Lucrezio (94 a C - ???) Sappiamo da altre fonti che Lucrezio sarebbe impazzito per un filtro d'amore e si sarebbe suicidato.

Lucrezio ha scritto il "De rerum natura", un poema epico didascalico in 6 libri. Questo poema vuole insegnare la filosofia epicurea in versi perché Lucrezio afferma che la poesia è il tramite tra la materia che deve essere insegnata e chi deve imparare. Il “De rerum natura” è considerato epico perché Epicuro è rappresentato come un eroe mitologico, perché secondo Lucrezia ha liberato l'umanità dalla paura ingiustificata degli dei e dalla superstizione. Contenuto dei 6 libri Proemio dell’opera e libro I: l’opera si apre con una preghiera a Venere. Forse un contributo alla cultura romana. La preghiera a Venere potrebbe seguire un’altra interpretazione. Poiché Venere nasce dal mare greco e rende fertile tutte le terre circostanti, potrebbe essere vista come la metafora della natura. Alla preghiera segue l’elogio ad Epicuro. Qui Epicuro viene presentato come il liberatore del genere umano dalla superstizione. Nei tempi la paura degli dei è stata utilizzata per scopi terreni, come la politica. Il primo libro finisce con la parta didascalica (= parte in cui si insegna) nella quale viene spiegata la teoria degli atomi (→ fisica epicurea). Libro II: nel secondo libro si parla dell'atarassia, la mancanza di turbamento. Sempre nel secondo libro si spiega come gli atomi si aggregano, con la teoria del Clinamen. Gli atomi che hanno un moto rettilineo si aggregano grazie a dei turbamenti che modificano il moto parallelo degli atomi facendoli incontrare. Libro III: nel terzo libro Lucrezio distingue nell'essere umano 2 realtà: o o l'anima: è il soffio vitale, il soffio di Dio; l'animus: potremmo paragonarlo alla nostra coscienza.

Entrambi sono formati da atomi impalpabili e invisibili. Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Con la morte tutto si disgrega. Libro IV: nel IV libro troviamo la nascita delle sensazioni fisiche. Le sensazioni nascono perché dai corpi si staccano degli atomi impalpabili che toccano gli atomi della persona che ha la sensazione. Non sono scontri ma incontri di atomi.

Libro V: nel V libro viene spiegata la nascita dell'Universo. L'Universo si è formata dall'aggregazione casuale di atomi. Libro VI: nel sesto libro troviamo l’elogio di Epicuro e di Atene. C’è inoltre un’altra una parte didascalica sui fenomeni meteorologici e sulle epidemie. Le spiegazioni non responsabilizzano mai gli dei, ma tutto è immanente, le cause sono sempre terrene. (Gli antichi pensavano che gli dei causassero le epidemie per punire comportamenti sbagliati, vedi Iliade). Lucrezio, infatti, parla della malnutrizione e delle condizioni igieniche. Lucrezio conclude il libro parlando della peste di Atene. La chiusura del libro è molto pessimista e sono state avanzate diverte ipotesi: 1. Alcuni studiosi contrari all’epicureismo e posteriori a Lucrezio sostenevano che fosse un pazzo; 2. E’ stato ipotizzato che non sia stata fatta una revisione finale per scrivere una conclusione; 3. Probabilmente Lucrezio con questa conclusione così pessimista ha voluto trasmettere la metafora di una vita non epicurea, dominata dalla superstizione. La conclusione si contrappone all'introduzione che invece corrisponde ad una vita epicurea.

Presenza di arcaismi: o o o –AI per il genitivo singolare della prima declinazione. –IS usata al posto di-ES per i nomi della III declinazione plurale La III persona plurale del perfetto spesso finisce in –ERE. Scrive in versi esametri. .Lunario suina un poema didascalico e il linguaggio seppur filosofico non è troppo difficile.