You are on page 1of 7

Bracciano Movimento 5 Stelle Cupinoro Story Nella discarica di Cupinoro, sita in località Cupinoro, nel comune di Bracciano, ad oggi

, sono conferiti i rifiuti provenienti da ventiquattro comuni (Anguillara, Bracciano, Campagnano, Canale Monterano, Cerveteri, Castelnuovo di Porto, Capena, Magliano, Fiano, Formello, Civitella S. Paolo, Ladispoli, Manziana, Mazzano, Nazzano, Morlupo, Ponzano Romano, Riano, Rignano, Sacrofano, Santa Marinella, Sant’Oreste, Torrita Tiberina, Trevignano, Filacciano) e quattro aziende private. In data 16 ottobre 2013, al n. di protocollo G00480, la Regione Lazio ha espresso pronuncia di compatibilità ambientale alla Bracciano Ambiente spa, ente gestore della discarica, in relazione alla proposta di progetto per la realizzazione di un lotto funzionale di discarica denominato «Vaira 1» con capacità di 450.000 metricubi. La società Bracciano spa ha motivato l’intervento, intendendo garantire il corretto funzionamento degli impianti di trattamento già autorizzati nell’area di Cupinoro (trattamento meccanico biologico e linea compost di qualità in anaerobico autorizzati in autorizzazione integrata ambientale dalla regione Lazio con determina dirigenziale n. B1671 del 4 maggio 2009). La situazione del comprensorio ove è ubicato l’impianto necessita di un’attenzione particolare, stante la presenza massiccia di un significativo fattore di criticità ambientale legato alla tutela della avifauna e degli habitat naturali. L’intervento previsto ricade, infatti, in zona ZPS (zona di protezione speciale) identificate con il codice IT6030005 denominato «Comprensorio Tolfetano Cerite Manziate» facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche – Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1992 –). La rete comprende anche zone create ai sensi della direttiva «Uccelli» e mira a fornire una valida protezione per le zone faunistiche più importanti dell’Europa. Gli Stati membri ex articolo 3 della direttiva Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici classificano in particolare come zone di protezione speciale (ZPS) i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la direttiva «Habitat».

L’ampliamento della discarica di Cupinoro mette a serio repentaglio la tutela delle migrazione degli uccelli e delle specie selvatiche nell’ambito della zone di protezione sociale (ZPS), considerato che attorno all’area in esame, gravitano alcune aree SIC (un sito di interesse comunitario che contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat) nei comuni di Bracciano, Cerveteri e Manziana che per il loro pregio floro-faunistico creano una rete di flussi migratori che sarebbe inevitabilmente compromessa dall’ulteriore ampliamento del sito di discarica, venendo meno agli obiettivi perseguiti dalla direttiva citata. Con queste premesse il gruppo parlamentare del M5S ha presentato l’Interrogazione Parlamentare a risposta scritta 4-02473, a tutela del territorio, rivolta al MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE chiedendo se il Ministro sia a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intenda adottare alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell’articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie, alla luce dell’ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano. (4-02473)
Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si è espresso in modo contrario con la soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistiche per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, con il num di protocollo 33958 del 26 novembre ’13 presso gli uffici del Comune di Bracciano, accogliendo la richiesta degli attivisti di Bracciano 5 Stelle,chiede al suddetto Comune di ritirare il permesso di continuare le opere che attuano l’ampliamento della discarica gestita dalla Bracciano Ambiente. Nell’oggetto ai primi punti si trova infatti il rilascio permesso di costruire n. 02/2013 del 10.01.2013 n. 844 del Comune di Bracciano a favore della Bracciano Ambiente SPA. La soprintendenza ha effettuato un sopralluogo nella Discarica di Cupinoro con il “Reparto Operativo- Sezione Archeologia del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale", per la verifica dello stato dei luoghi, la verifica ha riguardato anche un sopralluogo presso gli uffici della Bracciano Ambiente con il noe Amministratore Unico, Avv Marcello Marchesi, che ha visto la consegna presso l’ente della documentazione. La soprintendenza ricorda che le terre su cui insiste la discarica sono tutte di proprietà dell0Università Agraria e che ricadono in “ambiti paesaggistici sottoposti a tutela ai sensi degli artt n. 134 e 142, comma 1 (aree di interesse archeologico già individuato) e D.Lgs. 22 gennaio 2004 n.42 e s.m.i. (Università agrarie e uso civico). Tra le considerazioni leggiamo le affermazioni che riferiscono non solo il non chiedere da parte dell’amministrazione accettante il progetto di ampliamento, del sopralluogo e del parere delle autorità responsabili di tali ambiti territoriali, ma anche il netto contrasto con quanto disposto dall’art 145, ovvero “senza prescritta autorizzazione paesaggistica”. Quindi il Ministero di competenza chiede all’amministrazione vigente del Comune di Bracciano di annullare il permesso di costruire n. 02/2013 del 10/01/2013 con protocollo n. 844 concesso alla Bracciano Ambiente, prescindere dall'esistenza e dal ritrovamento o meno, nelle aree interessate, di reperti archeologici…” rimaniamo con gli occhi puntati sulla vicenda sperando che l'amministrazione inizi a fare scelte nella direzione del bene comune.

Si allarga il fronte di protesta contro la discarica di Cupinoro. Dopo il Forum Ambientalista ed il Comune di Cerveteri arriva infatti il terzo ricorso al TAR. Oggetto dell'opposizione è anche in questo terzo caso la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) rilasciata dalla regione ad essere contestata. La zona soggetta ad ampliamento è infatti sottoposta a diversi vincoli. Si tratta infatti di Zona a Protezione Speciale di pregio naturalistico, soggetta a vincolo paesaggistico ed archeologico. L’altro nodo riguarda il mancato coinvolgimento del MIBACT che avrebbe dovuto esprimere un parere vincolante. A proporre il terzo ricorso sono l'associazione Raggio Verde e il Comitato Bracciano stop discarica che spiegano: "Nonostante la collocazione di nuove discariche sia espressamente vietata sui terreni di Cupinoro, la Regione ha ritenuto, travisando la qualificazione dei terreni nel Piano Territoriale Paesistico Regionale, di rilasciare una V.I.A. positiva all'apertura di un nuovo invaso, mentre avrebbe invece dovuto chiudere l'attuale". Il provvedimento della Regione Lazio punterebbe secondo i ricorrenti a consolidare l'esistenza di una discarica in un'area sottoposta a svariati vincoli (Zona a Protezione Speciale di pregio naturalistico, soggetta a vincolo paesaggistico ed archeologico) e gravata da usi civici in favore della popolazione. "La nuova discarica", spiegano Raggio Verde e il Comitato Bracciano stop discarica "è stata autorizzata senza nemmeno coinvolgere il Ministero dei Beni culturali e del turismo, nonostante il vincolo paesaggistico imponesse ciò e il parere del Ministero fosse vincolante". La Regione sembra aver autorizzato la nuova discarica proprio in virtù dell'esistenza della precedente discarica. "Come se l'esistenza di una situazione illegale (nell'area adiacente alla discarica non c'è nemmeno un impianto di trattamento dei rifiuti..) possa legittimare il perpetrarsi della stessa. Allo stato attuale, è in corso la conferenza dei servizi finalizzata all'eventuale rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per la nuova discarica". Per la seconda volta il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si è espresso in modo contrario con la soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistiche per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, con il num di protocollo 33958 del 26 novembre ’13 presso gli uffici del Comune di Bracciano, accogliendo la richiesta degli attivisti di Bracciano 5 Stelle,chiede al suddetto Comune di ritirare il permesso di continuare le opere che attuano l’ampliamento della discarica gestita dalla Bracciano Ambiente.

Cittadini di Bracciano in Movimento al Procuratore della Repubblica e alla Corte dei Conti Propria sede Premesso: che la società Bracciano Ambiente S.p.A. sia società partecipata al cento per cento dal Comune di Bracciano; che essa sia l’unica azienda gestrice della discarica di Cupinoro, sita in Bracciano via Setteve- ne Palo n. 6700; che la situazione economica e finanziaria della Società sia di grave sofferenza economica, la quale ha portato finora al licenziamento di ventuno operai in esubero; che la Società abbia grave difficoltà a ottemperare ai propri obblighi contrattuali, vista la carenza di risorse economiche per gestire sia l’invaso di Cupinoro sia il servizio di raccolta differen- ziata cittadina; che le Amministrazioni Comunali conferenti presso la discarica di Cupinoro si lamentano e chiedono riguardo le risorse destinate al fondo vincolato per la chiusura della discarica medesima (c.d. post mortem); Considerato: che la gestione della discarica dovrà affrontare il piano quinquennale 2013-2017;

che l’attuale Amministrazione Regionale ha approvato la continuazione dell’attuale gestione della discarica; che l’Amministrazione Regionale ha richiesto che siano istituiti mezzi di trattamento meccanico biologico (TMB) e biogas presso la discarica; Visto: che ad oggi permane una situazione di drammatico disagio economico generale della società partecipata Bracciano Ambiente S.p.A.,

CHIEDE che siano compiute tutte le opportune verifiche economiche del caso, sia dell’avvenuto accantonamento delle risorse economiche per gestire la fase post mortem della discarica di Cupinoro sia di controllo dei bilanci della Bracciano Ambiente S.p.A.

E' di oggi la notizia uscita sui principali quotidiani del centro Italia che la Corte dei Conti ha accertato un danno erariale di 4,7 milioni di euro riconducibili alla gestione della discarica di Cupinoro da parte della Bracciano Ambiente SPA. Il Movimento 5 Stelle di Bracciano, con azioni a livello locale, regionale e per mezzo di interrogazioni parlamentari ha contribuito a scoperchiare questa situazione di illecito.

Brevemente trascurando le altre azioni ancora aperte come l’interrogazione al Senato e la mozione depositata in Regione Lazio 20/01/2014 Mozione :

MOZIONE
PREMESSO CHE:

● ● ● ● ●

dal 1991 a Bracciano (RM), è in funzione una discarica circondariale per RSU lungo la via Settevene Palo - Strada Provinciale 4/A - all’altezza del km 6,500, in località Quarto di Cupinoro e Sbrìgliavacche, su terreno di demanio collettivo di proprietà dell’Università Agraria di Bracciano; la discarica avrebbe dovuto cessare l’attività nell’arco di nove anni dalla realizzazione come da convenzione stipulata il 28 giugno 1991 tra il consorzio SILEF e il Comune di Bracciano; dal 1991 al 2004 la discarica è stata gestita da diverse società private (SILEF, SEL); dal 2004 la gestione della discarica è in capo alla Bracciano Ambiente S.p.A., società pubblica di proprietà del Comune di Bracciano; attualmente la discarica ha esaurito le proprie volumetrie concesse successivamente al 1999 con deroghe commissariali; negli oltre venti anni di vita della discarica sono stati sversati solo rifiuti non trattati (c.d. “tal quale”) e oggi il sito si presenta come una montagna alta quasi ottanta metri calcolati dalla

base, e la discarica grava in uno stato di completo degrado;

CONSIDERATO CHE
la discarica sorge su terreni di proprietà dell’Università Agraria di Bracciano e che i terreni sono sottoposti alle seguenti leggi di riferimento: ● Legge 16-06-1927 n. 1766; ● R.D. 26-02-1928 n. 332; ● D.P.R. 24-07-1977 n. 616; ● Legge 15-05-1997 n. 127; ● Statuto dell’Università Agraria di Bracciano; ● Legge 431/85; ● l’area su cui insiste la suddetta discarica ricade all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) n. IT6030005 Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate; ● l’area è stata inserita nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) come “area archeologica” ai sensi dell’art.13 comma 2 della Legge Regionale 24 del 6-07-1998;

VISTO
il Piano Pluriennale 2013-2017 della Bracciano Ambiente, che prevede sia la realizzazione di un lotto funzionale di discarica di rifiuti non pericolosi in un settore delle cave dismesse, già in esercizio della Soc. VAIRA (c.d. ‘VAIRA 1’), su terreni di proprietà dell'Università Agraria di Bracciano, sia un Impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), sia un impianto di digestione anaerobica della frazione organica (c.d. biogas); ● il Piano Rifiuti Regionale attualmente vigente;

RITENUTO CHE
dalla corretta interpretazione delle normative e delle leggi sopraelencate, in merito ai vincoli in esse contenuti (usi civici, vincolo paesaggistico, vincolo archeologico, zona a protezione speciale), nell’area in questione non è possibile effettuare qualsiasi attività riferibile allo smaltimento dei rifiuti;

TUTTO CIÒ PREMESSO
s’impegna il Presidente della Giunta Regionale, On. Nicola Zingaretti e la Giunta tutta ad assumere pubblico impegno affinché:

● relativamente al sito della discarica di Cupinoro: sia definitivamente escluso il sito di Cupinoro dal Piano Rifiuti Regionale della Regione Lazio quale discarica circondariale o quale sito idoneo ad accogliere impianti per il

trattamento dei rifiuti; ● siano verificate le reali disponibilità economiche destinate alla postgestione della discarica di Cupinoro, volte alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’intera area anche in virtù dell’art. 8 del D.Lgs 13-01-2003 n. 36; ● siano verificate le disponibilità economiche per un processo di bonifica della discarica (Codice Ambiente - parte IV - Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati - D. Lgs. 3-04-2006 n. 152 Parte Quarta artt. 177-266). Chiediamo e proponiamo l’uso della tecnica di “Landfill Mining”, attraverso l’individuazione di un nuovo sito di stoccaggio adiacente a quello già esistente dove poter creare un sito a norma di legge e nel pieno rispetto di normative e regolamenti europei [( Decreto Ministeriale 8-04-2008 che disciplina i centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato come previsto dall'articolo 183 comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche - Direttiva 1999/31/CE, Regolamento (CE) n. 1882/2003, Regolamento (CE) n. 1137/2008 etc ] senza alcun rischio, al fine di salvaguardare l’integrità del territorio e la salute delle comunità circostanti; ● siano predisposte risorse economiche per promuovere un’indagine epidemiologica nelle aree limitrofe al sito della discarica, per verificare eventuali correlazioni tra i numerosi casi di patologie riscontrate e gli agenti inquinanti provenienti dalla discarica; ● relativamente al trattamento dei rifiuti: ● sia realizzato un compostaggio naturale e aerobico della FORSU con una corretta definizione progettuale del processo stesso di biostabilizzazione aerobica, in uno scenario in cui le raccolte differenziate spinte sono in grado di consegnare all’impianto, flussi di biomassa ad un eccellente livello di purezza merceologica, avendolo garantito anche con areazione forzata raggiungendo l’aerobiosi; ● sia creato un polo di riciclo e riuso nell’ambito di un Consorzio Pubblico (ATO - ARO) in cui sia riorganizzato il centro di smaltimento ; ● sia adottata la strategia delle 4 R: Riduco, Riuso, Riciclo, Recupero, per esempio come il sistema Vedelago, Capannori o Colleferro (che vantano la rigenerazione di materie prime) generando impatti occupazionali di rilievo; ● siano compiuti investimenti sulla raccolta differenziata per accrescere in maniera consistente la quantità, al fine di ridurre il conferimento di rifiuti generalizzati; ● sia incrementata la raccolta differenziata porta a porta spinta, con una riorganizzazione del concetto di cassonetto e del suo posizionamento in luoghi pubblici; ● sia premiato il cittadino virtuoso con la promozione nei Comuni di iniziative come Arcipelago SCEC e relativa diminuzione della ex TaRES nel tempo; ● siano sollecitate e promosse nelle scuole iniziative utili a coinvolgere gli studenti nel progetto complessivo del ciclo integrato dei rifiuti, in modo da incrementare le conoscenze, l'impegno, il senso di responsabilità sull'emergenza rifiuti e sulla necessità di affrontarla insieme come comunità; ● siano messe in atto iniziative sul territorio in collaborazione con i Comuni consorziati, capaci di coinvolgere la popolazione per far crescere l'interesse e l'attenzione su un tema che incide notevolmente sulla qualità della vita, per giungere ad un progetto il più possibile condiviso e partecipato; ● sia riferito alla Commissione competente e al Consiglio Regionale sulle modalità con cui sarà impostata la campagna d'informazione e quali iniziative saranno adottate per

coinvolgere i cittadini, con la forma delle comunicazioni, entro tre mesi dall'approvazione della presente mozione.
Il Movimento 5 Stelle di Bracciano, con azioni a livello locale, regionale e per mezzo di interrogazioni parlamentari ha contribuito a scoperchiare questa situazione di illecito.

Cittadini di Bracciano in Movimento