Fede e ragione.

Per Agostino la scienza è legittima solo se è al servizio della Sapientia ( studio delle cose divine ) ed è illuminata dalla Caritas ( amore di Dio fra gli uomini ). La vera filosofia è quella cristiana che opera senza superbia, nella convinzione che la beatitudine possa venire non dall'uomo ma da Dio. Bisogna credere per comprendere ; fede e ragione stanno in un rapporto di circolarità : chi crede comprende, chi comprende pensa. I pensieri ( MENS ) sono ciò che accomuna l'uomo a Dio.

Contro Donato : solo nella chiesa c'è la salvezza.
La statua dello scultore Jelinek del VIII secolo incarna perfettamente il temperamento sanguigno di Agostino durante lo scisma donatista ( movimento a capo di cui vi era Donato, vescovo di Cartagine, il quale affermava che i peccatori non possono trasmettere la grazia sacramentale ed ogni loro azione è invalida ). In questo periodo egli legittima la forza, perché non sempre la tolleranza è espressione d'amore, si può costringere qualcuno a diventare buono. La chiesa è strumento di grazia: non si può giungere alla salvezza senza di essa. Perciò i Donatisti sbagliano nel voler costruire una chiesa di Santi, perché essa è formata anche da peccatori.

Contro Pelagio : senza grazia non c'è speranza.
Agostino nella battaglia contro Pelagio ( monaco Irlandese che sosteneva che la volontà e la perfezione fossero a disposizione dell'uomo ) affronta il problema della grazia e del libero arbitrio. Egli sostiene che, a partire dal peccato originale di Adamo, l'uomo non può compiere il bene seguendo solo la sua volontà, perché questa tende verso il male. Solo la grazia ricevuta da Dio, è capace di far compiere opere buone : libero arbitrio = volontà + grazia = buone opere

Le due città
"La città di Dio"è un 'opera scritta da Agostino tra il 412 e il 426 d.C. dopo il saccheggio di Roma da parte dei Goti di Alarico, ed ha la funzione di dare una spiegazione agli avvenimenti terribili del tempo. Così Agostino spiega che due amori hanno costruito due città: l'amore di sé fino al disprezzo di Dio ha costruito la città terrena,formata da tutti coloro che vivono "secondo la carne", l'amore di Dio fino al disprezzo di sè ha costruito la città celeste, formata da coloro che vivono "secondo lo spirito".La prima è figlia di Caino e l'altra è figlia di Abele.

Le due città quindi sono da intendere in senso mistico,sono comunità spirituali mescolate:solo con il Giudizio Universale verranno separati i buoni dai malvagi.

Storia e provvidenza
Agostino concepisce la storia come l'attuazione del disegno provvidenziale divino,lo svolgersi nel tempo del conflitto tra le due città:il tempo è da intendersi in senso escatologico. La felicità per Agostino sarà raggiunta solo con il Giudizio Universale ed essa coincide con il libero arbitrio finale,cioè nell'impossibilità di peccare. Quindi Agostino concepisce il tempo come un qualcosa di lineare ed irripetibile, perché se il tempo fosse ciclico, tutto si ripeterebbe e quindi sarebbe impossibile giungere alla felicità: essa verrà raggiunta dai giusti (che vivono in armonia perfetta) solo alla fine delle sei epoche. La prima epoca è trascorsa, in quanto Agostino la identifica con l'età dell'Impero Romano (città terrena a cui Dio ha lasciato il proprio segno perché nonostante fosse dominata dalla superbia, con Costantino, si è piegata al volere divino).