B

O
Z
Z
A
Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni Revisione – 19/01/02

Lezione n. 26

Le strutture in acciaio
Verifica di elementi strutturali in acciaio

Il problema della stabilità dell’equilibrio
Uno degli aspetti principali da tenere ben presente nella progettazione delle strutture in acciaio è
quello legato ai problemi di stabilità dell’equilibrio.
L’elevata resistenza dell’acciaio, rispetto ad altri materiali quali il calcestruzzo o la muratura, con-
sente infatti, a parità di sollecitazioni, di adottare per gli elementi strutturali sezioni molto ridotte
con notevole risparmio di materiale.
Gli elementi strutturali in acciaio sono pertanto molto snelli, cosicché nelle membrature compresse
o pressoinflesse occorre prestare attenzione ai fenomeni di instabilità
(*)
.

Esempio
Per avere un’idea di quanto un elemento in acciaio sia più snello di uno realizzato con un altro ma-
teriale, a parità di sforzo normale, si consideri il seguente esempio, in cui un pilastro di altezza l=3
m, a sezione quadrata, è sottoposto all’azione di un carico assiale di intensità pari a P=630 kN.
Ricordando che il raggio di inerzia di una sezione quadrata di lato a vale
6
3 a
12
a
a
12 / a
A
J
2
4

= = = = ρ
si ottiene:
tensione
ammissibile
[MPa]
A
min
=P/σ
adm
[mm
2
]
a
min

[mm]
ρ
[mm]
λ=l/ρ
[-]
λ
acc

[-]
Fe 360 160 3
.
938 63 18 167 1,00
Legno (larice 2
a
) 10 63
.
000 251 72 42 4,00
Calcestruzzo 7 90
.
000 300 87 34 4,78
Muratura 2,4 262
.
500 512 148 20 8,16
N.B. Nell’esempio si prescinde dall’analisi di stabilità dell’equilibrio e si è determinata, per cia-
scun materiale, la sezione minima necessaria perché sia soddisfatta la verifica di resistenza

La snellezza λ dell’elemento di acciaio (prescindendo dalla verifica di stabilità) è circa otto volte
quella dello stesso elemento in muratura (come si può desumere anche per via diretta dal rapporto
tra le resistenze dei due materiali)!


(*)
In realtà fenomeni di instabilità si possono manifestare anche in elementi semplicemente inflessi (es.
instabilità flesso-torsionale) o in alcune parti di elementi strutturali (es. anima di sezioni a T in
corrispondenza di carichi concentrati); si rimanda ai testi specialistici per approfondimenti
sull’argomento.
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.2

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

Richiami sul carico critico euleriano
Rimandando a testi specifici sull’argomento per una descrizione esaustiva del fenomeno, nel se-
guito si richiamano le linee generali del problema del carico di punta in aste semplicemente com-
presse.
Un’asta semplicemente compressa, a sezione costante e sufficientemente snella, vincolata alle sue
estremità, per qualunque valore del carico, si trova in una configurazione di equilibrio che corri-
sponde ad una configurazione rettilinea. La configurazione, a meno dell’accorciamento elastico
EA
P
L L ⋅ = ∆
corrisponde alla sua configurazione iniziale, indicata con C
0
, ossia alla situazione in assenza di ca-
rico. Al crescere del carico, prima di raggiungere la resistenza a compressione del materiale, può
darsi che la trave improvvisamente si disponga in una configurazione diversa da quella iniziale, in
cui la linea d’asse si è incurvata, e che corrisponde ancora ad una configurazione di equilibrio per la
struttura (configurazione che si indica con C
1
).
Supponendo che gli spostamenti siano sufficientemente piccoli (e quindi che lo spostamento tra-
sversale y(x) non sia troppo elevato), si può ricostruire la forma della configurazione deformata im-
ponendo la condizione di equilibrio. A differenza di quello che si fa classicamente nell’approccio
“lineare” (in cui si pensa che la configurazione che assume un qualunque corpo a seguito di una de-
formazione causata da carichi esterni sia talmente vicina a quella iniziale da ritenere le due configu-
razioni praticamente coincidenti), occorre avvicinarsi al problema secondo un procedimento “non
lineare” o, come spesso si dice, “del second’ordine”; si rimuove quindi l’ipotesi di linearità tra ca-
rico applicato e deformazione e si studia l’equilibrio tenendo conto dell’influenza dello stato di spo-
stamento sullo stesso equilibrio.



Con riferimento alla situazione in figura, nella configurazione C
1
il carico assiale induce, a causa
dello spostamento trasversale, un momento sollecitante (che chiameremo “esterno”), che nella ge-
nerica sezione a distanza x è pari a
( ) x y P M
est
⋅ =
L’equilibrio impone che il materiale (supposto ancora elastico lineare) tenda ad opporsi a tale solle-
citazione deformandosi, reagendo quindi con un momento “interno” che, secondo le consuete equa-
zioni delle travi inflesse, vale
( ) x y EJ M
int
′ ′ ⋅ − =
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.3

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

La condizione di equilibrio richiede che
( ) ( ) x y P x y EJ M M
int est
⋅ = ′ ′ ⋅ − ⇒ =
L’equazione differenziale che si ottiene è quindi del tipo
( ) ( ) 0 x y
EJ
P
x y = ⋅ + ′ ′
che si può riscrivere nella forma
( ) ( ) 0 x y x y
2
= ⋅ α + ′ ′
dopo aver posto
EJ
P
= α
L’equazione ammette soluzione generale del tipo
( ) ( ) ( ) x cos B x sin A x y α ⋅ + α ⋅ =
dove le costanti A e B possono essere esplicitate imponendo le condizioni al contorno offerte dai
vincoli. Nel caso in esame (estremità incernierate), le condizioni al contorno impongono che
( )
( ) ( ) ( ) ( )
¹
´
¦
= α ⋅
=

¹
´
¦
= α ⋅ + α ⋅
=

¹
´
¦
=
=
0 L sin A
0 B
0 L cos B L sin A
0 B
0 L y
0 0 y

Il sistema ammette due soluzioni: la prima (banale) corrisponde a A=0, B=0, ossia alla configura-
zione indeformata (la configurazione iniziale, C
0
, che si è visto essere di equilibrio per qualunque
valore del carico); la seconda (supponendo A≠0) si ottiene annullando l’argomento della funzione
seno, ossia
2
2
L
EJ
P
EJ
P
L L
⋅ π
= ⇒ ⋅ = π ⇒ π = ⋅ α
Il valore del carico così ottenuto si chiama carico critico (euleriano) della trave, e rappresenta il più
piccolo valore del carico assiale per il quale la trave caricata di punta può assumere una configura-
zione di equilibrio diversa dalla configurazione indeformata C
0
.
Qualunque siano le condizioni vincolari di estremità, si può dimostrare che il carico critico assume
sempre la forma
2
0
2
cr
L
EJ
P
⋅ π
=
in cui si indica con L
0
la lunghezza libera di inflessione, definita come la distanza tra due flessi con-
secutivi nella deformata “critica” della trave, ossia la deformata che la trave assume nella configu-
razione deformata C
1
. Il valore della lunghezza libera di inflessione dipende esclusivamente dal tipo
di vincolamento offerto alla trave, e viene spesso espresso in funzione della luce L della trave, at-
traverso l’introduzione di un coefficiente di vincolo, β, i cui valori sono riportati nella figura se-
guente
L L
0
⋅ β =
Il carico critico viene spesso espresso nella forma
2
2
2
0
2
2
0
2 2
2
0
2
cr
EA
L
EA
L
A E
L
EJ
P
λ
π
=
|
|
.
|

\
| ρ
π =
ρ ⋅ π
=
π
= ,
ρ
= λ
0
L

dove si è introdotta la snellezza λ.
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.4

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE


L
0
=2L
L
0
=L
L
0
=0,7L
L
0
=0,5L
trave doppiamente
appoggiata
trave incastro-
appoggio
trave incastro-
bipendolo
mensola
β=1,0 β=0,8 β=0,7
β=1,0 β=0,7 β=0,5
valori
teorici
valori di
Normativa
β=2,0
β=2,0

I valori di Normativa delle lunghezze libere di inflessione tendono ad essere maggiori di quelli teo-
rici, perché tengono conto del fatto che nella realtà i vincoli non sono perfetti.
Per un assegnato elemento strutturale non è detto che L
0
sia uguale in tutti i piani (questo avviene
solo se le condizioni di vincolo sono le stesse in tutte le direzioni dello spazio). Pertanto occorre
calcolare la snellezza nei diversi piani, adottando di volta in volta la corrispondente lunghezza li-
bera di inflessione ed il relativo raggio di inerzia. Il carico critico è quello corrispondente alla snel-
lezza massima.

PIANO XY
Vincolo: incastro-bipendolo (L
0,Y
=0,5·L)
12
a b
J
3
Z

= b a A ⋅ =
12
a
b a
1
12
a b
3
Z
=


= ρ
Snellezza
a
L
732 , 1
12 / a
L 5 , 0
J
L
Z
Y , 0
Z


= = λ
PIANO XZ
Vincolo: mensola (L
0,Z
=2,0·L)
12
b a
J
3
Y

= b a A ⋅ =
12
b
b a
1
12
b a
3
Y
=


= ρ
Snellezza
b
L
928 , 6
12 / b
L 0 , 2
J
L
Y
Z , 0
Y


= = λ
SNELLEZZA MASSIMA
( )
Z Y max
, max λ λ = λ
CARICO CRITICO
( )
2
max
2
cr
b a E
P
λ
⋅ π
=
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.5

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

Il metodo omega
Il carico critico può essere espresso anche in termini tensionali, introducendo la tensione critica eu-
leriana
2
2
cr
cr
E
A
P
λ
π
= = σ
La sicurezza della struttura richiederà quindi che la tensione effettiva nella trave sia inferiore al va-
lore della σ
cr
, in modo da assicurarsi una sufficiente distanza dal carico critico P
cr
. La condizione di
superamento del carico critico può infatti condurre a situazioni deformative inaccettabili, per cui, di
fatto, la struttura si troverebbe ad operare in condizioni non sicure.
La verifica di sicurezza per un’asta semplicemente compressa può quindi essere scritta nella forma
cr
2
2
cr
cr
E
A
P
ν ⋅ λ
π
=
ν
σ
≤ = σ
dove ν
cr
è un opportuno coefficiente di sicurezza (di solito ν
cr
≈1,5). Inoltre, la tensione effettiva-
mente agente non può evidentemente superare il limite della massima tensione ammissibile per il
materiale
adm
A
P
σ ≤ = σ
Le due verifiche vengono spesso contemplate in un’unica verifica che prende il nome di metodo ω
(si legge “metodo omega”). La verifica, che diviene quindi contemporaneamente una verifica di re-
sistenza (nell’ottica del metodo delle tensioni ammissibili) e di sicurezza nei confronti del problema
di instabilità, viene espressa, per le aste semplicemente compresse, nella forma
adm
A
P
σ ≤
⋅ ω
= σ
dove ω è un coefficiente maggiore dell’unità, che tende al valore 1 per strutture poco snelle (tozze)
per le quali la verifica di resistenza è preponderante rispetto alla verifica di stabilità, mentre tende al
valore
E
f
E
/
2
y
2
2
2
cr adm
cr cr
adm
π
λ
≈ λ ⋅
π
ν ⋅ σ
=
ν σ
σ
= ω
per snellezze elevate. In sostanza, il coefficiente ω dipende:
− dalle caratteristiche del materiale impiegato (attraverso E e σ
adm
);
− dalla snellezza dell’elemento considerato (attraverso λ), e quindi dalla geometria della sezione
trasversale, dalla lunghezza della trave e dai vincoli di estremità;
ed assume valori crescenti in funzione della snellezza λ.
In Normativa sono riportate le tabelle dei valori di ω per i vari tipi di acciaio di carpenteria, in fun-
zione, oltre che della snellezza λ dell’elemento, del tipo di profilo e dello spessore.

B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.6

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

Verifiche di elementi strutturali in acciaio
Le verifiche si possono raggruppare in tre diverse categorie
1) Verifiche di resistenza
2) Verifiche di stabilità
3) Verifiche di deformabilità
Nel seguito si riportano le principali indicazioni di Normativa, relativamente sia alle verifiche con il
metodo degli Stati Limite (S.L. nel seguito) che secondo il metodo delle Tensioni Ammissibili
(T.A.).

1) Verifiche di resistenza
1a) Aste tese
¹
´
¦
σ
≤ = σ
.) A . T (
.) L . S ( f
A
N
adm
d
eff
N

dove
f
d
= f
y

m
con f
y
tensione caratteristica di snervamento e γ
m
coefficiente del metodo degli S.L.
A
eff
area effettiva della sezione, cioè quella depurata dall’eventuale area dei fori

1b) Aste inflesse
- Flessione semplice (flessione retta)

¹
´
¦
σ

ψ
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
W
M
adm
d
M

ψ ≥ 1 è un coefficiente di adattamento plastico (di solito si assume ψ = 1)
- Flessione composta (flessione deviata)

¹
´
¦
σ

|
|
.
|

\
|
+
ψ
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
W
M
W
M 1
adm
d
y
y
x
x
M

M
x
, M
y
valori del momento flettente nei due piani principali di inerzia
W
x
, W
y
corrispondenti valori dei moduli di resistenza

1c) Taglio (es. sezione di appoggio di una trave semplicemente appoggiata)
¹
´
¦
σ
≤ χ = τ
.) A . T ( 3 /
.) L . S ( 3 / f
A
T
adm
d
max


1d) Taglio e Flessione (es. appoggio centrale di una trave su tre appoggi)
¹
´
¦
σ
≤ τ + σ = σ
.) A . T (
.) L . S ( f
3
adm
d
2 2
id

- in generale, per stati di sforzo piani:

¹
´
¦
σ
≤ τ + σ σ − σ + σ = σ
.) A . T (
.) L . S ( f
3
adm
d
2
xy y x
2
y
2
x id

1e) Aste tenso-inflesse
¹
´
¦
σ

ψ
+ = σ + σ = σ
.) A . T (
.) L . S ( f
W
M
A
N
adm
d
M N


B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.7

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

2) Verifiche di stabilità
Le verifiche di stabilità sono obbligatorie per tutti gli elementi compressi, presso-inflessi e inflessi
in genere. È opportuno sottolineare che, innanzitutto, la Normativa impone dei limiti alla snellezza
massima negli elementi in cui possa essere presente uno sforzo normale di compressione. Tali limiti
assumono il valore
λ
max
≤ 200 per le membrature principali
λ
max
≤ 250 per le membrature secondarie
e tali limiti vengono abbassati rispettivamente a 150 e 200 in presenza di azioni dinamiche rilevanti.

2a) Aste compresse
La verifica si esegue con il metodo ω
¹
´
¦
σ

⋅ ω
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
A
N
adm
d

con ω dipendente da λ (e quindi dai vincoli), dal tipo di acciaio, dal tipo di profilo e dallo spessore.

2b) Aste pressoinflesse
- Aste soggette a momento flettente M costante

¹
´
¦
σ

|
|
.
|

\
|
υ − ψ
+
⋅ ω
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
N
N
1 W
M
A
N
adm
d
cr

dove
υ=1,0 S.L.
)
`
¹
¹
´
¦
= υ
carico di . cond II 125 , 1 / 5 , 1
carico di . cond I 5 , 1
T.A
Il valore di N
cr
(che rappresenta il carico critico euleriano della stessa asta soggetta a carico di
punta) si ricava dall’espressione

A
E
A N
2
2
cr cr

(
(
¸
(

¸

λ
π
= ⋅ σ =

in cui σ
cr
rappresenta la tensione critica euleriana rispetto al piano di inflessione.
- Aste soggette a momento flettente M variabile lungo l’asta
¹
´
¦
σ

|
|
.
|

\
|
υ − ψ
+
⋅ ω
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
N
N
1 W
M
A
N
adm
d
cr
eq

nell’espressione di σ si adotta un valore M
eq
fornito dalla Normativa
M
eq
= 1,3·M
medio
per travi appoggiate o continue, con 0,75·M
max
≤ M
eq
≤ M
max

M
eq
= M
medio
per travi a sbalzo, con 0,5·M
max
≤ M
eq
≤ M
max

Nel caso vada preso in considerazione anche lo svergolamento (si veda dopo), M
eq
viene ampli-
ficato di ω
1

- Aste soggette a momento flettente M in entrambi i piani
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.8

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

¹
´
¦
σ

|
|
.
|

\
|
υ − ψ
+
|
|
.
|

\
|
υ − ψ
+
⋅ ω
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
N
N
1 W
M
N
N
1 W
M
A
N
adm
d
y , cr
y
eq , y
x , cr
x
eq , x

2c) Aste inflesse (sicurezza allo svergolamento)
Questo tipo di instabilità si può manifestare nelle travi a doppia T o a sezione rettangolare allungata,
inflesse nel piano di massima rigidezza (in generale il problema esiste per sezioni con J
x
>> J
y
e J
t

piccolo)

P
L


B
L
M
A
=PL
A
V
A
=P
P

+

t
f

b
h
ala compressa compressioni
trazioni
x x

L’ala inferiore compressa può sbandare fuori dal piano di inflessione, provocando una inflessione
laterale e una rotazione. La verifica si esegue nel seguente modo:
¹
´
¦
σ

ψ
ω
= σ
.) A . T (
.) L . S ( f
W
M
adm
d eq 1

il valore del coefficiente ω
1
è fornito dalla Normativa in funzione del coefficiente adimensionale
f
1
bt
hL

in cui
h altezza della trave
L
1
distanza tra due ritegni torsionali successivi (per la mensola si assume L
1
=2L)
b larghezza delle ali
t
f
spessore delle ali
e del tipo di acciaio. Il valore di ω
1
può essere calcolato attraverso la seguente espressione
f
y
1
bt
hL
E 585 , 0
f


= ω


B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.9

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

3) Verifiche di deformabilità
L’ultimo tipo di verifica che è necessario prevedere nelle strutture in acciaio, riguarda i limiti sulla
deformabilità. Tali limitazioni, elencate nel seguito, si riferiscono alla “freccia” (f) degli elementi
inflessi, ossia allo spostamento trasversale massimo. La grandezza L (luce della trave) va assunta
pari al doppio dello sbalzo per le zone a sbalzo.
- arcarecci ed elementi inflessi dell’orditura minuta della copertura:
200
L
f
accid perm

+

- travi di solai:
400
L
f
accid

- travi caricate da muri o da pilastri:
500
L
f
accid perm

+

- frecce orizzontali di edifici multipiano alti (H=altezza) dovute al vento:
500
H
f
vento

Nelle formule precedenti si è indicata con f
perm+accid
la freccia calcolata sotto l’azione contempora-
nea dei carichi permanenti ed accidentali, mentre f
accid
indica il contributo allo spostamento trasver-
sale dovuto ai soli carichi accidentali.

Tabelle
Le tabelle con i coefficienti da utilizzare nel metodo ω sono riportate nella CNR 10011/97, in fun-
zione del tipo di acciaio utilizzato, della forma della sezione, della snellezza dell’asta soggetta a ve-
rifica.
Nel seguito sono riportati, relativamente all’acciaio Fe360, le tabelle di tali coefficienti, per le stesse
tipologie contemplate dalle istruzioni CNR.
I valori sono tuttavia leggermente diversi, in quanto calcolati attraverso espressioni analitiche che
forniscono stime errate (fino ad un massimo del 5.5%) rispetto ai valori tabellati.
I valori di ω nelle tabelle sono stati calcolati attraverso le espressioni seguenti, in cui la sicurezza
nei confronti dell’instabilità è valutata come
¹
´
¦
= ν
= ν
ν ≤
σ
σ
carico di . cond II 125 . 1 / 50 . 1
carico di . cond I 50 . 1
c

in cui σ
c
, tensione corrispondente al raggiungimento del carico critico, è esprimibile attraverso la
relazione
¦
¹
¦
´
¦
≤ λ λ ≤ λ ⋅ −
|
.
|

\
|
λ + − λ ⋅ α +
λ ⋅

λ ⋅
λ + − λ ⋅ α +
≤ λ λ
=
σ
5 . 3 / 2 . 0 per 4 04 . 0 1
2
1
2
04 . 0 1
2 . 0 / per 1
f
c
2
2
2 2
2 2
2 2
c
y
c

dove
c
λ
λ
= λ ,
y
c
f
E
⋅ π = λ
curva a b c d
α 0.158 0.281 0.384 0.587

Il coefficiente α è differenziato in funzione della forma del profilo, cui corrispondono curve di-
verse.
Il valore di ω riportato in tabella coincide con il valore di f
y

c
.
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.10

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

Prospetto 7-IIa - Coefficienti ω

Aste semplici
Profili cavi quadri, rettangoli o tondi, saldati o laminati
Spessore t ≤ 40 mm


Acciaio Fe360

λ 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 λ
0 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 0
10 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.01 10
20 1.01 1.02 1.02 1.02 1.03 1.03 1.03 1.04 1.04 1.04 20
30 1.04 1.05 1.05 1.05 1.06 1.06 1.06 1.06 1.07 1.07 30
40 1.07 1.08 1.08 1.08 1.09 1.09 1.09 1.10 1.10 1.10 40
50 1.11 1.11 1.11 1.12 1.12 1.13 1.13 1.14 1.14 1.15 50
60 1.15 1.16 1.16 1.17 1.17 1.18 1.19 1.19 1.20 1.21 60
70 1.21 1.22 1.23 1.24 1.25 1.26 1.27 1.27 1.28 1.29 70
80 1.31 1.32 1.33 1.34 1.35 1.36 1.38 1.39 1.40 1.42 80
90 1.43 1.45 1.46 1.48 1.49 1.51 1.53 1.55 1.56 1.58 90
100 1.60 1.62 1.64 1.66 1.68 1.70 1.72 1.74 1.77 1.79 100
110 1.81 1.83 1.86 1.88 1.90 1.93 1.95 1.98 2.00 2.03 110
120 2.06 2.08 2.11 2.14 2.16 2.19 2.22 2.25 2.28 2.31 120
130 2.34 2.37 2.40 2.43 2.46 2.49 2.52 2.55 2.58 2.61 130
140 2.64 2.68 2.71 2.74 2.78 2.81 2.84 2.88 2.91 2.95 140
150 2.98 3.02 3.05 3.09 3.12 3.16 3.20 3.23 3.27 3.31 150
160 3.34 3.38 3.42 3.46 3.50 3.54 3.57 3.61 3.65 3.69 160
170 3.73 3.77 3.81 3.85 3.89 3.94 3.98 4.02 4.06 4.10 170
180 4.15 4.19 4.23 4.27 4.32 4.36 4.41 4.45 4.49 4.54 180
190 4.58 4.63 4.67 4.72 4.77 4.81 4.86 4.90 4.95 5.00 190
200 5.05 5.09 5.14 5.19 5.24 5.29 5.33 5.38 5.43 5.48 200
210 5.53 5.58 5.63 5.68 5.73 5.78 5.83 5.89 5.94 5.99 210
220 6.04 6.09 6.15 6.20 6.25 6.30 6.36 6.41 6.47 6.52 220
230 6.57 6.63 6.68 6.74 6.79 6.85 6.90 6.96 7.02 7.07 230
240 7.13 7.19 7.24 7.30 7.36 7.42 7.48 7.53 7.59 7.65 240
250 7.71 250

B
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Lezione n. 26 – pag. XXVI.11

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

Prospetto 7-IIb - Coefficienti ω

Aste semplici
Profili a doppio T laminati (h/b ≥ 1.2, t ≤ 40 mm)
Profili a doppio T laminati con aggiunta di piatti saldati (t ≤ 40 mm)
Sezioni chiuse, a cassone, saldate (t ≤ 40 mm)

Acciaio Fe360

λ 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 λ
0 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 0
10 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.03 10
20 1.05 1.05 1.06 1.07 1.07 1.08 1.08 1.09 1.09 1.10 20
30 1.10 1.11 1.11 1.12 1.12 1.13 1.13 1.14 1.14 1.15 30
40 1.15 1.16 1.16 1.17 1.17 1.18 1.19 1.19 1.20 1.20 40
50 1.21 1.22 1.22 1.23 1.24 1.25 1.25 1.26 1.27 1.28 50
60 1.28 1.29 1.30 1.31 1.32 1.33 1.34 1.35 1.36 1.37 60
70 1.38 1.39 1.40 1.41 1.43 1.44 1.45 1.46 1.48 1.49 70
80 1.50 1.52 1.53 1.55 1.56 1.58 1.59 1.61 1.63 1.64 80
90 1.66 1.68 1.70 1.72 1.73 1.75 1.77 1.79 1.81 1.83 90
100 1.85 1.88 1.90 1.92 1.94 1.97 1.99 2.01 2.04 2.06 100
110 2.08 2.11 2.13 2.16 2.19 2.21 2.24 2.26 2.29 2.32 110
120 2.35 2.38 2.40 2.43 2.46 2.49 2.52 2.55 2.58 2.61 120
130 2.64 2.67 2.70 2.74 2.77 2.80 2.83 2.87 2.90 2.93 130
140 2.97 3.00 3.03 3.07 3.10 3.14 3.17 3.21 3.25 3.28 140
150 3.32 3.36 3.39 3.43 3.47 3.51 3.54 3.58 3.62 3.66 150
160 3.70 3.74 3.78 3.82 3.86 3.90 3.94 3.98 4.02 4.06 160
170 4.11 4.15 4.19 4.23 4.28 4.32 4.36 4.41 4.45 4.49 170
180 4.54 4.58 4.63 4.67 4.72 4.76 4.81 4.85 4.90 4.95 180
190 4.99 5.04 5.09 5.14 5.18 5.23 5.28 5.33 5.38 5.43 190
200 5.48 5.53 5.58 5.63 5.68 5.73 5.78 5.83 5.88 5.93 200
210 5.98 6.04 6.09 6.14 6.19 6.25 6.30 6.35 6.41 6.46 210
220 6.52 6.57 6.62 6.68 6.73 6.79 6.85 6.90 6.96 7.01 220
230 7.07 7.13 7.19 7.24 7.30 7.36 7.42 7.47 7.53 7.59 230
240 7.65 7.71 7.77 7.83 7.89 7.95 8.01 8.07 8.13 8.19 240
250 8.26 250

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Lezione n. 26 – pag. XXVI.12

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE

Prospetto 7-IIc - Coefficienti ω

Aste semplici o composte
Sezione generica
Spessore t ≤ 40 mm


Acciaio Fe360

λ 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 λ
0 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 0
10 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.02 10
20 1.03 1.04 1.05 1.06 1.07 1.07 1.08 1.09 1.09 1.10 20
30 1.11 1.11 1.12 1.13 1.13 1.14 1.15 1.15 1.16 1.17 30
40 1.17 1.18 1.19 1.19 1.20 1.21 1.22 1.23 1.23 1.24 40
50 1.25 1.26 1.27 1.27 1.28 1.29 1.30 1.31 1.32 1.33 50
60 1.34 1.35 1.36 1.37 1.38 1.40 1.41 1.42 1.43 1.44 60
70 1.46 1.47 1.48 1.50 1.51 1.52 1.54 1.55 1.57 1.58 70
80 1.60 1.61 1.63 1.65 1.66 1.68 1.70 1.72 1.73 1.75 80
90 1.77 1.79 1.81 1.83 1.85 1.87 1.89 1.91 1.93 1.95 90
100 1.98 2.00 2.02 2.04 2.07 2.09 2.12 2.14 2.16 2.19 100
110 2.21 2.24 2.27 2.29 2.32 2.35 2.37 2.40 2.43 2.46 110
120 2.48 2.51 2.54 2.57 2.60 2.63 2.66 2.69 2.72 2.75 120
130 2.78 2.81 2.85 2.88 2.91 2.94 2.98 3.01 3.04 3.08 130
140 3.11 3.14 3.18 3.21 3.25 3.28 3.32 3.36 3.39 3.43 140
150 3.46 3.50 3.54 3.58 3.61 3.65 3.69 3.73 3.77 3.81 150
160 3.85 3.89 3.92 3.96 4.01 4.05 4.09 4.13 4.17 4.21 160
170 4.25 4.29 4.34 4.38 4.42 4.47 4.51 4.55 4.60 4.64 170
180 4.68 4.73 4.77 4.82 4.86 4.91 4.96 5.00 5.05 5.09 180
190 5.14 5.19 5.24 5.28 5.33 5.38 5.43 5.48 5.53 5.57 190
200 5.62 5.67 5.72 5.77 5.82 5.87 5.92 5.97 6.03 6.08 200
210 6.13 6.18 6.23 6.29 6.34 6.39 6.44 6.50 6.55 6.61 210
220 6.66 6.71 6.77 6.82 6.88 6.93 6.99 7.04 7.10 7.16 220
230 7.21 7.27 7.33 7.38 7.44 7.50 7.56 7.62 7.67 7.73 230
240 7.79 7.85 7.91 7.97 8.03 8.09 8.15 8.21 8.27 8.33 240
250 8.39 250

B
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Z
A
Lezione n. 26 – pag. XXVI.13

Gianni Bartoli/Maurizio Orlando – Appunti di Tecnica delle Costruzioni BOZZA SOGGETTA A REVISIONE


Prospetto 7-IId - Coefficienti ω

Aste semplici o composte
Sezione generica
Spessore t > 40 mm


Acciaio Fe360

λ 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 λ
0 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 0
10 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 1.00 10
20 1.02 1.05 1.06 1.07 1.09 1.10 1.11 1.12 1.13 1.14 20
30 1.15 1.16 1.17 1.17 1.18 1.19 1.20 1.21 1.22 1.23 30
40 1.24 1.25 1.26 1.27 1.28 1.29 1.30 1.31 1.32 1.33 40
50 1.34 1.35 1.36 1.37 1.38 1.39 1.41 1.42 1.43 1.44 50
60 1.45 1.47 1.48 1.49 1.51 1.52 1.53 1.55 1.56 1.57 60
70 1.59 1.60 1.62 1.63 1.65 1.66 1.68 1.70 1.71 1.73 70
80 1.74 1.76 1.78 1.80 1.81 1.83 1.85 1.87 1.89 1.91 80
90 1.93 1.95 1.97 1.99 2.01 2.03 2.05 2.07 2.09 2.11 90
100 2.13 2.16 2.18 2.20 2.22 2.25 2.27 2.29 2.32 2.34 100
110 2.37 2.39 2.42 2.44 2.47 2.49 2.52 2.55 2.57 2.60 110
120 2.63 2.65 2.68 2.71 2.74 2.77 2.80 2.82 2.85 2.88 120
130 2.91 2.94 2.97 3.00 3.03 3.07 3.10 3.13 3.16 3.19 130
140 3.22 3.26 3.29 3.32 3.35 3.39 3.42 3.46 3.49 3.52 140
150 3.56 3.59 3.63 3.66 3.70 3.73 3.77 3.81 3.84 3.88 150
160 3.92 3.95 3.99 4.03 4.07 4.10 4.14 4.18 4.22 4.26 160
170 4.30 4.34 4.38 4.42 4.46 4.50 4.54 4.58 4.62 4.66 170
180 4.70 4.74 4.79 4.83 4.87 4.91 4.96 5.00 5.04 5.09 180
190 5.13 5.17 5.22 5.26 5.31 5.35 5.40 5.44 5.49 5.53 190
200 5.58 5.62 5.67 5.72 5.76 5.81 5.86 5.91 5.95 6.00 200
210 6.05 6.10 6.15 6.19 6.24 6.29 6.34 6.39 6.44 6.49 210
220 6.54 6.59 6.64 6.69 6.75 6.80 6.85 6.90 6.95 7.00 220
230 7.06 7.11 7.16 7.22 7.27 7.32 7.38 7.43 7.48 7.54 230
240 7.59 7.65 7.70 7.76 7.81 7.87 7.92 7.98 8.04 8.09 240
250 8.15 250