IL MALE (3)

QUESTIONE 8 I VIZI CAPITALI
PRIMO QUANTI E QUALI SONO I VIZI CAPITALI? Un vizio è detto capitale da capo. Il termine capo può essere inteso in tre modi: 1. è detto capo un determinato mem ro dell!uomo o dell!animale: la testa" #. è detto capo o$ni principio" ad es. il principio di una strada" 3. è detto capo il re$$itore di un popolo. In %uale dei tre suddetti si$ni&icati parliamo di vizi capitali' (arliamo di vizio capitale nel senso c)e un vizio diventa principio di altri vizi. In c)e modo un peccato deriva da un altro peccato' In %uattro modi: 1. un peccato deriva da un altro peccato per la sottrazione della $razia" un peccato c)e priva un uomo della $razia è la causa dei peccati conse$uenti alla privazione della $razia" in %uesto modo %ualsiasi peccato può essere causa di altri peccati" %uesto modo di causare il peccato avviene per mezzo della rimozione di ciò c)e ostacola il peccato" la $razia ostacola il peccato" un peccato c)e to$lie la $razia 2

diventa causa di altri peccati" i vizi capitali non sono determinati secondo %uesto modo di essere causa di peccato* perc)+ la rimozione di ciò c)e ostacola %ualcosa è una causa accidentale" nessuna scienza prende in considerazione la cause accidentali" #. un peccato deriva da un altro peccato per l!inclinazione* nel senso c)e da un peccato viene causata una disposizione c)e inclina a peccare" secondo %uesto modo di dare ori$ine al peccato* o$ni peccato ne causa un altro simile a s+" i peccati non sono detti capitali neppure secondo %uesto modo di ori$inarsi* cioè per imitazione" 3. un peccato deriva da un altro peccato in %uanto %uesto peccato &ornisce la materia al sor$ere di un altro peccato" per es. la $ola &ornisce la materia alla lussuria* l!avarizia &ornisce la materia alla discordia" neppure in %uesto modo di ori$inarsi* i vizi sono detti capitali* perc)+ ciò c)e &ornisce la materia ad un peccato non è causa del peccato* ma è solo occasione di peccato" ,. un peccato deriva da un altro peccato per il &ine* in %uanto cioè un uomo* per il &ine di un peccato* cioè per realizzare un peccato* ne commette un altro" ad es. l!avarizia* c)e è l!attaccamento al denaro* causa la &rode" in&atti* un uomo commette una &rode per &ar soldi" i vizi sono detti capitali secondo %uesto modo di dare ori$ine ad altri peccati" ad es. per la lussuria si commettono tanti peccati: omicidi* in$anni* ecc." dun%ue* sono detti vizi 3

capitali %uei vizi c)e sono desidera ili principalmente per se stessi* a cui ven$ono su ordinati altri vizi. -. .ommaso osserva: c)i perse$ue un ene* &u$$e il male opposto" ad es. il $oloso cerca il piacere nei ci i e &u$$e la tristezza c)e deriva dalla loro assenza. (erciò* i vizi capitali si distin$uono per il ene e per il male. In c)e senso' /erc)iamo di capire. I vizi capitali si distin$uono per il ene. Il ene dell!uomo è triplice: • il ene dell!anima* • il ene del corpo e • il ene delle cose esteriori. Al ene dell!anima* c)e è l!eccellenza dell!onore e della &ama* è ordinata la super ia e la vana$loria. Al ene del corpo* c)e ri$uarda la conservazione dell individuo* cioè il ci o* è ordinata la $ola. Al ene del corpo* c)e ri$uarda la conservazione della specie* come accade nei piaceri venerei* è ordinata la lussuria. Al ene delle cose esteriori* in&ine spetta l!avarizia. I vizi capitale si distin$uono anc)e per il male. (er male si intende un ene &u$$ito perc)+ ostacola un ene ramato.

-i veri&ica un duplice movimento ri$uardante il male: • un movimento di &u$a dal male e • un movimento d!insor$enza contro di esso. 0uanto al movimento di &u$a dal male si assumono due vizi capitali: • c!è l!accidia" essa si veri&ica %uando un ene spirituale ostacola un ene &isico* ad es. il riposo* il piacere del corpo" l!accidia non è altro c)e la tristezza per %ualc)e ene spirituale* in %uanto è di ostacolo per un ene del corpo" ad es. la Messa domenicale mi impedisce di riposare" • c!è poi l!invidia" essa si veri&ica %uando il ene di un altro impedisce la propria eccellenza" l!invidia è l!a&&lizione per un ene altrui. 0uanto al movimento di insor$enza contro il male a iamo l!ira. L!ira comporta un movimento di insor$enza contro un ene* percepito come male per s+. SECONDO LA SUPERBIA E’ UN PECCATO SPECIFICO? 1iso$na esaminare in c)e cosa consista il peccato di super ia* per sapere se è un peccato speci&ico. 2$ni peccato )a come ase un desiderio naturale. I desideri umani sono retti e virtuosi* se sono con&ormi alla ra$ione* in&ormata dalla le$$e di 3io" se invece sono contrari alla ra$ione* in&ormata dalla le$$e di 3io* sono peccaminosi. 5

(er es. il desiderio di conoscere è un desiderio naturale" %uindi* se l!uomo si applica a conoscere secondo la retta ra$ione* ciò è uono e virtuoso" se invece l!uomo va oltre la re$ola della ra$ione* commette un peccato di curiosit4" se poi l!uomo non si applica a conoscere secondo la retta ra$ione* commette un peccato di ne$li$enza. 2ra* tra le cose desiderate dall!uomo* una è l!eccellenza" è un desiderio naturale. -e l!eccellenza è un desiderio secondo la re$ola della ra$ione* in&ormata dalla le$$e di 3io* sar4 un desiderio retto* un desiderio c)e appartiene alla virt5 della ma$nanimit4. /)i non )a %uesto desiderio secondo la ra$ione* in&ormata dalla le$$e di 3io* incorre nel vizio della pusillanimit4. /)i invece )a un desiderio della propria eccellenza c)e va oltre alla re$ola della retta ra$ione* incorre nel vizio della super ia. Insuper irsi è nient!altro c)e andare oltre la propria misura nel desiderio della propria eccellenza. -. A$ostino dice c)e la super ia è 6il desiderio di un!eccellenza perversa7. E poic)+ la misura non è identica per tutti* accade c)e ad uno è imputato a super ia %ualcosa c)e non sare e imputato ad un altro. (er esempio* ad un vescovo non è imputato a super ia se esercita %uelle &unzioni c)e spettano alla propria eccellenza" invece sare e imputato a super ia ad un semplice sacerdote* se tentasse di &are ciò c)e spetta al vescovo. 0uesto è il peccato speci&ico di super ia. 6

A volte però la super ia è un peccato $enerico* e non speci&ico. 0uando la super ia è un peccato $enerico' La super ia è un peccato $enerico per una certa di&&usione del suo dominio" cos8 è un peccato $enerico di super ia %uello di c)i cerca l!eccesso nelle ricc)ezze* nella scienza* ne$li onori* in %ualsiasi cosa" costui )a di mira una certa eccellenza tramite tutto %uesto $enere di cose. La super ia è un peccato $enerico anc)e in ra$ione del suo e&&etto. /iascun peccato può essere considerato • sia in ase alla volont4* • sia in ase all!e&&etto. Intatti* talvolta accade c)e si dia un peccato in ase all!e&&etto* ma non in ase alla volont4. (er esempio* se uno uccide il padre* pensando di uccidere un nemico* costui commette certamente un peccato di parricidio • in ase all!e&&etto* • non però in ase alla volont4. /os8 dun%ue* • se il peccato di super ia è considerato in ase all!e&&etto* in $enere esso si trova in o$ni peccato" in&atti* è un certo e&&etto della super ia non sottomettersi a 3io" è ciò c)e &a c)iun%ue pecca* in %uanto non si sottomette alla le$$e di 3io" • se invece il peccato di super ia è considerato in ase alla volont4* non sempre in o$ni peccato c!è un peccato di super ia* perc)+ non sempre si compiono atti cattivi per disprezzo di 7

3io o della sua le$$e" talvolta tali atti cattivi si compiono per i$noranza* o per de olezza* o per %ualc)e altra passione" ecco perc)+ -. A$ostino dice c)e il peccato di super ia è un peccato distinto da$li altri. TERZO NELL’UOMO LA SUPERBIA IN QUALE POTENZA RISIEDE? (oic)+ appartiene alla super ia il desiderare disordinatamente la propria eccellenza* è evidente c)e la super ia appartiene a una potenza appetitiva (da 9appeto!* cioè 9tendo!* ramo). Ma poic)+ la potenza appetitiva è in %ualc)e modo mossa dalla conoscenza* in %uanto il ene conosciuto muove il desiderio* si deve dire c)e la super ia risiede direttamente nella potenza appetitiva e indirettamente nella potenza conoscitiva. Ma in %uale potenza appetitiva e in %uale potenza conoscitiva' /!è una duplice potenza conoscitiva: • una potenza conoscitiva de$li universali: la ra$ione" • una potenza conoscitiva dei sin$olari: il senso o me$lio i vari sensi. /!è di conse$uenza una duplice potenza appetitiva: • una potenza appetitiva c)e risiede nella parte razionale: %uella c)e è c)iamata volont4"

una potenza appetitiva c)e risiede nella parte sensi ile: %uella c)e è c)iamata sensualit4 o appetito sensitivo.

In %uale potenza appetitiva e in %uale potenza conoscitiva risiede la super ia' (oic)+ l!o$$etto della super ia è l!eccellenza* essa deve risiedere nella volont4" e poic)+ la volont4 se$ue la conoscenza della ra$ione* la super ia risiede anc)e nella ra$ione. La super ia si riscontra anc)e ne$li an$eli ri elli* i %uali peccarono di diso edienza a motivo della super ia. QUARTO QUALI SONO LE SPECIE DELLA SUPERBIA? Il male della super ia consiste nel &atto c)e un uomo* nel desiderare un determinato ene eccellente* va oltre la propria misura. 0uindi* %uanti sono i modi in cui* nel desiderio della propria eccellenza* accade di oltrepassare la propria misura* altrettante sono le specie della super ia. In %uali modi si può oltrepassare la propria misura nel desiderare la propria eccellenza' In tre modi: 1. si può oltrepassare la propria misura in rapporto al ene eccellente c)e si desidera* come %uando uno si vanta d!avere ciò c)e non )a" #. si può oltrepassare la propria misura in rapporto al modo in cui si conse$ue 9

l!eccellenza* come %uando uno dice di avere per i propri meriti ciò c)e invece )a ricevuto da un altro o $razie ad un altro" è super o in %uesto modo c)i pensa ai propri eni provenienti da s+ invece c)e da 3io" 3. si può oltrepassare la propria misura in rapporto al modo di possedere* come %uando uno si vanta d!avere %ualcosa al di sopra de$li altri* c)e invece possiede come tutti $li altri.

QUESTIONE 9 LA VANAGLORIA
PRIMO LA VANAGLORIA E’ UN PECCATO? (er rispondere alla domanda* iso$na capire • in c)e cosa consista la $loria e • in c)e cosa consista la vana$loria. In c)e cosa consiste la $loria' /onsiste in una certa luminosit4 (si veda ad es. :es5 nella sua tras&i$urazione)" ora* la luminosit4 comporta una certa evidenza" per la luminosit4* una cosa diventa visi ile e mani&esta nel suo splendore. 2ra la $loria può essere considerata secondo tre modi di essere: 10

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nel suo modo di essere pi5 elevato la $loria consiste nel &atto c)e il ene d!un uomo è reso mani&esto ad una moltitudine di persone" in&atti* si dice c)e è luminoso ciò c)e può essere visto c)iaramente da tutti o da molti" /icerone dice c)e 6la $loria è una &ama di&&usa* accompa$nata da lode7" nella seconda accezione* la $loria è intesa anc)e nella misura in cui il ene d!una persona si mani&esta anc)e a poc)i o ad uno solo" nella terza accezione* si parla della $loria anc)e nella misura in cui il ene di %ualcuno consista nella stima di se stesso* nel senso cioè c)e un uomo $iudica il proprio ene dal punto di vista d!un certo splendore* come se dovesse essere mani&estato e ammirato da molti" in ase a ciò si dice c)e uno si $loria %uando desidera o anc)e %uando si compiace c)e il suo ene si mani&esti o ad una moltitudine o a poc)e persone o ad una sola o a se stesso.

In c)e cosa consiste la vana$loria' (er sapere c)e cosa sia la vana$loria o c)e cosa si$ni&ic)i $loriarsi vanamente* iso$na sapere c)e si è soliti intendere il termine 9vano! in tre modi: 1. talvolta il termine 9vano! indica ciò c)e non )a sussistenza" in ase a ciò le cose &alse sono dette 9vane!" #. talvolta il termine 9vano! indica ciò c)e non )a solidit4" le cose mutevoli sono dette 9vane!" 3. talvolta il termine 9vano! indica ciò c)e non ra$$iun$e il &ine dovuto" si dice ad es. c)e )a 11

preso 9invano! una medicina c)i non è $uarito" Isaia scrive: 6Invano )o &aticato* per nulla e invano )o consumato le mie &orze7 (,;*,). In ase a ciò* la $loria può essere detta 9vana! in tre modi: 1. la $loria è detta 9vana!* %uando uno si $loria per %ualcosa di &also* per es. per il ene c)e non )a" l!Apostolo scrive: 6/)e cosa mai possiedi c)e tu non a ia ricevuto' E se l!)ai ricevuto* perc)+ te ne vanti come non l!avessi ricevuto'7(1/or. ,*<)" #. la $loria è detta 9vana!* %uando uno si $loria d!un ene c)e passa &acilmente* come dice Isaia: 62$ni uomo è come l!er a e tutta la sua $loria è come un &iore del campo7 (,=*>)" 3. la $loria è detta 9vana!* %uando la $loria dell!uomo non è ordinata al &ine dovuto. 0ual è il &ine dovuto verso il %uale la $loria di un uomo può essere lodevolmente ordinata' (uò essere triplice %uesto &ine dovuto: la $loria di 3io* la salvezza del prossimo* l!utilit4 dello stesso uomo: 1. il &ine dovuto verso cui la $loria di un uomo può essere lodevolmente ordinata è la $loria di 3io" il ene c)e l!uomo compie torna a $loria di 3io %uale primo autore di esso" ecco perc)+ :es5 dice: 6?isplenda la vostra luce davanti a$li uomini* perc)+ vedano le vostre opere uone e rendano $loria al vostro padre c)e è nei cieli7 (Mt. @*1>)" 12

#. il &ine dovuto verso cui la $loria di un uomo può essere lodevolmente ordinata è la salvezza del prossimo" il prossimo* vedendo il ene d!una persona* ne è edi&icato &ino ad imitarla" è %uello c)e scrive l!Apostolo: 6/iascuno di noi cerc)i di compiacere il prossimo nel ene* per edi&icarlo7 (?m. 1@*#)" 3. il &ine dovuto verso cui la $loria di un uomo può essere lodevolmente ordinata è l!utilit4 dello stesso uomo* il %uale* %uando nota c)e le sue uone azioni sono lodate da$li altri* di esse rende $razie e in esse pi5 &ermamente persiste" ecco perc)+ l!Apostolo (aolo ricorda spesso ai &edeli di /risto le loro uone opere* a&&inc)+ persistano in esse con ma$$iore &ermezza. 0uando la $loria di un uomo è 9vana!' 0uando uno cerca la $loria non in vista di uno dei suddetti tre &ini* ma per &ini di ordine temporale* la sua $loria comporta un certo disordine nei suoi desideri" è %uindi vana$loria. 0uesto disordine )a natura di peccato" %uindi* la vana$loria* in %ualsiasi modo ven$a intesa* è un peccato. SECONDO LA VANAGLORIA E’ UN PECCATO MORTALE? A iamo detto nella domanda precedente c)e c!è 9vana$loria! • %uando uno si $loria per %ualcosa di &also* o

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%uando uno si $loria per %ualcosa di temporale* o %uando uno non ri&erisce la sua $loria al &ine dovuto.

Aei primi due casi non o$ni vana$loria è peccato mortale" non si può ad es. pensare c)e c!è peccato mortale %uando uno si $loria del suo canto* pensando di cantar ene* mentre canta male (primo caso)* %uando uno si $loria d!avere un cavallo c)e corre veloce (secondo caso). Ael terzo caso è pi5 &acile c)e si veri&ic)i il peccato mortale" è in&atti pi5 $rave non orientare la $loria al &ine dovuto* cioè alla $loria di 3io* o alla salvezza del prossimo* o alla propria utilit4 spirituale. 1iso$na tener presente c)e il non rapportarsi d!un atto a 3io come a &ine può accadere in due modi: 1. il non rapportarsi d!un atto a 3io come a &ine può accadere per il &atto c)e lo stesso atto non è ordinato al &ine" in %uesto modo nessun atto disordinato può essere ri&erito al &ine ultimo* sia esso un peccato mortale o un peccato veniale" in&atti* l!atto disordinato non è un mezzo conveniente con cui pervenire a un &ine uono" nessuno ad es. può dire: &accio un adulterio per rendere $loria a 3io" oppure: dico una u$ia a $loria di 3io" #. il non rapportarsi d!un atto a 3io come a &ine può accadere da parte dello stesso a$ente* %uando la sua mente non è ordinata verso il 14

de ito &ine in maniera attuale o in maniera a ituale" l!atto* c)e procede da una tale mente non orientata al de ito &ine* è orientato a %ualc)e altra cosa come a &ine ultimo" in %uesto caso l!atto umano* c)e non si ri&erisce a 3io come a &ine* nè in maniera attuale* nè in maniera a ituale* è sempre peccato mortale" in tal caso la vana$loria è peccato mortale" non sempre si veri&ica tutto %uesto nella vana$loria" in tali casi la vana$loria è peccato veniale. TERZO LA VANAGLORIA HA DELLE FIGLIE? QUALI? Un vizio è denominato 9capo! %uando da esso si ori$inano altri vizi* ordinati al suo stesso &ine. (oic)+ il &ine proprio della vana$loria è la mani&estazione della propria eccellenza* si dicono 9&i$lie della vana$loria! %uei vizi* per mezzo dei %uali l!uomo può mani&estare la propria eccellenza. 2ra* come può l!uomo mani&estare la propria eccellenza' In due modi: direttamente o indirettamente. 0uando l!uomo mani&esta la propria eccellenza direttamente' L!uomo mani&esta la propria eccellenza direttamente in vari modi: • o per mezzo delle parole: in tal caso si )a la 9iattanza!"

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o per mezzo di azioni vere* c)e )anno %ualcosa di ammirevole: in tal caso si )a la 9presunzione d!ori$inalit4!" in&atti* tutte %uelle cose c)e accadono in &orme nuove di solito sono ammirate di pi5 da$li uomini" o con atti simulati: in tal caso si )a l! 9ipocrisia!.

0uando poi l!uomo mani&esta la propria eccellenza indirettamente' L!uomo mani&esta la propria eccellenza indirettamente* %uando si s&orza di dimostrare c)e e$li non è in&eriore ad un altro. /iò può avvenire in relazione a %uattro cose: • può avvenire in relazione all!intelletto" in tal caso si )a l!ostinazione* a causa della %uale un uomo si &issa nella propria opinione e non vuol dare credito a un!opinione pi5 $iusta" • può avvenire in relazione alla volont4" in tal caso si )a la discordia* c)e si veri&ica %uando un uomo non con&orma la propria volont4 alla volont4 dei mi$liori" • può avvenire in relazione alle parole" è il caso della contesa* c)e si veri&ica %uando un uomo non vuole essere vinto da un altro con le parole" • può avvenire in relazione all!atto* %uando uno non vuole sottomettere la sue azioni all!ordine di un superiore.

QUESTIONE 10
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L’INVIDIA
PRIMO L’INVIDIA E’ PECCATO? (er rispondere alla domanda iso$na tener presente %uanto se$ue. Un atto morale riceve la sua specie dal suo o$$etto o materia. 0uindi un atto morale • è cattivo se non si rapporta in modo conveniente col suo o$$etto" • è uono se si rapporta in modo conveniente col suo o$$etto. 1iso$na poi tener presente c)e • l!o$$etto dell!intelletto è la verit4 e %uindi la &alsit4* come suo contrario" • l!o$$etto della volont4 è invece il ene e %uindi il male* come suo contrario. 2ra* • $li atti dell!intelletto sono l!a&&ermazione della verit4* e la ne$azione di essa* • $li atti della volont4 sono il perse$uimento del ene* e la &u$a dal ene. 2ra* • il ene )a la natura di ciò c)e attrae* perc)+ il ene è ciò c)e tutti desiderano* 17

il male )a la natura di ciò c)e respin$e* perc)+ il male è contro la volont4 e il desiderio.

0uindi* un atto della volont4* il cui o$$etto è il ene* se perse$ue il male* è un atto non conveniente al suo o$$etto* c)e è il ene. 0uindi* • $li atti di volont4 c)e perse$uono un male* come ad es. amare il male* $odere del male* sono atti cattivi nel loro $enere" • $li atti della volont4 c)e &u$$ono da un ene* come ad es. odiare il ene* respin$ere il ene* rattristarsi di un ene* sono atti cattivi nel loro $enere. 2ra* l!invidia comporta la tristezza per un ene" è %uindi evidente c)e l!invidia è un peccato per il suo $enere. SECONDO L’INVIDIA E’ PECCATO MORTALE? -appiamo c)e la specie di un atto morale deriva dal suo o$$etto. (oic)+ la vita dell!anima deriva dalla carit4 c)e la unisce a 3io* %uando un o$$etto si oppone alla carit4* l!atto morale c)e lo perse$ue è peccato mortale per il suo $enere. Ad es. uccidere un uomo comporta %ualcosa di contrario alla carit4* perc)+ la carit4 ci &a amare il prossimo* ci &a volere c)e il prossimo viva* esista e possieda dei eni" tutto ciò &a parte della natura dell!amicizia. 18

(erciò l!omicidio è un peccato mortale per il suo $enere. 2ra* l!atto di invidiare comporta %ualcosa di contrario alla carit4" in&atti* rattristarsi della &elicit4 di un altro è contrario alla carit4* la %uale ci &a amare il prossimo. -. A$ostino scrive: 6/olui c)e invidia c)i canta ene* non ama c)i canta ene7. 0uindi* l!invidia* per il suo $enere è peccato mortale. 1iso$na tener presente però c)e* nel $enere di %ualc)e peccato mortale* si può riscontrare %ualc)e atto c)e non è peccato mortale a causa della sua imper&ezione dell!atto. /iò si veri&ica in due modi: 1. %uando l!atto cattivo non procede da una deli erazione della ra$ione* la %uale è il principio attivo de$li atti umani" i movimenti improvvisi %uindi* pur $ravi come un omicidio* un adulterio* ecc.* non sono peccati mortali* perc)+ non ra$$iun$ono per&ettamente la natura dell!atto morale* il cui principio è la ra$ione" #. %uando si tratta di un o$$etto cattivo* ma piccolo" in&atti* la ra$ione stima %uasi un niente ciò c)e è piccolo" ad es. se uno prende da un campo altrui una spi$a di &rumento o %ualcosa del $enere* non si deve pensare c)e costui )a commesso peccato mortale* perc)+ ciò c)e )a preso è ritenuto %uasi un niente* sia da colui c)e prende* sia da colui al %uale la cosa appartiene. 19

0uindi* l!invidia* enc)+ per il suo $enere sia peccato mortale* può non essere di &atto peccato mortale: • o per l!imper&ezione dell!atto d!invidia* perc)+ è improvviso e non procede da una deli erazione della ra$ione* • o perc)+ uno si rattrista di un ene altrui* c)e è tanto piccolo da non sem rare un ene" ad es. %uando uno si rattrista perc)+ un altro possiede una penna di colore rosso. TERZO L’INVIDIA E’ UN VIZIO CAPITALE? I vizi capitali sono %uei vizi* dai %uali si ori$inano di per s+ altri vizi. 0uali vizi prendono inizio dall!invidia' (oic)+ l!invidia è tristezza della $loria altrui* in %uanto è vista come un certo male* se$ue c)e l!uomo* per invidia* tende a compiere disordinatamente alcuni atti contro il prossimo" l!invidia è %uindi un vizio capitale. 0uali sono %uesti atti disordinati contro prossimo ori$inati dall!invidia' Aell!impulso dell!invidia • c!è %ualcosa c)e &un$e da principio e • c!è %ualcosa c)e &un$e da termine. il

Il principio dell!impulso dell!invidia consiste propriamente nel &atto c)e uno contrasta la $loria

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di un altro" $loria c)e lo rattrista" ciò accade in due modi: 1. diminuendo i suoi eni* e #. parlando male di lui: o nascostamente" il c)e si &a per mezzo della maldicenza" o apertamente" il c)e si &a per mezzo della di&&amazione. Il termine* poi* dell!impulso dell!invidia può essere considerato in due modi: 1. il termine dell!impulso dell!invidia può essere considerato in rapporto a c)i è invidiato" in tale rapporto l!invidia s&ocia nell!odio* nel senso c)e uno non solo si rattrista per la superiore eccellenza di un altro* ma ne vuole il male" il c)e è odio" #. il termine dell!impulso dell!invidia può essere considerato dalla parte di c)i invidia* il %uale certamente* se può ra$$iun$ere il &ine voluto* consistente nel diminuire la $loria del prossimo* se ne ralle$ra" e cos8 si annovera come &i$lia dell!invidia l!esultanza per le avversit4 altrui" c)i invidia poi* se non può conse$uire il proprio intento* di impedire la $loria del prossimo* si rattrista" e cos8 si annovera come &i$lia dell!invidia l!a&&lizione per la prosperit4 altrui.

QUESTIONE 11 L’ACCIDIA
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L’ACCIDIA E’ UN PECCATO? L!accidia è una certa tristezza. 2ra* l!o$$etto della tristezza è un male presente. /!è un duplice male: • c!è %ualcosa c)e è un male vero e in assoluto" • c!è %ualcosa c)e è un male apparente* mentre in assoluto è un ene. La tristezza* c)e ri$uarda un male vero* è lodevole. La tristezza* c)e invece ri$uarda un male apparente* è iasimevole. 2ra* l!accidia è una tristezza per il ene spirituale. (oic)+ il ene spirituale è un ene vero* e solo apparentemente è un male* nel senso c)e si oppone ai desideri della carne* è evidente c)e l!accidia* cioè la tristezza per il ene spirituale* di per s+* è un peccato. 1iso$na però tener presente c)e l!accidia* essendo una tristezza* può essere considerata in due modi: 1. può essere considerata nella sensualit4 o appetito sensitivo" #. può essere considerata nella volont4. 2ra* il peccato risiede propriamente nella volont4. E %uindi* se l!accidia o tristezza è intesa come atto della volont4 c)e ri&u$$e dal ene spirituale* essa può avere per&etta natura di peccato" se invece 22

l!accidia o tristezza è intesa come atto dell!appetito sensitivo* non )a natura di peccato se non per la volont4" in&atti* la tristezza o accidia come atto dell!appetito sensitivo può essere superato o vietato dalla volont4. 3i conse$uenza* se la volont4 non vieta l!atto di tristezza dell!appetito sensitivo* tale atto di tristezza )a una certa natura di peccato* ma imper&etta. Ad es. a volte uno sente una tristezza non voluta per dover &are atti spirituali" in tali casi la volont4 deve superare una tale tristezza istintiva" se non la vuole superare* la tristezza )a %ualc)e natura di peccato* almeno imper&ettamente.

SECONDO L’ACCIDIA E’ UN PECCATO SPECIFICO? L!accidia è un peccato speci&ico %uando è una tristezza per il ene spirituale e divino. 0uindi il rattristarsi per %uesto speci&ico ene* cioè per il ene spirituale e divino* è un peccato speci&ico. Ma come può il ene spirituale e divino essere rattristante per l!uomo' Il ene spirituale e divino è rattristante per l!uomo a causa della contrapposizione dello spirito alla carne* come dice -. (aolo: 6La carne )a desideri contrari allo -pirito e lo -pirito )a desideri contrari alla carne7 (:al. @*1<). 23

0uindi* %uando nell!uomo domina l!a&&ezione per la carne* e$li )a a nausea il ene spirituale come se $li &osse contrario. 0uindi* una tale tristezza o nausea del ene spirituale e divino è accidia* ed è un peccato speci&ico. TERZO L’ACCIDIA E’ UN PECCATO MORTALE? L!accidia è un peccato mortale nel suo $enere. In&atti* una tristezza per il ene spirituale e divino è contraria alla carit4* la %uale aderisce al ene divino e in esso $ioisce. 1iso$na ricordare c)e un peccato è mortale %uando è contrario alla carit4* per la %uale c!è la vita nell!anima. (oic)+ l!accidia è contraria alla carit4* è peccato mortale" in&atti* 6c)i non ama rimane nella morte7 (1:v. 3*1,). L!accidia può essere para$onata all!invidia. /ome l!invidia* c)e consiste nella tristezza per il ene del prossimo* è peccato mortale per il suo $enere* in %uanto è contraria alla carit4 verso il prossimo" cos8 l!accidia* c)e consiste nella tristezza per un ene spirituale e divino* è peccato mortale per il suo $enere* in %uanto è contraria alla carit4 verso 3io. .uttavia* in tutti i peccati* c)e sono mortali nel suo $enere* si veri&icano dei movimenti imper&etti.

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0uando ciò capita* tali peccati non sono mortali" si tratta dei peccati c)e avven$ono senza una deli erazione della ra$ione. /iò può capitare anc)e per i peccati di accidia. QUARTO L’ACCIDIA E’ UN VIZIO CAPITALE? E! capitale %uel vizio da cui si ori$inano altri vizi c)e mirano allo stesso &ine. 2ra* l!accidia è una tristezza per un certo ene spirituale e divino* come l!invidia è una tristezza per un certo ene del prossimo. E ene* • come dall!invidia si ori$inano molti vizi* in %uanto l!uomo compie disordinatamente molte azioni per respin$ere la tristezza c)e deriva dal ene del prossimo" e per %uesto l!invidia è un vizio capitale" • cos8 dall!accidia si ori$inano molti vizi* in %uanto l!uomo compie disordinatamente molte azioni per respin$ere la tristezza c)e deriva dal ene spirituale e divino" e per %uesto anc)e l!accidia è un vizio capitale. 0uali vizi derivano dall!accidia' (oic)+ nessun uomo può rimanere a lun$o nella tristezza* cioè senza $odimento* dalla tristezza derivano due conse$uenze: l!uomo • da una parte si allontana da %uelle cose c)e lo rattristano* e • dall!altra passa ad altre cose* in cui prova piacere" Aristotele dice c)e coloro i %uali non 25

possono $ioire dei piaceri dello spirito per lo pi5 si danno ai piaceri del corpo" in ase a ciò* alla tristezza c)e nasce dai eni dello spirito conse$ue lo 6sva$o nelle cose illecite7* nelle %uali l!anima carnale trova piacere. Aella &u$a dalla tristezza si osserva il se$uente processo: • in un primo momento l!uomo &u$$e dai eni dello spirito" • in un secondo momento l!uomo perse$ue i eni del corpo. 2ra* la &u$a dai eni dello spirito* i %uali possono dare piacere* comporta un duplice allontanamento: • l!allontanamento dal ene divino sperato: ecco la 6disperazione7* e • l!allontanamento dal ene spirituale da &are. 0uesto secondo allontanamento* cioè l!allontanamento dal ene spirituale da &are* è duplice: • l!allontanamento dalle cose c)e sono comunemente necessarie alla salvezza" ecco la 6svo$liatezza verso i comandamenti7" • l!allontanamento dalle cose ardue* cioè da %uelle c)e rientrano nei consi$li" ecco la 6pusillanimit47.

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Accade inoltre c)e* se uno* contro la sua volont4* è tenuto le$ato ai eni dello spirito (ad es. alla Messa)* c)e lo rattristano* • in un primo momento e$li nutre un certo sde$no contro %uelle persone c)e lo ten$ono le$ato a tali eni" ecco il 6rancore7" • in un secondo momento e$li nutre sde$no e odio anc)e contro $li stessi eni spirituali" ecco la 6malizia7.

QUESTIONE 12 L’IRA
PRIMO OGNI IRA E’ CATTIVA O C’E’ QUALCHE IRA BUONA? L!ira può essere uona o cattiva. 0uando uno cerca la vendetta secondo il dovuto ordine della $iustizia* come %uando uno cerca la vendetta per corre$$ere un peccato* come %uando cioè uno si adira contro il peccato* l!ira è uona. 0uando invece uno desidera disordinatamente la vendetta* l!ira è cattiva" %uesta ira cattiva si veri&ica • o %uando uno cerca la vendetta al di l4 dell!ordine della $iustizia* 27

o %uando cerca la vendetta con l!o iettivo di sopprimere il peccatore piuttosto c)e eliminare il peccato" %uesto è l!adirarsi contro il proprio &ratello* di cui parla :es5.

-. .ommaso &a anc)e %uesta ri&lessione. L!ira e le altre passioni possono rapportarsi al $iudizio della ra$ione in due modi: • in modo antecedente la ra$ione* e • in modo conse$uente la ra$ione. 0uando l!ira precede la ra$ione* essa impedisce il $iudizio della ra$ione* perc)+ l!anima può $iudicare intorno alla verit4 soprattutto in una certa tran%uillit4 della mente" il Biloso&o dice c)e l!anima diventa sapiente e prudente %uando è calma" cosa pi5 c)e evidente" in tal caso l!ira non è uona. 0uando invece l!ira se$ue la ra$ione* %uando cioè l!ira sor$e dopo c)e la ra$ione )a $iudicato e ordinato il modo di vendicarsi* in tal caso l!ira serve a dare esecuzione a ciò c)e la ra$ione )a deciso di &are" in tal caso l!ira non è d!impedimento al $iudizio della ra$ione* c)e $i4 c!è stato* ma è piuttosto vanta$$iosa per una pi5 pronta esecuzione* e in ciò è utile alla virt5. 3ice molto ene -. :re$orio nel suo commento al li ro di :io e: 61iso$na avere la massima cura a&&inc)+ l!ira* utilizzata come strumento della virt5* non domini sulla mente* n+ la preceda come una padrona* ma* simile ad un!ancella pronta ad 28

o edire* non s!allontani mai dal se$uire la ra$ione" in&atti* l!ira si er$e con pi5 &orza contro i vizi allor%uando si mette al servizio della ra$ione da suddita7" in&atti* l!ira senza la ra$ione è cieca. SECONDO L’IRA PUO’ ESSERE PECCATO? -e l!ira è un desiderio di vendetta* in %uanto è veramente $iusta* allora l!ira sar4 uona e virtuosa" %uesta ira è detta da -. :re$orio 6ira per zelo7. -e invece il desiderio di vendetta è solo apparentemente $iusta* ma non è veramente $iusta* l!ira c)e la muove è peccato" -. :re$orio la c)iama 6ira per vizio7. 0uando il desiderio di vendetta è apparentemente $iusto senza essere di &atto $iusto' 0uando non viene osservato il dovuto ordine della $iustizia: • o perc)+ uno cerca una vendetta pi5 $rande del dovuto* • o perc)+ cerca di vendicarsi di sua autorit4* enc)+ ciò non $li sia consentito* • o perc)+ cerca la vendetta in vista d!un &ine inde ito. Il Biloso&o dice c)e l!adirato comincia certamente ad ascoltare la ra$ione* in %uanto cioè $iudica c)e l!o&&esa va vendicata" tuttavia l!adirato non ascolta per&ettamente la ra$ione" in&atti* non se$ue il retto ordine della vendetta come detta la ra$ione.

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(erciò il Biloso&o para$ona l!ira a %uei servi c)e s!a&&rettano ad ese$uire un ordine prima d!ascoltarlo per intero* ra$ion per cui s a$liano. TERZO L’IRA E’ PECCATO MORTALE? :li atti morali tra$$ono la loro specie da ciò c)e essi perse$uono* cioè dai loro o$$etti. 2ra $li o$$etti possono essere uoni o cattivi. 0uando l!ira perse$ue un o$$etto $ravemente cattivo* essa è peccato mortale. 6L!ira per vizio7 è* per il suo $enere* peccato mortale* perc)+ tale ira altro non è c)e la volont4 di nuocere al prossimo in modo in$iusto a causa di %ualc)e o&&esa precedente. 1iso$na però ricordare c)e un peccato può essere 6mortale7 per il suo $enere* ma 6veniale7 per l!imper&ezione dell!atto. 0uando l!atto dell!uomo è imper&etto' L!atto dell!uomo è imper&etto in due modi: 1. l!atto dell!uomo può essere imper&etto da parte di c)i a$isce: l!atto è imper&etto %uando precede il $iudizio della ra$ione" ad es. una estemmia c)e scappa prima di pensare ciò c)e si dice" in ase a ciò* il movimento della sensualit4* c)e precede la ra$ione* anc)e se tende verso un %ualsiasi peccato mortale* anc)e verso un omicidio o un adulterio da compiere* è peccato veniale" #. l!atto dell!uomo può essere imper&etto da parte dell!o$$etto" a volte l!o$$etto* a causa della sua piccolezza* è ritenuto un niente" in&atti* la ra$ione ritiene %uasi un niente ciò c)e è poco" 30

in ase a ciò* enc)+ prendere una cosa altrui sia peccato mortale per il suo $enere* tuttavia prendere una piccola %uantit4* c)e è %uasi di nessun valore* non è peccato mortale" per es.* se uno prende un piccolo $rappolo d!uva nella vi$na di %ualcuno. (ossiamo ri&erire %uesti due modi suddetti all!ira: 1. un improvviso scatto d!ira* cui la ra$ione non acconsente* è peccato veniale" #. una ira verso %ualcuno* c)e produce un piccolo danno* è peccato veniale. QUARTO L’IRA è UN PECCATO MENO GRAVE DELL’ODIO, DELL’INVIDIA E DELLA CONCUPISCENZA? L!odio cerca il male del prossimo. L!invidia cerca di impedire il ene del prossimo. L!ira )a di mira per s+ il ene e solo accidentalmente il male" ora* ciò c)e è per s+ è superiore a ciò c)e è accidentale. (erciò l!odio e l!invidia superano in malizia il peccato dell!ira. (oi è pi5 $rave la concupiscenza o l!ira' Il movimento dell!ira è vicina alla virt5 pi5 del movimento della concupiscenza. In&atti* la concupiscenza consiste nel &atto c)e tende verso un ene* c)e è piacevole secondo il senso" l!ira invece tende disordinatamente verso un ene c)e è $iusto secondo ra$ione.

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2ra* poic)+ il ene della ra$ione è mi$liore del ene del senso* il movimento dell!ira è vicino alla virt5 pi5 del movimento della concupiscenza. 0uindi* assolutamente parlando* il peccato d!ira è meno $rave del peccato di concupiscenza. QUINTO L’IRA E’ UN VIZIO CAPITALE? ?icordiamo c)e è 6capitale7 %uel vizio dal %uale si ori$inano altri vizi c)e )anno lo stesso &ine. 2ra* per il &ine dell!ira* c)e è %uello di vendicarsi* si compiono molti atti in modo disordinato* i %uali sono %uindi dei peccati. L!ira è %uindi un vizio capitale. 0uali sono i vizi c)e derivano dall!ira' -. :re$orio* nel suo commento morale a :io e* parla di sei &i$lie dell!ira: • la rissa* • la tracotanza* • l!insulto* • il clamore* • l!indi$nazione* • le estemmie. In c)e modo %uesti sei peccati derivano dall!ira' L!ira può essere considerata in tre modi: • in %uanto risiede nel cuore* • in %uanto risiede sulla occa* • in %uanto $iun$e &ino all!azione. In %uanto l!ira è nel cuore* da essa si ori$inano due vizi: 32

l!indi$nazione a motivo dell!in$iustizia su ita" l!adirato* considerando il danno c)e $li è stato arrecato* in$randisce nel suo animo l!in$iustizia e da ciò si muove a vendicarsi della persona c)e )a arrecato il danno" ciò è propriamente l!indi$nazione" la tracotanza" in&atti* l!adirato esco$ita le diverse maniere con cui poter vendicarsi" di %uesti pensieri si ri$on&ia il suo animo" da ciò deriva la tracotanza.

In %uanto l!ira è nelle parole* da essa si ori$inano altri tre vizi: • la estemmia* perc)è si pensa c)e 3io permette c)e un!in$iustizia sia arrecata" • il clamore* c)e è un parlare sconnesso e con&uso" in&atti* l!adirato prorompe in parole sconnesse senza c)e esprimano alcuna speci&ica in$iuria" • l!insulto* c)e si )a %uando uno prorompe in parole in$iuriose* come %uando uno c)iama il suo &ratello 6scemo7. In %uanto l!ira passa a$li atti* si ori$inano le risse e le sue conse$uenze: le lesioni* $li omicidi e altri atti del $enere.

QUESTIONE 1 L’AVARIZIA
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PRIMO L’AVARIZIA E’ UN VIZIO SPECIFICO? 0uando il termine 6avarizia7 desi$na una disordinata ramosia di denaro* l!avarizia è un vizio speci&ico. 0uando invece il termine 6avarizia7 desi$na una disordinata cupidi$ia di %ualsiasi ene* l!avarizia è un peccato $enerico" in&atti* in o$ni peccato c!è un desiderio disordinato verso un ene creato. -. A$ostino dice c)e • c!è un!avarizia $enerica* c)e consiste nel desiderare %ualcosa pi5 di %uanto sia necessario* • c!è un!avarizia speci&ica* c)e è comunemente detta 6amore del denaro7. SECONDO L’AVARIZIA E’ UN PECCATO MORTALE? 0uando l!avaro desidera eni temporali in modo da collocare in essi il proprio &ine* pecca mortalmente* perc)+ in tal modo e$li si allontana dal ene immuta ile (3io)* c)e deve essere l!ultimo &ine. 0uando invece uno ama le cose del mondo* ed è preso dalle occupazioni terrene* in modo però c)e il suo cuore non si allontana da 3io* e nulla antepon$a a lui* non pecca mortalmente. TERZO L’AVARIZIA E’ UN VIZIO CAPITALE? 34

?icordiamo c)e è detto capitale %uel vizio c)e )a un certo &ine principale verso cui molti altri vizi si ordinano naturalmente* e cos8 da tale vizio ne nascano molti altri. 0uali sono i vizi c)e nascono dall!avarizia come sue &i$lie' -. :re$orio ne elenca sette: • il tradimento* • la &rode* • la &allacia* • lo sper$iuro* • l!in%uietudine* • le violenze* • la durezza del cuore contro la misericordia. /ome si spie$a %uesta derivazione dall!avarizia delle suddette sette &i$lie' -. .ommaso d4 la se$uente spie$azione. All!avarizia apparten$ono due atte$$iamenti: • il primo è %uello di 6conservare in eccesso7* • il secondo è %uello di 6eccedere nel prendere7. 3al primo atte$$iamento dell!avarizia* c)e è %uello di 6conservare in eccesso7* si ori$ina l!indurimento del cuore contro la misericordia* cioè la disumanit4" in&atti* per conservare in eccesso* l!avaro indurisce il proprio cuore per non soccorrere misericordiosamente nessuno con le proprie sostanze.

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3al secondo atte$$iamento dell!avarizia* c)e è %uello di 6eccedere nel prendere7* essa può essere considerata in due modi: 1. l!avarizia può essere considerata in %uanto risiede nel cuore dell!avaro" in tal caso* dall!avarizia si ori$ina l!in%uietudine* poic)+ impone all!uomo preoccupazioni e cure in pi5" in&atti* l!avaro non si sazia mai del denaro" #. l!avarizia può essere considerata in %uanto risiede nell!esecuzione dell!opera* e cos8* nell!impossessarsi delle cose altrui* talvolta ci si serve della &orza* e si )anno cos8 le violenze" talaltra ci si serve dell!astuzia: se l!astuzia avverr4 con le parole* si avr4 la &allacia nella semplice parola* con cui uno in$anna un altro a scopo di lucro" le l!astuzia avverr4 con le parole con&ermate da $iuramento* si avr4 lo sper$iuro" talaltra ci si serve dell!in$anno: se l!in$anno è commesso nell!azione* allora si avr4 la &rode per %uanto ri$uarda le cose* e il tradimento per %uanto ri$uarda le persone* come è evidente in :iuda* il %uale divenne traditore di /risto per la sua avarizia. QUARTO E’ PECCATO MORTALE PRESTARE A USURA? Il termine 6usura7 deriva dal termine 6uso7. -i tratta dell!uso del denaro allo scopo di ricevere una determinata somma da tale uso. 2ra* iso$na tener presente c)e di cose diverse l!uso è diverso. Ad es. l!uso del vino consiste nel erlo" %uindi con tale uso se ne consuma la sostanza" l!uso del 36

pane è c)e si man$i" un tale uso è la consumazione dello stesso pane. /os8* anc)e l!uso proprio del denaro è c)e sia speso per lo scam io con altre cose" il denaro* in&atti* è stato inventato in vista dello scam io* dice Aristotele. /i sono invece alcune cose il cui uso non è la consumazione della sostanza delle medesime" ad es. l!uso di una casa è di a itarvi senza consumarvi la sostanza* come %uando si man$ia il pane. Aon rientra nel concetto di a itazione c)e si demolisca la casa. (uò accadere c)e una casa* a itandola* su isca delle mi$liorie o dei danne$$iamenti" ma ciò avviene accidentalmente. /iò vale anc)e per altre cose" ad es. per il cavallo* per il vestito* ecc. 0uindi* poic)+ %ueste cose* assolutamente parlando* non si consumano per l!uso* esse possono essere vendute o cedute in uso. In&atti* uno può vendere la sua casa* oppure può vendere l!uso di essa riservandone la propriet4. Ceniamo al 6prestito a usura7. (restare il denaro a usura è di per s+ peccato mortale. (erc)+ è peccato mortale' 0uando uno d4 in prestito del denaro col patto c)e $li ven$a restituito per intero e* per $iunta* vuole avere una certa somma per l!uso del denaro* è evidente c)e sta vendendo separatamente 37

• l!uso del denaro e • la stessa sostanza del denaro. 2ra* l!uso del denaro non è altro c)e la sua sostanza. 0uindi* c)i presta a usura vende due volte la stessa cosa* cioè lo stesso denaro* il cui uso è la sua stessa consumazione. /iò va mani&estamente contro l!essenza della $iustizia naturale. 0uindi* prestare del denaro a usura è di per s+ peccato mortale. A.1. 0uesto pensiero valeva per un!epoca in cui $li scam i avvenivano in un certo modo" non può valere per i nostri tempi* in cui tutti $li scam i sono pro&ondamente cam iati.

QUESTIONE 1! LA GOLA
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PRIMO LA GOLA è SEMPRE PECCATO? /!è il peccato in tutti i casi in cui uno si allontana dalla re$ola della ra$ione. In&atti* il peccato non è c)e un atto disordinato. 2ra* ci si allontana dalla re$ola della ra$ione • sia ne$li atti esteriori* • sia ne$li passioni interiori dell!anima* perc)+ sia $li atti esteriori sia le passioni interiori devono essere ordinati per mezzo della re$ola della ra$ione. 2ra* &ra tutte le passioni dell!anima* la pi5 di&&icile da ordinare secondo la ra$ione è il 6piacere7* soprattutto i piaceri naturali* c)e sono 6compa$ni della nostra vita7. 0uali sono %uesti piaceri' Uno di %uesti piaceri è %uello del 6man$iare e ere7* senza i %uali non è possi ile vivere. 0uando il desiderio di simili piaceri va oltre la re$ola della ra$ione* c!è peccato di $ola. -i dice c)e la $ola è 6un desiderio smodato di man$iare7. -i noti c)e il peccato di $ola non consiste nell!atto esteriore di assunzione del ci o* se non come conse$uenza della passione del desiderio disordinato del ci o. E! %uindi evidente c)e la $ola ri$uarda principalmente le passioni e si oppone alla temperanza* in %uanto re$ola i desideri e i piaceri relativi ai ci i e alle evande. 39

SECONDO LA GOLA E’ PECCATO MORTALE? -e l!o$$etto di un determinato peccato si oppone alla carit4* nella %uale consiste la vita spirituale* %uesto peccato è mortale per il suo $enere" per es. la estemmia* per il suo o$$etto* si oppone alla carit4 verso 3io" cos8 l!omicidio* per il suo o$$etto* si oppone alla carit4 verso il prossimo" e %uindi entram i* estemmia e omicidio* sono peccati mortali nel suo $enere. E il peccato di $ola è mortale o veniale' Il peccato di $ola consiste nel desiderio disordinato del piacere dei ci i. 2ra* il piacere dei ci i* considerato in se stesso* non si oppone alla carit4 n+ di 3io n+ del prossimo. Il piacere dei ci i si oppone alla carit4 solo %uando è un piacere disordinato. /ome può essere disordinato il desiderio del piacere dei ci i' In due modi: 1. il desiderio del piacere dei ci i è disordinato %uando uno desidera %uesto piacere come suo &ine ultimo* ricordando c)e uno non può avere due o molti &ini ultimi" un tale desiderio disordinato è contro la carit4 di 3io* il %uale deve essere amato come &ine ultimo" #. il desiderio del piacere dei ci i può essere disordinato poi %uando uno* pur mantenendo come suo ultimo &ine 3io* desidera troppo ci o" un tale disordine non è contro la carit4 n+ di 3io n+ del prossimo" in tale caso la $ola non è 40

peccato mortale per il suo $enere* ma è solo peccato veniale per il disordine di tale desiderio. TERZO NELLA GOLA CI SONO DELLE SPECIE? A iamo detto c)e il peccato di $ola consiste nel desiderio disordinato del piacere dei ci i. 2ra* un tale disordine può ri&erirsi • sia al piacere (piacere disordinato)* • sia al desiderio (desiderio disordinato). 3al punto di vista del piacere* il disordine può essere duplice: 1. il piacere di man$iare ci i costosi e scelti" è il man$iare 6lautamente7" #. il piacere di man$iare ci i preparati con troppa ricercatezza" è il man$iare 6con ricercatezza7. 3al punto di vista del desiderio* il disordine può essere inteso in tre modi: 1. il desiderio c)e non sopporta una dilazione del ci o* ma s!a&&retta a man$iare" è il man$iare 6precipitosamente7" #. il desiderio di man$iare in modo disordinato" è il man$iare 6avidamente7" 3. il desiderio di man$iare c)e non si ac%uieta nella %uantit4 di ci o ric)iesta dalla natura* ma ne man$ia ancora" è il man$iare 6troppo7. -ono %uindi cin%ue le specie della $ola: • voler man$iare 6lautamente7* 41

• • • •

voler voler voler voler

man$iare man$iare man$iare man$iare

6con ricercatezza7* 6precipitosamente7* 6avidamente7* 6troppo7.

QUARTO LA GOLA E’ UN VIZIO CAPITALE? ?icordiamo c)e è c)iamato capitale %uel vizio* dal %uale si ori$inano altri vizi c)e mirano a realizzare lo stesso &ine del vizio capitale. 3alla $ola si ori$inano dei vizi* c)e sono detti 6sue &i$lie7' 0uali sono' Il piacere disordinato dei ci i e delle evande può essere considerato • dalla parte del corpo e • dalla parte dell!anima. 3alla parte del corpo* &i$lia della $ola è l!impurit4* la %uale conse$ue &acilmente all!eccessiva assunzione di ci o e di evanda. 3alla parte dell!anima* alla %uale spetta il $overno del corpo. Il $overno dell!anima trova molteplici ostacoli nello smodato piacere nei ci i e nelle evande. 0uali ostacoli' Un primo ostacolo* proveniente dallo smodato piacere di ci i e di evande* ri$uarda la 6ra$ione7* il cui acume viene a diminuire dall!eccessiva assunzione di ci o o dalla preoccupazione circa l!assunzione di ci o" in&atti* 42

la ra$ione viene ostacolata nel suo a$ire %uando le potenze del corpo sono tur ate per la disordinata assunzione di ci o. (erciò &i$lia della $ola è l!ottundimento c)e il senso opera sulla ra$ione. Un secondo ostacolo* proveniente dallo smodato piacere di ci i e di evande* ri$uarda l!6a&&etto7" %uando si assopisce il potere re$olativo della ra$ione* l!a&&etto è sollecitato in maniera disordinata" si )a cos8 la sciocca alle$ria. Un terzo ostacolo* proveniente dallo smodato piacere di ci i e di evande* ri$uarda la 6parola7" %uando la ra$ione non soppesa le parole* se$ue c)e l!uomo si dissipa in parole super&lue" si )a cos8 la c)iacc)era. Un %uarto ostacolo* proveniente dallo smodato piacere di ci i e di evande* ri$uarda le 6azioni7" %uando la ra$ione non è attenta* non riesce a dare una di$nitosa disposizione alle mem ra esteriori" si )a cos8 la scurrilit4* cioè una certa u&&oneria nei $esti esteriori* proveniente da un di&etto della ra$ione. Ecco %uindi le &i$lie della $ola* enumerate da -. :re$orio nel suo /ommento a :io e: l!impurit4* l!ottundimento della ra$ione* la sciocca alle$ria* la scurrilit4* la c)iacc)era.

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QUESTIONE 1" LA LUSSURIA
PRIMO OGNI ATTO DI LUSSURIA E’ PECCATO? La lussuria è un vizio c)e si oppone alla temperanza* la %uale modera • sia i desideri dei piaceri del tatto c)e ri$uardano la sessualit4* • sia i desideri dei piaceri del tatto nei ci i e nelle evande. La lussuria è un determinato disordine per eccesso ri$uardante i desideri dei piaceri sessuali. 0uesto disordine si può trovare • sia nelle passioni interiori* • sia ne$li atti esteriori. .alvolta la lussuria comporta il solo disordine della concupiscenza interiore* come %uando un uomo si unisce alla propria mo$lie per una concupiscenza smodata" in %uesto caso l!atto esteriore non è disordinato di per s+* ma è disordinato solo perc)+ procede da una concupiscenza disordinata. .alvolta invece la lussuria comporta sia un disordine della concupiscenza* sia un disordine nell!atto esteriore* come accade in o$ni uso de$li or$ani sessuali &uori del matrimonio. 44

1iso$na ricordare c)e o$ni atto umano è disordinato* %uando non è ordinato al suo de ito &ine. Il man$iare è disordinato* se se non è proporzionato al de ito &ine c)e è la salute del corpo. L!uso de$li or$ani $enitali è disordinato* se non è proporzionato al de ito &ine c)e è la $enerazione e l!educazione della prole. 2ra* la $enerazione e l!educazione della prole avviene solo con l!unione di un uomo con una donna. Ma o$ni unione di un uomo con una donna deve avvenire non nelle unioni casuali* ma nel matrimonio* perc)+ sia sicura la certezza della prole. In&atti* se &ossero lecite le unioni casuali di un uomo con una donna* non ci sare e la certezza della prole* di conse$uenza non ci sare e la sollecitudine del padre per l!educazione dei &i$li" in&atti* per natura l!uomo si preoccupa della certezza della prole per impe$narsi a educare i propri &i$li. E! %uindi evidente c)e o$ni unione di un uomo con una donna* al di &uori del matrimonio* è di per s+ disordinata. /os8* dun%ue* o$ni atto di lussuria è peccato • o per il disordine dell!atto* • o per il disordine della sola concupiscenza. 3ice -. A$ostino: 45

6La lussuria non è il vizio dei corpi elli e piacevoli* ma di un!anima c)e ama disordinatamente i piaceri del corpo* trascurando la temperanza* con la %uale siamo introdotti in cose spiritualmente pi5 elle e pi5 piacevoli7 (/itt4 di 3io). SECONDO OGNI ATTO DI LUSSURIA E’ PECCATO MORTALE? A iamo detto sopra c)e l!atto di lussuria può essere disordinato in due modi: • per il solo disordine della concupiscenza* o • per il disordine anc)e dell!atto sessuale. 0uando c!è disordine nella sola concupiscenza* iso$na &are una distinzione: • talvolta il disordine è tale c)e esclude l!ordine verso il &ine ultimo (3io)" per es. %uando uno desidera a tal punto il piacere sessuale c)e non se ne privere e per un comandamento di 3io* o c)e vorre e unirsi con una determinata donna al di &uori del matrimonio" in tal caso c!è peccato mortale* perc)+ la concupiscenza non è stata tenuta a &reno entro i con&ini del matrimonio" • talvolta* invece* il disordine della concupiscenza non sopprime l!ordine verso il &ine ultimo (3io)" %uesto capita %uando uno* pur nutrendo un eccessivo desiderio del piacere sessuale* tuttavia se ne astiene per non contrastare il comandamento di 3io* n+ si 46

unisce a una donna c)e non sia sua mo$lie" in tali casi l!atto di lussuria è peccato veniale. 0uando poi c!è disordine non nella sola concupiscenza* ma anc)e nell!atto di lussuria* %uando cioè l!atto di lussuria non è proporzionato alla $enerazione e all!educazione della prole* esso è sempre peccato mortale* naturalmente se è un atto completo* cioè un atto deli erato dalla ra$ione e della volont4" in caso contrario è peccato veniale. A.1. La /)iesa ritiene lecito o$ni atto coniu$ale completo tra i coniu$i anc)e %uando non è possi ile la $enerazione* a motivo dei tempi non &ertili o a motivo della sterilit4. TERZO QUALI SONO LE SPECIE DELLA LUSSURIA? -ono 1. la &ornicazione* #. l!adulterio* 3. l!incesto* ,. lo stupro* @. il ratto* >. il vizio contro natura. (erc)+ le specie della lussuria sono %ueste sei' Il peccato di lussuria )a un duplice disordine: 1. un disordine da parte della concupiscenza" un tale disordine non sempre produce un peccato mortale" 47

#. un disordine da parte dello stesso atto di lussuria* c)e è di per s+ disordinato" %uesto è sempre peccato mortale. Le suddette sei specie di lussuria sono desunte da %uesta seconda parte* cioè da parte dell!atto di lussuria* da cui deriva una ma$$ior $ravit4 di peccato. /ome è disordinato l!atto di lussuria' L!atto di lussuria è disordinato • o per il &atto c)e da esso non può conse$uire la $enerazione della prole" %uesto capita %uando tale atto è un 6vizio contro natura7* • o per il &atto c)e da esso non può conse$uire la dovuta educazione della prole" %uesto capita %uando la donna c)e )a $enerato non è mo$lie dell! uomo c)e si è unito a lei. /ome può accadere c)e una donna $eneri senza essere mo$lie di un uomo' (uò accadere in tre modi: 1. può accadere c)e una donna $eneri* senza essere mo$lie di un uomo* %uando semplicemente un uomo e una donna non sposati si uniscono sessualmente" è il caso della 6&ornicazione7* c)e è l!unione di un uomo celi e con una nu ile" il termine 6&ornicazione7 deriva da 6&ornice7* dal latino &orniDEarco" le donne* c)e si prostituivano* si radunavano presso l!arco di trion&o per spettacolo di %uesto $enere* cioè per spettacoli sessuali" 48

#. può accadere c)e una donna $eneri* senza poter essere concessa a un uomo: o a causa della parentela* per cui si deve avere un certo rispetto c)e è contrario all!atto sessuale" a iamo cos8 l!6incesto7* c)e è l!unione con una consan$uinea o a&&ine" o a causa di una certa santit4 o purezza" a iamo cos8 lo 6stupro7* c)e è la de&lorazione illecita di ver$ine" 3. può accadere in&ine c)e una donna $eneri per opera di un uomo* c)e non è il suo marito* in %uanto la donna è di un altro" può essere di un altro in due modi: o secondo la le$$e dei matrimonio" a iamo cos8 l!6adulterio7" o secondo %ualc)e altro modo" a iamo cos8 il 6ratto7* per es. %uando una &anciulla è rapita dalla casa del padre* sotto la cui custodia si trova. QUARTO LA LUSSURIA E’ UN VIZIO CAPITALE? E! vizio capitale %uel vizio c)e sta a capo di altri vizi* c)iamate &i$lie. -. :re$orio* nel suo /ommento morale a :io e* elenca otto &i$lie della lussuria: 1. la cecit4 di mente* #. l!irri&lessione* 3. l!incostanza* ,. la precipitazione* @. l!amore di s+* >. l!odio di 3io* <. l!attaccamento al mondo presente* F. la disperazione per il mondo &uturo. 49

/ome si dimostra c)e %uesti otto vizi sono &i$lie della lussuria' -. .ommaso d4 la se$uente dimostrazione. 0uando l!attenzione dell!anima si applica con veemenza all!atto di una potenza in&eriore* le potenze superiori diventano de oli e disordinate nei loro atti. 0uindi* %uando nell!atto della lussuria tutta l!attenzione dell!anima è trascinata* a causa della violenza del piacere* verso le potenze in&eriori* cioè verso il senso del tatto* è certo c)e le potenze superiori* cioè la ra$ione e la volont4* vanno so$$ette a una de&icienza* a una de olezza. 2ra* %uattro sono $li atti della ra$ione* mediante i %uali essa* cioè la ra$ione* diri$e $li atti umani: • il primo di %uesti atti è una certa intellezione con cui uno $iudica rettamente intorno al &ine* c)e è come un principio nel campo dell!a$ire" nella misura in cui l!intellezione è impedita* a iamo tra le &i$lie della lussuria la 6cecit4 di mente7" il pro&eta 3aniele dice a uno dei $iudici ini%ui: 6La ellezza ti )a in$annato* la concupiscenza ti )a pervertito il cuore7" • il secondo atto è il consi$lio sulle cose da &are" %uesto atto è soppresso dalla concupiscenza" si )a cos8 tra le &i$lie della lussuria l!6irri&lessione7" • il terzo atto è il $iudizio sulle cose da &are" anc)!esso è impedito dalla lussuria" nel Li ro di 3aniele si le$$e c)e i due $iudici ini%ui 6rivolsero altrove il loro spirito per non 50

ricordarsi dei $iusti $iudizi7" si )a cos8 la 6precipitazione7: l!uomo è spinto al consenso in modo precipitoso* senza attendere il $iudizio della ra$ione" il %uarto atto è il comando circa il da &are" anc)e %uesto atto è impedito dalla lussuria* in %uanto l!uomo non persiste in ciò c)e )a deciso" uno decide di allontanarsi dalla sua amica con cui )a peccato di lussuria* ma non sa persistere nella sua decisione" si )a cos8 l!6incostanza7.

Anc)e la volont4 viene inde olita. 3alla parte del disordine della volont4* iso$na considerare due cose: • la prima cosa ri$uarda il desiderio del piacere* verso il %uale la volont4 si porta come verso il proprio &ine" %ui si pone l!6amore di se stessi7" uno desidera per s+ il piacere" per opposizione si pone l!6odio di 3io7* in %uanto e$li vieta il piacere ramato" • la seconda cosa è il desiderio di %uelle cose per mezzo delle %uali uno ra$$iun$e %uesto &ine" e %ui a iamo l!6attaccamento al mondo presente7* cioè l!attaccamento a tutte %uelle cose* per mezzo delle %uali si perviene allo scopo voluto* c)e appartiene a %uesto mondo" per opposizione* si pone la 6disperazione del mondo &uturo7* perc)+* %uando uno è troppo attaccato ai piaceri della carne* disprezza di pi5 le $ioie dello spirito.

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PADRE NOSTRO#PREGHIERA IMPEGNATIVA Aon posso dire (A3?E se non mi comporto da &i$lio. Aon posso dire A2-.?2 se vivo c)iuso nel mio e$oismo. Aon posso dire /GE -EI AEI /IELI se mi preoccupo solo delle cose della terra. Aon posso dire -IA -AA.IBI/A.2 IL .U2 A2ME se non ti onoro e non ti amo. Aon posso dire CEA:A IL .U2 ?E:A2 se penso solo ai miei interessi. Aon posso dire -IA BA..A LA .UA C2L2A.4 se non l!accetto %uando non com acia con la mia. Aon posso dire 3A//I 2::I IL A2-.?2 (AAE 0U2.I3IAA2 se non m!importa di c)i )a &ame. Aon posso dire ?IME..I I A2-.?I 3E1I.I se continuo a conservare rancore. Aon posso dire LI1E?A/I 3A MALE se non com atto ciò c)e non è uono. Aon posso dire AMEA se non prendo sul serio le parole del (A3?E A2-.?2.

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INDICE 0uestione F I vizi capitali (a$.# 0uestione ; La vana$loria (a$. 1= 0uestione 1= L!invidia (a$. 1> 0uestione 11 L!accidia (a$. #1 0uestione 1# L!ira (a$. #> 0uestione 13 L!avarizia (a$. 33 0uestione 1, La $ola (a$. 3F 0uestione 1@ La lussuria (a$. ,3 (re$)iera del (adre nostro (a$. @1

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