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DM IN PRATICA

In libreria dal 18 febbraio, il libro di Domitilla Ferrari, capitolo dopo capitolo, insegna a far parte della Rete da protagonisti. Con i contributi di esperti della comunicazione e tante schede pratiche per chi è alle prime armi.

dall’on all’off-line (e viceversa). E, quindi, il contatto nato alla macchinetta del caffè può entrare nel mio network, mentre un networker mai visto “live” può passare dalla mia città o iscriversi al mio stesso corso di formazione».
Mi sono registrata: ora cosa posto, ogni quanto aggiorno il mio profilo? «Tutti i giorni posso postare news relative ai temi di cui mi

occupo. Dall’ultima ricerca economica a quella sulle staminali fino a una nuova teoria pedagogica. Così mostro quanto sono aggiornata e affidabile su un certo argomento. E faccio risparmiare tempo agli altri: senza dover andare alle fonti, tutti si tengono informati. Ogni 3 massimo 6 mesi, infine, devo raccontare tutto ciò che di nuovo ho imparato: dall’uso di una app a una nuova lingua straniera».
Sto cercando lavoro: in che modo il networking può essermi utile? «Semplice, con il meccanismo della recommendation. In

«Il posto di lavoro? Io l’ho trovato grazie a Internet. E quando sono arrivata al colloquio, conoscevo già tutti per i contatti che avevo in Rete» esordisce così Domitilla Ferrari, giovane autrice del libro Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee, di Sperling & Kupfer. Lei, che di professione è social media strategist (in breve: studia le strategie per far conoscere un prodotto attraverso i social), lo sa molto bene. Internet accorcia le distanze, facilita i nuovi contatti, crea bisogni e li soddisfa. E permette di vendere e comprare qualsiasi cosa. Inclusi se stessi, le proprie competenze, professionalità e idee. Tutto molto bello. Ma... in pratica? «È come nella vita di tutti i giorni: ciascuno di noi ha famigliari, amici, colleghi e conoscenti. Così, se il mio bambino si ammala, posso appoggiarmi alla mamma di un suo compagno per avere i compiti. O chiedere i trucchi per una ricetta complicata all’amica gourmet. La differenza è che, on line, questa rete di relazioni si allarga a dismisura. E arricchisce il mio “capitale sociale”, il patrimonio di relazioni su cui contare per far circolare idee, trovare un impiego, risolvere un problema, raccogliere alleanze per un progetto». Quali sono le regole per ampliare il proprio network? «La prima consiste nel presentarsi e, per esempio, spiegare perché ti sto invitando su Linkedin: siamo colleghi, anni fa abbiamo lavorato allo stesso progetto, ci siamo laureati insieme. Servono le informazioni giuste per consentire agli altri di decidere se accettare».
Con il tempo, però, non si rischia di diventare amici di tutti e, quindi, di nessuno? «No, se si rispetta la seconda regola: essere

pratica, tutte le persone collegate a me sanno quali sono le mie competenze, interessi, obiettivi. E mi segnaleranno a chi cerca una persona con il mio profilo. È la versione moderna, e meritocratica, della vecchia raccomandazione: qui non ci si muove per parentele. Ma, in un circolo virtuoso di mutua collaborazione, si offrono opportunità sulla base delle proprie conoscenze. Raccomandare la persona giusta, poi, ha anche un ritorno positivo per sé: vuol dire acquisire credibilità e mettersi in luce agli occhi degli altri professionisti che, ogni giorno, sono collegati a me».
Ma in Rete è facile mentire: e se incappo in un finto professionista? «Sembra un paradosso ma, on line, le bugie hanno davvero

le gambe cortissime. Se una persona millanta di aver lavorato per questa o quella multinazionale e poi, nei suoi contatti, non c’è nessuno di quella società è lecito dubitare. E tenersi alla larga». Chi non è tagliato per fare rete on line? «Chi è avaro di sé, delle sue informazioni e dei suoi contatti, perché è proprio l’antitesi del networker. E chi tiene la “partita doppia” dei consigli che elargisce, aspettandosi sempre qualcosa in cambio. Errore: nel network le energie e i contatti devono circolare senza un tornaconto. La cosa meravigliosa è che, così facendo, le opportunità arrivano davvero».

SU FACEBOOK & CO CHIEDI LE AMICIZIE GIUSTE

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Corbis

snob. Cioè non dare a tutti lo stesso valore, non concedere l’amicizia a chiunque. Basta stabilire quale livello di privacy impostare, come su Facebook. E, per esempio, consentire l’accesso alle foto sulla spiaggia solo agli amici più stretti». Devo passare tutto il giorno su Internet? «No! Prima di tutto perché una caratteristica dei networker è proprio quella di passare

1 Evita di iscriverti a tutti i network possibili. Individua quelli che fanno davvero per te. 2 Non scrivere subito tutto quello che ti passa per la testa: prima leggi cosa dicono gli altri. 3 Scegli bene la tua foto profilo. Punta su naturalezza e professionalità. 4 Chiedi le amicizie giuste. Se contatti qualcuno che non è nel tuo network deve esserci un motivo. Esplicitalo presentandoti. 5 Non iscriverti a un social solo per promuovere qualcosa. A nessuno interessa quello che vuoi vendere, ma a tutti piacerà ascoltare la tua storia.

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