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tascabili

Fai di te un leader è dedicato a tutti quelli che intendono rinforzare il piacere di vivere positivamente utilizzando il loro potere personale per realizzare imprese e diventare dei costruttori della società in cui vivono. È scritto per quanti, incerti ed esitanti nella vita, non vogliono però rimanere soggiogati dalla pressione degli eventi esterni; è rivolto anche a coloro che, fino a ieri, non pensavano di poter influenzare l ' ambiente nel quale vivono, rinunciando a recitare una parte attiva e ad avere soddisfazioni dal proprio operato. Gli autori sono convinti che un mondo di piccoli e grandi leader è in grado di rendere la società e la convivenza umana non soltanto vivibile, ma arricchente ed entusiasmante.

del Sole 24 Ore

Fai di te n leader
prefazione di Paolo Fresco

Riccardo Varvelli
ingegnere, esperto di organizzazione e docente di Economia al Politecnico di Torino.

Maria Ludovica Varvelli
psicologa, esperta di comportamento umano, studiosa dell'intelligenza emotiva.

Come decidere la propria strada verso il successo e raggiungerlo

Luca Varvelli
economista, esperto di formazione, presidente del Gram (Gruppo di ricerca applicato al management).

ISBN 88-8363-489-6
II Solc 24 ORE S.p.A. Economia & Management w ww.ìlsolc24orc.com

"Tre guru della classe dirigente italiana."
LA REPUBBLICA AFFARI&FINANZA

9 788883 63489
€ 11,00

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Sommario

Il testo di questo libro, che esce per la prima volta in edizione tascabile con il titolo Fai di te un leader, è già stato pubblicato con il titolo Fai di te un protagonista.

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Prefazione

di Paolo Fresco
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Introduzione: la vita sottobraccio 1. Diventare protagonista

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La responsabilità di se stessi Prepotenza, autorità o carisma Antagonista, utilitarista, disfattista o nichilista Il modello della piramide Gli scalini dritti o rovesci

2. Le capacità del leader
35 37 ISBN 88-8363-489-6 © 2000, 2003 Il Sole 24 ORE S.p.A. Economia & Management Sede legale: via Lomazzo 52, 20154 Milano Redazione: via Tiziano 32, 20145 Milano Servizio clienti: tel. 3022.5680 (prefisso 02 oppure 06); fax 3022.5400 (prefisso 02 oppure 06); e-mail: servizioclienti@ilsole24ore.com Prima edizione: aprile 2000 Prima edizione tascabile: maggio 2003 41 45 49 53 58 62 67 I dieci comandamenti Primo: solo chi sa di non sapere è saggio (saper diagnosticare e valutare) Secondo: scegliere e costruire la realtà (saper decidere rischiando) Terzo: dal sudore alla stamina (saper lavorare duro) Quarto: all'inizio era il verbo (saper comunicare) Quinto: l'erba voglio (saper motivare) Sesto: non si vince da soli (saper lavorare con gli altri) Settimo: il tiro alla fune (saper gestire i conflitti) Ottavo: oh capitano, mio capitano (saper comandare)

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Nono: 168 ore e basta (sapersi programmare) Decimo: il grido di Archimede (sapersi innovare)

Prefazione

3. Lo stile del leader
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L'abito fa il monaco (scegliersi la cornice) L'immagine, specchio segreto (ciò che gli altri vedono di noi) Chi non comunica non esiste (130 parole al minuto) Il dovere di piacere (educarsi all'eleganza) La ricerca della notorietà (costruirsi la visibilità) Una vita di qualità (humour e salute: un dovere) Energia interiore, benzina d'oro (il quoziente di vitalità) 4. L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza In ogni situazione c ' è un protagonista, positivo o negativo. A noi interessa, ovviamente, il protagonista positivo, quello che potremmo chiamare: "leader". Stiamo parlando di chi non si ferma al "si è sempre fatto così". Di chi crede in se stesso e in chi gli sta attorno. Di chi ama il nuovo. Di chi sa trascinare gli altri. Di chi riesce anche a far progredire le cose dovunque si applichi. Ammirare queste persone è quasi inevitabile, com'è inevitabile chiedersi qual è il loro segreto: il leader cerca di dominare le situazioni, non accetta di subirle. Non si accontenta mai di un mestiere che non lo soddisfa, cerca di cambiare finché non si sente realizzato. Ama il rischio e non ha paura di mettersi in discussione. Cerca sempre di imparare. Non è geloso delle proprie idee e sa valorizzare quelle altrui. Un atteggiamento mentale che, il più delle volte, paga. Chi fa una cosa che gli piace, normalmente la fa bene. Ha soddisfazioni e, spesso, ha anche successo. Può succedere sul lavoro come nella vita privata, in una grande azienda come in una piccola bottega o, magari, in una competizione sportiva. Milioni di italiani giocano al calcio tutte le domeniche, nei campi di periferia e negli stadi della serie A: ogni campo ha il suo goleador, il suo uomo partita. Questo libro ci ricorda anche che non c'è solo il leader già riconosciuto e affermato. Gli autori si propongono, anzi, di far uscire allo scoperto tutti i protagonisti "in sonno" che ancora non sono consapevoli di avere questa capacità. Qualcuno, riflettendoci sopra, capirà che è venuto il momento di svegliare il leader che è in lui e di assumersi una responsabilità importante non solo nei confronti di se stesso, ma anche di chi gli vive accanto.

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L'ultimo scalino: il luogo dell'arca I quattro cavalieri: convinzione, convincimento, energia e volontà L'affitto del successo: lavoralcolismo e narcisismo Le trappole della cima: fatica ed errore, incertezza e solitudine Il Tap: test dell'ascendente personale Interpretare il proprio carisma

5. Le carte da gioco del leader
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Dalla terza ondata allo shock del futuro Scegliere valori per avere valore Le sette carte positive Le sette carte negative Le sette carte ambivalenti

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Prefazione

Ma, per fortuna, per essere leader non è indispensabile essere costantemente sotto i riflettori. Il palcoscenico della vita ha bisogno di una compagnia di attori: si può trovare la felicità ed eccellere anche nella parte del comprimario. L'essenziale è conoscere se stessi (come insegnavano già i filosofi greci) e interpretare al meglio il ruolo che siamo stati capaci di conquistarci.
Paolo Fresco

introduzione: la vita sottobraccio

Il potere personale, il primo potere disponibile a ogni essere umano è quello di prendere la vita sottobraccio e accompagnarla verso gli obiettivi che egli stesso decide. Di molti che così hanno fatto conosciamo storie e successi: per alcuni di loro è stato facile, per altri difficile, per altri impossibile. Ma molti, moltissimi sono coloro che al loro potere personale non pensano o non hanno mai pensato. Essi hanno vissuto e vivono come "belli addormentati" delle fiabe, aspettando che la vita decida cosa fare di loro. Così come psicofisiologia e medicina studiando i tipi e gli stadi del sonno ne definiscono la diversa profondità e distanza dalla consapevolezza attiva, anche le nostre ricerche hanno riconosciuto chiaramente almeno due tipi di sonno del potere personale. Il tipo più grave, più dannoso nei confronti della qualità umana, è rappresentato dal "sonno di stadio 4" ("sonno molto profondo, presenza di onde delta, rilassamento muscolare completo, cuore e respirazione calmi e regolari, assenza di sogni"). I dormienti di stadio 4 sono coloro che si pongono consapevolmente nella situazione di chi prende atto della vita, senza concepire altre alternative che accettarla come si presenta, che credono alle notizie dei giornali e alle pubblicità promozionali, che giocano al lotto affidando alla sorte i loro sogni, che si ammalano ubbidienti ogni volta che la televisione annuncia l'arrivo di un'ondata di influenza e che dicono "me lo aspettavo" quando l'Italia perde qualche campionato sportivo o la Ferrari esce in curva. Appartengono a questa categoria: i genitori che guardano i loro figli crescere chiedendosi "Chissà cosa li aspetta!"; gli impiegati che la sera in cucina spiegano alla moglie cosa dovrebbe fare il capo per far avere loro la nomina a quadro; i giovani senza

quelli che la psicofisiologia del sonno definisce dello stadio 1. E non sanno di dormire. è ampiamente in grado di rendere la società e la convivenza umana non soltanto vivibile ma godibile ed eccellente. La tensione fa male al cuore e mio nonno è morto d'infarto. i prepensionati di cinquant'anni seduti sulle panchine dei giardini pubblici che discutono di problemi di governo e di strategie calcistiche. soprattutto. di tirar fuori la carta stradale e di allacciarsi la cintura di sicurezza e. Cerca di essere felice". passando dalle onde beta della veglia normale alle onde alfa più lente e di potenza superiore). ignorando il loro potenziale. Ma questo è impossibile. la mancanza di insuc- . per molte persone c'è.. Meno grave. oscuri e pericolosi. è ancora un mondo stupendo. Chi si accontenta gode ed è meglio non svegliare il can che dorme. se si sentono forti influenzano gli avvenimenti e rendono le persone intorno a loro attente e disponibili ai loro messaggi.. Sono buoni e sovente pii. esplicata con coraggio e serenità. scrive Peter E Drucker nel suo ultimo libro sulle sfide del XXI secolo. sprecando il loro potere. appannando la loro potenza senza avere vissuto. i lavori ingrati e i sogni infranti. "e cosa diranno gli altri? E se mi rendo ridicolo?". Perché siamo convinti che un mondo di persone sveglie è meglio di una clinica del sonno e che la potenza di tutti. di doversi scegliere dei compagni di viaggio. "In fondo in Africa c'è gente che muore di fame mentre io ho tutto il necessario. Tra un sussulto e un risveglio sfugge dalla loro coscienza il monito della cultura umana.". con la veemenza inconfutabile dei risultati dimostrati. Essi sono coloro che a tratti subiscono il ben conosciuto "sussulto del dormiente" che interrompe la sonnolenza con momenti di risveglio lucido e improvviso nel corso dei quali essi si accorgono che esiste un modo di vivere intenso e interessante. Capiscono di avere della potenza da esplicare e sentono anche il pedale dell'acceleratore sensibile sotto il piede. "E se poi non dura?" essi pensano. sia quelli nell'ombra. Nel risveglio improvviso l'occhio infatti coglie i particolari in modo nitido e preciso e riesce a vedere sia gli aspetti bene illuminati e luminosi. Così il mezzo sonno riprende. i "belli addormentati" non se ne accorgono nemmeno. sulla quale da tanti secoli è scritto anche per loro: "Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta ma ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Conserva l'interesse per il tuo lavoro per quanto umile: è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo. Sono informati. Esso vuole rompere la bara di cristallo degli addormentati del quarto stadio e scuotere la reticenza dei sonnolenti di primo stadio. "In una società basata sulla conoscenza ci aspettiamo che tutti possano avere successo". se va bene. Si domandano tra loro: "Mi trovi invecchiato?". da capacità di accontentarsi. Questo libro va dunque verso le persone deste per confermare il loro potere spirituale e rinforzare l'impegno e il piacere di vivere esercitandolo e va verso le persone incerte ed esitanti con la forza dell'azione concreta. Gioisci dei tuoi risultati così come dei tuoi progetti. Fai attenzione.. ma l'idea di preparare lo zaino con le provviste. per indicare cioè uno stato di dormiveglia e di mezzo sonno (in questa situazione l'attività del cervello si modifica specie se il soggetto chiude gli occhi e riduce l'attenzione e la consapevolezza. da prudenza. li frena e li trattiene. Così la paura prende il sopravvento e si traveste da buon senso. A chi chiede loro se sono felici rispondono: "dipende" e quando si insiste per sapere la loro risposta promettono che ci penseranno e poi diranno qualcosa. ma più crudele è la situazione degli: "addormentati disturbati". Stanno seduti da anni sulla stessa sponda del fiume. In realtà. a catena.. intelligenti. attraversati dagli avvenimenti. di morire un poco ogni giorno. in Baltimora. delicati. Chiedono a se stessi e agli altri: "E se mi farò del male e se dovessi soffrire?". Con tutti i suoi inganni. le tranquille onde alfa sopiscono rumori e pensieri e lo stadio 1 di dormiveglia si avvia a trasformarsi nello stadio 2 e poi nel 3 e nel 4.10 Introduzione: la vita sottobraccio Introduzione: la vita sottobraccio 11 lavoro che aspettano la nascita di un'azienda a 10 chilometri da casa per fare la domanda di assunzione. vissuti dalla vita. durante il quale se sono sereni si sentono forti. Le occasioni perdute si spingono le une contro le altre come nelle costruzioni di equilibrio con il domino e quando l'ultima esitazione le fa cadere tutte. "Forse la mia esistenza non è poi così grigia" essi si dicono. che pure avevano studiato a scuola e pian piano le ragnatele coprono il messaggio della lapide della Chiesa di San Paolo.

più emozionata. offre opportunità. Sanno che nessuno può decidere o influenzare certi avvenimenti che gli accadono ma che tutti. rivela segreti. e sempre. diventa disponibile. in poco tempo conquista i primi posti. fare la differenza. 1. che la vita non aspetta altro. Sanno. perché è inevitabile che la presenza del successo implichi necessariamente quella dell'insuccesso. . protos significa primo. Dunque diventa di importanza vitale per ogni persona. una partecipazione al sociale che offra la possibilità di essere rispettati. Soprattutto dà la sensazione di vivere la vita in ogni angolo. Diventare protagonista La responsabilità di se stessi Diventare protagonisti si può. di avere successo. La parola protagonista ha radice greca. Di avere ciò che si vuole e di volere ciò che si ha. oppure intuiscono. la vita si trasforma. il altri termini è un leader. che vale di più. ma anche per la sua famiglia. che arriva primo o che. Essa si annoia a consumare i giorni spingendo branchi di passeggeri da qua a là o guardando greggi di pecore esitanti che si fanno guidare dall'erba dei prati per andare a brucare in una zona piuttosto che nell'altra. pronta a concedere spazio alle iniziative e generosa nel permettere la loro trasformazione in risultati. Ma più arieggiata. di essere leader. Dà grandi soddisfazioni. senza sprecarne nemmeno una goccia. che ottiene ciò che vuole. I protagonisti scelgono il secondo modo e non si interrompono di fronte alle difficoltà.12 Introduzione: la vita sottobraccio cesso. che esista un'area dove si possa dare un contributo. se anche non arriva primo. Ci sono due modi di vivere la vita: aspettare che le cose accadano o agire per farle accadere. Il protagonista è visto dagli altri come qualcuno che riesce più della media. Quando incontra qualcuno che la guarda in faccia e le dà fiducia. Non più facile né più buona che per gli altri. possono scegliere il modo con cui reagire a essi. una consapevolezza di sé. È molto divertente. essere "qualcuno". Il protagonista. Bisogna scegliere un modo di vivere. in ogni piega.

e questo valore. elementare. notorietà nazionale o mondiale) ma può trattarsi (cosa assai più interessante. la competenza richiede troppo tempo per accumularsi. I protagonisti-leader stanno volentieri con gli altri. non si accumula in banca. di autosufficienza. Il protagonista-leader occupa il ruolo centrale in qualsiasi campo. il numero di giri del proprio motore mentre la macchina viaggia. amati e invidiati. non come rifugio o difesa. televisione. Il rispetto di se stessi viene prima del rispetto degli altri. di autonomia (proprio nel senso delle parole greche autos e nomos. ma già sapendo che sarà così. il protoplasma è la prima sostanza. Perché è proprio l'energia la loro caratteristica principale. E sempre popolare nell'ambito in cui vive e che lo riconosce come superiore. così rispondeva Paolo Fresco a chi gli chiedeva il segreto del successo. avendo sete. bevono un bicchiere d'acqua lo fanno con piacere godendone ogni goccia e poi dicono: "mi sento meglio".14 Diventare protagonista Diventare protagonista 15 proteros anteriore. spazio tra sé e gli altri. è nell'uso che c'è il valore. la decisione di agire". un prototipo di protagonista di origine italiana e di cultura americana che ha cominciato la sua avventura di vita e di lavoro come giovane praticante di uno studio legale a Genova ed è arrivato fino a diventare vicepresidente della General Electric e presidente della Fiat. E la persona energica che produce la ricchezza mobile. Sanno che la ricchezza immobile serve solo a un ladro o a un erede. Execute. l'energia dell'azione. ma non è mai egoismo. a meno che non si intenda per egoismo l'esortazione del vangelo cristiano che dice di amare gli altri come se stessi. i sonnolenti non lo sanno o non l'usano. il volume dell'emozione che si fa voce. non si gioca in Borsa: o c'è o non c'è. Si tratta invece di dignità. è protagonista il Ciclista che vince il Giro d'Italia. di forza in uso nel presente. Nella società del Duemila la conoscenza. un'azienda. senza aspettare di chiedere al loro fisico se è vero. di stare con se stessi. i protagonisti-leader sì. . Il protocollo è il primo foglio incollato. senso del segreto e. che significano "regola a se stesso ") e può apparire a seconda dei soggetti: leggero distacco. soprattutto. ma lo è anche il Nonno di una famiglia che costruisce la casa per tutti. E protagonista il Piccolo imprenditore che diventa grande. in qualunque campo si esplichi. la specializzazione si compra. spaziale e di importanza e significa originario. di riflettere. La potenza definisce la sensazione di possibilità. E si trova solo dentro alle singole persone. non ha prezzo. e non solo grazie a Internet. un'energia con le quattro "E" descritte da uno di loro. Quando accettano un lavoro che non piace o si accorgono di avere una malattia. fondamentale. In molti casi i protagonisti-leader sono ammirati. Energize: la capacità di trasmettere energia ad altri. più significativa) di un ambito ristretto (un paese. dà il suo marchio nell'ambiente in cui opera e vive. stimati. Edge: la volontà di vincere. la Suora che crea l'asilo in un paesino sperduto. cioè il valore. pro davanti. è al centro di ogni vicenda. alcuni consapevolmente altri inconsapevolmente. ma si organizzano rapidamente e lucidamente per combattere la guerra e cedere al nemico il minor territorio possibile. E la luce che fa la propria lampadina. Il termine indica quindi priorità in ordine temporale. una famiglia). Ed è proprio il potere l'altra consapevolezza distintiva dei protagonisti-leader. ma come luogo della sorgente vitale e della ricarica spirituale. accettazione ed elezione della solitudine. ma sempre. suono e volontà. che negli anni Novanta veniva ancora considerata come un differenziale strategico tra le persone è ormai a disposizione di tutti. potenziale e potenziamento. Quando. primitivo. Può trattarsi di un ambito allargato (giornali. sono socievoli e trascinatori. E come se avessero deciso. temuti e anche odiati. il Veterinario che corre in cima alla valle per aiutare le bestie a partorire. si traduce in potere. non misurano l'umiliazione o il dolore che ciò procura loro. sono riconosciuti come più forti e più potenti degli altri. ma a nessun altro. I belli addormentati. quasi sempre sono anche dei leader carismatici (infatti il modello della piramide del prossimo capitolo indica che il loro livello di massima riuscita è rappresentato dalla costruzione dell'ascendente o carisma personale) ma sentono come indispensabile il bisogno di rimanere ogni tanto da soli. assolutamente sempre. di organizzare per conto proprio la propria energia. in altri sono criticati. solo l'energia personale è sempre pronta. "Energy: avere energia. Sanno che se nel bene c'è la ricchezza. di assumersi la responsabilità di essere vivi e quindi di sentire il dovere di agire in modo autorealizzante sia nelle piccole azioni sia nelle grandi scelte. il potere nelle sue tre forme di uso: potenza.

E quella buona è indispensabile a un organismo sano. socialmente economicamente e umanamente accettabili. stimolano. Il potere del campione sportivo nei confronti dei suoi concorrenti altro non è. una persona consapevole di possedere del potere. il voltaggio dell'alogena di cui non necessariamente è in uso nel presente tutta la potenza. diventa un moltiplicatore di male (da Barbablù a Hitler. Come per il colesterolo vi è una prepotenza buona e una cattiva. Corrisponde al possesso di mezzi di pressione o strumenti di obbligo. Il potenziamento definisce la trasformazione del potenziale in potenza e viceversa. Il protagonista-leader si potenzia da solo. Gli studenti fanno potenziamento quando esercitano la memoria e il linguaggio per migliorare la resa dello studio. privo di cultura. confortano al miglioramento delle prestazioni e infatti esso costituisce uno dei compiti più importanti di genitori. infatti. allenatori. "Per me vivere vuol dire andare oltre" dice Messner "ogni giorno è un punto di partenza " . Reinhold Messner. Né il successo. prima di tutto. infatti. Tutte le altre caratteristiche finora esaminate. Ogni risultato raggiunto diventa la constatazione che era possibile farlo e si trasforma nella base di partenza per un nuovo sforzo. autorità o carisma A questo punto diventa indispensabile affrontare il problema del potere. cioè quello focalizzato sulla volontà e sul gusto di vivere. Le persone fanno potenziamento quando si sforzano di migliorare le loro reazioni o di aumentare le loro conoscenze e capacità. educatori. Dei quattro tipi di potenziale umano da noi individuati nel corso dei nostri studi (il nebbioso. sanzione che consentano di realizzare situazioni di superiorità tali da ottenere ubbidienza o sottomissione. il suo potere realizza del bene e dell'utile. che una forma di prepotenza. Il mix dei tre tipi con cui ogni protagonista-leader esercita il suo cento per cento di potere rappresenta il suo timbro sociale e morale e costituisce la cartina di tornasole del suo valore umano. L'entusiasmo per l'essere e per riconoscersi potente costituisce il massimo rischio morale del protagonista-leader: infatti quando egli agisce entro regole e per fini etici. l'autopromozionale e il verticale) i protagonisti-leader coltivano l'autopromozionale. ma nel caso in cui egli sia per sua educazione o scelta. La sfida infatti è sempre con se stessi prima che con chiunque altro. il primo alpinista che ha scalato tutti i 14 ottomila del mondo. impegnata a esercitarlo in modo naturale nei confronti di chiunque si relazioni a lui. Gli sportivi fanno potenziamento quando si allenano cercando man mano di spostare in meglio i loro traguardi. né la popolarità giustificano da soli l'impegno e la tenacia con cui il protagonista-leader si impegna nell'autopotenziamento. non sono così critiche e non destano tanto sospetto quanto l'affermare che il protagonista-leader è. Non solo per Messner ma per ogni protagonista-leader non esiste limite fisso. il cambiamento e il miglioramento dell'agire attraverso l'impegno e l'espressione delle proprie risorse interiori. La prepotenza (uguale: potere di più) o potere anticipato è la categoria che comprende qualsiasi forma di potenza individuale che permette di forzare il comportamento altrui senza bisogno né di legittimazione né di autorità. noi suggeriamo di abituarsi a riconoscere almeno i tre tipi fondamentali. Secondo noi ciò non corrisponde affatto alla realtà. quello di possibilità e di potenza a disposizione.16 Diventare protagonista Diventare protagonista 17 Il potenziale definisce l'energia di riserva. l'orizzontale. di regole morali e di rispetto sociale. per istinto. di creazione di realtà nuove e di influenzamento di quella esistente. della consapevolezza o meno di possederne. quando cadde per uno stupido incidente e la rottura di un tallone interruppe la sua carriera si trasformò in esploratore e affrontò da solo i deserti di ghiaccio dei Poli. la storia è ricca di esempi di protagonisti negativi). intesa nel . che sono: la prepotenza. Una tradizione scorretta attribuisce alla prepotenza delle interpretazioni esclusivamente negative. raggiungendo altri record. Ciò che lo muove è proprio il concetto di potere nel suo significato etimologico. controllo. in nessun campo. da quando apre gli occhi a quando augura a qualcuno la buonanotte. E poiché il potere personale non è mai di un solo tipo ma assume forme e modalità diverse e differenziate. capi. Prepotenza. del gusto di esercitarlo. Il potenziamento viene spesso realizzato grazie all'aiuto di altre persone che incitano. del suo uso. superiori. la carica accumulata. l'autorità e l'ascendente. le mete da raggiungere già decise ma ancora invisibili a chi sta intorno. in ogni situazione e in ogni momento. il progetto interiore. perché si diverte e si realizza nella sfida continua con i propri limiti.

"In questa casa si fa così. parziale. ti dovrò allontanare dalla sede. dal quale essi traggono la capacità di ottenere fedeltà e di esercitare autorità spontanea su altre persone.. del più generoso in un gruppo di amici. non era forse un magnifico. consapevole che altrove è il cuore del vero potere. La forza dell'autorità risiede nella sua legittimità. cioè esorbita. Anche nelle organizzazioni il potere di prepotenza. coscienza di una missione da compiere. collegata a un individuo specifico e al suo modo di essere più che al suo comportamento esteriore". Il burocrate non esisterebbe senza autorità. si presta in realtà a giochi deresponsabilizzanti e non di rado ipocriti. prepotente. Il protagonista-leader è esattamente questo: un individuo con ascendente che può non avere potere ma è potere. corre più svelto e vince grazie alla sua superiorità. illegali. Essendo uno stato sociale e non naturale. "In nome dell'autorità che mi è stata conferita dalla proprietà. La prepotenza associata a crudeltà e disprezzo verso gli altri diventa prevaricazione. il trascinatore. convinzione nel perseguire gli obiettivi. Il potere del più allegro in società. svolge non di rado insostituibili funzioni civili. Secondo la psicologia del comportamento. Esso viene definito come "un'influenza senza forza né autorità di sostegno.. forza. purché contenuto in binari ferrei di autocontrollo ed educazione. nessuno lo ascolterebbe! Il protagonista-leader invece si cura dell'autorità solo per legittimare le sue azioni. il rispetto democratico. a una funzione.". Appena ti guadagnerai la vita potrai renderti indipendente". l'ascendente come qualità personale si concreta in energia.". ingiustizia. il più autentico e anche il più rispettoso dell'identità dell'individuo. Come per la prepotenza e l 'autorità anche questo tipo di potere può essere negativo se viene usato per il raggiungimento di fini immorali.". l'ordine logico. a un simbolo e corrisponde allo stato sociale di una persona. a controllare persone difficili. Questo tipo di potere.. del più egoista in un consesso familiare. come rivestita di un valore esemplare e di conseguenza vista come trascinatore. Essa viene definita come "azione che trae forza da un'istituzione o dalla norma di un sistema sociale". apparentemente ideale.. Il potere che il neonato esercita nei confronti dei genitori quando piange la notte costringendoli più volte ad alzarsi è autentica prepotenza perché la sua apparente fragilità è in realtà la forza dell'inerme che ha la meglio sul legittimo diritto al sonno.. se non accetti l'offerta che ti fac - cio. E infatti sempre collegata a un ruolo. figlio mio. caratterizzato dalla possibilità o dal diritto o dal dovere di influenzare altri verso determinati comportamenti. l'autorità può essere temporanea. egli è più forte. l'ascendente o autorevolezza rappresenta senza alcun dubbio il tipo di potere più naturale al protagonista-leader perché è il più divertente. comunque crudeli. prepotente? Quando un insegnante o un educatore decide il gioco da fare durante la ricreazione anziché consumare tutto il tempo a disposizione nelle discussioni sulla scelta dello stesso. il capo che soggioga con la sua forza emotiva è sempre.18 Diventare protagonista Diventare protagonista 19 senso migliore del termine. crisi o paura. a cagione della quale una persona viene giudicata eccezionale. spiritoso. ma il ruolo mi impone. Ma la prepotenza associata a correttezza. Così in occasione di disastri o in situazioni di panico sociale è sovente il prepotente che offre la sua forza dando contributi risolutivi. per ascendente si intende quella qualità. almeno un poco. ingiusti.. travalica il confronto razionale. come modello da seguire.. Secondo l'Enciclopedia Britannica l'ascendente è definito un aggregato di doni speciali di pensiero e di comportamento che si pone all'origine del potere personale di individui considerati eccezionali. Terzo e più importante degli altri. generosità. Secondo Max Weber. perché è casa mia e ti mantengo. ma la vive con distacco e se ne serve. Il protagonista. "Non ti parlo come amico d'infanzia.. indossata e smessa come un'uniforme o una giacca. "Se dipendesse da me io non lo farei. del più insistente in una riunione è prepotenza. l'autorità è la più classica tra le categorie di potere. Quando Ford diceva che tutti i suoi clienti erano liberi di acquistare l'automobile del colore che volevano. la debolezza nella sua impersonalità: "ecco. dominio.". ma come capo. "chi ha autorità in questa organizzazione ha diritto di parcheggiare nel cortile". del più lamentoso in un 'escursione. ritenuta straordinaria o rara. L'ascendente . apprezzato dai legalisti e dai burocrati. arrivano le autorità. non è forse un intelligente prepotente che privilegia il moto e lo svago per il benessere degli allievi? Più tranquillizzante e legale della prepotenza. competenza. purché fosse nero. invece. può contribuire a sbloccare situazioni pericolose. a imporre ordine e rispetto in periodi di agitazione. In questa veste ti devo dire che. supera. violenza.

C'è chi cerca di comportarsi accettando le situazioni e i fatti così come accadono ma traendo da essi il massimo dei vantaggi senza dare un contributo positivo. E questo: il comportamento dell"`agire migliorando". non migliorano e non peggiorano i fatti. C'è chi agisce reagendo ai fatti che accadono. la cultura. Il protagonista-leader trova lavoro prima degli altri. Possiamo ripassare questi cinque modi di agire immaginando che cosa può succedere quando. C'è chi agisce nel rispetto degli accadimenti. il "non agire". non è importante. il più delle volte non è bello. ma è il modo con cui utilizza i suoi talenti che gli permette di avere ciò che vuole. donna o ragazzino. giovane o vecchio. della moglie depressa sul marito che ama il suo lavoro. presenta delle caratteristiche di comportamento a cui si tiene strettamente fedele e che costituiscono un vero e proprio marchio. cercando soprattutto di modificarli anche sostanzialmente perché non soddisfatto di essi. Non fanno altro che osservarli come spettatori esterni. sia esso famigliare. C'è chi è portato a opporsi. non le cose che ha. sportivo. poi. anzi. per la durata di trent'anni e ci siamo convinti che mentre alcuni di loro sono nati così. ovviamente. non aggiungono e non tolgono. il lavoro. viene riconosciuto capo in qualunque ambiente si trovi a operare. politico o lavorativo e dà la sua impronta alle cose che avvengono intorno a lui. del pessimista intelligente sui colleghi ingenui. C'è l'automobilista che immediatamente esce dalla sua vettura e cerca di facilitare il passaggio delle altre macchine per evitare il formarsi di una lunga coda. il sesso. sull'autostrada. utilitarista. Abbiamo osservato e studiato protagonisti-leader in ogni campo. del professore universitario pervaso da rancori e asti personali. studenti. rimangono inani di fronte a essi. religiosi. molti altri. eliminando o riducendone gli aspetti negativi. presidi. comportandosi secondo uno schema facile da imitare e semplice da esercitare. infermieri. manager o casalinga. sollecitando altri per rimuovere pezzi . la volontà e il metodo. Attenzione! A questo punto attenzione comunque! Il protagonista-leader resta un essere umano e l'averne parlato così a lungo nulla cambia della sua normalità e della possibilità di comportarsi come lui. sportivi). i più. Antagonista. Infatti egli non ha quasi mai un talento o una dote specifica. Ma i " non protagonisti " non sono una categoria unica come i " protagonisti. riconoscibile a distanza. non è celebre. L'età. manager. Abbiamo sperimentato lo schema su noi stessi. C'è.20 Diventare protagonista Diventare protagonista 21 del cattivo compagno sui bravi ragazzi. disfattista o nichilista Oltre ai protagonisti-leader ci sono anche i "non protagonisti" e questi si comportano in modi diversi. il quale. del leader terrorista sugli adepti. del magistrato che insinua senza dichiarare. Per questa ragione ci sembra utile proporlo attraverso questo libro a un pubblico più vasto di quello che ora lo conosce perché altre persone possano trarne suggerimento e vantaggio. sacerdote o mafioso. lo abbiamo analizzato e discusso con gruppi di persone in ambienti diversi e distanti tra loro (impiegati. lo sono diventati con l'attenzione. rivolto però a migliorare la situazione che essi creano. la nazionalità sono del tutto indifferenti alla personalità del protagonista-leader. lo abbiamo studiato nel tempo e a distanza attraverso l'esame di biografie contemporanee e testi storici. Noi crediamo che si possano catalogare in specie" diverse in funzione del loro agire prevalente. E il suo modo di essere che lo contraddistingue. Abbiamo educato i nostri figli secondo lo schema qui presentato e la loro riuscita nella vita sta dando una buona dimo- strazione di conferma. alle cose che accadono e ciò fa senza proporre alternative di miglioramento o di cambiamento. dal protagonista. non li giudicano neppure. caratteristico di coloro che nulla fanno di fronte a qualunque situazione. non è ricco. E questo il comportamento del cosiddetto: "agire innovando". a causa di un incidente automobilistico si viene a creare un blocco al traffico. spontaneamente o per scelta ideologica. ai quali auguriamo impopolarità e insuccesso. E questo: il comportamento dell"agire contrastando". Ma questo non è un libro per i protagonisti del male. Non è un semidio e neppure un genio: a vederlo dall'esterno non presenta nessun segno di superiorità. E questo: il comportamento dell"`agire sfruttando".

Alcuni atteggiamenti tuttavia sono per loro natura antagonisti. Colui che è contro tutto e tutti quasi sempre non è un generoso. sa che ogni giorno succedono incidenti in autostrada. è concentrato sulle sue esigenze. non sentito. Quando vede un varco nella coda si intrufola rapidamente anticipando gli altri. Egli è "contro" la situazione perché la situazione è "contro" di lui (e quindi agisce per contrasto). impreca contro chi guida male. fa il "furbo" e se la macchina della polizia a sirene spiegate lo supera egli si mette subito in scia per bruciare la coda e abbandonare rapidamente la zona dell'incidente. si pone in loro aiuto. normalmente non "sfrutta" la situazione.1) che permette di individuare cinque aree in ognuna delle quali si può " identificare un " personaggio tipo . Infine c'è chi si pone verso l'accadimento con atteggiamento fatalista. se qualcuno ha necessità di essere ricoverato è pronto a portarlo all'ospedale senza neanche aspettare l'autoambulanza (agisce per migliorare). rimasto intrappolato nell'incidente e fermo in coda non ritiene suo dovere o suo obbligo fare qualcosa per risolvere la situazione. cerchi di facilitare il traffico e nel contempo urli e sbraiti colpevolizzando chi è in coda. C'è chi interpreta l'avvenimento soprattutto per i danni che deve subire. al momento buono potrebbe infilarsi dietro la macchina dei carabinieri e sfruttare la situa - Figura 1. come quella dell'incidente. non si preoccupa di intervenire o di aiutare qualcuno a meno che ciò possa migliorare la sua situazione. Dal gioco delle sinergie e degli antagonismi comportamentali nasce una figura a forma di "scacchiera" (vedi la Figura 1. non cerca soluzioni. Il generoso che aiuta. Qualcun altro. C'è la persona che subito si preoccupa degli automobilisti coinvolti nell'incidente. si arrabbia per il traffico eccessivo. l'avvenimento specifico non lo commuove. per le autostrade mal gestite e inveisce. non lo attiva. controlla lo stato delle autovetture. Chiede notizie agli incidentati. sta nella sua macchina e lì rimane anche per ore ascoltando la radio. E difficile immaginare un individuo che nella situazione descritta. Chi cerca di innovare la situazione potrebbe contemporaneamente migliorarla. "agisce sfruttando" la situazione a scapito di altri.22 Diventare protagonista Diventare protagonista 23 o parti di auto sparsi sul manto stradale e telefonando con il cellulare al servizio dei carri attrezzati (agisce innovando). .1 Asse del miglioramento Area 3 Gli utilitaria 3 Area 1 1 protagonisti_leader 5 0 4 Area 4 Area 2 Asse del contrasto zione. chi è contro tutto e tutti. quando dovesse arrivare la macchina-attrezzi o l'autoambulanza sposta con fastidio la sua autovettura per liberare il transito. contro le forze dell'ordine o le istituzioni. quando l'ha. La stessa persona potrebbe assumere contemporaneamente e in misura diversa alcuni dei comportamenti qui descritti. lascia la sua macchina portandosi appresso. Siamo di fronte a un comportamento da ignavo: egli non fa nulla e ritiene giusto non fare nulla. attende senza fare nulla che altri risolvano la situazione. improvvisamente potrebbe assumere un'unica decisione e con svolta improvvisa mettersi nella carreggiata opposta per sfilarsi dalla coda. Costui ha un comportamento egoista. Un ignavo. ma se gli è utile anche lui si mette a guidare male. non lo esaspera. la cassetta del pronto soccorso.

fatalista fino a essere autolesionista.1) si può sovrapporre alle quattro semirette che partono dal centro una scala con valore crescente da 1 a 5. ciò che è). Cattel.2). il vocabolario afferma quanto segue. pessimista. scettico. Il risultato del test è un profilo che grazie alla forza di ogni fattore e alla composizione di alcuni cluster (grappoli di fattori) permette di individuare con alta affidabilità l'appartenenza del soggetto ai cinque "tipi" di personalità già descritti. Sono 23. abusa. Con peso diverso ma di sostanziale ignavia nell'area 5 troviamo coloro che fanno poco o niente. anche se parziale e non universale. Con riferimento alla scacchiera comportamentale (vedi la Figura 1. la posizione incidentale con la realtà nella quale egli vive. . casalinghe e liberi professionisti. —gli utilitaristi nell'area 3. oltre al protagonista.5) è decisamente più aggressivo e più stimolante che un 'antagonista (3. anarchico. approfitta. Abbiamo così la possibilità di classificare con molta approssimazione l ' umanità in tipologie di personaggi e precisamente nelle seguenti cinque: —i protagonisti-leader nell'area 1. Nell'area 4 possiamo allocare coloro che agiscono sfruttando l'occasione peggiorando la situazione stessa a causa del loro atteggiamento di perenne disfattismo. Per quanto attiene al significato delle nuove figure qui citate. Nell'area 2 vanno a sistemarsi i personaggi che innovano contrastando. Con lo schema della Figura 1. E invidioso.4) o (4.1? Ecco la risposta. fra essi: studenti. operai. In tal modo possiamo dare forza e spessore alle singole tipologie: un'antagonista (4. Dal 1989 noi eroghiamo un test che permette di misurare la potenza e il potenziale delle persone. Odia i protagonisti. professori. Cerca di denigrare qualunque protagonista. Essi agiscono o criticano e sono utili alla società ma partendo dal presupposto che tutto è da cambiare e nulla va bene a loro.Disfattista: personaggio che interpreta negativamente ogni situazione e tende a peggiorarla facendo azioni provocatorie e minacciose. Cerca di impedire il successo degli altri.24 Diventare protagonista Diventare protagonista 25 Nell'area 1 possiamo allocare coloro che agiscono per modificare una situazione migliorandola e/o innovandola. dirigenti. sfruttano la situazione a loro beneficio ma in qualche modo questo loro beneficio potrebbe anche migliorare la situazione globale. Si chiama Futura I e si inserisce nel filone dei grandi test proiettivi di personalità quali: Eysenck.000 gli individui che abbiamo già testato.3) o (2. impiegati. I 12 fattori di comportamento del Futura I sono: l'energia. non migliorano o peggiorano le situazioni ma neanche le sfruttano per quanto di buono o di utile esse possano avere. acrimonioso. — Antagonista: personaggio in conflitto permanente e/o in op- . Grazie a 12 fattori di comportamento misurati su una scala totale di 240 punti. maestri. Tat. non crede in alcun valore. —i disfattisti nell'area 4. commercianti. . —i nichilisti nell'area 5.1 abbiamo posto le coordinate per allocare con tutta la dovuta prudenza l'umanità intera. Nasce immediata per qualcuno la domanda: quanti sono nella società coloro che si possono identificare secondo lo schema della "scacchiera" e cioè che possiedono le caratteristiche per poter appartenere a una delle cinque tipologie descritte nella Figura 1. La presenza di protagonisti lo stimola e lo galvanizza. sfrutta. —Nichilista: personaggio che tende a fare nulla o poco nulla in qualunque situazione. Nell'area 3 troviamo coloro che agendo egoisticamente.Utilitarista: personaggio che mira soprattutto al proprio ren- diconto traendo vantaggio per sé dalle situazioni nelle quali si trova o dalle condizioni altrui. Non si sente colpevole dei danni che procura anzi ciò lo rende orgoglioso. Rimane indifferente rispetto a qualunque protagonista a meno che questi gli dia un tornaconto. Non innovano. E un'egoista ma riesce a dimostrare che ciò che fa non danneggia nessuno. rivale del protagonista nel cambiare le cose. artigiani. cerca soluzioni sempre diverse. —gli antagonisti nell'area 2. agisce con modalità inusuali e considera la routine perniciosa e noiosa. il Futura I permette di avere per ogni individuo il suo potenziale (ciò che potrebbe diventare) e anche la sua potenza (ciò che fa.

buona probabilità di essere o di diventare dei leader è quello costituito dall'accoppiata dei due fattori: fantasia e astuzia di Ulisse. non solo nel mondo del lavoro e la sua utilità comprovata ci incita a continuare a diffonderlo e a migliorarlo. incertezza. vivo con uno "stile" che rappresenta ciò che mi sento di essere. Con la prudenza necessaria che queste tecniche diagnostiche richiedono per il fatto di non dire cose sicure ma valide. Se si risale più indietro e si va ad analizzare il triennio precedente allora i Protagonisti reali o potenziali erano in misura maggiore: il 38% del campione Futura L Stiamo andando verso un'era carente di leader? Il modello della piramide La piramide dell'autorealizzazione rappresenta il primo schema comportamentale da noi elaborato sulla base delle nostre ricerche sui personaggi autorealizzati. al 90% della valutazione conclusiva o per il 90% della popolazione valutata. flessibilità. In altri termini chi possiede: voglia di fare. esso è il cluster: dell'energia. ci si può chiedere in modo più mirato e concentrato: nella mia professione. della responsabilità e dell ' influenzamento. —reali o potenziali utilitaristi = 18%. curiosità. prontezza. rapidità. panorama è decisamente confortante. Si tratta di un modello molto semplice (vedi Figura 1. influenzabilità. Essa è riferibile alla vita di una persona nel suo complesso.2). forza relazionale e una buona dose di prepotenza (fattore: influenzamento) secondo il Futura I è o potrà diventare con alta probabilità un protagonista-leader. denunci il contrario di quanto detto e cioè dosi considerevoli di: disinteresse. oppure agli aspetti professionali specifici. decisionalità. poliziotto. Egli dovrà vedersela con gli Antagonisti che non sono pochi e che cercheranno di impedirgli di esprimere la sua potenzialità. disordine. indipendenza e non influenzabilità (fattore: volontà) e in aggiunta a: coscienziosità. pigrizia. Esso propone una traccia di autosviluppo applicabile a qualsiasi persona. l ' influenzamento. —reali o potenziali antagonisti = 26%. la fantasia. . a chi li possiede potenzialmente. casalinga) sono "capace " di impiegare le competenze necessarie. l'equilibrio. sono "conosciuto e stimato" per il modo con Il test applicato a sicuri e acclamati protagonisti-leader (nella grande o nella piccola dimensione sociale) ha permesso per esempio di individuare un primo cluster che ogni Protagonista-leader possiede o dovrebbe possedere in grande misura. C'è tuttavia un motivo di preoccupazione: i dati precedentemente elencati appartengono all'ultimo triennio. prudenza. . Da allocare in uno degli altri quattro tipi della "scacchiera" secondo modalità di "clusterizzazione" diversa la persona che. assertività. della volontà. il pensiero. nel migliore dei casi. approssimazione. Potrà ignorare i Nichilisti e i Disfattisti anche se da loro sarà denigrato e odiato. E stato verificato e applicato da centinaia di persone. la disponibilità.1 viene così occupata: —reali o potenziali protagonisti = 32%. "ascendente".reali o potenziali disfattisti = 8%. autodifesa (fattore: astuzia). la socialità. la responsabilità. eccitabilità (fattore: fantasia) e: furbizia. ordine. scoraggiabilità. inattività. indecisione. la collaborazione. concretezza. tonicità fisiopsichica (fattore: energia) insieme a: autosufficienza. nel mio lavoro (qualunque esso sia: dentista. deputato. solido super-ego (fattore: responsabilità) il tutto condito da: senso del potere. lentezza. — reali o potenziali nichilisti = 16%. passività. fiducia in sé. superficialità. pessimismo. la tensione e l'astuzia di Ulisse. Ci si può infatti domandare in modo generale: sono una persona "capace" di vivere. "stile". qualunquismo. nel test.26 Diventare protagonista Diventare protagonista 27 volontà. di qualsiasi cultura e nazionalità e di qualsiasi età. esprimo un'autorevolezza personale che mi rende credibile da quanti mi conoscono? Oppure. egocentratura. Più di un terzo dell'umanità (mutatis mutandis) ha la possibilità di recitare nella piccola o nella grande dimensione sociale un ruolo da Protagonista quindi da leader. rappresentato da una piramide che si basa su tre piani orizzontali definiti dalle parole "capacità". Un secondo cluster che con intensità minore si ritrova in tutti i protagonisti affermati e che dà. adattabilità. senso morale. grazie alla nostra banca dati sulle caratteristiche di personalità di 23. Sono coloro che possiedono in buona misura: creatività. ma dovrà essere attento a individuare gli Utilitaristi con i quali potrebbe trovarsi bene a lavorare ma dai quali potrebbe essere strumentalizzato e ingannato.000 individui sottoposti al Test Futura I la "scacchiera" della Figura 1.

è una capacità generale mentre la capacità di cucinare o quella di intrattenere i bambini sono capacità specifiche per le quali è necessario. In molte organizzazioni sociali ciò equivale già al primo riconoscimento di valore e all'acquisizione di una prima forma di potere esecutivo. ma dopo anni di ricerca e sperimentazione noi confermiamo il suggerimento di cominciare da quelle presentate nel capitolo. per esempio. un saper fare caratterizzato dalla possibilità di concretizzare e dalla realizzazione in azioni. il traguardo finale. che sono caratteristiche strettamente individuali e innate. possente. viene apprezzato per la sua utilità. si copia. corrispondente alla base. in svariati campi della vita umana e capacità specifiche riguardanti ambiti particolari di realizzazione. si insegna. aziendale o istituzionale. fra l'altro. Altri no. intendendo il termine mediocrità in senso positivo e cioè al mezzo.28 Diventare protagonista Diventare protagonista 29 Figura 1. L'individuo capace.scestdesrte Stife MIOe:'. è quella dell'ascendente o dell'autorevolezza. vengono scelti quelli a cui affidare compiti di guida o responsabilità dei collaboratori. di solito. per i valori e la qualità che esprimo? La zona più ampia della piramide. La diversa dimensione delle zone corrisponde alla quantità di opzioni in esse contenute: dieci sono le capacità. del loro paese. si corregge e si sviluppa. al medio della sua potenza. decidere. infatti. Molti individui capaci si sentono realizzati e soddisfatti da questi riconoscimenti e trovano nel loro agire e nella loro funzione di utilità una soddisfazione sufficiente per dare un senso alla loro esistenza. si esercita. E questo il caso di molti sistemi di valutazione del personale in vari settori come quelli che riguardano il lavoro pubblico e privato. militare o scolastico i quali misurano i dipendenti e i collaboratori sulla base di liste di capacità generali e specifiche a seconda dei ruoli. La psicologia divide le capacità in capacità generali riferite ad azioni realizzabili. Naturalmente siamo consapevoli che esistono molte altre capacità generali che qualche lettore potrebbe preferire o giudicare più importanti delle dieci citate. cinque le componenti dello stile. la zona intermedia è quella dello stile. si impara. dispiegata in ogni sua possibilità. la zona superiore. L'acquisizione e la pratica delle capacità permette alle persone di esplicare il massimo grado della sua mediocrità. rappresento un " esempio " da imitare ci ha dimostrato essere prioritarie per la costruzione di un'esistenza interessante. è quella chiamata delle capacità. della società. La capacità di decidere. Per costoro la frase "saper fare e fare" si completa indispensabilmente con il "far sapere". !Plg%M Capacità - . si allena. La capacità è la base del potere delle persone di produrre e costruire azioni coerenti e quindi comportamenti ripetibili e continuati mirati al raggiungimento di obiettivi. due le dimensioni dell'ascendente. Gli scalini dritti o rovesci Gli altri sono coloro ai quali non basta che la loro capacità sia valutata bene da coloro che li circondano ma desiderano misurarsi con una riconoscibilità più allargata. Si considerano quindi arrivati e si bastano così. Esse considerano il sociale ben più ampio del solo ambito lavorativo o famigliare e desiderano sentirsi parte attiva e riconosciuta di uno scenario allargato. Queste persone attribuiscono importanza alla relazione sociale non solo come scambio di necessità ma anche come occasione e stimolo di arricchimento personale. La capacità è pragmatica. La nostra piramide considera fondamentali (proprio nel senso di essere elementi costituenti le fondamenta) dieci capacità generali che l'esperienza cui esercito il mio impegno. Essere capaci di costruire una bella automobile o una casa soli- . Per "capacità" intendiamo una specificità rivolta al fare basata su conoscenze di riferimento. La capacità non è da confondere con il talento. la dote o l'abilità naturale. Ai più capaci viene riconosciuto uno stipendio migliore ed è tra di loro che.2 A.

il commerciante. E lo scalino al vertice del disegno per indicare sia una situazione di superiorità sui livelli sottostanti sia il raggiungimento di un massimo non superabile. Gli stili di relazione sociale esistono da quando esiste la società umana. Anche nella famiglia la scelta di uno stile facilita i rapporti e valorizza le persone: quanti matrimoni falliscono perché nella coppia non si gestisce la convivenza con un minimo di stile e quanti genitori diseducano i figli con il loro spontaneismo casuale seppur affet- oso che confonde i messaggi. è sufficiente governare e organizzare queste quattro componenti per costruirsi uno stile. cioè messaggi verbae non verbali. Nel mondo del lavoro la ricerca e l'importanza dello stile dell'immagine relazionale risultano indispensabili per svolgere con successo determinati compiti e per costruire certe responsabilità: cosicché mentre il buon capoufficio non ha bisogno di uno stile originale per dirigere il suo ufficio. mentre il lato inferiore della zona dello stile confina con il piano delle capacità e dimostra che solo il riuscire a far riconoscere le proprie capacità è la base del successo personale. al contrario. la loro automobile privilegiata tra le altre. quelli che lo fanno spontaneamente bene vengono giudicati simpatici. mentre quelli che lo fanno sgraziatamente e male vengono giudicati antipatici. asociali. E come lui il venditore. da offrire a tutti e non solo a chi già li conosce. l'iscrizione ad associa` zioni culturali del proprio settore. di insegnare bene una materia. il benzinaio o il deputato. non è tempo perso ma. anzi scelto come prototipo di miglioramento della società. esso si può trasformare facilmente in autorevolezza e venire riconosciuto come carisma. costituisce un investimento sicuro per valorizzare le caratteristiche e le qualità personali. il modello di immagine può essere quello di un'altra manager di successo che ella abbia conosciuto o di cui abbia letto notizie o sentito dichiarazioni e interviste. mantenendo. con tutte le sfumature che vuole. piacevoli. e per quanti non ci avrebbero pensato da soli ma trovano stimolante la proposta che stiamo suggerendo. Naturalmente tutti comunicano anche senza stile! Tutti si vestono e tutti rispondono al telefono. Per un giovane studioso che arrivi alla carriera scientifica e universitaria. Secondo i nostri studi infatti quando lo stile di una persona diventa eccellente come qualità e armonia di espressione. Probabilmente questi ultimi non lo sono volontariamente. naturalmente. invece. estroversi. Per loro. ma nessuno li ha mai avvisati. il lato superiore dello stile confina con l'ultimo scalino. l'abito e il modo con cui si sceglie di comunicare. il modello deve prevedere la pubblicazione di articoli scientifici. Essi provano il bisogno e il desiderio di realizzarsi in qualcosa di più. per esempio. anche solo per caso. diventa importante la seconda zona della piramide. conflittuali. invece. Ognuno può scegliersi il proprio. la presenza a congressi di studio. ha bisogno di uno stile personale e coerente per attirare la clientela e rappresentare la sua azienda. Sanno già di essere persone e sono contente di esserlo ma sentono di poter diventare personalità nel confronto. Se non si ha voglia. Nella figura della piramide. allo scopo di far esercitare a 360 gradi le proprie capacità e farsi identificare come persona originale e inconfondibile. il loro mestiere citato come modello da altri colleghi. si contraddice e sbanda non avevo scelto una coerenza comunicativa? Ognuno può decidere il proprio comportamento poiché esso è stituito da azioni. L'ultimo scalino della piramide è quello che qualifica il comportamento di qualunque persona rendendola una personalità "fuori dal comune" cioè riconosciuta come superiore alla media da quanti lo incontrano. il tempo dedicato a procurarsi il più adatto al tipo di vita e di lavoro che si pratica. La forma della piramide apre a tutti la possibilità di diventare dei . i valori morali. ma la maggioranza delle persone vive la relazione interpersonale senza aver mai pensato in che modo lo fa. il direttore di filiale di una banca. se non ci si sente in grado di fare sforzi creativi o di progettazione basta scegliersi un modello di immagine semplice ma bene accetto dalla cultura in cui si vive e da cui si desidera essere legittimati. nella comunicazione e nella collaborazione ma anche nella competizione. Per una trentenne funzionaria di una media azienda che desideri diventare dirigente. Lo stile non è una recita né una finzione ma costituisce la cornice. quella definita dello "stile" per indicare con questo termine la scelta e lo sviluppo di un'immagine pubblica.30 Diventare protagonista Diventare protagonista 31 da. la loro scuola riconosciuta come eccellente da allievi e genitori. di professare un mestiere con competenza non sembra a costoro sufficiente a rappresentare la completa applicazione della loro qualità umana. reazioni e comunicazioni. che corrisponde al vedere la loro casa abitata. tutti parlano con gli altri. quello dell'ascendente che definisce la leadership personale. né vorrebbero esserlo.

consultare le loro biografie e dare fiducia al loro modello. Il terzo scalino propone di costruire e sviluppare la propria personalità ed esige uno sforzo mirato a cui non tutti sono disposti. ognuno può identificare personalità che impersonano valori e scelte spirituali o politiche che gli corrispondono e costruirsi un esempio e un modello fondendo caratteristiche. esiste in ognuno di essi un comune denominatore fisso e ben definito. ha risposto: per il 60% non so. Anche la quantità di superficie e il volume dei tre scalini esprime visivamente la difficoltà crescente della proposta. Ma la sensazione di completezza e di identità da cui si sente colmato lo ricompensano di qualsiasi sacrificio. su 486 adulti responsabili e attivi (funzionari. abitudini. Conosciamo persone che sono partite dalla cima e cioè dal possesso della consapevolezza di avere ascendente e leadership ma poi si sono accorte che il carisma. che ottengono quello che vogliono con maggior facilità degli altri. di qualunque epoca storica. nella punta della piramide ognuno conosce i prezzi che deve pagare e conserva impressi nella memoria quelli che ha già pagato. come propone il secondo scalino. assolutamente invariabile. Dall'Odissea ai Promessi Sposi. i modelli. Un tempo pensavamo che la costruzione della piramide personale dovesse necessariamente cominciare dalla base e procedere verso la cima passando attraverso la scelta di uno stile. Un secondo campione costituito da 270 studenti universitari al quale invece è stato chiesto di indicare la zona della piramide a cui stava mirando nel momento della domanda. dirigenti. Lo studente o il laureato di gran personalità. per quanto abbondante. per il 50% anche buoni gestori della propria immagine e per il 7% provvisti di carisma e ascendente. è sufficiente leggerne le dichiarazioni. Ma quasi tutti possono diventare dei leader sol che lo vogliano e facciano esercizio. L'allenamento e il lavoro scambievole di queste due forze costituisce la sostanza dell'ascendente personale e consente l'esplicitazione della leadership come capacità di influenzamento di se stessi e degli altri. il quarto capitolo presenta un test autovalutativo. da Giulio Cesare a Madame Curie. per il 12% ha indicato le capacità. Che ciò che affermiamo sia di consapevolezza comune. sono riconosciuti come particolarmente popolari e si sentono contenti di loro. del piacere e dell'intelligenza. provenienza e cultura esso sia. costituito da 132 impiegati di una grande azienda multinazionale. tuttavia è la pienezza della potenza e l'esplicazione dei talenti cioè l'intensità totale della vita. al quale è stato chiesto di attribuire ai propri superiori delle caratteristiche. due terzi lo diventano ma solo un terzo di esse si costruisce uno stile e un'immagine originale e soltanto un cinque per cento realizza una leadership personale di successo. coloro che rappresentano. il 70% ha indicato le capacità. per il 5% lo stile e per il restante 23% l'ascendente. Non occorre conoscere personalmente dei leader per diventarlo e neppure che questi siano in vita per imitarli. I leader naturali sono nella quasi totalità persone di successo. Anche se difficile. ha risposto descrivendoli per il 43% soltanto capaci. Scegliersi uno stile personale e valorizzare la propria immagine. insegnanti. da Lincoln a Bruno Mazzolari. modi di fare diversi. Un terzo campione. il 25% lo stile e solo il 5% l'ascendente. alle due dimensioni. commercianti. Ciò che consente. richiede un lavoro un po' più impegnativo di diagnosi dell'ambiente in cui si vive e si lavora e la selezione di alcune caratteristiche che consentano a chi le pratica di segnalarsi come figura riconoscibile e popolare. Nella terza zona vivono i "personaggi esempio". Così facendo si accorgerà che qualunque tipo di leader egli esamini. in carne e ossa l'idea dell'autorealizazione citata da psicologi e filosofi di tutte le culture come la massima qualità umana. Dalle dieci capacità ai cinque stili. Sviluppare le capacità di base del primo gradino non richiede altra difficoltà che esercitarsi e allenarsi e permette di realizzare un comportamento concreto e apprezzato. Alla domanda: "quale gradino indicherebbe come zona che descrive il suo personale modello di comportamento attuale?". viene dimostrato dalle nostre indagini miranti a rilevare le reazioni di diversi campioni di italiani nei confronti delle tre parti della piramide. osservare le loro azioni.32 Diventare protagonista Diventare protagonista 33 leader. Rispetto a 100 persone che decidono di diventare capaci. Per riuscire a sapere se anch'egli lo possiede e in quale misura. non si concreta in riconoscimento né tanto meno in successo senza la scelta di un rapporto sociale e accettato dall'ambiente esterno. Oggi per noi non è più così. genitori). costituito dalle due dimensioni interiori della volontà e della vitalità. ovvero della convinzione e del convincimento. Il comportamento è imitabile e non richiede doti elitarie o eccezionali ma solo un metodo e una costanza particolare fomentata da uno sforzo quotidiano e incessante. la sfida si propone come attraente. . i realizzati. assegnandoli ai tre gradini.

leader. Eppure chi ha toccato con le mani i blocchi di pietra della piramide di Cheope o del tempio del Sole di Cuzco non li dimenticherà più: un blocco dopo l'altro. edifici. essere.34 Diventare protagonista primo del suo corso. ma non tanto fino a quando non viene dichiarata. Ma il successo. lo scrittore migliore resta sconosciuto se un editore non legge il suo libro e non decide di pubblicarlo. Quindi la scelta è libera per chi vuole diventare protagonista. "Tutto qui?". pensa il nostro lettore. Il successo e i soldi si fanno attraverso il secondo scalino che è appunto "secondo" sia considerandolo dalla cima che dalla base della piramide nel senso che non è il più importante. Dunque. pianificare e programmare i propri obiettivi. relazione. mentre d'altra parte un consiglio preciso risulta spesso molesto. rimane disoccupato se non spedisce il suo curriculum alle organizzazioni che possono assumerlo e. Le capacità del leader fl'j dieci comandamenti . azione. deve. sono le capacità che fanno di un operaio appassionato di meccanica il piccolo imprenditore che dà lavoro agli amici del suo paese. dimostrare di saperlo fare e cioè di avere quelle capa- . una famiglia. L'attore più trascinante non fa carriera se non trova una compagnia con cui recitare o un agente che lo promuove presso gli impresari. Dopo aver constatato che non è tanto il successo che rende leader coloro che svolgono un ruolo. accostato agli altri. Capaci. Che si inizi dalla base o che si completi dalla cima. vele. continuerà a stentare il guadagno e a tirare i conti a fine mese se non decide di far conoscere i suoi prodotti. se non lo scrive in modo comprensibile. Il rischio del metodologismo pedante ci preoccupa. il saper capire cosa succede e come affrontare la realtà. ma viene subito dopo il più importante. personalità: fare. insomma e prima di tutto.Questo capitolo illustra la base. musei. soprattutto. Restano indispensabili ma non importa se si comincia da loro o si finisce con loro. il saper cambiare al momento giusto. cioè le basi che garantiscono la tenuta della costruzione nel tempo. il leader deve dimostrare di possedere delle qualità che si evidenziano nell'agire quotidiano. relazionali. Tuttavia. che il leader deve avere sostanza e non può vendere solo fumo o soltanto apparire. sono le capacità che aiutano un medico con sicuro istinto del mestiere a diventare responsabile di un grande ospedale. uno per volta. apparire. aggiustato al millimetro. che sperava in un megadisegno magico e si trova invece davanti a una serie di azioni alla portata di tutti. E il saper scegliere. ovvia. amato e stimato dai suoi dipendenti che darebbero la vita per lui. in quanto costruisce le fondamenta. Incominciamo dall'affermazione. una carriera. perché siamo consci che un consiglio "vago" anche se bene espresso può praticamente non servire a nulla. E il saper prendere decisioni con il giusto grado di rischio. entriamo ora nella metodologia Operativa: da dove si comincia e come si comincia. tutto qui. oggi esse si possono anche fissare dall'alto (funi. quanto piuttosto il saper essere leader in un determinato modo che consente di raggiungere il successo. Può accadere che un leader sia diventato tale anche senza contenuto ma i fatti dimostrano che costui non dura. Sono le capacità che permettono a un giovane deputato eletto con ampio consenso grazie alla sua simpatia di trasformarsi in un politico utile al suo Paese. più carismatico. i soldi e la realizzazione personale diventano duraturi e stabili solo se gestiti con capacità. L'artigiano o il piccolo imprenditore. un business solido e stabile. Lo scalino delle capacità resta "fondamentale". che gli scalini si salgano o si scendano il segreto della piramide è uno solo. La piramide e il tempio non reggerebbero se la base non fosse stata curata così perfettamente. tiranti) e completano con funzione estetica l'architettura e la tenuta di ponti. pignolo e prescrittivo. levigato come se fosse il più importante. lo zoccolo della nostra teoria del successo personale. Per rimanere tale nel tempo. il saper coinvolgere gli altri ai propri progetti che rende possibile costruire una professione. mentre un tempo le fondamenta si scavavano nel terreno ed era obbligatorio per qualsiasi costruzione cominciare dalla loro posa.

Per capire bisogna fare diagnosi. arrivi alle capacità di relazione con gli altri (comunicare. Se non si capiscono i punti forti e i punti deboli di una persona non serve avere idee vincenti né soluzioni formidabili: il sistema cederà comunque e l'interlocutore può lasciarci dall'oggi al domani senza che noi ne comprendiamo il perché. La parola viene dal greco dia gnosis. Se prima di tutto si vuol diventare esempio per la concretezza dei risultati a breve termine le capacità da privilegiare sono il saper decidere e il saper lavorare duro. modello da imitare. il riconoscimento della specie e dei caratteri di un problema (di una situazione. già i filosofi greci sostenevano che la cultura nasce dal confronto ed Emmanuel Kant stigmatizza duramente chi tale confronto rifiuta. ricontrollando a questo punto motivazioni e giudizi precedenti (apprendimento per differenza). il più esperto professionista. scrive il filosofo tedesco nella Critica della ragion pratica. di medio e di lungo termine che egli si pone. Tra un comandamento e l'altro non ve n'è uno più importante o prioritario. ma per noi quelle che proponiamo. Chi fa diagnosi "ruba" gratuitamente conoscenza dalla realtà. come nel caso di quelli cristiani. è composta dai due termini dia (attraverso) e gnosis (conoscenza) e indica l'acquisizione di conoscenza mediante l'osservazione della realtà oppure. Il suo ordine prioritario dipenderà dagli obiettivi di breve. "non desiderano nessuna spiegazione che potrebbe essere di ostacolo al loro modo di vedere". per cui è già stabilito prima ciò che devono approvare e ciò che devono disapprovare". a seconda dei loro caratteri. "Coloro che hanno presente soltanto il vecchio sistema. con differente intensità e cura. raccogliendo la maggiore quantità di informazioni possibili. peggio. le prime capacità su cui esercitarsi diventano quelle di lavorare e interagire con gli altri e di motivare i collaboratori. ma si può comunque suggerire un ordine logico per la loro presentazione che cominci dalla capacità iniziale di diagnosi (che cosa succede) e continui con la capacità di decidere (scegliere l'azione da compiere) affronti poi la capacità di lavorare duro (resistere nell'intento prescelto). colui che diagnostica deve: —sospendere qualsiasi giudizio preesistente in merito all'oggetto della diagnosi (il pre-giudizio). di una persona) sulla base dell'osservazione dello stesso e dell'elaborazione dei sintomi. Affermare che i "saper fare" del leader non siano solo tecnico-specialistici non vuoi significare che la competenza specifica sia ridondante o. Primo: solo chi sa di non sapere è saggio (saper diagnosticare e valutare) Se non si capisce quello che succede non serve decidere cosa fare: quasi sicuramente si sbaglia. Tutti i leader da noi conosciuti e studiati praticano questi comandamenti. Per noi esse sono dieci. Per assumere l'atteggiamento corretto. Tuttavia chi aspira al praticantato di leader deve scegliere pesi diversi e personali ai dieci comandamenti. ma l'essenziale è ricordare che sono tutti necessari. se i risultati si vogliono raggiungere al medio e lungo termine allora è meglio privilegiare oltre a quelle dette. . quelle generali. —confrontare le informazioni raccolte con il proprio sistema di riferimento. la capacità di gestire il tempo (sapersi programmare) e quella di innovare (saper migliorare le situazioni con la fantasia e la creatività). il saper programmare e pianificare. personaggio da ricordare senza le altre capacità. Se l'obiettivo prioritario è invece l'integrazione con le persone con cui si lavora.36 Le capacità del leader Le capacità del leader 37 cita. ma sono una sorta di caratteristiche generali comuni a tutti i leader. il miglior studioso ricercatore non diventeranno mai punto di riferimento. Se non si capisce ciò che pensano le persone. potrebbero essere anche il doppio e il triplo. quelle competenze che non sono tecniche e/o specialistiche. gestire i conflitti e comandare) e si concluda con le due capacità "madri" del successo in ogni ambito privato o professionale. Se l'obiettivo prioritario di breve per esempio è la visibilità allora conviene incominciare a investire nella capacità di comunicare ed esprimersi. inutile ma semplicemente ammettere che il migliore specialista del mondo. — sviluppare l'osservazione intesa e mirata sul problema. cultura e ruolo non escludendone nessuna. E vogliamo chiamarle comandamenti per sottolinearne l'importanza e l'indispensabilità. La diagnosi rappresenta il momento essenziale del successo di ogni azione e di ogni pensiero intelligente. con definizione più completa. non serve sforzarsi a convincerle: le si irrita. costituiti normalmente da informazioni. Tutti i comandamenti possono essere considerati di volta in volta prioritari. collaborare. motivare. figlie di anni di studio e di ricerca sono le fondamentali per costruire la base del comportamento del leader.

Il dovere-diritto di valutare rappresenta l'aspetto più delicato di chi deve interagire con altri. sull'esperienza e sui dati numerici considera la capacità diagnostica come ridondante e intellettuale. Non esiste la persona coraggiosa in contrapposizione con la persona timorosa. rifiuta il "pathos" e privilegia il ragionamento. Recita il proverbio: "solo chi sa di non sapere è saggio". ma la persona più coraggiosa di un'altra (o meno timorosa di un'altra). anche per alcune mentalità che tendono a rifiutarla come non utile e. da quelli ripetitivi a quelli innovativi. il coinvolgimento emotivo viziano la lucidità dell'osservazione e la raccolta dei dati. Troppo spesso l'efficienza eccitata di colui che deve giudicare castra l'esattezza della diagnosi e diventa radice di decisioni sbagliate perché troppo si è. dei medici famosi. Chi dubita con metodo fa ricerca e fa diagnosi.38 Le capacità del leader Le capacità del leader 39 — elaborare l'interpretazione definitiva della diagnosi. curiosa. Come si vede. fatta da due valutatori coincide. essa è sempre figlia del confronto. Anche la mentalità tecnica che si basa sulla storia. il tenente Colombo: la letteratura poliziesca di qualità migliore si basa sull'esaltazione della capacità diagnostica dei suoi personaggi leggendari. quasi ferma. per non confonderla con le diagnosi di tipo medico e psicologico. Paradossalmente la valutazione obiettiva non è quella assoluta. è la caratteristica di una mente acquisitiva.. Ha scritto nella sua Etica Baruch Spinoza: "vediamo che gli uomini sono abituati a chiamare le cose perfette o imperfette più a causa del pregiudizio che secondo una vera conoscenza di esse". L'80% delle informazioni che ci servono sono già presenti nell'interlocutore: si tratta quindi di riconoscere il bandolo iniziale e srotolarlo senza "strappare". ma di qualsiasi leader responsabile di comportamenti pubblici o privati. la concentrazione. Il dubbio intelligente. accetta il momento analitico dell'osservazione. da quelli manuali a quelli intellettuali. Quanto più la diagnosi sposta la sua applicazione dai fenomeni fisici a quelli umani.. degli psicanalisti più professionali. Essa rappresenta la base professionale. La mentalità burocratica.37-42): "non giudicate se non volete essere giudicati". tanto più la diversità di opinione diventa norma. Chi proviene dalla cultura cattolica deve anche convincersi che il nolite iudicare non prescrive al buon fedele di "non prendere posizione in nessun modo". più la diagnosi diventa indispensabile. più gli stimoli si sovrappongono. Forse per questo la capacità diagnostica non piace ai popoli latini e mediterranei: essa è lenta. privilegiando la norma come risposta già pronta. Solo il pavido e l'altezzoso non vogliono essere giudicati. a dire il necessario? Più la realtà è complessa. non condizionante. come se tutto fosse nuovo. Ricordiamo che i genitori sono gli ultimi ad accorgersi che i figli crescono e che i parenti non riconoscono i segni del cancro sul volto del congiunto più caro. la diagnosi richiede tempo e buon autocontrollo. non induttiva. Fate scrivere un breve componimento a 10 ragazzi di età uguale ma di diversa "bravura" scolastica. nega il "sé" a vantaggio del "non-sé". ma ricusa l'aspetto storico anamnestico e dubitativo della diagnosi. oltre che per i temperamenti caldi e impulsivi. Consegnate il tutto a tre profes- . coraggiosa. dai semplici a quelli complessi. Anche leggendo un giallo ci si può allenare all'osservazione e all'interpretazione dei fatti. Far bene diagnosi vuoi dire ricominciare ogni giorno a osservare ciò che accade intorno a noi. non solo dei grandi investigatori. Scrive il filosofo Blaise Pascal: "tu non mi cercheresti. Nei giudizi sulle persone o sui problemi il buon diagnostico evita le affermazioni assolute. non il dubbio indeciso o pavido. Tutti siamo un po' coraggiosi e un po' timorosi. La diagnosi provoca irritazione. più le alternative sono numerose. che diventa così parte del bagaglio culturale globale e può influenzare le azioni e le decisioni successive. A che serve perdere tempo a cercare interpretazioni teoriche quando i numeri sono già lì. Per esercitarsi all'atteggiamento diagnostico bisogna coltivare e curare la capacità di ascolto. Hercule Poirot. Di qui la certezza che non sempre la valutazione sulla stessa persona o sullo stesso problema. La diagnosi applicata alle persone viene chiamata "valutazione". saltati alle conclusioni. Miss Marple. l'ansia. concreti. il distacco. la calma e la curiosità sono di grande aiuto. distaccata. perché sfiora talmente da vicino la dimensione privata individuale da obbligare chi lo esercita a chiarimenti etici e tecnici precisi. in quanto una più attenta lettura del Vangelo chiarisce il vero significato del messaggio. coltiva il punto interrogativo evitando le certezze troppo semplici. Scrive l'apostolo Luca (6. Anche un silenzio tra le frasi o uno sguardo può esprimere un segnale che il diagnostico sa cogliere. Nero Wolfe. soprattutto. se non mi avessi già trovato". La fretta. mentre l'attenzione.

chi fare attendere. Scrive Lucio Seneca ne La tranquillità dell'animo: "innanzitutto dobbiamo esaminare noi stessi. vistosamente assente nell'occasione. Quando si tratta di valutare una composizione artistica. tentennasse non rispondendo alle sollecitazioni di chi . deve imparare da se stesso: "quando un tale domandò: parlaci e insegnaci. un altro pretende troppo dalla propria intelligenza. Non si è mai pensato a ciò. tu non hai bisogno di nessuno Fletcher. "quali sono le mie doti?"). mai si arriverà. di solito sono gli stessi che rifiutano le diagnosi degli altri. Dobbiamo valutare noi stessi perché di solito ci sembra di potere (o di valere?) più di quanto in realtà siamo e possiamo. E lui il tuo maestro. dubitasse. C'è chi urla con quello davanti. come dice Khalil Gibran ne Il profeta. si può discutere. uno spunto intellettuale. di pavidi. sovente c'è il silenzio come risposta o addirittura la sorpresa. Molti suonano rabbiosamente. De Nicola tergiversasse. Ma nessuno scende per prendere qualche decisione risolutiva a vantaggio del problema. Dobbiamo inoltre pesare bene i compiti che vorremmo assumere e confrontare le nostre forze con ciò che stiamo per tentare. per essere di esempio? Sull'entrata dell'oracolo di Delfi c'era scritto "Conosci te stesso". Dunque. a essere lui". di solito con il "senno di poi". ognuno è. migliorare. E per essere maestro a se stesso il leader. di dubbiosi ma anche di persone pronte a criticare. Devi solo seguitare a conoscere meglio te stesso. coloro che le decisioni le hanno prese. altri fanno ragionamenti non troppo benevoli verso il Corpo dei vigili urbani. E lui che tu devi capire. un'azione creativa. Il leader si pone invece la domanda e prova a rispondere come premessa alla seconda domanda: che cosa dovrei fare per essere migliore? Per essere più utile e a valore aggiunto. II giudizio. Il futuro leader è come il gabbiano Fletcher così come lo ritroviamo nell'ultima pagina dell'opera di Richard Bach: "il gabbiano Jonathan sospirò e guardò verso l'orizzonte: tu non hai più bisogno di me. c'è chi impreca con quello di dietro. per molte situazioni. Esercitandosi a valutare si migliora la diagnosi. se non ciò che in dormiveglia giace nell'erba della vostra conoscenza". L'autovalutazione comincia dal conoscersi e continua con il volersi migliorare. Ricordiamoci che chi compie un'impresa deve disporre di una forza superiore a quanto comporta l ' impresa stessa. Ci sono persone che nella vita non si sono mai chieste: "quali sono i miei difetti?" (ma anche. Il migliore tema non coinciderà per tutti e tre i professori e così anche per il peggiore. Ma fra giudicare e non giudicare è sempre meglio giudicare. al giudizio universale ed eterno. Viviamo nell'indecisione permanente o nella permanente attesa di qualche decisione che altri devono prendere per risolvere un problema senza chiederci se possiamo noi decidere qualcosa per il problema. confrontare. qualunque esso sia. Siete mai stati coinvolti in un ingorgo a un incrocio? Vi è mai successo di vedere qualcuno scendere dalla macchina e porsi al centro della strada per riattivare la circolazione decidendo lui chi far passare. di rinunciatari. Secondo: scegliere e costruire la realtà (saper decidere rischiando) Il mondo è pieno di indecisi. poi i compiti che vogliamo assumere e infine le persone con le quali intendiamo lavorare. lungamente. ogni giorno un pochino di più per trovare il vero gabbiano Fletcher Lynd. Si racconta che alla proposta di assumere l'onere (ma soprattutto l'onore) di diventare il primo presidente della Repubblica. prima di tutto. è fatale che pesi sproporzionati schiaccino colui che li porta. ma almeno sarà più contenuto il grado di approssimazione. un altro ancora sfianca il suo fisico debole con un lavoro troppo faticoso". chi fare arrestare? Potete immaginare ciò che pensano o dicono ad alta voce gli automobilisti bloccati? Alcuni se la prendono con il semaforo spento e con chi non ha fatto l'opportuna manutenzione. Così uno fallisce perché confida troppo nella sua eloquenza. un'idea. E in lui che tu devi esercitarti. negli anni Quaranta del secolo scorso.40 Le capacità del leader Le capacità del leader 41 sori di età diversa chiedendo loro un giudizio secondo il classico criterio docimologico dello zero e del dieci. Al futuro leader una raccomandazione è doverosa: lo stesso impegno da porre a migliorare la propria capacità di diagnosi e di valutazione deve corrispondere a un'uguale disponibilità a essere valutato e la disponibilità a essere giudicato deve essere premessa alla valutazione altrui. modificare. Quando chiediamo a potenziali candidati per un posto di lavoro di parlare dei loro errori o dei loro punti deboli. Ci sono individui che mai hanno provato a mettersi in discussione. inutilmente il clacson. Egli disse: nessuno può insegnarvi nulla. la valutazione sarà sempre approssimativa e vaga. maestro a se stesso.

Adamo non aveva scelto di esistere né tantomeno di togliersi una costola per trovare compagnia. la cui conoscenza e applicazione iterata più volte permette di affinare la decisione finale. forse anche poco simpatica. prendere posizione. non si diventerà mai dei buoni decisori. Chi ha obiettivi o bisogni precisi decide più facilmente di chi non sa ciò che vuole o ha motivi deboli. La definizione psicologica di decisionalità è ben descritta nella citazione che segue. zione su cui decidere. Il comportamento del decisore appartiene a quella classe di comportamenti la cui dominante comune risulta sempre essere la motivazione. l'indecisione. rinunciare. Rapidità. . deve realizzarsi in uno spazio di discrezionalità. "Dirigere è decidere". per sé e per Peter Dructutti noi. tratta dal Dizionario di psicologia di Amedeo Dalla Volta: "la personalità fortemente decisa è caratterizzata dalla tendenza a risolvere prontamente i problemi e a persistere in un dato corso dell'azione. superando ostacoli e resistendo ai contromotivi con adeguate inibizioni. può nelle forme più gravi (abulia) essere considerato patologico". Sarà allora indispensabile sapersi spiegare. poco disponibile. scientemente o meno a far ciò dal resto della popolazione. La vita di ognuno è un tessuto continuo di decisioni (cominciando dal programmare la sveglia un minuto prima. contingenti. nella chiesa. dieci minuti prima o esattamente al minuto necessario per alzarsi) ed è indispensabile analizzare il meccanismo delle decisioni più consuete per poterlo scomporre. decidendo. nelle imprese di servizio. privilegiare. vuoi dire che si lasciano perdere tutte le altre. — Prima operazione: l'esame del contesto in cui la decisione de— Seconda operazione: la definizione del problema o della situa- ve essere presa. . nelle aziende industriali. Quando l'azione debba essere dilazionata. avrebbe continuato a ubbidire al buon Dio e non avrebbe prealcuna decisione.R Archer. . staccò la mela. fino all'incapacità di formulare e mantenere le decisioni. nell'obiettivo. cioè di possibilità di scelte e di alternative. negli ospedali. Ma anche il non-decidere è una decisione. afferma lo studioso Non esiste organizzazione che non si appoggi su una gerarker. ma si pone in condizioni favorevoli all'attesa. che ha interrogato più di duemila personaggi sul modo in cui prendono le decisioni. invece. si avvicinò all'albero. Quando si decide un'azione o si sceglie una soluzione. perdendo la pazienza.42 Le capacità del leader Le capacità del leader 43 era latore della proposta fino a quando qualcuno dei proponenti. come ben sappiamo dannosamente. Se fosse dipeso da lu. essendo la libertà nient'altro che la possibilità di compiere un'azione o di formulare un pensiero o un'opinione piuttosto che un'altra. Nell'esercito. Quindi tutti decidono. legati a situazioni conflittuali. le decisioni vengono prese di volta in volta da un numero limitato di persone delegate formalmente o informalmente. Ogni azione o non-azione è una scelta almeno nel modo in cui la si effettua. soprattutto. tenacia. nelle organizzazioni filantropiche.Lo sviluppo della capacità decisionale è alla radice di ogni comportamento umano libero e maturo. per essere veramente tale. decida di decidere se accetta di accettare!". ma anche in famiglia esiste sempre una precisa e ristretta gerarchia di decisori il cui livello nella struttura è tanto più alto quanto più ampi sono i loro spazi discrezionali. Se non si capisce o non si accetta questo aspetto della decisione. valorizzare e trasferire nelle decisioni professionali e importanti. se non nel contenuto. organizzazione. aggiustare. mettendo in opera quanto necessario per raggiungere le mete prefisse. nei partiti. Il processo decisionale è costituito da un ciclo di attività. nella scuola. Lo schema di Archer propone un processo decisionale scandito da nove operazioni. cioè di un'organizzazione il cui potere è (o dovrebbe essere) in mano ai membri della stessa organizzazione. Eva. Dalla fermezza nella decisione si passa per gradi all'incertezza. Si decide di non-decidere. Anche laddove si parla di "democrazia". La prima decisione della storia umana l'ha presa Eva nel Paraso terrestre. sbottò dicendo: "onorevole. Decidere significa scegliere. coinplgere gli altri. volenti o nolenti. prontezza. Una semplice schematizzazione è quella che risulta da una ricerca diretta da E. Il comportamento dell'individuo diviene man mano passivo e il tratto della personalità opposto alla decisione. spesso senza rendersene conto e quindi senza valorizzare la decisione. fermezza e capacità di attesa: un cocktail di caratteristiche che possono far apparire la persona decisa poco malleabile. ma è soprattutto alla base di ogni comportamento del leader il quale. Ma significa.. la persona che è decisa non rinuncia. acquisire. chia di decisori. trasmettere convinzione e convincimento. nei sindacati.

rispondono a un problema. Solo chi non decide. — Settima operazione: la valutazione con i metodi e con i criteri — Ottava operazione: la scelta dell'alternativa migliore. consigliare. Chi vuoi essere un leader deve sapere che nella vita vince chi sa perdere e non chi vince sempre. ma se non c'è innovazione non c'è protagonismo. nei fatti è un incapace". — non si può decidere su tutto. c'è di mezzo il mare". Tali decisioni sono proprie del burocrate. anche se ciò comporta scelte dolorose e non simpatiche. e decidere lentamente alla ricerca della risposta perfetta è sempre meglio decidere rapidamente (per rapidamente correggere gli errori). Solo le decisioni senza innovazione sono completamente prive di rischio. avere un insuccesso su cui riflettere. ha significato se si realizza. Bisogna aver paura di avere sempre ragione perché l 'unica novità. Chi decide quindi rischia. per i problemi meno importanti si può usare la tecnica della delega. non sbaglia. Il rischio rappresenta la probabilità che un evento. alternative. "fra il dire e il fare. individuati. Dalle stanchezze felici si ci riposa facilmente. con rancore o con passività: esistono stanchezze felici e appagate. realizzandosi. ma non a un problema nuovo. produca effetti negativi. ma più dif- . agire è difficile. consiste nella sua capacità di trasformare modelli concettuali e di comportamento in azioni concrete che portano a risultati visibili e misurabili". Si tratta naturalmente di stanchezza diversa a seconda che si lavori con piacere. oggi.44 Le capacità del leader Le capacità del leader 45 — Terza operazione: l'individuazione degli obiettivi che sono — Quarta operazione: la diagnosi dei problemi o delle situazio- da raggiungere. contrari. cioè di colui che non ammette il rischio. dirigere è decidere. Ma non sempre è così. Goethe ha scritto: "pensare è facile. La decisione. la voglia di proseguire. Terzo: dal sudore alla stamina (saper lavorare duro) Anche quando piace. Sostiene Peter Senge: "il valore di un professionista. può essere quella di incominciare a perdere. per chi vince sempre. —tra decidere oggi e decidere domani è sempre meglio decidere oggi. —tra decidere rapidamente. come dice il proverbio. Per rischiare bisogna essere disposti a sbagliare: a riconoscere di aver avuto torto e questo implica l'aver risolto la questione della fiducia in sé. intellettuale e psichica che. dice il proverbio. —tra decidere "no" e non decidere è sempre meglio decidere "no". ni considerate. il coraggio. — Nona operazione: l'attuazione dell'alternativa scelta. ficile ancora è trasformare le idee in fatti" e frequentemente nei consessi pubblici di qualche politico gira questa voce: "a parole è affascinante. sbagliando qualche volta. dunque. per quelli marginali si può arrivare anche all'indifferenza. —si può anche non decidere. le decisioni garantite da una norma. ha bisogno di tempo per ricostituirsi. infatti. una volta erogata. diversi dall'obiettivo ottimale cui esso mirava. Decidere è dirigere. Nel processo decisionale proposto da Archer l'ultima operazione recita: attuazione dell'alternativa scelta. Ma. —decidere non è suggerire. Per il leader attuale o futuro valgono le seguenti massime: —tra decidere e non decidere è sempre meglio decidere. — Quinta operazione: la valutazione delle possibili soluzioni — Sesta operazione: l'individuazione del metodo e dei criteri per valutare le alternative. il lavoro costa fatica e richiede per il suo compimento l'impiego di una forza fisica. Scegliendo si può sbagliare e l'errore è lo scotto da pagare per chi decide. stanchezze amare e sfinimenti oscuri quasi quanto una malattia (non si dice. si sbaglia sempre. Compiere un errore di cui scusarsi. Le decisioni coperte da una procedura. da altre invece Decidere quindi è scegliere fra alternative nella speranza che quella scelta sia la migliore per risolvere il problema. A decidere qualche volta si sbaglia ma a non decidere. questi verbi non fanno parte del lessico del protagonistadecisore. e se non c'è stanchezza significa che non si è lavorato come si poteva e si doveva. purché la scelta di farlo sia ragionata e temporanea. "stanchi morti" e "stancarsi da morire"?). correre un rischio su cui meditare è la situazione ideale per rafforzare la creatività. "Lavorare stanca". ritenere opportuno.

Ogni persona vive grazie all'impiego della Propria energia. emotivo o mentale) non è un obiettivo da raggiungere ma qualcosa che abbiamo già a disposizione e. Nella nostra interpretazione saper lavorare duro significa saper utilizzare al meglio l'energia di cui disponiamo e saperla rigenerare quando essa viene impiegata. consapevoli che la fatica ormai non è muscolare ma nervosa e quindi il lavorare duro riguarda più la resistenza. ogni pulsione e ogni attività. neppure quello scandito da tappe vittoriose. invece. ogni piccolo movimento è accompagnato da un'erogazione di energia alcune volte cosciente ma più spesso inconsapevole. al saper faticare nel senso antico dell'etimo e cioè alla capacità di sopportare con naturalezza le sollecitazioni psicofisiche del lavoro. La maglia rosa del Giro d'Italia. mentali. nervose. quindi. Anche l'uomo si presenta alla scienza che lo studia come un fascio di energie diverse (muscolari. Nessun percorso importante. di distrazione. Ma se si accetta l'idea che il protagonista debba essere colui che "prima di tutto" lavora indefessamente. di depressione. " in un momento qualunque tra mezzogiorno e le quattro " . Oggi il sudore della fronte funziona ancora per pochi poiché. mitica figura di maglia nera del Giro d'Italia degli anni Cinquanta. di cui il sudore della fronte deve costituire testimonianza. può essere compiuto senza fatica. di distribuire correttamente lo sforzo nel corso della giornata. di debilitazione. Fa parte della sua leggenda l'abitudine per cui le riunioni con i collaboratori potevano andare avanti fino alle undici o mezzanotte con o senza l'interruzione per la cena. con la trasformazione di gran parte del lavoro da manuale e fisico a immateriale e intellettuale. anche Malabrocca. Per qualsiasi essere vivente tutto comincia e tutto finisce in energia. è diffusamente sostituito dal sudore della noia o delle mani ansiose o del labbro nervoso. di gestire se stessi con autocontrollo e resistenza. ma lo sforzo continua a essere tale per tutti. Egli si vantava di lavorare 14-16 ore al giorno e di interrompere per la colazione solo quando ne aveva il tempo. la tenacia. senza valore. Ogni emozione procura una spesa di energia. "ma che avessero anche la carica interna necessaria per resistere a ritmi massacranti durante il lungo orario di lavoro". Dal punto di vista umano si parla di potenza per indicare l'energia in atto e di potenziale per indicare l'energia di riserva nella stessa identica accezione della scienza fisica. E dai tempi antichi che questa storia della stanchezza continua a ripetersi e abbiamo ragione di credere che non cambierà mai. spirituali) tutte indispensabili alla conduzione della sua esistenza. così come le classifiche dei campionati mondiali. Non di rado chi arriva al vertice della carriera ama ricordare i tempi duri vissuti nell'attesa del successo e con una sottile forma di vendetta obbliga i suoi collaboratori a pesanti tour de force. colui che "ce la metteva tutta per arrivare ultimo". che è definita come la capacità di compiere del lavoro e di consentire quindi l'effettuazione di azioni. nei fine settimana e in qualunque altro momento possibile!". Come Harold Geneen. che costituisce il suo capitale più prezioso e il cui uso diventa la determinante dell'intera esistenza. ma molto meno di Bartali e Coppi. si corre il pericolo di brutalizzare il protagonista a livelli di mera prestazione esecutiva e di pura manovalanza. seppur mutato nella tipologia. Se il lettore è già centrato nell'ordine di idee di diventare o di rimanere un leader. la volontà e il rispetto di se stessi che la veemenza o la forza bruta. sappia che il prezzo da pagare per questo ruolo è anche di tipo fisico. Oppure di energia superficiale di adattamento e di energia profonda in senso strettamente fisiologico e medico. richiedono sforzi uguali ai primi concorrenti come agli ultimi. di non cadere in stati di scoramento. faticava e soffriva. Un obiettivo raggiunto senza sudore (fisico. A un dirigente del gruppo che gli faceva notare come in un anno avesse passato 175 giorni in riunioni di quel tipo e gli chiedeva dove avrebbe trovato il tempo per dirigere il suo ufficio. La nostra accezione della capacità di "saper lavorare duro" si riferisce. "Mi occorrevano uomini che non solo fossero professionalmente capaci e competenti" scrive nella sua autobiografia. Nel Paradiso terrestre il lavoro viene presentato come il castigo per eccellenza. anzi richiedono ai primi sforzi raddoppiati rispetto agli ultimi. L'energia. L'erogazione del- .46 Le capacità del leader Le capacità del leader 47 non ci si rimette mai del tutto poiché si sommano le une alle altre fino a deformare l'intera personalità del soggetto. sia essa fisica o mentale. In fondo. rispose: "negli straordinari serali. il mitico e storico presidente dell'Itt. dal punto di vista meccanico si presenta nelle due forme dell'energia cinetica caratterizzata dal movimento e dall'energia potenziale caratterizzata dal non essere evidente e dall'esplicitarsi solo in certe situazioni trasformandosi in potenza per reazione a certi stimoli. a seconda dell'importanza delle cose da discutere. cerebrali.

Il suo primo libro sullo stress inizia con questa frase: "questo libro è dedicato a tutti coloro che non temono di godere a fondo lo stress di una vita totalmente piena e che non sono tanto ingenui da presumere che ciò sia attuabile senza uno sforzo dello spirito". mentre la buona salute è la conservazione della massima efficienza fisica. per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo importante. Bisogna imparare a compensarsi. sa reagire agli ostacoli e trasmettere forza alle altre persone. poiché è in essa che avviene il riconoscimento del tipo e della quantità di energia richiesta ed è in essa che si può manovrare l'interruttore della propria efficienza e decidere il momento e la quantità del recupero. Con questa frase un calcolatore ha distrutto in pochi attimi mesi di lavoro di un gruppo di esperti informatici-linguisti. a spostare gli investimenti dispersivi verso obiettivi più raggiungibili. Costoro ritengono che. Secondo Hans Seyle. Quando invece il meccanismo di erogazione e di recupero di energia si inceppa e la spesa di vivere arriva a intaccare e a consumare il capitale di riserva. nel lavoro. Ma. dice la medicina. di stress ci si può ammalare. dovrebbe cessare ogni necessità di comunicare a voce fra le persone e che la comunicazione computerizzata potrebbe sostituire la comunicazione umana e decretarne la fine. la forza. lo stress può rovinare una vita. a canalizzare le delusioni e le sofferenze. allora la fatica diventa "cattiva" perché spezza l'equilibrio energetico e inizia il processo di invecchiamento. La stamina definisce l'energia. psichica e mentale. Chi ha buona stamina riesce a reggere le situazioni difficili senza farsene stroncare. nessuno nello studio. anziché di energia si parla di stamina (o stàmina. di fatica "buona". Per ottenere ciò essi devono anzitutto accertare quale sia il loro livello ottimale di stress". possente e realizzante. è solo nello stress che è racchiusa la spinta per il successo. La stamina si può allenare esattamente come si fa con la forza muscolare. il massimo dovere delle persone consiste: "nel dare il più possibile espressione alle potenzialità interiori del proprio io.48 Le capacità del leader Le capacità del leader 49 l'energia di superficie produce fatica e stanchezza ma. a non lasciarsi deprimere. Essi avevano infatti "perfettamente" insegnato al computer il modo di tradurre da una lingua europea a un'altra. a fare un vero e proprio footing della psiche per tenersi in forma. dice il primo principio della termodinamica). a coinvolgersi in ciò a cui si partecipa e a recuperare rapidamente la fatica sia emotiva che fisica. La vecchiaia altro non è che la progressiva perdita di efficienza dei sistemi interni dell'organismo. Bisogna impegnarsi a mettere potenza in tutto ciò che si fa. anche il linguaggio volgare. la fatica può venire recuperata con il riposo e si parla. Chi ha stamina debole si stanca facilmente. avvelenare i più modesti piaceri quotidiani. strenui difensori dell'intelligenza artificiale e convinti assertori che tutto. Nulla di eccezionale. tende a vivere in modo pessimistico e autodistruttivo. dal momento che essa si ricostituisce attingendo sia dall'energia profonda che attraverso lo scambio con la realtà (l'energia non si distrugge. Esso costituisce la reazione inevitabile degli esseri umani a un tipo di esistenza che si svolge in situazioni che sono stressanti per loro natura. a distrarsi. distruggere i rapporti affettivi. infatuati della strumentazione elettronica. è l'unico essere vivente "programmato" per vivere 120 o 130 anni che non completa il suo ciclo vitale a causa del cattivo uso della propria energia. automatizzando le informazioni. L'essere umano. Di stress si può morire. Per quanto ci si riesca a ricaricare ogni mattina e si viva colmi di sana ed energetica stamina. In alcune culture occidentali. nella vita famigliare può evitare lo stress. Già lo studioso di strategia Russell Ackoff aveva espresso una forte preoccupazione per il meccanismo implicito nell'uso di mac- . dal termine greco di energia) considerandola una delle caratteristiche più importanti da possedere per vivere e lavorare in modo pieno. peccato che la frase proposta per la verifica fosse: "la carne è debole ma lo spirito è forte". considerandola come la soluzione unica e totale per la gestione delle comunicazioni nei sistemi complessi. Quarto: all'inizio era il verbo (saper comunicare) "La bistecca è scotta ma l'alcool è concentrato". d'altra parte. ma si trasforma. sa ricominciare senza rinunciare. sano. la grinta di una persona. di grande o di socialmente utile è mai stato fatto da una persona che trascorresse la vita sdraiata su una spiaggia in abbronzante dormiveglia e che rispondesse alla domanda: "c'è qualcosa che desidera nella vita?" con un: "che tutto resti com'è!". La chiave dell'equilibrio è nella mente umana. fa fatica a recuperare. in questo caso. potesse essere trasformato in comunicazione computerizzata. quella americana soprattutto. il medico che per primo studiò lo stress. L'aneddoto dovrebbe servire ad attenuare gli infantili entusiasmi che alcuni tributano all'azione di informatizzazione globale.

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chine "senza anima e senza cuore"; la sua era la stessa preoccupazione mostrata da McLuhan nell'analisi dei mezzi di comunicazione di massa, quando auspicava il recupero della voce e della presenza umana del soggetto parlante contro il pericoloso e irreversibile processo di spersonalizzazione e di burocratizzazione in atto. Il computer può e deve diventare un utile e parziale sostituto della parola umana, ma non ne sarà mai l'alternativa definitiva. La cultura spirituale ("in principio era il Verbo...") e la cultura materialistica ("le parole sono armi", affermò Lenin) hanno sempre esaltato l'uso della parola e non sarà certo la tecnologia a ucciderla. "Il fondamento dell'esistenza umana è il colloquio" ha scritto il filosofo tedesco Heidegger. Fuori dunque dalle illusioni di un prossimo futuro nel quale le comunicazioni dovrebbero essere delegate solo e soltanto alla strumentazione elettronica, le nostre ricerche confermano una realtà nella quale la comunicazione umana appare essere l'attività più frequente e più impegnativa di coloro che operano nelle organizzazioni. Saper comunicare vuole dire: sorridere, modulare la voce per trasmettere sensazioni ed emozioni, trasmettere attenzione, sicurezza, fiducia oppure rampogna, rabbia, sconforto. Si comunica ciò che si dice ma anche come si dicono le cose. Quando McLuhan dice che il mezzo è il messaggio, non afferma soltanto che nella comunicazione umana: "l'abito fa il monaco" ma dice che ogni persona traduce nel suo esprimersi il proprio modo di essere e di sentire, oltre che di pensare. Il protagonista che non è consapevole di ciò, trasmette a sua insaputa, si tradisce senza volerlo, vive e lavora come l'imperatore della favola di Andersen che si credeva vestito elegantemente e non sapeva di essere nudo. Il modello di Johari che definisce in quattro aree le possibili posizioni del sé comunicante in rapporto ai quattro assi ortogonali: cosa so di me, cosa non so di me, cosa gli altri sanno di me, cosa gli altri non sanno di me, considera di pari importanza nel rapporto sociale: – l'area aperta (so cosa comunico; la mia emissione consapevole coincide con la ricezione degli altri); – l'area privata (so cosa non comunico; controllo la mia riservatezza e la difendo dall'osservazione altrui); – l'area inconscia (non posso comunicare ciò che non so di me e quindi nessuno può ricevere nulla);

– l'area cieca (esprimo dei contenuti che gli altri ricevono ma che non so di comunicare), l'area della metacomunicazione. Non si comunica quindi soltanto con le parole (l'area aperta). Se ciò che si comunica verbalmente non è che una parte della comunicazione umana, bisogna sviluppare e controllare la metacomunicazione, riportandola nell"area aperta" perché il comportamento non verbale commenta, rinforza, talvolta contraddice o sostituisce il significato della parola. La mimica del corpo appartiene al campo della metacomunicazione. Di essa fanno parte: la gestualità (come si muovono le mani); la maschera facciale (che traduce le emozioni); l'orientamento dello sguardo (che trasmette l'intensità di ascolto o la direzione fisica del messaggio); le posizioni e il movimento del corpo (che danno vitalità e credibilità alle affermazioni e agli atteggiamenti). Il cibernetico Forrester, con una felice esemplificazione, definisce il comunicatore "un rubinetto regolatore inserito fra due imbuti accostati per il vertice, entro i quali transitano informazioni". Uno dei due imbuti ha il compito di raccogliere, ascoltare, ricevere; il secondo quello di emettere, restituire, rispondere. Secondo questo schema l'essenza della comunicazione umana è racchiusa nella funzione del filtro tra i due imbuti, la cui presenza si giustifica per scegliere cosa utilizzare, rifiutare, cosa manipolare; se così non fosse, il comunicatore si ridurrebbe a un semplice trasferitore passivo di comunicazione. Si ha così, di volta in volta, il comunicatore amplificatore, il comunicatore traduttore, il comunicatore riduttore, il comunicatore decodificatore o il comunicatore sordomuto. Ora ci possiamo chiedere: qual è il processo di comunicazione? Quali sono i verbi che lo caratterizzano? Essi sono almeno sei: due per la fase di entrata (ascoltare e leggere); due per la fase di elaborazione, che è, poi, il momento della vera trasformazione (memorizzare e pensare); due per la fase di uscita (parlare e scrivere). Rapportato a 100 il tempo di relazione, i sei verbi citati assumono, secondo le nostre ricerche, la seguente dimensione quantitativa di colui che vive e opera nel sociale (famiglia; scuola; lavoro; tempo libero). Egli, nel suo tempo di relazione e di comunicazione: – ascolta per il 40-50%; – legge per il 10-15%;

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—medita (memorizza e rielabora) al massimo per il 5% del tempo a disposizione; —parla per i120-30%; —scrive per meno del 5%. Il nostro comunicatore dovrebbe ascoltare, dunque, molto più di quanto parli. In una società intasata di rumori e di messaggi, chi sa ascoltare gode di un vantaggio indiscutibile sugli altri; un flusso incessante di idee e di informazioni raggiunge la sua mente che viene resa gratuitamente più intelligente e più aggiornata. Il disegnatore Altan, in una delle sue fulminanti vignette fa dire alla sua caratteristica e procace signora: "siamo alla post-babele. Tutti parlano la stessa lingua, più nessuno ascolta". La lingua italiana indica con tre parole diverse l'esercizio dell'ascolto: l'udire definisce la ricezione passiva dei suoni, il sentire definisce il coinvolgimento emozionale e solo l'ascoltare definisce l'atto volontario di percezione e interpretazione dei messaggi. C'è chi ode e non sente, chi sente e non ascolta e c'è chi ascolta, si impegna, si concentra nell'ascolto. Mentre si insegna a parlare, in nessuna scuola si insegna ad ascoltare; né da giovani né da adulti esistono corsi di addestramento generale all'ascolto (tranne che per specialisti e tecnici), né corsi di addestramento all'ascolto umano (tranne che per religiosi e terapeuti). Eppure stiamo parlando dell'attività umana più praticata in ogni momento della vita e soprattutto nel lavoro. Si ode molto di più di quanto si parla e di quanto si agisce: il non ascoltare può produrre danni economici enormi. Infatti, non si saprà mai esattamente quanto è il costo conseguente al non ascolto, ma lo si può facilmente immaginare. Proposte intelligenti non ascoltate e di conseguenza non realizzate; avvisi di pericolo lanciati inutilmente che, disattesi, provocano disastri incommensurabili; frasi di stima o d'amore sussurrate e non percepite che provocano distacchi e dispiaceri affettivi; termini male intesi che producono conflitti tra le persone, dispersione di tempo, errori: "io avevo detto, sì", "io ho sentito, no"; oppure: "ma io l'avevo detto!", "e io non l'ho sentito!". C'è chi non ascolta perché pigro e distratto, chi perché egoista e autocentrato ("non c'è peggior sordo di chi non vuoi sentire" dice il proverbio), chi perché non sa farlo con metodo e, infine, chi non ascolta perché non vuole farlo, temendo erroneamente che l'ascoltare costituisca

una forma di assenso e coinvolgimento rispetto a quanto viene udito. Invece la regola è un'altra: "ho detto che ho sentito, non ho detto che sono d'accordo". Esistono due tipi di ascolto, l'ascolto passivo e l'ascolto attivo. Il primo produce ricezione adattiva, quasi una sorta di ubbidienza, che acquisisce i messaggi in modo acritico e li decodifica attraverso i propri filtri abituali senza chiedersi cosa intende dire colui che sta parlando o quali siano i significati e le opportunità contenuti nella comunicazione. Il secondo invece è un ascolto attento, centrato sull'interlocutore e che definiamo "a valore aggiunto", significa lasciare parlare l'interlocutore fino alla compiuta espressione del suo pensiero, rinunciando al piacere (o al vezzo) di interrompere. Ed è un ascolto tanto più attivo quanto, attraverso il silenzio, si facilita l'espressione altrui. Il silenzio è costituente obbligatorio dell'ascolto e anch'esso ha, come l'ascolto, le due alternative, del silenzio passivo (costretto, impaziente, concentrato su ciò che si dirà appena l'interlocutore prenderà fiato, oppure chiuso nel disinteresse) e del silenzio attivo, che consente al buon ascoltatore di realizzare i quattro passi ottimali: recepire; selezionare; valutare e infine reagire al messaggio in modo contributivo e benevolo. Saper ascoltare nella vita e, soprattutto, nel lavoro è una capacità insostituibile e un dovere professionale che contribuisce in modo determinante alla buona esecuzione di qualsiasi compito, alla soddisfazione del cliente, alla gestione della responsabilità. Infine, ascoltare non solo gli esseri umani ma anche le voci dell'arte e della storia, della natura e della musica, delle stelle e degli animali consente, a chi lo fa, di moltiplicare la sua vita in mille vite di sentirsi parte dell'universo. Quinto: l'erba voglio (saper motivare) Le discipline comportamentali hanno dedicato e continuano a dedicare attenzione ai bisogni che le persone cercano di soddisfare attraverso il loro comportamento, sia esso di studio o di lavoro e che vengono comunemente definiti: motivazioni. Attualmente è opinione comune degli studiosi dell'argomento (i più celebri dei quali restano Abraham Maslow e Frederick Herzberg) che le motivazioni allo studio e al lavoro possono venire sistematizzate m cinque tipi diversi tra loro sequenziali, iniziando dalle motiva-

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zioni primarie, percepite da tutti e completandosi con quelle secondarie percepite da molti ma non da tutti. Delle motivazioni primarie fanno parte il bisogno di sopravvivenza (sicurezza fisica ed economica) e il bisogno di stabilità (sicurezza garantita nel tempo sia economica che affettiva); delle secondarie fanno parte il bisogno di relazione (affetto, socializzazione e informazione), il bisogno di riconoscimento (stima, utilità, successo) e il bisogno di autorealizzazione (espansione spirituale e fisica, potenza, potenziamento, creatività, vitalità). Non condividiamo la schematizzazione piramidale di Maslow il quale sostiene che una motivazione non può accendersi ed essere percepita da una persona che non abbia soddisfatto le motivazioni sequenzialmente precedenti. Si pensi, per esempio, allo studente che sente e vive le motivazioni esattamente al contrario del lavoratore. La nostra esperienza ci dimostra che a prescindere dal ruolo, per molte persone, i bisogni secondari sono più forti del bisogno di stabilità e che, tra i bisogni secondari, solo a volte il bisogno di autorealizzazione è più forte del bisogno di riconoscimento mentre in molti casi vale l'inverso. Esiste differenza tra i vari tipi di motivazione, ma esiste anche differenza tra le persone e la loro sensibilità alle motivazioni. Alcune persone scelgono (non importa se consciamente o inconsciamente) di seguire le motivazioni come un obbligo dannato o un castigo, si adattano in modo conforme a quelle "citate dai giornali" e le perseguono con passiva insoddisfazione. Altre scelgono di perseguire solo le motivazioni che costano meno fatica e si accontentano del minimo di soddisfazione dei bisogni più semplici, rimanendo poi in attesa che la società offra loro gratuitamente la realizzazione dei bisogni superiori. Altre infine si impegnano con energia al raggiungimento dei loro obiettivi e vivono con identico piacere la realizzazione sia dei bisogni primari sia di quelli superiori. Sono questi i protagonisti attuali o futuri. Il buon Herzberg, che si deve essere lasciato abbagliare dagli epigoni di Marx, ha classificato come bisogni puramente soddisfattivi quegli obblighi sociali che nelle organizzazioni avanzate dovrebbero essere già rispettati, riservando il ruolo di "autentici e unici motivatori " ai bisogni superiori (partecipazione, status, riconoscimento, realizzazione) che erano e restano ancor oggi meno facili da raggiungere da parte delle persone perché spesso antieconomici rispetto alle leggi di mercato.

Oggi sappiamo che la forza della motivazione nasce dall'interno della persona e viene influenzata dal contesto sociale con intensità inversamente proporzionale alla solidità psichica e all'intelligenza di essa. La forza del conformismo, dei valori contemporanei e degli esempi di successo può risultare forte e fortissima, ma non può mai essere fondante, tranne che per le persone deboli e sciocche (cioè con intelligenza non attivata). Accade anche che la cultura politica si impadronisca di certe motivazioni e le trasformi in una sorta di programma elettorale, suggerendole e imponendole ai propri adepti, fino a che essi le introiettano sostituendole alle proprie. L'autentica motivazione, quella libera e naturale, è una spinta attiva verso il raggiungimento di un obiettivo e gratifica il soggetto che la prova già con la prefigurazione della meta ben prima che con il perseguimento della stessa. Nel momento stesso la motivazione produce energia positiva e grain cui è avvertita, ' tificante se l obiettivo viene percepito 'come raggiungibile oppure energia negativa e frustrante se l obiettivo viene percepito come irraggiungibile. Quando la motivazione viene raggiunta e soddisfatta essa non si svuota né si affloscia ma costituisce base solida per altri obiettivi e per arricchire la propria autorealizzazione. Ma non per tutti. Perché la gente pensa in tre modi diversi: indifferente, negativo, positivo. Pensare indifferente vuol dire rispondere: "dipende" quando qualcuno ci chiede "che tempo fa?". Pensare negativo vuoi dire rispondere a chi osserva che è una bella giornata che "le previsioni dicono che non durerà". Pensare positivo vuol dire rispondere "doMani farà bel tempo" a chi si lamenta della pioggia e della nebbia di oggi. Non si nasce indifferenti, negativi o positivi se non per piccolissima parte del nostro carattere; l'atteggiamento vitale di ciascuno di noi si basa su una mescolanza di cultura, esempi, influenze ambientali e caratteristiche personali che è possibile analizzare, riconoscere e orientare nella direzione preferita. "La più grande scoperta della mia generazione" ha scritto W. James "è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite cambiando le attitudini mentali". La vita non è , quella che dovrebbe essere; è quella che è e che può essere. E il modo in cui la si affronta che fa la differenza. La differenza tra chi vive con successo e tra chi subisce la vita; tra i realizzatori, i contenti, gli attivi e i depressi, i perdenti, gli

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sfortunati, gli ammalati psichici. "É sorprendente" sostiene il filosofo Bertrand Russel "vedere come il rendimento di una persona e la sua serenità aumentino se essa riesce a educare la mente all'ordine e a pensare le cose adeguate al momento giusto anziché inadeguatamente e in qualsiasi momento". Qual è infatti la percezione corretta della realtà: quella che rispecchia ciò che "essa è" o quella che intravede ciò che essa "può diventare"? Può esistere un evento indipendentemente dall'interpretazione di esso? E possibile leggere un dato senza passare attraverso lo sguardo del lettore? Si può avere una "reazione-azione" umana razionale non filtrata dal pensiero? Il modo di pensare di ognuno è il risultato di una scelta, spesso adottata in modo inconsapevole ma in ogni momento correggibile e riorientabile. La scelta di pensare positivo (cioè di privilegiare le opportunità, gli aspetti su cui agire, i particolari piacevoli e le prospettive di sviluppo) è alla portata di tutti, esattamente come è nella possibilità di ognuno di alzare lo sguardo in alto oppure abbassarlo a terra. Il controllo dei conflitti interiori, il dominio delle emozioni negative (depressione, timore, incertezza, diffidenza, sfiducia) si raggiunge con facilità organizzando la propria mente a filtrare le "distorsioni cognitivistiche", cioè a scegliere il colore delle lenti dei propri occhiali. Secondo A. McGinnis, autore del best-seller La forza dell'ottimismo, vi sono alcuni e ben precisi passi da compiere per far ciò. Il primo consiste nell'addestrare la mente a intercettare i pensieri automatici negativi e a bloccarli appena riconosciuti. Il secondo consiste nel ricostruire la fonte dei pensieri negativi, fonte che sovente risale alla giovinezza o a episodi che non ci riguardano direttamente e che abbiamo visto solo accadere (genitori depressi, conoscenti o superiori disfattisti, ambienti o periodi duri e dolorosi). Il terzo passo nel correggere la logica del ragionamento automatico, cercando quelle che i terapeuti chiamano le distorsioni cognitivistiche quali la mania delle catastrofi, la mania dell'insuccesso e dell'autocolpevolizzazione, la mania di generalizzare. E il quarto nell'apportare correzioni mirate al proprio atteggiamento e al proprio linguaggio. Pensare positivo aumenta l'energia ed eccita la creatività, sviluppa la ricerca scientifica e il miglioramento continuo. Pensare positivo rende protagonista e attrattiva anche la persona più timida e riservata. Pensare positivo è molto più che essere semplice-

mente ottimisti. E decidere, con coraggio e lucida razionalità che se le paure si apprendono si possono anche disimparare e che, pur essendo il dolore e il male dimensione inevitabile dell'esistenza, l'infelicità, invece, è un optional. Il leader, quando realizza un'impresa, ha sempre bisogno degli altri. Per aumentare le probabilità di successo delle sue imprese, al leader non basta sapere di avere persone disposte a seguirlo. Egli deve essere certo di avere intorno a sé persone motivate a realizzare l'impresa, che non si limiteranno a seguirlo ubbidendo ma in grado di trovare autonomamente le piccole (o grandi) soluzioni ai tanti piccoli (o grandi) inconvenienti che ogni impresa comporta. Anche l'alpinista himalayano che vuole raggiungere la cima inviolata in solitudine non può non preoccuparsi dello stato motivazionale degli sherpa che lo hanno accompagnato all'ultimo campo prima dell'assalto; se non altro (ed egoisticamente) perché in caso di bisogno di aiuto, in caso di incidente la loro "non" partecipazione all'impresa sarebbe esiziale per lui. Affinché le persone che collaborano con il leader siano motivate egli deve: – illustrare (comunicare) nei dettagli l'obiettivo che intende raggiungere e le ragioni per cui vuole farlo; – verificare l'esistenza di eventuali dubbi e riserve, discuterli e, se non è possibile risolverli, dimostrare di comprenderli; – chiarire i livelli di discrezionalità che affida a ciascuno verificandone il grado di accettazione; definire i mezzi e le risorse di cui ogni persona può avere bisogno nell'ambito della delega assegnata; materiale e psico- stabilire i criteri di ricompensa economica, ' logica per la partecipazione attiva all impresa; - ma, soprattutto, saper entusiasmare, essendo lui medesimo un entusiasta. L' entusiasmo è uno stato d'animo costruito dalla volontà e dalla p assione ed è l'atteggiamento umano che più di ogni altro si trasmette attraverso l'esempio e la vicinanza. Non essendo un'emozione, può venir procurato consapevolmente, e una volta innescato offre un aiuto ineguagliabile all'affrontare le situazioni in modo e nergetico e positivo.

gli organizzatori del circuito. La- rare con gli altri si può realizzare però in molti modi. quindi non individualmente. se crea gruppo intorno a sé delegando a ciascuno la sua parte di compiti e di responsabilità. Nel gruppo vige un elevato spirito di mutua collaborazione senza peraltro che la solidarietà dei membri debba essere sostenuta o legittimata da valori formalmente inseriti in uno statuto restando così assai più flessibile dinanzi a essi. sono obiettivi possibili e raggiungibili senza sforzo eccessivo. Almeno fino al campo base anche il più forte e il più affermato alpinista vivente nel mondo ha avuto bisogno di portatori per trasportare viveri e materiale alpinistico e fin dall'inizio ha dovuto cercarsi degli sponsor per avere i mezzi per finanziare la sua impresa. la base senza la quale l'acuto finale non poteva essere effettuato. Consideando. vince e si afferma se sa utilizzare le capacità degli altri. non muta. il meccanico. La dimensione del gruppo non è illimitata ma il suo valore ha un campo di escursione molto elevato. non si muove. gli altri un semplice mucchio casuale di persone. conserva nel tempo la forma che gli hanno dato. se sa organizzare le persone che gli stanno attorno. Nella maggior parte delle occasioni egli è protagonista unico soltanto nell'ultima fase di un'impresa. Ma è più facile diventare leader operando con gli altri organizzati a mucchio. le temperature. i sorpassi. Dietro i successi di Schumacher c'era e c'è l'ufficio progettazione della Ferrari. il numero dei giri. non ci sono regole particolari. Nel gruppo il più debole viene normalmente aiutato e per tale ragione la velocità di crescita del gruppo viene condizionata dai meno forti. È soltanto uno che "arriva prima degli altri" ma alla presenza e con la partecipazione di altri. Un mucchio di sassi è sempre lì. Dietro la trasvolata in solitaria di Lindberg c'erano le decine di ingegneri. Si dice "gruppo di turisti" e non "mucchio di turisti". della fatica di un uomo solo. Lavorare con gli altri significa lavorare coralmente. possono fare le stesse cose. oppure un branco unito semplicemente da necessità di sopravvivenza come avviene per gli animali. I criteri di selezione per entrare nel gruppo sono molto labili e aperti a (quasi) tutti. cioè un'organizzazione dinamica. Anche la prima scalata all'Everest in solitaria e senza ossigeno di Reinhold Messner non si può affermare essere il frutto del coraggio. la più parte dei quali rimarranno ignoti e oscuri per tutta la vita e oltre pur costituendo del risultato acquisito la parte essenziale. Il leader. c'era e c'è la squadra che cambia le gomme in pochi secondi. Sesto: non si vince da soli (saper lavorare con gli altri) Il leader è un solitario? Poche volte lo è veramente. Per essere gruppo biso- . di meccanici. non solitariamente. Se in una riunione viene a mancare colui che fino a ieri compilava il verbale. Ciò crea un grande spirito di solidarietà e di integrazione. dell'abilità. Dietro la frase: "un uomo solo al comando" che fu il commento storico della storica impresa di Coppi ai campionati mondiali di Lugano c'erano: il direttore della squadra. Oppure il leader può scegliere di operare con gli altri considerandoli un gruppo o una squadra. ci sono gli addetti che controllano i tempi. non è difficile individuare qualcuno che lo sostituisca. Un gruppo di turisti si muove invece secondo linee o percorsi prevedibili e previsti. il leader entusiasta diventa in tempi brevi il primo motivatore di se stesso e degli altri e la sua leadership umana viene gratuitamente riconfermata. tranne eccezioni. quello del "mucchio" appunto. a gruppo o a squadra? Al leader lasciamo la scelta più opportuna per la sua affermata xione.58 Le capacità del leader Le capacità del leader 59 Muovendo da una presa di posizione razionale a cui dona la carica della passione attiva. In un mucchio tutti sono uguali. Si usa " l 'espressione "mucchio di turisti per esprimere un giudizio negativo di comportamento non atteso e non gradito. Il suo programma di movimento è conosciuto in anticipo e si cerca di rispettarlo perché ciò facendo si raggiungono gli obiettivi dichiarati. di semplici manovali che misero a punto l'aereo. Il vero leader non è un solitario e tanto meno un asociale. la folla acclamante e incitante e il radiocronista che coniò la frase. il massaggiatore. Con un mucchio di mattoni si fa una casa. cioè una costruzione stabile. per esempio. dell'intelligenza. In tutte le fasi precedenti al risultato finale egli interagisce con una grande quantità di personaggi. Gli obiettivi di un gruppo non possono essere esagerati perché sono mediati e misurati secondo le forze di tutti. ma con un mucchio di dirigenti non si fa un'azienda. Nel gruppo ci sono ruoli definiti ma facilmente intercambiabili. nessuno è specialista in qualche disciplina.

infatti. nell'acquisire la proprietà del competitore. Ogni volta. quello da "branco" appunto. Si dice "squadra di sportivi" e non "branco di sportivi". dopo una vittoria. dopo le più belle imprese della sua squadra costringeva i suoi giocatori a rivedere il filmato delle partite. Egli non entrerà mai in campo poiché il suo contributo è preparare i suoi uomini a vincere qualunque sfida. Inizialmente la squadra opera sul più debole un'azione di potenziamento sotto forma di incitamento a tenere duro. nell'eccellere. Fra tutti i ruoli quello fondamentale. nel conquistare una fetta di mercato. Il concetto di squadra evoca immediatamente e diversamente da quello di gruppo l'ambiente della competizione e della sfida. Nella produzione di beni e di servizi la vittoria consiste nell'arrivare primi sul mercato. sempre "al limite". nello sport. Nella squadra esistono ruoli ben precisi. così recita il dizionario di sociologia: "gruppo. la squadra ha un numero chiuso di appartenenti ed è quindi elitaria. Nella squadra. Per quanto riguarda la definizione. Altre volte è l'organizzazione cui appartiene il gruppo a scegliere il capo ma.60 Le capacità del leader Le capacità del leader 61 gna essere almeno in tre. migliore allenatore di pallavolo degli ultimi decenni. seppur in modo saltuario. sempre "meglio". E possibile tenere qualcuno in panchina ma il numero resta comunque limitato dai soliti ruoli che la competizione ammette. in ogni caso. "Se abbiamo vinto" egli affermava "è perché abbiamo fatto meno errori degli altri. L'ambiente turbolento è proprio della competizione. in uno spazio abbastanza limitato tale da consentire a ciascuno di conoscere e riconoscere gli altri ed essere da loro conosciuto". Nello sport la vittoria consiste nell'arrivare primi sul traguardo o nel fare più punti dell'avversario. Sempre di più. In un gruppo di lavoro si opera per il risultato ma anche per gratificazione personale. Ma quando gli altri avranno imparato da noi. "nell'abbattere l'avversario per renderlo incapace di opporre qualsiasi altra resistenza". sia nei confronti della squadra che conduce il gioco (o che combatte) che della squadra avversaria. del branco e del gruppo. In guerra. in maniera quasi automatica. la vittoria consiste nel distruggere il nemico o. In guerra. è possibile che si verifichi una situazione diversa dalla precedente che può influenzare in maniera consistente quella seguente. La mente che decodifica la parola comprende immediatamente che si tratta di vincere qualcosa e per gareggiare. un insieme di individui con numerosità tale da permettere che la maggior parte di essi si incontrino. di un comportamento non gradito. la sua caratteristica dominante deve essere quella di buon coordinatore cioè di buon "manager" (dal latino manus agere e cioè avere le mani in pasta). La ragione della competizione ha come obiettivo la vittoria. la competizione. Velasco chiedeva ai suoi uomini di più. chi eccelle in un ruolo raramente è eccellente in un altro. Un gruppo ideale per realizzare una riunione efficace deve avere da 5 a 8 membri. Nella squadra ogni decisione che viene presa deve essere condivisa senza riserve e realizzata in tempi brevi senza tentennamenti e dubbi. Quando un ambiente si muove secondo direzioni o situazioni non prevedibili viene definito come turbolento. nel mercato dei beni e dei servizi. A differenza del mucchio. la gara avvengono sempre in un ambiente nel quale una delle parti non può prevedere a priori quello che sarà il comportamento dell'altra. noi non vinceremo più". per il suo carisma. come scriveva Clausewitz. li deve trascinare nei momenti difficili e frenarli nelle occasioni di . perché come diceva Pierre de Coubertin: " importante è partecipare " . Gli obiettivi di una squadra che compete sono sempre "al limite" e "verso il meglio". più ancora di quello del caposquadra. Un'aula di addestramento professionale. Velasco. La competizione ha come obiettivo che qualcuno primeggi su qualcun altro. non deve superare le 12-15 persone. la sfida. E la squadra stessa che lo enuclea e lo emargina. affinché il processo addestrativo abbia effetto. In ogni momento. Ogni volta che una squadra scende in campo deve aspettarsi di dover operare in un ambiente turbolento. Ogni sport ha le sue quantità numeriche non superabili. ma poi se il debole fa da freno lo abbandona. dal punto di vista della qualità. mondiale o europea che fosse stata. Talvolta non c'è bisogno che questi sia formalmente nominato dai colleghi perché si impone spontaneamente. Come per il mucchio anche in questo caso quando si usa l'espressione " branco di sportivi " è per esprimere un giudizio negativo. Per ottenere dei risultati. e non facilmente sostituibili a rotazione. è quello dell'allenatore. qualunque gruppo deve eleggere nel suo seno un capo. prima o dopo. Un'aula universitaria non deve superare le 40-50 unità affinché il professore possa dare un contributo valido e possa dialogare con gli allievi. il più debole soccombe.

costruttivo. sine negotio senza difficoltà. Tra una maestra e i suoi allievi c'è più potere dalla parte della maestra. è opportuno analizzare le alterna- . la possibilità (volontà) di trovare un accordo o un compromesso. La terza variabile indipendente è l'obiettivo che può essere fissato fra valore massimo (il massimo che si può ottenere). Tra due coniugi si può essere in accordo sulla possibilità di "uscire questa sera". stravincere? L'interlocutore. difficilmente ciò succede per i capitani della squadra. il conflitto può essere prima e durante il negoziato. ha più potere del proprio genitore. con questa frase il generale cinese Sun-Tzu. si negozia su tutto. "prendere o lasciare". attività. E un errore pensare che i conflitti sorgano "solo" in seguito a una negoziazione fallita o andata male. un bambino. oppure è un negativo. lo schema della negoziazione e la strategia da seguire. nei confronti di un problema". i risultati attesi. preferisco la razionalità o l'emozione. Tre. si negozia dovendo scegliere tra più alternative. in prima istanza possono essere considerati come variabili indipendenti: noi stessi. E non sempre esiste tra le parti una divergenza totale sulle decisioni da prendere o sulle scelte da fare. può usare metodi o tattiche per mettermi con le spalle al muro? E un positivo. negotia privata et publica sono gli affari privati e pubblici. quasi equivalenti come intensità. compito. Non sempre la negoziazione avviene tra due parti che hanno lo stesso potere e ciò influenza molto la situazione. quali comportamenti sono per me intollerabili. Noi stessi. In latino negotium vuoi dire affare. Un'analisi fredda e distaccata della negoziazione mette in evidenza i seguenti fattori: la presenza di due o più attori. liquidava provocatoriamente la negoziazione e la gestione dei conflitti. si negozia con se stessi e con la propria coscienza. Mi sento prudente o temerario. Questa capacità nasce. cioè "uscire". l'interlocutore. Chi mi fa arrabbiare e perché.. l'esistenza di una situazione in cui bisogna scegliere. in realtà. Negotium atrox significa faccenda grave. nel suo trattato L'arte della guerra. anche senza rendersene conto. la possibilità (volontà) di influenzare o essere influenzati. che vuol dire combattere. e tre come variabili dipendenti: l'atteggiamento personale. in molte situazioni. sugli orari. Ciò che non è in discussione è la scelta di fondo. Per razionalizzare una situazione negoziale nella quale si è coinvolti. rinunciare. la negoziazione verterà sul luogo. La capacità di "saper negoziare" (la prima) viene utilizzata ogni giorno. Capire l'interlocutore diventa strategico per decidere come comunicare. potete essere sicuri che non c'è libertà". su cosa forzare e su cosa invece cedere. malevolo? L'obiettivo. si può definire con: "presenza di forze contrarie. quella di "saper gestire i conflitti". I grandi allenatori sono dei grandi leader. Usando le parole di Montesquieu: "laddove non vedete alcun conflitto. mentre negotio desistere vuoi dire rinunciare e nullo negotio. Settimo: il tiro alla fune (saper gestire i conflitti) "Il miglior modo di vincere una battaglia è quello di non combatterla!". decidere. pessimista. bisogna chiarirsi le idee su sei aspetti. un vigile urbano ha più potere di un automobilista (soprattutto se colto in flagrante errore). Conoscere i propri punti di forza e di debolezza è la pietra miliare di ogni negoziazione. Si negozia ogni volta in cui qualcuno chiede qualcosa a qualcun altro. ci riduce comunque alla negoziazione. cerco di vincere. è più importante.62 Le capacità del leader Le capacità del leader 63 successo. Ma poiché: "colui che eccelle nelle difficoltà lo fa prima che sorgano". I grandi allenatori passano facilmente alla storia. dall'unione di due modalità che possono sembrare distinte e distanti.. Deve accettare di essere considerato il colpevole nel caso di insuccesso ma deve restituire e condividere con tutti i meriti della vittoria. e il valore minimo (il limite sotto il quale non sono disposto a scendere) e l'obiettivo auspicabile (quello che presumibilmente riuscirò a ottenere). con chi parlo più serenamente. Ragionare in questi termini per definire l'obiettivo significa dare alla negoziazione un approccio strategico e ciò permette al negoziatore di capire quali spazi ha nella trattativa e come agire per colpire il bersaglio. Il termine latino confligere. Le tre variabili indipendenti sono conseguenze della situazione negoziale in cui ci si trova. continuamente. convincere o. ma che sono invece complementari. ufficio o incarico. si negozia accettando o rifiutando una richiesta o una proposta. La seconda modalità. che cerca la soluzione migliore. Ha più potere di me. sulle opzioni. come "prenderlo".

Essa può essere rigida. alla fine. La prima delle tre variabili dipendenti è stata definita come: " atteggiamento personale " . una seduttiva o la terza conflittuale. del mediatore e del distaccato. La prima è centrata sull'uso della logica e dei dati. frasi. scovando una terza via o proponendo una soluzione innovativa che risolva e sistemi tutto. un atteggiamento o uno schema migliore di un altro in assoluto. Spesso succede. Quando si entra nella sfera della conflittualità molte regole e logiche di comportamento perdono di valore. —definire il problema e circoscriverlo. è la goccia che scava la roccia. Pregi: flessibile. —Il mediatore. La terza tipologia di strategia è quella conflittuale che è tipica di chi cerca lo scontro. tende al compromesso. è la strategia della negoziazione che tiene conto della raccolta di informazioni. Trattative finite male diventano lotte e combattimenti all'ultimo sangue. —pesare i fatti (che sono oggettivi). schemi adottare e li saprà adattare alla situazione. Dosando diversamente gli elementi suddetti il leader può realizzare una strategia razionale. determinato e autorevole. Perché far saltare un matrimonio o un legame affettivo per una questione di vacanza (obiettivo)? Se uno dei due partner (noi stessi) ama follemente la montagna e l'altro (interlocutore) non può fare a meno del mare si può andare: a) quest'anno al mare e il prossimo in montagna. lasciando la decisione della sequenza degli argomenti al momento contingente. libera quando nulla viene preparato e a blocchi quando ci si costruisce una scaletta mentale di ciò che va affrontato ma non viene decisa la sequenza degli argomenti o dei punti da trattare. l'intuito sulla logica. e) una settimana al mare e una in montagna. "Se scegli di non scegliere. Difetti: tende a manipolare. per non farsi trovare impreparato e dare risposte coerenti. del tenace. Difetti: arrendevole sino al cedimento. cioè non convince anche se vince. Difetti: non valuta le conseguenze. lento nelle conclusioni. sul fascino e sul proprio entusiasmo per con-vincere. . Pregi: obiettivo. —utilizzare la creatività. per raggiungere l'obiettivo prefissato. La strategia seduttiva poggia. intendendo per schema la scaletta della negoziazione. Pregi: deciso. Difetti: prevedibile. ha fretta. è emozionale e intuitiva. buon ascoltatore.64 Le capacità del leader Le capacità del leader 65 tive di azione e di comportamento. b) in un luogo di montagna con un grande lago vicino. di chi sa che rende al meglio sotto tensione e ha bisogno di creare una situazione tesa e ansiogena. L' atteggiamento personale è un comportamento che si indossa. logico. della generazione e dell'analisi delle alternative e della scelta tra vincere la guerra o vincere la battaglia. Il leader saprà scegliere di volta in volta quali metodi. sul ragionamento freddo ma oggettivo. non c'è un modo giusto per negoziare e uno sbagliato. Per semplicità si possono ricondurre a quattro gli atteggiamenti più utilizzati. ma non meno importante. supera i limiti. Non esiste una strategia. purtroppo. formale. E rigida quando tutto viene stabilito in anticipo. —Il tenace. che la coppia finirà per andare in campagna scontentando entrambi. Ultima. sull'energia. una maschera che si porta. Pregi: mostra di crederci. L'emozione prende il sopravvento sulla ragione. —Il persuasore. —Il distaccato. Le persone utilizzano metodi quasi animaleschi pur di sconfiggere l'avversario. scegli in ogni caso" (Jean-Paul Sartre) e invece per diventare leader si deve: —ascoltare le idee altrui. Tutte le metodologie possono. libera o a blocchi. sul valutare i fatti e non le opinioni. sul carisma. è testardo. con i relativi pregi e difetti: quello del persuasore. invece. distinguendoli dalle opinioni (che sono sempre soggettive). c) in un luogo di mare vicino alla montagna. risultare vincenti o perdenti. della valutazione dei rapporti di forza. è creativo e ingegnoso. La seconda variabile dipendente: è lo schema da seguire. rimandatario. il cuore prevale sul cervello. basata sul fiuto e sull'istinto. Molti tendono a vendicarsi e a non digerire i torti subiti. rigido e mai passionale. della diagnosi della situazione. autocontrollato. —imparare a cercare il compromesso (nell'accezione più pulita e pura del termine) e cioè riuscire a soddisfare al meglio le esigenze contrastanti. d) uno al mare e l'altro in montagna. perché si può risolvere una situazione di impasse.

Ma non è sempre così. soprattutto se si opera in un clima di urgenza e di esasperata criticità? Quando c'è e quando si ha si ricorre all'autorità gerarchica formale. indicato e dichiarato l'obiettivo. Ottavo: oh capitano. allearsi! 8. con calma e pazienza. competenti quanto il leader (o più) su alcuni aspetti specifici dell'impresa. Allenarsi per migliorare. Imparare a perdere. 1. —cercare di essere morbidi con le persone e duri con il problema. Vivere in armonia. per non farsi trovare impreparato e saper dare risposte coerenti. altro che l'ubbidienza. ingrandirla. 5. ottimismo e praticità. 4. —non pensare alle soluzioni ma alle alternative. si utilizza la leva del comando che non chiede. questi si mettono autonomamente in movimento per raggiungerlo. Concentrare le risorse. Piaccia o non piaccia al soldatino o all'ufficiale subalterno. per chiedere ed even- . non solo capaci ma anche disposti ad agire autonomamente. Conoscere e padroneggiare tutte le armi. 10. Non sempre la competenza dei collaboratori del leader è tale per cui. è spontaneamente sinergica e opera nella stessa direzione. per portare bene il peso di un conflitto bisogna saperlo vivere: con distacco e senza farsi coinvolgere personalmente. con un forte spirito di squadra e con capacità di lavorare insieme. 7. meditare. Non sempre l'obiettivo del leader è immediatamente o totalmente condiviso da coloro che operano con lui e per lui. Nella negoziazione. diventano doti che il leader deve possedere per reggere la fatica di un conflitto. Come avviene in battaglia. ma anche con durezza e fermezza. subire una sconfitta e accettare un fallimento. Come comportarsi allora. collaborando fattivamente. 2. mio capitano (saper comandare) Alcune imprese che il leader vuole compiere con l'aiuto di altri si possono realizzare senza bisogno di dover dare ordini o disposizioni. —se la torta non si può dividere. E bene ricordarsi che. —avere dei collaboratori fortemente integrati fra di loro. Rispettare il vuoto.Dosare l'attacco. Non sempre il consenso della base è scontato e non sempre c'è il tempo per un recupero lento e faticoso di atteggiamenti indifferenti o di comportamenti antagonisti. —trasformare le critiche in proposte. —prevedere accordi parziali. Tre sono le condizioni perché ciò avvenga: —avere dei collaboratori altamente professionali. 6. con comprensione ma senza concessioni. con intelligenza e scambio tra vittoria e sconfitta. 9. quello che conta veramente è "come si dice" e non "cosa si dice". Lottare nel momento opportuno. Prendere l'iniziativa e mantenerla. —avere dei collaboratori fortemente motivati a ottenere il risultato cui mira l'impresa malgrado le difficoltà che si possono incontrare sul percorso. occorre: —non trattare se non si è costretti. in alcuni casi. con positività. imporre veti o rilasciare approvazioni. Conoscere l'avversario. con ottica globale ma senza generalizzazioni. Se non si può vincere. Le stesse identiche tecniche e tattiche negoziali si ritrovano nel decalogo che segue e che veniva insegnato ai samurai. quando il nemico preme non c'è tempo per convincere le persone per motivarle. —non dedurre ma basarsi su fatti. Non sempre l'intesa fra i seguaci del leader è ben collaudata. 3. per diventare leader nella negoziazione. Infatti. come in un qualunque altro tipo di relazione interpersonale. nobili giapponesi di casta particolare che potevano lavorare solo nell'esercito e nei pubblici uffici.66 Le capacità del leader Le capacità del leader 67 Le tre variabili dipendenti sono conseguenze della situazione negoziale in cui ci si trova ed è opportuno analizzare le alternative di azione e di comportamento.

si è lasciato credere che "leadership" sia diverso da "saper comandare" e che il "leader" sia un essere diverso dal "comandante". per il direttore d'ospedale. E così. un cretino. gli eccessi sono da condannare drasticamente. Ma chi è il comandante? Secondo von Clausewitz all'inizio del XIX secolo si era abituati a considerare il "comandante" come " l'opposto di una testa meditativa. per il caporeparto. del carisma. avere il comando si traduce con il termine "leadership". quelli sulla comunicazione oltre cento. quasi ci si vergogni della parola o non si voglia argomentare su di essa perché non gradita e male interpretata. il termine suddetto viene tradotto con "leadership". Nel Catalogo dei libri suddetto i testi intitolati con il termine "leader" o "leadership" sono ventiquattro. Ciò avviene quando i deleganti riconoscono nel leader doti e competenze che essi non hanno e che ritengono di non poter possedere mai. Ogni sua indicazione è un ordine e ogni ordine viene rispettato senza discussione.68 Le capacità del leader Le capacità del leader 69 tualmente negoziare con loro la partecipazione alla difesa o all'assalto. prevaricazione. Chi mai oserebbe accusare la guida alpina di autoritarismo. mancanza di rigore). "Autorità". per il maestro. Si comanda e basta. Invece quando un'opera americana o inglese che ha nel titolo la parola "leadership" viene pubblicata in italiano. discettare con calma. non rimane per essi che esercitare la leva del comando sulla base dell'autorità costituita. Se c'è tempo e se si sopravviverà si potrà.. impegnativa e difficile. In fondo c'è chi ama essere comandato.. Ma ciò vale anche per il professore. indifferenza al rispetto delle regole. Si comanda e si ubbidisce. fin dall'inizio dell'opera delega autonomamente il protagonista ad assumersi tutto il peso delle decisioni e dei rischi conseguenti concedendo in cambio tutta la disponibilità personale. termini e verbi che in questo nostro libro vengono affrontati hanno una ampiezza di documentazione e una numerosità di opere enormemente superiore. Non sempre il comando si giustifica soltanto per le ragioni suddette. A difesa dei comandanti dell'esercito prussiano il grande genio della guerra scriveva invece: "la loro semplicità apparente a fianco degli uomini di penna e degli uomini di . "potere tutelato dalla legge di emanare atti vincolanti l'attività dei destinatari". Ma la pochezza letteraria non autorizza a negare il comando come dovere per il leader quando sussistano le condizioni già dette di urgenza e di impossibilità negoziale. Quanto al rischio che l'esercizio dell'autorità degeneri in autoritarismo ("forma di esagerata autorità. L'esempio più immediato è dato dagli alpinisti che si affidano alla guida alpina per affrontare una via ardita. Il comando può essere applicato quando è garantito il consenso a priori. la pregevole opera di aggiornamento delle pubblicazioni librarie italiane. discutere. permissivismo a oltranza. come tale deve essere comunque rispettato. abuso") si è ben coscienti che esiste tanto quanto la partecipazione democratica diventi lassismo (forma di esagerata indulgenza. per il capostazione e per il vigile urbano: essi sono autorità formali e quando non c'è tempo o non ci sono le condizioni per ottenere consenso e adesione sugli obiettivi indicati. pena la denuncia agli organismi preposti alla difesa del suo ruolo. I testi pubblicati in Italia che trattano il tema della "motivazione" e citati nella bibliografia suddetta sono almeno trenta. In entrambi i casi. insomma. ragionare. comandante. Ecco la ragione per cui libri sul "comandare" sono molto rari in Italia. della blandizie o del ricatto non funzionano. Nel Catalogo dei libri in commercio dell'Editrice Bibliografica. Ci si vergogna di tradurlo con "comando". Essi aumentano considerevolmente se accettiamo di usare in sua vece il termine inglese. i libri intitolati con la parola "comando" o con il verbo "comandare" e citati nel Catalogo sono soltanto due. riconoscenza e ammirazione. trasgressione fino all'illecito. di non rispetto della dignità umana? Nella saggistica italiana il termine "comando" compare molto raramente. Se il leader è nelle condizioni di essere autorità formale. Chi comanda è un. quando le leve dell'ascendente. Nella letteratura anglosassone. Esistono realtà nelle quali chi collabora a una impresa. A fronte di questa pochezza letteraria. Dicono editori e librai che un libro con la parola "leadership" vende dieci volte di più che con il termine "comando". dopo. Negare il comando in qualunque impresa significherebbe porre le premesse per il suo fallimento. recita lo Zingarelli. della motivazione. di prevaricazione. ingegnosa e ricca di idee". con rispetto. con la connivenza degli editori italiani.

In una lettera al fratello Gerolamo che andava in guerra attorniato da belle donne e inetti dignitari egli scrive scandalizzato e con penna furente: "devi essere soldato e poi soldato e poi ancora soldato. uno dei massimi esperti in materia di leadership riscoprirà il pensiero machiavellico parlando del "sistema premi e punizioni".. Ricapitolando. H. Il prezzo del comando è questo: essere più forte e più resistente degli altri.". devi bivaccare con la tua gente. Lee Jacocca). essere disposto a farsi odiare da chi sbaglia per essere stimato da chi fa il proprio dovere. per "saper comandare" il comandante deve: —avere ragion pratica (von Clausewitz. l'americano Goleman avrebbe avuto successo predicando l'Intelligenza emotiva" . E ancora Machiavelli ricorda al Principe che: "quando si comanda cose aspre. ai suoi comandanti. Nono: 168 ore e basta (sapersi programmare) "Non è nato per la gloria chi non conosce il valore del tempo". Napoleone. dare l'esempio di saper reggere le loro fatiche precedendoli ovunque.. essere notte e giorno a cavallo e marciare in testa con l'avanguardia. Questa umanità di chi deve comandare nulla toglie all'obbligo di essere duri nel comando. Rimanendo nel campo della cultura militare che è quella che maggiormente ha sviluppato il tema del comando e utilizzando il linguaggio moderno della Nato troviamo. "Quel prencipe che non castiga chi erra è tenuto dai suoi o ignorante o vile" scrive Machiavelli nei Discorsi sopra la prima teca di Tito Livio. nella sua autobiografia riecheggia il tema della ragione pratica con questa affermazione: " i capi non sono pagati per fare le cose che piacciono. Geneen). conviene con asprezza farle osservare". ma per far eseguire ciò che va fatto. esigenti nel chiedere e quando necessario nel punire chi sgarra. del saper comandare e cioè la capacità di pensare e di affrontare i problemi con estrema concretezza mirando all'azione e al risultato rifiutando le emozioni con "intelligenza pratica". suggeriamo di prendere posizione rispetto alle quattro domande qui di seguito elencate e che riguardano il suo rapporto con i subordinati. Comandare significa ottenere che qualcosa venga realizzato. von Clausewitz anticipava una caratteristica antagonista a essa. quasi due secoli dopo. salvatore della Chrysler. Cinquecento anni dopo John Kotter professore ad Harvard. . che si trovi nella condizione di far ricorso alla sua autorità formale prima di emanare ordini con il rischio di non essere ubbidito. ma anche "dove sono le punizioni grandi. Le domande sono quattro. vi devono essere ancora i premi". comprendere le loro pene. questa definizione: "il Comando è il processo attraverso il quale il Comandante trasmette le sue intenzioni ai subordinati. Il Comando implica l'esercizio del potere e il diritto di pretendere obbedienza". Harold Geneen che sicuramente non lesse alcunché di von Clausewitz. ignaro dei precedenti detti e scritti affermava lapidariamente: "leadership significa dare l'esempio". Pur non sapendo che più tardi. attuale o futuro leader. le ottengo? —Ho potere di modificare il contenuto di lavoro dei miei subordinati? Proponendolo. Lee Jacocca. oltre che intelligenza pratica chiedeva con molta maggiore semplicità di essere soprattutto di esempio per i loro soldati. non deve indurre in errore sul carattere distinto della loro intelligenza pratica". Kotter). del comando. Questa massima di Vauvenargues riassume il senso della capacità che più delle altre sta sconvolgendo l'ordine delle scale di prio- .Ho potere di modificare gli obiettivi della mia impresa e quando li cambio i miei collaboratori mi seguono? Solo se la risposta ai quattro quesiti sarà positiva allora egli potrà pensare di poter comandare ed essere ubbidito. —premiare e punire secondo giustizia (Machiavelli.Ho potere di chiedere informazioni ai miei subordinati? Chiedendole.70 Le capacità del leader Le capacità del leader 71 affari. Questo è saper essere comandante! Vivere con i propri subordinati. Al lettore. significa far sì che ciò che si è deciso venga effettivamente fatto". essi lo realizzano? —Ho potere di anticipare o ritardare i tempi di consegna del lavoro dei miei subordinati e chiedendolo lo ottengo? . —dare l'esempio (Napoleone.

grazie a come si utilizza il tempo. le settimane. pulsioni.72 Le capacità del leader Le capacità del leader 73 rità del vivere moderno.. l'orologio e il calendario. Vincent Guy e John Mattock.. Esso è il fattore limite per eccellenza. Le unità di misura per entrambi sono i minuti. E una risorsa irripetibile. in Giappone e in Germania. è l'attenta. Il tempo psichico ha cadenze ed estensioni personali e contingenti (lungo: il tempo di passione. nel comportamento del leader tale risorsa è il tempo. né la "venticinquesima ora" come intitolava un celebre film. un po' noioso. Il tempo è considerato la risorsa cruciale di uomini e di organizzazioni: si vince nel tempo. rigorosa. è seconda in Gran Bretagna. esso è "un semplice pseudonimo della vita stessa". comune a tutti i leader vincenti. Nel passato più che una regola il tempo è stato una idea molto vaga: "se nessuno mi domanda cos'è il tempo. E questo il tempo psichico. A che serve avere idee brillanti. All'inizio della nostra ricerca sulle capacità del leader nessuno di coloro che collaboravano con noi considerava cruciale il programmare. E non esiste la settimana dei tre giovedì. l'essere puntuale. i mesi. 168 ore la settimana. scrive Gramsci nelle sue Lettere dal carcere. il tempo è sempre legato agli avvenimenti che si presentano all'individuo operante (percezione del tempo) che egli causa e influenza (comportamento temporale) o rispetto ai quali si orienta (ricordo. Essendo una convenzione creata dagli uomini esso è ormai vincolante. Programmare significava. stilando un decalogo per il turista internazionale. Cartesio lo desumeva dalla coscienza individuale. La condizione. i giorni. in continuo ritardo. Per Kant il tempo era una categoria. Quando il carattere è "primario" l'urgenza ha sovente un'in- . Einstein definì il tempo in termini di relatività. non si ricrea. Tranne l'inconscio che è atemporale (dove paure. dare linee guida e scadenze a se stessi e al sistema nel suo complesso. se i limiti di qualsiasi produzione sono fissati dalla risorsa meno abbondante. Il tempo si padroneggia al meglio grazie a due strumenti. pongono all'interno di una ventina di comportamenti ritenuti necessari per essere ben accetti nelle singole nazioni. se non si trova il tempo di realizzarle o quanto meno di esporle? A che serve finire bene un lavoro o raggiungere un obiettivo eccellente ma fuori tempo utile? Come si può lavorare in modo efficace se si opera in perenne rincorsa. né una di meno. è terza in Francia. quando (nel tempo) e quanto (di tempo). futuro). significa che non è padrone del suo agire. L'orologio e il calendario permettono di trasformare i due atteggiamenti temporali della priorità e della puntualità in solidi e fruttuosi binari di comportamento. le ore. non lo so più". Per tempo psichico o soggettivo si intende il complesso delle relazioni prima-dopo tra l'individuo e gli avvenimenti. ciò che si dovrebbe fare? Se un leader non gestisce il tempo e non sa rendersi conto di cosa e di chi glielo sottrae. passato. Il tempo non è uguale per tutti. Gli aspetti burocratici e distributivi del verbo lo mantenevano anonimo. due ricercatori inglesi. desideri. Per questo diventa importante essere in grado di diagnosticare i propri condizionamenti psichici. Agire per priorità permette infatti di realizzare i propri obiettivi di qualsiasi tipo anziché vivere a caso o per accidente. un concetto a priori. infatti. non ritorna. non una di più. esagerata cura del tempo. scrive Sant'Agostino nelle Confessioni "ma se voglio spiegarlo a chi me lo domanda. Secondo i due studiosi. Oggi la situazione è rovesciata. II ritardo poi sembra essere una caratteristica riconosciuta soprattutto agli italiani. corto: il tempo di uno sguardo) ed è fortemente influenzato da un complesso di fattori fra i quali la situazione psichica e mentale del leader. io lo so". è penultima in Italia. Il loro linguaggio d'uso è inesorabilmente semplice. Come regola psicologica. assai poco agganciato alla riuscita nella carriera o all'immagine di un leader. peggio. in crudele assillo di non avere abbastanza tempo per fare ciò che si vorrebbe o. soltanto distribuire le azioni nel tempo. Newton lo considerava un flusso oggettivo. ansie vivono una vita latente ma immutabile che termina solo e raramente con la risoluzione cosciente dell'elemento) tutti i contenuti di coscienza sono influenzati dalla concettualizzazione del tempo. Il tempo è la "cosa" più importante. ogni persona ha una sua percezione del tempo o meglio un vissuto interiore e lo struttura in funzione della realtà esterna. agire con puntualità permette di valoriz- zare le ore e i minuti sentendosi padrone di una risorsa che. il rispetto del tempo è la prima regola in Svizzera. memoria. non si recupera. se non monitorata spiazza il leader rispetto alla realtà: l'anticipo e il ritardo sono sprechi della vita.

sorvola sulle informazioni. Quando annunciavano l'arrivo dell'Uomo Nuovo essi non avevano dubbi. Le previsioni non sono profezie e il previsore non è un profeta. Il leader si difende dalle tendenze emotive (sia quella pessimista che quella ottimista) e arricchisce la sua attenzione al futuro con le astuzie e le cautele dell'intelligenza creativa. Sono tre azioni completamente diverse. Quando si patisce di ansia. sempre in ritardo. – si prefigura il possibile verificarsi della previsione secondo la legge di Murphy ("se qualcosa può andare male. L'Uomo Nuovo. medio per il pianificare. gestirlo attivamente (non subirlo o interpretarlo) con le tecniche della previsione. prima prevede. il rapporto con il tempo anche dal punto di vista psichico si incanala tra sponde già preparate. La caratteristica del prevedere infatti è di situarsi nel territorio del possibile e del probabile. quale visione possedere. minimo per il programmare.74 Le capacità del leader Le capacità del leader 75 tensità incombente. La loro abilità fu quella di non annunciare mai "quando" l'Uomo Nuovo si sarebbe manifestato. Ecco i criteri che suggeriamo al leader che cerca di prevedere nel modo migliore possibile: – egli trasforma il futuro desiderato in visione e la precisa nei dettagli. Il previsore parla invece di fatti e di tempi. sarebbe sicuramente venuto. cioè. programmi vaghi e non rispettati) l'individuo deve sopportare fatica per ricostruire un rapporto armonioso con la risorsa in questione. Programmare. quando si è vecchi gli anni sembrano corti. legate tra loro da una logica sequenziale. E un atto. Il prevedere riguarda il futuro. utilizzando informazioni presenti e supposizioni. Programmare. per loro. tenendo conto fin da ora delle risorse neces- . un connubio di calcolo. Dice ironicamente un proverbio cinese: "prevedere è difficile. poi pianifica e infine programma. Prevedere significa anticipare nelle dichiarazioni un probabile accadimento. pianificare e prevedere sono azioni nelle quali è assente. è perché l'azione che si dichiara è la più conosciuta e praticata delle tre. quando il carattere è "secondario" i pensieri si sviluppano con risonanze lunghe. Come il meteorologo che afferma: "nelle prossime ventiquattro ore sono previste nelle regioni dell'Alta Italia annuvolamenti e piovaschi". una persona che voglia sviluppare appieno la propria capacità di gestione del tempo. La persona molto pessimista. Esse si differenziano per il grado di aleatorietà e di tolleranza fra il dichiarato attuale e il risultato futuro: massimo per il prevedere. interpreta le informazioni privilegiando gli ostacoli. andrà certamente male") e coltiva una seconda e una terza visione alternativa nelle quali trasferire le sue aspettative. per sua natura. quando si è cresciuti in ambienti regolari e calmi scanditi da ritmi ben programmati e intensamente rispettati e accettati. alla soglia di ciò che non esiste ancora. anche se hanno come comune denominatore il tempo. Quando si è stanchi o ammalati i minuti passano con difficoltà. seppur con intensità diversa. La base del prevedere è l'intelletto. quali azioni progettare. della pianificazione e della programmazione. specialmente quando si parla del futuro". sappi che dovrai rifarle di frequente"). sottolinea le carenze e prepara le difese. Ma il prevedere è sempre influenzato dall'atteggiamento emotivo del previsore. Alloca i presumibili fatti in presumibili tempi. che vede nero e sogna grigio. tutto urgente. tenta di descriverlo e di renderlo reale. Se nell'elenco delle capacità del protagonista compare soltanto il termine "programmare". perde il contatto con il presente. Lasciamo ai grandi profeti biblici del VII secolo avanti Cristo e ai loro successori par- lare del futuro con certezza. La persona troppo ottimista che sogna alto e fa tutto facile. il tempo è sempre troppo lungo. Non c'è certezza nella frase (perché è impossibile darla) ma solo anticipazione di un probabile evento. Il leader deve affrontare. Quando i modelli parentali della prima infanzia hanno avuto nei confronti del tempo atteggiamenti confusi (sempre di fretta. mentre quando si patisce di stress il tempo è sempre troppo corto. il tempo secondo criteri metodologici. Pianificare significa decidere oggi quello che si vuole dovrebbe accadere nel futuro. pianificare e prevedere non sono sinonimi. quelle che riportano all'interpretazione del tempo come fatto tecnico e metodologico. la certezza del risultato. – si allena a ricominciare a prevedere senza stupirsi di doverlo fare anche "settanta volte sette" perché sa che il futuro è distratto e non ha memoria (ha scritto il premio Nobel Paul Samuelson: "se devi fare previsioni. sogno e decisione: quali informazioni scegliere. alla luce delle informazioni che possiede e del tempo disponibile. oltre che l'ultima della serie. imperfetto.

un manifesto che anticipa. e quando l'ottica si spostava dal breve al medio termine.. e si passa a quello del freno. il pedale della frizione. Innovare è scoprire ciò che già c'è. aggiungendo un particolare. di uno sportellista. poi rientrando a casa pensa "che vita monotona e sempre uguale". molto probabilmente. fa la "sua" colazione. Innovarsi è difficile e impegnativo. per automatismi. ha i "suoi riti" per cominciare la giornata o per vestirsi. sempre pronto a intervenire. Si sveglia sempre alla stessa ora. convenzioni o per routine (dalla sveglia mattutina al sonno serale). si provi a pensare con quale piede si frena e con quale si schiaccia. si stabiliscono i tempi. Archimede correva per le vie di Siracusa. Programmare vuoi dire allocare nel tempo degli eventi sufficientemente noti nelle loro caratteristiche. Si pensi a quanta parte della vita è vissuta per abitudini. Immaginando di essere alla guida di un'automobile. ovvero. mai fatto prima o di diverso. Così. ripropone lo stesso movimento. Innovare non è solo creare. Deriva da "pro-gramma". Le risposte (considerate giuste) sono piede destro per il freno e piede sinistro per la frizione. E a questo punto che il dubbio si è insinuato in noi: solo il 40% delle ore disponibili erano già impegnate in modo preciso per i successivi dieci giorni. è abituata ad andare fino a fondo corsa del pedale per " " poter inserire correttamente la marcia senza grattare e. modellare. ma è parzialmente nascosto alla nostra vista. Nudo. vede e parla quasi sempre con le stesse persone.76 Le capacità del leader Le capacità del leader 77 sane per raggiungere l'obiettivo previsto. Le risposte dei quattro quinti degli intervistati sono state affermative. innovare può essere un "diradare le nebbie". si spiaccica contro il vetro anteriore. di una crocerossina. nell'errore di provare a cambiare lo stesso (azione effettuata con il piede sinistro) e hanno inchiodato la vettura. invece. la caduta di programmazione raggiungeva per i prossimi cento giorni di calendario il valore del 3%. perché il loro piede sinistro ha trovato il pedale del freno anziché quello della frizione. Una persona definita normale vive la sua giornata all'80-85% in modo abitudinario. produrre ex novo ma è anche plasmare. coloro che si sono cimentati per la prima volta nella guida di una macchina con il cambio automatico. inventare. pianificare non significa programmare. ma limitato all'ottica della giornata e quasi sempre eterodiretto? Decimo: il grido di Archimede (sapersi innovare) "Eureka!". del luogo e degli eventuali interlocutori. con tutte le approssimazioni del caso.. Rassicurati sulla capacità di gestire il tempo futuro. finalmente. mangia o beve "il solito!". E innovativo trovare una strada diversa (più veloce o più pratica) per portare i figli a scuola. "ho trovato!". Per innovare e innovarsi deve esistere un bisogno o una motivazione e deve esserci una azione conscia e volontaria. sono caduti. Un programma richiama immediatamente alla mente un calendario di date. "trovato". felice di aver. oppure modificare una ricetta gastronomica. Il programma è l'ultimo atto del processo di gestione del futuro e diventa possibile solo dopo che siano stati chiariti gli obiettivi verso i quali si vuole tendere e siano state definite le risorse con le quali li si vuole raggiungere. Una riunione si programma soltanto dopo aver definito per quale ragione la si indice e con chi. se si cambia pedale. se una nuova legge obbligasse tutti gli italiani a guidare . Cosa succede? La macchina inchioda di colpo e il guidatore. una lista di attività scandite in modo definito. ahimè. Abbiamo rivolto ad alcune centinaia di operatori la domanda: " possiede un 'agenda sulla quale programma i suoi prossimi impegni?" . Infine. Saper innovarsi e innovare è trovare il modo di fare qualcosa di nuovo. generoso fin che si vuole. Ora si provi a frenare con il sinistro. Perché? Perché la gamba sinistra ha memorizzato un movimento automatico. Allo stesso modo. abbiamo posto la seconda domanda: "quante ore dei prossimi 10-30-100 giorni di calendario sono già programmate sulla sua agenda e completate dall'indicazione della ragione. ma solo dopo. del suo impegno?". E questo 1"`identikit" di un leader padrone del futuro proprio e della sua organizzazione o non piuttosto quello di un pompiere di servizio. come se fosse ricoperto dalla nebbia. Dopo di che. Pianificare è decidere il futuro. fa la "solita" strada per andare a lavorare. trasformare. La nostra vita è un susseguirsi di ripetitività. L'enfasi maggiore del pianificatore deve essere rivolta alle risorse necessarie per il probabile raggiungimento del risultato più che sul rispetto del tempo. si può essere innovativi verso se stessi cambiando la montatura degli occhiali con una più bella o più seducente.

la teoria ha ingenerato qualche problema. implosivo. Viceversa. deve risultare logica a. Hanno fatta loro la prima frase del Piccolo Principe: "tutti i grandi sono stati bambini. reagisce agli eventi. a ri-pensare le idee di sempre. il piacere ludico. "ficca il naso". cercando la risposta giusta. scopre il mondo. invita a uscire dagli schemi (suggerisce al bambino di arrampicarsi sulla libreria . Anche se vera.. I primi due gruppi di persone non hanno acquisito la capacità di innovarsi. diversa. a ri-fare. convergere verso la soluzione del problema. E l'approccio dello specialista. all'umanità rimane ancora la quarta. Innovare con l'emisfero destro vuol dire. che modifica una variabile alla volta. L'abitudine è un sepolcro senza fondo. ricorda le date storiche. E flessibile. è lineare. bisogna utilizzare l'emisfero destro (la parte innocente che consente una visione olistica delle cose). quelli che provano e dopo molti tentativi. senza fermarsi alla prima risposta. che considera i fini. può decidere di lavorare su alcuni aspetti della capacità di innovare e innovarsi che sono: la curiosità. usare un ragionamento libero. La curiosità è la base dell'innovazione. allora. i " vecchi-giovani" (magari acciaccati dagli anni ma di spirito. L'innovazione viene dall'amalgama dei due emisferi senza privilegi. Inoltre. Nulla di più sbagliato. per esempio. Colui che vuole diventare leader. rinunciano. globale e coraggioso.78 Le capacità del leader Le capacità del leader 79 come gli inglesi (cioè al contrario). Attualmente l'intelligenza artificiale ha già acquisito ed esercita le prime tre capacità. È quello che si nutre di esperienza e diventa con il tempo prudente e "frenatore". L'emisfero sinistro sa far di conto. E l'atteggiamento del ricercatore. L'emisfero sinistro è quello della logica. Le quattro funzioni fondamentali sono allocate nei due emisferi del cervello. che isola e riduce. pragmatico e ordinato. E l'atteggiamento dello stratega. cercare una ' risposta difficile. Innovare con l'emisfero sinistro vuol dire. hanno fatto manutenzione al saper "innovare e innovarsi". quelli che riescono immediatamente. Fra le funzioni del cervello quattro sono fondamentali e cioè: quella percettiva (capacità di osservare e concentrarsi). Il ping-pong tra i due emisferi produce l'idea innovativa. stabilisce norme e princìpi. degli sportivi). il proprio pensiero. indole e idee giovanili) hanno saputo rimanere flessibili. che si concentra sugli elementi. le formule chimiche. perché non sono stati capaci di rinunciare a un'abitudine (da habitus. centripeto e divergente. È nata una forma di razzismo intellettuale per cui molti sostengono che per essere creativi. vive nel sogno e nella fantasia. L'emisfero destro privilegia il caos e l'immaginazione. centrifugo. determinista. e sporgersi dal balcone. è l'emisfero privilegiato e premiato dalla scuola. quelli che provano e. Per essere curiosi biso- . ci troveremmo di fronte a quattro possibili reazioni: quelli che smettono di guidare. riescono. E abitudinaria quella persona che non si sforza di cambiare e di modificare il proprio atteggiamento.. che è intimamente connessa con l'innovazione (si pensi alla capacità di immaginare il successo da parte. che si concentra sull'intero. quella ritentiva (capacità di conservazione dei ricordi) e la funzione immaginativa (capacità di rappresentazione. invece. usare un ragionamento vincolato. saper innovare e innovarsi. produce quei " giovani-vecchi " (giovani di età anagrafica e vecchi di età biologica) che non sanno più cosa fare. i nomi degli affluenti del Po. oggetto ancora misterioso. L'emisfero destro è invece entropico. la linearità. E l approccio del generalista che sa collegare. parla bene. fuori dagli schemi. complessa. disordinato. Il bambino è curioso per natura. la tenacia. facile e logicamente necessaria. non riuscendo. Un'idea per essere creativa. la ripetitività di azioni. a ri-vedere gli stessi visi. movimenti. abito). perché non è frenato dall'esperienza). mentre quello sinistro (educato e contratto) vale poco o nulla. ma pochi di essi se ne ricordano". costosa e faticosa. Il motore del saper innovare e innovarsi è il cervello. l'immaginazione. Ognuno dei due emisferi si è specializzato in alcune attività peculiari. L'abitudine porta a ripercorrere strade note. Un po' anarchico e ambiguo. la capacità di saper chiedere e sapersi chiedere "perché". E rischiatore e imprudente. che ricerca le cause. previsione ed elaborazione delle idee). hanno scoperto o riscoperto hobby e interessi che li hanno mantenuti giovani. quella raziocinante (capacità di analisi e di giudizio). la concentrazione. è razionale. esplosivo. che quando vanno in pensione deperiscono. L'adulto non vede a un palmo dal naso. intraprendente. essere abitudinari vuol dire essere prevedibili. posteriori. "a imbuto". il sinistro e il destro. idee fa invecchiare più velocemente.

non mangia con le mani. E. il leader deve lanciare la sua immaginazione verso l'obiettivo. innovare è saper immaginare. L'innovazione e il cambiamento. I giudizi di "stile" espressi per la bella donna. di camminare. Coloro che sanno giocare (a qualsiasi età. Quando si rifiuta l'ovvio si fa il primo passo verso l'innovazione. figlio mio". preparandosi alle difficoltà e pregustando il sapore del successo. "Non si possono scoprire nuovi oceani. guardare tutto da punti di vista diversi. Avevano uno scopo e si sono concentrati per raggiungerlo. infine.80 Le capacità del leader gna imparare a fare più domande di quante risposte si possano dare. il suo trucco ma soprattutto il modo di sfruttarlo muovendo (o non muovendo) occhi e bocca. Di un oratore si dice che ha uno "stile" asciutto ascoltando quanto dice e rilevando il tono controllato. sarai un Uomo. per il ragazzo. spargono felicità e simpatia intorno a loro. cambiare orizzonti (esplorare. partire). e ricominciare di nuovo dall'inizio senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso. il linguaggio secco. di muovere le mani. 3. come sorpassa. le buone maniere. allora Tu. Avere obiettivi. del modo di agire di un individuo in situazioni di rapporto interpersonale o di pubblica attenzione. frugare nella banca dati del nostro cervello per trovare qualcosa di vecchio che può andare ancora bene. Cercare strade nuove per risolvere il problema. Di un pilota di Formula 1 si dice che ha uno "stile" nervoso valutando come accelera. il suo vestito ma soprattutto il modo di portarlo. intendendo con questo il modo di fare. il superamento dell'asticella e proietta la sua immagine al di là dell'ostacolo verso la vittoria. non enfatico. mete e progetti è il comune denominatore della gente di successo. Lo stile si può imitare . prendono le mosse dall'osservazione del loro comportamento. non si alza prima degli altri. hanno imparato a lavorare in uffici rumorosi o negli aeroporti per recuperare le ore di attesa. lo stacco. o come ha scritto R.. per il corridore di Formula 1 e per l'oratore. come frena. Nessuno ama sedersi a tavola vicino a chi è triste o demoralizzato o non ride mai. a tavola. affrontare problemi senza risposte. che ha saputo concentrare le proprie forze su un obiettivo o una meta. Kipling: "se sai fare un'unica pila delle tue vittorie e rischiarla in un solo colpo a testa o croce e perdere. a leggere un libro mentre piccoli bambini rumorosi giocano ai cow-boy e agli indiani a due metri di distanza. Di un ragazzo. Chesterfield definisce lo stile con il termine "The Graces". come affronta le curve. La tenacia è saper ricominciare. molte volte. provengono dall'umorismo e dall'ironia. "Ludendo docere" era il motto dei maestri latini. in qualsiasi luogo o momento) sono allegri. Immaginare vuol dire togliersi i paraocchi e uscire dagli schemi.. il suo modo di parlare. Lo stile del leader L'abito fa il monaco (scegliersi la cornice) Di una bella donna si dice che ha uno "stile" affascinante osservando e giudicando i suoi comportamenti. non scambia i bicchieri di vino e acqua. la mimica contenuta. Noi definiamo lo stile con queste parole: "insieme delle maniere e del costume abituale. si dice che ha uno "stile" educato perché si comporta secondo le regole canoniche del vivere civile: non mette il coltello in bocca. Saper giocare è anche fare domande "stupide". Così come l'atleta che si prepara per il salto in alto. meglio se adottato come scelta volontaria". a volte inconscio. Incominciamo pertanto ad acquisire una prima identità: "stile" uguale "comportamento " e comportamento così come viene osservato e giudicato dagli altri. immagina la propria rincorsa. la grazia del portamento. le grazie. La concentrazione è la terza caratteristica sulla quale il leader può lavorare. non appoggia i gomiti sulla tavola. se non si ha il coraggio di prendere il mare".

ma viene ritenuto una copia modesta. né tanto meno come finzione totale ("non c'è nulla di male a mentire. Se nessuno la pensasse così e tutti volessero continuare il gioco. Il secondo. quale cornice per quell'arredamento o per quel dipinto). ma un dipinto. La moda del vestire e i termini del linguaggio d'attualità sono i due esempi più importanti che esauriscono le loro proposte nell'arco di poche stagioni ma incidono visibilmente sulla cultura dominante. Questa manifestazione scenica combina in modo intonato i principi. si può adattare e costruire razionalmente basandosi sull'analisi della realtà di riferimento correlando le due componenti psicologiche. il problema è quello di individuare la correlazione fra stile e situazione. Non c'è nulla di male ad affittare un'indossatrice e farla passare per la propria moglie alla convention aziendale. la professione morale e politica rappresentano invece manifestazioni di stile a medio termine che richiedono scelte di coerenza per risultare efficaci e quindi d'effetto. il disegno stesso anticipa che non tutti coloro che iniziano la salita della scala sono tenuti a percorrerla fino in cima. quello cui noi crediamo. cioè cercare di comprendere quale stile è il più adatto per "quella" situazione (. esaminate il loro comportamento e scoprirete dieci stili diversi e dieci modi di interpretare la loro figura. con le due componenti strategiche della cultura sociale dominante e degli obiettivi dell'organizzazione di appartenenza. perché la realtà dimostra che in un qualunque contesto umano organizzato e in qualunque tempo.. feriali e culturali. le scelte hobbistiche. " se non si è iscritti al Rotary non si diventa direttori di questa banca"). Il nostro modello di costruzione della figura del leader considera lo stile come secondo scalino della piramide (vedi Figura 1. Stile come formalizzazione. appeso su un muro sporco con una puntina da disegno. fingere che il tennis sia l'hobby preferito. per quanto raro. I commenti a questa frase possono essere due. ha evidentemente un proprio stile. un fatto del tutto accidentale. La cornice. non v'è dubbio che il dipinto resti l'elemento essenziale. rappresentate dal sistema dei bisogni prevalenti e dal sistema delle proprie aspirazioni. adulare. in atti in ampia misura prevedibili per coloro che vivono a fianco della persona giudicata. non solo non viene riconosciuto come tale. Molti sono gli stili che portano al successo personale. sempre valido nel tempo e universale nello spazio. a un certo punto della loro vita. A noi interessa lo stile come scelta ragionata e sigillo formale per poter meglio agire nel sociale e dal sociale essere accettato. i tratti di personalità dell'individuo con stimoli più effimeri e contingenti provenienti dall'ambiente sociale in cui si vive. fanno benissimo a considerare compiuta la scalata e a mantenere le posizioni raggiunte. Nel definire lo stile della bella donna abbiamo usato l'aggettivo . Chi è tetragono agli stimoli esterni del sociale e non ritiene di dover cambiare per nessuna ragione le proprie convinzioni e i propri princìpi. un successo significativo grazie alle proprie capacità e non intendono costringersi a formalità comportamentali che sentono fasulle e forzate. Abbiamo già spiegato che. pienezza e soddisfazione raggiunta nel lavoro e nella vita. serve dunque a mettere in valore il quadro e a collegarlo con l'arredamento della stanza: se cambia l'arredamento può essere utile cambiare la cornice. Il primo. purché provino una sensazione di utilità. lo stile. la nostra piramide diventerebbe un parallelepipedo e perderebbe realismo. il successo personale è basato non solo sulla sostanza e sull ' autentica capacità dell ' individuo ma anche. che non influisce sui risultati. le convinzioni.2). Prendete dieci leader di successo. A noi non interessa lo stile come norma risolutiva ("chi parla con l'erre moscia e porta l'orologio sul polsino farà carriera in Fiat". sul modo e sulla forma con cui egli trasmette la sua personalità e le sue capacità e competenze e interagisce con gli altri. Il fine giustifica i mezzi"). Il saggio padrone di casa dovrebbe avere a disposizione più di una cornice come il saggio leader dovrebbe saper praticare stili diversi. il più deludente è che. con questa affermazione. Coloro che si accorgono di aver raggiunto. La qualità del vivere privato. ma non è disposto ad adattarlo e neppure a porgerlo in modo accettabile. Nell'operatività quotidiana "stile" non indica altro che la combinazione di modi di agire e di apparire trasformati in abitudine.82 Lo stile del leader Lo stile del leader 83 da altri. trattandosi di un modello piramidale. come vernice trasparente per rendere impermeabile la barca.. come cornice in cui inserire un bel quadro. Ce ne sono tanti. si vuole dimostrare che lo stile è una variabile indipendente e casuale. se non soprattutto. è che non esiste uno stile unico vincente. I "capaci e basta" sono quindi indispensabili alla plausibilità del modello.

La seconda variabile d'ambiente. Avviene il contrario quando questi obiettivi fondamentali non vengono condivisi. persegue il consenso alle sue decisioni e alle sue proposte attraverso la verifica costante e il condizionamento frequente del volere della base (potere: 0-1. Sette sono gli stili dei quali vogliamo parlare oltreché di un paio di variabili d'ambiente: la ripartizione del potere fra il leader e l'organizzazione cui egli appartiene e l'atteggiamento dei collaboratori o dei colleghi del leader. la cui somma è sempre uguale a uno. Lo stile dunque si definisce con un aggettivo e lo Zingarelli ha 40. La condizione 0-0. di negoziare. —S5. sapendo di avere un ruolo di potere delegato. per il ragazzo l'aggettivo è stato invece "educato". —S6. riguarda l'atteggiamento che i membri di un'organizzazione (gli altri) esprimono o pensano di avere verso gli obiettivi fondamentali del leader. immaginiamo due condizioni limite: quella della condivisione e quella della non condivisione degli obiettivi fondamentali del leader. Correlando fra loro stile.5-0. non potendo prevalere per autorità sulla controparte. stile paternalistico: comportamento di chi. difendendoli in caso di aggressione contro la loro sopravvivenza. con le variabili "potere" e "obiettivi". la modellistica per convincere e ricorre all'autorità formale e istituzionale solo quando deve imporre un ordine (potere: 0. propone una realtà nella quale il potere discrezionale di decidere. è allocato fuori dalle parti: non è difficile comprendere che. avendo affermato che non esiste un unico stile vincente. il potere è delegato alla norma e alle procedure nelle quali il leader agisce e contro le quali egli ben poco può fare. condivisione degli obiettivi). non esercita appieno la sua autorità sapendo di avere l'adesione spontanea dei collaboratori o dei colleghi alle decisioni che prende (potere: 1-0. si indica che il reale potere è presso l'organizzazione (gli altri) e il leader opera in condizioni precarie. tutto il potere è in mano al primo. Con il simbolo 1-0 si vuole indicare che.84 Lo stile del leader Lo stile del leader 85 "affascinante".000 aggettivi. grazie alla comune adesione ad alcuni principi fondamentali (potere: 0. stile democratico: comportamento di chi. stile tecnocratico: comportamento di chi. apparentemente anomala rispetto alla norma testé data. Intendiamo approfondire il loro significato perché. Rapporti diversi dalle condizioni estreme ora dette possono essere indicati con due numeri. sapendo di trovare facilmente punti di intesa. negozia e dialoga con essa. stile autoritario: comportamento di chi utilizza appieno il potere che ha. nel caso della situazione 0-0. pur avendo tutto il potere. non condivisione degli obiettivi). Così la situazione 0.5-0. vogliamo sperare che. il lettore possa e sappia scegliere tra esse valorizzando il suo contributo anche grazie al suo stile. la logica matematica. conoscendo le alternative. le scelte e gli atti della base (potere: 0-1. condivisione degli obiettivi). Condividere gli obiettivi fondamentali significa operare per il raggiungimento degli stessi. non condivisione degli obiettivi). non potendo prevalere sulla controparte. per il corridore automobilistico "nervoso". di comandare. — S2.5 si ha quando il leader e gli altri hanno sostanzialmente uguale potere di contrattazione e negoziazione. stile permissivo: comportamento di chi avalla passivamente. L'elenco suddetto. —S4. soprattutto quando questi dissentono da lui (potere: 1-0. con il simbolo 0-1. Limitandoci a parlare degli stili del leader gli aggettivi disponibili e utilizzabili potrebbero essere alcune decine. imponendo la sua volontà agli altri. potere e condivisione.5-0.Sl. per l'oratore "asciutto".5. stile partecipativo: comportamento di chi. utilizza il raziocinio. condivisione degli obiettivi). possiamo descrivere i sette stili. condivisione indifferente degli obiettivi). stile burocratico: comportamento di chi utilizza le norme e le procedure per ottenere risultati senza sentire il bisogno né avere la necessità di convincere le persone coinvolte nell'applicazione delle suddette norme e procedure (potere: 0-0. di contrattare. Ma noi intendiamo illustrarne sette e soltanto sette perché ci sembrano essere sufficienti e sufficientemente distinguibili fra loro. . senza essere in alcun modo protagonista del processo decisionale e operativo. —S3. nel rapporto fra leader e gli altri.5. Non esaurisce tutte le variabili organizzative e socia- . molti dei quali potrebbero indicare altrettanti stili. rappresenta un tentativo di correlare lo stile del leader con la situazione ambientale. Estremizzando e semplificando le posizioni. non condivisione degli obiettivi). scelta per la differenziazione dei sette stili. . Analogamente.S7.

Dice Peter Drucker: "1'autovalorizzazione delle persone . D'altronde. dotata di buone intenzioni e di qualità interiori. Essi si comportano così per irrazionale diffidenza verso l'esterno. aprendo gli sportelli dello scompartimento si trovò di fronte un signore barbuto e corrusco. non c'è dubbio che il chiarimento si impone. se non media la sua competenza culturale attraverso altrettanta capacità di trasmettere ciò che sa. L'autopromozione implica consapevolezza di sé e della propria posizione rispetto agli interlocutori che ci interessano. se non sa manifestarsi alla persona amata. ottenerne il consenso persuadendolo o l'ubbidienza convincendolo. Si può partire dalle variabili ambientali e ritrovare qual è lo "stile" che più di altri può ottimizzare quella situazione ed ecco lo "stile situazionale". infatti. si realizzerebbe la condizione che suggerisce di assumere uno "stile situazionale". è celebre il racconto di un viaggio notturno in vagone letto nel corso del quale lo psicanali - sta. così facendo. richiede un adeguato livello di autostima e se il prodotto lo consente. – un ricercatore geniale o un progettista creativo che non sanno presentare le proprie idee. per sfiducia nell'importanza del sociale e per altre ragioni personali. fatto non sempre ovvio e praticato. l'atto di vendita darebbe scarsi risultati se il venditore non conoscesse bene il "prodotto" che intende proporre. alle loro esigenze. attraverso un processo di empatia e di assertività. anche un certo grado di visibilità. Entrare nella mente del nostro interlocutore. si rese conto di essere di fronte a uno specchio e di osservare la propria immagine riflessa. per disinteresse alle pubbliche relazioni. – un lavoratore fedele e generoso ma timido viene valutato meno capace di un lavoratore più pigro ma più brillante. Si definisce uno "stile attitudinale" quello naturale e spontaneo di ognuno che evidenzia aspetti caratteriali e scelte di personalità. – un grande affetto risulta più inutile e vago di un sano e modesto sentimento. Il più delle volte le persone protagoniste non riflettono sulla propria immagine pubblica e cioè sullo "stile" che portano e sul "comportamento" che hanno e. cercando di convincerli a fare o a dare qualcosa. Mentre gli rivolgeva la parola. si realizza allora lo "stile attitudinale". per timidezza. sovente si vede superato in carriera e in successo aziendale da chi dedica tempo e attenzione alla propria visibilità e alle relazioni sociali. un problema fondamentale. subiscono inevitabilmente un giudizio restrittivo o negativo. presuppone una buona conoscenza di sé. Queste persone non arrivano a essere dei protagonisti perché non credono nell'importanza della valorizzazione del proprio contenuto e della propria immagine. del tutto sconosciuto. Mettendoci nei panni degli altri. non viene riconosciuta né apprezzata se non sa dimostrare il suo valore. oppure si può stabilire quali dovrebbero essere le condizioni organizzative qualora si volesse adottare un certo stile naturale e spontaneo che non si intende modificare. che non gli piacque per nulla.86 Lo stile del leader Lo stile del leader 87 li. – il primo della classe diventa raramente anche il primo nella vita. mentre nel caso contrario ci si troverebbe nella possibilità di realizzare uno "stile attitudinale". che il comportamento del leader dipende dal clima organizzativo e dall'ambiente vigente. Se si concludesse. ma è sufficiente per proporre il problema. – un manager discreto e riservato. sviluppando inoltre una preziosa capacità di ascolto. riusciremo meglio e più puntualmente a corrispondere alle loro attese. Noi crediamo che sia meglio per il leader adottare uno "stile situazionale" che imporre uno "stile attitudinale". Sono le variabili ambientali che condizionano lo stile o è lo stile che condiziona le variabili ambientali? Avendo il leader fra i suoi obiettivi quello di ottimizzare il comportamento degli altri e dell'organizzazione nella quale operano. basato su impressioni non corrispondenti sovente a realtà. L'immagine. Tra gli scritti di Sigmund Freud. sono inutili all'organizzazione di appartenenza. Vediamo ora alcune conseguenze che la "non" promozione di se stessi può produrre: – una persona capace e onesta. specchio segreto (ciò che gli altri vedono di noi) Promuovere se stessi comporta la precisa e peraltro stimolante consapevolezza che in ogni istante della giornata noi "vendiamo" agli altri il nostro punto di vista e le nostre convinzioni. per riservatezza naturale.

di quanti conoscono. da un lato esso consiste nello studio e nella determinazione. quando noi definiamo l'autovalorizzazione della propria immagine con il termine operativo di "marketing di se stessi". organizzato e padroneggiato al fine di evitare che diventi condizionante sulla personalità. l'intelligenza consiste nella capacità di stabilire relazioni significative tra elementi indipendenti di conoscenza. il cercare di porre delle relazioni significative tra i concetti e le metodologie del marketing e il concetto e la metodologia della valorizzazione della propria immagine rappresenta. ed è caratterizzata da una certa inerzia al cambiamento. —l'immagine che ha effetti significativi sul comportamento dei consumatori (nel nostro caso. avulso da ogni contatto sociale. per farsi apprezzare. Domanda: è utile la presenza di una funzione di marketing nel modello di gestione personale del leader? Risposta: o l'individuo vive solo e solitario. Secondo questi: —l'i mmagine è la sintesi delle opinioni che l'ambiente esterno ha di un certo prodotto (il protagonista. realizzando quindi un vero e proprio salto qualitativo rispetto alle professionalità di tipo tradizionale. per farsi scegliere. dall'altro invece definisce la gestione della totalità del rapporto con l'esterno con ottica interdisciplinare. il leader deve rendersi responsabile della sua immagine sociale. contenuto-prodotto". ma anche "io come sembro". passa attraverso le seguenti premesse: " " non più solo " io come sono ". quindi. e soprattutto "io come potrei sembrare se facessi bene marketing di me stesso". Per farsi accettare. un'operazione di creatività intelligente. per cui se un prodotto o un marchio riesce a costruirsi una buona immagine. esso acquisisce un patrimonio di credibilità duraturo nel tempo. L'immagine di sé. —il possesso di energia interna. realizzazione e controllo delle attività di scambio sul mercato. nel nostro caso). L'omogeneità delle risposte ricevute ci ha permesso di individuare cinque comportamenti base che. anziché avere un valore autonomo sarà costretto ad accettare il prezzo imposto dal mercato e i condizionamenti dell'ambiente esterno. pagare. rivolte a ruoli e funzioni univoche. abbiamo raccolto le risposte di alcuni leader italiani alla domanda: "in che cosa consiste il suo comportamento di marketing personale in rapporto a quelli che Lei considera i suoi specifici segmenti di mercato sociale?".. per farsi.. . oppure il rapporto con l'esterno è considerato necessario e in tal caso va interpretato. altrimenti. —l'immagine deriva da un processo di sedimentazione delle relazioni che l'attività di marketing riesce a instaurare con l'ambiente. Se. In un'indagine che destò curiosità alla sua presentazione pubblica. —la ricerca della notorietà. se non altro. infatti. costituiscono il comune denominatore dello stile comportamentale del leader. —l'attenzione all'estetica. frequentano e giudicano il protagonista). e nemmeno io come mi penso . —l'attenzione alla qualità della vita. Nei nostri corsi e nelle nostre conferenze. Dei due tipi di autovalorizzazione citati quella di contenuto viene sovente considerata di qualità e significanza superiore a quella di immagine. con ottica strategica. di norme di comportamento nei confronti della programmazione. Coloro che ` si ' adoperano per diventare più realizzati nel loro ruolo alzano il livello di rendimento di tutto il sistema di appartenenza". Per definire l'immagine può essere utile proseguire con rana - logia già proposta e tornare alle definizioni dei manuali di marketing. Noi pensiamo che il leader può (e deve) decidere di recitare il ruolo (e cioè di scegliere lo stile) che la situazione gli impone. La definizione di "marketing" quale viene citata sui manuali della materia è duplice.88 Lo stile del leader Lo stile del leader 89 è elemento vitale della valorizzazione dell'intera organizzazione. con dosaggio diverso e cangiante nel tempo. ma non può (non deve) rinunciare a porre attenzione nel suo comportamento quotidiano ai seguenti cinque aspetti elencati secondo un criterio decrescente di importanza: —il possesso di alte doti di comunicabilità. ci accorgiamo che gli ascoltatori devono vincere un iniziale rifiuto alla proposta di adattare a se stessi una tecnica usata per "vendere " prodotti e servizi. intimità-immagine. certamente a causa della concretezza e del carattere delle sue applicazioni. e infine (postulato finale) " io come compromesso interno-esterno. ma poi procedono spontaneamente lungo il ragionamento e si divertono ad ampliare l'ambito dell'esempio.

non quella a ogni costo. Abbiamo personalmente assistito alla distruzione dell'immagine di un ingegnere che una sera d'inverno. velocità di decisione. nel mantenere il controllo dell'emotività. Se si considera che normalmente uno specialista o un professionista ascoltano e leggono per anni quasi esclusivamente relazioni.000 sono aggettivi. . che consiste nel far indovinare. esattamente come tiene testi e dizionari delle lingue straniere. che significa frequentare. Inoltre dovrebbero essere sempre a portata di mano i dizionari dei sinonimi e dei contrari. Chi non comunica non esiste (130 parole al minuto) La comunicazione verbale costituisce la parte di comportamento espressa mediante il linguaggio parlato. Quanto a varietà e ricchezza espressiva. ma ignorati dalla maggioranza dei casi. Considerata l ' importanza di questo primo aspetto comportamentale è indispensabile che ogni lettore tenga a casa o nel proprio ufficio a portata di mano una grammatica. è un momento difficile". dalle banalità e dalle inutili inte" attimino " . nel dibattito senza narcisismi e autocentratura. Le principali discipline che governano il linguaggio sono: la linguistica. – la disponibilità alla notorietà che significa non avere timore di apparire in pubblico. appena imparati. in tempi brevissimi. obbligandosi talvolta. – l'attenzione all'estetica significa: avere particolare attenzione al proprio corpo. in un vocabolario italiano sono raccolte normalmente oltre 100. la grammatica e la sintassi. – il possesso di energia interna vuol dire: avere scatto. dal turpiloquio esagerato.000 usate con bassa frequenza. assumere senza scopo di lucro responsabilità di rilievo esterne al lavoro in organismi pubblici e privati. " il riezioni come: " un attimo " o. farsi citare dai giornali. cioè avere un'affascinante dizione. fare in maniera che "l'abito faccia il monaco" ovverosia che il comportamento personale sia coerente con l'abbigliamento adottato smentendo il detto "l'abito non fa il monaco". si può dimostrare che il loro vocabolario complessivo si riduce a circa 1. scegliere e portare oggetti indosso adatti alle varie occasioni sia di lavoro che di vita sociale. un " " " " " " contesto . nell'evitare a qualunque costo stress negativo e fatica distruttiva. la loro verbalizzazione è simile a quella di uno studente delle scuole medie. – l'attenzione alla qualità consiste nel garantire un buon equilibrio fra vita professionale. Per avere una dimostrazione di questa affermazione è sufficiente sfidarli al gioco di società chiamato Taboo. essere interessante nelle considerazioni e convincente nelle argomentazioni. nel coltivare la serenità e trasmetterla all'esterno. la semantica. senza esagerare. peggio ancora. mettendo l'interlocutore nella condizione di sentirsi interessante. sopportazione dell'ansia e dello stress. Come abbiamo già detto. le occasioni sociali importanti. frequentare la gente "giusta" e i locali "giusti". una sintassi o un vocabolario della lingua italiana. dall'anonimato. pubblicazioni tecniche specializzate e parlano quasi sempre degli stessi argomenti.90 Lo stile del leader Lo stile del leader 91 L'interpretazione che noi diamo ai suddetti comportamenti base è la seguente: – il possesso di alte doti di comunicabilità. uscire. "dipende" e così via. strumenti assai utilizzati da chi scrive per professione. dimostrando tono psicofisico pronto e vitale grazie al quale creare un contatto intenso e mirato in ogni situazione interpersonale. ma quella ragionata e in alcuni casi progettata. nel dialogo. aggressività calibrata. parlare coinvolgendo l'interlocutore nella narrazione. sarò breve . saper parlare e saper ascoltare. vita famigliare e vita sociale. Essa si concretizza in parole. La comunicabilità richiede di leggere. cioè termini che aiutano a qualificare e specificare il proprio pensiero. prontezza. se posso permettermi . documenti di lavoro. risultò ultimo in classifica rimanendo letteralmente senza parole (è il caso esatto) di fronte a "innaffiatoio" e a "passavivande". al modo di vestire.000 parole. rapidità. introdurli nel proprio linguaggio abituale.500 parole usate con alta frequenza e 1. nell'occuparsi della propria salute considerata sulla base dell'equilibrio psicofisico. degli oggetti quotidiani descrivendoli senza utilizzare il loro vero nome. Bisogna ripulire periodicamente il proprio linguaggio dalle ripetizioni. dai modi di dire. le parole in frasi e le frasi in contesto linguistico comples - sivo. durata nello sforzo. Bisogna imporsi di imparare almeno tre o quattro termini nuovi ogni mese (sarebbe bene trascriverli) e. anzi di cercare la visibilità. di cui almeno 40. ascoltare e variare le fonti di informazione allo scopo preciso di arricchire il proprio linguaggio. intorno a una tavola natalizia con famigliari e amici.

apprezzarle. è quello di parlare con un tono di voce flebile o normale. luogo. pigre o (peggio!) senza energia. in una pausa di una partita a tennis. domande di controllo e. coinvolti o completamente disinteressati. E sono anche i mattoni con cui si costruiscono i pensieri. Al termine di una lezione o di un colloquio o di una riunione di due ore. cioè sulla modulazione dell'emissione del respiro. Così il colloquio può essere: comunicazione tra capo e collaboratore. Quando l'intensità vocale non è sufficiente a superare i rumori dell'ambiente o la distrazione dell'interlocutore. La monotonia è il contrario della musicalità. non tutto viene memorizzato. dei professionisti. che comportamento. averne cura. Si può parlare nel frastuono o nel silenzio. Il processo di comunicazione verbale ha un rendimento molto basso. Si può fare un colloquio a pranzo. negoziazione. passeggiando in un giardino. disattenzione e disinteresse nell'ascoltatore. La monotonia del parlare induce sonnolenza. sesso. Sono preziose e non vanno buttate a caso o sparse invano. tra padre e figlio. Così per esempio un padre. in ufficio. Una pagina standard di libro contiene circa 300 parole: allenatevi a recitarla in due minuti e mezzo. interlocutore e contenuto. tra colleghi. altrettanto comune. è quello di parlare con tono monocorde. di illustrarne il contrario per convincere qualcun altro dell'opposto esatto. diventa indispensabile da parte di chi parla aiutarsi con sussidi visivi. Le parole si appoggiano sulla voce. per le telefonate e per tutte le altre occasioni di lavoro non solitario. Eppure sembra che molti non si rendano conto del fatto che la colpa è solo loro: "non mi ascoltano" dicono. Le parole sono la materia base dell'espressione verbale: bisogna frequentarle.92 Lo stile del leader Lo stile del leader 93 Bisogna ripetere i giochi dei sofisti greci. manutenerle. il messaggio è perduto. tra vecchi amici. visitando una fabbrica. Nella vita di un leader vi sono alcune situazioni tipiche di verbalità interpersonale: in occasione delle quali si deve decidere che atteggiamento. A che serve dire cose intelligenti se l'interlocutore non le sente? L'immagine che si lascia di noi diventa quella di persone deboli. di ciò che viene detto. non tutto viene compreso e di quanto viene compreso. del tempo e del luogo. Vivere tali situazioni nell'ottica del marketing di se stessi. dal momento che ciò che si ricorda è ciò che piace o ciò che disturba. ripetizioni. religione. tra fornitore e cliente. in automobile. L'impostazione della comunicazione deve essere coerente alle risposte. se vuole ottenere da un colloquio con il proprio figlio ventenne che questi non frequenti certi amici drogati. Ma pur variando modo. degli interlocutori. Fissate la vostra voce su un registratore e controllate la variabilità con la quale normalmente parlate. significa porsi ogni volta due domande: "cosa voglio ottenere con il mio stile comunicazionale?". ascoltatori o testimoni. subito dopo. considerando "normale" l'intensità espressa dalla respirazione spontanea. concentrandosi sul contenuto del discorso e dimenticando che l'ascoltatore riceve prima il suono e solo successivamente il significato. il colloquio rimane sempre una situazione di comunicazione tra due persone. del ritmo e della variabilità. è la sciocca conclusione. la riunione. La velocità migliore per essere ascoltati e compresi è di 110-130 parole al minuto. degli amministrativi. al banco di un bar. prendere appunti scritti e compilare un verbale conclusivo. la telefonata. tra avversari politici o contendenti sportivi. normalmente viene ricordato il 20-30% delle affermazioni e degli interventi più significativi e. licenziamento. Esse sono: il colloquio. "parli più forte" qualcuno suggerisce. "ma io parlo così". Lo stesso avviene per le riunioni. Un secondo difetto. conflitto. nella sala di aspetto di un aeroporto. timide. Un comune difetto dei tecnici. E può affrontare argomenti disparati: assunzione. dovrà impostare il colloquio soltanto su delle domande . Ognuna di queste situazioni si realizza in modalità differenti tra loro a seconda dell'argomento. sul tono e sulla velocità. che consiste nella trasmissione di informazioni destinate a influenzare il rapporto interpersonale scambievole e quindi il comportamento finale di entrambi. tra marito e moglie. l'intervista. "cosa devo dire per ottenerlo?". E anche il tempo può essere diverso: un colloquio alle otto di mattina è situazione completamente diversa da un colloquio alle otto di sera o alle quattro del pomeriggio. tempo. da parte di chi ascolta. ricordi infantili. denaro. che proponevano di esporre una dimostrazione in modo così completo da convincere qualcuno e. che stile assumere. in due soli interlocutori o con altri presenti.

copre. siamo di fronte a un imperdonabile esempio di superficialità e alla dimostrazione di non essere in grado di comprendere quale è il comportamento adatto a una specifica situazione. un'agenzia che seleziona persone per le aziende: Il vestito non è decisivo.. Sappiamo anche che riuscire a trattenersi dal costruire spontaneamente le frasi sull'io ("io penso". che arrivò al colloquio con il cliente. è anche pericolosamente sbagliato. Dal momento che non si va in giro nudi. Per un futuro leader. il nostro movimento corporeo. al termine di un colloquio tradizionale. perfino giovane quanto a mentalità!". E dovendo pensare a lui. che risulterebbe aggressivo ("perché frequenti quei cattivi amici?"). ha rappresentato un buon successo. E stata giusta quella decisione? Probabilmente sì. cosa rappresentano per te i tuoi amici attuali? " ). concentrata su domande e non affermazioni. Il figlio nell'esempio appena citato. Dovendo parlare di suo padre con dei coetanei. Mi spiego con un esempio. "ti dico io come fare") non è solo un cambiamento. in maglietta e blue-jeans. alle occasioni da vivere e all'immagine di se stessi che si desidera presentare agli altri. un esperto di marketing. "la mia esperienza mi dice". egli introduca nel proprio comportamento alcuni cambiamenti dovuti all'aver definito ad alta voce emozioni e impressioni forse fino a quel momento lasciate vaghe dentro di sé oppure al calore dei ricordi rievocati. alla scoperta dell'atteggiamento del genitore di rispetto e di autentico interesse. Quel tale non aveva riflettuto sulla relazione tra abbigliamento e circostanza. E probabile invece che dal colloquio impostato secondo il metodo suggerito e cioè basato su domande. ma deve anche volere un cambiamento nel proprio comportamento e cioè una conoscenza di suo figlio diversa da quella attuale) e le domande non devono essere espresse in modo diretto. Racconta il responsabile della Tmc. centrate su obiettivi e azioni così come per chiunque si consideri persona di successo. e confermato nella convinzione dell'incomprensione famigliare. Il dovere di piacere (educarsi all'eleganza) La differenza tra vestirsi e sapersi vestire. l'abito è ciò che gli altri vedono in noi prima ancora di conoscere il nostro nome ("chi è quel signore con la giacca blu in fondo alla sala?"). ma a volte può pesare.". . Sottovalutare l'importanza di questo aspetto comportamentale non è soltanto sciocco. I tuoi amici non mi (a me) sembrano adatti. di non offendere il pudore altrui e di svolgere le attività desiderate o necessarie. Il leader si rivela e si traduce attraverso la sua vestibilità. Ricordo di un tale selezionato da noi. cioè con la persona che lo doveva assumere. è assai semplice. Ma la regola è una sola: se marketing di se stessi vuol dire massimizzare l'effetto che si produce sugli altri è agli altri che bisogna dedicare la massima attenzione. nell'ottica dell'argomento che tratta questo capitolo. sul tipo di: "figlio mio ho ritenuto opportuno questo colloquio perché sono preoccupato (io) del tuo comportamento. confermerà l'affetto. ma indiretto ("cosa pensi dei tuoi amici? cosa cerchi nell'amicizia? quali amici di infanzia ti sono stati i più cari? cosa ti danno.. Il risultato comunque compenserà il costo sostenuto.94 Lo stile del leader Lo stile del leader 95 (infatti vuole ottenere un cambiamento nel comportamento dell'interlocutore. Vestirsi significa coprire il proprio corpo al fine di proteggerlo. Quanto al padre il risultato di una comunicazione ben studiata. riuscire a comunicare attraverso delle domande e non attraverso delle affermazioni rappresenta un cambiamento totale. ma anche uno sforzo violento da imporsi. Sapersi vestire significa invece utilizzare lo strumento abbigliamento in modo coerente alla propria personalità. Il vestiario incornicia. perfetto. Forse tra padre e figlio si è addirittura aperta una porta per continuare il colloquio e preparare occasioni future di confidenza e stima. qualunque nostra comunicazione. Il colloquio non fu brillantissimo e a quel punto il jeans diventò decisivo. si sarebbe probabilmente ritrovato irrigidito nelle sue scelte. lo farà in modo positivo: "malgrado sia direttore generale è rimasto umano... Sappiamo che per un leader pragmatico e concreto abituato a esprimersi con frasi incisive. "Non si ha mai due volte la possibilità di lasciare la prima impressione" ha detto McKenna. uno che sembrava in gamba. tradisce o valorizza la nostra espressione facciale. non fu assunto.

). la cura della biancheria intima. il "frac". non vincolante per movimenti e per le posture da ruolo (sono da evitare le scarpe con tacchi Sapersi vestire si impara per educazione. Esistono in ogni città i negozi "giusti". sottane. è parte del vestiario la biancheria personale. il "tight". —la cerimoniale. E sufficiente osservare attentamente le loro vetrine. farsi consigliare dai commessi (superando l'imbarazzo che potrebbe causare il loro atteggiamento distaccato: anch'essi fanno il marketing dell'immagine del negozio). i pullover o maglioni (a collo alto o con scollo a V). degli ambienti in cui vive. le uniformi. dagli insetti e così via. Lo scopo rappresentativo riguarda l'espressione. di solito uno o due. i panciotti o gilet . concretizza e conferma il conformismo o l'originalità che sentiamo corrispondere alla nostra personalità (il senso dei colori. a quello funzionale e a quello rappresentativo. —la sportiva. nonché la protezione che offre al corpo per difenderlo dal freddo. giacche. Nel concetto di sapersi vestire è compreso l'aspetto di eleganza personale. cravatta e giacca per gli uomini e da capi coordinati (tailleur. che comprende il modo di vestirsi sia sul lavoro che in casa. L'abbigliamento risponde a tre scopi principali: allo scopo igienico. Sotto l'abito. —la casuale. dal bagnato. di linee. abiti. Lo scopo rappresentativo dell'abbigliamento riguarda la sua duplice funzione comunicativa: verso gli altri. Lo scopo igienico riguarda la salvaguardia della salute (capire. che comprende abiti codificati come i vestiti da cerimonia. verso noi stessi. il segno e il segnale che la persona manifesta attraverso il tipo di abbigliamento che sceglie. peso. l'attenzione alla scelta dei tessuti (spessore. di misura e proporzione di forme e di fogge. che può indifferentemente descrivere uno stile originale oppure uno stile tradizionale di abbigliamento ma che esige come condizione base che vi sia armonia di colori. le giacche attillate per uomini che devono stare molto seduti ecc. calzoni) per le donne. dove si vestono le élite che interessano e rispetto alle quali ci si vuole misurare. Lo scopo funzionale riguarda la qualità della vita quotidiana (muoversi. gli "smoking". nell'età della maturità va raffinata e resa impeccabile come qualità e semplicità. La funzione igienica e quella funzionale del vestiario si realizzano attraverso la pulizia personale. camicie. La componente principale dell'abbigliamento è l'abito. —la formale. trama. composto solitamente da calzoni. oppure: cambiarsi per un pranzo serale.96 Lo stile del leader Lo stile del leader 97 do si ha l'intelligenza di osservare le figure che fanno opinione negli ambienti che ci interessano. del ruolo e della responsabilità. Sopra l'abito completano il vestiario: i golf (con i bottoni). oppure: giacca scura (per gli uomini) e mezza sera (per le donne). che serve per occasioni standardizzate secondo i canoni dell'ambiente in cui si vive. camicia. acquistare un capo di vestiario e coordinarlo con il resto dell'abbigliamento. da adulti va selezionata e resa coerente al proprio personaggio. Le categorie dell'abbigliamento variano secondo le scelte di vita del soggetto. intonata al tipo di sport che si pratica. per imitazione. Può essere compreso nello star bene (o benessere) il piacere e la piacevolezza che un tipo di abbigliamento può dare al fisico. del taglio e della forma. dal caldo. quando si ha la volontà di costruire la propria immagine in vista di finalità precise. che negli ultimi quindici anni è stata influenzata da tendenze contingenti tipiche della civiltà dei consumi (la moda dei "boxer" e dei "body"). La persona elegante segue criteri di abbigliamento che non subisce come se fossero vincoli ma seleziona e aggiorna con il variare dell'età. E facile imparare a vestirsi. agire con sicurezza e libertà. quando si sia avuta la fortuna di nascere in una famiglia di buon gusto. che caratterizza un'organizzazione di vita mobile e attiva. non vincolata a stereotipi precisi ma solamente al gusto e alle preferenze del soggetto (si dice anche: "vestire in jeans " ). traspirazione). quan- alti per le donne che devono stare molto in piedi. il nostro modo di vestire trasmette il ruolo sociale che riteniamo di coprire o il tipo di persona che desideriamo che gli altri pensino che noi siamo. per esempio: vestirsi da pomeriggio. difendere e mantenere il benessere fisico). per decisione. Le più utilizzate sono le seguenti: —la quotidiana normale. di materiali. da giovani la vestibilità è sperimentata al fine di scegliersi uno stile. il bisogno di armonia e di estetica o la semplice comodità di cui preferiamo circondarci). mantenere il benessere psichico e fisiologico).

loden). più capace). La differenza tra gioielli veri e propri (oro e gemme preziose) e gioielli di imitazione o di fantasia non è significativa ai fini dell'eleganza. le cravatte e le bretelle (prevalentemente per gli uomini). ma non tutti diventiamo personalità. in tessuto o in lana. a delle buone realizzazioni. Essa condiziona i nostri bisogni e seleziona le nostre aspettative con una forza che è tanto più intensa quanto meno noi ne siamo consapevoli. con dorso in fodera o meno. a un'immagine positiva non facilmente sostituibile. Nella vestibilità femminile. sono vecchia e brutta) e ci spinga a una visione di immagine personale nella quale identificare chiaramente ciò che reputiamo utile alla nostra notorietà. più distinto. cerata. cioè individui realizzati a 360° con coerenza tra ciò che siamo dentro di noi e ciò che la società ci riconosce da fuori. gli accessori che valorizzano o distruggono lo stile dell'abito sono i gioielli. Nella vestibilità maschile la cravatta rappresenta il timbro dell'abito. le mantelle. il nostro viso e il nostro modo di fare a un ruolo vissuto bene. La ricerca della notorietà (costruirsi la visibilità) Notorietà come timbro di identità. sono calvo. essa non rappresenta nulla perché è fittizia. Se il ruolo definisce ciò che gli altri si aspettano da noi (ruolo di capo. più pronto. quelle con il nodo fatto male. Le cravatte dipinte a mano (anche se dalla moglie!) sono sempre cravatte sbagliate. esso rappresenta troppo poco come risultato interno di una vita. Ma con poco sforzo e molto metodo. sia quella di essere inferiori (non sono laureato. collane. braccialetti e orecchini belli. alcuni con maggiore facilità grazie a un carattere estroverso. mai scarpe a punta (per uomini e donne). collane. di gomma. Il primo passo per raggiungere la notorietà consiste nello sviluppare quel tanto di fiducia in se stessi da sentirsi pari agli altri. Vale per tutti. . come difesa dall'anonimato. ma valgono alcuni divieti assoluti: mai calze corte né bianche per gli uomini (tranne che per giocare a tennis). le giacche. così come lo sono quelle troppo corte. armoniosi ed eleganti grazie ai colori e al materiale di cui sono fatti. più bella. altri con più fatica. le pellicce. Lavorare sulla fiducia in noi e identificare l'immagine che vogliamo dare agli altri è essenziale. a causa di incertezze emotive e fragilità di autogestione. con media tenacia e sprazzi di "humour". con forte fiducia in sé e nella lucida valutazione delle situazioni. braccialetti e orecchini "veri" che possono risultare volgari e offensivi proprio nella loro virulenza economica ed esistono spille. giubbotti o giacconi. gli impermeabili (corti.98 Lo stile del leader Lo stile del leader 99 (in coordinato o spezzato. il proprio stile oltre alle capacità che costituiscono la base del nostro prezzo. perché esistono spille. Tutti siamo persone. allora questa notorietà costituisce il momento topico del "marketing di sé" non solo superficiale ma di contenuto. sciarpe. questa proposta è alla portata della maggior parte delle persone ed è una sfida obbligatoria per tutti coloro che mirano a un ruolo di protagonista. come scelta di riconoscimento globale: per rendere vivace e presente il proprio nome oltre al proprio ruolo. mai cinture accompagnate da bretelle. i mantelli (o cappotti). perché secondo la psicologia nella sfera inconscia di ognuno di noi è presente un'immagine di noi stessi che incede fortemente sul nostro modo di comportarci e di metterci in relazione con l'esterno. lunghi. ruolo di cittadino). se la celebrità definisce ciò che gli altri invidiano di noi. almeno nelle possibilità. la sottolineatura del viso e firma il sapersi vestire di chi l'indossa. se non nei talenti e nelle qualità. ruolo di madre. Il "tanto" di fiducia di cui parliamo equivale a un sano senso critico che ci eviti sia la sensazione di essere superiori agli altri (mi sento più intelligente. Tutti possono costruire la propria notorietà. un'infanzia felice e un'emotività positiva. Se è vestita impeccabilmente si nota la donna". sono troppo timida. Una cravatta sbagliata distrugge il tono di un abbigliamento giusto nell'insieme e dimostra la carenza di stile di chi l'indossa. ma se la notorietà definisce il fatto che gli altri associano il nostro nome. Non esistono in questo campo consigli validi per tutti. Accessori indispensabili sono le calze. i foulard e le sciarpe. l'affermazione di Jean-Paul Sartre: "l'eleganza è quella qualità di comportamento che trasforma la massima quantità di essere in apparire " . le scarpe. tranne quelle nere da smoking. infine. stole o poncho. le cinture. Per le donne vale il giudizio di Coco Chanel: "se una donna è malvestita si nota l'abito. quelle portate con il fermacravatte! Le cravatte "a farfalla" (farfallino) sono pericolose per lo stile e vanno usate con prudenza (e senza elastici segreti!). con o senza bottoni). il proprio volto oltre al proprio numero di telefono.

si dice di chi è simpatico. – "Voglio essere riconosciuto nel mio ambiente di lavoro da tutti i miei superiori. soprattutto per quanto riguarda il comportamento da adottare sul luogo e nell'ambito del proprio lavoro. Bisogna saper offrire e utilizzare la simpatia ma non fermarsi a essa e trasformarla in "empatia" cioè comprensione basata sull'autorealizzazione positiva. Quando è preceduto dalla particella "sim" (che in greco significa "con". crede nell'educazione come autocontrollo e convivenza civile. consigli intelligenti. è disponibile. Se non ce ne rendiamo conto e non ci difendiamo da questo meccanismo di recupero. – "Voglio poter essere citato come esempio in qualche ambito. E come se cercassimo di vincere senza volerlo veramente. affidabile. si fa accogliere in modo positivo dagli altri. non è critico. Una visione globale che consideriamo eccellente. non importa quale. può addirittura appannarli o addirittura nasconderli. inquieta. per far carriera. . Si può nascere più o meno simpatici e più o meno antipatici per ragioni genetiche e caratteriali ma. responsabile. perché in realtà abbiamo bisogno solo di sentirci rispettati e di essere lasciati tranquilli. conoscenza interessata. per farci recuperare o vendicare di qualche carenza infantile o emotiva. è racchiusa nella sillaba iniziale delle due parole: "sim" e "anti". valorizzandosi nel rapporto. capace di risolvere situazioni difficili con uno stile personale preciso. corretta. a cambiare lavoro e a imparare". riferimento sicuro. La nostra visibilità in questo caso è quella di una persona che si dibatte. E non ci sono alibi che valgano. "Ha un bel carattere". si interessa a tutti. si inserisce rapidamente in ogni tipo di ambiente e apre canali di scambio fluidi e armoniosi. ognuno diventa responsabile di scegliere se comportarsi in modo simpatico. mi basta quello della buona educazione". ha il dono di capire e di farsi capire. destinato in anticipo all'insuccesso. che è comune a entrambe. per una persona tra i venti e i sessant 'anni è quella che segue. non crea problemi. che ha un ascendente sugli altri e non influenzabile dalle mode di nessun tipo". La differenza fra simpatia e antipatia. Si tratta dunque di qualità relazionali pericolose perché sembrano quelle di un leader mentre sono quelle di un amico. E a proposito di simpatia e antipatia da esternare quali scelte sono più convenienti per il leader? La simpatia è una caratteristica di comportamento che facilita i rapporti interpersonali ma non qualifica quelli professionali. opposto) esso significa: differenza. di partecipazione. coerente. cioè dissonante nei confronti degli altri. dopo l'adolescenza. si disinteressa alla condivisione e si concentra sul proprio io. proviene dal greco "pathos" e indica il sentimento. sviluppa la capacità empatica di attenzione. o antipatico. compassione. contro. serve più l'antipatia che la simpatia perché l'antipatico che si mette contro tutti si fa notare e si segnala facilmente riuscendo ad apparire diverso e originale spesso senza esserlo ma soltanto per merito della sua malagrazia. Chi sceglie la simpatia perché rispetta gli altri. di buon gusto. dissonanza. "si fa accettare da tutti. Chi sceglie l'antipatia perché privilegia sé contro gli altri. quando è preceduto dalla particella "anti" (contrario. ma serve assai meno a farsi accettare come lea' ' der o come responsabile in un organizzazione o in un gruppo. "insieme") esso significa: sentimento condiviso. La persona simpatica riesce piacevole e ben accetta. faticoso.100 Lo stile del leader Lo stile del leader 101 Non di rado l'imago interiore ci spinge a voler apparire diversi e opposti a quelli che siamo. – "Voglio essere riconosciuto nel mio ambiente sociale come una persona leale. che essi abbiano una percezione generale positiva della mia persona e che siano informati che ho voglia di aumentare le mie responsabilità e sono pronto a viaggiare. Il termine "patìa". consonanza. contrasto. per esempio. di fusione emotiva ed esperienziale ed espande se stesso. – "Voglio essere riconosciuto dai miei parenti stretti come un famigliare che offre affetto e benevolenza. infelice e non convincente. produciamo su chi ci vede dall'esterno un effetto stonato. che domina con obiettività sia le simpatie che le antipatie e mantiene l'unità del ceppo famigliare". comprensione. compie una scommessa rischiosa perché rinuncia ad avere amici privilegiando la propria persona al prezzo della solitudine emotiva. Ma è proprio la semplicità dell'approccio che può trasformarsi in un limite nei confronti del riconoscimento del suo valore di originalità o di potenziale da sviluppare. cioè consonante. Altrimenti hanno ragione quelli che sostengono che. Essere simpatici serve molto a vivere bene e a realizzare la qualità della vita. si mette nei panni degli altri". al contrario.

tono di voce. Le linee di comportamento da attivare sono quattro: —realizzare nelle azioni quotidiane il modello globale. Una vita di qualità (humour e salute: un dovere) Il fattore "qualità della vita" definisce la capacità di governare e impostare la propria esistenza in modo sereno. senza ricordarsi che la pienezza dell'esistenza è bioritmo. Abbiamo detto che le azioni esterne sono solo il servostrumento e il segnale dell'immagine interna di sé che ciascuno vuole far riconoscere agli altri per meglio realizzare la propria identità. D'altronde. Un'ultima raccomandazione. il mondo della pubblicità ha una regola d'oro. Essa costruisce la base del fascino personale ed è la dimostrazione più evidente della qualità del prodotto che si è. se si vuole essere visti come disponibili e leader sicuri di sé: non tirarsi mai indietro. importanti scienziati. un profilo di personalità ed esercitarsi a rimanere dentro quel disegno (modo di vestire. —lasciare e lanciare segnali precisi e mirati agli interlocutori importanti e nei luoghi strategici. credono di essere vitali e sentono andare il loro motore a mille giri. —fare manutenzione e miglioramento continuo della visibilità mano a mano raggiunta. più aumento la possibilità di valere odi fare. Moltissime persone vivono per lavorare anziché lavorare per vivere e si lasciano prendere nello stretto vortice dell'unica dimensione: più lavoro (o più guadagno). non accentuare. tipo di automobile). è silenziosa. Esse costituiscono quindi testimonianza di rispetto per se stessi e di coerenza. naturale. noti sportivi. controllandone l'effetto e la percezione (applicando a se stessi il metodo della ricerca d'opinione usato dalle pubbliche relazioni quando costruiscono un campione di riferimento per realizzare indagini su prodotti o avvenimenti). discreta e mai sottolineata. evitare di lamentarsi e di commentare le proprie sciagure. Così facendo. la goccia che costruisce la stalattite o la stalagmite più visibile della grotta. queste persone confondono la vita con l'azione. L'espressione dei segnali di visibilità deve essere leggera e inesorabile. hanno costruito il loro successo malgrado (o forse per merito di) un comportamento antipatico. è alter- . soprattutto. il successo non è alla portata di chiunque e resta obiettivo e realizzazione di un'élite della quale fanno parte i protagonisti. che conoscono tutti i tecnici del mestiere: "Public relation begins at home". che significa: ciò che vuoi comunicare agli altri lo devi prima di tutto dimostrare nel tuo privato e nella tua stessa casa. con tenacia. equilibrato. L'apparente semplicità di queste indicazioni può far sorridere qualcuno perché non tutti comprendono quanta fatica e metodo sono necessari alla tessitura di una notorietà e visibilità positiva.102 Lo stile del leader Lo stile del leader 103 Illustri artisti. viene per il leader il momento dell'azione e dell'impiego di metodo. —scegliersi uno stile preciso. soffrono di "cinesi" cioè si sentono mortificate se non fanno qualcosa. ragionano con l'emisfero sinistro della logica unidirezionale e pulsano con l'emisfero destro dell'emozione del possesso. tuttavia: non insistere. più vivo. non calcare la mano. non esagerare. Altri protagonisti celebri sono invece simpatici e si propongono con calore umano e benevolenza: sono questi i modelli e gli esempi ai quali il lettore deve guardare perché oltre a realizzare se stessi. più esplico la mia potenza personale. più aumento le mie realizzazioni (anche le migliori. se si vuole essere visti come più affidabili della media dei colleghi: non concedersi ritardi in nessun ambito. essi aiutano gli altri a diventare migliori. intonato ai propri bisogni e alle proprie preferenze. nel rispetto degli altri ma principalmente nel rispetto di se stessi. Nel lavoro e in molti altri ruoli di responsabilità. arredamento della casa e dell'ufficio. quindi della propria realizzazione. le più generose). La loro popolarità può essere grande. Fatte le debite scelte. ma la qualità della loro vita emotiva e di chi collabora con loro è sacrificante e amara. proporsi per primi per farsi carico anche delle piccole cose e. suppellettili. se si vuole essere visti come degni di fiducia: non concedersi pettegolezzi. La più bella quercia della foresta emerge senza fare più rumore delle altre. la qualità della vita viene quasi sempre ignorata oppure considerata un aspetto secondario nella scala dei valori da perseguire per raggiungere il successo.

Ma ricercate prioritariamente lo scontro-incontro tipo " gara " perché affronta la turbativa interpersonale come un incidente 1 quasi involontario. "Rispettate i diritti degli altri. genito-urinario. l'alternanza di vittorie e sconfitte. l'emozione e la psiche. il campione. ma è un autogol miserevole. in quanto percepita dal soggetto e può essere oggettiva e misurabile in quanto osservabile dall'esterno. il presidente. senza rimproverare loro di non essere come vorremmo. Invece di costarvi sforzo. cioè il corpo e la salute. che riceve meno di quanto dovrebbe ricevere. E solo essa che testimonia la qualità totale della persona e la certifica a un livello superiore delle qualità parziali dei "protagonisti negativi " . Evitate a qualunque costo lo scontro tipo "guerra" .104 Lo stile del leader Lo stile del leader 105 nanza di pausa e movimento. che essa si fa carico dell'armonia di tutte le dimensioni dell'individuo. un'autopenalizzazione che diminuisce l'energia vitale e la fiducia in sé proprio dei più generosi e meritevoli e danneggia talvolta irreparabilmente la loro salute. In nessun tipo di lavoro e di convivenza famigliare è possibile 'tare momenti di tensione o situazioni sgradite che producono ontro tra le parti. più salirà il vostro indice di simpatia e di popolarità. La salute è definita dalla medicina come uno stato di completo benessere soggettivo a cui corrisponde un analogo riscontro oggettivo. Cercate di rendervi graditi e piacevoli. almeno. l'onore delle armi. La capacità della convivenza è il contrario sia del disinteresse e del qualunquismo che della conflittualità critica e aggressiva. azienda. riducendo il contributo che esse potrebbero e vorrebbero dare. l'infelicità o la solitudine? Della qualità della vita fa parte il saper vivere in modo positivo con gli altri. l'importante. fate apprezzamenti supportivi e mai critiche gratuite e negative. Sarà forse meno divertente che giocare agli indiani nei boschi. è successo e tenerezza. ascoltate ciò che interessa gli altri: anche nella persona più antipatica e nefanda vi è almeno un 10% di buono. come la gomitata del concorrente della con ' i sia vicina o la ginocchiata del calciatore che cerca in ogni modo di farti goal. facendosi accettare per come si è senza soffrire in inutili infingimenti di immagine e accettando gli altri per come sono. Questo non solo è un danno per l ' organizzazione. Troppo spesso la prepotenza e la distrazione altrui producono situazioni in cui le persone bene educate e sensibili si trovano a subire limiti e umiliazioni che sminuiscono la loro immagine e menomano il loro spazio di espressione. ufficio o squadra di persone. con la consapevolezza che a partita finita ci si stringerà la mano perché ciò che conta è giocare bene e realizzare un indimenticabile campionato. perché o porta a considerare l'altro come il nemico da uccidere e svippa odio e distruzione. O si vince insieme o si perde tutti. Ciò non significa che la qualità della vita inviti alla mollezza o alla pigrizia ma. La salute come benessere soggettivo corrisponde invece alla sensazione personale di sicurezza. dite cose gentili ma sincere. forza. Più riuscirete a comportarvi in modo sciolto e naturale con gli altri. Praticate liberamente lo scontro tipo "lotta" perché pensare alaltro come a un avversario temporaneo conserva la dinamica di *rese e battaglie successive. questo vale per ogni famiglia. La fatica. questo moltiplicherà la vostra forza interiore e il vostro gusto di vivere. contando gli scalpi appesi alla cintura: ma lascia la coscienza più tranquilla e moltiplica la salute anziché la mortalità. al contrario. stress positivo. definita come un calo di prestazione legato a un'attività reversibile grazie al riposo. rispettandone il benessere globale. . tegumentario). digerente. La salute come benessere oggettivo corrisponde al buon funzionamento delle tre strutture di prima risposta dell'organismo (sistema nervoso. Quanti di questi protagonisti pagano l 'eccellenza parziale con la salute precaria. muscolo-scheletrico. il successo e il riposo. ma non necessariamente i loro desideri". energia vitale e resistenza alla fatica. il celebre. Ma la gestione dello scontro è una tecnica che impara e che si arriva a praticare facilmente con poco allenaento. E soprattutto il modo di affrontare questi due aspetti che dà la misura della capacità di saper vivere di una persona. respiratorio. Definiamo così le persone che raggiungono notorietà e successo in campi specifici: il ricco. endocrino e immunitario) che regolano e gestiscono le informazioni organiche e sostengono gli altri sistemi fisici (cardio-circolatorio. è bisogno di comando ma anche bisogno di ubbidienza. ha una doppia dualità: può essere soggettiva e intrinseca. possibilità di tregue e sospensioni e della rappacificazione finaoppure. ma ci si affronta senza odio. è azione ma anche riflessione. raccomanda la teoria assertiva.

questi spegnitori del piacere di vivere riducono la loro esistenza a una perenne quaresima bianca (acqua naturale. diverso da diversum. Un individuo che voglia sviluppare se stesso e diventare un leader nella società deve allenarsi a salvaguardare il proprio gusto ludico. anche ridere troppo può far venire l'appendicite!) continuando per tutta la vita a soffrire e a chiedersi perché mai (solo) gli altri si divertano e. il divertimento non deve tuttavia essere sentito come un vincolo ("le vacanze estive le devo trascorrere dove vanno gli amici). esiste un livello critico di affaticabilità personale che ogni individuo può imparare a riconoscere e controllare. La perdita di qualità umana co- . del divenire come novità. non dovrebbero rivolgersi l'interrogativo in chiave polemica anche se la lezione o la riunione sono 'state terribilmente noiose e deprimenti. no ai salumi. i piccoli vizi. Sapersi divertire è un dovere verso se stessi. indice per tale persona di mutilazione creativa e di incapacità di produrre simpatia. La noia è la morte dello spirito. dell'azione come ricerca e come sfida coltivando con misura l'umorismo e un controllato senso dell'ironia. oltre che un'occasione importante di incontro sociale e quindi di marketing personale.. no ai fritti. il mitico presidente dell'Itt: "andare al lavoro non mi è mai pesato. niente cioccolato. mutilato nella salute e nella vivibilità. Partendo dalla deprimente constatazione che tutte le cose buone e divertenti della vita "o sono dannose o sono peccato o fanno ingrassare". mentre tutti conosciamo persone sane che vivono come fossero malate.106 Lo stile del leader Lo stile del leader 107 Inoltre può essere "fisica" quando è dovuta a richieste di sforzo muscolare o "psichica" quando influisce sul sistema nervoso vincolante il normale equilibrio del soggetto. rilassamento. niente salatini. facciano anche carriera! Come la pedagogia insegna. Grazie alla cura e alla buona organizzazione della propria vita. Ha scritto Harold Geneen. Dal momento che la fatica sopravviene quando un'attività supera un certo livello e si dissipa dopo la cessazione dell'attività. con la massima libertà possibile nei confronti della propria immagine e del proprio ruolo. così l'andrologia dimostra che l'adulto che dimentica il divertimento e non riesce più a praticarlo è un disgraziato (proprio nel senso di privo di grazia globale)... meglio se piacevole. a cominciare dal sorridere di se stessa. participio passato di divertire). è molto preoccupante. Quando dopo una lezione o una riunione due persone si domandano: "Ti sei divertito?". La vita è un grande gioco e ciò vale anche per il periodo lavorativo durante il quale si può anche ridere e sorridere. Dicevo ai miei colleghi che gli affari erano altrettanto divertenti del golf. Per svolgere la sua funzione di ricarica. del tennis. no al sesso. Lo humour inglese "prendere le cose per come sono e non troppo sul serio" è l'opposto della furbizia latina e soprattutto italiana del "prendere le cose sempre sul tragico". come un obbligo ("per avere la barca giusta chiedo un mutuo") o come un atto di conformismo ("per far carriera nella nostra azienda bisogna giocare a golf o a tennis"). partecipando a un concorso sul lavoro indetto dalle scuole elementari "non avrò bisogno di giocare per divertirmi". Ognuno deve coltivare e mantenere la quantità e i tipi di divertimento che preferisce. vi sono persone con vere malattie che vivono bene e con pienezza. dando di se stesse un'immagine di limitatezza e di marketing negativo. si annoverano coloro che disprezzano ogni cedimento a piacevolezze quali: la golosità. verdura lessa. Il senso ludico nella vita non si concretizza in risate e in godiento fatuo ma in consapevolezza dei gioco in atto. le comodità. Il lavoro era la parte migliore della mia vita. il bambino che non ama giocare è malato o psichicamente disturbato. "Se da grande troverò un lavoro che mi piace" ha scritto un bambino. c'è il senso della partecipazione interessata unitamente alla fruizione di una novità. attivazione del piacere e della salute globale. cioè una cosa "diversa" (divertire dal latino divertere. Tra questi malati immaginari. anzi mi ha sempre dato piacere. Il troppo spesso ste "senso del dovere" deve e può essere sostituito dal "gusto el fare e del realizzarsi nel fare". niente alcool. in più. Nel "ti sei divertito?" c'è la curiosità di sapere se si è avuta l'impressione di sperimentare una cosa "nuova". Che una persona di successo non ami ridere può essere comprensibile e accettabile ma che non sappia vedere il lato divertente delle cose. così come può allenare i propri tempi e modi di reintegrazione dello stato di benessere. della vela e di ogni altra cosa che io volessi fare". riso bollito. E facile essere contenti e felici quando si ha successo. Ma l'affermazione si può anche rovesciare: è più facile avere successo e fare carriera quando si è contenti e felici per ciò che si fa.

con le sue difficoltà e. ione e le risorse necessarie per ottenerlo. La ricetta in sé è semplice. società). hobby. on sono lo stipendio. Il potenziale umano inteso come potenza di riserva e possibilità di agire e di volere è a disposizione di tutti. spiritualmente inesauribile. di cambiare ogni giorno il modo di fare. Quand'anche la vita. mentre gli altri sono quelli "a cui le cose accadono". La nostra tesi è che si possono trasferire queste definizioni alla rsona e che si possono studiare e misurare la produzione urnain termini di comportamento e la produttività personale in terni di quantità e qualità dei risultati del comportamento stesso. capacità di sentirsi legati ad altri senza rinunciare alla propria unicità. il corpo e il cuore (convenzione per indicare il luogo delle emozioni). benzina d'oro (il quoziente di vitalità) Possedere energia significa avere vitalità. del proprio valore futuro! Energia interiore. affetti. né il tipo di occupazione. benevolo. produzione artistica). La produzione è l'attività consistente nella combinazione di risorse diverse e nella loro trasformazione in prodotti. Per spiegare ciò che intendiamo per vitalità della persona e come si può misurare ricorriamo alle definizioni tecniche di produzione e di produttività. dignitosa) delle difficoltà e del dolore. alle prestazioni eccezionali di ogni sorta di sport. di accettare ogni giorno. sulla fedeltà nel cambiamento (che altro non è se non la capacità di ricominciare ogni giorno. sul pensiero positivo (cioè sull'ottimismo razionale che ha deciso di vedere sempre e in ogni caso la bottiglia mezza piena anziché mezza vuota). Ognuno è libero di scegliere le proprie "zone di produttività" secondo gusto e carattere contingenti o vincoli specifici. senza cercare occasioni di fuga né alibi. fascino.108 Lo stile del leader Lo stile del leader 109 mincia dalla perdita del sorriso e dell'allegria del cuore. Dice Peter Drucker: "il leader ha il compito di creare un insieme che vale più della somma delle sue parti. un'entità che produce più della somma delle risorse investite". la salute e l'emotività. La produttività della persona è pertanto collegata alla vitalità. vicinanza dei due concetti è tale da poter apparire sinonimi. i risultati sono: l'intelligenza. Gli ambiti di esplicazione della produttività personale sono tre: il privato (famiglia. ampliare la qualità della vita e. accettazione della realtà come alleata e non come nemica. comunità. rimanendo coerenti con se stessi). Queste persone vitali e produttive sono =: quelle che "fanno accadere le cose". lucida. Com'è una persona vitale? Perché l'aggettivo vitale viene attribuito così raramente a qualcuno e pronunciato con invidia. ai primati. né il carattere che producono individui ad alta o bassa produttività personale. attivo. Ma è ciò che Peter Senge definisce "padronanza personale". business). Un leader può e deve organizzare il proprio potenziale produttivo in modo da aumentare la sua efficacia. bisogna ricordarsi di ricominciare. I tipi di produttività personale sono anch'essi almeno tre: considerando come risorse umane: il cervello. quasi con stupore? Se siamo tutti vivi. dimostrare di contribuire direttamente al successo dell'organizzazione di cui fa parte. La vitalità si basa sulla fiducia in sé e negli altri. rapido. poiché anche la sconfitta e il dispiacere sono parte della vita e la vitalità li riconosce e li patisce fino in fondo. coraggioso. propositivo. non di rado. come mai così poche persone sono vitali? La vitalità è tanto chiara ma anche tanto rara per la ragione che si costruisce facilmente ma deve poi essere esercitata con una costanza e una fedeltà interiore totali. diminuire lo sforzo. spegnesse per certi periodi la capacità e l 'energia necessaria per divertirsi. Cioè in leadership naturale. Della produttività emotiva è sufficiente dire che essa consiste produttività invece è il rapporto tra il risultato di una trasfor- . Come rispetto di se stessi. con le sue tragedie. entusiasta. aperto. il professionale (lavoro. con la e dentro e intorno a loro e persone che vivono fievolmente. La vitalità si esprime in un comportamento energico. scientificamente riconoscibile. con ammirazione. ulti conosciamo persone che vivono bene e senza sforzo. del proprio passato e presente. carisma. il sociale (amicizia. cioè speciale senso delle finalità. Della produttività fisica come rapporto tra il proprio corpo e la propria salute e benessere esiste un'ampia letteratura stimolata dalla corsa ai record. E sufficiente accettare la sua esistenza e impegnarsi a trasformarlo dapprima in attività di produzione e subito dopo in produttività. orbendo vitalità dall'ambiente e da coloro che li circondano. generoso. soprattutto. La vitalità si concretizza in stile personale assertivo. Nel coraggio rientra l ' accettazione (umile.

Definiamo produttività intellettuale la capacità di organizzare le risorse mentali in termini di risultati (o output) concreti e realistici. analisi. è espressione di energia. accettarle. Noi non siamo d'accordo. le due situazioni ambivalenti con cui il leader deve imparare a convivere sono l'ansia e lo stress. azioni. La buona produttività emotiva si identifica quindi con la padronanza equilibrata delle emozioni. La principale causa dell'ansia è infatti racchiusa nella sproporzione tra la quantità di informazioni disponibili e l'impossibilità di possederle tutte: "vorrei . quello dell'emotività è un problema sussidiario a quello della coscienza". consapevoli ma non razionali. pensieri e atteggiamenti non conseguono linearmente né dalla mente né dalla conoscenza pura e semplice. azione). che è conoscenza ordinata e scarseggiano di intelligenza. Esse sono presenti nella coscienza di tutti. speranza. che riguardano la vita sentimentale e il modo di regolare gli affetti. Le organizzazioni abbondano di competenza. notiamo quasi sempre un nervosismo preoccupato in coloro che esercitano funzioni specialistiche e tecniche. creatività. Eppure non manchiamo di rispetto a nessuno. goderne o difendersene in modo funzionale e senza preconcetti. Di gran lunga sono più numerosi gli spiacevoli. sintesi) e il risultato operativo della stessa (apprendimento. evitando gli estremi dannosi rappresentati dall'inaridirsi del cuore e dall'eccitazione confusionale. Peter Senge sostiene che l'efficacia di un leader dipende dal continuo miglioramento dei suoi modelli mentali e dalla sua volontà di trasformare ciò che apprende in comportamento concreto. dal pensiero logico e lineare a quello a rete e totale". e la consapevolezza che. esse si muovono integralmente. in continuo interscambio. interesse alla vita e all'iniziativa positiva. La produttività emotiva consiste nel riconoscere le emozioni personali. Quando sosteniamo che la competenza può essere stupida e l ' imprecisione intelligente. —lo stress è una sensazione di pressione fisiopsichica accompagnata da emozioni di ordine temporale (premura e urgenza o lentezza e freno). Si può tentare di rifiutarle. fiducia) o spiacevoli (timore. "E urgente" sostiene lo studioso della creatività Edward De Bono "passare dal pensiero povero al pensiero ricco. diagnosi. Comprendiamo in essa sia l'intenzione e l'interesse che provengono dall'esercizio della volontà sia il fattore G e cioè: "la capacità di un individuo di interpretare la realtà e costruire risposte significative ai problemi". gli atteggiamenti ansiosi possono essere piacevoli (sogno. nel tempo che ha a disposizione. intuizione. milioni di persone "ragionano" benissimo ma solo alcuni "pen - sano" altrettanto bene. intendendo per equilibrio l'alternanza controllata e temporale (cioè non contemporanea) di momenti di disequilibrio. Queste due sensazioni. vengono considerate dalla maggioranza delle persone in modo univocamente negativo e caricate di colpe non loro con il grave risultato di diffonderne un timore passivo e di sprecarne le possibilità energetiche. Molti medici confondono l'ansia con lo stress. tutti agiscono su base logica e rifiutano i dubbi come debolezza.110 Lo stile del leader Lo stile del leader 111 nel riconoscere le emozioni personali come categoria di esperienze intense. Se la vitalità. La produttività intellettuale misura quindi il rapporto tra l'attività della mente (conoscenza. la relazione tra loro è indissolubile. preoccupazione). E sufficiente definire correttamente sia l'ansia che lo stress per sfatare 1'80% della loro pericolosità e per intravederne modi di difesa e metodi di utilizzo: — l'ansia è una situazione psicofisica di incertezza nei confronti del futuro (cioè di qualcosa che deve ancora accadere) accompagnata da sensazioni spiacevoli di timori. Le due dimensioni psichiche dei pensieri cognitivi e delle emozioni o sensazioni non possono essere separate che teoricamente. In questo senso l'emozione diventa parte dell'intelligenza e si collega alla produttività intellettuale. come s'è detto. ma non si possono negare. meditazione. prodotte e strettamente connesse al modo di vivere contemporaneo. fisico e matematico. anche nelle organizzazioni. considerandoli una situazione di disagio unica e curandoli con metodi identici. decisione. che è innovazione. anche se sovente sorgono e si determinano quasi nostro malgrado. Lo stress si produce nell'individuo al momento stesso in cui egli ha la sensazione di non riuscire a fare tutto quanto vorrebbe o dovrebbe. dichiara: "a mio modo di vedere. Roger Penrose. attesa. soprattutto per quanto riguarda l'ansia e lo stress delle persone che vivono ruoli di responsabilità.

Caratteristica dell'ansia è quella di autoalimentarsi e di moltiplicarsi diffusivamente in senso negativo su campi e argomenti prossimi a quello per cui si è incerti. malessere. Sento lo strazio di questa incertezza". quando la sensazione dell'insuccesso. l'affermazione di Weber. sono fattori "killer" perché legano alle "caviglie psicologiche" delle persone delle pietre pesanti che trascinano la psiche verso il fondo del pozzo. Trasferendo alla realtà delle organizzazioni. di qualunque tipo purché umane. "se faccio così. forse riesco a fare anche questo". Può controllare e ridurre l'ansia spezzando le situazioni in successioni di momenti mai superiori alla mezza giornata: immergersi nell'azione immediata e vietarsi di spingere il pensiero oltre l'obiettivo stabilito. come alla maggioranza delle persone all'inizio della carriera serva. consapevole o inconsapevole. se solo avessi più tempo a disposizione. a quanti voglio- . come. La causa dello stress è invece racchiusa nella sproporzione tra la quantità di opzioni disponibili e l'impossibilità temporale a praticarle: "vorrei e potrei fare molto di più e molto meglio. Infine. Noi siamo d'accordo con Weber a tal punto da aver dedicato alcune pagine di questo libro proprio alla dimensione personale del potere.. Ho le idee giuste ma non ho le ore per realizzarle. dell'insoluto si comincia a insediare. quella che rappresenta l'eccellenza dell'esercizio della responsabilità e che abbiamo situato allo scalino più alto del noSto modello della piramide. so che potrei saperla e che se la sapessi eviterei forse degli errori. anche visivamente. Quando una persona comincia a "mettere in coda" le cose da fare perché non può o non le vuole rifiutare. del ritardo. sviluppare competenza in termini di capacità. successivamente. L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: il luogo dell'arca Ha scritto Max Weber in Economia e Società: "un popolo che non esprime veri capi è senza avvenire. quando un istante diventa pulsante di "ciò che devo ancora fare".. Ma non so dove e come raggiungerla e non ho il tempo per procurarmela. prima di tutto. difendendosi in ogni modo dalla disorganizzazione. quando si rende conto che non riuscirà a fare tutto ciò di cui accetta la responsabilità e ciò malgrado si sforza intensamente di "fare tutto". Il leader può difendersi dagli effetti perversi dell'ansia e dello stress. Un regime che non li lascia emergere è un regime esiziale e. producendo una situazione globale dannosa per l'equilibrio e la lucidità mentale del soggetto. rispettare la coerenza del disegno che dimostra. ordine e delega. perché l'ansia uccide di paura e lo stress uccide di premura. magari affrontandone due o tre contemporaneamente per non lasciare nulla indietro. So che dovrei fare meglio e invece non posso. La stessa civiltà occidentale può continuare a fiorire nel rinnovamento soltanto se avrà ancora dei veri capi". Qualsiasi organizzazione umana può continuare a fiorire nel rinnovamento solo se avrà dei veri protagonisti. Il controllo e la resistenza allo stress li ottiene esercitando: priorità. puntualità. ma non siamo entrati nel merito della composizione né della costruzione dello stesso. riduzione della prestazione fino a divenire "killer" della vitalità e della qualità della vita. perché l'ansia frena e confonde e lo stress impasta ogni atto di sfinimento e fatica. sono sempre di corsa". Ecco lo stress. in qualche angolo della coscienza. sintesi. precisione. Un'organizzazione che non li lascia emergere è una struttura esiziale e quale che sia la sua etichetta va trattata come nemica di coloro che di essa fanno parte. Sono sempre indietro. va trattato come un nemico del popolo. Più aumenta la voglia di fare meno riesco a fare. quale che sia la sua etichetta. impedendo al cuore di partecipare con allegrezza leggera a ciò che succede nel quotidiano. Ci sembrava importante. essa suona così: un'organizzazione che non esprime veri leader è senza avvenire. Ansia e stress vengono sofferti a livelli diversi e con intensità e violenza variabili secondo le persone. "Killer". procurano sofferenza. Nei capitoli precedenti sono già state anticipate alcune definizioni del potere di ascendente.112 Lo stile del leader sapere qualcosa. infatti.

si giunge alla fascia mediana per intuito. può esercitare uno stile di leadership perfetto. La cima della piramide e il contenuto in essa iscritto hanno un doppio significato. il Big-Boss. sempre riconoscibili e uniche. sensibilità. sa e vuole avere la parte principale da recitare. in questo campo. sia da coloro cui non interessa (perché si sanno fermare o si sono fermati ai livelli sottostanti). ma solo i leader sono allo stesso tempo giocatori e vincitori. al triangolo finale arriva una minoranza così esigua che. a nostra volta. Né vi è da stupirsi di ciò. egli rimane un professionista. né una categoria né una classe ma è composta di persone singole. Al contrario. potrebbe essere stimata intorno al 5% di quanti si impegnano alla propria autorealizzazione. considerando che si entra nella fascia di base quasi per necessità e per competenza professionale (essere capaci è un dovere per tutti). il vertice della piramide essendo sensibilmente più piccolo delle altre due fasce del modello. ad altri. oppure in persone di tipo adattivo. ma al vertice superiore si mira individualmente. Come area dimensionale. a coloro che vogliono mirare alla cima. Questa minoranza non è mai un gruppo. fino a non essere più riconoscibili una separata dall'altro. come quantità di superficie e di volume. oppure è un insieme di cuore. il 65% ha indicato le capacità. un secondo campione costituito da manager di vertice e imprenditori ha indicato nel 70% delle risposte l'ascendente personale come zona ideale. di portare la responsabilità diretta del successo o dell'insuccesso di qualsivoglia azione in cui è coinvolto. capace e dotato di stile è certamente tra coloro che sono seduti al tavolo da gioco della buona partita organizzativa. l'Ingegnere. dirigenti). Al triangolo di vertice infatti si arriva volendolo totalmente. Che ciò che affermiamo sia di consapevolezza comune. indicate con nome e cognome e. sia addirittura dall'esterno della piramide. funzionari. perché non esiste. volendola quantizzare. Mentre nella zona di base chiunque si muove agevolmente perché le capacità si imparano senza difficoltà e nella fascia mediana almeno metà dei leader si identificano facilmente.114 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 115 no continuare a migliorare il livello di prestazione e il riconoscimento corrispondente da parte dell'organizzazione. per la natura stessa del termine. Identità e mestiere diventano in lui sempre più attorcigliati e confusi. sa di essere l'attore più importante. diventi indispensabile la scelta di uno stile che valorizzi la competenza e l'intoni alla cultura di riferimento e come infine. il 25% lo stile di leadership e solo il 10% l'ascendente. Suddividendo alcuni degli intervistati secondo il livello di responsabilità che gestivano. avendo deciso di farlo e mettendo in gioco uno sforzo intenso. infatti. Un'ultima caratteristica separa le popolazioni delle due fasce inferiori da quella del vertice e riguarda la responsabilità personale. come lo definiscono le scritture precristiane. è sempre quella: "si nasce così o si può diventarlo?". viene dimostrato da alcune nostre indagini miranti a rilevare le reazioni di un campione di italiani nei confronti dei tre gradini della pira- mide. nel 25% le capacità e soltanto nel 5% lo stile. abbiamo rilevato che la punta massima di risposte negative alla domanda: "l'ascendente si acquisisce?" si rileva nelle risposte di persone con ruoli burocratici e subalterni. il volerlo un poco: o lo si vuole e allora lo si vuole completamente o si limita lo sforzo e allora non lo si vuole veramente. Come cima o apice. e non un leader. ma fino a quando non accetta la gestione della responsabilità come un fatto personale diretto ed etico (potere come servizio). Un individuo può essere molto capace. Volendo indicare degli stereotipi fine Novecento (oggi in gran parte superati) potremmo dire che non credono alla possibilità di realizzare l'ascendente per- . indica invece che sono quantitativamente poche le persone che possono entrarvi. il Capo). Il leader. soprannome (l'Avvocato. a volte. magari eccellente. su oltre 400 persone con incarichi di media responsabilità (quadri. La domanda antica. essa indica una situazione di sommità. convenienza ed economia (avere stile vuoi dire integrarsi e rendersi contemporaneamente visibili). rimanga da esplorare il coinvolgimento totale di tutta la loro personalità nel lavoro. Si nasce leader o lo si diventa? Il carisma è ancor oggi un segno dello spirito che colpisce qualcuno prescelto da Dio. Alla domanda: "quale area indicherebbe come zona ottimale del suo personale modello di potere attuale?". ma non da se stesso. di vertice. Il professionista. di superiorità fisica sui livelli sottostanti e viene così percepita in modo indiscutibile sia da coloro cui interessa arrivarvi. volontà e intelligenza che determina da parte degli altri il riconoscimento di qualità eccezionali in una persona che ha deciso di voler diventare carismatica? Abbiamo dedicato tempo e studio a cercare la risposta a questa domanda e a rivolgerla.

Il convincimento è invece il fattore padre. cromosomiche. di un fatto o di una persona e improntare a esso il comportamento reale e l'atteggiamento mentale. è convinto di essere utile ai suoi allievi. e oltre a testimoniare in ogni sua frase il piacere di argomenti interessanti. trasmette l'intenso suggerimento di scoprire anch'essi la bellezza della sua materia. Convinzione significa praticare un coinvolgimento totale nei confronti di un'idea. Paolo Fresco. Rivolgendo infine la domanda a noi stessi e riflettendo sulle migliaia di persone che abbiamo conosciuto non solo sul lavoro. Gli allievi sentono la convinzione e provano rispetto per la sua coerenza e anche i più critici verso la scuola non dimenticheranno mai il timbro delle sue lezioni. Siamo convinti che l'ascendente si costruisce e diamo quindi il consenso teorico (100% di sì). padre il convincimento. Siamo convinti del fatto che qualcuno (per ragioni genetiche. anche quando non ne ottengono la simpatia. Che ciò avvenga per colpo di fortuna. realizzando i cambiamenti nelle persone e negli eventi. In tutti i tipi di organizzazione i capi con ascendente ottengono facilmente consenso e disciplina dai loro collaboratori perché ne meritano il rispetto. anche se la realtà esperienziale ci dimostra una proporzione inversa di 70% di negatività contro un 30% di positività (su dieci persone che decidono di costruire il proprio ascendente. alla domanda "come si costruisce in azienda il carisma personale?". Una convinzione errata o cattiva può portare una persona alla distruzione e alla rovina. La convinzione e il convincimento sono le basi dell'ascendente. La convinzione aiuta la coerenza e moltiplica la forza personale. della fiducia in sé e dell'autostima. ma una convinzione giusta e buona può trasformare un essere qualunque in un santo o in un eroe. madre la convinzione. ha risposto: "il carisma si basa sulla competenza e sulla capacità ma soprattutto sulla maniera convincente con cui un manager svolge il suo ruolo di capo. dimostrando la sua qualità di persona e la coerenza del suo comportamento quotidiano " . avremmo probabilmente ricevuto la stessa risposta che Machiavelli diede al Principe: "certo che si arriva al successo e si diventa importanti: metà per fortuna e metà per virtù personale". esattamente come l'anziano agitato e preoccupato si calma nell'ascolto di un tono caldo ma forte edeciso o come il cliente isterico si tranquillizza davanti a un fun zionario calmo e sereno. convincimento. A quanti di noi è stato "regalato" il gusto della storia. riteniamo che ciò non costituisca un ostacolo per nessuno. il fascino della matematica. caratteriali e casuali) nasce con maggiore predisposizione di altri alla leadership naturale. ma dal momento che la società e le organizzazioni hanno bisogno di molti più leader di quelli che partono favoriti. in qualsiasi campo. Le punte massime di assenso invece le abbiamo trovate nelle persone che esercitano ruoli indipendenti. commerciali o cornpetitivi. tre ci riescono e sette rinunciano).116 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 117 sonale i funzionari di banca più tradizionalisti e i dirigenti amministrativi più razionali. ma essi non sarebbero sufficienti a "fare muovere" e rendere . rispondiamo in modo doppio ma non ambivalente. da un insegnante appassionato della materia e convincente nel costringerci ad avvicinarla? L'ascendente non ha barriere di età per venir riconosciuto: il neonato nella culla placa il capriccio e si tranquillizza al suono di una voce sommessa ma ferma. per potenziale individuale o per pura casualità non veniva rilevato dalla nostra domanda iniziale. I quattro cavalieri: convinzione. Definiamo la convinzione il fattore madre perché è quello che dà vita alle azioni in quanto raccoglie dentro di sé le fonti della forza dell'io. L'ex presidente della Fiat. A noi interessa solo il convincimento positivo perché è quello da imitare. energia e volontà La convinzione e il convincimento sono i fattori genitoriali dell'ascendente. il piacere della letteratura. Il professore crede nell'importanza della materia che insegna. confermando come nei lavori di iniziativa e di rapporto con gli altri è ben presente la consapevolezza che l'identità personale può essere sviluppata e costruita nell'ambito professionale e in quello personale e può venire utilizzata per il raggiungimento di riconoscimenti di potere e di consenso. Come per la convinzione anche il convincimento può agire per il male o per il bene e può trascinare gli altri verso il peggio oppure entusiasmarli al meglio. quello che penetra nella realtà e interviene nel sociale. ma se avessimo formulato la richiesta. da quello manageriale a quello educativo.

Chi vuole manovrare il consenso senza reale rispetto delle per- sone ha solo due vie da percorrere: quella di un carisma ipnotizzante o quella della manipolazione qualunquista ("se lo dice lui che sembra così convinto lo farà per il nostro bene". bisognosi di lei. anzi ne è l'opposto. voglia di lavorare bene con gli altri) o voglie cattive e distruttive (voglia di veder morto qualcuno. vitalità si parla anche in altre pagine di questo libro perché vogliamo contrastare la cultura della passività e dell'adattamento che diventa ogni giorno più predicata e quindi più pericolosa. facoltà fondamentale del comportamento umano. devi credermi " ). così i superiori peggiori in fabbrica o in ufficio ("tanto non diventeremo mai ricchi. Esso consiste nel confondere la volontà con la voglia: "come faccio se non ne ho voglia?". dannoso nei confronti del tutto. "non riesco a farmi venir la voglia". Nel capitolo della capacità di lavorare duro. un gusto. forza e potenza espressa. La benzina migliore per lo sviluppo dell'ascendente è rappresentata dalla doppia V dell'energia: la vitalità e la volontà (vedi la Figura 4. i genitori ossessivi verso i loro figli ("fallo per me. grandissimo nei confronti dei giovani. voglia di qualcosa o di qualcuno e rende succubi coloro che la provano. solo il gusto dell'azione e della reazione che salva l'individuo dalla massificazione pecoresca e dalla rinuncia impigrita della propria identità. Così si comportano. la vera "benzina" del motore del leader eccellente. una motivazione che sorge spontaneamente o per induzione nella persona e la coinvolge emotivamente. che mobilita l'ascendente. azioni Responsabilità Prepotenza Influenzamento Bassa Fiducia nella vita = convincimento (estroversione) Alta dinamico il sistema della leadership se non fossero accompagnati dalle due energie dinamiche. dà la direzione al comportamento e permette il raggiungimento degli obiettivi. voglia di avere cose non proprie. l'energia viene presentata come una capacità da allenare e sviluppare. Nel capitolo delle sette ambivalenze indicheremo come. Ci vuole anche la volontà. La voglia è un desiderio. una spinta. né voi né io. E solo l'energia vitale. Viviamo in un mondo pieno di voglie e scarso di volontà. voglia di amore. stamina. in nome della virtù della tolleranza e del buon senso si cerca invece di rendere le persone inermi (cioè senza vitalità) di fronte a sfide improvvise e a proposte pericolose.118 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza Figura 4. "beata lei. oppure: "se nulla ha veramente valore. ci toccherà sempre lavorare. La volontà non è la stessa cosa della voglia. così come una voglia soddisfatta può colmare di tale piacere da far piangere di gioia. Una voglia può essere percepita tanto intensamente da provarne dolore. si sta praticando in questi anni il peggior malinteso della morale quotidiana. ma senza forza di volontà non si può convincere nessuno. forse senza accorgersene. Nel nome della volontà. Si può infatti essere molto convinti. E il tipo e la qualità della benzina che condiziona la velocità e la quantità di strada che un motore può percorrere. Ma la vitalità senza una direzione in cui esplicarsi corre il rischio di ridursi a una pagliaccesca eccitazione oppure di disperdersi effondendo forza contraddittoria e disordinata.1 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 119 Forza dell'lo Personalità Autonomia Fermezza Autoincentivazione Forza del sociale Valori. . la seconda V. lo faccio per il tuo bene. come resistenza. in un modo o nell'altro"). Di energia. che ha la volontà". idee. io so cosa è bene per te. voglia di non compiere il proprio dovere). una soluzione vale l'altra").1). La voglia è sempre situata fuori dalla persona. Si possono provare voglie buone e benefiche (voglia di tenerezza.

Ma non scoraggia. "voglio controllare la mia impazienza". aggrappati solo alla volontà. Pur essendo più alto degli altri. ma di esse sono parte. oppure non cambiare canale televisivo per l'intera durata di una tavola rotonda. ma ciò che diciamo noi resta certo: un mattone sopra un altro mattone forma un muro. cambiare alcuni modi di reagire troppo nervosi o troppo timidi. Questi esercizi hanno lo scopo di allenare la determinazione e di dimostrare a noi stessi come possiamo esercitare la volontà. Il passo successivo è decidere di trasferire ciò che si riesce a fare episodicamente in comportamento continuato e regolare. Dalla sua stessa radice etimologica viene il verbo voglio: "voglio essere sincero". così come: non interrompere lo studio o il proprio lavoro per il tempo di un'ora. infatti. invece. La sua definizione è chiara e semplice: la volontà è la facoltà di essere determinati a svolgere liberamente certe azioni. altre volte no. la costruzione della carriera professionale. Infatti le due componenti costitutive della volontà sono l 'intensità dello sforzo (decidere. La volontà che mobilita e accresce l'ascendente è quella investita verso traguardi a medio termine quali: la realizzazione di una famiglia felice. Decidere per esempio di non guardare l'orologio per tutto il periodo di un'attesa (in aeroporto. senza farsi influenzare dagli amici che comperano la barca firmando cambiali e dicono che solo i soldi fanno i soldi e solo i raccomandati fanno carriera. obbligarsi) e la fedeltà della ripetizione (fare una volta. mentre si addormenta un neonato capriccioso) costituisce già un buon esercizio di base. come s'è detto. le tentazioni del successo . a dubbi. Sera dopo sera andare a scuola. fare molte volte. anch'egli è soggetto a crisi. Chiamiamo tentazioni quelle situazioni che si possono limitare. verso traguardi a breve. Essi sono di due tipi. così la volontà è la potenza del motore. "voglio risparmiare una parte del mio stipendio". ed è la volontà più entusiasmante e visibile. Se la parola tentazione identifica una situazione o un'idea che attira e attrae il comportamento individuale verso scelte non positive e spesso non etiche o non negative. per quanto incrollabile sia la sua allenata volontà. Già Aristotele ne parla in questi stessi termini nell'Etica Nicomachea. senza mollare. a volte si riescono a soddisfare. la costruzione del proprio benessere economico o altri. conoscendo in anticipo i vincoli e gli ostacoli e attrezzandosi per combatterli. ma che servono a sperimentare la propria capacità di autocontrollo. a incertezze. dare un avvenire ai figli. Così Vittorio Alfieri. dunque. allenare e controllare e aumentare. Per sviluppare la volontà è sufficiente cominciare da piccole decisioni. i leader i quali ben sanno come le cose preziose meritano di essere pagate con prezzi altissimi. il sostegno e l'esempio ai figli e ai figli dei figli. imparare uno sport o un esercizio difficile. Come l'energia è la benzina. così migliaia di lavoratori studenti portano a termine brillanti percorsi di studio. E insita in ognuno ed è una facoltà a disposizione di chiunque l'eserciti. senza cedere alla tentazione di spendere nel poco. Prima di tutto non viene dall'esterno ma si trova all'interno dell'essere umano. è un'altra cosa. Magari hanno anche ragione. della propria azienda industriale o agricola. Si può soprattutto. lo sviluppo continuo del proprio livello professionale. costringendo la propria attenzione a rimanere obbligata su ciò che si sta facendo. Oppure verso traguardi a lungo termine quali: la realizzazione di opere artistiche. Esso è solcato da venti e furori d'aria. il cielo degli ottomila non è terso né immutabile sempre. creare un'azienda. rifare. a costi durissimi. La volontà è la forza che trasforma la vita di una persona. conoscendole in anticipo e chiamiamo costi e rinunce le altre situazioni che non si possono evitare perché costituiscono il negativo della realtà. Oppure ancora. un giudizio positivo sul lavoro sommato per anni ad altri giudizi positivi definisce un eccellente lavoratore. fare sempre). utilizzare in senso realizzativo. da lampi di violenza terribile e da nuvole gonfie di tempesta. Si può riconoscere.120 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 121 Le voglie vanno e vengono. non importa se futili e incidentali. in modo ineliminabile. non bere alcolici per un certo periodo. dal dentista. imparò il greco. un chilometro dopo l'altro fa fare il giro del mondo. L'affitto del successo: lavoralcolismo e narcisismo Per quanto energica e vitale sia la convinzione del protagonista carismatico. immediatamente misurabili: smettere di fumare. La volontà. Milione dopo milione. Prepararsi. Questo rappresenta consolazione per coloro che si fermano ai livelli inferiori della piramide. cambiano lungo il corso della vita. così persone che partono senza una lira accumulano il denaro per farsi la casa. oppure giustificazione per quanti aspirano alla quiete dell'animo e alla stabilità della vita.

Non si ruba solo sottraendo denaro a qualcuno o facendosi dare una tangente per qualche favore. essa è entrata nel lessico organizzativo con il termine mobbing e la sua applicazione sta pericolosamente estendendosi. ma anche obbligando i collaboratori a fermarsi oltre l'orario o i figli a farci compagnia. infine. Si ruba il tempo. il filosofo tedesco .122 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 123 segnalano quei pericoli e quei rischi personali connessi all'esercizio dei ruoli di leader. Quando Herbert Marcuse. Vi sono genitori che prevaricano spiritualmente i loro figli condizionandoli a comportamenti negativi. si ruba intromettendosi in una coppia o in un gruppo di persone che volevano stare tra loro. come se a loro fosse permesso ciò che ai comuni mortali è vietato. Sentendo parlare brutalmente di rubare. ma con un sussulto silenzioso. "crudele" e invita chiunque a difendersi ed evitare simili porcospini. la cui soglia di obbligo viene abbassata o spostata a seconda della convenienza della situazione specifica. lo scarso controllo dell'umore o del sarcasmo e dello "humour" caustico sono forme di scorrettezza praticate come legittime perché ci si ritiene così importanti da meritare metri di giudizio diversi da quelli in vigore per gli altri. si ruba riferendo confidenze che erano state date in privato. manipolando le notizie. non costituisce una scoperta recente. Il lavoralcolismo" Proporre tra le tentazioni dell'esercizio del potere sia nelle organizzazioni che nelle famiglie il lavoralcolismo. Le tre tentazioni più importanti sono: —la legittimazione del potere. Nelle organizzazioni la prevaricazione costante. ma anche negandosi al telefono. invece. il diritto al privato. Nello stesso modo si mente non solo dicendo grosse e precise menzogne o giurando il falso davanti al giudice. poiché coinvolge gli aspetti etici e morali del comportamento verso gli altri. omettendone una parte. profferendo lealtà proprio mentre ci si comporta con riserva. —il narcisismo. Naturalmente le persone che si scandalizzano sono ancora nella base della piramide del successo. mentre il senso di colpa o il sussulto della tentazione è riconosciuto da quanti già sono prossimi ad ascendere. all'arroganza e al compimento di azioni considerate scorrette da tutte le culture civili. mentire e prevaricare sono verbi che alcuni protagonisti praticano con grande naturalezza. Si prevarica spostando collaboratori lontano dalla famiglia senza vera necessità ma per comodo organizzativo. smentendo di conoscere un'informazione che invece si possiede. con parole molto dure: "abrasivo". sbarrano anch'essi gli occhi. In modo un po' semplicistico ma sintetico essa può venire descritta come lo scivolare in una deformazione mentale che trasforma la disponibilità di potere e l'esercizio dello stesso in un diritto alla prepotenza. quasi si sentissero riconosciuti o riconoscessero a loro volta qualcosa che già hanno pensato. La legittimazione da potere co e con tale naturalezza che trasforma la prepotenza in pelosa La legittimazione da potere: è la più grave delle tre tentazioni. —il lavoralcolismo. mentire e prevaricare alcuni sbarrano gli occhi e si ribellano ai termini usati. l'impazienza sgarbata. già offesi al solo pensiero di poter essere coinvolti in simili brutte azioni. non rispettando precise ed espresse preferenze verso un certo tipo di lavoro. ricattandoli con distorte esigenze emotive. Si mente correggendo la verità. promettendo o impegnandosi in azioni che già si sa che non verranno compiute. "cinico". la serenità familiare e lo si fa con finto rammari- prevaricazione. altri. che già temono e da cui già si difendono. Né. Harry Levinson definisce il comportamento che deriva dal cadere nella tentazione che stiamo descrivendo. accampando scuse. rovinando l'immagine di avversari che ci fanno paura. negando attenzione e udienza a persone che se lo meritano. inventando scuse per liberarsi di un collaboratore. Rubare. riferendo parole e frasi al fine di ferire qualcuno in modo indiretto. della verità e della legge. Anche l'arroganza ingiusta. si prevarica solo con il coltello o con la rivoltella (malgrado siano ben note in alcune organizzazioni le cosiddette "notti dei lunghi coltelli" e i "bagni di sangue") ma lo si fa affermando giudizi negativi su persone che non piacciono. Si ruba costringendo una persona timida che non si sa negare a farci delle commissioni. Legittimazioni tipiche sono quelle che riguardano i valori del rispetto altrui. violenta e finalizzata a sfiancare il dipendente è diventata una potenziale prassi.

il lavoralcolizzato paga con la propria cultura ("legga questo libro e mi faccia una sintesi" dice il capo alla segretaria. con la propria informazione diretta ("questi sono i dépliant delle Isole Baleari. alla carne e all'arancio. anche quello della casalinga. Le vacanze estive non le fa oppure. l'amore. Viene a casa la sera quando io sono già a letto ed esce al mattino con l'autista mentre io faccio colazione. mi faccio togliere tutti i denti e mettere la dentiera". indicava proprio il pericolo che lo sviluppo industriale e il benessere crescente contribuissero a diffondere un tipo di etica del guadagno e del lavoro che avrebbe inevitabilmente portato alla riduzione e alla valutazione delle persone secondo l'unico metro del "ciò che fanno e ciò che guadagnano" . il leader. Sta a casa a Natale. vedrei i suoi occhi che stanno pensando alla telefonata da fare o al cliente di domani". studenti compulsivi che rifiutano voti mediocri perché esigono per se stessi solo il massimo. Dal momento che io continuo a volergli bene e che i nostri figli lo rispettano. "Mi vergogno a dirlo". a Pasqua invece va in Africa. Il pericolo dell'uomo a una dimensione rimane invece incombente e minaccioso per tutti quei protagonisti che riescono a realizzare il massimo del successo con il massimo della soddisfazione. ma non si realizzò per quella parte dei lavoratori. Ma io da grande farò il portinaio. chiediamo alla compagnia di viaggio un albergo che potrebbe piacerci e facciamoci consigliare un viaggio già tutto previsto") e infine con la propria salute fisica ("non ho tempo per il dentista. Se il lavoro dà piacere e riconoscimento. Il lavoralcolismo infatti è una tentazione paragonabile alla droga o all'alcolismo: quando la si prova piace. come giustificazione per non dover gestire la fatica e il costo di un'amante alla moda. Il bambino ha scritto: "Il mio papà. Gli affetti e il tempo personale rappresentano la prima merce di scambio con cui si paga il gusto drogante del lavoro. scrisse un libro intitolato L'uomo a una dimensione. che svolgono compiti che a loro non piacciono e dai quali cercano di sfuggire al termine dell'orario. "Descrivi il tuo papà". Poi vedo come si diverte a lavorare e lo perdono. E non solo il lavoro del dipendente. se li aprissi. vado in America e in una mattina. Ma è atroce. legge ` ventiquattr ' ore' le carte che si è portato da casa. l'interromperlo interrompe il piacere e il riconoscimento. prodotti dall'azienda giapponese Asahi-Shokuhin-Kogyo. come elemento di rappresentanza. senza nemmeno chiedermi cosa mi piacerebbe: io odio i suoi regali. così la quantità di lavoro deve essere continuamente aumentata per mantenere il senso di indispensabilità e la sensazione di sicurezza e di riconfermata utilità che essa restituisce. se non si impone da solo di resistere alla tentazione. perché è simpatico e gioca con me e mai e poi mai farò il professionista di successo". volontari di opere sociali. in verità. se viene con noi. capi di comunità. accetto questa situazione. Perfino le rare volte in cui facciamo l'amore io tengo gli occhi chiusi perché. Colpisce religiosi. operai e impiegati. Pian piano la lucidità si . Come la droga e l'alcol producono rapida assuefazione e vengono desiderati in quantità sempre maggiori. del fotografo di moda. in clinica. L'analisi di Marcuse ebbe notevole successo sociologico e politico. Il lavoralcolismo colpisce madri e casalinghe che non riescono a liberarsi dal ciclo perverso delle responsabilità famigliari e perfezionano ogni loro lavoro al limite dell'assurdo diventando persecutrici di coloro ai quali si dedicano. Telefoni a Osaka. Mio marito ama il lavoro e non me. "ho letto di cibi trasformati in specie di carte di credito che si consumano in cinque minuti masticando la carta con un bicchiere d'acqua. Gli servo come orpello. Ma è nelle organizzazioni che esso risulta più macabro ed evidente. Così risolviamo la seccatura dei pranzi e r isparmiamo mezz ' ora al giorno "). in scalata. ma il suo amore per me si è spostato sulla professione. la cultura e la salute sono stati e liminati. non posso descriverlo perché non so com'è. comincia a distruggere se stesso. del venditore di successo. poi. alla madre o al figlio "così sembrerà che l'abbia letto io"). Non pranza a casa.124 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 125 contrario all'ideologia della società industriale. quando la si smette si soffre di astinenza. ci confessò la moglie miliardaria di un dirigente aziendale "ma io sono povera e sola più della moglie di un emigrante. non per aumentare il piacere ma per mantenerlo identico. Quando tutti i prezzi. Dice che mi vuoi bene e ogni volta che lo dice mi fa un regalo. è stato chiesto in una tema al figlio dodicenne di un professionista. facciamoci mandare delle carte al salmone. il sabato va al golf e la domenica va a sparare al tiro al piattello perché dice che là c'è gente che deve assolutamente vedere.

oppure gradino dello stile e della forma perfetta). anch'essi riguardano solo quanto riteniamo appartenga al minimo comun denominatore del leader e non tutte le rinunce restanti che dipendono dalla sensibilità. Il narcisismo Quando il narcisismo sfocia nel bisogno di servilismo. Secondo la mitologia greca Narciso era un giovane bellissimo che rifiutò l'amore delle Ninfe (in particolare di Eco) perché preferiva star con sé piuttosto che con gli altri. ma accrescerà la sua determinazione ad arrivare alla cima. la tentazione è diventata peccato e il leader di successo. Cosicché se il riflettere sui rischi delle tre tentazioni e sul duro costo delle tre rinunce che stiamo per spiegare convincerà qualcuno a fermarsi a quella che riterrà una giusta dimensione di consapevole serenità (gradino delle capacità e della competenza. Le trappole della cima: fatica ed errore. che salva dalla tentazione dell'orgoglio. E difficile misurare il momento in cui la fiducia in sé diventa orgoglio e l 'orgoglio narcisismo. Fa bene a ridimensionare le sue aspettative. all'autoglorificazione e all'autogiustificazione assoluta. incertezza e solitudine Dopo le tre tentazioni descritte nel paragrafo precedente. Ma è proprio il saper conservare la fiducia in sé come tendenza dinamica e consapevole verso un ego ideale e non come certezza conclusa. Questo libro non è stato scritto per spingere tutti verso l'apice della piramide. la rapidità si smorza. esattamente come avverrà se il leggere di tentazioni e rinunce farà stringere i denti a qualcun altro. ma mi fanno sfigurare la barca" dicono. il libro avrà raggiunto il suo scopo. . ingenuamente. Una rinuncia in termini di comportamento umano equivale sempre a un costo che si deve pagare o imparare a pagare. Per questo si può morire. Il narcisismo del successo abbonda in tutti i campi. a qualunque punto della piramide si trovi o preferisca fermarsi. Chiamiamo ancora oggi narcisismo una forma di automasturbazione e di autocentratura che passa dal normale compiacersi della propria persona alla prosopopea. esso vuole indirizzare tutti a scegliere la propria dimensione autorealizzativa. Esistono proprietari di barche miliardarie che telefonano alla capitaneria di porto per protestare che modesti gommoni di gente beneducata e allegra attraccano nel porticciolo troppo vicino a loro: "non che facciano rumore. Il narcisismo: l'ultima tentazione inevitabile del successo raggiunto consiste nel provare troppo "piacere di piacere" e di aumentare la propria gratificazione oltre il giusto gonfiandola a dismisura e pervertendola in un patologico ripiegamento dell'Io. che restano pericolose e attraenti ma evitabili con autocontrollo e attenzione intelligente proprio perché sono tentazioni e non ancora azioni. Anch'essi sono tre. se un loro figlio o marito dichiara ingenuamente di avere mangiato una torta di mele o degli agnolotti più buoni di quelli fatti da loro. sono: – il riposo (il sentirsi riposati) e quindi accettare la fatica. Il fatto che la rinuncia sia consapevole e accettata in piena libertà non diminuisce di un grammo la quantità di sforzo o di sofferenza che la persona che la compie deve sostenere. gli scatti di impazienza diventano insulti e ingiustizie. Per punirlo gli dèi lo fecero morire affogato in una fonte dove si era chinato eccessivamente per contemplare la propria immagine. tipico del peggior narcisismo. chiede loro quale materia insegnano. Forse qualche lettore penserà che stiamo aggiungendo troppe spine alla corona del successo e che vivere nella situazione del terzo gradino non sia poi così piacevole come egli immaginava. A causa della legittimazione da potere egli giunge a offendere e a ferire. non sessuale ma culinaria. in ordine di durezza crescente. Esistono noti professori universitari che si ritengono insultati se qualcuno. Le rinunce del gradino superiore. come le tentazioni. uomo o donna che sia. ha distrutto il suo carisma. poiché danno per scontato che chi li avvicina debba conoscere il loro titolo e il loro ruolo. perché contribuirebbe a sovvertire un sistema che ci piace così com'è. dalla fragilità e dalla storia delle esperienze delle singole persone. dobbiamo ora affrontare gli inevitabili aspetti negativi del potere e della professionalità carismatica. Ci sono imperdonabili madri di famiglia e padrone di casa che producono scene isteriche di gelosia.126 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 127 offusca.

Troppe le informazioni necessarie per sentirsi "completamente " " sicuri. Anche il costo dell'errore fa parte di questa seconda rinuncia e rappresenta una delle prove psicologiche più dure da superare per i leader. Ma. E già difficile per ogni persona.128 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 129 —la certezza (il sentirsi sicuri) e quindi accettare l'incertezza. Lo stress infatti è definito come: "una risposta specifica dell'organismo alle richieste effettuate su di esso". La rinuncia alla certezza comporta l'accettazione dell'ansia e dell'errore come situazioni psicologiche normali. che non è mai stanca!". rispondono. ma non mi interessa riposarmi. depressione. che nascondono per dignità e per servizio. Mentre il costo della fatica si concretizza nel pagamento di una moneta soprattutto fisica. richiamando dal cuore e dalla mente una quantità sempre maggiore di autoincentivazione e di sforzo. "Ma come fai a studiare otto ore al giorno?" chiede l'universitario pallido e benestante al compagno di corso che fa il cameriere di sera per pagarsi gli studi. esaurimento fisico e nervoso) variano molto da persona a persona e in chi vive da protagonista sono così ben gestite da apparire quasi inumane agli occhi di chi si fa facile preda di ansia e stress. e suggeriscono che si può curare riposandosi anche durante la settimana e non solo il sabato. E troppo noioso. o allo studio e alla responsabilità. "Va bene. Con un unico recupero sovente non confessato a nessuno: il tenero. quel mal di testa che la persona normale non proverà mai e che si vendica del leader quando la tensione si interrompe e batte alle tempie o tra gli occhi. che la volontà riesce facilmente a respingere o addirittura a rifiutare. ma sorridono tutti nello stesso modo: lo studente. Chi accetta di vivere con alta responsabilità. per modesta e sconoSciuta che sia. quanti mai che invidia fanno ci farebbero pietà!". sopportare di ammettere uno sbaglio e ricrederse- . ho capito. tutto d'un colpo. malinconi- co mal di testa del sabato mattina. portano inevitabilmente le persone a non porsi altri limiti che quelli dovuti a cause esterne e non modificabili. Non di rado vivono e operano in uno stato di attenzione così vigile e teso da apparire al limite dell'eccitazione. mantenendosi in allenamento fisico e psichico. La sopportazione della fatica-stress e l'immunizzazione dalle somatizzazioni più comuni (insonnia. la preside. si rende conto subito che non potrà mai avere la totale certezza della bontà e dell'esattezza delle proprie azioni e perfino delle proprie opinioni. La definizione di ansia è infatti di "una situazione di incertezza. terribile. I leader invece esercitano la loro resistenza proprio come fa uno sportivo e alzano la loro soglia di affaticamento. La rinuncia del riposo e la sopportazione della fatica sono definite dai medici come le basi dello stress da successo. anche se ben controllata. Conoscono pure la bella affermazione per cui il dubbio è la misura della statura umana e per cui chi non dubita non pensa autonomamente e la ripetono spesso a se stessi per placare l'affanno e il timore. Emicrania da protagonismo. umile. Si tratta del comportamento opposto a quello definito "stancabile" cioè esauribile facilmente e privo di riserve. dice la giovane insegnante alla cinquantenne preside dopo cinque ore di commissione d'esame. dicono i medici. che varia come intensità a seconda del livello di aspirazioni e di interesse investito dal singolo nelle proprie azioni. troppe le pressioni importanti per sentirsi completamente " convinti. fisica e mentale e non reggono sforzi improvvisi né continuativi. resistenza d'acciaio e coinvolgersi tutto il giorno. con sentimenti spiacevoli di timore. —la comprensione (il sentirsi capiti) e quindi accettare la solitudine. Loro non lo sanno. distonia neurovegetativa. Gli abitanti del terzo gradino sorridono. I leader conoscono l'antico proverbio per cui "il meglio è il nemico del bene" e lo ripetono spesso ai loro collaboratori per incitarli all'azione. dalle otto di mattina a mezzanotte. La disponibilità totale al lavoro. soffrono l'incertezza con una pena sorda. ciò nondimeno. Nervi di ferro. come un chiodo crudele. individui che si abituano a chiedere a se stessi un contributo continuo di energia. Mi dia un calmante per il mal di testa che faccio prima!". La rinuncia al riposo comporta l'accettazione della fatica come situazione normale e quotidiana. Ha scritto Metastasio: "se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto. angoscia. I "nati stanchi" sono. il costo dell'ansia e dell'errore viene pagato con moneta intellettuale. Il limite rappresentato dal sentirsi stanchi è un limite "debole". che riguarda azioni ed eventi presenti o futuri". il manager e l'artigiano. troppe le cose da fare contemporaneamente per sentisi "completamente" tranquilli di aver fatto il meglio. "Lei deve lavorare meno". "Beata lei. e il coinvolgimento emotivo causato dal gusto di ciò che si fa. ripetono. per definizione.

saper cadere e rialzarsi. Affettivamente solo. cadranno tutte le polemiche. dell'accusato. Nel più bello. compiuto una mossa ingenua o stupida. alla fine del bilancio di un certo periodo di attività. è la solitudine del leader. del colpevole principale. Elemento essenziale della relazione che il capo stabilisce con i suoi gregari è che egli pensi a tutti. colmo e parte- ripe della sua riflessione creativa oppure la solitudine del trappista e della monaca di clausura che scelgono per meglio comunicare con Dio nel silenzio delle voci umane. autosufficienza. Chi fa sbaglia e chi non fa giudica. che viene accettata o subita sovente senza essere compresa né ricercata. solitudine per garantire la riservatezza e la non indiscrezione. sfugge e si ribella. La melodia riprende. Qualcuno a sua volta si curva a raccogliere gli strumenti. nasconde la testa fra le mani. Saper sbagliare. dalla stessa distanza. dei film di Federico Fellini. Il Tap: test dell'ascendente personale Da alcuni anni abbiamo messo a punto e utilizziamo un test di autov alutazione chiamato test dell'ascendente personale (Tap) ormai c onvalidato da alcune migliaia di applicazioni. In tempi più recenti Richard Senneth riprende la stessa affermazione come tesi di fondo del suo bel libro filosofico. che ciascuno sappia di essere pensato. tra risultati ed errori. poi piena e solenne.130 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 131 ne di fronte anche solo a un amico pur modesto interlocutore. è tutto a se stesso". il direttore si trova a un certo punto a dover affrontare tutti gli orchestrali sindacalizzati e inferociti rivolti contro di lui. La rinuncia alla comprensione altrui comporta la gestione continua del conflitto e dell'inimicizia e l'accettazione della solitudine. infine. Il direttore batte leggermente la bacchetta sul podio che ha risollevato e ripulito dalla polvere: "venite" dice "proviamo. altra cosa. La musica ci salverà". lentamente. il maestro alza la testa e in silenzio si china a raccogliere la bacchetta. riconoscere di aver fallito. Come placata e interdetta. che dà il valore della persona. Ove questo elemento viene a mancare. dicevano i nostri antichi. isolato a lavorare nella sua stanza. anche se non li conosce ed essi non lo conoscono. ma per chi viene considerato "il" numero uno. saper accettare la colpa così come si accettano i meriti. gli buttano addosso il metronomo. i suonatori sono di nuovo uniti. solitudine per non creare aspettative. Sostiene Freud: Il capo deve avere una vita psichica distinta da quella dei gregari. I leader vanno valutati a saldo. un individuo che non li riconosce e che non se ne fa carico con naturalezza è un debole o un vile. Abbattendo lui. sopportazione della solitudine. perché quando il conflitto esplode. deve evitare i sentimentalismi (le fissazioni libidiche stabili). secondo noi. scrivono: "A morte il direttore" con una bombola spray sul muro della sala. non deve aver bisogno di amare alcuno. Bisogna a volte recitare il ruolo del nemico numero uno. il maestro sorride. Un leader che non compie errori è un individuo che non agisce. L'autorità. l'orchestra fa un passo indietro. Egli cura e ama in egual modo tutti. Ma poi. malgrado l'incertezza e il timore. più amara perché creata dall'invidia e dall'incomprensione. "Autonomia vuol dire riuscire a far sì che gli altri abbiano un po' più bisogno di noi di quanto noi abbiamo bisogno di loro". la ribellione serpeggia. non il conteggio amministrativo e pignolo degli errori singolarmente considerati. "il" migliore. saper ricominciare sempre. Solitudine per rispetto della giustizia e dell'equidistanza. l'esasperazione o la paura deformano il volto e lo sguardo dei collaboratori trasformandoli in avversari. offrire armi agli avversari e rischiare la risata o la delusione dei collaboratori. Un celebre detto latino afferma: "beata solitudo. "il" capo. Il conflitto è stato superato. l'organizzazione si disgrega come collettività. L'ingiustizia della situazione è evidente: se egli è il capo. dalla stessa distanza. sola beatitudo" e anche Leonardo da Vinci sostiene orgogliosamente: "chi è solo. sbagliato. egli è il nemico. Egli recupera il termine greco di autonomia per definire la componente essenziale della "responsabilità": capacità di essere norma a se stesso. Gli rovesciano il podio. diventa ogni volta porre in gioco la propria credibilità. Egli ha un momento di sconforto. E la differenza tra attivo e passivo. Lo offriamo volentier i alla sperimentazione del lettore come un suggerimento concreto . E solo. ha vinto da solo. Solitudine. solitudine per non ferire troppo chi vuole veramente bene al leader. intitolato Prova d'orchestra. dapprima incerta. la malevolenza o la stanchezza. Ma una cosa è la solitudine dello scrittore e dell'artista. solitudine per non eccitare l'invidia e per smorzare la competizione. seduto sullo scalino della pedana di prova. saper perdere.

Il test si applica compilando la scheda A (vedi la Tabella 4.-----------------Z_Riserv_atezza .----------------........... Quindici termini contribuiscono allo sviluppo dell'ascendente personale. bisogna scegliere tra i termini e distribuirli secondo le titolazioni delle colonne.---------------.1) entro il tempo obbligato di tre minuti....-----------------2 .......----------------4 1_Snobismo -----------------...-----------------14.. Il massimo di punti possibile per ogni colonna è quindi 15 e il massimo punteggio possibile è 45. lo era.Ordine .-----------------__ 42.----------------__ ----------------15 Pazienza ..-----------------.---------------... Discontinuità .. Ritualità ----------------... Cortesia__ _ -----------------.-----------------.---------------...........1).---------------..----------------....----------------...----------------$1_Energi_a...----------------45•Lentezza di riflessi Nota: controllare di aver assegnato tutti i 45 termini. Entusiasmo ..... Ricerca sulle componenti dell'ascendente personale Inficiano lo sviluppo Contribuiscono allo Risultano indifferenti ' sviluppo dell' ascendente dell ascendente (no) (si) (7) 1_Conv_inzione intensa .----------------.......----------------A Trasmissione v _ alori . Campo di interessi_mirato ...-----------------Umiltà ..G ?nel_ si ----------------.. stancabiàtà -----------------...----------------.---------------..... come....----------------17_Ricerca_del consenso .......----------------33_Cay_acità di realizzare .... l'intelligenza..... Cinismo ---------------------------------43_Pigr _ __ __ _ -----------------44 Prudenza -----------------.-----------------3.----------------n_Scoraggig ilità .....---------------. lo sarebbe? 0 no?". Il Test è stato costruito sull'osservazione di personalità protagoniste e sul loro comun denominatore carismatico in particolare per gli aspetti dell'energia e della volontà...---------------18 Suggestionabilità .----------------.....----------------..----------------.....---------------.2) e del vocabolario finale (contenuto nel paragrafo "Interpretare il proprio carisma") perché influenzerebbero la spontaneità della risposta.--------------. per l'autenticità della risposta valutativa.----------------.......----------------27_Situazione famigliare .....-----------------Equilibrio ..----------------..----------------.....----------------..-----------------. che noi valutiamo un leader e un protagonista e a ogni sostantivo domandarsi: "lui lo è.----------------....----------------...... 15 per ogni colonna.--------------..----------------_ Buon gusto ....-----------------31_coerenza personale ..-----------------. stamina . Ogni risposta esatta viene calcolata 1 punto.----------------...----------------.... L'esercizio è a distribuzione obbligata: se si vuole avere una valutazione coerente con la struttura del test... Sono stati quindi volontariamente esclusi aspetti fondamentali di qualunque personalità. la fede religiosa..132 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 133 Tabella 4. quindi di slancio e senza riflettere.....---------------1_Mancanza_di humour .. senza cercare coerenze né correlazioni tra i sostantivi.......----------------. compilare la scheda A nel tempo indicato....carattere 12....----------------.........---------------.. E d'obbligo non leggere né consultare le definizioni della scheda B (vedi la Tabella 4. Ogni termine può venire assegnato a un 'unica colonna....----------------3Q..... E fondamentale.----------------Autosufficienza _ ----------------.. e quindici lo inficiano e gli impediscono di manifestarsi (vedi la Tabella 4..-----------------.---------------....-----------------11_Debolezza di . Capacità di tnasoni _mento ..1 Test Tap — Scheda A di aggettivi e atteggiamenti pratici coltivando i quali si sviluppa e si aumenta la propria dimensione di ascendente personale....-----------------19.... quindici risultano indifferenti.-----------------39_Durezza ....---------------......------------.----------------10..-----------------40. che ci ha colpito in qualsiasi periodo della nostra vita.----------------........ Come procedere Leggete i 45 termini senza soffermarvi su di essi e assegnateli con un segno grafico a una delle tre colonne verticali..----------------Y5........----------------...---------------..----------------.. anche di quelle senza ascendente.-----------------..-----------------.-----------------28.. cioè non lo influenzano né positivamente né negativamente.. Ogni colonna può ricevere solo quindici segni.-----------------....----------------.---------------.-----------------p_cutura .----------------1 -----------------...----------------....---------------.-----------------....----------------24_Fermezza_ sicurezza di sé ----------------..t¢_Età_anag __fica . suddivisi in 15..-----------------.. Asmetto_estetico ...... Responsabilità __ -----------------...-----------------23...-----------------32_Pessimis_mo . Mediazione ....---------------Incertezza indecisione -----------------.....----------------....----------------...----------------35...----------------. per esempio.. Il modo migliore per rispondere bene è quello di scegliere nella propria memoria o nelle proprie conoscenze letterarie o reali un personaggio che riconosciamo "carismatico".-----------------¢ Serenità ... l'amore per il prossimo... la creatività..----------------.-----------------34_Fiducia negli altri ..... Memoria _ ----------------. 15....---------------.2).- - - ....----------------.----------------Attenzione ----------------....... La scheda B presenta la distribuzione corretta dei 45 termini nelle tre colonne (vedi la Tabella 4..

presenza di elementi parziali di riferimento Punteggio da 31 a 45 identificazione buona al modello intellettuale dell'ascendente La scheda C riguarda invece la ponderazione finale del test. Di solito coloro che ottengono questo tipo di ponderazione se ne dichiarano soddisfatti e non dimostrano interesse a raddrizzare il loro approccio. Scoraggiabilità 32. Stancabilità 29.134 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza Tabella 4.. Età anagrafica 23. Umiltà 38. . Ordine 33. è identificato per negazione. Fermezza (sicurezza di sé) 28.. Punteggio massimo = 15 punti Totale complessivo . cioè di persone che ottengono nella ponderazione finale un punteggio della colonna "no" maggiore del punteggio della colonna "sì". Prudenza 45. Fiducia negli altri 40. Capacità di trascinamento 9..3). Snobismo Totale scelte esatte Inficiano lo sviluppo dell 'ascendente 3. Origine 15. Alcune volte (circa il 6% delle somministrazioni) si verifica il caso dell"`ascendente rovescio". Durezza 42. Ciò avviene solamente in soggetti con precise scelte spirituali o politiche o con equilibrio emotivo inquieto o semplicemente pessimiste e tendenti all'invidia. Per un leader o aspirante tale questo risultato è altamente improbabile. Autosufficienza 21. indecisione 39. Coerenza personale 34. Convinzione intensa 4.il punteggio da 16 a 30 indica un riconoscimento (o un possesso) appena sufficiente (basta poco per precisare il proprio ascendente e comportarsi in modo più carismatico di quanto si faccia abitualmente).2 Test Tap . mento mirato del comportamento carismatico e d'ascendente e corri- sponde quindi al vero punteggio del Tap con questa classificazione: . come in una fotografia non stampata. Pessimismo 36. Debolezza di carattere 12. in quanto ogni termine esatto della colonna "sì" vale 2 punti cioè va raddoppiato perché corrisponde al riconoscimento diretto dei costituenti dell'ascendente. cioè di secondo grado... Riservatezza 6. Ricerca sulle componenti dell ' ascendente Attribuirsi un punto per ogni risposta esatta Contribuiscono allo sviluppo dell ' ascendente 1.Scheda B. non ci si è mai preoccupati di pensarci o non interessa). Pigrizia 44.il punteggio da 31 a 45 indica una sensibilità alta e la probabile presenza di caratteristiche di ascendente e quindi la possibilità di trasformarlo in elemento evidente della propria personalità. Punteggio massimo = 30 punti Colonna: no Ogni risposta esatta vale Totale . Capacità di realizzare 24. Aspetto estetico 27. Serenità 8.. mentre ogni termine esatto nella colonna "no" mantiene il valore di un punto perché corrisponde a un riconoscimento di tipo inverso. Generosità 19. Attenzione 10. Il punteggio ottenuto nella colonna centrale non viene ponderato e va considerato uguale a zero (vedi la Tabella 4.. Il punteggio ottenuto nella scheda C corrisponde al riconosci- . Cultura 13. Ritualità 20. Equilibrio 41. Campo di interessi mirato 31. Incertezza. Memoria 25. Mancanza di humour 11.. Trasmissione valori 5.Scheda C.. Suggestionabilità 26. Ponderazione del Tap Colonna: indifferenza Ogni risposta esatta vale zero e va quindi annullata Colonna: si Ogni risposta esatta vale ~ 2I Totale . Cortesia 37. Ricerca del consenso 18. Discontinuità 7.. Buon gusto 35. Lentezza di riflessi Totale scelte esatte L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 135 Tabella 4. Situazione famigliare 30. il punteggio minimo rilevato è stato di 7 punti mentre il punteggio massimo è stato di 42 punti. Entusiasmo 14. Responsabilità Totale scelte esatte Risultano indifferenti 2. ma è importante riconoscere questa caratteristica nei propri collaboratori così come lo è Il punteggio ottenuto nella scheda B indica la precisione del riconoscimento intellettuale del modello teorico di ascendente che ognuno ha e va interpretata secondo la scala seguente: Punteggio da 0 a 15 mancanza di un modello teorico Punteggio da 16 a 30 idee confuse in merito. Pazienza 16. Cinismo 43. Questo fatto indica un rifiuto inconsapevole ma ugualmente preciso dell'ascendente che.3 Test Tap .il punteggio da O a 15 indica un riconoscimento (o un possesso) insufficiente (non si ha ascendente.. Nelle migliaia di volte in cui il Tap è stato applicato. stamina 22. Energia.. Mediazione 17. .

Per chi tuttavia intende utilizzarlo come traccia di riferimento prescindendo dal punteggio del Tap. Riepilogo sull'ascendente Elementi di comportamento che contribuiscono a determinarlo Continuità di idee Capacità di distacco. nei propri obiettivi. 14. 4. disturbante. maturità. in minore o maggiore misura. 6. Ris ervatezza: discrezione. Convinzione intensa: forte persuasione nelle proprie idee. Generosità: magnanimità e liberalità di sentimenti e di comportamenti. Debolezza di carattere: tendenza ad accettare le situazioni e impegnarvisi in modo indifferente. Atteggiamento disteso e disponibile. Capacità di trascinamento: influenzamento degli altri. . 7. nelle proprie prese di posizione. calore e colore del modo di reagire e partecipare. ceto sociale. adultità. rigidezza. luogo. 16. Età anagrafica: quantità di anni: infanzia. leadership spontanea volta a fare agire gli altri secondo le proprie convinzioni e preferenze. testardaggine Sopportazione solitudine Sopportazione incomprensione Autoincentivazione Tono psicofisico Capacità di ricominciare Ottimismo Decisionalità Umanità Sentimentalità Attività.4) ne riepiloga il contenuto. 10. assenza di senso dell'umorismo. stamina Capacità di realizzare Fermezza (sicurezza di sé) Campo di interessi mirato Coerenza personale Fiducia negli altri Responsabilità Volontà per un educatore o un genitore nei propri figli e allievi perché si può svolgere un lavoro e condurre una vita interessante anche senza essere carismatici. facilità al sorriso e alla gentilezza.4 Test Tap — Scheda D. volontà mirata. 2.136 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza Tabella 4. giovinezza. nelle motivazioni. recuperando in senso positivo anche le indicazioni della colonna del "no": per esempio. humour Tenacia. la scheda D (vedi la Tabella 4. adolescenza. origine borghese. capacità di tenere i segreti. sforzo Orgoglio Rapidità L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 137 Convinzione intensa Trasmissione di valori Capacità di trascinamento Attenzione Curiosità Generosità Ritualità Autosufficienza Energia. Serenità: condizione emotiva di calma tranquilla e positiva. rispet to alla propria e all'altrui sfera privata. irritante e doloroso. 12. rifiuto della confidenza facile. Mediazione: attività che si interpone tra più persone per facilitare le relazioni e l'accordo. 9. tipo e livello economico della famiglia in cui si è vissuti. Discontinuità: tendenza a interrompere e cambiare facilmente idee e comportamenti. Interpretare il proprio carisma 1. Cultura: complesso di cognizioni relative a una determinata disciplina o a un campo del sapere. regione (origine contadina. ma il rifiuto diretto dell'ascendente influenza fortemente il rapporto con coloro che ce l'hanno e tende a concretarsi in atteggiamenti di rifiuto o di conflittualità. territorio. a imparare. provenienza. Il paragrafo seguente presenta infine il vocabolario che precisa il senso dei 45 termini elencati. tendenza a prendere le cose sul personale. Mancanza di humour: suscettibilità. 13. incoerenza. Trasmissione di valori: impegno a sostenere e testimoniare nel proprio comportamento e nel proprio linguaggio alcuni valori etici e sociali considerati fondanti. Attenzione: concentrazione fisica e mentale intorno a un determinato argomento. contraddizione. Il test dell'ascendente rappresenta uno stimolo all'autovalutazione e la sua funzione è più descrittiva della teoria che della realtà. Senso del pudore fisico e morale. extracomunitarietà). intercessione. Esibizionismo: coinvolgimento dell'animo e dello spirito in ciò che si fa e si dice. Origine: nascita. a leggere. i termini "discontinuità" e "mancanza di humour" diventano "stabilità di comportamento" e "capacità di humour". tendenza a conservare informazioni. diplomazia. positività e ottimismo. 5. oppure vigile acquisizione di segnali ed eventi anche non diretti al soggetto. mancanza di fretta e di agitazione. convincimento. vecchiaia. 11. per sopire o risolvere i conflitti. Pazienza: sopportazione e calma consapevole di ciò che risulta. 15. assenza di preferenze precise nei gusti. nelle idee. 8. 3.

con figli. potenza e rapidità di reazione e applicazione. eleganza e formalismo negli abiti. Capacità di realizzare: trasformazione di idee. alternanza (alti e bassi) di tono fisico e psichico in tempi più brevi della media. Energia. amabile e garbato nei gesti e nelle frasi. indecisione: esitazione. 28. 37. tendenza a mettersi in situazioni emotive vissute da altre persone e non riguardanti direttamente il soggetto. 30. tendenza al dubbio e alle perplessità. episodi ed esperienze passati. 19. modestia: consapevolezza dei propri limiti. sentimenti e idee. sensazione di esaurimento di energia e fatica fisica e mentale. Fiducia negli altri: atteggiamento di sicurezza e affidamento nei confronti delle altre persone. vigore. tendenza a "mollare". rifiuto dell'orgoglio. armoniosi. Umiltà. utilizzo pratico di priorità e di metodi stabiliti per agire sia nelle piccole cose che nel raggiungimento degli obiettivi. serenità fa- migliare o lutti e perdite subite. sottomissione. 33. capelli. 34. 26. 25. 32. 36. predisposizione al timore e alla depressione. Coerenza personale: assenza di contraddizioni tra ciò che si dice. progetti. rigidità e stabilità di carattere. senza figli. 22. affidabilità di modi e di parole.). 21. posticipazione di scelte e decisioni al limite del possibile e oltre. Cortesia: modo di fare intonato a gentilezza. rifiuto del dubbio e dell'incertezza. conformità tra principi e comportamenti. Ricerca del consenso: conformismo. a cedere e rinunciare di fronte agli ostacoli. sicurezza che proviene dall'approvazione e dalla conferma altrui. concretezza. vitalità. rispetto che non richiede garanzie anticipate. il rito delle ricorrenze famigliari o aziendali. 24. Aspetto estetico: cura e importanza attribuita alla forma e all'apparenza fisica.. Ordine: abitudine a imporre ai propri comportamenti e alle proprie cose personali un aspetto e un metodo rispettoso di regole e criteri. cifre. ricerca di mettere a proprio agio l'interlocutore. ritenzione. Suggestionabilità: facilità a subire influenze e suggerimenti provenienti da altri. separato. Pessimismo: interpretazione negativa di persone ed eventi. si pensa e si agisce. impegno a rispettare modelli e criteri sentiti come validi e importanti (l'opposto è contraddirsi). virtù religiosa. cibi. programmi. richiamo a riconoscimento di conoscenze di persone ed eventi (l'opposto è la dimenticanza). Memoria: capacità di ricordare. possibilismo. scapolo. trattenere e utilizzare nomi. cura dell'accostamento di abiti e arredamenti. reverenza. dotati di senso della misura e dei colori. sottolineatura di ciò che manca rispetto a ciò che c'è. dal benestare e dalla coincidenza di volontà per azioni da compiere o affermazioni da fare. bevande. senso del tempo e della possibilità reale di fare e agire. senso del bello e dell'artistico. sapersi consolare e comprendere da soli.138 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza 139 17. ondeggiamento tra soluzioni diverse. atti e oggetti misurabili. . attitudine a compiere gesti e azioni con forza. Situazione famigliare: stato civile: nubile. matite. della prosopopea. ornamenti e suppellettili (automobile. 31. bastare a se stessi. coniuga - to. Scoraggiabilità (depressione): facilità a perdere coraggio e fiducia in ciò che si fa o si vorrebbe fare. tono fisico e psichico (l'opposto è la fiacchezza). privilegio. suppellettili) eletti come abitudini e praticati con il senso della tradizione. Fermezza (sicurezza di sé): saldezza e risolutezza nelle scelte e nelle prese di posizione. 18. benevolenza e speranza nei comportamenti altrui morali e corretti. proposte in azioni concrete. 35. famigliari e intellettuali degli hobby condensato e concentrato su alcuni temi e spazi e non su altri (l ' opposto è l'essere interessati a tutto). accettazione voluta della solitudine. Incertezza. 27. Buon gusto: attitudine a privilegiare oggetti e comportamenti esteticamente piacevoli. 20. nei bisogni e nei sentimenti. educazione. vedovo. delle motivazioni professionali. Autosufficienza: tendenza a non dipendere dagli altri nelle azioni. orologi). approccio aperto. Stancabilità: facilità a subire cali di energia e di prestazione. Campo di interessi mirato: ambito degli interessi. 23. senso lucido dell'uguaglianza sociale ma anche fuga dal confronto e regressione. ricerca della bellezza personale. del farsi avanti. stamina. Ritualità: utilizzo di comportamenti e scelte personali (orari. rispetto di semplici cerimoniali sentiti come apprezzabili e arricchenti (il rito del caffè. Pragmaticità operativa.. divorziato. intenzione e intensità. 29. abiti. senza riuscire a dare priorità.

affettazione e ricerca di distinzione nel comportamento e nel linguaggio. dissero che "era in anticipo sui tempi" e un velo di sospetto e sufficienza accompagnò per decenni la sua carriera. ma il nome di Agnelli e lo inseriscano nel loro scenario culturale. altro non è che un uomo interessante con delle belle mani. 41. egli ridiventa una fra le persone più importanti del mondo occidentale. coinvolgersi verso tutti fino al raggiungimento dello scopo. prendersi l'impegno di agire in un certo modo nei confronti di qualcuno o di qualcosa. Per spingere i marinai a salvarlo. facile e senza fatica. occasione in cui. risultò il personaggio più festeggiato e moderno dell'illustre schieramento di premiati. il mitico Agnelli dovrebbe costringere le belle mani sui remi e implorare un passaggio in cambio di prestazione d'opera. Snobismo. Giovanni Agnelli. 39. considerata tecnologicamente una virtù cardinale che distingue il bene dal male. 38. difesa dalla sensibilità o dall'emozione superficiale. dichiararsi riferimento nel successo e nell'insuccesso. caparbietà. 45. 44. né di rischiare la scure dei profeti o degli anticipatori. che negli anni Trenta non si sposò per meglio dedicarsi agli studi di medicina. Prudenza: atteggiamento rivolto a evitare inutili rischi. solo nel momento in cui una scialuppa guidata da uomini tocca la spiaggia. all 'opposto. Responsabilità: farsi carico di compiti e azioni. in senso deteriore: asprezza. tendenza a non agire. ma non si vince nemmeno se si è stonati rispetto allo scenario culturale dominante. naufrago su un'isola deserta. nella Francia del Settecento. Cinismo: modo di sentire e di comportarsi caratterizzato da indifferenza e rifiuto di qualsiasi ideale umano. recupero rapido di eventuali scosse emotive. Pigrizia: rifiuto dell'azione immediata e dello sforzo. è necessario che essi "riconoscano" non l'uomo Agnelli. E chiesto. 42. aridità di reazioni. di prontezza e di velocità nel reagire alle situazioni e agli stimoli. A Rita Levi Montalcini. nonché calma e controllo interiore sulle sensazioni ed emozioni personali. ritmo di azione inferiore al normale. ricerca di apparire meglio di come ci si sente. rigidità. agendo con cautela e assennatezza. Al leader non è chiesto di concorrere al Nobel. ma con gli altri e sugli altri. rigore e. Senza quello scenario. Lentezza di riflessi: assenza di sollecitudine. collegandolo alla realtà industriale contemporanea. rifiuto delle emozioni. Equilibrio: stato emotivo di convivenza e conciliazione delle 5. ostinazione. Se Luciano Benetton avesse offerto i suoi golf "tinti-in-filo" alla regina Maria Antonietta. la moda elegante imponeva tessuti raffinati e la regina stessa controllava il lento avanzamento della confezione dei propri abiti. di vivere il suo tempo e di avere successo entro i confini dello stesso . Durezza: mancanza di elasticità. non impegnarsi. E non basta ancora. scarso coinvolgimento di attenzione ed emozioni. A una condizione. Le carte da gioco del leader Dalla terza ondata allo shock del futuro Non si vince da soli. 40. nel comportamento quotidiano si concreta in buon senso e attivazione delle difese. neppure il suo sguardo affascinante lo avrebbe salvato dalla condanna a morte. Non si vince dunque da soli. fino al premio Nobel del 1986. lentezza e neghittosità. severità. privilegio al proprio " comodo " e comunque a tutto ciò che è comodo. non partecipare. interpretazione delle situazioni in senso esclusivamente utilitaristico. infatti. al contrario.140 L'ultimo scalino: dalla forma all'eccellenza emozioni e delle reazioni a fatti e persone esterne. 43. imitazione di modelli percepiti come più alti (élite) o di successo.

Ogni civiltà ha una sociosfera costituita da istituzioni sociali tra loro collegate. postindustriale o quaternaria che la si voglia chiamare. raccoglie documentazione. la vita degli anni Duemila sarà diversa. che impegnandosi al massimo nella sua realtà operativa ne percorre ogni tanto i confini. favorevole il vento. Ogni civiltà. Ogni società ha un'infosfera: i canali di comunicazione dai quali passano le informazioni necessarie. Già oggi i prodromi di questi mutamenti sono in atto e sono riconoscibili nella vita quotidiana di ognuno di noi. ci piace citarlo a conferma dell'indispensabilità di tenere d'occhio i margini del quadro. forse ancora divisa da confini politici e geografici. pur continuando a operare concretamente sullo specifico contingente. noi vogliamo aiutare l'individuo a rimanere se stesso in tutti gli scenari prossimi venturi. Essa porta a una completa trasformazione. Essa non rappresenta un'estensione lineare della società industriale. non fa solo manutenzione del presente ma costruisce concretamente il suo futuro. ma come interprete originale). costruiranno una società umana. delle difese e delle priorità: senza mai tradire se stesso né le sue scelte etiche civili fondamentali. Come l'animale selvatico cambia il colore del pelo e delle piume per adattarsi all'ambiente. base dell'intelligenza. fatte salve le regole fondamentali della morale. ma soprattutto riconoscere i segnali deboli della stessa per prepararsi a controllarli e utilizzarli non appena. il leader. della proprietà e del rispetto delle persone. Ogni società ha una sfera del potere. non tanto negli aspetti tecnologici e produttivi e negli epifenomeni più evidenti. se solo si è disposti a dedicarvi attenzione.142 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 143 e dello spazio in cui agisce. si informa e si prepara. per sopravvivere e cacciare. E ogni civiltà ha una superideologia: un insieme di fondamentali ipotesi culturali che strutturano la sua visione della realtà e giustificano il suo modo di operare. In questo caso egli deve ricordare che ogni scenario non può mai essere totalmente oggettivo perché rappresenta sempre l'interpretazione o la speranza del suo autore e deve quindi venir letto e tradotto alla luce delle scelte di vita di chi lo ha costruito. risente della scelta ottimistica dell'autore e del buon umore acritico procuratogli dalla sicurezza di scrivere un secondo best-seller dopo Lo shock del futuro. così egli cambia le capacità prioritarie su cui punta. tutte le altre coordinate spicciole di comportamento possono e debbono subire adattamenti a seconda del carattere del leader. quasi una negazione del passato. quanto nei valori e nelle categorie psicosociali che influenzeranno i comportamenti individuali e attraverso questi. Noi siamo convinti che nel quadro delle coordinate per la costruzione del proprio potere. inoltre. dopo la seconda ondata (fase industriale). ma esercitando flessibilità e adattamento creativo. Questo libro stesso. Dal momento però che la sua "practopia" (termine da egli stesso inventato accostando le parole di praticabile-utopia) si basa sulla conoscenza e sulla consultazione di un numero di testi assai maggiore di quelli da noi conosciuti. Ha scritto Toffler: Ogni civiltà opera nella e sulla biosfera e riflette i rapporti tra la popolazione e le risorse. Anche La terza ondata di Alvin Toffler. legge articoli. Chi non ha voglia di impegnarsi nel prestarvi attenzione può ricorrere alla lettura di qualche scenario socio-culturale e trovarvi illustrati i processi sociali più evidenti. Se la ricerca è sempre e comunque miglioramento e se l'attenzione è. Dopo la prima ondata della civiltà (fase agricola). Ogni civiltà ha una caratteristica tecnosfera: un sistema energetico collegato a un sistema produttivo che è a sua volta collegato a un sistema distributivo. ma sempre meno differenziata. Al contrario dell"uomo per tutte le stagioni" che rinuncia alla sua identità per galleggiare nel mondo. Lo costruisce attraverso aggiustamenti continui del comportamento. lo stile di comportamento che risulti stonato o superato. certi modi di dire e certi modi di valutare. aggressive o pacifiche. almeno altrettanto rivoluzionaria per i giorni nostri di quella generata dalla civiltà industriale trecento anni fa. delle circostanze in cui si muove e del periodo sociale dominante. di simbiosi. ma un radicale cambiamento di direzione. Perché. sempre più simile. Il che significa essere consapevole della cultura e della civiltà dominante (non come cieco seguace o pecora conforme. essi si trasformino da segnali in segni e da segni in realtà. Dalla fine dello sviluppo del mercato alla nuova figura del prosumer . ha un insieme di relazioni caratteristiche con il mondo a esse esterno: di sfruttamento. pur augurandosi di offrire un modello utile per gli anni attuali. è costruito in modo da proporre una pluralità di suggerimenti per ognuno dei concetti base che sviluppa. la terza ondata inizia ora a manifestarsi caratterizzata dalla dominanza delle attività di servizio e dell'informazione. riflette sull'evoluzione dello scenario. pur rappresentando uno degli scenari più completi del Duemila a cui far riferimento. sempre e comunque.

che concerne ciò che è giusto e ciò che non lo è. Si può uccidere per difendersi oppure no? Si può rifiutare un lavoro a un malato di Aids oppure no? Si può sperimentare sugli animali il trapianto di organi umani? Si può fuggire da una prigione dove si è rinchiusi ingiustamente? Si può mentire per salvare la propria rispettabilità? Le domande "etiche" martellano gli individui fin dalla scuola media. la biologia. Riconoscere le influenze esercitate dal proprio comportamento da parte dell'ambiente esterno rappresenta dunque la garanzia minima di salvaguardia al libero arbitrio che ognuno deve esigere per sé e da sé. Scegliere valori per avere valore Si definisce "etica" (dal termine greco ethos. la maggioranza di coloro che si dichiaravano laici si definiva amorale o materialista o pragmatica e rifiutava schemi di valori assoluti a guida del proprio agire. Consapevolmente o inconsciamente. per quanto sempre più raffinata e acculturata divenga la sua programmazione. che rimane la condizione fondamentale per non perdersi tra le proposte di una cultura caratterizzata dalla superspecializzazione. il comportamento individuale è sempre influenzato da codici di valore. superano i confini del limite tradizionale: fino a dove si può andare? Come mi devo comportare? Se lo chiedeva Platone nell'antica Grecia. potrà venir demandata alle macchine la scelta di come agire tecnicamente nelle realtà umane e organizzative prevedibili e scontate. che concerne ciò che è bene e ciò che è male e la teoria dell'obbligazione o della natura della giustizia morale. ai fini e ai movimenti. dalle notizie dei giornali. dal collasso del concetto di nazione alla nuova psicosfera. perfino il mondo accademico paventa di prendere posizione. L'incertezza tuttavia è ancora grande. ivi interviene il condizionamento etico. se lo chiedono i cittadini del mondo di oggi. qua- si che la realtà moderna potesse essere guidata da morali pseu- doggettive. I giornali scrivevano della "morte di Dio" come di un traguardo di civiltà. imponendosi quasi di prepotenza tra i bisogni primari dello scenario sociale. I filosofi contemporanei sono i più poveri di proposte in merito. Forse si sono consumate tutte le possibilità del genere umano". economiche o biologiche e fosse in grado di prescindere da leggi finali e da doveri assoluti. docente di filosofia teorica all'Università di Torino. pensiamo indispensabile presentare. senza entrare in suggerimenti indiscreti e indisponenti. poiché dovunque esiste discrezionalità di azione. Esclusi coloro che per scelte personali accettavano e seguivano ideologie politiche o morali religiose. la tecnica. Ma il pendolo della coscienza umana stava invertendo la sua corsa: dagli anni Ottanta a oggi il bisogno etico si è venuto man mano esplicitando. Gianni Vattimo. prima fra le quali quella della Chiesa cattolica. propone l'etica del negativo: "non sono lo sviluppo e il progresso i cardini su cui far girare le nuove etiche. dall'indifferenziazione dei sessi alla demassificazione dei media. e vita cosciente. alcune filosofie sostenevano che tutto ciò che si può fare è lecito. Tra gli insegnamenti universitari viene introdotta la materia della bioetica. la vita è fatta di tante vite che si contrastano: anche il virus dell'Aids è vita. Noi. fioriscono tra i fatti di cronaca. l'informatica. Le due branche principali dell'etica sono: la teoria del valore o assiologia. che tenta la ricerca di coerenze scientifiche e morali in ottica interdisciplinare. la genetica. sommersa da dati frammentari e da analisi tanto più parziali quanto più dettagliate. si propongono e si impongono a ogni passo. emergono dalle coscienze. Nessuna intelligenza artificiale. che giustifica tutto pur di imporsi. comportamento) la disciplina filosofica che studia il problema morale del comportamento umano in rapporto ai mezzi. tecniche. Il confine della morale è perciò fare i conti . Fino a pochi anni fa questa componente del comportamento umano era rimossa e ignorata dai codici culturali occidentali. La scienza. perciò ne parliamo tanto e ne sentiamo tanto la nostalgia. aprendo nuove possibilità all'azione umana. dalla casa elettronica al lavoro a domicilio. infatti. ma rimarrà sempre compito e missione esclusiva del leader la scelta del come giudicare e del come comportarsi in situazioni che coinvolgano valori etici.144 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 145 (produttore e consumatore contemporaneamente). ma anche la qualità massima dell'esercizio della responsabilità del leader. i segnali si incrociano e si accavallano unificati dalla raccomandazione di non tralasciare mai la sintesi. Sergio Quinzio dichiara: "siamo di fronte all'assoluta impossibilità di fondare una nuova etica. arriverà mai alla sensibilità morale. prima e a monte delle proposte per diventare leader. un quadro dei valori che influenzeranno significativamente le modalità di concretarsi della realtà futura a seconda di come saranno vissuti. la bioingegneria. C'è una contraddizione tra vita biologica.

sui temi della giustizia sociale. è rimasta agnostica e amorale. in termini di studi sociali ed economici. dice: "malgrado e contro le ipocrisie della morale laica e la rigidità di quelle religiose. quando era soltanto un modo economico nuovo di produrre. benedettino camaldolese. Come Blaise Pascal scrive che il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Lo studioso inglese Alasdair Macintyre conclude un suo libro di morale intitolato After virtue (Dopo la virtù) con la frase: "stiamo aspettando. Novak rappresenta un punto di riferimento dell'emergente teoria cristiana del capitalismo. così l'industria ha per decenni ritenuto che. sta diventando .. Il laboratorio ha sviluppato una ricerca su tre ipotesi di nuova morale: la prima riguarda tutte le questioni di ingegneria genetica. non Godot. Il libro di Michael Novak intitolato Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo. La Pira. professore del Pontificio istituto biblico di Roma. sotto la spinta esterna della filosofia marxista da un lato e della religione cattolica dall'altro. Benché Adam Smith. E superata la cultura fideistica e radicale degli scritti di Fanfani. La novità viene accolta con sospetto dalla cultura tradizionale e con prudente incertezza da quella più avanzata. Consolidatasi la spiritualità laica. resasi man mano più manifesta la pratica insostituibilità del capitalismo (intesa come sistema economico che assicura benessere e sviluppo al massimo numero di persone nella società moderna) e chiaritesi man mano le condizioni per il suo funzionamento eticamente corretto. se proprio una morale era necessaria. e a tal fine ci si adopera con uno sforzo di ripensamento e ricerca. di scrivere. Sull'onda di questi movimenti culturali e del contemporaneo recupero di valori individualistici. abbiamo cominciato a notare anche nei discorsi e nei documenti ecclesiali da una parte. ma un altro San Benedetto". spingersi a considerare come valori etici il profitto e la redistribuzione dello stesso. studioso dei padri della chiesa. titolare della cattedra di Religion and Public Policy all'American Enterprise Institute di Washington. nella presentazione italiana del testo di Novak: L'atteggiamento che emerge in questi ultimi anni nella dottrina sociale cattolica è di tipo euristico. Oppure poteva. se pur critica. bisogna ritrovare un comportamento etico-morale inserito nel banale fluire del tempo e degli spazi quotidiani e tuttavia capace di conservare e annunziare valori tutt'altro che scontati". Malgrado prudenze e sussulti. o "non ci resta che ripetere che l'etica cattolica è anticapitalistica". docente ad Harvard e Stanford. ha fondato un "laboratorio di etica". e l'altro Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. di dire. di comunicare. cresciuta nei laici la consapevolezza del proprio ruolo specifico nella comunità ecclesiale. del 1759. sui valori. In un'intervista don Innocenzo Gargano. Quando poi la civiltà industriale diffondendosi e affermandosi nel diciannovesimo e nel ventesimo secolo cominciò a produrre la sua cultura (modi di pensare. Nella doppia veste di teologo cattolico e di studioso di economia politica. di una morale capitalistica o di un'etica del capitalismo. la morale è la serie di limiti che poniamo ai nostri progetti biologici".146 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 147 con i propri aspetti negativi. del 1776. La realtà industriale fin dalla sua nascita. la sua poteva prescindere dalle altre e autofondarsi sulle regole economiche e produttive. Dossetti. Salvatore Veca. ma ciò facendo senza convinzione autonoma. la dottrina sociale cattolica comincia a fare spazio alle interpretazioni positive del capitalismo. la seconda le minacce alle condizioni di vita stessa. è rimasto in Italia circondato dal silenzio più totale. disinteressata ai problemi spirituali e psicologici. acquisizione teorica. pare molto sentita l'esigenza di passare da una sua acquisizione pratica a una sua. che ha come programma di riabilitare l'etica contro le tentazioni dell'abbandono e del nichilismo per ragionare collettivamente sulle credenze. che nel Novecento sostenevano: "l'essenza del capitalismo non ha del cattolicesimo che la più recisa avversione". il padre teorico della prima rivoluzione industriale.. i primi segni di riconoscimento al proposito. È da poco che si comincia a parlare in Europa.). Come scrive Fred Hirsch nel libro I limiti sociali allo sviluppo. sapersi dire di no. intendendo per sistema capitalistico un sistema fondato sulla libertà in campo economico e sul rispetto dell'iniziativa individuale e di gruppo. più che legittimi se si considera la sua secolare tradizione di tipo pauperistico e popolare. volto a una rivalutazione etica del capitalismo. al massimo. questa "etica degli affari" ben sintetizza l'ideologia pragmatica di quella che Alvin Toffler chiama la Seconda Ondata della civiltà. la terza la sfida dell'ambiente e la questione della vita futura. abbia scritto due libri intitolati l'uno Teoria dei sentimenti morali. docente di filosofia della politica. egli viene citato e studiato ancora oggi soprattutto per il secondo. Ha scritto Angelo Tosato. e capitalisti dall' altra.

Io non mi sento responsabile di sensibilizzare i miei allievi sulla necessità ed eticità del risparmio. più per proporre la categoria comportamentale che per affrontare in modo esauriente l'argomento. li analizziamo. sullo stesso piano di coerenza e di potenza morale delle due culture capitaliste più importanti del mondo contemporaneo: la giapponese e l'americana.148 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 149 convincimento sempre più condiviso che: "l'assenza di un'esplicita giustificazione morale e/o di obblighi morali specificati all'interno del sistema ne indebolisce l'efficienza operativa". tanto sono diffusi e zampillanti. Sono le carte dei tentativi. Le carte buone riguardano gli aspetti positivi che non contrastano l'agire da leader. suddividendole in carte buone. che possono diventare negativi o positivi a seconda della creatività e della forza morale con cui vengono affrontati. I comportamenti e gli atteggiamenti che vengono descritti qui di seguito appartengono sicuramente al futuro già cominciato. quando non uno spreco. quasi tutti senza sponsor e senza reddito tangibile. riconoscerli prima di venire contaminati. pena l'alienazione e l'insuccesso personali. "L'economia" ha affermato pubblicamente un docente dell'Università di Torino "è una scienza esatta. Anche noi. rimane compito del praticante leader l'occuparsene e il rifletterci. ma poiché si pone. Ma poiché sono processi che si sviluppano senza campagne promozionali. Noi interpretiamo questo ritorno-riscoperta come la migliore dimostrazione che sta avvenendo un salto di qualità che rappresenta la vera e unica garanzia alla gestione positiva della nuova civiltà. abbiamo scelto convenzionalmente il numero sette. Forti dell'avverarsi. Da allora abbiamo attivato un sistema di monitoraggio per verificare l'attendibilità della proposta. Io devo insegnare loro che due più due è uguale a quattro e come si compila un bilancio aziendale". della fatica intellettuale oppure della ricerca. Così succede di sentire affermare di anziani e affermati professori universitari che a loro non interessa il comportamento degli allievi nella vita sociale purché studino e frequentino la loro materia. di quanto il nostro scenario allora prevedeva. nel frattempo. afferenti o anche solo interferenti nel sociale e offre indicazioni chiare sul modo in cui affrontarli in termini di comportamento. Come detto. non deve e non può essere inquinata da problemi comportamentali soggettivi. cattive e ambivalenti. possiede e promulga una precisa etica capitalista. ma lo facilitano e lo aiutano a migliorarsi. altri strisciano come dubbi o segnali deboli. in questo capitolo. Da essi è indispensabile difendersi. Ognuna di esse. essa . Abbiamo suddiviso in tre parti gli aspetti di scenario valoriale comportamentistico che costituiscono il minimo futuribile per quell'individuo. mentre viene ancora ritenuto un lusso intellettuale. della sperimentazione. malgrado i pochi episodi contraddittori utilizzati in modo infantilmente scandalistico dalla stampa mondiale. ma nella maggior parte delle organizzazioni si è ancora pronti a spendere denaro in tecnologia e ad adottare il modello più recente di personal computer. Dal momento che abbiamo definito l'etica lo studio del bene e del male. Il criterio che ha guidato la nostra selezione è stato quello dell'esperienza e della verifica sul campo: l'ipotesi dei ventuno scenari noi l'abbiamo posta nel 1986 nel nostro libro La felicità manageriale. essendo "scientifica". essere pronti a contrastarli. E abbiamo metaforicamente rappresentato in un mazzo di carte le opzioni prescelte. non solo perché riconquista la pienezza della statura umana in modo globale e armonioso. è certo tuttavia che non si possono ignorare. qualità di lavoro e qualità di vita a sé e agli altri. attraverso il suo comportamento. senza nessuna altra ragione che la nostra simpatia per una cifra rituale per eccellenza: sette positività. Dovendo porre un limite alla nostra elencazione. organizzare un seminario sugli atteggiamenti dei giovani verso il lavoro o per preparare dei dirigenti a valutare bene e far crescere professionalmente i loro collaboratori nuovi. Le carte definite negative descrivono gli aspetti nei quali neppure il più ostinato ottimismo troverebbe motivi di speranza civile. sette negatività e sette tentazioni. la quale. il leader che vogliamo così capace e realizzato da distribuire. tentiamo qualche sussurro etico. Le carte ambivalenti radunano dei fenomeni per se stessi indifferenti. tra l'altro. Alcuni di essi si impongono da soli all'attenzione dell'osservatore più distratto. quel futuro in cui la maggior parte di noi si trova a vivere. Le sette carte positive Gli scenari futuri preannunciano fenomeni che vengono riconosciuti come positivi anche dai futurologi più depressi. E ovvio che gli elementi di uno scenario sono infiniti e comunque più di ventuno e che ogni lettore troverà mancante qualche aspetto che egli ritiene essenziale. che interpreta i fenomeni relazionali e psicologici inferenti. aumentano ogni giorno i segnali di sensibilità etica e di attenzione.

come patrimonio essenziale di ognuno. il metodo del lavoro di gruppo rappresentava l'argomento centrale di ogni iniziativa per i lavoratori. di un progresso atteso da molto tempo: "il fatto che l'autonomia non sia più un privilegio riservato a pochi individui eccezionali. il rapporto sponsorizzato e pubblicato all'inizio degli anni Settanta del secolo scorso per conto del Club di Roma. I primi tre valori discendono. la reversibilità delle scelte. la dimensione ludica del lavoro e l'individuo a valore aggiunto. quella di oggi. favorendoli e traendone vantaggio. La teoria della causalità meccanicistica è superata. gode di un livello generale di qualità della vita che consente alla maggioranza dei cittadini di assumersi consapevolmente la responsabilità della propria esistenza. che prevedono probabilità positive e negative a seconda del contributo creativo e mirato dell'uomo. "siete abbastanza grandi e io non ho più i mezzi per risolvere i vostri singoli problemi". che appare nella sua prima metà dominato dalle idee freudiane e socialiste-marxiste per le quali l'ambiente condiziona a tal punto il singolo. ritorna nel pensiero dei letterati del Rinascimento. sia in senso globale che nella realtà operativa di ciascuno. con alta probabilità. pur dipingendo un individuo vulnerabile. l'aumento delle opzioni. ma sono oggi completamente superate. ma ciò che lo ha caratterizzato maggiormente e per questo penalizzato. giornalista e scrittore francese. descritto e interpretato con toni privi di alternative. l'accettazione della meritocrazia. ma anche successo di risultati e quindi eccellenza sociale. impotente. è determinabile in modo preciso in tutti i suoi elementi. Evviva l'individuo Negli anni Ottanta del secolo scorso. anzi con più entusiasmo. dirà sempre più spesso il sistema alle persone. abbiamo scelto senza ordine di priorità alcuni valori positivi sui quali si può costruire un comportamento concreto destinato. le due concezioni freudiana e marxista.). Il futuro sarà quindi il prodotto del nostro comportamento presente. E pur vero che al pensiero catastrofico va il merito di aver additato alla coscienza sociale alcuni problemi quali: la limitatezza delle risorse. pur non essendo costituita unicamente da benestanti informati. in realtà. non ha avuto fortuna. ma con maggior impegno. utilizzando alcune intelligenze del Massachusetts Institute of Technology. hanno assolto una funzione sociale importante. ormai. dall'unica radice rappresentata dal ritorno del concetto di sé. Mentre la società occidentale dell'Ottocento era caratterizzata da una proporzione dominante di poveri e di ignoranti. Task forces. Le carte positive del mazzo del leader sono: il nuovo individualismo. Secondo Jean-Louis Servan-Schreiber. si esalta nella filosofia di Rousseau. soprattutto presso le grandi organizzazioni. Rispettando i limiti convenzionali del numero magico che ci siamo imposti. ma sparisce all'inizio del nostro secolo. Questa ingenuità imperdonabile è superata non solo dalla cultura scientifica.150 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 151 deve non solo affrontare e controllare le negatività valoriali. biologica. circoli della qualità. ma divenga una realtà accessibile alla maggior parte delle persone deve essere considerato come un risultato decisamente positivo della civiltà tecnologica occidentale". senza la consapevolezza del quale nessuna costruzione di personalità né di cultura è possibile e nessuna vera pienezza o felicità è assaporabile. secondo Servan-Schreiber. Nessuna situazione anche solo indirettamente umana (sia essa tecnica. Anche la vita sociale esterna all'azienda manifestava netta preferenza per le scel- . erano tutti strumenti organizzativi che ricercavano e si basavano su soluzioni corali. dalle nuove teorie del caso e della casualità. gruppi di lavoro. è stata la visione totalmente negativa e pessimistica del futuro. "Sbrigatevela da soli". ma anche dal buon senso del singolo: nessuna situazione umana è totalmente negativa o positiva. e non è qui il caso di discettare su quali di questi valori sono nuovi portati del progresso e quali sono sempre esistiti e furono solo appannati dai cicli della storia). deve appoggiare la propria convinzione ai valori positivi emergenti (o ritornanti. comitati. Il catastrofismo moderno che ha trovato il suo prototipo antesignano ne I limiti dello sviluppo. conventions. i pericoli della sovrappopolazione. fisica ecc. i danni crescenti dell'inquinamento del globo. l'unica soluzione sicura per sostenere le scelte strutturali organizzative che privilegiavano i comportamenti e i meccanismi plurimi in luogo delle soluzioni individualistiche. che tende unicamente a delegare all'esterno la responsabilità della propria esistenza. Questa apparente condizione di solitudine e abbandono è invece la manifestazione. L'ideale dell'individuo autonomo in rapporto al gruppo di cui sceglie liberamente di far parte affonda le sue radici nel pensiero greco. attento studioso dei segnali deboli di mutamento dei comportamenti umani. l'offerta di imprenditività. a sviluppare consenso e quindi serenità d'ambiente. che questi non è responsabile del proprio comportamento.

ai dirigenti (pari all'1-2% della forza lavoro o. anziché sul gruppo. trasformando il "gruppo" in "mucchio" ed eccitando gli aspetti negativi del "vivere in comunità". non alternativo a quello "imprenditoriale". insistendo. discrezionalità e delega per se stesso. riguarda l'accettazione della meritocrazia. ai quadri intermedi (pari al 5-6% della forza lavoro). Contemporaneamente può e deve rispettare e coltivare i segnali di disponibilità dei collaboratori. intesa nel doppio significato della possibilità concessa a ogni persona di far valere i propri meriti e le proprie capacità nei confronti del sistema in genere e delle altre persone in particolare e della . la dirigenza. e sul suo contributo individuale. anziché al bar. Vivremo in un mondo (già viviamo!) in cui gli studiosi più attenti dicono che la capacità di autogestione. Le assemblee studentesche. E stato inventato addirittura il termine prosumer per descrivere le figure del produttore-consumatore e del fai-da-te che caratterizzeranno il comportamento di gran parte dei lavoratori della civiltà del Duemila. ma consapevolmente collaborativa nella sostanza. la situazione attuale vede la popolazione lavorativa di qualsiasi genere e livello unita nell'esprimere segnali nei quali è facile riconoscere la disponibilità diffusa a recitare una parte attiva e non antagonista al raggiungimento degli obiettivi dell'organizzazione. La discrezionalità e l'iniziativa restavano strettamente riservate agli imprenditori o. La società della conoscenza è una società di individui che "conoscono". Domanda e offerta di intraprendere fortunatamente coincidono. preferenza a volte talmente irrazionale e ottusa da innescare veri e propri processi di degenerazione. a riconoscersi nel proprio specchio. qualunque sia l'ambito di contributo operativo in cui agisce. superando alibi e timidezze. riconsegnato a se stesso. Oggi l'intera società e tutti i modelli organizzativi di successo rifocalizzano l'attenzione sulla persona singola. la solitudine virtuale domina le famiglie e l'individuo. i cosiddetti knowledge workers. ha ormai cento anni di storia. discendente dal ritorno del concetto del sé come valore positivo. Operai e impiegati erano considerati forza manovale o intellettuale che operava e doveva operare senza spazi discrezionali né possibilità di autonomia. Il valore dell'individualismo. sostenere quelli più portati al coinvolgimento. L'atteggiamento del leader nei riguardi dell'offerta di imprenditività è chiaro: prima di tutto deve realizzare e potenziare la propria dimensione imprenditiva. che ha come caratteristica il desiderio del singolo di non essere più considerato "uno della massa". trova oggi le migliori condizioni per esplicitarsi. sia esso lavorativo. altri privilegiando il tempo lavorativo parziale e occupando il tempo libero con attività produttive autonome. famigliare o di volontariato. Questo atteggiamento "imprenditivo". alcuni direttamente all'interno dell'organizzazione per cui lavorano. difenderli se necessario. vuole avere e prendere iniziative nell'interesse dell'organizzazione che riconosce come rappresentante del suo interesse personale. ma non ha modificato l'appellativo di "esecutori" nei riguardi del 95% della forza lavorativa. La tecnologia stessa spinge in questa direzione: ci si incontra e si dialoga su Internet. in loro sostituzione. l'autostima e la fiducia in sé e nella propria competenza sostituiscono i titoli di studio e le raccomandazioni per fare carriera e rappresentano il talento-base della riuscita in qualsiasi campo. si inseri - sce prima come una spina e poi come una proposta in questa struttura rigida e classista. proponendo. deve imparare nuovamente a essere amico di se stesso. Le serate di giovani e adulti trascorrono modulate e isolate sul ticchettio del computer. caratterizzata da una minoranza di lavoratori fortemente controdipendenti nei confronti dell'azienda e da una maggioranza sostanzialmente indifferente ai richiami di collaborazione. più ancora di quelle sindacali. in minore misura. Dopo la crisi degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. L'offerta di imprenditività L'immagine ottocentesca dell'imprenditore (colui che assume l'iniziativa) si associava specularmente allo stereotipo del dipendente considerato come esecutore operativo. e che sono consapevoli di dare un contributo non solo manuale al loro compito. Come l'imprenditore anche il lavoratore. L'accettazione della meritocrazia La terza positività.152 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 153 te di gruppo. controllarli sui risultati e accettare di crescere con loro in una sinergia competitiva nella forma. furono in quegli anni l'esemplare monumento della stupidità e della fragilità dei meccanismi sociali gruppali. domandando spazi. L'inserimento di un terzo elemento organizzativo fra imprenditore ed esecutore. alle proprie preferenze e scelte. cioè indistinguibile dagli altri. a darsi delle regole e degli orari. Sia il prosumer che il bricoleur realizzeranno la loro imprenditività in occupazioni sempre più flessibili.

basata esclusivamente sulla capacità di approfondire gli studi e conquistare una specializzazione di alto livello. Le offerte di ieri possono essere obsolete rispetto alle domande di oggi. Il leader che sa ciò che vuole lo trova. da parte sua. più è portato a raffinare e potenziare il suo sistema meritocratico e retributivo. Non si tratta più di scegliere tra "questo" o "quello". non richiede lungo commento. il primo prodotto. Ma deve sapere esattamente ciò di cui ha bisogno. più riceve utilità dalle persone correttamente valutate. la sua volontà e non solo il voto di laurea. Si innesca così un circolo virtuoso di tipo positivo poiché più . di servizi. di suppellettili. Leggiamo che gli studenti giapponesi preparano esami con metodi ossessivi e che le loro famiglie iniziano a spingere i loro figli fin dalle scuole elementari verso l'unico traguardo sociale significativo che è rappresentato dall'accettazione in un'università. l'affluenza di beni rappresentano oggi una molteplicità di offerte impensabile fino a pochi anni fa. Esiste anche una meritocrazia perversa. ma addirittura richiesta. di occasioni. crearsi canali di informazione privilegiati sugli argomenti che gli stanno più a cuore e dedicare una cura speciale alla costruzione di una banca dati facilmente consultabile. di strumenti. ma le domande ili oggi sono superate dalle stesse offerte di oggi. il suo sforzo e non solo la capacità acquisitiva. l'individuo deve aumentare la sua cultura e adeguare le sue conoscenze. degli scatti automatici. ma tra decine e più di oggetti. Le offerte prevalgono numericamente sulle domande. dell'avanzamento uguale per tutti. Egli deve saper scegliere rapidamente. sta subentrando l'epoca dei valori opposti. dal tentativo di oggettivare la valutazione e di renderla adattabile. flessibile. Se fino a pochi anni fa il clan. Così facendo. Possiamo tutto: l'aumento delle opzioni Questa positività. La reversibilità delle scelte Questa positività si correla alla precedente per l'aspetto concreto della quantità delle possibilità a disposizione. fra le tante. oltre a essere pronto a scegliere il meglio. oggi a causa della meritocrazia ciò è diventato quasi impossibile. Agli anni bui dell'uguaglianza obbligata. Questa meritocrazia onesta e concreta rappresenta la merce di scambio che le organizzazioni possono offrire alla disponibilità e al coinvolgimento della maggioranza dei lavoratori. è sufficiente che lo cerchi.riconosciuto. La conoscenza del valore del contributo che ciascuno pone in essere nell'ambito del proprio compito. ma soprattutto equa. noi citiamo come positiva. Il progresso. di alternative. intesa in senso aperto e forse ingenuo. la prima alternativa.154 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 155 possibilità riconosciuta al sistema stesso e alle sue forme istituzionali di esprimere giudizi di merito nei confronti delle persone e del loro contributo. dove si realizza la differenziazione retributiva. la proposta adatta. Se accetta la prima occasione. aumenta e aggiorna la sua professionalità. Quando sceglierà. mentre attinge all'etica della tolleranza e della libertà per l'aspetto psicologico del . Il tutto accompagnato. Questo tipo di meritocrazia selettivo e parziale rischia di ricreare delle situazioni di ingiustizia sociale altrettanto gravi di quelle che si voleva correggere con la sua introduzione. semplice e concreta. lo farà consapevole di ciò cui rinuncia e delle ragioni che privilegia e ciò gli permetterà di utilizzare al meglio qualunque situazione. anche se ancora in modo limitato e non sempre accettato con soddisfazione dai destinatari. più tende spontaneamente a migliorarlo e accrescerlo. rivolta a riconoscere e privilegiare il contributo globale dell'individuo: il suo comportamento e non solo le sue competenze. Per opporre resistenza intelligente al prevalere dell'offerta e uscire vincente dallo scontro/incontro con le proposte esogene e con le alternative numerose. Le opzioni premono sempre di più sull'individuo. dell'eliminazione di ogni forma di premio (e anche di punizione).'individuo percepisce che il suo contributo viene apprezzato e . definita da qualche studioso come la forma più moderna di solitudine e di ossessione. il quale per non rimanerne travolto deve sviluppare più che nel passato la sua capacità di diagnosi e di confronto. mentre il sistema. l'avanzamento di carriera e l'assegnazione dei premi sulla base dei meriti effettivi. l'eliminazione degli automatismi. parametrabile. la tecnica. un nuovo classismo interclassista. permette la correlazione con eventuali forme di gratificazione così da rendere la meritocrazia non solo credibile e accettata. perché si illustra da sola nella stessa esplicitazione del titolo. la sua cultura e non solo le sue conoscenze. Altra è la meritocrazia che. del trattamento economico senza differenziazione. la casta o l'appartenenza a un gruppo poteva garantire a un giovane una carriera o almeno un posto di lavoro sicuro. rischia di non ottimizzare i risultati che si attendono da lui.

Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso il tema della produttività sembrava appartenere soltanto alle industrie manifatturiere e in particolare alla fabbrica. l'unica di riferimento diventava la risorsa umana. cambiare casa. ma anche sul piano intellettuale di chi. che implicava un impegno dell'individuo al coinvolgimento diretto non solo sul piano dell'adattamento (per cui. la consapevolezza che solo chi si sente prigioniero è tale. Verrà fortemente attenuata l'importanza del rapporto di fedeltà all'azienda nel senso di continuità di dipendenza. Già esistono e aumenteranno ancora le aziende che riassumono dopo anni ex dipendenti licenziatisi per affrontare nuove esperienze. associava già in quegli anni al concetto di qualità della vita e di qualità del lavoro. nel prossimo futuro. A quel tempo la produttività si definiva come "dare di più a parità di risorse" e ignorando le altre risorse a disposizione dell'org anizzazione. della vita come strada che restituisce statura umana a ogni esperienza vissuta con impegno e autenticità. sarà sempre di più una dimostrazione di energia. non sarà. quella definita "neo-strumentale". un tempo interpretato da alcuni come riconoscimento di insuccesso. descrivendo i cinque tipi di "cultura del lavoro" esistenti nel nostro Paese. Un dirigente che dichiarasse pubblicamente di voler affrontare un'esperienza nuova e partire da zero perché stanco della routine del ruolo di vertice. sia che vadano male e si voglia cambiarne il corso. Cambiare gusti. dal verbo latino "essere dentro". al mutare ruolo. lo avevano finora detto in pochi. cambiare Paese. "essere nella cosa") non è dato dall'esterno ma proviene esclusivamente dall'atteggiamento mentale di ognuno. 1 due termini non sono la stessa cosa. intensamente di più. che interpretava il lavoro come occasione di autorealizzazione e non solo più di sopravvivenza. Il fine della produttività era allora quello di fare di più. il senso della propria dignità. lamentandosi di ciò che deve fare per vivere. di valore professionale. dove lavoravano operai e il prodotto era fisico. "di meglio" e "di nuovo" è il percorso obbligato di chiunque persegua il successo personale e la produttività nelle organizzazioni. soltanto di più. È ancora fresco nella nostra memoria lo sguardo di stupore con cui gli allievi dei nostri corsi ci ascoltavano confermare che a noi piaceva lavorare e che lo facevamo volentieri. addirittura divertendoci. di chiedere scusa e di farsi carico degli errori e ricominciare. Per un dipendente cambiare organizzazione non sarà più colpevolizzante. Oggi il tema dell'autorealizzazione nel lavoro è condiviso da un numero sempre maggiore di persone ed entra addirittura negli obiettivi morali delle organizzazioni più avanzate. così come la capacità di interrompersi. Il piacere del lavoro Qualche altra voce. benefici per la salute e la cultura di intere nazioni. Nel suo significato etico questa positività recupera la dimensione del rinascere continuo dello spirito. Fare "di più". E invece è una novità incombente. di curiosità. Dietro i termini apparentemente futili di "dimensione ludica" si nasconde infatti la fiducia in sé e negli altri. Reversibilità delle scelte vuol dire infatti che "si può ricominciare" sempre e su quasi tutti gli aspetti della propria vita. Ben presto sarà guardato con stupore e con un po' di compassione colui che giocherà alla vittima. al passare da un tipo di presentazione a un altro rappresenta un elemento di mobilizzazione sociale del quale economisti e studiosi del sociale vedono aspetti positivi e innovativi. Il cambiare lavoro.156 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 157 cambiare e correggere le scelte compiute. "Errare humanum est" dicono i ragazzi nelle scuole studiando il latino. fa il miglior viso possibile al gioco che non dipende da lui). ma che sbagliare possa essere utile. appunto. perché l'interesse per ciò che si fa ("interesse". perché invece del solo "di . La vita a valore aggiunto Una decina di anni fa una ricerca Intermatrix. di correggersi. aveva segnalato come quarta la cultura. dell'uomo nuovo dentro all'uomo vecchio. avendo bisogno di lavorare per vivere. Era facile quindi il collegamento con lo sfruttamento del lavoratore. dovendo lavorare per vivere. Oggi non si parla più di produttività ma di valore aggiunto. cerca di farlo in modo da non perdere né qualità di vita né qualità personale. inascoltata dai sociologi di sinistra e dalla maggioranza dei lavoratori. destinata a diffondersi progressivamente e a prevalere sulle altre. L'invito alla seconda carriera. cambiare alimentazione. un'eccezione da guardare con sospetto o da giudicare con meraviglia. Sia che le cose vadano bene e si voglia farle andare ancora meglio. quello di qualità del lavoratore. Anche alle esperienze sbagliate.

esso rimane il fulcro centrale dell'agire umano. la tentazione della devianza. di Singapore.400 ore. per accettare come unico dogma l'opportunità. Oggi è tanto più importante lavorare a valore aggiunto anche perché il tempo per lavorare si riduce sempre di più. Per questa ragione vincerà chi saprà lavorare a valore aggiunto. la convenienza della situazione. pari a un carico annuale di circa 1. delle Filippine. Ciò non significa fare karaoshi (termine giapponese traducibile con "superlavoro") perché di karaoshi si può anche morire. corrispondenti a una settimana lavorativa di 35 ore e a 40 settimane di impegno annuale. Di questi tempi e nelle condizioni politiche in cui si trova l'Ita - Zia. oserebbe proporre ai lavoratori di fare del karaoshi. la comodità. pur rimanendo l'individuo il punto di riferimento. se non contrastati. Essi sono: l'abbassamento della soglia dell'illecito. Nell'età lavorativa (fra i venti e i sessant'anni di ogni essere umano) il tempo del lavoro dipendente ovviamente aumenta. lo spazio. da sola. cioè di lavorare 10 ore al giorno (come un secolo fa) oppure sei giorni alla setti' mana oppure 50 settimane all anno con 10 giorni di ferie. industriale o uomo di partito. il "meglio" e il "nuovo" possono e devono derivare dall'utilizzo innovativo di altre risorse oltre quella umana: le informazioni. il "di più". di Taiwan. L'illecito come quotidiano Questa negatività potrebbe. il formarsi di nuove emarginazioni.000 ore del suo tempo attuale al lavoro (il 20% in più del lavoratore medio italiano) o agli Stati Uniti con le 1. Ognuno di noi vive mediamente 650mila ore (anche se i fisiologi ipotizzano per il futuro un essere umano da 1 milione di ore di vita). possono deformare la convivenza umana in modo irreparabile. dell'impiegato. della Malesia. dal punto di vista etico. Basta segnalare come sempre più gente venga condannata per .900 ore/anno o.158 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 159 j più" oggi c'è anche il "meglio" e il "nuovo" e perché. di qualunque morale si tratti. così come la terza e la quarta. ma anche all'individuo. tra i tanti. per difendersene e contrastarle. la tendenza al trasmodamento e l'indifferenziazione delle responsabilità sociali. la ricchezza perversa. il denaro. Altre economie lavorano ancora oggi con spirito di karaoshi: si pensi al Giappone. esso si trasforma in motivo prioritario di preoccupazione per quelle organizzazioni che fondano il loro successo sul miglior utilizzo del tempo di presenza dei lavoratori dipendenti. se lasciati diffondere senza vigilanza. Le prime due enunciazioni sono molto vicine tra loro.500 ore/anno dei lavoratori della Corea del Sud. abbasseranno il livello morale e la qualità della vita dei prossimi anni. studioso. il tempo lavorativo dell'operaio. il materiale. che ci paiono rappresentare le carte nere del mazzo da gioco del leader: quelle da riconoscere al primo sguardo. la tecnologia. nessuno statista. dove il lavoratore dedica 2. Ne scegliamo sette. Ma preferiamo commentarle separatamente per sottolinearne meglio la strisciante e sottile pericolosità. Se invece di un paragrafo dovessimo dedicare un libro a questo fattore etico. L'obiettivo di questa nuova produttività collegata a processi non solo fisici ma anche e soprattutto intellettuali è l'aggiunta di valore al prodotto o al servizio. Nell'ambito di questa considerevole entità oraria. la spregiudicatezza ad alto livello. il tempo di lavoro si riduce sempre di più fino a diventare un impegno secondario e marginale anche se. Il tempo di lavoro dipendente (quello del lavoro retribuito. ve ne sono alcuni da definire ad alto rischio in quanto. Se questo fenomeno di contrazione del tempo lavorativo non può che far piacere alla singola persona e alla sua famiglia.760 ore circa di lavoro sulle 8.760 ore dell'anno solare) e non è difficile ipotizzare che nel Duemila tale percentuale diminuirà ulteriormente fino a valori del 15%. del dirigente) incide infatti ormai per meno del 10% nella vita di una persona. alle 2. Potremmo poi lamentare il permissivismo educativo (con il simbolico e dannoso dottor Spock e la sua teoria della "pipì libera" a fronte del vasino persecutorio). potremmo cominciare citandone come prodromi la morte di Dio. ma non supera che raramente l'incidenza del 20% (sono 1. È il caso che crea la regola e la regola è che "si può". l'amoralità di comodo e la paura della sofferenza. essere definita l'Aids psicologico del comportamento sociale. l'indebolimento del super-Ego. peggio. l'assenza di modelli famigliari solidi e una pavidità diffusa nei confronti di scelte etiche rigorose. Le sette carte negative Tra i fenomeni che. Essa descrive la tendenza a considerare flessibili verso il basso le norme morali.

infatti. La tentazione di considerare alcuni "scivolamenti" come eccezionali e. l'utilizzo eccezionale di droghe. tuttavia. diventano scelte di comportamento corrotto che appannano l'integrità individuale e minano alla base quelle professionalità che. "Uccidere è abominevole. immorale perché illecita. perdonarli). ex berretto verde. trasformare un messaggio senza prendersene la responsabilità. il far finta di "non vedere" possono sembrare incidenti di percorso apparentemente secondari. l'individuo si rende connivente di una situazione che egli vorrebbe definire amorale. L'impiegato che sottrae una sigaretta dal pacchetto del collega assente ruba o sottrae? Prendere diecimila lire da un portafoglio è meno grave che prenderne cinquantamila? Un furto da centomila lire si denuncia e un furto da dieci si rifonde direttamente? EimPrenditore che inquina solo per un certo periodo dell'anno. Parliamo. l'accettare un regalo dopo aver fatto un favore. ma i giovani eccitati e incuriositi dalla precisione tecnica delle spiegazioni e dei suggerimenti. il coprire una menzogna. Se non si pensa prima è quasi inevitabile che quando si troverà nella situazione concreta la soluzione di cedere appaia la più semplice e la più semplificante. La ricchezza perversa La negatività della ricchezza perversa si collega strettamente a quella della spregiudicatezza e non rappresenta un concetto nuovo nella cultura umana occidentale in quanto. ceti e ambienti tradizionalmente considerati come morali per antonomasia. si rivelano ben presto in tutta la loro pericolosità non più umana. sono ladri o no? Dire alla segretaria che non si è in ufficio per una determinata persona ma per un'altra sì. abbiamo trovato negli armadi bellissimi appendiabiti di legno lucidato a cera con una frase intimidatoria scolpita a fuoco su ciascuno che diceva: "rubato all'Hotel. scritto dall'americano John Minnery. senza assolutamente volerlo. per - duta la parvenza di originalità. di "abbassamento di soglia". che richiede la rubricazione di reati fino a ieri inesistenti e che coinvolge perso ne. accaduto a noi personalmente. sul modello dell'altro manuale del delitto. poi spaccargli la testa di netto".. negare di avere un'informazione. si pongono come esempio agli altri. il bancario che ricicla denaro sporco perché non vuole mettersi in vista con denunce incerte.160 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 161 lli 1 i piccoli reati e come la magistratura si trovi ad affrontare ciò che i tecnici definiscono "un nuovo ciclo di illegalità". diventa poi molto difficile rialzare la norma ai livelli che precedono l'eccezione e dal momento che. ma la propensione. si tratta quasi sempre di eventi di modesta portata. se ripetuti o accettati come inevitabili. ci ha impressionato. come abbiamo detto. per loro natura. il viaggiatore che colleziona posacenere e asciugamani degli alberghi dove sosta. la tentazione della devianza è in Italia un segnale ancora debole ma non per questo meno pericoloso. a tutti gli effetti. Così. proprio perché piccina. peggio. Questo consiglio è contenuto in un libretto giapponese. Se la tentazione è qualcosa che mescola insieme il danno e l'attrazione e che si ripropone in modi più o meno subdoli nel corso della quotidianità. uno dei più eleganti della città. Comperava il libro chi non era tra coloro che potevano correre rischi di rapina o terrorismo. riferire come vera una frase che non è mai stata detta: è mentire o no? La tentazione della devianza Abbiamo detto che questa seconda negatività è conseguente o concomitante al fenomeno precedente. lo scivolamento del comune cittadino verso comportamenti devianti che. tendono a infiltrarsi nella normalità quotidiana dove. quindi di accettarli (o. l'editore del libro.". vigliaccheria.. nelle camere stile liberty con i letti di ottone e le caraffe di cristallo sui comodini. L'arte di uccidere. la curiosità. è consigliabile non colpire l'avversario con coltellate all'impazzata. "Se usate un coltello da macellaio. è pressante ed è proprio questa negatività nei confronti della quale il leader deve pensare in anticipo la linea di condotta da assumere. così il furto nel supermarket. Essa non riguarda il nucleo duro della criminalità vera e propria. La cosa da fare è prima atterrarlo. L'esempio seguente. il rendersi conniventi di una scorrettezza. ma imparare come si fa a uccidere per proteggere la propria incolumità secondo noi è giusto " dichiarò alla giornalista che lo intervistava Akira Kitagawa. dall'avvento del Cri- . Se si cede la prima volta. scritto da Yoshihiro Fukumoto. Come il furto dell'appendiabito. In un albergo di Genova. Con forme meno virulente del manuale giapponese dell'assassinio essa assume già la mistificante apparenza dell'ovvio. ma che è. si corre perfino il rischio del ridicolo e della peggiore. in mancanza di norme morali prescrittive e precise. La scienza dell'assassinio.

chi sta male e soffre. devo almeno separarmi da te. Il leader deve difendersi dall'interpretazione perversa della ricchezza (intendendo con questo termine il possesso di quantità notevoli di denaro o di beni. al contrario. fu la risposta. ma la nuova etica degli affari sta ergendosi in modo preciso contro questa affermazione. "per guadagnare di più" fu la risposta. la quarta negatività suona in termini simili a questi: se venissi a conoscenza di un'informazione riservata che potesse rendere molto denaro a me. La tentazione è facile. è superato. politici) seguano codici di ambiguità. La ricchezza e la potenza non sono sempre il prodotto di comportamenti scorretti e coloro che le possiedono non sono inevitabilmente disonesti. dice l'ex capo ufficio. "tu devi capire: la fedeltà coniugale va bene per chi non è importante. Se voglio far vedere che sono adatto al ruolo. + Quando molte pagine di giornale vennero dedicate allo scandalo dei "giovani leoni di Wall StreeC. sia per quanto lo può coinvolgere come attore diretto che per le persone e la realtà con cui si trova a interagire. è indispensabile che egli pesi il suo giudizio evitando di confondere le persone con le loro proprietà. disturba e distrae. la potenza e la ricchezza. Questa negatività contiene crudeltà e rimozioni rivestite di razio- . di scarsa lealtà. e non solo in campo economico. È vero che molti ritengono che il denaro non abbia morale. "Ma è un'azione scorretta". cioè l'utilizzo anticipato di conoscenze borsistiche che dovevano rimanere riservate. la negatività di cui ci occupiamo considera il pericolo di interpretare i concetti di ricchezza e di potere esclusivamente nell'ottica dell'invidia. ignorato. più è infatti probabile che egli stesso venga considerato ricco dagli amici e dai colleghi. pochi si accorsero che il vero scandalo consisteva nel fatto che l'insider trading esisteva e veniva sovente praticato da aziende e organizzazioni in buona salute economica e con integerrima immagine. collabora e tratta nell'ambito del suo lavoro e degli impegni sociali collegati al lavoro stesso. ma al successo non si sa resistere". della rivalsa e del sospetto. Più importante diventa la sua posizione. così come l'insieme della prima e della seconda completa il valore negativo dell'abitudine all'illecita Nell'ambito degli atteggiamenti verso la ricchezza e il potere. si prestano generalmente a essere considerate come ingiuste o non democratiche. come mi comporterei? Le nuove emarginazioni La quarta negatività forma coppia con la terza. I miei superiori sono tutti separati o vivono con l ' amante " . come mi comporterei? Se per ottenere una promozione o una posizione molto più importante dell'attuale dovessi votare contro il mio migliore amico oppure prendere il posto che egli merita più di me. il favore degli dèi e il riconoscimento del valore si concretizzavano in abbondanza di beni e di potenza. questa negatività riguarda il comportamento caratteristico di chi. considera quasi inevitabile Chi non è produttivo è inutile. in tal caso tocca a lui prevedere le possibili interpretazioni del suo comportamento. È di questo "di più" che rappresenta la tentazione negativa. industriali o personali). non essendo ancora ricco e potente. viene sentito come un peso sociale ed è allontanato. "Cara moglie".162 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 163 stianesimo in poi. evitando ingenuità e cautelandosi con costante e cristallina trasparenza. va nascosto e. Per l'individuo etico e con la coscienza serena cui sono dedicati questi sussurri di scenario. chiedemmo in quei giorni a un dirigente cervello finanziario di una piccola e brillante multinazionale. " Per quanto invece riguarda i ricchi" con i quali il leader opera. essendo per loro natura raggiungibili da minoranze ristrette. Non era così nell'antichità pagana e precristiana ove. Chi non vince o non guadagna non interessa. "Ma perché lo fate?". obiettammo. marito fedele da un decenmo. eliminato. in quanto ciò che è appannaggio di pochi. se possibile. come mi comporterei? Se in un viaggio all'estero il mio capo mi offrisse di andare con lui a una festa dove probabilmente circolerà droga. Senza entrare in valutazioni di merito sul vissuto storico del capitalismo. rifiutato. economisti. ma or ora nominato direttore di divisione. "sì. quei manager finanziari di successo che praticavano a loro favore l'insider trading. La spregiudicatezza che coloro che vivono e operano in situazioni di vertice sociale e organizzativo (industriali. di immoralità vera e propria. produce una sofferenza che si placa soltanto nella sublimazione del desiderio o nella colpevolizzazione della minoranza fortunata. essendo invece ambìto da moltissimi.

la paura e la repulsione che essa desta è emblematica di quello che vogliamo commentare. In forma più quotidiana l'esagerazione sfiora l'esperienza di ciascuno di noi: chi vuole dimagrire rinuncia alla dieta se non perde subito cinque chili nella prima settimana. anziché guarire. per mettersi la coscienza a posto. Anticipare la morte. rendendo la terza età ogni giorno più energica e ricca di voglia e di possibilità di operare e coinvolgersi. Uhandicappato è un peso che le organizzazioni sane sopportano come una seccatura inevitabile. Anche la vecchiaia. chi subisce sul lavoro una scenata ingiusta da parte del superiore pensa alle dimissioni e si mette a cercare un altro posto. per le personalità più deboli e pavide. un tempo onore e vanto delle civiltà più sane. eliminano la sofferenza. L'aborto da un lato: l'emarginazione a monte. "Sì" ci risposero "ma adesso lo abbiamo fatto scendere nell'ex-cantina. Uno degli aspetti più precisi del trasmodamento quotidiano è rappresentato dall'iperbole del linguaggio e dal turpiloquio. preferisce uccidersi. esagerazione. Il trasmodamento 1 I ritmi accelerati dell'evoluzione tecnica e dell'informazione. gli ospedali val bene farli. "Il movimento egualitario prese l'avvio come richiesta di uguali . altre volte osservate con ambivalenza e incertezza. dall'altro le istituzioni sociali non si dimostrano molto disponibili a investimenti improduttivi come infrastrutture e organizzazioni specificamente destinate alla quarta età. Mentre da un lato la vita umana si allunga e si rinforza. Il turpiloquio racchiude infatti. Altre emarginazioni che riguardano tutto il sociale sono quelle che la cultura contemporanea esercita in modo crescente nei confronti dei malati e dei morenti. L'eutanasia è la risposta più pericolosa in questo quadro di semplificazione amorale. così da trasformare in saletta questa stanza". che dell'iperbole concreta è la parte più squallida. Nel sociale assume forme a volte segnalate con scandalo dalle persone più sensibili. Il suicidio giovanile. chiedemmo nel corso di una visita di lavoro alla palazzina uffici di un'azienda. "Ma il centralino telefonico non era qui?". nella sua esplicitazione: violenza. Considerando l'Aids una malattia tra le tante. L'utilizzo di termini sconci e di interiezioni di carattere sessuale costituisce. il turpiloquio si è enormemente diffuso nel decennio trascorso. ma situati in campagna o in luoghi dove non disturbino la vista. "guardandolo" il meno possibile.. un'affermazione di libertà da schemi di buona educazione. Ma una cosa è certa: non si diventa protagonisti con il turpiloquio. " oppure "linguaggio da caserma ). La malattia è affrontata in modo scientifico ma irrazionale: si tenta di dimenticarla circondandola di orpelli. ogni periodo di vacanza riporta alle pagine dei giornali e ai notiziari televisivi la notizia degli ospedali che si riempiono di finti ammalati anziani abbandonati dai figli e dai parenti. rappresenta la realizzazione dell'emarginazione assoluta. "Perché abbiamo dovuto assumere un telefonista cieco e dal momento che non ci vede. Impensabile fino a vent'anni fa in ambienti sociali definiti borghesi o colti (si diceva emblematicamente: "parla come uno scaricatore di porto". denunciando il superiore alle nuove organizzazioni "antimobbing". è l'esempio estremo ma tipico di questo trasmodare: chi è infelice non piange. non soffre. alla dismisura. Poche situazioni ci appaiono più penose dell'assistere a incontri con dirigenti o funzionari d'alto grado che intercalano parole volgari al loro eloquio per dimostrarsi moderni. Alle emarginazioni più evidenti. la bellezza e la luminosità della cui sede venivano citate sulle riviste di arredamento.". dalla viltà. L'indifferenza al sociale Questa settima negatività è la più pericolosa. ma considerate quasi normali dalla maggioranza. appartengono le realtà dei portatori di handicap (sia fisici che mentali) e degli anziani. offrirla come un atto di amore. all'iperbole. è considerata oggi una specie di piaga sociale. i medicamenti più diffusi sono quelli che. dalla difesa del benessere personale.. programmarla. l'entrata e l'uscita dalla vita condizionate dal comodo del più forte. quella finale e irrimediabilmente inattiva. "Come mai?". la frammentazione del tempo di vita e la diminuzione dell'educazione all'autocontrollo accentuano e facilitano la tendenza all'esagerazione. occupandosene il meno possibile. di vecchi che muoiono di solitudine nelle città abbandonate.164 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 165 nale ipocrisia. l'eutanasia dall'altro: l'emarginazione finale. vol' garità e aggressività in egual misura e rappresenta un offesa all'interlocutore e un imbrattamento dell'ambiente umano. Ogni estate. per ora meno diffuso in Italia che in altri Paesi europei. poiché discende da un'interpretazione distorta della democrazia.

166 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 167 opportunità di partenza e in questo senso ha conseguito giusti successi". sostiene il sociologo Franco Ferrarotti parlando del futuro. ma fin d'ora è utile anticipare che non abbiamo mai conosciuto leader eccellente che non fosse ottimista o. "Se i progressi tecnici. di condizioni di lavoro e di vita in tutti i campi " . è facile prevedere che i fenomeni negativi a suo svantaggio diventeranno quattordici. in una richiesta generalizzata di status. soprattutto quelli generalizzati. accade che di fatto tutti sono irresponsabili di tutto. a che pro. dei quali abbiamo già detto nei paragrafi precedenti. La tentazione di pensare che la tecnica e la scienza esistono "in se stesse" e quindi vanno subite e rispettate. " La partecipazione permanente di tutti a tutto è di fatto sinonimo di immobilità totale" ha scritto Ralph Dahrendorf ne La libertà che cambia. dell'individualismo e dell'imprenditività. se è mia. perché mai devo sporcare di sangue le fodere della mia auto e rinunciare all'appuntamento di lavoro verso cui sto andando? Se l'azienda è di tutti. continueranno a essere sopravvalutati. Se un leader deciso e ottimista sa esercitarsi a mutare i vincoli in opportunità. L'ottimismo a volte è perdente. Le componenti dell'ottimismo sono la speranza. produce angoscia e solitudine in chi ne fruisce. l'indifferenza latente. perché devo io raccogliere le carte per terra se a me non importa? Oppure. il qualunquismo distratto sono i segni della deresponsabilità sociale. perché devo essere io a spegnere le luci inutili o a rispondere a un telefono che suona in un ufficio vuoto? Il disordine diffuso. che si può in qualche modo collegare al problema dell'amoralità della scienza. r t L'interpretazione distorta della democrazia può incidere negativamente sull'azione personale. può esistere e prescindere dal contributo umano e dal fine umano del suo utilizzo. L'assunto da cui si sviluppa quest'ultima negatività è il seguente: se tutti sono concettualmente responsabili di tutto. si registrerà una crisi della testimonianza e della presenza responsabile. sono subentrati oggi gli specialisti delle diverse parti del corpo. avrà a suo favore. E necessario che il leader la riconosca come tendenza distruttiva per contrastarne l'influenza nel suo ambiente e per promuovere invece l'assunzione consapevole di responsabilità. Già oggi l'individuo in difficoltà non sa a chi rivolgersi: cerca un viso e gli vengono incontro delle sigle. Abbiamo già affrontato questo concetto. Sono quelle che abbiamo definito come ambivalenti in quanto preannunciano situazioni di per sé apparentemente senza segno algebrico. ha osservato il sociologo Luciano Gallino. a volte è vincente. Un vero pessimista non legge gli scenari perché pensa che non serva anticipare le difficoltà e la preparazione ad affrontarle. gli strappa il portafoglio e fugge tra la folla perché o in nome di cosa devo essere proprio io a gettarmi al suo inseguimento o a sollevare il colpito e offrirgli un caffè? Se accade un incidente in autostrada e qualcuno invoca a grandi gesti un passaggio per un ferito. Le sette carte ambivalenti affronta. Se invece preferisce non prendere posizione. in pochi lustri. in quanto esamina la tendenza a considerare la tecnica e i suoi prodotti come un qualcosa che. nel quadro valoriale presentato in questo capitolo. quattordici fenomeni positivi contro sette negativi. Restano ancora sette fondali allo scenario che stiamo sfogliando. la fiducia e il senso del rischio. che non avesse deciso di essere ottimista. Se la città è di tutti. perché non devo vuotare il posacenere della mia auto sul marciapiede? Se uno scippatore colpisce un passante. i precursori pericolosissimi di una possibile civiltà incivile. la loro impersonalità e il loro anonimato diventeranno distruttivi per la società". La specializzazione esasperata. rappresenta una pericolosa deformazione materialista. una volta posto in essere. un pessimista produrrebbe un'idea innovatrice quando "sa già che non servirà?". L'impersonalità della scienza e della tecnica " La prima ambivalenza è rappresentata dalla cosiddetta impersonalità della tecnica". "Ma in modo straordinariamente rapido si è poi trasformato. sette carte nel mazzo da gioco del leader. ma il pessimismo è sempre perdente. L'esempio della medicina è emblematico: scomparsa la figura del dottore che curava il malato come individuo. ognuno dei quali. conoscendone l'anamnesi e rispettandone la psicologia. anziché rassicurare. L'ottimismo attivo è infatti una delle chiavi del successo umano in qualunque campo. per essere più precisi. ma destinate a tramutarsi in positività o negatività secondo l'atteggiamento di chi li . con raffinatissimi strumenti e medicamenti. perché si pone come contraddittoria rispetto ai valori emergenti di tipo positivo. infatti.

il quale appare a prima vista cordiale e comunitario. consumano gli stessi cibi usando le stesse posate. Il leader per cui scriviamo godrà i vantaggi del villaggio globale. se ne serve con libertà critica.. che possedeva un'Alfa blu. con la differenza che i contatti tra le persone potranno non essere più necessari. se necessario prescindendone. si avvicinerà a sportelli vuoti mostrando un tesserino magnetico. cominciò uno di questi. non significa di per sé che sia giusto farli" ha affermato il premio Nobel Rita Levi Montalcini. in quanto le persone si vestono allo stesso modo.. nel rispetto delle persone umane che lo circondano e dei valori che garantiscono l'esistenza della società nel suo insieme. Tanto per esemplificare. Tutti sapranno tutto e nello stesso momento. si lamentano delle stesse cose... anzi. Egli rifiuta di sentirsi in soggezione nei confronti di oggetti o risultati che restano solo dei mezzi. che le vacanze e le serate libere non vengano trascorse con colleghi di lavoro. che dirigeva settecento operai e centoquaranta impiegati. Come sa che il suo personal computer non è un "amico" e neppure un " interlocutore " . Nelle organizzazioni l'illusione del villaggio globale opera deformando il clima umano. le segretarie e gli addetti alle informazioni saranno sostituiti da terminali con cui dialogare. "Come si chiama il collega che l'ha preceduta?" chiedemmo (l'aula era provvista di cartellini con i cognomi davanti a ciascuno dei partecipanti). ma non quelli originali. Negli uffici del futuro. presentando il lavoro del suo gruppo. L'illusione del villaggio globale t stato Marshall McLuhan a ipotizzare il "villaggio globale". ma il nome gli sfuggiva! Tutti gli aspetti spersonalizzanti erano stati colti. nel momento stesso in cui vengono utilizzate. umani. quando tutti gli uscieri. non si curano di imparare i nomi dei colleghi e di identificarli come persone oltre che come ruoli? "Come ha detto il collega che mi ha preceduto. controllandone limiti e pericoli.". lo scopo dell'uso determina il loro valore etico. soprattutto se proviene da studi ed esperienza deterministica e tecnica. così non dimentica in alcun momento che la sua responsabilità primaria è di dare risultati organizzativi. Già oggi viviamo per anni in un appartamento senza bisogno di sapere chi abita due piani sopra o sotto di noi. l'utente camminerà per corridoi deserti. Il protagonista attento allo scenario. seduti agli stessi tavoli. riferendosi alla diffusione dell'informazione e alle possibilità elettroniche e televisive di annullare distanze e differenze di luogo e di lingua. sfruttandone i vantaggi senza alcuna timidezza e controllando attentamente le situazioni per bloccarle appena lo ritenga opportuno. nel corso della quarta giornata di seminario. .168 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 169 si rende esclusivamente responsabile di un contributo parziale e specifico che ignora l'equilibrio globale del paziente e. incontrando medici e specialisti diversi di cui ci è difficile ricordare i nomi. Non basta istituzionalizzare il "tu" e rendere obbligatorio l'uso del nome di battesimo. che avrebbero potuto trasformare un anonimo collega in un possibile amico. utilizzando scienza e tecnica con lucido distacco. Tutti acqui - steranno le stesse cose e le riceveranno a casa in qualunque luogo del mondo. ma dovrà salvaguardare con testarda programmazione una f rete di rapporti umani e sociali che lo aiutino a conservare la sua N dimensione relazionale. giornate intere di lavoro e di studio. La scienza e la tecnica. comperiamo al supermarket senza riconoscere un solo commesso e ci curiamo a pezzetti. Proprio come in un villaggio. unici. lo danneggia non di rado in altre parti. La logica del formicaio incombe sull'illusione del villaggio globale. squisitamente veloce e con buona memoria. Ma la spersonalizzazione sostanziale dei rapporti può essere nascosta immediatamente sotto la crosta dell'identico interloquire. ma soltanto un " servo sciocco ". Avrebbe potuto aggiungere che era un ingegnere. In questo consiste la moralità umana. esigerà che il televisore non sia nella stanza dove pranza con la famiglia. "È il direttore di produzione dello stabilimento di Caserta" fu la risposta. "Il fatto che si possano effettuare trapianti di organi umani su animali o che si possano realizzare incroci genetici di ogni tipo. per costruire una comunità ove le persone si ~~. consapevole di esistere come codice e come numero. non sono mai al di fuori dei concetti di bene e di male perché. Quante volte nel nostro lavoro di docenti siamo colpiti dal fatto che gruppi di dirigenti che trascorrono nella stessa aula. Anche la burocrazia degli enti pubblici rappresenta una forma di impersonalità della tecnica. deve salvaguardare la propria capacità critica.. pur impersonali e obiettive in quanto casuali. ma non come persona vestita in un certo modo e dotata di un certo sorriso. Non tutto ciò che si può fare è da fare.

Il big-bang dell'informazione Si affoga nell'informazione e si muore di fame di conoscenza. il ritorno dell'interesse per la cultura umanistica costituisce una realtà sociale pressante e l'aumento della domanda di fruizione di beni culturali impone scelte politiche inaspettate. Noi veniamo raggiunti continuamente da informazioni nuove e siamo costretti a rivedere continuamente il nostro archivio di immagini a un ritmo sempre più veloce. Ogni giorno teorie scientifiche e psicologiche sono demolite e sostituite da altre. tenderà invece a concretarsi in una fittizietà di aspirazioni. ma a ruoli. più viene percepito come vitale il bisogno di conoscenza "qualitativamente durevole". apparente segno di libertà dal bisogno e di intelligenza originale. Sembra quasi che. può essere vissuto in modo creativo e divertente. Slogan politici e morali contraddittori ci assalgono da tutte le parti. dal momento che non si riferiranno più a livelli sociali diversi. storico. se controllato. il linguaggio si informatizza. sono oggetto della nostra valutazione. È difficile dare un senso a questa vertiginosa fantasmagoria e comprendere esattamente come stia cambiando il processo di formazione delle immagini. conferma Alvin Toffler. ma modifica profondamente anche la struttura delle informazioni dalle quali dipendono le nostre azioni quotidiane. ma dall'altro si acuisce e punge la riscoperta della conoscenza come fonte di riflessione e acquisizione profonda. dal momento che Questo fattore di ambivalenza si collega all'illusione del villaggio globale e ne rappresenta una derivazione che tocca la realtà sociale attraverso le aspettative. vengono sottoposti a verifica e poi svaniscono immediatamente nel nulla. ma usarle perché sono comode e durevoli ci pare rappresentare una prova di libertà altrettanto indispensabile. Il leader deve spingere più a fondo il suo modo di abitare il villaggio senza diventare indiscreto né dedicare tempo inutile a confidenze dispersive. le celebrità attraversano fugacemente la nostra mente. Gli status symbol continueranno a esistere. La nostra mente si internetizza. Se il benessere crescente nel mondo occidentale continuerà a diffondersi e a confermarsi. L'immateriale modificando profondamente il modo in cui ciascuno di noi percepisce e agisce nel suo mondo personale. svolgendo la loro utile funzione di unificazione interclassista ma. Chi si sente riconosciuto si impegna più facilmente e tende a identificarsi con l'ambiente di cui si sa parte significativa. Questo segnale di riscoperta del gusto culturale. La terza ondata non si limita infatti ad accelerare i flussi delle informazioni di cui siamo oggetto. Ci sembra quasi inutile precisare che il riconoscimento. Nuove idee. Anche nel lavoro gli stimoli culturali sono continuamente spaccati in due: da un lato preme l'abbondanza pressante di notizie e conoscenze specifiche sempre più indispensabili allo svolgersi di qualsiasi ruolo di responsabilità. le richieste e le reazioni degli individui. Già oggi. seppellendoci sotto una pioggia di immagini e . che cosa ama leggere e per quale squadra parteggia. la cui pressione psicologica viene già ora accentuata dalla diffusività dei mezzi di informazione. Le ideologie si sfaldano. Man mano che nelle società si accelera il processo di cambiamento. E scrive: Nel passaggio dall'infosfera della seconda a quella della terza ondata anche la nostra psiche sta subendo una trasformazione. si determina un'accelerazione di tale processo anche in noi. "La bomba dell'informazione sta esplodendo in mezzo a noi". si accentuerà l'influenza dei bisogni immateriali sui comportamenti di consumo.170 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 171 sentano riconosciute e apprezzate per loro stesse e non solo per il lavoro che svolgono. soddisferanno questo bisogno ambivalente di rappresentazione e rappresentatività che. più il rimbombo dell'informazione di consumo si fa violento e rapido. deve essere interessato e mirato alla persona e non al ruolo: conoscere il voto di laurea di qualcuno resterà sempre meno importante del sapere se costui ha dei figli. Mantenere un distacco intellettuale dalle scarpe Nike ci pare indispensabile dal punto di vista sociale. i musei e le mostre sono molto frequentati come i cinematografi. per essere umano. deve costruire legami di riconoscimento umano intorno a sé. opinioni e modi di pensare balzano di colpo alla nostra attenzione. l'occhio e il dito si adattano a segnali ogni giorno diversi. nonché nell'ubbidienza acritica a un conformismo di massa. Questo fatto. alza il livello intellettuale delle persone e impone al protagonista di trovare il tempo per la lettura di libri non tecnici per mantenere viva la propria riflessione intellettuale. estetico. indispensabile all'equilibrio umano.

Il senso della premura prevale infatti nel modo di vivere quotidiano: alzarsi in fretta. altrove da sé) sarà presente nella vita quotidiana. la sperimentazione della droga. nell'alimentazione e più gravemente. nella pettinatura e nella coloritura o gommatura dei capelli. per la quale tutto ciò che oggi rappresenta il limite di uno strumento o di una situazione diventa di per se stesso la sfida da superare. Se non avessero ricercato continuamente il loro limite Hillary e Tentsing non avrebbero vinto l'Everest. costituiscono l'aspetto deteriore di questo fenomeno nei suoi riferimenti al comportamento umano. pranzare di corsa per non perdere lo spettacolo. Qualunque prestazione umana può essere aggiustata e spostata. speri nella redenzione". nella ginnastica e nello sport (dal canyoing al jumping). ma si attenuerà sempre di più negli aspetti del contributo umano. pianificatori e programmatori della vita. che significa "praticabile utopia". spostarsi in fretta. un mostro dagli innumerevoli occhi. ma fisicamente impongono ritmi e dislocazioni continui. per telefonare di più. la quantità del lavoro notturno pareggerà quella del lavoro diurno. morirono inutilmente sulla via del ritorno dalla cima più alta del mondo. descrive bene il comportamento che consideriamo esemplare in questo campo. Dodicimila sono state le persone intervistate sul tema dal pro- . Scrive Goethe nel Faust: "chiunque tenta infaticabilmente. la propria vita sociale e quella professionale rappresenta infatti per il leader l'unica possibilità di salvaguardare l'identità personale e familiare senza rinunciare alle opportunità di una civiltà stimolante ma frammentaria e massificante. senza mai quiete. la velocità in motocicletta e in automobile. i tempi e le quantità dell'agire umano sono dinamici e flessibili. E probabile che. senza deformare eccessivamente gli equilibri esistenti. La città moderna è definita "una Gorgone insonne". Programmare bene la propria vita privata. Le distanze si allungano. Ma nel 1996. la suddivisione del tempo in occupazioni categorizzabili per orario. nove alpinisti-turisti di spedizioni commerciali diverse. diventando sempre più ricca di possibilità e creando ogni giorno nuovi desideri e bisogni. il lavoro a domicilio si staccherà dalle misurazioni quantitative di tempo per frantumarsi secondo le esigenze e le preferenze singole. la prestazione lavorativa di otto ore sarà praticata da un numero di persone pari (se non minore) a quanti si impegneranno in occupazioni part-time o con orari flessibili. Deriva infatti dal comportamento evolutivo della tecnica. per lavorare altre due ore. la pluralità degli stimoli spinga la maggioranza delle persone verso l'adeguamento passivo a una fretta quasi meccanica.172 Le carte da gioco del leader Le carte da gioco del leader 173 anche la dimensione culturale diventa elemento integrante della professionalità. per scelta oltre che per necessità. come già oggi avviene. L'esagerazione di alcune mode nell'abbigliamento. Lo spostamento delle virtù La vita contemporanea. La sua gestione verrà affidata alla discrezionalità del singolo e gli elementi psicologici riprenderanno il sopravvento nel definire i contributi degli individui spontaneamente lenti o pigri e di quelli ansiosi o rapidi. L'unico modo di contrastarla risiede nel praticare con testarda costanza e pignoleria il controllo ragionato della distribuzione del proprio tempo di vita. Il tempo rimarrà come misura concettuale indispensabile negli aspetti scientifici. braccia e tentacoli. Se questa ambivalenza vuole essere sfruttata dal " protagonista" in senso positivo. Avevano superato il loro limite. anche perché mentalmente non costituiscono più un ostacolo. Mai come nel prossimo futuro la tentazione dell'alienazione (altro da sé. La frammentazione del tempo za volontà. deve essere utilizzata come incitamento a tentare sempre qualcosa di nuovo. il protagonista deve spingere ogni situazione verso un limite di miglioramento. La sfida al razionale in senso avventuroso. sportivo e tecnico ne costituisce invece l'aspetto positivo. creativo. studiare lingue in metropolitana. quindi in continuo cambiamento. commerciali. La parola "practopia" . giocare a tennis nell'ora destinata al pranzo. Se la realtà è in continuo divenire. L'unico limite fisso è quello etico: tutto il resto è divenire e può essere miglioramento. satura il tempo degli individui più vivaci e tritura crudelmente quello delle persone sen - L'ultima ambivalenza è intitolata allo spostamento delle virtù. La ricerca del limite Questa quinta ambivalenza costituisce il possibile risvolto positivo della già commentata negatività dell'abbassamento della soglia dell'illecito. l'accumulazione di fatica e di stress. La civiltà del futuro rifiuterà. ma senza mai accontentarsi.