Università degli studi di Torino – Facoltà di lettere e filosofia

Luca Zanon

Tesi di laurea triennale

LA QUESTIONE DEL SOGGETTO T A !ANT E I"OEU

Relatore: prof. Marco Ravera

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Indice generale Introduzione............................................................................................................3 § 1 - I paralogismi di ogni psicologia razionale!.................................................." § # - Il soggetto $antiano.........................................................................................% § 3 - I limiti della ragione......................................................................................1& § ' - (ecessit) di un recupero ermeneutico del s*................................................13 § " - Ricoeur e la psicanalisi +uale arc,eologia del soggetto!............................1§ % - Ricoeur e il polo fenomenologico.................................................................#& § - - Il pro.lema del male.....................................................................................## § / - L0approdo alla fenomenologia della religione..............................................#§ 1 - 2rmeneutica della domanda: 3 possi.ile un0ontologia del soggetto4............3& § 1& - L0avventura del 5ogito!............................................................................3# § 11 - Il s* nel conflitto delle interpretazioni........................................................3§ 1# - 5onclusioni.................................................................................................'& 6i.liografia...........................................................................................................'#

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Introdu#ione

7uesto lavoro vuole essere un approfondimento della relazione intercorrente tra il soggetto pro.lematico presentato da Ricoeur ne Il conflitto delle interpretazioni e la filosofia $antiana. 8re+uenti sono infatti in +uesta raccolta organica di saggi i rimandi pi9 o meno espliciti all0opera di :ant; per il +uale il filosofo francese non ,a mai nascosto la sua ammirazione nel suo definirsi ,egeliano!. un $antiano post-

<erranno +ui analizzati dun+ue i principali aspetti del $antismo c,e; molto pi9 delle filosofie idealistic,e post-$antiane; possono essere avvicinati ad una filosofia ermeneutica contemporanea. In particolare si proceder); a partire dalla cele.re critica $antiana della psicologia razionale e della sua pretesa di conoscenza del soggetto; ad un approfondimento del soggetto-funzione $antiano come appare nella Critica della ragione pura a partire dalla =eduzione trascendentale; passando +uindi al fondamentale tema dei limiti della conoscenza; c,e costituisce certamente uno dei principali perni del confronto messo in atto. Il tema stesso dei limiti verr) dun+ue ripreso ed indicato come fondamento necessario alla costruzione di una ermeneutica c,e funga come mediazione tra alterit); riflettendo su come il compito ermeneutico divenga necessariamente ontologico ed esistenziale; e; nel caso particolare di Ricoeur; volto al recupero di un s* disperso e smarrito. >i approfondir) dun+ue il recupero ermeneutico del s* nel suo passaggio attraverso lo sguardo psicanalitico; arc,eologico e demitologizzante; e nel suo approdo necessario all0opposto polo fenomenologico; +uello della teleologia ,egeliana. ?nc,e l0,egelismo non costituir) per@ un punto d0arrivo; nella sua incapacit) di dar conto della tragicit) effettiva dell0esperienza del male; altro punto di vicinanza tra gli autori in +uestione Atanto c,e; con riferimento al Saggio sul male radicale; 3

:ant viene additato come compimento di ?gostinoB. Il pro.lema del male in Ricoeur sar) +ui solo sommariamente trattato; +uanto necessario ad introdurre il nuovo polo attraverso cui la riflessione sul soggetto dovr) passare: +uello della fenomenologia della religione; momento di espropriazione massima del soggetto da s*; volta verso il totalmente altro.

L0impossi.ilit) di trovare un timone filosofico in grado di dipanare il conflitto tra le differenti interpretazioni sopra riportate porter) la riflessione sul soggetto e sull0indagine ermeneutica stessa alla necessaria accettazione del conflitto ed al tema dell0ermeneutica della domanda; in merito alla +uale il rapporto con l0altro sar) considerato cosC come :ant ,a definito la relazione con il noumeno: nulla resta della verit) della cosa in s*; se non la verit) della relazione stessa con la cosa in s* come focus imaginarius della conoscenza. ?llo stesso modo l0indagine sul soggetto; ermeneuticamente condotta in Ricoeur; perviene cosC alla necessit) dell0indagine mossa dalla domanda stessa c,e 3 posta dalla relazione con l0altro Ae; per l0autore; lo stesso s* 3 venuto ad essere Dcome un altroDB; alla necessit) di prendere parte al conflitto delle interpretazioni.

<erranno +uindi riportate alcune considerazioni in merito alla storia del concetto del soggetto da 5artesio all0ermeneutica contemporanea; sottolineando in particolare alcuni importanti temi ,eideggeriani per giungere alla differente prospettiva ricoeuriana nella sua attenzione al pro.lema del s*; c,e si mostrer) non pi9 come polo interpretativo; ma semplice fulcro teso tra poli interpretativi opposti.

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LA QUESTIONE DEL SOGGETTO T A !ANT A I"OEU

$ % & I 'aralogis(i di )ogni 'sicologia ra#ionale* Riflessione 3 separata da ogni conoscenza di >* dalla critica c,e :ant rivolge ad ogni 0psicologia razionale0! e mostrandoci egli in +uesto modo c,e la riflessione non 3 intuizione; ci permette di intravvedere nella conoscenza di s* il luogo della interpretazione!1. 7uale 3 il .ersaglio polemico della critica $antiana ad ogni psicologia razionale4 En c,iaro esempio della stessa pu@ ad esempio essere rinvenuto nell0opera di 5,ristian Folff; c,e definiva la scienza dell0anima +uale razionale! proprio in +uanto; essendo uno studio fondato sull0anima come sostanza semplice; essa risultere..e scevra di elementi empirici. =a +uesto punto di vista il criticismo viene a costituire la c,iave di volta c,e porta la filosofia fuori dal pensiero moderno e dal 5artesianesimo: la rivoluzione operata da :ant riguarda in primis il fatto c,e del s* non sia possi.ile avere una intuizione; e pertanto; coerentemente con la matrice empirica-fenomenica dell0edificio della conoscenza intera; nessuna conoscenza in senso proprio. Riassume .ene Ricoeur la concezione del s* dominante la storia della filosofia moderna; da 5artesio all0idealismo: esistere per me 3 pensare GHI e poic,* +uesta verit) non pu@ essere verificata come un fatto n* dedotta come una conclusione; deve porsi nella riflessione e la sua autoposizione 3 riflessione! #. :ant; all0interno di +uesta para.ola c,e conduce fino alla frammentazione dell0ego 8reudiano; costituire..e il vertice ed il punto di svolta.
1 Jaul Ricoeur; Le Conflit des interpretations; 11%1; 2ditions du >euil; JarisK tr. Italiana: Il conflitto delle interpretazioni; a cura di R. 6alzanotti; 8. 6otturi; L. 5olom.o; 11-#; editoriale Maca 6oo$; Milano - pagg. 3'#-3'3 # Ibid. pag. 3'1

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?ll0interno della Dialettica Trascendentale vengono .en definiti i concetti puri della ragione; o idee trascendentali A concetto necessario della ragione; cui non pu@ esser dato; nei sensi; alcun oggetto corrispondente!3B. Tali concetti sono necessari in +uanto originati dalla ragione stessa nel suo inevita.ile e naturale procedere in direzione di una unit) dell0esperienza. Le idee trascendentali vengono originate dalla ragione astraendo dall0estensione delle condizioni di un predicato Acome sono poste; ad esempio; all0interno di un sillogismoB; e costruendo; con un processo di sintesi; la totalità delle condizioni; ovvero l'incondizionato. Tale processo non costituisce un errore! della ragione; in +uanto le idee

trascendentali ,anno un uso oggettivo trascendentale Asolo le categorie ,anno un uso immanenteB per prescrivere GHI una direzione verso una certa unit); di cui l0intelletto non possiede alcun concetto!'. L0importanza c,e tali concetti-limite della ragione possiedono in am.ito pratico 3 +uindi evidente; in +uanto esse vengono a costituire fecondi modelli e mediante esse la ragione pura raccoglie tutte le sue conoscenze in un sistema! ". La ragione stessa; per@; per sua stessa natura tende a produrre una serie di inferenze volte a raziocinare, ovvero oggettivare tali concetti attraverso sillogismi errati.

$ + & Il soggetto ,antiano I Paralogismi della Ragione Jura costituiscono il processo di oggettivazione dell0Io Penso; pretendendo di poterlo conoscere attraverso il senso interno A+uindi indipendentemente da ogni conoscenza empiricaB; mentre l0Io penso $antiano altro non 3 c,e la stessa possi.ilit) a priori di unificazione del dato fenomenico; +uale
3 Immanuel :ant; Kriti der reinen !ernunft ; 1-/1; RigaK tr. Italiana: Critica della ragione pura ; a cura di L. 5olli; ?delp,i; Milano 11-% N pag. 3/" ' Ibid. pag. 3/' " Ibid. pag. 31#

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unit) originaria c,e deve poter accompagnare tutte mie rappresentazioni! % ma c,e dal mio punto di vista non si pu@ neppure dire c,e sia un concetto; ma si deve dire c,e 3 una semplice coscienza!-. Ridotto l0Io penso a semplice unit) trascendentale garante dell0unitariet) delle rappresentazioni del soggetto; :ant si mette all0opera nel dimostrare come sia impossi.ile conoscere me stesso come oggetto; come coscienza determina.ile. (onostante l0unit) temporale dell0Io-soggetto; distinta dal mondo fenomenico esterno; sia una verit) immediata ed assolutamente analitica; non 3 possi.ile dedurre da +uesta alcuna conoscenza positiva della mia coscienza come oggetto. In generale; inoltre; non 3 possi.ile c,e l0unit) di pensiero; c,e 3 un concetto trascendentale; possa essere oggetto delle categorie per la loro stessa natura: la loro applicazione legittima 3 limitata al mondo fenomenico. Lo psicologo razionale; il +uale d) per scontata la conosci.ilit) dell0anima +uale sostanza semplice; +uindi unitaria nel tempo e studia.ile separatamente rispetto alle cose fuori di essa; ignora come tali concetti ric,iedere..ero giudizi sintetici a loro fondamento; e +uindi una intuizione c,e non pu@ c,e essere riferita al sensi.ile. ?llo stesso modo; 3 inde.ito estendere la nozione non empirica dell0Io penso agli altri enti pensanti. (ell0intuizione interna; noi non a..iamo nulla di permanente GHI ci manca la condizione per applicare il concetto di sostanza! /: forse sono anc,e frasi come +uesta; in cui anc,e il :ant nel suo aspetto filosofico pi9 speculativo appare incredi.ilmente moderno; a renderlo tanto gradito a Ricoeur; c,e sovente lo cita e lo reinterpreta. La sua rottura con il soggetto cartesiano si evidenzia poco pi9 avanti nella stessa sezione; +uando viene esplicitata la non validit) del cele.re argomento N penso;
% Ibid. pag. 1"" - Ibid. pag. 311 / Ibid. pag. '1"

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dun+ue esisto N il +uale celere..e la sottintesa premessa maggiore tutto ci@ c,e pensa esiste!; la +uale non ,a riscontro nell0esperienza. 7uello cartesiano sare..e cosC; secondo :ant; un sillogismo in cui 3 celata una conse+uenzialit) logica c,e rendere..e l0 Io penso altro da +uella autoevidenza intuitiva c,e si sare..e dovuta garantire +uale fondamento della verit). 5artesio avre..e sicuramente o.iettato di essere da sempre stato male interpretato su +uesto punto; per cui cogito e sum sare..ero semplicemente due aspetti di un0unica verit) immediatamente evidente Aper cui per il solo atto del pensare non 3 possi.ile; da parte del soggetto pensante; du.itare della propria esistenzaB; ma +ui il .ersaglio polemico di :ant non sem.ra riguardare tanto la .ont) dell0argomentazione a livello logico; +uanto piuttosto la possi.ilit) di dedurre l0esistenza del soggetto +uale sostanza AalmenoB pensante dall0autoevidenza del cogito stesso. Jer 5artesio l0argomento porta infatti ad una certezza ontologica; necessaria a garantire nel soggetto la presenza di +uelle idee c,e; non potendo provenirgli da se stesso; proveranno =io +uale desiderato garante della conoscenza intera: tale 3 il procedere della filosofia cartesiana; il cui pur rivoluzionario du..io non ,a mai scalfito l0integrit) del soggetto; perno cui ruota intorno l0intero edificio del conoscere Ae del du.itare stessoB. In :ant; al contrario; del soggetto non resta altro c,e la funzione. (elle cele.ri pagine dedicate alla =eduzione trascendentale; egli giunge all0Io penso +uale sede dell0attivit) unificatrice del molteplice; funzionalmente necessario proprio in +uanto la rappresentazione di +uesta unit) non pu@ +uindi sorgere dalla congiunzione! ma al contrario precede a priori tutti i concetti di congiunzione! 1. 7uesto perc,* l0unificazione sensata del molteplice fenomenico non ci 3 certo data attraverso i sensi; e; non potendo pervenire in noi attraverso altri canali; non potr) c,e essere una operazione a posteriori; un atto spontaneo del soggetto; il +uale non pu@ c,e essere reso possi.ile da una unit) interna del soggetto stesso dalla +uale N e solo da essa N il concetto di unit) possa scaturire per essere poi aggiungersi al dato fenomenico. L0unitariet) del soggetto costituisce cosC il dato a priori c,e
1 Ibid. pag. 1"'

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rende possi.ile ogni giudizio; e +uindi la categoria stessa ?llo stesso modo; il concetto dell0Io penso riguarda il darsi di una intuizione empirica AinternaB; la +uale risulta per@ indeterminata e; come gi) si 3 detto; precedente l0esperienza; la +uale sola determina l0oggetto rispetto al tempo. >e dell0Io penso non ,o dun+ue esperienza in senso proprio; 3 inde.ito applicarvi la categoria dell0esistenza. Risulta cosC c,iarificato il ruolo c,e il criticismo assume nella progressiva decostruzione del soggetto nel lungo percorso c,e porta dall0antic,it) alla filosofia moderna: 3 a +uesto punto scomparsa la possi.ilit) di intuire un soggetto ontologicamente inteso Asecondo la concezione scolastica di anima come sostanza semplice e separataB da un lato; e si mostra come fallimentare ogni tentativo di dedurne razionalmente gli attri.uti tradizionalmente assegnatigli attraverso lo smasc,eramento della dialettica dei paralogismi dall0altro. 5ome 3 noto l0attenzione di :ant nello smasc,erare falsi sillogismi all0interno della =ialettica non 3 certo dettata da spirito sofistico; +uanto al contrario dal .isogno di mostrare con energia come l0avventurarsi della ragione speculativa in concetti c,e non appartengano al campo dell0esperienza possi.ile non possa produrre altro c,e; nel migliore dei casi; incertezze e contraddizioni. La cesura $antiana porta dun+ue ci@ c,e sopravanza l0esperienza possi.ile al di l) del limite della conoscenza possi.ile; lasciando un grosso vuoto di certezza laddove prima si trovava il soggetto. Ricoeur vuole +uindi evidenziare come con :ant pur restando in una pensiero per cui la posizione del s* 3 la prima verit) per il filosofo! 1&; avviene per la prima volta una riflessione "intesa come riflessione della filosofia su se stessa- c,e mostra i limiti della filosofia del s* come semplice intuizione, e; seppur solo negativamente; apre alla possi.ilit) della riflessione e alla coscienza intesa come compito; cosC come compiutamente sar) il non-unitario s* freudiano; c,e
1& Il conflitto delle interpretazioni N pag. 3'1

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circoscriver) definitivamente il pro.lema della coscienza; rendendola non pi9 un dato +uanto piuttosto il primo dei pro.lemi.

$ - & I li(iti della ragione 7ueste argomentazioni; 3 c,iaro; sono figlie di un certo spirito aristotelico $antiano; lo stesso per cui la prova a priori dell0esistenza di =io risultere..e invalida: l0esistenza non 3 mai inferi.ile da un concetto; essa 3 posizione assoluta c,e deve precedere +ualsiasi eventuale applicazione di predicati all0oggetto dell0esperienza in +uestione. ?nc,e in +uesto caso; l0esperienza detta il limite della conoscenza e la logica non pu@ farsi ontologia Aideale .en c,iarito con il cele.re +uanto volutamente esacer.ato esempio dei cento talleri!B. =a +uesto punto di vista; ancora una volta possiamo notare la presa di distanza da Folff; sicuramente il pensatore tedesco pi9 influente nel periodo immediatamente precedente +uello in cui lavor@ :ant: +uest0ultimo not@ c,e il modo in cui le singole conoscenze erano organizzate nel grande edificio ideato da Folff; sulla .ase della semplice non contraddittoriet) logica; non poteva garantire la sensatezza della conoscenza di nulla c,e non fosse matematica pura. ?ll0illuminismo - c,e potremmo definire idealistico-platonico - Oolffiano ne viene cosC opposto uno pi9 pragmatico; per cui nessuna scienza pu@ fare a meno dei dati d0esperienza; c,e ne costituiscono anzi la condizione necessaria; il dato. ? tale proposito nella sezione conclusiva dei Prolegomeni :ant cerca di approfondire e spiegare meglio; alla luce degli argomenti riportati; il concetto stesso di limite della conoscenza. <a infatti tracciata una distinzione fondamentale tra il concetto di limite in senso proprio; c,e presuppone uno spazio c,e si trova fuori da un determinato luogo e lo racc,iude!11; mentre i semplici confini non
11 Immanel :ant; Prolegomena zu einer #eden $nftigen %etap&'si , die als (issensc&aft )ird auftreten *nnen,1-/3;traduzione italiana: Prolegomeni ad ogni futura metafisica c&e potrà

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,an .isogno di ci@; ma son semplici negazioni c,e affettano una grandezza; in +uanto non ,a completezza assoluta!. In +uesto senso ogni ente; cosC come ogni conoscenza empirica del mondo; presenta ovviamente dei confini per la sua costitutiva parzialit); i +uali per@ non pongono limiti teorici al loro stesso superamento. 2semplifica :ant: (ella matematica e nella scienza naturale la ragione umana conosce certo dei confini ma non dei limiti GHI la possi.ilit) di nuove scoperte va all0infinito!1#: +uesto perc,* tali scienze si occupano di oggetti fenomenici; c,e in +uanto tali vengono pienamente letteralmente compresi dalla stessa ragione conoscente; fintanto c,e essa li vuole conoscere semplicemente in +uanto fenomeni. 7uando la ragione tenta di estendersi all0ePtra-sensoriale; come nel caso dei principi morali o fisici; li trova del tutto fuori dalla sua sfera; ed essa non pu@ mai portarveli!13. 2ssa si scontra pertanto con un limite c,e non pu@ essere valicato; e +ualora la scienza volesse trovare la spiegazione ultima per ci@ c,e 3 fenomeno oltre il mondo fenomenico stesso Acaso c,e ci 3 .en noto dal mondo di cui a..iamo esperienzaB essa non potr) c,e arrendersi all0inconosci.ile; per evitare di diventare una metafisica vaneggiante. (on si tratta dun+ue di un limite di capienza della ragione umana; +uanto piuttosto di una sua non permea.ilit) costitutiva a tali concetti. En0ultima cosa importante da specificare ulteriormente su +uesto argomento 3 il fatto c,e ai fini della scienza della natura; illuministicamente; nulla importa della natura o persino della effettiva conosci.ilit) di un eventuale fondamento sovrannaturale N tutti +uesti pro.lemi aperti dalla ragione non ne inficiano la capacit) di fornire descrizioni delle modalit) di manifestazione interconnessa dei fenomeni; c,e non a..isognano di alcun discorso sui principi; e sono il suo vero ed unico scopo. Qvviamente; la ragione non si dir) mai appagata e mai si accontenter) delle
presentarsi come scienza, a cura di Jantaleo 5ara.ellese; ed. 111%; Laterza; 6ari N pag. ##1# Ibid.; pagg. ##- e seg. 13 Ibid.

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semplici descrizioni riguardanti ci@ c,e avviene; le +uali sono per@ le sole conoscenze c,e essa pu@ trovare per certe. 5ome gi) sottolineato; la ragione 3 mossa dal desiderio di pienezza; di +uella totalit) cui ci spinge la stessa unit) trascendentale del soggetto ma c,e nel mondo non pu@ essere rinvenuta. 2d in effetti si nota c,e il mondo sensi.ile non 3 c,e una catena di fenomeni connessi secondo leggi universali: esso non ,a dun+ue esistenza per se stesso; esso non 3 propriamente la cosa in s* e si riferisce perci@ necessariamente a ci@ c,e contiene il principio di +uesti fenomeni; GHI a cose in s*. GHI <i 3 +uindi un nesso reale Gcorsivo mioI del conosciuto con un +uid completamente sconosciuto!1'. ?ncora una volta; e con espressioni differenti; il filosofo ri.adisce la necessità di un collegamento tra il mondo fenomenico di cui facciamo esperienza ed un regno noumenico di cui sem.riamo non poter fare a meno e verso il +uale siamo in +ualc,e modo gettati come frecce. Jertanto; se non si pu@ certamente parlare; riferendosi a :ant; di un realismo ontologico della cosa in s*; si pu@ a .uon titolo affermare la sua necessit) trascendentale, c,e sta.ilisce +uello c,e potremmo descrivere come un realismo relazionale!. La posizione delle cose in s* 3 resa efficacemente da un paragone topografico!: trovandosi interamente oltre il limite della nostra stessa ragione; essa in nessun modo potr) portar dentro!di s* - c,e 3 anc,e in italiano il letterale significato della parola comprendere! - tali concetti. ?l pi9 essa potr) condurci fino al limite oggettivo della esperienza; cio3 fino alla relazione con +ualcosa c,e non 3 per s* oggetto dell0esperienza!1" - eppure 3 essa stessa di fronte ad un paradosso: costretta a muoversi al di +ua dei limiti c,e le sono naturali; trova la ragione stessa del suo moto nel .isogno di poter gettare il suo sguardo al di l) degli stessi; nella sua oggettiva relazione con essi +uali oggetti; appunto; non ontologicamente reali; ma +uantomeno possi.ili.

1' Ibid; pagg. #31 e seg. 1" Ibid. pag #'-

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$ . & Necessità di un recu'ero er(eneutico del s/ 5on :ant la ragione teoretica trova limiti definitivi: mentre il du..io metodico cartesiano si risolveva nella certezza garantita da =io; i concetti speculativi di idee trascendentali e di noumeno sono ormai posizionati irrimedia.ilmente al di l) dell0esplica.ile. 5ome affermer) un secolo dopo =ilt,eR; dove termina la conoscenza Adelle +atur)issensc&aften, scienze della naturaB pu@ avere inizio la comprensione; c,e andr) realizzata in modo ermeneutico. 2d 3 proprio laddove in :ant l0intelletto fallisce; la categoria 3 inapplica.ile; c,e un filosofo noto per il tanto rigoroso stile dimostrativo lascia +uegli spazi vuoti! c,e pensatori ermeneutici some Ricoeur riterranno colma.ili solo con la mediazione di un circolo di comprensione N il +uale per@ non 3 mai esauri.ile. La prima verit) N io sono; io penso N resta tanto astratta e vuota +uanto 3 invinci.ile. Jer +uesto deve essere mediata dalle rappresentazioni; GHI dai monumenti c,e l0oggettivano!1%. =a +ui l0importanza del simbolo come prodotto dell0attivit) culturale umana; fonte di conoscenza mai esauri.ile. Il criticismo ci ,a mostrato la non oggettiva.ilit) dell0Io penso; l0idealismo ,a tentato di colmarne i vuoti eliminandoli come inutili e riempiendo il tutto di un ?ssoluto soggetto-oggetto; fino a +uando i maestri del sospetto! Ala cele.re espressione 3 dovuta proprio a RicoeurB ,anno compreso come tali vuoti di conoscenza fossero reali. Il passo successivo; la mediazione dell0ermeneutica c,e si innesta sul conflitto delle interpretazioni; ,a saputo vedere +uel vuoto di conoscenza come molto pi9 c,e reale: esso 3 necessario. Ricoeur in particolare 3 conscio del suo ruolo di pensatore postmoderno: sa c,e dopo 8reud non 3 pi9 possi.ile parlare dellSIo come prima di lui. L0incertezza con 8reud si sposta all0interno del soggetto stesso; per cui non solo la sua conosci.ilit) ma la sua stessa unitariet) e coerenza sono per sempre messe in discussione. =a 1% Il conflitto delle interpretazioni - pag 3'# 13

8reud in avanti; osserva Ricoeur; il soggetto non 3 pi9 il primo dato .ensC l0ultimo dei fini: mentre il padre della psicologia contemporanea aveva indicato come costitutiva la perdita di identit) del soggetto stesso Aentro limiti non patologici; perlomenoB; gi) il suo discepolo Mung si era prodigato nella ricerca di strade c,e indicassero un percorso di recupero del s*. Ricoeur assume +uindi come dato un soggetto frammentato; tale da costituire dun+ue un compito per lo studioso. Il progetto del filosofo; finalizzato ad un recupero - almeno parziale - del s*; sar) dun+ue un processo interpretativo; articolato per livelli c,e seguiranno la stessa struttura dello sviluppo storico della disciplina ermeneutica; il cui pro.lema - e metodo - nac+ue nel campo dell0esegesi .i.lica; per poi articolarsi filosoficamente Ada >c,leiermac,er in avantiB fino a costituire una vera e propria strada diretta verso una ontologia Aa partire da TeideggerB. 7uella c,e viene indicata 3 una possi.ile via percorri.ile per una riflessione c,e miri al riconnettere parti del soggetto postmoderno; c,e si trova in una situazione di frammentazione e dispersione: il rapporto con il s* 3 venuto ad essere come +uello con +ualcosa di altro!. Li) a livello puramente semantico; l0ermeneutica 3 +uella disciplina volta al far emergere dal testo un significato disperso; non immediatamente disponi.ile a causa della distanza culturale c,e irrimedia.ilmente separa l0autore dall0interprete. Il luogo specifico in cui l0indagine ermeneutica primariamente viene condotta 3 il simbolo, la cui stessa radice etimologica AsRn-.allo: metto insiemeB indica una collezione di significati racc,iuse all0interno di un potente significante. =all0affermazione: 5,iamo sim.olo ogni struttura di significazione in cui un senso diretto; primario; letterale; designa per sovrappi9 un altro senso indiretto; secondario; figurato; c,e pu@ essere compreso soltanto attraverso il primo! 1-; segue c,e il compito dell0ermeneuta 3
1- Il conflitto delle interpretazioni N pag. #% 1/ Ibid.

dispiegare i livelli di significazione

impliciti nella significazione letterale!1/; compito evidentemente inesauri.ile in

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+uanto la ricc,ezza del sim.olo trascende completamente la capacit) del soggetto interpretante. >i evidenziano dun+ue due aspetti pro.lematici: in primis; ogni lettura ermeneutica 3 insieme esplicitazione ed impoverimento Ain +uanto la polivocit) del senso si ritrova ad essere inesora.ilmente limitata nell0orizzonte dell0interpreteB del significato del testo; e ad ogni punto di vista interpretativo va dun+ue accompagnata la consapevolezza della sua parzialità. In secondo luogo; ci si rende conto di come l0operazione di comprensione avvenga come una appropriazione; come gi) 3 esplicitato a partire dal significato letterale della parola stessa; e come +uesta operazione comporti necessariamente il superamento di una distanza, secondo +uella c,e Ladamer definiva polarit) di familiarit) ed estraneit)!11 data non tanto dalle individualit) psicologic,e; +uanto dalla natura stessa del linguaggio come significazione; c,e costituire il vero oggetto dell0ermeneutica. 7uesto presupposto fondamentale port@ l0autore di <erit) e metodo ad affermare c,e la comprensione G...I 3 sempre il processo di fusione di +uesti orizzonti!#&; di interprete ed interpretato; in cui gli orizzonti sono termine per indicare il fatto c,e il pensiero 3 legato alla sua determinatezza finita e per sottolineare la gradualit) di ogni allargamento della prospettiva!#1. In Ricoeur; la possi.ilit) di vincere la distanza c,e ci separa dal testo N o dal sim.olo in senso lato N viene a costituire una apertura alla possi.ilit) di vincere la dispersione stessa del s*; almeno in una misura tanto parziale +uanto parziale non pu@ c,e rimanere il punto di vista dell0interprete sul testo. >e la comprensione del senso 3 possi.ile solo tramite il superamento almeno parziale di una distanza; in un moto di avvicinamento tra interprete e testo; allora +uel lavoro dell0interprete c,e permette la comprensione del testo avr) come effetto riflesso un ampliamento della comprensione di s*. Qgni ermeneutica viene cosC ad essere GHI

11 ,ans"-eorg -adamer, (a&r&eit und %et&ode, ./01, T$bingen2 tr. it. !erità e metodo, a cura di Lianni <attimo; 11/3; 6ompiani; Milano - pag. 3'" #& Ibid. pag. 3"% #1 Ibid. pag. 3"3

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comprensione di s* per la via mediata della comprensione dell0altro! ##: in +uesto modo il pensiero ermeneutico; dapprima inteso come mera esegesi fondata sulla semantica; diviene +uella c,e Ricoeur definisce riflessione; cio3 il legame tra la comprensione dei segni e la comprensione di s*!#3. <iene cosC ad essere indicata una nuova via verso l0ego: dopo (ietzsc,e e 8reud; esso 3 conscio della propria situazione di non auto-trasparenza e di effettiva dispersione; ma attraverso i suoi stessi prodotti culturali; per loro natura sim.olici; esso potr) volgersi al recupero del s*; inteso come compiutezza - compito inesauri.ile come non esauri.ile 3 il compito dell0interprete - attraverso un0analisi dei sim.oli e delle interpretazioni c,e la cultura ne ,a fornito. In :ant l0unica relazione rimanente con ci@ c,e si trova oltre il limite! della conosci.ilit) era la natura stessa di +uesta relazione. Jartendo dallo stesso assunto; l0ermeneutica si trova per@ a voler gettare un ponte almeno possi.ile oltre i limiti della conoscenza soggettiva; c,e finire..e per far cadere il soggetto in un solipsismo trascendentale. La via possi.ile 3 insita nella natura stessa di relazione sopra citata; c,e nello specifico viene ad essere la natura semantica; e +uindi relazionale; del linguaggio. L0analisi di Ricoeur si concentrer) in particolare sui sim.oli del sacro; cui 3 propria una natura semantica c,e 3 volta verso ci@ c,e per sua stessa definizione si trova interamente al di fuori dei limiti del conosci.ile. Jroprio per +uesto motivo l0ermeneutica del sacro; del sim.olo del sacro come significante dell0inconosci.ile; valorizza maggiormente +uel sopra citato; fondamentale effetto della conoscenza ermeneutica c,e viene indirettamente ad essere conoscenza di s*. Il compito ermeneutico diviene +uindi esistenziale ed ontologico in senso proprio; tenendo presente c,e un0ontologia unificata 3 tanto inaccessi.ile per il nostro metodo +uanto una ontologia separata!#' rispetto al piano ermeneutico. Le strade
## Il conflitto delle interpretazioni N pag. 3& #3 Ibid. #' Ibid. pag 33

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c,e il pensiero dovr) seguire saranno dun+ue +uelle c,e traggono il senso fuori dalla posizione Acoincidente con la coscienzaB in cui la metafisica classica lo ,a in +ualc,e modo relegato: psicanalisi; fenomenologia ,egeliana e fenomenologia della religione stessa trovano il senso dell0ego in +ualcosa c,e gli 3 rispettivamente anteriore; posteriore o totalmente altro. Jer giungere a +uesto a..ozzo di ontologia esistenziale la riflessione dovr) intraprendere un0indagine rivolta all0interpretazione psicanalitica dell0ego; la sola c,e possa solidamente smontare la pretesa del s* di porsi come coscienza; presupposto fondamentale alla rimozione del falso cogito per la possi.ilit) di una sua ricostruzione.

$ 0 & icoeur e la 'sicanalisi 1uale )arc2eologia del soggetto* Ricoeur prende dun+ue le mosse proprio da :ant; c,e aveva mostrato l0impossi.ilit) dellS intuizione di s* nell0am.ito dell0esperienza interna; evidenziando come da +uel momento inizi per la psicologia la necessit) di una riflessione, conoscenza c,e non pu@ essere immediata; cosC come mediate sono; tra l0altro; le manifestazioni della coscienza e dell0inconscio. Mung stesso; in particolare; aveva insistito come 3 noto sulla nozione di simbolo come condensatore di energia psicologica; marcando la differenza con il maestro 8reud c,e utilizzava indistintamente i termini sim.olo! o segno! per indicare; ad esempio; il rimando di alcuni elementi all0interno dei sogni. Mentre il segno 3 significante ar.itrario o convenzionale; il sRn-.allo presuppone gi) etimologicamente il riferimento ad una completezza da compiersi. 2sso 3 prodotto psicologico ed ,a allo stesso tempo potere sulla psic,e; essendo tratto da arc,etipi c,e sono comuni all0inconscio di ciascun individuo.

1-

L0analisi condotta sulla nevrosi come sui sim.oli del sogno mostra una storia degli effetti in cui le psicosi dell0uomo sono direttamente causate da eventi atavici; infantili; i cui legami con il presente sono tanto forti +uanto occultati dalla stessa coscienza c,e rimuove e mistifica. L0azione dello psicanalista 3 +uindi propriamente +uella dell0arc&eologo del soggetto; opera c,e per Ricoeur viene ad essere una vera anti-fenomenologia!#"; in +uanto deve potersi del tutto affrancare dall0am.ito della coscienza stessa per poter condurre il proprio discorso con efficacia: L0intelligi.ilit) degli effetti di senso G...I 3 inaccessi.ile alla coscienza perc,* +uest0ultima 3 essa stessa separata dal livello in cui si costituisce il senso; dalla .arra della rimozione!#%. La filosofia ermeneutica ,a infatti sempre un occ,io rivolto al passato; in +uanto deve esser conscia di +uella storia c,e determina anteriormente il soggetto e le sue credenze Acele.re l0espressione di Ladamer (ir ungsgesc&ic&te; determinazione storica!B. 8rancesca 6rezzi; nel suo saggio su Ricoeur; evidenzia inoltre come il sim.olo in psicanalisi 3 sempre considerato come un0illusione o l0occultamento di un desiderio; di fronte al +uale l0interpretazione assume un ruolo smasc,erante e dissacrante!#-. In Ricoeur la nozione di sim.olo 3 ormai stata filtrata attraverso l0ermeneutica; ed esso ,a a..andonato +uella sorta di iperuranio degli arc,etipi!; c,e in Mung facevano forse percepire l0eco di una concezione influenzata dalle forme a priori del $antismo: il sim.olo 3 ora invece prodotto culturale; vivo; sempre mutevole e suscetti.ile di nuove interpretazioni; e la stessa verit) ermeneutica c,e si svela attraverso il sim.olo e la riflessione non pu@ mai trovare compimento. L0interpretazione; in +uest0ottica; non pu@ am.ire ad essere semplicemente funzionale ad una sorta di sollevamento del velo di MaRa; alla semplice eliminazione del sim.olo culturale mistificazione della verit); in +uanto il sim.olo 3 l0unico veicolo possi.ile per la verit) stessa. 20 per +uesto motivo c,e Ricoeur
#" 5fr. Il conflitto delle interpretazioni -pag. #"3 #% Ibid. #- 8rancesca 6rezzi; Introduzione a 3icoeur; Laterza; Roma-6ari; #&&%

1/

deve poter sorpassare la scuola dei maestri del sospetto; c,e pur costituiscono un momento fondamentale dello svelarsi del sim.olo come strumento di conoscenza: il loro pensiero va assunto n* pu@ essere ormai contestato; +uale pars destruens di un cammino c,e per@ potr) e dovr) essere molto pi9 ampio. Il sim.olo 3 infatti per sua natura opaco; difficilmente permea.ile alla comprensione. In +uesto senso 3 effettivamente necessaria +uella c,e Ricoeur definisce una interpretazione demitologizzante; la stessa c,e applicarono 8reud e (ietzsc,e nei loro studi; c,e vede nei sim.oli una illusione funzionale da smasc,erare percorrendone la genealogia; attraverso la reminiscenza del passato in grado di raggiungerne il punto d0origine. Tale demitologizzazione 3 lo sc,eletro concettuale del procedere della psicanalisi; c,e indaga l0origine degli s+uili.ri del paziente al fine di smasc,erare il reale significato di ci@ c,e nei suoi sogni o nelle sue a.itudini 3 travestito in veste sim.olica Adun+ue li.erarlo da essi; attraverso un supposto processo autocatarticoB; cosC come del metodo genealogico nietzsc,iano; c,e svela l0origine della morale occidentale nella sovversione dell0ordine morale dionisiaco; rimpiazzato dalla morale degli sc,iavi e giustificato da un apparato dogmatico e religioso manifestamente insensato. In un caso come nell0altro; 3 importante sottolineare come l0illusione sia sorretta da un ordine funzionale: il masc,eramento delle pulsioni in nevrosi; incu.i; ecc. protegge il conscio da ci@ c,e esso rifiuta; cosC come l0illusione della religione giustifica un certo tipo di ordine morale-sociale Aleggasi: in MarPB e ,a un un innega.ile ruolo consolatorio A+uest0ultimo analizzato specificamente da 8reudB. Liunti a +uesto punto; per@; 3 lecito domandarsi: c,e tipo di credito possiede la parola c,e proclama la morte del dio morale! #/4 La risposta 3: molto; ma esclusivamente dal punto di vista demitologizzante. 20 sotto gli occ,i di tutti il fatto c,e i maestri del sospetto volessero ricostruire sulle macerie dei concetti c,e avevano provveduto a demolireK ma; osserva
#/ Il conflitto delle interpretazioni N pag. '%1

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acutamente Ricoeur;

+uesta filosofia positiva GHI c,e sola potre..e dare

un0autorit) alla sua ermeneutica negativa; resta sotterrata sotto le macerie c,e (ietzsc,e ,a accumulato intorno a s*. (essuno forse 3 in grado di vivere come Zarat,ustra e (ietzsc,e stesso; l0uomo del martello; non 3 il superuomo da lui annunciato!#1. En discorso simile; estendi.ile .en oltre i limite del superominismo nietzsc,iano; rimette in du..io non solo la pars construens proposta dai maestri del sospetto; ma ne frena conseguentemente anc,e l0aspetto negativo: 3 davvero tutto da .uttare via4 La demitologizzazione del sim.olo 3 infatti solo uno dei due poli ermeneutici necessari per recuperare il senso nella sua completezza; +uello c,e analiticamente disfa il tessuto d0illusione c,e lo protegge. 5ome :ant fa notare nella ?ppendice alla =ialettica trascendentale; l0illusione trascendentale sorge a causa di un uso improprio delle idee trascendentali; c,e sono per@ concetti necessari della ragione non solo in +uanto necessariamente prodotti da essa ; ma in +uanto funzionalmente orientati. La filosofia divenuta riflessione dovr) per@ articolarsi su due punti; o meglio; attraverso due poli opposti: accanto a +uello appena illustrato; c,e potremmo c,iamare psicanalitico-regressivo; prende posto +uello fenomenologicoprogressivo.

$ 3 & icoeur e il 'olo feno(enologico La necessit) di un recupero del senso del soggetto rimane; non essendo state le parole dei maestri del sospetto adeguate al fine rivoluzionario! c,e si prefiggevano. Tale recupero; come si 3 detto; continua dun+ue a costituire un compito per l0uomo postmoderno; e laddove l0approccio psicanalitico; per sua
#1 Ibid.

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stessa natura arc&eologico nei confronti del >*; non si rivela sufficiente a cogliere il senso nella sua pienezza; si disc,iude una nuova via; opposta alla prima; +uella di una possi.ile teleologia del soggetto. L0idea teleologica 3 indicata dalla natura stessa del >* come compito Apropria anc,e del senso comuneB; e porta necessariamente ad un 4enomenologia dello Spirito; intesa proprio nel senso in cui la costruC Tegel. (ella prospettiva ,egeliana infatti la coscienza si realizza proprio nel suo compito di superamento di ci@ c,e 3 altro da s*; e trova la sua completezza solo al suo termine; nell0interiorizzazione della successione delle figure c,e sopravanzano e la portano sempre pi9 oltre s* stessa. Ricoeur 3 comun+ue attento nel prendere le distanze anc,e dalla filosofia ,egeliana. 7uest0ultima finisce per risolversi semplicemente nel sapere assoluto; idea inaccetta.ile per un pensiero ermeneutico; e su +uesto aspetto egli 3 infatti molto pi9 vicino a :ant c,e non a Tegel; il +uale; come ,a altresC affermato T. L. Ladamer; 3 terri.ilmente pericoloso per una filosofia ermeneutica; nonostante evitare un confronto sia praticamente impossi.ile; perc,* la filosofia dello spirito ,egeliana propone una mediazione totale tra storia e presente!. Ladamer ,a .en evidenziato la natura onnivora! della dialettica ,egeliana proprio nei confronti di ogni tipo di limite; cosC come il criticismo li aveva posti: la nota polemica di Tegel contro la $antiana 0cosa in s*0!3& 3 perfettamente riuscita a vanificarne; sul piano logico; riflessivo; la portata; o.iettando c,e la ragione; in +uanto traccia +uesti limiti e distingue il fenomeno dalla cosa in s*; mostra c,e +uesta differenza 3 in realt) +ualcosa di suo proprio! 31. 7uesto modo di argomentare; mette in guardia Ladamer; 3 tutt0altro c,e sofistico; tanto c,e il punto arc,imedico c,e permetta di scardinare la filosofia ,egeliana non pu@ essere trovato nella riflessione!3# Aintesa +ui come logica filosofica e non nei termini della riflessione ricoeurianaB: una volta assunta; la dialettica ,egeliana comprende nel ritorno alla coscienza ogni altro da essa.

3& !erità e metodo N pag. 3131 Ibid. 3# Ibid. pag. 31/

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Il cardine dell0argomentazione ricoeuriana; volta ad evitare una ricaduta del pensiero nella aporia del sistema idealistico ,egeliano; 3 una presa di distanza per cui la fenomenologia dello spirito; esaminata a fianco della genealogia della morale nietzsc,iana; risulta appunto un polo; uno dei molteplici sostegni cui 3 appeso il filo della riflessione c,e pure non appartiene a nessuno di essi; i +uali non costituiscono altro c,e punti di vista tanto legittimi +uanto parziali; il c,e risulta particolarmente evidente nella sua concezione del male. Il pro.lema fondamentale del male; c,e attraversa l0intero pensiero di Ricoeur; +uello c,e resiste ad ogni riduzione! e c,e 3 +uindi da considerarsi il pro.lema ermeneutico par e5cellence; mostra c,iaramente i limiti del pensiero razionale; cosC come nel Saggio sul male radicale l0origine della tendenza al male resta definita come insonda.ile!33. I sim.oli del male c,e; come +uelli del sacro; si trovano in ogni mito sono infatti resistenti ad ogni tentativo di razionalizzazione; e proprio da essi pu@ esser condotta una critica forte all0,egelismo.

$ 4 & Il 'ro5le(a del (ale Tegel; con la sua visione di un male funzionale al completamento dello spirito; propone un0idea incredi.ilmente minimizzante nei confronti di un pro.lema c,e costituisce forse il pro.lema per l0essere umano: 3 la sofferenza stessa di fronte all0oscuro mistero del male a far mantenere la distanza dall0,egelismo e dal suo sapere assoluto. In particolare; Ricoeur osserva c,e nessuna grande filosofia della totalit) 3 in grado di rendere conto GHI della contingenza del male in un disegno significante!3': Jlotino e >pinoza ,anno visto il male rispettivamente come ostacolo nell0ordine della Jrovvidenza e come illusione frutto dell0ignoranza. 7uello di Tegel 3 il sistema pi9 ela.orato; in +uanto dialettico; razionale; a suo modo impecca.ile: tanto c,e gi) :ier$egaard aveva sottolineato come esso
33 5fr. Infra pag. 1" 3' Il conflitto delle interpretazioni - pag. 3#-

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trasformasse il male in negati6ità, funzione universale al posto di atto colpevole singolare. 5osC l0accento tragico si sposta dal male morale sul movimento di esteriorizzazione; di estraneazione dello >pirito!3"; ed inoltre viene completamente perso l0aspetto tragico del pro.lema del male; cosC come il concetto di colpevolezza; in +uanto la remissione infatti 3 gi) la riconciliazione nel sapere assoluto GHI ma nello stesso tempo il sim.olo della remissione dei peccati 3 perduto poic,* il male 3 pi9 0sorpassato0 c,e 0perdonato0; e sparisce in +uesta riconciliazione!3%. La fenomenologia dello spirito rivela cosC il suo aspetto pro.lematico di pensiero razionalizzante Ac,e intende inde.itamente razionalizzare la tragicit) del maleB di tipo speculati6o; c,e si fonda su un realismo ontologico del male per comprenderlo in una filosofia sistematica e compiuta; cosC come oper@ il pensiero gnostico con la sua esteriorizzazione del male come principio della realt); e come ogni sistema di teodicea in generale. L0altro volto c,e un pensiero razionalizzante pu@ assumere 3 +uello allegorizzante; c,e tende a vedere una verit) precedente il sim.olo di cui il mito non 3 altro c,e volgarizzazione o mistificazione; come secondo il pensiero stoico o +uello di innumerevoli positivismi. Il compito del filosofo; deve come tale potersi mantenere un compito razionale; senza per@ cadere nel risc,io di un pensiero c,e finisca per essere razionalizzante nei confronti del sim.olo; nell0uno o nell0altro senso sopra mostrati. :ant stesso aveva dedicato al tema un0opera minore volta proprio ad evidenziare la vanit) di ogni tentativo di teodicea!; e aveva .en compreso il pro.lema del male come radicale e al di l) delle nostre capacit) di comprensione. L0espressione radicale! riferita al pro.lema del male indica la convinzione; maturata da :ant; secondo cui +uesto fondo oscuro! sare..e dotato di una sua realt) effettiva N se..ene non metafisica N e non piuttosto generato nell0uomo
3" Ibid. pag. 3#1 3% Ibid. pag. 3#/

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dall0ignoranza della virt9 e dalle inclinazioni naturali Acome secondo un Leitmoti6 assai anticoB. 5onsiderate in s* stesse; le inclinazioni naturali sono .uone! 3-; a differenza di +uanto avevano erroneamente ritenuto gli >toici; i +uali; da veri filosofi classici; non potevano accettare un principio oscuro in grado di su.ordinare la volont). 2ssi; tuttavia; non considerarono le conseguenze di una affermazione come +uesta: accettando come principio morale l0inclinazione naturale; l0uso della li.ert) dovre..e essere ricondotto totalmente alla determinazione per opera di cause naturali!3/; posizione deterministica c,e risultere..e N ad avviso stesso di uno stoico - inaccetta.ile. In :ant; ad accompagnarsi alla concezione di un male radicale; vi 3 +uella di una libertà radicale. L0uomo diviene cattivo +uando piuttosto rende preminente il pur naturale principio dell0amore di s* al di sopra della legge morale: il male non 3 ignoranza o corruzione della legge ma dipende dalla su.ordinazione dei moventi GHI +uale dei due moventi 3 condizione dell0altro!31. (onostante il male sappia .en travestirsi sotto la sovversione strisciante della massima; e la lunga attitudine al male in un uomo lo separi sempre maggiormente dalla possi.ilit) di redimersi Ail male stesso finisce per fingersi .ene; e non si sanno pi9 discernere le massime .uone da +uelle cattiveB - l0uomo conserva sempre la li.ert) della volont); la sua originaria disposizione al .ene. Jroprio in seno alla li.ert) radicale dell0uomo nasce il male come radicale: male come possi.ilit) di scegliere di fare il male; e l0origine razionale di +uesta discordanza del nostro ar.itrio GHI resta per noi impenetra.ile! '&. 7uesto in +uanto un fondamento primo malvagio ric,iedere..e a sua volta la definizione di una massima malvagia; la +uale ric,iedere..e un nuovo fondamento; e cosC via: anc,e in +uesto caso i mezzi propri della ragione falliscono.
3- Immanuel :ant; Die 3eligion inner&alb der -renzen der blo7en !ernunft; 1-1'; :Unigs.erg ; tr. it. La religione entro i limiti della semplice ragione a cura di <incenzo 5icero; #&&1; 6ompiani; Milano N pag. 1"3 3/ Ibid. pag -" 31 Ibid. pag. 1&1 '& Ibid. pag. 1#"

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2ssa ,a soltanto un semplice indizio della presenza dell0altro da s*; del fuori di s*; c,e le si rivela come limite oggettivo. <a inoltre sottolineata; a +uesto punto; la concezione $antiana del mito dell0origine del male cosC come narrato dalla >crittura: la presunzione di uno stato d0innocenza precedente il male soltanto nel primissimo uomo non 3 c,e un espediente il +uale non fa altro c,e mostrare c,e andando indietro fino al tempo in cui l0uso della ragione non si era ancora sviluppato in noi G...I risaliamo ad una tendenza al male! c,e si pu@ definire come innata! '1. 7uesto proprio in virt9 della N pi9 c,e compresenza N codefinizione della li.ert) di ar.itrio umano e male radicale; concetto c,e vuole rappresentare la soluzione al di.attito tra i sostenitori di una naturale tendenza al male dell0uomo contro coloro c,e affermano la sua naturale tendenza al .ene. In :ant; come nel mito di ?damo; viene sottolineata la preminenza del principio .uono: +uesto perc,* la ragione umana nasce gi) fornita della sua legge morale; la +uale per la sua stessa natura di determinare la volont) secondo la li.ert); include per@ anc,e la possi.ilit) di sottrarsi li.eramente al suo stesso comando. Ricoeur ,a dedicato una parte considerevole della propria opera al tema del male e del peccato; ma ai fini di +uesto discorso sar) sufficiente sottolineare come la sua posizione prenda le mosse proprio dalla concezione agostiniana e $antiana. 2gli ricorda c,e 3 ?gostino il responsa.ile dell0ela.orazione classica del concetto di peccato originale!; colui c,e alla cristianit) patristica ,a fornito c,iavi di interpretazione del pro.lema valide ancora oggi. L0aspetto pi9 interessante delle posizioni agostiniane in merito al tema del peccato; efficacemente riassunte nel saggio il peccato originale: studio di significato! 3 proprio il loro carattere di mediazione. ?gostino si 3 trovato; infatti; nella complessa condizione di dover com.attere due forme di eresia le +uali; riguardo il pro.lema del male; avevano
'1 Ibid. pagg. 1#" e seg.

posizioni

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diametralmente opposte. I primi suoi avversari furono gnostici e manic,ei; i +uali professavano una natura ontologica; reale di un principio del male esterno c,e imprigiona l0uomoK successivamente egli dovette com.attere il volontarismo razionale di Jelagio; il +uale; addossando integralmente al singolo uomo la colpa del suo peccare in virt9 della sua li.ert); coerentemente affermava la semplice esemplarit) del mito adamitico; per cui =io mai potre..e accusare un uomo di un peccato c,e egli non ,a commesso in prima persona. Il peccato originale viene cosC a dover assumere; in ?gostino; un duplice aspetto c,e si snoda attraverso gli estremi di ragioni del tutto opposte. 5ontro Mani; ?gostino ela.ora una visione puramente etica del male; nella +uale l0uomo 3 integralmente responsa.ileK egli la li.era da una visione tragica dove l0uomo non 3 pi9 autore; ma vittima!'#. =efinendo il male secondo i concetti di li.ert) e di colpa; egli pu@ cosC parlarne come di un nulla!; perlomeno in termini ontologici. La visione tragica del male; sorprendentemente; in ?gostino non scompare affatto: il peccato di ?damo costituisce sotto un altro aspetto; negli scritti successivi; una vera e propria tara dell0umanit) intera c,e potendo scegliere N come il mito di ?damo esemplifica - ,a gi) da sempre scelto il male; anticipando la visione luterana secondo la +uale l0elezione 3 per grazia; la perdizione 3 per diritto!'3. La duplice posizione agostiniana in materia potre..e essere vista come un maldestro artificio retorico volto a correggere il tiro! nei confronti dei suoi nuovi avversari pelagiani; ma si tratta al contrario di un0interpretazione coerente con lo stesso carattere del male +uale inconcepi.ile ed irrazionale nella sua pi9 profonda natura; la +uale si sposa con +uella c,e Ricoeur definisce secondo cui economia della sovra..ondanza! riferita alla grazia. 2ssa ricalca la cele.re sentenza paolina dove ,a a..ondato il peccato; ,a sovra..ondato la grazia! ''; 3 espressione di economia antieconomica; di massima irrazionalit) dell0operato divino; di +uel c,e del sim.olo del sacro resta come fondo di significato resistente
'# Il conflitto delle interpretazioni - pag. #1& '3 Ibid. pag. #1'' S. Paolo - Rm ".#&

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alla razionalit) stessa; e c,e; in +uanto tale; 3 la sola soluzione! possi.ile al pro.lema del male. (ell0attenzione di Ricoeur resta dun+ue preminente l0avvertimento di evitare una inde.ita razionalizzazione dei sim.oli del sacro Ac,e in +uanto tali costituiscono ci@ c,e R. Qtto definiva -anz 8nderes N il totalmente altro! da noiB. Risuona +ui un0eco del monito antiparalogistico $antiano; c,e nella =ialettica trascendentale; come a..iamo visto; definiva raziocinante l0inferenza volta alla speculazione sulle idee; concetti limite della ragione. Interpretazioni a senso unico; c,e cerc,ino di razionalizzare il male; sono in ogni caso destinate a fallire: ci@ c,e non si deve fare 3 passare dal mito alla mitologia!'"; avverte Ricoeur; come l0illuminista Immanuel :ant: il +uale si era reso conto c,e sulla natura pi9 profonda della tendenza al male la ragione non potesse sindacare.

$ 6 & L7a''rodo alla feno(enologia della religione >e il pensiero speculativo porta dun+ue necessariamente ad uno scacco della ragione; risulta necessaria l0assunzione Aalmeno temporaneaB di una posizione fenomenologica; c,e in +uanto tale rispetti la necessaria distanza incolma.ile c,e separa il soggetto dal suo oggetto e c,e sappia guardare al contenuto della rappresentazione dell0oggetto stesso come ad una 6erità in grado di riempire! Atermine ,usserlianoB l0intenzionalit) del soggetto osservante. (ello specifico; il sim.olo del >acro ne rivela la verit) come entit) essenziale; altra ed autonoma rispetto alle sue manifestazioni storic,e; cosC come sostenuto nell0opera di storici della religione appartenenti alla prospettiva fenomenologica Ada Rudolf Qtto a Mircea 2liade; c,e non a caso fu corrispondente ed ammiratore del filosofo
'" Ibid. pag. 3&&

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franceseB. La fenomenologia; in +uanto attenzione per l0oggetto intenzionale; vuole cosC ricondurre il pro.lema del fenomeno religioso al suo oggetto essenziale; +uel >acro c,e 3 conosci.ile solo attraverso il sim.oli c,e lo manifestano; e c,e ,a per caratteristica di non essere mai completamente ar.itrario; di non essere vuoto; poic,* vi 3 sempre un minimo di relazione naturale tra il significante ed il significato!'%. L0attenzione per il sacro attraverso il sim.olo 3 pertanto ci@ c,e il filosofo pu@ attingere da una prospettiva fenomenologica; in cui l0attenzione per l0oggetto fa sC c,e si eviti ogni razionalizzazione del suo contenuto: il motto 3 concentrarsi sul fenomeno; ed il fenomeno precede ogni concettualizzazione: essa descrivere!'-. Il pro.lema c,e per@ necessariamente si pone al fenomenologo 3; testualmente; ma io ci credo!4 7uesta domanda 3 .en distante da implicazioni fideistic,e. Il progetto di Ricoeur si attiene infatti al rigoroso criterio di seguire l0impianto generale della concezione $antiana della conoscenza; nella +uale; come si 3 visto; l0attenzione per il fenomeno non implica; come erroneamente interpretarono gli idealisti; mancanza di importanza del noumeno in +uanto non appartenente al soggetto; cosa in s* del tutto staccata dalle sue forme a priori e pertanto non conosci.ile. Jotremmo affermare c,e tra i due filosofi presi in considerazione; il punto in comune pi9 profondo sia proprio la natura teleologica della conoscenza umana; la +uale deve sempre trovarsi rivolta ad un fine c,e le 3 del tutto esterno. >e il noumeno; il >acro; risulta in +ualc,e misura almeno concepi.ile; +uesto implica una sua funzione c,e non 3 esplica.ile in un0ottica puramente descrittiva in +uanto 3 la forma stessa della cosa in s* a sfuggirci. (ella sua posizione di totale alterit) rispetto al soggetto; essa costituisce +uel focus imaginarius'/ avente funzione fondamentale; nel $antismo come nell0ermeneutica ricoeuriana. Jer
'% Il conflitto delle interpretazioni - pag. 33' '- Ibid. '/ 5fr. Critica della 3agione Pura; pagg. %"1 segg.

non vuole spiegare; ma

#/

+uesto

esso

costituC

per

:ant

il

mo6ente

della

razionalit)

stessa;

illuministicamente intesa come necessit) di comprensione e c,iarificazione A8uf l9rung; appuntoB; ed in maniera non dissimile Ricoeur vi scorge una sorta di motore immo.ile - aristotelicamente inteso - in grado di portare il soggetto fuori di s* attraverso il semplice in6ito Asi veda a tale proposito la sezione successiva riguardante il tema della domandaB; indicando alla sua ragione una via c,e essa non pu@ vedere. La sua effettiva natura ci resta ignota: d0altra parte; la difficolt) oggettiva c,e si incontra nel mantenimento di una prospettiva esclusivamente fenomenologica in studi religiosi mostra ancora una volta come ogni punto di vista non sia c,e una legittima; ma non autosussistente; riduzione della verit). In +uesto modo Ricoeur riprende ed oltrepassa :ant; a partire dalla formula secondo la +uale il limite e la cosa in s* conducono la ragione ad un ampliamento c,e non le 3 possi.ile di per s* nell0uso speculativo! - come recita il titolo del cele.re paragrafo della Critica della ragione pratica: nell0indagine pratica Ac,e inevita.ilmente finisce per riguardare; almeno come postulati; concetti puri ePtraesperienzialiB la ragione incontra il concetto di una causalit) incondizionata! come effetto di una possi.ile volont) pura; nonc,* la sua realt) o.iettiva; dalla sua applicazione reale Ain attoB G...I sotto forma di principi AsoggettiviB o massime! '1; con l0effetto di una apertura al campo degli oggetti sovrasensi.ili!; ampliamento per@ limitato all0am.ito epistemologico Aper affermare la possi.ilit) ed addirittura il diritto di postulare enti sovrasensi.ili e le loro propriet)B. Jarallelamente; in Ricoeur il sim.olo porta il soggetto oltre se stesso e rappresenta in +ualc,e modo una sorta; se non di garante; di promessa di riappropriazione del s* perduto; e lo scopo dell0indagine portata ai limiti della ragione va .en oltre la +uestione conoscitiva. =0altronde Ricoeur stesso indica il limite di ogni filosofia
'1 Immanuel :ant; Kriti der pra tisc&en !ernunft, 1-//; RigaK tr. it. Critica della ragione pratica; a cura di ?nna Maria Marietti; 6ER; Milano; 111# - pag. #31

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critica nella sua preoccupazione esclusiva per l0epistemologia!"&.

$ 8 & Er(eneutica della do(anda9 : 'ossi5ile un7ontologia del soggetto; Ena filosofia ermeneutica in grado di pensare a partire dal sim.olo; capisce c,e alla parola appartiene il potere di cam.iare la comprensione c,e a..iamo di noi stessi!"1; e +ui si pu@ a .uon diritto leggere +uesto parola! non nel semplice significato di Jarola del $erRgma; di cui l0autore sta trattando in +uelle pagine; ma della stessa voce di ogni sim.olo; c,e si rivolge a ci@ c,e c,iamavo la nostra esistenza; in +uanto sforzo e desiderio!"#. Il sim.olo d) da pensare perc,* 3 in grado di rivolgersi alle nostre strutture pi9 intime: cosC la voce del sim.olo 3 la parola della domanda e non +uella del comando; perc,* solo la domanda 3 in grado di cam.iarci. (ell0ascolto della domanda +ualcosa ci si aggiunge; perc,* l0ascolto non 3 semplice o..edienza all0imperativo Anella stessa misura in cui il $erRgma 3 domanda e non ordineB. ?ttraverso l0ascolto della voce del sim.olo il soggetto 3 cosC in grado di ricostituirsi; di rinvenire il s*: il sim.olo parla la nostra stessa lingua ed 3 costituito dei nostri stessi arc,etipi; avre..e azzardato Mung nel suo ritenere c,e nel mondo culturale si manifestino direttamente le cifre dell0inconscio collettivo. Ricoeur si limita in +uesto senso a sottolineare - come si 3 gi) visto N la non ar.itrariet) effettiva del sim.olo; legato ad una grande +uantit) di livelli di senso c,e si disc,iudono immediatamente a partire dalla sua significazione primaria Alo stacco rispetto ai segni convenzionati 3 evidente provando a paragonare una sim.ologia tradizionale come +uella della lordura con segni particolari +uali il verde del semaforo o una +ualsiasi parola in una lingua definitaB.
"& Il conflitto delle interpretazioni - pag. 3'3 "1 Ibid. pag. '%/ "# Ibid.

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La natura di domanda c,e viene ad assumere la parola stessa in Ricoeur pare necessaria in +uanto; assunto il principio ermeneutico secondo il +uale ogni interpretazione non 3 c,e espressione di un particolare punto di vista Ae in +uanto tale mai definitiva nel rivelare una verit) opacaB; il processo interpretativo andr) condotto a partire dalle diverse scuole di pensiero; anc,e contrapposte; c,e si sono affermate nella storia. In Ricoeur il soggetto viene cosC a tenere i fili; a fungere da mediatore e mai da giudice; alla ricerca del significato dei sim.oli attraverso voci c,e non possono mai esprimersi come imperativi; in primo luogo perc,* non ne ,anno il diritto; ed in secondo luogo in +uanto solo la parola c,e pone la domanda 3 in grado di far intraprendere +uella ricerca c,e; volta verso l0altro da s*; sia in grado di far rinvenire parti del s* perduto. >e un ascolto della parola 3 possi.ile; osserva Ricoeur; sussiste ancora anc,e in una filosofia ermeneutica almeno +ualcosa del su.-Vectus; c,e precede ogni interpretazione: +ualcosa c,e precede la volont) ed il principio di o..ligazione; c,e; secondo :ant; 3 la struttura a priori di +uesta volont). 7uesto +ualc,e cosa 3 la nostra esistenza stessa; in +uanto capace di essere modificata dalla parola!"3. La nostra costituzione essenziale come 0capaci di porci all0ascolto0 3 un tema centrale nell0ermeneutica del WW secolo Asoprattutto in LadamerB; ma in Ricoeur in particolare +uesta scoperta non viene tanto assunta +uale costitutiva del nostro stesso essere; come Teidegger sottolineava: essa 3 piuttosto una con+uista cui si giunge con grande difficolt); ed otteni.ile solo tramite il passaggio attraverso il conflitto delle interpretazioni. >olo avendo messo in du..io la verit) stessa dei sim.oli; dopo la tensione tra l0accettazione del >acro come imperativo ed i testi dei maestri del nic,ilismo 3 possi.ile una via di mediazione; +uella del sim.olo come domanda. 7uesto in +uanto il vortice delle pi9 contrastanti interpretazioni; dopo averne travolto il senso superficiale; avr) infine il positivo effetto di depurare la cifra sim.olica della domanda da ogni preconcettualizzazione c,e le risultere..e posteriore: cosC c,e il soggetto si trovi egli stesso nudo di fronte alla
"3 Ibid. pag. '%/

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domanda. Il sim.olo appare essere pertanto primo persino rispetto al soggetto; il +uale per ritrovare se stesso non pu@ c,e fare a meno di tentare di uscire dal conflitto delle interpretazioni; in cui la ragione entra priva di certezze c,e possano essere rinvenute dentro di s*; ma si trova semplicemente come trascinata fuori; dall0una o dall0altra parte; in cerca di un incerto e+uili.rio attraverso il pensiero riflessivo. ?llo stesso modo in :ant; per il +uale la preoccupazione epistemologica rendeva necessario un processo della ragione nei confronti della ragione stessa; la legittimazione dell0uso della ragione entro certi limiti avviene in virt9 della sua stessa struttura a priori - e solo al termine del processo stesso N dopo aver vagliato e faticosamente Apotremmo dire: innaturalmenteB messo da parte ogni suo a.uso speculativo. >olo attraverso tale processo di depurazione; infatti; una metafisica potr) porsi effettivamente come scienza: mettendo alla s.arra la ragione stessa; e c,iedendole di render conto delle sue conclusioni come in un0aula di tri.unale.

$ %< & )L7avventura del "ogito* (on 3 un caso c,e l0analisi epistemologica $antiana prenda le mosse dalla necessit) di assumere le argomentazioni ,umiane; volendo per@ preservare la possi.ilit) di una conoscenza Ain campo speculativo; ma anc,e e soprattutto moraleB valida a priori. 20 parte di +uella c,e Ricoeur c,iama +uasi affettuosamente l0avventura del cogito!; la storia delle interpretazioni filosofic,e del s* in cui si ,a l0impressione c,e :ant venga a costituire un po0 il punto di svolta della storia della filosofia intera; filosofia intesa come giustificazione di +ualcosa!.

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L0altra via c,e la filosofia avre..e potuto intraprendere 3 stata sommariamente definita da Tume; ed 3 in generale la strada di un empirismo radicale e scettico; ripresa e perseguita oggi dai filosofi analitici: seguendo radicalmente una via c,e si apre proprio a partire dalle critic,e dei concetti di sostanza e causalit); essi producono una filosofia c,e si trova realmente del tutto slegata dal piano ontologico e metafisico; e c,e si riduce +uindi all0indagine puramente logica di concetti Ac,e sono dati: non vi 3 necessit) di giustificarne le modalit) metafisic,e di datit) o di datit) coerenteB. 5on :ant ritorna l0esigenza di giustificazione c,e prosegue nella filosofia continentale; passando attraverso l0idealismo; la fenomenologia ed infine l0ermeneutica; tanto c,e l0intero suo programma filosofico speculativo appare come una risposta; attraverso la garanzia della conoscenza ottenuta tramite l0impianto trascendentale delle forme a priori; all0empirismo ,umiano. Il filosofo si riconosce infatti come de.itore dell0epistemologia empirica; c,e tiene in considerazione tentando al contempo di superarne le conclusioni; c,e in Tume portavano all0estremo di una conoscenza solo pro.a.ilistica c,e egli riteneva inaccetta.ile. :ant 3 stato il primo a separare; come si ricordava; riflessione e conoscenza di s*: il senso della parola riflessione! non ,a ovviamente nulla a c,e vedere; in tale affermazione; con la filosofia riflessiva cosC come intesa da Ricoeur. 7uello c,e +ui Ricoeur stesso vuole evidenziare 3 la cesura $antiana rispetto alla possi.ilit) di autotrasparenza della coscienza per il soggetto Arealizza.ile; ad esempio; attraverso l0introspezioneB. :ant 3 infatti colui c,e per primo porta la ragione di fronte ad un tri.unale; come spiegato dalle sue stesse parole; dal giudizio del +uale emerger) c,iaramente come la coscienza non possa pi9 essere trattata come un oggetto di conoscenza. In :ant; in particolare; non esiste coscienza astratta dall0essere; ma solo un io penso"funzione in atto posto come esistente. Tale impianto sta.ilisce effettivamente una relazione di preminenza dell0essere sul 33

pensiero; in cui il primo sopravanza di gran lunga il secondo; non solo confinandolo ma limitandolo inevita.ilmente. =a 8ic,te in avanti il criticismo 3 stato interpretato in c,iave soggettivistica; su.ordinando Ain diverse misure e modalit)B l0intero concetto dell0essere alle categorie del pensiero; ed 3 stato proprio il pensiero ermeneutico a riprendere; l) dove era stato lasciato; il discorso $antiano. Jer +uanto riguarda la filosofia ermeneutica; anc,e partendo dall0indagine interpretativa del linguaggio; si scopre come il linguaggio stesso c,iede di essere riferito all0esistenza G...I 3 il desiderio di una ontologia! "' in cui 3 il livello semantico stesso a c,iedere di essere superato. ?nc,e dal punto di vista dell0ermeneuta; vi 3 +uindi effettivamente un essere precedente il linguaggio; e per meglio comprendere il significato della frase citata; si potre..e aggiungervi un ma non pu@!. L0essere infatti; trascendendo completamente il linguaggio; non pu@ esservi limitato: non si deve cadere nell0errore della pura esegesi c,e trattando i significati come un insieme c,iuso in s* stesso innalzere..e il linguaggio ad assoluto!"" finendo per considerarlo +ualcosa di autosussistente; allo stesso modo in cui per :ant il raziocinare delle idee trascendentali non pu@ c,e condurre ad una loro falsificazione. Rendere concepi.ile il trascendente non pu@ c,e deformarlo; perc,* 3 un volerlo comprendere entro limiti c,e non gli sono propri: allo stesso modo per cui un cu.o rappresentato su un foglio .idimensionale non potr) conservare ortogonalit) ed isometria dei suoi spigoli; pena la visi.ilit) di una sola delle sue facce; la razionalizzazione dei sim.oli sar) sempre una inde.ita semplificazione. La tensione ontologica insita nel linguaggio 3 per@ inelimina.ile tanto +uanto la tendenza a raziocinareK e; come sopra affermato; essa costituisce il motore stesso della conoscenza e della razionalit):
"' Il conflitto delle interpretazioni N pag. #1 "" Ibid.

c,i si accontentere..e N domandava

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retoricamente :ant nei Prolegomeni - di ci@ c,e si pu@ conoscere con certezza4!"%. Liunti a +uesto punto; non possiamo fare a meno di accennare un confronto tra l0ermeneutica ricoeuriana e +uella ,eideggeriana. Teidegger nasce dalla fenomenologia A,usserlianaB nella sua necessit) di voler fornire una teoria fenomenologica non $antiana; priva di +uelle forme a priori c,e sanno tanto di stantia metafisica. 2liminando le forme a priori; per@; o si mantiene il sistema della conoscenza nell0am.ito dell0evidenza ATusserlB o lo si sorpassa in un sistema ermeneutico. In ogni caso; con Teidegger; e gi) in +ualc,e modo in Tusserl prima di lui; il su.-Vectus non 3 pi9 il soggetto dell0atto del pensare. La coscienza fenomenologica viene ad essere il su.-Vectus su cui si fonda la conoscenza; ma essa non 3 c,e l0insieme delle stesse rappresentazioni fenomenic,e; e non ,a realt) ontologica all0infuori del rapporto tra noesi e noema. Il soggetto Io penso! in +ualc,e modo scompare; e +uesto 3 evidente proprio nell0intento stesso di :ssere e tempo: il focus dell0indagine deve essere l':ssere stesso. Tale indagine per@ non pu@ essere condotta c,e a partire dall02sserci comprendente l02ssere. L02sserci 3 ancora in +ualc,e modo il soggetto; come soggetto interrogantesi; eppure +ui non solo non stiamo pi9 parlando di un soggetto metafisico-cartesiano; ma nemmeno di un soggetto funzionale-$antiano: esso non 3 pi9 il su.-Vectus; perc,* tale concetto implica certezza; fondamento; una .ase su cui porre i successivi mattoni della conoscenza. In Teidegger l02sserci viene dopo l02ssereK il soggetto arretra ulteriormente; non solo in ordine di importanza ai fini della ricerca filosofica; ma nel senso c,e l02sserci 3 storicamente determinato; essendo egli stesso parte dell02ssere. 2 l02ssere stesso non 3 +ualcosa di autosussistente; .ensC 3 2ssere in +uanto compreso ed oggetto di comprensione; in una .ipolarit) noesi-noema. Il su.-Vectus pu@ essere; a +uesto punto; al pi9 il rapporto stesso tra +uesti due poli; c,e in
"% 5fr. Prolegomeni ad ogni futura metafisica... - pag #31

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Teidegger assume carattere ermeneutico AmediatoB; a differenza del rapporto intenzionale e diretto c,e manteneva in Tusserl. L0ermeneutica dopo Teidegger diventa cosC scuola filosofica dell0interpretazione; intesa come fondamento unico e possi.ile di una filosofia come giustificazione Aepistemologica ma anc,e ontologicaB. Jer sua stessa natura l02sserci diventa cosC; oltre c,e pastore dell02ssere!; anc,e parte attiva e colpevole nel processo del suo progressivo o.lio in +uanto il soggetto; nel suo naturale porsi di fronte ad un oggetto; si fa soggetto reificatore dell02ssere. In +uesto senso l0intera storia della metafisica risulta; come 3 noto; una storia dell0o.lio dell02ssere nell0ente c,e ,a cancellato il rapporto originario; presocratico; tra 2ssere e pensiero; e con esso lSimmediatezza dell02sserci nel suo rapportarsi con l02ssere; c,e ,a il suo esito ultimo nella incapacit) dell02sserci di condurre una esistenza autentica. ? tale proposito; la critica fondamentale condotta da Teidegger negli ,olz)ege al soggetto cartesiano 3 proprio; come sottolinea Ricoeur; non tanto una critica del cogito +uanto piuttosto GHI della metafisica ad esso soggiacente!"-. 20 infatti lo stesso impianto cartesiano ad instaurare l0inautentica metafisica del cogito come soggetto; in virt9 della +uale l0uomo diviene il primo reale sub#ectum!"/; inteso come fondamento. 7uello di 5artesio pu@ a .uon diritto definirsi un umanesimo; intendendo con +uesta parola +uella dottrina c,e valuta l0ente nel suo insieme in vista dell0uomo! "1; in cui a..iamo a un tempo la posizione del soggetto e la posizione della rappresentazione del mondo come +uadro; immagine G;ild; nella terminologia ,eideggerianaI!%&. La condizione dell0uomo c,e si pone come osservatore distaccato degli enti nella loro semplice presenza; del mondo come !orstellung ArappresentazioneB; 3 la
""/ "1 %& Il conflitto delle interpretazioni N pag. #'& Ibid. - pag. #'' Ibid. Ibid.

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possi.ilit) stessa dell0esserci di smarrire il suo autentico esistere come insituazione%1 c,e si attua nella storia della metafisica. Metafisica c,e non solo ,a prodotto l0o.lio dell02ssere autentico; ma addirittura l0o.lio della stessa domanda c,e 3 il motore N tanto in Teidegger +uanto in Ricoeur N della ricerca di senso.

$ %% & Il s/ nel conflitto delle inter'reta#ioni ? +uesto punto si torna a Ricoeur: riprendendo il discorso $antiano del limite e della coscienza c,e non pu@ conoscere se stessa se non come funzione trascendentale; egli lo ,a dapprima cristallizzato attraverso l0occ,io psicanalitico Aper il +uale il soggetto 3 la fonte prima dell0autoingannoB; +uindi ,a tentato di indicare la via per una possi.ile riappropriazione del s*. Tale percorso c,e non potr) c,e addentrasi per direzioni molteplici; tendenti tutte alla stessa espropriazione del s* verso l0altro fino al culmine costituito dalla fenomenologia della religione: +uasi c,e solo nello sforzo di comprensione dell0essere c,e lo precede il soggetto possa sperare di riconciliarsi con se stesso. In c,e modo l0ermeneutica di Ricoeur si distingue da +uella di Teidegger4 (on 3 differenza assai rilevante; per +uanto riguarda la +uestione del soggetto c,e viene +ui esaminata; il fatto c,e la ricerca condotta sul piano ontologico sia per lui un punto d0arrivo e non di partenza. >em.ra piuttosto di cogliere in Ricoeur una notevole attenzione a spostarsi ancor pi9 fuori dal soggetto cartesianamente inteso. In Ricoeur pare sussistere solamente la .ipolarit) e il rapporto; non pi9 tra 2sserci ed 2ssere; ma tra interpretazioni o metodi di interpretazione del rapporto tra l0uomo ed il mondo. L0analisi ,eideggeriana; cosC come ogni scuola interpretativa; 3 in +uesto modo considerata da Ricoeur assolutamente legittima; ma dal proprio punto di vista; c,e
%1 5fr. Martin Teidegger; Sein und zeit; 11#-; TX.ingenK tr. it. :ssere e tempo a cura di Jietro 5,iodi N 8ranco <olpi; #&&"; Longanesi; Milano - pag %1

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3 sempre parziale. =i +ui la necessit) di sforzarsi di a..racciare una mediazione tra i differenti punti di vista; una fusione di orizzonti! c,e si sposta per@ al livello di una meta-interpretazione; laddove +uella di Teidegger e di Ladamer era piuttosto analisi delle modalit) di interpretazione. In :ssere e tempo l02sserci occupa dun+ue un posto di assoluta preminenza nell0ordine del senso Ain +uanto per +uesto ente; nel suo essere; ne va di +uesto 2ssere stesso!%#B sotto un duplice aspetto: in primis; 3 sorgente ultima del significato c,e si esprime nel tempo attraverso il linguaggioK d0altra parte esso 3 colui c,e; ponendosi come soggetto; o.lia l0essere nell0ente ed il suo esserci autentico Acome essere-in-situazione ed essere-per-la-morteB nell0anonimo mondo del si!. 5osC; in Teidegger; se..ene la domanda del c&i! dell0esserci resti e de..a restare domanda!%3 una risposta poteva almeno esser trovata per +uanto concerne la sua possi.ilit) di esistenza autentica. La li.ert) dell0essere per la morte 3 reale e possi.ile modo di esistenza dell0esserci il +uale ,a per sua stessa essenza la possi.ilit) di esistere autenticamente o meno %'K nella stessa misura in cui dopo la Ke&re la cifra dell0esistenza autentica 3 l0a..andono alla verit) dell02ssere secondo il verso di TUlderlin: Joeticamente l0uomo a.ita +uesto mondo!. Jrimario 3 invece; per Ricoeur; il pro.lema del recupero del s*; del +uale pu@ essere messa in du..io la stessa identit): assumendo c,e dopo :ant e soprattutto dopo 8reud non 3 pi9 possi.ile rifondare il soggetto; si pu@ comun+ue ancora; attraverso una ontologia militante e spezzata!; recuperare parzialmente il senso del s* non tanto come polo interpretativo; ma come centro; fulcro degli assi c,e si possono idealmente tracciare tra ermeneutic,e di sim.oli c,e si trovano ai poli opposti delle possi.ilit) dell0interpretazione.

%# 2ssere e tempo - pag. #' %3 Il conflitto delle interpretazioni N pag. #'%' 5fr. :ssere e tempo N pag. %1

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Jer +uesto motivo in Ricoeur non 3 posto il pro.lema dell0autenticit): dal conflitto non pu@ emergere una interpretazione la cui autorit) sia in grado di affermarsi in modo c,e un0altra non ne metta in discussione i risultati. La sola modalit) di esistenza autentica!; volendo impropriamente adattare le due differenti terminologie; 3 lo stesso prender parte al conflitto; percorrendo linee interpretative c,e seguono direzioni spesso discordanti %": il conflitto stesso non pu@ c,e avere come centro gravitazionale il s*; nonostante ci@; la sua posizione 3 ulteriormente arretrata rispetto a +uella c,e occupava in Teidegger. In Ricoeur lo stesso soggetto razionale; c,e pensa ed indaga; indaga innanzitutto su se stesso +uale primo dei pro.lemi; e per farlo deve uscire dalla sua situazione di falsa coscienza autoponentesi. Jer ritrovare il s* autentico N 3 +uesto il fulcro; l0aspetto pi9 importante del pensiero ricoeuriano; come pi9 volte sottolineato N la via 3 l0indagine metainterpretati6a; rivolta in particolare ai sim.oli del sacro. 2ssi costituiscono proprio; come si 3 visto; l0apice della espropriazione del senso del s* nell0altro; fondamentale in +uanto il concetto stesso del s* va sottoposto ad una sua demitologizzazione c,e permetta di svelarne il senso pi9 autentico. Il sacro c,e si manifesta dietro i sim.oli del mito; del rito; del .ene e del male 3 +uello in ultima analisi pi9 importante per lo stesso recupero del s*; proprio in +uanto costituisce l0essenza pi9 profonda del sim.olo. >econdo Ricoeur; c,e in +uesta posizione concorda integralmente con i fenomenologi della religione del suo tempo Avan der LeeuO; Mircea 2liadeB; il sim.olo 3 reale manifestazione dell0assolutamente altro; c,iave per comprendere il s*; c,e viene a trovarsi cosC nella posizione di soggetto comprendente ma soprattutto di soggetto compresoK 3 piuttosto esso stesso; infatti; a trovarsi nella situazione di esser parte di diverse modalit) di interpretazione; le +uali costitutivamente includono il s* ricercato 3 l'8ltro N con cui +uindi occorre confrontarsi.
%" Interessante 3 il ric,iamo stesso agli ,olz)ege c,e aveva idealmente percorso Teidegger. Il titolo dell0opera significa esattamente sentieri erranti nella selva! ed 3 il nome di +uei sentieri tracciati dai cammini dei .oscaioli c,e raccolgono legname nella foresta nera. 7uindi; per la loro stessa funzione; tali sentieri non conducono da nessuna parte: essi si limitano a percorrere itinerari spesso circolari; perdendosi tra gli al.eri.

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6isogna tenere a mente la natura fondamentale del sim.olo come domanda; e come domanda fondamentale; come gi) la si 3 sottolineata. In Teidegger stesso il pro.lema dell0essere sopraggiunge come domanda e GHI +uanto 3 stato dimenticato non 3 soltanto l0essere; ma la domanda stessa sull0essere! %%: allo stesso modo; se..ene con differente intento; 3 necessario riscoprire la nostra natura fondamentale di essere in grado di porci all0ascolto della domanda c,e viene dall0altro da noi. ?ll0altro ci si apre attraverso l0ascolto della domanda e l0altro 3; appunto; conflitto: conflitto degli stessi miti tra loro e conflitto delle interpretazioni; ciascuna delle +uali non ne coglie c,e un ridotto frammento di verit) N ogni mito 3 iconoclasta in rapporto ad un altro; GHI .isogna +uindi partecipare a +uesta lotta!%-.

$ %+ & "onclusioni ?..iamo dun+ue constatato; sotto molti aspetti; notevole vicinanza

nell0impostazione di due autori tanto distanti temporalmente e culturalmente come :ant e Ricoeur. (essuno dei due 3 stato un rivoluzionario! della filosofia; piuttosto ,anno entram.i saputo tenere conto delle aporie delle scuole di pensiero di orientamento scettico c,e li ,anno preceduti; accettandole e tentando una nuova possi.ile fondazione per la ricerca del senso. In entram.i il su.-Vectus si trova in una situazione epistemologicamente limitata; in Ricoeur addirittura parcellizzata; ed in entram.i +uesto soggetto 3 mosso alla conoscenza proprio da ci@ c,e non appartiene alle possi.ilit) della conoscenza stessa; ci@ c,e sta oltre il limite. In entram.i; insomma; la conoscenza ,a natura
%% Il conflitto delle interpretazioni" pag. #'1 %- Ibid.; pag. 3&1

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teleologica e il s* 3 costitutivamente da sempre intento a tentare di gettare uno sguardo verso l0assolutamente altro. La domanda 3 ermeneuticamente ci@ c,e 3 in grado di aprire il s* verso l0altro; domanda rivolta da ci@ c,e; come il pro.lema dell0origine del male; non 3 razionalmente concepi.ile. Il criticismo ,a messo alla porta ogni ragionamento categoriale .asato su dati ePtrasensi.ili; lasciandosi alle spalle +uelli c,e sopra definivamo vuoti! di conoscenza; c,e positivismi; neo$antismi ed idealismi ,anno inutilmente tentato di sorpassare. La diffusa concezione della cosa in s* come semplice concettolimite 3 stata dettata dalla incapacit) di comprenderne la portata; tendendo ad una soggettivizzazione inde.ita del $antismo laddove esso costruisce piuttosto una teoria trascendentale del s* entro i suoi limiti. L0attenzione per ci@ c,e si trova fuori da siffatti limiti 3 stata +uindi ripresa dall0ermeneutica nella stessa misura in cui; per il $antismo; non ,a tanta importanza la possi.ilit) Anon dataB di conoscenza della cosa in s*; +uanto piuttosto la necessit) della relazione stessa. Il s* 3 sempre un essere in relazione; un s* messo in +uestione dalla domanda; il cui potere di espropriazione viene ad imporsi come fondamentale nella filosofia di Ricoeur per il recupero della dimensione autentica del soggetto come sede stessa del conflitto delle interpretazioni; fondato ontologicamente sull0incertezza di una ragione al limite.

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