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Post-buckled propagation model for compressive fatigue of impact damaged laminates Cosa: Modello numerico per la predizione della

soglia di deformazione a compressione per fatica di piastre in composito soggette a BVID. a morfologia del danno ! rappresentata da una singola delaminazione circolare ad un certo livello di profondit" e calcola la deformazione a cui avviene il buckling di una piccola stricia della regione circolare. #i considera come deformazione di soglia $uella per cui il rapporto tra l%energia di deformazione rilasciata dai plies delaminati eguaglia $uella del Modo I di frattura della resina. Il modello fornisce una predizione del livello a cui avviene la delaminazione& la sua stabilit" in termini di crescita& la sensibilit" dei risultati agli errori di misurazione della regione danneggiata e l%ottimizzazione del processo di laminazione per massimizzare la soglia critica. Introduzione: 'ispetto ad altri materiali aeronautici& i materiali compositi presentano delle ottime propriet" nel piano ma sono anc(e propensi a delaminazioni fuori dal piano causate da impatti. )uesto tipo di danno& c(iamato BVID& ! molto difficile da riscontrare e causa un decadimento della resistenza a compressione del materiale. *ltra dgradazione della resistenza ! dovuta $uando& a fatica& il danno si propaga fino alla completa rottura del pezzo. *d oggi il problema della propagazione del danno viene tenuta in considerazione utilizzando dei valori di deformazione limite nell%applicazione dei caric(i ultimi. +ipicamente $uesti limiti& c(iamati limiti di deformazione di tolleranza al danno ,-.& (anno valori di /011 microstrain& anc(e alcuni studi (anno dimostrato c(e esiste una grande variet" di valori per i $uali il danno non si propaga2 in $uest%ottica risulta conveniente migliorare la progettazione realizzando strutture pi3 leggere aumentando il limite di deformazione2 ci4 tuttavia presuppone di avere uno strumento in grado di fornire una buona stima del comportamento dei materiali compositi delaminati su cui agisce una deformazione di compressione. %obiettivo di $uesto articolo ! $uello di offrire una versione aggiornata del modello sviluppato da Butler per la predizione dell%intensit" della deformazione a fatica necessaria per far propagare un%area danneggiata fino ad un livello di delaminazione critico.

)uesto modello di piastra utilizza un concetto di propagazione basato sull%energia flessionale unito a principi danneggiamento proposti da 56ang and iu secondo i $uali il buckling di una piastra in composito con delaminazioni multiple possa essere ricondotto al buckling di una piastra con una sola delaminazione posta ad un certo livello critico nel laminato& livello attestato da Melin e #c(on ,7118. intorno al 81-719 dello spessore del laminato.

Modello analitico Dai controlli non distruttivi ,C-#can. si pu4 risalire al Bvid semplificato con una circonferenza di raggio posta ad una certa profondit" nel laminato2 inoltre la propagazione iniziale del danno viene assunta in direzione del carico di compressione& mentre sulle successive direzioni di propagazione non si pu4 predire nulla anc(e se la stabilit" di propagazione verr" esaminata pi3 avanti. Calcolo della deformazione a buckling il calcolo della deformazione critica di buckling& epsilon:c& viene affidato al programma VIC;<;P+ sviluppato da =illiams ,8>>1.. a piastra delaminata viene modellata come piastra sottile in modo tale da avere il contorno della zona delaminata e circolare vincolato come un incastro. Per ricavare epsilon:c& il programma utilizza il carico a compressione del laminato completo. Per ricavare il carico agente sulla regione delaminata& il programma calcola inizialmente la deformazione del laminato intero applicando una deformazione unitaria. #uccessivamente tramite la ,8. si calcola il carico agente sulla zona delaminata. Il programma modella il problema con una serie di strscie di lung(ezza finita con i nodi posti nei punti di intersezione tra la circonferenza e i bordi delle striscie e il vincolo ! un incastro in modo tale da impedire traslazione e rotazioni dei nodi. Per $uanto concerne la risoluzione delle e$uazioni differenziali c(e governano il problema& viene assunta una deformazione a buckling sinusoidale longitudinalmente& ovvero nella direzione del carico ,vedi fig 7b e 7c.. Derivazione del modello a piastra Il concetto c(e sta alla base del modello ! $uello di cercare di trovare la differenza di energia presente nel sublaminato instabilizzato prima e dopo la crescita della delaminazione e di compararla all%energia corrispondente al Modo I di frattura necessaria alla creazione di una nuova delaminazione. #e l%energia ricavata ! maggiore& allora si crea una nuova porzione delaminata con conseguente propagazione della stessa.

Con si intende la lung(ezza del sub-laminato prima della delaminazione& mentre con d la variazione infinitesima di lung(ezza dovuta alla propoagazione della delaminazione. Per il calcolo dell%energia associata alla flessione& si ipotizza c(e c(e eguagli l%energia rilasciata nel piano2 trascurando l%energia rilasciata lateralmente ,c(e comporta epsilon:? e epsilon-@? nulle. si ricava l%energia flessionale per unit" di larg(ezza dalla ,A. e dalla ,/.2 a $uesto punto si pu4 calcolare la differenza di energia flessionale prima e dopo la propagazione della delaminazione& utilizzando d al posto di nelle e$uazione precedenti. Per il calcolo dell%energia membranale invece si utilizza la ,8A. c(e viene evoluta considerando la riduzione di rigidezza dovuta al fatto c(e una parte si ! delaminata& ntroducendo il parametro r. * $uesto punto& tramite la ,8B. ! possibile calcolare C82 si pu4 osservare c(e la presenza del termine ,epsilon-epsilon:c. garantisce c(e non c%! rilascio di energia finc(! non si manifesta il buckling con conseguente apertura della delaminazione. ;ccorre osservare c(e $uesto modello non tiene in considerazione il coefficiente di Poisson in $uanto viene ipotizzata una continuit" nella direzione trasversale della delaminazione anc(e se& in realt"& proprio a causa del diverso coefficiente di Poisson della regione delaminata rispetto a $uello del laminato intero& si possono avere delle forze trasversali di compressione e di trazione. Dn%ultima analisi va fatta circa il coefficiente r: studi condotti da =eaver e Diaconu ,7110. (anno dimostrato c(e r pu4 variare tra 1.A0 e 1.E0 per laminati ortotropi. <ell%articolo& i laminati possono essere asimmetrici e anisotropi& e un valore di r F1 viene utilizzato sia per semplicit" di conto& sia perc(! la soluzione ricavata con $uesto valore risulta essere di minimo. Comparazione risultati Per ricavare il livello critico di delaminazione occorre ricavare epsilon dalla ,8B. ottenendo la ,8>. e& considerando rF1 si ottiene la ,71.. Dtilizzando C8FCI:C del Modo I& la rigidezza assiale del sublaminato *88 e la epsilon:c di ciascun sublaminato& si pu4 ottenere la epsilon:t( di soglia per ogni livello. #i pu4 $uindi concludere c(e il livello con il pi3 basso epsilon:t( sar" il primo a rilasciare energia e $uindi il primo a propagare. Discussione * differenza del precedente modello a trave& il modello a piastra riesce a predirre la deformazione di soglia per un range pi3 vasto di provini2 infatti in precedenza si avevano buoni risultati solo con provini con spessore modesto e laminazione non troppo complessa.

e differenze dai dati sperimentali si attesta attorno al /9 anc(e se la predizione del livello a cui si (a la propagazione del danno risulta ancora poco testata. Il calcolo di epsilon:c con il programma VIC;<;P+ avviene utilizzando come vincolo nodale un incastro. +uttavia dal punto di vista sperimentale vengono utilizzate delle guide anti-buckling c(e prevengono l%instabilit" di tutto il laminato ,sia la zona delaminata c(e $uella non delaminata.2 $ueste guide prevengono sia gli spostamenti normali al piano sia le rotazioni ma ben poco fanno per gli spostamenti nel piano della zona delaminata c(e sono ostacolati solo dalla zona non delaminata. ;ccorre $uindi effettuare delle analisi per capire $uanto intervengono le condizioni al contorno. Inoltre altre considerazione possono essere sviluppate circa il numero di nodi2 aumentando il numero di nodi si pu4 realizzare una condizione di vincolo pi3 verosimile a $uella sperimentale in cui si realizza un vincolo conrinuo e non per punti ,discreto. come nelle analisi numeric(e. Dna terza considerazione pu4 essere fatta a partire dalla larg(ezza delle striscie2 infatti in $uesto articolo viene utilizzata una larg(ezza uniforme delle striscie c(e comporta una disposizione non uniforme dei nodi sulla circonferenza per cui alcune regioni risultano essere vincolate pi3 saldamente di altre comportando $uindi degli errori nell%analisi. Dn%ultima considerazione va fatta rigurado le tecnic(e per la rilevazione del Bvid e della conseguente circonferenza2 infatti vengono utilizzati metodi non distruttivi $uali la C-scan e $uindi la misura del diametro massimo della circonferenza non risulta preciso& ma solo approssimato& con precisione dipendente da molti fattori& incluso il fattore umano.

Crescita del danno e sua sensibilit" Dall%analisi dei grafici C8-epsilon:c per assegnato valore di epsilon imposto pari a $uella di soglia si pu4 osservare c(e non appena la delaminazione inizia a propagarsi& si (a una diminuzione della epsilon critica ,buckling. epsilon:c2 inoltre si vede c(e al diminuire di epsilon:c corrisponde una diminuzione dell%energia asssociata c(e rimane al di sotto del valore critico C8C& per cui la crescita del danno ! stabile in $uanto occorre applicare una deformazione maggiore affinc(! il danno si propag(i. Invece& se al decrescere di epsilon:c si (a C8 maggiore di C8c& allora c%! una crescita del danno instabile. )uesto effetto si (a in sublaminati isotropi e ortotropi e dipende dalle propriet" geometric(e iniziali del danno e dalla profondit" della delaminazione critica. Gissando invece C8FC8C& si pu4 studiare la sensibilit" della soglia di deformazione a variazioni di espilon:c. Cercando di capire la sensibilt" a epsilon:c& si utilizza la ,7A. c(e dimostra come& per avere poca sensibilit" alle variazioni di epsilon critico& occorra avere grandi C8c e bassi *88& anc(e se occorre fare attenzione in $uanto un%alterazione di *88 comporti anc(e

una variazione di epsilon:c.

'esistenza a fatica 7 obiettivi alla base dell%ottimizzazione: 8. aumentare la deformazione di buckling del laminato delaminato 7. riduzione del #H'' ,strain energ? release rate. C8 Pe $uanto concerne il primo punto& sono stati utilizzati i plies a IJ-/0 sulle superfici esterne del pezzo& aumentando cosK la resistenza a buckling. Il secondo obiettivo ! stato raggiunto spostando le fibre orientate a 1L nella regione centrale in $uanto $ueste sono responsabili del rilascio di energia precoce.

avori futuri Creazione di un modello in grado di predire le dimensioni del danno& in modo tale da far diventare tutto il processo analitico. #tudio di altre condizioni al contorno e condizioni iniziali& in particolare impatti obli$ui e lati liberi& non incastrati.