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Paradossi

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Indice
Voci
Paradosso Elenco di paradossi Algebra di Boole Antinomie kantiane Aristotele Autoriferimento incrociato Beni di Giffen Calcolo combinatorio Combinazione Dismutazione (matematica) Disposizione Effetto Mpemba Effetto Venturi Esperimento immaginato Esperimento mentale Ex falso sequitur quodlibet Giovanni Buridano Guglielmo di Ockham Indipendenza stocastica Insieme sfocato Insieme sfumato Asino di Buridano Logica fuzzy Logica polivalente Oggetto impossibile Paradossi dell'infinito Paradossi di Zenone Paradosso asiatico (cardiologia) Paradosso dei corvi Paradosso dei due bambini Paradosso dei gemelli Paradosso del bibliotecario Paradosso del Comma 22 Paradosso del compleanno 1 5 9 19 22 41 42 43 46 53 55 57 58 60 63 66 67 69 75 76 78 80 81 88 90 91 92 96 97 98 100 104 105 106

Paradosso del gatto di Schr€dinger Paradosso del gatto imburrato Paradosso del Grand Hotel di Hilbert Paradosso del mentitore Paradosso del nonno Paradosso del quiz Paradosso del sorite Paradosso dell'Alabama Paradosso dell'amico di Wigner Paradosso dell'area scomparsa Paradosso dell'avvocato Paradosso dell'edonismo Paradosso dell'impiccagione imprevedibile Paradosso dell'informazione del buco nero Paradosso dell'ipergioco Paradosso dell'onnipotenza Paradosso dell'onniscienza Paradosso dell'uovo e della gallina Paradosso della linea scomparsa Paradosso della nave di Teseo Paradosso della votazione Paradosso delle due buste Paradosso delle tre carte Paradosso di Abilene Paradosso di Achille e la tartaruga Paradosso di Berry Paradosso di Bertrand Paradosso di Buridano Paradosso di Condorcet Paradosso di Curry Paradosso di D'Alembert Paradosso di Easterlin Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen Paradosso di Epimenide Paradosso di Fermi Paradosso di Gibbs Paradosso di Hempel Paradosso di Moore

107 112 114 115 118 119 120 121 122 123 124 125 125 127 130 132 133 136 139 140 141 145 151 153 154 155 156 159 160 162 163 165 168 175 178 182 187 188

Paradosso di Newcomb Paradosso di Olbers Paradosso di Protagora Paradosso di Richard Paradosso di Russell Paradosso di San Pietroburgo Paradosso di Simpson Paradosso di Smale Paradosso di Stein Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen Paradosso idrostatico Paradosso temporale Paradosso teologico Permutazione Principio dei cassetti Principio di non contraddizione Probabilit• Probabilit• condizionata Probabilit• congiunta Problema di Monty Hall Questione ipotetica (teologia) Teorema dell'impossibilit• di Arrow Teorema della probabilit• composta Teorema di Duggan-Schwartz Teoria della probabilit• Tertium non datur Valore atteso condizionato

189 193 196 197 198 201 207 209 210 210 217 218 219 223 226 228 230 237 239 239 248 249 253 253 254 256 257

Note
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Paradosso

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Paradosso
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Il titolo di questo box evidenzia il Paradosso dell'introduzione di David Makinson: se il testo seguente fosse totalmente corretto, quanto (falsamente) affermato sarebbe comunque vero, poich€ l'errore consisterebbe nell'affermazione stessa. Cio• l'affermazione falsa sarebbe vera... A scanso di equivoci, l'errore non sussiste nel testo presente nella voce. Ma se quest'ultima affermazione ("l'errore non sussiste nel testo presente nella voce") fosse l'errore, allora l'articolo conterrebbe un errore. Quindi non credete ciecamente a quello che leggete, a meno che l'errore non sia questo consiglio (e cos‚ via...). Un paradosso, dal greco €•‚ƒ (contro) e „…†• (opinione), • un ragionamento che appare contraddittorio, ma che deve essere accettato, oppure un ragionamento che appare corretto, ma che porta ad una contraddizione: si tratta, secondo la definizione che ne dƒ Mark Sainsbury, di "una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile". In filosofia ed economia il termine paradosso • usato spesso come sinonimo di antinomia. In matematica invece si distinguono i due termini: il paradosso consiste in una proposizione eventualmente dimostrata e logicamente coerente, ma lontana dall'intuizione; l'antinomia, invece, consiste in una vera e propria contraddizione logica. Il paradosso • un potente stimolo per la riflessione. Ci rivela sia la debolezza della nostra capacitƒ di discernimento sia i limiti di alcuni strumenti intellettuali per il ragionamento. „ stato cos‚ che paradossi basati su concetti semplici hanno spesso portato a grandi progressi intellettuali. Talvolta si • trattato di scoprire nuove regole matematiche o nuove leggi fisiche per rendere accettabili le conclusioni che all'inizio erano "apparentemente inaccettabili". Altre volte si sono individuati i sottili motivi per cui erano fallaci le premesse o i ragionamenti "apparentemente accettabili". Sin dall'inizio della storia scritta si hanno riferimenti ai paradossi: dai paradossi di Zenone alle antinomie di Immanuel Kant, fino a giungere ai paradossi della meccanica quantistica e della teoria della relativitƒ generale, l'umanitƒ si • sempre interessata ai paradossi. Un'intera corrente filosofico-religiosa, il buddhismo zen, affida l'insegnamento della sua dottrina ai koan, indovinelli paradossali.

Paradossi nella vita comune
Molti sono i paradossi in senso letterale, ossia contro l'opinione comune. Ad esempio, si parla molto del riscaldamento globale e dell'effetto serra. Secondo i modelli climatologici accettati, il riscaldamento dell'Artico, con il conseguente scioglimento dei ghiacci, causa il raffreddamento dell'Europa. Quindi l'aumento della temperatura a livello globale genera una diminuzione della stessa a livello locale. Questo • noto come paradosso dell'Artico. Molti paradossi sono alla base di trame di film famosi, ad esempio nel secondo Terminator, scopriamo che le macchine hanno origine dai resti del primo terminator inviato, una versione del classico paradosso del nonno. Meno noto • il paradosso del Comma 22 del codice di guerra dei Klingon, desunto quasi letteralmente dal romanzo Comma 22.

I paradossi dei sensi
Nelle neuroscienze sono noti molti paradossi dovuti all'imperfezione dei sensi, o all'elaborazione dei dati da parte della mente. Ad esempio, • possibile creare un suono che sembra crescere sempre, mentre in realtƒ • ciclico. Per il tatto, basta provare con un compasso a due punte: sul polpastrello si percepiscono due punte separate di pochi millimetri, mentre sulla schiena se ne percepisce solo una anche a qualche centimetro. Oppure si immergono le mani in due bacinelle di acqua una calda e una fredda; dopo un paio di minuti si immergono entrambe in una bacinella

l'ospedale X ha il 55% di successi. tattili. Poich€ Epimenide era originario di Creta. la frase • paradossale. gustativi e olfattivi. una freccia in moto rispetto all'osservatore appare a questi pi… corta della stessa freccia ferma rispetto all'osservatore. secondo il principio della relativitƒ ristretta. Il contrario di p • Non tutti i cretesi sono bugiardi. auditivi. di cui si fa un esempio: su una certa malattia. Di quest'ultimo tipo sono molti teoremi matematici e fisici. che dimostra una cosa e il suo contrario. I paradossi pi€ antichi Il pi… antico paradosso si ritiene essere il paradosso di Epimenide. Subito dopo troviamo i paradossi di Zenone. (36%) e nel 60% di casi gravi il successo • del 40% (24%). ossia Qualche cretese dice la verit‡.Paradosso tiepida. in realt‡. e i paradossi logici e matematici che sono categoria a s€. • il paradosso di Protagora. abbiamo i paradossi visivi. e poich‰ il tempo in cui la freccia si muove ˆ fatta di infiniti istanti. pi… spesso indicati come anomalie o ambiguitƒ. 2 Paradossi statistici In statistica uno dei fenomeni pi… strani che si hanno • il paradosso di Simpson. Essa infatti appare in movimento ma. l'ospedale Y il 60%. pi… o meno contemporaneo di Zenone di Elea. Classificazione dei paradossi logici Esistono varie forme di classificazione dei paradossi. hanno preceduto di secoli la loro risoluzione: prendiamo ad esempio il paradosso di Zenone della freccia: "Il terzo argomento ˆ quello della freccia. questo non • un vero paradosso: detta p la frase di Epimenide. A rigor di logica. Alcuni paradossi. mentre i restanti 10% lievi hanno il 100% (10% sul totale) di successo. Secondo le loro implicazioni. come i giƒ citati paradossi di Zenone. sappiamo che. di cui risolvono il 90%. e la frase • falsa. Un paradosso nullo o retorico deriva dal tipico ragionamento sofista. Un altro famoso paradosso dell'antichitƒ. e smentire il paradosso? Oggi. o • vera p o • vera non p. i paradossi si dividono in: ‡ Positivi a cui si arriva: un esempio ne • la teoria della relativitƒ ristretta. ovvero pi… di due millenni dopo Zenone. ˆ immobile: in ogni istante difatti occuper‡ solo uno spazio che ˆ pari a quello della sua lunghezza. l'interpretazione dei dati • falsata da parametri non considerati. e sono in pratica una dimostrazione per assurdo della falsitƒ dell'ipotesi di partenza." Come si pu† distinguere la freccia in movimento da quella ferma. i paradossi negativi portano il ragionamento a partire da un'ipotesi alla negazione della stessa. Epimenide non • uno di quelli. e si avranno sensazioni contrastanti: fredda e calda. Tuttavia la negazione dei quantificatori non era ben chiara nella logica degli antichi greci. Se invece categorizziamo che cosa ci appare paradossale secondo i nostri sensi. Le illusioni ottiche sono un altro esempio di paradossi sensoriali. In pratica. poi. essa sar‡ immobile in ognuno di essi. a X sono 90% casi gravi. Se scomponiamo. di cui il 50% • risolto (45% del totale). in cui il Cretese Epimenide afferma: "Tutti i cretesi sono bugiardi". come ad esempio il teorema dell'infinitƒ dei numeri primi o il teorema di Church. A Y il 40% sono casi lievi. questo s‚ irresolubile. . Infine. moderna ovviamente. Quindi converrebbe operarsi in Y. Quindi in realtƒ conviene sempre operarsi in X.

Il paradosso del sorite afferma: "Un granello di sabbia che cade non fa rumore. ben pi… difficile • la risoluzione del seguente paradosso: 1 • un numero piccolo se n • un numero piccolo. Qual • allora il granello che fa passare da un mucchio ad un non-mucchio? Anche se questo problema pu† essere risolto con la logica fuzzy. Diligentemente memorizzava tutte le piccole differenze. solitamente indicata con approssimata dalla funzione logaritmo integrale. Al passare delle settimane e dei mesi la regola trov† sempre conferme. e nemmeno tre. vero padre del pensiero paradossale. In realtƒ. resta aperta la Congettura di Riemann sulla sua funzione zeta. Oppure il suo inverso: se tolgo un granello di sabbia ad un mucchio. e la congettura che tutti gli zeri giacciano su questa linea potrebbe essere dunque accettata come vera. Nel 1986 Herman te Riele ha dimostrato addirittura che esistono pi… 10180 interi consecutivi per cui non • mai minore di 6.. pi… o meno alla stessa ora. o Li(n). per l'assioma dell'induzione. nello studio della distribuzione dei numeri primi. anche il buon senso matematico. tale problema era noto sin dai tempi di Zenone. Quindi. che collega la distribuzione dei numeri primi con gli zeri di tale funzione. fino a numeri di centinaia di cifre. venendo ridotta ad ogni iterazione di un semplice 1. come protagonista dell'arrosto tradizionale. finch€. Ma smentite di quello che sembrerebbe evidente sono famose in matematica. e cosŠ via. Un esempio lo troviamo nella storiella del tacchino induttivista: un tacchino (americano) aveva imparato che ogni mattina. esso ha la caratteristica di non poter essere provato all'interno degli assiomi di base della teoria dei numeri (Assiomi di Zermelo .. La quantitƒ di numeri primi inferiori ad un certo numero. allora anche n+1 • un numero piccolo allora. pot€ essere soddisfatto di aver trovato una regola infallibile: tra le nove e le dieci di mattina arrivava inevitabilmente il cibo. pu† essere . che fondamentalmente si riassumono nella domanda: Quando si pu‹ definire vera una teoria? Non tutto • vero quello che sembra (solito) A volte il buon senso. nella versione del paradosso del sorite. Questo valore sembra essere sempre maggiore della vera distribuzione dei numeri primi. Finora se ne sono trovati miliardi (letteralmente) che giacciono sulla retta x=1/2. nonostante miliardi di esempi a favore. cos‚ se ne tolgo due e cos‚ via. dopo giorni e giorni. di Gauss. visto che si pensa generalmente che sia vera) di Riemann • tuttora in discussione. pu† farci prendere degli abbagli. definita come: . fino al giorno del Ringraziamento. quando il tacchino fu calorosamente invitato sulla tavola della famiglia. Dopo la sconfitta dell'ultimo teorema di Fermat. Altra paradossale situazione • il teorema di Goodstein: si definisce una particolare funzione iterativa su numeri interi che inizialmente presenta una crescita esponenziale ma. la veritƒ o falsitƒ della congettura (o ipotesi. quindi nemmeno due. il padrone gli portava da mangiare. Quindi nemmeno un mucchio di sabbia che cade fa rumore". e una riguarda proprio i numeri primi. diciamo n. Esempi pi… matematici. • ancora un mucchio. e come previsto dal teorema . Tornando al teorema. li troviamo nella teoria dei numeri.Fraenkel). Tuttavia nel 1914 John Littlewood ha dimostrato invece che per x intero cambia di segno infinite volte. ponendo una funzione che al variare dei granelli restituisca un valore compreso tra 0 e 1. Tuttavia 10 granelli non fanno un mucchio. dopo innumerevoli iterazioni ritorna a 0.62ˆ10370.Paradosso 3 Paradossi dell'induzione Molti ritengono David Hume responsabile di aver introdotto il problema dell'induzione. ogni numero naturale • piccolo Questi problemi sono i principali argomenti di discussione dell'epistemologia moderna.

La Salle (IL). 4 Il paradosso della chiaroveggenza Uno dei paradossi pi… intriganti della teoria dei giochi • il paradosso di Newcomb. se sbaglia 1.. e l'altra • quella dell'oracolo. te Riele. 2001.La freccia) Paradosso del mentitore (che cosa • la "veritƒ"?) Paradosso di Moore (che cosa significa "sapere"?) Paradossi dell'infinito Paradosso dell'ipergioco Paradosso dei gemelli (dalla teoria della relativitƒ) Paradosso di Russell (o del barbiere) Antinomie kantiane Paradosso di d'Alembert Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Casati. e mi fido dell'oracolo. basta che l'oracolo indovini pi… del 50% delle volte.000 €. Uno dei due principi non • quindi razionale. Clark.Paradosso di incompletezza di G‰del. altrimenti la lascia vuota. Supponiamo che esista un oracolo. per la sua dimostrazione occorre aggiungere un assioma: l'esistenza dei cardinali transfiniti. e quindi per evitare l'impatto sterzerƒ per primo. 323-328 . che sostenga di sapere in anticipo quali saranno le mie decisioni. 1988. Si possono trovare argomenti a favore di tutte e due le ipotesi. C. Odifreddi. mi conviene prendere solo la seconda. Cambridge. prendo almeno 1. Rescher. N. R. una con sicuramente 1. Oxford University Press. e conviene prendere sempre entrambe le buste.J. Laterza. la chiaroveggenza potrebbe anche essere dannosa: supponiamo che ci sia una gara automobilistica in cui valga la regola "Perde chi sterza per primo". M.000 €. 1987 pp. C'era una volta un paradosso . H.. 2003.. Tra l'altro.000. Paradoxes: Their Roots. Lista dei paradossi pi€ noti Questi sono alcuni paradossi fondamentali: ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradossi di Zenone (esiste il movimento? : Achille e la tartaruga . Comp. Se invece ammettiamo che il comportamento dell'oracolo sia influenzato dalla nostra scelta. Milano. A. Cambridge University Press.000 €. Torino. Poi mi vengono presentate due buste. e Varzi. A Brief History of the Paradox.. oppure non esiste la preveggenza. Open Court. 48. Range. Oxford. (ovvero che l'oracolo sia realmente preveggente) ammettiamo il principio di utilitƒ e conviene prendere solo la prima. P. Semplicit‡ insormontabili . Diversamente. Sorensen. Posso scegliere se prendere una sola busta o tutte e due. and Resolution. Longanesi & C. Paradoxes. ma solo se sceglier† solo questa. la strategia migliore per l'altro • non sterzare: il veggente lo sa.li(x)... Il libro dei paradossi. ed • il seguente. N.J. mi conviene sceglierle entrambe: se l'oracolo ha ragione. R..39 storie filosofiche. Sainsbury. Roma-Bari. 2001. I paradossi dalla A alla Z.001. Cortina. Due macchine sono lanciate l'una contro l'altra: se uno dei due • chiaroveggente. 2004. On the sign of the difference pi(x) . Il paradosso nasce dalla visione delle cose: se la scelta dell'oracolo si considera giƒ effettuata al momento della scelta (ovvero l'oracolo • un ciarlatano che tira ad indovinare). Einaudi.000 €. Milano.. Falletta. Egli mette in una busta 1. Se applico il principio di massima utilitƒ. Math. R. applichiamo il principio di dominanza. 2004. che riguarda il principio di dominanza.Storie di illusioni e verit‡ rovesciate. 2001.. M. Se applico il principio di minima perdita.

wiktionary. it/ biblioteca/ saggio/ 2004/ Ubib040301s001/ at_download/ file/ Ubib040301s001. sissa.Paradosso 5 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Antinomia Dilemma Logica Matematica Ossimoro Sillogismo Altri progetti ‡ ‡ ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.org/wiki/Paradosso Collegamenti esterni ‡ Paradossi [1] Note [1] http:/ / ulisse.wikimedia.wikiquote.org/wiki/Category:Paradox Wikizionario contiene la voce di dizionario: http://it. pdf Elenco di paradossi Questa pagina contiene un elenco di paradossi. A ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso di Abilene Paradosso di Achille e la tartaruga Paradosso dell'Alabama Paradosso dell'area scomparsa Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow Paradosso dell'ascensore Paradosso asiatico Paradosso dell'avvocato B ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso di Banach-Tarski Paradosso del barbiere Paradosso della bella addormentata Paradosso di Berry Paradosso di Bertrand Paradosso del bibliotecario Paradosso di Borel Paradosso di Braess Paradosso di Burali-Forti .org/wiki/paradosso Wikiquote contiene citazioni: http://it.

Elenco di paradossi ‡ Paradosso di Buridano ‡ Paradosso delle due buste 6 C ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradossi dei cavalli Paradosso del Comma 22 Paradosso del compleanno Paradosso di Condorcet Paradosso del controllo Paradosso dei corvi Paradosso di Curry D ‡ Paradosso di D'Alembert ‡ Paradosso Downs-Thomson E ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso dell'edonismo Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen Paradosso di Epicuro Paradosso di Epimenide (Paradosso del mentitore) Esperimento immaginato F ‡ Paradosso di Fermi G ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso dei due gelatai Paradosso di Galileo Paradosso del gatto di Schr‰dinger Paradosso dei gemelli Paradosso di Gibbs Paradosso di Giffen Limite di Greisen-Zatsepin-Kuzmin Paradosso dell'eterologicitƒ di Grelling-Nelson .

Elenco di paradossi 7 H ‡ Paradosso di Hausdorff ‡ Paradosso del Grand Hotel di Hilbert I ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso dell'impiccagione imprevedibile Paradosso dell'introduzione Paradosso idrodinamico Paradosso idrostatico K ‡ Rompicapo della tossina di Kavka L ‡ Paradosso della linea scomparsa ‡ Paradosso di Loschmidt ‡ Paradosso dei neonati sottopeso M ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso del mentitore (Paradosso di Epimenide) Problema di Monty Hall Paradosso di Moore Effetto Mpemba Paradosso del mucchio (Paradosso del sorite) Paradosso della mera N ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso di Newcomb Paradosso del nonno Paradosso dei numeri interessanti Paradosso della negazione applicata a s€ stessa O ‡ Paradosso di Olbers ‡ Paradosso dell'onnipotenza ‡ Paradosso dell'onniscienza .

Elenco di paradossi 8 P ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso di Pigou-Knight-Downs Paradosso delle premesse inconsistenti Paradosso della predestinazione Paradosso di Protagora Q ‡ Paradosso di Quine R ‡ Paradosso di Richard ‡ Paradosso di Russell S ‡ Paradosso di San Pietroburgo ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso di Sen Paradosso di Simpson Paradosso di Smale Paradosso del sorite (paradosso del mucchio) Paradosso della spartizione Paradosso di Smiraglia T ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso della nave di Teseo Paradosso teologico Paradosso della tromba di Torricelli Paradosso delle tre carte V ‡ Paradosso della votazione .

Il numero degli argomenti che richiede una funzione sull'insieme fondamentale • detto arietƒ: un'operazione su {0. dell'unione e della complementazione. detto insieme fondamentale della famiglia algebrica. in particolare nella logica matematica e nell'elettronica digitale. detti algebre booleane. Essendo un reticolo dotato di particolari proprietƒ. l'algebra di Boole. un matematico inglese dell'University College di Cork. informatica ed elettronica. la cui combinazione permette di sviluppare qualsiasi funzione logica e consente di trattare in termini esclusivamente algebrici le operazioni insiemistiche dell'intersezione. detti variabili booleane o logiche. o per ottenere un'espressione canonica da una tabella della veritƒ o da un'espressione non canonica. L'algebra di Boole. assume un ruolo importante in vari ambiti. due che danno come risultato rispettivamente solo il primo argomento e solo il secondo. chiamato anello booleano. sviluppata nel 1854 da George Boole. Tale algebra permette di definire gli operatori logici AND. la congiunzione. oltre a questioni riguardanti singoli bit 0 e 1. i valori 0 e 1.Elenco di paradossi 9 U ‡ Paradosso dell'uovo e della gallina W ‡ Fenomeno di Will Rogers Z ‡ Paradossi di Zenone Voci correlate ‡ Indici per la matematica ‡ Categoria:Paradossi Algebra di Boole In matematica. donde ci sono 22n operazioni di n argomenti. L'algebra universale • la famiglia di operazioni su un insieme.1} di arietƒ n pu† essere applicata ad ognuno dei 2n possibili valori dei suoi n argomenti. ad un insieme parzialmente ordinato reticolato. cio• associata biunivocamente e in modo da risultare logicamente equivalente. che nel caso della struttura algebrica booleana contiene i soli valori 0 e 1. l'algebra booleana risulta criptomorfa. OR e NOT. sequenze binarie. • un ramo dell'algebra astratta che comprende tutte le algebre che operano con i soli valori di veritƒ 0 o 1. Vi sono poi sedici operazioni binarie: due costanti. che produce 1 se entrambi gli argomenti sono 1 e dƒ 0 . ques'tultima da come risultato 0 se l'argomento • 1 e viceversa. L'algebra a due stati possiede due operazioni con nessun argomento. Definizione L'algebra di Boole tratta l'algebra universale dell'algebra a due stati e dei modelli di tale teoria. Ogni algebra booleana risulta criptomorfa ad un particolare tipo di anello. matrici binarie e diverse altre funzioni binarie. La struttura algebrica studiata dall'algebra booleana • finalizzata all'elaborazione di espressioni nell'ambito del calcolo proposizionale. anche detta algebra booleana o reticolo booleano. l'identitƒ e la negazione. e quattro operazioni con un solo argomento: due operazioni costanti. dove nella progettazione dei circuiti elettronici riveste grande importanza il teorema di Shannon. introdotto da Claude Shannon intorno al 1940 e utilizzato per scomporre una funzione booleana complessa in funzioni pi… semplici. Per ogni scelta di argomenti l'operazione pu† produrre i soli risultati 0 e 1.

anche se poche operazioni hanno simboli convenzionali. in cui ogni elemento x ha un complementare tale che e Qui e sono usati per denotare l'inf ed il sup di due elementi. che nel caso di una famiglia di operazioni costituenti un'algebra sono detti simboli dell'operazione e costituiscono il linguaggio dell'algebra in oggetto. definendo: . che nella base del reticolo • detta incontro. Una famiglia. considerato come insieme parzialmente ordinato. quali Š per la negazione. Le tre principali basi usate nell'algebra booleana sono: ‡ Il reticolo. la disgiunzione. detta anche indice. ‡ La base NAND. 10 Basi Una base • un insieme di operazioni la cui composizione permette di ottenere tutte le operazioni appartenenti all'algebra. • per la congiunzione e ‚ per la disugiunzione. originata dal fatto che tramite l'operazione di NAND • possibile ottenere tutte le operazioni sull'insieme {0. allora sono unici. mentre nella base dell'anello • detta moltiplicazione e denotata xy. ). che • anche equivalente a „ possibile anche associare un'algebra booleana ad un reticolo distributivo (A. • indicizzata da un insieme di indici. ). L'algebra di Boole ha 22n simboli. sicch€ vi sono 162 = 256 operazioni ternarie. detti simboli di operazione booleana. una base aritmetica introdotta nel ventesimo secolo da Ivan Ivanovich Zhegalkin e Marshall Stone che proviene dall'algebra astratta. In generale si indica con nfi l'i-esimo simbolo di n argomenti. Se i complementi esistono. 2562 = 65. ) si associa un insieme parzialmente ordinato (A. Nel caso considerato vi • una corrispondenza biunivoca tra simbolo e interpretazione.536 operazioni quaterniarie e cos‚ via. La base del reticolo ha inoltre le operazioni algebriche di unione x‚y e complemento Šx. L'operazione indicizzata da un dato simbolo • detta interpretazione di tale simbolo. Reticolo Nella base del reticolo ad un'algebra booleana (A. e denotata tra due elementi x e y dal simbolo x•y. e cos‚ via. che produce 0 se entrambi gli argomenti sono 0 e dƒ 1 altrimenti. dal termine inglese meet. ‡ L'anello booleano. Il numero di operazioni con n+1 argomenti • il quadrato del numero delle operazioni con n argomenti. mentre la base dell'anello ha l'ulteriore operazione aritmetica di addizione xƒy o x+y. ed ogni simbolo definisce il numero univoco di argomenti delle rispettive interpretazioni possibili.1}. . dotato di elemento minimo 0 e di elemento massimo 1. una base logica introdotta nel diciannovesimo secolo da George Boole. Charles Sanders Peirce e altri matematici che cercavano una formalizzazione algebrica dei processi logici.Algebra di Boole altrimenti. Gli elementi comuni a reticolo e anello sono le costanti 0 e 1 ed un'operazione binaria associativa e commutativa. Tale base • utilizzata in particolare nella configurazione dei circuiti logici in elettronica digitale. e dunque lo stesso numero di operazioni.

La categoria degli anelli booleani e delle algebre booleane sono equivalenti. essendo possibile definire OR attraverso NOT e AND cos‚ come AND attraverso NOT e OR: La collezione di tutti i sottoinsiemi di un dato insieme. Un anello ideale dell'algebra booleana A • un sottoinsieme I tale che per ogni x. possiamo affermare che ogni anello booleano • criptomorfo di un'algebra booleana e viceversa. Se invece • un filtro (proprio). i quali godono delle seguenti proprietƒ: ‡ Simmetria di AND: ‡ Simmetria di OR: ‡ Involuzione di NOT: ‡ Leggi di De Morgan: L'insieme B • inoltre limitato inferiormente. essendo: ed in particolare 0 AND 1 = 0 . Inoltre. Un'algebra booleana pu† essere definita sia da NOT e AND che da NOT e OR. Questo anello ha la proprietƒ che a * a = a per ogni a in A. possiamo trasformarlo in un'algebra booleana definendo x y=x+y„ x yex y = x y. l'algebra booleana avente B come supporto • la struttura algebrica costituita da B. o il complementare. L'insieme B • dunque limitato superiormente. intersezione e complementazione di insiemi. tramite le quali • possibile ottenere tutte le operazioni booleane. 0 OR 1 = 1 . Un ideale I di A • detto primo se I A e se a b in I implica sempre a in I o b in I. Questa notazione coincide con la notazione teorica del ideale primo e ideale massimale nell'anello booleano A. che giocano rispettivamente il ruolo di OR. da un'operazione unaria NOT su B e dall'elemento 0 di B. definendo a + b := (a b) (b a ). Pi… formalmente. In tale anello l'elemento neutro per la somma coincide con lo 0 dell'algebra booleana. +. Un filtro dell'algebra booleana A • un sottoinsieme F tale che per ogni x. Il duale di un ideale • un filtro. Un ideale I di A • detto massimale se I Ae se l'unico ideale proprio contenente I • A stesso. l'ideale (proprio) duale di F. dello 0: 1 := NOT(0). mentre l'elemento neutro della moltiplicazione • l'elemento 1 dell'algebra booleana. Sheffer stroke La base Sheffer stroke o NAND si basa sulle operazioni NOT e AND.Algebra di Boole 11 Anello La base dell'anello della generica algebra booleana (A. una funzione f : A B • un omomorfismo tra algebre booleane se e soltanto se • un omomorfismo tra anelli booleani. costituisce un'algebra booleana. y in F si ha x y in F e per ogni a in A se a x = a allora a • in F. allora • il filtro (proprio) duale di I. . *). y in I si ha x y in I e per ogni a in Aa x in I. essendo: L'elemento 1 • definito come la negazione. Viceversa. gli anelli con questa proprietƒ sono chiamati anelli booleani. munita delle operazioni di unione. da due operazioni binarie su B. se B • un insieme formato da almeno 2 elementi. OR e AND. Questa nozione di ideale coincide con la nozione di anello ideale negli anelli booleani. L'operazione di complementazione * applicata ai sottoinsiemi manda dunque gli ideali in filtri e viceversa: se B • un'algebra booleana e un suo ideale (proprio). ovvero l'insieme delle parti o insieme ambiente. Poich€ queste due operazioni sono l'una l'inversa dell'altra. AND e NOT. assegnato un anello booleano A. ) • definita come (A.

OFF. A OR B AND NOT C equivale a A|B & ~C).simboli alternativi: x. Una concatenazione di NOT • semplificabile con un solo NOT in caso di dispari ripetizioni o con nessuno nel caso di pari. e ~ per NOT (es.simboli alternativi: *. NO In elettronica digitale viene definito vero un bit 1.simboli alternativi: false. XOR .simbolo alternativo: … NOR . Oppure in informatica si utilizza il simbolo | o || per l'OR. Nella descrizione dei circuiti. come operazione derivata dalle precedenti. sia in Input che in Output. Esistono diverse simbologie per rappresentare gli operatori. sia in Input che in Output. SI (YES) ‡ falso . che di solito assume il valore di 5 V. ~. cio• dell'espressione che deve essere negata. EOR.simbolo alternativo: † XNOR Valori: ‡ vero . „ corrispondente alla connessione in serie di una porta AND e di una NOT. vengono utilizzati anche gli operatori brevi NAND (AND negato). Nella progettazione di circuiti elettronici. denotato XOR: 12 In questa algebra all'operatore XOR corrisponde la differenza simmetrica: In elettronica la porta logica NAND • costituita da n ingressi e un'uscita che si porta a livello 0 solo se gli n ingressi si portano a livello 1. Š. sono delle combinazioni dei tre operatori base e vengono usati solo per rendere la notazione pi… semplice. |. & o && per l'AND. Operatori booleani Gli operatori dell'algebra booleana possono essere rappresentati in vari modi. ^. mentre viene definito falso un bit 0. ƒ. Di seguito sono indicati gli operatori pi… comuni e le rispettive porte logiche: NOT L'operatore NOT restituisce il valore inverso a quello in entrata. BUT (usato nella logica booleana insieme al NOT) OR . . +. e ˆ per l'AND. OR e NOT. possono anche essere usati NAND (NOT AND). 1. orr NAND . &. . che assume il valore di 0 V.simboli alternativi: +. ! AND . Spesso sono scritti semplicemente come AND. NOR (NOT OR) e XOR (OR esclusivo).Algebra di Boole Si definisce inoltre.simboli alternativi: . in quanto per alcuni versi questi operatori lavorano in modo analogo alla somma e alla moltiplicazione. Operatori: ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ NOT . La negazione NOT viene rappresentata spesso da una linea disegnata sopra l'argomento della negazione. l'operatore binario OR esclusivo. 0.simboli alternativi: true. ON. ‚. scelte in base al campo in cui si lavora: i matematici usano spesso il simbolo + per l'OR. NOR (OR negato) e XNOR (XOR negato): questi operatori. come XOR.

Tale operazione • anche detta somma logica. XOR). viene applicata dopo il risultato dell'operatore principale (OR.Algebra di Boole 13 A NOT A 0 1 1 0 Spesso. al fine di semplificare espressioni complesse. Nella teoria degli insiemi corrisponde all'intersezione. La negazione. mentre restituisce 0 in tutti gli altri casi. in questi casi. A B A OR B 0 0 0 1 1 0 1 1 0 1 1 1 Nella teoria degli insiemi corrisponde all'unione. mentre restituisce 0 in tutti gli altri casi. la porta logica AND • un meccanismo comune per avere un segnale di vero se un certo numero di altri segnali sono tutti veri. AND. A B A AND B 0 0 0 1 1 0 1 1 0 0 0 1 „ possibile realizzare un'operazione logica AND con un numero di proposizioni arbitrarie concatenando varie AND a due ingressi. Tale operazione • anche detta prodotto logico. si usano operatori brevi che uniscono l'operazione di NOT ad altre: questi operatori sono NOR (OR + NOT). Il simbolo di una porta NOT • OR L'operazione logica OR restituisce 1 se almeno uno degli elementi • 1. XNOR (XOR + NOT). Il simbolo di una porta AND •: . NAND (AND + NOT). per esempio: Nei circuiti digitali. Il simbolo di una porta OR •: AND L'operazione AND dƒ come valore 1 se tutti gli operandi hanno valore 1.

Algebra di Boole 14 XOR L'operatore XOR. restituisce 1 se e solo se la somma degli operandi uguali ad 1 • dispari. detto anche EX-OR. NOR L'operatore NOR. A Buffer A 0 1 0 1 Il simbolo di una porta Buffer •: composta da un NOT in serie ad un altro NOT. poich€ in realtƒ non manipola l'informazione che riceve. mentre restituisce 0 in tutti gli altri casi. Il simbolo di una porta XOR •: Buffer Buffer • la negazione del risultato dell'operazione NOT. OR esclusivo o somma modulo 2. . restituisce 1 se e solo se tutti gli elementi sono 0. Per passare nella forma canonica SP (somma di prodotti) basta applicare la regola: AƒB dove ƒ • il simbolo di XOR. il Buffer dunque • semplificabile con un collegamento privo di operatori. Il Buffer non • un vero e proprio operatore. restituisce il valore uguale a quello in entrata. bens‚ la lascia passare invariata. mentre restituisce 0 in tutti gli altri casi. la negazione del risultato dell'operazione OR. A B A XOR B 0 0 0 1 1 0 1 1 0 1 1 0 Nella teoria degli insiemi corrisponde alla differenza simmetrica.

Algebra di Boole 15 A B A NOR B 0 0 0 1 1 0 1 1 1 0 0 0 Il simbolo di una porta NOR •: composta da un NOT in serie ad un OR. XNOR L'operatore XNOR. nella sua versione a due elementi restituisce 1 se tutti gli elementi sono uguali a 1 oppure se tutti gli elementi sono uguali a 0. restituisce 0 se e solo se tutti gli elementi sono 1. . mentre restituisce 1 in tutti gli altri casi. • la negazione del risultato dell'operazione XOR. A B A NAND B 0 0 0 1 1 0 1 1 1 1 1 0 Il simbolo di una porta NAND •: composta da un NOT in serie ad un AND. A B A XNOR B 0 0 0 1 1 0 1 1 1 0 0 1 Il simbolo di una porta XNOR •: composta da un NOT in serie ad un XOR. detto anche EX-NOR. la negazione del risultato dell'operazione AND. NAND L'operatore NAND.

Ogni algebra booleana. Il pi… piccolo elemento 0 • l'insieme vuoto ed il pi… grande elemento 1 • l'insieme S stesso. 3.Algebra di Boole 16 Esempi Questa algebra ha applicazioni nella logica. Un isomorfismo da A su B • un omomorfismo da A su B che • biiettivo. Dal punto di vista della teoria dell'algebra booleana. 2. perch€ un'equazione che coinvolge parecchie variabili • generalmente vera in ogni algebra booleana se e soltanto se • vera nell'algebra booleana a due stati. L'algebra booleana binaria. con la definizione di omomorfismo. in questa algebra booleana • il numero naturale 1. in genere bassa e alta tensione. I circuiti sono descritti da espressioni che contengono delle variabili e due espressioni sono uguali per tutti i valori delle variabili se e soltanto se i circuiti corrispondenti hanno la stessa funzione di trasferimento. dove 0 • interpretato come "falso". Ci† pu†. f( a b ) = f( a ) f( a b ) = f( a ) f(0) = 0 f(1) = 1 f( b ) f( b ) B tale che per ogni a. per esempio. due espressioni possono essere equivalenti utilizzando i suddetti assiomi se e soltanto se le forme dichiarative corrispondenti sono logicamente equivalenti. . qui 0 e 1 rappresentano le due condizioni differenti di un bit in un circuito digitale. e le due algebre booleane A e B si dicono isomorfe. L'inverso di un isomorfismo • ancora un isomorfismo. Ogni combinazione dei segnali in ingresso in uscita dal componente pu† essere rappresentata da un'adeguata espressione booleana L'algebra booleana a due stati • inoltre importante nella teoria generale delle algebre booleane. Questo reticolo • un'algebra booleana se e soltanto se per ogni n non vi sono divisori quadrati. Le espressioni che coinvolgono le variabili e le operazioni booleane rappresentano forme dichiarative. ‡ Per ogni numero naturale n. ma differiscono soltanto nella notazione dei loro elementi. • OR. = ‡ Altri esempi di algebre booleane sono dati dagli spazi topologici: se X • uno spazio topologico. essere usato per indicare che le seguenti leggi ( teoremi di consenso ) sono generalmente valide in ogni algebra booleana: ‡ Il raggruppamento di un generico insieme S. 4. ‡ Se R • un anello arbitrario dove • definito un insieme idempotente tipo: A = { a in R : a2 = a e a x = x a per ogni x in R } L'insieme A diventa un'algebra booleana con le operazioni a b = a + b „ a b ed a b = a b. l'insieme di tutti i divisori positivi di n forma un reticolo distributivo se scriviamo per a divide b. 1 come vero. mentre l'elemento che usualmente indichiamo con l'1 in questi insiemi • l'elemento "n". due algebre booleane isomorfe non sono distinguibili. Il pi… piccolo elemento.che in generale indichiamo con lo 0. forma una categoria. forma un'algebra booleana con le due operazioni = unione e intersezione. Omomorfismi ed isomorfismi Un omomorfismo tra due algebre booleane A e B • una funzione f: A 1. ‡ L'insieme di tutti i sottoinsiemi di un insieme S che sono limitati • un'algebra booleana. b in A: Da queste proprietƒ segue anche f( a) = f(a) per ogni a in A. allora l'insieme di tutti i sottoinsiemi di X che siano aperti o chiusi formano un'algebra booleana con le operazioni = unione e = intersezione. inoltre. • usata per il disegno di circuiti nell'ingegneria elettronica. • AND e • "NOT".

La somma di implicanti prime • unica. tra cui il metodo del consenso. si ha allora una somma di prodotti fondamentali completa o forma normale disgiuntiva completa.z) = xy ‡ P(x. Nel momento in cui. pertanto se due espressioni sono equivalenti avranno la stessa forma normale disgiuntiva completa. ma che non • unica. nelle quali si sostituisce spesso l'operazione + (comunemente detta somma) con ‚ e * (comunemente detta prodotto) con • e in cui la complementazione • indicata col simbolo ' . Un'implicante prima (o minimale) rispetto a un'espressione • un prodotto fondamentale che non altera l'espressione se sommato per intero ad essa. o il suo complemento. Oltre al fatto che le espressioni booleane assumono una particolare importanza per quanto riguarda il calcolo proposizionale.y. sommando un prodotto strettamente contenuto nell'implicante. Essa. si rivelino equivalenti. z all'interno di un'algebra di Boole. Ad esempio: ‡ dati P = xyz. Possono esistere cio• delle espressioni che. negazioni ed altre operazioni pi… complesse. l'apporto all'espressione di una o pi… di esse • inutile in quanto contenuta nelle altre. la forma minimale. in cui le variabili sono proposizioni legate tramite congiunzioni. siano contenuti in tutti i prodotti fondamentali della forma normale disgiuntiva. y. allora la si esprime in somma di implicanti prime o minimali (Minimizzazione di Quine-McQluskey). . cio• restituisce un risultato equivalente a quella iniziale. Nel momento in cui ogni singola variabile. Un prodotto fondamentale • un prodotto in cui ciascuna variabile. pur essendo differenti. involuttivitƒ e di De Morgan accompagnate ad ogni passo dall'opportuna addizione di un consenso. Per individuare tutte le implicanti prime. e dunque di non consentire l'individuazione di equivalenze tra pi… espressioni. o il suo complemento. Dati due prodotti fondamentali. accomunate sempre dalle proprietƒ e dagli assiomi booleani. che si basa sull'applicazione ciclica delle proprietƒ di assorbimento. pur essendo comoda. Q = x'z il consenso sarƒ C = yzz = yz ‡ dati P = xy' Q= xy il consenso sarƒ C = xx = x ‡ dati P = xyz e Q = x'yz' non esiste consenso.Algebra di Boole 17 Espressioni booleane All'interno di ciascuna algebra di Boole. pertanto due espressioni equivalenti avranno la stessa. possono esistere moltissime altre espressioni. • possibile definire delle espressioni che vengono ad assumere un determinato valore ottenibile anche sotto forme diverse. esistono varie tecniche. in quanto due diverse variabili appaiono una volta negate e una volta no. Tale scrittura • unica. disgiunzioni. dato un insieme di variabili e le operazioni correlate. completando ogni singola implicante prima. appaia una sola volta e rigorosamente fuori da parentesi o complementazioni complesse. forma in cui ogni espressione pu† essere ridotta. Se si desidera invece che un'espressione sia scritta nel modo pi… corto possibile. sono prodotti fondamentali ‡ P(x. ha l'inconveniente di non essere unica.z) = x'yz' Mentre non sono prodotti fondamentali ‡ yyz ‡ yy'z ‡ (xy)' „ cos‚ possibile avere una somma di prodotti fondamentali. Per poter presentare nel modo pi… efficiente una espressione booleana. la si pu† eliminare ottenendo la pi… essenziale delle scritture. Ad esempio.y. tuttavia. idempotenza. date le variabili x. la si riduce in somma di prodotti fondamentali o forma normale disgiuntiva. non si ottiene un'equivalenza. Un esempio •: xy + xz + z'. se solo e solo se una variabile appare in uno di essi non negata e nell'altro negata chiamiamo consenso il risultato della moltiplicazione delle restanti variabili.

altervista. php?topic=Algebra-di-Boole .Algebra di Boole 18 Rappresentazione delle algebre booleane Si pu† dimostrare che ogni reticolo booleano finito • isomorfo al reticolo booleano di tutti i sottoinsiemi di un insieme finito.wikimedia. Di conseguenza. detto compatto non connesso di Hausdorff Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ 06-XX. Marshall Stone ha enunciato il celebre teorema di rappresentazione per le algebre booleane dimostrando che ogni algebra booleana "A" • isomorfa a tutte le algebre booleane aperte-chiuse in un certo spazio topologico. sezione primaria dello schema di classificazione MSC 2000 Algebra di insiemi Diagramma di Venn Forma canonica Funzione booleana Mappa di Karnaugh Porta logica Sistema formale Sistema numerico binario Tabella della veritƒ Teorema dell'assorbimento Teorema di Shannon (elettronica) Teoremi di De Morgan Progetto:Matematica/Elenco di voci sull'algebra booleana Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.org/wiki/Category:XNOR gates Collegamenti esterni ‡ Panoramica ed esempi sulle Operazioni Booleane [1] Note [1] http:/ / portalesapere. il numero di elementi di ogni reticolo booleano finito ha un sostegno che contiene un numero di elementi uguale ad una potenza di 2. org/ viewtopic.

. e Œ•••‘.Antinomie kantiane 19 Antinomie kantiane Le antinomie kantiane si riferiscono ad "antinomia" (dal greco ‹Œ•Ž. Divisibilitƒ <--> Indivisibilitƒ ‡ Tesi: ciascuna cosa • composta da parti semplici che costituiscono altre cose composte da parti semplici. Ci† • infatti dovuto al desiderio innato della mente umana che la spinge a voler trovare un sapere totale della realtƒ mentre la sua conoscenza non pu† andare oltre i limiti della contingente esperienza sensibile.[4] Seconda antinomia. Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della quantitƒ. • studiato dalla cosmologia razionale che pretende di riuscire a spiegare il cosmo nella sua totalitƒ. ‡ Dio • invece l'oggetto di studio della teologia razionale che non potrƒ mai dimostrarlo razionalmente. Questo esigenza di totalitƒ si esprime in tre idee che non hanno un reale contenuto empirico ma che esprimono soltanto un bisogno metafisico di totalitƒ che non potrƒ essere soddisfatto. ‡ Antitesi: Il mondo • infinito sia nel tempo che nello spazio. Prima antinomia Finito <--> Infinito ‡ Tesi: il mondo ha un inizio nel tempo e. • impossibile operare una scelta. ‡ la cosmologia razionale. nello spazio. cosa impossibile a partire dal fatto che • impossibile avere un'esperienza di tutti i fenomeni. legge). ogni cosa • complessa. ‡ L'anima • studiata dalla psicologia razionale dove si dimostra l'impossibilitƒ di conoscerla scientificamente. ciascuna delle quali in confronto all'altra potrebbe esser vera o falsa. cio• due ragionamenti egualmente veri e falsi poich€. ‡ idea dell'anima: intesa come una totalitƒ dei fenomeni interni. come la totalitƒ dei fenomeni esterni. ‡ Antitesi: non esiste nulla di semplice. cadono in procedimenti razionali contraddittori in se stessi: le antinomie. Kant • stato il primo ad applicare la parola "antinomia" nel linguaggio filosofico.[1] La Dialettica trascendentale Kant tratta delle antinomie [2] nella Critica della ragion pura e pi… precisamente nella critica della "Cosmologia razionale" [3] contenuta nella Dialettica trascendentale dove il filosofo tedesco intende motivare la necessitƒ profonda che spinge l'uomo ad indagare su argomenti che vanno oltre l'esperienza tramite ragionamenti fallaci. mancando un criterio valido basato sull'esperienza. Pertanto i metafisici. A ciascuna di queste tre idee viene associata una presunta scienza che. giunge a conclusioni sbagliate. • chiuso dentro limiti. Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della qualitƒ. procedendo erroneamente oltre il limiti del pensiero. quando tentano di spiegare l'universo. La cosmologia razionale Il mondo infine. In questa situazione non • ovviamente possibile applicare il principio di non-contraddizione. ‡ idea del mondo (o cosmo): inteso come totalitƒ dei fenomeni esterni. preposizione che indica una contrapposizione. un particolare tipo di ragionamento che indica la compresenza di due affermazioni contraddittorie. ‡ idea di Dio: come totalitƒ di tutte le totalitƒ e fondamento di ogni cosa.

la Terra.Antinomie kantiane Terza antinomia Libertƒ <--> Causalitƒ ‡ Tesi: La causalitƒ secondo le leggi della natura non • la sola da cui possono essere derivati tutti i fenomeni del mondo. Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della modalitƒ. Quarta antinomia I lavori di John Conway sui numeri surreali e la prova ontologica di Kurt G‰del sono esempi di come sia possibile "inserire matematicamente" una causa prima a conferma della tesi della quarta antinomia. . Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della relazione Quarta antinomia Dio causa prima <--> Natura ‡ Tesi: esiste un essere necessario che • causa del mondo. definite continue. „ necessario ammettere per la spiegazione di essi anche una causalitƒ per la libertƒ. come la teoria delle stringhe ritornano alla teoria del continuo. e tuttavia anche questi. ma anche da quello temporale: non solo l'uomo. ma tutto accade unicamente secondo leggi della natura. Invece l'antitesi vale in alcune altre ipotesi cosmologiche. Seconda antinomia La fisica delle particelle • ancora alla ricerca dei costituenti ultimi della materia. e quindi varrebbe la tesi della terza antinomia. ‡ Antitesi: Nel mondo non c'• nessuna libertƒ. n€ nel mondo n€ fuori dal mondo che sia causa di esso. ma su scala cosmologica anche l'epoca in cui viviamo non sarebbe significativamente differente da ogni altra. anche se nessuno sa come darne prova sperimentale. ‡ Antitesi: non esiste alcun essere necessario. per via delle proprietƒ della meccanica quantistica. Altre teorie ancora. ad esempio nel modello inflazionario o nella teoria dello stato stazionario che sono alternativi alle ipotesi che assumono un Big Bang nell'origine dell'universo. Terza antinomia Sebbene la teoria delle variabili nascoste nella meccanica quantistica sia ormai screditata. Altri modelli. La sua base filosofica • il cosiddetto Principio cosmologico perfetto. ritengono invece che esistano granelli indivisibili (quanti) persino dello spaziotempo. che ne hanno invece 10 o 11. L'universo su grande scala sarebbe quindi eterno ed immutabile. 20 Le antinomie rapportate al pensiero scientifico moderno Prima antinomia La moderna cosmologia si ritrova nella tesi della prima antinomia con la teoria del Big Bang che ipotizza la formazione iniziale dell'universo dal nulla. come la gravitazione quantistica a loop. il Sole o la Via Lattea non sono al centro dell'Universo (n€ in alcun'altra posizione privilegiata). esistono dimostrazioni di come il comportamento quantistico possa emergere da sistemi complessi e non lineari. ritenendo le particelle "proiezioni" in 3 dimensioni delle stringhe. possono essere interpretati come sovrapposizioni di pi… stati o particelle. che afferma che il nostro punto di osservazione dell'Universo non sarebbe per nulla particolare. non solo dal punto di vista della posizione.

Kant. C.Antinomie kantiane 21 Note [1] In Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente. Milano 1920 G. 1879-1884. Padova. P. Torino. posso invece sostenere che l'universo sia infinito. Milano. Itinerari di filosofia. Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Nicola Abbagnano. Lo stesso schema di ragionamento (finito <--> infinito) si applica alle altre antinomie utilizzando diverse categorie usate qui impropriamente perch€ esse valgono solo per l'intelletto che si applica all'esperienza limitata.it. Milano 1925 Voci correlate ‡ Critica della ragion pura ‡ Immanuel Kant . Spazio e materia in Kant. Paulsen. B. Cedam. Kant. Palermo 1956 e C. Sesta. F.Kant. 1920 E. Giovanni Fornero. Luporini. trad. Caramella. Ma. trad. Lamanna. Palumbo. poich€ ogni limite implica l'esistenza di qualcosa posta al di lƒ del limite stesso. il confine ultimo dell'universo. Commentari alla ragion pura. Paravia. Simmel. 3 voll. [4] Posso sostenere che l'universo sia finito poich€ posso riferirmi a tutte le mie precedenti esperienze che sono finite. I. Sansoni. Hoepli. Firenze 1961 [3] Il termine "razionale" in Kant rimanda alla "ragione" in senso stretto da lui intesa in questa occasione come organo della metafisica. it. Cantoni. a cura di A. 2003. Sandron. [2] Fonti primarie in S. Ma nessuno pu† dire di avere empiricamente raggiunto il limite estremo. Emanuele Kant.

322 a. 384 a.C. Biografia Aristotele nacque nel 384/3 a.) • stato uno scienziato e filosofo greco antico.. situata sulla costa nord-orientale della Grecia. Stagira. come figlio del medico reale. Fu probabilmente per l'attivitƒ di assistenza al lavoro del padre che Aristotele fu avviato alla conoscenza della fisica e della biologia. dovette trasferirsi dal tutore Prosseno ad Atarneo. Prosseno. lo mand† ad Atene per studiare nell'Accademia fondata da Platone circa vent'anni . dove era stimato come l'emblema dell'uomo sapiente per la vastitƒ dei suoi campi di conoscenza. „ considerato una delle menti filosofiche pi… innovative. a Stagira. Aristotele. doveva pertanto risiedere nella capitale del Regno di Macedonia. Pella. cittƒ macedone nella penisola Calcidica. rimasto orfano in tenera etƒ. aiutandolo nelle dissezioni anatomiche. o 383 a. prestandogli i servigi di medico e di amico.C.C. Nicomaco. l'attuale Stavro. cittadina dell'Asia Minore nella regione della Misia situata nel nord-ovest dell'attuale Turchia. Dettaglio dalla Scuola di Atene di Raffaello Sanzio (1509).[1] ‡ Calcide. noto come il "filosofo dell'immanenza". Si dice che il padre. di fronte all'isola di Lesbo. Aristot‰les.C. re dei Macedoni.[2] Resti delle mura di Stagira Secondo gli studiosi la biografia di Aristotele pu† essere [3] suddivisa in tre periodi. verso il 367 a.C. sia vissuto presso Aminta. Aristotele.Aristotele 22 Aristotele Aristotele (in greco: ’“Ž”••••–—‘. Il primo periodo ebbe inizio quando. di cui fu un precursore di scoperte. prolifiche e influenti del mondo antico occidentale.

Aristotele va a Mitilene. invitato da Ermia.C. il suo maestro Aristotele. che • intanto rimasto vedovo e convive con la giovane Erpillide da cui ha avuto il figlio Nicomaco. A reggere la scuola • Eudosso di Cnido. muore Platone e alla direzione dell'Accademia. parente di Dionigi I. Nella corte di Ermia Aristotele ritrova altri due ex allievi di Platone. pi… per motivi economici che per meriti riconosciuti. ed era poi riuscito con un rovesciamento politico a diventare successore di Eubulo. dall'uso istituito dallo Stagirita di insegnare passeggiando nel giardino che la circonda. in questi anni. detto Liceo perch€ sacro ad Apollo Licio. Aristotele non fu dunque mai un cittadino di Atene. Ad essa aderiscono anche il figlio di Coristo. Nel 344 a. chiamata Peripato . secondo l'impostazione didattica dell'Accademia.C. ma anche soprattutto sulla politica. nell'identificare il bene col piacere. Nello stesso anno tutti e quattro si trasferiscono ad Asso. dove aveva trascorso l'adolescenza. molti anni dopo. cominciando anche ad avvicinarsi alla cultura orientale.[4] nell'ultimo periodo della sua vita torna forse a Stagira e. Aristotele svolgerƒ questo incarico per circa tre anni. e tornerƒ ad Atene solo nel 364 a. La scuola viene inoltre finanziata dallo stesso . sembrando ragionare. Platone • a Siracusa da un anno. e il futuro successore di Aristotele nella scuola di Atene. viene chiamato Speusippo.passeggiata. Teofrasto. che evidentemente doveva ritenersi pi… degno di costui.C. uno scienziato che dovette molto influenzare il giovane studente che. dove fonda un'altra scuola. non perch€ amante del piacere. altro pretendente alla guida dell'Accademia. suo brillante allievo. allora tiranno della cittƒ. fino a quando Alessandro non sarƒ chiamato a partecipare alle spedizioni militari del padre. divenuta intanto la nuova sede della corte. dove in un pubblico ginnasio. 23 L'abbandono dell'Accademia Il secondo periodo ha inizio quando nel 347 a.C. ma un meteco.... intorno al 335 a.Aristotele prima. anno in cui • chiamato a Pella. fonda una sua famosissima e celebrata scuola. Probabilmente non • Aristotele ad acquistare la scuola. Aristotele dovette iniziare con lo studio della matematica. Alessandro diviene reggente del regno di Macedonia. Aristotele precettore di Alessandro Magno La fondazione del Peripato Quando nel 340 a. ma perch€ pensava che la cosa stesse veramente cos‚™. si trasferisce ad Atene. in Macedonia dal re Filippo II perch€ faccia da precettore al figlio Alessandro Magno. „ inoltre possibile che durante questo incarico Aristotele abbia concepito il progetto di una grande raccolta di Costituzioni.C. Non sappiamo molto dell'educazione che Aristotele impartisce ad Alessandro ma si suppone che le lezioni si basassero prevalentemente sui fondamenti della cultura greca (a partire da Omero) facendo cos‚ di Alessandro un uomo greco per gli ideali trasmessigli. dato il destino che attendeva Alessandro. nell'Etica Nicomachea scriverƒ che i ragionamenti di Eudosso ˜avean acquistato fede pi… per la virt… dei suoi costumi che per se stessi: appariva di un'insolita temperanza. lascia la scuola insieme con Senocrate. egli l'affitta perch€ per la cittƒ di Atene egli era uno straniero e non aveva diritto di proprietƒ. e ad impossessarsi di Asso. dove rimarrƒ fino alla morte del suo maestro. su invito dello stesso Teofrasto. signore di Atarneo. Quando il diciassettenne Aristotele entra nell'Accademia. Ermia era stato giƒ da lui conosciuto ai tempi dell'Accademia. nipote del grande filosofo ateniese. anch'essa battezzata come la sola aderente ai canoni platonici. per passare tre anni dopo alla dialettica. Aristotele. sull'isola di Lesbo. dove fondano una scuola che Aristotele battezza come unica vera scuola platonica. Erasto e Coristo. su invito di Dione. V'insegna fino al 342. per ritornare ad Atarneo. Neleo.

Timarco. sempre nella scuola. oltre a quello che ha giƒ ottenuto. le materie erano appunto di interesse pubblico quindi politica e retorica.] Sia libera Ambracide e le si diano. In particolare. ma non materie astratte come la metafisica e la logica.. • accusato di empietƒ: lascia allora Atene e con la famiglia si rifugia a Calcide. delle conferenze aperte al pubblico. ma qualora capitasse qualcosa. ad esempio. astronomia.. Aristotele promuove attivitƒ di ricerca nella cittƒ di Atene soprattutto per quanto riguarda materie scientifiche quali zoologia. siano liberati.. Aristomene. Le lezioni si svolgevano di mattina. e cos‚ anche Filone. guardato con ostilitƒ per il suo legame con la corte macedone. di Erpillide [la sua convivente] e delle cose da me lasciate.] I tutori e Nicanore. Ipparco. lƒ siano portate e deposte le ossa di Piziade. Olimpione e il suo ragazzino.Aristotele Alessandro. sotto ogni aspetto.[5] Riguardo alla scuola abbiamo notizie vaghe..C. ma siano impiegati. Nel 323 a. muore Alessandro Magno e ad Atene si manifestano i mai sopiti odii antimacedoni. se sarƒ ancora vivo . 24 Il testamento Diogene Laerzio riporta il testamento di Aristotele: ˜Andrƒ senz'altro bene. se invece vorrƒ stare a Stagira.. anche un Statua di Aristotele a Calcide tallero d'argento e tre schiave. Diotele e Teofrasto. Inoltre i pasti venivano consumati in comune secondo un'usanza dei pitagorici e ogni mese si organizzava un simposio filosofico con giudizio (iudicio) guidato dalla saggezza del maestro.. in modo che non sia data in sposa indegnamente. sotto ogni aspetto e anche se vorrƒ risposarsi. dev'essere Antipatro. Aristotele ha steso le seguenti disposizioni: tutore di tutti. come lei stessa ordin†. E al momento giusto.] Sia liberato Ticone quando mi figlia si dovesse sposare. comunque sappiamo per certo che gli alunni erano chiamati per dieci giorni a dirigere la scuola in prima persona: Aristotele ci teneva a istruire i suoi allievi a questo ruolo. cinquecento dracme e la giovane serva che giƒ possiede [. E se vorrƒ abitare a Calcide. allora sia padrone lui [. si prendano cura dei figli. la cittƒ materna.. quelle che vuole. la schiava che giƒ ha e lo schiavo Pirro.. per†.] Ovunque sia costruita la mia tomba.. alle nozze di mia figlia. una volta dell'etƒ giusta. dove muore l'anno dopo.come ho pregato a suo favore . le vengano dati.statue di pietra alte quattro cubiti a Zeus Salvatore e ad Atena Salvatrice a Stagira™. fino all'arrivo di Nicanore. le sia data la casa per gli ospiti vicino al giardino. le sia data la mia casa paterna [. si prendano cura anche di Erpillide. visto che • stata premurosa con me. mia figlia [Piziade] sia data in sposa a Nicanore [. ricordandosi di me. di pomeriggio e di sera invece Aristotele teneva. dedichino poi anche da parte di Nicanore. Aristotele. Non vendano nessuno dei giovani schiavi che attualmente mi servono. botanica.[6] .. se • possibile.] Se invece Teofrasto vorrƒ prendersi cura di mia figlia. se lo meritano [.

per celebrare Grillo. delle cui aporie lo stesso Platone era del resto ben consapevole. Gli scritti giovanili A questo gruppo appartengono le seguenti opere: Grillo. aveva sostenuto che la retorica non era un'arte. Vi si affrontava la difficoltƒ di intendere il rapporto tra idee e cose. mescolanza: le idee e le cose sono mescolate tra loro. A tal proposito si • tramandato negli anni che egli esord‚ nella prima lezione con la frase: ˜„ cosa turpe tacere e lasciar parlare Isocrate™. da quelle della maturitƒ. sulla parte irrazionale dell'anima. Giƒ Platone. sostenne che la retorica doveva fondarsi sulla dialettica. Sulle Idee Scritto poco dopo il Grillo. Il successo del Grillo nell'Accademia procur† ad Aristotele l'incarico di tenere un corso di retorica. nella battaglia di Mantinea . Aristotele non accetta la teoria eudossiana.C. ma semplicemente una š•›šŽ“œ‹ (empeirŠa). ma nelle loro "forme" immanenti. Eudosso sosteneva che tra le idee e le cose non ci fosse n€ separazione. una pratica persuasiva che pu† avere successo solo sugli ignoranti. . Sulle idee. n€ partecipazione. Sul Bene. il giovane Aristotele scrive la sua prima opera intitolata Grillo o Sulla retorica. bens‚ mixis. come mostra il suo dialogo Parmenide.C. Per Aristotele il principio di tutte le cose non risiede nelle idee trascendenti.lo Stagirita polemizzava contro la retorica come mezzo per agire sugli affetti. fra i quali Isocrate.C. Protreptico e De philosophia. concepito da Platone come partecipazione delle cose alle idee. seguendo il Fedro platonico. Eudemo. trasmessi da Alessandro d'Afrodisia. morto nel 362 a.. Il Grillo o Sulla retorica Intorno al 360 a. figlio di Senofonte. ma critica anche la teoria platonica della separazione. che da esse sono tuttavia separate. nel quale. il trattato Sulle Idee • andato perduto tranne pochi frammenti. n€ una scienza.Aristotele 25 Le opere Degli scritti di Aristotele si sogliono distinguere le opere giovanili. in reazione a una serie di scritti di elogio . a cui egli cominci† a lavorare giƒ nel 364 a.composti da alcuni retori ateniesi. nel Gorgia. che non risolve il problema.

] egli ricorre soltanto a due cause. un altro dialogo. nel quale Aristotele avrebbe volutamente accentuato il destino ultraterreno dell'anima. Come principi.Aristotele Sul Bene Nel tentativo di superare un'altra difficoltƒ contenuta nella teoria delle idee. Platone poneva la Diade. i frammenti dell'Eudemo non permettono di dedurre un'adesione alle dottrine platoniche delle idee separate dagli oggetti sensibili e della conoscenza fondata sulla reminiscenza. perch€ • forse impossibile che tutta l'anima sussista anche dopo™. alla morte in guerra. dell'amico e compagno di studi Eudemo di Cipro.. essendo molteplici. dal grande e dal piccolo. il primo ha la funzione di principio formale e il secondo ha la funzione di principio materiale. per partecipazione all'Uno. l'anima pu† essere una cosa di questo genere. Aristotele respinse dunque giƒ nel primo periodo della sua formazione la teoria delle idee nella lunga elaborazione fatta da Platone. l'essenza e la causa materiale. in forma consolatoria e non speculativa. hanno bisogno secondo Platone di essere giustificate da un principio unitario. prendendo a modello il Fedone platonico. e differiscono dalle idee per il fatto che ce ne sono molte simili tra loro. come materia. i sostenitori della precoce presa di distanza dello Stagirita da Platone intendono invece questa dichiarata opposizione come dipendente dall'intento consolatorio del dialogo. e si poneva sulle loro posizioni. 1437-1439. „ probabile che le conclusioni del trattato aristotelico Sul Bene. nulla impedisce che qualcosa rimanga: per esempio. fossero quelle esposte nella matura Metafisica:[7] ˜Platone chiam† idee gli esseri diversi da quelli sensibili e disse che di tutte le cose sensibili si parla in dipendenza dalle idee e secondo le idee: infatti le cose molteplici che hanno lo stesso nome delle idee esistono per partecipazione [. cio• il grande e il piccolo.C. mentre l'Uno • causa dell'essenza delle idee™.. In ogni caso. ma solo la parte intellettuale.].. sicch€ lo Jaeger la considerava dimostrazione dell'adesione completa del giovane Aristotele al platonismo. In alcuni casi. presso Siracusa. Platone introdusse i principi dell'Uno (identificato con il Bene) e della Diade (il grande e il piccolo). e alle idee esistono le cose matematiche. e poneva l'Uno come sostanza. particolare della formella del Campanile di Giotto di Luca della Robbia. nel quale. le quali. sosterrebbe la tesi dell'immortalitƒ dell'anima razionale. ma dalla meditazione su di essa trasse la personale dottrina della causa formale e della causa materiale. l'anima non • un'idea ma una sostanza informante il corpo: nell'Eudemo • invece netta • l'opposizione fra anima e corpo. perch€ le idee sono la causa dell'essenza delle altre cose. pervenuto in frammenti. non tutta.] ma che cosa fosse la partecipazione o l'imitazione delle idee • un problema che Platone e i pitagorici lasciarono aperto.. che sono intermedie e Firenze differiscono dalle cose sensibili perch€ sono eterne e immobili. scritto intorno al 358 a. come indicato nella forma pur problematica della posteriore Metafisica: ˜Se rimanga qualche cosa dopo l'individuo..] Platone sosteneva una tesi vicina a quella dei Pitagorici. che sono i numeri che nascono da quei principi [. si costituiscono le idee.[8] Per l'Aristotele maturo.. 26 .C. Aristotele scrisse.. mentre ciascuna idea • unica in s€ [. • una questione ancora da esaminare. quando diceva che i numeri sono la causa della sostanza delle altre cose [. Inoltre Platone dice che oltre alle cose sensibili Platone e Aristotele... l'Eudemo o Sull'anima. L'Eudemo o Sull'anima Nel 354 a. e del quale rimangono pochi frammenti.

la causa • la natura e per natura sono generate tutte le cose di tal specie. infatti.. dovette essere scritto intorno al 350 a. e tutte queste cose. questa. alcune sono generate dall'intelligenza e dall'arte. altre invece le amiamo per se stesse. scritto contro l'Aristotele del Grillo. conosciuto dalle numerose citazioni contenute nell'opera di eguale titolo di Giamblico. ma come collaborazione: il corpo • lo strumento dell'agire dell'anima. noi diciamo che sono generate per caso™. come nell'Eudemo. essendo certamente datata. che fare filosofia sia per Aristotele comunque necessario lo dimostra il fatto che ˜chi pensa sia necessario filosofare. una divisione non vista come opposizione. „ una polemica. essendo questa il pi… grande dei beni. mentre le altre scienze hanno per fine qualcosa di diverso da s€. Aristotele individua nell'essere umano la divisione fra anima e corpo: ˜una parte di noi • l'anima e una parte • il corpo.Aristotele Il Protreptico Il Protreptico o Esortazione alla filosofia.] Nell'anima ci† che comanda e giudica per noi • la ragione. altre per† sono generate anche per caso. e domandare: "Che cosa ci • giovevole? Che cosa ci • utile?".. Colui che ponesse queste domande non assomiglierebbe in nulla a uno che conosce ci† che • bello e buono n€ a uno che sappia riconoscere che cosa • causa e che cosa • concomitante™. attaccava una conoscenza che fosse priva di utilitƒ pratica. e il fine dell'uomo • la conoscenza.] Sarebbe quindi del tutto ridicolo cercare di ogni cosa un'utilitƒ diversa dalla cosa stessa. della parte razionale dell'anima. la casa e la nave. Del resto. altre sono generate non per arte ma per natura: degli esseri viventi e delle piante. contro le posizioni di Isocrate che. l'una comanda e l'altra • comandata. l'una si serve dell'altra e l'altra sottostƒ come uno strumento [. n€ per natura. senza le quali • impossibile vivere.] dunque l'anima • migliore del corpo. n€ da necessitƒ.. molto numerose.. poich€ tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloquio™. ˜Delle cose che sono generate. ma la bontƒ va privilegiata rispetto all'utilitƒ: ˜alcune cose. La filosofia • sia buona che utile. Il Protreptico • un'esortazione alla filosofia.. Inoltre quest'opera. • fondamentale per gli studi storiografici in quanto ci consente di creare un abbozzo cronologico di alcuni libri della Metafisica in base alla presenza (o meno) in essi di temi giƒ trattati nel Protreptico. Non vi • finalitƒ nel caso ma vi • nell'arte e nella natura: la natura • l'ordine tendente a un fine. nel suo Antidosis. e di questa • migliore la parte che possiede ragione e pensiero™. re di una cittƒ di Cipro. dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui. deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare. dedicato a Temisone. anche se non ne consegua nulla di diverso. le amiamo in vista di qualcosa di diverso da esse: e queste bisogna chiamarle necessarie e cause concomitanti. essendo pi… adatta al comando. deve filosofare e chi pensa che non si debba filosofare.C. 27 . mentre il resto ubbidisce e per natura • comandato [. per esempio. e sono tutte quelle non generate n€ per arte.. dal momento che ha per scopo se stessa. e queste dobbiamo chiamarle propriamente beni [. dando l'addio alla vita.

mentre di Aristotele rimasero solo i trattati esoterici.. durante la sua precedente permanenza nell'Accademia di Platone. per il sopravvenire di una nuova decisione. che • anch'esso eterno.in greco.. oltre a questi. ora dice che il mondo stesso • dio. erano stati dimenticati a lungo dopo la morte del Maestro fino ad essere ritrovati. criticamente. c'• una realtƒ superiore a un'altra. Dal che risulta che gli astri devono essere ritenuti nel numero delle divinitƒ™. Ribadisce la non trascendenza delle idee e nega le idee-numero o numeri ideali. Ora infatti attribuisce tutta la divinitƒ a una mente. il terzo libro del De philosophia: ˜Aristotele nel terzo libro della sua opera Della filosofia confonde molte cose dissentendo dal suo maestro Platone.] e ne deduce la sua immutabilitƒ™. queste opere si dispersero e furono dimenticate.C. a loro volta.. portandoli ad Atene. pervenuto in frammenti. dove furono ordinati e pubblicati da Andronico da Rodi. detti libri acroamatici (in greco: "ci† che si ascolta") o esoterici. Dio non pu† creare il mondo. in una cantina appartenente agli eredi di Neleo. che dovrƒ essere la potenza divina [. per questo motivo detti essoterici. questi. • necessario che quell'essere vivente che vi nasca sia di prontissima sensibilitƒ e di prontissimo movimento. e si divide in tre libri: nel primo Aristotele definisce filosofia la conoscenza dei principi della realtƒ. Analitici primi (due libri) 4. • logico che in essi siano insite sensibilitƒ e intelligenza. Apellicone di Teo. di un'opera cos‚ eccellente™ e attesta anche la concezione della divinitƒ degli astri: ˜Le stelle poi occupano la zona eterea. Aristotele aveva scritto e pubblicato.[9] La dimostrazione della necessitƒ e dell'immutabilitƒ di Dio • fornita dalla testimonianza di Simplicio: ˜dove c'• un meglio. Analitici secondi (due libri) . dal momento che sono gli astri a nascere nell'etere. non matematico. Apellicone li acquist†.C. da un bibliofilo ateniese.[12] scritti raccolti nel titolo complessivo di Organon . che sono per† pervenuti in frammenti. Per la qual cosa.[10] Puro pensiero e immutabile. c'• anche un ottimo: poich€. Questi dialoghi giovanili furono letti e discussi dai commentatori fino al VI secolo d. talora dice che dio • l'etere. Busto di Cicerone 28 Le opere della maturit‚ Della produzione filosofica aristotelica pi… matura ci sono giunti solo gli scritti composti per il suo insegnamento nel Peripato. figlio di Corisco. introdotti dal tardo Platone: ˜se le idee sono un'altra specie di numero. come esposto in precedenza. anche dei dialoghi destinati al pubblico. E poich€ questa • la pi… sottile di tutte ed • sempre in movimento e sempre mantiene la sua forza vitale. L'insieme di queste opere pu† essere ordinato per argomenti omogenei: ‡ Logica. entrambi seguaci di Aristotele nella scuola di Asso. nel secondo critica la dottrina platonica delle idee e delle idee-numeri. non potremmo averne alcuna comprensione.comprendenti: 1. fra ci† che esiste. „ Cicerone a citare. come riporta Cicerone:[11] ˜il mondo non ha mai avuto origine. Sull'interpretazione (un libro) 3. chi. fu scritto intorno al 355 a. portandoli quindi a Roma. ora prepone al mondo un altro essere e gli affida il compito di reggere e governare il moto del mondo per mezzo di certe rivoluzioni e moti retrogradi. alla fine del II secolo a.Aristotele Il De philosophia Il De Philosophia.C. comprende un tipo di numero diverso?™. Le categorie (un libro) 2. fra noi. esisterƒ di conseguenza una realtƒ perfetta. "strumento" .C. A seguito della chiusura dell'Accademia ateniese ordinata nel 529 da Giustiniano e alla diaspora di quegli accademici.. non comprendendo che il cielo • una parte di quel mondo che altrove ha designato come potere divino™. poich€ non vi • stato alcun inizio. e qui Silla li sequestr† nel saccheggio di Atene dell'84 a. nel terzo espone la sua teologia.

incompiuta.Aristotele 5. . 5. Nei Problemi il Filosofo si chiede: come mai sedendosi vicino al fuoco viene da fare pip‚? La sua risposta •. Etica Nicomachea (dieci libri) 2. contro l'opinione dell'antica. chiamata Dittamo. Elenchi sofistici (un libro) ‡ Metafisica[13] (quattordici libri) ‡ Fisica (otto libri) con scritti correlati: 1. Sensazione e sensibile (un libro) Memoria e reminiscenza (un libro) Il sonno (un libro) I sogni (un libro) La divinazione mediante i sogni (un libro) Lunghezza e brevitƒ della vita (un libro) Giovinezza e vecchiaia (un libro) La respirazione (un libro) ‡ Etica. acutissima: perch€ il fuoco scioglie le cose solide. 8.[15] Le Audizioni Maravigliose contengono fatti che ancora oggi la scienza non sa spiegare: ad esempio. 5. 6. Grande etica (due libri) ‡ Politica (otto libri) correlata alla 1. 6. 7. tieni la bocca quasi chiusa. 3. in modo tale che il calore dell'aria rimane dentro la bocca e quel poco che esce fuori evapora subito per la violenza del soffio. comprendente 1. mentre soffiando sulla zuppa questa si raffredda? Anche qui la risposta • magistrale: Perch€ quando soffi sulla minestra. Costituzione degli Ateniesi ‡ Retorica (tre libri) ‡ Poetica. sull'isola di Creta. 7. „ chiaro che. se avesse ragione. 3. 8.[14] Un altro dei Problemi •: come mai soffiando sulle mani queste si scaldano. Apocrifi Ad Aristotele sono anche attribuiti i Problemi e Le Audizioni Meravigliose. che subito fa uscire la freccia e sana la ferita[16]. la filologia moderna sostiene che non sono suoi. 2. Etica Eudemia (sei libri) 3. Sul cielo (quattro libri) Sulla generazione e corruzione (due libri) Sulle meteore (quattro libri) Storia degli animali (un libro) Sulle parti degli animali (un libro) Sulla generazione degli animali (un libro) Sulle migrazioni degli animali (un libro) Sul movimento degli animali (un libro) 29 ‡ Sull'anima (tre libri) con scritti correlati: 1. le capre ferite dai cacciatori si cibano di un'erba. allontanandosi dal fuoco dovrebbe anche passare la voglia. 4. come al solito. Topici (otto libri) 6. 4. 2.

Quest'ultimo aveva detto dell'Essere soltanto che ˆ. essere da). le leggi del proprio costituirsi. a differenza degli enti soggetti a generazione e corruzione. che sono le seguenti: 1. 3. infatti. a differenza dell'Essere che invece ˆ in s€ e per s€: mentre l'Essere • uno. La scienza delle cause consente di affrontare in maniera pi… sistematica e razionale il problema dell'Essere e delle sue possibili determinazioni. ma non aveva aggiunto cosa esso sia. Aristotele ritiene che le forme in grado di guidare la materia non si trovino al di fuori di essa: non ha senso secondo lui sdoppiare gli enti per cercare poi di riconciliarli in qualche modo. e non pu† non essere. Come il suo maestro Platone. causa finale: la pi… importante di tutte. causa efficiente: • l'agente che determina operativamente il mutamento. Compito della filosofia • proprio quello di scoprire le cause che determinano il perch€ un oggetto tenda ad evolversi in un certo modo e non diversamente. e solo in via subordinata l'ente (dal greco •Œ••‘. Il fatto che tutti i fenomeni naturali siano soggetti a costante mutamento significa per Aristotele che nella materia • sempre insita la possibilitƒ di raggiungere una Aristotele forma precisa. • lo scopo per cui una certa realtƒ esiste. e quindi in maniera scientifica. in virt… della quale esiste un'intenzionalitƒ nella natura. essente). tutto ˜scorre™. Ontologia e metafisica L'ontologia. ogni realtƒ invece deve avere in se stessa. causa formale: consiste nelle qualitƒ specifiche dell'oggetto stesso. ragion per cui ˜del particolare non si dƒ scienza™. in quanto metafisica (secondo la terminologia introdotta da Andronico di Rodi). e non in cielo. nella sua essenza. Per cui tutto muta in natura. sorto la prima volta con Parmenide. tuttavia. che lo rendono multilaterale pur nella sua unitƒ. che rischiava di venir confuso col non-essere.[17] Per conoscere gli enti occorrerƒ dunque fare sempre riferimento all'Essere. "In quanto tale" significa a prescindere dai suoi aspetti accidentali. Aristotele ha ben presente la contrapposizione filosofica venutasi a creare tra Parmenide ed Eraclito. causa materiale: la materia • il sostrato senza cui l'oggetto non esisterebbe. Solo di ci† che permane come sostrato fisso e immutabile. A differenza di Platone. Aristotele con la sua ontologia si propone allora di mostrare che l'essere • determinato in una molteplicitƒ di attributi. si pu† avere una conoscenza sempre valida e universale. anche lui pertanto si propone di conciliare le loro rispettive posizioni di pensiero: l'Essere statico del primo con l'incessante divenire del secondo. che ha come suo primario oggetto di indagine l'essere in quanto tale. gli enti . genitivo di žŒ. Ne risultava un concetto evanescente. 4. Aristotele parla in proposito di quattro cause. • la "filosofia prima" aristotelica. Aristotele intende per ente tutto ci† che esiste (da ex-sistentia. ma non a caso: seguendo sempre certi schemi o regole fisse.Aristotele 30 La filosofia: scienza delle cause e ricerca delle essenze La filosofia di Aristotele muove dalla stessa esigenza platonica di ricercare un princ‚pio eterno e immutabile che spieghi il modo in cui avvengono i mutamenti della natura. 2. lasciandolo senza un predicato.

la sostanza • sinonimo di essenza (•£”œ‹. se si prescinde dall'aspetto materiale. ti estŠ (dal greco •œ ¢‘•Ž). dove. proprio degli enti. proprio come "salutare". Introducendo gli enti. perch€ se Platone cercava categorie universali cui partecipassero tutte le idee. nome proprio e specifico di una stella. poich€ permettono la completa classificazione degli enti. non • un ente autonomo come un uomo. Di fatto. Esso vuol dire sano o indicare l'azione del cordiale saluto. Il giallo. ma esistono solo nel momento in cui ineriscono alla sostanza. ossia si pu† ˜dire in molti modi™. ossia tutto ci† che ha sussistenza autonoma. mentre giallo • accidente della sostanza. anche lui concepisce l'essere in forma gerarchica:[18] per cui da un lato vi • l'Essere eterno e immutabile. per esempio. appartenente alla categoria della qualitƒ. giacere. Sole • sempre sostanza prima. specificando meglio la sostanza prima. la fisica gli elementi naturali della physis (greco ¤¥”Ž‘). come giƒ detto. il confluire di tutti gli oggetti di studio in un unico grande calderone). dall'altro vi • l'essere in potenza. un certo animale o una pianta. Aristotele cerca di risolvere il problema ontologico di conciliare l'essere parmenideo col divenire di Eraclito. • sostanza prima. di una ragione interna che struttura e fa evolvere ogni organismo secondo leggi sue proprie. avere. usŠa). il filosofo nega a priori l'esistenza di una categoria che collochi in se tutti gli enti (la categoria dell'essere che. A differenza della sostanza. studia gli enti. quando. agire. Ogni mutamento della natura • quindi un passaggio dalla potenza alla realtƒ. Nella frase ˜il Sole • un astro™ ad esempio.Aristotele non sono tutti uguali. ossia di quelle dieci categorie entro cui classificare gli enti sulla base della loro differenza. facendo dell'ente un sinolo indivisibile di materia e forma: come giƒ accennato. Ente sarƒ ad esempio un uomo. invece. Esse sono: sostanza. che per costoro • soltanto la possibilit‡ di attuare se stessi. le nove rimanenti categorie si devono invece definire "accidenti" in quanto non hanno vita indipendente. Perci† nella frase ˜il Sole • giallo™.[20] Ogni realtƒ pu† essere detta che "ˆ" in quanto esprime la sostanza. Aristotele sostiene cos‚ l'immanenza dell'universale. almeno come poter-essere. La prima • relativa ad un singolo essere. Lo stesso filosofo afferma quanto sia inutile ogni scienza che si occupi di enti dotati delle medesime caratteristiche: la matematica studia gli enti astratti deducibili solo con l'astrazione (in numeri). li accomunerebbe tutti). Ma in base a che cosa gli enti sono accomunati? Non certo il fatto di esistere. identificato con la vera realtƒ. Cercando di superare il dualismo di Platone in seno all'essere. perch€. ha in s€ una possibilitƒ che essa tende a mettere in atto. • sostanza seconda. E il divenire consiste propriamente in questo perenne passaggio verso l'essere in atto. infatti. subire. Un altro termine utilizzato per indicarla • sinolo di materia e forma. Aristotele cerca categorie cui gli enti partecipino in base alla loro diversitƒ: non esiste infatti una categoria a cui tutti gli enti tangibili partecipino. nome generico che ne specifica l'essenza o la natura. proprio perch€ il suo scopo non • quello della reductio ad unum (l'omologazione. Non vanno confuse con i cinque generi sommi platonici. come giƒ il suo predecessore. e che per essere non ha bisogno di esistere. la loro essenza.[19] La Sostanza: prima e seconda 31 Il genere sommo di cui il filosofo si occupa maggiormente • quello di sostanza. relazione. Per il filosofo essi hanno vari significati: l'ente • un "p‹llachos leg‹menon" (dal greco ›Ÿ––‹ •‘ –š¡Ÿ•šŒ•Œ). La sostanza seconda invece • costituita da sostantivi generici che determinano un oggetto in un certo modo. la materia possiede un suo modo specifico di evolversi. Sole. Nonostante le molteplici valenze che assumono gli enti. in virt… di un'entelechia. che basta a se stesso in quanto perfettamente realizzato. mentre astro. Le dieci categorie possono anche essere definite generi massimi. La sua soluzione tuttavia risente fortemente dell'impostazione platonica. classificata in sostanza prima e sostanza seconda. Anche il non-essere quindi in qualche modo ˆ. qualitƒ. di realizzare la loro forma in atto. La sostanza • uno dei dieci predicamenti dell'essere. Il termine ente • comunque una parola ambigua. tutto comunque richiama allo stesso concetto di salute. perch€. termine introdotto da Aristotele per indicare ci‹ che ˆ in s‰ e per s‰. . l'ontologia. un determinato uomo. infatti. quantitƒ. • la risposta a "che cos'•" quell'oggetto. cos‚ come il suo colore della pelle. tutti richiamano inevitabilmente in un modo o nell'altro il concetto di sostanza.

ad esempio • l'udito a dare vita al suono. Questo passaggio supremo • reso possibile dall'intuizione (nous). che superando la potenza sappia vedere l'essenza in atto. 1072. [ˆ] Se. Al livello pi… basso c'• la sensazione. facoltƒ dell'anima. ma una necessitƒ. non essendo soggetta alla corruzione del divenire. in seguito a vari filtri. e se la beatitudine di Dio • ancora maggiore essa deve essere oggetto di meraviglia ancora pi… grande. che ha per oggetto entitƒ particolari. Aristotele sembra rivalutare l'importanza dell'esperienza sensibile. da cui nasce la generalizzazione dell'esperienza. a differenza di quella moderna. cio• Dio: "motore" perch€ • la meta finale a cui tutto tende. la quale presuppone che la mente umana sia capace di pensare se stessa. che in costoro • ancora qualcosa di potenziale. fine a se stessa. che ha la capacitƒ di rappresentare gli oggetti non pi… presenti ai sensi. e in quanto la sua esistenza • necessaria si identifica col bene. i quali sono ancora una mescolanza. • appunto. per essere poi. Dio • pienezza della sostanza e quindi pensiero puro. b 9-30) Come nell'Essere di Parmenide. e cos‚ via a ritroso. Ci† tuttavia non vuol dire che l'essere umano non abbia delle capacitƒ innate di ordinare le conoscenze. Non vi • neppure l'imperfezione della materia che continua invece a sussistere negli enti inferiori. L'approdo dal particolare all'universale. Al grado successivo interviene la fantasia. facendolo passare all'essere. dato che la logica di Aristotele. 32 ƒ¦Il primo motore dunque • un essere necessariamente esistente. producendo le immagini:[25] queste vengono ricevute dall'intelletto potenziale. e tuttavia. e non v'• nessuna traccia del divenire. l'argomento ontologico diventa cos‚ teologico per passare alla dimostrazione della necessitƒ dell'essere in atto. con le quali stabilisce una corrispondenza. questa rimane vuota se non percepiamo qualcosa attraverso i sensi. e sotto tale profilo • principio. Ogni oggetto • mosso da un altro. in tale stato!¦„ (Aristotele. Per Aristotele infatti la migliore delle azioni • quella legata all'attivitƒ noetica. al pari di Platone.[26] L'induzione per lui funge unicamente da stimolo. essendo giƒ realizzato in se stesso come ˜atto puro™. perch€ questo • appunto solo un passaggio. "immobile" perch€ causa incausata. inizialmente avviato tramite i sensi dall'epagoghˆ (termine traducibile impropriamente con induzione) non possiede infatti nessun carattere di necessitƒ o di conseguenzialitƒ logica. ma alla fine della catena deve esistere un motore immobile. un insieme non coincidente di essenza ed esistenza. Anche l'intelletto potenziale ha bisogno a sua volta di una realtƒ giƒ in atto per potersi attivare. di potenza ed atto. raggruppandole in diverse classi e riuscendo a penetrare l'essenza propria di ciascuna di esse. ovvero sia dotata di consapevolezza e libertƒ. Dio • sempre in uno stato di beatitudine. Gnoseologia Nell'ambito della filosofia della conoscenza. Ecco dunque che la conoscenza deve culminare infine con un trascendente intelletto attivo. questo da un altro ancora. ma svolge un ruolo attivo che gli consente di andare oltre le particolaritƒ transitorie degli oggetti e di coglierne le cause. un tale stato • meraviglioso. di materia e forma. intesa come ˜pensiero di pensiero™. In Lui tutto • compiuto perfettamente. conservate dalla memoria.[23] Ma cosa pensa Dio? Evidentemente il pensiero pi… alto e cio• se stesso. che noi conosciamo solo qualche volta. che appartiene al cosiddetto senso ˜comune™. Metafisica XII (§). La sua caratteristica principale • dunque la contemplazione autocosciente. La sensazione in potenza pu† sentire di tutto. pertanto. • solo deduttiva.[24] Esistono vari gradi del conoscere: secondo Aristotele all'inizio non ci sono idee innate nella nostra mente. o . ossia la forma. cio• • tradotta definitivamente in atto: il Suo essere non • pi… una possibilitƒ. in Lui giunge a coincidere con l'esistenza.[22] Tutti gli enti risentono della sua forza d'attrazione perch€ l'essenza.Aristotele Teologia Soltanto l'essere in atto fa s‚ che un ente in potenza possa evolversi.[21] Si • visto come il movimento sia originato dalle quattro cause. ma solo nel momento in cui mette in atto una percezione specifica avviene il ˜sentire di sentire™. La sensazione in atto rende attuale lo stesso oggetto percepito. Ma Dio. mantiene fermo il presupposto secondo cui l'intelletto umano non si limita a recepire passivamente le impressioni sensoriali. solo cos‚ essa pu† riuscire ad "astrarre" l'universale dalle realtƒ empiriche.

La tecnica dialettica necessitava di un'ottima conoscenza delle parole e dei modi di unirle in proposizioni e. Schema esemplificativo del sillogismo Attraverso il sillogismo. In realtƒ. che Aristotele teorizza nella forma rigorosamente deduttiva del sillogismo. dato che proprio da essi deve scaturire la dimostrazione. culmina nell'astrazione dell'essenza. per cui ad esempio un libro • un oggetto in potenza. opera dell'intelletto attivo.[34] deriva dal prevalere con la propria tesi su quella sostenuta dall'avversario.¦„ (Aristotele. per il quale A = A. infatti. di un processo definitorio che comporta alla fine un'esperienza di tipo contemplativo:[27] 33 ƒ¦Non si pu† dire che il definire qualcosa consista nello sviluppare un'induzione attraverso i singoli casi manifesti. Sia le premesse che la conclusione sono proposizioni espresse nella forma soggetto-predicato. si basava proprio sul portare l'interlocutore ad autocontraddirsi. mostrando dunque come la sua tesi. ancora. 3. ma mostra che esso •. pertanto non di rado si sceglieva di accordarsi su premesse che fossero ritenute vere dai membri pi… influenti della societƒ. o ragione). pu† dare loro un fondamento oggettivo e universale. solo l'intuizione intellettuale. non prova cos'• un oggetto. Certo era necessario che le premesse fossero considerate vere dal pubblico che assisteva al confronto. a condizione per† di partire da premesse vere e certe:[31] i sillogismi infatti di per s€ non danno nessuna garanzia di veritƒ. che diventa un libro in atto solo quando viene pensato. 2. 7.[29] implicando una componente divina in grado di farlo passare all'atto. non possono essere a loro volta dimostrati. la dialettica in Aristotele • semplicemente la tecnica con la quale uscire vittoriosi da una discussione. che partendo come si • visto dall'epagogh‰. nel rispetto di premesse su cui ci si • messi d'accordo prima dell'inizio del confronto: difatti la confutazione. che permettono di capire come . da cui il ragionamento prende le mosse. per cui A ‰ non-A. Tutti gli uomini sono mortali. e quello di non-contraddizione. Questo successo. Questo perch€ i princ‚pi primi. la logica permette di ordinare in gruppi o categorie tutto ci† che si trova in natura. sono il principio di identitƒ. l'aver ottenuto ragione e quindi l'aver vinto. quali quella della proposizione e quella del sillogismo. considerate vere da entrambi. giunge ad una conclusione coerente su un piano particolare. stabilendo cio• che l'oggetto nella sua totalitƒ deve comportarsi in un certo modo [ˆ] Chi sviluppa un'induzione. pertanto il filosofo postula alcune teorie. Il sillogismo • un ragionamento concatenato che. 92a-92b) La conoscenza noetica che ne risulterƒ consiste quindi nella corrispondenza tra realtƒ e intelletto: come la sensazione si identifica con ci† che • sentito. cos‚ l'intelletto attivo o agente (indicato col termine nŒs poietik‹s)[28] coincide con la veritƒ del suo stesso oggetto. oppure che non •. che non esclude comunque un effettivo raggiungimento della veritƒ. n€ la si mostrerƒ con un dito. non si proverƒ certo l'essenza con la sensazione. Le leggi che la guidano. se sviluppata.Aristotele sollecitazione.[32] tramite quel processo conoscitivo sovra-razionale. avrebbe condotto a risultati illogici nei confronti delle premesse iniziali. dunque Socrate • mortale. facendo ricorso ai giudizi predicativi che corrispondono alle dieci categorie dell'essere. una "maggiore" e una "minore". cos‚ che essi potessero influenzare anche l'opinione altrui. Un esempio di sillogismo • il seguente: 1. partendo da due premesse di carattere generale. non dimostrabili ma intuibili con un atto immediato.[33] Da questa poi la logica trarrƒ soltanto delle conseguenze coerenti da un punto di vista formale. Dialettica Mentre la logica o analitica studia la deduzione a partire da premesse vere. Analitici secondi II. in periodi.[30] Logica Distinta dall'intelletto • la Logica (di‡noia. Socrate • uomo.

chiamandole categoriche. ‡ particolare negativa. o troppo poco. l'atteggiamento pi… corretto • quello che realizza l'essenza di ognuno. 34 L'Etica ƒ¦La dignitƒ non consiste nel possedere onori ma nella coscienza di meritarli. Teoria della proposizione Una proposizione • un insieme di termini (o parole) i quali danno vita a un'affermazione. universali e particolari. Questo pu† essere vero o falso. Essendo l'uomo un ˜animale sociale™. mentre i singoli termini di per s€ non possono essere veri o falsi se considerati da soli. invocazioni. e da Aristotele identificate con: ‡ l'anima vegetativa. che ha come scopo la conoscenza contemplativa della veritƒ. Sulla base di questa tripartizione. attraverso la ricerca del ˜giusto mezzo™ fra estreme passioni:[36] ad esempio il coraggio • l'atteggiamento mediano da preferire tra la viltƒ e la temerarietƒ. ordini. che attiene ai processi nutritivi e riproduttivi. risultano esserci quattro tipi di proposizioni-modello per il filosofo: ‡ universale affermativa. Coerentemente con la sua impostazione filosofica. Ne consegue l'identificazione di essere e valore: quanto pi… un ente realizza la propria ragion d'essere. ‡ l'anima razionale. che attiene alle passioni e ai desideri. un giudizio.Aristotele debba funzionare nei vari casi la parola. situata al di sopra delle altre. Combinando questi tipi di proposizioni. Egli invece si occupa delle frasi a cui sole pu† essere riconosciuta la possibilitƒ di essere vere o false. o apofantiche. Le proposizioni categoriche possono avere qualitƒ affermativa o negativa. Aristotele non si preoccupa delle proposizioni singolari. ‡ universale negativa. questi devono essere improntati al giusto riconoscimento degli onori e del prestigio derivanti dall'esercizio delle cariche pubbliche. in base al riscontro con la realtƒ. o dichiarative. ‡ l'anima sensitiva. Neppure tutte le proposizioni per† rientrano nella dimensione del vero o falso: preghiere. basata sul rapporto sociale con gli altri. sono destinati all'ambito poetico e di questi Aristotele non si occupa. ossia alla condotta da tenere per poter vivere un'esistenza felice. tanto pi… esso vale. che sono abitudini di comportamento acquisite allenando la ragione a dominare sugli impulsi. L'uomo infatti deve saper sviluppare e assecondare armonicamente tutte e tre le potenzialitƒ dell'anima che contraddistinguono il proprio essere o entelechia. ‡ particolare affermativa. ovvero da uno o pi… significato: deve essere la loro conoscenza accurata il primo necessario requisito per l'esperto di dialettica. e infine la via teoretica. L'uomo in particolare realizza se stesso praticando tre forme di vita: quella edonistica. . comune agli animali. Aristotele individua il piacere e la salute come scopo finale dell'anima vegetativa.¦„ (Aristotele [35] ) L'etica di cui tratta Aristotele attiene alla sfera del comportamento (dal greco ethos). che appartiene soltanto all'uomo. l'equilibrio • ci† che deve guidare i suoi rapporti con gli altri. e quantitƒ universale (quando il soggetto • un genere e vi sono inclusi tutti gli appartenenti) particolare (si fa riferimento solo a una parte degli enti di un genere) o singolari (il soggetto • un individuo singolo). soffermandosi solo sulle proposizioni affermative e negative. incentrata sulla cura del corpo. in base alla maggiore o minore generalitƒ del soggetto. comune anche alle piante e agli animali. Le tre modalitƒ di condotta vanno comunque integrate fra loro. e consiste nell'esercizio dell'intelletto. evitando ad esempio di mangiare troppo. All'anima sensitiva egli assegna invece le cosiddette virtŒ etiche. risultante dall'equilibrio tra gli eccessi opposti. senza privilegiare l'una a discapito dell'altra. Prima di queste teorie. quella politica. Le diverse virt… etiche sono quindi tutte riassunte dalla virt… della giustizia. si sofferma sulla spiegazione dell'esistenza di parole univoche ed equivoche.

Le facoltƒ scientifiche. che • la capacitƒ della logica di compiere dimostrazioni. da questi derivano le tre tipologie d'amicizia: quella di utilitƒ. Aristotele introduce cos‚ una concezione della sapienza intesa come "stile di vita" slegato da ogni finalitƒ pratica. Se queste virt… vanno perseguite in vista di un bene pi… alto. le tre possibili forme politiche dello Stato (monarchia. gli amici in queste due tipologie non si amano di per se stessi ma solamente per i vantaggi che traggono dal loro legame: per tale motivo questi tipi di amicizia. ricchezza. oltre a guidare l'azione politica. stabile perch€ si fonda sul bene. 1177 b30-31) L'etica di Aristotele. oligarchia e oclocrazia. basata similmente sull'equilibrio e la moderazione. segue da vicino i dettami della scienza medica greca. la saggezza o prudenza (phr‹nesis) serve a dirigere le virt… etiche. che sono volubili. ed • quella che distingue l'uomo dagli altri animali rendendolo pi… simile a Dio. quella di piacere degli uomini maturi e dei giovani.[37] Il concetto di Philia Nell'ottavo e nel nono libro dell'Etica Nicomachea Aristotele tratta anche del concetto d'amicizia (in greco philŠa.Aristotele 35 Virt€ etiche ‡ Giustizia ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Virt€ dianoetiche Virt€ calcolative ‡ ‡ Arte Prudenza Coraggio Temperanza Liberalit‚ ‡ Magnificenza Magnanimit‚ Mansuetudine Virt€ scientifiche ‡ Sapienza ‡ ‡ Scienza Intelligenza All'anima razionale infine Aristotele assegna le cosiddette virtŒ dianoetiche. si creano e si dissolvono con facilitƒ. pura riflessione autosufficiente che nulla deve ricercare al di fuori di s€. fondato sul riconoscimento dei meriti e sul reciproco desiderio del bene per l'altro. suddivise in calcolative e scientifiche. . Le facoltƒ calcolative hanno una finalitƒ pratica. L'amicizia si distingue dalla benevolenza. educazione ecc. La philia aristotelica esprime quindi il legame tra amicizia e reciprocitƒ. L'amicizia di virt… presuppone due condizioni fondamentali: l'uguaglianza fra gli amici (a livello di intelligenza. aristocrazia. che pu† non essere corrisposta. di piacere. basandosi sui bisogni e desideri umani. mettendo in atto un sapere che non serve a nulla. e democrazia) devono guardarsi dall'estemismo delle loro rispettive degenerazioni: tirannide. Il filosofo comincia facendo l'analisi dei diversi fondamenti dell'amicizia: l'utile. alla fine tuttavia deve pur sussistere un bene da perseguire per se stesso. anche la vita secondo esso • divina in confronto alla vita umana. e l'intelligenza (nŒs). e che pur rappresentando l'inclinazione naturale di tutti gli uomini solo i filosofi realizzano a pieno. L'unica vera amicizia • quella di virt…. il piacere e il bene. che fornisce i princ‚pi primi da cui scaturiscono quelle dimostrazioni. Allo stesso modo. nella quale consiste propriamente la felicitƒ (eudaimonŠa). ƒ¦Se in veritƒ l'intelletto • qualcosa di divino in confronto all'uomo. Aristotele tuttavia non esclude che un rapporto d'amore possa trasformarsi poi in una vera e propria amicizia. non si prefiggono appunto nessun altro obiettivo al di fuori della sapienza in s€ (sophŠa). ¤Ž–œ‹). perch€ nell'amore entrano in gioco fattori istintuali. sono strumenti in vista di qualcos'altro: l'arte (tˆchne) ha un fine produttivo.7. A questa virt… suprema concorrono le due facoltƒ conoscitive della gnoseologia: la scienza (epistˆme). caratteristica degli uomini buoni. L'amicizia di utilitƒ • tipica dei vecchi. ma proprio per questo non dovrƒ piegarsi a nessuna servit…: un sapere assolutamente libero. che pone l'accento sul ˜giusto mezzo™ come via maestra per diventare persone felici e armoniche.) e la consuetudine di vita. e di virt…. X. giƒ definito da Aristotele come ˜pensiero di pensiero™. e dall'amore. La contemplazione della veritƒ • quindi un'attivitƒ fine a se stessa. Etica Nicomachea. mirando alla conoscenza disinteressata della veritƒ.¦„ (Aristotele.

la finitezza perch€ in uno spazio infinito non potrebbe esistere alcun centro. i quali tenderebbero. quindi. il cielo delle stelle fisse e. Mercurio. ‡ il caldo (fuoco e aria). Giove. Venere. identificabile con la divinitƒ suprema (mentre le altre divinitƒ risiedevano all'interno del cosmo). invisibile e. Oltre la Terra per lui vi erano. che per la terra e l'acqua • il basso. la Luna. per i luoghi naturali. Riguardo a ci† che si trova oltre la Terra. dato che Dio. esso • contraddistinto dal moto pi… regolare e uniforme che ci sia: quello circolare. . essendo ˜atto puro™. Cercando dunque di imitare la sua perfetta immobilitƒ. I quattro elementi e le loro relazioni Ogni elemento ha la tendenza a rimanere o a tornare nel proprio luogo naturale. Saturno. il Sole. ci† che contravverrebbe alla teoria dei luoghi naturali. Il primo mobile piuttosto si muove per un desiderio di natura intellettiva. ad avvicinarsi al nostro fino a ricongiungersi completamente con esso. ‡ l'umido (aria ed acqua). • assolutamente immobile. Ogni elemento possiede due delle quattro qualitƒ (o ˜attributi™) della materia: ‡ il secco (terra e fuoco). L'etere. il fuoco e l'acqua. in ordine. La Terra come pianeta. che pone cio• la Terra al centro dell'universo. non pu† che stare al centro dell'universo. ventidue in pi… delle 33 di Callippo). cio• tende a Dio come propria causa finale. ci† che prova l'unicitƒ del nostro universo. l'aria. la Terra • formata da quattro elementi: la terra. che non esiste sulla Terra. Le varie composizioni degli elementi costituiscono tutto ci† che si trova nel mondo. poich€ • formata dai due elementi tendenti al basso. ‡ il freddo (acqua e terra). che metteva tutte le altre sfere in movimento. eterno ed inalterabile: queste due ultime caratteristiche sanciscono un confine tra i luoghi sub-lunari del mutamento (la Terra) e i luoghi immutabili (il cosmo). mentre per l'aria e il fuoco • l'alto. in una maniera tuttavia non meccanica o causale. oltre ad essere privo di materia e quindi non localizzabile da nessuna parte. e il "basso assoluto" • proprio il centro dell'universo. Aristotele lo riteneva composto di un quinto elemento (o essenza): l'etere. infine.[38] Aristotele era convinto dell'unicit‡ e della finitezza dell'universo: l'unicitƒ perch€ se esistesse un altro universo sarebbe composto sostanzialmente dei medesimi elementi del nostro. sarebbe privo di massa. Aristotele riteneva che i corpi celesti si muovessero su sfere concentriche (in numero di cinquantacinque. soprattutto. Esso risulta mosso direttamente dalla causa prima. Aristotele propone un modello geocentrico.Aristotele 36 Astronomia Aristotele tratta nelle sue opere (in particolare nella Fisica) della conformazione dell'universo. e della cui natura peraltro Aristotele ebbe qualche difficoltƒ a dare una definizione precisa. il primo mobile. Secondo Aristotele. Marte.

La fortuna di Aristotele La fortuna di Aristotele in Occidente si deve. in molti altri casi un superamento della biologia aristotelica si • avuto solo nel Settecento. con autori come Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe. Un altrettanto importante conquista intellettuale • lo studio sistematico di quella che oggi chiamiamo anatomia comparata. compiendo un importante salto di qualitƒ (almeno stando alle fonti che ci sono rimaste) nell'accuratezza e nella completezza descrittiva delle forme viventi. sulla teologia. Secondo Aristotele le specie sono eterne ed immutabili. Il De generatione animalium si occupa del modo in cui gli animali si riproducono. nel quale vengono introdotti concetti fondamentali come quello di viviparitƒ e oviparitƒ. sulla linguistica. sulla musica.Aristotele 37 Biologia Aristotele ha fondato la biologia come scienza empirica. sulla retorica. . al fatto che • stato lui a fondare e ordinare le diverse forme di conoscenza. che Aristotele credeva destinato a raffreddare il sangue) furono superati con la scoperta. che sono in gran parte rimasti inalterati fino a Linneo. sulla poetica. sul teatro. gli elementi dell'aristotelismo sono oggetto di studio attivo ancora oggi. ma solo negli accidenti dei nuovi individui. L'Historia animalium contiene la descrizione di 581 specie diverse. continuando a improntare di s€ diversi aspetti della teologia cristiana. osservate per lo pi… durante la permanenza in Asia Minore e a Lesbo. vidi 'l maestro di color che sanno seder tra filosofica famiglia. Alcune delle sue osservazioni in ambito zoologico tuttavia sono state confermate solo nel XIX secolo. tutti onor li fanno. tra le altre cose. furono di importanza basilare le sue formulazioni sulla fisica e sulla metafisica. Alcuni limiti della biologia aristotelica (come la generale sottovalutazione del ruolo del cervello. sull'ontologia. Questi dati biologici vengono organizzati e classificati nel De partibus animalium. Molto interessante • lo studio che Aristotele compie sugli embrioni. soprattutto per gli sviluppi che le furono dati da Tommaso d'Aquino. sull'oratoria e sulla dialettica. sull'etica. che ammirarono il suo genio e analizzarono profondamente i suoi concetti: auctoritas metafisica nella Scolastica di Tommaso d'Aquino. La filosofia del secondo Novecento ha inoltre sottolineato. sulla grammatica. e soprattutto introducendo importanti schemi concettuali che si sono conservati nei secoli successivi. oltre che nella tradizione islamica ed ebraica del Medioevo. Anche Dante Alighieri lo ricorda nella Divina Commedia: ƒ¦Poi ch'innalzai un poco pi… le ciglia. grazie al quale egli comprende che essi non si sviluppano attraverso la crescita di organi giƒ tutti presenti fin dal concepimento. ¦„ Giungendo a influenzare gli studi di molti grandi filosofi del Novecento. il pensiero di Aristotele venne spesso ripreso nel Rinascimento. l'importanza per il dibattito odierno dell'impostazione etica di Aristotele. [39] Tutti lo miran. sulla logica. avvenuta in epoca ellenistica. Alasdair MacIntyre o Philippa Ruth Foot. ma con la progressiva aggiunta di nuove strutture vitali. Mirando a creare un sistema globale del pensiero. sull'arte. sulla matematica. sulla biologia e sulla zoologia. che permette ad esempio ad Aristotele di classificare Delfini e Balene tra i mammiferi (essendo essi dotati di polmoni e non di branchie come i pesci). sulla politica e sui governi. del sistema nervoso. In quest'opera la generazione viene interpretata come trasmissione della forma (di cui • portatore il seme maschile) alla materia (rappresentata dal sangue mestruale femminile). e la riproduzione non determina mai cambiamenti nella sostanza. creando i presupposti e i paradigmi dei linguaggi specialistici che vengono usati ancora oggi in campo scientifico. e sono impiegati criteri di classificazione delle specie in base all'habitat o a precise caratteristiche anatomiche. Come pochi altri filosofi Aristotele ha avuto larga influenza su diversi pensatori delle epoche successive.

981a . Aristotele.. formula la questione in questi termini: ˜Aristotelis libri sunt. 12. [25] Tutto quanto si pensa.¦„ (Andreas Kamp.. La metafisica aristotelica come prosecuzione delle istanze di fondo della metafisica platonica.Aristotele 38 Note [1] La data di nascita (384/383 a. p. M. Aristotle in the Ancient Biographical Tradition.981b). n. si presenta rovesciata rispetto a Platone. Feltrinelli. pagg. G. § 3. in ˜Pensamiento™. Metafisica I. non essendo ancora stato coniato. come l'eterno dal corruttibile™ (Aristotele.] De urina celebri ex igne proximo facta verba haec posuit: Quia ignis solida solvit™. possa accostarsi alla scienza. Tuscolane. sectione XXXIV. 1983. Enrico Berti.Ross. 19. bens‚ un esser condotto dal particolare all'universale™ (Storia della filosofia antica. Reale.4. Magni. [ˆ] Le sensazioni. 133-143. [13] Occorre tener presente che Aristotele non ha mai denominato il suo libro "Metafisica". qui propter ignem diutius stetit. 2-21). idque eo fieri putat. De anima. costui aveva il problema di conciliare le idee con le realtƒ sensibili. III. [17] Aristotele. 13. L'attribuzione di tale nome e il suo reale significato non sono chiari. Bari 1973. 42. 35 (1979). Istituto Editoriale Italiano. G. A 6.. Introduzione a Aristotele. Il termine utilizzato da Aristostele per le sue ricerche sulla predicazione • "analitica". 15. [. VI. [19] Come si pu† notare. dato che egli non conosceva questo termine. Z 3. Metafisica. e dall'altra semplicemente ci† che viene dopo la Fisica cio che dal punto di vista della collocazione dei libri andava inserito dopo la Fisica. Andreas Kamp. Esso potrebbe infatti significare due cose: "ci† che va oltre la fisica" in senso assiologico. [12] E' da tenere presente tuttavia che il termine "logica" non • mai stato utilizzato da Aristotele essendo questo termine successivo ed attribuibile per la prima volta probabilmente alla scuola stoica. 1966. pag. Dell'anima. Vita e pensiero. qui Problemata Physica inscribuntur.) e la data di morte (322 a. [6] Diogene Laerzio. 142). 11. Il suo libro "Metafisica" fu cos‚ titolato successivamente dai curatori delle sue opere. Roma-Bari 1997. 253. 432 a). [ˆ] Gli empirici. [18] Cfr. [5] Cfr. Cfr. Guida ad Aristotele. quem ob impetum plurimum movet. essendo ˜scienza dell'essere in quanto essere™ (Metafisica. sono indubbiamente fondamentali per l'acquisizione di conoscenze particolari. Istituto dell'Enciclopedia Italiana) [14] Aulo Gellio. [3] Cfr. ma non ci spiegano le cause™ (Aristotele. [9] Cicerone. Le radici del pensiero filosofico. Aristotele tuttavia riteneva che l'induzione conducesse a un'enumerazione incompleta di casi (cfr. 413b). causam reddit Aristoteles in Problematis. Adagia. mentre l'arte • conoscenza dell'universale. continuo evanescat atque in frigus abeat™. 1991. da parte loro. Vite. 1026 a. 7. cur accidat. 1-8-29. ut eum. 1. dopo la morte di Pizia: cfr.C. la difficoltƒ di Aristotele nel cercare di risolvere la questione dell'essere. 1028 b 33. In Aristotele teoretico: interviste a Gabriele Giannantoni. si pensa necessariamente per immagini™ (Aristotele. lepidissimi et elegantiarum omnium repleti. sed ore contractiore paululum venti expiret ut calor ex ore profecto a reliquo aere. come atto finale compiuto. [21] La teologia come ˜scienza del divino™ • per Aristotele la filosofia nel senso pi… alto. [15] Erasmo. Wolfang Kullmann. 11-16.) sono state calcolate con ragionevole certezza da August Boeckh (kleine schriften VI 195). [7] Metafisica. V. 1957.] Item querit. [27] Attribuendo a Socrate la scoperta dell'epagoghˆ come metodo di ricerca volto alla definizione delle essenze (espresso nella formula "tŠ estŠ. p. per maggiori discussioni vedi Felix Jacoby su FGrHiSt 244 F 38. non vi • la minima presenza della materia. [. Giannini. [26] Cos‚ il professor Reale: ˜Aristotele sottolinea che l'induzione non • propriamente un ragionamento. non il perch‰ [ˆ] Noi riteniamo che l'arte. De Coelo. V. [23] ˜Riguardo al pensiero [ˆ] sembra che esso solo possa esser separato. [4] Non risulta chiaro se Erpillide sia stata semplicemente una compagna oppure la seconda moglie di Aristotele. [20] Metafisica. is non moveat universum aerem. 323. 1. 1976. la quale • soggetta a continue trasformazioni e quindi a corruzione. Laterza. pi… che l'esperienza. 1. infatti. De Bartolomeo . De natura deorum. vol. [2] W.D. 1070 a 24-26. Topici I. a cura di A. sanno il che. una delle pi… difficili che la filosofia greca si trov† ad affrontare. oppure ci† che nella collocazione dei libri andava inserito dopo la Fisica. [8] Metafisica. [24] ˜L'esperienza • conoscenza del particolare. [16] Paradoxographorum Graecorum Reliquiae. G‰teborg. Reale. Opere. Aristotele all'opposto di come salvaguardare l'essenza eterna e universale del singolo ente in seguito alla sua distruzione. [10] Simplicio. [22] La caratteristica del suo essere "puro" dipende dal fatto che in Dio. quam satyrus admirabatur. quod qui vehementius efflat. Noctes Atticae. Emilio Lled©. problemate septimo. Ingermar D¨ring. 1. Ex eodem ore calidum et frigidum efflare: ˜At huisce rei.. [11] Cicerone. 228. che assemblarono sotto tale titolo dei papiri autonomi di cui si sconosce la data di compilazione. ad esempio: ƒ¦Pi… tardi sono stati raccolti in un libro che stranamente • stato chiamato "Metafisica" in effetti il nome pu† essere interpretato in due modi cos‚ come • stato fatto: da una parte ci† che • oltre la fisica in senso assiologico o gerarchico. 987 b 6 e segg. Laterza.V. p. libido urinare lacessat.".C. II. Filosofia. che cos'ˆ?). Laterza. 105 a .

massa. se non l'intuizione. [37] Oclocrazia. [32] ˜Poich€ non pu† sussistere nulla di pi… verace della scienza. Reale. Rosablu. che dƒ ragione alla istanza di fondo del platonismo: la conoscenza discorsiva suppone a monte una conoscenza non discorsiva. 4. [29] ˜La scienza in atto • identica con il suo oggetto™ (De anima. determinata secondo un criterio. pag. [39] Dante. A. Roma-Bari 1997 Alessandra d'Epiro Dusmet de Beaulieu. e consiste in una medietƒ in relazione a noi. Movia. [31] ˜Per dimostrazione intendo il sillogismo scientifico [. note e apparati di G. La natura divina. Guida ad Aristotele. ed un altro che corrisponde alla causa efficiente perch€ le produce tutte. Mondadori. tutti gli enti™ (ibid. Topici. Aristotele. Firenze. poich€ in certo modo anche la luce rende i colori che sono in potenza colori in atto™ (Aristotele. 1998 ISBN 88-17-16828-9 Giovanni Reale.. I. Introduzione a Aristotele. Perugia 2008. [28] De anima. [33] Il professor Reale cos‚ commenta l'importanza attribuita all'intuizione da Aristotele negli Analitici Secondi: ˜Una pagina. I. testo greco a fronte. Il concetto di "filosofia prima" e l€unit‡ della Metafisica di Aristotele (http://books. Analitici Secondi. pag. 1975 ISBN 88-222-2204-0 Margherita Isnardi Parente. Roma. Guida alla lettura della •MetafisicaŽ di Aristotele. Aristotele. Aristotele. La generalizzazione a cui essa approda non ha fondamento alcuno se non sopravviene a darglielo l'intuizione noetica. traduzione. l00b). 2. 6). 12.google. libro III. Torino.. Volpi. La filosofia del primo Aristotele. Milano 1996. sarƒ l'intuizione ad avere come oggetto i principi™ (Analitici Secondi. 2. III. II. 2003 ISBN 88-424-9737-1 Fabrizio Bigotti. prime.] Sarƒ pure necessario che la scienza dimostrativa si costituisca sulla base di premesse vere. 1977. • una forma di governo in cui le decisioni sono prese dalle masse. Inferno. introduzione. Il •De IdeisŽ di Aristotele e la teoria platonica delle idee. pag. 39 Bibliografia Traduzioni italiane ‡ L'Anima. 159). Tuscolane. 1977 ISBN 88-452-3272-7 Enrico Berti. Dizionario delle opere filosofiche. in un certo senso. Etica Nicomachea. Firenze. [30] ˜C'• un intelletto analogo alla materia perch€ diviene tutte le realtƒ. I. ‡ Metafisica. 1996 ISBN 88-17-17100-X Cicerone. Laterza: Roma-Bari. libro VIII. Sull'anima. in F.. 2009 ISBN 978-88-548-2810-0 Enrico Berti. 1). o ancora ˜l'anima •. Bain e G. 71b). IV. La Mente che Ordina i Segni. • questione poco chiara che sarƒ a lungo dibattuta dalla filosofia araba e scolastica. Fisica. Anzio-Roma 2011 ISBN 978-88-903865-2-7 Walter Leszl. III. edito da A.¦379. Milano. [35] Citazione in Marcello Marino. Ricerche sui problemi della forma nella filosofia naturale da Aristotele a Linneo. Dalla dialettica alla filosofia prima. Milano 2000). e “‹•œ‹ = potere. Milano.Aristotele 11-16). la possibilitƒ del sapere mediato suppone di necessitƒ un sapere immediato™ (G. Aristotele. Studi sull'accademia platonica antica. Londra 1872 Werner Jaeger. 2005 ISBN 88-02-07171-3 Studi ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ George Grote. pp. 92. Seneca. Nero. II. [36] ˜La virt… • una disposizione abitudinaria riguardante la scelta. 1979 ISBN 88-222-2848-2 Cicerone. 19. [34] Topici. Padova. Firenze 1935 Alberto Jori. quello per eccesso e quello per difetto™ (Aristotele. e precisamente il criterio in base al quale la determinerebbe l'uomo saggio. Croom Robertsan. Padova. Aristot‰les. [38] Aristotele. 1962 Enrico Berti. a cura di C. Alˆxandros.it/ books?id=aCY2D9tqOeMC&pg=PA142&lpg=PA142&dq=giovanni+reale+aristotele+concetto+prima+ . 431 h. dal greco Ÿª–•‘ = moltitudine. Sansoni. immediate™ (Aristotele. come una disposizione del tipo della luce. 56. Leadership filosofica. Laterza. Viano. 20). come si vede. avente giƒ in s• tutte le forme. 2007 ISBN 88-8420-524-7 ‡ Giovanni Reale. 431 a. 130-133.). Milano. Se questo intelletto produttivo e ˜separato™ si identifichi col pensiero stesso di Dio. 1998 (II ed. Morlacchi editore. Medietƒ tra due vizi. Laterza.

G. conoscenza.VV. Aristotle. Reale e A. Milano 2001 ISBN 978-88-343-0738-0 William David Ross. Aristotle's Metaphysics. LED Edizioni Universitarie.fr/ark:/12148/bpt6k58717k/f2. La filosofia di Aristotele.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiHTML/ Aristotele/EticaNicomachea/Etica Nicomachea.org/wiki/Aristotele Wikizionario contiene la voce di dizionario: http://it. parti e sostanze in Aristotele.org/bloodwolf/philosophes/Aristote/table.pagination) on the Metaphysics. together with the 'old'(Arabic) and new translation based on Moerbeke.it/site/it-IT/?ContentID=846&Guid=d4b83fc09001463b863faac45f882737) ‡ L'Etica Nicomachea di Aristotele (http://www.org/wiki/Aristotele Collegamenti esterni ‡ Aristotele. Roma-Bari 1991 Diogene Laerzio. 1923 William David Ross. Milano 1994 Terence Irwin.net/aristotele/) ‡ Intervista a Wolfgang Kullmann. per una panoramica completa del pensiero di Aristotele (http://www.wikisource. Patzig.bnf.rai.htm) ‡ (EN) Averroes' commentary (http://gallica. Vite e dottrine dei piŒ celebri filosofi. Faenza 1996 Annalisa Arci. Vita e Pensiero.org/wiki/Aristotel¬s Wikiquote contiene citazioni: http://it. Milano 1994 ISBN 88-343-0554-X Giovanni Reale.wiktionary.org/wiki/Autore:Aristotele Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. a cura di G. Oxford. Aristotele. Oxford.ariannaeditrice. Introduzione a Aristotele.. Milano 1996 Armando Girotti. L'orizzonte del vivente.wikisource. Bausola. Polaris. Tangram Edizioni Scientifiche. Milano 1993 ISBN 88-7916-035-4 AA.ousia. ragione e intuizione intellettuale in Aristotele (http://www. Vita e Pensiero.wikiquote. Milano 2006 ISBN 88-452-3301-4 M. 1924 Giuseppe Cambiano e Luciana Repici (a cura di). Individui.htm) ‡ Induzione.org/wiki/el:«“Ž”••••–—‘ Wikisource contiene opere originali: http://it. il maestro dei sapienti (http://www. php?id_articolo=1732) ‡ (FR) Aristotele Opere (Francese) (http://remacle.wikimedia. dal platonismo all'autonomia. Digitized at Gallica. Bompiani. Laterza. Trento. . in Latin.Aristotele metafisica&source=bl&ots=CZ30XPSZy-&sig=djkZD05QkmkQ2GNB2IwNPH7Kmrk&hl=it& ei=DoDkSrbQNZPymQP0poGjCw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1& ved=0CAgQ6AEwAA#v=onepage&q=&f=false). Vita e Pensiero. 2011 ISBN 9788864580302 40 ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Aristotelismo Essenza Horror vacui Metafisica aristotelica Questioni meccaniche Secretum Secretorum ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Etica (Aristotele) Fisica (Aristotele) Logica (Aristotele) Metafisica (Aristotele) Poetica (Aristotele) Sull'anima (Aristotele) Altri progetti ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Wikisource contiene opere originali: http://it.it/articolo. I principi primi di Aristotele. Il libro Z della Metafisica di Aristotele.mediatime. Frede. Aristotele e la conoscenza.

Supponiamo invece che la frase sul davanti sia falsa. dobbiamo concludere che quest'ultima • vera ottenendo nuovamente una contraddizione. Se per† prima dell'espressione 'Il raddoppiato di:' compare un'altra istruzione. Allora la frase sul retro • anch'essa vera. Cominciamo col definire: Il raddoppiato di: qualcosa •: 'qualcosa qualcosa' cio• viene semplicemente raddoppiato tutto ci† che • contenuto di seguito all'espressione 'Il raddoppiato di:' ed • contenuto nella stessa riga.Autoriferimento incrociato 41 Autoriferimento incrociato Si ha un autoriferimento incrociato fra due o pi… enunciati quando ciascuno di essi si riferisce direttamente o indirettamente ad un altro. Nell'isola dei cavalieri e furfanti di Smullyan il paradosso del foglio di Jordan avrebbe come analogo il seguente dialogo fra due abitanti A e B dell'isola: ‡ A dice di B che • un cavaliere. Raddoppiamenti Questa idea • dovuta al logico Raymond Smullyan. ‡ B dice di A che • un mentitore (furfante). il raddoppiamento non viene effettuato. Con questa convenzione le due frasi che seguono creano un autoriferimento incrociato. Questo implica che la frase sul retro • falsa. Questo paradosso • una variante del paradosso del mentitore. Ecco due esempi celebri: Il paradosso del foglio di Jordan Su i due lati di un foglio sono riportate le seguenti frasi: ‡ sul davanti • scritto: 'la frase sul retro • vera'. ‡ sul retro • scritto: 'l'altra frase • falsa'. Essa per† afferma che la frase sul davanti • falsa. Supponiamo che la prima frase sia vera. ‡ L'altra frase •: L'altra frase • Il raddoppiato di: L'altra frase •: L'altra frase • Il raddoppiato di: ‡ L'altra frase • Il raddoppiato di: L'altra frase •: L'altra frase • Il raddoppiato di: Voci correlate ‡ Paradosso del mentitore . Poich€ per† essa afferma che la frase sul davanti • falsa. contrariamente a quanto ipotizzato.

Beni di Giffen

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Beni di Giffen
I beni di Giffen sono quei beni per i quali la domanda aumenta all'aumentare del prezzo; costituiscono quindi un'eccezione rispetto al caso generale, nel quale la domanda varia in senso inverso rispetto al prezzo.

Paradosso di Giffen
Nei suoi Principi di economia, l'economista inglese Alfred Marshall forn‚ una prima dimostrazione della pendenza negativa della curva di domanda, insieme ad una chiara definizione della elasticitƒ della domanda rispetto al prezzo, normalmente negativa.[1] Nella terza edizione della sua opera (1895), tuttavia, sottopose all'attenzione alcune eccezioni rilevate dallo statistico scozzese Robert Giffen. In particolare, Marshall faceva riferimento ad alcuni studi di Giffen sul consumo del pane: un aumento del prezzo del pane aveva un effetto cos‚ pesante sulle risorse dei lavoratori pi… poveri, che essi erano costretti a rinunciare alla carne e ad altri cereali pi… costosi; ne risultava quindi un aumento del consumo di pane nonostante l'aumento del prezzo.[2] Sembra, in realtƒ, che Giffen si riferisse alle patate, non al pane. Nel 1845 vi era stata in Irlanda una carestia che aveva aumentato il prezzo delle patate al punto che le famiglie povere dovettero aumentare il loro consumo non potendosi pi… permettere altri alimenti pi… costosi.[3] Tuttavia, non sono stati trovati riferimenti simili n€ al pane n€ alle patate irlandesi nelle opere di Giffen.[4] Tale fenomeno divenne comunque in seguito noto come paradosso di Giffen. Va notato che Marshall propose il paradosso (aumento della domanda all'aumentare del prezzo) nell'ambito di un'analisi della domanda che, limitata espressamente a beni che costituissero una quota trascurabile della spesa totale di un individuo, considerava unicamente l'effetto sostituzione.[5] In tal caso, un bene di Giffen • in primo luogo un bene per il quale non esistano sostituti. I successivi sviluppi della teoria del consumatore, dovuti a Slutsky, hanno introdotto la distinzione tra effetto sostituzione ed effetto reddito. Da tale punto di vista, la relazione positiva tra domanda e prezzo viene spiegata facendo riferimento alla diminuzione del reddito conseguente ad un aumento del prezzo di beni di prima necessitƒ;[6] i beni di Giffen costituiscono quindi un caso particolare dei beni cosiddetti inferiori, che presentano una elasticitƒ rispetto al reddito minore di uno (il loro consumo, secondo la legge di Engel, aumenta via via pi… lentamente al crescere del reddito, al contrario dei beni di lusso).

Note
[1] Cfr. Giovanni Pavanelli, Valore, distribuzione, moneta. Un profilo di storia del pensiero economico, Franco Angeli, Milano, 2003, pp. 207, 211. [2] Cfr. Alfred Marshall, Principles of Economics (http:/ / www. econlib. org/ library/ Marshall/ marP14. html#Bk. III,Ch. VI), 8- edizione, Macmillan, Londra, 1920, Libro III, Capitolo VI, ®4. [3] Cfr. Gerald P. Dwyer Jr. e Cotton M. Lindsay, ˜ Robert Giffen and the Irish Potato (http:/ / www. jstor. org/ pss/ 1803318)™, The American Economic Review, 1984, vol. 74, n. 1, pp. 188-192. [4] Cfr. George J. Stigler, ˜ Notes on the History of the Giffen Paradox (http:/ / www. jstor. org/ stable/ 1825304)™, The Journal of Political Economy, 1947, vol. 55, n. 2, pp. 152-156. [5] Cfr. Mark Blaug, Storia e critica della teoria economica, Boringhieri, Torino, 1977, pp. 431-439. [6] Cfr. Andreu Mas-Colell, Michael D. Whinston e Jerry R. Green, Microeconomic Theory, Oxford University Press, New York, 1995, pp. 25-26, 29.

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Bibliografia
‡ G.Rodano e E. Saltari, Lineamenti di teoria economica, Roma, Carocci, 2006

Voci correlate
‡ Robert Giffen ‡ Domanda e offerta

Calcolo combinatorio
Il calcolo combinatorio • il termine che denota tradizionalmente la branca della matematica che studia i modi per raggruppare e/o ordinare secondo date regole gli elementi di un insieme finito di oggetti. Il calcolo combinatorio si interessa soprattutto di contare tali modi, ovvero le configurazioni e solitamente risponde a domande quali "Quanti sono...", "In quanti modi...", "Quante possibili combinazioni..." eccetera. Pi… formalmente, dato un insieme S di n oggetti si vuole contare le configurazioni che possono assumere k oggetti tratti da questo insieme. Prima di affrontare un problema combinatorio bisogna precisare due punti importanti: ‡ Se l'ordinamento • importante, ovvero se due configurazioni sono le stesse a meno di un riordinamento ({x,y,z} • uguale a {z,x,y}?) ‡ Se si possono avere pi… ripetizioni di uno stesso oggetto, ovvero se uno stesso oggetto dell'insieme pu† o meno essere riusato pi… volte all'interno di una stessa configurazione.

Permutazioni
Permutazioni semplici (senza ripetizioni)
Una permutazione di un insieme di oggetti • una presentazione ordinata, cio• una sequenza, dei suoi elementi nella quale ogni oggetto viene presentato una ed una sola volta. Per contare quante siano le permutazioni di un insieme con n oggetti, si osservi che il primo elemento della configurazione pu† essere scelto in n modi diversi, il secondo in (n-1), il terzo in (n-2) e cos‚ via sino all'ultimo che potrƒ essere preso in un solo modo essendo l'ultimo rimasto. Dunque, indicando con Pn il numero delle possibili permutazioni di un insieme di n elementi, si ottiene che esse sono esattamente n! (n fattoriale):

Ad esempio le permutazioni degli elementi dell'insieme {a,b,c} sono 3! = 6: abc, bac ,bca, cab, cba, acb. Un altro esempio pu† essere il seguente: In quanti modi possibili possiamo anagrammare la parola -ATRIO-, contando anche le parole prive di significato: ATRIO n=5; P5= 5 * 4 * 3 * 2 * 1 = 120 modi di anagrammare la parola ATRIO. N.B: nella parola ATRIO nessuna lettera si ripete. Per completare meglio la definizione di fattoriale fissiamo anche i valori seguenti: 1! = 1 e 0! = 1.

Calcolo combinatorio

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Permutazioni con ripetizioni
In alcuni casi un insieme pu† contenere elementi che si ripetono. In questo caso alcune permutazioni di tali elementi saranno uguali tra loro. Indicando con k1, k2 fino a kr il numero di volte che si ripetono rispettivamente gli elementi 1, 2 fino a r, dove r Š n, le permutazioni uniche (non ripetute) divengono:

Si tratta, infatti, di dividere il numero delle distinte permutazioni di n oggetti per il numero delle permutazioni di k1! presenze di uno stesso elemento, tutte uguali tra loro, poi per il numero delle permutazioni di k2! presenze di uno stesso elemento, ecc. La formula vale in realtƒ per qualsiasi permutazione, anche senza ripetizioni di elementi. Infatti, se assumiamo k1, k2 fino a kr uguali ad 1 (cio• gli elementi si ripetono una sola volta), otteniamo esattamente la formula delle permutazioni semplici, perch€ si ha: c

Dismutazioni
Sono dette dismutazioni le permutazioni prive di punti fissi, con formula:

Disposizioni
Disposizioni semplici (senza ripetizioni)
Una disposizione semplice di lunghezza k di elementi di un insieme S di n oggetti, con k Š n, • una presentazione ordinata di k elementi di S nella quale non si possono avere ripetizioni di uno stesso oggetto. Per avere il numero di queste configurazioni si considera che il primo componente di una tale sequenza pu† essere scelto in n modi diversi, il secondo in (n-1) e cos‚ via, sino al k-esimo che pu† essere scelto in (n-k+1) modi diversi. Pertanto il numero Dn,k di disposizioni semplici di k oggetti estratti da un insieme di n oggetti • dato da:

Ad esempio le disposizioni semplici di lunghezza 2 degli elementi dell'insieme {1,2,3,4,5} sono 5!/(5-2)! = 5!/3! = 120/6 = 20: 12, 13, 14, 15, 21, 23, 24, 25, 31, 32, 34, 35, 41, 42, 43, 45, 51, 52, 53, 54. Si osserva che le permutazioni sono casi particolari delle disposizioni semplici: le permutazioni di un insieme di n oggetti sono le disposizioni semplici di tali oggetti di lunghezza n. In effetti per il loro numero:

Disposizioni con ripetizioni
Una presentazione ordinata di elementi di un insieme nella quale si possono avere ripetizioni di uno stesso elemento si dice disposizione con ripetizioni. Cerchiamo il numero delle possibili sequenze di k oggetti estratti dagli elementi di un insieme di n oggetti, ognuno dei quali pu† essere preso pi… volte. Si hanno n possibilitƒ per scegliere il primo componente, n per il secondo, altrettante per il terzo e cos‚ via, sino al k-esimo che completa la configurazione. Il numero cercato • pertanto:

Calcolo combinatorio Ad esempio le disposizioni con ripetizione di lunghezza 2 degli elementi di {1,2,3,4,5} sono 52 = 25: Si osserva che pu† anche essere k > n

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Combinazioni
Combinazioni semplici (senza ripetizioni)
Si chiama combinazione semplice una presentazione di elementi di un insieme nella quale non ha importanza l'ordine dei componenti e non si pu† ripetere lo stesso elemento pi… volte. La collezione delle combinazioni di k elementi estratti da un insieme S di n oggetti distinti si pu† considerare ottenuta dalla collezione delle disposizioni semplici di lunghezza k degli elementi di S ripartendo tali sequenze nelle classi delle sequenze che presentano lo stesso sottoinsieme di S e scegliendo una sola sequenza da ciascuna di queste classi. Ciascuna delle suddette classi di sequenza di lunghezza k contiene k! sequenze, in quanto accanto a una sequenza ” si hanno tutte e sole quelle ottenibili permutando i componenti della ”. Quindi il numero delle combinazioni semplici di n elementi di lunghezza k si ottiene dividendo per k! il numero delle disposizioni semplici di n elementi di lunghezza k:

Di solito tra le diverse disposizioni semplici di una classe si sceglie come combinazione rappresentativa la sequenza nella quale i componenti compaiono in ordine crescente (tutti gli insiemi finiti possono avere gli elementi ordinati totalmente, ovvero associati biunivocamente ai primi interi positivi). Ad esempio le combinazioni semplici di lunghezza 4 degli elementi di {1,2,3,4,5,6} sono 6!/(4!2!) = 15: 1234, 1235, 1236, 1245, 1246, 1256, 1345, 1346, 1356, 1456, 2345, 2346, 2356, 2456, 3456.

Combinazioni con ripetizioni
Quando l'ordine non • importante ma • possibile avere componenti ripetute si parla di combinazioni con ripetizione. Il numero di combinazioni con ripetizione di n oggetti di classe k • uguale a quello delle combinazioni senza ripetizione di n+k-1 oggetti di classe k ed • quindi uguale a: . Ad esempio, vi sono modi di distribuire a 2 bambini distinguibili 4 caramelle indistinguibili,

contando anche i casi in cui uno dei bambini non riceve nessuna caramella: 0-4, 1-3, 2-2, 3-1, 4-0. Equivalentemente, le combinazioni con ripetizioni informano sul numero di possibili n-ple di addendi non negativi la cui somma sia k (considerando diverse n-ple in cui eguali addendi compaiano in ordine differente); nel suddetto esempio, sono mostrate le cinque diverse duple di somma 4. Inoltre, le combinazioni con ripetizioni per n oggetti di classe k rappresentano il numero delle derivate parziali di ordine k calcolabili per una funzione a n variabili.

Calcolo combinatorio

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Voci correlate
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Combinatoria Permutazione Disposizione Combinazione Dismutazione (matematica) Binomio di Newton

Altri progetti
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Combinazione
Nel calcolo combinatorio, se n e k sono due interi positivi, si definisce combinazione di n elementi presi k alla volta (oppure di n elementi di classe k) ogni sottoinsieme di k oggetti estratti da un insieme di n oggetti. Se si impone la condizione che una combinazione non pu† avere un elemento ripetuto si parla di combinazioni semplici, altrimenti di combinazioni con ripetizione. Nel primo caso deve essere ovviamente k Š n. In entrambi i casi i sottoinsiemi si considerano indipendenti dall'ordine degli elementi. Ad esempio, se siamo in presenza dell'insieme {p,q,r,s,t} e prendiamo in esame le combinazioni di classe 3, non fa alcuna differenza considerare i gruppi prs, psr, rps, spr, rsp ed srp in quanto essi sono formati dagli stessi elementi, mentre prs ed srq sono considerate due combinazioni distinte in quanto differiscono in alcuni degli elementi.

Combinazioni semplici
Dato un insieme A di cardinalitƒ n, il numero dei sottoinsiemi di A di cardinalitƒ k Š n si ottiene calcolando prima il numero delle funzioni da un generico sottoinsieme di cardinalitƒ k in A, che • il numero delle disposizioni di n elementi di classe k, poi, dal momento che si prescinde dall'ordine, si divide tale numero per quello delle permutazioni di k elementi:

Il simbolo

viene detto coefficiente binomiale.

Giustificazione della formula
Facciamo riferimento al numero dei sottoinsiemi di cardinalitƒ 4 dell'insieme {a,b,c,d,e,f}; per la definizione data, abbiamo:

Nella fattispecie, i 15 gruppi sono: abcd, abce, abcf, abde, abdf, abef, acde, acdf, acef, adef bcde, bcdf, bcef, bdef cdef

le lettere successivamente estratte potrebbero essere a.b. dobbiamo dividere 360 per il numero di tutte le diverse sequenze che si possono formare con le stesse 4 lettere.b. le quattro lettere a.3 = 20. essendone rimaste 3.d possono presentarsi in 24 modi diversi.b. cio• per il numero delle permutazioni di 4 elementi.3 = 120. Ora passiamo ad estrarre la seconda lettera: poich€ nel sacchetto ne sono rimaste 5. Immaginiamo di mettere in un sacchetto le 6 lettere a. il numero delle disposizioni semplici di 6 oggetti di classe 4. quando estrarremo la quarta lettera avremo 3 possibilitƒ di estrazione.Combinazione Il risultato pu† essere ottenuto col seguente ragionamento.c. Se moltiplichiamo tutte le possibilitƒ fra loro. Si consideri un insieme S di n elementi.e.b. che pu† essere indifferentemente una delle 6: abbiamo quindi 6 possibilitƒ di estrazione.d. dobbiamo effettuare il seguente rapporto Se moltiplichiamo numeratore e denominatore per (n-k)! otteniamo. Ad esempio. le possibili classifiche sarebbero D6.c. se abbiamo n elementi da raggruppare a k a k. se si vuole conoscere il numero di comitati di 3 membri che si possono formare scegliendo tra 6 persone. avremo 6ˆ5ˆ4ˆ3 = 360 possibili gruppi. abbiamo 5 possibilitƒ di estrazione. Ordine lessicografico Al fine di evitare di considerare erroneamente come valida una combinazione semplice che in realtƒ • giƒ stata precedentemente presa in considerazione con un altro ordine. A questo punto nel sacchetto ne sono rimaste 4: quando estrarremo la terza lettera avremo 4 possibilitƒ di estrazione. ma anche d. Infine. Si dice combinazione di elementi di S di lunghezza k ogni sequenza di k elementi di S che sia crescente in base all'ordine preventivamente prefissato. interessa solo sapere in quanti modi si possono scegliere i membri del comitato e non importa quale venga scelto per primo o quale per ultimo: in tal caso. preventivamente ordinati e si consideri un intero naturale k tale che 0ŠkŠn. si pu† ricorrere a quest'altra definizione di combinazione.d. le combinazioni di lunghezza 4 degli elementi di {a.f ed estraiamo a caso la prima. Le due sequenze differiscono nell'ordine. come volevasi dimostrare. quindi. dato da 4! = 24. nelle quali l'ordine • rilevante. Il valore ottenuto di 360 •.c. preventivamente ordinati secondo il tradizionale ordine alfabetico.e.b. In generale. sono le seguenti 15: abcd abce abcf abde abdf abef acde acdf acef adef bcde bcdf bcef bdef cdef . ma comprendono entrambe gli stessi elementi di un unico sottoinsieme dell'insieme dato.c.a. Ad esempio. il numero dei comitati possibili • C6. l'ordine sarebbe rilevante e. da considerarsi per† equivalenti ai fini delle combinazioni: abcd abdc acbd acdb adbc adcb bacd badc bcad bcda bdac bdca cabd cadb cbad cbda cdab cdba dabc dacb dbac dbca dcab dcba Poich€ nelle combinazioni non siamo interessati all'ordine di estrazione. Ad esempio. in realtƒ.f}.d.c. Il risultato finale •: 47 Generalizzando. Se invece volessimo sapere in quanti modi possono presentarsi i primi 3 classificati tra 6 concorrenti.

tra le combinazioni semplici di n elementi di lunghezza k e le sequenze binarie di lunghezza n e peso k si ha un criptomorfismo e risulta equivalente operare con le combinazioni o con le sequenze binarie.. la seconda sia 1 o 0 secondo che compaia o meno la b ecc. Nel nostro caso particolare. di interi appartenenti a {1.n}. Il loro numero •: Tale risultato pu† essere dimostrato in diversi modi.2. 1+2 ‹ 1. n+k-1}. Attenendosi all'ordine. La precedente associazione pone in corrispondenza biunivoca le combinazioni con ripetizioni di lunghezza k degli elementi di {1.. . 1+1. si possono codificare le combinazioni semplici che abbiamo ottenuto con delle sequenze binarie.. Quindi il numero delle combinazioni con ripetizioni di lunghezza k dei primi n interi positivi coincide con il numero delle combinazioni semplici di lunghezza k dei primi n+k-1 interi positivi: Un esempio pu† aiutare a comprendere meglio la dimostrazione.1.3 1.2. tali sequenze binarie sono di lunghezza 6 e peso 4 e presentano lo stesso contenuto informativo delle combinazioni indicate nell'esempio. ci si pu† quindi chiedere quanti sono i sottoinsiemi di cardinalitƒ k di questo. Nella fattispecie. Dato l'insieme {1.Combinazione Si pu† notare come le combinazioni rispettino l'ordine lessicografico. si considerano le sequenze non decrescenti. usando numeri binari di 6 cifre.. . quindi. 48 Criptomorfismo Rifacendoci all'esempio di prima.. Consideriamo una di queste sequenze: e associamole la sequenza: La nuova sequenza • strettamente crescente.. 2. tratti in inganno dall'ordine diverso con il quale si presentano i suoi elementi.. non presenta ripetizioni e quindi individua una combinazione semplice di lunghezza k degli interi in {1. A tal fine.2.4 . di lunghezza k. si evita di fare confusione considerando come diverse due combinazioni che in realtƒ non lo sono. questo pu† essere posto in corrispondenza biunivoca con l'insieme {1.... in conformitƒ con l'ultima definizione data... Prima dimostrazione Dato un qualsiasi insieme finito di n elementi.n}.. 2.1 ‹ 1. 2.. .2 ‹ 1.2. ogni elemento pu† essere ripetuto fino a k volte. di cui la prima sia 1 se compare la a e zero in caso contrario. 1+1. n} con le combinazioni semplici di lunghezza k degli interi in {1.. n+k‡1}.. Combinazioni con ripetizione Nelle combinazioni con ripetizione di lunghezza k.1.2}. associamo a ciascuna delle sue combinazioni con ripetizione di classe 3 una sequenza definita come sopra: 1. 2+2 ‹ 1. abbiamo: 111100 111010 111001 110110 110101 110011 101110 101101 101011 100111 011110 011101 011011 010111 001111 Si noti come queste sequenze siano presentate in ordine antilessicografico. Poter operare in modo equivalente con le sequenze binarie si rivela molto utile in ambito informatico... In generale.

(a2. che • C2+3‡1.a2. in entrambi i casi considerando distinte. Aggiungiamo ora le coppie che hanno a2 come primo elemento e consideriamo distinte le funzioni con diverse sequenze delle coppie che condividono il secondo membro.. Gli elementi di B.. Infatti. 2+2 ‹ 1.3.b2}. funzioni diverse solo per la sequenza delle coppie che condividono il secondo membro. b).. le sequenze di coppie. vi sono tante coppie quanti sono gli elementi di A e nessun elemento di A compare in pi… di una coppia. quindi scegliere una sola delle k! permutazioni delle coppie (che sono tante quante gli elementi di A). oppure dopo una qualsiasi delle m.4 A ciascuna delle combinazioni con ripetizione corrisponde una ed una sola delle combinazioni semplici di classe 3 dell'insieme {1.. inoltre.Combinazione 1.. in una prima fase. 2+1..k) e bj • un elemento di B (con j = 1..3.3.b2). Si ottiene cos‚: Anche qui pu† essere utile un esempio. Si considerano rilevanti.2.b1) e (a1. b) • diversa dalla sequenza (a2.. Vi sono n+k‡1 modi di estendere ciascuna di tali funzioni a tutto A.4 2. ad esempio. b).(2+3-1)} = {1.2. Siano A = {a1.bj). • sufficiente eliminare la distinzione prima introdotta tra funzioni diverse solo per la sequenza delle coppie. In tale insieme.2.2. b).2.a3} e B = {b1..3. Si indicano inoltre con Fk l'insieme delle funzioni da A in B.. (a1. Una qualsiasi di tali funzioni • un insieme di coppie (ai. il cui secondo membro • bj). Sia |Fk-1| il numero delle funzioni dell'ultimo tipo. Per ottenere il numero delle funzioni crescenti. Considerando che: e che la nuova coppia pu† avere a secondo membro un qualsiasi elemento di B. appunto. provvisoriamente. L'insieme F1 contiene solo due funzioni: (a1.2 ‹ 2. se questo • giƒ presente in altre mj coppie (quelle.. la nuova coppia (ak. individuate due coppie in cui sia presente a secondo membro un dato elemento b. si ha: La cardinalitƒ dell'insieme Fk pu† quindi essere calcolata per ricorrenza: Si pu† osservare che si tratta del numero di disposizioni semplici di (n+k‡1) elementi di classe k. possono ciascuno comparire in nessuna o pi… coppie. 2+1. Il numero delle prime • quindi uguale al numero delle seconde. 49 Seconda dimostrazione Il numero delle combinazioni di n elementi di classe k • uguale al numero delle funzioni crescenti da un insieme A di cardinalitƒ k in un insieme B di cardinalitƒ n. 2+2 ‹ 2. in cui ai • un elemento di A (con i = 1.n). la sequenza (a1.. Otteniamo le funzioni in F2: . con Fk-1 l'insieme delle funzioni da un sottoinsieme di cardinalitƒ k‡1 di A in B.4} e viceversa. scelto un qualsiasi elemento bj di B.2 ‹ 1. bj) potrƒ essere posta in sequenza con le altre in mj+1 modi diversi: prima della prima.

b2).b1). 3.(a3.b2) (a1. 5. Il numero delle funzioni crescenti si ottiene dividendo per il numero delle permutazioni dei tre elementi di A: 24/3! = 24/6 = 4. 6. (a2.(a3.(a1.b2).b2) a1 | a2 a3 ¦¦ ovvero ¦¦ (a1.(a3.b1).b1).(a2.b2).b1).b1).b1) da (a1.(a2.(a1. a3 e l'"elemento separatore" che consente di distinguere se sono associati a b1 oppure a b2.(a3. quelle cio• tali che se i < j allora f(ai) Š f(aj).b1).b2).b2).b2).b2) (a2. Si ottiene cos‚ che le funzioni crescenti sono 6/2 = 3 (sono quelle al primo.b1) (a1.b2). (a1.(a3. (a2.(a2.b2) (a1.b1).(a3.b1).b1).(a2.(a2.(a3.(a1.(a3.b1).(a1.b2) (a3.b1). 2.b2). basta dividere per il numero delle permutazioni dei due elementi di A.b2) (a3.(a2.(a1.b1) (a3.(a2.b2).b1). I tre elementi sono i due elementi di A finora considerati ed un "elemento di separazione" che consenta di distinguere quali sono associati a b1 e quali a b2.b2).(a2.(a2.b1) (a1.(a3. (a2.(a1.b2).b1) (a1.b1).b1) a1 a2 | a3 ¦¦ ovvero ¦¦ (a1.b2) (a3.b2) (a3. Per estendere le funzioni a tutto A.b1).b2) (a1. Indicando tale elemento con una barra verticale.b2) (a1. terzo e quinto posto dell'elenco).b2) (a2. dove i quattro elementi sono a1.b1).b1).b1).b1). infatti: 1.b1). Si ha quindi: Questo • il numero delle disposizioni semplici di (2+3-1) = 4 elementi di classe 3. 2.b2).(a2. Le funzioni crescenti sono.b2) da (a1.b2) (a1. (a1.b2) (a2.(a1.b1).(a3.b1) (a2.(a3. che sono 2! = 2.(a2.b2).b1).b1).b1) (a2.b1). 4.b2). a1 a2 a3 | ¦¦ ovvero ¦¦ (a1.b2) (a2.(a1.b2) da (a2.(a3.(a2.b1). (a1.(a2.b2) per un totale di 24 coppie.b1) da (a1.(a2.b1).b2).b2) (a2.(a1. 4. (a1. a2 associato a b2) a2 | a1 ¦¦¦¦(a2 associato a b1.(a1.b2) (a3.b1).(a1.b2) (a1.b2).(a3. (a1.b2).(a1. (a1.b1).b2) . (a2.b1).b2).b1).b2) (a2.b1).(a2.b1).b2).b1).b2). a2.Combinazione 50 da (a1.(a2.b1).b2).(a3.b2) da (a2.b2).b1) da (a1.b1).b1) (a1. (a2.b2) (a2.(a1.b2) (a2.(a2. (a2.b1).(a3.(a1.(a3.(a3. a1 a2 | ¦¦¦¦(entrambi associati a b1) a2 a1 | ¦¦¦¦(entrambi associati a b1) a1 | a2 ¦¦¦¦(a1 associato a b1.b2) (a2.(a1.b1).b1).b1).b1).b2) | a1 a2 a3 ¦¦ ovvero ¦¦ (a1.(a2.(a2. le sei funzioni sono: 1.(a3.b2).b2) (a1.b1).b2) (a3.b2).(a3.b1).b1) (a3.b1). 3.b2) Si ha quindi: Si tratta delle 6 disposizioni semplici di (2+2-1) = 3 elementi di classe 2. a1 associato a b2) | a1 a2 ¦¦¦¦(entrambi associati a b2) | a2 a1 ¦¦¦¦(entrambi associati a b2) Per ottenere il numero delle funzioni crescenti.(a3.b1).(a2. aggiungiamo le coppie che hanno a3 come primo elemento: da (a2.b2).(a1.

12.0.1) | Œ Œ Œ | Œ | Œ Œ ¦¦¦¦ (0. se n = 4 e k = 6. Ad esempio. 22222. 23.1. ciascuno contenente da 0 a k elementi di A. 34. Rappresentiamo gli elementi di A con asterischi. 55. vogliamo ripartire i suoi elementi in n gruppi. i gruppi con n‡1 barre verticali.Combinazione 51 Terza dimostrazione La precedente dimostrazione pu† essere semplificata come segue. 24. 12222. le combinazioni di lunghezza 5 dei primi 2 interi positivi sono: ovvero: 11111.0) In ciascuna rappresentazione abbiamo una sequenza di n+k‡1 simboli. le seguenti soluzioni (tra parentesi la rappresentazioni con sequenze di "1" e "+"): Trovare il loro numero equivale a trovare il numero delle combinazioni con ripetizione di n elementi di classe k.2) oppure: Œ Œ | | | Œ Œ Œ Œ ¦¦¦¦ (2. 25. 11122. 11222. 35.0. si tratta solo di vedere in quanti modi si possono scegliere n‡1 di tali simboli per farne delle barre. tra le altre. Si pu† per† anche avere k > n: ad esempio.0. il numero •: .3. 13.0. svolgendo i "+" il ruolo delle barre.4) o anche: Œ Œ Œ Œ Œ Œ | | | ¦¦¦¦ (6. Dato un insieme A di k elementi.2. 15. 11112. 45. quindi come il numero degli asterischi della terza dimostrazione. per una proprietƒ del coefficiente binomiale: Esempi Le combinazioni con ripetizione di lunghezza 2 dei primi 5 interi positivi sono: e precisamente: 11. 22. Si ha quindi. Numero di soluzioni intere di un'equazione Il calcolo delle combinazioni con ripetizione consente di trovare il numero delle soluzioni intere non negative di un'equazione in n variabili del tipo: In questo caso k pu† essere visto come il numero delle unitƒ che si possono ripartire in n gruppi diversi. Dal momento che non interessa l'ordine.1. ad esempio. l'equazione: ammette. 33. possiamo avere ripartizioni come le seguenti (tra parentesi il numero di elementi in ciascun gruppo): Œ Œ | Œ Œ | Œ | Œ ¦¦¦¦ (2. 14. 44. Nel caso dell'equazione data. anche vuoti.

b. (c. aab. Multinsiemi Il numero delle combinazioni con ripetizione di n elementi di classe k viene anche detto numero dei multinsiemi di cardinalitƒ k di un insieme di cardinalitƒ n. Ad esempio. Data un'equazione del tipo: basta trasformarla in: ponendo yi = xi‡1. a2b1c0..1)}.1). le combinazioni sono: aaa.2). Si ottiene cos‚: Nel caso dell'equazione x1+x2 = 3. acc.}. a0b1c2. abb. Il numero delle combinazioni con ripetizione di classe 3 dei 3 elementi di U • (3+3‡1)!/(2!3!) = 10. un multinsieme di cardinalitƒ 3 • {(a. che sono: a3b0c0. o degli esponenti nella seconda notazione.. il numero delle soluzioni intere positive (il numero delle composizioni di 3 in 2 parti) •: ovvero le due coppie (1. Si pu† anche calcolare il numero delle soluzioni intere positive di un'equazione (detto "numero delle composizioni di k in n parti"). (2. (b. Si usa.2.2). La sua cardinalitƒ • la somma dei secondi membri delle coppie.1). le soluzioni intere non negative dell'equazione: sono: ovvero le quattro coppie (0.1.c}. a0b0c3 Si pu† notare che il loro numero • anche uguale a quello delle soluzioni intere non negative dell'equazione: . al riguardo. bbb. a2b0c1. bbc. dato l'insieme U = {a. la definizione di multinsieme come funzione mU: U ‹ {0. (3. Tale multinsieme pu† essere rappresentato come una delle possibili combinazioni con ripetizione di classe 3 dei 3 elementi di U: bbc.0). a0b3c0. a0b2c1. aac. bcc.Combinazione 52 Per un caso pi… semplice. nella notazione esponenziale.2) e (2. ovvero. a0 b2 c1. a1b2c0. (1. ccc Questo • anche il numero dei multinsiemi di cardinalitƒ 3 di U. a1b0c2.0).. abc.3). a1b1c1.

Sia . o permutazioni complete) le permutazioni di un insieme che non fissano alcun elemento. le dismutazioni di X sono Si verifica facilmente che non esiste alcuna dismutazione per un insieme di un solo elemento. le 9 dismutazioni possibili della parola "ABCD" sono: BADC BCDA BDAC CADB CDAB CDBA DABC DCAB DCBA Contare le dismutazioni Il numero di dismutazioni di un insieme di n elementi • . Apogeo. Milano. La dimostrazione di questo fatto • un esempio di applicazione del principio di inclusione ed esclusione. Formalmente.. ovvero nessuno degli elementi dell'insieme iniziale compare nella sua posizione originaria. Zanichelli. perch€ in . se le permutazioni di un insieme X sono le funzioni biiettive le funzioni biiettive tali che . Ad esempio. 9 per uno di 4 elementi. Calcolo delle probabilit‡. . Pi… . perch€ gli altri elementi possono muoversi liberamente. Dismutazione (matematica) In combinatoria vengono dette dismutazioni (o sconvolgimenti. Per calcolare la cardinalitƒ di numero di quelle che fissano (almeno) 1 elemento.. Bologna. ne esiste 1 per un insieme di 2 elementi. saranno contate 2 volte. siano rispettivamente l'insieme delle sue permutazioni e quello delle sue dismutazioni. . Elementi di matematica discreta. vorremmo sottrarre dal numero totale delle permutazioni il . Sia evidentemente l'insieme delle permutazioni che fissano l' -esimo elemento. ‡ Sheldon M. 1988. . Franco Eugeni e Marco Protasi.Combinazione 53 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Calcolo combinatorio Disposizione Multinsieme Permutazione Reticolo booleano Triangolo di Tartaglia Bibliografia ‡ Mauro Cerasuoli. 2 per un insieme di 3 elementi. La sua cardinalitƒ sarƒ . dove le intersezioni del tipo . Cerchiamo quindi Osserviamo che precisamente. 2004. Ross. Dato un insieme di elementi.

g) con f in U e g in V. . dati due insiemi A ed S e date due collezioni U e V di suriezioni da A in S. abbiamo che In particolare ne ricaviamo Calcolare la cardinalitƒ di non • difficile: i modi di scegliere elementi (quelli da fissare) sono . Le dismutazioni costituiscono un esempio della ampia collezione degli insiemi di permutazioni soggette a vincoli. ci si pu† chiedere il numero delle coppie di funzioni (f. quindi in . A questo punto sappiamo che il numero di permutazioni che fissano almeno un elemento • Quindi quelle che non ne fissano nessuno sono Questa espressione viene talvolta chiamata subfattoriale di e denotata con . e che quindi • proprio la serie di Taylor di significa ˆ asintoticamente equivalente a). Su un piano pi… formale. . dato a caso di un insieme di elementi sia una dismutazione • circa Generalizzazioni Talora servono dismutazioni che. la probabilitƒ che una permutazione scelta Un altro modo di vedere questo risultato • che. in quanti modi possono essere sistemati ad un tavolo rotondo in modo che si alternino uomini e donne e in modo che nessuno si trovi di fianco al coniuge. tali che per tutti gli a in A si abbia f(a) ‰ g(a). Ne segue che . soddisfano restrizioni ulteriori. Comportamento asintotico Per conoscere il comportamento asintotico del numero di dismutazioni di un insieme di succede per ) possiamo notare che (dove il simbolo elementi (ovvero cosa . sufficiente grande. in altre parole ci si chiede quando per ogni f e g esiste una dismutazione ¤ di S tale che f(a) = ¤(g(a)). modi. definiti . oltre a non ammettere punti fissi.Dismutazione (matematica) 54 In generale. Ad esempio il problema dei m€nages chiede per n coppie di coniugi. e per ognuno di questi gli altri elementi possono permutare liberamente. e .

con 0 Š k Š n. com/ ~njas/ sequences/ A000166?language=italian http:/ / www. si definisce disposizione di n elementi k a k (oppure di n elementi di classe k. k viene chiamato numero di posti e la disposizione di n oggetti in k posti viene chiamata k-disposizione. Peter G. Sia Fk-1 l'insieme delle funzioni iniettive da un sottoinsieme di A di cardinalitƒ k‡1 in B. Talvolta. html http:/ / mathworld. per ciascuna funzione. con a appartenente al sottoinsieme di A e b appartenente a B. Doyle Derangement [4] in MathWorld di Eric Weisstein Note [1] [2] [3] [4] http:/ / www. in cui i sottoinsiemi differiscono se presentano qualche elemento diverso o se presentano gli stessi elementi ma in ordine diverso. Si ha quindi la ricorrenza: essendo |F1| = n.b) in cui a e b non siano giƒ presenti in alcuna coppia. cs. Se si impone la condizione che in ogni sottoinsieme non sono ammessi elementi ripetuti si parla di disposizioni semplici altrimenti di disposizioni con ripetizione. Il numero delle funzioni iniettive da un insieme di cardinalitƒ k in uno di cardinalitƒ n si indica anche col simbolo: . Sia |Fk-1| il numero di tali funzioni. se n e k sono due interi positivi. ovvero n ‡ (k-1) nuove coppie.Dismutazione (matematica) 55 Voci correlate ‡ Combinatoria ‡ Combinazione ‡ Permutazione Collegamenti esterni ‡ ‡ ‡ ‡ Sequenza A000166 [1] della OEIS di Neil Sloane Derangements and applications [2] di Mehdi Hassani Non-sexist solution of the m‰nage problem [3] di Kenneth P. ma vi sono n ‡ (k-1) elementi b. Bogart. Il numero delle funzioni iniettive da A in B si ottiene aggiungendo. uwaterloo. att. tali che ciascun a e ciascun b compaiano in una sola di esse. Sia inoltre Fk l'insieme delle funzioni iniettive f: A ‹ B. html Disposizione Nel calcolo combinatorio. in quanto vi sono n coppie (a. Vi • un solo a. oppure di n elementi presi k alla volta) ogni sottoinsieme ordinato di k oggetti estratti da un insieme di n oggetti. math. ca/ journals/ JIS/ VOL6/ Hassani/ hassani5. dartmouth. Nel primo caso deve essere ovviamente k Š n. Disposizioni semplici Siano A un insieme finito di cardinalitƒ k e B un insieme finito di cardinalitƒ n. pdf http:/ / www. research. Ciascuna di tali funzioni • un insieme di k-1 coppie (a. il numero delle coppie (a.b) in cui a sia fissato e b sia scelto tra gli n elementi di B.b). com/ Derangement. edu/ ~doyle/ docs/ menage/ menage/ menage. wolfram.

il numero delle applicazioni iniettive da un insieme di cardinalitƒ k in un insieme di cardinalitƒ n viene detto numero delle disposizioni semplici di n oggetti presi k alla volta. b} in un insieme di 10 elementi {1. La prima lettera estratta pu† essere indifferentemente una delle 5 e quindi abbiamo 5 possibilitƒ di estrazione.. C. con n e k interi positivi.. ogni volta che si estrae una lettera. se nel sacchetto ci sono n lettere e vogliamo estrarne k avremo: 56 ovvero un prodotto di k fattori pari a n diminuito di 0.2..10. o di classe k. (k-1). allora le disposizioni possibili sono le seguenti 5!/(5-3)! = 120/2 = 60: ABC ABD ABE ACB ACD ACE ADB ADC ADE AEB AEC AED BAC BAD BAE BCA BCD BCE BDA BDC BDE BEA BEC BED CAB CAD CAE CBA CBD CBE CDA CDB CDE CEA CEB CED DAB DAC DAE DBA DBC DBE DCA DCB DCE DEA DEB DEC EAB EAC EAD EBA EBC EBD ECA ECB ECD EDA EDB EDC Il risultato pu† essere ottenuto col seguente ragionamento: supponiamo di mettere in un sacchetto le lettere A. 3 possibilitƒ di estrazione. infatti nel caso in cui k sia uguale a n si avrebbe: cio• le permutazioni di n elementi. Dati un insieme A di cardinalitƒ k ed un insieme B di cardinalitƒ n. . D ed E e di estrarne una a caso.. D ed E.10} • 102. avremo 5ˆ4ˆ3 = 60 possibili gruppi. 1.Disposizione Nella terminologia combinatoria classica. e si indica con Dn. B. Moltiplicando e dividendo tale prodotto per (n-k)!. Possono invece esservi nessuna o pi… coppie aventi.b) tale che vi siano tante coppie quante sono gli elementi a di A e che non vi sia alcun a presente in pi… di una coppia. un dato elemento b di B. il numero delle lettere che si possono estrarre diminuisce di uno. per la terza lettera. si ottiene la formula data sopra: Infine si pu† notare che c'• una relazione tra le disposizioni e le permutazioni. Generalizzando. x). A questo punto. se n=5 e k=3 e come oggetti consideriamo le lettere A.. C. e per ciascuna di esse 10 coppie del tipo (b. B... Ciascuna delle funzioni cercate • costituita da una delle dieci coppie il cui primo elemento sia a e da una delle dieci il cui primo elemento sia b. Ad esempio. come secondo membro.. Ad esempio.. Ora passiamo ad estrarre la seconda lettera: poich€ nel sacchetto ne sono rimaste 4.. il numero delle funzioni da un insieme di 2 elementi {a. nel sacchetto ne sono rimaste 3 ed avremo quindi. . Se moltiplichiamo tutte le possibilitƒ fra loro. dove x = 1. il numero delle funzioni da A in B • dato da nk. il numero di tali funzioni • quindi dato dalla cardinalitƒ del prodotto cartesiano dei due insiemi di dieci coppie: 10ˆ10=102. in quanto ciascuna delle k coppie pu† avere come secondo membro uno qualsiasi degli n elementi di B. x). Disposizioni con ripetizione Una funzione da un insieme A in un insieme B pu† essere vista come un insieme di coppie (a.k. in quanto si hanno 10 coppie del tipo (a. abbiamo 4 possibilitƒ di estrazione..

Fattori certamente significativi sono: 1) Il bicchiere caldo scioglie il leggero strato di ghiaccio che di norma ricopre i ripiani di un congelatore..Disposizione Nella terminologia combinatoria classica. 57 Voci correlate ‡ Calcolo combinatorio ‡ Permutazione ‡ Combinazione Effetto Mpemba L'effetto Mpemba • un effetto riscoperto casualmente nel 1969 dallo studente tanzaniano Erasto Mpemba. • pari a: 313 = 1.. ma in realtƒ giƒ descritto nel IV secolo a. e asciugando con cura i ripiani del freezer. e pone a contatto diretto il bicchiere col metallo freddo. 09. k pu† essere maggiore di n. 11. 99. Si noti che eseguendo l'esperimento in condizioni stringenti. il numero delle presentazioni di 2 di tali elementi. ."[1] Sono state proposte molte teorie per giustificare questo comportamento anti intuitivo. . 21. L'esempio sopra proposto pu† essere reintepretato come segue. il fenomeno non si verifica. Un revisore del Physics World ha recentemente scritto. il bicchiere contenente acqua calda congela prima di quello contenente acqua a temperatura ambiente.. sia pure in minima misura. Vi sono altri effetti secondari (come il precipitare di soluti) che contribuiscono all'effetto quando non si utilizzi semplice acqua ma soluzioni. anche non diversi tra loro. da Aristotele (¯š•š°“•–•¡Ž ±. I. con le 10 cifre da 0 a 9 si possono comporre 100 numeri di due cifre: 00. come usare acqua bollita perch€ non contenga gas. Quindi si ha una minore dispersione di calore per conduzione. 20. 2) Se si pone in freezer un liquido molto caldo. resta poggiato su uno straterello di brina che conduce il calore peggio del metallo.. Tuttavia l'effetto • stato studiato soprattutto con semplice acqua. X o 2). o ponendo i bicchieri su un ripiano all'aperto quando la temperatura • abbondantemente sottozero..594. o di classe k. 19.. il numero delle funzioni da un insieme di cardinalitƒ k in uno di cardinalitƒ n viene detto numero delle disposizioni con ripetizione di n oggetti k a k.. Il bicchiere con l'acqua a temperatura ambiente. massa d'acqua misurata con precisione.C.. L'effetto. • 102. il numero delle possibili colonne del totocalcio. "Sebbene l'effetto Mpemba sia reale. ed •. contenitori identici. identici tra loro tranne che per la temperatura iniziale del liquido. 10. dimostra la necessitƒ di considerare tutti i parametri di possibile rilevanza e l'uso dei migliori strumenti teorici nello studio di un problema fisico. 01. Ponendo in freezer due bicchieri d'acqua. isolato dal ripiano del congelatore. non • chiaro se la spiegazione sia banale o illuminante. Analogamente. composte da tredici pronostici scelti tra tre (1. a differenza delle disposizioni semplici. 12). in particolare.323.. indubbiamente non intuitivo. la massa di liquido nel bicchiere diminuisce per evaporazione. . invece. Dati 10 oggetti distinti. 22. ..

Effetto Mpemba

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Note
[1] Ball, P. (aprile 2006). Does hot water freeze first? (http:/ / physicsweb. org/ articles/ world/ 19/ 4/ 4). Physics World 19(4): 19‡21.

Bibliografia
‡ Monwhea Jeng, The Mpemba effect: When can hot water freeze faster than cold? in American Journal of Physics, volume 74, 2006, numero 6, pagina 514.

Collegamenti esterni
‡ (EN) The Mpemba Effect: Hot Water Freezes before Cold (http://www.school-for-champions.com/science/ mpemba.htm) ‡ (EN) Why water freezes faster after heating (http://www.eurekalert.org/pub_releases/2006-05/ns-wwf053106. php) (New Scientist)

Effetto Venturi
L'effetto Venturi (o paradosso idrodinamico) • il fenomeno fisico, scoperto e studiato dal fisico Giovanni Battista Venturi, per cui la pressione di una corrente fluida aumenta con il diminuire della velocit‡.

Descrizione
„ possibile studiare la variazione di pressione di un liquido in un condotto, inserendo dei tubi manometrici. L'esperimento dimostra che il liquido raggiunge nei tubi altezze diverse: minore dove la sezione si rimpicciolisce (in cui aumenta la velocitƒ) e maggiore quando la sezione si allarga (ovvero quando la velocitƒ diminuisce). Dato che la pressione del liquido aumenta all'aumentare dell'altezza raggiunta dal liquido nei tubi manometrici, • possibile dire che ad un aumento della velocitƒ corrisponde una diminuzione della pressione e viceversa, cio• all'aumento della pressione corrisponde una diminuzione della velocitƒ. Con esperimenti appropriati, • possibile notare lo stesso fenomeno nei gas.

Effetto venturi su una massa liquida

In "1" - dove la velocitƒ del fluido • minore che in "2" essendo maggiore la sua sezione - si osserva che la pressione • maggiore che in "2".

Effetto Venturi

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Formula
Consideriamo una generica condotta che presenti una diminuzione della sua sezione e chiamiamo l'area maggiore e l'area minore. Dall'equazione di continuitƒ applicata alla fluidodinamica sappiamo che la portata entrante nella prima sezione deve essere esattamente uguale a quella passante per la seconda. Da ci†, poich€ la portata pu† essere espressa come prodotto della velocitƒ del fluido per la sezione in cui passa, sappiamo che c'• un aumento di velocitƒ nella sezione rispetto a quella in ( <

Esempio di diminuzione della pressione in un tratto di condotta che presenta una strozzatura

).

Sulla base di queste considerazioni, supponendo che non esista una differenza di quota tra le due sezioni, • possibile utilizzare come sistema di riferimento per le altezze l'asse della condotta, eliminando in questo modo un termine nell'equazione di Bernoulli, che si presenterƒ in questa forma:

con ‚ densitƒ, p pressione e v velocitƒ del flusso. Si pu† notare, quindi, che all'aumentare della velocitƒ del fluido si crea necessariamente una diminuzione della pressione interna al fluido stesso. Nel caso del nostro esempio, cio•, la pressione risulterƒ essere minore della pressione .

Paradosso idrodinamico
L'effetto Venturi viene anche chiamato paradosso idrodinamico poich€ si pu† pensare che la pressione aumenti in corrispondenza delle strozzature; tuttavia, per la legge della portata, la velocitƒ aumenta in corrispondenza delle strozzature. Quindi se abbiamo un tubo che finisce contro una piastra come in figura e il fluido ha una pressione leggermente superiore alla pressione atmosferica, l'aumento di velocitƒ che la strozzatura crea tra tubo e piastra farƒ aumentare la velocitƒ a scapito della pressione del fluido. Se la pressione scende al di sotto della pressione atmosferica, la piastra tenderƒ a chiudere il tubo anzich€ volare via. Da questo nasce il paradosso idrodinamico che • una conseguenza della Legge di Bernoulli.
Effetto Venturi

Il tubo di Venturi
Il tubo di Venturi sfrutta l'effetto Venturi per misurare la portata. Sia Q la portata volumetrica, nell'esempio precedente. Siccome

Effetto Venturi conoscendo le sezioni e le pressioni nei punti del tubo e la densitƒ del fluido • possibile ricavare la portata

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Voci correlate
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Equazione di Bernoulli Giovanni Battista Venturi Legge di Torricelli Linea di flusso Tubo di Venturi Ugello di scarico

Altri progetti
‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Venturi effect

Esperimento immaginato
Un esperimento mentale o esperimento concettuale (in tedesco Gedankenexperiment, termine coniato dal fisico e chimico danese Hans Christian ²rsted) • un esperimento che non si intende realizzare praticamente, ma viene solo immaginato: i suoi risultati non vengono quindi misurati, ma calcolati teoricamente in base alle leggi della fisica.

Descrizione
L'esperimento mentale • un'operazione di analisi operativa delle esperienze di misura effettivamente eseguibili nel mondo reale, almeno come esperienze concettualmente possibili. Parte di queste esperienze non sempre • realizzabile al momento presente per limiti non della fisica, ma della tecnologia e della tecnica note. Il carattere puramente mentale dell'esperimento permette di considerare situazioni non realizzabili praticamente (ad esempio oggetti che si muovono a velocitƒ relativistiche) e di esaminare l'esperimento in forma molto semplificata, tralasciando gli aspetti non pertinenti. Lo scopo di questo esercizio • mettere sotto esame una teoria fisica esaminandone le previsioni, e in particolare mettendone in luce le conseguenze sorprendenti o paradossali. Il concetto di esperimento concettuale • stato introdotto da Albert Einstein, che se ne serv‚ per illustrare la sua Teoria della relativitƒ; ma anche alcuni paradossi classici, come quello di Achille e la tartaruga, si possono considerare esperimenti mentali. Anche alcuni ragionamenti di Galileo Galilei rientrano sotto questa categoria. A titolo di esempio si descrive qui l'esperimento del treno, usato da Einstein per mostrare come, secondo la teoria della relativitƒ, eventi che sono simultanei in un sistema di riferimento inerziale non lo sono in un altro. Un altro celebre esperimento concettuale applicato alla teoria della relativitƒ • il cosiddetto paradosso dei gemelli.

Esperimento immaginato

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Esempio
Consideriamo un treno che viaggi alla velocitƒ di 30 000 km/s, cio• un decimo della velocitƒ della luce. Un osservatore si pone al centro di un vagone lungo 20 m, con due torce elettriche in mano; le punta verso le due estremitƒ del vagone, una nella direzione del moto del treno e l'altra in direzione contraria, e le accende simultaneamente. Ora, uno dei postulati della teoria della relativitƒ afferma che la velocitƒ della luce • costante e uguale in tutti i sistemi di riferimento inerziali: perci† l'osservatore a bordo del treno, rispetto al quale il vagone • immobile, vede la luce delle due torce percorrere 10 m in entrambe le direzioni, e arrivare simultaneamente alle due estremitƒ del vagone in un tempo t = 0,0333 microsecondi. Ma per un osservatore situato a terra, che vede il vagone in movimento, il raggio di luce diretto verso la coda del treno raggiunge dopo soltanto 9,0909 metri l'estremitƒ del vagone, che nel frattempo gli • venuta incontro di 0,9091 metri; mentre il raggio diretto verso la testa del treno deve percorrere 11,1111 metri per raggiungere l'altra estremitƒ che si • allontanata di 1,1111 metri. Il primo raggio arriva quindi dopo 0,0303 microsecondi, il secondo invece dopo 0,0370 microsecondi: in questo sistema di riferimento i due eventi non sono simultanei!

Bibliografia
‡ Marco Buzzoni, Esperimento ed esperimento mentale, Franco Angeli, 2004 ISBN 978-88-464-5868-1 ‡ Karl Popper, Logica della scoperta scientifica [1934], Einaudi, Torino, 1970.

Libri in lingua inglese
‡ Adams, Scott, God's Debris: A Thought Experiment, Andrews McMeel Publishing, (USA), 2001 ‡ Brown, J.R., The Laboratory of the Mind: Thought Experiments in the Natural Sciences, Routledge, (London), 1993. ‡ Browning, K.A. (ed.), Nowcasting, Academic Press, (London), 1982. ‡ Marco Buzzoni, Thought Experiment in the Natural Sciences, Koenigshausen+Neumann, Wuerzburg 2008 ‡ Cohen, Martin, "Wittgenstein's Beetle and Other Classic Thought Experiments", Blackwell (Oxford) 2005 ‡ Cohnitz, D., Gedankenexperimente in der Philosophie, Mentis Publ., (Paderborn, Germany), 2006. ‡ Craik, K.J.W., The Nature of Explanation, Cambridge University Press, (Cambridge), 1943. ‡ Cushing, J.T., Philosophical Concepts in Physics: The Historical Relation Between Philosophy and Scientific Theories, Cambridge University Press, (Cambridge), 1998. ‡ DePaul, M. & Ramsey, W. (eds.), Rethinking Intuition: The Psychology of Intuition and Its Role in Philosophical Inquiry, Rowman & Littlefield Publishers, (Lanham), 1998. ‡ Gendler, T.S., Thought Experiment: On the Powers and Limits of Imaginary Cases, Garland, (New York), 2000. ‡ Gendler, T.S. & Hawthorne, J., Conceivability and Possibility, Oxford University Press, (Oxford), 2002. ‡ H³ggqvist, S., Thought Experiments in Philosophy, Almqvist & Wiksell International, (Stockholm), 1996. ‡ Hanson, N.R., Patterns of Discovery: An Inquiry into the Conceptual Foundations of Science, Cambridge University Press, (Cambridge), 1962. ‡ Harper, W.L., Stalnaker, R. & Pearce, G. (eds.), Ifs: Conditionals, Belief, Decision, Chance, and Time, D. Reidel Publishing Co., (Dordrecht), 1981. ‡ Hesse, M.B., Models and Analogies in Science, Sheed and Ward, (London), 1963. ‡ Holyoak, K.J. & Thagard, P., Mental Leaps: Analogy in Creative Thought, A Bradford Book, The MIT Press, (Cambridge), 1995. ‡ Horowitz, T. & Massey, G.J. (eds.), Thought Experiments in Science and Philosophy [1], Rowman & Littlefield, (Savage), 1991. ‡ Kahn, H., Thinking About the Unthinkable, Discus Books, (New York), 1971. ‡ Kuhne, U., Die Methode des Gedankenexperiments, Suhrkamp Publ., (Frankfurt/M, Germany), 2005.

Esperimento immaginato ‡ Leatherdale, W.H., The Role of Analogy, Model and Metaphor in Science, North-Holland Publishing Company, (Amsterdam), 1974. ‡ ²rsted, Hans Christian (1997) Selected Scientific Works of Hans Christian •rsted.. Translated to English by Karen Jelved, Andrew D. Jackson, and Ole Knudsen, (translators 1997). ‡ Roese, N.J. & Olson, J.M. (eds.), What Might Have Been: The Social Psychology of Counterfactual Thinking, Lawrence Erlbaum Associates, (Mahwah), 1995. ‡ Shanks, N. (ed.), Idealization IX: Idealization in Contemporary Physics (Poznan Studies in the Philosophy of the Sciences and the Humanities, Volume 63), Rodopi, (Amsterdam), 1998. ‡ Shick, T. & Vaugn, L., Doing Philosophy: An Introduction through Thought Experiments (Second Edition), McGraw Hill, (New York), 2003. ‡ Sorensen, R.A., Thought Experiments, Oxford University Press, (Oxford), 1992. ‡ Tetlock, P.E. & Belkin, A. (eds.), Counterfactual Thought Experiments in World Politics, Princeton University Press, (Princeton), 1996. ‡ Thomson, J.J. {Parent, W. (ed.)}, Rights, Restitution, and Risks: Essays in Moral Theory, Harvard University Press, (Cambridge), 1986 . ‡ Vosniadou, S. & Ortony. A. (eds.), Similarity and Analogical Reasoning, Cambridge University Press, (Cambridge), 1989. ‡ Wilkes, K.V., Real People: Personal Identity without Thought Experiments, Oxford University Press, (Oxford), 1988.

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Articoli di riviste (in lingua inglese)
‡ Dennett, D.C., "Intuition Pumps", pp.¦180-197 in Brockman, J., The Third Culture: Beyond the Scientific Revolution, Simon & Schuster, (New York), 1995. ‡ Galton, F., "Statistics of Mental Imagery", Mind, Vol.5, No.19, (July 1880), pp.¦301-318. ‡ Hempel, C.G., "Typological Methods in the Natural and Social Sciences", pp.¦155-171 in Hempel, C.G. (ed.), Aspects of Scientific Explanation and Other Essays in the Philosophy of Science, The Free Press, (New York), 1965. ‡ Kuhn, T. "A Function for Thought Experiments", in The Essential Tension (Chicago: University of Chicago Press, 1979), pp.¦240-‡ Mach, E., "On Thought Experiments", pp.¦134-147 in Mach, E., Knowledge and Error: Sketches on the Psychology of Enquiry, D. Reidel Publishing Co., (Dordrecht), 1976. [Translation of Erkenntnis und Irrtum (5th edition, 1926.]. ‡ Popper, K., "On the Use and Misuse of Imaginary Experiments, Especially in Quantum Theory", pp.¦442-456, in Popper, K., The Logic of Scientific Discovery, Harper Torchbooks, (New York), 1968. ‡ Rescher, N., "Thought Experiment in Pre-Socratic Philosophy", pp.¦31-41 in Horowitz, T. & Massey, G.J. (eds.), Thought Experiments in Science and Philosophy [1], Rowman & Littlefield, (Savage), 1991. ‡ Witt-Hansen, J., "H.C. ²rsted, Immanuel Kant and the Thought Experiment", Danish Yearbook of Philosophy, Vol.13, (1976), pp.¦48-65. ‡ Jacques, V., Wu, E., Grosshans, F., Treussart, F., Grangier, P. Aspect, A., & Roch, J. (2007). Experimental Realization of Wheeler's Delayed-Choice Gedanken Experiment, Science, 315, p.¦966-968. [2]

Esperimento immaginato

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Altri progetti
‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Thought experiments

Note
[1] http:/ / philsci-archive. pitt. edu/ archive/ 00003190/ [2] http:/ / www. sciencemag. org/ cgi/ content/ abstract/ 315/ 5814/ 966

Esperimento mentale
Un esperimento mentale o esperimento concettuale (in tedesco Gedankenexperiment, termine coniato dal fisico e chimico danese Hans Christian ²rsted) • un esperimento che non si intende realizzare praticamente, ma viene solo immaginato: i suoi risultati non vengono quindi misurati, ma calcolati teoricamente in base alle leggi della fisica.

Descrizione
L'esperimento mentale • un'operazione di analisi operativa delle esperienze di misura effettivamente eseguibili nel mondo reale, almeno come esperienze concettualmente possibili. Parte di queste esperienze non sempre • realizzabile al momento presente per limiti non della fisica, ma della tecnologia e della tecnica note. Il carattere puramente mentale dell'esperimento permette di considerare situazioni non realizzabili praticamente (ad esempio oggetti che si muovono a velocitƒ relativistiche) e di esaminare l'esperimento in forma molto semplificata, tralasciando gli aspetti non pertinenti. Lo scopo di questo esercizio • mettere sotto esame una teoria fisica esaminandone le previsioni, e in particolare mettendone in luce le conseguenze sorprendenti o paradossali. Il concetto di esperimento concettuale • stato introdotto da Albert Einstein, che se ne serv‚ per illustrare la sua Teoria della relativitƒ; ma anche alcuni paradossi classici, come quello di Achille e la tartaruga, si possono considerare esperimenti mentali. Anche alcuni ragionamenti di Galileo Galilei rientrano sotto questa categoria. A titolo di esempio si descrive qui l'esperimento del treno, usato da Einstein per mostrare come, secondo la teoria della relativitƒ, eventi che sono simultanei in un sistema di riferimento inerziale non lo sono in un altro. Un altro celebre esperimento concettuale applicato alla teoria della relativitƒ • il cosiddetto paradosso dei gemelli.

Esempio
Consideriamo un treno che viaggi alla velocitƒ di 30 000 km/s, cio• un decimo della velocitƒ della luce. Un osservatore si pone al centro di un vagone lungo 20 m, con due torce elettriche in mano; le punta verso le due estremitƒ del vagone, una nella direzione del moto del treno e l'altra in direzione contraria, e le accende simultaneamente. Ora, uno dei postulati della teoria della relativitƒ afferma che la velocitƒ della luce • costante e uguale in tutti i sistemi di riferimento inerziali: perci† l'osservatore a bordo del treno, rispetto al quale il vagone • immobile, vede la luce delle due torce percorrere 10 m in entrambe le direzioni, e arrivare simultaneamente alle due estremitƒ del vagone in un tempo t = 0,0333 microsecondi. Ma per un osservatore situato a terra, che vede il vagone in movimento, il raggio di luce diretto verso la coda del treno raggiunge dopo soltanto 9,0909 metri l'estremitƒ del vagone, che nel frattempo gli • venuta incontro di 0,9091 metri; mentre il raggio diretto verso la testa del treno deve percorrere 11,1111 metri per raggiungere l'altra estremitƒ che si • allontanata di 1,1111 metri. Il primo raggio arriva quindi dopo 0,0303 microsecondi, il secondo invece dopo 0,0370 microsecondi: in questo sistema di riferimento i due eventi non sono simultanei!

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Bibliografia
‡ Marco Buzzoni, Esperimento ed esperimento mentale, Franco Angeli, 2004 ISBN 978-88-464-5868-1 ‡ Karl Popper, Logica della scoperta scientifica [1934], Einaudi, Torino, 1970.

Libri in lingua inglese
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Ex falso sequitur quodlibet

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Ex falso sequitur quodlibet
La locuzione latina ex falso (sequitur) quodlibet (ossia: "dal falso (segue una) qualsiasi cosa (scelta) a piacere") indica nella logica classica (valido anche per la logica intuizionista) un principio logico che stabilisce come da un enunciato contraddittorio consegue logicamente qualsiasi altro enunciato. La definizione ex falso quodlibet per questo teorema • tradizionalmente attribuita a Duns Scoto, sebbene in realtƒ sia opera di un autore sconosciuto[1], pertanto a volte ci si riferisce ad esso anche come teorema dello pseudo Scoto. Nel linguaggio della logica proposizionale possiamo esprimere il principio con la formula:

Tale principio • stato utilizzato nella scolastica anche come pretesa di spiegazione di come Dio abbia creato l'Universo a partire dalla negazione del principio di non contraddizione. Ma ai sostenitori di questa teoria spesso veniva ribattuto che, invece, in base alla consequentia mirabilis, si poteva creare anche a partire dal nulla proprio grazie al principio di non contraddizione.

Dimostrazione
Siano A e B due affermazioni, e A l'opposto di A. Si ha allora

Ossia "A e NON A" • vera, Posso allora inserire "(A e NON A) O B" essendo vera la prima, • vera anche questa.

Per la proprietƒ distributiva

Ricordando che

equivale a

cio•, applicando le leggi di De Morgan e negando

Dato che abbiamo supposto vero

, B deve essere vero a prescindere dalla veritƒ di A e del suo contrario.

Per questa proprietƒ, viene anche detto principio di esplosione.

Dimostrazione alternativa
Una dimostrazione alternativa • la seguente: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. (ipotesi)

per la 2 De Morgan per la 3 per la doppia negazione.

„ interessante osservare che una contraddizione, implicando qualsiasi affermazione, implica anche qualsiasi contraddizione. Si pu† quindi sostenere l'equivalenza e quindi la banalitƒ, in senso matematico, delle contraddizioni

Supponiamo che sia vera una affermazione falsa come 4=5 (l'affermazione A nella notazione vista sopra pu† essere : "4 • diverso da 5" e non-A: "4 • uguale a 5" ). "Qual • il titolo di questo libro? L'enigma di Dracula e altri indovinelli logici". 67 Esempio di Bertrand Russell Possiamo ricordare un ironico esempio a suo tempo proposto da Bertrand Russell. La teoria dell'impeto permise a Buridano di considerare superflue le Intelligenze Motrici che nella fisica d'ispirazione aristotelica risultavano necessarie per mantenere in moto i cieli. Il diavolo in cattedra. Giovanni Buridano fu uno dei pensatori medievali che ne sostenevano la sfericitƒ e che dovesse ruotare sul proprio asse. io e il Papa siamo due. In seguito gli occamisti ottennero che le sue opere fossero proibite dal 1474 al 1481. non potendo dimostrare almeno la propria coerenza. o • contraddittorio. maestro delle arti a Parigi e Magnifico Rettore dell'Universitƒ di Parigi. ISBN 8806167219. allora sottraendo 3 da entrambi i membri otteniamo: 2=1. Ora. Torino. conosciuto anche come Jean Buridan o in latino Iohannes Buridanus (B€thune?. secondo la quale un corpo in moto possiede un impeto che lo porta a proseguire il moto anche in assenza di forze esterne. Gli impeti cui sono soggetti i corpi celesti ˜non s'indebolivano n€ si corrompevano. Dottrine fisiche Buridano fu uno dei sostenitori della teoria dell'impeto. dal secondo teorema di incompletezza di G‰del.. Fu convinto nominalista e fu perseguitato dai realisti. si stacc† dal suo pensiero e intorno al 1340 lo attacc† pubblicamente. che lo indussero a lasciare Parigi per la Germania e ad insegnare a Vienna. Bibliografia ‡ Smullyan. anche perch€ lo spazio esterno era da lui concepito vuoto e non pieno di materia trasparente come aveva pensato Aristotele. Per questo viene considerato uno dei pensatori che hanno contribuito alla ripresa dello scetticismo filosofico. ISBN 8808054225. „ considerato un filosofo della Scolastica. 1981 Voci correlate ‡ Consequentia mirabilis ‡ Principio di non-contraddizione Giovanni Buridano Giovanni Buridano. R. Allievo di Guglielmo di Ockham. 2003. • stato un filosofo e logico francese. Zanichelli. precorre in parte il principio d'inerzia che sarƒ enunciato nella prima etƒ moderna. La logica da Aristotele a G•del. ma 2=1 quindi io e il Papa siamo uno. Quanto alla forma della Terra. Questa teoria. Note [1] Piergiorgio Odifreddi. 1290 circa ‡ 1358 circa). Einaudi. non essendo nei corpi celesti inclinazione ad altri moti n€ essendo in essi una resistenza corruttiva o repressiva di quell'impeto™.Ex falso sequitur quodlibet e dei sistemi che le contengono. o esso • incompleto. la cui origine • rintracciabile negli scritti di Giovanni Filopono. deriva che dato un sistema formale che includa almeno l'aritmetica di Robinson. . del VI secolo. quindi io sono il Papa. Va comunque ricordato che.

1489 Consequentiae Parigi. • il famoso paradosso dell'asino che posto tra due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza non sa scegliere quale iniziare a mangiare morendo di fame nell'incertezza. com/ essays/ buridan-bibliographie. 1499 (con il commento di John Dorp. htm . che tuttavia non • dovuto a Buridano e ne banalizza pesantemente il pensiero. Minerva. htm [3] http:/ / www. ontology. co/ buridan-biblio-one. che ritenne seguire le valutazioni dell'intelletto. com Io. 1965) Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ Bibliografia di Fabienne Pironet [1] (fino al 2001) Bibliografia delle opere logiche e metafisiche di Buridano [2] elenco delle opere edite ed inedite Bibliografia degli studi sulle opere logiche e metafisiche [3] aggiorna la bibliografia della Pironet al 2010 Marcello Landi. Minerva. 1518 (ristampa anastatica: Frankfurt am main. ontology-2. Un esempio della sua tesi. pdff [2] http:/ / www. in Divus Thomas 110/2 (2007) 151-185. 1489 Sophismata Parigi.Giovanni Buridano 68 L'intelletto umano e la volont‚ Buridano si occup† dell'analisi della volontƒ umana. co/ buridan-editions. Un contributo allo studio della scienza nel Medio Evo. 1509 ‡ In Metaphysicen Aristotelis Questiones argutissimae Parigi. Il trattato Il cielo e il mondo di Giovanni Buridano e un confronto con alcune posizioni di Tommaso d'Aquino. In particolare la volontƒ che dovesse decidere quale scegliere tra due beni considerati equivalenti dall'intelletto si troverebbe in imbarazzo. Dorp expositione Venezia. 1493 Perutile compendium totius logicae. Note [1] http:/ / www. 1965) ‡ Subtilissimae Quaestiones super octo Physicorum libros Aristotelis Parigi. 1487 (prima edizione edita da Thomas Bricot) Quaestiones super decem libros Ethicorum Aristotelis ad Nicomachum Parigi. Opere: Edizioni antiche ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Summulae de Dialectica Parigi. ontology. ristampa anastatica: Frankfurt am main.

Monaco: sono i luoghi in cui Ockham vive il travaglio delle proprie esperienze.Guglielmo di Ockham 69 Guglielmo di Ockham Guglielmo di Ockham. Guglielmo cerc† di riavvicinare le sue posizioni a quelle della Chiesa. teologo. o Occam (Ockham. incardinata sulla veritƒ di Dio trascendente. Accusato di eresia. entr† nell'ordine francescano in giovane etƒ. che liberamente crea ex nihilo? Ockham non ha dubbi. dove entr† al seguito dell'imperatore Ludovico il Bavaro con cui si era schierato nella controversia tra l'Impero ed il Papato. si ritirarono a Pisa. in seguito. 1288 ‡ Monaco di Baviera. intraprendendo l'insegnamento. ma mor‚ nel 1349 prima che questo riavvicinamento si compisse[1]. • solida. il ministro generale dell'ordine francescano. animato da un profondo bisogno di libertƒ. dopo la quale Guglielmo decise di seguire l'imperatore andando con lui a Monaco di Baviera. incentrata sul principio di autoritƒ. conobbe Michele da Cesena. Fu successivamente assolto da Papa Clemente VI l'8 giugno 1349. egli prepara il terreno in cui nasce e si consolida la cultura moderna. • stato un religioso. non appaga le istanze di uno spirito critico. La rigida mentalitƒ medievale. filosofo e francescano inglese. 1349). teologica e morale) che li sottrae ad ogni contaminazione. che condivideva con lui l'idea che le comunitƒ cristiane potessero avere in uso dei beni ma mai possederli. la Avignone dei papi. Morto l'imperatore e il generale francescano. seguito anche da Michele da Cesena. dove soggiorn† per quattro anni. Sullo sfondo si colloca la grande questione che appassiona i teologi: ´ sono compatibili la filosofia greca e la concezione giudaico-cristiana. La fede. Tutelando l'autonoma dignitƒ della ricerca. con il quale continu† la polemica contro la Chiesa. L‚ arriv† la scomunica da parte del papa. nella medesima universitƒ. ma non cancella l'esigenza di dare il giusto riconoscimento al "profano". in lui. a seguito del quale cinquantuno sue enunciazioni teologiche vennero condannate dal pontefice Giovanni XXII. sub‚ un processo da parte dell'Inquisizione ad Avignone nel 1324. studi† all'Universitƒ di Oxford fra il 1307 e il 1318. Biografia Detto il dottore invincibile e il venerabile iniziatore. . il loro creazionismo modifica alle radici la sapienza classica e ne segna il declino. Ad Avignone. secondo la dottrina della povertƒ evangelica. cifra del suo pensiero. Ockham rivendica il diritto di controllare le veritƒ religiose con la forza dell'esperienza e col rigore della ragione. timorosi di entrare in conflitto col papa. Nel maggio 1328 Guglielmo e i suoi confratelli. L'ebraismo e il cristianesimo hanno un'originalitƒ (metafisica. Il pensiero Oxford. contrariamente a quanto sosteneva il papato.

La salvezza dell'uomo non • quindi frutto della predestinazione. Questa posizione di Ockham. che ne limiterebbero. n€ delle opere dell'uomo. La delega che il popolo dava all'imperatore nell'esercitare il potere era quindi vincolata al suo buon operato e non assoluta. • la negazione del ruolo di mediazione fra Dio e l'uomo che la Chiesa si • attribuita. Ne consegue che anche l'essere umano • del tutto libero. i cui meriti o demeriti non possono in alcun modo influenzare la libertƒ di Dio. n€ temporale (l'Impero. secondo Ockham. il destino del singolo essere umano. Il Papa infatti • fallibile. in modo del tutto inconoscibile. e non discende dal Papa ma direttamente da Dio). come unica realtƒ su cui poggia tutto il sistema della conoscenza. sono le massime che costituiscono l'espressione lapidaria del cosiddetto Rasoio di Ockham che riassume. n€ spirituale. perch€ superflui e astratti. concetti come "essenza". ma sottoposto al proprio popolo. senza n€ regole n€ leggi. . che infine si riduce al primato dell'individuo. Ockham applica il tradizionale principio medievale di semplicitƒ della natura per eliminare tutto ci† che contrasta col volontarismo: vanno quindi superati. Il rasoio di Ockham e la logica Sulla base di questa premesse. Con Marsilio da Padova queste tesi furono tra i fondamenti del potere statale inteso in senso moderno. la libertƒ d'azione. giacch€ la sola possibilitƒ per l'uomo di salvarsi deriva dalla grazia divina. e solo questa libertƒ pu† fondare la moralitƒ dell'uomo. che era autorizzato a disubbidirgli nel caso in cui egli non rispettasse il principio dell'"equitƒ naturale". esiste da tempo pi… remoto. del resto. "legge naturale". che riprende e porta alle estreme conseguenze la concezione volontaristica giƒ propria di Duns Scoto. Si tratta dell'applicazione del principio economico dell'eliminazione dei concetti superflui per spiegare una realtƒ intesa volontaristicamente: • mediante questo procedimento. semplificando il concetto al massimo. secondo Guglielmo. • soltanto la volontƒ di Dio che determina. il principio del valore della spiegazione pi… semplice. ma per sola volontƒ. e non pu† attribuirsi alcun potere. infatti. che l'intelletto umano pu† e deve liberarsi di tutte quelle astrazioni che erano state ideate dalla scolastica medievale. la concezione secondo cui Dio non avrebbe creato il mondo per "intelletto e volontƒ" (come direbbe Tommaso d'Aquino). rispetto alla Chiesa. ecc. conseguenza Guglielmo d'Ockham del pensiero di Ockham. e dunque in modo arbitrario.Guglielmo di Ockham 70 Etica e teologia Centro del pensiero di Ockham • il volontarismo. Nel Dialogus sostenne come l'imperatore era superiore alle leggi. anticipa per alcuni aspetti la riforma protestante di Lutero. sinteticamente definito il Rasoio di Ockham. ma anche (sebbene non reperibile in tale forma negli scritti di Ockham) entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem. Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora.

elementi basilari della metafisica tradizionale. La prima pu† essere: ‡ perfetta: perch€ si rifƒ all'esperienza. Questa costituisce. animale. senza dover fare ricorso a modelli trascendenti. l'uomo conosce il reale in via diretta. ecc. che si possa parlare di due forme di conoscenza: intuitiva ed astrattiva. l'esordio. . ´ La deduzione. ma esterno e differente da loro (essi cio• sono segni del tutto convenzionali. secondo cui i termini hanno l'unico scopo di indicare qualcosa di reale. il singolare. che stanno in luogo delle cose). ispirandosi a Giovanni Duns Scoto. tipica del razionalismo aristotelico. Il loro comune contenuto • la molteplicitƒ dei dati forniti dall'esperienza e riferiti alle cose singole: una medesima cosa. servendosi dell'esperienza. ma solo la conoscenza empirica potrƒ poi verificare le stesse alla prova dei fatti e assicurare il collegamento fra i nomi e la realtƒ cui essi fanno segni.: ogni. Ockham se ne occupa in modo coerente col suo empirismo. quella dell'intelletto. oppure assoluti. ma non • nulla di diverso dalle qualitƒ stesse. la quale ha sempre per oggetto una realtƒ attuale e presente. Il procedimento deduttivo si rivela sterile. 71 La gnoseologia Empirismo e conoscenza intuitiva Il nuovo tema di indagine • la conoscenza. in realtƒ non c'• alcuna certezza che questa causa sia unica e universale. Il soggetto conosce le cose individuali. seppure empiricamente ci sembra che una certa successione di fatti ci permetta di concludere l'esistenza di una causa distinta dai suoi effetti. cio• utili per svolgere connessioni (es. ‡ intellettuale: perch€ l'intelletto per formare un'opinione sugli oggetti della conoscenza sensibile ha anche bisogno dell'intuizione. Applicando la dottrina della suppositio. l'universale di ogni specie di cose. I termini possono essere quindi categorematici. che fisserebbe. ecc. che per† stanno in luogo di realtƒ inesistenti: empiricamente infatti l'ente consiste di molteplici qualitƒ. la conoscenza intuitiva imperfetta deriva comunque da una esperienza. che percepirebbero le qualitƒ esteriori della res. all'interno della quale • considerato il pi… importante esponente piuttosto del terminismo che del concettualismo e del nominalismo. All'applicazione rigorosa della logica terministica e dell'empirismo consegue la critica di Ockham ai concetti di causa e sostanza. La conoscenza intellettiva • propriamente lo sviluppo della "sensoriale". non ampliano. o connotativi. Alla base c'• la critica delle autoritƒ filosofiche. ‡ imperfetta: perch€ si pu† rifare ad una realtƒ del passato. Ockham conclude che l'universale altro non • che un termine. Ne consegue la falsitƒ di tutti quei termini che stanno a indicare cose inesistenti.). ´ La dottrina delle forme (gli archetipi delle cose) non regge alla prova dei fatti.. sotto il medesimo rispetto. Nella sua teoria della conoscenza Ockham sostiene. non esiste un sostrato. ciascuno. o sincategorematici. Le sue conclusioni non offrono novitƒ rispetto alle premesse: esplicano. la logica terministica di Ockham assume quindi il ruolo. ad un tempo. Commento) L'esistenza attuale e l'evidenza fattuale di una cosa si colgono mediante la sensazione e l'intuizione. Platone e Aristotele. di assicurare la validitƒ delle proposizioni. • intuitivamente compresa dall'intelletto (Ockham. ‡ sensibile: perch€ si rifƒ all'esperienza sensibile. al di fuori di ci† che di quell'ente si pu† predicare. e quindi la sua unica realtƒ • nella condivisione universale nell'uso di quel certo termine anzich€ altri (ovvero post-rem). nel concetto. Anche in questo caso si tratta di termini apparentemente universali. • astratta. cio• atti intenzionali della coscienza con cui essa adopera un segno per indicare una determinata cosa di cui • accertata l'esistenza. in quanto logica formale. L'intelletto se ne serve per elaborare il giudizio.Guglielmo di Ockham Coerente con queste conclusioni • anche la sua posizione nella disputa sugli universali. dottrina contrapposta al tomismo e allo scotismo. essi in ogni caso sono intentiones. Ugualmente. il sapere. cio• esprimere predicati come uomo. la nozione (notitia abstractiva) che accerta l'esistenza della res. Non ci sono due modalitƒ di conoscenza: quella degli organi sensoriali. • sentita dal senso e. una sostanza. la fonte e il metro del sapere.

2 Cron 36. pertanto. Forse che questo entrare in difesa dei diritti altrui. . Centrale nell'argomentazione ockhamista • la teoria della concessione per diritto divino e per estensione a tutto il genere umano del dominio comune (cfr. invece.22-23) rispetta i diritti di re e faraoni (diritto di proprietƒ e autoritƒ legittima) e concede aiuti e benefici anche agli infedeli (cfr. il quale. La realtƒ. se diritto esiste che esso venga rispettato senza ingerenze e che venga garantito da una teoria del potere temporale confacente. a loro volta. in luogo di un ordine metafisico prestabilito con il quale misurare la realtƒ.22-23.16: validitƒ e liceitƒ del matrimonio fra infedeli). dove " tyrannicus " • riferito al principato papale irrispettoso dei diritti dell'imperatore. attraverso la conoscenza intuitiva immediata. . Alla "plenitudo potestatis" dei curialisti di Avignone viene contrapposta la legge della libertƒ evangelica. . le piante e gli animali. da una grande fiducia nella capacitƒ dell'uomo di comprendere la realtƒ mediante l'uso della facoltƒ razionale[2] 72 Il pensiero politico Il nostro " Venerabilis Inceptor viae modernae " (venerato iniziatore del nuovo modo di fare filosofia e teologia) ha esteso le proprie concezioni anche alla politica. Per la sua scarsa fiducia nella ragione umana. viene conosciuta empiricamente. egli si presenta come principale esponente della crisi del pensiero scolastico medievale.36). caratterizzato. Capiamo ora il perch€ del titolo completo dello scritto che stiamo commentando: " Breviloquium de principatu tyrannico ". pur essendo egli stesso re (cfr.Immediatezza: eliminare le istanze intermedie inutili. e solo in questo senso.attraverso la guerra giusta in caso di difesa. sono ancorate due "potestates". Gen 14. i cui poteri sono stati concessi da Dio e non semplicemente permessi. Il suo pensiero era basato su tre grandi principi applicabili sia alla filosofia e all'etica. in questo senso. o diritti fondamentali: . non concede ai curialisti. Con questo • garantita l'autonomia del potere temporale nei confronti di quello spirituale. e dalle leggi assiomatiche della libertƒ.27-29) sulle cose inanimate. pur ammettendo la contrapposizione maggiore / minore (Ockham ha un'altissima considerazione del potere spirituale e delle funzioni proprie della Chiesa. la quale sola basta a legittimare il potere imperiale. Pi… precisamente Ockham individua due modalitƒ di concessione dei poteri temporali all'Impero: . Inoltre questo tipo di conoscenza deriva dalla conoscenza intuitiva. giudizio e opzione politici.Individualitƒ: non in senso metafisico. li considera d'importanza maggiore).potestas .per consenso libero e spontaneo dei popoli. Gv 18. poich€ essa si limita a dirci come una cosa sia. sia alla teologia ed all'ecclesiologia: . Diritti dell'Impero All' Impero viene riconosciuta piena autonomia nel campo temporale e Ockham lo difende a "penna tratta" dall'ingerenza del potere spirituale. trasformandosi da tirannico in giusto. Cristo non • venuto per abolire o diminuire i potenti del suo tempo. bens‚ intesa come l'affermarsi in campo politico dell'individuo (imperatore.Guglielmo di Ockham La seconda non vuole definire l'esistenza o meno di una cosa. suo ultimo campo di ricerca. difensori della pienezza del potere papale. di ingiustizia o di crimine. Gen 3. e per l'esaltazione della conoscenza sensibile. in forza dell'equitƒ naturale e della "potestas constituendi principem" . diritti garantiti dall'amore indiscriminato di Dio per tutti gli uomini e tutte le creature. Ponzio Pilato o Nerone di usurpazione di giurisdizione. re. della povertƒ e della semplicitƒ evangeliche costituisce il fondamento francescano su cui poggiano le teorie ockhamiste? Senz'altro motivano la sua lotta contro le teorie di una papale "plenitudo potestatis": anche la famosa allegoria sole-papa / luna-imperatore viene contraddetta dal Nostro.Contingenza: la situazione come punto di partenza di qualsiasi analisi. Dio stesso giƒ nell' AT (cfr. si prospetta l'autonomia dell' "homo politicus" dall' "homo christianus". Gen 1. Sul piano biblico viene pi… volte ricordato il fatto che n€ Ges…. ma non hanno esistenza reale. visto che • impossibile avere una conoscenza astratta di qualcosa se prima non se ne abbia avuta l'intuizione. l'argomento secondo il quale la luna avrebbe origine dal sole. n€ gli apostoli hanno mai accusato Erode. secondo Ockham. A questo dominio. Questo dominio "in communi" garantisce il diritto alla sopravvivenza e ad una vita dignitosa e pu† essere ristretto solo in caso di necessitƒ. principe) con una propria creativitƒ e volontƒ politiche e sociali. mentre gli universali vengono conosciuti attraverso la conoscenza astratta ovvero attraverso la rappresentazione che di essi fa la mente.

all'interno di un'autonomia funzionale.terza eresia: conferire al papa il potere di istituire nuovi sacramenti. 73 . la moglie. La clausola di necessitƒ si riferisce sempre a gravi crimini o alla tirannia. . quindi. . degli imperatori e di altri (cfr. pur essendo stato profferito "generaliter". Si ribadisce comunque il diritto-dovere all'obiezione ed alla critica. Costruendo le proprie teorie politiche su questa base non ritiene possibile un'estensione del potere papale a detrimento di quanto Dio ha concesso agli uomini. Lc 11. del bene comune temporale e spirituale. la salute. non possiamo in alcun modo intenderlo "generaliter sine omnia exceptione".le libertƒ concesse ai mortali da Dio e dalla natura (cfr. . eccezione derogabile solo in caso di necessitƒ urgente e utilitƒ manifesta. Se il rasoio taglia i poteri papali. "sine necessitate".2 (consegue dalla prima). Come premesso questi diritti sono divini e conferiti a tutti gli uomini. Vi sono per† anche altre concessioni divine quali la vita.46 e Mt 23. (diritto di istituire governanti godenti di giurisdizione). .36).il diritto legittimo dei re. rinforza quelli imperiali garantendone l'autonomia nei confronti dell'arbitrio papale. scopo di entrambe le istituzioni. Ockham non abbraccia per† la teoria di un Marsilio da Padova sulla suddivisione dei poteri. . Le eccezioni o limitazioni al potere papale nei confronti dell'Impero sono perlomeno tre. Su questa concezione del diritto imperiale si fonda la pari dignitƒ dell'Impero nei confronti della Chiesa e la loro complementarietƒ nella gestione e salvaguardia. fedeli o infedeli. Ockham parte da un profondo rispetto del "dominium in communi" concesso da Dio a tutti gli uomini.seconda eresia: affermare che il papa pu† comandare quanto Dio chiese ad Abramo Gen 22. infatti questo enunciato.prima eresia: uguagliare il potere petrino a quello divino. Il "rasoio politico" di Ockham L'ormai famoso rasoio di Ockham "Non sunt moltiplicanda entia sine necessitate" non lo troviamo in questa formulazione nei suoi scritti. etc. affinch€ non risulti impossibile ai sudditi del papa. ma in relazione con la Chiesa. tre nuove incisioni apportate alla "plenitudo potestatis": .il "modus nimis onerosus et gravis in ordinando".Guglielmo di Ockham appropriandi res temporales tam rationales. dal quale procedono le "potestates" e gli altri diritti di cui sopra.19 "Quodcumque ligaveris super terram.21 e Gv 18. La Chiesa. in modo da poter interferire maggiormente negli affari imperiali. gode unicamente di un diritto casuale (non regolare) d'ingerenza (per esempio per richiedere da parte dei fedeli il proprio sostentamento). permettendo al papa di intromettersi ordinariamente nella gestione dell'Impero.potestas instituendi rectores iurisdictionem habendi. delle leggi e delle istanze intermediarie tra Dio e gli uomini. Mt 22. l'Impero dal canto suo potrƒ vigilare (anche qui per† solo per diritto casuale) a che la Chiesa svolga la propria missione di salvezza.4). Quel "modus nimis onerosus et gravis in ordinando" • la formulazione che troviamo nel Breviloquium e che meglio esprime ci† che qui abbiamo definito "rasoio politico di Ockham": rispettare il diritto prestabilito da Dio. (diritto al possesso delle cose). bens‚ nella seguente "Frustra fit per plura quod potest fieri per pauciora" (si fa inutilmente con molte cose ci† che si pu† fare con poche cose)[3]. "proiciamus a nobis iugum ipsorum".". e quindi inalienabili.quarta eresia: concedere al papa il diritto di privare i re dei loro regni. Estensione significa moltiplicazione dei privilegi e delle eccezioni. ci† che era loro possibile nella libertƒ evangelica. Ockham preferisce ai molti i pochi diritti della Chiesa in campo politico e accusa apertamente il papa e i curialisti di quattro eresie: . bens‚ vede un Impero autosufficiente. . limitare il proprio potere allo stretto necessario. trovare le modalitƒ giuste per esprimere il potere legittimo. i figli e l'uso della ragione. L'uomo pu† dunque far uso dei beni temporali a proprio vantaggio e istituire "rectores" che lo governino in base al retto uso della ragione. Occorre dunque correlare di eccezioni il contestatissimo versetto di Mt 16. pi… precisa se dalla pura speculazione ci rivolgiamo anche alle sue applicazioni ecclesiologiche o politiche. quando diritti e libertƒ di terzi vengono calpestati con le parole del Salmo 23.

2006.Abbagnano-G. Quodlibeta septem.Hamburg. De imperatorum et pontificum potestate. (prima del 1327). Ghisalberti. Major summa logices. Quaestiones in octo libros physicorum. Guglielmo di Ockham. Felix Meiner. Compendium errorum papae Johannis XXII. Torino 1999. William of Ockham Died Impenitent in April 1347. Tractatus contra Benedictum XII De electione Caroli IV (ultima opera). Religione ‡ ‡ ‡ ‡ Questiones earumque decisiones.Ockham-Bibliographie 1900-1990 . Franciscan Studies 42. Ep‘stola defensoria. 1992 Gµl. Storia medievale. The Cambridge Companion to Ockham Cambridge: Cambridge University Press 1999 ‡ Todisco. Firenze 1991 ‡ Spade. [3] cfr. 1982. Orlando. 361. Note [1] Tutta la biografia e le date sono state prese dal libro Franco Cardini e Marina Montesano. 28-30 Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ Beckmann. Dialogus•XXII. Quaestiones in quattuor libros sententiarum. Guglielmo di Ockham . De dogmatibus papae Johannis XXII. (prima del 1327).Guglielmo di Ockham 74 Opere Filosofia ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Summa logicae (prima del 1327). Milano: Vita e Pensiero 1972 id.Fornero. ‡ Tractatus de sacramento allans. ISBN 8800204740. Gedeon. Paravia Bruno Mondadori Editori. Jan (ed. Protagonisti e testi della filosofia. Le Monnier Universitƒ. Guglielmo d'Occam filosofo della contingenza Padova: Messaggero 1998 .¦90‡95 Ghisalberti. Summulae in octo libros physicorum. [2] N. Centiloquium. 1991. Breviloquium de principatu tyrannico. Expositio aurea super totam artem veterem: quaestiones in quattuor libros sententiarum..). Centilogium theologicum.). Volume A. Politica ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Opus nonaginta dierum (1330-1332). pp. Decisiones octo qu’stionum (dal 1339). Dialogus in tres partes diatinctus (1342-43). Paul Vincent (ed. Firenze. Alessandro. pp.pp. pag.Scritti filosofici. 678-679. . De jurisdictione imperatoris in causis matrimonialibus. De sacramento altaris e De corpore christi. Tomo 2. Quodlibeta septem (prima del 1327).

allora per ogni x. il fatto di ottenere "1" quando viene lanciato un dado ed il fatto di ottenere ancora un "1" la seconda volta che il dado viene lanciato. Tomo 2. Protagonisti e testi della filosofia. questo si verifica quando per ogni coppia di eventi B. il numero che appare sulla faccia superiore di un dado la prima volta che viene lanciato e il numero che appare la seconda volta sono indipendenti. l'indipendenza stocastica di due eventi A e B si ha quando il verificarsi di uno non modifica la probabilitƒ di verificarsi dell'altro.it/lei/ filosofi/autori/occam-scheda. 1999. Torino. Per esempio. scheda di [[Marcello Landi (filosofo)|Marcello Landi (http://lgxserver.wikisource. In altre parole.edu/entries/ockham/) ‡ Internet Encyclopedia of Philosophy: William of Ockham (http://www. ovvero quando la probabilitƒ condizionata P(A | B) oppure P(B | A) • pari rispettivamente a P(A) e P(B) P(A | B) = P(A) P(B | A) = P(B) queste due condizioni si possono sintetizzare con la formula P(A • B) = P(A) ¶ P(B).uniba.y)=fX(x)¶ fY(y) e p(x.y)=fX(x) ¶ fY(y) Condizioni analoghe si trovano per la funzione di densitƒ di probabilitƒ e la funzione di probabilitƒ.htm)]] ‡ Summa logicae in latino su wikisource (http://la.htm) con ampia bibliografia degli studi su Ockham Indipendenza stocastica Nell'ambito del calcolo delle probabilitƒ.co/william-ockham.ontology. fY le due funzioni di ripartizione marginali. detta F la funzione di ripartizione della variabile congiunta (X. sono indipendenti.y)=pX(x)¶ pY(y) . B' risulta P(X Ž B • Y Ž B' ) = P(X Ž B) ¶ P (Y Ž B' ) Equivalentemente ci† si verifica se.Guglielmo di Ockham ‡ Nicola Abbagnano-Giovanni Fornero.utm. Volume A. Per esempio. ISBN 88-395-3311-7 75 Voci correlate ‡ Rasoio di Occam ‡ Marsilio da Padova ‡ Disputa sulla povertƒ apostolica Collegamenti esterni ‡ Guglielmo di Ockham. Paravia Bruno Mondadori Editori. quando si afferma che due variabili casuali X e Y definite sullo stesso spazio campionario H sono indipendenti si afferma che conoscere qualcosa riguardo al valore di una di esse non apporta alcuna informazione circa il valore dell'altra. Analogamente.stanford.y vale che F(x. Formalmente. dire che due eventi sono indipendenti tra loro significa dire che il fatto di sapere che uno di essi si • verificato non modifica la valutazione di probabilitƒ sul secondo.Y) e fX.htm) ‡ William Ockham Nominalist Ontology (http://www.org/wiki/Summa_logicae) ‡ Stanford Encyclopedia of Philosophy: William of Ockham (http://plato. se X • rispettivamente una variabile casuale continua o una variabile casuale discreta: f(x.edu/research/iep/o/ockham.

Per un universo X e una data funzione del grado di appartenenza f¦:¦X‹[0.1]. sapendo che e . per ogni sottoinsieme finito Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ probabilitƒ probabilitƒ condizionata Mark Kac Hugo Steinhaus Paradosso del compleanno Insieme sfocato Un insieme sfocato o insieme sfumato (in inglese fuzzy set) • un insieme che rientra in un'estensione della teoria classica degli insiemi. ampiamente usata nella teoria dei processi stocastici. dove. l'insieme sfocato A • definito come A = { ( x. che mappa gli elementi di un universo in un intervallo reale continuo [0. Un insieme sfocato • caratterizzato da una funzione di grado di appartenenza. e sia una famiglia arbitraria (finita o non finita) di ”-algebre contenute in : di .1]. . • la ”-algebra da esso generata: . e sono indipendenti. mentre i valori tra zero e uno indicano il grado di appartenenza dell'elemento all'insieme sfocato in questione. Il concetto • stato introdotto da Lotfi A. f(x) ) | x Ž X }. Sia uno spazio di probabilitƒ. dato un insieme misurabile . come estensione della classica definizione di insieme. accade: se. e . il valore 1 (uno) indica che l'elemento • certamente incluso nell'insieme (questi due valori corrispondono alla teoria classica degli insiemi). dati tre insiemi . non se ne pu† dedurre che: . non • in generale equivalente all'indipendenza dei suoi elementi a due a due. Esse si dicono indipendenti rispetto a . Zadeh. Ad esempio. Questa nozione si riduce alla precedente nel caso in cui la famiglia di ”-algebre sia formata da due soli elementi e . Questa estensione. trova la sua motivazione nel fatto che l'indipendenza stocastica di una famiglia di ”-algebre. e per ogni sottoinsieme . la nozione di indipendenza stocastica pu† essere generalizzata ampiamente.Indipendenza stocastica 76 Generalizzazioni Nell'ambito della teoria della probabilitƒ. nel 1965. . Il valore 0 (zero) indica che l'elemento non • per niente incluso nell'insieme sfocato.

Insieme sfocato 77 Esempio Un esempio di insieme fuzzy • il seguente: U = {6. tipicamente la funzione minimo. gli insiemi fuzzy sono un'estensione. piuttosto che includerla in una teoria nuova e pi… vasta. (0. si calcola il nuovo grado di appartenenza di un elemento al nuovo insieme B come 1-Grado di appartenenza ad A.4). Il discorso ovviamente • valido in quanto la complementaritƒ • definita indipendentemente da questi principi fondamentali di logica (e da tutti gli altri.1)} In questo caso • un insieme "classico". Sugli insiemi fuzzy valgono gli operatori insiemistici: unione.7/3 + 0. per ogni elemento di secondo numero entro ciascuna parentesi). Propriet‚ degli insiemi sfocati Gli insiemi fuzzy non godono di relazioni di univocitƒ e biunivocitƒ fra gli elementi di insiemi diversi. il suo grado di appartenenza (espresso dal definire un insieme fuzzy equivale a definire.0. 0. non valgono invece il principio del terzo escluso (per cui l'unione di un insieme con il suo complementare ha somma pari a 1) e il principio di non-contraddizione (l'intersezione di un insieme con il suo complementare • un insieme vuoto). tipicamente si prende il massimo tra i due valori: Grado di appartenenza ad A • B di 1 = Max(1 . che trattiamo come insieme universo della nostra insiemistica fuzzy: .6/4 + 0.3/2 + 0. (10. ma non una generalizzazione degli insiemi della teoria classica.2 ) = 1 A•B={ 1/1 + 0. come nel seguente esempio: .0. Un semplice passaggio di notazione da un discreto fra 0 e 1 a un intervallo continuo di appartenenza fra gli stessi due estremi rappresenta un notevole salto concettuale ed • un esempio dell'importanza di disporre di una notazione matematica sintetica e potente. (2. intersezione e complementare.0. 10} A = Numeri in U vicini a 2 A = {(6. per definire invece il complementare di un insieme. L'operazione di unione su due insiemi fuzzy A e B si esegue applicando ad ogni elemento x di A e y di B una funzione chiamata s-norm.0. 2.8). Valgono inoltre le leggi di De Morgan. Vi sono vari modi possibili di generalizzare gli operatori della logica classica.1). ovvero sono una teoria che allarga ed • inclusa in quella degli insiemi.4/5 } L'operazione di intersezione invece viene effettuata utilizzando funzioni t-norm. Pertanto. che ne sono una derivazione) come proprietƒ di un singolo insieme e non di due o pi… insiemi in relazione tra loro.

1]. il valore 1 (uno) indica che l'elemento • certamente incluso nell'insieme (questi due valori corrispondono alla teoria classica degli insiemi). Il valore 0 (zero) indica che l'elemento non • per niente incluso nell'insieme sfocato. Sugli insiemi fuzzy valgono gli operatori insiemistici: unione. Il discorso ovviamente • valido in quanto la complementaritƒ • definita indipendentemente da questi principi fondamentali di logica (e da tutti gli altri. (10. gli insiemi fuzzy sono un'estensione. non valgono invece il principio del terzo escluso (per cui l'unione di un insieme con il suo complementare ha somma pari a 1) e il principio di non-contraddizione (l'intersezione di un insieme con il suo complementare • un insieme vuoto). Esempio Un esempio di insieme fuzzy • il seguente: U = {6. Zadeh. ovvero sono una teoria che allarga ed • inclusa in quella degli insiemi. l'insieme sfocato A • definito come A = { ( x.4). che mappa gli elementi di un universo in un intervallo reale continuo [0. 0.0. Voci correlate ‡ Teoria degli insiemi ‡ Logica fuzzy Insieme sfumato Un insieme sfocato o insieme sfumato (in inglese fuzzy set) • un insieme che rientra in un'estensione della teoria classica degli insiemi.0.Insieme sfocato 78 Utilizzo La validitƒ degli operatori booleani (con cui lavora l'algebra relazionale) consente di interrogare basi di dati fuzzy con il FSQL (Fuzzy SQL). intersezione e complementare. Un semplice passaggio di notazione da un discreto fra 0 e 1 a un intervallo continuo di appartenenza fra gli stessi due estremi rappresenta un notevole salto concettuale ed • un esempio dell'importanza di disporre di una notazione matematica sintetica e potente. 2.1)} In questo caso • un insieme "classico". Valgono inoltre le leggi di De Morgan. Il concetto • stato introdotto da Lotfi A.1). Propriet‚ degli insiemi sfocati Gli insiemi fuzzy non godono di relazioni di univocitƒ e biunivocitƒ fra gli elementi di insiemi diversi. che ne sono una derivazione) come . piuttosto che includerla in una teoria nuova e pi… vasta. (2. Pertanto.1].0. 10} A = Numeri in U vicini a 2 A = {(6. Un insieme sfocato • caratterizzato da una funzione di grado di appartenenza. ma non una generalizzazione degli insiemi della teoria classica. che trattiamo come insieme universo della nostra insiemistica fuzzy: . Per un universo X e una data funzione del grado di appartenenza f¦:¦X‹[0. f(x) ) | x Ž X }. un linguaggio nato nel 1998 come estensione dell'SQL. nel 1965. come estensione della classica definizione di insieme. il suo grado di appartenenza (espresso dal definire un insieme fuzzy equivale a definire. per ogni elemento di secondo numero entro ciascuna parentesi). (0.8). mentre i valori tra zero e uno indicano il grado di appartenenza dell'elemento all'insieme sfocato in questione.

Insieme sfumato proprietƒ di un singolo insieme e non di due o pi… insiemi in relazione tra loro.2 ) = 1 A•B={ 1/1 + 0. si calcola il nuovo grado di appartenenza di un elemento al nuovo insieme B come 1-Grado di appartenenza ad A. tipicamente la funzione minimo.6/4 + 0. un linguaggio nato nel 1998 come estensione dell'SQL. Voci correlate ‡ Teoria degli insiemi ‡ Logica fuzzy .4/5 } L'operazione di intersezione invece viene effettuata utilizzando funzioni t-norm. tipicamente si prende il massimo tra i due valori: 79 Grado di appartenenza ad A • B di 1 = Max(1 .0. come nel seguente esempio: Utilizzo La validitƒ degli operatori booleani (con cui lavora l'algebra relazionale) consente di interrogare basi di dati fuzzy con il FSQL (Fuzzy SQL). per definire invece il complementare di un insieme.3/2 + 0. Vi sono vari modi possibili di generalizzare gli operatori della logica classica.7/3 + 0. L'operazione di unione su due insiemi fuzzy A e B si esegue applicando ad ogni elemento x di A e y di B una funzione chiamata s-norm.

ƒ¦Un asino affamato e assetato • accovacciato esattamente tra due mucchi di fieno con. un secchio d'acqua.¦„ L'asino di Buridano (o Paradosso dell'asino) • un paradosso erroneamente attribuito a Giovanni Buridano. Questo paradosso prova a confutare il determinismo causalistico. ci si dovrebbe aspettare che sia valido anche per gli uomini.Asino di Buridano 80 Asino di Buridano Cartello del 1900. per cui tutte le azioni sono predeterminate causalmente. Se il determinismo causalistico vale per gli animali. Note [1] http:/ / www. Perci†. incerto nella scelta tra il canale di Panama o quello per il Nicaragua. che mostra il Congresso degli Stati Uniti come asino di Buridano. Paradoxes from A to Z . supponendo di trovarsi affamati ed assetati esattamente a metƒ tra due tavoli imbanditi non propenderemmo sicuramente per un tavolo? Leibniz discusse di questo paradosso nei Saggi di teodicea[1]. resta fermo e muore. ma se ci trovassimo in una situazione identica. vicino a ognuno. net/ Antologia_file/ AntologiaL/ LEIBNIZ_%20L%20ASINO%20DI%20BURIDANO. filosofico. ma non c'• niente che lo determini ad andare da una parte piuttosto che dall'altra. htm Bibliografia ‡ 2002 M. Clark.

nel 1965. Dopo otto anni di costante ricerca. la loro tenacia e il duro lavoro si sarebbero dimostrati estremamente fruttuosi giƒ dopo un decennio: i ricercatori giapponesi. pag. con un'atmosfera fortemente avversa alla logica fuzzy. Dover. In Giappone la ricerca sulla logica sfumata cominci† con due piccoli gruppi universitari fondati sul finire degli anni settanta: il primo era guidato.Logica fuzzy 81 Logica fuzzy ƒ¦Finch€ le leggi della matematica si riferiscono alla realtƒ. a Tokyo. da T. Albert Einstein. molto noto per i suoi contributi alla teoria dei sistemi. questi studiosi si scontrarono. nel 1987 Seiji Yasunobu ed i suoi colleghi della Hitachi realizzarono un sistema automatizzato per il controllo operativo dei treni metropolitani della cittƒ di Sendai. il concetto divenuto poi la spina dorsale della teoria degli insiemi sfumati. non si riferiscono alla realtƒ. dalla filosofia all'economia. „ fortemente legata alla teoria degli insiemi sfocati e. e pertanto un'estensione della logica booleana. dalle scienze naturali all'ingegneria .15 Solitamente il valore di appartenenza si indica con •. in Gran Bretagna. il primo sistema di controllo di un generatore di vapore. Terano e H. Con grado di verit‡ o valore di appartenenza si intende quanto • vera una proprietƒ: questa pu† essere. Si pu† ad esempio dire che: ‡ un neonato • "giovane" di valore 1 ‡ un diciottenne • "giovane" di valore 0. nei primi tempi. Nel corso degli anni ottanta. la Blue Circle Cement e il SIRA idearono la prima applicazione industriale della logica fuzzy. Werner Karl Heisenberg. Al pari dei ricercatori americani. sviluppo e sforzi di messa a punto. Shibata.8 ‡ un sessantacinquenne • "giovane" di valore 0. Lotfi A. Tanaka e Kiyoji Asai. Queste ed altre applicazioni motivarono molti ingegneri giapponesi ad approfondire un ampio spettro di applicazioni inedite: ci† ha poi condotto ad un vero boom . oltre che vera (= a valore 1) o falsa (= a valore 0) come nella logica classica. fu da lui introdotta nel 1964.dei campi pi… diversi. il valore di appartenenza ad un insieme fuzzy F di un predicato p si indica con ¸F(p). Storia Nei primi anni sessanta. 12) La logica fuzzy o logica sfumata o logica sfocata • una logica in cui si pu† attribuire a ciascuna proposizione un grado di veritƒ compreso tra 0 e 1. mentre l'altro si stabil‚ a Kanasai sotto la guida di K. basato sulla logica fuzzy. Il concetto di insieme sfumato (o insieme sfocato). professore all'Universitƒ della California di Berkeley. Bertrand Russell.divennero seguaci di Zadeh. Seto Assilian ed Ebrahim H. „ una logica polivalente. alla pubblicazione di un primo articolo. non sono certe. Jan ·ukasiewicz e Max Black. attir† le aspre critiche della comunitƒ accademica. Il sistema divenne operativo nel 1982. per il controllo di una fornace per la produzione di cemento. L'idea di grado d'appartenenza. e finch€ sono certe. cominci† ad avvertire che le tecniche tradizionali di analisi dei sistemi erano eccessivamente ed inutilmente accurate per molti dei problemi tipici del mondo reale. diverse importanti applicazioni industriali della logica fuzzy furono lanciate con pieno successo in Giappone. da Sidelights on Relativity. Zadeh. anche pari a valori intermedi. e di logica sfumata. Un'altra delle prime applicazioni di successo della logica fuzzy • un sistema per il trattamento delle acque di scarico sviluppato dalla Fuji Electric. studiosi e scienziati di tutto il mondo . venne concretizzata da Lotfi Zadeh. ed alla nascita della logica sfumata. e ci† port† in seguito. Nel 1974. giƒ intuita da Cartesio. E tuttavia. i loro studenti e gli studenti di questi ultimi produssero molti importanti contributi sia alla teoria che alle applicazioni della logica fuzzy. dalla psicologia alla sociologia. Nel 1976.¦„ (Albert Einstein. Mamdani svilupparono. nonostante ci†.

estensione della logica a valori multipli. Si ricorda che. Due progetti di ricerca nazionali su larga scala furono decisi da agenzie governative giapponesi nel 1987. in Europa e. negli Stati Uniti. e del trasferimento tecnologico. se necessario. esso necessariamente deve appartenere al suo complemento non-A. e lanci† una campagna pubblicitaria in grande stile per il prodotto "fuzzy". Durante il periodo di prova. In senso stretto • un sistema logico. il principio di non-contraddizione stabilisce che ogni elemento appartenente all'insieme A non pu† contemporaneamente appartenere anche a non-A. la Matsushita Electric Industrial Co. Il sistema • divenuto operativo nel 1988. che dovrebbe servire come logica del ragionamento approssimato. In altri termini. Il primo sistema per le compravendite azionarie ad usare la logica sfumata • stato lo Yamaichi Fuzzy Fund. il sistema consigli† "sell". Togai Infralogic[1]. Allo stesso tempo. ben 18 giorni prima del Luned‚ Nero (19 ottobre 1987): nel corso di quel solo giorno l'indice Dow Jones Industrial Average diminu‚ del 23%. Inform GmbH[3]) sono state costituite allo scopo di commercializzare strumenti hardware e software per lo sviluppo di sistemi a logica sfumata. Diverse imprese (per esempio. d'altro canto. l'unione di un insieme A e del suo complemento non-A costituisce l'universo del discorso. . 82 Fuzzy logic: concetti fondamentali Nel 1994 Zadeh scriveva: ƒ¦Il termine logica fuzzy viene in realtƒ usato in due significati diversi. secondo il principio del terzo escluso. se un qualunque elemento non appartiene all'insieme A. Ci† che • importante riconoscere • che oggi il termine logica fuzzy • usato principalmente in questo significato pi… vasto¦„ La teoria degli insiemi fuzzy costituisce un'estensione della teoria classica degli insiemi poich€ per essa non valgono i principi aristotelici di non-contraddizione e del terzo escluso (detto anche "tertium non datur"). videocamere (per stabilizzare l'inquadratura sottoposta ai bruschi movimenti della mano) e macchine fotografiche (con un autofocus pi… efficace). Tale campagna si • rivelata essere un successo commerciale non solo per il prodotto. Tali regole sono determinate con cadenza mensile da un gruppo di esperti e. Molte altre aziende elettroniche seguirono le orme della Panasonic e lanciarono sul mercato. anche i produttori di software. fornelletti per la cottura del riso. Il Fuzzy Logic Toolbox per MATLAB. • stato presentato quale componente integrativo nel 1994. nel campo della teoria convenzionale del controllo. Il sistema • stato testato per un periodo di due anni e le sue prestazioni in termini di rendimento hanno superato l'indice Nikkei Average di oltre il 20%. ma anche per la tecnologia stessa. Ci† ebbe come risultato l'esplodere di una vera mania per tutto quanto era etichettato come fuzzy: tutti i consumatori giapponesi impararono a conoscere la parola "fuzzy". tra Universitƒ ed Industria. e consiste approssimativamente in 800 regole. Il primo chip VLSI (Very Large Scale Integration) dedicato alla computazione d'inferenze fuzzy fu sviluppato da Masaki Togai e H. cominciarono ad introdurre pacchetti supplementari di progettazione dei sistemi fuzzy. dati due insiemi A e !A (non-A). Il termine d'origine estera "fuzzy" fu introdotto nella lingua giapponese con un nuovo e diverso significato: intelligente. tra l'altro. in misura minore. ad esempio.Logica fuzzy della logica fuzzy. il pi… noto dei quali sarebbe stato il Laboratory for International Fuzzy Engineering Research (LIFE). modificate da analisti finanziari di provata esperienza. dove pure la logica fuzzy aveva visto la luce. I successi giapponesi stimolarono un vasto e serio interesse per questa tecnologia in Corea. che vinse il premio per il neologismo dell'anno nel 1990. frigoriferi. ossia "vendere". Watanabe nel 1986: chip di tal genere sono in grado di migliorare le prestazioni dei sistemi fuzzy per tutte le applicazioni in tempo reale. Una tale esplosione era peraltro il risultato di una stretta collaborazione. La logica fuzzy ha trovato parimenti applicazione in campo finanziario. Esso viene usato in 65 aziende e tratta la maggioranza dei titoli quotati dell'indice Nikkei Dow. Aptronix[2]. Alla fine di gennaio del 1990. diede il nome di "Asai-go (moglie adorata) Day Fuzzy" alla sua nuova lavatrice a controllo automatico. Ma in senso pi… ampio logica fuzzy • pi… o meno sinonimo di teoria degli insiemi fuzzy cio• una teoria di classi con contorni indistinti. aspirapolvere.

si perviene all'equazione logica che esprime tale contraddizione: 83 la cui soluzione • banalmente data da: Da ci† si deduce finalmente che l'enunciato del paradosso non • n€ vero n€ falso. allora il cretese Epimenide non mente. suggerita dalla logica proposizionale. „ interessante notare come. se l'affermazione di Epimenide • falsa. lo fa solo al 50%. Ci† al contrario non pone alcun problema alla logica fuzzy. la logica aristotelica si dimostra incapace di stabilire se queste proposizioni siano vere o false. Ogni membro di questa classe presenta una struttura del tipo: "La frase seguente ˆ vera La frase precedente ˆ falsa" o in maniera pi… sintetica: "Questa frase ˆ falsa" Orbene. Al contrario. In termini simbolici. il paradosso del mentitore nella sua forma proposizionale appartiene alla classe dei paradossi di autoriferimento. poich€ Epimenide • cretese. ed essendo vera la sua negazione. recita: "Il cretese Epimenide afferma che il cretese ˆ bugiardo" In tale forma. tutto o niente. come mostrato in precedenza. noto anche come paradosso del mentitore. Ad ogni modo. a rigor di logica (bivalente). nella sua forma pi… semplice. Secondo Bart Kosko. quindi non tutti i cretesi sono bugiardi. quindi mente. Essa • strutturalmente incapace di dare una risposta proprio in quanto bivalente. carattere che ritroviamo. indicato con V l'enunciato del paradosso di Eubulide. non pu† assumere un valore che sia ben definito (o vero o falso) senza autocontraddirsi: ci† implica che ogni tentativo di risolvere la questione posta si traduce in un'oscillazione senza fine tra due estremi opposti. una mezza falsitƒ. in quanto • vera la sua negazione: la negazione di tutti non • nessuno. ma • semplicemente una mezza veritƒ o. analizzando separatamente i due casi possibili: 1.Logica fuzzy Tali principi logici conferiscono un carattere di rigida bivalenza all'intera costruzione aristotelica. una formulazione del paradosso contenente tale frase • falsa. infatti. allora il cretese mente: pertanto.C. sino alla prima metƒ del XX secolo. ma non tutti. 2. uno dei pi… brillanti allievi di Zadeh. ammettendo esplicitamente l'esistenza di una contraddizione. in maniera equivalente. Le due possibili conclusioni del paradosso si presentano nella forma contraddittoria A e non-A. Si noti che. si ha. e questa sola contraddizione • sufficiente ad inficiare la logica bivalente. Viceversa. cio• a . Quanto esposto conferma la sua validitƒ in tutti i paradossi di autoriferimento. poich€. la condizione che la traduce venga poi impiegata per determinare l'unica soluzione contraddittoria tra le infinite possibili (sfumate. bianco o nero. il valore di veritƒ di V coincide con quello della sua negazione !V. vale a dire: v=!v. ogni affermazione esprime una descrizione di tipo dicotomico. e con v = 0/1 il suo valore di veritƒ binario. e viceversa. e tenendo presente che. sostanzialmente immutato ed indiscusso. Il pi… antico e forse celebre di tali paradossi • quello attribuito ad Eubulide di Mileto (IV secolo a. quando il cretese mente e non mente allo stesso tempo. quando l'opera di alcuni precursori di Zadeh (in primis Max Black e Jan ·ukasiewicz) permette di dissolvere la lunga serie di paradossi cui la bivalenza della logica classica aveva dato luogo e che essa non era in grado di chiarire. il quale. nella logica predicativa ogni proposizione esprime un insieme di descrizioni simili o di fatti atomici. ma giacch€ il paradosso contiene un riferimento a se stesso. cio• proprio perch€ ammette due soli valori di veritƒ: vero o falso.). l'affermazione di Eubulide risulterebbe falsa. come nella frase tutti i cretesi sono bugiardi. e pertanto si deduce che egli mente. dobbiamo concludere che egli dice il vero. se quanto afferma Epimenide • vero. Eubulide • un bugiardo. Il vero implica il falso.

gli algoritmi genetici ed il controllo fuzzy. studi che si inseriscono nell'antico filone delle logiche a pi… valori inaugurato da Jan ·ukasiewicz (si veda ad esempio il libro di Petr Hµjek). Ogni funzione mappa un certo range di temperatura. nella logica fuzzy l'esistenza di circostanze paradossali. logicamente equivalenti. dell'algebra booleana mantengono la loro validitƒ anche nell'ambito della logica fuzzy. A causa del fatto che il principio del terzo escluso non costituisce un assioma della teoria degli insiemi fuzzy. in questo caso. massimo e complemento. anche le sue basi assiomatiche sono inevitabilmente diverse. come operatori di minimo. Infatti. si inquadra nel contesto pi… ampio delle metodologie che hanno consentito un marcato rinnovamento dell'intelligenza artificiale classica. nell'ambito della fuzzy logic. ad esempio: 84 Si • detto che la teoria degli insiemi sfumati generalizza la teoria convenzionale degli insiemi. Per esempio. Ci† in quanto il valore di veritƒ della proposizione in questione coincide con il valore di veritƒ della sua negazione. Tuttavia la logica sfumata. non tutte le espressioni e le identitƒ. Gli operatori logici AND. • evidenziata da ciascuno dei punti d'intersezione tra una generica funzione d'appartenenza e il suo complemento. Recentemente si sono sviluppati rigorosi studi della logica fuzzy "in senso stretto". Questi valori booleani possono essere utilizzati per determinare la maniera in cui i freni devono essere controllati. Pertanto.Logica fuzzy valori di veritƒ frazionari) per la questione posta: ci† conferma l'insussistenza dei principi di non contraddizione e del terzo escluso nella logica anche se ovviamente rimangono validi parlando di Razionalitƒ Interne Oggettive. dando vita al cosiddetto soft computing che ha tra i suoi costituenti principali le reti neurali artificiali. . avendo necessariamente tali punti ordinata pari a ¹. per le variabili fuzzy x e y si ha. la misura di una temperatura per un sistema anti-blocco di un impianto frenante potrebbe avere diverse funzionalitƒ a secondo di particolari range di temperature per controllare i freni nella maniera corretta. pertanto. vale a dire di situazioni in cui un certo enunciato • contemporaneamente vero e falso allo stesso grado. oltre ad avere ereditato le motivazioni filosofiche che hanno dato origine alle logiche a pi… valori. Applicare la Fuzzy Logic a situazioni reali Una semplice applicazione potrebbe essere la categorizzazione in sotto ranghi di una variabile continua. in quanto introdotti per la prima volta nei lavori originali dello stesso Zadeh. OR e NOT della logica booleana sono definiti di solito. sono anche detti operatori di Zadeh. come valori booleani 0 o 1 a seconda che la temperatura sia o meno nel range specifico.

secondo l'interpretazione dello stesso Kosko. sostenuti in tale convinzione dalla circostanza. quella per cui la parte pu† contenere l'intero.Logica fuzzy In questa immagine le tre funzioni. empiriche o soggettive. la temperatura. Bart Kosko si • spinto fino a ridiscutere il concetto di probabilitƒ cos‚ come emerso finora nel corso dell'evoluzione storica. Una particolare temperatura assunta dal sistema anti-blocco (linea verticale in grigio) ha tre valori logici. e hot (caldo in rosso) sono rappresentate nel diagramma riferite alla comune variabile. forti di una tradizione secolare e di una posizione consolidata. nelle sue varie formulazioni (basate. l'operatore di contenimento non • pi… bivalente. secondo i casi. al 95% di acqua. I rapporti tra logica sfumata e teoria della probabilitƒ sono estremamente controversi e hanno dato luogo a polemiche aspre e spesso non costruttive tra i seguaci di ambedue gli orientamenti. Tuttavia una volta presa una bottiglia. diversamente da queste. oppure sulla concezione bayesiana soggettivista. A questo proposito. al pari dei gradi d'appartenenza agli insiemi fuzzy. non soltanto nel caso banale in cui la parte coincide con l'intero. 85 Fuzzy e probabilit‚ Per capire la differenza tra logica fuzzy e teoria della probabilitƒ. La freccia arancione (che punta a 0. facciamo questo esempio: un lotto di 100 bottiglie d'acqua ne contiene 5 di veleno. e ritenendola un puro stato mentale. o non lo •: le probabilitƒ collassano a 0 od 1. Su questa base. sugli assiomi di Kolmogorov. warm (tiepido in arancio). secondo cui la probabilitƒ • la traduzione. contenere l'intero nella misura in cui la sua estensione pu† sovrapporsi a quella dell'insieme universale. I valori fuzzy possono variare da 0 ad 1 (come le probabilitƒ) ma. La parte pu†. da ritenersi puramente accidentale. invece. ma • esso stesso fuzzy e pu† pertanto assumere un qualunque valore reale compreso tra 0 (non contenimento) e 1 (contenimento completo o. Al contrario. in forma numerica. al limite.95. in effetti. al contrario. o • potabile. ‡ Secondo la teoria della probabilitƒ. sono espresse da valori numerici inclusi nell'intervallo reale [0. hanno tentato di difendere il monopolio storicamente detenuto in materia di casualitƒ ed incertezza. prendendo una bottiglia b contenente una miscela di acqua e veleno. con operatori matematici: "NOT hot"). su osservazioni concernenti la frequenza relativa d'accadimento di determinati eventi. descrivono eventi che si verificano in una certa misura mentre non si applicano ad eventi casuali bivalenti (che si verificano oppure no. allora avremo . ma sfumata: la teoria del caos ne ha evidenziato la componente determinista. sottolineando la mancanza di soliditƒ di tutti i tentativi intesi a fondare la teoria della probabilitƒ su basi diverse da quelle puramente assiomatiche. una raffigurazione artificiosa destinata a compensare l'ignoranza delle cause reali di un evento: la probabilitƒ sarebbe in realtƒ mero istinto di probabilit‡.2) indica che la funzione warm • vera solo in piccola parte (si pu† descrivere a parole come "un po' tiepido"). al contrario la freccia blu (che punta a 0. infatti. uno per ciascuna delle tre funzioni. la realtƒ sarebbe pertanto deterministica. i probabilisti. asserendo che la logica sfumata • null'altro che una probabilitƒ sotto mentite spoglie. coincidenza). 1]. diremo allora che la probabilitƒ di prendere una bottiglia di acqua potabile • 0. Da una parte. cold (freddo in blu).[4] . che le misure di probabilitƒ. di uno stato di conoscenza contingente). ossia la misura di quanto la parte contiene l'intero. senza valori intermedi). infatti. egli pu† finalmente concludere che la teoria degli insiemi sfumati contiene e comprende quella della probabilitƒ come suo caso particolare. Finch€ la freccia rossa punta a zero. la probabilit‡ ˆ l'intero nella parte. Gli studiosi di parte fuzzy. Questa concezione comporta un'affermazione apparentemente singolare. la funzione hot non • vera (temperatura non calda. • in definitiva una teoria del caso ancora saldamente ancorata ad una weltanschauung dicotomica e bivalente. ‡ Se impostiamo il nostro pensiero in logica fuzzy.8) indica che la funzione cold • abbastanza vera ("abbastanza cold"). mentre la teoria fuzzy ha mostrato l'importanza del principio dell'homo mensura giƒ espresso da Protagora. hanno mostrato che anche la teoria probabilistica.

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ŠŠŠP ‹ ŠP • un teorema. Logica polivalente di G…del In tale formulazione si hanno le seguenti:: se e altrimenti. a causa della particolare definizione dell'operatore NOT si hanno: P ‹ ŠŠP • un teorema ŠŠP ‹ P non • teorema. la logica (fuzzy) prodotto. problematico. falso e pertanto in esse non vale il principio del terzo escluso. come anche nella logica intuizionista. Le prime logiche polivalenti furono proposte negli anni 1920 da Emil Post e da Jan ·ukasiewicz e in esse erano presenti tre valori di veritƒ: vero. Logiche ad infiniti valori di verit‚ Successivamente si • giunti a proporre logiche ad infiniti valori di veritƒ quali: ‡ ‡ ‡ ‡ la logica ad infiniti valori di Lukasiewicz. Logica polivalente prodotto In tale formulazione si hanno le seguenti:: se e altrimenti. al fine di mantenere vera la forma standard del principio di non-contraddizione.Logica polivalente 88 Logica polivalente Le logiche polivalenti sono estensioni della logica classica in cui sono presenti pi… valori di veritƒ rispetto ai canonici vero. la cosiddetta logica fuzzy di Zadeh. . ŠP ‹ ŠŠŠP • un teorema. la logica (fuzzy) polivalente di G‰del. In particolare. Logiche polivalenti e doppia negazione „ interessante osservare come nelle logiche "fuzzy" di G‰del e "fuzzy" prodotto si neghi il principio della doppia negazione. falso.

1 agisce come elemento identitƒ: T(a. c). edu/ entries/ logic-manyvalued/ . Esempi di t-norme sono il minimo. Monotonia: T(a. allora • possibile definire la funzione x ‹ y = max { z: T(x. T-norma Una T-norma o norma triangolare o AND generalizzato • una applicazione T: [0. Elemento nullo: T(a.x+y-1). Associativitƒ: T(a.Logica polivalente 89 Logiche generiche. Nel caso in cui si parte dalla t-norma di Lukasiewicz. Se la t-norma • una funzione continua a sinistra. Voci correlate ‡ Logica fuzzy ‡ principio del terzo escluso ‡ principio di bivalenza Su web ‡ Stanford Encyclopedia of Philosophy: Fuzzy logic [1] ‡ Stanford Encyclopedia of Philosophy:logica polivalente [2] Note [1] http:/ / plato. Le t-norme sono state utilizzate per interpretare il connettivo di congiunzione. stanford. si ottiene: x ‹ y = min{ 1. d) se a Š c e b Š d.1] ‹ [0.y)=max(0. b) Š T(c. 0) = 0. 1) = a. 1-x+y} (implicazione di Lukasiewicz) e Šx = 1-x (negazione involutiva). c)) = T(T(a. T(b. stanford. Avendo a disposizione l'implicazione si pu† definire la negazione come Šx = x ‹ 0.1] che soddisfa i seguenti requisiti: ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Commutativitƒ: T(a. b). edu/ entries/ logic-fuzzy/ [2] http:/ / plato.z) Š y } che pu† essere utilizzata per interpretare in connettivo di implicazione. a). il prodotto e la t-norma di Lukasiewicz definita da T(x. b) = T(b. Nota che la negazione involutiva • tale che ŠŠx=x.1] ˆ [0.

wikimedia. ac. il/ ~gershon/ BeyondEscherForReal/ . cs. sebbene sia possibile disegnarne una rappresentazione bidimensionale. come nell'esempio del cubo impossibile.Oggetto impossibile 90 Oggetto impossibile Un oggetto impossibile • un oggetto che non pu† essere costruito nella realtƒ tridimensionale perch€ in contrasto con le leggi della geometria. Esempi di oggetti impossibili Cubo impossibile Triangolo impossibile o triangolo di Penrose Blivet / Poiuyt Scala di Penrose Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.org/wiki/ Category:Impossible objects Collegamenti esterni ‡ (EN) Realizzazione di oggetti impossibili [1] Note [1] http:/ / www. Nel romanzo di Andrea Camilleri La scomparsa di Pat‹ viene chiaramente citata la Scala di Penrose ed i suoi micidiali effetti. In realtƒ diversi oggetti impossibili possono essere approssimativamente costruiti in tre dimensioni impiegando qualche trucco prospettico. L'artista olandese Maurits Cornelis Escher ha prodotto diverse opere in cui oggetti impossibili sono alla base dell'architettura di edifici e paesaggi fantastici. La percezione dell'immagine bidimensionale come oggetto verosimile rappresenta un paradosso ed • per questo una illusione ottica di tipo cognitivo. technion.

si alternano un numero pari e uno dispari. In realtƒ. per quanto sia corto. anche se il segmento A'B' • di lunghezza doppia rispetto ad AB. Infatti per ogni numero esiste il suo doppio. paradossi. Due esempi semplici: ‡ Quanti sono i numeri pari rispetto al totale dei numeri naturali? In una qualunque successione (limitata) di numeri naturali consecutivi. lungo a piacere. sottolineandone contraddizioni. Per meglio dire. Quindi un segmento. contiene sempre un numero infinito di punti. .Paradossi dell'infinito 91 Paradossi dell'infinito I paradossi dell'infinito sono connaturati con la sua stessa definizione. che non ci si aspetterebbe dalle normali grandezze finite di uso corrente. che • pari! ‡ Quanti sono i punti di un segmento di lunghezza doppia di un altro? Un segmento di lunghezza doppia rispetto ad un altro dovrebbe contenere intuitivamente un numero doppio di punti. la definizione matematica di infinito • stata costruita proprio per tener conto di quei comportamenti delle grandezze infinite che non sono conciliabili con le regole normali delle grandezze limitate. Quindi i pari sono esattamente la metƒ del totale. C). come si vede dal disegno. e questi si possono mettere in corrispondenza diretta con quelli di un qualunque altro segmento. nel parlare comune. Considerando invece la totalitƒ (infinita) dei numeri naturali. in modo da descriverne il comportamento in modo coerente. Ci† ha prodotto lo sviluppo del calcolo infinitesimale e dell'analisi matematica ma. per ciascuno dei suoi punti (es. C') si pu† stabilire una corrispondenza biunivoca con un punto sul segmento AB (es. I matematici hanno definito delle regole per dominare valori infinitamente grandi o infinitamente piccoli. i pari devono essere in quantitƒ esattamente uguale al totale dei numeri. Un certo numero di paradossi logico-matematici si fondano su situazioni che hanno a che fare con grandezze esplicitamente o implicitamente infinite. in alcuni casi • difficile liberarsi dalla sensazione di paradosso quando si tratta di grandezze infinite. antinomie.

1/3 o 1/4 del totale? Paradossi di Zenone . si possono percorrere infiniti tratti (di lunghezza infinitesima)? Paradosso di Burali-Forti . a rigor di logica. ‡ Paradosso di Bertrand . e infinite poich€ tra la prima e la seconda ce n'• una terza e cos‚ via. per sostenere l'idea del maestro. le cose da esse composte non avranno grandezza. esse sono allo stesso tempo un numero finito e un numero infinito: sono finite in quanto esse sono n€ pi… n€ meno di quante sono. nonostante le apparenze della vita quotidiana. l'impossibilitƒ della molteplicitƒ e del moto. usato in seguito dai sofisti e da Socrate ed inoltre furono il primo strumento che mise in difficoltƒ l'ambizione dei pitagorici di ridurre tutta la realtƒ in numeri.In un tempo finito. ma la loro influenza • stata molto importante nella storia del pensiero filosofico e matematico. Oggi non si attribuisce valore fisico alle argomentazioni di Zenone.Il volume di una trave di lunghezza infinita • uguale al volume di tutto lo spazio. Secondo paradosso Il secondo paradosso invece sostiene che se queste unitƒ non hanno grandezza. anche quando l'albergo • completamente pieno.Esiste "l'insieme di tutti i numeri ordinali" ? Argomento diagonale di Cantor . sostiene che se le cose sono molte. che la realtƒ • costituita da un Essere unico e immutabile. Sono anche considerate un primo esempio del metodo dialettico. Si ricordano due paradossi contro il pluralismo e quattro contro il movimento. mentre se le unitƒ hanno una certa grandezza. dopo un numero infinito di giocate?.I quadrati perfetti. Paradossi contro il pluralismo Primo paradosso Il primo paradosso. ‡ Paradosso del Grand Hotel . pur essendo una minima parte degli interi.L' ipergioco sembra essere contemporaneamente un gioco finito e infinito Paradossi di Zenone I paradossi di Zenone ci sono stati tramandati attraverso la citazione che ne fa Aristotele nella sua Fisica. le cose composte da infinite unitƒ avranno una grandezza infinita. ‡ Paradosso di San Pietroburgo . per riflettere sulla modalitƒ di costruzione dei ragionamenti umani. contro la pluralitƒ delle cose.In un cerchio.In un albergo con infiniti posti. discepolo ed amico di Parmenide. Zenone di Elea.Per non dimenticare che esistono infiniti di potenza (cardinalit‡) diversa Paradosso dell'ipergioco . Le argomentazioni di Zenone costituiscono forse i primi esempi del metodo di dimostrazione noto come reductio ad absurdum o dimostrazione per assurdo. I paradossi di Zenone restano anche un utile esercizio di logica. ‡ Paradosso di Galileo .Ha senso aspettarsi di vincere una somma mediamente infinita. le corde di lunghezza maggiore di ‡ ‡ ‡ ‡ volte il raggio sono 1/2.Paradossi dell'infinito 92 Voci correlate ‡ Paradosso di Alberto di Sassonia . sono altrettanto numerosi che questi. propose alcuni paradossi che dimostrano. c'• sempre posto per tutti. .

posto che la velocitƒ di Achille ( ‡ ‡ ‡ ‡ ) sia N volte quella della tartaruga ( ) le cose avvengono cos‚: dopo un certo tempo Achille arriva dove era la tartaruga alla partenza ( ). che mette in dubbio l'inizio stesso del movimento.afferma invece che se Achille (detto "pie' veloce") venisse sfidato da una tartaruga nella corsa e concedesse alla tartaruga un piede di vantaggio. ma una volta raggiunta la metƒ si dovrƒ raggiungere la metƒ della metƒ rimanente e cos‚ via. dato che Achille dovrebbe prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla tartaruga che. Il concetto di questo terzo paradosso • in fondo opposto a quello del secondo: l'esistenza di punti e istanti indivisibili. Esso afferma che non si pu† giungere all'estremitƒ di uno stadio senza prima aver raggiunto la metƒ di esso. senza quindi mai riuscire a raggiungere l'estremitƒ dello stadio.uno dei paradossi di Zenone pi… famosi . essa sarƒ immobile in ognuno di essi. ma prima di raggiungerla si dovrƒ raggiungere la metƒ della metƒ e cos‚ via senza quindi mai riuscire nemmeno ad iniziare la corsa. Secondo paradosso (Achille e la tartaruga) Il Paradosso di Achille e la tartaruga . sono due le versioni tramandate del paradosso (una • quella citata sopra). in realtƒ. Il paradosso sarebbe dunque analogo a quello di Achille e la tartaruga (che • una formulazione pi… suggestiva della dicotomia all'infinito) e del tutto indipendente da quello della freccia. sarƒ avanzata raggiungendo una nuova posizione che la farƒ essere ancora in vantaggio. Quindi per raggiungere la tartaruga Achille impiega un tempo e quindi non la raggiungerƒ mai. • immobile. In ogni istante difatti essa occuperƒ solo uno spazio che • pari a quello della sua lunghezza. e poich€ il tempo in cui la freccia si muove • fatto di singoli istanti. In pratica.. ma nel frattempo la tartaruga • giunta nel punto . in quanto dalla somma di istanti immobili non pu† risultare un movimento. Secondo Giorgio Colli. Terzo paradosso (la freccia) Il terzo argomento • quello della freccia. Questo stesso discorso si pu† ripetere per tutte le posizioni successivamente occupate dalla tartaruga e cos‚ la distanza tra Achille e la lenta tartaruga pur riducendosi verso l'infinitamente piccolo non arriverƒ mai ad essere pari a zero. che appare in movimento ma.Paradossi di Zenone 93 Paradossi contro il movimento Primo paradosso (lo stadio) Il primo argomento contro il movimento • quello sullo stadio. egli non riuscirebbe mai a raggiungerla. quando poi Achille raggiungerƒ quella posizione nuovamente la tartaruga sarƒ avanzata precedendolo ancora. nel frattempo la tartaruga ha compiuto un pezzo di strada e si trova nel punto . nel frattempo. Ma anche in questo caso il movimento risulta impossibile. e andrebbe preferita la seguente espressione: Non si pu† giungere all'estremitƒ di uno stadio senza prima aver raggiunto la metƒ di esso. e cos‚ via.. occorre un ulteriore tempo per giungere in . .

constatando l'inadeguatezza di un sistema formale (nel caso specifico quella di un insieme numerico denso come R) nel descrivere la realtƒ fisica (il tempo e lo spazio).Paradossi di Zenone 94 Quarto paradosso (due masse nello stadio) Zenone afferma che se due masse in uno stadio si vengono incontro. Ma ci† • assurdo perch€ allora il tempo che avrebbero impiegato per allontanarsi di un solo intervallo sarebbe di "mezzo istante". Iterando il procedimento n volte si giunge a scrivere e . Consideriamo infatti tre segmenti (A. ma la sua formalizzazione matematica. Tale critica alle moderne "pseudoconfutazioni" • stata ampiamente sviluppata. Supponiamo poi che il segmento in alto (A) si muova verso destra. in quanto puntano l'attenzione sulle dicotomie reale/pensato e spazio(continuo)/tempo(discreto)[1]. contraddicendo l'ipotesi che stiamo analizzando la situazione al primo istante (indivisibile). rispetto a quello situato nel centro (B) che resta fermo. I paradossi in realtƒ. su basi kantiane. il quale invita invece a riflettere sulla circostanza che i paradossi di Zenone sul movimento vanno considerati sempre attuali e "non risolubili". dal matematico Umberto Bartocci. risulterƒ l'assurdo logico che la metƒ del tempo equivale al doppio. Dopo il primo istante avremo che i punti iniziali di A e C si saranno allontanati di due intervalli. Proposte di soluzioni ai paradossi del moto Non • difficile immaginare che anche un greco. ignaro dei rudimenti del calcolo infinitesimale. Essi non mirano a confutare il moto in s€. e che per ogni istante elementare avanzi di un intervallo (elementare). pertanto il tempo totale T e la distanza totale L percorsa sono dati rispettivamente da e . Nel caso specifico di Achille e della tartaruga la serie dei tempi converge a Sia infatti il tempo che Achille impiega a raggiungere la posizione iniziale occupata dalla tartaruga. non possono essere confutati. rimane sempre all'interno del segmento doppio. che si trovino allineati. se correttamente intesi. "vedesse" altrettanto bene che ogni somma: un segmento + mezzo segmento + un quarto di segmento + etc. la distanza percorsa dalla tartaruga in tale tempo • pari a che Achille ricoprirƒ in un tempo . Infatti anche al giorno d'oggi con l'analisi infinitesimale non possiamo che confermare che prima che Achille raggiunga la tartaruga dovranno passare infiniti istanti. B. C) uguali e paralleli. Il segmento in basso (C) faccia invece la stessa cosa verso sinistra.

L'errore di fondo sta nel considerare lo spazio e il tempo come entitƒ separate. ad esempio. Anche in quello della freccia. che fa ricorso alla teoria delle serie convergenti. • alquanto diffusa nell'ambiente dei matematici[2]. nel solo caso particolare di solo nel XIV secolo da Richard Suiseth. Zenone dimostra che uno spazio e un tempo assoluti non corrispondono alla realtƒ. riprendendo metaforicamente il paradosso della freccia. mentre Zenone espose i suoi paradossi nel V secolo a. in quanto permette di non riflettere pi… a fondo su una questione che si presume facilmente superabile grazie ai successivi progressi avvenuti nel campo della disciplina. Per il paradosso della freccia. ma lo • forse perch€ assai "comoda". Oggi infatti sappiamo.(1990). La tecnica mostrata da Zenone nella suddivisione infinitesimale va sotto il nome di dicotomia. (2001). Si pu† aggiungere che la precedente spiegazione. e non si dovrebbe liquidarli banalmente. Persino nella meccanica quantistica riecheggia il nome di Zenone nel cosiddetto "effetto Zenone quantistico". ‡ quello di Kwiat et al. secondo la quale il moto sarebbe un'illusione cinematografica. Nel paradosso delle masse dello stadio. basatosi sull'idea di Cook (1988). Ma questa • soltanto una disputa sul significato di moto. che decadrebbe spontaneamente.C. che. • inibito o addirittura non decade affatto se sottoposto ad una serie infinita di osservazioni (o misure). Di recente vari esperimenti: ‡ l'esperimento di Itano et al. Sono trascorsi 2500 anni prima di raggiungere le conoscenze necessarie a confermare il paradosso. Lo spazio e il tempo infatti non sono da considerarsi assoluti. Effetto Zenone quantistico Come si pu† vedere. questi paradossi sono stati utili per sviluppare molti concetti alla base della matematica e della fisica moderne. Bertrand Russell ha osservato che il cinematografo crea il movimento utilizzando una successione di immagini ferme. Esiste un'altra visione dei paradossi di Zenone: un atto "semplice" viene scomposto e descritto attraverso una successione infinita di atti. . ‡ e quello di Fischer et al. che le velocitƒ possibili di un corpo non sono illimitate superiormente. In genere si • sempre osservato che gli argomenti di Zenone si basano sul concetto di infinito. (1995) sulla polarizzazione dei fotoni. hanno dato verifica sperimentale di questo effetto.Paradossi di Zenone 95 con l'ovvio vincolo di convergenza . per la relativitƒ ristretta. Una prima dimostrazione di convergenza delle serie infinite non geometriche • stata data. afferma che un sistema. Il caso generale venne dimostrato nel XVII secolo. egli suppone che un corpo in moto sia indistinguibile da uno in quiete.

net/ ep8/ ep8-zeno-app. I risultati dello studio sono apparsi nel numero di maggio del Journal of the American College of Surgeons [1]. cartesio-episteme. semplicemente perch€ rifiuta la logica (in particolare il modus ponens). Questo effetto anticoagulante • alla base della preoccupazione. Perugia. discutendo del loro rapporto con l'infinito. ‡ In G•del. I due discutono di geometria. Zenon. htm). Zenon. htm) [2] Ne sono lampante esempio i versi di Hubert Cremer de:Hubert Cremer: "Oh. ‡ Il poeta francese Paul Val€ry cita Zenone d'Elea e fa riferimento ai paradossi di Achille e della freccia nel suo poema Le Cimeti•re Marin. "Episteme. ‡ Lewis Carroll ha pensato ad un immaginario dialogo tra Achille e la tartaruga. alter Wicht. forniscono al fisico un alto tasso di polifenoli ed altre sostanze antiossidanti. il cosiddetto "colesterolo cattivo". Nello specifico il t• verde • in grado di prevenire l•ossidazione del colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densitƒ. Voci correlate ‡ Zenone di Elea Note [1] Umberto Bartocci. Paradosso asiatico (cardiologia) Con paradosso asiatico ci si riferisce al basso tasso di cardiopatie e tumori che si registra in Asia. Mathematische Scherzgedichte.2 litri di tale bevanda che molti asiatici consumano in media al giorno. Escher. Essi teorizzarono che i 1. ‡ Lo scrittore argentino Borges ha ripreso pi… volte i paradossi di Zenone. Physis e Sophia nel III millennio". contribuendo quindi a ridurre la formazione di placche nelle arterie. "I paradossi di Zenone sul movimento e il dualismo spazio-tempo". prevenendo l•aggregazione piastrinica. Queste molecole agiscono in molti modi nel migliorare le funzionalitƒ cardiovascolari. kennst du den Kowalewski nicht?"pt:Gerhard Kowalewski. (http:/ / www. erste Auflage 1927. con un'appendice "Sulle definizioni matematiche di discreto e continuo". da parte di molti medici. cartesio-episteme. . 2004 (http:/ / www. ispirati all•opera di Carroll. e migliorando i livelli del colesterolo. posto alla fine dell'interminabile corsa. 8. nonostante l•alto numero di forti fumatori. ma la tartaruga rifiuta sempre di arrivare alla conclusione finale di Achille. La ricerca di Yale Nel maggio 2006 alcuni ricercatori della Facoltƒ di Medicina dell'Universitƒ Yale pubblicarono un articolo relativo a oltre 100 studi condotti sui benefici arrecati alla salute dal t• verde. Bach: un'eterna ghirlanda brillante di Douglas Hofstadter i vari capitoli sono intervallati da dialoghi tra Achille e la tartaruga.Paradossi di Zenone 96 Il paradosso di Achille e la tartaruga in letteratura Il Paradosso di Achille e la tartaruga ha ispirato diversi scrittori. in "Carmina mathematica und andere poetische Jugends¨nden". N. Borges li ha anche utilizzati come metafora per alcune situazioni descritte da Kafka. che i loro pazienti evitino l•assunzione di t• verde prima di procedure correlate alla capacitƒ di coagulazione. net/ ep8/ ep8-zeno.

Una delle soluzioni pi… famose fra quelle proposte consiste nell•accettare che l•osservazione di una mela verde costituisce una prova che tutti i corvi sono neri. net/ c_news. edu/ opa/ newsr/ 06-06-01-01. org/ [2] http:/ / www. la teoria che tutti i corvi siano neri diviene ai nostri occhi sempre pi… probabilmente vera. . Perci†. una cosa non nera che non • un corvo. notiamo infallibilmente ed invariabilmente che essi sono tutti neri.Paradosso asiatico (cardiologia) 97 Voci correlate ‡ T• verde Collegamenti esterni ‡ (EN) Green Tea and the ‘Asian Paradox’ [2] ‡ T• verde: pi… forte anche del fumo [3] Note [1] http:/ / www. d'altra parte. anche alcune varianti sono state presentate nel 1958 e forme precedenti dell•argomentazione risalgono al 1940. health. Questa argomentazione • stata presentata da I. yahoo. mentre in realtƒ • molto piccolo. In base al principio induttivo. facs. yale. paradosso di Hempel o i corvi di Hempel) • un paradosso logico sviluppato negli anni '40 da Carl Gustav Hempel per dimostrare i limiti del procedimento logico induttivo. Hempel prese ad esempio la teoria che tutti i corvi siano neri per trarne conclusioni di paradosso. questo secondo enunciato diventerebbe pi… probabilmente vero in seguito all'osservazione di una mela rossa: osserveremmo. coerentemente col principio induttivo. Good nel 1960 ed • probabilmente la pi… conosciuta. Secondo questa risoluzione. non sono corvi". perci†. Esaminando ad uno ad uno un milione di corvi. ma aggiungendo che l•effettiva conferma che questa prova fornisce • molto piccola. Osservando come per il principio induttivo l'acquisizione di un nuovo riscontro empirico di una teoria renda piŒ probabile che questa teoria sia vera. cio• la teoria della confermabilitƒ. vista la grande differenza fra il numero di corvi e il numero di oggetti non neri. J. infatti. asp?id=15858& c=13& s=1 Paradosso dei corvi Il paradosso dei corvi (anche detto paradosso dei corvi neri. html [3] http:/ / it. l'osservazione di una mela rossa renderebbe pi… probabilmente vero anche l'assunto che "tutti i corvi sono neri". Dopo ogni osservazione. all. Un corvo nero Ma l'assunto "i corvi sono tutti neri" • logicamente equivalente all'assunto "tutte le cose che non sono nere. la conclusione appare paradossale perch€ viene intuitivamente stimato in zero il valore della prova nell•osservare una mela verde. Pare ogni volta sempre pi… corretto registrare l'assunto come probabilmente vero: tutti i corvi sono neri.

ed eventualmente anche l'altro"). Quesito Il quesito in questione •. Pertanto la probabilitƒ che entrambi siano maschi • pari a 25/75=1/3. che tecnicamente • piuttosto un sofisma. utilizzando semplici strumenti di probabilitƒ classica.3%. 3. Dimostrazione assiomatica o frequentista Su 100 famiglie che hanno esattamente due figli.che non dia adito ad ambiguitƒ • la seguente: "Il signor Smith ha due bambini. Esso • spesso citato per mettere in evidenza la facilitƒ con la quale nell'ambito della probabilitƒ pu† nascere confusione anche in contesti che a prima vista sembrano nient'affatto complicati da analizzare. In realtƒ.intuitivamente equivalente . . 25 famiglie il cui primo figlio • maschio e il secondo pure 25 famiglie il cui primo figlio • maschio e il secondo invece femmina 25 famiglie il cui primo figlio • femmina e il secondo invece maschio 25 famiglie il cui primo figlio • femmina e il secondo pure La domanda prende in considerazione i primi tre casi. come riconosciuto da Gardner stesso. si osserveranno in media le seguenti quattro combinazioni: 1. ovvero non quello in cui ci sono due femmine: si tratta di 75 famiglie. Non sono due femmine.Paradosso dei due bambini 98 Paradosso dei due bambini Viene detto paradosso dei due bambini un celebre quesito della teoria della probabilitƒ. Qual ˆ la probabilit‡ che entrambi i bambini siano maschi?" Non • difficile. la probabilitƒ che anche l'altro lo sia • 1/2=50%. Almeno uno dei due ˆ un maschio. in una delle prime formulazioni (proposta da Martin Gardner sulle pagine del Scientific American): "Il signor Smith ha due bambini. 2. Nelle 25 famiglie del primo caso entrambi i figli sono maschi. e non designa problemi come questo. Qual ˆ la probabilit‡ che entrambi i bambini siano maschi?" La risposta intuitiva • che se. mentre nelle 25+25=50 famiglie del secondo e terzo caso ci sono un maschio ed una femmina. la domanda • posta in modo ambiguo (• facile pensare che con "almeno uno" si intenda "sicuramente uno che ho chiaramente individuato . • maschio il primo bambino. tuttavia il termine italiano "paradosso" ha un senso pi… preciso e restrittivo del "paradox" inglese. poniamo. apparentemente semplice ma in realtƒ ambiguo e il cui studio porta ad una risposta controintuitiva. e una possibile riformulazione . 4. Il nome con cui viene chiamato comunemente questo problema viene dall'inglese "Boy or Girl paradox". Di seguito le possibili combinazioni dei figli che rispettano le condizioni date: Figlio maggiore Figlio minore Femmina Femmina Maschio Maschio Femmina Maschio Femmina Maschio Si osservi che questo cosiddetto paradosso non ha nulla a che vedere con il fatto che in natura nella grande maggioranza dei paesi nascano leggermente pi… maschi che femmine[1]. si assume invece che la probabilitƒ di un figlio maschio sia a priori uguale a quella di una figlia femmina: 1/2. scoprire che la risposta • allora 1/3=33.

ad esempio: sapendo che una famiglia ha esattamente due bambini. quant'ˆ la probabilit‡ che l'altro bambino sia una femmina? In questo caso la risposta intuitiva (1/2=50%) • corretta. quant'• la probabilitƒ che abbia una sorella?" Anche in questo caso la risposta intuitiva (1/2=50%) • anche quella corretta. 25 famiglie il cui primo figlio (gruppo A1) • maschio e il secondo (gruppo A2) pure 25 famiglie il cui primo figlio (gruppo B1) • maschio e il secondo (gruppo B2) invece femmina 25 famiglie il cui primo figlio (gruppo C1) • femmina e il secondo (gruppo C2) invece maschio 25 famiglie il cui primo figlio (gruppo D1) • femmina e il secondo (gruppo D2) pure si osserva che incontrando un maschietto questo deve appartenere ad uno dei seguenti quattro gruppi: ‡ ‡ ‡ ‡ 25 (primogeniti) del gruppo A1. 2. Infatti analizzando in modo leggermente diverso l'elenco di cui sopra 1. incontrando un maschietto. dei quali il primo ˆ un maschio. dei quali 25+25=50 hanno una sorella. che hanno una sorella (maggiore) In totale ci sono dunque 100 maschietti. Infatti in metƒ delle famiglie (casi 1 e 2) il primo figlio • maschio e di queste nella metƒ dei casi (caso 1) anche il secondo • maschio.es. Le parole "l'altro bambino" invece ci portano spontaneamente ad immaginare che l'"almeno uno" indichi un bambino specifico (ad esempio che chi ci pone la domanda ne abbia chiaro in mente il volto e se • il primo o il secondo) ed a forzare quindi il significato della prima parte della domanda. che non hanno sorelle (si tratta dei fratelli di bambini del gruppo A1) 25 (primogeniti) B1. Di seguito le possibili combinazioni dei figli che rispettano le diverse condizioni poste: Figlio maggiore Figlio minore Femmina Femmina Maschio Maschio Femmina Maschio Femmina Maschio Il problema • che con le parole "almeno un bambino". che non hanno sorelle 25 (secondogeniti) del gruppo A2. di conseguenza la probabilitƒ cercata • effettivamente pari a 50/100=1/2=50%.Paradosso dei due bambini 99 Una domanda simile con risposta corretta pari a 1/2 L'ambiguitƒ del "paradosso" nasce dal fatto che lo si potrebbe voler riformulare come. Un'altra domanda simile con risposta corretta pari a 1/2 Un'altra domanda simile • la seguente: "In un mondo nel quale tutte le famiglie hanno esattamente due bambini (p. che hanno una sorella (minore) 25 (secondogeniti) C2. 3. 4. nell'associazione "Famiglie con due figli"). non stiamo individuando uno dei due figli in particolare (cio• se • il primo o il secondo). .

Alla seconda domanda. istat. ponendo loro una delle seguenti due domande: ‡ ˜Il signor Smith dice: "Ho due bambini ed almeno uno • un maschio. parl† di un complotto ai suoi danni. distante 8 anni luce dal nostro pianeta. che mantenendo una velocitƒ costante v raggiunga la stella Wolf 359. nei calcoli trascuriamo per semplicitƒ l'accelerazione e la decelerazione della navetta. solamente il 39% ha risposto 1/2. Einstein ammise la possibilitƒ teorica di un viaggio nel futuro. sempre a velocitƒ v. Note [1] Tabella Istat (http:/ / demo. pdf) sulla natalitƒ in Italia tra il 1994 ed il 1998 Voci correlate ‡ Probabilitƒ condizionata ‡ Paradosso delle tre carte ‡ Problema di Monty Hall Paradosso dei gemelli Il paradosso dei gemelli • un esperimento mentale che sembra rivelare una contraddizione nella teoria della relativitƒ ristretta. cio• v = 0. mentre l'altro rimanga a Terra. Risolvendo il paradosso dei gemelli. la diversa formulazione ha ridotto l'ambiguitƒ e di conseguenza le risposte errate del 46%. it/ altridati/ natid1d2/ tavole/ Tavola 1." Considerando questa informazione. ferma restando l'impossibilitƒ di superare la velocitƒ della luce.000 km/s.8 c. fu elaborata pi… tardi dallo stesso Einstein insieme a Nathan Rosen." Considerando questa informazione. occorrerebbero accelerazioni insostenibili per l'uomo e per la nave. e quando questi ultimi cominciarono a rifiutare le pubblicazioni. inverta la rotta e ritorni sulla Terra. Supponiamo che v sia di 240. L'analisi che porta a tale conclusione • per† scorretta: un'analisi corretta mostra che non vi • alcuna contraddizione. anche se. Volutamente. qual • la probabilitƒ che entrambi i bambini siano maschi?™ I due studiosi hanno riportato che l'85% delle persone che hanno risposto alla prima domanda. l'uno salga sull'astronave. ingannati dalle parole " l'altro bambino ". filosofo inglese. Pur avendo ricevuto numerose confutazioni logiche da Einstein e Bohr. La prima costruzione teorica per la quale risultava possibile un viaggio nel passato.Paradosso dei due bambini 100 Studio scientifico Fox & Levav nel 2004 hanno sottoposto ad un test alcuni volontari. Di una coppia di fratelli gemelli. per portarsi a velocitƒ relativistiche in tempi brevi. e che appena arrivata.1994-1998. egli continu† a scrivere ai giornali. Storia Principale sostenitore della questione fu Herbert Dingle. Enunciato del paradosso Consideriamo un'astronave che parta dalla Terra nell'anno 3000. qual • la probabilitƒ che l'altro bambino sia un maschio?™ ‡ ˜Il signor Smith dice: "Ho due bambini e non sono entrambi femmine. hanno fornito come risposta 1/2 considerando solo 2 possibili combinazioni. 2 . Per questa velocitƒ si ha: . Gli studiosi hanno cos‚ dimostrato che pur essendo (a livello di calcolo delle probabilitƒ) la stessa domanda con gli stessi casi da considerare.

Il fratello rimasto sulla Terra • perci†. quello dell'astronave non lo •. il tempo scorre al 60% del tempo della Terra.2 anni. che per velocitƒ cos‚ elevate sarebbero comunque significativi. ma il 3007. perci† non • l'anno 3020. e ne impiega altrettanti nel viaggio di ritorno: essa quindi ritorna sulla Terra nel 3020. mentre quello della Terra • un sistema di riferimento inerziale. ma prima accelera fino alla velocitƒ di crociera. Nella figura • tracciato il diagramma di Minkowski per questi tre sistemi di riferimento (disegnati rispettivamente in nero. quello dell'astronave nel viaggio di andata. egli effettua il calcolo nel Diagramma di Minkowski . l'evento simultaneo all'evento B: nel sistema di riferimento della Terra. Quindi: ‡ Nel sistema di riferimento della Terra. e in quello del viaggio di ritorno • l'evento D•• (relativitƒ della simultaneitƒ). che si muove rispetto alla Terra di velocitƒ v. quindi. la distanza fra la Terra e Wolf 359 si accorcia al 60%. quando l'osservatore a bordo dell'astronave calcola il tempo trascorso sulla Terra "dalla sua partenza al suo arrivo a Wolf 359". 101 Soluzione (nella relativit‚ speciale) L'apparente contraddizione si risolve osservando che. quindi secondo l'orologio dell'astronauta il viaggio dura 6 anni per l'andata e altrettanti per il ritorno: all'arrivo. per effetto della contrazione relativistica delle lunghezze. il calendario dell'astronave segna l'anno 3012. l'astronave percorre 8 anni luce in 10 anni nel viaggio di andata. tralasciando i tempi di accelerazione/decelerazione. si impiegano quindi. e poi frena di nuovo. Ma. Sull'astronave.8 c. Cos‚. secondo la teoria della relativitƒ ristretta. nel sistema in movimento il tempo scorre al 60% del tempo nel sistema in quiete. esso • l'evento D. blu e rosso). C sono rispettivamente: ‡ la partenza dell'astronave dalla Terra ‡ l'arrivo dell'astronave a Wolf 359 e sua ripartenza ‡ il ritorno dell'astronave sulla Terra I tre sistemi di riferimento non sono in accordo su quale sia. B. di otto anni pi… vecchio del suo gemello. sulla Terra. Si devono quindi considerare non due. coerentemente con quanto calcolato nel sistema di riferimento della Terra. che si muove rispetto alla Terra di velocitƒ -v (cio• v nella direzione opposta). inverte la rotta e riaccelera per tornare indietro. dopo il viaggio. ‡ Nel sistema di riferimento dell'astronave. poi frena.Paradosso dei gemelli per cui. I tre eventi indicati con le lettere A. per†. poich€ in questo sistema di riferimento • la Terra a muoversi. e quello dell'astronave nel viaggio di ritorno. • il suo orologio che va al 60% del tempo dell'astronave: quando l'astronave fa ritorno.8 anni pi… vecchio. cio• a 4. ma tre sistemi di riferimento inerziali: quello della Terra. ed • il fratello a bordo dell'astronave ad essere di 4. secondo l'orologio dell'astronave. 6 anni per l'andata e 6 per il ritorno.8 anni luce: alla velocitƒ di 0. L'astronave non mantiene infatti una velocitƒ costante per tutta la durata del viaggio. sulla Terra sono trascorsi solo 7. in quello del viaggio d'andata • l'evento D•.

B.4.6667 anni.4 anni. quindi.3333.6667). mentre l'intervallo D•-D•• non viene conteggiato. le costanti numeriche hanno i seguenti valori: v = 0. 10). (8. Le coordinate dell'evento D• si possono calcolare in quanto detto evento avviene sulla Terra. D••-C = 6 anni (totale 33. esattamente come si era calcolato in precedenza. Gli intervalli di tempo tra questi eventi. D-D•• = 10. Per l'osservatore sulla Terra.8667. le coordinate di D•• si ottengono imponendo x=0 e t€€=6: dall'equazione (4) si ricava t=16. Gli intervalli di tempo sono: A-D• = 6 anni. (0. 12). le coordinate nel sistema di riferimento del ritorno sono: A = (-26. t le coordinate spaziale e temporale nel sistema di riferimento della Terra. Gli intervalli di tempo sono quindi: A-D• = 6 anni. c = 1. ma soltanto alla somma dei due intervalli A-D• e D••-C. t€€ quelle nel viaggio di ritorno. applicando le trasformazioni (1) e (2). va al 60% del tempo sull'astronave.3333).4 anni. t) degli eventi A. D••-C = 6 anni (totale 33. sia per il viaggio di andata sia per quello di ritorno: la somma dei due intervalli A-D e D-C • pari al tempo totale trascorso sulla Terra.6667). si ottiene lo stesso risultato: durante il viaggio. D• = (-4.6667. valgono le trasformazioni di Lorentz: dove il termine appare nelle equazioni (3) e (4) in quanto i due sistemi di riferimento non hanno la stessa origine. Allo stesso modo.Paradosso dei gemelli sistema di riferimento del viaggio di andata.8. 6). D-D•• = 6. e secondo l'orologio sulla Terra: A-D• = 3. D-D•• = 6. D sono rispettivamente: (0. Nel sistema di riferimento della Terra. e con x€€. D••-C = 3.4 anni.8. B = (0. C = (0. D•-D = 10.6 anni (totale 20 anni). C.6667 anni.3333. 0). 20).6 anni (totale 20 anni).6667. sulla Terra trascorrono 20 anni. D = (-13. le coordinate (x. possiamo calcolare le coordinate di questi eventi nel sistema di riferimento dell'andata: A = (0. B = (0. e quindi calcola il tempo trascorso dall'evento A all'evento D•. D•• = (-21. D = (-13.3333). D• = (-21. il gemello rimasto sulla Terra • pi… vecchio (di 8 anni) di quello salito sull'astronave. per cui t€=6: sostituendo tali valori nell'equazione (2) si ottiene t=3. D••-C = 3. egli effettua il calcolo nel sistema di riferimento del viaggio di ritorno.6 anni.3333 anni).6 anni. 6). in questo sistema di riferimento. con x€. applicando le trasformazioni (3) e (4). In tutti e tre i sistemi di riferimento. invece. secondo l'orologio della Terra.6667 anni.3333). Ma l'orologio sulla Terra. 0). t€ quelle nel sistema di riferimento dell'astronave nel viaggio di andata. 10). sono quindi i seguenti: A-D• = 3. D•-D = 6. D•-D = 6.8. e simultaneamente a B nel sistema di riferimento del viaggio di andata. che in quel sistema di riferimento • simultaneo a B.4 anni. = 16 (quest'ultimo valore • scelto in modo da avere x€€ = 0 per l'astronave nel viaggio di ritorno). D-D•• = 10. 33. Il calcolo di questo osservatore • quindi quello corretto: dopo il viaggio. per cui x=0. 102 Analisi dettagliata Indicando con x. 27.3333). D-D•• = 6. Come si pu† vedere.6667 anni. Usando l'anno come unitƒ di tempo e l'anno luce come unitƒ di lunghezza. Ora.8667. (0. 16. D•• = (-4.6 anni (totale 20 anni). D•-D = 10. 6). 6).6. nel quale • D•• ad essere simultaneo a B. . Perci† il tempo da lui calcolato non • uguale al tempo totale trascorso sulla Terra. Esso quindi misura: A-D• = 3. ma quando calcola il tempo trascorso "dalla sua ripartenza al suo arrivo sulla Terra". mentre lo • D•. -21.4 anni. in questo sistema di riferimento D non • simultaneo a B. l'evento simultaneo a B • sempre D.6 anni. -15. C = (-26.3333 anni). D••-C = 3.4 anni. -4. D•-D = 6. Analogamente.

Allo stesso modo. a prima vista. sostengono che per l'astronauta. infatti. Durante la fase di accelerazione. ma nel viaggio di ritorno va pi… velocemente. nel sistema di riferimento dell'astronave. Nel viaggio di ritorno. occorre considerare anche il tragitto che la luce compie dalla Terra all'astronave. ma in quel momento. e il tempo totale corrisponde a quello calcolato nell'altro sistema di riferimento.3333%. sono ugualmente validi. nel viaggio di andata. quello che l'astronauta calcola • differente da quello che vede. per†. l'astronave impiega 10 anni per percorrere 8 anni luce. si tratta dell'accelerazione che l'astronave sperimenta nel mutare la sua velocitƒ da v a -v. per cui vede l'orologio della Terra andare 3 volte pi… rapido del suo. egli viene raggiunto dalla luce partita dalla Terra solo 2 anni dopo di lui. Come spiegato sopra. Questo • vero soltanto da un certo punto di vista.Paradosso dei gemelli 103 Cosa vede l'astronauta Alcuni. tutti i sistemi di riferimento. l'astronauta calcola che l'orologio della Terra va al 60% del tempo del suo. tanto pi… il suo orologio rallenta (red-shift gravitazionale). per spiegare il paradosso dei gemelli. perch€ la luce emessa da Wolf 359 nell'anno 3010 raggiunge la Terra soltanto nel 3018. A ben guardare. essa viene avvertita come un'accelerazione di gravitƒ. invece di allontanarsene: l'effetto • quindi opposto. Perci† l'astronauta vede l'orologio sulla Terra andare non al 60% del suo. Nel sistema di riferimento della Terra. ma al contrario dell'astronauta. o 1. l'orologio della Terra va pi… lentamente. mentre la luce ne impiega 8. Precisamente. ed egli calcola che sulla Terra siano trascorsi 3. e 3 volte pi… veloce nel viaggio di ritorno. Questo ulteriore rallentamento non • un effetto relativistico.6 anni.2 anni dopo secondo il suo (infatti. e non il contrario. una differenza esiste: un osservatore sull'astronave. la relativitƒ generale prevede che quanto pi… intensa • l'accelerazione che un osservatore avverte. . avverte un'accelerazione. In questo senso. appare quindi simmetrica: non sembra esservi una ragione per cui l'orologio della Terra debba andare pi… veloce di quello dell'astronave. Nel secondo caso. cio• al 33. Soluzione (nella relativit‚ generale) Nella teoria della relativitƒ generale. sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno. nel momento in cui essa inverte la rotta. Per una trattazione di questo fenomeno si veda l'articolo effetto Doppler relativistico. nel sistema dell'astronauta la distanza si contrae a 4. Tuttavia. La situazione. per il suo orologio sono trascorsi 6 anni. Infatti. l'astronauta va incontro alla luce proveniente dalla Terra. Ora. e i tempi si riducono in proporzione). ma 3 volte pi… lento. secondo l'orologio della Terra. per cui egli vede l'orologio della Terra andare pi… rapido. quindi. quando l'astronauta raggiunge Wolf 359.8 anni luce. nel sistema di riferimento della Terra. e in questo modo "recupera" il tempo perso e si avvantaggia. ma lo si osserverebbe anche se valesse la sola fisica classica (seppur la sua entitƒ risulterebbe diversa). egli vede trascorrere 18 anni sulla Terra (dal 3002 al 3020). l'affermazione riportata sopra • vera. non solo quelli inerziali. l'osservatore sulla Terra vede l'orologio sull'astronave andare 3 volte pi… lento del suo nel viaggio di andata. nei 6 anni (secondo il suo orologio) del viaggio di ritorno. egli vede il viaggio di andata durare 18 anni e quello di ritorno solo 2 (in entrambi i casi l'orologio dell'astronave misura 6 anni). l'osservatore sull'astronave vede l'orologio sulla Terra andare molto pi… veloce del suo: si pu† calcolare che in questo tratto l'osservatore "recupera" il tempo perso nei tratti di moto uniforme.

Paradosso dei gemelli 104 Voci correlate ‡ Dilatazione del tempo ‡ Viaggio nel tempo Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. La traduzione scherzosa di Skolem conserva meglio il carattere dell•originaria antinomia di Russell. non • diversa dal fatto che. com/ 2008/ 06/ 19/ il-paradosso-dei-gemelli-parte-1/ [2] http:/ / www. il nostro bibliotecario provvede a stendere il catalogo di tutti i cataloghi.] ma non dƒ luogo a problemi logici". Un'altra versione del paradosso • quello della biblioteca infinita.. si ricorda che sul paradosso del bibliotecario scrissero sia Jorge Luis Borges sia Umberto Eco. La maggior parte dei cataloghi non riportano s€ stessi. o mai esistite.W. A questo punto nasce una constatazione. Infatti l'ipotesi che l'una o l•altra regola di diritto abbia delle conseguenze assurde. il catalogo di tutti i cataloghi.com [1] ‡ Il paradosso dei gemelli [2] ‡ L'articolo della soluzione del paradosso dei gemelli di Subhash Kak [3] Note [1] http:/ / www. Egli compie una prima catalogazione per titoli. Al responsabile di una grande biblioteca viene affidato il compito di produrre gli opportuni cataloghi. poi per argomenti. Essa pu† essere cos‚ raccontata. non • in s€ assurda. e con varie allusioni nei testi su Uqbar. e che include. ecc. Per eccesso di zelo. nella quale sono presenti anche i volumi mai scritti su cose mai pensate. htm [3] http:/ / www. lo scrupoloso bibliotecario decide. poi per autori. il nostro bibliotecario chiede di essere dispensato dall'incarico... astronomia. com/ content/ e4670q159464473r/ ?p=9724bdccded240a59c384dcdefcded98& pi=1 Paradosso del bibliotecario Il paradosso del bibliotecario • un'altra versione del paradosso di Russell dovuta al logico matematico norvegese Thoralf Skolem. contenuto nel volume Finzioni. it/ ugerco/ autorivari/ gemelliweb. ancor pi… paradossalmente. non dia origine ad un vero paradosso logico: il fatto che la relazione "fare la barba a. poi per numero di pagine e cos‚ via. Si pu† notare come la prima traduzione scherzosa dell'antinomia di Russell. il .) che riportano s€ stessi. webalice. Poich€ i cataloghi si moltiplicano.wikimedia. Incidentalmente.org/wiki/Category:Twin paradox Collegamenti esterni ‡ Il paradosso dei gemelli | Astronomia. Il primo nel racconto La biblioteca di Babele. Il giorno seguente. anche il catalogo di tutti cataloghi che non includono s‰ stessi. a questo punto. springerlink. Osserva E. di costruire il catalogo di tutti cataloghi che non includono s‰ stessi. ma ve ne sono alcuni (quali il catalogo di tutti i volumi con meno di 5000 pagine. quella del cos‚ detto paradosso del barbiere. Un siffatto avvenimento pu† sollevare gravi questioni di diritto [.. dopo una notte insonne passata nel dubbio se tale nuovo catalogo dovesse o non dovesse includere s€ stesso." sia definita per tutti gli abitanti dell'isola meno che per il barbiere. nei numeri reali la proprietƒ "avere un numero inverso" valga per tutti tranne lo zero. Beth: "Il dilemma [del barbiere] non costituisce un dilemma per la logica.

Riportava i regolamenti cui i piloti erano soggetti. Bompiani. Adelphi. 105 Paradossi simili ‡ Paradosso di Russell ‡ Paradosso del barbiere ‡ Paradosso dell'eterologicitƒ di Grelling-Nelson Bibliografia ‡ Jorge Luis Borges. 1944. De Bibliotheca [1].™ Gli articoli furono poi copiati in Star Trek nel cosiddetto Codice Militare Spaziale del Pianeta dei Klingon (fonte non canonica con la serie televisiva). Finzioni. rappresent† una feroce critica alla struttura militare e alla guerra narrando le avventure di un gruppo di aviatori statunitensi dediti ai bombardamenti in Italia durante la Seconda guerra mondiale. non • possibile alcuna scelta ma vi • solo un'unica possibilitƒ. La frase precedente • vera. la soluzione di questo paradosso • "vietato impazzire". „ una versione del paradosso di Jourdain (a sua volta derivato dall'antico paradosso di Epimenide) con le seguenti due frasi: ˜La frase seguente • falsa. Questo paradosso • stato utilizzato anche in una striscia del fumetto Sturmtruppen di Bonvi. .Paradosso del bibliotecario secondo citando il primo nel De Bibliotheca. Nel fumetto. Comma 22 ˜Chiunque chieda il congedo dal fronte non • pazzo. per motivi logici nascosti o poco evidenti. 1995 ISBN 8885262228 Note [1] http:/ / www. ISBN 8845914275 ‡ Umberto Eco. Comma 21 ˜L'unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte • la pazzia. dove in realtƒ. se lo fosse. Il libro. it/ biblioteca/ e/ eco/ Paradosso del Comma 22 Il paradosso del Comma 22 • un paradosso contenuto nel libro Catch 22 (letteralmente "Tranello 22" ma normalmente tradotto come "Comma 22") di Joseph Heller. Il paradosso riguarda un'apparente possibilitƒ di scelta in una regola o in una procedura. edito nel 1961. e fra questi due articoli contraddittori: Articolo 12.™ Articolo 12. Nella lingua inglese viene infatti comunemente citato con il significato di circolo vizioso. liberliber. sarebbe stata all'evidenza autocontraddittoria.™ In realtƒ la norma sopra riportata non • mai esistita e.

Una di queste porte si pu† aprire solo non desiderando di aprirla. Il paradosso afferma che la probabilitƒ che almeno due persone in un gruppo compiano gli anni lo stesso giorno • largamente superiore a quanto potrebbe dire l'intuito: infatti giƒ in un gruppo di 23 persone la probabilitƒ • circa 0. Il ragionamento • questo: data una qualunque persona del gruppo (indipendentemente dalla data del suo compleanno). anche se ci† non • esatto[2]. si trova davanti a tre porte per giungere all'Oracolo che gli avrebbe rivelato il modo di salvare Fantasia. Il modo pi… semplice per calcolare la probabilitƒ P(p) che ci siano almeno due persone appartenenti ad un gruppo di p persone che compiano gli anni lo stesso giorno • calcolare dapprima la probabilitƒ P1(p) che ci† non accada. la probabilitƒ che tutti i compleanni cadano in date diverse •: . la semplice compilazione corretta del modulo di richiesta delle ferie • una dimostrazione di saper svolgere il proprio lavoro. anche se per arrivare all'evento certo occorre considerare un gruppo di almeno 367 persone (per il principio dei cassetti e la possibilitƒ di anni bisestili). chiamato "Comma 22". Il grafico mostra l'andamento di P(p) al crescere del numero di persone Per effettuare il calcolo. ad un certo punto della sua ricerca.97.51. con 30 persone essa supera 0. mentre a dare la Parola • una persona che si trova oltre la porta. the Mob. si ricorre alla formula per la probabilitƒ degli eventi indipendenti: per rendere pi… semplice il calcolo si assume che gli anni siano tutti di 365 giorni e che i compleanni siano equiprobabili. con 50 persone tocca addirittura 0. Voci correlate ‡ Paradosso ‡ Antimilitarismo Paradosso del compleanno Il paradosso[1] del compleanno (o problema del compleanno) • un paradosso di teoria della probabilitƒ definito nel 1939 da Richard von Mises.70. Esprimendo in formule quanto sopra. se si considera una terza persona. ci sono 363 casi su 365 in cui compie gli anni in un giorno diverso dalle prime due persone e via dicendo. Aggiungere il giorno bisestile peggiora leggermente la probabilitƒ. vi sono 364 casi su 365 in cui il compleanno di una seconda persona avvenga in un giorno diverso. and the Meatball vi • una citazione del Comma 22. dove il Comma 21 del nuovo regolamento aziendale dice che quando un impiegato non riesce a svolgere il proprio lavoro pu† chiedere cinque giorni di ferie anticipate. ‡ Nel Videogioco Sam & Max: The Mole.Paradosso del Comma 22 106 Riferimenti culturali ‡ Nel romanzo La storia infinita di Michael Ende Atreiu. ‡ Nella sitcom italiana Camera Cafˆ vi • un episodio. ma in compenso il fatto che i compleanni non siano equiprobabili la alza. ma il Comma 22 dice che per una segretaria. quando i personaggi chiedono di entrare in un luogo protetto da Parola d'Ordine.

Si vede come il gatto sia contemporaneamente sia vivo che morto. in modo parimenti probabile. nessuno. ¦„ . Si rinchiuda un gatto in una scatola d€acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilit‡ d€essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva. • Questo paradosso ha importanti ricadute nella crittografia e nel dimensionamento del blocco da cifrare. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un€ora. In particolare nell'ambito della crittografia si utilizza il paradosso del compleanno per indicare che le funzioni hash crittografiche abbiano la proprietƒ di "resistenza forte alle collisioni". [2] (EN) Leap Day -. com/ astronomy/ LeapDay. wolfram.from Eric Weisstein's World of Astronomy (http:/ / scienceworld. Fondamenti ƒ¦Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Collegamenti esterni ‡ Il paradosso del compleanno (http://www. mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. ma miscelati con uguale peso. Note [1] Il termine paradosso non • da intendersi nel senso di una contraddizione logica. cosŠ poca che nel corso di un€ora forse uno dei suoi atomi si disintegrer‡.¦URL consultato il 22-04-2009. La funzione dell€intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto [1] vivo e il gatto morto non sono stati puri.Paradosso del compleanno 107 e dunque la probabilitƒ del suo evento complementare.html) Paradosso del gatto di Schr…dinger Il paradosso del gatto di Schr…dinger • un esperimento mentale ideato da Erwin Schr‰dinger allo scopo di dimostrare come l'interpretazione classica della meccanica quantistica (Interpretazione di Copenaghen) risulta incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico. il risultato evidentemente • ben al di sotto dei elementi necessari suggeriti dall'intuito. si direbbe che il gatto ˆ ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato.org/content/math/interactive/probability/lessonplans/ birthday/home. ma viene chiamato in questo modo poich€ la veritƒ matematica contraddice l'intuizione naturale: molte persone stimano che questa probabilitƒ sia decisamente inferiore al 50%.teacherlink. html). se l'evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. La struttura dell'apparato sperimentale. Ad esempio una funzione di hash che produce un risultato su N bit sarƒ reputata insicura quando verranno generati risultati in quanto si ha la probabilitƒ di oltre il 50% di aver trovato una collisione. cio• che esistano almeno due compleanni uguali. ma anche.

egualmente basato sull'interazione tra un "oggetto" quantistico e un corpo macroscopico. una volta aggregate in un insieme macroscopico. Il paradosso. Il paradosso del gatto nella realt‚ L'esperimento del gatto. non • mai stato messo in pratica. ogni singola particella si comporta individualmente come delocalizzata. emettendo la particella che aziona il marchingegno letale. . afferrare. secondo una corrente di pensiero. fra un'osservazione e l'altra. Tuttavia un esperimento analogo. ma non ne avesse ancora letto il risultato. solamente non ce ne siamo accorti fino al secolo scorso: nel mondo microscopico. Ma lo stato quantico dell'atomo • determinato dall'osservazione. azzerano le singole posizioni individuali. fino a quando l'atomo non si disintegra (e questo evento dipende unicamente dalla natura dell'atomo radioattivo scelto. Le particelle subatomiche sono "delocalizzate" nello spazio e nel moto. si comportano come se stessero in pi… luoghi contemporaneamente. esattamente come la sostanza radioattiva citata da Schr‰dinger. al decadimento dell'atomo. anche il gatto resta sia vivo sia morto fino a quando non si apre la scatola. l'interazione di un elemento "quantistico" come l'atomo radioattivo con un apparato macroscopico come il contatore Geiger modifica fin dall'inizio la situazione). il gatto va certamente incontro alla morte. avviene ci† che. obbligando quest'ultima a incanalarsi in uno dei due stati. pur essendo valido in linea generale tale concetto. viceversa. queste strane proprietƒ della materia e dell'energia corrispondono alla realtƒ del mondo dei quanti. e pertanto. lo stato quantico dell'atomo. per cui.Paradosso del gatto di Schr‰dinger 108 (Erwin Schr‰dinger) Dopo un certo periodo di tempo il gatto ha la stessa probabilitƒ di essere morto quanto l'atomo di essere decaduto. L'interazione reciproca delle singole particelle in una realtƒ macroscopica che ne annulla le proprietƒ quantistiche prende il nome di Decoerenza quantistica. inevitabilmente. quindi • un evento unicamente probabilistico). sta proprio qui: • soltanto l'osservazione diretta che. Il fotone gode di due stati quantici contemporaneamente. dovrebbe comunque concludere che in quel momento il fotone si trova giƒ in uno dei due stati. alterando i parametri basali del sistema e determinando. Solo quando una particella delocalizzata viene osservata con un esperimento che. Ritornando al caso del gatto. ossia non si compie un'osservazione. Per quanto "assurde" secondo il nostro modo di pensare. cos‚ come proposto da Schr‰dinger. In pratica una particella elementare possiede la capacitƒ di collocarsi in diverse posizioni e anche di esser dotata di quantitƒ d'energia diverse al medesimo istante. che di conseguenza pu† essere considerato al contempo sia vivo sia morto. le particelle singole. Viceversa. Senza di essa nessuno potrebbe vedere. la quantitƒ di moto e la posizione. Inserendo un secondo cavo a metƒ del primo perch€ intercetti il fotone e ne registri lo stato. L'esperimento ha permesso tra l'altro di dimostrare che l'osservazione non deve necessariamente essere compiuta da un essere umano: in questo caso l'osservazione • stata compiuta dal secondo cavo e giƒ in quel momento la realtƒ macroscopica ha interagito con quella quantica. nel nostro universo macroscopico. ovvero un corpo macroscopico ha una risultante nulla delle singole proprietƒ delle particelle componenti. attribuirƒ anche al gatto uno stato "coerente" con la nostra consueta realtƒ (si vedrƒ successivamente a proposito dell'interpretazione del paradosso che. essa verrƒ individuata con determinati valori delle proprie variabili tra i vari possibili. ne modifica il livello energetico. se non si apre il contenitore. il che gli conferisce le "consuete proprietƒ". Visto che fino al momento dell'osservazione l'atomo esiste nei due stati sovrapposti. e da quel momento la luce si troverƒ in uno solo dei due stati. il gatto • sicuramente vivo. solo apparente. anche se non sa ancora in quale dei due. come nel paradosso di Schr‰dinger. non risulta determinato neppure il destino dell'animale. • stato attuato immettendo un fotone in un cavo a fibra ottica. pensare: in una parola il mondo cos‚ come lo conosciamo non esisterebbe. si chiama "compiere un'osservazione". Se l'uomo giƒ sapesse che l'intercettazione • avvenuta. come detto. „ sempre stato cos‚.

proposta dal fisico danese Niels Bohr.[2] Il paradosso del gatto nella cultura popolare ‡ Schrodinger's Cat • il titolo di una canzone del gruppo inglese Tears for Fears appartenente all'album Saturnine Martial & Lunatic. ‡ Il paradosso del gatto di Schr‰dinger • citato da McGee nella puntata n. 2008. Si pu† persino vedere l•esempio del gatto come un•ottima illustrazione degli aspetti peculiari della meccanica quantistica. ‡ Una situazione del tutto simile accade al protagonista del libro Il risveglio di Endymion di Dan Simmons. Nel romanzo stesso • presente un gatto "delocalizzato" in grado di passare dall'una all'altra parte del muro grazie a un balzo quantico. aveva conseguenze insostenibili. in quanto parte del mondo macroscopico. anche se viene comunque studiata da questa forma di vita). ‡ Il paradosso • citato nel romanzo Sabato di Ian McEwan. Il paradosso del gatto fu inventato da Schroedinger per evidenziare che l•interpretazione di Copenhagen. 1984). che prendeva il paradosso come simbolo delle incertezze date dalla ricerca scientifica. ‡ Il paradosso del gatto • citato nel film A Serious Man dei fratelli Coen. ‡ Il paradosso del gatto di Schr‰dinger • citato in alcuni episodi della serie animata giapponese Noein. per descrivere una situazione di incertezza vissuta dal protagonista. McGee. un terrorista suicida si credeva che non fosse morto. dal titolo Scrupoli. edizioni Il Filo. ‡ Al gatto di Schr‰dinger si riferisce il titolo del romanzo di fantascienza Il gatto che attraversa i muri di Robert A. ‡ Il paradosso del gatto di Schr‰dinger • citato nell'episodio 17 della prima stagione di The Big Bang Theory da Sheldon per spiegare come il primo appuntamento possa essere una situazione positiva e negativa. ‡ Il paradosso del gatto di Schr‰dinger • citato in una puntata di Star Trek: Voyager per dare un esempio della fisica quantistica ad un'altra forma di vita (questa forma di vita la definisce fisica "errata" per il fatto che nel nostro universo una forma di vita non pu† essere sia viva che morta in uno stesso punto dello spazio-tempo. diversamente da come era stato ipotizzato da Schr‰dinger. e usare anche in altri ambiti la visione filosofica sottostante all•interpretazione di Copenhagen. che • il cervellone della squadra. La maggioranza dei fisici. Le Guin La rosa dei venti (Editrice Nord. continu† a seguire l•orientamento concettuale di Bohr. 19 della quarta serie di NCIS. ‡ Il gatto di Schr•dinger era il nome di una trasmissione radiofonica della Radiotelevisione Svizzera in lingua italiana a cura di Vincenzo Masotti. in quella puntata. cita questo paradosso spiegandolo a Ziva. Heinlein. in uno in particolare Amamiku spiega alla protagonista Haruka come lei in quel momento sia l'osservatore che definisce l'esistenza in vita o meno del suo amico Yu Goto. Per questo motivo. cos‚. trascinandola fuori dalla stanza. Infatti. ‡ Il paradosso del gatto di Schr‰dinger • citato in una vignetta di Cyanide and Happiness disegnata da Matt Melvin e pubblicata il 7 luglio 2007. ‡ Il gatto di Schroedinger • il titolo di un racconto contenuto nella raccolta di Ursula K. ‡ Il paradosso del gatto trova applicazione nel racconto Il gattino di Schr•dinger (Schr•dinger's Kitten) di George Alec Effinger (in Cuori elettrici Einaudi Stile Libero 1996) che ha vinto nel 1988 i premi pi… importanti della fantascienza: Hugo e Nebula. anche se ovviamente l'osservazione umana • necessaria perch€ l'uomo sappia quale di questi due casi si sia effettivamente verificato. ‡ Paradosso del gatto di Schr•dinger • il titolo di un romanzo del pittore Lodovico Mancusi.Paradosso del gatto di Schr‰dinger 109 Interpretazione del paradosso Come per l'interazione fra i due cavi descritta sopra. rinchiuso in una navicella e condannato a morte. giƒ l'interazione con il contatore Geiger obbligherebbe la sostanza radioattiva ad assumere uno solo dei due stati: il gatto. per†. sarebbe quindi sempre o solo vivo o solo morto. anche se lei ovviamente non . anche per l'esempio del gatto.

La sua abilitƒ principale "Dead and Alive". in quanto. ottava puntata. quando l'astronauta Wassenfelder. l'investigatore racconta di essere stato ingaggiato dallo stesso Schr‰dinger per ritrovarne il gatto che. situato a milioni di chilometri di distanza (sulla terra). disponendo di tali conoscenze. ‡ Il paradosso • citato nel telefilm Six Feet Under nella prima puntata della terza serie. ‡ Nel romanzo Dirk Gently. fisico. Strange. ‡ Nell'episodio Il viaggiatore del manga di Oh! Mia Dea (volume 18) il paradosso da spunto alla creazione della "Balena di Schroedinger". prima ed unica stagione. in mancanza di comunicazioni dovuta alla tempesta solare stessa. ‡ Schr‰dinger's Cat • una carta creatura del gioco online Elements.Paradosso del gatto di Schr‰dinger riusc‚ a comprenderlo. congelato all'interno di un blocco di ghiaccio. 110 ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Il paradosso • citato nella serie televisiva del 2009 Defying Gravity . ‡ Nel videogioco BioShock 2. ‡ Il gatto di Schr‰dinger viene citato anche in una delle prime puntate dei telefilm della serie Flash Forward. ha giƒ superato la meccanica quantistica ma egli non pu† rivelare nulla. potremmo fare del male a noi stessi o ad altri. che costringe l'equipaggio in un rifugio. Il paradosso • citato nella serie televisiva Numb3rs. ‡ Nei fumetti viene citato anche nell'edizione italiana di Spider-Man 549. ‡ Il Gatto di Schr‰dinger • anche citato nel romanzo Limit di Frank Sch³tzing. ‡ Il paradosso viene citato da Scarlett Thomas in Che fine ha fatto Mr Y.Le galassie del cuore. ‡ Il gatto di Schr‰dinger • uno spettacolo teatrale rappresentato dalla compagnia Foravia. allo stesso tempo. ‡ Il Gatto di Schr‰dinger • anche citato due volte nell'anime To aru majutsu no index. spiega una variante del paradosso ad un'avvenente donna incontrata casualmente in treno allo scopo di conquistarla. tratto dal romanzo di L. il quale risponde di aver studiato l'argomento in un corso elementare riguardante i concetti fisici errati. Who 6. ovunque e in nessun posto.15 . viene nominato in un telefilm che sta guardando uno dei protagonisti Nathaniel Samuel Fisher Jr. interpretato da Dominic Monaghan. se attivata. chiamato appunto Schr‰dinger. durante un'emergenza a bordo dell'astronave (una tempesta solare radioattiva). Il paradosso • citato all'inizio del fantathriller Repo Men (2010) di Miguel Sapochnik. ‡ Il paradosso viene citato su The Amazing Spider-Man (vol 2) 58 del novembre 2003 nella storia Buon Compleanno parte 2 mentre l'Uomo Ragno parla con il Dr. l'equipaggio sia per loro contemporaneamente vivo e morto. alla fine dei meandri oscuri dell'anima durante una dettagliata anche se breve descrizione della nascita dell'universo. Il fisico Simon Campus. risultava n€ vivo n€ morto ma scomparso. ‡ Il paradosso • citato in Bones III stagione ep. Il paradosso • citato nel 9º Viaggio di Capitan Harlock Amico Mio.stagione episodio 2: "Il giorno della luna" [3]. Il paradosso • citato nel 10´ volume del manga giapponese Hellsing. in grado di essere. ‡ Citazione nel commento di Dr. Il paradosso del gatto di Schr‰dinger • citato nel numero 125 di Dylan Dog intitolato Tre per Zero e nel numero 240 intitolato Ucronia da uno scienziato che dice di aver scoperto che tre per zero fa tre e non zero per poter spiegare la sovrapposizione di due mondi. nel livello Dionysus Park • presente un gatto. prima stagione. infatti. scatena tutti gli effetti correlati alla morte d'una creatura ma "Schr‰dinger's Cat" non muore realmente. • presente un personaggio chiamato Schr‰dinger. Il paradosso • citato nel libro Avanti nel tempo (Flashforward) di Robert J. ‡ Il paradosso viene citato nella visual novel Umineko no naku koro ni. all'apertura della scatola. La loro civiltƒ. descrive ai suoi compagni che per il controllo missione. ottava puntata. Agenzia di investigazione olistica di Douglas Adams. ‡ Il paradosso • citato in una puntata di Stargate SG-1 per spiegare la meccanica quantistica ad un extraterrestre. Licalzi "Cosa ti aspetti da me". Sawyer (e anche in un episodio dell'omonima serie televisiva): il fisico Simon Campos ne utilizza l'esempio per spiegare come due eventi futuri siano ugualmente probabili a un dato momento.

Lo stato del gatto non • determinato fin quando non • aperta la scatola. il Quantum mechanic. viene generato un gatto domestico di nome "Schroedinger's Cat". provincia. it/ page. Michael Straczynski nel fumetto Thor. 111 Note Voci correlate ‡ Interpretazioni della meccanica quantistica ‡ Collasso della funzione d'onda ‡ Paradosso dell'amico di Wigner Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. che ha un 50% di probabilitƒ di essere vivo o morto. pu† trasportare una scatola grande.wikimedia.Paradosso del gatto di Schr‰dinger ‡ Nel videogioco di esplorazione del sottosuolo (dungeon crawling) NetHack un particolare tipo di mostro. asp?IDCategoria=44& IDSezione=201&IDOggetto=122&Tipo=GENERICO) . Se il giocatore ottiene questo oggetto e lo apre.org/wiki/ Category:Schr‰dinger's Cat Collegamenti esterni Il problema della macro-oggettivazione (http:/ / scientiaemunus. parma. ‡ L'esperimento condotto dal fisico e matematico austriaco • ripreso da J. il dio norreno. quando Donald Blake viene catapultato fuori dal corpo del suo alter ego.

Si • calcolato che perch€ la fetta possa compiere un giro completo. che produce risultati mediamente equiripartiti fra "testa" e "croce".[5] Vignetta umoristica sul paradosso del gatto imburrato. Il punto di vista scientifico sul "paradosso" Il fatto che un gatto riesca. Lanciando il gatto da un'altezza ipoteticamente infinita. dal momento che quando la fetta • sul tavolo il lato imburrato • quello superiore. basterebbe prendere un gatto e legare una fetta di pane imburrato sul suo dorso. mentre la fetta di pane imburrato tenderebbe a cadere dalla parte del burro. con buona frequenza e purch€ lo spazio di caduta sia sufficiente. a girarsi in modo da cadere sulle zampe • un fatto scientificamente attestato. opponendosi alla forza di gravitƒ. Tuttavia. Tuttavia l'applicazione delle due leggi sulle quali si basa il paradosso non ha validitƒ scientifica. non • "equilibrata"[6]. Enunciato Il paradosso • basato sulla combinazioni di due "leggi": ‡ Un gatto cade sempre sulle zampe. ha un momento d'inerzia molto maggiore e soprattutto non viene "lanciata" come una moneta. Se la fetta cade dal bordo di un tavolo. la parte della fetta che ha giƒ superato l'orlo inizia a cadere prima della parte che ancora tocca il tavolo. inventato dall'americano John Frazee a scopo goliardico.[7] . ma • sufficiente a compierne mezza: quindi. per la stessa ragione sarebbe impossibile che tocchi terra sulle zampe o sulla schiena. La fetta di pane imburrato. il quale dimostrerebbe come sia possibile arrivare al moto perpetuo. e quindi rimarrebbe a mezz'aria. atterrando quindi sul lato non imburrato. • facile verificare direttamente che il tempo che la fetta impiega a toccare terra non • sufficiente a farle compiere una rotazione completa. la faccia superiore della fetta di pane sarƒ rivolta verso il pavimento (e. dal punto di vista fisico la caduta di una fetta di pane imburrato non • assimilabile al lancio di una moneta. sarƒ quel lato a toccare terra). ed • stata inventata a scopo umoristico: il paradosso quindi non • tale[2]. la presenza o meno del burro • sostanzialmente irrilevante: quando la fetta viene fatta scivolare sul piano del tavolo finch€ il baricentro oltrepassa l'orlo del tavolo. infatti. per un concorso organizzato nel 1993 dalla rivista OMNI[1]. ad esempio. e questo imprime alla fetta una rotazione iniziale.Paradosso del gatto imburrato 112 Paradosso del gatto imburrato Il paradosso del gatto imburrato (in inglese Buttered cat paradox) • un falso paradosso.[4] Se invece il gatto venisse fatto cadere da un'altezza finita. dovrebbe cadere da un'altezza da terra superiore ai 3 metri. Il fenomeno secondo cui la fetta di pane cadrebbe sempre dalla parte imburrata viene spesso fatto risalire alle Leggi di Murphy: questo porterebbe a credere che si tratti di un mero luogo comune. il gatto tenderebbe ad atterrare sulle zampe. ossia cade sempre in piedi e mai sulla schiena ‡ Una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro (derivata dalla Legge di Murphy)[3] Assunte queste due leggi come valide. si creerebbe quindi un moto perpetuo in cui sia il gatto sia la fetta di pane continuerebbero a ruotare all'infinito.

49‡53.com/books?id=jNudE7Kd8kQC& pg=PA72). mov [12] Perpetual motion (Il moto perpetuo) (http:/ / www..Paradosso del gatto imburrato In conclusione. com/ books?id=shAHJQwXslYC& pg=PA215). MY Books. 8‡.google. non ha momento nullo nel baricentro. cit. ISBN 9781844269990 ‡ Sergio M. [13] A Look at the Oscar-Nominated Animated Shorts for 2003 (Uno sguardo ai film animati nominati all'Oscar 2003) (http:/ / www.. 2005. com/ Apr04/ oscaranimation. inoltre. physics. Tuttavia. com/books?id=AS1xvUlxyIwC&pg=PR11). ISBN 9781425970611 ‡ Simon Potter. 113 Esperimenti Alcune persone sostengono scherzosamente che l'esperimento produrrebbe un effetto antigravitazionale.. e pu† determinare una rotazione della fetta in modo da portare il baricentro al di sotto del centro di spinta fluidostatica (in altre parole.¦URL consultato il 30 maggio 2011. cfm). The Buttered cat paradox (http://books. AuthorHouse. op. com/ index. p. ac. pdf) [11] Il film • disponibile al link: http:/ / www. ISBN 9780471443384 .200-201 http:/ / www.[9] La "sovrapposizione" dei due comportamenti ipotizzata nel "paradosso" non ha quindi nulla a che fare con ci† che si verifica in realtƒ.google.google. ed • falso che una fetta di pane cada sempre dal lato imburrato (si noti che il "paradosso" si basa proprio sull'assunzione assiomatica che le due circostanze si verifichino sempre). p. Profile Books Limited. ISBN 9781412810999 ‡ Sue McGrath. che il gatto. htm). [10] UoWaikato newsletter (http:/ / www. net/ files/ movies/ miner-perpetualmotion_480_360. Cavity quantum electrodynamics: the strange theory of light in a box (http://books. uk/ for-schools/ fun-physics/ perpetual-motion/ ). il comportamento "non casuale" del gatto[8] e quello della fetta imburrata..com/books?id=hbKedAeZzbIC&pg=PA8). dato che la massa del gatto • molto maggiore ed • il moto del gatto a determinare quello della fetta. p.google.J. John Wiley and Sons. ac. 11‡. [5] http:/ / bibi. separatamente. scifidimensions.giugno 1997 [8] Sandra Choron et al.[11] Miner ha basato il film su un testo scritto da un suo amico del liceo che rifletteva sulle potenziali conseguenze che avrebbe comportato l'effettuazione dell'esperimento del gatto imburrato. 1993). sono fatti reali e non leggende metropolitane..[10] Nel giugno del 2003. Science Magic: Fun Guaranteed! (http://books. butteredcat. 3 ottobre 2007. Dicono. pp. Houghton Mifflin Harcourt. rallenterebbe ed inizierebbe a ruotare fino a raggiungere una situazione stazionaria: la rotazione ad alta velocitƒ ad una piccolissima distanza dal suolo durante la quale sia il lato imburrato del pane. I have a theory. (http:/ / www. August 2007. ISBN 9781846683466 URL consultato il 12 gennaio 2012. Donald E. cit. Bibliografia ‡ Ian Stewart. leeds. Transaction Publishers.com/books?id=g8xF9iE7yX8C& pg=PA92). The Perfect Face for Radio (http://books. org/ 2007/ 02/ buttered_cat_paradox/ [6] La maggiore densitƒ del burro rispetto al pane fa s‚ che il baricentro del sistema non coincida con il centro geometrico del sistema fetta+burro. nz/ fmd/ newsletter/ Newsletter_No14. 52. 72‡. sia le zampe tentano di toccare terra senza riuscirci.Le Scienze n´ 346 . • evidente che quando si attacca la fetta al gatto il comportamento che avrebbe la stessa fetta imburrata "in caduta libera" diventa del tutto irrilevante. 2010. php?module=pagemaster& PAGE_user_op=view_page& PAGE_id=2& MMN_position=30:30 Planet Cat: A CAT-alog (http:/ / books. ‡ Alexander Kozintsev. 2010. non viceversa. • falso che un gatto cada sempre sulle zampe. 28 gennaio 2011. waikato. Kimberly Miner ha vinto uno Student Academy Award per il film da lei prodotto ed intitolato Il moto perpetuo. kminer. op. 2007. girare la fetta con la parte imburrata sotto). 92‡. Dutra. [9] Ian Stewart. aps. Taylor and Francis.com/books?id=MHTOWvv5kvYC&pg=PT49) in Professor Stewarts Hoard of Mathematical Treasures. Matthews "La scienza della Legge di Murphy". The Mirror of Laughter (http://books.google. una volta lasciato cadere.¦URL consultato il 30 maggio 2011. 1 maggio $6. [7] Robert A. 215‡.[12][13] Note [1] [2] [3] [4] (EN)Morris. ISBN 9780618812592 URL consultato il 30 maggio $6. Scot (July. la spinta fluidostatica che si esercita sulla fetta. 216. Science Askew: A Light-hearted look at the scientific world. Oltre a questo. Simanek. quindi. 2001. org/ publications/ apsnews/ 200111/ letters. Omni 15 (9). google.

ad esempio per diagonali: . ed afferma che qualsiasi sia il numero di altri ospiti che sopraggiungano. 11 gennaio 2012. bench€ l'albergo fosse pieno • comunque. Tutti gli alberghi chiudono. possibile sistemare il nuovo ospite. invece. 215‡. tutte occupate.com/ books?id=shAHJQwXslYC&pg=PA215). Un modo alternativo. che sono essi stessi infiniti. anche se il loro numero • infinito. Nel caso semplice. essendo infinito.Paradosso del gatto imburrato ‡ Sandra Choron. Arden Moore.uk/for-schools/fun-physics/perpetual-motion/) ‡ hScience Jokes 2 (http://jcdverha. sarƒ sempre possibile ospitarli tutti. ma solo scomodando infinite volte gli ospiti. in questo modo.home.xs4all.org/wiki/Category:Buttered cat paradox Collegamenti esterni ‡ ww. risolvendo dunque il problema.google.wikimedia. Gli ospiti sono quindi etichettati in questo modo: A questo punto basta assegnare le nuove stanze agli ospiti secondo un criterio ordinato.). Un caso meno intuitivo si ha quando arrivano infiniti nuovi ospiti.html#subindex) Paradosso del Grand Hotel di Hilbert Il Paradosso del Grand Hotel • un celebre paradosso inventato dal matematico David Hilbert per mostrare alcune caratteristiche del concetto di infinito. • di assegnare ad ogni persona una coppia di numeri in cui indica l'albergo di provenienza. e la relativa stanza. arriva un singolo nuovo ospite. dalla 2 alla 4.leeds. bench€ l'albergo fosse pieno. Sarebbe possibile procedere come prima.etc.physics.ac. e le differenze fra operazioni con insiemi finiti ed infiniti. Planet Cat: A CAT-alog (http://books. quello della 2 alla 3.nl/scijokes/2_21. ISBN 9780618812592 114 Voci correlate ‡ Moto perpetuo ‡ Legge di Murphy ‡ Gravitƒ Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Hilbert immagina un hotel con infinite stanze.ac. Ancora pi… difficile: ci sono infiniti alberghi con infinite stanze tutti al completo. tranne uno. lasciando ai nuovi ospiti tutte le camere con i numeri dispari.leeds.physics. Tutti gli ospiti vogliono alloggiare nell'unico albergo rimasto aperto. Il furbo albergatore sposterƒ tutti i clienti nella camera successiva (l'ospite della 1 alla 2. ma solo scomodando infinite volte gli ospiti (giƒ spazientiti dal precedente spostamento): sostiene allora Hilbert che la soluzione sta semplicemente nello spostare ogni ospite nella stanza con numero doppio rispetto a quello attuale (dalla 1 alla 2. etc. Harry Choron.uk/ (http://www. Houghton Mifflin Harcourt.). Sarebbe possibile procedere nel modo visto in precedenza. Gli ospiti sono tutti dunque sistemati.

fu solo pi… tardi che questa fu di nuovo citata (per esempio nella Lettera a Tito 1. se cio• Epimenide fosse stato un cretese che. Ma se cos‚ non fosse stato.1) e cos‚ via con i quadrati successivi (per i numeri 10. almeno in questa occasione. ebbe a dire che ˜i Cretesi sono bugiardi™.3).). Da notare in primo luogo che la frase • ˜io sto mentendo™. Paradosso del mentitore Nella logica il paradosso del mentitore • descritto come: data una proposizione autonegante come "Questa frase ˆ falsa". Non si conosce il contesto in cui Epimenide fece questa affermazione.Paradosso del Grand Hotel di Hilbert Questo paradosso. essendo come detto egli medesimo fra questi. per l'assenza del quantificatore universale (tutti o nessuno): se infatti esiste almeno un cretese che dice la veritƒ.3). Lem. (2. nella stanza 4 l'ospite del hotel=2 e stanza 1 cio• m=2. Non • tuttavia noto se l'affermazione di Epimenide fosse intesa come un paradosso del mentitore. all'epoca ai matematici. a far comprendere la differenza profonda e sostanziale tra gli insiemi finiti e infiniti. non diceva il falso. . 8 e 9 con le coppie (m. nella stanza 2. il quale. ˜io sto mentendo™. Il paradosso del mentitore: versione originale Secondo alcuni. l'ospite dell'hotel 1 e che sta nella stanza 2 (m=1 e n=2) e poi nella stanza 3 l'ospite m=2 e n=2 (hotel 2 stanza 2).2) e (3.12-13) e presentata come un paradosso del mentitore. anch'egli sarebbe dovuto conseguentemente essere bugiardo e perci† l'affermazione sarebbe dovuta essere falsa poich€ proveniente da un bugiardo. ha contribuito. 11 ecc.C. allora la frase non sarebbe veramente falsa (la veritƒ della proposizione non invalida la falsitƒ espressa nel contenuto della proposizione). e non ˜io sono bugiardo™. la proposizione. si propone di sistemare gli ospiti secondo i quadrati della matrice sopra descritta cio• nella stanza 1 si mette l'ospite con n=1 e m=1 (cio• l'ospite rimane dov'•) .). 6. Nel racconto Lem propone quindi per calcolare il numero della stanza le seguenti formule: se m<n. cretese egli stesso. 115 Racconti Esistono alcuni racconti che ripropongono una versione narrativa del paradosso. Inoltre. Diogene Laerzio[1] ha attribuito l'ideazione del paradosso ad Eubulide di Mileto (IV secolo a.). In questo modo nel racconto riesce a sistemare infiniti ospiti di infiniti hotel in un solo hotel di infinite stanze giƒ tutte occupate! Il Paradosso dell'albergo infinito si trova anche nel libro "L'infinito" di John David Barrow al capitolo III intitolato "Benvenuti all'Albergo Infinito". nessuno riuscirƒ mai a dimostrare se tale affermazione sia vera o falsa. allora l'affermazione di Epimenide • falsa senza portare ad alcuna contraddizione. aprendo le porte a gran parte delle moderne branche dell'aritmetica moderna: analisi non-standard e transfinita su tutte. allora il numero della stanza • n2-m+1 mentre se • m“n.n) rispettivamente in questo ordine (1. nel senso che ˜quello che sto dicendo in questo momento ˆ una menzogna™. quello che oggi chiamiamo paradosso nacque con una nota affermazione di Epimenide di Creta (VI secolo a. ‡ se infatti fosse vera. il quale riformul† l'affermazione di Epimenide dicendo ˜»š¼½Ÿ•šŒ•‘™ (pseud‹menos).C. Esiste anche una versione di Ian Stewart. ‡ se invece la proposizione fosse falsa. cos‚ come • formulata. (3. ed oggi ai profani. Uno di questi • "L'hotel straordinario" di Stanislaw Lem. n=1 e poi si continua a contare associando i numeri 5. (3. allora il contenuto si capovolgerebbe (• come se dicesse "Questa frase ˆ vera") quando abbiamo appena affermato il contrario. l'affermazione sarebbe risultata ugualmente falsa poich€ non tutti i cretesi erano bugiardi. 7.3). nonostante sia piuttosto elementare. non • un paradosso. Nel racconto di S. allora il numero della stanza • (m-1)2+n.

): un coccodrillo ghermisce un bambino che gioca sulle rive del Nilo. . Platone dice "Socrate dice il vero". Risultato: in tutti i casi. significherebbe che non lo ha mangiato. ‡ quella di Philip Jourdain. Il militare raccontava che un giorno era arrivato un tale cui fu chiesto perch€ voleva passare il ponte. se ha cio• indovinato che il coccodrillo vuole mangiare il bambino. Se stesse mentendo. ma il coccodrillo fa la seguente proposta: "Se indovini quello che far†. ‡ quella di Giovanni Buridano. che nel 1913 riformul† il paradosso di Buridano eliminando il riferimento a personaggi celebri. se la madre dice "tu lo mangerai". Buridano dimostr† che il problema non era l'autoreferenza. ma la loro congiunzione lo diventa. ‡ quella elaborata da Miguel de Cervantes nel Don Chisciotte (1615). L'elemento nuovo • l'autoriferimento: Eubulide sta parlando di se stesso. Tra le pi… note riformulazioni del paradosso del mentitore vi sono: ‡ quella di Aristotele (Confutazioni sofistiche (XXV)). ed anche attualmente l'argomento • assai discusso. o meglio Jean Buridan. ma non pu† essere neanche falsa. 116 Il paradosso del mentitore: elaborazioni successive Dal paradosso del mentitore sono derivate elaborazioni diversificate di molti autori attraverso tutti i secoli. Vista isolatamente. Socrate dice "Platone dice il falso". si era sempre pensato che i problemi logici derivanti dal paradosso del mentitore derivassero dal carattere di autoreferenza. dove si narrava di Sancho Panza che divenne governatore di Barataria e si trov† a dover decidere sul caso accaduto ad un militare. Ma se il coccodrillo restituisce il bimbo. perch€ c'• un elemento nuovo rispetto a ˜tutti i Cretesi mentono™. il quale propose due quesiti di analoga contraddittorietƒ: ‡ • possibile giurare di rompere il giuramento che si sta prestando? ‡ • possibile ordinare di disobbedire all'ordine che si sta impartendo? ‡ quella di Diogene Laerzio (II secolo d. Se la madre ha detto il vero. cio• sta affermando di se stesso che mente. la madre del piccolo implora il coccodrillo di restituirle il figlio. Se Socrate dice effettivamente il vero. avrebbe detto la veritƒ e avrebbe dovuto essere lasciato libero. e poi fosse stato impiccato. Egli immagin† due protagonisti. durante la Scolastica. Non • possible che la frase di Socrate sia vera e poi arrivare alla conclusione che • falsa. ponendo semplicemente due affermazioni: "la frase seguente • falsa" e "la frase precedente • vera". filosofo francese morto di peste a Parigi nel 1358 o 1360. non potrƒ mai riavere il figlio e il coccodrillo non potrƒ mai mantenere la promessa di restituirlo. A questa domanda. Fino a quell'epoca. elaborando un paradosso nel quale l'autoriferimento era per cos‚ dire spezzato in due. Socrate e Platone. messo di guardia su un ponte con l'ordine di impiccare tutti coloro che mentivano circa il motivo per cui volevano oltrepassare il ponte stesso. e questo non pu† essere n€ vero n€ falso. La madre allora dice al coccodrillo: "Credo che mangerai il piccolo".C.Paradosso del mentitore Con Eubulide si ripropone lo stesso dilemma di Epimenide: pu† essere vera la frase di uno che afferma ˜io sto dicendo il falso™? La frase di Eubulide non pu† essere vera. ciascuno dei quali pronuncia una sola frase. ciascuna delle due frasi non • affatto paradossale. allora aveva detto la veritƒ e quindi non doveva essere impiccato. allora in questo caso il coccodrillo ha promesso di restituire il bimbo. il tale rispose: "voglio attraversare il ponte solo per essere impiccato in base alla legge". allora Platone mente davvero e di conseguenza (contraddicendo alla premessa) Socrate dice il falso. ti restituir† il bambino". e quindi la donna non avrebbe indovinato e non potrebbe salvare la vita del figlio. Se fosse vero che costui voleva farsi impiccare.

una proposta di soluzione fu avanzata da Guglielmo di Ockham (1285-1350). Per esempio nella logica fuzzy. si sta usando la frase. cio• che lo stesso (enunciato) esprima simultaneamente il vero e il falso. il cui concetto trova spiegazione non nella frase stessa ma in un altro livello). Nelle logiche non classiche in cui non vale il principio di non-contraddizione. La soluzione prospettata da Aristotele • la seguente: le frasi paradossali si fondano sulla confusione tra uso e menzione. tali frasi hanno un valore di veritƒ pari a 0. Nel Medioevo.5. nel senso che si tratta di un paradosso di tipo autoreferenziale. Quando si dice "io sto mentendo". bens‚ che esse sono completamente prive di significato™. Mentre non • possibile che una frase possa essere vera o falsa nello stesso tempo. Solo le frasi autoreferenziali mescolano i due livelli in uno solo. la pseudoproposizione) deve essere semplicemente cassata. le proposizioni come quelle del mentitore non generano alcun paradosso. chi enuncia una frase insolubile. La proposta di soluzione di Buridano fu dettata dall'intuizione della logica temporale: un'affermazione non • vera o falsa in assoluto. n€ si deve congetturare in un altro modo. non dice letteralmente nulla e pertanto la proposizione (o meglio. ma solo relativamente ad un certo momento storico. Dal momento che la cassatio di Aristotele non forniva una soluzione concreta. 108. Bibliografia ‡ Piergiorgio Odifreddi. ma • espressa mediante il linguaggio. Note [1] II. Milano. 2003. dove il valore di veritƒ pu† variare tra 0 e 1. catalogato tra gli insolubilia. egli introdusse la distinzione tra linguaggio e metalinguaggio. perch€ dire "io sto mentendo" • una frase che si pone nel metalinguaggio (per quanto riguarda il verbo mentire. essa pu† esserlo in tempi diversi: Basterebbe dire "Platone dirƒ il falso quando pronuncerƒ la prossima frase" e "Socrate disse il vero quando pronunci† la frase precedente". Le menzogne di Ulisse: l'avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen. Saggistica TEA.Paradosso del mentitore 117 Soluzioni del paradosso del mentitore La soluzione data da Crisippo dice semplicemente che il paradosso • il rovesciamento del buon senso: ci sono frasi delle quali ˜non si deve dire che esse dicono il vero e (neppure) il falso. ISBN 9788850211913 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Antinomia Logica Filosofia Paradosso Veritƒ .

Il primo a descriverlo fu Ren€ Barjavel. alcune volte da loro stessi ad una controparte pi… giovane. ‡ un universo parallelo viene generato istantaneamente ad ogni singola "interferenza". perch€ ogni "interferenza" col passato produrrebbe le sue conseguenze solo in un universo parallelo nel quale la storia si evolve in maniera diversa. viaggiando indietro nel tempo. nel suo libro Il viaggiatore imprudente (Le voyageur imprudent. ‡ Secondo invece il Principio di auto consistenza di Novikov. perci† deve in qualche modo essere impossibile che il fatto paradossale avvenga: ‡ Secondo la Congettura di protezione cronologica (formulata da Stephen Hawking) deve in qualche modo essere impossibile ogni forma di viaggio indietro nel tempo. film famosissimi nei quali il viaggio a ritroso nel tempo dei protagonisti ha come conseguenza il cambiamento di carattere dei protagonisti coevi. Il nipote ha viaggiato indietro nel tempo o no? Il paradosso del nonno • stato molto utilizzato. in letteratura e nel cinema. ma le conseguenze che esso produce dal passato verso il futuro sono proprio quelle che hanno reso possibile quel viaggio dal futuro verso il passato: in altri termini • possibile andare indietro nel tempo. e creare una versione migliorata di s€. Altro esempio cinematografico sull'argomento • Ritorno al futuro e Ritorno al futuro 2. dunque prima che potessero sposarsi ed avere discendenza. Sono state proposte alcune ipotesi per risolvere la contraddizione non solo di questo paradosso. ma • impossibile modificare la storia tramite un viaggio indietro nel tempo. il viaggio nel tempo non • impossibile. Chuck Palahniuk rivede il "paradosso del nonno" e ne propone una soluzione alternativa. Se ci† fosse possibile. scoprendo cos‚ di essere sempre stato il nonno di se stesso. sostituendosi al padre per concepire s€ stesso con la madre. il nipote non sarebbe mai potuto nascere. e il fato di certi personaggi era stato guidato da consigli dati da altri protagonisti nel passato. poich€ esso • giƒ avvenuto nel passato. dunque non sarebbe mai potuto tornare a ritroso nel tempo ed uccidere suo nonno. Nel romanzo Rabbia. ecco le pi… importanti: ‡ Secondo la teoria del multiverso questo paradosso non • una contraddizione. un viaggio nel passato comporterebbe la creazione di infiniti universi con infinite linee temporali.Paradosso del nonno 118 Paradosso del nonno Il paradosso del nonno • un paradosso sul viaggio nel tempo. per dimostrare che i viaggi nel tempo sono impossibili. ‡ Se invece si assume che l'universo esistente sia unico (o che i vari universi siano totalmente isolati. allora il paradosso • una vera e propria antinomia. uccide suo nonno. uno scrittore di libri di fantascienza. Il protagonista torna ripetutamente indietro nel tempo. continua a vivere perch€ ha messo incinta sua nonna. ma di tutti quelli derivanti da viaggi nel tempo. Letteratura e cinema Questo paradosso • stato ripreso anche in una puntata del cartone animato Futurama creato da Matt Groening (Il Nonno di se stesso). . 1943). per motivi da noi ancora sconosciuti. Questa storia • un esempio di Principio di auto consistenza di Novikov. mostrando come siano stati gli stessi protagonisti a causare gli eventi che nel futuro (il presente delle prime stagioni) hanno portato il loro aereo a cadere sull'isola. il che • equivalente). e doveva avvenire nel presente. telefilm che ad un certo punto della quarta serie comincia a contemplare i viaggi nel tempo. quando il protagonista. Il Principio di auto consistenza di Novikov • stato utilizzato come fondamento anche serie della ABC Lost. Il paradosso suppone che un nipote torni indietro nel tempo e uccida suo nonno prima che incontri sua nonna.

‡ I valori dei premi devono essere tali da soddisfare il seguente criterio: 1. il valore di una • esattamente il doppio dell'altra. L'impiegato B aggiunge: ‡ se il premio minore deve essere pari il premio maggiore • sicuramente multiplo di 4.risponde il Manager. Beh sembra di si . il premio minore • esattamente la metƒ del premio maggiore. La scelta dei premi viene affidata ad un team composto da un Manager e due impiegati A e B. Charles Stross immagina che l'esame di ammissione per gli agenti della Stasi.Paradosso del nonno Nel romanzo breve Palinsesto. 119 Voci correlate ‡ Viaggi nel tempo ‡ Dimensione parallela Paradosso del quiz Il paradosso del quiz • una miscela del paradosso delle due buste e del paradosso dell'impiccagione imprevedibile. . consista nell'uccisione del proprio nonno. un po' dubbioso. la conoscenza del valore del premio contenuto nella prima busta non aggiunge informazioni alla domanda se questo sia maggiore o minore dell'altro. se il premio minore deve essere multiplo di 4 il premio maggiore • sicuramente multiplo di 8. Hai ragione . Continuarono cos‚ per un po'.rispose il Manager. L'impiegato A aggiunge ancora: ‡ allora. finch€ giunsero alla conclusione che non era possibile scegliere una coppia di premi senza che si potesse capire con un ragionamento quale era il minore ed il maggiore. Quindi per renderli indistinguibili si devono scegliere solo premi minori multipli di 8. questa viene aperta ed una volta saputo il valore contenuto il concorrente ha la possibilitƒ di cambiare la propria decisione. nel quale ad un certo punto al concorrente vengono presentate due buste chiuse. Per renderli indistinguibili si devono scegliere solo premi minori multipli di 4. 2. altrimenti si capirebbe che • il premio minore. Le due buste sono esternamente indistinguibili. ciascuna contenente l'indicazione di un premio in denaro.replica il Manager soddisfatto. se la sceglie. un'agenzia segreta temporale. che il concorrente riceverƒ. Ottima osservazione . Situazione Una emittente televisiva vuole indire un gioco a premi. Paradosso Il team si mette al lavoro e l'impiegato A osserva: ‡ il valore in centesimi del premio minore non pu† essere dispari. Dopo che il concorrente ha scelto una busta.

un amputato di gamba) • ancora un organismo (= mucchio)? Che cosa differenzia un organismo da un mucchio di sabbia? . Eliminiamo ancora un granello. che significa "mucchio") • un paradosso generalmente attribuito al filosofo greco Eubulide di Mileto.Paradosso del quiz 120 Soluzione Il manager allora si comport† da manager e prese una decisione: un premio sarƒ di 16000 euro e poi tireremo una moneta per stabilire se l'altro premio • di 8000 o 32000 euro. Paradosso del sorite Il paradosso del sorite (dal greco antico ”°“œ•—‘ s“rit”s aggettivo di ”°“Ÿ‘ s“ros. notoriamente. finch€ rimarrƒ un solo granello di sabbia. quando rimane un solo granello? E se un solo granello non • un mucchio. i premi minori devono essere pari i premi minori devono essere multipli di 4 i premi minori devono essere multipli di 8 i premi minori devono essere multipli di 16 In realtƒ l'applicazione di queste regole non deve essere considerata come certa ma solo probabile. la regola (2) pu† essere applicata o meno con una probabilitƒ che chiameremo ‹. „ ancora un mucchio. noto anche per una formulazione del paradosso del mentitore. Si pu† giocare opportunamente sul parametro ‹ per ottenere la "massima incertezza". e poi ancora uno: il mucchio diventerƒ sempre pi… piccolo.. 2. Ci si pu† domandare: in quale momento il "mucchio" iniziale non • pi… un "mucchio"? Cio• quale • il momento preciso in cui un individuo si pu† definire morto? E ancora: un corpo senza una sua parte (es.. Consideriamo che: ‡ ‡ ‡ ‡ la regola (1) sia applicata con probabilitƒ 1. non muoiono tutte simultaneamente e puntualmente. la regola (4) pu† essere applicata o meno con una probabilitƒ ‹¿. allora in quale momento quel mucchio iniziale non • pi… un mucchio? Questo paradosso • utilizzato per analogia quando si parla di definizione della morte dell'individuo. Se consideriamo la possibilitƒ di applicare o meno una certa regola otteniamo di nuovo una non determinazione del risultato. la regola (3) pu† essere applicata o meno con una probabilitƒ ‹¾. se eliminiamo un granello dal mucchio avremo ancora un mucchio. 3. Eliminiamo poi un altro granello: • ancora un mucchio. 4. Approfondimenti matematici Soffermiamoci sulle regole derivate dal ragionamento: 1. dell'organismo e delle sue parti che. Dato un mucchio di sabbia.

di cui almeno uno • presente in ogni sistema di suddivisione. Proporzione Seggi A B C 6 6 2 4. quello dell'Alabama. Proporzione Seggi A B C 6 6 2 4. lo stesso teorema mostra come ci sia un insieme di tre paradossi. C. il paradosso sia inevitabile. che utilizzava il conteggio proporzionale (numero elettori/numero dei seggi) e l'attribuzione dei seggi residui a coloro che avevano ottenuto i resti maggiori. Esempio numerico Ecco un esempio semplificato del paradosso dell'Alabama. si utilizzano oggi sistemi di calcolo a "proporzionale corretto". ma aumentando di uno il numero di rappresentanti a 300 l'Alabama avrebbe perso un seggio. nel 1982 Balinsky e Young hanno mostrato come con qualunque metodo di suddivisione con almeno sette seggi e 4 partizioni.Paradosso dell'Alabama 121 Paradosso dell'Alabama Il paradosso dell'Alabama • un paradosso scoperto negli Stati Uniti dopo il censimento del 1880. Seaton.571 5 5 1 Mentre A e B guadagnano ciascuno un seggio. conosciuto come Paradosso dell'Alabama. la parte frazionaria di A e B cresce pi… velocemente di quella di C. Stato Dimens. Ci† accade perch€ col crescere del numero di seggi la quota proporzionale cresce pi… velocemente per gli stati pi… grandi rispetto a quelli pi… piccoli. Per mitigare l'effetto del paradosso. Questo risultato. Scopr‚ durante il calcolo che un parlamento di 299 rappresentanti avrebbe dato all'Alabama 8 seggi. funzionario capo dell'ufficio del censimento. e a un certo punto la parte decimale di quest'ultimo diventa minore rispetto a quella degli altri due. Si dimostra. calcol† il numero di rappresentanti che ogni stato avrebbe mandato al parlamento. la quota attribuita a C decresce da 2 a 1. il paradosso della popolazione e il paradosso del nuovo stato. invece di mantenere la sua quota invariata o vederla aumentare. dando quindi origine al paradosso. W.286 1. dove ci sono solamente tre stati e dieci seggi a disposizione.714 1. . • la diretta conseguenza del sistema di calcolo utilizzato per assegnare i seggi. che l'aumento di un seggio disponibile pu† causare la perdita di un seggio ad una delle liste. in questo caso. Tuttavia.714 4. Inoltre. con questo metodo di calcolo.286 4. ipotizzando un numero totale di parlamentari da 275 a 350.429 4 4 2 Se i seggi passano a 11: Stato Dimens.

e il sistema "laboratorio". Ci sono. verrƒ a sapere se il gatto sia vivo o morto solo al proprio ritorno al laboratorio. per logica. quindi. New Haven. 1982 Paradosso dell'amico di Wigner Il paradosso dell'amico di Wigner • un esperimento mentale proposto dal fisico Eugene Wigner come estensione del paradosso del gatto di Schr‰dinger a partire dal quale introdurre il problema mente-corpo in meccanica quantistica. L'esperimento mentale In questo esperimento mentale. allora. Wigner immagina che. non c'• alcun motivo per supporre diversamente. deve valere la sovrapposizione tra i due stati del laboratorio. M. „ in sostanza un sistema indeterminato pi… ampio. almeno dal punto di vista di un osservatore esterno. dunque. un osservatore). poi. Wigner. visto che. oppure Wigner troverƒ che la sovrapposizione • stata dissolta giƒ da prima a causa della presenza dell'amico? Nel celebre paradosso del gatto. all'interno del quale c'• l'amico di Wigner. e Young. aprendo la scatola mentre quest'ultimo • lontano. • Wigner). Il punto • che nel laboratorio c'• l'amico del fisico. questo vuol dire che. un amico compia l'esperimento del gatto di Schr‰dinger. Qui sta il paradosso.Paradosso dell'Alabama 122 Bibliografia e riferimenti ‡ Balinsky. quelli di cui sopra si • fatto menzione: "gatto vivo/amico felice" e "gatto morto/amico triste". Coscienza e misurazione Wigner ide† questo esperimento mentale per illustrare la sua convinzione che la coscienza sia necessaria per il processo di misurazione in meccanica quantistica. Analogamente dovrebbe essere per il laboratorio (osservatore esterno del quale. "Fair Representation. svolge il ruolo di osservatore del sistema "scatola" e fa "collassare" lo stato di quest'ultima su uno dei due possibili ("gatto vivo" e "gatto morto"). in sua assenza. Wigner present† questo paradosso in un suo articolo riguardante il problema mente-corpo alla luce della meccanica quantistica. poich€ l'indeterminazione dello stato del sistema "laboratorio" • dovuta solo all'indeterminazione del sistema "scatola". lo stato del sistema "laboratorio" sarƒ di sovrapposizione tra ˜gatto morto/amico triste™ e ˜gatto vivo/amico felice™ e si determinerƒ su una delle due possibilitƒ solo quando il fisico verrƒ a conoscenza del risultato (diventando. la linearitƒ della funzione d'onda implica che lo stato del sistema sia in una somma lineare di stati possibili. si ha che anche lo stato del sistema "laboratorio" dovrebbe collassare giƒ prima che Wigner ritorni. si afferma che la scatola non si trovi in uno stato definito." Yale University Press. che. P. del 1967. finch€ non viene aperta. Se si sostituisce alla coscienza dell'amico uno strumento materiale. finch€ Wigner • lontano. e lo integr† successivamente nel suo libro Simmetrie e riflessioni. in contraddizione con quanto appena affermato. Attualmente questa sua interpretazione della meccanica quantistica • nota come ˜coscienza causa del collasso™. . concettualmente. che contiene il gatto di Schr‰dinger e la fiala di veleno. due sistemi differenti: il sistema "scatola". Il punto cruciale dell'esperimento mentale • nella seguente domanda: al ritorno di Wigner.

Il quarto angolo. come si pu† constatare contando i quadrati della griglia. il celebre Out of this world. Si osservi l'immagine: Le due figure sono composte dalle stesse tessere di uguale superficie. Animazione del paradosso del cuneo. Due triangoli con base ed altezza identiche hanno la stessa area. quasi piatto. tra la tessera azzurra e la tessera rossa. Esistono diverse varianti di questo paradosso. 1967 ‡ Roger Penrose. 2006 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ Coscienza causa del collasso Eugene Wigner Interpretazione della meccanica quantistica Paradosso del gatto di Schr‰dinger Paradosso dell'area scomparsa Il paradosso dell'area scomparsa • un paradosso geometrico in cui la ridisposizione di una serie di tessere per semplice traslazione e rotazione sembra modificare la superficie totale delle tessere. . Simmetrie e riflessioni. Un esempio classico • il paradosso del cuneo.Paradosso dell'amico di Wigner 123 Bibliografia ‡ Eugene Wigner. La strada che porta alla realt‡. Nonostante questo. Le leggi fondamentali dell'universo. Soluzione Il paradosso viene a cadere quando si constata che le due figure rappresentate non sono triangoli ma quadrilateri. Ci si trova nella situazione paradossale in cui la somma di quantitƒ uguali dƒ risultati differenti. si trova su quella che si riteneva essere l'ipotenusa. Secondo Martin Gardner il rompicapo espresso in questa forma fu inventato nel 1953 da Paul Curry. universalmente noto per essere l'autore di uno dei pi… semplici e straordinari giochi di prestigio con le carte. il principio delle evanescenze geometriche • conosciuto almeno fino dal 1860 circa. un prestigiatore di New York City. Utilizzando un righello si pu† constatare che nella prima costruzione l'angolo • leggermente maggiore di 180´ e la figura • concava.

cut-the-knot. e creando questa situazione di indeterminatezza: ‡ secondo Protagora: ‡ se Evatlo avesse vinto. shtml [2] http:/ / www. perch€ avrebbe vinto la sua prima causa. org/ page3b. come istitutore. L'area pari alla differenza tra i due casi equivale all'area del quadrato vuoto. archimedes-lab. ‡ secondo Evatlo: ‡ se Evatlo avesse vinto. Evatlo (Euathlus). Protagora avrebbe formato agli studi di legge. org/ Curriculum/ Fallacies/ CurryParadox. Ma Evatlo non cominci† la professione di avvocato.org/wiki/Category:Missing square puzzle Collegamenti esterni ‡ (EN) Curry's Paradox: How Is It Possible? [1] ‡ (EN) Triangoli e Paradossi [2] Note [1] http:/ / www. html Paradosso dell'avvocato Il paradosso dell'avvocato (anche detto paradosso di Protagora) • un paradosso citato da Aulo Gellio e secondo la tradizione riferito ad elaborazioni della scuola stoica. quest'ultimo lo convenne dunque in giudizio per essere saldato del prezzo delle sue lezioni. anzi si diede alla politica. non avrebbe dovuto pagare Protagora per effetto della sentenza. Il giovane decise di difendersi da solo. dal quale ebbe solo la metƒ di quanto richiesto per le lezioni e col quale stabil‚ che il resto sarebbe stato saldato dopo che questi avesse vinto la sua prima causa. e non avendo vinto la sua prima causa poich€ non ne aveva mai fatte.Paradosso dell'area scomparsa Nella seconda disposizione l'angolo • minore di 180´ e la figura • convessa. Il paradosso • spesso citato a fini umoristici per segnalare la "gara di speciositƒ" sempre corrente fra le categorie forensi e quelle della politica. . un giovane promettente.wikimedia. divenendo perci† avvocato di s€ medesimo. ‡ se Evatlo avesse perso. avrebbe dovuto pagarlo in base all'accordo. 124 Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. ‡ se Evatlo avesse perso. Secondo questa versione. Protagora non veniva pagato. non avrebbe dovuto pagare Protagora perch€ in base all'accordo non aveva vinto la sua prima causa. avrebbe dovuto pagarlo comunque per effetto della sentenza.

con la nascente corrente dell'Edonismo. e non potr‡ essere venerdŠ perch‰ giovedŠ lo saprei. dal britannico Henry Sidgwick. ed affonda i suoi principi nella Grecia classica del 400 a. quipo. Il paradosso Un tale fu condannato dal giudice. Il paradosso si basa su premesse di filosofia etica. • un celebre paradosso logico concepito dal matematico Martin Gardner. ma non per il solo obiettivo di provocare il proprio esclusivo piacere.." Il giorno seguente il condannato venne impiccato. it/ base5/ logica/ protagora. htm Paradosso dell'edonismo Il paradosso dell'edonismo • un paradosso di carattere filosofico e psicologico. e quindi successivamente sviluppato nei discorsi "The Experience Machine". La sentenza del giudice si avver†.Paradosso dell'avvocato 125 Collegamenti esterni ‡ Testo in originale. per raggiungerli in misura accettabile. l'esecuzione non potr‡ essere sabato poich‰ venerdŠ lo capirei. Ne consegue che. in quanto questa gli arriv† appunto in un giorno inaspettato. in quanto l'impiccagione non sarebbe inaspettata. a dispetto della convinzione del condannato. Alcuni piaceri. pi… in particolare. Stato e utopia" del filosofo americano Robert Nozick (1974)... noto pi… semplicemente come paradosso dell'impiccagione. il colpevole sar‡ impiccato un giorno della prossima settimana. che dovr‡ arrivargli completamente inaspettata!" Il condannato non fu per nulla turbato dalla sentenza perch€ dopo un breve ragionamento concluse: "Allora non mi impiccheranno mai! Dato che la mia sentenza deve essere eseguita entro la settimana. Ci† porta ad una limitazione intrinseca dell'egoismo intrinseco dell'essere. L'analisi del paradosso fu poi ripresa in Europa di fine Ottocento. In considerazione dell'efferatezza dei delitti commessi il giudice proclam† una singolare sentenza: ". cio• il riconoscimento del piacere (edon•) come fine ultimo dell'uomo. Per questo motivo non mi giustizieranno mai.C. una limitazione al pensiero dell'Utilitarismo. una limitazione allo stesso Edonismo e. verrebbero negati all'essere. essi richiedono la preesistenza di un desiderio intrinseco all'essere di fare del bene agli altri. ma egli non dovr‡ sapere quale sar‡ il giorno dell'esecuzione. Paradosso dell'impiccagione imprevedibile Il paradosso dell'impiccagione imprevedibile. Si pu† sintetizzare sul fatto che l•impulso al piacere. come quelli intellettuali e creativi. se eccessivo. traduzione e commenti [1] Note [1] http:/ / utenti. . viene a vanificare il suo stesso fine. e cosŠ a ritroso per lo stesso motivo non potr‡ essere nessuno dei giorni precedenti. dentro l'opera "Anarchia.

pag. 93. Dal punto di vista epistemologico la contraddizione sopra enunciata corrisponde al cosiddetto paradosso di Moore. Al limite. Firenze.Edizione Mondolibri S. • evidente che per far eseguire la sentenza in modo completamente inaspettato.Paradosso dell'impiccagione imprevedibile 126 Analisi del paradosso Molto • stato scritto sulla struttura di questo paradosso. ma tu non puoi prevedere che domani sarai impiccato". • azzardato trarre conclusioni certe da una sentenza vagamente contraddittoria. la sentenza del giudice non pu† essere pienamente rispettata. In ogni caso. se il periodo si riducesse ad un giorno. in cui uno afferma: "So che fuori piove. perch€ l'esecuzione non • completamente inattesa. comunque.Milano. In altre parole. tanto pi… • contraddittoria la sentenza. 2005. A maggior ragione. e gli studenti concludono che non ci sarƒ nessuna interrogazione. ma in un giorno completamente imprevedibile. cio• sia il nostro modo di ragionare che il nostro modo di stabilire che cosa si sa o non si sa. la sentenza potrebbe essere parafrasata nella seguente autocontraddizione: "Domani sarai impiccato. VIII-228p. Quindi il condannato dovrebbe aspettarsi di essere impiccato in qualunque momento. che • conosciuto anche in diverse forme. anche l'ultimo giorno della settimana. ma non ci credo". senza poter essere certo di quale sia questo momento. . se egli la considera completamente contraddittoria (e quindi irrealizzabile). 1979. Dal punto di vista logico la sentenza del giudice • vagamente contraddittoria e potrebbe essere analizzata con maggior successo inquadrandola nella logica sfumata (logica fuzzy). Bibliografia ‡ Enigmi e giochi matematici. ma ottiene lo scopo di lasciare nell'incertezza il condannato. bisognerebbe non comunicare del tutto la sentenza all'imputato. la sostanza • la stessa: si fissa un periodo di tempo per un certo evento e si dichiara che il momento esatto dell'evento • imprevedibile. Infatti un'altra enunciazione fa riferimento all'interrogazione (o esame) "a sorpresa". ed • problematico capire che cosa uno sa o non sa. Dal punto di vista del prigioniero.. In entrambi gli enunciati. Vol. ‡ Michael Clark . Sansoni. in cui un professore annuncia che farƒ una interrogazione a sorpresa nella settimana successiva. dovrebbe tenere conto che ci sono infiniti modi per non eseguire la sentenza.L'esame inaspettato. 4• (The Unexpected Hanging and other Mathematical Diversions).A.p. su licenza Raffaello Cortina Editore . . se ci si pensa.I Paradossi dalla A alla Z. Nell'analisi di questo paradosso • coinvolta sia la logica che l'epistemologia. Altrettanto evidente • che tanto pi… • breve il periodo assegnato all'esecuzione. Ad esempio: ‡ Lasciar vivere il condannato ‡ Eseguire la sentenza oltre il limite fissato ‡ Comunicare al condannato il giorno e l'ora dell'esecuzione.

ci si aspetterebbe che la radiazione di Hawking fosse completamente indipendente dal materiale entrante nel buco nero. il quale nel 1997 scommise con Hawking e Kip Thorne che l'informazione non veniva persa nei buchi neri. Stephen Hawking pubblic† un articolo con una teoria secondo la quale perturbazioni quantistiche dell'orizzonte degli eventi potrebbero permettere all'informazione di sfuggire dal buco nero. relativitƒ. che • duale per la teoria del campo conforme termico.Paradosso dell'informazione del buco nero 127 Paradosso dell'informazione del buco nero Il paradosso dell'informazione del buco nero (in inglese black hole information paradox) risulta dalla combinazione della meccanica quantistica e relativitƒ generale. della corrispondenza AdS/CFT. Questo viola il teorema di Liouville e presenta un paradosso fisico. La sua argomentazione suppone l'unitarietƒ della corrispondenza AdS/CFT la quale implica che un buco nero AdS. ragion per cui questa teoria congetturale • controversa. Hawking. Altre possibilitƒ includono il fatto che l'informazione sia contenuta in un residuo planckiano rimasto alla fine della radiazione di Hawking o a una modificazione delle leggi della meccanica quantistica che permetta un'evoluzione del tempo non-unitario. Ci† nondimeno. se c'• uno stato puro correlato. Nel luglio del 2005. e una parte del sistema correlato viene gettata nel buco nero mentre l'altra parte viene tenuta all'esterno. Naturalmente. e il lavoro di Hawking stesso sul Big Bang. Ma poich€ ogni cosa all'interno del buco nero urterƒ la singolaritƒ in un tempo fissato. sia unitario. pagando Preskill con l'enciclopedia del baseball (ISBN 1-894963-27-X) 'dalla quale si estrae informazione a volontƒ'. Questo infastid‚ molti fisici e in particolare John Preskill. Pi… precisamente. Stephen William Hawking e Jacob Bekenstein mostrarono che i buchi neri irraggerebbero lentamente energia. il risultato dopo che la traccia parziale • stata portata all'interno del buco nero • uno stato misto. permettendo a molti stati fisici di evolvere nello stesso identico stato. NASA) Radiazione di Hawking Nel 1975. Hawking ammise anche di aver perso la scommessa del 1997. Ci sono diverse idee riguardo a come il paradosso possa essere risolto. Questo • un argomento controverso poich€ esso viola una dottrina comunemente accettata ” che in linea di principio l'informazione totale riguardo a un sistema fisico in un punto temporale determinerebbe il suo stato in ogni altro tempo. gravitƒ. Quando annunci† il suo risultato. e ci† pose un problema. se il materiale entrante nel buco nero fosse uno stato quantistico puro. la trasformazione di questo stato nello stato eterogeneo della radiazione di Hawking distruggerebbe l'informazione riguardante lo stato quantico originale. Implica che l'informazione fisica potrebbe "sparire" in un buco nero. comunque. la parte che vi viene tracciata parzialmente potrebbe "sparire". era convinto a causa della semplice eleganza dell'equazione risultante la quale "unificava" termodinamica. Dal teorema dell'essenzialitƒ. ma riceva correzioni quantiche. la convinzione predominante tra i fisici • che l'informazione viene preservata e che la radiazione di Hawking non • precisamente termica. Comunque. . Fin dalla proposta. e ci† risolverebbe il paradosso dell'informazione. ESA. per non ricomparire pi…. non • realmente noto cosa succede nelle singolaritƒ una volta che sono stati presi in considerazione gli effetti quantistici. [1] Rappresentazione di un buco nero (XMM-Newton. nel 1997. Thorne rimane scettico riguardo alla dimostrazione di Hawking e rifiut† di contribuire alla ricompensa.

‡ Svantaggio: Contraddice la visione intuitiva della natura come entitƒ che evolve nel tempo. nonch€ la conservazione dell'energia o causalitƒ. c • la velocitƒ della luce. À (h tagliato) • la costante di Planck ridotta (o costante di Dirac) e G • la costante gravitazionale. il che viola pesantemente il limite di Bekenstein. L'equazione L'entropia di un buco nero • data dall'equazione: dove S • l'entropia. ‡ Svantaggio: „ difficile trovare una teoria concreta attraente che predirrebbe tale scenario. . L'informazione ˆ codificata nella correlazione tra futuro e passato: [2][3] ‡ Vantaggio: La gravitƒ semiclassica • sufficiente.Paradosso dell'informazione del buco nero 128 Principali approcci alla soluzione del paradosso L'informazione va irrimediabilmente persa: ‡ Vantaggio: Sembra essere una diretta conseguenza di calcoli relativamente non controversi basati sulla gravitƒ semiclassica. L'informazione ˆ immagazzinata in un resto di dimensioni controntabili con la lunghezza di Plank: ‡ Vantaggio: Non • necessario alcun meccanismo per la fuga di informazioni. L'informazione sfugge improvvisamente nello stadio finale dell'evaporazione del buco nero: ‡ Vantaggio: „ necessaria una deviazione significativa dalla gravitƒ classica e semiclassica solo nel regime in cui ci si aspetta che dominino gli effetti della gravitƒ quantistica. A • l'area dell'orizzonte degli eventi. ovvero la soluzione non dipende dai dettagli della (non ancora ben compresa) gravitƒ quantistica. ‡ Svantaggio: Richiede una grossa deviazione dalla gravitƒ classica e semiclassica (che non consentono la fuoriuscita di informazioni dal buco nero) anche per buchi neri macroscopici per i quali ci si aspetta che tali teorie siano buone approssimazioni. il che viola pesantemente il limite di Bekenstein. L'informazione filtra fuori gradualmente durante l'evaporazione del buco nero: ‡ Vantaggio: Intuitivamente attraente perch€ somiglia qualitativamente al recupero delle informazioni in un processo classico di combustione. ‡ Svantaggio: Non • noto alcun meccanismo attraente che potrebbe fermare l'evaporazione di Hawking di un buco nero macroscopico. L'informazione ˆ immagazzinata in un universo neonato che si separa dal nostro: ‡ Vantaggio: Non • necessaria alcuna violazione di principi generali della fisica noti. L'informazione ˆ immagazzinata in un resto massivo: ‡ Vantaggio: Non • necessario alcun meccanismo per la fuga di informazioni e non • necessario immagazzinare una grande quantitƒ di informazioni in un piccolo oggetto. ‡ Svantaggio: Viola l'unitarietƒ (uno dei principi base della meccanica quantistica). ‡ Svantaggio: un oggetto molto piccolo deve essere in grado di immagazzinare una quantitƒ arbitraria di informazione. un buco nero molto piccolo deve essere in grado di immagazzinare una quantitƒ arbitraria di informazione. k • la costante di Boltzmann. ‡ Svantaggio: Poco prima dell'improvvisa fuga di informazioni.

2006 [2] (EN)Hartle. Discovery Channel. Information Loss in Black Holes.lanl. La presunta soluzione di Stephen Hawking al paradosso dell'unitarietƒ del buco nero.. (July 2005). lanl. Resolving the black-hole information paradox by treating time on an equal footing with space (http:/ / lanl. (1998).blogspot.ucr.edu/home/baez/physics/Relativity/BlackHoles/ info_loss. Collegamenti esterni ‡ (EN) Black Hole Information Loss Problem (http://math. hep-th/9209058 (http://xxx.gov/abs/hep-th/9209058)". org/ abs/ 0905. ‡ (EN) Hawking and unitarity (http://motls. [3] (EN)Nikolic. Discovery.html).com/news/news.Paradosso dell'informazione del buco nero 129 Voci correlate ‡ Termodinamica dei buchi neri ‡ Principio olografico ‡ Demone di Maxwell (nel quale l'informazione non pu† essere distrutta) Note [1] (EN)¦Stephen Hawking. S. . Black Holes and Relativistic Stars. ‡ (EN) Report (http://www. W.jsp?id=ns99996193) on Hawking's 2004 theory at New Scientist ‡ (EN) Report (http://www.BBC Horizon documentary (2005) (http://www.gov/abs/hep-th/9209058). Inc.com/news/2004/040715/full/news040712-12. James B.nature. gov/ abs/ gr-qc/ 9705022). ‡ (EN) " Do black holes destroy information? (http://xxx. Discute metodi di risoluzione del problema e le loro conseguenze apparenti.org/abs/ hep-th/0507171). John Preskill (1992). Generalized Quantum Theory in Evaporating Black Hole Spacetimes (http:/ / xxx. arxiv:hep-th/0507171 (http://arxiv. The.html): Una discussione aggiornata del paradosso della perdita di informazione e del contributo di Stephen Hawking. arxiv.ro/hekateros/ 18cd80c910c7fa?video_google_com=) .lanl. ‡ (EN) The Hawking Paradox .html) on Hawking's 2004 theory at Nature ‡ (EN) Hawking. una pagina USENET di domande frequenti di fisica.newscientist. 0538) 678: 218‡221. Hrvoje (2009).com/2005/07/hawking-and-unitarity.trilulilu.

Paradosso dell'ipergioco 130 Paradosso dell'ipergioco Il paradosso dell'ipergioco • un paradosso dovuto al matematico William Zwicker. Se invece l'ipergioco • finito. un gioco viene definito finito se termina necessariamente in un numero finito di mosse. alla seconda mossa questi inizia il gioco scelto dal primo giocatore. e i giocatori sommano alternativamente 1 o 2 al numero dell'avversario fino a quando non si ottiene un numero primo. Formulazione del paradosso Definizioni preliminari Considerando l'insieme dei giochi a due giocatori. con la vittoria di uno dei due giocatori o con il pareggio. Il paradosso nasce dall'ambiguitƒ insita nella definizione di gioco: se infatti si decide a priori un insieme di giochi . apparentemente semplice. L'ipergioco viene definito come un particolare gioco in cui il primo giocatore sceglie il gioco a cui giocare. Il paradosso si genera nel momento in cui si cerca di determinare se l'ipergioco • o no un gioco finito. se il primo giocatore sceglie un numero pari diverso da 2 ed entrambi continuano a sommare 2. Un gioco infinito • un gioco non finito. . quindi l'ipergioco termina in mosse ed • finito. e cos‚ via. „ da notare che questa strategia non • ottimale. Infatti se l'ipergioco • infinito. che pu† durare al massimo nove mosse. il primo giocatore pu† scegliere un gioco finito. che dovrƒ terminare in mosse. la sua esistenza comporta comunque la non finitezza del gioco. esso • strettamente legato con il teorema di Cantor. se entrambi continuano a scegliere l'ipergioco. il gioco non termina mai. perch€ non pu† essere n€ un suo elemento finito n€ un suo elemento infinito. allora il primo giocatore pu† scegliere di giocare all'ipergioco. in analogia col paradosso di Russell riguardo agli insiemi e alle classi. e qualunque giocatore potrebbe facilmente interromperla a suo vantaggio. e si limita il secondo giocatore a scegliere all'interno dei giochi finiti dell'insieme si pu† applicare lo stesso ragionamento fatto. che nascono dall'ambiguitƒ della definizione di gioco. un esempio semplice • il gioco del tris. ben definiti (finiti e non finiti). ovvero un gioco per il quale esiste almeno una strategia che porta a non concludere mai la partita. e il secondo inizia il gioco. nasconde tuttavia delle proprietƒ contraddittorie. e cos‚ pu† fare a sua volta il secondo giocatore. Ad esempio • infinito il seguente gioco: il primo giocatore sceglie un numero naturale non primo. la partita non termina mai e l'ipergioco • infinito. L'ipergioco e il paradosso L'ipergioco • definito come il gioco in cui alla prima mossa un giocatore sceglie un gioco finito e lo comunica all'altro giocatore. ma la conclusione in questo caso • semplicemente che l'ipergioco non fa parte dell'insieme . di cui in effetti costituisce una dimostrazione alternativa. anche in presenza di un'altra strategia che la concluderebbe in un numero finito di mosse. Questa definizione.

Paradosso dell'ipergioco 131 Legame con il teorema di Cantor Il teorema di Cantor afferma che non esiste una corrispondenza biunivoca tra gli elementi di un insieme elementi del suo insieme delle parti costruzione di un sottoinsieme di che non pu† essere messo in corrispondenza con alcun elemento di . Se degli elementi normali non pu† essere messo in corrispondenza biuniovoca con nessun elemento di Infatti. a meno che sempre possibile prolungare una sequenza finita questo non sia l'insieme vuoto. se l'ipergioco • finito. per cui ed • finito. o il termine successivo appartiene a aggiungendo un elemento di . perch€ dopo la prima mossa viene scelto un gioco finito. Un elemento • detto normale se ogni sequenza che inizia con ogni . in generale • . e gli (ovvero i suoi sottoinsiemi). . Milano. In maniera analoga. la dimostrazione del teorema • basata sulla Il ragionamento di Zwicker corrisponde in effetti alla costruzione di un tale sottoinsieme. ovvero per . il che renderebbe non normale. costruiamo un sentiero che parte da contiene almeno un elemento .o • l'ultimo termine. quindi • possibile costruire il sentiero infinito . allora deve appartenere a . Bompiani. Si dimostra allora che l'insieme . Satana. Tuttavia. Cantor e l'infinito. 1994. se • normale. generando una contraddizione. quindi • normale anche in questo caso. Bibliografia ‡ Raymond Smullyan. supponendo per assurdo che esista • vuoto. allora i due giocatori possono continuare all'infinito a scegliere di giocare all'ipergioco. Data infatti una corrispondenza definiamo sentiero una qualsiasi sequenza finita o infinita tale che per ogni termine . e tutti i sentieri che iniziano con . Questa parte di dimostrazione corrisponde alla considerazione per cui l'ipergioco • un gioco finito. se • finita. questo • sono finiti. ISBN 8845222624 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ Autoreferenza Paradossi dell'infinito Teorema di Cantor Teoria degli insiemi . diverso da quello originale utilizzato da Cantor. allora sono finiti anche tutti i sentieri che iniziano con . il sentiero • formato dal solo elemento normale.

Questo non • un di meno quindi ma anzi • prova maggiore di onnipotenza. consistenza o veritƒ. non pu† esistere nello stesso universo un oggetto inamovibile ed una forza irresistibile. ‡ Una semplice confutazione consiste nell'osservare che se l'agire di Dio dovesse obbedire alle leggi della logica. Dio quindi • al di sopra della logica stessa e non si possono applicare le "misure" della logica umana alla sua natura. mentre se lo creasse avrebbe creato un qualcosa che di fatto limita la sua onnipotenza sconfessandola come tale. Possibili confutazioni ‡ Seguendo l'indicazione di Cartesio. una costruzione indistruttibile) dotato di una caratteristica tale da mettere in crisi la sua stessa onnipotenza. Dio pu† creare qualcosa che non pu† spostare e. cos‚ il paradosso anzich€ essere risolto verrebbe semplicemente aggirato. che questa non • veramente una risposta. visto che Dio pu† non voler compiere certi atti (es: Dio non pu† mentire. Ovvero nella stessa "struttura logica" non possono essere vere contemporaneamente una certa affermazione (A) e la sua negazione (non A). Dio non sarebbe "onnipotente". In realtƒ si comprende bene. se esteso. Dio non pu† compiere azioni contro la sua natura). nel corso dei secoli sono state date diverse risposte e confutazioni. dal momento che se si rinuncia alla logica non ha neanche senso parlare di paradossi. ‡ Se si pensa all'onnipotenza come alla possibilitƒ di fare tutto ci† che si vuole. ‡ Un'altra possibile confutazione • che il dilemma si fonda su un concetto traviato di onnipotenza: se a Dio manca il potere di autodistruggersi allora non • onnipotente. questo ragionamento che sposta il concetto di Dio definitamente oltre la logica per†. . La risposta che se ne ricava • la non esistenza dell'onnipotenza (si tratta quindi di un paradosso negativo o logico) perch€ se l'ente non • in grado di creare tale oggetto non sarebbe onnipotente. tuttavia non viene risposta alla domanda posta nel paradosso circa alla possibilitƒ di dio di create tale oggetto. Se per† il paradosso non fosse menomativo ma accrescitivo ricadremmo comunque nello stesso assurdo. ‡ Dio potrebbe limitarsi a non creare ci† che poi non pu† spostare. Infatti pu† Dio creare un altro Dio suo pari? Questa domanda andrebbe contro il presupposto che Dio • eterno e che • unico. Interpretazioni logiche del paradosso ‡ Per la consistenza logica. un Dio che sceglie di non andare contro la logica • comunque onnipotente[1]. lo rende anche un oggetto totalmente insondabile dalla ragione umana e quindi anche da qualunque pretesa di voler parlare di esso in termini oggettivi e quindi validi per tutti gli uomini.Paradosso dell'onnipotenza 132 Paradosso dell'onnipotenza Il paradosso dell'onnipotenza • un noto paradosso teologico e filosofico formulato in diverse forme: si chiede se un ente onnipotente possa creare un oggetto (un masso inamovibile. Per† il potere di autodistruggersi non • veramente un potere ma quasi una debolezza quindi si ricade di nuovo nella definizione di Dio per cui dato che Dio non ha debolezze non ha nemmeno il potere di autodistruggersi come nemmeno quello di rinnegare se stesso. nonostante tutto. In effetti il fatto di essere onnipotenti significa poter fare ci† che si vuole e non necessariamente doverlo fare. spostarla. come anche • stato osservato in letteratura.

godandscience. Paradosso dell'onniscienza ‡ Enunciato: in quanto onnisciente dio conosce ogni cosa. pu† fare ogni cosa. una delle due seguenti affermazioni deve essere vera: ‡ L'elemento v appartiene ad S. Tuttavia. Questo paradosso vuole mostrare la contraddittorietƒ della qualitƒ "onnipotenza" attribuita a dio. cap. la famiglia di tutte queste veritƒ • in corrispondenza biunivoca con l'insieme delle parti di V. che manifestano una reale o apparente incongruitƒ circa le asserzioni teologiche di una determinata religione. in quanto appunto costituita di verit‡. e pertanto ne ha la stessa cardinalitƒ. questa famiglia dovrebbe essere contenuta in V (poich€ tale insieme per definizione contiene tutte le veritƒ). I paradossi possono vertere sia sugli attributi divini che sulle verit‡ dogmatiche di quella determinata fede religione. nemmeno una divinitƒ. org/ apologetics/ rock. si dimostrerebbe che dio non • onnipotente. Paradosso dell'onnipotenza ‡ Enunciato: essendo dio onnipotente. ‡ Paradosso: pu† dio creare qualcosa che non pu† spostare? Sia che si risponda s‚ alla domanda. Supponiamo. Dunque. 1 Voci correlate ‡ Paradosso dell'onniscienza ‡ Tzimtzum Paradosso dell'onniscienza I paradossi teologici sono una famiglia di paradossi relativi a una data teologia. Macerata. 2009. si rifaccia nella sua formulazione alle leggi della logica. o perch€ non • in grado di creare un simile oggetto. ma possono a loro volta appartenere anche ad altre categorie di paradossi.Paradosso dell'onnipotenza 133 Note [1] (EN) Godandscience. che esista un insieme non vuoto "V" di tutte le possibili verit‡. Perci† "V" non pu† essere l'insieme di tutte . come i paradossi filosofici. La Croce e l'Inconcepibile. Per ogni sottoinsieme S di V. e dunque non potrƒ essere contenuta in esso.org: Can god truly be omnipotent? (http:/ / www. ‡ L'elemento v non appartiene ad S. premessa maggiore per cui tali paradossi trovino fondamento • che tale impianto teologico. un noto risultato della teoria degli insiemi asserisce che l'insieme delle parti di un qualunque insieme V ha sempre cardinalitƒ strettamente maggiore a quella di V. pu† sapere ogni cosa. infatti. mettendo in luce le possibili carenze logiche dell'impianto dogmatico sottostante. Ne segue in particolare che pure la famiglia di veritƒ appena costruita avrƒ cardinalitƒ maggiore di V.a S). L'uso pi… frequente di questi paradossi • quello di mettere in crisi le convinzioni religiose o dei dubbi sulla divinitƒ oggetto fede. Evidentemente. Inoltre. o perch€ non • in grado di spostarlo. per ogni sottoinsieme S di V abbiamo definito una veritƒ (la quale afferma appunto che v appartiene -oppure non appartiene. Il pensiero di Nicola Cusano tra filosofia e predicazione. ovviamente. html) Bibliografia ‡ Cesare Catƒ. sia che si risponda no. e per un fissato elemento v di V. ‡ Paradosso: nessuno.

dio conosce il futuro. In senso logico causale. L'idea che il "libero arbitrio" esista. ‡ Paradosso: pu† dio fare qualcosa di diverso di quello che giƒ sa che farƒ? In quanto onnisciente.si pu† enunciare anche come la contraddizione stretta tra due soli principi: quello di onnipotenza e di bont‡ di Dio. costituiscono assiomi indimostrabili. Il diavolo (o il male) e Dio vengono cos‚ presi in considerazione solo in quanto "princ‚pi causali" indipendentemente da altre loro eventuali caratteristiche. ma questo stesso concetto • opinabile e paradossale. In tal caso la contraddizione ha solo due termini. nel senso che per esso non sono validi gli assiomi di Zermelo . l'oggetto formato da tutte le veritƒ non • un insieme. di un dio che sia dotato anche dell'onniscienza. tramite l'onnipotenza. e non sono accettati da tutti. In generale: il libero arbitrio • il concetto che viene pi… spesso portato a confutazione del paradosso. ‡ Paradosso: Assumendo l'esistenza del male in senso cristiano. Il paradosso . non fornisce una contraddizione. essendo Dio "onnipresente" • presente in ogni cosa. non potrebbe essere di per s€ essere giƒ considerata una azione malvagia? (In quanto deliberatamente pericolosa e gratuita). bens‚ la dimostrazione del fatto che.Paradosso dell'onniscienza le veritƒ. o Dio non • onnipresente (altrimenti il diavolo sarebbe una sua parte). in ogni momento. Ovvero. o che la sua esistenza sia "buona". essendo dio "onnipotente" pu† vincere contro ogni forza antagonista. appunto. • che la nostra idea mentale di "tutte le veritƒ" ha una consistenza logica poco solida. In modo analogo al precedente paradosso. in termini matematicamente pi… corretti. Il libero arbitrio sarebbe la proprietƒ per cui la volontƒ di certe creature dipende solo da s€ stessa. bench€ creata da dio.Fraenkel. dio non pu† decidere di non fare quella azione o di compierne un'altra differente. senza attribuire alcuna rilevanza alla questione della "presenza". . 134 Possibili confutazioni Ci† che in veritƒ dimostra questo paradosso. in nessun modo dipende da dio? 2) Il fatto di creare un essere dotato di capacitƒ intrinseca di fare il male. quindi sa che farƒ una certa azione tra. o Dio non • infinitamente buono (poich€ il diavolo sarebbe una creazione di Dio). Questo paradosso. L'argomento del paradosso costituisce l'oggetto della disciplina teologica tradizionale chiamata teodicea. poniamo. e non da dio. infatti: 1) Ha un significato affermare che una cosa. l'ente di tutte le veritƒ non • propriamente un insieme. dunque. Paradosso del Bene e del Male ‡ Enunciato: Essendo Dio "infinitamente buono" o puro bene. e che quindi potrebbe dannarsi.o questione dell'esistenza del Male . non potrƒ mai causare o essere il male. Passato quel lasso di tempo. quindi non • onnipotente. Paradosso dell'onnipotenza unita all'onniscienza ‡ Enunciato: in quanto onnipotente dio pu† fare ogni cosa e in quanto onnisciente Dio conosce ogni cosa. infatti • una classe propria[1]. mille anni. o Dio non • onnipotente (in quanto il diavolo esiste). „ la questione che occupa pi… di frequente il dibattito teologico. In quest'ultimo caso le considerazioni o confutazioni centrate sulla questione della "onnipresenza" non sono valide. Questo paradosso vuole confutare la possibilitƒ di un intervento arbitrario sull'universo. Una proposta di confutazione comune di questo paradosso riguarda la definizione del "male". e in ogni luogo. il paradosso dell'onniscienza mostra la non-consistenza di un'attribuzione fondamentale di dio. „ facile riconoscere in questa idea una riformulazione del paradosso stesso piuttosto che una vera risposta. L'obiezione pi… frequente • che il male • legato al "libero arbitrio" e non sarebbe possibile senza questo.

Per quanto detto nei paragrafi sopra. ma viene concessa gratuitamente. a partire dalle lettere di San Paolo. secondo i suoi detrattori. ma nessuna forza o legge dovrebbe esser superiore a Dio. 23-24) Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. ad esempio nel cristianesimo dio • inteso come omni-agente. Un altro problema del paradosso • la definizione di male: supponendo come definizione di male il risultato delle azioni delle creature (comprendendo sia l'uomo che il diavolo) dirette contro Dio. ma manifestato da esseri dotati di libero arbitrio. Martin Lutero risolse questo paradosso affermando la predestinazione assoluta e l'inesistenza del libero arbitrio. In effetti la formulazione stessa del paradosso non sembra in questo senso molto chiara. Piuttosto l'esistenza del libero arbitrio pu† mettere in luce la mancata onnipotenza di Dio. Possibili confutazioni Un dio che esista in due dimensioni temporali pu† essere a conoscenza di ci† che ciascuno farƒ e portarsi ovunque nella nostra linea temporale per raggiungere i propri scopi. non dipende dalle opere. diventi il freddo esecutore di una legge "superiore a lui stesso". per†. Questa frase. Questo passo potrebbe far pensare che tutti gli uomini saranno salvati. ma non onnipresente. come ipotizzato da Hans Urs von Balthasar e Karl Rahner. il paradosso non • pi… tale. a meno che egli sia non onnipotente. La concezione di salvezza della Chiesa. dal momento che quella legge • stata decisa da lui medesimo. i sostenitori del paradosso non considerano il concetto di "libero arbitrio" come risposta al problema. che si assume creata da dio stesso. Dio non avrebbe alcuna possibilitƒ di esercitare la sua potenza sugli uomini e gli uomini stessi sarebbero padroni esclusivi del proprio destino grazie al libero arbitrio.Paradosso dell'onniscienza Infine. che cos‚ decide volontariamente di non influire sulle azioni umane. specifica che l'uomo pu† salvarsi e raggiungere la salvezza grazie alle buone opere compiute in vita. Il completo libero arbitrio e la completa predestinazione • possibile in due dimensioni temporali. infatti in virtŒ delle opere della legge nessun uomo sar‡ giustificato davanti a lui (Rm 3. Comunque non • assolutamente detto che Dio. Paradosso della salvezza ‡ Enunciato: San Paolo nella Lettera ai Romani scriveva "Il giusto sar‡ salvato per la sua fede". cio• la creazione non • parte di dio. . si osserva che la definizione di "male" dovrebbe essere consistente con la pratica (per esempio. secondo la Chiesa. Lo stesso San Paolo scrive nella Lettera ai Romani (3. il Giudizio Universale sarƒ il momento in cui Dio assegnerƒ grazia o dannazione a seconda delle gesta. Tutto ci† ridurrebbe Dio a mero esecutore di una Legge superiore. 20). L'onnipresenza di dio non limita la sua dimensione all'universo: un dio potrebbe esistere in un numero maggiore di dimensioni spaziali rispetto all'universo e quindi essere onnipresente senza che il Diavolo ne sia una sua parte. non considerano "male" solo le azioni prodotte da esseri umani) perci† • comunque difficile trovare una definizione di "male" che racchiude solo cose generate dal libero arbitrio. ‡ Relative all'esistenza o definizione di male. e sta al libero arbitrio dell'uomo accettarla o respingerla. bens‚ lo sono le sue creature. [3] In realtƒ tale paradosso. avendo lasciato il libero arbitrio. mentre la condizione di "libertƒ" di un'altra creatura • vista come contraddittoria. tralasciando per esempio il caso o la natura. allora Dio non • responsabile del male. nascerebbe principalmente da un'erronea interpretazione del passo citato. e mantenere allo stesso tempo una coerenza di discorso. bench€ questo concetto possa essere di difficile comprensione. dal momento che l'onnipotenza • troppo "forte" come principio logico-causale. 135 Possibili confutazioni ‡ Relative all'onnipresenza di dio. in virtŒ della redenzione realizzata da GesŒ Cristo. Se il male non • "creato da Dio". ‡ Paradosso: Se la salvezza del soggetto dipende dalla possibilitƒ di scegliere autonomamente se essere dannato o no (scegliendo di compiere opere di bene). ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia.[2] Inoltre non • detto che dio sia onnipresente. tutti cercano di curare le malattie o di difendersi dalle catastrofi naturali.

org/apologetics/nogod.html) Un altro elenco in italiano. org/ apologetics/ nogod.godandscience. html#theodice) [3] (EN) Godandscience. Voci correlate ‡ Elenco di paradossi ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Logica Paradosso Teoria degli insiemi Questione ipotetica Noncognitivismo teologico Paradosso dell'uovo e della gallina Il paradosso retorico dell'uovo e della gallina pu† essere riassunto nella domanda retorica: "‚ nato prima l'uovo o la gallina?". godandscience. divenuta proverbiale ed entrata nell'immaginario collettivo. poich€ nessuno dei due soggetti pu† esistere in assenza dell'altro. che a loro volta non possono perci† esistere senza presupporre l'uovo. ma non pu† essere contenuta da classi o insiemi [2] (EN) Godandscience. si giunge all'impossibilitƒ di le ha deposte? stabilire chi possa aver avuto origine per primo tra l'uovo e la gallina. L'illogicitƒ del paradosso si basa sulla semplice constatazione comune che le galline depongono le uova: quindi l'uovo non pu† esistere senza la gallina che l'ha deposto.Paradosso dell'onniscienza 136 Note [1] Una classe propria pu† contenere altre classi o insiemi. per estensione. ‡ (http://www. I paradossi dalla A alla Z. html#almighty) Bibliografia ‡ Michael Clark. godandscience. l'incapacitƒ di giungere a una conclusione concreta. Raffaello Cortina Editore. ISBN 8870789241. che esemplifica la difficoltƒ insite nella formulazione di spiegazioni semplici a questioni inerenti alla cosmogonia e l'origine della vita. come esempio di rompicapo logico o di ragionamento circolare.it/ateismo/inesistenza-di-dio/argomenti-non-credenti. Sebbene a questa apparente illogicitƒ la scienza abbia da lungo tempo trovato una risposta. il paradosso rimane ancora valido per alcune delle questioni pi… interessanti della biologia moderna. Sono apparse prima queste uova o la gallina che Ripetendo il ragionamento all'infinito. viene anche utilizzata. . 2004. o in alternativa. Collegamenti esterni ‡ (http://www. in lingua inglese. org/ apologetics/ nogod.html) Un elenco di paradossi con tentativi di confutazione.org: The theodice problem (http:/ / www. Dalle stesse uova nascono altre galline. pi… in generale.org: God cannot be almighty and allow free will simultaneously (http:/ / www. Tale frase. La frase viene inoltre utilizzata per enfatizzare l'inutilitƒ o la futilitƒ di un discorso o di una discussione.uaar. e che concernono i rapporti tra DNA e proteine.

naturalmente. che il paradosso non • nient'altro che una domanda trabocchetto: • nata senz'altro prima la gallina! Infatti l'animale nel corso dello sviluppo attraversa diverse fasi sin dalla meiosi all'interno delle ovaie del genitore (che poteva essere gallina anch'esso o no) passando per la fase in utero. Saturnalia VII.si ritiene. e non pu† essere altro che: "l'uovo". ridotta ai minimi termini. come il DNA sia il depositario dell'informazione genetica degli esseri viventi. Perch€ possa avvenire la produzione di proteine a partire dal DNA. Riformulazioni moderne del paradosso Una moderna versione del paradosso dell'uovo e della gallina pu† essere trovata in una questione che fino a pochissimi anni fa ha occupato gli scienziati genetisti ed evoluzionisti: l'impossibilitƒ di capire se. uovo. Si sa. in condizioni normali. deponeva giƒ le uova. non pu† avvenire. ¦„ ƒ¦ "Ovumne prius exiterit an gallina?". e la sua replicazione • di fatto impossibile. la risposta alla domanda da cui scaturisce il paradosso • piuttosto semplice. il DNA stesso degrada in fretta se non • legato a specifiche proteine. animali a sangue freddo dotati della capacitƒ di deporre uova. infine. Per comprendere questa risposta. perci†. in senso stretto. Per contro. e di come queste informazioni (costituite da una sequenza di molecole dette basi) siano essenziali per la produzione di proteine. nei processi che hanno portato all'origine della vita come noi la conosciamo oggi.. pollastro ed. tuttavia. affrontata dalla filosofia greca. con la scoperta dei ribozimi.. viene da chiedersi come possano esistere le proteine se non sintetizzate in base alle informazioni codificate nel DNA.. e una possibile soluzione • giunta solo in tempi recenti. molecole di RNA capaci di immagazzinare informazione genetica al pari del DNA. neonato (pulcino). gli uccelli (e dunque anche le galline) derivano da determinati ceppi di rettili.–ƒ ( *Ambrogio Teodosio Macrobio. nel quale non vi • ancora la specie di animale: da questo a poco a poco ha origine una specie perfetta di uccello in seguito a un progressivo effetto di maturazione. • necessaria la contemporanea presenza di altre proteine (dette enzimi) senza le quali tale processo. detto traduzione. Inoltre.. a ragione. Infatti per primo ha origine ci† che • imperfetto e per giunta informe e attraverso qualitƒ e tappe progressive prendono forma le aggiunte (intese come le caratteristiche dell•individuo adulto): dunque la natura cominci† a formare l•uccello da materia informe e produsse l'uovo. Questo paradosso ha impegnato gli scienziati per molti anni. Considerando che l'uovo non • altro che una fase dell'esistenza nella vita di una gallina dovrebbe essere pacifico affermare. che Per una maggiore completezza di informazioni riguardo alla problematica dell'origine della vita e della cosmologia. Il diretto predecessore degli uccelli. alla schiusa. molecole responsabili della gran parte delle funzioni che sono alla base dei processi conosciuti come "vita". in quo necdum est species animalis. occorre approfondire la conoscenza di Parmenide e dei paradossi di Zenone che corrispondono all'antecedente filosofico dei giƒ citati Aristotele e Plutarco. infatti.16 ) (IT) l•uovo sia stato creato per primo dalla natura. gallina! Insomma l'uovo • gallina e la domanda.Paradosso dell'uovo e della gallina 137 Storia del paradosso Il paradosso viene giƒ citato dagli antichi filosofi greci quali Aristotele e Plutarco[1] Ma il primo che lo formula nel modo in cui lo conosciamo oggi • Ambrogio Teodosio Macrobio nella sua opera Saturnalia in cui prova a darne una risposta motivata: (LA) natura factum iure aestimabitur. Risposta scientifica al paradosso Da un punto di vista strettamente scientifico. un uccello n€ tanto meno una gallina. pur non essendo ancora. sia comparso prima il DNA o prima le proteine. occorre considerare che. ovum prius a ƒ¦ "„ nato prima l'uovo o la gallina?" . nonch€ della natura stessa del paradosso. da un punto di vista evoluzionistico. si riduce all'enunciato: "• nata prima la gallina o la gallina?". ma dotate anche di capacitƒ catalitiche proprie degli enzimi. et ovum. effecit: ex hoc perfectae avis species extitit procedente paulatim maturitatis effectu. sia scientificamente che telogicamente. Semper enim quod incipit inperfectum adhuc et informe est et ad perfectionem sui per procedentis artis et temporis additamenta formatur: ergo natura fabricans avem ab informi rudimento coepit. Questa scoperta .

Per ragioni evoluzionistiche si potrebbe per† sostenere che non si dovrebbe poter parlare di un cambiamento di specie durante la vita di un individuo: ‘un particolare organismo non pu† cambiare specie durante il corso della sua vita’. 1992. Sorensen. che prevede la "nascita" prioritaria della gallina rispetto all'uovo. il primo della sua specie. Poich€ la Bibbia non menziona le uova. Da dove viene la vita. • nata da un uovo. 138 Risposta teologica al paradosso Da un punto di vista creazionista ebraico-cristiano si pu† procedere ad un'esegesi letterale degli eventi descritti nella genesi biblica. aprendo inoltre la strada alla teoria del mondo a RNA precedente al DNA e alla nascita stessa della vita. Milano. il paradosso ammette un'immediata soluzione. 101 Bibliografia ‡ Paul Davies. p.una teoria che. quindi. Voci correlate ‡ Paradosso ‡ Retroazione (natura) . nata dall•uccello (gallinaceo) che si • mutato in gallina. ha sostenuto Roy A. Mind. Note [1] Plutarco. Moralia.Paradosso dell'uovo e della gallina sembra perci† aver risolto anche questo paradosso. libro III. ne deriverebbe una creazione degli uccelli in forma giƒ adulta: da un punto di vista creazionista. Arnoldo Mondadori Editore. Sorensen[2]: ne consegue che la prima gallina sicuramente tale. 2000. comprendendo gli uccelli fra gli esseri creati "il quinto giorno". [2] Roy A. • ancora allo studio da parte degli scienziati. seppur convincente. The chicken and Her Egg.

La ripetizione del numero di serie su due angoli estremi delle banconote ha la funzione di prevenire questo trucco. Ora le linee sono diventate nove. a volte rese pi… spettacolari grazie a rappresentazioni di oggetti che scompaiono. . Un simile trucco. Varianti Esistono molte varianti di questo paradosso. • utilizzato per falsificare le banconote. applicato al contrario. in particolare se la banconota • stata riparata con nastro adesivo. Si tagli il foglio secondo la linea tratteggiata e lo si ricomponga come nella figura inferiore. Da dieci banconote • possibile ottenerne undici leggermente pi… corte. Si consideri l'immagine seguente: Nella parte superiore sono tracciate dieci linee verticali. Soluzione Il paradosso • facilmente superabile constatando che la lunghezza della linea scomparsa si • suddivisa equamente tra le altre linee che sono ora pi… lunghe. „ anche da notare che la prima e l'ultima linea del disegno superiore non vengono affatto tagliate.Paradosso della linea scomparsa 139 Paradosso della linea scomparsa Il paradosso della linea scomparsa • un paradosso geometrico per cui una linea sembra scomparire nel nulla. Occorre sempre verificare che i due numeri corrispondano.

sia nella sostanza che la compone sia nella sua forma. Si narra che la nave in legno sulla quale viaggi† il mitico eroe greco Teseo fosse conservata intatta nel corso degli anni.Paradosso della nave di Teseo 140 Paradosso della nave di Teseo Il Paradosso della nave di Teseo esprime la questione metafisica dell'effettiva persistenza dell'identit‡ originaria. Ragionando su tale situazione (la nave • stata completamente sostituita. per un'entitƒ le cui parti cambiano nel tempo. Giunse quindi un momento in cui tutte le parti usate in origine per costruirla erano state sostituite. Si pu† anche rivolgere il paradosso riguardo all'identitƒ della nostra stessa persona. bench€ la nave stessa conservasse esattamente la sua forma originaria. tutti i suoi pezzi componenti sono cambiati (con altri uguali o simili). modificata nella sostanza ma senza variazioni nella forma. col passare del tempo. per i quali ci si pu† domandare se siano ancora templi originali. la questione che ci si pu† porre •: la nave di Teseo si • conservata oppure no? Ovvero: l'entit‡ (la nave). che nel corso degli anni cambia ampiamente. sostituendone le parti che via via si deterioravano. per esempio alla scrupolosa conservazione di alcuni antichi templi giapponesi (anch'essi principalmente in legno. Voci correlate ‡ Elenco di paradossi ‡ Ontologia (accezione filosofica) ‡ Usiologia . in altre parole. • ancora proprio la stessa entitƒ? O le somiglia soltanto? Tale questione si pu† facilmente applicare a innumerevoli altri casi. come la nave di Teseo). ma allo stesso tempo la nave • rimasta la nave di Teseo). ma nonostante ci† sembra rimanere quella stessa persona. se un tutto unico rimane davvero se stesso (oppure no) dopo che.

non imposizione. Ciascun individuo della societƒ ha un proprio ordine di preferenza. Come detto. pi… in generale chiamato una funzione di scelta pubblica.Paradosso della votazione 141 Paradosso della votazione Il Teorema dell'impossibilit‚ di Arrow. • un teorema formulato nel 1951 dal Premio Nobel per l'economia Kenneth Arrow nel libro Social Choice and Individual Values. allora A deve essere preferita a B anche da parte della funzione di scelta sociale. che pu† esprimere per esempio tramite un voto. ‡ Non imposizione (o sovranit‡ del cittadino): qualsiasi possibile preferenza sociale deve essere raggiungibile a partire da un appropriato insieme di preferenze individuali (ogni risultato deve poter essere raggiunto in qualche maniera). Il teorema di Arrow afferma che se il gruppo di cittadini votanti comprende almeno due individui e l'insieme delle alternative possibili almeno tre opzioni. si vuole arrivare ad una preferenza collettiva pure coerente (se A • preferito a B. o semplicemente teorema di Arrow. ma il teorema di Arrow ci dice che ci deve essere un requisito che non • soddisfatto: l'indipendenza dalle alternative irrivelanti. Il teorema considera le seguenti proprietƒ. spiegati pi… avanti. che consiste nell'attribuire dei punti e fare la somma. a partire da qualsiasi insieme iniziale di preferenze individuali. sorprendentemente. Il problema • quello di trovare una procedura (per esempio un sistema di voto). l'impossibilitƒ di soddisfare simultaneamente tutti i requisiti considerati da Arrow. mentre in inglese si preferisce la versione estesa per evitare confusione con un ipotetico teorema della freccia. di universalit‚. o efficienza paretiana): se ogni singolo individuo preferisce una certa opzione A all'opzione B. pu† condurre a delle scelte ambigue: partendo dalle preferenze individuali. il risultato deve essere compatibile con il caso in cui la funzione di scelta sociale • applicata all'intero set di alternative possibili. non dittatorialit‚. indipendenza dalle alternative irrilevanti. che Arrow ipotizza rappresentare requisiti ragionevoli per un sistema di voto equo: ‡ Universalit‡ (o dominio non ristretto): la funzione di scelta sociale dovrebbe creare un ordinamento delle preferenze sociali deterministico e completo. ‡ Non dittatorialit‡: la funzione di scelta sociale non deve semplicemente seguire l'ordinamento delle preferenze di un individuo o un sottoinsieme di individui. usata nella democrazia rappresentativa. ma non pu† assegnare a tale opzione una preferenza minore (nessun individuo dovrebbe essere in grado di esprimersi contro un'opzione assegnandole una preferenza maggiore). Lo scopo era trovare una qualsiasi procedura di decisione collettiva che potesse soddisfare alcuni requisiti ragionevoli per una scelta non arbitraria. il paradosso di Condorcet mostra che ci† non • sempre il caso per le preferenze collettive. la funzione di scelta sociale deve promuovere tale opzione o restare invariata. allora A deve essere preferito a C). Illustrazione ed enunciato del teorema Si ipotizzi che una societƒ necessiti di adottare un ordine di preferenze tra diverse opzioni. La dimostrazione del teorema comporta. ‡ Indipendenza dalle alternative irrilevanti: se si confina l'attenzione ad un sottoinsieme di opzioni. Un esempio di una procedura che non pu† soddisfare tutti i requisiti considerati da Arrow • il sistema di voto maggioritario come mostrato dal paradosso di Condorcet. monotonicit‚. Secondo una versione alternativa del teorema di Arrow. al contempo ignorando le preferenze degli altri. non • possibile costruire una funzione di scelta sociale che soddisfi al contempo tutti i requisiti sopra enunciati. ‡ Monotonicit‡. In italiano il nome del teorema non • ambiguo. che trasformi l'insieme delle preferenze individuali in un ordinamento globale coerente. e la funzione di scelta sociale • applicata ad esse soltanto. Esso dice che. e B • preferito a C. non • possibile determinare un sistema di votazione che preservi le scelte sociali. il requisito di monotonicitƒ • rimpiazzato da: ‡ unanimit‡ (o criterio paretiano. Il paradosso di Condorcet mostra come la votazione a maggioranza. detta conteggio di Borda. dati i requisiti. Jean-Charles de Borda ha proposto un'altra procedura. o associazione positiva tra i valori individuali e sociali: se un individuo modifica il proprio ordinamento di preferenze promuovendo una data opzione. la quale non ha questo difetto. .

e B su C (ABC) 2. e ricorrendo eventualmente al ballottaggio). . Ogni voto sta in X o nel suo complementare. per ogni elettore di 3. Quindi. siano X. per ogni elettore di A vince su B. e dato che l'insieme dei votanti •. sono possibili alternative che consentano ad una Costituzione di attuare una democrazia rappresentativa senza il paradosso di Condorcet. ossia un votante che da solo determina il risultato della votazione. Un'altra ipotesi • che se VA • sufficiente ad A per vincere. e B vince su C. e A su B (CAB) C su B.Paradosso della votazione Tale formulazione • pi… restrittiva. ossia che se A vince su B. A e B i candidati. 142 Formulazione logica Facciamo le seguenti ipotesi. oppure in un sistema che esclude questa possibilitƒ. finito. anche un filtro principale. Viceversa. detto X un insieme decisivo per A su V: 1. per fortuna. per la proprietƒ 3. O X o il suo complementare • decisivo. che da solo determina il risultato della votazione: egli • l'intersezione di tutti gli insiemi decisivi. Dimostrazione Supponiamo che non sia decisivo. e B su A (BCA) C su B. Quanto sopra • l'enunciato del teorema. Siano V l'insieme dei voti. che • quindi matematicamente impossibile. Per semplicitƒ. un singolo votante. risulta completamente determinato VB. e poich€ l'ordine individuale • lineare. Allora. dunque. gli insiemi decisivi che rispettano la chiusura rispetto all'intersezione formano un ultrafiltro. se X fa vincere A su B. Ogni insieme che permetta la vittoria di un candidato (poniamo A) • detto insieme decisivo. Per le proprietƒ viste prima. poich€ • decisivo. dato un qualunque ordine delle prefenze. Contrariamente a quanto possa sembrare. Y e Z rispettivamente i votanti che preferiscono A a B. Dunque . B vince su C perch€ • decisivo Y e C vince su A perch€ decisivo. Nelle votazioni a maggioranza. con le ipotesi che abbiamo fatto. che Arrow chiama il dittatore. Tutti e tre sono decisivi. Chiamiamo l'insieme degli insiemi decisivi a favore di A. Mostreremo dunque che l'ipotesi della monotonicitƒ. per ogni elettore di B su C. e la complessit‡ della spiegazione del perch€ sono inaccettabili. vediamo come ogni votante esprimerebbe le sue preferenze: 1. Quindi abbiamo il paradosso di Condorcet. In termini matematici abbiamo postulato che. e quindi l'esito delle votazioni dipende dall'ordine in cui vengono effettuate. allora Y appartiene ad 2. • equivalente alla chiusura rispetto all'intersezione degli insiemi decisivi di V. delle due l'una: o accettiamo il paradosso di Condorcet. Entrambe le possibilitƒ sono in contrasto con l'idea istintiva di democrazia rappresentativa. e B su A (CBA) • Allora A vince su B perch€ X • decisivo. e Y B su C. in quanto non • altro che il complementare. e B a C. per† queste forme devono necessariamente rinunciare ad una o pi… delle ipotesi viste in precedenza.VA . Data la semplicitƒ delle ipotesi di partenza. 3. Se X • contenuto in Y. lo • il suo complementare . B a C ed A a C. lo • anche Z. Va tuttavia detto che la teoria paretiana dell'efficienza nel liberismo • stata falsificata dal premio Nobel per l'Economia Amartya Sen. per ogni elettore di 4. in quanto ipotizzare sia la monotonicitƒ che l'indipendenza dalle alternative irrilevanti implica l'efficienza paretiana. Detto VA l'insieme dei voti per A. allora A vince su C. Quindi. mancando solamente quella della chiusura rispetto all'intersezione. . A a C. Esiste. Queste proprietƒ sono molto vicine a quelle di un filtro su V. Vediamo ora che ogni votante di preferisce A a B. VB = V . • arduo ipotizzare che sia possibile far varare una legge elettorale conforme alle soluzioni prospettate. ogni insieme decisivo comprende un dittatore. il minimo di tali insiemi di voti • la metƒ pi… uno di V. E dunque. consideriamo il caso senza schede nulle o bianche e senza possibilitƒ di pareggio (casi che sono sempre riconducibili a questo eliminando da V i voti nulli o in bianco. egli vince anche se prende pi… voti.

Diversi teorici. tuttavia il teorema di Arrow implica che situazioni di questo tipo non possono in generale essere evitate. In conclusione. il Premio Nobel per l'economia Amartya Sen ha mostrato l'impossibilitƒ matematica del liberismo paretiano. In effetti alcuni di essi. tale criterio • escluso da diversi meccanismi di voto di comune impiego. il teorema di Arrow mostra che il voto • un gioco non banale. Conseguenze Nel 1970.Paradosso della votazione 143 Interpretazioni Il teorema di Arrow • un risultato matematico. Si consideri il seguente esempio: Dave. qualunque sistema di voto pu‹ essere manipolato. Queste affermazioni rappresentano semplificazioni del risultato di Arrow che non si possono considerare universalmente vere. e che la teoria dei giochi potrebbe essere impiegata per predire l'esito della maggior parte dei meccanismi di voto. si supponga che Agnes abbia un chiaro vantaggio rispetto agli altri concorrenti. Arrow usa il termine fair (equo) con riferimento ai suoi criteri. ossia rendere meno restrittivo. con affermazioni come: nessun sistema di voto ˆ equo. dimostrando cos‚ l'equivalenza tra il criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti e la non-manipolabilitƒ. e che non troverebbe applicazione nella maggioranza delle situazioni concrete. per il criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti. Tramite una generalizzazione del metodo ad insiemi di vettori ad n dimensioni. Il risultato di Arrow rappresenta uno dei primi approcci alle scienze sociali tramite il formalismo matematico. Ora. Il teorema di Gibbard-Satterthwaite. in base al risultato di Arrow. ottiene il posto. un tentativo di rilassare le condizioni che portano al risultato di Arrow. giunge alle stesse conclusioni (paradossali) di Arrow. e non. possono apparire banali. si potrebbe avere una situazione in cui. L'alternativa sarebbe di traslare i risultati ottenuti da Sen nel campo dell'economia. Ci† potrebbe essere interpretato come un risultato scoraggiante. o il solo sistema di voto non manipolabile ˆ la dittatura. In effetti. Il teorema. ad esempio. Chris. ma • spesso espresso in termini non matematici. applicando lo stesso principio di Arrow. . quali l'ottimo paretiano o la richiesta di assenza di imposizioni. dal momento che un gioco non ha necessariamente un equilibrio efficiente (o desiderabile dal punto di vista sociale). Bill e Agnes concorrono per uno stesso posto di lavoro. Bill. e non Agnes. il criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti al fine di risolvere il paradosso. hanno proposto di rilassare. al campo della politica elettorale. Ci† potrebbe apparire non equo a molti. l'economista Herbert Scarf ha mostrato nel 1962 l'inesistenza della mano invisibile per mercati con pi… di due beni i cui prezzi siano interdipendenti. che per† richiedono di rilassare una delle condizioni viste all'inizio. tramite questo e altri lavori Kenneth Arrow ha contribuito significativamente all'evoluzione dell'economia politica nel corso del XX secolo nella direzione di un maggior rigore matematico. I fautori di sistemi di voto basati su ordinamenti delle alternative affermano che il criterio sarebbe restrittivo senza ragione. Non cos‚. se Dave si ritira. tuttavia. sostituisce al criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti un criterio di non-manipolabilitƒ. cos‚ come in generalizzazioni quali il metodo di Borda.

K. econ. pdf http:/ / ideas. wustl. html http:/ / cowles. ‡ Ed. yale. pp 152-157.E. Journal of Political Economy. electionmethods. 1962. Journal of Political Economy. yale. 1980 ‡ Odifreddi. K.F.. 58.storie di illusioni e verit‡ rovesciate. Philadelphia. The Ivy Curtis Press. htm http:/ / econwpa. htm http:/ / cowles. Einaudi. 1950 ‡ Arrow. sia la versione del 1951 che del 1963. 1962 ‡ Sen. "The Impossibility of a Paretian Liberal". Etas. 2001. Yale University Press. org/ Arrow. edu/ Faculty/ hoytw/ 751/ articles/ arrow.J. pdf http:/ / cowles. New Haven. ISBN 8806150901 ‡ Scarf. A Difficulty in the Concept of Social Welfare [1]. yale.. P. econ. 1951. K. 328‡346. econ. edu/ ~hes/ pub/ analysis. 78. edu:8089/ eps/ get/ papers/ 9707/ 9707001. Arrow's Theorem: The Paradox of Social Choice. A. 2003. edu/ P/ cm/ cfmmain. An analysis of markets with a large number of participants [3].Paradosso della votazione 144 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Amartya Sen Mano invisibile Paradosso Paradosso di Condorcet Teorema di Gibbard-Satterthwaite Teorema di May Bibliografia ‡ Arrow.. edu/ ~hes/ . html http:/ / www..J. uky. Liberamente scaricabile da [2]. Collegamenti esterni ‡ ‡ ‡ ‡ Three Brief Proofs of Arrow•s Impossibility Theorem [4] Discussion of Arrow•s Theorem and Condorcet•s method [5] The Solution to Arrow's problem [6] Sito personale [7] di Herbert Scarf Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] http:/ / gatton. ISBN 8845312224 ‡ MacKay. Presente in Recent Advances in Game Theory. A. repec. ISBN 0300013647. Social Choice and Individual Values. 1970. H.. Princeton University Conference Paper. Yale University Press. Italiana: "Scelte sociali e valori individuali". org/ p/ cwl/ cwldpp/ 1123r3. n. C'era una volta un paradosso .

oppure un premio di valore 2A. al concorrente vengono presentate due buste chiuse. nell'altra busta sarƒ contenuto un premio di valore A/2. si raddoppierebbe (guadagno=A). apparentemente ineccepibile. tra due buste di valore diverso. se andasse bene. vista la netta differenza tra possibile guadagno e possibile perdita. Sulla base delle informazioni a nostra disposizione nessuna delle due eventualitƒ . In realtƒ. ‡ Tuttavia. In caso di cambio: se andasse male. il guadagno atteso da uno scambio delle buste all'ultimo momento dovrebbe essere mediamente nullo. Quindi conviene certamente tentare la sorte. si dimezzerebbe il premio (perdita=A/2) ma. ma. risulta piuttosto sottile individuare se sia fallace l'enunciato. non c'• differenza nella scelta dell'una o dell'altra busta. „ noto che il valore indicato in una busta • esattamente il doppio di quello dell'altra. 2. prima di averle aperte entrambe. come • intuitivo. In termini matematici. nella situazione prospettata. Infatti. ma non si sa quale delle due contenga il premio maggiore.appare favorita rispetto all'altra. prima dell'apertura. Ci† che sembra palesemente assurdo. Situazione In un ipotetico gioco a premi. la conoscenza del valore di una busta non aggiunge informazioni alla domanda se questo sia maggiore o minore dell'altro. ciascuna contenente l'indicazione di un premio in denaro. se nella busta che si sceglie di aprire per prima • contenuto. ma gli viene data la possibilitƒ di effettuare la scelta definitiva anche dopo aver aperto a suo piacere una busta ed averne visto il valore. a prescindere dal valore che troviamo in quella scelta per prima (e quindi anche senza averci guardato dentro!). otteniamo: una quantitƒ che • positiva per qualsiasi valore di A. ma dichiarate esternamente indistinguibili. il ragionamento logico o l'intuito. applicando la teoria delle decisioni. meno probabilitƒ di perdere moltiplicata per il valore della perdita). con probabilitƒ 1/2 e 1/2. Concludiamo che conviene sempre cambiare busta. che il concorrente riceverƒ. Paradosso ‡ Sembra evidente che: 1. diciamo. . una volta scelta una delle due conviene comunque cambiarla. Il concorrente pu† ottenere il premio di una sola busta. si giunge alla conclusione paradossale che sia sempre conveniente scegliere l'altra busta. Quindi non c'• alcun motivo per preferire l'una o l'altra busta. se calcoliamo il guadagno atteso che si ha cambiando busta (probabilitƒ di guadagnare moltiplicata per il valore del guadagno.Paradosso delle due buste 145 Paradosso delle due buste Il paradosso delle due buste deriva da un ragionamento logico-matematico. dunque la strategia pi… ragionevole sembrerebbe quella di considerare entrambe le opzioni equiprobabili. che dimostra che. L'analisi di questo paradosso richiama l'attenzione sulla valutazione non sempre banale della probabilitƒ condizionata e sui limiti dell'ipotesi di equiprobabilitƒ per eventi con cause sconosciute. se la sceglie. un premio di valore A.che si perda A/2 o che si vinca A . e scegliere di cambiare la busta.

stavolta con un perdita netta pari a Y-X=X . Se si apre prima la busta con Y. e una probabilitƒ 1/4[2] di . In altre parole.una busta aperta ‡ chiamiamo A il valore trovato nella busta aperta. con guadagno medio di 1/4 di milione. I valori non sono noti. cambiando si troverebbe Y (=2X). ma sappiamo che Y vale il doppio di X (Y = 2X) e che sono distribuiti in modo equiprobabile tra le due buste. ci conviene accontentarci e. se abbiamo trovato un premio alto. si trova un risultato uguale al valore del guadagno per la probabilitƒ di vincere. Infatti si riferiscono a due casi ben distinti: Caso 1 . In queste condizioni. Premio massimo definito Supponiamo.Paradosso delle due buste Se • davvero assurda l'affermazione che conviene sempre cambiare. Se si apre prima la busta con X. tutto dipende dal criterio con cui sono stati scelti i premi da inserire nelle buste e da quale sia il premio massimo possibile. ci conviene tentare l'altra busta. con A che in questo caso vale mediamente un milione e mezzo = 3/2 di milione) ! Se decidessimo di cambiare in ogni caso. Queste assunzioni sarebbero entrambe corrette di per s€. ad esempio. Ma non possiamo pi… affermare con certezza che la probabilitƒ tra i due casi sia la stessa. Infatti. con un guadagno pari a Y-X=X. Essa dipende fortemente dal valore di A. e A=X). In realtƒ la perdita in un caso • uguale al guadagno nel caso opposto. ci accorgeremmo che. come intuitivamente doveva essere. Stavolta la vincita pu† essere solo A e la perdita solo A/2. 146 Soluzione Il ragionamento si basa sulle due condizioni: 1. che il premio maggiore nella buste sia stato scelto a caso (con uguale probabilitƒ) tra zero e 2 milioni. se abbiamo trovato un premio basso. Di conseguenza il premio minore sarƒ compreso tra zero e un milione. come valore massimo. trovato all'apertura della prima busta. bisogna tener presente che il valore A. rimane il problema di individuare la fallacia dell'argomentazione appena presentata. Caso 2 . Ma. ovviamente. probabilitƒ del 50% per il caso favorevole e altrettanto per quello contrario. avremmo la certezza di una perdita. Tornando al ragionamento iniziale del paradosso. conoscenza del valore del premio contenuto in una busta. Si vede dunque il guadagno e la perdita sono uguali ed equiprobabili. il valore atteso del guadagno sarebbe esattamente zero. con A che vale mediamente mezzo milione)[1]. a seconda di quale busta si sia scelta per prima. se cambiassimo quando A • maggiore di un milione (guadagno medio atteso pari a "meno A/2". in relazione alla distribuzione di probabilitƒ dei premi possibili. vale una volta X e una volta Y. calcolando correttamente il valore della perdita per la probabilitƒ di perdere. (C'• infatti una probabilitƒ 3/4[2] di trovare un valore compreso tra zero e un milione. cambiando si troverebbe X. se il valore A trovato nella prima busta • inferiore ad un milione abbiamo una buona probabilit„ di guadagnare nel cambio (guadagno medio atteso pari ad A/2. e A=Y=2X) sia diversa da un guadagno pari ad A (quando si cambia dopo aver aperto prima la busta col valore minore. „ sbagliato quindi dire che una perdita pari ad A/2 (quando si cambia dopo aver aperto prima la busta col valore maggiore. ma non lo sono contemporaneamente. a conti ben fatti. con la stessa distribuzione di probabilitƒ. Intuitivamente potremmo dire che. nessun paradosso ‡ Chiamiamo X il premio minore e Y il premio maggiore. 2.buste chiuse.

147 Cenno storico Una formulazione analoga a questo paradosso risale almeno al 1953. Quindi il gioco ˆ favorevole a me. Se invece vinco (probabilit‡ 0. a conti ben fatti. e concludiamo che conviene sempre cambiare. anche la metƒ del massimo • infinita e. Invece anche in questo caso. il gioco ˆ pari. implicitamente ammettiamo che esso possa diventare teoricamente infinito. . Conservando l'ipotesi che i premi siano stati scelti a caso. con distribuzione uniforme (l'unica che possiamo ipotizzare in mancanza di altre indicazioni). la scelta di cambiare 'sempre' comporta un guadagno atteso nullo. questa • la forma pi… comunemente usata. esso sarebbe certo inferiore alla metƒ del massimo (infinito) e quindi avremmo (sempre) buone probabilitƒ di guadagnare nel cambio. se si mette debitamente in conto il peso di perdite (o guadagni) infiniti. sempre nella forma di scommessa sul portafoglio. Maurice Kraitchik. di cui nessuno dei due conosce il contenuto esatto. alla fine avr‹ nel mio portafoglio un valore certamente maggiore di 2A. il paradosso rimane e pu† essere spiegato semplicemente ricordando che spesso l'infinito si comporta in modo paradossale[3] o meglio. Uno dei due pu‹ cosŠ ragionare: Supponiamo che ho una quantit‡ A nel mio portafoglio: questo ˆ il massimo che potrei perdere. siccome i confronti tra grandezze infinite non seguono esattamente le regole dei confronti tra grandezze finite. se il massimo • infinito. quando un matematico belga. L'altro pu‹ ragionare esattamente allo stesso modo. in quanto non tiene conto del limite massimo dei premi n€ della conseguente diversa probabilit„ di aver scelto per prima la busta col premio maggiore o col premio minore. Il ragionamento iniziale non • applicabile. Nessun limite al premio Se non stabiliamo il valore massimo del premio. Nella pratica non possiamo mai immaginare di trovare una busta con dentro un valore infinito. propose questo rompicapo: Due persone.5). ugualmente ricche arrivano a confrontare il contenuto dei loro portafogli. da allora. resta matematicamente valida la conclusione che conviene cambiare solo se il valore trovato nella prima busta • inferiore alla metƒ del massimo e che non conviene in caso contrario. ad esempio. In questo caso. per simmetria. Impostano il gioco in questi termini: chi ha meno denaro nel portafoglio ricever‡ tutto il denaro del portafoglio dell'altro (niente accade. Ma questa volta. in modo contro-intiuitivo.Paradosso delle due buste trovare un valore compreso tra un milione e due milioni. Perci† trascuriamo completamente di conteggiare il peso di queste eventualitƒ teoriche. Nel 1989 Barry Nalebuff lo ha presentato nella forma delle due buste e. Dov'ˆ dunque l'errore nel ragionamento di ciascun uomo? Martin Gardner ha reso popolare il rompicapo nel suo libro del 1982 Aha! Gotcha. qualunque valore (finito) trovassimo nell'aprire la prima busta. con perdita media di 3/4 di milione) Anche in questo caso il paradosso scompare. se i due valori sono uguali). In effetti. n€ avrebbe senso stabilire se tale valore (infinito) sia minore o maggiore della metƒ del massimo (anch'esso infinito).

nell'intervallo da M/2 a M. Caso 2 Supponendo di conoscere il valore del premio contenuto in una busta. ‡ Dunque il valore A che troveremo nella prima busta avrƒ probabilitƒ: 1. Di conseguenza x risulta scelto a caso in un intervallo metƒ. nell'intervallo da m a M/2. se la prima busta contiene il valore maggiore. Tale differenza. nel caso di scambio. . Si corre per† il rischio di sbagliare. Possiamo supporre che y sia stato scelto a caso da una distribuzione uniforme tra un minimo m e un massimo M.Nello scambio si perde A/2. deve essere uguale a 1 la somma dei quattro casi: p(x) m/2 + p(x) (M/2-m) + p(y) (M/2-m) + p(y) M/2 = 1 p(y) ( m + 2(M/2-m) + (M/2-m) + M/2 ) = 1 Cio•: ‡ Nei quattro casi si ottengono dunque i seguenti valori medi di guadagno atteso dallo scambio (valore medio dell'intervallo. moltiplicato per la probabilitƒ dell'intervallo stesso): .Nello scambio si guadagna A. Questa assegnazione. valida qualunque sia la distribuzione di probabilitƒ dei premi. 4. ma subito dopo come se lo stesso X fosse il premio minore. p(y) (M/2-m) di appartenere alla classe delle y. corrisponde alla perdita a cui si va incontro. p(x) (m-m/2) di appartenere alla classe delle x. permette di definire correttamente la differenza tra le due buste. che possa essere inserito nella busta di valore maggiore. . se la prima busta contiene il valore minore. se si assegna al premio un valore X. Chiamiamo p(y) questa distribuzione di probabilitƒ. diventa indispensabile formulare un'ipotesi sulla distribuzione di probabilitƒ con cui siano stati scelti i premi nelle buste. . nell'intervallo da m a M/2. e volendo tener conto di come questa informazione possa influire sulla decisione di cambiare.Nello scambio si guadagna A. • corretto assegnare ad una busta il 50% di probabilitƒ di contenere il premio maggiore (o minore). da m/2 a M/2. 2. 3.Paradosso delle due buste 148 Approfondimenti matematici Caso 1 Prima di aprire le buste. Con qualche passaggio matematico si dimostrare che. p(x) (M/2-m) di appartenere alla classe delle x. Per normalizzare. . Distribuzione uniforme ‡ Sappiamo che ad ogni valore Y. p(y) (M-M/2) di appartenere alla classe delle y. Si pu† comunque evitare l'analisi della variabile stocastica X. ‡ Chiamiamo x il valore minore e y il valore maggiore contenuti nella coppia di buste in gioco. e se si ragiona una volta come se questo X fosse il premio maggiore. • associato un valore X=Y/2 che deve essere inserito nella busta di valore minore. qualunque sia questa distribuzione. ma anche al guadagno che si ottiene.Nello scambio si perde A/2. semplicemente assegnando alle due buste valori di premio pari a X e a 2X. nell'intervallo da m/2 a m. in modo che la probabilitƒ complessiva sia uguale a 1. in ogni caso. con una distribuzione uniforme di valore doppio p(x)= 2p(y). il cambio comporta un guadagno atteso nullo.

Per la dimostrazione analitica. ‡ Questo risultato pu† essere esteso senza problemi al caso in cui il minimo m diventi piccolo fino allo zero. che si tratti invece del doppio di un valore. fino all'infinito. e la probabilitƒ contraria. diventa possibile normalizzare a 1 la probabilitƒ complessiva. compresi quello della distribuzione uniforme e quello delle distribuzioni a media infinita. pi… rapidamente di . Se non si passa prima dall'analisi di M finito. cio• -A/2(medio)= -1/4(M/2+m). che venga Ovviamente. contenuto nella seconda busta (per cui converrebbe cambiare). trovato nella prima busta. si vede che il guadagno atteso complessivo • esattamente nullo. che venga . In quest'ultimo caso il confronto tra la probabilitƒ che un valore A. si perde il significato dell'intervallo 4. Rimarrebbe per† ancora infinito il premio medio atteso. . deve essere . cio• +A(medio)= 1/2(M/2+m). che .Paradosso delle due buste 1. esso • positivo per A minore di m (caso 1) e per A compreso tra m e M/2 (caso 2 + caso 3). da 1/2 infinito a infinto. ‡ In questo ultimo caso per†. il valore atteso del guadagno medio • sempre esattamente zero. sia la metƒ di un valore. Pi… in dettaglio. In tutti i casi. Ancora. che sia il valore minore (e quindi si guadagna z nel cambio). quando l'intervallo M diventa infinito. 3. „ questo un altro aspetto importante. con probabilitƒ p(y)M/2. +A(medio)= 1/2(m+m/2). con probabilitƒ p(y)(M/2-m). che in questo caso non • infinito. conviene partire assegnando due simboli diversi alla probabilitƒ posto nelle buste un premio (di valore maggiore) compreso tra posto nelle buste un premio (di valore minore) compreso tra e e . dividendo per l'integrale da zero a infinito di p(y)dy. Se la distribuzione di probabilitƒ p(y) diminuisce. quando l'intervallo M diventa infinito. a meno che la distribuzione di probabilitƒ non diminuisca. • cos‚ sfavorevole che non risulta mai conveniente cambiare. ma • negativo per A maggiore di M/2. Una caratteristica fastidiosa della distribuzione uniforme • che. quando . facilmente si • indotti a trascurare l'influenza di questo intervallo e si perde la possibilitƒ di spiegare l'origine del paradosso. 2. al crescere di y. pi… la probabilitƒ sia il valore maggiore (e . il risultato di guadagno nullo rimane valido anche al caso in cui M diventa grande a piacere. 4. contenuto nella seconda busta (per cui non converrebbe cambiare). al crescere di y. Qualunque sia il valore (finito) che si trovi nella prima busta. il premio mediamente atteso dall'apertura di una busta diventa esso stesso infinto. ‡ Ancora. diciamo x=A/2. che spiega come mai possa sembrare vantaggioso cambiare sempre. Siano: . con probabilitƒ p(x)m/2. cio• 149 ‡ Sommando i quattro casi. Cio•: La probabilitƒ di trovare un valore nella prima busta • data dalla somma della probabilitƒ . Altre distribuzioni Per superare i problemi di probabilitƒ evanescenti e di premi infiniti. la probabilitƒ di qualunque valore diventa evanescente. con probabilitƒ p(x)(M/2-m). cio• -A/2(medio)= -1/4(M+M/2). pi… rapidamente di 1/y. sono state analizzate distribuzioni di probabilitƒ decrescenti per premi elevati. e alla probabilitƒ . diciamo y=2A. annullando il primo intervallo. esso apparirƒ sempre al di sotto della media attesa.

Non valgono le regole degli insiemi finiti Paradosso di San Pietroburgo . pensandoci bene. Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Calcolo di probabilitƒ condizionata Paradosso delle tre carte Problema di Monty Hall . avremo 3 possibiltƒ su quattro di trovare un valore inferiore al milione e una probabilitƒ su quattro di trovarne uno superiore. la probabilitƒ che come premio maggiore sia stato scelto proprio il valore generico A • pari a 1 su due milioni. Si vede dunque che il guadagno • positivo quando . con una funzione del tipo o. Note [1] Riferendici al caso ipotizzato. Se dunque A • minore di un milione. rispetto alla probabilitƒ di essere un premio "maggiore" (ovviamente un valore A superiore al milione sarebbe certamente un premio "maggiore"). • nulla. [2] Il calcolo • facilmente verificabile fissando l'attenzione solo su premi di valore intero.Paradosso delle due buste quindi si perde z/2 nel cambio).Quante sono le corde che tagliano un cerchio? ‡ Paradosso del quiz . Di queste ultime buste. In totale ci sarebbero un milione e mezzo di buste con valore inferiore al milione e mezzo milione di buste con valore superiore. per esempio. Complessivamente il guadagno atteso nel cambio vale: . si hanno 2 probabilitƒ di raddoppiare (guadagnare un altro A). Evidentemente per l'infinito non valgono le regole ordinarie. la probabilitƒ che un valore generico A (minore di un milione) appartenga alla classe dei premi minori • pari a 1 su un milione. una metƒ conterrebbe ovviamente valori inferiori al milione e una metƒ valori superiori. Quanti sono i numeri pari. Analogamente. la totalitƒ dei numeri pari non pu† essere inferiore alla totalitƒ dei numeri interi: infatti per ogni numero intero esiste il suo doppio. o meglio contro intuitiva. che • pari. Nei casi in cui questa condizione non • rispettata. quando esiste un valore massimo M del premio possibile. Cio• si ottiene 'mediamente' un guadagno pari a (2/3 A . collegate ad altrettante buste con i premi doppi (da due a due milioni). ma la somma integrale dei guadagni attesi. Quindi.Pu† una capra far aumentare la probabilitƒ di vincere un'automobile? Paradossi dell'infinito . estesa da zero infinito. un valore A inferiore al milione ha probabilitƒ doppia di essere un premio "minore". [3] Un semplice esempio di comportamento 'paradossale' dell'infinito pu† essere derivato dal paradosso di Galileo. e • compreso tra M/2 e M. Ma. In altre parole.1/3 A/2)= A/2. cio• quando la probabilitƒ a priori che 150 venga scelto un certo valore di premio • pi… di quattro volte la probabilitƒ che venga scelto un valore doppio. rispetto al totale dei numeri naturali? Si potrebbe dire che sono la metƒ del totale. in modo pi… netto. dato che nella sequenza naturale si alternano con i numeri dispari. qualunque sia la distribuzione di probabilitƒ .Conviene scommettere su una vincita infinita. Infatti: Ponendo w=2z e dw=2dz: che vale esattamente zero. e 1 probabilitƒ di dimezzare la vincita (perdere A/2). con probabilitƒ infinitesima di vincere? ‡ Paradosso di Bertrand . che il guadagno • positivo per ogni valore di . Negli altri casi ci troviamo invece nella situazione paradossale. Cos‚ avremmo un milione di buste con i premi minori (da uno a un milione). non conviene cambiare e il paradosso non si pone. aprendo la prima busta a caso. decidendo di cambiare.

rimangono tre casi dove il lato visibile • rosso. lato nascosto = Ba = rosso lato visibile = Ca = bianco. delle quali la prima (A) • rossa su entrambi i lati. dunque la probabilitƒ • di 2/3. Pertanto la probabilitƒ che il lato non visibile sia rosso • di 2/3. due comportano che la faccia non visibile sia rossa: 1 e 2. lato nascosto = Ab = rosso lato visibile = Ab = rosso. „ possibile che la faccia visibile all'inizio del gioco sia 1. 5. lato nascosto = Aa = rosso lato visibile = Ba = rosso. tuttavia si dimostra che la risposta giusta • 2/3. 4. due dei quali nascondono un lato anch'esso rosso. delle quali 3 sono rosse e 3 sono bianche. Ab e Ba (e quelli bianchi: Bb. Soluzione Ci sono in tutto 6 facce.Paradosso delle tre carte 151 Paradosso delle tre carte Viene detto paradosso delle tre carte un classico problema del calcolo delle probabilitƒ che pur nella sua semplicitƒ ha una soluzione abbastanza controintuitiva: ci sono tre carte. Qual • la probabilitƒ che anche il lato non visibile sia di colore rosso? La risposta intuitiva porta solitamente a rispondere che la probabilitƒ ricercata sia pari al 50%. 2 o 3. ovvero metƒ dei lati sono rossi Pr(Bb+Ca+Cb)=1/2. denominiamo 3 la faccia rossa della carta rossa su un lato e bianca sull'altro. e l'altra metƒ sono bianchi Pr(Aa+Ab+Ba|Aa+Ab+Ba) = Pr(Aa|Aa+Ab+Ba) + Pr(Ab|Aa+Ab+Ba) + Pr(Ba|Aa+Ab+Ba) = 1/3 + 1/3 + 0 = 2/3 . 6. per cui si pu† scrivere Pr(Aa+Ab+Ba|Aa+Ab+Ba) che. lato nascosto = Cb = bianco lato visibile = Cb = bianco. che possono capitare in maniera egualmente frequente 1. lato nascosto = Ca = bianco escludendo gli ultimi tre casi in quanto il lato visibile • bianco. 3. L'intuizione suggerisce la risposta sbagliata perch€ porta a non distinguere le facce 1 e 2 come eventi distinti. Ponendo su un tavolo una delle tre carte. Dimostrazione con il teorema di Bayes La probabilitƒ condizionata cercata • Pr(lato invisibile • rosso | lato scoperto • rosso) dove i lati rossi sono: Aa. ottengo che il lato visibile • di colore rosso. Ca. lato nascosto = Bb = bianco lato visibile = Bb = bianco. Dimostrazione assiomatica o frequentista Estraendo una carta e posandola sul tavolo si possono verificare i seguenti sei casi equoprobabili. scelta a caso. utilizzando il teorema di Bayes viene riformulata in = Pr(Aa+Ab+Ba|Aa+Ab+Ba) * Pr(Aa+Ab+Ba) / ( Pr(Aa+Ab+Ba|Aa+Ab+Ba) * Pr(Aa+Ab+Ba) + Pr(Aa+Ab+Ba|Bb+Ca+Cb) * Pr(Bb+Ca+Cb) ) Essendo Pr(Aa+Ab+Ba)=1/2. Denominiamo 1 e 2 le due facce che appartengono alla carta rossa su entrambi i lati. 2. lato visibile = Aa = rosso. Cb). la seconda (B) su un lato • rossa e sull'altro • bianca e la terza (C) • bianca su entrambi i lati. in quanto solo due carte (la A e la B) possono mostrare il colore rosso e solo una di queste (la A) pu† mostrare anche sull'altro lato il colore rosso. Su tre possibili casi. con uguale probabilitƒ.

Ogni carta • nascosta in una scatoletta nera.Paradosso delle tre carte Pr(Aa|Aa+Ab+Ba) = Pr(Aa+Ab+Ba|Aa) * Pr(Aa) / Pr(Aa+Ab+Ba) = 1 * 1/6 * 2 = 2/6 = 1/3 Pr(Aa+Ab+Ba|Aa) = Pr(Aa|Aa) + Pr(Ab|Aa) + Pr(Ba|Aa)= 0+1+0 = 1 Pr(Aa) = 1/6 Pr(Aa+Ab+Ba) = 1/2 Pr(Ab|Aa+Ab+Ba) = 1/3. Supponiamo che il lato che si vede sia bianco. Conviene al giocatore accettare la scommessa? Perch€?¦„ Paradosso delle tre scatole In realtƒ. Il conduttore propone al giocatore di scommettere alla pari che • bianco anche l'altro lato della carta (se • bianco vince il conduttore. una versione perfettamente analoga del problema era giƒ stata presentata da Joseph Bertrand nel suo libro Calcul des probabilit‰s: ci sono tre scatole. che hanno descritto questo problema ‡ Paradosso dei due bambini . una • rossa su entrambi i lati e una • bianca da un lato e rossa dall'altro. la seconda due monete d'argento e la terza una d'oro ed una d'argento: se estraendo una moneta a caso da una scatola a caso ci si ritrova in mano una moneta d'oro. Una • bianca su entrambi i lati. di cui la prima contiene due monete d'oro. ottenuto in modo analogo Pr(Ba|Aa+Ab+Ba) = 0. se • rosso vince il giocatore). comprensibile in modo intuitivo. in quanto se il lato visibile appartiene alla carta A il retro non pu† appartenere alla carta B e se il lato visibile • Ba non • possibile che anche il lato coperto sia Ba: Pr(Aa+Ab+Ba|Ba) = Pr(Aa|Ba) + Pr(Ab|Ba) + Pr(Ba|Ba)= 0 + 0 + 0 = 0 in maniera analoga si mostra che Pr(Aa+Ab+Ba|Bb+Ca+Cb) = Pr(Aa|Bb+Ca+Cb) + Pr(Ab|Bb+Ca+Cb)+ Pr(Ba|Bb+Ca+Cb) = 0 + 0 + 1/3 = 1/3 per cui Pr(lato invisibile • Rosso | lato scoperto • rosso) = 2/3*1/2 / (2/3*1/2 + 1/3*1/2) = 2/3 152 Le origini Questo • il testo originale del paradosso. proposto da Warren Weaver nel 1950: ƒ¦Giochiamo con tre carte. Il giocatore sceglie una delle tre scatolette. estrae la carta e la posa sul tavolo in modo che sia visibile un solo lato. Voci correlate ‡ Problema di Monty Hall ‡ Warren Weaver e Martin Gardner. qual • la probabilitƒ che anche l'altra nella scatola lo sia? La soluzione • anche in questo caso 2/3.

Anche il marito disse che aveva accettato solo per compiacere gli altri tre. La suocera disse che avrebbe preferito rimanere a casa ma che non voleva raffreddare l'entusiasmo degli altri. La storia Una tranquilla famiglia americana composta da una ragazza. Questo atteggiamento fa il paio con "Ma lo fanno tutti" che • la classica scusa di chi non trova altra giustificazione ad un proprio errore. Possono rimanere perplessi gli amanti della democrazia "ideale". stanchi e delusi. I gruppi cos‚ costituiti tendono a essere pi… efficaci nell'evitare il Paradosso di Abilene e tendono ad essere capaci di prendere decisioni migliori. Con questo esempio invece si vuol spingere l'individuo ad una realistica ed indipendente valutazione di ogni situazione. che pensava alle oltre 50 miglia da passare alla guida con quel caldo. Tra questi. La ragazza aggiunse "Dovevamo essere pazzi a metterci in macchina con questo caldo!". Sulla via del ritorno bucarono una gomma e stentarono a trovare una stazione di servizio che li aiutasse.Paradosso di Abilene 153 Paradosso di Abilene Il Paradosso di Abilene • un paradosso in cui un gruppo di persone prende una decisione che va contro agli interessi di tutti gli individui del gruppo. probabilmente inventata. „ causato da un problema di comunicazione interno al gruppo. Concluse il suocero "Io l'ho proposto perch€ mi sembravate annoiati. disse alla suocera "Se anche tu sei d'accordo potremmo metterci in macchina". nessuno si • mostrato pi… efficace di includere persone con formazione differente nel processo decisionale. stava trascorrendo un afoso pomeriggio estivo a Coleman nel Texas. 1988 . In un momento in cui la conversazione languiva. in una bella casa con giardino. polveroso. I ricercatori in questo campo hanno proposto vari mezzi con i quali i gruppi di persone possano evitare tale comportamento disfunzionale." Morale: questa favoletta. aria condizionata e piscina. Bibliografia ‡ Harvey. Dopo quattro ore si ritrovarono a casa accaldati. e con molto traffico. E la suocera "Certo che vengo volentieri. Il paradosso • descritto con una storia spesso presentata ai corsi di management. Erano sdraiati sui divani ed il vecchio azzard† ambiguamente "„ stato un bel tragitto!". per cui ciascun membro crede erroneamente che la propria preferenza sia contraria a quella del gruppo e non prova nemmeno a sollevare obiezioni. subito disse "Mi pare una bella idea!"." Detto fatto si misero in cammino. Il marito. The Abilene paradox and other meditations on management. Erano in veranda e giocavano a carte. tende ad attirare l'attenzione sul fatto che nella maggioranza dei casi l'essere umano si adegua istintivamente a quella che crede essere la volontƒ del gruppo. Jerry B. • da parecchio che non vado ad Abilene. Il viaggio fu caldo. Lexington. dal marito e dai genitori di lei. il suocero se ne usc‚ con un "Che ne direste di andarcene tutti a cena ad Abilene?" La ragazza. scegliendo e proponendo quella che a suo giudizio • la soluzione migliore.. per compiacere il padre. Ad Abilene cercarono una pizzeria per mangiare e dopo vari giri per trovare un parcheggio finirono in una trattoria messicana dove mangiarono male e spesero uno sproposito. ma non voleva contrastare il suocero.

Arrivati ad esempio al terzo elemento. ma non sono divisibili all•infinito in atto. Una distanza finita (che secondo Zenone non • percorribile perch€ divisibile in frazioni infinite) • infinita nella considerazione mentale. si pu† affermare che il limite di questa somma di infiniti termini • uno. non ha senso considerare intervalli pi… piccoli di una determinata dimensione. Achille percorre quel decimetro. La corsa della tartaruga Una delle descrizioni pi… famose del paradosso • quella dello scrittore argentino Jorge Luis Borges[1]: Achille. „ stato proposto nel quinto secolo a. Achille corre dieci volte piŒ svelto della tartaruga e le concede dieci metri di vantaggio. Da un punto di vista matematico. simbolo di lentezza. Achille percorre quel millimetro. la tartaruga percorre un decimetro. da Zenone di Elea. che intendeva difendere le tesi del suo maestro Parmenide.C. infatti due elevato alla decima potenza • 1024). Secondo la meccanica quantistica.Paradosso di Achille e la tartaruga 154 Paradosso di Achille e la tartaruga Il paradosso di ‘Achille e la Tartaruga’ • il pi… famoso dei Paradossi di Zenone. Achille percorre quel metro. la somma sarƒ uguale a sette ottavi. deve raggiungere la tartaruga. la somma sarƒ pari ad uno meno la frazione di ordine n. la tartaruga percorre un decimo di millimetro. di modo che Achille pu‹ correre per sempre senza raggiungerla. e cosŠ via all€infinito. Da un punto di vista matematico la spiegazione sta nel fatto che gli infiniti intervalli impiegati ogni volta da Achille per raggiungere la tartaruga diventano sempre pi… piccoli. Achille corre quei dieci metri e la tartaruga percorre un metro. il limite di una somma di infiniti elementi non • necessariamente infinito. ma in concreto si comporta di parti finite e pu† essere percorsa. Arrivati all•elemento numero n. che sosteneva che il movimento non • altro che illusione. ed il limite della loro somma converge. Prendiamo ad esempio la somma di tutte le frazioni che si possono ottenere dimezzando ogni volta un intero: La somma di tutti questi elementi • sempre inferiore ad uno. infatti. Un altro approccio considera il significato fisico degli intervalli spaziali. Una somma di infiniti elementi o. pi… precisamente. simbolo di rapidit‡. la somma sarƒ uno meno un milleventiquattresimo (un mezzo elevato alla decima. Secondo Aristotele. Le soluzioni del paradosso La confutazione pi… immediata • quella del filosofo Diogene di Sinope. Arrivati al decimo elemento. invece.[2] . il tempo e lo spazio sono divisibili all•infinito in potenza. la tartaruga percorre un millimetro. la tartaruga percorre un centimetro. per le proprietƒ delle serie geometriche. Achille percorre quel centimetro. che silenziosamente si mise a camminare davanti a chi gli ricordava gli argomenti di Zenone contro il movimento. pari ad uno meno un ottavo (un mezzo elevato alla terza). le cui dimensioni dopo pochi passaggi sono estremamente ridotte.

mettendo al bando le trappole dell'autoreferenzialitƒ. edu/ ~chaitin/ unm2. verbi. ne consegue che • falsa la conclusione Poich‰ K( il numero di frasi ) ˆ finito l'insieme dei numeri definiti che troviamo in esso ˆ anch'esso finito . 50 parole e simboli. riflessioni. con lo stesso numero di parole. Poich€ K • finito l'insieme dei numeri definiti che troviamo in esso • anch'esso finito e possiamo individuare il pi… grande di tali numeri: chiamiamolo b. per la esattezza) che definisce b + 1. Feltrinelli. umcs. se si accetta la frase 'tre • il numero immediatamente successivo a due' . Consideriamo ora in H tutte quelle frasi che definiscono correttamente dei numeri interi positivi (un esempio •: tre ˆ il numero immediatamente successivo a due. preposizioni ecc.Paradosso di Achille e la tartaruga 155 Voci correlate ‡ Zenone di Elea ‡ Elenco di paradossi Note [1] Jorge Luis Borges. ‘Altre inquisizioni’. se si connota esattamente l'espressione. Collegamenti esterni ‡ The Berry Paradox [1] di Gregory Chaitin Note [1] http:/ / www. a seconda. it/ scienze/ paradosso-achille-tartaruga. modificandola opportunamente. tutte le frasi che definiscono tutti i numeri naturali superiori a 0 o ad 1. il paradosso scompare. html . Esso pu† essere descritto nei seguenti termini Sia N il numero (evidentemente finito) di parole (non importa se articoli. dunque anche b + 1 dovrebbe appartenere alla classe dei numeri definibili con meno di 50 parole! „ stato osservato che il paradosso dipende dall'utilizzo non rigoroso della espressione numero definibile attraverso n parole. htm Paradosso di Berry Il paradosso di Berry risale ad una lettera inviata da G. Berry (da qui il nome). cui aggiungiamo l'insieme di simboli contenuti in un dato testo di matematica e sia H l'insieme (anch'esso finito) delle frasi componibili con al pi…. un altro: tre ˆ il secondo numero che incontriamo nella successione dei numeri primi e cos‚ via). maine. ‘Metamorfosi della tartaruga’ [2] http:/ / www. si ottengono. In realtƒ • immediato rendersi conto che. Consideriamo ora la frase: ‡ b+1 ˆ il numero naturale successivo al piŒ grande numero definibile con una frase contenente al massimo cinquanta parole. allora. che sta in qualche modo alla base del teorema di incompletezza di G•del. un bibliotecario dell'Universitƒ di Oxford a Bertrand Russell. Essa • una frase con meno di 50 parole (19. sostantivi. G. 1973. Sia K il numero di frasi con meno di 50 parole che definiscono correttamente numeri naturali.) in un dato dizionario della lingua italiana. diciamo. Allo stessa tipologia delle antinomie linguistiche appartiene il paradosso di Richard.

di conseguenza la probabilitƒ che una corda presa a caso sia pi… lunga di un lato del triangolo iscritto • un terzo. Si scelga poi un altro punto sulla circonferenza e si disegni la corda congiungente i due punti. Qual • la probabilitƒ che la corda sia pi… lunga di un lato del triangolo equilatero? Questo problema fu posto inizialmente da Joseph Bertrand nel suo lavoro Calcolo delle probabilit‡ del 1888. La lunghezza dell'arco • un terzo della lunghezza della circonferenza. blu = pi… corta Il metodo del "raggio casuale": si scelga un raggio del cerchio e si ruoti il triangolo in modo che un lato sia perpendicolare al raggio. La corda • pi… lunga di un lato del triangolo se il punto scelto • pi… vicino al centro del cerchio rispetto al punto in cui il lato del triangolo interseca il raggio. Il metodo degli "estremi casuali": si scelga un punto sulla circonferenza e si ruoti il triangolo in modo che il punto scelto sia uno dei vertici. rosso = pi… lunga del lato del triangolo. ma che portavano a risultati inconsistenti.Paradosso di Bertrand 156 Paradosso di Bertrand Il Paradosso di Bertrand • un problema riguardante l'approccio classico alla Teoria della probabilitƒ. Dal momento che il lato del triangolo divide il raggio in due parti uguali. Si scelga poi un punto del raggio e si disegni la corda che ha per punto medio il punto scelto. • ugualmente probabile che il punto scelto sia pi… vicino o pi… lontano. Di conseguenza la probabilitƒ che una corda presa a caso sia pi… lunga di un lato del triangolo inscritto • un mezzo. Bertrand port† inoltre tre argomenti. Supponiamo di scegliere casualmente una corda del cerchio. la corda • pi… lunga di un lato del triangolo. tutti apparentemente validi. Per punti sull'arco compreso fra gli estremi del lato opposto al primo punto. Si consideri un triangolo equilatero inscritto in un cerchio. .

L'area del cerchio pi… piccolo • un quarto dell'area del cerchio iniziale. dipende dal metodo mediante il quale scegliamo "casualmente" una corda. La corda • pi… lunga del lato del triangolo inscritto se il punto scelto cade all'interno di un cerchio concentrico al primo di raggio 1/2.Paradosso di Bertrand 157 Il metodo del "punto medio casuale": si scelga un punto casuale del cerchio (non necessariamente della circonferenza!). molte delle quali porteranno a una diversa proporzione delle corde pi… lunghe del lato del triangolo inscritto sul totale. Si costruisca quindi una corda che abbia il punto scelto come punto medio. di conseguenza non pu† esserci un'unica soluzione. di conseguenza la probabilitƒ che una corda presa a caso sia pi… lunga del lato del triangolo inscritto • un quarto. mentre il metodo tre porta a una distribuzione uniforme. Risulta che una volta specificato il metodo di selezione casuale. I metodi 1 e 2 portano a due diverse distribuzioni non uniformi. Punti medi di corde scelte casualmente. Ma non esiste un unico metodo di selezione. Altre distribuzioni possono essere facilmente immaginate. quindi. Soluzione classica La soluzione del problema. e in assenza di ulteriori informazioni non c'• ragione di preferirne uno rispetto agli altri. metodo 2 Punti medi di corde scelte casualmente. Le tre soluzioni presentate da Bertrand corrispondono a differenti metodi di selezione. metodo 3 . una corda • univocamente identificata dal suo punto medio. il problema ha una soluzione ben definita. Ognuno dei tre metodi di selezione presentati sopra porta a una diversa distribuzione dei punti medi. metodo 1 Punti medi di corde scelte casualmente. Oltre che dal diametro. I metodi di selezione possono venire visualizzati come segue.

E. cio•. Pi… in dettaglio. . ed • quella basata sul secondo metodo di selezione visto sopra: il metodo del "raggio casuale". il secondo • l'unico che soddisfa i requisiti cui corrisponde. metodo 3 Soluzione di senso comune Nella sua pubblicazione del 1973 The Well-Posed Problem [1]. possiamo provare a comprenderlo pensando a come eseguiremmo veramente quell'esperimento. e a prescindere dal fatto che la moneta sia collocata un pochino pi… a destra o un pochino pi… a sinistra. e a questo punto consideriamo un cerchio concentrico al primo. allora dovremmo avere nuovamente la stessa probabilitƒ. l'argomentazione si sviluppa in questo modo: se abbiamo scelto delle corde casuali in un cerchio di raggio . pur essendo tutti e tre i metodi perfettamente corretti ed accettabili. allora alcune delle corde del cerchio pi… grande taglieranno anche il cerchio pi… piccolo. Egli scrisse che sappiamo di pi… riguardo a questo "casualmente" di quanto possa sembrare in un primo momento. Jaynes si chiese se davvero non fosse possibile dire cosa significa "casualmente". La soluzione cio• dovrebbe essere ad invarianza di scala. Essa pu† essere derivata direttamente dall'equazione integrale per l'invarianza per traslazione. allora vi • un'unica soluzione al problema. La soluzione. allora ci aspetteremmo che l'insieme di corde scelte casualmente dia la stessa probabilitƒ sia nel cerchio grande. nel senso comune. se muoviamo il centro del cerchio piccolo. Cos‚.Paradosso di Bertrand 158 Corde scelte casualmente. metodo 2 Corde scelte casualmente. di raggio . Egli prov† che c'• una sola distribuzione dei punti medi delle corde che • invariante per scala ed invariante per traslazione. • di senso comune affermare che la soluzione • la stessa a prescindere dal fatto che prendiamo una moneta grande o piccola. potremmo provare a tirare dei piccoli filamenti di paglia su una moneta che giace abbastanza distante da noi da poter dire che il modo in cui la paglia cade sulla moneta • sufficientemente "casuale". Questa distribuzione • quella descritta nel "metodo 2". sopra. sia in quello piccolo. dovrebbe essere anche invariante per traslazione. Se la scelta delle corde segue quello che si intende con il senso comune per "casualmente". T. Se ammettiamo questa informazione addizionale di senso comune. Pi… precisamente. la frase "scegliere una corda casualmente". metodo 1 Corde scelte casualmente. Jaynes precisa inoltre che la soluzione dovrebbe essere invariante per rotazione. spostandolo dal centro del cerchio grande. Se analizziamo un esperimento casuale per via teorica. Similmente. A questo punto. In questo caso.

org/ bertrand. un secchio d'acqua. per cui tutte le azioni sono predeterminate causalmente. ci si dovrebbe aspettare che sia valido anche per gli uomini. supponendo di trovarsi affamati ed assetati esattamente a metƒ tra due tavoli imbanditi non propenderemmo sicuramente per un tavolo? Leibniz discusse di questo paradosso nei Saggi di teodicea[1]. Perci†. ma non c'• niente che lo determini ad andare da una parte piuttosto che dall'altra. shtml Paradosso di Buridano Cartello del 1900. filosofico. Note [1] http:/ / www. pdf [2] http:/ / www. incerto nella scelta tra il canale di Panama o quello per il Nicaragua. cut-the-knot.Paradosso di Bertrand 159 Collegamenti esterni ‡ (EN) Il Paradosso di Bertrand [2] Note [1] http:/ / bayes. edu/ etj/ articles/ well. Paradoxes from A to Z . htm Bibliografia ‡ 2002 M. ƒ¦Un asino affamato e assetato • accovacciato esattamente tra due mucchi di fieno con. vicino a ognuno. Clark. wustl. che mostra il Congresso degli Stati Uniti come asino di Buridano. resta fermo e muore. Se il determinismo causalistico vale per gli animali.¦„ L'asino di Buridano (o Paradosso dell'asino) • un paradosso erroneamente attribuito a Giovanni Buridano. ma se ci trovassimo in una situazione identica. Questo paradosso prova a confutare il determinismo causalistico. net/ Antologia_file/ AntologiaL/ LEIBNIZ_%20L%20ASINO%20DI%20BURIDANO.

mentre se viene escluso C allora A ha una maggioranza di 2 a 1 su B. nella quale le preferenze collettive possono essere cicliche (cio• non transitive) anche se le preferenze dei votanti non lo sono individualmente. avrebbe una maggioranza di 2 a 1 su C. Si verifica facilmente che se B viene escluso alla prima votazione allora C ha una maggioranza di 2 a 1 su A. ma C • preferito ad A (mentre per la transitivitƒ dovrebbe essere A • preferito a C). La maggiore conseguenza di questo • che chi riesce ad eliminare uno dei 3 partiti potrƒ in essenza sapere quale sarƒ il risultato delle elezioni. Questo • un paradosso perch€ significa che i desideri della maggioranza possono essere in conflitto gli uni con gli altri. i cittadini 1. . B e C possono rappresentare qualsiasi cosa. Per spiegare il Paradosso di Condorcet usiamo il seguente esempio: Supponiamo di avere 3 votanti (Cittadino 1. Se si verificasse un'elezione ognuno dei tre partiti A. B • preferito a C. Ogni cittadino ha le seguenti preferenze riguardo alle tre opzioni: Prima Scelta Cittadino 1 Cittadino 2 Cittadino 3 Partito A Partito B Partito C Partito B Partito C Partito A Seconda Scelta Partito C Partito A Partito B Terza Scelta In questa elezione i partiti A. Partito B e Partito C). vale a dire che se (per esempio) Partito A • stato escluso dalla votazione allora le scelte diventano: Prima Scelta Seconda Scelta Cittadino 1 Partito B Cittadino 2 Partito B Cittadino 3 Partito C Partito C Partito C Partito B In questo caso quindi B. 2 e 3 possono rappresentare sia individui che gruppi di individui di egual numero come Sinistra o Destra o Centro. Cittadino 2 e Cittadino 3) che devono scegliere tra tre opzioni diverse (Partito A. B e C riceverebbe un voto come prima scelta. Supponiamo invece di effettuare una votazione a doppio turno: i due partiti che al primo turno hanno ottenuto pi… voti si scontrano fra loro in una seconda votazione per decidere il vincitore (mentre il terzo partito viene eliminato dalla votazione).Paradosso di Condorcet 160 Paradosso di Condorcet Il Paradosso di Condorcet • una situazione indicata dal Marchese de Condorcet alla fine del XVIII secolo. Viene quindi violata la transitivitƒ ossia: Se A • preferito a B. Questo succede quando le maggioranze in conflitto sono ognuna composte di gruppi di individui differenti. uno come seconda scelta e uno come terza scelta. vale a dire anche candidati in competizione. ottenendo quindi lo stesso numero di voti (qualunque sia il metodo di conteggio utilizzato) e non sarebbe possibile decidere un vincitore. vale a dire che se il partito A vuole vincere indurrƒ gli incerti a votare alle primarie per il partito B ed essere sicuro di scontrarsi contro di lui al secondo turno. Ipotizziamo che alla seconda votazione il cittadino faccia scalare alla scelta precedente il partito rimasto.

‡ Non dittatorialit‡: la funzione di scelta sociale non deve semplicemente seguire l'ordinamento delle preferenze di un individuo o un sottoinsieme di individui. e la funzione di scelta sociale • applicata ad esse soltanto. ‡ Non imposizione (o sovranit‡ del cittadino): qualsiasi possibile preferenza sociale deve essere raggiungibile a partire da un appropriato insieme di preferenze individuali (ogni risultato deve poter essere raggiunto in qualche maniera). pp. Vale a dire. o associazione positiva tra i valori individuali e sociali: se un individuo modifica il proprio ordinamento di preferenze promuovendo una data opzione. ˜Sui paradossi creati dalle relazioni non transitive™. il risultato delle votazioni viene invece ad essere dipendente dall'ordine. al contempo ignorando le preferenze degli altri. Marquis de: Essai sur l'application de l'analyse — la probabilit‰ des d‰cisions rendues ‡ la pluralit‰ des voix.Paradosso di Condorcet 161 Ripercussioni Il paradosso di Condorcet ci dice che il sistema di votazione a maggioranza non • indipendente dall'ordine delle votazioni. ma non pu† assegnare a tale opzione una preferenza minore (nessun individuo dovrebbe essere in grado di esprimersi contro un'opzione assegnandole una preferenza maggiore). ‡ Martin Gardner. Le Scienze n. 82 (Giugno 1975). Kenneth Arrow ha dimostrato come questa situazione sia inevitabile in ogni forma di votazione che rispetti alcuni semplici criteri: ‡ Universalit‡ (o dominio non ristretto): la funzione di scelta sociale dovrebbe creare un ordinamento delle preferenze sociali deterministico e completo. ‡ Indipendenza dalle alternative irrilevanti: se si confina l'attenzione ad un sottoinsieme di opzioni. a partire da qualsiasi insieme iniziale di preferenze individuali. Bibliografia ‡ Condorcet. la funzione di scelta sociale deve promuovere tale opzione o restare invariata. il risultato deve essere compatibile con il caso in cui la funzione di scelta sociale • applicata all'intero set di alternative possibili. Parigi. Voci correlate ‡ Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow ‡ Teorema di May . ‡ Monotonicit‡. 96-101. 1785. bench€ ognuno abbia un ordine di preferenze ben delineato che non muta con l'ordine delle votazioni.

alla negazione di questa per rendere la teoria matematica presa in esame del tutto inservibile. appare facile mostrare come questa affermazione non possa che essere vera. allora Babbo Natale esiste’. e deve il suo nome al logico e matematico americano Haskell Curry che lo pubblic† nel 1942. L•enunciato in questione si presenta come un•affermazione vera a priori. allora Babbo Natale esiste’. Questo poich€ quasi ogni sistema formale •. In sostanza. successivamente. e proprio da queste avrebbe origine il paradosso. si • intervenuto sulle premesse di queste rendendole pi… restrittive. sembrerebbe costituire una prova dell•inconsistenza e della contraddittorietƒ di molte teorie assiomatiche. „ evidente che un sistema formale contraddittorio in cui si dimostra tutto ed il contrario di tutto non • di alcuna utilitƒ. Dunque dobbiamo necessariamente concludere che l•enunciato A • vero.Paradosso di Curry 162 Paradosso di Curry Il paradosso di Curry • un paradosso della teoria ingenua degli insiemi. Risulta cos‚ vera ovunque. l•unica possibilitƒ ammessa • che l•antecedente di questa condizionale (‘Se A • vero’) assuma il valore di veritƒ. quali che siano i postulati del sistema. Ma non pare in effetti neanche necessario: • sufficiente applicare il paradosso ad ogni proposizione e. a dichiarare vera anche la proposizione ‘Babbo Natale esiste’. il conseguente risulta anch•esso vero. soggetto alle leggi (almeno) della logica del primo ordine. l•asserzione stessa ed ogni altra proposizione. allo scopo di eliminare il paradosso. grazie al teorema dello pseudo Scoto. Svolgimento Il paradosso consiste nell•affermare una proposizione del tipo: ‘Se questa frase • vera. Per superare tale difficoltƒ si • ricorso quindi alla ridefinizione dei principi stessi della logica matematica e della teoria degli insiemi. Infatti. in una formula condizionale vera in cui sia vero l•antecedente. unicamente in virt… di se stessa. Da essa si possono poi dedurre come veri l•enunciato B (‘Babbo Natale esiste’) e l•enunciato negazione di B (‘Babbo Natale non esiste’). si tratta di formulare l•enunciato A. . fornendo un metodo per dimostrare qualsiasi teorema. cos‚ da impedire alcune delle condizioni essenziali all•originarsi dell•antinomia. sempre per effetto delle regole dell•implicazione. I vari metodi con cui la matematica moderna ha corretto le ipotesi della teoria ingenua degli insiemi hanno portato a logiche differenti. Valendosi delle regole della logica del primo ordine. limitandone opportunamente il campo di validitƒ. ovvero che non necessita di alcuna dimostrazione a partire da assunti precedenti. „ poi ovvio che si pu† sostituire all•espressione ‘Babbo Natale esiste’ un enunciato B qualsiasi. che faccia un•asserzione qualunque. Allora. „ possibile infatti vietare certe forme di autoreferenzialitƒ. dove il paradosso di Curry viene escluso solitamente in quanto impossibile o privo di senso. ovvero. per la legge dell•implicazione materiale. Si procede cos‚: supponiamo che l•enunciato A sia falso. Interpretazione matematica Il paradosso di Curry • fonte di numerosi problemi e interessanti spunti nel settore della logica matematica. mentre il conseguente (‘Allora Babbo Natale esiste’) assuma quello di falsitƒ. Bisogna anzitutto considerare che questo enunciato • di tipo autoreferenziale. Esso • basato sulla costruzione di un•affermazione autoreferenziale da cui si possono dedurre. a generare un numero infinito di contraddizioni. o pi… semplicemente rifiutare la formulazione del predicato di veritƒ all•interno del linguaggio stesso. contraddicendo in tal modo l•ipotesi effettuata. e questo ci obbliga. Ma sostenere che l•antecedente • vero equivale a definire vero A. per sua natura. Esso infatti. tramite alcune semplici regole di inferenza. ovvero il termine ‘questa frase’ in esso contenuto vuole indicare l•intera espressione. Giƒ questo basterebbe. dove per A si intende la proposizione ‘Se A • vero.

ad esempio. tale espressione • impropria e viene rigettata da qualunque sistema formale al fine di non cadere nell•inconsistenza. Spinoza e Leibniz. • incompatibile con la logica’[2]. partecipazione dell'essere[3]. • esperienza comune. Il Vangelo secondo la Scienza . dimostrando cos‚ la necessitƒ di una causa che sia al di sopra della catena dei fenomeni: cfr.. Torino. per†. Comunemente per causa prima si intende un ente che esiste necessariamente solo grazie ad alcune sue proprietƒ e da cui deriva ogni altra realtƒ. Partecipazione e causalitƒ secondo s. anche se certamente non rispecchia la realtƒ fisica. Come osservato. Com'• allora possibile che il modello a potenziale descriva correttamente il comportamento di un fluido non viscoso se nella sua definizione • implicita l'irrotazionalitƒ e la conseguente assenza di forze? Il paradosso trova una soluzione se affermiamo che la forza aerodinamica • determinata unicamente dalla vorticitƒ presente nella scia e nello strato limite che. non si avvicinerƒ minimamente alla realtƒ nelle zone dove la vorticitƒ sarƒ decisamente diversa da zero. Tommaso d'Aquino. 224 ISBN 88-06-17392-8 [2] ibidem [3] Cornelio Fabro. D'altro canto conferma l'argomentazione di Tommaso d'Aquino che nega la possibilitƒ di una causa prima sullo stesso piano delle cause seconde e di conseguenza nega l'autoconsistenza del mondo. pp. immerso in un flusso a potenziale. per corpi aerodinamici ad elevato numero di Reynolds. permette in certi casi di approssimare il comportamento di certi flussi reali ad alto numero di Reynolds. ci si accorge facilmente che esso viene a coincidere con l•enunciato paradossale di Curry: infatti • vero esclusivamente per come • costruito e. in quanto esso prova che ‘l•assunzione di un essere necessario.E. e quindi dove potranno essere trascurati i termini dinamici dovuti alla viscositƒ. a prescindere dalla forma. All'atto pratico nella valutazione della azioni aerodinamiche. queste osservazioni si . collana ET Saggi. Einaudi. Per i corpi aerodinamici ad alti Reynolds la vorticitƒ sarƒ confinata nello strato limite (che sarƒ sempre pi… sottile all'aumentare del Reynolds) e nella scia del corpo.I. data l•equivalenza tra nesso causale nel linguaggio ordinario e implicazione materiale nel linguaggio formale. Il paradosso consiste nell'osservare che sotto le ipotesi di modello a potenziale. se immerso in un flusso. perch€ • proprio la viscositƒ che dƒ origine alla portanza. • la premessa di ogni conseguenza. Note [1] Piergiorgio Odifreddi. non possono svilupparsi forze aerodinamiche poich€ esse si ricavano proprio per integrazione della vorticitƒ. 1960 Paradosso di D'Alembert Il modello matematico di flusso stazionario a potenziale che descrive perfettamente il comportamento di un fluido non viscoso. il paradosso di Curry rappresenterebbe ‘una vera e propria dimostrazione della non esistenza di Dio’[1]. di Cartesio. Questo chiaramente • un grosso limite e mentre allora il modello in discussione sarƒ buono per tutte le regioni del flusso dove la vorticitƒ pu† essere considerata nulla.Paradosso di Curry 163 Interpretazione filosofica Come nota Piergiorgio Odifreddi. o di una causa prima. non potesse agire alcuna forza aerodinamica. secondo la quale sarebbe possibile affrontare razionalmente problemi metafisici e fornire con la pura ragione prove definitive dell•esistenza di Dio. • quantomeno soggetto ad una resistenza e avverte quindi una componente della forza aerodinamica. S. Jean le Rond d'Alembert fu il primo a rendersi conto che su un corpo. Tuttavia il modello a potenziale descrive correttamente il comportamento del fluido non viscoso attorno ad un corpo che. Cos‚ il paradosso di Curry diventa una confutazione dell•impostazione razionalista tipica. che implicano che il flusso sia irrotazionale (quindi a vorticitƒ nulla).Le religioni alla prova del nove. possono essere considerati cos‚ sottili da non alterare la validitƒ dell'ipotesi di campo di moto interamente irrotazionale e consentono dunque l'applicazione del modello a potenziale in tutto lo spazio considerato. Risulta quindi impossibile costruire un ragionamento che si avvalga di una logica formalizzata corretta e non contraddittoria e che al tempo stesso includa al suo interno l•idea di una causa prima. 2005. Volendo tradurre questo concetto in termini logici.

Math. pp. Keith Stewartson. and similitude [5]. Hydrodynamics. 1951. bnf. Review: Garrett Birkhoff. 1979. Johan Hoffman and Claes Johnson.org/wiki/Jean le Rond d'Alembert Collegamenti esterni ‡ Potential Flow and d'Alembert's Paradox [6] at MathPages Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] http:/ / gallica. Vol.Paradosso di D'Alembert ridurranno ad opportuni accorgimenti matematici da introdurre nella fase di calcolo. 57(6). 497-499. 1904. 164 Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Jean le Rond d'Alembert. Hydrodynamics: a study in logic. fact. Herrman Schlichting. 2007. bams/ 1183516308 http:/ / www. Voci correlate ‡ Flusso potenziale ‡ Flusso potenziale incomprimibile ‡ Circolazione (fluidodinamica) ‡ Portanza ‡ Resistenza fluidodinamica Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Boundary layer theory. Stoker. kth. Amer. se/ ~jhoffman/ pmwiki/ pmwiki. 1981. org/ DPubS/ Repository/ 1. mathpages. 1950. pdf http:/ / scitation. org/ wikipedia/ en/ b/ bc/ Prandtl-technical-memorandum-452. htm http:/ / upload. com/ home/ kmath211/ kmath211. aip. Ludwig Prandtl. Soc.wikimedia. pp. Princeton University Press. 1752. Bull. htm . php http:/ / projecteuclid. fr/ anthologie/ notices/ 00927. Vol 23(3). Garret Birkhoff. McGraw Hill. 0/ Disseminate?view=body& id=pdf_1& handle=euclid. Computational Turbulent Incompressible Flow [4]. d'Alembert's Paradox [3]. nada. a study in logic. James J. Siam Review. Motion of fluids with very little viscosity [2]. and similtude. 308-343. fact. Springer. NACA Technical Memorandum 452. org/ getabs/ servlet/ GetabsServlet?prog=normal& id=SIREAD000023000003000308000001& idtype=cvips& gifs=yes http:/ / www. wikimedia. Essai d'une nouvelle the'orie de la re'sistance des fluides [1].

Paradosso di Easterlin 165 Paradosso di Easterlin Il paradosso di Easterlin (Easterlin Paradox) o paradosso della felicit‚ venne definito nel 1974 da Richard Easterlin. abbastanza felice. quando aumenta il reddito. evidenzi† che nel corso della vita la felicitƒ delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di ricchezza. il quale. si pu† spiegare osservando che. professore di economia all'Universitƒ della California meridionale e membro dell'Accademia Nazionale delle Scienze. nella vita delle persone la felicitƒ sembra dipendere molto poco dalle variazioni di reddito e ricchezza). Successivamente anche gli economisti Arthur Cecil Pigou (1920). ti consideri molto felice. in realtƒ. cio• in funzione di qualcos'altro¦„ ma questa idea si ritrova espressa in modo diverso anche nel pensiero economico moderno a partire da quello del filosofo scozzese Adam Smith. considerato fondatore dell'economia politica moderna. ha dato un forte impulso agli studi sulla relazione tra economia e felicitƒ. Questo paradosso. poi comincia a diminuire. sul benessere sociale. seguendo una curva ad U rovesciata. e quindi il benessere economico. i dati raccolti da Easterlin si basavano su auto-valutazioni soggettive della felicitƒ (in cui gli intervistati rispondevano alla domanda: "Nell•insieme. tali conclusioni sono state successivamente confutate da altri studi che hanno mostrato in particolare gli effetti "indiretti" sulla felicitƒ di altri fattori generati dalle economie sviluppate quali ad esempio la maggiore stabilitƒ della democrazia. Giƒ in Aristotele: ƒ¦• chiaro che non • la ricchezza il bene da noi cercato: essa infatti ha valore solo in quanto "utile". che evidenzia come "il figlio del povero (poor man's son) lavora giorno e notte per acquisire talenti superiori ai suoi concorrenti" spinto dall'idea ingannevole (deception) che il ricco sia pi… felice o possieda "maggiori mezzi per la felicitƒ". Riflessioni sociali ed economiche sul paradosso Il concetto espresso dalla frase ˜la ricchezza non produce la felicitƒ™ • dibattuto fin dai tempi antichi. Campo degli studi di Easterlin Anche se ormai con il termine "Paradosso della felicitƒ" ci si riferisce in senso stretto al paradosso sopra enunciato. ‡ tra aumento di reddito e felicit‡ delle persone valutata nel corso della vita delle singole persone (cio•. John Kenneth Galbraith (1958) e gli psicologi Brickman e Campbell (1971) avevano messo in evidenza l'utilitƒ limitata del reddito sul benessere della persona o. l'uomo ricco pu† consumare poco di pi… del povero. ma. ed invecchia solo e deluso per non aver raggiunto la felicitƒ e per di pi… invidiato dai suoi concittadini. traendo spunto anche dalla precedente economia del benessere. ‡ tra reddito e felicit‡ delle persone valutata all•interno di un singolo Paese e in un dato momento (cio• le persone pi… ricche non sono sempre le pi… felici). la cui minor quantitƒ di beni • compensata dalle minori preoccupazioni e dalle migliori relazioni sociali rispetto al ricco che vive continuamente in ansia per i suoi beni. la felicitƒ umana aumenta fino ad un certo punto. . come sopra anticipato. pi… in generale. o non molto felice?") ed arrivarono sostanzialmente a evidenziare una correlazione non significativa e "robusta" tra: ‡ tra reddito nazionale (PNL) e felicit‡ (cio• i Paesi pi… poveri non risultano essere significativamente meno felici di quelli pi… ricchi. In seguito all'enunciazione di Easterlin si • sviluppata una vera e propria sezione dell'economia che. la maggiore tutela dei diritti umani e le migliori condizioni della sanitƒ). secondo Easterlin. essendo la capacitƒ di godere dei beni fisiologicamente limitata. ricercando le ragioni per la limitata diffusione della moderna crescita economica.

‡ il satisfaction treadmill. Altri modelli di spiegazione in particolare di Scitovsky. degli amici. cio• da quanto esso differisce da quello degli altri con i quali ci confrontiamo. I principali treadmill effect sono: ‡ l'hedonic treadmill. secondo la "teoria dell'adattamento". secondo . • il meccanismo per il quale la nostra soddisfazione o il benessere conseguente all'acquisto di un nuovo bene di consumo (per esempio. Lo stesso Easterlin insieme a Daniel Kahneman. affettivo e civile della partecipazione alla vita sociale/volontariato e politica della propria comunitƒ). sostenendo che una conseguenza dell'aumento del reddito/ricchezza • proprio che • come se corressimo inconsapevolmente su un tappeto rullante. il paradosso di Easterlin induce a riflettere su quali obiettivi. confermato da indagini empiriche. sia a causa dei condizionamenti sociali. di automobile berlina al posto della precedente utilitaria). dei figli. Sarebbe poi. che cosa le rende "felici"? Se. „ interessante osservare che molte ricerche mettono in luce che per i beni relazionali (come ad esempio nel caso del matrimonio. ‡ il positional treadmill relativo mette l•accento sugli effetti "posizionali" dei beni di consumo in base ai quali: il benessere che traiamo dal consumo dipende soprattutto dal valore relativo del consumo stesso. quale stile di vita • meglio perseguire e quali sono le prospettive di benessere sociale (welfare) per una societƒ che intenda mettere la persona e i suoi bisogni al centro di ogni decisione pubblica. Bartolini ed altri evidenziano come gli individui. ma anche pi… altri costi d'accesso per la necessitƒ di acquisire capacitƒ di consumo complesse) ‡ nel conflitto tra beni standardizzati (anonimi. che le persone non sono in grado di ottimizzare le loro scelte per raggiungere il benessere. sia a causa di limiti cognitivi. invece. dopo un miglioramento temporaneo ritorna rapidamente al livello precedente. Ampliamento della categoria dei beni imposto dal paradosso Quasi tutte le ipotesi per spiegare il paradosso rimandano pi… o meno direttamente alla necessitƒ "economica" di inserire nell'analisi delle ricchezze un'altra categoria di beni: i beni relazionali (come l•ambito familiare. raggiungere il benessere economico non garantisce una vita felice. poco stimolanti e di cui ci stanchiamo in fretta) risultato di una produzione sempre pi… specializzata e gli specifici bisogni e desideri individuali di un "consumo" sempre pi… "olistico" ‡ nel "processo di sostituzione" in atto da parte del mercato che spinge l'offerta di costosi sostituti "artificiali" ai beni relazionali e naturali "gratuiti" e quindi la motivazione degli "individui ad accumulare denaro" per far fronte allo sviluppo di una societƒ in cui gratuitamente si possa fare sempre meno e che erode sempre pi… le risorse. n€ sembrano in grado di imparare dagli errori fatti. della salute) il treadmill dell•adattamento e delle aspirazioni non • totale e la felicitƒ (o infelicitƒ nei casi negativi) pur diminuendo nel tempo rimane comunque pi… elevata. ma anche rendimenti decrescenti con l'abitudine ed alti costi d'uscita a causa dell'assuefazione) e attivitƒ stimolanti e creative (con rendimenti crescenti in termini di godimento. dipende dall'innalzamento del nostro livello di "aspirazione al consumo" al migliorare del reddito. Hirsch. rimanendo sempre al medesimo punto. hanno difficoltƒ ad ottimizzare le scelte: ‡ nel conflitto tra comfort (a bassi costi d'accesso. Ipotesi teoriche per la spiegazione del paradosso Oltre ad una criticata spiegazione "fondamentalista" della teoria della personalit‚ sulla determinazione genetica a priori del livello di benessere tipico di ogni individuo. Frank ed altri hanno provato a spiegare il paradosso con l'effetto treadmill (tappeto rullante). studi economici e psicologici successivi hanno dato differenti spiegazioni del risultato. cio• nonostante la "felicitƒ oggettiva" migliori si richiedono continui e pi… intensi piaceri per mantenere lo stesso livello di soddisfazione (il livello che segna il confine fra i risultati soddisfacenti e quelli insoddisfacenti) o la stessa "felicitƒ soggettiva" (l•autovalutazione della propria felicitƒ). dell'occupazione lavorativa. infatti.Paradosso di Easterlin 166 Conseguenze Il paradosso di Easterlin ha messo in crisi l'impostazione mondiale dei mercati indirizzati alla crescita misurata sulla base del PNL / PIL ed ha portato economisti e psicologi ad interrogarsi pi… approfonditamente su che cosa intendono le persone per "felicitƒ".

David and Melvin W. beni. PL (2004) Felicit‡ ed economia. Zamagni (2004). Guerini e Associati ‡ Brickman. e ignoriamo altri elementi importanti. Porta Felicit‡ ed Economia. famiglia. Ci sono cio• dei beni che il denaro • capace di comprare e spesso sacrificati al fine di conseguire il reddito monetario necessario per acquistare i "beni di consumo". Guerini & Associati. questo pu† diventare negativo poich€ l•impegno per aumentare il reddito (assoluto o relativo) pu† produrre sistematicamente effetti negativi sui beni relazionali. Nations and Households in Economic Growth: Essays in Honor of Moses Abramovitz. R. lavoro. (si pensi al tempo crescente che le attivitƒ lavorative rubano alle relazioni familiari e ai rapporti di amicizia). (1974). (1971). Milano. L. (2001). 167 Rappresentazione matematica del paradosso Se indichiamo con F la felicitƒ di un individuo (considerandola una variabile misurabile cardinalmente). lo stesso Easterlin suggerisce che. „ un po' come dire che "per essere felici bisogna essere almeno in due". e Campbell. Se • vero e ragionevole supporre che l•effetto complessivo del reddito (I) contribuisce direttamente alla felicitƒ soprattutto per bassi livelli di reddito.Paradosso di Easterlin molti. The Economic Journal . con R i "beni relazionali". in Bruni. T. ‡ Easterlin. con I il reddito (inteso come mezzi materiali). Tra le tante soluzioni proposte. poich€ ciascun individuo possiede un certo ammontare di tempo da allocare tra diversi domini monetari e non (quali reddito e beni materiali.. Hedonic relativism and planning the good society. Reder). Reder. Does Economic Growth Improve the Human Lot? (1974) in Paul A. sarebbe meglio destinare il tempo a quei domini in cui l'adattamento edonico e il confronto sociale sono meno importanti ad esempio nei beni relazionali o "beni non posizionali". potrebbe smorzare. D. New York: Academic Press. o addirittura ribaltare l•effetto totale diminuendo la felicitƒ. da considerare nell'analisi economica anche il patrimonio ambientale su cui confluiscono gran parte delle "esternalitƒ" negative (inquinamenti di vario tipo e consumo delle fonti non rinnovabili) non conteggiate nel bilancio della logica economica del mercato. R A. Economia civile. Nation and Households in economic growth: Essays in honor of Moses Abromowitz (a cura di P. sulla qualitƒ e quantitƒ delle nostre relazioni (ad esempio a causa delle risorse eccessive che impieghiamo per aumentare il reddito e che sottraiamo ai rapporti umani). stabilitƒ emotiva. e quindi. R. Le diverse ipotesi prima illustrate. perch€ per essere pi… felici non basta cercare di aumentare l'utilitƒ (prodotti. S. P. eds. Soluzioni Una delle macroconclusioni sembra essere quindi che ricchezza (o utilitƒ) e felicitƒ (o benessere sociale) non sono la medesima cosa. dopo aver superato una certa soglia. • necessario addentrarsi nella sfera della relazione tra le persone. Does economic growth improve human lot? Some empirical evidence. ‡ Bruni. Academic Press. Bibliografia ‡ Easterlin. bisogna anche considerare che. a cura di. Apley (Ed. Davis e M.A.. stato di salute. In M. servizi). ‡ Aristotele. Il Mulino. ‡ Easterlin.). New York e London. L. indirettamente. Adaptation-level ‡ Bruni. insieme ai nostri limiti cognitivi e ai condizionamenti sociali spiegano perch€ inconsapevolmente non ci comportiamo razionalmente e superiamo il punto critico. H. possiamo scrivere: F = f(I. beni. Bologna. Income and Happiness: Towards a Unified Theory.W. Etica Nicomachea ‡ Bartolini.R) possiamo esprimere cio• la felicitƒ come una funzione del reddito individuale e beni relazionali. bens‚. e Porta. autodisciplina) per aumentare la propria felicitƒ. Inc. almeno in maniera prevalente. e S.

Journal of Personality and Social Psychology ‡ Pigou. ‡ Smith. anche a conseguenze paradossali. Oxford. bench€ oggi si riconosca apertamente che la sua posizione era piuttosto oscura e non pu† essere certo considerata soddisfacente come risposta a EPR. it. Londra ‡ Scitovsky.69-71.. cercando di chiarire l'idea della sovrapposizione di stati nella meccanica quantistica. Per una migliore teoria del benessere soggettivo.. R. ritenute ragionevolmente vere per qualunque teoria che descriva la realtƒ fisica senza contraddire la relativitƒ. localitƒ e completezza. indipendentemente dalla distanza che separa le due parti. Clark.. The Affluent Society (1958). (2004).. Re-examining Adaptation and the Setpoint Model of Happiness: Reactions to Changes in Marital Status... eseguita successivamente su un•altra parte dello stesso sistema. vol. Erwin Schr‰dinger pubblic† l'articolo in cui descrive il famoso paradosso del gatto. ‡ Frank. pp.E.[3] Il paradosso EPR descrive un effetto fisico che. portando. Felicit‡ oggettiva.[2] La posizione di Bohr • stata a lungo considerata come ulteriore vittoria del suo scontro con Einstein. Considerazioni generali Albert Einstein. oltre che controintuitivo... Questo effetto. a cura di Reggiani. derivante dalla interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica e divenuto poi noto come entanglement quantistico.. R.. (2004). usc. Penguin Business ‡ Kahneman.Paradosso di Easterlin ‡ Easterlin. appunto con l•intento di dimostrare che la meccanica quantistica. Sempre nello stesso anno. Economia e Felicit‡ (2006).. Oxford University Press.E. in Bruni e Porta (2004). Stutzer A. J. nel 1951. (2003). oltre che a validi risultati. Choosing the Right Pond: Human Behavior and the Quest for Status (1985). ‡ Frey B. R.edu [1] Note [1] http:/ / www-rcf. Niels Bohr rispose all'argomento di EPR con un articolo intitolato allo stesso modo. giungiamo ad . A.H. A. con il principio di localitƒ. Recensione all'edizione italiana (2007 . McMillian. Il sole 24 Ore ‡ Galbraith. T. Diener. The Joyless Economy: An Inquiry into Human Satisfaction and Consumer Dissatisfaction (1976). venne considerato paradossale in quanto. edu/ ~easterl/ Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen Il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (paradosso EPR) • un esperimento mentale che dimostra come una misura eseguita su una parte di un sistema quantistico possa propagare istantaneamente un effetto sul risultato di un'altra misura. Easterlin su usc. Si deve a David Bohm. D. E. The Economic Welfare (1920). Teoria dei sentimenti morali (1759). T.[1] Cinque mesi dopo. pi… in generale. ha aspetti paradossali nel senso seguente: se in un sistema quantistico ipotizziamo alcune deboli e generali condizioni. (2008) in Aggiornamenti Sociali. 1/2008. ‡ Lucas.C. non • una teoria fisica completa. ed. Oxford University Press. A. Y. come accennato. ritenuto incompatibile con un postulato della relativitƒ ristretta (che considera la velocitƒ della luce la velocitƒ limite alla quale pu† viaggiare un qualunque tipo d'informazione) e.Cittƒ Nuova). come realismo. Rizzoli 1995 168 Collegamenti esterni ‡ (EN)Richard A. Boris Podolsky e Nathan Rosen proposero questo esperimento ideale in un articolo pubblicato nel 1935 intitolato "La descrizione quantistica della realt‡ fisica pu‹ ritenersi completa?". Georgellis. una riformulazione del paradosso in termini pi… facilmente verificabili sperimentalmente.. in Bruni e Porta (2004).K.

stati che chiameremo Ia e IIa. In meccanica quantistica. ulteriori sviluppi teorici e sperimentali seguiti all'articolo originale (come il teorema di Bell e l'esperimento sulla correlazione quantistica di Aspect[4]) hanno portato una gran parte dei fisici a considerare il paradosso EPR solo un illustre esempio di come la meccanica quantistica contrasti in modo stridente con le esperienze quotidiane del mondo macroscopico (per quanto la questione non sia assolutamente chiusa). Tuttavia • da notare che "di per s‰" la meccanica quantistica non • intrinsecamente contraddittoria. cio• intrecciati. n€ risulta in contrasto con la relativitƒ. Supponiamo che ottenga +z. dove c'• un osservatore di nome Bob. Nello stato II. invece nello stato IIa l'elettrone di Alice ha spin -x. „ quindi impossibile associare ad uno dei due elettroni nel singoletto di spin uno stato di spin definito: gli elettroni sono quindi detti entangled. Alice (a sinistra) e Bob (a destra). 169 Descrizione del paradosso Misure su uno stato entangled Considereremo la versione semplificata dell'esperimento ideale di EPR formulata da David Bohm. per cui gli operatori associati non commutano. Analogamente. con probabilitƒ del 100%. ma il risultato alla fine • lo stesso) e tale stato quantistico determina le probabilitƒ dei risultati di qualunque altra misura fatta sul sistema. Questo si pu† descrivere come sovrapposizione quantistica di due stati. l'elettrone A ha spin -z e l'elettrone B ha spin +z. il sistema collassa in Ia. In questo caso. Quindi.Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen una contraddizione. il sistema collassa in IIa e Bob misurerƒ +x. uno dei quali viene inviato alla destinazione A. se Alice misura -x. e l'altro viene inviato alla destinazione B. Nello stato I. con probabilitƒ del 100%. se Bob successivamente misurasse lo spin lungo l'asse z. eseguito con elettroni. dove c'• un'osservatrice di nome Alice. Secondo la meccanica quantistica. supponiamo che Alice e Bob decidano di misurare lo spin lungo l'asse x. Una sorgente invia elettroni verso due osservatori. quello di Bob ha spin -x. secondo la meccanica quantistica la funzione d'onda che descrive lo stato di singoletto dei due elettroni collassa nello stato I (le diverse interpretazioni della meccanica quantistica dicono questo in diversi modi. Riproposizione dell'esperimento suggerito da Einstein. Podolsky e Rosen. otterrebbe -z con una probabilitƒ del 100%. Secondo la meccanica quantistica. Bench€ proposto originariamente per mettere in luce l'incompletezza della meccanica quantistica. Nello stato Ia l'elettrone di Alice ha spin +x. e Bob misurerƒ -x. sempre con una probabilitƒ del 100%. quello di Bob ha spin +x. Naturalmente non c'• niente di speciale nella scelta dell'asse z. la proiezione dello spin lungo x e quella lungo z sono quantitƒ osservabili tra loro incompatibili. Si supponga di avere una sorgente che emette coppie di elettroni. indicati con I e II. l'elettrone A ha spin parallelo all'asse z (+z) e l'elettrone B ha spin antiparallelo all'asse z (-z). Ad esempio. se Alice misura +x. cio• uno stato quantistico non pu† possedere valori . Bob otterrebbe +z. possiamo sistemare la sorgente in modo che ciascuna coppia di elettroni emessi occupi uno stato quantistico detto singoletto di spin. se Alice misurasse -z. Alice misura lo spin lungo l'asse ottenendo uno dei due possibili risultati: +z o -z. lo stato di singoletto di spin pu† essere espresso adeguatamente come sovrapposizione di stati di spin lungo la direzione x. i quali sono in grado di eseguire misure della proiezione dello spin degli elettroni lungo un asse.

c'• il 50% di probabilitƒ di ottenere "+" e il 50% di ottenere "-". Notare che l'opposto. perch€ pi… facile da preparare e quindi misurare. tra loro entangled. possono esserci altre espressioni di elementi fisici di realtƒ. Piuttosto essi assunsero che se il valore di ogni quantitƒ fisica di un sistema pu† essere predetto con assoluta certezza prima di fare una misura o prima di intervenire in qualche modo sul sistema medesimo. questa • una violazione del principio di localitƒ o principio di separazione. bench€ si sia usato lo spin come esempio. EPR definiscono una teoria fisica completa come una teoria in cui ogni elemento fisico di realtƒ sia preso in considerazione. lo z-spin dell'elettrone di Bob ˆ noto. un milione di copie dell'elettrone che riceve. se Alice decidesse di misurare lo spin lungo x. diciamo. Questo significa che la decisione di Alice di eseguire la misura lungo l'asse x o lungo l'asse z ha un effetto istantaneo sugli elementi fisici di realtƒ nel luogo in cui si trova Bob ad operare con le sue misure. eseguire misure sullo spin di ciascuno e poi analizzare la distribuzione statistica dei risultati. che la meccanica quantistica non • una teoria fisica completa. L'articolo originale di EPR. Generalmente si crede che ogni teoria che violi la causalitƒ sia anche internamente inconsistente. ha sempre il 50% di probabilitƒ di ottenere "+" e il 50% di ottenere "-".Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen definiti per entrambe le variabili (principio di indeterminazione). ma questo fatto non ha influenza sul resto dell'argomentazione. 170 Realismo e completezza Introdurremo ora due concetti usati da Einstein. si possono considerare molte altre quantitƒ fisiche (osservabili). In aggiunta. non porta necessariamente ad un assunto vero. Lo scopo del loro articolo • mostrare. nota come "no cloning theorem". Bob misura lo spin lungo x : secondo la meccanica quantistica. „ bene sottolineare che. Uno stato quantistico non pu† possedere contemporaneamente un valore definito per lo x-spin e lo z-spin . indipendentemente dal fatto che il suo asse sia allineato o meno con quello di Alice. l'x-spin di Bob sarebbe un elemento fisico di realtƒ dopo la sua misura. c'• il 50% di probabilitƒ che egli ottenga +x e il 50% di probabilitƒ che ottenga -x. e quindi del tutto insoddisfacente. Supponiamo che Alice misuri lo spin lungo z e ottenga +z. Dopo che Alice esegue la misura. allora tale quantitƒ esprime un elemento fisico di realtƒ. l'x-spin e lo z-spin non possono essere elementi fisici di realtƒ allo stesso tempo. in quanto conseguenza della relativitƒ speciale. Se la meccanica quantistica • una teoria fisica completa nel senso dato sopra. Inoltre Bob pu† fare la sua misura una sola volta. Si trova che la meccanica quantistica viola il principio di localitƒ senza violare la causalitƒ. Localit‚ nel paradosso EPR Il principio di localitƒ afferma che i processi fisici non possono avere effetto immediato su elementi fisici di realtƒ in un altro luogo separato da quello in cui avvengono. usava l'impulso come quantitƒ osservabile. La causalitƒ • preservata perch€ non c'• alcun modo per Alice di trasmettere un messaggio (cio• informazioni) a Bob variando l'asse lungo cui fa la misura. usando queste due definizioni. Podolsky e Rosen. in quanto il collasso della funzione d'onda provocato dalla misura perturba in maniera irreversibile lo stato misurato: c'• una proprietƒ basilare della meccanica quantistica. Qualunque asse lei scelga. cio• la negazione dell'affermazione precedente. Vediamo come questi concetti si applicano all'esperimento pensato di cui sopra. che rende impossibile per l'osservatore fare. in modo che il sistema collassi nello stato I. Supponiamo che Alice decida di misurare lo spin lungo z (lo chiameremo z-spin). Quindi. • impossibile predire quale sarƒ il risultato fino a quando Bob non esegue la misura. Gli esperimenti odierni usano spesso la polarizzazione dei fotoni. la quale afferma che le informazioni non si possono mai trasmettere a una velocitƒ maggiore di quella della luce senza violare la causalitƒ. quindi ˆ un elemento fisico di realt‡. Analogamente. invece di misurare lo spin lungo z. Tuttavia. cio• • del tutto impossibile per lei influire sul risultato che otterrƒ. A prima vista questa appare un'assunzione ragionevole (infatti a livello macroscopico lo •). Gli autori non si sono riferiti direttamente al significato filosofico di un "elemento fisico di realtƒ". nell'unica misura che gli • permesso fare. Ora. . fondamentali per il loro attacco alla meccanica quantistica: il realismo o oggettivismo realistico e la completezza di una teoria fisica. per esempio. Inoltre.

sia in realtƒ una teoria incompleta. sono in linea di principio verificabili sperimentalmente. ma tali valori sono completamente random (casuali). l'elettrone che va verso Bob ha sempre valori di spin opposti rispetto all'elettrone che va verso Alice. per quanto risultino pi… marcatamente non-locali. espresse adoperando relazioni di disuguaglianza note come Disuguaglianze di Bell. In realtƒ c'• ovviamente un numero infinito (numerabile) di assi lungo i quali Alice e Bob possono eseguire le rispettive misure. Si reputa in proposito che vengano violate sia la causalitƒ. -x) verso Alice e (+z. In questi stati "veri". Si deve far notare che la parola localitƒ ha diversi significati in fisica. si deve tener presente che questa • una formulazione molto semplicistica di una teoria delle variabili nascoste e una teoria pi… sofisticata sarebbe in grado di risolvere il problema a livello matematico. si potrebbe considerare un numero infinito di variabili nascoste indipendenti. in teoria. la coppia successiva "(-z. Alcuni ricercatori hanno . Si supponga che gli stati quantistici di spin di singoletto emessi dalla sorgente siano in realtƒ descrizioni approssimate dei "veri" stati fisici che possiedono valori definiti per lo z-spin e per l'x-spin. Disuguaglianze di Bell Nel 1964. Podolsky e Rosen non volevano abbandonarlo. le teorie di campo quantistiche che sono "locali" in questo senso violano il principio di localitƒ come definito da EPR. Tuttavia. che. Einstein derise le predizioni della meccanica quantistica come "spaventosa azione a distanza". Anzitutto il teorema di Bell non si applica a tutte le possibili teorie "realiste": • possibile infatti costruire teorie che eludono le sue implicazioni diventando indistinguibili dalla meccanica quantistica. Quello ipotizzato da EPR • che la meccanica quantistica. La conclusione che trassero fu che la meccanica quantistica non • una teoria completa.Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen Tuttavia il principio di localitƒ si richiama fortemente all'intuizione fisica di livello macroscopico. altrimenti egli otterrƒ "+" e "-" con eguale probabilitƒ. Tuttavia questi fatti non chiudono il discorso in modo definitivo. Per ci†. Tutti i risultati hanno indicato un comportamento in linea con le predizioni della meccanica quantistica standard. In altre parole esisterebbe qualche teoria della natura ancora non scoperta. Ipotizzando di restringere le misure solo all'asse z e all'asse x. Tuttavia. 171 Risoluzione del paradosso Variabili nascoste Esistono parecchi possibili modi per risolvere il paradosso. Questa teoria pi… completa conterrebbe variabili che tengono conto di tutti gli "elementi fisici di realtƒ" e che danno origine agli effetti che la meccanica quantistica • in grado di predire solo a livello probabilistico. sia i teoremi della relativitƒ ristretta ai sistemi inerziali. +x) verso Bob" e cos‚ via. la prima coppia emessa dalla sorgente pu† essere "(+z. -x) verso Alice e (-z. come detto sopra. questo significa che. che spieghi i risultati dell'esperimento descritto sopra. Queste differenze. Per esempio. tale teoria delle variabili nascoste • sperimentalmente indistinguibile dalla teoria della meccanica quantistica. John Bell ha dimostrato con il suo teorema come le predizioni della meccanica quantistica nell'esperimento mentale EPR siano in realtƒ leggermente differenti dalle predizioni di una classe molto vasta di teorie delle variabili nascoste: grosso modo. se l'asse della misura di Bob • allineato con quello di Alice. in generale trattano misure di polarizzazione di fotoni. in teoria quantistica dei campi "localitƒ" significa che campi in punti diversi dello spazio non interagiscono l'uno con l'altro. Per illustrare questa idea si pu† formulare una teoria delle variabili nascoste molto semplice. egli otterrƒ necessariamente l'opposto di qualunque cosa ottenga Alice. ed Einstein. per cui sono stati approntati allo scopo tutta una serie di esperimenti. rispetto alla quale la meccanica quantistica gioca il ruolo di approssimazione statistica. Una teoria con tali caratteristiche prende il nome di teoria delle variabili nascoste. +x) verso Bob". nonostante il successo in una ampia e vasta varietƒ di scenari sperimentali. la meccanica quantistica predice correlazioni statistiche molto pi… forti tra i risultati di misure eseguite su differenti assi. Per esempio.

la localitƒ • mantenuta e gli effetti delle misure sorgono dal suddividersi e ramificarsi delle "storie" o linee d'universo degli osservatori. Nell'interpretazione a molti-universi. Teorema del multiverso Esiste una spiegazione che riguarda gli universi multipli molto pi… complicata. appena prodotta. Il paradosso EPR ha reso pi… profonda la comprensione della meccanica quantistica mettendo in evidenza le caratteristiche fondamentalmente non classiche del processo di misura. Prima della pubblicazione dell'articolo di Einstein-Podolsky-Rosen.Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen inoltre tentato di formulare teorie di variabili nascoste che sfruttino "scappatoie" in esperimenti concreti. grandezze meccaniche necessarie a determinare l'evoluzione dello stato meccanico (grandezze coniugate). si usano particelle entangled per trasmettere segnali che non possono essere intercettati senza lasciare traccia dell'intercettazione avvenuta. Sono state sviluppate e stanno progredendo tecnologie che si basano sull'entanglement quantistico (intreccio di stati quantistici). La teoria • molto pi… ampia. come per esempio le assunzioni fatte nell'interpretare i dati sperimentali. ad es. sono completamente demistificate dall'analisi di Einstein-Podolsky-Rosen. di Hugh Everett III. Pascual Jordan e Max Born. ma a causa della grande astrattezza di questi concetti non pu† essere affrontata in questa sede con maggior dettaglio. necessario per illuminarlo e "vedere" dov'•. Nella crittografia quantistica. avrebbe disturbato lo stato quantomeccanico dell'elettrone. In altri termini. Tali spiegazioni. prodotta da Niels Bohr. che mostra chiaramente come possa effettuarsi una "misura" su una particella senza disturbarla direttamente. Essa stabilisce che ogni volta che qualcosa • incerto. l'"Albero dell'Universo" (come talvolta • chiamato il fenomeno di tutte le ramificazioni possibili di eventi) produce un altro ramo ovvero si ramifica. eseguendo una misura su un'altra particella distante. • un diverso universo simile al precedente. ma nessuno • stato finora in grado di formulare una teoria realista locale capace di riprodurre tutti i risultati della meccanica quantistica. all'inizio. . che dipendono da quale interpretazione della meccanica quantistica si usi. Ciascuna ramificazione. Nella computazione quantistica. illuminandolo con luce. perch€ l'incertezza generalmente • piccola. l'urto dei fotoni con l'elettrone. per quanto abbastanza verosimile. che permettono elaborazioni con velocitƒ che non si possono raggiungere con i computer classici. questa descrizione viene adoperata per esemplificare l'indeterminazione quantomeccanica su posizione e velocitƒ. Nella vecchia interpretazione di Copenaghen. ma entangled (intrecciata) con la prima. Si possono trarre da ci† parecchie diverse conclusioni. Ogni possibilitƒ • un accadimento che capita da qualche parte. se si fosse misurata la posizione di un elettrone. che ancora si incontrano in esposizioni non specialistiche. Si tratta di una visualizzazione intuitiva. una misura era abitualmente vista come un processo fisico di perturbazione inflitto direttamente al sistema sotto misura. 172 Implicazioni per la meccanica quantistica Attualmente la maggior parte dei fisici ritiene che la meccanica quantistica sia corretta e che il paradosso EPR sia appunto solo un "paradosso" per il fatto che le intuizioni classiche (di livello macroscopico) non corrispondano alla realtƒ. si usano stati quantistici intrecciati (entangled) per eseguire calcoli in parallelo. per esempio modificandone la velocitƒ e producendo cos‚ incertezza sulla velocitƒ. scolastiche e divulgative della meccanica quantistica. cio• con un fiotto di fotoni. Werner Karl Heisenberg. si conclude che il principio di localitƒ (o di separazione) non debba valere e che avvenga effettivamente il collasso della funzione d'onda istantaneo.

Per illustrare come questo comporti la violazione del realismo locale. Questo fatto discende dalla teoria della misura adottata in meccanica quantistica. possono essere associati a loro volta alle matrici di Pauli: dove rappresenta la costante d'azione di Planck divisa per 2€. ci† significa che immediatamente subito dopo la misurazione lo stato » del sistema viene sottoposto ad una proiezione ortogonale nello spazio degli stati della forma Per il singoletto di spin. • necessario mostrare che dopo la misura effettuata da Alice di Sz (o di Sx). Si potrebbe mostrare in maniera diretta che non esiste nessun vettore che possa essere un autovettore di entrambe le matrici. cio• il prodotto tensoriale degli spazi di Hilbert dei due dove i due termini nel membro a destra stanno per ci† che pi… sopra • stato chiamato stato I e stato II. in cui ogni vettore dello spazio corrisponde ad uno stato quantico di spin. Se il risultato della misura • +z. il sistema viene sottoposto ad una proiezione ortogonale su che significa che il nuovo stato • Questo implica che ora la misura di Sz dell'elettrone di Bob • determinata. . Quando viene effettuata la misura Sz. Resta solo da mostrare che Sx e Sz non possono possedere contemporaneamente. lo stato » del sistema collassa dentro un autovettore di Sz. Sarƒ -z nel primo caso e +z nel secondo caso. valori definiti. il valore misurato da Bob di Sz (o di Sx) • determinato univocamente e per questo corrisponde ad un "elemento fisico di realtƒ". se la misura di Alice dƒ -z.Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen 173 Formulazione matematica Si pu† esprimere matematicamente la discussione di cui sopra adoperando il formalismo quantomeccanico di spin. Sy e Sz. Gli operatori quantistici che corrispondono allo spin lungo le direzioni x. Il grado di libertƒ di spin di un elettrone • associabile con uno spazio di Hilbert bidimensionale H. A partire da queste equazioni. Lo stato di spin di singoletto • . Pi… in generale. per la meccanica quantistica. Gli autostati di Sz sono espressi da mentre gli autostati di Sx sono espressi da Lo spazio di Hilbert per una coppia di elettroni • singoli elettroni. designati rispettivamente Sx. y e z. si pu† usare il fatto che gli operatori non commutano. si pu† mostrare che lo spin di singoletto • scrivibile come dove i termini del membro a destra sono quello che • stato chiamato stato Ia e stato IIa. il nuovo stato • Analogamente.

Physical Review. com. [2] N. [3] Bohm David. Fine. A classical interpretation of Bell's inequality. Bell.777 (http:/ / dx. org/ abstract/ PRD/ v14/ i8/ p1944_1). Einstein. Bell's inequality test: more ideal than ever. D 14. Bell's theorem and the different concepts of locality. Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete? (http://www. au/ books?id=9DWim3RhymsC& printsec=frontcover& dq=david+ bohm+ quantum+ theory& source=bl& ots=6G-2u1wtav& sig=Q1GcoVDLFRmKOmDYFAJte6LzrZU& hl=en& ei=Pv45TNSnLYffcfnS6foO& sa=X& oi=book_result& ct=result& resnum=7& ved=0CEEQ6AEwBg#v=onepage& q& f=false). Bell On the Einstein-Poldolsky-Rosen paradox. Rev. aps.S. B Podolsky.Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen secondo la relazione di incertezza di Heisenberg 174 Note [1] Einstein. Lett. edited by Cushing & McMullin (University of Notre Dame Press. page 29. ‡ M. Aspect. and N.S.H. (1951). Rev. Eberhard. URL consultato il 19 agosto 2010. pag. Lett 48. (http://prola. Journal de Physique 42 (1981).aps.pdf) ‡ J. Phys. A. google. Hidden Variables. Phys.pdf) Phys. org/ ). Annales de la Fondation Louis de Broglie 26 683 (2001). ‡ P. Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?. Englewood Cliffs. Nuovo Cimento 38B1 75 (1977). ‡ P. Bohr.com/David/EPR.1103/PhysRev. . Can Quantum-Mechanical Description of Physical Reality be Considered Complete? (http:/ / prola.777 10. Mizuki. Phys. and Chapter 5 section 3.1103/PhysRev. Nuovo Cimento 46B 392 (1978). ‡ J. 1944‡1951 (1976) Voci correlate ‡ CHSH Bell test ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Esperimenti sulle disuguaglianze di Bell Esperimento sulla correlazione quantistica di Aspect Sincronismo Stato di Bell Teletrasporto quantistico Teorema di Bell Teoria delle variabili nascoste Bibliografia Articoli selezionati ‡ A. A. Quantum Theory (http:/ / books. Bell's theorem without hidden variables.47. doi.rice. and the Bell Inequalities. Rev. Eberhard. (http://www-ece. DOI: 10. 48 (1935). Hardy. ‡ A. Do Correlations need to be explained?. Joint Probability. Rosen. 1986).edu/ ~kono/ELEC565/Aspect_Nature. ‡ A. Podolsky. Physics 1 195 (1964). aps. B. org/ pdf/ PR/ v47/ i10/ p777_1). 700. Physical Review 47 (10): 777‡80. Nonlocality for 2 particles without inequalities for almost all entangled states. [4] Proposed experiment to test the non-separability of quantum mechanics (http:/ / prola. 47 777 (1935).org/ abstract/PR/v47/i10/p777_1) ‡ A.47. N Rosen (15 maggio 1935). Rev. Nature 398 189 (1999). 71 1665 (1993). 291 (1982).drchinese. in Philosophical Consequences of Quantum Theory: Reflections on Bell's Theorem. ‡ L. and Chapter 22 Section 19. Prentice-Hall. Aspect. Fine. Bertlmann's Socks and the Nature of Reality.H.

Milano.repubblica. Bell & Aspect: The Original References (http://www. ‡ J. Non si conosce il contesto in cui Epimenide fece questa affermazione. ‡ se infatti fosse vera. fu solo pi… tardi che questa fu di nuovo citata (per esempio nella Lettera a Tito 1. Sakurai.¦174‡187. nessuno riuscirƒ mai a dimostrare se tale affermazione sia vera o falsa. Ma se cos‚ non fosse stato. ISBN 88-06-17078-3 Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.drchinese.J. Adelphi. 2010. pp.12-13) e presentata come un paradosso del mentitore.org/wiki/Category:EPR paradox Collegamenti esterni ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso EPR e teorema di Bell (http://www.C.edu/entries/bell-theorem/) (EN) EPR. anch'egli sarebbe dovuto conseguentemente essere bugiardo e perci† l'affermazione sarebbe dovuta essere falsa poich€ proveniente da un bugiardo. Il paradosso del mentitore: versione originale Secondo alcuni. 2005). il quale. per l'assenza del quantificatore universale (tutti o nessuno): se infatti esiste almeno un cretese che dice la veritƒ. New York. allora l'affermazione di Epimenide • falsa senza portare ad alcuna contraddizione. la proposizione. allora la frase non sarebbe veramente falsa (la veritƒ della proposizione non invalida la falsitƒ espressa nel contenuto della proposizione).wikimedia. cretese egli stesso. l'affermazione sarebbe risultata ugualmente falsa poich€ non tutti i cretesi erano bugiardi. Zeilinger. non • un paradosso.it/~nicrosi/paradosso/home. Quantum Mechanics Versus Local Realism: The Einstein-Podolsky-Rosen Paradox (Plenum Press. John S. Il velo di Einstein .com/David/EPR_Bell_Aspect. non diceva il falso.). se cio• Epimenide fosse stato un cretese che.ucr. almeno in questa occasione.stanford.edu/entries/qt-epr/) (EN) Bell€s Theorem (http://plato. ISBN 0-201-53929-2 ‡ F.it/ articolo/articolo/1345610) Paradosso di Epimenide Nella logica il paradosso del mentitore • descritto come: data una proposizione autonegante come "Questa frase ˆ falsa". 223-232. htm) ‡ (EN) Does Bell's Inequality Principle rule out local theories of quantum mechanics? (http://math. ‡ se invece la proposizione fosse falsa.Il nuovo mondo della fisica quantistica (Einaudi. cos‚ come • formulata. Selleri.html) ‡ Un inaspettato legame fra principio di indeterminazione e non-localitƒ (http://lescienze. 1988) ‡ A. quello che oggi chiamiamo paradosso nacque con una nota affermazione di Epimenide di Creta (VI secolo a.pv.stanford. essendo come detto egli medesimo fra questi.edu/home/ baez/physics/Quantum/bells_inequality. allora il contenuto si capovolgerebbe (• come se dicesse "Questa frase ˆ vera") quando abbiamo appena affermato il contrario. . 1994). Inoltre.Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen 175 Libri ‡ Bell.espresso. Modern Quantum Mechanics (Addison-Wesley.infn. Dicibile e indicibile in meccanica quantisica . ebbe a dire che ˜i Cretesi sono bugiardi™. Non • tuttavia noto se l'affermazione di Epimenide fosse intesa come un paradosso del mentitore.htm) (EN) The Einstein-Podolsky-Rosen Argument in Quantum Theory (http://plato.

ciascuna delle due frasi non • affatto paradossale. cio• sta affermando di se stesso che mente. durante la Scolastica. che nel 1913 riformul† il paradosso di Buridano eliminando il riferimento a personaggi celebri.C. se la madre dice "tu lo mangerai". o meglio Jean Buridan. messo di guardia su un ponte con l'ordine di impiccare tutti coloro che mentivano circa il motivo per cui volevano oltrepassare il ponte stesso. il quale propose due quesiti di analoga contraddittorietƒ: ‡ • possibile giurare di rompere il giuramento che si sta prestando? ‡ • possibile ordinare di disobbedire all'ordine che si sta impartendo? ‡ quella di Diogene Laerzio (II secolo d. elaborando un paradosso nel quale l'autoriferimento era per cos‚ dire spezzato in due. la madre del piccolo implora il coccodrillo di restituirle il figlio. Se Socrate dice effettivamente il vero. Egli immagin† due protagonisti. il quale riformul† l'affermazione di Epimenide dicendo ˜»š¼½Ÿ•šŒ•‘™ (pseud‹menos). Se la madre ha detto il vero. ‡ quella di Giovanni Buridano. ˜io sto mentendo™. Il militare raccontava che un giorno era arrivato un tale cui fu chiesto perch€ voleva passare il ponte. Platone dice "Socrate dice il vero". ma la loro congiunzione lo diventa. ed anche attualmente l'argomento • assai discusso. allora aveva detto la veritƒ e quindi non doveva essere impiccato.C. Se fosse vero che costui voleva farsi impiccare. Risultato: in tutti i casi. La madre allora dice al coccodrillo: "Credo che mangerai il piccolo". il tale rispose: "voglio attraversare il ponte solo per essere impiccato in base alla legge". e non ˜io sono bugiardo™. ‡ quella elaborata da Miguel de Cervantes nel Don Chisciotte (1615). non potrƒ mai riavere il figlio e il coccodrillo non potrƒ mai mantenere la promessa di restituirlo. Con Eubulide si ripropone lo stesso dilemma di Epimenide: pu† essere vera la frase di uno che afferma ˜io sto dicendo il falso™? La frase di Eubulide non pu† essere vera. allora Platone mente davvero e di conseguenza (contraddicendo alla premessa) Socrate dice il falso. . allora in questo caso il coccodrillo ha promesso di restituire il bimbo.Paradosso di Epimenide Diogene Laerzio[1] ha attribuito l'ideazione del paradosso ad Eubulide di Mileto (IV secolo a. Vista isolatamente. e poi fosse stato impiccato. L'elemento nuovo • l'autoriferimento: Eubulide sta parlando di se stesso. ma non pu† essere neanche falsa. Da notare in primo luogo che la frase • ˜io sto mentendo™. ti restituir† il bambino". ciascuno dei quali pronuncia una sola frase. Socrate e Platone. Socrate dice "Platone dice il falso". Ma se il coccodrillo restituisce il bimbo. significherebbe che non lo ha mangiato. Fino a quell'epoca. se ha cio• indovinato che il coccodrillo vuole mangiare il bambino. Se stesse mentendo. ‡ quella di Philip Jourdain. ponendo semplicemente due affermazioni: "la frase seguente • falsa" e "la frase precedente • vera". perch€ c'• un elemento nuovo rispetto a ˜tutti i Cretesi mentono™. ma il coccodrillo fa la seguente proposta: "Se indovini quello che far†. filosofo francese morto di peste a Parigi nel 1358 o 1360. e quindi la donna non avrebbe indovinato e non potrebbe salvare la vita del figlio. si era sempre pensato che i problemi logici derivanti dal paradosso del mentitore derivassero dal carattere di autoreferenza. dove si narrava di Sancho Panza che divenne governatore di Barataria e si trov† a dover decidere sul caso accaduto ad un militare. e questo non pu† essere n€ vero n€ falso. 176 Il paradosso del mentitore: elaborazioni successive Dal paradosso del mentitore sono derivate elaborazioni diversificate di molti autori attraverso tutti i secoli. avrebbe detto la veritƒ e avrebbe dovuto essere lasciato libero. Buridano dimostr† che il problema non era l'autoreferenza. Non • possible che la frase di Socrate sia vera e poi arrivare alla conclusione che • falsa. Tra le pi… note riformulazioni del paradosso del mentitore vi sono: ‡ quella di Aristotele (Confutazioni sofistiche (XXV)). A questa domanda. nel senso che ˜quello che sto dicendo in questo momento ˆ una menzogna™.).): un coccodrillo ghermisce un bambino che gioca sulle rive del Nilo.

cio• che lo stesso (enunciato) esprima simultaneamente il vero e il falso. Dal momento che la cassatio di Aristotele non forniva una soluzione concreta. ISBN 9788850211913 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Antinomia Logica Filosofia Paradosso Veritƒ . tali frasi hanno un valore di veritƒ pari a 0. nel senso che si tratta di un paradosso di tipo autoreferenziale. Nelle logiche non classiche in cui non vale il principio di non-contraddizione. Milano. Solo le frasi autoreferenziali mescolano i due livelli in uno solo. dove il valore di veritƒ pu† variare tra 0 e 1. La soluzione prospettata da Aristotele • la seguente: le frasi paradossali si fondano sulla confusione tra uso e menzione. n€ si deve congetturare in un altro modo. Bibliografia ‡ Piergiorgio Odifreddi. 2003. il cui concetto trova spiegazione non nella frase stessa ma in un altro livello). chi enuncia una frase insolubile. bens‚ che esse sono completamente prive di significato™. si sta usando la frase.5. una proposta di soluzione fu avanzata da Guglielmo di Ockham (1285-1350). le proposizioni come quelle del mentitore non generano alcun paradosso. la pseudoproposizione) deve essere semplicemente cassata. ma • espressa mediante il linguaggio. La proposta di soluzione di Buridano fu dettata dall'intuizione della logica temporale: un'affermazione non • vera o falsa in assoluto. ma solo relativamente ad un certo momento storico. Le menzogne di Ulisse: l'avventura della logica da Parmenide ad Amartya Sen. Mentre non • possibile che una frase possa essere vera o falsa nello stesso tempo.Paradosso di Epimenide 177 Soluzioni del paradosso del mentitore La soluzione data da Crisippo dice semplicemente che il paradosso • il rovesciamento del buon senso: ci sono frasi delle quali ˜non si deve dire che esse dicono il vero e (neppure) il falso. Nel Medioevo. Saggistica TEA. catalogato tra gli insolubilia. egli introdusse la distinzione tra linguaggio e metalinguaggio. essa pu† esserlo in tempi diversi: Basterebbe dire "Platone dirƒ il falso quando pronuncerƒ la prossima frase" e "Socrate disse il vero quando pronunci† la frase precedente". perch€ dire "io sto mentendo" • una frase che si pone nel metalinguaggio (per quanto riguarda il verbo mentire. Quando si dice "io sto mentendo". Per esempio nella logica fuzzy. non dice letteralmente nulla e pertanto la proposizione (o meglio. 108. Note [1] II.

durante il pranzo. . La conversazione verteva su un recente avvistamento di UFO riportato dalla stampa. in grado di stabilire comunicazioni radio. Siamo soli La soluzione pi… semplice • che la probabilitƒ che la vita si evolva spontaneamente nell'universo e si evolva fino a produrre una civiltƒ evoluta sia estremamente bassa. mentre lavorava nei laboratori di Los Alamos. la quale sostiene che la vita possa diffondersi facilmente attraverso l'universo o addirittura. tra cui Edward Teller. inviare sonde o colonizzare altri mondi. Fermi non esclam† "Where is everybody?" (trad.Paradosso di Fermi 178 Paradosso di Fermi Il paradosso di Fermi • un paradosso che si dice sia stato proposto dal fisico Enrico Fermi nel contesto della probabilitƒ di contattare forme di vita intelligente extraterrestre[1]. ma possa evolversi in condizioni differenti. l'orbita percorsa dal pianeta intorno alla sua stella centrale e la tipologia di quest'ultima. Di seguito sono elencate diverse possibili soluzioni del paradosso di Fermi[3].[1] Possibili soluzioni I parametri che figurano nell'equazione di Drake sono tutt'altro che definiti e questo non permette di risolvere oggettivamente in alcun senso il paradosso. "Dove sono tutti quanti?"). Enrico Fermi prese parte ad una conversazione con alcuni colleghi. per scavalcare questo problema costoro hanno formulato l'ipotesi della panspermia. sonde o navi spaziali?". Origine del termine Nel 1950. su cui ironizzava una vignetta satirica[2]. Molta dell'incertezza deriva dal fatto che i meccanismi che portano alla nascita della vita sono ignoti e quindi • molto difficile.[4] Questa tesi pu† essere contestata sostenendo che la vita non debba necessariamente essere come la osserviamo sulla Terra. e che non debba necessariamente basarsi sul carbonio. se non impossibile. stimarne la probabilitƒ. da molti condivisa e supportata da stime del tipo di quella di Drake. nonch€ la presenza di satelliti naturali delle caratteristiche della Luna. Tuttavia l'occorrenza della vita • ritenuta un evento poco probabile anche da parte di alcuni sostenitori dell'esistenza di civiltƒ aliene. Gli studi sul nostro Sistema Solare sembrano confermare l'eccezionalitƒ della vita sulla Terra. lo sviluppo di forme di vita intelligente e quindi di civiltƒ richiede che molte altre coincidenze siano verificate. che possa essere deliberatamente diffusa da civiltƒ tecnologicamente evolute. Questo problema viene usualmente posto come monito alle stime pi… ottimistiche dell'equazione di Drake. L'attuale nascita della vita. basata sul carbonio. la sua ellitticitƒ e l'inclinazione dell'orbita. durante un pranzo alla mensa del laboratorio. come la posizione all'interno della galassia. sono tutti fattori determinanti alla predisposizione alla vita. il problema diventa se noi esseri umani siamo la sola civiltƒ tecnologicamente avanzata dell'Universo. Estremizzando la questione. nella forma sostenuta da Francis Crick. finch€ improvvisamente. possa evolversi su un pianeta. La conversazione si protrasse su vari argomenti correlati. Fattori astronomici. La situazione paradossale • dovuta al contrasto tra la sensazione. Il paradosso si riassume solitamente nella domanda "Dove sono tutti quanti? Se ci sono cosŠ tante civilt‡ evolute. Molti sono gli elementi contemporaneamente necessari perch€ la vita come la intendiamo noi. perch‰ non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio. Ne deriva che la nostra osservazione o comprensione dei dati deve essere errata o incompleta. che proporrebbero un universo ricco di pianeti con civiltƒ avanzate. che noi non siamo soli nell'universo e il fatto che i dati osservativi contrastino con questa sensazione.

Prendendo come riferimento la velocitƒ della luce. di un asteroide. come sarebbe quella dell'inizio della colonizzazione galattica[8]. Sappiamo che la Terra • stata pi… volte bersaglio di eventi catastrofici. Se una civiltƒ tende naturalmente ad annientarsi. Le cause della scomparsa di una civiltƒ possono essere sia naturali che culturali[5]. Drake stim† una durata di 10. essa impiega oltre 2 milioni di anni solo per arrivare alla galassia pi… vicina. deve essere applicato anche per scartare posizioni temporali speciali nella storia della galassia. ma isolate dalle enormi distanze intergalattiche. ma che non hanno ancora intrapreso o hanno intrapreso da poco esplorazioni o comunicazioni spaziali[7]. non • detto che abbia l'idea o il desiderio di cercare di comunicare con altri mondi. e l'autoritarismo. magari o perch€ non ci considerano degni (potrebbero considerare la nostra una civiltƒ troppo guerrafondaia che mal reagirebbe ad un contatto con loro) o hanno paura di noi o comunque perch€ forse pensano che un contatto diretto possa nuocere a noi o a loro o semplicemente non hanno mai sviluppato l'idea dell'esistenza di altre civiltƒ con cui comunicare. ma su pochissimi questa si sia evoluta in una civiltƒ tecnologica. ovvero che esistono civiltƒ relativamente vicine. siano prerogative della razza umana o siano costanti universali intrinsecamente legate all'evoluzione o all'organizzazione politica degli individui intelligenti. l'aggressivitƒ. oltre a non essere statisticamente sensato.000 anni (da quando ha iniziato a poter comunicare con onde radio). Inoltre anche se una civiltƒ sviluppa i mezzi adatti. l'eruzione di un supervulcano o l'alterazione delle condizioni climatiche sono tutte minacce alla vita sulla Terra. vizia il risultato con un effetto di selezione. in contrasto con le stime meno pessimistiche dell'equazione di Drake. „ dunque possibile che esistano diverse civiltƒ evolute e desiderose di comunicare. Ma anche questa ipotesi non • del tutto soddisfacente: infatti se il principio di mediocritƒ deve essere applicato per postulare l'esistenza di altre razze aliene. Il problema con questa tesi • che non esiste un campione statisticamente valido con cui poter stimare il parametro di durata media di una civiltƒ tecnologicamente evoluta. che ipotizza l'esistenza di 600 civiltƒ evolute[6]. anzi il campione • allo stato attuale composto da un solo caso: la civiltƒ terrestre. ma • sufficiente una involuzione a livelli primitivi dei sopravvissuti per sottrarre la civiltƒ alla lista di quelle in grado di comunicare. elementi del militarismo. Anche in questo caso • difficile dire quanto la lotta gerarchica.Paradosso di Fermi 179 Le civilt‚ evolute hanno breve durata Un parametro dell'equazione di Drake • la durata media delle civiltƒ tecnologicamente evolute. Esistono ma sono troppo lontane L'universo • estremamente vasto. Questa soluzione per† implica che probabilmente siamo soli nella nostra galassia. „ possibile che nell'universo esistano molti corpi celesti ospitanti una forma di vita. ma per ora • sopravvissuta. ma difficilmente rimediabili o prevenibili. Una forma corretta di questa tesi afferma che le civiltƒ aliene sono attualmente troppo lontane. . L'unico dato osservativo disponibile • che la nostra civiltƒ dispone da decenni dei mezzi necessari. Esistono ma non comunicano o non vogliono comunicare Ancora pi… complesso • ipotizzare quale sia la probabilitƒ che una prima forma di vita biologica possa evolversi fino a creare una specie autocosciente e desiderosa di comunicare. • solo questione di tempo perch€ inventi i mezzi necessari. Tuttavia concepire una razza aliena come un'unica entitƒ non • soddisfacente: se pure la civiltƒ o razza aliena nel suo complesso fosse disinteressata. timorosa o non desiderosa di comunicare con altre civiltƒ. che hanno causato diverse estinzioni di massa (la pi… nota nell'opinione pubblica • quella dei dinosauri). Si consideri che non • necessaria una distruzione totale della specie. Eventi di questo tipo sarebbero prevedibili da una civiltƒ anche pi… arretrata della nostra. ci† non preclude che al suo interno possano esistere individui o gruppi di individui desiderosi o interessati a comunicare. Infatti estrapolare tale valore dalle informazioni relative alla nostra esistenza. Anche eventi catastrofici di tipo naturale possono considerarsi come gravi pericoli per un pianeta vivo: l'impatto di una cometa.

2000 [5] (EN) The Internet Encyclopedia of Science.Paradosso di Fermi 180 Non siamo in grado di ricevere le loro comunicazioni Tutti i nostri attuali tentativi di inviare o ricevere comunicazioni con altri mondi si sono basati sull'utilizzo di onde elettromagnetiche. daviddarling. o sono speculazioni teoriche[9] o sono giƒ rilevabili con la tecnologia terrestre[10]. Note [1] (EN) Eric Jones. ma l'enorme distanza reciproca (in media 630 anni luce secondo le sue stime) impedirebbe lo scambio di comunicazioni tra di loro . An account of Fermi's question" (http:/ / www. (http:/ / home. Inoltre alcuni dei mezzi di comunicazione proposti. Garzanti. si stanno ancora allontanando da noi alla velocitƒ della luce in tutte le direzioni. si ricadrebbe nel caso precedente. come quelle digitali. ma richiederebbe delle civiltƒ con a disposizione una quantitƒ di energia paragonabile a quella contenuta in larga parte dell'Universo. La tendenza ad ottimizzare le trasmissioni per ragioni economiche. „ ragionevole ritenere che scienziati di questa civiltƒ siano in grado comunque di ricevere e decodificare segnali radio. Attualmente vi sono in funzione in alcuni laboratori rivelatori di neutrini e di onde gravitazionali in grado di misurare tali ipotetici segnali se particolarmente intensi. e analizzati da una rete di migliaia di personal computer. "Rare Earth". 1985. Rimanendo nel campo delle onde radio dobbiamo tenere in considerazione il problema della velocitƒ della luce. Nel caso della Terra questo valore • quindi di circa 50 anni luce. Milano. Il SETI Da molti anni • in corso un progetto che cerca sistematicamente di individuare possibili trasmissioni intelligenti provenienti dal cosmo: il progetto SETI. Isaac Asimov arriva ad ipotizzare un numero molto elevato di possibili civiltƒ. [2] (EN) Alan Dunne.. New Yorker. 138-146. Sironi. Fino ad ora (2011) nessun segnale • stato rilevato da questo progetto e da tutti i precedenti tentativi. Ward. non pone obiezioni di carattere teorico. 20 May 1950. sono sempre pi… difficili da riconoscere come portatrici di informazione e quasi indistinguibili dal rumore di fondo. cos‚ potremmo non essere neppure in grado di immaginare le tecniche usate da civiltƒ radicalmente diverse dalla nostra. Cos‚ come prima dell'epoca di Guglielmo Marconi non avremmo neppure immaginato di usare questo mezzo. 1980. ISBN 88-11-67402-6 [7] Nel saggio Civiltƒ extraterrestri. png) [3] Stephen Webb. Alcune tecnologie teorizzate potrebbero essere basate sui neutrini. fnal. "Where is everybody?". Donald. pdf). org/ sgp/ othergov/ doe/ lanl/ la-10311-ms. di partecipanti volontari. Le microonde da noi emesse da quando si • sviluppata la televisione. ISBN 978-88-518-0041-3 [4] Brownlee. Senza titolo. Recentemente • per† stato fatto notare che modulazioni pi… evolute. alternativi alle onde elettromagnetiche. come nel caso della televisione digitale o dei telefoni cellulari. Los Alamos Technical report LA-10311-MS. I segnali radio vengono ricevuti dal radiotelescopio di Arecibo. Il raggio in anni luce della sfera entro la quale queste informazioni sono ricevibili coincide numericamente con il periodo in anni dal quale le trasmissioni sono iniziate. Vi • da aggiungere che tali tecnologie di comunicazioni teorizzate sono molto opinabili sulla base delle conoscenze scientifiche attuali. La trasmissione mediante onde gravitazionali o neutrini. Si pu† comunque ipotizzare che una civiltƒ attraversi diverse fasi di evoluzione tecnologica. 2004. in particolare utilizzare la correlazione quantistica per trasmettere informazioni contrasta con un ben assodato teorema della meccanica quantistica. fa s‚ che i segnali trasmessi siano meno distinguibili dallo spazio. info/ encyclopedia/ E/ etcivhaz. dove sono tutti quanti?. In sostanza i segnali potrebbero essere arrivati ma non li abbiamo riconosciuti. come ad esempio una modulazione con portante. Se l'universo brulica di alieni. Copernicus. I critici di questa soluzione fanno notare che se una civiltƒ aliena volesse comunicare. Se tale civiltƒ intendesse usare segnali di difficile ricezione per evitare di comunicare con altre civiltƒ pi… arretrate o diverse. utilizzerebbe dei segnali facilmente riconoscibili come tali. Hazards to extraterrestrial civilizations (http:/ / www. il SETI@home. Quante civiltƒ extraterrestri? da "Nel Cosmo alla ricerca della vita".. Peter D. html) [6] Piero Angela. focalizzandole in fasci di microonde e sopprimendo la portante. gov/ ~carrigan/ pillars/ New_Yorker_aliens. le onde gravitazionali o la correlazione quantistica. in Porto Rico. pp. fas. Marzo. anche se per loro ormai obsoleti. passando anche per le relativamente facili onde elettromagnetiche.

ISBN 978-88-518-0041-3 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Equazione di Drake Principio antropico Panspermia Esobiologia Messaggio di Arecibo ‡ Primo contatto ‡ SETI ‡ UFO Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. "The 'Great Silence': The Controversy Concerning Extraterrestial Intelligent Life" (http:/ / articles. Cornell University [10] (EN) Cosmic Search Vol. org/ vol1no3/ neutrino. 1 No. Sironi. Milano. 283B& data_type=PDF_HIGH& whole_paper=YES& type=PRINTER& filetype=.htm) Vita extraterrestre Eventi e oggetti: ALH84001 • Meteorite Murchinson • Sorgente radio SHGb02+14a • Meteorite Shergotty • Segnale Wow! Sistema solare: Corpi extrasolari: Europa • Marte • Titano • Encelado Simili alla Terra • Gliese 581 c • Gliese 581 d • Gliese 581 e • Gliese 581 g Comunicazione: Allen Telescope Array • Radiotelescopio di Arecibo • Sonda di Bracewell • Missione spaziale Darwin • Lincos • Placca del Pioneer • Progetto Ciclopi • Progetto Ozma • Progetto Phoenix • SERENDIP • SETI • SETI@home • SETI attivo • Comunicazione interstellare Voci correlate: Abitabilitƒ planetaria • Acqua liquida extraterrestre • Biochimiche ipotetiche • Biofirma • Esobiologia • Esoecologia • Noogenesi • Pedomicrobium • Protezione planetaria • Scala di San Marino • Ultima legge di Shermer • Silencium universi • Zona abitabile Pluralitƒ dei mondi • Equazione di Drake • Paradosso di Fermi • Grande Filtro • Scala di KardaÁÂv • Principio di mediocritƒ • Neocatastrofismo • Panspermia • Ipotesi della raritƒ della Terra • Quoziente di senzienza • Ipotesi dello zoo Mars Sample Return • Mars Astrobiology Explorer-Cacher • Europa Jupiter System Mission Teorie: Missioni: Questo box:†††† vedi ‡ disc.. Se l'universo brulica di alieni. harvard.wikimedia.estropico. astro. 3 (http:/ / www.Paradosso di Fermi [8] (EN) Brin. edu/ question. bigear..org/wiki/Category:Fermi paradox Collegamenti esterni ‡ Discussione del filosofo Nick Bostrom sul Paradosso di Fermi (http://www. . cornell. . 2004. ‡ . ). php?number=612). dove sono tutti quanti?. Glen David (1983). Quarterly Journal of Royal Astronomical Society 24: 283‡309.com/id179. 24. pdf. htm) 181 Bibliografia ‡ Stephen Webb. [9] (EN) Does quantum entanglement imply faster than light communication? (http:/ / curious. Ask an Astronomer. edu/ cgi-bin/ nph-iarticle_query?1983QJRAS.. adsabs.

e dall'altra parte un gas ideale B alla stessa temperatura e pressione. Quando la divisione viene rimossa. e riaffermata da E. la correlazione dell'entropia configurazionale con la similitudine era molto controversa e vi erano tre opinioni molto differenti di valutare il valore dell'entropia come legato alla similitudine. il gas B dall'altra. [1] [2] Sia dato un recipiente diviso a metƒ da un pistone mobile. ma se i gas sono differenti. Se si tratta dello stesso gas. solidi e soluzioni in fase condensata come pure ai gas. i due gas si mischiano e l'entropia del sistema Josiah Willard Gibbs cresce perch€ vi • maggior grado di incertezza nella posizione delle particelle. il lavoro aumenta raggiungendo un valore elevato. [3] e tutte cadono in uno dei tre tipi di relazione tra entropia di Una soluzione corrisponde alla Figura (a) e consiste nell'accettare la discontinuitƒ come fatto. (1839 ‡ 1903) Si pu† dimostrare che l'aumento di entropia del miscuglio moltiplicata per la temperatura • uguale al lavoro necessario per ristabilire le condizioni iniziali: il gas A da una parte. Vi sono molte soluzioni proposte configurazione-similitudine. non cambia continuamente. . solidi e soluzioni pu† essere calcolata in modo simile e il paradosso di Gibbs pu† essere applicato indifferentemente a liquidi. Jaynes[4]. affermando che il senso comune e le obiezioni intuitive sono infondate. Molti fisici ritengono la discontinuitƒ dell'entropia contraria all'intuizione e al senso comune e pertanto vedono questa discontinuitƒ come un paradosso. Similitudine e entropia configurazionale Quando il paradosso di Gibbs venne esposto. Questa • la soluzione data dallo stesso Gibbs. Dimostrazione Il primo ad occuparsene fu Josiah Willard Gibbs nel suo lavoro Sull'Equilibrio delle Sostanze Eterogenee. anche per una differenza minuscola. non • necessario lavoro. da un lato del recipiente si trova un gas ideale A. L'entropia configurazionale di liquidi.Paradosso di Gibbs 182 Paradosso di Gibbs In termodinamica il paradosso di Gibbs coinvolge la natura discontinua dell'entropia configurazionale. ‡ similitudine Z=1 se le parti non sono distinguibili. T. L'entropia configurazionale. La similitudine pu† continuamente cambiare: ‡ similitudine Z=0 se i componenti sono distinguibili. e inoltre il valore • lo stesso di quello che si ha nel caso in cui la differenza tra i due gas • maggiore. al contrario.

Essendo l'area della parete di un cilindro il prodotto tra la circonferenza di base per l'altezza. Recentemente Shu-Kun Lin ha elaborato un'altra relazione (Figura c). allora la teoria non possiede contraddizioni interne. L'equazione risultante per l'entropia di un classico gas ideale • estensiva. Il paradosso si risolve sostenendo che la discontinuitƒ • reale e che ogni "senso comune" o obiezione "intuitiva" a esso sono infondate. • rappresentato specificando il vettore quantitƒ di moto p ed il vettore posizione x per ogni particella. 183 Discontinuit‚ dell'entropia Spiegazione classica della termodinamica Lo stesso Gibbs propose una soluzione al problema che molti scienziati ritengono come la soluzione di Gibbs del paradosso di Gibbs. ma che non sia possibile rilevare la differenza tra essi. il lavoro necessario a ristabilire la condizione iniziale • diverso da zero nel momento in cui siamo in grado di distinguere la differenza e non dipende dalla portata della differenza. L'insieme dei punti nello spazio delle fasi che il gas potrebbe occupare • specificato dalla restrizione che il gas avrƒ particolare energia: e che sarƒ contenuto all'interno del volume V (sia V una scatola di spigolo X tale che X3=V): per i=1.. Quando si rimuove la parete. in cui ciascuno degli assi corrisponde a una delle coordinate della quantitƒ di moto o della posizione di ogni particella. ponendo che. In altre parole. ciascuna delle quali avente massa m. si ha l'entropia configurazionale. La prima restrizione definisce la superficie di un'ipersfera 3N-dimensionale di raggio (2mU)1/2 e il secondo • un ipercubo 3N-dimensionale di volume VN.. Dal momento che la distinzione tra le particelle • discontinua. ed • nota come l'equazione di Sackur-Tetrode. allora assumerli identici non causa alcun problema teorico. Lo stato di un gas ideale di energia U. se i due gas sono composti da particelle indistinguibili. volume V e con N particelle.N e j=1. se si considerano due gas A e B e non si sa che sono differenti. e che uno non presenta alcuna misurazione che riveli la differenza.[4][5] Il punto cruciale della sua soluzione • il fatto che sviluppando una teoria classica basata sull'idea che i due differenti tipi di gas sono indistinguibili.3. Queste si combinano formando un ipercilindro 6N-dimensionale. Questa visione suggerisce che i concetti di stato termodinamico ed entropia sono piuttosto soggettivi.moltiplicata per la temperatura • uguale al minimo ammontare di lavoro necessario per ripristinare lo stato iniziale dei gas separati. La crescita dell'entropia . Se anche si fa un esperimento con questi gas che dƒ risultati non corretti.come risultato di miscuglio .Paradosso di Gibbs John von Neumann propose una soluzione alternativa al paradosso di Gibbs rimuovendo la discontinuitƒ dell'entropia configurazionale: decresce in maniera continua con il decrescere della proprietƒ di similitudine delle singole componenti (Figura b). Spiegazione della meccanica statistica e della meccanica quantistica Un gran numero di scienziati crede che questo paradosso sia risolto dalla meccanica statistica (attribuita anche a Gibbs)[6] o dalla meccanica quantistica. essi obbediscono a differenti statistiche rispetto al caso in cui fossero distinguibili. Questo pu† essere pensato specificando un punto in uno spazio delle fasi 6N-dimensionale. Supponiamo che due gas differenti siano separati da una parete. si • certamente scoperto un metodo per rilevare la loro differenza. l'area ¤ della parete dell'ipercilindro •: .

L'area sopra descritta dev'essere in realtƒ un guscio di spessore uguale all'incertezza della quantitƒ di moto per cui l'entropia va formulata come: dove la costante di proporzionalitƒ • k. Si nota che per un gas di N particelle. sia un gas a 2-particelle che specifichiamo AB come lo stato del gas dove la prima particella (A) ha quantitƒ di moto p1 e la seconda particella (B) ha quantitƒ di moto p2. Questo significa che tutti gli stati che differiscono solo per una permutazione delle particelle vanno considerati come lo stesso punto. „ facilmente intuibile che. usando l'approssimazione di Stirling per la funzione Gamma. che prende avvio dal principio di indeterminazione di Heisenberg. Per esempio. il valore dell'entropia non presenta differenze dopo aver mischiato due parti dello stesso gas. Un altro percorso. e tenendo solo i termini di ordine N l'entropia diviene: 184 Questa quantitƒ non • estensiva come pu† essere vista considerando due volumi identici con lo stesso numero di particelle ed uguale energia. e dal principio di indeterminazione di Heisenberg. Si pu† prendere la lunghezza della scatola X come l'incertezza della posizione. Si considerano i due volumi separati inizialmente da una barriera. [7] . utilizzando questa equazione.[6] Questo dƒ per l'entropia: che si pu† facilmente dimostrare come estensiva. afferma che in uno spazio di fasi non si pu† specificare un volume minore di h3N dove h • la costante di Planck. ma la differenza di entropia dopo la rimozione della barriera •: che • in contraddizione con la termodinamica. e quindi per calcolare il volume dello spazio delle fasi occupate dal gas si deve dividere l'equazione 1 per N!. Questo costituisce il paradosso di Gibbs che lo stesso scienziato risolse postulando quanto scritto precedentemente. Questa • l'equazione di Sackur-Tetrode. scriverla . Risolvendo per . la rimozione o il reinserimento della parete • reversibile. allora questo punto come pure quello di BA in cui B ha quantitƒ di moto p1 mentre A ha quantitƒ di moto p2 devono essere considerati come lo stesso punto. vi sono N! punti che sono identici in tal senso. la costante di Boltzmann.Paradosso di Gibbs L'entropia • proporzionale al logaritmo del numero di stati che il gas pu† occupare soddisfacendo le restrizioni sopra elencate.

Non si tratta di una funzione della temperatura T e non • necessariamente legata all'energia. Per entropia di informazione (chiamata anche entropia della teoria dell'informazione. Un processo di miscuglio • un processo di perdita di informazioni che pu† essere discusso pertinentemente solo nell'ambito della teoria dell'informazione e l'entropia configurazionale • un'entropia di informazione. tale conclusione pu† essere considerata come una risoluzione sperimentale del paradosso di Gibbs per i gas ideali. Questo chiarisce un vecchio paradosso della forma classica della termodinamica. In luogo del calorimetro. Mescolare 1 mole di gas A e 1 mole di un gas diverso B provoca un aumento di al pi… 2 bits di entropia di informazione se le due parti del contenitore sono usate per registrare 2 bits di informazioni.. o molto simili o persino le stesse. invece della parola "miscuglio" si pu† usare la parola "mescolanza" per i processi che combinano varie parti di sostanza originariamente in contenitori differenti. e nonostante sia osservabile un elevato valore di lavoro fino a ˜G (dove G • l'energia libera di Gibbs). Il modo convenzionale per calcolare l'entropia configurazionale predice che il processo di miscuglio (o mescolanza) di sostanze differenti (distinguibili) • pi… spontaneo che il processo medesimo tra sostanze uguali (indistinguibili). che mostra come il processo di mescolanza della stessa sostanza (o di sostanze indistinguibili) • il pi… spontaneo.[9] „ necessario ammettere il fatto che la differenza di entropia configurazionale dei gas ideali ˆ sempre zero. Quindi. sia qualora le sostanze siano molto diverse. • possibile utilizzare. per valutare la perdita di informazione durante il miscuglio. A pagina 370 della versione inglese del testo.[3] basandosi su una considerazione di teoria dell'informazione. come mostrato nella Figura (c). Risoluzione del paradosso mediante la teoria dell'informazione John von Neumann (1903 ‡ 1957) ) Un'altra relazione di continuitƒ entropica fu proposta da Shu-Kun Lin. o entropia di Shannon).. nonostante sia misurabile una grande quantitƒ di calore.. Ora abbiamo una transizione continua. questo contraddice l'esperienza. Risoluzione del paradosso di Gibbs per la meccanica quantistica Nel suo libro. Sfortunatamente • noto che nessuno dei processi di miscuglio tipici hanno una quantitƒ rilevabile di calore e lavoro trasferiti. Un calorimetro viene impiegato per determinare l'entropia configurazionale al fine di verificare la proposizione del paradosso di Gibbs o per risolvere il paradosso stesso. per la prima volta. Tuttavia. una risoluzione del paradosso di Gibbs rimuovendo la discontinuitƒ dell'entropia configurazionale: essa decresce continuamente con il crescere della similitudine delle componenti individuali (Si veda la Figura (b)). Mathematical Foundations of Quantum Mechanics. fino al valore calcolato come T˜S (dove T • la temperatura e S i l'entropia termodinamica). sensori chimici o biosensori. esempi immediati sono la mescolanza spontanea di gocce d'olio in acqua e la . si intende che si tratta di una funzione logaritmica adimensionale S = lnw nella teoria dell'informazione." Furono pochi gli scienziati che accettarono questa soluzione. • sempre un processo di mescolanza. altri ritenevano che il paradosso di Gibbs fosse un paradosso reale da risolversi mostrando la continuitƒ dell'entropia. Ci† suggerisce che l'entropia configurazionale non ha nulla a che vedere con l'energia (calore T˜S o lavoro ˜G). sia che i gas siano differenti o identici.. cio• la scomoda discontinuitƒ nell'operazione con pareti semi-peremeabili. altri non sono ancora convinti.Paradosso di Gibbs 185 Continuit‚ dell'entropia Mentre molti scienziati si ritrovavano nella formulazione di discontinuitƒ dell'entropia mostrata nella Figura (a) e nelle spiegazioni classiche o facenti uso della meccanica quantistica in termodinamica o in meccanica statistica.[8] si legge che " . Per le fasi condensate.[8] John von Neumann forn‚.

506ˆ1023bytes. Nieuwenhuizen.’ Entropy (an Open Access journal). org/ entropy/ papers/ e9030132. ISBN 0-918024-77-3 [3] Se ne propone una lista sul sito: Paradosso di Gibbs e sue risoluzioni (http:/ / www. (2006). aps. In Maximum Entropy and Bayesian Methods. 1878.022ˆ1023 • il numero di Avogadro.. 066119.E. ‡ Numero speciale di "Paradosso di Gibbs e sue soluzioni" (http://www. Art. The Scientific Papers of J. May. 9(3): 132-136. 1902. and on the Real Paradox (http:/ / www. Smith. Press. Willard Gibbs. ‘ Explanation of the Gibbs paradox within the framework of quantum thermodynamics (http:/ / arxiv. Kluwer Academic: Dordrecht. mdpi. Cominciando da una mistura binaria di solidi.. [8] John von Neumann.Volume One Thermodynamics (http:/ / books.’ Physical Review E. G. Neudorfer. org/ lin/ entropy/ gibbs-paradox. E. 1877-July. (Jaynes. 73 (6). mdpi.. The Gibbs Paradox (http:/ / bayes. Collegamenti esterni ‡ Il paradosso di Gibbs e sue risoluzioni (http://www. 187-May. (1876). Erickson.M. Willard Gibbs . Elementary principles in statistical mechanics (http:/ / www. Willard. pp. ( Link to the paper at the journal's website (http:/ / link. p. New York.1-22) [5] Ben-Naim. e vi sono al massimo solo 2 bits di informazione persa.. O. J.mdpi. R. Viene rilasciata una gran quantitƒ di calore.044ˆ1023 bits =1. paradox. 186 Note [1] Gibbs. Oct. htm).org/entropy/specialissues/ gibbs-paradox.l'entropia configurazionale ha un valore negativo per i solidi distinguibili: mischiare sostanze diverse diminuisce l'entropia di informazione. org/ details/ elementaryprinci00gibbrich). edu/ etj/ articles/ gibbs. 108-248. reprinted. . No. Mathematical Foundations of Quantum Mechanics. III. T.Paradosso di Gibbs cristallizzazione spontanea in cui le celle di lattice indistinguibili si assemblano tra loro. C. The Gibbs Paradox. [4] Jaynes. dove 6. Willard. J. Arieh (2007). tutte le osservazioni sperimentali supportano la relazione entropia-similitudine espressa nella Figura (c). 1992.. Princeton U.htm) ” lista di pubblicazioni. Sostanze pi… simili sono miscibili pi… spontaneamente: metanolo ed etanolo sono miscibili perch€ sono molto simili.¦URL consultato il November 8. [6] Gibbs. and pp. org/ abstract/ PRE/ v73/ e066119)). Beyer) [9] Attenzione: Non effettuare esperimenti di miscuglio se non sotto la supervisione di un chimico in laboratorio.022ˆ1023=12. P.. com/ books?id=-neYVEbAm4oC& dq=scientific+ papers+ of+ j+ willard+ gibbs).mdpi. Eds. Ne deriva che la relazione entropia-similitudine data da Gibbs nella Figura (a) • opinabile. pdf). 1996.T. E. J. google. Transactions of the Connecticut Academy. Senza eccezioni.. CT: Ox Bow Press ISBN 0-918024-20-X [7] Per ulteriori approfondimenti si consiglia la lettura del seguente testo: Allahverdyan. e mescolare molecole indistinguibili (da un gran numero di contenitori) per formare una fase di sostanza pura provoca un forte aumento dell'entropia di informazione. Ox Bow Press. org/ abs/ quant-ph/ 0507145). ‘ On the So-Called Gibbs Paradox. 1993. Una conclusione significativa • che almeno allo stato solido . A. pdf) (PDF). 343-524. archive. 1996 edition: ISBN 0-691-02893-1 (Tradotto dal tedesco ad opera di Robert T.htm) pubblicato dalla rivista Entropy. T.. 1932. (1981) Woodbridge. [2] J. wustl. mescolando 1 mole di molecole del tipo A per formare una fase e mescolare 1 mole di molecole di tipo B per formare un'altra fase porta ad un aumento dell'entropia di informazione quantificabile in 2ˆ6.org/lin/entropy/gibbs-paradox. 1876. che pu† essere esclusivamente attribuita a reazioni chimiche avvenute nel miscuglio.

Pare ogni volta sempre pi… corretto registrare l'assunto come probabilmente vero: tutti i corvi sono neri. Secondo questa risoluzione. coerentemente col principio induttivo. non sono corvi". Good nel 1960 ed • probabilmente la pi… conosciuta. paradosso di Hempel o i corvi di Hempel) • un paradosso logico sviluppato negli anni '40 da Carl Gustav Hempel per dimostrare i limiti del procedimento logico induttivo. Hempel prese ad esempio la teoria che tutti i corvi siano neri per trarne conclusioni di paradosso. la conclusione appare paradossale perch€ viene intuitivamente stimato in zero il valore della prova nell•osservare una mela verde. Dopo ogni osservazione. l'osservazione di una mela rossa renderebbe pi… probabilmente vero anche l'assunto che "tutti i corvi sono neri". J. Osservando come per il principio induttivo l'acquisizione di un nuovo riscontro empirico di una teoria renda piŒ probabile che questa teoria sia vera.Paradosso di Hempel 187 Paradosso di Hempel Il paradosso dei corvi (anche detto paradosso dei corvi neri. notiamo infallibilmente ed invariabilmente che essi sono tutti neri. anche alcune varianti sono state presentate nel 1958 e forme precedenti dell•argomentazione risalgono al 1940. In base al principio induttivo. mentre in realtƒ • molto piccolo. Un corvo nero Ma l'assunto "i corvi sono tutti neri" • logicamente equivalente all'assunto "tutte le cose che non sono nere. Esaminando ad uno ad uno un milione di corvi. Perci†. perci†. Questa argomentazione • stata presentata da I. questo secondo enunciato diventerebbe pi… probabilmente vero in seguito all'osservazione di una mela rossa: osserveremmo. cio• la teoria della confermabilitƒ. infatti. una cosa non nera che non • un corvo. la teoria che tutti i corvi siano neri diviene ai nostri occhi sempre pi… probabilmente vera. Una delle soluzioni pi… famose fra quelle proposte consiste nell•accettare che l•osservazione di una mela verde costituisce una prova che tutti i corvi sono neri. . vista la grande differenza fra il numero di corvi e il numero di oggetti non neri. d'altra parte. ma aggiungendo che l•effettiva conferma che questa prova fornisce • molto piccola.

Paradosso di Moore

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Paradosso di Moore
Il paradosso di Moore • un paradosso formulato nel 1942 da George Edward Moore che tratta dell'assurditƒ di affermare una proposizione e contemporaneamente affermare di non crederci. Detta p una generica proposizione, il paradosso si pu† formulare nel seguente modo: "p, ma io non credo che p"; oppure: "Io credo che p, ma non p". Nella formulazione tipica di questo paradosso, questo si traduce in "piove ma io non ci credo". Come si pu† osservare entrambe le frasi descrivono uno stato di cose possibile, e prese separatamente non contengono alcun errore logico. Tuttavia, nella loro interazione, perdono di senso ed hanno una paradossalitƒ che, a detta del filosofo Ludwig Wittgenstein, • molto prossima all'autocontraddizione perch€ affermare "p, ma io non credo che p", equivale a dire "p, ma forse non p". Il paradosso non si pone nel caso di una seconda o terza persona: l'affermazione "piove ma lui non ci crede" non ha alcuna paradossalitƒ. Il carattere paradossale, quindi, viene dall'affermazione in prima persona. Ci† accade perch€, mentre in seconda o in terza persona si descrive uno stato di cose indipendente dalla prima proposizione essendo la descrizione di una credenza (il fatto che lui non creda che piove • indipendente dal fatto che piova o meno), nel caso della prima persona ci† non • vero: "io credo che p" non • la descrizione della mia credenza ma la sua espressione, e quindi equivale ad affermare direttamente p, giungendo all'autocontradditorietƒ di affermare e negare allo stesso tempo una medesima proposizione (che va contro il principio di non contraddizione).

Collegamenti esterni
‡ (EN) Moore's problem [1]. Stanford Encyclopedia of Philosophy, 21 gennaio 2006.¦URL consultato il 4-2-2008.

Note
[1] http:/ / plato. stanford. edu/ entries/ epistemic-paradoxes/ #MooPro

Paradosso di Newcomb

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Paradosso di Newcomb
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Il titolo di questo box evidenzia il Paradosso dell'introduzione di David Makinson: se il testo seguente fosse totalmente corretto, quanto (falsamente) affermato sarebbe comunque vero, poich€ l'errore consisterebbe nell'affermazione stessa. Cio• l'affermazione falsa sarebbe vera... A scanso di equivoci, l'errore non sussiste nel testo presente nella voce. Ma se quest'ultima affermazione ("l'errore non sussiste nel testo presente nella voce") fosse l'errore, allora l'articolo conterrebbe un errore. Quindi non credete ciecamente a quello che leggete, a meno che l'errore non sia questo consiglio (e cos‚ via...). Un paradosso, dal greco €•‚ƒ (contro) e „…†• (opinione), • un ragionamento che appare contraddittorio, ma che deve essere accettato, oppure un ragionamento che appare corretto, ma che porta ad una contraddizione: si tratta, secondo la definizione che ne dƒ Mark Sainsbury, di "una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile". In filosofia ed economia il termine paradosso • usato spesso come sinonimo di antinomia. In matematica invece si distinguono i due termini: il paradosso consiste in una proposizione eventualmente dimostrata e logicamente coerente, ma lontana dall'intuizione; l'antinomia, invece, consiste in una vera e propria contraddizione logica. Il paradosso • un potente stimolo per la riflessione. Ci rivela sia la debolezza della nostra capacitƒ di discernimento sia i limiti di alcuni strumenti intellettuali per il ragionamento. „ stato cos‚ che paradossi basati su concetti semplici hanno spesso portato a grandi progressi intellettuali. Talvolta si • trattato di scoprire nuove regole matematiche o nuove leggi fisiche per rendere accettabili le conclusioni che all'inizio erano "apparentemente inaccettabili". Altre volte si sono individuati i sottili motivi per cui erano fallaci le premesse o i ragionamenti "apparentemente accettabili". Sin dall'inizio della storia scritta si hanno riferimenti ai paradossi: dai paradossi di Zenone alle antinomie di Immanuel Kant, fino a giungere ai paradossi della meccanica quantistica e della teoria della relativitƒ generale, l'umanitƒ si • sempre interessata ai paradossi. Un'intera corrente filosofico-religiosa, il buddhismo zen, affida l'insegnamento della sua dottrina ai koan, indovinelli paradossali.

Paradossi nella vita comune
Molti sono i paradossi in senso letterale, ossia contro l'opinione comune. Ad esempio, si parla molto del riscaldamento globale e dell'effetto serra. Secondo i modelli climatologici accettati, il riscaldamento dell'Artico, con il conseguente scioglimento dei ghiacci, causa il raffreddamento dell'Europa. Quindi l'aumento della temperatura a livello globale genera una diminuzione della stessa a livello locale. Questo • noto come paradosso dell'Artico. Molti paradossi sono alla base di trame di film famosi, ad esempio nel secondo Terminator, scopriamo che le macchine hanno origine dai resti del primo terminator inviato, una versione del classico paradosso del nonno. Meno noto • il paradosso del Comma 22 del codice di guerra dei Klingon, desunto quasi letteralmente dal romanzo Comma 22.

I paradossi dei sensi
Nelle neuroscienze sono noti molti paradossi dovuti all'imperfezione dei sensi, o all'elaborazione dei dati da parte della mente. Ad esempio, • possibile creare un suono che sembra crescere sempre, mentre in realtƒ • ciclico. Per il tatto, basta provare con un compasso a due punte: sul polpastrello si percepiscono due punte separate di pochi millimetri, mentre sulla schiena se ne percepisce solo una anche a qualche centimetro. Oppure si immergono le mani in due bacinelle di acqua una calda e una fredda; dopo un paio di minuti si immergono entrambe in una bacinella

Paradosso di Newcomb tiepida, e si avranno sensazioni contrastanti: fredda e calda. Le illusioni ottiche sono un altro esempio di paradossi sensoriali.

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Paradossi statistici
In statistica uno dei fenomeni pi… strani che si hanno • il paradosso di Simpson, di cui si fa un esempio: su una certa malattia, l'ospedale X ha il 55% di successi, l'ospedale Y il 60%. Quindi converrebbe operarsi in Y. Se scomponiamo, a X sono 90% casi gravi, di cui il 50% • risolto (45% del totale), mentre i restanti 10% lievi hanno il 100% (10% sul totale) di successo. A Y il 40% sono casi lievi, di cui risolvono il 90%, (36%) e nel 60% di casi gravi il successo • del 40% (24%). Quindi in realtƒ conviene sempre operarsi in X. In pratica, l'interpretazione dei dati • falsata da parametri non considerati.

I paradossi pi€ antichi
Il pi… antico paradosso si ritiene essere il paradosso di Epimenide, in cui il Cretese Epimenide afferma: "Tutti i cretesi sono bugiardi". Poich€ Epimenide era originario di Creta, la frase • paradossale. A rigor di logica, moderna ovviamente, questo non • un vero paradosso: detta p la frase di Epimenide, o • vera p o • vera non p. Il contrario di p • Non tutti i cretesi sono bugiardi, ossia Qualche cretese dice la verit‡, Epimenide non • uno di quelli, e la frase • falsa. Tuttavia la negazione dei quantificatori non era ben chiara nella logica degli antichi greci. Subito dopo troviamo i paradossi di Zenone. Un altro famoso paradosso dell'antichitƒ, questo s‚ irresolubile, • il paradosso di Protagora, pi… o meno contemporaneo di Zenone di Elea. Alcuni paradossi, poi, hanno preceduto di secoli la loro risoluzione: prendiamo ad esempio il paradosso di Zenone della freccia: "Il terzo argomento ˆ quello della freccia. Essa infatti appare in movimento ma, in realt‡, ˆ immobile: in ogni istante difatti occuper‡ solo uno spazio che ˆ pari a quello della sua lunghezza; e poich‰ il tempo in cui la freccia si muove ˆ fatta di infiniti istanti, essa sar‡ immobile in ognuno di essi." Come si pu† distinguere la freccia in movimento da quella ferma, e smentire il paradosso? Oggi, ovvero pi… di due millenni dopo Zenone, sappiamo che, secondo il principio della relativitƒ ristretta, una freccia in moto rispetto all'osservatore appare a questi pi… corta della stessa freccia ferma rispetto all'osservatore.

Classificazione dei paradossi logici
Esistono varie forme di classificazione dei paradossi. Secondo le loro implicazioni, i paradossi si dividono in: ‡ Positivi a cui si arriva: un esempio ne • la teoria della relativitƒ ristretta. Un paradosso nullo o retorico deriva dal tipico ragionamento sofista, che dimostra una cosa e il suo contrario, come i giƒ citati paradossi di Zenone. Infine, i paradossi negativi portano il ragionamento a partire da un'ipotesi alla negazione della stessa, e sono in pratica una dimostrazione per assurdo della falsitƒ dell'ipotesi di partenza. Di quest'ultimo tipo sono molti teoremi matematici e fisici, come ad esempio il teorema dell'infinitƒ dei numeri primi o il teorema di Church. Se invece categorizziamo che cosa ci appare paradossale secondo i nostri sensi, abbiamo i paradossi visivi, auditivi, tattili, gustativi e olfattivi, pi… spesso indicati come anomalie o ambiguitƒ, e i paradossi logici e matematici che sono categoria a s€.

Paradosso di Newcomb

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Paradossi dell'induzione
Molti ritengono David Hume responsabile di aver introdotto il problema dell'induzione. In realtƒ, nella versione del paradosso del sorite, tale problema era noto sin dai tempi di Zenone, vero padre del pensiero paradossale. Il paradosso del sorite afferma: "Un granello di sabbia che cade non fa rumore, quindi nemmeno due, e nemmeno tre, e cosŠ via. Quindi nemmeno un mucchio di sabbia che cade fa rumore". Oppure il suo inverso: se tolgo un granello di sabbia ad un mucchio, • ancora un mucchio, cos‚ se ne tolgo due e cos‚ via. Tuttavia 10 granelli non fanno un mucchio. Qual • allora il granello che fa passare da un mucchio ad un non-mucchio? Anche se questo problema pu† essere risolto con la logica fuzzy, ponendo una funzione che al variare dei granelli restituisca un valore compreso tra 0 e 1, ben pi… difficile • la risoluzione del seguente paradosso: 1 • un numero piccolo se n • un numero piccolo, allora anche n+1 • un numero piccolo allora, per l'assioma dell'induzione, ogni numero naturale • piccolo Questi problemi sono i principali argomenti di discussione dell'epistemologia moderna, che fondamentalmente si riassumono nella domanda: Quando si pu‹ definire vera una teoria?

Non tutto • vero quello che sembra (solito)
A volte il buon senso, anche il buon senso matematico, pu† farci prendere degli abbagli. Un esempio lo troviamo nella storiella del tacchino induttivista: un tacchino (americano) aveva imparato che ogni mattina, pi… o meno alla stessa ora, il padrone gli portava da mangiare. Diligentemente memorizzava tutte le piccole differenze, finch€, dopo giorni e giorni, pot€ essere soddisfatto di aver trovato una regola infallibile: tra le nove e le dieci di mattina arrivava inevitabilmente il cibo. Al passare delle settimane e dei mesi la regola trov† sempre conferme... fino al giorno del Ringraziamento, quando il tacchino fu calorosamente invitato sulla tavola della famiglia, come protagonista dell'arrosto tradizionale. Esempi pi… matematici, li troviamo nella teoria dei numeri, nello studio della distribuzione dei numeri primi. Dopo la sconfitta dell'ultimo teorema di Fermat, resta aperta la Congettura di Riemann sulla sua funzione zeta, che collega la distribuzione dei numeri primi con gli zeri di tale funzione. Finora se ne sono trovati miliardi (letteralmente) che giacciono sulla retta x=1/2, e la congettura che tutti gli zeri giacciano su questa linea potrebbe essere dunque accettata come vera. Ma smentite di quello che sembrerebbe evidente sono famose in matematica, e una riguarda proprio i numeri primi. La quantitƒ di numeri primi inferiori ad un certo numero, diciamo n, solitamente indicata con approssimata dalla funzione logaritmo integrale, o Li(n), di Gauss, definita come: , pu† essere .

Questo valore sembra essere sempre maggiore della vera distribuzione dei numeri primi, fino a numeri di centinaia di cifre. Tuttavia nel 1914 John Littlewood ha dimostrato invece che per x intero cambia di segno infinite volte. Nel 1986 Herman te Riele ha dimostrato addirittura che esistono pi… 10180 interi consecutivi per cui non • mai minore di 6,62ˆ10370. Quindi, nonostante miliardi di esempi a favore, la veritƒ o falsitƒ della congettura (o ipotesi, visto che si pensa generalmente che sia vera) di Riemann • tuttora in discussione. Altra paradossale situazione • il teorema di Goodstein: si definisce una particolare funzione iterativa su numeri interi che inizialmente presenta una crescita esponenziale ma, venendo ridotta ad ogni iterazione di un semplice 1, dopo innumerevoli iterazioni ritorna a 0. Tornando al teorema, esso ha la caratteristica di non poter essere provato all'interno degli assiomi di base della teoria dei numeri (Assiomi di Zermelo - Fraenkel), e come previsto dal teorema

Paradosso di Newcomb di incompletezza di G‰del, per la sua dimostrazione occorre aggiungere un assioma: l'esistenza dei cardinali transfiniti.

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Il paradosso della chiaroveggenza
Uno dei paradossi pi… intriganti della teoria dei giochi • il paradosso di Newcomb, che riguarda il principio di dominanza, ed • il seguente. Supponiamo che esista un oracolo, che sostenga di sapere in anticipo quali saranno le mie decisioni. Egli mette in una busta 1.000.000 €, ma solo se sceglier† solo questa, altrimenti la lascia vuota. Poi mi vengono presentate due buste, una con sicuramente 1.000 €, e l'altra • quella dell'oracolo. Posso scegliere se prendere una sola busta o tutte e due. Se applico il principio di massima utilitƒ, mi conviene prendere solo la seconda, e mi fido dell'oracolo. Se applico il principio di minima perdita, mi conviene sceglierle entrambe: se l'oracolo ha ragione, prendo almeno 1.000 €, se sbaglia 1.001.000 €. Il paradosso nasce dalla visione delle cose: se la scelta dell'oracolo si considera giƒ effettuata al momento della scelta (ovvero l'oracolo • un ciarlatano che tira ad indovinare), applichiamo il principio di dominanza, e conviene prendere sempre entrambe le buste. Se invece ammettiamo che il comportamento dell'oracolo sia influenzato dalla nostra scelta, (ovvero che l'oracolo sia realmente preveggente) ammettiamo il principio di utilitƒ e conviene prendere solo la prima. Uno dei due principi non • quindi razionale, oppure non esiste la preveggenza. Si possono trovare argomenti a favore di tutte e due le ipotesi. Tra l'altro, basta che l'oracolo indovini pi… del 50% delle volte. Diversamente, la chiaroveggenza potrebbe anche essere dannosa: supponiamo che ci sia una gara automobilistica in cui valga la regola "Perde chi sterza per primo". Due macchine sono lanciate l'una contro l'altra: se uno dei due • chiaroveggente, la strategia migliore per l'altro • non sterzare: il veggente lo sa, e quindi per evitare l'impatto sterzerƒ per primo.

Lista dei paradossi pi€ noti
Questi sono alcuni paradossi fondamentali: ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Paradossi di Zenone (esiste il movimento? : Achille e la tartaruga - La freccia) Paradosso del mentitore (che cosa • la "veritƒ"?) Paradosso di Moore (che cosa significa "sapere"?) Paradossi dell'infinito Paradosso dell'ipergioco Paradosso dei gemelli (dalla teoria della relativitƒ) Paradosso di Russell (o del barbiere) Antinomie kantiane Paradosso di d'Alembert

Bibliografia
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Casati, R. e Varzi, A. C., Semplicit‡ insormontabili - 39 storie filosofiche, Roma-Bari, Laterza, 2004. Clark, M., I paradossi dalla A alla Z, Milano, Cortina, 2004. Sorensen, R., A Brief History of the Paradox, Oxford, Oxford University Press, 2003. Rescher, N., Paradoxes: Their Roots, Range, and Resolution, La Salle (IL), Open Court, 2001. Odifreddi, P., C'era una volta un paradosso - Storie di illusioni e verit‡ rovesciate, Torino, Einaudi, 2001. Falletta, N., Il libro dei paradossi, Milano, Longanesi & C., 2001. Sainsbury, R. M., Paradoxes, Cambridge, Cambridge University Press, 1988. te Riele, H.J.J., On the sign of the difference pi(x) - li(x), Math. Comp. 48, 1987 pp. 323-328

wiktionary.org/wiki/paradosso Wikiquote contiene citazioni: http://it.org/wiki/Paradosso di Newcomb Collegamenti esterni ‡ Paradossi [1] Paradosso di Olbers Il Paradosso di Olbers ha il seguente enunciato: come • possibile che il cielo notturno sia buio nonostante l'infinitƒ di stelle presenti nell'universo? Prende il suo nome dall'astronomo tedesco Heinrich Wilhelm Olbers.org/wiki/Category:Paradox Wikizionario contiene la voce di dizionario: http://it.Paradosso di Newcomb 193 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Antinomia Dilemma Logica Matematica Ossimoro Sillogismo Altri progetti ‡ ‡ ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. che lo propose nel 1826. Termini del paradosso Presupposti cosmologici I presupposti di base perch€ il paradosso sia tale sono: ‡ che l'universo abbia estensione infinita ‡ che l'universo esista da infinito tempo e sia immutabile ‡ che l'universo sia omogeneo e isotropo.wikiquote.wikimedia. Perch€ il cielo notturno • buio? . In realtƒ era giƒ stato descritto da Keplero nel 1610 e dagli astronomi Halley e Cheseaux nel XVIII secolo. ovvero le stelle siano disposte in modo uniforme nello spazio Questi punti erano tacitamente accettati dalla cosmologia in auge fino all'inizio del XX secolo.

ovvero l'energia ricevuta per unitƒ di superficie (supponiamo il nostro occhio) a una distanza r • inversamente proporzionale al quadrato di r. otteniamo che la luce totale deve essere addirittura infinitamente intensa! Il fatto che la notte sia buia. ovvio per il senso comune. ma ci saranno altre stelle pi… lontane e cos‚ di seguito. se un osservatore punta lo sguardo in una direzione qualunque del cielo. come dimostra l'effetto Doppler e quindi la condizione del paradosso non si verificherƒ mai. Per questo motivo l'intero cielo dovrebbe brillare con la stessa intensitƒ della superficie stellare e lo stesso Sole non si distinguerebbe dallo sfondo. . ‡ o l'universo • in continua espansione. la diffusione della luce da un punto centrale ha andamento sferico. secondo la formula dell'area della sfera: Per calcolare la quantitƒ di luce ricevuta da una sfera di diametro r arbitrario. per cui. essendo per essa l'universo giovane. Vale allora la seconda ipotesi: le stelle si allontanano dalla Terra sempre di pi…. Potenzialmente in futuro si verificherƒ la condizione espressa dal paradosso. L'obiezione pi… ovvia • che le stelle pi… lontane appaiano meno luminose. Se ora si sommano tutti i contributi per le infinite sfere concentriche di un universo infinitamente esteso.Paradosso di Olbers 194 Ipotesi che spieghino il paradosso Due sole ipotesi possono spiegare il paradosso: ‡ o l'universo • giovane. l'irraggiamento. Ci sono tuttavia diversi elementi che indicano che l'universo non sia giovane: la sua etƒ oscilla tra i 13 ed i 16 miliardi di anni a seconda del valore dato alla costante di Hubble. fino a che inevitabilmente si incontrerƒ la luminosissima superficie di una stella. Poich€ • imposta come condizione l'omogeneitƒ del cosmo. ovvero che su ogni sfera concentrica alla Terra le stelle siano presenti con densitƒ costante D. possiamo affermare che la quantitƒ di sorgenti luminose su una sfera di raggio r • proporzionale al quadrato di r. • ampiamente in contrasto con la concezione cosmologica in uso fino a meno di un secolo fa. dopo la semplificazione di r risulta che la luminositƒ d'irraggiamento dipende esclusivamente dalla densitƒ di stelle e dalla loro luminositƒ assoluta. Nella prima ipotesi. moltiplichiamo il numero di stelle presenti per l'intensitƒ pesata di ciascuna: Come si pu† osservare. come per tutte le onde di questo tipo. potrƒ guardare nello spazio tra le stelle riconoscibili. Animazione dell'effetto dell paradosso di Olbers Effetti In una situazione come quella proposta. la luce di stelle lontane non • ancora arrivata a noi. Infatti. Ma tale punto in questo caso risulta inefficace.

Note [1] Perdita di energia della luce nello spazio interstellare e intergalattico (http:/ / marcomissana. Secondo il cosmologo americano Edward Robert Harrison la soluzione del paradosso non si trova nell'espansione dell'Universo. Per molto tempo si • ritenuto che l'estensione del cosmo fosse limitata e che tra le stelle si intravedesse uno sfondo scuro. ma questa soluzione stranamente non fu mai molto considerata. Lo stesso Olbers si era orientato verso questa soluzione erronea. springerlink. Quindi se anche l'universo fosse infinito nello spazio.html)". per eliminare il paradosso di Olbers basta lo spostamento verso il rosso: quando gli oggetti sono abbastanza lontani. il Big Bang. ISBN 0-521-66148-X Bibliografia ‡ Paul Wesson. con dimensione frattale inferiore a 2. come detto prima se superano la distanza che la luce pu† aver percorso dal Big Bang. 491-506. Dal nostro punto di vista le galassie appaiono allontanarsi con velocitƒ proporzionale alla distanza. . guardare lontano significa anche guardare indietro nel tempo. Questa soluzione non regge all'analisi in quanto la radiazione assorbita scalderebbe la materia fino a farle riemettere la stessa quantitƒ di luce (Radiazione di corpo nero).astro. Nel seicento si • ipotizzato che nubi di polvere presenti nello spazio vuoto oscurino le stelle lontane. Un'ulteriore possibilitƒ • che la velocitƒ della luce sia limitata e l'universo esista da un tempo limitato. The Astrophysical Journal 367. non avremmo il paradosso. ed • stata resa obsoleta dal crollo filosofico del geocentrismo. In pratica l'universo visibile ci appare di dimensioni limitate nello spazio e nel tempo. per cui la luce ci giunge da un numero limitato di stelle tale che il cielo ci appare nero. 1987 ‡ Scott. misurata da Ole Romer.ca/people/ scott/cmb_intro. anche un universo statico avrebbe un cielo notturno buio. fin al punto in cui si osserva l'istante della nascita del cosmo.Paradosso di Olbers 195 Le soluzioni proposte Diversi sono stati i tentativi di risolvere la questione. non ci arriverƒ nulla comunque. Harvard University Press. Edward R. 399-406 (1991). com/ content/ l41436u44032068k/ ) [3] Harrison. and Martin White. In realtƒ la velocitƒ della luce era giƒ approssimativamente nota dal XVII secolo. Anche nel caso che fosse comunque infinito nello spazio. com/ index. [1][2] La soluzione moderna Nel 1929 l'astronomo americano Edwin Hubble dimostr† che l'universo attuale si sta espandendo e che dunque deve aver avuto un'origine nel passato. fin ad un limite oltre il quale sembrerebbero allontanarsi alla velocitƒ della luce. retelinux.: Cosmology. [3]. Il paradosso non • pi… tale in quanto il presupposto dell'eternitƒ del cosmo • falso. ma non nel tempo. 2 ed. e non possiamo quindi vederle. Cambridge U P (2000). In questo modo. "Olbers' paradox and the spectral intensity of the extragalactic background light". Secondo un'altra possibile teoria il paradosso di Olbers si risolve mediante l'equazione del trasporto radiativo. secondo la cosmologia comunemente accettata. il limite per r ‹ – tenderebbe comunque ad un numero finito. Una possibilitƒ puramente statistica • che l'universo visibile abbia una distribuzione frattale. ‡ Edward Harrison.ubc. Questa ipotesi presume naturalmente di essere al centro dell'universo. "The Cosmic Microwave Background (http://www. pp. Darkness at Night: A Riddle of the Universe. Chap. se invece sono pi… vicini ma la velocitƒ di recessione • maggiore di quella della luce. poich€ la luce ha velocitƒ limitata. Douglas. la loro luce non ci arriverƒ per niente. 24:"Darkness at night" p. La soluzione secondo Harrison • che le stelle brillano da troppo poco tempo per riempire tutto l'Universo con la loro radiazione. In altre parole. html) [2] Solution of the transfer equation in a scattering atmosphere with spherical symmetry (http:/ / www.

e creando questa situazione di indeterminatezza: ‡ secondo Protagora: ‡ se Evatlo avesse vinto. un giovane promettente. dal quale ebbe solo la metƒ di quanto richiesto per le lezioni e col quale stabil‚ che il resto sarebbe stato saldato dopo che questi avesse vinto la sua prima causa. Protagora non veniva pagato. avrebbe dovuto pagarlo in base all'accordo. e non avendo vinto la sua prima causa poich€ non ne aveva mai fatte. avrebbe dovuto pagarlo comunque per effetto della sentenza. Secondo questa versione. non avrebbe dovuto pagare Protagora per effetto della sentenza. quest'ultimo lo convenne dunque in giudizio per essere saldato del prezzo delle sue lezioni. ‡ se Evatlo avesse perso.org/wiki/Category:Olbers' paradox Paradosso di Protagora Il paradosso dell'avvocato (anche detto paradosso di Protagora) • un paradosso citato da Aulo Gellio e secondo la tradizione riferito ad elaborazioni della scuola stoica. ‡ se Evatlo avesse perso. anzi si diede alla politica. Collegamenti esterni ‡ Testo in originale. Protagora avrebbe formato agli studi di legge. perch€ avrebbe vinto la sua prima causa. Il paradosso • spesso citato a fini umoristici per segnalare la "gara di speciositƒ" sempre corrente fra le categorie forensi e quelle della politica. Evatlo (Euathlus). Il giovane decise di difendersi da solo.wikimedia.Paradosso di Olbers 196 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ Cosmologia (astronomia) Big Bang Legge di Hubble Teoria della relativitƒ Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. non avrebbe dovuto pagare Protagora perch€ in base all'accordo non aveva vinto la sua prima causa. come istitutore. traduzione e commenti [1] . Ma Evatlo non cominci† la professione di avvocato. divenendo perci† avvocato di s€ medesimo. ‡ secondo Evatlo: ‡ se Evatlo avesse vinto.

dall'altro lato. mentre (per ogni i) il suo i-esimo decimale • ottenuto aumentando di uno l'i-esimo decimale del numero ri appartenente ad R (con l'avvertenza che se tale decimale fosse 9 lo si sostituisce con zero). Fissiamo poi l'attenzione su quelle frasi. Prendiamo in considerazione un vocabolario costituito da un numero esteso (ma ovviamente finito) di parole e di segni.5. r2. Consideriamo ora l'insieme R dato dall'unione di tutti gli insiemi Rn (con n = 3. Esempi di frasi di questo tipo sono "il numero il cui quadrato ˆ due" (composta da 7 parole). "il numero dato dal rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del diametro del medesimo cerchio" (composta da 17 parole).4. . Il suo interesse nell'ambito dello studio dei fondamenti logici della matematica sta nell'aver. aperto la strada alla prova di incompletezza di G‰del. esso (per il modo in cui • costruito) • diverso da tutti i numeri reali contenuti in R e quindi non vi risulta incluso. r3. Esso pu† essere illustrato nei seguenti termini. formate da elementi del nostro vocabolario.Paradosso di Richard 197 Paradosso di Richard Il paradosso di Richard • stato proposto dal matematico francese Jules Antoine Richard nel 1905. che definiscono in maniera univoca specifici numeri reali costruibili. R rappresenta dunque l'insieme di tutti e soli quei numeri reali definibili con un numero finito di elementi del nostro vocabolario. La costruzione di r fa uso della procedura diagonale utilizzata da Cantor per dimostrare la non numerabilitƒ dei numeri reali. possiamo constatare dalla frase sopra riportata che r • un numero reale definibile con una quantitƒ finita di parole o segni del nostro vocabolario e quindi deve essere incluso in R. Di qui il paradosso. in qualche modo. Da un lato. ˆ. Il paradosso di Richard ‡ come quello di Berry e di Zermelo-K‰nig ‡ fa parte dei cos‚ detti paradossi semantici. Sia Rn l'insieme ‡ ovviamente finito ‡ dei numeri reali definibili con n parole e segni del nostro vocabolario. ˆ): R • ovviamente numerabile e possiamo ordinare i suoi elementi nella successione r1. Consideriamo ora il numero r (possiamo battezzarlo numero di Richard) definito nel modo seguente: il numero la cui parte intera • zero.

inoltre. Russell svilupp† in collaborazione con Alfred North Whitehead la teoria dei tipi. abbiamo: Il problema posto da Russell a questo punto fu se R appartiene o meno a se stesso. • una delle antinomie pi… importanti della storia della filosofia e della logica[3]. formulato dal filosofo e logico britannico Bertrand Russell tra il 1901 e il 1902[1][2]. come il paradosso del barbiere o quello del bibliotecario. sia nel caso che sia falsa[4]. In particolare. dimostr† la contraddittorietƒ della teoria ingenua (o intuitiva) degli insiemi di Georg Cantor. che faceva uso di strumenti matematici analoghi a quelli su cui si era basato Gottlob Frege nel tentativo di produrre una completa fondazione della matematica sulla logica (tale tentativo va sotto il nome di Logicismo). cio• gli insiemi che appartengono a se stessi. Se non appartiene a se stesso. ha . Si tratta pi… propriamente di un'antinomia che di un paradosso: un paradosso • una conclusione logica e non contraddittoria che si scontra con il nostro modo abituale di vedere le cose. Nel tentativo di risolvere l'antinomia. in modo tale da conservare la validitƒ dell'idea (alla base del Logicismo) per cui la matematica pu† essere fondata completamente dalla logica. ad esempio. l'insieme di tutti gli oggetti che godono di quella proprietƒ[5]. come not† Russell stesso. "l'insieme di tutte le tazze da t•" non • una tazza da t•[2]. Se definiamo R come l'insieme di tutti gli insiemi che non appartengono a se stessi. L'antinomia Nell'ambito della teoria intuitiva di Cantor. gli insiemi possono essere definiti in modo completamente libero. cio• gli insiemi che non appartengono a se stessi. ‡ Gli insiemi che tra i loro elementi non hanno loro stessi. che appartiene a se stesso perch€ • un concetto astratto. della filosofia e appunto della matematica all'inizio del XX secolo. la quale a sua volta ebbe un peso notevole nella pi… ampia crisi che interess† le certezze fondamentali della fisica. cio• si possono creare insiemi con caratteristiche arbitrarie: data una proprietƒ. mentre un'antinomia • una proposizione che risulta autocontraddittoria sia nel caso che sia vera. Se R appartiene a se stesso. Russell immagin† di creare una suddivisione degli insiemi in due categorie: ‡ Gli insiemi che tra i loro elementi hanno loro stessi. crisi che spesso • associata al Bertrand Russell. si cita spesso come esempio "l'insieme di tutti i concetti astratti". crollo delle dottrine filosofiche di stampo positivista[3]. Il paradosso di Russell ebbe un ruolo fondamentale nella crisi dei fondamenti della matematica. essa • basata su un ragionamento analogo a quello che porta al paradosso dell'eterologicitƒ di Grelling-Nelson[3][4]. L'antinomia di Russell pu† essere espressa in modo "intuitivo" per mezzo di altre formulazioni. per le caratteristiche che ha in base alla definizione non deve appartenere a se stesso. essa identifica sempre un insieme. esposta nel loro libro Principia Mathematica[3].Paradosso di Russell 198 Paradosso di Russell Il paradosso di Russell.

Paradosso di Russell caratteristiche tali per cui. Storia Scoperta dell'antinomia Bertrand Russell approd† alla sua antinomia all'inizio del 1900. Formalmente. nel 1879 la sua opera Ideografia aveva posto le basi di quel linguaggio simbolico e formale per mezzo del quale Frege mirava a definire con assoluta evidenza i concetti fondamentali della matematica[7]. semplificando il teorema di Cantor[6]. la proprietƒ di non appartenere a se stesso. diversi matematici e filosofi avevano cominciato a interrogarsi sul problema dei "fondamenti della matematica". si spost† in questo periodo sulla giustificazione dei giudizi stessi[10]. e che ‡ nonostante diversi tentativi di trovare risposte al paradosso ‡ rimasero insolubili sia per la teoria dei tipi elaborata da Russell insieme a Whithead[11]. Il punto critico del tentativo di fondazione della matematica sulla logica compiuto dai logicisti (che • anche il punto critico della teoria insiemistica di Cantor) era l'assioma detto "di astrazione". Le tre prospettive principali sul problema dei fondamenti furono quella logicista. nel 1903. L'attenzione. . 199 In sintesi. di tutta la matematica. il paradosso di Russell si pu† enunciare cos‚: l'insieme di tutti gli insiemi che non appartengono a se stessi appartiene a se stesso se e solo se non appartiene a se stesso. deve appartenere a se stesso. Conseguenze del paradosso di Russell Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Il secondo volume dell'opera di Frege usc‚ pochi mesi pi… tardi. Al momento della scoperta dell'antinomia di Russell egli aveva giƒ pubblicato anche il primo volume dei suoi Princip™ dell'aritmetica. L'antinomia di Russell. dƒ origine a un insieme dalle caratteristiche contraddittorie[8]. l'antinomia era stata riscoperta da Ernst Zermelo. e il suo autore pot€ solo aggiungere un'appendice in cui rendeva pubblica l'antinomia e confessava il suo sconforto. da Georg Cantor[6]. pochi anni prima. ma la possibilitƒ di una fondazione logica dell'aritmetica in [9] generale . aprendo la "crisi dei fondamenti della matematica": ƒ¦Qui non • in causa il mio metodo di fondazione in particolare.¦„ Nel frattempo. per il quale ogni proprietƒ individua l'insieme degli oggetti che la soddisfano. quella intuizionista e quella formalista. in cui procedeva alla vera e propria "logicizzazione" dei concetti che altri matematici (Dedekind e Peano) avevano dimostrato essere alla base dell'aritmetica e. sia per l'Intuizionismo di Luitzen Brouwer sia per il Formalismo di David Hilbert. di conseguenza. infatti. stava portando avanti un tentativo di fondare rigorosamente tutta la costruzione della matematica sulla logica. sempre in base alla definizione. oltre che mandare in crisi il Logicismo. il pi… importante esponente del programma logicista. che precedentemente era concentrata quasi esclusivamente sul contenuto dei giudizi matematici. che il filosofo britannico aveva letto circa un anno prima. Nello stesso periodo il famoso logico tedesco Gottlob Frege. Il 16 giugno 1902 per† Russell scrisse a Frege una lettera in cui lo informava di come aveva scoperto un'antinomia connessa con gli argomenti dei Princip™ dell'aritmetica. gener† problemi contro cui si scontrarono tutti gli studiosi di matematica suoi contemporanei. e va ricordato che era stata anticipata. cio• sulla definizione di basi precise in grado di fondare l'intero edificio concettuale della matematica.

costituisce l'"assioma di astrazione".. [12] Cioffi.. op. al livello 1 gli insiemi di elementi. cit.. 3 Problemi. Zanette. con le successive estensioni (ad esempio. se non generando altri paradossi. p. cit. essa era basata sull'idea che gli insiemi vadano classificati gerarchicamente. pp. scritto tra il 1910 e il 1913. ISBN 88-395-1435-X [5] Il fatto che gli insiemi possano essere formati arbitrariamente. Cioffi. Il diavolo in cattedra. 3. ISBN 88-424-5264-5 [2] P. fornisce tuttora la base teorica per la maggior parte delle costruzioni matematiche. in modo che un insieme possa essere membro di un altro solo se quest'ultimo • di un tipo pi… "generale": gli insiemi venivano distinti in diversi livelli. 116 vol. Le contraddizioni messe in luce dal paradosso di Russell sono insolubili nell'ambito della teoria di Cantor. 550. risolse definitivamente la questione dimostrando l'impossibilitƒ tout court di produrre una fondazione certa dell'aritmetica. op. vale a dire l'autoreferenzialitƒ. 2002. 122 vol. [8] Cioffi. e quindi anche il programma di fondare la matematica stessa su basi logiche che fossero al riparo da qualsiasi contraddizione. [10] Clementina Ferrandi. 170-171 vol. Il Capitello. Spe. p. tali per cui al livello 0 c'erano gli elementi. cit.. 550 e Cioffi. Luppi. op. I suoi risultati sono enunciati da due teoremi di incompletezza[12]. per superare questo scoglio furono elaborate diverse teorie assiomatiche pi… rigorose: quella che ebbe pi… seguito fu la teoria degli insiemi di Zermelo-Fraenkel.. uno dei due assiomi alla base della teoria logicista di Frege. 551 vol. Vigorelli.. .. al livello 2 gli insiemi di insiemi di elementi e cos‚ via.. p. 196 vol. [7] Maraschini. op. 2000. 195 vol. 3 Problemi. p. p. Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori. nel 1931. 115 vol. [6] Odifreddi. come "estensioni concettuali di una proprietƒ". A. ISBN 88-06-18137-8 [3] Cioffi. in collaborazione con il filosofo e matematico britannico Whitehead. sia della teoria degli insiemi di Cantor Si veda Maraschini. p. 205. Paravia. cit. 3 Autori e testi. cit. Di—logos. Odifreddi. 3 Problemi [9] Maraschini. Filosofia e scienza ‚ Un intreccio fecondo. Per quanto riguarda l'insiemistica. F. 3. Russell stesso elabor† in seguito. 1991. cit. p. 200 Altri paradossi logici Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento altre antinomie contribuirono a mettere in crisi le basi logico-concettuali che la matematica si era data. cit. cit. M. ForMat. G. La vecchia teoria degli insiemi (peraltro tuttora largamente utilizzata a livello scolastico e divulgativo) viene chiamata teoria intuitiva degli insiemi. 551. L'altro era il "principio di estensionalitƒ". cio• • il punto contraddittorio sia del ragionamento di Frege. op. cit.. 3 Autori e testi. Palma. 2003. 206. L'assioma di astrazione • la vera causa dell'insorgenza dell'antinomia di Russell. formulata inizialmente da Ernst Zermelo e perfezionata da Abraham Fraenkel e Thoralf Skolem che. Gallo. [11] Per superare la contraddizione posta dalla sua antinomia. Einaudi. op. la teoria dei tipi. [4] W. Maraschini.Paradosso di Russell Fu il logico austriaco Kurt G‰del che. La teoria dei tipi • esposta nel libro di Russell e Whitehead Principia Mathematica. Accanto al paradosso di Russell. op. p. e che quindi ogni proprietƒ individui sempre l'insieme degli oggetti che la soddisfano. si ricordano: ‡ Paradosso di Burali Forti ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso di Zermelo-K‰nig Paradosso di Richard Paradosso del bibliotecario Paradosso dell'eterologicitƒ di Grelling-Nelson Note [1] F. E. op. p. per cui se due insiemi sono costituiti da tutti e soli elementi uguali allora sono uguali. p. Russell infatti individuava come causa essenziale della contraddizione il fatto che un linguaggio o una teoria potessero fare affermazioni su loro stessi. op. la teoria ZFC). 464. Torino. in contrapposizione alla teoria assiomatica degli insiemi. Si veda Maraschini. p.

Comunque il problema fu inventato dal cugino di Daniel. 2000. diciamo A. In breve. M. Spe. Vigorelli.[1] Il paradosso In un ipotetico gioco d'azzardo. si considera adeguata solo una minima somma. cio• con una vincita media di valore infinito. Einaudi. vol. La vincita dipende dal numero di lanci: se esce Croce al primo lancio. ragionevolmente. probabilitƒ 1/4 di vincere 2. Paravia. Maraschini. se esce Testa. si paga A e si vince 2k„1. Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori. G. ‡ W. E. (Nella formulazione originale. si raddoppia ad ogni lancio successivo. Il paradosso di San Pietroburgo • la classica situazione in cui l'applicazione diretta della teoria delle decisioni (che tiene conto solo del guadagno atteso) suggerisce una linea di condotta che nessuna persona ragionevole si sentirebbe di adottare. ForMat. 2003. 3 Problemi. Ciononostante. F.. Luppi. Poi si riprende da capo con una nuova fase del gioco. si vince 1 (uno). Gallo. Il paradosso si risolve raffinando il modello di decisione e prendendo in considerazione il concetto di utilitƒ marginale e il fatto che le risorse dei partecipanti sono limitate (non infinite).. se la moneta • stata lanciata k volte quando compare Croce per la prima volta. derivato dalla scommessa testa o croce sul lancio di una moneta. Il paradosso prende il nome dalla presentazione del problema da parte di Daniel Bernoulli. Alla fine dei lanci si • dunque certi di incassare un premio. Filosofia e scienza ‚ Un intreccio fecondo.Paradosso di Russell 201 Bibliografia ‡ F. A. Ciascuna fase consiste nel lanciare ripetutamente una moneta (non truccata) finch€ non esce Croce. si paga una quota di ingresso fissa. Cioffi. Di—logos. Ferrandi. il paradosso di San Pietroburgo descrive un particolare gioco d'azzardo basato su una variabile casuale con valore atteso infinito. 2002. nel 1738 nei Commentarii Academiae Scientiarum Imperialis Petropolitanae (di San Pietroburgo). ISBN 88-395-1435-X ‡ P. 1991. Il valore atteso della vincita • dunque: . Il Capitello. questo gioco fu attribuito ad un ipotetico casin† di San Pietroburgo. Il diavolo in cattedra. da pagare per partecipare al gioco. e cos‚ via. ma quanto si • disposti a pagare per partecipare al gioco? La probabilitƒ che la prima Croce esca al lancio k-esimo •: Quindi si ha: probabilitƒ 1/2 di vincere 1. che dƒ luogo alla vincita. Palma. vol. 3. da cui • derivato il nome del paradosso). 3 Autori e testi e vol. che per primo lo enunci† in una lettera a Pierre Raymond de Montmort fin dal 9 settembre 1713. probabilitƒ 1/8 di vincere 4 . Odifreddi. per partecipare ad una fase del gioco. ISBN 88-06-18137-8 Voci correlate ‡ Filosofia della matematica ‡ Crisi dei fondamenti della matematica Paradosso di San Pietroburgo Nella teoria della probabilitƒ e nella teoria delle decisioni. Zanette. Torino. Nicolas Bernoulli. ISBN 88-424-5264-5 ‡ C.

Il rifiuto intuitivo a investire cifre importanti nel gioco • ben sostenuto dalla simulazione descritta nel grafico seguente. In pratica per†.Paradosso di San Pietroburgo 202 La somma diverge all'infinito: cio• in media ci si aspetta di vincere una somma infinita da questo gioco. tipicamente si ottengono all'inizio vincite mediamente basse (qualche unitƒ). indica che sarebbe necessario un numero spaventosamente alto di giocate per raggiungere valori anche modestamente alti. nelle 20'000 giocate della simulazione. dovrƒ capitare la volta (con probabilitƒ invero bassissima) di una vincita cos‚ strepitosa da ripagare abbondantemente tutte le altre quote investite per ottenere vincite insignificanti. la media delle vincite • arrivata appena al valore di 8. Successivamente la media si alza. Il grafico compendia il paradosso del gioco: l'andamento generale della media delle vincite totali mostra di tendere ad un aumento senza limiti. Ripetendo 20'000 volte la serie di lanci del gioco. in corrispondenza di qualche serie fortunata. e tenderƒ matematicamente all'infinito dopo una serie infinita di giocate ma. per poi diminuire leggermente fino al prossimo colpo fortunato. nessuna persona ragionevole • disposta a pagare pi… di qualche unitƒ per partecipare a questo gioco: ecco appunto il paradosso. in accordo con la teoria tradizionale del valore atteso. Infatti anche pagando un miliardo per volta. L'andamento complessivo • senza dubbio crescente. ci si pu‹ permettere di pagare qualunque cifra A per partecipare. alla lunga. ma la lentezza della crescita. detto di San Pietroburgo. che tende a diventare ancor pi… lenta al crescere del numero delle prove. Quindi. .

a Nicholas Bernoulli. come ad esempio nella teoria della aspettativa cumulata. utilitƒ proporzionale al logaritmo del valore guadagnato. . mentre un uomo di buon senso lo stima in proporzione all'uso che pu† farne. tale da bilanciare qualunque somma pagata nelle (infinite) volte in cui la vincita risulta insignificante. nel 1728. il paradosso di San Pietroburgo ritorna di attualitƒ e pu† essere superato solo imponendo un limite alle vincite. ad esempio quella logaritmica proposta da Bernoulli u(x)=ln(x). Viceversa. oppure considerare funzioni di utilitƒ che presentano un valore massimo limitato.. In altre parole. L'idea della diminuzione dell'utilitƒ marginale del denaro fu giƒ una intuizione di Bernoulli. Gabriel Cramer. nonostante entrambi guadagnino la stessa quantitƒ.Paradosso di San Pietroburgo 203 Soluzioni del paradosso Dal punto di vista matematico. questo "paradosso" ha costituito un potente stimolo per costruire una teoria delle aspettative e per introdurre i concetti di utilitƒ marginale e di peso soggettivamente attribuito alle probabilitƒ. in modo che l'utilitƒ logaritmica attesa torni ad essere infinita. la teoria dell'utilitƒ attesa • stata estesa per arrivare a molteplici modelli di decisioni comportamentali. con utilitƒ proporzionale alla radice quadrata del valore guadagnato. bisogna prendere in considerazione giochi di San Pietroburgo con valore atteso limitato. chiamato talvolta "super paradosso di San Pietroburgo". La soluzione classica del paradosso richiede l'introduzione esplicita del concetto di utilitƒ attesa e di diminuzione dell'utilitƒ marginale del denaro. In alcune di queste nuove teorie." Utilizzando una opportuna funzione di utilitƒ. oppure quella di Cramer. non sorgono difficoltƒ dalla situazione prospettata nel gioco. ma piuttosto sulla utilitƒ che pu† procurare . per gli studiosi di scienze sociali. ma ragionevolmente basse. Recentemente." Giƒ qualche anno prima che Daniel Bernoulli pubblicasse questo argomento. Tuttavia la soluzione proposta da Cramer e da Bernoulli non • ancora del tutto soddisfacente. Per risolvere questo nuovo paradosso. aveva introdotto parzialmente la stessa idea scrivendo. Non c'• dubbio che un guadagno di mille ducati ha pi… valore per un povero che per un ricco. sempre a proposito del gioco di San Pietroburgo: "I matematici stimano il denaro in proporzione alla sua quantitƒ. • perfettamente coerente accettare la possibilitƒ (infinitesima) di una vincita infinita. Nel caso di utilitƒ logaritmica il valore utile atteso dalla vincita diventa infatti 2. Il risultato di vincita media con valore atteso infinito • calcolato correttamente e il contrasto con l'intuito comune • una caratteristica ricorrente dei comportamenti paradossali dell'infinito. Infatti si pu† sempre immaginare un gioco di San Pietroburgo con vincite che aumentano molto velocemente col numero di lanci.. come ad esempio potrebbe essere: . Secondo le sue parole: "La determinazione del valore di un oggetto deve essere basata non sul suo prezzo. si ottengono utilitƒ attese non pi… infinite. Teoria della Utilit‚ attesa Gli economisti usano questo paradosso per mettere in luce una varietƒ di argomenti in economia e nella teoria delle decisioni. e di economia in particolare. un altro matematico svizzero.

per† non costituisce il valore che il giocatore • tenuto a sborsare per partecipare ma il valore che egli attribuisce al gioco. ma non si continua con l'estrazione (L+1) e il gioco ricomincia. In questo caso il valore atteso diventa: . Peso attribuito alle probabilit‚ Lo stesso Nicolas Bernoulli propose un'idea alternativa per risolvere il paradosso. anche ipotizzando un banco con le pi… grandi risorse concepibili. molto lentamente. il valore medio del premio cresce molto. nel lavoro sulla teoria delle aspettative di Daniel Kahneman e Amos Tversky in Econometrica del 1979. infatti per avere il prezzo del gioco occorrerƒ fare ricorso all'equivalente certo (cfr avversione al rischio) e quindi alla funzione inversa dell'utilitƒ: • una progressione geometrica che per e potendo tirare fuori il dalla Tuttavia esistono altre funzioni di utilitƒ molto utilizzate (funzione esponenziale e funzione quadratica). cosa pi… importante. nettamente al contrario. oggi la soluzione proposta da Nicolas Bernoulli non • pi… considerata soddisfacente. risulta piuttosto modesto. siccome sommatoria. si dimostra come: e quindi . si vede che mentre il premio massimo cresce molto rapidamente. Tale assunzione • stata spesso criticata come irrealistica. che intuitivamente non accetta l'idea di poter scommettere grosse cifre in questo gioco. La caratteristica di tali funzioni (dette Funzione di utilitƒ HARA) • quella di avere le derivate prima e seconda rispettivamente maggiore e minore di zero. Infatti ipotizzando che il casin† possa pagare non pi… di W.Paradosso di San Pietroburgo 204 Il valore morale di Bernoulli Proprio per superare il problema del valore monetario atteso della vincita pari a –. siccome nel gioco di San Pietroburgo solo eventi molto improbabili offrono le alte vincite che assicurano il valore atteso tendente all'infinito. Cos‚. ci† dovrebbe risolvere il paradosso. l'impasse del valore infinito: . Ma i loro esperimenti dimostrarono che. L'idea di pesare le probabilitƒ rispunt† molto pi… tardi. siccome sarƒ pari a 2. Bernoulli introdusse una funzione di utilitƒ v(x)=log{x} abbandonando quella che veniva considerata una pietra miliare delle funzioni di utilitƒ: funzioni lineari positive crescenti e superando d'altro canto anche grazie alle proprietƒ delle funzioni logaritmiche (cfr logaritmo). ripartendo da 1. con andamento esponenziale. l'enunciato del gioco deve prevedere che dopo L estrazioni consecutive di Testa per cui . in particolare per spiegare la reazione di una persona comune. con andamento logaritmico. avr†: infine. Fece la congettura che una persona normale tenda a trascurare automaticamente gli eventi improbabili. la gente tende a sopravvalutare gli eventi con bassa probabilitƒ. In realtƒ le risorse di un casin† reale (o di qualunque altro potenziale "banco" per questo gioco) sono limitate e. viene pagato il premio W. Ne consegue che il valore atteso da questo gioco. Tale risultato. Gioco di San Pietroburgo con vincita limitata L'enunciato classico del gioco di San Pietroburgo assume implicitamente che il banco del casin† abbia risorse infinite.

50 166. In generale.384 giocate. Si deve pensare che sia materialmente impossibile che qualcuno abbia fisicamente tanto denaro. ci saranno 11 contributi di 1024 ed un contributo di 2048). La tabella seguente mostra i valori attesi dei premi in funzione del valore massimo del premio pagabile da un eventuale banco: Tipo di Banco Bambini Gioco tra amici Milionario Miliardario Fantastiliardario Premio massimo N´ max di Testa Valore atteso di vincita 8 64 1'050'000 1'075'000'000 10100 3 6 20 30 333 2 3. questa formula dƒ un valore medio di 8. con un miliardo a 16. l•ultimo caso contribuisce per 1024. in accordo con quanto ottenuto sperimentalmente.50 205 Con fantastiliardario si • indicata una ipotetica persona che possa disporre di una quantitƒ di denaro (10100) molto superiore alla quantitƒ di atomi che si pensa possano essere contenuti nell'Universo osservabile. Quindi si pu† concludere che in nessun caso ci si possa aspettare un premio medio superiore a 170. In media: ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ 512 giocate pagheranno 1 256 giocate pagheranno 2 128 giocate pagheranno 4 64 giocate pagheranno 8 32 giocate pagheranno 16 16 giocate pagheranno 32 8 giocate pagheranno 64 4 giocate pagheranno 128 2 giocate pagheranno 256 1 giocata pagherƒ 512 1 giocata pagherƒ 1024 I primi 10 casi contribuiscono per 512 ognuno. Tuttavia la discrepanza tra l'intuito e il calcolo teorico del valore atteso • molto meno drammatica che nel caso iniziale. Con un milione di giocate si arriverebbe ad 11.[2] .50 15. Iterazioni del gioco di San Pietroburgo Consideriamo la ripetizione di 1024 giocate. Se si raddoppiano le giocate c•• un contributo in pi… ed il valore di ogni contributo raddoppia (nel caso di 2048 giocate. il valore totale •: ed il valore medio: Nel caso di 16. Ipotizzando di effettuare una giocata al minuto e di ripetere il gioco senza interruzioni. se si effettuano n giocate. con 1000 miliardi a 21. per arrivare al valore medio di 21 si dovrebbe giocare per due milioni di anni. Una persona media potrebbe ancora non trovare appetibile il gioco. poco meno del numero di iterazioni riportati nel grafico. se dovesse pagare una quota di ingresso comparabile col premio atteso esposto in tabella.Paradosso di San Pietroburgo In pratica il valore atteso del premio • quindi proporzionale al logaritmo in base 2 del premio massimo. „ facile calcolare il valore medio atteso per numeri ancora pi… elevati di giocate.5 10.

0. ‡ Castellani.html Simulazione Online del lancio di monete nel gioco di San Pietroburgo . xu. Manuale di finanza. Manuale di finanza. Bibliografia ‡ (EN) Aumann. Modelli stocastici e contratti derivati. 2005 Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] http:/ / www. riflessioni.. The New School for Social Research. M. Robert J. Il Mulino.mathematik. G. The History of Economic Thought.. Per un contributo interessante (ma non sempre assonante) da parte di un filosofo. ‡ (EN) Durand. edu/ het/ essays/ uncert/ bernoulhyp. "Growth Stocks and the Petersburg Paradox [5]. edu/ archives/ fall2004/ entries/ paradox-stpetersburg/ http:/ / dx. De Felice. doi. ‡ (EN) Bernoulli and the St. vedere (Martin. edu/ math/ Sources/ Montmort/ stpetersburg. jstor. Moriconi. 1016/ 0022-0531(77)90143-0 http:/ / links. org/ 10. Journal of Economic Theory 14 (2): 443‡445.".1016/0022-0531(77)90143-0 [4]. F.com/Petersburg/Petersburg. newschool. Il Mulino. htm http:/ / plato.".. Teoria del portafoglio e del mercato azionario. M. Petersburg Paradox [6]. New York. 2004) [3]. it/ scienze/ paradosso-san-pietroburgo. DOI:10. De Felice. 2005 ‡ Castellani. nella Stanford Encyclopedia of Philosophy. Petersburg paradox: A discussion of some recent comments. (Aprile 1977). htm Collegamenti esterni ‡ http://www. CO%3B2-R http:/ / cepa. stanford. pdf#search=%22Nicolas%20Bernoulli%22 http:/ / www. cs.. org/ sici?sici=0022-1082(195709)12%3A3%3C348%3AGSATPP%3E2. David (Settembre 1957). F.. "The St. The Journal of Finance 12 (3): 348‡363.. G. Moriconi.Paradosso di San Pietroburgo 206 Ulteriori discussioni Il paradosso di San Pietroburgo e la teoria dell'utilitƒ marginale sono stati molto discussi in passato.

ma non solo. comparso in Biometrika nel 1903 e E.Paradosso di Simpson 207 Paradosso di Simpson Il paradosso di Simpson • in statistica la situazione in cui una relazione tra due fenomeni viene apparentemente modificata o persino invertita dai dati in possesso a causa di altri fenomeni non presi in considerazione nell'analisi. „ alla base di frequenti errori nelle analisi statistiche nell'ambito delle scienze sociali e mediche. tra le generazioni pi… anziane i diplomati siano in numero molto minore e che. Storia George Udny Yule lo descrisse nell'articolo "Notes on the theory of association of attributes in Statistics". Si consideri per† pure il fatto che. Simpson con l'articolo "The interpretation of interaction in contingency tables" nel Journal of the Royal Statistical Society (1951). Definizione formale Bench€ P(X|BC) > P(X|bC) P(X|Bc) > P(X|bc) accade che P(X|B) < P(X|b) dove P(X|YZ) • la probabilitƒ di X condizionata dall'evento congiunto Y e Z b • l'evento complementare di B c • l'evento complementare di C Esempio Si ipotizzi una situazione nella quale. per motivi legati al mercato del lavoro. per motivi storici. tra i giovani il tasso di disoccupazione • pi… elevato che tra gli anziani. H. tra i diplomati o laureati la percentuale di disoccupati sia la metƒ di quella che si ha tra chi non ha conseguito il diploma. a paritƒ di etƒ. Partendo dalle seguenti due statistiche ipotetiche Lavoratori senza diploma con diploma Totale Giovani Anziani Totale 20 120 140 80 30 110 100 150 250 .

e si potrebbero trarre conclusioni completamente opposte alla vera distribuzione. rispetto ai diplomati.Paradosso di Simpson 208 Tasso di disoccupazione senza diploma con diploma Giovani Anziani 30% 5% 15% 3. Questo paradosso • detto appunto di Simpson ed • dovuto al fatto che il tasso di disoccupazione • nettamente maggiore nel gruppo che ha una maggiore percentuale di diplomati. la contraddizione non verrebbe allora minimamente percepita.33% dove abbiamo che in entrambi i casi la disoccupazione • circa doppia tra i non diplomati. nelle analisi statistiche reali pu† capitare di non accorgersi delle relazioni implicite esistenti tra le variabili e limitarsi ad analizzare dati aggregati senza incrociarli con le variabili essenziali.6% 13/110 = 11. nonch€ quella tra etƒ e titolo di studio) fa giungere a conclusioni errate. In situazioni meno estreme di quelle dell'esempio. come ‡ avere un diploma • la causa di una maggiore disoccupazione Volendo usare concetti di causa effetto (spesso l'unico motivo per il quale si analizzano i dati). I dati prodotti dal paradosso di Simpson chiaramente non sono sbagliati in s€. Mentre in questo caso preparato a tavolino la contraddizione • evidente. ma semplicemente devono essere letti in modo diverso di quanto non farebbe un lettore o analista superficiale: ‡ tra persone con diploma ci sono pi… disoccupati che tra persone senza diploma Mentre sbagliata • la conclusione superficiale che usa concetti di causa-effetto. possiamo calcolare il numero di disoccupati: Disoccupati senza diploma con diploma Totale Giovani Anziani Totale 6 6 12 12 1 13 18 7 25 Questi valori assoluti ci permettono ora di calcolare il tasso di disoccupazione per i non diplomati e per i diplomati senza tenere conto dell'etƒ: si ottiene Percentuale di disoccupati senza diploma con diploma 12/140 = 8. le stesse cause del paradosso di Simpson possono portare a sovrastimare o sottostimare differenze tra gruppi. ma sia tra i giovani che tra gli anziani avere un diploma riduce il "rischio disoccupazione" alla metƒ . con conseguenze potenzialmente molto gravi. senza per† capovolgere il "segno" della relazione.8% Improvvisamente si scopre che tra i diplomati il tasso di disoccupazione invece che essere la metƒ • di un quarto maggiore che tra i non diplomati. ma avendo a disposizione tutti i dati. esattamente il contrario di quello che si era ipotizzato. I giovani sono sei volte pi… soggetti alla disoccupazione rispetto agli anziani 2. trascurare l'esistenza di due relazioni fondamentali (quella tra disoccupazione e etƒ. si pu† dire 1.

1977 (video) Superficie di Morin vista "dall'alto" ‡ Anthony Phillips. berkeley. "Turning a Sphere Inside Out". Pi… precisamente sia un'immersione canonica. ‡ Smale. International Film Bureau. Stephen A classification of immersions of the two-sphere. Amer. Chicago. ma al pi… auto-intersezioni. Scientific American. pp. Trans. de/ th/ People/ netah/ cy/ movies/ sphere. senza creare fori o pieghe. uni-bonn. edu/ ~sequin/ SCULPTS/ SnowSculpt04/ eversion. Soc. May 1966. html [2] http:/ / www. afferma che • possibile in uno spazio tridimensionale rivoltare una sfera. Note [1] http:/ / www. th. in topologia differenziale. ovvero con la parte interna e esterna invertite. "Turning a surface inside out. 112-120. Bibliografia ‡ Nelson Max. allora esiste un'omotopia di immersione tale che e .Paradosso di Smale 209 Paradosso di Smale Il paradosso di Smale. cs. 90 1958 281‡290. Collegamenti esterni ‡ (EN) Universitƒ di Berkeley: "Turning a Sphere Inside Out" [1] ‡ (DE) Un video MPG sul rivoltare una sfera [2]. mpg . Math. physik.

.[2] La posizione di Bohr • stata a lungo considerata come ulteriore vittoria del suo scontro con Einstein. con il principio di localitƒ. quando tre o pi… parametri sono stimati contemporaneamente. derivante dalla interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica e divenuto poi noto come entanglement quantistico. Tuttavia • da notare che "di per s‰" la meccanica quantistica non • intrinsecamente contraddittoria. Charles Stein. Niels Bohr rispose all'argomento di EPR con un articolo intitolato allo stesso modo. nel 1951. pi… in generale. Boris Podolsky e Nathan Rosen proposero questo esperimento ideale in un articolo pubblicato nel 1935 intitolato "La descrizione quantistica della realt‡ fisica pu‹ ritenersi completa?". Ci† • sorprendente in quanto i parametri e le misure potrebbe essere del tutto indipendenti. localitƒ e completezza. bench€ oggi si riconosca apertamente che la sua posizione era piuttosto oscura e non pu† essere certo considerata soddisfacente come risposta a EPR. ha aspetti paradossali nel senso seguente: se in un sistema quantistico ipotizziamo alcune deboli e generali condizioni. indipendentemente dalla distanza che separa le due parti. oltre che a validi risultati. venne considerato paradossale in quanto. il loro stimatore combinato • pi… preciso (• il previsto errore quadratico medio) di qualsiasi metodo che gestisce l' parametri separatamente. oltre che controintuitivo. appunto con l•intento di dimostrare che la meccanica quantistica. Il fenomeno prende il nome dal suo scopritore. portando. n€ risulta in contrasto con la relativitƒ. ritenuto incompatibile con un postulato della relativitƒ ristretta (che considera la velocitƒ della luce la velocitƒ limite alla quale pu† viaggiare un qualunque tipo d'informazione) e. Si deve a David Bohm. Erwin Schr‰dinger pubblic† l'articolo in cui descrive il famoso paradosso del gatto. Considerazioni generali Albert Einstein. ritenute ragionevolmente vere per qualunque teoria che descriva la realtƒ fisica senza contraddire la relativitƒ. non • una teoria fisica completa. come realismo. cercando di chiarire l'idea della sovrapposizione di stati nella meccanica quantistica. Sempre nello stesso anno. una riformulazione del paradosso in termini pi… facilmente verificabili sperimentalmente. • il fenomeno che. Bench€ proposto originariamente per mettere in luce l'incompletezza della meccanica quantistica. anche a conseguenze paradossali. Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen Il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (paradosso EPR) • un esperimento mentale che dimostra come una misura eseguita su una parte di un sistema quantistico possa propagare istantaneamente un effetto sul risultato di un'altra misura. giungiamo ad una contraddizione.[1] Cinque mesi dopo. eseguita successivamente su un•altra parte dello stesso sistema. come accennato.Paradosso di Stein 210 Paradosso di Stein L'esempio Stein (o fenomeno o paradosso). in teoria delle decisioni e teoria della stima. Questo effetto.[3] Il paradosso EPR descrive un effetto fisico che. ulteriori sviluppi teorici e sperimentali seguiti all'articolo originale (come il teorema di Bell e l'esperimento sulla correlazione quantistica di Aspect[4]) hanno portato una gran parte dei fisici a considerare il paradosso EPR solo un illustre esempio di come la meccanica quantistica contrasti in modo stridente con le esperienze quotidiane del mondo macroscopico (per quanto la questione non sia assolutamente chiusa).

Supponiamo che Alice misuri lo spin lungo z e ottenga +z. usava l'impulso come quantitƒ osservabile. invece di misurare lo spin lungo z. Alice misura lo spin lungo l'asse ottenendo uno dei due possibili risultati: +z o -z. in modo che il sistema collassi nello stato I. quello di Bob ha spin -x. Gli esperimenti odierni usano spesso la polarizzazione dei fotoni. eseguito con elettroni. otterrebbe -z con una probabilitƒ del 100%. sempre con una probabilitƒ del 100%. Inoltre. ma il risultato alla fine • lo stesso) e tale stato quantistico determina le probabilitƒ dei risultati di qualunque altra misura fatta sul sistema. se Bob successivamente misurasse lo spin lungo l'asse z. Analogamente. perch€ pi… facile da preparare e quindi misurare. In meccanica quantistica. per cui gli operatori associati non commutano. Secondo la meccanica quantistica. i quali sono in grado di eseguire misure della proiezione dello spin degli elettroni lungo un asse. Riproposizione dell'esperimento suggerito da Einstein. con probabilitƒ del 100%. Secondo la meccanica quantistica. tra loro entangled. se Alice misurasse -z. dove c'• un'osservatrice di nome Alice. la proiezione dello spin lungo x e quella lungo z sono quantitƒ osservabili tra loro incompatibili. „ quindi impossibile associare ad uno dei due elettroni nel singoletto di spin uno stato di spin definito: gli elettroni sono quindi detti entangled. il sistema collassa in IIa e Bob misurerƒ +x. se Alice misura -x. si possono considerare molte altre quantitƒ fisiche (osservabili). Una sorgente invia elettroni verso due osservatori. se Alice misura +x. . Alice (a sinistra) e Bob (a destra). Podolsky e Rosen. Naturalmente non c'• niente di speciale nella scelta dell'asse z. dove c'• un osservatore di nome Bob. bench€ si sia usato lo spin come esempio. invece nello stato IIa l'elettrone di Alice ha spin -x. indicati con I e II. l'elettrone A ha spin -z e l'elettrone B ha spin +z. Nello stato I. e Bob misurerƒ -x. e l'altro viene inviato alla destinazione B. Bob otterrebbe +z. l'elettrone A ha spin parallelo all'asse z (+z) e l'elettrone B ha spin antiparallelo all'asse z (-z). Si supponga di avere una sorgente che emette coppie di elettroni. cio• uno stato quantistico non pu† possedere valori definiti per entrambe le variabili (principio di indeterminazione). quello di Bob ha spin +x. con probabilitƒ del 100%. Bob misura lo spin lungo x : secondo la meccanica quantistica. Nello stato II. c'• il 50% di probabilitƒ che egli ottenga +x e il 50% di probabilitƒ che ottenga -x. Quindi. Nello stato Ia l'elettrone di Alice ha spin +x. Ad esempio. Questo si pu† descrivere come sovrapposizione quantistica di due stati.Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen 211 Descrizione del paradosso Misure su uno stato entangled Considereremo la versione semplificata dell'esperimento ideale di EPR formulata da David Bohm. L'articolo originale di EPR. cio• intrecciati. il sistema collassa in Ia. In questo caso. Supponiamo che ottenga +z. • impossibile predire quale sarƒ il risultato fino a quando Bob non esegue la misura. stati che chiameremo Ia e IIa. „ bene sottolineare che. secondo la meccanica quantistica la funzione d'onda che descrive lo stato di singoletto dei due elettroni collassa nello stato I (le diverse interpretazioni della meccanica quantistica dicono questo in diversi modi. possiamo sistemare la sorgente in modo che ciascuna coppia di elettroni emessi occupi uno stato quantistico detto singoletto di spin. Ora. lo stato di singoletto di spin pu† essere espresso adeguatamente come sovrapposizione di stati di spin lungo la direzione x. supponiamo che Alice e Bob decidano di misurare lo spin lungo l'asse x. uno dei quali viene inviato alla destinazione A. per esempio.

Si trova che la meccanica quantistica viola il principio di localitƒ senza violare la causalitƒ. nota come "no cloning theorem". Notare che l'opposto. . Uno stato quantistico non pu† possedere contemporaneamente un valore definito per lo x-spin e lo z-spin . usando queste due definizioni. Localit‚ nel paradosso EPR Il principio di localitƒ afferma che i processi fisici non possono avere effetto immediato su elementi fisici di realtƒ in un altro luogo separato da quello in cui avvengono. Analogamente. Tuttavia. La causalitƒ • preservata perch€ non c'• alcun modo per Alice di trasmettere un messaggio (cio• informazioni) a Bob variando l'asse lungo cui fa la misura. Dopo che Alice esegue la misura. Einstein derise le predizioni della meccanica quantistica come "spaventosa azione a distanza". Qualunque asse lei scelga. la quale afferma che le informazioni non si possono mai trasmettere a una velocitƒ maggiore di quella della luce senza violare la causalitƒ. allora tale quantitƒ esprime un elemento fisico di realtƒ. Se la meccanica quantistica • una teoria fisica completa nel senso dato sopra. ma questo fatto non ha influenza sul resto dell'argomentazione. c'• il 50% di probabilitƒ di ottenere "+" e il 50% di ottenere "-". questa • una violazione del principio di localitƒ o principio di separazione. lo z-spin dell'elettrone di Bob ˆ noto. in teoria quantistica dei campi "localitƒ" significa che campi in punti diversi dello spazio non interagiscono l'uno con l'altro. le teorie di campo quantistiche che sono "locali" in questo senso violano il principio di localitƒ come definito da EPR. diciamo. Si deve far notare che la parola localitƒ ha diversi significati in fisica. Questo significa che la decisione di Alice di eseguire la misura lungo l'asse x o lungo l'asse z ha un effetto istantaneo sugli elementi fisici di realtƒ nel luogo in cui si trova Bob ad operare con le sue misure. indipendentemente dal fatto che il suo asse sia allineato o meno con quello di Alice. Quindi. quindi ˆ un elemento fisico di realt‡. possono esserci altre espressioni di elementi fisici di realtƒ. un milione di copie dell'elettrone che riceve. In aggiunta. La conclusione che trassero fu che la meccanica quantistica non • una teoria completa. in quanto il collasso della funzione d'onda provocato dalla misura perturba in maniera irreversibile lo stato misurato: c'• una proprietƒ basilare della meccanica quantistica. che la meccanica quantistica non • una teoria fisica completa. cio• • del tutto impossibile per lei influire sul risultato che otterrƒ. ha sempre il 50% di probabilitƒ di ottenere "+" e il 50% di ottenere "-". eseguire misure sullo spin di ciascuno e poi analizzare la distribuzione statistica dei risultati. in quanto conseguenza della relativitƒ speciale. Piuttosto essi assunsero che se il valore di ogni quantitƒ fisica di un sistema pu† essere predetto con assoluta certezza prima di fare una misura o prima di intervenire in qualche modo sul sistema medesimo. Vediamo come questi concetti si applicano all'esperimento pensato di cui sopra. Tuttavia. Podolsky e Rosen. Tuttavia il principio di localitƒ si richiama fortemente all'intuizione fisica di livello macroscopico. Podolsky e Rosen non volevano abbandonarlo. Generalmente si crede che ogni teoria che violi la causalitƒ sia anche internamente inconsistente. l'x-spin di Bob sarebbe un elemento fisico di realtƒ dopo la sua misura. Lo scopo del loro articolo • mostrare. e quindi del tutto insoddisfacente.Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen 212 Realismo e completezza Introdurremo ora due concetti usati da Einstein. A prima vista questa appare un'assunzione ragionevole (infatti a livello macroscopico lo •). che rende impossibile per l'osservatore fare. non porta necessariamente ad un assunto vero. cio• la negazione dell'affermazione precedente. se Alice decidesse di misurare lo spin lungo x. nell'unica misura che gli • permesso fare. fondamentali per il loro attacco alla meccanica quantistica: il realismo o oggettivismo realistico e la completezza di una teoria fisica. EPR definiscono una teoria fisica completa come una teoria in cui ogni elemento fisico di realtƒ sia preso in considerazione. ed Einstein. Inoltre Bob pu† fare la sua misura una sola volta. l'x-spin e lo z-spin non possono essere elementi fisici di realtƒ allo stesso tempo. Gli autori non si sono riferiti direttamente al significato filosofico di un "elemento fisico di realtƒ". Per esempio. Supponiamo che Alice decida di misurare lo spin lungo z (lo chiameremo z-spin).

se l'asse della misura di Bob • allineato con quello di Alice. l'elettrone che va verso Bob ha sempre valori di spin opposti rispetto all'elettrone che va verso Alice. la coppia successiva "(-z. per quanto risultino pi… marcatamente non-locali. che spieghi i risultati dell'esperimento descritto sopra.Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen 213 Risoluzione del paradosso Variabili nascoste Esistono parecchi possibili modi per risolvere il paradosso. Questa teoria pi… completa conterrebbe variabili che tengono conto di tutti gli "elementi fisici di realtƒ" e che danno origine agli effetti che la meccanica quantistica • in grado di predire solo a livello probabilistico. in teoria. come per esempio le assunzioni fatte nell'interpretare i dati sperimentali. che. Quello ipotizzato da EPR • che la meccanica quantistica. come detto sopra. Per esempio. +x) verso Bob" e cos‚ via. Si supponga che gli stati quantistici di spin di singoletto emessi dalla sorgente siano in realtƒ descrizioni approssimate dei "veri" stati fisici che possiedono valori definiti per lo z-spin e per l'x-spin. Per illustrare questa idea si pu† formulare una teoria delle variabili nascoste molto semplice. Tuttavia questi fatti non chiudono il discorso in modo definitivo. ma tali valori sono completamente random (casuali). Ipotizzando di restringere le misure solo all'asse z e all'asse x. Anzitutto il teorema di Bell non si applica a tutte le possibili teorie "realiste": • possibile infatti costruire teorie che eludono le sue implicazioni diventando indistinguibili dalla meccanica quantistica. In realtƒ c'• ovviamente un numero infinito (numerabile) di assi lungo i quali Alice e Bob possono eseguire le rispettive misure. sono in linea di principio verificabili sperimentalmente. in generale trattano misure di polarizzazione di fotoni. altrimenti egli otterrƒ "+" e "-" con eguale probabilitƒ. Queste differenze. nonostante il successo in una ampia e vasta varietƒ di scenari sperimentali. questo significa che. tale teoria delle variabili nascoste • sperimentalmente indistinguibile dalla teoria della meccanica quantistica. -x) verso Alice e (-z. Una teoria con tali caratteristiche prende il nome di teoria delle variabili nascoste. ma nessuno • stato finora in grado di formulare una teoria realista locale capace di riprodurre tutti i risultati della meccanica quantistica. . In questi stati "veri". sia i teoremi della relativitƒ ristretta ai sistemi inerziali. In altre parole esisterebbe qualche teoria della natura ancora non scoperta. John Bell ha dimostrato con il suo teorema come le predizioni della meccanica quantistica nell'esperimento mentale EPR siano in realtƒ leggermente differenti dalle predizioni di una classe molto vasta di teorie delle variabili nascoste: grosso modo. espresse adoperando relazioni di disuguaglianza note come Disuguaglianze di Bell. Tuttavia. -x) verso Alice e (+z. egli otterrƒ necessariamente l'opposto di qualunque cosa ottenga Alice. la prima coppia emessa dalla sorgente pu† essere "(+z. Disuguaglianze di Bell Nel 1964. la meccanica quantistica predice correlazioni statistiche molto pi… forti tra i risultati di misure eseguite su differenti assi. Si reputa in proposito che vengano violate sia la causalitƒ. si deve tener presente che questa • una formulazione molto semplicistica di una teoria delle variabili nascoste e una teoria pi… sofisticata sarebbe in grado di risolvere il problema a livello matematico. +x) verso Bob". si potrebbe considerare un numero infinito di variabili nascoste indipendenti. Alcuni ricercatori hanno inoltre tentato di formulare teorie di variabili nascoste che sfruttino "scappatoie" in esperimenti concreti. Per ci†. rispetto alla quale la meccanica quantistica gioca il ruolo di approssimazione statistica. sia in realtƒ una teoria incompleta. per cui sono stati approntati allo scopo tutta una serie di esperimenti. Tutti i risultati hanno indicato un comportamento in linea con le predizioni della meccanica quantistica standard.

perch€ l'incertezza generalmente • piccola. avrebbe disturbato lo stato quantomeccanico dell'elettrone. illuminandolo con luce. Ciascuna ramificazione. Werner Karl Heisenberg. La teoria • molto pi… ampia. una misura era abitualmente vista come un processo fisico di perturbazione inflitto direttamente al sistema sotto misura. Pascual Jordan e Max Born. all'inizio. l'urto dei fotoni con l'elettrone. Ogni possibilitƒ • un accadimento che capita da qualche parte. di Hugh Everett III. che dipendono da quale interpretazione della meccanica quantistica si usi. che mostra chiaramente come possa effettuarsi una "misura" su una particella senza disturbarla direttamente. Si tratta di una visualizzazione intuitiva. l'"Albero dell'Universo" (come talvolta • chiamato il fenomeno di tutte le ramificazioni possibili di eventi) produce un altro ramo ovvero si ramifica. ad es. grandezze meccaniche necessarie a determinare l'evoluzione dello stato meccanico (grandezze coniugate). per quanto abbastanza verosimile. necessario per illuminarlo e "vedere" dov'•. Tali spiegazioni. eseguendo una misura su un'altra particella distante. ma a causa della grande astrattezza di questi concetti non pu† essere affrontata in questa sede con maggior dettaglio. la localitƒ • mantenuta e gli effetti delle misure sorgono dal suddividersi e ramificarsi delle "storie" o linee d'universo degli osservatori. questa descrizione viene adoperata per esemplificare l'indeterminazione quantomeccanica su posizione e velocitƒ. cio• con un fiotto di fotoni. Prima della pubblicazione dell'articolo di Einstein-Podolsky-Rosen. che permettono elaborazioni con velocitƒ che non si possono raggiungere con i computer classici. Teorema del multiverso Esiste una spiegazione che riguarda gli universi multipli molto pi… complicata. Il paradosso EPR ha reso pi… profonda la comprensione della meccanica quantistica mettendo in evidenza le caratteristiche fondamentalmente non classiche del processo di misura. Nella crittografia quantistica. Nella vecchia interpretazione di Copenaghen. Nell'interpretazione a molti-universi. Si possono trarre da ci† parecchie diverse conclusioni. prodotta da Niels Bohr. per esempio modificandone la velocitƒ e producendo cos‚ incertezza sulla velocitƒ. . se si fosse misurata la posizione di un elettrone. si usano particelle entangled per trasmettere segnali che non possono essere intercettati senza lasciare traccia dell'intercettazione avvenuta.Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen 214 Implicazioni per la meccanica quantistica Attualmente la maggior parte dei fisici ritiene che la meccanica quantistica sia corretta e che il paradosso EPR sia appunto solo un "paradosso" per il fatto che le intuizioni classiche (di livello macroscopico) non corrispondano alla realtƒ. scolastiche e divulgative della meccanica quantistica. si conclude che il principio di localitƒ (o di separazione) non debba valere e che avvenga effettivamente il collasso della funzione d'onda istantaneo. Essa stabilisce che ogni volta che qualcosa • incerto. sono completamente demistificate dall'analisi di Einstein-Podolsky-Rosen. si usano stati quantistici intrecciati (entangled) per eseguire calcoli in parallelo. In altri termini. appena prodotta. Sono state sviluppate e stanno progredendo tecnologie che si basano sull'entanglement quantistico (intreccio di stati quantistici). • un diverso universo simile al precedente. che ancora si incontrano in esposizioni non specialistiche. ma entangled (intrecciata) con la prima. Nella computazione quantistica.

Lo stato di spin di singoletto • . valori definiti. il nuovo stato • Analogamente. in cui ogni vettore dello spazio corrisponde ad uno stato quantico di spin. Gli operatori quantistici che corrispondono allo spin lungo le direzioni x. y e z. Si potrebbe mostrare in maniera diretta che non esiste nessun vettore che possa essere un autovettore di entrambe le matrici.Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen 215 Formulazione matematica Si pu† esprimere matematicamente la discussione di cui sopra adoperando il formalismo quantomeccanico di spin. • necessario mostrare che dopo la misura effettuata da Alice di Sz (o di Sx). per la meccanica quantistica. Il grado di libertƒ di spin di un elettrone • associabile con uno spazio di Hilbert bidimensionale H. designati rispettivamente Sx. se la misura di Alice dƒ -z. . cio• il prodotto tensoriale degli spazi di Hilbert dei due dove i due termini nel membro a destra stanno per ci† che pi… sopra • stato chiamato stato I e stato II. possono essere associati a loro volta alle matrici di Pauli: dove rappresenta la costante d'azione di Planck divisa per 2€. A partire da queste equazioni. Questo fatto discende dalla teoria della misura adottata in meccanica quantistica. lo stato » del sistema collassa dentro un autovettore di Sz. ci† significa che immediatamente subito dopo la misurazione lo stato » del sistema viene sottoposto ad una proiezione ortogonale nello spazio degli stati della forma Per il singoletto di spin. Resta solo da mostrare che Sx e Sz non possono possedere contemporaneamente. si pu† usare il fatto che gli operatori non commutano. il sistema viene sottoposto ad una proiezione ortogonale su che significa che il nuovo stato • Questo implica che ora la misura di Sz dell'elettrone di Bob • determinata. si pu† mostrare che lo spin di singoletto • scrivibile come dove i termini del membro a destra sono quello che • stato chiamato stato Ia e stato IIa. Se il risultato della misura • +z. Per illustrare come questo comporti la violazione del realismo locale. Pi… in generale. Sarƒ -z nel primo caso e +z nel secondo caso. Gli autostati di Sz sono espressi da mentre gli autostati di Sx sono espressi da Lo spazio di Hilbert per una coppia di elettroni • singoli elettroni. Sy e Sz. il valore misurato da Bob di Sz (o di Sx) • determinato univocamente e per questo corrisponde ad un "elemento fisico di realtƒ". Quando viene effettuata la misura Sz.

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Coerentemente con la legge di Stevino.it/ articolo/articolo/1345610) Paradosso idrostatico Un paradosso idrostatico • un paradosso proprio dell'idrostatica. Il paradosso consiste nel fatto che.html) ‡ Un inaspettato legame fra principio di indeterminazione e non-localitƒ (http://lescienze. .J. Zeilinger. ‡ J.¦174‡187.htm) (EN) The Einstein-Podolsky-Rosen Argument in Quantum Theory (http://plato.ucr. Cio•.edu/entries/qt-epr/) (EN) Bell€s Theorem (http://plato.infn. 2005). la quale afferma che la pressione causata da una colonna di fluido di altezza h e con densitƒ costante dipende esclusivamente da questi due fattori. h l'altezza della colonna di fluido e š il peso specifico. Ponendo tubi di diametri sempre maggiori e di svariate forme. New York. 1988) ‡ A. si ha: p=hš Esempio di paradosso idrostatico Un esempio tipico di paradosso idrostatico • quello della botte di Pascal: Si consideri una botte riempita d'acqua. 2010.org/wiki/Category:EPR paradox Collegamenti esterni ‡ ‡ ‡ ‡ Paradosso EPR e teorema di Bell (http://www.stanford. raggiunta una quota limite la pressione del fluido provoca la rottura della botte. Selleri. ma dipende esclusivamente dall'affondamento della superficie del fondo dal pelo libero.Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen 217 Libri ‡ Bell. John S.drchinese. htm) ‡ (EN) Does Bell's Inequality Principle rule out local theories of quantum mechanics? (http://math. detti p la pressione relativa. nonostante si immettano quantitƒ d'acqua dal peso sempre maggiore. Esso • conseguenza diretta della legge di Stevino. Il velo di Einstein . 223-232.edu/entries/bell-theorem/) (EN) EPR. Bell & Aspect: The Original References (http://www. Modern Quantum Mechanics (Addison-Wesley. secondo una proporzionalitƒ diretta. 1994). Sakurai.it/~nicrosi/paradosso/home. si noterƒ che la botte non arriverƒ a rompersi se non quando il fluido raggiunge la quota limite precedentemente determinata. Quantum Mechanics Versus Local Realism: The Einstein-Podolsky-Rosen Paradox (Plenum Press.espresso.Il nuovo mondo della fisica quantistica (Einaudi.stanford.com/David/EPR_Bell_Aspect. ISBN 0-201-53929-2 ‡ F. la cui pressione sul fondo sia di poco inferiore a quella limite di sopportazione della botte stessa. ISBN 88-06-17078-3 Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Dicibile e indicibile in meccanica quantisica . Adelphi.pv. Se al di sopra della botte (naturalmente chiusa) si pone un tubo sottile e lo si riempie progressivamente d'acqua. la pressione esercitata dal fluido sul fondo di un recipiente • indipendente dalla quantitƒ di fluido che la sovrasta. la quota limite di fluido a cui corrisponde la rottura della botte • sempre la stessa. Milano.wikimedia. cio•. pp. e quindi dal peso della stessa.repubblica.edu/home/ baez/physics/Quantum/bells_inequality.

Fumetti ‡ In molte storie a fumetti Disney i personaggi viaggiano nel tempo. I paradossi sono frequenti anche nei viaggi nel tempo compiuti dal personaggio di Paperinik nella serie PKNA (1996-2000). inviati nel passato dal Professor Zapotec e dal Professor Marlin per scoprire qualche mistero. it/ mflu/ html/ paradox. it/ calendario/ pdf%20feb-dic/ SETTEMBRE%20copy/ LA%20LEGGE%20DI%20STEVINO.in cui Topolino e Pippo. infn. unibo. lngs. in violazione al principio di causalitƒ. C'• un paradosso temporale anche nel film Harry Potter e il prigioniero di Azkaban in cui Potter e la Granger salvano prima Sirius Black e l'ippogrifo e poi Potter salva s€ stesso tornando indietro nel tempo. Un esempio di spiegazione del paradosso temporale pu† essere trovato nel film Ritorno al Futuro. html Paradosso temporale Un paradosso temporale • un paradosso . Un tipico paradosso temporale • stato ipotizzato da Albert Einstein: se si potesse scattare da fermi e superare la velocitƒ della luce.pubblicate sul settimanale Topolino a partire dagli anni ottanta . e provocano paradossi temporali. ‡ Il paradosso idrostatico [2]. La scienza studia e si interroga ancora su quali possano essere gli effetti sulla realtƒ che conosciamo di grandi sconvolgimenti spazio temporali. df. In The Time Machine il protagonista del film tramite una macchina del tempo costruita apposta per salvare sua moglie dalla morte scopre che paradossalmente non potrƒ mai salvarla perch€ se lei non fosse morta lui non avrebbe mai avuto la volontƒ di creare la macchina del tempo. involontariamente ne diventano la causa. Note [1] http:/ / www. ad esempio cosa si prova ad entrare in un buco nero dove lo spazio tempo • schiacciato su s€ stesso. riguardano eventi catastrofici nell'universo come l'esplosione di stelle o l'ingresso in un buco nero.ossia una conclusione assurda derivata da premesse corrette . pdf [2] http:/ / ishtar.legato al tempo o all'ipotetica possibilitƒ di viaggiare avanti e indietro attraverso il tempo. in un tempo indefinito potremmo vedere noi stessi mentre siamo ancora alla postazione di partenza. Nella fantascienza Quello dei paradossi temporali • un tema tipico della narrativa fantascientifica (non essendo attualmente possibile viaggiare davvero attraverso il tempo).¦URL consultato il 12-10-2007.¦URL consultato il 12-10-2007. Diversi paradossi temporali o per meglio dire spazio-temporali sono stati ipotizzati. Un esempio sono le avventure . ‡ Nel manga Little Jumper le Time Jump permette di fare salti temporali .Paradosso idrostatico 218 Voci correlate ‡ Effetto Venturi (paradosso idrodinamico) Bibliografia ‡ La legge di Stevino [1].

dopo la scritta "Snake is Dead". premessa maggiore per cui tali paradossi trovino fondamento • che tale impianto teologico. con la scritta "Ocelot is dead" si sentirƒ il colonnello Campbell dire "Snake! non puoi farlo! Hai creato un paradosso temporale!" Voci correlate ‡ Viaggio nel tempo ‡ Paradosso del nonno Paradosso teologico I paradossi teologici sono una famiglia di paradossi relativi a una data teologia. Paradosso dell'onnipotenza ‡ Enunciato: essendo dio onnipotente. uno scienziato deve fermare un potente tiranno grazie all' utilizzo di una tuta speciale che permette di alterare il flusso temporale. ambientato prima degli eventi dei giochi Metal Gear Solid 1 e 2. lo porta a uccidere il suo AlterEgo provocando un paradosso temporale. ovviamente. Questo paradosso vuole mostrare la contraddittorietƒ della qualitƒ "onnipotenza" attribuita a dio. si dimostrerebbe che dio non • onnipotente. che manifestano una reale o apparente incongruitƒ circa le asserzioni teologiche di una determinata religione. pu† fare ogni cosa. o perch€ non • in grado di spostarlo. ‡ Anche nel videogioco Soul Reaver 2 della Crystal Dynamics. o perch€ non • in grado di creare un simile oggetto. L'utilizzo del potere di questa tuta viene per† inibito se questo genera un paradosso. L'uso pi… frequente di questi paradossi • quello di mettere in crisi le convinzioni religiose o dei dubbi sulla divinitƒ oggetto fede. la risoluzione di alcuni enigmi comporta dei paradossi temporali. Uccidendo Ocelot. sia che si risponda no.Paradosso temporale 219 Videogiochi ‡ Nel videogioco Day of the Tentacle (1993) della LucasArts. il protagonista a caccia del suo passato con la macchina tessitrice del tempo. mettendo in luce le possibili carenze logiche dell'impianto dogmatico sottostante. comparirƒ "Time Paradox" ovvero "paradosso temporale". ‡ Nel videogioco Metal Gear Solid 3: Snake Eater. si rifaccia nella sua formulazione alle leggi della logica. ‡ Paradosso: pu† dio creare qualcosa che non pu† spostare? Sia che si risponda s‚ alla domanda. ‡ Nel videogioco Time Shift della Sierra. come i paradossi filosofici. ma possono a loro volta appartenere anche ad altre categorie di paradossi. . I paradossi possono vertere sia sugli attributi divini che sulle verit‡ dogmatiche di quella determinata fede religione. se Snake muore.

Paradosso del Bene e del Male ‡ Enunciato: Essendo Dio "infinitamente buono" o puro bene. di un dio che sia dotato anche dell'onniscienza. l'ente di tutte le veritƒ non • propriamente un insieme. o Dio non • infinitamente buono (poich€ il diavolo sarebbe una creazione di Dio). Ne segue in particolare che pure la famiglia di veritƒ appena costruita avrƒ cardinalitƒ maggiore di V. mille anni. In modo analogo al precedente paradosso. quindi non • onnipotente. Possibili confutazioni Ci† che in veritƒ dimostra questo paradosso. l'oggetto formato da tutte le veritƒ non • un insieme. non fornisce una contraddizione. Il paradosso . Tuttavia. appunto.Paradosso teologico 220 Paradosso dell'onniscienza ‡ Enunciato: in quanto onnisciente dio conosce ogni cosa. nel senso che per esso non sono validi gli assiomi di Zermelo . senza attribuire alcuna rilevanza alla questione della "presenza". la famiglia di tutte queste veritƒ • in corrispondenza biunivoca con l'insieme delle parti di V. poniamo. nemmeno una divinitƒ. Questo paradosso vuole confutare la possibilitƒ di un intervento arbitrario sull'universo. il paradosso dell'onniscienza mostra la non-consistenza di un'attribuzione fondamentale di dio. bens‚ la dimostrazione del fatto che. ‡ Paradosso: nessuno. infatti.Fraenkel. una delle due seguenti affermazioni deve essere vera: ‡ L'elemento v appartiene ad S.a S). Supponiamo. per ogni sottoinsieme S di V abbiamo definito una veritƒ (la quale afferma appunto che v appartiene -oppure non appartiene. essendo dio "onnipotente" pu† vincere contro ogni forza antagonista. non potrƒ mai causare o essere il male. dio non pu† decidere di non fare quella azione o di compierne un'altra differente. Per ogni sottoinsieme S di V. infatti • una classe propria[1]. tramite l'onnipotenza. in termini matematicamente pi… corretti. Inoltre. e dunque non potrƒ essere contenuta in esso. in ogni momento. essendo Dio "onnipresente" • presente in ogni cosa. Dunque. questa famiglia dovrebbe essere contenuta in V (poich€ tale insieme per definizione contiene tutte le veritƒ). ‡ Paradosso: pu† dio fare qualcosa di diverso di quello che giƒ sa che farƒ? In quanto onnisciente. ‡ L'elemento v non appartiene ad S. • che la nostra idea mentale di "tutte le veritƒ" ha una consistenza logica poco solida. L'argomento del paradosso costituisce l'oggetto della disciplina teologica tradizionale chiamata teodicea. o Dio non • onnipotente (in quanto il diavolo esiste). In .si pu† enunciare anche come la contraddizione stretta tra due soli principi: quello di onnipotenza e di bont‡ di Dio. che esista un insieme non vuoto "V" di tutte le possibili verit‡. Passato quel lasso di tempo. e per un fissato elemento v di V. quindi sa che farƒ una certa azione tra. e pertanto ne ha la stessa cardinalitƒ. e in ogni luogo. Perci† "V" non pu† essere l'insieme di tutte le veritƒ. dunque. o Dio non • onnipresente (altrimenti il diavolo sarebbe una sua parte). dio conosce il futuro. in quanto appunto costituita di verit‡. Paradosso dell'onnipotenza unita all'onniscienza ‡ Enunciato: in quanto onnipotente dio pu† fare ogni cosa e in quanto onnisciente Dio conosce ogni cosa. Evidentemente. Questo paradosso.o questione dell'esistenza del Male . un noto risultato della teoria degli insiemi asserisce che l'insieme delle parti di un qualunque insieme V ha sempre cardinalitƒ strettamente maggiore a quella di V. ‡ Paradosso: Assumendo l'esistenza del male in senso cristiano. Ovvero. pu† sapere ogni cosa.

e che quindi potrebbe dannarsi. costituiscono assiomi indimostrabili. cio• la creazione non • parte di dio. mentre la condizione di "libertƒ" di un'altra creatura • vista come contraddittoria. L'onnipresenza di dio non limita la sua dimensione all'universo: un dio potrebbe esistere in un numero maggiore di dimensioni spaziali rispetto all'universo e quindi essere onnipresente senza che il Diavolo ne sia una sua parte. bens‚ lo sono le sue creature. „ la questione che occupa pi… di frequente il dibattito teologico. ma nessuna forza o legge dovrebbe esser superiore a Dio. Dio non avrebbe alcuna possibilitƒ di esercitare la sua potenza sugli uomini e gli uomini stessi sarebbero padroni esclusivi del proprio destino grazie al libero arbitrio. In quest'ultimo caso le considerazioni o confutazioni centrate sulla questione della "onnipresenza" non sono valide. dal momento che l'onnipotenza • troppo "forte" come principio logico-causale. bench€ creata da dio. Se il male non • "creato da Dio". ma questo stesso concetto • opinabile e paradossale.[2] Inoltre non • detto che dio sia onnipresente. non considerano "male" solo le azioni prodotte da esseri umani) perci† • comunque difficile trovare una definizione di "male" che racchiude solo cose generate dal libero arbitrio. non potrebbe essere di per s€ essere giƒ considerata una azione malvagia? (In quanto deliberatamente pericolosa e gratuita). Per quanto detto nei paragrafi sopra. ma non onnipresente. e mantenere allo stesso tempo una coerenza di discorso. Tutto ci† ridurrebbe Dio a mero esecutore di una Legge superiore. che si assume creata da dio stesso. e non da dio. a meno che egli sia non onnipotente. Il libero arbitrio sarebbe la proprietƒ per cui la volontƒ di certe creature dipende solo da s€ stessa. Un altro problema del paradosso • la definizione di male: supponendo come definizione di male il risultato delle azioni delle creature (comprendendo sia l'uomo che il diavolo) dirette contro Dio. Questa frase. 221 Possibili confutazioni ‡ Relative all'onnipresenza di dio. e non sono accettati da tutti. secondo la Chiesa. si osserva che la definizione di "male" dovrebbe essere consistente con la pratica (per esempio. per†. „ facile riconoscere in questa idea una riformulazione del paradosso stesso piuttosto che una vera risposta. ‡ Paradosso: Se la salvezza del soggetto dipende dalla possibilitƒ di scegliere autonomamente se essere dannato o no (scegliendo di compiere opere di bene). L'idea che il "libero arbitrio" esista. il paradosso non • pi… tale. infatti: 1) Ha un significato affermare che una cosa. in nessun modo dipende da dio? 2) Il fatto di creare un essere dotato di capacitƒ intrinseca di fare il male. L'obiezione pi… frequente • che il male • legato al "libero arbitrio" e non sarebbe possibile senza questo. o che la sua esistenza sia "buona". allora Dio non • responsabile del male. In senso logico causale. Il diavolo (o il male) e Dio vengono cos‚ presi in considerazione solo in quanto "princ‚pi causali" indipendentemente da altre loro eventuali caratteristiche. Infine. ad esempio nel cristianesimo dio • inteso come omni-agente. i sostenitori del paradosso non considerano il concetto di "libero arbitrio" come risposta al problema. Paradosso della salvezza ‡ Enunciato: San Paolo nella Lettera ai Romani scriveva "Il giusto sar‡ salvato per la sua fede". il Giudizio Universale sarƒ il momento in cui Dio assegnerƒ grazia o dannazione a seconda delle gesta. . In generale: il libero arbitrio • il concetto che viene pi… spesso portato a confutazione del paradosso. tutti cercano di curare le malattie o di difendersi dalle catastrofi naturali. specifica che l'uomo pu† salvarsi e raggiungere la salvezza grazie alle buone opere compiute in vita. ‡ Relative all'esistenza o definizione di male. ma manifestato da esseri dotati di libero arbitrio. Una proposta di confutazione comune di questo paradosso riguarda la definizione del "male". tralasciando per esempio il caso o la natura.Paradosso teologico tal caso la contraddizione ha solo due termini.

html) Un elenco di paradossi con tentativi di confutazione. org/ apologetics/ nogod. org/ apologetics/ nogod. Il completo libero arbitrio e la completa predestinazione • possibile in due dimensioni temporali. secondo i suoi detrattori. bench€ questo concetto possa essere di difficile comprensione. diventi il freddo esecutore di una legge "superiore a lui stesso".uaar. [3] In realtƒ tale paradosso. ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia. Note [1] Una classe propria pu† contenere altre classi o insiemi. ma viene concessa gratuitamente. in virtŒ della redenzione realizzata da GesŒ Cristo. Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Elenco di paradossi Logica Paradosso Teoria degli insiemi Questione ipotetica Noncognitivismo teologico . Martin Lutero risolse questo paradosso affermando la predestinazione assoluta e l'inesistenza del libero arbitrio.html) Un altro elenco in italiano. in lingua inglese. html#almighty) Bibliografia ‡ Michael Clark.org: The theodice problem (http:/ / www. 23-24) Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. I paradossi dalla A alla Z.org: God cannot be almighty and allow free will simultaneously (http:/ / www. html#theodice) [3] (EN) Godandscience. a partire dalle lettere di San Paolo. Raffaello Cortina Editore.godandscience. e sta al libero arbitrio dell'uomo accettarla o respingerla. infatti in virtŒ delle opere della legge nessun uomo sar‡ giustificato davanti a lui (Rm 3. godandscience. Collegamenti esterni ‡ (http://www.org/apologetics/nogod. non dipende dalle opere. Questo passo potrebbe far pensare che tutti gli uomini saranno salvati.Paradosso teologico 222 Possibili confutazioni Un dio che esista in due dimensioni temporali pu† essere a conoscenza di ci† che ciascuno farƒ e portarsi ovunque nella nostra linea temporale per raggiungere i propri scopi. Piuttosto l'esistenza del libero arbitrio pu† mettere in luce la mancata onnipotenza di Dio. 2004. Lo stesso San Paolo scrive nella Lettera ai Romani (3. 20). avendo lasciato il libero arbitrio. godandscience. ‡ (http://www. In effetti la formulazione stessa del paradosso non sembra in questo senso molto chiara. nascerebbe principalmente da un'erronea interpretazione del passo citato. La concezione di salvezza della Chiesa.it/ateismo/inesistenza-di-dio/argomenti-non-credenti. Comunque non • assolutamente detto che Dio. dal momento che quella legge • stata decisa da lui medesimo. ma non pu† essere contenuta da classi o insiemi [2] (EN) Godandscience. che cos‚ decide volontariamente di non influire sulle azioni umane. come ipotizzato da Hans Urs von Balthasar e Karl Rahner. ISBN 8870789241.

se l'insieme • formato da oggetti. fino ad occupare tutte le posizioni. il numero di risultati distinti • di un altro tipo. Nell'esempio mostrato. Ad esempio. le 24 permutazioni possibili della parola "ABCD" sono: ABCD BACD CABD DABC ABDC BADC CADB DACB ACBD BCAD CBAD DBAC ACDB BCDA CBDA DBCA ADBC BDAC CDAB DCAB ADCB BDCA CDBA DCBA Insiemi con ripetizioni Se nell'insieme di partenza vi sono degli elementi ripetuti.Permutazione 223 Permutazione Una permutazione • un modo di ordinare in successione n oggetti distinti. fino a . per ciascuno di essi ci sono modi di scegliere l'oggetto che occupa la seconda posizione. . come nell'anagrammare una parola. etc. poi per ogni coppia di oggetti fissati nelle prime due posizioni ci sono modi di scegliere l'oggetto nella terza posizione. e . con che viene detto coefficiente multinomiale. di cui sono di un tipo. alcune permutazioni danno la stessa sequenza. e si ottiene quindi . Ad esempio. In termini matematici una permutazione di un insieme X si definisce come una funzione biiettiva . e cos‚ via. le permutazioni della parola "ABAB" forniscono soltanto 6 risultati distinti: AABB ABAB ABBA BBAA BABA BAAB In generale. Elencare e contare le permutazioni Il numero delle permutazioni di oggetti • pari al fattoriale di : infatti ci sono modi di scegliere l'oggetto che occupa la prima posizione.

Due cicli commutano. si pu† codificare la stessa permutazione sfruttando il teorema enunciato sopra. L'elemento neutro • la permutazione che lascia fissi tutti Cicli Sia una successione di elementi distinti di X. delle permutazioni di composizione forma un gruppo. l'unicitƒ • da intendersi a meno di scambiare l'ordine dei cicli. Poich€ cicli indipendenti commutano. come si legge nelle lingue occidentali. Pi… formalmente. Per esempio. Due cicli indipendenti a e b . e infine (1 2 3) manda 2 in 3. lasciando fissi tutti gli altri.Permutazione 224 Composizione Una permutazione • una funzione biettiva . L'insieme gli elementi. detto gruppo simmetrico. Una trasposizione • un ciclo scambiare gli elementi a e b. cio• e sono indipendenti se di ordine 2: consiste semplicemente nello per ogni i e j. 3. (3 4) non muove 2. 2. Il ciclo • la permutazione che sposta in avanti di uno tutti gli seguente: e tiene fissi gli altri. Consideriamo ad esempio una permutazione dell'insieme {1. 4. Notiamo infine che le notazioni cicli diversi. mentre e sono Notazione Ci sono essenzialmente due notazioni per scrivere una permutazione. Con la notazione ciclica. per vedere in cosa viene mandato 1 dalla composizione (1 2 5)(3 4)(1 2 3) si vede che (1 2 5) lo manda in 2. due permutazioni possono essere composte in modo agevole: ad esempio (1 2 5)(3 4) e (1 2 3) danno (1 2 5)(3 4)(1 2 3) = (1 3 4)(2 5). e definiscono lo stesso ciclo. • definita nel modo L'ordine del ciclo • il numero n. L'importanza dei cicli sta nel seguente teorema: Ogni permutazione si scrive in modo unico come prodotto di cicli indipendenti. Nel nostro caso. otteniamo (1 2 5)(3 4). . Si noti che composizione • fatta da sinistra verso destra. Si pu† scrivere sotto ad ogni numero la posizione in cui questo viene spostato: Alternativamente. Due permutazioni e possono quindi essere con l'operazione di composte. ed il risultato • ancora una permutazione. 5}. scrivendola come prodotto di cicli.

(1 2 3). ‡ Tra le 24=4! permutazioni degli elementi {1. 2. Esempi ‡ Tutte le trasposizioni sono dispari. (1 2). allora e si pu† scrivere sia come hanno la stessa paritƒ. (2 3). detto gruppo alternante e indicato con A(X). (1 2 3 4). Si tratta del nucleo dell'omomorfismo di gruppi L'immagine • un gruppo ciclico con due elementi. Infatti (sempre con la composizione da sinistra verso destra) si ha: Ne segue che ogni permutazione • prodotto di trasposizioni. Poich€ la funzione segno • moltiplicativa. Si pu† per† mostrare che se una stessa permutazione prodotto di trasposizioni. (1 3 2) sono pari. (1 3) sono dispari. le permutazioni pari formano un sottogruppo normale del gruppo S(X) delle permutazioni di X di indice due. Una permutazione p • detta pari o dispari a seconda che sia ottenibile come prodotto di un numero pari o dispari di trasposizioni. ‡ Tra le 6=3! permutazioni degli elementi {1. cio• Gruppo alternante Metƒ delle n! permutazioni di un insieme di n elementi sono pari. 4} ci sono permutazioni dispari che non sono trasposizioni: ad esempio. 3. 2. Il segno di p • definito rispettivamente come +1 e -1. che come prodotto di trasposizioni. cio• sono entrambi pari o entrambi dispari. Propriet‚ Definito il prodotto di due permutazioni come la composizione delle stesse. 3} vi sono: e. Formula per il segno Il segno di una permutazione pu† essere calcolato tramite la formula seguente: Voci correlate ‡ Combinazione ‡ Dismutazione ‡ Disposizione ‡ Probabilitƒ . si pu† dire che la funzione "segno" • moltiplicativa. Il numero di tali trasposizioni non • univocamente determinato dalla permutazione: per esempio la trasposizione si pu† scrivere anche come o .Permutazione 225 Segno di una permutazione Definizione Ogni ciclo • prodotto di trasposizioni.

Nessun algoritmo. come ad esempio "A Roma abitano almeno due persone con lo stesso numero di capelli". che pu† essere applicato a molti problemi formali. Esempi Anche se il principio dei cassetti pu† a prima vista sembrare un'osservazione banale. e quattro squadre presenti.org/wiki/ Category:Permutations Principio dei cassetti Il principio dei cassetti.o pi… pragmaticamente un loro documento . allora almeno un cassetto deve contenere pi… di un oggetto. dove il "pigeonhole" si riferisce alle cassette postali aperte in uso in alcuni uffici e universitƒ. compresi quelli relativi a insiemi infiniti che non possono essere messi in corrispondenza biunivoca. „ ragionevole assumere che nessuno ne abbia pi… di un milione: ma Roma ha pi… di un milione di abitanti.wikimedia. potrƒ pertanto eliminare con certezza le collisioni.al cassetto corrispondente. e quindi con lo stesso numero di capelli. 10 piccioni in 9 caselle Il principio dei cassetti • un esempio di un argomento combinatorio. invece. se non se ne vogliono mettere pi… di uno in nessuna casella: un ulteriore volatile dovrƒ necessariamente condividere la casella con un suo simile. Nell'approssimazione diofantea l'applicazione quantitativa del principio all'esistenza di soluzioni intere di un sistema di equazioni lineari va sotto il nome di lemma di Siegel. detto anche legge del buco della piccionaia. In alcune lingue. Se prepariamo un enorme schedario con un milione di cassetti. Dimostrazione: una persona media ha circa 150000 capelli. Allo stesso modo si dimostra che non pu† esistere un algoritmo di compressione senza perdita di informazioni "perfetto". per quanto sofisticato. Un altro esempio • il caso in cui ci sono cinque persone che vogliono giocare a calcetto in un torneo. Nel campo dell'informatica ci sono molti esempi pratici del principio dei cassetti. e associamo a ognuno di essi il numero di capelli corrispondente. (ad esempio il russo) questo principio • pertanto noto come il principio di Dirichlet. si parla di pigeonhole principle. e assegniamo ogni persona . allora non esiste alcuna funzione iniettiva da A a B. Si ritiene che il principio sia stato esplicitato per la prima volta da Dirichlet nel 1834 col nome Schubfachprinzip ("principio del cassetto"). Formalmente. afferma che se n+k oggetti sono messi in n cassetti. il principio afferma che se A e B sono due insiemi finiti e B ha cardinalitƒ strettamente minore di A. Questo non sarebbe un problema se non fosse che nessuno dei cinque vuole giocare nella stessa squadra di uno qualunque degli altri quattro: ma per il principio dei cassetti • impossibile suddividerli tra le varie squadre. Un altro modo di vedere il principio • che una piccionaia con m caselle pu† contenere al pi… m piccioni. In inglese.Permutazione ‡ Statistica 226 Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Si prenda ad esempio una tabella hash: le collisioni dei valori avvengono perch€ il numero di chiavi possibili • di gran lunga superiore a quello degli indici hash. pu† essere usato per dimostrare risultati inaspettati. ci dovranno essere due persone nello stesso cassetto. da non confondersi con il principio dello stesso nome sulle funzioni armoniche. che .

4th ed. Infatti i file composti da M+1 bit sono 2M+1. Grimaldi (1998): Discrete and Combinatorial Mathematics: an Applied Introduction. allora ci sarƒ almeno un contenitore che conterrƒ almeno oggetti (il simbolo denota la funzione soffitto). ma i file di dimensione da 1 a M bit sono solamente 2M+1 . se si mettono a caso n piccioni in una piccionaia da m posti con probabilitƒ uniforme 1/m.o anche solo maggiore di un certo numero M di bit . Una generalizzazione probabilistica del principio dei cassetti afferma che. 227 Generalizzazioni Una versione generalizzata del principio afferma che. Voci correlate ‡ Combinatoria ‡ Numero cardinale ‡ Teorema di Ramsey Bibliografia ‡ Ralph P. ISBN 0-201-19912-2. dato che non si potrebbe distinguere tra i due file convertiti nello stesso file di output. 244-248. Ma allora l'ipotesi che la compressione sia senza perdita di informazioni fallisce..1. Per n = 0 e per n = 1 (con m > 0). quindi ci devono essere almeno due file in ingresso mappati sullo stesso file in uscita.Principio dei cassetti riduca cio• la dimensione di un file di una dimensione qualunque . se n oggetti discreti devono essere allocati in m contenitori. mentre per n > m • uno. allora almeno un posto della piccionaia conterrƒ pi… di un piccione con probabilitƒ dove • un fattoriale decrescente. coincidendo cos‚ con l'ordinario principio dei cassetti. Nel testo di Grimaldi (vedi Bibliografia) sono riportati altri esempi. questa probabilitƒ • zero.datogli in input. pp. .

• vera qualsiasi affermazione. la proposizione "A • anche non-A" • falsa. Questo risultato • anche noto come principio di esplosione. nel medesimo tempo. • privo di logica. che si traduce nella diseguaglianza in termini di grado di veritƒ: Nella logica fuzzy. ossia sia VERA (completamente vera) una affermazione e anche la sua negazione. La banalizzazione di un sistema in cui sia presente contraddizione pu† essere evitata solo a patto di indebolire il sistema stesso. e come principio di esplosione nella logica moderna. Tale assunzione • solitamente citata nella letteratura latina come ex falso quodlibet. si ottiene l'enunciato sopra esposto. Secondo le parole di Aristotele: ƒ¦„ impossibile che il medesimo attributo. Conclusioni Un sistema logico dove siano valide le comuni regole di inferenza e dove sia anche presente una contraddizione. In questo senso si pu† sostenere che il principio di non-contraddizione continua a valere in logica polivalente. E quindi non pu† essere interessante poich€ non comunica informazione. . ossia in termini grado di veritƒ: per qualche proposizione (che • impossibile in logica classica a causa del principio di bivalenza). poich€ tutte le affermazioni sono vere (comprese le loro negazioni).Principio di non contraddizione 228 Principio di non contraddizione Nella logica classica. si ha ad esempio perch€ l'AND logico • rappresentato dal minimo dei due valori. scartando regole di inferenza o assiomi. il principio di non-contraddizione afferma la falsitƒ di ogni proposizione implicante che una certa proposizione A e la sua negazione. appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il [1] medesimo riguardo ¦„ Pi… semplicemente. Questo avviene nelle cosiddette logiche paraconsistenti. Logiche a pi€ valori Sebbene in una logica polivalente (avendo opportunamente definito gli operatori AND e NEG) si possa avere che la forma classica del principio di non contraddizione cessi di valere. • in ogni modo utile rilevare che un'altra forma del principio di non contraddizione continua a funzionare nelle logiche a pi… valori (come la citata logica fuzzy) nella forma seguente: una affermazione e la sua negazione non possono essere ambedue simultaneamente completamente vere. In simboli. Ben si comprende che nel caso esistano solo due valori di veritƒ. come nella logica aristotelica. di struttura e di informazione. valendo inoltre appare ovvio che il risultato non potrƒ mai essere maggiore di 1/2. ci† • espresso come segue: Il principio di non contraddizione • fondamentale Fin dal Medioevo[2]• noto un interessante risultato della Logica: in un sistema di logica dicotomica in cui sia vera una affermazione ed anche la sua negazione. cio• la proposizione non-A. siano entrambe vere allo stesso tempo e nello stesso modo.

Logica quantistica La meccanica quantistica. quali quelle che vigono nella logica di ·ukasiewicz ad infiniti valori di veritƒ (logica fuzzy).1]) e ci† segue precisamente dal principio di non-contraddizione. non sono paraconsistenti ed in tal senso non violano il principio di non contraddizione. . Questo sta a confermare il fatto che in generale la polivalenza non implica la negazione in alcuna forma del principio di non contraddizione. Logica di Jan ˆukasiewicz ad infiniti valori di verit‚ Sotto opportune condizioni. si ha che il principio di non contraddizione diviene per qualsivoglia asserzione : Questa di fatto • la definizione della negazione nella logica fuzzy di ·ukasiewicz e di Zadeh. nel sottoinsieme individuato dall'intervallo chiuso [0.[3] ƒ¦Il mare • l'acqua pi… pura e impura: per i pesci • potabile e gli conserva la vita.Principio di non contraddizione 229 Logiche polivalenti di G…del e prodotto Nella logica polivalente di G‰del e nella logica polivalente prodotto. • impossibile dimostrare (VERE) sia un'affermazione che la propria negazione (che implicherebbe: ). Dunque possiamo concludere che le logiche di ·ukasiewicz e di Zadeh. scoprendo che un quanto pu† essere allo stesso tempo due rappresentazioni opposte di una stessa realtƒ (particella e onda) si discosta dalla logica aristotelica avvicinandosi a una concezione "eraclitea" in cui tutto il divenire pu† essere e non essere contemporaneamente. nel sottoinsieme degli interi {0. Si trova dunque un interessante risultato: e quindi in tali logiche polivalenti • addirittura valida la forma standard del principio di non-contraddizione. la negazione di una proposizione si definisce nella maniera seguente: se se Si noti che in generale: .1}). ammette invece la soluzione frazionaria: nel campo dei numeri reali (in particolare. per gli uomini • imbevibile e mortale¦„ (Eraclito) . „ interessante rilevare che l'equazione logica: che • priva di soluzioni nell'insieme degli interi (in particolare. Il punto fondamentale rimane comunque che in un sistema fuzzy quale quello di ·ukasiewicz o di Zadeh.

nella sua Summa de arithmetica. Le Scienze. [3] Louis de Broglie. Settembre 1993. p.301 ‡ Ludovico Geymonat.Principio di non contraddizione 230 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Contraddizione Identitƒ degli indiscernibili Logica paraconsistente Principio del terzo escluso Consistenza Note [1] Aristotele. nonostante che entrambi i risultati si ottengano da un uguale numero di combinazioni. Il problema della ripartizione della posta in gioco nel caso che un gioco d'azzardo debba essere interrotto. La nascita del concetto moderno di probabilitƒ viene attribuita a Blaise Pascal (1623-1662) e Pierre de Fermat (1601-1665). ma pubblicato solo un secolo e mezzo dopo. no.[2] Da ci† scatur‚ una corrispondenza tra Pascal e Fermat in cui inizi† a delinearsi il concetto di probabilitƒ nell'accezione frequentista. Libro Gamma. Il Cavalier de M€r€ (un accanito giocatore passato alla storia per questo) aveva calcolato che ottenere almeno un 6 in 4 lanci di un dado non truccato era equivalente ad ottenere almeno un doppio 6 in 24 lanci. la probabilitƒ di uscita delle somme 10 e 11 sia pi… probabile dell'uscita del 9 e del 12. In particolare su di esso si basa una branca della statistica (la statistica inferenziale). cui fanno ricorso numerose scienze sia naturali che sociali. Tuttavia. Logica •sfumataŽ. Storia del pensiero filosofico e scientifico Probabilit‚ Il concetto di probabilit‚. proportioni et proportionalita (pubblicata nel 1494) e successivamente da Tartaglia. 286- Bibliografia ‡ Bart Kosko.[1] Alcuni dadi a sei facce. Galileo spieg† come mai. L'exp‰rience microscopique et la pens‰e humaine. lanciando tre dadi. per poi essere risolto da Pascal e Fermat. venne affrontato da Luca Pacioli. giocando secondo tale convinzione. con la sua ipotesi. • diventato con il passare del tempo la base di diverse discipline scientifiche rimanendo tuttavia non univoco. mostr† come bisognasse associare l'aspetto corpuscolare ed ondulatorio sia alla materia che al ragionamento. . noto anche come Fra Luca dal Borgo. -Louis de Broglie. Satoru Isaka." . PUF. Cenni storici I primi studi che portarono successivamente a concetti legati alla probabilitƒ possono essere trovati a metƒ del XVI secolo in Liber de ludo ale’ di Girolamo Cardano (scritto nel 1526. 1005 b 19-20.St€phane Lupasco. nel 1663) e in Sulla scoperta dei dadi di Galileo Galilei (pubblicato nel 1656). [2] Erroneamente attribuito a Duns Scoto il principio secondo cui ex falso quodlibet viene comunemente chiamato "principio dello Pseudoscoto". 3. Introduction ‡ l'‰tude de la m‰canique ondulatoire. geometria. invece di vincere perdeva e scrisse a Pascal lamentando che la matematica falliva di fronte all'evidenza empirica. In particolare. 1941. Metafisica. sempre di un dado non truccato. utilizzato a partire dal '600. 1930"Il principio di contradditorietƒ complementare deve rimpiazzare il principio di non-contraddizione come fondamento della logica. cap.

[4] Gli eventi vengono normalmente indicati con lettere maiuscole. ovvero l'evento costituito dal verificarsi sia dell'evento A che dell'evento B. Negli anni centrali del XX secolo. Questa definizione • spesso attribuita a Pierre Simon Laplace e quindi anche identificata definizione classica di Laplace.[5] Se A•B = — i due eventi A e B vengono detti incompatibili (non possono verificarsi simultaneamente). Nel 1657 Christiaan Huygens (1629-1695) scrisse un Libellus de ratiociniis in ludo ale’. Si • cos‚ affermata una teoria della probabilitƒ puramente matematica. n = 6. Il complemento di un evento A rispetto a Ã. affrontato con il metodo per ricorrenza. con esse.4. Nel 1713 viene pubblicato postumo Ars conjectandi di Jakob Bernoulli.6}. che scrisse nel 1708 un Essai d'analyse sur le jeux de hasard. il rango di nuova disciplina. E in una lettera del 29 luglio dello stesso anno a Fermat propose la soluzione del problema. nA = 3). Andrey Nikolaevich Kolmogorov ha dato inizio alla moderna teoria assiomatica (Grundbegriffe der Wahrscheinlichkeitsrechnung. I suoi lavori influenzarono tra l'altro Pierre de Montmort (1678-1719). per questo detta classica. la probabilitƒ di un evento • il rapporto tra il numero dei casi favorevoli all'evento e il numero dei casi possibili. Indicando con à l'insieme di casi possibili e con |Ã|=n la sua cardinalitƒ. Ã\A. 1933). poi generalizzata da Pierre Simon Laplace (1749-1827). ovvero l'evento costituito dal verificarsi dell'evento A oppure dell'evento B. Definizione classica Secondo la prima definizione di probabilitƒ. noto anche come legge dei grandi numeri. con A un evento e con nA il numero dei casi favorevoli ad A (ad esempio. In essa esercita un ruolo centrale il rapporto tra casi favorevoli e casi possibili e la probabilitƒ • un numero intrinsecamente legato ad un evento. dove veniva dimostrato il teorema che porta il suo nome. altri eventi sono sottoinsiemi di à costituiti da pi… risultati. nel lancio di un dado Ã={1. 231 Definizioni In probabilitƒ si considera un fenomeno osservabile esclusivamente dal punto di vista della possibilitƒ o meno del suo verificarsi. prima Bruno de Finetti e poi Leonard Jimmie Savage hanno elaborato una concezione soggettiva della probabilitƒ. secondo cui essa • il grado di fiducia che una persona ha nel verificarsi dell'evento. de Moivre pervenne ad una prima formulazione. il primo trattato sul calcolo delle probabilitƒ. indicata con P(A). detti evento certo (ad esempio: lanciando un dado si ottiene un numero compreso tra 1 e 6) ed evento impossibile (ottenere 1 come somma dal lancio di due dadi).5. Si usa il linguaggio della teoria degli insiemi: un insieme non vuoto à ha come elementi tutti i risultati possibili di un esperimento. • detto negazione di A e indica il suo non verificarsi (ovvero il verificarsi dell'evento complementare). A = "numero pari". la probabilitƒ di A. purch‰ questi ultimi siano tutti equiprobabili. Tra due estremi. si collocano eventi pi… o meno probabili (aleatori). Successivamente. l'evento che risulta verificato da un unico risultato (un unico elemento di Ã) viene detto evento elementare.2. ispirandosi alla teoria della misura.3. prescindendo dalla sua natura.[3]. tuttavia.Probabilitƒ Pascal annunci† nel 1654 all'Accademia di Parigi che stava lavorando sul problema della ripartizione della messa in gioco. La teoria delle probabilitƒ raggiunse cos‚ basi matematicamente solide e. del Teorema centrale del limite. ma anche Jakob Bernoulli e Abraham de Moivre. nel quale introduceva il concetto di valore atteso. Nello stesso periodo. che generalizza il patrimonio matematico comune alle diverse impostazioni. • pari a: Dalla definizione seguono tre regole: . Dati due eventi A e B. mentre Fermat utilizzava metodi basati sulle combinazioni. si indica con A•B la loro unione. Si indica con A•B la loro intersezione.

N non • sempre calcolabile. la probabilitƒ che tirando un dado si ottenga un numero pari oppure un 3 •: 232 La definizione classica consente di calcolare effettivamente la probabilitƒ in molte situazioni. comunque dato š. Richard von Mises (1883-1953) propose di definire la probabilitƒ di un evento come il limite cui tende la frequenza relativa dell'evento al crescere del numero degli esperimenti: La definizione frequentista si applica ad esperimenti casuali i cui eventi elementari non siano ritenuti ugualmente possibili. ma in casi simili non • possibile immaginare esperimenti ripetibili all'infinito. • sempre possibile calcolare N. con P(A) = 1/2. ad esempio. 3. ad esempio. 0 se l'evento non si verifica. 2. ‡ non definisce la probabilitƒ in caso di eventi non equiprobabili. la probabilitƒ di un evento aleatorio • un numero compreso tra 0 e 1. nA = 6 e nA/n = 1. e B= "esce il 3". sotto le stesse condizioni. e. infatti. 1. ma assume che l'esperimento sia ripetibile pi… volte. Inoltre. P(A) • compresa tra 0 e 1. si dice che a • il suo limite se per ogni š > 0 esiste un numero naturale N tale che |an . invece. ‡ non tutti gli esperimenti sono ripetibili. che • per† ci† che si vuole definire. . Anche tale definizione consente di calcolare la probabilitƒ di molti eventi e da essa si ricavano le stesse tre regole che seguono dalla definizione classica. Definizione frequentista Per superare tali difficoltƒ. Al fine di rendere concretamente applicabile la definizione. nella definizione frequentista. Tuttavia: ‡ il "limite" delle frequenze relative non • paragonabile all'analogo concetto matematico.Probabilitƒ 1. ‡ presuppone un numero finito di risultati possibili e di conseguenza non • utilizzabile nel continuo. con P(B) = 1/6. se A = "numero pari". se infatti fosse negativa si avrebbe un guadagno certo. ha sicuramente senso chiedersi quale sia la probabilitƒ che vi sia vita su Marte o che tra 50 anni il tasso di natalitƒ in Africa diventi la metƒ di quello attuale. • pari alla somma delle probabilitƒ dei due eventi. Presenta tuttavia diversi aspetti negativi non irrilevanti: ‡ dal punto di vista formale. Definizione soggettiva De Finetti e Savage[6] hanno proposto una definizione di probabilitƒ applicabile ad esperimenti casuali i cui eventi elementari non siano ritenuti ugualmente possibili e che non siano necessariamente ripetibili pi… volte sotto le stesse condizioni: la probabilit‡ di un evento ˆ il prezzo che un individuo ritiene equo pagare per ricevere 1 se l'evento si verifica. • una definizione circolare: richiede che i casi possiedano tutti la medesima probabilitƒ. ovvero di due eventi che non possono verificarsi simultaneamente. se A = "numero compreso tra 1 e 6". la probabilitƒ del verificarsi di uno di due eventi incompatibili. la probabilitƒ dell'evento certo • pari a 1. • una definizione operativa e fornisce quindi un metodo per il calcolo. data una successione {an}. sostituire il rapporto tra numero dei casi favorevoli nA e numero dei casi possibili n con il limite del rapporto per n tendente all'infinito. si aggiunge un criterio di coerenza: le probabilit‡ degli eventi devono essere attribuite in modo tale che non sia possibile ottenere una vincita o una perdita certa. idealmente infinite. se fosse maggiore di 1 si avrebbe una perdita certa.a| < š per ogni n > N. In tal modo • possibile ricavare dalla definizione soggettiva le stesse tre regole giƒ viste. „ sufficiente.

Si osserva preliminarmente che se gli n eventi A1. tuttavia. se l'evento • certo. la somma delle probabilitƒ P(Ai). se invece fosse P(Ã) > 1 si avrebbe una perdita certa... con i che va da 1 a n.. An.Basta pensare che molti sarebbero disposti a giocare 1 euro per vincerne 1000. pari a 1 .P(Ã). detto spazio campionario. se fosse superiore si avrebbe una perdita certa.. impostazione frequentista) e quanti cercavano un fondamento logico della stessa. A1. Se à ha cardinalitƒ finita n o infinita numerabile. A2. „ quindi una definizione utilizzabile sia nell'ambito di un approccio oggettivista che nell'ambito di un approccio soggettivista. il suo insieme delle parti ha cardinalitƒ superiore e risulta "troppo grande" perch€ si possa definire su di esso una misura. . se à ha la cardinalitƒ del continuo. che potrebbero presentare diverse propensioni al rischio. L'impostazione assiomatica muove dal concetto di ”-algebra. . . cardinalitƒ 2n o la cardinalitƒ del continuo. ma pochi giocherebbero un milione di euro per vincerne un miliardo.. cio• come una funzione che associa a ciascun sottoinsieme di à un numero reale non negativo tale che la somma delle probabilitƒ di tutti gli eventi sia pari a 1. Si considerano poi gli eventi incompatibili A e B e l'evento complemento della loro unione. se A•B = —. e ciascun evento • un sottoinsieme di Ã. P(A•B) = P(A)+P(B). infatti. se la somma fosse inferiore a 1 si avrebbe un guadagno certo. A2. • uguale a 1. La probabilitƒ viene vista. vi appartiene anche l'evento costituito . appartiene ad dalla loro unione: . Rimane fondata. 3. An sono incompatibili (non possono presentarsi insieme) e necessari (uno di loro deve necessariamente verificarsi). rispettivamente. Il nome deriva dal procedimento per "assiomatizzazione" quindi nell'individuare i concetti primitivi. P(Ã) = 1. Va notato che la definizione assiomatica non • una definizione operativa e non fornisce indicazioni su come calcolare la probabilitƒ. i tre eventi sono incompatibili e necessari e si ha: Sono per† incompatibili anche l'unione di A e B ed il suo complemento: Dalle due uguaglianze segue: se . ovvero un insieme non vuoto tale che ‡ se un evento A appartiene ad . in prima approssimazione.. .. ha. l'insieme di tutti i suoi sottoinsiemi. ma se fosse P(Ã) < 1 si avrebbe un guadagno certo..Probabilitƒ 2. come una misura. Tuttavia. sull'opinione di singoli individui. vi appartiene anche il suo complemento: ‡ se un'infinitƒ numerabile di eventi.. allora La definizione soggettiva consente quindi di calcolare la probabilitƒ di eventi anche quando gli eventi elementari non sono equiprobabili e quando l'esperimento non pu† essere ripetuto. da questi nell'individuare i postulati da cui poi si passava a definire i teoremi. 233 Definizione assiomatica L'impostazione assiomatica della probabilitƒ venne proposta da Andrey Nikolaevich Kolmogorov nel 1933 in Grundbegriffe der Wahrscheinlichkeitsrechnung (Concetti fondamentali del calcolo delle probabilit‡). Dato un qualsiasi esperimento casuale. i suoi possibili risultati costituiscono gli elementi di un insieme non vuoto Ã.. sviluppando la ricerca che era ormai cristallizzata sul dibattito fra quanti consideravano la probabilitƒ come limiti di frequenze relative (cfr. Si considerano pertanto i soli sottoinsiemi di à che costituiscono una classe additiva ... se si paga P(Ai) per ciascun evento. detto insieme delle parti. si riceverƒ sicuramente 1. o classe additiva.

Infatti. La terna detta spazio di probabilitƒ. poi aggiunta la somma delle probabilitƒ delle intersezioni a tre a tre e cos‚ via. Ad esempio. dovendo la probabilitƒ essere non negativa per il secondo assioma. 3. Essa • la somma delle probabilitƒ dei singoli eventi se sono a due a due incompatibili. Infatti. allora P(An) tende a zero:[7] La funzione P(A) viene detta funzione di probabilitƒ. Se An • una successione decrescente di eventi e al tendere di n all'infinito l'intersezione degli An tende all'insieme vuoto. finita o numerabile. P(Ã)=1. in caso contrario. la probabilitƒ dell'evento complementare • 1-P(A). la probabilitƒ che l'evento A ha di verificarsi quando si sappia che B si • verificato: . o anche distribuzione di probabilitƒ. Se l'intersezione tra due eventi A e B • vuota.Probabilitƒ Una classe additiva • quindi un sottoinsieme delle insieme delle parti di à che risulta chiuso rispetto alle operazioni di complemento e di unione numerabile. Dagli assiomi si ricavano immediatamente alcune proprietƒ elementari della probabilitƒ: ‡ Se P(A) • la probabilitƒ di un evento A. ovvero la probabilitƒ che si verifichi almeno uno di essi. Infatti. ovvero la probabilitƒ dell'evento certo • pari ad 1. Si pongono i seguenti assiomi (che includono le tre regole ricavabili dalle definizioni precedenti): 1. allora la sua probabilitƒ • minore o uguale a quella di B. si ha: ‡ Se un evento A • incluso in un evento B. in quanto per le leggi di De Morgan si ha: 234 (il secondo membro dell'uguaglianza appartiene alla classe in quanto complemento di una unione numerabile dei complementi di insiemi che vi appartengono). Ad ogni evento • assegnato un numero reale non negativo P(A). e si scrive P(A|B). detto probabilit‡ di A. Gli eventi sono sottoinsiemi di uno spazio à e formano una classe additiva . se B include A pu† essere espresso come unione di insiemi disgiunti e si ha: Teoremi di base Dai suddetti assiomi derivano alcuni teoremi e concetti fondamentali. dagli assiomi 3 e 4 si ricava: viene ‡ La probabilitƒ dell'evento impossibile • pari a zero. 5. Infatti l'insieme vuoto • il complemento di à e si ha: ‡ La probabilitƒ di un evento • minore o uguale a 1. Si pu† aggiungere che una classe additiva • chiusa anche rispetto all'intersezione. 4. poich€ l'intersezione di A e del suo complemento • vuota e la loro unione • Ã. 2. Il teorema della probabilit‡ totale consente di calcolare la probabilitƒ dell'unione di due o pi… eventi. alla somma va sottratta la somma delle probabilitƒ delle intersezioni due a due. allora P(A•B)=P(A)+P(B). nel caso di tre eventi: Si dice probabilit‡ condizionata di A dato B.

• possibile calcolare la probabilitƒ che E si sia verificato per effetto di una particolare causa. Il teorema di Bayes consente di calcolare la probabilitƒ a posteriori di un evento Ai. [2] Secondo il Cavaliere.3).2.6). Tuttavia. mentre una combinazione di tre numeri uguali pu† presentarsi in un solo modo.4. (2.4). Note [1] Il 9 si ottiene con le sei combinazioni (1.6). (3.6).5.3. (2. (2.3. si ha: 235 Nel caso che la probabilitƒ di A dato B.4. conoscendo le probabilit‡ a priori degli eventi Ai e le probabilitƒ condizionate P(E|Ai) e sapendo che si • verificato E. ma matematicamente calcolabile per approssimazione caso per caso con adeguati algoritmi.4). allora.4).6).3. Nel caso di due eventi (che pu† essere generalizzato). dove in realtƒ si tratta di domande con risposte apparentemente illogiche: ‡ nel paradosso delle tre carte l'errore consiste solitamente nel non avere identificato correttamente quali siano gli eventi: i lati delle carte e non le carte stesse ‡ nel paradosso dei due bambini l'errore consiste solitamente nel non distinguere eventi diversi.al di lƒ delle difficoltƒ nella comprensione di cosa possa essere la probabilitƒ .4. (1. (3. (2. il 9 e il 12 in 25 modi (6+6+3+3+6+1). l'altro errore consiste nel non analizzare completamente e dunque valutare correttamente la nuova informazione acquisita. In realtƒ la probabilitƒ di ottenere almeno un 6 si . per arrivare a 2/3.5). senza che il mondo reale cambi. (2. Difficolt‚ nell'utilizzo delle probabilit‚ Quante insidie vi siano nei ragionamenti sulle probabilitƒ .Probabilitƒ Attraverso tale concetto si perviene al teorema della probabilit‡ composta.5. una con due numeri uguali pu† presentarsi in tre modi diversi. (1. Probabilismo ontico Il probabilismo ontico • una teoria ontologica in base alla quale ci† che • necessario rappresenta il massimo delle probabilitƒ e ci† che • casuale il minimo delle probabilitƒ.3. (3. si pu† calcolare la probabilit‡ a posteriori di un particolare Ai: Pi… discorsivamente: se si conoscono sia le probabilitƒ a priori delle diverse possibili "cause" di E (ma non si sa per effetto di quale di esse E si • verificato). la probabilitƒ del doppio 6 in due lanci • invece 1/36 e. dato che sono incompatibili).2. Una ulteriore fonte di confusione pu† essere data dal presupporre (sbagliando) che il fatto che un evento abbia probabilitƒ 1 implica che esso avvenga sempre (invece che quasi certamente).4) e il 12 con (1.3. i due eventi vengono definiti indipendenti stocasticamente (o probabilisticamente) e dalla stessa definizione segue una diversa formulazione della probabilitƒ composta. (3.4. occorrono 24 lanci: 24 ˆ 1/36 = 2/3.6).viene messo in evidenza da alcuni cosiddetti paradossi. ovvero la probabilitƒ che essi si verifichino tutti.6). (4.4).3. (2.5).5). in quattro lanci la probabilitƒ sarebbe 4 ˆ 1/6 = 2/3. (2. (1.5). sia uguale a P(A). (2.6). ovvero nel considerare un unico evento quelli che in realtƒ sono due ‡ nel problema di Monty Hall la difficoltƒ consiste anzitutto nell'accettare l'idea che una nuova informazione pu† modificare le probabilitƒ di eventi.5). (3. (2.5.3.4.4).4.5). che consente di calcolare la probabilitƒ dell'intersezione di due o pi… eventi. una con tre numeri diversi in sei modi diversi. (1. il 10 con le sei combinazioni (1.5). (3. dove la causalitƒ • l'estrema improbabilitƒ e la necessitƒ l'estrema probabilitƒ.3.4. essendo 1/6 la probabilitƒ del 6 con un dado. L'alternanza dialettica necessitƒ/caso si dƒ quindi in una scala astratta.2.5). quando si sappia che si • verificato un evento E. Se Ai appartiene ad un insieme finito o numerabile di eventi a due a due incompatibili. P(A|B).6).4. Si pu† quindi ottenere il 10 e l'11 in 27 modi (6+6+3+6+3+3).3. l'11 con (1.3. e se E si verifica allora si verifica necessariamente uno degli eventi di tale insieme (ed uno solo. sia le probabilitƒ condizionate di E data ciascuna delle cause. caso particolare del precedente: P(A•B)=P(A)P(B).5).

2. VIII.3. Una successione di insiemi • detta decrescente se ciascun insieme include il successivo. se A = {2} e B = {4. Lezioni di calcolo delle probabilit‡. Bologna.php/EBook) ‡ (FR) Journal sur l'histoire des probabilit€s et des statistiques (http://www.Probabilitƒ calcola meglio a partire dall'evento complementare. Cap.stat. Parte Seconda.net/) et site associ€ (articles.4. ottenendo il 51. Bologna. 236 [3] [4] [5] [6] [7] Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ Remo Cacciafesta. A•B = {2}. 1998. Statistica.6}. pp.6}. l'evento "esce il 3" • rappresentato dall'insieme {3}. l'evento "esce un numero pari" • rappresentato dall'insieme {2. l'evento A•B • {2.6}. restando al lancio di un dado. e sottraendo questa da 1.jehps. L'impostazione soggettiva era stata anticipata da Ramsey nel 1926. 1983 Giorgio Dall'Aglio. bibliographie.edu/socr/index. che • (5/6)4. edu/ history/ huygens. Calcolo delle probabilit‡.4. Rizzoli. biographies) . V. Il Mulino. Ad esempio. ucla.8%.ucla. La ristampa della traduzione inglese • disponibile in http:/ / www.4. Ad esempio.5. ovvero "esce un numero pari". "nessun 6 in quattro lanci". stat. Storia dell'equazione che ha fondato la teoria della probabilit‡. Veschi.6}. Zanichelli. Limite insiemistico. Bruno de Finetti Meccanica quantistica Indeterminismo Statistica Statistica inferenziale Storia della statistica Calcolo combinatorio Collegamenti esterni ‡ (EN) Probability and Statistics EBook (http://wiki. 2008 Voci correlate ‡ Teoria della probabilitƒ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Probabilismo Evento Teorema di Cox Campionamento statistico Legge dei grandi numeri Kolmogorov. pdf. Roma. nello stesso modo si calcola che la probabilitƒ di almeno un doppio 6 in 24 lanci • 1 ‡ (35/36)24 = 49%. 215-291 Devlin Keith. nel lancio di un dado l'insieme à • costituito dai sei risultati {1. Se invece A = "esce un numero pari" e B = "esce un numero minore o uguale a 3". 2003 Domenico Piccolo. La lettera di Pascal.

ogni evento B eredita una struttura di spazio . Se ). allora riscalando a • uno spazio probabilizzato ( si ottiene lo spazio In termini pi… rigorosi. dettata dall'osservazione di B. la probabilitƒ di ottenere "4" con il lancio di un comune dado (evento A) ha probabilitƒ P(A)=1/6 di verificarsi. la probabilitƒ di A diventa . esprime una "correzione" delle aspettative per A. la probabilitƒ che si verifichino sia A che B • pari alla probabilitƒ che si verifichi B moltiplicata per la probabilitƒ che si verifichi A supponendo che B sia verificato. con . cio• se Se l'evento A implica l'evento B. dove • la probabilitƒ congiunta dei due eventi. ovvero la probabilitƒ che si verifichino entrambi. le loro probabilitƒ condizionate sono nulle: sapendo che uno . dato uno spazio misurabile misurato su . allora la loro intersezione • A. Casi particolari Se A e B sono eventi disgiunti. . (Ha senso solo se B ha una probabilitƒ non nulla di verificarsi. . indicata o . Definizione La probabilitƒ di A condizionata da B • .) Esempio Per esempio. (B • necessario per A). cio• se ‡ ‡ (A implica B). Propriet‚ La formula della probabilitƒ condizionata permette di descrivere la probabilitƒ congiunta come Ovvero. Questa probabilitƒ. "5" e "6" (evento B). ed induce una nuova misura ) e B non • trascurabile ( probabilizzato delle probabilitƒ condizionate da B. • impossibile che si sia verificato anche l'altro. per cui e: dei due eventi si • verificato. Due eventi A e B sono indipendenti quando vale una delle tre equazioni equivalenti ‡ ‡ ‡ . sapendo che B • verificato. Sapendo per† che il risultato del lancio • stato uno tra "4".Probabilitƒ condizionata 237 Probabilit‚ condizionata In teoria della probabilitƒ la probabilit‚ condizionata di un evento A rispetto a un evento B • la probabilitƒ che si verifichi A. restringendo gli insiemi misurabili a quelli contenuti in B. . . di misura P.

ISBN 88-1316794-6 .1. CEDAM. dove P • detta "probabilitƒ a priori di B" e PB "probabilitƒ a posteriori di 'B". per un numero finito di valori lo stesso Bayes interpret† in senso lato come la certezza che il tutto. Scaglianti. Questo teorema • alla base dell'inferenza bayesiana in statistica. per P(B|A) otteniamo il valore 1 che. Invece. Applicazioni Il teorema di Bayes esprime l'uguaglianza simmetrica probabilitƒ composta come . Padova. il problema di Monty Hall e il paradosso di Simpson. . sia condizionato dalla parte. 1989. Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Probabilitƒ congiunta Indipendenza (probabilitƒ) Inferenza bayesiana Teorema di Bayes Teorema della probabilitƒ composta Valore atteso condizionato Bibliografia ‡ Giuseppe Zwirner. del teorema della Paradossi Molti paradossi sono legati alla probabilitƒ condizionata e derivano sia da un'errata formulazione del problema sia dalla confusione di P(A|B) con P(A) o con P(B|A). questa formula per P(A|B) esprime la definizione classica di probabilitƒ come "casi favorevoli (A) su casi possibili (B)". il paradosso dei due bambini. che per X=x assume il valore . originando una nuova variabile aleatoria. Itinerari nella matematica vol.Probabilitƒ condizionata Nel caso di una misura di probabilitƒ uniforme su uno spazio à finito. L. La probabilitƒ di un evento A pu† essere condizionata da una variabile aleatoria discreta X. Esempi particolari sono il paradosso delle due buste. 238 Ulteriori definizioni La speranza condizionata di una variabile aleatoria X ad un evento B • la speranza di X calcolata sulle probabilitƒ (condizionate da B).

Maurice Halprin. il conduttore dello show ‡ che conosce ci† che si trova dietro ogni porta¦‡ apre una delle altre due. poich€ la soluzione pu† apparire controintuitiva.Probabilitƒ congiunta 239 Probabilit‚ congiunta Il teorema della probabilit‚ composta deriva dal concetto di probabilitƒ condizionata per cui la probabilitƒ che due eventi si verifichino contemporaneamente • pari alla probabilitƒ di uno dei due eventi moltiplicato con la probabilitƒ dell'altro evento condizionato al verificarsi del primo. Nel gioco vengono mostrate al concorrente tre porte chiuse.3%. il presentatore apre una porta (egli sa dove si trova l'auto) delle tre porte.7% di probabilitƒ di vincere l'auto. passando all'unica porta restante. Il giocatore pu† scegliere una Dopo la scelta del giocatore. Cambiare porta migliora le chance del giocatore di vincere l'automobile? La risposta • sŠ: cambiando le probabilitƒ di successo passano da 1/3 a 2/3. non generando nessuna contraddizione logica. noto con lo pseudonimo di Monty Hall. vincendo il premio mostrando una capra. Qualsiasi cosa ci sia dietro la scelta iniziale del giocatore. rivelando una delle due capre. legato al gioco a premi americano Let's Make a Deal. e offre al giocatore la possibilitƒ di cambiare la propria scelta iniziale. sebbene non si tratti di una vera antinomia. dietro ad una si trova un'automobile. . Prende il nome da quello del conduttore dello show. Dopo che il giocatore il 33. Nel caso di indipendenza stocastica si ottiene che la probabilitƒ congiunta • pari al prodotto delle probabilitƒ: A volte la probabilitƒ congiunta viene anche indicata con Voci correlate ‡ probabilitƒ ‡ probabilitƒ condizionata ‡ teorema della probabilitƒ assoluta ‡ teorema di Bayes Problema di Monty Hall Il problema di Monty Hall • un famoso problema di teoria della probabilitƒ. ha selezionato una porta. Il problema • anche noto come paradosso di Monty Hall. non cambiandola ne avrebbe corrispondente. ma non l'ha ancora aperta. egli cambiando scelta ha il 66. mentre ciascuna delle altre due nasconde una capra.

il conduttore aprirƒ la porta che nasconde l'altra capra. e deve offrire al giocatore la possibilitƒ di cambiare la sua scelta. o di cambiare. rivelando una capra. la probabilitƒ che l'automobile si trovi dietro una data porta • identica per tutte le porte. in cui puoi scegliere tra tre porte: dietro una di esse c'ˆ un'automobile. Le possibilitƒ di vittoria aumentano per il giocatore se cambia la propria scelta? . ne apre un'altra. ‡ Il conduttore aprirƒ sempre una porta che nasconde una capra. il suo contenuto non • rivelato.com) [1] La vos Savant risolse il problema correttamente. per concludere. l'episodio fece un certo scalpore. che sa cosa si nasconde dietro ciascuna porta. con vincoli espliciti concernenti il comportamento del conduttore. 1975) battezza il problema come "Problema di Monty Hall". diciamo la 3. se il giocatore ha scelto una porta che nasconde una capra. il problema • in realtƒ una variazione sul tema del gioco a premi originale. ‡ Il conduttore deve aprire una delle porte non selezionate. Scegli una porta. indirizzata alla rubrica di Marilyn vos Savant nel settimanale Parade: Supponi di partecipare a un gioco a premi. ‡ Se invece il giocatore ha scelto la porta che nasconde l'automobile. Questo problema era stato ideato dal matematico francese Joseph Louis FranÄois Bertrand che lo aveva proposto nel suo libro Calcul des Probabilit‰s (1889) ed era noto come il Paradosso delle tre scatole di Bertrand.Problema di Monty Hall 240 Storia del problema e sua soluzione Il problema Una famosa formulazione del problema • contenuta in una lettera del 1990 di Craig F.nessuno scambio dopo la scelta originale. La successiva lettera di Selvin all'America Statistician (agosto. reclamando ci† che si trova dietro la porta rimasta. capre. in quanto diversi accademici non riconobbero la correttezza della soluzione proposta dalla vos Savant finch€ questa non la spieg† nel dettaglio in un successivo articolo. ‡ Il conduttore sa ci† che si nasconde dietro ciascuna porta. Quindi ti domanda: "Vorresti scegliere la numero 2?" Ti conviene cambiare la tua scelta originale? Quella proposta sopra • una formulazione del problema data da Steve Selvin. presentata da Mueser e Granberg: ‡ Dietro ciascuna di tre porte c'• un'automobile o una capra (due capre. ‡ Il giocatore sceglie una delle porte. ”(letsmakeadeal. in una lettera all'American Statistician (febbraio 1975). un'automobile in tutto). Quella che segue. Un problema essenzialmente identico appare in ogni modo nella rubrica Mathematical Games di Martin Gardner nel 1959. • una formulazione del problema priva di ambiguitƒ. ‡ Cio•. le regole sarebbero le stesse per lei . diciamo la numero 1. Come scrisse lo stesso Monty Hall a Selvin: E se mai dovesse partecipare al mio gioco. col nome di "Problema dei tre prigionieri". il conduttore sceglie a caso una delle due porte rimanenti. ‡ Il conduttore offre al giocatore la possibilitƒ di reclamare ci† che si trova dietro la porta che ha scelto originalmente. Monty Hall in effetti apriva una porta dietro cui si trovava una capra per aumentare la tensione. ma non consentiva ai giocatori di cambiare la propria scelta originale. dietro le altre. e il conduttore del gioco a premi. Cos‚ impostato. Whitaker.

Per esempio. negli esempi di carte (contare le carte) o del problema di Monty Hall i possibili eventi futuri si "riducono" dopo un preciso episodio. l'uscita di una carta modifica le possibili carte che possono ancora uscire. per varie ragioni. Nella formulazione proposta nella sezione precedente. dello 0%. Un rilevante controesempio • fornito dal conteggio delle carte uscite in certi giochi di carte. non importa quale. Cambiando. Per confutare ci† possiamo porci una domanda. ha senso pensare che queste passino automaticamente al 50% solo perch€ il conduttore ha chiesto qualcosa che il giocatore non ascolta neanche? Ovviamente no. Dal momento che la strategia "cambiare" porta alla vittoria in due casi su tre. Cambiando. Nel caso del contare le carte. se il conduttore offre la possibilitƒ di cambiare solo se il giocatore inizialmente ha scelto l'automobile. le chance di vittoria adottando la strategia sono 2/3. qualunque essa sia. che consente ai giocatori di sfruttare a proprio vantaggio l'informazione riguardante eventi passati. Nel caso del problema di Monty Hall. Alcune formulazioni del problema. e deve rivelare una capra. il giocatore vince l'auto.Problema di Monty Hall 241 Soluzione La risposta • s‰. non funziona necessariamente in tutti i giochi. nel terzo scenario il giocatore che cambia non vince. Il conduttore sceglie l'altra capra. o se il conduttore potesse offrire al giocatore di cambiare a seconda della scelta iniziale del giocatore. l'esclusione da parte del conduttore di una scelta certamente "sconveniente" rende attraente la porta rimanente pi… interessante della prima porta scelta quando non si aveva nessuna conoscenza. Nei primi due scenari. Una strategia di soluzione alternativa • considerare che se si suppone di cambiare. il solo caso in cui si perde • quello in cui originariamente si • scelta l'automobile e quindi la domanda del conduttore pu† essere considerata un invito a invertire le probabilitƒ di successo con quelle di insuccesso. diversi testi di probabilitƒ elementare riportano varianti del problema. ovviamente. cambiando il giocatore vince l'auto. non escludono esplicitamente queste possibilitƒ. come illustrato negli esempi che seguono. La soluzione pu† essere illustrata come segue. o se il conduttore scegliesse una porta a caso. Il conduttore sceglie una capra. Il conduttore sceglie l'altra capra. Ci sono tre scenari possibili. Il problema sarebbe diverso se non ci fosse una scelta iniziale. dal momento che si pu† scegliere tra due porte. Ipotizziamo che un giocatore adotti la strategia di non accettare mai l'offerta del conduttore. Dunque. come ad esempio nel lancio di una moneta. Sebbene ignorare il passato funzioni in certi giochi. Se le probabilitƒ di vincita all'inizio sono del 33%. la probabilitƒ di scegliere quella giusta dovrebbe essere pari al 50%. Quello che realmente fa la differenza • la conoscenza del futuro o almeno la restrizione dei possibili eventi futuri. e significativamente quella del settimanale Parade. . Questo tipo di informazione • utile nella soluzione del problema di Monty Hall. ‡ Il giocatore sceglie l'auto. il giocatore trova l'altra capra. Cambiando. il giocatore vince l'auto. il passato possa essere ignorato quando si valutano delle probabilitƒ. ciascuno avente probabilitƒ 1/3: ‡ Il giocatore sceglie la capra numero 1. le probabilitƒ di trovare l'automobile raddoppiano. quindi ne modifica la probabilitƒ. Mentre nel lancio della moneta le probabilitƒ di uscita testa o croce non dipendono dai lanci passati. Aiuti alla comprensione del problema L'obiezione pi… comune alla soluzione • fornita dall'idea che. il giocatore che cambia ha una probabilitƒ di vittoria pari a 2/3 precisamente perch€ il conduttore deve offrirgli la possibilitƒ di cambiare. le chance di vittoria associate alla strategia "cambiare" sono. ‡ Il giocatore sceglie la capra numero 2. la scelta della prima porta e il ragionamento del conduttore circa quale porta aprire si possono trascurare.

il giocatore ha probabilitƒ 1/3 di aver selezionato la porta con l'auto.Problema di Monty Hall 242 Diagrammi di Eulero-Venn La probabilitƒ che l'auto sia dietro la porta restante pu† essere calcolata con l'ausilio del diagramma di Venn illustrato sotto. Si supponga che il conduttore apra la porta 3. dal momento che c'• una sola auto in palio. che resta pari a 1/3. dunque l'intera probabilitƒ di 2/3 delle due porte non selezionate dal giocatore • ora assegnata alla sola porta 2. . aprire la porta 3 implica che l'auto si trova dietro la 2. questa informazione non ha effetto sulla probabilitƒ che l'auto sia dietro la porta originariamente selezionata. Dal momento che pu† solo aprire una porta che nasconde una capra. Ma l'auto non • dietro la porta 3. Dopo aver scelto la porta 1. il che assegna una probabilitƒ pari a 2/3 alle due porte restanti. e non apre una porta a caso. ‡ Osserviamo infine che il problema non cambia se il conduttore anzich€ aprire una porta offrisse al giocatore la possibilitƒ di cambiare la porta scelta con entrambe le altre. per esempio. Si osservi che c'• una probabilitƒ pari a 1 di trovare una capra dietro almeno una delle due porte non selezionate dal giocatore. Un modo alternativo per arrivare a questa conclusione • osservare che se l'auto si trova dietro la porta 2 o dietro la porta 3. In questo caso • evidente che la probabilitƒ • 2/3. come mostrato sotto.

a C vincente e AB perdente.* B: il giocatore sceglie la seconda capra. il giocatore sceglie l'automobile vincendo (1/3). viene scoperta una delle due capre.con una probabilitƒ di vincita di 2/3 (sia A che B).con una probabilitƒ di vincita del 1/3. vincendo (1/3). La probabilitƒ che il conduttore selezioni una porta con dietro la capra posto ("a posteriori") che l'automobile sia dietro la porta 1. La probabilitƒ che il conduttore dello show trovi una capra dietro la porta 3. Si consideri.* C: il giocatore sceglie l'automobile. La probabilitƒ (a priori. Vuoi cambiare la tua scelta?". avendo quindi solo 2 risultati finali. la seconda capra viene scoperta. Perci† essendo partiti da 3 possibilitƒ iniziali.* B: il giocatore aveva scelto la seconda capra. . . la prima capra viene scoperta. le parole dette dal conduttore possono essere tradotte in: "Se hai scelto un'automobile (1/3) ti faccio perdere facendoti scegliere una capra (100%). il caso in cui la porta 3 • stata aperta dal conduttore mostrando una capra. • 1 per ovvi motivi. visto che il conduttore sapeva in anticipo dove si celava l'automobile e pertanto sa quale porta vada selezionata per trovare la capra. • altrettanto chiaramente 1. in cui vi • una capra. cosa che sarebbe accaduta se le situazioni iniziali fossero 3 differenti. cambiando la scelta variano da: A e B perdenti e C vincente. il giocatore sceglie la capra rimanente perdendo (1/3). Vuoi cambiare la tua scelta?". il giocatore sceglie l'automobile vincendo (1/3). Pertanto. di cui due uguali. sfruttando il teorema di Bayes: La probabilitƒ di trovare l'auto cambiando la scelta iniziale. . in modo da avere obbligatoriamente 3 risultati finali di modo che l'apertura di una delle tre porte avrebbe eliminato una delle opzioni finali e iniziali e non solo di quelle iniziali. in quanto l'auto ha a priori la stessa probabilitƒ di trovarsi dietro ciascuna porta. perdendo (1/3). • chiaramente 1/3. La probabilitƒ che l'automobile si trovi dietro la porta 2 (ovvero la probabilitƒ di trovare l'auto dopo aver cambiato la scelta iniziale) • ove A1 • l'evento che l'auto si trovi dietro alla porta 1 e C3 • l'evento che il conduttore selezioni una capra dietro la porta 3. se invece hai scelto una delle due capre (2/3) ti faccio vincere scegliendo l'automobile (100%). Sapendo a priori la soluzione. dopo che il conduttore (onnisciente) ha mostrato una porta con dietro la capra €: Spiegazione del ragionamento intuitivo Analisi della soluzione Per arrivare al ragionamento intuitivo • necessaria l'analisi sotto un altro aspetto delle parole del conduttore: "Apro una delle due porte che non hai scelto.* C: il giocatore aveva scelto l'automobile. e che il concorrente abbia selezionato la porta 1. possiamo rilevare che questo accade solo perch€ dato che i casi di perdita sono due. eliminandone uno. le possibilitƒ. Cambiando la scelta ci accorgiamo che:* A: il giocatore aveva scelto la prima capra. utilizzando il gergo della statistica bayesiana) che l'automobile si trovi dietro la porta 1. che si denota con . perdendo (1/3). Come vediamo inizialmente i casi sono:* A: il giocatore sceglie la prima capra. senza ledere la generalitƒ dell'analisi. le probabilitƒ passano dal 1/3 a 2/3 e non dal 1/3 al 50%.Problema di Monty Hall 243 Teorema di Bayes Un'analisi del problema attraverso il teorema di Bayes rende esplicito l'effetto delle ipotesi sopra indicate.

eliminando la possibilitƒ che la condizione finale correlata alla porta appena aperta si verifichi. La differenza con il problema precedente sta nelle probabilitƒ di perdita o di pareggio. Ora a seconda di cosa sceglierƒ il concorrente. indipendentemente da ci† che ha scelto il giocatore il conduttore aprirƒ una porta. Quindi ti domanda: "Vorresti scegliere la numero 2?" Ti conviene cambiare la tua scelta originale? Dietro ciascuna di tre porte c'• un'automobile o una moto o una capra. Come si pu† vedere. ‡ Cio•. scegliendo la moto. ‡ Il conduttore elimina l'automobile. scegliendo la capra. il suo contenuto non • rivelato. diciamo la numero 1. ciascuno avente probabilitƒ 1/6: ‡ Il giocatore sceglie la capra. e deve offrire al giocatore la possibilitƒ di cambiare la sua scelta.Problema di Monty Hall 244 Il ragionamento intuitivo La situazione che d'intuito ci viene a pensare • questa. il giocatore pareggia. ‡ Il conduttore sceglie la moto. il giocatore perde. e il conduttore del gioco a premi. La soluzione pu† essere illustrata come segue. ‡ Il conduttore sceglie la capra. ‡ Il conduttore aprirƒ una delle porte non scelte a caso. ‡ Il conduttore sceglie l'automobile. che purtroppo induce ogni ragionamento logico collegato a non riuscire a spiegare il problema di Monty Hall: Partiamo dalla situazione che vi • un secondo concorrente a partecipare al gioco a premi per rappresentare la seconda situazione differente da quella del primo. Perci† questa volta • il conduttore a eliminare una possibilitƒ al giocatore. ‡ Il conduttore sa ci† che si nasconde dietro ciascuna porta. il giocatore vince. scegliendo l'automobile. ‡ Il giocatore sceglie una delle porte. dietro un'altra una moto e infine dietro l'ultima. . altrimenti si rischia di confondere nuovamente le situazioni dei due concorrenti. la situazione iniziale. Cambiando. Che cambiamento si ha? Le possibilitƒ di vittoria aumentano? La soluzione al ragionamento intuitivo La risposta • s‰. che aumentano anch'esse fino al 50%. vincerƒ (scegliendo la porta con l'automobile che avrebbe dovuto vincere il primo concorrente). Cambiando. ne apre un'altra. ‡ Il conduttore deve aprire una delle porte non selezionate. Cambiando. il giocatore pareggia. vi sarƒ un pareggio (entrambi vinceranno: il primo concorrente vincerƒ l'automobile e il secondo la moto) oppure perderƒ (scegliendo la capra. La possibilitƒ di pareggio va considerata a s• stante e non come possibilitƒ di perdita. che sa cosa si nasconde dietro ciascuna porta. quindi il giocatore dovrebbe soltanto decidere se fidarsi o no. il giocatore vince. Ci sono sei scenari possibili. avendo tre possibilitƒ differenti. ‡ Il giocatore sceglie l'automobile. impone tre risultati diversi. scegliendo la moto. e al posto di una capra viene messa una moto in una porta. o di cambiare. Cambiando. Cambiando. ‡ Il conduttore sceglie la capra. ‡ Il conduttore elimina la moto. la probabilitƒ che l'automobile si trovi dietro una data porta • identica per tutte le porte. il giocatore perde. le probabilitƒ di trovare l'automobile arrivano al 50%. una capra. Scegli una porta. senza capire la situazione reale. scegliendo la capra. ‡ Il giocatore sceglie la moto. in cui puoi scegliere tra tre porte: dietro una di esse c'ˆ un'automobile. ‡ Il conduttore offre al giocatore la possibilitƒ di reclamare ci† che si trova dietro la porta che ha scelto originalmente. cosa che potrebbe portare uno svantaggio o un vantaggio a seconda del conduttore. Supponi ora di partecipare a un gioco a premi. lasciando vincere il primo concorrente). Cambiando. reclamando ci† che si trova dietro la porta rimasta. diciamo la 3. il primo concorrente ha giƒ vinto la macchina. scegliendo l'auto.

Con probabilitƒ 2/3 trova invece la capra e pu† chiedere al concorrente se vuole effettuare il cambio con la porta rimasta chiusa. si pu† esaminare una variante del problema. che probabilitƒ ha questa evenienza? 1/3. Se mantenesse la scelta resterebbero 2/3 di probabilitƒ. apre la porta. e lo • con probabilitƒ 1/2 nel terzo caso. in questa eventualitƒ cambiare scelta comporta una probabilitƒ di perdere (1/3) due volte maggiore di quella di vincere (1/6). In alternativa. Analogamente. con probabilitƒ 1/3 trova l'auto e il gioco finisce. . ossia assoluta certezza che il conduttore ha aperto la porta con la capra. In questo scenario. Il conduttore elimina a caso uno dei due giocatori. Il conduttore deve eliminare il giocatore 2. • pari a 1. Cambiare scelta comporta perdere. Per rendere pi… palese la differenza rispetto al caso precedente si pu† dire che non si pu† qui ragionare come prima dove il (unico) giocatore arriva sempre al secondo turno (quello del possibile scambio) e la probabilitƒ che abbia selezionato la scelta vincente rimane 1/3. lo stesso ruolo che prima (caso con un giocatore) ricopriva la porta non selezionata dal giocatore n€ eliminata dal conduttore. Cambiare scelta comporta perdere. La ragione: il giocatore che effettuasse lo scambio in questo tipo di gioco vincerebbe se e solo se entrambi i giocatori avessero scelto una porta con la capra. in questa eventualitƒ cambiare scelta comporta una probabilitƒ di perdere (1/3) due volte maggiore di quella di vincere (1/6). ‡ Nessuno dei giocatori sceglie la porta che nasconde l'auto. il conduttore apre una delle due porte rimaste. rispetto all'evento "che il gioco sia proseguito o no". condizionata al fatto che il gioco prosegue. Poich€ non sa cosa c'• dietro. contro i complementari 2/3 della scelta alternativa. tutti con uguale probabilitƒ (1/3): ‡ Il giocatore 1 sceglie la porta che nasconde l'auto. Due giocatori Ad alcuni minuti dalla fine del gioco. Si deve invece notare che nell'istante in cui un giocatore (uno dei due) arriva al secondo turno deve considerare che la probabilitƒ che abbia inizialmente effettuato la scelta giusta si modifica e sale a 2/3. Il giocatore dovrebbe effettuare lo scambio? La risposta • no. ne viene scelto uno a caso). Questo dipende dal fatto che il concorrente ha effettuato la scelta a posteriori. In sostanza il giocatore rimasto riveste in questo caso. Il presentatore elimina il giocatore che abbia scelto una porta con dietro la capra (se lo hanno fatto entrambi.Problema di Monty Hall 245 Varianti Il conduttore non sa cosa ci sia dietro le porte Dopo la scelta del concorrente. dato che la probabilitƒ che nella porta aperta si trovi la capra. Dunque a prescindere da quale giocatore rimanga. il conduttore sceglie due concorrenti a cui proporre "la grande scommessa". ‡ Il giocatore 2 sceglie la porta che nasconde l'auto. in termini di probabilitƒ. Anche in questo caso • conveniente cambiare. Ci ritroviamo quindi nello stesso caso di partenza. svelando la capra e poi offre al giocatore rimanente la possibilitƒ di cambiare la propria scelta. Il conduttore deve eliminare il giocatore 1. Quindi chi mantenesse la scelta fatta inizialmente avrebbe il doppio delle possibilitƒ di vincere. nel secondo caso il giocatore 2 • l'unico rimasto. c'• una probabilitƒ pari a 2/3 di vincere se non si cambia scelta. ci sono tre possibili scenari. Ad ogni giocatore • permesso scegliere una porta (non la stessa) . Cambiare scelta comporta vincere. Dietro a una delle tre porte c'• il premio pi… consistente. Il giocatore 1 • l'unico rimasto nel primo caso. e lo • con probabilitƒ 1/2 nel terzo caso.

Le tre porte sono rimpiazzate da un sistema quantistico che consta di tre alternative. Questa variante del paradosso di Monty Hall si deve a Bapeswara Rao e Rao. pu† quindi cambiare scelta e passare a un'altra porta. Variante nel gioco del bridge Una comune variante del problema • nota ai giocatori di bridge da ben prima che l'articolo della Vos Savant fosse pubblicato. il professore Mickey Rosa propone il problema al protagonista del film.[5] ‡ Un'altra citazione del problema si ha nel telefilm Numb3rs. il giocatore pu† fare ancora meglio. Le regole del gioco possono essere espresse in questo linguaggio. che nasconde una capra. il giocatore sceglie una porta. Tuttavia.[7] ‡ Anche la scrittrice Scarlett Thomas nel suo libro PopCo cita questo problema. Questo procedimento continua fino a che non restano che due porte non ancora aperte: la scelta corrente del giocatore. Tale variante • nota come principio della scelta ristretta. e a che punto del gioco (sempre che cambi almeno una volta)? La migliore strategia •: restare con la prima scelta sino a che non rimangano solo due porte e a quel punto cambiare. in cui aprire una porta e vedere cosa nasconde si traduce in fare una particolare misurazione. „ disponibile in rete un articolo [3] al riguardo. viene illustrato il Problema di Monty Hall. ancora non aperta. che nasconde una capra. Nella letteratura e nel cinema ‡ Questo problema viene citato. esattamente come nel caso classico. dove il giovane protagonista propone il quesito ai lettori. Quante volte dovrebbe cambiare scelta il giocatore. Se il giocatore vuole. e ancora una volta il giocatore pu† scegliere se restare fedele alla propria scelta iniziale o cambiare e optare per una scelta alternativa ("ortogonale"). l'allievo Ben Campbell. diversa da quella attualmente scelta dal giocatore.[9] .[2] Versione quantistica Esiste una versione quantistica del paradosso.[6] ‡ Nel film 21.Problema di Monty Hall 246 n porte Esiste una generalizzazione del problema originale in cui si hanno n porte: nel primo stadio del gioco. ossia l'informazione codificata negli stati di sistemi meccanici quantistici. che illustra alcuni aspetti della relazione tra la teoria dell'informazione classica (non quantistica) e l'informazione quantistica. e un'altra porta. che lo risolve brillantemente. Seguendo questa strategia la probabilitƒ di vincere • . con tanto di due dimostrazioni (intuitiva e matematica). se la posizione del premio non • pienamente casuale in senso quantistico. nel libro di Mark Haddon Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Quindi il conduttore apre un'altra porta. nonch€ un'applet [4] che illustra gli effetti cos‚ descritti. Il giocatore ha quindi la possibilitƒ di cambiare ancora scelta. Quest'ultima strategia ha probabilitƒ di vittoria doppie. e in determinati casi vincere con probabilitƒ pari a uno. definendolo Dilemma di Monty Hall[8] ‡ Nel libro "I conigli di Schr‰dinger" di Colin Bruce. e cos‚ via. Il conduttore aprirƒ allora un'ulteriore porta.

Rubrica "Mathematical Games". New York. 192-193.76. Part 1. Alan H.Il Problema di Monty Hall nel film 21 (http:/ / www. ‡ (EN) Mueser.75. com/ watch?v=wOK48hgYCS4) Scarlett Thomas. Cambridge University Press. Longanesi.Episodio 1. acbl-district13.html (consultata il 25 luglio 2005). V. A Tale of Two Goats. The Mathematical Scientist 17(2). Bhaskara (1992). Princeton.com/ classics/a3_189. 78. Paul J.77. Domenica. [citata in Bohl et al. American Statistician 29(3):134 (Agosto 1975). Steve (1975a). American Statistician 29(1):67 (Febbraio 1975). Monty opens Door #2--no prize. ‡ (EN) Tierney. e Nydick.. Steve (1975b). ‡ (EN) Nahin. Le regole del caso. I conigli di Schr•dinger. de/ qi/ monty/ p.wustl. htm Restricted Choice Article (http:/ / www.. V. htm) http:/ / xxx. com/ problem. PopCo Newton Compton Editori (2007) p. The Straight Dope 2 novembre 1990. 77. Cecil (1990). Mark (2003). Oxford University Press ISBN 978-0-19-536789-8 . Liberatore. Chance Rules in Everyday Life.edu:80/eps/exp/papers/9906/9906001. 1995] ‡ (EN) Adams. letsmakeadeal. The New York Times 21 luglio 1991. 2005). http:// econwpa..Colin Bruce. Robert L. Princeton University Press. The Monty Hall Dilemma Revisited: Understanding the Interaction of Problem Definition and Decision Making (University of Missouri Working Paper 99-06). Ottobre 1959. http://www. On 'Let's Make a Deal. 1‡9. (2000). Understanding Probability. ‡ (EN) Selvin. Debate and Answer?. Matthew J. istruzioni per l'uso.13. Milano. Section 1. Henk (2004).html (retrieved July 5. 180‡182. ‡ Joseph Bertrand (1889). Raffaello Cortina Editore (2006) Bibliografia ‡ (EN) Bapeswara Rao. NJ. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Mark Haddon. On the Monty Hall problem (letter to the editor). Page 1. Jason (2009). Jeffrey S. Scientific American. Journal of Recreational Mathematics 1995. (2006). 89‡94 ‡ (EN) Bohl. gov/ abs/ quant-ph/ 0202120 http:/ / www. Behind Monty Hall's Doors: Puzzle. Parade Magazine 12 (17 febbraio 1990). Duelling idiots and other probability puzzlers. lanl. Donald (1999). or The Importance of Assumptions in Problem Solutions. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte Einaudi.. e Rao. ‡ Haddon. Do you stay with Door #1 or switch to #3?. e Granberg. 79 e 80. John (1991). A three-door game show and some of its variants. The Monty Hall Problem. ‡ (EN) Tijms.Problema di Monty Hall 247 Note [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] http:/ / www.straightdope. M. Martin (1959). org/ artic003. tu-bs. A problem in probability (letter to the editor). Peter R. (1995). ‡ Rosenthal. Einaudi (2003) Numb3rs . youtube. Caccia all'uomo YouTube . ISBN 88-304-2370-X ‡ (EN) Rosenhouse.. Calcul des probabilit‰s ‡ (EN) Gardner.' you pick Door #1. 213-215. Rubrica Ask Marilyn. Column 5 ‡ vos Savant. ISBN 0-691-00979-1 ‡ (EN) Selvin. and a Car. imaph. Marilyn (1990).

Nella questione cos‚ posta l'azione di Dio viene vincolata a quella dell'uomo. nella vita futura. morte e resurrezione del Figlio di Dio • la giustificazione dell'uomo. ottenendo la cosiddetta "adozione filiale". La soluzione del paradosso sta nel non vedere l'incarnazione come finalizzata unicamente al rimedio del peccato originale: in tal caso.000 tentativi (http://utenti.it/base5/probabil/montyhall. il Figlio di Dio si sarebbe lo stesso incarnato in Ges…?" (nella tradizione cristiana scopo principale di incarnazione.htm) ‡ Simulatore giocabile del paradosso (http://www. se Adamo non avesse peccato l'incarnazione non sarebbe dovuta avvenire. cio• la cancellazione del peccato originale). In tal caso. Voci correlate ‡ Paradosso ‡ Paradosso teologico .org/wiki/Monty Hall problem Collegamenti esterni ‡ Simulazione fino a 100. diventare "figli di Dio".eu/content/view/14/27/) Questione ipotetica (teologia) Con "questione ipotetica" si intende un paradosso teologico discusso nella teologia scolastica e successiva: "Se Adamo non avesse peccato.quipo.Problema di Monty Hall 248 Voci correlate ‡ Paradosso delle tre carte Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.taravella.wikimedia. l'incarnazione • necessaria. morte e risurezione del Figlio di Dio gli uomini possono. sia che Adamo avesse o non avesse peccato. Scopo dell'incarnazione • stato la divinizzazione dell'uomo: grazie a incarnazione. il che risulta paradossale in quanto lede l'assoluta libertƒ di Dio che la teologia cristiana gli attribuisce.

‡ Non imposizione (o sovranit‡ del cittadino): qualsiasi possibile preferenza sociale deve essere raggiungibile a partire da un appropriato insieme di preferenze individuali (ogni risultato deve poter essere raggiunto in qualche maniera). Esso dice che. o associazione positiva tra i valori individuali e sociali: se un individuo modifica il proprio ordinamento di preferenze promuovendo una data opzione. indipendenza dalle alternative irrilevanti. monotonicit‚. che consiste nell'attribuire dei punti e fare la somma. mentre in inglese si preferisce la versione estesa per evitare confusione con un ipotetico teorema della freccia. sorprendentemente. dati i requisiti. non • possibile determinare un sistema di votazione che preservi le scelte sociali. il requisito di monotonicitƒ • rimpiazzato da: ‡ unanimit‡ (o criterio paretiano. pi… in generale chiamato una funzione di scelta pubblica. detta conteggio di Borda. pu† condurre a delle scelte ambigue: partendo dalle preferenze individuali. non imposizione. o efficienza paretiana): se ogni singolo individuo preferisce una certa opzione A all'opzione B. Il teorema considera le seguenti proprietƒ. Il teorema di Arrow afferma che se il gruppo di cittadini votanti comprende almeno due individui e l'insieme delle alternative possibili almeno tre opzioni. Illustrazione ed enunciato del teorema Si ipotizzi che una societƒ necessiti di adottare un ordine di preferenze tra diverse opzioni. e la funzione di scelta sociale • applicata ad esse soltanto. e B • preferito a C. Secondo una versione alternativa del teorema di Arrow. di universalit‚. a partire da qualsiasi insieme iniziale di preferenze individuali. ‡ Monotonicit‡.Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow 249 Teorema dell'impossibilit‚ di Arrow Il Teorema dell'impossibilit‚ di Arrow. si vuole arrivare ad una preferenza collettiva pure coerente (se A • preferito a B. allora A deve essere preferita a B anche da parte della funzione di scelta sociale. non • possibile costruire una funzione di scelta sociale che soddisfi al contempo tutti i requisiti sopra enunciati. . Come detto. spiegati pi… avanti. Ciascun individuo della societƒ ha un proprio ordine di preferenza. allora A deve essere preferito a C). Un esempio di una procedura che non pu† soddisfare tutti i requisiti considerati da Arrow • il sistema di voto maggioritario come mostrato dal paradosso di Condorcet. In italiano il nome del teorema non • ambiguo. l'impossibilitƒ di soddisfare simultaneamente tutti i requisiti considerati da Arrow. o semplicemente teorema di Arrow. ma il teorema di Arrow ci dice che ci deve essere un requisito che non • soddisfatto: l'indipendenza dalle alternative irrivelanti. il risultato deve essere compatibile con il caso in cui la funzione di scelta sociale • applicata all'intero set di alternative possibili. che trasformi l'insieme delle preferenze individuali in un ordinamento globale coerente. • un teorema formulato nel 1951 dal Premio Nobel per l'economia Kenneth Arrow nel libro Social Choice and Individual Values. La dimostrazione del teorema comporta. usata nella democrazia rappresentativa. ma non pu† assegnare a tale opzione una preferenza minore (nessun individuo dovrebbe essere in grado di esprimersi contro un'opzione assegnandole una preferenza maggiore). non dittatorialit‚. Il problema • quello di trovare una procedura (per esempio un sistema di voto). che pu† esprimere per esempio tramite un voto. al contempo ignorando le preferenze degli altri. il paradosso di Condorcet mostra che ci† non • sempre il caso per le preferenze collettive. Lo scopo era trovare una qualsiasi procedura di decisione collettiva che potesse soddisfare alcuni requisiti ragionevoli per una scelta non arbitraria. ‡ Indipendenza dalle alternative irrilevanti: se si confina l'attenzione ad un sottoinsieme di opzioni. la funzione di scelta sociale deve promuovere tale opzione o restare invariata. Il paradosso di Condorcet mostra come la votazione a maggioranza. Jean-Charles de Borda ha proposto un'altra procedura. che Arrow ipotizza rappresentare requisiti ragionevoli per un sistema di voto equo: ‡ Universalit‡ (o dominio non ristretto): la funzione di scelta sociale dovrebbe creare un ordinamento delle preferenze sociali deterministico e completo. la quale non ha questo difetto. ‡ Non dittatorialit‡: la funzione di scelta sociale non deve semplicemente seguire l'ordinamento delle preferenze di un individuo o un sottoinsieme di individui.

e poich€ l'ordine individuale • lineare. e la complessit‡ della spiegazione del perch€ sono inaccettabili. Siano V l'insieme dei voti. lo • anche Z. con le ipotesi che abbiamo fatto. A a C. Quindi abbiamo il paradosso di Condorcet. finito. per ogni elettore di 3. se X fa vincere A su B. Vediamo ora che ogni votante di preferisce A a B. Nelle votazioni a maggioranza. Allora. egli vince anche se prende pi… voti. dato un qualunque ordine delle prefenze. allora Y appartiene ad 2. 3. Per le proprietƒ viste prima. per ogni elettore di 4. VB = V . Dunque . ossia un votante che da solo determina il risultato della votazione. Chiamiamo l'insieme degli insiemi decisivi a favore di A. Ogni voto sta in X o nel suo complementare. Data la semplicitƒ delle ipotesi di partenza. un singolo votante. per ogni elettore di B su C. mancando solamente quella della chiusura rispetto all'intersezione. allora A vince su C. Esiste. • equivalente alla chiusura rispetto all'intersezione degli insiemi decisivi di V. delle due l'una: o accettiamo il paradosso di Condorcet. il minimo di tali insiemi di voti • la metƒ pi… uno di V. che • quindi matematicamente impossibile. Tutti e tre sono decisivi. Queste proprietƒ sono molto vicine a quelle di un filtro su V. risulta completamente determinato VB. dunque. O X o il suo complementare • decisivo. Se X • contenuto in Y. consideriamo il caso senza schede nulle o bianche e senza possibilitƒ di pareggio (casi che sono sempre riconducibili a questo eliminando da V i voti nulli o in bianco. per fortuna. Contrariamente a quanto possa sembrare. siano X. Va tuttavia detto che la teoria paretiana dell'efficienza nel liberismo • stata falsificata dal premio Nobel per l'Economia Amartya Sen. in quanto ipotizzare sia la monotonicitƒ che l'indipendenza dalle alternative irrilevanti implica l'efficienza paretiana. E dunque. per† queste forme devono necessariamente rinunciare ad una o pi… delle ipotesi viste in precedenza. Detto VA l'insieme dei voti per A. 250 Formulazione logica Facciamo le seguenti ipotesi. per la proprietƒ 3. che Arrow chiama il dittatore. e B a C. . in quanto non • altro che il complementare. detto X un insieme decisivo per A su V: 1. Quanto sopra • l'enunciato del teorema. e quindi l'esito delle votazioni dipende dall'ordine in cui vengono effettuate. e Y B su C. . e ricorrendo eventualmente al ballottaggio). Per semplicitƒ. Dimostrazione Supponiamo che non sia decisivo. Un'altra ipotesi • che se VA • sufficiente ad A per vincere. • arduo ipotizzare che sia possibile far varare una legge elettorale conforme alle soluzioni prospettate. Entrambe le possibilitƒ sono in contrasto con l'idea istintiva di democrazia rappresentativa. sono possibili alternative che consentano ad una Costituzione di attuare una democrazia rappresentativa senza il paradosso di Condorcet. e B su A (BCA) C su B. e A su B (CAB) C su B. Quindi. anche un filtro principale. che da solo determina il risultato della votazione: egli • l'intersezione di tutti gli insiemi decisivi. In termini matematici abbiamo postulato che. Quindi. per ogni elettore di A vince su B. lo • il suo complementare . gli insiemi decisivi che rispettano la chiusura rispetto all'intersezione formano un ultrafiltro. A e B i candidati. Y e Z rispettivamente i votanti che preferiscono A a B. ogni insieme decisivo comprende un dittatore. vediamo come ogni votante esprimerebbe le sue preferenze: 1. e B vince su C. e dato che l'insieme dei votanti •.VA . oppure in un sistema che esclude questa possibilitƒ. poich€ • decisivo.Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow Tale formulazione • pi… restrittiva. Mostreremo dunque che l'ipotesi della monotonicitƒ. B a C ed A a C. Viceversa. e B su A (CBA) • Allora A vince su B perch€ X • decisivo. ossia che se A vince su B. B vince su C perch€ • decisivo Y e C vince su A perch€ decisivo. e B su C (ABC) 2. Ogni insieme che permetta la vittoria di un candidato (poniamo A) • detto insieme decisivo.

Bill e Agnes concorrono per uno stesso posto di lavoro. tuttavia. ossia rendere meno restrittivo. Ci† potrebbe essere interpretato come un risultato scoraggiante. tale criterio • escluso da diversi meccanismi di voto di comune impiego. Il risultato di Arrow rappresenta uno dei primi approcci alle scienze sociali tramite il formalismo matematico. In conclusione. il teorema di Arrow mostra che il voto • un gioco non banale. che per† richiedono di rilassare una delle condizioni viste all'inizio. Chris. I fautori di sistemi di voto basati su ordinamenti delle alternative affermano che il criterio sarebbe restrittivo senza ragione. Ci† potrebbe apparire non equo a molti. Il teorema. Il teorema di Gibbard-Satterthwaite. giunge alle stesse conclusioni (paradossali) di Arrow. quali l'ottimo paretiano o la richiesta di assenza di imposizioni. In effetti alcuni di essi. per il criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti. Tramite una generalizzazione del metodo ad insiemi di vettori ad n dimensioni. possono apparire banali. applicando lo stesso principio di Arrow. Queste affermazioni rappresentano semplificazioni del risultato di Arrow che non si possono considerare universalmente vere. al campo della politica elettorale.Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow 251 Interpretazioni Il teorema di Arrow • un risultato matematico. o il solo sistema di voto non manipolabile ˆ la dittatura. tuttavia il teorema di Arrow implica che situazioni di questo tipo non possono in generale essere evitate. si potrebbe avere una situazione in cui. Si consideri il seguente esempio: Dave. Ora. e non. sostituisce al criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti un criterio di non-manipolabilitƒ. ad esempio. . e che la teoria dei giochi potrebbe essere impiegata per predire l'esito della maggior parte dei meccanismi di voto. ottiene il posto. dal momento che un gioco non ha necessariamente un equilibrio efficiente (o desiderabile dal punto di vista sociale). Non cos‚. Bill. L'alternativa sarebbe di traslare i risultati ottenuti da Sen nel campo dell'economia. se Dave si ritira. il criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti al fine di risolvere il paradosso. In effetti. si supponga che Agnes abbia un chiaro vantaggio rispetto agli altri concorrenti. tramite questo e altri lavori Kenneth Arrow ha contribuito significativamente all'evoluzione dell'economia politica nel corso del XX secolo nella direzione di un maggior rigore matematico. e che non troverebbe applicazione nella maggioranza delle situazioni concrete. qualunque sistema di voto pu‹ essere manipolato. dimostrando cos‚ l'equivalenza tra il criterio dell'indipendenza dalle alternative irrilevanti e la non-manipolabilitƒ. in base al risultato di Arrow. il Premio Nobel per l'economia Amartya Sen ha mostrato l'impossibilitƒ matematica del liberismo paretiano. ma • spesso espresso in termini non matematici. con affermazioni come: nessun sistema di voto ˆ equo. Arrow usa il termine fair (equo) con riferimento ai suoi criteri. l'economista Herbert Scarf ha mostrato nel 1962 l'inesistenza della mano invisibile per mercati con pi… di due beni i cui prezzi siano interdipendenti. e non Agnes. Conseguenze Nel 1970. Diversi teorici. un tentativo di rilassare le condizioni che portano al risultato di Arrow. hanno proposto di rilassare. cos‚ come in generalizzazioni quali il metodo di Borda.

Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow 252 Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Amartya Sen Mano invisibile Paradosso Paradosso di Condorcet Teorema di Gibbard-Satterthwaite Teorema di May Bibliografia ‡ Arrow. ISBN 8806150901 ‡ Scarf. ‡ Ed. P. C'era una volta un paradosso .E. An analysis of markets with a large number of participants [3]. Princeton University Conference Paper. Yale University Press. K. "The Impossibility of a Paretian Liberal".. Journal of Political Economy. H.. 328‡346. Journal of Political Economy. Arrow's Theorem: The Paradox of Social Choice. 1980 ‡ Odifreddi. ISBN 0300013647. 1950 ‡ Arrow.. A. A Difficulty in the Concept of Social Welfare [1].storie di illusioni e verit‡ rovesciate.J.. sia la versione del 1951 che del 1963. K. 2001. 2003. 78. 1962 ‡ Sen. The Ivy Curtis Press. pp 152-157. Einaudi. A. Etas. Yale University Press. Presente in Recent Advances in Game Theory. Liberamente scaricabile da [2]. Philadelphia.J. Collegamenti esterni ‡ ‡ ‡ ‡ Three Brief Proofs of Arrow•s Impossibility Theorem [4] Discussion of Arrow•s Theorem and Condorcet•s method [5] The Solution to Arrow's problem [6] Sito personale [7] di Herbert Scarf . New Haven. n. 1962.F. 1951. 58.K. Italiana: "Scelte sociali e valori individuali". ISBN 8845312224 ‡ MacKay. Social Choice and Individual Values. 1970..

Nel caso di indipendenza stocastica si ottiene che la probabilitƒ congiunta • pari al prodotto delle probabilitƒ: A volte la probabilitƒ congiunta viene anche indicata con Voci correlate ‡ probabilitƒ ‡ probabilitƒ condizionata ‡ teorema della probabilitƒ assoluta ‡ teorema di Bayes Teorema di Duggan-Schwartz Il Teorema di Duggan-Schwartz fornisce la dimostrazione che ogni sistema elettorale che scelga un insieme non vuoto di vincitori.Teorema della probabilitƒ composta 253 Teorema della probabilit‚ composta Il teorema della probabilit‚ composta deriva dal concetto di probabilitƒ condizionata per cui la probabilitƒ che due eventi si verifichino contemporaneamente • pari alla probabilitƒ di uno dei due eventi moltiplicato con la probabilitƒ dell'altro evento condizionato al verificarsi del primo. La conclusione generale. in quel caso esiste all'incirca un dittatore debole tale che all'incirca uno dei candidati che siano pari merito in cima ai risultati dell'elezione. • la stessa che di solito • data dal teorema di Gibbard-Satterthwaite: i sistemi di votazione possono essere manipolati. . oppure Il sistema • impositivo (alcuni candidati non vincono mai). oppure Ogni preferito dei votanti • nell'insieme dei vincitori. oppure Il sistema • manipolato da un pessimista o da un ottimista Le prime due condizioni sono proibite in qualsiasi elezione onesta. secondo un sistema di preferenze individuali. e dove siano almeno tre o pi… candidati. Il sistema non • anonimo (alcuni votanti sono trattati in maniera differente). 3. sia un vincitore. Il risultato essenzialmente permane anche quando le unioni sono autorizzate nelle votazioni. vale almeno una delle seguenti: 1. la terza condizione richiede che molti candidati si uniscano per la vittoria. 4. Il teorema di Gibbard-Satterthwaite • un teorema che restringe il set di vincitori ad uno. invece che scegliere vincitori. 2. allora. Similmente il Teorema dell'impossibilitƒ di Arrow tratta dei sistemi che danno una lista di preferenza dei singoli candidati.

"Social Choice and the Mathematics of Manipulation". ISBN 0-521-00883-2. un approccio introdotto da Kolmogorov nel 1930 (anche detto approccio assiomatico). Cambridge University Press. "The manipulability of voting systems". Schwartz. 1992. I matematici si riferiscono alle probabilitƒ come a numeri nell'intervallo da 0 a 1. ‡ P • una misura della probabilitƒ in F. „ importante notare che P • definita in F e non in Ã. ognuno dei cui membri si pu† pensare come un potenziale risultato di un esperimento casuale. The American Mathematical Monthly. Teoria della probabilit‚ La teoria della probabilit‚ • lo studio matematico della probabilitƒ. l'insieme di tutte le sequenze di 100 elettori di cui almeno 60 voteranno per un certo candidato viene identitificato con l'"evento" che almeno 60 dei 100 elettori estratti voteranno in quel dato modo. Division of the Humanities and Social Sciences. dove: ‡ • un insieme non vuoto. Una visione astratta della probabilit‚ I matematici ritengono che la teoria della probabilitƒ sia lo studio di uno spazio astratto di probabilitƒ (su cui sono ad esempio definite le variabili casuali o aleatorie). Per esempio. 1st edition (2005). Le probabilitƒ sono assegnate ad eventi secondo gli assiomi della probabilitƒ. eventi indipendenti. Con à numerabile possiamo definire F := insieme di potenza(Ã) che • banalmente una sigma-algebra ed il pi… grande che si possa creare usando Ã. caratterizzabile dunque da una variabile aleatoria. e l'unione di ogni sequenza (finita o infinita numerabile) di eventi • un evento. il suo valore numerico • • diverso da zero). Per esempio. Schwartz. ‡ Alan D. a volte chiamato spazio campionario. ‡ • una sigma-algebra di insiemi di i cui elementi sono chiamati eventi. Si definisce questo tipo di spazio probabilistico uno spazio probabilistico continuo e ci porta . cio• una misura tale per cui P(Ã) = 1. pu† essere visto pi… chiaramente osservando Due concetti cruciali nella teoria della probabilitƒ sono quelli di variabile casuale e di distribuzione probabilistica di una variabile casuale. Quindi dobbiamo usare una sigma-algebra F pi… piccola (per esempio l'algebra di Borel di Ã). La probabilitƒ che un evento dato condizionale di dato avvenga dato il verificarsi noto di un evento (finch€ and • la probabilitƒ condizionata di . assegnati ad "eventi" la cui ricorrenza • casuale.Teorema di Duggan-Schwartz 254 Riferimenti ‡ J. allora l'insieme di tutte le sequenze dei 100 votanti sarebbe lo spazio campionario . 17 (2000). pp. Vol. ‡ Alan D. In uno spazio discreto possiamo quindi omettere F e scrivere solo (Ã. Uno spazio di probabilitƒ • una terna . vuol dire descriverlo in termini di densitƒ di distribuzione di probabilitƒ e dei suoi parametri di media o valore atteso e varianza. Chapter 4: Non-resolute voting rules. allora ed sono detti . April 2002. Taylor. Working Papers 817. Dire che F • una sigma-algebra implica necessariamente che il complemento di ogni evento • un evento. Social Choice and Welfare. "Strategic manipulability is inescapable: Gibbard-Satterthwaite without resoluteness". Duggan and T. ‡ J. In altri termini descrivere in termini probabilistici o statistici una fenomeno aleatorio nel tempo. se 100 votanti devono essere estratti a caso tra tutti i votanti di un insieme e ad essi viene chiesto per chi voteranno. California Institute of Technology. Che questa relazione tra che • la stessa cosa che dire sia simmetrica. P) per definirlo. "Strategic manipulability without resoluteness or shared beliefs: Gibbard-Satterthwaite generalized". Se d'altra parte à • non numerabile e si usa F = insieme di potenza(Ã) cadiamo nella difficoltƒ di definire la nostra misura di probabilitƒ P perch€ F • 'immenso'. Duggan and T. 85-93. Taylor. Se la probabilitƒ • la stessa della probabilitƒ ("non condizionale") di .

wikimedia. questi sono frequentisti. Nelson Edward (1987) Radically Elementary Probability Theory Yuri A. 3rd ed. Per esempio. Una variabile casuale • una funzione misurabile in Ã. Pierre S. vedi algebra delle variabili casuali. New York 1995. e la notazione P(X “ 60) • un'abbreviazione di P({ ° in à : X(°) “ 60 }). o a sottoinsiemi di popolazione in relazione al tutto. Altri assegnano probabilitƒ a proposizioni incerte o secondo gradi soggettivi di confidenza nella loro veritƒ. Un Bayesiano pu† assegnare una probabilitƒ alla proposizione che c'era vita su Marte un miliardo di anni fa. 255 Filosofia delle applicazioni della probabilit‚ Alcuni statistici assegneranno delle probabilitƒ solo agli eventi che si pensano essere casuali. John Wiley & Sons. l'insieme { ° in à : X(°) “ 60 } • un "evento". Kluwer. un frequentista non assegnerebbe una probabilitƒ a tale proposizione. (1933) Grundbegriffe der Wahrscheinlichkeitrechnung. Jeffreys Harold (1939) The Theory of Probability Kolmogorov Andrey N. Per una alternativa algebrica all'approccio di Kolmogorov. Voci correlate ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Probabilitƒ Misura di probabilitƒ Funzione di probabilitƒ Valore atteso Evento Assiomi della probabilitƒ Variabile casuale.org/wiki/ Category:Probability theory . Probability and measure. il numero di elettori che voteranno per un dato candidato nel campione di 100 dell'esempio precedente • una variabile casuale. Rozanov (1995) Probability Theory. o a livelli logicamente giustificabili di confidenza nella loro veritƒ. in base alle loro frequenze relative.. Laplace. distribuzione di probabilitƒ Indipendenza statistica Bibliografia ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Billingsley Patrick. (1812) Theorie Analytique des Probabilit‰s. ISBN 0-7923-3764-6 Altri progetti ‡ Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons. Tali persone sono Bayesiani. dal momento che questo • incerto.Teoria della probabilitƒ alcuni problemi nella teoria della misura quando proviamo a definire P. ISBN 0-471-00710-2. Se X • una variabile casuale. Random Processes and Mathematical statistics. poich€ non si tratta di un evento casuale che abbia una frequenza relativa a lungo termine.

Tertium non datur 256 Tertium non datur Tertium non datur (traduzione: un terzo (o una terza) non ˆ dato/a) • una locuzione che appartiene al repertorio delle celebri frasi in lingua latina entrate a pieno diritto nel patrimonio culturale mondiale e non solo in quello italiano. non lo • il suo contrario. per il quale se una proposizione • vera.• piuttosto semplice: dove datur • la terza persona singolare passiva del verbo dare (quindi = "• dato") e tertium figura come aggettivo neutro (perci† non indicativamente maschile oppure femminile) sostantivato.nella sua secchezza e laconicitƒ . Esso si trova giƒ formulato nella Metafisica di Aristotele. Non • in altre parole possibile che due proposizioni contrarie siano entrambe non vere. esistono logiche alternative che negano esplicitamente la sua validitƒ. „ importante evidenziare che questo principio si differenzia dal principio di non contraddizione (o di consistenza). Sta a significare che una terza soluzione (una terza via. Si potrebbe leggere quindi come: Non ci sono altre possibilit‡ eccetto queste due. Il principio del tertium non datur implica ed • pi… generale del principio di non-contraddizione.in particolare attraverso la scuola intuizionista .non ne dƒ oggi per scontata l'autoevidenza. La fondazione della matematica . fatto che a priori non esclude che entrambe possano essere non vere. L'articolazione della frase . che afferma che una proposizione P • o vera o falsa. di cui non • un sinonimo. ad esempio la logica fuzzy. La negazione non compare con lo stesso uso che ne fa la lingua italiana. Voci correlate ‡ Locuzioni latine . non esiste una terza possibilitƒ (Tertium non datur). Principio del terzo escluso L'espressione entra nella formulazione del principio logico del terzo escluso. Anzi. o possibilitƒ) non esiste rispetto a una situazione che paia prefigurarne soltanto due.

se B={y} e A={x}. In particolare. Questa definizione. Trattamento discreto Il punto di partenza • la definizione di probabilitƒ condizionata: dati due eventi A e B. inoltre due variabili casuali con queste caratteristiche sono uguali quasi certamente. cio• il suo modulo |Y| ha media finita. Il valore atteso condizionato pu† essere interpretato come la miglior approssimazione che • possibile fare di X data l'"informazione" contenuta nella ”-algebra : cos‚ come la media E[X] minimizza la funzione quando c • un numero reale (ovvero una funzione misurabile sulla ”-algebra banale condizionato minimizza tra le variabili casuali ). la probabilitƒ di A dato B • Allo stesso modo si pu† estendere la probabilitƒ condizionata quando A e B sono esiti di due variabili casuali: (se il denominatore • diverso da 0. Per eliminare queste difficoltƒ la definizione prende strade diverse. • consistente solamente nel caso in cui X e Y siano discrete. un valore atteso condizionato di X rispetto a • una variabile Tale risultato pu† essere dimostrato a partire dal teorema di Radon-Nikodym. in quanto la probabilitƒ che Y sia un certo valore y (cos‚ come quella che X sia x) • sempre 0. ‡ Y • in L1. di un valore atteso condizionato. cos‚ il valore -misurabili. si ha che. pu† essere mediato: definendo quindi E[X|Y] come quella variabile casuale che vale E[X|Y=y] quando Y=y.Valore atteso condizionato 257 Valore atteso condizionato Nella teoria della probabilitƒ. 0 altrimenti). in tal caso si scrive . oppure tramite un argomento di approssimazione. per ogni variabile casuale integrabile X e per ogni ”-algebra. e quindi possono essere considerate sostanzialmente "le stesse". tuttavia. Definizione Data una variabile casuale X e una ”-algebra casuale Y tale che ‡ Y • misurabile rispetto a . Il risultato fondamentale che rende questa definizione sensata • l'esistenza. ma perde di senso quando sono continue. Ovviamente questa . il valore atteso condizionato (o media condizionata) di una variabile casuale • il suo valore atteso rispetto ad una distribuzione di probabilitƒ condizionata. lasciando fisso y. La definizione • consistente con quella elementare se si pone cio• se si considera la ”-algebra generata dalla variabile casuale Z. ‡ per ogni (1 • la funzione indicatrice).

Valore atteso condizionato interpretazione pu† essere data solo quando X appartiene a L2. come nel caso in cui X • una variabile casuale definita da un parametro che • anch'esso causale. e verifica i teoremi della convergenza monotona. Cambridge Mathematical Textbooks. allora Bibliografia ‡ David Williams. lineare. se le Xn sono positive e la successione • crescente verso X.) Un'altra caratteristica • la "proprietƒ della torre": se sono due ”-algebre. 1991. ISBN 978-0-521-40605-5 Voci correlate ‡ Martingala (matematica) . Probability with Martingales. allora Un'altra proprietƒ fondamentale • la possibilitƒ di calcolare una media attraverso il condizionamento: per ogni variabile casuale X e per ogni ”-algebra si ha formula che • utile nel calcolo di alcune medie. 258 Propriet‚ Il valore atteso condizionato verifica tutte le maggiori proprietƒ del valore atteso: • positivo (cio• se allora ). (Ad esempio. X potrebbe essere una variabile casuale binomiale in cui il numero di lanci • una variabile di Poisson.. della convergenza dominata e il lemma di Fatou quando le ipotesi sono verificate dalla successione {Xn}: ad esempio.

Tartarox. Tirinto. Guido Magnano. Tridim. Frazzone. Matgio. Lingtft. Twice25. Ignlig. Pyotr. Wiso. AKappa.gf. Pokipsy76. Marcok. Phantomas.wikipedia. Shivanarayana.Ierna. Helios. Filos96. Marcok. Orion21. Medan. Ita01. Antonio F. Llayumri. Pracchia-78.wikipedia. Qbert88. Stemby. Piddu. Cesalpino. Chietta. Llorenzi. Salvatore Ingala. Sailko. Ricesco. Gragusa. Ylebru. L736E. Evan60. Pegua. Hill. Dommac. Buggia. Hellis. 14 Modifiche anonime Beni di Giffen ¦Fonte:: http://it.php?oldid=45818450 ¦Autori:: Alberto da Calvairate.org/w/index. 7 Modifiche anonime Giovanni Buridano ¦Fonte:: http://it. Poldo328. Egretta. Papesatan. Mediatime. cerberus. Maxzamboni. Ostilio. Parerga. Tenebroso.it. Zo.org/w/index. Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff. Sbisolo. Gabriele85. Cog.uniroma1. Gatto Nero. Rosanova. Phantomas.C. Vmoscarda. Webinkiostrer. Xander2k. Metaphysicus. Felyx. Retaggio. Shivanarayana. Toobaz. Acolleoni. Incola. Unriccio. Mr buick. Maitland. F. Iron Bishop. Nemo bis. Krzysiulek. Paolovenezia. Fioravante Patrone. Fale. Franz Liszt. Ianezz. Luckyz. Guerrinho. Bonarma. Carlo. Helios. Snowdog. Ylebru. Twice25. Fale. Trevinci. 46 Modifiche anonime Indipendenza stocastica ¦Fonte:: http://it. Hobione. Rescartino.php?oldid=37076182 ¦Autori:: Agosteeno. 5 Modifiche anonime Aristotele ¦Fonte:: http://it. Rossa1. ViciDig. Ciro07. Number 21. No2. Freude.wikipedia. Senza nome. Borce. Labba94.gf. DixonD. Kibira. Felyx. Bizio.95. Fredericks. Massimiliano Lincetto. Firegas. Simone. Resigua. Earcar. Nchiriano. Simone. Ask21. Truman Burbank. Filippo Cant…. Ignlig. Alec.php?oldid=46365846 ¦Autori:: A. Shivanarayana. Francescorussig. 38 Modifiche anonime Algebra di Boole ¦Fonte:: http://it. Nemo bis. Emisin. Chem. Mess. 48 Modifiche anonime Elenco di paradossi ¦Fonte:: http://it. Kibira. Utente. AndreA. Simone. Twice25. Marcok. Snowdog. Airon90. L'alchimista. Leitfaden. Gabrio. MapiVanPelt.org/w/index. Ippogrifo. TierrayLibertad. Cosoleto. Phantomas. Fabio Vescarelli. Guido Maccioni. Ylebru. Adert. Mark91. Aushulz.lippi.txt.. Beetstra. Gierre. Maurice Carbonaro. Marimal.Vampa. Domyinik. Starwars. Webwizard. Piddu. No2. DaÅjo. Salvatore Ingala. Hrundi V. Antiedipo. Aushulz. Pracchia-78. Gragusa.wikipedia.unisannio. Guidomac. Pietrodn.snoopy. Fiaschi. Snowdog. Oile11. Lacurus. Davide. Sailko.awt. Ary29. Alberto da Calvairate. OrbiliusMagister. Hellis. SkedO.org/w/index.wikipedia. Eumolpo. DaniDF1995. Marco Bernardini. 7 Modifiche anonime Insieme sfumato ¦Fonte:: http://it. Bramfab. Blakwolf. GiorgioWiki. UncleZeiv. Septem. Bjankuloski06it. Karloff. pppfree166-188-bz. Rossa1.org/w/index. MartinoK. Davser. Kar. Alonso 4ever. DixonD. Alecobbe. Oroxon. Retaggio. Guybrush Threepwood.php?oldid=45015411 ¦Autori:: *Raphael*. Bonavolontƒ rocco. TheLondoner. Vituzzu. Frieda.wikipedia. Blakwolf. Maryam Toumi. AD10492.wikipedia. Marko86.wikipedia. Phantomas. Toobaz. Mac'ero. Vmoscarda. Tomi. Iron Bishop. ^musaz.wikipedia. 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1437-1439dettaglio.jpg ¦Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.svg ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Licenza: GNU Free Documentation License ¦Autori:: Fir0002.org/w/index.php?title=File:Buttered_cat.png ¦Licenza: logo ¦Autori:: Bobit.org/w/index. Ricordisamoa Immagine:Penrose triangle. Rei-artur.org/w/index.PNG ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: User:HappyApple File:Strozzatura.org/w/index.jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: Cirt.wikipedia. Harp.svg ¦Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.svg ¦Fonte:: http://it.png ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: Reame Immagine:Wikisource-logo.org/w/index.wikipedia File:bertrand1-chords.wikipedia.php?title=File:Aristotle_tutoring_Alexander_by_J_L_G_Ferris_1895. Rocket000. Fotinakis at en.wikipedia.wikipedia.wikipedia.jpg ¦Fonte:: http://it.wikipedia.wikipedia.php?title=File:XNOR_ANSI.wikipedia.org/w/index.wikipedia. 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Robyvecchio Immagine:William of Ockham .php?title=File:Egg_in_straw_nest.jpg ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Licenza: GNU Free Documentation License ¦Autori:: Bukk.png ¦Fonte:: http://it.org/w/index.php?title=File:Wikiquote-logo.php?title=File:Schema_Sillogismo.jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: Holycharly.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: jjbeard File:XOR ANSI.org/w/index.org/w/index.jpg ¦Licenza: Copyrighted free use ¦Autori:: Christaras A File:Aristotle tutoring Alexander by J L G Ferris 1895.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: Sakurambo File:SegmentoDoppio.png ¦Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2. Mess File:Venturifixed2.png ¦Fonte:: http://it.wikipedia.svg ¦Fonte:: http://it.php?title=File:Aristotle_by_Raphael.wikipedia.php?title=File:Impossible_cube.wikipedia.wikipedia.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: jjbeard File:XNOR ANSI.svg ¦Licenza: GNU Free Documentation License ¦Autori:: Original uploader was Timecop at en. Dsmdgold.php?title=File:CiceroBust.php?title=File:Aristotle_Altemps_Inv8575.1.svg ¦Fonte:: http://it.svg ¦Fonte:: http://it. Rocket000. Bromskloss.org/w/index.php?title=File:Ancient_stagira_greece_01.php?title=File:Strozzatura. Ies.0.svg ¦Fonte:: http://it.org/w/index. 4 Modifiche anonime File:Egg in straw nest.org/w/index.jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: W.org/w/index. 1 Modifiche anonime File:bertrand1-figure. Norro Immagine:Vanished line paradox.php?title=File:NAND_ANSI.org/w/index.php?title=File:NOT_ANSI. Doodledoo.wikipedia.php?title=File:William_of_Ockham_-_Logica_-_1341.org/w/index.5 ¦Autori:: Original uploader was Sakurambo at en.wikipedia File:bertrand2-figure.svg ¦Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 3.org/w/index.wikipedia. 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Dencey.php?title=File:Penrose_triangle. Leinad-Z. Melancholie.org/w/index. Lobo.org/w/index.jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: User:Infrogmation File:Aristotle Altemps Inv8575.php?title=File:BlackHole. Man vyi.php?title=File:Wiktionary-ico-de.wikipedia File:bertrand3-scatterplot.wikipedia .org/w/index.php?title=File:Birthday_Paradox.PNG ¦Fonte:: http://it.gif ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: Original uploader was Trekky0623 at en.svg ¦Fonte:: http://it. Howcheng. Mxn.php?title=File:Venturifixed2. Vanderdecken.svg ¦Fonte:: http://it.svg ¦Licenza: Creative Commons Attribution-Sharealike 2.2. Gary M.svg ¦Fonte:: http://it.wikipedia Later version(s) were uploaded by Ciphergoth2.jpg ¦Fonte:: http://it.JPG ¦Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.svg ¦Licenza: logo ¦Autori:: SVG version was created by User:Grunt and cleaned up by 3247.php?title=File:Schrodingers_cat.wikipedia.Logica .jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: User:Jastrow File:Schema Sillogismo. Dbc334.1341.png ¦Licenza: Public domain ¦Autori:: Ggg._1437-1439dettaglio.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: jjbeard File:AND ANSI.wikipedia.JPG ¦Fonte:: http://it.wikipedia.Fonti._platone_e_aristotele_o_la_filosofia.php?title=File:Deliberations_of_Congress.org/w/index.svg ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Fonte:: http://it.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: jjbeard File:OR ANSI.php?title=File:Wikisource-logo. Immagine:Wiktionary-ico-de.wikipedia. Shellabella17.PNG ¦Licenza: Public domain ¦Autori:: Vmoscarda File:Effetto venturi.2.svg ¦Fonte:: http://it.svg ¦Fonte:: http://it. Elian.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Aristoteles_Statue.0 Unported ¦Autori:: sailko File:CiceroBust.org/w/index.org/w/index.php?title=File:Corvus_corax_(FWS).0 ¦Autori:: Rajkiran g File:Schrodingers cat.png ¦Fonte:: http://it.php?title=File:Blivet. Snowdog File:Birthday Paradox.gif ¦Fonte:: http://it. Saibo Immagine:Wikiquote-logo.png ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: AnonMoos.PNG ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: Stolz. luca della robbia.wikipedia File:bertrand2-scatterplot.png ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: ALE!. created by Reidab. Keraunoscopia.org/w/index.org/w/index.php?title=File:XOR_ANSI.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Bertrand2-scatterplot.svg ¦Fonte:: http://it.org/w/index.wikipedia.wikipedia.php?title=File:Tubo_di_venturi.wikipedia. Maderibeyza.wikipedia.org/w/index.wikipedia.org/w/index.php?title=File:SegmentoDoppio. Pe-Jo.org/w/index.php?title=File:Quattro_elementi. Nishkid64.php?title=File:Bertrand1-figure.php?title=File:Missing_square_puzzle.org/w/index.0 Unported ¦Autori:: fullofstars Immagine:Impossible cube.php?title=File:Fuzzy_logic_temperature_en.wikipedia. Qwertyytrewqqwerty. ViciDig Immagine:Corvus corax (FWS). 1 Modifiche anonime File:Deliberations of Congress.org/w/index.0 ¦Autori:: Oroxon File:Quattro elementi. licenze e autori delle immagini Immagine:Commons-logo.org/w/index.wikipedia. based on the earlier PNG version.wikipedia.PNG ¦Fonte:: http://it.wikipedia File:bertrand1-scatterplot.svg ¦Fonte:: http://it.php?title=File:Commons-logo.php?title=File:NOR_ANSI.php?title=File:Impossible_staircase. Jeffq. Guillom. Immagine:Impossible staircase.svg ¦Fonte:: http://it. Shakko.wikipedia.0.svg ¦Licenza: logo ¦Autori:: Nicholas Moreau File:Tubo di venturi.wikipedia.org/w/index.wikipedia.jpg ¦Fonte:: http://it.php?title=File:OR_ANSI.wikipedia. Nodulation. 11 Modifiche anonime File:NOT ANSI.php?title=File:Missing_Square_Animation.5 ¦Autori:: Original uploader was Sakurambo at en.svg ¦Fonte:: http://it.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: jjbeard File:Buffer ANSI.svg ¦Fonte:: http://it.php?title=File:Bertrand3-figure.png ¦Fonte:: http://it.0 Unported ¦Autori:: Daphni File:Formella 21.php?title=File:Bertrand1-scatterplot.wikipedia.wikipedia.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: -xfi-.jpg ¦Fonte:: http://it.svg ¦Fonte:: http://it.jpg ¦Licenza: GNU Free Documentation License ¦Autori:: Guam.org/w/index.svg ¦Licenza: Public Domain ¦Autori:: jjbeard File:Aristotle by Raphael. RedCoat.jpg ¦Fonte:: http://it. St0rm.svg ¦Licenza: GNU Free Documentation License ¦Autori:: JamesCrook.jpg ¦Licenza: GNU Free Documentation License ¦Autori:: Eio.jpg ¦Fonte:: http://it.wikipedia.wikipedia Image:BlackHole.wikipedia. 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