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Leopardi prosatore: le Operette morali

Genesi e progetto letterario delle Operette nell'Europa romantica, individuarne i modelli di scrittura (classici e moderni), favorendone una buona intelligenza dell'ironia e del comico forte leopardiano.

Nato da nobile famiglia, il padre era il conte Monaldo e la madre la duchessa Adelaide Antici, visse la fanciullezza e la prima giovinezza nel nato borgo selvaggio di Recanati, confortato solo dalla presenza del fratello Carlo e della sorella Paolina, ma soprattutto dagli studi !gli stesso scriver" nello #ibaldone di aver trascorso $sette anni di studio matto e disperatissimo$ % campi di interesse per lui furono svariati : redasse traduzioni dai greci e dai latini, scrisse opere di erudizione e di filologia, tra i pi& importanti: Discorso di un italiano attorno alla poesia romantica. 'ul piano delle idee venne influenzato da letture sulla civilt" e la letteratura francese, dalla funzione mediatrice degli scritti di Madame de 'tael, che fecero conoscere a Leopardi il romanticismo ed il Rousseau 'i accost( anche ai pensatori che favorirono e consolidarono il suo materialismo )ra i classici sono da citare Luciano, Epitteto, Lucrezio, che influenzarono la sua visione dolorosa e combattiva della vita *ra i modelli da ricordare vi sono anche: Petrarca, Dante, Tasso, l'Alfieri e il Parini. Mentre scriveva poesie, bisogna tenere a mente la sua corrispondenza epistolare con grandi letterati, come PIETRO GIORDANI, iniziata nel +,+-, e con intellettuali stranieri .ue volte Leopardi tent( di intervenire nel dibattito contemporaneo sul Romanticismo, in difesa del Classicismo/ purtroppo i suoi testi non vennero accolti n0 dalla 12iblioteca %taliana3 n0 dallo 1'pettatore italiano3, rimanendo inediti fino al +456

.el +,+6 7 la Lettera ai 'igg compilatori della 2iblioteca %taliana, che risponde al saggio di Madame de 'ta8l 'ulla maniera e lutilit delle

traduzioni, nel 9uale si invitavano gli Italiani ad aprirsi alle moderne letterature europee: 1vanissimo consiglio3, per Leopardi, visto che la letteratura italiana 7 la pi& vicina alle uniche letterature universalmente valide: la greca e la latina Nel +,+, Leopardi approfond la sua riflessione poetica ed estetica componendo :tra gennaio e agosto; il .iscorso di un %taliano intorno alla poesia romantica, polemica in risposta alle <sservazioni del Cavalier Lodovico di 2reme sulla poesia moderna, pubblicate nello 1'pettatore italiano3 del gennaio =ui Leopardi esprime idee capitali per la propria esperienza speculativa e poetica: in particolare, la fondamentale opposizione tra i concetti di 1natura3 e 1 ci ilizzazione3, ai 9uali si legano da una parte 9uelli di 1antic!it"3 e 1fanciullezza3 :perch0 19uello che furono gli antichi, siamo stati noi tutti dico fanciulli3;, dall>altra 9uelli di 1modernit"3 e 1ra#ione3/ in poesia, la polarit" si riscontra tra i Classicisti e i Romantici: se i primi ricercano una poesia vicina alla natura e alle illusioni, 1semplice3, che si esprima con la 1celeste naturalezza3 degli antichi :il poeta 1deve illudere, e illudendo imitar la natura, e imitando la natura dilettare3;, i secondi sono duramente condannati da Leopardi :vicino alle posizioni dei Romantici europei, non di 9uelli italiani, progressisti e spiritualisti; perch0 ricercano un>arte 1attuale3, 1utile3, intellettualistica, psicologica, 1sentimentale3 e 1patetica3 Alle tesi romantiche ? sostenitrici di una nuova poesia, svincolata dalle 1favole3 degli antichi ? Leopardi ribatte che la vera poesia pu( essere solo il prodotto della fantasia, come era appunto 9uella degli antichi, la cui condizione 1naturale3 ognuno di noi ha sperimentato nell>et" dell>infanzia

%l poeta moderno, non riuscendo pi& a parlare con la natura, avr" il grave compito non di imitarla, ma di 1manifestarla3, ossia di liberarla dalle sovrastrutture della ragione: @L>ufficio del poeta 7 imitar la natura, la 9uale non si cambia n7 incivilisce/ che 9uando la natura combatte colla ragione, e forza che il poeta o lasci la ragione, o insieme colla natura, l>ufficio e il nome di poeta/ che 9uesti pu( ingannare, e per tanto deve coll>arte sua 9uasi trasportarci in 9uei primi tempi, e 9uella natura che ci 7 sparita dagli occhi, ricondurcela avanti, o pi& tosto svelarcela ancora presente e bella come in principio, e farcela vedere e sentire, e cagionarci 9uei diletti soprumani di cui pressoch0 tutto, salvo il desiderio, abbiamo perduto, onde sia presentemente l>ufficio suo, non solamente imitar la natura, ma anche manifestarla, non solamente dilettarci la fantasia, ma liberarcela dalle angustie, non solamente somministrare, ma sostituire/ A %l poeta continua tracciando progressivamente le differenze tra classici e romantici: @ Perch0 in somma una delle principalissime differenze tra i poeti romantici e i nostri (i classicisti), nella 9uale si riducono e contengono infinite altre, consiste in 9uesto: che i nostri cantano in genere pi& che possono la natura, e i romantici pi& che possono l>incivilimento, 9uelli le cose e le forme e le bellezze eterne e immutabili, e 9uesti le transitorie e mutabili, $uelli le opere di Dio, e $uesti le opere de#li uomini (il progresso). La 9ual differenza e riluce abbondantemente nei soggetti e nelle descrizioni e nelle immagini e in tutta la suppellettile e il modo e l>elocuzione poetica, e in tutto il complesso della poesia, ed 7 chiara, fra le altre cose, per portare un esempio pratico, nelle similitudini, le 9uali i nostri procurano comunemente di pigliare dalle cose naturali, onde avviene che 9uelle presso loro sveglino ad ogni poco nella fantasia de> lettori mille s9uisitissime immagini con maraviglioso diletto, ed 7 stato gi" notato che le similitudini de> sommi

poeti sono per lo pi& tratte dalle cose campestri/ ma i romantici con altrettanto studio s>ingegnano di cavarle dalle cose cittadinesche, e dai costumi e dagli accidenti e dalle diverse condizioni della vita civile, e dalle arti e dai mestieri e dalle scienze e fino dalla metafisica, e fino :9uando pare che la similitudine debba fare in certo modo pi& chiara la cosa assomigliata; arrivano a paragonare oggetti visibili a 9uesto o a 9uell>arcano del cuore o della mente nostra/ perch0 in sostanza 7 pi& chiaro del sole che i nostri cercano a tutto potere il primitivo, anche trattando cose moderne, e i romantici a tutto potere il moderno, anche trattando cose primitive o antiche A Alle differenze contenutistiche, si associano 9uelle R!*<R%CB!: importante 7 il diverso uso della '%M%L%*C.%N!, forma retorica molto usata a partire dalla poesia di Omero

Le similitudini dei poeti classici sono diverse dalle similitudini dei poeti moderni: @ DEF nelle similitudini, le 9uali i nostri procurano comunemente di pigliare dalle cose naturali DEF ed 7 stato gi" notato che le similitudini de> sommi poeti sono per lo pi& tratte dalle cose campestri/ ma i romantici con altrettanto studio s>ingegnano di cavarle dalle cose cittadinesche, e dai costumi e dagli accidenti e dalle diverse condizioni della vita civile, e dalle arti e dai mestieri e dalle scienze e fino dalla metafisica, e fino :9uando pare che la similitudine debba fare in certo modo pi& chiara la cosa assomigliata; arrivano a paragonare oggetti visibili a 9uesto o a 9uell>arcano del cuore o della mente nostra/ perch0 in sostanza 7 pi& chiaro del sole che i nostri cercano a tutto potere il primitivo, anche trattando cose moderne, e i romantici a tutto potere il moderno, anche trattando cose primitive o antiche Laonde le similitudini di 9uesti tali, e parimente di 9uasi tutti i poeti inglesi e tedeschi, nella gente che noi chiamiamo di buon gusto, cio7 naturale, fanno per la pi& parte un senso come grossolano cos spiacevolissimo, che mentre ella leggendo s>aspetta e desidera di scordarsi dell>incivilimento, a ogni tratto se lo vede ficcare avanti agli occhi/ giacch0 presso 9uei poeti che ho detto, in cambio di montagne e foreste e campi e spighe e fiori ed erbe e fiumi e animali e venti e nuvole, troverete del continuo castelli e torri e cupole e logge e chiese e monasteri e appartamenti e drappi e cannocchiali e strumenti manifatture officine d>ogni sorta, e cose similiA %mportante 7 anche il tema della P!R'<N%)%CA#%<N! .!LLA NA*CRA dei classici che i romantici non accettavano % poeti romantici sostenevano, al contrario, che nella natura cG7 una vitalit", ma non si devono personificare le cose della natura, perch0 esse hanno una vita AC*<N<MA Leopardi risponde: H 1Ma come possiamo immaginare una vita diversa dalla nostraI3

*orna cos al valore della Mitologia e al valore della personificazione della natura Con 9ueste argomentazioni, Leopardi si avvicina inconsapevolmente al dibattito estetico dei grandi poeti inglesi e tedeschi suoi contemporanei 'empre nel +,+-, tra luglio e agosto, e 9uindi nel pieno della 'con ersione letteraria' % cio& il passa##io dalla pura enuta nel ()(* % Leopardi erudizione filolo#ica alla poesia e al 'ello, a

scrive le prime note di un privato diario intellettuale Non sono che appunti, impressioni della realt", destinati forse, come alcuni abbozzi successivi, a composizioni poetiche di genere idillico o bucolico CnGopera senza nome, e a cui solo molti anni dopo, sar" attribuito il nonHtitolo di 1#%2AL.<N!3: in 9uestGopera, attraverso lo studio delle carte Leopardiane, sono stati individuati ad opera della Cacciapuoti, dei progetti di trattati :trattati sulla letteratura, sulle passioni ecc ; Lo #ibaldone ha la funzione di unGopera letteraria che ci aiuta a comprendere 1% Canti3 e 1Le operette morali3 Leopardi, studioso della letteratura greca, aveva apprezzato molto il genere del frammento/ definiamo 9uindi lo #ibaldone opera letteraria anche perch0 contiene frammenti Per Leopardi esso 7 un grande magazzino di idee, collegate tra loro da una trama nascosta, cui attingere per la scrittura di altre opere/ il poeta compie cos unGopera di organizzazione GtematicaG Il Leopardi poeta utilizza due metodi di scrittura: il primo 7 9uello di procedere attraverso gli abbozzi, il secondo 7 9uello di appuntare Nella contemplazione della natura :LA P<!'%A !G %M%*A#%<N! .!LLA NA*CRA;, egli prendeva coscienza del fatto che il poeta nella sua poesia dovesse MAN%)!'*AR! la natura, non descriverla =uesti appunti vennero utilizzati per la stesura dei GCantiG e degli G%dilli JiovaniliG, ma anche per GJli %dilli della maturit"G Jli appunti verranno utilizzati, 9uindi, anche nella seconda stagione poetica :non sono semplici appunti, ma un metodo vero e proprio; =uesta metodologia viene applicata anche allo

#ibaldone Non bisogna, inoltre, tralasciare la grandezza delle fonti che il poeta utilizza/ per gli %dilli, Leopardi si ispira a *eocrito e Mosco, importanti continuatori del genere bucolico %l poeta ne interiorizza il 9uadro dellG%dillio e il concetto della contemplazione della natura Riflettendo per( sullGimpostazione dellGidillio tradizionale, si rese conto dellGesigenza di una revisione della struttura dellGidillio grecoHantico, data lGeccessiva descrittivit" Leopardi afferma che la natura debba essere colta nel suo concreto manifestarsi, eliminando lGeccesso descrittivoHdialogico La funzione dellGidillio 7 9uella di permettere al poeta di esprimere il proprio %< %N*!R%<R!, il proprio sentimento, le proprie percezioni, 9uello che lui chiama Gil proprio mondo !"#E$!O$E E %O$&'EG/ una riflessione che non 7 sterile, che caratterizza lGuomo come essere dotato dGimmaginazione, di sensibilit", di fantasia e RAJ%<N! %l poeta non pu( restare al di fuori del 9uadretto descrittivo, ma deve inserirsi allGinterno del 9uadro dellGidillio, in modo che il lettore possa individuare il poeta PR!'!N*!, un poeta che vive 9uello che accade contemplando la natura :Processo di interiorizzazione della scrittura; LGora prediletta della contemplazione 7 lGora notturna .a dove contempla il primo LeopardiI .al borgo nato di Recanati/ si tratta cos di un notturno concreto e non astratto Mosco e *eocrito gli insegnano a contemplare la natura, attraverso un metodo concreto che si basa sullGesperienza della realt" Leopardi nel Gdiscorso sopra %oscoG, esprime la superiorit" soggettiva di Mosco rispetto *eocrito Mosco 7 colui che oltre a tenere il contatto con la natura 7 riuscito ad intervenire sulla stessa attraverso lGarte :Riflessione sul binomio AR*!HNA*CRA, rapporto che sar" molto elaborato nel discorso di (n italiano intorno alla poesia romantica, del +,+,, periodo nel 9uale Leopardi approfondir" il concetto di imitazione della natura: i

romantici imitavano %L PR<JR!''<, non esercitando pi& 9uella sensibilit" che afferrava la natura attraverso lGimmaginazione; Mosco coglie la delicatezza, un rapporto con la natura accoppiato allGarte dello studio retorico *eocrito ha un approccio alla natura pi& rozzo @%o preferisco le graziose e colte poesie di MoscoA, GgratiosoG 7 un aggettivo di grande importanza :<h GgratiosaG luna;, che ricorre spesso nella produzione Leopardiana .i *eocrito descrive 1unGapparente trascuratezza, bella negligenza3 Cn poeta che voglia arrivare alla perfezione, non costruisce nulla di buono Leopardi mirer" ad un idillio che sar" delicato, ispirato al modello di Mosco/ *eocrito ha nascosto lGarte !cco il rapporto AR*!H NA*CRA: bisogna che lGarte sia dominata dalla natura, ma bisogna conoscere lGars retorica 1ManifestareKdipingere3 la natura 7 il fattore fondamentale: Mosco la lascia trasparire in un modo che fa gustare ma non sazia, che fa desiderare di vedere ancora di pi& la profondit" della natura stessa Mosco diventa il modello della composizione degli %dilli, i 9uali vengono scritti tra il +,+,K+,+4 e +,L+ 'ono sei %dilli, tra cui LGinfinito Contemporaneamente agli %dilli scrive le Canzoni, fino al +,LM .al +,LN Leopardi come poeta tace, dedicandosi alla stesura delle <P!R!**! M<RAL% e ad intensificare le pagine di prosa dello #ibaldone :le pagine dello #ibaldone di 9uesto periodo sono molto importanti perch0 vengono scritte in contemporanea alle <perette Morali/ gli studiosi hanno verificato che lGinchiostro utilizzato per le due opere 7 lo stesso; Leopardi ha introdotto il concetto della poesia come imitazione della natura, dun9ue pi& che imitare gli altri poeti bisogna imitare la natura/ egli non 7 ? infatti ? un imitatore C%!C< di *eocrito e Mosco, ma si profila come un contemplatore della natura stessa

Ji" Petrarca, prima di Leopardi, aveva ampiamente espresso il disegno della contemplazione Lo spazio in Petrarca) su'isce un analo#o processo di interiorizzazione %l riferimento alla natura 7 gi" presente nella lirica cortese Cn topos della poesia trobadorica 7 9uello

della primavera, che ha la funzione di manifestare, per analogia o contrasto, lo stato dGanimo del poeta La poesia stilnovista sviluppa il ricorso al mondo della natura, sfruttando la scienza dei bestiari, dei lapidari, dellGastrologia, per costruire similitudini tese a sottolineare la naturalit" delle leggi dell>amore La bellezza della donna viene pure esaltata attraverso lGelencazione delle bellezze naturali %n certe canzoni di .ante la natura ispira ampi 9uadri che stabiliscono, attraverso la figura della similitudine, una comparazione tra il paesaggio esterno e il sentimento del poeta La natura pu+ offrire termini di confronto, ma il dualismo del rapporto io%natura resta indiscusso Anche in Petrarca troviamo liriche strutturate in modo simile, ma lGinteriorit" tende a crescere e ad imporsi, invadendo e riducendo lo spazio del paesaggio Anche nel sonetto * #ephiro torna, e Gl bel tempo rimena+ la classica contrapposizione tra la rinascita primaverile e il @desertoA del proprio animo 7 ripresa con un sentimento acuto del contrasto tra l>intimo desiderio di amore, che trova
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Leopardi per una poesia semplice, naturale e Petrarca risponde a questi suoi principi di

estetica in poetica: Forse in Petrarca rispetto ai classici c' una maggiore familiarit. Negli Idilli classici Leopardi non sente il cuore, mentre nelle poesie di Petrarca egli sente il cuore del poeta c e parla!: egli l'unico poeta c e "a parlare il cuore, non anali##a il cuore $ come "anno i poeti romantici $ ma il cuore a raccontare %&i'aldone 11()11*+. Leopardi a""erma c e Petrarca stato imitato in modo s'agliato, a parte c e per il la,oro d'imita#ione Petrarc esco s,olto da Tasso, Leopardi stesso, -l"ieri e .ngaretti ecc. /i tratta un poeta malinconico: appare cos0 gi1 nel Secretum, la sua poesia animata dall' IN23FINI45 P534I65.

espansione nel paesaggio circostante, e la sua frustrazione Il paesa##io nel Canzoniere & sempre compenetrato della presenza umana : c>7 una corrispondenza immediata, addirittura contiguit" e trasmigrazione di vita tra le parti del corpo di Laura e gli elementi della natura Le belle membra sono immerse nelle ac9ue, il tronco fa al fianco colonna, i fiori cadono nel grembo e sulle trecce bionde fino ad arrivare alla sostituzione affettiva: @.a indi in 9ua mi piace K 9uest>herba s, chGaltrove non ( paceA : *, hiare,
fresche et dolci ac9ueA;
L

%l paesaggio 7 anche funzione del desiderio del

poeta di rivedere la donna amata: ed ecco la disseminazione del volto di Laura negli elementi della natura, dove lGimmaginazione del poeta li proietta come miraggi :@-i pensiero in pensier, di monte in monte A; Il paesa##io nel Canzoniere di enta espressione dello stato d'animo del poeta O testimone, scena di avvenimenti interiori, perci( indeterminato e scandito da un ritmo che riproduce il percorso interiore dei pensieri e degli affetti che agitano il poeta CnGesemplare conferma di 9uesta identificazione tra lGio e la natura 7 offerta dal sonetto @ .olo et pensoso i pi/ deserti campiA, in cui tutte le tappe del monologo del poeta si traducono in gesti del corpo, nel camminare, alla ricerca di una natura solitaria che offra scampo e protezione allGinterno affanno Ma invano, perch0 anche la natura non pu( essere dGaiuto: nella natura egli incontra se stesso e lGamore a cui vuole sfuggire

*No ti amo come, nell'uso delle parole poetiche, Leopardi si rifaccia a Petrarca. Le parole c e indicano moltitudine, copia, grande##a, lung e##a, larg e##a, alte##a, ,astit1 ec. ec. sia in estensione, o in "or#a, intensit1 ec. ec. sono pure poeticissime, e cos7 le immagini corrispondenti. Come nel Petrarca %P.18(9, &i'aldone+. Te solo aspetto, e quel che tanto AMASTI, E laggiuso rimaso, il mio bel velo. :uel c e tanto amasti! una per"etta rappresenta#ione della poetica dell'inde"inito di Petrarca.
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@Condizione psicologica, atteggiamento corporeo, paesaggio sono in completo accordo fra di loro, ed 7 difficile a dirsi che cosa si imprima pi& profondamente nella memoria, se il passo misurato o lo stanco conforto, perch0 ambedue sono una cosa sola ed esprimono 9uella compenetrazione di anima e oggetto che 7 un privilegio della liricaA :B

)riedrich, Epoc0e della lirica italiana, Mursia, Milano +4-N, %, p L+6; LGufficio del poeta, dice Leopardi, 7 imitare la naturaM, la 9uale non si cambia e non si incivilisce ! il poeta stesso deve 9uasi rapportarci a 9uei primi tempi, a 9uella natura che 7 sparita e ricondurcela davanti gli occhi o piuttosto svelarcela Le <perette Morali vengono scritte nel +,+N, dopo la prima stagione poetica di Leopardi che si compone di sei %dilli e dieci Canzoni Civili e Patriottiche La canzone, per 9uanto Leopardi cercher" di renderla libera, 7 comun9ue animata da una struttura: le strofe La sintassi degli %dilli 7 una sintassi paratattica, 9uella delle Canzoni 7 ipotattica: ricca di subordinata %mportante 7 notare le differenze che intercorrono tra i due generi: le fonte dGispirazione degli %dilli 7 la natura e i modelli *eocrito e Mosco, insieme a Pirgilio e Petrarca Per 9uanto riguarda i modelli civili e patriottici, il modello 7 Petrarca e la sua !L<=C!N#A, 1unGelo9uenza cauta3 :componimenti poetici pi& semplici e componimenti poetici pi& complessi;
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Il rapporto natura)arte percorre tutta la poetica Leopardiana, tanto c e egli sar1 un

attento critico di c i non imita la natura con naturale##a, insistendo sulla catti,a imita#ione di essa stessa: 5,idio, ad esempio, soggetto a una "orte critica. Il poeta antico colpe,ole di una "orte esu'eran#a descritti,a, per cui ci mette sotto gli occ i cose letterariamente compiute; la poesia de,e essere, al contrario, inde"inita a""inc < il lettore possa completarne il quadro attra,erso la "antasia. Il ,ero poeta colui c e con uno sguardo unico coglie le cose della natura, in modo determinato e de"inito. 5,idio da delle descri#ioni troppo analitic e e particolareggiate c e "iniscono per appesantire la natura delle sue opere.

%l tema patriottico domina, ma oltre lGinizio celebrativo, e lGesortazione alla ripresa morale e civile degli %taliani, sullGesempio di .ante, Petrarca, Colombo, Ariosto, *asso, Alfieri, si fa strada il pessimismo nei confronti della storia dellGumanit", passata dalla felicit" naturale alla conoscenza del 1vero3, del nulla universale, e 9uindi alla distruzione della fantasia, allGinfelicit" e alla noia La virt& pu( essere 9uindi esaltata solo per se stessa, come modello di vira, anche se in un contesto privo di significato :%mportante 7 la canzone &d &ngelo %ai (!!!, )123), composta in occasione della scoperta del -e $epublica di ,icerone). AllGinizio del Gblocco degli idilliG fa la sua comparsa il fondamentale contrasto fra %o e mondo :di matrice petrarchesca;, in una dense rete di corrispondenze poetiche Cn Gpaesaggio sonoroG segna 'a sera del d4 di festa (5!!!, 1820), idillio di strofe libere in cui il poeta innamorato, pensando alla sua donna addormentata, medita la propria condizione di GesclusioneG tragica, e sullGuniversale condizione di dolore, e di sensazione di vuoto alla fine del giorno festivo %l 1solitario cantoK dellGartigian3 :vv LQHL6; riecheggia solo nella memoria di 1un canto che sGuda per li sentieri K lontanando morire a poco a poco3 :vv N5HN+; Mirabile 7 l'incipit del notturno lunare: 1.olce e chiara 7 la notte e senza vento3N .ue sono 9ui i grandi temi affrontati: lGinfelicit" del poeta e il suo senso di esclusione alle gioie della giovinezza/ il distruttivo passare del tempo che annienta ogni opera umana La poesia si apre con la descrizione di un tran9uillo paesaggio notturno :vv +HN; di stampo classico, che ricorda 9uelle di poeti greci e latini :per esempio <mero e Pirgilio; e Petrarca %l ritmo 7 rallentato dallGuso di congiunzioni, e da una serie di aggettivi che anticipano il sostantivo a cui si riferiscono Ji"

>i". C iare, "resc e et dolci acque, Petrarca.

da 9uesti primi versi emerge un senso di indeterminatezza, che caratterizza tutta la poetica degli !dilli

Nei versi successivi dalla serenit" del paesaggio Leopardi passa a descrivere il sonno della donna amata, indifferente alle sofferenze del poeta, a cui si rivolge con unGapostrofe, anche 9uesto motivo tipico della tradizione letteraria Piene, infatti, usato il linguaggio della poesia amorosa, come al v +5 la parola 1piaga3 !vidente 7 la comunanza, anche lessicale, tra il paesaggio e il sonno della donna :v L 19ueta3 e v , 1chete3; La donna amata porta il poeta a sviluppare il tema della delusione e della sofferenza dGamore,che induce Leopardi a considerare la sua infelicit" impostagli dalla Natura, che lo esclude dalle gioie della vita: $A te la spemeQ R Nego, mi disse, anche la speme/ e dGaltro R Non brillino gli occhi tuoi se non di pianto$ :vv +NH+6;, con un forte en6ambement tra v +N e v +Q, utile per evidenziare la negazione :1Nego3; della speranza :1speme3; attuata dalla Natura =uesta riflessione 7 interiore e personale, tipica della fase del pessimismo storico, in cui il dolore non accomuna ancora tutti gli uomini Con una clima7 ascendente :e cio7 con una progressione evidente dei verbi tra i vv LLHLM: $A terra R Mi getto, e grido, e fremo$; il poeta esprime la propria disperazione, che si chiude con la comparsa di un elemento uditivo esterno: $il solitario canto R .ellGartigian, che riede a tarda notte, R .opo i sollazzi, al suo povero ostello3 :vv LQHL-;

La poesia esprime soprattutto il dolore e l@in"elicit1 c e la natura a imposto al poeta. /i puA dire cos0 c e Leopardi il poeta del dolore, il poeta c e grida, protesta e si ri'ella contro la natura per l@ingiusti#ia gratuita ed inutile c e de,e su'ire e do,r1 patire per tutta la ,ita. 2a questa in"elicit1 scaturisce la sua carica esisten#iale, so,,ersi,a ed e,ersi,a, contro la ,ita, contro la natura e spiega il perc < del suo desiderio di morire. /econdo .go 2otti, Leopardi estrinseca la sua dispera#ione e la sua con,in#ione di quel momento e cio BBl@uni,ersale precariet1CC del tutto. /empre .go 2otti scri,e: BB3cco "arsi a,anti il nucleo concettuale della poesia: l@uni,ersale armonia del mondo mera apparen#a, o, per meglio dire, un@e""imera e drammatica illusioneCC %da Diacomo Leopardi $ 6anti $ Feltrinelli 3ditore $ Pag. ?8+.
?

O uno stimolo sensoriale che induce il poeta, come avviene nell> !nfinito, a riflettere sulla caducit" delle cose umane :vv L-HL,: 1mi si stringe il core, a pensar come tutto al mondo passa3, e ''infinito, vv ,H+M: 1! come il vento R <do stormire tra 9ueste piante, io 9uello R %nfinito silenzio a 9uesta voce R Po comparando: e mi sovvien l>eterno, R ! le morti stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei3 ; Cna tragica considerazione sul potere distruttivo del tempo, che nel suo inesorabile passaggio conduce allGoblio le grandi imprese dellGuomo Ci( che rimane alla fine 7 1pace e silenzio3, termini che richiamano la situazione iniziale del paesaggio notturno e che ricordano a Leopardi un episodio dellGinfanzia, collegato alla situazione presente: un canto notturno che aveva suscitato nel poeta la stessa sofferenza che prova ora, udendo il canto dellGartigiano :vv N5HN6;, versi caratterizzati dalla 1rimembranza3, motivo tipico della poesia leopardiana La lirica sembra essere stata sviluppata da un passo dello 8ibaldone, in cui viene presentata la riflessione leopardiana sullo scorrere del tempo: .olor mio nel sentir a tarda notte seguente al giorno di 9ualche festa il canto notturno de> villani passeggeri %nfinit" del passato che mi veniva in mente, ripensando ai Romani cos caduti dopo tanto romore e ai tanti avvenimenti ora passati ch>io paragonava dolorosamente con 9uella profonda 9uiete e silenzio della notte, a farmi avvedere del 9uale giovava il risalto di 9uella voce o canto villanesco :#ibaldone, dicembre +,+, H gennaio +,L5; %l notturno lunare6 sembra tornare nel breve idillio Alla luna :S%P, +,+4;, e poi la Pita 'olitaria :SP%, +,L+;, che ricorda lGanacreontica ode latina ode latina del +,+6, nella ripetuta invocazione 1< gratiosa luna3, 1o mia diletta luna3

Leopardi parla della P534I6I4-' del notturno lunare. Le parole del notturno sono poeticissime %>i".. &i'aldone+.

'egue la vita rustica in una serie di G9uadrettiG nellGarco temporale di una giornata :alba, meriggio, notte;, memorabile per lGultima consonanza con la Natura nella sua manifestazione di potenza panica ma benefica, momentaneo ritorno allGillusione dellGimmaginazione %l passaggio di Leopardi da una concezione positiva e benefica della Natura a 9uella contraria di Natura matrigna, crudele e indifferente ? viene evidenziato, per la prima volta ? in un dialogo scritto nel +,LN e che compare nella prima edizione delle <perette morali nel +,L-: ,DIALOGO DELLA NAT-RA E DI -N I.LANDE.E-$

Il tema dell'in"elicit1 centrale in 2ialogo della Natura e di un Islandese. L'Islandese a "uggito tutta la ,ita la Natura, con,into c e essa perseguiti gli uomini rendendoli in"elici; ma comunque perseguitato da essa. In"ine si im'atte proprio nella Natura, una "igura gigantesca di donna. Nel dialogo tra i due emerge la completa indi""eren#a della Natura al 'ene e al male degli uomini. 3d la Natura stessa ad a""ermare le leggi di un rigoroso materialismo: la scomparsa di questo o quell'indi,iduo, di questa o quella specie %umanit1 inclusa+ non tocca l'interesse della Natura, ,olta solo a perseguire la durata dell'esisten#a in un Fperpetuo circuito di produ#ione e distru#ioneF. Il dialogo mo##ato sulla disperata ric iesta di signi"icato ri,olta dall'Islandese alla Natura, e resta dunque sen#a risposta: Leopardi si a,,ia a "ondare una ricerca di senso la cui responsa'ilit1 ricade per intero sulle domande. Lo stile si "onda sulla tecnica dell'accumulo, soprattutto dell'accumulo di so""eren#e dell'islandese. 2all'esperien#a, questi passa poi all'accusa alla natura. Per descri,ere l'esperien#a della ,ita umana, Leopardi non sceglie un personaggio importante come in altre operette ma un uomo comune, de"inito solo dalla propria na#ionalit1 e c iamato a rappresentare un punto di ,ista medio, o'ietti,o, "ondato sull'esperien#a. 3' in qualc e modo una tecnica simile a quella a cui Leopardi ricorrer1 nel 6anto notturno di un pastore errante dell'-sia, in cui a""ider1 al punto di ,ista ingenuo e diretto del pastore le domande sul senso dell'esisten#a.
E

Prendendo spunto da unGopera del filosofo illuminista francese, 9oltaire .toria di :enni o il saggio e lateo();;<), in cui il filosofo parla delle minacce naturali, 9uali gelo e vulcani, a cui sono sottoposti gli islandesi, Leopardi sviluppa lGidea di un %slandese che viaggia, fuggendo la Natura Ma giunto in Africa, in un luogo misterioso ed esotico, incontra proprio colei che stava evitando, con la forma di una donna gigantesca dallGaspetto $tra bello e terribile$ La Natura interroga lG%slandese sulle ragioni della sua fuga La spiegazione dellGuomo 7 un lungo monologo in cui egli ripercorre le sue concezioni sulla condizione umana: unGarticolata riflessione che lo porta a comprendere lGineliminabile infelicit" dellGesistenza

%nizialmente ritiene che la sofferenza nasca dai rapporti umani, spesso violenti Ma il dolore pu( nascere anche dallGesterno, 9uindi inizia a credere che lGindividuo soffra perch0 valica i limiti assegnati dalla Natura %nfine comprende che la sofferenza 7 insita nellGuomo, caratterizzato da un piacere mai realizzabile del tutto, e non pu( essere eliminata La vera causa dellGinfelicit" 7 la Natura, che crea e poi tormenta gli esseri viventi =uesta ha assegnato allGuomo il desiderio insaziabile di piacere che non solo 7 irraggiungibile nel corso di una vita intera, ma a volte 7 anche dannoso e debilitante:
%o soglio prendere non piccola ammirazione considerando che tu ci abbi infuso tanta e s ferma e insaziabile avidit" del piacere/ disgiunta dal 9uale la nostra vita, come priva di ci( che ella desidera naturalmente, 7 cosa imperfetta: e da altra parte abbi ordinato che l>uso di esso piacere sia 9uasi di tutte le cose umane la pi& nociva alle forze e alla sanit" del corpo, la pi& calamitosa negli effetti in 9uanto a ciascheduna persona, e la pi& contraria alla durabilit" della stessa vita Ma in 9ualun9ue modo, astenendomi 9uasi sempre e totalmente da ogni diletto, io non ho potuto fare di non incorrere in molte e diverse malattie: delle 9uali alcune mi hanno posto in pericolo della morte

! come afferma in un passo precedente a 9uesto, lGesistenza 7 sempre in pericolo e si vive costantemente nella paura Conclude il discorso poi citando le Naturales =uaestiones di 'eneca: $tanto che un filosofo antico non trova contro al timore, altro rimedio pi& valevole della considerazione che ogni cosa 7 da temere$ .opo il lungo monologo dellG%slandese interviene la Natura, che ribalta la posizione dellGuomo: 9uesta 7 totalmente insensibile al destino degli esseri da lei creati, ma agisce meccanicisticamente secondo un processo di creazione e distruzione, che coinvolge direttamente tutte le creature =uella dellG%slandese 7 una visione antropocentrica H e per tal motivo errata e parziale della realt"

Con la conclusione di 9uesto dialogo viene superata la concezione dellGuomo come elemento centrale dellGuniverso, ma rimane senza rispostala domanda dellG%slandese: $a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dellGuniverso, conservata con danno e con morte di tutte le cose che lo compongonoI$ %l dialogo come si 7 detto 7 in realt" un monologo dellG%slandese, e solo allGinizio e alla fine interviene la Natura con poche e dure battute Le parole dellG%slandese sono aspre ed accese, e ripercorrono le sue diverse riflessioni sulla sofferenza %l protagonista accusa la Natura di essere crudele e ingiusta Ma 9uesta appare del tutto insensibile alle critiche, le sue parole sono ancora pi& dure: essa non agisce per assecondare lGuomo, ma 7 del tutto indifferente e insensibile davanti agli esseri da lei creati

!d 7 9ui che si evidenzia la voluta contraddittoriet" della Natura, leopardiana:


=uando io vi offendo in 9ualun9ue modo e con 9ual si sia mezzo, io non me n>avveggo, se non rarissime volte: come, ordinariamente, se io vi diletto o vi benefico, io non lo so/ e non ho fatto, come credete voi, 9uelle tali cose, o non fo 9uelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi ! finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei

! nello stesso modo amaro e tragico si conclude l>operetta con la notizia, riportata dal narratore, della probabile morte dell>%slandese:
7 fama che sopraggiungessero due leoni, cos rifiniti e maceri dall>inedia, che appena ebbero forza di mangiarsi 9uell>%slandese/ come fecero/ e presone un poco di ristoro, si tennero in vita per 9uel giorno Ma sono alcuni che negano 9uesto caso, e narrano che un fierissimo vento, levatosi mentre che l>%slandese parlava, lo stese a terra, e sopra gli edific( un superbissimo mausoleo di sabbia: sotto il 9uale colui diseccato perfettamente, e divenuto una bella mummia, fu poi ritrovato da certi viaggiatori, e collocato nel museo di non so 9uale citt" di !uropa

L'Infinito l'espressione poetica di questa tensione, un'esperien#a di "uga dalla ra#ionalit1 alla ricerca del piacere c e solo all'atti,it1 immaginati,a consentito raggiungere. .n ostacolo materiale %la FsiepeF+ impedisce lo sguardo ed atti,a l'immagina#ione c e altrettanto materialmente disegna nella mente del poeta %Fmi "ingoF+ FinterminatiG spa#i... so,rumaniG silen#i e pro"ondissima quieteF.: la rea#ione non puA c e essere quella del primiti,o o del "anciullo di "ronte all'ignoto, ed rea#ione, la paura, c e prescinde dall'atti,it1 ra#ionale. La scoperta dell'in"inito conquista dei sensi %si considerino la ,isione ostacolata, i ri"erimenti all'udito, gli aggetti,i dimostrati,i FquestoG quelloF+, non del logos, an#i l' excessus mentis, la morte della ragione, espressa nello spaurirsi del cuore, condi#ione imprescindi'ile. Il pensiero si FannegaF completamente nel FmareF delle sensa#ioni, il "antasticare consente allora di conseguire il piacere %Fm' dolceF+ e ogniqual,olta il poeta potr1 perdere se stesso %Fnau"ragareF+ di "ronte a un limite materiale %la FsiepeF+ ripeter1 l'esperien#a piace,ole %Fsempre caroF+.

Passiamo alla seconda stagione poetica, parafrasando alcuni versi della la lirica A Silvia composta a Pisa nel +,L,, che inaugura la stagione dei cosiddetti 1grandi idilli3: Contemplavo il cielo sereno, le vie illuminate dal sole e i giardini e da una parte il mare da lontano, dall>altra la montagna Le parole di un uomo non possono esprimere ci( che io provavo nel cuore

Che pensieri stupendi, che speranze, che sentimenti, o mia 'ilviaT Come ci sembravano allora la vita umana e il destinoT =uando mi ricordo di una speranza cos grande, mi opprime un sentimento insopportabile e sconsolato, e mi torno a rattristare per la mia sfortuna Natura, natura, perc!/ non restituisci dopo $uello c!e !ai promesso prima0 Perc!/ in#anni cos1 tanto i tuoi fi#li0 Leopardi torna alla poesia, dopo l>intervallo di sei anni delle <perette morali =ueste poesie, a differenza degli idilli giovanili, sono pervase dalla consapevolezza dell' arido vero, causata dalla fine delle illusioni giovanili La 'ilvia che 7 protagonista della lirica 7 stata tradizionalmente identificata con *eresa )attorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta giovanissima di tubercolosi circa dieci anni prima %l nome 1'ilvia3, oltre che per il gioco fonico che forma con 1salivi3,ultima parola della prima strofa, 7 significativo anche perch0 7 il nome della protagonista dell2Aminta di Tasso Comun9ue, al di l" dell>identificazione biografica, 7 importante soprattutto notare che 'ilvia diventa il simbolo della giovinezza, dell>amore, delle trepidanti attese, del vago fantasticare, interrotti troppo presto dalla morte, che fa cessare miseramente tutte le illusioni %nfatti, ci( che la unisce al poeta non 7 una vera e propria storia d>amore, bens 7 la comune condizione giovanile, fatta di speranze e sogni destinati ad essere ben presto delusi La morte di 'ilvia, il suo 1cadere3 rappresentano anche la morte di ogni speranza ed illusione giovanile del poeta Per 9uesto , si sca#lia contro la natura, incapace di mantenere le promesse fatte/ alla fine, resta solo la 1fredda morte3 a spegnere ogni immagine di vita *utto il componimento 7 pervaso dalla vaghezza e dal senso di indefinito che, per Leopardi, sono massimamente poetici: infatti non vi sono descrizioni, la figura femminile non presenta dettagli concreti

Jli elementi fisici e realistici sono solo un punto di partenza: l>unico particolare concreto cui si accenna 7 lo sguardo ridente, luminoso e al tempo stesso pudico che illumina la figura di 'ilvia e ne sottolinea l>atteggiamento spensierato, felice ma anche riflessivo/ anche l>ambiente circostante 7 rarefatto e caratterizzato solo da pochi aggettivi evocativi: 19uiete3, 1odoroso3, 1sereno3, 1dorate3 La poesia 7 resa possibile soltanto dal filtro del ricordo, che, come il filtro 1fisico3 rappresentato dalla finestra del 1paterno ostello3, rende le immagini sfocate, 9uindi 1vaghe e indefinite3 La finestra, come la siepe de L>infinito, infatti, limita il contatto con il reale, scatenando l>immaginazione %noltre il filtro del ricordo concorre in maniera determinante a spegnere le illusioni, che non possono essere vissute ingenuamente come nella giovinezza, bens sono interrotte dalla consapevolezza del vero *uttavia, anche se la poesia si chiude con l>immagine lugubre della morte, 7 tutta pervasa da immagini di vita e di gioia, poich0 Leopardi vuole levare un grido di protesta contro la natura 1matrigna3 che ha negato 9ueste cose belle all>uomo: non si rassegna al dolore, ma, pur nella disperazione, non rinuncia mai a rivendicare il diritto alla felicit" Netta la contrapposizione anche nell>uso dei tempi verbali: l>imperfetto caratterizza le strofe del ricordo indefinito degli anni giovanili e domina le strofe +, M e Q, il presente 9uelle dell>amara constatazione del dolore, la N e la 6 Nelle strofe del ricordo, la sintassi 7 piana e limpida, in 9uelle di riflessione 7 pi& mossa e tesa, ricca di interrogative retoriche e di esclamazioni Molte sono le parole appartenenti al linguaggio del 1vago e indefinito3: 1fuggitivi3, 19uiete3, 1perpetuo3, 1vago3, 1odoroso3, 1lungi3, 1dolce3

Con la Gconversione filosoficaG, lGadesione radicale a una concezione materialistica della vita comporta il rovesciamento di tutte le illusioni che reggono la vita degli uomini, il desiderio di gloria e di felicit" %l rovesciamento, il paradosso rende possibile lo stile comico, satirico, tale da suscitare il riso: ma 7 un riso amaro, che non comporta la perdita delle illusioni Ji" nel +,+4 Leopardi progetta alcuni .ialoghi satirici alla maniera di 'uciano, ed inizia lGanno successivo 1certe prosette satiriche3

Le Operette si presentano in forma di dialogo :tra personaggi mitologici, allegorici o storici, o personificazioni di elementi naturali;, oppure di apologo, secondo un modello che risaliva allo scrittore greco Luciano, gi" ripresto nellGumanesimo, ad esempio nelle %ntercoenales dellGAlberti/ ma anche ad altri filosofi e moralisti greci, a Plutarco, al filone paradossale, a Machiavelli e ai moralisti francesi moderni La prosa rappresenta il felice tentativo di creare una moderna lingua letteraria, n0 purista n0 francesizzante, ma ricca di tutte le possibilit" espressive della tradizione italiana, e adatta ad esprimere unGaltezza di pensiero talvolta abissale, con una leggerezza prima intentata Ricorrenti sono le tematiche filosofiche, le stesse affrontate nello #ibaldone: il contrasto irrisolto fra illusioneHfelicit" e verit"Hsofferenza, cui assiste una Natura matrigna, o ancor peggio indifferente #ibaldone Ma lo #ibaldone non era un>opera destinata alla pubblicazione O impensabile studiare le <perette morali trascurando lo =uando nel +,M- Leopardi mor, lasci(, insieme ad altri, un voluminoso manoscritto, una specie di diario, in custodia ad Antonio Ranieri, suo amico Ranieri lo lasci(, alla sua morte, alla 2iblioteca Nazionale di Napoli Per i litigi degli eredi la raccolta di pensieri fu pubblicata solo tra il +,4, e il +455 Cna Commissione governativa, che cur( i manoscritti di Leopardi ne diede la seguente descrizione: 1O una mole di NQLM facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell>autore, d>una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta

Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni, discussioni, per cos dire, del giovine illustre con s7 stesso, su l>animo suo, la sua vita, le circostanze/ a proposito delle sue letture e cognizioni/ di filosofia, di letteratura, di politica/ su l>uomo, su le nazioni, su l>universo/ materia di considerazioni pi& larga e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali/ considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva di giorno in giorno per s7 stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi D F =uasi ogni articolo di 9uella organica enciclopedia 7 segnato dell>anno e del mese, e tutta insieme va dal luglio del +,+- al dicembre del +,ML D F3 Nello #ibaldone troviamo l>idea e la materia di molte opere e poesie e soprattutto le <perette morali vi trovano le loro origini 1O indubbio D F lo stretto rapporto fra le meditazioni filosofiche fissate sulle pagine del diario e la loro elaborazione fantastica e artistica nelle <perette, per ognuna delle 9uali 7 infatti possibile citare diversi passi dello #ibaldone come premesse speculative del poeta DEF Abbiamo allora spiegato l>importanza di 9uesto libro sia per la migliore comprensione di Leopardi sia per lo studio delle <perette morali che rappresentano espressione letteraria delle idee registrate nel diario Marco Antonio 2azzocchi dice 9uesto: 1A monte della composizione delle <perette morali sta una serie di dichiarazioni molto esplicite di Leopardi sulla necessit" di una letteratura satirica e sul bisogno di dare all>%talia una prosa filosofica moderna3

Nel +,LN, l>anno in cui furono composte le prime venti <perette, Leopardi scrisse anche il .iscorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani, dove, secondo 2azzocchi, esprime l>opinione che in !uropa sono cos scarsi 1la vita, l>immaginazione, e nella letteratura, l>originalit" e novit" che tutte le nazioni vanno forsennatamente alla ricerca di materiali da ardere onde riparare alla freddezza che occupa generalmente la vita moderna e civile3 A 9uesto proposito non 7 da trascurare che dal +,L5 in poi sono pi& fre9uenti, nell>epistolario col Jiordani e nello #ibaldone, i riferimenti ad una forma nuova di scrittura, che manca alla tradizione letteraria italiana ed alla 9uale il Leopardi 1vuole gettare le basi, nel tentativo di rifondare dall>origine l>intero sistema letterario nazionale, intendendo con 1letterario3 anche la meditazione filosofica e 9uell>aspetto centrale della filosofia che 7 appunto la morale3 9uando scrive nello #ibaldone: 1Ne>miei dialoghi io cercher( di portar la commedia a 9uello che finora 7 stato proprio della tragedia, cio7 i vizi dei grandi, i principii fondamentali delle calamit" e della miseria umana, gli assurdi della politica, le sconvenienze appartenenti alla morale universale, e alla filosofia, l>andamento e lo spirito generale del secolo3 2isogna premettere che lGesperienza del prosatore viene a confluire con il Leopardi poeta della seconda stagione, autore dei 1,anti 1,anti 7 il titolo dato alla raccolta delle poesie del Leopardi, apparsa in tre diverse edizioni, a )irenze nel +,M+, a Napoli nel +,MQ, e nellGedizione Le Monnier del +,NQ, curata dallGamico Antonio Ranieri e completa delle ultime due composizioni Nel componimento del +,L- che si chiama 1Risorgimento3, Leopardi ci introduce alla seconda stagione poetica

%l canto 1Il Risor#imento3 ha una importanza particolare all>interno dell>intera raccolta poetica di Leopardi Leopardi scrisse 1 Il Risor#imento3 a Pisa dal - al +M aprile del +,L, e lo pubblic( nella prima edizione de 1I 3anti3 del +,M+ proprio 9uando sent risorgere in s0 la rinascita della poesia %l titolo stesso del canto indica, con una sola parola, il risorgere della poesia nell>animo del poeta e la felicit" che Leopardi prov( dentro di se e 9uindi il conseguente sentirsi rivivere alla vita dopo sei anni di aridit" poetica L>importanza di 9uesto canto, scritto per la ritrovata vena, 7 descritta molto bene da Cgo .otti: @%l risorgimento costituisce un canto cardine: riassuntivo di una esperienza trascorsa e insieme momento basilare della poesia futura <ccorrer" ora riflettere sulla particolarissima scelta del metro usato come abbiamo detto della strofetta metastasianaA :da Jiacomo Leopardi Canti ? A cura di Cgo .otti ? )eltrinelli !ditore ? Pag -Q; Leopardi inizia il canto con un flashbacU dal 9uale poi ripercorre tutto il suo passato che divide in tre grandi periodi e per 9uesto motivo anche il canto 7 diviso in tre parti: + La prima parte comprende i versi da + a N5 e ripercorre la prima giovinezza del poeta :+,+, ? +,LL;/ L La seconda parte comprende i versi da N+ a ,5 e ripercorre la giovinezza matura di Leopardi :+,LM ? +,L,;/ M La terza parte comprende i versi da ,+ a +65 e ripercorre il periodo che va dall>ultima parte del +,L- al mese di aprile del +,L, 9uando appunto Leopardi avverte dentro di se il ritorno impetuoso ed irrefrenabile della poesia

%l ritorno della poesia per il poeta 7 per( un fatto inaspettato ed inspiegabile, e per 9uesto fonte di ancora maggiore gioia, perch0 Leopardi credeva che la vena poetica fosse in lui ormai inaridita e secca %l canto 1%l Risorgimento3 dun9ue esprime e ripercorre in se tutta l>esperienza e la vita passata del poeta/ ma Leopardi riesce a riordinare il passato e a dispiegarlo in modo ordinato e pulito con una calma interiore ed una serenit" 9uasi stoica <vviamente Leopardi non conosce, anche se lo presagisce, tutto il suo travagliato, affannoso e doloroso scompiglio amoroso futuro che prover" a causa dell>infelice innamoramento verso la signora )annV *argioni *ozzetti Ma ci( che pi& conta per Leopardi 7, nella primavera del +,L,, la rinascita della vena poetica e la ricon9uista della poesia che costitu per lui certamente uno dei pochi momenti di felicit" che prov( in tutta la sua vita =uesto momento di euforia e gioia 7 molto bene descritto da Cgo .otti: @%l Risorgimento, il miracolo del risorgimento della poesia dopo tanti anni di silenzio e di gelo filosofico/ il rinnovamento del palpito del cuore dopo tanto speculare 1sullGacerbo vero3/ la rinascita, insomma: la meraviglia della rinascita e la sua estatica contemplazione %l brioso ritmo settecentesco della strofetta metastasiana riesce a meraviglia in 9uesto proposito/ lo fissa come un momento capitale nella carriera artistica del poeta e ne fa un episodio decisivo A :da Jiacomo Leopardi Canti ? A cura di Cgo .otti ? )eltrinelli !ditore ? Pag -6; Ma il componimento 1%l Risorgimento3 esprime anche, accanto alla rinascita poetica, anche la delusione per la mancanza dell>amore/ infatti, il poeta, esprime tutto il suo rammarico per la sua infelice condizione umana che lo ha portato a cercare negli anni passati disperatamente una donna con la 9uale soddisfare il suo bisogno d>amore

Purtroppo per Leopardi, la sua vita fu solo una collezione di cocenti delusioni in amore tra le 9uali 9uella provata per la contessa *eresa Carniani Malvezzi a 2ologna nel +,L6 e 9uindi ancora viva nel suo animo al momento della stesura de 1%l Risorgimento3 %nfatti diversi critici letterari, tra cui Luigi Russo, vedono e intravedono nei versi +MM ? +NN uno sfogo e un rimprovero per 9uesto amore non corrisposto dalla contessa A conferma di 9uesta tesi, il critico Luigi Russo riporta un noto episodio accaduto tra la contessa ed il poeta: @A me pare evidente 9ui l>allusione all>idillio letterario, tessuto con la Carniani Malvezzi Per 9uell>amore con la Malvezzi, ha avuto corso il famoso aneddoto che egli si gettasse in ginocchio davanti a lei e la donna avrebbe chiamato il servo perch0 1il signor conte aveva bisogno3 di un bicchiere d>ac9uaA :da % Classici %taliani ? Pol %%% ? L>ottocento ? a cura di Luigi Russo e Riccardo Rugani ? 'ansoni !ditore H pag -NN; Pi& Leopardi si lamenta della sua vita infelice e drammatica e dei suoi amori infelici, pi& noi lettori apprezziamo e capiamo l>importanza capitale dell>amore cos come 7 ben descritto dal poeta nei versi Q- ? 6M %o credo che la bellezza del canto risieda nell>uso magistrale delle strofette metastasiane e soprattutto nel fatto che 1%l Risorgimento3 costituisce uno dei pochi canti in cui Leopardi oltre ad esprimere in breve il suo pessimismo e diniego verso la vita, esprime anche la sua felicit" per il ritorno della vena poetica e per la ripresa dell>entusiasmo verso la vita =uesto stesso giudizio 7 anche confermato da Mario Andrea Rigoni che cos scrive: @Ma, come 7 notevole per la tersa eleganza formale, cos il componimento lo 7 anche per l>affermazione del solitario e irriducibile valore del cuore, che irradia 9ui una delle rarissime conclusioni 1fiduciose3 riscontrabili in tutta l>opera leopardiana A :da Jiacomo Leopardi ? Poesie e prose Pol % ? a cura di Mario AndreaRigoni ? 'erie % Meridiani ? Arnold;

Leopardi nei suoi versi, credendo di individuare come capro espiatorio dei suoi problemi la natura matri#na, esprime con piena forza, tutta la sua volont" per con9uistarsi una vita sana, serena, soddisfatta, piena di fascino e di gloria Il ()45 7 anche lGanno della lettura di Platone al cui idealismo Leopardi fu avverso (punto di collegamento con le Operette %orali). Ma Leopardi apprezzava lo stile non ispirato della prosa platonica e, soprattutto, il tono ironicoHfantastico dei dialoghi Nel +,LQ traduce !pitteto4 e dalla lettura dei filosofi ellenistici Leopardi deriva negli anni +,LMHL- la saggezza rassegnata di alcuni motivi delle <perette morali La ferma consapevolezza materialistica 7 accompagnata :dal +,LM al +,L4; a un diminuito interesse politico %l progressismo politicoHsociale di Leopardi 7 pi& vivo nel momento del pessimismo storico :democrazia repubblicana classica collegata con la credenza nella natura incorrotta, patriottismo come titanismo e risorgimento di virt& nelle canzoni patriottiche; mentre lGinfelicit" radicale di tutti gli esseri rende meno importante la necessit" del progressismo 'i tratta di una relativa e temporanea atarassia :la morale di !pitteto e degli ellenistici; che trova il tono artistico nel piano ironicoHlirico nelle <perette

H.

-gli uomini non resta c e il coraggio di accettare la propria condi#ione con sagge##a

e distacco: un atteggiamento in cui si riconosce lo stesso Leopardi e c e ritro,a anc e nel Ianuale, da lui tradotto, del "iloso"o stoico 3pitteto %II $ I secolo 2. 6.+. :uesto eroismo della ,erit1 sostenuto dal senso dell@animo!: un sentimento di compassione e di "ratellan#a nei con"ronti degli altri uomini, compagni di so""eren#e.

=ueste prose sono intimamente legate al cammino mentale e biografico di Leopardi, espressione esplicita e artisticamente controllata del pessimismo e del materialismo radicali 6uasi tutte le Operette(7 sono dialo#!i alla maniera di $uelli #reci di Luciano :venti furono scritte nel +,LN, una nel GLQ, due nel GL-, le ultime due nel GML/ venti9uattro sono nellGedizione definitiva curata dallo scrittore; Proseguendo l>approfondimento dei temi dell>esperienza esistenziale umana e dei perch0 che affannano l>uomo sin dalla sua nascita, riprende un progetto di cui parla gi" nel settembre ()47 in una lettera al Giordani8 !n =uesti giorni, =uasi per vendicarmi del mondo, e =uasi anc0e della virt/, 0o immaginato e abbozzato certe prosette satiric0e> l>abbozzo :metodologico; diventer" pi& chiaro nei mesi seguenti, tanto che da Recanati l>++ maggio +,L+ scriver", riferendosi a Pietro Giordani, a Pietro 2righenti a 2ologna: sto preparando unGoperetta in prosa, che forse non gli sar" discaro :non caro, sgradito; di vedere Leopardi vuole combattere la negligenza degli italiani con tre strumenti: RAJ%<N!H PR<J!**% ? R%'< Jli italiani hanno perso il senso patriottico/ lG%talia 7 avvolta da unGinattivit" dellGazione e della mente <ltre allGelo9uenza :rif Petrarca; e alla ragione aggiunge il riso, che chiama arma del ridicolo In una lettera del ()4* a Pietro Giordani, il nostro poeta parla dello stato dGanimo che ispir( le <perette morali: 1come sono mutato da 9uello che io fui DEF ogni cosa che tenga di affettuoso e di elo9uente mi annoia, mi sa di scherzo e fanciullaggine3 'i annoia della poesia, di cosa si compiace alloraI 1Mi compiaccio sempre meno di toccare con mano la miseria degli uomini3
1J

Il titolo dell@opera, ripreso dal retore greco Isocrate %K) IK secolo -. 6.+, ne riassume il

carattere "iloso"ico %la morale il ramo della "iloso"ia c e si occupa dei temi relati,i alla ,ita ed al comportamento umano+ e insieme satirico, data la connota#ione comica con"erita all@aggetti,o morali dal diminuti,o operette

Leopardi nega speranze e illusioni, la possibilit" di trovare la ragione dellGinfelicit" e per mezzo di miti e immaginazioni, allontana temi e personaggi in modo da dare lGimpressione di un pensiero oggettivo variato con lGironiaHlirica che svela lGindifferenza dellGuniverso e la piet" dellGautore per la sorte amara degli uomini %l tema antichiHmoderni :felicit" del primitivo, razionalismo eccessivo della civilt"; 7 veduto ormai come piena sfiducia nella felicit" degli antichi e @i filosofi e i poetiHfilosofi della Jrecia antica sono ricordati nelle <perette per mettere in risalto non la differenza ma la sostanziale identit" della condizione umana nellGevo antico e nel modernoA :*impanaro;

La 'toria del genere umano 7 una storia di infelicit" :@ciascheduno odier" tutti gli altri, amando solo, di tutto il suo genere, se medesimoA e gli uomini diventano @non meno vili che miseriA e incapaci di rifiutare la vita infelice;/ nel .ialogo dG!rcole e dGAtlante la terra 7 diventata leggera e inerte per lGinerzia degli uomini :@al tempo mio combattevano a corpo a corpo coi leoni e adesso colle pulciA;/ nel .ialogo di Malambruno e )arfarello Leopardi denuda al massimo la teoria del piacere: lGamore di se stesso, che 7 amore di felicit" massima, non potendo essere soddisfatto, genera lGinfelicit" la 9uale @non pu( cessare per spazio, non che altro, di un solo istanteA :sicch0 @il non vivere 7 sempre meglio del vivereA;/ il .ialogo della Natura e di unGanima 7 un corollario del precedente: il tema 7 9uello della maggiore infelicit" delle anime grandi e unGanima destinata a essere @grande e infeliceA :@*utto 9uesto 7 contenuto nellGordine primigenio e perpetuo delle cose createA appunto perch0 la maggiore @intensioneA della vita genera maggior dolore; chiede alla Natura di accelerarle, invece, @la morte il pi& che si possaA/ le ferree leggi della NaturaHmateria coinvolgono anche lGuomo nel .ialogo della Natura ed un %slandese in cui la Natura :@forma smisurata di donna seduta in terra, col busto ritto, appoggiato il dosso e il gomito a una montagna/ e non finta ma viva/ di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimiA; disinganna lGuomo dicendogli che tutte le forme di vita sono soggette a leggi di produzione e distruzione, collegate ambedue tra s0 di maniera, che ciascheduna serve continuamente allGaltra, ed alla conservazione del mondo/ il 9ual sempre che cessasse lGuna o lGaltra di loro, verrebbe parimente in dissoluzione :la Natura 7 cos indifferente a ci( che accade W @se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedreiA che mentre lGislandese parla con lei due leoni affamati mangiandosi lGuomo danno dimostrazione delle leggi della Natura;:

nel -ialogo di ?ederico $u@sc0 e delle sue mummie sulla base del sensismo Leopardi afferma che, essendo piacere la cessazione di un dolore, la morte non pu( non essere

un piacere/ scende in se stesso Leopardi nel -ialogo di #imandro ed Eleandro in cui !leandroHLeopardi, dopo aver costretto *imandro ad ammettere la verit" delle ragioni intorno allGinfelicit" degli uomini, rivendica a s0 il coraggio di dire la verit", il @misero e freddo veroA, e si dimostra scettico sulla perfettibilit" degli uomini Nelle <perette Leopardi distrugge lGumanesimo che ha posto al centro del mondo un uomo borioso e incapace di scoprire e di capire ci( che ha sotto gli occhi, le leggi della natura, la propria debolezza, la materia che si rinnova trasformandosi/ distrugge altres 9uel che sia provvidenza o teodicea CnG@operettaA del
+,L-, .ialogo di Plotino e di Porfirio, 7 la difesa del suicidio contro coloro

che lo condannavano come contrario alla legge naturale e religiosa Ji" nel 2ruto minore Leopardi aveva esaltato il suicidio eroico come sfida contro gli uomini e la divinit"/ nel dialogo Porfirio afferma che la noia 7 lGelemento reale della vita umana, che la fede platonica nella felicit" ultraterrena 7 inefficace dato che lGuomo sulla terra non pu( raggiungere la felicit" e, infine, Platino pur riconoscendo la validit" razionale del suicidio sostiene la necessit" della fraternit" degli uomini Ba termine cos la parentesi saggia di Leopardi il 9uale, dopo il @risorgimentoA poetico dei canti pisani e recanatesi :+,L,HL4;, a contatto con lGambiente moderato e cattolicoHliberale soddisfatto e ottimista di )irenze e Napoli, risorge reagendo contro lGideologia politicoHreligiosa romantica %l pensatore che aveva oltrepassato il reazionarismo gesuiticoHmonaldesco nella prima giovinezza rifiuta adesso polemicamente lGideologia di una egemonia moderata guidata dalla borghesia cattolica: Leopardi vede in 9uesta ideologia lGipotesi di una barbarie medievale, di un movimento non legato a una visione razionale e scientifica ma, anzi inglobante in uno pseudo

progressismo borghese @masseA infelici per natura e ottenebrate dallGoscurantismo

LGultimo Leopardi riprende antagonisticamente contro il moderatismo pseudo progressista i terni illuministici e materialistici affermandoli nella polemica antidogmatica, antireligiosa, antimitica

%ndividua nel progetto di unGorganizzazione borghese moderata e liberale :affaristica, egoistica, mercificatrice dei valori, falsoumanitaria, pronta alle guerre di rapina e di concorrenza; lGostacolo a un illuminismo per tutti :senza che giunga, per(, allGidea di una rivoluzione sociale n0 alla divisione della societ" in classi n0 al rapporto borghesiaHproletariato; ma la nemica prima 7 la Natura contro la 9uale invoca la fine delle lotte fratricide e il sodalizio di tutta lGumanit" alleata % principali documenti di 9uesta lotta contro la Natura :intesa dal sensistaHedonista Leopardi, cos *impanaro, come realt" fisico biologica; sono soprattutto il .ialogo di *ristano e di un amico :+,ML;, i Paralipomeni, la Palinodia al marchese Jino Capponi :+,MQ; e La ginestra :+,M6; %n 9uesta fase estrema della sua vita Leopardi nega ogni provvidenza e indica come solo progresso la lotta contro il nemico supremo ma solamente se gli uomini @hanno scartato per sempre ogni ricorso a 9uelle speranze e a 9uei poteri :natura e provvidenza; e hanno riconosciuto nella loro crudele potenza il primo loro nemico e il primo fondamento polemico della loro unit" nella lotta e nella protestaA :2inni; %l .ialogo di *ristano e di un amico 7 una sorta di testamento anzitutto intellettuale e morale di Leopardi, di documento dellGeroismo virile dellGuomo che non si aspetta nulla da persona o cosa e si oppone al destino che lo condanna :e non per sofferenze personali; allGinfelicit" Nello stesso anno in cui componeva 9uesto dialogo Leopardi rispondeva in una lettera al .e 'inner alla critica :di tedeschi; che attribuiva il pessimismo delle <perette alle infermit" dellGautore :@ci si ostina ad attribuire alle mie condizioni materiali ci( che si deve solo al mio impegno intellettualeA; Nel dialogo *ristanoHLeopardi rifiuta le illusioni con cui i non ragionanti si consolano del mali ma rifiuta soprattutto la pedagogia dellGilluminismo spiritualistico che induce a @vivere di credenze false, cos gagliarde e ferme, come se fossero le pi& vere e le pi& fondate del mondoA :@rifiuto

ogni consolazione e ognGinganno puerile, ed ho il coraggio di sostenere la privazione di ogni speranza, mirare intrepidamente il deserto della vita, non dissimularsi nessuna parte dellGinfelicit" umana, ed accettare tutte le conseguenze di una filosofia dolorosa, ma veraA; 2asilari elementi del pessimismo radicale di *ristano sono il pessimismo degli antichi :a cui il @secolo decimononoA oppone la sua falsa @felicit" della vitaA; e la debolezza della macchina fisica e biologica dellGuomo :! il corpo 7 lGuomo DEF tutto ci( che fa nobile e viva la vita, dipende dal vigore del corso, e senza 9uello non ha luogo Cno che sia debole di corpo, non 7 uomo, ma bambino/ anzi peggio/ perch0 la sua sorte 7 di stare a vedere gli altri che vivono, ed esso al pi& chiacchierare, ma la vita non 7 per lui ! per( anticamente la debolezza del corpo fu ignominiosa, anche nei secoli pi& civili; Alla filosofia spiritualistica dei moderati Leopardi oppone ancora la propria concezione materialistica e la propria lucida consapevolezza razionale sulla realt" dellGuomo: io non mi sottometto alla mia infelicit", n0 piego il capo al destino, e vengo seco a patti, come fanno gli altri uomini DEF %nvidio i morti DEF N0 in 9uesto desiderio la ricordanza dei sogni della prima et", e il pensiero dGesser vissuto invano, mi turbano pi&, come solevano 'e ottengo la morte morr( cos tran9uillo e cos contento, come se mai nullGaltro avessi sperato n0 desiderato al mondo =uesto di Leopardi era il pi& netto antagonismo del tempo allGideologia della borghesia moderata che cercava di conciliare tradizione e progresso/ Leopardi afferma, invece, che la vera cultura con la 9uale occorre fare i conti 7 9uella dellGilluminismo W il sensismo e il materialismo W, che dinanzi ai problemi scoperti dagli illuministi 7 inutile chiudere gli occhi proponendo spiritualistici trionfi mentre @il corpo 7 lGuomoA, miserabile e caduco per @forzaA di una natura contro la 9uale 7 necessario unirsi nella lotta LGironia

7 indubbiamente uno dei tratti peculiari e salienti delle Operette morali, il cui progetto attinge a fonti classiche cos come alle moderne forme di scrittura filosoficoHletteraria settecentesche %l ricorso allGironia, lungi dallGessere mero artificio retorico, ac9uista un ruolo cruciale per la comprensione stessa del testo, descritto da Leopardi come 1un libro di argomento profondo e tutto filosofico e metafisico, bench0 scritto con leggerezza apparente3 :lettera N4N a A ) 'tella; La tonalit" ironica si esplica pienamente nel tentativo di una riscrittura conflittuale dellGesistente, colto da inediti tagli prospettici, e prende forma come apertura alla possibilit" di sempre nuove riHdescrizioni della natura umana e sociale *ale istanza ironicoHsatirica, nel suo valore pienamente filosofico, condivide con le manifestazioni letterarie illuministiche settecentesche svariati aspetti %n primo luogo manifesta la consapevolezza del valore dellGapproccio estetico, come alternativa e integrazione al discorso logicoHsistematico %n tal senso, Leopardi si pone sulla scia delle scelte comunicative illuministiche, che avevano individuato nel racconto :conte p0ilosop0i=ue; un mezzo comunicativo adatto per stimolare un pubblico colto, ma non specialistico, allGaccoglimento di problematiche s9uisitamente filosofiche %n secondo luogo, Leopardi ricorre allGironia per realizzare una forma di relazione dialogica con il lettore, continuamente sollecitato alla rielaborazione attiva delle idee e alla riflessione sulle istanze aporetiche che emergono nel testo Le Operette morali condividono inoltre lGapertura alla multiprospetticit" della rappresentazione, posta in atto mediante inedite in9uadrature dei personaggi, e una continua teatralizzazione di idee %nfine, 7 presente nel testo un chiaro intento criticoHdemistificatorio, tratto caratteristico dei racconti illuministici e delle opere parodisticoHsatiriche settecentesche :Pope, 'Xift, 'terne;, volto ad una lucida analisi delle storture della civilt"

contemporanea Al di l" delle ascendenze illuministiche, e delle affinit" con le forme di scrittura ironica analizzate, esistono tuttavia tratti peculiari della tonalit" ironica leopardiana, totalmente inediti e non ascrivibili ai generi sopra menzionati Nelle Operette morali infatti, alla derisione satirica, alla deformazione #rottesca, alla distanza ironica si accompagna costantemente lGaccento sofferto insito nella scelta di mettere comicamente in scena una verit" tragica, che accomuna universalmente lGumanit"

Nelle Operette non 7 rintracciabile 9uello sguardo sardonico, acre di denuncia e irrisione, che compare in molti romanzi illuministici, e ancor pi& nelle opere parodistiche settecentesche, volte a mettere impietosamente a nudo i tratti salienti e contraddittori della modernit" LGironia di Leopardi, proprio perch0 nasce dalla tragica consapevolezza del comune destino umano e cosmico, 7 conforme al modello ravvisato dal socratico )ilippo <ttonieriA'a mia ironia non fu sdegnosa e acerba, ma dolce e riposata. 'i tratta, in ultima analisi, di una sofferta modalit" di riflessione che, attraverso le armi dellGironia, ambisce a proporre unGaperta e rinnovata problematizzazione intorno alla tragica condizione etica ed esistenziale dellGuomo, come singolo ed in relazione alla societ" L>infelicit storica 7 legata soprattutto all>et" moderna, perch0 in 9uesto tempo il prevalere delle leggi e della ragione sull>individuo 7 essenziale e porta inevitabilmente al dolore, contro il 9uale si erge la volont" di costruire un mondo di affetti generosi di eroismo e di solidale piet" per l>uomo da opporre alla Natura, indifferente al suo dolore, anzi creatrice della sua infelicit" Leopardi con le operette morali vuole condividere un messaggio di filosofia pratica, egli accenna ai testi 1pratici3 dei classici, contrapponendoli ai testi di filosofia teorica dei moderni Leopardi prende come punto di riferimento pratico%morale Epitteto, egli aveva preparato, nel +,LQ, per il suo editore, il tipografo 'tella di Milano, una traduzione del Manuale di !pitteto che non fu mai pubblicata :nel +,M5 l>editore restituY il manoscritto a Leopardi;, se non postuma, nel +,NQ %l poeta aveva premesso alla traduzione un 9Pream'olo del ol#arizzatore: La filosofia 1consolatoria3 di !pitteto ci sembra molto lontana dallo 1spirito forte3 di Leopardi %l poeta non vuole certo rinunciare alla felicit" :anche se in 9uesto senso egli legge l>insegnamento di !pitteto, ma 1dopo molti travagli

dell>animo e molte angosce, ridotto 9uasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di cosY fatta pratica e tuttavia riporto una utilit" incredibile3;

Lo stoicismo appare a Leopardi l>eZtrema ratio dopo il fallimento nella ricerca della felicit", una risposta a un dolore invincibile L>invito di Leopardi al lettore di mettere in atto gli insegnamenti di !pitteto appare, tra le righe, come invito a non rinunciare alla felicit", anche se la non rinuncia implica 1molti travagli3 e 1molte angosce3

1 <ra la utilit" di 9uesta disposizione Dlo stato d>animo 1libero da passione3, il 1non darsi pensiero delle cose esterne3, la 1freddezza3 o 1indifferenza3F, e della pratica di essa nell>uso del vivere, nasce solo da 9uesto, che l>uomo non pu( nella sua vita per modo alcuno n0 conseguir la beatitudine n0 schivare una continua infelicit" D F O proprio degli spiriti grandi e forti D F il contrastare, almeno dentro se medesimi, alle necessit", e far guerra feroce e mortale al destino, come i sette a *ebe di !schilo, e come gli altri magnanimi degli antichi tempi Proprio degli spiriti deboli di natura D F il ridursi a desiderare solamente poco, e 9uesto poco ancora rimessamente/ anzi, per cosY dire, il perdere 9uasi del tutto l>abito e la facolt", siccome di sperare, cosY di desiderare ! dove che 9uello stato di inimicizia e di guerra con un potere incomparabilmente maggior dell>umano non pu( aver alcun frutto, e dall>altro lato 7 pieno di perturbazione, di travaglio, d>angoscia e di miseria gravissima e continua/ per lo contrario 9uesto altro stato di pace, e 9uasi di soggezione dell>animo, e di servit& tran9uilla, 9uantun9ue niente abbia di generoso, 7 pur conforme a ragione, conveniente alla natura mortale e libero da una grandissima parte delle molestie, degli affanni e dei dolori di che la vita nostra suole essere tribolata !d io, che dopo molti travagli dell>animo e molte angosce, ridotto 9uasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di cos fatta pratica e tuttavia riporto una utilit" incredibile, desidero e prego caldamente a tutti 9uelli che leggeranno 9ueste carte, la facolt" di porlo medesimamente ad esecuzione 3:J Leopardi, Breambolo del volgarizzatore, in !pitteto, %anuale, Rizzoli, Milano, +446, pagg 44H+5+;

*,erte prosette satiric0e, =uasi per vendicarsi del mondo e =uasi anc0e della virt/+ (Epistola )123 a Bietro Giordani). !nteressante 7 la frase per capire lo stato d>animo d>ironia, di satira, di ribellione con cui le <perette Morali sono state concepite

1"ei miei dialog0i miei dialog0i cerc0erC di portar la commedia a =uello c0e finora D stato proprio della tragedia, cioD i vizi dei grandi, i principi fondamentali delle calamit e della miseria umana, gli assurdi della politica, le sconvenienze appartenenti alla morale universale e alla filosofia, landamento e lo spirito generale del secolo, la somma delle cose, della societ , delle civilt presenti.

La riflessione sul riso 7 assai ricca in Leopardi )ra i molti testi che si potrebbero citare, non si possono scordare l><peretta Elo#io de#li uccelli e il suo protagonista Amelio, 1filosofo solitario3 che progetta di comporre una 1storia del riso3, 1privilegio3 dell>uomo e non degli altri animali: 1e perci( pensarono alcuni che siccome l>uomo 7 definito per animale intellettivo o razionale, potesse non meno sufficientemente essere definito per animale risibile3/ e l><peretta Dialo#o di Timandro e di Eleandro , in cui !leandro :1colui che commisera l>uomo3, alterHego di Leopardi; afferma: 1Ridendo dei nostri mali, tro o $ualc!e conforto; e procuro di recarne altrui nello stesso modo:. Largamente riprese e rielaborate nei tardi Pensieri, le pagine dello <i'aldone sul riso dimostrano l>attenzione che Leopardi riserv( a 9uesto tema: 1%l riso dell>uomo sensitivo e oppresso da fiera calamit" 7 segno di disperazione gi" matura3 ? il riso vuoto e stupido 7 fre9uente nei pazzi, ma anche nei savi completamente disperati della vita ? 7 facile scherzare sulle cose fuori del comune o sui difetti corporei, il difficile 7 1muovere a riso sulle cose ordinarie3? 9uanto pi& si 7 capaci di ridere tanto pi& si 7 graditi nella conversazione e nella vita ? in 9uesto mondo 1*utto 7 degno di riso fuorch0 il ridersi di tutto3 ? crescendo l>esperienza, e 9uindi l>infelicit", l>uomo diviene facile al riso e incapace di pianto ? in una conversazione, ridere 1franco e forte3 1con una o due persone3 provoca il rispetto degli altri, e toglie loro la baldanza e la superbia: 1%n fine il semplice rider alto vi d" una decisa superiorit" sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione Terri'ile & la potenza del riso8 c!i !a il cora##io di ridere, & padrone de#li altri, come c!i !a il cora##io di morire:

Nella Jinestra, al verso L5+, Leopardi parla del Pesuvio e di come esso minaccia le nostre rovine, invitando lGumanit" a vedere ci( che accade, rispetto ai Gmiseri maliG di cui lGumanit" stessa si cruccia *rattando 9uestGargomento egli dice: 1Non so se provare riso o piet" per voi3 :Collegamento fondamentale con il .iaologo di *imandro e di !leandro; Attraverso lGironia Leopardi distrugge la posizione dei contemporanei con il ridicolo degli antichi comici greci e latini e 9uello moderno francese Leopardi distingueva i due: il ridicolo degli antichi era un riso solido, 9uello dei moderni un riso fugace %l riso ++ delle <perette Morali 7 costante, solido, pieno di immagini che esprimono concetti come la noia, il dolore, ecc

116ollegamenti

esterni:

Pirandello, /aggio sull'umorismo! %2e'itore a Leopardi+ /amuel LecMett, il quale de"inisce il riso come uno scorticamento dell'intelletto!, lo esamina in tre aspetti di""erenti:

1.Amaro: sorriso amaro di natura etica %/orrido per una cosa s'agliata+ (.Sordo: sorriso intellettuale %6apiscoG/ento il "also, sen#a contestare nulla all'interlocutore+ *.Cupo (Nelle 5p. Iorali parla di un riso alto. Il riso sordo e quello cupo si tro,ano nello &i'aldone.
N>i". 2ialogo di 4imandro e di 3landroO.

'o scrittore Eleandro

incalzato

in

una

discussione

dal critico #imandro, c0e lo riprende per i suoi scritti poco edificantiA non si giova coi libri c0e mordono continuamente l'uomo in generale.

,onformemente alla moda, lo invita a mutare animo e a procurar di giovare alla EsuaF specie. !leandro che non ama e non odia gli uomini, non sente la necessit" di procurar loro alcun elogio, ritenendo unico rimedio al comune destino di infelicit", il riso lenitivo Anche se i suoi scritti affrontano verit dure e triste, non smettono di

incitare gli uomini ad azioni nobili e virtuose, al culto delle immaginazioni e degli errori antichi, mentre deplorano il misero e freddo vero della filosofia e della civilt" moderna = .icono i poeti che la disperazione ha sempre nella bocca un sorriso Non dovete pensare che io non compatisca allGinfelicit" umana Ma non potendovisi riparare con nessuna forza, nessuna arte, nessuna industria, nessun patto/ stimo assai pi& degno dellGuomo, e di una disperazione magnanima, il ridere dei mali comuni/ che il mettermene a sospirare, lagrimare e stridere insieme cogli altri, o incitandoli a fare altrettanto D F io desiderio 9uanto voi, e 9uanto 9ualun9ue altro, il bene della mia specie in universale/ ma non lo spero in nessun modo/ non mi so dilettare e pascere di certe buone aspettative, come veggo fare a molti filosofi in 9uesto secolo/ e la mia disperazione, D F, non mi lascia luogo a sogni e immaginazioni liete circa il futuro, n0 animo dGintraprendere cosa alcuna per vedere di ridurle ad effetto > %l dialogo sviluppa le sue argomentazioni su due percorsi, uno strettamente morale, lGaltro metafisico !vocando in felici battute pensieri gi" ampiamente affrontati in molti passi dello #ibaldone, lGoperetta affronta diversi argomenti cari al Nostro *orna la 9uestione dei libri e dei lettori, #i" nell'Ottonieri e soprattutto nel Parini: lGimportanza della scrittura 7 vista oggi come un passatempo e i sentimenti che animano lo spirito, dopo una lettura, non portano lGuomo a compiere grandi azioni =uesta tendenza non

deve far dimenticare il valore di un testo, che pu( restare significativo anche se non persuasivo La mancanza di stima nei confronti

dellGumanit" poggia, per !leandro, su un progressoirreversibile dello spirito e del pensiero umano

= *utti i savi si ridono di chi scrive latino al presente, che nessuno parla 9uella lingua, e pochi la intendono %o non veggo come non sia parimente ridicolo 9uesto continuo presupporre che si fa scrivendo e parlando, certe 9ualit" umane che ciascun sa che oramai non si trovano in uomo nato, e certi enti razionali o fantastici, adorati gi" lungo tempo addietro, ma ora tenuti internamente per nulla e da chi gli nomina, e da chi gli ode a nominare >

Nei suoi scritti egli non morde la sua specie ma si duole del fato, a cui si pu( opporre come rimedio solo il riso %n parallelo il testo pone allGattenzione del lettore anche risposte mordaci sul piano speculativo: la perfezione dellGuomo, immagine simbolo della filosofia del secolo moderno, consiste nella conoscenza del vero, mentre tutti i suoi mali provengono dalle opinioni false e dallGignoranza !leandro sostiene che nei fatti 9ueste verit devono essere dimenticate ed estirpate da tutti gli uomini, perch0, sapute, non possono altro che nuocere: la filosofia, infatti, non solo 7 inutile alla felicit" dellGuomo ma 7 dannosissima Nei suoi scritti ha sempre esaltato gli errori degli antichi perch0 giovano alle nazioni moderne, tuttavia, dove un tempo simili opinioni nascevano dallGumile ignoranza, oggi provengono dalla ragione e dal sapere: il piacere generato 7 pi& efficace nello spirito che nel corpo, nelle opere letterarie pi& che nelle azioni, e risulta un sentimento pi& riposto ed intrinseco rispetto al passato = D Fnon molto dopo sollevati da una barbarie, ci hanno precipitati in unGaltra, non minore della prima/ 9uantun9ue nata dalla ragione e dal sapere, e non dallGignoranza/ e per( meno efficace e manifesta nel corpo che nello spirito, men gagliarda nelle opere, e per dir cos, pi& riposta ed intrinseca D F >

Posto a conclusione delle <perette nellGedizione 'tella del +,L-, il dialogo, nelle intenzioni dellGautore, doveva essere @nel tempo stesso una specie di prefazione, ed un'apologia dell'opera contro i filosofi moderniA Dialo#o di Tor$uato Tasso e del suo Genio familiare ?()4@A Accorato dialogo in cui lGautore rinnova la sua incondizionata reverenza Nei confronti del suo poeta preferito, sentito vicino, nel dramma della vita privata, alla sua condizione personale di infelicit" %l tono pacato, i ragionamenti pazienti e dimessi riproducono lGimmagine del sogno condizione principe che mette lGessere umano nelle condizioni di rivivere sentimenti profondi e vicini allGassoluto LGimmagine della donna amata 7 sublimata nel ricordo, nelle visioni vaghe e incerte della memoria, a differenza del mondo reale in cui vive lGoggetto del desiderio e della passione 'olo la speranza di rivedere un giorno lGamata sono per *asso, lGunico piacere concessogli dal suo stato di prigionia %l fantasma, come un caro vecchio amico, lo consola: = D F 'appi che dal vero al sognato, non corre altra differenza, se non che 9uesto pu( 9ualche volta essere molto pi& bello e pi& dolce, che 9uello non pu( mai > La struttura tripartita del .ialogo 7 simmetricamente scandita da tre domande specifiche che sul piano filosofico individuano tre concetti importanti del pensiero leopardiano: +; ,0e cosa D il veroG L; @,0e cos'D il piacereG M; @,0e cos'D la noiaGA

La riflessione sul ricordoKsogno risponde alla prima domanda in favore dellGimmaginazione che supera comun9ue e sempre lGarido vero @!l sogno D incomparabilmente pi/ bello e pi/ emozionante A *asso stesso lo testimonia 9uando racconta che la sua donna sembra una dea e non una semplice bella donna 9uando dorme e la sogna %l piacere non 7 una cosa reale ma solo oggetto di speculazione/ 7 un desiderio e non un fatto, perch0 impossibile da conseguire in vita/ 7 un pensiero che lGuomo concepisce ma non prova Ritornano le pagine dello #ibaldone con tante immagini sullGoggetto del piacere reale e del piacere immaginato

La noia non 7 altro che il desiderio puro della felicit" che occupa tutti gli intervalli di tempo tra il piacere :fievolissimo, provato soltanto rare volte in sogno; e il dispiacere :la totalit" del tempo; e 9uindi il dolore, rimedio alla noia Le considerazioni finali riguardano lGassuefazione alla prigionia che rendono lGuomo pi& forte per affrontare la societ" = D F lGuomo,D F chiarito e disamorato delle cose umane per lGesperienza/ a poco a poco assuefacendosi di nuovo a mirarle da lungi, donde elle paiono molto pi& belle e pi& degne che da vicino, si dimentica della loro vanit" e miseria/ torna a formarsi e 9uasi crearsi il mondo a suo modo/ D F e desiderare la vita/ delle cui speranze, D F, si va nutrendo e dilettando, come egli soleva " suoi primi anni D F e rimette in opera lGimmaginazione, DEF > Dialo#o di un enditore d'almanacc!i e di un passe##ere ?()54A. Cn passeggere incontra casualmente un venditore d'almanacc0i e lunari: la scena si svolge probabilmente lungo una strada o un crocevia nel centro di una comune citt" O il pensatore a collo9uio con lGuomo incolto Pur trattandosi in definitiva di un monologo del passeggere, presenta uno scambio di battute argomenti cardine del pensiero leopardiano
(4

- un ,enditore di almanacc i %o lunari+ un passante %nel quale possiamo ,edere lo stesso Leopardi+ c iede se pensa c e l'anno nuo,o possa essere "elice . -lla risposta a""ermati,a del popolano il passeggero domanda se "osse contento di tornare a ri"are la ,ita passata, a patto perA di ,i,erla n< piP n< meno quale la prima ,olta, con tutti i piaceri e i dispiaceri pro,ati. Il ,enditore risponde negati,amente, precisando c e per lui ,a 'ene una ,ita cos0, come dio la manda, sen#a altri patti. /e dunque ) conclude il passeggero ) nessuno ,uole tornare indietro, segno c e il caso, "ino a tutto quest'anno a trattato male tutti, e c e ciascuno d'opinione c e sia stato piP e di piP peso il male c e gli toccato c e il 'ene. :uella ,ita c e una 'ella cosa , non n la ,ita c e si conosce, ma quella c e non si conosce , non la ,ita passata , ma la "utura.
1(

Il concetto del dialo o ! conten"to in #"esto passo dello $i%aldone& ' E...F nella vita c0e abbiamo sperimentata e c0e conosciamo con certezza, tutti abbiamo provato pi/ male c0e bene> e se noi ci contentiamo ed anc0e desideriamo di vivere ancora, ciC non D c0e per l'ignoranza del futuro, e per una illusione della speranza, senza la =uale illusione o ignoranza non vorremmo pi/ vivere, come noi non vorremmo rivivere nel modo c0e siamo vissuti. ( (Giacomo 'eopardi, 8ibaldone di pensieri, pp. H2I1J, 22KIJ3) Dialo#o della Terra e della Luna ?()4@A. Nello spazio silenzioso una *erra @c0e scoppia di noiaA perch0 i suoi @negozi sono ridotti a poca cosa A comincia un dialogo con la Luna, da sempre @sua compagna di viaggioA e @amica del silenzioA LGinizio del dialogo, che rimanda al commovente e ininterrotto collo9uio del poeta col nostro satellite, ricorda la felice apertura dellGidillio Alla luna del +,+4 La *erra, dopo aver ricordato la sua natura armonica, divina e genitrice, in osse9uio alla tradizione classica dei pi& antichi poeti greci, domanda alla Luna che tipo di abitanti la popolano, e di che natura 7 la societ" radicatasi sulle sue lande La sua umile @sudditaA risponde di non essere in nulla conforme alla sua @ .ignoraA, e che 7 in errore se crede che tutto, nellGuniverso, Madre Natura, abbia creato simile a lei e allGumanit"

@ Perdona, monna *erra, D F Ma in vero che tu mi riesci peggio che vanerella a pensare che tutte le cose di 9ualun9ue parte del mondo sieno conformi alle tue/ come se la natura non avesse avuto altra intenzione che di copiarti puntualmente da per tutto A La *erra di @pasta grossa e cervello tondoA, da sempre impegnata ad @allungare le sue corna c0e gli uomini c0iamano monti e picc0iA per vedere cosa accade su 9uelle terre vicine, non si capacita di 9uello che si sente rispondere, non comprendendo una @verit naturaleA Nessuna delle cose perdute dagli uomini si trova nascosta su i suoi lidi, come lGamor patrio, la virt&, la gloria o la rettitudine Altre cose, invece, sono presenti come sulla *erra, sono i mali: vizi, misfatti, infortuni, dolori, vecchiezza @ <h cotesti s che glGintendo/ e non solo i nomi, ma le cose significate, le conosco a maraviglia: perch0 ne sono tutta piena, D F A @D F il male D cosa comune a tutti i pianeti dell'universo A, nessuna eccezione La radicalit" della tesi assunta 7 il primo segnale di 9uel dolore cosmico che sar" sviscerato nei dialoghi successivi riguardanti la Natura

La Luna non cambierebbe il suo stato con lGabitante pi& fortunato delle sue lande e dubita che ci sia speranza per loro Anche la *erra riconosce che lGunico conforto che sembrano avere gli uomini sia il sonno che ora avvolge una parte di essi, lGemisfero non illuminato % pianeti si salutano con una battuta ironica a suggellare lGamarezza del tono complessivo del dialogo Curatissimo il lavoro di citazione di che va da illustri fisici e astronomi, alla battute sulla mitologia classica fino ad un accenno alla tradizione religiosa islamica %mmancabile la fonte letteraria che celebra lGAriosto, il poeta italiano autore dei passi pi& fantasiosi legati alla parte nascosta del nostro satellite

Dialo#o di un fisico e un metafisico ?()4@A Primo dialo o in cui compaiono #li stereotipi di due persona##i reali non appartenenti al mondo del mito, della natura o della fantasia popolare. Ad interrogarsi sulle 9uestioni fondamentali della vita sono stavolta un fisico, scopritore e sostenitore dell'arte di vivere lungamente e un metafisico, che reputa 9uella scoperta pericolosa per il genere umano se non affiancata dall'arte di vivere felicemente %l fisico si fa portavoce della prima teoria macrobiotica chepoggia sulla tesi dellGumanit", per natura, desiderosa di vivere in eterno

%n realt", ci( che distingue gli uomini da tutte le altre creature, obietta il metafisico, 7 il loro desiderio di felicit": sempre pi& spesso, 9uando viene meno, li spinge al suicidio Per rendere giustizia alle sue tesi, il metafisico ricorre alla saggezza degli antichi, espressa sotto forma di mito, proponendo esempi di personaggi che ricevettero come sommo bene la morte invece della vita .opo aver accostato la brevit" dellGesistenza di alcune popolazioni a 9uella del ciclo vitale di alcuni insetti, il dialogo svolge il concetto che la vita degli uomini 7 tanto meno infelice, 9uanto pi& fortemente agitata e occupata, 9uindi libera dal tedio %l divario tra i due si fa pi& grande nel finale 9uando il metafisico dichiara di preferire solo i giorni felici che la natura concede allGuomo :anche se pochi;, mentre il fisico vorrebbe aggiungere :conformemente alla sua scoperta; altri giorni, anche infelici, perch0 ci( che conta 7 vivere di pi& %l dialogo si conclude sulle parole del metafisico: = D FMa se tu vuoi, prolungando la vita, giovare agli uomini veramente/ trova unGarte per la 9uale siano moltiplicate di numero e di gagliardia le sensazioni e le azioni loro Nel 9ual modo, accrescerai propriamente la vita umana, ed empiendo 9uegli smisurati intervalli di tempo, nei 9uali il nostro essere 7 piuttosto durare che vivere, ti potrai dar vanto di prolungarla >

Anche in 9uesta operetta sono molto curate le citazioni dotte %n particolare, troviamo un riferimento alla terra degli %perborei: essi incarnano la prospettiva di noia della vita eterna/ se ne privano volontariamente una volta che 9uesta non ha pi& nulla da offrire .opo aver citato il Cagliostro, altri due miti ironizzano sul desiderio di immortalit", il massimo dono che gli dei possono concedere agli uomini 2en pi& visibile 7 lGironia che riveste le citazioni riguardanti alcuni scienziati moderni %l LeeuXenhoeU attribuiva ad alcuni pesci una vita lung0issima %l Maupertuis sosteneva

di ritardare o interrompere la vegetazione del nostro corpo per allungare la vita degli uomini

O citato indirettamente anche il naturalista 2uffon il 9uale racconta degli uomini che vivono in Juinea o in .ecan una vita pari alla met" di 9uella europea, ma pi& intensa e concentrata Dialo#o della Natura e di un anima ?()4@A. = Pa, figliuola mia prediletta, D F Pivi, e sii grande e infelice > %n un luogo impossibile da definire, assistiamo allGincontro tra unGanima, destinata a grandi cose, e una Madre Natura, orgogliosa di dare i natali ad un figliuola tanto illustre Prima della nascita, la Natura predice

allGanima l'infelicit , che sar" direttamente proporzionale alla sua grandezza: oggetto di lodi e di invidia presso gli uomini, vivr" una memoria imperitura .opo una serie di esempi storici e

considerazioni sulla vita degli uomini, lGAnima rinuncia alle sue 9ualit" rare e chiede, in cambio dellGimmortalit", di essere alluogata nellGessere pi& umile e semplice e di essere, 9uanto prima, raggiunta dalla morte Lo scopo di ogni anima 7 la felicit", la beatitudine: @Madre mia, non ostante lGessere ancora priva delle altre cognizioni, io sento tuttavia che il maggiore, anzi il solo desiderio che tu mi hai dato, 7 9uello della felicit" >

LGessere umano eccellente pi& cerca 9uesta condizione pi& sGaccorge di 9uanto sia impossibile raggiungerla e le avversit" che costellano il suo cammino, portano ineluttabilmente al dolore e alla sofferenza LGinfelicit", 9uindi 7 propria di tutti gli uomini, ma 7 maggiore in 9uelli grandi, nei magnanimi, coloro che sentono fortemente la vita in ogni sua manifestazione, nelle anime pi& sensibili = )igliuola mia/ tutte le anime degli uomini, come io ti diceva, sono assegnate in preda allGinfelicit", senza mia colpa Ma nellGuniversale miseria della condizione umana, e nellGinfinita vanit" di ogni suo diletto e vantaggio, la gloria 7 giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il pi& degno oggetto che 9uesti possano proporre alle cure e alle azioni loro

<nde, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza che ti avea posta, io deliberai di prestarti al conseguimento di 9uesto fine tutti i sussidi che erano in mio potere > Altro dialogo cardine del pensiero Leopardiano, che torner" prepotentemente nei dialoghi e novelle sulla vanit" della gloria e sul meccanicismo naturale .ue i poeti illustri citati :Cam[es e Milton;, presi ad esempio di gloria postuma e sofferenza in vita *orna il taglio ironico, mentre il riferimento al suicidio si fa pi& esplicito Detti memora'ili di Bilippo Ottonieri ?()4@A. % .etti Memorabili di )ilippo <ttonieri sono una raccolta di aforismi, i 9ual i esprimono il pensiero dello scrittore

)ilippo <ttonieri 7 un personaggio inventato da Leopardi; 7 nato e vissuto a Nubiana, nella provincia di Paldivento, entrambi posti fantastici =uesto p ersonaggio 7 il ritratto dell>autore delle <perette: 7 descritto infatti come un a persona odiata dai suoi concittadini perch0 aveva gusti diversi da 9uesti 'i credeva che fosse un filosofo non solo nei pensieri ma anche nella vita p ratica 'i professava epicureo nonostante condannasse !picuro in 9uanto co nsiderava che la sua teoria fosse adatta all>et" moderna e non a 9uella antic a Jli piaceva essere considerato un socratico e si comportava spesso come 'ocrate, in 9uanto s>intratteneva filosofeggiando ora con uno ora con un alt ro a proposito di 9ualsiasi argomento e soprattutto parlava in modo ironico; ma in realt" era molto diverso dal filosofo ateniese perch0 non ragionava ne lla maniera socratica n0 conversava con le persone semplici e umili !vocan do la figura di 'ocrate, Leopardi vuole sottolineare il compito del riso socra tico, dell>ironia socratica nelle <perette morali, e cio7 9uello di permettere un>analisi libera e spregiudicata del mondo e delle sue opinioni La filosofi a ironica, tanto nel caso di 'ocrate 9uanto in 9uello dellG<ttonieri e di Leop ardi, nasce come una sorta di reazione alla generale insensibilit" del mondo , dal vedersi 9uesti personaggi respinti dalla societ" per la loro incapacit" di condividere propositi e sistemi

=uesta filosofia non pu( che presentarsi come una lente d>ingrandimento che smaschera la menzogna, e per far 9uesto fa un continuo uso del parado sso e si scaglia contro i pregiudizi <ttonieri sosteneva che @ i diletti pi& veri che abbia la nostra vita, sono 9ue lli che nascono dalle immaginazioni false; e che i fanciulli trovano il tutto a nche nel niente, gli uomini il niente nel tuttoA Ji" nello #ibaldone ritrovia mo 9uesto pensiero: @%l piacere infinito che non si pu( trovare nella realt", si trova cos nell>immaginazione, dalla 9uale derivano la speranza, le illusi oni ecc A % momenti peggiori della nostra vita sono i momenti di piacere pe rch0 il ricordo di 9uesti momenti 7 pi& bello e pi& dolce dei momenti stessi Anche 9uesto concetto viene spiegato gi" nello #ibaldone dove Leopardi af ferma che l>anima umana miri unicamente al piacere, alla felicit", per cui vi ve in funzione di 9uesta, della ricerca di 9uesta, ma tale desiderio o tendenz a naturale 7 illimitato, non pu( 9uindi trovare alcun riempimento negli ogg etti e termina con la vita stessa .a 9uesto deriva sia la vanit" di ogni piace re ma soprattutto l>inesistenza nell>esperienza di un piacere assolutamente puro, che non sia @misto di dispiacereA *uttavia c>7 un sentimento secondo Leopardi che ci rivela il desiderio infinito proprio dell>uomo, 9uesto sentim ento 7 la noia @La noia 7 il desiderio della felicit", lasciato, per cos dire, p uroA %n 9uest>operetta il tema della noia viene solamente accennato, Leopa rdi non vi si sofferma, nonostante sia alla base dei suoi pensieri, bens prose gue affrontando altri temi, a 9uesto comun9ue collegati La vita di ogni uomo 7 un continuo affannarsi e preoccuparsi, e si vive ogni giorno in prospettiva e nell>attesa della morte O chiaro il paragone che usa <ttonieri per spiegare 9uesta situazione: @DEF ognuno di noi da che viene al mondo, 7 come uno che si colloca in un letto duro e disagiato: dove subi to posto, sentendosi stare incomodamente, comincia a rivolgersi sull>uno e sull>altro fianco DE F e dura cos tutta la notte, sempre sperando di poter pr

endere alla fine un poco di sonno DEF finch0 venuta l>ora, senza essersi mai riposato, si leva A Nessuno 7 veramente felice, la natura non ha posto alcun limite ai mali dell >uomo =uesto 7 un tema fondamentale su cui verte l>opera di Leopardi, il tema da cui nasce il suo pe ssimismo cosmico e che 7 ben espresso nel .ialogo della Natura e di un %sl andese, dove la rappresentazione della natura meccanicistica toglie ogni sp eranza allGuomo islandese <ttonieri infatti afferma che nessun uomo dovrebbe sperare in un aumento di bene o in una diminuzione dell>infelicit" perch0 @la fortunaE non perde per( in alcun tempo la facolt" di offenderci con danni nuovi e tal i da vincere e rompere la stessa fermezza della disperazioneA

%l dolore, cos come il piacere, riempiono l>animo umano tanto che non lasc iano a 9uesto spazio per le preoccupazioni altrui, tengono 9uindi occupato l >animo e inadatti alla cura dei bisogni altrui 'iamo 9uindi tutti egoisti Jli uomini, soprattutto nell>et" moderna dice <ttonieri, @sono facili a ricevere e difficili a rendereA Perso la fine dell>operetta Leopardi riprende il tema, a lui caro, del riso: @.>infinite cose che nella vita comune sono ridicole vera mente, 7 rarissimo che si rida; e se pure alcuno vi si prova, non gli venendo il fatto di comunicare il suo riso agli altri, presto se ne rimane All>incontro, di mille cose o gravissime o convenientissime, tutto giorno si ride, e con fa cilit" grande se ne muovono le risa negli altriA %noltre la verit" non 7 bella, @il vero non 7 belloA, e nelle cose umane 7 da preferire il bello al vero, ma s e manca il bello allora bisogna preferire il vero Ma nell>et" moderna, nelle @citt" grandiA si 7 lontani dal bello perch0 9uesto non ha pi& luogo nelle vit e degli uomini, e cos si 7 lontani anche dal vero perch0 nelle citt" ogni cos a 7 @finta o vanaA !siste solo la falsit" e 9uesta 7 la miseria pi& grande del mondo Non c>7 pi& 9uindi il bisogno di vivere in 9uanto 9uesto 7 separato dalla felicit", @dove che posta la vita, 7 sommo e primo bisogno il condurla con minore infelicit" che si possaA Non esiste pi& neanche la speranza, almeno per i saggi, consapevoli delle c ondizioni della vita, disillusi; solo gli ignoranti sperano ancora

=uesta affermazione richiama la concezione socratica della conoscenza co me un bene e dell>ignoranza come un male, ma <ttonieri sottolinea che 9ue lla concezione poteva essere accettata nell>antichit", ma nell>et" moderna biso gna capovolgerla %l modo in cui Leopardi scrive, il modo in cui <ttonieri parla manifestano u na coscienza della vanit" delle cose che si accompagna a un>attitudine conv ersevole, comunicativa, persino al piacer del ragionamento e dello humor @%l riso di <ttonieri 7 il riso della filosofiaA dice Antonio Prete, 9uella filos ofia che ha gi" riso del mondo e ora non le resta che ridere di se stessa 2is ogna ridere di tutto, 9uesta 7 la cosa pi& seria, 9uesto 7 ci( che richiede la v anit" del tutto Nello #ibaldone Leopardi scrive: @ *utto 7 follia in 9uesto mondo, fuorch0 il folleggiare *utto 7 degno di riso fuorch0 il ridersi di tutt o *utto 7 vanit" fuorch0 le belle illusioni e le dilettevoli frivolezzeA

Il Parini, o

ero Della Gloria ?()4@A

LG<peretta, incentrata sulla figura di Jiuseppe Parini 7 la composizione pi& lunga del corpus/ divisa in dodici capitoli, riguardanti la vanit" della gloria, mette in guardia un promettente allievo dagli ostacoli che incontrer" per ottenere la fama nelle lettere o nella filosofia 3apitolo primo .opo una breve introduzione sulle 9ualit" umane e artistiche del Parini, si narra la passione che il letterato aveva nellGinsegnare lGelo9uenza e la poesia ai suoi discepoli %nizia il tema della gloria, e delle difficolt" per conseguirla NellGantichit" era legata alla pratica, e non ottenuta con gli studi e le lettere LGuomo era votato allGazione per fare il bene della repubblica e dei suoi cittadini <ggi avviene il contrario, poich0 i nostri tempi sono tran=uilli e non votati ad imprese magnanime Pittorio Alfieri 7 lGesempio di letterato per indole portato alla gloria, ma vissuto in unGepoca lontana dalle grandi imprese e costretto a riviverle nei suoi scritti: i moderni sono comunemente esclusi dal cammino di celebrit" 3apitolo secondo

Le invidie, la calunnie i maneggi segreti, oscurano o screditano la fama di un autore, portando alla ribalta opere insulse, obliando le

pregevoli 2aldassarre Castiglione, poeta @assueto a scrivereA, 7 un esempio di stile da tramandare: un testo non 7 lodevole solo per le proprie sentenze e i propri contenuti Apprendere lo stile significa anche capire meglio i grandi Pirgilio introduce il tema della fama casuale: la maggior parte dei lettori esprime un giudizio grossolano, che spesso poggia sulla tradizione che accompagna i sommi, unaE...F consuetudine ciecamente abbracciata.

3apitolo terzo La valutazione di unGopera 7 fortemente legata alla prima impressione, derivante, nella maggior parte dei casi, da considerazioni personali che possono alterare i valori intrinseci: stati dGanimo diversi, momenti della vita :et", maturit";, condizioni sociali e cultura 3apitolo $uarto

La capacit" di gustare letteratura :elo9uenza; scema con lGavanzare dellGet", come prescrive madre natura Jli anziani sono meno predisposti dei giovani, che a loro volta, mossi da impeto, soffrono la poca esperienza, dando nel giudizio pi& spazio ad aspetti frivoli, e a cose vane LGuomo maturo conosce il vero e la vanit" di tutte le cose, il giovane crede nelle favole Parte unGanalisi dellGarte nelle citt", sprecata nelle grandi perch0 non 7 pi& in grado di muovere grandi sentimenti: per abitudine, per troppe occupazioni dei cittadini per leggerezza, ecc meglio nelle piccole e mediocri Jli antichi scrivevano per distrarsi dal negotium, mentre oggi si scrive tra un otium e lGaltro La citt" ha una duplice natura: favorisce la completa realizzazione dellGarte ma nello stesso tempo perde il suo valore intimo e spirituale/ impossibilit" per lGuomo di fruirne a pieno spirito

3apitolo $uinto

.opo la parentesi del capitolo precedente si torna al tema principale Le opere vicine alla perfezione risultano pi& piacevoli e meritorie dopo una seconda lettura, mentre non sempre se ne colgono i frutti alla prima Avviene il contrario con gli scritti mediocri :che pur possono contenere 9ualcosa di pregio; che rubano la scena e pregiudicano le riletture Anticamente non era cos perch0 circolavano pochi testi Piene toccato il tema del primo giudizio che difficilmente si muta 9uindi in vantaggio sempre i libri maggiori: @E...F lo scrivere perfettamente D =uasi inutile alla famaA .ue, fondamentalmente, i motivi che pregiudicano la prima lettura: i libri perfetti non sono letti con la stessa accuratezza dei classici e anche 9uelli importanti si studiano bene molti anni dopo, 9uando matura una certa fama/ la fama stessa che si deposita sui crea una sorta di velo di pregio che amplifica valori spesso gratuiti, @E...F la maggior parte del diletto nasce dalla stessa fama A %l valore di un poema non potrebbe essere giudicato nemmeno dal miglior studioso di versi del suo tempo perch0 nel caso dellG%liade mancherebbero ben L- secoli di tradizione letteraria allGappello 3apitolo sesto =ualsiasi azione, inclusa la lettura, se aiutata dalla speranza risulta pi& utile e fruttuosa, mentre mancando causa fastidio e noia Chi abbraccia solo il presente 7 mosso da piaceri rapidi e insipidi e salta da libro a libro Poich0 la maggior parte dei lettori 7 di 9uesta pasta non conviene scrivere perfettamente, gli stessi studiosi col tempo avranno a noia 9uei testi che prima gli recavano giovamento

3apitolo settimo Cambio argomento: dalle lettere amene alla filosofia, non cG7 differenza, non cG7 differenza con la poesia in termini di profondit" di pensiero e sottigliezza nel ragionare Anche in 9uesto settore solo un filosofo sa leggere un libro filosofico e cogliere le verit" di pensiero che le persone normali comprenderebbero solo letteralmente La profondit" dGanimo favorisce la lettura poetica, la profondit" di pensiero 9uella filosofica LGuomo impoetico non riesce a seguire ragionamenti sottili per giungere alla verit" contenuta negli scritti =uesto genera una diversit" di opinioni tanto che molti testi sono spesso accusati di oscurit per colpevole incomprensione dovuta alla scarsa 9ualit" dei lettori 3apitolo otta o

'e in vita il discepolo, per meriti personali, dovesse riuscire a formulare, dopo grandi fatiche, grandi verit", non otterr" facilmente la gloria perch0 dovr" essere passato al vaglio dal pensiero corrente La comunit" scientifica e tutti gli uomini dovranno abituarsi allGidea prima di poterla accettare parte un parallelo con la geometria e si cita Cartesio: le verit" geometriche sono accettate per assuefazionee non per certezze di verit" concepite nellGanimo %l progresso del sapere umano non 7 compreso dai contemporani, il sommo pensatore 7 deriso e umiliato 'olo nella generazione successiva, attraverso sforzi di ricerca individuali, si potr" verificare ed accettare la verit" di 9uel genio e riconoscergli @ =uanto precorrese il genere umanoA, con lodi che leveranno @poco romoreA Pertanto n0 in vita n0 dopo la morte sar" riconosciuta la gloria al sommo

3apitolo nono NellGipotesi in cui si ottenesse in vita la gloria, essa sar" trattata diversamente da citt" piccola a citt" grande Le citt" piccole mancando di tutto, anche di cultura, non sono tengono in considerazione la fama, la sapienza e la dottrina di 9uel sommo, tanto che se abitatore di 9uei luoghi, si trover" in forte disagio perch0 non compreso, deriso e umiliato Nelle citt" grandi, gli occhi e gli animi degli uomini sono @ distratti e rapiti, parte dalla potenza, parte dalla ricc0ezza, in ultimo dalle arti c0e servono all'intrattenimento e alla giocondit della vita inutileA/ Al genio non resta che accontentarsi della gloria che si riesce ad ottenere in un ristretto numero di amicizie 3apitolo decimo = Non potendo godere D F alcun beneficio della tua gloria, la maggiore utilit" che ne ritrarrai, sar" di rivolgerla nellGanimo e di compiacertene teco stesso nel silenzio della tua solitudine, D F e fartene fondamento a nuove speranze D F La gloria degli scrittori, D Friesce pi& grata da lungi che da vicino, ma non 7 mai, si pu( dire, presente a chi la possiede D F >

Poich0 7 impossibile ottenere la gloria al presente, lGuomo impara a rivolgerla nel proprio animo, compiacendosene nella propria solitudine/ unica consolazione lGimmaginazione che proietter" nel futuro, alla posterit", lGonore della gloria

3apitolo undecimo Credere nella posterit": chi ci dice che il futuro sar" migliore del presenteI Che ci saranno uomini in grado di valutare la letteratura amena, la filosofia ecc I Riconoscere menti e dare gloriaI :invecchiando il ricordo peggiora; Probabilmente il progresso culturale e scientifico permetter" di superare in termini di verit lGet" presente e scrittori come Jalilei, 2acone, Malebrance, LocUe oggi sono reputati meno brillanti che in passato perch0 superati, ormai titolari di un sapere inferiore 3apitolo duodecimo Le 9ualit" che distinguono un letterato filosofo scienziato sono viste come un male una malattia un infortunio e danneggiano lGesistenza costringendo ad una vita misera chi ne 7 portatore %l paragone 7 con lGinfermo che privo di un arto cerca in 9ualche modo di sfruttare al massimo la sua deficienza per muovere la misericordia dellGuomo liberale % gloriosi magnanimi, esclusi
dal consorzio umano @0anno per destino di condurre una vita simile alla morte, e vivere se pur l'ottengono, dopo sepoltiA

La scommessa di Prometeo ?()4@A

'econdo dialogo in cui si finge un improbabile concorso bandito allo scopo di premiare, con un rametto di alloro in 9uesto caso, la pi& utile invenzione del mondo %nvitate a partecipare tutte le divinit" pi& importanti che abitano nellG%pern0felo, a contendersi in finale

il ramuscello saranno 2acco, per lGinvenzione del vino, Minerva, per lGolio nel suo doppio utilizzo, culinario ed estetico :specialmente per massaggiare e profumare i corpi degli dei;, e Pulcano, per lGinvenzione della prima pentola da cucina Per vari motivi i vincitori a turno rinunceranno al titolo, adducendo le pi& curiose scuse per non fregiarsi del premio %l succo dellGoperetta prende lGavvio dalla delusione di Prometeo, escluso dal concorso per aver presentato lo stampo con cui aveva forgiato il primo essere umano %l titano 7 convinto che lGuomo sia la migliore invenzione del mondo e convince Momo, divinit" oscura, ad accettare una scommessa e seguirlo sulla terra, dove prover" la sua tesi % celesti avranno tre incontri, tutti terribili: un selvaggio che divora il proprio figlio per sfamarsi @c0e per =uesto solo uso io l'0o messo al mondo, e preso cura di nutrirlo.A/ una vedova arsa viva in memoria del defunto marito/ un uomo per bene e di condizione agiata che uccide s0 stesso e la propria famiglia per noia della vita Prima di aver toccato tuttGe cin9ue i continenti del globo, Prometeo rinuncer" alla scommessa, pagando il pegno 'ul finale dellGoperetta il dialogo si sposta sulle circostanze che hanno portato gli esseri umani alla civilt" )rutto di fortuiti casi, lGevoluzione umana si 7 costruita in e9uilibrio tra perfezione e imperfezione Momo accetter" la tesi che il mondo sia ottimo e perfettose Prometeo ammetter" che contenga anche tutti i mali possibili

3antico del #allo sil estre ?()4@A = Mortali, destatevi Non siete ancora liberi dalla vita > %l 3antico 7 lGultima operetta morale scritta nel ()4@ da Giacomo

Leopardi, e ha il carattere di una conclusione della raccolta Ne esprime infatti i temi centrali: lG@arcano mirabile e spaventoso dell'esistenza universaleA/ il senso angoscioso della vita come privazione e come nulla/ la fatale infelicit" dellGuomo O giustamente considerata il cantico della morte, intesa come unica possibile conclusione dellGesistenza dolorosa e assurda dellGuomo e di tutte le cose LGincipit dotto, pieno di preoccupazioni didascaliche, esempio di divertita erudizione, celebra lGintenzione dellGautore di provocare nel lettore un senso di straniamento e sorpresa, predisponendo lGanimo ad accogliere verit" antiche %l gallo silvestre ridesta tutti gli uomini alla coscienza di un appassire ineluttabile, di un lento e desolato morire ora per ora Le singole conclusioni si snodano come una vasta sinfonia di dolore, in cui palpita tutta lGangoscia del mondo, raccolta a tratti in immagini grandiose, come 9uelle che accennano alla futura fine dellGuniverso, al silenzio nudo e alla =uiete altissima cheempiranno lo spazio immenso .i 9ui viene al ,antico il suo carattere di poesia in prosa, il suo tono

fondamentalmente lirico

O lontana dal tessuto di 9uesta operetta ogni forma dGargomentazione filosofica, esplicitamente dichiarata dallGautore con una nota posta in calce al testo, che anticipa i contenuti dellGoperetta successiva: con il cantico andr" a formare un vero e proprio dittico escatologico, in cui Leopardi avr" modo, attraverso la tecnica della citazione, dellGapocrifo, del lavoro filologico, di sperimentare anche una conclusione filosofica

Dialo#o di Bederico RuCsc! e delle sue mummie ?()4@A BedericoRuCsc! all'apice del suo successo internazionale

come arc!eolo#o e scienziato, una sera dopo mezzanotte, & sorpreso e spa entato da uno strano fenomeno c!e si sta erificando all'interno del suo la'oratorio do e si tro ano una serie di mummie, o##etto dei suoi esperimenti. Le mummie stanno declamando dei versi in coro sul destino che accomuna la sorte dei vivi e 9uella dei morti Accostatosi alla soglia e vinte le paure in nome della curiosit", il RuVsch irrompe nella stanza e le interroga su =uesto strano caso LGarcheologo scopre che tutti i morti dellGuniverso, recitano i versi appena ascoltati, ogni volta che si compie un anno grande e matematico e che hanno facolt" di continuare a parlare per un 9uarto dGora se interrogati dai vivi 'empre pi& stupito il RuVsch, rammaricandosi di non poter ascoltare un dialogo solamente tra persone morte, porge una serie di domande alle mummie circa la consapevolezza della loro condizione di defunti e in special modo la scoperta del suo inizio e le emozioni ad essa associate Con profonda sorpresa, contravvenendo allGopinione comune, il morire 7 simile alle fasi del sonno, mentre la morte di per s0 non 7 dolorosa anzi lenisce tutti i mali = D F spessissime volte la stessa languidezza 7 piacere/ massime 9uando vi libera da patimento/ poich0 ben sai che la cessazione di 9ualun9ue dolore o disagio, 7 piacere per s0 medesima, sicch0 il languore della morte debbe esser pi& grato secondo che libera lGuomo da maggior patimento >

LGultima domanda sulla scoperta della condizione di defunti rimane senza risposta perch0 il tempo a disposizione 7 ormai scaduto .al punto di vista stilistico 7 un dialogo in cui 7 presente un raffinato lavoro intertestuale: molto studiato 7 il coro dei morti che segner" la produzione degli anni successivi la crisi poetica %nsieme con la poesia &lla sua donna e ad alcuni 9olgarizzamenti di .imonide, 7 la prima testimonianza della rottura da parte di Leopardi con la struttura metrica della canzone tradizionale LGatto unico riprende progetti di tragedia giovanile e un mai sopito rapporto con il dramma pastorale ? edi Aminta del TassoA. Nel dialogo, secondo tradizioni diffusissime nel SP%%% secolo, si fa accenno ai vampiri come esempio di morti dannati che succhiano il sangue delle loro vittime LGaccostamento nasce dalla sostanza che il RuVsch iniettava nelle vene delle sue mummie, simile al sangue

Elo#io de#li uccelli ?()4@A

Leopardi

immagina

il filosofo Jentiliano,

detto Amelio :1privo

di

preoccupazioni3; intento in una bella giornata a scrivere un elogio alle creature pi& sorridenti del creato Jli uccelli appunto Jli Cccelli cinguettano di continuo, segno di felicit" e sorriso, cosa che agli uomini 7 circoscritta solo a determinate occasioni Ma siccome solo uccelli e uomini possono ridere allora forse lGuomo non andrebbe categorizzato come animale intellettivo ma come animale 1risibile3 Jli uccelli sono migliori in 9uanto durante la tempesta lGuomo la subisce e lGuccello se ne scappa, nellGalto dei cieli, sopra la bufera Jli uccelli a differenza degli uomini si tengono in forma, non stanno mai fermi e hanno una corporatura tonica ed allenata, gli uccelli non sono sottoposti alla noia/ lGuomo e tutti gli altri animali se non per procacciarsi il cibo non fanno che oziare, gli uccelli invece non stanno mai fermi e usano il volare come sollazzo, di conseguenza sono di animo forte e puro Jli uccelli sono 9uindi le creature pi& perfette, tendono al moto piuttosto che alla 9uiete :e il moto 7 pi& vivo della 9uiete;, hanno lGudito e la vista :i sensi pi& nobili; pi& sviluppati e se ci( non bastasse a dichiararli le creature perfette si consideri, come gi" detto prima a proposito della tempesta, che sono abituati a cambiare clima molto in fretta :dal caldo vicino alla terra al freddo vicino al cielo;, abilit" molto utile e nobile per conseguire felicit" :come nel caso dellGislandese sopracitato; %n conclusione, come Ancreonte voleva tramutarsi in specchio per essere ammirato, Amelio vorrebbe essere tramutato in uccello in modo da poter provare anche solo per un momento 9uelle contentezza e letizia che provano tali creature