroscienze Per informazioni: tel.78. 14 Giugno 2007 Congresso La psicologia nei servizi sanitari e l’umanizzazione delle cure.977294 Salvatore-bellusci@libero. 24-27 Maggio 2007 15° Convegno Scientifico Relazioni e Strutture Sviluppi della teoria della Gestalt in psicologia e campi affini Conference Committee Macerata 2007 macerata@gestalttheory.ra.8278464 fax 049.coirag.8278451 isabella. 8-9 Giugno 2007 Convegno La riabilitazione nella prassi psichiatrica Dalla sofferenza verso l’autonomia tel. 8-9 Giugno 2007 Convegno Quando le sopravvissute partoriscono Grand Hotel S.316548 psicologia@asl18.45 fax 06.62276737 sipp@mclink. 0961. Affetti e Tecne Collegio San Carlo – Via Morozzo della Rocca.2854243 fax 081.6786684 rcalabria@racine. 055. Aula Raffaele Bastianelli.it Macerata.net – camilla appelius UFFICIO PUBBLICITÀ tel. Scuola. Educazione e Identità Sedi: Università degli studi di Torino – Facoltà di Scienze della formazione Fondazione Feyles – Via Maria Vittoria. 12-13 Segreteria organizzativa: tel. 28 Maggio 2007 Convegno L’adolescenza «liquida» Nuove identità e nuove forme di cura Residenza di Ripetta Via di Ripetta.2482270 fiap-eap2007@promoleader.orlandi@promoest.84. Chieti-Pescara Segreteria Organizzativa: tel. mediche e sociali del «nuovo» adolescente Teatro Politeama Segreteria organizzativa: Chronos tel.9596383 Napoli.4914348 cell.3555214 psicologiaclinica@unich. 06. 0173.2482271 fax 055.6786703 fax 06. 00441. 347.58543780 fax 06.

. . . . .LGS 196/2003 . . . . . .Gentili lettori. . . . . . . . . . . . . . . . . Marchi. . . con la presente lettera desidero mettervi a conoscenza di un’importante decisione in merito al futuro di Babele. . 7 del D. . dei suoi lettori. . . Vi riassumo brevemente le principali novità che verranno introdotte a partire dal mese di gennaio 2008 e vi invito fin d’ora a contattarci per ogni dubbio e/o ulteriore informazione. . . . . . . . . . .com) – il versamento dell’intera quota annuale sul C/C postale n. . . . . . . Marchi. . di almeno 1 volume nell’arco del 2007 dà diritto all’abbonamento gratuito per l’anno 2008) la campagna abbonamenti sarà gestita dalle Edizioni Magi la modalità di abbonamento sarà la seguente: – l’invio della richiesta d’abbonamento. . . . . . .com SPEDIRE IL MODULO in busta chiusa a Edizioni Magi srl. . . . . . . . . .Titolare del trattamento. . . . . . . . . . . . . P. per esempio. . . etc. . . Marchi. IVA* . . . pedagogico. . . . . . . . . . . . . . . . Professione . . . . . . Ai sensi dell’Art. . . Tel. . . . . . Sì. sia per persone fisiche che enti.Firma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . via Giuseppe Marchi 4 – 00161 Roma. . . . . . . . . . . . . . . Tutto il resto rimane invariato. si rende ora necessaria l’introduzione di un abbonamento a pagamento. . Certo della vostra comprensione e convinto di annoverarvi tra i nostri abbonati. 4 – 00161 Roma. . . . cordialmente Il Direttore Responsabile Dott.* .Via G. . scrivendo al seguente indirizzo mail: info@babelenews. . . . . . . . . . . educativo e riabilitativo. prov.F. . . . . . . . . . . .00161 Roma oppure via fax al numero 06/85. . . . . . Nome*. . . . lei potrà esercitare i relativi diritti fra cui consultare. . . . . . . . . . . . . . Su Babele continueranno a trovare spazio articoli finalizzati ad approfondire. . . . . . . . . . . . . . . cancellare i suoi dati od opporsi per motivi legittimi al loro trattamento.* . . . . . . . . . . . .35. . . . . rivolgendosi al Titolare: Edizioni Magi . . . desidero abbonarmi alla Rivista Babele per l’anno 2008 (3 numeri). . . . . . . . . . Data . . . . . . . . . auguro a tutti buona lettura. . . . . . . . . . . . . . . . . grazie alla collaborazione di vecchia data. . . . . . . .00161 Roma . . . . . . . . 13 del D. . . da più punti di vista. . Via G. . . . . . . . . . . .com AUTORIZZO IL TRATTATTAMENTO DEI DATI PERSONALI AI SENSI DELL'ART. . Via* . . . . . . . anche se minimo. . . . . . . . . n.lgs 196/2003 da Edizioni Magi . . . . .74. . . . . . . CAP. . . . .00 sul C/C postale 90884008 intestato a: Edizioni Scientifiche Magi srl. . . . .62.*. . . . . . . . . . .email: redazione@magiedizioni. . . . scuole. . . con il consenso al trattamento dei dati personali (potete utilizzare il modulo sottostante oppure quello presente sul sito www. . 30 gennaio 2007 MODULO DI ABBONAMENTO Compilare in stampatello (*campi obbligatori) Cognome* . . . . . Pertanto mi impegno a versare a 9. . . che non consente più la pubblicazione della rivista senza un apporto. . . . e-mail . l’abbonamento sarà gratuito per i clienti delle Edizioni Magi (l’acquisto. . . Riccardo Venturini Repubblica di San Marino. . . .magiedizioni. 13 DEL D. . . . . . . . . . . Luogo e data di nascita*. . . . . . 90884008 intestato a Edizioni Scientifiche Magi srl. . . . . Il motivo di questa scelta è dovuto al costante aumento dei costi della carta e di quelli tipografici. . . .net l’abbonamento a pagamento avrà inizio dal mese di gennaio 2008 il suo costo sarà di 9. . . È possibile richiedere l'abbonamento all'indirizzo e-mail: redazione@magiedizioni. . . associazioni. . . . . modificare. . 4 . . . . . . . . . . . . .00 euro l’anno (3 numeri) l’importo dell’abbonamento sarà unico. . . . . le più diverse tematiche inerenti agli ambiti psicologico. . . . . . . . . . . . Città*. . 4 . . . . . . Via G. . . . . C. . . . . . . . . . . . . . . .lgs 196/2003. . . . . . . . . . . . . . . . Firma__________________________________ La informiamo che i suoi dati personali sono trattati nel rispetto dell’Art. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Dopo 11 anni (con 35 numeri pubblicati) di distribuzione gratuita che tre volte l’anno continua a raggiungere più di 100 mila abbonati. . . . . .