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LE PIANTE
AROMATICHE
A

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SOMMARIO






100 piante aromacosmetiche Pag. 4

Le essenze: un messaggio vegetale
per gli organismi animali Pag. 7

L’olfatto e la teoria dell’odore Pag. 9

Gusto e aroma Pag. 11

Le essenze e la pelle Pag. 12

Origine delle essenze vegetali Pag. 14

Come si estraggono le essenze? Pag. 15

Pagina 15: Le proprietà delle essenze Pag. 16

Impieghi delle essenze in Aromaterapia e
Aromacosmesi (100 piante dalla A alla Z) Pag. 18
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INTRODUZIONE

Sono oltre cinquecento le piante aromatiche da cui si ricavano essenze ed
aromi destinati all’uso profumiero, culinario, farmaceutico e cosmetico.
Di queste, circa trecento si impiegano esclusivamente nella preparazione di
profumi: hanno, cioè, un prevalente impiego olfattivo.
Cinquanta piante si caratterizzano per l’aroma e, quindi, per l’aspetto
gustativo e trovano impiego in alimenti e bevande.
Cinquanta piante trovano specifico utilizzo in campo farmaceutico-fitoterapico-
aromaterapico.
E, infine, cento piante aromatiche possono essere definite per il loro specifico
impiego in Aromacosmesi, come piante aromacosmetiche.
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100 PIANTE AROMACOSMETICHE
Ecco, qui di seguito, l’elenco delle cento piante che abbiamo definito
aromacosmetiche:

1. Abete bianco Abies pectinata
2. Abete rosso Picea excelsa
3. Achillea Achillea millefolium
4. Aglio Allium sativum
5. Al bero del Thè Melaleuca alternifolia
6. Al loro Laurus nobilis
7. Amamelide Hamamelis virginiana
8. Aneto Peucedanun graveolens
9. Angelica Angelica archangelica
10. Anice stellato Illicium verum
11. Anice verde Pimpinella anisum
12. Arancio amaro Citrus aurantium var.
amara
13. Basilico Ocimum basilicum
14. Bayrum Pimenta acris
15. Benzoino Styrax benzoin
16. Bergamotto Citrus aurantium var.
bergamia
17. Betulla Betula alba
18. Cajeput Melaleuca leucadendron
19. Calamento Calamintha officinalis
20. Camomilla Chamomilla recutita
21. Camomilla romana Anthemis nobilis
22. Canfora Cinnamomum camphora
23. Cannella di Ceylon Cinnamomum zeylanicum
24. Carciofo Cynara scolymus
25. Carota Daucus carota
26. Carvi Cuminum cyminum
27. Cipolla Allium cepa
28. Cipresso Cupressus sempervirens
29. Citronella Cymbopogon nardus
30. Coriandolo Coriandrum sativum
31. Cumino dei prati Carum carvi
32. Elemi Canarium luzonicum
33. Elicriso Helichrysum italicum
34. Estragone Artemisia dracunculus
35. Eucalipto Eucalyptus globulus
36. Galbano Ferula galbaniflua
37. Garofano Dianthus caryophyllus
38. Garofano chiodi Eugenia caryophyllus
39. Gelsomino J asminum grandiflorum
40. Geranio Pelargonium graveolens
41. Giaggiolo Iris florentina
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42. Ginepro J uniperus communis
43. Ginseng Panax ginseng
44. Gurium Dipterocarpus indicus
45. Incenso Boswelia carterii
46. Iperico Hypericum perforatum
47. Issopo Hyssopus officinalis
48. Larice Larix europaea
49. Lavanda Lavandula angustifolia
50. Lemongrass Cymbopogon
schoenanthus
51. Lentisco Pistacia lentiscus
52. Limone Citrus medica ssp. limonum
53. Linaloe Ocotea caudata
54. Liquirizia Glycyrrhiza glabra
55. Luppolo Humulus lupulus
56. Maggiorana Origanum majorana
57. Mandorlo amaro Prunus amygdalus var.
amara
58. Melissa Melissa officinalis
59. Menta piperita Mentha piperita
60. Mirra Commiphora molmol
61. Mirto Myrtus communis
62. Muschio quercino Evernia prunastri
63. Noce J uglans regia
64. Noce moscata Myristica fragrans
65. Origano Origanum vulgare
66. Osmanto Osmanthus fragrans
67. Palmarosa Cymbopogon martini
68. Patchouli Pogostemon cablin
69. Pepe nero Piper nigrum
70. Peperoncino Capsicum annuum
71. Pimento Pimenta officinalis
72. Pino mugo Pinus pumilio
73. Pino silvestre Pinus sylvestris
74. Pioppo nero Populus nigra
75. Pistacchio Pistacia vera
76. Rafano Cochlearia armoracia
77. Rosa Rosa centifolia
78. Rosmarino Rosmarinus officinalis
79. Salvia Salvia officinalis
80. Salvia sclarea Salvia sclarea
81. Sandalo Santalum album
82. Santoregia Satureja hortensis
83. Sedano Apium graveolens
84. Senape nera Brassica nigra
85. Serpillo Thymus serpillum
86. Storace Liquidambar orientalis
87. Thè Camellia sinensis
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88. Tiaré Gardenia tahitensis
89. Tiglio Tilia spp.
90. Timo Thymus vulgaris
91. Tuja Thuya occidentalis
92. Vaniglia Vanilla planifolia
93. Verbena odorosa Lippia citriodora
94. Vetiver Vetiveria zizanoides
95. Viola mammola Viola odorata
96. Wintergreen Gaultheria procumbens
97. Ylang ylang Cananga odorata
98. Zafferano Crocus sativus
99. Zedoaria Curcuma zedoaria
100. Zenzero Zingiber officinale



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Le essenze: un messaggio vegetale per gli organismi animali

Le essenze od oli essenziali sono miscele complesse di molecole odorose e
volatili, prodotte da organismi vegetali, che determinano vari effetti quando
vengono in contatto con organismi animali.
La loro caratteristica primaria è quella di agire subito sull’organo di senso
dell’olfatto e, nel caso degli aromi, anche su quello del gusto.
Dalle cellule olfattive situate nel naso e da quelle gustative collocate nella
lingua viene trasmesso un messaggio al sistema nervoso centrale (cioè al
cervello) il quale lo memorizza e lo traduce in forma di sensazione cosciente
ed individuale da parte dell’essere vivente, sia esso un umano od un altro
animale. Le molecole che compongono le essenze sono piccole e volatili; non
giungono quindi soltanto sui recettori del naso e della lingua, ma possono
arrivare anche all’albero respiratorio e nell’apparato digestivo sino a
coinvolgere le ghiandole secretive. Chiaramente questi organi interni non
hanno il collegamento nervoso tipico delle cellule olfattive e gustative, ma
reagiscono in vario modo, a seconda del tipo di essenza, determinando
modificazioni nel comportamento dell’intero organismo.
Gli effetti sistemici, provocati dalle essenze sui vari organi interni, rientrano
nell’ambito dell’Aromaterapia che significa cura delle malattie attraverso
l’assunzione di essenze. Fra i vari organi che compongono un essere vivente
c’è anche la pelle che è a diretto contatto con le essenze e che può quindi
essere curata direttamente con le stesse in caso di dermatite. In questo caso
si è di fronte ad un’Aromaterapia dermatologica che possiamo definire dermo-
aromaterapia.
Se l’applicazione locale di essenze è fatta su cute integra e sana, senza scopi
terapeutici ma solo per provocare una sensazione di benessere, in tal caso si
parla di Aromacosmesi.
È interessante approfondire il rapporto che viene ad instaurarsi tra la pelle e
le essenze che su di essa vengono applicate. Va subito osservato che la pelle
è un organo semipermeabile ma che, rispetto alle essenze, è
permeabilissimo. In altre parole, le piccole molecole oleose e volatili, che
compongono un olio essenziale possono tranquillamente penetrare nella
pelle, fino ad attraversarla e giungere alla circolazione sanguigna ed alle
terminazioni nervose.

Sono pertanto possibili tre situazioni:
• le essenze si depositano nella pelle, a vari livelli, e lì restano per un
certo tempo
• le essenze giungono in contatto con terminazioni e corpuscoli nervosi
della pelle, determinando vari tipi di reazioni
• le essenze giungono in contatto con la circolazione sanguigna della
pelle, entrano in circolo e possono quindi raggiungere i vari organi
interni
Nei primi due casi, gli effetti sono locali, nel terzo caso si possono avere effetti
sistemici (che cioè coinvolgono l’intero organismo). Non è possibile evitare
nessuno dei tre effetti e questo fatto sta subito a indicare che non solo
l’Aromaterapia ma anche l’Aromacosmesi va attentamente controllata per
evitare effetti negativi causati dalle essenze.
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Quando si ha a che fare con gli oli essenziali (o anche con singole molecole
odorose come mentolo, canfora, eucaliptolo, ecc.), occorre usare estrema
prudenza, a partire dal loro dosaggio. Una dose troppo alta può arrivare ad
essere citotossica, cioè ad uccidere una cellula vivente. In certi casi, tale
effetto può tradursi in un vantaggio, come quando la cellula uccisa è quella di
un batterio. E infatti, una delle applicazioni cutanee delle essenze è costituita
dal loro potere antimicrobico, dermopurificante e deodorante (in caso di
Aromacosmesi) o di quello antisettico e disinfettante su cute lesa (in caso di
Aromaterapia). L’Aromacosmesi è coinvolta dalla presenza di terminazioni
nervose nella pelle che fanno di quest’organo anche un “organo di senso”
oltre che di protezione e di termoregolazione. La pelle reagisce all’azione
delle essenze con vari effetti locali: iperemia, rubefacenza, riscaldamento,
stimolazione delle secrezioni, ecc., il tutto connesso con la risposta
dell’apparato nervoso cutaneo alle essenze.

Un’ultima annotazione va fatta sulla possibile risposta di tipo immunitario, che
la pelle può dare a seguito del contatto con un olio essenziale. Ciò significa
che l’applicazione di certe essenze (di talune, non di tutte) può provocare una
reazione allergica. Perché?
Il motivo principale l’abbiamo già evidenziato: le essenze sono molto
penetranti. La pelle, però, possiede, sin dalla superficie, delle cellule
sentinella (sono dette cellule di Langerhans) le quali, in presenza di una
molecola che la nostra pelle riconosce come pericolosa, catturano la molecola
avviando un processo di “rigetto”, che coinvolge reazioni di risposta, talora
vistose, che ci fanno dire: «Sono allergico alla tal essenza» o meglio «al tal
componente della tal essenza».

Arrivati a questo punto, possiamo trarre una prima conclusione: anche nel
campo delle essenze si evidenziano aspetti positivi (gli effetti benefici) e
negativi (reazioni irritative e allergiche) conseguenti al contatto essenza-pelle.
Benefici e rischi sono sempre abbinati, quando si usa un olio essenziale. Oltre
allo specifico problema dei rapporti essenze-pelle, non va comunque
dimenticato che il primo contatto (che possiamo definire osmologico) avviene
fra gli organi di senso olfattivi e gustativi e le essenze. Le sedi sono il naso e
la bocca. La triade naso-lingua-pelle costituisce uno straordinario punto di
incontro tra i corpi aromatici dei vegetali e l’essere umano.
L’Aromacosmesi, in particolare, si basa sia sulla risposta olfattiva (o gustativa)
del naso (o della bocca) sia su quella da diretto contatto tra pelle ed essenze,
assommando al piacere sensoriale (osmologico) la sensazione di benessere
cutaneo.
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L’olfatto e le teorie dell’odore

Attraverso i cinque sensi (olfatto, gusto, tatto, vista, udito), gli animali (esseri
umani compresi) ricevono le più svariate informazioni dall’ambiente esterno. Il
senso dell’odorato è determinato da una struttura fisiologica che si è formata
nel corso dell’evoluzione delle specie viventi, in particolare dei mammiferi.
Con l’aiuto del senso dell’odorato si può anche richiamare un membro
dell’altro sesso ai fini della riproduzione della specie (emissioni di feromoni);
dal lato opposto, la percezione di un odore può determinare repulsione, come
ad esempio si verifica con gli insetto-repellenti.

Vediamo ora come si è formato il senso dell’olfatto.
La vita, come è noto, è iniziata nelle acque degli oceani e l’ambiente esterno,
per i primi abitanti, era l’acqua: bastava il contatto diretto per avere
informazioni. Quando la vita emerse dall’acqua e si formarono i primi animali
terrestri, gli organismi persero il contatto diretto con l’ambiente acquoso,
sostituito da quello gassoso. Si rendeva necessario un diverso meccanismo
biologico per ricevere informazioni dall’ambiente esterno. Fu così che gli
esseri viventi (i mammiferi, in particolare) elaborarono delle strutture mucose
in cui catturare per poterle “sentire” le molecole odorose presenti nell’aria. Era
nato il naso. Si pensa che il senso dell’odorato si sia addirittura sviluppato
prima di quello della vista. In ogni caso, come noi vediamo attraverso il nervo
ottico, così noi odoriamo attraverso un sistema nervoso centrale collegato al
cervello. Noi sentiamo cioè gli odori con il cervello. Da iniziale segnale,
trasmesso alle mucose olfattive nasali, la sensazione di un odore che giunge
al cervello, col tramite di appositi sistemi regolatori, viene tradotta in risposta
cosciente.

Il processo della sensazione odorosa è pressapoco il seguente:

– nelle zone percettive del naso si trovano delle ciglia olfattive ricoperte
di muco. Sulle ciglia sono presenti delle depressioni in cui si
inseriscono le molecole di sostanze odorose volatili. Questo contatto
determina una reazione della cellula nervosa, collegata col ciglio
olfattivo e tale reazione giunge come un segnale al cervello (e
precisamente al bulbo olfattivo), che elabora il segnale stesso,
traducendolo in diretta sensazione odorosa. E come le reazioni
raccolte dal nervo ottico si trasformano in percezione dell’immagine e
dei colori, così il bulbo olfattivo provvede a catalogare i vari tipi di odori.
Mentre, però, i colori sono classificabili in base alla loro lunghezza
d’onda (e sono al massimo sette), gli odori che sono ben più numerosi,
sono interpretati e tradotti in sensazione cosciente in base alle
dimensioni delle molecole odorose ed allo spazio occupato sui recettori
posti sulle ciglia olfattive.


Sul meccanismo della percezione dell’odore sono state fatte svariate ipotesi
nel corso dei tempi. L’interpretazione più recente dei meccanismi olfattivi si
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collega al fatto che le fibre olfattive sono di natura proteica e che, per la
presenza di cariche +e –, si comportano come un elettroconduttore.

Le molecole odorose che giungono sulle fibre vi provocano variazioni di
potenziale con conseguente stimolazione della cellula olfattiva.
Questa teoria elettromagnetica dell’odore spiega anche “l’affaticamento”
dell’olfatto quando c’è una sequenza eccessiva di molecole odorose con
conseguente crollo del potenziale elettrico sulle fibre olfattorie.



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Gusto e aroma

L’aroma costituisce una particolare combinazione delle sensazioni olfattive e
gustative; è cioè un effetto sensorio in cui sono contemporaneamente
sollecitati i recettori del sapore e dell’odore. Le sostanze che forniscono
questo doppio effetto sono dette aromatizzanti o “corpi aromatici”. In
particolare le specie vegetali, da cui si estraggono sostanze aventi queste
proprietà, sono definite “piante aromatiche”.

Una sostanza aromatica è di solito un insieme di molecole, capaci di conferire
contemporaneamente odore e sapore. Tuttavia per “pianta aromatica” si
intende, più in generale, una specie vegetale da cui si estraggono sostanze
odorose, utilizzabili sia come profumo che come aroma o come principio
dermofunzionale.

Le sostanze aromatiche per uso alimentare, oltre a fornire sapore e odore agli
alimenti, svolgono anche un’ulteriore azione psico-fisiologica, in quanto
conferiscono appetibilità, effetto aperitivo e/o digestivo e contribuiscono
all’acquisizione del senso di soddisfazione che regola e limita la quantità di
cibo ingerito. È possibile separare odore e sapore, cioè senza coinvolgere
l’odorato e agendo solo sulle papille gustative: si parla in tal caso di sapore
puro. Le papille gustative hanno un numero limitato di reazioni differenziate e
si parla infatti di sapore dolce, salato, acido e amaro. A queste quattro classi
aggiungono quattro sottoclassi dette “modificatrici del sapore” e definite
piccante, astringente, rinfrescante e allappante.


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Le essenze e la pelle

La pelle, è stato detto, è anche un organo di senso, senso che non si limita a
quello del tatto, ma che si estende ad altri processi reattivi che coinvolgono le
terminazioni nervose della pelle. È quello che si verifica quando si applica
sulla pelle un’essenza o un profumo (che è poi una miscela complessa di
essenze).

Quasi tutte le molecole odorose, presenti in un olio essenziale, sono dotate di
alta capacità di penetrazione nella pelle e giungono facilmente al derma ove
si trovano le terminazioni nervose su cui determinano un effetto eccitatorio e
stimolatorio. Nella pelle sono presenti ghiandole sebacee e sudoripare,
follicoli piliferi, capillari sanguigni che costituiscono altrettante parti di pelle su
cui agisce il sistema nervoso periferico e che possono quindi reagire a
seguito dell’applicazione di essenze sulla pelle.
Abitualmente le essenze si comportano come stimolanti o irritanti e, per
conseguenza, determinano arrossamento e riscaldamento della pelle con
aumento delle secrezioni. Esistono, comunque anche talune essenze (ad
esempio, quella di Camomilla) che possiedono proprietà lenitive,
antinfiammatorie e decongestionanti. Altre essenze ricche in derivati fenolici
(si pensi al Timo) manifestano specifiche proprietà antisettiche, deodoranti e
disinfettanti. Altre ancora sono talmente penetranti da giungere sino all’albero
respiratorio ove agiscono da risolventi in caso di muco, tosse, ecc. (è il caso
di mentolo, eucaliptolo, canfora).

Possiamo riassumere così gli effetti delle essenze a livello cutaneo:
– stimolanti, eccitanti, riscaldanti, arrossanti
– lenitivi, sedativi, disarrossanti, decongestionanti
– antimicrobici, antisettici, disinfettanti, deodoranti

A questi si aggiunge, ovviamente, anche l’effetto profumante che, per le
essenze da profumo, è l’unico effetto prodotto. Se le essenze passano nel
circolo sanguigno e giungono all’albero respiratorio od all’apparato digestivo,
la pelle funziona, in tal caso, solo da veicolo e si ha un effetto sistemico pari a
quello che si verifica ingerendo l’essenza. Tutto ciò rientra nell’Aromaterapia,
cioè nella cura delle malattie con le essenze. Quando le essenze sono
applicate su pelle integra e limitano la loro azione sulla pelle (e solo in tal
caso) si parla di Aromacosmesi, pratica in cui rientra anche la semplice
profumazione della pelle. Se poi le essenze sono messe sulla pelle per scopi
terapeutici (esempio, come disinfettanti) si ritorna all’Aromaterapia (e
precisamente alla dermo-aroma-terapia).

Queste distinzioni sono molto importanti ed aiutano a non fare confusione. Si
parla infatti erroneamente di Aromaterapia quando invece si tratta più
correttamente di Aromacosmesi. Per l’organismo malato, per la pelle malata
c’è l’Aromaterapia. Per la pelle sana, che richiede solo interventi profumanti,
stimolanti, lenitivi o deodoranti, accompagnati da sensazione di benessere,
c’è l’Aromacosmesi.
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Non mancano le espressioni come quelle che preconizzano effetti antirughe,
antismagliature, anticellulite ottenibili con le essenze secondo concetti
aromacosmetici. Si tratta di illazioni. Non si conoscono studi tali da
confermare questi effetti cosmetici e pertanto non c’è da farsi illusioni. Le
funzioni delle essenze sono quelle descritte e fra queste non c’è nessun
effetto antinvecchiamento o anticellulite.
Tali risultati si ottengono con altri derivati vegetali, diversi però dalle essenze.
Se, ad esempio, voglio combattere le rughe, il rilassamento cutaneo,
l’invecchiamento della pelle posso utilizzare le sostanze contenute nella
Centella asiatica; così pure se voglio combattere la cellulite mi servirò delle
sostanze attive presenti nella Castagna d’India (Aesculus hippocastanum) o
nel Pungitopo (Ruscus aculeatus).
In sostanza, l’Aromacosmesi ha i suoi limiti. Ciò che è importante è utilizzarla
dove veramente serve. Voglio un effetto deodorante? Ecco l’essenza
dell’albero del Thè (Melaleuca alternifolia). Ne voglio uno stimolante? Uso
l’essenza di Wintergreen (Gaultheria procumbens). Se invece voglio un effetto
lenitivo e antiarrossamento userò l’essenza di Camomilla o il suo composto
più attivo detto bisabololo.
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Origine delle essenze vegetali

Già si è detto che le essenze od oli essenziali sono miscele odorose di tante
molecole sintetizzate dalle piante e che possono localizzarsi:
– nei fiori (esempio: essenze di Arancio, Garofano, Gelsomino, Rosa,
Lavanda)
– nelle foglie (esempio: essenze di Geranio, Patchouli, Arancio, Verbena,
Melissa, Menta, Viola, Eucalipto)
– nei frutti (esempio: essenze di Bergamotto, Arancio, Limone, Cedro,
Limetta)
– nei semi (esempio: essenze di Anice, Angelica, Finocchio)
– nella corteccia (esempio, essenza di Cannella)
– nel rizoma (esempio: essenze di Iris, Calamo, Zenzero)
– nella radice (esempio: essenze di Sassafrasso, Vetiver)
– nel legno (esempio: essenze di Canfora, Sandalo, Linaloe)

Le essenze cominciano ad apparire sin dai primi mesi di vita delle piante e
continuano ad accumularsi sino al momento della fioritura per poi ridursi.
Sin dai primi stadi vegetativi si formano nelle piante delle molecole che poi
attraverso complessi processi si trasformano via via in essenze. Secondo i
chimici, si parte da alcoli che poi diventano esteri o idrocarburi o ancora
aldeidi e chetoni. Da tutte queste reazioni chimiche, oltre al profumo, si
sprigiona l’energia necessaria alla fecondazione del fiore. Chiave di volta è
spesso la clorofilla; nelle zone verdi avvengono i processi di disidratazione e
idrogenazione, mentre nei fiori colorati si verifica soprattutto il fissaggio di
ossigeno con trasformazione di alcoli in aldeidi e intensificazione del profumo.
Ci si può chiedere: perché la pianta produce le essenze? Quale beneficio può
ricevere un vegetale dalla presenza di un olio essenziale? Al riguardo sono
stati espressi i pareri più diversi. C’è chi afferma che le essenze sarebbero
solo un prodotto di rifiuto delle piante (ipotesi che non ci sembra molto
credibile). C’è chi sostiene che le essenze servirebbero ad attrarre gli insetti
per favorire l’impollinazione (e questa ipotesi ci pare più credibile). E c’è chi
ritiene che la pianta produrrebbe le essenze per difendersi dai parassiti.
Di ipotesi ne sono state fatte tante, come quella secondo cui le essenze
servirebbero a rimarginare le ferite sul tronco o addirittura costituirebbero una
riserva di nutrimento. E non manca chi assegna alle essenze anche proprietà
antiossidanti. In sostanza, le essenze assolverebbero a più funzioni, utili per
la vita della pianta e non sarebbero proprio un prodotto di rifiuto.
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Come si estraggono le essenze?

Indipendentemente dalle funzioni svolte dalle essenze nelle piante che le
contengono, l’uomo da sempre è stato attratto dal loro profumo e dalle loro
proprietà profumanti e medicamentose. Nel corso dei secoli sono state messe
a punto varie tecniche estrattive, fra cui le più importanti sono:

– la distillazione in corrente di vapore
– la spremitura a freddo
– l’estrazione con solventi

Quest’ultimo metodo deriva dal vecchio “enfleurage”, basato sulla
collocazione dei fiori su strati di sugna e successiva separazione
dell’essenza. L’enfleurage o la moderna estrazione con solventi sono processi
attuati su materiale sensibile al calore. Quando invece la pianta resiste al
caldo, si utilizza il metodo detto della distillazione in corrente di vapore,
basato sul passaggio di vapor d’acqua sulla parte di pianta da estrarre e sul
successivo raffreddamento del vapore con conseguente condensazione in
due strati di essenza e di acqua.
Nel caso particolare degli agrumi (bergamotto, arancio, limone, ecc.) si attua
la spremitura a freddo, giocando sul fatto che l’essenza è contenuta nella
scorza del frutto. Anticamente in Calabria e in Sicilia si operava a mano,
recuperando l’essenza con spugne: oggi il processo è meccanizzato.
Oltre ai tre metodi descritti, ve ne sono taluni particolari, come ad esempio, la
sublimazione della canfora dal legno.
A fianco delle essenze vanno infine ricordate le gommoresine, i balsami e gli
essudati del tronco (come ad esempio mirra e incenso).
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Le proprietà delle essenze

Quando un’essenza viene ingerita, inalata o applicata sulla pelle può svolgere
diverse funzioni e produrre determinati effetti sull’organismo. I farmacologi
hanno valutato questi effetti ed hanno assegnato alle essenze precise
proprietà (terapeutiche, alimentari, cosmetiche). Eccone un elenco:
– Amaro-amaricante/ amaro-tonica: è così definita una essenza
impiegata, ad esempio, nel preparare un amaro digestivo
– Analgesica: alcune essenze (ad esempio, la Menta) danno una
sensazione di fresco che aiuta ad attenuare una sensazione di dolore o
di fastidio
– Antiarrossamento: l’effetto è tipico dell’essenza di Camomilla
– Anticonvulsi vante - antisterica: l’essenza di Melissa ha una
particolare azione sedativa sull’apparato nervoso ed è detta antisterica
– Antieczematosa: talune essenze (esempio, quella di Betulla) ottenuta
dal catrame della pianta o quella detta olio di Cade (presente nel
catrame di Ginepro) hanno specifico effetto contro eczemi e varie
dermatiti
– Antiemorragica: quando l’applicazione di un’essenza attenua o ferma
un’emorragia
– Antiemorroidaria: talune essenze, a piccole dosi, (esempio, quella di
Cipresso) aiutano a lenire e a ridurre i disturbi emorroidari
– Antimicotica: se un’essenza uccide i funghi filamentosi (o muffe) è
detta antimicotica
– Antinevralgica: è sinonimo di sedativa (esempio, Melissa, Verbena)
– Antinfiammatoria: si dice di una essenza (ad esempio, quella di
Camomilla) che aiuta a decongestionare e disinfiammare la pelle
– Antiparassitaria: talune essenze aiutano ad allontanare i parassiti
dalla pelle (pulci, scabbia, ecc.)
– Antipruriginosa: raramente si ottiene anche questo effetto con talune
essenze ma i pareri sono controversi
– Antipunture - insettorepellente: ci sono essenze (esempio, di
Citronella) che non piacciono a mosche e zanzare e che sono quindi
dette insetto-repellenti
– Antiradicalica: quando l’essenza agisce da antiossidante e previene
la formazione di radicali liberi è detta antiradicalica
– Antireumatica: molte essenze prese per via sistemica o applicate
sulla pelle attenuano i dolori reumatici
– Antiscottature: esistono essenze (esempio, l’Iperico) che agiscono da
antinfiammatorie sulle scottature di varia origine
– Antisettica: l’essenza è dotata di attività antimicrobiche e consente di
combattere l’infezione sia interna che a livello cutaneo
– Antispasmodica: possiede queste qualità un’essenza che, ingerita,
riduce gli spasmi dello stomaco e dell’intestino (ad esempio, Melissa,
Verbena)
– Aromatizzante: essenza dotata di gradevole risposta aromatica e che
si manifesta sia attraverso l’olfatto che attraverso il gusto
– Balsamica: è così detta un’essenza che giunge sino all’albero
respiratorio, sciogliendo il muco e favorendo la respirazione
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– Batteriostatica: quando un’essenza aiuta a bloccare lo sviluppo di
batteri è detta batteriostatica
– Cicatrizzante - vulneraria: è l’essenza che, applicata sulla pelle, ne
favorisce la rimarginazione
– Colagoga: essenza che favorisce le funzioni del fegato (esempio, il
Carciofo)
– Coleretico: essenza che incrementa la secrezione biliare, favorendo i
processi digestivi e assimilativi
– Deodorante: quando l’essenza blocca il metabolismo batterico sulla
pelle, determina di conseguenza il blocco degli odori corporei
– Depurativa: espressione generica per lo più connessa con l’effetto
digestivo e colagogo di un’essenza
– Digestiva: termine generale che indica l’effetto positivo dell’essenza
sui vari processi connessi con la digestione
– Diuretica: quando l’essenza arriva all’apparato escretivo favorisce
l’eliminazione di acqua e tossine attraverso l’urina
– Emetica: lo è un’essenza che favorisce il vomito. A volte può essere
necessario
– Emmenagoga: si dice di un’essenza che aiuta a regolare il ciclo
mestruale
– Emostatica: significato vicino a quello di antiemorragica. È detto di
una essenza che ferma il sangue
– Espettorante: è un’essenza che, giunta all’albero respiratorio,
favorisce il distacco del muco
– Eupeptica: si dice di un’essenza che favorisce i processi digestivi
– Febbrifuga - antipiretica: quando l’essenza aiuta a risolvere situazioni
febbrili è detta febbrifuga
– Iperemizzante - rubefacente - revulsi va: si dice così quando
un’essenza, applicata su pelle la arrossa e la riscalda
– Ipoglicemizzante: talune essenze avrebbero la capacità di abbassare
il tasso zuccherino nel sangue e vengono dette ipoglicemizzanti
– Ipotensivo - antipertensivo: l’essenza di Aglio abbassa la pressione ed
è detta ipotensiva
– Lenitiva: lo è specificatamente l’essenza di Camomilla per la presenza
di azulene e bisabololo
– Microbicida: è tale un’essenza (esempio, quella di Melaleuca) che
elimina ogni tipo di colonia microbica (batteri, lieviti, funghi)
– Profumante: la maggior parte delle essenze è usata per ottenere
profumi. L’essenza è anzitutto profumo
– Sedativa: è tale un’essenza che, agendo sull’apparato nervoso,
provoca una sensazione di relax
– Stimolante: è detto di un’essenza quando accelera i processi
metabolici e favorisce in particolare la circolazione sanguigna
– Stomachica: è sinonimo di digestiva
– Sudorifica - diaforetica: si dice di un’essenza che fa sudare ed
aumenta così la secrezione idrica
– Tonica: è un effetto benefico generico. Ad esempio, è tonica l’essenza
di Ginseng
– Vescicante - dermoirritante: talune essenze, specie se sono usate in
alte dosi possono risultare vescicanti e irritanti (esempio Arnica)
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Impieghi delle essenze in Aromaterapia e Aromacosmesi
(le cento piante dalla A alla Z)

Abies pectinata, Abete bianco
Parti usate: gemme, foglie, rametti, pigne, secrezione del tronco
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, espettorante, diuretica,
antisettica, stimolante, rubefacente sulla pelle
L’essenza trova impiego in inalazioni balsamiche sull’albero respiratorio; in oli,
unguenti e creme per massaggi balsamici e stimolanti; in oli da bagno e
detergenti ad azione tonificante e dermopurificante
In Aromaterapia: balsamica, espettorante, antisettica, antireumatica
In Aromacosmesi: aromatizzante, profumante, tonica, stimolante
Achillea millefolium, Achillea
Parti usate: le sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: amaro-tonica, antispasmodica, antisettica,
antinfiammatoria, lenitiva, cicatrizzante
L’essenza trova impiego in fitoterapia, liquoreria e fitocosmesi.
Le proprietà aromaterapiche sono quelle antispasmodiche, antinfiammatorie,
antisettiche e cicatrizzanti. L’uso liquoristico è basato sugli effetti amaro-tonici,
coleretici e digestivi dell’essenza. In campo aromacosmetico si usano sia
l’essenza che la tintura e l’acqua distillata aromatica per le specifiche
proprietà tonificanti, dermopurificanti e lenitive, attraverso oli da bagno,
detergenti, creme e lozioni per pelli delicate, irritate, arrossate
In Aromaterapia: antispasmodica, antinfiammatoria, antisettica, cicatrizzante
In Aromacosmesi: antiarrossamento, lenitiva, tonificante
In Liquoreria: amaro-tonica, digestiva, coleretica
Allium cepa, Cipolla
Parti usate: il bulbo
Proprietà dell’essenza: diuretiche, ipoglicemizzanti, antisettiche, revulsive
L’uso fondamentale resta quello di condimento alimentare. In fitoterapia,
l’essenza è utilizzata per le sue numerose funzioni (diuretiche, antipertensive,
ipoglicemizzanti, coleretiche e lassative). In particolare la dermatologia ne fa
uso come batteriostatica e revulsiva. Fra le attività aromacosmetiche si può
indicare quella contro la forfora. Secondo taluni, l’essenza di Cipolla sarebbe
anche un efficace insetto-repellente. L’uso sulla pelle, sia dermatologico che
cosmetico, è fortemente condizionato dal forte odore dell’essenza.
In Aromaterapia: diuretica, antipertensiva, ipoglicemizzante, coleretica
In Aromacosmesi: antiforfora
In Alimentazione: condimento di base
Allium sativum, Aglio
Parti usate: i bulbilli
Proprietà dell’essenza: ipotensiva, antisettica, balsamica, rubefacente
Si può dire dell’Aglio ciò che è stato detto per la Cipolla. Il primo fondamentale
uso è quello culinario; notevoli sono comunque le proprietà fitoterapiche
dell’essenza di Aglio, da quelle ipotensive e cardiovascolari a quelle
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colagoghe e coleretiche fino a quelle antisettiche e balsamiche. Sul piano
dermatologico, l’essenza di Aglio si classifica come antisettica e rubefacente.
Per il forte e persistente odore manca invece ogni applicazione cosmetica.
In Aromaterapia: ipotensiva, antisettica, balsamica, rubefacente sulla pelle
In Aromacosmesi: nessuna applicazione
In Alimentazione: condimento di base
Angelica archangelica, Angelica
Parti usate: semi, frutti, fusti, radice
Proprietà dell’essenza: amaricante, tonico-digestiva, cicatrizzante sulla
pelle, profumante
Con l’essenza di Angelica si fanno soprattutto liquori ed elisir digestivi, mentre
l’uso più propriamente aromaterapico è ristretto alla pelle come cicatrizzante.
Sul piano aromacosmetico si può solo evidenziare l’uso che ne viene fatto
come “toner” nei profumi maschili. C’è chi evidenzia anche proprietà
stimolanti e psico-eccitanti che sarebbero possedute dall’essenza di Angelica,
ma forse si tratta di esagerazioni.
In Aromaterapia: cicatrizzante
In Aromacosmesi: profumante
In Liquoreria: amaro-digestiva
Anthemis nobilis, Camomilla romana
Parti usate: capolini fioriti
Proprietà dell’essenza: amaricante, aromatizzante, antispasmodica,
antinfiammatoria e cicatrizzante sulla pelle, antipruriginosa, lenitiva,
profumante.
Con l’essenza si fanno delicati elisir ad azione sedativa e digestiva. In campo
aromaterapico si utilizza sia internamente come antispasmodica che
esternamente come antinfiammatoria, decongestionante e cicatrizzante.
Anche l’Aromacosmesi fa ampio uso sia dell’essenza che della tintura e
dell’acqua distillata aromatica nel trattamento di pelli delicate e sensibili, con
prurito e arrossamenti. L’azione è antiarrossamento e lenitiva. L’essenza
entra anche nella composizione di profumi a nota fresca-erbacea con
sottofondo fruttato.
In Aromaterapia: antispasmodica, antinfiammatoria, cicatrizzante
In Aromacosmesi: antiarrossamento, lenitiva, profumante
In Liquoreria: amaro - digestiva
Apium graveolens, Sedano
Parti usate: frutti, radice
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, diuretica, profumante
L’uso del Sedano è anzitutto culinario, quale condimento e contorno
alimentare. Si conoscono anche specifiche applicazioni aromaterapiche
dell’essenza, soprattutto per via interna come stomachica, sedativa ed
emmenagoga (regolarizzante del ciclo mestruale). In campo aromacosmetico
l’essenza è principalmente usata in profumeria ove apporta la sua tipica nota
calda e speziata; si conosce anche l’impiego fitocosmetico come
dermopurificante per pelle impura.
In Aromaterapia: digestiva, sedativa, emmenagoga
In Aromacosmesi: profumante, dermopurificante
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In Alimentazione: condimento e contorno
Artemisia dracunculus, Dragoncello o Estragone
Parti usate: sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: amaricante-aperitiva, tonica, digestiva, stimolante,
diuretica, emmenagoga, profumante
Il Dragoncello è un valido correttivo del sapore e come tale si usa in cucina.
L’essenza è ampiamente usata in liquoreria per il suo tipico gusto amaricante
e per l’effetto sia aperitivo che digestivo. Anche in Aromaterapia è usata
come stomachica e stimolante; possiede inoltre utili effetti diuretici ed
emmenagoghi. In campo aromacosmetico, l’uso è limitato alle composizioni
profumate a nota fresca e speziata.
In Aromaterapia: stimolante, diuretica, emmenagoga
In Aromacosmesi: profumante
In Alimentazione: come condimento
In Liquoreria: amaricante, aperitiva, digestiva
Betula alba, Betulla
Parti usate: gemme, foglie, corteccia, legno
Proprietà dell’essenza: aromatizzanti, balsamiche, stimolanti, antisettiche
L’essenza di Betulla (che si ricava dal catrame di Betulla) possiede una
tonalità legnosa e catramosa che viene sfruttata in alimentazione per
conferire il gusto “affumicato” ai cibi. In Aromaterapia si utilizzano sia il
catrame che l’essenza in veste di antisettico e disinfettante in presenza di
varie dermatiti, dalla psoriasi all’eczema, all’acne e alla seborrea.
L’Aromacosmesi utilizza l’essenza in veste di “cuoio di Russia” nei profumi a
nota maschile.
In Aromaterapia: antisettica, balsamica, stimolante
In Aromacosmesi: profumante
In Alimentazione: apporta la nota di “affumicato”
Boswelia carterii: Incenso
Parti usate: la secrezione del tronco
Proprietà dell’essenza: balsamica, antisettica, stimolante, diuretica,
profumante
L’Incenso è ampiamente usato nelle fumigazioni religiose e, parimenti, in
quelle per l’igiene ambientale. In campo aromaterapico l’essenza, che si
ricava dalla resina, viene utilizzata, specie in dermatologia, come antisettica,
disinfettante e stimolante. Nell’uso interno agisce come diuretica e balsamica.
L'Aromacosmesi ne prevede l’uso come profumante, dermopurificante e
stimolante sia in composizioni profumate che in creme, oli, unguenti e lozioni
per pelli impure e in prodotti deodoranti.
In Aromaterapia: antisettica, disinfettante, diuretica
In Aromacosmesi: profumante, dermopurificante, deodorante
In campo religioso: per fumigazioni celebrative
Brassica nigra, Senape nera
Parti usate: i semi
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Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, antisettica, stimolante,
revulsiva sulla pelle
La Senape (sia la bianca che la nera) è anzitutto un tipico condimento
piccante che si usa, ben dosato, in determinati alimenti. In campo
aromaterapico è ben conosciuto l’uso del cataplasma di Senape caldo contro
bronchiti, reumatismi, sciatica, lombaggini e nevralgie. A piccolissime dosi,
l’essenza è usata anche in campo aromacosmetico in creme ed oli per il
massaggio sportivo
In Aromaterapia: antisettica, stimolante, revulsiva
In Aromacosmesi: creme ed oli per massaggi sportivi
In Alimentazione: come condimento piccante, aromatizzante e digestivo
Calamintha officinalis, Chinopodio o Calamento
Parti usate: le sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatiche, cordiali, stomachiche, stimolanti,
sudorifiche, espettoranti, antispasmodiche, emmenagoghe
Più che in campo aromaterapico e aromacosmetico, la pianta è conosciuta
dalla medicina popolare. Il suo impiego terapeutico si ricollega agli usi
contadini delle droghe selvatiche e non è stata – come altre piante –
catalogata e registrata dai farmacologi e dai fitoterapeuti. Ancor oggi il suo
utilizzo è strettamente legato alla tradizione popolare e si può solo annotare
che non esistono precise ricette ma ci si basa soltanto sull’uso estemporaneo
della pianta, mentre è rarissimo l’utilizzo della sola essenza.
Camellia sinensis, Thè
Parti usate: le foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, stimolante, eupeptica, diuretica,
profumante
L’olio essenziale, estratto dal Thè, è solo una curiosità di laboratorio. Si
preferisce infatti utilizzare l’estratto totale della pianta che comprende sia gli
alcaloidi xantinici (caffeina e teofillina) sia l’essenza che la parte più
propriamente aromatica e gustativa. Merita ricordare che nelle foglie di Thè
sono state individuate più di duecento molecole diverse. Il Thè è soprattutto
utilizzato come bevanda salutare, tonica e moderatamente stimolante, dal
gusto gradevole e dotata di moderate ma utili proprietà fitoterapiche,
comprese quelle aromaterapiche dovute alla componente essenziera del Thè.
In campo fitocosmetico (e quindi aromacosmetico) l’estratto totale di Thè o
quello del Thè verde è utilizzato come tonificante generale, antiradicalico e
rassodante cutaneo.
Cananga odorata, Ylang ylang
Parti usate: i fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, profumante
Di Cananga esistono la varietà genuina e la varietà macrofilla. Entrambe
trovano primario impiego in profumeria, per la tonalità calda, dolce e floreale
dell’essenza. Si conoscono anche impieghi in campo alimentare come
aromatizzante di bevande e gelati. Non si conoscono invece utilizzazioni in
campo aromaterapico. L’Ylang ylang è in sostanza un’essenza legata al
piacere dell’olfatto e del gusto: come dire un buon profumo, un gustoso gelato
e null’altro. Un vero esempio di pianta epicurea.
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Canarium luzonicum, Elemi
Parti usate: la secrezione del tronco che cola a seguito di incisioni
Proprietà dell’essenza ricavata dalla gommoresina: aromatizzante,
stomachica, espettorante, revulsiva sulla pelle
Con l’essenza di Elemi si aromatizzano carni, condimenti, bevande.
L’industria farmaceutica ne fa uso in cerotti revulsivi e stimolanti locali.
L’Aromacosmesi utilizza l’essenza soprattutto in profumi maschili, ma non
mancano anche altri impieghi cosmetici sia della resina che dell’essenza
come, ad esempio, in shampoo e in lacche per capelli
In Aromaterapia: rubefacente e stimolante in applicazioni locali
In Aromacosmesi: profumante e come condizionante-fissativo in shampoo,
balsami e lacche per capelli
In Alimentazione: aromatizzante di cibi e bevande
Capsicum annuum, Capsico, Peperoncino
Parti usate: i frutti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, eupeptica, stimolante, rubefacente
sulla pelle
Il Peperoncino è ben conosciuto come spezia alimentare per salse e
condimenti. In fitoterapia è massimamente usata la oleoresina, soprattutto nei
cerotti revulsivi. Nella oleoresina, oltre ai principi pungenti (capsaicina) sono
presenti anche carotenoidi (capsicina) e tocoferoli oltre all’olio essenziale
contenuto in piccola dose ma composto da oltre centoventicinque molecole.
Si preferisce quindi parlare di fitoterapia piuttosto che di Aromaterapia.
L’oleoresina di Capsico può essere usata, con molta prudenza, anche in
cosmesi (ad esempio, in preparati per massaggi sportivi) ed anche in questo
campo non è propriamente adatta la parola Aromacosmesi cui va preferita la
più generica “fitocosmesi”.
Carum carvi, Carvi, Cumino dei prati
Parti usate: i frutti (detti impropriamente semi)
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antispasmodica, digestiva,
stimolante, diuretica, emmenagoga
L’essenza, detta Kümmel è ampiamente utilizzata sia in Liquoreria che come
correttivo alimentare (specie in paesi di lingua tedesca). L’Aromaterapia ne fa
un uso collaterale e quello alimentare in preparati favorenti la digestione e la
diuresi. In campo aromacosmetico si può solo annotare l’uso dell’essenza a
piccole dosi in profumi di gusto maschile.
In Aromaterapia: antispasmodica, stimolante, diuretica
In Aromacosmesi: profumante a nota maschile
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante, digestiva
Chamomilla recutita, Camomilla
Parti usate: i capolini fioriti
Proprietà dell’essenza: aromatica-amaricante, antispasmodica, digestiva,
tonica, lenitiva, antiarrossamento
Oltre all’essenza in toto si usano separatamente anche il camazulene ed il
bisabololo quali specifici lenitivi e decongestionanti; si usa anche l’acqua
distillata aromatica. Con la Camomilla si preparano bevande salutari e liquori
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digestivi. In campo aromaterapico, l’essenza o i suoi singoli componenti sono
ampiamente usati come antispasmodici, digestivi e decongestionanti sulla
pelle. Ampio è anche l’uso aromacosmetico di essenza, bisabololo, azulene e
acqua distillata aromatica, nel trattamento lenitivo ed antiarrossamento della
pelle delicata e sensibile.
In Aromaterapia: antispasmodica, sedativa
In Aromacosmesi: antiarrossamento, lenitiva
In Liquoreria: amaricante, digestiva
Cinnamomun camphora, Canfora
Parti usate: il legno
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, analettica, sedativa, stimolante,
rubefacente sulla pelle ad alte dosi, cicatrizzante
Oltre ai numerosi usi industriali, la Canfora ha da sempre figurato come
importante farmaco dell’industria farmaceutica e, pur avendo oggi perso molte
delle sue applicazioni, rimane un caposaldo dell’Aromaterapia, specie nel
campo dermatologico. Anche l’Aromacosmesi fa ampio uso della Canfora
(spesso combinata con mentolo ed eucaliptolo) in preparati per il massaggio
sportivo.
In Aromaterapia: stimolante, cicatrizzante
In Aromacosmesi: rubefacente, in preparati per massaggio
Cinnamomum zeylanicum, Cannella
Parti usate: la corteccia
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, stimolante, antisettica,
profumante
La Cannella rientra tra le spezie di abituale uso alimentare come aromatico
correttivo del sapore. Se ne fa ampio uso anche in Liquoreria, spesso
abbinata ai chiodi di Garofano (ad esempio, nel tonico “Nocino”).
L’Aromaterapia utilizza l’essenza di Camomilla sia come antisettica e
disinfettante sia come stimolante e digestiva. Ampio uso se ne fa anche in
Aromacosmesi dove entra sia come componente di colluttori e dentifrici sia
come nota “orientale” nelle composizioni profumate.
In Aromaterapia: stimolante, antisettica
In Aromacosmesi: dermopurificante, deodorante, profumante
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante, digestiva
Citrum aurantium var. amara, Arancio amaro
Parti usate: fiori, foglie, frutti
Proprietà delle tre essenze: aromatizzanti, amaricanti, profumanti
L’essenza del fiore è detta Neroli, quella delle foglie Petit Grain, Arancio
amaro quella del frutto. L’Arancio è una delle poche piante che forniscono più
di un’essenza a seconda della parte usata. Ed è in particolare pianta
profumiera per eccellenza, anche se non è trascurabile l’aspetto liquoristico.
Passa in secondo ordine, rispetto all’Aromacosmesi, l’Aromaterapia basata
sulle essenze d’Arancio; è anche superata dall’industria di liquori e bevande
salutari, ampiamente sviluppata.
In Aromacosmesi: fondamentale apporto profumante delle tre essenze
all’industria della profumeria
In Liquoreria: bevande salutari amaricanti
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Citrus aurantium var. bergamia, Bergamotto
Parti usate: i frutti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, cicatrizzante, profumante
Il primo e fondamentale impiego è in Profumeria. L’olio essenziale di
Bergamotto è alla base di molte acque di colonia e di toeletta, a partire dalla
storica “Acqua ammirabile” di G. Feminis poi da questi ceduta a G. M. Farina
e divenuta famosa come “Acqua di colonia”. In campo aromaterapico,
l’essenza di Bergamotto è tuttora molto apprezzata per le sue proprietà
disinfettanti e cicatrizzanti della pelle. Per la presenza di furocumarine
nell’essenza grezza, è stata anche usata impropriamente come abbronzante.
Tale uso è ora ristretto al campo dermatologico per la cura della vitiligine.
Citrus medica ssp. limonum, Limone
Parti usate: frutti, foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzanti, balsamiche, antisettiche, cicatrizzanti,
profumanti
L’essenza di Limone è estesamente utilizzata in bevande, gelati, alimenti vari.
Ne fa uso anche la fitoterapia casereccia che, estemporaneamente, impiega
l’essenza di Limone come disinfettante, deodorante e cicatrizzante. In
Aromacosmesi l’uso principale è come componente di profumi e soprattutto di
acque di colonia
In Aromaterapia: disinfettante, cicatrizzante
In Aromacosmesi: profumante, deodorante
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante, eupeptica
Coclhearia armoracia, Rafano
Parti usate: radice
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, diuretica, balsamica,
antisettica, revulsiva, dermoirritante ad alte dosi
L’essenza solforata del Rafano è utilizzata come aromatizzante piccante in
condimenti e liquori. In Aromaterapia si sfrutta la sua azione revulsiva e
riscaldante soprattutto in prodotti per il massaggio della pelle e per frizioni al
cuoio capelluto. L’uso aromacosmetico è identico e si differenzia da quello
aromaterapico per le dosi più attenuate di essenza usata.
In Aromaterapia: antisettica, rubefacente
In Aromacosmesi: prodotti per massaggi riscaldanti
In Liquoreria e Culinaria: aromatizzante piccante
Commiphora molmol, Mirra
Parti usate: secrezione resinosa del tronco
Proprietà dell’essenza: aromatica, balsamica, digestiva, antisettica,
cicatrizzante, profumante
La Mirra con l’Incenso è usata in fumigazioni sia di carattere religioso che più
propriamente terapeutico. In campo alimentare, è usata come spezia utile a
conservare le carni e come aromatizzante di bevande. La fitoterapia e in
generale la medicina popolare ne sfruttano le proprietà aromaterapiche sia
nell’uso interno come digestiva sia nell’uso esterno come disinfettante e
cicatrizzante della pelle. L’Aromacosmesi è soprattutto concentrata nell’uso
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profumiero dell’essenza oltre che come colluttorio e aromatizzante di dentifrici
e come deodorante.
Coriandrum sativum, Coriandolo
Parti usate: i frutti maturi
Proprietà dell’essenza: quando i frutti sono freschi hanno un nauseante
odore di cimice, che però si trasforma in una gradevolissima nota speziata a
raggiunta maturazione. In campo alimentare l’essenza è usata per le sue
proprietà aromatizzanti, digestive e antispasmodiche. L’uso aromaterapico è
per lo più ristretto al campo dermatologico ove si sfruttano le proprietà
antisettiche e cicatrizzanti dell’essenza. L’Aromacosmesi infine utilizza
l’essenza di coriandolo soprattutto come apporto aromatico e speziato ai
profumi.
In Aromaterapia: antisettica, cicatrizzante
In Aromacosmesi: profumante, aromatizzante
In Alimentazione: digestiva, antispasmodica
Crocus sativus, Zafferano
Parti usate: gli stimmi dei fiori
Proprietà dell’essenza: amaro-tonica, aromatizzante, stimolante, digestiva,
profumante
Nel Medioevo, lo Zafferano era alla base di una preparazione, detta
Ossicrizio, usata dai terapisti del tempo sia come medicina che come
cosmetico. L’impiego preponderante attuale dello Zafferano è in campo
aromatico sia in salse e condimenti sia nel settore liquoristico (Fernet).
L’antica tradizione nella medicina popolare ne conserva tuttora l’impiego
fitoterapico estemporaneo mentre l’Aromacosmesi moderna utilizza l’essenza
in profumi a nota orientale con una presunta tonalità afrodisiaca.
In Aromaterapia: uso estemporaneo in medicina popolare
In Aromacosmesi: profumante, aromatizzante con presunte proprietà
afrodisiache
In campo alimentare e liquoristico: amaro tonico, digestiva, stimolante
Cuminum cyminun, Cumino, Carvi
Parti usate: i frutti (detti impropriamente semi)
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, carminativa, diaforetica,
stimolante, emmenagoga, profumante
Il Cumino era tenuto in alta considerazione dagli antichi romani, i quali, per
esprimere soddisfazione dopo un pranzo, esalavano la loro gaiezza dalle
varie aperture del corpo ed il Cumino era l’indispensabile accessorio per
ottenere queste gioie. L’essenza è oggi usata in Liquoreria (Curry) e come
aromatizzante di condimenti, insaccati e formaggi. L’uso aromaterapico è
parallelo, nel senso che l’essenza di Cumino è utilizzata per favorire la
digestione e stimolare le funzioni secretive del corpo. Piuttosto modesto è
l’uso aromacosmetico, per lo più ristretto a piccole correzioni in profumeria.
In Aromaterapia: digestiva, stimolante, diaforetica
In Aromacosmesi: come correttore di profumi
In Liquoreria e Culinaria: aromatizzante, carminativa
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Cupressus sempervirens, Cipresso
Parti usate: frutti (coni o galbuli), rametti, foglie
Proprietà dell’essenza: profumante, antisettica, vasoprotettiva
L’Aromaterapia e, più in generale, la Fitoterapia fanno specifico uso
dell’essenza di Cipresso sia nell’uso interno, come stomachico e regolatore
intestinale, sia nell’uso esterno come vasoprotettore su varici ed emorroidi. In
campo aromacosmetico, l’essenza di Cipresso è anzitutto un componente
tipico dei profumi di gusto maschile; si sfrutta altresì l’azione cutanea
dell’essenza nella protezione dei capillari e nella prevenzione di arrossamenti
causati da sole e sbalzi termici.
In Aromaterapia: cura di varici ed emorroidi
In Aromacosmesi: profumi di gusto maschile, protezione dei piccoli vasi da
danni solari e da sbalzi termici
Curcuma longa, Curcuma
Parti usate: il rizoma
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, diuretica, colagoga, coleretica
Il riso indiano al Curry è basato sull’apporto aromatico tipico della Curcuma
oltre che dal suo tipico colore giallo (per questo è detto Zafferano d’India).
L’essenza di Curcuma si usa anche in altre voci alimentari quali salse,
minestre, dadi per brodo, ecc. Oltre all’impiego culinario, la Curcuma ha una
lunga tradizione d’uso nella medicina popolare, specie come epatoprotettore
e diuretico. Mancano, della Curcuma, le applicazioni aromacosmetiche.
In Aromaterapia: colagoga, coleretica, diuretica
In Alimentazione: digestiva, aromatizzante
Curcuma zedoaria, Zedoaria
Parti usate: rizoma
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, stimolante, digestiva, carminativa,
profumante, utile in massaggi su cellulite
La Zedoaria, come la Curcuma, ha un primario impiego come gustoso
condimento alimentare e come componente di liquori digestivi. L’essenza
trova applicazione aromaterapica come stimolante, digestiva e carminativa. In
Aromacosmesi, l’essenza di Zedoaria è stata utilizzata sia in profumi che in
prodotti per bagno che, infine, in preparati per massaggi. Si conosce, in
particolare, l’uso dell’essenza di Zedoaria in preparati per il trattamento della
cellulite.
In Aromaterapia: stimolante, digestiva
In Aromacosmesi: profumante, tonica-stimolante in prodotti per massaggio e
trattamento della cellulite
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante, carminativa
Cymbopogon martini, Palmarosa (geranio indiano)
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: profumanti
L’essenza di Palmarosa ha nota dolce, floreale, rosata con tonalità erbacee di
fondo e tipico “odor di pane”. L’essenza rappresenta un tipico esempio di
prodotto utilizzato pressoché totalmente in profumeria per composizione a
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nota rosata. Alla Palmarosa non vengono riconosciute particolari attività
aromaterapiche ed il solo impiego aromacosmetico è quello nei profumi.
Cymbopogon nardus, Citronella
Parti usate: le foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, profumante, insetto -repellente,
antisettica
Esistono due citronelle: quella di Ceylon che ha una nota fresca, erbacea,
canforacea e quella di Giava che è invece dolce, floreale e rosata. Con
l’essenza di Citronella si preparano bevande e si aromatizzano dolciumi.
L’uso preponderante è nei profumi, per detergenti e prodotti ambientali. Per la
Citronella esiste in Italia un uso particolarissimo come insetto-repellente.
Poiché la legge vieta l’uso in cosmesi degli insetto-repellenti sintetici (e non si
capisce il perché, visto che l’uso è libero in tutto il mondo), gli italiani hanno
inventato l’attività insetto-repellente della Citronella. Forse è vero, forse no,
non esistono documentazioni convincenti.
Cymbopogon schoenanthus, Lemongrass
Parti usate: le foglie
Proprietà dell’essenza: profumante a nota rosata
Il Lemongrass, come la Palmarosa, è una tipica essenza per profumeria, in
particolare per l’ottenimento di nota di Rosa. Nella composizione del
Lemongrass sono presenti più o meno le stesse molecole odorose della
Palmarosa e della Citronella (geraniolo, nerolo, limonene, fellandrum, citrale,
ecc.). Contrariamente alla Citronella, il Lemongrass non ha però acquisito la
stessa fama di insetto-repellente naturale.
Cynara scol ymus, Carciofo
Parti usate: le foglie e, in alimentazione, i fiori immaturi bratteati
Proprietà dell’essenza e dell’aroma: di essenza, nel Carciofo, ci sono solo
dosi ridotte, quasi in traccia. L’aroma è dato sia da questa piccola quantità di
essenza sia da altre sostanze di natura fenolica, che imprimono al Carciofo il
suo gusto caratteristico e che forniscono poi le proprietà fitoterapiche tipiche
della pianta. Il Carciofo (fiore) è ampiamente consumato in alimentazione.
L’estratto delle foglie trova impiego sia in Liquoreria come aperitivo e
digestivo sia in Fitoterapia come colagogo, coleretico, diuretico,
ipocolesterolemizzante e ipolipidemizzante. Si conoscono anche utilizzazioni
cosmetiche degli estratti di Carciofo come dermopurificanti e antiradicalici. Il
Carciofo non è una pianta essenziale vera e propria (anche se è presente
essenza in tracce) e deve aroma e gusto soprattutto alle molecole di natura
fenolica. A queste sostanze è pure dovuta la ben nota attività epatoprotettrice
del Carciofo. Del tutto secondaria è la pianta nell’uso cosmetico.
Daucus carota, Carota
Parti usate: semi, radice
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, diuretica, emmenagoga, profumante
Tutti conoscono la rossa radice della Carota, di uso abituale
nell’alimentazione. Meno noto è l’uso del seme di Carota ove si concentra
l’essenza. Questa trova impiego sia in Liquoreria che in correttivi aromatici
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per salse alimentari; in Aromaterapia l’essenza è usata come diuretica e
regolatrice mestruale. Sorprenderà il fatto che il consumo maggiore di
essenza di Carota avviene in campo aromacosmetico, specie per l’uso in
profumeria ove apporta una nota legnosa di considerevole potenza.
L’essenza di Carota è presente soprattutto nei profumi a nota “fougère” (felce)
e in genere in composizioni a nota naturale. La Carota… toh, chi l’avrebbe
mai detto!
In Aromaterapia: diuretica, emmenagoga
In Aromacosmesi: profumante
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante
Dianthus caryophyllus, Garofano
Parti usate: i fiori
Proprietà dell’essenza: profumante
Il Garofano, simbolo della produzione floreale della riviera sanremese, è un
fiore bello e profumato, ma non ha alcuna virtù terapeutica. Pur contenendo
molecole odorose importanti (come l’eugenolo, l’alcol feniletilico, il
metilsalicilato) l’essenza di Garofano non ha avuto una tradizione in
Aromaterapia. L’Aromacosmesi si concentra tutta nell’uso dell’essenza in
composizioni profumate dalla nota floreale-orientale. In sostanza, il Garofano
è un fiore bello da vedere, dotato anche di buon profumo ma non serve ad
altro. Non è comunque un peccato, anzi… I fiori, del resto, piacciono proprio
perché sono belli e profumati. Se poi possiedono anche virtù terapeutiche
tanto meglio. Ma nessuno chiede a un fiore di fare anche il medico.
Dipterocarpus indicus, Gurium
Parti usate: la secrezione del tronco
Proprietà dell’essenza: profumante, disinfettante
In India, l’essenza di Gurium è nota per essere stata usata contro la lebbra ed
ancor oggi è impiegata come disinfettante della pelle. E dall’India è partito
anche l’uso come componente di profumi dalla nota legnosa e orientale. Con
il crescente successo delle medicine orientali (e di quella indiana, in
particolare) anche in Occidente, sta nuovamente tornando di moda anche il
Gurium e non solo come profumo ma come piante aromaterapica.
In Aromaterapia: antisettica, disinfettante
In Aromacosmesi: profumante
Eucal yptus globulus, Eucalipto
Parti usate: le foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, antisettica, profumante
Sono più di cinquecento le specie di Eucalipto. Ci limitiamo a quella officinale
che è comunque tra le principali. L’essenza di Eucalipto (o, a volte, il solo
eucaliptolo) è estremamente utilizzata a partire dall’industria dolciaria
(caramelle, chewing-gum), così come in campo farmaceutico per le sue virtù
aromaterapiche in preparati balsamici e antisettici per le vie aeree e per la
pelle. In Aromacosmesi l’essenza di Eucalipto è utilizzata sia in profumeria
che come aromatizzante in dentifrici e come tonico-stimolante in preparati per
il massaggio e per il bagno.
In Aromaterapia: balsamica, antisettica
In Aromacosmesi: profumante, stimolante
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In Alimentazione: aromatizzante
Eugenia caryophyllus, Garofano chiodi
Parti usate: boccioli dei fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, deodorante, digestiva,
analgesica, profumante
L’essenza (o il solo eugenolo) è tra le più note sia come condimento
alimentare e componente di liquori, sia in campo farmaceutico e cosmetico.
La forte attività antisettica dell’eugenolo è ampiamente sfruttata sia nella
conservazione dei cibi che nelle pratiche odontoiatriche. A fianco, si evidenzia
il forte potere aromatizzante dei chiodi di Garofano, abbinato ad un deciso
effetto digestivo e a tempo stesso analgesico. Tutte queste attività giustificano
l’ampio uso che viene fatto sia in alimentazione che in liquoreria e infine in
Aromaterapia. E non è da trascurare l’uso aromacosmetico sia in profumi che
in prodotti deodoranti e in preparati per l’igiene della bocca.
In Aromaterapia: digestiva, analgesica, antisettica
In Aromacosmesi: profumante, deodorante
In Alimentazione: aromatizzante, antisettica
Evernia prunastri, Muschio quercino
Parti usate: tutto il lichene
Proprietà dell’essenza: profumante
L’essenza di Muschio quercino è uno dei pochi esempi di materiale odoroso
estratto da una pianta inferiore. Il Muschio quercino è in effetti un lichene che
si riproduce sulle quercie e che eccezionalmente è in grado di sintetizzare
un’essenza di straordinaria forza e potenza odorosa. Viene usata come
“fissatore” e potenziatore in molte composizioni profumate per la sua tonalità
legnosa, speziata che ricorda l’odore di cuoio e, ovviamente, il muschio. Sul
muschio si è ampiamente sviluppata l’attività inventiva della pubblicità che ha,
ad esempio, inventato di sana pianta il “Muschio bianco”, espressione che
forse colpisce di più del “Muschio quercino”. Questa essenza non ha altre
virtù oltre a quella di essere uno straordinario profumo. Il che è già molto,
moltissimo.
Ferula galbaniflua, Galbano
Parti usate: la secrezione del fusto
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antispasmodica, antisettica,
cicatrizzante, profumante
L’essenza che si ricava dal materiale resinoso secreto dal Galbano è una
delle più complesse e interessanti sia sotto il profilo profumiero che
aromaterapico. Usata anche nell’industria alimentare e delle bevande, trova
nell’Aromaterapia ampio utilizzo sia per via interna che, soprattutto, applicata
sulla pelle come disinfettante e cicatrizzante. Ma i consumi maggiori restano
quelli aromacosmetici in veste di componente odorosa di profumi a nota
verde, speziata, legnosa e balsamica
In Aromaterapia: antispasmodica nell’uso interno, antisettica, cicatrizzante
nell’uso cutaneo
In Aromacosmesi: profumante
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante
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Gardenia tahitensis, Tiaré
Parti usate: fiori
Proprietà dell’essenza: profumante
Chi è stato in Polinesia ha avuto modo di vedere, ammirare e odorare il Tiaré,
uno dei più bei fiori profumati del mondo. I Polinesiani usano l’essenza del
Tiaré non solo come profumo ma le riconoscono anche virtù aromaterapiche.
Oltreché in profumeria alcolica, il Tiarè è molto usato come macerato in olio di
Cocco e il prodotto risultante è noto come Monoi. Gli Occidentali usano il
Monoi per “abbronzarsi”, mentre per i Polinesiani il Monoi è il cosmetico per
eccellenza, da usare ogni giorno per mantenere la pelle morbida e profumata.
Oltreché in olio di Cocco si conoscono anche altre combinazioni del Tiaré con
oli e burri vegetali, tutti a intonazione aromacosmetica e tutti destinati alla
cura estetica della pelle.
Gaultheria procumbens, Wintergreen o Thè di montagna
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, stimolante, balsamica, antisettica,
analgesica, profumante
L’essenza di Wintergreen o il solo metilsalicilato sono ampiamente usati
nell’aromatizzazione di dolciumi e canditi, in bevande (tipo Coca-cola),
dentifrici, prodotti farmaceutici. In particolare l’uso aromaterapico è riferito alla
pelle, su cui l’essenza svolge azione antisettica e analgesica; con alte dosi
diventa stimolante e iperemizzante. In Aromacosmesi è usata sia in prodotti
per massaggio sportivo sia come componente di profumi a nota boschiva.
In Aromaterapia: balsamica, stimolante, analgesica, antisettica
In Aromacosmesi: profumante e come stimolante in prodotti da massaggio
sportivo
In Alimentazione: aromatizzante
Gl ycyrrhiza glabra, Liquirizia
Parti usate: radici
Proprietà dell’essenza e dell’aroma: aromatizzante, edulcorante, lenitiva,
antinfiammatoria
Nella Liquirizia concorrono all’apporto aromatico sia l’essenza che altri
composti tipici fra cui l’acido glicirrizico e i suoi derivati. Essenza ed estratto di
Liquirizia sono usati come aromatizzanti di alimenti, bevande, caramelle ed
anche del tabacco. In fitoterapia, la Liquirizia fornisce un utile ausilio sia agli
organi interni (specie all’apparato gastroenterico) sia alla pelle su cui agisce
da decongestionante-lenitivo. Qualche applicazione come edulcorante trova
anche in campo cosmetico.
Hamamelis virginiana, Amamelide
Parti usate: foglie, rametti
Proprietà dell’essenza: la distillazione in corrente di vapore fornisce
un’acqua aromatica; contrariamente al solito, l’essenza di Hamamelis non
resta separata ma si scioglie tutta nell’acqua di distillazione. Per tale motivo
non si usa l’essenza, ma la sola acqua distillata di Hamamelis. Questa è
utilizzata soprattutto sulla pelle sia in Aromaterapia che in Aromacosmesi
come decongestionante leggera e come rinfrescante-lenitiva su pelli
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arrossate. Ovviamente la quantità di essenza presente nell’acqua distillata di
Hamamelis è modesta ed altrettanto modesti sono i risultati che si ottengono
applicando il prodotto su pelle. Ma è innegabile il piacevole senso di fresco e
di distensione che si prova dopo l’applicazione.
Helichrysum italicum, Elicriso
Parti usate: i capolini fioriti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, bechica,
ipocolesterolemizzante, lenitiva, antisettica, profumante
L’essenza di Elicriso, dalla marcata nota mielata o fruttata, costituisce una
delle più efficaci composizioni aromatiche dell’Aromaterapia e
dell’Aromacosmesi. In campo fitoterapico è particolarmente adatta nella cura
delle affezioni dell’albero respiratorio e di quelle reumatiche. A livello cutaneo
è lenitiva e antinfiammatoria. Per quel che concerne l’uso aromacosmetico,
l’essenza di Elicriso è adatta per composizioni profumate a nota erbacea e
per prodotti dermopurificanti e doposole. Il nome di questa pianta aromatica è
profondamente legato a quello del dottor Santini, medico toscano, che nel
periodo dell’ultima Guerra Mondiale (1940/1945) utilizzò la pianta nella cura di
molte affezioni, facendo in pratica precedere la clinica sulla farmacologia.
In Aromaterapia: antisettica, balsamica, bechica, antinfiammatoria
In Aromacosmesi: profumante, purificante, lenitiva
Humulus lupulus, Luppolo
Parti usate: le infiorescenze femminili
Proprietà dell’essenza: amaricanti, aromatizzanti, digestive, diuretiche,
sedative, anafrodisiache
L’uso più noto dell’essenza di Luppolo è quello dell’aromatizzazione della
birra. In Aromaterapia l’essenza è utilizzata per le sue azioni digestive e
diuretiche e c’è chi aggiunge che aiuta anche a sedare… i bollenti spiriti! Non
esiste un vero e proprio uso aromacosmetico del Luppolo, nel senso che
l’essenza non è utilizzata tal quale né in profumi né in prodotti cosmetici.
Resta il fatto che in fitocosmesi è usato (a ragione o a torto?) l’estratto in toto
di Luppolo come antirughe femminile per la presunta presenza di
fitoestrogeni. Resta il fatto che le donne che raccolgono i coni femminili di
Luppolo hanno bella pelle e seni fiorenti, mentre i grandi bevitori (maschili) di
birra hanno un aspetto poco maschio. Insomma la birra sarebbe, per colpa
del Luppolo, più una bevanda per donne che per uomini. Sarà poi tutto vero?
Hypericum perforatum, Iperico, Scacciadiavoli
Parti usate: sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, digestiva, antisettica,
cicatrizzante, lenitiva
La tradizione popolare raccomanda la macerazione in grappa (al 5%) di fiori
di Iperico più la scorza di un limone. Se ne ricava una grappa rossa, dotata di
spiccato potere digestivo, perciò detta Scacciadiavoli. Oltre all’uso in bevande
salutari, l’essenza di Iperico figura in preparati aromaterapici sia destinati
all’uso interno che alla cura della pelle, specie delle ustioni. I contadini
chiamano con il nome di olio di San Giovanni il macerato di fiori d’Iperico in
olio d’Oliva e ne fanno uso come lenitivo e cicatrizzante cutaneo.
Recentemente è stata evidenziata la forte azione antidepressiva dell’Iperico,
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in parte dovuta alla ipericina, ma, in parte, anche all’essenza di Iperico (un
altro modo per cacciare i demoni della depressione). La fitocosmesi fa ampio
uso dell’Iperico in toto (cioè essenza più iperina più ipericina) come ottimo
lenitivo, antiarrossamento e doposole.
Hyssopus officinalis, Issopo
Parti usate: sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, digestiva, diuretica,
diaforetica, emmenagoga
L’industria aromatiera impiega l’essenza di Issopo in salse, conserve e
condimenti ed anche quella liquoristica ne fa uso nei liquori digestivi.
L’essenza di questa pianta biblica trova ampio impiego in Aromaterapia come
espettorante, balsamica, digestiva, diuretica, sudorifica e come regolatrice
mestruale. Meno abituale è l’uso aromacosmetico in profumi e preparati
purificanti per la pelle. È curioso ricordare che l’essenza di Issopo entra a far
parte della composizione dell’acquasanta, proprio come cantava quel salmo
del Miserere, quando ancora si usava il latino: «Asperges me hyssopo et
mundabor» cioè «Aspergimi con l’Issopo e sarò mondato dai miei peccati».
Illicium verum, Anice stellato o Badiana della Cina
Parti usate: i frutti stellati (detti impropriamente semi)
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, digestiva, diuretica,
diaforetica, analgesica, profumante
In liquoreria sono ben noti i vari digestivi francesi e greci (Mistra, Uzo, ecc.)
ed altrettanto sviluppata è l’Aromaterapia con l’uso soprattutto interno
dell’essenza come diuretica, diaforetica e analgesica. Il campo
aromacosmetico è più ristretto, può essere citato l’uso come “toner” di piccole
dosi di essenza d’anice in profumeria.
In Aromaterapia: diuretica, diaforetica, balsamica, analgesica
In Aromacosmesi: a piccole dosi come toner nei profumi
In Liquoreria: digestiva, aromatizzante
Iris florentina, Giaggiolo
Parti usate: il rizoma
Proprietà dell’essenza: profumante, aromatizzante
A parte qualche raro impiego in liquoreria ed enologia come correttivo del
sapore, l’essenza di Giaggiolo trova il suo impiego fondamentale in
profumeria, grazie alla sua tipica nota di violetta accompagnata da tonalità
dolci, fruttate e floreali. La medicina popolare ha anche fatto uso dell’Iris e
della sua essenza; si usava cospargere il rizoma di Giaggiolo con miele e
mangiarlo per curare le bronchiti. Al fiore del Giaggiolo è assegnato un
positivo significato allegorico che significa “alleanza e buona novella”.
Jasminum grandiflorum, Gelsomino
Parti usate: fiori (raccolti prima dell’aurora)
Proprietà dell’essenza: profumante, aromatizzante,
Questa oleacea è, con la Rosa, il simbolo della profumeria e bene aveva fatto
Linneo a battezzarla “odoratissima” per la marcata nota mielata, dolce e fiorita
accompagnata da tonalità fruttate-erbacee. Pur conoscendosi alcune ristrette
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applicazioni in liquoreria e dolciaria, l’essenza di Gelsomino trova il suo
primario impiego nell’alta profumeria. Tuttavia non manca anche l’uso
terapeutico fatto dalla medicina popolare nella regolazione del ciclo mensile e
come moderato diuretico. Merita qui ricordare, proprio per l’affinità odorosa
delle due essenze, quei bei versi di Giovanni Pascoli (Romagna) in cui è
detto:
“e s’abbracciava per lo sgretolato muro
un folto rosaio a un gelsomino.
Era il mio nido…”
Juglans regia, Noce
Parti usate: mallo, foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, amaro-tonica, digestiva, profumante
Sacro a Giove e per gli antichi simbolo di fecondità, è utilizzato per
aromatizzare confetture, soprattutto per preparare lo stomachico Nocino, la
notte del 24 giugno, San Giovanni. L’uso in liquoreria prevale sulle
applicazioni aromaterapiche (che a conti fatti sono le stesse del Nocino
digestivo) e su quelle cosmetiche. In effetti, più che un uso aromacosmetico si
conosce quello “coloristico” del mallo di Noce che dà un bel colore abbronzato
alla pelle pur senza… abbronzarla. Anche le foglie sono usate per dare una
sfumatura di nero ai capelli. Ma anche qui l’essenza di Noce non c’entra.
Un’ultima annotazione a proposito del Nocino digestivo: la ricetta, tipicamente
emiliana, è conosciuta solo al Nord. Già in Toscana, pochi conoscono il
Nocino. E pensare che come amaro digestivo li batte tutti!
Juniperus communis, Ginepro
Parti usate: frutti (detti bacche o coccole o galbuli); dalle bacche fermentate
si distilla il Gin
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, digestiva, diuretica,
stimolante, antisettica, profumante
L’essenza di Ginepro trova ampio impiego sia in campo alimentare e
liquoristico, sia in quello aromaterapico che in quello aromacosmetico.
Aromatico e balsamico condimento dei cibi, il Ginepro permette di produrre
anche liquori digestivi. In campo fitoterapico, l’essenza di Ginepro serve a
curare la diuresi, a favorire l’espettorazione e in genere ad aromatizzare
pastiglie e compresse farmaceutiche. L’Aromacosmesi è soprattutto
concentrata nella profumeria maschile per la tipica tonalità verde, erbacea e
pinata. Per la sua componente antisettica l’essenza è pure usata in prodotti
deodoranti.
Larix europaea, Larice
Parti usate: foglie, corteccia, secrezione del tronco
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, stimolante, antisettica,
cicatrizzante, revulsiva, profumante
A parte gli usi industriali della trementina di Larice, l’impiego della sua
essenza è equamente distribuito tra Aromaterapia ed Aromacosmesi. In
fitoterapia si usa per fomenti ed inalazioni delle vie respiratorie e nella cura di
eczemi ed altre dermatiti fra cui la psoriasi. Per quel che riguarda
l’Aromacosmesi, l’essenza figura sia nella composizione di profumi che in
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prodotti per il bagno e l’igiene personale. Le qualità stimolanti e revulsive
sono sfruttare in prodotti per massaggi sportivi.
Laurus nobilis, Lauro, Alloro
Parti usate: foglie, frutti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, stimolante, digestiva,
carminativa, profumante
L’Alloro figura ampiamente nell’industria aromatiera per l’aromatizzazione di
carni, salse, condimenti, conserve. L’essenza trova anche utilizzazione in
Aromaterapia soprattutto nell’uso cutaneo in trattamenti antireumatici.
L’Aromacosmesi sfrutta la nota fresca, legnosa, speziata con tonalità
canforacee dell’essenza in profumi a nota maschile. L’essenza, spesso
combinata con il burro di Alloro, è pure utilizzata in massaggi sportivi
tonificanti.
In Aromaterapia: stimolante, antireumatica
In Aromacosmesi: profumante, tonificante
In Alimentazione: aromatizzante, balsamica, digestiva, carminativa
Lavandula augustifolia, Lavanda
Parti usate: fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, coleretica, balsamica,
antispasmodica, diuretica, analgesica, antisettica, cicatrizzante, profumante
La Lavanda e la sua essenza fanno profondamente parte del corredo
terapeutico della medicina popolare e, a tempo stesso, rientrano nelle
tradizioni igieniche della gente sia relativamente alla persona che
all’ambiente. La Lavanda è nei cassettoni della biancheria, nei potpourri che
profumano gli ambienti. In campo farmaceutico, molte pomate sono additivate
di essenza di lavanda, giudicata sicura e, contemporaneamente, utile sia pur
come correttivo dell’odore. L’Aromaterapia usa l’essenza per cure interne
come digestiva, coleretica, antispasmodica e diuretica, sia esternamente sulla
pelle come antisettica o cicatrizzante. L’Aromacosmesi sfrutta in profumeria la
tipica nota dolce, balsamica, erbacea con tonalità floreali e legnose della
Lavanda (l’acqua di Lavanda fa parte di un’antica tradizione essenziera); con
l’essenza di Lavanda sono preparati cosmetici a intonazione igienica
(detergenti, deodoranti) e per massaggi purificanti.
Lippia citriodora, Verbena odorosa, Erba Luigia, Cedrina
Parti usate: foglie, sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, antispasmodica,
antinevralgica, sedativa, profumante
L’industria liquoristica utilizza il soave e delicato aroma della Verbena in elisir
digestivi e antispasmodici, riprendendo la tradizione popolare del macerato di
foglie in alcol e sciroppo zuccherino. La medicina popolare si sostituisce
all’Aromaterapia nell’uso terapeutico della Verbena, utilizzando lo stesso tipo
di macerato alcolico anche nella cura di disturbi gastrointestinali e nervosi. La
nota citrata della Verbena ne ha determinato l’uso in Aromacosmesi
soprattutto come componente di acqua di colonia assieme alle altre note
agrumate. Con essenza di Verbena si fanno anche fitocosmetici destinati a
pelli delicate e sensibili. In particolare, quest’essenza è indicata per la pelle
delle mani e per quella dei bambini.
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Liquidambar orientalis, Storace
Parti usate: secrezione della corteccia
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, espettorante,
antinfiammatoria, profumante
Nei Paesi orientali lo Storace è usato per aromatizzare bevande, spesso
combinato col Benzoino. Analogamente, nella medicina popolare orientale
(esempio, cinese) l’essenza è usata per curare malattie da raffreddamento ed
esternamente per cicatrizzare ferite e disinfiammare la pelle. L’Aromacosmesi
sfrutta in profumeria la nota dolce, balsamica, empireumatica dello Storace
sia come fissatore che per composizioni orientaleggianti.
Melaleuca alternifolia, Albero del Thè
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: antisettica, deodorante, profumante
Il nome dato alla pianta dai marinai che per primi sbarcarono in Australia (Tea
Tree Oil) costituisce un errore madornale. Forse per una certa somiglianza,
ritennero che le foglie andassero bene per fare il Thè ed il nome improprio è
rimasto. In Australia la pianta è stata studiata a fondo e diffusamente coltivata
per ricavarne l’essenza che è considerata la più efficace di tutte come
antisettico e deodorante. Con tale essenza sono stati conservati farmaci e
cosmetici, si sono formulati prodotti detergenti, deodoranti, antisettici, oli e
creme per massaggi. L’essenza ha una nota forte e persistente, non a tutti è
gradita, specie in veste di profumo. Comunque, la sua diffusione è ormai
mondiale, ben documentate le sue proprietà. Questa essenza è un tipico
esempio di come una pianta vada studiata e utilizzata. Un bravo ai tecnici
australiani.
Melaleuca leucadendron, Cajeput, Niauli, Gomenolo
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, cicatrizzante, diaforetica,
carminativa, antidiarroica, insetto-repellente, profumante
La tipica nota balsamica dell’essenza, in cui prevale l’eucaliptolo, ne ha
consentito un ampio utilizzo sia come aromatizzante di bevande e caramelle
sia in campo fitoterapico. Qui l’Aromaterapia comprende la cura di malattie da
raffreddamento e reumatismi, il trattamento di disturbi gastro-enterici, l’uso in
pomate e oli per la pelle ad azione disinfettante e cicatrizzante. In campo
aromacosmetico, l’essenza è utilizzata per profumare detergenti e prodotti di
igiene e per creme da massaggio sportivo.
Melissa officinalis, Melissa
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, sedativa, antispasmodica, diuretica,
antinfiammatoria, cicatrizzante, profumante
Nella preparazione di liquori digestivi e, a tempo stesso, sedativi è rimasto
celebre l’elisir antisterico delle Carmelitane, basato sull’essenza di Melissa.
La medicina popolare ha da sempre fatto uso della Melissa come pianta
antispasmodica per eccellenza. In Aromacosmesi, l’essenza di Melissa è
usata sia in acque di colonia con Limone, Verbena, Citronella e Lemongrass
sia in preparati cosmetici per pelli delicate e sensibili.
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In Aromaterapia: antispasmodica, diuretica, cicatrizzante
In Aromacosmesi: profumante, rinfrescante, lenitiva
In Liquoreria: aromatizzante, digestiva, sedativa
Mentha piperita, Menta
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, coleretica, colagoga,
balsamica, diuretica, profumante, rinfrescante
La Menta piperita è la più famosa ed usata fra le numerose Mente, per la
straordinaria qualità della sua fragranza e del suo aroma. Ampiamente usata
per aromatizzare liquori, bevande, pastigliaggi, dolciumi e anche tabacchi,
l’essenza completa (o il solo mentolo) trova vasto impiego anche in campo
aromaterapico e dermo-aromaterapico. Menta essenza e mentolo sono al
primo posto nell’aromatizzazione di dentrifici e colluttori e trovano ovviamente
spazio anche nelle composizioni di profumi, soprattutto per prodotti detergenti
e tonificanti.
In Aromaterapia: balsamica, diuretica, anestetica
In Aromacosmesi: profumante, rinfrescante, tonificante
In Liquoreria: aromatizzante, digestiva, diuretica, colagoga
Myristica fragrans, Noce moscata
Parti usate: frutti (noci), arillo
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, stimolante, rubefacente, digestiva,
allucinogena ad alte dosi, profumante
L’essenza di Noce moscata è diffusamente utilizzata in campo alimentare e
liquoristico come spezia per condimenti, per la conservazione dei cibi e degli
insaccati e come digestivo negli amari. La medicina popolare e la fitoterapia
ne hanno sempre fatto uso esteso, sia per uso interno che per applicazioni
cutanee. L’Aromacosmesi è per lo più ristretta all’uso in profumi di gusto
maschile e, in piccole dosi, in dentifrici e colluttori. L’essenza va comunque
usata con molta prudenza in quanto può giungere ad essere convulsivante ed
allucinogena.
Myrtus communis, Mirto
Parti usate: foglie, frutti, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzanti, balsamiche, stimolanti, diuretiche,
antisettiche, profumanti
Il Mirto è ben noto come gustoso aromatizzante di carni e condimenti. In
campo liquoristico non si possono ignorare il Mirto rosso (da frutti) e il Mirto
bianco (da foglie e fiori), tipici prodotti sardi. Pur non esistendo una vera e
propria Aromaterapia con l’essenza di Mirto va riconosciuta alla medicina
popolare ed alla fitoterapia estemporanea un’antica tradizione nell’uso del
Mirto come balsamico, stimolante, diuretico e antisettico. La moderna
Aromacosmesi utilizza le fresche note del Mirto in profumeria ed in prodotti
per pelli impure.
In Aromaterapia: balsamica, diuretica, antisettica
In Aromacosmesi: profumante, dermopurificante
In Liquoreria e Culinaria: aromatizzante, digestiva
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Ocinum basilicum, Basilico
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, diuretica, batteriostatica,
balsamica, antispasmodica, profumante
Il Basilico è sempre presente nella cucina mediterranea, in particolare in
quella genovese, oltre che come condimento, è usato anche in liquori
digestivi. La medicina popolare ne fa ampio uso fitoterapico per le proprietà
antispasmodiche e balsamiche della sua essenza. In Aromacosmesi,
l’essenza di Basilico è usata sia nelle composizioni profumate cui apporta la
sua tipica nota erbacea-speziata, sia per le sue proprietà batteriostatiche e
deodoranti. C’è anche chi utilizza l’essenza come insetto-repellente.
In Aromaterapia: balsamica, antispasmodica, insetto-repellente
In Aromacosmesi: profumante, batteriostatica, deodorante
In Cucina e Liquoreria: aromatizzante, digestiva, diuretica
Ocotea caudata, Legno di Rosa
Parti usate: legno
Proprietà dell’essenza: profumante
L’essenza, detta anche Linaloe Cayenna, è un tipico prodotto per comporre
profumi a nota fiorita. Costituisce anche la principale fonte per l’ottenimento
del linalolo, componente odoroso fondamentale per l’industria della
profumeria. Il Legno di Rosa ha pertanto esclusivo valore aromacosmetico
come essenza da profumo e non si conoscono altre applicazionidi tipo
aromaterapico.
Origanum majorana, Maggiorana
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, amaro-tonica, digestiva, diuretica,
analgesica, antispasmodica, balsamica, stimolante, profumante
La Maggiorana è ampiamente usata dalla cucina mediterranea in salse e
condimenti e la sua essenza è presente anche in molti liquori digestivi. In
campo aromaterapico è usata sia come correttivo del sapore e dell’odore, sia
per le sue specifiche proprietà antispasmodiche, balsamiche e diuretiche.
L’Aromacosmesi utlizza l’essenza sia in profumi a nota erbacea che in
dentifrici balsamici e in preparati tonico-stimolanti per il bagno ed il
massaggio.
In Aromaterapia: diuretica, balsamica, antispasmodica
In Aromacosmesi: profumante, tonica-stimolante
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante, digestiva

Origanum vulgare, Origano
Parti usate: sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, carminativa, diuretica,
antispasmodica, balsamica, profumante
Come la Maggiorana pure l’Origano è pianta aromatica di primo piano nelle
cucina mediterranea (basterebbe citare la sua presenza sulla pizza). Con
l’essenza di Origano, oltre a salse e condimenti si fanno anche liquori
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digestivi. La medicina popolare prima e successivamente l’Aromaterapia ne
hanno fatto uso sistemico per tutte le sue proprietà balsamiche,
antispasmodiche e diuretiche. Un posto non trascurabile ha l’essenza di
Origano anche in campo aromacosmetico sia come profumo dall’intensa nota
speziata e amara, che ricorda il Timo, sia come apporto stimolante in prodotti
per bagno e per massaggio.
In Aromaterapia: balsamica, diuretica, antispasmodica
In Aromacosmesi: profumante, stimolante, deodorante
In Liquoreria e Alimentazione: aromatizzante, digestiva
Osmanthus fragrans, Osmanto, Olivo odoroso
Parti usate: fiori
Proprietà dell’essenza: profumante
Molti conoscono l’Olivo ma non tutti sanno che esiste anche un olivo odoroso,
certamente meno utile dell’Olivo che ci fornisce il famoso olio, ma che in
compenso possiede un’essenza dal profumo gradevole e apprezzatissimo dai
tecnici profumieri. Questi definiscono l’essenza di Osmanto come tipica nota
fruttata che ricorda l’uva e le prugne e che ha come fondo una tonalità
esotica. Con l’essenza dell’Osmanto si fanno moderne composizioni di
fantasia e unica sua qualità è l’estrema gradevolezza olfattiva. L’Osmanto è,
insomma, piacere puro.
Panax ginseng, Ginseng
Parti usate: radici
Proprietà dell’essenza: amaro-aromatica, tonico-stimolante, secondo taluni
anche afrodisiaca
Nella radice del Ginseng la quota di essenza è molto bassa ed ha ben
maggiore rilievo la presenza di altre sostanze non aromatiche e non volatili,
appartenenti al gruppo chimico delle saponine e dette Ginsenosidi o
Panaxosidi. È comunque difficile separare l’essenza dagli altri componenti,
sicché la radice è usata nel suo insieme sia come aromatizzante di liquori a
effetto tonico-stimolante, sia come complesso fitoterapico destinato a
tonificare e stimolare sia il corpo che la psiche di persone stanche e
depresse. A questi utilizzi si è aggiunto quello cosmetico ma, ad onor del
vero, gli effetti cutanei spesso vantati contro rughe e rilassamenti non sono
ancora ben confermati. Comunque, il Ginseng male non fa, né dentro né fuori
(forse, per l’alto costo, fa male solo al portafoglio).
Pelargonium graveolens, Geranio
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: profumanti, aromatizzanti
Il Geranio fornisce una tipica e fondamentale esenza per la profumeria. È
famoso soprattutto il Geranio che cresce nelle isole della Reunion vicino al
Madagascar, ma è altrettanto valido quello raccolto nel Nord Africa. Mentre la
prima essenza ha nota rosata con tonalità fruttato-mentolata, quella nord
africana ha una più forte nota di Rosa senza tonalità di Menta. Come si può
comprendere dal linguaggio che abbiamo usato, l’essenza di Geranio ha
applicazione fondamentale nel mondo dei profumi. Tuttavia si conoscono
anche alcuni impieghi come aromatizzante di cibi e bevande e non manca il
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tentativo di usare questa essenza anche come insetto-repellente, in
combinazione con la Citronella.
Peucedanum graveolens, Aneto
Parti usate: i frutti (detti impropriamente semi)
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, diuretica, antispasmodica,
carminativa, profumante
L’essenza di Aneto è abitualmente usata in alimentazione sia come
condimento come correttivo nei formaggi e in Liquoreria per le sue ottime
qualità eupeptiche. La medicina popolare, da sempre, ne usa i frutti (chiamati
erroneamente semi) per combattere le flatulenze infantili. La moderna
Aromaterapia ne convalida l’effetto carminativo e ne sfrutta le proprietà
digestive antispasmodiche. Sul piano aromacosmetico, l’essenza di Aneto
figura soprattutto in profumeria ove è usata, come nota di testa, in
composizioni erbacee speziate. Si conosce anche qualche impiego cosmetico
in dentifrici e colluttori.
Picea excelsa, Abete rosso
Parti usate: gemme, foglie, rametti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, antisettica, diaforetica,
stimolante, rubefacente, profumante
L’essenza di Abete Rosso ha il suo principale impiego in Aromaterapia,
specie nella cura dei disturbi da raffreddamento dell’albero respiratorio. Di
primo piano è anche l’uso dermo-aromaterapico per gli effetti rubefacenti e
antisettici su pelle. In campo aromacosmetico, l’essenza è presente in prodotti
per il bagno e l’igiene della persona ove svolge sia pura azione profumante
con la sua tipica nota pinata-balsamica, sia effetto tonico e stimolante.
In Aromaterapia: aromatizzante, balsamica, antisettica, diaforetica,
stimolante, rubefacente
In Aromacosmesi: profumante, tonificante, balsamica
Pimenta acris, Bay, Bayrum
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, stimolante, antisettica, profumante
A parte, un modesto impiego come aromatizzante in Liquoreria, l’essenza di
Bay è per lo più usata in campo aromacosmetico; come tonico, stimolante e
antisettica-deodorante soprattutto in prodotti d’uso maschile, per capelli e
corpo; come profumo dalla forte nota speziata che ricorda i chiodi di
Garofano.
Pimenta officinalis, Pimento
Parti usate: foglie, frutti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, anestetica, digestiva,
tonificante, carminativa, profumante
Tipica spezia d’uso alimentare. Ha sapore e odore che ricordano Pepe, Noce
moscata, Cannella e Chiodi di Garofano. È usata per aromatizzare carni,
condimenti e bevande. In Aromaterapia l’essenza è usata internamente come
carminativa e digestiva e, sulla pelle, come antisettica e anestetica.
L’Aromacosmesi impiega l’essenza sia in profumeria maschile che in
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cosmetici per uomo a nota speziata-balsamica, dai prodotti per la rasatura ai
dopobarba ai deodoranti.
Pimpinella anisum, Anice verde
Parti usate: i frutti (detti impropriamente semi)
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, carminativa,
antispasmodica, balsamica, diuretica, analgesica, emostatica, antisettica
Anisette e altri liquori all’Anice sono ottenuti con essenza di Pimpinella.
Esteso è anche l’uso aromaterapico, principalmente centrato sulle proprietà
digestive e diuretiche dell’essenza. Anche nell’uso cutaneo, l’essenza di
Anice presenta utili proprietà analgesiche, emostatiche e antisettiche. In
campo Aromacosmetico, l’essenza è utilizzata in dentifrici e colluttori, più
raramente in prodotti per bagno o doccia.
Pinus pumilio, Pino mugo
Parti usate: gemme, rametti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, antisettica, stimolante,
diuretica, mucolitica, profumante
Con l’essenza del Mugo si aromatizzano caramelle, dolciumi e liquori. L’uso in
Aromaterapia è soprattutto rivolto alla soluzione dei problemi respiratori e, sul
piano dermatologico, si rivela utile in oli e unguenti per massaggi stimolanti.
La nota verde-grassa di tipo pinato-coniferale dell’essenza di Mugo è
ampiamente sfruttata dall’Aromacosmesi per la profumazione di prodotti
maschili e di cosmetici detergenti.
In Aromaterapia: stimolante, mucolitica, antisettica
In Aromacosmesi: profumante a nota maschile
In Liquoreria e Pasticceria: aromatizzante, balsamica
Pinus syl vestris, Pino silvestre
Parti usate: gemme, rametti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, stimolante, antisettica,
profumante
Come quella di Pino mugo anche l’essenza di Pino silvestre è usata in
Liquoreria e per aromatizzazione di caramelle e dolciumi. L’impiego
fitoterapico è di antica data nella medicina popolare ed anche la moderna
Aromaterapia ne fa uso come balsamica, antisettica e stimolante, specie nella
cura dei disturbi respiratori. Pure esteso è l’utilizzo aromacosmetico, specie in
profumi maschili a tonalità coniferali ed in prodotti igienici per bagno e doccia
ove è molto apprezzata la nota fresca e resinosa del Pino silvestre.
In Aromaterapia: balsamica, stimolante, antisettica
In Aromacosmesi: profumante, tonica, rinfrescante
In Liquoreria: aromatizzante
Piper nigrum, Pepe
Parti usate: frutti
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, stimolante, digestiva, diaforetica,
antisettica, rubefacente, profumante
Il Pepe è ampiamente usato come condimento piccante e aroma favorente la
digestione. L’uso dell’essenza di Pepe da parte della medicina popolare, della
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Fitoterapia e, in particolare, dell’Aromaterapia è altrettanto esteso, sia per uso
interno come diaforetica e stimolante, sia per uso cutaneo come antisettica e
rubefacente. In Aromacosmesi prevale l’uso come profumante; la tipica nota
calda, speziata ed erbacea dell’essenza di Pepe è particolarmente gradita in
composizioni profumate di gusto maschile.
In Aromaterapia: diaforetica, rubefacente, antisettica
In Aromacosmesi: profumante
In Alimentazione: aromatizzante, digestiva
Pistacia lentiscus, Lentisco, Mastice
Parti usate: la secrezione del tronco
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, diuretica, antisettica,
masticatoria, profumante
L’oleoresina gommosa o l’essenza che da essa si ricava sono entrambe
usate in Liquoreria e Pasticceria. Il Mastice è in particolare utilizzato anche in
tecnica odontoiatrica. In Aromaterapia, l’essenza è impiegata come
balsamica, diuretica e antisettica. La fresca nota balsamica dell’essenza di
Lentisco trova utilizzo anche in Aromacosmesi sia in composizioni profumate
che in prodotti per l’igiene orale, combinata con Menta e Anice.
In Aromaterapia: balsamica, antisettica, diuretica
In Aromacosmesi: profumante, masticatoria
In Liquoreria: aromatizzante
Pistacia vera, Pistacchio
Parti usate: semi
Proprietà dell’essenza: in realtà gli aromi sono presenti solo in tracce. Il
gusto è trasmesso dalla loro combinazione con zuccheri e sostanze grasse
presenti nel seme
Il Pistacchio è ben noto (assieme all’Arachide) come gustoso
accompagnamento agli aperitivi e nell’aromatizzazione dei gelati. Come
delicata spezia è usato negli insaccati (ad esempio, nella mortadella). Non
essendoci un’essenza estraibile dal seme, questo è usato tal quale in
alimentazione. In fitocosmesi, il Pistacchio viene talora usato sottoforma di
estratto. Si tratta comunque di un uso più modesto.
Pogostemon cablin, Patchouli
Parti usate: foglie essiccate e fermentate
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, profumante
L’essenza di Patchouli è utilizzata, specie dalle popolazioni orientali, per
aromatizzare cibi e bevande. Le medicine popolari orientali usano il Patchouli
anche nella terapia dei disturbi gastrici e, sulla pelle, come disinfettante.
L’intensa nota legnosa, dolce, balsamica, con fondo speziato, ha determinato
un grande successo dell’essenza in campo aromacosmetico. Con questa
essenza si fanno profumi anche con alte percentuali (si arriva al 50%) e
spesso al posto dell’alcol è usato un olio vegetale. Si abbina così il forte
odore del Patchouli all’emollienza dell’olio. Sono soprattutto i giovani ad
apprezzare l’olio di Patchouli.
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Populus nigra, Pioppo nero
Parti usate: le gemme
Proprietà dell’essenza: balsamica, tonica, febbrifuga, antinfiammatoria,
sudorifica, diuretica
L’essenza di Pioppo nero è usata da tempo in Aromaterapia per la cura delle
malattie da raffreddamento e dell’albero respiratorio. È anche ben noto
l’unguento populeio, come antiemorroidario. Esiste un forte parallelismo tra le
gemme di Pioppo nero e la Propoli, massa resinosa aromatica bottinata dalle
api, specie sulle gemme di Pioppo nero. Essenza ed estratto di Pioppo nero
hanno in pratica le stesse virtù aromatiche, balsamiche, antisettiche della
Propoli e possono essere usati in alternativa. Anche l’Aromacosmesi utilizza
l’essenza di Pioppo nero in fitocosmetici purificanti e deodoranti.
Prunus amygdalus var. amara, Mandorlo amaro
Parti usate: la mandorla del seme
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antispasmodica, sedativa,
profumante.
L’essenza di mandorle amare è praticamente composta da benzaldeide ed è
abitualmente usata per aromatizzare bevande e in pasticceria. In campo
aromaterapico l’uso principale è come sedativo della tosse e dei disturbi
bronchiali. In campo aromacosmetico, la tipica nota di mandorle amare è
sfruttata soprattutto per profumare prodotti detergenti e d’igiene.
In Aromaterapia: sedativa, antispasmodica
In Aromacosmesi: profumante
In Liquoreria: aromatizzante
Rosa centifolia, Rosa pallida
Parti usate: petali dei fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, profumante
Con l’essenza si prepara un liquore (il Rosolio), bevande, dolci, gelati.
Talvolta è usata per aromatizzare il tabacco. L’impiego principale è in
Profumeria ove l’essenza dall’intenso e tipico odore di Rosa, con tonalità di
Thè e di Miele e con una verde nota di testa è ampiamente usata in tutte le
composizioni profumate di gusto femminile. L’Aromacosmesi utilizza pure
l’acqua distillata aromatica per le sue proprietà toniche e dermopurificanti.
Rosmarinus officinalis, Rosmarino
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzanti, digestive, coleretiche,
antispasmodiche, balsamiche, diuretiche, antiossidanti, antiradicaliche,
antisettiche, stimolanti, cicatrizzanti, profumanti
Il Rosmarino occupa largo spazio in cucina ove è utilizzato per aromatizzare
cibi, condimenti, salse, carni. L’uso della droga e in particolare dell’essenza è
profondamente radicato nella medicina popolare, nella Fitoterapia e
nell’Aromaterapia, specie fra le popolazioni mediterranee. L’Aromacosmesi
utilizza l’essenza di Rosmarino sia in composizioni profumate a nota erbacea
sia in prodotti ad azione detergente, dermopurificante e deodorante.
Attualmente viene in particolare apprezzata la proprietà antiradicalica
posseduta da alcuni componenti dell’essenza.
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Salvia officinalis, Salvia
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, eupeptica, colagoga, diuretica,
antisettica, cicatrizzante, profumante
Come il Rosmarino, la Salvia ha ampio uso alimentare per le sue proprietà
aromatizzanti. Altrettanto importante è l’impiego dell’essenza in fitoterapia-
aromaterapia, specie nella cura di dispepsie e atonie gastro-intestinali. La
dermo-aromaterapia ne utilizza le proprietà antisettiche e cicatrizzanti, mentre
l’Aromacosmesi usa l’essenza sia per l’igiene della bocca che per l’igiene
generale della pelle e per l’igiene intima. L’intensa nota fresca, speziata,
erbacea con tonalità canforacea di fondo consente di utilizzare l’essenza in
composizioni profumate di vario tipo.
Salvia sclarea, Erba moscatella
Parti usate: foglie, fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzanti, digestive, antispasmodiche,
antinfiammatorie, profumanti
L’Erba moscatella è usata per dare agli spumanti la tipica nota di moscato e
come aromatizzante delicato per liquori e bevande. In Aromaterapia l’essenza
è utilizzata, secondo la tradizione della medicina popolare, contro le
indigestioni grazie alle sue proprietà antispasmodiche. In Aromacosmesi
l’essenza occupa posizioni di primo piano in Profumeria ove apporta una fine
nota di fougère e chypre. È particolarmente adatta per acque di colonia
fantasia.
Santalum album, Sandalo
Parti usate: legno
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, balsamica, antispasmodica,
antisettica, profumante
La medicina popolare orientale utilizza per tradizione il legno di Sandalo come
fumigatorio e antisettico generale. La moderna Aromaterapia propone
l’essenza sia in trattamenti sistemici ad azione antispasmodica e balsamica
sia in applicazioni locali per la disinfezione della pelle e del cuoio capelluto. La
nota balsamica, dolce, calda e legnosa di questa essenza, dal notevole
potere fissativo è sfruttata in Aromacosmesi nei profumi orientali specie di
gusto maschile.
Satureja hortensis, Santoregia
Parti usate: sommità fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, amaro-tonica, digestiva,
antispasmodica, stimolante, cicatrizzante
La Santoreggia è apprezzato aromatizzante in liquori amari-digestivi ed anche
come condimento in cucina. Per tradizione la medicina popolare impiega la
droga contro coliche e diarree, nausee, crampi intestinali e, in genere, come
digestiva. L’Aromateria moderna utlizza l’essenza anche per massaggi ad
azione balsamica e stimolante oltreché in preparati che favoriscono la
cicatrizzazione di ferite e abrasioni. In tono minore è l’uso aromacosmetico
dell’essenza di Santoreggia, talvolta utilizzata in prodotti per la detergenza e
l’igiene della pelle.
Biblioteca Verde - www.bottegaverde.it - pagina 44
Styrax benzoin, Benzoino
Parti usate: la resina secreta dalla corteccia
Proprietà dell’essenza: balsamica, antisettica, schiarente, profumante
L’industria dolciaria impiega il Benzoino sia per la sua nota aromatica dolce e
balsamica che ricorda vaniglia e cioccolato, sia per l’effetto intorbidente che
genera negli sciroppi all’aggiunta di acqua. Lo stesso effetto è sfruttato in
cosmesi quando la tintura di Benzoino è diluita con acqua di Rose e fornisce il
cosiddetto “latte verginale”. L’Aromacosmesi utilizza l’essenza in dentifrici e
colluttori e, in Profumeria, come fissatore in note balsamiche. La medicina
popolare ha usato per molto tempo il Benzoino per curare i geloni (oggi si
preferisce l’estratto di Ginkgo biloba).
Thuya occidentalis, Tuja
Parti usate: foglie
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, espettorante, stimolante, analgesica,
antiverrucosa, profumante
La medicina popolare prima, la Fitoterapia e in specie l’Aromaterapia più
modernamente, hanno usato la droga e poi l’essenza di Tuja principalmente
contro le malattie dell’albero respiratorio (espettorante) e sulla pelle come
antireumatica e antiverrucosa. L’Aromacosmesi utilizza la nota canforacea
dell’essenza sia in oli e creme per massaggi sportivi sia in prodotti detergenti
per bagno. Si conosce anche un uso dell’essenza di Tuja in deodoranti
ambientali.
Thymus serpillum, Serpillo
Parti usate: parti aereee fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, stimolante, digestiva,
diuretica, profumante
Il Serpillo è usato in cucina come aromatizzante di cibi e condimenti,
l’essenza entra in alcuni liquori digestivi. In campo aromaterapico, l’essenza è
impiegata nella cura delle malattie dell’albero respiratorio e sulla pelle come
disinfettante. L’Aromacosmesi utilizza l’essenza sia come profumo dalla
intensa nota erbacea-medicinale in acque di colonia sia come principio
funzionale deodorante in varie forme (lozioni, creme, paste, ecc.)
Thymus vulgaris, Timo
Parti usate: parti aeree fiorite
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, antisettica, disinfettante, stimolante,
digestiva, diuretica, profumante
Il Timo, ancor più del Serpillo, è impiegato in Alimentazione come
aromatizzante e in Liquoreria quale componente di liquori digestivi. Primaria è
la funzione antisettica e disinfettante dell’essenza di Timo in Aromaterapia sia
nell’uso sistemico che in quello dermatologico. L’Aromacosmesi, per parte
sua, utilizza l’essenza in profumi a nota erbacea-medicata e in preparati per
l’igiene e il massaggio.
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Tilia platyphyllos (e altre specie), Tiglio
Parti usate: fiori
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, sedativa, antinfiammatoria,
antispasmodica, profumante
I fiori di Tiglio sono utilizzati in tisane e bevande salutari, talvolta in liquori
digestivi. La medicina popolare ne fa uso tradizionale come sedativa e
antinfiammatoria. In Aromacosmesi è utilizzata sia l’essenza che la sola
acqua distillata aromatica: la prima in composizioni profumate a nota fiorita, la
seconda in cosmetici lenitivi e antiarrossamento.
Vanilla planifolia, Vaniglia
Parti usate: frutti (baccelli)
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, digestiva, stimolante, coleretica,
profumante
La Vaniglia (e, purtroppo, sempre di più la vaniglina sintetica) è usata per
aromatizzare dolciumi, liquori, bevande, gelati, eccetera. In Fitoterapia,
l’essenza è impiegata per la cura dell’atonia gastrica e dell’inappetenza. La
nota dolce e morbida dell’essenza di Vaniglia ha sempre grande successo in
Aromacosmesi, specie come addolcente di tonalità ambrate e orientali. Oggi il
profumo di Vaniglia è presente in molti cosmetici, dalle acque di toeletta ai
bagnischiuma. Superfluo aggiungere che la nota vanigliata è di prevalente
gusto femminile.
Vetiveria zizanoides, Vetiver
Parti usate: radice
Proprietà dell’essenza: profumante
L’essenza di Vetiver è praticamente tutta monopolizzata dalla Profumeria. La
sua nota dolce e legnosa con tonalità balsamica di fondo entra nella
composizione di molti profumi di gusto maschile. Non si conoscono altri
impieghi ed altre proprietà del Vetiver. È il caso di dire che, in questo caso, si
tratta di un puro profumo per l’esclusivo piacere del naso… e dello spirito.
Viola odorata, Violetta
Parti usate: foglie, fiori, rizoma
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, espettorante, profumante
La Viola ha una piccola parte in pasticceria, specie nella preparazione di
canditi. Analoga modesta presenza ha nella preparazione di liquori dolci. In
Fitoterapia, la medicina popolare si serve della Viola nel trattamento interno
della stipsi e in quello esterno dell’acne. Non esiste un uso razionale e
conclamato dell’essenza di Viola nella moderna Aromaterapia. È viceversa un
elemento primario in campo aromacosmetico ove la sua intensa nota verde
ed erbacea si accompagna a quella simile dell’Iris.
Zingiber officinale, Zenzero
Parti usate: rizoma
Proprietà dell’essenza: aromatizzante, aperitiva, digestiva, antiossidante,
carminativa, lassativa, profumante
Biblioteca Verde - www.bottegaverde.it - pagina 46
Lo Zenzero è usato per aromatizzare e conservare cibi e nella preparazione
di liquori di gusto orientale. La medicina popolare, specie quella orientale, ne
fa ampio uso soprattutto come digestivo. L’essenza trova un certo utilizzo in
Aromacosmesi come “toner” in composizioni erbacee e speziate.

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