Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita

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24/12/2013 anno XIV - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

informa

ronti per una nuova avventura, ogni uscita è già una buona soddisfazione specialmente se come per l’ultimo numero uscito abbiamo registrato il record del vostro interesse, almeno stando agli attestati di gradimento ai consigli ricevuti e anche a qualche tirata di orecchie per aver trascurato qualche avvenimento. Non so se siamo usciti nel momento giusto, con qualche giorno di ritardo della solita data di luglio e vi abbiamo trovati più disponibili alla lettura, beccandovi con qualche settimanale di ferie o esausti di quelle testate di gossip che ben vendono in estate, oppure in molti avete deciso che era il momento di guardare con più attenzione anche intorno a voi partendo proprio dal nostro …fatti nostri,. In ultimo, può anche darsi che i vari articoli usciti hanno suscitato particolare interesse, più di altre volte. Ovviamente la mia scanzonata analisi ci può servire anche a farsi coraggio in momenti sicuramente difficili per ogni cosa. E’ diverso tempo che non vi invito “al muro del pianto” per ricordarvi che abbiamo bisogno di pubblicità e anche del più semplice pagamento della nostra tessera, purtroppo sapete benissimo che i costi aumentano “di minuto in minuto” per dirla con un noto barista locale, e far “pari” è sempre più difficile.Ultimo numero dell’anno, dopo di che, a bocce ferme, davanti al solito tavolino andremo a analizzare la situazione economicavaluteremo se è il caso di dare qualche volto nuovo a alcune rubriche e cosa sicuramente certa lavoreremo per una nuova grafica, come facciamo ogni anno. Come al solito la porta della redazione è sempre aperta a chi intende collaborare e anche l’ufficio pubblicitàè con porte finestre spalancate in attesa di chi vuole pubblicizzare la propria azienda all’interno del nostro comune. Ricordando, come dimostrato, la nostra pubblicità funziona con il suo ottimo rapporto “investimento-risultato”.Come raccontato da molti di voi che hanno la buona abitudine di usare il giornale anche come elenco telefonico per chiamare o per una pizza o per una cena o per una riparazione o altro servizio e questo non può che farci piacere. Un doveroso ringraziamento e un augurio di buon anno e di buone feste a tutti voi per la consueta attenzione e a tutti gli inserzionisti per aver scelto la nostra collaborazione. il presidente Massimo Fabiani

P

GEMELLI
Benvenuti!! Cantina dell’anno I nostri primi 40 anni

Lettera dal presidente.........................pag 1 Bacheca..............................................pag 2 Numeri utili..........................................pag 3 La nostra posta...................................pag 4 Cinigiano in libreria.............................pag 6 Cinigiano in edicola............................pag 7 Notiziando...........................................pag 8 Profili Cinigianesi................................pag 10 Notiziando...........................................pag 14 Fiori d’arancio.....................................pag 16 Gingillando..........................................pag 18 Comune Cinigiano informa.................pag 19 Notiziando...........................................pag 25 Gingillando..........................................pag 26 Notiziando...........................................pag 28 Papaveri e papere...............................pag 330 Profeta in patria...................................pag 32 Il sommo poeta...................................pag 33 Gente di classe...................................pag 35 Gioie e sapori......................................pag 36 Dalle associazioni...............................pag 37 Dalla storia..........................................pag 42 Girellando............................................pag 43

Penna ecologica in omaggio con la tessera Pro loco Cinigiano

PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera per il 2014: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito oltre € 10,00. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della Tessera del Socio Pro loco ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.
ASSOCIAZIONE PRO - LOCO CINIGIANO TESSERA N° 05006 UNIONE NAZIONALE PRO - LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Fabiani Giulia Segretario: Dari Irene, Tesoriere: Stivaletti Andrea, Consiglieri: Federica Spacca, Francesco Fantacci, Carlo Magini, Maria Grazia Bianchini, Sergio Fabiani, Ilaria Ventre, Giulia Lanzini, Guido Anselmi. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc_cinigiano@alice.it - www. prolococinigiano. org seguici su: Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Irene Dari, Cristina Bartalucci - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

... fatti nostri,

Indice

... fatti nostri,

In copertina foto del quadro in rilievo di cartapesta donato alla comunità di Montcuq.

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Bacheca

bacheca
GENNAIO
MONTICELLO AMIATA
Sabato 4 Domenica 5 Lunedì 6 Domenica 5 Lunedì 6 Venerdì 3 Sabato 11 Casa Museo ore 15,30 “LA CASA DEI POPOLI” “Dal calar del sole, la befana per le vie del paese” Piccolo Teatro ore 15,30 “Arriva la befana” “La befana vien di notte” 16,00 “Arriva la befana” Teatro Comunale ore 21,15 “GIOCHI E MUSICA CON LA BANDA” Saletta conferenze teatro comunale ore 17,30 ASSEMBLEA dei soci Pro Loco Cinigiano Presentazione …fatti nostri, video 2013 BILANCIO XLIV FESTA DELL’UVA ATTIVITA’ SVOLTA anno 2013 BILANCIO CONSUNTIVO 2013 PRESENTAZIONE ATTIVITA’ 2014 COSTITUZIONE SEGGIO EELETTORALE LA PAROLA AI SOCI apertura tesseramento 2014 ore 20,00 “GRAN BANCHETTO”

CASTEL PORRONA CINIGIANO

2

FEBBRAIO
CINIGIANO
Domenica 9 ELEZIONI CONSIGLIO PRO LOCO CINIGIANO Seggio presso palazzo Bruchi dalle 8,00 alle 20,00 Nelle ultime tre consultazioni è stato possibile votare anche tramite posta. Il socio può votare inviando al nostro indirizzo, chiuso in una busta, un foglio bianco piegato in quattro con indicato, massimo, i 14 nominativi che si intende votare.

MARZO
CINIGIANO
Mercoledì 5 PIAZZA MARCONI dalle ORE 19,00 “La notte dei rivolti”. ”Benedizione del maiale a Baccalà” Musica Rivolti Polenta Porchetta e Vino ESTRAZIONE LOTTERIA XXIV FESTA DELL’UVA 2012 NUMERI VINCENTI 1 I PAD 3 WI FI GB N° 21152 SAMSUNG ROBOT ASPIRAZIONE vcr8874T3B N° 0523 3 PHILIPS DOCKING STATION as851 N° 2274 4 NIKKEI TV LED 2’’NK 22V60 N°1836 5 SINGER 8280 MACCHINA DA CUCIRE N°1661 6 MOULINEX SBATTITORE ELETTRICO CON CIOTOLA HM412 N°1727 7 VILEDA SCOPA ELETTRICA + CATTURAPOLVERE N° 2283 8 MAXTRO KIT TRAPANO CON ACCESSORI 500 W N° 2762 per ritirare i premi rivolgersi in sede
Nome Cognome Recapito Telefonico

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WWW.PROLOCOCINIGIANO.ORG
Contrada

rivolti
venerdì sabato domenica v

FESTA
XL XLIV

Pescina

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UVA

3 2013
2013

5 6 4ottobre
XLIV

LOTTERIA

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LE FOTO DEI PREMI SONO INDICATIVE.

Numeri di utilità nazionale 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 800 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 ACQUEDOTTO DEL FIORA - NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407 UFFICI POSTALI Cinigiano - 0564/994134 Monticello Amiata - 0564/992781 Sasso d’Ombrone - 0564/990705

MISERICORDIA CINIGIANO - 338/4396799 FRATRES CINIGIANO 335/481440 MEDICI Dott. Giovannini A. 0564/990709 (amb. Sasso d’Ombrone) Dott. ssa Bargagli D. 0564/99344 (amb. Cinigiano) Dott. ssa Naldini L. 0564. 992752 (amb. Monticello Amiata) DENTISTA Dott. Galeotti Alberto 333.2321993 GUARDIA MEDICA Emergenza Sanitaria 118 U. s. l. 9 zona 3 0564/993311 usl 9 zona 3 0564/483040 amministrativo 0564/483041 studio medico ginecologico 0564/483042 infermieri 0564/483043 guardia medica 0564/483044 pediatria/psichiatria 0564/483045 assistenza sociale 0564/483046 veterinario Fax 0564/993311 INFORMAZIONI TURISTICHE Pro - loco Cinigiano 0564/994187 Pro - loco Monticello Amiata 0564/992777 Strada del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata 0564/994630 COMUNE DI CINIGIANO centralino 0564/993407 ORARIO APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI dal lunedì al venerdì 10.00-13,30 • martedì 8,30-13,30 Pomeriggio martedì giovedì 16,00-18,00

AMBIENTE. ATTENZIONE IMPORTANTE - Nuovo gestore al posto del Coseca

Per il ritiro degli ingombranti a domiciclio, per le segnalazioni e per le informazioni relative ai servizi di igiene urbana chiamare il numero verde del nuovo gestore: servizi ecologici integrati (s.e.i.) 800 12 74 84

PANIFICIO BATANI
di Gianluca Batani & C. snc Loc. La Concia -Monticello Amiata Tel. 0564 992730 -Fax 0564 992750

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Numeri utili

NUMERI UTILI

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La nostra posta

“SENZA MEMORIA UN UOMO E’ UN PRECIPIZIO” Simone
on hai mai sentito il silenzio di seicento persone? E’ come un urlo soffocato, agghiacciante. E’ quello che ti ha accompagnato il 26 novembre. Ognuno, chiuso nel frastuono dei propri pensieri, respirava senza rumore. Solo dai gesti brevi, dai cenni laconici, potevi intravedere di cosa erano fatti quei pensieri: angoscia, sgomento e profonda tristezza. Prima della fila dei cipressi sei entrato nella folla con un sorriso, un incitamento, una battuta, ma erano di circostanza; anche il sole è, quel pomeriggio, di circostanza: una roccia arsa dal vento di tramontana. Non hai sentito gli amici che ti chiamavano, urlavano il tuo nome, non hai visto lo spiraglio di luce nella fenditura della tua roccia. Non hai pensato...oh sì, hai pensato anche troppo e tutto è diventato insormontabile, insostenibile..., allora hai sbattuto la porta e te ne sei andato. Ti vedo ragazzino con una bici grande per te, girare in lungo e in largo per il paese. C’era sempre qualcosa da vedere, da cercare. Se qualcuno ti chiedeva a cosa servisse o cosa fosse l’oggetto trovato, tu alzavi le spalle, una pedalata ed eri già lontano. Sei stato vicino a nonna Primetta, così piena di racconti, di esperienza e di figli. Con lo zio Adolfo hai imparato a camminare sugli ulivi: lui tagliava e tu guardavi. Poi sei andato da solo.

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La scuola ti dava meno della campagna. Manzoni, logaritmi, percentuali non si traducevano, per te, in tempi di semina e di raccolto. Con la bici, che diventava sempre più piccola, bevevi la brezza fresca e riconoscevi le tue radici e i tuoi legami. Giovane, ma già pieno di passato. Non ti importa cercare altrove ciò che il paese ti offre a piene mani. Da prima era il tuo habitat, è stato il tuo vestito, ora è la tua pelle. Fissi le tue radici, quando i coetanei ancora si guardano intorno. Prima la casa poi la famiglia. Le convenzioni sociali le calzi senza sforzo. Poi domande trattenute, sospese che aprono voragini; domande senza risposta che tagliano la forza e bruciano il respiro. Il corpo stremato si allontana. I pensieri diventano pietra, i ricordi, i legami si fanno leggeri, sono uccelli poi nuvole dilaniate dal vento. Nessun ricordo è più quello giusto. “Senza memoria un uomo è un precipizio” I ricordi, il passato sembrano di altri, non li riconosci più. Li lasci cadere e tu precipiti senza lotta. “Senza memoria un uomo è un precipizio”. Il paese ricorderà. Tu camminerai ancora sugli ulivi e raccoglierai pietre e oggetti per fermare i ricordi, per tenere il passato ancorato al presente a segnare il confine tra finito e infinito. Clori

Alakus Rezan Di Osman e Hanim Nato a Grosseto il 30.09.2013 Via Colonnello 4 Monticello Amiata Alessandri Anna Di Alberto e Cecconami Silvia Nata a Grosseto il 16.11.2013 Pod. Spiritello 1 Sasso d’Ombrone Caporali Cloe Di Luciano e Sara Petricci Nata a Grosseto il 01.11.2013 Piazzale Don Luigi Sturzo 5 Cinigiano Gjorllaku Miseldi Di Shemsi e Elida Nato a Grosseto il 25.09.2013 Pod. Pian del melo 1 Piantaverna Jaku Marco Di Pllum e Violeta Nato a Grosseto il 03.10.2013 Vicolo Ombrone 7 Sasso D’Ombrone

Mendoza Sonco Stefano Santiago Di Francisco Santiago e Sonco Guevara Luz Marina Nato a Grosseto il 24.10.2013 Via del chiassetto 3 Cinigiano Moumma Abdelmoula Di Sallam e DihaniKhadija Nata a Grosseto il 27.08.2013 Via del Sassone 12 Castiglioncello Bandini Stivaletti Ginevra Di Marco e Rossi Janette Nata a Siena il 28.09.2013 Via castello 4 Sasso d’Ombrone Storoja Aurora Di Sergiu e Rusnac Ludmila Nata a Grosseto il 14.09.2013 Pod. Maladina 1 Monticello Amiata Tunc Yezda Di Metin e Sevda Nato a Grosseto il 19.09.2013 Via Botroncupo 14 Cinigiano

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ANNO 1956 Chi l’avrebbe detto !!!
ell’anno in cui Francis Crick e James Watson, scoprivano il DNA Edmund Hillary e NorgayTensing scalavano l’Everest e inizia la rivoluzione cubana; nell’anno in cui nascevano maestri dello spettacolo come Kim Basinger, Sergio Castellitto, Eleonora Giorgi e Gigi Marzullo, Nanni Moretti e Ron. Nell’anno in cui venivano alla luce campioni come Scirea, Zico, Sara Simeoni, Gentile e Falcao, nell’anno in cui fu fatta la prima telecronaca di una partita di Calcio…con un oroscopo che ci dava fortunati in amore per la presenza di venere; ci presagiva buone energie ed ottima salute con equilibrio interiore invidiabile, anche se non sarebbe-

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ro mancati mal di schiena e disturbi cronici; che ci augurava astri ben disposti alla realizzazione dei nostri progetti, anche se qualche astro pazzo ci avrebbe messo i bastoni tra le ruote rallentando i nostri piani e ci metteva in tasca molti soldi, perché abili risparmiatori anche nel prevedibile calo di guadagni e ritardi nei pagamenti, in quell’anno vedevano la luce soggetti speciali nelle terre del Comune di Cinigiano. Oggi al Campino tutti insieme a festeggiare i loro sessant’anni.
Da sinistra: Lorena Giannetti, Assunta Cavallaro, Laura Pisani, Graziella Moscatelli, Ivo Ferretti, Teresina D’attolo, Vittorio Ardenghi, Donella Sassetti, Carmela Galassi, Severino Armanni, Simonetta Danubi, Anna Bernardini, Luciano Tavaroli, Lauriano Panfi, Loriana Rusci, Mario Annoni, Don Antonio Bartalucci e Daria Bartalucci.

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La nostra posta

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Cinigiano in libreria

EMMA Il terzo romanzo di Gina Ceroni
di
UN ROMANZO ECCEZIONALE CHE Tarlati RISPOLVERA DA UN TEMPO PASSATO IL DESIDERIO Bernardina IMMORTALE DI TRASCORRERE UNA VITA INTENSA.

GINA CERONI

Gina Ceroni

Emma

A

Emma nasce a cavallo di due secoli, nel cuore della Belle Époque. È una ragazza intraprendente, coraggiosa, carica di fascino e di personalità, capace per certi versi di anticipare rivoluzioni che accadranno solo diversi anni più tardi. Per una ragazza così, la vita che le donne erano relegate a fare in quell’epoca è troppo stretta: non le basta riuscire a fare un lavoro “da uomini” in un ufficio e neanche sposarsi con un uomo che non le fa mancare nulla. Emma ha bisogno di avventure e di passione, e non si farà fermare dalla famiglia o dalle consuetudini. Eppure questo non dice molto di lei. Intanto sullo sfondo c’è l’Italia di fine Ottocento e inizio NoMa è un’Emma di Maremma quella che Gina la cimaremma racconta, splendida vecento, presa tra tradizione e modernità. E c’è soprattutto toscana: la spiaggia, il padùle, la palude vibrano spesso all’unisono con con i suoi capelli come larappresentano bella Marsilia, incantatrice di sultalo stato d’animorossi, dei personaggi e ne quasi l’estensione. Gina Ceroni ci presenta un personaggio determinato ed estremamente ni. Unafemminile, donna chediinsegue sogno realizzazione, nel lavoro, capace affascinare il un lettore e di farlo di innamorare, un’eroina che ricorda le più celebri figure nate dalla penna di Jane Austen.

mmicca a Madame Bovary Gina Ceroni in questo suo terzo romanzo, nel quale racconta la storia di una donna che vive a Grosseto, negli anni fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

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nell’amore, nel sesso, ma che non riesce mai a trovare una risposta che la appaghi, non tanto per le ristrettezze del tempo in cui vive, quanto per una propria condizione interiore. Vorrebbe essere come tutte le altre, ma non sa accontentarsi dell’amore pacato del mariGina Ceroni è nata a Cinigiano. Pensionata, attualmente risiede a Grosseto, dove ha lavorato per oltre trent’anni presso breve la Coldiretti. è il suo terzo per l’amante; to come neppure della passione e Emma travolgente romanzo dato alle stampe. Nel 2007 ha pubblicato Una vita da raccontare edito da Altromondo Editore e nel 2011 Come foglia al vento , con ilnon Grupposa Albatros. vorrebbe essere come tutte le altre, ma accontentarsi di una soddisfazione di facciata. Ammira la cognata, sinceramente e perfettamente soddisfatta delle sue convinzioni, ma non può essere come lei. Annaspa, alla ricerca continua di qualcosa che non sa che sia, che poi altro non è che uno spasmodico bisogno di colmare la sua solitudine.Perché Emma è fondamentalmente una donna sola. Sola negli affetti, senza madre, con un padre distratto Euro 15,00 ed una nonna che le vuol bene, ma che non sa essere affettuosa, con un marito innamorato, ma concentrato in se stesso, con una cognata che la soccorre, ma che non la capisce. Sola nella sua città, perché tutti la guardano con diffidenza per la sua bellezza e per le libertà che si prende.Soltanto in riva al mare trova pace, immersa in una natura selvaggia e bellissima.Ed è qui che ritroviamo l’ispirazione più profonda di Gina Ceroni, che ci rappresenta,con i tocchi di chi sa, perché ha visto ed ama, splendidi paesaggi e commoventi scenari, nei quali noi, come lei, lasciamo il cuore. Con lei ci addentriamo nel bosco a sentire il richiamo della beccaccia, ci stordiamo nel sole e nella polvere della mietitura, ci immergiamo in

EMMA

albe e tramonti struggenti; con lei riviviamo la dolcezza e l’asprezza della nostra terra.Prova convincente quindi, che ci conferma la sensibilità e l’attitudine alla scrittura di una donna attenta e volitiva, che ha saputo dare un senso alle sue aspirazioni.

... fatti nostri,

di Massimo Fabiani

C

hi l’avrebbe mai detto che saremmo finiti sulle prime pagine di alcuni quotidiani transalpini? Invece nell’occasione della ricorrenza del decimo anno del gemellaggio fra il nostro comune e quello dei comunidi Montcuq è arrivata l’occasione. La scoperta è stata piuttosto casuale, un amico mi aveva commissionato di comprare qualche quotidiano francese per rispolverare ricordi di gioventù e la lingua. Parlandone con il marito di Nande, la presidente del comitato gemellaggi, non avevo fatto in tempo a dirlo che dopo poco mi aveva già portato un giornale, che sul momento non avevamo aperto. Solo inseguito sfogliando il settimanale LA VIE QUERCYNOISE (5 -11 settembre) nello spazio riservato ai paesi dei dintorni di Cahors, il capoluogo della provincia, un ampio spazio dedicato al nostro arrivo a Montcuq nel quale il corrispondente locale porta a conoscenza del programma a noi riservato e ripercorre la storia del gemellaggio rimarcando spesso il nostro essere Toscani. E invita per il giorno seguente a visitare il nostro stand a Le rue desenfantes dove “i nostri ragazzi mostreranno l’arte di lavorare la carta..” e tante altre cose che neppure io sapevo che avremmo fatto… Altra soddisfazione arriva da LA DÉPECHÊ dove una splendida foto in prima pagina mostra alcuni bimbi italiani e francesi intenti a imparare l’arte della cartapesta sommersi da mille colori e oggetti appena costruiti e da alcuni animaletti in cartapesta portati dall’Italia compresa la storica ape appartenente a un carro della festa dell’uva di molti anni fa. Nella nostra rubrica Notiziando un ampio servizio sulle giornate Francesi.

... fatti nostri,

Cinigiano in edicola

GENTE DI TOSCANA I giornali francesi sul gemellaggio

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Notiziando

ANNIVERSARIO DEL GEMELLAGGIO Cinigiano a Montcuq
di Massimo Fabiani

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rticolo annunciato o come si usa dire in gergo “lanciato” nelle pagine della rubrica: Cinigiano in edicola. Veniamo a raccontare il nostro viaggio in Francia avvenuto ai primi di Settembre. L’invito era arrivato dal Comitato Comunale dei Gemellaggi di Montcuq alla nostra Amministrazione per festeggiare il decimo anno di gemellaggio dei nostri Comuni. L’occasione giusta poteva essere la loro festa, oramai diventata famosa in tutta la Francia: “ La rue desenfantes” tradotto alla lettera la strada dei ragazzi. Dopo vari contatti fra il sottoscritto, in veste di assessore al Turismo e la signora Nande presidente del comitato francese si è deciso di partecipare dando sicuramente priorità ai ragazzi, accettato di buon grado dai francesi il poter presentare il laboratorio didattico di Cartaphesta, organizzato dalla pro loco di Cinigiano ma ben conosciuto in tutte le scuole primarie, grazie alla collaborazione di Emma e Giulia del servizio civile. Avvisato tutti i ragazzi e in seguito la popolazione per raggiungere un numero tale da riempire un Autobus. Chiesta la collaborazione alla pro Loco Cinigiano, l’organizzazione è partita. E così un bel gruppo composto da insegnanti da rappresentanti di associazioni locali e da tanti bimbi, nel primo mattino del 6 settembre con ritrovo al Consorzio per prendere l’autobus, un comodo granturismo, per partire alla volta della lontana Montcuq. Con ancora 997 chilometri da percorrere, in pratica al fosso del Bagnolo, dopo cinque chilometri da Cinigiano c’è chi decide di rivedere le salsicce co’ fagioli mangiate alla sera e la carovana si blocca per la prima forzata tappa. Con questo rullino di marcia facendo i dovuti calcoli, calcolando una fermata ogni cinque chilometri per almeno dieci minuti a sosta, dovremmo arrivare per il fine settimana … ma quello successivo alla festa. Fortunatamente non è andata così solo qualche piccolo intoppo per urgenti pipì o ancor più urgenti pupù poi per il resto giochi canzoni e “son-

nelli”. Le oltre diciassette ore di viaggio sono trascorse con assoluta tranquillità. Appena lasciata l’autostrada per raggiungere Montcuq ricordavo un certo deserto oggi invece ho visto molti capannoni illuminati, supermercati e locali come una discoteca e forse anche uno di quegli hotel francesi, self service per intenderci, molto usati da chi vuole fare una gita di pochi giorni oppure andare allo stadio o a altro evento e oggi mi dicono anche adatti per chi lavora, visto il prezzo abbordabile. Lasciata la strada principale per imboccare la via che porta al paese attraverso un lunghissimo viale alberato di platani, che per l’occasione forse grazie alla pioggia e al vento, ci accoglie con “un’infogliata” e anche con qualche ramo spezzato sul manto stradale. Ritrovo al circolo comunale per la cena, decisamente ottima e abbondante e una serie di persone che ci salutano molte delle quali conosco e mi chiamano per nome, baci e abbracci e già arrivano i signori che si sono offerti di ospitarci nelle loro case per le due o tre notti che trascorreremo in paese. L’orario di ritrovo, per il mattino seguente, è alle nove per allestire il nostro spazio con tutta l’ attrezzatura occorrente fatta di colla, forbici, cartoncino, giornali, lavoretti già ultimati e tanto entusiasmo. Purtroppo quest’anno la famosa nuvola, di Fantozziana memoria, sta sempre sopra a tutte le iniziative che intraprende la pro loco Cinigiano e ci ha seguita fin quaggiù elargendo quanta più acqua potesse. Ma i francesi sembrano più “avvezzi” di noi alla pioggia e con una certa indifferenza affollano la zona sotto la torre, recentemente restaurata e adibita a museo. Non mancano i visitatori anche sotto il nostro gazebo dove Lelia, Simona, Giulia, Emma e Barbara e chi capita illustrano ai bimbi francesi ma anche agli adulti interessati l’arte della cartapesta … il lavoro non manca, anche se disturbato dalla pioggia, non si ferma mai neppure per le soste del

... fatti nostri,

... fatti nostri,

pranzo. Per il resto della comitiva libera circolazione per i vari spettacoli del ricchissimo programma della manifestazione. Interessante sul depliant del programma un modulo che indica la possibilità di fare un offerta al comitato organizzatore a partire da venti euro con la possibilità di dedurlo dalle tasse in misura superiore al sessanta percento con indicato anche il costo reale della spesa.Meritata cena nelle sala di in uno dei comuni dell’unione con il sindaco e il presidente della provincia e tanti italiani venuti a accoglierci, scambio di doni, noi con i cesti riempiti di prodotti della nostra terra e confezioni di vino offerte da alcuni produttori del nostro comune, colgo l’occasione per ringraziarli. Rientro ognuno al proprio ovile, con servizio personalizzato per ogni ospite e pronti per il riposo in attesa della domenica che si presenta per il sottoscritto con qualche bizza da soddisfare agli autisti, subito risolta con la grande pazienza della presidente del comitato gemellaggi. Ritorno alla nostra postazione con scoperta, grazie all’interessamento di una delle responsabili della casa per anziani, che la nostra “cartaphesta” può essere inserita fra le attività ludiche sia per gli anziani sia per i portatori di handicap.. c’è sempre qualcosa se pur semplice da imparare!!! Visita al mercato settimanale che nonostante la pioggia copiosa è affollatissimo e piacevole sorpresa per il sottoscritto a distanza di anni è ancora il solito mercato fatto da tanti produttori locali che portano in piazza di tutto e con pieno orgoglio sia da chi ha pochi chili di frutta o qualche bottiglia di vino, sia da chi ha più importanti assortimenti di aziende sicuramente di dimensioni maggiori. Spiccano i ricchi banchetti con salumi di ogni tipo fra questi le ottime salsicce di oca ele innumerevoli qualità di formaggi e ortaggi. Ma manca qualcosa, dov’è “ la mi’ donnina” che dieci anni fa ci aveva mostrato come si realizza un dolce locale e che io avevo stressato per farmi raccontare la sua arte pasticcera? La cerco ma al suo posto un banchetto sempre molto piccolo, un metro o poco più, decisamente più moderno del suo in legno color verde salvia, con sopra tre torte racchiuse in un contenitore di plexiglas e ben scatolate. Non mi avventuro in nessuna domanda al distinto signore del banchetto, ma cerco in giro volti conosciuti che mi possono rispondere sulla signora della torta.Vedo il mio angelo custode francese la signora Nande che mi spiega che la signora è da diverso tempo che non fa più il mercato e che oramai ultra novantenne è da qualche mese in casa per motivi di salute. Il dolce se non mi confondo si chiama Pastis ed è fatto di tanti strati finissimi di sfoglia che ben ricordo che a suo tempo raccontai dettagliatamente la sua lavorazione da queste pagine. Occorre una grande abilità per realizzarlo e vederlo fare mi affascinò tantissimo forse più del sapore decisamente particolare come la sua consistenza piuttosto marcata …non capisco bene con quale utensile vada mangiato: forchetta, coltello oppure ambedue,non è facile fare delle fette o dei bocconi allora un

consiglio procedere come madre natura insegna fare un pezzetto come viene e poi “giù morsi”. Incontro ufficiale sotto il portico della scuola per organizzare il prossimo incontro a Cinigiano e sviluppare un progetto con il coinvolgimento delle scuole. Ritorno sotto la torre perché a breve arriva l’attrazione del giorno la street band “Grandpique–nique musical” una band fatta di buoni musicisti, eccellenti saltimbanchi e veramente simpatici che con le loro musiche e la loro mini roulotte trainata da una buffa macchina, che ogni tanto si incendia e necessita di essere spinta per ripartire e che si trasforma in palcoscenico per il concerto, ha offerto a grandi e piccini uno spettacolo coinvolgente e particolarmente divertente dove anche noi, ma in particolare i ragazzi non hanno potuto che partecipare con i coetanei francesi. Anche gli altri spettacoli sono stati decisamente di ottimo livello confermano Francesca e altri, e non poteva non essere così visto che siamo nella patria dei mimi, dei clown e dei giocolieri. Ancora ospiti di un altro comune del comprensorio di Montcuq e ancora una gran cena organizzata di tutto punto con ottimi vini e sorpresa finale per tutti la mitica torta Pastis. Serata con le autorità al completo il rappresentante del Comune di Montcuq e della provincia. Musica affidata allo scanzonato Peter, di chiara origine inglese che ben si cimenta in melodie degli anni cinquanta. Spazio al Coro locale nato per valorizzare il dialetto occitano e che ci ha regalato anche una Bella ciao. Non potevamo non rispondere alla sfida canora e fra grandi e piccini, ma meglio i piccini, abbiamo improvvisato un coro degno di essere ascoltato …almeno per qualche canzone. Rituale scambio di doni e il più ambito, forse finirà nella sede provinciale, mi riferisco al quadro in rilievo di cartapesta fatto dagli insegnati di “Cartaphesta” su disegno di Lorenzo Lucattini vincitore del concorso organizzato per la specifica occasione. E’ già il momento di rientrare, di lasciare questa terra che assomiglia molto al nostro territorio tanto che in diverse locandine pubblicitarie compare la scritta la Toscana di Francia. Giorni intensi tante cose da imparare e alcune anche da insegnare, incontri decisamente importanti che possono arricchire notevolmente ognuno di noi e le nostre comunità.

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IL PANIGAGLIA La guerra non finisce mai
di Massimo Fabiani Foto nave gemella del Panigaglia

Di primo mattino del 21 giugno del 1947 la Panigaglia salpava dal martoriato porto di Pantelleria con a bordo 330 tonnellate di Bombe provenienti dai famosi depositi sotterranei dell’isola. Nei primi anni del ’40 l’isola di Pantelleria doveva divenire il nostro baluardo sul mediterraneo e alcuni lavori furono eseguiti, come il grande deposito che stoccava munizioni e viveri e il famoso hangar tutti ben protetti in quanto realizzati sotto terra, stessa operazione doveva essere fatta

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La storia della nave

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u Camillo Benso Conte di Cavour a volere il Cantiere Navale del Muggiano nel golfo di La Spezia, è da questi cantieri, ricchi della nostra storia navale, sono usciti fin dai primi del’900 famosi sommergibili come il vecchio Foca, fino a arrivare al più recente Scirè . Ma altri fiori all’occhiello come incrociatori, piroscafi e anche imbarcazioni civili, come la motonave Arborea conosciuta per i suoi particolari interni realizzati dall’architetto Borea hanno visto prendere il largo da questi cantieri.La Classe Panigagliaera composta da tre mezzi navali: Panigaglia, Buffolotto e Vallelunga. La Panigaglia nave da trasporto munizioni e posamine venne varata nel 1923 e nello stesso anno prese il mare, gemella della Vallelunga ebbe sicuramente una storia ancor più travagliata. Non ricordo bene, ma mi sembra di aver letto che ebbe qualche problema anche durante il varo. L’8 settembre del 1943 il giorno dell’Armistizio La Panigaglia era in porto a La Spezia e fu facile preda dell’Esercito Tedesco ma un mese dopo, in un bombardamento aereo, colpita da due bombe “cadde a picco” affondando. Fu recuperata dai Tedeschi che decisero di riparala, il lavoro durò dall’11 gennaio del 1943 all’20 aprile del 1944. Ribattezzata con il nome Westmarkentrò a far parte della Kriersgmarine come posa mine il 28 settembre del 1945. La storia tedesca della Panigaglia durò poco,gli stessi tedeschi in ritirata negli ultimi giorni di aprile del 1945 la affondarono. Rimessa a galla nel 1946 riprese il suo nome originale e tornò al servizio della Marina Militare Italiana come trasporto munizioni. Il trattato di pace del 1947 assegnò la nave alla Francia, ma in realtà il passaggio non avvenne mai e questo per nostra fortuna, visto che oramai laPanigaglia era l’unica nave da trasporto munizioni a disposizione del nostro paese. L’ultimo viaggio

per le postazioni di difesa ma con l’ingresso in guerra i lavori non andarono avanti e se pur ben armata e con oltre 11000 uomini a difesa, l’esercito alleato decise di non rinunciare a questa “testa di ponte” scatenando una serie infinita di attacchi che iniziarono l’8 maggio del ’43.Dopo aver più volte rinunciato alla resa, chiesta dalle forze alleate, il comandante Ammiraglio Pavesi,comandante delle forze militari dell’isola, chiese e ottenne da Roma l’autorizzazione a arrendersi. Tornando a quei caldi giorni di fine giugno del ’47 la nostra navecon al comando il tenente di vascello Agostino Amato e con a bordo un totale di 65 uomini di equipaggio, aveva la missione di portare il proprio carico al deposito di munizioni del Pozzarello di Santo Stefano, sul promontorio dell’Argentario. Dopo aver fatto scalo a Trapani “al tocco” del giorno 26 giugno pose l’ancora per motivi di sicurezza a circa quattro chilometri da Santo Stefano nella rada di Santa Liberata. Le operazioni di scarico dovevano avvenire attraverso due barconi di proprietà della Società Montecatinioperante in Orbetello uno dei quali con Capobarca Armando Loffredo con dodici operai civili. Il lavoro di sbarco avveniva con minuziosa cautela e lentezza, non più di ottanta tonnellate per volta erano trasportate attraverso specifici telai di fabbricazione giapponese per poter calare senza scossoni le munizioni in due pontoni. Lascio ai cronisti del momento il racconto: Da l’UNITA’ di mercoledì 2 luglio 1947 .......... Il primo allarme pare si sia avuto verso le 11 quando uno scoppio a prua, apparentemente di scarsa gravità, faceva avvertiti i marinai che qualche cosa di grave stava per accadere. Subito i membri dell’equipaggio si precipitavano, seguiti dai 12 operai addetti allo scarico, verso il luogo minacciato. Il capobarca Armando Loffredo, domandava se doveva allontanarsi o no con il barcone, che era già quasi completo del

carico da trasportare a terra. Non faceva in tempo a ricevere la risposta. L’esplosione a prua ne provocava, per simpatia, altre. In breve tutta la coperta divenne un inferno di esplosioni: saltavano in aria i piccoli mucchi di munizioni accatastate sul ponte in attesa del trasbordo e con esse saltavano in aria pezzi di coperta che ricadevano con lugubri tonfi nel mare. Una parte delle munizioni fu proiettata su Monte Argentario provocando l’incendio, ancora non domato, di una macchia. Rapidamente il ponte fu sommerso da un mare di fiamme e di fumo. Sotto coperta era un inferno di urla e di uomini che correvano verso i boccaporti in un ultimo disperato tentativo di salvarsi cercando la vita nel tuffo in mare. A nessuno però il disperato tentativo riuscì Le esplosioni si propagarono sottocoperta e alle 11e 10 con un fragoroso boato, mentre il semaforo di Monte Argentario trasmetteva verso terra disperati segnali di soccorso, saltava in aria l’intero deposito di munizioni. Poi saltavano le caldaie e getti di vapore bollente si levavano in aria. La nave si rovesciava immediatamente. Il barcone della Montecatini scompariva addirittura e con lui il capobarca Loffredo di cui non sono stati neppure ritrovati i resti..... Seduta Parlamentare del 1° Luglio 1947

Interno chiesetta di Santa Liberata

De Gasperi, Presidente del Consiglio dei ministri

Onorevoli colleghi, ritengo doveroso dare all’Assemblea comunicazione ufficiale del luttuoso avvenimento di stamane a Porto Santo Stefano, di cui hanno dato notizia sommaria i giornali. Per lo sgombero di Pantelleria imposto dalle clausole del trattato di pace, è in funzione fin dalla metà del 1946 una commissione di esperti per decidere circa il ricupero dei materiali bellici. Tale commissione aveva avuto disposizioni di ricuperare solo quel munizionamento che desse assoluta garanzia di conservazione e che risultasse veramente utile alle forze armate. … … Successive notizie confermavano purtroppo che durante le operazioni di scarico, per cause non ancora precisate, si era manifestata una violenta esplosione, che provocava la perdita della nave e la morte di 55 membri dell’equipaggio, di 12 operai civili e del maresciallo della sezione staccata di artiglieria di Grosseto, adibiti allo scarico. … … Si sono immediatamente recati sul posto, per dirigere le operazioni di assistenza, il comandante in capo del dipartimento militare marittimo di La Spezia, ammiraglio Vietina, ed il sottocapo di stato maggiore della marina militare ammiraglio Pecori con due capitani di vascello dipendenti. Sono subito stati inviati da Livorno e da Roma mezzi di soccorso. In particolare da Roma sono partite complessivamente sedici autoambulanze con medici e alcuni camion con materiale
Chiesetta di Santa Liberata

... fatti nostri,

sanitario delle tre forze armate. Un aereo di soccorso si è recato sul posto da Vigna di Valle. È stata disposta una inchiesta intesa ad accertare le cause determinanti del gravissimo incidente e le eventuali responsabilità.Il prefetto di Grosseto è sul luogo per recare i primi soccorsi alle famiglie. Un quarto d’ora fa ho ricevuto un telegramma, che lascia un raggio di speranza per qualcuno che in un primo tempo era considerato vittima.Il telegramma dice: «Stamane ore 11 nave Panigaglia saltata in aria rada Santa Liberata per esplosione oltre tonnellate 300 munizioni. Inviati soccorsi terra et mare sotto direzione questo Circomare ricuperati fino at questo momento quattro cadaveri. Su spezzone estrema poppa affiorante in basso fondale avvertito presenza personale vivo: corso operazione perforazione lamiera fiamma ossidrica per estrazione con probabilità successo. Mezzi idonei per assistenza sono sul posto; altri speciali mezzi di soccorso non ritengonsi necessari. Comunicasi nome personale salvo perché a terra per servizio: tenente vascello comandante Agostino Armato; sergente radiotelegrafista Tavazzano Bruno; sottocapo furiere Coletta Mario; marinaio Costantino Govanni; infermiere Burro Aldo. Con Panigaglia saltato barcone società Montecatini addetto discarico; capo barca Loffredo Armando unico a bordo scomparso. Circomare Porto Santo Stefano 141001». Onorevoli colleghi, comunicando all’Assemblea questa luttuosa notizia, mentre assicuro che il Governo farà tutto il possibile per soccorrere le famiglie e assodare le responsabilità, sono certo di interpretare il pensiero del Governo e il sentimento unanime dell’Assemblea, interprete a sua volta del paese, inviando un pensiero commosso ai marinai, al personale dell’esercito e agli operai vittime del loro dovere ed esprimendo le nostre sincere condoglianze alle famiglie, alla marina, all’esercito per tanta iattura. Presidente. (Si leva in piedi e con lui tutta l’Assemblea e il pubblico delle tribune). L’Assemblea esprime, attraverso la mia voce, il suo profondo cordoglio per l’immane disastro, che, gettando nel lutto tante famiglie italiane, ferisce profondamente anche il nostro cuore. Vi sono, dunque, ancora dei morti sulla via dolorosa, che il nostro popolo deve percorrere per riuscire alla sua salvezza. Esprimo l’auspicio, anche in nome vostro, onorevoli colleghi, che il loro martirio valga almeno a cementare sempre più saldamente le nostre forze, di noi che siamo vivi, per lavorare e per costruire. (Segni di generale assenso).

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Primo Fabbri

Dall’ “Assemblea Costituente”: Relazione del Ministro della Difesa Mario Cingolani
(2 luglio 1947)

... fatti nostri,

...mi sono recato sul posto ieri sera e per tutta la notte ho assistito ai tentativi di innalzamento della poppa del relitto della nave saltata in aria. Posso dire che tanto da parte degli elementi della Marina che dell’Esercito, come da parte di marinai civili, è stato fatto tutto quello che si poteva per tentare di penetrare nella poppa della nave affondata. La voce che si era sparsa, e che sembrava seria, che fossero rinchiusi nella poppa e protetti da una bolla d’aria cinque superstiti, è purtroppo priva di ogni fondamento. Il lavoro fatto per portare a salvamento l’unico sopravvissuto, tale Salvatore Somma, militarizzato, è stato intensissimo. La perforazione della lamiera è stata fatta con molta difficoltà, anche perché le scintille e il fumo arrivavano all’interno del piccolissimo locale ripieno di rottami di macchine, nel quale si sosteneva, con l’acqua fino alla gola, questo operaio che era indubbiamente dotato di energia fisica ed energia morale veramente notevoli. Ed infatti dall’interno ha potuto, attraverso due fori che erano stati praticati al principio per potergli fare arrivare un poco di luce e d’aria, dirigere l’operazione, avvertendo di sospenderla al momento in cui il fumo e le scintille minacciavano di togliergli quel poco d’aria che riusciva a respirare.Da uno dei due fori che erano stati praticati gli è stata passata una bottiglia di cognac che egli ha appena assaggiato, dicendo che sentiva che gli avrebbe fatto male. Il militarizzato Somma aveva accanto a sé un compagno di cui

conosceva appena il nome che egli ricorda come un essere molto gracile. Questi non ha potuto mai battere a parete. I colpi battuti ripetutamente erano pertanto del solo Somma, che ha agito senza pensare di proposito al loro numero, e non per far conoscere, come gli era stato richiesto dal primo foro praticato, quanti erano i salvati. Ne viene di conseguenza che quando, con ripetuti sforzi, dall’unica perforazione resa possibile dal mare che era frattanto divenuto cattivo, si poté trarre fuori lo scampato, non vi fu più nessuna speranza di poter salvare con lui altri superstiti. Così che la speranza a cui ci si era attaccati, dopo l’interrogatorio del Somma, di poter salvare i presunti cinque uomini, era destituita di fondamento. Posso aggiungere che il lavoro notturno fu effettuato da un solo palombaro della Marina militare perché gli altri civili accorsi non hanno ritenuto di poter lavorare di notte con l’ausilio di un grande faro, ma che illuminava, sott’acqua, solo a minima profondità. I marinai civili hanno fatto una bellissima opera con dei sacchi di rena per cercare di delimitare la zona per tutta la durata del mare mosso, intorno al portello aperto con la fiamma ossidrica. Ma purtroppo il mare lungo succeduto al mare mosso ha impedito che si potesse proseguire nell’opera intrapresa. Sono stati convogliati al luogo del disastro i pontoni più potenti che possiede la nostra Marina e in particolare quello di La Spezia che può sollevare fino a 400 tonnellate.....ma essi, per la loro velocità limitatissima, sarebbero potuti arrivare nelle acque di Santo Stefano soltanto nel pomeriggio di oggi. Il palombaro militare, che ha lavorato con estrema abnegazione, è riuscito ad imbragare la poppa; dico la poppa perché l’esplosione è stata tanto violenta da sollevare completamente in aria il Panigaglia, rovesciarlo su se stesso e lanciarlo ad oltre 100 metri dalle boe. Intorno relitti umani sono stati raccolti in piccola quantità. Forse molti morti sono ancora nello scafo. Quattro morti sono stati raccolti nell’ospedale di Orbetello, dove ci sono due feriti: il Somma che va riprendendosi rapidamente, in preda a choc nervoso, e ferito nelle parti posteriori in seguito alle lacerazioni prodotte dai rottami di macchina, ed un ferito civile che passava in camion sulla strada e che è stato sbalzato fuori dal veicolo per la violenza dello spostamento d’aria. Non vi sono altri feriti. Due case sono state colpite, delle quali una è veramente danneggiata; un enorme pezzo di lamiera ha perforato il tetto e si è fermato al piano superiore della casa.... Per fortuna è una casa restaurata per la villeggiatura...L’assenza della famiglia dei pigionanti ha evitato altre vittime....”

Dalla gente…

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ome nel nostro stile non potevamo sentire “voxpopuli” e in quel di Santo Stefano molti conoscono la storia della Panigaglia sia per averla vissuta sia per averla più volte sentita raccontare.Si narra che prima di sentire il boato dell’esplosione una forte folata di vento attraversò il Monte Argentario e poi i vetri in frantumi sia a Santo Stefano che a Orbetello e molta gente che correva senza sapere per dove “tutti fuori in strada”. C’è chi gridò al terremoto chi a un bombardamento aereo, il terrore della guerra era ancora ben vivo in tutti. I soccorsi arrivarono subito da l’Argentario e

da Grosseto anche se ci fu bisogno anche di chiamare anche sedici ambulanze con personale medico a bordo anche da Roma che arrivarono “dopo fochi”. Un aereo dei camion militari con medicinali, palombari e molto personale medico il tutto coordinato da due ammiragli : Pecori Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare e Vietina Comandante del dipartimento militare della Marina di La Spezia. Anche se tutti concordano che un più rapido intervento non avrebbe variato di molto la situazione vista la violenza dell’esplosione. La popolazione di Santo Stefano volle che una lapide fosse apposta nel cimitero, anche nei pressi della rada di Santa Liberata vi fu costruita una chiesetta dedicata alla santa a ricordo delle vittime de tragico evento e a ringraziamento dello scampato pericolo. In tempi più recenti nel 2007 per la ricorrenza del sessantesimo anniversario dell’esplosione della nave, per volontà di alcuni familiari e dell’ANPI Grosseto è stato inaugurato presso le Mura Medicee grossetane un cippo nell’iscrizione è stato sottolineare il significato, se così si può dire, di quelle morti, assieme all’assurdità implicita della guerra, che ne fu la causa prima, anche se non diretta.

La resa dei conti

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’inchiesta sulle cause dell’esplosione non aggiunse molto a quanto emerso nel primo momento. Esplosione accidentale provocata dal surriscaldamento delle munizioni, stivate in locali poco areati, o dalla caduta di una cassa di munizioni forse di bombe amano o dall’esplosione sempre per surriscaldamento, di alcuni detonatori che a catena fecero da scintilla per la tragica esplosione. Sessantanove furono i morti, il Maresciallo dell’Artiglieria di
Grosseto Mura Medicee il cippo commemorativo

... fatti nostri,

Grosseto, cinquantacinque marinai, il Capobarca Loffredo a bordo del Barcone della Montecatini,e dodici operai civili fra questi Primo Fabbri marito della nostra Giovannina. Sinceramente non sapevo che il padre di Marino detto Gnignifosse stato fra le vittime del Panigaglia ma grazie allavoro della classe III D 2012 durante la “giornata della memoria”,avevo potuto vedere un video con delle interviste, fra queste una fatta a Giovannina che raccontava degli anni della seconda guerra mondiale e ricordava il periodo trascorso con il figlio al podere del Salcio e le vicende militari del marito da prima in Africa in Grecia, poi prigioniero in Germania lasciandosi anche andare in una forte dichiarazione “ …odio i fascisti i tedeschi e quel pezzo di m… del Duce che ha fatto fa la guerra…” e della vicenda del Panigaglia dove il marito aveva perso la vita. Poi anche io ho fatto la mia telefonata a Giovannina chiedendo se potevo fargli visita per parlare della “nave maledetta”e con tono deciso mi ha risposto“certo vieni che c’ ho tutto”. Dopo pochi minuti sono sulle scale di Largo Fontenasso; Giovannina mi apre e mi invita a sedermi al buon tepore della stufa e dopo averci scambiato i “bollettini medici” mi dice che non riesce a trovare “quel foglio” dove c’è tutto. Le ripeto più volte di non preoccuparsi se non lo trova, possiamo ugualmente parlare di quel tragico evento. Basta qualche domanda per sboccare il ghiaccio e riconosco subito la Giovannina di sempre, in ottima forma nonostante gli otre novant’anni, che con tono deciso e anche regolato verso l’alto. Mi racconta della guerra e poi della ripresa del lavoro di Primo all’Ansaldo e mi getta giù tutte le sue ire, ancora dopo tanti anni “belle fresche”, come si parlasse di qualcosa accaduto in mattinata. Con la schiettezza e la simpatia che la contraddistingue. Spara prima sui “caporioni” che avevano inviato in quella zattera maledetta non gli artificieri, come sembra essere stato previsto, ma semplici operai. E che poi la donazione del Papa e le collette fatte per aiutare le famiglie non sono mai arrivate se non una piccolissima somma donata subito dopo, poi il resto “ quel … …, risparmiamo a sua eminenza il vescovo di Grosseto del tempo certi coloriti appellativi, ci ha costruito la chiesa del Cottolengo a Grosseto invece di darli alle famiglie dei poveretti coinvolti nella disgrazia.Poi, aggiunge una cosa che non sapevo che anche un altro Cinigianese acquistato aveva perso la vita nell’esplosione“Ilio Luppichini il marito di Rita la figlia di Giovanni Grazi …”dai !!! la figlia di Bruscone pe’ capissi”. Sinceramente pur essendo per la via della vecchiaia non ricordo di aver conosciuto le persone in questione facenti parte della allora molto rappresentativa famiglia cinigianese dei Grazi. Giovannina mi racconta le difficoltà avute nel tirar su un figlio piccino senza l’aiuto che si aspettava e che solo grazie alla famiglia è potuta andare avanti. Le parlo di dove sono le spoglie del marito e mi racconta che a Grosseto c’è la lapide di tutti i grossetani e che anche quella è stata pagata dai parenti, perché nell’occasione nessuno aveva provveduto a farlo e che sotto quel marmo ci sono solo due bare con quei pochi resti che è stato possibile recuperare. E che qualche hanno fa è stato inaugurata una pietra a ricordo “..ma un ci ha detto niente nessuno, e ci siamo rimasti male”. La saluto e la ringrazio, con ancora nelle orecchie la sua rabbia che il passare degli anni non ha assopito a chiara dimostrazione che niente può cancellare quello che una guerra ha scritto.

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CORSO DI CRETA dirige Jochen Meyder
di Marco Pascucci

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ei giorni 18-19 luglio e 30 -31 ottobre di quest’anno sono stati tenuti il primo e il secondo corso di creta a Monticello Amiata. Sulla proposta che avevo fatto al Vicesindaco Cherubini, l’affermato scultore Jochen Meyder (numerose personali in Germania e in Italia, tra cui alcune nel castello di Arcidosso) ha accettato di tenere un ciclo sperimentale di corsi di scultura in creta per verificare la risposta e il gradimento delle persone a questa iniziativa. A questo scopo, la partecipazione è stata completamente gratuita per i partecipanti, anche grazie alla donazione della creta da parte di un importante produttore di laterizi, alla messa a disposizione gratuita dei locali della sala cinema di Monticello e, soprattutto, al tempo e alle competenze messe gratuitamente a disposizione dallo scultore. In ottobre, grazie alla copertura economica garantita dalla Casa Museo di Monticello, è stato acquistato il forno per la cottura della ceramica, che ha permesso di trasformare i fragili manufatti grigi in creta in bellissime opere in terracotta. In novembre il Comune di Cinigiano, anche sull’onda dell’indiscutibile successo delle prime due edizioni del corso, ha deliberato la

contribuzione per l’acquisto del forno e per l’organizzazione dei corsi, ritenendoli utili per l’aggregazione sociale di cittadini italiani e stranieri, adulti e ragazzi, auspicando anche di proporre corsi analoghi nelle scuole del territorio. Accanto al contributo del Comune di Cinigiano, è importante ricordare il supporto economico per questa iniziativa garantito da uno sponsor privato. I due corsi sono stati impostati in modo da puntare subito alla realizzazione di oggetti in creta; sotto la guida esperta di Jochen Meyder, tutti sono riusciti a realizzare oggetti estremamente originali e interessanti, che hanno evidenziato spesso una vena artistica sconosciuta. Addirittura nel secondo corso, molti partecipanti si sono cimentati nella realizzazione di sculture da integrare nei presepi del prossimo Natale. I corsi hanno avuto una partecipazione molto ampia ( complessivamente quasi 40 partecipanti), e l’iniziativa è stata molto apprezzata; e la cosa più importante è che tutti si sono molto divertiti. I partecipanti hanno dichiarato che hanno molto apprezzato il corso anche per l’occasione di socializzazione con persone che non conoscevano, diverse per età, provenienza ed etnia. Vista la partecipazione di numerosi bambini che hanno mostrato grande divertimento, è emersa inoltre la proposta di inserire una analoga iniziativa nelle scuole, suggerimento che sembra essere stato accolto dal Comune. Alla prima apertura del forno in ottobre ha partecipato il Vicesindaco Cherubini che si è molto prodigato per dare corpo a questa iniziativa Vi è stata una certa emozione nel vedere gli oggetti grigio scuri della creta cruda trasformati e illuminati in quel colore “terracotta” che caratterizza queste opere e che ritroviamo nei manufatti dell’Uomo a partire da migliaia di anni fa. Per dare visibilità internazionale a questa splendida iniziativa, è stato realizzato un video sulla prima sessione di luglio che è su youtube e si può vedere su www.youtube.com, scrivendo come parole di ricerca: monticello corso creta. Complimenti a tutti quelli che hanno permesso di realizzare questa bellissima iniziativa!!!

... fatti nostri,

PIANTE E FIORI
bomboniere

CANTINA DELL’ANNO 2014 Per la Colle Massari

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’azienda ColleMassari, della famiglia Tipa-Bertarelli, ha vinto il premio “Cantina dell’anno 2014”, il più importante riconoscimento della Guida Vini d’Italia 2014 del Gambero Rosso. “Il prestigioso premio, si legge nel comunicato stampa, conferma il ruolo di ColleMassari quale azienda ambasciatrice del territorio della Montecucco DOC in Toscana, insieme alle zone di Bolgheri e Montalcino con le presenze di Grattamacco e Poggio di Sotto, e sottolinea il costante impegno in vigna e in cantina con un’attenzione particolare all’agricoltura biologica”. Il premio Cantina dell’Anno 2014 a ColleMassari va ad aggiungersi all’assegnazione dei prestigiosi Tre Bicchieri 2014 Gambero Rosso per i vini Cru di ciascuna delle aziende della famiglia Tipa-Bertarelli: ColleMassari Lombrone – Montecucco Sangiovese Riserva 2009,

Grattamacco – Bolgheri Superiore 2010 e Poggio di Sotto – Brunello di Montalcino Riserva 2007. Claudio Tipa non nasconde la sua soddisfazione per questo importante riconoscimento che corona anni di impegno nei vigneti e cantina, e sottolinea come “questo riconoscimento appartiene a tutte le persone che hanno creduto nel progetto della nostra famiglia ed in primis lo staff con gli enologi ed agronomi che ci hanno accompagnato in quest’avventura”.

I MAGNIFICI CINQUE XV edizione Concorso Doc Montecucco

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ra i primi verdetti della “bagnata” festa dell’uva c’è stato quello del concorso Doc Montecucco oramai giunto alla sua XV edizione, il concorso è organizzato dalla Pro Loco Cinigiano con la stretta collaborazione della Strada del vino e dei sapori d’Amiata e del Consorzio di tutela Doc Montecucco. La selezione svoltasi nella sala degustazione di Palazzo Bruchi ha visto una commissione di giurati professionisti del mondo del vino: Antonio Stelli, delegato AIS Grosseto, Luca Pollini degustatore ONAV, Andrea Ruggini della FISAR e Giampiero Pazzaglia, enologo. • Doc Bianco 2012 Fontini dell’azienda Agricola Vegni – Medaglini • Doc Vermentino Melacce 2012 azienda Agricola ColleMassari • Doc Montecucco rosso 2011 azienda Agricola Assolati • Doc Montecucco Sangiovese 2010 azienda Agricola Poggio Leone • Doc Montecucco Sangiovese Riserva 2009 Lombrone dell’ azienda Colle Masari

... fatti nostri,

La premiazione si è svolta nella mattinata di sabato 4 ottobre nella Sala consiliare del Comune di Cinigiano al termine dell’assemblea provinciale dell’Unione Nazionale delle Pro loco d’Italia. I vini risultati vincenti sono andati in degustazione gratuita nello stesso pomeriggio. Degustazione che ha visto la presenza di giornalisti e persone interessate provenienti da diverse parti d’Italia oltre che da Stati Uniti e Germania.

Notiziando

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Fiori d’arancio

FIORELLA E FRANCO matrimonio con serrata
di Cristina Bartalucci

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d una festa da ballo al podere Quercetino, in una lontana sera di 55 anni fa, si incontrano e innamorano i giovani Fiorella e Franco. Dopo 5 anni di fidanzamento decidono di sposarsi e il 20 aprile del 1963 a Montenero Don Antonio (non il nostro!!!) celebrò le loro nozze.Fiorella indossava un elegante vestito bianco cucito su misura dalle abili mani di una sarta di Castel del Piano, mentre le confezioni Bovini di Cinigiano “vestirono” lo sposo. Dopo la cerimonia tutti a Poggio Lepraio nel baraccone a gustare le prelibatezze del generoso banchetto (tutto cucinato in casa), ma la cosa che ricordano con tanto piacere gli sposi è “la serrata”, antica tradizione grazie alla quale i poderi che venivano “toccati” dagli sposi e dagli invitati durante il viaggio dalla chiesa al luogo dove veniva allestito il pranzo, offrivano un piccolo rinfresco per partecipare alla gioia dell’evento e nel loro caso al podere Pianaccini, Panfi Ottavio e Argelide li accolsero con un generoso buffet. Da allora sono passati 50 anni… sono nati Dalida e Patrizio e le due nipoti Giulia e Arianna e per il loro anniversario “gli sposi” hanno voluto festeggiare al ristorante Pozzo Stella con la loro bella famiglia e tutti i parenti, che hanno fatto loro la bella sorpresa di invitare alla festa i canterini di Montelaterone che con le loro canzoni hanno allietato la già bellissima giornata. Qui di seguito le poesie che hanno scritto per loro Giulia e Arianna e gli altri nipoti della coppia. Tanti tanti auguri anche dalla redazione di fatti nostri!!!

Finalmente, oggi 50 anni di matrimonio!
Sarà un giorno speciale e rimarrà per sempre nei nostri cuori un po’ come sarà per voi la vostra storia così particolare. E nell’aria briosa della festa si avvera il vostro sogno e tornano a scaldarvi il cuore le gioie del vostro Amore. Riaffiorano alla mente le risate delle belle giornate trascorse insieme allegramente ricordando le speranze, le trepidazioni, le baruffe e le emozioni. Questo si che è un Amore speciale che sfida il tempo e la tribolazione il più grande, il vostro e che sia ancora di ardore! Con immensa gioia siamo accorsi quest’oggi tutti insieme lieti, intorno a voi, perché possiate festeggiare questa cara e ricca ricorrenza, insieme a noi. Il nostro augurio, in questo momento meraviglioso è che questa gioia Vi accompagni sempre e che il vostro Amore brilli e vi riscaldi il cuore, per altri 50 anni ancora. I nipoti e tutti quanti

Lettera
“50 anni fa una donna giurava amore eterno unendosi in matrimonio. Lui, uomo semplice, forte ed elegante.. Lei, donna fine e raffinata in abito bianco... I loro occhi, uniti in uno sguardo dolce e innamorato. Oggi, a distanza di 50 anni, loro sono sempre gli stessi; Solito sguardo, aspetto diverso. È stato bello festeggiare e condividere il loro anniversario con i nostri numerosi parenti, accorsi da varie parti per festeggiarli. C’eravamo proprio tutti! Dai più grandi ai più piccini... Insieme abbiam mangiato, festeggiato e ballato..in poche parole ci siamo divertiti parecchio. Raggiungere un traguardo così importante è stata una bella emozione sia per loro che per noi. Sono riusciti ad onorare veramente bene il significato del matrimonio e del vero amore. È stata un giorno splendido, indimenticabile, ma forse la cosa veramente indimenticabile è lo sguardo d’affetto e d’amore che ancora, a distanza di 50 anni, tiene uniti i nostri nonni come se fosse la prima volta”. Noi nipoti siamo fieri di loro, del loro percorso e del loro amore, così gli auguriamo 50 anni ancora di felice matrimonio e che ricordino queste due date con amore e allegria. Con affetto, Giulia e Arianna

... fatti nostri,

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FONTE BUIA Torna alla luce
di Massimo Fabiani

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ecisamente difficile indovinare dove si trova il luogo in questione, come ci capita e in particolare in questa rubrica, nulla nasce per caso e così abbiamo posto alla vostra attenzione Fonte Buia. La struttura realizzata negli anni ’50 si trova a poche centinaia di metri dal podere Fontaccia. Collocata precisamente su un tracciato demaniale dismesso, ormai scarsamente inutilizzata e in cattivo stato di conservazione, specialmente dopo una maldestra manovra di un Caterpillar. La fonte fortunatamente ha suscitato l’interesse dei signori Ursula Reuter e Philip

Mayring, abitanti al Podere Leporino, che, con grande sensibilità per il patrimonio del nostro territorio, hanno proposto all’Amministrazione Comunale di finanziare un progetto per il suo restauro. L’intervento, come descritto dal progettista, l’ Architetto Marri Alessandro, prevede il recupero fedele del manufatto composto da una cisterna e dalla fonte vera e propria, strutturata in due vasche poste a quote differenti. Recuperare il corpo del manufatto, riutilizzando i mattoni e le pietre di recupero della fonte stessa, e ripristinarne la funzione, ricostruendo il sistema di erogazione ad oggi andato perduto e installando una cannellina a pulsante per evitare ogni spreco di acqua. La classica burocrazia italiana sta rallentando l’inizio dei lavori ma siamo ben certi che non ci lasceremo sfuggire simile occasione. Ringraziando l’ufficio Tecnico Comunale in particolare Ileana Loria per le precise informazioni del caso attendiamo il lieto fine dei lavori per riparlane. Ancora un’immagine da indovinare questa volta un cartello vediamo che sapete dirci….

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“RINVIVITO” per una tombola scorretta
di Massimo Fabiani

... fatti nostri,

ono Tanti anni, forse quasi un secolo, quando in piena gioventù un gruppodi amici Cinigianesi con in prima fila Giulio Berti conosciuto da tutti come Biralla. Di lui oltre i figli e i parenti sono in molti a ricordarlo per le sue simpatiche battute e per i suoi scherzi . Le occasioni più giusteper divertirsi erano sicuramente le feste paesane e sembra che in quel periodo i nostri amici cinigianesi se le facessero proprio tutte, anzi mi si dice “in qualche paese li aspettavano per dar brio alla festa”.Festeggiamenti a casa dei Caperci e i nostri amici non potevano mancare, sembra che partirono alla spicciolata chi in motori-

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no, chi in bicicletta e chi con mezzi di “sfortuna” perché molti dei chilometri se li fece a piedi. La giornata era iniziata bene all’arrivo a Arcidosso Biralla si “butta ‘n terra” con il suo motorino fingendo una caduta e si sporca anche la camicia con della salsa di pomodoro. Dopo pochi minuti, un capannello di gente intorno al finto ferito che dopo aver fatto un po’ la parte e prima che arrivasse il medico, scatta in piedi esclamando “Rinvivito”. Ma gli scherzi non erano ancora finiti durante l’immancabile tombola,Biralla si offrì di dare una mano per l’estrazione dei numeri. Usciti i primi cinque dalla folla un grido “Cinquina!!!” era un amico Cinigianese che invitato sul palco leggeva sul tabellone i numeri usciti e Biralla confermava essendosi impossessato della cartella e esclamando al termine della lettura “bona”. Consegna del prosciutto da parte degli organizzatori e ritiro della cartella,che appena in mano dei responsabili notarono l’avvenuta frode ma oramai i nostri amici si erano già allontanati in tutta fretta ben protet-

E come disse..
ti dai colleghi che addirittura cercavano di sviare le indagini al grido “..so quelli di Polveraia!” Sembra che l’illecita vittoria fu all’istante festeggiata in una cantina locale e l’indagine di acchiappare i truffaldini fosse stata affidata “al guardia” locale che non esitò a trovare posto a tavola pur dichiarando di non poter toccare vino essendo in servizio. Il consueto grazie a tutti gli informatori consultati in particolare al signor Aluigi di Polveraia che ricorda di aver sentito delle gesta simpatiche dei Cinigianesi del periodo e di questo episodio raccontato da alcuni vecchi amici che coinvolgeva indirettamente anche i suoi compaesani.

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LETTERA DEL SINDACO
anzitutto disagi ai cittadini. Siamo partiti dalla associazione della funzione Pubblica Istruzione, già operativa da un anno e mezzo, poi è partita la viabilità. La CUC ( centrale unica di committenza), il servizio della polizia municipale, la gestione dei tributi, e in questo periodo si sta organizzando l’associazione degli uffici tecnici. Come è comprensibile si è trattato e si tratta di un lavoro enorme, irto di difficoltà che richiede la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Si percepisce all’esterno il timore che questa organizzazione possa aumentare la burocrazia e creare disguidi, può darsi che in questo momento di passaggio, e di rodaggio, si siano verificati degli inconvenienti, ma quando tutto sarà a regime si vedranno i risultati che dovranno essere sia un considerevole risparmio sia una migliore efficienza. Un aspetto da non trascurare in questo periodo di crisi, che sta rendendo sempre più difficile arginare i problemi e dare delle risposte ai cittadini, è il clima di collaborazione e sussidiarietà che si è instaurato all’interno degli otto comuni, che ha portato i comuni geotermici ( Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora) a devolvere il 10 per cento dei proventi che gli derivano per lo sfruttamento della geotermia, per costituire un fondo di solidarietà a disposizione dell’Unione, che già da questo anno ha permesso all’Unione, e quindi a tutti i comuni perché l’Unione siamo tutti noi, di programmare degli interventi in progetti di interesse comune. Colgo l’occasione per augurare a tutti serene festività il sindaco Silvana Totti 1 Cinigiano informa

ari concittadini e care concittadine, non so se tutti avete seguito sulla stampa la discussione in merito alla fusione dei piccoli comuni. Ci sono dei consiglieri in Regione Toscana che insistono con proposte di legge regionale affinché i comuni di Arcidosso e Castel del piano, a cui ultimamente hanno aggiunto Seggiano e Santa Fiora, si fondino, cioè diventino un solo comune, perdendo inevitabilmente la propria identità. Le considerazioni a riguardo possono essere molteplici: • Non si capisce perché la regione Toscana, dopo aver obbligato i comuni sotto i 5000 abitanti ad associare le funzioni, debba ora insistere per la fusione,anche dinanzi al parere contrario dei Consigli Comunali, come nel caso di Arcidosso e Castel del Piano, che hanno ribadito la volontà di portare avanti il processo dell’Unione. • Se esistono fondi per la fusione, come ribadito più volte per convincere i riottosi come se sempre si dovesse obbedire alla logica del dio denaro, perché non utilizzarli anche per le Unioni che si sono già formate o si stanno formando? • Perché si insiste nel voler mortificare le piccole realtà, che sono presidi territoriali e culturali che vanno tutelati e difesi strenuamente? • Già dalla prossima tornata elettorale, i consigli comunali come quello di Cinigiano, saranno composti da solo sei consiglieri più un sindaco coadiuvato da due assessori che dovranno essere consiglieri: facile immaginare il grande risparmio che ne verrà per le finanze statali, mentre veramente grave è l’attacco alla democrazia partecipative e rappresentativa. In ottemperanza alla legge regionale, (ma perché la Toscana deve essere sempre la prima della classe?) noi stiamo per concludere in questo anno la formazione della “ Unione dei comuni montani dell’Amiata grossetana” operazione complessa, impegnativa per gli amministratori, per i dirigenti, per tutti i dipendenti, tanto più complessa perché si è cercato di salvaguardare i diritti e le esigenze di tutti, senza creare

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SOCIALE
“ECCO FATTO” Due giovani per Castiglioncello e non solo...

TARES - tributo comunale sui rifiuti e sui servizi
’importo della maggiorazione dovrà essere versato entro il 16 dicembre, unicamente tramite bollettino postale o F24. Questo è quanto ha annunciato il Ministero dell’economia e delle finanze con la risoluzione 9/DF del 09.09.2013. A regime la Tares va versata in 4 rate trimestrali scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. Per il 2013 è stato previsto un regime transitorio, per cui la prima rata è stata posticipata a luglio dal D.l. 1/2013. Infine, il decreto sblocca debiti ha previsto la possibilità per il Comune di stabilire in autonomia il calendario dei pagamenti e il numero delle rate di versamento, con l’unico vincolo di pubblicare la delibera di modifica delle scadenze e del numero delle rate, anche sul relativo sito internet, almeno 30 giorni prima della data decisa per il versamento. Poiché il versamento deve avvenire entro il 16° giorno di ciascun mese di scadenza delle rate, qualora l’ente locale abbia fissato la scadenza dell’ultima rata del 2013 nel mese di dicembre (come nel caso del Comune di Cinigiano che avendo approvato il bilancio di previsione 2013 con delibera Cc n. 28 del 28.05.2013, fissava l’ultima rata al 31.12), il versamento dovrà essere necessariamente effettuato entro il giorno 16 dicembre 2013. La proposta di rettifica è stata sottoposta e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale n.44 del 12 novembre e pubblicata sul sito internet nel rispetto della normativa. Al riguardo, la suddetta risoluzione 9/DF ha evidenziato che tali adempimenti sono necessari sia per assicurare che il relativo gettito venga contabilizzato nel bilancio dello Stato nell’esercizio 2013 sia per determinare, sulla base del gettito introitato, la dotazione del fondo di solidarietà comunale e l’entità delle misure compensative per i comuni delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Romina Sani

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l progetto “Ecco Fatto” nasce dall’idea di UNCEM Toscana, con la collaborazione della Regione di garantire un servizio ai cittadini dei piccoli paesi montani, che si sono visti portar via dei servizi utili tra i quali la chiusura dei servizi postali. Nella nostra realtà la chiusura dell’ ufficio postale di Castiglioncello Bandini, ha recato notevole disagio per la popolazione, che essendo per lo più anziana, trova difficoltà a spostarsi nel territorio. Il comune per arginare le difficoltà ha ritenuto opportuno aderire al progetto grazie a due giovani volontarie del servizio civile, scelte dall’ente promotore del progetto (UNCEM), creando un punto multi servizi per un accesso più semplice alle pubbliche amministrazioni. Molti sono i servizi che il progetto può offrire; illustriamo i principali: • SERVIZI COLLEGATI ALLA CARTA SANITARIA ELETTRONICA ( scaricare e consultare i referti medici, pagamento bollo auto, comunicare con la pubblica amministrazione,….). Per tali servizi è opportuno avere la tessera sanitaria attivata con il relativo pin. Nel caso non se ne disponga ancora vi invitiamo a recarvi presso il distretto Ausl per l’attivazione. • FACILITAZIONE ALL ’ACCESSO AI SERVIZI POSTALI ON LINE, con l’utilizzo di carte di credito o prepagate (pagamento bollettini on line, spedizione pacchi,………..) • ACCESSO GUIDATO AI SERVIZI INPS (stampa il tuo CUD,…..) Oltre a questi saranno attivati altri servizi in base alle esigenze della popolazione di Castiglioncello Bandini, come il servizi navetta nel territorio comunale, ritiro medicinali esenti, ritiro analisi con delega…… Inoltre sarà possibile aiutare la popolazione straniera nell’erogazione di alcuni servizi a loro dedicati. Nell’ufficio “Ecco Fatto”, ubicato in Via del Madonnino, sarà possibile trovare la modulistica degli uffici comunali. Sperando che tale progetto sia gradito, vi aspettiamo al Punto “Ecco Fatto”. Giada & Chiara

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CULTURA
Pubblicazione realizzata con il contributo del Consiglio regionale della Toscana nell’ambito della Festa della Toscana 2013.

CINIGIANO NEL COMITATO Per il settantesimo anniversario della Resistenza
i è ufficialmente costituito a Palazzo Aldobrandeschi il Comitato istituzionale promotore delle iniziative per il 70° anniversario della Resistenza. Il Comitato svolgerà un ruolo di valorizzazione, sostegno e coordinamento degli eventi che saranno organizzati sul territorio provinciale nel corso del 2014. Alla prima riunione hanno preso parte il prefetto di Grosseto Anna Maria Manzone, il presidente della Provincia Leonardo Marras, il presidente del Consiglio provinciale, Sergio Martini e i rappresentanti di Anpi, Isgrec e dei Comuni di Grosseto, Massa Marittima, Cinigiano e Sorano. Il Comitato è aperto al contributo e alla partecipazione di tutti i Comuni, delle associazioni e degli Enti e a tutti coloro che si riconoscono nei valori di libertà, pace e democrazia, figli della resistenza. L ’Isgrec sarà il punto di riferimento scientifico delle iniziative promosse sui territorio. Spetterà alla Provincia, nella persona del presidente del Consiglio provinciale Sergio Martini, il ruolo di coordinamento del Comitato.

CINIGIANO - SALA CONSILIARE venerdì 29 novembre - ore 9,00

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Cinigiano : quella terra tra il mare e la montagna
La voce di Cinigiano con tutte le peculiarità territoriali, ambientali, culturali e popolari che caratterizzano la nostra comunità
ORE 9,00 Consiglio Comunale festeggiamo insieme l’olio “novo” ORE 10,30 Presentazione lavori della Scuola Media di Cinigiano

ORE 10,00 Presentazione dell’evento “olio mio”

TUTTA LA PoPoLAZIone e’ InvITATA A PArTeCIPAre

a sala consiliare del Comune di Cinigiano ha accolto la celebrazione della Festa della Toscana 2013, venerdì 29 novembre, che quest’anno la Regione Toscana ha intitolato “le mille voci di una comunità”. L ’iniziativa ha visto coinvolti e protagonisti gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado di Cinigiano che, dopo aver assistito al Consiglio Comunale, hanno sviluppato il tema focalizzando l’attenzione sulle peculiarità della nostra comunità sotto l’aspetto culturale, ambientale, storico e sociale. Un lavoro curato dai ragazzi che entrando nella Casa Museo di Monticello Amiata hanno paragonato “ieri e oggi” sulla vita quotidiana, sui mestieri di un tempo, sui giochi, sugli utensili, sulle energie, sui mezzi di comunicazione e sull’abbigliamento. Celebrando l’evento storicamente significativo, gli alunni ci hanno regalato un profondo momento di riflessione.

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FESTA DELLA TOSCANA 2013 “le mille voci di una comunità”

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ELEZIONI
legge comunale e provinciale, a profitto dei frazionisti.Il regime delle amministrazioni separate frazionali è dettato dalla Legge 17/4/1957, n. 278, la quale prevede che all´amministrazione provvede un comitato di cinque componenti eletti tra i residenti iscritti nelle liste elettorali, secondo le modalità di cui all´art. 2 della medesima legge e delle leggi regionali. Il terzo soggetto gestore menzionato dal legislatore è rappresentato dalle associazioni agrarie, comunque denominate. Si tratta di entità organizzative diverse e separate dal Comune e dalla frazione, originariamente costituite per la gestione dei beni di uso civico, a vantaggio esclusivo di famiglie, ceti, corporazioni o arti.La legge generale ha unificato tutte le preesistenti forme associative, assoggettandole al regime degli artt. 58 e ss. del Regolamento n. 332 e stabilendo, nel contempo, il principio della apertura generalizzata dei beni a tutti i cittadini. In virtu’ di tale esposizione nel Comune di Cinigiano esistono tre usi civici frazionali: Cinigiano Capoluogo – Poggi del Sasso e Sasso d’Ombrone e ogni 5 anni sono attuate le elezioni decretate dalla Regione Toscana. Ufficio Anagrafe Azelio Damiani

USI CIVICI – COSA SONO?

Usi civici” sono i diritti spettanti ai componenti di una collettivita’ organizzata e insediata su un territorio, il cui contenuto consiste nel trarre utilità dalla terra, dai boschi e dalle acque. Il riferimento normativo è costituito, principalmente, dalla Legge dello Stato 16/6/1927, n. 1766 e dal relativo Regolamento di attuazione 26/2/1928, n. 332; . Cosa sono gli Enti di gestione? E’ la titolarità sostanziale dei diritti di uso civico che spetta alla comunità di abitanti e che si rappresenta negli enti di gestione; la legge ne individua tre forme organizzative (il Comune, l´amministrazione separata dei beni frazionali e l´associazione agraria), L´amministrazione separata dei beni frazionali si realizza quando i diritti spettano non all´intera popolazione comunale, ma a comunità originarie più ristrette (frazioni); in tal caso, i beni possono essere amministrati separatamente (cioè con bilanci e inventari separati da quelli del Comune), tramite un comitato di gestione, a norma della

OGGETTO: Elezioni A.S.B.U.C. di Cinigiano, Sasso d’Ombrone e Poggi del Sasso del 17-11-2013 Esito argomento in oggetto ed in esecuzione al Decreto Regionale n3890, 3891 E 3892 DEL 25/9/2013 nonche’ al Regolamento Regionale n.1/92, con la presente si comunicano i nominativi degli eletti: CINIGIANO SASSO D’OMBRONE POGGI DEL SASSO TOTALE ISCRITTI VOTANTI Maschi Femmine Totale Maschi 318 353 671 60 148 159 307 14 96 92 188 11 562 604 1166 85 Femmine Totale 19 79 5 19 4 15 28 113

CINIGIANO: Risultano eletti: ANSELMI GUIDO voti n.37; RANIERI GIOVANNI voti n.32; ANSELMI ANTONIO voti n.31; SACCHETTI FABRIZIO voti n. 27; BARTALUCCI FEDERICO voti n. 19; E’ stato proclamato Presidente ANSELMI GUIDO

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SASSO D’OMBRONE: Risultano eletti MONACI SIILVANO voti n.8; BOCCI RODOLFO voti n.6 MASSAI LORIANO voti n.6; BECCHI FRANCO voti n.5; BROGI GIACOMO voti n.5; E’ stato proclamato Presidente MONACI SILVANO POGGI DEL SASSO: Risultano eletti MARZOCCHI Elfio voti n. 12, PIERACCINI Lamberto voti n.9; GALEOTTI Giuliano voti n.5; SALUSTRI Leonardo voti n.5; AMADEO Vittorio voti n.3; E’ stato proclamato Presidente MARZOCCHI ELFIO

Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

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LAVORI PUBBLICI
CASTEL PORRONA
La Porta
’ in corso di ultimazione il restauro della dell’antica Porta di accesso al Borgo medievale di Castel Porrona, la cui cinta muraria, ora integrata con gli edifici, fu costruita dai Senesi tra il XII e il XIII secolo a difesa dell’insediamento castellano. Gli interventi sono stati mirati, da una parte al consolidamento delle strutture murarie, dall’altra alla ripristino della muratura, con una serie di operazioni attente alla pulizia e trattamento delle superfici e delle stuccature . Gli interventi di consolidamento hanno interessato anche alcuni specchi murari, sia nelle antiche mura dell’abitato, sia del muro di contenimento posto all’ingresso del paese. Oltre al consolidamento e pulizia delle murature sono stati eseguiti anche interventi di sistemazione della piazza antistante la porta ed alcune opere di arredo urbano. Il progetto è cofinanziato con contributo della Regione Toscana Programma di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 asse 4 Misura 323 b, per la tutela, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

LAVORI PUBBLICI CINIGIANO

Botroncupo Cassero e Parco della Rimembranza ono stati realizzati interventi riqualificazione del centro storico di Cinigiano, tramite il recupero di pavimentazioni in pietra ed il restauro di alcuni manufatti della zona più antica del Capoluogo, come in via Del Botroncupo e nella relativa piazzetta, in via delle Scuole, in via del Cassero, con interventi di ricucitura della vecchia pavimentazione, ripristino della stessa, messa in quota dei pozzetti, nuove pavimentazioni atte a ricostituire un collegamento con le vie esistenti, sia da un punto di vista visivo che materico. Sono stati effettuati interventi puntuali come la pavimentazione di ingresso al teatro, presso il Parco della Rimembranza, ed opere di fognatura per lo smaltimento delle acque meteoriche. Non ultimo è da ricordare il restauro del paramento murario sito in via di Dentro, il cosiddetto “Cassero”. Tale zona è la parte più antica del paese, la più caratteristica, con le sue piazzette, fontanelle e vie lastricate. Questo intervento ha richiesto notevole impegno, anche per restituire alla vista ciò che resta dell’antico castello che era situato nella parte più alta dell’abitato. I resti dell’antica rocca fortificata, forse nascondono anche edifici ben più antichi, visto che si ipotizza costruita sul luogo dove la tradizione orale vuole che sorgesse un tempio romano, dedicato al Dio Giano, andato poi distrutto a causa di un incendio. Questa “leggenda” deriva da una delle ipotesi riguardo l’origine del nome di Cinigiano: “Cinigia” dal latino “cinisia” (cenere calda con qualche favilla di fuoco), che si inserisce accanto a quella ufficiale, che fa derivare il nome del capoluogo, come dimostra anche lo stemma del Comune, da “CygnusJanui”, cioè “Cigno di Giano”. Il progetto di riqualificazione è cofinanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del PRSE Linea 4.2 – Infrastrutture turismo e commercio.

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LAVORI PUBBLICI - TURISMO

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ora nti, nei Bar CINIGIANO nei Rist e nei Fra ntoi
Festeggiamo insieme l’olio “novo”

MONTICELLO AMIATA
Piazza Via Inselciata e via Cagliari

“OLIO MIO”

L ’extravergine è servito

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ono a buon punto anche i lavori di “Riqualificazione del centro commerciale naturale nella frazione di Monticello Amiata” mediante opere di recupero della pavimentazione in piazza della Chiesa, in via Inselciata ed in via Cagliari, sia con opere di ricucitura e ripristino della pavimentazione esistente che mediante attenti interventi con nuova pavimentazione, atti a ricostituire in modo omogeneo ed esteticamente valido il percorso che nel tempo era stato rovinato tramite l’asportazione della pietra originaria. Saranno effettuati anche rifacimenti di alcuni sotto-servizi e arredo urbano. Il progetto è stato cofinanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del PSR 2007-2013 “Misura 321b - Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale – Servizi commerciali in aree rurali.

SASSO D’OMBRONE
Via Trieste

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ono, inoltre, ultimati i lavori di realizzazione di un centro per servizi sociali nel fabbricato “ex casa del Fascio” nella frazione di Sasso d’Ombrone. Tale intervento rientra nell’ottica di garantire servizi essenziali per l’economia e per la popolazione rurale. Il centro, che sarà gestito dalla “Società della salute Amiata Grossetana”, è stato dotato di strutture, arredi e attrezzature multimediali.

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Lavori Pubblici Simoncelli Rita

orna puntuale la nuoDIC va edizione di Olio mio per festeggiare insieme l’olio “novo”, la festa dell’olio appena franto. Domenica primo dicembre, è stata la giornata principale di questo evento che si è svolto nei Ristoranti nei Bar e nei Frantoi. “Olio mio” ha avuto il suo prologo con “olio di classe” nella giornata di venerdì dove nelle mense scolastiche i ragazzi hanno, attraverso la classica ”bruschetta”, potuto assaggiare e conoscere meglio l’olio extravergine di oliva. Nei Bar, aderenti all’iniziativa,“aperitivo in bruschetta”. I “frantoi aperti”sono stati : Frantoio Colline Amiatine il Frantoio “Oleificio Centro Italia” a Borgo Santa Rita, il Frantoio Batani in Loc. La Concia a Monticello Amiata e Frantoio Delli Enrico in Via Diacceto n. 47 a Monticello Amiata offrendo la possibilità di visite guidate su prenotazione. Alla “Casa museo” di Monticello Amiata è stato possibile visitare il museo con l’antico frantoio. Infine la parte principale della manifestazione: “Per un filo d’olio”, l’occasione ha coinvolto i ristoratori, nell’elaborazione di menù a base di olio novo a pranzo e cena nella giornata del primo dicembre. Anche se alcuni ristoranti si sono resi disponibili sia per il giorno di venerdì e per il sabato e anche per qualche cena posticipata alla settimana successiva. I menù decisamente interessanti, molto ricchi e variegati sono offerti a un costo decisamente promozionale per un prezzo medio intorno alle venticinque €uro, tutto compreso dall’antipasto al dolce alle bevande; un’interessante proposta con la quale i ristoratori locali intendono porre all’attenzione il prodotto olio extravergine abbinato alla loro cucina. Così tanto per far “leccare i baffi”, spulciando fra i menù, segnalo fra gli anti“Casa museo” con l’antico frantoio Monticello Amiata Orario: 9,30-12,30 / 14,30-17,30

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Associazione Nazionale Città dell’Olio

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Museo Frantoi Aperti
Frantoio Colline Amiatine Borgo Santa Rita

(per gruppi è necessario la prenotazione)

Frantoio “Oleificio Centro Italia” Borgo Santa Rita

Frantoio Batani Loc. La Concia, Monticello Amiata

Frantoio Delli Enrico Via Diacceto n. 47 - Monticello Amiata

Menù degustazione “per un filo d’olio” pranzo e cena presso i ristoranti aderenti all’iniziativa. Ristorante “Rintocco” P .zza Marconi, n.1, Cinigiano tel: 0564/994120 Locanda “La posta” Via Roma, n. 2, Cinigiano tel: 0564/993430

Ristoranti

Agriturismo S. Anna Pod. Sant’Anna Cinigiano tel 339/3460739 0564/990615

Agriturismo “Il Selvatico” Località Casa Brogi Poggi del Sasso tel. 328 3161336 Ristorante “Lucherino” Loc. Lucherino, Monticello Amiata tel: 0564/992014

Ristorante “Casa Bianca” Via Mazzini, n. 6, Sasso d’Ombrone tel: 0564/990593 “Bar Sport” Via Circonvallazione 4/6, Cinigiano tel: 0564/994620 “La Cantina” Via Grosseto N° 12 Cinigiano Tel 0564 993441

Bar

Panificio Batani Loc La Concia Monticello Amiata tel: 0564 992730 Panificio Trilli Via Roma Cinigiano 0564 994157

Panifici

Concorso “oliomio” è possibile votare, tramite e-mail (scrivendo a : aplc_cinigiano@alice.it) il tuo menù preferito, consultabile nei depliant e sui siti: www.comune-cinigiano.com - www.prolococinigiano.org. Fra tutti coloro che avranno espresso la loro preferenza verrà estratto, ogni cinquanta mail arrivate, un invito a pranzo o a cena per due persone offerto dalla Pro Loco Cinigiano, è possibile votare fino alla mezzanotte di giovedì 28 novembre.
Con il patrocinio di: Strada del vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata Consorzio olio extravergine di oliva Seggiano Dop Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP Con la collaborazione di: Ass. Pro Loco Cinigiano - Ass. Pro loco Monticello Amiata Casa Museo Monticello Amiata Comitato turistico Sasso D’Ombrone Informazioni, menù e prenotazioni: Comune di Cinigiano - www.comune-cinigiano.com Ass. Pro Loco Cinigiano - tel/fax: 0564 994187 cell. 337 714700 - www.prolocinigiano.org

pasti oltre le immancabili bruschette, i crostini di Cinta Senese, un tris di zuppe del contadino, il crostino rosso della mietitura, la crostata di polenta i bocconcini di polenta al tartufo. Per i primi tutti offrono minimo un paio di “piatti”, dai tradizionali tortelli ricotta e spinaci a quelli con la zucca o con carciofi e patate, non manca la zuppa di funghi e la zuppa del frantoiano. Anche per i secondi la scelta è sicuramente imbarazzante dal Baccalà alla Tagliata all’arrosto di vitella con cipolline e castagne. Infine i dolci con il Castagnaccio la Briciolosa di castagne e o più classici dolci all’olio. L ’offerta dei vini non credo che da queste parti non possa non essere ampia e di sicura qualità marcata DOC Montecucco. Un appuntamento decisamente importante che oltre far cono-

scere uno degli oli d’oliva extravergine più prelibati promuove la nostra ricca e prelibata offerta gastronomia. Oliomio è un’iniziativa oltre che del Comune di Cinigiano è realizzata con il patrocinio di: Strada del vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata, Consorzio olio extravergine di oliva Seggiano Dop e Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e con collaborazione dell’ Associazione Pro Loco Cinigiano e del Comitato turistico Sasso D’Ombrone e dell’Associazione Pro loco e della Casa museo Monticello Amiata che hanno anche organizzato al Piccolo Teatro, nella serata di sabato, una cena pro Festone 2014. Massimo Fabiani

TURISMO

Internet per tutti arriva anche a Cinigiano!

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... fatti nostri,

ochi giorni fa Linkwave ha attivato il proprio ripetitore di Castiglioncello Bandini, nel comune di Cinigiano, al fine di portare connettività internet nelle zone limitrofe. Linkwave é un’azienda che utilizza una tecnologia wireless che consente di portare le connessioni internet in posti disagiati e dislocati dove gli altri operatori, per vari motivi, hanno dei problemi di linea o non sono interessati a investire. L’allaccio della connessione avviene tramite un’apposita antenna a pannello quadrato (circa 30 X 30 cm) che sarà installata sul tetto dell’abitazione e direzionata verso il ripetitore di zona: questa tecnologia riduce la probabilità di guasti alla linea (non utilizzando il classico doppino telefonico in rame) e permette di calibrare i vari pacchetti di connessione. L’intero progetto nasce dall’accurato studio di Lorenzo Busatti, titolare e fondatore della Linkwave, sul Digital Divide (letteralmente “Divario Digitale”) nella provincia di Grosseto. “La mancanza di connessioni Internet veloci... ” dichiara lo stesso Busatti “va letta come una vera e propria discriminazione sociale, anche in termini di competitività, rispetto ai territori dotati di questa possibilità. Con l’offerta di servizi a banda larga in modalità wireless è possibile avere un prodotto di qualità e con prestazioni garantite contrattualmente”. È importante sottolineare la qualità del prodotto Linkwave, e la competenza dei suoi operatori, testimoniata da chi è già cliente da oltre 6 anni: le prestazioni non sono mai calate con la crescita della rete e della clientela, anzi, sono aumentate. L’azienda lavora nel settore della fornitura di connettività internet da ormai 16 anni, senza rivendere prodotti di altri, e ha una rete capillare indipendente da altri operatori; in tutto il territorio maremmano Linkwave riesce a coprire quasi l’inte-

ra provincia di Grosseto e parte delle provincie di Livorno e Siena. Linkwave si differenzia da altri operatori non solo per la qualità e continuità del servizio ma anche per la tempestività d’intervento nel caso di guasti sulla propria rete, anche se remoti o in zone remote: grazie alla sua presenza diretta nella provincia di Grosseto, senza demandare ad altri. La sede e gli uffici di Linkwave si trovano a Grosseto in via Ambra 28/C e sono aperti tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Potete avere ulteriori informazioni sul sito web all’indirizzo www.linkwave.it o telefonando allo 0564 462321.

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di Carlo e Beppino Pistolesi
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CINIGIANESI INCROCIATI
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... fatti nostri,

ORIZZONTALI:1.Soprannome del babbo del Dottor Guerrini zo” Danilo Tassi; 5.La usa “Manicco”; 6.Nucleo dei CarabiGiuliano, al secolo “Falcino”; 8.Nome del babbo di Sandra nieri per la tutela della salute; 7.Località in Provincia di Arezzo Ricordarsi foro di scrive e il neretto per i numeri Balocchi; 14.Nesolita ha spesso le chi mani in … Paolo Trilli; 15. Il prio tipo di resina fossile usato per i gioielli; 8.Soprannome del mo giorno di quaresima, viene battezzato a baccalà; 17.Si babbo del “Pera”; 9.Sono pari ... nei miraggi; 10.Divideva trovano all’inizio … di Cinigiano; 18.Iniziali del “Panettone”; la scena con Stanlio; 11.Le hanno in comune ... i vermi e la 19.Iniziali della dottoressa di Monticello; 20.Scompiglio, convolpe bianca; 12.Iniziali della sorella di Baldassarre; 13.NoORIZZONTALI:1.Soprannome del babbo del Dottor Guerrini Giuliano , al secolo “Falcino”; 8.Nome del babbo fusione; 22.Naso … che non ha pari; 24.Nome dell’ex sinmignolo con cui è conosciuta Serafina di Piazza; 16.Iniziali di Sandra Balocchi; 14.Ne ha spesso le mani in … Paolo Trilli; 15.Il primo giorno di quaresima, viene daco Canuti; 26.Brasini … senza gli asini; 27.Diminuitivo del del grande “Schifilliti”; 21.Lo era spesso e sovente il poro battezzato baccalà; 17.Si trovano all’inizio … di“Beccalla”; Cinigiano; 18. Iniziali del di “Panettone”; 19.Iniziali della nome della figlia a di Ilda & Ermanno Minacci; 28.Sigla di Por23. Nome del figlio Dante; 25.Storica marca itadottoressa di Monticello; 20. Scompiglio, confusione; 22. Naso … che non ha pari; 24. Nome dell’ex sindaco denone; 29.Nome della figliola dell’ “Aviere”; 31.Cognome liana di autocarri; 27.Si trovano ... agli angoli di Parigi; 30.E’ Canuti; ex 26. Brasini … senza gli asini; 27.Diminuitivo nome della figlia di Ilda & Ermanno Minacci; 28.Sigla di Di Arduino, impiegato comunale; 34. Le hanno in comune delin mezzo ... all’ocarina; 32.Abbreviazione per le radiografie; Pordenone; 29. Nome della figliola dell’ “Aviere”; 31. Cognome Di Arduino, ex impiegato comunale; 34. hanno … il cane ed il mare; 35.Due in numeri romani; 36.Si trovano 33.Lo è Fabio Anselmi di Azzurra; 37.Così avevano Le i capelli in comune … il 37. cane ed il mare; 35. Due in di numeri 36.Si trovano centro … di Parigi; Apparecchio al centro … di Parigi; Apparecchio che permette inviare romani; negli anni ‘70 Bilio edal il Filoni; 38. Recipiente di37. pelle anomale che permette dilinea inviare documenti tramite la linea ; 38. Inizialiper deltrasportare babbo di il “Giampierone”, che abita documenti tramite la telefonica; 38.Iniziali del babbo di telefonica usato in antichità Montecucco; 41. Localial podere Lussino; Nome Lussino; della figlia del Cambi; del babbo di “Spillo”; 43.Ci lavorava Walter, il “Giampierone”, che abita 40. al podere 40.Nome della 42. tà Iniziali dove abitava il compianto Raffaello Raffaelli; 43.Rapace marito di Anita Armanni; 45.Una delle civiltà precolombiane, dell’altipiano andino; 48. Nomeattuale del Podere figlia del Cambi; 42.Iniziali del babbo di “Spillo”; 43.Ci lavomolto comune nelle nostre zone; 44. Carica (abbre- di rava Walter, il marito di Anita Armanni; 45.Una delle civiltà viazione), dell’ex della Regione di Toscana “Scapea”; 52.Si trovano … nel perno e nei cerini; 53.Iniziali della figliaPresidente più piccola di Franca “Dore”Claudio & Noris; precolombiane, dell’altipiano andino; 48. Nome del Podere Martini; 46. Nome della sorella di si Bisio e Giorgino Ceroni; 47. 54.Te la vogliono fare sempre quei “pallosi” che di presentano il Folletto (d’altronde deve pur campare tutti); “Scapea”; 52.Si trovano … nel perno e nei cerini; 53.Iniziali Unità di misura utilizzato per pesca delle aringhe nel mare 55.Nome del cameriere del “Rintocco”; 57.Nome del Magini muratore, fratello di la Ugo e del compianto Arnaldo; della figlia più del piccola di Franca “Dore” & Noris; 54. Te la Pro-loco del nord ‘un sapevo che metteci!!!); 49.A 59. Nome Bruchi, la cui di targa è nella sede della di (d’altronde Cinigiano; 62. Nome proprio del Martini, che ha sposato vogliono fare sempre quei “pallosi” presentano il Folletto Cinigiano la “Lambretta”; consacra Don 67. Antonio; 50. Fu l’autore il teola figliola del Sauli; 66.Ditta che di trasporti del Sasso, dove lavora Storico postino di ed Cinigiano, (d’altronde sidel deve pur Rondini. campare tutti); 55.Nome del camerico della rivoluzione culturale cinese; 51.Era Bolzano sulle suocero Rag. riere del “Rintocco”; 57.Nome del Magini muratore, fratello targhe; 55.Nome della guardia comunale, babbo di Massidi Ugo e del compianto Arnaldo; Nome Bruchi, la della Crocina; 56.Ne è figlio, chi non conosce propri “Il VERTICALI:1. Cognome del 59. marito didel Gerisse, della mo Verdacchia; 2.Noto politico dell’antica Roma i detto cui Censore” targa è nella sede della Pro-loco di Cinigiano; 62.Nome genitori; trovano ... alla fine deldisciplina Sasso; 60.sportiva All’inizio ... o soprannome del figliolo di Alborisco; 3.Si trova ... 58. nelSi centro di Pisa; 4.La indi cui del primeggiava Martini, che ha sposato la figliola del Sauli; 66. Ditta di Imperia; 61. Le hanno in comune ... orsi e locuste; 62. Iniziali da “ragazzo” Danilo Tassi; 5.La usa “Manicco”; 6.Nucleo dei Carabinieri per la tutela della salute; trasporti del Sasso, dove lavora “Lambretta”; Santella Ex Guardiadel comunale; 63.Inizia7.Località in Provincia di Arezzo o tipo67. di Storico resina pofossiledel usato per dell’Ambrogina, i gioielli; 8.Soprannome babbo del “Pera”; stino di Cinigiano, suocero del Rag. Rondini. li del nipote più grande di “Giorgione”, grande clarinettista; 9.Sono pari ... nei miraggi; 10.Divideva la scena con Stanlio; 11.Le hanno in comune ... i vermi e la volpe 64.Congiunzione eufonica; 65.Si trovano al centro del sobianca; 12.Iniziali della sorella di Baldassarre; 13.Nomignolo con cui è conosciuta Serafina di Piazza; VERTICALI:1.Cognome del marito di Gerisse, della Verdacprannome del fratello di “Capischi”. 16.Iniziali del grande “Schifilliti”; 21.Lo era spesso e sovente il poro “Beccalla”; 23.Nome del figlio di Dante; chia; 2.Noto politico dell’antica Roma detto “Il Censore” o 25.Storica marca di autocarri; 27. Sicentro trovano ... agli angoli di Parigi; 30.E’ in mezzo ... all’ocarina; soprannome del figliolo italiana di Alborisco; 3.Si trova ... nel 32. Abbreviazione per le radiografie; 33. Lo è Fabio di Pisa; 4.La disciplina sportiva in cui primeggiava da “ragaz- Anselmi di Azzurra; 37.Così avevano i capelli negli anni ‘70

Bilio ed il Filoni; 38.Recipiente di pelle anomale usato in antichità per trasportare il Montecucco; 41.Località dove abitava il compianto Raffaello Raffaelli; 43.Rapace molto comune nelle nostre zone; 44.Carica attuale (abbreviazione), dell’ex Presidente della Regione Toscana Claudio Martini; 46.Nome della sorella di Bisio e

UN CINIGIANESE IN NAZIONALE Giuliano Guerrini
di Sergio Fabiani

in dalla notte dei tempi Cinigiano è stata fucina di talenti. La nostra comunità, ha sfornato nel pianeta eccellenze in ogni settore (è anche vero che alcuni, non esattamente geniacci, hanno sofferto amare bocciature alla terza media serale, ma secondo me quello era accanimento). Voglio ricordare il talento di Beppe delle Caprarecce per “fare” i cani da caccia, altri ricordi di bambino mi portano a quando ‘l mi babbo mi portava ai pranzi dei cinghialai che inesorabilmente finivano con canti popolari e tornei di morra tradizionale, sport la morra, dove il Poro Beppe Chiezzi era imbattibile e se fosse stato sport olimpico sicuramente lo avremmo visto medagliato . O Il cantautore Zè Bionso, che a metà anni ‘90 sfiorò la partecipazione a Sanremo con la canzone melodica “Ciao come stai” e solo un veto in extremis dell’organizzazione tolse la gioia al nostro paesano. Il mitico “Bazza” (Alessandri Eletto) vincitore di ben 6 palii di Siena su 36 partecipazioni. Come dimenticare poi Silvano Lunardi, gregario nientepopòdimenoché del mitico Fausto Coppi. Sia chiaro lo sport che da più lustro è il calcio, e la massima aspirazione di ogni bambino che lo pratica, è indossare un giorno la maglia della nazionale. Mica si sogna il badminton (volano) o il cricket. Quando Giuliano mi ha fatto vedere la mail di convocazione per la Nazionale del Vino, lì per lì mi sono emozionato, poi ho pensato ad una burla, visto che il calcio non è precisamente la sua dote migliore. La mail lo esortava a presentarsi in ritiro a Cecina per una sfida contro i pari grado della Germania. Sfidare i teutonici o i brasiliani è nell’immaginario di ogni bipede che dia un calcio ad un pallone. Confesso che un po’ l’ho invidiato. Partiva per questa avventura con largo anticipo dal New Ranch (Poder-

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nuovo) e con gli scarpini lustrati come non mai, per essere a disposizione di Mr Massimiliano Nucci, che l’aveva convocato “al buio” (senza vederlo giocare mai). Il capitano della nazionale del vino è il grande Igor Protti ex capocannoniere della serie A. La sfida ai tedeschi fa parte di un discorso che dovrebbe diventare più ampio negli anni a venire. La partita. Gara molto tattica, ritmo blando, nessuno ci sta a perdere. L’Italia fa maggior possesso palla, ma sterile, la Germania non è mai pericolosa, e quando ad inizio ripresa passiamo in vantaggio in tribuna si ha la netta sensazione che il risultato non cambierà più. Con il più classico dei catenacci portiamo a casa uno striminzito 1-0 che fa morale e punti. La pagella del nostro Guerrini: 7,5 entra in campo al decimo della ripresa per chiudere in cassaforte il risultato. Con la sua decennale esperienza respinge con le buone e soprattutto con le cattive (tanto da rischiare incidenti diplomatici) i ripetuti assalti degli avanti tedeschi. Più pericoloso di un pitone senza cena, rischia il rosso (no il vino) ripetutamente, ma è il calcio che è diventato roba da femminucce. Lui ha sempre randellato così!!! Alla domanda: Cosa si prova a giocare in nazionale? rispondeva “io che al massimo avevo difeso qualche amico in discoteca, trovarmi a difendere i colori della mia patria mi ha emozionato e riempito d’orgoglio” ... Anche i tuoi paesani sono orgogliosi di te. Un giorno potrò raccontare ai miei nipoti che ho giocato con uno che è stato in nazionale. P .S. Pare che Sir Alex Fergusson, dopo aver saputo della convocazione di Guerrini in nazionale abbia deciso di chiudere col calcio...

DIFFERENZE

Le due immagini differiscono per 10 piccoli particolari, sapete trovarli?

I due disegni differiscono per 10 piccoli particolari, sapete trovarli?

... fatti nostri,

Gingillando

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Notiziando

IL PASTORE NON CANTA PIU’ Storie di ordinarie predazioni
di Fiora Bonelli

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e pecore sbarrate dentro recinzioni di ferro elettrificato e il predatore libero di muoversi. La storia della pastorizia anni 2000, dall’Amiata alle maremme, si è capovolta e ha schiacciato e sbriciolato il mito idilliaco del pastore tutt’uno con l’ambiente circostante e libero da paure e da timori impellenti. I lupi o ibridi che siano non riconoscono nemmeno le feste comandate e non si riposano mai. E questo problema, ultimamente gettato alla ribalta dagli allevatori e con la controffensiva delle istituzioni, si configura come il problema dei problemi della provincia di Grosseto. Una questione serissima, perché Grosseto possiede il 50% di ovini di tutta la Toscana e ne ha persi il 30% in 10 anni. Il numero delle aziende che hanno chiuso per questo motivo, al momento non è dato saperlo con precisione, ma valga per tutti un numero: nella sola Roccalbegna, che possedeva circa 12.000 capi, ne sono sopravvissuti, al momento, appena 3000. Siamo all’emergenza. Su questo tutti sono d’accordo, allevatori, istituzioni, ambientalisti. Queste sono le tre categorie, che nonostante un formale dibattito, non riescono, però, a trovare una piattaforma comune di azione, unico metodo che potrebbe essere l’avvio di

Razzia di pecore all’ Azienda Borracelli Adelio Località Ficari Cinigiano

una soluzione. Intanto si polverizza un patrimonio animale, umano, economico, ambientale. Si trasforma in un nuovo deserto il paesaggio modellato dal lavoro secolare dei pastori, con conseguenti rischi idrogeologici ben chiari a tutti. Le predazioni avvengono ad opera di lupi o di ibridi. Il lupo in purezza è protetto da leggi europee e va lasciato libero anche se catturato e gli ibridi, se presi, sono affidati a canili comunali e mantenuti a spese dei contribuenti. Gli ambientalisti insistono perché questa situazione si mantenga così, chiamano in causa come responsabili delle aggressioni, i cani da guardiania, e i più fondamentalisti invitano gli allevatori a cambiare mestiere. I pastori, di contro, vogliono una deroga alla legge europea e caldeggiano che siano tolti di mezzo gli ibridi con campagne vere e proprie. Nel frattempo chiedono pure risarcimenti per il danno subito e indotto, ripristinando una legge sospesa dalla regione Toscana. Anche se sul metodo del risarcimento non tutti sono

d’accordo, perché, si dice, alla fine ci si accontenterebbe del risarcimento e si tornerebbe a percorrere il circuito di un assistenzialismo pessimo, da cui bisogna tenersi lontani. L’intervento istituzionale è, al momento, duplice. Da un lato i deputati Sani e Faenzi stanno tentando la strada della richiesta della deroga alla legge europea per arrivare a liberare i territori dai predatori una volta per tutte. Ma la loro azione, oltre che da impedimenti burocratici e legislativi, è contestata dai gruppi animalisti e ambientalisti. La Provincia, intanto, ha messo in campo i progetti ibriwolf e medwolf per isolare gli ibridi e proteggere i greggi e per salvare il lupo appenninico. Ma gli allevatori vedono questi progetti come fumo negli occhi. E’ un progetto che da 2 anni, si prefigge, con uno stanziamento su base triennale di circa 1 milione e 800 mila euro, di studiare, monitorare, catturare e mantenere in apposite recinzioni, gli animali potenzialmente predatori che appartengano alla categoria degli ibridi, per rimuoverli, sterilizzarli e trasferirli in cattività per evitare che si accoppino coi lupi puri. I quali, invece, essendo specie protetta, restano liberi. “Niente di peggio, aveva affermato pochi giorni fa un pastore che ha visto dimezzato il suo gregge in pochissimo tempo. Non si può “allevare”il lupo qui da noi. Non è nel suo habitat naturale,

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perché in Amiata, come è testimoniato dagli stessi statuti del ‘400-‘500, i pochi lupi che c’erano venivano uccisi e anzi veniva data una ricompensa a chi li uccideva. Far rimanere qui il lupo è come andare contro natura”. Insomma il pensiero comune, come ripetono in tanti, è che si tutela il lupo e non le pecore e l’uomo. E questo sembra, a chi col gregge ci campa, una lapalissiana ingiustizia. Nei convegni che da qualche anno a questa parte si stanno susseguendo, viene fuori all’unisono la richiesta che c’è una sola azione da praticare: ridurre il numero di predatori che invece si stanno moltiplicando in

modo esponenziale. Cosa fare, dunque? Occorre una norma di livello comunitario che permetta di togliere gli ibridi dal territorio. Si deve muovere il Ministero dell’ambiente e prendere l’iniziativa. Ma intanto il tempo passa e i predatori si fanno di giorno in giorno sempre più astuti. Attaccano di giorno e non di notte, perché la notte le pecore si riparano negli ovili. Sono riusciti a far chiudere dentro recinti elettrificati le pecore che così devono rinunciare ai pascoli consueti, e si sono organizzati in branchi. Attaccano anche a 4-5 per volta e lasciano dietro di sé pecore morte o agonizzanti e il resto del greg-

ge terrorizzato che per i 15 giorni successivi non produrrà latte. E poi c’è la spesa ingente dello smaltimento delle carcasse, altra questione pesantissima per i pastori e c’è, come dicono tutti, il “danno morale” e la incertezza continua per un lavoro in bilico, diventato una guerra quotidiana. Adesso, dopo l’ultimo convegno di Manciano del 25 novembre, i rappresentanti dell’UDC hanno promesso di caldeggiare il ripristino della legge risarcitoria per il danno subito ed indotto. Ma non basta, occorre, nella questione, un cambiamento vero e proprio di rotta.

LAVORO !!! erano gli anni ‘60

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a foto è stata scattata a Monticello Amiata nei primi anni’60 in occasione dell’inaugurazione del laboratorio di impermeabili e pantaloni della ditta “Bollini” di Empoli, nota per essere stata fra le prime a confezionare giacche a vento, aperto con la collaborazione dell’ Ente Maremma prima a Monticello Amiata e successivamente a Cinigiano. Il laboratorio, per le circa trenta ragazze di Monticello e dintorni fu un punto di svolta importante in quanto rappresentò la prima opportunità di lavoro e per molte anche la prima busta paga che si aggirava dalle ventotto alle trenta mila lire al mese. L’inaugurazione avvenne alla presenza delle autorità del tempo e si concluse con un generoso buffet. Nella foto si riconoscono: L’onorevole Giraudo e l’onorevole . Morlino, la dottoressa Balestra, il parroco don Osteno Corsini, l’onorevole Enea Piccinelli, il prefetto di Grosseto, il Sindaco Angelini, e Franchina Terni .

IL CARRO DA BESTIE il modellino di Mario

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iunge questa foto in redazione inviata dall’amico Marco che mostra Mario Biagioli con il suo ultimo lavoro, un modellino di “carro da bestie” come dice lui. Per i più giovani occorre saperne qualcosa in più di questo importante mezzo di trasporto proveniente dalla recente storia della civiltà contadina e allora cediamo la parola all’”artista”. “Il carro da bestie, era il mezzo di trasporto per tutto quello che serviva a un podere, fieno,balsi, balle di grano e legna e anche come mezzo di trasporto per andare nei campi e … anche al mercato il martedì. Il carro veniva costruito in legno di olmo o “cascia” taglaiti a luna bona per evitare il tarlo così rimaneva sano a lungo. Il carro nostro non aveva le sponde laterali ma solo i pioli. Le ruote di legno a razzi con la fascia intorno di ferro, un si consumavan mai, altro che le gomme di oggi! Questo lavoro piuttosto difficile lo faceva il fabbro, qui c’era il Petricci Dionisio, molto bravo nel su’ lavoro …oh pe’ “tirallo” ci voleva le bestie. Poi negli anni sessanta è arrivato il trattore col carretto e il carro e stato abbandonato”. Già prima di essere arrivato il nostro giornale nelle case c’è chi ha visto la bozza e è intenzionato a chiedere a Mario la possibilità di esporre il suo modellino alla Casa Museo di sicuro aiuto per le attività della struttura.

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Papaveri e papere

UNA PECORA COL COLLO LUNGO Nuovi arrivi nel territorio
di Giulia Fabiani

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’Alpaca, Vicugna pacus, è un mammifero, che insieme al lama appartiene alla famiglia dei camelidi, addomesticato e allevato soprattutto per la lana pregiata che viene ricavata dalla tosatura. L’alpaca ha aspetto simile ad una pecora ma di dimensioni maggiori con il collo molto più lungo, con le orecchie portate verso l’alto, anziché cadenti. Anche l’alpaca è un ruminante e mangia circa un chilo di foraggio fresco al giorno ma anche foraggio secco per una migliore digestione, necessita di avere acqua sempre a disposizione. Gli alpaca rispettano i prati, non sradicano le radici dell’erba di cui si nutrono e avendo due cuscinetti sotto le zampe non rovinano neanche il terreno su cui pascolano. Si è adattato ai magri pascoli andini e alle basse temperature notturne. Le femmine danno alla luce un solo piccolo all’anno in quanto hanno un periodo di gestazione pari a 11 mesi e mezzo. L’Alpaca è originario dell’America del sud e quando furono assegnati i nomi scientifici si ritenne che appartenesse ai lama e denominato appunto Lama pacus, più tardi, invece si vide che la classificazione non era giusta e gli fu dato un nuovo nome e posizione tassonomica, quella ancora attuale. Questi animali vengono allevati in grandi greggi ad altitudini piuttosto elevate, sulle Ande, nella Bolivia settentrionale e nel nord del Cile. Il primo allevamento di alpaca sembra risalire a 4000 anni fa, sono stati ritrovati geroglifici che lo documentano in Perù e sembra essere il primo allevamento al mondo! Vennero importati negli allevamenti domestici degli Inca, che li chiamavano “l’oro delle Ande”; la lana di questi animali veniva definita la “lana degli dei” e solo l’imperatore e i membri della sua famiglia potevano indossare capi fatti con la lana di Alpaca. Ancora oggi vengono allevati per la loro lana pregiata, utilizzata per tessere coperte e poncho; vengono tosati una volta all’anno, le femmine producono circa 2 kg di lana, mentre il maschio ne produce circa 3 kg. La lana prodotta da questo, curioso, animale non contiene lanolina, non infeltrisce e non procura allergie! La fibra viene divisa e selezionata in finezza, colore e lunghezza, e da quale parte del corpo viene tosata. La fibra del dorso viene definita di prima scelta, mentre quella di

gambe e collo di seconda scelta. La fibra della prima tosa è normalmente qualitativamente la migliore che verrà prodotta nell’arco della loro vita. La fibra può essere dritta o ondulata, e in una specie particolare è attorcigliata. Negli ultimi anni gli allevamenti di alpaca si sono diffusi un po’ in tutta Europa, per le grandi capacità di adattarsi dell’animale. In Italia ad oggi esistono diversi allevamenti che basano il loro profitto sulla vendita della lana e dei capi di bestiame per costituire dei nuovi allevamenti, inoltre è da poco esistente la Società italiana alpaca “Sinalpaca” a cui fanno riferimento alcuni degli allevatori italiani, è stato creato un registro anagrafico, con lo scopo di far entrare anche questa attività nella legislatura agricola nazionale. Anche nel nostro ambiente, da poco tempo, è stato insediato e sta ancora finendo di essere allestito un nuovo allevamento di Alpaca. Siamo lusingati che il nostro piccolo comune sia stato scelto per rappresentare uno dei pochi allevamenti italiani!

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... fatti nostri,

n questo numero di fatti nostri abbiamo deciso di dedicare la nostra rubrica allo storico alimentari di Sasso d’Ombrone, quindi con piacere mi sono recata al mio paese di origine, che da quando sono diventata cinigianese, non ho più molte occasioni di frequentare. Arrivo al negozio e trovo Anna che mi aspetta, sorridente come sempre, e dopo qualche chiacchiera iniziale comincia a raccontarmi la loro storia. Nel 1958 sua zia, Delia Bernardini, rileva il negozio di proprietà della vecchia cooperativa in via Cana e lo gestisce con la figlia Giuliana fino al 1967, anno in cui decide di raggiungere il marito emigrato per lavoro in Francia, così Aronne, fratello di Delia, propone a sua moglie Gerbina di comprare il negozio. Quest’ultima sul principio non rimane molto entusiasta della proposta, poi però si lascia convincere dal marito ad accettar, iniziando così la loro avventura! Dopo pochi mesi dall’acquisto, Gerbina trasferisce l’attività in via Trieste, dove tutt’ora è ubicata, in quanto il marito, abile muratore, aveva trasformato un garage in un accogliente negozio. Aronne riuscì a ricavarvi anche un’altra stanza, così Gina, mamma di Gerbina, che aveva una latteria in via Cana, unì la sua attività al negozio della figlia. Anna si ricorda che il nonno Agenore arrivava con il carro e i buoi nel mezzo al paese e scaricava i recipienti colmi di latte che provenivano direttamente dal suo allevamento di vacche poco distante da Sasso d’Ombrone…il latte arrivava caldo, altro che pastorizzazione!!!La asl ancora non aveva preso il sopravvento!!! A quel tempo non c’erano nemmeno gli obblighi di orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, “si lavorava finchè c’era da fare” mi racconta Gerbina, “Mi ricordo che la sera della vigilia di Pasqua del 1967 arrivai a casa tardissimo e Aronne mi fece osservazione, ma io con orgoglio gli srotolai davanti 55.000 lire incassate in un solo giorno!”. Gerbina, seppur partita con poco entusiasmo, piano piano prende passione alla nuova attività e al contatto con la gente, tanto che ha tenuto il negozio per ben 40 anni e nel 2007 lo cede alla figlia Anna che già da anni collaborava con lei. Mi raccontano che nel 2002, dopo una grande pioggia, crollò il muro di retta del negozio, proprio mentre Anna si trovava dentro e solo grazie all’intervento tempestivo del fratello Alberto, abile vigile del fuoco, riuscì a salvarsi riportando solo un piccolo trauma. Nella disgrazia, ricordano però il calore e la solidarietà di tutto il paese di Sasso d’Ombrone che si prodigò ad aiutarle per liberare il negozio dalle macerie e dal fango. Simone Trilli e Mirko Giannotti in particolar modo non si tirarono mai indietro e dettero loro un aiuto impagabile.

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Gioia e Ida Baldi poi, resero disponibile il locale ex bar, dove poterono trasferire momentaneamente la loro attività fino a quando, circa 8 mesi dopo, terminarono i lavori di ristrutturazione affidati alla ditta Pacella con l’aiuto di Alberto Bernardini. “In quell’occasione dovemmo ricomprare tutto l’arredamento del negozio e lo mettemmo tutto a nuovo” mi dice Anna “ma purtroppo adesso il lavoro è diminuito veramente tanto! La popolazione qui al Sasso è sempre meno, gli stranieri residenti non comprano niente da noi e la gente locale compra quasi esclusivamente cose fresche tipo affettati e formaggi, per il resto vanno nei supermercati, comunque io non mollo, la passione è tanta e la voglia di contribuire a tener vivo il paese non è da meno, i negozi sono quasi tutti chiusi, noi non possiamo cedere!”. Infatti Anna, nonostante la crisi, ci tiene a rifornire il suo negozio solo di generi di primissima scelta e quello che è possibile lo prende da fornitori della zona come ad esempio le marmellate e composte dell’agriturismo sant’Anna, il miele del Pisani e i prelibati salumi del salumificio “Il Borgo” di Montalcino. Vista l’età avanzata dei cittadini del Sasso e la sempre maggiore difficoltà delle persone anziane ad uscire da casa, Anna si è ingegnata anche a fare le consegne a domicilio. Nel paese, non essendoci più negozi specifici, da qualche anno ha iniziato a tenere anche altri generi, tipo lampadine, pile insomma quasi un piccolo bazar!

Giuliana la nipote di Gerbina che gestiva il negozio prima del passaggio di proprietà nel 1967.

iceviamo due poesie una da parte di Luana che ci offre in rima una storia. La seconda è dedicata a Maria Bartolomei nata il 4 maggio del 2013 figlia di Tommaso e Stefania Canuti dallo zio e dal nonno recentemente scomparso.

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A te
Nata il primo sabato di maggio Il quarto dì del mese Da adesso ha inizio il tuo viaggio Con i tuoi cari alle prese Maggio in cui anche il cielo ha pianto Come commosso di felicità Ed il tuo nome bellissimo Santo Maria ti han chiamata tua mamma e tuo papà Siam tutti qui riuniti attorno a te Emozionati per questo lieto evento A coccolarti e baciarti affinché Non ci sia in te nessun lamento Bellissima sei Tra le braccia così piccina Che a guardarti vorrei Chiamarti paciocchina Spero ti piaccia questa poesia Scritta con l’amore con il quale crescerai Quello dei genitori, nonni, zio e zia E se un giorno farti raccontare vorrai Di questo piovoso mese Come commosso dalla tua nuova compagnia Allora scoprirai senza tante pretese Dell’amore immenso e della nostra allegria Adesso sei nata! Eccoti sei qua! E con te il nostro affetto da qui all’Eternità Zio Gianni e nonno Severino

Le due “gemelle”
Luana che di ferro ha la memoria ci racconta questa storia: quando il caso è disperato sembra una maledizione un figlio non desiderato ma la provvidenza è sempre vicina infatti nacque una piccolina e adesso è con orgoglio che festeggiamo il 26 luglio da questo giorno in cui sei nata la tua mamma non fu più disperata dopo tre maschi non pensava che un’altra femmina arrivava con il marito arrabbiata era ma appena ti ha vista la sua felicità fu vera. C’era poi la sarta che diceva una cittina così bellina anche lei voleva …quanche anno passò ed il suo desiderio si avverò. Dopo mezzo secolo ci siamo finalmente incontrate e al primo sguardo subito piaciute scoprendo con altrettanto piacere che anche il nome era similare tu Anna ed io Susanna e quindi posso dire GRAZIE alla tua mamma!!!

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Il sommo poeta

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iceviamo e pubblichiamo con piacere queste due foto pervenuteci in redazione. La prima è una delle due foto inviateci da Francesca Guidoni che insieme ai suoi vecchi compagni di classe intende ricordare l’amico Simone Trilli recentemente scomparso. La foto è scattata davanti alla scuola media del tempo oggi scuola elementare, raccoglie principalmente i nati nel 1988. La seconda ci arriva dall’amico Fabio Pennatini che dalla sua attuale residenza sotto la “Madunina” ricorda una gita scolastica nella città immortale con uno scatto davanti al colonnato dello Stato del Vaticano. Per ambo le foto ci scusiamo per la qualità non certo eccellente alla quale con i nostri modesti mezzi abbiamo potuto fare ben poco per renderle più chiare.

Cinigiano Classe II° media anno scolastico 2000/2001 In piedi da sinistra: Claudia Mariottini, Valentina Pallini, Prof. Totti, Erika Panfi, Prof. Simoncioli, Marianna Bacci, Silvia Quaranta, Francesca Guidoni, Alessandro Magini,Jhonny Bernardini, Gabriele Dorini. Seduti da sinistra: Simone Trilli, Barbara Ciacci, Fabrizio Garosi, Bernardo Angelini, Giulio Fantoni, Matteo Cherubini.

Roma Classe V° elementare di Cinigiano anno scolastico 1980/1981 In piedi da sinistra: Massimiliano Vannelli, Fabio PennatiniPatrizia Mariottini,la maestra Carla, Lauro Rusci,Emanuela Sani e Lauro Rusci; accosciati: Marco Tassi, Daniela Tassi,Cristina Galluzzi, Beatrice Tassi, Simone Norgini, Elena Machetti e Silvano Guerrini.

STAZIONE DI SERVIZIO LEONI CARLO
Rivendita di Gas in bombole
Via Amiata, Monticello Amiata tel. 0564 99 27 69

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Gente di classe

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Gioie e sapori

PESCE E CASTAGNE Le seppie ripiene
di Giulia Fabiani

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La nostra rubrica spesso e volentieri spazia all’interno dei piatti della tradizione del territorio ma questa volta vi proponiamo un nostro prodotto locale, la castagna Dop dell’Amiata, o più precisamente la selezione della storica Bastarda rossa, in un abbinamento al quanto particolare. Non a caso andiamo a suggerirvi una ricetta offertaci da Fabio del Ristorante “Il Rintocco”. L’idea nasce alcuni anni fa quando nel conviviale dopo cena si parlava con esperti del “settore castagna” di organizzare delle cene a tema, portando alla luce vecchie pietanze a base del frutto autunnale per eccellenza. Ecco la lampadina che si accende e così il buon Fabio, per gli amici semplicemente Ferro, che pensò di preparare una serie di pietanze in sintonia con una delle specialità del ristorante: il pesce. Leggendo, verificando e alla fine sperimentando ecco che, oramai da qualche anno al Rintocco di Piazza Marconi a Cinigiano, nel menù di stagione si possono trovare prelibati piatti con castagne e pesce in piena armonia. Oggi ci vuole rendere partecipi con uno dei piatti più apprezzati del menù autunnale: le seppie ripiene in salsa di basilico. Inutile dire che il buon Ferro non può svelare segreti culinari del proprio ristorante, ma ci ha messo comunque a disposizione la ricetta base. Seppie ripiene di castagne in salsa al basilico Lavare le seppie, asportando le interiora l’osso e la sacca dell’inchiostro, pulire bene. Tagliare le teste e i tentacoli in piccoli pezzi. Scaldare, in una padella l’olio con uno spicchio d’aglio, aggiungere le seppie, lasciare soffriggere per alcuni minuti, poi sfumare con del vino bianco. Salare e pepare quanto basta, lasciare cuocere per altri 5 minuti. Una volta freddi, trasferire i tentacoli in un ciotola per preparare il ripieno aggiungendo la mollica di pane, l’uovo intero, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato e le castagne, precedentemente lessate. Con l’ impasto ottenuto farcire le seppie chiudendole con un paio di stuzzicadenti di legno e salarle leggermente all’esterno. In un tegame capiente soffriggere l’ aglio rimanente con un po’ di olio, aggiungere le seppie, farle rosolare da entrambi i lati e unire un mestolo di acqua oppure brodo di pesce e cuocere per 2025 minuti. Aggiustare di sale e unire il prezzemolo a cottura ultimata.

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Spulciando negli archivi della festa e fidando nella memoria di tutti non si ricorda un’edizione della Festa dell’uva così bagnata. Tre giorni di pioggia hanno decisamente rovinato il nostro evento più importante dell’anno. Spettacoli e concerti annullati, ma neppure la pioggia, se pur copiosa, ha fermato la sfida a suon di cartapesta fra Cassero, Molino e Pescina che con i loro carri sono ugualmente scesi al piazzale, come si dice a Cinigiano, e fra una bordata di acqua e l’altra hanno offerto il loro miglior spettacolo davanti a un’incredibilmente numeroso pubblico che stoicamente non si è lasciato impaurire dai rovesci spediti da Giove e sicuramente anche da Marte,idue miti il primo greco e il secondo romano che inviano pioggia e fulmini che sicuramente hanno lavorato in coppia per l’occasione. Per rispondere a qualche quesito del giorno dopo, ricordo che il regolamento in merito alla sfilata, prevede che in casi particolari il presidente della pro loco consulti i capitani e tutti insieme cercano di uscire con

una decisione unanime, qualora non si trovasse una soluzione comune il presidente della pro loco consultato i consiglieri reperibili dell’associazione, decide come procedere. Nel caso attuale la decisione, visto e considerato una serie infinita di problemi che potevano venire a crearsi rinviando la festa a “data da destinarsi” è stata presa la decisione unanime di sfilare lasciando la doppia esibizione davanti alla giuria e annullare tutto il resto del consueto programma: “i carri sfileranno una prima volta davanti alla giuria poi andranno a girare al Molino,nel più breve tempo possibile, poi ritorneranno al cospetto della giuria per la seconda volta. Si annulla il Corteo storico e l’esibizione della Folkloristica di Bettolle” questa la decisione uscita unanime da Palazzo Bruchi ecomunicata ai responsabili di sfilata da parte dei capitani e ai giurati e allo speaker per avvisare il pubblico presente da parte del presidente. La sorte al mattino, al termine della Santa Messa, aveva ufficializzato l’ordine di sfilata: Molino, Pescina e Cassero.Partenza… la giuria raggiunge la postazione sul palco e già si intravede il carro della contrada giallo-rossa del Molino e ancor prima di iniziare l’esibizione “ si aprono le chiuse” e dal cielo acqua a catinelle che non ferma lo spettacolo. Fantàsia il titolo del carro, chiaramente ispirato al regno di Fantàsiapalcoscenico del romanzo di MicahelEnde: La

storia infinita. E così ambientando la storia in questo mondo senza confini dove si intersecheranno varie vicende realizzate con i personaggi originali del romanzo e del film. “Il mondo della fantasia rischia di soccombere a causa dell’aridità del cuore umano, soffocato da disillusione, indifferenza e menzogna” e dopo fantasiose vicissitudini fra sogni e desideriil giovane Bastian da un unico granello di sabbia, sfuggito dalla furia del Nulla, troverà la possibilità di ricostruire il mondo di Fantasia come per la prima volta. Un “soggetto” sicuramente interessante anche se non di immediata comprensione che oltre rimanere nella stretta lettura rappresentata può essere catapultato a pieno titolo nell’attualità. Il carro in stile degli ultimi anni della Contrada èben rifinito, spiccano il cane il lupo Gmork e la lumaca anche se sembra che manchi di un pezzo imponente. Difficile giudicare la “scena”, la storia raccolta nei canonici otto minuti scorre bene anche se la pioggia fa il suo corso entrando in ogni dove compreso l’impianto microfonico non lasciano ben comprendere tutte le battute; nell’insieme un voto di sufficienza che non consente anche per i giurati di conquistare il gradino più alto del podio. E’ il turno della Pescina la pioggia se pur meno scrosciante non placa la sua forza. Il popolo di via Roma porta in piazza “Non si sceglie di essere

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FESTA BAGNATA… …festa sfortunata

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donne, ma si sceglie di ribellarsi” . Il “soggetto” decisamente del momento, politicamente trasversale come si usa dire ultimamente per quelle cose che possono raccogliere consensi da ogni parte politica. Porta in scena il problema del femminicidiosfruttando sapientemente la Shakespeariana: “Sogno di una notte di mezza estate” dove la sua notissima storia se pur ambientata nell’antica Grecia può essere tranquillamente equiparata a storie di ordinaria attualità legate a episodi, come nella rappresentazione del poeta e drammaturgo inglese, di padri che scelgono il destino delle proprie figlie e a episodi violenti sulle donne. Buona l’idea e altrettanto buona la rappresentazione del collaudato “gruppo teatrale” made in Pescina. Il carro ben predisposto a palcoscenico trova nel putto il suo pezzo migliore contornato da un imponente cavallo alato e da un fungo, che è stato di buon auspicio per una stagione “fungaiola” che mancava dalle nostre parti da quasi dieci anni. Un giudizio il mio estremamente positivo nel suo insieme sul lavoro della

contrada arancio verde e nero.Ultimo carro a calcare i sampietrini, quello del popolo di Largo Fontenasso i biancoazzurri del Cassero : “Il destino ha più fantasia di noi” . Ci propone un soggetto decisamente forte : la morte, affrontandola attraverso una storia ben imbastita e decisamente chiara nel suo racconto che non offende nessun credo, sentenziando: “..l’anima dell’essere umano potrebbe quindi avere delle diverse destinazioni, ma gli uomini dovranno sempre ricordarsi che il loro destino è scritto e la morte arriverà ugualmente per tutti qualunque sia stato il percorso della loro vita terrena”. Il carro di quelli che piacciono a me “a corpo unico” decisamente imponente anche se il brutto tempo non ha consentito ai colori di creare anche un ottimo impatto visivo, visto l’ assenza di una buona luce. Questo più di altri, ma come oramai capita da anni, non tiene conto della famosa e tanto cara al passato “visione totale”di quando il carro si doveva vedere da ogni lato, in questo caso e come nel recente passato anche di altre contrade, decisamente

al servizio della giuria. Ben realizzati il condor e le teste del Gerbero e ben curato anche nei particolari sicuramente di soddisfazione per i contradaioli. Alla fine i verdetti, il primo quello del premio Il chicco ancora una volta va alla Contrada Molino che Lorenzo Lucattini, capitano dei citti, alza la coppa del primo posto,…e si inizia a vedere anche dalla piazza !!!, Vince invece la quarantatreesima festa dell’uva la Contrada Pescina. Termino qui con la ripetuta e storica, ma mai patetica, frase “Vince Cinigiano”. Questo credo che oggi più di altri anni sia importante, visto la situazione generale nella quale ci troviamo, poter mantenere a questi livelli la nostra festa è indice che c’è del buon “terreno” da poter conservare e può rappresentare sicure fondamenta per una comunità di un piccolo paese “fra il mare e la montagna” che grazie all’impegno di molti paesani riesce a realizzare un così impegnativo evento. Il presidente Massimo Fabiani

WWW.PROLOCOCINIGIANO.ORG oltre mille visite mensili
Procede a buon ritmo l’aggiornamento del sito della pro loco Cinigiano, punto di riferimento per molti visto il picco di viste che stiamo registrando da quando puntualmente, grazie alla collaborazione di Elisabetta Berti, viene aggiornato. Gli ultimi numeri di fatti nostri, sono inseriti e stiamo procedendo a recuperare anche i più vecchi. Lo spazio dedicato alla festa dell’uva è aggiornato, per chi non lo ricorda si accede da MANIFESTAZIONI. Molto è stato fatto ma altrettanto lavoro ci attende per poter fornire quelle informazioni che un sito di una pro loco deve offrire.Come detto, i buoni risultati derivati dalle consultazioni, ci incoraggiano a proseguire e ci porteranno, appena le casse ce lo potranno permettere, a variarlo anche nella struttura,sicuramente non proprio attualissima, visto i molti anni che sono passati dalla sua realizzazione. Come al solito ogni vostro suggerimento è ben gradito e potete inoltrarlo attraverso la nostra posta elettronica. Continua a essere inviato a chi col tempo ne ha fatto richiesta, il …fatti nostri Web, che se non è il più vecchio dei notiziari on line della provincia poco ci manca, visto che esce dal oltre dieci anni. Sicuramente superato come sistema di informazione essendo più una new letter che un vero e proprio notiziario on line,comunque decisamente utile e gradito per informare di eventi o di comunicazioni delle attività delle nostre associazioni. In proposito stiamo per preparare qualcosa di importante che contiamo di mettere in piedi con i primi dell’anno e solo per scaramanzia non aggiungo altro.

APICOLTURA ALESSANDRI GIANNI APICOLTURA BIDIN PAOLA

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LOC. CARCERONI POGGI DEL SASSO CINIGIANO GR

api.alessandri@gmail.com Cellulare Gianni 335.1372415

XXXII Festa della Castagna Convegni, passeggiate, “pan di legno” e integrazione
PRO LOCO MONTICELLO AMIATA
i sembra solo ieri di essere alla finestra della scuola elementare ad osservare i frementi preparativi dei paesani e di non vedere l’ora di aiutare; di sentirmi dire “Sei piccino, aspetta e poi ti verrà a noia…”; con la velocità con cui si accende una lampadina mi trovo a tirare le fila della festa che è praticamente mia coetanea…Siamo arrivati al mio secondo mandato da Presidente della ProLoco e per il 2013 i giorni designati, ormai da un calendario fisso, sono 10, 11, 12 e 13 ottobre. Dobbiamo pensare a cosa fare per non deludere le aspettative e non avere rimorsi nei confronti di coloro che hanno ideato questa festa; che l’hanno fortemente voluta e che l’hanno fatta crescere. Ora, che molti di questi non ci sono più e che sicuramente ci avrebbero aiutato, anche solo con dei consigli, magari detti bruscamente, alla maniera dei montagnoli, tocca a noi … La 32° edizione della Festa della Castagna è partita!!!Come al solito la partecipazione popolare è stata numerosa, tutti i paesani di ogni età hanno dato il loro contributo, nei preparativi, nelle proposte, nelle critiche sempre costruttive, e soprattutto nella realizzazione della festa.Mi sento di affermare che i ragazzi e ragazze extracomunitari, Monticellesi d’adozione e qualcuno di nascita, si sono integrati ed hanno collaborato, come oramai succede da qualche anno, con passione ed entusiasmo; sicuramente ci vorrà ancora del tempo per sfondare le ultime barriere, ma ce la faremo e questi momenti in cui si sta a stretto contatto ci aiuteranno.La quattro giorni si è aperta all’insegna di una conferenza sul “Cinipide galligeno del castagno”,parassita che insiste sui castagni dell’Amiata: problematica che sta devastando frutti, flora e l’economia della zona. Lorenzo Fazzi, Presidente dell’Associazione della Castagna IGP del Monte Amiata, ha illustrato bene il problema e chiaramente il piano di soluzione che, sperando anche nella buona sorte, dovrebbe portare a risultati concreti nel giro di poche stagioni…Dopo la ricerca estenuante della “regina” della festa, siamo riusciti a fare partire la sagra, sabato pomeriggio sono state aperte le cantine nel centro storico, mai come quest’anno tante e varie, bella serata danzante nella Pista dei Giardinetti, coperta ad hoc da una struttura fornitadalla Misericordia Toscana e, non da tutti gradita, discoteca nel cuore medievale del paese.Chi abita nei pressi di Piazza della Chiesa, per una sera, ci sopporterà!!!La domenica mattina un folto gruppo di camperisti venuti da Terni, insieme a tante altre persone, hanno partecipato alla passeggiata “Viaggio al Campo dei Patriarchi”, organizzata per la promozione del territorio e dei suoi prodotti dall’Associazione del Castagno IGP del Monte Amiata, in collaborazione con l’Associazione Casa Museo di Monticello Amiata.Camminata che li ha condotti, accompagnati dai “Sonatori della Leggera”, fino al castagneto secolare di Fonte al Canale. Stanchi, ma estremamente soddisfatti della bella avventura, sono rientrati in paese giusto in tempo per unirsi alle migliaia di persone intervenute edassistere allo spettacolo degli “Sbandieratori e Musici di Amelia”: Bravi, alla prossima occasione!!!La fiamma viva e scoppiettante dei fuochi sotto le padelle delle caldarroste sta lasciando il posto alla brace;il sole sta tingendo di rosso la Maremma; l’aria punge un po’ sulle guance e, ora che la tensione è calata, ci si sofferma con gli amici,si ripercorrono i giorni antecedenti alla festa, si ride delle difficoltà incontrate, sul momento ci hanno fatto innervosire, ma ora fanno parte del passato, e come tali, vengono esagerate e ricamate, tanto da non crederci nemmeno chi lo decanta, ma forse è proprio questo il bello: adesso non ci resta che tirare le somme…GRAZIEalla Misericordia Toscana, al tutte le Associazioni del paese ed al Comune di Cinigiano, ma la riconoscenza maggiore è per tutti coloro che hanno collaborato, come sempre, con passione e attaccamento al paese; sacrificandosi per la splendida riuscita della festa, passando intere giornate e serate nella preparazione del menù dello stand gastronomico, dei dolci, nell’allestimento delle cantine e, per ultimo ma sicuramente non meno importante nell’accoglienza sempre allegra e cordiale di tutti coloro che hanno voluto fare visita a Monticello; tutto questo senza potere vedere e godersi nulla della musica, degli spettacoli, dei banchi, delle mostre e dell’amicizia che si consolida di anno in anno con coloro che puntualmente fanno rientro tra le mura amiche. Non mi resta che darvi appuntamento al prossimo anno, arricchito da due eventi su tutti: Celebrazione la Madonna di Val di Prata e relativo “FESTONE” che si terrà,come da tradizione, ogni 25 anni nel mese di agosto, occasione per i più giovani, Monticellesi e non, di vivere un’esperienza unica nel suo genere; ed il 50° anniversario della fondazione dell’Associazione ProLoco Monticello Amiata. Il Presidente Riccardo Bramerini

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Dalle associazioni

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Dalle associazioni

CAPITONE A “cavallo” con il Barbarossa
volontari per l’allestimento delle strutture. Poi come magia il giorno tredici e fortunatamente anche per i seguenti quattordici e quindici l’orgoglio Sassaiolo ha prevalso e allora tutti a dare una mano “vecchi e nuovi e aggregati” per fede “cipollaia” : lo staff di cucina, i “fuochisti” a gestire i bracieri e poi i camerieri, tutti insieme a far fronte a un’ ottima affluenza di pubblico. Tutto è andato per il meglio ancora una volta siamo riusciti a mettere in piedi una sagra del Capitone degna di essere visitata e uno stand con la solita ottima cucina. Ora l’esperienza “carontiana” di questo consiglio è terminata e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa edizione, un grazie anche all’Amministrazione Comunale per la preziosa collaborazione. Ora occorre formare un nuovo consiglio che possa progettare a più lunga scadenza la sua attività rispettando i tempi statutari del proprio mandato. Il Segretario Mario Fanciulletti

COMITATO PRO SASSO

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arte sempre dal Sasso il tris delle feste d’autunno del nostro territorio e anche quest’anno non poteva non andare in scena una delle più particolari sagre della toscana dedicata a un prodotto: il capitone, decisamente singolare per un evento del genere ma atteso proprio per la sua particolarità. E così il famoso “capitone alla barbarossa” con la sua storia con la sua leggenda ha fatto anche quest’anno felici gli estimatori della pietanza. L’organizzazione della sagra è stata difficile e anche la preparazione ha avuto i suoi problemi nel reperire i

ASPETTATIVE e Sane Certezze

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ari sportivi, Prima di aggiornarvi sulla stagione appena iniziata della nostra squadra, mi preme ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla cena che la Pro Loco ha organizzato per presentare la squadra. Eravate in molti e ciò gratifica dei sacrifici che tutta la dirigenza sostiene per mantenere in vita questa Associazione. Nell’ultimo decennio abbiamo sacrificato i risultati sportivi perché l’obiettivo principale era quello di risanare il bilancio e dopo aver raggiunto tale traguardo anche grazie al lavoro di Mister Petricci, quest’anno la prima squadra ha iniziato il campionato con l’obiettivo di essere tra le prime cinque della classe, posizione che ci permetterebbe di effettuare i play-off. Come tutti ormai sapete, per motivi di lavoro il Mister Borgna ha dovuto la-

sciare l’incarico di allenatore e la società lo ha sostituito con una vecchia conoscenza: Mister Tognotti, il quale si avvale della collaborazione di Ginanneschi Sergio e per la preparazione dei portieri di Caporali Luciano nonché del massaggiatore Carboni Graziano.La rosa della squadra è così composta: Portieri: POBEGA LUCA, ILYAS YILAIZ e CAPORALI Luciano; Difensori: FERRINI STEFANO, MIGLIORI MATTEO, FANFANI FEDERICO, KAJA ENXHI, IDRIZI MIRSAT, TIBERI RICCARDO, PALLANTI ANDREA, GIANNETTI IGOR, COPPI JACOPO, DIMARTE LEONARDO; Centrocampisti: TASSI GIULIO, FERRINI TOMMASO, BACCI STEFANO, ONETO LORENZO, COPPI DAVID, VALOCCHIA LUCA Attaccanti: PANFI EMANUELE, CORINA ALESSANDRO, ARZILLO GIANLUCA, ERCOLI MATTIA. Anche sulla panchina del settore giovanile c’è stata una variazione rispetto all’anno scorso. Infatti abbiamo affi-

dato l’incarico a Mister Savaresi Vincenzo. Visto l’incremento degli iscritti i responsabili del settore giovanile hanno deciso di suddividere il numero di ragazzi in tre gruppi. I 14 nati dal 2002 al 2004 sono seguiti dal Mister Savaresi, i 5 dal 2005 al 2006 sono seguiti da Mister Tognotti ed infine i 7 dal 2007 al 2010 sono seguiti da KajaEnxhi sempre sotto la guida di mister Savaresi. I ragazzi si stanno preparando per poter affrontare al meglio il prossimo torneo primaverile, ma con la consapevolezza che il nostro primo obiettivo è quello di farli divertire. Concludo ricordando ai tifosi e sportivi biancoazzurri che sono aperti i tesseramenti, quindi coloro che volessero dare il loro contributo possono rivolgersi a Bertini Guglielmo, Ranieri Giovanni e Tassi Massimo. FORZA CINIGIANO il segretario Bertini Guglielmo

QUARANTANNI 1973-2013

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l 1° Dicembre il Nostro “Gruppo Donatori sangue Fratres” di Cinigiano ha festeggiato il quarantesimo anno dalla sua fondazione. La giornata si è aperta con un incontro presso la sala del Consiglio Comunale alla presenza, oltre che del Presidente del Gruppo e responsabile di tutti i Gruppi Fratres della provincia di Grosseto Balocchi Marco, del Presidente Nazionale Luigi Cardini, del Presidente Regionale Luciano verdiani e del sindaco del Comune di Cinigiano Silvana Totti.I Presidenti regionale e nazionale si sono congratulati per il lavoro del Gruppo, circa 300 donazioni all’anno, che lo portano al vertice come “indice di donazione” di tutta la Toscana. Il Sindaco, dopo essersi congratulato a sua volta per il lavoro svolto dal Gruppo, consegna a nome dell’ amministrazione comunale una targa ricordo.Il presidente Balocchi dopo aver ringraziato tutti i Gruppi intervenuti alla manifestazione, i presidenti Regionale e Nazionale, esprime il caloroso saluto al sindaco e all’amministrazione comunale per la vicinanza in tutti questi anni di operato.Un grazie oltre che ai donatori và anche ai numerosi soci sostenitori e a l’ex presidente Raffaelli per l’impegno messo in tutti

Cinigiano Chiesa della Compagnia 28 giugno 1973 il giorno del riconoscimento ufficiale del Gruppo Fratres Cinigiano si riconoscono in foto Carlo Volpi il primo presidente Fabio Ugurgieri Il sindaco Ilvo Angelini Aldo Alessandri, Sabatino Bacci e seminascosto dietro Bernardo Mantiloni e con lo stendardo Anna Maria Ceroni. Al centro lo storico presidente delle Misericordie e dei Fratres Nazionale Alfredo Merlini.

gli anni di lavoro.Dopo la Santa Messa del Donatore, animata dal bravissimo coro parrocchiale, la giornata termina con il pranzo sociale presso “La tana del castoro” all’Arcille durante il quale vengono premiati i donatori che hanno superato le 50 donazioni.Nella speranza che il lavoro continui per altri numerosi anni, il consiglio direttivo ringrazia il Gruppo Avis di Monticello Amiata intervenuto alla festa, con il suo pre-

sidente Malcapi Gioberto e ricorda il rapporto di profonda amicizia che lega i due gruppi già da molti anni.Un grazie immenso a tutti i donatori e a tutta la comunità cinigianese per l’impegno di questi quarant’anni. Per il consiglio Federico Bartalucci

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Dalla storia

UN PALIO DEL 7 GIUGNO 1925 Festa religiosa e civile?
di Massimo Fabiani


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... fatti nostri,

prendilo te, se no fa una finaccia” con questa frase diversi anni fa un amico mi ha regalato il palio qui in foto. L’occasione mi sembrò subito buona per cercare qualcosa della sua storia e raccontarla su queste pagine. L’operazione, come capita spesso, è più facile a dirsi che a farsi. E così è iniziata la mia ricerca, di semplice appassionato di storia locale, per conoscere meglio cosa c’è dietro quel palio del 7 giugno del 1925. La prima cosa che mi era saltata “all’occhi” la data del 7 giugno in quanto ben ricordavo di aver letto che dal 1866 la festa della Madonna delle Grazie appare fissata “per la seconda domenica di maggio e non più nel terzo giorno dopo la pentecoste” e conseguentemente la famosa corsa di cavalli “a lungo”, oggi si direbbe in linea, e rigorosamente “a voto” per dirlo con un termine più recente “a pelo”, senza l’uso della sella, si sarebbe svolta in quella giornata. Altro particolare che mi aveva colpito era lo stemma gentilizio del comune, sottostante l’immagine sacra che mi fece pensare subito all’intersecarsi con qualche evento civile. La prima cosa che sono andato a vedere è che cosa poteva essere accaduto quel giorno di importante. E qualcosa di interessante per dare spazio a ulteriori supposizioni ho trovato. Oltre che un giorno di sport con importanti partite del campionato di calcio e della giornata finale del giro d’Italia che vide Binda trionfare precedendo l’altro mito della bicicletta Girardengo. Era anche il giorno dove una circolare, se pur non molto sostenuta dal governo fascista, invitava tutti i Comuni a organizzare dei festeggiamenti per il XXV anniversario del Regno di Vittorio Emanuele III. Non so se fu unito l’utile al dilettevole e spulciando negli archivi comunali non ho trovato nulla che possa confermare di una festa sia civile che religiosa. La stessa domenica 7 giugno 1925 gli Aventiniani approfittando della festa del Re, gli chiedono ufficialmente di intervenire per fermare Mussolini. Ricordo che è passato un anno dalla morte di Matteotti, e col nome di Aventiniani si identificano quei parlamentari che nel giugno del 1924 decisero di abbandonare il lavori del parlamento “fino a che non si fosse ripristinata la legalità e l’autorità della legge, negata dalle milizie fasciste” . Tornando più direttamente al nostro “cencio” e andando a cercare se in passato

in quei giorni vi erano state altre feste mariane e anche altri pali troviamo conferma in vari periodi. Dalle carte sciolte dell’archivio parrocchiale locale si trova conferma di un palio corso a dì 26 giugno del 1794 del quale ben si conserva il regolamento,altre volte da me citato per la sua importante testimonianza storica. Fra i vari punti del regolamento estrapolo dall’articolo sei, per dire come cambiano i tempi e perché no, i pali. “ … al muro del Baccani, ove sarà fatto il segno nella strada; (diciamo attualmente all’ingresso di levante dell’attuale piazzale Capitano Bruchi) al primo cavallo che passerà detto segno (a giudizio però dei giudici destinati) sarà dato il palio e bandiera, dichiarata prima però valida la mossa e ripresa e tutto con previo ordine del Tribunale, ed i signori festaioli riceveranno dal detto vincitore quell’offerta per Maria Santissima che la pietà del vincitore volentieri concederà”. L’atra nota sempre dal regolamento all’articolo tre, parlando degli obblighi del proprietario del cavallo “ … presentare il suo cavallo già segnato ed armato, alla porta della chiesa per ivi ricevere la santa Benedizione e farà quell’offerta che crederà propria purché non sia minore di una falcola (cero, candela) di lire 2.” Anche nel 1797 il 6 giugno si svolge la festa dedicata alla Madonna e anche in questa data ci sono documenti interessanti in particolare la lista degli otto cavalli iscritti alla corsa con le loro caratteristiche proveniente oltre che da Cinigiano anche dai vicini paesi di Seggiano e di Castedelpiano e fu proprio il cavallo “ciolo”di Giovanni Ginanneschi“di pelame morello e picchiolettato artificiosamente di bianco con brigliozzo color d’aria e nastro rosso all’intorno”a tagliare per primo il traguardo. Alla stessa festa come trovato da Don Brandi nell’Archivio Diocesano di Montalcino e riportato nel suo libro dedicato a “4 secoli di vita religiosa” di Cinigiano, i festaioli decidono di far“intervenire la truppa della banda e vennero in 9 soldati di Monticello, ai quali si diedero lire 2 per uomo”. La corsa e altri “tipi di festeggiamenti briosi” si interruppero dal 1799 fino al 1808 durante il governo napoleonico che lì n vietò lasciando invece i festeggiamenti religiosi. Altre carte raccolte sempre da Don Brandi ci dicono che al dì 3 giugno del 1800 “si è solennizzata la festa della nostra santissima Vergine e siccome quest’anno siamo scarsissimi dei generi di prima necessità … privi del nostro Sovrano e del Santo Padre… e con i foresti francesi si è fatta la festa e processione ma senza palio, razzi e fuochi”. Anche per l’anno seguente il 1801 “… si è solennizzato la festa della Santissima Vergine delle Grazie” . Anche per il 1802 la festa, fissata per l’8 giugno “ne si fece palio ne altre manifestazioni di giubilo …. E non si è avuto nemmeno il panegirico” (la lettura delle preghiere tutti insieme). Nel 1803 questa volta al 31 di maggio ancora una festa sotto tono considerata anche la crisi determinata da uno scarsissimo raccolto di grano. Anche nel 1806 la festa si svolse senza nessun festeggiamento oltre quello religioso purtroppo “…

si sperava di contare l’ elemosine, ma fu trovato essere stato rubato il bossolo con quello che vi era dentro”. La festa riprende nel 1809 con tutti i suoi festeggiamenti e con il suo palio vinto da Bernardo Fantacci di Pozzuolo. Dopo quanto raccolto possiamo tranquillamente dire che il nostro palio è sicuramente dedicato alla Madonna e si è svolto nel giorno della sua festa la domenica di pentecoste (cinquanta giorni dopo la Pasqua ovvero la settima domenica dopo la stessa ) e che lo stemma comunale sul palio sta per indicare non solo la piena approvazione dell’Amministrazione Comunale ma sicuramente anche la ricorrenza civile dell’entrata in vigore dello Statuto Albertino del 1848 che si è festeggiata nella prima domenica di Giugno fino al 1944. Ovviamente da buon storico di campagna e in pieno stile della nostra rivista la discussione rimane aperta in attesa di vostre ulteriori notizie.

Fatto Cinigiano punto di partenza, per raggiungere la nostra meta occorre circa un’oretta di macchina per percorrere i quaranta chilometri che dividono il nostro paesello da San Quirico d’Orcia uno dei gioielli della Val d’Orcia. La cara guida Michelin ci dice che con sei euro di benzina ci passa la cosiddetta paura, almeno per le spese del carburante. Nel territorio comunale già conosciamo il suggestivo Bagno Vignoni per essere stato metà di un “girellando“ di qualche tempo fa, come del resto altre località di questo splendido fazzoletto di terra di Toscana. Non ci rimane che seguire e ringraziare Mario Cingottini presidente della pro loco locale per il suo invito alla visita.

SAN QUIRICO D’ORCIA Un paese da visitare
di Jacopo Ceni
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l turista che ama trascorrere una vacanza rilassante, nella tranquillità che solo un territorio di dolci colline, leggeri declivi e piccole valli, con una campagna ricca di vigneti, di olivi, con campi che cambiano colore con le stagioni, e con all’orizzonte le sagome dell’Amiata e degli Appennini non deve commettere l’errore di non visitare San Quirico e la Val d’Orcia. Il paese è adagiato su di un colle a circa 420 metri sul mare, a 45 Km a sud di Siena, sulla S.S. Cassia ed è facilmente raggiungibile da Firenze e da Roma con l’autostrada e da Grosseto percorrendo la strada di Paganico e poi proseguendo da Montalcino. San Quirico è di origini etrusche, ma la prima volta che si fa esplicita menzione nella storia è a proposito di una controversia sorta nel 712 fra le diocesi di Siena ed Arezzo. A partire dall’XI secolo sempre più frequente si incontra il nome di S.Quirico su documenti che ne testimoniano l’importanza, sempre cre-

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Girellando intorno casa

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scente nell’alto medioevo per la sua particolare posizione geografica e soprattutto per l’influenza esercitata dalla Via Francigena che lo attraversava. Località di confine tra la Repubblica senese ed i territori pontifici, fu per lungo tempo luogo di passaggio di eserciti, imperatori, papi ed uomini illustri. Esempio fra i più notevoli di struttura urbanistica medioevale, San Quirico conserva, nelle presenze architettoniche numerosi segni dell’antica importanza. La Collegiata: La chiesa presenta all’esterno tre portali; il primo, per chi viene da Siena, è un magnifico esempio di romanico, costruito in pietra arenaria e travertino di Bagno Vignoni. Ancora di evidente gusto romanico, seppure con qualche presenza di gotico, il primo portale di mezzogiorno attribuito a Giovanni Pisano. All’interno dietro l’altare in stile barocco, il coro ligneo, una delle opere di più alto interesse di San Quirico, ed un organo del XVII secolo. Palazzo Chigi: Costruito nella seconda metà del XVII secolo su commessa del cardinale Flavio Chigi e su progetto di Carlo Fontana, è un esempio del tardo barocco. Al piano primo e secondo è affrescato con un ciclo decorativo, eseguito tra il 1684 ed il 1687 da un’equipe guidata da Francesco Corallo. Gli affreschi di soggetto profano sono dedicati al Tempo e alla sua variegata mitologia. Il Palazzo che era rimasto fortemente danneggiato nella seconda guerra mondiale è stato acquistato e ristrutturato dal Comune negli anni novanta ed attualmente è sede dell’Amministrazione Comunale, e con numerose sale adibite a mostre e ad attività didattiche. Chiesa della Madonna: Si affaccia sulla piazza principale. All’interno si possono ammirare la statua della Madonna attribuita ad Andrea della Robbia e due statue lignee policrome, l’Angelo e la Madonna, attribuite a Francesco di Valdambrino. Horti Leonini: Realizzati intorno al 1580 da Diomede Leoni, sono un superbo esempio di giardino all’italiana. Chiesa di S. Maria Assunta: Si tratta di una magnifica chiesetta romanica ad una sola navata, in cui la luce filtra appena attraverso le fenditure delle monofore ben disegnate nel travertino. Il centro del paese, un tempo tagliato dalla S.S. Cassia è ora luogo di ritrovo, di vita paesana, con caratteristi punti di ristoro e negozi con prodotti locali.

Proseguendo verso Roma,a circa quattro chilometri la frazione di Bagno Vignoni. Centro termale fin dall’antichità Bagno Vignoni nel medio evo godeva di grande fama e personaggi illustri venivano a curarsi con le sue acque. Santa Caterina da Siena vi soggiornò fra il 1362 e il 1367 ed a lei sono dedicati il loggiato e la cappella antistanti la vasca medioevale. Una strada in terra battuta unisce il Capoluogo a Bagno Vignoni e snodandosi sulla collina raggiunge l’apice in località Bellaria e da qui si può ammirare un paesaggio dei più suggestivi, con la vista che spazia fino a Pienza, a Montepulciano, a Montalcino, e più in lontananza a Siena e all’opposto sulla vetta dell’Amiata. E poi proprio di fronte l’abitato di Castiglione d’Orcia, con l’imponente rocca di Tintinnano. Una strada che sembra fatta apposta per camminare, per sgranchirsi le gambe, per ammirare i fiori della primavera, il secco dell’estate, lo scuro dei campi arati ed il brullo dell’autunno e dell’inverno, e da Bellaria giù verso Bagno Vignoni, con il Castello di Vignoni poco sotto che domina la Val d’Orcia nella sua ampiezza, con i poderi disseminati qua e là, e con l’Orcia che si allunga sorniona verso il mare. San Quirico è stato per decenni un polo produttivo importante nel settore dell’edilizia, con decine di piccole e medie imprese, che ha vissuto le gravi difficoltà degli ultimi anni, e che sta intraprendendo con coraggio e grinta nuove forme di sviluppo nel settore turistico e con i prodotti agricoli di qualità, i particolare con il vino e l’olio di oliva. Il turista che viene a San Quirico potrà scegliere fra piccole trattorie ed ottimi ristoranti, piccole pensioni e grandi alberghi, e troverà ovunque quella simpatia e la battuta facile tipica della gente di paese, e potrà godere del piacere di assistere a spettacoli e sagre che un volontariato di giovani ed adulti sanno offrire nei vari periodi dell’anno. Fra questi raccomandiamo la Festa del Barbarossa – rievocazione storica – terza domenica di giugno – La Festa della Madonna di Vitaleta – prima domenica di settembre - La Festa dell’olio – ponte dell’Immacolata Concezione – dicembre

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