tascabili

Fai di te un leader è dedicato a tutti quelli che intendono rinforzare il piacere di vivere positivamente utilizzando il loro potere personale per realizzare imprese e diventare dei costruttori della società in cui vivono. È scritto per quanti, incerti ed esitanti nella vita, non vogliono però rimanere soggiogati dalla pressione degli eventi esterni; è rivolto anche a coloro che, fino a ieri, non pensavano di poter influenzare l ' ambiente nel quale vivono, rinunciando a recitare una parte attiva e ad avere soddisfazioni dal proprio operato. Gli autori sono convinti che un mondo di piccoli e grandi leader è in grado di rendere la società e la convivenza umana non soltanto vivibile, ma arricchente ed entusiasmante.

del Sole 24 Ore

Fai di te n leader
prefazione di Paolo Fresco

Riccardo Varvelli
ingegnere, esperto di organizzazione e docente di Economia al Politecnico di Torino.

Maria Ludovica Varvelli
psicologa, esperta di comportamento umano, studiosa dell'intelligenza emotiva.

Come decidere la propria strada verso il successo e raggiungerlo

Luca Varvelli
economista, esperto di formazione, presidente del Gram (Gruppo di ricerca applicato al management).

ISBN 88-8363-489-6
II Solc 24 ORE S.p.A. Economia & Management w ww.ìlsolc24orc.com

"Tre guru della classe dirigente italiana."
LA REPUBBLICA AFFARI&FINANZA

9 788883 63489
€ 11,00

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Sommario

Il testo di questo libro, che esce per la prima volta in edizione tascabile con il titolo Fai di te un leader, è già stato pubblicato con il titolo Fai di te un protagonista.

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Prefazione

di Paolo Fresco
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Introduzione: la vita sottobraccio 1. Diventare protagonista

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La responsabilità di se stessi Prepotenza, autorità o carisma Antagonista, utilitarista, disfattista o nichilista Il modello della piramide Gli scalini dritti o rovesci

2. Le capacità del leader
35 37 ISBN 88-8363-489-6 © 2000, 2003 Il Sole 24 ORE S.p.A. Economia & Management Sede legale: via Lomazzo 52, 20154 Milano Redazione: via Tiziano 32, 20145 Milano Servizio clienti: tel. 3022.5680 (prefisso 02 oppure 06); fax 3022.5400 (prefisso 02 oppure 06); e-mail: servizioclienti@ilsole24ore.com Prima edizione: aprile 2000 Prima edizione tascabile: maggio 2003 41 45 49 53 58 62 67 I dieci comandamenti Primo: solo chi sa di non sapere è saggio (saper diagnosticare e valutare) Secondo: scegliere e costruire la realtà (saper decidere rischiando) Terzo: dal sudore alla stamina (saper lavorare duro) Quarto: all'inizio era il verbo (saper comunicare) Quinto: l'erba voglio (saper motivare) Sesto: non si vince da soli (saper lavorare con gli altri) Settimo: il tiro alla fune (saper gestire i conflitti) Ottavo: oh capitano, mio capitano (saper comandare)

71 76

Nono: 168 ore e basta (sapersi programmare) Decimo: il grido di Archimede (sapersi innovare)

Prefazione

3. Lo stile del leader
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L'abito fa il monaco (scegliersi la cornice) L'immagine, specchio segreto (ciò che gli altri vedono di noi) Chi non comunica non esiste (130 parole al minuto) Il dovere di piacere (educarsi all'eleganza) La ricerca della notorietà (costruirsi la visibilità) Una vita di qualità (humour e salute: un dovere) Energia interiore, benzina d'oro (il quoziente di vitalità) 4. L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza In ogni situazione c ' è un protagonista, positivo o negativo. A noi interessa, ovviamente, il protagonista positivo, quello che potremmo chiamare: "leader". Stiamo parlando di chi non si ferma al "si è sempre fatto così". Di chi crede in se stesso e in chi gli sta attorno. Di chi ama il nuovo. Di chi sa trascinare gli altri. Di chi riesce anche a far progredire le cose dovunque si applichi. Ammirare queste persone è quasi inevitabile, com'è inevitabile chiedersi qual è il loro segreto: il leader cerca di dominare le situazioni, non accetta di subirle. Non si accontenta mai di un mestiere che non lo soddisfa, cerca di cambiare finché non si sente realizzato. Ama il rischio e non ha paura di mettersi in discussione. Cerca sempre di imparare. Non è geloso delle proprie idee e sa valorizzare quelle altrui. Un atteggiamento mentale che, il più delle volte, paga. Chi fa una cosa che gli piace, normalmente la fa bene. Ha soddisfazioni e, spesso, ha anche successo. Può succedere sul lavoro come nella vita privata, in una grande azienda come in una piccola bottega o, magari, in una competizione sportiva. Milioni di italiani giocano al calcio tutte le domeniche, nei campi di periferia e negli stadi della serie A: ogni campo ha il suo goleador, il suo uomo partita. Questo libro ci ricorda anche che non c'è solo il leader già riconosciuto e affermato. Gli autori si propongono, anzi, di far uscire allo scoperto tutti i protagonisti "in sonno" che ancora non sono consapevoli di avere questa capacità. Qualcuno, riflettendoci sopra, capirà che è venuto il momento di svegliare il leader che è in lui e di assumersi una responsabilità importante non solo nei confronti di se stesso, ma anche di chi gli vive accanto.

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L'ultimo scalino: il luogo dell'arca I quattro cavalieri: convinzione, convincimento, energia e volontà L'affitto del successo: lavoralcolismo e narcisismo Le trappole della cima: fatica ed errore, incertezza e solitudine Il Tap: test dell'ascendente personale Interpretare il proprio carisma

5. Le carte da gioco del leader
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Dalla terza ondata allo shock del futuro Scegliere valori per avere valore Le sette carte positive Le sette carte negative Le sette carte ambivalenti

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Prefazione

Ma, per fortuna, per essere leader non è indispensabile essere costantemente sotto i riflettori. Il palcoscenico della vita ha bisogno di una compagnia di attori: si può trovare la felicità ed eccellere anche nella parte del comprimario. L'essenziale è conoscere se stessi (come insegnavano già i filosofi greci) e interpretare al meglio il ruolo che siamo stati capaci di conquistarci.
Paolo Fresco

introduzione: la vita sottobraccio

Il potere personale, il primo potere disponibile a ogni essere umano è quello di prendere la vita sottobraccio e accompagnarla verso gli obiettivi che egli stesso decide. Di molti che così hanno fatto conosciamo storie e successi: per alcuni di loro è stato facile, per altri difficile, per altri impossibile. Ma molti, moltissimi sono coloro che al loro potere personale non pensano o non hanno mai pensato. Essi hanno vissuto e vivono come "belli addormentati" delle fiabe, aspettando che la vita decida cosa fare di loro. Così come psicofisiologia e medicina studiando i tipi e gli stadi del sonno ne definiscono la diversa profondità e distanza dalla consapevolezza attiva, anche le nostre ricerche hanno riconosciuto chiaramente almeno due tipi di sonno del potere personale. Il tipo più grave, più dannoso nei confronti della qualità umana, è rappresentato dal "sonno di stadio 4" ("sonno molto profondo, presenza di onde delta, rilassamento muscolare completo, cuore e respirazione calmi e regolari, assenza di sogni"). I dormienti di stadio 4 sono coloro che si pongono consapevolmente nella situazione di chi prende atto della vita, senza concepire altre alternative che accettarla come si presenta, che credono alle notizie dei giornali e alle pubblicità promozionali, che giocano al lotto affidando alla sorte i loro sogni, che si ammalano ubbidienti ogni volta che la televisione annuncia l'arrivo di un'ondata di influenza e che dicono "me lo aspettavo" quando l'Italia perde qualche campionato sportivo o la Ferrari esce in curva. Appartengono a questa categoria: i genitori che guardano i loro figli crescere chiedendosi "Chissà cosa li aspetta!"; gli impiegati che la sera in cucina spiegano alla moglie cosa dovrebbe fare il capo per far avere loro la nomina a quadro; i giovani senza

Cerca di essere felice". Perché siamo convinti che un mondo di persone sveglie è meglio di una clinica del sonno e che la potenza di tutti. Chiedono a se stessi e agli altri: "E se mi farò del male e se dovessi soffrire?". a catena. Essi sono coloro che a tratti subiscono il ben conosciuto "sussulto del dormiente" che interrompe la sonnolenza con momenti di risveglio lucido e improvviso nel corso dei quali essi si accorgono che esiste un modo di vivere intenso e interessante. "e cosa diranno gli altri? E se mi rendo ridicolo?". "In una società basata sulla conoscenza ci aspettiamo che tutti possano avere successo". scrive Peter E Drucker nel suo ultimo libro sulle sfide del XXI secolo. Nel risveglio improvviso l'occhio infatti coglie i particolari in modo nitido e preciso e riesce a vedere sia gli aspetti bene illuminati e luminosi. vissuti dalla vita. oscuri e pericolosi. Con tutti i suoi inganni.". Fai attenzione. soprattutto. ma l'idea di preparare lo zaino con le provviste. da prudenza. Chi si accontenta gode ed è meglio non svegliare il can che dorme. le tranquille onde alfa sopiscono rumori e pensieri e lo stadio 1 di dormiveglia si avvia a trasformarsi nello stadio 2 e poi nel 3 e nel 4. passando dalle onde beta della veglia normale alle onde alfa più lente e di potenza superiore). La tensione fa male al cuore e mio nonno è morto d'infarto. li frena e li trattiene. esplicata con coraggio e serenità. è ampiamente in grado di rendere la società e la convivenza umana non soltanto vivibile ma godibile ed eccellente. la mancanza di insuc- . Tra un sussulto e un risveglio sfugge dalla loro coscienza il monito della cultura umana. sprecando il loro potere. Questo libro va dunque verso le persone deste per confermare il loro potere spirituale e rinforzare l'impegno e il piacere di vivere esercitandolo e va verso le persone incerte ed esitanti con la forza dell'azione concreta.. che pure avevano studiato a scuola e pian piano le ragnatele coprono il messaggio della lapide della Chiesa di San Paolo. delicati. sia quelli nell'ombra. con la veemenza inconfutabile dei risultati dimostrati. quelli che la psicofisiologia del sonno definisce dello stadio 1. da capacità di accontentarsi. Si domandano tra loro: "Mi trovi invecchiato?". per molte persone c'è. Sono informati.. i "belli addormentati" non se ne accorgono nemmeno. "In fondo in Africa c'è gente che muore di fame mentre io ho tutto il necessario. ma più crudele è la situazione degli: "addormentati disturbati". A chi chiede loro se sono felici rispondono: "dipende" e quando si insiste per sapere la loro risposta promettono che ci penseranno e poi diranno qualcosa. i prepensionati di cinquant'anni seduti sulle panchine dei giardini pubblici che discutono di problemi di governo e di strategie calcistiche. di doversi scegliere dei compagni di viaggio. Meno grave. di tirar fuori la carta stradale e di allacciarsi la cintura di sicurezza e.. Così la paura prende il sopravvento e si traveste da buon senso. Così il mezzo sonno riprende. Le occasioni perdute si spingono le une contro le altre come nelle costruzioni di equilibrio con il domino e quando l'ultima esitazione le fa cadere tutte. "Forse la mia esistenza non è poi così grigia" essi si dicono. è ancora un mondo stupendo. Conserva l'interesse per il tuo lavoro per quanto umile: è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. In realtà. di morire un poco ogni giorno. Ma questo è impossibile. durante il quale se sono sereni si sentono forti. E non sanno di dormire. se si sentono forti influenzano gli avvenimenti e rendono le persone intorno a loro attente e disponibili ai loro messaggi.10 Introduzione: la vita sottobraccio Introduzione: la vita sottobraccio 11 lavoro che aspettano la nascita di un'azienda a 10 chilometri da casa per fare la domanda di assunzione. i lavori ingrati e i sogni infranti. Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. ignorando il loro potenziale. per indicare cioè uno stato di dormiveglia e di mezzo sonno (in questa situazione l'attività del cervello si modifica specie se il soggetto chiude gli occhi e riduce l'attenzione e la consapevolezza. in Baltimora. se va bene. Stanno seduti da anni sulla stessa sponda del fiume. Capiscono di avere della potenza da esplicare e sentono anche il pedale dell'acceleratore sensibile sotto il piede. appannando la loro potenza senza avere vissuto. attraversati dagli avvenimenti.. Esso vuole rompere la bara di cristallo degli addormentati del quarto stadio e scuotere la reticenza dei sonnolenti di primo stadio. "E se poi non dura?" essi pensano. intelligenti. Sono buoni e sovente pii. sulla quale da tanti secoli è scritto anche per loro: "Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta ma ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

protos significa primo. Dà grandi soddisfazioni. perché è inevitabile che la presenza del successo implichi necessariamente quella dell'insuccesso. diventa disponibile. Ci sono due modi di vivere la vita: aspettare che le cose accadano o agire per farle accadere. di essere leader. se anche non arriva primo. rivela segreti. Bisogna scegliere un modo di vivere. Sanno che nessuno può decidere o influenzare certi avvenimenti che gli accadono ma che tutti.12 Introduzione: la vita sottobraccio cesso. essere "qualcuno". in ogni piega. La parola protagonista ha radice greca. in poco tempo conquista i primi posti. Quando incontra qualcuno che la guarda in faccia e le dà fiducia. Dunque diventa di importanza vitale per ogni persona. Diventare protagonista La responsabilità di se stessi Diventare protagonisti si può. È molto divertente. il altri termini è un leader. fare la differenza. che la vita non aspetta altro. e sempre. Ma più arieggiata. che vale di più. . possono scegliere il modo con cui reagire a essi. che arriva primo o che. di avere successo. ma anche per la sua famiglia. I protagonisti scelgono il secondo modo e non si interrompono di fronte alle difficoltà. oppure intuiscono. la vita si trasforma. Di avere ciò che si vuole e di volere ciò che si ha. 1. Essa si annoia a consumare i giorni spingendo branchi di passeggeri da qua a là o guardando greggi di pecore esitanti che si fanno guidare dall'erba dei prati per andare a brucare in una zona piuttosto che nell'altra. una partecipazione al sociale che offra la possibilità di essere rispettati. Il protagonista. Sanno. più emozionata. pronta a concedere spazio alle iniziative e generosa nel permettere la loro trasformazione in risultati. Non più facile né più buona che per gli altri. che ottiene ciò che vuole. che esista un'area dove si possa dare un contributo. Soprattutto dà la sensazione di vivere la vita in ogni angolo. offre opportunità. senza sprecarne nemmeno una goccia. Il protagonista è visto dagli altri come qualcuno che riesce più della media. una consapevolezza di sé.

la competenza richiede troppo tempo per accumularsi. Energize: la capacità di trasmettere energia ad altri. il potere nelle sue tre forme di uso: potenza. Si tratta invece di dignità. che negli anni Novanta veniva ancora considerata come un differenziale strategico tra le persone è ormai a disposizione di tutti. Execute. potenziale e potenziamento. Perché è proprio l'energia la loro caratteristica principale. la decisione di agire".14 Diventare protagonista Diventare protagonista 15 proteros anteriore. E si trova solo dentro alle singole persone. E come se avessero deciso. non si gioca in Borsa: o c'è o non c'è. I protagonisti-leader stanno volentieri con gli altri. un'azienda. ma a nessun altro. in altri sono criticati. a meno che non si intenda per egoismo l'esortazione del vangelo cristiano che dice di amare gli altri come se stessi. Nella società del Duemila la conoscenza. sono socievoli e trascinatori. E sempre popolare nell'ambito in cui vive e che lo riconosce come superiore. Il protocollo è il primo foglio incollato. ma si organizzano rapidamente e lucidamente per combattere la guerra e cedere al nemico il minor territorio possibile. La potenza definisce la sensazione di possibilità. di autosufficienza. suono e volontà. è nell'uso che c'è il valore. il Veterinario che corre in cima alla valle per aiutare le bestie a partorire. Edge: la volontà di vincere. di autonomia (proprio nel senso delle parole greche autos e nomos. E la luce che fa la propria lampadina. i protagonisti-leader sì. ma lo è anche il Nonno di una famiglia che costruisce la casa per tutti. amati e invidiati. un'energia con le quattro "E" descritte da uno di loro. stimati. E protagonista il Piccolo imprenditore che diventa grande. "Energy: avere energia. ma sempre. Può trattarsi di un ambito allargato (giornali. Ed è proprio il potere l'altra consapevolezza distintiva dei protagonisti-leader. non come rifugio o difesa. primitivo. l'energia dell'azione. e questo valore. di forza in uso nel presente. elementare. Il protagonista-leader occupa il ruolo centrale in qualsiasi campo. ma come luogo della sorgente vitale e della ricarica spirituale. notorietà nazionale o mondiale) ma può trattarsi (cosa assai più interessante. soprattutto. dà il suo marchio nell'ambiente in cui opera e vive. una famiglia). alcuni consapevolmente altri inconsapevolmente. un prototipo di protagonista di origine italiana e di cultura americana che ha cominciato la sua avventura di vita e di lavoro come giovane praticante di uno studio legale a Genova ed è arrivato fino a diventare vicepresidente della General Electric e presidente della Fiat. I belli addormentati. Sanno che la ricchezza immobile serve solo a un ladro o a un erede. così rispondeva Paolo Fresco a chi gli chiedeva il segreto del successo. la specializzazione si compra. In molti casi i protagonisti-leader sono ammirati. quasi sempre sono anche dei leader carismatici (infatti il modello della piramide del prossimo capitolo indica che il loro livello di massima riuscita è rappresentato dalla costruzione dell'ascendente o carisma personale) ma sentono come indispensabile il bisogno di rimanere ogni tanto da soli. non ha prezzo. non misurano l'umiliazione o il dolore che ciò procura loro. accettazione ed elezione della solitudine. avendo sete. che significano "regola a se stesso ") e può apparire a seconda dei soggetti: leggero distacco. E la persona energica che produce la ricchezza mobile. i sonnolenti non lo sanno o non l'usano. spazio tra sé e gli altri. senza aspettare di chiedere al loro fisico se è vero. televisione. di organizzare per conto proprio la propria energia. più significativa) di un ambito ristretto (un paese. assolutamente sempre. Sanno che se nel bene c'è la ricchezza. di riflettere. di stare con se stessi. . il protoplasma è la prima sostanza. in qualunque campo si esplichi. spaziale e di importanza e significa originario. ma già sapendo che sarà così. Il termine indica quindi priorità in ordine temporale. sono riconosciuti come più forti e più potenti degli altri. il numero di giri del proprio motore mentre la macchina viaggia. non si accumula in banca. e non solo grazie a Internet. cioè il valore. di assumersi la responsabilità di essere vivi e quindi di sentire il dovere di agire in modo autorealizzante sia nelle piccole azioni sia nelle grandi scelte. bevono un bicchiere d'acqua lo fanno con piacere godendone ogni goccia e poi dicono: "mi sento meglio". solo l'energia personale è sempre pronta. ma non è mai egoismo. il volume dell'emozione che si fa voce. è al centro di ogni vicenda. Quando. Il rispetto di se stessi viene prima del rispetto degli altri. temuti e anche odiati. senso del segreto e. si traduce in potere. è protagonista il Ciclista che vince il Giro d'Italia. fondamentale. pro davanti. la Suora che crea l'asilo in un paesino sperduto. Quando accettano un lavoro che non piace o si accorgono di avere una malattia.

educatori. Come per il colesterolo vi è una prepotenza buona e una cattiva. quello di possibilità e di potenza a disposizione. Tutte le altre caratteristiche finora esaminate. socialmente economicamente e umanamente accettabili. prima di tutto. le mete da raggiungere già decise ma ancora invisibili a chi sta intorno. la storia è ricca di esempi di protagonisti negativi). l'autorità e l'ascendente. Prepotenza. Il potere del campione sportivo nei confronti dei suoi concorrenti altro non è. privo di cultura. da quando apre gli occhi a quando augura a qualcuno la buonanotte. né la popolarità giustificano da soli l'impegno e la tenacia con cui il protagonista-leader si impegna nell'autopotenziamento. l'orizzontale. diventa un moltiplicatore di male (da Barbablù a Hitler. cioè quello focalizzato sulla volontà e sul gusto di vivere. il primo alpinista che ha scalato tutti i 14 ottomila del mondo. noi suggeriamo di abituarsi a riconoscere almeno i tre tipi fondamentali. Secondo noi ciò non corrisponde affatto alla realtà. perché si diverte e si realizza nella sfida continua con i propri limiti. che una forma di prepotenza. Né il successo. intesa nel . Una tradizione scorretta attribuisce alla prepotenza delle interpretazioni esclusivamente negative. una persona consapevole di possedere del potere. L'entusiasmo per l'essere e per riconoscersi potente costituisce il massimo rischio morale del protagonista-leader: infatti quando egli agisce entro regole e per fini etici. superiori. raggiungendo altri record. sanzione che consentano di realizzare situazioni di superiorità tali da ottenere ubbidienza o sottomissione. autorità o carisma A questo punto diventa indispensabile affrontare il problema del potere. del suo uso. confortano al miglioramento delle prestazioni e infatti esso costituisce uno dei compiti più importanti di genitori. il suo potere realizza del bene e dell'utile. Gli studenti fanno potenziamento quando esercitano la memoria e il linguaggio per migliorare la resa dello studio. della consapevolezza o meno di possederne. capi. il progetto interiore. Ciò che lo muove è proprio il concetto di potere nel suo significato etimologico. Il potenziamento definisce la trasformazione del potenziale in potenza e viceversa. La prepotenza (uguale: potere di più) o potere anticipato è la categoria che comprende qualsiasi forma di potenza individuale che permette di forzare il comportamento altrui senza bisogno né di legittimazione né di autorità. Reinhold Messner. per istinto. di regole morali e di rispetto sociale. E quella buona è indispensabile a un organismo sano. Le persone fanno potenziamento quando si sforzano di migliorare le loro reazioni o di aumentare le loro conoscenze e capacità. non sono così critiche e non destano tanto sospetto quanto l'affermare che il protagonista-leader è. in ogni situazione e in ogni momento. quando cadde per uno stupido incidente e la rottura di un tallone interruppe la sua carriera si trasformò in esploratore e affrontò da solo i deserti di ghiaccio dei Poli. impegnata a esercitarlo in modo naturale nei confronti di chiunque si relazioni a lui. allenatori. Ogni risultato raggiunto diventa la constatazione che era possibile farlo e si trasforma nella base di partenza per un nuovo sforzo. controllo. Non solo per Messner ma per ogni protagonista-leader non esiste limite fisso. del gusto di esercitarlo. Dei quattro tipi di potenziale umano da noi individuati nel corso dei nostri studi (il nebbioso. in nessun campo. di creazione di realtà nuove e di influenzamento di quella esistente. infatti. Il potenziamento viene spesso realizzato grazie all'aiuto di altre persone che incitano. Il protagonista-leader si potenzia da solo. il cambiamento e il miglioramento dell'agire attraverso l'impegno e l'espressione delle proprie risorse interiori. Gli sportivi fanno potenziamento quando si allenano cercando man mano di spostare in meglio i loro traguardi. Il mix dei tre tipi con cui ogni protagonista-leader esercita il suo cento per cento di potere rappresenta il suo timbro sociale e morale e costituisce la cartina di tornasole del suo valore umano. ma nel caso in cui egli sia per sua educazione o scelta.16 Diventare protagonista Diventare protagonista 17 Il potenziale definisce l'energia di riserva. infatti. stimolano. che sono: la prepotenza. il voltaggio dell'alogena di cui non necessariamente è in uso nel presente tutta la potenza. "Per me vivere vuol dire andare oltre" dice Messner "ogni giorno è un punto di partenza " . Corrisponde al possesso di mezzi di pressione o strumenti di obbligo. E poiché il potere personale non è mai di un solo tipo ma assume forme e modalità diverse e differenziate. la carica accumulata. l'autopromozionale e il verticale) i protagonisti-leader coltivano l'autopromozionale. La sfida infatti è sempre con se stessi prima che con chiunque altro.

Ma la prepotenza associata a correttezza.. dominio. del più insistente in una riunione è prepotenza. a un simbolo e corrisponde allo stato sociale di una persona. apparentemente ideale. si presta in realtà a giochi deresponsabilizzanti e non di rado ipocriti. se non accetti l'offerta che ti fac - cio. Secondo Max Weber. prepotente.18 Diventare protagonista Diventare protagonista 19 senso migliore del termine. a imporre ordine e rispetto in periodi di agitazione. dal quale essi traggono la capacità di ottenere fedeltà e di esercitare autorità spontanea su altre persone. "In questa casa si fa così. del più egoista in un consesso familiare. Il protagonista. ingiustizia. Appena ti guadagnerai la vita potrai renderti indipendente". ma la vive con distacco e se ne serve. "Se dipendesse da me io non lo farei. l'ascendente come qualità personale si concreta in energia. supera. forza. l'ordine logico. Questo tipo di potere. spiritoso. ingiusti. L'ascendente . per ascendente si intende quella qualità. il trascinatore. corre più svelto e vince grazie alla sua superiorità. Esso viene definito come "un'influenza senza forza né autorità di sostegno. comunque crudeli. cioè esorbita. a cagione della quale una persona viene giudicata eccezionale. come modello da seguire. egli è più forte.". Essendo uno stato sociale e non naturale. del più lamentoso in un 'escursione. figlio mio.". "Non ti parlo come amico d'infanzia. nessuno lo ascolterebbe! Il protagonista-leader invece si cura dell'autorità solo per legittimare le sue azioni. La prepotenza associata a crudeltà e disprezzo verso gli altri diventa prevaricazione. consapevole che altrove è il cuore del vero potere. Secondo la psicologia del comportamento. può contribuire a sbloccare situazioni pericolose. indossata e smessa come un'uniforme o una giacca. generosità. La forza dell'autorità risiede nella sua legittimità. coscienza di una missione da compiere. non era forse un magnifico.. prepotente? Quando un insegnante o un educatore decide il gioco da fare durante la ricreazione anziché consumare tutto il tempo a disposizione nelle discussioni sulla scelta dello stesso. la debolezza nella sua impersonalità: "ecco. Il potere che il neonato esercita nei confronti dei genitori quando piange la notte costringendoli più volte ad alzarsi è autentica prepotenza perché la sua apparente fragilità è in realtà la forza dell'inerme che ha la meglio sul legittimo diritto al sonno. Il burocrate non esisterebbe senza autorità. parziale. non è forse un intelligente prepotente che privilegia il moto e lo svago per il benessere degli allievi? Più tranquillizzante e legale della prepotenza. Il protagonista-leader è esattamente questo: un individuo con ascendente che può non avere potere ma è potere. crisi o paura. travalica il confronto razionale. il capo che soggioga con la sua forza emotiva è sempre. Secondo l'Enciclopedia Britannica l'ascendente è definito un aggregato di doni speciali di pensiero e di comportamento che si pone all'origine del potere personale di individui considerati eccezionali. Il potere del più allegro in società. perché è casa mia e ti mantengo. a controllare persone difficili. come rivestita di un valore esemplare e di conseguenza vista come trascinatore. l'autorità può essere temporanea. almeno un poco. a una funzione. svolge non di rado insostituibili funzioni civili..". arrivano le autorità. Essa viene definita come "azione che trae forza da un'istituzione o dalla norma di un sistema sociale". ti dovrò allontanare dalla sede. Quando Ford diceva che tutti i suoi clienti erano liberi di acquistare l'automobile del colore che volevano.. purché contenuto in binari ferrei di autocontrollo ed educazione. E infatti sempre collegata a un ruolo.. ma come capo. violenza. del più generoso in un gruppo di amici.. apprezzato dai legalisti e dai burocrati. il rispetto democratico. l'autorità è la più classica tra le categorie di potere. ma il ruolo mi impone. "In nome dell'autorità che mi è stata conferita dalla proprietà. caratterizzato dalla possibilità o dal diritto o dal dovere di influenzare altri verso determinati comportamenti. invece. Come per la prepotenza e l 'autorità anche questo tipo di potere può essere negativo se viene usato per il raggiungimento di fini immorali.. ritenuta straordinaria o rara. il più autentico e anche il più rispettoso dell'identità dell'individuo. illegali.. In questa veste ti devo dire che. "chi ha autorità in questa organizzazione ha diritto di parcheggiare nel cortile". competenza. l'ascendente o autorevolezza rappresenta senza alcun dubbio il tipo di potere più naturale al protagonista-leader perché è il più divertente. convinzione nel perseguire gli obiettivi. Terzo e più importante degli altri.". Così in occasione di disastri o in situazioni di panico sociale è sovente il prepotente che offre la sua forza dando contributi risolutivi. purché fosse nero. Anche nelle organizzazioni il potere di prepotenza. collegata a un individuo specifico e al suo modo di essere più che al suo comportamento esteriore".

presenta delle caratteristiche di comportamento a cui si tiene strettamente fedele e che costituiscono un vero e proprio marchio. lo abbiamo studiato nel tempo e a distanza attraverso l'esame di biografie contemporanee e testi storici. cercando soprattutto di modificarli anche sostanzialmente perché non soddisfatto di essi. sia esso famigliare. comportandosi secondo uno schema facile da imitare e semplice da esercitare. disfattista o nichilista Oltre ai protagonisti-leader ci sono anche i "non protagonisti" e questi si comportano in modi diversi. Possiamo ripassare questi cinque modi di agire immaginando che cosa può succedere quando. presidi. caratteristico di coloro che nulla fanno di fronte a qualunque situazione. Noi crediamo che si possano catalogare in specie" diverse in funzione del loro agire prevalente. Abbiamo osservato e studiato protagonisti-leader in ogni campo. utilitarista. del pessimista intelligente sui colleghi ingenui. E il suo modo di essere che lo contraddistingue. C'è chi cerca di comportarsi accettando le situazioni e i fatti così come accadono ma traendo da essi il massimo dei vantaggi senza dare un contributo positivo. il "non agire". non è celebre. non è importante. E questo: il comportamento dell"agire contrastando". E questo: il comportamento dell"`agire sfruttando". alle cose che accadono e ciò fa senza proporre alternative di miglioramento o di cambiamento. la volontà e il metodo. Ma i " non protagonisti " non sono una categoria unica come i " protagonisti. riconoscibile a distanza. il sesso. lo sono diventati con l'attenzione. la cultura. per la durata di trent'anni e ci siamo convinti che mentre alcuni di loro sono nati così. non è ricco. Per questa ragione ci sembra utile proporlo attraverso questo libro a un pubblico più vasto di quello che ora lo conosce perché altre persone possano trarne suggerimento e vantaggio. studenti. rivolto però a migliorare la situazione che essi creano. donna o ragazzino. i più. non aggiungono e non tolgono. manager. sportivo. il quale. Non fanno altro che osservarli come spettatori esterni. lo abbiamo analizzato e discusso con gruppi di persone in ambienti diversi e distanti tra loro (impiegati. sull'autostrada. il lavoro. Infatti egli non ha quasi mai un talento o una dote specifica. C'è chi agisce reagendo ai fatti che accadono. sollecitando altri per rimuovere pezzi . del professore universitario pervaso da rancori e asti personali.20 Diventare protagonista Diventare protagonista 21 del cattivo compagno sui bravi ragazzi. infermieri. della moglie depressa sul marito che ama il suo lavoro. viene riconosciuto capo in qualunque ambiente si trovi a operare. C'è chi agisce nel rispetto degli accadimenti. Il protagonista-leader trova lavoro prima degli altri. anzi. non le cose che ha. a causa di un incidente automobilistico si viene a creare un blocco al traffico. Abbiamo sperimentato lo schema su noi stessi. ovviamente. Attenzione! A questo punto attenzione comunque! Il protagonista-leader resta un essere umano e l'averne parlato così a lungo nulla cambia della sua normalità e della possibilità di comportarsi come lui. sportivi). E questo il comportamento del cosiddetto: "agire innovando". C'è l'automobilista che immediatamente esce dalla sua vettura e cerca di facilitare il passaggio delle altre macchine per evitare il formarsi di una lunga coda. Abbiamo educato i nostri figli secondo lo schema qui presentato e la loro riuscita nella vita sta dando una buona dimo- strazione di conferma. Antagonista. spontaneamente o per scelta ideologica. il più delle volte non è bello. non migliorano e non peggiorano i fatti. non li giudicano neppure. ai quali auguriamo impopolarità e insuccesso. del magistrato che insinua senza dichiarare. E questo: il comportamento dell"`agire migliorando". poi. giovane o vecchio. eliminando o riducendone gli aspetti negativi. C'è. molti altri. sacerdote o mafioso. Non è un semidio e neppure un genio: a vederlo dall'esterno non presenta nessun segno di superiorità. religiosi. politico o lavorativo e dà la sua impronta alle cose che avvengono intorno a lui. L'età. rimangono inani di fronte a essi. manager o casalinga. dal protagonista. la nazionalità sono del tutto indifferenti alla personalità del protagonista-leader. C'è chi è portato a opporsi. del leader terrorista sugli adepti. ma è il modo con cui utilizza i suoi talenti che gli permette di avere ciò che vuole. Ma questo non è un libro per i protagonisti del male.

Dal gioco delle sinergie e degli antagonismi comportamentali nasce una figura a forma di "scacchiera" (vedi la Figura 1. cerchi di facilitare il traffico e nel contempo urli e sbraiti colpevolizzando chi è in coda. Egli è "contro" la situazione perché la situazione è "contro" di lui (e quindi agisce per contrasto). Costui ha un comportamento egoista. chi è contro tutto e tutti. ma se gli è utile anche lui si mette a guidare male.1 Asse del miglioramento Area 3 Gli utilitaria 3 Area 1 1 protagonisti_leader 5 0 4 Area 4 Area 2 Asse del contrasto zione. attende senza fare nulla che altri risolvano la situazione. la cassetta del pronto soccorso. normalmente non "sfrutta" la situazione. quando l'ha. "agisce sfruttando" la situazione a scapito di altri. C'è chi interpreta l'avvenimento soprattutto per i danni che deve subire. si pone in loro aiuto. Chiede notizie agli incidentati. Colui che è contro tutto e tutti quasi sempre non è un generoso. quando dovesse arrivare la macchina-attrezzi o l'autoambulanza sposta con fastidio la sua autovettura per liberare il transito. La stessa persona potrebbe assumere contemporaneamente e in misura diversa alcuni dei comportamenti qui descritti. lascia la sua macchina portandosi appresso. non si preoccupa di intervenire o di aiutare qualcuno a meno che ciò possa migliorare la sua situazione. Qualcun altro. sa che ogni giorno succedono incidenti in autostrada. non lo attiva. fa il "furbo" e se la macchina della polizia a sirene spiegate lo supera egli si mette subito in scia per bruciare la coda e abbandonare rapidamente la zona dell'incidente. non lo esaspera. non cerca soluzioni.22 Diventare protagonista Diventare protagonista 23 o parti di auto sparsi sul manto stradale e telefonando con il cellulare al servizio dei carri attrezzati (agisce innovando). rimasto intrappolato nell'incidente e fermo in coda non ritiene suo dovere o suo obbligo fare qualcosa per risolvere la situazione. come quella dell'incidente. se qualcuno ha necessità di essere ricoverato è pronto a portarlo all'ospedale senza neanche aspettare l'autoambulanza (agisce per migliorare). Quando vede un varco nella coda si intrufola rapidamente anticipando gli altri. sta nella sua macchina e lì rimane anche per ore ascoltando la radio. C'è la persona che subito si preoccupa degli automobilisti coinvolti nell'incidente. impreca contro chi guida male.1) che permette di individuare cinque aree in ognuna delle quali si può " identificare un " personaggio tipo . Chi cerca di innovare la situazione potrebbe contemporaneamente migliorarla. controlla lo stato delle autovetture. per le autostrade mal gestite e inveisce. l'avvenimento specifico non lo commuove. è concentrato sulle sue esigenze. al momento buono potrebbe infilarsi dietro la macchina dei carabinieri e sfruttare la situa - Figura 1. Un ignavo. contro le forze dell'ordine o le istituzioni. . si arrabbia per il traffico eccessivo. Infine c'è chi si pone verso l'accadimento con atteggiamento fatalista. Alcuni atteggiamenti tuttavia sono per loro natura antagonisti. non sentito. improvvisamente potrebbe assumere un'unica decisione e con svolta improvvisa mettersi nella carreggiata opposta per sfilarsi dalla coda. E difficile immaginare un individuo che nella situazione descritta. Il generoso che aiuta. Siamo di fronte a un comportamento da ignavo: egli non fa nulla e ritiene giusto non fare nulla.

anarchico. —i nichilisti nell'area 5. artigiani. Tat. Nell'area 3 troviamo coloro che agendo egoisticamente. impiegati. fra essi: studenti. Il risultato del test è un profilo che grazie alla forza di ogni fattore e alla composizione di alcuni cluster (grappoli di fattori) permette di individuare con alta affidabilità l'appartenenza del soggetto ai cinque "tipi" di personalità già descritti. —Nichilista: personaggio che tende a fare nulla o poco nulla in qualunque situazione. E un'egoista ma riesce a dimostrare che ciò che fa non danneggia nessuno. Si chiama Futura I e si inserisce nel filone dei grandi test proiettivi di personalità quali: Eysenck. In tal modo possiamo dare forza e spessore alle singole tipologie: un'antagonista (4. oltre al protagonista. casalinghe e liberi professionisti. abusa. ciò che è).3) o (2. agisce con modalità inusuali e considera la routine perniciosa e noiosa. Essi agiscono o criticano e sono utili alla società ma partendo dal presupposto che tutto è da cambiare e nulla va bene a loro. . Non innovano. pessimista.4) o (4. —gli antagonisti nell'area 2. dirigenti. approfitta. acrimonioso. il vocabolario afferma quanto segue. anche se parziale e non universale. il Futura I permette di avere per ogni individuo il suo potenziale (ciò che potrebbe diventare) e anche la sua potenza (ciò che fa.5) è decisamente più aggressivo e più stimolante che un 'antagonista (3. professori. Cerca di impedire il successo degli altri. Per quanto attiene al significato delle nuove figure qui citate. sfrutta. Cerca di denigrare qualunque protagonista. Nell'area 2 vanno a sistemarsi i personaggi che innovano contrastando. maestri. non migliorano o peggiorano le situazioni ma neanche le sfruttano per quanto di buono o di utile esse possano avere. sfruttano la situazione a loro beneficio ma in qualche modo questo loro beneficio potrebbe anche migliorare la situazione globale. fatalista fino a essere autolesionista. Con lo schema della Figura 1. — Antagonista: personaggio in conflitto permanente e/o in op- . Con peso diverso ma di sostanziale ignavia nell'area 5 troviamo coloro che fanno poco o niente.1) si può sovrapporre alle quattro semirette che partono dal centro una scala con valore crescente da 1 a 5. rivale del protagonista nel cambiare le cose. —gli utilitaristi nell'area 3. Sono 23.1? Ecco la risposta.24 Diventare protagonista Diventare protagonista 25 Nell'area 1 possiamo allocare coloro che agiscono per modificare una situazione migliorandola e/o innovandola.Disfattista: personaggio che interpreta negativamente ogni situazione e tende a peggiorarla facendo azioni provocatorie e minacciose. Non si sente colpevole dei danni che procura anzi ciò lo rende orgoglioso.000 gli individui che abbiamo già testato. Odia i protagonisti. Nasce immediata per qualcuno la domanda: quanti sono nella società coloro che si possono identificare secondo lo schema della "scacchiera" e cioè che possiedono le caratteristiche per poter appartenere a una delle cinque tipologie descritte nella Figura 1. I 12 fattori di comportamento del Futura I sono: l'energia. scettico. Abbiamo così la possibilità di classificare con molta approssimazione l ' umanità in tipologie di personaggi e precisamente nelle seguenti cinque: —i protagonisti-leader nell'area 1.2). Rimane indifferente rispetto a qualunque protagonista a meno che questi gli dia un tornaconto. Nell'area 4 possiamo allocare coloro che agiscono sfruttando l'occasione peggiorando la situazione stessa a causa del loro atteggiamento di perenne disfattismo. la posizione incidentale con la realtà nella quale egli vive. cerca soluzioni sempre diverse.Utilitarista: personaggio che mira soprattutto al proprio ren- diconto traendo vantaggio per sé dalle situazioni nelle quali si trova o dalle condizioni altrui. non crede in alcun valore. operai. Cattel. . commercianti.1 abbiamo posto le coordinate per allocare con tutta la dovuta prudenza l'umanità intera. —i disfattisti nell'area 4. Grazie a 12 fattori di comportamento misurati su una scala totale di 240 punti. E invidioso. Con riferimento alla scacchiera comportamentale (vedi la Figura 1. Dal 1989 noi eroghiamo un test che permette di misurare la potenza e il potenziale delle persone. La presenza di protagonisti lo stimola e lo galvanizza.

non solo nel mondo del lavoro e la sua utilità comprovata ci incita a continuare a diffonderlo e a migliorarlo. solido super-ego (fattore: responsabilità) il tutto condito da: senso del potere. ma dovrà essere attento a individuare gli Utilitaristi con i quali potrebbe trovarsi bene a lavorare ma dai quali potrebbe essere strumentalizzato e ingannato. la socialità. esprimo un'autorevolezza personale che mi rende credibile da quanti mi conoscono? Oppure. curiosità. adattabilità. E stato verificato e applicato da centinaia di persone. buona probabilità di essere o di diventare dei leader è quello costituito dall'accoppiata dei due fattori: fantasia e astuzia di Ulisse. assertività. autodifesa (fattore: astuzia). eccitabilità (fattore: fantasia) e: furbizia. qualunquismo. grazie alla nostra banca dati sulle caratteristiche di personalità di 23. Egli dovrà vedersela con gli Antagonisti che non sono pochi e che cercheranno di impedirgli di esprimere la sua potenzialità.000 individui sottoposti al Test Futura I la "scacchiera" della Figura 1. poliziotto. la disponibilità. Ci si può infatti domandare in modo generale: sono una persona "capace" di vivere. lentezza. Sono coloro che possiedono in buona misura: creatività. Potrà ignorare i Nichilisti e i Disfattisti anche se da loro sarà denigrato e odiato. il pensiero. la tensione e l'astuzia di Ulisse. inattività. — reali o potenziali nichilisti = 16%.26 Diventare protagonista Diventare protagonista 27 volontà. approssimazione. fiducia in sé. l ' influenzamento. "stile". indipendenza e non influenzabilità (fattore: volontà) e in aggiunta a: coscienziosità. denunci il contrario di quanto detto e cioè dosi considerevoli di: disinteresse. pigrizia. ordine. tonicità fisiopsichica (fattore: energia) insieme a: autosufficienza. superficialità. della responsabilità e dell ' influenzamento. sono "conosciuto e stimato" per il modo con Il test applicato a sicuri e acclamati protagonisti-leader (nella grande o nella piccola dimensione sociale) ha permesso per esempio di individuare un primo cluster che ogni Protagonista-leader possiede o dovrebbe possedere in grande misura. decisionalità. .reali o potenziali disfattisti = 8%. l'equilibrio. rappresentato da una piramide che si basa su tre piani orizzontali definiti dalle parole "capacità". rapidità. nel test. vivo con uno "stile" che rappresenta ciò che mi sento di essere. In altri termini chi possiede: voglia di fare. "ascendente". Si tratta di un modello molto semplice (vedi Figura 1. forza relazionale e una buona dose di prepotenza (fattore: influenzamento) secondo il Futura I è o potrà diventare con alta probabilità un protagonista-leader. ci si può chiedere in modo più mirato e concentrato: nella mia professione. —reali o potenziali antagonisti = 26%. Da allocare in uno degli altri quattro tipi della "scacchiera" secondo modalità di "clusterizzazione" diversa la persona che. oppure agli aspetti professionali specifici. incertezza. —reali o potenziali utilitaristi = 18%. disordine. indecisione. pessimismo.2). passività. della volontà. Essa è riferibile alla vita di una persona nel suo complesso. Esso propone una traccia di autosviluppo applicabile a qualsiasi persona. C'è tuttavia un motivo di preoccupazione: i dati precedentemente elencati appartengono all'ultimo triennio. la fantasia. egocentratura. nel mio lavoro (qualunque esso sia: dentista. la collaborazione. a chi li possiede potenzialmente. concretezza. flessibilità. deputato. influenzabilità. Con la prudenza necessaria che queste tecniche diagnostiche richiedono per il fatto di non dire cose sicure ma valide. scoraggiabilità. Se si risale più indietro e si va ad analizzare il triennio precedente allora i Protagonisti reali o potenziali erano in misura maggiore: il 38% del campione Futura L Stiamo andando verso un'era carente di leader? Il modello della piramide La piramide dell'autorealizzazione rappresenta il primo schema comportamentale da noi elaborato sulla base delle nostre ricerche sui personaggi autorealizzati. esso è il cluster: dell'energia. . al 90% della valutazione conclusiva o per il 90% della popolazione valutata. nel migliore dei casi.1 viene così occupata: —reali o potenziali protagonisti = 32%. la responsabilità. senso morale. casalinga) sono "capace " di impiegare le competenze necessarie. panorama è decisamente confortante. prontezza. di qualsiasi cultura e nazionalità e di qualsiasi età. Un secondo cluster che con intensità minore si ritrova in tutti i protagonisti affermati e che dà. Più di un terzo dell'umanità (mutatis mutandis) ha la possibilità di recitare nella piccola o nella grande dimensione sociale un ruolo da Protagonista quindi da leader. prudenza.

la dote o l'abilità naturale. ma dopo anni di ricerca e sperimentazione noi confermiamo il suggerimento di cominciare da quelle presentate nel capitolo. di solito. cinque le componenti dello stile. aziendale o istituzionale. la zona intermedia è quella dello stile. si allena. possente. si corregge e si sviluppa. Per "capacità" intendiamo una specificità rivolta al fare basata su conoscenze di riferimento.28 Diventare protagonista Diventare protagonista 29 Figura 1. Si considerano quindi arrivati e si bastano così. si copia. Gli scalini dritti o rovesci Gli altri sono coloro ai quali non basta che la loro capacità sia valutata bene da coloro che li circondano ma desiderano misurarsi con una riconoscibilità più allargata. al medio della sua potenza. La capacità non è da confondere con il talento. del loro paese. La capacità di decidere. rappresento un " esempio " da imitare ci ha dimostrato essere prioritarie per la costruzione di un'esistenza interessante. un saper fare caratterizzato dalla possibilità di concretizzare e dalla realizzazione in azioni. infatti. Queste persone attribuiscono importanza alla relazione sociale non solo come scambio di necessità ma anche come occasione e stimolo di arricchimento personale. Molti individui capaci si sentono realizzati e soddisfatti da questi riconoscimenti e trovano nel loro agire e nella loro funzione di utilità una soddisfazione sufficiente per dare un senso alla loro esistenza. Naturalmente siamo consapevoli che esistono molte altre capacità generali che qualche lettore potrebbe preferire o giudicare più importanti delle dieci citate. La capacità è pragmatica. della società. L'individuo capace. in svariati campi della vita umana e capacità specifiche riguardanti ambiti particolari di realizzazione. Essere capaci di costruire una bella automobile o una casa soli- . La diversa dimensione delle zone corrisponde alla quantità di opzioni in esse contenute: dieci sono le capacità. vengono scelti quelli a cui affidare compiti di guida o responsabilità dei collaboratori. Ai più capaci viene riconosciuto uno stipendio migliore ed è tra di loro che. Per costoro la frase "saper fare e fare" si completa indispensabilmente con il "far sapere". si insegna. La capacità è la base del potere delle persone di produrre e costruire azioni coerenti e quindi comportamenti ripetibili e continuati mirati al raggiungimento di obiettivi. Altri no. corrispondente alla base. per esempio. la zona superiore. si esercita. L'acquisizione e la pratica delle capacità permette alle persone di esplicare il massimo grado della sua mediocrità. decidere. dispiegata in ogni sua possibilità. La nostra piramide considera fondamentali (proprio nel senso di essere elementi costituenti le fondamenta) dieci capacità generali che l'esperienza cui esercito il mio impegno. per i valori e la qualità che esprimo? La zona più ampia della piramide. E questo il caso di molti sistemi di valutazione del personale in vari settori come quelli che riguardano il lavoro pubblico e privato. La psicologia divide le capacità in capacità generali riferite ad azioni realizzabili. militare o scolastico i quali misurano i dipendenti e i collaboratori sulla base di liste di capacità generali e specifiche a seconda dei ruoli. Esse considerano il sociale ben più ampio del solo ambito lavorativo o famigliare e desiderano sentirsi parte attiva e riconosciuta di uno scenario allargato. il traguardo finale. due le dimensioni dell'ascendente. intendendo il termine mediocrità in senso positivo e cioè al mezzo. è una capacità generale mentre la capacità di cucinare o quella di intrattenere i bambini sono capacità specifiche per le quali è necessario. che sono caratteristiche strettamente individuali e innate. !Plg%M Capacità - . In molte organizzazioni sociali ciò equivale già al primo riconoscimento di valore e all'acquisizione di una prima forma di potere esecutivo. fra l'altro. è quella chiamata delle capacità.2 A. si impara. viene apprezzato per la sua utilità. è quella dell'ascendente o dell'autorevolezza.scestdesrte Stife MIOe:'.

mentre quelli che lo fanno sgraziatamente e male vengono giudicati antipatici. non è tempo perso ma. cioè messaggi verbae non verbali. l'iscrizione ad associa` zioni culturali del proprio settore. Ognuno può scegliersi il proprio. costituisce un investimento sicuro per valorizzare le caratteristiche e le qualità personali. diventa importante la seconda zona della piramide. E lo scalino al vertice del disegno per indicare sia una situazione di superiorità sui livelli sottostanti sia il raggiungimento di un massimo non superabile. quella definita dello "stile" per indicare con questo termine la scelta e lo sviluppo di un'immagine pubblica. Essi provano il bisogno e il desiderio di realizzarsi in qualcosa di più. il modello deve prevedere la pubblicazione di articoli scientifici. il commerciante. allo scopo di far esercitare a 360 gradi le proprie capacità e farsi identificare come persona originale e inconfondibile. Nella figura della piramide. il modello di immagine può essere quello di un'altra manager di successo che ella abbia conosciuto o di cui abbia letto notizie o sentito dichiarazioni e interviste. anche solo per caso.30 Diventare protagonista Diventare protagonista 31 da. per esempio. naturalmente. Per una trentenne funzionaria di una media azienda che desideri diventare dirigente. Sanno già di essere persone e sono contente di esserlo ma sentono di poter diventare personalità nel confronto. Per loro. Se non si ha voglia. La forma della piramide apre a tutti la possibilità di diventare dei . invece. di professare un mestiere con competenza non sembra a costoro sufficiente a rappresentare la completa applicazione della loro qualità umana. Per un giovane studioso che arrivi alla carriera scientifica e universitaria. che corrisponde al vedere la loro casa abitata. Probabilmente questi ultimi non lo sono volontariamente. quelli che lo fanno spontaneamente bene vengono giudicati simpatici. la loro scuola riconosciuta come eccellente da allievi e genitori. Lo stile non è una recita né una finzione ma costituisce la cornice. L'ultimo scalino della piramide è quello che qualifica il comportamento di qualunque persona rendendola una personalità "fuori dal comune" cioè riconosciuta come superiore alla media da quanti lo incontrano. la loro automobile privilegiata tra le altre. asociali. l'abito e il modo con cui si sceglie di comunicare. mantenendo. se non ci si sente in grado di fare sforzi creativi o di progettazione basta scegliersi un modello di immagine semplice ma bene accetto dalla cultura in cui si vive e da cui si desidera essere legittimati. esso si può trasformare facilmente in autorevolezza e venire riconosciuto come carisma. reazioni e comunicazioni. e per quanti non ci avrebbero pensato da soli ma trovano stimolante la proposta che stiamo suggerendo. quello dell'ascendente che definisce la leadership personale. i valori morali. la presenza a congressi di studio. di insegnare bene una materia. ma la maggioranza delle persone vive la relazione interpersonale senza aver mai pensato in che modo lo fa. da offrire a tutti e non solo a chi già li conosce. Gli stili di relazione sociale esistono da quando esiste la società umana. Secondo i nostri studi infatti quando lo stile di una persona diventa eccellente come qualità e armonia di espressione. piacevoli. ha bisogno di uno stile personale e coerente per attirare la clientela e rappresentare la sua azienda. il lato superiore dello stile confina con l'ultimo scalino. Naturalmente tutti comunicano anche senza stile! Tutti si vestono e tutti rispondono al telefono. il tempo dedicato a procurarsi il più adatto al tipo di vita e di lavoro che si pratica. Nel mondo del lavoro la ricerca e l'importanza dello stile dell'immagine relazionale risultano indispensabili per svolgere con successo determinati compiti e per costruire certe responsabilità: cosicché mentre il buon capoufficio non ha bisogno di uno stile originale per dirigere il suo ufficio. mentre il lato inferiore della zona dello stile confina con il piano delle capacità e dimostra che solo il riuscire a far riconoscere le proprie capacità è la base del successo personale. il benzinaio o il deputato. ma nessuno li ha mai avvisati. è sufficiente governare e organizzare queste quattro componenti per costruirsi uno stile. anzi scelto come prototipo di miglioramento della società. il loro mestiere citato come modello da altri colleghi. estroversi. tutti parlano con gli altri. invece. Anche nella famiglia la scelta di uno stile facilita i rapporti e valorizza le persone: quanti matrimoni falliscono perché nella coppia non si gestisce la convivenza con un minimo di stile e quanti genitori diseducano i figli con il loro spontaneismo casuale seppur affet- oso che confonde i messaggi. E come lui il venditore. si contraddice e sbanda non avevo scelto una coerenza comunicativa? Ognuno può decidere il proprio comportamento poiché esso è stituito da azioni. né vorrebbero esserlo. conflittuali. al contrario. con tutte le sfumature che vuole. il direttore di filiale di una banca. nella comunicazione e nella collaborazione ma anche nella competizione.

nella punta della piramide ognuno conosce i prezzi che deve pagare e conserva impressi nella memoria quelli che ha già pagato. Dalle dieci capacità ai cinque stili. il 25% lo stile e solo il 5% l'ascendente. di qualunque epoca storica. . coloro che rappresentano. che ottengono quello che vogliono con maggior facilità degli altri. i modelli. la sfida si propone come attraente. due terzi lo diventano ma solo un terzo di esse si costruisce uno stile e un'immagine originale e soltanto un cinque per cento realizza una leadership personale di successo. Così facendo si accorgerà che qualunque tipo di leader egli esamini. provenienza e cultura esso sia. insegnanti. Ma quasi tutti possono diventare dei leader sol che lo vogliano e facciano esercizio. Nella terza zona vivono i "personaggi esempio". Che ciò che affermiamo sia di consapevolezza comune. costituito da 132 impiegati di una grande azienda multinazionale. non si concreta in riconoscimento né tanto meno in successo senza la scelta di un rapporto sociale e accettato dall'ambiente esterno. L'allenamento e il lavoro scambievole di queste due forze costituisce la sostanza dell'ascendente personale e consente l'esplicitazione della leadership come capacità di influenzamento di se stessi e degli altri. commercianti. per il 12% ha indicato le capacità. Rispetto a 100 persone che decidono di diventare capaci. sono riconosciuti come particolarmente popolari e si sentono contenti di loro. assegnandoli ai tre gradini. Conosciamo persone che sono partite dalla cima e cioè dal possesso della consapevolezza di avere ascendente e leadership ma poi si sono accorte che il carisma. Non occorre conoscere personalmente dei leader per diventarlo e neppure che questi siano in vita per imitarli. Ciò che consente. Alla domanda: "quale gradino indicherebbe come zona che descrive il suo personale modello di comportamento attuale?". come propone il secondo scalino. Sviluppare le capacità di base del primo gradino non richiede altra difficoltà che esercitarsi e allenarsi e permette di realizzare un comportamento concreto e apprezzato. Scegliersi uno stile personale e valorizzare la propria immagine. esiste in ognuno di essi un comune denominatore fisso e ben definito. ovvero della convinzione e del convincimento. tuttavia è la pienezza della potenza e l'esplicazione dei talenti cioè l'intensità totale della vita. Ma la sensazione di completezza e di identità da cui si sente colmato lo ricompensano di qualsiasi sacrificio. Dall'Odissea ai Promessi Sposi. Anche la quantità di superficie e il volume dei tre scalini esprime visivamente la difficoltà crescente della proposta. richiede un lavoro un po' più impegnativo di diagnosi dell'ambiente in cui si vive e si lavora e la selezione di alcune caratteristiche che consentano a chi le pratica di segnalarsi come figura riconoscibile e popolare. da Giulio Cesare a Madame Curie. su 486 adulti responsabili e attivi (funzionari. assolutamente invariabile. costituito dalle due dimensioni interiori della volontà e della vitalità. il quarto capitolo presenta un test autovalutativo. è sufficiente leggerne le dichiarazioni. Per riuscire a sapere se anch'egli lo possiede e in quale misura. ognuno può identificare personalità che impersonano valori e scelte spirituali o politiche che gli corrispondono e costruirsi un esempio e un modello fondendo caratteristiche. Un terzo campione. Il comportamento è imitabile e non richiede doti elitarie o eccezionali ma solo un metodo e una costanza particolare fomentata da uno sforzo quotidiano e incessante. genitori). Il terzo scalino propone di costruire e sviluppare la propria personalità ed esige uno sforzo mirato a cui non tutti sono disposti. Un tempo pensavamo che la costruzione della piramide personale dovesse necessariamente cominciare dalla base e procedere verso la cima passando attraverso la scelta di uno stile. viene dimostrato dalle nostre indagini miranti a rilevare le reazioni di diversi campioni di italiani nei confronti delle tre parti della piramide. ha risposto: per il 60% non so. Lo studente o il laureato di gran personalità. il 70% ha indicato le capacità. Oggi per noi non è più così. Un secondo campione costituito da 270 studenti universitari al quale invece è stato chiesto di indicare la zona della piramide a cui stava mirando nel momento della domanda. abitudini. dirigenti. del piacere e dell'intelligenza.32 Diventare protagonista Diventare protagonista 33 leader. I leader naturali sono nella quasi totalità persone di successo. in carne e ossa l'idea dell'autorealizazione citata da psicologi e filosofi di tutte le culture come la massima qualità umana. i realizzati. per il 50% anche buoni gestori della propria immagine e per il 7% provvisti di carisma e ascendente. Anche se difficile. osservare le loro azioni. al quale è stato chiesto di attribuire ai propri superiori delle caratteristiche. consultare le loro biografie e dare fiducia al loro modello. da Lincoln a Bruno Mazzolari. per il 5% lo stile e per il restante 23% l'ascendente. ha risposto descrivendoli per il 43% soltanto capaci. alle due dimensioni. modi di fare diversi. per quanto abbondante.

azione. che gli scalini si salgano o si scendano il segreto della piramide è uno solo.34 Diventare protagonista primo del suo corso. La piramide e il tempio non reggerebbero se la base non fosse stata curata così perfettamente. Sono le capacità che permettono a un giovane deputato eletto con ampio consenso grazie alla sua simpatia di trasformarsi in un politico utile al suo Paese. sono le capacità che fanno di un operaio appassionato di meccanica il piccolo imprenditore che dà lavoro agli amici del suo paese. che il leader deve avere sostanza e non può vendere solo fumo o soltanto apparire. ovvia. "Tutto qui?". Che si inizi dalla base o che si completi dalla cima. Incominciamo dall'affermazione. Capaci. aggiustato al millimetro. una famiglia. Il rischio del metodologismo pedante ci preoccupa. vele. E il saper scegliere. perché siamo consci che un consiglio "vago" anche se bene espresso può praticamente non servire a nulla. pensa il nostro lettore. pignolo e prescrittivo. Quindi la scelta è libera per chi vuole diventare protagonista. Dopo aver constatato che non è tanto il successo che rende leader coloro che svolgono un ruolo. Dunque. leader. deve. accostato agli altri. il saper capire cosa succede e come affrontare la realtà. entriamo ora nella metodologia Operativa: da dove si comincia e come si comincia. ma viene subito dopo il più importante. un business solido e stabile. quanto piuttosto il saper essere leader in un determinato modo che consente di raggiungere il successo. Per rimanere tale nel tempo. L'attore più trascinante non fa carriera se non trova una compagnia con cui recitare o un agente che lo promuove presso gli impresari. apparire. uno per volta. relazione. Tuttavia. Il successo e i soldi si fanno attraverso il secondo scalino che è appunto "secondo" sia considerandolo dalla cima che dalla base della piramide nel senso che non è il più importante. in quanto costruisce le fondamenta. tutto qui. personalità: fare. cioè le basi che garantiscono la tenuta della costruzione nel tempo. i soldi e la realizzazione personale diventano duraturi e stabili solo se gestiti con capacità. musei. L'artigiano o il piccolo imprenditore. amato e stimato dai suoi dipendenti che darebbero la vita per lui. relazionali. se non lo scrive in modo comprensibile. sono le capacità che aiutano un medico con sicuro istinto del mestiere a diventare responsabile di un grande ospedale. Restano indispensabili ma non importa se si comincia da loro o si finisce con loro. il saper coinvolgere gli altri ai propri progetti che rende possibile costruire una professione. mentre d'altra parte un consiglio preciso risulta spesso molesto. dimostrare di saperlo fare e cioè di avere quelle capa- . essere. lo zoccolo della nostra teoria del successo personale. rimane disoccupato se non spedisce il suo curriculum alle organizzazioni che possono assumerlo e. lo scrittore migliore resta sconosciuto se un editore non legge il suo libro e non decide di pubblicarlo. che sperava in un megadisegno magico e si trova invece davanti a una serie di azioni alla portata di tutti.Questo capitolo illustra la base. oggi esse si possono anche fissare dall'alto (funi. mentre un tempo le fondamenta si scavavano nel terreno ed era obbligatorio per qualsiasi costruzione cominciare dalla loro posa. levigato come se fosse il più importante. Ma il successo. Eppure chi ha toccato con le mani i blocchi di pietra della piramide di Cheope o del tempio del Sole di Cuzco non li dimenticherà più: un blocco dopo l'altro. ma non tanto fino a quando non viene dichiarata. soprattutto. una carriera. il saper cambiare al momento giusto. edifici. continuerà a stentare il guadagno e a tirare i conti a fine mese se non decide di far conoscere i suoi prodotti. il leader deve dimostrare di possedere delle qualità che si evidenziano nell'agire quotidiano. pianificare e programmare i propri obiettivi. insomma e prima di tutto. tiranti) e completano con funzione estetica l'architettura e la tenuta di ponti. Lo scalino delle capacità resta "fondamentale". Può accadere che un leader sia diventato tale anche senza contenuto ma i fatti dimostrano che costui non dura. Le capacità del leader fl'j dieci comandamenti . più carismatico. E il saper prendere decisioni con il giusto grado di rischio.

ma si può comunque suggerire un ordine logico per la loro presentazione che cominci dalla capacità iniziale di diagnosi (che cosa succede) e continui con la capacità di decidere (scegliere l'azione da compiere) affronti poi la capacità di lavorare duro (resistere nell'intento prescelto). quelle competenze che non sono tecniche e/o specialistiche. Tutti i comandamenti possono essere considerati di volta in volta prioritari. Se l'obiettivo prioritario è invece l'integrazione con le persone con cui si lavora. la capacità di gestire il tempo (sapersi programmare) e quella di innovare (saper migliorare le situazioni con la fantasia e la creatività). Affermare che i "saper fare" del leader non siano solo tecnico-specialistici non vuoi significare che la competenza specifica sia ridondante o. il miglior studioso ricercatore non diventeranno mai punto di riferimento. Se prima di tutto si vuol diventare esempio per la concretezza dei risultati a breve termine le capacità da privilegiare sono il saper decidere e il saper lavorare duro. come nel caso di quelli cristiani.36 Le capacità del leader Le capacità del leader 37 cita. scrive il filosofo tedesco nella Critica della ragion pratica. "Coloro che hanno presente soltanto il vecchio sistema. Primo: solo chi sa di non sapere è saggio (saper diagnosticare e valutare) Se non si capisce quello che succede non serve decidere cosa fare: quasi sicuramente si sbaglia. ma sono una sorta di caratteristiche generali comuni a tutti i leader. Tutti i leader da noi conosciuti e studiati praticano questi comandamenti. il saper programmare e pianificare. E vogliamo chiamarle comandamenti per sottolinearne l'importanza e l'indispensabilità. Tuttavia chi aspira al praticantato di leader deve scegliere pesi diversi e personali ai dieci comandamenti. Chi fa diagnosi "ruba" gratuitamente conoscenza dalla realtà. le prime capacità su cui esercitarsi diventano quelle di lavorare e interagire con gli altri e di motivare i collaboratori. ma per noi quelle che proponiamo. peggio. collaborare. ma l'essenziale è ricordare che sono tutti necessari. Il suo ordine prioritario dipenderà dagli obiettivi di breve. — sviluppare l'osservazione intesa e mirata sul problema. gestire i conflitti e comandare) e si concluda con le due capacità "madri" del successo in ogni ambito privato o professionale. cultura e ruolo non escludendone nessuna. . con definizione più completa. è composta dai due termini dia (attraverso) e gnosis (conoscenza) e indica l'acquisizione di conoscenza mediante l'osservazione della realtà oppure. Se non si capisce ciò che pensano le persone. arrivi alle capacità di relazione con gli altri (comunicare. già i filosofi greci sostenevano che la cultura nasce dal confronto ed Emmanuel Kant stigmatizza duramente chi tale confronto rifiuta. —confrontare le informazioni raccolte con il proprio sistema di riferimento. colui che diagnostica deve: —sospendere qualsiasi giudizio preesistente in merito all'oggetto della diagnosi (il pre-giudizio). Se l'obiettivo prioritario di breve per esempio è la visibilità allora conviene incominciare a investire nella capacità di comunicare ed esprimersi. modello da imitare. Per assumere l'atteggiamento corretto. La parola viene dal greco dia gnosis. costituiti normalmente da informazioni. di una persona) sulla base dell'osservazione dello stesso e dell'elaborazione dei sintomi. di medio e di lungo termine che egli si pone. il riconoscimento della specie e dei caratteri di un problema (di una situazione. quelle generali. potrebbero essere anche il doppio e il triplo. "non desiderano nessuna spiegazione che potrebbe essere di ostacolo al loro modo di vedere". motivare. inutile ma semplicemente ammettere che il migliore specialista del mondo. a seconda dei loro caratteri. con differente intensità e cura. La diagnosi rappresenta il momento essenziale del successo di ogni azione e di ogni pensiero intelligente. Se non si capiscono i punti forti e i punti deboli di una persona non serve avere idee vincenti né soluzioni formidabili: il sistema cederà comunque e l'interlocutore può lasciarci dall'oggi al domani senza che noi ne comprendiamo il perché. per cui è già stabilito prima ciò che devono approvare e ciò che devono disapprovare". raccogliendo la maggiore quantità di informazioni possibili. personaggio da ricordare senza le altre capacità. se i risultati si vogliono raggiungere al medio e lungo termine allora è meglio privilegiare oltre a quelle dette. Per capire bisogna fare diagnosi. Per noi esse sono dieci. non serve sforzarsi a convincerle: le si irrita. Tra un comandamento e l'altro non ve n'è uno più importante o prioritario. ricontrollando a questo punto motivazioni e giudizi precedenti (apprendimento per differenza). figlie di anni di studio e di ricerca sono le fondamentali per costruire la base del comportamento del leader. il più esperto professionista.

tanto più la diversità di opinione diventa norma. Il dovere-diritto di valutare rappresenta l'aspetto più delicato di chi deve interagire con altri. Nero Wolfe. non induttiva. Non esiste la persona coraggiosa in contrapposizione con la persona timorosa. il coinvolgimento emotivo viziano la lucidità dell'osservazione e la raccolta dei dati. il tenente Colombo: la letteratura poliziesca di qualità migliore si basa sull'esaltazione della capacità diagnostica dei suoi personaggi leggendari. Scrive il filosofo Blaise Pascal: "tu non mi cercheresti. essa è sempre figlia del confronto. non condizionante. Troppo spesso l'efficienza eccitata di colui che deve giudicare castra l'esattezza della diagnosi e diventa radice di decisioni sbagliate perché troppo si è. ma di qualsiasi leader responsabile di comportamenti pubblici o privati. soprattutto. L'80% delle informazioni che ci servono sono già presenti nell'interlocutore: si tratta quindi di riconoscere il bandolo iniziale e srotolarlo senza "strappare". curiosa. se non mi avessi già trovato". Scrive l'apostolo Luca (6. rifiuta il "pathos" e privilegia il ragionamento. in quanto una più attenta lettura del Vangelo chiarisce il vero significato del messaggio.. Hercule Poirot. distaccata. Anche la mentalità tecnica che si basa sulla storia. Il dubbio intelligente. Quanto più la diagnosi sposta la sua applicazione dai fenomeni fisici a quelli umani. a dire il necessario? Più la realtà è complessa. l'ansia. Di qui la certezza che non sempre la valutazione sulla stessa persona o sullo stesso problema. Forse per questo la capacità diagnostica non piace ai popoli latini e mediterranei: essa è lenta. Miss Marple. non solo dei grandi investigatori. come se tutto fosse nuovo. sull'esperienza e sui dati numerici considera la capacità diagnostica come ridondante e intellettuale. dai semplici a quelli complessi. A che serve perdere tempo a cercare interpretazioni teoriche quando i numeri sono già lì. Ha scritto nella sua Etica Baruch Spinoza: "vediamo che gli uomini sono abituati a chiamare le cose perfette o imperfette più a causa del pregiudizio che secondo una vera conoscenza di esse". privilegiando la norma come risposta già pronta. Come si vede. oltre che per i temperamenti caldi e impulsivi. la calma e la curiosità sono di grande aiuto. da quelli ripetitivi a quelli innovativi. Per esercitarsi all'atteggiamento diagnostico bisogna coltivare e curare la capacità di ascolto. La diagnosi provoca irritazione. mentre l'attenzione. Solo il pavido e l'altezzoso non vogliono essere giudicati. Essa rappresenta la base professionale. la diagnosi richiede tempo e buon autocontrollo. degli psicanalisti più professionali. accetta il momento analitico dell'osservazione. concreti. più le alternative sono numerose. per non confonderla con le diagnosi di tipo medico e psicologico. Anche un silenzio tra le frasi o uno sguardo può esprimere un segnale che il diagnostico sa cogliere. ma la persona più coraggiosa di un'altra (o meno timorosa di un'altra).. La fretta. Ricordiamo che i genitori sono gli ultimi ad accorgersi che i figli crescono e che i parenti non riconoscono i segni del cancro sul volto del congiunto più caro. nega il "sé" a vantaggio del "non-sé".38 Le capacità del leader Le capacità del leader 39 — elaborare l'interpretazione definitiva della diagnosi. più la diagnosi diventa indispensabile. quasi ferma. coraggiosa. Nei giudizi sulle persone o sui problemi il buon diagnostico evita le affermazioni assolute. coltiva il punto interrogativo evitando le certezze troppo semplici. Consegnate il tutto a tre profes- . Paradossalmente la valutazione obiettiva non è quella assoluta. che diventa così parte del bagaglio culturale globale e può influenzare le azioni e le decisioni successive. ma ricusa l'aspetto storico anamnestico e dubitativo della diagnosi. la concentrazione. è la caratteristica di una mente acquisitiva. Chi proviene dalla cultura cattolica deve anche convincersi che il nolite iudicare non prescrive al buon fedele di "non prendere posizione in nessun modo". saltati alle conclusioni. Recita il proverbio: "solo chi sa di non sapere è saggio". da quelli manuali a quelli intellettuali. più gli stimoli si sovrappongono. La mentalità burocratica.37-42): "non giudicate se non volete essere giudicati". Tutti siamo un po' coraggiosi e un po' timorosi. Anche leggendo un giallo ci si può allenare all'osservazione e all'interpretazione dei fatti. Chi dubita con metodo fa ricerca e fa diagnosi. Far bene diagnosi vuoi dire ricominciare ogni giorno a osservare ciò che accade intorno a noi. La diagnosi applicata alle persone viene chiamata "valutazione". anche per alcune mentalità che tendono a rifiutarla come non utile e. non il dubbio indeciso o pavido. il distacco. dei medici famosi. perché sfiora talmente da vicino la dimensione privata individuale da obbligare chi lo esercita a chiarimenti etici e tecnici precisi. Fate scrivere un breve componimento a 10 ragazzi di età uguale ma di diversa "bravura" scolastica. fatta da due valutatori coincide.

E lui il tuo maestro. Egli disse: nessuno può insegnarvi nulla. Ci sono individui che mai hanno provato a mettersi in discussione. al giudizio universale ed eterno. Secondo: scegliere e costruire la realtà (saper decidere rischiando) Il mondo è pieno di indecisi. di dubbiosi ma anche di persone pronte a criticare. II giudizio. E in lui che tu devi esercitarti. "quali sono le mie doti?"). Il migliore tema non coinciderà per tutti e tre i professori e così anche per il peggiore. Molti suonano rabbiosamente. deve imparare da se stesso: "quando un tale domandò: parlaci e insegnaci. di pavidi. Al futuro leader una raccomandazione è doverosa: lo stesso impegno da porre a migliorare la propria capacità di diagnosi e di valutazione deve corrispondere a un'uguale disponibilità a essere valutato e la disponibilità a essere giudicato deve essere premessa alla valutazione altrui. vistosamente assente nell'occasione. per molte situazioni. Così uno fallisce perché confida troppo nella sua eloquenza. C'è chi urla con quello davanti. Ci sono persone che nella vita non si sono mai chieste: "quali sono i miei difetti?" (ma anche. c'è chi impreca con quello di dietro. a essere lui". E lui che tu devi capire. migliorare. Dobbiamo valutare noi stessi perché di solito ci sembra di potere (o di valere?) più di quanto in realtà siamo e possiamo. Esercitandosi a valutare si migliora la diagnosi. lungamente. si può discutere. un altro pretende troppo dalla propria intelligenza.40 Le capacità del leader Le capacità del leader 41 sori di età diversa chiedendo loro un giudizio secondo il classico criterio docimologico dello zero e del dieci. inutilmente il clacson. confrontare. Devi solo seguitare a conoscere meglio te stesso. sovente c'è il silenzio come risposta o addirittura la sorpresa. Ma fra giudicare e non giudicare è sempre meglio giudicare. chi fare attendere. Siete mai stati coinvolti in un ingorgo a un incrocio? Vi è mai successo di vedere qualcuno scendere dalla macchina e porsi al centro della strada per riattivare la circolazione decidendo lui chi far passare. ognuno è. Quando si tratta di valutare una composizione artistica. poi i compiti che vogliamo assumere e infine le persone con le quali intendiamo lavorare. L'autovalutazione comincia dal conoscersi e continua con il volersi migliorare. Dunque. un altro ancora sfianca il suo fisico debole con un lavoro troppo faticoso". un'azione creativa. ma almeno sarà più contenuto il grado di approssimazione. Il leader si pone invece la domanda e prova a rispondere come premessa alla seconda domanda: che cosa dovrei fare per essere migliore? Per essere più utile e a valore aggiunto. di solito con il "senno di poi". se non ciò che in dormiveglia giace nell'erba della vostra conoscenza". Viviamo nell'indecisione permanente o nella permanente attesa di qualche decisione che altri devono prendere per risolvere un problema senza chiederci se possiamo noi decidere qualcosa per il problema. Ricordiamoci che chi compie un'impresa deve disporre di una forza superiore a quanto comporta l ' impresa stessa. maestro a se stesso. altri fanno ragionamenti non troppo benevoli verso il Corpo dei vigili urbani. come dice Khalil Gibran ne Il profeta. dubitasse. Quando chiediamo a potenziali candidati per un posto di lavoro di parlare dei loro errori o dei loro punti deboli. la valutazione sarà sempre approssimativa e vaga. prima di tutto. tentennasse non rispondendo alle sollecitazioni di chi . uno spunto intellettuale. qualunque esso sia. Il futuro leader è come il gabbiano Fletcher così come lo ritroviamo nell'ultima pagina dell'opera di Richard Bach: "il gabbiano Jonathan sospirò e guardò verso l'orizzonte: tu non hai più bisogno di me. coloro che le decisioni le hanno prese. Non si è mai pensato a ciò. E per essere maestro a se stesso il leader. Ma nessuno scende per prendere qualche decisione risolutiva a vantaggio del problema. mai si arriverà. chi fare arrestare? Potete immaginare ciò che pensano o dicono ad alta voce gli automobilisti bloccati? Alcuni se la prendono con il semaforo spento e con chi non ha fatto l'opportuna manutenzione. di rinunciatari. tu non hai bisogno di nessuno Fletcher. ogni giorno un pochino di più per trovare il vero gabbiano Fletcher Lynd. Dobbiamo inoltre pesare bene i compiti che vorremmo assumere e confrontare le nostre forze con ciò che stiamo per tentare. De Nicola tergiversasse. Scrive Lucio Seneca ne La tranquillità dell'animo: "innanzitutto dobbiamo esaminare noi stessi. di solito sono gli stessi che rifiutano le diagnosi degli altri. Si racconta che alla proposta di assumere l'onere (ma soprattutto l'onore) di diventare il primo presidente della Repubblica. modificare. per essere di esempio? Sull'entrata dell'oracolo di Delfi c'era scritto "Conosci te stesso". un'idea. negli anni Quaranta del secolo scorso. è fatale che pesi sproporzionati schiaccino colui che li porta.

nelle imprese di servizio. Quando l'azione debba essere dilazionata. Rapidità. perdendo la pazienza. decida di decidere se accetta di accettare!". nella scuola.R Archer. come ben sappiamo dannosamente. legati a situazioni conflittuali. poco disponibile. Adamo non aveva scelto di esistere né tantomeno di togliersi una costola per trovare compagnia. ma anche in famiglia esiste sempre una precisa e ristretta gerarchia di decisori il cui livello nella struttura è tanto più alto quanto più ampi sono i loro spazi discrezionali. contingenti. non si diventerà mai dei buoni decisori. Se non si capisce o non si accetta questo aspetto della decisione. aggiustare. scientemente o meno a far ciò dal resto della popolazione. acquisire. Lo schema di Archer propone un processo decisionale scandito da nove operazioni. la cui conoscenza e applicazione iterata più volte permette di affinare la decisione finale. nei partiti. tratta dal Dizionario di psicologia di Amedeo Dalla Volta: "la personalità fortemente decisa è caratterizzata dalla tendenza a risolvere prontamente i problemi e a persistere in un dato corso dell'azione. forse anche poco simpatica. valorizzare e trasferire nelle decisioni professionali e importanti. staccò la mela. fino all'incapacità di formulare e mantenere le decisioni. Ma significa. La vita di ognuno è un tessuto continuo di decisioni (cominciando dal programmare la sveglia un minuto prima. privilegiare. Il comportamento del decisore appartiene a quella classe di comportamenti la cui dominante comune risulta sempre essere la motivazione. Dalla fermezza nella decisione si passa per gradi all'incertezza. Decidere significa scegliere. Quindi tutti decidono. zione su cui decidere. nei sindacati. . per sé e per Peter Dructutti noi. organizzazione. afferma lo studioso Non esiste organizzazione che non si appoggi su una gerarker. Si decide di non-decidere. tenacia. volenti o nolenti. la persona che è decisa non rinuncia. prontezza. Quando si decide un'azione o si sceglie una soluzione. nelle aziende industriali. spesso senza rendersene conto e quindi senza valorizzare la decisione. ma si pone in condizioni favorevoli all'attesa. coinplgere gli altri. Eva. dieci minuti prima o esattamente al minuto necessario per alzarsi) ed è indispensabile analizzare il meccanismo delle decisioni più consuete per poterlo scomporre. le decisioni vengono prese di volta in volta da un numero limitato di persone delegate formalmente o informalmente. si avvicinò all'albero. Chi ha obiettivi o bisogni precisi decide più facilmente di chi non sa ciò che vuole o ha motivi deboli. che ha interrogato più di duemila personaggi sul modo in cui prendono le decisioni.. fermezza e capacità di attesa: un cocktail di caratteristiche che possono far apparire la persona decisa poco malleabile. per essere veramente tale. negli ospedali. — Prima operazione: l'esame del contesto in cui la decisione de— Seconda operazione: la definizione del problema o della situa- ve essere presa. Ogni azione o non-azione è una scelta almeno nel modo in cui la si effettua. superando ostacoli e resistendo ai contromotivi con adeguate inibizioni.Lo sviluppo della capacità decisionale è alla radice di ogni comportamento umano libero e maturo. Se fosse dipeso da lu. cioè di possibilità di scelte e di alternative. Il comportamento dell'individuo diviene man mano passivo e il tratto della personalità opposto alla decisione. cioè di un'organizzazione il cui potere è (o dovrebbe essere) in mano ai membri della stessa organizzazione. nell'obiettivo. deve realizzarsi in uno spazio di discrezionalità. mettendo in opera quanto necessario per raggiungere le mete prefisse. Sarà allora indispensabile sapersi spiegare. "Dirigere è decidere". essendo la libertà nient'altro che la possibilità di compiere un'azione o di formulare un pensiero o un'opinione piuttosto che un'altra. se non nel contenuto. prendere posizione. Anche laddove si parla di "democrazia". sbottò dicendo: "onorevole. nella chiesa.42 Le capacità del leader Le capacità del leader 43 era latore della proposta fino a quando qualcuno dei proponenti. . nelle organizzazioni filantropiche. ma è soprattutto alla base di ogni comportamento del leader il quale. può nelle forme più gravi (abulia) essere considerato patologico". La prima decisione della storia umana l'ha presa Eva nel Paraso terrestre. decidendo. Nell'esercito. Il processo decisionale è costituito da un ciclo di attività. soprattutto. Una semplice schematizzazione è quella che risulta da una ricerca diretta da E. trasmettere convinzione e convincimento. Ma anche il non-decidere è una decisione. rinunciare. invece. . avrebbe continuato a ubbidire al buon Dio e non avrebbe prealcuna decisione. chia di decisori. l'indecisione. vuoi dire che si lasciano perdere tutte le altre. La definizione psicologica di decisionalità è ben descritta nella citazione che segue.

sbagliando qualche volta. Per rischiare bisogna essere disposti a sbagliare: a riconoscere di aver avuto torto e questo implica l'aver risolto la questione della fiducia in sé. contrari. Il rischio rappresenta la probabilità che un evento. —tra decidere oggi e decidere domani è sempre meglio decidere oggi. dirigere è decidere. ha bisogno di tempo per ricostituirsi. e se non c'è stanchezza significa che non si è lavorato come si poteva e si doveva. da altre invece Decidere quindi è scegliere fra alternative nella speranza che quella scelta sia la migliore per risolvere il problema. Chi vuoi essere un leader deve sapere che nella vita vince chi sa perdere e non chi vince sempre. Tali decisioni sono proprie del burocrate. rispondono a un problema. ni considerate.44 Le capacità del leader Le capacità del leader 45 — Terza operazione: l'individuazione degli obiettivi che sono — Quarta operazione: la diagnosi dei problemi o delle situazio- da raggiungere. Le decisioni coperte da una procedura. stanchezze amare e sfinimenti oscuri quasi quanto una malattia (non si dice. —tra decidere rapidamente. oggi. produca effetti negativi. — Settima operazione: la valutazione con i metodi e con i criteri — Ottava operazione: la scelta dell'alternativa migliore. ma se non c'è innovazione non c'è protagonismo. la voglia di proseguire. Sostiene Peter Senge: "il valore di un professionista. agire è difficile. per chi vince sempre. intellettuale e psichica che. individuati. Scegliendo si può sbagliare e l'errore è lo scotto da pagare per chi decide. —si può anche non decidere. — Quinta operazione: la valutazione delle possibili soluzioni — Sesta operazione: l'individuazione del metodo e dei criteri per valutare le alternative. anche se ciò comporta scelte dolorose e non simpatiche. Compiere un errore di cui scusarsi. può essere quella di incominciare a perdere. Chi decide quindi rischia. e decidere lentamente alla ricerca della risposta perfetta è sempre meglio decidere rapidamente (per rapidamente correggere gli errori). ficile ancora è trasformare le idee in fatti" e frequentemente nei consessi pubblici di qualche politico gira questa voce: "a parole è affascinante. dice il proverbio. ma più dif- . Solo le decisioni senza innovazione sono completamente prive di rischio. realizzandosi. Decidere è dirigere. "Lavorare stanca". si sbaglia sempre. come dice il proverbio. Dalle stanchezze felici si ci riposa facilmente. — Nona operazione: l'attuazione dell'alternativa scelta. una volta erogata. Si tratta naturalmente di stanchezza diversa a seconda che si lavori con piacere. Solo chi non decide. Goethe ha scritto: "pensare è facile. alternative. Terzo: dal sudore alla stamina (saper lavorare duro) Anche quando piace. consigliare. ha significato se si realizza. — non si può decidere su tutto. Ma. dunque. il lavoro costa fatica e richiede per il suo compimento l'impiego di una forza fisica. —decidere non è suggerire. ritenere opportuno. "stanchi morti" e "stancarsi da morire"?). Bisogna aver paura di avere sempre ragione perché l 'unica novità. Per il leader attuale o futuro valgono le seguenti massime: —tra decidere e non decidere è sempre meglio decidere. consiste nella sua capacità di trasformare modelli concettuali e di comportamento in azioni concrete che portano a risultati visibili e misurabili". La decisione. non sbaglia. Nel processo decisionale proposto da Archer l'ultima operazione recita: attuazione dell'alternativa scelta. purché la scelta di farlo sia ragionata e temporanea. infatti. le decisioni garantite da una norma. per quelli marginali si può arrivare anche all'indifferenza. "fra il dire e il fare. con rancore o con passività: esistono stanchezze felici e appagate. diversi dall'obiettivo ottimale cui esso mirava. il coraggio. ma non a un problema nuovo. Ma non sempre è così. A decidere qualche volta si sbaglia ma a non decidere. per i problemi meno importanti si può usare la tecnica della delega. c'è di mezzo il mare". nei fatti è un incapace". correre un rischio su cui meditare è la situazione ideale per rafforzare la creatività. questi verbi non fanno parte del lessico del protagonistadecisore. cioè di colui che non ammette il rischio. —tra decidere "no" e non decidere è sempre meglio decidere "no". avere un insuccesso su cui riflettere.

L'energia. con la trasformazione di gran parte del lavoro da manuale e fisico a immateriale e intellettuale. ma lo sforzo continua a essere tale per tutti. Egli si vantava di lavorare 14-16 ore al giorno e di interrompere per la colazione solo quando ne aveva il tempo. dal punto di vista meccanico si presenta nelle due forme dell'energia cinetica caratterizzata dal movimento e dall'energia potenziale caratterizzata dal non essere evidente e dall'esplicitarsi solo in certe situazioni trasformandosi in potenza per reazione a certi stimoli. di gestire se stessi con autocontrollo e resistenza. che è definita come la capacità di compiere del lavoro e di consentire quindi l'effettuazione di azioni. di non cadere in stati di scoramento. consapevoli che la fatica ormai non è muscolare ma nervosa e quindi il lavorare duro riguarda più la resistenza. anzi richiedono ai primi sforzi raddoppiati rispetto agli ultimi. di depressione. Anche l'uomo si presenta alla scienza che lo studia come un fascio di energie diverse (muscolari. può essere compiuto senza fatica. la tenacia. Fa parte della sua leggenda l'abitudine per cui le riunioni con i collaboratori potevano andare avanti fino alle undici o mezzanotte con o senza l'interruzione per la cena. di cui il sudore della fronte deve costituire testimonianza. sia essa fisica o mentale. "Mi occorrevano uomini che non solo fossero professionalmente capaci e competenti" scrive nella sua autobiografia. Dal punto di vista umano si parla di potenza per indicare l'energia in atto e di potenziale per indicare l'energia di riserva nella stessa identica accezione della scienza fisica. cerebrali. Nella nostra interpretazione saper lavorare duro significa saper utilizzare al meglio l'energia di cui disponiamo e saperla rigenerare quando essa viene impiegata. Come Harold Geneen. Non di rado chi arriva al vertice della carriera ama ricordare i tempi duri vissuti nell'attesa del successo e con una sottile forma di vendetta obbliga i suoi collaboratori a pesanti tour de force. emotivo o mentale) non è un obiettivo da raggiungere ma qualcosa che abbiamo già a disposizione e. sappia che il prezzo da pagare per questo ruolo è anche di tipo fisico. nei fine settimana e in qualunque altro momento possibile!". invece. così come le classifiche dei campionati mondiali. In fondo. rispose: "negli straordinari serali. di distribuire correttamente lo sforzo nel corso della giornata. colui che "ce la metteva tutta per arrivare ultimo". Ma se si accetta l'idea che il protagonista debba essere colui che "prima di tutto" lavora indefessamente. La nostra accezione della capacità di "saper lavorare duro" si riferisce.46 Le capacità del leader Le capacità del leader 47 non ci si rimette mai del tutto poiché si sommano le une alle altre fino a deformare l'intera personalità del soggetto. Ogni emozione procura una spesa di energia. A un dirigente del gruppo che gli faceva notare come in un anno avesse passato 175 giorni in riunioni di quel tipo e gli chiedeva dove avrebbe trovato il tempo per dirigere il suo ufficio. la volontà e il rispetto di se stessi che la veemenza o la forza bruta. anche Malabrocca. neppure quello scandito da tappe vittoriose. La maglia rosa del Giro d'Italia. è diffusamente sostituito dal sudore della noia o delle mani ansiose o del labbro nervoso. spirituali) tutte indispensabili alla conduzione della sua esistenza. Ogni persona vive grazie all'impiego della Propria energia. richiedono sforzi uguali ai primi concorrenti come agli ultimi. faticava e soffriva. " in un momento qualunque tra mezzogiorno e le quattro " . al saper faticare nel senso antico dell'etimo e cioè alla capacità di sopportare con naturalezza le sollecitazioni psicofisiche del lavoro. il mitico e storico presidente dell'Itt. mentali. Per qualsiasi essere vivente tutto comincia e tutto finisce in energia. ma molto meno di Bartali e Coppi. di debilitazione. ogni piccolo movimento è accompagnato da un'erogazione di energia alcune volte cosciente ma più spesso inconsapevole. Nel Paradiso terrestre il lavoro viene presentato come il castigo per eccellenza. si corre il pericolo di brutalizzare il protagonista a livelli di mera prestazione esecutiva e di pura manovalanza. di distrazione. Se il lettore è già centrato nell'ordine di idee di diventare o di rimanere un leader. "ma che avessero anche la carica interna necessaria per resistere a ritmi massacranti durante il lungo orario di lavoro". Oppure di energia superficiale di adattamento e di energia profonda in senso strettamente fisiologico e medico. quindi. a seconda dell'importanza delle cose da discutere. Oggi il sudore della fronte funziona ancora per pochi poiché. ogni pulsione e ogni attività. mitica figura di maglia nera del Giro d'Italia degli anni Cinquanta. L'erogazione del- . Nessun percorso importante. che costituisce il suo capitale più prezioso e il cui uso diventa la determinante dell'intera esistenza. seppur mutato nella tipologia. nervose. senza valore. E dai tempi antichi che questa storia della stanchezza continua a ripetersi e abbiamo ragione di credere che non cambierà mai. Un obiettivo raggiunto senza sudore (fisico.

La vecchiaia altro non è che la progressiva perdita di efficienza dei sistemi interni dell'organismo. In alcune culture occidentali. allora la fatica diventa "cattiva" perché spezza l'equilibrio energetico e inizia il processo di invecchiamento. di fatica "buona". Il suo primo libro sullo stress inizia con questa frase: "questo libro è dedicato a tutti coloro che non temono di godere a fondo lo stress di una vita totalmente piena e che non sono tanto ingenui da presumere che ciò sia attuabile senza uno sforzo dello spirito". potesse essere trasformato in comunicazione computerizzata. dice la medicina. mentre la buona salute è la conservazione della massima efficienza fisica. di stress ci si può ammalare. Per quanto ci si riesca a ricaricare ogni mattina e si viva colmi di sana ed energetica stamina. a distrarsi. L'essere umano. il medico che per primo studiò lo stress. Chi ha buona stamina riesce a reggere le situazioni difficili senza farsene stroncare. d'altra parte. per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo importante. dal momento che essa si ricostituisce attingendo sia dall'energia profonda che attraverso lo scambio con la realtà (l'energia non si distrugge. il massimo dovere delle persone consiste: "nel dare il più possibile espressione alle potenzialità interiori del proprio io. L'aneddoto dovrebbe servire ad attenuare gli infantili entusiasmi che alcuni tributano all'azione di informatizzazione globale. avvelenare i più modesti piaceri quotidiani. a canalizzare le delusioni e le sofferenze. sa ricominciare senza rinunciare. a fare un vero e proprio footing della psiche per tenersi in forma. dovrebbe cessare ogni necessità di comunicare a voce fra le persone e che la comunicazione computerizzata potrebbe sostituire la comunicazione umana e decretarne la fine. Quando invece il meccanismo di erogazione e di recupero di energia si inceppa e la spesa di vivere arriva a intaccare e a consumare il capitale di riserva. distruggere i rapporti affettivi. La chiave dell'equilibrio è nella mente umana. Essi avevano infatti "perfettamente" insegnato al computer il modo di tradurre da una lingua europea a un'altra. sano. è l'unico essere vivente "programmato" per vivere 120 o 130 anni che non completa il suo ciclo vitale a causa del cattivo uso della propria energia. Bisogna impegnarsi a mettere potenza in tutto ciò che si fa. lo stress può rovinare una vita. ma si trasforma. peccato che la frase proposta per la verifica fosse: "la carne è debole ma lo spirito è forte". la grinta di una persona. Per ottenere ciò essi devono anzitutto accertare quale sia il loro livello ottimale di stress". a spostare gli investimenti dispersivi verso obiettivi più raggiungibili. dal termine greco di energia) considerandola una delle caratteristiche più importanti da possedere per vivere e lavorare in modo pieno. La stamina definisce l'energia. nessuno nello studio. dice il primo principio della termodinamica). considerandola come la soluzione unica e totale per la gestione delle comunicazioni nei sistemi complessi. la forza. in questo caso. anziché di energia si parla di stamina (o stàmina. a non lasciarsi deprimere. fa fatica a recuperare. anche il linguaggio volgare. nel lavoro. la fatica può venire recuperata con il riposo e si parla. La stamina si può allenare esattamente come si fa con la forza muscolare. automatizzando le informazioni. Già lo studioso di strategia Russell Ackoff aveva espresso una forte preoccupazione per il meccanismo implicito nell'uso di mac- . Di stress si può morire. Quarto: all'inizio era il verbo (saper comunicare) "La bistecca è scotta ma l'alcool è concentrato". di grande o di socialmente utile è mai stato fatto da una persona che trascorresse la vita sdraiata su una spiaggia in abbronzante dormiveglia e che rispondesse alla domanda: "c'è qualcosa che desidera nella vita?" con un: "che tutto resti com'è!". tende a vivere in modo pessimistico e autodistruttivo. è solo nello stress che è racchiusa la spinta per il successo. Nulla di eccezionale. psichica e mentale. Chi ha stamina debole si stanca facilmente. nella vita famigliare può evitare lo stress. Esso costituisce la reazione inevitabile degli esseri umani a un tipo di esistenza che si svolge in situazioni che sono stressanti per loro natura. infatuati della strumentazione elettronica. Costoro ritengono che.48 Le capacità del leader Le capacità del leader 49 l'energia di superficie produce fatica e stanchezza ma. Ma. quella americana soprattutto. a coinvolgersi in ciò a cui si partecipa e a recuperare rapidamente la fatica sia emotiva che fisica. Con questa frase un calcolatore ha distrutto in pochi attimi mesi di lavoro di un gruppo di esperti informatici-linguisti. strenui difensori dell'intelligenza artificiale e convinti assertori che tutto. sa reagire agli ostacoli e trasmettere forza alle altre persone. Secondo Hans Seyle. Bisogna imparare a compensarsi. poiché è in essa che avviene il riconoscimento del tipo e della quantità di energia richiesta ed è in essa che si può manovrare l'interruttore della propria efficienza e decidere il momento e la quantità del recupero. possente e realizzante.

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chine "senza anima e senza cuore"; la sua era la stessa preoccupazione mostrata da McLuhan nell'analisi dei mezzi di comunicazione di massa, quando auspicava il recupero della voce e della presenza umana del soggetto parlante contro il pericoloso e irreversibile processo di spersonalizzazione e di burocratizzazione in atto. Il computer può e deve diventare un utile e parziale sostituto della parola umana, ma non ne sarà mai l'alternativa definitiva. La cultura spirituale ("in principio era il Verbo...") e la cultura materialistica ("le parole sono armi", affermò Lenin) hanno sempre esaltato l'uso della parola e non sarà certo la tecnologia a ucciderla. "Il fondamento dell'esistenza umana è il colloquio" ha scritto il filosofo tedesco Heidegger. Fuori dunque dalle illusioni di un prossimo futuro nel quale le comunicazioni dovrebbero essere delegate solo e soltanto alla strumentazione elettronica, le nostre ricerche confermano una realtà nella quale la comunicazione umana appare essere l'attività più frequente e più impegnativa di coloro che operano nelle organizzazioni. Saper comunicare vuole dire: sorridere, modulare la voce per trasmettere sensazioni ed emozioni, trasmettere attenzione, sicurezza, fiducia oppure rampogna, rabbia, sconforto. Si comunica ciò che si dice ma anche come si dicono le cose. Quando McLuhan dice che il mezzo è il messaggio, non afferma soltanto che nella comunicazione umana: "l'abito fa il monaco" ma dice che ogni persona traduce nel suo esprimersi il proprio modo di essere e di sentire, oltre che di pensare. Il protagonista che non è consapevole di ciò, trasmette a sua insaputa, si tradisce senza volerlo, vive e lavora come l'imperatore della favola di Andersen che si credeva vestito elegantemente e non sapeva di essere nudo. Il modello di Johari che definisce in quattro aree le possibili posizioni del sé comunicante in rapporto ai quattro assi ortogonali: cosa so di me, cosa non so di me, cosa gli altri sanno di me, cosa gli altri non sanno di me, considera di pari importanza nel rapporto sociale: – l'area aperta (so cosa comunico; la mia emissione consapevole coincide con la ricezione degli altri); – l'area privata (so cosa non comunico; controllo la mia riservatezza e la difendo dall'osservazione altrui); – l'area inconscia (non posso comunicare ciò che non so di me e quindi nessuno può ricevere nulla);

– l'area cieca (esprimo dei contenuti che gli altri ricevono ma che non so di comunicare), l'area della metacomunicazione. Non si comunica quindi soltanto con le parole (l'area aperta). Se ciò che si comunica verbalmente non è che una parte della comunicazione umana, bisogna sviluppare e controllare la metacomunicazione, riportandola nell"area aperta" perché il comportamento non verbale commenta, rinforza, talvolta contraddice o sostituisce il significato della parola. La mimica del corpo appartiene al campo della metacomunicazione. Di essa fanno parte: la gestualità (come si muovono le mani); la maschera facciale (che traduce le emozioni); l'orientamento dello sguardo (che trasmette l'intensità di ascolto o la direzione fisica del messaggio); le posizioni e il movimento del corpo (che danno vitalità e credibilità alle affermazioni e agli atteggiamenti). Il cibernetico Forrester, con una felice esemplificazione, definisce il comunicatore "un rubinetto regolatore inserito fra due imbuti accostati per il vertice, entro i quali transitano informazioni". Uno dei due imbuti ha il compito di raccogliere, ascoltare, ricevere; il secondo quello di emettere, restituire, rispondere. Secondo questo schema l'essenza della comunicazione umana è racchiusa nella funzione del filtro tra i due imbuti, la cui presenza si giustifica per scegliere cosa utilizzare, rifiutare, cosa manipolare; se così non fosse, il comunicatore si ridurrebbe a un semplice trasferitore passivo di comunicazione. Si ha così, di volta in volta, il comunicatore amplificatore, il comunicatore traduttore, il comunicatore riduttore, il comunicatore decodificatore o il comunicatore sordomuto. Ora ci possiamo chiedere: qual è il processo di comunicazione? Quali sono i verbi che lo caratterizzano? Essi sono almeno sei: due per la fase di entrata (ascoltare e leggere); due per la fase di elaborazione, che è, poi, il momento della vera trasformazione (memorizzare e pensare); due per la fase di uscita (parlare e scrivere). Rapportato a 100 il tempo di relazione, i sei verbi citati assumono, secondo le nostre ricerche, la seguente dimensione quantitativa di colui che vive e opera nel sociale (famiglia; scuola; lavoro; tempo libero). Egli, nel suo tempo di relazione e di comunicazione: – ascolta per il 40-50%; – legge per il 10-15%;

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—medita (memorizza e rielabora) al massimo per il 5% del tempo a disposizione; —parla per i120-30%; —scrive per meno del 5%. Il nostro comunicatore dovrebbe ascoltare, dunque, molto più di quanto parli. In una società intasata di rumori e di messaggi, chi sa ascoltare gode di un vantaggio indiscutibile sugli altri; un flusso incessante di idee e di informazioni raggiunge la sua mente che viene resa gratuitamente più intelligente e più aggiornata. Il disegnatore Altan, in una delle sue fulminanti vignette fa dire alla sua caratteristica e procace signora: "siamo alla post-babele. Tutti parlano la stessa lingua, più nessuno ascolta". La lingua italiana indica con tre parole diverse l'esercizio dell'ascolto: l'udire definisce la ricezione passiva dei suoni, il sentire definisce il coinvolgimento emozionale e solo l'ascoltare definisce l'atto volontario di percezione e interpretazione dei messaggi. C'è chi ode e non sente, chi sente e non ascolta e c'è chi ascolta, si impegna, si concentra nell'ascolto. Mentre si insegna a parlare, in nessuna scuola si insegna ad ascoltare; né da giovani né da adulti esistono corsi di addestramento generale all'ascolto (tranne che per specialisti e tecnici), né corsi di addestramento all'ascolto umano (tranne che per religiosi e terapeuti). Eppure stiamo parlando dell'attività umana più praticata in ogni momento della vita e soprattutto nel lavoro. Si ode molto di più di quanto si parla e di quanto si agisce: il non ascoltare può produrre danni economici enormi. Infatti, non si saprà mai esattamente quanto è il costo conseguente al non ascolto, ma lo si può facilmente immaginare. Proposte intelligenti non ascoltate e di conseguenza non realizzate; avvisi di pericolo lanciati inutilmente che, disattesi, provocano disastri incommensurabili; frasi di stima o d'amore sussurrate e non percepite che provocano distacchi e dispiaceri affettivi; termini male intesi che producono conflitti tra le persone, dispersione di tempo, errori: "io avevo detto, sì", "io ho sentito, no"; oppure: "ma io l'avevo detto!", "e io non l'ho sentito!". C'è chi non ascolta perché pigro e distratto, chi perché egoista e autocentrato ("non c'è peggior sordo di chi non vuoi sentire" dice il proverbio), chi perché non sa farlo con metodo e, infine, chi non ascolta perché non vuole farlo, temendo erroneamente che l'ascoltare costituisca

una forma di assenso e coinvolgimento rispetto a quanto viene udito. Invece la regola è un'altra: "ho detto che ho sentito, non ho detto che sono d'accordo". Esistono due tipi di ascolto, l'ascolto passivo e l'ascolto attivo. Il primo produce ricezione adattiva, quasi una sorta di ubbidienza, che acquisisce i messaggi in modo acritico e li decodifica attraverso i propri filtri abituali senza chiedersi cosa intende dire colui che sta parlando o quali siano i significati e le opportunità contenuti nella comunicazione. Il secondo invece è un ascolto attento, centrato sull'interlocutore e che definiamo "a valore aggiunto", significa lasciare parlare l'interlocutore fino alla compiuta espressione del suo pensiero, rinunciando al piacere (o al vezzo) di interrompere. Ed è un ascolto tanto più attivo quanto, attraverso il silenzio, si facilita l'espressione altrui. Il silenzio è costituente obbligatorio dell'ascolto e anch'esso ha, come l'ascolto, le due alternative, del silenzio passivo (costretto, impaziente, concentrato su ciò che si dirà appena l'interlocutore prenderà fiato, oppure chiuso nel disinteresse) e del silenzio attivo, che consente al buon ascoltatore di realizzare i quattro passi ottimali: recepire; selezionare; valutare e infine reagire al messaggio in modo contributivo e benevolo. Saper ascoltare nella vita e, soprattutto, nel lavoro è una capacità insostituibile e un dovere professionale che contribuisce in modo determinante alla buona esecuzione di qualsiasi compito, alla soddisfazione del cliente, alla gestione della responsabilità. Infine, ascoltare non solo gli esseri umani ma anche le voci dell'arte e della storia, della natura e della musica, delle stelle e degli animali consente, a chi lo fa, di moltiplicare la sua vita in mille vite di sentirsi parte dell'universo. Quinto: l'erba voglio (saper motivare) Le discipline comportamentali hanno dedicato e continuano a dedicare attenzione ai bisogni che le persone cercano di soddisfare attraverso il loro comportamento, sia esso di studio o di lavoro e che vengono comunemente definiti: motivazioni. Attualmente è opinione comune degli studiosi dell'argomento (i più celebri dei quali restano Abraham Maslow e Frederick Herzberg) che le motivazioni allo studio e al lavoro possono venire sistematizzate m cinque tipi diversi tra loro sequenziali, iniziando dalle motiva-

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zioni primarie, percepite da tutti e completandosi con quelle secondarie percepite da molti ma non da tutti. Delle motivazioni primarie fanno parte il bisogno di sopravvivenza (sicurezza fisica ed economica) e il bisogno di stabilità (sicurezza garantita nel tempo sia economica che affettiva); delle secondarie fanno parte il bisogno di relazione (affetto, socializzazione e informazione), il bisogno di riconoscimento (stima, utilità, successo) e il bisogno di autorealizzazione (espansione spirituale e fisica, potenza, potenziamento, creatività, vitalità). Non condividiamo la schematizzazione piramidale di Maslow il quale sostiene che una motivazione non può accendersi ed essere percepita da una persona che non abbia soddisfatto le motivazioni sequenzialmente precedenti. Si pensi, per esempio, allo studente che sente e vive le motivazioni esattamente al contrario del lavoratore. La nostra esperienza ci dimostra che a prescindere dal ruolo, per molte persone, i bisogni secondari sono più forti del bisogno di stabilità e che, tra i bisogni secondari, solo a volte il bisogno di autorealizzazione è più forte del bisogno di riconoscimento mentre in molti casi vale l'inverso. Esiste differenza tra i vari tipi di motivazione, ma esiste anche differenza tra le persone e la loro sensibilità alle motivazioni. Alcune persone scelgono (non importa se consciamente o inconsciamente) di seguire le motivazioni come un obbligo dannato o un castigo, si adattano in modo conforme a quelle "citate dai giornali" e le perseguono con passiva insoddisfazione. Altre scelgono di perseguire solo le motivazioni che costano meno fatica e si accontentano del minimo di soddisfazione dei bisogni più semplici, rimanendo poi in attesa che la società offra loro gratuitamente la realizzazione dei bisogni superiori. Altre infine si impegnano con energia al raggiungimento dei loro obiettivi e vivono con identico piacere la realizzazione sia dei bisogni primari sia di quelli superiori. Sono questi i protagonisti attuali o futuri. Il buon Herzberg, che si deve essere lasciato abbagliare dagli epigoni di Marx, ha classificato come bisogni puramente soddisfattivi quegli obblighi sociali che nelle organizzazioni avanzate dovrebbero essere già rispettati, riservando il ruolo di "autentici e unici motivatori " ai bisogni superiori (partecipazione, status, riconoscimento, realizzazione) che erano e restano ancor oggi meno facili da raggiungere da parte delle persone perché spesso antieconomici rispetto alle leggi di mercato.

Oggi sappiamo che la forza della motivazione nasce dall'interno della persona e viene influenzata dal contesto sociale con intensità inversamente proporzionale alla solidità psichica e all'intelligenza di essa. La forza del conformismo, dei valori contemporanei e degli esempi di successo può risultare forte e fortissima, ma non può mai essere fondante, tranne che per le persone deboli e sciocche (cioè con intelligenza non attivata). Accade anche che la cultura politica si impadronisca di certe motivazioni e le trasformi in una sorta di programma elettorale, suggerendole e imponendole ai propri adepti, fino a che essi le introiettano sostituendole alle proprie. L'autentica motivazione, quella libera e naturale, è una spinta attiva verso il raggiungimento di un obiettivo e gratifica il soggetto che la prova già con la prefigurazione della meta ben prima che con il perseguimento della stessa. Nel momento stesso la motivazione produce energia positiva e grain cui è avvertita, ' tificante se l obiettivo viene percepito 'come raggiungibile oppure energia negativa e frustrante se l obiettivo viene percepito come irraggiungibile. Quando la motivazione viene raggiunta e soddisfatta essa non si svuota né si affloscia ma costituisce base solida per altri obiettivi e per arricchire la propria autorealizzazione. Ma non per tutti. Perché la gente pensa in tre modi diversi: indifferente, negativo, positivo. Pensare indifferente vuol dire rispondere: "dipende" quando qualcuno ci chiede "che tempo fa?". Pensare negativo vuoi dire rispondere a chi osserva che è una bella giornata che "le previsioni dicono che non durerà". Pensare positivo vuol dire rispondere "doMani farà bel tempo" a chi si lamenta della pioggia e della nebbia di oggi. Non si nasce indifferenti, negativi o positivi se non per piccolissima parte del nostro carattere; l'atteggiamento vitale di ciascuno di noi si basa su una mescolanza di cultura, esempi, influenze ambientali e caratteristiche personali che è possibile analizzare, riconoscere e orientare nella direzione preferita. "La più grande scoperta della mia generazione" ha scritto W. James "è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite cambiando le attitudini mentali". La vita non è , quella che dovrebbe essere; è quella che è e che può essere. E il modo in cui la si affronta che fa la differenza. La differenza tra chi vive con successo e tra chi subisce la vita; tra i realizzatori, i contenti, gli attivi e i depressi, i perdenti, gli

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sfortunati, gli ammalati psichici. "É sorprendente" sostiene il filosofo Bertrand Russel "vedere come il rendimento di una persona e la sua serenità aumentino se essa riesce a educare la mente all'ordine e a pensare le cose adeguate al momento giusto anziché inadeguatamente e in qualsiasi momento". Qual è infatti la percezione corretta della realtà: quella che rispecchia ciò che "essa è" o quella che intravede ciò che essa "può diventare"? Può esistere un evento indipendentemente dall'interpretazione di esso? E possibile leggere un dato senza passare attraverso lo sguardo del lettore? Si può avere una "reazione-azione" umana razionale non filtrata dal pensiero? Il modo di pensare di ognuno è il risultato di una scelta, spesso adottata in modo inconsapevole ma in ogni momento correggibile e riorientabile. La scelta di pensare positivo (cioè di privilegiare le opportunità, gli aspetti su cui agire, i particolari piacevoli e le prospettive di sviluppo) è alla portata di tutti, esattamente come è nella possibilità di ognuno di alzare lo sguardo in alto oppure abbassarlo a terra. Il controllo dei conflitti interiori, il dominio delle emozioni negative (depressione, timore, incertezza, diffidenza, sfiducia) si raggiunge con facilità organizzando la propria mente a filtrare le "distorsioni cognitivistiche", cioè a scegliere il colore delle lenti dei propri occhiali. Secondo A. McGinnis, autore del best-seller La forza dell'ottimismo, vi sono alcuni e ben precisi passi da compiere per far ciò. Il primo consiste nell'addestrare la mente a intercettare i pensieri automatici negativi e a bloccarli appena riconosciuti. Il secondo consiste nel ricostruire la fonte dei pensieri negativi, fonte che sovente risale alla giovinezza o a episodi che non ci riguardano direttamente e che abbiamo visto solo accadere (genitori depressi, conoscenti o superiori disfattisti, ambienti o periodi duri e dolorosi). Il terzo passo nel correggere la logica del ragionamento automatico, cercando quelle che i terapeuti chiamano le distorsioni cognitivistiche quali la mania delle catastrofi, la mania dell'insuccesso e dell'autocolpevolizzazione, la mania di generalizzare. E il quarto nell'apportare correzioni mirate al proprio atteggiamento e al proprio linguaggio. Pensare positivo aumenta l'energia ed eccita la creatività, sviluppa la ricerca scientifica e il miglioramento continuo. Pensare positivo rende protagonista e attrattiva anche la persona più timida e riservata. Pensare positivo è molto più che essere semplice-

mente ottimisti. E decidere, con coraggio e lucida razionalità che se le paure si apprendono si possono anche disimparare e che, pur essendo il dolore e il male dimensione inevitabile dell'esistenza, l'infelicità, invece, è un optional. Il leader, quando realizza un'impresa, ha sempre bisogno degli altri. Per aumentare le probabilità di successo delle sue imprese, al leader non basta sapere di avere persone disposte a seguirlo. Egli deve essere certo di avere intorno a sé persone motivate a realizzare l'impresa, che non si limiteranno a seguirlo ubbidendo ma in grado di trovare autonomamente le piccole (o grandi) soluzioni ai tanti piccoli (o grandi) inconvenienti che ogni impresa comporta. Anche l'alpinista himalayano che vuole raggiungere la cima inviolata in solitudine non può non preoccuparsi dello stato motivazionale degli sherpa che lo hanno accompagnato all'ultimo campo prima dell'assalto; se non altro (ed egoisticamente) perché in caso di bisogno di aiuto, in caso di incidente la loro "non" partecipazione all'impresa sarebbe esiziale per lui. Affinché le persone che collaborano con il leader siano motivate egli deve: – illustrare (comunicare) nei dettagli l'obiettivo che intende raggiungere e le ragioni per cui vuole farlo; – verificare l'esistenza di eventuali dubbi e riserve, discuterli e, se non è possibile risolverli, dimostrare di comprenderli; – chiarire i livelli di discrezionalità che affida a ciascuno verificandone il grado di accettazione; definire i mezzi e le risorse di cui ogni persona può avere bisogno nell'ambito della delega assegnata; materiale e psico- stabilire i criteri di ricompensa economica, ' logica per la partecipazione attiva all impresa; - ma, soprattutto, saper entusiasmare, essendo lui medesimo un entusiasta. L' entusiasmo è uno stato d'animo costruito dalla volontà e dalla p assione ed è l'atteggiamento umano che più di ogni altro si trasmette attraverso l'esempio e la vicinanza. Non essendo un'emozione, può venir procurato consapevolmente, e una volta innescato offre un aiuto ineguagliabile all'affrontare le situazioni in modo e nergetico e positivo.

di meccanici. Dietro la frase: "un uomo solo al comando" che fu il commento storico della storica impresa di Coppi ai campionati mondiali di Lugano c'erano: il direttore della squadra. Un gruppo di turisti si muove invece secondo linee o percorsi prevedibili e previsti. cioè una costruzione stabile. Se in una riunione viene a mancare colui che fino a ieri compilava il verbale. Nel gruppo vige un elevato spirito di mutua collaborazione senza peraltro che la solidarietà dei membri debba essere sostenuta o legittimata da valori formalmente inseriti in uno statuto restando così assai più flessibile dinanzi a essi. conserva nel tempo la forma che gli hanno dato. ma con un mucchio di dirigenti non si fa un'azienda. gli organizzatori del circuito. il numero dei giri. Il leader. i sorpassi. Consideando. Si dice "gruppo di turisti" e non "mucchio di turisti". possono fare le stesse cose. Un mucchio di sassi è sempre lì. tranne eccezioni. cioè un'organizzazione dinamica. nessuno è specialista in qualche disciplina. Il suo programma di movimento è conosciuto in anticipo e si cerca di rispettarlo perché ciò facendo si raggiungono gli obiettivi dichiarati. I criteri di selezione per entrare nel gruppo sono molto labili e aperti a (quasi) tutti. Per essere gruppo biso- . a gruppo o a squadra? Al leader lasciamo la scelta più opportuna per la sua affermata xione. della fatica di un uomo solo. quindi non individualmente. In un mucchio tutti sono uguali. per esempio. Lavorare con gli altri significa lavorare coralmente. di semplici manovali che misero a punto l'aereo. non muta. Si usa " l 'espressione "mucchio di turisti per esprimere un giudizio negativo di comportamento non atteso e non gradito. Dietro i successi di Schumacher c'era e c'è l'ufficio progettazione della Ferrari. gli altri un semplice mucchio casuale di persone. In tutte le fasi precedenti al risultato finale egli interagisce con una grande quantità di personaggi. oppure un branco unito semplicemente da necessità di sopravvivenza come avviene per gli animali. Nella maggior parte delle occasioni egli è protagonista unico soltanto nell'ultima fase di un'impresa. Oppure il leader può scegliere di operare con gli altri considerandoli un gruppo o una squadra. È soltanto uno che "arriva prima degli altri" ma alla presenza e con la partecipazione di altri. La dimensione del gruppo non è illimitata ma il suo valore ha un campo di escursione molto elevato. la più parte dei quali rimarranno ignoti e oscuri per tutta la vita e oltre pur costituendo del risultato acquisito la parte essenziale. non si muove. Con un mucchio di mattoni si fa una casa. il leader entusiasta diventa in tempi brevi il primo motivatore di se stesso e degli altri e la sua leadership umana viene gratuitamente riconfermata. dell'abilità. quello del "mucchio" appunto. se crea gruppo intorno a sé delegando a ciascuno la sua parte di compiti e di responsabilità. Gli obiettivi di un gruppo non possono essere esagerati perché sono mediati e misurati secondo le forze di tutti. Nel gruppo il più debole viene normalmente aiutato e per tale ragione la velocità di crescita del gruppo viene condizionata dai meno forti. c'era e c'è la squadra che cambia le gomme in pochi secondi. le temperature. sono obiettivi possibili e raggiungibili senza sforzo eccessivo. Dietro la trasvolata in solitaria di Lindberg c'erano le decine di ingegneri. la folla acclamante e incitante e il radiocronista che coniò la frase. non è difficile individuare qualcuno che lo sostituisca. Ciò crea un grande spirito di solidarietà e di integrazione. Anche la prima scalata all'Everest in solitaria e senza ossigeno di Reinhold Messner non si può affermare essere il frutto del coraggio. non ci sono regole particolari. vince e si afferma se sa utilizzare le capacità degli altri. Ma è più facile diventare leader operando con gli altri organizzati a mucchio. Il vero leader non è un solitario e tanto meno un asociale. non solitariamente. la base senza la quale l'acuto finale non poteva essere effettuato. Almeno fino al campo base anche il più forte e il più affermato alpinista vivente nel mondo ha avuto bisogno di portatori per trasportare viveri e materiale alpinistico e fin dall'inizio ha dovuto cercarsi degli sponsor per avere i mezzi per finanziare la sua impresa. ci sono gli addetti che controllano i tempi.58 Le capacità del leader Le capacità del leader 59 Muovendo da una presa di posizione razionale a cui dona la carica della passione attiva. La- rare con gli altri si può realizzare però in molti modi. il massaggiatore. Sesto: non si vince da soli (saper lavorare con gli altri) Il leader è un solitario? Poche volte lo è veramente. dell'intelligenza. se sa organizzare le persone che gli stanno attorno. il meccanico. Nel gruppo ci sono ruoli definiti ma facilmente intercambiabili.

infatti. Fra tutti i ruoli quello fondamentale. così recita il dizionario di sociologia: "gruppo. più ancora di quello del caposquadra. non deve superare le 12-15 persone. prima o dopo. quello da "branco" appunto. la sfida. nel mercato dei beni e dei servizi. la vittoria consiste nel distruggere il nemico o. Ma quando gli altri avranno imparato da noi. li deve trascinare nei momenti difficili e frenarli nelle occasioni di . noi non vinceremo più". la sua caratteristica dominante deve essere quella di buon coordinatore cioè di buon "manager" (dal latino manus agere e cioè avere le mani in pasta). Sempre di più. nel conquistare una fetta di mercato. E possibile tenere qualcuno in panchina ma il numero resta comunque limitato dai soliti ruoli che la competizione ammette. Ogni volta. Si dice "squadra di sportivi" e non "branco di sportivi". Ogni sport ha le sue quantità numeriche non superabili. dopo le più belle imprese della sua squadra costringeva i suoi giocatori a rivedere il filmato delle partite. come scriveva Clausewitz. Inizialmente la squadra opera sul più debole un'azione di potenziamento sotto forma di incitamento a tenere duro. seppur in modo saltuario. è possibile che si verifichi una situazione diversa dalla precedente che può influenzare in maniera consistente quella seguente. Nella squadra ogni decisione che viene presa deve essere condivisa senza riserve e realizzata in tempi brevi senza tentennamenti e dubbi. Talvolta non c'è bisogno che questi sia formalmente nominato dai colleghi perché si impone spontaneamente. chi eccelle in un ruolo raramente è eccellente in un altro. migliore allenatore di pallavolo degli ultimi decenni. dal punto di vista della qualità. la squadra ha un numero chiuso di appartenenti ed è quindi elitaria. il più debole soccombe. per il suo carisma. di un comportamento non gradito. è quello dell'allenatore. la gara avvengono sempre in un ambiente nel quale una delle parti non può prevedere a priori quello che sarà il comportamento dell'altra. Nella squadra esistono ruoli ben precisi. Velasco chiedeva ai suoi uomini di più. A differenza del mucchio. dopo una vittoria. Velasco. E la squadra stessa che lo enuclea e lo emargina. nell'acquisire la proprietà del competitore. in uno spazio abbastanza limitato tale da consentire a ciascuno di conoscere e riconoscere gli altri ed essere da loro conosciuto". Il concetto di squadra evoca immediatamente e diversamente da quello di gruppo l'ambiente della competizione e della sfida. In un gruppo di lavoro si opera per il risultato ma anche per gratificazione personale. nello sport. Altre volte è l'organizzazione cui appartiene il gruppo a scegliere il capo ma. Come per il mucchio anche in questo caso quando si usa l'espressione " branco di sportivi " è per esprimere un giudizio negativo. sempre "meglio". Nella produzione di beni e di servizi la vittoria consiste nell'arrivare primi sul mercato. in maniera quasi automatica. un insieme di individui con numerosità tale da permettere che la maggior parte di essi si incontrino. sia nei confronti della squadra che conduce il gioco (o che combatte) che della squadra avversaria. In guerra. Quando un ambiente si muove secondo direzioni o situazioni non prevedibili viene definito come turbolento. affinché il processo addestrativo abbia effetto. ma poi se il debole fa da freno lo abbandona.60 Le capacità del leader Le capacità del leader 61 gna essere almeno in tre. Un gruppo ideale per realizzare una riunione efficace deve avere da 5 a 8 membri. "nell'abbattere l'avversario per renderlo incapace di opporre qualsiasi altra resistenza". del branco e del gruppo. In ogni momento. Egli non entrerà mai in campo poiché il suo contributo è preparare i suoi uomini a vincere qualunque sfida. Nello sport la vittoria consiste nell'arrivare primi sul traguardo o nel fare più punti dell'avversario. qualunque gruppo deve eleggere nel suo seno un capo. La competizione ha come obiettivo che qualcuno primeggi su qualcun altro. Un'aula universitaria non deve superare le 40-50 unità affinché il professore possa dare un contributo valido e possa dialogare con gli allievi. la competizione. Per quanto riguarda la definizione. nell'eccellere. La ragione della competizione ha come obiettivo la vittoria. "Se abbiamo vinto" egli affermava "è perché abbiamo fatto meno errori degli altri. e non facilmente sostituibili a rotazione. sempre "al limite". Nella squadra. mondiale o europea che fosse stata. In guerra. Un'aula di addestramento professionale. in ogni caso. L'ambiente turbolento è proprio della competizione. perché come diceva Pierre de Coubertin: " importante è partecipare " . Gli obiettivi di una squadra che compete sono sempre "al limite" e "verso il meglio". Per ottenere dei risultati. La mente che decodifica la parola comprende immediatamente che si tratta di vincere qualcosa e per gareggiare. Ogni volta che una squadra scende in campo deve aspettarsi di dover operare in un ambiente turbolento.

E non sempre esiste tra le parti una divergenza totale sulle decisioni da prendere o sulle scelte da fare. attività. liquidava provocatoriamente la negoziazione e la gestione dei conflitti. malevolo? L'obiettivo.. sugli orari. ci riduce comunque alla negoziazione. pessimista. la possibilità (volontà) di trovare un accordo o un compromesso. che cerca la soluzione migliore. e il valore minimo (il limite sotto il quale non sono disposto a scendere) e l'obiettivo auspicabile (quello che presumibilmente riuscirò a ottenere). come "prenderlo". cioè "uscire". continuamente. decidere. anche senza rendersene conto. Ciò che non è in discussione è la scelta di fondo. in realtà. Negotium atrox significa faccenda grave. Chi mi fa arrabbiare e perché. Ha più potere di me. convincere o. bisogna chiarirsi le idee su sei aspetti. è opportuno analizzare le alterna- . Un'analisi fredda e distaccata della negoziazione mette in evidenza i seguenti fattori: la presenza di due o più attori. può usare metodi o tattiche per mettermi con le spalle al muro? E un positivo. E un errore pensare che i conflitti sorgano "solo" in seguito a una negoziazione fallita o andata male. Mi sento prudente o temerario. Non sempre la negoziazione avviene tra due parti che hanno lo stesso potere e ciò influenza molto la situazione. Capire l'interlocutore diventa strategico per decidere come comunicare. La capacità di "saper negoziare" (la prima) viene utilizzata ogni giorno.62 Le capacità del leader Le capacità del leader 63 successo. preferisco la razionalità o l'emozione. Tra due coniugi si può essere in accordo sulla possibilità di "uscire questa sera". I grandi allenatori passano facilmente alla storia. Ma poiché: "colui che eccelle nelle difficoltà lo fa prima che sorgano". si negozia dovendo scegliere tra più alternative. i risultati attesi. il conflitto può essere prima e durante il negoziato. è più importante. Per razionalizzare una situazione negoziale nella quale si è coinvolti. Ragionare in questi termini per definire l'obiettivo significa dare alla negoziazione un approccio strategico e ciò permette al negoziatore di capire quali spazi ha nella trattativa e come agire per colpire il bersaglio. dall'unione di due modalità che possono sembrare distinte e distanti. e tre come variabili dipendenti: l'atteggiamento personale. costruttivo. si può definire con: "presenza di forze contrarie. sulle opzioni. che vuol dire combattere. con questa frase il generale cinese Sun-Tzu. l'esistenza di una situazione in cui bisogna scegliere. Conoscere i propri punti di forza e di debolezza è la pietra miliare di ogni negoziazione. Il termine latino confligere. nei confronti di un problema". La seconda modalità. Si negozia ogni volta in cui qualcuno chiede qualcosa a qualcun altro. Questa capacità nasce. su cosa forzare e su cosa invece cedere. in prima istanza possono essere considerati come variabili indipendenti: noi stessi. negotia privata et publica sono gli affari privati e pubblici. in molte situazioni. In latino negotium vuoi dire affare. con chi parlo più serenamente. la negoziazione verterà sul luogo. Deve accettare di essere considerato il colpevole nel caso di insuccesso ma deve restituire e condividere con tutti i meriti della vittoria. mentre negotio desistere vuoi dire rinunciare e nullo negotio. compito. l'interlocutore. cerco di vincere. un vigile urbano ha più potere di un automobilista (soprattutto se colto in flagrante errore). lo schema della negoziazione e la strategia da seguire. Noi stessi. La terza variabile indipendente è l'obiettivo che può essere fissato fra valore massimo (il massimo che si può ottenere).. si negozia su tutto. nel suo trattato L'arte della guerra. si negozia con se stessi e con la propria coscienza. si negozia accettando o rifiutando una richiesta o una proposta. I grandi allenatori sono dei grandi leader. Settimo: il tiro alla fune (saper gestire i conflitti) "Il miglior modo di vincere una battaglia è quello di non combatterla!". ufficio o incarico. sine negotio senza difficoltà. Tra una maestra e i suoi allievi c'è più potere dalla parte della maestra. ha più potere del proprio genitore. la possibilità (volontà) di influenzare o essere influenzati. quasi equivalenti come intensità. ma che sono invece complementari. un bambino. difficilmente ciò succede per i capitani della squadra. Tre. Usando le parole di Montesquieu: "laddove non vedete alcun conflitto. stravincere? L'interlocutore. oppure è un negativo. rinunciare. "prendere o lasciare". quali comportamenti sono per me intollerabili. potete essere sicuri che non c'è libertà". Le tre variabili indipendenti sono conseguenze della situazione negoziale in cui ci si trova. quella di "saper gestire i conflitti".

del mediatore e del distaccato. libera quando nulla viene preparato e a blocchi quando ci si costruisce una scaletta mentale di ciò che va affrontato ma non viene decisa la sequenza degli argomenti o dei punti da trattare. alla fine. Ultima. —Il mediatore. La terza tipologia di strategia è quella conflittuale che è tipica di chi cerca lo scontro. Molti tendono a vendicarsi e a non digerire i torti subiti. della valutazione dei rapporti di forza. della diagnosi della situazione. Pregi: obiettivo. buon ascoltatore. l'intuito sulla logica. Quando si entra nella sfera della conflittualità molte regole e logiche di comportamento perdono di valore. —Il distaccato. è la strategia della negoziazione che tiene conto della raccolta di informazioni. ma non meno importante. Tutte le metodologie possono. La prima delle tre variabili dipendenti è stata definita come: " atteggiamento personale " . E rigida quando tutto viene stabilito in anticipo. schemi adottare e li saprà adattare alla situazione. scovando una terza via o proponendo una soluzione innovativa che risolva e sistemi tutto. determinato e autorevole. è creativo e ingegnoso. che la coppia finirà per andare in campagna scontentando entrambi. supera i limiti. "Se scegli di non scegliere. Pregi: mostra di crederci. per raggiungere l'obiettivo prefissato. Difetti: tende a manipolare. Per semplicità si possono ricondurre a quattro gli atteggiamenti più utilizzati. Difetti: non valuta le conseguenze. Difetti: prevedibile. formale. distinguendoli dalle opinioni (che sono sempre soggettive). è emozionale e intuitiva. c) in un luogo di mare vicino alla montagna. —pesare i fatti (che sono oggettivi). con i relativi pregi e difetti: quello del persuasore. rimandatario. per non farsi trovare impreparato e dare risposte coerenti. —Il tenace. cioè non convince anche se vince. sul valutare i fatti e non le opinioni. sul fascino e sul proprio entusiasmo per con-vincere. intendendo per schema la scaletta della negoziazione. un atteggiamento o uno schema migliore di un altro in assoluto. Pregi: deciso. —definire il problema e circoscriverlo. . La prima è centrata sull'uso della logica e dei dati. Dosando diversamente gli elementi suddetti il leader può realizzare una strategia razionale. una seduttiva o la terza conflittuale. di chi sa che rende al meglio sotto tensione e ha bisogno di creare una situazione tesa e ansiogena. purtroppo. basata sul fiuto e sull'istinto. invece. della generazione e dell'analisi delle alternative e della scelta tra vincere la guerra o vincere la battaglia. una maschera che si porta. è la goccia che scava la roccia. Le persone utilizzano metodi quasi animaleschi pur di sconfiggere l'avversario. sul ragionamento freddo ma oggettivo. Il leader saprà scegliere di volta in volta quali metodi. scegli in ogni caso" (Jean-Paul Sartre) e invece per diventare leader si deve: —ascoltare le idee altrui. il cuore prevale sul cervello. perché si può risolvere una situazione di impasse. logico. L' atteggiamento personale è un comportamento che si indossa. Difetti: arrendevole sino al cedimento. rigido e mai passionale. del tenace. L'emozione prende il sopravvento sulla ragione. Non esiste una strategia. sull'energia. e) una settimana al mare e una in montagna. Trattative finite male diventano lotte e combattimenti all'ultimo sangue. —Il persuasore. b) in un luogo di montagna con un grande lago vicino. Pregi: flessibile. —utilizzare la creatività. Spesso succede. d) uno al mare e l'altro in montagna. La strategia seduttiva poggia. lasciando la decisione della sequenza degli argomenti al momento contingente. —imparare a cercare il compromesso (nell'accezione più pulita e pura del termine) e cioè riuscire a soddisfare al meglio le esigenze contrastanti. Perché far saltare un matrimonio o un legame affettivo per una questione di vacanza (obiettivo)? Se uno dei due partner (noi stessi) ama follemente la montagna e l'altro (interlocutore) non può fare a meno del mare si può andare: a) quest'anno al mare e il prossimo in montagna.64 Le capacità del leader Le capacità del leader 65 tive di azione e di comportamento. sul carisma. libera o a blocchi. lento nelle conclusioni. ha fretta. non c'è un modo giusto per negoziare e uno sbagliato. risultare vincenti o perdenti. è testardo. frasi. tende al compromesso. Essa può essere rigida. autocontrollato. La seconda variabile dipendente: è lo schema da seguire.

Non sempre l'intesa fra i seguaci del leader è ben collaudata. per chiedere ed even- . —non pensare alle soluzioni ma alle alternative. —prevedere accordi parziali. 2. si utilizza la leva del comando che non chiede. 3. con positività. Non sempre il consenso della base è scontato e non sempre c'è il tempo per un recupero lento e faticoso di atteggiamenti indifferenti o di comportamenti antagonisti. Se non si può vincere. altro che l'ubbidienza. Nella negoziazione. Lottare nel momento opportuno. 10. —avere dei collaboratori fortemente motivati a ottenere il risultato cui mira l'impresa malgrado le difficoltà che si possono incontrare sul percorso. nobili giapponesi di casta particolare che potevano lavorare solo nell'esercito e nei pubblici uffici. quando il nemico preme non c'è tempo per convincere le persone per motivarle. in alcuni casi. Come avviene in battaglia. Prendere l'iniziativa e mantenerla. Ma non è sempre così. Imparare a perdere. 1. imporre veti o rilasciare approvazioni. questi si mettono autonomamente in movimento per raggiungerlo. ma anche con durezza e fermezza. come in un qualunque altro tipo di relazione interpersonale. Vivere in armonia. —se la torta non si può dividere. —cercare di essere morbidi con le persone e duri con il problema. non solo capaci ma anche disposti ad agire autonomamente. —non dedurre ma basarsi su fatti. Concentrare le risorse. con calma e pazienza. Ottavo: oh capitano.Dosare l'attacco. competenti quanto il leader (o più) su alcuni aspetti specifici dell'impresa. Infatti. subire una sconfitta e accettare un fallimento. Conoscere l'avversario. E bene ricordarsi che. indicato e dichiarato l'obiettivo. con un forte spirito di squadra e con capacità di lavorare insieme. 6. collaborando fattivamente. Piaccia o non piaccia al soldatino o all'ufficiale subalterno. ingrandirla. per portare bene il peso di un conflitto bisogna saperlo vivere: con distacco e senza farsi coinvolgere personalmente. con ottica globale ma senza generalizzazioni. Rispettare il vuoto. Conoscere e padroneggiare tutte le armi. diventano doti che il leader deve possedere per reggere la fatica di un conflitto. Allenarsi per migliorare. Non sempre la competenza dei collaboratori del leader è tale per cui. 4. per diventare leader nella negoziazione. quello che conta veramente è "come si dice" e non "cosa si dice". con comprensione ma senza concessioni. mio capitano (saper comandare) Alcune imprese che il leader vuole compiere con l'aiuto di altri si possono realizzare senza bisogno di dover dare ordini o disposizioni. —avere dei collaboratori fortemente integrati fra di loro. per non farsi trovare impreparato e saper dare risposte coerenti. —trasformare le critiche in proposte. occorre: —non trattare se non si è costretti. Le stesse identiche tecniche e tattiche negoziali si ritrovano nel decalogo che segue e che veniva insegnato ai samurai. allearsi! 8. Come comportarsi allora. è spontaneamente sinergica e opera nella stessa direzione. Tre sono le condizioni perché ciò avvenga: —avere dei collaboratori altamente professionali. 5. 7.66 Le capacità del leader Le capacità del leader 67 Le tre variabili dipendenti sono conseguenze della situazione negoziale in cui ci si trova ed è opportuno analizzare le alternative di azione e di comportamento. Non sempre l'obiettivo del leader è immediatamente o totalmente condiviso da coloro che operano con lui e per lui. 9. ottimismo e praticità. meditare. con intelligenza e scambio tra vittoria e sconfitta. soprattutto se si opera in un clima di urgenza e di esasperata criticità? Quando c'è e quando si ha si ricorre all'autorità gerarchica formale.

del carisma. si è lasciato credere che "leadership" sia diverso da "saper comandare" e che il "leader" sia un essere diverso dal "comandante". Dicono editori e librai che un libro con la parola "leadership" vende dieci volte di più che con il termine "comando". della blandizie o del ricatto non funzionano. quelli sulla comunicazione oltre cento. Ogni sua indicazione è un ordine e ogni ordine viene rispettato senza discussione. discutere. In fondo c'è chi ama essere comandato. fin dall'inizio dell'opera delega autonomamente il protagonista ad assumersi tutto il peso delle decisioni e dei rischi conseguenti concedendo in cambio tutta la disponibilità personale. Non sempre il comando si giustifica soltanto per le ragioni suddette. In entrambi i casi. A fronte di questa pochezza letteraria. prevaricazione. ragionare. Nel Catalogo dei libri in commercio dell'Editrice Bibliografica. Si comanda e basta. i libri intitolati con la parola "comando" o con il verbo "comandare" e citati nel Catalogo sono soltanto due. Ecco la ragione per cui libri sul "comandare" sono molto rari in Italia. riconoscenza e ammirazione. la pregevole opera di aggiornamento delle pubblicazioni librarie italiane. discettare con calma. Esistono realtà nelle quali chi collabora a una impresa. Se c'è tempo e se si sopravviverà si potrà. pena la denuncia agli organismi preposti alla difesa del suo ruolo. Nella letteratura anglosassone. per il direttore d'ospedale. della motivazione. mancanza di rigore). un cretino. E così. Ci si vergogna di tradurlo con "comando". Ma la pochezza letteraria non autorizza a negare il comando come dovere per il leader quando sussistano le condizioni già dette di urgenza e di impossibilità negoziale. per il maestro. con la connivenza degli editori italiani. A difesa dei comandanti dell'esercito prussiano il grande genio della guerra scriveva invece: "la loro semplicità apparente a fianco degli uomini di penna e degli uomini di . avere il comando si traduce con il termine "leadership". ingegnosa e ricca di idee". "Autorità". Chi mai oserebbe accusare la guida alpina di autoritarismo. con rispetto.68 Le capacità del leader Le capacità del leader 69 tualmente negoziare con loro la partecipazione alla difesa o all'assalto. abuso") si è ben coscienti che esiste tanto quanto la partecipazione democratica diventi lassismo (forma di esagerata indulgenza. Si comanda e si ubbidisce. "potere tutelato dalla legge di emanare atti vincolanti l'attività dei destinatari". recita lo Zingarelli. Il comando può essere applicato quando è garantito il consenso a priori. di non rispetto della dignità umana? Nella saggistica italiana il termine "comando" compare molto raramente. trasgressione fino all'illecito. Negare il comando in qualunque impresa significherebbe porre le premesse per il suo fallimento. il termine suddetto viene tradotto con "leadership". non rimane per essi che esercitare la leva del comando sulla base dell'autorità costituita. Ciò avviene quando i deleganti riconoscono nel leader doti e competenze che essi non hanno e che ritengono di non poter possedere mai. per il capostazione e per il vigile urbano: essi sono autorità formali e quando non c'è tempo o non ci sono le condizioni per ottenere consenso e adesione sugli obiettivi indicati. Ma chi è il comandante? Secondo von Clausewitz all'inizio del XIX secolo si era abituati a considerare il "comandante" come " l'opposto di una testa meditativa. Chi comanda è un. Se il leader è nelle condizioni di essere autorità formale. Quanto al rischio che l'esercizio dell'autorità degeneri in autoritarismo ("forma di esagerata autorità. quasi ci si vergogni della parola o non si voglia argomentare su di essa perché non gradita e male interpretata. L'esempio più immediato è dato dagli alpinisti che si affidano alla guida alpina per affrontare una via ardita.. indifferenza al rispetto delle regole. gli eccessi sono da condannare drasticamente. per il caporeparto. impegnativa e difficile. insomma. Essi aumentano considerevolmente se accettiamo di usare in sua vece il termine inglese. di prevaricazione. Invece quando un'opera americana o inglese che ha nel titolo la parola "leadership" viene pubblicata in italiano. Ma ciò vale anche per il professore. come tale deve essere comunque rispettato. dopo. Nel Catalogo dei libri suddetto i testi intitolati con il termine "leader" o "leadership" sono ventiquattro. permissivismo a oltranza. quando le leve dell'ascendente. comandante. termini e verbi che in questo nostro libro vengono affrontati hanno una ampiezza di documentazione e una numerosità di opere enormemente superiore. I testi pubblicati in Italia che trattano il tema della "motivazione" e citati nella bibliografia suddetta sono almeno trenta..

Kotter). oltre che intelligenza pratica chiedeva con molta maggiore semplicità di essere soprattutto di esempio per i loro soldati. suggeriamo di prendere posizione rispetto alle quattro domande qui di seguito elencate e che riguardano il suo rapporto con i subordinati. "Quel prencipe che non castiga chi erra è tenuto dai suoi o ignorante o vile" scrive Machiavelli nei Discorsi sopra la prima teca di Tito Livio. Le domande sono quattro. comprendere le loro pene. essere disposto a farsi odiare da chi sbaglia per essere stimato da chi fa il proprio dovere. non deve indurre in errore sul carattere distinto della loro intelligenza pratica". Lee Jacocca). Pur non sapendo che più tardi.70 Le capacità del leader Le capacità del leader 71 affari.". Geneen).. In una lettera al fratello Gerolamo che andava in guerra attorniato da belle donne e inetti dignitari egli scrive scandalizzato e con penna furente: "devi essere soldato e poi soldato e poi ancora soldato. quasi due secoli dopo. Ricapitolando. —premiare e punire secondo giustizia (Machiavelli. Il prezzo del comando è questo: essere più forte e più resistente degli altri. Napoleone.Ho potere di chiedere informazioni ai miei subordinati? Chiedendole. Comandare significa ottenere che qualcosa venga realizzato. uno dei massimi esperti in materia di leadership riscoprirà il pensiero machiavellico parlando del "sistema premi e punizioni". . conviene con asprezza farle osservare". H. essere notte e giorno a cavallo e marciare in testa con l'avanguardia. Rimanendo nel campo della cultura militare che è quella che maggiormente ha sviluppato il tema del comando e utilizzando il linguaggio moderno della Nato troviamo. Questa umanità di chi deve comandare nulla toglie all'obbligo di essere duri nel comando. Lee Jacocca. ma anche "dove sono le punizioni grandi. nella sua autobiografia riecheggia il tema della ragione pratica con questa affermazione: " i capi non sono pagati per fare le cose che piacciono. del saper comandare e cioè la capacità di pensare e di affrontare i problemi con estrema concretezza mirando all'azione e al risultato rifiutando le emozioni con "intelligenza pratica". attuale o futuro leader. esigenti nel chiedere e quando necessario nel punire chi sgarra. questa definizione: "il Comando è il processo attraverso il quale il Comandante trasmette le sue intenzioni ai subordinati. Nono: 168 ore e basta (sapersi programmare) "Non è nato per la gloria chi non conosce il valore del tempo".Ho potere di modificare gli obiettivi della mia impresa e quando li cambio i miei collaboratori mi seguono? Solo se la risposta ai quattro quesiti sarà positiva allora egli potrà pensare di poter comandare ed essere ubbidito. ignaro dei precedenti detti e scritti affermava lapidariamente: "leadership significa dare l'esempio". devi bivaccare con la tua gente. Questo è saper essere comandante! Vivere con i propri subordinati. Cinquecento anni dopo John Kotter professore ad Harvard. von Clausewitz anticipava una caratteristica antagonista a essa. per "saper comandare" il comandante deve: —avere ragion pratica (von Clausewitz. salvatore della Chrysler. Questa massima di Vauvenargues riassume il senso della capacità che più delle altre sta sconvolgendo l'ordine delle scale di prio- . —dare l'esempio (Napoleone. l'americano Goleman avrebbe avuto successo predicando l'Intelligenza emotiva" . che si trovi nella condizione di far ricorso alla sua autorità formale prima di emanare ordini con il rischio di non essere ubbidito. significa far sì che ciò che si è deciso venga effettivamente fatto". del comando. ma per far eseguire ciò che va fatto. Il Comando implica l'esercizio del potere e il diritto di pretendere obbedienza". vi devono essere ancora i premi".. le ottengo? —Ho potere di modificare il contenuto di lavoro dei miei subordinati? Proponendolo. E ancora Machiavelli ricorda al Principe che: "quando si comanda cose aspre. essi lo realizzano? —Ho potere di anticipare o ritardare i tempi di consegna del lavoro dei miei subordinati e chiedendolo lo ottengo? . dare l'esempio di saper reggere le loro fatiche precedendoli ovunque. ai suoi comandanti. Al lettore. Harold Geneen che sicuramente non lesse alcunché di von Clausewitz.

Vincent Guy e John Mattock. stilando un decalogo per il turista internazionale. grazie a come si utilizza il tempo. ciò che si dovrebbe fare? Se un leader non gestisce il tempo e non sa rendersi conto di cosa e di chi glielo sottrae. l'orologio e il calendario. i giorni. non una di più. le ore. è penultima in Italia. nel comportamento del leader tale risorsa è il tempo. Il tempo è la "cosa" più importante. se non si trova il tempo di realizzarle o quanto meno di esporle? A che serve finire bene un lavoro o raggiungere un obiettivo eccellente ma fuori tempo utile? Come si può lavorare in modo efficace se si opera in perenne rincorsa. Programmare significava. Einstein definì il tempo in termini di relatività. All'inizio della nostra ricerca sulle capacità del leader nessuno di coloro che collaboravano con noi considerava cruciale il programmare. se i limiti di qualsiasi produzione sono fissati dalla risorsa meno abbondante. Oggi la situazione è rovesciata. soltanto distribuire le azioni nel tempo. è l'attenta. Il tempo si padroneggia al meglio grazie a due strumenti. Quando il carattere è "primario" l'urgenza ha sovente un'in- . le settimane. non ritorna. non lo so più". agire con puntualità permette di valoriz- zare le ore e i minuti sentendosi padrone di una risorsa che. Per questo diventa importante essere in grado di diagnosticare i propri condizionamenti psichici. Il tempo è considerato la risorsa cruciale di uomini e di organizzazioni: si vince nel tempo. peggio. dare linee guida e scadenze a se stessi e al sistema nel suo complesso. La condizione. Per Kant il tempo era una categoria. E una risorsa irripetibile. Per tempo psichico o soggettivo si intende il complesso delle relazioni prima-dopo tra l'individuo e gli avvenimenti. non si ricrea. è seconda in Gran Bretagna.. Newton lo considerava un flusso oggettivo. esso è "un semplice pseudonimo della vita stessa". assai poco agganciato alla riuscita nella carriera o all'immagine di un leader. E questo il tempo psichico. L'orologio e il calendario permettono di trasformare i due atteggiamenti temporali della priorità e della puntualità in solidi e fruttuosi binari di comportamento. Il tempo psichico ha cadenze ed estensioni personali e contingenti (lungo: il tempo di passione. comune a tutti i leader vincenti. in crudele assillo di non avere abbastanza tempo per fare ciò che si vorrebbe o. in continuo ritardo. due ricercatori inglesi. desideri. Esso è il fattore limite per eccellenza. Agire per priorità permette infatti di realizzare i propri obiettivi di qualsiasi tipo anziché vivere a caso o per accidente. II ritardo poi sembra essere una caratteristica riconosciuta soprattutto agli italiani. il rispetto del tempo è la prima regola in Svizzera.. il tempo è sempre legato agli avvenimenti che si presentano all'individuo operante (percezione del tempo) che egli causa e influenza (comportamento temporale) o rispetto ai quali si orienta (ricordo. E non esiste la settimana dei tre giovedì. memoria. se non monitorata spiazza il leader rispetto alla realtà: l'anticipo e il ritardo sono sprechi della vita. ansie vivono una vita latente ma immutabile che termina solo e raramente con la risoluzione cosciente dell'elemento) tutti i contenuti di coscienza sono influenzati dalla concettualizzazione del tempo. esagerata cura del tempo. Cartesio lo desumeva dalla coscienza individuale. io lo so". significa che non è padrone del suo agire. Essendo una convenzione creata dagli uomini esso è ormai vincolante. scrive Gramsci nelle sue Lettere dal carcere. in Giappone e in Germania. un concetto a priori. i mesi. un po' noioso. né una di meno. ogni persona ha una sua percezione del tempo o meglio un vissuto interiore e lo struttura in funzione della realtà esterna. è terza in Francia. né la "venticinquesima ora" come intitolava un celebre film. corto: il tempo di uno sguardo) ed è fortemente influenzato da un complesso di fattori fra i quali la situazione psichica e mentale del leader. Il tempo non è uguale per tutti. futuro). quando (nel tempo) e quanto (di tempo). l'essere puntuale. 168 ore la settimana. Come regola psicologica. Il loro linguaggio d'uso è inesorabilmente semplice. Nel passato più che una regola il tempo è stato una idea molto vaga: "se nessuno mi domanda cos'è il tempo.72 Le capacità del leader Le capacità del leader 73 rità del vivere moderno. pulsioni. Secondo i due studiosi. Le unità di misura per entrambi sono i minuti. Gli aspetti burocratici e distributivi del verbo lo mantenevano anonimo. passato. pongono all'interno di una ventina di comportamenti ritenuti necessari per essere ben accetti nelle singole nazioni. non si recupera. A che serve avere idee brillanti. Tranne l'inconscio che è atemporale (dove paure. infatti. scrive Sant'Agostino nelle Confessioni "ma se voglio spiegarlo a chi me lo domanda. rigorosa.

per loro. Quando si è stanchi o ammalati i minuti passano con difficoltà. medio per il pianificare. La loro abilità fu quella di non annunciare mai "quando" l'Uomo Nuovo si sarebbe manifestato. legate tra loro da una logica sequenziale. Quando i modelli parentali della prima infanzia hanno avuto nei confronti del tempo atteggiamenti confusi (sempre di fretta. gestirlo attivamente (non subirlo o interpretarlo) con le tecniche della previsione. Non c'è certezza nella frase (perché è impossibile darla) ma solo anticipazione di un probabile evento. sappi che dovrai rifarle di frequente"). sottolinea le carenze e prepara le difese. mentre quando si patisce di stress il tempo è sempre troppo corto. utilizzando informazioni presenti e supposizioni. Il previsore parla invece di fatti e di tempi. programmi vaghi e non rispettati) l'individuo deve sopportare fatica per ricostruire un rapporto armonioso con la risorsa in questione. Pianificare significa decidere oggi quello che si vuole dovrebbe accadere nel futuro. quando il carattere è "secondario" i pensieri si sviluppano con risonanze lunghe. interpreta le informazioni privilegiando gli ostacoli. alla soglia di ciò che non esiste ancora. tutto urgente. anche se hanno come comune denominatore il tempo. Il leader si difende dalle tendenze emotive (sia quella pessimista che quella ottimista) e arricchisce la sua attenzione al futuro con le astuzie e le cautele dell'intelligenza creativa. andrà certamente male") e coltiva una seconda e una terza visione alternativa nelle quali trasferire le sue aspettative. pianificare e prevedere non sono sinonimi. quale visione possedere. Le previsioni non sono profezie e il previsore non è un profeta. E un atto. minimo per il programmare. per sua natura. quali azioni progettare. imperfetto. sarebbe sicuramente venuto. che vede nero e sogna grigio. Prevedere significa anticipare nelle dichiarazioni un probabile accadimento. un connubio di calcolo. Il leader deve affrontare. cioè. Programmare. Lasciamo ai grandi profeti biblici del VII secolo avanti Cristo e ai loro successori par- lare del futuro con certezza. Il prevedere riguarda il futuro. specialmente quando si parla del futuro". sempre in ritardo. Sono tre azioni completamente diverse. – si allena a ricominciare a prevedere senza stupirsi di doverlo fare anche "settanta volte sette" perché sa che il futuro è distratto e non ha memoria (ha scritto il premio Nobel Paul Samuelson: "se devi fare previsioni. Come il meteorologo che afferma: "nelle prossime ventiquattro ore sono previste nelle regioni dell'Alta Italia annuvolamenti e piovaschi". prima prevede. una persona che voglia sviluppare appieno la propria capacità di gestione del tempo. pianificare e prevedere sono azioni nelle quali è assente. La caratteristica del prevedere infatti è di situarsi nel territorio del possibile e del probabile.74 Le capacità del leader Le capacità del leader 75 tensità incombente. L'Uomo Nuovo. della pianificazione e della programmazione. La persona troppo ottimista che sogna alto e fa tutto facile. sogno e decisione: quali informazioni scegliere. tenendo conto fin da ora delle risorse neces- . perde il contatto con il presente. il tempo è sempre troppo lungo. tenta di descriverlo e di renderlo reale. Alloca i presumibili fatti in presumibili tempi. La base del prevedere è l'intelletto. Ma il prevedere è sempre influenzato dall'atteggiamento emotivo del previsore. quando si è cresciuti in ambienti regolari e calmi scanditi da ritmi ben programmati e intensamente rispettati e accettati. Programmare. Ecco i criteri che suggeriamo al leader che cerca di prevedere nel modo migliore possibile: – egli trasforma il futuro desiderato in visione e la precisa nei dettagli. Esse si differenziano per il grado di aleatorietà e di tolleranza fra il dichiarato attuale e il risultato futuro: massimo per il prevedere. – si prefigura il possibile verificarsi della previsione secondo la legge di Murphy ("se qualcosa può andare male. poi pianifica e infine programma. il tempo secondo criteri metodologici. alla luce delle informazioni che possiede e del tempo disponibile. Quando si patisce di ansia. il rapporto con il tempo anche dal punto di vista psichico si incanala tra sponde già preparate. sorvola sulle informazioni. oltre che l'ultima della serie. è perché l'azione che si dichiara è la più conosciuta e praticata delle tre. seppur con intensità diversa. quando si è vecchi gli anni sembrano corti. Dice ironicamente un proverbio cinese: "prevedere è difficile. Quando annunciavano l'arrivo dell'Uomo Nuovo essi non avevano dubbi. Se nell'elenco delle capacità del protagonista compare soltanto il termine "programmare". La persona molto pessimista. la certezza del risultato. quelle che riportano all'interpretazione del tempo come fatto tecnico e metodologico.

innovare può essere un "diradare le nebbie". si provi a pensare con quale piede si frena e con quale si schiaccia. L'enfasi maggiore del pianificatore deve essere rivolta alle risorse necessarie per il probabile raggiungimento del risultato più che sul rispetto del tempo. Una riunione si programma soltanto dopo aver definito per quale ragione la si indice e con chi. "ho trovato!". aggiungendo un particolare. e quando l'ottica si spostava dal breve al medio termine. un manifesto che anticipa. mangia o beve "il solito!". Programmare vuoi dire allocare nel tempo degli eventi sufficientemente noti nelle loro caratteristiche. coloro che si sono cimentati per la prima volta nella guida di una macchina con il cambio automatico.76 Le capacità del leader Le capacità del leader 77 sane per raggiungere l'obiettivo previsto. trasformare. Rassicurati sulla capacità di gestire il tempo futuro. con tutte le approssimazioni del caso. Cosa succede? La macchina inchioda di colpo e il guidatore. Deriva da "pro-gramma". Immaginando di essere alla guida di un'automobile. ma è parzialmente nascosto alla nostra vista. Si pensi a quanta parte della vita è vissuta per abitudini. Un programma richiama immediatamente alla mente un calendario di date. sono caduti. Nudo. la caduta di programmazione raggiungeva per i prossimi cento giorni di calendario il valore del 3%. Innovare è scoprire ciò che già c'è. si stabiliscono i tempi.. pianificare non significa programmare. Saper innovarsi e innovare è trovare il modo di fare qualcosa di nuovo. mai fatto prima o di diverso. vede e parla quasi sempre con le stesse persone. Pianificare è decidere il futuro. ma limitato all'ottica della giornata e quasi sempre eterodiretto? Decimo: il grido di Archimede (sapersi innovare) "Eureka!". come se fosse ricoperto dalla nebbia. è abituata ad andare fino a fondo corsa del pedale per " " poter inserire correttamente la marcia senza grattare e. Per innovare e innovarsi deve esistere un bisogno o una motivazione e deve esserci una azione conscia e volontaria. fa la "sua" colazione. generoso fin che si vuole. Innovare non è solo creare. Le risposte dei quattro quinti degli intervistati sono state affermative. "trovato". di una crocerossina. Così. convenzioni o per routine (dalla sveglia mattutina al sonno serale). Una persona definita normale vive la sua giornata all'80-85% in modo abitudinario. ripropone lo stesso movimento. ovvero. finalmente. Le risposte (considerate giuste) sono piede destro per il freno e piede sinistro per la frizione. una lista di attività scandite in modo definito. Perché? Perché la gamba sinistra ha memorizzato un movimento automatico. si può essere innovativi verso se stessi cambiando la montatura degli occhiali con una più bella o più seducente. Si sveglia sempre alla stessa ora. Allo stesso modo. per automatismi. Infine. se si cambia pedale. molto probabilmente. E innovativo trovare una strada diversa (più veloce o più pratica) per portare i figli a scuola. si spiaccica contro il vetro anteriore. Archimede correva per le vie di Siracusa. di uno sportellista. abbiamo posto la seconda domanda: "quante ore dei prossimi 10-30-100 giorni di calendario sono già programmate sulla sua agenda e completate dall'indicazione della ragione. produrre ex novo ma è anche plasmare. se una nuova legge obbligasse tutti gli italiani a guidare . e si passa a quello del freno. invece. ha i "suoi riti" per cominciare la giornata o per vestirsi. del luogo e degli eventuali interlocutori. Innovarsi è difficile e impegnativo. fa la "solita" strada per andare a lavorare. nell'errore di provare a cambiare lo stesso (azione effettuata con il piede sinistro) e hanno inchiodato la vettura. oppure modificare una ricetta gastronomica. il pedale della frizione. del suo impegno?". sempre pronto a intervenire. Il programma è l'ultimo atto del processo di gestione del futuro e diventa possibile solo dopo che siano stati chiariti gli obiettivi verso i quali si vuole tendere e siano state definite le risorse con le quali li si vuole raggiungere. ahimè. La nostra vita è un susseguirsi di ripetitività. E questo 1"`identikit" di un leader padrone del futuro proprio e della sua organizzazione o non piuttosto quello di un pompiere di servizio. Ora si provi a frenare con il sinistro. modellare. inventare. poi rientrando a casa pensa "che vita monotona e sempre uguale". ma solo dopo. E a questo punto che il dubbio si è insinuato in noi: solo il 40% delle ore disponibili erano già impegnate in modo preciso per i successivi dieci giorni. Dopo di che. perché il loro piede sinistro ha trovato il pedale del freno anziché quello della frizione.. Abbiamo rivolto ad alcune centinaia di operatori la domanda: " possiede un 'agenda sulla quale programma i suoi prossimi impegni?" . felice di aver.

che modifica una variabile alla volta. vive nel sogno e nella fantasia. Innovare con l'emisfero sinistro vuol dire. L'adulto non vede a un palmo dal naso. scopre il mondo. Un po' anarchico e ambiguo. facile e logicamente necessaria. la concentrazione. I primi due gruppi di persone non hanno acquisito la capacità di innovarsi. centripeto e divergente. il sinistro e il destro. quella ritentiva (capacità di conservazione dei ricordi) e la funzione immaginativa (capacità di rappresentazione. la tenacia. Il ping-pong tra i due emisferi produce l'idea innovativa. E l approccio del generalista che sa collegare. oggetto ancora misterioso. cercare una ' risposta difficile. convergere verso la soluzione del problema. a ri-vedere gli stessi visi.. intraprendente. costosa e faticosa. mentre quello sinistro (educato e contratto) vale poco o nulla. indole e idee giovanili) hanno saputo rimanere flessibili. Un'idea per essere creativa. degli sportivi). invita a uscire dagli schemi (suggerisce al bambino di arrampicarsi sulla libreria . quelli che provano e dopo molti tentativi. l'immaginazione. saper innovare e innovarsi. è razionale. a ri-fare. idee fa invecchiare più velocemente. quelli che provano e. esplosivo. abito). che si concentra sugli elementi. E abitudinaria quella persona che non si sforza di cambiare e di modificare il proprio atteggiamento. hanno scoperto o riscoperto hobby e interessi che li hanno mantenuti giovani. L'emisfero destro privilegia il caos e l'immaginazione. la teoria ha ingenerato qualche problema. centrifugo. può decidere di lavorare su alcuni aspetti della capacità di innovare e innovarsi che sono: la curiosità. ma pochi di essi se ne ricordano". i nomi degli affluenti del Po. L'emisfero sinistro sa far di conto. allora. bisogna utilizzare l'emisfero destro (la parte innocente che consente una visione olistica delle cose). Per essere curiosi biso- . E flessibile. implosivo. E l'approccio dello specialista. che ricerca le cause. usare un ragionamento libero. all'umanità rimane ancora la quarta. L'emisfero destro è invece entropico. L'emisfero sinistro è quello della logica. per esempio. perché non è frenato dall'esperienza). quelli che riescono immediatamente. non riuscendo. Innovare con l'emisfero destro vuol dire. hanno fatto manutenzione al saper "innovare e innovarsi". la ripetitività di azioni. Ognuno dei due emisferi si è specializzato in alcune attività peculiari. riescono. è lineare. La curiosità è la base dell'innovazione. Nulla di più sbagliato. movimenti. produce quei " giovani-vecchi " (giovani di età anagrafica e vecchi di età biologica) che non sanno più cosa fare. Il motore del saper innovare e innovarsi è il cervello.. reagisce agli eventi. Il bambino è curioso per natura. "ficca il naso". E rischiatore e imprudente. Fra le funzioni del cervello quattro sono fondamentali e cioè: quella percettiva (capacità di osservare e concentrarsi). complessa. Le quattro funzioni fondamentali sono allocate nei due emisferi del cervello. fuori dagli schemi. cercando la risposta giusta. E l'atteggiamento dello stratega. che quando vanno in pensione deperiscono. che si concentra sull'intero. è l'emisfero privilegiato e premiato dalla scuola. determinista. È nata una forma di razzismo intellettuale per cui molti sostengono che per essere creativi. che è intimamente connessa con l'innovazione (si pensi alla capacità di immaginare il successo da parte. e sporgersi dal balcone. ci troveremmo di fronte a quattro possibili reazioni: quelli che smettono di guidare. la linearità. L'abitudine è un sepolcro senza fondo. a ri-pensare le idee di sempre. che isola e riduce. globale e coraggioso. posteriori. senza fermarsi alla prima risposta. essere abitudinari vuol dire essere prevedibili. "a imbuto". il proprio pensiero. È quello che si nutre di esperienza e diventa con il tempo prudente e "frenatore". ricorda le date storiche. Colui che vuole diventare leader. disordinato. Hanno fatta loro la prima frase del Piccolo Principe: "tutti i grandi sono stati bambini. deve risultare logica a. Viceversa. L'innovazione viene dall'amalgama dei due emisferi senza privilegi. perché non sono stati capaci di rinunciare a un'abitudine (da habitus. pragmatico e ordinato. che considera i fini. Inoltre. diversa. L'abitudine porta a ripercorrere strade note. Anche se vera. quella raziocinante (capacità di analisi e di giudizio). la capacità di saper chiedere e sapersi chiedere "perché". stabilisce norme e princìpi. E l'atteggiamento del ricercatore. invece.78 Le capacità del leader Le capacità del leader 79 come gli inglesi (cioè al contrario). Attualmente l'intelligenza artificiale ha già acquisito ed esercita le prime tre capacità. usare un ragionamento vincolato. le formule chimiche. il piacere ludico. previsione ed elaborazione delle idee). i " vecchi-giovani" (magari acciaccati dagli anni ma di spirito. rinunciano. parla bene.

. intendendo con questo il modo di fare. Avevano uno scopo e si sono concentrati per raggiungerlo. e ricominciare di nuovo dall'inizio senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso. di muovere le mani. Saper giocare è anche fare domande "stupide". Kipling: "se sai fare un'unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un solo colpo a testa o croce e perdere. non mangia con le mani. come sorpassa. Noi definiamo lo stile con queste parole: "insieme delle maniere e del costume abituale. per il ragazzo. a tavola. Incominciamo pertanto ad acquisire una prima identità: "stile" uguale "comportamento " e comportamento così come viene osservato e giudicato dagli altri. del modo di agire di un individuo in situazioni di rapporto interpersonale o di pubblica attenzione. cambiare orizzonti (esplorare. il superamento dell'asticella e proietta la sua immagine al di là dell'ostacolo verso la vittoria. Lo stile si può imitare . di camminare. lo stacco. il suo vestito ma soprattutto il modo di portarlo. prendono le mosse dall'osservazione del loro comportamento. non enfatico. Cercare strade nuove per risolvere il problema. Di un ragazzo. Quando si rifiuta l'ovvio si fa il primo passo verso l'innovazione. La tenacia è saper ricominciare. Così come l'atleta che si prepara per il salto in alto. preparandosi alle difficoltà e pregustando il sapore del successo. in qualsiasi luogo o momento) sono allegri. Immaginare vuol dire togliersi i paraocchi e uscire dagli schemi. il suo trucco ma soprattutto il modo di sfruttarlo muovendo (o non muovendo) occhi e bocca. il linguaggio secco. "Non si possono scoprire nuovi oceani. figlio mio". frugare nella banca dati del nostro cervello per trovare qualcosa di vecchio che può andare ancora bene. Lo stile del leader L'abito fa il monaco (scegliersi la cornice) Di una bella donna si dice che ha uno "stile" affascinante osservando e giudicando i suoi comportamenti. la mimica contenuta. si dice che ha uno "stile" educato perché si comporta secondo le regole canoniche del vivere civile: non mette il coltello in bocca. come frena. affrontare problemi senza risposte. a volte inconscio. o come ha scritto R. per il corridore di Formula 1 e per l'oratore. hanno imparato a lavorare in uffici rumorosi o negli aeroporti per recuperare le ore di attesa. Di un pilota di Formula 1 si dice che ha uno "stile" nervoso valutando come accelera. L'innovazione e il cambiamento. Nessuno ama sedersi a tavola vicino a chi è triste o demoralizzato o non ride mai. il suo modo di parlare. meglio se adottato come scelta volontaria". mete e progetti è il comune denominatore della gente di successo. guardare tutto da punti di vista diversi. le buone maniere.80 Le capacità del leader gna imparare a fare più domande di quante risposte si possano dare. molte volte. partire). non si alza prima degli altri. innovare è saper immaginare. Coloro che sanno giocare (a qualsiasi età. allora Tu. E. come affronta le curve. spargono felicità e simpatia intorno a loro. infine. non scambia i bicchieri di vino e acqua. Avere obiettivi. non appoggia i gomiti sulla tavola. 3. I giudizi di "stile" espressi per la bella donna. sarai un Uomo. provengono dall'umorismo e dall'ironia. le grazie. La concentrazione è la terza caratteristica sulla quale il leader può lavorare. la grazia del portamento. Di un oratore si dice che ha uno "stile" asciutto ascoltando quanto dice e rilevando il tono controllato. immagina la propria rincorsa. il leader deve lanciare la sua immaginazione verso l'obiettivo. Chesterfield definisce lo stile con il termine "The Graces". che ha saputo concentrare le proprie forze su un obiettivo o una meta. a leggere un libro mentre piccoli bambini rumorosi giocano ai cow-boy e agli indiani a due metri di distanza.. se non si ha il coraggio di prendere il mare". "Ludendo docere" era il motto dei maestri latini.

. la professione morale e politica rappresentano invece manifestazioni di stile a medio termine che richiedono scelte di coerenza per risultare efficaci e quindi d'effetto. purché provino una sensazione di utilità. Ce ne sono tanti. " se non si è iscritti al Rotary non si diventa direttori di questa banca"). trattandosi di un modello piramidale. sempre valido nel tempo e universale nello spazio. né tanto meno come finzione totale ("non c'è nulla di male a mentire. perché la realtà dimostra che in un qualunque contesto umano organizzato e in qualunque tempo. è che non esiste uno stile unico vincente. la nostra piramide diventerebbe un parallelepipedo e perderebbe realismo. non solo non viene riconosciuto come tale. ma viene ritenuto una copia modesta. i tratti di personalità dell'individuo con stimoli più effimeri e contingenti provenienti dall'ambiente sociale in cui si vive. come cornice in cui inserire un bel quadro. Il saggio padrone di casa dovrebbe avere a disposizione più di una cornice come il saggio leader dovrebbe saper praticare stili diversi. Il secondo.2). il disegno stesso anticipa che non tutti coloro che iniziano la salita della scala sono tenuti a percorrerla fino in cima. con le due componenti strategiche della cultura sociale dominante e degli obiettivi dell'organizzazione di appartenenza. quello cui noi crediamo. a un certo punto della loro vita. Se nessuno la pensasse così e tutti volessero continuare il gioco. come vernice trasparente per rendere impermeabile la barca. Chi è tetragono agli stimoli esterni del sociale e non ritiene di dover cambiare per nessuna ragione le proprie convinzioni e i propri princìpi. Prendete dieci leader di successo. il successo personale è basato non solo sulla sostanza e sull ' autentica capacità dell ' individuo ma anche. rappresentate dal sistema dei bisogni prevalenti e dal sistema delle proprie aspirazioni. Non c'è nulla di male ad affittare un'indossatrice e farla passare per la propria moglie alla convention aziendale. in atti in ampia misura prevedibili per coloro che vivono a fianco della persona giudicata. fanno benissimo a considerare compiuta la scalata e a mantenere le posizioni raggiunte. A noi interessa lo stile come scelta ragionata e sigillo formale per poter meglio agire nel sociale e dal sociale essere accettato. Abbiamo già spiegato che. ma un dipinto. Il nostro modello di costruzione della figura del leader considera lo stile come secondo scalino della piramide (vedi Figura 1. adulare. La moda del vestire e i termini del linguaggio d'attualità sono i due esempi più importanti che esauriscono le loro proposte nell'arco di poche stagioni ma incidono visibilmente sulla cultura dominante. Questa manifestazione scenica combina in modo intonato i principi. La cornice. Il primo. non v'è dubbio che il dipinto resti l'elemento essenziale. quale cornice per quell'arredamento o per quel dipinto). il problema è quello di individuare la correlazione fra stile e situazione. Stile come formalizzazione. Coloro che si accorgono di aver raggiunto.82 Lo stile del leader Lo stile del leader 83 da altri. ma non è disposto ad adattarlo e neppure a porgerlo in modo accettabile. con questa affermazione. sul modo e sulla forma con cui egli trasmette la sua personalità e le sue capacità e competenze e interagisce con gli altri. le scelte hobbistiche. I "capaci e basta" sono quindi indispensabili alla plausibilità del modello. si vuole dimostrare che lo stile è una variabile indipendente e casuale. feriali e culturali. Il fine giustifica i mezzi"). A noi non interessa lo stile come norma risolutiva ("chi parla con l'erre moscia e porta l'orologio sul polsino farà carriera in Fiat". esaminate il loro comportamento e scoprirete dieci stili diversi e dieci modi di interpretare la loro figura. per quanto raro. fingere che il tennis sia l'hobby preferito. un successo significativo grazie alle proprie capacità e non intendono costringersi a formalità comportamentali che sentono fasulle e forzate. il più deludente è che. Molti sono gli stili che portano al successo personale. un fatto del tutto accidentale. si può adattare e costruire razionalmente basandosi sull'analisi della realtà di riferimento correlando le due componenti psicologiche. Nel definire lo stile della bella donna abbiamo usato l'aggettivo . pienezza e soddisfazione raggiunta nel lavoro e nella vita. La qualità del vivere privato. cioè cercare di comprendere quale stile è il più adatto per "quella" situazione (. ha evidentemente un proprio stile. le convinzioni. appeso su un muro sporco con una puntina da disegno. lo stile. Nell'operatività quotidiana "stile" non indica altro che la combinazione di modi di agire e di apparire trasformati in abitudine. che non influisce sui risultati. I commenti a questa frase possono essere due.. se non soprattutto. serve dunque a mettere in valore il quadro e a collegarlo con l'arredamento della stanza: se cambia l'arredamento può essere utile cambiare la cornice.

nel caso della situazione 0-0. . non potendo prevalere sulla controparte. stile tecnocratico: comportamento di chi.84 Lo stile del leader Lo stile del leader 85 "affascinante". —S3. soprattutto quando questi dissentono da lui (potere: 1-0. condivisione degli obiettivi). non condivisione degli obiettivi).5 si ha quando il leader e gli altri hanno sostanzialmente uguale potere di contrattazione e negoziazione. condivisione indifferente degli obiettivi). Così la situazione 0. si indica che il reale potere è presso l'organizzazione (gli altri) e il leader opera in condizioni precarie. di contrattare. stile democratico: comportamento di chi. le scelte e gli atti della base (potere: 0-1. per l'oratore "asciutto". —S6. non potendo prevalere per autorità sulla controparte. non condivisione degli obiettivi). potere e condivisione. di negoziare. Estremizzando e semplificando le posizioni. condivisione degli obiettivi). Condividere gli obiettivi fondamentali significa operare per il raggiungimento degli stessi.5-0. — S2. Non esaurisce tutte le variabili organizzative e socia- . la cui somma è sempre uguale a uno. il lettore possa e sappia scegliere tra esse valorizzando il suo contributo anche grazie al suo stile. Lo stile dunque si definisce con un aggettivo e lo Zingarelli ha 40. stile permissivo: comportamento di chi avalla passivamente.000 aggettivi. con il simbolo 0-1. riguarda l'atteggiamento che i membri di un'organizzazione (gli altri) esprimono o pensano di avere verso gli obiettivi fondamentali del leader. di comandare. Ma noi intendiamo illustrarne sette e soltanto sette perché ci sembrano essere sufficienti e sufficientemente distinguibili fra loro. propone una realtà nella quale il potere discrezionale di decidere. non condivisione degli obiettivi). scelta per la differenziazione dei sette stili.5-0. La condizione 0-0. Limitandoci a parlare degli stili del leader gli aggettivi disponibili e utilizzabili potrebbero essere alcune decine. tutto il potere è in mano al primo. apparentemente anomala rispetto alla norma testé data. grazie alla comune adesione ad alcuni principi fondamentali (potere: 0. immaginiamo due condizioni limite: quella della condivisione e quella della non condivisione degli obiettivi fondamentali del leader. Analogamente. difendendoli in caso di aggressione contro la loro sopravvivenza. . nel rapporto fra leader e gli altri. con le variabili "potere" e "obiettivi". è allocato fuori dalle parti: non è difficile comprendere che. negozia e dialoga con essa. Con il simbolo 1-0 si vuole indicare che. vogliamo sperare che.Sl. stile partecipativo: comportamento di chi. molti dei quali potrebbero indicare altrettanti stili. Intendiamo approfondire il loro significato perché. sapendo di avere un ruolo di potere delegato. stile burocratico: comportamento di chi utilizza le norme e le procedure per ottenere risultati senza sentire il bisogno né avere la necessità di convincere le persone coinvolte nell'applicazione delle suddette norme e procedure (potere: 0-0. Sette sono gli stili dei quali vogliamo parlare oltreché di un paio di variabili d'ambiente: la ripartizione del potere fra il leader e l'organizzazione cui egli appartiene e l'atteggiamento dei collaboratori o dei colleghi del leader. L'elenco suddetto. persegue il consenso alle sue decisioni e alle sue proposte attraverso la verifica costante e il condizionamento frequente del volere della base (potere: 0-1. la logica matematica. pur avendo tutto il potere. La seconda variabile d'ambiente.5. possiamo descrivere i sette stili. Correlando fra loro stile.S7. Avviene il contrario quando questi obiettivi fondamentali non vengono condivisi. non esercita appieno la sua autorità sapendo di avere l'adesione spontanea dei collaboratori o dei colleghi alle decisioni che prende (potere: 1-0. —S4. per il corridore automobilistico "nervoso". conoscendo le alternative. avendo affermato che non esiste un unico stile vincente. —S5. stile autoritario: comportamento di chi utilizza appieno il potere che ha. stile paternalistico: comportamento di chi. senza essere in alcun modo protagonista del processo decisionale e operativo. utilizza il raziocinio. sapendo di trovare facilmente punti di intesa.5-0. il potere è delegato alla norma e alle procedure nelle quali il leader agisce e contro le quali egli ben poco può fare. Rapporti diversi dalle condizioni estreme ora dette possono essere indicati con due numeri. rappresenta un tentativo di correlare lo stile del leader con la situazione ambientale. la modellistica per convincere e ricorre all'autorità formale e istituzionale solo quando deve imporre un ordine (potere: 0. imponendo la sua volontà agli altri. condivisione degli obiettivi).5. per il ragazzo l'aggettivo è stato invece "educato".

Mettendoci nei panni degli altri. se non media la sua competenza culturale attraverso altrettanta capacità di trasmettere ciò che sa. del tutto sconosciuto. – un manager discreto e riservato. Dice Peter Drucker: "1'autovalorizzazione delle persone . anche un certo grado di visibilità. infatti. dotata di buone intenzioni e di qualità interiori. un problema fondamentale. sviluppando inoltre una preziosa capacità di ascolto. Sono le variabili ambientali che condizionano lo stile o è lo stile che condiziona le variabili ambientali? Avendo il leader fra i suoi obiettivi quello di ottimizzare il comportamento degli altri e dell'organizzazione nella quale operano. sovente si vede superato in carriera e in successo aziendale da chi dedica tempo e attenzione alla propria visibilità e alle relazioni sociali. – un grande affetto risulta più inutile e vago di un sano e modesto sentimento. fatto non sempre ovvio e praticato. si rese conto di essere di fronte a uno specchio e di osservare la propria immagine riflessa. – un ricercatore geniale o un progettista creativo che non sanno presentare le proprie idee. per disinteresse alle pubbliche relazioni. L'autopromozione implica consapevolezza di sé e della propria posizione rispetto agli interlocutori che ci interessano. è celebre il racconto di un viaggio notturno in vagone letto nel corso del quale lo psicanali - sta. che non gli piacque per nulla. L'immagine. per riservatezza naturale. alle loro esigenze. aprendo gli sportelli dello scompartimento si trovò di fronte un signore barbuto e corrusco. Entrare nella mente del nostro interlocutore. non viene riconosciuta né apprezzata se non sa dimostrare il suo valore. Si può partire dalle variabili ambientali e ritrovare qual è lo "stile" che più di altri può ottimizzare quella situazione ed ecco lo "stile situazionale". Noi crediamo che sia meglio per il leader adottare uno "stile situazionale" che imporre uno "stile attitudinale". non c'è dubbio che il chiarimento si impone. l'atto di vendita darebbe scarsi risultati se il venditore non conoscesse bene il "prodotto" che intende proporre. oppure si può stabilire quali dovrebbero essere le condizioni organizzative qualora si volesse adottare un certo stile naturale e spontaneo che non si intende modificare. attraverso un processo di empatia e di assertività. sono inutili all'organizzazione di appartenenza. subiscono inevitabilmente un giudizio restrittivo o negativo. richiede un adeguato livello di autostima e se il prodotto lo consente.86 Lo stile del leader Lo stile del leader 87 li. Essi si comportano così per irrazionale diffidenza verso l'esterno. mentre nel caso contrario ci si troverebbe nella possibilità di realizzare uno "stile attitudinale". per sfiducia nell'importanza del sociale e per altre ragioni personali. ma è sufficiente per proporre il problema. si realizzerebbe la condizione che suggerisce di assumere uno "stile situazionale". – il primo della classe diventa raramente anche il primo nella vita. cercando di convincerli a fare o a dare qualcosa. ottenerne il consenso persuadendolo o l'ubbidienza convincendolo. così facendo. Tra gli scritti di Sigmund Freud. se non sa manifestarsi alla persona amata. si realizza allora lo "stile attitudinale". riusciremo meglio e più puntualmente a corrispondere alle loro attese. Il più delle volte le persone protagoniste non riflettono sulla propria immagine pubblica e cioè sullo "stile" che portano e sul "comportamento" che hanno e. Queste persone non arrivano a essere dei protagonisti perché non credono nell'importanza della valorizzazione del proprio contenuto e della propria immagine. Se si concludesse. per timidezza. – un lavoratore fedele e generoso ma timido viene valutato meno capace di un lavoratore più pigro ma più brillante. che il comportamento del leader dipende dal clima organizzativo e dall'ambiente vigente. presuppone una buona conoscenza di sé. D'altronde. Vediamo ora alcune conseguenze che la "non" promozione di se stessi può produrre: – una persona capace e onesta. basato su impressioni non corrispondenti sovente a realtà. Si definisce uno "stile attitudinale" quello naturale e spontaneo di ognuno che evidenzia aspetti caratteriali e scelte di personalità. specchio segreto (ciò che gli altri vedono di noi) Promuovere se stessi comporta la precisa e peraltro stimolante consapevolezza che in ogni istante della giornata noi "vendiamo" agli altri il nostro punto di vista e le nostre convinzioni. Mentre gli rivolgeva la parola.

frequentano e giudicano il protagonista). e infine (postulato finale) " io come compromesso interno-esterno. per farsi scegliere. contenuto-prodotto". —l'attenzione alla qualità della vita. —il possesso di energia interna. organizzato e padroneggiato al fine di evitare che diventi condizionante sulla personalità. Per farsi accettare. certamente a causa della concretezza e del carattere delle sue applicazioni. di norme di comportamento nei confronti della programmazione. Dei due tipi di autovalorizzazione citati quella di contenuto viene sovente considerata di qualità e significanza superiore a quella di immagine. ci accorgiamo che gli ascoltatori devono vincere un iniziale rifiuto alla proposta di adattare a se stessi una tecnica usata per "vendere " prodotti e servizi. La definizione di "marketing" quale viene citata sui manuali della materia è duplice. ed è caratterizzata da una certa inerzia al cambiamento. rivolte a ruoli e funzioni univoche. nel nostro caso). Se. ma non può (non deve) rinunciare a porre attenzione nel suo comportamento quotidiano ai seguenti cinque aspetti elencati secondo un criterio decrescente di importanza: —il possesso di alte doti di comunicabilità. un'operazione di creatività intelligente. —l'immagine deriva da un processo di sedimentazione delle relazioni che l'attività di marketing riesce a instaurare con l'ambiente. Domanda: è utile la presenza di una funzione di marketing nel modello di gestione personale del leader? Risposta: o l'individuo vive solo e solitario. per farsi. In un'indagine che destò curiosità alla sua presentazione pubblica. Nei nostri corsi e nelle nostre conferenze. realizzazione e controllo delle attività di scambio sul mercato. passa attraverso le seguenti premesse: " " non più solo " io come sono ".. L'immagine di sé. Per definire l'immagine può essere utile proseguire con rana - logia già proposta e tornare alle definizioni dei manuali di marketing. esso acquisisce un patrimonio di credibilità duraturo nel tempo. L'omogeneità delle risposte ricevute ci ha permesso di individuare cinque comportamenti base che. oppure il rapporto con l'esterno è considerato necessario e in tal caso va interpretato. l'intelligenza consiste nella capacità di stabilire relazioni significative tra elementi indipendenti di conoscenza. di quanti conoscono. quindi. da un lato esso consiste nello studio e nella determinazione. Noi pensiamo che il leader può (e deve) decidere di recitare il ruolo (e cioè di scegliere lo stile) che la situazione gli impone. per cui se un prodotto o un marchio riesce a costruirsi una buona immagine. con dosaggio diverso e cangiante nel tempo. con ottica strategica.. il leader deve rendersi responsabile della sua immagine sociale. quando noi definiamo l'autovalorizzazione della propria immagine con il termine operativo di "marketing di se stessi". costituiscono il comune denominatore dello stile comportamentale del leader. —l'immagine che ha effetti significativi sul comportamento dei consumatori (nel nostro caso. ma anche "io come sembro". pagare. abbiamo raccolto le risposte di alcuni leader italiani alla domanda: "in che cosa consiste il suo comportamento di marketing personale in rapporto a quelli che Lei considera i suoi specifici segmenti di mercato sociale?". Secondo questi: —l'i mmagine è la sintesi delle opinioni che l'ambiente esterno ha di un certo prodotto (il protagonista. anziché avere un valore autonomo sarà costretto ad accettare il prezzo imposto dal mercato e i condizionamenti dell'ambiente esterno. . e nemmeno io come mi penso .88 Lo stile del leader Lo stile del leader 89 è elemento vitale della valorizzazione dell'intera organizzazione. dall'altro invece definisce la gestione della totalità del rapporto con l'esterno con ottica interdisciplinare. avulso da ogni contatto sociale. e soprattutto "io come potrei sembrare se facessi bene marketing di me stesso". infatti. realizzando quindi un vero e proprio salto qualitativo rispetto alle professionalità di tipo tradizionale. —l'attenzione all'estetica. altrimenti. —la ricerca della notorietà. Coloro che ` si ' adoperano per diventare più realizzati nel loro ruolo alzano il livello di rendimento di tutto il sistema di appartenenza". per farsi apprezzare. ma poi procedono spontaneamente lungo il ragionamento e si divertono ad ampliare l'ambito dell'esempio. intimità-immagine. se non altro. il cercare di porre delle relazioni significative tra i concetti e le metodologie del marketing e il concetto e la metodologia della valorizzazione della propria immagine rappresenta.

è un momento difficile". al modo di vestire. se posso permettermi . la loro verbalizzazione è simile a quella di uno studente delle scuole medie. degli oggetti quotidiani descrivendoli senza utilizzare il loro vero nome. dall'anonimato. – la disponibilità alla notorietà che significa non avere timore di apparire in pubblico. saper parlare e saper ascoltare. vita famigliare e vita sociale. in un vocabolario italiano sono raccolte normalmente oltre 100. introdurli nel proprio linguaggio abituale. aggressività calibrata. fare in maniera che "l'abito faccia il monaco" ovverosia che il comportamento personale sia coerente con l'abbigliamento adottato smentendo il detto "l'abito non fa il monaco". Chi non comunica non esiste (130 parole al minuto) La comunicazione verbale costituisce la parte di comportamento espressa mediante il linguaggio parlato. " il riezioni come: " un attimo " o. dalle banalità e dalle inutili inte" attimino " . Inoltre dovrebbero essere sempre a portata di mano i dizionari dei sinonimi e dei contrari. uscire.000 sono aggettivi. Per avere una dimostrazione di questa affermazione è sufficiente sfidarli al gioco di società chiamato Taboo. le parole in frasi e le frasi in contesto linguistico comples - sivo. parlare coinvolgendo l'interlocutore nella narrazione. la semantica. documenti di lavoro. ma quella ragionata e in alcuni casi progettata. Essa si concretizza in parole. – il possesso di energia interna vuol dire: avere scatto. Le principali discipline che governano il linguaggio sono: la linguistica. Considerata l ' importanza di questo primo aspetto comportamentale è indispensabile che ogni lettore tenga a casa o nel proprio ufficio a portata di mano una grammatica. senza esagerare. esattamente come tiene testi e dizionari delle lingue straniere. Quanto a varietà e ricchezza espressiva. . dai modi di dire. rapidità. prontezza. Bisogna ripulire periodicamente il proprio linguaggio dalle ripetizioni. essere interessante nelle considerazioni e convincente nelle argomentazioni. – l'attenzione alla qualità consiste nel garantire un buon equilibrio fra vita professionale. velocità di decisione. strumenti assai utilizzati da chi scrive per professione.000 parole. nell'evitare a qualunque costo stress negativo e fatica distruttiva. Bisogna imporsi di imparare almeno tre o quattro termini nuovi ogni mese (sarebbe bene trascriverli) e. scegliere e portare oggetti indosso adatti alle varie occasioni sia di lavoro che di vita sociale. La comunicabilità richiede di leggere. una sintassi o un vocabolario della lingua italiana. dal turpiloquio esagerato. farsi citare dai giornali. obbligandosi talvolta. nel mantenere il controllo dell'emotività. Abbiamo personalmente assistito alla distruzione dell'immagine di un ingegnere che una sera d'inverno. frequentare la gente "giusta" e i locali "giusti". cioè termini che aiutano a qualificare e specificare il proprio pensiero. pubblicazioni tecniche specializzate e parlano quasi sempre degli stessi argomenti. appena imparati. nell'occuparsi della propria salute considerata sulla base dell'equilibrio psicofisico. ascoltare e variare le fonti di informazione allo scopo preciso di arricchire il proprio linguaggio. – l'attenzione all'estetica significa: avere particolare attenzione al proprio corpo. durata nello sforzo. anzi di cercare la visibilità. Come abbiamo già detto. peggio ancora. che consiste nel far indovinare. Se si considera che normalmente uno specialista o un professionista ascoltano e leggono per anni quasi esclusivamente relazioni. la grammatica e la sintassi. mettendo l'interlocutore nella condizione di sentirsi interessante. nel dialogo. di cui almeno 40.500 parole usate con alta frequenza e 1. in tempi brevissimi. le occasioni sociali importanti. non quella a ogni costo. nel coltivare la serenità e trasmetterla all'esterno. sarò breve . assumere senza scopo di lucro responsabilità di rilievo esterne al lavoro in organismi pubblici e privati.000 usate con bassa frequenza. si può dimostrare che il loro vocabolario complessivo si riduce a circa 1. cioè avere un'affascinante dizione. che significa frequentare. nel dibattito senza narcisismi e autocentratura. intorno a una tavola natalizia con famigliari e amici.90 Lo stile del leader Lo stile del leader 91 L'interpretazione che noi diamo ai suddetti comportamenti base è la seguente: – il possesso di alte doti di comunicabilità. un " " " " " " contesto . dimostrando tono psicofisico pronto e vitale grazie al quale creare un contatto intenso e mirato in ogni situazione interpersonale. ma ignorati dalla maggioranza dei casi. "dipende" e così via. risultò ultimo in classifica rimanendo letteralmente senza parole (è il caso esatto) di fronte a "innaffiatoio" e a "passavivande". sopportazione dell'ansia e dello stress.

in automobile. concentrandosi sul contenuto del discorso e dimenticando che l'ascoltatore riceve prima il suono e solo successivamente il significato. prendere appunti scritti e compilare un verbale conclusivo. sesso. non tutto viene compreso e di quanto viene compreso. coinvolti o completamente disinteressati. tra padre e figlio. Così per esempio un padre. in ufficio. la riunione. degli interlocutori. diventa indispensabile da parte di chi parla aiutarsi con sussidi visivi. interlocutore e contenuto. ascoltatori o testimoni. la telefonata. passeggiando in un giardino. Vivere tali situazioni nell'ottica del marketing di se stessi. Si può fare un colloquio a pranzo. che stile assumere. Il processo di comunicazione verbale ha un rendimento molto basso. in una pausa di una partita a tennis. l'intervista. negoziazione. è quello di parlare con un tono di voce flebile o normale. E anche il tempo può essere diverso: un colloquio alle otto di mattina è situazione completamente diversa da un colloquio alle otto di sera o alle quattro del pomeriggio. Esse sono: il colloquio. E sono anche i mattoni con cui si costruiscono i pensieri. conflitto. A che serve dire cose intelligenti se l'interlocutore non le sente? L'immagine che si lascia di noi diventa quella di persone deboli. Si può parlare nel frastuono o nel silenzio. manutenerle. se vuole ottenere da un colloquio con il proprio figlio ventenne che questi non frequenti certi amici drogati. dei professionisti. tra marito e moglie. è quello di parlare con tono monocorde. Eppure sembra che molti non si rendano conto del fatto che la colpa è solo loro: "non mi ascoltano" dicono. subito dopo. di ciò che viene detto. ripetizioni. di illustrarne il contrario per convincere qualcun altro dell'opposto esatto. al banco di un bar. averne cura. in due soli interlocutori o con altri presenti. disattenzione e disinteresse nell'ascoltatore. religione. L'impostazione della comunicazione deve essere coerente alle risposte. Una pagina standard di libro contiene circa 300 parole: allenatevi a recitarla in due minuti e mezzo.92 Lo stile del leader Lo stile del leader 93 Bisogna ripetere i giochi dei sofisti greci. del ritmo e della variabilità. Le parole sono la materia base dell'espressione verbale: bisogna frequentarle. per le telefonate e per tutte le altre occasioni di lavoro non solitario. La velocità migliore per essere ascoltati e compresi è di 110-130 parole al minuto. altrettanto comune. che comportamento. sul tono e sulla velocità. che consiste nella trasmissione di informazioni destinate a influenzare il rapporto interpersonale scambievole e quindi il comportamento finale di entrambi. nella sala di aspetto di un aeroporto. il messaggio è perduto. denaro. che proponevano di esporre una dimostrazione in modo così completo da convincere qualcuno e. Ma pur variando modo. Sono preziose e non vanno buttate a caso o sparse invano. normalmente viene ricordato il 20-30% delle affermazioni e degli interventi più significativi e. Nella vita di un leader vi sono alcune situazioni tipiche di verbalità interpersonale: in occasione delle quali si deve decidere che atteggiamento. tra fornitore e cliente. timide. significa porsi ogni volta due domande: "cosa voglio ottenere con il mio stile comunicazionale?". La monotonia è il contrario della musicalità. del tempo e del luogo. dal momento che ciò che si ricorda è ciò che piace o ciò che disturba. luogo. La monotonia del parlare induce sonnolenza. cioè sulla modulazione dell'emissione del respiro. tra avversari politici o contendenti sportivi. Fissate la vostra voce su un registratore e controllate la variabilità con la quale normalmente parlate. Al termine di una lezione o di un colloquio o di una riunione di due ore. dovrà impostare il colloquio soltanto su delle domande . è la sciocca conclusione. Quando l'intensità vocale non è sufficiente a superare i rumori dell'ambiente o la distrazione dell'interlocutore. "cosa devo dire per ottenerlo?". il colloquio rimane sempre una situazione di comunicazione tra due persone. pigre o (peggio!) senza energia. degli amministrativi. non tutto viene memorizzato. tempo. Lo stesso avviene per le riunioni. da parte di chi ascolta. "ma io parlo così". considerando "normale" l'intensità espressa dalla respirazione spontanea. visitando una fabbrica. Un comune difetto dei tecnici. "parli più forte" qualcuno suggerisce. Un secondo difetto. Le parole si appoggiano sulla voce. tra vecchi amici. Così il colloquio può essere: comunicazione tra capo e collaboratore. Ognuna di queste situazioni si realizza in modalità differenti tra loro a seconda dell'argomento. ricordi infantili. apprezzarle. tra colleghi. E può affrontare argomenti disparati: assunzione. licenziamento. domande di controllo e.

e confermato nella convinzione dell'incomprensione famigliare. ma deve anche volere un cambiamento nel proprio comportamento e cioè una conoscenza di suo figlio diversa da quella attuale) e le domande non devono essere espresse in modo diretto. perfetto. E probabile invece che dal colloquio impostato secondo il metodo suggerito e cioè basato su domande. alle occasioni da vivere e all'immagine di se stessi che si desidera presentare agli altri. ha rappresentato un buon successo. Il leader si rivela e si traduce attraverso la sua vestibilità. Sapersi vestire significa invece utilizzare lo strumento abbigliamento in modo coerente alla propria personalità. perfino giovane quanto a mentalità!". sul tipo di: "figlio mio ho ritenuto opportuno questo colloquio perché sono preoccupato (io) del tuo comportamento. Sottovalutare l'importanza di questo aspetto comportamentale non è soltanto sciocco. si sarebbe probabilmente ritrovato irrigidito nelle sue scelte. è anche pericolosamente sbagliato. "ti dico io come fare") non è solo un cambiamento. cosa rappresentano per te i tuoi amici attuali? " ). al termine di un colloquio tradizionale. concentrata su domande e non affermazioni. ma indiretto ("cosa pensi dei tuoi amici? cosa cerchi nell'amicizia? quali amici di infanzia ti sono stati i più cari? cosa ti danno.. di non offendere il pudore altrui e di svolgere le attività desiderate o necessarie. in maglietta e blue-jeans. Dovendo parlare di suo padre con dei coetanei. Racconta il responsabile della Tmc. cioè con la persona che lo doveva assumere. un esperto di marketing. ma anche uno sforzo violento da imporsi. Mi spiego con un esempio. Sappiamo anche che riuscire a trattenersi dal costruire spontaneamente le frasi sull'io ("io penso". E dovendo pensare a lui. qualunque nostra comunicazione. egli introduca nel proprio comportamento alcuni cambiamenti dovuti all'aver definito ad alta voce emozioni e impressioni forse fino a quel momento lasciate vaghe dentro di sé oppure al calore dei ricordi rievocati. Vestirsi significa coprire il proprio corpo al fine di proteggerlo. è assai semplice. un'agenzia che seleziona persone per le aziende: Il vestito non è decisivo. l'abito è ciò che gli altri vedono in noi prima ancora di conoscere il nostro nome ("chi è quel signore con la giacca blu in fondo alla sala?"). nell'ottica dell'argomento che tratta questo capitolo.. Quel tale non aveva riflettuto sulla relazione tra abbigliamento e circostanza. copre. tradisce o valorizza la nostra espressione facciale. che arrivò al colloquio con il cliente.. uno che sembrava in gamba. che risulterebbe aggressivo ("perché frequenti quei cattivi amici?"). Forse tra padre e figlio si è addirittura aperta una porta per continuare il colloquio e preparare occasioni future di confidenza e stima. siamo di fronte a un imperdonabile esempio di superficialità e alla dimostrazione di non essere in grado di comprendere quale è il comportamento adatto a una specifica situazione. ma a volte può pesare. E stata giusta quella decisione? Probabilmente sì. Il risultato comunque compenserà il costo sostenuto. lo farà in modo positivo: "malgrado sia direttore generale è rimasto umano. Ricordo di un tale selezionato da noi. I tuoi amici non mi (a me) sembrano adatti. Il figlio nell'esempio appena citato. Il vestiario incornicia. Per un futuro leader. .". Il colloquio non fu brillantissimo e a quel punto il jeans diventò decisivo.. Il dovere di piacere (educarsi all'eleganza) La differenza tra vestirsi e sapersi vestire. Quanto al padre il risultato di una comunicazione ben studiata. "la mia esperienza mi dice". non fu assunto. "Non si ha mai due volte la possibilità di lasciare la prima impressione" ha detto McKenna. Sappiamo che per un leader pragmatico e concreto abituato a esprimersi con frasi incisive. Ma la regola è una sola: se marketing di se stessi vuol dire massimizzare l'effetto che si produce sugli altri è agli altri che bisogna dedicare la massima attenzione. alla scoperta dell'atteggiamento del genitore di rispetto e di autentico interesse. riuscire a comunicare attraverso delle domande e non attraverso delle affermazioni rappresenta un cambiamento totale. centrate su obiettivi e azioni così come per chiunque si consideri persona di successo. Dal momento che non si va in giro nudi.94 Lo stile del leader Lo stile del leader 95 (infatti vuole ottenere un cambiamento nel comportamento dell'interlocutore. il nostro movimento corporeo. confermerà l'affetto.

mantenere il benessere psichico e fisiologico). per decisione. le uniformi. La persona elegante segue criteri di abbigliamento che non subisce come se fossero vincoli ma seleziona e aggiorna con il variare dell'età. dal bagnato. da adulti va selezionata e resa coerente al proprio personaggio. Sotto l'abito. non vincolata a stereotipi precisi ma solamente al gusto e alle preferenze del soggetto (si dice anche: "vestire in jeans " ). Nel concetto di sapersi vestire è compreso l'aspetto di eleganza personale. Le più utilizzate sono le seguenti: —la quotidiana normale. Esistono in ogni città i negozi "giusti". L'abbigliamento risponde a tre scopi principali: allo scopo igienico. da giovani la vestibilità è sperimentata al fine di scegliersi uno stile. oppure: giacca scura (per gli uomini) e mezza sera (per le donne). camicia. E facile imparare a vestirsi. quando si ha la volontà di costruire la propria immagine in vista di finalità precise. camicie. di materiali. dagli insetti e così via. —la casuale. di linee. il segno e il segnale che la persona manifesta attraverso il tipo di abbigliamento che sceglie. quan- alti per le donne che devono stare molto in piedi. Lo scopo rappresentativo riguarda l'espressione. La componente principale dell'abbigliamento è l'abito. è parte del vestiario la biancheria personale. difendere e mantenere il benessere fisico). per esempio: vestirsi da pomeriggio. —la sportiva. peso. calzoni) per le donne. gli "smoking". che serve per occasioni standardizzate secondo i canoni dell'ambiente in cui si vive. del ruolo e della responsabilità. di solito uno o due. dal caldo. nonché la protezione che offre al corpo per difenderlo dal freddo. La funzione igienica e quella funzionale del vestiario si realizzano attraverso la pulizia personale.96 Lo stile del leader Lo stile del leader 97 do si ha l'intelligenza di osservare le figure che fanno opinione negli ambienti che ci interessano. cravatta e giacca per gli uomini e da capi coordinati (tailleur. —la formale. E sufficiente osservare attentamente le loro vetrine. farsi consigliare dai commessi (superando l'imbarazzo che potrebbe causare il loro atteggiamento distaccato: anch'essi fanno il marketing dell'immagine del negozio). trama. —la cerimoniale. Lo scopo rappresentativo dell'abbigliamento riguarda la sua duplice funzione comunicativa: verso gli altri. oppure: cambiarsi per un pranzo serale. Può essere compreso nello star bene (o benessere) il piacere e la piacevolezza che un tipo di abbigliamento può dare al fisico. Sopra l'abito completano il vestiario: i golf (con i bottoni). il "frac". intonata al tipo di sport che si pratica. composto solitamente da calzoni. che comprende abiti codificati come i vestiti da cerimonia. Lo scopo igienico riguarda la salvaguardia della salute (capire. le giacche attillate per uomini che devono stare molto seduti ecc. quando si sia avuta la fortuna di nascere in una famiglia di buon gusto. i pullover o maglioni (a collo alto o con scollo a V). verso noi stessi. agire con sicurezza e libertà. acquistare un capo di vestiario e coordinarlo con il resto dell'abbigliamento. non vincolante per movimenti e per le posture da ruolo (sono da evitare le scarpe con tacchi Sapersi vestire si impara per educazione. giacche. di misura e proporzione di forme e di fogge. Le categorie dell'abbigliamento variano secondo le scelte di vita del soggetto. che comprende il modo di vestirsi sia sul lavoro che in casa. a quello funzionale e a quello rappresentativo. che caratterizza un'organizzazione di vita mobile e attiva. per imitazione. i panciotti o gilet . la cura della biancheria intima.). il "tight". che negli ultimi quindici anni è stata influenzata da tendenze contingenti tipiche della civiltà dei consumi (la moda dei "boxer" e dei "body"). l'attenzione alla scelta dei tessuti (spessore. del taglio e della forma. traspirazione). nell'età della maturità va raffinata e resa impeccabile come qualità e semplicità. il bisogno di armonia e di estetica o la semplice comodità di cui preferiamo circondarci). abiti. che può indifferentemente descrivere uno stile originale oppure uno stile tradizionale di abbigliamento ma che esige come condizione base che vi sia armonia di colori. dove si vestono le élite che interessano e rispetto alle quali ci si vuole misurare. Lo scopo funzionale riguarda la qualità della vita quotidiana (muoversi. degli ambienti in cui vive. concretizza e conferma il conformismo o l'originalità che sentiamo corrispondere alla nostra personalità (il senso dei colori. sottane. il nostro modo di vestire trasmette il ruolo sociale che riteniamo di coprire o il tipo di persona che desideriamo che gli altri pensino che noi siamo.

sciarpe. armoniosi ed eleganti grazie ai colori e al materiale di cui sono fatti. un'infanzia felice e un'emotività positiva. allora questa notorietà costituisce il momento topico del "marketing di sé" non solo superficiale ma di contenuto. sono vecchia e brutta) e ci spinga a una visione di immagine personale nella quale identificare chiaramente ciò che reputiamo utile alla nostra notorietà. . cioè individui realizzati a 360° con coerenza tra ciò che siamo dentro di noi e ciò che la società ci riconosce da fuori. come difesa dall'anonimato. se la celebrità definisce ciò che gli altri invidiano di noi. più capace). l'affermazione di Jean-Paul Sartre: "l'eleganza è quella qualità di comportamento che trasforma la massima quantità di essere in apparire " . esso rappresenta troppo poco come risultato interno di una vita. infine. le mantelle. più bella. a un'immagine positiva non facilmente sostituibile. ma se la notorietà definisce il fatto che gli altri associano il nostro nome. Tutti siamo persone. ruolo di madre. in tessuto o in lana. i foulard e le sciarpe. loden). collane. Il "tanto" di fiducia di cui parliamo equivale a un sano senso critico che ci eviti sia la sensazione di essere superiori agli altri (mi sento più intelligente. Accessori indispensabili sono le calze. Nella vestibilità femminile. quelle con il nodo fatto male. braccialetti e orecchini belli. tranne quelle nere da smoking. ma valgono alcuni divieti assoluti: mai calze corte né bianche per gli uomini (tranne che per giocare a tennis). quelle portate con il fermacravatte! Le cravatte "a farfalla" (farfallino) sono pericolose per lo stile e vanno usate con prudenza (e senza elastici segreti!). la sottolineatura del viso e firma il sapersi vestire di chi l'indossa. perché secondo la psicologia nella sfera inconscia di ognuno di noi è presente un'immagine di noi stessi che incede fortemente sul nostro modo di comportarci e di metterci in relazione con l'esterno. giubbotti o giacconi. il nostro viso e il nostro modo di fare a un ruolo vissuto bene.98 Lo stile del leader Lo stile del leader 99 (in coordinato o spezzato. cerata. altri con più fatica. gli accessori che valorizzano o distruggono lo stile dell'abito sono i gioielli. i mantelli (o cappotti). ruolo di cittadino). mai cinture accompagnate da bretelle. sono calvo. le giacche. La differenza tra gioielli veri e propri (oro e gemme preziose) e gioielli di imitazione o di fantasia non è significativa ai fini dell'eleganza. almeno nelle possibilità. Il primo passo per raggiungere la notorietà consiste nello sviluppare quel tanto di fiducia in se stessi da sentirsi pari agli altri. con o senza bottoni). essa non rappresenta nulla perché è fittizia. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna". ma non tutti diventiamo personalità. con media tenacia e sprazzi di "humour". Non esistono in questo campo consigli validi per tutti. Se il ruolo definisce ciò che gli altri si aspettano da noi (ruolo di capo. più pronto. il proprio volto oltre al proprio numero di telefono. sia quella di essere inferiori (non sono laureato. di gomma. così come lo sono quelle troppo corte. La ricerca della notorietà (costruirsi la visibilità) Notorietà come timbro di identità. lunghi. Una cravatta sbagliata distrugge il tono di un abbigliamento giusto nell'insieme e dimostra la carenza di stile di chi l'indossa. a delle buone realizzazioni. Le cravatte dipinte a mano (anche se dalla moglie!) sono sempre cravatte sbagliate. collane. Nella vestibilità maschile la cravatta rappresenta il timbro dell'abito. le scarpe. Essa condiziona i nostri bisogni e seleziona le nostre aspettative con una forza che è tanto più intensa quanto meno noi ne siamo consapevoli. gli impermeabili (corti. braccialetti e orecchini "veri" che possono risultare volgari e offensivi proprio nella loro virulenza economica ed esistono spille. se non nei talenti e nelle qualità. questa proposta è alla portata della maggior parte delle persone ed è una sfida obbligatoria per tutti coloro che mirano a un ruolo di protagonista. Lavorare sulla fiducia in noi e identificare l'immagine che vogliamo dare agli altri è essenziale. le cinture. mai scarpe a punta (per uomini e donne). stole o poncho. sono troppo timida. Ma con poco sforzo e molto metodo. con forte fiducia in sé e nella lucida valutazione delle situazioni. come scelta di riconoscimento globale: per rendere vivace e presente il proprio nome oltre al proprio ruolo. alcuni con maggiore facilità grazie a un carattere estroverso. Vale per tutti. più distinto. il proprio stile oltre alle capacità che costituiscono la base del nostro prezzo. le cravatte e le bretelle (prevalentemente per gli uomini). Per le donne vale il giudizio di Coco Chanel: "se una donna è malvestita si nota l'abito. Tutti possono costruire la propria notorietà. con dorso in fodera o meno. perché esistono spille. a causa di incertezze emotive e fragilità di autogestione. le pellicce.

valorizzandosi nel rapporto. di buon gusto. destinato in anticipo all'insuccesso. quando è preceduto dalla particella "anti" (contrario. non è critico. – "Voglio essere riconosciuto nel mio ambiente sociale come una persona leale. si inserisce rapidamente in ogni tipo di ambiente e apre canali di scambio fluidi e armoniosi. Chi sceglie la simpatia perché rispetta gli altri. crede nell'educazione come autocontrollo e convivenza civile. Il termine "patìa". per farci recuperare o vendicare di qualche carenza infantile o emotiva. E a proposito di simpatia e antipatia da esternare quali scelte sono più convenienti per il leader? La simpatia è una caratteristica di comportamento che facilita i rapporti interpersonali ma non qualifica quelli professionali. "si fa accettare da tutti. opposto) esso significa: differenza. responsabile. produciamo su chi ci vede dall'esterno un effetto stonato. consigli intelligenti. capace di risolvere situazioni difficili con uno stile personale preciso. si mette nei panni degli altri". di fusione emotiva ed esperienziale ed espande se stesso. conoscenza interessata. perché in realtà abbiamo bisogno solo di sentirci rispettati e di essere lasciati tranquilli. E non ci sono alibi che valgano. soprattutto per quanto riguarda il comportamento da adottare sul luogo e nell'ambito del proprio lavoro. si fa accogliere in modo positivo dagli altri. è racchiusa nella sillaba iniziale delle due parole: "sim" e "anti". dissonanza. La nostra visibilità in questo caso è quella di una persona che si dibatte. serve più l'antipatia che la simpatia perché l'antipatico che si mette contro tutti si fa notare e si segnala facilmente riuscendo ad apparire diverso e originale spesso senza esserlo ma soltanto per merito della sua malagrazia. La persona simpatica riesce piacevole e ben accetta. ha il dono di capire e di farsi capire. contrasto. coerente. che essi abbiano una percezione generale positiva della mia persona e che siano informati che ho voglia di aumentare le mie responsabilità e sono pronto a viaggiare. consonanza. proviene dal greco "pathos" e indica il sentimento. – "Voglio poter essere citato come esempio in qualche ambito. affidabile. corretta. Bisogna saper offrire e utilizzare la simpatia ma non fermarsi a essa e trasformarla in "empatia" cioè comprensione basata sull'autorealizzazione positiva. che ha un ascendente sugli altri e non influenzabile dalle mode di nessun tipo". si disinteressa alla condivisione e si concentra sul proprio io. Si può nascere più o meno simpatici e più o meno antipatici per ragioni genetiche e caratteriali ma. al contrario. inquieta. è disponibile. che è comune a entrambe. cioè consonante. comprensione. si dice di chi è simpatico. "insieme") esso significa: sentimento condiviso. Ma è proprio la semplicità dell'approccio che può trasformarsi in un limite nei confronti del riconoscimento del suo valore di originalità o di potenziale da sviluppare. – "Voglio essere riconosciuto nel mio ambiente di lavoro da tutti i miei superiori. Essere simpatici serve molto a vivere bene e a realizzare la qualità della vita. La differenza fra simpatia e antipatia. dopo l'adolescenza. riferimento sicuro. per esempio. di partecipazione. per far carriera. ma serve assai meno a farsi accettare come lea' ' der o come responsabile in un organizzazione o in un gruppo. compie una scommessa rischiosa perché rinuncia ad avere amici privilegiando la propria persona al prezzo della solitudine emotiva. "Ha un bel carattere". per una persona tra i venti e i sessant 'anni è quella che segue. cioè dissonante nei confronti degli altri. a cambiare lavoro e a imparare". si interessa a tutti. può addirittura appannarli o addirittura nasconderli. compassione. Se non ce ne rendiamo conto e non ci difendiamo da questo meccanismo di recupero. non importa quale. . mi basta quello della buona educazione". ognuno diventa responsabile di scegliere se comportarsi in modo simpatico. contro. Quando è preceduto dalla particella "sim" (che in greco significa "con". Altrimenti hanno ragione quelli che sostengono che. – "Voglio essere riconosciuto dai miei parenti stretti come un famigliare che offre affetto e benevolenza. sviluppa la capacità empatica di attenzione. che domina con obiettività sia le simpatie che le antipatie e mantiene l'unità del ceppo famigliare". non crea problemi. Una visione globale che consideriamo eccellente. Chi sceglie l'antipatia perché privilegia sé contro gli altri. E come se cercassimo di vincere senza volerlo veramente. infelice e non convincente. faticoso. Si tratta dunque di qualità relazionali pericolose perché sembrano quelle di un leader mentre sono quelle di un amico. o antipatico.100 Lo stile del leader Lo stile del leader 101 Non di rado l'imago interiore ci spinge a voler apparire diversi e opposti a quelli che siamo.

la qualità della vita viene quasi sempre ignorata oppure considerata un aspetto secondario nella scala dei valori da perseguire per raggiungere il successo. arredamento della casa e dell'ufficio. viene per il leader il momento dell'azione e dell'impiego di metodo. nel rispetto degli altri ma principalmente nel rispetto di se stessi. queste persone confondono la vita con l'azione. Nel lavoro e in molti altri ruoli di responsabilità. Esse costituiscono quindi testimonianza di rispetto per se stessi e di coerenza. più aumento la possibilità di valere odi fare. ma la qualità della loro vita emotiva e di chi collabora con loro è sacrificante e amara. discreta e mai sottolineata. il mondo della pubblicità ha una regola d'oro. Un'ultima raccomandazione. se si vuole essere visti come disponibili e leader sicuri di sé: non tirarsi mai indietro. proporsi per primi per farsi carico anche delle piccole cose e. D'altronde. essi aiutano gli altri a diventare migliori. intonato ai propri bisogni e alle proprie preferenze. più aumento le mie realizzazioni (anche le migliori. Fatte le debite scelte. controllandone l'effetto e la percezione (applicando a se stessi il metodo della ricerca d'opinione usato dalle pubbliche relazioni quando costruiscono un campione di riferimento per realizzare indagini su prodotti o avvenimenti). hanno costruito il loro successo malgrado (o forse per merito di) un comportamento antipatico. Moltissime persone vivono per lavorare anziché lavorare per vivere e si lasciano prendere nello stretto vortice dell'unica dimensione: più lavoro (o più guadagno). che conoscono tutti i tecnici del mestiere: "Public relation begins at home". è alter- . Così facendo. noti sportivi. Altri protagonisti celebri sono invece simpatici e si propongono con calore umano e benevolenza: sono questi i modelli e gli esempi ai quali il lettore deve guardare perché oltre a realizzare se stessi. tipo di automobile). non accentuare. tuttavia: non insistere. un profilo di personalità ed esercitarsi a rimanere dentro quel disegno (modo di vestire. Essa costruisce la base del fascino personale ed è la dimostrazione più evidente della qualità del prodotto che si è. non calcare la mano. ragionano con l'emisfero sinistro della logica unidirezionale e pulsano con l'emisfero destro dell'emozione del possesso. evitare di lamentarsi e di commentare le proprie sciagure.102 Lo stile del leader Lo stile del leader 103 Illustri artisti. se si vuole essere visti come più affidabili della media dei colleghi: non concedersi ritardi in nessun ambito. non esagerare. Le linee di comportamento da attivare sono quattro: —realizzare nelle azioni quotidiane il modello globale. quindi della propria realizzazione. con tenacia. se si vuole essere visti come degni di fiducia: non concedersi pettegolezzi. importanti scienziati. suppellettili. Abbiamo detto che le azioni esterne sono solo il servostrumento e il segnale dell'immagine interna di sé che ciascuno vuole far riconoscere agli altri per meglio realizzare la propria identità. L'espressione dei segnali di visibilità deve essere leggera e inesorabile. credono di essere vitali e sentono andare il loro motore a mille giri. soprattutto. —lasciare e lanciare segnali precisi e mirati agli interlocutori importanti e nei luoghi strategici. —fare manutenzione e miglioramento continuo della visibilità mano a mano raggiunta. senza ricordarsi che la pienezza dell'esistenza è bioritmo. La loro popolarità può essere grande. La più bella quercia della foresta emerge senza fare più rumore delle altre. equilibrato. L'apparente semplicità di queste indicazioni può far sorridere qualcuno perché non tutti comprendono quanta fatica e metodo sono necessari alla tessitura di una notorietà e visibilità positiva. —scegliersi uno stile preciso. la goccia che costruisce la stalattite o la stalagmite più visibile della grotta. tono di voce. più vivo. il successo non è alla portata di chiunque e resta obiettivo e realizzazione di un'élite della quale fanno parte i protagonisti. che significa: ciò che vuoi comunicare agli altri lo devi prima di tutto dimostrare nel tuo privato e nella tua stessa casa. soffrono di "cinesi" cioè si sentono mortificate se non fanno qualcosa. Una vita di qualità (humour e salute: un dovere) Il fattore "qualità della vita" definisce la capacità di governare e impostare la propria esistenza in modo sereno. più esplico la mia potenza personale. le più generose). è silenziosa. naturale.

Più riuscirete a comportarvi in modo sciolto e naturale con gli altri. riducendo il contributo che esse potrebbero e vorrebbero dare. almeno. l'onore delle armi. perché o porta a considerare l'altro come il nemico da uccidere e svippa odio e distruzione. l'importante. ha una doppia dualità: può essere soggettiva e intrinseca. contando gli scalpi appesi alla cintura: ma lascia la coscienza più tranquilla e moltiplica la salute anziché la mortalità. digerente. La salute come benessere soggettivo corrisponde invece alla sensazione personale di sicurezza. La salute è definita dalla medicina come uno stato di completo benessere soggettivo a cui corrisponde un analogo riscontro oggettivo. raccomanda la teoria assertiva. O si vince insieme o si perde tutti. dite cose gentili ma sincere. l'emozione e la psiche. Ma ricercate prioritariamente lo scontro-incontro tipo " gara " perché affronta la turbativa interpersonale come un incidente 1 quasi involontario. muscolo-scheletrico. un'autopenalizzazione che diminuisce l'energia vitale e la fiducia in sé proprio dei più generosi e meritevoli e danneggia talvolta irreparabilmente la loro salute. senza rimproverare loro di non essere come vorremmo. azienda. al contrario. questo vale per ogni famiglia. Sarà forse meno divertente che giocare agli indiani nei boschi. è successo e tenerezza. genito-urinario. Ma la gestione dello scontro è una tecnica che impara e che si arriva a praticare facilmente con poco allenaento. che riceve meno di quanto dovrebbe ricevere. endocrino e immunitario) che regolano e gestiscono le informazioni organiche e sostengono gli altri sistemi fisici (cardio-circolatorio. E solo essa che testimonia la qualità totale della persona e la certifica a un livello superiore delle qualità parziali dei "protagonisti negativi " . ma è un autogol miserevole. Questo non solo è un danno per l ' organizzazione. ma non necessariamente i loro desideri". l'alternanza di vittorie e sconfitte. "Rispettate i diritti degli altri. stress positivo. facendosi accettare per come si è senza soffrire in inutili infingimenti di immagine e accettando gli altri per come sono. Ciò non significa che la qualità della vita inviti alla mollezza o alla pigrizia ma. è bisogno di comando ma anche bisogno di ubbidienza. ascoltate ciò che interessa gli altri: anche nella persona più antipatica e nefanda vi è almeno un 10% di buono. l'infelicità o la solitudine? Della qualità della vita fa parte il saper vivere in modo positivo con gli altri. forza. Evitate a qualunque costo lo scontro tipo "guerra" . definita come un calo di prestazione legato a un'attività reversibile grazie al riposo. il presidente. . La salute come benessere oggettivo corrisponde al buon funzionamento delle tre strutture di prima risposta dell'organismo (sistema nervoso.104 Lo stile del leader Lo stile del leader 105 nanza di pausa e movimento. Troppo spesso la prepotenza e la distrazione altrui producono situazioni in cui le persone bene educate e sensibili si trovano a subire limiti e umiliazioni che sminuiscono la loro immagine e menomano il loro spazio di espressione. che essa si fa carico dell'armonia di tutte le dimensioni dell'individuo. il successo e il riposo. il celebre. questo moltiplicherà la vostra forza interiore e il vostro gusto di vivere. Praticate liberamente lo scontro tipo "lotta" perché pensare alaltro come a un avversario temporaneo conserva la dinamica di *rese e battaglie successive. fate apprezzamenti supportivi e mai critiche gratuite e negative. Invece di costarvi sforzo. La capacità della convivenza è il contrario sia del disinteresse e del qualunquismo che della conflittualità critica e aggressiva. in quanto percepita dal soggetto e può essere oggettiva e misurabile in quanto osservabile dall'esterno. rispettandone il benessere globale. energia vitale e resistenza alla fatica. cioè il corpo e la salute. tegumentario). E soprattutto il modo di affrontare questi due aspetti che dà la misura della capacità di saper vivere di una persona. possibilità di tregue e sospensioni e della rappacificazione finaoppure. il campione. come la gomitata del concorrente della con ' i sia vicina o la ginocchiata del calciatore che cerca in ogni modo di farti goal. Definiamo così le persone che raggiungono notorietà e successo in campi specifici: il ricco. ma ci si affronta senza odio. La fatica. Quanti di questi protagonisti pagano l 'eccellenza parziale con la salute precaria. è azione ma anche riflessione. respiratorio. In nessun tipo di lavoro e di convivenza famigliare è possibile 'tare momenti di tensione o situazioni sgradite che producono ontro tra le parti. ufficio o squadra di persone. con la consapevolezza che a partita finita ci si stringerà la mano perché ciò che conta è giocare bene e realizzare un indimenticabile campionato. Cercate di rendervi graditi e piacevoli. più salirà il vostro indice di simpatia e di popolarità.

in più. del tennis. Tra questi malati immaginari. così come può allenare i propri tempi e modi di reintegrazione dello stato di benessere.106 Lo stile del leader Lo stile del leader 107 Inoltre può essere "fisica" quando è dovuta a richieste di sforzo muscolare o "psichica" quando influisce sul sistema nervoso vincolante il normale equilibrio del soggetto. Partendo dalla deprimente constatazione che tutte le cose buone e divertenti della vita "o sono dannose o sono peccato o fanno ingrassare". Dal momento che la fatica sopravviene quando un'attività supera un certo livello e si dissipa dopo la cessazione dell'attività. Sapersi divertire è un dovere verso se stessi. c'è il senso della partecipazione interessata unitamente alla fruizione di una novità. Nel "ti sei divertito?" c'è la curiosità di sapere se si è avuta l'impressione di sperimentare una cosa "nuova". i piccoli vizi.. riso bollito. La vita è un grande gioco e ciò vale anche per il periodo lavorativo durante il quale si può anche ridere e sorridere. il mitico presidente dell'Itt: "andare al lavoro non mi è mai pesato. "Se da grande troverò un lavoro che mi piace" ha scritto un bambino. participio passato di divertire). esiste un livello critico di affaticabilità personale che ogni individuo può imparare a riconoscere e controllare. Il troppo spesso ste "senso del dovere" deve e può essere sostituito dal "gusto el fare e del realizzarsi nel fare". Ognuno deve coltivare e mantenere la quantità e i tipi di divertimento che preferisce. Grazie alla cura e alla buona organizzazione della propria vita. niente salatini. E facile essere contenti e felici quando si ha successo. vi sono persone con vere malattie che vivono bene e con pienezza. meglio se piacevole. Il lavoro era la parte migliore della mia vita. Il senso ludico nella vita non si concretizza in risate e in godiento fatuo ma in consapevolezza dei gioco in atto. diverso da diversum... questi spegnitori del piacere di vivere riducono la loro esistenza a una perenne quaresima bianca (acqua naturale. Ha scritto Harold Geneen. La perdita di qualità umana co- . non dovrebbero rivolgersi l'interrogativo in chiave polemica anche se la lezione o la riunione sono 'state terribilmente noiose e deprimenti. no ai salumi. anche ridere troppo può far venire l'appendicite!) continuando per tutta la vita a soffrire e a chiedersi perché mai (solo) gli altri si divertano e. facciano anche carriera! Come la pedagogia insegna. con la massima libertà possibile nei confronti della propria immagine e del proprio ruolo. no ai fritti. mutilato nella salute e nella vivibilità. Dicevo ai miei colleghi che gli affari erano altrettanto divertenti del golf. il bambino che non ama giocare è malato o psichicamente disturbato. oltre che un'occasione importante di incontro sociale e quindi di marketing personale. Che una persona di successo non ami ridere può essere comprensibile e accettabile ma che non sappia vedere il lato divertente delle cose. dell'azione come ricerca e come sfida coltivando con misura l'umorismo e un controllato senso dell'ironia. così l'andrologia dimostra che l'adulto che dimentica il divertimento e non riesce più a praticarlo è un disgraziato (proprio nel senso di privo di grazia globale). Ma l'affermazione si può anche rovesciare: è più facile avere successo e fare carriera quando si è contenti e felici per ciò che si fa. del divenire come novità. attivazione del piacere e della salute globale. a cominciare dal sorridere di se stessa. Quando dopo una lezione o una riunione due persone si domandano: "Ti sei divertito?". si annoverano coloro che disprezzano ogni cedimento a piacevolezze quali: la golosità. niente alcool. rilassamento. verdura lessa. La noia è la morte dello spirito. il divertimento non deve tuttavia essere sentito come un vincolo ("le vacanze estive le devo trascorrere dove vanno gli amici). mentre tutti conosciamo persone sane che vivono come fossero malate. indice per tale persona di mutilazione creativa e di incapacità di produrre simpatia. niente cioccolato. dando di se stesse un'immagine di limitatezza e di marketing negativo. è molto preoccupante. Un individuo che voglia sviluppare se stesso e diventare un leader nella società deve allenarsi a salvaguardare il proprio gusto ludico. no al sesso. partecipando a un concorso sul lavoro indetto dalle scuole elementari "non avrò bisogno di giocare per divertirmi". Per svolgere la sua funzione di ricarica. anzi mi ha sempre dato piacere. cioè una cosa "diversa" (divertire dal latino divertere. Lo humour inglese "prendere le cose per come sono e non troppo sul serio" è l'opposto della furbizia latina e soprattutto italiana del "prendere le cose sempre sul tragico". le comodità. della vela e di ogni altra cosa che io volessi fare". come un obbligo ("per avere la barca giusta chiedo un mutuo") o come un atto di conformismo ("per far carriera nella nostra azienda bisogna giocare a golf o a tennis").

sul pensiero positivo (cioè sull'ottimismo razionale che ha deciso di vedere sempre e in ogni caso la bottiglia mezza piena anziché mezza vuota). comunità. Della produttività emotiva è sufficiente dire che essa consiste produttività invece è il rapporto tra il risultato di una trasfor- . Ognuno è libero di scegliere le proprie "zone di produttività" secondo gusto e carattere contingenti o vincoli specifici. business). Un leader può e deve organizzare il proprio potenziale produttivo in modo da aumentare la sua efficacia. fascino. carisma. La ricetta in sé è semplice. Queste persone vitali e produttive sono =: quelle che "fanno accadere le cose". La produttività della persona è pertanto collegata alla vitalità. il professionale (lavoro. del proprio passato e presente. spegnesse per certi periodi la capacità e l 'energia necessaria per divertirsi. vicinanza dei due concetti è tale da poter apparire sinonimi. La vitalità si esprime in un comportamento energico. soprattutto. coraggioso. ampliare la qualità della vita e. Come rispetto di se stessi. I tipi di produttività personale sono anch'essi almeno tre: considerando come risorse umane: il cervello. ione e le risorse necessarie per ottenerlo. i risultati sono: l'intelligenza. il sociale (amicizia. orbendo vitalità dall'ambiente e da coloro che li circondano. propositivo. diminuire lo sforzo. con ammirazione. generoso. con la e dentro e intorno a loro e persone che vivono fievolmente. di cambiare ogni giorno il modo di fare. non di rado. mentre gli altri sono quelli "a cui le cose accadono". rapido. Com'è una persona vitale? Perché l'aggettivo vitale viene attribuito così raramente a qualcuno e pronunciato con invidia. La nostra tesi è che si possono trasferire queste definizioni alla rsona e che si possono studiare e misurare la produzione urnain termini di comportamento e la produttività personale in terni di quantità e qualità dei risultati del comportamento stesso.108 Lo stile del leader Lo stile del leader 109 mincia dalla perdita del sorriso e dell'allegria del cuore. La vitalità si concretizza in stile personale assertivo. come mai così poche persone sono vitali? La vitalità è tanto chiara ma anche tanto rara per la ragione che si costruisce facilmente ma deve poi essere esercitata con una costanza e una fedeltà interiore totali. scientificamente riconoscibile. benzina d'oro (il quoziente di vitalità) Possedere energia significa avere vitalità. dimostrare di contribuire direttamente al successo dell'organizzazione di cui fa parte. on sono lo stipendio. né il carattere che producono individui ad alta o bassa produttività personale. produzione artistica). attivo. La produzione è l'attività consistente nella combinazione di risorse diverse e nella loro trasformazione in prodotti. hobby. società). alle prestazioni eccezionali di ogni sorta di sport. rimanendo coerenti con se stessi). di accettare ogni giorno. il corpo e il cuore (convenzione per indicare il luogo delle emozioni). ai primati. Nel coraggio rientra l ' accettazione (umile. Dice Peter Drucker: "il leader ha il compito di creare un insieme che vale più della somma delle sue parti. senza cercare occasioni di fuga né alibi. la salute e l'emotività. Quand'anche la vita. affetti. Cioè in leadership naturale. Della produttività fisica come rapporto tra il proprio corpo e la propria salute e benessere esiste un'ampia letteratura stimolata dalla corsa ai record. un'entità che produce più della somma delle risorse investite". Il potenziale umano inteso come potenza di riserva e possibilità di agire e di volere è a disposizione di tutti. del proprio valore futuro! Energia interiore. Per spiegare ciò che intendiamo per vitalità della persona e come si può misurare ricorriamo alle definizioni tecniche di produzione e di produttività. benevolo. dignitosa) delle difficoltà e del dolore. lucida. cioè speciale senso delle finalità. ulti conosciamo persone che vivono bene e senza sforzo. aperto. sulla fedeltà nel cambiamento (che altro non è se non la capacità di ricominciare ogni giorno. spiritualmente inesauribile. Ma è ciò che Peter Senge definisce "padronanza personale". E sufficiente accettare la sua esistenza e impegnarsi a trasformarlo dapprima in attività di produzione e subito dopo in produttività. La vitalità si basa sulla fiducia in sé e negli altri. quasi con stupore? Se siamo tutti vivi. capacità di sentirsi legati ad altri senza rinunciare alla propria unicità. con le sue tragedie. entusiasta. con le sue difficoltà e. Gli ambiti di esplicazione della produttività personale sono tre: il privato (famiglia. poiché anche la sconfitta e il dispiacere sono parte della vita e la vitalità li riconosce e li patisce fino in fondo. accettazione della realtà come alleata e non come nemica. bisogna ricordarsi di ricominciare. né il tipo di occupazione.

creatività. diagnosi. ma non si possono negare. dal pensiero logico e lineare a quello a rete e totale". interesse alla vita e all'iniziativa positiva. che è conoscenza ordinata e scarseggiano di intelligenza. e la consapevolezza che. gli atteggiamenti ansiosi possono essere piacevoli (sogno. preoccupazione). meditazione. La produttività emotiva consiste nel riconoscere le emozioni personali. come s'è detto. Noi non siamo d'accordo. speranza. fisico e matematico. notiamo quasi sempre un nervosismo preoccupato in coloro che esercitano funzioni specialistiche e tecniche. soprattutto per quanto riguarda l'ansia e lo stress delle persone che vivono ruoli di responsabilità. decisione. che è innovazione. quello dell'emotività è un problema sussidiario a quello della coscienza". analisi. Queste due sensazioni. Peter Senge sostiene che l'efficacia di un leader dipende dal continuo miglioramento dei suoi modelli mentali e dalla sua volontà di trasformare ciò che apprende in comportamento concreto. Se la vitalità. fiducia) o spiacevoli (timore. anche nelle organizzazioni. Le organizzazioni abbondano di competenza. prodotte e strettamente connesse al modo di vivere contemporaneo. Eppure non manchiamo di rispetto a nessuno. azione). vengono considerate dalla maggioranza delle persone in modo univocamente negativo e caricate di colpe non loro con il grave risultato di diffonderne un timore passivo e di sprecarne le possibilità energetiche. Definiamo produttività intellettuale la capacità di organizzare le risorse mentali in termini di risultati (o output) concreti e realistici. intuizione. è espressione di energia. Esse sono presenti nella coscienza di tutti. In questo senso l'emozione diventa parte dell'intelligenza e si collega alla produttività intellettuale.110 Lo stile del leader Lo stile del leader 111 nel riconoscere le emozioni personali come categoria di esperienze intense. le due situazioni ambivalenti con cui il leader deve imparare a convivere sono l'ansia e lo stress. considerandoli una situazione di disagio unica e curandoli con metodi identici. Roger Penrose. Si può tentare di rifiutarle. intendendo per equilibrio l'alternanza controllata e temporale (cioè non contemporanea) di momenti di disequilibrio. esse si muovono integralmente. nel tempo che ha a disposizione. Lo stress si produce nell'individuo al momento stesso in cui egli ha la sensazione di non riuscire a fare tutto quanto vorrebbe o dovrebbe. Le due dimensioni psichiche dei pensieri cognitivi e delle emozioni o sensazioni non possono essere separate che teoricamente. Comprendiamo in essa sia l'intenzione e l'interesse che provengono dall'esercizio della volontà sia il fattore G e cioè: "la capacità di un individuo di interpretare la realtà e costruire risposte significative ai problemi". pensieri e atteggiamenti non conseguono linearmente né dalla mente né dalla conoscenza pura e semplice. la relazione tra loro è indissolubile. La produttività intellettuale misura quindi il rapporto tra l'attività della mente (conoscenza. "E urgente" sostiene lo studioso della creatività Edward De Bono "passare dal pensiero povero al pensiero ricco. che riguardano la vita sentimentale e il modo di regolare gli affetti. azioni. accettarle. Molti medici confondono l'ansia con lo stress. evitando gli estremi dannosi rappresentati dall'inaridirsi del cuore e dall'eccitazione confusionale. consapevoli ma non razionali. Di gran lunga sono più numerosi gli spiacevoli. anche se sovente sorgono e si determinano quasi nostro malgrado. Quando sosteniamo che la competenza può essere stupida e l ' imprecisione intelligente. La buona produttività emotiva si identifica quindi con la padronanza equilibrata delle emozioni. sintesi) e il risultato operativo della stessa (apprendimento. E sufficiente definire correttamente sia l'ansia che lo stress per sfatare 1'80% della loro pericolosità e per intravederne modi di difesa e metodi di utilizzo: — l'ansia è una situazione psicofisica di incertezza nei confronti del futuro (cioè di qualcosa che deve ancora accadere) accompagnata da sensazioni spiacevoli di timori. La principale causa dell'ansia è infatti racchiusa nella sproporzione tra la quantità di informazioni disponibili e l'impossibilità di possederle tutte: "vorrei . tutti agiscono su base logica e rifiutano i dubbi come debolezza. —lo stress è una sensazione di pressione fisiopsichica accompagnata da emozioni di ordine temporale (premura e urgenza o lentezza e freno). milioni di persone "ragionano" benissimo ma solo alcuni "pen - sano" altrettanto bene. dichiara: "a mio modo di vedere. attesa. goderne o difendersene in modo funzionale e senza preconcetti. in continuo interscambio.

La causa dello stress è invece racchiusa nella sproporzione tra la quantità di opzioni disponibili e l'impossibilità temporale a praticarle: "vorrei e potrei fare molto di più e molto meglio. Trasferendo alla realtà delle organizzazioni. ma non siamo entrati nel merito della composizione né della costruzione dello stesso. so che potrei saperla e che se la sapessi eviterei forse degli errori. sviluppare competenza in termini di capacità. infatti. ordine e delega. Ecco lo stress. Può controllare e ridurre l'ansia spezzando le situazioni in successioni di momenti mai superiori alla mezza giornata: immergersi nell'azione immediata e vietarsi di spingere il pensiero oltre l'obiettivo stabilito. quando un istante diventa pulsante di "ciò che devo ancora fare". Ho le idee giuste ma non ho le ore per realizzarle. "Killer". producendo una situazione globale dannosa per l'equilibrio e la lucidità mentale del soggetto. quella che rappresenta l'eccellenza dell'esercizio della responsabilità e che abbiamo situato allo scalino più alto del noSto modello della piramide. forse riesco a fare anche questo". Quando una persona comincia a "mettere in coda" le cose da fare perché non può o non le vuole rifiutare. quando la sensazione dell'insuccesso. come. perché l'ansia uccide di paura e lo stress uccide di premura. precisione. So che dovrei fare meglio e invece non posso. dell'insoluto si comincia a insediare.112 Lo stile del leader sapere qualcosa. in qualche angolo della coscienza. impedendo al cuore di partecipare con allegrezza leggera a ciò che succede nel quotidiano. a quanti voglio- . Ansia e stress vengono sofferti a livelli diversi e con intensità e violenza variabili secondo le persone. rispettare la coerenza del disegno che dimostra. quando si rende conto che non riuscirà a fare tutto ciò di cui accetta la responsabilità e ciò malgrado si sforza intensamente di "fare tutto". di qualunque tipo purché umane. puntualità. sintesi. La stessa civiltà occidentale può continuare a fiorire nel rinnovamento soltanto se avrà ancora dei veri capi". "se faccio così.. del ritardo. Ci sembrava importante. Caratteristica dell'ansia è quella di autoalimentarsi e di moltiplicarsi diffusivamente in senso negativo su campi e argomenti prossimi a quello per cui si è incerti. Noi siamo d'accordo con Weber a tal punto da aver dedicato alcune pagine di questo libro proprio alla dimensione personale del potere. sono fattori "killer" perché legano alle "caviglie psicologiche" delle persone delle pietre pesanti che trascinano la psiche verso il fondo del pozzo. Un regime che non li lascia emergere è un regime esiziale e. Infine. sono sempre di corsa". Ma non so dove e come raggiungerla e non ho il tempo per procurarmela. Nei capitoli precedenti sono già state anticipate alcune definizioni del potere di ascendente. Il controllo e la resistenza allo stress li ottiene esercitando: priorità. malessere. come alla maggioranza delle persone all'inizio della carriera serva.. perché l'ansia frena e confonde e lo stress impasta ogni atto di sfinimento e fatica. anche visivamente. consapevole o inconsapevole. Sono sempre indietro. difendendosi in ogni modo dalla disorganizzazione. prima di tutto. successivamente. Più aumenta la voglia di fare meno riesco a fare. Il leader può difendersi dagli effetti perversi dell'ansia e dello stress. quale che sia la sua etichetta. Un'organizzazione che non li lascia emergere è una struttura esiziale e quale che sia la sua etichetta va trattata come nemica di coloro che di essa fanno parte. Qualsiasi organizzazione umana può continuare a fiorire nel rinnovamento solo se avrà dei veri protagonisti. se solo avessi più tempo a disposizione. magari affrontandone due o tre contemporaneamente per non lasciare nulla indietro. riduzione della prestazione fino a divenire "killer" della vitalità e della qualità della vita. L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: il luogo dell'arca Ha scritto Max Weber in Economia e Società: "un popolo che non esprime veri capi è senza avvenire. essa suona così: un'organizzazione che non esprime veri leader è senza avvenire. Sento lo strazio di questa incertezza". va trattato come un nemico del popolo. procurano sofferenza. l'affermazione di Weber.

può esercitare uno stile di leadership perfetto. sensibilità. Un'ultima caratteristica separa le popolazioni delle due fasce inferiori da quella del vertice e riguarda la responsabilità personale. e non un leader. come lo definiscono le scritture precristiane. volontà e intelligenza che determina da parte degli altri il riconoscimento di qualità eccezionali in una persona che ha deciso di voler diventare carismatica? Abbiamo dedicato tempo e studio a cercare la risposta a questa domanda e a rivolgerla. indicate con nome e cognome e. su oltre 400 persone con incarichi di media responsabilità (quadri. infatti. il Big-Boss. il Capo). sempre riconoscibili e uniche. Al triangolo di vertice infatti si arriva volendolo totalmente. si giunge alla fascia mediana per intuito. abbiamo rilevato che la punta massima di risposte negative alla domanda: "l'ascendente si acquisisce?" si rileva nelle risposte di persone con ruoli burocratici e subalterni. avendo deciso di farlo e mettendo in gioco uno sforzo intenso. l'Ingegnere. nel 25% le capacità e soltanto nel 5% lo stile. il 25% lo stile di leadership e solo il 10% l'ascendente. dirigenti). rimanga da esplorare il coinvolgimento totale di tutta la loro personalità nel lavoro. Questa minoranza non è mai un gruppo. al triangolo finale arriva una minoranza così esigua che. convenienza ed economia (avere stile vuoi dire integrarsi e rendersi contemporaneamente visibili). indica invece che sono quantitativamente poche le persone che possono entrarvi. il volerlo un poco: o lo si vuole e allora lo si vuole completamente o si limita lo sforzo e allora non lo si vuole veramente. il vertice della piramide essendo sensibilmente più piccolo delle altre due fasce del modello. ma fino a quando non accetta la gestione della responsabilità come un fatto personale diretto ed etico (potere come servizio). Come area dimensionale. essa indica una situazione di sommità. ma non da se stesso. oppure è un insieme di cuore. né una categoria né una classe ma è composta di persone singole. Il professionista. Alla domanda: "quale area indicherebbe come zona ottimale del suo personale modello di potere attuale?". perché non esiste. soprannome (l'Avvocato. Al contrario. Né vi è da stupirsi di ciò. La cima della piramide e il contenuto in essa iscritto hanno un doppio significato. fino a non essere più riconoscibili una separata dall'altro. La domanda antica. sia da coloro cui non interessa (perché si sanno fermare o si sono fermati ai livelli sottostanti).114 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 115 no continuare a migliorare il livello di prestazione e il riconoscimento corrispondente da parte dell'organizzazione. ad altri. magari eccellente. a volte. Come cima o apice. come quantità di superficie e di volume. sia addirittura dall'esterno della piramide. oppure in persone di tipo adattivo. viene dimostrato da alcune nostre indagini miranti a rilevare le reazioni di un campione di italiani nei confronti dei tre gradini della pira- mide. Suddividendo alcuni degli intervistati secondo il livello di responsabilità che gestivano. ma solo i leader sono allo stesso tempo giocatori e vincitori. Un individuo può essere molto capace. ma al vertice superiore si mira individualmente. potrebbe essere stimata intorno al 5% di quanti si impegnano alla propria autorealizzazione. Identità e mestiere diventano in lui sempre più attorcigliati e confusi. di vertice. di portare la responsabilità diretta del successo o dell'insuccesso di qualsivoglia azione in cui è coinvolto. capace e dotato di stile è certamente tra coloro che sono seduti al tavolo da gioco della buona partita organizzativa. è sempre quella: "si nasce così o si può diventarlo?". per la natura stessa del termine. Si nasce leader o lo si diventa? Il carisma è ancor oggi un segno dello spirito che colpisce qualcuno prescelto da Dio. sa e vuole avere la parte principale da recitare. diventi indispensabile la scelta di uno stile che valorizzi la competenza e l'intoni alla cultura di riferimento e come infine. a nostra volta. un secondo campione costituito da manager di vertice e imprenditori ha indicato nel 70% delle risposte l'ascendente personale come zona ideale. il 65% ha indicato le capacità. di superiorità fisica sui livelli sottostanti e viene così percepita in modo indiscutibile sia da coloro cui interessa arrivarvi. Mentre nella zona di base chiunque si muove agevolmente perché le capacità si imparano senza difficoltà e nella fascia mediana almeno metà dei leader si identificano facilmente. Volendo indicare degli stereotipi fine Novecento (oggi in gran parte superati) potremmo dire che non credono alla possibilità di realizzare l'ascendente per- . Che ciò che affermiamo sia di consapevolezza comune. considerando che si entra nella fascia di base quasi per necessità e per competenza professionale (essere capaci è un dovere per tutti). a coloro che vogliono mirare alla cima. egli rimane un professionista. Il leader. sa di essere l'attore più importante. volendola quantizzare. in questo campo. funzionari.

Siamo convinti che l'ascendente si costruisce e diamo quindi il consenso teorico (100% di sì). ha risposto: "il carisma si basa sulla competenza e sulla capacità ma soprattutto sulla maniera convincente con cui un manager svolge il suo ruolo di capo. La convinzione aiuta la coerenza e moltiplica la forza personale. padre il convincimento. Definiamo la convinzione il fattore madre perché è quello che dà vita alle azioni in quanto raccoglie dentro di sé le fonti della forza dell'io. Il convincimento è invece il fattore padre.116 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 117 sonale i funzionari di banca più tradizionalisti e i dirigenti amministrativi più razionali. Una convinzione errata o cattiva può portare una persona alla distruzione e alla rovina. Rivolgendo infine la domanda a noi stessi e riflettendo sulle migliaia di persone che abbiamo conosciuto non solo sul lavoro. in qualsiasi campo. energia e volontà La convinzione e il convincimento sono i fattori genitoriali dell'ascendente. tre ci riescono e sette rinunciano). confermando come nei lavori di iniziativa e di rapporto con gli altri è ben presente la consapevolezza che l'identità personale può essere sviluppata e costruita nell'ambito professionale e in quello personale e può venire utilizzata per il raggiungimento di riconoscimenti di potere e di consenso. Gli allievi sentono la convinzione e provano rispetto per la sua coerenza e anche i più critici verso la scuola non dimenticheranno mai il timbro delle sue lezioni. ma se avessimo formulato la richiesta. della fiducia in sé e dell'autostima. Le punte massime di assenso invece le abbiamo trovate nelle persone che esercitano ruoli indipendenti. è convinto di essere utile ai suoi allievi. A noi interessa solo il convincimento positivo perché è quello da imitare. e oltre a testimoniare in ogni sua frase il piacere di argomenti interessanti. di un fatto o di una persona e improntare a esso il comportamento reale e l'atteggiamento mentale. caratteriali e casuali) nasce con maggiore predisposizione di altri alla leadership naturale. ma dal momento che la società e le organizzazioni hanno bisogno di molti più leader di quelli che partono favoriti. commerciali o cornpetitivi. per potenziale individuale o per pura casualità non veniva rilevato dalla nostra domanda iniziale. il fascino della matematica. La convinzione e il convincimento sono le basi dell'ascendente. Convinzione significa praticare un coinvolgimento totale nei confronti di un'idea. anche se la realtà esperienziale ci dimostra una proporzione inversa di 70% di negatività contro un 30% di positività (su dieci persone che decidono di costruire il proprio ascendente. dimostrando la sua qualità di persona e la coerenza del suo comportamento quotidiano " . Come per la convinzione anche il convincimento può agire per il male o per il bene e può trascinare gli altri verso il peggio oppure entusiasmarli al meglio. cromosomiche. alla domanda "come si costruisce in azienda il carisma personale?". riteniamo che ciò non costituisca un ostacolo per nessuno. Siamo convinti del fatto che qualcuno (per ragioni genetiche. il piacere della letteratura. quello che penetra nella realtà e interviene nel sociale. ma essi non sarebbero sufficienti a "fare muovere" e rendere . da un insegnante appassionato della materia e convincente nel costringerci ad avvicinarla? L'ascendente non ha barriere di età per venir riconosciuto: il neonato nella culla placa il capriccio e si tranquillizza al suono di una voce sommessa ma ferma. convincimento. In tutti i tipi di organizzazione i capi con ascendente ottengono facilmente consenso e disciplina dai loro collaboratori perché ne meritano il rispetto. L'ex presidente della Fiat. trasmette l'intenso suggerimento di scoprire anch'essi la bellezza della sua materia. realizzando i cambiamenti nelle persone e negli eventi. madre la convinzione. A quanti di noi è stato "regalato" il gusto della storia. anche quando non ne ottengono la simpatia. I quattro cavalieri: convinzione. rispondiamo in modo doppio ma non ambivalente. ma una convinzione giusta e buona può trasformare un essere qualunque in un santo o in un eroe. Che ciò avvenga per colpo di fortuna. Il professore crede nell'importanza della materia che insegna. avremmo probabilmente ricevuto la stessa risposta che Machiavelli diede al Principe: "certo che si arriva al successo e si diventa importanti: metà per fortuna e metà per virtù personale". Paolo Fresco. da quello manageriale a quello educativo. esattamente come l'anziano agitato e preoccupato si calma nell'ascolto di un tono caldo ma forte edeciso o come il cliente isterico si tranquillizza davanti a un fun zionario calmo e sereno.

bisognosi di lei. in un modo o nell'altro"). "beata lei. Di energia. così i superiori peggiori in fabbrica o in ufficio ("tanto non diventeremo mai ricchi. come resistenza. grandissimo nei confronti dei giovani. oppure: "se nulla ha veramente valore. voglia di avere cose non proprie. stamina. E il tipo e la qualità della benzina che condiziona la velocità e la quantità di strada che un motore può percorrere. i genitori ossessivi verso i loro figli ("fallo per me. una soluzione vale l'altra"). solo il gusto dell'azione e della reazione che salva l'individuo dalla massificazione pecoresca e dalla rinuncia impigrita della propria identità. Una voglia può essere percepita tanto intensamente da provarne dolore. voglia di non compiere il proprio dovere). voglia di amore. La voglia è sempre situata fuori dalla persona. forza e potenza espressa. E solo l'energia vitale. ma senza forza di volontà non si può convincere nessuno. una spinta. la vera "benzina" del motore del leader eccellente. . lo faccio per il tuo bene. l'energia viene presentata come una capacità da allenare e sviluppare. si sta praticando in questi anni il peggior malinteso della morale quotidiana. voglia di qualcosa o di qualcuno e rende succubi coloro che la provano. Nel capitolo delle sette ambivalenze indicheremo come. né voi né io. Ma la vitalità senza una direzione in cui esplicarsi corre il rischio di ridursi a una pagliaccesca eccitazione oppure di disperdersi effondendo forza contraddittoria e disordinata. La voglia è un desiderio. Ci vuole anche la volontà.1). devi credermi " ). dannoso nei confronti del tutto.1 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 119 Forza dell'lo Personalità Autonomia Fermezza Autoincentivazione Forza del sociale Valori. ci toccherà sempre lavorare. dà la direzione al comportamento e permette il raggiungimento degli obiettivi. anzi ne è l'opposto. facoltà fondamentale del comportamento umano. Si può infatti essere molto convinti. che mobilita l'ascendente. in nome della virtù della tolleranza e del buon senso si cerca invece di rendere le persone inermi (cioè senza vitalità) di fronte a sfide improvvise e a proposte pericolose. Così si comportano. vitalità si parla anche in altre pagine di questo libro perché vogliamo contrastare la cultura della passività e dell'adattamento che diventa ogni giorno più predicata e quindi più pericolosa. Viviamo in un mondo pieno di voglie e scarso di volontà. forse senza accorgersene. un gusto. Chi vuole manovrare il consenso senza reale rispetto delle per- sone ha solo due vie da percorrere: quella di un carisma ipnotizzante o quella della manipolazione qualunquista ("se lo dice lui che sembra così convinto lo farà per il nostro bene".118 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza Figura 4. una motivazione che sorge spontaneamente o per induzione nella persona e la coinvolge emotivamente. voglia di lavorare bene con gli altri) o voglie cattive e distruttive (voglia di veder morto qualcuno. azioni Responsabilità Prepotenza Influenzamento Bassa Fiducia nella vita = convincimento (estroversione) Alta dinamico il sistema della leadership se non fossero accompagnati dalle due energie dinamiche. Esso consiste nel confondere la volontà con la voglia: "come faccio se non ne ho voglia?". La benzina migliore per lo sviluppo dell'ascendente è rappresentata dalla doppia V dell'energia: la vitalità e la volontà (vedi la Figura 4. io so cosa è bene per te. così come una voglia soddisfatta può colmare di tale piacere da far piangere di gioia. Si possono provare voglie buone e benefiche (voglia di tenerezza. che ha la volontà". idee. Nel nome della volontà. Nel capitolo della capacità di lavorare duro. la seconda V. La volontà non è la stessa cosa della voglia. "non riesco a farmi venir la voglia".

invece. senza farsi influenzare dagli amici che comperano la barca firmando cambiali e dicono che solo i soldi fanno i soldi e solo i raccomandati fanno carriera. oppure giustificazione per quanti aspirano alla quiete dell'animo e alla stabilità della vita. immediatamente misurabili: smettere di fumare. Questi esercizi hanno lo scopo di allenare la determinazione e di dimostrare a noi stessi come possiamo esercitare la volontà. Chiamiamo tentazioni quelle situazioni che si possono limitare.120 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 121 Le voglie vanno e vengono. non importa se futili e incidentali. Per sviluppare la volontà è sufficiente cominciare da piccole decisioni. E insita in ognuno ed è una facoltà a disposizione di chiunque l'eserciti. aggrappati solo alla volontà. L'affitto del successo: lavoralcolismo e narcisismo Per quanto energica e vitale sia la convinzione del protagonista carismatico. infatti. in modo ineliminabile. Dalla sua stessa radice etimologica viene il verbo voglio: "voglio essere sincero". la costruzione della carriera professionale. lo sviluppo continuo del proprio livello professionale. a costi durissimi. "voglio controllare la mia impazienza". è un'altra cosa. così persone che partono senza una lira accumulano il denaro per farsi la casa. Si può soprattutto. il cielo degli ottomila non è terso né immutabile sempre. Se la parola tentazione identifica una situazione o un'idea che attira e attrae il comportamento individuale verso scelte non positive e spesso non etiche o non negative. a volte si riescono a soddisfare. utilizzare in senso realizzativo. un giudizio positivo sul lavoro sommato per anni ad altri giudizi positivi definisce un eccellente lavoratore. senza cedere alla tentazione di spendere nel poco. "voglio risparmiare una parte del mio stipendio". così come: non interrompere lo studio o il proprio lavoro per il tempo di un'ora. da lampi di violenza terribile e da nuvole gonfie di tempesta. conoscendo in anticipo i vincoli e gli ostacoli e attrezzandosi per combatterli. Così Vittorio Alfieri. non bere alcolici per un certo periodo. fare sempre). a dubbi. imparare uno sport o un esercizio difficile. altre volte no. le tentazioni del successo . mentre si addormenta un neonato capriccioso) costituisce già un buon esercizio di base. senza mollare. i leader i quali ben sanno come le cose preziose meritano di essere pagate con prezzi altissimi. cambiare alcuni modi di reagire troppo nervosi o troppo timidi. Prepararsi. Magari hanno anche ragione. ma ciò che diciamo noi resta certo: un mattone sopra un altro mattone forma un muro. a incertezze. Prima di tutto non viene dall'esterno ma si trova all'interno dell'essere umano. il sostegno e l'esempio ai figli e ai figli dei figli. un chilometro dopo l'altro fa fare il giro del mondo. Si può riconoscere. Il passo successivo è decidere di trasferire ciò che si riesce a fare episodicamente in comportamento continuato e regolare. Infatti le due componenti costitutive della volontà sono l 'intensità dello sforzo (decidere. ed è la volontà più entusiasmante e visibile. anch'egli è soggetto a crisi. ma che servono a sperimentare la propria capacità di autocontrollo. Questo rappresenta consolazione per coloro che si fermano ai livelli inferiori della piramide. cambiano lungo il corso della vita. così la volontà è la potenza del motore. Essi sono di due tipi. allenare e controllare e aumentare. Oppure ancora. fare molte volte. costringendo la propria attenzione a rimanere obbligata su ciò che si sta facendo. la costruzione del proprio benessere economico o altri. dal dentista. rifare. della propria azienda industriale o agricola. Esso è solcato da venti e furori d'aria. come s'è detto. Decidere per esempio di non guardare l'orologio per tutto il periodo di un'attesa (in aeroporto. La sua definizione è chiara e semplice: la volontà è la facoltà di essere determinati a svolgere liberamente certe azioni. La volontà è la forza che trasforma la vita di una persona. dare un avvenire ai figli. Già Aristotele ne parla in questi stessi termini nell'Etica Nicomachea. Pur essendo più alto degli altri. conoscendole in anticipo e chiamiamo costi e rinunce le altre situazioni che non si possono evitare perché costituiscono il negativo della realtà. per quanto incrollabile sia la sua allenata volontà. La volontà. La volontà che mobilita e accresce l'ascendente è quella investita verso traguardi a medio termine quali: la realizzazione di una famiglia felice. Ma non scoraggia. creare un'azienda. ma di esse sono parte. oppure non cambiare canale televisivo per l'intera durata di una tavola rotonda. Oppure verso traguardi a lungo termine quali: la realizzazione di opere artistiche. dunque. verso traguardi a breve. imparò il greco. Milione dopo milione. obbligarsi) e la fedeltà della ripetizione (fare una volta. Come l'energia è la benzina. così migliaia di lavoratori studenti portano a termine brillanti percorsi di studio. Sera dopo sera andare a scuola.

il filosofo tedesco . negando attenzione e udienza a persone che se lo meritano. Si mente correggendo la verità. con parole molto dure: "abrasivo". poiché coinvolge gli aspetti etici e morali del comportamento verso gli altri. della verità e della legge. sbarrano anch'essi gli occhi. all'arroganza e al compimento di azioni considerate scorrette da tutte le culture civili. si ruba intromettendosi in una coppia o in un gruppo di persone che volevano stare tra loro. Legittimazioni tipiche sono quelle che riguardano i valori del rispetto altrui. che già temono e da cui già si difendono. si prevarica solo con il coltello o con la rivoltella (malgrado siano ben note in alcune organizzazioni le cosiddette "notti dei lunghi coltelli" e i "bagni di sangue") ma lo si fa affermando giudizi negativi su persone che non piacciono. —il lavoralcolismo. Harry Levinson definisce il comportamento che deriva dal cadere nella tentazione che stiamo descrivendo. Si ruba il tempo. Non si ruba solo sottraendo denaro a qualcuno o facendosi dare una tangente per qualche favore. promettendo o impegnandosi in azioni che già si sa che non verranno compiute. mentre il senso di colpa o il sussulto della tentazione è riconosciuto da quanti già sono prossimi ad ascendere. ma anche obbligando i collaboratori a fermarsi oltre l'orario o i figli a farci compagnia. accampando scuse. rovinando l'immagine di avversari che ci fanno paura. Le tre tentazioni più importanti sono: —la legittimazione del potere. "cinico". Vi sono genitori che prevaricano spiritualmente i loro figli condizionandoli a comportamenti negativi. manipolando le notizie. Naturalmente le persone che si scandalizzano sono ancora nella base della piramide del successo. la cui soglia di obbligo viene abbassata o spostata a seconda della convenienza della situazione specifica. mentire e prevaricare sono verbi che alcuni protagonisti praticano con grande naturalezza. omettendone una parte. violenta e finalizzata a sfiancare il dipendente è diventata una potenziale prassi. ma con un sussulto silenzioso. quasi si sentissero riconosciuti o riconoscessero a loro volta qualcosa che già hanno pensato. Sentendo parlare brutalmente di rubare. Quando Herbert Marcuse. altri. lo scarso controllo dell'umore o del sarcasmo e dello "humour" caustico sono forme di scorrettezza praticate come legittime perché ci si ritiene così importanti da meritare metri di giudizio diversi da quelli in vigore per gli altri. come se a loro fosse permesso ciò che ai comuni mortali è vietato. essa è entrata nel lessico organizzativo con il termine mobbing e la sua applicazione sta pericolosamente estendendosi. Si prevarica spostando collaboratori lontano dalla famiglia senza vera necessità ma per comodo organizzativo.122 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 123 segnalano quei pericoli e quei rischi personali connessi all'esercizio dei ruoli di leader. In modo un po' semplicistico ma sintetico essa può venire descritta come lo scivolare in una deformazione mentale che trasforma la disponibilità di potere e l'esercizio dello stesso in un diritto alla prepotenza. invece. Anche l'arroganza ingiusta. Né. ma anche negandosi al telefono. non costituisce una scoperta recente. già offesi al solo pensiero di poter essere coinvolti in simili brutte azioni. si ruba riferendo confidenze che erano state date in privato. smentendo di conoscere un'informazione che invece si possiede. Il lavoralcolismo" Proporre tra le tentazioni dell'esercizio del potere sia nelle organizzazioni che nelle famiglie il lavoralcolismo. Nelle organizzazioni la prevaricazione costante. riferendo parole e frasi al fine di ferire qualcuno in modo indiretto. il diritto al privato. profferendo lealtà proprio mentre ci si comporta con riserva. "crudele" e invita chiunque a difendersi ed evitare simili porcospini. Si ruba costringendo una persona timida che non si sa negare a farci delle commissioni. La legittimazione da potere co e con tale naturalezza che trasforma la prepotenza in pelosa La legittimazione da potere: è la più grave delle tre tentazioni. inventando scuse per liberarsi di un collaboratore. ricattandoli con distorte esigenze emotive. —il narcisismo. non rispettando precise ed espresse preferenze verso un certo tipo di lavoro. mentire e prevaricare alcuni sbarrano gli occhi e si ribellano ai termini usati. infine. la serenità familiare e lo si fa con finto rammari- prevaricazione. l'impazienza sgarbata. Nello stesso modo si mente non solo dicendo grosse e precise menzogne o giurando il falso davanti al giudice. Rubare.

non posso descriverlo perché non so com'è. "Descrivi il tuo papà". Mio marito ama il lavoro e non me. alla madre o al figlio "così sembrerà che l'abbia letto io"). l'interromperlo interrompe il piacere e il riconoscimento. Colpisce religiosi. Non pranza a casa. L'analisi di Marcuse ebbe notevole successo sociologico e politico. ci confessò la moglie miliardaria di un dirigente aziendale "ma io sono povera e sola più della moglie di un emigrante. facciamoci mandare delle carte al salmone. Le vacanze estive non le fa oppure. Ma è nelle organizzazioni che esso risulta più macabro ed evidente. vado in America e in una mattina. Telefoni a Osaka.124 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 125 contrario all'ideologia della società industriale. quando la si smette si soffre di astinenza. Dal momento che io continuo a volergli bene e che i nostri figli lo rispettano. Così risolviamo la seccatura dei pranzi e r isparmiamo mezz ' ora al giorno "). mi faccio togliere tutti i denti e mettere la dentiera". senza nemmeno chiedermi cosa mi piacerebbe: io odio i suoi regali. come elemento di rappresentanza. il lavoralcolizzato paga con la propria cultura ("legga questo libro e mi faccia una sintesi" dice il capo alla segretaria. così la quantità di lavoro deve essere continuamente aumentata per mantenere il senso di indispensabilità e la sensazione di sicurezza e di riconfermata utilità che essa restituisce. Gli affetti e il tempo personale rappresentano la prima merce di scambio con cui si paga il gusto drogante del lavoro. in verità. Se il lavoro dà piacere e riconoscimento. è stato chiesto in una tema al figlio dodicenne di un professionista. la cultura e la salute sono stati e liminati. Perfino le rare volte in cui facciamo l'amore io tengo gli occhi chiusi perché. vedrei i suoi occhi che stanno pensando alla telefonata da fare o al cliente di domani". Sta a casa a Natale. Il lavoralcolismo infatti è una tentazione paragonabile alla droga o all'alcolismo: quando la si prova piace. volontari di opere sociali. "Mi vergogno a dirlo". con la propria informazione diretta ("questi sono i dépliant delle Isole Baleari. come giustificazione per non dover gestire la fatica e il costo di un'amante alla moda. se viene con noi. perché è simpatico e gioca con me e mai e poi mai farò il professionista di successo". del fotografo di moda. non per aumentare il piacere ma per mantenerlo identico. in clinica. "ho letto di cibi trasformati in specie di carte di credito che si consumano in cinque minuti masticando la carta con un bicchiere d'acqua. ma non si realizzò per quella parte dei lavoratori. l'amore. indicava proprio il pericolo che lo sviluppo industriale e il benessere crescente contribuissero a diffondere un tipo di etica del guadagno e del lavoro che avrebbe inevitabilmente portato alla riduzione e alla valutazione delle persone secondo l'unico metro del "ciò che fanno e ciò che guadagnano" . capi di comunità. chiediamo alla compagnia di viaggio un albergo che potrebbe piacerci e facciamoci consigliare un viaggio già tutto previsto") e infine con la propria salute fisica ("non ho tempo per il dentista. del venditore di successo. Viene a casa la sera quando io sono già a letto ed esce al mattino con l'autista mentre io faccio colazione. alla carne e all'arancio. a Pasqua invece va in Africa. in scalata. ma il suo amore per me si è spostato sulla professione. Ma io da grande farò il portinaio. studenti compulsivi che rifiutano voti mediocri perché esigono per se stessi solo il massimo. Il pericolo dell'uomo a una dimensione rimane invece incombente e minaccioso per tutti quei protagonisti che riescono a realizzare il massimo del successo con il massimo della soddisfazione. che svolgono compiti che a loro non piacciono e dai quali cercano di sfuggire al termine dell'orario. comincia a distruggere se stesso. il sabato va al golf e la domenica va a sparare al tiro al piattello perché dice che là c'è gente che deve assolutamente vedere. Il bambino ha scritto: "Il mio papà. Il lavoralcolismo colpisce madri e casalinghe che non riescono a liberarsi dal ciclo perverso delle responsabilità famigliari e perfezionano ogni loro lavoro al limite dell'assurdo diventando persecutrici di coloro ai quali si dedicano. anche quello della casalinga. prodotti dall'azienda giapponese Asahi-Shokuhin-Kogyo. se li aprissi. E non solo il lavoro del dipendente. il leader. scrisse un libro intitolato L'uomo a una dimensione. Gli servo come orpello. Come la droga e l'alcol producono rapida assuefazione e vengono desiderati in quantità sempre maggiori. legge ` ventiquattr ' ore' le carte che si è portato da casa. Poi vedo come si diverte a lavorare e lo perdono. Quando tutti i prezzi. Pian piano la lucidità si . operai e impiegati. Dice che mi vuoi bene e ogni volta che lo dice mi fa un regalo. poi. se non si impone da solo di resistere alla tentazione. accetto questa situazione. Ma è atroce.

esattamente come avverrà se il leggere di tentazioni e rinunce farà stringere i denti a qualcun altro. a qualunque punto della piramide si trovi o preferisca fermarsi. esso vuole indirizzare tutti a scegliere la propria dimensione autorealizzativa. Anch'essi sono tre. Fa bene a ridimensionare le sue aspettative. uomo o donna che sia. anch'essi riguardano solo quanto riteniamo appartenga al minimo comun denominatore del leader e non tutte le rinunce restanti che dipendono dalla sensibilità. chiede loro quale materia insegnano. che salva dalla tentazione dell'orgoglio. . che restano pericolose e attraenti ma evitabili con autocontrollo e attenzione intelligente proprio perché sono tentazioni e non ancora azioni.126 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 127 offusca. gli scatti di impazienza diventano insulti e ingiustizie. Esistono noti professori universitari che si ritengono insultati se qualcuno. ma mi fanno sfigurare la barca" dicono. incertezza e solitudine Dopo le tre tentazioni descritte nel paragrafo precedente. Il fatto che la rinuncia sia consapevole e accettata in piena libertà non diminuisce di un grammo la quantità di sforzo o di sofferenza che la persona che la compie deve sostenere. all'autoglorificazione e all'autogiustificazione assoluta. tipico del peggior narcisismo. dobbiamo ora affrontare gli inevitabili aspetti negativi del potere e della professionalità carismatica. ha distrutto il suo carisma. ma accrescerà la sua determinazione ad arrivare alla cima. in ordine di durezza crescente. Forse qualche lettore penserà che stiamo aggiungendo troppe spine alla corona del successo e che vivere nella situazione del terzo gradino non sia poi così piacevole come egli immaginava. poiché danno per scontato che chi li avvicina debba conoscere il loro titolo e il loro ruolo. Esistono proprietari di barche miliardarie che telefonano alla capitaneria di porto per protestare che modesti gommoni di gente beneducata e allegra attraccano nel porticciolo troppo vicino a loro: "non che facciano rumore. la rapidità si smorza. A causa della legittimazione da potere egli giunge a offendere e a ferire. ingenuamente. il libro avrà raggiunto il suo scopo. Per questo si può morire. Questo libro non è stato scritto per spingere tutti verso l'apice della piramide. E difficile misurare il momento in cui la fiducia in sé diventa orgoglio e l 'orgoglio narcisismo. Il narcisismo: l'ultima tentazione inevitabile del successo raggiunto consiste nel provare troppo "piacere di piacere" e di aumentare la propria gratificazione oltre il giusto gonfiandola a dismisura e pervertendola in un patologico ripiegamento dell'Io. Ci sono imperdonabili madri di famiglia e padrone di casa che producono scene isteriche di gelosia. perché contribuirebbe a sovvertire un sistema che ci piace così com'è. sono: – il riposo (il sentirsi riposati) e quindi accettare la fatica. Il narcisismo Quando il narcisismo sfocia nel bisogno di servilismo. come le tentazioni. Cosicché se il riflettere sui rischi delle tre tentazioni e sul duro costo delle tre rinunce che stiamo per spiegare convincerà qualcuno a fermarsi a quella che riterrà una giusta dimensione di consapevole serenità (gradino delle capacità e della competenza. dalla fragilità e dalla storia delle esperienze delle singole persone. Ma è proprio il saper conservare la fiducia in sé come tendenza dinamica e consapevole verso un ego ideale e non come certezza conclusa. Le rinunce del gradino superiore. Una rinuncia in termini di comportamento umano equivale sempre a un costo che si deve pagare o imparare a pagare. Secondo la mitologia greca Narciso era un giovane bellissimo che rifiutò l'amore delle Ninfe (in particolare di Eco) perché preferiva star con sé piuttosto che con gli altri. Il narcisismo del successo abbonda in tutti i campi. Per punirlo gli dèi lo fecero morire affogato in una fonte dove si era chinato eccessivamente per contemplare la propria immagine. oppure gradino dello stile e della forma perfetta). Chiamiamo ancora oggi narcisismo una forma di automasturbazione e di autocentratura che passa dal normale compiacersi della propria persona alla prosopopea. se un loro figlio o marito dichiara ingenuamente di avere mangiato una torta di mele o degli agnolotti più buoni di quelli fatti da loro. Le trappole della cima: fatica ed errore. la tentazione è diventata peccato e il leader di successo. non sessuale ma culinaria.

si rende conto subito che non potrà mai avere la totale certezza della bontà e dell'esattezza delle proprie azioni e perfino delle proprie opinioni. come un chiodo crudele. La sopportazione della fatica-stress e l'immunizzazione dalle somatizzazioni più comuni (insonnia. che varia come intensità a seconda del livello di aspirazioni e di interesse investito dal singolo nelle proprie azioni. per definizione. La rinuncia del riposo e la sopportazione della fatica sono definite dai medici come le basi dello stress da successo. Il limite rappresentato dal sentirsi stanchi è un limite "debole". malinconi- co mal di testa del sabato mattina. la preside. La rinuncia alla certezza comporta l'accettazione dell'ansia e dell'errore come situazioni psicologiche normali. Mi dia un calmante per il mal di testa che faccio prima!". troppe le pressioni importanti per sentirsi completamente " convinti. Conoscono pure la bella affermazione per cui il dubbio è la misura della statura umana e per cui chi non dubita non pensa autonomamente e la ripetono spesso a se stessi per placare l'affanno e il timore. terribile. ripetono. angoscia. portano inevitabilmente le persone a non porsi altri limiti che quelli dovuti a cause esterne e non modificabili. Loro non lo sanno. per modesta e sconoSciuta che sia. quel mal di testa che la persona normale non proverà mai e che si vendica del leader quando la tensione si interrompe e batte alle tempie o tra gli occhi. ma non mi interessa riposarmi. quanti mai che invidia fanno ci farebbero pietà!". Lo stress infatti è definito come: "una risposta specifica dell'organismo alle richieste effettuate su di esso". Mentre il costo della fatica si concretizza nel pagamento di una moneta soprattutto fisica. Emicrania da protagonismo. richiamando dal cuore e dalla mente una quantità sempre maggiore di autoincentivazione e di sforzo.128 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 129 —la certezza (il sentirsi sicuri) e quindi accettare l'incertezza. dice la giovane insegnante alla cinquantenne preside dopo cinque ore di commissione d'esame. Si tratta del comportamento opposto a quello definito "stancabile" cioè esauribile facilmente e privo di riserve. dalle otto di mattina a mezzanotte. umile. con sentimenti spiacevoli di timore. E già difficile per ogni persona. distonia neurovegetativa. La definizione di ansia è infatti di "una situazione di incertezza. esaurimento fisico e nervoso) variano molto da persona a persona e in chi vive da protagonista sono così ben gestite da apparire quasi inumane agli occhi di chi si fa facile preda di ansia e stress. Non di rado vivono e operano in uno stato di attenzione così vigile e teso da apparire al limite dell'eccitazione. La rinuncia al riposo comporta l'accettazione della fatica come situazione normale e quotidiana. anche se ben controllata. resistenza d'acciaio e coinvolgersi tutto il giorno. il manager e l'artigiano. —la comprensione (il sentirsi capiti) e quindi accettare la solitudine. Troppe le informazioni necessarie per sentirsi "completamente " " sicuri. "Va bene. Chi accetta di vivere con alta responsabilità. I leader conoscono l'antico proverbio per cui "il meglio è il nemico del bene" e lo ripetono spesso ai loro collaboratori per incitarli all'azione. ciò nondimeno. Ma. che non è mai stanca!". dicono i medici. Nervi di ferro. individui che si abituano a chiedere a se stessi un contributo continuo di energia. sopportare di ammettere uno sbaglio e ricrederse- . e suggeriscono che si può curare riposandosi anche durante la settimana e non solo il sabato. e il coinvolgimento emotivo causato dal gusto di ciò che si fa. che riguarda azioni ed eventi presenti o futuri". "Ma come fai a studiare otto ore al giorno?" chiede l'universitario pallido e benestante al compagno di corso che fa il cameriere di sera per pagarsi gli studi. E troppo noioso. che nascondono per dignità e per servizio. troppe le cose da fare contemporaneamente per sentisi "completamente" tranquilli di aver fatto il meglio. Ha scritto Metastasio: "se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto. ho capito. I leader invece esercitano la loro resistenza proprio come fa uno sportivo e alzano la loro soglia di affaticamento. soffrono l'incertezza con una pena sorda. ma sorridono tutti nello stesso modo: lo studente. Anche il costo dell'errore fa parte di questa seconda rinuncia e rappresenta una delle prove psicologiche più dure da superare per i leader. il costo dell'ansia e dell'errore viene pagato con moneta intellettuale. Gli abitanti del terzo gradino sorridono. fisica e mentale e non reggono sforzi improvvisi né continuativi. mantenendosi in allenamento fisico e psichico. La disponibilità totale al lavoro. I "nati stanchi" sono. rispondono. "Beata lei. depressione. Con un unico recupero sovente non confessato a nessuno: il tenero. che la volontà riesce facilmente a respingere o addirittura a rifiutare. "Lei deve lavorare meno". o allo studio e alla responsabilità. tutto d'un colpo.

che dà il valore della persona. Egli ha un momento di sconforto. dei film di Federico Fellini. Elemento essenziale della relazione che il capo stabilisce con i suoi gregari è che egli pensi a tutti. E solo. La musica ci salverà". è la solitudine del leader. L'autorità. dell'accusato. anche se non li conosce ed essi non lo conoscono. che ciascuno sappia di essere pensato. dalla stessa distanza. sfugge e si ribella. "il" capo. solitudine per non creare aspettative. scrivono: "A morte il direttore" con una bombola spray sul muro della sala. malgrado l'incertezza e il timore. il maestro sorride. In tempi più recenti Richard Senneth riprende la stessa affermazione come tesi di fondo del suo bel libro filosofico. Saper sbagliare. egli è il nemico. nasconde la testa fra le mani. gli buttano addosso il metronomo. offrire armi agli avversari e rischiare la risata o la delusione dei collaboratori. saper perdere. Gli rovesciano il podio. Qualcuno a sua volta si curva a raccogliere gli strumenti. Egli recupera il termine greco di autonomia per definire la componente essenziale della "responsabilità": capacità di essere norma a se stesso. intitolato Prova d'orchestra. sbagliato. Ma una cosa è la solitudine dello scrittore e dell'artista. poi piena e solenne. Ove questo elemento viene a mancare. colmo e parte- ripe della sua riflessione creativa oppure la solitudine del trappista e della monaca di clausura che scelgono per meglio comunicare con Dio nel silenzio delle voci umane. riconoscere di aver fallito. Affettivamente solo. sola beatitudo" e anche Leonardo da Vinci sostiene orgogliosamente: "chi è solo. Sostiene Freud: Il capo deve avere una vita psichica distinta da quella dei gregari. Lo offriamo volentier i alla sperimentazione del lettore come un suggerimento concreto . seduto sullo scalino della pedana di prova. dapprima incerta. non deve aver bisogno di amare alcuno. cadranno tutte le polemiche. Il Tap: test dell'ascendente personale Da alcuni anni abbiamo messo a punto e utilizziamo un test di autov alutazione chiamato test dell'ascendente personale (Tap) ormai c onvalidato da alcune migliaia di applicazioni. Solitudine per rispetto della giustizia e dell'equidistanza. isolato a lavorare nella sua stanza. il maestro alza la testa e in silenzio si china a raccogliere la bacchetta. Il conflitto è stato superato.130 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 131 ne di fronte anche solo a un amico pur modesto interlocutore. E la differenza tra attivo e passivo. saper cadere e rialzarsi. saper accettare la colpa così come si accettano i meriti. Solitudine. diventa ogni volta porre in gioco la propria credibilità. dicevano i nostri antichi. un individuo che non li riconosce e che non se ne fa carico con naturalezza è un debole o un vile. la ribellione serpeggia. è tutto a se stesso". secondo noi. Bisogna a volte recitare il ruolo del nemico numero uno. perché quando il conflitto esplode. infine. La rinuncia alla comprensione altrui comporta la gestione continua del conflitto e dell'inimicizia e l'accettazione della solitudine. solitudine per garantire la riservatezza e la non indiscrezione. non il conteggio amministrativo e pignolo degli errori singolarmente considerati. il direttore si trova a un certo punto a dover affrontare tutti gli orchestrali sindacalizzati e inferociti rivolti contro di lui. l'organizzazione si disgrega come collettività. sopportazione della solitudine. solitudine per non eccitare l'invidia e per smorzare la competizione. ha vinto da solo. "il" migliore. tra risultati ed errori. La melodia riprende. i suonatori sono di nuovo uniti. compiuto una mossa ingenua o stupida. I leader vanno valutati a saldo. altra cosa. dalla stessa distanza. L'ingiustizia della situazione è evidente: se egli è il capo. la malevolenza o la stanchezza. Chi fa sbaglia e chi non fa giudica. l'orchestra fa un passo indietro. alla fine del bilancio di un certo periodo di attività. saper ricominciare sempre. Come placata e interdetta. "Autonomia vuol dire riuscire a far sì che gli altri abbiano un po' più bisogno di noi di quanto noi abbiamo bisogno di loro". deve evitare i sentimentalismi (le fissazioni libidiche stabili). Egli cura e ama in egual modo tutti. Abbattendo lui. Il direttore batte leggermente la bacchetta sul podio che ha risollevato e ripulito dalla polvere: "venite" dice "proviamo. solitudine per non ferire troppo chi vuole veramente bene al leader. l'esasperazione o la paura deformano il volto e lo sguardo dei collaboratori trasformandoli in avversari. del colpevole principale. Un leader che non compie errori è un individuo che non agisce. Ma poi. Nel più bello. ma per chi viene considerato "il" numero uno. più amara perché creata dall'invidia e dall'incomprensione. Un celebre detto latino afferma: "beata solitudo. autosufficienza. lentamente. che viene accettata o subita sovente senza essere compresa né ricercata.

-----------------14... la creatività....----------------. Discontinuità .---------------.----------------Y5.1).. Responsabilità __ -----------------. e quindici lo inficiano e gli impediscono di manifestarsi (vedi la Tabella 4..----------------... quindici risultano indifferenti.. come..----------------24_Fermezza_ sicurezza di sé ----------------....-----------------...-----------------¢ Serenità ..----------------....---------------........ Il massimo di punti possibile per ogni colonna è quindi 15 e il massimo punteggio possibile è 45....----------------... Quindici termini contribuiscono allo sviluppo dell'ascendente personale....-----------------...----------------17_Ricerca_del consenso .-----------------2 ..... Il modo migliore per rispondere bene è quello di scegliere nella propria memoria o nelle proprie conoscenze letterarie o reali un personaggio che riconosciamo "carismatico"... per esempio. lo sarebbe? 0 no?".-----------------28.-----------------Equilibrio .. l'amore per il prossimo..----------------.----------------1 -----------------.......---------------. stancabiàtà -----------------.----------------..G ?nel_ si ----------------. l'intelligenza.----------------............----------------35..---------------.----------------. Il Test è stato costruito sull'osservazione di personalità protagoniste e sul loro comun denominatore carismatico in particolare per gli aspetti dell'energia e della volontà.......---------------18 Suggestionabilità .....t¢_Età_anag __fica ..-----------------..-----------------.... La scheda B presenta la distribuzione corretta dei 45 termini nelle tre colonne (vedi la Tabella 4.. che ci ha colpito in qualsiasi periodo della nostra vita......-----------------34_Fiducia negli altri ......--------------.-----------------.----------------__ ----------------15 Pazienza ..-----------------19...----------------...---------------....... Ricerca sulle componenti dell'ascendente personale Inficiano lo sviluppo Contribuiscono allo Risultano indifferenti ' sviluppo dell' ascendente dell ascendente (no) (si) (7) 1_Conv_inzione intensa ..---------------. quindi di slancio e senza riflettere. Campo di interessi_mirato .....----------------.----------------45•Lentezza di riflessi Nota: controllare di aver assegnato tutti i 45 termini......----------------33_Cay_acità di realizzare . Capacità di tnasoni _mento .......----------------. Ogni risposta esatta viene calcolata 1 punto......----------------.----------------. L'esercizio è a distribuzione obbligata: se si vuole avere una valutazione coerente con la struttura del test..........----------------Attenzione ----------------.----------------.---------------..----------------......--------------.-----------------3.. che noi valutiamo un leader e un protagonista e a ogni sostantivo domandarsi: "lui lo è..---------------Incertezza indecisione -----------------....----------------....----------------...... Ogni termine può venire assegnato a un 'unica colonna..Ordine .132 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 133 Tabella 4. 15 per ogni colonna....----------------....-----------------11_Debolezza di ..----------------....----------------10. Asmetto_estetico .-----------------.2) e del vocabolario finale (contenuto nel paragrafo "Interpretare il proprio carisma") perché influenzerebbero la spontaneità della risposta..---------------.- - - ..----------------...----------------..----------------A Trasmissione v _ alori ...----------------....---------------....----------------4 1_Snobismo -----------------.....----------------27_Situazione famigliare ..-----------------__ 42.-----------------Umiltà .----------------...---------------..-----------------32_Pessimis_mo .---------------1_Mancanza_di humour ...... compilare la scheda A nel tempo indicato...-----------------p_cutura . Il test si applica compilando la scheda A (vedi la Tabella 4.. per l'autenticità della risposta valutativa...-----------------31_coerenza personale ...------------.. senza cercare coerenze né correlazioni tra i sostantivi...---------------.----------------. E d'obbligo non leggere né consultare le definizioni della scheda B (vedi la Tabella 4... Memoria _ ----------------...----------------3Q. Entusiasmo .-----------------......----------------n_Scoraggig ilità .-----------------23.... Come procedere Leggete i 45 termini senza soffermarvi su di essi e assegnateli con un segno grafico a una delle tre colonne verticali.......----------------.......-----------------39_Durezza .. 15......---------------.carattere 12. suddivisi in 15.-----------------40. Ritualità ----------------... Ogni colonna può ricevere solo quindici segni...-----------------Z_Riserv_atezza ...---------------.---------------..----------------..----------------. Cinismo ---------------------------------43_Pigr _ __ __ _ -----------------44 Prudenza -----------------........1) entro il tempo obbligato di tre minuti. Cortesia__ _ -----------------...----------------Autosufficienza _ ----------------.. lo era.. la fede religiosa.......----------------_ Buon gusto . Sono stati quindi volontariamente esclusi aspetti fondamentali di qualunque personalità.... stamina ....... bisogna scegliere tra i termini e distribuirli secondo le titolazioni delle colonne.-----------------.----------------$1_Energi_a..----------------. anche di quelle senza ascendente.2).. E fondamentale.-----------------.-----------------.. cioè non lo influenzano né positivamente né negativamente....... Mediazione .1 Test Tap — Scheda A di aggettivi e atteggiamenti pratici coltivando i quali si sviluppa e si aumenta la propria dimensione di ascendente personale..

Pigrizia 44. Incertezza... Mediazione 17. Trasmissione valori 5.134 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza Tabella 4. il punteggio minimo rilevato è stato di 7 punti mentre il punteggio massimo è stato di 42 punti.. Durezza 42. Lentezza di riflessi Totale scelte esatte L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 135 Tabella 4. Equilibrio 41. presenza di elementi parziali di riferimento Punteggio da 31 a 45 identificazione buona al modello intellettuale dell'ascendente La scheda C riguarda invece la ponderazione finale del test. cioè di secondo grado. Discontinuità 7. Memoria 25. stamina 22. Mancanza di humour 11. in quanto ogni termine esatto della colonna "sì" vale 2 punti cioè va raddoppiato perché corrisponde al riconoscimento diretto dei costituenti dell'ascendente. Aspetto estetico 27. Generosità 19. Fiducia negli altri 40.. Stancabilità 29. Ricerca sulle componenti dell ' ascendente Attribuirsi un punto per ogni risposta esatta Contribuiscono allo sviluppo dell ' ascendente 1. Punteggio massimo = 15 punti Totale complessivo .il punteggio da O a 15 indica un riconoscimento (o un possesso) insufficiente (non si ha ascendente. Il punteggio ottenuto nella colonna centrale non viene ponderato e va considerato uguale a zero (vedi la Tabella 4.. Cultura 13. Scoraggiabilità 32. Origine 15. Buon gusto 35. Ciò avviene solamente in soggetti con precise scelte spirituali o politiche o con equilibrio emotivo inquieto o semplicemente pessimiste e tendenti all'invidia. Età anagrafica 23. Per un leader o aspirante tale questo risultato è altamente improbabile.. Situazione famigliare 30. Capacità di realizzare 24.2 Test Tap . Convinzione intensa 4. è identificato per negazione.Scheda C. Cinismo 43. Pessimismo 36. mento mirato del comportamento carismatico e d'ascendente e corri- sponde quindi al vero punteggio del Tap con questa classificazione: .. Umiltà 38. Coerenza personale 34. Serenità 8. Il punteggio ottenuto nella scheda C corrisponde al riconosci- . Riservatezza 6. Ricerca del consenso 18. Entusiasmo 14. Attenzione 10.Scheda B. ma è importante riconoscere questa caratteristica nei propri collaboratori così come lo è Il punteggio ottenuto nella scheda B indica la precisione del riconoscimento intellettuale del modello teorico di ascendente che ognuno ha e va interpretata secondo la scala seguente: Punteggio da 0 a 15 mancanza di un modello teorico Punteggio da 16 a 30 idee confuse in merito. Snobismo Totale scelte esatte Inficiano lo sviluppo dell 'ascendente 3. Questo fatto indica un rifiuto inconsapevole ma ugualmente preciso dell'ascendente che. Responsabilità Totale scelte esatte Risultano indifferenti 2.. .il punteggio da 31 a 45 indica una sensibilità alta e la probabile presenza di caratteristiche di ascendente e quindi la possibilità di trasformarlo in elemento evidente della propria personalità. Nelle migliaia di volte in cui il Tap è stato applicato. Energia.3 Test Tap . Di solito coloro che ottengono questo tipo di ponderazione se ne dichiarano soddisfatti e non dimostrano interesse a raddrizzare il loro approccio. indecisione 39. mentre ogni termine esatto nella colonna "no" mantiene il valore di un punto perché corrisponde a un riconoscimento di tipo inverso.3).. Pazienza 16. Debolezza di carattere 12. Ordine 33. Punteggio massimo = 30 punti Colonna: no Ogni risposta esatta vale Totale . Prudenza 45. non ci si è mai preoccupati di pensarci o non interessa). Campo di interessi mirato 31. . come in una fotografia non stampata.il punteggio da 16 a 30 indica un riconoscimento (o un possesso) appena sufficiente (basta poco per precisare il proprio ascendente e comportarsi in modo più carismatico di quanto si faccia abitualmente). Cortesia 37. cioè di persone che ottengono nella ponderazione finale un punteggio della colonna "no" maggiore del punteggio della colonna "sì". Alcune volte (circa il 6% delle somministrazioni) si verifica il caso dell"`ascendente rovescio". Suggestionabilità 26. Autosufficienza 21... Capacità di trascinamento 9. Ponderazione del Tap Colonna: indifferenza Ogni risposta esatta vale zero e va quindi annullata Colonna: si Ogni risposta esatta vale ~ 2I Totale .. Fermezza (sicurezza di sé) 28. Ritualità 20.

. Origine: nascita. facilità al sorriso e alla gentilezza. giovinezza. in minore o maggiore misura.4 Test Tap — Scheda D. 10. 13. positività e ottimismo. stamina Capacità di realizzare Fermezza (sicurezza di sé) Campo di interessi mirato Coerenza personale Fiducia negli altri Responsabilità Volontà per un educatore o un genitore nei propri figli e allievi perché si può svolgere un lavoro e condurre una vita interessante anche senza essere carismatici. disturbante. Senso del pudore fisico e morale. mancanza di fretta e di agitazione. regione (origine contadina. 11. Cultura: complesso di cognizioni relative a una determinata disciplina o a un campo del sapere. 5. Ris ervatezza: discrezione. leadership spontanea volta a fare agire gli altri secondo le proprie convinzioni e preferenze. maturità. Il paragrafo seguente presenta infine il vocabolario che precisa il senso dei 45 termini elencati. Attenzione: concentrazione fisica e mentale intorno a un determinato argomento. humour Tenacia. i termini "discontinuità" e "mancanza di humour" diventano "stabilità di comportamento" e "capacità di humour". capacità di tenere i segreti. nelle proprie prese di posizione. oppure vigile acquisizione di segnali ed eventi anche non diretti al soggetto. origine borghese. Discontinuità: tendenza a interrompere e cambiare facilmente idee e comportamenti. volontà mirata. nelle idee. Il test dell'ascendente rappresenta uno stimolo all'autovalutazione e la sua funzione è più descrittiva della teoria che della realtà. 9. rigidezza. tendenza a prendere le cose sul personale. 4. sforzo Orgoglio Rapidità L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 137 Convinzione intensa Trasmissione di valori Capacità di trascinamento Attenzione Curiosità Generosità Ritualità Autosufficienza Energia. tipo e livello economico della famiglia in cui si è vissuti. 15. Debolezza di carattere: tendenza ad accettare le situazioni e impegnarvisi in modo indifferente. Convinzione intensa: forte persuasione nelle proprie idee. territorio. nelle motivazioni. rifiuto della confidenza facile. testardaggine Sopportazione solitudine Sopportazione incomprensione Autoincentivazione Tono psicofisico Capacità di ricominciare Ottimismo Decisionalità Umanità Sentimentalità Attività. 2.136 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza Tabella 4. Trasmissione di valori: impegno a sostenere e testimoniare nel proprio comportamento e nel proprio linguaggio alcuni valori etici e sociali considerati fondanti. Serenità: condizione emotiva di calma tranquilla e positiva. 3. 12. vecchiaia. Generosità: magnanimità e liberalità di sentimenti e di comportamenti. 14. convincimento. Interpretare il proprio carisma 1. Esibizionismo: coinvolgimento dell'animo e dello spirito in ciò che si fa e si dice. incoerenza. Mancanza di humour: suscettibilità. recuperando in senso positivo anche le indicazioni della colonna del "no": per esempio. 7. per sopire o risolvere i conflitti. irritante e doloroso. a imparare. contraddizione. extracomunitarietà). Pazienza: sopportazione e calma consapevole di ciò che risulta. Riepilogo sull'ascendente Elementi di comportamento che contribuiscono a determinarlo Continuità di idee Capacità di distacco. calore e colore del modo di reagire e partecipare. a leggere. Per chi tuttavia intende utilizzarlo come traccia di riferimento prescindendo dal punteggio del Tap. tendenza a conservare informazioni. intercessione. 8. Atteggiamento disteso e disponibile. adultità. 6. Capacità di trascinamento: influenzamento degli altri. adolescenza. ceto sociale. rispet to alla propria e all'altrui sfera privata. luogo. la scheda D (vedi la Tabella 4. 16. assenza di senso dell'umorismo. nei propri obiettivi. Mediazione: attività che si interpone tra più persone per facilitare le relazioni e l'accordo. Età anagrafica: quantità di anni: infanzia. provenienza. diplomazia. assenza di preferenze precise nei gusti. ma il rifiuto diretto dell'ascendente influenza fortemente il rapporto con coloro che ce l'hanno e tende a concretarsi in atteggiamenti di rifiuto o di conflittualità.4) ne riepiloga il contenuto.

vigore. Pragmaticità operativa. conformità tra principi e comportamenti. Memoria: capacità di ricordare. Stancabilità: facilità a subire cali di energia e di prestazione. 34. rifiuto dell'orgoglio. senso del bello e dell'artistico. richiamo a riconoscimento di conoscenze di persone ed eventi (l'opposto è la dimenticanza). progetti. 24. famigliari e intellettuali degli hobby condensato e concentrato su alcuni temi e spazi e non su altri (l ' opposto è l'essere interessati a tutto). 25. Suggestionabilità: facilità a subire influenze e suggerimenti provenienti da altri. stamina. Coerenza personale: assenza di contraddizioni tra ciò che si dice. attitudine a compiere gesti e azioni con forza. Ricerca del consenso: conformismo. possibilismo. coniuga - to. posticipazione di scelte e decisioni al limite del possibile e oltre. accettazione voluta della solitudine. privilegio. episodi ed esperienze passati. indecisione: esitazione. Situazione famigliare: stato civile: nubile. 18. concretezza. cura dell'accostamento di abiti e arredamenti. 22. separato. Pessimismo: interpretazione negativa di persone ed eventi. amabile e garbato nei gesti e nelle frasi. affidabilità di modi e di parole. della prosopopea. virtù religiosa. Cortesia: modo di fare intonato a gentilezza. 19. 29. 31. delle motivazioni professionali. reverenza. sottomissione. dotati di senso della misura e dei colori. sicurezza che proviene dall'approvazione e dalla conferma altrui. tendenza a "mollare". Energia. 20. 26. suppellettili) eletti come abitudini e praticati con il senso della tradizione. rifiuto del dubbio e dell'incertezza. Buon gusto: attitudine a privilegiare oggetti e comportamenti esteticamente piacevoli. potenza e rapidità di reazione e applicazione. dal benestare e dalla coincidenza di volontà per azioni da compiere o affermazioni da fare. Fiducia negli altri: atteggiamento di sicurezza e affidamento nei confronti delle altre persone. impegno a rispettare modelli e criteri sentiti come validi e importanti (l'opposto è contraddirsi). con figli. approccio aperto. senza riuscire a dare priorità. 32. ritenzione. del farsi avanti. matite. nei bisogni e nei sentimenti. 23. Autosufficienza: tendenza a non dipendere dagli altri nelle azioni. . bastare a se stessi.. programmi. serenità fa- migliare o lutti e perdite subite. sottolineatura di ciò che manca rispetto a ciò che c'è. 21. 30. ricerca della bellezza personale. Fermezza (sicurezza di sé): saldezza e risolutezza nelle scelte e nelle prese di posizione. vitalità. trattenere e utilizzare nomi. alternanza (alti e bassi) di tono fisico e psichico in tempi più brevi della media. sensazione di esaurimento di energia e fatica fisica e mentale. Ordine: abitudine a imporre ai propri comportamenti e alle proprie cose personali un aspetto e un metodo rispettoso di regole e criteri. vedovo. capelli. predisposizione al timore e alla depressione. il rito delle ricorrenze famigliari o aziendali. armoniosi. Umiltà. 28. cibi. intenzione e intensità. rispetto che non richiede garanzie anticipate. tono fisico e psichico (l'opposto è la fiacchezza). Campo di interessi mirato: ambito degli interessi. 37. educazione. sentimenti e idee. 27. abiti. scapolo. sapersi consolare e comprendere da soli. Capacità di realizzare: trasformazione di idee. modestia: consapevolezza dei propri limiti. cifre. Scoraggiabilità (depressione): facilità a perdere coraggio e fiducia in ciò che si fa o si vorrebbe fare. divorziato. 35. Aspetto estetico: cura e importanza attribuita alla forma e all'apparenza fisica. utilizzo pratico di priorità e di metodi stabiliti per agire sia nelle piccole cose che nel raggiungimento degli obiettivi. senza figli. 33.. eleganza e formalismo negli abiti. senso del tempo e della possibilità reale di fare e agire. a cedere e rinunciare di fronte agli ostacoli. Ritualità: utilizzo di comportamenti e scelte personali (orari. ornamenti e suppellettili (automobile. proposte in azioni concrete. atti e oggetti misurabili. tendenza a mettersi in situazioni emotive vissute da altre persone e non riguardanti direttamente il soggetto. ondeggiamento tra soluzioni diverse.138 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 139 17. rispetto di semplici cerimoniali sentiti come apprezzabili e arricchenti (il rito del caffè. senso lucido dell'uguaglianza sociale ma anche fuga dal confronto e regressione. 36. orologi). benevolenza e speranza nei comportamenti altrui morali e corretti. tendenza al dubbio e alle perplessità.). si pensa e si agisce. Incertezza. rigidità e stabilità di carattere. ricerca di mettere a proprio agio l'interlocutore. bevande.

A una condizione. non partecipare. fino al premio Nobel del 1986. dissero che "era in anticipo sui tempi" e un velo di sospetto e sufficienza accompagnò per decenni la sua carriera. severità. facile e senza fatica. interpretazione delle situazioni in senso esclusivamente utilitaristico. rigidità. di prontezza e di velocità nel reagire alle situazioni e agli stimoli. Responsabilità: farsi carico di compiti e azioni. A Rita Levi Montalcini. è necessario che essi "riconoscano" non l'uomo Agnelli. dichiararsi riferimento nel successo e nell'insuccesso. prendersi l'impegno di agire in un certo modo nei confronti di qualcuno o di qualcosa. infatti. caparbietà. Pigrizia: rifiuto dell'azione immediata e dello sforzo. 38. Lentezza di riflessi: assenza di sollecitudine. né di rischiare la scure dei profeti o degli anticipatori. Prudenza: atteggiamento rivolto a evitare inutili rischi. ma non si vince nemmeno se si è stonati rispetto allo scenario culturale dominante. affettazione e ricerca di distinzione nel comportamento e nel linguaggio. 43. privilegio al proprio " comodo " e comunque a tutto ciò che è comodo. ritmo di azione inferiore al normale. recupero rapido di eventuali scosse emotive. il mitico Agnelli dovrebbe costringere le belle mani sui remi e implorare un passaggio in cambio di prestazione d'opera. Giovanni Agnelli. solo nel momento in cui una scialuppa guidata da uomini tocca la spiaggia. 45. coinvolgersi verso tutti fino al raggiungimento dello scopo. lentezza e neghittosità. neppure il suo sguardo affascinante lo avrebbe salvato dalla condanna a morte. Per spingere i marinai a salvarlo. ma con gli altri e sugli altri. E non basta ancora. risultò il personaggio più festeggiato e moderno dell'illustre schieramento di premiati. 39. in senso deteriore: asprezza. 40. 41. Durezza: mancanza di elasticità. rifiuto delle emozioni. di vivere il suo tempo e di avere successo entro i confini dello stesso . all 'opposto. Snobismo. nel comportamento quotidiano si concreta in buon senso e attivazione delle difese. aridità di reazioni. ostinazione. non impegnarsi. 44. Le carte da gioco del leader Dalla terza ondata allo shock del futuro Non si vince da soli. che negli anni Trenta non si sposò per meglio dedicarsi agli studi di medicina. tendenza a non agire. E chiesto. Al leader non è chiesto di concorrere al Nobel. nella Francia del Settecento. Se Luciano Benetton avesse offerto i suoi golf "tinti-in-filo" alla regina Maria Antonietta. Senza quello scenario. altro non è che un uomo interessante con delle belle mani. nonché calma e controllo interiore sulle sensazioni ed emozioni personali.140 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza emozioni e delle reazioni a fatti e persone esterne. 42. agendo con cautela e assennatezza. ma il nome di Agnelli e lo inseriscano nel loro scenario culturale. Non si vince dunque da soli. occasione in cui. ricerca di apparire meglio di come ci si sente. rigore e. Cinismo: modo di sentire e di comportarsi caratterizzato da indifferenza e rifiuto di qualsiasi ideale umano. naufrago su un'isola deserta. la moda elegante imponeva tessuti raffinati e la regina stessa controllava il lento avanzamento della confezione dei propri abiti. imitazione di modelli percepiti come più alti (élite) o di successo. scarso coinvolgimento di attenzione ed emozioni. collegandolo alla realtà industriale contemporanea. Equilibrio: stato emotivo di convivenza e conciliazione delle 5. egli ridiventa una fra le persone più importanti del mondo occidentale. difesa dalla sensibilità o dall'emozione superficiale. al contrario. considerata tecnologicamente una virtù cardinale che distingue il bene dal male.

Ogni civiltà ha una caratteristica tecnosfera: un sistema energetico collegato a un sistema produttivo che è a sua volta collegato a un sistema distributivo. Lo costruisce attraverso aggiustamenti continui del comportamento. inoltre. lo stile di comportamento che risulti stonato o superato. Come l'animale selvatico cambia il colore del pelo e delle piume per adattarsi all'ambiente. favorevole il vento. riflette sull'evoluzione dello scenario. delle circostanze in cui si muove e del periodo sociale dominante. sempre più simile. ma come interprete originale). delle difese e delle priorità: senza mai tradire se stesso né le sue scelte etiche civili fondamentali. risente della scelta ottimistica dell'autore e del buon umore acritico procuratogli dalla sicurezza di scrivere un secondo best-seller dopo Lo shock del futuro. aggressive o pacifiche. se solo si è disposti a dedicarvi attenzione. Già oggi i prodromi di questi mutamenti sono in atto e sono riconoscibili nella vita quotidiana di ognuno di noi. Se la ricerca è sempre e comunque miglioramento e se l'attenzione è. Noi siamo convinti che nel quadro delle coordinate per la costruzione del proprio potere. essi si trasformino da segnali in segni e da segni in realtà. In questo caso egli deve ricordare che ogni scenario non può mai essere totalmente oggettivo perché rappresenta sempre l'interpretazione o la speranza del suo autore e deve quindi venir letto e tradotto alla luce delle scelte di vita di chi lo ha costruito. ma un radicale cambiamento di direzione. Anche La terza ondata di Alvin Toffler. tutte le altre coordinate spicciole di comportamento possono e debbono subire adattamenti a seconda del carattere del leader. ma sempre meno differenziata. quasi una negazione del passato. della proprietà e del rispetto delle persone. raccoglie documentazione. Essa porta a una completa trasformazione. che impegnandosi al massimo nella sua realtà operativa ne percorre ogni tanto i confini. Al contrario dell"uomo per tutte le stagioni" che rinuncia alla sua identità per galleggiare nel mondo. costruiranno una società umana. il leader. per sopravvivere e cacciare. ma esercitando flessibilità e adattamento creativo. Ogni società ha un'infosfera: i canali di comunicazione dai quali passano le informazioni necessarie. certi modi di dire e certi modi di valutare. ma soprattutto riconoscere i segnali deboli della stessa per prepararsi a controllarli e utilizzarli non appena. non fa solo manutenzione del presente ma costruisce concretamente il suo futuro. la vita degli anni Duemila sarà diversa. Perché. E ogni civiltà ha una superideologia: un insieme di fondamentali ipotesi culturali che strutturano la sua visione della realtà e giustificano il suo modo di operare. fatte salve le regole fondamentali della morale. pur augurandosi di offrire un modello utile per gli anni attuali. legge articoli. Dopo la prima ondata della civiltà (fase agricola).142 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 143 e dello spazio in cui agisce. non tanto negli aspetti tecnologici e produttivi e negli epifenomeni più evidenti. si informa e si prepara. forse ancora divisa da confini politici e geografici. Ogni civiltà ha una sociosfera costituita da istituzioni sociali tra loro collegate. postindustriale o quaternaria che la si voglia chiamare. è costruito in modo da proporre una pluralità di suggerimenti per ognuno dei concetti base che sviluppa. Ha scritto Toffler: Ogni civiltà opera nella e sulla biosfera e riflette i rapporti tra la popolazione e le risorse. Ogni società ha una sfera del potere. Dalla fine dello sviluppo del mercato alla nuova figura del prosumer . ci piace citarlo a conferma dell'indispensabilità di tenere d'occhio i margini del quadro. così egli cambia le capacità prioritarie su cui punta. pur rappresentando uno degli scenari più completi del Duemila a cui far riferimento. dopo la seconda ondata (fase industriale). Il che significa essere consapevole della cultura e della civiltà dominante (non come cieco seguace o pecora conforme. di simbiosi. la terza ondata inizia ora a manifestarsi caratterizzata dalla dominanza delle attività di servizio e dell'informazione. base dell'intelligenza. noi vogliamo aiutare l'individuo a rimanere se stesso in tutti gli scenari prossimi venturi. Essa non rappresenta un'estensione lineare della società industriale. quanto nei valori e nelle categorie psicosociali che influenzeranno i comportamenti individuali e attraverso questi. sempre e comunque. ha un insieme di relazioni caratteristiche con il mondo a esse esterno: di sfruttamento. almeno altrettanto rivoluzionaria per i giorni nostri di quella generata dalla civiltà industriale trecento anni fa. pur continuando a operare concretamente sullo specifico contingente. Dal momento però che la sua "practopia" (termine da egli stesso inventato accostando le parole di praticabile-utopia) si basa sulla conoscenza e sulla consultazione di un numero di testi assai maggiore di quelli da noi conosciuti. Chi non ha voglia di impegnarsi nel prestarvi attenzione può ricorrere alla lettura di qualche scenario socio-culturale e trovarvi illustrati i processi sociali più evidenti. Ogni civiltà. Questo libro stesso.

la vita è fatta di tante vite che si contrastano: anche il virus dell'Aids è vita. sommersa da dati frammentari e da analisi tanto più parziali quanto più dettagliate. imponendosi quasi di prepotenza tra i bisogni primari dello scenario sociale. che concerne ciò che è bene e ciò che è male e la teoria dell'obbligazione o della natura della giustizia morale. Consapevolmente o inconsciamente. la tecnica. i segnali si incrociano e si accavallano unificati dalla raccomandazione di non tralasciare mai la sintesi. la biologia. Noi. Nessuna intelligenza artificiale. Ma il pendolo della coscienza umana stava invertendo la sua corsa: dagli anni Ottanta a oggi il bisogno etico si è venuto man mano esplicitando. Si può uccidere per difendersi oppure no? Si può rifiutare un lavoro a un malato di Aids oppure no? Si può sperimentare sugli animali il trapianto di organi umani? Si può fuggire da una prigione dove si è rinchiusi ingiustamente? Si può mentire per salvare la propria rispettabilità? Le domande "etiche" martellano gli individui fin dalla scuola media. Sergio Quinzio dichiara: "siamo di fronte all'assoluta impossibilità di fondare una nuova etica. Scegliere valori per avere valore Si definisce "etica" (dal termine greco ethos. propone l'etica del negativo: "non sono lo sviluppo e il progresso i cardini su cui far girare le nuove etiche. che giustifica tutto pur di imporsi. docente di filosofia teorica all'Università di Torino. L'incertezza tuttavia è ancora grande. e vita cosciente. si propongono e si impongono a ogni passo. aprendo nuove possibilità all'azione umana. ivi interviene il condizionamento etico. poiché dovunque esiste discrezionalità di azione. Le due branche principali dell'etica sono: la teoria del valore o assiologia. dalla casa elettronica al lavoro a domicilio. l'informatica. superano i confini del limite tradizionale: fino a dove si può andare? Come mi devo comportare? Se lo chiedeva Platone nell'antica Grecia. Il confine della morale è perciò fare i conti . senza entrare in suggerimenti indiscreti e indisponenti. perfino il mondo accademico paventa di prendere posizione. tecniche. prima e a monte delle proposte per diventare leader. qua- si che la realtà moderna potesse essere guidata da morali pseu- doggettive.144 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 145 (produttore e consumatore contemporaneamente). comportamento) la disciplina filosofica che studia il problema morale del comportamento umano in rapporto ai mezzi. la bioingegneria. economiche o biologiche e fosse in grado di prescindere da leggi finali e da doveri assoluti. il comportamento individuale è sempre influenzato da codici di valore. ai fini e ai movimenti. Fino a pochi anni fa questa componente del comportamento umano era rimossa e ignorata dai codici culturali occidentali. emergono dalle coscienze. dal collasso del concetto di nazione alla nuova psicosfera. che concerne ciò che è giusto e ciò che non lo è. che rimane la condizione fondamentale per non perdersi tra le proposte di una cultura caratterizzata dalla superspecializzazione. dalle notizie dei giornali. I giornali scrivevano della "morte di Dio" come di un traguardo di civiltà. per quanto sempre più raffinata e acculturata divenga la sua programmazione. potrà venir demandata alle macchine la scelta di come agire tecnicamente nelle realtà umane e organizzative prevedibili e scontate. pensiamo indispensabile presentare. prima fra le quali quella della Chiesa cattolica. ma rimarrà sempre compito e missione esclusiva del leader la scelta del come giudicare e del come comportarsi in situazioni che coinvolgano valori etici. arriverà mai alla sensibilità morale. Tra gli insegnamenti universitari viene introdotta la materia della bioetica. la maggioranza di coloro che si dichiaravano laici si definiva amorale o materialista o pragmatica e rifiutava schemi di valori assoluti a guida del proprio agire. fioriscono tra i fatti di cronaca. Esclusi coloro che per scelte personali accettavano e seguivano ideologie politiche o morali religiose. la genetica. infatti. Riconoscere le influenze esercitate dal proprio comportamento da parte dell'ambiente esterno rappresenta dunque la garanzia minima di salvaguardia al libero arbitrio che ognuno deve esigere per sé e da sé. che tenta la ricerca di coerenze scientifiche e morali in ottica interdisciplinare. perciò ne parliamo tanto e ne sentiamo tanto la nostalgia. ma anche la qualità massima dell'esercizio della responsabilità del leader. Forse si sono consumate tutte le possibilità del genere umano". C'è una contraddizione tra vita biologica. un quadro dei valori che influenzeranno significativamente le modalità di concretarsi della realtà futura a seconda di come saranno vissuti. La scienza. se lo chiedono i cittadini del mondo di oggi. I filosofi contemporanei sono i più poveri di proposte in merito. alcune filosofie sostenevano che tutto ciò che si può fare è lecito. dall'indifferenziazione dei sessi alla demassificazione dei media. Gianni Vattimo.

così l'industria ha per decenni ritenuto che. docente di filosofia della politica. e capitalisti dall' altra. se proprio una morale era necessaria. Dossetti. Lo studioso inglese Alasdair Macintyre conclude un suo libro di morale intitolato After virtue (Dopo la virtù) con la frase: "stiamo aspettando. Consolidatasi la spiritualità laica. Come Blaise Pascal scrive che il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. questa "etica degli affari" ben sintetizza l'ideologia pragmatica di quella che Alvin Toffler chiama la Seconda Ondata della civiltà. resasi man mano più manifesta la pratica insostituibilità del capitalismo (intesa come sistema economico che assicura benessere e sviluppo al massimo numero di persone nella società moderna) e chiaritesi man mano le condizioni per il suo funzionamento eticamente corretto. Malgrado prudenze e sussulti. benedettino camaldolese. è rimasto in Italia circondato dal silenzio più totale. Ha scritto Angelo Tosato. ha fondato un "laboratorio di etica". di scrivere. egli viene citato e studiato ancora oggi soprattutto per il secondo. sui valori. è rimasta agnostica e amorale. ma ciò facendo senza convinzione autonoma. sotto la spinta esterna della filosofia marxista da un lato e della religione cattolica dall'altro. la sua poteva prescindere dalle altre e autofondarsi sulle regole economiche e produttive. La novità viene accolta con sospetto dalla cultura tradizionale e con prudente incertezza da quella più avanzata. Sull'onda di questi movimenti culturali e del contemporaneo recupero di valori individualistici.). E superata la cultura fideistica e radicale degli scritti di Fanfani. al massimo. Nella doppia veste di teologo cattolico e di studioso di economia politica. non Godot.. di dire.. la morale è la serie di limiti che poniamo ai nostri progetti biologici". cresciuta nei laici la consapevolezza del proprio ruolo specifico nella comunità ecclesiale. quando era soltanto un modo economico nuovo di produrre. studioso dei padri della chiesa. volto a una rivalutazione etica del capitalismo. La realtà industriale fin dalla sua nascita. sapersi dire di no. professore del Pontificio istituto biblico di Roma. più che legittimi se si considera la sua secolare tradizione di tipo pauperistico e popolare. bisogna ritrovare un comportamento etico-morale inserito nel banale fluire del tempo e degli spazi quotidiani e tuttavia capace di conservare e annunziare valori tutt'altro che scontati". la terza la sfida dell'ambiente e la questione della vita futura. abbia scritto due libri intitolati l'uno Teoria dei sentimenti morali. la dottrina sociale cattolica comincia a fare spazio alle interpretazioni positive del capitalismo. abbiamo cominciato a notare anche nei discorsi e nei documenti ecclesiali da una parte. il padre teorico della prima rivoluzione industriale. dice: "malgrado e contro le ipocrisie della morale laica e la rigidità di quelle religiose. e l'altro Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. docente ad Harvard e Stanford. È da poco che si comincia a parlare in Europa. Oppure poteva. La Pira. titolare della cattedra di Religion and Public Policy all'American Enterprise Institute di Washington. Salvatore Veca.146 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 147 con i propri aspetti negativi. i primi segni di riconoscimento al proposito. di una morale capitalistica o di un'etica del capitalismo. Novak rappresenta un punto di riferimento dell'emergente teoria cristiana del capitalismo. acquisizione teorica. o "non ci resta che ripetere che l'etica cattolica è anticapitalistica". Il laboratorio ha sviluppato una ricerca su tre ipotesi di nuova morale: la prima riguarda tutte le questioni di ingegneria genetica. e a tal fine ci si adopera con uno sforzo di ripensamento e ricerca. che ha come programma di riabilitare l'etica contro le tentazioni dell'abbandono e del nichilismo per ragionare collettivamente sulle credenze. se pur critica. che nel Novecento sostenevano: "l'essenza del capitalismo non ha del cattolicesimo che la più recisa avversione". del 1759. la seconda le minacce alle condizioni di vita stessa. nella presentazione italiana del testo di Novak: L'atteggiamento che emerge in questi ultimi anni nella dottrina sociale cattolica è di tipo euristico. ma un altro San Benedetto". disinteressata ai problemi spirituali e psicologici. intendendo per sistema capitalistico un sistema fondato sulla libertà in campo economico e sul rispetto dell'iniziativa individuale e di gruppo. sta diventando . sui temi della giustizia sociale. Il libro di Michael Novak intitolato Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo. Come scrive Fred Hirsch nel libro I limiti sociali allo sviluppo. In un'intervista don Innocenzo Gargano. di comunicare. spingersi a considerare come valori etici il profitto e la redistribuzione dello stesso. in termini di studi sociali ed economici. Quando poi la civiltà industriale diffondendosi e affermandosi nel diciannovesimo e nel ventesimo secolo cominciò a produrre la sua cultura (modi di pensare. del 1776. Benché Adam Smith. pare molto sentita l'esigenza di passare da una sua acquisizione pratica a una sua.

ma nella maggior parte delle organizzazioni si è ancora pronti a spendere denaro in tecnologia e ad adottare il modello più recente di personal computer. in questo capitolo. non solo perché riconquista la pienezza della statura umana in modo globale e armonioso. essendo "scientifica". senza nessuna altra ragione che la nostra simpatia per una cifra rituale per eccellenza: sette positività. Ma poiché sono processi che si sviluppano senza campagne promozionali. cattive e ambivalenti. della fatica intellettuale oppure della ricerca. Dovendo porre un limite alla nostra elencazione. afferenti o anche solo interferenti nel sociale e offre indicazioni chiare sul modo in cui affrontarli in termini di comportamento. sullo stesso piano di coerenza e di potenza morale delle due culture capitaliste più importanti del mondo contemporaneo: la giapponese e l'americana. quasi tutti senza sponsor e senza reddito tangibile. quel futuro in cui la maggior parte di noi si trova a vivere. essa . Da essi è indispensabile difendersi. riconoscerli prima di venire contaminati. Come detto. tra l'altro. Le carte definite negative descrivono gli aspetti nei quali neppure il più ostinato ottimismo troverebbe motivi di speranza civile. Sono le carte dei tentativi. tanto sono diffusi e zampillanti. E ovvio che gli elementi di uno scenario sono infiniti e comunque più di ventuno e che ogni lettore troverà mancante qualche aspetto che egli ritiene essenziale. nel frattempo. Anche noi. Il criterio che ha guidato la nostra selezione è stato quello dell'esperienza e della verifica sul campo: l'ipotesi dei ventuno scenari noi l'abbiamo posta nel 1986 nel nostro libro La felicità manageriale. essere pronti a contrastarli. quando non uno spreco. più per proporre la categoria comportamentale che per affrontare in modo esauriente l'argomento. Abbiamo suddiviso in tre parti gli aspetti di scenario valoriale comportamentistico che costituiscono il minimo futuribile per quell'individuo. Le sette carte positive Gli scenari futuri preannunciano fenomeni che vengono riconosciuti come positivi anche dai futurologi più depressi. ma lo facilitano e lo aiutano a migliorarsi. Forti dell'avverarsi. suddividendole in carte buone. pena l'alienazione e l'insuccesso personali.148 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 149 convincimento sempre più condiviso che: "l'assenza di un'esplicita giustificazione morale e/o di obblighi morali specificati all'interno del sistema ne indebolisce l'efficienza operativa". di quanto il nostro scenario allora prevedeva. li analizziamo. Dal momento che abbiamo definito l'etica lo studio del bene e del male. tentiamo qualche sussurro etico. sette negatività e sette tentazioni. abbiamo scelto convenzionalmente il numero sette. che possono diventare negativi o positivi a seconda della creatività e della forza morale con cui vengono affrontati. rimane compito del praticante leader l'occuparsene e il rifletterci. la quale. non deve e non può essere inquinata da problemi comportamentali soggettivi. Io devo insegnare loro che due più due è uguale a quattro e come si compila un bilancio aziendale". attraverso il suo comportamento. Ognuna di esse. I comportamenti e gli atteggiamenti che vengono descritti qui di seguito appartengono sicuramente al futuro già cominciato. aumentano ogni giorno i segnali di sensibilità etica e di attenzione. organizzare un seminario sugli atteggiamenti dei giovani verso il lavoro o per preparare dei dirigenti a valutare bene e far crescere professionalmente i loro collaboratori nuovi. Alcuni di essi si impongono da soli all'attenzione dell'osservatore più distratto. che interpreta i fenomeni relazionali e psicologici inferenti. malgrado i pochi episodi contraddittori utilizzati in modo infantilmente scandalistico dalla stampa mondiale. Da allora abbiamo attivato un sistema di monitoraggio per verificare l'attendibilità della proposta. "L'economia" ha affermato pubblicamente un docente dell'Università di Torino "è una scienza esatta. Noi interpretiamo questo ritorno-riscoperta come la migliore dimostrazione che sta avvenendo un salto di qualità che rappresenta la vera e unica garanzia alla gestione positiva della nuova civiltà. Le carte buone riguardano gli aspetti positivi che non contrastano l'agire da leader. Le carte ambivalenti radunano dei fenomeni per se stessi indifferenti. qualità di lavoro e qualità di vita a sé e agli altri. Così succede di sentire affermare di anziani e affermati professori universitari che a loro non interessa il comportamento degli allievi nella vita sociale purché studino e frequentino la loro materia. possiede e promulga una precisa etica capitalista. della sperimentazione. è certo tuttavia che non si possono ignorare. il leader che vogliamo così capace e realizzato da distribuire. ma poiché si pone. altri strisciano come dubbi o segnali deboli. Io non mi sento responsabile di sensibilizzare i miei allievi sulla necessità ed eticità del risparmio. mentre viene ancora ritenuto un lusso intellettuale. E abbiamo metaforicamente rappresentato in un mazzo di carte le opzioni prescelte.

non ha avuto fortuna. ma ciò che lo ha caratterizzato maggiormente e per questo penalizzato. la reversibilità delle scelte. i pericoli della sovrappopolazione. pur dipingendo un individuo vulnerabile. gruppi di lavoro. la dimensione ludica del lavoro e l'individuo a valore aggiunto. dall'unica radice rappresentata dal ritorno del concetto di sé. fisica ecc. Questa ingenuità imperdonabile è superata non solo dalla cultura scientifica. quella di oggi. sia in senso globale che nella realtà operativa di ciascuno. secondo Servan-Schreiber.). Il futuro sarà quindi il prodotto del nostro comportamento presente. ma sono oggi completamente superate. Nessuna situazione anche solo indirettamente umana (sia essa tecnica. Questa apparente condizione di solitudine e abbandono è invece la manifestazione. Le carte positive del mazzo del leader sono: il nuovo individualismo. Anche la vita sociale esterna all'azienda manifestava netta preferenza per le scel- . è determinabile in modo preciso in tutti i suoi elementi. l'offerta di imprenditività. Rispettando i limiti convenzionali del numero magico che ci siamo imposti. di un progresso atteso da molto tempo: "il fatto che l'autonomia non sia più un privilegio riservato a pochi individui eccezionali. L'ideale dell'individuo autonomo in rapporto al gruppo di cui sceglie liberamente di far parte affonda le sue radici nel pensiero greco. Evviva l'individuo Negli anni Ottanta del secolo scorso. l'accettazione della meritocrazia. I primi tre valori discendono. giornalista e scrittore francese. ma anche dal buon senso del singolo: nessuna situazione umana è totalmente negativa o positiva. attento studioso dei segnali deboli di mutamento dei comportamenti umani. Secondo Jean-Louis Servan-Schreiber. Mentre la società occidentale dell'Ottocento era caratterizzata da una proporzione dominante di poveri e di ignoranti. le due concezioni freudiana e marxista. ma anche successo di risultati e quindi eccellenza sociale. descritto e interpretato con toni privi di alternative. i danni crescenti dell'inquinamento del globo. che tende unicamente a delegare all'esterno la responsabilità della propria esistenza. Il catastrofismo moderno che ha trovato il suo prototipo antesignano ne I limiti dello sviluppo. con alta probabilità. favorendoli e traendone vantaggio. circoli della qualità. e non è qui il caso di discettare su quali di questi valori sono nuovi portati del progresso e quali sono sempre esistiti e furono solo appannati dai cicli della storia). comitati. "Sbrigatevela da soli". Task forces. "siete abbastanza grandi e io non ho più i mezzi per risolvere i vostri singoli problemi". in realtà. hanno assolto una funzione sociale importante. l'aumento delle opzioni. utilizzando alcune intelligenze del Massachusetts Institute of Technology.150 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 151 deve non solo affrontare e controllare le negatività valoriali. ormai. gode di un livello generale di qualità della vita che consente alla maggioranza dei cittadini di assumersi consapevolmente la responsabilità della propria esistenza. dirà sempre più spesso il sistema alle persone. La teoria della causalità meccanicistica è superata. erano tutti strumenti organizzativi che ricercavano e si basavano su soluzioni corali. E pur vero che al pensiero catastrofico va il merito di aver additato alla coscienza sociale alcuni problemi quali: la limitatezza delle risorse. come patrimonio essenziale di ognuno. ma con maggior impegno. conventions. ritorna nel pensiero dei letterati del Rinascimento. pur non essendo costituita unicamente da benestanti informati. abbiamo scelto senza ordine di priorità alcuni valori positivi sui quali si può costruire un comportamento concreto destinato. dalle nuove teorie del caso e della casualità. a sviluppare consenso e quindi serenità d'ambiente. il metodo del lavoro di gruppo rappresentava l'argomento centrale di ogni iniziativa per i lavoratori. deve appoggiare la propria convinzione ai valori positivi emergenti (o ritornanti. biologica. ma sparisce all'inizio del nostro secolo. l'unica soluzione sicura per sostenere le scelte strutturali organizzative che privilegiavano i comportamenti e i meccanismi plurimi in luogo delle soluzioni individualistiche. soprattutto presso le grandi organizzazioni. è stata la visione totalmente negativa e pessimistica del futuro. senza la consapevolezza del quale nessuna costruzione di personalità né di cultura è possibile e nessuna vera pienezza o felicità è assaporabile. che prevedono probabilità positive e negative a seconda del contributo creativo e mirato dell'uomo. anzi con più entusiasmo. impotente. il rapporto sponsorizzato e pubblicato all'inizio degli anni Settanta del secolo scorso per conto del Club di Roma. che appare nella sua prima metà dominato dalle idee freudiane e socialiste-marxiste per le quali l'ambiente condiziona a tal punto il singolo. ma divenga una realtà accessibile alla maggior parte delle persone deve essere considerato come un risultato decisamente positivo della civiltà tecnologica occidentale". che questi non è responsabile del proprio comportamento. si esalta nella filosofia di Rousseau.

L'offerta di imprenditività L'immagine ottocentesca dell'imprenditore (colui che assume l'iniziativa) si associava specularmente allo stereotipo del dipendente considerato come esecutore operativo. a darsi delle regole e degli orari. non alternativo a quello "imprenditoriale". trasformando il "gruppo" in "mucchio" ed eccitando gli aspetti negativi del "vivere in comunità". riguarda l'accettazione della meritocrazia. Questo atteggiamento "imprenditivo". in minore misura. sostenere quelli più portati al coinvolgimento. riconsegnato a se stesso. controllarli sui risultati e accettare di crescere con loro in una sinergia competitiva nella forma. preferenza a volte talmente irrazionale e ottusa da innescare veri e propri processi di degenerazione. insistendo. in loro sostituzione. furono in quegli anni l'esemplare monumento della stupidità e della fragilità dei meccanismi sociali gruppali. ma non ha modificato l'appellativo di "esecutori" nei riguardi del 95% della forza lavorativa. anziché al bar. altri privilegiando il tempo lavorativo parziale e occupando il tempo libero con attività produttive autonome. la situazione attuale vede la popolazione lavorativa di qualsiasi genere e livello unita nell'esprimere segnali nei quali è facile riconoscere la disponibilità diffusa a recitare una parte attiva e non antagonista al raggiungimento degli obiettivi dell'organizzazione. e sul suo contributo individuale. La discrezionalità e l'iniziativa restavano strettamente riservate agli imprenditori o. Contemporaneamente può e deve rispettare e coltivare i segnali di disponibilità dei collaboratori. trova oggi le migliori condizioni per esplicitarsi. domandando spazi. famigliare o di volontariato. ai dirigenti (pari all'1-2% della forza lavoro o. ai quadri intermedi (pari al 5-6% della forza lavoro). Come l'imprenditore anche il lavoratore. difenderli se necessario. proponendo. più ancora di quelle sindacali. l'autostima e la fiducia in sé e nella propria competenza sostituiscono i titoli di studio e le raccomandazioni per fare carriera e rappresentano il talento-base della riuscita in qualsiasi campo. discrezionalità e delega per se stesso. cioè indistinguibile dagli altri. alcuni direttamente all'interno dell'organizzazione per cui lavorano. L'inserimento di un terzo elemento organizzativo fra imprenditore ed esecutore. Il valore dell'individualismo. Vivremo in un mondo (già viviamo!) in cui gli studiosi più attenti dicono che la capacità di autogestione. vuole avere e prendere iniziative nell'interesse dell'organizzazione che riconosce come rappresentante del suo interesse personale. intesa nel doppio significato della possibilità concessa a ogni persona di far valere i propri meriti e le proprie capacità nei confronti del sistema in genere e delle altre persone in particolare e della .152 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 153 te di gruppo. ma consapevolmente collaborativa nella sostanza. anziché sul gruppo. superando alibi e timidezze. i cosiddetti knowledge workers. deve imparare nuovamente a essere amico di se stesso. si inseri - sce prima come una spina e poi come una proposta in questa struttura rigida e classista. e che sono consapevoli di dare un contributo non solo manuale al loro compito. Operai e impiegati erano considerati forza manovale o intellettuale che operava e doveva operare senza spazi discrezionali né possibilità di autonomia. Domanda e offerta di intraprendere fortunatamente coincidono. che ha come caratteristica il desiderio del singolo di non essere più considerato "uno della massa". L'atteggiamento del leader nei riguardi dell'offerta di imprenditività è chiaro: prima di tutto deve realizzare e potenziare la propria dimensione imprenditiva. la solitudine virtuale domina le famiglie e l'individuo. alle proprie preferenze e scelte. caratterizzata da una minoranza di lavoratori fortemente controdipendenti nei confronti dell'azienda e da una maggioranza sostanzialmente indifferente ai richiami di collaborazione. sia esso lavorativo. La società della conoscenza è una società di individui che "conoscono". discendente dal ritorno del concetto del sé come valore positivo. Oggi l'intera società e tutti i modelli organizzativi di successo rifocalizzano l'attenzione sulla persona singola. a riconoscersi nel proprio specchio. E stato inventato addirittura il termine prosumer per descrivere le figure del produttore-consumatore e del fai-da-te che caratterizzeranno il comportamento di gran parte dei lavoratori della civiltà del Duemila. Dopo la crisi degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. qualunque sia l'ambito di contributo operativo in cui agisce. L'accettazione della meritocrazia La terza positività. ha ormai cento anni di storia. Le assemblee studentesche. Sia il prosumer che il bricoleur realizzeranno la loro imprenditività in occupazioni sempre più flessibili. Le serate di giovani e adulti trascorrono modulate e isolate sul ticchettio del computer. La tecnologia stessa spinge in questa direzione: ci si incontra e si dialoga su Internet. la dirigenza.

Le offerte prevalgono numericamente sulle domande. Possiamo tutto: l'aumento delle opzioni Questa positività. parametrabile. ma tra decine e più di oggetti. Questo tipo di meritocrazia selettivo e parziale rischia di ricreare delle situazioni di ingiustizia sociale altrettanto gravi di quelle che si voleva correggere con la sua introduzione. più è portato a raffinare e potenziare il suo sistema meritocratico e retributivo. aumenta e aggiorna la sua professionalità. mentre attinge all'etica della tolleranza e della libertà per l'aspetto psicologico del . dell'avanzamento uguale per tutti. più tende spontaneamente a migliorarlo e accrescerlo. rischia di non ottimizzare i risultati che si attendono da lui. noi citiamo come positiva. anche se ancora in modo limitato e non sempre accettato con soddisfazione dai destinatari. di servizi. degli scatti automatici. Il tutto accompagnato. intesa in senso aperto e forse ingenuo. Quando sceglierà. oltre a essere pronto a scegliere il meglio. ma soprattutto equa. più riceve utilità dalle persone correttamente valutate. perché si illustra da sola nella stessa esplicitazione del titolo. dal tentativo di oggettivare la valutazione e di renderla adattabile. Esiste anche una meritocrazia perversa. non richiede lungo commento. Egli deve saper scegliere rapidamente. la prima alternativa. la tecnica. ma addirittura richiesta. crearsi canali di informazione privilegiati sugli argomenti che gli stanno più a cuore e dedicare una cura speciale alla costruzione di una banca dati facilmente consultabile. dove si realizza la differenziazione retributiva. Non si tratta più di scegliere tra "questo" o "quello". l'affluenza di beni rappresentano oggi una molteplicità di offerte impensabile fino a pochi anni fa. l'eliminazione degli automatismi. di occasioni. del trattamento economico senza differenziazione. il suo sforzo e non solo la capacità acquisitiva. Si innesca così un circolo virtuoso di tipo positivo poiché più . dell'eliminazione di ogni forma di premio (e anche di punizione). oggi a causa della meritocrazia ciò è diventato quasi impossibile. ma le domande ili oggi sono superate dalle stesse offerte di oggi. Le opzioni premono sempre di più sull'individuo. da parte sua. Se fino a pochi anni fa il clan. la sua cultura e non solo le sue conoscenze. di suppellettili. basata esclusivamente sulla capacità di approfondire gli studi e conquistare una specializzazione di alto livello.'individuo percepisce che il suo contributo viene apprezzato e . Così facendo. la proposta adatta. rivolta a riconoscere e privilegiare il contributo globale dell'individuo: il suo comportamento e non solo le sue competenze. definita da qualche studioso come la forma più moderna di solitudine e di ossessione. l'avanzamento di carriera e l'assegnazione dei premi sulla base dei meriti effettivi. La reversibilità delle scelte Questa positività si correla alla precedente per l'aspetto concreto della quantità delle possibilità a disposizione. di strumenti. permette la correlazione con eventuali forme di gratificazione così da rendere la meritocrazia non solo credibile e accettata. sta subentrando l'epoca dei valori opposti. un nuovo classismo interclassista. Se accetta la prima occasione. la casta o l'appartenenza a un gruppo poteva garantire a un giovane una carriera o almeno un posto di lavoro sicuro. mentre il sistema. Ma deve sapere esattamente ciò di cui ha bisogno.154 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 155 possibilità riconosciuta al sistema stesso e alle sue forme istituzionali di esprimere giudizi di merito nei confronti delle persone e del loro contributo. fra le tante. Le offerte di ieri possono essere obsolete rispetto alle domande di oggi.riconosciuto. Il leader che sa ciò che vuole lo trova. Leggiamo che gli studenti giapponesi preparano esami con metodi ossessivi e che le loro famiglie iniziano a spingere i loro figli fin dalle scuole elementari verso l'unico traguardo sociale significativo che è rappresentato dall'accettazione in un'università. Altra è la meritocrazia che. di alternative. Agli anni bui dell'uguaglianza obbligata. il quale per non rimanerne travolto deve sviluppare più che nel passato la sua capacità di diagnosi e di confronto. la sua volontà e non solo il voto di laurea. Questa meritocrazia onesta e concreta rappresenta la merce di scambio che le organizzazioni possono offrire alla disponibilità e al coinvolgimento della maggioranza dei lavoratori. flessibile. Il progresso. il primo prodotto. semplice e concreta. è sufficiente che lo cerchi. Per opporre resistenza intelligente al prevalere dell'offerta e uscire vincente dallo scontro/incontro con le proposte esogene e con le alternative numerose. lo farà consapevole di ciò cui rinuncia e delle ragioni che privilegia e ciò gli permetterà di utilizzare al meglio qualunque situazione. l'individuo deve aumentare la sua cultura e adeguare le sue conoscenze. La conoscenza del valore del contributo che ciascuno pone in essere nell'ambito del proprio compito.

ma che sbagliare possa essere utile. un tempo interpretato da alcuni come riconoscimento di insuccesso. L'invito alla seconda carriera. La vita a valore aggiunto Una decina di anni fa una ricerca Intermatrix. Già esistono e aumenteranno ancora le aziende che riassumono dopo anni ex dipendenti licenziatisi per affrontare nuove esperienze. sia che vadano male e si voglia cambiarne il corso. dal verbo latino "essere dentro". Il fine della produttività era allora quello di fare di più. descrivendo i cinque tipi di "cultura del lavoro" esistenti nel nostro Paese. Cambiare gusti. così come la capacità di interrompersi. Fare "di più".156 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 157 cambiare e correggere le scelte compiute. l'unica di riferimento diventava la risorsa umana. cambiare casa. Ben presto sarà guardato con stupore e con un po' di compassione colui che giocherà alla vittima. perché l'interesse per ciò che si fa ("interesse". il senso della propria dignità. cerca di farlo in modo da non perdere né qualità di vita né qualità personale. quello di qualità del lavoratore. A quel tempo la produttività si definiva come "dare di più a parità di risorse" e ignorando le altre risorse a disposizione dell'org anizzazione. che implicava un impegno dell'individuo al coinvolgimento diretto non solo sul piano dell'adattamento (per cui. un'eccezione da guardare con sospetto o da giudicare con meraviglia. "essere nella cosa") non è dato dall'esterno ma proviene esclusivamente dall'atteggiamento mentale di ognuno. destinata a diffondersi progressivamente e a prevalere sulle altre. benefici per la salute e la cultura di intere nazioni. inascoltata dai sociologi di sinistra e dalla maggioranza dei lavoratori. Reversibilità delle scelte vuol dire infatti che "si può ricominciare" sempre e su quasi tutti gli aspetti della propria vita. dell'uomo nuovo dentro all'uomo vecchio. Dietro i termini apparentemente futili di "dimensione ludica" si nasconde infatti la fiducia in sé e negli altri. associava già in quegli anni al concetto di qualità della vita e di qualità del lavoro. sarà sempre di più una dimostrazione di energia. "Errare humanum est" dicono i ragazzi nelle scuole studiando il latino. Nel suo significato etico questa positività recupera la dimensione del rinascere continuo dello spirito. Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso il tema della produttività sembrava appartenere soltanto alle industrie manifatturiere e in particolare alla fabbrica. Sia che le cose vadano bene e si voglia farle andare ancora meglio. E invece è una novità incombente. quella definita "neo-strumentale". Per un dipendente cambiare organizzazione non sarà più colpevolizzante. nel prossimo futuro. Verrà fortemente attenuata l'importanza del rapporto di fedeltà all'azienda nel senso di continuità di dipendenza. addirittura divertendoci. Era facile quindi il collegamento con lo sfruttamento del lavoratore. di chiedere scusa e di farsi carico degli errori e ricominciare. Anche alle esperienze sbagliate. di valore professionale. di curiosità. al mutare ruolo. lamentandosi di ciò che deve fare per vivere. la consapevolezza che solo chi si sente prigioniero è tale. perché invece del solo "di . aveva segnalato come quarta la cultura. Il piacere del lavoro Qualche altra voce. al passare da un tipo di presentazione a un altro rappresenta un elemento di mobilizzazione sociale del quale economisti e studiosi del sociale vedono aspetti positivi e innovativi. cambiare Paese. dovendo lavorare per vivere. soltanto di più. cambiare alimentazione. che interpretava il lavoro come occasione di autorealizzazione e non solo più di sopravvivenza. Oggi il tema dell'autorealizzazione nel lavoro è condiviso da un numero sempre maggiore di persone ed entra addirittura negli obiettivi morali delle organizzazioni più avanzate. della vita come strada che restituisce statura umana a ogni esperienza vissuta con impegno e autenticità. 1 due termini non sono la stessa cosa. lo avevano finora detto in pochi. appunto. Oggi non si parla più di produttività ma di valore aggiunto. Un dirigente che dichiarasse pubblicamente di voler affrontare un'esperienza nuova e partire da zero perché stanco della routine del ruolo di vertice. È ancora fresco nella nostra memoria lo sguardo di stupore con cui gli allievi dei nostri corsi ci ascoltavano confermare che a noi piaceva lavorare e che lo facevamo volentieri. di correggersi. Il cambiare lavoro. fa il miglior viso possibile al gioco che non dipende da lui). intensamente di più. non sarà. avendo bisogno di lavorare per vivere. "di meglio" e "di nuovo" è il percorso obbligato di chiunque persegua il successo personale e la produttività nelle organizzazioni. dove lavoravano operai e il prodotto era fisico. ma anche sul piano intellettuale di chi.

essere definita l'Aids psicologico del comportamento sociale. per accettare come unico dogma l'opportunità. il formarsi di nuove emarginazioni. dal punto di vista etico. Di questi tempi e nelle condizioni politiche in cui si trova l'Ita - Zia. l'assenza di modelli famigliari solidi e una pavidità diffusa nei confronti di scelte etiche rigorose. se lasciati diffondere senza vigilanza. il denaro. l'amoralità di comodo e la paura della sofferenza. Il tempo di lavoro dipendente (quello del lavoro retribuito.158 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 159 j più" oggi c'è anche il "meglio" e il "nuovo" e perché. Le prime due enunciazioni sono molto vicine tra loro. che ci paiono rappresentare le carte nere del mazzo da gioco del leader: quelle da riconoscere al primo sguardo. il tempo di lavoro si riduce sempre di più fino a diventare un impegno secondario e marginale anche se. È il caso che crea la regola e la regola è che "si può". da sola. la comodità. pur rimanendo l'individuo il punto di riferimento. Se invece di un paragrafo dovessimo dedicare un libro a questo fattore etico.500 ore/anno dei lavoratori della Corea del Sud. Altre economie lavorano ancora oggi con spirito di karaoshi: si pensi al Giappone. Le sette carte negative Tra i fenomeni che. Oggi è tanto più importante lavorare a valore aggiunto anche perché il tempo per lavorare si riduce sempre di più. Ne scegliamo sette. ma non supera che raramente l'incidenza del 20% (sono 1. di qualunque morale si tratti. la spregiudicatezza ad alto livello. se non contrastati. Essi sono: l'abbassamento della soglia dell'illecito. la convenienza della situazione. lo spazio. industriale o uomo di partito.760 ore circa di lavoro sulle 8.900 ore/anno o. Ciò non significa fare karaoshi (termine giapponese traducibile con "superlavoro") perché di karaoshi si può anche morire. il tempo lavorativo dell'operaio. Per questa ragione vincerà chi saprà lavorare a valore aggiunto. dell'impiegato. L'obiettivo di questa nuova produttività collegata a processi non solo fisici ma anche e soprattutto intellettuali è l'aggiunta di valore al prodotto o al servizio. Se questo fenomeno di contrazione del tempo lavorativo non può che far piacere alla singola persona e alla sua famiglia. alle 2. Basta segnalare come sempre più gente venga condannata per .400 ore. nessuno statista. del dirigente) incide infatti ormai per meno del 10% nella vita di una persona. Essa descrive la tendenza a considerare flessibili verso il basso le norme morali.760 ore dell'anno solare) e non è difficile ipotizzare che nel Duemila tale percentuale diminuirà ulteriormente fino a valori del 15%. delle Filippine. così come la terza e la quarta. esso rimane il fulcro centrale dell'agire umano. ve ne sono alcuni da definire ad alto rischio in quanto. esso si trasforma in motivo prioritario di preoccupazione per quelle organizzazioni che fondano il loro successo sul miglior utilizzo del tempo di presenza dei lavoratori dipendenti. di Singapore.000 ore del suo tempo attuale al lavoro (il 20% in più del lavoratore medio italiano) o agli Stati Uniti con le 1. L'illecito come quotidiano Questa negatività potrebbe. corrispondenti a una settimana lavorativa di 35 ore e a 40 settimane di impegno annuale. peggio. tra i tanti. il materiale. Nell'ambito di questa considerevole entità oraria. Potremmo poi lamentare il permissivismo educativo (con il simbolico e dannoso dottor Spock e la sua teoria della "pipì libera" a fronte del vasino persecutorio). per difendersene e contrastarle. la tendenza al trasmodamento e l'indifferenziazione delle responsabilità sociali. Ma preferiamo commentarle separatamente per sottolinearne meglio la strisciante e sottile pericolosità. Ognuno di noi vive mediamente 650mila ore (anche se i fisiologi ipotizzano per il futuro un essere umano da 1 milione di ore di vita). abbasseranno il livello morale e la qualità della vita dei prossimi anni. di Taiwan. oserebbe proporre ai lavoratori di fare del karaoshi. cioè di lavorare 10 ore al giorno (come un secolo fa) oppure sei giorni alla setti' mana oppure 50 settimane all anno con 10 giorni di ferie. pari a un carico annuale di circa 1. il "di più". dove il lavoratore dedica 2. la tecnologia. ma anche all'individuo. il "meglio" e il "nuovo" possono e devono derivare dall'utilizzo innovativo di altre risorse oltre quella umana: le informazioni. potremmo cominciare citandone come prodromi la morte di Dio. possono deformare la convivenza umana in modo irreparabile. la tentazione della devianza. studioso. la ricchezza perversa. della Malesia. Nell'età lavorativa (fra i venti e i sessant'anni di ogni essere umano) il tempo del lavoro dipendente ovviamente aumenta. l'indebolimento del super-Ego.

in mancanza di norme morali prescrittive e precise. è pressante ed è proprio questa negatività nei confronti della quale il leader deve pensare in anticipo la linea di condotta da assumere. il coprire una menzogna. tuttavia. l'editore del libro. sono ladri o no? Dire alla segretaria che non si è in ufficio per una determinata persona ma per un'altra sì. ma i giovani eccitati e incuriositi dalla precisione tecnica delle spiegazioni e dei suggerimenti. infatti. scritto dall'americano John Minnery. L'arte di uccidere. proprio perché piccina. l'individuo si rende connivente di una situazione che egli vorrebbe definire amorale. se ripetuti o accettati come inevitabili. si corre perfino il rischio del ridicolo e della peggiore. Comperava il libro chi non era tra coloro che potevano correre rischi di rapina o terrorismo.. si rivelano ben presto in tutta la loro pericolosità non più umana. La tentazione di considerare alcuni "scivolamenti" come eccezionali e. abbiamo trovato negli armadi bellissimi appendiabiti di legno lucidato a cera con una frase intimidatoria scolpita a fuoco su ciascuno che diceva: "rubato all'Hotel. la tentazione della devianza è in Italia un segnale ancora debole ma non per questo meno pericoloso. il rendersi conniventi di una scorrettezza. il viaggiatore che colleziona posacenere e asciugamani degli alberghi dove sosta. peggio. per - duta la parvenza di originalità. "Uccidere è abominevole. perdonarli). lo scivolamento del comune cittadino verso comportamenti devianti che. ceti e ambienti tradizionalmente considerati come morali per antonomasia.. per loro natura. vigliaccheria. a tutti gli effetti. ma imparare come si fa a uccidere per proteggere la propria incolumità secondo noi è giusto " dichiarò alla giornalista che lo intervistava Akira Kitagawa. la curiosità. Se non si pensa prima è quasi inevitabile che quando si troverà nella situazione concreta la soluzione di cedere appaia la più semplice e la più semplificante. accaduto a noi personalmente. Con forme meno virulente del manuale giapponese dell'assassinio essa assume già la mistificante apparenza dell'ovvio. negare di avere un'informazione.".160 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 161 lli 1 i piccoli reati e come la magistratura si trovi ad affrontare ciò che i tecnici definiscono "un nuovo ciclo di illegalità". tendono a infiltrarsi nella normalità quotidiana dove. Se la tentazione è qualcosa che mescola insieme il danno e l'attrazione e che si ripropone in modi più o meno subdoli nel corso della quotidianità. riferire come vera una frase che non è mai stata detta: è mentire o no? La tentazione della devianza Abbiamo detto che questa seconda negatività è conseguente o concomitante al fenomeno precedente. scritto da Yoshihiro Fukumoto. diventano scelte di comportamento corrotto che appannano l'integrità individuale e minano alla base quelle professionalità che. "Se usate un coltello da macellaio. così il furto nel supermarket. uno dei più eleganti della città. Come il furto dell'appendiabito. L'impiegato che sottrae una sigaretta dal pacchetto del collega assente ruba o sottrae? Prendere diecimila lire da un portafoglio è meno grave che prenderne cinquantamila? Un furto da centomila lire si denuncia e un furto da dieci si rifonde direttamente? EimPrenditore che inquina solo per un certo periodo dell'anno. La cosa da fare è prima atterrarlo. l'utilizzo eccezionale di droghe. l'accettare un regalo dopo aver fatto un favore. quindi di accettarli (o. ex berretto verde. La scienza dell'assassinio. è consigliabile non colpire l'avversario con coltellate all'impazzata. L'esempio seguente. Essa non riguarda il nucleo duro della criminalità vera e propria. il far finta di "non vedere" possono sembrare incidenti di percorso apparentemente secondari. si pongono come esempio agli altri. il bancario che ricicla denaro sporco perché non vuole mettersi in vista con denunce incerte. si tratta quasi sempre di eventi di modesta portata. nelle camere stile liberty con i letti di ottone e le caraffe di cristallo sui comodini. trasformare un messaggio senza prendersene la responsabilità. ci ha impressionato. diventa poi molto difficile rialzare la norma ai livelli che precedono l'eccezione e dal momento che. La ricchezza perversa La negatività della ricchezza perversa si collega strettamente a quella della spregiudicatezza e non rappresenta un concetto nuovo nella cultura umana occidentale in quanto. senza assolutamente volerlo. poi spaccargli la testa di netto". ma la propensione. che richiede la rubricazione di reati fino a ieri inesistenti e che coinvolge perso ne. dall'avvento del Cri- . sul modello dell'altro manuale del delitto. Così. ma che è. come abbiamo detto. In un albergo di Genova. Questo consiglio è contenuto in un libretto giapponese. Parliamo. immorale perché illecita. di "abbassamento di soglia". Se si cede la prima volta.

come mi comporterei? Le nuove emarginazioni La quarta negatività forma coppia con la terza. come mi comporterei? Se per ottenere una promozione o una posizione molto più importante dell'attuale dovessi votare contro il mio migliore amico oppure prendere il posto che egli merita più di me. quei manager finanziari di successo che praticavano a loro favore l'insider trading. ma or ora nominato direttore di divisione. "sì. ma la nuova etica degli affari sta ergendosi in modo preciso contro questa affermazione. in tal caso tocca a lui prevedere le possibili interpretazioni del suo comportamento. al contrario. Se voglio far vedere che sono adatto al ruolo. questa negatività riguarda il comportamento caratteristico di chi. la negatività di cui ci occupiamo considera il pericolo di interpretare i concetti di ricchezza e di potere esclusivamente nell'ottica dell'invidia. collabora e tratta nell'ambito del suo lavoro e degli impegni sociali collegati al lavoro stesso. non essendo ancora ricco e potente. eliminato. Senza entrare in valutazioni di merito sul vissuto storico del capitalismo. "tu devi capire: la fedeltà coniugale va bene per chi non è importante. ignorato. di immoralità vera e propria. evitando ingenuità e cautelandosi con costante e cristallina trasparenza. La spregiudicatezza che coloro che vivono e operano in situazioni di vertice sociale e organizzativo (industriali. la potenza e la ricchezza. Il leader deve difendersi dall'interpretazione perversa della ricchezza (intendendo con questo termine il possesso di quantità notevoli di denaro o di beni. " Per quanto invece riguarda i ricchi" con i quali il leader opera.162 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 163 stianesimo in poi. essendo per loro natura raggiungibili da minoranze ristrette. "Ma è un'azione scorretta". La ricchezza e la potenza non sono sempre il prodotto di comportamenti scorretti e coloro che le possiedono non sono inevitabilmente disonesti. Chi non vince o non guadagna non interessa. produce una sofferenza che si placa soltanto nella sublimazione del desiderio o nella colpevolizzazione della minoranza fortunata. sia per quanto lo può coinvolgere come attore diretto che per le persone e la realtà con cui si trova a interagire. cioè l'utilizzo anticipato di conoscenze borsistiche che dovevano rimanere riservate. se possibile. di scarsa lealtà. Più importante diventa la sua posizione. Per l'individuo etico e con la coscienza serena cui sono dedicati questi sussurri di scenario. ma al successo non si sa resistere". la quarta negatività suona in termini simili a questi: se venissi a conoscenza di un'informazione riservata che potesse rendere molto denaro a me. essendo invece ambìto da moltissimi. politici) seguano codici di ambiguità. chi sta male e soffre. "per guadagnare di più" fu la risposta. e non solo in campo economico. obiettammo. dice l'ex capo ufficio. chiedemmo in quei giorni a un dirigente cervello finanziario di una piccola e brillante multinazionale. + Quando molte pagine di giornale vennero dedicate allo scandalo dei "giovani leoni di Wall StreeC. come mi comporterei? Se in un viaggio all'estero il mio capo mi offrisse di andare con lui a una festa dove probabilmente circolerà droga. va nascosto e. disturba e distrae. Non era così nell'antichità pagana e precristiana ove. considera quasi inevitabile Chi non è produttivo è inutile. Questa negatività contiene crudeltà e rimozioni rivestite di razio- . economisti. marito fedele da un decenmo. La tentazione è facile. "Ma perché lo fate?". devo almeno separarmi da te. industriali o personali). pochi si accorsero che il vero scandalo consisteva nel fatto che l'insider trading esisteva e veniva sovente praticato da aziende e organizzazioni in buona salute economica e con integerrima immagine. è indispensabile che egli pesi il suo giudizio evitando di confondere le persone con le loro proprietà. è superato. in quanto ciò che è appannaggio di pochi. il favore degli dèi e il riconoscimento del valore si concretizzavano in abbondanza di beni e di potenza. È di questo "di più" che rappresenta la tentazione negativa. della rivalsa e del sospetto. rifiutato. "Cara moglie". viene sentito come un peso sociale ed è allontanato. I miei superiori sono tutti separati o vivono con l ' amante " . più è infatti probabile che egli stesso venga considerato ricco dagli amici e dai colleghi. così come l'insieme della prima e della seconda completa il valore negativo dell'abitudine all'illecita Nell'ambito degli atteggiamenti verso la ricchezza e il potere. È vero che molti ritengono che il denaro non abbia morale. si prestano generalmente a essere considerate come ingiuste o non democratiche. fu la risposta.

poiché discende da un'interpretazione distorta della democrazia. L'utilizzo di termini sconci e di interiezioni di carattere sessuale costituisce. programmarla. Il suicidio giovanile. rappresenta la realizzazione dell'emarginazione assoluta. rendendo la terza età ogni giorno più energica e ricca di voglia e di possibilità di operare e coinvolgersi. per mettersi la coscienza a posto. non soffre. appartengono le realtà dei portatori di handicap (sia fisici che mentali) e degli anziani. nella sua esplicitazione: violenza.. esagerazione. Alle emarginazioni più evidenti.. "Come mai?". "Il movimento egualitario prese l'avvio come richiesta di uguali . Impensabile fino a vent'anni fa in ambienti sociali definiti borghesi o colti (si diceva emblematicamente: "parla come uno scaricatore di porto". L'eutanasia è la risposta più pericolosa in questo quadro di semplificazione amorale.". Poche situazioni ci appaiono più penose dell'assistere a incontri con dirigenti o funzionari d'alto grado che intercalano parole volgari al loro eloquio per dimostrarsi moderni. gli ospedali val bene farli. ma situati in campagna o in luoghi dove non disturbino la vista. " oppure "linguaggio da caserma ). l'entrata e l'uscita dalla vita condizionate dal comodo del più forte. la bellezza e la luminosità della cui sede venivano citate sulle riviste di arredamento. offrirla come un atto di amore. ma considerate quasi normali dalla maggioranza. Altre emarginazioni che riguardano tutto il sociale sono quelle che la cultura contemporanea esercita in modo crescente nei confronti dei malati e dei morenti. anziché guarire. all'iperbole. altre volte osservate con ambivalenza e incertezza. dall'altro le istituzioni sociali non si dimostrano molto disponibili a investimenti improduttivi come infrastrutture e organizzazioni specificamente destinate alla quarta età. preferisce uccidersi. Nel sociale assume forme a volte segnalate con scandalo dalle persone più sensibili. ogni periodo di vacanza riporta alle pagine dei giornali e ai notiziari televisivi la notizia degli ospedali che si riempiono di finti ammalati anziani abbandonati dai figli e dai parenti. per le personalità più deboli e pavide. La malattia è affrontata in modo scientifico ma irrazionale: si tenta di dimenticarla circondandola di orpelli. "Ma il centralino telefonico non era qui?". la frammentazione del tempo di vita e la diminuzione dell'educazione all'autocontrollo accentuano e facilitano la tendenza all'esagerazione. Ogni estate. vol' garità e aggressività in egual misura e rappresenta un offesa all'interlocutore e un imbrattamento dell'ambiente umano. un tempo onore e vanto delle civiltà più sane. "guardandolo" il meno possibile.164 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 165 nale ipocrisia. dalla viltà. è considerata oggi una specie di piaga sociale. per ora meno diffuso in Italia che in altri Paesi europei. Considerando l'Aids una malattia tra le tante. "Sì" ci risposero "ma adesso lo abbiamo fatto scendere nell'ex-cantina. il turpiloquio si è enormemente diffuso nel decennio trascorso. Anticipare la morte. chiedemmo nel corso di una visita di lavoro alla palazzina uffici di un'azienda. eliminano la sofferenza. Anche la vecchiaia. Ma una cosa è certa: non si diventa protagonisti con il turpiloquio. così da trasformare in saletta questa stanza". la paura e la repulsione che essa desta è emblematica di quello che vogliamo commentare. che dell'iperbole concreta è la parte più squallida. Mentre da un lato la vita umana si allunga e si rinforza. l'eutanasia dall'altro: l'emarginazione finale. denunciando il superiore alle nuove organizzazioni "antimobbing". chi subisce sul lavoro una scenata ingiusta da parte del superiore pensa alle dimissioni e si mette a cercare un altro posto. alla dismisura. Uno degli aspetti più precisi del trasmodamento quotidiano è rappresentato dall'iperbole del linguaggio e dal turpiloquio. quella finale e irrimediabilmente inattiva. è l'esempio estremo ma tipico di questo trasmodare: chi è infelice non piange. Il turpiloquio racchiude infatti. In forma più quotidiana l'esagerazione sfiora l'esperienza di ciascuno di noi: chi vuole dimagrire rinuncia alla dieta se non perde subito cinque chili nella prima settimana. Il trasmodamento 1 I ritmi accelerati dell'evoluzione tecnica e dell'informazione. un'affermazione di libertà da schemi di buona educazione. L'aborto da un lato: l'emarginazione a monte. "Perché abbiamo dovuto assumere un telefonista cieco e dal momento che non ci vede. occupandosene il meno possibile. di vecchi che muoiono di solitudine nelle città abbandonate. dalla difesa del benessere personale. Uhandicappato è un peso che le organizzazioni sane sopportano come una seccatura inevitabile. L'indifferenza al sociale Questa settima negatività è la più pericolosa. i medicamenti più diffusi sono quelli che.

"Ma in modo straordinariamente rapido si è poi trasformato. sono subentrati oggi gli specialisti delle diverse parti del corpo. a che pro. sette carte nel mazzo da gioco del leader. in una richiesta generalizzata di status. sostiene il sociologo Franco Ferrarotti parlando del futuro. quattordici fenomeni positivi contro sette negativi. la loro impersonalità e il loro anonimato diventeranno distruttivi per la società". dei quali abbiamo già detto nei paragrafi precedenti. infatti. soprattutto quelli generalizzati. Se la città è di tutti. Già oggi l'individuo in difficoltà non sa a chi rivolgersi: cerca un viso e gli vengono incontro delle sigle. Se invece preferisce non prendere posizione. perché mai devo sporcare di sangue le fodere della mia auto e rinunciare all'appuntamento di lavoro verso cui sto andando? Se l'azienda è di tutti. in pochi lustri. perché devo essere io a spegnere le luci inutili o a rispondere a un telefono che suona in un ufficio vuoto? Il disordine diffuso. L'impersonalità della scienza e della tecnica " La prima ambivalenza è rappresentata dalla cosiddetta impersonalità della tecnica". gli strappa il portafoglio e fugge tra la folla perché o in nome di cosa devo essere proprio io a gettarmi al suo inseguimento o a sollevare il colpito e offrirgli un caffè? Se accade un incidente in autostrada e qualcuno invoca a grandi gesti un passaggio per un ferito. accade che di fatto tutti sono irresponsabili di tutto. perché non devo vuotare il posacenere della mia auto sul marciapiede? Se uno scippatore colpisce un passante. dell'individualismo e dell'imprenditività. in quanto esamina la tendenza a considerare la tecnica e i suoi prodotti come un qualcosa che. con raffinatissimi strumenti e medicamenti. una volta posto in essere. può esistere e prescindere dal contributo umano e dal fine umano del suo utilizzo. Abbiamo già affrontato questo concetto. La specializzazione esasperata. r t L'interpretazione distorta della democrazia può incidere negativamente sull'azione personale. perché si pone come contraddittoria rispetto ai valori emergenti di tipo positivo. produce angoscia e solitudine in chi ne fruisce. se è mia. a volte è vincente. conoscendone l'anamnesi e rispettandone la psicologia. ma fin d'ora è utile anticipare che non abbiamo mai conosciuto leader eccellente che non fosse ottimista o. E necessario che il leader la riconosca come tendenza distruttiva per contrastarne l'influenza nel suo ambiente e per promuovere invece l'assunzione consapevole di responsabilità. rappresenta una pericolosa deformazione materialista. i precursori pericolosissimi di una possibile civiltà incivile. ma il pessimismo è sempre perdente. si registrerà una crisi della testimonianza e della presenza responsabile. L'ottimismo a volte è perdente. un pessimista produrrebbe un'idea innovatrice quando "sa già che non servirà?". che non avesse deciso di essere ottimista. perché devo io raccogliere le carte per terra se a me non importa? Oppure. di condizioni di lavoro e di vita in tutti i campi " . Un vero pessimista non legge gli scenari perché pensa che non serva anticipare le difficoltà e la preparazione ad affrontarle. L'ottimismo attivo è infatti una delle chiavi del successo umano in qualunque campo. ma destinate a tramutarsi in positività o negatività secondo l'atteggiamento di chi li . La tentazione di pensare che la tecnica e la scienza esistono "in se stesse" e quindi vanno subite e rispettate. Se un leader deciso e ottimista sa esercitarsi a mutare i vincoli in opportunità. Sono quelle che abbiamo definito come ambivalenti in quanto preannunciano situazioni di per sé apparentemente senza segno algebrico. continueranno a essere sopravvalutati. Le componenti dell'ottimismo sono la speranza. Le sette carte ambivalenti affronta. per essere più precisi. il qualunquismo distratto sono i segni della deresponsabilità sociale. nel quadro valoriale presentato in questo capitolo. L'esempio della medicina è emblematico: scomparsa la figura del dottore che curava il malato come individuo. ha osservato il sociologo Luciano Gallino. anziché rassicurare. che si può in qualche modo collegare al problema dell'amoralità della scienza. avrà a suo favore. " La partecipazione permanente di tutti a tutto è di fatto sinonimo di immobilità totale" ha scritto Ralph Dahrendorf ne La libertà che cambia.166 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 167 opportunità di partenza e in questo senso ha conseguito giusti successi". è facile prevedere che i fenomeni negativi a suo svantaggio diventeranno quattordici. L'assunto da cui si sviluppa quest'ultima negatività è il seguente: se tutti sono concettualmente responsabili di tutto. l'indifferenza latente. "Se i progressi tecnici. Restano ancora sette fondali allo scenario che stiamo sfogliando. la fiducia e il senso del rischio. ognuno dei quali.

"Come si chiama il collega che l'ha preceduta?" chiedemmo (l'aula era provvista di cartellini con i cognomi davanti a ciascuno dei partecipanti). Tanto per esemplificare. seduti agli stessi tavoli. Quante volte nel nostro lavoro di docenti siamo colpiti dal fatto che gruppi di dirigenti che trascorrono nella stessa aula. "È il direttore di produzione dello stabilimento di Caserta" fu la risposta. l'utente camminerà per corridoi deserti. che avrebbero potuto trasformare un anonimo collega in un possibile amico. Tutti sapranno tutto e nello stesso momento. Negli uffici del futuro. lo scopo dell'uso determina il loro valore etico. che possedeva un'Alfa blu.". Come sa che il suo personal computer non è un "amico" e neppure un " interlocutore " . nel rispetto delle persone umane che lo circondano e dei valori che garantiscono l'esistenza della società nel suo insieme. non sono mai al di fuori dei concetti di bene e di male perché. riferendosi alla diffusione dell'informazione e alle possibilità elettroniche e televisive di annullare distanze e differenze di luogo e di lingua. non si curano di imparare i nomi dei colleghi e di identificarli come persone oltre che come ruoli? "Come ha detto il collega che mi ha preceduto. Nelle organizzazioni l'illusione del villaggio globale opera deformando il clima umano. nel momento stesso in cui vengono utilizzate. esigerà che il televisore non sia nella stanza dove pranza con la famiglia. le segretarie e gli addetti alle informazioni saranno sostituiti da terminali con cui dialogare. Non basta istituzionalizzare il "tu" e rendere obbligatorio l'uso del nome di battesimo. La scienza e la tecnica. Non tutto ciò che si può fare è da fare. se ne serve con libertà critica. che le vacanze e le serate libere non vengano trascorse con colleghi di lavoro. così non dimentica in alcun momento che la sua responsabilità primaria è di dare risultati organizzativi. non significa di per sé che sia giusto farli" ha affermato il premio Nobel Rita Levi Montalcini. lo danneggia non di rado in altre parti. Il leader per cui scriviamo godrà i vantaggi del villaggio globale. Proprio come in un villaggio. . controllandone limiti e pericoli. si lamentano delle stesse cose. Egli rifiuta di sentirsi in soggezione nei confronti di oggetti o risultati che restano solo dei mezzi. "Il fatto che si possano effettuare trapianti di organi umani su animali o che si possano realizzare incroci genetici di ogni tipo. con la differenza che i contatti tra le persone potranno non essere più necessari. comperiamo al supermarket senza riconoscere un solo commesso e ci curiamo a pezzetti. consapevole di esistere come codice e come numero. sfruttandone i vantaggi senza alcuna timidezza e controllando attentamente le situazioni per bloccarle appena lo ritenga opportuno. utilizzando scienza e tecnica con lucido distacco. presentando il lavoro del suo gruppo.. in quanto le persone si vestono allo stesso modo. se necessario prescindendone. cominciò uno di questi. ma non quelli originali. incontrando medici e specialisti diversi di cui ci è difficile ricordare i nomi. Tutti acqui - steranno le stesse cose e le riceveranno a casa in qualunque luogo del mondo. pur impersonali e obiettive in quanto casuali. quando tutti gli uscieri. Avrebbe potuto aggiungere che era un ingegnere. La logica del formicaio incombe sull'illusione del villaggio globale. soprattutto se proviene da studi ed esperienza deterministica e tecnica. anzi. che dirigeva settecento operai e centoquaranta impiegati.. ma dovrà salvaguardare con testarda programmazione una f rete di rapporti umani e sociali che lo aiutino a conservare la sua N dimensione relazionale. Il protagonista attento allo scenario.. Anche la burocrazia degli enti pubblici rappresenta una forma di impersonalità della tecnica. L'illusione del villaggio globale t stato Marshall McLuhan a ipotizzare il "villaggio globale".. In questo consiste la moralità umana. consumano gli stessi cibi usando le stesse posate. unici. nel corso della quarta giornata di seminario.168 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 169 si rende esclusivamente responsabile di un contributo parziale e specifico che ignora l'equilibrio globale del paziente e. Già oggi viviamo per anni in un appartamento senza bisogno di sapere chi abita due piani sopra o sotto di noi.. deve salvaguardare la propria capacità critica. ma il nome gli sfuggiva! Tutti gli aspetti spersonalizzanti erano stati colti. si avvicinerà a sportelli vuoti mostrando un tesserino magnetico. per costruire una comunità ove le persone si ~~. ma soltanto un " servo sciocco ". il quale appare a prima vista cordiale e comunitario. ma non come persona vestita in un certo modo e dotata di un certo sorriso. Ma la spersonalizzazione sostanziale dei rapporti può essere nascosta immediatamente sotto la crosta dell'identico interloquire. giornate intere di lavoro e di studio. umani. squisitamente veloce e con buona memoria.

ma modifica profondamente anche la struttura delle informazioni dalle quali dipendono le nostre azioni quotidiane. ma usarle perché sono comode e durevoli ci pare rappresentare una prova di libertà altrettanto indispensabile. si determina un'accelerazione di tale processo anche in noi. apparente segno di libertà dal bisogno e di intelligenza originale. deve costruire legami di riconoscimento umano intorno a sé. Noi veniamo raggiunti continuamente da informazioni nuove e siamo costretti a rivedere continuamente il nostro archivio di immagini a un ritmo sempre più veloce. Il leader deve spingere più a fondo il suo modo di abitare il villaggio senza diventare indiscreto né dedicare tempo inutile a confidenze dispersive. Questo segnale di riscoperta del gusto culturale. dal momento che non si riferiranno più a livelli sociali diversi. le celebrità attraversano fugacemente la nostra mente. Chi si sente riconosciuto si impegna più facilmente e tende a identificarsi con l'ambiente di cui si sa parte significativa. L'immateriale modificando profondamente il modo in cui ciascuno di noi percepisce e agisce nel suo mondo personale. conferma Alvin Toffler. deve essere interessato e mirato alla persona e non al ruolo: conoscere il voto di laurea di qualcuno resterà sempre meno importante del sapere se costui ha dei figli. Gli status symbol continueranno a esistere. Questo fatto. svolgendo la loro utile funzione di unificazione interclassista ma. estetico. se controllato. alza il livello intellettuale delle persone e impone al protagonista di trovare il tempo per la lettura di libri non tecnici per mantenere viva la propria riflessione intellettuale. seppellendoci sotto una pioggia di immagini e . "La bomba dell'informazione sta esplodendo in mezzo a noi". soddisferanno questo bisogno ambivalente di rappresentazione e rappresentatività che. Nuove idee. Anche nel lavoro gli stimoli culturali sono continuamente spaccati in due: da un lato preme l'abbondanza pressante di notizie e conoscenze specifiche sempre più indispensabili allo svolgersi di qualsiasi ruolo di responsabilità. tenderà invece a concretarsi in una fittizietà di aspirazioni. E scrive: Nel passaggio dall'infosfera della seconda a quella della terza ondata anche la nostra psiche sta subendo una trasformazione.170 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 171 sentano riconosciute e apprezzate per loro stesse e non solo per il lavoro che svolgono. Le ideologie si sfaldano. vengono sottoposti a verifica e poi svaniscono immediatamente nel nulla. storico. che cosa ama leggere e per quale squadra parteggia. dal momento che Questo fattore di ambivalenza si collega all'illusione del villaggio globale e ne rappresenta una derivazione che tocca la realtà sociale attraverso le aspettative. È difficile dare un senso a questa vertiginosa fantasmagoria e comprendere esattamente come stia cambiando il processo di formazione delle immagini. Il big-bang dell'informazione Si affoga nell'informazione e si muore di fame di conoscenza. indispensabile all'equilibrio umano. ma a ruoli. opinioni e modi di pensare balzano di colpo alla nostra attenzione. Ogni giorno teorie scientifiche e psicologiche sono demolite e sostituite da altre. ma dall'altro si acuisce e punge la riscoperta della conoscenza come fonte di riflessione e acquisizione profonda. può essere vissuto in modo creativo e divertente. La nostra mente si internetizza. Slogan politici e morali contraddittori ci assalgono da tutte le parti. Già oggi. La terza ondata non si limita infatti ad accelerare i flussi delle informazioni di cui siamo oggetto. per essere umano. Mantenere un distacco intellettuale dalle scarpe Nike ci pare indispensabile dal punto di vista sociale. nonché nell'ubbidienza acritica a un conformismo di massa. più viene percepito come vitale il bisogno di conoscenza "qualitativamente durevole". il linguaggio si informatizza. le richieste e le reazioni degli individui. la cui pressione psicologica viene già ora accentuata dalla diffusività dei mezzi di informazione. il ritorno dell'interesse per la cultura umanistica costituisce una realtà sociale pressante e l'aumento della domanda di fruizione di beni culturali impone scelte politiche inaspettate. Ci sembra quasi inutile precisare che il riconoscimento. più il rimbombo dell'informazione di consumo si fa violento e rapido. Se il benessere crescente nel mondo occidentale continuerà a diffondersi e a confermarsi. Man mano che nelle società si accelera il processo di cambiamento. i musei e le mostre sono molto frequentati come i cinematografi. si accentuerà l'influenza dei bisogni immateriali sui comportamenti di consumo. l'occhio e il dito si adattano a segnali ogni giorno diversi. Sembra quasi che. sono oggetto della nostra valutazione.

Scrive Goethe nel Faust: "chiunque tenta infaticabilmente. il protagonista deve spingere ogni situazione verso un limite di miglioramento. senza deformare eccessivamente gli equilibri esistenti. costituiscono l'aspetto deteriore di questo fenomeno nei suoi riferimenti al comportamento umano. E probabile che. pianificatori e programmatori della vita. pranzare di corsa per non perdere lo spettacolo. creativo. Se la realtà è in continuo divenire. La parola "practopia" . Se questa ambivalenza vuole essere sfruttata dal " protagonista" in senso positivo. Mai come nel prossimo futuro la tentazione dell'alienazione (altro da sé. diventando sempre più ricca di possibilità e creando ogni giorno nuovi desideri e bisogni. Avevano superato il loro limite. Se non avessero ricercato continuamente il loro limite Hillary e Tentsing non avrebbero vinto l'Everest. Ma nel 1996. commerciali. nell'alimentazione e più gravemente. il lavoro a domicilio si staccherà dalle misurazioni quantitative di tempo per frantumarsi secondo le esigenze e le preferenze singole. ma fisicamente impongono ritmi e dislocazioni continui. Deriva infatti dal comportamento evolutivo della tecnica.172 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 173 anche la dimensione culturale diventa elemento integrante della professionalità. studiare lingue in metropolitana. la pluralità degli stimoli spinga la maggioranza delle persone verso l'adeguamento passivo a una fretta quasi meccanica. La ricerca del limite Questa quinta ambivalenza costituisce il possibile risvolto positivo della già commentata negatività dell'abbassamento della soglia dell'illecito. ma senza mai accontentarsi. speri nella redenzione". La sua gestione verrà affidata alla discrezionalità del singolo e gli elementi psicologici riprenderanno il sopravvento nel definire i contributi degli individui spontaneamente lenti o pigri e di quelli ansiosi o rapidi. nove alpinisti-turisti di spedizioni commerciali diverse. La sfida al razionale in senso avventuroso. L'unico modo di contrastarla risiede nel praticare con testarda costanza e pignoleria il controllo ragionato della distribuzione del proprio tempo di vita. La frammentazione del tempo za volontà. satura il tempo degli individui più vivaci e tritura crudelmente quello delle persone sen - L'ultima ambivalenza è intitolata allo spostamento delle virtù. Le distanze si allungano. morirono inutilmente sulla via del ritorno dalla cima più alta del mondo. la suddivisione del tempo in occupazioni categorizzabili per orario. deve essere utilizzata come incitamento a tentare sempre qualcosa di nuovo. descrive bene il comportamento che consideriamo esemplare in questo campo. per lavorare altre due ore. Qualunque prestazione umana può essere aggiustata e spostata. altrove da sé) sarà presente nella vita quotidiana. nella ginnastica e nello sport (dal canyoing al jumping). spostarsi in fretta. per scelta oltre che per necessità. che significa "praticabile utopia". La città moderna è definita "una Gorgone insonne". L'esagerazione di alcune mode nell'abbigliamento. la quantità del lavoro notturno pareggerà quella del lavoro diurno. l'accumulazione di fatica e di stress. la velocità in motocicletta e in automobile. Il tempo rimarrà come misura concettuale indispensabile negli aspetti scientifici. Dodicimila sono state le persone intervistate sul tema dal pro- . la propria vita sociale e quella professionale rappresenta infatti per il leader l'unica possibilità di salvaguardare l'identità personale e familiare senza rinunciare alle opportunità di una civiltà stimolante ma frammentaria e massificante. i tempi e le quantità dell'agire umano sono dinamici e flessibili. un mostro dagli innumerevoli occhi. la sperimentazione della droga. la prestazione lavorativa di otto ore sarà praticata da un numero di persone pari (se non minore) a quanti si impegneranno in occupazioni part-time o con orari flessibili. nella pettinatura e nella coloritura o gommatura dei capelli. anche perché mentalmente non costituiscono più un ostacolo. per la quale tutto ciò che oggi rappresenta il limite di uno strumento o di una situazione diventa di per se stesso la sfida da superare. braccia e tentacoli. L'unico limite fisso è quello etico: tutto il resto è divenire e può essere miglioramento. senza mai quiete. per telefonare di più. Programmare bene la propria vita privata. Lo spostamento delle virtù La vita contemporanea. La civiltà del futuro rifiuterà. Il senso della premura prevale infatti nel modo di vivere quotidiano: alzarsi in fretta. giocare a tennis nell'ora destinata al pranzo. come già oggi avviene. quindi in continuo cambiamento. sportivo e tecnico ne costituisce invece l'aspetto positivo. ma si attenuerà sempre di più negli aspetti del contributo umano.