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ESPERIMENTO DI RUTHERFORD

Rutherford prepar una lamina doro (perch un materiale molto facile ad essere reso sottile) poi la bombard con particelle ALFA. Le particelle alfa sono nuclei di elio, composti da 2 neutroni e 2 protoni. Il materiale che emette particelle alfa il POLONIO. Il Polonio fu messo dentro una scatola di piombo con unapertura che serviva a indirizzare il fascio di particelle alfa verso la lamina doro. Per le conoscenze che cerano allora( si ignorava lesistenza del nucleo atomico) ci si aspettava che il fascio di particelle oltrepassasse la lamina, invece non per tutte fu cosi. Alcune particelle furono deviate( si pot vedere ci mediante uno schermo rivelatore fatto di SOLFURO DI ZINCO ), e lo 0.001% addirittura rimbalz indietro. Osservazioni : Gran parte delle radiazioni attraversava il foglio d' oro senza subire alcuna deviazione. Solo alcune particelle venivano deviate o, addirittura, rimbalzavano indietro, come se avessero colpito un corpo molto denso e carico positivamente. Conclusioni: 1. l' Atomo formato essenzialmente da vuoto: poich le particelle hanno una massa circa 7 500 volte maggiore rispetto a quella di un elettrone, per passare indisturbate oltre la lamina (e ci accade per pi del 99% di esse) non devono trovare ostacolo nelle masse dei singoli atomi di oro. La massa di ciascun atomo d'oro deve essere concentrata in una regione particolare: il nucleo. 2. Il Nucleo una zona dell'atomo carica positivamente: il nucleo deve essere carico positivamente: solo cos si possono spiegare le notevoli deviazioni nella traiettoria(anche con riflessione indietro) di un numero limitato di particelle . 3. Il fatto che latomo sia neutro si spiega con l'esistenza dei protoni: se il numero degli elettroni, carichi negativamente, uguale a quello delle cariche positive presenti nel nucleo, l'atomo, nel suo complesso, neutro. Lo stesso Rutherford aveva chiamato protoni le piccole particelle positive gi ipotizzate da Thomson nel suo esperimento del catodo cavo: il nucleo di un atomo doveva quindi essere formato da tanti protoni quanti erano gli elettroni se l'atomo deve essere neutro. 4. Si svilupp un modello atomico detto Modello planetario: In prima approssimazione gli elettroni possono essere immaginati come i pianeti che ruotano attorno al Sole, dove il Sole il nucleo dell'atomo. Il modello planetario proposto da Rutherford si dimostr ben presto insufficiente. Infatti, secondo le leggi della fisica classica e dell' elettromagnetismo ogni volta che una carica elettrica viene accelerata, irradia energia elettromagnetica. Nel modello di Rutherford, gli elettroni ruotano attorno al nucleo; per ruotare devono avere un' accelerazione (centripeta, cio verso il nucleo) e quindi dovrebbero emettere in modo continuo energia elettromagnetica (come le trasmittenti radio), perdendo costantemente energia, dovrebbero anche rallentare il loro moto, avvicinandosi progressivamente al nucleo fino a cadere su di esso. Tutto ci non accade: le emissione elettromagnetiche degli spettri di emissione atomici risultano essere discontinue (spettri a righe) e nessun elettrone perde energia collassando sul nucleo .Quindi doveva esservi un'altra interpretazione della struttura atomica diversa da quella del modello planetario fornita da Rutherford. E' stato il fisico danese Nils Bohr a trovare una soluzione a questo problema.