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I-II.

2011
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LIM
Giacomo Baroffio, In margine a un centenario; Pasquale Troa, Il machazr di
rito italiano di M. E. Artom. Unopera che non si pu continuare a non conoscere;
Massimiliano Cattaneo, Il repertorio quaresimale in Angelica 123 e in Modena 13.
Continuit e innovazione nella tradizione bolognese (II); Giovanni Varelli, Liturgia
e musica a Polirone. Le testimonianze manoscritte nei codici della Biblioteca Tere-
siana di Mantova; Maria Teresa Rosa Barezzani, Tribus miraculis: unantifona per
lEpifania; Giacomo Baroffio Eun Ju Kim, La liturgia del martire Cresco; Gionata
Brusa, Prosule, tropi e sequenze nel messale monastico Vercelli, Bibl. Cap, cod.
LVI (pars b); Gionata Brusa, Litterae passionis extra passionem. La testimonianza
del codice Berlin, Staatsbibliothek Preussischer Kulturbesitz, Lat. Fol. 920; Giaco-
mo Baroffio, Variabilit dellorganico nellesecuzione del canto piano tra IX e XIV
secolo; Francesco Pezzi, Alcune osservazioni sulle tecniche compositive degli inni
vespertini di Giovanni Matteo Asola; Paolo Giorgi, I musici parti del mio debole
ingegno. La produzione musicale a stampa di Maurizio Cazzati; Lucia Marchi,
Rossinis Stabat Mater and the aesthetics of 19th-century sacred music; Ramn
Saiz-Pardo Hurtado, P. Angelo De Santi, S.J.: nuovi documenti per una biografia
(I); Giacomo Baroffio, Segnali per districarsi in una giungla.
NUOVA SERlE
XXXll 20ll
l-2
LlBRERlA MUSlCALE lTALlANA
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Giacomo Baromo
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Sommario
Giacomo Baromo
lN MARGlNl A UN ClNTlNARlO
SAGGl
Pasquale Troa
lL MACHAZOR Dl RlTO lTALlANO Dl M. l. ARTOM. UN`OPlRA CHl NON Sl PUO
CONTlNUARl A NON CONOSClRl 29
Massimiliano Cauaneo
lL RlPlRTORlO QUARlSlMALl lN ANGlLlCA 123 l lN MODlNA 13. CONTlNUlTA l
lNNOVAZlONl NlLLA TRADlZlONl BOLOGNlSl (ll) 101
Giovanni Varelli
LlTURGlA l MUSlCA A POLlRONl. Ll TlSTlMONlANZl MANOSCRlTTl Nll CODlCl DlLLA
BlBLlOTlCA TlRlSlANA Dl MANTOVA 1
Maria Teresa Rosa Barezzani
TRlBUS MlRACULlS UN`ANTllONA PlR L`lPllANlA 193
Giacomo Baromo lun Ju Kim
LA LlTURGlA DlL MARTlRl CRlSCO 223
Gionata Brusa
PROSULl, TROPl l SlQUlNZl NlL MlSSALl MONASTlCO
VlRClLLl, BlBL. CAP, COD. LVl (PARS B) 24
Gionata Brusa
LlTTlRAl PASSlONlS lXTRA PASSlONlM. LA TlSTlMONlANZA DlL CODlCl BlRLlN,
STAATSBlBLlOTHlK PRlUSSlSCHlR KULTURBlSlTZ, LAT. lOL. 920 21
4
Giacomo Baromo
VARlABlLlTA DlLL`ORGANlCO NlLL`lSlCUZlONl DlL CANTO PlANO TRA lX l XlV SlCOLO
2
lrancesco Pezzi
ALCUNl OSSlRVAZlONl SULLl TlCNlCHl COMPOSlTlVl DlGLl lNNl VlSPlRTlNl
Dl GlOVANNl MATTlO ASOLA 21
Paolo Giorgi
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO. LA PRODUZlONl MUSlCALl A STAMPA
Dl MAURlZlO CAZZATl 303
Lucia Marchi
ROSSlNl`S STABAT MATlR AND THl AlSTHlTlCS Ol 19TH-ClNTURY
SACRlD MUSlC 341
Ramon Saiz-Pardo Hurtado
P. ANGlLO Dl SANTl, S.J. NUOVl DOCUMlNTl PlR UNA BlOGRAllA (l). 33
Giacomo Baromo
SlGNALl PlR DlSTRlCARSl lN UNA GlUNGLA 49
RlClNSlONl 49
Paolo Giorgi
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO
LA PRODUZlONl MUSlCALl A STAMPA Dl MAURlZlO CAZZATl
*
Nel processo di graduale rivalutazione del Seicento musicale italiano che
da poco pi di un secolo ha portato alla riscoperta di hgure di grandissimo
valore, su tuue hanno primeggiato due hgure, quelle di Claudio Monte-
verdi (1-143) e di lrancesco Cavalli (102-1), prolihci compositori
in tuui i generi musicali, dal teatro d`opera alla musica sacra, dalla musica
strumentale a quella vocale profana. Solo in anni recentissimi si e comin-
ciato a valorizzare anche altri di quei compositori cosiddeui minori", con-
siderati tali non tanto per demeriti artistici ma per semplice oblio storico.
All`interno del panorama seicentesco il compositore emiliano Maurizio
Cazzati (11-18) riveste sicuramente un ruolo di spicco, per la sua mul-
tiforme e variegata auivit, non solo dal punto di vista musicale. Tale ruolo
* Qesto contributo riprende e sviluppa alcune rifessioni (con nuove evidenze docu-
mentarie e nuove conclusioni) gi presenti in PAOLO GlORGl (ed.), Movri:io Co::oi
(1o1o1o8), vsico gvoso||ese: nvo\i svJi e roseui\e eoJo|ogice, Guastalla, As-
sociazione G. Serassi" 2009 (Studi e ricerche per la storia della musica a Guastalla 1),
in particolare nel contributo (ad opera dello scrivente) Coo|ogo Je||e oere Ji Movri
:io Co::oi, 29-202. Come si vedr nel corso della trauazione, ci si prehgge in questa
sede di dare un aggiornamento di una ricerca esaustiva sulla hgura del compositore
tuuora in corso, che per varie ragioni (in riis la dimcolt, se non l`impossibilit, di
reperimento del materiale d`archivio) non e ancora giunta al termine dehnitivo.
Per comodit del leuore, si danno le abbreviazioni di archivi e biblioteche citati
ASP Archivio della labbriceria di San Petronio, Bologna;
ASMN Archivio di Stato, Mantova;
l-Bc Biblioteca del Museo della Musica [o|i Civico Museo Bibliograhco Musica-
le], Bologna;
Le edizioni musicali di Cazzati vengono citate indicando il numero d`opera con cifre
romane, e il numero progressivo di edizioni/stampa, con cifre romane; ad esempio,
op. 10
l
indica la prima edizione dell`opera 20, mentre op. 19
lll
indica la terza ristampa
dell`opera 19. Desidero ringraziare l`Associazione G. Serassi (hup//www.serassi.it)
e il suo presidente lederico Lorenzani, per aver da sempre sostenuto le mie ricerche
su Maurizio Cazzati; ringrazio anche Giulia Giovani per lo stimolante e continuo
scambio di idee, opinioni e commenti sulle appassionanti e a volte bizzarre vicende
dell`editoria musicale seicentesca italiana.
304 PAOLO GlORGl
si puo desumere in primo luogo dalla consistenza della sua produzione mu-
sicale a stampa, estremamente ponderosa, soprauuuo per i canoni dell`e-
poca Cazzati diede alle stampe sessantasei numeri d`opera in meno di qua-
rant`anni (dal 141 al 18), per un totale di oltre cento edizioni distinte,
contando le ristampe (curate sia da lui sia da altri). La semplice rilevazione
quantitativa induce anche a rifeuere sull`enorme dinusione che ebbe la
sua musica, se non altro per cercare le motivazioni di una cos vasta aui-
vit editoriale; tuuavia, il valore musicale della produzione di Cazzati non
deve essere individuato nel mero aspeuo quantitativo, quanto piuuosto
nella qualit sempre elevata della scriuura, del resto riconosciuta gi da
molti dei suoi contemporanei. Nelle proprie opere Cazzati spazia tra di-
verse tecniche compositive dal contrappunto pi severo della musica
sacra, allo stile concertato della musica vocale profana, alla scriuura idio-
matica della musica strumentale; Cazzati utilizza tali risorse non soltanto
in senso proprio, ma riesce anche a innovarle, combinandole in uno stile
brillante e variegato, e sfruuando la composizione come un vero e proprio
laboratorio, in cui amalgamare vecchi e nuovi linguaggi musicali, in cui
concertare voci e strumenti in una fusione tra slancio al divino e umane
passioni.
Tali istanze innovative investono anche altri campi, in particolare quello
delle istituzioni musicali, che Cazzati ha saputo rinnovare in ciascuno dei
centri musicali in cui opero Santa Maria Maggiore a Bergamo, l`Accademia
della Morte a lerrara, San Petronio a Bologna, e inhne le chiese manto-
vane. La hgura e l`auivit di Cazzati rivestono dunque interesse dal punto
visto storico-sociale, poich ci restituiscono un esempio emblematico di un
musicista che si stacca progressivamente dall`istituzione del rigido mece-
natismo tardocinquecentesco, per approdare ad una sorta di auto-impren-
ditorialit ante liueram, che gli permeue di sfruuare le proprie competenze
per interagire in maniera prohcua con il mercato musicale ed editoriale
dell`epoca. Nel presente contributo, nato da ricerche archivistiche e lavori
analitici di prima mano sulle edizioni musicali, si cercher di dare conto in
senso globale della produzione di Cazzati, evidenziandone le peculiarit e
inquadrando il `fenomeno Cazzati` all`interno della coeva stampa musicale
coeva.
! Cenni biograBci
L`indagine sulla hgura del compositore emiliano Maurizio Cazzati e
stata, hnora, quasi sempre limitata o a brevi contributi panoramici, desti -
nati a repertori enciclopedici,
1
oppure, di contro, a studi focalizzati su una
1 Cfr. le voci su Maurizio scriue da OSCAR MlSCHlATl (Di:ionorio Fncic|oeJico Uni\erso|e
Je||o Mvsico e Jei Mvsicisi, Di:ionorio Biogro[co Jeg|i Io|ioni), ANNl SCHNOlBlLlN
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 30
particolare edizione a stampa o una parte delle sue composizioni a stampa.
2

Si daranno qui solo alcune indicazioni biograhche di massima, rimandando
all`unico saggio di taglio specihcatamente biograhco hnora pubblicato.
3
Maurizio Cazzati nacque a Luzzara (ora in provincia di Reggio lmilia) in
una famiglia di benestanti notai; in quanto hglio cadeuo, venne subito de-
stinato alla carriera ecclesiastica. Vista la sua naturale predisposizione per
la musica, inizio lo studio del canto e della composizione presso la chiesa di
San Pietro di Guastalla (il limitrofo ducato gonzaghesco), e il suo talento
doveue essere talmente brillante da ouenere la protezione del principe ler-
rante lll Gonzaga. Nel corso degli anni Trenta del Seicento (mancano pur-
troppo evidenze documentarie pi precise) venne ordinato sacerdote e nel
141 divenne maestro di cappella e organista presso la Basilica di Sant`An-
drea a Mantova. Qesto fu soltanto l`inizio di una folgorante carriera
presso prestigiosi mecenati e istituzioni.
Nel 14-48 Cazzati lavoro come maestro di musica presso la corte di
Scipione Gonzaga, principe di Bozzolo (tra Mantova e Cremona), hno a
quando venne eleuo nel giugno 148 maestro di cappella presso l`Acca-
demia della Morte di lerrara, dove rimase hno al seuembre 12. L`anno
successivo assunse analoga carica presso Santa Maria Maggiore a Ber-
gamo, e l rimase hno all`aprile 1, quando torno per pochi mesi a ler-
rara, di nuovo come maestro di cappella presso l`Accademia della Morte.
Nell`agosto dello stesso anno si candido alla prestigiosa carica in San Pe-
tronio; riusc ad essere eleuo grazie alla maestria dimostrata nella concer-
tazione di una delle sue messe durante la prova di ammissione. Durante
questo incarico (il pi lungo presso una stessa istituzione) egli svolse
un`intensa auivit creativa, incidendo profondamente sulla struuura e
l`auivit della cappella petroniana. Al tempo stesso, il periodo bolognese di
Cazzati fu carauerizzato da notevoli polemiche nei confronti della sua aui-
vit; come si vedr nel 3, tali controversie determinarono in maniera es-
senziale la sua produzione a stampa. Dopo l`eccessivo inasprirsi dell`astio
nei suoi confronti, nel 11 Cazzati lascio Bologna alla volta di Mantova,
dove regnava all`epoca il duca lerdinando Carlo, che nell`aprile dello
stesso anno era convolato a nozze con Anna lsabella Gonzaga (hglia di
(Ne+ Gro\e Dicionory o{ Mvsic onJ Mvsicions, ) e LlNDA MARlA KOLDAU (Die Mvsi| in
Gescice vnJ Gegen+or) per quanto riguarda i tempi moderni, senza dimenticare la
pioneristica voce scriua da ROBlRT llTNlR (BiogroiscBi||iogroisces Qe||enLe
:i|on Jer Mvsi|er).
2 Per una bibliograha esaustiva, si rimanda a NOlMl ANCONA, Bi||iogro[o rogionoo sv
Movri:io Co::oi, in GlORGl, Movri:io Co::oi, 21-2.
3 Cfr. ANTONlO MOCClA, Nvo\i Jocveni er |o |iogro[o Ji Movri:io Co::oi, Rivista ln-
ternazionale di musica sacra, 14, 1993, 29-31; il contributo e stato poi ripubblicato
in forma aggiornata col titolo Movri:io Co::oi e |'orgoni::o:ione vsico|e ne| Seicen
o: vn soggio |iogro[co, in GlORGl, Movri:io Co::oi, 11-28.
30 PAOLO GlORGl
quel lerrante lll suo primo mecenate). Cazzati venne nominato maestro di
musica da camera della duchessa, e hno alla sua morte collaboro anche
come maestro di musica straordinario presso le basiliche della ciu (San-
t`Andrea e Santa Barbara). Qalche giorno dopo la sua morte (avvenuta il
28 seuembre 18) i suoi beni furono inventariati su richiesta dell`esecu-
tore testamentario.
4
Dal documento emerge chiarissimo l`elevato tenore di
vita raggiunto da Cazzati che lascio, tra le altre cose, circa 130 quadri di
varie dimensioni e soggeui (alcuni di questi, descriui in modo sommario,
riproducevano immagini di santi, religiosi e regnanti), e alcuni strumenti
musicali (una spineua e due avicordi, ossia clavicembali). Soprauuuo,
Cazzati lascio un torchio e i relativi caraueri per stampare musica e nume-
rose copie delle proprie opere a stampa, quasi esclusivamente quelle stam-
pate in proprio a Bologna. Qest`ultimo dato potr confermare la leuura
che emerger dallo studio della produzione di Cazzati, ossia il fauo che la
propria auivit editoriale in proprio non fosse pensata per una destina-
zione commerciale, quanto piuuosto ad una circolazione controllata e ge-
stita dallo stesso Cazzati per varie ragioni di ordine `diplomatico`, relative
ai suoi rapporti con i colleghi bolognesi.
2 La produzione editoriaIe di Maurizio Cazzati tra iI !4! e iI !
Si e deuo che studiando la vita e le opere di Maurizio Cazzati si rimane
colpiti, sin dall`inizio, dalla corposit della sua produzione, insolita consi-
derando il contesto a lui coevo della stampa musicale Cazzati diede infaui
alle stampe (contando anche ristampe ed edizioni postume) oltre 100 edi -
zioni di musica a stampa (cfr. AenJice). A questa insolita abbondanza si
aggiunga anche l`atipicit dei rapporti tra Cazzati e le diverse stamperie
con le quali collaboro lungo tuuo l`arco della propria vita.

4 ll testamento e la nota inventariale sono conservati presso ASMN, Nooi v|||ici,


lrancesco Amadei, in data 14 ouobre 18. Tali documenti sono citati e parzialmente
descriui in MOCClA, Movri:io Co::oi e |'orgoni::o:ione vsico|e, 28; per una trascri-
zione integrale e commentata, cfr. PAOLO GlORGl, O|re secree e {vnese: I| esoen
o Ji Movri:io Co::oi, Journal of Seventeenth Century Music (in corso di pubblica-
zione).
Le sintetiche informazioni sui singoli editori che seguono sono state ricavate, oltre
che dall`esame direuo delle edizioni, anche dal Di:ionorio Jeg|i eJiori vsico|i io|io
ni: iogro[, incisori, |i|roieJiori (lirenze, Olschki, 198) di CLAUDlO SARTORl, in auesa
della prossima pubblicazione del primo volume del Di:ionorio Jeg|i eJiori vsico|i:
1301130 a cura di BlANCA MARlA ANTOLlNl (per i tipi della lTS). Per un`introduzione ai
caraueri generali della storia della stampa musicale, cfr. DONALD W. KRUMMlL STANLlY
SADll (edd.), Mvsic rining onJ v||ising, London, Macmillan Press 1990; la pi ag-
giornata voce 'Prining onJ v||ising o{ vsic', in Te Ne+ Gro\e Dicionory o{ vsic
onJ vsicion, ed. Stanley Sadie, vol. 20, London, Macmillan 2001, 32-381; RUDOLl
RASCH (ed.), Mvsic v||ising in Fvroe 1o001^00: conces onJ issve, |i||iogroy,
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 30
Non insolito fu invece il debuuo editoriale di Cazzati, che inizia la sua
produzione a stampa con la collaborazione presso le omcine tipograhche
veneziane, vero passaggio obbligato (all`epoca) per un compositore di area
lombardo/emiliana dal 141 hno al 1 le sue opere vengono stampate
prima presso le stamperie Magni (eredi della gloriosa stamperia musicale
dei Gardano) e poi presso quelle di Alessandro Vincenti. lntrambe erano
emblemi dell`importanza di Venezia come centro italiano per l`editoria mu-
sicale, primato che la ciu lagunare manteneva saldo hn dai primordi del
XVl secolo. Non e un caso che Cazzati mantenga Venezia come ciu d`ele-
zione per le proprie stampe nonostante si sposti in diverse parti del nord
ltalia, prima Mantova e i ducati gonzagheschi, poi lerrara, inhne Bergamo,
data la mancanza in queste ciu di stampatori musicali di chiara rino-
manza. Uniche eccezioni sono Le conceroe |oJi Je||o cieso i|ione, op.
3
l
, stampata a Milano nel 14 presso Giorgio Rolla, ed un piccolo gruppo
di opere stampate in Belgio, ad Antwerpen [Anversa] presso la stamperia
degli eredi di Pierre Phalese. ll primo caso si puo spiegare facilmente ipo-
tizzando una commissione dell`opera da parte dello stesso dedicatario, il
marchese Cinthio Agnelli Soardi, confermata anche dalla presenza di ben
due soneui laudatori dedicati a Cazzati, scriui da due souoposti di Scipione
Gonzaga (all`epoca mecenate di Cazzati).

Per quanto riguarda le stampe


realizzate ad Anversa, in tuui i casi si traua di ristampe, e non di prime
fauo perfeuamente in linea con la politica editoriale della stamperia Pha-
lese, condoua a queste date dalle sorelle Madeleine e Marie, nipoti del fon-
datore Pierre, che eneuuava esclusivamente ristampe di edizioni stampate
presso tipograhe veneziane;

l`auivit Phalese continuer su questa linea


hno al 14, data in cui la stamperia belga chiuder dehnitivamente.
Tornando a Cazzati, il trasferimento presso la Cappella di San Petronio a
Bologna nell`autunno del 1 ebbe notevoli ripercussioni sulla sua poli-
Berlin, Berliner Wissenschafs-Verlag 200. Per contributi pi specihci riguardanti l`e-
ditoria tra XVl e XVll secolo, cfr. TlM CARTlR, L'eJiorio vsico|e ro Cinqve e Seiceno,
in CARLO llORl (ed.), I| |i|ro Ji vsico: er vno sorio oerio|e Je||e {oni vsico|i in
Fvroo, Palermo, L`lpos 2004, 13-12 e RlCHARD AGll, Te Veneion ri\i|ege onJ Ve
neion vsicrining in e si:een cenvry, larly Music History 3, 1983, 1-42, ol-
tre alle singole bibliograhe analitiche dedicathe a specihci stampatori (quali Petrucci,
Scouo, Gardano). Mancano purtroppo allo stato auuale degli studi specihci sull`edito-
ria italiana musicale del Seicento, ma un repertorio esaustivo per la musica vocale
profana si puo trovare in GlULlA GlOVANl, Lo Jivsione o soo Je||o conoo Jo coe
ro in Io|io (1o201!8), Tesi di douorato, Universit di Roma Tor Vergata", 2010/11.
L`uso di soneui laudatori era probabilmente tipico della corte di Scipione Gonzaga,
dato che si riscontra anche in altre edizioni musicali di Cazzati, come I| seconJo |i|ro
Jei oueui o \oce sola op.
l
, il cui il soneuo e dedicato allo stesso Scipione Gonzaga e
scriuo da lrancesco Bulgarini, segretario presso la famiglia dei Gonzaga di Mantova.
Cfr. SUSAN BAlN HlNRl VANHULST, Po|ese, (3) MoJe|eine Po|ese, in STANLlY SADll (ed.),
Ne+ Gro\e Dicionory o{ Mvsic onJ Mvsicions, vol. 19, 4-49.
308 PAOLO GlORGl
tica editoriale esso viene innanzituuo celebrato nella dedica delle Ani
{one, |ionie e Te Dev o ouo \oci (op. 19
l
), in cui si rivolge al Presidente e
ai Senatori della labbrica di San Petronio, chiedendo una cortese prote-
zione per godere vita migliore; l`intento encomiastico viene inoltre souo-
lineato dalla presenza di una curata xilograha rappresentante San Petronio
che tiene nella mano sinistra la ciu di Bologna. La data della dedica e il 20
dicembre 18, a poco meno di un anno di distanza dall`arrivo di Cazzati
presso San Petronio, ed e signihcativo notare che l`edizione sia ancora
stampata a Venezia, presso la stamperia di lrancesco Magni probabil -
mente in questo lasso di tempo Cazzati non aveva avuto ancora possibilit
di instaurare saldi rapporti con gli editori bolognesi. Tali rapporti (in
qualche modo presumibilmente formalizzati in contraui anche scriui) di-
venteranno invece cos sicuri da convincere Cazzati a interrompere i rap-
porti con gli editori veneziani per tuua la permanenza bolognese.
8
lino a quando rimase a Bologna (cioe hno al 11) Cazzati collaboro con
diverse stamperie della ciu, e in tuui i casi si ritrova una stessa peculia-
rit l`editore in questione non solo inaugura la sua produzione musicale a
stampa proprio con le opere di Cazzati, ma nel contempo non stampa
opere musicali di altri. ll fauo che tale dinamica si ripeta pi volte induce a
pensare che non si traui di una coincidenza, ma di un progeuo deliberato
da parte di Cazzati, forse per assicurarsi una sorta di esclusiva o privilegio
presso ogni singola stamperia e quindi anche maggiore libert editoriale.
Le pubblicazioni bolognesi vengono inaugurate nel 19 con la terza ri-
stampa delle Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo (op. 18
lll
) e la prima edi-
zione delle Conoe oro|i e sirivo|i (op. 20
l
), entrambe realizzate presso
`l`herede del Benacci`. La stamperia Benacci,
9
auiva a Bologna hn dal 18
con Alessandro, vantava una lunga tradizione di stampe di aui umciali, sia
del Senato ciuadino sia del Vescovato, e di cronache e relazioni umciali
varie; nel 129 muore Viuorio, hglio di Alessandro, e la diua continua con i
suoi `heredi` (i cui nomi non risultano dai documenti umciali). Gli unici ge-
neri legati alla musica in cui si cimenta la stamperia sono quelli della li -
breuistica (dal 113) e la trauatistica musicale I| Poricio, o\ero Je' Tero
corJi Aronici Ji Arisosseno di lrcole Bourigari (193) e le Secv|oioni Ji
vsico di Pietro Mengoli (190).
Gi dall`anno seguente Cazzati stabilisce un contauo pi duraturo con
l`editore Pisarri, presso il quale stamper un totale di 10 edizioni di opere
nuove, dai So|i er vuo |'onno o ouo \oci (op. 21
l
) hno alle Correni e |o|
|eui (op. 30
l
) del 12. l Pisarri stampavano a Bologna dall`inizio del XVll
secolo, quando la stamperia era stata fondata da Antonio, ma anche in
8 Unica eccezione e la ristampa delle Sonoe o Jve, re, qvouro e cinqve op. 3
ll
(Venezia,
lrancesco Magni, 18), sicuramente progeuata dallo stesso editore senza alcun coin-
volgimento direuo di Cazzati.
9 Cfr. oJ \oce in Di:ionorio |iogro[co Jeg|i io|ioni, Roma, Treccani, vol. 8, 1-18.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 309
questo caso l`unica loro produzione auinente alla musica hno al rapporto
con Cazzati e una cospicua stampa di libreui; anche successivamente alla
collaborazione con Cazzati la stamperia produrr solo un trauato di mu-
sica, il De sisrorv [gvris di Benedeuo Bacchini (191).
Dal 13 al 14 Cazzati collabora con i Dozza, stamperia fondata da
lvangelista e auiva a Bologna dal 138 soprauuuo nel campo dell`editoria
medico-scientihca. A partire dal 140 circa l`azienda viene continuata da
Pietro Dozza (il hglio) e Carlo Manolesi; e souo questi `heredi` che Cazzati
stampa alcune delle sue edizioni dalla Messo e so|i o cinqve \oce er i Je
{vni (op. 31
l
) ai So|i er vuo |'onno o qvouro \oci, op. (33
l
), oltre alla
terza ristampa delle Con:oni Jo sonore o re (op. 2
lll
). Qeste edizioni rap-
presentano gli unici casi di stampe musicali dei Dozza, se si escludono le
stampe di alcuni libreui tra gli anni 10 e 10.
3 Le stampe di Cazzati daI ! aI !12: pecuIiarit produttive e
tipograBche
Anno di svolta del percorso editoriale di Cazzati e il 1, quando inizia
una lunga e prohcua collaborazione con Marino Silvani, un libraio bolo-
gnese piuuosto rinomato, e conosciuto per l`insegno Je| \io|ino che utiliz-
zava per la propria bouega.
10
Silvani non compare mai in veste di stampa-
tore in territorio bolognese prima del 19, anno in cui compra dallo stam-
patore Carlo Maria lagnani il torchio e i caraueri musicali per iniziare una
sua auivit di stampa in proprio.
11
lino ad allora, oltre all`auivit di libraio,
Silvani collabora streuamente con Giacomo Monti (di cui aveva sposato la
hglia llisabeua Maria tra il 1 e il 10)
12
e lui, per esempio, il promo-
tore di alcune raccolte miscellanee di musica vocale,
13
ed e sempre lui a
scrivere e hrmare le dediche della maggior parte delle stampe di Monti, nel
caso soprauuuo delle ristampe.
14
potremmo dire che in questo periodo (che
10 Cfr. GlULlA GlOVANl, Si|\oni, Morino, in ANTOLlNl, Di:ionorio Jeg|i eJiori vsico|i.
11 Cfr. GlULlA GlOVANl, Nvo\i Jocveni sv||'eJiorio vsico|e |o|ognese Je| Seiceno. Gio
seo Mice|eui, Cor|o Morio Fognoni, Morino Si|\oni e vn coio|e \i\o e oro oJ vso
Ji soorio, in GlORGlO MONARl (ed.), Misce||oneo Rvso|i. SvJi sv||o vsico Je||'eo
Borocco, Lucca, LlM (in corso di pubblicazione).
12 Cfr. ROBlRTO MARCHl, Moni, Giocoo, in ANTOLlNl, Di:ionorio Jeg|i eJiori vsico|i io
|ioni.
13 Cfr. ad esempio i Socri Conceri o\ero Moeui o Jve, e re \oci Ji Ji\ersi Fcce||eni Avo
ri, rocco|i e Joi in |vce Jo Morino Si|\oni (Bologna, Monti 18, contenente anche
una composizione di Cazzati) e la Sce|o Je||e Svonoe o Jve Vio|ini, con i| Bosso coni
nvo er |'Orgono, rocco|o Jo Ji\ersi Fcce||eni Avori (Bologna, Monti 180).
14 Si veda ad esempio l`edizione dei Bo||eui, Correni, Gige A||eonJe e Soro|onJe o
\io|ino e \io|one con i| seconJo \io|ino o |ene|ocio, oero qvoro, Ji nvo\o risooo
con nvo\e oggivne di Giovanni Bauista Vitali (Bologna, Monti 11), in cui Marino
Silvani aggiunge una nuova dedica a Carlo Maria Alberti (un patrizio bolognese) ri-
310 PAOLO GlORGl
corrisponde all`ultima fase operativa di Giacomo Monti, morto pi che ot-
tuagenario nel 189) Silvani lavora come editor" one |iuero di Monti.
Tra il 1 e il 1 a nome di Silvani compaiono sei edizioni musicali
cinque di Cazzati, e le Correni e Bo||eui Jo coero, oero rio di Gio-
vanni Bauista Vitali, che nell`A\\iso o| |euore cita Cazzati come `maestro`;
Vitali era infaui stato chiamato da Cazzati nell`organico di San Petronio
come violinista in occasione del rinnovo della Cappella che aveva pro-
mosso al suo arrivo a Bologna.
Dal 1 in avanti pero qualcosa cambia d`ora in avanti nelle edizioni di
Cazzati non compariranno pi le indicazioni tipograhche, hno a quando ri-
marr a Bologna; tale assenza e stata leua dagli studiosi come la prova del -
l`esistenza di una stamperia `in proprio`, grazie alla quale Cazzati poteva
stampare e dinondere liberamente la sua musica. Qest`anermazione, per
ora non supportata se non dalle edizioni musicali stesse, potrebbe avere
notevoli implicazioni non solo la storia materiale della produzione di Caz-
zati, ma anche per una revisione di alcune fasi storiche della stampa musi-
cale bolognese. Si osservino anzituuo i dati delle edizioni sine noine
stampate a Bologna da Cazzati, come appaiono dalla seguente tabella
Opera TitoIo Data di
stampa
Dedicatario Data deIIa
dedica
4!
I
Arie e conoe o \oce so|o (I| er:o
|i|ro Je||e con:oneue o \oce so|o)
1 conte Girolamo Boselli e
donna Anna Margarita Ca-
nossa
8 novembre 1
42
I
Le qvouro oni{one onnvo|i Je||o
Beoo Vergine Morio
1 Beata Vergina Maria 2 maggio 1
43
I
I| qvoro |i|ro Je||e con:oneue o
\oce so|o
1 Vincenzo Maria Carrati 18 luglio 1
!1
II
Messo e so|i o cinqve \oci 1 / /
43
II
I| qvoro |i|ro Je||e con:oneue o
\oce so|o
18 / /
44
I
Socre Loenoioni Je||o Seuio
no Sono
18 Presidente e labbricieri di
San Petronio
3 gennaio 18
speuo all`eJiio rinces del 18. Da segnalare anche i tre casi che coinvolgono musi-
ca di Cazzati la ristampa delle Correni e |o||eui o cinqve, op. 1
ll
(Monti 1), che
Silvani dedica a Clemente Maria lelini, vicario generale della Congregrazione Carme-
litana di Mantova; la prima edizione dei Dveui er coero, op.
l
(Monti 1), oner-
ta da Silvani a Paolo Giovanni Bendedei, un nobile bolognese; inhne, la ristampa delle
Conoe oro|i e sirivo|i, op. 20
ll
(Monti, 19), che Silvani dedica a madre lsabella
Leonarda, compositrice novarese di cui Monti era diventato editore privilegiato dal
1 (dedica che quindi si conhgura come uno smaccato esempio di cooio |ene\o
|enioe).
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 311
4
I
BeneJicvs, Miserere e Tonv
ergo o qvouro \oci
18 Don Angelo Bertuzzi 2 gennaio 18
4
I
I| qvino |i|ro Je||e con:oneue o
\oce so|o
18 Virgilio Giuseppe Maria Da-
via
9 marzo 18
41
I
Socri Socri conceri o Jve, re,
qvouro, e cinqve
18 duchessa Maria d`lste lar-
nese
13 giugno 18
/ Loeno Ji S. Froncesco So\erio 18 consorti Alessandro Banzi e
Giulia Orsi
1 luglio 18
48
I
Messo, so|i, e |ionie o re \oci 18 padre Don Timoteo Schiam-
nati
22 agosto 18
49
I
Diori sirivo|i 18 duchessa Laura d`lste 2 novembre 18
0
I
Vorii, e Ji\ersi coricci er coe
ro e er cieso
19 Anna lsabella Gonzaga 10 gennaio 19
!
I
Moeui o \oce so|o con Jve \io|ini
[erJvo]
19 [`] [`]
2
I
Moeui o ouo \oci 19 padre Clemente Maria leli-
ni
24 luglio 19
3
I
So|i Ji er:o con |e re seqven:e
correni Je||'onno
19 don Giovanni Andrea Chia-
rini
1 agosto 19
3
II
Moueui o Jve, re e qvouro 10 conte Antonio Orsi 1 luglio 10
1
II
Coieo conceroo o qvouo
\oci
10 / /

I
Sonoe o Jve 10 Giovanni Bauista Sanuti
Pellicani
3 gennaio 10

I
Messo e Mogni[co o qvouro \oci 10 conte lrancesco Gambaz-
zocchi Rolli
10 luglio 10
1
I
Hinni socri er vuo |'onno 10 marchese lelice Montecuc-
coli
20 luglio 10
8
I
So|i |re\i conceroi o qvouro
\oci
11 conte Odoardo Pepoli 1 maggio 11
Cazzati stampa un totale di ventidue edizioni, di cui ben diciannove
sono di musica di genere sacro o legato alle celebrazioni liturgiche (come le
sonate e i capricci `da chiesa`) questo potrebbe apparentemente indicare,
rispeuo alla stampa delle numerose opere profane del periodo bolognese
precedente, che in questi anni Cazzati avesse pi ispirazione per la musica
sacra e vi si fosse dedicato con pi passione. Allargando pero lo sguardo
alla prospeuiva extra-musicale, si vedr che pi di una decisione composi -
tiva, quella di Cazzati fosse una necessit pratica, ovvero per lui l`unica
possibilit di continuare nella pubblicazione della propria musica.
A partire dal 1/, probabilmente, le antiche controversie tra Cazzati e
la comunit musicale bolognese arrivano al punto di tensione massima
l`arrivo di Maurizio Cazzati a Bologna nel 1 inauguro sicuramente uno
dei periodi pi horenti della Basilica di San Petronio, ma la sua nomina a
312 PAOLO GlORGl
oesro Ji coe||o era stata ben presto accompagnata da numerosi mal-
contenti. Dissapori causati in primo luogo dalla sua personalit spigolosa e
poco accomodante, ma soprauuuo dal fauo che a ricoprire la prima ca-
rica" per eccellenza fosse uno straniero, non essendo Cazzati bolognese per
nascita. Tra le numerose auivit del prolihco compositore, cio che desto le
prime polemiche fu la riforma radicale dell`asseuo e dell`organizzazione
della Cappella musicale egli ridusse drasticamente l`impiego di talenti lo-
cali (che spesso erano i cadeui delle famiglie nobili della ciu), a favore di
un numero sempre maggiore di musicisti foresti". A causare inhne un
vero e proprio disappunto da parte della comunit bolognese fu in partico-
lare il licenziamento nel 18 del vice maestro di cappella (un non meglio
identihcato Giacomo, che era stato nominato dal predecessore di Cazzati),
1

con la conseguente elezione di un nuovo assistente addeuo all`organo. Da
questo punto in poi, le ostilit s`inaspriscono duramente soprauuuo da
parte di due e: musicisti di S. Petronio; il primo e Lorenzo Perti, preceden-
temente cantore e mansionario della Basilica, che scrisse una leuera (datata
13 seuembre 19), indirizzandola a Cazzati e ai canonici di S. Petronio,
contenente la critiche alle presunte impropriet contrappuntistiche del
Kyrie della Misso I Toni, traua dalla Messo e So|i o 3 \oci, op. 1 di Cazzati
(Venezia, Vincenti, 1). La parte della leuera contenente le critiche viene
chiamata da Perti stesso Vig|ieuo, e godeue di una dinusione immediata e
capillare nell`ambiente bolognese.
1
All`inizio Cazzati sembra ignorare la
faccenda, ma nel 11 arriva un altro colpo contro di lui, sferzato da Giulio
Cesare Arresti, organista e compositore presso la Basilica hno al 11,
anno in cui viene escluso dall`omtio.
1
Qesta seconda ondata di pole-
miche e contenuta in uno scriuo souo forma di dialogo, ovvero il Dio|ogo
{ouo ro vn oesro e vn Jisceo|o JesiJeroso J'oro[uore ne| Conro
vno.
18
La ricostruzione storica dei dati inerenti alla vicenda ci porta a
identihcarne la paternit nella hgura dello stesso Arresti, sicuramente esa-
cerbato dal trauamento che aveva ricevuto (egli verr riammesso nella
1 Come apprendiamo dalla CorrisonJen:o re|oi\o oi Moesri Ji Coe||o conservata
presso l`Archivio della labbriceria di San Petronio (ASP, busta 22).
1 ll Vig|ieuo viene infaui citato in tuui i testi teorici di area bolognese dell`epoca, e ci
rimangono oggi due redazioni, entrambe conservate per la Biblioteca del Museo della
Musica di Bologna (l-Bc) la leuera autografa di Perti spedita a Cazzati (MS.H., cc.
102-103), e una copia posteriore della leuera (MS.C., cc. 3r-v), contenente anche una
breve sintesi della vicenda. Qest`ultima redazione viene edita in GlORGl, Movri:io
Co::oi, 221-22.
1 AlSP, Decreo Congrogoionis, Libro Vl, c. 13v.; la polemica con Arresti e stata am-
piamente studiata nel contributo di URSULA BRlTT, Mvsic onJ IJeos in Se\eneenCen
vry Io|y: Te Co::oiArresi Po|eic, 2 vv., New York/London, Garland 1989.
18 Dialogo di cui sono conosciute tre versioni manoscriue, leggermente dinerenti per
graha e contenuti, oggi conservate la Biblioteca del Museo della Musica di Bologna
rispeuivamente MS.C. (cc. 1r-2v), MS.H. (cc. 100r-101v) e MS.l.44 (cc. 91-93v).
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 313
Cappella solo nel 11, anno in cui Cazzati lascia dehnitivamente Bologna).
Cazzati, in ogni caso, non auribu un grande peso al Dio|ogo, obieuando di
non voler prendere in considerazione le critiche mosse da un musicista che
non poteva vantare pubblicazioni a stampa. Arresti rispose in dinerita"
quando diede alle stampe la sua opera prima, la Messo e Vesro Je||o Beoo
Vergine con |'Inno o 8 \oci reo|i (Venezia, Magni, 13), includendovi una
copia commentata del Kyrie incriminato, senza pero menzionare esplicita-
mente il nome di Cazzati. La pubblicazione delle Messo di Arresti era volta
a dimostrare il correuo uso dei toni la Messo e nel primo modo, come la
Misso incriminata di Cazzati, e in questo modo Arresti cerca di superare
Cazzati con una scriuura contrappuntistica pi appropriata e meno disor-
dinata.
La presa di posizione dell`Arresti divenne a questo punto umciale, e
Cazzati replico duramente pubblicando la Risoso o||e oosi:ioni {oue Jo|
Signor Giv|io Cesore Arresi ne||o Leuero o| Leuore oso ne||'oero svo v
sico|e (Bologna, Heredi di lvangelista Dozza, 13). ln essa il compositore
cita alcuni esempi paradigmatici, includendone alcuni dello stesso Arresti,
mostrando come simili passaggi e soluzioni venivano adouati dai suoi con-
temporanei, ribauendo pertanto le censure dell`avversario bolognese, ritor-
cendogli contro gli errori e le impropriet che gli erano stati contestati.
Cazzati articola formalmente la sua Risoso sulla struuura della Je{ensio
accademica, considerando come punto di partenza il Vig|ieuo di Perti, sulla
base del quale Arresti aveva basato le sue critiche ciascun capitolo del Vi
g|ieuo viene ripreso nella Risoso, e Cazzati oppone per ogni caso una giu-
stihcazione puntuale, citando teorici e compositori a sostegno delle proprie
scelte compositive. Qasi contemporaneamente alla stampa della Risoso
Arresti pubblica le Messe o ! \oci con Sin{onie, e Riieni o |ene|ocio O. 2
(Venezia, Magni, 13), includendovi un ulteriore auacco verbale, a cui
Cazzati risponde nel Poscriuo, pubblicato di seguito alla Risoso nel 13.
19

La sua reazione questa volta fu maggiormente incisiva Cazzati illustra e
commenta gli errori della Messo dell`op. 1 di Arresti, sempre confrontando
ciascuno di essi con le obiezioni del Vig|ieuo di Perti, ritorcendole pero
contro Arresti stesso.
L`anno successivo Arresti pubblica le Gore Mvsico|i (Venezia, Magni,
14) indirizzando la polemica su cinque salmi selezionati da So|i Jo co
e||o er vuo |'Anno, op. 33 (Bologna, Dozza, 13) di Cazzati, trascriui in
partitura e annotati con critiche riguardanti presunti errori di contrap-
punto, accuse pero del tuuo prive di fondamento teorico e argomentate
con un linguaggio molto povero e con uno stile poco curato. Cazzati re-
spinge l`impropriet di queste ultime opposizioni in uno scriuo accuratis-
19 Risoso e Poscriuo sono editi in GlORGl, Movri:io Co::oi, 22-20.
314 PAOLO GlORGl
simo, sia dal punto di vista formale che contenutistico.
20
Verosimilmente fu
questa la bauuta d`arresto della qvere||e, almeno sul versante della pole-
mica scriua l`ostilit dichiarata della maggior parte degli esponenti del -
l`ambiente musicale felsineo nei confronti di Cazzati continuo a persistere
a lungo, hno a concretizzarsi umcialmente nell`esclusione di quest`ultimo
dalla fondazione dell`Accademia lilarmonica nel 1; egli, pur essendo ti-
tolare della carica musicale pi prestigiosa della ciu, non ne face mai
parte,
21
mentre tra i suoi fondatori compare il nome di Arresti, che venne
eleuo Presidente della londazione nel marzo 11; si potrebbe dire che
l`Accademia di fauo nacque come una sorta di lega" umciale di musicisti
bolognesi in opposizione alla hgura di Cazzati. Si potrebbe anche ipotiz-
zare che fossero presenti dei veti (non umciali) per gli stampatori, in modo
tale da boicouare Cazzati nelle sue collaborazioni con le stamperie della
ciu. La decisione di `autoprodursi` potrebbe dunque essere stata la scelta
obbligata per poter continuare a rimanere auivo in campo musicale; questo
potrebbe spiegare anche il fauo che la maggior parte di queste edizioni
siano dedicate ad autorit ecclesiastiche, mentre precedentemente i desti -
natari erano stati nobili bolognesi. ln una situazione del genere, Cazzati
aveva bisogno di tuuo l`aiuto e la protezione possibile da parte dei notabili
dell`istituzione di cui faceva parte; aiuto che si concretizzava sicuramente
anche souo forma di hnanziamenti per le stampe, che Cazzati ricambiava
con la dedica dell`edizione (secondo il ben noto meccanismo del mecena-
tismo applicato alla stampa del libro antico).
22
Come ha ampiamente mostrato Osvaldo Gambassi,
23
Cazzati introdusse
una nuova gestione presso la cappella musicale di San Petronio non solo
dal punto amministrativo, ma anche rinnovando il repertorio auraverso la
pubblicazione degli OrJini er |o Mvsico Je||'Insigne Co||egioo Ji Son Pe
ronio (18),
24
Cazzati organizzo in maniera meticolosa quali composi-
zioni, quali strumenti e quali voci dovessero essere utilizzati in ciascuna fe-
20 Cfr. GlOVANNl BATTlSTA MANClNl, Coreggio, vol. 33 (l-Bc, MS l/28), p. -8.
21 Qesto nonostante Cazzati avesse dedicato I| qvoro |i|ro Je||e con:oneue o \oce so|o
(op. 43
l
, 1) a Vincenzo Maria Carrati, uno dei fondatori dell`Accademia lilarmoni-
ca.
22 A questo proposito, cfr. l`esaustivo studio di MARCO PAOLl, Lo JeJico: sorio Ji vno sro
egio eJiorio|e, Lucca, Pacini lazzi 2009. Si noti anche che la leuura e l`analisi della
dediche scriue da Cazzati rivela una straordinaria ricchezza linguistica e testuale, ol-
tre ad uno stile arguto e pungente, ulteriore elemento di aticipit per un compositore
come Cazzati; per la trascrizione integrale delle dediche, cfr. GlORGl, Coo|ogo Je||e
oere Ji Movri:io Co::oi.
23 Cfr. OSVALDO GAMBASSl, Lo coe||o vsico|e Ji S. Peronio. Moesri, orgonisi, conori e
srvenisi Jo| 14!o o| 1^20, lirenze, Olschki 198 (Historiae musicae cultores Bi-
blioteca 44), e il pi recente OSVALDO GAMBASSl, Si [o Coe||o: vno JiJosco|io ro\iso
o. Nvo\i Jocveni sv||o rossi vsico|e in S. Peronio, Nuova Rivista Musicale,
39/3, 200, 393-413.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 31
stivit liturgica. Si puo ben capire a questo punto come la sua personalit
fortemente accentratrice potesse risultare scomoda a molti.
Si osservi il seguente prospeuo relativo alla musica dei vespri (coevo a
quello gi citato), ricavato da un piccolo promemoria a stampa per i musi -
cisti
2
VESPERI
Che si Cantano da Musici deIIa CappeIIa deII`Insigne
CoIIegiata di S. PETRONIO
ClRCONClSlONl.
Domine, Dixit, Laudate pueri, Laetatus, Nisi,
Lauda Jerusalem, Magnihcat.
CORPUS DOMlNl.
Domine, Dixit, Conhtebor, Credidi, Beati omnes,
Lauda Jerusalem.
lPllANlA.
Domine, Dixit, Conhtebor, Beatus vir, Laudate
pueri, ln lxitu.
TRASLAZlONl Dl S. PlTRONlO.
Dixit, Conhtebor, Beatus vit, Laudate pueri, Lau-
date Dominum, e cos ne| seconJo Vesro, ecce
voo |'v|io So|o, ce e i| Memento.
llSTl Dl PASQUA.
Domine, Dixit, Conhtebor, Beatus vir, Laudate
pueri, ln lxitu.
A\\erosi, ce ne||o seconJo Feso, non si cono Jo
Mvsici |'v|io So|o ln lxitu, e ne eno |o er:o
Feso i| Laudate Pueri e |'ln lxitu, erce |i cono
i| Coro.
TUTTl l SANTl.
Domine, Dixit, Conhtebor, Beatus vir, Laudate
pueri, Credidi.
ASClNSlONl.
Domine, Dixit, Conhtebor, Beatus vir, Laudate
pueri, Laudate Dominum.
llSTl Dl NATALl.
Domine, Dixit, Conhtebor, Beatus vir, Laudate
pueri, De profundis, Memento.
A\\erosi, ce ne||o seconJo Feso non si cono Jo
Mvsici |'v|io So|o Memento, e ne eno |o er
:o Feso i| De profundis e Memento, erce |i
cono i| Coro.
PlNTlCOSTl.
Domine, Dixit, Conhtebor, Beatus vir, Laudate
pueri, ln lxitu.
Confrontando le indicazioni presenti negli OrJini Je||o vsico (e relativi
prospeui) con i titoli delle composizioni di Cazzati per tuuo l`arco di aui -
vit bolognese (cfr. Appendice), si riscontra una perfeua congruenza di
fauo Cazzati modello il repertorio della cappella petroniano sulle proprie
auitudini compositive (che aveva gi lungamente verihcato durante i pe-
riodi passati a Mantova, lerrara e Bergamo), in modo da creare ancora di
pi una cappella a propria immagine e somiglianza, e facendo di necessit
virt.
24 Pubblicati in facsmile in GAMBASSl, Lo coe||o vsico|e, 3-389; venne stampato an-
che una sorta di cartellone riassuntivo, da appendersi nella cantoria, pubblicato in
facsimile in GAMBASSl, Si [o Coe||o, 409.
2 Cfr. ASP, cartella 412, Coe||o vsico|e, c.
31 PAOLO GlORGl
Tornando alla discussione delle stampe `in proprio` di Cazzati, e possi-
bile, in auesa di trovare ulteriori evidenze, trarre direuamente dalle stampe
musicali alcuni elementi da cui sviluppare alcune rifessioni sui suoi rap-
porti (souerranei) con gli editori bolognesi in questo periodo.
Dall`analisi di alcuni deuagli tipograhci e visivi delle edizioni Cazzati
sine noine stampate si e rilevato la streua parentela con le edizioni Sil-
vani;
2
parentela che si e rivelata sistematica rilevando e analizzando il si-
stema di egnuIuru di tali edizioni.
Per capirne la peculiarit, e utile richiamare alcuni nozioni sulle tec-
niche di base della tipograha dell`epoca. Com`e ben noto, la segnatura e il
sistema di segni utilizzato dallo stampatore per indicare in forma sintetica
l`ordine progressivo in cui i fogli di stampa vanno disposti e piegati; solita-
mente le segnature erano costituite da leuere dell`alfabeto progressive (per
evitare di confondersi con la numerazione delle pagine eventualmente pre-
sente), disposte in modo tale che risultassero posizionate, una volta piegato
il fascicolo, nell`angolo inferiore destro.
2
Soltanto la prima met delle carte
veniva segnata, e alla leuera era aggiunto un numero che indicava progres-
sivamente la carta di quel fascicolo (ad esempio, con B2 si indicava la se-
conda carta del fascicolo B); segnare le carte della seconda met del fasci-
colo sarebbe stato inutile, essendo coerenti con quelle della prima met e
unite a queste dalla piegatura. Una pubblicazione era dunque hsicamente
composta da un certo numero di fascicoli, ognuno composto da un certo
numero di carte e identihcato da un simbolo alfabetico (A, B, C, etc.); nel
caso di opere molto voluminose (con un numero di fascicoli superiori al
numero di leuere della serie alfabetica), si ricominciava da capo, semplice-
mente duplicando la leuera e proseguendo in ordine progressivo (Aa, Bb,
Cc, etc.). Ogni fascicolo veniva poi ulteriormente identihcato grazie alla
nornu, ossia `una composizione di leuere presa dal titolo dell`opera, che
serviva a distinguere i fogli contrassegnati dalle medesime segnature ap-
partenenti ad un altro libro`;
28
essa era tipicamente impressa sulla prima
carta di ogni fascicolo, sul margine bianco inferiore, anche se il suo uso
non era sistematico e universalmente dinuso.
2 Analisi che per ora si e limitata (per le notevoli dimcolt logistiche incontrate) alla
comparazione delle edizioni interessate di alcuni deuagli signihcativi i fregi decorati -
vi, le iniziali miniate, alcuni peculiari caraueri musicali (come il segno di grana per
indicare la legatura di valore).
2 Per quanto riguarda la bibliograha riguardante lo studio del libro antico a stampa,
davvero sterminata, ci si e riferiti alle pubblicazioni di pi ampio respiro e di imposta-
zione normativa in particolare, cfr. GlUSlPPlNA ZAPPlLLA, I| |i|ro onico o soo, 2 voll.,
Milano, lditrice Bibliograhca 2001, e lDOARDO BARBllRl, GviJo o| |i|ro onico: conoscere
e Jescri\ere i| |i|ro iogro[co, lirenze, Le Monnier 200; un agile strumento intro-
duuivo ai problemi tipograhci specihci del libro a stampa musicale e il G|ossory a cura
di STANLlY BOORMAN, in Mvsic rining onJ v||ising, 489-49.
28 Cfr. ZAPPlLLA, I| |i|ro onico o soo, l, 400.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 31
Oltre a questi sistemi di identihcazione del fascicolo, veniva impressa la
nuneruzIone di ogni singola facciata (secondo l`uso moderno), solita-
mente sul margine bianco superiore, accanto al titolo della composizione
eventualmente presente. lcco un esempio, trauo dalla prima pagina di mu-
sica del libro-parte del VlOLONl, O TlORBA della Coieo conceroo, op. 40
l
,
Bologna, Silvani, 1)
Figura !.
318 PAOLO GlORGl
Sul bordo inferiore si vede la compresenza della norma e della segna-
tura, da cui apprendiamo che la leuera utilizzata per segnare questo libro-
parte e la H, e che la pagina in questione corrisponde alla terza carta del
fascicolo
Figura 2.
Sul bordo superiore si vedono stampate le indicazioni di organico di
questo brano, il numero della pagina in questione e a quale strumento e
destinato questo libro-parte
Figura 3
Qesto e un caso piuuosto semplice, in cui le modalit tipograhche della
stampa musicale coincidono con quelle utilizzate per il normale libro a
stampa; ma, osservando un pi ampio numero di casi, si notano usi non
cos standardizzati, e che quindi era possibile adouare soluzioni anche
molto diverse di ise en oge degli elementi visti sopra.
Si consideri innanzituuo che a queste date (ossia per tuuo il XVll se-
colo) un`edizione musicale era solitamente composta da un se di diverse
parti staccate la stampa della partitura, che richiedeva costi e tempi note-
volmente pi alti, era riservata a particolari occasioni, di cui si voleva cele-
brare la ricorrenza (per esempio un matrimonio nobiliare tra famiglie di-
verse), e dunque il commiuente della stampa era di uno sovs sociale ed
economico molto elevato e pi che disposto a sovvenzionare la pubblica-
zione di una stampa. Caso emblematico e la stampa della partitura de
L'Or{eo, {o\o|o in vsico di Claudio Monteverdi,
29
in cui la stampa della
musica (di due anni successiva alle nozze gonzaghesche per cui era stata
composta) riporta non solo il contenuto musicale, ma anche tuua una serie
di deuagli (l`elenco deuagliato della ricca strumentazione, oppure le indi-
cazioni dei movimenti scenici e dei costumi dei cantanti) utili proprio per
aiutare il leuore a visualizzare e soprauuuo ricordare l`opulenza.
ldizioni come queste erano pero escluse dal normale mercato editoriale,
essendo nate per motivazioni extra-musicali (quali quelle encomiastiche).
Dato che la stampa era un procedimento in ogni caso costoso e chiara-
mente l`editore doveva averne un qualche guadagno, le edizioni pi dinuse
erano quelle che pi facilmente potevano essere utilizzate da qui il pi fre-
quente caso di stampa delle parti staccate, che erano immediatamente
pronte per essere usate da ciascun singolo cantore o strumentista, diversa-
29 L'Or{eo, Fo\o|o in vsico, Venezia, Ricciardo Amadino 109.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 319
mente da una partitura, che doveva essere amdata a copisti specializzati
che ne co\ossero (come si diceva allora) le parti staccate. Le edizioni com-
poste da diversi libri-parte (termine che individua l`oggeuo hsico corri-
spondente a ciascuna parte staccata) erano necessarie in caso di composi -
zioni strumentali e composizioni vocali polifoniche, ed erano solitamente
in formato verticale, in modo da ouimizzare le voltate delle pagine, e fa-
cendo corrispondere ogni composizione ad una o due facciate della stampa.
La stampa in formato oblungo (con il lato pi lungo usato come base) era
solitamente riservata al repertorio monodico,
30
ovverosia pensato per un
cantante e un musicista per il basso continuo, e riportava allineati uno
sopra l`altro il rigo della voce e il rigo del basso strumentale. l pero impro-
prio usare il termine `partitura` per questa tipologia di stampa, dato che in
ogni caso essa veniva usata dal continuista come libro-parte e per il can-
tante veniva o redaua una copia manoscriua, o addiriuura predisposto un
altro libro-parte a stampa, sempre in formato oblungo, contenente pero il
solo rigo della voce.
31
Per queste stampe musicali in formato oblungo la se-
gnatura avveniva sempre secondo il sistema canonico utilizzato per le
stampe non musicali visto sopra.
Nel caso invece di edizioni in pi libri-parte in verticale erano diverse le
possibilt di segnatura, dato che diverse erano le possibilit di utilizzo e
piegatura del foglio di carte.
La possibilit pi semplice da realizzare tipograhcamente e pi dinusa
(caso A) era quella di utilizzare un solo fascicolo per ogni libro-parte, in
modo da avere praticamente un certo numero di bifolii inseriti uno dentro
l`altro, con una sola cucitura al centro del fascicolo. Per distinguere poi
ogni libro-parte, per ciascuno di essi si utilizzava una diversa leuera, oue-
nendo come risultato un se di parti staccate, ognuna delle quali indivi-
duata da un nome e una segnatura diverse. ln tuue le edizioni veneziane di
Cazzati (sia stampate da Magni sia stampate da Vincenti) viene utilizzato
30 Consuetudine, questa, pi dinusa dalla seconda met del Seicento, in particolare a Bo-
logna; ov conroire, presso le stamperie veneziane nella prima met del secolo vigeva
l`abitudine di stampare il repertorio monodico in-4 verticale, come auestato anche
dalle Arie e conoe o \oce so|o, |i|ro rio, op. 11
l
(Venezia, Vincenti 149) di Cazzati.
31 l questo il caso de I| qvoro |i|ro Jei oueui o \oce so|o, op. 2
l
di Cazzati (Bologna,
Pisarri 11), edizione composta da due libri-parte in oblungo, PARTlTVRA (voce basso
continuo) e CANTO (solo voce). La pratica di stampare sia la `partitura` sia il `libro par-
te` di composizione monodiche in formato oblungo e un fenomeno ancora poco stu-
diato, anche per la scarsit dei libri-parte per il canto rimasti, dovuta probabilmente
al fauo che la circolazione dei cantanti (e quindi dei libri-parte che portavano con se)
era all`epoca sicuramente pi movimentata rispeuo a quella degli organisti/clavicem-
balisti, i cui materiali di esecuzione solitamente rimanevano nell`archivio dell`istitu-
zione presso la quale lavoravano.
320 PAOLO GlORGl
questo sistema, applicato sia a composizioni strumentali che composizioni
vocali.
32
Una seconda possibilit (caso B) prevedeva invece che ogni libro-parte
fosse composto da pi fascicoli (e non da uno soltanto), ciascuno indivi -
duato da una leuera diversa; in questo modo si perde la razionale identih-
cazione del libro-parte con una leuera, anche se per segnare ciascuno di
essi venivano usate leuere diverse, per non duplicare la segnatura.
La terza possibilit (caso C) riuniva caraueristiche dei due casi prece-
denti ogni libro-parte veniva segnato con una leuera diversa, ma si com-
poneva di diversi fascicoli; la peculiarit di tale metodo consiste nella nu-
merazione delle carte accanto alla leuera di segnatura, che avveniva pro-
gressivamente ouro\erso fascicoli successivi, e non o||'inerno del singolo
fascicolo;
33
un`esemplihcazione potr chiarire l`apparente complessit.
Poniamo di avere un libro-parte composto da due fascicoli di quauro
carte (ovvero due bifolii) ciascuno, che riporta la segnatura (ad esempio
usando la leuera l) sulle prime due carte di ogni fascicolo (che e il caso
normale, come visto sopra)
34
si riportano nella prima colonna del seguente
specchieuo le segnature come ce le si aspeuerebbe, nella seconda colonna
come compaiono.
FascicoIo Carta Segnatura
prevista
Segnatura
reaIe
1 1 (segnata) l1 l1
2 (segnata) l2 l2
3 (non segnata) [l3]
4 (non segnata) [l4]
2 1 (segnata) l l3
2 (segnata) l l4
3 (non segnata)
4 (non segnata)
32 Si prendano come esempi rispeuivamente le Correni, |o||eui e gog|iorJe, op. 4
lll
(Ve-
nezia, Magni 19) e i Moueui o Jve, re e qvouro \oci, op. 12
l
(Venezia, Vincenti
10).
33 Qesto e uno dei casi discusso da STANLlY BOORMAN nel suo contributo Bi||iogroico|
osecs o{ io|ion rineJ vsic o{ e 1o onJ 1 cenvries, Studies in bibliogra-
phy, , 2003-04, 19-242. Boorman esamina anche alcuni casi di edizioni di Cazzati,
e propone anche un sistema rotazionale per segnalare questo e altri casi anomali dal
punto di visto tipograhco.
34 Ci si riferisce all`esempio reale del libro-parte del BASSO del BeneJicvs, Miserere e Ton
v ergo o qvouro \oci, op. 4
l
di Cazzati (Bologna, s.n, 18).
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 321
Come si nota, la numerazione delle carte viene data seguendo la pro-
gressione non di tuue le carte, bens solo di quelle carte segnate, ossia della
prima met di ogni fascicolo.
ll problema nasce dal fauo che, dal punto di vista dell`analisi tipograhca,
casi come questi sono semplicemente inesprimibili secondo gli i canoni
degli studi bibliograhci sul libro antico a stampa.
3
Utilizzando la modihca
al sistema tradizionale proposta da Boorman, l`esempio visto sopra ver-
rebbe espresso con la seguente formula
!-2
E
4
ossia indicando con l`esponente anteposto il numero progressivo dei fa-
scicoli composti da un certo numero di carte, indicato nel secondo espo-
nente, senza pero indicare la peculiare distribuzione della segnatura (che si
suggerisce di descrivere discorsivamente).
La mia proposta di formula collazionale in casi come questi dinerisce
leggermente da quella proposta da Boorman
3
E
!/2
-E
3/4
4
Vista l`impossibilit di identihcare univocamente una certa carta del fa-
scicolo con una combinazione leuera/numero, si e indicato in pedice della
leuera che identihca la parte il `nome` del fascicolo, ovvero quali sono le
carte segnate; in apice viene indicato, come di consueto, il numero di carte
che compone il fascicolo. ln casi di una serie di fascicoli composti dallo
stesso numero di carte, si indicano il primo e l`ultimo separati da un trat-
tino e con l`indicazione della consistenza in apice all`ultimo. Qesta nota-
3 Per un contributo ormai classico sulle tecniche della bibliograha analitica di stampo
anglosassone, cfr. PHlLlP GASKlLL, A ne+ inroJvcion o |i||iogroy: rerineJ onJ cor
receJ eJiion, New Castle Delaware, OAK Knoll Press 199; per le modalit di indi -
cazione della formula collazionale, ossia dell`indicazione sintetica della segnatura del -
l`edizione, cfr. (oltre ai contributi citati alla nota 12) anche GlUSlPPlNA ZAPPlLLA, Monvo
|e Je| |i|ro onico: gviJo o||o svJio e o||o coo|ogo:ione, Milano, lditrice Bibliograhca
199, 19-233; per alcuni contributi su specihci problemi posti dalle pubblicazioni mu-
sicali, cfr. DONALD W. KRUMMlL, Ciing e score: Jescrii\e |i||iogroy, Te Library
4, 198, 329-34, e il gi citato BOORMAN, Bi||iogroico| osecs; per alcuni esempi di
bibliograhe analitiche dedicate a singoli editori, cfr. MARY S. LlWlS, Anonio GorJono,
Veneion vsic riner 13!813o^: o Jescrii\e |i||iogroy onJ isorico| svJy, 3 vv.,
New York London, Garland Routledge 1988-199; JANl A. BlRNSTllN, Mvsic rining
in Renoissonce Venice: e Scouo ress (13!^132), Oxford, University Press 1998, e
STANLlY BOORMAN, Ouo\iono Pervcci: o coo|ogve roisonne, Oxford, University Press
200.
3 Cfr. BOORMAN, Bi||iogroico| osecs, 21-218.
322 PAOLO GlORGl
zione rende in maniera pi immediata l`anomalia del fascicolo rispeuo alla
norma, quantomeno dinerenziando dal punto di vista grahco i diversi ele-
menti.
Analizzando globalmente le edizioni di Cazzati e i metodi di segnatura
utilizzati, si vede che ciascun editore aveva consuetudini di lavoro ben pre-
cise, e si riscontra una coincidenza probabilmente non fortuita le uniche
edizioni ad essere segnate secondo il caso C sono le edizioni Silvani e
quelle stampate sine noine.
3
Se l`ipotesi della stamperia in proprio di
Cazzati e valida, e possibile che questi abbia imitato i sistemi di segnatura
preso dall`omcina Monti/Silvani, o addiriuura abbia condiviso parte del
personale addeuo alla stampa.
38
Qesto spiegherebbe non solo l`identit
del sistema di segnatura, ma anche come mai per i tipi `umciali` di Monti
siano usciti solo ristampe di composizioni di Cazzati si trauava di mate-
riale che l`omcina tipograhca aveva gi maneggiato e di cui sicuramente
manteneva una copia, se non addiriuura le bozze. Un`ipotesi del genere po-
trebbe inoltre far luce su una questione poco chiara, ossia del perch un
compositore produuivo come Cazzati non abbia avuto rapporti dichiarati
con uno stampatore rinomato come Giacomo Monti (se non per la stampa
di alcuni libreui a stampa di oratori). Monti era auivo hn dal 132, e nel
corso degli anni aveva streuo rapporti con altri tipograh ciuadini, ad
esempio Carlo Zenero, per la stampa di edizioni di musica strumentale;
hno al 189 (l`anno della morte) la sua produzione e molto intensa, con
edizioni piuuosto curate di compositori soprauuuo dell`area bolognese-
emiliana (per un totale di oltre 200 edizioni); dopo la sua morte la bouega
3 L`unica apparente eccezione e la stampa Caldani dei So|i |re\i o ouo \oci nel 19 e
possibile che Cazzati si sia rivolto alla tipograha di Caldani dietro richiesta del dedi-
catario o per qualche fauore organizzativo; e da notare che in ogni caso Cazzati deve
aver imposto il proprio metodo di segnatura e fascicolazione alla tipograha Caldani,
che invece usava il pi consueto caso A. Qesto e infaui il caso riscontrato nelle uni -
che altre due edizioni Caldani che si conoscono la Misso De{vncorv di Lodovico da
Viadana (1) e i Bo||eui, Correni, Gige e Soro|onJe er coero di Giovanni Bauista
Pizzoni (19).
38 Rimane pero il mistero della provenienza del torchio musicale utilizzata da Cazzati
che fosse quello successivamente utilizzato da Silvani e da scartare, visti i documenti
pubblicati in GlOVANl, Nvo\i Jocveni sv||'eJiorio vsico|e |o|ognese Je| Seiceno; la
ricerca di eventuali contraui di vendita tra Cazzati e gli stampatori delle altre omcine
bolognesi, conservati ipoteticamente presso gli archivi notarili di Bologna, non ha
portato a nessun risultato. Un`ipotesi ancora tuua da verihcare e che Cazzati si sia
portato il torchio da Bergamo e lerrara (dove lavoro immediamente prima della no-
mina a Bologna), e che gi dal 1 al 14 stampasse in proprio, semplicemente ap-
poggiandosi logisticamente a diverse stamperie; dal 14/ in poi (quando inizio il
`boicouaggio` nei suoi confronti) Cazzati continuo a stampare in proprio, senza di-
chiarare pubblicamente il legame con le omcine della ciu. Da ulteriori indagini negli
archivi statali ed ecclesiastici potranno(si spera) emergere nuovi elementi a conferma
di queste ipotesi.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 323
verr rilevata e continuata dal hglio Pier Maria, hno al 109. L`elemento in
o|senio del rapporto direuo Monti/Cazzati sembra suggerire che, sebbene
souerranea, una relazione meno dichiarata ci fosse non si dimentichi che,
come gi deuo, nel decennio 10-10 la polemica contro Cazzati si fa
sempre pi aspra, ma il fauo di ricevere le commissioni di stampa dall`isti-
tuzione ecclesiastica bolognese per quei musicisti di San Petronio non col-
legati a Cazzati probabilmente impediva a Monti di pubblicare alla luce del
sole le opere di un compositore cos osteggiato come Cazzati, e fosse in
qualche modo `costreuo` a operare nell`ombra.
39
ll fauo che i due si conoscessero e Monti apprezzasse il valore dell`opera
di Cazzati e dimostrato dal fauo che Monti utilizza le proprie edizioni Caz-
zati come omaggi da dedicare ai personaggi pi in vista della ciu, come si
evince ad esempio dalla dedica di Marino Silvani a Clemente Maria lelini
(ecclesiastico del Sant`Umzio) delle Correni e |o||eui o cinqve (op. 1
ll
,
1), hnalizzata ad ouenere benevolenza per ouenere gli iriovr sulla
produzione tipograhca di Monti. Tale fenomeno si verihca non solo nelle
ristampe (anche quelle os ore)
40
ma anche per le due uniche due
prime edizioni stampate da Monti mentre Cazzati era ancora in vita ma si
era gi trasferito a Mantova, ossia i Dveui er coero, op.
l
(1) e L'o
o\o |i|ro Jei oueui o \oce so|o, op.
l
(18). Monti si permise di stam-
pare `umcialmente` il tanto osteggiato Cazzati semplicemente perch
questi non era pi a Bologna, essendosi spostato a Mantova presso la corte
Gonzaga. ll fauo che la numerazione del numero d`opera di queste due
pubblicazioni non coincida con la cronologia e che nessuna delle due opere
contenga una dedica hrmata da Cazzati indica chiaramente che il composi -
tore non e intervenuto nel processo tipograhco di queste edizioni, conse-
gnando alla stamperia Monti una copia manoscriua dei due libri di musica
(comprensivi di titolo e indicazione di numero d`opera progressivo). Monti
inser queste due pubblicazioni nel proprio programma di lavoro, e proba-
bilmente per qualche accavallamento o errore le due edizioni sono state in-
vertite nella sequenza di stampa. Che Monti detenesse i diriui di stampa su
alcune opere di Cazzati e inoltre confermato dal fauo che esse sono le
uniche citate nel catalogo editoriale di Monti,
41
cosa che testimonia ancora
una volta un rapporto sicuro tra il compositore e lo stampatore bolognese.
39 L`apparente eccezione delle Correni e |o||eui, op 1
ll
, stampate da Monti nel 1 in
piena polemica contro Cazzati, si spiega facilmente notando come la curatela e la de-
dica di quest`edizione siano da ascrivere a Silvani, e come dunque rientri facilmente
all`interno della politica editoriale sulle ristampe dell`omcina Monti/Silvani in questo
anni; e anzi probabile che Cazzati non sia stato nemmeno coinvolto per la realizzazio-
ne della ristampa.
40 Ossia nelle Conoe oro|i e sirivo|i o \oce so|o, op. 20
ll
(19), le Sonoe o Jve \io|ini
e |osso coninvo, op. 18
V
(19), i So|i er vuo |'onno o ouo \oci, op. 21
ll
(180/1) e le
Messe |re\i o ouo \oci, op. 28
ll
(18/).
324 PAOLO GlORGl
4 La produzione editoriaIe dopo iI !12
Dopo aver interrouo i rapporti con San Petronio e la comunit musicale
bolognese (per l`esacerbarsi delle burrascose polemiche in cui era stato
coinvolto), Cazzati si reca dehnitivamente a Mantova nel 11 (sicura-
mente dopo il 1 maggio 11, data della dedica della sua ultima edizione
bolognese),
42
riuscendo poi a farsi nominare Maestro di camera della Du-
chessa Gonzaga nel dicembre di quell`anno. Nonostante Cazzati abbia a
quest`epoca quasi sessant`anni, la sua produzione musicale ed editoriale
non tende a diminuire, ma anzi continua secondo i ritmi e le modalit su
cui si era stabilizzata nel periodo bolognese. Purtroppo i dati del periodo
mantovano non sono completi, dato che sono andati del tuuo perduti gli
esemplari di quauro opere, di cui si conoscono solamente i titoli, citati nel-
l`inventario del testamento di Cazzati.
43
Tra il 12 e il 13 escono due opere i quauro libri de L'oronio socro
Je||'oni{one o \oce so|o, op. 9
l
, stampati `in Mantoua, nella Stamperia del
medesimo Autore`
44
e la ristampa de I| qvoro |i|ro Jei oueui o \oce so|o,
op. 39
ll
stampata `ln Mantoua, nella Stamperia dell`Auuore, per Guglielmo
Bercincori`.
4
Tra il 13 e il 1 escono due opere andate perdute (le An
41 InJice Je||'oere Ji vsico sin'oro sooe Jo Giocoo Moni in Bo|ogno (ed. anast.
Bologna, lorni lditore 198), stampato senza data ma probabilmente databile al
182/3, in base alle date di stampa delle edizioni contenute; cfr. anche OSCAR MlSCHlATl,
InJici, coo|ogi e o\\isi Jeg|i eJiori e |i|rori vsico|i io|ioni Jo| 13^1 o| 1^8, lirenze,
Olschki 1984 (Programma di studi e ricerche sulla cultura e la vita civile del Seuecen-
to in lmilia-Romagna promosso dalla Regione, 1; Studi e testi per la storia della musi -
ca, 2), 2 e 24-20. ln particolare vengono citate le seguenti edizioni Sonoe o Jve
\io|ini e |osso coninvo, op. 18
V
(19); L'ouo\o |i|ro Jei oueui o \oce so|o, op.
l
(18); Conoe oro|i e sirivo|i o \oce so|o, op. 20
ll
(19); So|i er vuo |'onno o
ouo \oci, op. 21
ll
(180/1).
42 L`ultimo mandato di pagamento intestato a Cazzati risale al giugno 1 (ASP, busta
02, MonJoi Ji ogoeno).
43 Cfr. svro 1; non e pero escluso che esemplari di queste edizioni musicali siano tut -
tora conservati nell`Archivio di Stato di Mantova o negli archivi di qualche chiesa
mantovana in cui Cazzati presto servizio, fauo che ulteriori quanto perigliose ricer-
che d`archivio potranno smentire o confermare.
44 ll frontespizio di quest`edizione riporta come data il 12, ma la dedica (hrmata da
Cazzati) e del 1 luglio 13; tale discrepanza probabilmente si spiega con il fauo che
l`opera era gi pronta alla hne del 12 (ossia si erano gi stampati i frontespizi), ma
che poi non pote essere stampata per qualche problema hno al luglio successivo.
4 Di Guglielmo Bercincori si conosce ben poco (di fauo della sua produzione e nota
solo questa edizione a stampa); presumibilmente si traua di un tipografo o rivenditore
mantovano che collaboro con Cazzati per la realizzazione di questa stampa (e forse
anche di alcune di quelle andate perdute). L`op. 39
ll
viene dedicata da Scipione Galva-
gni (intelleuuale al servizio della corte mantovana dei Gonzaga) a Vincenzo Bondeni
(avvocato e collaboratore del Santo Umzio di Mantova); questa e una conferma anche
del fauo di come Cazzati avesse raggiunto un certa popolarit e considerazione, e le
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 32
i{one o \oce so|o, op. 0
l
, e i Dio|ogi oorosi Jo coero o Jve e re, op. 1
l
),
e successivamente Cazzati d alle stampe I| seso |i|ro Jei oueui o \oce
so|o, op. 3
l
, collaborando con la tipograha degli Osanna, e hrmandone la
dedica il 3 gennaio 1.
Qella degli Osanna erano una famiglia di editori auivi a Mantova hn
dal XVl secolo, diventano Sooori Jvco|i dal 180, e per questo presti-
gioso incarico verranno chiamati gli 'A|Jo Ji Mono\o', in emulazione del
pi noto editore veneziano Aldo Manuzio; sono da ricordare anche perch
a partire dal 189 stampano la Go::euo Ji Mono\o, una delle pubblicazioni
periodiche pi antiche d`ltalia. La dedica del Seso |i|ro Jei oueui e l`ul-
tima hrmata da Cazzati, e viene indirizzata ad lsabella Clara Arciduchessa
d`Austria, Duchessa di Mantova e Monferrato questa dedica (come anche
la precedente dedica de L'oronio socro Je||e oni{ono, op 9
l
a Maria lnri-
cheua Adelaida, `duchessa dell`una e dell`altra Baviera`) e indicativa di un
rapporto tra i Gonzaga e le corti asburgiche, che si concretizzava anche
nella circolazione di musicisti, cantanti, edizioni musicali;
4
rapporti che
una hgura importante come quella di Cazzati sicuramente aiuto a instau-
rare e ranorzare.
A partire dal 14 le opere di Cazzati ebbero ristampe non soltanto a
Bologna, ma anche presso editori belgi oltre ad un`altra ristampa presso i
Phalese,
4
l`editore Luca de Pouer di Antwerpen ristampa ben 4 edizioni di
Cazzati,
48
fauo che dimostra come la qualit della scriuura musicale di Caz-
zati fosse tale de permeuerne una dinusione anche europea. ln ambito ita-
liano (al di l del fenomeno Monti visto sopra) si segnalano invece spora-
diche ristampe, in particolare quelle a cura di Giuseppe Sala
49
e Gioseno
Micheleui.
0
* * *
Dallo studio di una cos vasta produzione editoriale e emerso in maniera
piuuosto chiara come Cazzati avesse in mente un ben preciso progeuo edi-
sue opere musicali fossero usate come omaggi e doni nelle relazioni cortigiane del-
l`ambiente mantovano.
4 Cfr. in particolare HlRBlRT SllllRT, Roori vsico|i ro i Gon:ogo e |e cori os|vrgice
ovsrioce, in UMBlRTO ARTlOLl CRlSTlNA GRAZlOLl (edd.), I Gon:ogo e |'Iero: iinerori
Je||o seuoco|o, lirenze, Le Leuere 200, 219-230.
4 Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo, op. 18
lV
, Phalese, Antwerpen 14.
48 Ossia i Socri conceri o Jve, re, qvouro, e cinqve, op. 4
ll
(1); i Moueui o \oce so|o
con Jve \io|ini, op. 1
ll
(1); le Sonoe o Jve, re, qvouro, e cinqve, op. 3
lll
(1);
dopo la morte di Luca de Pouer, la vedova (che ne aveva ereditato la stamperia) ri -
stampa i 182 i Moueui o \oce so|o con Jve \io|ini, op. 1
ll
.
49 L'ouo\o |i|ro Jei oueui o \oce so|o, op.
ll
(Venezia, Giuseppe Sala 18).
0 Ani{one, |ionie e Te Dev o ouo \oci, op. 19
lV
(Bologna/Venezia, Gioseno Micheleui
18).
32 PAOLO GlORGl
toriale per le proprie musiche, dato che (per varie motivazioni anche di ca-
rauere politico) della composizione aveva fauo la sua occupazione princi-
pale e che si rendeva necessaria un`organizzazione molto serrata del la-
voro. Si esamini ad esempio il 18 (cfr. svro 3) Cazzati manda alle
stampe ouo edizioni (seue opere nuove e una ristampa), e dalle date delle
dediche riusciamo a capire che furono preparate con tempi piuuosto
streui, a distanza di uno/due mesi l`una dall`altra; con un programma di la-
voro cos huo era indispensabile avere una tabella di marcia ben precisa,
che Cazzati probabilmente organizzava con notevole anticipo. La presenza
di una pianihcazione e segnalata anche da precisi elementi paratestuali che
compaiono in alcune edizioni ad esempio l`indicazione 'Fine Je| Qoro
Li|. e segvio i| Qino Oe: 4o' presente nell`ultima pagina di musica nella
ristampa del Qoro |i|ro Je||e con:oneue o \oce so|o, op. 43
ll
(Bologna, s.n.,
18), oppure quella 'Segve L'oero 3 Ji Tvui |i Hinni Je||'Anno. , A
qvouro Jo Coe||o.', presente souo la Tavola delle Messe e Mogni[co o
qvouro \oci op.
l
(Bologna, s.n., 10), entrambe utili a collocare nella
giusta sequenza l`edizione a stampa in questione. ll riscontro con il cata-
logo editoriale delle sue opere a stampa (di cui si conoscono ben tre edi -
zioni)
1
ci onre un`altra conferma della progeuualit del lavoro di Cazzati.
Oltre sicuramente a possederle in oenio grazie al suo carauere molto
deciso, Cazzati amno queste salde capacit gestionali durante le varie espe-
rienze professionali nelle ciu in cui lavoro trauo comune e il fauo che si
trovo a dover gestire istituzioni da organizzare e: no\o o, comunque, in
fase di ristruuurazione. Complessivamente ne esce il ritrauo di una hgura
molto determinata, capace di pensare in termini molto razionali di proget-
tualit editoriale e tempistiche di auuazione, e soprauuuo di riuscire a
mantenere un alto grado di produuivit nonostante l`ambiente ostile che lo
circondava il ritrauo di un bravo onoger, insomma. l tale modernit e
proprio cio che rende la hgura di Maurizio Cazzati ancora oggi interes-
sante e degna di ulteriori e pi approfondite indagini.
1 InJice Je||e oere in vsico sin'oro sooe Jo Movri:io Co::oi, Moesro Ji Coe||o
in S. Peronio Ji Bo|ogno, (Bologna, s.n.), stampato nella stessa stamperia delle edizioni
musicali sine noine rispeuivamente nel 13, 1 e 18; l`edizione anastatica e
contenuta nella stessa edizione lorni del 198 che contiene anche il citato InJice Je|
|'oere Ji vsico sin'oro sooe Jo Giocoo Moni.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 32
APPlNDlCl
CATALOGO RAGlONATO DlLLl lDlZlONl MUSlCALl Dl MAURlZlO CAZZATl
A fronte ad una produzione cos vasta come quella di Cazzati, e utile
fornire un catalogo della sua produzione a stampa, organizzato in modo da
chiarire le complesse dinamiche cronologiche e produuive. La tabella che
segue riporta le edizioni ordinate per numero d`opera (eventuali ristampe
successive, indicate con cifre romane, sono elencate in ordine cronologico),
e si riportano titolo (con indicazione anche di destinatario e data della de-
dica, qualora presente), indicazioni tipograhche (luogo, stampatore e anno)
e numero RlSM A/1.
2
l dati sono stati ricavati possibilmente dagli origi-
nali, censendo e individuando con precisione gli esemplari rimasti; ove cio
non e stato possibile, le indicazioni sono state ricavate da facsimili (cartacei
o digitali) o da repertori bibliograhci precedenti. Rimandando al catalogo
vero e proprio delle opere a stampa per le schede complete di ciascuna edi-
zione e la discussione di casi problematici singoli,
3
si segnalano qui le cor-
rezioni alle inesauezze presenti nel RlSM A/l
(a) l`edizione delle Correni e |o||eui, op. 4 (Antwerpen, eredi di Pierre
Phalese, 11, RlSM A/l C1) e sicuramente una ristampa l`InJice
Je||e oere Ji Co::oi riporta un`edizione (Correni, Bo|eui, e Gog|iorJe
o !, e 4, Oero Qoro) che ha lo stesso nome della ristampa Magni del
19 della stessa opera (RlSM A/l C1); e probabile che la prima edi -
zione dell`op. 4 sia stata stampata nel 14 (sia l`op. 3 che l`op. sono
del 14) da Magni (che aveva gi stampato altra musica strumentale di
Cazzati, le Con:oni o re op. 2 nel 142), stampatore che avrebbe avuto
tuuo l`interesse nel fare una ristampa nel 19. Se cos non fosse, ov-
vero se l`edizione del 11 fosse una prima edizione, essa sarebbe un
caso isolato (e quindi improbabile) all`interno della produzione Phalse
di quegl`anni, la cui politica editoriale prevedeva esclusivamente la
produzione di ristampe di prime edizioni italiane (cfr. svro 2);
(b) la ristampa delle Messe |re\i o ouo \oci, op. 28 (Bologna, Pisarri, 180,
RlSM A/l C121a) non esiste, perche l`esemplare citato (teoricamente
conservato a Pisa) si e rivelato essere in realt un esemplare dell`edi -
zione Pisarri del 12; la scorreuezza della segnalazione risale probabil-
2 Reeroire Inernoiono| Jes Sovrces Mvsico|es: Fin:e|Jrvc|e \or 1800, 10 vv., Kassel,
191-1981, Brenreiter; AJJenJo e CorrigenJo, vv., Kassel, Brenreiter, 198-2003;
come e noto, questo e tuuora l`unico repertorio generale per la stampa musicale ante-
riore al XlX secolo, ed e quindi uno standard di riferimento, nonostante necessiti di
numerose integrazioni e correzioni.
3 Cfr. GlORGl, Coo|ogo Je||e oere Ji Movri:io Co::oi.
328 PAOLO GlORGl
mente ad un errore di leuura della data sul frontespizio. Una ristampa
Pisarri nel 180 sarebbe oltretuuo poco probabile, dato che come si e
visto i rapporti (cfr. svro 2) tra quest`editore e Cazzati si erano chiusi
dehnitivamente nel 12;
(c) la ristampa Correni e Bo||eui, op. 30 (Bologna, Dozza, 13, RlSM A/l
C12) non e mai esistita, poiche non si ha nessuna notizia dell`esem-
plare segnalato presso l-Bc. Probabilmente all`origine dell`errore c`e
stata la confusione tra questa edizione Pisarri del 12 e la ristampa
delle Con:oni Jo sonore o re, op. 2 (Bologna, Dozza, 13), di cui sono
presenti esemplari a l-Bc;
(d) l`edizione segnalata come seconda edizione dei So|i er vuo |'onno o
qvouro \oci, op. 33

(Venezia, Magni, 14, RlSM A/l C129) in realt e
la seconda parte dell`edizione delle Gore vsico|i di Giulio Cesare Ar-
resti, e riporta alcuni salmi dell`op. 33 di Cazzati in partitura, sulla
quale Arresti ha apposto delle croci per segnalare quelli che considera
errori di contrappunto di Cazzati (cfr. svro 3); per tale motivo la
pubblicazione e stata esclusa dal catalogo delle opere;
(e) l`edizione dei Moueui o \oce so|o con Jve \io|ini, op. 1 (Antwerpen,
Luca de Pouer, 1, RlSM A/l C11) e quasi sicuramente una ri-
stampa e altamente improbabile che la prima edizione di quest`opera
sia stata stampata os ore, soprauuuo considerando il fauo che la
stamperia Pouer produsse solo ristampe di opere di Cazzati. l dunque
probabile che la stampa Pouer sia una ristampa di una stampa bolo-
gnese del 19 (l`anno di stampa sia dell`op. 0 che dell`op. 2), della
quale non sono purtroppo rimasti esemplari conosciuti.
(f) la ristampa dei So|i |re\i conceroi o qvouro \oci, op. 8 (Bologna,
s.n, 18, RlSM A/l C10) non esiste, poich l`esemplare segnalato a l-
Bc non esiste; e altres improbabile che Cazzati avesse dato alle stampe
in proprio un`edizione bolognese nel 18 sine noine, dato che come
si e visto in questi anni lui si trovava a Mantova e le sue stampe bolo-
gnesi uscivano per Monti/Silvani (cfr. 4).
ln coda al catalogo sono descriue le composizioni stampate da Cazzati
senza numero d`opera si traua del Loeno Ji Son Froncesco Xo\erio er |o
erJio Je| svo Croci[sso in More e dei Riro\eri Ji Criso o g|i F|rei
ne||o svo Croci[ssione (opere citate nell`InJice Je||e oere sooe di Caz-
zati del 18), e della cantata di S. Morio MoJJo|eno o| Seo|cro Ji Criso
(citata in un inventario seicentesco dell`Oratorio di San lilippo Neri a Bo-
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 329
logna);
4
purtroppo, solo la prima di queste pubblicazioni e ancora testimo-
niata da esemplari a stampa.
4 Noo Je g|i Oroorij in Mvsico, ce sono oresso i PP. Je||o Congregoione Je||'Oroorio Ji
S. Fi|io Neri Ji Bo|ogno (risalente probabilmente al 182); cfr. OSCAR MlSCHlATl, Per |o
sorio Je||'ore o Bo|ogno. Tre in\enori Je| 1o20, 1o22 e 1o82, Collectanea historiae Mu-
sicae 3, 192, 131-10; la composizione di Cazzati viene citata alla scheda n. 210 (p.
12).
PAOLO GlORGl 330
STAMPE CON NUMERO D`OPERA
Legenda
/ elemento mancante nell`edizione considerata
` elemento non verihcato (per mancato controllo direuo sull`edizione)
* edizione congeuurata o andata perduta
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
1 l So|i e esso o cinqve \oci lerrante Gonzaga
lll, duca di Gua-
stalla
Mantova
1 marzo 141
Venezia Bartolomeo Magni 141 C1
2 l Con:oni o re e ne| [ne vn Con[e|or eJ
vn Loeovs o ! \oci
lrancesco Bulga-
rini
/ Venezia Bartolomeo Magni 142 C18
ll [Con:oni o re e ne| [ne vn Con[e|or eJ
vn Loeovs o ! \oci]*
[`] [`] [Venezia`] [Magni`] [one 13] /
lll Con:oni Jo sonore o re e ne| [ne vn
Con[e|or eJ vn Loeovs o ! \oci
/ / Bologna eredi di lvangelista
Dozza
13 C19
3 l Le conceroe |oJi Je||o cieso i|ione o
Jve, re e qvouro \oci
marchese Cintio
Agnelli Soardi
Milano
22 novembre
14
Milano Giorgio Rolla 14 C180
ll Moueui o Jve, re e qvouro conte Antonio
Orsi
Bologna
luglio 10
Bologna [s.n.] 10 C181
4 l [Correni, |o||eui e gog|iorJe]* [`] [`] [Venezia`] [Magni`] [14] /
ll Correni e |o||eui / / Antwerpen eredi di Pierre Phalse 11 C1
lll Correni, |o||eui e gog|iorJe / / Venezia lrancesco Magni 19 C1
l I| rio |i|ro Jei oueui o \oce so|o lerdinando Gon-
zaga
Bozzolo
1 luglio 14
Venezia Gardano 14 C182
ll I| rio |i|ro Jei oueui o \oce so|o / / Bologna Pellegrino Lazzari 10 C183
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 331
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
l I| seconJo |i|ro Jei oueui o \oce so|o Scipione Gonza-
ga, duca di Sab-
bioneta
/ Venezia Gardano 148 C184
CC184
ll I| seconJo |i|ro Jei oueui o \oce so|o / / Venezia lrancesco Magni 1 CC184
a
l Coieo e |ionie o qvouro \oci don Giovanni
lrancesco Carne-
vali
Venezia
1 aprile 14
Venezia Alessandro Vincenti 14 C18
ll Coieo conceroo o qvouo \oci / / Bologna [s.n.] 10 C18
8 l I| seconJo |i|ro Je||e sonoe Bernardo Vertova Venezia
10 aprile 148
Venezia Alessandro Vincenti 148 C18
9 l Messo, so|i e |eonie marchese lrance-
sco liaschi
Venezia
8 dicembre 148
Venezia Alessandro Vincenti 148 C188
10 l Moeui o Jve \oci don Carlo Varani Venezia
24 dicembre
148
Venezia Alessandro Vincenti 148 C189
ll Moeui o Jve \oci [`] [`] Antwerpen eredi di Pierre Phalse 1 C190
11 l Arie e conoe o \oce so|o Giovanni Bauista
Gregori
Venezia
1 febbraio 149
Venezia Alessandro Vincenti 149 C191
12 l Moueui o Jve, re e qvouro \oci Lodovico Canani Venezia
20 dicembre
10
Venezia Alessandro Vincenti 149 C192
ll Moueui o Jve, re e qvouro \oci [`] [`] Antwerpen eredi di Pierre Phalse 12 C193
13 l I| er:o |i|ro Jei oueui o \oce so|o Giovanni Dome-
nico Biava
Venezia
31 ouobre 11
Venezia Alessandro Vincenti 11 C194
CC194
14 l Messo e so|i o qvouro \oci monsignor Giulio
Berlendi
Venezia
1 giugno 13
Venezia Alessandro Vincenti 13 C19
PAOLO GlORGl 332
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
1 l Correni e |o||eui o cinqve lerdinando Car-
lo, arciduca d`Au-
stria
Bergamo
24 ouobre 14
Venezia Alessandro Vincenti 14 C19
ll Correni e |o||eui o cinqve padre Clemente
Maria lelina

Bologna
seuembre
1
Bologna Giacomo Monti 1 C19
1 l Moueui e inni o \oce so|o Luigi Terzi Bergamo
9 gennaio 1
Venezia Alessandro Vincenti 1 C198
ll Moueui e inni o \oce so|o [`] [`] Antwerpen eredi di Pierre Phalse 1 CC198
a
lll Moueui e inni o \oce so|o (con Joi \io|ini
e {ogouo oJ |i|iv)
[`] [`] Antwerpen eredi di Pierre Phalse 18 C199
1 l Messo e so|i o cinqve \oci Giacomo Moran-
di
Bergamo
4 marzo 1
Venezia Alessandro Vincenti 1 C100
CC100
ll Messo e so|i o cinqve \oci / / Bologna [s.n.] 1 C101
18 l Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo Carlo ll, duca di
Mantova e Mon-
ferrato
/ Venezia lrancesco Magni 1 C102
ll Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo / / Antwerpen eredi di Pierre Phalse 1 C103
lll Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo / / Bologna eredi di Viuorio Benacci 19 C104
lV Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo / / Antwerpen eredi di Pierre Phalse 14 C10
V Sonoe o Jve \io|ini e |osso coninvo / / Bologna Giacomo Monti 19 C10
19 l Ani{one, |ionie e Te Dev o ouo \oci Presidente e lab-
bricieri di San Pe-
tronio
Venezia
20 dicembre
18
Venezia lrancesco Magni 18 C10
Dedica hrmata da Marino Silvani, che e il curatore dell`edizione.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 333
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
ll Ani{one, |ionie e Te Dev o ouo \oci / / Venezia-Bolo-
gna
Gioseno Micheleui 18 C108
CC108
lll Ani{one, |ionie e Te Dev o ouo \oci [`] [`] Bologna Marino Silvani 19 CC108
a
20 l Conoe oro|i e sirivo|i o \oce so|o donna Maria Do-
mitilla Cleva
Bologna
31 ouobre 19
Bologna eredi di Viuorio Benacci 19 C109
ll Conoe oro|i e sirivo|i o \oce so|o madre lsabella Leo-
narda

/ Bologna Giacomo Monti 19 C110


21 l So|i er vuo |'onno o ouo \oci Ruggiero e Gio-
vanni Bauista
Alessandri
Bologna
2 aprile 10
Bologna Antonio Pisarri 10 C111
CC111
ll So|i er vuo |'onno o ouo \oci / / Bologna Giacomo Monti 180/1 C112
CC112
22 l Trouenieni er coero Bartolomeo Zani-
boni
Bologna
20 luglio 10
Bologna Antonio Pisarri 10 C113
23 l Tri|vo Ji sogri conceri Leopoldo l, impe-
ratore
1 agosto 10 Bologna Antonio Pisarri 10 C114
ll Tri|vo Ji sogri conceri [`] [`] Antwerpen eredi di Pierre Phalse 13 C11
lll Tri|vo Ji sogri conceri [`] [`] Antwerpen eredi di Pierre Phalse 19 C11
24 l Messo e so|i o re \oci Carlo lmanuele,
duca di Savoia
Bologna
10 dicembre
10
Bologna Antonio Pisarri 10 C11
CC11
2 l I| qvoro |i|ro Jei oueui o \oce so|o Anna de Medici,
Arciduchessa
d`Austria
Bologna
30 marzo 11
Bologna Antonio Pisarri 11 C118
CC118
Dedica hrmata da Marino Silvani, che e il curatore dell`edizione.
PAOLO GlORGl 334
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
2 l MoJrigo|i e con:oneue er coero Alfonso lV, duca
di Modena e Reg-
gio
Bologna
30 luglio 11
Bologna Antonio Pisarri 11 C119
2 l Con:oneue er coero o \oce so|o Ranuccio ll, duca
di Parma e Pia-
cenza
Bologna
dicembre 11
Bologna Antonio Pisarri 11 C120
28 l Messe |re\i o ouo \oci lnnocenzo lac-
chineui
Bologna
20 gennaio 12
Bologna Antonio Pisarri 12 C121
CC121
ll Messe |re\i o ouo \oci / / Bologna Giacomo Monti 18/ C122
CC122
29 l Inni o \oce so|o con \io|ini o |ene|ocio abate Carlo Anto-
nio Sampieri
Bologna
23 giugno 12
Bologna Antonio Pisarri 12 C123
30 l Correni e |o||eui douor Mario Ma-
riani
Bologna
agosto 12
Bologna Antonio Pisarri 12 C124
31 l Messo e so|i o cinqve \oce er i Je{vni padre don Carlo
Molza
Bologna
30 gennaio 13
Bologna eredi di lvangelista
Dozza
13 C12
32 l Ani{one e |ionie conceroe vescovo lrance-
sco Calcagni
Bologna
30 aprile 13
Bologna eredi di lvangelista
Dozza
13 C12
33 l So|i er vuo |'onno o qvouro \oci douor Giulio Pra-
ti
Bologna
luglio 13
Bologna eredi di lvangelista
Dozza
13 C128
CC128
34 l Socri conceri Ji oeui o Jve \oci conte Pinamonte
Bonacossi
Bologna
19 seuembre
14
Bologna eredi di lvangelista
Dozza
14 C130
3 l Sonoe o Jve, re, qvouro, e cinqve lerrante lll Gon-
zaga, duca di
Guastalla
Bologna
23 luglio 1
Bologna Marino Silvani 1 C131
ll Sonoe o Jve, re, qvouro, e cinqve / / Venezia lrancesco Magni deuo
Gardano
18 C131
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 33
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
lll Sonoe o Jve, re, qvouro, e cinqve lerrante lll Gon-
zaga, duca di
Guastalla
/ Antwerpen Luca de Pouer 1 C133
3 l Messo e so|i o cinqve \oci con srveni Giovanni Gaspa-
ro Grassi, Confa-
loniero di giusti-
zia, e Consiglieri
anziani
Bologna
luglio 1
Bologna Marino Silvani 1 C134
3 l Messo e so|i o qvouro \oci donna Maria Do-
mitilla Cleva
Bologna
31 Marzo 1
Bologna Marino Silvani 1 C13
CC13
38 l So|i er |e Joenice o ouo \oci monsignor Carlo
Bichi
Bologna
8 agosto 1
Bologna Marino Silvani 1 C13
39 l I| qvino |i|ro Jei oueui o \oce so|o Margherita d`lste
Gonzaga, duches-
sa di Guastalla
Bologna
1 luglio 1
Bologna Marino Silvani 1 C13
ll I| qvino |i|ro Jei oueui o \oce so|o avvocato Vincenzo
Bondeni

Mantova
10 aprile 13
Mantova Guglielmo Bercincori 13 C13a
40 l Coieo conceroo Lorenzo Zagoni / Bologna Marino Silvani 1 C138
41 l Arie e conoe o \oce so|o (I| er:o |i|ro
Je||e con:oneue o \oce so|o)
conte Girolamo
Boselli e donna
Anna Margarita
Canossa
Bologna
8 novembre
1
Bologna [s. n.] 1 C139
42 l Le qvouro oni{one onnvo|i Je||o Beoo
Vergine Morio
Beata Vergine
Maria
Bologna
2 maggio 1
Bologna [s. n.] 1 C140
Dedica hrmata da Scipione Galvagni, che probabilmente di questa ristampa fu anche il promotore e hnanziatore.
PAOLO GlORGl 33
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
43 l I| qvoro |i|ro Je||e con:oneue o \oce so|o Vincenzo Maria
Carrati
Bologna
18 luglio 1
Bologna [s. n.] 1 C141
ll I| qvoro |i|ro Je||e con:oneue o \oce so|o / / Bologna [s. n.] 18 C142
44 l Socre Loenoioni Je||o Seuiono Sono Presidente e lab-
bricieri di San Pe-
tronio
Bologna
3 gennaio 18
Bologna [s. n.] 18 C143
4 l BeneJicvs, Miserere e Tonv ergo o
qvouro \oci
don Angelo Ber-
tuzzi
Bologna
2 gennaio 18
Bologna [s. n.] 18 C144
4 l I| qvino |i|ro Je||e con:oneue o \oce so|o Virgilio Giuseppe
Maria Davia
Bologna
9 marzo 18
Bologna [s. n.] 18 C14
4 l Socri Socri conceri o Jve, re, qvouro, e
cinqve
Maria d`lste lar-
nese, duchessa di
Parma e Piacenza
Bologna
13 giugno 18
Bologna [s. n.] 18 C14
ll Socri conceri o Jve, re, qvouro, e cinqve [`] [`] Antwerpen Luca de Pouer 1 C14
48 l Messo, so|i, e |ionie o re \oci padre Timoteo
Schiamnati
22 agosto 18 Bologna [s. n.] 18
49 l Diori sirivo|i Laura d`lste, du-
chessa di Modena
e Reggio
2 novembre
18
Bologna [s. n.] 18 C149
0 l Vorii, e Ji\ersi coricci er coero e er
cieso
Anna lsabella
Gonzaga, princi-
pessa di Guastal-
la
10 gennaio 19 Bologna [s.n.] 19 C10
1 l [Moeui o \oce so|o con Jve \io|ini]* [`] [`] [Bologna] [s.n.] [19] /
ll Moeui o \oce so|o con Jve \io|ini [`] [`] Antwerpen Luca de Pouer 1 C11
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 33
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
lll Moeui o \oce so|o con Jve \io|ini / / Antwerpen Vedova di Luca de Pot-
ter
182 C12
2 l Moeui o ouo \oci Clemente Maria
lelina
Bologna
24 luglio 19
Bologna [s.n.] 19 C13
3 l So|i Ji er:o con |e ! seqven:e correni
Je||'onno
padre Giovanni
Andrea Chiarini
Bologna
1 agosto 19
Bologna [s.n.] 19 C14
4 l So|i |re\i o ouo \oci padre Sisto Cer-
chi
Bologna
2 novembre
19
Bologna Antonio Caldani 19 C1
l Sonoe o Jve Giovanni Bauista
Sanuti Pellicani
Bologna
3 gennaio 10
Bologna [s.n.] 10 C1
l Messo e Mogni[co o qvouro \oci conte lrancesco
Gambazzocchi
Rolli
Bologna
10 luglio 10
Bologna [s.n.] 10 C1
l Iinni socri er vuo |'onno marchese lelice
Montecuccoli
Bologna
20 luglio 10
Bologna [s.n.] 10 C18
8 l So|i |re\i conceroi o qvouro \oci conte Odoardo
Pepoli
Bologna
1 maggio 11
Bologna [s.n.] 11 C19
CC19
9 l L'oronio socro Je||'oni{one o \oce so|o,
Ji\iso in 4 |i|ri
Marieua lnrieua
Adelaida, duches-
sa dell`una e del-
l`altra Baviera
Mantova
1 luglio 13
Mantova [Maurizio Cazzati]
Presso la stamperia del
medesimo autore
12 C11
C11a
C11b
0 l Ani{one o \oce so|o* [`] [`] [Mantova] ` [13/] /
1 l Dio|ogi oorosi Jo coero o Jve e re* [`] [`] [Mantova] ` [13/] /
2 l InroJv:ioni Ji\erse o \oce so|o er Messe
e So|i*
[`] [`] [Mantova] ` [13/] /
PAOLO GlORGl 338
Op. TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo di
stampa
Editore Anno RISM
A/I
3 l I| seso |i|ro Jei oueui o \oce so|o lsabella Clara,
Arciduchessa
d`Austria
Mantova
3 gennaio 1
Mantova Osanna 1 C12
4 l I| seuio |i|ro Jei oueui o \oce so|o in
conro|o*
[`] [`] [Mantova] ` [1] /
l L'ouo\o |i|ro Jei oueui o \oce so|o / / Bologna Giacomo Monti 18 C13
CC13
ll L'ouo\o |i|ro Jei oueui o \oce so|o [`] [`] Venezia Giuseppe Sala 18 C14
l Dveui er coero Paolo Giovanni
Bendedei
8
/ Bologna Giacomo Monti 1 C1
8 Dedica hrmata da Marino Silvani, che e il curatore dell`edizione.
l MUSlCl PARTl DlL MlO DlBOLl lNGlGNO 339
STAMPE SENZA NUMERO D`OPERA
TitoIo Dedicatario Luogo e data
deIIa dedica
Luogo Editore/stampatpre Anno RISM A/I
Loeno Ji S. Froncesco So\erio consorti Alessan-
dro Banzi e Giulia
Orsi
Bologna
1 luglio 18
Bologna [s.n] 18 CC1a
Riro\eri Ji Criso o g|i F|rei* lrancesco Bulgari-
ni
/ Venezia Bartolomeo Magni 142 C18
S. Morio MoJJo|eno o| Seo|cro Ji Criso* [`] [`] [Venezia`] [Magni`] [one 13] /